Sezione
principale: Costi dei politici
Anche
Bellucci farà il tifo per il bicentenario Palombo
( da "Secolo
XIX, Il" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
particolare
non da poco nel fast-football del giorno d'oggi, tutte le duecento presenze
sono state totalizzate vestendo solamente le maglie di due società: quella
viola (in realtà solo dieci gettoni) e poi soprattutto quella blucerchiata (i
restanti centottantanove, stasera centonovanta). Dam. Bas. 03/05/2009
"un
miracolo contro il malaffare"
( da "Repubblica,
La" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Sepe:
illegalità e corruzione, le piaghe In processione nei vicoli di Forcella,
l´incontro con il padre di Annalisa Durante Iervolino: "Preoccupati per
chi sta perdendo il lavoro" (segue dalla prima di cronaca) Si è ripetuto
ieri il miracolo di San Gennaro, in una basilica gremita di fedeli (in tanti
sono rimasti fuori).
paleste
pieno per la partita pro abruzzo ( da "Mattino di Padova, Il"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Al termine
della gara i giocatori sono rimasti per parecchio tempo a disposizione dei
piccoli atleti, impegnati a raccogliere autografi e fotografie. Anche gli
arbitri e gli ufficiali di campo impegnati nel match hanno destinato il proprio
gettone di presenza alla causa solidale. (n.c.)
libraio
e psicologo: una città di buoni lettori
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Prenda a
esempio il caso de La casta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, un libro in
cui nessuno credeva all'inizio, neppure il suo editore, e che è invece è andato
a ruba. Io ci avevo puntato subito ed era già in libreria prima quasi che nelle
grandi distribuzioni». Ecco appunto, parliamo delle grandi distribuzioni.
centrosinistra
compatto alle elezioni ( da "Centro, Il"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Il
centrosinistra, poi, assicura che «i costi della politica, compensi e
consulenze, verranno drasticamente abbassati, per finanziare, con il risparmio
ottenuto, un fondo dedicato ai giovani, agli studenti ed ai disoccupati». E
saranno «previsti incentivi per il sostegno del lavoro nelle imprese e per il
commercio».
aviano,
berto attacca la maggioranza: snobbato il fondo di aiuto ai poveri
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
snobbato il
fondo di aiuto ai poveri AVIANO. Poca sensibilità da parte della maggioranza: è
quanto denuncia l'ex sindaco Riccardo Berto che punta il dito contro il
centro-sinistra, "reo" di avere bocciato la sua proposta di devolvere
i gettoni di presenza dei consiglieri comunali a un fondo in aiuto per le
situazioni di povertà.
Quando
il tradimento volava in prima classe
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Dall'altra il
protagonismo dei fedifraghi che si esibiscono in tv. Non c'è che da scegliere,
mattina, pomeriggio e anche prima serata: i programmi sono tanti e qualcuno
paga pure, tot euro per infedeltà. Gettone raddoppiato se c'è di mezzo un
ricovero al pronto soccorso.
Quando
il tradimento volava in prima classe
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Dall'altra il
protagonismo dei fedifraghi che si esibiscono in tv. Non c'è che da scegliere,
mattina, pomeriggio e anche prima serata: i programmi sono tanti e qualcuno
paga pure, tot euro per infedeltà. Gettone raddoppiato se c'è di mezzo un
ricovero al pronto soccorso.
SI
È RIUNITO, a Ficarolo, il consiglio comunale per l'app...
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
è iniziata
con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del terremoto dell'Abruzzo.
Il sindaco ed i consiglieri hanno voluto dimostrare, anche concretamente, la
propria vicinanza ai terremotati, devolvendo loro il gettone di presenza. Oltre
ad aderire all'iniziativa della Provincia di destinare un euro per ogni
abitante di Ficarolo ad un progetto concreto di ricostruzione.
Gli
artisti di Zelig e Colorado cafè medici del sorriso
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Ci saranno
Francesco Rizzuto, l'esilarante vigile parlermitano, il cabarettista catanese
Salvo Spoto e le sue lezioni per diventare meridionali, Andrea Sambucco, Felipe
alias Gianluca Beretta, comico, attore e poeta, Riki Bokor, Eugenio Chiocchi e
«I mancio e stigma».
I
piccoli anatroccoli sulle rive del Marano
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Arriveranno
presto altri 15 anatroccoli grazie al contributo del collega consigliere
Giuseppe Savoretti. Anche lui ha deciso di devolvere parte dei suoi gettoni di
presenza per condividere la mia proposta di ripopolare con le anatre la foce
del Marano». Image: 20090503/foto/11667.jpg
Consulenze
& poltrone, ( da "Nazione, La (Umbria)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Centro di
formazione imprenditoriale) si accontentano di gettoni di presenza rispettivamente
di 200 e 90 euro a seduta. Enzo Patalocco, alla guida di Valnestore Sviluppo
Srl, ha uno stipendio di 15mila euro annui. BEN PIU' corposo l'elenco delle
consulenze esterne assegnate dalla Provincia, con un esborso totale di 453mila
euro.
di
ROBERTO BORGIONI PERUGIA UN DILUVIO di nomi, incarichi, po...
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Centro di
formazione imprenditoriale) si accontentano di gettoni di presenza
rispettivamente di 200 e 90 euro a seduta. Enzo Patalocco, alla guida di
Valnestore Sviluppo Srl, ha uno stipendio di 15mila euro annui. BEN PIU'
corposo l'elenco delle consulenze esterne assegnate dalla Provincia, con un
esborso totale di 453mila euro.
Le
aziende' costano più di 230mila euro
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
mentre i
consiglieri Vinicio Bottacchiari e Luciano Ventanni si devono accontentare di
un gettone di presenza di 206,58 euro a ogni riunione, oltre all'eventuale
rimborso spese. Il presidente di Webred spa (84,1% di azioni regionali) è
Maurizio Biondi, con un compenso di 25.823 euro, mentre il consigliere Mario
Conte si accontenta di 5.
Nella
sala Orsi di Conegliano s'apre il sipario sulla Romanza
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
edizione
critica a cura di Dino Rizzo, con Laura Toffoli (soprano), Livio Nappo
(tenore), Paolo Pieruzzo (tenore), Corinna Canzian (violino), Davide Da Ros
(pianoforte). Letture poetiche a cura di Monica Stella e Stefano Fugagnoli.
Presenta il prof. Dino Rizzo, diplomato in organo e pianoforte, insegnante,
concertista e critico.
Vivibilità,
sbloccati 20 milioni ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
il diretto
interesse strategico dell'intervento per le comunità locali, la capacità
dell'intervento di permettere una fruizione migliore dei servizi da parte dei
cittadini, la rapidità di realizzazione, la maggiore percentuale di
co-finanziamento da parte dell'ente locale, l'integrazione dell'intervento con
altri progetti e infine la capacità del progetto "
Montegrotto
Terme Cinque schiaffi in faccia alle opposizioni. Tante erano infatti le
commissioni... ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
di
partecipare ai collegi consultivi le opposizioni avrebbero lasciato alle casse
comunali il gettone di presenza. In cambio ovviamente di un minimo
considerazione politica. «Non abbiamo bisogno di disponibilità personali -
aveva tuttavia avvertito il collega Paolo Ferrarese - ma di un confronto
istituzionale che ci consenta di poter esercitare un diritto di critica
costruttiva»
LA
PROPOSTA DEL PD ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Mettiamo
parte dei gettoni di presenza in un fondo anticrisi» Domenica 3 Maggio 2009, Un
fondo per difendere i cittadini trevigiani più deboli dalla crisi: è quello che
propone Maristella Caldato, consigliere comunale del Pd. «Fermamente convinta
che la crisi economica sia presente anche nella nostra provincia - afferma - e
in particolare modo a Treviso,
PIETRO
TRECCAGNOLI MIRACOLO A FORCELLA. SAN GENNARO TORNA A PASSARE ATTRAVERSO LE
STRADE DI UNO D... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 03-05-2009) + 4 altre fonti
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
dal quale
dipende la questione della sicurezza e della legalità, senza necessariamente
stabilire una relazione causa-effetto tra mancanza di lavoro e crescita della
delinquenza». E la corruzione? «C'è una recrudescenza alla quale deve
corrispondere un innalzamento dell'attenzione giuridica e morale.
SANGES
2 STELLA 1 SANGES: Todescato, Carlucci, Manfroni, Fratti, Angel...
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
: Navicella
STELLA: Franchi, Tonini, Pacioni, Cardinali, Collina, Arlotti, Buffoni,
Angelini, Montebelli, Ghinelli, Sabatini. A disp.: Rizzo, Di Marzo,
Mastragostino. All.: Nicolini Arbitro: Lodovichetti Reti: 11' st Casadei, 23'
st Angelini A., 35' st Montebelli (St)
è
stata la vittoria della volontà - eugenio fagnoni
( da "Tirreno,
Il" del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
L'ex di
turno. Il tecnico dei campani ha tentato anche la carta dell'ex, inserendo dal
23' del secondo tempo il centrocampista Bruno Di Napoli (tre stagioni a Pistoia
e 75 gettoni di presenza) che ammette di avere provato un po' d'emozione nel
ritornare a Pistoia ed al Melani, ma poi puntualizza: «Faccio pochi gol,
C'è
un'idea nuova di sindacato che prende forma nella Cisl che oggi, alla pre...
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
sfida da
condurre contrastando gli sprechi della politica, lottando contro l'evasione
fiscale, con l'obiettivo di dare respiro al potere d'acquisto ai redditi fissi
e restituire valore e dignità al lavoro. Sullo sfondo, l'idea di una regione
più giusta, equa e solidale che la Cisl dell'Umbria intende contribuire a
costruire forte di una natura riformista e di un lavoro di confronto,
Ho
versato a Canalia centinaia di migliaia di e.
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
dove l'hanno
accompagnato i finanzieri della tributaria del maggiore Marco Borrelli, non
sarebbe che l'ultimo rivolo di un fiume illegale che aveva cominciato a
scorrere ancora anni fa. A star dietro alle parole di Colpo gli avrebbe versato
più di 200 mila euro in tutti questi anni di mercimonio della funzione
pubblica.
udc,
a sacile torna in campo gina fasan
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
di cui uno è
il presidente, Stefano Santarossa, nel collegio San Giorgio, San Quirino e
Vivaro. «I radicali presenti in parlamento - ricorda Santarossa - hanno già
proposto la cancellazione del gettone di presenza per la partecipazione a
consigli e commissioni per i consiglieri comunali, provinciali,
circoscrizionali e delle comunità montane»
SOLARE/ACCORDO
ENERQOS E FORESIGHT PER IMPIANTI DA 4 MW IN PUGLIA
( da "Wall
Street Italia" del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Il pacchetto
di finanziamento dell'operazione, spiega una nota congiunta, prevede un
investimento azionario proveniente dallo European Solar Fund di Foresight,
insieme ad ulteriore finanziamento da parte di una banca italiana. Dei quattro
impianti, uno sarà sviluppato con gli inseguitori biassiali Solar Totem
brevettati da Enerqos-ESP,
SALUTE:
LAMPADA SOLARE A GETTONI, A 10 ANNI USTIONATA SUL 70% DEL CORPO.
( da "Asca"
del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
LAMPADA
SOLARE A GETTONI, A 10 ANNI USTIONATA SUL 70% DEL CORPO (ASCA-NOEMATA) - Roma,
4 mag - Una bambina di 10 anni ha subito ustioni sul 70% del corpo per aver
trascorso 16 minuti in una doccia solare incustodita. A causa delle ustioni
riportate non potra' prendere il sole per almeno 10 anni - spiegano i medici
del Centre for Burns and Plastic Surgery,
HA
CERCATO DI DARE UNA SPALLATA VIGOROSA A UNA CITTà CHE DORME CULLATA DAL MALE.
QUELLO STESSO ... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 04-05-2009) + 5 altre fonti
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Quello stesso
che il cardinale ha individuato nella camorra, nell'illegalità,
nell'ingiustizia, nella corruzione. Nomi ben poco astratti e sin troppo
concreti, che lasciano segni terribili su una terra mai scesa dalla croce. La
consistenza del sangue dovrebbe ripulire quanti fanno del male un affare che
aumenta gli introiti, il potere e il conto in banca.
Giustizia/
Avvocatessa protesta: no a difese d'ufficio
( da "Virgilio
Notizie" del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
gettone di
presenza" agli avvocati nominati d'ufficio. E' questa la richiesta di una
penalista romana che oggi ha sfilato per i corridoi del tribunale di Roma con
un vistoso cartello appeso al collo. "Oggi sono difensore di ufficio in base
al quarto comma dell'ex articolo 97 del codice di procedura penale - si legge
sull'
GIUSTIZIA/
AVVOCATESSA PROTESTA: NO A DIFESE D'UFFICIO GRATIS
( da "Wall
Street Italia" del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ufficio
gratis di Apcom Con cartello al collo la penalista ha sfilato in tribunale
-->Roma, 4 mag. (Apcom) - Bisogna garantire un "gettone di
presenza" agli avvocati nominati d'ufficio. E' questa la richiesta di una
penalista romana che oggi ha sfilato per i corridoi del tribunale di Roma con
un vistoso cartello appeso al collo.
Osnago:
canestri e gettoni in favore degli abruzzesi
( da "Merateonline.it"
del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
"
Abbiamo deciso di donare il gettone di presenza, di circa 16 euro a seduta e a
persona, in favore degli sfollati. Anche la minoranza ha accettato questa
proposta, per tutti i consigli comunali che si sono tenuti dall`inizio
dell`anno`. S.PI. Articoli Correlati: (c)www.
Terremoto,
anche il Comune di Poggio Berni (Rimini) a favore delle popolazioni abruzzesi
( da "Sestopotere.com"
del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
amministrazione
comunale devolverà alla ricostruzione di Villa Sant?Angelo il ricavato di parte
dell?iniziativa e cogliendo l?invito del capogruppo di Minoranza Fornari il
Sindaco Valli, ha dichiarato di devolvere interamente i gettoni di presenza in
Consiglio comunale nel 2009 a
favore delle popolazioni terremotate.
Il
gettone dei consiglieri è stato devoluto ai terremotati
( da "Provincia
Pavese, La" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Il sindaco
Flavio Vercesi unitamente a tutta la maggioranza ha rivolto un elogio al
consigliere dimissionario Paolo Ranzini per il lavoro svolto, augurandogli un
buon lavoro in vista della sua prossima candidatura a sindaco di Pavia.
Maggioranza e minoranza hanno devoluto il gettone di presenza della seduta
consiliare alle popolazioni terremotate.
Mede,
Bertassi il più presente in Consiglio
( da "Provincia
Pavese, La" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
delle casse
del Comune per liquidare i gettoni di presenza dovuti ai consiglieri comunali
per la partecipazione alle sedute del consiglio e delle commissioni durante il
2008. Il vertice di questa speciale classifica, in cui non figurano il sindaco,
gli assessori e il presidente del consiglio comunale, retribuiti con altre
indennità, spetta al capogruppo della maggioranza di centro-
Voti
dei contadini per salvare il verde della valle
( da "Arena,
L'" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
allora non
prendevamo compensi o gettoni di presenza, eravamo al servizio della comunità».
I suoi obiettivi in qualità di consigliere comunale furono «realizzare la
scuola a Santa Maria in Stelle, partecipare alla costituzione della cantina
sociale della Valpantena, promuovere l'oleificio della Valpantena e
salvaguardare il paesaggio della Valpantena Orientale,
A
Cervesina e Montalto quattro vittorie pavesi
( da "Provincia
Pavese, La" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
e Maurizio
Rizzo (Gc Rivanazzanese) rispettivamente secondo e terzo tra i Veterani; il
lomellino carlo Cristiani (Rpr Dorno) vincitore nella fascia A dei
Supergentleman. Intanto a Montalto Pavese due pavesi, il cadetto Marco Santoro
del Team Finotti Pavia, e il veterano super-decorato del fuori-strada Davide
Bertoni dell'Olympia Lacchiarella,
Svaligiata
cantina del ristorante stellato Perbellini
( da "Adige,
L'" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ISOLA RIZZA
(VR) Svaligiata cantina del ristorante stellato Perbellini VERONA - Svaligiata
l'altra notte la cantina del ristorante stellato «Perbellini» di Isola Rizza
(Verona): sconosciuti hanno portato via 2000 preziose bottiglie per un valore
di 150 mila euro.
Viviani
e la Contri arrivano a cinque ( da "Arena, L'"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
A Canale di
Ceregnano: 2° Simone Oselin (Isolano Stella 81), 4° Rosario Carrubba (Isolano
Stella 81). A Villa Campagna: 3° Francesco Castegnaro (La Rizza Thermo King). A
Ronco di Gussago: 3° Stefano Marchesini (Ausonia), 5° Giacomo Peroni (Off.
Alberti), 7° Demis Barusolo (Ausonia). ESORDIENTI.
Zevio
dà una mano al Centro aiuto vita ( da "Arena, L'"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
dal consiglio
comunale di Zevio. «Abbiamo devoluto il corrispondente di un gettone di
presenza di una riunione aderendo al progetto Gemma», spiega l'avvocato Maria
Luisa Tezza, assessore zeviano alla famiglia. «Questo progetto in sostanza
prevede di aiutare la mamma e il bambino che essa sta per dare alla luce
intervenendo quindi nell'evitare possibili interruzioni di gravidanza»
L'Ulss
21 cambi rotta o passiamo con Verona
( da "Arena,
L'" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Punto di
primo intervento: «Sta sistematicamente sostituendo il personale dell'Ulss con
gente a gettone che monta in servizio dopo aver concluso lunghi turni di lavoro
in altri luoghi». Risultato: «Talvolta i pazienti con necessità vengono
invitati a rivolgersi altrove.
IL
6 E 7 GIUGNO, data delle elezioni amministrative, non si voterà nel comun...
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
non si voterà
nel comune di Cesena per designare l'esercito dei 144 consiglieri di quartiere
(12 per ogni organismo) manovali' della politica minuta, che senza gettoni di
presenza, rimborsi di alcun tipo e velleità di carriera politica, mettono a
disposizione il loro tempo per migliorare la qualità della vita nel territorio
circoscritto in cui abitano.
(
da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
tanta
capacità» L'ex-senatore: «Non accettiamo finanziamenti, avremo le mani libere»
di LUIGI LUMINATI COSI' parlò Giuseppe Mascioni, tornato sul proscenio dopo un
po' di anni passati lontano dalla politica. Ieri mattina la presentazione della
sua candidatura a sindaco e della lista «La rosa di Pesaro».
E
Lucchi si candida per abolire la Provincia
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Riduciamo i
gettoni di presenza. E, ripeto, la Provincia va eliminata. Ha un costo del
personale che oscilla tra i 70 ed i 100 milioni di euro. Soldi che vanno
redistribuiti ai cittadini. Pensiamo poi ad istituire la Regione Romagna, con
una proposta politico-finanziaria credibile».
La
protesta Avvocati d'ufficio:... ( da "Giornale.it, Il"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
avvocatessa
critica una direttiva che fa obbligo loro di essere a disposizione dell'utenza
e di dover avvertire del calendario di udienze, l'eventuale avvocato di
fiducia, e tutto ciò senza percepire nemmeno un gettone di presenza. «Oggi sono
difensore di ufficio in base all'ex articolo 97 quarto comma del codice di
procedura penale - si legge sul cartello - ergo non sono nulla.
i
gettoni dei consiglieri per l'abruzzo
( da "Nuova
Sardegna, La" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
equivalente
di un gettone di presenza (o una cifra forfettaria di indennità di carica) dei
consiglieri comunali e dei componenti della giunta comunale, è stata di gran
lunga superata. Sia la maggioranza che la minoranza consiliare hanno infatti
approvato di estendere l'entità del gettone di presenza dal mese di gennaio
fino a quello di giugno,
LA
MOSTRA agrozootecnica di Massarosa è stata al di là del succe...
( da "Nazione,
La (Viareggio)" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
dato i
consiglieri comunali di Massarosa, devolvendo un gettone di presenza alle
sedute. Non solo: gli assessori hanno deciso di donare il 10% dell'indennizzo
mensile. FIN QUI la solidarietà: per il resto la mostra agrozootecnica di
Massarosa ha dimostrato lo straordinario vigore del settore ortofloroviastico
del territorio e anche la voglia di valorizzare i prodotti tipici locali.
di
MARIA GLORIA FRATTAGLI ANCONA DA CANDIDATO del centrosini...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
risorse
interne e soprattutto sollecitando i necessari finanziamenti da parte dello
Stato e attivando quelli messi a disposizione della Regione proprio in questi
giorni». Gramillano «in controtendenza alle politiche del Governo che tendono a
ridurre il tempo scuola», promette impegno concreto nel «sostenere e potenziare
i servizi, dagli asili nido al tempo prolungato e al tempo pieno,
Furto
di vini da Perbellini (
da "Corriere
del Veneto" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ISOLA RIZZA
Pensano ad un furto su commissione i titolari del ristorante bi-stellato
Perbellini, dove tre notti da due sconosciuti hanno rubato duemilapreziose
bottiglie di vino della cantina, per un valore di 150mila euro. «Putroppo
finora nessuno ha risposto al nostro appello» afferma Paola Perbellini, moglie
dello chef Giancarlo,
Macchinette
svuotate in via Savani ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
LE GETTONIERE
DEL «BAR COLLO» Macchinette svuotate in via Savani Un colpo analogo era già
stato tentato solo una quindicina di giorni fa II Una quindicina di giorni fa
avevano dovuto andarsene a mani vuote: armati di una sbarra di ferro avevano
preso di mira la finestrella sul retro e tentato di penetrare nel bar ma le
inferriate avevano retto.
Roma
Capitale, dei suoi tesori
( da "Corriere
della Sera" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
si parla di 3
mila euro al mese, anziché l'attuale retribuzione stabilita tramite gettoni di
presenza. Beni storici Roma Capitale ottiene il concorso alla valorizzazione di
beni storici, artistici, ambientali e fluviali. Prima, anche questo aspetto
(come quello della tutela, che resta allo Stato) era di esclusiva competenza
del ministero.
vituperate
circoscrizioni che invece sono utilissime
( da "Tirreno,
Il" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Le
Circoscrizioni non vanno smantellate, ma rafforzate nel loro ruolo di controllo
e gestione. Fare politica e lavorare con la Circoscrizione, non è un fatto di
gettone di presenza, è un discorso di passione civile e politica, una scuola
che consiglio a tutti specialmente ai giovani che escono dagli Studi Superiori.
il
vecchio cinema non abita più qui - gabriele rizza
( da "Tirreno,
Il" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Ma la crisi
resta GABRIELE RIZZA Addio vecchi cinema: dal 2001 al 2008 in Toscana si sono
registrate 56 chiusure contro 15 aperture di sale cinematografiche, con un
segno negativo di meno 41; gli schermi sono invece aumentati di 32 unità,
grazie al fenomeno delle multisale.
Federalismo
fiscale: approvata la Legge delega
( da "AltaLex"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
di
emolumenti, gettoni di presenza o altre forme di retribuzione ai componenti del
consiglio provvisorio della città metropolitana in ragione di tale incarico; d)
previsione che, fino alla data di insediamento dei rispettivi organi così come
disciplinati dalla legge di cui al comma 1, il finanziamento degli enti che
compongono la città metropolitana assicura loro una più ampia autonomia
Terremoto
in Abruzzo: interventi urgenti e misure di protezione civile
( da "AltaLex"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
con la
previsione di modalita' particolari per la concessione delle stesse. 2. Le
operazioni di rinegoziazione dei mutui e di ogni altro finanziamento sono
effettuate senza applicazione di costi da parte degli intermediari e sono
esenti da imposte e tasse di ogni genere, con esclusione dell'imposta sul
valore aggiunto.
Mancano
i finanziamenti A rischio i laboratori teatrali
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
regista e
presidente della Cooperativa Sardegna inesplorata di Tortolì. «Dei seimila euro
da noi richiesti per finanziare la prima parte del nostro laboratorio teatrale
tuttora in corso, ci è stato promesso solo un anticipo di duemila euro da parte
dell'assessorato alla Cultura del Comune di Tortolì.
India/
Rahul Gandhi: "soldi Stato non vanno a chi ne ha
( da "Virgilio
Notizie" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
fallimento
delle istituzioni politiche". "Nei villaggi non c'è assolutamente
nulla e con pochissimo denaro si potrebbe trasformare la vita delle persone.
Penso alla montagna di denaro che oggi abbiamo a disposizione e di come invece
vada sprecata". A chi gli ha chiesto come risolvere il divario economico,
il leader del Congresso ha detto che "
(
da "Arena.it,
L'" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Punto di
primo intervento: «Sta sistematicamente sostituendo il personale dell'Ulss con
gente a gettone che monta in servizio dopo aver concluso lunghi turni di lavoro
in altri luoghi». Risultato: «Talvolta i pazienti con necessità vengono
invitati a rivolgersi altrove.
INDIA/
RAHUL GANDHI: SOLDI STATO NON VANNO A CHI NE HA BISOGNO
( da "Wall
Street Italia" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
fallimento
delle istituzioni politiche". "Nei villaggi non c'è assolutamente
nulla e con pochissimo denaro si potrebbe trasformare la vita delle persone.
Penso alla montagna di denaro che oggi abbiamo a disposizione e di come invece
vada sprecata". A chi gli ha chiesto come risolvere il divario economico,
il leader del Congresso ha detto che "
Consiglio
per ridurre gli assessori ( da "Sicilia, La"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
immancabile
trito e ritrito cioccolato della lotta all'illegalità di maniera». La proposta
di modifica dello Statuto comunale per la riduzione da sette a quattro del
numero degli assessori, fu presentata dal gruppo consiliare Mpa per ridurre i
costi della politica e dare un segnale forte ai cittadini che vogliono meno
assessori in giunta, quindi meno spese,
Raccolta
fondi per aiutare i "gemelli" abruzzesi
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Iban: IT
698083 5664789 000000014595), indicando come causale «Solidarietà ai cittadini
di Prata d'Ansidonia colpiti dal sisma del 6/4/09». Dal canto suo,
l'amministrazione comunale ha già stanziato dei fondi da devolvere alla causa e
l'intero Consiglio comunale devolverà il gettone di presenza dell'ultima
seduta.
Gettoni
di presenza e indennità devolute ai terremotati dell'Abruzzo
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Gettoni di
presenza e indennità devolute ai terremotati dell'Abruzzo Martedì 5 Maggio
2009, (L.I.) Rinviati, nuovamente, per voto di maggioranza (contrario solo il
capogruppo di Rc Claudio Bortolotti) la determinazione delle aliquote e
detrazioni dell'imposta comunale sugli immobili Ici e quella dell'addizionale
comunale Irpef 2009,
CdC
Treviso, stanziati 140mila euro per l'Abruzzo
( da "Sestopotere.com"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
140 mila euro
è la somma stanziata dal consiglio della Camera di Commercio di Treviso per le
imprese terremotate d?Abruzzo. L?iniziativa di solidarietà è stata decisa,
all?unanimità, dai consiglieri camerali nell?ultima seduta devolvendo i loro
gettoni di presenza come avevano deciso anche i componenti di giunta qualche
giorno prima.
( da "Secolo XIX, Il"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Anche Bellucci farà
il tifo per il bicentenario Palombo i capitani L'attaccante seguirà la gara da
bordo campo. Il capitano disputa stasera la sua partita numero 200 in serie A 03/05/2009
Genova. Due derby diversi, per cause di forza maggiore, vissuti però con
un'unica, fortissima, uguale passione. Angelo Palombo e Claudio Bellucci, due
tra le anime più intrise di blucerchiato di questa Sampdoria, al punto di
indossarne la fascia da capitano, vivranno oggi una domenica davvero speciale.
Come capita del resto a tutti quei giocatori che oltre a essere giocatori sono
anche tifosi, quando devono affrontare una sfida dal sapore e dal significato
così particolare. Palombo e Bellucci vivranno la Stracittadina vicini in linea
d'aria, molto vicini, ma separati da una linea bianca, quella che divide il
terreno di gioco dal cosiddetto campo per destinazione. E quando l'attaccante,
fermo dopo l'operazione al ginocchio sinistro, sostiene che si soffra più
seduti al di là che correndo al di qua della striscia di gesso, ha sicuramente
tanta parte di ragione. E stasera lo proverà sulle proprie coronarie. Bellucci
ieri pomeriggio era regolarmente a Bogliasco, per proseguire il suo lavoro di
recupero e, a vederlo da fuori, si direbbe che i progressi siano già molto
buoni. Per il ritiro di Moena dovrebbe farsi trovare pronto, per cominciare
alla grande una nuova stagione. Poi ha assistito, sotto il diluvio,
all'allenamento dei compagni. «Da dove vedrò il derby? No, non dalla tribuna...
preferisco guardarlo da bordo campo e farò da lì un grande tifo», ha detto
prima di rientrare negli spogliatoi. Bellucci, la notte scorsa, ha dormito a
casa, non nell'albergo che ospita i compagni. Si riaggregherà a loro oggi per
pranzo e quindi arriverà al Ferraris sul pullman della squadra. Quanto a
Palombo, ieri il capitano è stato tra i più corteggiati e festeggiati dai
sostenitori saliti al Mugnaini per incitare la squadra in vista della partita
di campionato di oggi. Gli sono stati dedicati applausi e cori di incitamento e
lui (sempre in attesa di novità per quanto riguarda la sofferta vicenda del
rinnovo contrattuale) alla fine della partitella si recato sotto di loro, per
ringraziarli a sua volta. Palombo stasera taglierà inoltre un traguardo
significativo della sua carriera: giocherà infatti la duecentesima partita in
serie A. Una serie cominciata il 10 febbraio del 2002, quando il centrocampista
aveva 20 anni, in un Venezia-Fiorentina 2-0. E, particolare
non da poco nel fast-football del giorno d'oggi, tutte le duecento presenze
sono state totalizzate vestendo solamente le maglie di due società: quella
viola (in realtà solo dieci gettoni) e poi soprattutto quella blucerchiata (i restanti
centottantanove, stasera centonovanta). Dam. Bas. 03/05/2009
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( da "Repubblica, La"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina V - Napoli
"Un miracolo contro il malaffare" San Gennaro scioglie il sangue. Sepe: illegalità e corruzione, le piaghe In processione nei vicoli di Forcella, l´incontro con
il padre di Annalisa Durante Iervolino: "Preoccupati per chi sta perdendo
il lavoro" (segue dalla prima di cronaca) Si è ripetuto ieri il miracolo
di San Gennaro, in una basilica gremita di fedeli (in tanti sono rimasti
fuori). Un miracolo «contro il malaffare». Dense le parole del cardinale
Crescenzio Sepe, durante l´omelia, contro «la tracotanza del falso potere».
Forte l´appello «ad avere più coraggio nel denunciare il malcostume
affaristico, la corruzione, la temerarietà di chi
crede di farla sempre franca e di chi sfida la legge e spavaldo devasta il
nostro territorio». Sepe parla di «poteri occulti che vogliono umiliare la
dignità degli uomini» e la chiesa non si contiene e applaude. L´ultimo pensiero
del cardinale è per i disoccupati: «Bisogna dare risposte reali alle grida di
disperazione di chi sta perdendo il lavoro». Temi ripresi dal sindaco. Rosa
Russo Iervolino confessa di essere molto preoccupata per «il grave problema
della disoccupazione, le cui avvisaglie le vediamo a Pomigliano, all´Atitech e
tra gli insegnanti e il personale della scuola, che con la riforma Gelmini rischiano
il posto di lavoro. E in una città con il tasso di povertà più alto d´Italia,
anche se il collegamento non è diretto - aggiunge - in queste condizioni si
complica anche il controllo della criminalità». Sulla corruzione
il sindaco è radicale: «Chi ha incarichi pubblici per me deve presentare la
dichiarazione dei redditi dei parenti fino al sesto grado. La corruzione è frutto della povertà e c´è una recrudescenza
del fenomeno, a cui deve corrispondere un innalzamento dell´attenzione
giuridica e morale». La Iervolino precisa di partecipare alla processione «come
cittadina» e aggiunge: «Il Primo Maggio ero con i lavoratori in piazza come
faccio da 55 anni e non al San Carlo, perché ogni giorno ha una sua
destinazione». Una cerimonia insolita, con Sergij Viktor Poljotkin, arcivescovo
ortodosso di Samara, accanto al cardinale. L´annuncio della liquefazione del
sangue del patrono viene dato alle 19.47 dal cardinale Sepe al termine della
processione, che quest´anno ha attraversato i vicoli di Forcella. Tra i fedeli
c´è chi giura che il prodigio si sia rinnovato proprio qui, «ma il sangue -
dice il cardinale - era già parzialmente liquefatto quando ho aperto la
cassaforte insieme con il sindaco. San Gennaro ci ha preceduti, per far vedere
che ci vuole bene». A Forcella, dove cinque anni fa fu uccisa Annalisa Durante
in una sparatoria di camorra, Sepe viene salutato dal padre della ragazza,
Giovanni Durante. «La variazione del percorso è stata ben accolta dalla città -
dice il sindaco -. Daniela la mia colf, che abita a Forcella, era
contentissima». Unici scontenti gli artigiani: «Siamo rimasti aperti perché è
nostro dovere accogliere i turisti - dice Marco Ferrigno -. Ma il nuovo
itinerario della processione ha tagliato fuori San Gregorio, oggi qui è stato
un deserto». (cri. z.)
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( da "Mattino di Padova, Il"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 34 -
Provincia PalEste pieno per la partita pro Abruzzo ESTE. Gli amanti della palla
a spicchi padovana hanno risposto con una grande partecipazione alla gara
solidale promossa il primo maggio al PalEste. In 1.500 hanno riempito infatti
la palestra di via Powell, dove a sfidarsi sono giunte le formazioni di
pallacanestro della Benetton Treviso e dalla Carife Ferrara, entrambe militanti
nella massima serie italiana. L'intero incasso è stato devoluto ai terremotati
dell'Abruzzo: in tutto gli organizzatori hanno raccolto la bellezza di 9.200
euro. Una cifra record che incorona più che degnamente l'evento sportivo
dell'anno atestino. Mai, infatti, la cittadina murata aveva ospitato una
squadra di serie A. L'evento è stato organizzato da EdSport, Comune, Fip e
Polisportiva Redentore, società sportiva locale che ha riempito gli spalti con
i propri atleti. Per gli amanti delle statistiche, il match è stato vinto dalla
Benetton per 87-68, con Radoslav Rancik incoronato come miglior atleta
dell'incontro. Al termine della gara i giocatori sono
rimasti per parecchio tempo a disposizione dei piccoli atleti, impegnati a
raccogliere autografi e fotografie. Anche gli arbitri e gli ufficiali di campo
impegnati nel match hanno destinato il proprio gettone di presenza alla causa solidale. (n.c.)
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( da "Messaggero Veneto, Il"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Parla Giovanni
Tavoschi della storica Tarantola (aperta da 104 anni). «Ragazzi motivatissimi,
se i professori li aiutano» Libraio e psicologo: «Una città di buoni lettori»
Giovanni Tavoschi è il continuatore, nella Tarantola di via Vittorio Veneto, di
una storica tradizione di famiglia, avviata dal nonno Luigi ben 104 anni fa,
prima in via Manin e successivamente nell'attuale sede. «La grande
distribuzione - dice - non fa paura perché il vero lettore ha il piacere di
poter conversare con il libraio, che non esercita dunque solamente una funzione
commerciale» Fra i punti di riferimento privilegiati di una città non ci sono
solo i locali trendy, i pub, i posti del divertimento. Non ci sono
necessariamente neppure soltanto i musei, seppur interessanti ed essenziali
baluardi della cultura, o i monumenti. Esistono anche luoghi storici, vere e
proprie colonne portanti della vita di ogni città che ne hanno seguito la
crescita negli anni e monitorato gli umori, animando le strade che la gente ha
percorso con maggior frequenza, magari soffermandosi a guardare una vetrina
particolarmente interessante e suggestiva. Luoghi che hanno assunto quasi una
esistenza propria, autonoma, personificandosi e osservando con sguardo
sonnacchioso, ma comunque sempre benevolo lo scorrere delle stagioni, delle
piogge e del bel tempo. Parliamo in particolare delle librerie storiche
udinesi. Un mondo sempre originale, a partire proprio dalla più antica, la
Tarantola, in via Vittorio Veneto, che è aperta da ben 104 anni e che,
generazione di librai dopo generazione, è ora affidata alle sapienti mani e
all'intuito di Giovanni Tavoschi e del suo staff. Con lui facciamo il punto,
storico e attuale, su questo settore così legato al volto più convincente di
Udine. Tavoschi, com'è nata la sua grande passione per i libri? È una cosa di
famiglia? «Direi proprio di sì. Mio nonno e suo fratello erano bancarellai,
giravano per i mercati. All'inizio del secolo si sono però stufati e hanno
aperto due librerie: una a Padova, mio prozio, e mio nonno Luigi qui a Udine».
Sempre nello stesso posto, in via Vittorio Veneto 20? «No, il primo anno in via
Manin e quello successivo qui. E qui è poi rimasto». Ma la sua è stata una
passione diciamo coatta o frutto di una libera scelta? «Liberissima. Quando ero
ragazzino venivo ad aiutare nel periodo della vendita dei libri scolastici a
settembre-ottobre, dato che era uno dei momenti più intensi di lavoro e poi man
mano sono entrato a lavorare a tempo pieno». Quali libri giravano per casa sua
quando era ragazzo? «Il primo che mi viene in mente è Kastanka di Anton Cechov
e poi c'erano Dickens e Kipling, autori molto amati da mio padre e dei quali
possedeva praticamente tutte le opere». E adesso? «Ho tanti libri sul jazz
perché mi piace molto questa musica. E poi libri di cinema, e fra gli autori
prediligo Savinio, Chandler...». Lei è famoso per il fatto che guardando le
persone in volto riesce a suggerire il titolo giusto del libro che cercano...
«No, non credo...». Ma secondo lei un libraio non è anche un po' psicologo? Tavoschi
sorride e si schermisce, ma la domanda lo intriga: «Dipende. Non saprei, forse
con alcune persone che sono più chiare di altre nell'esprimere ciò che a loro
piace...». Qual è il lettore tipo della Tarantola? «Sicuramente si tratta di
persone che amano la lettura da sempre e quindi colte, appassionate. C'è anche
chi non cerca un libro qualunque, ma un testo che sappia comunicare un
messaggio preciso, profondo». Dunque, niente vendite propriamente commerciali
di libri che vanno solo perché fa moda? «Direi di no, anche se poi naturalmente
in libreria si tiene un po' di tutto, ma a me va di scegliere e di tentare
delle sfide». Cioè? «Prenda a esempio il caso de La casta
di Gian Antonio Stella e
Sergio Rizzo, un libro in
cui nessuno credeva all'inizio, neppure il suo editore, e che è invece è andato
a ruba. Io ci avevo puntato subito ed era già in libreria prima quasi che nelle
grandi distribuzioni». Ecco appunto, parliamo delle grandi distribuzioni.
La spaventano a livello commerciale? «No. Loro vendono i libri come un
qualsiasi prodotto e incassano naturalmente denaro per il libro come accade per
qualsiasi altro genere di consumo. Nelle librerie invece c'è sempre una persona
esperta che si prende il piacere di consigliare, anche semplicemente di
chiacchierare su quanto di interessante accade nel mondo. La differenza salta
agli occhi, non c'è bisogno di spiegarla». Ultima domanda. E i giovani? Leggono
ancora o, come si sente dire, non gliene importa più nulla? «Leggono, leggono,
eccome se leggono. I ragazzi vengono sia accompagnati dai genitori che da soli,
ma una delle spinte che maggiormente li induce a evolversi come persone, a
crescere cercando nuove letture, è certamente la scuola. Sono assolutamente
convinto che un buon professore possa essere la chiave di svolta nella crescita
umana, personale e culturale dell'allievo, spronandolo a cercare da sé la sua
collocazione nel mondo anche attraverso le parole di un buon libro». Valentina
Coluccia
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( da "Centro, Il" del
03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Silvi. La lista di
D'Isidoro Centrosinistra compatto alle elezioni SILVI. E' ufficiale: il
centrosinistra silvarolo si presenterà con una lista unica alle amministrative.
Il candidato sindaco sarà Enzo D'Isidoro, esponente del Pd. «E' pronta la
squadra di uomini e donne che sostengono la candidatura di Enzo D'Isidoro», si
legge in una nota, «sarà formata da giovani qualificati, in larghissima parte
nuovi all'esperienza politica». Il centrosinistra,
costituito da Pd, Italia dei Valori, Rifondazione, Sinistra Democratica e
Comunisti Italiani, punta a riprendere le redini della cittadina, nell'ultimo
quinquennio nelle mani del centrodestra. «Un forte sentimento di rinnovamento
legato al ritrovato entusiasmo», si legge nella nota, «ci garantirà la
riconquista della guida della città di Silvi. Il programma elettorale proposto
prevede scelte possibili e non le solite promesse irrealizzabili e riguarderà
famiglia, lavoro e turismo, che saranno i perni dell'azione politica».
Il centrosinistra, poi, assicura che «i costi della politica, compensi e consulenze,
verranno drasticamente abbassati, per finanziare, con il risparmio ottenuto, un
fondo dedicato ai giovani, agli studenti ed ai disoccupati». E saranno
«previsti incentivi per il sostegno del lavoro nelle imprese e per il
commercio». (ma.mu.)
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( da "Messaggero Veneto, Il"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 13 -
Pordenone Aviano, Berto attacca la maggioranza: snobbato il
fondo di aiuto ai poveri AVIANO. Poca sensibilità da parte della maggioranza: è
quanto denuncia l'ex sindaco Riccardo Berto che punta il dito contro il centro-sinistra,
"reo" di avere bocciato la sua proposta di devolvere i gettoni di presenza dei consiglieri comunali a un fondo in aiuto per le situazioni
di povertà. «Durante l'ultimo seduta consiliare - rileva Berto - c'era
in discussione un ordine del giorno presentato dal nostro gruppo, Forza Italia
verso il Pdl, sul tema della crisi economica. Un documento proposto diversi
mesi fa, ma che ancora oggi rimane un tema di estrema attualità. Abbiamo
constatato con piacere che tutti i consiglieri si sono mostrati sensibili al
tema». La maggioranza ha illustrato tutti i provvedimenti adottati per fare
fronte alla crisi. Berto, però, si dichiara sconcertato «nel constatare
l'indisponibilità degli stessi consiglieri a votare l'emendamento da me
proposto: lasciare il gettone di presenza che viene
dato ai consiglieri come contributo per le famiglie e gli anziani del nostro
comune in particolare difficoltà. Una iniziativa da condividere con le
parrocchie che, attraverso i sacerdoti, in modo silenzioso avrebbero operato
attingendo a questo piccolo fondo. Un secco no: questo hanno risposto i
consiglieri di maggioranza». La proposta era stata definita strumentale nel
corso della seduta. Berto sottolinea che la maggioranza ha giustificato la sua
contrarietà «dicendo di non voler fare la carità e aggiungendo che la
solidarietà deve essere silenziosa. Io credo che la solidarietà debba esserci
innanzi tutto, poi è chiaro che deve essere silenziosa. Ritengo - conclude -
che gli amministratori abbiano il dovere morale di essere i primi a dare il
buono esempio. Ma forse non ad Aviano e non gli amministratori appartenenti a
una sinistra che tanto parla di sociale, ma poco fa in concreto». (d.s.)
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( da "Giorno, Il (Milano)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
VETRINA CAFFE pag.
27 Quando il tradimento volava in prima classe Gli amori clandestini prima
dell'era tecnologica IL CAFFE' DI GOLDONI ADULTERI e tradimenti nell'era del
web. Leggo un divertente decalogo per farla franca. Diffidate del cellulare
regalato dalla moglie: può essere predisposto per sgradevoli intercettazioni.
Attenzione ai telefonini spia: anche spenti trasmettono segnali compromettenti,
quindi staccate la batteria. Guardatevi da "Google latitude", un
mostruoso sicario che vi pedina sulle mappe di internet. E così via.
L'irruzione di hi tech fra le trame coniugali mi suscita un tenero pensiero a
un mio reportage su un'Italia anni 60. Un paese un po' candido e un po' tetro,
dove non esiste il divorzio, si vive di corna, l'adulterio lo commette solo
lei, mentre lui se ammazza una femmina per questioni di onore, il giudice lo
tratta meglio di un ladro di polli e il regista ci fa un film (Divorzio
all'italiana). Ecco tre flash della mia incursione fra le tresche dell'epoca.
TOM PONZI. Il celebre detective mi riceve nel suo studio di corso Sempione a
Milano. Una stazza di 130 chili, gli occhi chiari, una faccia larga e mansueta,
la barba bionda, mi sembra a mezzavia tra un giulivo francescano e un
fuoricorso di medicina. La sua fama internazionale è legata a un'impresa che
nulla ha a che fare con il suo lavoro. All'epoca della drammatica vicenda di
Terrazzano (due pazzi asseragliati in una scuola con le armi spianate sugli
scolari) ruppe l'incantesimo, raggiungendo con una scala a pioli la finestra dell'aula
e disarmando i pazzi a colpi di judo. Come tutti detectives vorrebbe precisare
che la sua attività non si esaurisce nella redditizia caccia ai fedifraghi,
bensì in blitz anti spionaggio commerciale e in altre benemerite missioni. Ma a
me, cronista pedestre, interessano le bovary del cielo, ovvero le adultere in
jet che pigliano il Caravelle a Linate, scendono a Fiumicino, si sbrigano in
tre ore e tornano per l'ora di cena. Ponzi si arrende e spiega che
l'aero-adulterio Milano-Roma si è talmente inflazionato che comporta troppi
rischi. Ecco allora l'escamotage. L'accorta signora s'imbarca per Zurigo (ci
abitano gli amici conosciuti a Zermatt): decollo alle 11,30, arrivo a Zurigo
alle 12,15. un'ora dopo c'è un volo che atterra a Fiumicino alle 14,40. Un
coupé è in attesa e parte per Roma, la coppia scompare in un portone di Piazza
di Spagna. Le tappe sono state diligentemente documentate da un inviato munito
di micro obbiettivo. Prima di sera l'intrepida volatrice è di ritorno e
occultate sotto il maquillage le ombre dell'intensa giornata suona allo studio
del marito per uscire a cena. «Prepariamo la sequenza fotografica, ingrandiamo
il clic risolutivo di piazza di Spagna e convochiamo il cliente. Ci attendiamo
il consueto shock per il sospetto che diviene realtà. Invece non nasconde il
suo giubilo: gli abbiamo fornito le prove per non pagare una lira nella causa
di separazione». SEGUGIO E ROMANZIERE. Incontro il titolare del premiato
istituto di investigazione' in una grossa borgata romagnola. Capelli brizzolati,
un'ombra di baffetti, doppiopetto blu, il detective occupa un decoroso studiolo
domestico. Guardo alle sue spalle una foto di lui, in divisa da maresciallo dei
carabinieri, la mano guantata alla visiera. Sotto, una massima: «Se scopri che
la moglie del tuo cliente lo tradisce, hai il dovere di informarlo, anche se
l'amante fosse tuo padre». Mestiere da duri e puri, commento. «Sono aforismi
che butto giù nei ritagli di tempo spiega ma veniamo a noi. Le faccio un
esempio. Un ragazzo di qui va a lavorare in città, dopo un po' si trova la
ragazza e ci va in casa. Bene, nove volte su dieci la famiglia di lei vuol
sapere qualcosa su di lui, si rivolge al mio istituto che per 10 mila lire le
manda un bel dossier: chi è, e cosa fa suo padre, se va in parrocchia o in
cellula, se pianta chiodi e compagnia bella». S'interrompe, apre un cassetto,
estrae una carpetta e, coprendo con una mano i nomi mi mostra una serie di
rapporti. «Riferimento vostra richiesta, veniamo a notificarvi che giovane in
oggetto non è proprietario di villa ma di cascinale, comunque ben tenuto. Non
risulta che il predetto abbia l'abitudine di illudere giovani donne. Risulta
scappato due volte, ma con coniugate». Altro rapporto. «Eseguito controllo su
domenica trascorsa dal giovane di cui alla vostra pregiatissima dell'11
corrente. Il predetto è effettivamente tornato al paese perché madre ammalata.
Mattina trascorsa in casa. Uscito nel primo pomeriggio e recato al cinema.
Serata tranquilla al bar. Per quanto non richiesto da vostra pregiatissima,
riteniamo opportuno informarvi che giovane in oggetto risulta ammogliato con
due figli». Mi complimento per la diligenza dei rapporti e lui adesso vuol
mostrarmi qualcosa di cui va orgoglioso. Come tutti gli italiani, anche lui sta
scrivendo il libro sulla sua vita. Ne anticipa i capitoli sul mensile dei
detectives e me ne allunga un numero. Scorro un racconto. Spiaggia di notte, a
un certo punto lui dice a lei: «Sei arrossita, Luisa, e il tuo rossore rompeva
il buio notturno». MAY DAY. Rileggo un altro brano che oggi acquista
un'attualità stupefacente. A quell'epoca ante-cellulare, il radiotelefono in
macchina ce l'avevano soltanto i super Big. Invece il radiotelefono in barca, o
WHF, era (ed è) indispensabile per messaggi d'emergenza o banali conversazioni.
Per esempio puoi chiamare una stazione costiera e chiedere il collegamento con
un numero di terra. L'operatore prende nota e ti dice di attendere sui canali
di servizio che generalmente sono il 24, il 25 e il 26. E così, in lista
d'ascolto, ti vieni a trovare in una situazione che, a terra, ti costerebbe un
avviso di garanzia per violazione della privacy. Aspettando il proprio turno è
inevitabile ascoltare i discorsi degli altri e si diventa obbligatoriamente
guardoni di parole. I colloqui si svolgono generalmente fra un uomo in mare e
una donna a terra. La voce maschile è riservata, consapevole che sul canale c'è
in ascolto mezzo Mediterraneo. Invece lei, eccitata da quel brivido di
megahertz, si abbandona a imbarazzanti effusioni. Esempio. Lui: «Cos'è questa
improvvisata? Ti avevo pregato di non chiamarmi». Lei: «Non riuscivo a
dormire,volevo sentire la tua voce». Lui (teso): «E Freddy dov'è?». Lei
(serafica): «Doveva andare a Londra ma poi s'è imbarcato sul motoscafo del
Piero e sta andando in Corsica». Silenzio. Poi lui (tagliente): «Hai fatto un
capolavoro, perché non ne approfitti per salutare anche lui. Tanto sarà in
ascolto sul 26». Chi è costretto a origliare mescola spasso e disagio. Una
flotta di naviganti comunica con un esercito di penelopi ufficiose o
clandestine in perenne attesa di tenerezze urbi et orbi. Ma non gliel'hanno
spiegato questi uomini alle loro donne che con il WHF, non si sussurra ma si
tiene un comizio al bacino del Mediterraneo? Ecco finalmente un colloquio in
codice: Lei: «E'successo trentaquattro quattordici». Lui: «Cosa?» Lei: «E'
così». Lui: «Maledizione, torno subito». E il collettivo del Mediterraneo è
costretto a fare supposizioni. E' rimasta incinta. Oppure suo marito ha
scoperto tutto. Oppure è arrivata la Finanza. TRESCHE IN TV. Siamo una specie
in estinzione mi confessa oggi un detective non c'è più nulla da scoprire: da
una parte le spiate dei cellulari e le tracce lasciate nel computer o nelle
chiavette Usb. Dall'altra il protagonismo dei fedifraghi
che si esibiscono in tv. Non c'è che da scegliere, mattina, pomeriggio e anche
prima serata: i programmi sono tanti e qualcuno paga pure, tot euro per
infedeltà. Gettone raddoppiato se c'è di mezzo un ricovero al pronto soccorso.
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( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
pagina pag. 27
Quando il tradimento volava in prima classe Gli amori clandestini prima
dell'era tecnologica IL CAFFE' DI GOLDONI ADULTERI e tradimenti nell'era del
web. Leggo un divertente decalogo per farla franca. Diffidate del cellulare
regalato dalla moglie: può essere predisposto per sgradevoli intercettazioni.
Attenzione ai telefonini spia: anche spenti trasmettono segnali compromettenti,
quindi staccate la batteria. Guardatevi da "Google latitude", un
mostruoso sicario che vi pedina sulle mappe di internet. E così via.
L'irruzione di hi tech fra le trame coniugali mi suscita un tenero pensiero a
un mio reportage su un'Italia anni 60. Un paese un po' candido e un po' tetro,
dove non esiste il divorzio, si vive di corna, l'adulterio lo commette solo
lei, mentre lui se ammazza una femmina per questioni di onore, il giudice lo
tratta meglio di un ladro di polli e il regista ci fa un film (Divorzio
all'italiana). Ecco tre flash della mia incursione fra le tresche dell'epoca.
TOM PONZI. Il celebre detective mi riceve nel suo studio di corso Sempione a Milano.
Una stazza di 130 chili, gli occhi chiari, una faccia larga e mansueta, la
barba bionda, mi sembra a mezzavia tra un giulivo francescano e un fuoricorso
di medicina. La sua fama internazionale è legata a un'impresa che nulla ha a
che fare con il suo lavoro. All'epoca della drammatica vicenda di Terrazzano
(due pazzi asseragliati in una scuola con le armi spianate sugli scolari) ruppe
l'incantesimo, raggiungendo con una scala a pioli la finestra dell'aula e
disarmando i pazzi a colpi di judo. Come tutti detectives vorrebbe precisare
che la sua attività non si esaurisce nella redditizia caccia ai fedifraghi,
bensì in blitz anti spionaggio commerciale e in altre benemerite missioni. Ma a
me, cronista pedestre, interessano le bovary del cielo, ovvero le adultere in
jet che pigliano il Caravelle a Linate, scendono a Fiumicino, si sbrigano in
tre ore e tornano per l'ora di cena. Ponzi si arrende e spiega che
l'aero-adulterio Milano-Roma si è talmente inflazionato che comporta troppi
rischi. Ecco allora l'escamotage. L'accorta signora s'imbarca per Zurigo (ci
abitano gli amici conosciuti a Zermatt): decollo alle 11,30, arrivo a Zurigo
alle 12,15. un'ora dopo c'è un volo che atterra a Fiumicino alle 14,40. Un
coupé è in attesa e parte per Roma, la coppia scompare in un portone di Piazza
di Spagna. Le tappe sono state diligentemente documentate da un inviato munito
di micro obbiettivo. Prima di sera l'intrepida volatrice è di ritorno e
occultate sotto il maquillage le ombre dell'intensa giornata suona allo studio del
marito per uscire a cena. «Prepariamo la sequenza fotografica, ingrandiamo il
clic risolutivo di piazza di Spagna e convochiamo il cliente. Ci attendiamo il
consueto shock per il sospetto che diviene realtà. Invece non nasconde il suo
giubilo: gli abbiamo fornito le prove per non pagare una lira nella causa di
separazione». SEGUGIO E ROMANZIERE. Incontro il titolare del premiato istituto
di investigazione' in una grossa borgata romagnola. Capelli brizzolati,
un'ombra di baffetti, doppiopetto blu, il detective occupa un decoroso studiolo
domestico. Guardo alle sue spalle una foto di lui, in divisa da maresciallo dei
carabinieri, la mano guantata alla visiera. Sotto, una massima: «Se scopri che
la moglie del tuo cliente lo tradisce, hai il dovere di informarlo, anche se
l'amante fosse tuo padre». Mestiere da duri e puri, commento. «Sono aforismi
che butto giù nei ritagli di tempo spiega ma veniamo a noi. Le faccio un
esempio. Un ragazzo di qui va a lavorare in città, dopo un po' si trova la
ragazza e ci va in casa. Bene, nove volte su dieci la famiglia di lei vuol
sapere qualcosa su di lui, si rivolge al mio istituto che per 10 mila lire le
manda un bel dossier: chi è, e cosa fa suo padre, se va in parrocchia o in
cellula, se pianta chiodi e compagnia bella». S'interrompe, apre un cassetto,
estrae una carpetta e, coprendo con una mano i nomi mi mostra una serie di
rapporti. «Riferimento vostra richiesta, veniamo a notificarvi che giovane in
oggetto non è proprietario di villa ma di cascinale, comunque ben tenuto. Non
risulta che il predetto abbia l'abitudine di illudere giovani donne. Risulta
scappato due volte, ma con coniugate». Altro rapporto. «Eseguito controllo su
domenica trascorsa dal giovane di cui alla vostra pregiatissima dell'11
corrente. Il predetto è effettivamente tornato al paese perché madre ammalata.
Mattina trascorsa in casa. Uscito nel primo pomeriggio e recato al cinema.
Serata tranquilla al bar. Per quanto non richiesto da vostra pregiatissima,
riteniamo opportuno informarvi che giovane in oggetto risulta ammogliato con
due figli». Mi complimento per la diligenza dei rapporti e lui adesso vuol
mostrarmi qualcosa di cui va orgoglioso. Come tutti gli italiani, anche lui sta
scrivendo il libro sulla sua vita. Ne anticipa i capitoli sul mensile dei
detectives e me ne allunga un numero. Scorro un racconto. Spiaggia di notte, a
un certo punto lui dice a lei: «Sei arrossita, Luisa, e il tuo rossore rompeva
il buio notturno». MAY DAY. Rileggo un altro brano che oggi acquista
un'attualità stupefacente. A quell'epoca ante-cellulare, il radiotelefono in
macchina ce l'avevano soltanto i super Big. Invece il radiotelefono in barca, o
WHF, era (ed è) indispensabile per messaggi d'emergenza o banali conversazioni.
Per esempio puoi chiamare una stazione costiera e chiedere il collegamento con
un numero di terra. L'operatore prende nota e ti dice di attendere sui canali
di servizio che generalmente sono il 24, il 25 e il 26. E così, in lista
d'ascolto, ti vieni a trovare in una situazione che, a terra, ti costerebbe un
avviso di garanzia per violazione della privacy. Aspettando il proprio turno è
inevitabile ascoltare i discorsi degli altri e si diventa obbligatoriamente
guardoni di parole. I colloqui si svolgono generalmente fra un uomo in mare e
una donna a terra. La voce maschile è riservata, consapevole che sul canale c'è
in ascolto mezzo Mediterraneo. Invece lei, eccitata da quel brivido di
megahertz, si abbandona a imbarazzanti effusioni. Esempio. Lui: «Cos'è questa
improvvisata? Ti avevo pregato di non chiamarmi». Lei: «Non riuscivo a
dormire,volevo sentire la tua voce». Lui (teso): «E Freddy dov'è?». Lei
(serafica): «Doveva andare a Londra ma poi s'è imbarcato sul motoscafo del
Piero e sta andando in Corsica». Silenzio. Poi lui (tagliente): «Hai fatto un capolavoro,
perché non ne approfitti per salutare anche lui. Tanto sarà in ascolto sul 26».
Chi è costretto a origliare mescola spasso e disagio. Una flotta di naviganti
comunica con un esercito di penelopi ufficiose o clandestine in perenne attesa
di tenerezze urbi et orbi. Ma non gliel'hanno spiegato questi uomini alle loro
donne che con il WHF, non si sussurra ma si tiene un comizio al bacino del
Mediterraneo? Ecco finalmente un colloquio in codice: Lei: «E'successo
trentaquattro quattordici». Lui: «Cosa?» Lei: «E' così». Lui: «Maledizione,
torno subito». E il collettivo del Mediterraneo è costretto a fare
supposizioni. E' rimasta incinta. Oppure suo marito ha scoperto tutto. Oppure è
arrivata la Finanza. TRESCHE IN TV. Siamo una specie in estinzione mi confessa
oggi un detective non c'è più nulla da scoprire: da una parte le spiate dei
cellulari e le tracce lasciate nel computer o nelle chiavette Usb. Dall'altra il protagonismo dei fedifraghi che si esibiscono in
tv. Non c'è che da scegliere, mattina, pomeriggio e anche prima serata: i
programmi sono tanti e qualcuno paga pure, tot euro per infedeltà. Gettone
raddoppiato se c'è di mezzo un ricovero al pronto soccorso.
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( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
BADIA E LENDINARA
pag. 11 SI È RIUNITO, a Ficarolo, il consiglio comunale per l'app... SI È RIUNITO,
a Ficarolo, il consiglio comunale per l'approvazione del bilancio consuntivo
dell'anno 2008. La seduta è iniziata con un minuto di
silenzio in ricordo delle vittime del terremoto dell'Abruzzo. Il sindaco ed i
consiglieri hanno voluto dimostrare, anche concretamente, la propria vicinanza
ai terremotati, devolvendo loro il gettone di presenza. Oltre ad aderire all'iniziativa della Provincia di destinare un
euro per ogni abitante di Ficarolo ad un progetto concreto di ricostruzione.
Dopo l'approvazione dei verbali delle seduta precedente, l'assessore al
Bilancio Enrico Monesi ha illustrato le voci del rendiconto finanziario del
2008, chiuso con un avanzo finanziario di 214.000 euro, 143.000 dei quali non
vincolati. L'assessore ha enunciato i tratti salienti del bilancio spiegando
come, nei servizi individuali, il Comune contribuisca con oltre 80.000 euro a
sostegno di tutte le famiglie. Per quanto riguarda gli introiti provenienti
dalle multe, rilevate con l'autovelox, sono stati accertati 761.000 euro, a
fronte degli 850.000 previsti. L'Assessore ha poi proseguito illustrando al
Consiglio quanto fatto in tema di lavori pubblici, servizi sociali e cultura.
Duro il commento del neocapogruppo e neo consigliere della minoranza di
centrosinistra Manuela Nicoletti. Preannunciando il proprio voto contrario, ha
sostenuto che i dati forniti confermano l'inefficienza dell'Amministrazione
ficarolese, che il consuntivo si discosta troppo dal preventivo, che il
ricavato delle contravvenzioni poteva essere speso meglio e che, infine,
l'aumento di alcune rette e tariffe è stato inopportuno. Altrettanto dura la
replica del sindaco Antonella Mantovani, che ha rimarcato come: «le critiche
dell'opposizione siano, ogni volta, sempre le stesse». E' stata quindi
deliberata, con l'astensione della minoranza, una variazione al bilancio di
previsione 2009 avente per oggetto la prima applicazione dell'avanzo 2008,
spalmato dalla Giunta Comunale ad integrazione di vari capitoli, tra cui 30.000
euro per asfaltature di Al termine della seduta, il Sindaco Mantovani ha dato
notizia che anche quest'anno il bilancio della casa di riposo pubblica "Residenza
San Salvatore" chiuderà in sostanziale pareggio, mentre dalla Regione è
stato elargito un cospicuo contributo di ben 700.000 euro per l'adeguamento
della struttura protetta alle normative vigenti. Alberto Melloncelli
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( da "Giorno, Il (Brianza)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
MONZA pag. 4 Gli
artisti di Zelig e Colorado cafè medici del sorriso ALL'OSPEDALE GLI ARTISTI di
Zelig e Colorado café saranno in reparto per portare il sorriso a malati e
operatori sanitari. L'appuntamento è per questa sera, alle 20, al reparto di
Dermatologia del San Gerardo. «Il progetto - spiega il dottor Orazio Ferro,
cardiochirurgo - è nato con il supporto di Zeroconfini onlus, per sottolineare
il rapporto di unione tra il mondo dell'arte e l'ambiente sanitario, per creare
solidarietà e vicinanza e non diffidenza tra operatori, pazienti e familiari». Ci saranno Francesco Rizzuto, l'esilarante vigile parlermitano,
il cabarettista catanese Salvo Spoto e le sue lezioni per diventare
meridionali, Andrea Sambucco, Felipe alias Gianluca Beretta, comico, attore e
poeta, Riki Bokor, Eugenio Chiocchi e «I mancio e stigma». Francesco
Rizzuto, palermitano, abita a Monza da 20 anni. «Sembra strano immaginare
personaggi di spettacolo che lavorano in ospedale - commenta - eppure con i
colleghi Eugenio Chiocchi, Salvo Spoto e Andrea Sambucco pensavamo a un
laboratorio di cabaret in ospedale, provando i pezzi per i programmi televisivi
dal vivo, davanti ai pazienti, evitando volgarità gratuite. Già abbiamo
affrontato l'esperienza del laboratorio di "Zelig off" a "La
casa gialla", per i malati di Alzheimer e per le persone con disagio
psichico con Stella polare, proprio a Monza». Proprio
per Stella polare Eugenio Chiocchi (abitante e Muggiò)
ha già organizzato il Campionato della risata. L'ipotesi degli artisti è un
concerto a favore dell'ospedale, al Palacandy, nel periodo del Gran premio.
C.B.
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( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
RICCIONE E MISANO
pag. 17 I piccoli anatroccoli sulle rive del Marano RICCIONE QUINDICI ESEMPLARI
DI GERMANO REALE ALLA FOCE DEL TORRENTE TORNA la vita lungo il Marano. Dopo la
moria di oltre cento anatre dell'estate scorsa, oggi la foce del Marano torna a
popolarsi di 15 anatroccoli di Germano reale di circa due mesi di vita. «Questa
estate potremmo vederle scorazzare lungo le rive del torrente spiega Antonio
Cianciosi, consigliere comunale dei Verdi . Le anatre in quella zona erano diventate
un punto di attrazione per famiglie e bambini, ma anche un passatempo per i
pensionati della zona che le accudivano con amore e cura. Arriveranno
presto altri 15 anatroccoli grazie al contributo del collega consigliere
Giuseppe Savoretti. Anche lui ha deciso di devolvere parte dei suoi gettoni di presenza per condividere la mia proposta di ripopolare con le anatre la
foce del Marano». Image: 20090503/foto/11667.jpg
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( da "Nazione, La (Umbria)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO pag. 4
Consulenze & poltrone, Provincia: 613mila euro a manager e super-esperti.
GIANCARLO TULIPANI Presidente Spoletina Trasporti di ROBERTO BORGIONI PERUGIA
UN DILUVIO di nomi, incarichi, poltrone e poltroncine'. Consulenze esterne,
presidenze di enti e seggiole riservate nei consigli di amministrazione che, a
conti fatti, costano alle casse pubbliche oltre sei milioni di euro all'anno.
Inarrivabile la pioggia di consulenze concessa dalla Regione: Palazzo Donini
spenderà tre milioni 180mila euro per pagare supercollaboratori esterni. Il
Comune di Perugia, invece, versa 570mila euro ai manager delle sue 16 aziende
partecipate, cioè di quelle imprese in cui Palazzo dei Priori ha almeno una
quota azionaria. Le liste dettagliate di Comune e Regione sono state pubblicate
dal nostro giornale nei giorni scorsi. E ora tocca alla Provincia, altro ente
di manica larga con 613mila euro di uscite tra stipendi dei manager delle
partecipate (160mila euro) e consulenze esterne (453mila) . SONO SEDICI le
aziende partecipate dall'ente di piazza Italia, anche se nove non hanno costi
aggiuntivi per il bilancio. Nel senso che i componenti dei Cda nominati dalla
Provincia lavorano a costo zero, senza incassare nemmeno un misero gettone. In
altre imprese la realtà è ben diversa, partendo dall'Apm. Le azioni
dell'Azienda perugina della Mobilità sono equamente divise tra Comune e
Provincia. Il presidente Giovanni Moriconi riceve da quest'ultima 57.190 euro,
mentre il vice Pio Francesco Baldinelli si accontenta' di 21.240 e il
consigliere Piero Sunzini di 15.052 euro. Restando in tema di trasporti, il
presidente della «Spoletina» Giancarlo Tulipani è ricompensato con 15.300 euro,
mentre il vicepresidente Andrea Orlandi e il consigliere Onelio Gasperini
viaggiano su 7.650 euro annui. Altri giri, altre corse: Bruno Dini, consigliere
di Webred Spa per conto della Provincia, prende 5.681 euro; Cesare Migliozzi,
amministratore delegato dell'Agenzia per l'Energia e l'Ambiente, è sistemato
con 13.800 euro; Daniela Frullani (Patto per l'Appennino) e Giuliano Mancinelli
(Centro di formazione imprenditoriale) si accontentano di gettoni di presenza rispettivamente di 200 e 90 euro a seduta. Enzo Patalocco, alla
guida di Valnestore Sviluppo Srl, ha uno stipendio di 15mila euro annui. BEN
PIU' corposo l'elenco delle consulenze esterne assegnate dalla Provincia, con
un esborso totale di 453mila euro. Ecco il dettaglio: Fabio Taddei,
servizio controllo costruzioni e Protezione civile, 31.425 euro; Francesco
Proietti, servizio controllo costruzioni e Protezione civile, 31.245; Antonio
Luna, servizio Organizzazione, formazione e comunicazione, 18.000; Laura
Zazzerini, Direzione generale ufficio relazioni, 27.600; Laura Speranza, Area
ambiente e territorio, 19.000; Stefano Loschi, Area lavoro, formazione e
istruzione, 11.311; Massimo Bistocchi, Servizi gestione finanziaria e affari
generali, 5.000; Angela Galli, mappatura emissioni inquinanti in atmosfera,
56.304; Silvia Rossetti, certificazioni ambientali per l'assessorato e l'isola
Polvese, 56.304; Elisa Flora Belgrado, pianificazione impianti per energia da
fonti rinnovabili, 45.600; Valentina Mangifesta, attività di marketing e
sistemi di qualità aziendali, 29.000; Gianluca Tulelli, esigenze del servizio
controllo costruzioni e Protezione civile, 46.000; Lorenzo Sensi, esigenze del
servizio controllo costruzioni e Protezione civile, 46.000; Livia Arcioni,
programmazione negoziata politiche comunitarie e cooperazione internazionale
14.718; Daniela Leonardi, programmazione negoziata politiche comunitarie e
cooperazione internazionale, 14.718. ALLA FINE dello scorso anno sono poi
scadute altre undici consulenze, alcune delle quali molto onerose per le casse
della Provincia: si è andati dagli 89.352 euro assegnati a Sanio Panfili
(esigenze del servizio di Programmazione territoriale e urbanistica) ai 60mila
di Mario Roych (progetto Intranet aziendale e Governance per lo sviluppo del
territorio) sino ai 20mila euro cadauno assegnati ad esperti di «valutazione
dei danni provocati alle produzioni agricole dalla fauna selvatica». Caro fu
l'assalto del cinghiale. Image: 20090503/foto/8176.jpg
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( da "Nazione, La (Umbria)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO pag. 5
di ROBERTO BORGIONI PERUGIA UN DILUVIO di nomi, incarichi, po... di ROBERTO
BORGIONI PERUGIA UN DILUVIO di nomi, incarichi, poltrone e poltroncine'.
Consulenze esterne, presidenze di enti e seggiole riservate nei consigli di
amministrazione che, a conti fatti, costano alle casse pubbliche oltre sei
milioni di euro all'anno. Inarrivabile la pioggia di consulenze concessa dalla
Regione: Palazzo Donini spenderà tre milioni 180mila euro per pagare
supercollaboratori esterni. Il Comune di Perugia, invece, versa 570mila euro ai
manager delle sue 16 aziende partecipate, cioè di quelle imprese in cui Palazzo
dei Priori ha almeno una quota azionaria. Le liste dettagliate di Comune e
Regione sono state pubblicate dal nostro giornale nei giorni scorsi. E ora
tocca alla Provincia, altro ente di manica larga con 613mila euro di uscite tra
stipendi dei manager delle partecipate (160mila euro) e consulenze esterne
(453mila) . SONO SEDICI le aziende partecipate dall'ente di piazza Italia,
anche se nove non hanno costi aggiuntivi per il bilancio. Nel senso che i
componenti dei Cda nominati dalla Provincia lavorano a costo zero, senza
incassare nemmeno un misero gettone. In altre imprese la realtà è ben diversa,
partendo dall'Apm. Le azioni dell'Azienda perugina della Mobilità sono
equamente divise tra Comune e Provincia. Il presidente Giovanni Moriconi riceve
da quest'ultima 57.190 euro, mentre il vice Pio Francesco Baldinelli si
accontenta' di 21.240 e il consigliere Piero Sunzini di 15.052 euro. Restando
in tema di trasporti, il presidente della «Spoletina» Giancarlo Tulipani è
ricompensato con 15.300 euro, mentre il vicepresidente Andrea Orlandi e il
consigliere Onelio Gasperini viaggiano su 7.650 euro annui. Altri giri, altre
corse: Bruno Dini, consigliere di Webred Spa per conto della Provincia, prende
5.681 euro; Cesare Migliozzi, amministratore delegato dell'Agenzia per
l'Energia e l'Ambiente, è sistemato con 13.800 euro; Daniela Frullani (Patto
per l'Appennino) e Giuliano Mancinelli (Centro di
formazione imprenditoriale) si accontentano di gettoni di presenza
rispettivamente di 200 e 90 euro a seduta. Enzo Patalocco, alla guida di
Valnestore Sviluppo Srl, ha uno stipendio di 15mila euro annui. BEN PIU' corposo
l'elenco delle consulenze esterne assegnate dalla Provincia, con un esborso
totale di 453mila euro. Ecco il dettaglio: Fabio Taddei, servizio
controllo costruzioni e Protezione civile, 31.425 euro; Francesco Proietti,
servizio controllo costruzioni e Protezione civile, 31.245; Antonio Luna,
servizio Organizzazione, formazione e comunicazione, 18.000; Laura Zazzerini,
Direzione generale ufficio relazioni, 27.600; Laura Speranza, Area ambiente e
territorio, 19.000; Stefano Loschi, Area lavoro, formazione e istruzione,
11.311; Massimo Bistocchi, Servizi gestione finanziaria e affari generali,
5.000; Angela Galli, mappatura emissioni inquinanti in atmosfera, 56.304;
Silvia Rossetti, certificazioni ambientali per l'assessorato e l'isola Polvese,
56.304; Elisa Flora Belgrado, pianificazione impianti per energia da fonti
rinnovabili, 45.600; Valentina Mangifesta, attività di marketing e sistemi di
qualità aziendali, 29.000; Gianluca Tulelli, esigenze del servizio controllo
costruzioni e Protezione civile, 46.000; Lorenzo Sensi, esigenze del servizio
controllo costruzioni e Protezione civile, 46.000; Livia Arcioni,
programmazione negoziata politiche comunitarie e cooperazione internazionale
14.718; Daniela Leonardi, programmazione negoziata politiche comunitarie e
cooperazione internazionale, 14.718. ALLA FINE dello scorso anno sono poi
scadute altre undici consulenze, alcune delle quali molto onerose per le casse
della Provincia: si è andati dagli 89.352 euro assegnati a Sanio Panfili
(esigenze del servizio di Programmazione territoriale e urbanistica) ai 60mila
di Mario Roych (progetto Intranet aziendale e Governance per lo sviluppo del
territorio) sino ai 20mila euro cadauno assegnati ad esperti di «valutazione
dei danni provocati alle produzioni agricole dalla fauna selvatica». Caro fu
l'assalto del cinghiale.
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( da "Nazione, La (Umbria)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO pag. 5
Le aziende' costano più di 230mila euro PALAZZO DONINI LE PARTECIPATE PERUGIA
LA CIFRA arrotondata è di 234mila euro, senza calcolare i gettoni
di presenza. Tanto costano alla Regione gli stipendi
dei manager delle sette aziende partecipate. Il report parte da Sviluppumbria,
nella quale la Regione detiene il 64,8% delle azioni: il presidente Calogero
Alessi è stipendiato con 36.151 euro, mentre i consiglieri
Vinicio Bottacchiari e Luciano Ventanni si devono accontentare di un gettone di
presenza di 206,58 euro a
ogni riunione, oltre all'eventuale rimborso spese. Il presidente di Webred spa
(84,1% di azioni regionali) è Maurizio Biondi, con un compenso di 25.823 euro,
mentre il consigliere Mario Conte si accontenta di 5.681 euro. La
«Risorse per lo sviluppo Spa» (50% di partecipazione regionale) ha
l'amministratore unico Saverio Ripa di Meana che vanta 31mila euro. Dal trono
di più ricco', tra i manager delle aziende regionali, scende Vannio Brozzi,
amministratore unico della Ferrovia Centrale Umbra, anche a causa di un
sostanzioso taglio al compenso rispetto agli anni precedenti: nella busta paga
di Brozzi restano comunque 50.400 euro, insufficienti per battere il doppio
ruolo di Calogero Alessi. Meno onerosa, ma più complicata, la lettura del
bilancio di Umbraflor: il presidente Claudio Bazzarri, anche assessore
comunale, è ricompensato con 15.296 euro. I tre consiglieri Gianfranco
Angeloni, Francesco Grohmann e Moreno Landrini si fermano a 5.577 euro. A
chiudere il cerchio c'è la finanziaria Gepafin: il presidente Giacomo
Porrazzini guadagna 36mila euro, il vice Calogero Alessi ha un compenso di
18mila che si aggiungono ai 36.151 garantiti da Sviluppumbria e il consigliere
Mario Fagotti un gettone di 180,76 euro. Roberto Borgioni
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( da "Tribuna di Treviso, La"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Nella sala Orsi di
Conegliano s'apre il sipario sulla Romanza La «Romanza da salotto» immerge
Conegliano in un'atmosfera del tutto particolare sia per l'originalità
dell'iniziativa voluta dall'Associazione Lirica intitolata a «Pier Adolfo
Tirindelli», sia per la sinuosità del persorso musicale che propone. Stasera
alle 20,30 all'Auditorium Dina Orsi, per il 30 appuntamento con la rassegna, è
prevista l'esecuzione di musiche di Giovanni Tebaldini, su testi di Antonio
Fogazzaro, edizione critica a cura di Dino Rizzo, con Laura Toffoli (soprano),
Livio Nappo (tenore), Paolo Pieruzzo (tenore), Corinna Canzian (violino),
Davide Da Ros (pianoforte). Letture poetiche a cura di Monica Stella e Stefano Fugagnoli. Presenta il
prof. Dino Rizzo, diplomato
in organo e pianoforte, insegnante, concertista e critico. L'edizione
2009 di questa singolare manifestazione ha preso il via il primo maggio alle
20,30 all'auditorium Dina Orsi di Conegliano con l'apprezzata esibizione di
Corinna Canzian al violino, Chiara Opalio al pianoforte, e altri giovani
interpreti su composizioni di Tirindelli e sabato ha visto «Le poetesse della
romanza da salotto:la contessa Lara», bel concerto con la soprano Laura
Toffoli. I prossimi appuntamenti sono fissati per mercoledì 6 ancora con «Le poetesse
della romanza da salotto», l'8 con l'audizione dei finalisti e il 9 con il
concerto dei premiati. (a.v.)
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( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Vivibilità,
sbloccati 20 milioni Proposta Seganti approvata dalla Giunta. Soldi a Comuni e
Province Domenica 3 Maggio 2009, Trieste NOSTRO INVIATO Oltre 20 milioni di
euro per rendere più vivibile la quotidianità dei cittadini, utilizzando un
apposito fondo che raccoglie risorse finanziarie in passato destinate agli
Aster e ora affidate a Comuni e Province. È quanto ha stabilito la Giunta
regionale con una delibera proposta dall'assessore alle Autonomie locali
Federica Seganti (Lega Nord). I progetti finanziabili vanno dalla viabilità
alla messa a norma o manutenzione delle scuole quanto alle Province,
destinatarie complessivamente di 2,064 milioni di euro. La parte del leone,
tuttavia, spetta ai Comuni, che riceveranno 18 milioni di euro: possono
candidare al finanziamento regionale progetti per manutenzione, messa a norma e
riadattamento di edifici, arredi, allestimenti e attrezzature per scuole, nidi
e servizi integrativi per la prima infanzia, centri di animazione per la
collettività, centri residenziali e centri diurni per anziani. Ma anche
l'ammodernamento o la realizzazione di aree verdi attrezzate e parchi-giochi,
l'acquisto o la sostituzione di automezzi comunali per scuolabus o
accompagnamento, la realizzazione o l'adeguamento di centri di raccolta rifiuti,
nonché progetti d'innovazione e modernizzazione dei servizi pubblici locali nel
segno dell'efficienza energetica. Fra questi figurano gli impianti
fotovoltaici. La Regione prevede di poter finanziare anche opere pubbliche
ricomprese nel programma triennale dell'ente locale. Il provvedimento proposto
dall'assessore Seganti prescrive da parte del Comune o della Provincia un
co-finanziamento minimo obbligatorio che non sarà inferiore rispettivamente al
20 per cento della spesa complessiva per le Province e al 15 per i Comuni.
Entro due mesi gli enti dovranno presentare le domande, con una descrizione
adeguata dell'intervento da realizzare, le sue finalità, i costi preventivati,
i tempi di realizzazione e la quota di finanziamento che si chiede alla Regione.
E la Direzione centrale delle Autonomie locali, nel disporre una classifica
delle priorità da sostenere, valuterà le domande sulla scorta di sei parametri
prestabiliti: il diretto interesse strategico
dell'intervento per le comunità locali, la capacità dell'intervento di
permettere una fruizione migliore dei servizi da parte dei cittadini, la
rapidità di realizzazione, la maggiore percentuale di co-finanziamento da parte
dell'ente locale, l'integrazione dell'intervento con altri progetti e infine la
capacità del progetto "candidato" da un Comune al
finanziamento regionale di erogare servizi anche a cittadini di territori
contigui. Previsto dalla Regione anche un meccanismo di valutazione che
consenta di dare rilevanza al profilo dimensionale dei Comuni, stabilendo che i
finanziamenti vengano concessi, ad esempio, anche secondo i punteggi
"demografici", per evitare che i soldi vadano soltanto alle realtà
più importanti: per Comuni fino a mille abitanti 20 punti, fino 3mila 15 punti;
fino a 5mila 10 punti e fino a 10mila abitanti 5 punti. Le risorse non saranno
attribuite in via anticipata, bensì «previa dimostrazione dell'effettiva spesa
sostenuta, anche per stati d'avanzamento delle opere, almeno fino al
raggiungimento di una spesa sostenuta non inferiore a 100mila euro per le
Province e 50mila per i Comuni. Maurizio Bait
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( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Domenica 3 Maggio
2009, Montegrotto Terme Cinque schiaffi in faccia alle opposizioni. Tante erano
infatti le commissioni che le minoranze politiche avrebbero voluto istituire
per trattare con maggior garanzie di partecipazione le questioni più importanti
sottoposte al consiglio comunale. Tanti sono stati i secchi "no"
giunti dai gruppi al governo, decisi a percorrere autonomamente la via
"del fare" senza "perdere tempo in confronti inutili". Il
muro contro muro che ha finora caratterizzato i rapporti fra le opposte sponde
politiche avrebbe potuto riservare una breccia nella proposta inoltrata
dall'esponente di "Montegrotto che vogliamo", Donatella Bottazzo, per
istituire cinque collegi consultivi. Le commissioni bipartisan avrebbero dovuto
occuparsi di bilancio, servizi sociali e sport, urbanistica e lavori pubblici,
ambiente e cultura. E costituire gli ambiti nei quali smussare contrasti poi
esplosi in tutta la loro furia polemica all'interno delle sedute consigliari.
Pur di partecipare ai collegi consultivi le opposizioni
avrebbero lasciato alle casse comunali il gettone di presenza. In cambio ovviamente di un minimo considerazione politica. «Non
abbiamo bisogno di disponibilità personali - aveva tuttavia avvertito il
collega Paolo Ferrarese - ma di un confronto istituzionale che ci consenta di
poter esercitare un diritto di critica costruttiva». La richiesta di
collaborazione è stata rinviata senza indugio al mittente della maggioranza di
centro destra. Non tanto perché non fossero preziosi i consigli degli
avversari. Ma per punire il metodo con cui le opposizioni hanno finora cercato
di fare breccia all'interno del palazzo. «Finora - ha detto il vicesindaco, Massimo
Bordin, mostrandosi irremovibile nel mettere alla porta le opposizioni - vi
siete accaniti in una politica di dura opposizione. Lo dimostra il modo in cui
chiedete le documentazioni agli uffici, finendo per paralizzare il lavoro
dell'intero comune. Avete preferito farci la guerra all'indomani delle
elezioni. L'atteggiamento di chiusura da parte nostra non è che una conseguenze
reazione». Reazione delle opposizione ai cinque schiaffi? L'uscita dall'aula al
momento della votazione. Un avviso che potrebbe ripetersi se il dialogo
dovessero continuare ad essere fra sordi. L.P.
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( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
LA PROPOSTA DEL PD
Caldato: «Mettiamo parte dei gettoni di presenza
in un fondo anticrisi» Domenica 3 Maggio 2009, Un fondo per difendere i
cittadini trevigiani più deboli dalla crisi: è quello che propone Maristella
Caldato, consigliere comunale del Pd. «Fermamente convinta che la crisi
economica sia presente anche nella nostra provincia - afferma - e in
particolare modo a Treviso, ho presentato una mozione di indirizzo al
presidente del consiglio comunale con lo scopo di impegnare il consiglio e la
giunta alla istituzione di un piano di intervento contro la crisi economica a
favore dei soggetti residenti nel comune per gli anni 2009-2010». Un fondo che,
secondo la Caldato, potrebbe essere alimentato da una parte dell'avanzo di
amministrazione, circa nove milioni di euro, e dall'altra riducendo del venti
per cento i «compensi percepiti da consiglieri comunali, sindaco e assessori».
E chi potrebbe usufruire di questo contributo? «Persone che nel corso del 2009
e del 2010» hanno perso, o perderanno, il lavoro» o che hanno subito una
«riduzione oraria superiore al 30 per cento o che entreranno in cassa
integrazione»; pensionati con un reddito mensile pro-capite «molto basso e da
definire; famiglie con almeno tre figli e con un reddito complessivo ridotto;
giovani coppie con contratti di lavoro atipici; famiglie monoparentali con
almeno un figlio a carico e con contratto di lavoro precario». Questi soggetti
inoltre dovrebbero aver diritto ad agevolazioni nell'acquisto di servizi del
Comune e dell'Actt, sconti sui beni di primi consumo nella quarta settimana del
mese e agevolazioni anche nella richiesta di credito. Di come affrontare la
crisi ne parla pure Artigianato Trevigiano. «Proponiamo - dice il presidente
Giorgio Grosso - tavoli permanenti di consultazioni con le categorie in ogni
comune, salvaguardia delle piccole imprese nei centri storici e nei piccoli
comuni per mantenere la vivacità dei centri minori, concertazione tra
amministrazioni locali e categorie sull'utilizzo al meglio delle tasse pagate
dai cittadini e dalle imprese ma anche un confronto sulla viabilità che
alleggerisca i centri dal traffico pesante».
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( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 03-05-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino,
Il (Benevento)) (Mattino, Il (Avellino)) (Mattino, Il (Circondario Sud1))
(Mattino, Il (City))
Argomenti: Costi della politica
PIETRO TRECCAGNOLI
Miracolo a Forcella. San Gennaro torna a passare attraverso le strade di uno
dei quartieri più inguaiati di Napoli e illumina con lo scioglimento del suo
sangue il futuro di tanta gente che sogna di uscire dall'incubo della
disoccupazione e dell'illegalità. Il grumo nelle ampolle dava già piccoli cenni
di liquefazione quando è stato tirato fuori dalla custodia della Cappella del
Tesoro, ma a Forcella, saranno state le 17,40, sotto i panni stesi da balcone a
balcone, accanto ai bassi abitati ormai quasi solo da migranti, qui, come per
una coincidenza straordinaria, come un segno particolare di protezione, si
scioglie quasi completamente: solo una piccola parte resta al centro e dopo
poche centinaia di metri scompare del tutto. È il miracolo, che viene poi
annunciato solennemente dal cardinale Crescenzio Sepe dall'altare di Santa
Chiara, durante la cerimonia, mentre il marchese Riccardo Imperiali di
Francavilla della Deputazione del santo sventola il fazzoletto bianco e la
navata stracolma si scioglie, pur'essa, in un applauso di sollievo. Poi
l'omaggio del bacio dell'ampolla da parte dei fedeli, delle autorità (c'erano,
tra gli altri, il sindaco Rosa Russo Iervolino, il presidente della Provincia
Dino Di Palma, l'assessore regionale Ennio Cascetta, il senatore Teresa Armato,
il generale Gaetano Maruccia, il procuratore generale Vincenzo Galgano) e di
una delegazione della chiesa ortodossa russa, guidata dall'arcivescovo di
Samara e Syzran, Sergij Viktor Poljotkin. Ieri c'era la processione del Patrono
che ricorda la traslazione delle sue reliquie e che ha attraversato
Spaccanapoli, dal Duomo al monastero francescano, dove il sangue è entrato
appena qualche minuto prima che si scatenasse un furioso temporale. Dopo molti
decenni è stato ripristinato il vecchio percorso della processione che si è
snodata per un tratto di via Tribunali, via delle Zite, Forcella (dove Sepe è
stato salutato dal padre di Annalisa Durante) per poi tornare a San Biagio dei
Librai. Niente corteo di ritorno, dopo il miracolo. Quest'anno, è finito tutto
a Santa Chiara, poi le ampolle sono state riportate al Duomo in auto (una
Peugeot 407) dall'abate prelato Vincenzo De Gregorio. Ed è stata la prima volta
che il sangue è salito su una vettura. Miracolo del progresso. «Gesù, la
Madonna e san Gennaro ci vogliono bene» ha esultato il cardinale, ma questo non
ha mitigato, negli animi di chi ascoltava, la forza dei moniti che Sepe aveva
lanciato nell'omelia, per condannare i drammi nei quali la città sguazza. «Noi
combattiamo il male» ha tuonato «che oggi si incarna nell'ingiustizia e nella
illegalità, nella camorra e in tutti quei poteri occulti che vogliono umiliare
la nostra dignità». E più avanti, riferendosi alle sfide dei cristiani: «È il
coraggio di chi cerca la giustizia, di chi compie opere di pace, di chi
denuncia il comportamento prepotente del falso potere, del malcostume
affaristico, della corruzione, della delinquenza, di
quella temerarietà di chi crede di farla sempre franca, di avere anche la forza
di sfidare la legge; di quella spavalderia che continua a devastare il nostro
territorio». E, prima di finire, l'invito ad ascoltare le «grida di disperazione
che ci giungono dai disoccupati, dai sottoccupati, da chi sta perdendo il
lavoro, dai senza tetto o senza alcuna assistenza dei tanti emarginati e di
tanti senza niente e senza nessuno». Parole come frustate, sulle quali il
sindaco Iervolino è tornata parlando con i giornalisti: «La disoccupazione non
è un problema, è il problema, dal quale dipende la
questione della sicurezza e della legalità, senza necessariamente stabilire una
relazione causa-effetto tra mancanza di lavoro e crescita della delinquenza». E
la corruzione? «C'è una
recrudescenza alla quale deve corrispondere un innalzamento dell'attenzione
giuridica e morale. Io sono radicale: chiederei a chi fa politica la dichiarazione dei redditi fino al sesto grado di
parentela». Dove non arriva san Gennaro potrebbero arrivare gli uomini.
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( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
DILETTANTI pag. 27
SANGES 2 STELLA 1 SANGES: Todescato, Carlucci, Manfroni, Fratti, Angel...
SANGES 2 STELLA 1 SANGES: Todescato, Carlucci, Manfroni, Fratti, Angelini L.,
Angelini A., Tallarico, Tacconi, Casadei, Conti, Tamburini. A disp.: Sapori,
Gavelli, Delai, Vincenzi. All.: Navicella STELLA: Franchi,
Tonini, Pacioni, Cardinali, Collina, Arlotti, Buffoni, Angelini, Montebelli,
Ghinelli, Sabatini. A disp.: Rizzo, Di Marzo, Mastragostino. All.: Nicolini Arbitro: Lodovichetti
Reti: 11' st Casadei, 23' st Angelini A., 35' st Montebelli (St)
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( da "Tirreno, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 18 -
Montecatini «è stata la vittoria della volontà» Massimiliano Braccialini: c'è
fiducia ma la strada è ancora lunga Il padre Romano: magari avessimo preso
prima Torricelli... EUGENIO FAGNONI PISTOIA. Ora il cuore è aperto alla
speranza. Seconda vittoria consecutiva (mai successo finora), ultimo posto
abbandonato (non accadeva dall'ottava giornata), i piedi dentro ai playout
(almeno per una settimana). Per una domenica, si può fare festa. Nel
dopopartita, al centro coordinamento Club, sbocciano i sorrisi. Pullman per
Pescara. Tocca il cielo con un dito la supertifosa Gloria Monti: «Sono troppo
felice, non mi sembra vero. è una vittoria importante per noi tifosi, per il
tecnico Torricelli, per tutti i giocatori, per la società e per la città. La
Pistoiese è un bene della nostra città. Da domani dedicheremo tutte le nostre
energie ad organizzare bene la trasferta a Pescara, affinché i nostri ragazzi
sentano la vicinanza e l'incoraggiamento del tifo arancione». Sembra proprio
che il feeling tifo-squadra sia rinato. «Grazie Moreno». Si guarda con
ottimismo anche nelle alte sfere societarie. La famiglia Braccialini, con in
testa il capostipite Romano, ha assistito alla gara al gran completo. Patron
Romano non nasconde la sua gioia: «è stata la vittoria della volontà e della
determinazione. Molto merito di questo gruppo ritrovato lo dobbiamo al mister
Moreno Torricelli, con il quale se avessimo iniziato il girone di ritorno oggi
saremmo in una posizione di classifica più tranquilla. Adesso godiamoci questa
meritata vittoria e pensiamo a proseguire su questo livello nelle due battaglie
di fine campionato a Pescara e poi qui al Melani contro il Foligno». Vicino a
lui il figlio Massimiliano. Il presidente lascia la tribuna centrale per andare
negli spogliatoi a salutare la squadra. Prima però si ferma con la stampa: «Una
partita difficile per noi, ma alla fine un grande risultato che ci fa salire al
terz'ultimo posto in classifica e ci permette di preparare al meglio la
battaglia di Pescara. è chiaro che con questa vittoria importantissima che è il
seguito di quella di Terni c'è maggiore fiducia nel gruppo. Sono contento per i
ragazzi e per mister Torricelli. Ora più che pensare al Potenza ed alla Juve
Stabia, bisogna pensare a noi stessi a quello che ancora dobbiamo fare,
affrontando con questa voglia partita dopo partita, concentrandosi sulla
trasferta in Abruzzo per dare il massimo e fare risultato. La nostra
classifica, alla fine di questa giornata, è migliorata, ma non è cambiato
molto. Questa vittoria, che vale doppio per il risultato degli avversari
Potenza e Juve Stabia, non ci deve fare dimenticare il nostro obiettivo finale
che è quello dei play-out alla fine del torneo». Campi asciutti. Una domenica
bestiale. Anche Vannino Vannucci se la gode: «è un bellissimo risultato,
rispetto a quello dei nostri concorrenti ai playout. Il vantaggio su Potenza e
Juve Stabia è significativo. E dobbiamo mantenerlo per non arrivare ultimi. La
Pistoiese ha saputo tenere bene il campo, nonostante una flessione nella parte
finale del primo tempo e badare al risultato pieno che è arrivato
meritatamente. Sono fiducioso per l'immediato futuro perché la squadra gira e
con i campi asciutti i nostri giovani dovrebbero agire con più facilità. Questa
vittoria, prima delle due battaglie finali contro Pescara e Foligno, è la
ciliegina sulla torta». L'ex di turno. Il tecnico dei
campani ha tentato anche la carta dell'ex, inserendo dal 23' del secondo tempo
il centrocampista Bruno Di Napoli (tre stagioni a Pistoia e 75 gettoni di presenza) che ammette di avere provato un po' d'emozione nel ritornare a
Pistoia ed al Melani, ma poi puntualizza: «Faccio pochi gol, ma se mi
capitava l'occasione ci provavo, anche se, se avessi realizzato, non avrei
esultato, per rispetto all'ambiente ed alla città che mi ha voluto bene».
L'avvocato - così lo chiamano nell'ambiente perché gli mancano tre esami alla
laurea in giurisprudenza - afferma con sincerità: «Vedere la Pistoiese in
questa posizione non fa piacere a me che ci ho giocato a lungo tenendomi un bel
ricordo dentro. Un sincero in bocca al lupo, perché si salvi». Caldo pesante.
C'è da godere, ma c'è anche da riflettere su quell'inizio stentato. Alla
questione prova a rispondere l'allenatore in seconda Niccolai: «La squadra ha
sentito molto l'impegno e la necessità di fare risultato. Poi metteteci il
caldo e la giovane età ed il tutto si spiega bene. è stata la partita che ci
aspettavamo. Il morale è alto ed il gruppo unito e motivato per fare bene
questo finale di campionato».
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( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Lunedì 04 Maggio
2009 Chiudi di FABIO NUCCI C'è un'idea nuova di sindacato che prende forma
nella Cisl che oggi, alla presenza del segretario generale nazionale Raffaele
Bonanni, si appresta ad affrontare il nono congresso regionale.
Un'organizzazione nella quale emerge più la persona che la struttura e nella
quale il riferimento non è "il veto a tutti i costi", ma un modello
di democrazia nel quale il confine tra protesta e strumentalizzazione politica è ben definito. La Cisl regionale arriva a questo
appuntamento con la consapevolezza delle difficoltà del momento, rinnovando
l'impegno al fianco dei più deboli, siano essi disoccupati, precari, immigrati
o pensionati. Una sfida da condurre contrastando gli sprechi della politica, lottando contro l'evasione fiscale, con l'obiettivo di dare
respiro al potere d'acquisto ai redditi fissi e restituire valore e dignità al
lavoro. Sullo sfondo, l'idea di una regione più giusta, equa e solidale che la
Cisl dell'Umbria intende contribuire a costruire forte di una natura riformista
e di un lavoro di confronto, dibattito e conoscenza, testimoniato anche
dal recente forum regionale. In primo piano c'è la crisi economica ed il
sistema Umbria che come sostengono alcuni osservatori sembra aver reagito
meglio. Tra gli elementi di tenuta, c'è il Patto per lo sviluppo che, tuttavia,
rischia di non essere più sufficiente. «La crisi porterà nuovi scenari
economici e sociali - osserva Ulderico Sbarra, segretario generale regionale della
Cisl - e per un periodo non breve le priorità saranno incremento della
disoccupazione ed emergenza economica con tutte le conseguenze del caso per
lavoratori e famiglie. Il Patto dovrà necessariamente essere rivisto ed
adeguato alla congiuntura. La crisi offre l'opportunità, se ci sono coraggio,
volontà politica e coesione sociale, di intraprendere
scelte nuove all'insegna del riformismo, affrontando in modo realistico le
difficoltà che ci troveremo di fronte». La Cisl propone di fronteggiare le
crisi con la contrattazione, il rafforzamento degli strumenti bilaterali tra
sindacato e associazioni datoriali. «Anche per questo - aggiunge Sbarra -
abbiamo firmato l'accordo nazionale sul nuovo modello contrattuale che, siamo
convinti, tutelerà al meglio gli occupati dando nuove opportunità ai giovani ed
a chi è senza lavoro. In Umbria dovremo puntare su qualità dei prodotti e
professionalità dei lavoratori, insistendo su innovazione e formazione continua
coordinando gli interventi di tipo macro economico con le regioni limitrofe». I
segnali di crisi sono evidenti anche qui. «L'aumento della cassa integrazione è
indicativo - spiega Pierluigi Grasselli, docente di Politica economica
all'Università degli studi di Perugia - specie perché si associa ad un precariato
più elevato che altrove. Per questo è necessario insistere su istruzione,
ricerca e turismo, che sono i fattori locali più indirizzabili, e capire come
reagiranno d fronte al perseverare della crisi. Per operatori economici,
politici e sociale è arrivato il momento di verificare la possibilità di
ripensare e riposizionare la struttura produttiva dell'Umbria. E il Patto per
lo sviluppo potrebbe essere la sede qualificata per realizzare tale obiettivo».
Per il segretario regionale, Claudio Ricciarelli, va ridefinito il concetto di
sviluppo, legato alla rete di infrastrutture: «Va completato il sistema
stradale e ferroviario, modernizzata la E45, garantito un collegamento veloce
con i porti di Ancona e Civitavecchia, e quello ferroviario Orte-Falconara e Foligno-Perugia
con l'alta velocità. La regione si dovrà dotare anche di un aeroporto degno di
tale nome». Per le sue caratteristiche, l'Umbria non si è presentata in modo
diverso di fronte alla crisi internazionale ma proprio quella delle opere
pubbliche può essere una leva su cui insistere per la ripresa. «Analizzando la
composizione del Pil si scopre che edilizia e terziario incidono per un valore
di poco superiore al valore nazionale - osserva Lucio Caporizzi, dirigente
della Regione - mentre il dato dell'industria manifatturiera è inferiore. Non
esiste un modello umbro distinto da quello nazionale anche se terziario privato
e pubblico fino ad oggi hanno attenuato gli effetti della crisi; ma si tratta
di una sfasatura di pochi mesi. Se nel frattempo, dall'annuncio delle opere
pubbliche si passasse ai fatti si potrebbero avere effetti positivi per
l'economia regionale. Da decenni rincorriamo un collegamento stradale a quattro
corsie con l'Adriatico: le Marche ne hanno realizzati quattro ma si fermano
tutti al confine con l'Umbria». Se una risposta può essere la produttività, la
Cisl è pronta a raccogliere tale sfida lanciata anche dagli industriali umbri.
«Un aspetto da considerare nell'ambito di una politica
complessiva», precisa Ricciarelli. «La produttività è necessaria per rafforzare
la struttura economica delle aziende umbre, a partire dal manifatturiero, e
migliorare il loro posizionamento nel mercato. Noi proponiamo un modello di
governance partecipativo delle imprese basato su condivisione degli obiettivi
aziendali e contrattazione per redistribuire i benefici della produttività
anche a favore di salari e stipendi». Questo si traduce in relazioni sindacali
nuove capaci di valorizzare il capitale umano, fattore essenziale per la
competitività di un'azienda. «Oggi le aspettative dei lavoratori sono difendere
il lavoro, retribuzioni più alte, tasse e costi della politica
minori». Un modo per trovare anche nuove risorse. «Questo è possibile con
maggiore equità fiscale - aggiunge Sbarra - con imposte invariate, per questo è
indispensabile una strenua lotta all'evasione. Gli enti locali, comuni in
primis, conoscono territorio e cittadini e la loro attività è fondamentale».
Anche lo Stato dovrebbe tendere una mano. «La spesa pubblica dovrebbe essere
utilizzata per sostenere le persone in difficoltà - aggiunge Grasselli - ma nel
processo andrebbe coinvolta tutta la popolazione per avviare un percorso di
maturità democratica». Non a caso la Cisl pone un problema di rappresentatività
e di snellimento della vita pubblica. «Da tempo sollecitiamo sobrietà nella
rappresentanza politica - aggiunge Ricciarelli - e, da
parte delle istituzioni, semplificazione degli assetti, a cominciare dalle
agenzie regionali e dagli enti locali». E di fronte a tali esigenze anche
l'atteggiamento del sindacato è diverso. «La società è ripiegata in un
eccessivo individualismo - fa notare Lucia Diamanti, segretario regionale - e
la Cisl si pone come mediatrice tra le esigenze del singolo e le istituzioni.
La crisi ha messo in difficoltà anche il sindacato e la perdita di posti di
lavoro ha creato sfiducia: per questo pensiamo ad un modello contrattuale e di
rappresentanza sindacale nuovo, che sappia tutelare anche nuovi lavori e
formazione». Quello della coesione sociale è un altro tema cruciale perché la
rete messa insieme in Umbria di fronte alle difficoltà rischia di sfaldarsi. «I
tagli centrali mettono a rischio le politiche regionali - aggiunge Ricciarelli
- e per superare la crisi, che in Umbria coinvolge circa 15mila lavoratori, i
140 milioni di euro dell'accordo Stato-Regioni per gli ammortizzatori
straordinari possono non bastare. Occorre un piano di sostegno globale che
metta al centro le persone, che dalla riqualificazione professionale arrivi
alle politiche attive del lavoro, ponendo le basi per un moderno sistema di
welfare». Un disegno condiviso nel quale anche le regole dovrebbero aiutare a
superare le divisioni. «Il Documento unico per la regolarità contributiva -
osserva il professor Grasselli - è la dimostrazione che le regole vanno
costruite insieme: la gente, gli operatori devono essere convinti e partecipi.
Dobbiamo tornare a porre attenzione sulla persona e non sull'individuo». Il
nuovo corso della Cisl parte da qui, forte di numeri in crescendo per iscritti
e utenti dei propri servizi, dai Caaf ai patronati Inas. «Le indicazioni che
arrivano dai cittadini - sottolinea Sbarra - ci spingono a lottare per la
semplificazione della burocrazia pubblica, valorizzando i diritti dei cittadini
e la concreta soddisfazione dei loro bisogni».
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( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
L'ACCUSA. L'arresto
da parte della polizia tributaria di Vicenza del Capo settore dell'ufficio cave
della Provincia, avvenuto dopo avere intascato 5 mila euro La procura chiede al
gip l'emissione dell'ordine di custodia per concussione aggravata e continuata
04/05/2009 rss e-mail print La villa del funzionario della Provincia Angelo
Canalia costruita nella frazione Velo di Lusiana. STELLA Vicenza. «Erano anni
che pagavo Canalia. Un sacco di bustarelle. Quello mi ha dissanguato perché gli
ho versato centinaia di migliaia di euro per lavorare. Non ce la facevo più, ma
questo era il sistema e se non accettavi non lavoravi». è la sintesi della
clamorosa denuncia del cavatore Piero Colpo che con le sue parole la vigilia
del 1 maggio ha fatto arrestare il funzionario della Provincia Angelo Canalia,
57 anni, di Velo di Lusiana, Capo settore con specializzazione in materia di
ambiente e territorio. La mazzetta di 5 mila euro intascata dal pubblico
ufficiale e che gli ha spalancato le porte del San Pio X, dove
l'hanno accompagnato i finanzieri della tributaria del maggiore Marco Borrelli,
non sarebbe che l'ultimo rivolo di un fiume illegale che aveva cominciato a
scorrere ancora anni fa. A star dietro alle parole di Colpo gli avrebbe versato
più di 200 mila euro in tutti questi anni di mercimonio della funzione
pubblica. Possibile? E se è vero, pagava solo lui? Non solo, se tutti
questi denari sono corsi, li teneva tutti Canalia o li spartiva con qualcuno?
Sono domande inevitabili e si capisce perché l'inchiesta delle Fiamme Gialle è
solo all'inizio, poiché potrebbe riservare molte altre sorprese su un «sistema
marcio», per usare le parole dell'imprenditore. Che le bustarelle versate da
Colpo a Canalia sarebbero state più d'una lo dimostra il capo d'imputazione che
è stato scritto dai pm Giorgio Falcone e Marco Peraro, titolari della complessa
inchiesta coordinata dal procuratore Ivano Nelson Salvarani, che parla per
adesso di concussione (è l'estorsione del pubblico ufficiale) continuata nel
tempo. ARRESTO. La procura in vista dell'interrogatorio che questa mattina il
gip Stefano Furlani eseguirà in carcere per la convalida dell'arresto per
concussione avvenuto a Sarcedo giovedì intorno alle 18, ha chiesto l'emissione
dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Vista la gravità del reato
contestato, gli indizi di colpevolezza raccolti dalla procura, la pericolosità
sociale dimostrata al momento dell'arresto quando l'indagato ha cercato la
fuga, nonché l'ammontare delle mazzette in ballo, che dovranno essere riscontrate
da Colpo, la permanenza in carcere del geometra Canalia, che è difeso dagli
avv. Marco Dal Ben e Renzo Villanova, è un passaggio praticamente scontato.
DIFESA. «Non ho estorto nulla a Colpo, è stato lui a consegnarmi la busta che
era chiusa e non l'ho nemmeno aperta, non sapevo quanti soldi ci fossero», sono
state le prime parole di Canalia quando è stato immobilizzato dai finanzieri
del colonnello Morelli. Il funzionario dell'ufficio cave stamane con i suoi
legali Dal Ben e Villanova deciderà quale strategia adottare. Il quadro
indiziario contro di lui appare molto compromesso, per usare un eufemismo,
poiché è stato beccato con la bustarella in macchina, ma soprattutto, deve far
fronte alla valanga di accuse mossegli da Colpo che, in difficoltà finanziarie,
ha deciso di collaborare con la procura per scoperchiare quello che appare un
verminaio. Certo, l'inchiesta è solo all'inizio e gli sviluppi potrebbero
essere più d'uno e clamorosi la loro parte. CORRUZIONE. Il geometra Canalia, da
quello che si è appreso, non ci sta a passare per un estorsore e sarebbe pronto
a fornire la sua versione. Vuole difendersi e potrebbe cominciare a farlo già
oggi subito dopo la convalida, chiedendo di essere interrogato dai pm Falcone e
Peraro. Sostiene di essere stato attirato in trappola da Colpo, il quale
peraltro ha denunciato che Canalia gli stava facendo storie per il rinnovo del
permesso di estrazione di materiale in Altopiano. Per la difesa non sarebbe
concussione, ma corruzione. Le grandi manovre
giuridiche sulla fattispecie del reato sono iniziate. Del resto, che il
cavaliere Canalia sia stato preso con le mani nel sacco è un dato acquisito.
Ormai storico. Per attenuare la sua posizione deve anche lui collaborare.
Eviterà una lunga detenzione. Anche perché non ha alternative processuali.
Ivano Tolettini Ivano Tolettini
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( da "Messaggero Veneto, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 7 - Pordenone
Udc, a Sacile torna in campo Gina Fasan Sarà candidata alle provinciali. I
radicali inseriti nella lista Libertà civica Dopo il Popolo della libertà,
tocca agli altri partiti del centrodestra definire le liste per le provinciali,
a supporto del candidato presidente Alessandro Ciriani. Stasera si riunirà il
comitato provinciale dell'Udc, presieduto dal segretario Maurizio Salvador, che
dovrà mettere il sigillo alla propria lista. Candiderà l'attuale assessore
esterno alla Cultura e istruzione, Lorenzo Cella, nel suo collegio di Fiume
Veneto; a Sacile un altro rientro, quello della vicesegretaria provinciale
nonché già sindaco e consigliere regionale: Gina Fasan. Nel collegio di San
Giorgio della Richinvelda, scenderà in campo l'ex sindaco di San Quirino,
Giuseppe Bressa. «Sarà una lista con molti amministratori», anticipa Salvador.
Oggi anche la Lega nord dovrebbe varare la lista, in avanzato stato di
definizione. Non ci sarà il presidente del Consiglio regionale, Edouard
Ballaman, mentre il segretario provinciale e sindaco, Enzo Bortolotti (indicato
anche come futuro presidente del Consiglio provinciale, se vincerà il
centrodestra) nella sua Azzano Decimo. Il Carroccio dovrà sciogliere il dilemma
Spilimbergo dove la "selezione" avverrà tra tre nomi di peso:
l'attuale consigliere Roberto Mongiat, la presidente del consorzio industriale
Lucia Cozzi e l'assessore comunale Marco Dreosto. Il vicesindaco di Prata
Marzio Maccan correrà nel collegio di Brugnera, il sindaco Stefano Turchet in
quello di Porcia, a Pordenone città definiti tre candidati su quattro: Luigi Da
Riva, Rosa Stena e Stefania Boltin. Nel collegio Sequals-Meduno sarà candidato
il medico Mario Zambon che rientra in politica dopo alcuni anni di assenza, a
Sacile l'assessore provinciale uscente Alberto Zorzetto, a Fontanafredda la
scelta cadrà su Fabio Martin o Valter Bergamo. Sul fronte opposto, quello del
centrosinistra, nella lista Libertà civica a supporto del candidato presidente
Giorgio Zanin, i radicali avranno due candidati, di cui uno
è il presidente, Stefano Santarossa, nel collegio San Giorgio, San Quirino e
Vivaro. «I radicali presenti in parlamento - ricorda Santarossa - hanno già
proposto la cancellazione del gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni per i consiglieri
comunali, provinciali, circoscrizionali e delle comunità montane».
(e.l.)
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( da "Wall Street Italia"
del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Solare/Accordo
Enerqos e Foresight per impianti da 4 mw in Puglia di Apcom Finanziato da
European Solar Fund e banca italiana -->Roma, 4 mag. (Apcom-Nuova Energia) -
Foresight Group, una delle principali società di gestione di fondi di
investimento specializzata in infrastrutture per energie rinnovabili, e
Enerqos, leader nella fornitura di grandi impianti fotovoltaici, hanno annunciato
di aver raggiunto un accordo per la realizzazione di 4 campi solari di potenza
complessiva pari a 4 megawatt situati in Puglia. Il
pacchetto di finanziamento dell'operazione, spiega una nota congiunta, prevede
un investimento azionario proveniente dallo European Solar Fund di Foresight,
insieme ad ulteriore finanziamento da parte di una banca italiana. Dei quattro
impianti, uno sarà sviluppato con gli inseguitori biassiali Solar Totem
brevettati da Enerqos-ESP, i rimanenti tre con tecnologia fissa. Tutti i
sistemi fotovoltaici saranno dotati del sistema operativo di gestione
proprietario "Osiride-PVE" sviluppato da Samares, società di ICT
partecipata da Enerqos, capace di gestire e massimizzare le performance degli
impianti riducendo al minimo i costi di Operation and Maintenance. Tutti gli
impianti fotovoltaici beneficeranno degli incentivi governativi a lungo termine
previsti dal conto energia per il 2009, fra i più alti in Europa, che
resteranno validi per un periodo di 20 anni. Giovanni Terranova di Foresight
SolarFund ha dichiarato: "Il mercato delle infrastrutture solari sta
conoscendo una rapida crescita e continua ad attrarre forti interessi da parte
di investitori e operatori del settore. Abbiamo acquisito un ruolo importante
nel finanziamento di un settore dinamico come è il solare fotovoltaico in
Italia, confermando la crescente reputazione di Foresight fra i maggiori
operatori nel mercato delle infrastrutture solari in Italia. Riteniamo che la
nostra posizione sia rafforzata sensibilmente dal fatto di avere un pronto
accesso a notevoli capitali azionari tramite il nostro European Solar Fund e un
team italiano con forte esperienza del mercato che può contare su una
solidissima rete bancaria". Giorgio Pucci, VP Sales and Marketing di
Enerqos ha dichiarato: "L'accordo con Foresight è il primo di una lunga
serie. Insieme a Foresight abbiamo in progetto la realizzazione di svariate
decine di MW nel prossimo triennio". "Questa partnership con
Foresight rafforza il legame fra Enerqos e il mondo della finanza
internazionale", ha commentato Bruno Pavesi, VP Finance di Enerqos. Questi
progetti, insieme ad altre operazioni in pipeline in Italia e Spagna, rientrano
nella strategia di Foresight di diventare un investitore leader in Europa nel
settore delle infrastrutture solari.
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( da "Asca" del
04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
SALUTE: LAMPADA SOLARE A GETTONI, A 10 ANNI USTIONATA SUL 70% DEL CORPO
(ASCA-NOEMATA) - Roma, 4 mag - Una bambina di 10 anni ha subito ustioni sul 70%
del corpo per aver trascorso 16 minuti in una doccia solare incustodita. A
causa delle ustioni riportate non potra' prendere il sole per almeno 10 anni -
spiegano i medici del Centre for Burns and Plastic Surgery, in Galles,
dove la bimba e' ricoverata - e se fosse rimasta solo 2 minuti in piu' davanti
alla lampada solare avrebbe avuto bisogno di innesti cutanei. Il fatto e'
accaduto durante le vacanze di Pasqua a Port Talbot (Galles del Sud). La bimba
e la cugina erano uscite per andare al parco giochi ma, avendolo trovato
chiuso, avevano deciso di andare al centro per l'abbronzatura ''fai-da-te'', di
quelli automatici in cui basta inserire una certa quantita' di spicci per
attivare le lampade. L'eta' della bambina, spiega la madre, e' molto al di
sotto dell'eta' minima consentita per poter usufruire delle lampade (16 anni),
ma il centro era totalmente sprovvisto di personale. Per questo motivo la madre
della piccola ha sporto denuncia contro la struttura. red/sam/lv
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( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 04-05-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino,
Il (Nazionale)) (Mattino, Il (Circondario Nord)) (Mattino, Il (City)) (Mattino,
Il (Caserta)) (Mattino, Il (Circondario Sud1))
Argomenti: Costi della politica
Ha cercato di dare
una spallata vigorosa a una città che dorme cullata dal male. Quello stesso che il cardinale ha individuato nella camorra,
nell'illegalità, nell'ingiustizia, nella corruzione. Nomi ben poco astratti e sin troppo concreti, che lasciano
segni terribili su una terra mai scesa dalla croce. La consistenza del sangue
dovrebbe ripulire quanti fanno del male un affare che aumenta gli introiti, il
potere e il conto in banca. Attraversare Forcella, salutare il papà di
Annalisa Durante, esporsi agli occhi degli indifferenti e dei devoti, significa
dire alle strade e alle persone che quelli sono luoghi non afflitti per natura
dalla mancanza di dignità alla quale il malaffare li ha vigliaccamente consegnati.
Far tornare San Gennaro tra la gente, significa urlare che la città non va
abbandonata. L'ampolla si è mossa tra murales, cancelli, motorini, bestemmie,
strafottenze, auto, gas di scarico; una sfilata decisa, che da via Tribunali si
è snodata fino a Santa Chiara, entrando nel cuore molle di Napoli. Per ridargli
vigore e fiducia, senso della giustizia e dell'operosità. È chiaro che non si
affidano le sorti di una città solo ai santi e agli eroi, di loro si può avere
bisogno, ma resterebbero soli senza di noi. I miracoli, e questo risulta
evidente dall'omelia del cardinale, non sono forme estreme di assistenza, non
sono eventi eccezionali ai quali affidare la propria esistenza in attesa che
qualcosa cambi senza il nostro intervento. Sono, invece, l'opportunità del
mutamento, del cambio di direzione. La liquefazione tra i rumori della strada
ha una forza aspra, è un richiamo alle ingiustizie sociali, è una luce che
cerca di dare contorni a quanti non hanno nulla. Non si può continuare a
sprofondare senza reagire, non si può attendere la propria fine morendo troppo
tempo prima, non si può continuare a credere che niente serva a niente. Il
miracolo di San Gennaro, avvenuto nel rito di una processione sporca di fango,
di pioggia e di sopravvivenza, in fondo, è la spinta a sciogliere il sangue
raggrumato di chi questa città la abita, a farne autentica rivoluzione, fuori
da ogni anemia sociale, morale, politica. Ecco, Napoli
è una città anemica, perché il sangue preferisce sprecarlo nei modi più feroci,
indebolendosi. Davide Morganti
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( da "Virgilio Notizie"
del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Bisogna garantire un
"gettone di presenza" agli avvocati nominati d'ufficio. E' questa la richiesta
di una penalista romana che oggi ha sfilato per i corridoi del tribunale di
Roma con un vistoso cartello appeso al collo. "Oggi sono difensore di
ufficio in base al quarto comma dell'ex articolo 97 del codice di procedura
penale - si legge sull'insolito manifestino - ergo non sono nulla.
Presto la mia opera a completa e gratuita disposizione dei colleghi per
qualunque motivo assenti in aula! L'ordine degli avvocati di Roma con delibera
dell'8/6/06 ha statuito su tutti i miei obblighi, ivi compreso quello di dare
immediata comunicazione al difensore titolare del processo dell'attività
svolta. Ma i diritti dove sono?". La penalista Stefania Merlino, iscritta
da 17 anni nelle liste dei difensori d'ufficio, ha spiegato che la sua protesta
è dovuta alla risposta che il consiglio dell'ordine degli avvocati le ha dato:
"Sono stata offesa. Quello che io denuncio è uno dei tanti problemi della
nostra categoria. Mi sento una precaria? Chi ha scelto la libera professione
non può dirlo. Però i diritti che una persona ha svolgendo un incarico,
assolvendo ad una richiesta della giustizia, della legge, deve essere
riconosciuta". Ed una "indennità" di udienza potrebbe andare
incontro a questa esigenza.
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( da "Wall Street Italia"
del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Giustizia/
Avvocatessa protesta: no a difese d'ufficio gratis di Apcom Con cartello al
collo la penalista ha sfilato in tribunale -->Roma, 4 mag. (Apcom) - Bisogna
garantire un "gettone di presenza" agli
avvocati nominati d'ufficio. E' questa la richiesta di una penalista romana che
oggi ha sfilato per i corridoi del tribunale di Roma con un vistoso cartello
appeso al collo. "Oggi sono difensore di ufficio in base al quarto comma
dell'ex articolo 97 del codice di procedura penale - si legge sull'insolito manifestino
- ergo non sono nulla. Presto la mia opera a completa e gratuita disposizione
dei colleghi per qualunque motivo assenti in aula! L'ordine degli avvocati di
Roma con delibera dell'8/6/06 ha statuito su tutti i miei obblighi, ivi
compreso quello di dare immediata comunicazione al difensore titolare del
processo dell'attività svolta. Ma i diritti dove sono?". La penalista
Stefania Merlino, iscritta da 17 anni nelle liste dei difensori d'ufficio, ha
spiegato che la sua protesta è dovuta alla risposta che il consiglio
dell'ordine degli avvocati le ha dato: "Sono stata offesa. Quello che io
denuncio è uno dei tanti problemi della nostra categoria. Mi sento una
precaria? Chi ha scelto la libera professione non può dirlo. Però i diritti che
una persona ha svolgendo un incarico, assolvendo ad una richiesta della
giustizia, della legge, deve essere riconosciuta". Ed una
"indennità" di udienza potrebbe andare incontro a questa esigenza.
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( da "Merateonline.it"
del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Cronaca >>
Cronaca dal territorio 4 / 5 / 2009 Osnago: canestri e gettoni
in favore degli abruzzesi A Osnago nessuno si è dimenticato degli sfollati
abruzzesi. Sia l`ammnistrazione comunale che il CPO infatti hanno trovato dei
modi particolari per devolvere fondi in Abruzzo. L`idea è partita dal gruppo
sportivo dell`oratorio, sezione basket: la scelta è stata di attivare il
progetto `Un canestro per l`Abruzzo, un canestro alla speranza` come ci ha
raccontato Marco Valagussa del Cpo. " Durante la partita di promozione del
24 aprile Osnago-Pescate abbiamo deciso di donare un euro per ogni canestro
effettuato dall`Osnago. Siamo giunti a quota 57 e abbiamo optato per continuare
questa iniziativa alla prima partita del play off che si terrà domenica 10
maggio contro il Rovagnate. Sembra che l`iniziativa ci abbia anche portato bene
perchè con quei 57 punti ci siamo classificati al sesto posto nei campionati di
promozione di Lecco e Sondrio`. Prendendo spunto da questa idea anche
l`assessore Daniele Lorenzet a nome di tutta l`amministrazione ha proposto
durante l`ultimo consiglio comunale di raccogliere fondi per l`Abruzzo in un
modo particolare. " Abbiamo deciso di donare il
gettone di presenza, di
circa 16 euro a seduta e a persona, in favore degli sfollati. Anche la
minoranza ha accettato questa proposta, per tutti i consigli comunali che si
sono tenuti dall`inizio dell`anno`. S.PI. Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it
Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 4/5/2009 alle
19.42
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( da "Sestopotere.com"
del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Terremoto, anche il
Comune di Poggio Berni (Rimini) a favore delle popolazioni abruzzesi (4/5/2009
16:35) | (Sesto Potere) - Poggio Berni (Rimini) - 4 maggio 2009 - Il Consiglio
comunale di martedì 21 aprile ha approvato ladesione
alliniziativa “Adottiamo Villa SantAngelo” promossa dalla Provincia
di Rimini, iniziativa di solidarietà alle popolazione abruzzesi colpite dal
terremoto lo scorso 6 aprile, di partecipare alla prima fase dellemergenza con un
contributo pari ad un euro per ogni abitante e attivare tramite lURP una
iniziativa di sensibilizzazione per un ampia adesione di cittadini. Villa
Sant'Angelo è un Comune di 500 abitanti a 60 km a sud di L'Aquila pesantemente colpito dal terremoto dove operano i
volontari della Protezione Civile della Provincia di Rimini. Il Fondo (per
contributi: conto corrente IBAN IT 45 V 06285 24202 CC0028006630 intestato a:
Protezione Civile Provincia di Rimini causale: “Adottiamo Villa Sant'Angelo”) è
gestito dalla Protezione Civile della Provincia di Rimini per le prime opere di
ricostruzione con progetti finalizzati e concordati con gli amministratori
locali. Il Sindaco ha poi sottolineato che in occasione della serata conclusiva
delledizione
PiuLucePiuPace 2009, prevista per sabato 23
maggio,lamministrazione comunale devolverà alla ricostruzione di Villa
SantAngelo il ricavato di parte delliniziativa e cogliendo
linvito del capogruppo di Minoranza Fornari il Sindaco Valli, ha
dichiarato di
devolvere interamente i gettoni di presenza
in Consiglio comunale nel 2009
a favore delle popolazioni terremotate.
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( da "Provincia Pavese, La"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il «gettone» dei
consiglieri è stato devoluto ai terremotati BOSNASCO. Nell'ultima seduta
consiliare, è stato surrogato il consigliere comunale Paolo Ranzini con Anna
Maria Zanaboni: entrambi sono del gruppo Lombardia Autonoma. Il consiglio
comunale ha poi approvato il bilancio consuntivo di Bosnasco con il voto
favorevole della maggioranza e l'astensione della minoranza. Lombardia Autonoma
si è astenuta «elogiando comunque il lavoro svolto dalla maggioranza consiliare
per aver mantenuto un bilancio comunque positivo nonostante le difficoltà
derivanti dal mancato introito Ici». Il sindaco Flavio
Vercesi unitamente a tutta la maggioranza ha rivolto un elogio al consigliere
dimissionario Paolo Ranzini per il lavoro svolto, augurandogli un buon lavoro
in vista della sua prossima candidatura a sindaco di Pavia. Maggioranza e
minoranza hanno devoluto il gettone di presenza della seduta consiliare alle popolazioni terremotate.
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( da "Provincia Pavese, La"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Mede, Bertassi il
più presente in Consiglio La classifica delle partecipazioni alle sedute e dei
compensi MEDE. Oltre 2.300 euro. Esattamente: 2.357 euro e 70 centesimi. E' la
somma uscita delle casse del Comune per liquidare i gettoni di presenza dovuti ai consiglieri comunali per la partecipazione alle sedute
del consiglio e delle commissioni durante il 2008. Il vertice di questa
speciale classifica, in cui non figurano il sindaco, gli assessori e il
presidente del consiglio comunale, retribuiti con altre indennità, spetta al
capogruppo della maggioranza di centro-destra, Guido Bertassi. Grazie a
25 presenze (undici in aula e 14 riunioni di commissioni) ha acquisito il
diritto a un compenso di 406 euro e 50 centesimi. Alle sue spalle a pari
merito, Sandro Carrera, della minoranza di centro-sinistra e Matteo Ottonelli,
della maggioranza: per entrambi 10 presenze in consiglio e 11 in commissioni e un
assegno di 341 euro e 46 centesimi. Quindi Massimo Veronese, dell'opposizione
con 9 sedute consiliari e 10
in commissione e un «gettone» di 308 euro e 94
centesimi. Al quinto posto Antonella Bertarello, pure dell'opposizione di
centro-sinistra, che con 11 presenze in consiglio e 2 in commissione ha guadagnato
uno «stipendio» di 211 euro e 38 centesimi. Segue il capogruppo della minoranza
consiliare Antonio Rossanigo (8 sedute consiliari, 3 presenze in commissioni);
il suo assegno si ferma a 178 euro e 86 centesimi. Alle sue spalle Giuseppe
Morandotti, della maggioranza di centro-destra, 10 sedute consiliari, 162 euro
e 60 centesimi. Ancora un ex-aequo con Patrizia Cerri, della maggioranza e l'ex
sindaco Maurizio Donato, della minoranza. Per entrambi 9 sedute consiliari, 146
euro e 34 centesimi. Fanalino di coda il consigliere regionale «lumbard»
Lorenzo Demartini. Ha preso parte a 7 sedute consiliari, 113 euro e 82
centesimi. Nel corso del 2008 la statistica redatta dal vice segretario vicario
del Comune Roberto Picco, ha registrato 94 presenze di consiglieri a riunioni
del consiglio, 51 a
sedute di commissioni.
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( da "Arena, L'" del
05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Martedì 05 Maggio
2009 PROVINCIA Pagina 30 PROTAGONISTI/2. Il piano regolatore del 1962 Voti dei
contadini per salvare il verde della valle Pietro Formenti: «Ho provato a
evitare la cementificazione» Pietro Formenti, 94 anni, coltivatore diretto,
nato a Santa Maria in Stelle, racconta con orgoglio di aver contribuito «a
risparmiare questa fascia della Valpantena dalla cementificazione selvaggia».
Il suo intervento, spiega Formenti, avvenne in Consiglio comunale a Verona,
dove era stato eletto consigliere per la Democrazia Cristiana. All'impegno
politico Formenti era arrivato dall'associazionismo cattolico: «Ero presidente
dell'Azione Cattolica, sezione maschile di Santa Maria in Stelle,
successivamente venni nominato dirigente diocesano dell'Azione Cattolica, con
la responsabilità di tutte le parrocchie della Valpantena e della Lessinia, che
visitavo con la bicicletta o il motorino. Sono stato anche presidente dei
Coltivatori diretti». Attivo nella Democrazia Cristiana, fin dalla sua
costituzione, ricorda Formenti, «mi chiesero di mettermi in lista nelle
elezioni comunali del 1956. Accettai, ma non feci nessuna campagna elettorale.
Presi lo stesso molti voti, con grande sorpresa di altri consiglieri. Mi
conoscevano sul campo», dice con orgoglio Formenti. «Mi ero preso l'impegno,
quindi partecipavo a tutte le riunioni. Nel 1961 venni inserito nel consiglio
dell'ente fiera, in commissione fiera agricola. Un impegno interessante». Per
inciso, ricorda Formenti, «allora non prendevamo compensi o
gettoni di presenza, eravamo al servizio della comunità».
I suoi obiettivi in qualità di consigliere comunale furono «realizzare la
scuola a Santa Maria in Stelle, partecipare alla costituzione della cantina
sociale della Valpantena, promuovere l'oleificio della Valpantena e
salvaguardare il paesaggio della Valpantena Orientale, Sezano, Santa
Maria in Stelle, Nesente e Novaglie». Obiettivi raggiunti? «A Santa Maria in
Stelle realizzammo una scuola prefabbricata, venne inaugurata nel 1964 dai
sindaci Giorgio Zanotto e Renato Gozzi; nel piano regolatore del 1962 mi sono battuto
affinché si risparmiasse questa fascia della Valpantena. Vennero infatti poste
delle protezioni a tutela del paesaggio, a vantaggio della qualità della vita.
Nel 1958 a
Quinto è sorta la cantina sociale della Valpantena (di cui sono stato
consigliere per dieci anni) e nel 1962», conclude Formenti, «è nato
l'oleificio, a fianco della Cantina, di cui sono stato presidente per 25 anni».
Formenti ha delegato la cura della campagna al figlio, ma sui fatti del mondo e
della città si tiene costantemente aggiornato: legge tuttora L'Arena, il
Corriere della Sera, Avvenire e Verona Fedele. La Valpantena dell'Est (al di là
del progno), ancora oggi può essere considerata un'oasi felice, in termini di
traffico e inquinamento, con una buona qualità di vita per i suoi abitanti.
A.S.
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( da "Provincia Pavese, La"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
CICLISMO - UDACE A
Cervesina e Montalto quattro vittorie pavesi CERVESINA. Tre vittorie pavesi nel
Memorial Silva che si è corso a Cervesina con duecento corridori alle tre
partenze. La prova della fascia giovanile (19-39 anni) è andata al lomellino
Cristiano Parrinello (darra Mortara) che ha regolato in volata altri nove
compagni di fuga. Nella prova per veterani e Gentleman ha brillato la stella di
silvano Bottarelli dell'Olympia Lacchiarella, già vincitore la scorsa settimana
in solitario della corsa di Villanterio. La terza corsa della giornata, per la
fascia dei Gentleman, è andato a segno il pavese Alberto Riboni dell'omonimo
Team Riboni Pavia. Monica Pavanati della Ciclistica Medese è prima tra le Donne
in gara; Tommaso Zefilippo (Gc Rivanazzanese) secondo tra i Cadetti; Franco
Toia (Caldani Villanterio) e Maurizio Rizzo (Gc Rivanazzanese) rispettivamente
secondo e terzo tra i Veterani; il lomellino carlo Cristiani (Rpr Dorno)
vincitore nella fascia A dei Supergentleman. Intanto a Montalto Pavese due
pavesi, il cadetto Marco Santoro del Team Finotti Pavia, e il veterano
super-decorato del fuori-strada Davide Bertoni dell'Olympia Lacchiarella,
sono stati gli splendidi protagonisti della corsa in linea da Garlasco a
Montalto Pavese, 70
chilometri di saliscendi dalla Lomellina al colle di
Montalto che ha visto in gara 140 corridori di diverse province. A sorpresa
Marco Santoro ha liquidato il gruppo sfilato relegando Bertoni a una decina di
metri di distacco dopo aver affrontato assieme le ultime asperità della
giornata. Anche nelle varie categorie, i corridori pavesi hanno sfoggiato prove
di rilievo. Alberto Riboni (Team Riboni Pavia) è stato primo tra i Gentleman;
il compagno di colori Sergio Verdi è stato primo tra i Supergentleman-A. A
Magherno la Ciclo-Mediofondo di Magherno, prima prova del campionato italiano
di cicloturismo, ha visto al via 260 cicloturisti di tutta Italia. Dopo 80 km di gara, il successo a
squadre è andato al Team Riboni Pavia. Infine la Mediofondo di Primavera di 85 km cicloturistica
organizzata dall'Avis Pavia, dal quartiere Scala a Santa Maria della Versa e
ritorno, ha visto alla partenza 185 specialisti.
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( da "Adige, L'" del
05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
ISOLA
RIZZA (VR) Svaligiata cantina del ristorante stellato Perbellini VERONA -
Svaligiata l'altra notte la cantina del ristorante stellato «Perbellini» di
Isola Rizza (Verona): sconosciuti hanno portato via 2000 preziose bottiglie per
un valore di 150 mila euro. Paola Perbellini, moglie dello chef Giancarlo, nutre
poche speranze di poter ritrovare le preziose bottiglie. «Sicuramente è stato un
furto su commissione - ha detto - compiuto da una banda esperta, che conosce
etichette e vini». Le indagini sono condotte dai carabinieri di Legnago e
Oppeano che potrebbero trovare elementi utili attraverso l'eventuale esame
delle telecamere posizionate nelle vicinanze del ristorante, situato lungo la
«Transpolesana» Verona-Rovigo. 05/05/2009
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( da "Arena, L'" del
05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Martedì 05 Maggio
2009 SPORT Pagina 46 CICLISMO/FUORI PROVINCIA. POKERISSIMO DELL'ATLETA DELLA
MARCHIOL E DELLA SOCIETÀ DI GIANNI TEBALDO. CONFERMA BIANCOROSSA TRA GLI
ESORDIENTI Viviani e la Contri arrivano a cinque Elia si impone al Giro dei Tre
Ponti. Matteo Piazza stacca tutti sullo strappo di Palù di Giovo Leonardo
Fedrigo (Isolano) domina a Sovizzo. Volpe, Longo, Dolfini, Vaccari mini
vincenti Elia Viviani mette la firma sul 58° Giro dei Tre Ponti e conquista la
quinta vittoria stagionale tra gli under 23. L'atleta della Marchiol si mette alle
spalle il brasiliano Andriato (Trevigiani), Gomirato (Zalf) e il resto del
gruppo, cancellando così l'amarezza per i risultati al Gp Liberazione e al
"Papà Cervi", che erano suoi obiettivi. «Al "Papà Cervi" -
riferisce il corridore di Vallese di Oppeano - una maxi caduta a due chilometri
e mezzo dal traguardo mi aveva estromesso dalla volata finale. E al
"Liberazione" avevo una fastidiosa bronchitella. Probabilmente avevo
chiesto troppo al mio fisico, dalla trasferta in azzurro in Francia e in Olanda
all'immediato rientro per essere al via della Vicenza-Bionde, poi affrontata
sotto la pioggia ed a bassa temperature. E poi giù a Roma per le visite mediche
per i Giochi del Mediterraneo. Ora non sono al top della condizione, ma questa
vittoria mi consente di staccare ora per poi riprendere a gran ritmo a metà
mese con il "Nettarine", che mi servirà per tornare in condizione in
vista del Giro d'Italia, tricolori su strada, Europei e tricolori su pista».
Daniele Aldegheri (Bergamasca), al primo anno tra gli under 23, ha sfiorato la vittoria
a Stagno Lombardo, chiudendo al 2° posto alle spalle di Alberto Cecchin. Il
ragazzo di San Bonifacio ha dovuto lottare con la Zalf per trovare la posizione
buona per lo sprint: superato il bresciano Colbrelli, sembrava fatta per
Daniele e, invece, a sorpresa è andato a vincere Cecchin. A Praticello
Gattatico, nel "Papà Cervi": 10° Alex Marchesini (Mantovani).
JUNIORES. La Contri Autozai Liotto esulta sul traguardo di Palù di Giovo per la
seconda vittoria stagionale di Matteo Piazza. Per il gruppo di Gianni Tebaldo,
è la quinta del 2009. Piazza arriva da solo con un lieve margine di vantaggio
su un gruppetto di 12 corridori che si erano staccati negli ultimi chilometri.
Vince il Gran premio della montagna davanti a Ceolan e, ben spalleggiato dai
suoi compagni di squadra (Luca Ceolan sarà 5° all'arrivo), dà fondo a tutte le
sue energie sullo strappetto finale andando a vincere a mani alzate con una
progressione impressionante. Andrea Toniatti (Ausonia) è 2° e Davide Formolo,
altro Ausonia, 6°. A Sarezzo, la Contri Autozai deve accontentarsi del 3° posto
di Andrea Zordan e del 4° di Andrea Meggiorini. Vince Luca Wackerman dopo che
Nicola Toffali si era presentato in testa all'ultimo chilometro. Al 6° posto,
Davide Formolo (Ausonia). ALLIEVI. A Campolongo, 10° Matteo Crema (Cage Capes
Silvana). A Mira: 9° Mattia De Mori (Cordioli Acl). A
Canale di Ceregnano: 2° Simone Oselin (Isolano Stella 81), 4° Rosario Carrubba (Isolano Stella 81). A Villa Campagna: 3° Francesco Castegnaro (La Rizza Thermo
King). A Ronco di Gussago: 3° Stefano Marchesini (Ausonia), 5° Giacomo Peroni
(Off. Alberti), 7° Demis Barusolo (Ausonia). ESORDIENTI. A Sovizzo
Colle, torna a vincere Leonardo Fedrigo (Isolano Stella
81). Il ragazzo diretto da Nicola Minali si impone tra i ragazzi del primo anno
(1996). Ben protetto dal compagno di squadra Omar Leardini, che poi ha regolato
la volata degli ninseguitori piazzandosi al 2° posto, si è involato nei
chilometri finali, difendendo con i denti i pochi secondi di vantaggio. Nella
gara classe 1995, vinta per distacco da Tiefenthaler (Aurora), Daniel Rupiani
(Gore-Tex Gaiga Campi) è 4° e Riccardo Minali (Isolano Stella
81) 7°, dopo una corsa in avanscoperta. A Ro di Montichiari: 2° anno, 2°
Antonio Jozic (Ausonia). DONNE. A Tribano, Valentina Scandolara (Vaiano
Riverauto) è 3°, prima delle élite e Valentina Dal Bon (Cristoforetti Cordioli)
è 6^. L'allieva Anna Fedrigo (Cordioli Acl) è 5^ a San Prospero. Tra le
junior-under 21, a
Vaiano, 2^ Daniela Lionco e 5^ Giulia Bonetti del Cristoforetti Cordioli.
GIOVANISSIMI. A Bozzolo (Mantova). G1: 1° Leonardo Volpe (Italo Pec Collanti);
G2: 4° Sebastiano Volpe (Italo Pec), 5° Pietro Generali (Azzanese), 7° Luca
Vangelisti (Cordioli Acl); 1^ Chiara Longo (Italo Pec); G3: 1° Marco Dolfini
(Azzanese), 2° Enrico Spadina (Italo Pec); 1^ Katiuscia Vaccari (Italo Pec);
G4: 3° Matteo Facci (Azzanese), 5° Davide Venturi (Azzanese); G5: 2° Cristian
Rocchetta (Cordioli Acl); 6° Nicolas Venturini (Azzanese); 2^ Debora Silvestri
(Azzanese), 3^ Sara Cordioli (Azzanese); G6: 3° Thomas Floriani (Azzanese), 4°
Pietro Fagnani (Italo Pec), 5° Matteo Scardoni (Cordioli Acl), 6° Roberto
Tomelleri (Italo Pec); 2^ Martina Pietroboni (Italo Pec).
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( da "Arena, L'" del
05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Martedì 05 Maggio
2009 PROVINCIA Pagina 23 SAN GIOVANNI LUPATOTO. Con un contributo Zevio dà una
mano al Centro aiuto vita La struttura di via Ausetto assiste le madri che
hanno deciso di portare a termine la gravidanza Il Centro aiuto vita di via
Ausetto, che aiuta le giovani mamme in difficoltà assicurando loro sostegno ed
evitando le interruzioni di gravidanza, ha ricevuto un significativo aiuto
(circa 400 euro) dal consiglio comunale di Zevio. «Abbiamo
devoluto il corrispondente di un gettone di presenza di una riunione aderendo al progetto Gemma», spiega l'avvocato
Maria Luisa Tezza, assessore zeviano alla famiglia. «Questo progetto in
sostanza prevede di aiutare la mamma e il bambino che essa sta per dare alla
luce intervenendo quindi nell'evitare possibili interruzioni di gravidanza».
«La mia proposta di celebrare i trent'anni della legge 194 era stata subito
fatta propria dal consiglio comunale di Zevio ma ci eravamo chiesti quale
struttura di Centro aiuto vita si potesse appoggiare», riferisce l'assessore
Tezza. «Quando abbiamo saputo che il centro di San Giovanni Lupatoto agli inizi
della sua attività ha cominciato ad operare a Zevio e tuttora si occupa di casi
del nostro territorio, la scelta è stata obbligata. Presente anche il sindaco
Paolo Lorenzoni, abbiamo ufficialmente consegnato il nostro contributo alla
responsabile, Giovanna Piccoli. Il Centro aiuto vita ci ha a sua volta
consegnato una lettera di ringraziamento che abbiamo molto apprezzato». Il
centro segnalerà ora il nominativo della madre aiutata e, quando nascerà, anche
quello del bambino. «Non appena disporrò di queste informazioni, sarà mio
compito informare il consiglio comunale», conclude l'ex sindaco di Zevio e
assessore provinciale. «E' stata una concreta dimostrazione di sensibilità
verso la nostra attività», dice Giovanna Piccoli. «La somma non consente di
finanziare per intero il sostegno a una madre nel suo percorso di nove mesi ma
ci permetterà comunque di portare un aiuto. Noi non chiediamo né riceviamo
contributi da enti pubblici, preferendo che siano erogati alle persone in stato
di bisogno, ma questo ci ha fatto piacere».R.G.
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( da "Arena, L'" del
05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Martedì 05 Maggio
2009 PROVINCIA Pagina 21 ZEVIO. Ultimatum del comitato pro Chiarenzi
all'azienda sanitaria di Legnago per invertire la tendenza alla riduzione dei
servizi sanitari sul territorio comunale «L'Ulss 21 cambi rotta o passiamo con
Verona» Tra le accuse: il day surgery è sparito, l'ambulatorio ortopedico è
dimezzato e radiologia è senza medico «Non si ferma lo svuotamento sistematico
del nostro ospedale. Legnago accentra, anziché distribuire i servizi sul
territorio. Una politica che non paga: salvo inversioni di marcia da parte
dell'Ulss 21, daremo il via a una raccolta di firme per annettere Zevio
all'Ulss 20 di Verona». L'ultimatum alla direzione generale di Legnago è del
comitato pro Chiarenzi. Presidente Paolo Righetti, Costantino Gugliuzza e
Nicola Ranghiero paventano come vicina la fine dell'ospedale. I segnali? «Si
sta invitando il personale Ulss a trasferirsi a Bovolone e Legnago». Segue
l'elenco delle cose che non vanno al Chiarenzi: «La day surgery è stata
cancellata. Per sottoporsi a interventi anche banali bisogna fare centinaia di
chilometri: una donna che voleva togliersi una verruca ha dovuto andare a
Legnago. La medicazione del giorno dopo, invece, l'ha fatta a Nogara».
Radiologia: «È priva di medico radiologo per leggere i referti, ha strumenti
antiquati, quelli buoni sono stati trasferiti altrove». E poi c'è l'ambulatorio
ortopedico: «Fino a qualche tempo fa funzionava settimanalmente, ora ogni 15
giorni». Ancora. Punto di primo intervento: «Sta
sistematicamente sostituendo il personale dell'Ulss con gente a gettone che
monta in servizio dopo aver concluso lunghi turni di lavoro in altri luoghi».
Risultato: «Talvolta i pazienti con necessità vengono invitati a rivolgersi
altrove. L'ambulanza spesso non c'è perché più volte al giorno impegnata
in trasporti verso Legnago». Per questo «A Zevio serve anche un'auto medica».
Il comitato continua con la riabilitazione: «Per carenze di personale, incontra
sempre più difficoltà nel fare esami cardiologici e pneumologici su pazienti
esterni». Il direttore generale dell'Ulss 21, Daniela Carraro, premette che
l'Ulss è orientata a commisurare l'attività svolta a Zevio alle reali necessità
del territorio e tenendo conto che margini di miglioramento sono sempre
possibili. Altra parola d'ordine: aumentare la produttività del personale a
fronte della rigidità delle risorse disponibili. Politica applicata a tutta
l'Ulss per non dover fare investimenti alla cieca, ma spendere dove
effettivamente c'è bisogno». In quest'ottica e per il miglioramento delle
tecniche chirurgiche, secondo la Carraro, la day surgery zeviana è stata
sostituita da un ambulatorio chirurgico con «un'ottima operatività». Quanto al
presunto ricorso a Legnago per una verruca, il direttore generale ritiene che
sia il risultato di «incomprensioni». Radiologia: «Ho già deliberato la
digitalizzazione dei servizi di Zevio, Bovolone, Nogara e Legnago e stiamo
lavorando per collegarli in rete con la banda larga. Oggi a fare la differenza
non è più la presenza del medico radiologo, ma la
disponibilità di un bravo tecnico e la possibilità di leggere centralmente i
referti». Ambulatorio ortopedico: «Sto attendendo dall'unità territoriale un
rapporto sui bisogni in specialistica ortopedica. Se emergerà la necessità di
potenziamenti, provvederemo». Servizio di pronto soccorso: «Non ci risultano
chiamate inevase», dice ancora il direttore generale, sottolineando che al
proposito i controlli sono quotidiani. «Saremmo informati dallo stesso 118, se
vi fosse qualche zona sguarnita». I gettonisti? «Non è
possibile fare altrimenti causa il blocco del tourn over del personale». La
Carraro conclude garantendo che il progetto Chiarenzi polo riabilitativo
provinciale va vanti e che l'Ulss 21
ha intensificato i rapporti con le unità sanitarie
vicine per assicurare l'afflusso a Zevio di pazienti da riabilitare dopo il
ricovero acuto negli ospedali.
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( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
CESENA PRIMO PIANO
pag. 2 IL 6 E 7 GIUGNO, data delle elezioni amministrative, non si voterà nel
comun... IL 6 E 7 GIUGNO, data delle elezioni amministrative, non si voterà nel comune di Cesena per designare l'esercito dei
144 consiglieri di quartiere (12 per ogni organismo) manovali' della politica
minuta, che senza gettoni
di presenza, rimborsi di
alcun tipo e velleità di carriera politica, mettono a disposizione il loro
tempo per migliorare la qualità della vita nel territorio circoscritto in cui
abitano. «A seguito di una legge approvata dall'ultimo Governo Prodi
spiega l'assessore al decentramento Maria Grazia Zittignani le città come
Cesena al di sotto dei centomila abitanti non possono più prevedere i
quartieri, sorti in città nei primi anni Settanta nella grande stagione del
decentramento amministrativo, come organismi dotati di autonomia di spesa ma
solo come organismi consultivi. Inoltre la legge impone di non celebrare
l'elezione dei nuovi consigli in concomitanza con quella per il sindaco e il
consiglio comunale. Pertanto con il nuovo regolamento le circoscrizioni sono
state trasformate da organi di decentramento a strumenti di partecipazione dei
cittadini. All'atto pratico non cambierà nulla sia nel numero dei quartieri,
che in quello dei consiglieri e nemmeno per gran parte delle attività svolte
sul territorio. «NELL'ULTIMO consiglio comunale del 22 aprile aggiunge
l'assessore Zittignani è stato approvato in via definitiva il nuovo regolamento
che individua in un anno dall'insediamento della nuova giunta l'arco di tempo
utile per poter svolgere le elezioni dei quartieri (potrebbero essere accorpate
alle Regionali del 2010). Nel frattempo resteranno in vigore gli attuali
consigli e i presidenti in carica eletti nel 2004. Inoltre potranno votare
tutti i residenti dai 16 anni in su, stranieri inclusi che hanno casa nel
nostro Comune. In un primo tempo era prevista la condizione che risiedessero nel
comune da almeno 18 mesi, ma sono stati gli stessi consigli di quartiere a
chiedere che i cittadini provenienti dall'estero potessero votare subito ed
essere trattati come gli altri». Ciò che invece cambia è che d'ora in avanti i
quartieri non potranno più gestire direttamente fondi e deleghe. Il Comune ha
destinato nel 2008, per l'ultima volta, un budget di 144mila euro per
l'attività dei quartieri. «UN FONDO suddiviso fra i 12 quartieri spiega il
presidente del Cesuola Pierpaolo Turchi . Per quel che ci riguarda il 60% del
budget ha soddisfatto le richieste di associazioni e privati per la
realizzazione di progetti e iniziative varie, mentre la parte restante è
servita alle spese vive per le iniziative del quartiere. Ora siamo chiamati a
chiudere il conto corrente: nessun problema, quello che invece conta è che i
quartieri non diventino un organismo velleitario e privo di funzioni». «Io
credo che il nuovo corso sarà positivo afferma l'assessore Zittignani : avremo
meno burocrazia, più libertà e più partecipazione». Andrea Alessandrini
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( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
PESARO pag. 5 «Pochi
soldi, tanta capacità» L'ex-senatore: «Non accettiamo
finanziamenti, avremo le mani libere» di LUIGI LUMINATI COSI' parlò Giuseppe
Mascioni, tornato sul proscenio dopo un po' di anni passati lontano dalla politica. Ieri mattina la presentazione
della sua candidatura a sindaco e della lista «La rosa di Pesaro». Ecco
le sue parole d'ordine. Silenzio. «Abbiamo fatto tutto in maniera riservata. E'
stata una scelta strategica: molti dei candidati non sono avvezzi al circuito politica-informazione. Sarebbero stati sballottati. Di qui
la richiesta di riservatezza, peraltro mantenuta. Ciò ha consentito di lavorare
dei mesi senza problemi». Selezione. «Potevamo fare più di una lista, ma
abbiamo voluto selezionare i candidati. Chi ne ha 400, evidentemente, non ha
selezionato nulla, ha preso tutto quello che poteva e forse più. Noi al
contrario abbiamo potuto scegliere, facendo capire a chi è rimasto fuori che è
meglio una squadra selezionata e coesa che un'accozzaglia di gente». Sobrietà.
«La nostra sarà una campagna elettorale sobria e francescana. Lontana da coloro
che sin da settembre hanno riempito la città di manifesti e totem. Proprio
coloro che sbandierano le difficoltà della crisi, poi spendono e spandono in
propaganda elettorale». Finanziamenti. «Noi faremo con i pochi soldi già
dichiarati (15 mila euro scarsi, cifra allegata al programma, ndr) e senza
alcun contributo esterno. E' tutta autotassazione da parte dei candidati. Non
accetteremo fondi esterni, ciò consentirà di avere il massimo di autonomia politica, nessuno ci avrà in mano o ci condizionerà. Noi
siamo non solo il cambiamento, ma anche la speranza». Serenità. «La nostra
forza è la coesione e la serenità con cui l'intera squadra si presenta.
Nessuno, a cominciare da me, ha promesso niente a nessuno. Non ci sono vice
sindaci o assessori in pectore, non ci sono accordi con partiti
o gruppi. Abbiamo le mani libere». Cattolici. «C'è una presenza significativa
di cattolici impegnati nel sociale, a cominciare dal capolista, l'avvocato
Giorgio Paolucci. I quali sono artefici del percorso politico e programmatico,
completamente condiviso. Non ci sono acquisizioni di cattolici tanto per averli
in lista». Simbolismo. «Non è stata una scelta simbolica quella di cominciare
dal programma. Bensì un atto sostanziale. Siamo gli unici che sono partiti dal programma. Gli altri candidati non sanno che
cosa vanno a sostenere. Anzi, ci sono consiglieri comunali uscenti che ora
sostengono di non aver mai saputo di aver approvato atti urbanistici che hanno
portato a ciò che vediamo ora...». Paura. «Siamo un pericolo per chi pratica la
vecchia politica. Ho letto che un candidato a sindaco
(Cascino, ndr) ha detto che "il programma lo stiamo preparando". Noi
invece lo abbiamo fatto come prima cosa, come base di tutto il percorso della
lista della "Rosa". Sono quei candidati che nascono da accordi
ristretti tra i partiti». Debolezza. «Certe reazioni
scomposte sono segno di debolezza, di preoccupazione e paura. Forse fa paura la
nostra autonomia finanziaria, che è una garanzia per i cittadini».
Volontariato. «Questa fraternità che si creata nella lista, questa scelta della
politica come servizio e volontariato rendono ancor
più evidente l'unità di intenti di questi 40 candidati». Rinuncia. La portavoce
Mariella Mencarini coglie l'attimo e annuncia: «Giuseppe Mascioni rinuncerà
all'indennità di sindaco e con lui il presidente del consiglio comunale. Questa
cifra andrà a finanziare un apposito fondo per le emergenze, a cominciare da
quella della famiglia». E gli assessori? «Verseranno anche loro una percentuale
dell'indennità...». Ballottaggio. «Noi corriamo per vincere subito, non per
andare al ballottaggio. Qui non si vota per Berlusconi o Franceschini, bensì
per il sindaco». Mascioni preferisce non rispondere alle sollecitazioni dei
cronisti su possibili alleanze post voto: «Di sicuro ci saremo anche il prossimo
anno (per le regionali, ndr). Noi siamo per il cambiamento ma non crediamo che
il centrodestra possa ben interpretarlo». Percorso. «Nel mio percorso personale
c'è una forte coerenza. Non è un caso che io sia stata l'unica voce critica nel
partito rispetto all'accordo che ha portato a Ceriscioli sindaco. Un accordo
frutto del sistema dei partiti di cui il sindaco, come
avete scritto più volte, è stato garante ed interprete. Mi ero ritirato a vita
civile, voi giornalisti mi avete evocato ed in tanti hanno sollecitato il mio
impegno. Eccomi qui». Referendum. «Lo faremo per l'arretramento
dell'autostrada. Appena eletti lanceremo una forte iniziativa politica su Roma ed Ancona, perché un sindaco deve contare
anche lì». Trasparenza. «Via i consigli d'amministrazione dalle società
controllate; ridurre i costi della politica».
Ospedale. «C'erano 120 miliardi di lire stanziati nel '97 per il nuovo
ospedale. Il Comune ha preferito intervenire sul vecchio. Pesaro deve avere un
nuovo ospedale. Ma avremo tempo per riparlarne». L'era del silenzio e delle
evocazioni dei giornalisti, che Mascioni, per vezzo, chiama ancora colleghi, è
definitivamente finita.
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( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
FORLÌ
CRONACA pag. 14 E Lucchi si candida per abolire la Provincia REPUBBLICANI È
GIOVANNI LUCCHI (foto) il candidato del Partito repubblicano per la presidenza della
Provincia. Con questa mossa, decisa nelle ultime ore, l'Edera sceglie dunque di
intraprendere un percorso autonomo (così come fatto per il Comune di Forlì,
dove il candidato è Lauro Biondi), scrivendo la parola fine sull'ipotesi di
sostenere il candidato della Lega Nord Gianluca Zanoni. «È stato il Carroccio
spiega il segretario della consociazione forlivese del Pri Lauro Biondi a
scegliere un'altra strada. Noi abbiamo cercato di comporre il puzzle delle
alleanze cercando sia la forma che la sostanza. Purtroppo l'aggettivo
raziocinante non si adatta a certe forze politiche». Messe in archivio le
possibili alleanze per il Pri è arrivato il momento della ricerca del consenso.
«IL PRI dice Lucchi ha sempre combattuto per l'abolizione delle Province. Non
faremo eccezioni. Però, fino a quando restano, vanno governate nel migliore dei
modi». «Chi non vuole più la Provincia deve votare Pri. Chi vuole gli sprechi
voti pure gli altri», sintetizza Biondi. La ricetta repubblicana, stando al
candidato Lucchi (ora capogruppo in Provincia), passa attraverso un impegno su
«scuola ed infrastrutture, oltre ad un ruolo di coordinamento dei 30 comuni da
parte della Provincia». «Visto che è possibile sognare aggiunge penso ad una
metropolitana di superficie che colleghi piazza del Popolo a Cesena con piazza
Saffi. Occorre poi rendere il territorio più appetibile, attraverso un valido
sistema di welfare. Senza dimenticare la sicurezza. Servono però maggioranze
compatte che credano in questi progetti». A gettare altra benzina sul fuoco sul
capitolo sprechi' è Mario Guidazzi, segretario del Pri della consociazione
cesenate. «La spesa corrente della Provincia va tenuta sotto controllo è la sua
analisi . Si buttano via soldi per iniziative che non servono a nulla».
«Eliminiamo le società pubbliche inutili conclude Biondi. Riduciamo
i gettoni di presenza. E, ripeto, la Provincia va
eliminata. Ha un costo del personale che oscilla tra i 70 ed i 100 milioni di
euro. Soldi che vanno redistribuiti ai cittadini. Pensiamo poi ad istituire la
Regione Romagna, con una proposta politico-finanziaria credibile». Luca
Bertaccini
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( da "Giornale.it, Il"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
n. 107 del
2009-05-05 pagina 3 La protesta Avvocati d'ufficio: sono di «serie B» di
Redazione Entra e esce dalle aule del tribunale con un cartello appeso al collo
che le pende sulla toga, sul quale contesta una delibera del consiglio
dell'ordine che, a suo giudizio, relega gli avvocati d'ufficio a professionisti
di serie B. È Stefania Merlino, che con la sua iniziativa ieri ha attirato
l'attenzione di colleghi, magistrati e addetti ai lavori. L'avvocatessa critica una direttiva che fa obbligo loro di essere a
disposizione dell'utenza e di dover avvertire del calendario di udienze,
l'eventuale avvocato di fiducia, e tutto ciò senza percepire nemmeno un gettone
di presenza. «Oggi sono
difensore di ufficio in base all'ex articolo 97 quarto comma del codice di
procedura penale - si legge sul cartello - ergo non sono nulla. Presto
la mia opera a completa e gratuita disposizione dei colleghi per qualunque
motivo assenti in aula». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano
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( da "Nuova Sardegna, La"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 27 - Sassari
I gettoni dei consiglieri per l'Abruzzo Gesto di
solidarietà approvato dall'assemblea civica di Banari BANARI. Documento di
solidarietà per l'Abruzzo. Questo il tema più importante dibattuto nel corso
dell'ultima seduta del consiglio comunale. L'amministrazione comunale banarese
ha votato all'unanimità la proposta formulata dal sindaco Gianpiero Cordedda,
che ha ricordato l'azione avviata dall'Anci, sia a livello nazionale che
regionale, dalle varie associazioni di categoria, dai sindacati, dal mondo
della Chiesa e da quello del volontariato in generale nell'esprimere
solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma. Solidarietà e sostegno che i
consiglieri banaresi hanno esteso nel documento approvato anche a tutti gli
organi di informazione, impegnati nel mostrare gli aspetti, talvolta
problematici, della situazione logistica e degli sfollati, non con fini
polemici ma come reale contributo alla descrizione delle operazioni in corso.
La proposta dell'Anci, di devolvere in beneficenza al terremoto l'equivalente di un gettone di presenza (o una cifra forfettaria di indennità di carica) dei consiglieri
comunali e dei componenti della giunta comunale, è stata di gran lunga
superata. Sia la maggioranza che la minoranza consiliare hanno infatti
approvato di estendere l'entità del gettone di presenza dal mese di gennaio fino a quello di giugno, come a dire
mezzo anno degli stipendi dovuti per le riunioni consiliari donati alla causa
del terremoto. Il consiglio banarese ha inoltre deciso di attivare una
sottoscrizione in denaro rivolta al resto del paese, da chiudersi entro il 30
giugno, da far confluire poi in un unico conto corrente aperto dall'Anci per
l'occasione denominato "Anci Emergenza Terremoto Abruzzo fondi destinati
alle attività di ricostruzione". Articolata la discussione che ha
preceduto l'approvazione del documento, con gli interventi del sindaco, dei
consiglieri di maggioranza Deriu e Aldo Piu e di quelli di minoranza Piredda e
Antonio Piu. Per quanto riguarda gli altri punti all'ordine del giorno é stato
parzialmente modificato l'articolo 7 del regolamento comunale per la
concessione in uso di locali ed attrezzature comunali. Si è infatti eliminata
la possibilità di concedere in affitto la palestra comunale per le feste
private. Sempre per le feste private è stato modificato il canone di affitto
del centro di aggregazione sociale, che è passato da 5 a 15 euro al giorno. Le
modifiche non interessano le manifestazioni comunali, pubbliche, o politiche.
Antonio Carboni
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( da "Nazione, La (Viareggio)"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
MASSAROSA pag. 9 LA
MOSTRA agrozootecnica di Massarosa è stata al di là del succe... LA MOSTRA
agrozootecnica di Massarosa è stata al di là del successo per il numero di
visitatori nei tre giorni di fiera anche un modo per sensibilizzare la
popolazione sul dramma vissuto dalla popolazione d'Abruzzo per il terremoto.
Nell'occasione, per iniziativa dell'assessorato all'ambiente e del consiglio
comunale, sono state promosse alcune iniziative molto interessanti che andranno
anche al di là dell'emergenza di questi giorni, finalizzate proprio a
realizzare qualcosa di duraturo con il «marchio» di Massarosa. IN PARTICOLARE è
stato proposto il gemellaggio con il comune di Rocca di Cambio, una scelta non
casuale visto che alcuni nuclei familiari di Massarosa residenti da tempo nel
capoluogo sono originari proprio di quella zona dell'Abruzzo, toccata duramente
dal terremoto. «In questa ottica ha spiegato il sindaco Fabrizio Larini è stata
realizzata una raccolta di fondi da destinare agli interventi di ricostruzione,
aprendo il conto corrente postale numero 96120282, intestato al comune di
Massarosa, causale Pro Terremotati d'Abruzzo, servizio tesoreria, al quale
tutti potranno versare il proprio contributo. Sono convinto che il buon cuore
dei massarosesi sarà come sempre particolarmente generoso e altruista».
L'esempio l'hanno dato i consiglieri comunali di Massarosa,
devolvendo un gettone di presenza alle sedute. Non solo: gli assessori hanno deciso di donare il
10% dell'indennizzo mensile. FIN QUI la solidarietà: per il resto la mostra
agrozootecnica di Massarosa ha dimostrato lo straordinario vigore del settore
ortofloroviastico del territorio e anche la voglia di valorizzare i prodotti
tipici locali. C'è un impegno a tutto tondo che il Comune intende
sostenere anche con altre iniziative e con la partecipazione a rassegne
nazionali di ottimo livello proprio per portare ulteriormente alla ribalta il
made in Massarosa.
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( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
ANCONA PRIMO PIANO
pag. 2 di MARIA GLORIA FRATTAGLI ANCONA DA CANDIDATO del centrosini... di MARIA
GLORIA FRATTAGLI ANCONA DA CANDIDATO del centrosinistra e prima ancora da
preside, Fiorello Gramillano pensa a una città «a misura di bambino». Dalla
sicurezza degli edifici scolastici alle agevolazioni per i ragazzi diversamente
abili, Gramillano dice di voler puntare sull'integrazione tra scuola e cultura,
tra scuola e sistema sanitario locale, perché «c'è bisogno di attenzione e
risorse, di vero rinnovamento, non certo di tagli», dice il candidato.
«Dobbiamo dedicare la massima attenzione alle strutture scolastiche spiega alla
manutenzione e alla messa in sicurezza degli edifici, alla costruzione di nuove
scuole in alcuni quartieri, attraverso risorse interne e
soprattutto sollecitando i necessari finanziamenti da parte dello Stato e
attivando quelli messi a disposizione della Regione proprio in questi giorni».
Gramillano «in controtendenza alle politiche del Governo che tendono a ridurre
il tempo scuola», promette impegno concreto nel «sostenere e potenziare i
servizi, dagli asili nido al tempo prolungato e al tempo pieno,
contenendo i costi per le famiglie, soprattutto per quelle meno abbienti». Un
capitolo particolare è quello che il programma del centrosinistra dedica ai
ragazzi disabili, e con difficoltà specifiche, «confermando e potenziando le
politiche di sostegno educativo e sollecitando la Asl e la Regione afferma a
potenziare i servizi di diagnosi e cura, come ad esempio la logopedia, che vede
liste d'attesa di oltre un anno». LA SCUOLA, oltre a riacquistare un ruolo
forte nelle politiche pubbliche rivolte all'educazione e all'istruzione, «deve
essere considerata a pieno titolo soggetto culturale', da coinvolgere nella
programmazione culturale della città non solo come potenziale fruitore, ma
anche come produttore di cultura. In questo senso sottolinea è fondamentale
mantenere un secondo teatro cittadino e garantire la fruizione delle strutture
culturali alle scuole a titolo gratuito». Ma nel senso più ampio del termine,
Gramillano inquadra bambini e ragazzi in una politica
governativa ancora più ampia. «I più piccoli hanno diritto di vivere in una
città più accogliente, meno inquinata e più sicura. Le scelte urbanistiche, le
politiche sulla mobilità specifica dovranno tenere conto dei diritti dei
bambini, che sono cittadini a pieno titolo oggi e non domani. Fra gli
interlocutori privilegiati dell'Amministrazione sulle politiche urbanistiche e
della mobilità dovranno quindi esserci le scuole, perché una città a misura di
bambine e bambini sarà una città a misura di tutti». OGGI Gramillano presenterà
le sue idee per la città. Proposte veloci per rendere migliore Ancona e con
l'obiettivo di garantire quella discontinuità che a parole è stata tanto
decantata.
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( da "Corriere del Veneto"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del Veneto
sezione: CRONACAVERONA data: 05/05/2009 - pag: 8 Furto di vini da Perbellini
«Vano per ora il nostro appello» ISOLA RIZZA Pensano ad un
furto su commissione i titolari del ristorante bi-stellato Perbellini, dove tre
notti da due sconosciuti hanno rubato duemilapreziose bottiglie di vino della
cantina, per un valore di 150mila euro. «Putroppo finora nessuno ha risposto al
nostro appello» afferma Paola Perbellini, moglie dello chef Giancarlo,
che non pare nutrire speranze sulla possibilità di ritrovare le preziose
bottiglie. La famiglia aveva chiesto a chiunque potesse avere qualche notizia
di chiamare il ristorante. «Sicuramente è stato un furto su commissione» spiega
Paola Perbellini, che precisa: «o ha agito una banda esperta, che conosce
etichette e vini, oppure avevano una lista». Dopo la scoperta del furto,
avvenuto nel giorno di chiusura, i Perbellini avevano lanciato l'allarme coinvolgendo
esperti, collezionisti, gourmet e case d'asta, ma finora senza risultati. Le
indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia di Legnago e della
stazione di Oppeano. Ai fornelli Giancarlo Perbellini
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( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA 05-05-2009
FURTI I MALVIVENTI HANNO «RIPULITO» LE GETTONIERE DEL «BAR
COLLO» Macchinette svuotate in via Savani Un colpo analogo era già stato
tentato solo una quindicina di giorni fa II Una quindicina di giorni fa avevano
dovuto andarsene a mani vuote: armati di una sbarra di ferro avevano preso di
mira la finestrella sul retro e tentato di penetrare nel bar ma le inferriate
avevano retto. Questa volta invece hanno scelto la via più semplice: la
porta d'ingresso affacciata su via Savani. Da dove sono tranquillamente entrati
nel bar Collo in cui si sono dedicati alle gettoniere
delle macchinette. Avendo però anche il tempo e la freddezza di svuotare la
cassa dal fondo di alcune centinaia di euro. Ad accorgersi della razzia sono
stati i titolari ieri mattina all'orario di apertura: ed è stata una sorpresa
inattesa e sconcertante. Impossibile stabilire l'ora del furto che comunque è
stato compiuto durante la notte senza che nessuno si accorgesse di nulla. Il
bottino si dovrebbe aggirare intorno a qualche centinaio di euro prelevati
direttamente dalle gettoniere delle tre macchinette
che si trovano nel bar. Mentre, oltre al fondo nella cassa, i ladri si sono
disinteressati di quanto si trovava dietro il bacone. E' stato invece proprio
l'intero videogioco ad essere prelevato dai ladri, nel corso della stessa
notte, in un bar di via Naviglio Alto. In questo caso i malviventi, dopo avere
sfondato la porta d'ingresso sono entrati nel locale da cui, poco dopo, si sono
appunto allontanati con la macchinetta: forse un modo per garantirsi la
tranquillità necessaria per forzare la struttura metallica e arrivare ai soldi
spesi dai giocatori. Colpo nella notte Il bar di via Savani colpito per la
seconda volta in quindici giorni.
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( da "Corriere della Sera"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere della Sera
sezione: Cronaca di Roma data: 05/05/2009 - pag: 2 La riforma Tutti gli
obiettivi: dal federalismo fiscale al commercio, dal Tevere al Piano
regolatore, al turismo Roma Capitale, «padrona» dei suoi tesori Domani
Berlusconi in Campidoglio, cosa cambia con la legge appena approvata Lo scorso
29 aprile l'approvazione alla Camera. Domani mattina l'arrivo di Silvio
Berlusconi in Campidoglio. La riforma di Roma Capitale, votata dal Parlamento,
comincia ad entrare nel vivo anche se saranno poi i decreti delegati del
Governo a stabilire la portata dei nuovi poteri della capitale. Assemblea
capitolina I consiglieri comunali, dopo un'apposita legge dello Stato,
cambieranno status e diventeranno membri dell'assemblea capitolina. Resteranno
60, ma cambierà il compenso: si parla di 3 mila euro al
mese, anziché l'attuale retribuzione stabilita tramite gettoni di presenza. Beni storici Roma Capitale ottiene il concorso alla
valorizzazione di beni storici, artistici, ambientali e fluviali. Prima, anche
questo aspetto (come quello della tutela, che resta allo Stato) era di
esclusiva competenza del ministero. Cosa significa? Roma potrà
co-finanziare musei, mostre, monumenti. Decidere, ad esempio, in maniera più
autonoma se illuminare i Fori oppure no: prima, per farlo, le procedure erano
molto più complesse. Altro esempio il Tevere: Roma potrà agire sulla
navigazione e sulle sponde. Turismo Roma, nel mondo, promuoverà sé stessa. A
cominciare dalla Fiera di Tokyo di settembre. «Andremo - dice il vice sindaco Mauro
Cutrufo, che ha seguito l'iter della riforma in Parlamento - con il nostro
spettacolo 'Toccata e fuga' e con una mostra sulle armature romane. Prima
questo tipo di promozione la dovevamo fare insieme alla Regione». Sul turismo,
verranno promossi anche teatri, grandi eventi, spettacoli. Commercio Novità in
vista per il settore commerciale. Primo obiettivo, rendere più flessibili le
aperture dei negozi, soprattutto in alcune zone di Roma: Ostia d'estate, il
centro storico la domenica e sotto le festività. Decisioni che dovranno passare
comunque attraverso una legge regionale, ma sulle quali Roma si muoverà con
un'autorevolezza diversa. Poi, però, sarà il governo a stabilire con la delega
la forza di questi poteri. Sviluppo urbano, pianificazione territoriale e
trasporti Sono tre materie sulle quali le funzioni di Roma capitale saranno
rafforzate. E ci sarà una maggiore autonomia soprattutto per quei piani che
riguardano solo i confini della città. E qualora, un domani, ci fosse un nuovo
Prg? «Secondo me non dovrebbe più passare per la Regione, ma è un aspetto che
va precisato», dice Cutrufo. Protezione civile Se arrivasse una nuova alluvione
del Tevere, con Roma capitale, i poteri del sindaco sarebbero ampliati rispetto
a quelli attuali. E maggiori sarebbero anche quelli sul controllo del
territorio, con proposte da avanzare direttamente al governo. Statuto Nella
riforma dello statuto, il nodo principale sarà quello dei Municipi che
potrebbero trasformarsi in Comuni municipali. Federalismo fiscale Oltre ai beni
già arrivati dal Demanio, anche l'Ente Eur potrebbe diventare comunale.
Inoltre, col federalismo fiscale, parte delle tasse resteranno sul territorio.
E Roma, rispetto ad altri comuni, potrebbe avere dei tempi più veloci. Incontro
Domattina in Campidoglio il premier vedrà il sindaco Ernesto Menicucci
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( da "Tirreno, Il"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
L'ESPERIENZA DI UN
GIOVANE VITUPERATE CIRCOSCRIZIONI CHE INVECE SONO UTILISSIME La fine imminente
del mandato amministrativo che ricopro come consigliere circoscrizionale mi
induce a fare alcune riflessioni. Anzitutto sul tanto vituperato ruolo delle
Circoscrizioni, offese e denigrate molto spesso da gente che non ne ha mai
capito la funzione, non le ha mai vissute oppure da consiglieri mai presenti.
L'importanza dell'istituto delle Circoscrizioni è duplice: rappresentano
un'ottima politica di decentramento amministrativo necessaria per il
funzionamento delle istituzioni (basti pensare alle iscrizioni agli asili nido,
al rilascio delle carte di identità e di numerosi altri servizi che altrimenti
graverebbero sugli uffici centrali con conseguenti file e disservizi); in
secondo luogo la presenza di " sentinelle
politiche quasi-volontarie" permette una più veloce individuazione e
soluzione dei problemi più minimi che altrimenti intaserebbero gli uffici
comunali. E' proprio la parte politica quella tanto vituperata: quei 100
consiglieri + 5 Presidenti che tutti insieme costano a quanto pare 130.000 l'anno, tasse
incluse, di fronte ad un bilancio cittadino di oltre 250.000.000 di Euro. Una
miseria. Sono in Circoscrizione IV dal 2000, avevo 18 anni, come membro esterno
della Commissione Traffico, recentemente promosso a Consigliere, per dimissioni
successive nel Consiglio. Dopo 9 anni di lavoro ho avuto modo di notare come
molti progetti, molte idee, molte accortezze partano proprio dal lavoro gratuito
di quei membri di Commissione, interni e non, che ogni poco si ritrovano e con
mezzi propri, volontà e capacità, elaborano soluzioni e iniziative a tutto
campo per il miglioramento dei loro quartieri, sperando che possano essere
accolte e se possibile migliorate dall'amministrazione Centrale Comunale. Pur
essendo stato eletto per Rifondazione Comunista, all'opposizione, ho avuto modo
di lavorare con consiglieri di maggioranza e di opposizione, sinistra e destra,
coi quali, insieme, siamo spesso giunti a soluzioni condivise e prese
nell'interesse di una collettività che ben conosciamo e in cui viviamo ogni
giorno. I momenti di divisione tra le forze politiche sono necessari, ci sono e
ci saranno, ne sono un esempio il Nuovo Centro e Salviano 2, ma sono in genere
scelte calate dall'alto che riguardano il complesso del governo cittadino. Le Circoscrizioni non vanno smantellate, ma rafforzate nel loro
ruolo di controllo e gestione. Fare politica e lavorare con la Circoscrizione,
non è un fatto di gettone di presenza, è un discorso di passione civile e politica, una scuola che
consiglio a tutti specialmente ai giovani che escono dagli Studi Superiori.
Una buona classe dirigente deve essere conscia che sono proprio i piccoli
problemi quelli che creano il maggior disagio quotidiano. Edoardo Marchetti
(Provincia Labronica)
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( da "Tirreno, Il"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
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Spettacolo Il vecchio cinema non abita più qui Il boom del
"multiplex" cancella decine di sale. Ma gli schermi aumentano In soli
8 anni in Toscana si sono registrate 56 chiusure, quasi tutte nei centri
storici, mentre aprono i colossi. Ma la crisi resta
GABRIELE RIZZA Addio vecchi cinema: dal 2001 al 2008 in Toscana si sono
registrate 56 chiusure contro 15 aperture di sale cinematografiche, con un
segno negativo di meno 41; gli schermi sono invece aumentati di 32 unità,
grazie al fenomeno delle multisale. Ci hanno rimesso le sale dei centri
storici. Ultimo in ordine di tempo, il cinema Eolo di Viareggio, aperto dal
1932 sulla Passeggiata e destinato a trasformarsi in un megastore di
abbigliamento. Sempre a Viareggio il 31 maggio chiuderà i battenti lo storico
Centrale che resisteva dal 1946, un baluardo per il cinema di qualità, per il
quale negli ultimi anni si erano battuti Mario Monicelli, Ettore Scola,
Stefania Sandrelli. La lista dei caduti è lunga. Il mese scorso è toccato al
Corso di Arezzo (dove resiste solo il piccolo Eden, 150 posti). A Grosseto,
schiacciati dal Planet, hanno abbassato la saracinesca l'Europa, il Marraccini,
il Moderno (regge lo Stella: ma per quanto?). A Pisa
hanno spento le luci l'Ariston, l'Astra, lo Splendor, a Pistoia il Nuovo Cinema
Pardiso, il Roma e il Verdi, a Pontedera il Roma e il Massimo, a Carrara il
Marconi e il Manzoni, a Prato l'Astra, il Cristal, l'Eden, e non va meglio a
Livorno dove Metropolitan, Odeon e Gran Guardia hanno dovuto alzare bandiera
bianca. Si possono individuare delle contromisure per limitare i danni e non
celebrare quel "The last picture show" firmato da Peter Bogdanovich?
Per Maurizio Paoli, presidente di Anec Firenze, non ci sono ricette risolutive
ma qualche cosa si può fare. "Abbiamo avanzato alcune proposte reali al
Comune - dice - come la riduzione dell'Ici, la revisione della tassa sui
rifiuti, le convenzioni con i parcheggi dei grandi magazzini che la sera
potrebbero servire agli spettatori. Ma finora non abbiamo avuto nessuna
risposta concreta". I dati dei primi tre mesi del 2009 non sono
incoraggianti. Anzi. Perché se l'andamento del 2008 su scala nazionale
denunciava un calo degli spettatori del 5 per cento rispetto al 2007, il primo
trimestre di quest'anno ha fatto registrare addirittura un meno 12. Cinema in
difficoltà dunque. Saprà risollevarsi come ha saputo fare in tempi anche
recenti? La questione è complessa. Perché se è vero che le sale chiudono (ma
gli schermi aumentano), il pubblico tradizionale diminuisce e la produzione è
in calo, è anche vero che la voglia di cinema si esprime in un sempre crescente
numero di manifestazioni. Le nubi che agitano l'orizzonte cinematografico non
risparmiano la Toscana. Che da un lato si muove su quote di eccellenza
artistica (vedi i tanti festival) ma dall'altro non sfugge alla
"logica" di un mercato che ha trafitto il piccolo esercizio, svuotato
il centro storico, azzerato o quasi il circuito delle monosale. A vantaggio del
così detto multiplex che sulla carta, avrebbe dovuto sconfiggere la crisi del
cinema sulla base dell'equazione più schermi, più film, più spettatori, più
biglietti. Un affare forse per chi li ha materialmente costruiti ma non sempre
per chi li doveva gestire. La mappa dei multiplex in Toscana rubrica 12
strutture funzionanti in sette province (mancano Lucca, Pistoia e Massa), più
una 13esima già autorizzata fin dal 2006 ma non ancora operativa, il
"colosso" Omniaplex di Prato-Capalle, 16 schermi per 3546 posti, che
dovrebbe decollare entro la fine dell'anno. Poi ci sono l'Uci di Sinalunga (9
schermi) e di Arezzo (8), il Cine 8 di Montevarchi, il Cineplex di Pontedera
(9) e il Supercinema Lami (5) di Santa Croce sull'Arno, il Multicinema Medusa
di Livorno (9 sale), il Planet di Grosseto (7), il Vis Pathé di Campi Bisenzio
(16 schermi e 3852 posti) e a Firenze il Warner Village il Magnifico con 11
sale ma che sta per cambiare di mano (Uci o Medusa?) più Variety e Fulgor con 5
sale ciascuno, lasciando da parte lo spinoso caso di Novoli che dovrebbe avere
9 schermi e 2195 posti, un complesso che ha messo a dura prova la legge
regionale che prevede il rispetto di due parametri in merito all'apertura di
nuove sale: posti su popolazione e distanze minime.
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( da "AltaLex" del
05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Federalismo fiscale:
approvata la Legge delega Disegno di legge definitivamente approvato 29.04.2009
n° 1117-A Commenta | Stampa | Segnala | Condividi Il Governo sarà delegato ad
adottare uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto l'attuazione
dell'articolo 119 della Costituzione, al fine di "assicurare, attraverso
la definizione dei princìpi fondamentali del coordinamento della finanza
pubblica e del sistema tributario e la definizione della perequazione,
l'autonomia finanziaria di comuni, province, Città metropolitane e
regioni". E' quanto prevede il Disegno di Legge in materia di federalismo
fiscale (nato dalla c.d. bozza Calderoli) definitivamente approvato dal Senato
della Repubblica il 29 aprile 2009 ed in attesa di pubblicazione in Gazzetta
Ufficiale. In particolare, il provvedimento prevede: istituzione di una
specifica Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale;
attribuzione di specifici tributi per le province e le città metropolitane;
quote aggiuntive di tributi erariali per Roma capitale; ineleggibilità per gli
amministratori degli enti locali responsabili di dissesto finanziario;
possibilità di istituire città metropolitane possono essere istituite
nell'ambito di una regione nelle aree metropolitane in cui sono compresi i
comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari e Napoli.
(Altalex, 4 maggio 2009) DISEGNO DI LEGGE 29 APRILE 2009, N. 1117-A Delega al
Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dellarticolo
119 della Costituzione. (in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale)
Attesto che il Senato della Repubblica, il 29 aprile 2009, ha approvato il seguente disegno di
legge, diniziativa del Governo, già approvato dal Senato e modificato
dalla Camera dei deputati: Delega al Governo in materia di federalismo fiscale,
in attuazione dellarticolo 119 della Costituzione Capo I CONTENUTI E REGOLE DI
COORDINAMENTO FINANZIARIO Art. 1. (Ambito di intervento) 1. La presente legge
costituisce attuazione dellarticolo 119 della Costituzione,
assicurando autonomia di entrata e di spesa di comuni, province, città
metropolitane e regioni
e garantendo i princìpi di solidarietà e di coesione sociale, in maniera da
sostituire gradualmente, per tutti i livelli di governo, il criterio della
spesa storica e da garantire la loro massima responsabilizzazione e leffettività
e la trasparenza del
controllo democratico nei confronti degli eletti. A tali fini, la presente
legge reca disposizioni volte a stabilire in via esclusiva i princìpi
fondamentali del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario,
a disciplinare listituzione ed il funzionamento del fondo perequativo per i
territori con minore capacità fiscale per abitante nonché lutilizzazione
delle risorse aggiuntive e leffettuazione degli interventi speciali di
cui allarticolo 119, quinto comma, della Costituzione perseguendo lo sviluppo delle aree
sottoutilizzate nella prospettiva del superamento del dualismo economico del
Paese. Disciplina altresì i princìpi generali per lattribuzione
di un proprio patrimonio a comuni, province, città metropolitane e regioni e
detta norme
transitorie sullordinamento, anche finanziario, di Roma
capitale. 2. Alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di
Trento e di Bolzano si applicano, in conformità con gli statuti, esclusivamente
le disposizioni di cui agli articoli 15, 22 e 27. Art. 2. (Oggetto e finalità) 1. Il Governo è
delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge, uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto lattuazione
dellarticolo 119 della Costituzione, al fine di assicurare, attraverso la definizione dei
princìpi fondamentali del coordinamento della finanza pubblica e del sistema
tributario e la definizione della perequazione, lautonomia
finanziaria di comuni, province, città metropolitane e regioni. 2. Fermi restando gli specifici
princìpi e criteri direttivi stabiliti dalle disposizioni di cui agli articoli
5, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 15, 16, 17, 19, 20, 21, 22, 24, 25, 26, 28 e 29, i
decreti legislativi di cui al comma 1 del presente articolo sono informati ai
seguenti princìpi e criteri direttivi generali: a) autonomia di entrata e di
spesa e maggiore responsabilizzazione amministrativa, finanziaria e contabile
di tutti i livelli di governo; b) lealtà istituzionale fra tutti i livelli di
governo e concorso di tutte le amministrazioni pubbliche al conseguimento degli
obiettivi di finanza pubblica nazionale in coerenza con i vincoli posti dallUnione
europea e dai trattati internazionali; c) razionalità e coerenza dei singoli
tributi e del sistema tributario nel suo complesso; semplificazione del sistema tributario,
riduzione degli adempimenti a carico dei contribuenti, trasparenza del
prelievo, efficienza nellamministrazione dei tributi; rispetto dei
princìpi sanciti dallo statuto dei diritti del contribuente di cui alla legge 27 luglio
2000, n. 212; d) coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali nellattività
di contrasto allevasione e allelusione fiscale prevedendo
meccanismi di carattere premiale; e) attribuzione di risorse autonome ai
comuni, alle province,
alle città metropolitane e alle regioni, in relazione alle rispettive
competenze, secondo il principio di territorialità e nel rispetto del principio
di solidarietà e dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza
di cui allarticolo
118 della Costituzione; le risorse derivanti dai tributi e dalle entrate propri
di regioni ed enti locali, dalle compartecipazioni al gettito di tributi
erariali e dal fondo perequativo consentono di finanziare integralmente il
normale esercizio delle funzioni pubbliche attribuite; f) determinazione del
costo e del fabbisogno standard quale costo e fabbisogno che, valorizzando lefficienza
e lefficacia, costituisce lindicatore rispetto al quale comparare e
valutare lazione pubblica; definizione degli obiettivi di servizio cui devono tendere le
amministrazioni regionali e locali nellesercizio delle
funzioni riconducibili ai livelli essenziali delle prestazioni o alle funzioni
fondamentali di cui allarticolo 117, secondo comma, lettere m) e p), della Costituzione; g) adozione per
le proprie politiche di bilancio da parte di regioni, città metropolitane,
province e comuni di regole coerenti con quelle derivanti dallapplicazione
del patto di stabilità e crescita; h) individuazione dei princìpi fondamentali dellarmonizzazione
dei bilanci pubblici, in modo da assicurare la redazione dei bilanci di comuni,
province, città metropolitane e regioni in base a criteri predefiniti e
uniformi, concordati in sede di Conferenza unificata di cui allarticolo 8
del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, di seguito denominata «Conferenza
unificata», coerenti con quelli che disciplinano la redazione del bilancio
dello Stato. La registrazione delle poste di entrata e di spesa nei bilanci
dello Stato, delle regioni, delle città metropolitane, delle province e dei
comuni deve essere eseguita in forme che consentano di ricondurre tali poste ai
criteri rilevanti per losservanza del patto di stabilità e
crescita; al fine di dare attuazione agli articoli 9 e 13, individuazione del termine entro il
quale regioni ed enti locali devono comunicare al Governo i propri bilanci
preventivi e consuntivi, come approvati, e previsione di sanzioni ai sensi dellarticolo
17, comma 1, lettera e), in caso di mancato rispetto di tale termine; individuazione dei
princìpi fondamentali per la redazione, entro un determinato termine, dei
bilanci consolidati delle regioni e degli enti locali in modo tale da
assicurare le informazioni relative ai servizi esternalizzati, con previsione
di sanzioni ai sensi dellarticolo 17, comma 1, lettera e), a carico
dellente in caso di mancato rispetto di tale termine; i) previsione
dellobbligo di pubblicazione in siti internet dei bilanci delle regioni,
delle città metropolitane, delle province e dei comuni, tali da riportare in modo semplificato le
entrate e le spese pro capite secondo modelli uniformi concordati in sede di
Conferenza unificata; l) salvaguardia dellobiettivo di non
alterare il criterio della progressività del sistema tributario e rispetto del principio della capacità
contributiva ai fini del concorso alle spese pubbliche; m) superamento
graduale, per tutti i livelli istituzionali, del criterio della spesa storica a
favore: 1) del fabbisogno standard per il finanziamento dei livelli essenziali
di cui allarticolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, e
delle funzioni fondamentali di cui allarticolo 117, secondo comma,
lettera p), della Costituzione; 2) della perequazione della capacità fiscale
per le altre funzioni; n) rispetto della ripartizione delle competenze legislative fra Stato e
regioni in tema di coordinamento della finanza pubblica e del sistema
tributario; o) esclusione di ogni doppia imposizione sul medesimo presupposto,
salvo le addizionali previste dalla legge statale o regionale; p) tendenziale
correlazione tra prelievo fiscale e beneficio connesso alle funzioni esercitate
sul territorio in modo da favorire la corrispondenza tra responsabilità
finanziaria e amministrativa; continenza e responsabilità nellimposizione di tributi propri; q)
previsione che la legge regionale possa, con riguardo ai presupposti non
assoggettati ad imposizione da parte dello Stato: 1) istituire tributi
regionali e locali; 2) determinare le variazioni delle aliquote o le
agevolazioni che comuni, province e città metropolitane possono applicare nellesercizio
della propria autonomia con riferimento ai tributi locali di cui al numero 1); r) previsione che
la legge regionale possa, nel rispetto della normativa comunitaria e nei limiti
stabiliti dalla legge statale, valutare la modulazione delle accise sulla
benzina, sul gasolio e sul gas di petrolio liquefatto, utilizzati dai cittadini
residenti e dalle imprese con sede legale e operativa nelle regioni interessate
dalle concessioni di coltivazione di cui allarticolo 19 del decreto
legislativo 25 novembre 1996, n. 625, e successive modificazioni; s) facoltà
delle regioni di istituire a favore degli enti locali compartecipazioni al
gettito dei tributi e delle compartecipazioni regionali; t) esclusione di interventi sulle basi
imponibili e sulle aliquote dei tributi che non siano del proprio livello di
governo; ove i predetti interventi siano effettuati dallo Stato sulle basi
imponibili e sulle aliquote riguardanti i tributi degli enti locali e quelli di
cui allarticolo 7, comma 1, lettera b), numeri 1) e 2), essi sono
possibili, a parità di funzioni amministrative conferite, solo se prevedono la
contestuale adozione di misure per la completa compensazione tramite modifica
di aliquota o attribuzione
di altri tributi e previa quantificazione finanziaria delle predette misure
nella Conferenza di cui allarticolo 5; se i predetti
interventi sono accompagnati da una riduzione di funzioni amministrative dei
livelli di governo i cui tributi sono oggetto degli interventi medesimi, la compensazione è
effettuata in misura corrispondente alla riduzione delle funzioni; u)
previsione di strumenti e meccanismi di accertamento e di riscossione che
assicurino modalità efficienti di accreditamento diretto o di riversamento
automatico del riscosso agli enti titolari del tributo; previsione che i
tributi erariali compartecipati abbiano integrale evidenza contabile nel
bilancio dello Stato; v) definizione di modalità che assicurino a ciascun
soggetto titolare del tributo laccesso diretto alle anagrafi e a
ogni altra banca dati utile alle attività di gestione tributaria, assicurando
il rispetto della normativa a tutela della riservatezza dei dati personali; z)
premialità dei comportamenti virtuosi ed efficienti nellesercizio della
potestà tributaria, nella gestione finanziaria ed economica e previsione di
meccanismi sanzionatori per gli enti che non rispettano gli equilibri
economico-finanziari o non assicurano i livelli essenziali delle prestazioni di
cui allarticolo
117, secondo comma, lettera m), della Costituzione o lesercizio
delle funzioni fondamentali di cui allarticolo 117, secondo comma,
lettera p), della Costituzione; previsione delle specifiche modalità attraverso
le quali il Governo, nel caso in cui la regione o lente locale non
assicuri i livelli essenziali delle prestazioni di cui allarticolo 117,
secondo comma, lettera m), della Costituzione, o lesercizio delle
funzioni fondamentali di cui allarticolo 117, secondo comma, lettera p),
della Costituzione, o
qualora gli scostamenti dal patto di convergenza di cui allarticolo
18 della presente legge abbiano caratteristiche permanenti e sistematiche,
adotta misure sanzionatorie ai sensi dellarticolo 17, comma 1, lettera
e), che sono commisurate allentità di tali scostamenti e possono comportare lapplicazione
di misure automatiche per lincremento delle entrate tributarie ed
extra-tributarie, e può esercitare nei casi più gravi il potere sostitutivo di
cui allarticolo 120, secondo comma, della Costituzione, secondo quanto disposto
dallarticolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, e secondo il
principio di responsabilità amministrativa e finanziaria; aa) previsione che le
sanzioni di cui alla lettera z) a carico degli enti inadempienti si applichino
anche nel caso di
mancato rispetto dei criteri uniformi di redazione dei bilanci, predefiniti ai
sensi della lettera h), o nel caso di mancata o tardiva comunicazione dei dati
ai fini del coordinamento della finanza pubblica; bb) garanzia del mantenimento
di un adeguato livello di flessibilità fiscale nella costituzione di insiemi di
tributi e compartecipazioni, da attribuire alle regioni e agli enti locali, la
cui composizione sia rappresentata in misura rilevante da tributi manovrabili,
con determinazione, per ciascun livello di governo, di un adeguato grado di
autonomia di entrata, derivante da tali tributi; cc) previsione di una adeguata
flessibilità fiscale articolata su più tributi con una base imponibile stabile
e distribuita in modo tendenzialmente uniforme sul territorio nazionale, tale
da consentire a tutte le regioni ed enti locali, comprese quelle a più basso
potenziale fiscale, di finanziare, attivando le proprie potenzialità, il
livello di spesa non riconducibile ai livelli essenziali delle prestazioni e
alle funzioni fondamentali degli enti locali; dd) trasparenza ed efficienza
delle decisioni di entrata e di spesa, rivolte a garantire leffettiva
attuazione dei princìpi di efficacia, efficienza ed economicità di cui
allarticolo 5, comma 1, lettera b); ee) riduzione della imposizione fiscale statale in
misura corrispondente alla più ampia autonomia di entrata di regioni ed enti
locali calcolata ad aliquota standard e corrispondente riduzione delle risorse
statali umane e strumentali; eliminazione dal bilancio dello Stato delle
previsioni di spesa relative al finanziamento delle funzioni attribuite a
regioni, province, comuni e città metropolitane, con esclusione dei fondi
perequativi e delle risorse per gli interventi di cui allarticolo
119, quinto comma,
della Costituzione; ff) definizione di una disciplina dei tributi locali in
modo da consentire anche una più piena valorizzazione della sussidiarietà
orizzontale; gg) individuazione di strumenti idonei a favorire la piena
attuazione degli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione, con riguardo ai
diritti e alla formazione della famiglia e alladempimento dei
relativi compiti; hh) territorialità dei tributi regionali e locali e
riferibilità al territorio delle compartecipazioni al gettito dei tributi erariali, in conformità a quanto
previsto dallarticolo 119 della Costituzione; ii)
tendenziale corrispondenza tra autonomia impositiva e autonomia di gestione
delle proprie risorse umane e strumentali da parte del settore pubblico;
previsione di strumenti
che consentano autonomia ai diversi livelli di governo nella gestione della
contrattazione collettiva; ll) certezza delle risorse e stabilità tendenziale
del quadro di finanziamento, in misura corrispondente alle funzioni attribuite;
mm) individuazione, in conformità con il diritto comunitario, di forme di
fiscalità di sviluppo, con particolare riguardo alla creazione di nuove
attività di impresa nelle aree sottoutilizzate. 3. I decreti legislativi di cui
al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro delleconomia
e delle finanze, del Ministro per le riforme per il federalismo, del Ministro
per la semplificazione normativa, del Ministro per i rapporti con le regioni e
del Ministro per le politiche europee, di concerto con il Ministro
dellinterno, con il
Ministro per la pubblica amministrazione e linnovazione e con gli
altri Ministri volta a volta competenti nelle materie oggetto di tali decreti.
Gli schemi di decreto legislativo, previa intesa da sancire in sede di
Conferenza unificata ai sensi dellarticolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
sono trasmessi alle Camere, ciascuno corredato di relazione tecnica che
evidenzi gli effetti delle disposizioni recate dal medesimo schema di decreto
sul saldo netto da finanziare, sullindebitamento netto delle amministrazioni
pubbliche e sul fabbisogno del settore pubblico, perché su di essi sia espresso
il parere della Commissione di cui allarticolo 3 e delle
Commissioni parlamentari competenti per le conseguenze di carattere
finanziario, entro sessanta
giorni dalla trasmissione. In mancanza di intesa nel termine di cui allarticolo
3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, il Consiglio dei ministri
delibera, approvando una relazione che è trasmessa alle Camere. Nella relazione
sono indicate le
specifiche motivazioni per cui lintesa non è stata raggiunta. 4.
Decorso il termine per lespressione dei pareri di cui al comma 3, i decreti possono
essere comunque adottati. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri
parlamentari, ritrasmette i testi alle Camere con le sue osservazioni e con
eventuali modificazioni e rende comunicazioni davanti a ciascuna Camera.
Decorsi trenta giorni dalla data della nuova trasmissione, i decreti possono
comunque essere adottati in via definitiva dal Governo. Il Governo, qualora,
anche a seguito dellespressione dei pareri parlamentari, non
intenda conformarsi allintesa raggiunta in Conferenza unificata,
trasmette alle Camere e alla stessa Conferenza unificata una relazione nella
quale sono indicate le specifiche
motivazioni di difformità dallintesa. 5. Il Governo assicura,
nella predisposizione dei decreti legislativi di cui al comma 1, piena
collaborazione con le regioni e gli enti locali. 6. Almeno uno dei decreti
legislativi di cui al comma 1 è adottato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge e reca i princìpi fondamentali in materia di
armonizzazione dei bilanci pubblici di cui al comma 2, lettera h). Un altro
decreto legislativo, da adottare entro il termine previsto al comma 1 del
presente articolo, contiene la determinazione dei costi e dei fabbisogni
standard sulla base dei livelli essenziali delle prestazioni di cui al comma 2
dellarticolo 20. Contestualmente alladozione del primo schema
di decreto legislativo, il
Governo trasmette alle Camere, in allegato a tale schema, una relazione
concernente il quadro generale di finanziamento degli enti territoriali ed
ipotesi di definizione su base quantitativa della struttura fondamentale dei
rapporti finanziari tra lo Stato, le regioni a statuto ordinario e a statuto
speciale, le province autonome e gli enti locali, con lindicazione
delle possibili distribuzioni delle risorse. 7. Entro due anni dalla data di
entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al comma 1, possono essere adottati decreti
legislativi recanti disposizioni integrative e correttive nel rispetto dei
princìpi e criteri direttivi previsti dalla presente legge e con la procedura
di cui ai commi 3 e 4. Art. 3. (Commissione parlamentare per lattuazione
del federalismo
fiscale) 1. È istituita la Commissione parlamentare per lattuazione
del federalismo fiscale, composta da quindici senatori e da quindici deputati,
nominati rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica e dal
Presidente della Camera
dei deputati, su designazione dei gruppi parlamentari, in modo da rispecchiarne
la proporzione. Il presidente della Commissione è nominato tra i componenti
della stessa dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della
Camera dei deputati dintesa tra loro. La Commissione si riunisce
per la sua prima seduta entro venti giorni dalla nomina del presidente, per
lelezione di due vicepresidenti e di due segretari che, insieme con il
presidente, compongono lufficio di presidenza. 2. Lattività e il funzionamento della
Commissione sono disciplinati da un regolamento interno approvato dalla
Commissione stessa prima dellinizio dei propri lavori. 3. Gli
oneri derivanti dallistituzione e dal funzionamento della Commissione e
del Comitato di cui al
comma 4 sono posti per metà a carico del bilancio interno del Senato della
Repubblica e per metà a carico del bilancio interno della Camera dei deputati.
Gli oneri connessi alla partecipazione alle riunioni del Comitato di cui al
comma 4 sono a carico dei rispettivi soggetti istituzionali rappresentati, i
quali provvedono a valere sugli ordinari stanziamenti di bilancio e comunque
senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Ai componenti del
Comitato di cui al comma 4 non spetta alcun compenso. 4. Al fine di assicurare
il raccordo della Commissione con le regioni, le città metropolitane, le
province e i comuni, è istituito un Comitato di rappresentanti delle autonomie
territoriali, nominato dalla componente rappresentativa delle regioni e degli
enti locali nellambito della Conferenza unificata. Il
Comitato, che si riunisce, previo assenso dei rispettivi Presidenti, presso le
sedi del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, è composto da
dodici membri, dei quali sei in rappresentanza delle regioni, due in rappresentanza delle province e
quattro in rappresentanza dei comuni. La Commissione, ogniqualvolta lo ritenga
necessario, procede allo svolgimento di audizioni del Comitato e ne acquisisce
il parere. 5. La Commissione: a) esprime i pareri sugli schemi dei decreti
legislativi di cui allarticolo 2; b) verifica lo stato di
attuazione di quanto previsto dalla presente legge e ne riferisce ogni sei mesi
alle Camere fino alla conclusione della fase transitoria di cui agli articoli
20 e 21. A tal fine può ottenere tutte le
informazioni necessarie dalla Commissione tecnica paritetica per lattuazione
del federalismo fiscale di cui allarticolo 4 o dalla Conferenza
permanente per il coordinamento della finanza pubblica di cui allarticolo
5; c) sulla base dellattività
conoscitiva svolta, formula osservazioni e fornisce al Governo elementi di
valutazione utili alla predisposizione dei decreti legislativi di cui
allarticolo 2. 6. La Commissione può chiedere ai Presidenti delle Camere
una proroga di venti
giorni per lespressione del parere, qualora ciò si renda necessario per la
complessità della materia o per il numero di schemi trasmessi nello stesso
periodo allesame della Commissione. Con la proroga del termine per
lespressione del parere si intende prorogato di venti giorni anche il termine finale per lesercizio
della delega. Qualora il termine per lespressione del parere scada nei
trenta giorni che precedono la scadenza del termine finale per lesercizio
della delega, questultimo è prorogato di novanta giorni. 7. La Commissione è sciolta al
termine della fase transitoria di cui agli articoli 20 e 21. Art. 4.
(Commissione tecnica paritetica per lattuazione del
federalismo fiscale) 1. Al fine di acquisire ed elaborare elementi conoscitivi per la predisposizione dei
contenuti dei decreti legislativi di cui allarticolo 2, con decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituita, presso il
Ministero delleconomia
e delle finanze, una Commissione tecnica paritetica per lattuazione del
federalismo fiscale, di seguito denominata «Commissione», formata da trenta
componenti e composta per metà da rappresentanti tecnici dello Stato e per metà
da rappresentanti
tecnici degli enti di cui allarticolo 114, secondo comma, della
Costituzione. Partecipano alle riunioni della Commissione un rappresentante
tecnico della Camera dei deputati e uno del Senato della Repubblica, designati
dai rispettivi Presidenti,
nonché un rappresentante tecnico delle Assemblee legislative regionali e delle
province autonome, designato dintesa tra di loro nellambito
della Conferenza dei presidenti dellAssemblea, dei Consigli regionali e
delle province autonome di cui agli articoli 5, 8 e 15 della legge 4 febbraio 2005, n. 11. 2. La
Commissione è sede di condivisione delle basi informative finanziarie,
economiche e tributarie, promuove la realizzazione delle rilevazioni e delle
attività necessarie per soddisfare gli eventuali ulteriori fabbisogni
informativi e svolge attività consultiva per il riordino dellordinamento
finanziario di comuni, province, città metropolitane e regioni e delle
relazioni finanziarie intergovernative. A tale fine, le amministrazioni
statali, regionali e
locali forniscono i necessari elementi informativi sui dati finanziari,
economici e tributari. 3. La Commissione adotta, nella sua prima seduta, da
convocare entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di
cui al comma 1, la tempistica e la disciplina procedurale dei propri lavori. 4.
La Commissione opera nellambito della Conferenza unificata e svolge
le funzioni di segreteria tecnica della Conferenza di cui allarticolo 5 a decorrere
dallistituzione di questultima. Trasmette informazioni e dati alle Camere, su
richiesta di ciascuna di esse, e ai Consigli regionali e delle province
autonome, su richiesta di ciascuno di essi. Art. 5. (Conferenza permanente per
il coordinamento della finanza pubblica) 1. I decreti legislativi di cui allarticolo
2 prevedono listituzione, nellambito della Conferenza unificata,
della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica come
organismo stabile di coordinamento della finanza pubblica, di seguito
denominata «Conferenza», di cui fanno parte i rappresentanti dei diversi livelli istituzionali di
governo, e ne disciplinano il funzionamento e la composizione, secondo i
seguenti princìpi e criteri direttivi: a) la Conferenza concorre alla
definizione degli obiettivi di finanza pubblica per comparto, anche in
relazione ai livelli di pressione fiscale e di indebitamento; concorre alla
definizione delle procedure per accertare eventuali scostamenti dagli obiettivi
di finanza pubblica e promuove lattivazione degli eventuali
interventi necessari
per il rispetto di tali obiettivi, in particolare per ciò che concerne la
procedura del Patto di convergenza di cui allarticolo 18;
verifica la loro attuazione ed efficacia; avanza proposte per la determinazione
degli indici di virtuosità e dei relativi incentivi; vigila sullapplicazione dei
meccanismi di premialità, sul rispetto dei meccanismi sanzionatori e sul loro
funzionamento; b) la Conferenza propone criteri per il corretto utilizzo dei
fondi perequativi secondo princìpi di efficacia, efficienza e trasparenza e ne verifica lapplicazione;
c) la Conferenza verifica lutilizzo dei fondi per gli interventi di cui
allarticolo 16; d) la Conferenza assicura la verifica periodica del
funzionamento del nuovo ordinamento finanziario di comuni, province, città metropolitane e regioni,
ivi compresa la congruità di cui allarticolo 10, comma 1,
lettera d); assicura altresì la verifica delle relazioni finanziarie tra i
livelli diversi di governo e ladeguatezza delle risorse finanziarie di
ciascun livello di
governo rispetto alle funzioni svolte, proponendo eventuali modifiche o
adeguamenti del sistema; e) la Conferenza verifica la congruità dei dati e
delle basi informative finanziarie e tributarie, fornite dalle amministrazioni
territoriali; f) la Conferenza mette a disposizione del Senato della
Repubblica, della Camera dei deputati, dei Consigli regionali e di quelli delle
province autonome tutti gli elementi informativi raccolti; g) la Conferenza si
avvale della Commissione di cui allarticolo 4 quale segreteria tecnica per lo
svolgimento delle attività istruttorie e di supporto necessarie; a tali fini, è
istituita una banca dati comprendente indicatori di costo, di copertura e di
qualità dei servizi, utilizzati per definire i costi e i fabbisogni standard e
gli obiettivi di servizio nonché per valutare il grado di raggiungimento degli
obiettivi di servizio; h) la Conferenza verifica periodicamente la
realizzazione del percorso di convergenza ai costi e ai fabbisogni standard
nonché agli obiettivi di servizio e promuove la conciliazione degli interessi
tra i diversi livelli di governo interessati allattuazione delle
norme sul federalismo fiscale, oggetto di confronto e di valutazione congiunta
in sede di Conferenza unificata. 2. Le determinazioni della Conferenza sono trasmesse alle
Camere. Art. 6. (Compiti della Commissione parlamentare di vigilanza sullanagrafe
tributaria) 1. Allarticolo 2, primo comma, della legge 27 marzo 1976, n.
60, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonché il compito di effettuare indagini conoscitive e
ricerche sulla gestione dei servizi di accertamento e riscossione dei tributi
locali, vigilando altresì sui sistemi informativi ad essi riferibili». Capo II
RAPPORTI FINANZIARI STATO-REGIONI Art. 7. (Princìpi e criteri direttivi
relativi ai tributi delle regioni e alle compartecipazioni al gettito dei
tributi erariali) 1. I decreti legislativi di cui allarticolo
2 disciplinano i tributi delle regioni, in base ai seguenti princìpi e criteri
direttivi: a) le regioni dispongono di tributi e di compartecipazioni al gettito dei tributi
erariali, in via prioritaria a quello dellimposta sul valore
aggiunto (IVA), in grado di finanziare le spese derivanti dallesercizio
delle funzioni nelle materie che la Costituzione attribuisce alla loro competenza esclusiva e
concorrente nonché le spese relative a materie di competenza esclusiva statale,
in relazione alle quali le regioni esercitano competenze amministrative; b) per
tributi delle regioni si intendono: 1) i tributi propri derivati, istituiti e
regolati da leggi statali, il cui gettito è attribuito alle regioni; 2) le
addizionali sulle basi imponibili dei tributi erariali; 3) i tributi propri
istituiti dalle regioni con proprie leggi in relazione ai presupposti non già
assoggettati ad imposizione erariale; c) per i tributi di cui alla lettera b),
numero 1), le regioni, con propria legge, possono modificare le aliquote e
disporre esenzioni, detrazioni e deduzioni nei limiti e secondo criteri fissati
dalla legislazione statale e nel rispetto della normativa comunitaria; per i
tributi di cui alla lettera b), numero 2), le regioni, con propria legge,
possono introdurre variazioni percentuali delle aliquote delle addizionali e
possono disporre detrazioni entro i limiti fissati dalla legislazione statale;
d) le modalità di attribuzione alle regioni del gettito dei tributi regionali
istituiti con legge dello Stato e delle compartecipazioni ai tributi erariali
sono definite in conformità al principio di territorialità di cui allarticolo
119 della
Costituzione. A tal fine, le suddette modalità devono tenere conto: 1) del
luogo di consumo, per i tributi aventi quale presupposto i consumi; per i
servizi, il luogo di consumo può essere identificato nel domicilio del soggetto
fruitore finale; 2) della localizzazione dei cespiti, per i tributi basati sul
patrimonio; 3) del luogo di prestazione del lavoro, per i tributi basati sulla
produzione; 4) della residenza del percettore, per i tributi riferiti ai
redditi delle persone fisiche; e) il gettito dei tributi regionali derivati e
le compartecipazioni al gettito dei tributi erariali sono senza vincolo di
destinazione. Art. 8. (Princìpi e criteri direttivi sulle modalità di esercizio
delle competenze legislative e sui mezzi di finanziamento) 1. Al fine di
adeguare le regole di finanziamento alla diversa natura delle funzioni
spettanti alle regioni, nonché al principio di autonomia di entrata e di spesa
fissato dallarticolo 119 della Costituzione, i decreti legislativi di cui
allarticolo 2 sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a)
classificazione delle spese connesse a materie di competenza legislativa di cui
allarticolo 117, terzo e quarto comma, della Costituzione nonché
delle spese relative a materie di competenza esclusiva statale, in relazione alle quali
le regioni esercitano competenze amministrative; tali spese sono: 1) spese
riconducibili al vincolo dellarticolo 117, secondo comma,
lettera m), della Costituzione; 2) spese non riconducibili al vincolo di cui al
numero 1); 3) spese
finanziate con i contributi speciali, con i finanziamenti dellUnione
europea e con i cofinanziamenti nazionali di cui allarticolo 16; b)
definizione delle modalità per cui le spese riconducibili alla lettera a),
numero 1), sono determinate nel rispetto dei costi standard associati ai livelli essenziali delle
prestazioni fissati dalla legge statale in piena collaborazione con le regioni
e gli enti locali, da erogare in condizioni di efficienza e di appropriatezza
su tutto il territorio nazionale; c) definizione delle modalità per cui per la
spesa per il trasporto pubblico locale, nella determinazione dellammontare
del finanziamento, si tiene conto della fornitura di un livello adeguato del
servizio su tutto il territorio nazionale nonché dei costi standard; d) definizione delle
modalità per cui le spese di cui alla lettera a), numero 1), sono finanziate
con il gettito, valutato ad aliquota e base imponibile uniformi, di tributi
propri derivati, di cui allarticolo 7, comma 1, lettera b),
numero 1), delladdizionale
regionale allimposta sul reddito delle persone fisiche e della
compartecipazione regionale allIVA nonché con quote specifiche del fondo perequativo, in modo
tale da garantire nelle predette condizioni il finanziamento integrale in ciascuna
regione; in via transitoria, le spese di cui al primo periodo sono finanziate
anche con il gettito dellimposta regionale sulle attività produttive
(IRAP) fino alla data della sua sostituzione con altri tributi; e) definizione
delle modalità per cui
le spese di cui alla lettera a), numero 2), sono finanziate con il gettito dei
tributi di cui allarticolo 7, comma 1, lettera b), e con
quote del fondo perequativo di cui allarticolo 9; f) soppressione dei
trasferimenti statali diretti al finanziamento delle spese di cui alla lettera a), numeri 1) e 2),
ad eccezione dei contributi erariali in essere sulle rate di ammortamento dei
mutui contratti dalle regioni; g) definizione delle modalità per cui le
aliquote dei tributi e delle compartecipazioni destinati al finanziamento delle
spese di cui alla lettera a), numero 1), sono determinate al livello minimo
assoluto sufficiente ad assicurare il pieno finanziamento del fabbisogno
corrispondente ai livelli essenziali delle prestazioni, valutati secondo quanto
previsto dalla lettera b), in una sola regione; definizione, altresì, delle
modalità per cui al finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni
nelle regioni ove il gettito tributario è insufficiente concorrono le quote del
fondo perequativo di cui allarticolo 9; h) definizione delle
modalità per cui limporto complessivo dei trasferimenti statali diretti
al finanziamento delle spese di cui alla lettera a), numero 2), fatta eccezione
per quelli già destinati al fondo perequativo di cui allarticolo 3, commi 2 e 3, della legge 28
dicembre 1995, n. 549, e attualmente corrisposti a valere sul gettito dellIRAP,
è sostituito dal gettito derivante dallaliquota media di equilibrio
delladdizionale regionale allimposta sul reddito delle persone
fisiche. Il nuovo
valore dellaliquota deve essere stabilito sul livello sufficiente ad
assicurare al complesso delle regioni un ammontare di risorse tale da
pareggiare esattamente limporto complessivo dei trasferimenti soppressi;
i) definizione delle modalità per cui agli oneri delle funzioni amministrative eventualmente
trasferite dallo Stato alle regioni, in attuazione dellarticolo
118 della Costituzione, si provvede con adeguate forme di copertura finanziaria
coerenti con i princìpi della presente legge e secondo le modalità di cui allarticolo
7 della legge 5 giugno 2003, n. 131, e successive modificazioni. 2. Nelle forme
in cui le singole regioni daranno seguito allintesa Stato-regioni
sullistruzione, al relativo finanziamento si provvede secondo quanto
previsto dal presente
articolo per le spese riconducibili al comma 1, lettera a), numero 1). 3. Nelle
spese di cui al comma 1, lettera a), numero 1), sono comprese quelle per la
sanità, lassistenza e, per quanto riguarda listruzione, le spese
per lo svolgimento
delle funzioni amministrative attribuite alle regioni dalle norme vigenti. Art.
9. (Princìpi e criteri direttivi in ordine alla determinazione dellentità
e del riparto del fondo perequativo a favore delle regioni) 1. I decreti
legislativi di cui allarticolo 2, in
relazione alla determinazione dellentità e del riparto
del fondo perequativo statale di carattere verticale a favore delle regioni, in
attuazione degli articoli 117, secondo comma, lettera e), e 119, terzo comma,
della Costituzione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) istituzione
del fondo perequativo a favore delle regioni con minore capacità fiscale per
abitante, alimentato dal gettito prodotto da una compartecipazione al gettito
dellIVA assegnata per le spese di cui allarticolo 8, comma 1, lettera a),
numero 1), nonché da una quota del gettito del tributo regionale di cui
allarticolo 8, comma 1, lettera h), per le spese di cui allarticolo
8, comma 1, lettera a), numero 2); le quote del fondo sono assegnate senza vincolo di destinazione; b)
applicazione del principio di perequazione delle differenze delle capacità
fiscali in modo tale da ridurre adeguatamente le differenze tra i territori con
diverse capacità fiscali per abitante senza alterarne lordine
e senza impedirne la
modifica nel tempo conseguente allevoluzione del quadro
economico-territoriale; c) definizione delle modalità per cui le risorse del
fondo devono finanziare: 1) la differenza tra il fabbisogno finanziario
necessario alla copertura delle spese di cui allarticolo 8, comma 1,
lettera a), numero 1), calcolate con le modalità di cui alla lettera b) del
medesimo comma 1 dellarticolo 8 e il gettito regionale dei tributi ad
esse dedicati, determinato con lesclusione delle variazioni di gettito prodotte dallesercizio
dellautonomia tributaria nonché dallemersione della base imponibile
riferibile al concorso regionale nellattività di recupero fiscale, in
modo da assicurare lintegrale copertura delle spese corrispondenti al
fabbisogno standard per
i livelli essenziali delle prestazioni; 2) le esigenze finanziarie derivanti
dalla lettera g) del presente articolo; d) definizione delle modalità per cui
la determinazione delle spettanze di ciascuna regione sul fondo perequativo
tiene conto delle capacità fiscali da perequare e dei vincoli risultanti dalla
legislazione intervenuta in attuazione dellarticolo 117, secondo
comma, lettera m), della Costituzione, in modo da assicurare lintegrale
copertura delle spese al fabbisogno standard; e) è garantita la copertura del differenziale
certificato positivo tra i dati previsionali e leffettivo gettito
dei tributi, escluso il gettito derivante dalla lotta contro levasione e
lelusione fiscale, alla regione con riferimento alla quale è stato
determinato il livello
minimo sufficiente delle aliquote dei tributi ai sensi dellarticolo
8, comma 1, lettere d) e g), tali da assicurare lintegrale finanziamento
delle spese per i livelli essenziali delle prestazioni; nel caso in cui
leffettivo gettito dei tributi sia superiore ai dati previsionali, il differenziale
certificato è acquisito al bilancio dello Stato; f) definizione delle modalità
per cui le quote del fondo perequativo per le spese di parte corrente per il
trasporto pubblico locale sono assegnate in modo da ridurre adeguatamente le
differenze tra i territori con diverse capacità fiscali per abitante e, per le
spese in conto capitale, tenendo conto del fabbisogno standard di cui è
assicurata lintegrale copertura; g) definizione delle modalità in base alle quali per le spese di cui allarticolo
8, comma 1, lettera a), numero 2), le quote del fondo perequativo sono
assegnate in base ai seguenti criteri: 1) le regioni con maggiore capacità
fiscale, ossia quelle nelle quali il gettito per abitante del tributo regionale di cui allarticolo
8, comma 1, lettera h), supera il gettito medio nazionale per abitante, non
ricevono risorse dal fondo; 2) le regioni con minore capacità fiscale, ossia
quelle nelle quali il gettito per abitante del tributo regionale di cui allarticolo 8, comma
1, lettera h), è inferiore al gettito medio nazionale per abitante, partecipano
alla ripartizione del fondo perequativo, alimentato da una quota del gettito
prodotto nelle altre regioni, in relazione allobiettivo di ridurre le
differenze
interregionali di gettito per abitante per il medesimo tributo rispetto al
gettito medio nazionale per abitante; 3) la ripartizione del fondo perequativo
tiene conto, per le regioni con popolazione al di sotto di una soglia da
individuare con i decreti legislativi di cui allarticolo 2, del
fattore della dimensione demografica in relazione inversa alla dimensione
demografica stessa; h) definizione delle modalità per cui le quote del fondo
perequativo risultanti dalla applicazione della lettera d) sono distintamente indicate nelle
assegnazioni annuali. Lindicazione non comporta vincoli di
destinazione. Art. 10. (Princìpi e criteri direttivi concernenti il
finanziamento delle funzioni trasferite alle regioni) 1. I decreti legislativi
di cui allarticolo 2,
con riferimento al finanziamento delle funzioni trasferite alle regioni, nelle
materie di loro competenza legislativa ai sensi dellarticolo
117, terzo e quarto comma, della Costituzione, sono adottati secondo i seguenti
princìpi e criteri direttivi: a) cancellazione dei relativi stanziamenti di spesa,
comprensivi dei costi del personale e di funzionamento, nel bilancio dello
Stato; b) riduzione delle aliquote dei tributi erariali e corrispondente
aumento: 1) per le spese di cui allarticolo 8, comma 1, lettera a), numero 1), dei tributi
di cui allarticolo 7, comma 1, lettera b), numeri 1) e 2); 2) per le spese
di cui allarticolo 8, comma 1, lettera a), numero 2), del tributo
regionale di cui allarticolo 8, comma 1, lettera h), fatto salvo quanto
previsto dallarticolo
27, comma 4; c) aumento dellaliquota della compartecipazione regionale al
gettito dellIVA destinata ad alimentare il fondo perequativo a favore
delle regioni con minore capacità fiscale per abitante ovvero della
compartecipazione allimposta sul reddito delle persone fisiche; d) definizione delle modalità
secondo le quali si effettua la verifica periodica della congruità dei tributi
presi a riferimento per la copertura del fabbisogno standard di cui allarticolo
8, comma 1, lettera g), sia
in termini di gettito sia in termini di correlazione con le funzioni svolte.
Capo III FINANZA DEGLI ENTI LOCALI Art. 11. (Princìpi e criteri direttivi
concernenti il finanziamento delle funzioni di comuni, province e città
metropolitane) 1. I decreti legislativi di cui allarticolo
2, con riguardo al finanziamento delle funzioni di comuni, province e città
metropolitane, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) classificazione delle spese relative alle funzioni di comuni, province e città metropolitane, in: 1)
spese riconducibili alle funzioni fondamentali ai sensi dellarticolo
117, secondo comma, lettera p), della Costituzione, come individuate dalla
legislazione statale; 2) spese relative alle altre funzioni; 3) spese
finanziate con i
contributi speciali, con i finanziamenti dellUnione europea e
con i cofinanziamenti nazionali di cui allarticolo 16; b) definizione
delle modalità per cui il finanziamento delle spese di cui alla lettera a),
numero 1), e dei livelli essenziali delle prestazioni eventualmente da esse implicate avviene in
modo da garantirne il finanziamento integrale in base al fabbisogno standard ed
è assicurato dai tributi propri, da compartecipazioni al gettito di tributi
erariali e regionali, da addizionali a tali tributi, la cui manovrabilità è
stabilita tenendo conto della dimensione demografica dei comuni per fasce, e
dal fondo perequativo; c) definizione delle modalità per cui le spese di cui
alla lettera a), numero 2), sono finanziate con il gettito dei tributi propri,
con compartecipazioni al gettito di tributi e con il fondo perequativo basato
sulla capacità fiscale per abitante; d) definizione delle modalità per tenere
conto del trasferimento di ulteriori funzioni ai comuni, alle province e alle
città metropolitane ai sensi dellarticolo 118 della
Costituzione e secondo le modalità di cui allarticolo 7 della legge 5
giugno 2003, n. 131, al fine di assicurare, per il complesso degli enti,
lintegrale finanziamento di tali funzioni, ove non si sia provveduto contestualmente al finanziamento ed
al trasferimento; e) soppressione dei trasferimenti statali e regionali diretti
al finanziamento delle spese di cui alla lettera a), numeri 1) e 2), ad
eccezione degli stanziamenti destinati ai fondi perequativi ai sensi dellarticolo
13 e dei contributi erariali e regionali in essere sulle rate di ammortamento
dei mutui contratti dagli enti locali; f) il gettito delle compartecipazioni a
tributi erariali e regionali è senza vincolo di destinazione; g) valutazione
delladeguatezza
delle dimensioni demografiche e territoriali degli enti locali per lottimale
svolgimento delle rispettive funzioni e salvaguardia delle peculiarità
territoriali, con particolare riferimento alla specificità dei piccoli comuni,
ove, associandosi,
raggiungano una popolazione complessiva non inferiore a una soglia determinata
con i decreti legislativi di cui allarticolo 2, dei
territori montani e delle isole minori. Art. 12. (Princìpi e criteri direttivi
concernenti il coordinamento e lautonomia di entrata e di spesa degli enti locali) 1. I decreti
legislativi di cui allarticolo 2, con riferimento al
coordinamento ed allautonomia di entrata e di spesa degli enti locali,
sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) la legge statale individua i tributi propri
dei comuni e delle province, anche in sostituzione o trasformazione di tributi
già esistenti e anche attraverso lattribuzione agli
stessi comuni e province di tributi o parti di tributi già erariali; ne
definisce presupposti,
soggetti passivi e basi imponibili; stabilisce, garantendo una adeguata
flessibilità, le aliquote di riferimento valide per tutto il territorio
nazionale; b) definizione delle modalità secondo cui le spese dei comuni
relative alle funzioni fondamentali di cui allarticolo 11,
comma 1, lettera a), numero 1), sono prioritariamente finanziate da una o più
delle seguenti fonti: dal gettito derivante da una compartecipazione
allIVA, dal gettito derivante da una compartecipazione allimposta
sul reddito delle
persone fisiche, dalla imposizione immobiliare, con esclusione della tassazione
patrimoniale sullunità immobiliare adibita ad abitazione
principale del soggetto passivo secondo quanto previsto dalla legislazione
vigente alla data di entrata in vigore della presente legge in materia di imposta comunale sugli
immobili, ai sensi dellarticolo 1 del decreto-legge 27 maggio
2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126;
c) definizione delle modalità secondo cui le spese delle province relative alle funzioni
fondamentali di cui allarticolo 11, comma 1, lettera a), numero
1), sono prioritariamente finanziate dal gettito derivante da tributi il cui
presupposto è connesso al trasporto su gomma e dalla compartecipazione ad un
tributo erariale; d)
disciplina di uno o più tributi propri comunali che, valorizzando lautonomia
tributaria, attribuisca allente la facoltà di stabilirli e applicarli in
riferimento a particolari scopi quali la realizzazione di opere pubbliche e di
investimenti
pluriennali nei servizi sociali ovvero il finanziamento degli oneri derivanti
da eventi particolari quali flussi turistici e mobilità urbana; e) disciplina
di uno o più tributi propri provinciali che, valorizzando lautonomia
tributaria, attribuisca allente
la facoltà di stabilirli e applicarli in riferimento a particolari scopi
istituzionali; f) previsione di forme premiali per favorire unioni e fusioni
tra comuni, anche attraverso lincremento dellautonomia impositiva o
maggiori aliquote di compartecipazione ai tributi erariali; g) previsione che le regioni, nellambito
dei propri poteri legislativi in materia tributaria, possano istituire nuovi
tributi dei comuni, delle province e delle città metropolitane nel proprio
territorio, specificando gli ambiti di autonomia riconosciuti agli enti locali; h) previsione che gli
enti locali, entro i limiti fissati dalle leggi, possano disporre del potere di
modificare le aliquote dei tributi loro attribuiti da tali leggi e di
introdurre agevolazioni; i) previsione che gli enti locali, nel rispetto delle
normative di settore e delle delibere delle autorità di vigilanza, dispongano
di piena autonomia nella fissazione delle tariffe per prestazioni o servizi
offerti anche su richiesta di singoli cittadini; l) previsione che la legge
statale, nellambito della premialità ai comuni e alle
province virtuosi, in sede di individuazione dei princìpi di coordinamento
della finanza pubblica riconducibili al rispetto del patto di stabilità e
crescita, non possa imporre vincoli alle politiche di bilancio degli enti locali per ciò che
concerne la spesa in conto capitale limitatamente agli importi resi disponibili
dalla regione di appartenenza dellente locale o da altri
enti locali della medesima regione. Art. 13. (Princìpi e criteri direttivi concernenti lentità
e il riparto dei fondi perequativi per gli enti locali) 1. I decreti
legislativi di cui allarticolo
2, con riferimento allentità e al riparto dei fondi perequativi per gli
enti locali, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) istituzione nel
bilancio delle regioni di due fondi, uno a favore dei comuni, laltro
a favore delle province e delle città metropolitane, alimentati da un fondo
perequativo dello Stato alimentato dalla fiscalità generale con indicazione separata degli
stanziamenti per le diverse tipologie di enti, a titolo di concorso per il
finanziamento delle funzioni da loro svolte; la dimensione del fondo è
determinata, per ciascun livello di governo, con riguardo allesercizio
delle funzioni
fondamentali, in misura uguale alla differenza tra il totale dei fabbisogni
standard per le medesime funzioni e il totale delle entrate standardizzate di
applicazione generale spettanti ai comuni e alle province ai sensi dellarticolo
12, con esclusione dei
tributi di cui al comma 1, lettere d) ed e), del medesimo articolo e dei
contributi di cui allarticolo 16, tenendo conto dei princìpi
previsti dallarticolo 2, comma 2, lettera m), numeri 1) e 2),
relativamente al superamento del criterio della spesa storica; b) definizione delle modalità con cui
viene periodicamente aggiornata lentità dei fondi di cui
alla lettera a) e sono ridefinite le relative fonti di finanziamento; c) la
ripartizione del fondo perequativo tra i singoli enti, per la parte afferente alle funzioni fondamentali
di cui allarticolo 11, comma 1, lettera a), numero 1), avviene in base a:
1) un indicatore di fabbisogno finanziario calcolato come differenza tra il
valore standardizzato della spesa corrente al netto degli interessi e il valore standardizzato del
gettito dei tributi ed entrate proprie di applicazione generale; 2) indicatori
di fabbisogno di infrastrutture, in coerenza con la programmazione regionale di
settore, per il finanziamento della spesa in conto capitale; tali indicatori
tengono conto dellentità dei finanziamenti dellUnione
europea di carattere infrastrutturale ricevuti dagli enti locali e del vincolo
di addizionalità cui questi sono soggetti; d) definizione delle modalità per
cui la spesa corrente standardizzata è computata ai fini di cui alla lettera c) sulla base
di una quota uniforme per abitante, corretta per tenere conto della diversità
della spesa in relazione allampiezza demografica, alle
caratteristiche territoriali, con particolare riferimento alla presenza di
zone montane, alle caratteristiche demografiche, sociali e produttive dei
diversi enti. Il peso delle caratteristiche individuali dei singoli enti nella
determinazione del fabbisogno è determinato con tecniche statistiche,
utilizzando i dati di spesa storica dei singoli enti, tenendo conto anche della
spesa relativa a servizi esternalizzati o svolti in forma associata; e)
definizione delle modalità per cui le entrate considerate ai fini della
standardizzazione per la ripartizione del fondo perequativo tra i singoli enti
sono rappresentate dai tributi propri valutati ad aliquota standard; f)
definizione delle modalità in base alle quali, per le spese relative allesercizio
delle funzioni diverse da quelle fondamentali, il fondo perequativo per i comuni e quello per le province e le
città metropolitane sono diretti a ridurre le differenze tra le capacità
fiscali, tenendo conto, per gli enti con popolazione al di sotto di una soglia
da individuare con i decreti legislativi di cui allarticolo
2, del fattore della
dimensione demografica in relazione inversa alla dimensione demografica stessa
e della loro partecipazione a forme associative; g) definizione delle modalità
per cui le regioni, sulla base di criteri stabiliti con accordi sanciti in sede
di Conferenza unificata, e previa intesa con gli enti locali, possono, avendo
come riferimento il complesso delle risorse assegnate dallo Stato a titolo di
fondo perequativo ai comuni, alle province e alle città metropolitane inclusi
nel territorio regionale, procedere a proprie valutazioni della spesa corrente
standardizzata, sulla base dei criteri di cui alla lettera d), e delle entrate
standardizzate, nonché a stime autonome dei fabbisogni di infrastrutture; in
tal caso il riparto delle predette risorse è effettuato sulla base dei
parametri definiti con le modalità di cui alla presente lettera; h) i fondi
ricevuti dalle regioni a titolo di fondo perequativo per i comuni e per le
province e le città metropolitane del territorio sono trasferiti dalla regione
agli enti di competenza entro venti giorni dal loro ricevimento. Le regioni,
qualora non provvedano entro tale termine alla ridefinizione della spesa
standardizzata e delle entrate standardizzate, e di conseguenza delle quote del
fondo perequativo di competenza dei singoli enti locali secondo le modalità
previste dalla lettera g), applicano comunque i criteri di riparto del fondo
stabiliti dai decreti legislativi di cui allarticolo 2 della
presente legge. La eventuale ridefinizione della spesa standardizzata e delle entrate standardizzate non
può comportare ritardi nellassegnazione delle risorse
perequative agli enti locali. Nel caso in cui la regione non ottemperi alle
disposizioni di cui alla presente lettera, lo Stato esercita il potere
sostitutivo di cui allarticolo
120, secondo comma, della Costituzione, in base alle disposizioni di cui
allarticolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131. Art. 14. (Attuazione
dellarticolo 116, terzo comma, della Costituzione) 1. Con la legge con
cui si attribuiscono, ai sensi dellarticolo 116, terzo comma, della
Costituzione, forme e condizioni particolari di autonomia a una o più regioni
si provvede altresì allassegnazione delle necessarie risorse finanziarie,
in conformità allarticolo 119 della Costituzione e ai princìpi della presente legge. Capo IV
FINANZIAMENTO DELLE CITTÀ METROPOLITANE Art. 15. (Finanziamento delle città
metropolitane) 1. Con specifico decreto legislativo, adottato in base allarticolo
2 e in coerenza con i princìpi di cui agli articoli 11, 12 e 13, è assicurato il finanziamento delle
funzioni delle città metropolitane mediante lattribuzione ad
esse dellautonomia impositiva corrispondente alle funzioni esercitate
dagli altri enti territoriali e il contestuale definanziamento nei confronti
degli enti locali le
cui funzioni sono trasferite, anche attraverso lattribuzione di
specifici tributi, in modo da garantire loro una più ampia autonomia di entrata
e di spesa in misura corrispondente alla complessità delle medesime funzioni.
Il medesimo decreto legislativo
assegna alle città metropolitane tributi ed entrate propri, anche diversi da
quelli assegnati ai comuni, nonché disciplina la facoltà delle città
metropolitane di applicare tributi in relazione al finanziamento delle spese
riconducibili allesercizio delle loro funzioni fondamentali, fermo restando
quanto previsto dallarticolo 12, comma 1, lettera d). Capo V
INTERVENTI SPECIALI Art. 16. (Interventi di cui al quinto comma
dellarticolo 119 della Costituzione) 1. I decreti legislativi di cui
allarticolo 2,
con riferimento allattuazione dellarticolo 119, quinto
comma, della Costituzione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri
direttivi: a) definizione delle modalità in base alle quali gli interventi
finalizzati agli obiettivi di cui al quinto comma dellarticolo 119 della
Costituzione sono finanziati con contributi speciali dal bilancio dello Stato,
con i finanziamenti dellUnione europea e con i cofinanziamenti nazionali,
secondo il metodo della programmazione pluriennale. I finanziamenti dellUnione
europea non possono essere sostitutivi dei contributi speciali dello Stato; b)
confluenza dei contributi speciali dal bilancio dello Stato, mantenendo le
proprie finalizzazioni, in appositi fondi a destinazione vincolata attribuiti
ai comuni, alle
province, alle città metropolitane e alle regioni; c) considerazione delle
specifiche realtà territoriali, con particolare riguardo alla realtà
socio-economica, al deficit infrastrutturale, ai diritti della persona, alla
collocazione geografica degli enti, alla loro prossimità al confine con altri
Stati o con regioni a statuto speciale, ai territori montani e alle isole
minori, allesigenza di tutela del patrimonio storico e artistico ai fini
della promozione dello sviluppo economico e sociale; d) individuazione di interventi
diretti a promuovere lo sviluppo economico, la coesione delle aree
sottoutilizzate del Paese e la solidarietà sociale, a rimuovere gli squilibri
economici e sociali e a favorire leffettivo esercizio dei
diritti della persona; lazione
per la rimozione degli squilibri strutturali di natura economica e sociale a
sostegno delle aree sottoutilizzate si attua attraverso interventi speciali
organizzati in piani organici finanziati con risorse pluriennali, vincolate
nella destinazione; e)
definizione delle modalità per cui gli obiettivi e i criteri di utilizzazione
delle risorse stanziate dallo Stato ai sensi del presente articolo sono oggetto
di intesa in sede di Conferenza unificata e disciplinati con i provvedimenti
annuali che determinano la manovra finanziaria. Lentità delle
risorse è determinata dai medesimi provvedimenti. Capo VI COORDINAMENTO DEI
DIVERSI LIVELLI DI GOVERNO Art. 17. (Coordinamento e disciplina fiscale dei
diversi livelli di governo) 1. I decreti legislativi di cui allarticolo
2, con riguardo al coordinamento e alla disciplina fiscale dei diversi livelli
di governo, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a)
garanzia della trasparenza delle diverse capacità fiscali e delle risorse
complessive per
abitante prima e dopo la perequazione, in modo da salvaguardare il principio
dellordine della graduatoria delle capacità fiscali e la sua
eventuale modifica a seguito dellevoluzione del quadro economico
territoriale; b) rispetto degli obiettivi del conto consuntivo, sia in termini di competenza sia di
cassa, per il concorso allosservanza del patto di stabilità e
crescita per ciascuna regione e ciascun ente locale; determinazione dei
parametri fondamentali sulla base dei quali è valutata la virtuosità dei comuni, delle province,
delle città metropolitane e delle regioni, anche in relazione ai meccanismi
premiali o sanzionatori dellautonomia finanziaria; c)
assicurazione degli obiettivi sui saldi di finanza pubblica da parte delle
regioni che possono
adattare, previa concertazione con gli enti locali ricadenti nel proprio
territorio regionale, le regole e i vincoli posti dal legislatore nazionale,
differenziando le regole di evoluzione dei flussi finanziari dei singoli enti
in relazione alla diversità delle situazioni finanziarie esistenti nelle
diverse regioni; d) individuazione di indicatori di efficienza e di adeguatezza
atti a garantire adeguati livelli qualitativi dei servizi resi da parte di
regioni ed enti locali; e) introduzione di un sistema premiante nei confronti
degli enti che assicurano elevata qualità dei servizi e livello della pressione
fiscale inferiore alla media degli altri enti del proprio livello di governo a
parità di servizi offerti, ovvero degli enti che garantiscono il rispetto di
quanto previsto dalla presente legge e partecipano a progetti strategici
mediante lassunzione di oneri e di impegni nellinteresse della
collettività nazionale, ivi compresi quelli di carattere ambientale, ovvero
degli enti che incentivano loccupazione e limprenditorialità femminile;
introduzione nei confronti degli enti meno virtuosi rispetto agli obiettivi di
finanza pubblica di un sistema sanzionatorio che, fino alla dimostrazione della
messa in atto di provvedimenti, fra i quali anche lalienazione di beni mobiliari e immobiliari
rientranti nel patrimonio disponibile dellente nonché
lattivazione nella misura massima dellautonomia impositiva, atti a
raggiungere gli obiettivi, determini il divieto di procedere alla copertura di
posti di ruolo vacanti
nelle piante organiche e di iscrivere in bilancio spese per attività
discrezionali, fatte salve quelle afferenti al cofinanziamento regionale o dellente
locale per lattuazione delle politiche comunitarie; previsione di
meccanismi automatici sanzionatori degli organi di governo e amministrativi nel caso di mancato
rispetto degli equilibri e degli obiettivi economico-finanziari assegnati alla
regione e agli enti locali, con individuazione dei casi di ineleggibilità nei
confronti degli amministratori responsabili degli enti locali per i quali sia
stato dichiarato lo stato di dissesto finanziario di cui allarticolo
244 del citato testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, oltre che dei casi di interdizione dalle cariche in enti vigilati o partecipati da enti
pubblici. Tra i casi di grave violazione di legge di cui allarticolo
126, primo comma, della Costituzione, rientrano le attività che abbiano causato
un grave dissesto nelle finanze regionali. Art. 18. (Patto di convergenza) 1. Nellambito del
disegno di legge finanziaria, in coerenza con gli obiettivi e gli interventi
appositamente individuati da parte del Documento di programmazione
economico-finanziaria, il Governo, previo confronto e valutazione congiunta in
sede di Conferenza
unificata, propone norme di coordinamento dinamico della finanza pubblica volte
a realizzare lobiettivo della convergenza dei costi e dei
fabbisogni standard dei vari livelli di governo nonché un percorso di
convergenza degli obiettivi di servizio ai livelli essenziali delle prestazioni e alle funzioni
fondamentali di cui allarticolo 117, secondo comma, lettere m) e
p), della Costituzione e a stabilire, per ciascun livello di governo
territoriale, il livello programmato dei saldi da rispettare, le modalità di ricorso al debito nonché lobiettivo
programmato della pressione fiscale complessiva, nel rispetto
dellautonomia tributaria delle regioni e degli enti locali. Nel caso in
cui il monitoraggio, effettuato in sede di Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica,
rilevi che uno o più enti non hanno raggiunto gli obiettivi loro assegnati, lo
Stato attiva, previa intesa in sede di Conferenza unificata, e limitatamente
agli enti che presentano i maggiori scostamenti nei costi per abitante, un
procedimento, denominato «Piano per il conseguimento degli obiettivi di
convergenza», volto ad accertare le cause degli scostamenti e a stabilire le
azioni correttive da intraprendere, anche fornendo agli enti la necessaria
assistenza tecnica e utilizzando, ove possibile, il metodo della diffusione
delle migliori pratiche fra gli enti dello stesso livello. Capo VII PATRIMONIO
DI REGIONI ED ENTI LOCALI Art. 19. (Patrimonio di comuni, province, città
metropolitane e regioni) 1. I decreti legislativi di cui allarticolo
2, con riguardo allattuazione dellarticolo 119, sesto comma, della
Costituzione, stabiliscono i princìpi generali per lattribuzione a
comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, nel
rispetto dei seguenti princìpi
e criteri direttivi: a) attribuzione a titolo non oneroso ad ogni livello di
governo di distinte tipologie di beni, commisurate alle dimensioni
territoriali, alle capacità finanziarie ed alle competenze e funzioni
effettivamente svolte o esercitate dalle diverse regioni ed enti locali, fatta
salva la determinazione da parte dello Stato di apposite liste che individuino
nellambito delle citate tipologie i singoli beni da attribuire; b)
attribuzione dei beni immobili sulla base del criterio di territorialità; c) ricorso alla
concertazione in sede di Conferenza unificata, ai fini dellattribuzione
dei beni a comuni, province, città metropolitane e regioni; d) individuazione
delle tipologie di beni di rilevanza nazionale che non possono essere trasferiti, ivi compresi i beni
appartenenti al patrimonio culturale nazionale. Capo VIII NORME TRANSITORIE E
FINALI Art. 20. (Princìpi e criteri direttivi concernenti norme transitorie per
le regioni) 1. I decreti legislativi di cui allarticolo 2 recano
una disciplina
transitoria per le regioni, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri
direttivi: a) i criteri di computo delle quote del fondo perequativo di cui allarticolo
9 si applicano a regime dopo lesaurimento di una fase di transizione
diretta a garantire il
passaggio graduale dai valori dei trasferimenti rilevati nelle singole regioni
come media nel triennio 2006-2008, al netto delle risorse erogate in via
straordinaria, ai valori determinati con i criteri dello stesso articolo 9; b)
lutilizzo dei criteri definiti dallarticolo 9 avviene a partire
dalleffettiva determinazione del contenuto finanziario dei livelli
essenziali delle prestazioni, mediante un processo di convergenza dalla spesa
storica al fabbisogno standard in un periodo di cinque anni; c) per le materie diverse da quelle
di cui allarticolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, il
sistema di finanziamento deve divergere progressivamente dal criterio della
spesa storica a favore delle capacità fiscali per abitante in cinque anni. Nel caso in cui, in sede di
attuazione dei decreti legislativi, emergano situazioni oggettive di
significativa e giustificata insostenibilità per alcune regioni, lo Stato può
attivare, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, meccanismi
correttivi di natura compensativa di durata pari al periodo transitorio di cui
alla presente lettera; d) i meccanismi compensativi di cui alla lettera c)
vengono attivati in presenza di un organico piano di
riorganizzazione dellente, coordinato con il Piano per il
conseguimento degli obiettivi di convergenza di cui allarticolo 18; e)
specificazione del termine da cui decorre il periodo di cinque anni di cui alle
lettere b) e c); f)
garanzia per le regioni, durante la fase transitoria, della copertura del
differenziale certificato, ove positivo, tra i dati previsionali e leffettivo
gettito dei tributi di cui allarticolo 8, comma 1, lettera g); g)
acquisizione al bilancio dello Stato, durante la fase transitoria, del differenziale certificato, ove
negativo, tra i dati previsionali e leffettivo gettito dei
tributi di cui allarticolo 8, comma 1, lettera g); h) garanzia che la
somma del gettito delle nuove entrate regionali di cui allarticolo 10,
comma 1, lettere b) e c), sia, per il complesso delle regioni di cui al
medesimo articolo, non inferiore al valore degli stanziamenti di cui al comma
1, lettera a), del medesimo articolo 10 e che si effettui una verifica,
concordata in sede di
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, delladeguatezza e della
congruità delle risorse finanziarie delle funzioni già trasferite. 2. La legge
statale disciplina la determinazione dei livelli essenziali di assistenza e dei livelli
essenziali delle prestazioni. Fino a loro nuova determinazione in virtù della
legge statale si considerano i livelli essenziali di assistenza e i livelli
essenziali delle prestazioni già fissati in base alla legislazione statale.
Art. 21. (Norme transitorie per gli enti locali) 1. In sede di prima
applicazione, i decreti legislativi di cui allarticolo 2 recano
norme transitorie per gli enti locali, secondo i seguenti princìpi e criteri
direttivi: a) nel processo
di attuazione dellarticolo 118 della Costituzione, al
finanziamento delle ulteriori funzioni amministrative nelle materie di
competenza legislativa dello Stato o delle regioni, nonché agli oneri derivanti
dalleventuale ridefinizione dei contenuti delle funzioni svolte dagli stessi alla data di
entrata in vigore dei medesimi decreti legislativi, provvedono lo Stato o le
regioni, determinando contestualmente adeguate forme di copertura finanziaria
coerenti con i princìpi della presente legge; b) garanzia che la somma del
gettito delle nuove entrate di comuni e province in base alla presente legge
sia, per il complesso dei comuni ed il complesso delle province, corrispondente
al valore dei trasferimenti di cui allarticolo 11, comma 1,
lettera e), e che si
effettui una verifica di congruità in sede di Conferenza unificata; c)
considerazione, nel processo di determinazione del fabbisogno standard, dellesigenza
di riequilibrio delle risorse in favore degli enti locali sottodotati in
termini di trasferimenti
erariali ai sensi della normativa vigente rispetto a quelli sovradotati; d)
determinazione dei fondi perequativi di comuni e province in misura uguale, per
ciascun livello di governo, alla differenza fra i trasferimenti statali
soppressi ai sensi dellarticolo 11, comma 1, lettera e), destinati al
finanziamento delle spese di comuni e province, esclusi i contributi di cui allarticolo
16, e le maggiori entrate spettanti in luogo di tali trasferimenti ai comuni ed
alle province, ai sensi dellarticolo 12, tenendo conto dei princìpi previsti dallarticolo
2, comma 2, lettera m), numeri 1) e 2), relativamente al superamento del
criterio della spesa storica; e) sono definite regole, tempi e modalità della
fase transitoria in modo da garantire il superamento del criterio della spesa storica in
un periodo di cinque anni, per le spese riconducibili allesercizio
delle funzioni fondamentali e per le altre spese. Fino alla data di entrata in
vigore delle disposizioni concernenti lindividuazione delle funzioni fondamentali degli enti locali: 1) il
fabbisogno delle funzioni di comuni e province è finanziato considerando l80
per cento delle spese come fondamentali ed il 20 per cento di esse come non
fondamentali, ai sensi del comma 2; 2) per comuni e province l80 per cento delle spese di cui al
numero 1) è finanziato dalle entrate derivanti dallautonomia
finanziaria, comprese le compartecipazioni a tributi erariali, e dal fondo
perequativo; il 20 per cento delle spese di cui al numero 1) è finanziato dalle
entrate derivanti dallautonomia
finanziaria, ivi comprese le compartecipazioni a tributi regionali, e dal fondo
perequativo; 3) ai fini del numero 2) si prende a riferimento lultimo
bilancio certificato a rendiconto, alla data di predisposizione degli schemi di
decreto legislativo di
cui allarticolo 2; f) specificazione del termine da cui decorre il
periodo di cinque anni di cui alla lettera e). 2. Ai soli fini
dellattuazione della presente legge, e in particolare della
determinazione dellentità e del riparto dei fondi perequativi degli enti locali in base al
fabbisogno standard o alla capacità fiscale di cui agli articoli 11 e 13, in sede di prima
applicazione, nei decreti legislativi di cui allarticolo 2 sono
provvisoriamente considerate ai sensi del presente articolo, ai fini del
finanziamento integrale sulla base del fabbisogno standard, le funzioni
individuate e quantificate dalle corrispondenti voci di spesa, sulla base dellarticolazione
in funzioni e relativi servizi prevista dal regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 31 gennaio 1996, n. 194. 3. Per i comuni, le funzioni, e i relativi
servizi, da considerare ai fini del comma 2 sono provvisoriamente individuate
nelle seguenti: a) funzioni generali di amministrazione, di gestione e di
controllo, nella misura complessiva del 70 per cento delle spese come
certificate dallultimo conto del bilancio disponibile alla
data di entrata in vigore della presente legge; b) funzioni di polizia locale;
c) funzioni di istruzione pubblica, ivi compresi i servizi per gli asili nido e quelli di
assistenza scolastica e refezione, nonché ledilizia scolastica; d)
funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti; e) funzioni riguardanti la
gestione del territorio e dellambiente, fatta eccezione per il servizio di edilizia residenziale
pubblica e locale e piani di edilizia nonché per il servizio idrico integrato;
f) funzioni del settore sociale. 4. Per le province, le funzioni, e i relativi
servizi, da considerare ai fini del comma 2 sono provvisoriamente individuate
nelle seguenti: a) funzioni generali di amministrazione, di gestione e di
controllo, nella misura complessiva del 70 per cento delle spese come
certificate dallultimo conto del bilancio disponibile alla
data di entrata in vigore della presente legge; b) funzioni di istruzione pubblica, ivi compresa
ledilizia scolastica; c) funzioni nel campo dei trasporti; d)
funzioni riguardanti la gestione del territorio; e) funzioni nel campo della
tutela ambientale; f) funzioni nel campo dello sviluppo economico relative ai servizi del
mercato del lavoro. 5. I decreti legislativi di cui allarticolo
2 disciplinano la possibilità che lelenco delle funzioni di cui ai commi
3 e 4 sia adeguato attraverso accordi tra Stato, regioni, province e comuni, da
concludere in sede di
Conferenza unificata. Art. 22. (Perequazione infrastrutturale) 1. In sede di prima
applicazione, il Ministro delleconomia e delle finanze,
dintesa con il Ministro per le riforme per il federalismo, il Ministro
per la semplificazione normativa,
il Ministro per i rapporti con le regioni e gli altri Ministri competenti per
materia, predispone una ricognizione degli interventi infrastrutturali, sulla
base delle norme vigenti, riguardanti le strutture sanitarie, assistenziali,
scolastiche nonché la rete stradale, autostradale e ferroviaria, la rete
fognaria, la rete idrica, elettrica e di trasporto e distribuzione del gas, le
strutture portuali ed aeroportuali. La ricognizione è effettuata tenendo conto,
in particolare, dei seguenti elementi: a) estensione delle superfici
territoriali; b) valutazione della rete viaria con particolare riferimento a
quella del Mezzogiorno; c) deficit infrastrutturale e deficit di sviluppo; d)
densità della popolazione e densità delle unità produttive; e) particolari
requisiti delle zone di montagna; f) carenze della dotazione infrastrutturale
esistente in ciascun territorio; g) specificità insulare con definizione di
parametri oggettivi relativi alla misurazione degli effetti conseguenti al
divario di sviluppo economico derivante dallinsularità, anche con
riguardo allentità delle risorse per gli interventi speciali di cui
allarticolo 119, quinto comma, della Costituzione. 2. Nella fase
transitoria di cui agli articoli 20 e 21, al fine del recupero del deficit infrastrutturale, ivi compreso quello
riguardante il trasporto pubblico locale e i collegamenti con le isole, sono
individuati, sulla base della ricognizione di cui al comma 1 del presente
articolo, interventi finalizzati agli obiettivi di cui allarticolo
119, quinto comma,
della Costituzione, che tengano conto anche della virtuosità degli enti nelladeguamento
al processo di convergenza ai costi o al fabbisogno standard. Gli interventi di
cui al presente comma da effettuare nelle aree sottoutilizzate sono individuati nel programma da
inserire nel Documento di programmazione economico-finanziaria ai sensi dellarticolo
1, commi 1 e 1-bis, della legge 21 dicembre 2001, n. 443. Art. 23. (Norme
transitorie per le città metropolitane) 1. Il presente articolo reca in via transitoria, fino alla data
di entrata in vigore della disciplina ordinaria riguardante le funzioni
fondamentali, gli organi e il sistema elettorale delle città metropolitane che
sarà determinata con apposita legge, la disciplina per la prima istituzione
delle stesse. 2. Le città metropolitane possono essere istituite, nellambito
di una regione, nelle aree metropolitane in cui sono compresi i comuni di
Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio
Calabria. La proposta di
istituzione spetta: a) al comune capoluogo congiuntamente alla provincia; b) al
comune capoluogo congiuntamente ad almeno il 20 per cento dei comuni della
provincia interessata che rappresentino, unitamente al comune capoluogo, almeno
il 60 per cento della popolazione; c) alla provincia, congiuntamente ad almeno
il 20 per cento dei comuni della provincia medesima che rappresentino almeno il
60 per cento della popolazione. 3. La proposta di istituzione di cui al comma 2
contiene: a) la perimetrazione della città metropolitana, che, secondo il
principio della continuità territoriale, comprende almeno tutti i comuni
proponenti. Il territorio metropolitano coincide con il territorio di una
provincia o di una sua parte e comprende il comune capoluogo; b) larticolazione del territorio della città
metropolitana al suo interno in comuni; c) una proposta di statuto provvisorio
della città metropolitana, che definisce le forme di coordinamento dellazione
complessiva di governo allinterno del territorio metropolitano e disciplina le modalità per lelezione
o lindividuazione del presidente del consiglio provvisorio di cui al
comma 6, lettera b). 4. Sulla proposta di cui al comma 2, previa acquisizione
del parere della regione da esprimere entro novanta giorni, è indetto un referendum tra tutti i
cittadini della provincia. Il referendum è senza quorum di validità se il
parere della regione è favorevole o in mancanza di parere. In caso di parere
regionale negativo il quorum di validità è del 30 per cento degli aventi diritto.
5. Con regolamento da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, ai sensi dellarticolo 17, comma 1,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dellinterno,
di concerto con i Ministri della giustizia, per le riforme per il federalismo, per la semplificazione
normativa e per i rapporti con le regioni, è disciplinato il procedimento di
indizione e di svolgimento del referendum di cui al comma 4, osservando le
disposizioni della legge 25 maggio 1970, n. 352, in quanto compatibili.
6. Al fine dellistituzione di ciascuna città
metropolitana, il Governo è delegato ad adottare, entro trentasei mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro
dellinterno, del Ministro per le riforme per il federalismo, del Ministro per la
semplificazione normativa e del Ministro per i rapporti con le regioni, di
concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione e linnovazione,
delleconomia e delle finanze e per i rapporti con il Parlamento, uno o più decreti
legislativi, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a)
istituzione della città metropolitana in conformità con la proposta approvata
nel referendum di cui al comma 4; b) istituzione, in ciascuna città metropolitana,
fino alla data di insediamento dei rispettivi organi così come disciplinati
dalla legge di cui al comma 1, di unassemblea
rappresentativa, denominata «consiglio provvisorio della città metropolitana»,
composta dai sindaci dei comuni che fanno parte della città metropolitana e dal presidente della
provincia; c) esclusione della corresponsione di
emolumenti, gettoni di presenza o altre forme di retribuzione
ai componenti del consiglio provvisorio della città metropolitana in ragione di
tale incarico; d) previsione che, fino alla data di insediamento dei rispettivi
organi così come disciplinati dalla legge di cui al comma 1, il finanziamento
degli enti che compongono la città metropolitana assicura loro una più ampia
autonomia di entrata e di spesa in misura corrispondente alla
complessità delle funzioni da esercitare in forma associata o congiunta, nel
limite degli stanziamenti previsti a legislazione vigente; e) previsione che,
ai soli fini delle disposizioni concernenti le spese e lattribuzione
delle risorse finanziarie alle città metropolitane, con riguardo alla
popolazione e al territorio metropolitano, le funzioni fondamentali della provincia sono considerate,
in via provvisoria, funzioni fondamentali della città metropolitana, con
efficacia dalla data di insediamento dei suoi organi definitivi; f) previsione
che, per le finalità di cui alla lettera e), siano altresì considerate funzioni
fondamentali della città metropolitana, con riguardo alla popolazione e al
territorio metropolitano: 1) la pianificazione territoriale generale e delle
reti infrastrutturali; 2) la strutturazione di sistemi coordinati di gestione
dei servizi pubblici; 3) la promozione e il coordinamento dello sviluppo
economico e sociale. 7. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 6,
corredati delle deliberazioni e dei pareri prescritti, sono trasmessi al
Consiglio di Stato e alla Conferenza unificata, che rendono il parere nel
termine di trenta giorni. Successivamente sono trasmessi alle Camere per lacquisizione
del parere delle competenti Commissioni parlamentari, da rendere entro trenta
giorni dallassegnazione alle Commissioni medesime. 8. La provincia di riferimento cessa di
esistere e sono soppressi tutti i relativi organi a decorrere dalla data di insediamento
degli organi della città metropolitana, individuati dalla legge di cui al comma
1, che provvede altresì a disciplinare il trasferimento delle funzioni e delle
risorse umane, strumentali e finanziarie inerenti alle funzioni trasferite e a
dare attuazione alle nuove perimetrazioni stabilite ai sensi del presente
articolo. Lo statuto definitivo della città metropolitana è adottato dai competenti
organi entro sei mesi dalla data del loro insediamento in base alla legge di
cui al comma 1. 9. La legge di cui al comma 1 stabilisce la disciplina per lesercizio
delliniziativa da parte dei comuni della provincia non inclusi nella
perimetrazione dellarea metropolitana, in modo da assicurare la scelta da
parte di ciascuno di tali comuni circa linclusione nel territorio della
città metropolitana ovvero in altra provincia già esistente, nel rispetto della
continuità territoriale. Art. 24. (Ordinamento transitorio di Roma capitale ai sensi dellarticolo
114, terzo comma, della Costituzione) 1. In sede di prima applicazione, fino
allattuazione della disciplina delle città metropolitane, il presente
articolo detta norme transitorie sullordinamento, anche finanziario, di Roma capitale. 2.
Roma capitale è un ente territoriale, i cui attuali confini sono quelli del
comune di Roma, e dispone di speciale autonomia, statutaria, amministrativa e
finanziaria, nei limiti stabiliti dalla Costituzione. Lordinamento di Roma capitale è diretto a
garantire il miglior assetto delle funzioni che Roma è chiamata a svolgere
quale sede degli organi costituzionali nonché delle rappresentanze diplomatiche
degli Stati esteri, ivi presenti presso la Repubblica italiana, presso lo Stato
della Città del Vaticano e presso le istituzioni internazionali. 3. Oltre a
quelle attualmente spettanti al comune di Roma, sono attribuite a Roma capitale
le seguenti funzioni amministrative: a) concorso alla valorizzazione dei beni
storici, artistici, ambientali e fluviali, previo accordo con il Ministero per
i beni e le attività culturali; b) sviluppo economico e sociale di Roma
capitale con particolare riferimento al settore produttivo e turistico; c)
sviluppo urbano e pianificazione territoriale; d) edilizia pubblica e privata;
e) organizzazione e funzionamento dei servizi urbani, con particolare
riferimento al trasporto pubblico ed alla mobilità; f) protezione civile, in
collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri e la regione Lazio;
g) ulteriori funzioni conferite dallo Stato e dalla regione Lazio, ai sensi
dellarticolo 118, secondo comma, della Costituzione. 4.
Lesercizio delle funzioni di cui al comma 3 è disciplinato con
regolamenti adottati dal consiglio comunale, che assume la denominazione di Assemblea
capitolina, nel rispetto della Costituzione, dei vincoli comunitari ed
internazionali, della legislazione statale e di quella regionale nel rispetto
dellarticolo 117, sesto comma, della Costituzione nonché in
conformità al
principio di funzionalità rispetto alle speciali attribuzioni di Roma capitale.
LAssemblea capitolina, entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore del decreto legislativo di cui al comma 5, approva, ai sensi
dellarticolo 6, commi 2, 3 e 4, del testo unico delle leggi sullordinamento
degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con
particolare riguardo al decentramento municipale, lo statuto di Roma capitale
che entra in vigore il giorno successivo alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
5. Con specifico decreto legislativo, adottato ai sensi dellarticolo
2, sentiti la regione Lazio, la provincia di Roma e il comune di Roma, è
disciplinato lordinamento transitorio, anche finanziario, di Roma
capitale, secondo i
seguenti princìpi e criteri direttivi: a) specificazione delle funzioni di cui
al comma 3 e definizione delle modalità per il trasferimento a Roma capitale
delle relative risorse umane e dei mezzi; b) fermo quanto stabilito dalle
disposizioni di legge per il finanziamento dei comuni, assegnazione di
ulteriori risorse a Roma capitale, tenendo conto delle specifiche esigenze di
finanziamento derivanti dal ruolo di capitale della Repubblica, previa la loro
determinazione specifica, e delle funzioni di cui al comma 3. 6. Il decreto
legislativo di cui al comma 5 assicura i raccordi istituzionali, il
coordinamento e la collaborazione di Roma capitale con lo Stato, la regione
Lazio e la provincia di Roma, nellesercizio delle
funzioni di cui al comma 3. Con il medesimo decreto è disciplinato lo status dei membri dellAssemblea
capitolina. 7. Il decreto legislativo di cui al comma 5, con riguardo
allattuazione dellarticolo 119, sesto comma, della Costituzione,
stabilisce i princìpi generali per lattribuzione alla città di Roma, capitale
della Repubblica, di un proprio patrimonio, nel rispetto dei seguenti princìpi
e criteri direttivi specifici: a) attribuzione a Roma capitale di un patrimonio
commisurato alle funzioni e competenze ad essa attribuite; b) trasferimento, a
titolo gratuito, a Roma capitale dei beni appartenenti al patrimonio dello
Stato non più funzionali alle esigenze dellAmministrazione
centrale, in conformità a quanto previsto dallarticolo 19, comma 1,
lettera d). 8. Le disposizioni di cui al presente articolo e quelle contenute nel decreto
legislativo adottato ai sensi del comma 5 possono essere modificate, derogate o
abrogate solo espressamente. Per quanto non disposto dal presente articolo,
continua ad applicarsi a Roma capitale quanto previsto con riferimento ai
comuni dal testo unico delle leggi sullordinamento degli enti
locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 9. A seguito
dellattuazione della disciplina delle città metropolitane e a decorrere
dallistituzione della
città metropolitana di Roma capitale, le disposizioni di cui al presente
articolo si intendono riferite alla città metropolitana di Roma capitale. 10.
Per la città metropolitana di Roma capitale si applica larticolo
23 ad eccezione del comma 2, lettere b) e c), e del comma 6, lettera d). La città
metropolitana di Roma capitale, oltre alle funzioni della città metropolitana,
continua a svolgere le funzioni di cui al presente articolo. Art. 25. (Princìpi
e criteri direttivi relativi alla gestione dei tributi e delle
compartecipazioni) 1. I decreti legislativi di cui allarticolo
2, con riguardo al sistema gestionale dei tributi e delle compartecipazioni,
nel rispetto della autonomia organizzativa di regioni ed enti locali nella
scelta delle forme di organizzazione
delle attività di gestione e di riscossione, sono adottati secondo i seguenti
princìpi e criteri direttivi: a) previsione di adeguate forme di collaborazione
delle regioni e degli enti locali con il Ministero delleconomia
e delle finanze e con lAgenzia
delle entrate, al fine di utilizzare le direzioni regionali delle entrate per
la gestione organica dei tributi erariali, regionali e degli enti locali; b)
definizione, con apposita e specifica convenzione fra il Ministero
delleconomia e delle finanze, le singole regioni e gli enti locali, delle modalità
gestionali, operative, di ripartizione degli oneri, degli introiti di attività
di recupero dellevasione. Art. 26. (Contrasto
dellevasione fiscale) 1. I decreti legislativi di cui allarticolo
2, con riguardo al
sistema gestionale dei tributi e delle compartecipazioni, nel rispetto dellautonomia
organizzativa delle regioni e degli enti locali nella scelta delle forme di
organizzazione delle attività di gestione e di riscossione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri
direttivi: a) previsione di adeguate forme di reciproca integrazione delle basi
informative di cui dispongono le regioni, gli enti locali e lo Stato per le
attività di contrasto dellevasione dei tributi erariali, regionali e degli enti locali, nonché di
diretta collaborazione volta a fornire dati ed elementi utili ai fini dellaccertamento
dei predetti tributi; b) previsione di adeguate forme premiali per le regioni e
gli enti locali che abbiano ottenuto risultati positivi in termini di maggior gettito
derivante dallazione di contrasto dellevasione e
dellelusione fiscale. Capo IX OBIETTIVI DI PEREQUAZIONE E DI SOLIDARIETÀ PER LE REGIONI A
STATUTO SPECIALE E PER LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO Art. 27.
(Coordinamento della finanza delle regioni a statuto speciale e delle province
autonome) 1. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e
di Bolzano, nel rispetto degli statuti speciali, concorrono al conseguimento
degli obiettivi di perequazione e di solidarietà ed allesercizio
dei diritti e doveri da essi derivanti, nonché al patto di stabilità interno e
allassolvimento degli obblighi posti dallordinamento comunitario,
secondo criteri e modalità stabiliti da norme di attuazione dei rispettivi statuti, da definire, con le
procedure previste dagli statuti medesimi, entro il termine di ventiquattro
mesi stabilito per lemanazione dei decreti legislativi di cui
allarticolo 2 e secondo il principio del graduale superamento del
criterio della spesa
storica di cui allarticolo 2, comma 2, lettera m). 2. Le
norme di attuazione di cui al comma 1 tengono conto della dimensione della
finanza delle predette regioni e province autonome rispetto alla finanza
pubblica complessiva, delle funzioni da esse effettivamente esercitate e dei relativi oneri, anche
in considerazione degli svantaggi strutturali permanenti, ove ricorrano, dei
costi dellinsularità e dei livelli di reddito pro capite che
caratterizzano i rispettivi territori o parte di essi, rispetto a quelli corrispondentemente
sostenuti per le medesime funzioni dallo Stato, dal complesso delle regioni e,
per le regioni e province autonome che esercitano le funzioni in materia di
finanza locale, dagli enti locali. Le medesime norme di attuazione disciplinano
altresì le specifiche modalità attraverso le quali lo Stato assicura il
conseguimento degli obiettivi costituzionali di perequazione e di solidarietà
per le regioni a statuto speciale i cui livelli di reddito pro capite siano
inferiori alla media nazionale, ferma restando la copertura del fabbisogno
standard per il finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni
concernenti i diritti civili e sociali di cui allarticolo 117,
secondo comma, lettera m), della Costituzione, conformemente a quanto previsto dallarticolo
8, comma 1, lettera b), della presente legge. 3. Le disposizioni di cui al
comma 1 sono attuate, nella misura stabilita dalle norme di attuazione degli
statuti speciali e alle condizioni stabilite dalle stesse norme in applicazione dei criteri di cui al comma 2,
anche mediante lassunzione di oneri derivanti dal
trasferimento o dalla delega di funzioni statali alle medesime regioni a
statuto speciale e province autonome ovvero da altre misure finalizzate al
conseguimento di risparmi
per il bilancio dello Stato, nonché con altre modalità stabilite dalle norme di
attuazione degli statuti speciali. Inoltre, le predette norme, per la parte di
propria competenza: a) disciplinano il coordinamento tra le leggi statali in
materia di finanza pubblica e le corrispondenti leggi regionali e provinciali
in materia, rispettivamente, di finanza regionale e provinciale, nonché di
finanza locale nei casi in cui questa rientri nella competenza della regione a
statuto speciale o provincia autonoma; b) definiscono i princìpi fondamentali
di coordinamento del sistema tributario con riferimento alla potestà
legislativa attribuita dai rispettivi statuti alle regioni a statuto speciale e
alle province autonome in materia di tributi regionali, provinciali e locali;
c) individuano forme di fiscalità di sviluppo, ai sensi dellarticolo
2, comma 2, lettera mm), e alle condizioni di cui allarticolo 16, comma
1, lettera d). 4. A
fronte dellassegnazione di ulteriori nuove funzioni alle regioni a
statuto speciale ed
alle province autonome di Trento e di Bolzano, così come alle regioni a statuto
ordinario, nei casi diversi dal concorso al conseguimento degli obiettivi di
perequazione e di solidarietà ai sensi del comma 2, rispettivamente le norme di
attuazione e i decreti legislativi di cui allarticolo 2
definiranno le corrispondenti modalità di finanziamento aggiuntivo attraverso
forme di compartecipazione a tributi erariali e alle accise, fatto salvo quanto
previsto dalle leggi costituzionali in vigore. 5. Alle riunioni del Consiglio dei ministri per
lesame degli schemi concernenti le norme di attuazione di cui al
presente articolo sono invitati a partecipare, in conformità ai rispettivi
statuti, i Presidenti delle regioni e delle province autonome interessate. 6. La Commissione di cui allarticolo
4 svolge anche attività meramente ricognitiva delle disposizioni vigenti
concernenti lordinamento finanziario delle regioni a statuto speciale e
delle province autonome di Trento e di Bolzano e della relativa applicazione. Nellesercizio
di tale funzione la Commissione è integrata da un rappresentante tecnico della
singola regione o provincia interessata. 7. Al fine di assicurare il rispetto
delle norme fondamentali della presente legge e dei princìpi che da essa
derivano, nel rispetto
delle peculiarità di ciascuna regione a statuto speciale e di ciascuna
provincia autonoma, è istituito presso la Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in
attuazione del principio di leale collaborazione, un tavolo di confronto tra il
Governo e ciascuna regione a statuto speciale e ciascuna provincia autonoma,
costituito dai Ministri per i rapporti con le regioni, per le riforme per il
federalismo, per la semplificazione normativa, delleconomia
e delle finanze e per le politiche europee nonché dai Presidenti delle regioni
a statuto speciale e delle province autonome. Il tavolo individua linee guida,
indirizzi e strumenti per assicurare il concorso delle regioni a statuto speciale e delle province autonome
agli obiettivi di perequazione e di solidarietà e per valutare la congruità
delle attribuzioni finanziarie ulteriori intervenute successivamente allentrata
in vigore degli statuti, verificandone la coerenza con i princìpi di cui alla presente legge e con i
nuovi assetti della finanza pubblica. Con decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, è assicurata lorganizzazione del
tavolo. Capo X
SALVAGUARDIA FINANZIARIA ED ABROGAZIONI Art. 28. (Salvaguardia finanziaria) 1.
Lattuazione della presente legge deve essere compatibile con gli
impegni finanziari assunti con il patto di stabilità e crescita. 2. I decreti
legislativi di cui allarticolo 2 individuano meccanismi idonei ad assicurare che: a) vi sia la
coerenza tra il riordino e la riallocazione delle funzioni e la dotazione delle
risorse umane e finanziarie, con il vincolo che al trasferimento delle funzioni
corrisponda un trasferimento del personale tale da evitare ogni duplicazione di
funzioni; b) sia garantita la determinazione periodica del limite massimo della
pressione fiscale nonché del suo riparto tra i diversi livelli di governo e sia
salvaguardato lobiettivo di non produrre aumenti della pressione fiscale
complessiva anche nel corso della fase transitoria. 3. Allistituzione
e al funzionamento della Commissione e della Conferenza di cui agli articoli 4
e 5 si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Gli oneri
connessi alla partecipazione alle riunioni della Commissione e della Conferenza
di cui al primo periodo sono a carico dei rispettivi soggetti istituzionali
rappresentati, i quali provvedono a valere sugli ordinari stanziamenti di
bilancio e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica. Ai componenti della Commissione e della Conferenza non spetta alcun
compenso. 4. Dalla presente legge e da ciascuno dei decreti legislativi di cui
allarticolo 2 e allarticolo 23 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico
della finanza pubblica. Art. 29. (Abrogazioni) 1. I decreti legislativi di cui
allarticolo 2 individuano le disposizioni incompatibili con la presente
legge, prevedendone labrogazione. IL PRESIDENTE Commenta | Stampa | Segnala | Condividi |
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( da "AltaLex" del
05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Terremoto in
Abruzzo: interventi urgenti e misure di protezione civile Decreto Legge
28.04.2009 n° 39 , G.U. 28.04.2009 Commenta | Stampa | Segnala | Condividi Per
soccorrere le esigenze delle popolazioni colpite dal sisma del 6 aprile 2009 è
disposta la concessione di contributi, anche con le modalità del credito di
imposta, e di finanziamenti agevolati, garantiti dallo Stato, per la
ricostruzione o riparazione di immobili adibiti ad abitazione principale
distrutti o dichiarati inagibili ovvero per l'acquisto di nuove abitazioni
sostitutive dell'abitazione principale distrutta. E' quanto stabilisce il
Decreto Legge 28 aprile 2009, n. 39 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 28 aprile
2009, n. 97) contenente le misure urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli
eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori
interventi urgenti di protezione civile. In particolare il provvedimento
prevede: progettazione e realizzazione, nei comuni terremotati, di moduli
abitativi destinati ad una utilizzazione durevole e rispondenti a
caratteristiche di innovazione tecnologica, risparmio energetico e protezione
dalle azioni sismiche, nonché delle opere di urbanizzazione e dei servizi
connessi, al fine di garantire adeguata sistemazione alle persone le cui
abitazioni sono state distrutte o dichiarate non agibili; sospensione (con
eccezione per casi particolarmente gravi) dei processi civili pendenti presso
gli uffici giudiziari dei comuni colpiti dal sisma, nonchè di termini di legge
gravanti sulle popolazioni colpite; predisposizione di un piano di interventi
urgenti per il ripristino degli immobili pubblici danneggiati, compresa ledilizia
universitaria ed il Conservatorio di musica, nonché le caserme e gli immobili
demaniali o di proprietà di enti ecclesiastici riconosciuti di interesse storico artistico;
rapida definizione delle modalità organizzative per consentire la pronta
ripresa dellattività degli uffici pubblici; esclusione dal patto di
stabilità interno 2009-2010 delle spese sostenute dalla Regione Abruzzo, dalla provincia de LAquila
e dai Comuni danneggiati per fronteggiare gli eventi sismici. A vantaggio di
famiglie, lavoratori ed imprese vengono inoltre previste le seguenti misure:
proroga dellindennità ordinaria di disoccupazione; indennizzo in favore dei collaboratori
coordinati e continuativi e dei lavoratori autonomi che abbiano dovuto
sospendere lattività a causa del sisma; sospensione per le imprese delle
eventuali sanzioni legate alle inadempienze fiscali; non computabilità, a fini della definizione del reddito da
lavoro dipendente, delle erogazioni liberali, dei sussidi e dei benefici di
qualsiasi genere concessi dai datori di lavoro privati ai lavoratori residenti
nelle aree colpite dal sisma, ovvero da datori di lavoro privati operanti nei
territori colpiti in favore di lavoratori anche non residenti in quelle aree.
Le elezioni amministrative sono rinviate alla fine dellanno
e gli adempimenti contabili dei comuni vengono differiti al 31 luglio 2009.
(Altalex, 4 maggio 2009) DECRETO-LEGGE 28 aprile 2009, n. 39 Interventi urgenti in favore delle
popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di
aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile. (09G0047) (GU
n. 97 del 28-4-2009) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87
della Costituzione; Ritenuta la straordinaria
necessita' ed urgenza di emanare disposizioni per fronteggiare, con ulteriori
interventi, gli eccezionali eventi sismici verificatisi nella regione Abruzzo,
nonche' per potenziare le attivita' e gli interventi di protezione civile;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del
23 aprile 2009; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministri
dell'interno, del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dell'ambiente
e della tutela del territorio e del mare, delle infrastrutture e dei trasporti,
per i beni e le attivita' culturali, della difesa, della giustizia, dello
sviluppo economico, dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, delle
politiche agricole alimentari e forestali e della gioventu'; Emana il seguente
decreto-legge: CAPO I Interventi immediati per il superamento dell'emergenza
Art. 1. Modalita' di attuazione del presente decreto; ambito oggettivo e
soggettivo 1. Le ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi
dell'articolo 5, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, necessarie per
l'attuazione del presente decreto sono emanate di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, per quanto attiene agli aspetti di carattere
fiscale e finanziario. 2. I predetti provvedimenti hanno effetto esclusivamente
nei confronti dei comuni interessati dagli eventi sismici che hanno colpito la
regione Abruzzo a partire dal 6 aprile 2009 che, sulla base dei dati risultanti
dai rilievi macrosismici effettuati dal Dipartimento della protezione civile,
hanno risentito un'intensita' MSC uguale o superiore al sesto grado,
identificati con il decreto del Commissario delegato n. 3 emanato in data 16
aprile 2009; i predetti provvedimenti riguardano le persone fisiche ivi
residenti, le imprese operanti e gli enti aventi sede nei predetti territori
alla data del 6 aprile 2009. 3. Gli interventi di cui all'articolo 3, comma 1,
ad eccezione di quelli di cui alla lettera f), possono riguardare anche beni
localizzati al di fuori dei territori dei comuni di cui al comma 2, in presenza di un nesso di
causalita' diretto tra il danno subito e l'evento sismico, comprovato da
apposita perizia giurata. Art. 2. Realizzazione urgente di abitazioni 1. Il
Commissario delegato nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri con
decreto emanato ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225, oltre ai compiti
specificamente attribuitigli con ordinanze del Presidente del Consiglio dei
Ministri, provvede in termini di somma urgenza alla progettazione e
realizzazione nei comuni di cui all'articolo 1 di moduli abitativi destinati ad
una durevole utilizzazione, nonche' delle connesse opere di urbanizzazione e
servizi, per consentire la piu' sollecita sistemazione delle persone le cui
abitazioni sono state distrutte o dichiarate non agibili dai competenti organi
tecnici pubblici in attesa della ricostruzione o riparazione degli stessi. 2. I
moduli abitativi garantiscono, nel rispetto delle norme di sicurezza sanitarie
vigenti, anche elevati livelli di qualita', innovazione tecnologica orientata
all'autosufficienza impiantistica, protezione dalle azioni sismiche anche mediante
isolamento sismico per interi complessi abitativi, risparmio energetico e
sostenibilita' ambientale. 3. Il Commissario delegato approva il piano degli
interventi di cui al comma 1 previo parere di un'apposita conferenza di servizi
che delibera a maggioranza dei presenti validamente intervenuti. 4. Il
Commissario delegato provvede, d'intesa con il Presidente della regione Abruzzo
e sentiti i sindaci dei comuni interessati, alla localizzazione delle aree
destinate alla realizzazione degli edifici di cui al comma 1, anche in deroga
alle vigenti previsioni urbanistiche. Non si applicano gli articoli 7 ed 8
della legge 7 agosto 1990, n. 241. Il provvedimento di localizzazione comporta
dichiarazione di pubblica utilita', indifferibilita' ed urgenza delle opere di
cui al comma 1 e costituisce decreto di occupazione d'urgenza delle aree
individuate. 5. L'approvazione
delle localizzazioni di cui al comma 4, se derogatoria dei vigenti strumenti
urbanistici, costituisce variante degli stessi e produce l'effetto della
imposizione del vincolo preordinato alla espropriazione. In deroga alla
normativa vigente ed in sostituzione delle notificazioni ai proprietari ed ogni
altro avente diritto o interessato da essa previste, il Commissario delegato
da' notizia della avvenuta localizzazione e conseguente variante mediante
pubblicazione del provvedimento all'albo del comune e su due giornali, di cui
uno a diffusione nazionale ed uno a diffusione regionale. L'efficacia del
provvedimento di localizzazione decorre dal momento della pubblicazione
all'albo comunale. Non si applica l'articolo 11 del decreto del Presidente
della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327. 6. Per le occupazioni d'urgenza e per
le eventuali espropriazioni delle aree per l'attuazione del piano di cui al comma
3, il Commissario delegato provvede, prescindendo da ogni altro adempimento,
alla redazione dello stato di consistenza e del verbale di immissione in
possesso dei suoli. Il verbale di immissione in possesso costituisce
provvedimento di provvisoria occupazione a favore del Commissario delegato o di
espropriazione, se espressamente indicato, a favore della Regione o di altro
ente pubblico, anche locale, specificatamente indicato nel verbale stesso.
L'indennita' di provvisoria occupazione o di espropriazione e' determinata dal
Commissario delegato entro sei mesi dalla data di immissione in possesso. 7.
Avverso il provvedimento di localizzazione ed il verbale di immissione in
possesso e' ammesso esclusivamente ricorso giurisdizionale o ricorso
straordinario al Capo dello Stato. Non sono ammesse le opposizioni
amministrative previste dalla normativa vigente. 8. L'utilizzazione di un bene
immobile in assenza del provvedimento di localizzazione o del verbale di
immissione in possesso, o comunque di un titolo ablatorio valido, puo' essere
disposta dal Commissario delegato, in via di somma urgenza, con proprio
provvedimento, espressamente motivando la contingibilita' ed urgenza della
utilizzazione. L'atto di acquisizione di cui all'articolo 43, comma 1, del
decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, e' adottato, ove
ritenuto necessario, con successiva ordinanza, dal Commissario delegato a
favore del patrimonio indisponibile della Regione o di altro ente pubblico
anche locale. 9. L'affidamento
degli interventi avviene entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto con le modalita' di cui all'articolo 57, comma 6, del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, anche in caso di affidamento ai
sensi dell'articolo 176 del medesimo decreto legislativo, compatibilmente con
il quadro emergenziale e con la collaborazione delle associazioni di categoria
di settore anche di ambito locale. In deroga all'articolo 118 del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e' consentito il subappalto delle
lavorazioni della categoria prevalente fino al cinquanta per cento. 10. Il
Commissario delegato, a valere sulle risorse di cui all'articolo 7, comma 1,
puo' procedere al reperimento di alloggi per le persone sgomberate anche
individuando immobili non utilizzati per il tempo necessario al rientro delle
popolazioni nelle abitazioni riparate o ricostruite, assicurando l'applicazione
di criteri uniformi per la determinazione del corrispettivo d'uso. 11. L'assegnazione degli
alloggi e' effettuata dal sindaco del comune interessato, il quale definisce le
modalita' dell'uso provvisorio, anche gratuito, degli stessi da parte dei
beneficiari, secondo criteri indicati con i provvedimenti di cui all'articolo
1. 12. Al fine di coadiuvare il Commissario delegato nell'esercizio delle
proprie funzioni, sono nominati, con i provvedimenti di cui all'articolo 1,
quattro vice commissari per specifici settori di intervento, di cui uno con
funzioni vicarie. Agli eventuali oneri derivanti dal presente comma si provvede
nell'ambito delle risorse stanziate ai sensi dell'articolo 7, comma 1. 13. Per
le finalita' di cui al presente articolo, fatto salvo quanto previsto dal comma
10, e' autorizzata la spesa di 400 milioni di euro per l'anno 2009 e 300
milioni di euro per l'anno 2010. Art. 3. Ricostruzione e riparazione delle
abitazioni private e di immobili ad uso non abitativo; indennizzi a favore
delle imprese 1. Per soccorrere le esigenze delle popolazioni colpite dal sisma
del 6 aprile 2009 sono disposti: a) la concessione di contributi, anche con le
modalita' del credito di imposta, e di finanziamenti agevolati, garantiti dallo
Stato, per la ricostruzione o riparazione di immobili adibiti ad abitazione
principale distrutti o dichiarati inagibili ovvero per l'acquisto di nuove
abitazioni sostitutive dell'abitazione principale distrutta; b) l'intervento di
Fintecna S.p.a. ovvero di societa' controllata dalla stessa indicata, a domanda
del soggetto richiedente il finanziamento, per assisterlo nella stipula del
contratto di finanziamento di cui alla lettera a) e nella gestione del rapporto
contrattuale; c) il subentro, a domanda del soggetto debitore non moroso, dello
Stato, per un importo non superiore al contributo di cui alla lettera a), nel
debito derivante da finanziamenti preesistenti garantiti da immobili adibiti ad
abitazione principale distrutti, con la contestuale cessione alla societa' di
cui alla lettera b) dei diritti di proprieta' sui predetti immobili. In tale
caso il prezzo della cessione, stabilito dall'Agenzia del territorio, e'
detratto dal debito nel quale lo Stato subentra; d) l'esenzione da ogni
tributo, con esclusione dell'imposta sul valore aggiunto, e diritto degli atti
e delle operazioni relativi ai finanziamenti ed agli acquisti di cui alla
lettera a) inclusi quelli concernenti la prestazione delle eventuali garanzie
personali o reali, nonche' degli atti conseguenti e connessi e degli atti di
cui alla lettera c), con la riduzione dell'ottanta per cento degli onorari e
dei diritti notarili; e) la concessione di contributi, anche con le modalita'
del credito di imposta, per la ricostruzione o riparazione di immobili diversi
da quelli adibiti ad abitazione principale, nonche' di immobili ad uso non
abitativo distrutti o dichiarati non agibili; f) la concessione di indennizzi a
favore delle attivita' produttive che hanno subito conseguenze economiche
sfavorevoli per effetto degli eventi sismici; g) la concessione di indennizzi a
favore delle attivita' produttive per la riparazione e la ricostruzione di beni
mobili distrutti o danneggiati, il ripristino delle scorte andate distrutte o
il ristoro di danni derivanti dalla perdita di beni mobili strumentali
all'esercizio delle attivita' ivi espletate; h) la concessione di indennizzi
per il ristoro di danni ai beni mobili anche non registrati; i) la concessione
di indennizzi per i danni alle strutture adibite ad attivita' sociali,
ricreative, sportive e religiose; l) la non concorrenza dei contributi e degli
indennizzi erogati alle imprese ai sensi del presente comma ai fini delle
imposte sui redditi e della imposta regionale sulle attivita' produttive,
nonche' le modalita' della loro indicazione nella dichiarazione dei redditi. 2.
Per l'individuazione dell'ambito di applicazione delle disposizioni di cui al
presente articolo resta fermo quanto previsto ai sensi dell'articolo 1, commi 2
e 3. 3. Per la realizzazione degli investimenti di interesse nazionale di cui
alla lettera a) del comma 1 i soggetti autorizzati all'esercizio del credito,
operanti nei territori di cui all'articolo 1 possono contrarre finanziamenti
fino ad un massimo di 2.000 milioni di euro, ai sensi dell'articolo 5, comma 7,
lettera a), secondo periodo, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, al fine di
concedere finanziamenti assistiti da garanzia dello Stato, a favore di persone
fisiche, per la ricostruzione o riparazione di immobili adibiti ad abitazione
principale ovvero per l'acquisto di nuove abitazioni sostitutive dell'abitazione
principale distrutta nei territori sopra individuati. La garanzia dello Stato
e' concessa dal Ministero dell'economia e delle finanze, con uno o piu' decreti
dirigenziali, per l'adempimento delle obbligazioni principali ed accessorie
assunte in relazione a detti finanziamenti da parte delle persone fisiche cui
e' stato concesso il credito ai sensi del presente comma. La garanzia dello
Stato resta in vigore fino alla scadenza del termine di rimborso di ciascun
finanziamento. Le modalita' di concessione della garanzia, il termine entro il
quale puo' essere concessa, nonche' la definizione delle caratteristiche degli
interventi finanziabili ai sensi del comma 1, sono stabiliti con i decreti di
cui al presente comma. Agli eventuali oneri derivanti dall'escussione della
garanzia concessa ai sensi del presente comma si provvede ai sensi
dell'articolo 7, secondo comma, numero 2), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e
successive modificazioni, con imputazione all'unita' previsionale di base
[3.2.4.2] «garanzie dello Stato», iscritta nello stato di previsione del
Ministero dell'economia e delle finanze. Al fine dell'attuazione del comma 1,
lettera b), e' autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per ciascuno degli
anni 2009, 2010, 2011 e 2012 per la stipula di una convenzione tra Fintecna spa
ed il Ministero dell'economia e delle finanze. 4. La realizzazione di complessi
residenziali puo' essere effettuata anche nell'ambito del «Piano casa» di cui
all'articolo 11 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni.
5. Il contributo ed ogni altra agevolazione per la ricostruzione o la
riparazione degli immobili non spettano per i beni alienati dopo la data del 6
aprile 2009. La proprieta' degli immobili per i quali e' stato concesso il
contributo o ogni altra agevolazione per la ricostruzione non puo' essere
alienata per due anni dalla concessione del contributo. Gli atti di
compravendita stipulati in violazione della presente disposizione sono nulli.
6. Al fine dell'attuazione dei commi 1, esclusa la lettera b), e 2, con
esclusione dei contributi che sono concessi nell'ambito delle risorse di cui
all'articolo 14, comma 1, e' autorizzata la spesa di euro 88.500.000 per l'anno
2010, di euro 177.000.000 per l'anno 2011, di euro 265.500.000 per l'anno 2012,
di euro 295.000.000 per ciascuno degli anni 2013 e 2014, di euro 240.300.000
per l'anno 2015, di 185,6 milioni di euro per l'anno 2016, di 130,9 milioni di
euro per l'anno 2017, di 112,7 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018
al 2029, di 78,9 milioni di euro per l'anno 2030, di 45,1 milioni di euro per
l'anno 2031 e di 11,3 milioni di euro per l'anno 2032. Art. 4. Ricostruzione e
funzionalita' degli edifici e dei servizi pubblici 1. Con provvedimenti
adottati ai sensi dell'articolo 1 sono stabiliti: a) i criteri e modalita' per
il trasferimento, in esenzione da ogni imposta e tassa, alla regione Abruzzo,
ovvero ai comuni interessati dal sisma del 6 aprile 2009, di immobili che non
siano piu' utilizzabili o che siano dismissibili perche' non piu' rispondenti
alle esigenze delle amministrazioni statali e non risultino interessati da
piani di dismissione o alienazione del patrimonio immobiliare, per le finalita'
di cui all'articolo 1, comma 5, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, siti nel
suo territorio appartenenti allo Stato gestiti dall'Agenzia del demanio o dal
Ministero della difesa, liberi e disponibili, nonche' gli immobili di cui
all'articolo 2-undecies della legge 31 maggio 1965, n. 575, non ancora
destinati; b) le modalita' di predisposizione e di attuazione, da parte del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con le amministrazioni
interessate e con la regione Abruzzo, sentiti i sindaci dei comuni interessati,
di un piano di interventi urgenti per il ripristino degli immobili pubblici,
danneggiati dagli eventi sismici, comprese le strutture edilizie universitarie
e del Conservatorio di musica di L'Aquila, nonche' le caserme in uso
all'amministrazione della difesa e gli immobili demaniali o di proprieta' di
enti ecclesiastici civilmente riconosciuti di interesse storico-artistico ai
sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42; c) le modalita'
organizzative per consentire la pronta ripresa delle attivita' degli uffici
delle amministrazioni statali, degli enti pubblici nazionali e delle agenzie
fiscali nel territorio colpito dagli eventi sismici e le disposizioni
necessarie per assicurare al personale non in servizio a causa della chiusura
degli uffici il trattamento economico fisso e continuativo. 2. Alla
realizzazione degli interventi di cui al comma 1, lettera b), provvede il
Presidente della regione Abruzzo in qualita' di Commissario delegato,
avvalendosi del competente provveditorato interregionale alle opere pubbliche.
3. Al fine di concentrare nei territori di cui all'articolo 1 interventi di
ricostruzione delle infrastrutture viarie e ferroviarie, entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono destinati a tali interventi,
rispettivamente, fino a 200 milioni di euro a valere sulle risorse stanziate,
per l'anno 2009, per gli investimenti di ANAS S.p.A., nell'ambito del contratto
di programma da stipularsi per lo stesso anno, e fino a 100 milioni di euro
nell'ambito dell'aggiornamento, per l'anno 2009, del contratto di programma
Rete ferroviaria italiana (RFI) S.p.A. 2007-2011. 4. Con delibera del CIPE, da
adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, alla regione Abruzzo e' riservata una quota aggiuntiva delle risorse
previste dall'articolo 18 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, destinate al
finanziamento degli interventi in materia di edilizia scolastica. La regione
Abruzzo e' autorizzata, con le risorse di cui al presente comma, a modificare
il piano annuale 2009 di edilizia scolastica, gia' predisposto ai sensi
dell'articolo 4 della legge 11 gennaio 1996, n. 23, anche con l'inserimento di
nuove opere in precedenza non contemplate; il termine per la relativa
presentazione e' prorogato di sessanta giorni. 5. Le risorse disponibili sul
bilancio del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca
finalizzate agli arredi scolastici, possono essere destinate alle istituzioni
scolastiche ubicate nella regione Abruzzo. Al fine di assicurare una sollecita
ripresa delle attivita' didattiche e delle attivita' dell'amministrazione
scolastica nelle zone colpite dagli eventi sismici, anche in correlazione con
gli obiettivi finanziari di cui all'articolo 64, comma 6, del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,
n. 133, e' autorizzata la spesa di euro 19,4 milioni per l'anno 2009, di euro
14,3 milioni per l'anno 2010 e di euro 2,3 milioni per l'anno 2011. L'utilizzazione delle
risorse di cui al presente comma e' disposta con le modalita' previste
dall'articolo 1, comma 1, su proposta del Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca. 6. Alla regione Abruzzo, con riferimento agli
interventi in materia di edilizia sanitaria, di cui all'articolo 20 della legge
11 marzo 1988, n. 67, e' riconosciuta priorita' nell'utilizzo delle risorse
disponibili nel bilancio statale ai fini della sottoscrizione di un nuovo
Accordo di programma finalizzato alla ricostruzione ed alla riorganizzazione
delle strutture sanitarie regionali riducendo il rischio sismico; nell'ambito
degli interventi gia' programmati dalla regione Abruzzo nell'Accordo di
programma vigente, la Regione procede, previo parere del Ministero del lavoro,
della salute e delle politiche sociali, alle opportune rimodulazioni, al fine
di favorire le opere di consolidamento e di ripristino delle strutture
danneggiate. 7. I programmi finanziati con fondi statali o con il contributo
dello Stato a favore della regione Abruzzo possono essere riprogrammati
nell'ambito delle originarie tipologie di intervento prescindendo dai termini
riferiti ai singoli programmi, non previsti da norme comunitarie. 8. In deroga a quanto
previsto dall'articolo 62, comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, con riguardo
alla durata massima di una singola operazione di indebitamento, la regione
Abruzzo, la provincia di L'Aquila e gli altri comuni di cui all'articolo 1,
comma 2, sono autorizzati a rinegoziare con la controparte attuale i prestiti,
in qualsiasi forma contratti in essere alla data di entrata in vigore del
presente decreto. La durata di ogni singolo prestito puo' essere estesa per un
periodo non superiore a cinquanta anni a partire dalla data della
rinegoziazione. 9. All'attuazione del comma 1, lettera b), si provvede con le
risorse di cui all'articolo 14, comma 1. Art. 5. Disposizioni relative alla sospensione
dei processi civili, penali e amministrativi, al rinvio delle udienze e alla
sospensione dei termini, nonche' alle comunicazioni e notifiche di atti 1. Fino
al 31 luglio 2009, sono sospesi i processi civili e amministrativi pendenti
alla data del 6 aprile 2009 presso gli uffici giudiziari aventi sede nei comuni
di cui all'articolo 1, comma 2, ad eccezione delle cause relative ad alimenti,
ai procedimenti cautelari, ai procedimenti per l'adozione di provvedimenti in
materia di amministrazione di sostegno, di interdizione, di inabilitazione, ai
procedimenti per l'adozione di ordini di protezione contro gli abusi familiari
ed in genere quelle rispetto alle quali la ritardata trattazione potrebbe
produrre grave pregiudizio alle parti. In quest'ultimo caso, la dichiarazione
di urgenza e' fatta dal presidente in calce alla citazione o al ricorso, con
decreto non impugnabile, e, per le cause gia' iniziate, con provvedimento del
giudice istruttore o del collegio, egualmente non impugnabile. 2. Sono rinviate
d'ufficio, a data successiva al 31 luglio 2009, le udienze processuali civili e
amministrative in cui le parti o i loro difensori, con nomina antecedente al 5
aprile 2009, sono soggetti che, alla data del 5 aprile 2009, erano residenti o
avevano sede nei comuni individuati ai sensi dell'articolo 1. 3. Per i soggetti
che alla data del 5 aprile 2009 erano residenti, avevano sede operativa o
esercitavano la propria attivita' lavorativa, produttiva o di funzione nei
comuni e nei territori individuati con i provvedimenti di cui al comma 1, il
decorso dei termini perentori, legali e convenzionali, sostanziali e
processuali, comportanti prescrizioni e decadenze da qualsiasi diritto, azione
ed eccezione, nonche' dei termini per gli adempimenti contrattuali e' sospeso
dal 6 aprile 2009 al 31 luglio 2009 e riprende a decorrere dalla fine del
periodo di sospensione. E' fatta salva la facolta' di rinuncia espressa alla
sospensione da parte degli interessati. Ove il decorso abbia inizio durante il
periodo di sospensione, l'inizio stesso e' differito alla fine del periodo.
Sono altresi' sospesi, per lo stesso periodo e nei riguardi dei medesimi
soggetti, i termini relativi ai processi esecutivi, escluse le procedure di
esecuzione coattiva tributaria, e i termini relativi alle procedure
concorsuali, nonche' i termini di notificazione dei processi verbali, di
esecuzione del pagamento in misura ridotta, di svolgimento di attivita'
difensiva e per la presentazione di ricorsi amministrativi e giurisdizionali.
4. Nei riguardi degli stessi soggetti di cui al comma 3, i termini di scadenza,
ricadenti o decorrenti nel periodo che va dal 6 aprile 2009 al 31 luglio 2009,
relativi a vaglia cambiari, a cambiali e ad ogni altro titolo di credito o atto
avente forza esecutiva, sono sospesi per lo stesso periodo. La sospensione
opera a favore dei debitori ed obbligati, anche in via di regresso o di
garanzia, salva la facolta' degli stessi di rinunciarvi espressamente. 5. Per
il periodo e nei comuni individuati ai sensi dell'articolo 1, sono sospesi i
termini stabiliti per la fase delle indagini preliminari, nonche' i termini per
proporre querela e sono altresi' sospesi i processi penali, in qualsiasi stato
e grado, pendenti alla data del 6 aprile 2009. 6. Nei processi penali in cui,
alla data del 6 aprile 2009, una delle parti o dei loro difensori, nominati
prima della medesima data, era residente nei comuni individuati ai sensi
dell'articolo 1: a) sono sospesi, per il periodo indicato al comma 1, i termini
previsti dal codice di procedura penale a pena di inammissibilita' o decadenza
per lo svolgimento di attivita' difensiva e per la proposizione di reclami o
impugnazioni; b) salvo quanto previsto al comma 7, il giudice, ove risulti
contumace o assente una delle parti o dei loro difensori, dispone d'ufficio il
rinvio a data successiva al 31 luglio 2009. 7. La sospensione di cui ai commi 5
e 6 non opera per l'udienza di convalida dell'arresto o del fermo, per il
giudizio direttissimo, per la convalida dei sequestri, e nei processi con
imputati in stato di custodia cautelare. La sospensione di cui al comma 6 non
opera, altresi', qualora le parti processuali interessate o i relativi
difensori rinuncino alla stessa. 8. Il corso della prescrizione rimane sospeso
per il tempo in cui il processo o i termini procedurali sono sospesi, ai sensi
dei commi 5 e 6, lettera a), nonche' durante il tempo in cui il processo e'
rinviato ai sensi del comma 6, lettera b). 9. E' istituito presso la sede
temporanea degli uffici giudiziari di L'Aquila il presidio per le comunicazioni
e le notifiche degli atti giudiziari. 10. Nei confronti delle parti o dei loro
difensori, gia' nominati alla data del 5 aprile 2009 e che, alla stessa data,
erano residenti, avevano sede operativa o esercitavano la propria attivita'
lavorativa, produttiva o di funzione nei comuni e nei territori individuati nei
decreti di cui al comma 1, la comunicazione e la notifica di atti del
procedimento o del processo deve essere eseguita fino al 31 luglio 2009, a pena di nullita',
presso il presidio per le comunicazioni e le notifiche di cui al comma 9. 11.
Fino al 31 luglio 2009, le notificazioni da eseguirsi presso l'Avvocatura dello
Stato in L'Aquila si eseguono presso la sede temporanea della medesima
Avvocatura. Art. 6. Sospensione e proroga di termini, deroga al patto di
stabilita' interno, modalita' di attuazione del Piano di rientro dai disavanzi
sanitari 1. Al fine di agevolare la ripresa delle attivita' nelle zone colpite
dal sisma del 6 aprile 2009 mediante il differimento di adempimenti onerosi per
gli enti pubblici, le famiglie, i lavoratori e le imprese, sono disposti: a) la
sospensione dei termini relativi ai certificati di pagamento dei contratti
pubblici; b) la sospensione dei termini di versamento delle entrate aventi
natura patrimoniale ed assimilata, dovute all'amministrazione finanziaria ed
agli enti pubblici anche locali, nonche' alla Regione, nonche' di quelli
riferiti al diritto annuale di cui all'articolo 18 della legge 29 dicembre
1993, n. 580, e successive modificazioni; c) la sospensione dei termini per la
notifica delle cartelle di pagamento da parte degli agenti della riscossione,
nonche' i termini di prescrizione e decadenza relativi all'attivita' degli
uffici finanziari, ivi compresi quelli degli enti locali e della Regione; d) la
sospensione del versamento dei contributi consortili di bonifica, esclusi
quelli per il servizio irriguo, gravanti sugli immobili agricoli ed
extragricoli; e) il differimento dell'esecuzione dei provvedimenti di rilascio
per finita locazione degli immobili pubblici e privati, adibiti ad uso
abitativo ovvero ad uso diverso da quello abitativo; f) la sospensione del
pagamento dei canoni di concessione e locazione relativi a immobili distrutti o
dichiarati non agibili, di proprieta' dello Stato ovvero adibiti ad uffici
statali o pubblici; g) la rideterminazione della sospensione del versamento dei
tributi, dei contributi previdenziali ed assistenziali e premi per
l'assicurazione obbligatoria, nonche' la ripresa della riscossione dei tributi,
dei contributi previdenziali ed assistenziali e premi per l'assicurazione
obbligatoria sospesi, nonche' di ogni altro termine sospeso ai sensi del
presente articolo, anche in forma rateizzata; h) la eventuale proroga di un
anno del termine di validita' delle tessere sanitarie, previste dall'articolo
50 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni; i) la proroga
del termine per le iniziative agevolate a valere sugli strumenti della
programmazione negoziata e per le altre misure di incentivazione di competenza
del Ministero dello sviluppo economico, nonche' i progetti regionali sui
distretti industriali cofinanziati dal Ministero dello sviluppo economico di
cui all'articolo 1, comma 890, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e
successive modificazioni; l) la proroga del termine di scadenza del consiglio
della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di L'Aquila e
degli organi necessari al funzionamento degli enti impegnati nel rilancio delle
attivita' produttive e per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma; m)
la non applicazione delle sanzioni amministrative per le imprese che presentano
in ritardo, purche' entro il 30 novembre 2009, le domande di iscrizione alle
camere di commercio, le denunce di cui all'articolo 9 del decreto del
Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581, il modello unico di
dichiarazione previsto dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70; n) la sospensione
del pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti di qualsiasi genere, ivi
incluse le operazioni di credito agrario di esercizio e di miglioramento e di
credito ordinario, erogati dalle banche, nonche' dagli intermediari finanziari
iscritti negli elenchi speciali di cui agli articoli 106 e 107 del testo unico
bancario, approvato con decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e
successive modificazioni, e dalla Cassa depositi e prestiti S.p.a., con la
previsione che gli interessi attivi relativi alle rate sospese concorrano alla
formazione del reddito d'impresa, nonche' alla base imponibile dell'IRAP,
nell'esercizio in cui sono incassati; o) l'esclusione dal patto di stabilita'
interno relativo agli anni 2009 e 2010 delle spese sostenute dalla regione
Abruzzo, dalla provincia di L'Aquila e dai comuni di cui all'articolo 1 per
fronteggiare gli eccezionali eventi sismici; p) l'esclusione dal patto di
stabilita' interno relativo agli anni 2009 e 2010 degli enti locali indicati
alla lettera o) delle entrate allo stesso titolo acquisite da altri enti o
soggetti pubblici o privati; q) le modalita' di attuazione del Piano di rientro
dai disavanzi sanitari nei limiti delle risorse individuate con l'articolo 13,
comma 3, lettera b); r) la sospensione dell'applicazione delle disposizioni
concernenti il procedimento sanzionatorio di cui ai commi 8-bis, 8-ter e
8-quater, dell'articolo 50 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326. 2. Con
decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, puo' essere disposto il differimento dei termini per: a) la
deliberazione del bilancio di previsione 2009, di cui all'articolo 151 del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; b) la deliberazione di approvazione
del rendiconto di gestione dell'esercizio 2008, di cui all'articolo 227 del
decreto legislativo n. 267 del 2000; c) la presentazione della certificazione
attestante il mancato gettito ICI derivante dall'esenzione riconosciuta sugli
immobili adibiti ad abitazione principale, di cui al decreto del Ministero
dell'interno in data 1° aprile 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 82
dell'8 aprile 2009; d) la presentazione da parte degli enti locali della
certificazione attestante l'IVA corrisposta per prestazioni di servizi non
commerciali, della certificazione attestante l'IVA corrisposta per i contratti
di servizio per il trasporto pubblico locale e della certificazione attestante
la perdita di gettito ICI sugli edifici classificati in categoria D. 3. Nella
provincia di L'Aquila le elezioni del presidente della provincia, del consiglio
provinciale, dei sindaci e dei consigli comunali, da tenersi nella primavera
2009, sono rinviate ad una data fissata con decreto del Ministro dell'interno tra
il 1° novembre ed il 15 dicembre 2009. Il mandato dei relativi organi e'
prorogato fino allo svolgimento delle elezioni di cui al periodo precedente. 4.
Al fine dell'attuazione del comma 1, lettera da a) ad n) e' autorizzata la
spesa, per l'anno 2009, di euro 6.300.000 e per l'anno 2010 di euro 51.000.000.
Art. 7. Attivita' urgenti della Protezione civile, delle Forze di polizia,
delle Forze armate 1. Per gli interventi di assistenza gia' realizzati in
favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici ai sensi delle ordinanze
del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3753 del 6 aprile 2009, n. 3754
del 9 aprile 2009, n. 3755 del 15 aprile 2009 e n. 3757 del 21 aprile 2009,
nonche' per la loro prosecuzione fino al 31 dicembre 2009, in aggiunta alle
somme gia' trasferite al fondo della Protezione civile, e' autorizzata la spesa
di euro 580 milioni, fatto salvo quanto previsto ai commi 2 e 3. 2. Per la
prosecuzione dell'intervento di soccorso e delle attivita' necessarie al
superamento dell'emergenza dell'evento sismico in Abruzzo, da parte del
personale del Corpo dei vigili del fuoco e delle Forze di polizia, fino al 31
dicembre 2009, e' autorizzata, a decorrere dal 1° giugno 2009, la spesa di 80
milioni di euro. Nell'ambito della predetta autorizzazione di spesa
complessiva, per il personale del Corpo dei vigili del fuoco e delle Forze di
polizia direttamente impegnato nell'attivita' indicate al presente comma, sono
autorizzate per il periodo dal 1° giugno al 31 dicembre 2009, in deroga alla
vigente normativa prestazioni di lavoro straordinario nel limite massimo di 75
ore mensili proâ'capite da ripartire con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze. 3. Per la prosecuzione dell'intervento di soccorso da parte del Corpo
dei vigili del fuoco, e' autorizzata, in aggiunta a quanto previsto dal comma
2, la spesa di 8,4 milioni di euro per l'anno 2009. Al comma 213-bis
dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, primo periodo, con effetto
dal 1° gennaio 2009, le parole: «e di polizia» sono sostituite dalle seguenti:
«di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco». 4. La regione Abruzzo
e' autorizzata a prorogare fino al 31 dicembre 2009 i contratti di lavoro a
tempo determinato e di collaborazione coordinata, continuativa od occasionale
stipulati dalla predetta regione Abruzzo nei settori della protezione civile,
della sanita' e dell'informatica ed in corso alla data del 6 aprile 2009, nel
limite delle risorse disponibili, a legislazione vigente, nel bilancio
regionale e, per le aziende sanitarie, nei limiti delle risorse indicate ai
sensi dell'articolo 13, comma 3, lettera b). Art. 8. Provvidenze in favore
delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese 1. Al fine di sostenere l'economia
delle zone colpite dal sisma del 6 aprile 2009 ed il reddito delle famiglie,
lavoratori ed imprese, sono disposti: a) la proroga dell'indennita' ordinaria
di disoccupazione con requisiti normali di cui all'articolo 1, comma 25, della
legge 24 dicembre 2007, n. 247, con riconoscimento della contribuzione
figurativa; b) l'indennizzo in favore dei collaboratori coordinati e
continuativi, in possesso dei requisiti di cui all'articolo 19, comma 2, del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla
legge 28 gennaio 2009, n. 2, dei titolari di rapporti agenzia e di
rappresentanza commerciale, dei lavoratori autonomi, ivi compresi i titolari di
attivita' di impresa e professionali, iscritti a qualsiasi forma obbligatoria
di previdenza e assistenza, che abbiano dovuto sospendere l'attivita' a causa
degli eventi sismici; c) l'estensione alle imprese ed ai lavoratori autonomi
che alla data del 6 aprile 2009 erano assistiti da professionisti operanti nei
comuni di cui all'articolo 1, comma 2, della sospensione dal versamento dei
contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, nonche' la non
applicazione delle sanzioni amministrative per inadempimenti in materia di
lavoro e fiscale, per ritardate comunicazioni di assunzione, cessazione e
variazione del rapporto di lavoro, in scadenza a fare data dal 6 aprile 2009 e
fino al 30 giugno 2009, nei confronti sia dei soggetti operanti alla data degli
eventi sismici nei comuni di cui all'articolo 1, comma 2, sia delle imprese e
dei lavoratori autonomi operanti in comuni non interessati dagli eventi
sismici, che alla data del 6 aprile 2009 erano assistiti da professionisti
operanti nei predetti comuni di cui all'articolo 1, comma 2; d) la non
computabilita' ai fini della definizione del reddito di lavoro dipendente di
cui all'articolo 51 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 917, dei sussidi occasionali, erogazioni liberali o benefici di
qualsiasi genere concessi da parte sia dei datori di lavoro privati a favore
dei lavoratori residenti nei comuni di cui all'articolo 1, comma 2, sia da
parte dei datori di lavoro privati operanti nei predetti territori, a favore
dei propri lavoratori, anche non residenti nei predetti comuni di cui
all'articolo 1, comma 2; e) modalita' speciali di attuazione delle misure in
materia di politica agricola comunitaria (PAC) e di
programmi di sviluppo rurale finalizzate all'anticipazione dei termini di erogazione
delle provvidenze previste, nel rispetto della disciplina comunitaria e
nell'ambito delle disponibilita' della gestione finanziaria dell'AGEA; f)
l'esenzione dal pagamento del pedaggio autostradale per gli utenti residenti
nei comuni di cui al comma 1 in
transito nell'area colpita fino alla data del 31 dicembre 2009. 2. Al fine di
sostenere il rapido recupero di adeguate condizioni di vita delle famiglie
residenti nei territori colpiti dal sisma, e per un ammontare massimo di
12.000.000 di euro, a valere sulle risorse del Fondo per le politiche della
famiglia di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n.
223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, come
modificato dall'articolo 1, comma 1250, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
relative all'anno 2009, sono realizzati interventi, anche integrati, per le
seguenti finalita': a) costruzione e attivazione di servizi socio-educativi per
la prima infanzia; b) costruzione e attivazione di residenze per anziani; c)
costruzione e attivazione di residenze per nuclei monoparentali madre bambino;
d) realizzazione di altri servizi da individuare con le modalita' di cui
all'articolo 1. 3. Al fine dell'attuazione del comma 1 e' autorizzata la spesa,
per l'anno 2009, di 53,5 milioni di euro e, per l'anno 2010, di 30 milioni di
euro. CAPO II Misure urgenti per la ricostruzione Art. 9. Stoccaggio, trasporto
e smaltimento dei materiali provenienti da demolizioni 1. I materiali derivanti
dal crollo degli edifici pubblici e privati, nonche' quelli provenienti dalle
demolizioni degli edifici danneggiati dal terremoto sono classificati, ai sensi
dell'Allegato D della parte IV del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,
come rifiuti urbani con codice CER 20.03.99 limitatamente alle fasi di raccolta
e trasporto presso le aree di deposito temporaneo individuate. 2. Ai fini dei
conseguenti adempimenti amministrativi, il produttore dei rifiuti, in deroga
all'articolo 183, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 3 aprile 2006,
n. 152, e' il comune di origine dei rifiuti stessi, che comunica al Commissario
delegato i dati relativi alle attivita' di raccolta, trasporto, selezione,
recupero e smaltimento dei rifiuti effettuate e ne rendiconta i relativi oneri.
3. Fermo restando il rispetto della normativa comunitaria, i comuni dispongono
la rimozione ed il trasporto dei materiali di cui al comma 1 presenti su aree
pubbliche o private da parte di soggetti in possesso dei necessari titoli
abilitativi, anche in deroga alle procedure di cui all'articolo 242 del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ed alle disposizioni sul prelievo ed il
trasporto dei rifiuti pericolosi, con il concorso dell'Agenzia regionale per la
tutela ambientale dell'Abruzzo e delle ASL competenti per territorio, al fine
di assicurare adeguate condizioni di igiene a tutela della salute pubblica e
dell'ambiente. 4. L'ISPRA
assicura il coordinamento delle attivita' realizzate dell'Agenzia regionale per
la tutela dell'ambiente dell'Abruzzo ai sensi del presente articolo, nonche' il
necessario supporto tecnico-scientifico alla regione Abruzzo. 5. In deroga all'articolo
208, comma 15, ed all'articolo 216 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152, sono autorizzate le attivita' degli impianti finalizzate alla gestione dei
rifiuti di cui al comma 1, nel pieno rispetto della normativa comunitaria. 6. In deroga all'articolo 212
del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, i termini di validita' delle
iscrizioni all'Albo nazionale dei gestori ambientali effettuate dalla sezione
regionale dell'Abruzzo del medesimo Albo, sono sospesi fino al ripristino
dell'operativita' della sezione regionale dell'Albo. Nel periodo transitorio,
le variazioni e le nuove iscrizioni sono effettuate dal Comitato nazionale
dell'Albo. 7. Allo scopo di assicurare la continuita' delle attivita' di
smaltimento dei rifiuti urbani ed evitare emergenze ambientali ed igienico
sanitarie nel territorio interessato dal terremoto, considerata l'imminente
saturazione della discarica sita nel comune di Poggio Picenze, e' autorizzata
da parte della Regione, sentiti gli enti locali interessati, la realizzazione,
nel pieno rispetto della normativa comunitaria tecnica di settore, di siti da
destinare a discarica presso i comuni di Barisciano - localita' Forfona e
Poggio Picenze - localita' Le Tomette. Gli impianti sono autorizzati allo
smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.12.12;
19.05.01; 19.05.03; 20.03.01; 19.01.12; 19.01.14; 19.02.06. 8. In deroga agli articoli
182, comma 7, 191, 208 e 210 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e
successive modificazioni, nonche' all'articolo 8 del decreto legislativo del 13
gennaio 2003, n. 36, e previa verifica tecnica speditiva della sussistenza
delle condizioni di salvaguardia ambientale e delle volumetrie residue, da
effettuarsi con il supporto tecnico-scientifico dell'Istituto superiore per la
protezione e la ricerca ambientale, la Regione provvede alla individuazione di
siti di discarica finalizzati allo smaltimento dei rifiuti di cui al presente
articolo, adottando, sentito l'ISPRA, provvedimenti di adeguamento e
completamento degli interventi di ripristino ambientale di cui all'articolo 17
del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, anche successivamente
all'eventuale utilizzo. 9. Con ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri, adottata ai sensi dell'articolo 5, comma 2, della legge 24 febbraio
1992, n. 225, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare, sentito l'ISPRA, possono essere definite le modalita'
operative per la gestione dei rifiuti di cui al presente articolo. CAPO III
Interventi per lo sviluppo socio-economicodelle zone terremotate Art. 10.
Agevolazioni per lo sviluppo economico e sociale 1. Con decreto del Ministro per
lo sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze, puo' essere stabilita l'istituzione, nell'ambito del Fondo di garanzia
di cui all'articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266, di una apposita
sezione destinata alla concessione gratuita di garanzie per le piccole e medie
imprese, comprese quelle commerciali, turistiche, di servizi, nonche' per gli
studi professionali, con la previsione di modalita'
particolari per la concessione delle stesse. 2. Le operazioni di rinegoziazione
dei mutui e di ogni altro finanziamento sono effettuate senza applicazione di
costi da parte degli intermediari e sono esenti da imposte e tasse di ogni
genere, con esclusione dell'imposta sul valore aggiunto. I relativi
onorari notarili sono ridotti del cinquanta per cento. 3. Con delibera del CIPE
una quota delle risorse di cui al Fondo strategico per il Paese a sostegno
dell'economia reale, puo' essere destinata al finanziamento di accordi di
programma gia' sottoscritti per l'attuazione degli interventi agevolativi di
cui al decreto-legge 1° aprile 1989, n. 120, convertito, con modificazioni,
dalla legge 15 maggio 1989, n. 181, e successive modificazioni, ovvero da
sottoscrivere, con priorita' per le imprese ammesse alla procedura di
amministrazione straordinaria di cui al decreto legislativo 8 luglio 1999, n.
270, ed al decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con
modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39, compresi gli eventuali
acquirenti delle predette imprese, nei settori dei componenti e prodotti
hardware e software per ICT, della farmaceutica, dell'agroalimentare, della
chimica e dell'automotive e dell'edilizia sostenibile, nonche' ai contratti di
programma che alla data di entrata in vigore del presente decreto risultano gia'
presentati. L'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo
sviluppo di impresa e' incaricata degli interventi di cui al presente comma. 4.
Con provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 1 sono disciplinate le
modalita' per la destinazione alla regione Abruzzo della quota delle risorse
disponibili del Fondo per le politiche giovanili per le iniziative di sostegno
delle giovani generazioni della regione Abruzzo colpite dall'evento sismico
riguardanti la medesima regione, nonche' le modalita' di monitoraggio,
attuazione e rendicontazione delle iniziative intraprese. 5. Al fine di
favorire la ripresa delle attivita' dei centri di accoglienza, di ascolto e di
aiuto delle donne e delle madri in situazioni di difficolta', ivi comprese
quelle derivanti dagli effetti degli eventi sismici, e' autorizzata la spesa di
tre milioni di euro, per l'anno 2009,
a sostegno degli oneri di ricostruzione o di restauro di
immobili a tale scopo destinati situati nei comuni di cui all'articolo 1.
All'onere derivante dal presente comma, pari a 3 milioni di euro per l'anno
2009, si provvede mediante utilizzo dell'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 19, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito,
con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, come rideterminata dalla
Tabella C allegata alla legge 22 dicembre 2008, n. 203. CAPO IV Misure per la
prevenzione del rischio sismico Art. 11. Verifiche ed interventi per la
riduzione del rischio sismico 1. Il Dipartimento della protezione civile e' autorizzato
ad avviare e realizzare in termini di somma urgenza un piano di verifiche
speditive finalizzate alla realizzazione di interventi volti alla riduzione del
rischio sismico di immobili, strutture e infrastrutture prioritariamente nelle
aree dell'Appennino centrale contigue a quelle interessate dagli eventi sismici
di cui al presente decreto. La realizzazione delle predette verifiche ha luogo
in collaborazione con gli enti locali interessati e puo' essere realizzata
anche attraverso tecnici dei medesimi enti e di ogni altra amministrazione od
ente pubblico operante nei territori interessati. A tale fine e' autorizzata la
spesa di 1,5 milioni di euro annui a decorrere dal 2009. Il mancato avvio dei
lavori di messa in sicurezza degli immobili pubblici entro sei mesi dagli esiti
delle verifiche di cui al presente comma determina l'inutilizzabilita'
dell'immobile. 2. Con provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 1, vengono
individuate le aree interessate e disciplinati gli aspetti tecnici e le modalita'
operative, nonche' stabiliti i criteri di priorita' degli interventi. 3. Le
amministrazioni interessate destinano alla realizzazione dei predetti
interventi le risorse necessarie anche attraverso le opportune variazioni di
bilancio, ai sensi della legislazione vigente. Nel caso di insufficienza delle
risorse disponibili, gli interventi predetti sono realizzati a valere sulle
risorse previste ai sensi dell'articolo 14, comma 1. 4. Per la realizzazione
degli interventi che si rendono necessari a seguito delle verifiche effettuate
ai sensi del presente articolo e' concesso, ai soggetti privati indicati al
comma 1, un credito d'imposta nel limite di euro 50,5 milioni per l'anno 2010,
di euro 151.600.000 per l'anno 2011, di euro 202.100.000 per ciascuno degli anni
2012, 2013 e 2014, di euro 151.600.000 per l'anno 2015, e di euro 50.500.000
per l'anno 2016 in
misura pari al 55 per cento delle spese sostenute entro il 30 giugno 2011 ed
effettivamente rimaste a carico del contribuente e, comunque, fino ad un importo
massimo del medesimo credito di imposta di 48.000 euro. Il credito d'imposta
non spetta ai soggetti di cui all'articolo 74 del testo unico delle imposte
dirette, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
917. 5. Il credito d'imposta maturato in relazione agli interventi di cui al
comma 1, non cumulabile con altre agevolazioni riconosciute per interventi
edilizi del medesimo tipo, e' utilizzabile in cinque quote costanti di pari
importo e deve essere indicato, a pena di decadenza, nella relativa
dichiarazione dei redditi. 6. Per i soggetti titolari di partita IVA il credito
di imposta puo' essere fatto valere in compensazione ai sensi dell'articolo 17
del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, non concorre alla formazione del
reddito, ne' della base imponibile dell'imposta regionale sulle attivita'
produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109,
comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. La quota annuale del
credito d'imposta non utilizzata in tutto o in parte in compensazione puo'
essere chiesta anche a rimborso. 7. Per le persone fisiche non titolari di
partita IVA, la quota annuale del credito di imposta e' utilizzata in
diminuzione dell'imposta netta determinata ai sensi dell'articolo 11 del testo
unico delle imposte dirette, di cui al decreto del Presidente della Repubblica
22 dicembre 1986, n. 917. Se l'ammontare della predetta quota e' superiore a
quello dell'imposta netta, il contribuente ha diritto, a sua scelta, di
computare l'eccedenza in diminuzione dell'imposta relativa al periodo di
imposta successivo o di chiederne il rimborso in sede di dichiarazione dei
redditi. 8. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da adottare
entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore dell'ultimo dei provvedimenti
adottati ai sensi del comma 2 sono fissate le modalita' di attuazione dei commi
4, 5, 6 e 7. 9. Al credito d'imposta di cui al presente articolo non si applica
la disposizione dell'articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n.
244. 10. Il credito d'imposta puo' essere fruito esclusivamente nel rispetto
dell'applicazione della regola de minimis di cui al regolamento (CE) n.
1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all'applicazione
degli articoli 87 e 88 del Trattato istitutivo della Comunita' europea agli
aiuti di importanza minore. CAPO V Disposizioni di carattere fiscalee di
copertura finanziaria Art. 12. Norme di carattere fiscale in materia di giochi
1. Al fine di assicurare maggiori entrate non inferiori a 500 milioni di euro
annui a decorrere dall'anno 2009, il Ministero dell'economia e delle finanze -
Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, con propri decreti dirigenziali
adottati entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto puo': a) indire nuove lotterie ad estrazione istantanea; b) adottare
ulteriori modalita' di gioco del Lotto, nonche' dei giochi numerici a
totalizzazione nazionale, inclusa la possibilita' di piu' estrazioni
giornaliere; c) concentrare le estrazioni del Lotto, in forma automatizzata,
anche in una o piu' citta' gia' sedi di ruota; d) consentire l'apertura delle
tabaccherie anche nei giorni festivi; e) disporre l'assegnazione del 65 per
cento della posta di gioco a montepremi, del 5,71 per cento alle attivita' di
gestione, dell'8 per cento come compenso per l'attivita' dei punti di vendita,
del 15 per cento come entrate erariali sotto forma di imposta unica e del 6,29
per cento a favore dell'UNIRE, relativamente al gioco istituito ai sensi
dell'articolo 1, comma 87, della legge 27 dicembre 2006, n. 296; f) adeguare,
nel rispetto dei criteri gia' previsti dall'ordinamento interno, nonche' delle
procedure comunitarie vigenti in materia, il regolamento emanato con decreto
del Ministro dell'economia e delle finanze 17 settembre 2007, n. 186,
prevedendovi, altresi', la raccolta a distanza di giochi di sorte a quota fissa
e di giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo, relativamente ai
quali l'aliquota di imposta unica applicata sulle somme giocate e', per ciascun
gioco, pari al 20 per cento delle somme che, in base al regolamento di gioco,
non risultano restituite al giocatore; g) relativamente alle scommesse a
distanza a quota fissa con modalita' di interazione diretta tra i singoli
giocatori, stabilire l'aliquota di imposta unica nel 20 per cento della
raccolta, al netto delle somme che, in base al regolamento di gioco, sono
restituite in vincite e rimborsi al consumatore, disponendo altresi' in
cinquanta centesimi di euro la posta unitaria di gioco. Conseguentemente, a
decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana del relativo decreto dirigenziale all'articolo 38, comma 3, del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge
4 agosto 2006, n. 248, le parole: «e per le scommesse con modalita' di
interazione diretta tra i singoli giocatori», ovunque ricorrano, sono
soppresse; h) per le scommesse a quota fissa di cui all'articolo 1, comma 88,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, disporre che l'aliquota d'imposta unica
sulle giocate, di cui alla lettera d) del predetto comma, sia pari al 20 per
cento della raccolta al netto delle somme che, in base al regolamento di gioco,
sono restituite in vincite al consumatore, nonche' la fissazione della posta
unitaria di gioco in cinquanta centesimi di euro; i) determinare i poteri di
controllo dei concessionari della rete telematica per la gestione degli
apparecchi da gioco di cui all'articolo 110, comma 6, del regio decreto18
giugno 1931, n. 773, nonche' l'eventuale esclusione dalle sanzioni relative
alle irregolarita' riscontrate dai medesimi concessionari, nel rispetto dei
seguenti ulteriori criteri: 1) potere, per i concessionari della rete
telematica di cui all'articolo 14-bis, comma 4, del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, di disporre l'accesso di propri
incaricati nei locali destinati all'esercizio di raccolta di gioco per
procedere ad ispezioni tecniche ed amministrative per la verifica del corretto
esercizio degli apparecchi stessi; 2) obbligo, per i soggetti incaricati delle
attivita' ispettive di cui al numero 1), di segnalare tempestivamente
all'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e agli organi di polizia le
illiceita' riscontrate, anche qualora esse si riferiscano ad apparecchi
collegati alla rete di altri concessionari; 3) previsione, in relazione agli
illeciti accertati con le procedure di cui ai punti precedenti, dell'esclusione
delle responsabilita' previste dall'articolo 39-quater, comma 2, del
decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla
legge 24 novembre 2003, n. 326; 4) applicabilita' dell'articolo 22 del decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, in relazione alle somme dovute a qualunque
titolo dai responsabili in via principale o in solido, a norma dell'articolo
39-quater del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326. In tali casi
l'iscrizione di ipoteca ed il sequestro conservativo, di cui al periodo
precedente, sono richiesti sui beni dell'impresa e sui beni personali
dell'imprenditore individuale o dell'amministratore, se responsabile e' persona
giuridica ed i medesimi provvedimenti sono richiesti, altresi', sui beni di
ogni altro soggetto, anche non titolare d'impresa, responsabile a qualunque
titolo; l) attuare la concreta sperimentazione e l'avvio a regime di sistemi di
gioco costituiti dal controllo remoto del gioco attraverso videoterminali in
ambienti dedicati, dalla generazione remota e casuale di combinazioni vincenti,
anche numeriche, nonche' dalla restituzione di vincite ciclicamente non
inferiori all'ottantacinque per cento delle somme giocate; definire: 1) il
prelievo erariale unico applicabile in coerenza con quello vigente per gli
apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettera a), del regio decreto 18
giugno 1931, n. 773, e comunque non superiore all'otto per cento delle somme
giocate; 2) le caratteristiche degli ambienti dedicati e il rapporto tra loro
superficie e numero di videoterminali; 3) i requisiti dei sistemi di gioco, i
giochi offerti, nonche' le modalita' di verifica della loro conformita',
tramite il partner tecnologico, coerente agli standard di sicurezza ed
affidabilita' vigenti a livello internazionale; 4) le procedure di
autorizzazione dei concessionari all'installazione, previo versamento di euro
15.000 ciascuno, di videoterminali fino ad un massimo del quattordici per cento
del numero di nulla osta dagli stessi gia' posseduti; 5) le procedure per una
nuova selezione dei concessionari di cui all'articolo 14-bis, comma 4, del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640; m) fissare le
modalita' con le quali i concessionari delle scommesse a quota fissa su sport e
su altri eventi offrono propri programmi di avvenimenti personalizzati e
complementari a quello ufficiale, fermo il potere dell'Amministrazione autonoma
dei monopoli di Stato di certificare i relativi esiti, nel rispetto dei
seguenti ulteriori criteri: 1) asseverazione preventiva, da parte
dell'Amministrazione, degli eventi del programma complementare del
concessionario; 2) acquisizione in tempo reale, da parte del totalizzatore nazionale,
degli eventi del programma complementare e dei loro esiti; n) stabilire la
posta unitaria di gioco e l'importo minimo per ogni biglietto giocato per le
scommesse a quota fissa che comunque non possono essere inferiori a 50
centesimi di euro, nonche' il limite della vincita potenziale per il quale e'
consentita l'accettazione di scommesse che comunque non puo' essere superiore a
50.000 euro; o) rideterminare, di concerto con il Ministero dello sviluppo
economico, le forme della comunicazione preventiva di avvio dei concorsi a
premio, prevedendosi in ogni caso che i soggetti che intendono svolgere un
concorso a premio ne danno comunicazione, almeno quindici giorni prima
dell'inizio, al Ministero dello sviluppo economico mediante compilazione e
trasmissione di apposito modulo, dallo stesso predisposto, esclusivamente
secondo le modalita' telematiche previste dall'articolo 39, comma 13-quater,
del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, fornendo altresi' il regolamento del
concorso, nonche' la documentazione comprovante l'avvenuto versamento della
cauzione. Conseguentemente, in caso di effettuazione di concorsi ed operazioni
a premio di cui e' vietato lo svolgimento si applica la sanzione amministrativa
da euro cinquantamila ad euro cinquecentomila. La sanzione e' raddoppiata nel
caso in cui i concorsi e le operazioni a premio siano continuati quando ne e'
stato vietato lo svolgimento. La sanzione e' altresi' applicabile nei confronti
di tutti i soggetti che in qualunque modo partecipano all'attivita'
distributiva di materiale di concorsi a premio e di operazioni a premio
vietati. Il Ministero dello sviluppo economico dispone che sia data notizia al
pubblico, a spese del soggetto promotore e attraverso i mezzi di informazione
individuati dal Ministero stesso, dell'avvenuto svolgimento della
manifestazione vietata; p) dispone l'attivazione di nuovi giochi di sorte
legati al consumo. 2. Al fine di incrementare l'efficienza e l'efficacia dell'azione
di contrasto all'illegalita' e all'evasione fiscale, con particolare
riferimento al settore del gioco pubblico, anche attraverso l'intensificazione
delle attivita' di controllo sul territorio: a) con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze da adottarsi ai sensi dell'articolo 4 del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, e dell'articolo
1, commi da 426 a
428, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, si provvede alla revisione delle
articolazioni periferiche del Ministero dell'economia e delle finanze sul
territorio ed al trasferimento delle funzioni di competenza degli uffici
oggetto di chiusura ad altro ufficio; b) ferme le riduzioni degli assetti
organizzativi stabilite dall'articolo 74 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, le
dotazioni organiche dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e delle
agenzie fiscali possono essere rideterminate con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, diminuendo, in misura equivalente sul piano
finanziario, la dotazione organica del Ministero dell'economia e delle finanze;
c) il personale delle sedi periferiche del Ministero dell'economia e delle
finanze transita prioritariamente nei ruoli dell'Amministrazione autonoma dei
monopoli di Stato e nelle agenzie interessate dalla rideterminazione delle
dotazioni organiche di cui al primo periodo del presente comma anche mediante
procedure selettive. Art. 13. Spesa farmaceutica ed altre misure in materia di
spesa sanitaria 1) Al fine di conseguire una razionalizzazione della spesa
farmaceutica territoriale: a) il prezzo al pubblico dei medicinali equivalenti
di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 16 novembre 2001, n. 347,
convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, e
successive modificazioni, e' ridotto del 12 per cento a decorrere dal
trentesimo giorno successivo a quello della data di entrata in vigore del
presente decreto e fino al 31 dicembre 2009. La riduzione non si applica ai
medicinali originariamente coperti da brevetto o che abbiano usufruito di
licenze derivanti da tale brevetto, ne' ai medicinali il cui prezzo sia stato
negoziato successivamente al 30 settembre 2008. Per un periodo di dodici mesi a
partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto e ferma restando
l'applicazione delle ulteriori trattenute previste dalle norme vigenti, il
Servizio sanitario nazionale nel procedere alla corresponsione alle farmacie di
quanto dovuto per l'erogazione di farmaci trattiene, a titolo di recupero del
valore degli extra sconti praticati dalle aziende farmaceutiche nel corso
dell'anno 2008, una quota pari all'1,4 per cento calcolata sull'importo al
lordo delle eventuali quote di partecipazione alla spesa a carico
dell'assistito e delle trattenute convenzionali e di legge. Tale trattenuta e'
effettuata in due rate annuali e non si applica alle farmacie rurali con
fatturato annuo in regime di Servizio sanitario nazionale, al netto
dell'imposta sul valore aggiunto, inferiore a 258.228,45 euro. A tale fine le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano le necessarie
disposizioni entro il 30 giugno 2009; b) per i medicinali equivalenti di cui
all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 16 novembre 2001, n. 347,
convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, e
successive modificazioni, con esclusione dei medicinali originariamente coperti
da brevetto o che abbiano usufruito di licenze derivanti da tale brevetto, le
quote di spettanza sul prezzo di vendita al pubblico al netto dell'imposta sul
valore aggiunto, stabilite dal primo periodo del comma 40 dell'articolo 1 della
legge 23 dicembre 1996, n. 662, sono cosi' rideterminate: per le aziende
farmaceutiche 58,65 per cento, per i grossisti 6,65 per cento e per i
farmacisti 26,7 per cento. La rimanente quota dell'8 per cento e' ridistribuita
fra i farmacisti ed i grossisti secondo le regole di mercato ferma restando la
quota minima per la farmacia del 26,7 per cento. Per la fornitura dei
medicinali equivalenti di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 16
novembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre
2001, n. 405, il mancato rispetto delle quote di spettanza previste dal primo
periodo del presente comma, anche mediante cessione di quantitativi gratuiti di
farmaci o altra utilita' economica, comporta, con modalita' da stabilirsi con
decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze: 1) per l'azienda
farmaceutica, la riduzione, mediante determinazione dell'AIFA, del 20 per cento
del prezzo al pubblico dei farmaci interessati dalla violazione, ovvero, in
caso di reiterazione della violazione, la riduzione, del 50 per cento di tale
prezzo; 2) per il grossista, l'obbligo di versare al Servizio sanitario
regionale una somma pari al doppio dell'importo dello sconto non dovuto,
ovvero, in caso di reiterazione della violazione, pari al quintuplo di tale
importo; 3) per la farmacia, l'applicazione della sanzione pecuniaria
amministrativa da cinquecento euro a tremila euro. In caso di reiterazione
della violazione l'autorita' amministrativa competente puo' ordinare la
chiusura della farmacia per un periodo di tempo non inferiore a 15 giorni; c)
il tetto di spesa per l'assistenza farmaceutica territoriale di cui
all'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito,
con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, e' rideterminato nella
misura del 13,6 per cento per l'anno 2009. 2. Le economie derivanti
dall'attuazione del presente articolo a favore delle regioni a statuto speciale
e delle province autonome di Trento e di Bolzano, valutate in 30 milioni di
euro, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere destinate
agli interventi di cui al comma 3, lettera a). 3. Le complessive economie
derivanti per l'anno 2009 dalle disposizioni di cui al comma 1 sono finalizzate:
a) alla copertura degli oneri derivanti dagli interventi urgenti conseguenti
agli eccezionali eventi sismici che hanno interessato la regione Abruzzo di cui
all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3754 del 9 aprile
2009, per un importo pari a 380 milioni di euro; b) fino ad un importo massimo
di 40 milioni di euro all'incremento del fondo transitorio di accompagnamento
di cui all'articolo 1, comma 796, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, in funzione delle
emergenti difficolta' per il completamento ed il consolidamento del Piano di
rientro dai disavanzi sanitari della regione Abruzzo a causa dei citati eventi
sismici, da operarsi da parte del Commissario ad acta, nominato ai sensi
dell'articolo 4, comma 2 del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito,
con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222. 4. L'azienda titolare
dell'autorizzazione all'immissione in commercio di un medicinale di cui e'
scaduto il brevetto, ovvero di un medicinale che ha usufruito di una licenza
del brevetto scaduto, puo', nei nove mesi successivi alla data di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dell'autorizzazione
all'immissione in commercio del primo medicinale equivalente, ridurre il prezzo
al pubblico del proprio farmaco, purche' la differenza tra il nuovo prezzo e
quello del corrispondente medicinale equivalente sia superiore a 0,50 euro per
i farmaci il cui costo sia inferiore o pari a 5 euro, o se si tratti di
medicinali in confezione monodose; sia superiore a 1 euro per i farmaci il cui
costo sia superiore ai 5 euro e inferiore o pari a 10 euro, sia superiore a
1,50 euro per i farmaci il cui costo sia superiore a 10 euro. 5. Per gli
effetti recati dalle disposizioni di cui al comma 1, il livello del
finanziamento del Servizio sanitario nazionale cui concorre ordinariamente lo
Stato, di cui all'articolo 79, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e'
rideterminato in diminuzione dell'importo di 380 milioni di euro per l'anno
2009. Conseguentemente, il Comitato interministeriale per la programmazione
economica (CIPE) nell'adozione del provvedimento deliberativo di ripartizione
delle risorse finanziarie per il Servizio sanitario nazionale relativo all'anno
2009 a
seguito della relativa Intesa espressa dalla Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
del 26 febbraio 2009, provvede, su proposta del Ministro del lavoro, della
salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, ad apportare le conseguenti variazioni alle tabelle allegate
alla proposta di riparto del Ministro del lavoro, della salute e delle
politiche sociali del 6 marzo 2009. Art. 14. Ulteriori disposizioni finanziarie
1. Al fine di finanziare gli interventi di ricostruzione e le altre misure di
cui al presente decreto, il CIPE assegna agli stessi interventi la quota
annuale, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica e con le
assegnazioni gia' disposte, di un importo non inferiore a 2.000 milioni e non
superiore a 4.000 milioni di euro nell'ambito della dotazione del Fondo per le
aree sottoutilizzate per il periodo di programmazione 2007-2013, a valere sulle risorse
complessivamente assegnate al Fondo strategico per il Paese a sostegno
dell'economia reale di cui all'articolo 18, comma 1, lettera b-bis), del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla
legge 28 gennaio 2009, n. 2, nonche' un importo pari a 400 milioni di euro a
valere sulle risorse del Fondo infrastrutture di cui all'articolo 18, comma 1,
lettera b), del citato decreto-legge n. 185 del 2008. Tali importi possono
essere utilizzati anche senza il vincolo di cui al comma 3 del citato articolo
18. 2. Le risorse di cui all'articolo 148 della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
assegnate all'Istituto per promozione industriale (IPI) con decreto del
Ministro delle attivita' produttive in data 22 dicembre 2003, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 145 del 23 giugno 2004, e successivamente integrate con
decreto del Ministro delle attivita' produttive in data 23 novembre 2004,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 34 dell'11 febbraio 2005, sono
trasferite al Dipartimento della protezione civile per essere destinate a
garantire l'acquisto da parte delle famiglie di mobili ad uso civile, di
elettrodomestici ad alta efficienza energetica, nonche' di apparecchi
televisivi e computer, destinati all'uso proprio per le abitazioni ubicate
nelle predette aree. 3. Con provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 1
sono adottate le disposizioni per disciplinare, per il periodo 2009-2012 gli
investimenti immobiliari per finalita' di pubblico interesse degli enti
previdenziali pubblici, inclusi gli interventi di ricostruzione e riparazione
di immobili ad uso abitativo o non abitativo, esclusivamente in forma indiretta
e nel limite del 7 per cento dei fondi disponibili, localizzati nei territori
dei comuni individuati ai sensi dell'articolo 1, anche in maniera da garantire
l'attuazione delle misure di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b). 4. Le
maggiori entrate derivanti dalla lotta all'evasione fiscale, anche
internazionale, derivanti da futuri provvedimenti legislativi, accertate con decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri, affluiscono ad un apposito Fondo
istituito nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e
delle finanze destinato all'attuazione delle misure di cui al presente decreto
e alla solidarieta'. 5. I mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti entro
il 31 dicembre 2005 in
base a leggi speciali che prevedono l'ammortamento a totale carico dello Stato
e per i quali gli enti locali mutuatari non abbiano provveduto a richiedere il
versamento neanche parziale sono revocati. Le relative risorse sono versate
all'entrata del bilancio dello Stato per essere destinate agli enti locali di
cui all'articolo 1 per il finanziamento di opere urgenti connesse alle
attivita' di ricostruzione di cui al presente decreto. Con provvedimenti di cui
all'articolo 1, comma 1, si provvede ad individuare le quote da versare
annualmente all'entrata e relative assegnazioni ai soggetti beneficiari. Per la
compensazione degli effetti derivanti dal presente comma, pari a 50 milioni di
euro per l'anno 2009, 300 milioni per l'anno 2010, 350 milioni per l'anno 2011
e 300 milioni per l'anno 2012, si provvede con le maggiori entrate recate dal
presente decreto e con la riduzione, in termini di sola cassa di 200 milioni di
euro per l'anno 2010, del fondo per la compensazione degli effetti finanziari
non previsti a legislazione vigente conseguenti all'attualizzazione di
contributi pluriennali di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7
ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre
2008, n. 189. CAPO VI Disposizioni finali Art. 15. Erogazioni liberali e tutela
della fede pubblica 1. In
relazione all'applicazione delle agevolazioni di cui all'articolo 27, comma 1,
della legge 13 maggio 1999, n. 133, le modalita' di impiego delle erogazioni
liberali effettuate in favore delle popolazioni e per la ricostruzione dei
territori colpiti dal sisma sono comunicate al commissario delegato per la
verifica della sua coerenza con le misure adottate ai sensi del presente
decreto; per le medesime finalita' analoga comunicazione e' effettuata da
chiunque raccoglie fondi in favore delle popolazioni e per la ricostruzione dei
territori colpiti dal sisma ovvero comunque connessi e giustificati con gli
eventi sismici del 6 aprile 2009. 2.
L'uso del logo e della denominazione: «Presidenza del
Consiglio dei Ministri-Dipartimento della protezione civile» di cui al decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 11 novembre 2002 e'
esclusivamente riservato agli operatori ad esso appartenenti. 3. Nei territori
in cui vige lo stato emergenza dichiarato ai sensi della legge 24 febbraio
1992, n. 225, chiunque utilizza indebitamente il segno distintivo della
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della protezione civile,
e' punito ai sensi dell'articolo 497-ter del codice penale. Art. 16.
Prevenzione delle infiltrazioni della criminalita' organizzata negli interventi
per l'emergenza e la ricostruzione nella regione Abruzzo 1. Il Prefetto della
provincia di L'Aquila, quale Prefetto del capoluogo della regione Abruzzo,
assicura il coordinamento e l'unita' di indirizzo di tutte le attivita'
finalizzate alla prevenzione delle infiltrazioni della criminalita' organizzata
nell'affidamento ed esecuzione di contratti pubblici aventi ad oggetto lavori,
servizi e forniture, nonche' nelle erogazioni e concessioni di provvidenze
pubbliche connessi agli interventi per l'emergenza e la ricostruzione delle
aree di cui all'articolo 1. 2. Al fine di assicurare efficace espletamento
delle attivita' di cui al comma 1, il Comitato di coordinamento per l'alta
sorveglianza delle grandi opere di cui all'articolo 180, comma 2, del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, opera a immediato, diretto supporto del
Prefetto di L'Aquila, attraverso una sezione specializzata istituita presso la
Prefettura che costituisce una forma di raccordo operativo tra gli uffici gia'
esistenti e che non puo' configurarsi quale articolazione organizzativa di
livello dirigenziale. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con i
Ministri della giustizia e delle infrastrutture e dei trasporti, da adottarsi
entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono
definite le funzioni, la composizione, le risorse umane e le dotazioni
strumentali della sezione specializzata da individuarsi comunque nell'ambito
delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione
vigente. 3. Presso il Dipartimento della pubblica sicurezza e' istituito, con
il decreto di cui al comma 2, il Gruppo interforze centrale per l'emergenza e
ricostruzione (GICER). Con il medesimo decreto sono definite, nell'ambito delle
risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, le
funzioni e la composizione del Gruppo che opera in stretto raccordo con la
Sezione specializzata di cui al comma 2. 4. I controlli antimafia sui contratti
pubblici aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture sono altresi' effettuati
con l'osservanza delle linee guida indicate dal Comitato di coordinamento per
l'alta sorveglianza delle grandi opere, anche in deroga a quanto previsto dal
decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252. 5. Per
l'efficacia dei controlli antimafia nei contratti pubblici aventi ad oggetto
lavori, servizi e forniture e nelle erogazioni e concessioni di provvidenze
pubbliche, e' prevista la tracciabilita' dei relativi flussi finanziari. Con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri
dell'interno, della giustizia, delle infrastrutture e trasporti, dello sviluppo
economico e dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono definite le
modalita' attuative del presente comma. 6. L'esclusione di cui al comma 6-bis
dell'articolo 74 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, si interpreta, per il Corpo
nazionale dei vigili del fuoco, nel senso che la stessa esclusione opera anche
nei confronti delle riduzioni indicate al comma 404 dell'articolo 1 della legge
27 dicembre 2006, n. 296. 7. Dal presente articolo non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art. 17. Svolgimento G8 nella
regione Abruzzo 1. Anche al fine di contribuire al rilancio dello sviluppo
socio-economico dei territori colpiti dalla crisi sismica iniziata il 6 aprile
2009, il grande evento dell'organizzazione del Vertice G8 di cui al decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri in data 21 settembre 2007, che avra'
luogo nei giorni dall'8 al 10 luglio 2009, si terra' nel territorio della
citta' di L'Aquila. 2. Per effetto di quanto disposto dal comma 1, ed in
funzione della nuova localizzazione dell'evento predetto nonche'
dell'ottimizzazione degli interventi realizzati, in corso o programmati sulla
base dell'ordinanza n. 3629 del 20 novembre 2007, e successive modificazioni,
sono fatti salvi gli effetti prodotti dalle ordinanze del Presidente del
Consiglio dei Ministri adottate sulla base del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri in data 21 settembre 2007, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 222 del 24 settembre 2007. Le medesime ordinanze continuano ad
applicarsi per assicurare il completamento delle opere in corso di
realizzazione nella regione Sardegna e gli interventi occorrenti
all'organizzazione del vertice G8 nella citta' di L'Aquila. 3. Al fine di
conseguire il contenimento della spesa pubblica per affrontare gli oneri
derivanti dall'emergenza sismica di cui al presente decreto, il Commissario
delegato provvede alla riprogrammazione e rifunzionalizzazione degli interventi
per l'organizzazione del vertice G8 e adotta ogni necessario atto
consequenziale per la rilocalizzazione del predetto vertice. Fatta salva la
puntuale verifica delle quantita' effettivamente realizzate per ciascuna
categoria di lavori, servizi e forniture, i rapporti giuridici sorti in
attuazione dell'ordinanza n. 3629 del 20 novembre 2007, e successive
modificazioni, sono rinegoziati, fatto salvo il diritto di recesso
dell'appaltatore. A tale fine, non sono piu' dovute, ove previste, le
percentuali di corrispettivo riconosciute agli appaltatori a titolo di
maggiorazione per le lavorazioni eseguite su piu' turni e di premio di
produzione, sui lavori contabilizzati a decorrere dal 1° marzo 2009. Per i
servizi, le forniture e per i lavori che non contemplano le maggiorazioni di
cui al presente comma, la rinegoziazione tiene conto della diversa
localizzazione dell'evento. In mancanza di accordo intervenuto tra le parti entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, i
corrispettivi dovuti per le prestazioni di opera professionale, ivi compresi
quelli di cui all'articolo 92 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,
sono ridotti del 50 per cento rispetto al compenso originariamente pattuito. 4.
Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del
Commissario delegato, sono accertati i risparmi derivanti dal presente articolo
e dai conseguenti provvedimenti attuativi e i relativi importi sono riassegnati
al Fondo di riserva per le spese impreviste dello stato di previsione della
spesa del Ministero dell'economia e delle finanze. Art. 18. Copertura
finanziaria 1. Agli oneri derivanti dall'articolo 2, comma 11, dall'articolo 3,
commi 3 e 6, dall'articolo 4, comma 5, dall'articolo 6, comma 4, dall'articolo
7, commi 1, 2 e 3, dall'articolo 8, comma 3, e dall'articolo 11, commi 1 e 4,
pari a 1.152,5 milioni di euro per l'anno 2009, a 539,2 milioni di
euro per l'anno 2010, a
331,8 milioni di euro per l'anno 2011, a 468,7 milioni di euro per l'anno 2012, a 500 milioni di euro
per ciascuno degli anni 2013 e 2014,
a 394,8 milioni di euro per l'anno 2015, a 239 milioni di euro
per l'anno 2016, a
133,8 milioni di euro per l'anno 2017, a 115,6 milioni di euro per ciascuno
degli anni dal 2018 al 2029,
a 81,8 milioni di euro per l'anno 2030, a 48 milioni di euro
per l'anno 2031, a
14,2 milioni di euro per l'anno 2032 e a 2,9 milioni di euro a decorrere
dall'anno 2033, si provvede, quanto: a) a 150 milioni di euro per l'anno 2010 e
200 milioni di euro per l'anno 2011, mediante corrispondente riduzione del
Fondo di cui all'articolo 5, comma 4, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126; b) a 300
milioni di euro per l'anno 2009, mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 22, del decreto-legge
29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio
2009, n. 2; c) a 380 milioni di euro per l'anno 2009, mediante utilizzo delle
risorse di cui all'articolo 13, comma 5; d) a 472,5 milioni di euro per l'anno 2009, a 389,2 milioni per
l'anno 2010, a
131,8 milioni per l'anno 2011,
a 468,7 per l'anno 2012, a 500 milioni per ciascuno
degli anni 2013 e 2014, a
394,8 milioni per l'anno 2015,
a 239 milioni di euro per l'anno 2016, a 133,8 milioni di
euro per l'anno 2017, a
115,6 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2029, a 81,8 milioni di
euro per l'anno 2030, a
48 milioni di euro per l'anno 2031,
a 14,2 milioni di euro per l'anno 2032 e a 2,9 milioni
di euro a decorrere dall'anno 2033, mediante utilizzo di quota parte delle
maggiori entrate recate dal presente decreto. 2. Il Ministro dell'economia e
delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio. Art. 19. Entrata in vigore 1. Il presente decreto entra
in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in
legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E'
fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a
Roma, addi' 28 aprile 2009 NAPOLITANO Berlusconi, Presidente del Consiglio dei
Ministri Tremonti, Ministro dell'economia e delle finanze Maroni, Ministro
dell'interno Sacconi, Ministro del lavoro della salute e delle politiche
sociali Prestigiacomo, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e
del mare Matteoli, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Bondi,
Ministro per i beni e le attivita' culturali La Russa, Ministro della difesa
Alfano, Ministro della giustizia Scajola, Ministro dello sviluppo economico
Gelmini, Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca Zaia,
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Meloni, Ministro della
gioventu' Visto, il Guardasigilli: Alfano Commenta | Stampa | Segnala | Condividi
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( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Prov Ogliastra
Pagina 6022 Tortolì. Il lamento di una coop: le promesse non bastano Mancano i
finanziamenti A rischio i laboratori teatrali Tortolì.. Il lamento di una coop:
le promesse non bastano --> Ogliastra inesplorata mette insieme sul
palcoscenico disabili e normodotati. Ma i suoi progetti futuri ora rischiano lo
stop. Le associazioni culturali per portare avanti i loro progetti hanno
bisogno di finanziamenti da parte delle istituzioni. I fondi spesso tardano ad
arrivare a causa di una burocrazia lenta che blocca le iniziative intraprese
dagli operatori del settore e talvolta le scoraggia. LA DENUNCIA «C'è un'enorme
difficoltà a comunicare con le istituzioni che promettono ma non danno risposte
immediate lasciandoti in sospeso, il che è peggio», dice Antonio Ghironi,
autore, regista e presidente della Cooperativa Sardegna
inesplorata di Tortolì. «Dei seimila euro da noi richiesti per finanziare la
prima parte del nostro laboratorio teatrale tuttora in corso, ci è stato
promesso solo un anticipo di duemila euro da parte dell'assessorato alla
Cultura del Comune di Tortolì. Aspettiamo di ottenere il resto da parte
di quello allo Spettacolo e alle Politiche sociali e giovanili. Solo così
potremo realizzare la seconda fase». La Cooperativa Sardegna Inesplorata nasce
a Tortolì nel 2006 e porta avanti una serie di iniziative culturali che
abbracciano il teatro, la danza e la realizzazione di cortometraggi. Nei mesi
scorsi ha inaugurato il laboratorio teatrale Fuori
scena, che si conclude il 30 maggio al teatro San Francesco con il saggio L'uomo,
il verme trionfante, tratto da tre poesie dello scrittore americano Edgar
Allan Poe. È l'unico laboratorio in Ogliastra tuttora in corso frequentato da
disabili integrati con normodotati. L'IDEA «Il principio fondamentale della nostra associazione
culturale di cui andiamo molto fieri», precisa Ghironi «è quello di abbattere
le discriminazioni sociali creando l'integrazione tra le persone e questo nel
palcoscenico succede». Il teatro diventa il luogo ideale, l'isola felice dove i
pregiudizi nei confronti del diverso scompaiono. La seconda fase del
laboratorio teatrale Fuori scena prevede (sempre che il
Comune di Tortolì finanzi la seconda parte del progetto) la realizzazione di un
mediometraggio che avrà come scenario le zone dell'Ogliastra di particolare interesse
culturale, storico, ambientale. LA PROSPETTIVA Ma l'ambizione della Cooperativa
Sardegna inesplorata è quella di creare un centro permanente della
cinematografia in Ogliastra. Un luogo ad hoc dove realizzare dei cortometraggi
rigorosamente made in Ogliastra che abbiano poi la
possibilità di circolare ed essere visti e apprezzati anche oltre i confini
provinciali. Già nel 2007 i ragazzi dell'associazione sono stati i promotori
del cortometraggio I danzatori delle stelle, diretto da Antonio
Ghironi e ispirato al romanzo Passavamo sulla terra leggeri, dello
scrittore Sergio Atzeni. ROSANGELA ERITTU
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( da "Virgilio Notizie"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Secondo Rahul Gandhi
"il problema centrale in India" e "di cui nessuno parla in
queste elezioni" è ancora quello denunciato da suo padre Rajiv oltre 20
anni fa, ovvero quello della corruzione e
dell'inefficienza delle strutture amministrative locali che fa sì che
"solo un decimo di ogni rupia delle spesa pubblica raggiunga il suo
obiettivo". "Il più grande problema - ha detto ai giornalisti che
affollavano la conferenza stampa in un hotel di Nuova Delhi - è che siamo
incapaci di distribuire i soldi ai villaggi che ne hanno bisogno". Nei
suoi frequenti viaggi nell'India contadina, Gandhi si sarebbe reso conto del
"fallimento delle istituzioni politiche".
"Nei villaggi non c'è assolutamente nulla e con pochissimo denaro si
potrebbe trasformare la vita delle persone. Penso alla montagna di denaro che
oggi abbiamo a disposizione e di come invece vada sprecata". A chi gli ha
chiesto come risolvere il divario economico, il leader del Congresso ha detto
che "occorre cambiare l'intero sistema di gestione e che è un
processo che richiede tempo". Uno degli strumenti per favorire il
cambiamento è di "aprire il sistema" introducendo criteri democratici
di scelta dei rappresentanti politici "che permettano alle persone di far
pressione sui partiti". La missione del giovane Gandhi nei prossimi due
anni è di "democratizzare" il secolare partito del Congresso
favorendo l'ingresso di giovani attraverso elezioni dei consigli locali e
distrettuali di partito come già avvenuto negli stati del Gujarat e in Punjab.
"La mia posizione di rappresentante della famiglia Gandhi - ha aggiunto -
mi dà certi privilegi, ma mi offre il vantaggio di accelerare e forzare questo
rinnovamento". Gandhi ha ammesso che in India il successo in politica "dipende da chi conosci o con chi sei
imparentato". "Paradossalmente io voglio cambiare proprio il sistema
di cui sono iostesso un prodotto
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( da "Arena.it, L'"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
«L'Ulss 21 cambi
rotta o passiamo con Verona» ZEVIO. Ultimatum del comitato pro Chiarenzi
all'azienda sanitaria di Legnago per invertire la tendenza alla riduzione dei
servizi sanitari sul territorio comunale Tra le accuse: il day surgery è
sparito, l'ambulatorio ortopedico è dimezzato e radiologia è senza medico
05/05/2009 rss e-mail print Il Chiarenzi punta a diventare polo riabilitativo
provinciale «Non si ferma lo svuotamento sistematico del nostro ospedale.
Legnago accentra, anziché distribuire i servizi sul territorio. Una politica
che non paga: salvo inversioni di marcia da parte dell'Ulss 21, daremo il via a
una raccolta di firme per annettere Zevio all'Ulss 20 di Verona». L'ultimatum alla
direzione generale di Legnago è del comitato pro Chiarenzi. Presidente Paolo
Righetti, Costantino Gugliuzza e Nicola Ranghiero paventano come vicina la fine
dell'ospedale. I segnali? «Si sta invitando il personale Ulss a trasferirsi a
Bovolone e Legnago». Segue l'elenco delle cose che non vanno al Chiarenzi: «La
day surgery è stata cancellata. Per sottoporsi a interventi anche banali
bisogna fare centinaia di chilometri: una donna che voleva togliersi una
verruca ha dovuto andare a Legnago. La medicazione del giorno dopo, invece,
l'ha fatta a Nogara». Radiologia: «È priva di medico radiologo per leggere i
referti, ha strumenti antiquati, quelli buoni sono stati trasferiti altrove». E
poi c'è l'ambulatorio ortopedico: «Fino a qualche tempo fa funzionava settimanalmente,
ora ogni 15 giorni». Ancora. Punto di primo intervento:
«Sta sistematicamente sostituendo il personale dell'Ulss con gente a gettone
che monta in servizio dopo aver concluso lunghi turni di lavoro in altri
luoghi». Risultato: «Talvolta i pazienti con necessità vengono invitati a
rivolgersi altrove. L'ambulanza spesso non c'è perché più volte al
giorno impegnata in trasporti verso Legnago». Per questo «A Zevio serve anche
un'auto medica». Il comitato continua con la riabilitazione: «Per carenze di
personale, incontra sempre più difficoltà nel fare esami cardiologici e
pneumologici su pazienti esterni». Il direttore generale dell'Ulss 21, Daniela
Carraro, premette che l'Ulss è orientata a commisurare l'attività svolta a
Zevio alle reali necessità del territorio e tenendo conto che margini di
miglioramento sono sempre possibili. Altra parola d'ordine: aumentare la
produttività del personale a fronte della rigidità delle risorse disponibili.
Politica applicata a tutta l'Ulss per non dover fare investimenti alla cieca,
ma spendere dove effettivamente c'è bisogno». In quest'ottica e per il
miglioramento delle tecniche chirurgiche, secondo la Carraro, la day surgery
zeviana è stata sostituita da un ambulatorio chirurgico con «un'ottima
operatività». Quanto al presunto ricorso a Legnago per una verruca, il
direttore generale ritiene che sia il risultato di «incomprensioni».
Radiologia: «Ho già deliberato la digitalizzazione dei servizi di Zevio,
Bovolone, Nogara e Legnago e stiamo lavorando per collegarli in rete con la
banda larga. Oggi a fare la differenza non è più la presenza
del medico radiologo, ma la disponibilità di un bravo tecnico e la possibilità
di leggere centralmente i referti». Ambulatorio ortopedico: «Sto attendendo
dall'unità territoriale un rapporto sui bisogni in specialistica ortopedica. Se
emergerà la necessità di potenziamenti, provvederemo». Servizio di pronto
soccorso: «Non ci risultano chiamate inevase», dice ancora il direttore
generale, sottolineando che al proposito i controlli sono quotidiani. «Saremmo
informati dallo stesso 118, se vi fosse qualche zona sguarnita». I gettonisti? «Non è possibile fare altrimenti causa il blocco
del tourn over del personale». La Carraro conclude garantendo che il progetto
Chiarenzi polo riabilitativo provinciale va vanti e che l'Ulss 21 ha intensificato i
rapporti con le unità sanitarie vicine per assicurare l'afflusso a Zevio di
pazienti da riabilitare dopo il ricovero acuto negli ospedali. Piero Taddei
Piero Taddei
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( da "Wall Street Italia"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
India/ Rahul Gandhi:
"soldi Stato non vanno a chi ne ha bisogno" di Apcom leader del
Congresso intende combattere corruzione e nepotismo
-->Roma, 5 mag. (Apcom) - Secondo Rahul Gandhi "il problema centrale in
India" e "di cui nessuno parla in queste elezioni" è ancora
quello denunciato da suo padre Rajiv oltre 20 anni fa, ovvero quello della corruzione e dell'inefficienza delle strutture
amministrative locali che fa sì che "solo un decimo di ogni rupia delle
spesa pubblica raggiunga il suo obiettivo". "Il più grande problema -
ha detto ai giornalisti che affollavano la conferenza stampa in un hotel di
Nuova Delhi - è che siamo incapaci di distribuire i soldi ai villaggi che ne
hanno bisogno". Nei suoi frequenti viaggi nell'India contadina, Gandhi si
sarebbe reso conto del "fallimento delle istituzioni
politiche". "Nei villaggi non c'è assolutamente nulla e con
pochissimo denaro si potrebbe trasformare la vita delle persone. Penso alla
montagna di denaro che oggi abbiamo a disposizione e di come invece vada sprecata".
A chi gli ha chiesto come risolvere il divario economico, il leader del
Congresso ha detto che "occorre cambiare l'intero sistema di
gestione e che è un processo che richiede tempo". Uno degli strumenti per
favorire il cambiamento è di "aprire il sistema" introducendo criteri
democratici di scelta dei rappresentanti politici "che permettano alle
persone di far pressione sui partiti". La missione del giovane Gandhi nei
prossimi due anni è di "democratizzare" il secolare partito del
Congresso favorendo l'ingresso di giovani attraverso elezioni dei consigli
locali e distrettuali di partito come già avvenuto negli stati del Gujarat e in
Punjab. "La mia posizione di rappresentante della famiglia Gandhi - ha
aggiunto - mi dà certi privilegi, ma mi offre il vantaggio di accelerare e
forzare questo rinnovamento". Gandhi ha ammesso che in India il successo
in politica "dipende da chi conosci o con chi sei
imparentato". "Paradossalmente io voglio cambiare proprio il sistema
di cui sono io stesso un prodotto
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( da "Sicilia, La"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
la proposta avanzata
dall'Mpa di Niscemi Consiglio per ridurre gli assessori Niscemi. Il consiglio
comunale di Niscemi, presidente Franco Alesci, lavora a ritmo serrato tanto da
convocare, con un seduta consiliare in corso, per discutere scottanti problemi,
un'altra seduta urgente per oggi, per trattare, in terza battuta, la modifica
dello Statuto Comunale per la riduzione del numero degli assessori comunali da
sette a quattro, come richiesto dal gruppo consiliare Mpa. Domani, invece, il
civico consesso si occuperà dell'elezione del difensore civico, elezione che
sarà il banco di prova della tenuta della variopinta maggioranza, in
fibrillazione, che appoggia il sindaco Pd Giovanni Di Martino che ha già
presentato in consiglio la sua relazione annuale, definita da alcuni esponenti
della minoranza «una mera elencazione di piccole cose spalmate con l'immancabile trito e ritrito cioccolato della lotta all'illegalità
di maniera». La proposta di modifica dello Statuto comunale per la riduzione da
sette a quattro del numero degli assessori, fu presentata dal gruppo consiliare
Mpa per ridurre i costi della politica e dare un segnale forte ai cittadini che vogliono meno assessori
in giunta, quindi meno spese, di contro più produzione di progetti per
il decollo del territorio. Nelle due precedenti votazioni in consiglio comunale
non si è raggiunto il quorum necessario previsto dallo Statuto per la modifica,
quindi va rifatta la votazione per raggiungere il quorum di 11 voti su venti.
Intanto, il consigliere Mpa Massimiliano Ficicchia rilancia «il salvagente al
sindaco Giovanni Di Martino, che si trova in serie difficoltà, dice Ficicchia,
nel burrascoso mare delle sue alleanze. Mpa è disposta alla luce del sole a collaborare
con Di Martino, senza richieste di poltrone. Egli, così, non sarà più ostaggio
politico dei suoi stessi "amici" che condizionerebbero la poca
attività politica che riesce a fare. Gli eventuali
salti della quaglia da parte di politici senza partito, sul treno in frenata
del centro sinistra, a nostro avviso, sarà molto deleterio per la stessa
maggioranza e per la città». Giuseppe Vaccaro
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( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Raccolta fondi per
aiutare i "gemelli" abruzzesi Martedì 5 Maggio 2009, Prata (r.z.)
«Invito i cittadini e le associazioni ad essere solidali con il Comune di Prata
d'Ansidonia, in provincia dell'Aquila, che è stato duramente colpito dal
terremoto dello scorso 6 aprile». Questo l'appello che Nerio Belfanti sindaco
di Prata, rivolge a tutti i suoi concittadini per aiutare il comune abruzzese
«idealmente» gemellato con Prata. «Fortunatamente -prosegue Belfanti- a Prata
d'Ansidonia, piccolo centro a 26 chilometri da l'Aquila, la forte scossa non
ha causato vittime, ma molti edifici sia pubblici che privati hanno subito
gravi danni». Ora la cittadina è stata evacuata, essendo tra quelle
maggiormante colpite dal sisma e molte persone vivono nelle tendopoli allestite
dalla Protezione civile. «Con i sindaci degli altre tre comuni italiani omonimi
(Prata Sannita, Prata Principato Ultra e Prata Comportaccio) abbiamo
organizzato una rccolta fondi da poter indirizzare alla ristrutturazione di una
o più opere, che verranno indicate dal sindaco di Prata d'Ansidonia, Francesco
Di Marco, con il quale ci siamo messi in contatto -spiega il sindaco-. Invito
pertanto i cittadini a essere vicini a queste persone, anche in considerazioni
della solidarietà che il nostro Comune ha ricevuto in passato, sopratutto in
occasione dell'alluvione». Chi volesse quindi fare un'offerta per aiutare la
popolazione di Prata d'Ansidonia può effettuare un versamento presso la Bcc
Pordenonese filiale di Prata sul conto della tesoreria del Comune (cod. Iban: IT 698083 5664789 000000014595), indicando come causale
«Solidarietà ai cittadini di Prata d'Ansidonia colpiti dal sisma del 6/4/09».
Dal canto suo, l'amministrazione comunale ha già stanziato dei fondi da
devolvere alla causa e l'intero Consiglio comunale devolverà il gettone di presenza dell'ultima seduta.
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( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Gettoni
di presenza e indennità devolute ai terremotati dell'Abruzzo Martedì
5 Maggio 2009, (L.I.) Rinviati, nuovamente, per voto di maggioranza (contrario
solo il capogruppo di Rc Claudio Bortolotti) la determinazione delle aliquote e
detrazioni dell'imposta comunale sugli immobili Ici e quella dell'addizionale
comunale Irpef 2009, approvazione del programma triennale delle opere pubbliche 2009-2011
con elenco annuale 2009 oltre l'approvazione del bilancio di previsione 2009
con relazione previsionale e programmatica 2009/2011 e bilancio 2009/2011 per completare
il periodo di deposito previsto dal regolamento consiliare. Dopo un minuto di
silenzio in suffragio delle vittime d'Abruzzo, il Consiglio comunale di Porto
Tolle si è concentrato sulle comunicazioni del sindaco. Ricordato l'impegno
profuso dal gruppo di protezione civile di Porto Tolle, che a sostegno del
coordinamento provinciale si è reso disponibile, tutti i consiglieri hanno
accolto la proposta del sindaco di devolvere il loro gettone di presenza in beneficenza tramite versamento sul conto corrente
che sarà attivato nei prossimi giorni dall'amministrazione comunale in appoggio
a Bancaria (stessa prassi seguirà la prossima giunta devolvendo una parte
dell'indennità). In seguito all'iniziativa indetta a tutti i comuni della
Provincia da parte dell'assessore Giancarlo Chinaglia, per la stessa causa,
anche il comune di Porto Tolle deliberà affinché siano accantonati i fondi per
aderire al progetto di raccolta di un euro per ogni abitante (al quale la
Provincia aggiungerà altrettanto importo per complessivi 500 euro circa) che si
sommeranno ad altri proventi destinati all'investimento per il recupero di
edifici colpiti dal sisma. Il sindaco ha poi spiegato che, nonostante sia
pervenuto il primo nulla osta per la procedura Via della centrale di Polesine
Camerini, manca ancora il decreto ufficiale del Ministero dell'Ambiente a causa
delle 44 prescrizioni subordinate al parere favorevole. L'entusiasmo ha pervaso
tutti i consiglieri (a fine seduta si è brindato), eccetto il consigliere
Bortolotti che ha rinsaldato la sua posizione avversa al progetto. Il consiglio
si è poi confrontato sulla notizia dell'arrivo di una nuova proposta normativa
(corredata di cartografia) giunta all'indirizzo del sindaco poche ore prima, da
parte del presidente Federico Saccardin, per addivenire al Piano del Parco. La
discussione è stata rinviata a venerdì prossimo alle 20.30 per permettere a
tutti i consiglieri di consultare la documentazione pervenuta. Ratificato
l'incarico al neo assessore Roberto Pizzoli, che al momento continuerà a
ricoprire il ruolo contestuale di capogruppo di maggioranza, dal coro si sono
distaccati il consigliere Bortolotti polemizzando su modalità e necessità (per
la quale il Pd avrebbe accettato referati, a suo dire, di minore importanza)
della lista civica di riequilibrare gli accordi preelettorali, e Alberto
Bergantin (Pdl), che ironicamente ha augurato "buon lavoro e una breve
carriera amministrativa" al neo assessore.
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( da "Sestopotere.com"
del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
CdC Treviso,
stanziati 140mila euro per lAbruzzo (5/5/2009 17:33) | (Sesto
Potere) - Treviso - 5 maggio 2009 - 140 mila euro è la somma stanziata dal
consiglio della Camera di Commercio di Treviso per le imprese terremotate
dAbruzzo. Liniziativa di solidarietà è stata decisa, allunanimità, dai
consiglieri camerali nellultima seduta devolvendo i loro gettoni
di presenza come avevano deciso anche i componenti di
giunta qualche giorno prima. Inoltre è stato destinato 1 euro per ciascuna
delle 85 mila imprese attive della nostra provincia,ed iscritte alla CCIAA. “La
somma sarà versata in un fondo nazionale gestito da Unioncamere, ha spiegato ai
consiglieri il presidente Federico Tessari, ma si avrà un riscontro concreto e
tangibile sulla destinazione della somma. Vogliamo che la solidarietà delle
nostre imprese ,pur in un momento difficile per tutti, abbia un effetto
duraturo nel tempo.”
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