HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

Torna all’indice mensile 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL   3-5-2008       #TOP



Report "Costi dei politici"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Costi dei politici (19)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Anas nella spa per il Tunnel. FI: <Tutto inutile> ( da "Secolo XIX, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sempre sulla linea del contenimento dei cosidetti costi della politica, la giunta comunale ha deciso di ridurre da sei a tre i membri del consiglio di amministrazione che scade il 9 maggio. La relativa modifica statutaria sarà discussa in commissione lunedì prossimo e portata in consiglio il giorno successivo.

Per sanare i conti ridurre i costi della politica ( da "Centro, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Confcommercio alla Regione "Per sanare i conti ridurre i costi della politica" PESCARA. Per affrontare seriamente il deficit strutturale del bilancio regionale, che ha raggiunto "la non più sostenibile cifra di 182 milioni di euro", Abruzzo Confcommercio sollecita la Regione a tagliare i "costi della politica".

Ghedini e lorigiola gli avvocati superstar ( da "Mattino di Padova, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Contano anche i gettoni di presenza nei consigli di amministrazione per Carlo Sabattini, presidente Interporto (376 mila euro); Angelo Boschetti, Zip (116 mila); Domenico Minasola, vicepresidente di AcegasAps (99 mila); Amedeo Levorato, presidente del consorzio di bacino Padova2 (31 mila).

Nasce il gruppo di pietro-cittadini: insieme contro i costi della politica ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: insieme contro i costi della politica TRIESTE Nasce il gruppo consiliare "Italia dei valori - Cittadini". L'intesa, sfumata all'alba della vigilia elettorale tra Italia dei Valori e l'allora movimento Cittadini per il presidente, si concretizza post voto. Il civismo sarà il collante del gruppo, che sarà presentato lunedì alle 11.

Un paese bloccato si rischia il naufragio ( da "Mattino di Padova, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo UN PAESE BLOCCATO SI RISCHIA IL NAUFRAGIO èdedicato "a tutti quelli che in questo paese vogliono credere ancora" la nuova inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che, dopo aver denunciato privilegi, arroganza e potere de La casta, è arrivato ieri in libreria e mostra come il nostro paese sia rimasto bloccato e,

Zanutel e schiavon: gettoni al congo ( da "Nuova Venezia, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gettoni al Congo" SAN STINO. "Io e Rita Zanutel, devolveremo i rimborsi spesa (i cosiddetti gettoni di presenza) per i Consigli comunali all'associazione Actom Eido del Congo". Generosa dichiarazione quella fatta mercoledì scorso, in consiglio comunale, da Claudio Schiavon, consigliere di maggioranza di Rifondazione Comunista.

Due giovani del pd nel consiglio del pin ( da "Tirreno, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Simone Monaco, laureato in Economia e commercio, ha militato nelle fila della Margherita ed è stato consigliere dell'Asel. Il presidente del Pin, Maurizio Fioravanti, percepisce un'indennità annua di 18.076 euro, i consiglieri un gettone di presenza di 77,50 euro.

<Basta con gli assenti> ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 03-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: proporrò che qualora i lavori non siano possibili a causa della mancanza del numero legale, il gettone di presenza venga devoluto in beneficenza. Ma comunque se continuerà questo andazzo, non sarò più disponibile e ne trarrò le dovute conseguenze".

Fiera del libro, Stella fa il pienone ( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gianantonio Stella, autore con Sergio Rizzo de "La casta", è intervenuto ieri alla Fiera del libro di Bergamo per presentare il suo ultimo volume, "La deriva", scritto sempre in collaborazione con Rizzo. Ad ascoltare l'autore oltre cento opersone, stipate nello Spazio Incontri della Fiera (ma anche fuori), in genere abituata a un pubblico meno numeroso.

Questa Italia senza grandi opere ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo P er costruire vicino a Shanghai il fantastico ponte di Donghai, che con i suoi 32 chilometri e passa e le sue 8 corsie è il ponte in mezzo al mare più lungo del pianeta, i cinesi hanno impiegato 1263 giorni. Tre anni e sei mesi scarsi.

IL LIBRO ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-05-03 - pag: 14 autore: IL LIBRO p "La deriva. Perché l'Italia rischia il naufragio" di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, Rizzoli, (305 pagine, 19,50 euro). Il volume è da ieri in libreria l'articolo prosegue alle pagine 19 50.

L'italia alla deriva ( da "Tirreno, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Italia alla deriva Rizzo e Stella: "Perché siamo il fanalino di coda" è dedicato "a tutti quelli che in questo paese vogliono credere ancora" la nuova inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che - dopo il successo de "La casta" - arriva in libreria e mostra come il nostro paese sia rimasto bloccato, negli ultimi 15 anni,

Costi politica riduzione o proclama? ( da "Tempo, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stampa LA POLEMICA Costi politica riduzione o proclama? Costi della politica nel mirino. Questa volta a chiedere spiegazioni è l'Abruzzo Confcommercio che si domanda se quella della riduzione delle spese per questa regione sia veramente una volontà o semplicemente un proclama che non avrà conseguenze.

OSIMO Società partecipate osimane e compensi. Pubblicato sul sito web del Comune il nuovo elen ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 03-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: consigliere Daniele Cappanera percepisce un gettone di presenza di 50 euro a riunione. Idem alla Geos Maver dove per il presidente Secchiaroli è previsto un compenso di 800 euro lordi mensili, per il consigliere Maurizio Caporilli 500 mentre per i restanti consiglieri Sandro Antonelli, Giacinto Cenci e Sozio Aureli l'indennità è legata al gettone di presenza di 100 euro a seduta.

Stella: Cronaca di un declino Le cifre di un'Italia disastrata ( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Nel libro di Rizzo e Stella si alternano storie e numeri, per raccontare un'Italia disastrata, renitente ad ogni mutamento, un'Italia che fa quasi paura: "Scrivendo il libro - racconta Gian Antonio Stella - ci siamo accorti che la situazione è più pesante di quel che immaginavamo.

UN PAESE BLOCCATO SI RISCHIA IL NAUFRAGIO ( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo UN PAESE BLOCCATO SI RISCHIA IL NAUFRAGIO èdedicato "a tutti quelli che in questo paese vogliono credere ancora" la nuova inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che, dopo aver denunciato privilegi, arroganza e potere de La casta, è arrivato ieri in libreria e mostra come il nostro paese sia rimasto bloccato e,

INDAGINE ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: per dirla con Stella-Rizzo, è descritta con precisione ed enfasi spesso ironica ma di un'ironia che, neppure troppo sottotraccia, cela un velo di amarezza e, soprattutto, di profonda disillusione. Tanto più che, in questo caso, è proprio il mondo del giornalismo a essere messo sotto la lente d'ingrandimento prima, e sotto accusa poi,

Fiera di Torino, numeri record ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stella e Rizzo, gli autori de La Casta , e Eugenio Scalfari, verranno a presentare il loro nuovo libro. E poi momenti di teatro e di musica, tra cui un concerto dell'Orchestra di Nazareth, in cui suonano insieme musicisti cattolici, ebrei e mussulmani.

Aiutiamo la famiglia di Toni L'operaio ucciso dalla pressa ( da "Stampa, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di 11 anni, che frequenta la prima media a Pancalieri. A Specchio dei tempi si è rivolto il sindaco di Lombriasco, Sergio Ferrero: "Lo slancio della nostra comunità è stato grande, il consiglio comunale ha deciso di rinunciare ai gettoni di presenza per tutto l'anno, ma per dare certezze al futuro di quella famiglia e soprattutto a quello di quel ragazzo,


Articoli

Anas nella spa per il Tunnel. FI: <Tutto inutile> (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Anas nella spa per il Tunnel. FI: "Tutto inutile" la polemica La società stradale al posto di Cassa depositi e prestiti. Gagliardi attacca subito. Ma il presidente Bonifai: "Buona notizia, si parte" 03/05/2008 CAMBIO DI PROPRIETÀ e possibile avvicendamento di manager si prospettano per la "Tunnel di Genova", la spa pubblica (Comune, Autorità portuale e Cassa depositi e prestiti detengono, ciascuno, il 33 per cento del pacchetto azionario) incaricata di progettare e avviare la realizzazione del tunnel sotto il porto come alternativa alla Sopraelevata. Da una parte, l'Anas si appresta a subentrare alla Cassa depositi e prestiti quale socio della spa guidata da Giancarlo Bonifai, avvocato e già assessore all'Urbanistica della giunta Pericu legato a Rifondazione. Dall'altra, sempre sulla linea del contenimento dei cosidetti costi della politica, la giunta comunale ha deciso di ridurre da sei a tre i membri del consiglio di amministrazione che scade il 9 maggio. La relativa modifica statutaria sarà discussa in commissione lunedì prossimo e portata in consiglio il giorno successivo. E c'è già chi, come il forzista Alberto Gagliardi, promette battaglia: "Non capisco che senso abbia mantenere in vita una società impegnata su un progetto di difficile realizzazione come il tunnel". Secondo Bonifai, invece, l'imminente ingresso dell'Anas nella compagine azionaria della spa per il tunnel subportuale sarebbe da leggere come un passo avanti importante verso la concretizzazione dell'opera. "L'Anas - spiega Bonifai - ha espresso l'intenzione di portare all'approvazione del Cipe il progetto preliminare e lo farà quando sarà perfezionato l'ingresso nella società". Il 29 aprile scorso la Cassa depositi e restiti - trasformata nel 2003 in società per azioni ma sempre sotto l'ombrello del ministero dell'Economia - ha inviato ai vertici della "Tunnel spa" una lettera con la quale annuncia ufficialmente il passaggio di testimone ad Anas. La società per azioni che si occupa della rete stradale nazionale e di cui è socio unico il ministero dell'Economia e delle Finanze (sotto la vigilanza tecnica del ministero delle Infrastrutture) dovrebbe acquistare a breve dalla Cassa depositi e prestiti, per una cifra intorno ai 120 mila euro, il 33% della "Tunnel spa". "Èâ??sicuramente una buona notizia - osserva Bonifai - perché dimostra che Anas è interessata in prima persona al progetto". Nell'attesa che il Cipe confermi l'ok del 2005 dal Consiglio superiore dei lavori pubblici. 03/05/2008.

Torna all'inizio


Per sanare i conti ridurre i costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Confcommercio alla Regione "Per sanare i conti ridurre i costi della politica" PESCARA. Per affrontare seriamente il deficit strutturale del bilancio regionale, che ha raggiunto "la non più sostenibile cifra di 182 milioni di euro", Abruzzo Confcommercio sollecita la Regione a tagliare i "costi della politica". Sarà possibile "ridare slancio allo sviluppo" sostiene Confcommercio "eliminando enti e società partecipate costose e spesso inutili, razionalizzando con accorpamenti enti o società insopprimibili". Per l'associazione occorre, inoltre, ridurre il numero dei consulenti, "che spesso formano una rete parallela all'organizzazione burocratica interna; e ridurre il numero dei gruppi consiliari, spesso formati da un solo consigliere". In Abruzzo, ricorda Confcommercio, esistono enti, società partecipate e controllate dalla Regione, con consigli di amministrazione e strutture manageriali che dispongono di circa 250 sedi e uffici e oltre 3.500 addetti. In particolare, prosegue l'associazione, era stata chiesta "l'istituzione, in accordo con il Governo centrale, di un unico Ente Parco che gestisca con efficienza e rigore l'attività degli attuali 4 Parchi abruzzesi. Appare illogico pensare di tenere in piedi 4 consigli di amministrazione, 4 collegi dei revisori, 4 presidenti, 4 direttori, 4 presidenti di comunità per un totale di 70 cariche remunerate". Quanto all'accorpamento delle Comunità Montane, Abruzzo Confcommercio si dice lieta di apprendere che l'assessore regionale agli Enti Locali, Giovanni D'Amico, ha proposto di ridurre da 19 a 11 il numero delle Comunità. "Si otterrebbe così un risparmio di un milione 700.000 euro nel 2008 e di 3 milioni 400.000 nel 2009". EMICICLO Martedì commissione commercio E' stata convocata per martedì all'Aquila la riunione della commissione Commercio chiamata ad esaminare i circa 80 emendamenti presentati sull'attesa legge di riforma del commercio: l'organismo ha discusso finora sulla proposta uscita fuori dalla sintesi tra la bozza dell'assessore al ramo Valentina Bianchi approvata nei mesi scorsi dalla Giunta regionale e quella dello stesso presidente della quarta Commissione, Augusto Di Stanislao.

Torna all'inizio


Ghedini e lorigiola gli avvocati superstar (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

I LEGALI Ghedini e Lorigiola gli avvocati superstar PADOVA. Avvocati "superstar" come redditi: Nicolò Ghedini supera il milione, Fulvio Lorigiola a 627 mila euro, il neosenatore Piero Longo a 533 mila. Va peggio agli altri legali-politici: Carlo Covi è a quota 174 mila euro, Aurora D'Agostino 42 mila. Contano anche i gettoni di presenza nei consigli di amministrazione per Carlo Sabattini, presidente Interporto (376 mila euro); Angelo Boschetti, Zip (116 mila); Domenico Minasola, vicepresidente di AcegasAps (99 mila); Amedeo Levorato, presidente del consorzio di bacino Padova2 (31 mila).

Torna all'inizio


Nasce il gruppo di pietro-cittadini: insieme contro i costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

GUIDA AFFIDATA A COLUSSI Nasce il gruppo Di Pietro-Cittadini: insieme contro i costi della politica TRIESTE Nasce il gruppo consiliare "Italia dei valori - Cittadini". L'intesa, sfumata all'alba della vigilia elettorale tra Italia dei Valori e l'allora movimento Cittadini per il presidente, si concretizza post voto. Il civismo sarà il collante del gruppo, che sarà presentato lunedì alle 11.30, nella sede del Consiglio regionale. A farne parte saranno: Piero Colussi (probabile capogruppo vista l'esperienza e il numero di preferenze ottenute) e Stefano Alunni Barbarossa per i Cittadini; Alessandro Corazza e Enio Agnola (che prenderà il posto di Carlo Monai entrato in Parlamento) per Italia dei Valori. L'alleanza diventa un passo obbligato per i Cittadini - diversamente destinati a perdere la propria identità confluendo nel gruppo misto - e rafforza Idv che fa il suo ingrasso per la prima volta in consiglio regionale. "E' una soluzione positiva - commenta Piero Colussi - perché consente a entrambi i movimenti di mantenere pari dignità, come si vede dalla scelta del nome, e nello stesso tempo ci permetterà di fare massa critica in Consiglio". Primo obiettivo sarà naturalmente armonizzare il gruppo. "Intanto iniziamo a lavorare insieme. I punti di convergenza - dice Colussi - non mancano, come quello sull'esigenza di ridurre i costi della politica e di aumentare la trasparenza. Lavoreremo partendo proprio da questi elementi comuni. Nessuna porta chiusa, quindi, diamo vita a un processo la cui maturazione nel territorio la vedremo man mano". Il prossimo anno, infatti, ci saranno nuove scadenze elettorali (per comuni e province) per cui l'alleanza potrebbe anche estendersi.

Torna all'inizio


Un paese bloccato si rischia il naufragio (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Freschissimo di stampa, ecco "La deriva" di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo UN PAESE BLOCCATO SI RISCHIA IL NAUFRAGIO èdedicato "a tutti quelli che in questo paese vogliono credere ancora" la nuova inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che, dopo aver denunciato privilegi, arroganza e potere de La casta, è arrivato ieri in libreria e mostra come il nostro paese sia rimasto bloccato e, negli ultimi 15 anni, sia diventato per questo il fanalino di coda dell'Unione Europea. A dimostrare come poco o nulla si muova anche quando il rumore e l'attenzione è tanta, gli autori nelle prime pagine tornano anche su una delle denunce che avevano fatto più rumore dopo l'uscita del libro precedente, i costi del Quirinale: "Dopo essersi lagnato dei paragoni con Buckingham Palace, che costa un quarto, non ha aperto che una fessura nella segreta dei propri conti. La Regina Elisabetta ha preso così sul serio l'impegno di tagliare che, dopo aver ridotto del 61% in 15 anni le sue spese in termini reali, tiene a stecchetto i dipendenti pagando perfino Sir Alan Reid, custode del Tesoro, 225.000 ero e cioè meno di quanto prende uno stenografo del nostro Senato. Forse il Colle, chiamato a dare il buon esempio a tutti, poteva tagliare un po' più del 3 per mille". E gli esempi sulla Casta sono ancora tanti, dagli stipendi dei manager che - dicono Stella e Rizzo - si impennano in un paese che affonda, all'emendamento del decreto "milleproroghe" del febbraio 2006, che prevede si effettuino i versamenti del finanziamento pubblico ai partiti per tutta la legislatura anche se questa finisce anticipatamente. Ma il tema del nuovo libro sono soprattutto i lacci e lacciuoli, i procedimenti farraginosi e gli interessi, che ci fanno arrancare, come i ritardi nell'informatica. Nel 2004 eravamo alla pari con l'Irlanda per numero di computer usati in famiglia, nel 2007 siamo dietro tutti, comprese Estonia, Slovacchia, Lettonia e Lituania. Persino per quel che riguarda il flusso turistico, il paese con più ricchezze artistiche del mondo, che nel 1970 era in testa a tutte le classifiche per visitatori, nel 2004 "a forza di rapinare gli stranieri sparando conti astronomici nei ristoranti e di devastare limoneti e aranceti per tirar su quelle mostruose palazzine abusive che infestano le nostre coste meridionali, eravamo scivolati al quinto posto". Prima di noi ora ci sono nell'ordine la Francia, poi la Spagna, quindi gli Usa e infine la Cina. Insomma siamo un paese che avendo i comandi bloccati va alla deriva e "rischia il naufragio", come si legge sin dalla copertina del libro; un paese che ha dimostrato di saper fare cose egregie (solo 270 giorni per stilare e approvare la Costituzione, otto anni per collegare Milano e Napoli con l'Autosole), ma un un paese di poeti e naviganti che ha visto la cultura, che pure è elemento trainante, e porti e trasporti declinare rovinosamente; un paese in cui è bloccata la giustizia (record di 35 anni di rinvii per un fallimento) ma anche l'imprenditorialità (per aprire una trattoria ci vogliono 71 timbri, per una licenza edile 27 mesi) e ogni neonato nasce con un debito pensionistico di 250.000 euro. "Per rimettersi in moto l'Italia ha bisogno, prima di qualunque programma, di una grande operazione verità", ha scritto recentemente Galli della Loggia: con La casta e La deriva Stella e Rizzo hanno fatto la loro parte. Bisogna che da un'altra parte qualcuno cominci a vergognarsi, un sentimento, un valore che sembra perduto. Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo "La Deriva", Rizzoli, pp. 308 - 19,50 euro.

Torna all'inizio


Zanutel e schiavon: gettoni al congo (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

IN CONSIGLIO COMUNALE A SAN STINO Zanutel e Schiavon: "Gettoni al Congo" SAN STINO. "Io e Rita Zanutel, devolveremo i rimborsi spesa (i cosiddetti gettoni di presenza) per i Consigli comunali all'associazione Actom Eido del Congo". Generosa dichiarazione quella fatta mercoledì scorso, in consiglio comunale, da Claudio Schiavon, consigliere di maggioranza di Rifondazione Comunista. Una dichiarazione forte e molto diretta nel parlare dei problemi attuali di San Stino e della necessità di coinvolgere nelle scelte del proprio operato i cittadini con le loro critiche e osservazioni. "Anche questa volta abbiamo proposto volti nuovi e nomi noti, - ha detto commentando la lista Livenza dopo la presentazione in consiglio - esperienza e novità sono stati creduti. Ora comincia la vera campagna elettorale basata sui fatti e non solo su slogan e promesse. I tempi non sono dei migliori, la sofferenza economica delle famiglie aumenta. Sarà più difficile che in passato, le emergenze nuove che viviamo come collettività ci trovano spesso impreparati e disorientati, non si chiamano più zona depressa o asfaltature, quelle con cui dobbiamo confrontarci da oggi è qualcosa di più subdolo e assurdo si chiamano dipendenze alcolismo, cocaina, ecstasi ed eroina e poi anche abbandono degli anziani, disagio umano di sentimenti e ideali. Una amministrazione moderna deve sapersi confrontare con questi problemi e noi lo dobbiamo fare abbandonando strade consolidate e cercandone di nuove". Infine l'annuncio della devoluzione dei rimborsi a Actom Eido, associazione che aiuta i più poveri del Congo, paese dove operano molti missionari, alcuni di origine sanstinese. (m.ca.).

Torna all'inizio


Due giovani del pd nel consiglio del pin (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Prato Due giovani del Pd nel consiglio del Pin Bosi e Monaco i volti nuovi indicati da Comune e Provincia PRATO. Rinnovato il consiglio d'amministrazione del Pin, la società di servizi didattici e scientifici per l'Università di Firenze. Questi gli undici componenti: i professori Franca Alacevich e Siro Ferrone, designati dall'Università di Firenze, il costituzionalista Maurizio Fioravanti e Gabriele Bosi dal Comune di Prato, Simone Monaco dalla Provincia di Prato, Giovanni Nenciarini dalla Camera di commercio di Prato di cui è vicepresidente, Luciano Baggiani dal Consiag, Paolo Sanesi dalla Fondazione Cariprato, Andrea Cavicchi dall'Unione industriale pratese, Maurizio Bardini dalla Provincia di Pistoia, Fabio Mazzanti (direttore Cna) da Cna e Confartigianato. Comune e Provincia hanno scelto di indicare due giovani esponenti del partito democratico. Gabriele Bosi, studente universitario della facoltà di Lettere, attualmente è coordinatore del circolo Pd del centro storico e componente del coordinamento provinciale. Proviene dai Democratici di sinistra ed è stato responsabile lavoro della Sinistra giovanile. Simone Monaco, laureato in Economia e commercio, ha militato nelle fila della Margherita ed è stato consigliere dell'Asel. Il presidente del Pin, Maurizio Fioravanti, percepisce un'indennità annua di 18.076 euro, i consiglieri un gettone di presenza di 77,50 euro.

Torna all'inizio


<Basta con gli assenti> (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 03-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

SENIGALLIA pag. 19 "Basta con gli assenti" Il presidente Paradisi richiama tutti all'ordine ? SENIGALLIA ? "NON si può più pensare di andare avanti in queste condizioni. Se la situazione non cambierà non mi rimane che fare un passo indietro". E' deluso ma anche determinato il presidente del consiglio comunale Silvano Paradisi dopo il nuovo rinvio dell'ultima seduta per mancanza di numero legale. Che cosa si sta verificando? "Una costante difficoltà nell'avere il numero legale non soltanto all'inizio di seduta ma anche durante i lavori'' osserva Paradisi. ''E mi rivolgo ai consiglieri di maggioranza, in particolare del Partito Democratico perchè se rientra nel gioco dei ruoli il non garantire il numero legale da parte delle opposizioni - discutibile o meno che sia - i consiglieri di maggioranza hanno una precisa responsabilità e devono partecipare ai lavori. Su questo sono intervenuto già altre volte. Rivendico la presenza e la puntualità dei consiglieri". Si è ottenuto qualche risultato? "In questi giorni anche il Pd sta verificando l'impegno dei consiglieri. La programmazione dei lavori è trimestrale e quindi si conoscono in anticipo le sedute. Anche le commissioni devono funzionare in maniera diversa, considerando che la maggioranza ha la quasi totalità di presidenze. Le difficoltà si traducono poi nei lavori consiliari. Ad esempio la giunta licenzia delibere che poi giacciono troppo tempo in commissione prima di essere licenziate dal consiglio. Devo dire che da parte del sindaco Luana Angeloni ho avuto disponibilità ad una maggior collaborazione con le commissioni. Adesso attendo risposte da parte del Pd e del gruppo consiliare. A poco più di metà mandato voglio verificare se vi siano le condizioni per dare impulso al Consiglio''. LE sedute consiliari hanno tra l'altro un costo, in media sui 1.000 euro a seduta; proporrò che qualora i lavori non siano possibili a causa della mancanza del numero legale, il gettone di presenza venga devoluto in beneficenza. Ma comunque se continuerà questo andazzo, non sarò più disponibile e ne trarrò le dovute conseguenze".

Torna all'inizio


Fiera del libro, Stella fa il pienone (sezione: Costi dei politici)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'autore de La casta ha presentato la sua nuova opera. Oltre cento persone allo Spazio Incontri "Serve un sussulto, una riscossa della classe politica perché si assuma le proprie responsabilità" "È ormai necessario un sussulto, una riscossa della classe politica perché si assuma le sue responsabilità" per correggere la rotta del Paese e riprendere un cammino interrotto decenni fa: Gianantonio Stella, autore con Sergio Rizzo de "La casta", è intervenuto ieri alla Fiera del libro di Bergamo per presentare il suo ultimo volume, "La deriva", scritto sempre in collaborazione con Rizzo. Ad ascoltare l'autore oltre cento opersone, stipate nello Spazio Incontri della Fiera (ma anche fuori), in genere abituata a un pubblico meno numeroso. Quella di Stella è stata un'analisi impietosa, ma puntuale e sempre sostenuta dai fatti, della situazione del nostro Paese. "Il titolo "La deriva" ? ha esordito Stella sollecitato da Gigi Riva, caporedattore de L'Espresso ? vuole far comprendere come sia ancora possibile contenere, correggere la rotta e rimediare la situazione. Stiamo rischiando il naufragio, ma non ci siamo ancora arrivati. La deriva trasmette l'idea di un processo graduale e sempre più difficile da controllare". Certo, ha ammesso Stella, "lavorando a questo libro ne siamo usciti spaventati: non pensavamo neppure noi che la situazione fosse così grave". L'analisi di Stella è partita dagli anni del dopoguerra: un periodo nel quale, ha sottolineato l'autore "la classe politica lavora, scrive la Costituzione in 270 giorni, in soli otto anni si costruisce l'autostrada del sole, l'Italia cresce, riparte alla grande ed è proiettata al futuro". Ma dagli anni Sessanta, ha proseguito Stella, questo processo si interrompe: e tra i tanti problemi del nostro Paese, Stella ha ricordato i lavori per le opere pubbliche che durano decenni, un sistema scolastico ed universitario che non riconosce il merito, i tempi lunghi della giustizia, le pastoie della burocrazia, la conflittualità politica. "Questo nostro "ciabattare" ? ha sottolineato ? rischia di trascinarci molto in basso". "La responsabilità prima ? ha aggiunto l'autore ? è di una classe dirigente che non dirige, di chi governa perché non cambia regole e leggi per consentire di accellerare. E tra gli italiani c'è una sorta di fatalismo. C'è una classe politica che non è in grado di governare proprio in un periodo in cui tutti gli indicatori sono in discesa. E il problema è trasversale a tutti gli schieramenti politici: coinvolge un po' tutti i governi dagli Anni Sessanta in poi". Per invertire la rotta, ha rimarcato l'autore, "occorre una classe politica credibile, autorevole e rispettata e queste condizioni oggi non ci sono". Ma la sua analisi, ha chiarito Stella, è lontana dall'antipolitica: "Abbiamo grande rispetto del ruolo della politica, ma crediamo che alcuni problemi possano essere risolti solo dalla politica: una classe politica seria deve essere capace di prendersi le proprie responsabilità e di decidere, anche insieme con i cittadini; ma alla fine deve scegliere. Occorre un riscatto della classe politica". "L'Italia ? ha concluso Stella ? ha dimostrato di riuscire a dare il meglio di sè nei momenti più difficili: spero che l'Italia abbia questo sussulto, che ci sia la voglia di riprendere un cammino interrotto. Ci vorrà tempo ed occorre la buona volontà di tutti. Non sarà facile, ma occorre cominciare. O diamo una svolta che coinvolga tutti in una presa di coscienza, oppure rischiano di essere motivate quelle paure di un ritorno a condizioni di povertà". Gianluigi Ravasio.

Torna all'inizio


Questa Italia senza grandi opere (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-05-03 - pag: 14 autore: Questa Italia senza grandi opere Pubblichiamo ampi stralci del capitolo dedicato alle infrastrutture nel libro "La deriva". di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo P er costruire vicino a Shanghai il fantastico ponte di Donghai, che con i suoi 32 chilometri e passa e le sue 8 corsie è il ponte in mezzo al mare più lungo del pianeta, i cinesi hanno impiegato 1263 giorni. Tre anni e sei mesi scarsi. Per costruire a Venezia il ponte di Calatrava, che dovrebbe scavalcare il Canal Grande davanti a piazzale Roma per un totale di 81 metri, di anni ne hanno già spesi una dozzina. Quando il geniale professionista regalò il suo progetto a Venezia (anche se si sarebbe fatto pagare l'"esecutivo" e una consulenza successiva: totale 336mila euro) era la primavera del '96. Quando il Comune accettò la donazione, alla fine di giugno dello stesso anno, Massimo Cacciari esultò: "Il progetto è in pratica un esecutivo che già domani potrebbe essere realizzato ". Spiegò anzi che le Sovrintendenze avevano "già detto un sì entusiastico" ed era stato già "fatto anche il piano finanziario per una spesa di 4 miliardi", cioè 2 milioni di euro. Nel frattempo, nonostante la Corte dei Conti fosse già intervenuta a censurare l'andazzo, i costi dell'opera sono lievitati ancora. E c'è il rischio concreto che questo "quarto ponte" sul Canal Grande, dopo quelli di Rialto, degli Scalzi e dell'Accademia, possa venire a costare oltre 16 milioni di euro. Otto volte più del primo preventivo. Quasi 200mila euro per ciascuno degli 81 metri. Plastica dimostrazione di quanto le difficoltà tecniche, gli intoppi burocratici, gli stop, i rilanci, le minacce legali e le grane di ogni genere, anche al di là delle responsabilità individuali, abbiano fatto di questo monumento alla lentezza (che dovrebbe poi chiamarsi, in omaggio all'area in cui sorgerà, ponte de'a Zirada, ponte della svolta) il simbolo stesso di quanto sia complicato, oggi, fare un'opera pubblica in Italia. I confronti con l'estero sono umilianti. Parliamo di ponti? Ne citiamo, per pudore, solo due. Per costruire il Vasco da Gama, che con i suoi 18 chilometri a sei corsie è il più lungo d'Europa e scavalca l'estuario del fiume Tago unendo Lisbona alle regioni meridionali del Paese, con un'arcata centrale poggiata su piloni di 150 metri (21 più del grattacielo Pirelli, il più alto d'Italia)per consentire il passaggio di navi gigantesche, i portoghesi impiegarono 3 anni: dai primi di febbraio del 1995 al 29 marzo del 1998. E 4 anni (per l'esattezza 4 anni e 18 giorni) sono bastati ai cinesi per fare il ponte più lungo del mondo che scavalca la baia di Ningbo Hangzhou, a sud di Shanghai, un serpentone di 36 chilometri (o se volete 19 miglia marine) a otto corsie di gran lunga più grande del bridge americano sulla baia di Chesapeake e della sopraelevata Baharian in Arabia Saudita. Per capirci: con un ponte lungo uguale potresti unire Napoli a Ischia, Milazzo alle Lipari o Lignano a Pirano, in Istria, scavalcando il golfo di Trieste. è vero che, fatta l'inaugurazione appena possibile perché hanno la fissa del record, i cinesi dovevano ancora completare l'illuminazione e i sistemi di sicurezza. è vero che hanno fatto lavorare migliaia di persone obbligandole a dormire in baracche sul posto per risparmiare il tempo di portarle a fine turno a terra. è vero che il costo (un miliardo e 200 milioni di euro, come il già citato ponte di Donghai che unirà Shanghai al nuovo porto sulle isole Yangshang, il più grande del mondo) è imparagonabile con i nostri: poco più di 33mila euro al metro (per otto corsie) contro i quasi 200mila, se non di più, che costerà quello di Calatrava. Chiedetelo agli abitanti di Muggiò, in provincia di Milano. Dove il sindaco in fascia tricolore ha inaugurato una mattina di luglio del 2007, tra squilli di tromba, il primo chilometro della "tangenzialina" (così si chiama, la piccina) decisa per permettere agli abitanti di immettersi dalla Valassina nella Monza-Saronno senza attraversare i comuni. Un chilometro. E sapete quando era stato aperto il cantiere, subito bloccato dalla magistratura dopo un esposto che segnalava la presenza di discariche abusive lungo il tracciato? Nel 1989. Non vogliamo prendere a paragone i cinesi?Prendiamo gli americani.Ve lo ricordate l'ultimo terremoto di San Francisco? Era sempre il 1989, esattamente il 17 ottobre, ilsismafu del7Úgradodella scala Richter, i morti furono 63 e tutti i giornali del mondo uscirono con la fotografia di una gigantesca arcata crollata del Bay Bridge, il ponte di 14 chilometri che collega la città a Oakland ed è percorso ogni giorno da trecentomila macchine e camion. Fu il simbolo stesso del disastro, quell'arcata crollata. Bene, il 17 novembre dello stesso anno l'Ansa comunicava che il sindaco aveva tagliato il nastro della riapertura. Un mese: avevano pianto i morti, compiuto i rilievi giudiziari, rimosso le macerie, ricostruito l'arcata, rimesso l'asfalto e infine riaperto al traffico in un mese. Il tempo che da noi avrebbe impiegato un magistrato per battere a macchina il sequestro dell'opera e affidarne la consegna ai messi. Eppure anche noi, un tempo, eravamo svelti. Un esempio proprio veneziano? Senza tornare al grandioso canale "sborador" scavato in soli 1592 giorni col badile e le carriole, da Porto Viro alla Sacca di Goro per dare nel 1604 un nuovo sbocco al Po, basta ricordare i tre ponti principali costruiti negli anni 30 del 900 dall'ingegnere capo del municipio Eugenio Miozzi. Mica un genio coccolato nei salotti di Parigi e di Manhattan: l'ingegnere capo comunale. Sapete quanto impiegò per costruire il celeberrimo e lunghissimo Ponte della Libertà che solca la laguna, parallelo al ponte ferroviario edificato a metà Ottocento dagli austriaci, unendo la città serenissima alla terraferma? Due anni scarsi: 657 giorni. E siccome verso la fine si accorse di avere speso meno di quanto gli avevano dato, decise di usare i soldi avanzati per costruire davanti alla stazione dei treni un nuovo ponte che scavalcasse il Canal Grande, quello degli Scalzi. I lavori cominciarono nove giorni dopo l'inaugurazione da parte del Duce del collegamento translagunare: altri 542 giorni ed era pronto anche questo. E siccome verso la fine di questa seconda opera si accorse di nuovo di avere speso meno del previsto, decise di buttar giù il vecchio ponte di ferro dell'Accademia, che versava in condizioni pietose, per sostituirlo con uno provvisorio di legno. Abbattimento, rimozione dei detriti, costruzione del nuovo manufatto e inaugurazione: un mese. Un mese! E il ponte di legno, bellissimo, è ancora lì. Uno studio del vicedirettore della Banca d'Italia Pier Luigi Ciocca e le stime di alcune organizzazioni internazionali hanno dimostrato che "questo deficit di opere pubbliche ha provocato nel corso degli anni 90 una perdita valutabile in circa 13 punti percentuali del prodotto interno lordo, cioè circa 300mila miliardi di lire". Centocinquanta miliardi di euro. Più quelli perduti dal 2000 in qua. REUTERS.

Torna all'inizio


IL LIBRO (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-05-03 - pag: 14 autore: IL LIBRO p "La deriva. Perché l'Italia rischia il naufragio" di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, Rizzoli, (305 pagine, 19,50 euro). Il volume è da ieri in libreria l'articolo prosegue alle pagine 19 50.

Torna all'inizio


L'italia alla deriva (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Spettacolo L'Italia alla deriva Rizzo e Stella: "Perché siamo il fanalino di coda" è dedicato "a tutti quelli che in questo paese vogliono credere ancora" la nuova inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che - dopo il successo de "La casta" - arriva in libreria e mostra come il nostro paese sia rimasto bloccato, negli ultimi 15 anni, sia diventato per questo il fanalino di coda dell'Europa. A dimostrare come poco o nulla si muova anche quando il rumore e l'attenzione è tanta, gli autori nelle prime pagine tornano anche su una delle denunce che avevano fatto più rumore dopo l'uscita del libro precedente, i costi del Quirinale. Ma il tema del nuovo libro sono soprattutto i lacci e lacciuoli, i procedimenti farraginosi e gli interessi, che ci fanno arrancare, come i ritardi nell'informatica. Nel 2004 eravamo alla pari con l'Irlanda per numero di computer usati in famiglia, nel 2007 siamo dietro tutti, comprese Estonia, Slovacchia, Lettonia e Lituania, "quanto agli sportelli elettronici che consentono un collegamento reale diretto tra il cittadino e la pubblica amministrazione, siamo penultimi: dietro di noi c'è solo la Grecia". Persino per quel che riguarda il flusso turistico, il paese con più ricchezze artistiche del mondo, che nel 1970 era in testa a tutte le classifiche per visitatori, nel 2004 "a forza di rapinare gli stranieri sparando conti astronomici nei ristoranti e di devastare limoneti e aranceti per tirar su quelle mostruose palazzine abusive che infestano le nostre coste meridionali, eravamo scivolati al quinto posto". Prima di noi ora ci sono nell'ordine la Francia, poi la Spagna, quindi gli Usa e infine la Cina. Insomma siamo un paese che avendo i comandi bloccati va alla deriva e "rischia il naufragio", come si legge sin dalla copertina del libro; un paese che ha dimostrato di saper fare cose egregie (solo 270 giorni per stilare e approvare la Costituzione, otto anni per collegare Milano e Napoli con l'Autosole), ma un un paese di poeti e naviganti che ha visto la cultura, che pure è elemento trainante, e porti e trasporti declinare rovinosamente; un paese in cui è bloccata la giustizia (record di 35 anni di rinvii per un fallimento) ma anche l'imprenditorialità (per aprire una trattoria ci vogliono 71 timbri, per una licenza edile 27 mesi) e ogni neonato nasce con un debito pensionistico di 250.000 euro. "Siamo a un bivio", annunciano gli autori sin dal titolo del primo capitolo, e per cambiare rotta bisogna slegare e riprendere in mano il timone. "Per rimettersi in moto l'Italia ha bisogno, prima di qualunque programma, di una grande operazione verità", ha scritto recentemente Galli della Loggia: con "La casta" e "La deriva" Stella e Rizzo hanno fatto la loro parte. Bisogna che da un'altra parte qualcuno cominci a vergognarsi, un sentimento, un valore che sembra perduto. GIAN ANTONIO STELLA e SERGIO RIZZO, "La deriva", Rizzoli, pp. 308, euro 19,50.

Torna all'inizio


Costi politica riduzione o proclama? (sezione: Costi dei politici)

( da "Tempo, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stampa LA POLEMICA Costi politica riduzione o proclama? Costi della politica nel mirino. Questa volta a chiedere spiegazioni è l'Abruzzo Confcommercio che si domanda se quella della riduzione delle spese per questa regione sia veramente una volontà o semplicemente un proclama che non avrà conseguenze. E l'associazione ha inviato una lettera alle massime autorità regionali su questo tema dove ripete "senza essere ascoltata" che per ridare slancio allo sviluppo è necessario "abbattere la scure sulla spesa pubblica", eliminando Enti e Società partecipate cosose e spesso inutili, razionalizzare con accorpamenti i restanti Enti o Società insopprimibili, ridurre il numero dei consulenti e dei gruppi consiliari. In particolare hanno chiesto "l'istituzione di un unico Ente Parco che possa gestire con efficienza e rigore l'attività degli attuali 4 parchi abruzzesi che spesso hanno ingenerato scelte strategiche discordanti e scollegate, producendo pochi risultati concreti a fronte di un grosso dispendio di energie e risorse". Secondo la Confcommercio infatti appare "totalmente illogico pensare di tenere in piedi quattro consigli di amministrazione, quattro collegi di revisori, quattro presidenti, quattro direttori, quattro presidenti di comunità per un totale di settanta cariche remunerate!". Per quanto riguarda invece la richiesta della Confcommercio di accorpare le Comunità Montane, pare che qualcosa si stia muovendo. Tuttavia, l'associazione attende gli eventi, monitorando gli avvenimenti.

Torna all'inizio


OSIMO Società partecipate osimane e compensi. Pubblicato sul sito web del Comune il nuovo elen (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 03-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Co, aggiornato a marzo 2008, con cariche e "stipendi" degli amministratori nominati nei Cda delle società partecipate al Comune e nei consorzi sovracomunali. La hit della classifica spetta ai compensi dell'Astea Spa, dove il presidente Attilio Severini percepisce 41.500 euro lordi annui, il vice Luciano Secchiaroli 13.000 e i consiglieri 11.000. Alla Park.O il presidente Pier Luigi Agostinelli guadagna 20.000 euro lordi annui, il suo vice Gianluca Mengoni 3.870 e il consigliere Giorgio Grottini 3.096. Alla Imos lo stipendio del presidente Sandro Antonelli si attesta sui 700 euro mensili, del vice Antonello Glorio sui 300 e il consigliere Daniele Cappanera percepisce un gettone di presenza di 50 euro a riunione. Idem alla Geos Maver dove per il presidente Secchiaroli è previsto un compenso di 800 euro lordi mensili, per il consigliere Maurizio Caporilli 500 mentre per i restanti consiglieri Sandro Antonelli, Giacinto Cenci e Sozio Aureli l'indennità è legata al gettone di presenza di 100 euro a seduta. Alla Asso il presidente Gilberta Giacchetti percepisce 7.800 euro lordi netti, il vice Stefano Marinelli 4.800 ed il consigliere Patrizia Onori 3.240. All'Auxmedia, prossima a fondersi con Imos-Geos, solo al presidente Giacinto Cenci vengono riconosciuti 1.250 euro mensili lordi. Onorifica infine la carica di Paolo Pierpaoli, presidente Proscenio, come dei consiglieri Carolina Di Tondo e Manuela Soligo, mentre per Manuela Castellani e Gabriele Santarelli che svolgono attività lavorativa nella Srl sono previsti rispettivamente 12.000 e 10.000 euro lordi annui. Il consorzio per l'alta formazione del diritto amministrativo come Farmacia Ottavia non incidono sul bilancio, e in base alla Finanziaria 2007 da gennaio il consigliere Candido Donato, come membro nel Cda del consorzio Acquedotto nel Nera, ha dovuto rinunciare al suo compenso. Mentre al consigliere comunale Matteo Gambini, nella veste di vice presidente di ConeroAmbiente, viene consegnata una "busta paga" di 618 euro lordi mensili.

Torna all'inizio


Stella: Cronaca di un declino Le cifre di un'Italia disastrata (sezione: Costi dei politici)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stella: "Cronaca di un declino Le cifre di un'Italia disastrata" NICOLò MENNITI-IPPOLITO Ce ne è per tutti questa volta, non solo per i politici. Per questo La casta diventa La deriva e la deriva è quella di un paese, l'Italia, che secondo tutti gli indici sta perdendo da molti anni posizioni nelle graduatorie internazionali. Probabilmente il nuovo libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo avrà lo stesso successo del precedente, ma la denuncia diventa più radicale, investe non solo i comportamenti dei politici, ma quelli dei cittadini, corresponsabili in parte di un sistema che non funziona più. Nel libro di Rizzo e Stella si alternano storie e numeri, per raccontare un'Italia disastrata, renitente ad ogni mutamento, un'Italia che fa quasi paura: "Scrivendo il libro - racconta Gian Antonio Stella - ci siamo accorti che la situazione è più pesante di quel che immaginavamo. Uno pensa al declino del paese, ma quando mette in fila tutte insieme le cose che non vanno viene un senso di impotenza. Anche in La casta avevamo scritto cose più o meno conosciute, ma tutte assieme davano un quadro molto più drammatico. Lo stesso accade questa volta. Se accosti la crisi dei porti ai carrozzoni come l'Alitalia, alla catastrofe della scuola, al precariato, alla ricerca, all'energia e a tutto il resto viene fuori un quadro devastante". Dunque un paese in affanno e la colpa non è solo dei politici. "Anche i sindacati - dice Stella - hanno responsabilità nette in questo declino. Basti pensare ad un caso paradossale come quello dei bidelli delle scuole materne che non hanno fra le mansioni quello di apparecchiare la tavola e scodellare la minestra. Così è nato un mestiere nuovo che è quello delle scodellatrici, pagate apposta per fare questo. Chi può firmare un contratto del genere? Ma anche gli imprenditori. Come si spiega, per esempio, che in un paese in declino gli stipendi degli amministratori delegati diventino sempre più alti? Come mai a Mediobanca lo stipendio è oggi immensamente più alto di quello che prendeva Cuccia. E all'Enel?, all'Eni?". I cittadini normali in effetti si indignano, non capiscono, ma non è che anche loro hanno colpe? "Il singolo cittadino - dice Stella - è come un piccolo azionista. Ma se l'azienda è in rosso il piccolo azionista chiede conto alla dirigenza, batte i pugni sul tavolo, e non fare questo è una responsabilità di noi tutti. Ma noi rifiutiamo la logica del tutti colpevoli nessun colpevole: è la classe dirigente, è il governo a dover agire per primo. I singoli magistrati avranno anche colpe nel disastro della giustizia, ma chi fa le leggi, chi stabilisce le regole ha una colpa molto maggiore". Se il panorama è cupo, viene da chiedere dove si addensino le nubi maggiori. Gianantonio Stella non ha dubbi. "Il problema dell'energia è sicuramente quello più grave. Noi siamo autonomi solo per il 12%, tutto il resto lo dobbiamo importare. Basta che cada un albero in Svizzera per finire tutti al buio come è successo due anni fa. E' una situazione drammatica". Tanto drammatica che viene da mettersi le mani nei capelli e dire che è impossibile cambiare. E forse anche i politici italiani la pensano così. "Se De Gasperi avesse pensato così alla fine della guerra - dice Stella - non ci sarebbe stato il boom economico e l'Italia sarebbe rimasta arretrata. De Gasperi non ha detto è colpa di Mussolini, ha cominciato a fare le cose. Buttiglione quando era al governo parlava di anni della sfiga, dicendo che era colpa dell'11 settembre, della congiuntura internazionale e così via, ma la realtà dei dati è che Francia, Germania, Grecia, per non parlare di Spagna e Irlanda se la sono cavata meglio". Dunque anche questa volta, anche in questo libro emerge il problema della Casta politica. "Quello che non si è capito da parte dei politici è che per fare le riforme devi essere credibile agli occhi dei cittadini. I privilegi di cui i politici godono li rendono poco credibili agli occhi dei cittadini e questo impedisce di fare interventi forti. Non c'è più classe dirigente, ci sono politici che accarezzano l'elettorato". Dunque un paese ricco di ombre, ma qualche luce c'è. "Sicuramente - dice Stella - basti pensare ai termovalorizzatori di Padova costruiti in un anno, secondo le tecnologie più moderne e senza che si alzasse una sola protesta. Oppure la centrale ad idrogeno di Porto Marghera costruita in due anni, il bellissimo Ospedale di Mestre, finito in quattro anni". Dunque le cose possono funzionare, bisogna volerlo. "Prendiamo la scuola - dice Stella - in molte regioni la situazione è disastrosa, se io fossi a Palazzo Chigi chiamerei all'istruzione qualcuno veramente capace di cambiare le cose, non una personalità minore per le esigenze di equilibrio politico. Vedremo".

Torna all'inizio


UN PAESE BLOCCATO SI RISCHIA IL NAUFRAGIO (sezione: Costi dei politici)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Freschissimo di stampa, ecco "La deriva" di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo UN PAESE BLOCCATO SI RISCHIA IL NAUFRAGIO èdedicato "a tutti quelli che in questo paese vogliono credere ancora" la nuova inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che, dopo aver denunciato privilegi, arroganza e potere de La casta, è arrivato ieri in libreria e mostra come il nostro paese sia rimasto bloccato e, negli ultimi 15 anni, sia diventato per questo il fanalino di coda dell'Unione Europea. A dimostrare come poco o nulla si muova anche quando il rumore e l'attenzione è tanta, gli autori nelle prime pagine tornano anche su una delle denunce che avevano fatto più rumore dopo l'uscita del libro precedente, i costi del Quirinale: "Dopo essersi lagnato dei paragoni con Buckingham Palace, che costa un quarto, non ha aperto che una fessura nella segreta dei propri conti. La Regina Elisabetta ha preso così sul serio l'impegno di tagliare che, dopo aver ridotto del 61% in 15 anni le sue spese in termini reali, tiene a stecchetto i dipendenti pagando perfino Sir Alan Reid, custode del Tesoro, 225.000 ero e cioè meno di quanto prende uno stenografo del nostro Senato. Forse il Colle, chiamato a dare il buon esempio a tutti, poteva tagliare un po' più del 3 per mille". E gli esempi sulla Casta sono ancora tanti, dagli stipendi dei manager che - dicono Stella e Rizzo - si impennano in un paese che affonda, all'emendamento del decreto "milleproroghe" del febbraio 2006, che prevede si effettuino i versamenti del finanziamento pubblico ai partiti per tutta la legislatura anche se questa finisce anticipatamente. Ma il tema del nuovo libro sono soprattutto i lacci e lacciuoli, i procedimenti farraginosi e gli interessi, che ci fanno arrancare, come i ritardi nell'informatica. Nel 2004 eravamo alla pari con l'Irlanda per numero di computer usati in famiglia, nel 2007 siamo dietro tutti, comprese Estonia, Slovacchia, Lettonia e Lituania. Persino per quel che riguarda il flusso turistico, il paese con più ricchezze artistiche del mondo, che nel 1970 era in testa a tutte le classifiche per visitatori, nel 2004 "a forza di rapinare gli stranieri sparando conti astronomici nei ristoranti e di devastare limoneti e aranceti per tirar su quelle mostruose palazzine abusive che infestano le nostre coste meridionali, eravamo scivolati al quinto posto". Prima di noi ora ci sono nell'ordine la Francia, poi la Spagna, quindi gli Usa e infine la Cina. Insomma siamo un paese che avendo i comandi bloccati va alla deriva e "rischia il naufragio", come si legge sin dalla copertina del libro; un paese che ha dimostrato di saper fare cose egregie (solo 270 giorni per stilare e approvare la Costituzione, otto anni per collegare Milano e Napoli con l'Autosole), ma un un paese di poeti e naviganti che ha visto la cultura, che pure è elemento trainante, e porti e trasporti declinare rovinosamente; un paese in cui è bloccata la giustizia (record di 35 anni di rinvii per un fallimento) ma anche l'imprenditorialità (per aprire una trattoria ci vogliono 71 timbri, per una licenza edile 27 mesi) e ogni neonato nasce con un debito pensionistico di 250.000 euro. "Per rimettersi in moto l'Italia ha bisogno, prima di qualunque programma, di una grande operazione verità", ha scritto recentemente Galli della Loggia: con La casta e La deriva Stella e Rizzo hanno fatto la loro parte. Bisogna che da un'altra parte qualcuno cominci a vergognarsi, un sentimento, un valore che sembra perduto. Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo "La Deriva", Rizzoli, pp. 308 - 19,50 euro.

Torna all'inizio


INDAGINE (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

ANTICIPAZIONE. ARRIVA NELLE LIBRERIE MARTEDÌ IL ROMANZO DELLA GIORNALISTA VERONESE, UN DEBUTTO PIÙCHE INCORAGGIANTE INDAGINE IN REDAZIONE PER OMICIDIO "Due colonne taglio basso" di Federica Sgaggio è una vicenda d'impatto che vira al "giallo" anche se non solo   Due colonne taglio basso (Sironi editore), in arrivo nelle librerie martedì, opera prima di Federica Sgaggio, giornalista veronese de L'Arena (dove lavora nella redazione Interni ed Esteri) rappresenta un debutto più che incoraggiante, una prova superata in souplesse. Per costruire una vicenda d'indubbio impatto, alla quale non manca nulla degli archetipi più tipici di un "giallo", l'autrice pesca nell'ambiente che le è più familiare, quello della carta stampata. La categoria, o meglio la "casta" per dirla con Stella-Rizzo, è descritta con precisione ed enfasi spesso ironica ma di un'ironia che, neppure troppo sottotraccia, cela un velo di amarezza e, soprattutto, di profonda disillusione. Tanto più che, in questo caso, è proprio il mondo del giornalismo a essere messo sotto la lente d'ingrandimento prima, e sotto accusa poi, e non solo metaforicamente, visto che il vicecaporedattore della Gazzetta del mattino, prospero quotidiano di una città di provincia, un giorno viene trovato cadavere con la testa maciullata. La scoperta, agghiacciante quanto improvvisa, scatena, al di là dell'inevitabile caccia all'assassino, una ricerca ugualmente aspra dentro le dinamiche del giornale, universo nel quale gli addetti ai lavori scoprono ben presto una rete fitta e tortuosa, oscura e corrotta, di interessi, segreti inconfessabili, giochi di potere, compromessi, di proporzioni inusitate. Fortunatamente, come in qualunque realtà che si rispetti, non è tutto marcio neppure nel mondo della stampa. E così, alla fine le anime belle - come i protagonisti del romanzo, Fabrizio Strippani e Chiara Lucini, giornalisti della Gazzetta che vivono il loro mestiere con consapevolezza e onestà - avranno una loro rivincita. Aiutati in questo anche da un magistrato che è una delle figure più interessanti (con quel suo vezzo, nei momenti peggiori, di straniarsi dal mondo reale e rifugiarsi in uno scenario fantastico tutto suo) del romanzo. Sarà lui a dare lo sprint alle indagini mettendo in luce un reticolo di losche vicende. E il colpevole? Come nelle migliori tradizioni, è un insospettabile, la cui natura abietta viene smascherata a poco a poco, in un susseguirsi di indizi, sempre in grado di tenere viva la suspence. Due colonne taglio basso si legge d'un fiato non solo per l'abile costruzione delle singole vicende ma anche grazie a una scrittura fluida, una narrazione tesa che scorre veloce, fatta di frasi secche, similitudini ad effetto, dialoghi incalzanti e capacità di sintesi, inevitabile retaggio di chi lavora nei giornali. Alla serrata costruzione del romanzo contribuisce anche lo scavo dei personaggi che lo affollano: dalla giornalista velleitaria e sfruttata all'editore potente e prepotente; dal direttore della Gazzetta tanto insipiente quanto diabolico allo scaltro maresciallo dei carabinieri. Il tutto, mentre le notizie continuano a correre, inseguite, acchiappate, ingabbiate da chi di esse si nutre. Un'ultima annotazione: se il romanzo diventasse una fiction , il protagonista potrebbe avere il volto bello e malinconico di Kim Rossi Stuart.   Betty Zanotelli È un pregio sostenere, di un thriller, che è pronto per la trasposizione, cinematografica o televisiva che sia? Crediamo di sì, soprattutto perché ciò significa che l'opera in questione contiene, da un lato, una serie di personaggi in grado di reggere, ciascuno per suo conto, un proprio filo narrativo; dall'altro, un susseguirsi di situazioni che si evolvono secondo un meccanismo ad incastro e ad intreccio, ben congegnato, che tiene sempre il ritmo anche grazie a una buona dose di imprevisto, di sorprendente, elementi tanto più necessari in una storia che vira al "giallo", anche se non solo. Ecco allora che.

Torna all'inizio


Fiera di Torino, numeri record (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ernesto Ferrero: "La cultura non ha bandiere nazionali" --> Ernesto Ferrero: "La cultura non ha bandiere nazionali" Più che le polemiche contano i numeri che Ernesto Ferrero, il direttore della Fiera di Torino giunta quest'anno alla XXI edizione, espone come i gioielli di famiglia: "Possiamo già annunciare cifre da record, che fanno di Torino la fiera europea più frequentata. Millequattrocento espositori, di cui 75 nuove entrate, e un "Incubatore" per gli editori neonati; un intero padiglione dedicato ai bambini e ai ragazzi, curato da Eros Miari e Giuseppe Culicchia, talmente ricco di iniziative, animazioni e laboratori che gli abbiamo dovuto dedicare una presentazione a parte. C'è la sezione dei librai antiquari e l'angolo dei Comics, tanti ospiti illustri, da Gore Vidal al pianista Giovanni Allevi, da Dario Fo a Javier Marias, che riceverà il Premio Alassio Internazionale". Insomma, boicottaggio o no dall'8 al 12 maggio la Fiera del libro aprirà i battenti ignorando i contrasti e puntando a quei primati che ormai ne fanno da tempo una delle più importanti realtà del mondo editoriale italiano. E non solo. Quanto è stata difficile la vigilia di questa edizione? "Le vere difficoltà sono nate dalle numerose richieste che abbiamo ricevuto da editori e autori. Registriamo con piacere una grande voglia di esserci, di partecipare a una grande festa collettiva. Abbiamo dovuto allestire ben 24 sale e spazi incontri per più di 800 eventi?". Quali sono le novità che le polemiche potrebbero mettere in ombra? "Decine di dibattiti sui temi caldi della società civile, la Giustizia, mani sporche e malaffare, il terrorismo, il caso Moro, il sindacato. Stella e Rizzo, gli autori de La Casta , e Eugenio Scalfari, verranno a presentare il loro nuovo libro. E poi momenti di teatro e di musica, tra cui un concerto dell'Orchestra di Nazareth, in cui suonano insieme musicisti cattolici, ebrei e mussulmani. Ma l'evento più coinvolgente sarà di sicuro la lettura che Paola Cortellesi farà del reportage di Ezio Mauro sulla tragedia della ThyssenKrupp". Come si è cominciato a parlare di boicottaggio e da chi è partita la prima bordata? "La scintilla è partita da gruppetti torinesi della sinistra estrema, autonomi e centri sociali, che si sono detti indignati per un invito che suonava come celebrazione dello Stato d'Israele, e hanno addirittura parlato di occupazione militare della Fiera, cosa francamente ridicola. Invano abbiamo spiegato di aver invitato una ventina di scrittori e poeti che sono tra i più attivi sostenitori del dialogo, i più attenti alle ragioni dei palestinesi e i più critici verso il loro governo. Li abbiamo scelti liberamente con gli editori, non ci ha condizionato nessuno. Perché non avremmo dovuto invitarli? Sulla vivacità e qualità di una libera cultura democratica (l'unica del Medio Oriente) credo che nessuno possa obiettare. A chi sarebbe servita la loro assenza? E perché i palestinesi non hanno voluto approfittare di una vetrina come quella del Lingotto per far conoscere le loro ragioni? Credo sia un errore politico e mediatico. La vecchia politica del muro contro muro, non serve a nessuno, tranne a chi vuole che le cose restino così. La tragedia del conflitto israelo-palestinese dura da sessant'anni. Gridare slogan e imbrattare muri non serve a niente". Ha forse pesato il fatto che questo invito sia caduto nel sessantennale della fondazione dello Stato di Israele? "L'esistenza dello Stato di Israele è un dato di fatto che spero nessuno voglia mettere in discussione. Israele non è un monolite, ma una realtà complessa e sfaccettata che conosciamo poco. Quanto alle ricorrenze, tutto dipende dallo spirito con cui le si affronta. Boicottare una manifestazione culturale, in cui tra l'altro gli scrittori israeliani rappresentano non più del 5% del programma, è un'aberrazione. La vera cultura non ha bandiere nazionali, è di tutti". F. M.

Torna all'inizio


Aiutiamo la famiglia di Toni L'operaio ucciso dalla pressa (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ha lasciato la moglie su una carrozzella ed un ragazzino di appena 11 anni Aiutiamo la famiglia di Toni L'operaio ucciso dalla pressa [FIRMA]ANGELO CONTI Toni Stramondinoli faceva l'operaio manutentore. La notte dell'11 marzo scorso una pressa impazzita l'ha ucciso mentre era al lavoro nello stabilimento Mac di Chivasso. Ora la sua famiglia (che vive a Lombriasco) chiede aiuto: la moglie Loredana Angiulli, 35 anni, è infatti bloccata su una carrozzella da una grave malattia degenerativa ed ha dovuto lasciare il lavoro, in un'impresa di pulizie. La coppia ha un figlio, Christian, di 11 anni, che frequenta la prima media a Pancalieri. A Specchio dei tempi si è rivolto il sindaco di Lombriasco, Sergio Ferrero: "Lo slancio della nostra comunità è stato grande, il consiglio comunale ha deciso di rinunciare ai gettoni di presenza per tutto l'anno, ma per dare certezze al futuro di quella famiglia e soprattutto a quello di quel ragazzo, ci vuole una solidarietà più ampia". Siamo andati a trovare Loredana Angiulli, la vedova di Toni, nella sua piccola casa di via San Sebastiano, a Lombriasco: "Certo. Siamo in difficoltà. La nostra famiglia aveva un solo reddito, ed era quello rappresentato dal lavoro di mi marito. Lui sapeva bene di essere il cardine di tutto. Aveva scelto di fare sempre la notte sia perché guadagnava un po' di più, sia perché così poteva stare più vicino a Christian ed a me durante il giorno. Sapeva che il suo lavoro richiedeva grande attenzione e che non era immune da pericoli, ma era sempre sereno: dopo la tragedia della ThyssenKrupp mi aveva rassicurata, non voleva che fossi angosciata. Era davvero una persona fantastica, attaccatissimo alla famiglia a cui dedicava davvero ogni istante libero dal lavoro. Christian lo considerava il suo punto di riferimento ed ora sta soffrendo moltissimo, nonostante gli zii stiano cercando di dargli tutto l'appoggio possibile". Loredana, calabrese di Sinopoli (come il marito) ma a Lombriasco ormai da 15 anni, ha superato il trauma dei primi giorni grazie alla vicinanza dell'intera comunità. Ora cerca lucidamente di pianificare: "Occorre guardare un po' più lontano. In questo momento c'è molta attenzione per noi, ma è il futuro che mi angoscia. Soprattutto il futuro di mio figlio. Christian è un bravissimo ragazzo, molto serio, impegnato, bravo a scuola. Ha tutto per riuscire, ma so bene che adesso troverà tante difficoltà in più sulla sua strada". La fondazione La Stampa-Specchio dei tempi sarà vicino a questa famigliola, come lo è stata con gli operai della ThyssenKrupp nei mesi scorsi. I lettori che volessero offrire un contributo a questa famigliola in difficoltà devono citare "per Antonio" nella causale del versamento agli sportelli di via Roma 80 e di via Marenco 32 oppure sui consueti conti correnti bancari, postali, oppure on-line (www.specchiodeitempi.org) selezionando "Solidarietà" e citando sempre la frase "per Antonio" nello spazio riservato al testo da pubblicare.

Torna all'inizio