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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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IN EVIDENZA

Le spigole di Speciale ci sono costate 32.000 euro. La Corte dei Conti vuole il rimborso dei voli privati dell'ex capo della Finanza.  Si fece portare il pesce anche durante le vacanze in baita ad agosto a Passo Rolle. Coinvolto nella richiesta di danno erariale anche il generale Ugo Baielli. di CARLO BONINI (La Repubblica 30-3-2008

 

A VOLTE ritornano. Le spigole. Le gite a scrocco verso il sole e la neve immacolata delle Dolomiti di passo Rolle. La Procura generale della Corte dei conti ha chiuso l'istruttoria sulla gestione privata degli Atr-42 in forza alla Guardia di Finanza del suo ex comandante generale Roberto Speciale. E gliene chiede il conto. Fanno 3.885 euro per ogni ora di volo abusiva sulla tratta Pratica di Mare-Bolzano.

Cui va aggiunto "il danno di immagine al Corpo e alle Istituzioni" che verrà quantificato nel corso del giudizio di responsabilità contabile. A spanne, diverse decine di migliaia di euro. "Per una condotta - scrive il procuratore Angelo Canale nel chiudere l'indagine - illegittima e illecita", di cui l'ex comandante generale risponderà economicamente in solido con il generale Ugo Baielli, all'epoca comandante del gruppo aeronavale delle Fiamme Gialle e oggi in pensione.

La chiusura dell'indagine è stata notificata a Speciale ai primi di febbraio. Quando l'opportunità di una sua candidatura alla Camera con il Partito della Libertà in Umbria divideva ancora il centro-destra. Oggi, che l'uomo ha già incassato un seggio sicuro (è numero tre di lista), è facile prevedere diventerà occasione per gridare alla persecuzione giudiziaria. Naturalmente, a dispetto dei fatti, che, nell'istruttoria della Corte dei Conti, appaiono incontrovertibili nel confermare documentalmente le circostanze di cui "Repubblica" diede conto l'11 ottobre 2007 e per le quali Speciale è al momento indagato per peculato dalla procura militare di Roma.

Cinque mesi fa, il generale si indignò "per una campagna di stampa infondata e di intollerabile violenza". Non negò la sua presenza e quella delle signore al seguito sulle nevi di passo Rolle (febbraio 2005), né la cassa di spigole aviotrasportata per accendere di sapori le notti in baita. Ma, sfidando il grottesco, pensò bene di riscrivere il canovaccio della storia. Con qualche bugia che oggi mostra quanto corte avesse le gambe. "A Passo Rolle - disse il generale - ero andato per motivi d'ufficio. Per salutare la componente alpina". E il pesce fu un impegno solenne "con i miei finanzieri", "da padre, prima che da comandante", "perché mi avevano confidato di non poterne più di mangiare soltanto wurstel".

Peccato, che quando le spigole si involarono per le Dolomiti, a passo Rolle di uomini stracchi di wurstel non ve ne fosse nessuno, se non quelli costretti al lavoro para-alberghiero imposto dalla presenza nella foresteria del Corpo dell'allora comandante generale e della sua corte. La Procura generale della Corte dei conti ha infatti accertato che, in quello scintillante 2005, Roberto Speciale raggiunse passo Rolle in due occasioni. La prima (in febbraio) per una gita sulla neve ("Repubblica" la documentò con un video). La seconda (in agosto) per una passeggiata tra le margherite e uno sfizio di pesce.

Il comandante generale - scrive il procuratore Angelo Canale - raggiunse la foresteria di passo Rolle il 20 agosto 2005 per trascorrervi "una settimana di ferie". Nessun impegno istituzionale, nessuna premurosa visita alla truppa infreddolita lungo il confine. Una semplice vacanza a spese del Corpo. Per la quale, sia in andata che in ritorno, "non utilizzò, come sarebbe stato opportuno, mezzi propri" (un volo di linea o un treno per Bolzano), ma l'Atr-42 che aveva eletto a suo personal jet, "disponendo che ne venisse predisposta la riconfigurazione per trasporto passeggeri".

Il 20 agosto 2005, dunque, Speciale raggiunge Bolzano in Atr-42 con il suo seguito e di qui Passo Rolle. Si accomoda in baita, dove avverte presto il desiderio di pesce fresco. Alza il telefono e parla con il generale Ugo Baielli, comandante dell'aeronavale, il quale provvede. La mattina del 25, all'aeroporto militare di Pratica di Mare viene comandato di servizio il maggiore Aldo Venditti, in forza al gruppo di "Esplorazione marittima" (sorveglianza delle coste contro il contrabbando), con un ordine che - secondo quanto accerteranno sia la Procura generale della Corte dei Conti, sia la Procura militare - dispone l'immediato decollo dallo scalo laziale alla volta di Bolzano di un Atr-42 per "trasporto autorità".

Il povero maggiore Venditti attende sulla pista fiducioso l'arrivo della "Autorità". Non è la prima volta che fa da aero-taxi, non sarà l'ultima. Epperò non se ne vede l'ombra. L'Autorità, infatti, è una cassa di spigole. Per Venditti è troppo. Come racconterà ai magistrati, va bene l'autista, ma non lo spallone di pesce. Si rifiuta di mettersi alla cloche perché ciò che è scritto nel piano di volo è semplicemente un falso. Baielli gli rinnova l'ordine, questa volta - annota la Procura - motivando il trasporto con "esigenze di natura operativa". L'Atr-42 decolla per Bolzano. Speciale può godere della sua grigliata.

Scrive il procuratore Angelo Canale con una prosa che da incredula si fa indignata. "E' documentalmente provato che il velivolo Atr-42 è stato impiegato per il trasporto di pesce fresco con una disposizione che non può essere altrimenti definita che illegittima e illecita". Che ha umiliato chi l'ha subita e dovrebbe far vergognare chi l'ha impartita. Roberto Speciale. Lo stesso uomo che, non più tardi di venerdì scorso, si è abbandonato alla vanità di un ritratto di "Italia Oggi", in quel di Perugia, dove ha stabilito il suo quartier generale di candidato del Pdl. Per far sapere che "come ho detto a Fini, senza preti e senza militari non si vince". "Che il suo telefono squilla senza sosta con chiamate da tutta Italia, ma lui non è lo Spirito Santo". Soprattutto, che si vendicherà, perché "nella Guardia di Finanza molti appoggiano la mia candidatura, mentre chi mi ha tradito la teme".
(30 marzo 2008)



Report "Costi dei politici"

Bipolarismo all'italiana, scontro tra i candidati ( da "Trentino" del 30-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Tra noi c'è magari difficoltà di comunicazione tra persone, ma condivisione delle idee. Dio, patria e famiglia. Molinari: I candidati al Senato fanno riferimento a pd, c'è un'alleanza su scala nazionale. La campagna elettorale serve proprio a chiarire, i manifesti contengono tutti i simboli dei partiti del centrosinistra.

La scheda ( da "Nuova Venezia, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Mirano futura Residenza: Mirano Titolo di studio: perito commerciale Professione: artigiano Hobby: motori Attore preferito: Steven Seagal Ultimo libro letto: "La Casta" di Stella e Rizzo Ultimo film visto: "The Passion" di Mel Gibson Viaggio preferito: Africa Auto posseduta: Fiat 500 d'epoca Ultima dichiarazione dei redditi: 19.000 euro.

Un attacco da far invidia alle grandi ma dietro orlandi è costretto ad arrangiarsi - claudio onofri ( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: mentre Di Vaio, con i suoi 247 gettoni, non può essere contemplato, chiamato in causa per soli 871'), si allineava in avvio a formazioni che ora distanzia di ben 11 punti, con una performance veramente notevole. Il dato, sia chiaro, non pretende avere valore assoluto (il Livorno, al comando come abbiamo visto in quel tipo di graduatoria,

Imposte e bilancio questa sera in consiglio ( da "Provincia di Cremona, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che fa capo al consigliere di minoranza Pierantonio Ventura. Verrà inoltre confermato l'importo del gettone di presenza corrisposto ai consiglieri comunali per il 2008, confermato come nel 2007 in 16 euro per ogni seduta consiliare; una conferma anche per il regolamento e l'aliquota dell'addizionale Irpef che, dopo l'aumento di tre punti dello scorso anno,

Bettola, arrivano i marciapiedi in viale Vittoria ( da "Libertà" del 30-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: fare i conti in sede di predisposizione del bilancio di previsione e pluriennale. "Abbiamo dovuto affrontare questo problema", ha affermato il sindaco Mazza, che ha decurtato del 50 per cento il suo gettone di presenza E' un bilancio (che pareggia a 3 milioni e 753mila euro) che è stato fatto centellinando le risorse, limitando comunque al massimo il carico fiscale per i cittadini,

IL LEADER della lista di minoranza Per Cambiare Carlo Diotallevi spie ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 30-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: "La maggioranza non ha nemmeno avuto il coraggio, o meglio la decenza, di approvare un nostro emendamento che azzerava i gettoni di presenza a tutti i consiglieri e destinava i relativi importi alle manifestazioni "Notte Bianca", "Mondolfo Di Vino", e "Colle-Marathon" e al ripristino della "Pesca con la Tratta".

Noi presenteremo proposte precise per la riduzione dei costi della politica. Saranno il contrario dell'antipolitica ( da "Unita, L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stai consultando l'edizione del "Noi presenteremo proposte precise per la riduzione dei costi della politica. Saranno il contrario dell'antipolitica".

Indennità e gettoni di presenza per sovvenzionare servizi alla cittadinanza. E' nella razionali ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 30-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sistemeremo poi i campetti di Scalo e Largo Cenci". E mentre per i più piccoli l'Amministrazione pensa all'acquisto di uno scuolabus, mantenendo gratis il servizio di trasporto, per gli ultra 65enni gli amministratori di maggioranza, cedendo i propri gettoni di presenza, confermano il servizio di trasporto, in convenzione con la Croce Verde Sabina,

SULMONA - Per conoscere un po' meglio i sei candidati a sindaco della città cara a ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 30-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: curato da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo". Silverio Gatta (La Sinistra arcobaleno): "Quando perdo le staffe mi calmo passeggiando. Magari in campagna dove si riesce a far pace con il mondo guardandosi attorno: ci sono così tante cose belle. Il Libro? Sono un fan di Camilleri, pertanto ho appena terminato "Il Tailleur grigio"".

<Adesso Bossi si accorge che per realizzare il federalismo ( da "Gazzettino, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dell'Europa e non satellite di qualche altra ragione".Un altro tema molto caro alla gente e quello dei costi della politica, dei quali pare non si possa fare a meno."Il discorso è molto semplice: ho sempre invitato il politico a seguire una vita personale sobria, ma sono d'accordo con il finanziamento pubblico delle attività politiche e questo per evitare che i soldi arrivino da

Politica, le strategie anti-costi ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 30-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ho sempre cercato di sensibilizzare i colleghi sul tema della riduzione dei costi della politica e dei nostri privilegi. Ritengo di avere titolo a parlare perchè il 26 novembre 2004 ho presentato una proposta che è agli atti. Tra le le richieste c'era la riduzione del 20\% delle indennità ai consiglieri, l'aumento del periodo per il godimento del vitalizio (da 60 a 65 anni),

Viale del tramonto ( da "Provincia di Lecco, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: via ai tagli Tre presidenti su cinque costano al Comune circa 14 mila euro all'anno ciascuno (gli altri la metà perché lavorano), che i consiglieri prendono il seppur minimo gettone di presenza, che ci sono costi di riscaldamento e della segretaria oltre che della cancelleria (1.500 euro all'anno), insomma i Cdz sono diventati ormai solo un costo 30/03/2008.

Compresi i cinque Consigli di quartiere che si spartivano, pensate un po', diecimila euro nette a testa ( da "Provincia di Lecco, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che senso ha mantenere in vita una sede (pagata dal Comune), un consiglio di quartiere (con gettone di presenza pagato dal Comune), un presidente (pagato dal Comune, tra i 550 e i 900 euro mensili, più che in un call center), un pass per il transito gratuito nelle zone a traffico limitato e, magari, una segretaria per accendere e spegnere la luce?

Scelte La grande confusione nazionale sul caso Alitalia-Malpensa L'affare Alitalia/Malpensa ricalca le procedure liquidatorie e di svendita della Alfa Romeo gestita dal commerciali ( da "Provincia di Sondrio, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gli aumenti e contestuale abolizione degli assurdi privilegi elencati nel libro di Stella e Rizzo e nelle rivelazioni del deputato Poletti su un giornale nazionale. 5) Pensioni dei parlamentari: idem con il conglobamento dei versamenti con quelli delle attività svolte negli altri periodi lavorativi. 6) Regioni: per presidenti e consiglieri identici criteri di cui ai punti 4° e 5° .

Basta riforme delle pensioni: stressano i lavoratori ( da "Provincia di Como, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E sulle pensioni, poi, Berlusconi ci ha già lasciato le penne nel 1994. Riguardo alla riduzione dei costi della politica non si può che essere d'accordo. Il problema è, che al di là delle parole di circostanza, sono i politici che non ne vogliono sapere. Francesco Angelini lettere@laprovincia.it 30/03/2008.


Articoli

Bipolarismo all'italiana, scontro tra i candidati (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 30-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Bortot "punge" de Eccher: "Gli tocca fare il moderato". Valduga attacca il Pd de Eccher: Riforma Itea sbagliata, la casa va data in proprietà Lavoratori e pensionati in alloggi separati dagli ex tossicomani ROVERETO. Il confronto tra i cinque candidati al Senato proposto dal nostro giornale l'altra sera all'auditorium del Brione ha offerto numerosi spunti di discussione. Ne offriamo un resoconto diviso per temi di discussione. ITALIA BIPOLARE O NO?. Molinari: Veltroni e Berlusconi non hanno compiuto un azzardo, hanno scelto in uno stato di necessità. Avremmo preferito che si arrivasse prima a una nuova legge elettorale. Ma serviva tempo, bisognava modificare la Costituzione. E' uscito il tipico sentire italiano, la frammentazione. Ma entrambi i leader sanno che il bipolarismo offre garanzie di governabilità. Valduga: In questi due anni di governo Prodi le difficoltà sono venute dalla destra della coalizione: Dini e Mastella l'hanno affossata. Veltroni ha fatto un "atto di coraggio": liberarsi della sinistra. Lui che era stato dirigente del Pci. Ha creato le premesse per riconsegnare il paese a Berlusconi. de Eccher: Il bipolarismo è un dato acquisito, oggi ci si sente di centrodestra o di centrosinistra, poi si sceglie il partito. La sfida dell'Udc è destinata a perdersi. Prodi è caduto perchè i centristi della sua coalizione non hanno condiviso una serie di passaggi. Ora si ripresentano con il simbolo della Svp, un'ingerenza di Durnwalder nella nostra provincia. La proposta del centrosinistra è poco chiara. Tra noi c'è magari difficoltà di comunicazione tra persone, ma condivisione delle idee. Dio, patria e famiglia. Molinari: I candidati al Senato fanno riferimento a pd, c'è un'alleanza su scala nazionale. La campagna elettorale serve proprio a chiarire, i manifesti contengono tutti i simboli dei partiti del centrosinistra. La Svp e Durnwalder invadono il Trentino? Nel quadro storico dell'autonomia convivono entrambi i gruppi linguistici. Quanto alla dichiarazione blockfrei, Brugger e Peterlini, con pragmatismo, sostennero con lealtà Prodi. Peterlini ha firmato un patto con Betta, me e Muraro, non se lo rimangerà. Stefenelli: La "Casa delle libertà" ci stava stretta, siamo stati ostaggio di Berlusconi. Casini è fatto una scelta di coerenza. Gli altri vogliono la confusione. Non c'è coerenza politica nel Pd, come del resto nel Pdl. Casini ha un'identità politica molto ben definita. Anche de Eccher sarà in difficoltà, spogliato dei suoi simboli di cui andava fiero. E il cattolico Molinari? Come si troverà con Radicali e antiproibizionisti? Bortot: de Eccher nel suo cuore è 75 mila volte più a destra di me, ma non può manifestarlo. Ha la cotta del chiechetto e gli stivali del passo dell'oca. Prima o poi pagherà questa incongruenza tra essere e pensare. Molti di noi provengono da An, non abbiamo paura di andare alla conta. Il Pdl è un partito di centro, de Eccher soffrirà nel mare della mediocrità. I nostri valori sono meritocrazia, impegno, religione cattolica, quelli che l'Italia sta svendendo. I COSTI DELLA POLITICA Stefenelli: L'elettorato è indifferente, è stufo di questa politica. Vedono che i politici parlano parlano ma non risolvono i problemi veri. Per questo rimangono schifati. Molinari: I costi della politica nascono dal principio che amministratore non sia corruttibile, ma che è stato applicato in maniera distorsiva. Prebende e opportuinità fanno uno status più borbonico che democratico. La mia indennità di carica? Cinquemila euro. Sono un modesto impiegato bancario, pago l'Inps e andrò in pensione con i miei contributi, non sfrutterò le cariche pubbliche. de Eccher: I costi della politica sono fuori di misura. Io trattengo per me solo 1900 euro, il mio stipendio di insegnante. Ma serve al potere catalizzare l'interesse su questo tema. Gli sprechi sono altri. I Formatori di pace, quasi tutti insegnanti che appartengono all'area di sinistra, prendono contributi di 100 o 120 euro per un'ora di lezione nelle scuole, 500 euro per mezza giornata, 1200 euro, lo stipendio mensile di un operaio, per la giornata intera. Nelle carceri, otto associazioni che lavorano e fanno corsi, contributo provinciale di 250 euro l'ora. Per i detenuti che escono ci sono nove coop a cui la Provincia ha erogato 2 milioni 400 mila euro negli ultimi 3 anni. E la solidarietà internazionale? Dove professionisti lavorano come consulenti a 40, 50, 60 mila euro l'anno. O i 300 mila euro versati all'Unione donne del Vietnam. Fiumi di denaro a associazioni fittizie che creano clientelismo. Bortot: Cosa ha fatto Molinari da senatore per ridurre i costi della politica e risolvere altri problemi? La gente chiede risposte urgenti. IL LAVORO. Valduga: Il padronato oggi è cialtrone e mestierante. Gli imprenditori piangono: "non ce la facciamo ad aumentare i salari". Ma hanno lucrato per anni nell'Est Europa anzichè investire in ricerca. Sui dividendi pagano meno tasse di un dipendente. E quando le cose vanno male, vendono. Salari e pensioni vanno aumentati. La cura Veltroni, modesti aumenti tramite la detassazione del lavoro, cambia poco. CASA E RIFORMA ITEA de Eccher: La casa va assegnata a lavoratori e pensionati in proprietà, con ipoteca riscattabile nel corso della vita. Lavoratori e pensionati italiani vanno separati dagli altri. Vivono con difficoltà il condominio forzato tra ex detenuti ed ex tossicodipendenti. Molinari: Mi preoccupa la riforma Itea, soprattutto per la reinterpretazione delle graduatorie sulla base delle modifiche apportate. Molte categorie bisognose si ritrovano fuori gioco. Il comparto è da ripensare, lo abbiamo già detto come comuni all'Itea. Valduga: La riforma è un guazzabuglio, una mostruosità. Bene fanno gli inquilini a protestare. E' da rivedere integralmente, non bastano dei correttivi. Ma la proprietà deve rimanere in capo alla Provincia. (gil).

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La scheda (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Provincia LA SCHEDA Nome: ALBERTO Cognome: SEMENZATO Età: 46 anni Stato civile: divorziato Partito / Lista: Lega Nord, La Destra, 585-Mirano futura Residenza: Mirano Titolo di studio: perito commerciale Professione: artigiano Hobby: motori Attore preferito: Steven Seagal Ultimo libro letto: "La Casta" di Stella e Rizzo Ultimo film visto: "The Passion" di Mel Gibson Viaggio preferito: Africa Auto posseduta: Fiat 500 d'epoca Ultima dichiarazione dei redditi: 19.000 euro.

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Un attacco da far invidia alle grandi ma dietro orlandi è costretto ad arrangiarsi - claudio onofri (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina XIX - Genova Tatticamente Dopo i fallimenti di Ficcadenti e Ulivieri ci prova l'allenatore arrivato dalla giovanili Un attacco da far invidia alle grandi ma dietro Orlandi è costretto ad arrangiarsi CLAUDIO ONOFRI Se analizziamo le presenze complessive in carriera, nella massima serie, dei 14 giocatori maggiormente utilizzati in campionato (almeno 1200 minuti giocati) delle ultime 7 squadre ancora in lotta per non retrocedere, otteniamo una classifica virtuale che stravolge i piani di partenza. Casi eclatanti quelli di Torino, Parma e Livorno, relegate nei bassifondi della graduatoria, pur annoverando circa 2500 gare pro-capite in serie A, mentre Reggina, Empoli, Cagliari e Empoli con le loro 1300 di media, possono perlomeno affermare di aver già allertato le rispettive tifoserie, in sede di mercato, ad un campionato di sofferenza. Il brutto anatroccolo che diventa cigno, in tal senso, è sicuramente il Genoa che, con le sue 1465 "battute" dei suoi uomini più sfruttati (comanda De Rosa con 180 e rotte partite sui campi che contano e, tra l'altro, al centro della difesa rossoblù per soli 1190 minuti su 2700 circa finora, mentre Di Vaio, con i suoi 247 gettoni, non può essere contemplato, chiamato in causa per soli 871'), si allineava in avvio a formazioni che ora distanzia di ben 11 punti, con una performance veramente notevole. Il dato, sia chiaro, non pretende avere valore assoluto (il Livorno, al comando come abbiamo visto in quel tipo di graduatoria, vanta alcuni interpreti che hanno da tempo superato la trentina e dunque esperti, ma un po' logori per usare un eufemismo) e, anzi, sottolinea la bravura della società che riesce a "pescare" elementi bravi non ancora al top in carriera (Borriello docet), così come non si può disconoscere il grande lavoro di valorizzazione compiuto da Gasperini ed il suo "staff". Cosa che non è accaduta alla Reggina (1600 lo score), dove né Ficcadenti né Ulivieri, hanno saputo capitalizzare al meglio un parco giocatori non certo di primo livello, ma con alcuni prospetti interessanti. Il nuovo arrivato dalle giovanili Orlandi, propone una sorta di 4-3-2-1 (o 4-2-3-1, da verificare la posizione di Halfredsson), con una difesa bloccata con agli esterni due stopper come Lanzaro e Aronica, adattati come terzini di fascia. I centrali sono Valdez (ex Treviso) e Cirillo(esperienza non esaltante in quel di Levante). Voto: sufficienza stiracchiata. In mezzo 3 faticatori come Barreto (paraguagio, forza tanta, tecnica così così), Cascione (24enne regista proveniente dal Rimini, con un'esperienza in Premier col West Ham) o Tognozzi (più incontrista) e Halfredsson (islandese, ottimo avvio di stagione, poi si è un po' fermato), assicurano sostanza più che qualità. Qualità che invece abbonda in fase offensiva con Ciccio Cozza, talento che somma tecnica sopraffina a un gran tiro (l'alternativa è Makinwa, uno dei tanti ex), il peperino Brienza e l'immarcescibile Nicola Amoruso che in casa amaranto rappresenta la valenza, per classe, temperamento e personalità, che aveva Chinaglia nella Lazio dei "poveri" che vinse uno scudetto.

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Imposte e bilancio questa sera in consiglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Cremona, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione di Domenica 30 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Pizzighettone. Dimissioni di Alquà: arriva Puerari Imposte e bilancio questa sera in consiglio PIZZIGHETTONE ? Molti i punti all'ordine del giorno e tanta carne al fuoco per il consiglio comunale convocato per domani alle 20.45 nella sala consiliare del municipio, durante la quale dovrebbe già sedere sui banchi della maggioranza il nuovo consigliere Roberto Puerari. Tra gli argomenti di domani sera compare infatti la presa d'atto delle dimissioni di Anna Alquà, ex consigliere del centrosinistra con delega allo sport; ci sarà inoltre la presentazione del nuovo 'Gruppo consiliare della Libertà' che fa capo al consigliere di minoranza Pierantonio Ventura. Verrà inoltre confermato l'importo del gettone di presenza corrisposto ai consiglieri comunali per il 2008, confermato come nel 2007 in 16 euro per ogni seduta consiliare; una conferma anche per il regolamento e l'aliquota dell'addizionale Irpef che, dopo l'aumento di tre punti dello scorso anno, rimarrà quest'anno invariata e sarà pari allo 0,5%. In consiglio verranno poi portate una modifica al regolamento della Tia (Tariffa igiene ambientale, ex tassa rifiuti) e l'approvazione del piano finanziario delle tariffe Tia per il 2008; l'approvazione del regolamento Ici, della convenzione per l'affidamento della gestione dei servizi di telesoccorso e teleassistenza per il 2008. Si parlerà infine del bilancio di previsione e delle opere pubbliche del 2008 e del triennio 2008-2010 e dell'interrogazione presentata dal gruppo consiliare 'La casa delle libertà' sul piano di edilizia scolastica. (c.v.).

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Bettola, arrivano i marciapiedi in viale Vittoria (sezione: Costi dei politici)

( da "Libertà" del 30-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

25 PROVINCIA domenica 30 marzo 2008 La tariffa rifiuti rincara del 10 per cento. Il sindaco taglia il suo gettone Bettola, arrivano i marciapiedi in viale Vittoria BETTOLA - Il consiglio comunale di Bettola approva il bilancio e lamenta i tagli apportati dalla Finanziaria per il 2008. Consegnata prima dell'avvio della seduta, una targa di riconoscimento ad un dipendente comunale, Pietro Rossi, cui è andato il ringraziamento del sindaco Simone Mazza, per la dedizione al lavoro nei quarant'anni di servizio al Comune di Bettola. La riunione consiliare si è aperta con una comunicazione del capogruppo di minoranza "La sinistra arcobaleno", Mauro Bruzzi, in merito all'utilizzo della sala polivalente. Confermate per quest'anno, con l'astensione dei quattro consiglieri di minoranza, le aliquote Ici: 6 per mille per le abitazioni principali e 6,5 per mille per tutti gli altri immobili. Nel dibattito sull'argomento, la proposta del capogruppo di minoranza "Insieme per Bettola", Marcellina Anselmi, di inserire l'agevolazione per coloro la cui prima abitazione è la casa dei genitori, è stata condivisa in particolare dall'assessore Loris Magnani, che ha espresso la volontà di impegnarsi a portare all'attenzione del sindaco e dei consiglieri questa proposta nella prossima giunta. Magnani ha sottolineato come sia stato un grosso impegno non aumentare l'aliquota Ici nonostante i minori trasferimenti statali riferendosi al mancato contributo di 130mila euro che era stato garantito dal Governo per tre anni a sostegno dei Comuni con meno di 3mila abitanti e con popolazione anziana. Una decurtazione con cui il Comune di Bettola ha dovuto fare i conti in sede di predisposizione del bilancio di previsione e pluriennale. "Abbiamo dovuto affrontare questo problema", ha affermato il sindaco Mazza, che ha decurtato del 50 per cento il suo gettone di presenza E' un bilancio (che pareggia a 3 milioni e 753mila euro) che è stato fatto centellinando le risorse, limitando comunque al massimo il carico fiscale per i cittadini, garantendo in ogni caso servizi e creando infrastrutture, seppur piccole". "Il sacrificio più grosso che dovrà affrontare la popolazione - ha proseguito Mazza - sarà l'aumento del 10 per cento della tariffa dei rifiuti, che significa circa 5 euro in più a cittadino". E' stata infatti mantenuta invariata anche l'addizionale Irpef, allo 0,4 per cento. Per quanto riguarda le opere pubbliche, è stato detto, cominceranno a breve i lavori per la realizzazione dei marciapiedi in viale Vittoria. Prevista nel bilancio anche la riqualificazione di piazza Sant'Ambrogio. Nicola Scagnelli, consigliere di maggioranza, ha auspicato che vengano trovate risorse alternative alla pressione fiscale. Luigi Fogliazza, anch'egli della maggioranza, ha sottolineato come il paese abbia bisogno di creare nuovi servizi, anche per le giovani famiglie (asilo nido, scuola materna statale che offra il servizio educativo insieme alla paritaria, biennio di scuola superiore). Il bilancio è stato approvato dai consiglieri della maggioranza. Contraria la minoranza. Approvata anche la convenzione tra il consorzio Casa Protetta Alta Valnure ed il Comune di Bettola per il servizio sociale. Sarà un'assistente sociale ad espletare il servizio a favore dei minori, anziani e "diversamente abili". Nadia Plucani © LIBERTA' Il consiglio di Bettola f. Marina Mazza premia Pietro Rossi f. Marina © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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IL LEADER della lista di minoranza Per Cambiare Carlo Diotallevi spie (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 30-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

IL LEADER della lista di minoranza "Per Cambiare" Carlo Diotallevi spiega perché il suo schieramento ha votato contro il bilancio previsionale 2008. "Quasi niente di quello che ha detto con enfasi il sindaco in consiglio comunale ? esordisce il capogruppo di opposizione ? trova reale riscontro tra le pagine dello strumento finanziario. Tante belle parole, ma a fatti siamo quasi a zero". Ci spieghi. "Cavallo ha affermato innanzitutto che non ci saranno aumenti su tasse e tariffe: in realtà è stata incrementata la base imponibile dell'Ici per le aree edificabili e molte aliquote, come l'addizionale comunale, sono già ai livelli massimi. Il primo cittadino ha poi elogiato il controllo della spesa effettuato dalla sua giunta, ma bisogna tener presente che per finanziare la stessa ha dovuto vendere un terreno edificabile, l'ultimo, di proprietà del Comune, suscitando anche le critiche dei revisori dei conti. Al riguardo mi chiedo: il prossimo anno come faremo? Seguendo una prassi ormai consolidata il sindaco ha dato la colpa della crisi del bilancio ai minori trasferimenti da parte dello Stato: una valle di lacrime per importi, in vero, di scarsissima rilevanza; il taglio, infatti, è pari allo 0,96%". DUNQUE? "Dunque sarebbe stato molto meglio se si fosse riconosciuto che a causa del cattivo operato di questa giunta ci ritroviamo a finanziare la spesa corrente con entrate di carattere straordinario: una condotta che porterà prima o poi il Comune in brutte acque". Cos'altro non va? "E' stato redatto un bilancio per l'ordinaria amministrazione. E' del tutto evidente la mancanza di lungimiranza se è vero come è vero che si ignorano completamente i capitoli relativi al turismo, diminuito del 16% rispetto al 2007, e alla cultura, ridimensionata del 26%. Tutto ciò mentre nella spesa corrente continua a farla da padrone il finanziamento di enti carrozzoni come l'Unione Valcesano. VA INOLTRE considerato che la giunta, colpevolmente, non alimenta una delle principali fonti di entrata, cioè i proventi derivanti dai permessi di costruire, perché il Prg giace nei cassetti dell'amministrazione che non riesce a produrre i piani particolareggiati.E non è finita qui.". Ci dica. "La maggioranza non ha nemmeno avuto il coraggio, o meglio la decenza, di approvare un nostro emendamento che azzerava i gettoni di presenza a tutti i consiglieri e destinava i relativi importi alle manifestazioni "Notte Bianca", "Mondolfo Di Vino", e "Colle-Marathon" e al ripristino della "Pesca con la Tratta". E' realmente vergognoso che gli esponenti dell'amministrazione non abbiano voluto rinunciare a qualche centinaia di euro ciascuno all'anno per far qualcosa di concreto a beneficio del turismo e della cultura. In definitiva, questo bilancio ci condanna ancora una volta ad essere un Comune di serie B". Sandro Franceschetti - -->.

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Noi presenteremo proposte precise per la riduzione dei costi della politica. Saranno il contrario dell'antipolitica (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 30-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del "Noi presenteremo proposte precise per la riduzione dei costi della politica. Saranno il contrario dell'antipolitica".

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Indennità e gettoni di presenza per sovvenzionare servizi alla cittadinanza. E' nella razionali (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 30-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Zzazione delle risorse, a partire dagli stipendi non ritirati di sindaco, assessori e consiglieri, il fulcro bilancio di previsione per l'esercizio 2008, approvato dalla maggioranza di Stimigliano. Per il sindaco Emiliano Cerquetani il documento finanziario "denota la personalità dell'Amministrazione in coerenza con le linee programmatiche della coalizione eletta nel 2004". Per Franco Gilardi, titolare dell'assessorato, vuole rispondere "alla dinamicità del nostro paese, cresciuto sia dal punto di vista economico che demografico". Pertanto il bilancio 2008 non applica l'addizionale Irpef, lascia invariata la tariffa Ici e soprattutto dà risposte ai cittadini che, nell'ambito del progetto del bilancio partecipato, hanno avanzato proposte e idee. "Lungo la via Lambruschina - conferma soddisfatto Gilardi - installeremo due semafori intelligenti che serviranno a mettere in sicurezza la zona dello Scalo, così come hanno chiesto i cittadini. Inoltre, asfalteremo via Cavour, via Garibaldi e piazza Vittorio Emanuele e rifaremo i marciapiedi. Sistemeremo poi i campetti di Scalo e Largo Cenci". E mentre per i più piccoli l'Amministrazione pensa all'acquisto di uno scuolabus, mantenendo gratis il servizio di trasporto, per gli ultra 65enni gli amministratori di maggioranza, cedendo i propri gettoni di presenza, confermano il servizio di trasporto, in convenzione con la Croce Verde Sabina, per anziani che devono effettuare visite, radiografie e analisi all'ospedale di Magliano Sabina. r.d.c.

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SULMONA - Per conoscere un po' meglio i sei candidati a sindaco della città cara a (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 30-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di ORNELLA LA CIVITA SULMONA - Per conoscere un po' meglio i sei candidati a sindaco della città cara a Ovidio, abbiamo deciso di iniziare a porre delle domande semiserie agli aspiranti primi cittadini. In questo modo la città potrà avere uno spettro più ampio dei singoli personaggi: i loro gusti, i loro interessi, le loro reazioni e i loro pareri su alcuni temi di carattere generale. Oggi abbiamo domandato loro cosa fanno quando "perdono le staffe" e qual è l'ultimo libro che hanno letto. Michele Lombardo (Pd): "Difficilmente divento furioso, ma quando mi incavolo... meglio lasciarmi per un po' da solo. Il libro che ho letto di recente? "Lettera dall'inferno a mia madre e ai miei figli", di Ingrid Betancourt". Fabio Federico (Pdl): "Al momento conto fino a dieci. Se il conto alla rovescia non dovesse bastare mi faccio passare la rabbia andando a cavallo. Il libro: "La Casta" curato da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo". Silverio Gatta (La Sinistra arcobaleno): "Quando perdo le staffe mi calmo passeggiando. Magari in campagna dove si riesce a far pace con il mondo guardandosi attorno: ci sono così tante cose belle. Il Libro? Sono un fan di Camilleri, pertanto ho appena terminato "Il Tailleur grigio"". Carlo Alicandri Ciufelli (Un'altra Sulmona è possibile): "Difficile vedermi in collera: quando c'è qualcosa che mi fa perdere le staffe, cerco di dimenticarmene. "Mauritania" di Wu Ming: questo è l'ultimo libro che ho letto". Emiliano Splendore (La Destra): "I saggi contano almeno fino a dieci.. io cerco di reagire al momento-no pensando. Essendo un appassionato di storia ho letto il libro scritto da Fabio Maiorano "Sulmona dei Nobili e degli Onorati: la storia, la famiglia gli stemmi"". Pino Schiavo (Udc): "Capita raramente: ho infatti imparato a contare fino a dieci e devo dire che funziona. Ho finito da poco di leggere "L'arte del dubbio" di Gianrico Carofiglio. È un testo interessantissimo, analizza la cross examination, strategie e tecniche per l'accusa e la difesa in elementi di psicologia giuridica e di diritto psicologico".

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<Adesso Bossi si accorge che per realizzare il federalismo (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 30-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Adesso Bossi si accorge che per realizzare il federalismo ... "Adesso Bossi si accorge che per realizzare il federalismo può contare solo su di noi. In cinque anni il governo di centrodestra non gli ha fatto passare nulla, noi in due anni abbiamo preparato un disegno di legge sul federalismo fiscale. Ma badi bene, il Nordest non sarà mai il suddito della Lombardia, ma il centro dell'Europa". È la sola "disgressione" politica che il ministro Rosy Bindi, capolista del Pd nella circoscrizione Veneto 2, si permette. "Ho sempre pensato che in campagna elettorale si dovesse parlare bene di quello che si fa per conquistare la gente, piuttosto che parlare male di quello che fanno gli altri". Si toglie solo un sassolino dalla scarpa: "Ci criticano, ma avrei tanto voluto andare al governo ereditando la situazione che noi lasciamo ora, con un extragettito di 12 miliardi di euro, e non con i debiti che ci hanno costretto fino ad oggi a stringere la cinghia. Ci dicono anche che molte cose potevamo farle in questi due anni: ebbene, molte le abbiamo fatte, altre le stavamo facendo. Una legislatura dura 5 anni, non due". È così la sua prima uscita in Veneto per la presentazione del programma del welfare del Pd, è tutta incentrata sulla politica della famiglia.Il programma del welfare del Pd è molto centrato sulla donna."Fare politica della famiglia è fare politica concreta ed è anche agevolare la donna nel mondo del lavoro. Così si dà fiato anche al nucleo familiare. È per questo che nel nostro programma abbiamo dato ampio spazio al riconoscimento del lavoro delle donne prevedendo anche una nuova legge sui congedi parentali, come abbiamo pensato ai giovani e al superamento della precarietà. In questa campagna elettorale tanto si parla di un paese stanco e demotivato, ed è una cosa vera, ma poco si pone l'accento su quelle che sono le vere risorse: i giovani, le donne, i bambini, gli anziani".E in tema di politica c'è chi invoca anche le quote rosa."Non siamo per le quote rosa, ma per la parità, il decreto 51 va sicuramente applicato. Il Pd ha il 50 per cento dell donne negli organi di partito e il 33\% delle donne in lista. Ma contiamo di arrivare alla parità perché lo consideriamo un atto dovuto. La donna deve trovare più spazio anche all'interno del mondo del produttivo, questo lo si può fare promuovendo una politica di sostegno. Ad esempio un punto annuo di diminuzione dell'Irpef è certamente più efficace del bonus proposto dal Pdl".Quindi niente quoziente familiare?"No, non l'abbiamo fatto perché il contributo tradisce il lessico. Se si fanno i conti si vede che la nostra proposta dà più fiato alle famiglie di quanto proposto dal centrodestra. Un'attenzione che noi dimostriamo anche nella politica rivolta ai servizi. Ad esempio, il Sistema sanitario nazionale ha fortissimi limiti e ancora oggi ci sono molte disuguaglianze nell'accesso".E cosa proponete per avere sistema più equo?"Ad esempio che l'accesso alle cure sia uguale per tutti e che nella gestione della sanità venga limitata l'ingerenza dei politici. Più concretamente ad esempio chiediamo l'inserimento nei livelli essenziali di assistenza anche delle cure dentarie: è assurdo che una famiglia sia costretta a scegliere fra l'andare dal dentista o cambiare la macchina".Una buona parte della popolazione deve anche fare i conti con un sistema pensionistico che non garantisce ormai più il minimo vitale"Abbiamo proposto l'aumento delle pensioni concreto e non lo vediamo legato al costo della vita che difficilmente è quantificabile. Ma un'altra grande manovra da fare è quella di rendere l'anziano ancora una risorsa. Non dimentichiamoci che il dopo pensione ormai dura 20 o 30 anni e non possiamo lasciare che transiti inoperoso".È un programma che ha la copertura economica?"Certo, possiamo puntare sui buoni risultati ottenuti dei provvedimenti di riduzione della spesa pubblica".Il Veneto ha dimostrato di avere una grande voglia di federalismo."Io arrivo da una regione straordinaria, che è la Toscana, ma ormai conosco il Veneto da oltre trent'anni e ogni volta mi stupisce. Ci sono fabbriche ogni decina di metri, una capacità imprenditoriale che ha pochi eguali, una società che è estremamente solidale e attiva e che pur avendo un grande attaccamento a ciò che è proprio dimostra anche di avere un forte interesse ai beni pubblici. Ecco, se penso al federalismo, vedo questo Veneto al centro dell'Europa e non satellite di qualche altra ragione".Un altro tema molto caro alla gente e quello dei costi della politica, dei quali pare non si possa fare a meno."Il discorso è molto semplice: ho sempre invitato il politico a seguire una vita personale sobria, ma sono d'accordo con il finanziamento pubblico delle attività politiche e questo per evitare che i soldi arrivino da finanziamenti privati impropri. Come chiedo al politico di certificare le spese che sostiene e per le quali possa però chiedere il rimborso".Daniela Boresi.

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Politica, le strategie anti-costi (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 30-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Panontin: "Tagliare 20 consiglieri regionali". Ballaman: "Bloccare le consulenze" Ridurre i costi della politica. Un ritornello che si sente oramai da anni e che - guarda caso - ricompare sempre in campagna elettorale. C'è subito da dire che in cinque anni di governo regionale di centrosinistra alcune cose sono state fatte, ma è ancora poco rispetto alle aspettative dei cittadini. I due programmi elettorali dei candidati hanno uno specifico capitolo su questo aspetto. Di concreto Renzo Tondo propone una riduzione delle consulenze esterne, la riduzione dei componenti dell'ufficio di presidenza da sette a cinque e la necessità di puntare su assessori eletti e non esterni. Entro sei mesi - è la promessa generica - sarà poi portato in aula un progetto di legge con altre misure per contenere le spese. Un pò più dettagliato il programma di Riccardo Illy che individua quattro punti: la riduzione dei consiglieri regionali, l'abolizione del collegamento automatico tra indennità dei consiglieri e dei parlamentari, l'indennità deliberata dal consiglio e la creazione di un'autorità indipendente per le nomine in enti di società pubbliche.In chiave locale a confrontarsi sul contenimento dei costi della politica sono Paolo Panontin, candidato nella lista dei Cittadini per il presidente e il leghista Edouard Ballaman, ex questore della Camera. "Personalmente - spiega Paolo Panontin - ho sempre cercato di sensibilizzare i colleghi sul tema della riduzione dei costi della politica e dei nostri privilegi. Ritengo di avere titolo a parlare perchè il 26 novembre 2004 ho presentato una proposta che è agli atti. Tra le le richieste c'era la riduzione del 20\% delle indennità ai consiglieri, l'aumento del periodo per il godimento del vitalizio (da 60 a 65 anni), l'aumento del tempo per maturale il diritto allo stesso vitalizio (oggi sono 15 mesi ndr.) ad almeno 10 anni di versamenti e l'aggancio all'Istat per gli aumenti. Alcune cose sono state fatte nel corso di questa legislatura, ma è necessario andare avanti. Per questo inserita nel programma elettorale di Intesa e proposta dai Cittadini c'è la richiesta di ridurre i consiglieri regionali dai sessanta attuali a un massimo di quaranta. Il risparmio annuo diretto grazie a questa riduzione sarebbe pari a 2 milioni 700 mila euro che sommato alla riduzione dei costi indotti (vitalizi, composizione e costi dei gruppi, rimborsi elettorali) porterebbe ad un risparmio di alcune decine di milioni di euro in una legislatura"."Ritengo che la mia esperienza di questore della Camera - spiega Edouard Ballaman, candidato della Lega Nord alle regionali - potrebbe essere utile sul fronte del taglio dei costi. Voglio ricordare che sono stato l'unico questore della Camera nella storia della Repubblica ad essere riuscito ad abbassare lo stipendio dei parlamentari del 10\%. Allora fui criticato dalla Sinistra, chiedeva di più, però poi, quando era al Governo nella scorsa legislatura non ha fatto assolutamente nulla se non aggiornare, verso l'alto, lo stipendio dei parlamentari. Per quanto riguarda infine il numero dei consiglieri regionali devo dire che avevo lanciato tempo fa - e ho intenzione di riprenderla - una proposta per cui come nella regione autonoma Trentino Alto Adige i consiglieri provinciali, quando si riuniscono insieme a quelli delle altre Province, sono anche consiglieri regionali. Di fatto si riduce il numero dei rappresentanti di Provincia e Regione riportando identità di vedute tra i due Enti. È una riforma statutaria e di conseguenza ha bisogno di un passaggio parlamentare".Loris Del Frate.

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Viale del tramonto (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Lecco, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Viale del tramonto Da 10 mila euro a 5 mila Nel bilancio del 2008, che come è già stato definito da alcuni esponenti della minoranza è un "bilancio tisico ed esangue", tutti devono fare la loro parte e tirare lacinghia e i Cdz non sono da meno. La postazione in dotazione dei parlamentini quindi è stata dimezzata: da 10 mila euro ciascuno a 5 mila. In pratica 400 euro al mese, una miseria Troppi costi: via ai tagli Tre presidenti su cinque costano al Comune circa 14 mila euro all'anno ciascuno (gli altri la metà perché lavorano), che i consiglieri prendono il seppur minimo gettone di presenza, che ci sono costi di riscaldamento e della segretaria oltre che della cancelleria (1.500 euro all'anno), insomma i Cdz sono diventati ormai solo un costo 30/03/2008.

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Compresi i cinque Consigli di quartiere che si spartivano, pensate un po', diecimila euro nette a testa (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Lecco, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Compresi i cinque Consigli di quartiere che si spartivano, pensate un po', diecimila euro nette a testa. Comunque sia, la scure è arrivata: a ciascun Consiglio di zona andranno 5 mila euro per le attività annuali. Se la matematica non è un'opinione, significano 400 euro al mese. La domanda è persino ovvia: che cosa mai si potrà fare con una disponibilità di 400 euro al mese, sia pure nella speranza che non si guasti la stampante e che la carica della Bic duri all'infinito? Ce ne sarebbe a sufficienza per scatenare la rivolta di presidente, consiglieri e cittadini tutti. E invece? Vale per tutti l'editoriale del presidente del Cdz 2, Ivan Mauri. Un lungo panegirico di luoghi comuni per sostenere che "il nostro budget annuale è stato temporeaneamente ridotto a metà rispetto a quello dell'anno precedente" (ma senza fornire cifre, forse in uno slancio di pudore). Poi l'affondo: "Abbiamo accettato di buon grado la riduzione di spesa resa assolutamente necessaria e improcrastinabile (si notino gli aggettivi, ndr) dalle condizioni oggettive, nei confronti delle quali ben poco può la volontà politica". Infine la chicca: "I soldi non si possono inventare e occorre non solo evitare gli sprechi ma anche accettare alcune rinunce aspettando tempi migliori". Le conseguenze: il bollettino diventerà bimestrale anziché mensile, ai pensionati ospitati per la cena di fine anno verrà "chiesta una contenuta ma necessaria compartecipazione alla spesa". E la domanda, a questo punto, ritorna maliziosa: ma se nulla si può fare, che senso ha mantenere in vita una sede (pagata dal Comune), un consiglio di quartiere (con gettone di presenza pagato dal Comune), un presidente (pagato dal Comune, tra i 550 e i 900 euro mensili, più che in un call center), un pass per il transito gratuito nelle zone a traffico limitato e, magari, una segretaria per accendere e spegnere la luce? Un economista appena appena - di quelli che potrebbero tenere una rubrica sull'Eco della Valtrompia - vi direbbe che l'operazione è, come minimo, anti-economica. Viene il sospetto, a pensarci appena un pochino, che i Cdz non abbiano una lira da spendere ma che "debbano" essere mantenuti in vita per giustificare tutte quelle spese e quei benefit appena elencati e che si possono riassumere in una parola: spartizione del potere e moltiplicazione delle poltrone. Questa è l'Italia. E pensate davvero che non riuscendo neppure a chiudere il più inutile degli organismi partecipativi (sic) si possa davvero abolire anche una sola delle 103 province italiane? Credete, l'unico effetto sarà quello che, questa mattina, i presidenti dei Cdz si arrabbieranno da morire per la lesa maestà, alzeranno stizziti il telefono e annunceranno il silenzio stampa. Ma quello, per fortuna, lo pagheremo solo noi. Ernesto Galigani 30/03/2008.

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Scelte La grande confusione nazionale sul caso Alitalia-Malpensa L'affare Alitalia/Malpensa ricalca le procedure liquidatorie e di svendita della Alfa Romeo gestita dal commerciali (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sta dell'Iri, con grande soddisfazione e "riconoscenza" dall'Ifi/Fiat Scelte La grande confusione nazionale sul caso Alitalia-Malpensa L'affare Alitalia/Malpensa ricalca le procedure liquidatorie e di svendita della Alfa Romeo gestita dal commercialista dell'Iri, con grande soddisfazione e "riconoscenza" dall'Ifi/Fiat. Anche se alcuni componenti vengono costruiti all'estero per la solita questione dei "costi di lavoro", il marchio è rimasto italiano. Una eventuale cordata di salvataggio per la compagnia aerea di bandiera toglierebbe le spese di "consulenza" del commercialista. Quindi bisogna chiudere la questione entro la fine del mese con AirFrance/Klm. Il ministro del tesoro e dei tesoretti di presenza fregoliana, dice che non ci sono altre alternative per mancanza di soldi. Il ministro dei trasporti al contrario asserisce che ci sono le coperture finanziarie per tutto il 2008. E i sindacati, tenuti all'oscuro delle trattative nel loro complesso, avranno i chiarimenti richiesti. Casini dice che la proposta di Berlusconi per una cordata tutta italiana è solo una mossa elettorale. Bertinotti invece dice che la proposta debba essere presa in considerazione e comunque fare il possibile perché la compagnia di bandiera rimanga italiana e non cedere al ricatto transalpino teso a mortificare lo sviluppo commerciale e industriale e di immagine nazionale con il declassamento di Malpensa. Nemmeno uno sfascia carrozze può essere paragonato alla tecnica di una mentalità atrofizzata di uno statalismo burocratico e limitato ad interessi di casta non tanto "politica" quanto di interessi privati. Il cosiddetto governo dimissionario di Prodi, continua nella sua opera di consolidare la ragnatela dei suoi "uomini" nello Stato e parastato per rendere difficile la vita a un eventuale Governo del centrodestra la cui opera di bonifica sarà molto ardua. Cordiali saluti. Gaetano Banfi La polemica Le infrastrutture del Nord e il ceto politico debole L'editoriale di "Lombardia in Europa" n. 42, datato 12 novembre 2007, dava l'annuncio di benvenuto al nuovo settimanale "Lombardia", edito da "Il Sole - 24 ore", con l'augurio di portare un fattivo contributo per la realizzazione di quelle "opere" ritenute indispensabili per la nostra Regione e stare così al passo con quelle più avanzate in campo europeo: Tem-Brebemi-Pedemontana-Paullese-collegamenti di Malpensa con A1, con A/4-Metropolitane-Ferrovie-l'asse intermodale nella Pianura Padana-i porti fluviali di Cremona e Mantova e tratta autostradale "ecologica" ecc:, al punto che anche il Presidente Giorgio Napolitano ha sottolineato: "La vostra città e la vostra regione rappresentano un punto di riferimento e una leva di fondamentale importanza per la vita e il progresso della nazione". Milano è a un passo per avere la conferma della candidatura per l'Expo 2015 "né si può in Parlamento esitare a portare avanti la legge su federalismo fiscale". Ma... ma che cosa frena la Lombardia di fronte al gran lavoro che la vicina Svizzera sta facendo per raggiungere le nostre frontiere, tipo il San Gottardo e il Sempione? Si dice che se il nostro gioiello Alitalia viene ceduto ad Air France sarebbe una vera "condanna a morte"; ma che cosa aspettano le nostre vere e sane forze industriali, e sono tante!, a battere quel "colpo d'ali" per uscire da questo stallo improduttivo e letale? Sono ben 43 le rotte che vengono cancellate, con una perdita secca di quasi 8 milioni di passeggeri, per non dire della perdita di migliaia di posti di lavoro e dei tanti miliardi che non potremo investire sul territorio. E' bene quindi dire che purtroppo il ceto politico "nordista" è alquanto debole, al di là delle apparenze, sempre incerto fra il "ma" e il "se", come ha detto l'ex sindaco di Milano Carlo Tognoli: "Spiace constatarlo, ma noi lombardi arriviamo sempre in puntuale ritardo". Ma perché il Comune di Milano con oltre l'80% del capitale non riesce a sfondare di fronte al "muro" del ministro dell'Economia Padoa-Schioppa, deciso a proseguire su quella rotta che farà di Malpensa uno scalo subalterno e localistico? E' naturale che se questa grandi "opera" che ruotano intorno a Milano rallentano, anche l'indotto regionale non può decollare e noi che siamo confinanti saremo fra i più penalizzati. Intorno ad un "tavolo" che conta, bisogna tutti guardarsi in faccia e vorremmo essere sicuri che quel lungimirante ed intraprendente "orgoglio" lombardo abbia il sopravvento di fronte ad una deleteria indifferenza che affossa quel progresso-crescita da tutti atteso. Ed è necessario sottolineare che, riconoscendo la priorità delle opere prima indicate, ci sono anche altre realtà che premono, quali il tratto della Ss 36 da Colico a Bormio per arrivare al "Piccolo Tibet" di Livigno; la superstrada Como-Ponte del Passo-Chiavenna per arrivare allo Spluga; dotare la sponda occidentale lariana della ferrovia, parallela alla superstrada ed inserirsi nel ramo della Colico-Chiavenna con il traforo dello Spluga il cui progetto è relegato in una scrivania della "stanza dei bottoni" da oltre un secolo; congiungimento con la Ferrovia Retica Svizzera: Chiavenna-St. Moritz-Livigno-Bormio-Tirano; il ripristino della ferrovia Menaggio-Lugano-Ponte Tresa-Luino, chiamata già dei 5 laghi alpini, ed unire le genti dell'Insubria, ora sparsi tra le province di Como-Varese-Novara-Canton Ticino. Basterebbe ad esempio riprendere i progetti di costruzione del traforo dello Spluga negli anni Sessanta del Novecento, dell'Istituto di Storia economica dell'Università Cattolica di Milano e con pochi ritocchi raggiungere traguardi ambiziosi. Invece, quanto ritardo, quanta indifferenza, quanto degrado! Gianni Moralli l'intervento Elezioni: promesse e fatti Ecco la mia opinione In questo clima elettorale tutti i big dei partiti esortano gli elettori a dir la propria assicurando che ogni opinione verrà tenuta in considerazione, Bene queste sono le mie. Di questi tempi sotto le elezioni non c'è politico che non prometta in primo luogo l'abbassamento delle tasse. Ci mancherebbe. Mica uno è tanto sprovveduto di tagliarsi l'erba sotto i piedi prima del tempo. Il guaio sta nel fatto che nessuno venga a dirci dove andrà a racimolare il necessario per raggiungere l'obiettivo. Ora il comune cittadino, capofamiglia e massaia in primis, non ha il minimo dubbio sul fatto che non si può spendere più di quanto si incassa o si guadagna al netto di tutta la sequela di mungiture pubbliche e che per avere il necessario bisogna fare una scala delle priorità; ma soprattutto bisogna imparare a non sprecare. Questa è la prima ferrea legge della economia che nessun Tremonti o Schioppa e soci possono dribblare. Il sottoscritto e con me chissà quanti, è convinto che solo eliminando gli sprechi miliardari in ogni campo, si potrà raddrizzare le gambe a questa nazione sciancata che perde colpi ogni giorno. Naturalmente ci vorrebbe un politico che, sostenuto dalla sua parte, avesse il coraggio di non guardare in faccia a nessuno e tagliasse gli sprechi la dove si annidano camuffati da necessità inesistenti e sapesse tappare la bocca con cifre e argomentazioni incontrovertibili ai soliti lamentosi fannulloni che di questi sprechi campano. Avrebbe una valanga di voti , di tutti quelli che sono arcistufi di lavorare per mantenere i volontari nullafacenti. Ecco un breve elenco degli sprechi da eliminare, che non ha la pretesa di essere esaustivo. 1) Quirinale. E' l'apparato più costoso che esista nel mondo occidentale e, nelle condizioni in cui siamo, è uno schiaffo permanente alla povera gente che si arrabatta ogni giorno per sbarcare il lunario. Non è qui il caso di scendere nei particolari degli sprechi e delle inutili e alle volte pacchiane sfarzosità. Napoletano e il suo portavoce Cascella (giornalista?in sonno dell'Unità. Ma guarda che combinazione!) è meglio stiano zitti. Con i risparmi da loro strombazzati si è giunti quasi a un 2% di aumento delle spese. 2) Senato. Abolizione di questo inutile doppione dai costi miliardari, senza sostituzione con altri organi che sarebbero la pezza peggiore del buco. 3) Camera: riduzione a un terzo del numero dei deputati e di tutti i relativi portaborse. Bastano e avanzano e avremmo anche la conseguente riduzione degli inutili sfoggi oratori nell'aula e relativa perdita di tempo. 4) Stipendi della casta politica e della magistratura correlata con le dovute proporzioni, alla paga dell'operaio e dell'impiegato cui far riferimento anche per gli aumenti e contestuale abolizione degli assurdi privilegi elencati nel libro di Stella e Rizzo e nelle rivelazioni del deputato Poletti su un giornale nazionale. 5) Pensioni dei parlamentari: idem con il conglobamento dei versamenti con quelli delle attività svolte negli altri periodi lavorativi. 6) Regioni: per presidenti e consiglieri identici criteri di cui ai punti 4° e 5° . 7) Amministrazione pubblica centrale e periferica: sfoltimento dei girapollici e dei dottori fuori stanza con valutazione del merito del lavoro svolto. 8) Abolizione delle province. Se ne parla da tempo e intanto se ne istituiscono di mini. 9) Abolizione di Bim e Comunità montane, inutili poltronifici, doppioni dei Comuni e moltiplicatori di timbri e di intralci burocratici delle attività produttive. 10) Abolizione una volta per tutte di tutti gli altri enti inutili che ci trasciniamo dal dopoguerra. O dobbiamo aspettare che vi provvedano i nostri pronipoti? 10) Abolizione degli albi professionali, in particolare di quello dei giornalisti, retaggio illiberale del peggior fascismo. 11) Magistratura: orario di lavoro e ferie come tutti gli altri lavoratori e attivazione del referendum sulla responsabilità dei giudici. 12) Sindacati: obbligo della pubblicazione dei bilanci miliardari e relativa tassazione. 13) Referendum: azione penale obbligatoria contro tutti coloro che ostacolano o non ne attuano le decisioni. Certamente tutti i loro numerosi consiglieri economici e politici troveranno altri settori dove poter eliminare gli sprechi. Bene. Facciano un poco di calcolo e nei comizi e nei media ci parlino di cifre. Ci dicano chiaro e tondo dove intendono tagliare per poter disporre di quanto ci promettono. Non lo si vuol fare perché si teme di perdere i voti della Casta e di tutta la mandria dei parassiti e dei poltroni che le vive attorno e per questo la sostiene nel segreto delle urne? Quelli che veramente vogliono spazzare il marciume in cui siamo, non abbiano paura. Ci sono altrettanti italiani che sono arcistufi di mantenere la Casta e le tante piccole caste satelliti e che vorrebbero andare alle urne con la speranza di una sana rivoluzione radicale. E lascino da parte i toni perentori e i proclami roboanti che servono solo a infastidire. L'elettore disincantato vuol sentire riferimenti a cose possibili e concrete, progettate da una equipe di veri esperti e supportate da argomentazioni e cifre che garantiscano una effettiva realizzazione. Tutto il resto fa parte dell'armamentario degli imbonitori di fiera che alla fine lascia per terra solo cartacce da spazzare. Dante Compagnoni Tirano la proposta Perché noi consumatori non controlliamo i prezzi? Cara Provincia, vorrei sapere come mai il prezzo del medesimo prodotto confezionato nella medesima data (21 marzo 2008) costa al kg.15,99 la confezione con n.2 braciole di vitello; mentre la stessa braciola confezionata singolarmente costa al kg. 17.49. Differenza + 1,50 (Lire 3000 circa). Perché noi consumatori non ci mettiamo a controllare i prezzi e segnalarli a chi può prendere provvedimenti? I vari supermercati mandano in altri supermecati dei loro dipendenti per fare il controllo prezzo per controllare la concorrenza. Facciamolo anche noi, non per la concorrenza, ma per avere un prodotto con un rapporto qualità-prezzo giusto. Dateci gli strumenti per applicare questo controllo. Siamo in tanti e possiamo difenderci. Ormai siamo alla frutta. Mariagrazia Algisi 30/03/2008.

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Basta riforme delle pensioni: stressano i lavoratori (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Como, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Gentile direttore, le esternazioni a braccio di Berlusconi, ogni tanto, contengono anche delle improvvide dichiarazioni e, probabilmente, a distanza di qualche ora il candidato premier vorrebbe morsicarsi la lingua. È il caso recente della estemporanea dichiarazione sull'ipotesi di modificazione della recente normativa dei trattamenti pensionistici. Pur non essendo un elettore del centrosinistra credo che l'attuale impianto legislativo debba rimanere tal quale, ancorché non generalmente condiviso da alcuni esponenti politici di entrambi gli schieramenti. Cerco di spiegare il mio punto di vista che è simile a quello di molti altri cittadini. In sostanza ed in buona sintesi ci sono tre validi motivi per lasciare inalterato l'attuale sistema: 1. Bisogna smettere di allarmare i lavoratori ogni due/tre anni. Hanno il sacrosanto diritto di programmare la loro vita lavorativa senza vederla stravolta ad ogni cambio di governo del Paese; 2. L'impianto normativo dell'attuale sistema pensionistico prevede già nel suo interno le tappe per una verifica di congruità; 3. La recente modifica normativa - ancorché dal sottoscritto non pienamente condivisa (era forse meglio ed opportuno tenerci la riforma Maroni) - è stata oggetto di un lungo e tormentato confronto con la Parti Sociali. Come si può pensare di riprendere il negoziato senza traumi o lacerazioni? Se, oggettivamente, esiste un problema di finanziamento della spesa sociale sul versante delle pensioni, perché non ridurre drasticamente i costi della politica ed utilizzare, almeno in parte, i risparmi che ne deriverebbero? Alessandro Baietti Lipomo D'accordo con lei, Alessandro, meglio non rimettere mano al calderone delle pensioni, soprattutto per la prima delle ragioni che lei cita. Non è possibile continuare a stressare i lavoratori che già, specie se sono ancora lontani dal traguardo, dubitano sull'effettiva possibilità di conseguire la pensione. E poi, l'esperienza ci insegna che qualsiasi intervento in materia è peggiorativo. Personalmente ritengo che quella del Cavaliere sia stata solo una boutade elettorale perché se già un governo "amico" delle parti sociali come quello di centrosinistra fatica a negoziare l'argomento con i sindacati, un esecutivo di centrodestra rischia di trovarsi i lavoratori in piazza al minimo accenno di riforma. E sulle pensioni, poi, Berlusconi ci ha già lasciato le penne nel 1994. Riguardo alla riduzione dei costi della politica non si può che essere d'accordo. Il problema è, che al di là delle parole di circostanza, sono i politici che non ne vogliono sapere. Francesco Angelini lettere@laprovincia.it 30/03/2008.

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