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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli        

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DOSSIER “COSTI DELLA POLITICA”

 

 

 

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Report "Costi dei politici"  3-5 maggio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Anche Bellucci farà il tifo per il bicentenario Palombo ( da "Secolo XIX, Il" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: particolare non da poco nel fast-football del giorno d'oggi, tutte le duecento presenze sono state totalizzate vestendo solamente le maglie di due società: quella viola (in realtà solo dieci gettoni) e poi soprattutto quella blucerchiata (i restanti centottantanove, stasera centonovanta). Dam. Bas. 03/05/2009

"un miracolo contro il malaffare" ( da "Repubblica, La" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sepe: illegalità e corruzione, le piaghe In processione nei vicoli di Forcella, l´incontro con il padre di Annalisa Durante Iervolino: "Preoccupati per chi sta perdendo il lavoro" (segue dalla prima di cronaca) Si è ripetuto ieri il miracolo di San Gennaro, in una basilica gremita di fedeli (in tanti sono rimasti fuori).

paleste pieno per la partita pro abruzzo ( da "Mattino di Padova, Il" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Al termine della gara i giocatori sono rimasti per parecchio tempo a disposizione dei piccoli atleti, impegnati a raccogliere autografi e fotografie. Anche gli arbitri e gli ufficiali di campo impegnati nel match hanno destinato il proprio gettone di presenza alla causa solidale. (n.c.)

libraio e psicologo: una città di buoni lettori ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Prenda a esempio il caso de La casta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, un libro in cui nessuno credeva all'inizio, neppure il suo editore, e che è invece è andato a ruba. Io ci avevo puntato subito ed era già in libreria prima quasi che nelle grandi distribuzioni». Ecco appunto, parliamo delle grandi distribuzioni.

centrosinistra compatto alle elezioni ( da "Centro, Il" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il centrosinistra, poi, assicura che «i costi della politica, compensi e consulenze, verranno drasticamente abbassati, per finanziare, con il risparmio ottenuto, un fondo dedicato ai giovani, agli studenti ed ai disoccupati». E saranno «previsti incentivi per il sostegno del lavoro nelle imprese e per il commercio».

aviano, berto attacca la maggioranza: snobbato il fondo di aiuto ai poveri ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: snobbato il fondo di aiuto ai poveri AVIANO. Poca sensibilità da parte della maggioranza: è quanto denuncia l'ex sindaco Riccardo Berto che punta il dito contro il centro-sinistra, "reo" di avere bocciato la sua proposta di devolvere i gettoni di presenza dei consiglieri comunali a un fondo in aiuto per le situazioni di povertà.

Quando il tradimento volava in prima classe ( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Dall'altra il protagonismo dei fedifraghi che si esibiscono in tv. Non c'è che da scegliere, mattina, pomeriggio e anche prima serata: i programmi sono tanti e qualcuno paga pure, tot euro per infedeltà. Gettone raddoppiato se c'è di mezzo un ricovero al pronto soccorso.

Quando il tradimento volava in prima classe ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Dall'altra il protagonismo dei fedifraghi che si esibiscono in tv. Non c'è che da scegliere, mattina, pomeriggio e anche prima serata: i programmi sono tanti e qualcuno paga pure, tot euro per infedeltà. Gettone raddoppiato se c'è di mezzo un ricovero al pronto soccorso.

SI È RIUNITO, a Ficarolo, il consiglio comunale per l'app... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è iniziata con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del terremoto dell'Abruzzo. Il sindaco ed i consiglieri hanno voluto dimostrare, anche concretamente, la propria vicinanza ai terremotati, devolvendo loro il gettone di presenza. Oltre ad aderire all'iniziativa della Provincia di destinare un euro per ogni abitante di Ficarolo ad un progetto concreto di ricostruzione.

Gli artisti di Zelig e Colorado cafè medici del sorriso ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ci saranno Francesco Rizzuto, l'esilarante vigile parlermitano, il cabarettista catanese Salvo Spoto e le sue lezioni per diventare meridionali, Andrea Sambucco, Felipe alias Gianluca Beretta, comico, attore e poeta, Riki Bokor, Eugenio Chiocchi e «I mancio e stigma».

I piccoli anatroccoli sulle rive del Marano ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Arriveranno presto altri 15 anatroccoli grazie al contributo del collega consigliere Giuseppe Savoretti. Anche lui ha deciso di devolvere parte dei suoi gettoni di presenza per condividere la mia proposta di ripopolare con le anatre la foce del Marano». Image: 20090503/foto/11667.jpg

Consulenze & poltrone, ( da "Nazione, La (Umbria)" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Centro di formazione imprenditoriale) si accontentano di gettoni di presenza rispettivamente di 200 e 90 euro a seduta. Enzo Patalocco, alla guida di Valnestore Sviluppo Srl, ha uno stipendio di 15mila euro annui. BEN PIU' corposo l'elenco delle consulenze esterne assegnate dalla Provincia, con un esborso totale di 453mila euro.

di ROBERTO BORGIONI PERUGIA UN DILUVIO di nomi, incarichi, po... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Centro di formazione imprenditoriale) si accontentano di gettoni di presenza rispettivamente di 200 e 90 euro a seduta. Enzo Patalocco, alla guida di Valnestore Sviluppo Srl, ha uno stipendio di 15mila euro annui. BEN PIU' corposo l'elenco delle consulenze esterne assegnate dalla Provincia, con un esborso totale di 453mila euro.

Le aziende' costano più di 230mila euro ( da "Nazione, La (Umbria)" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: mentre i consiglieri Vinicio Bottacchiari e Luciano Ventanni si devono accontentare di un gettone di presenza di 206,58 euro a ogni riunione, oltre all'eventuale rimborso spese. Il presidente di Webred spa (84,1% di azioni regionali) è Maurizio Biondi, con un compenso di 25.823 euro, mentre il consigliere Mario Conte si accontenta di 5.

Nella sala Orsi di Conegliano s'apre il sipario sulla Romanza ( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: edizione critica a cura di Dino Rizzo, con Laura Toffoli (soprano), Livio Nappo (tenore), Paolo Pieruzzo (tenore), Corinna Canzian (violino), Davide Da Ros (pianoforte). Letture poetiche a cura di Monica Stella e Stefano Fugagnoli. Presenta il prof. Dino Rizzo, diplomato in organo e pianoforte, insegnante, concertista e critico.

Vivibilità, sbloccati 20 milioni ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il diretto interesse strategico dell'intervento per le comunità locali, la capacità dell'intervento di permettere una fruizione migliore dei servizi da parte dei cittadini, la rapidità di realizzazione, la maggiore percentuale di co-finanziamento da parte dell'ente locale, l'integrazione dell'intervento con altri progetti e infine la capacità del progetto "

Montegrotto Terme Cinque schiaffi in faccia alle opposizioni. Tante erano infatti le commissioni... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di partecipare ai collegi consultivi le opposizioni avrebbero lasciato alle casse comunali il gettone di presenza. In cambio ovviamente di un minimo considerazione politica. «Non abbiamo bisogno di disponibilità personali - aveva tuttavia avvertito il collega Paolo Ferrarese - ma di un confronto istituzionale che ci consenta di poter esercitare un diritto di critica costruttiva»

LA PROPOSTA DEL PD ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 03-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Mettiamo parte dei gettoni di presenza in un fondo anticrisi» Domenica 3 Maggio 2009, Un fondo per difendere i cittadini trevigiani più deboli dalla crisi: è quello che propone Maristella Caldato, consigliere comunale del Pd. «Fermamente convinta che la crisi economica sia presente anche nella nostra provincia - afferma - e in particolare modo a Treviso,

PIETRO TRECCAGNOLI MIRACOLO A FORCELLA. SAN GENNARO TORNA A PASSARE ATTRAVERSO LE STRADE DI UNO D... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 03-05-2009) + 4 altre fonti
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dal quale dipende la questione della sicurezza e della legalità, senza necessariamente stabilire una relazione causa-effetto tra mancanza di lavoro e crescita della delinquenza». E la corruzione? «C'è una recrudescenza alla quale deve corrispondere un innalzamento dell'attenzione giuridica e morale.

SANGES 2 STELLA 1 SANGES: Todescato, Carlucci, Manfroni, Fratti, Angel... ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: : Navicella STELLA: Franchi, Tonini, Pacioni, Cardinali, Collina, Arlotti, Buffoni, Angelini, Montebelli, Ghinelli, Sabatini. A disp.: Rizzo, Di Marzo, Mastragostino. All.: Nicolini Arbitro: Lodovichetti Reti: 11' st Casadei, 23' st Angelini A., 35' st Montebelli (St)

è stata la vittoria della volontà - eugenio fagnoni ( da "Tirreno, Il" del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: L'ex di turno. Il tecnico dei campani ha tentato anche la carta dell'ex, inserendo dal 23' del secondo tempo il centrocampista Bruno Di Napoli (tre stagioni a Pistoia e 75 gettoni di presenza) che ammette di avere provato un po' d'emozione nel ritornare a Pistoia ed al Melani, ma poi puntualizza: «Faccio pochi gol,

C'è un'idea nuova di sindacato che prende forma nella Cisl che oggi, alla pre... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sfida da condurre contrastando gli sprechi della politica, lottando contro l'evasione fiscale, con l'obiettivo di dare respiro al potere d'acquisto ai redditi fissi e restituire valore e dignità al lavoro. Sullo sfondo, l'idea di una regione più giusta, equa e solidale che la Cisl dell'Umbria intende contribuire a costruire forte di una natura riformista e di un lavoro di confronto,

Ho versato a Canalia centinaia di migliaia di e. ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dove l'hanno accompagnato i finanzieri della tributaria del maggiore Marco Borrelli, non sarebbe che l'ultimo rivolo di un fiume illegale che aveva cominciato a scorrere ancora anni fa. A star dietro alle parole di Colpo gli avrebbe versato più di 200 mila euro in tutti questi anni di mercimonio della funzione pubblica.

udc, a sacile torna in campo gina fasan ( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di cui uno è il presidente, Stefano Santarossa, nel collegio San Giorgio, San Quirino e Vivaro. «I radicali presenti in parlamento - ricorda Santarossa - hanno già proposto la cancellazione del gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni per i consiglieri comunali, provinciali, circoscrizionali e delle comunità montane»

SOLARE/ACCORDO ENERQOS E FORESIGHT PER IMPIANTI DA 4 MW IN PUGLIA ( da "Wall Street Italia" del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il pacchetto di finanziamento dell'operazione, spiega una nota congiunta, prevede un investimento azionario proveniente dallo European Solar Fund di Foresight, insieme ad ulteriore finanziamento da parte di una banca italiana. Dei quattro impianti, uno sarà sviluppato con gli inseguitori biassiali Solar Totem brevettati da Enerqos-ESP,

SALUTE: LAMPADA SOLARE A GETTONI, A 10 ANNI USTIONATA SUL 70% DEL CORPO. ( da "Asca" del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: LAMPADA SOLARE A GETTONI, A 10 ANNI USTIONATA SUL 70% DEL CORPO (ASCA-NOEMATA) - Roma, 4 mag - Una bambina di 10 anni ha subito ustioni sul 70% del corpo per aver trascorso 16 minuti in una doccia solare incustodita. A causa delle ustioni riportate non potra' prendere il sole per almeno 10 anni - spiegano i medici del Centre for Burns and Plastic Surgery,

HA CERCATO DI DARE UNA SPALLATA VIGOROSA A UNA CITTà CHE DORME CULLATA DAL MALE. QUELLO STESSO ... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 04-05-2009) + 5 altre fonti
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Quello stesso che il cardinale ha individuato nella camorra, nell'illegalità, nell'ingiustizia, nella corruzione. Nomi ben poco astratti e sin troppo concreti, che lasciano segni terribili su una terra mai scesa dalla croce. La consistenza del sangue dovrebbe ripulire quanti fanno del male un affare che aumenta gli introiti, il potere e il conto in banca.

Giustizia/ Avvocatessa protesta: no a difese d'ufficio ( da "Virgilio Notizie" del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettone di presenza" agli avvocati nominati d'ufficio. E' questa la richiesta di una penalista romana che oggi ha sfilato per i corridoi del tribunale di Roma con un vistoso cartello appeso al collo. "Oggi sono difensore di ufficio in base al quarto comma dell'ex articolo 97 del codice di procedura penale - si legge sull'

GIUSTIZIA/ AVVOCATESSA PROTESTA: NO A DIFESE D'UFFICIO GRATIS ( da "Wall Street Italia" del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ufficio gratis di Apcom Con cartello al collo la penalista ha sfilato in tribunale -->Roma, 4 mag. (Apcom) - Bisogna garantire un "gettone di presenza" agli avvocati nominati d'ufficio. E' questa la richiesta di una penalista romana che oggi ha sfilato per i corridoi del tribunale di Roma con un vistoso cartello appeso al collo.

Osnago: canestri e gettoni in favore degli abruzzesi ( da "Merateonline.it" del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: " Abbiamo deciso di donare il gettone di presenza, di circa 16 euro a seduta e a persona, in favore degli sfollati. Anche la minoranza ha accettato questa proposta, per tutti i consigli comunali che si sono tenuti dall`inizio dell`anno`. S.PI. Articoli Correlati: (c)www.

Terremoto, anche il Comune di Poggio Berni (Rimini) a favore delle popolazioni abruzzesi ( da "Sestopotere.com" del 04-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: amministrazione comunale devolverà alla ricostruzione di Villa Sant?Angelo il ricavato di parte dell?iniziativa e cogliendo l?invito del capogruppo di Minoranza Fornari il Sindaco Valli, ha dichiarato di devolvere interamente i gettoni di presenza in Consiglio comunale nel 2009 a favore delle popolazioni terremotate.

Il gettone dei consiglieri è stato devoluto ai terremotati ( da "Provincia Pavese, La" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il sindaco Flavio Vercesi unitamente a tutta la maggioranza ha rivolto un elogio al consigliere dimissionario Paolo Ranzini per il lavoro svolto, augurandogli un buon lavoro in vista della sua prossima candidatura a sindaco di Pavia. Maggioranza e minoranza hanno devoluto il gettone di presenza della seduta consiliare alle popolazioni terremotate.

Mede, Bertassi il più presente in Consiglio ( da "Provincia Pavese, La" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: delle casse del Comune per liquidare i gettoni di presenza dovuti ai consiglieri comunali per la partecipazione alle sedute del consiglio e delle commissioni durante il 2008. Il vertice di questa speciale classifica, in cui non figurano il sindaco, gli assessori e il presidente del consiglio comunale, retribuiti con altre indennità, spetta al capogruppo della maggioranza di centro-

Voti dei contadini per salvare il verde della valle ( da "Arena, L'" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: allora non prendevamo compensi o gettoni di presenza, eravamo al servizio della comunità». I suoi obiettivi in qualità di consigliere comunale furono «realizzare la scuola a Santa Maria in Stelle, partecipare alla costituzione della cantina sociale della Valpantena, promuovere l'oleificio della Valpantena e salvaguardare il paesaggio della Valpantena Orientale,

A Cervesina e Montalto quattro vittorie pavesi ( da "Provincia Pavese, La" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e Maurizio Rizzo (Gc Rivanazzanese) rispettivamente secondo e terzo tra i Veterani; il lomellino carlo Cristiani (Rpr Dorno) vincitore nella fascia A dei Supergentleman. Intanto a Montalto Pavese due pavesi, il cadetto Marco Santoro del Team Finotti Pavia, e il veterano super-decorato del fuori-strada Davide Bertoni dell'Olympia Lacchiarella,

Svaligiata cantina del ristorante stellato Perbellini ( da "Adige, L'" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ISOLA RIZZA (VR) Svaligiata cantina del ristorante stellato Perbellini VERONA - Svaligiata l'altra notte la cantina del ristorante stellato «Perbellini» di Isola Rizza (Verona): sconosciuti hanno portato via 2000 preziose bottiglie per un valore di 150 mila euro.

Viviani e la Contri arrivano a cinque ( da "Arena, L'" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: A Canale di Ceregnano: 2° Simone Oselin (Isolano Stella 81), 4° Rosario Carrubba (Isolano Stella 81). A Villa Campagna: 3° Francesco Castegnaro (La Rizza Thermo King). A Ronco di Gussago: 3° Stefano Marchesini (Ausonia), 5° Giacomo Peroni (Off. Alberti), 7° Demis Barusolo (Ausonia). ESORDIENTI.

Zevio dà una mano al Centro aiuto vita ( da "Arena, L'" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dal consiglio comunale di Zevio. «Abbiamo devoluto il corrispondente di un gettone di presenza di una riunione aderendo al progetto Gemma», spiega l'avvocato Maria Luisa Tezza, assessore zeviano alla famiglia. «Questo progetto in sostanza prevede di aiutare la mamma e il bambino che essa sta per dare alla luce intervenendo quindi nell'evitare possibili interruzioni di gravidanza»

L'Ulss 21 cambi rotta o passiamo con Verona ( da "Arena, L'" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Punto di primo intervento: «Sta sistematicamente sostituendo il personale dell'Ulss con gente a gettone che monta in servizio dopo aver concluso lunghi turni di lavoro in altri luoghi». Risultato: «Talvolta i pazienti con necessità vengono invitati a rivolgersi altrove.

IL 6 E 7 GIUGNO, data delle elezioni amministrative, non si voterà nel comun... ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: non si voterà nel comune di Cesena per designare l'esercito dei 144 consiglieri di quartiere (12 per ogni organismo) manovali' della politica minuta, che senza gettoni di presenza, rimborsi di alcun tipo e velleità di carriera politica, mettono a disposizione il loro tempo per migliorare la qualità della vita nel territorio circoscritto in cui abitano.

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: tanta capacità» L'ex-senatore: «Non accettiamo finanziamenti, avremo le mani libere» di LUIGI LUMINATI COSI' parlò Giuseppe Mascioni, tornato sul proscenio dopo un po' di anni passati lontano dalla politica. Ieri mattina la presentazione della sua candidatura a sindaco e della lista «La rosa di Pesaro».

E Lucchi si candida per abolire la Provincia ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Riduciamo i gettoni di presenza. E, ripeto, la Provincia va eliminata. Ha un costo del personale che oscilla tra i 70 ed i 100 milioni di euro. Soldi che vanno redistribuiti ai cittadini. Pensiamo poi ad istituire la Regione Romagna, con una proposta politico-finanziaria credibile».

La protesta Avvocati d'ufficio:... ( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: avvocatessa critica una direttiva che fa obbligo loro di essere a disposizione dell'utenza e di dover avvertire del calendario di udienze, l'eventuale avvocato di fiducia, e tutto ciò senza percepire nemmeno un gettone di presenza. «Oggi sono difensore di ufficio in base all'ex articolo 97 quarto comma del codice di procedura penale - si legge sul cartello - ergo non sono nulla.

i gettoni dei consiglieri per l'abruzzo ( da "Nuova Sardegna, La" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: equivalente di un gettone di presenza (o una cifra forfettaria di indennità di carica) dei consiglieri comunali e dei componenti della giunta comunale, è stata di gran lunga superata. Sia la maggioranza che la minoranza consiliare hanno infatti approvato di estendere l'entità del gettone di presenza dal mese di gennaio fino a quello di giugno,

LA MOSTRA agrozootecnica di Massarosa è stata al di là del succe... ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dato i consiglieri comunali di Massarosa, devolvendo un gettone di presenza alle sedute. Non solo: gli assessori hanno deciso di donare il 10% dell'indennizzo mensile. FIN QUI la solidarietà: per il resto la mostra agrozootecnica di Massarosa ha dimostrato lo straordinario vigore del settore ortofloroviastico del territorio e anche la voglia di valorizzare i prodotti tipici locali.

di MARIA GLORIA FRATTAGLI ANCONA DA CANDIDATO del centrosini... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: risorse interne e soprattutto sollecitando i necessari finanziamenti da parte dello Stato e attivando quelli messi a disposizione della Regione proprio in questi giorni». Gramillano «in controtendenza alle politiche del Governo che tendono a ridurre il tempo scuola», promette impegno concreto nel «sostenere e potenziare i servizi, dagli asili nido al tempo prolungato e al tempo pieno,

Furto di vini da Perbellini ( da "Corriere del Veneto" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ISOLA RIZZA Pensano ad un furto su commissione i titolari del ristorante bi-stellato Perbellini, dove tre notti da due sconosciuti hanno rubato duemilapreziose bottiglie di vino della cantina, per un valore di 150mila euro. «Putroppo finora nessuno ha risposto al nostro appello» afferma Paola Perbellini, moglie dello chef Giancarlo,

Macchinette svuotate in via Savani ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: LE GETTONIERE DEL «BAR COLLO» Macchinette svuotate in via Savani Un colpo analogo era già stato tentato solo una quindicina di giorni fa II Una quindicina di giorni fa avevano dovuto andarsene a mani vuote: armati di una sbarra di ferro avevano preso di mira la finestrella sul retro e tentato di penetrare nel bar ma le inferriate avevano retto.

Roma Capitale, dei suoi tesori ( da "Corriere della Sera" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: si parla di 3 mila euro al mese, anziché l'attuale retribuzione stabilita tramite gettoni di presenza. Beni storici Roma Capitale ottiene il concorso alla valorizzazione di beni storici, artistici, ambientali e fluviali. Prima, anche questo aspetto (come quello della tutela, che resta allo Stato) era di esclusiva competenza del ministero.

vituperate circoscrizioni che invece sono utilissime ( da "Tirreno, Il" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Le Circoscrizioni non vanno smantellate, ma rafforzate nel loro ruolo di controllo e gestione. Fare politica e lavorare con la Circoscrizione, non è un fatto di gettone di presenza, è un discorso di passione civile e politica, una scuola che consiglio a tutti specialmente ai giovani che escono dagli Studi Superiori.

il vecchio cinema non abita più qui - gabriele rizza ( da "Tirreno, Il" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ma la crisi resta GABRIELE RIZZA Addio vecchi cinema: dal 2001 al 2008 in Toscana si sono registrate 56 chiusure contro 15 aperture di sale cinematografiche, con un segno negativo di meno 41; gli schermi sono invece aumentati di 32 unità, grazie al fenomeno delle multisale.

Federalismo fiscale: approvata la Legge delega ( da "AltaLex" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di emolumenti, gettoni di presenza o altre forme di retribuzione ai componenti del consiglio provvisorio della città metropolitana in ragione di tale incarico; d) previsione che, fino alla data di insediamento dei rispettivi organi così come disciplinati dalla legge di cui al comma 1, il finanziamento degli enti che compongono la città metropolitana assicura loro una più ampia autonomia

Terremoto in Abruzzo: interventi urgenti e misure di protezione civile ( da "AltaLex" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: con la previsione di modalita' particolari per la concessione delle stesse. 2. Le operazioni di rinegoziazione dei mutui e di ogni altro finanziamento sono effettuate senza applicazione di costi da parte degli intermediari e sono esenti da imposte e tasse di ogni genere, con esclusione dell'imposta sul valore aggiunto.

Mancano i finanziamenti A rischio i laboratori teatrali ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: regista e presidente della Cooperativa Sardegna inesplorata di Tortolì. «Dei seimila euro da noi richiesti per finanziare la prima parte del nostro laboratorio teatrale tuttora in corso, ci è stato promesso solo un anticipo di duemila euro da parte dell'assessorato alla Cultura del Comune di Tortolì.

India/ Rahul Gandhi: "soldi Stato non vanno a chi ne ha ( da "Virgilio Notizie" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: fallimento delle istituzioni politiche". "Nei villaggi non c'è assolutamente nulla e con pochissimo denaro si potrebbe trasformare la vita delle persone. Penso alla montagna di denaro che oggi abbiamo a disposizione e di come invece vada sprecata". A chi gli ha chiesto come risolvere il divario economico, il leader del Congresso ha detto che "

( da "Arena.it, L'" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Punto di primo intervento: «Sta sistematicamente sostituendo il personale dell'Ulss con gente a gettone che monta in servizio dopo aver concluso lunghi turni di lavoro in altri luoghi». Risultato: «Talvolta i pazienti con necessità vengono invitati a rivolgersi altrove.

INDIA/ RAHUL GANDHI: SOLDI STATO NON VANNO A CHI NE HA BISOGNO ( da "Wall Street Italia" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: fallimento delle istituzioni politiche". "Nei villaggi non c'è assolutamente nulla e con pochissimo denaro si potrebbe trasformare la vita delle persone. Penso alla montagna di denaro che oggi abbiamo a disposizione e di come invece vada sprecata". A chi gli ha chiesto come risolvere il divario economico, il leader del Congresso ha detto che "

Consiglio per ridurre gli assessori ( da "Sicilia, La" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: immancabile trito e ritrito cioccolato della lotta all'illegalità di maniera». La proposta di modifica dello Statuto comunale per la riduzione da sette a quattro del numero degli assessori, fu presentata dal gruppo consiliare Mpa per ridurre i costi della politica e dare un segnale forte ai cittadini che vogliono meno assessori in giunta, quindi meno spese,

Raccolta fondi per aiutare i "gemelli" abruzzesi ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Iban: IT 698083 5664789 000000014595), indicando come causale «Solidarietà ai cittadini di Prata d'Ansidonia colpiti dal sisma del 6/4/09». Dal canto suo, l'amministrazione comunale ha già stanziato dei fondi da devolvere alla causa e l'intero Consiglio comunale devolverà il gettone di presenza dell'ultima seduta.

Gettoni di presenza e indennità devolute ai terremotati dell'Abruzzo ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gettoni di presenza e indennità devolute ai terremotati dell'Abruzzo Martedì 5 Maggio 2009, (L.I.) Rinviati, nuovamente, per voto di maggioranza (contrario solo il capogruppo di Rc Claudio Bortolotti) la determinazione delle aliquote e detrazioni dell'imposta comunale sugli immobili Ici e quella dell'addizionale comunale Irpef 2009,

CdC Treviso, stanziati 140mila euro per l'Abruzzo ( da "Sestopotere.com" del 05-05-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 140 mila euro è la somma stanziata dal consiglio della Camera di Commercio di Treviso per le imprese terremotate d?Abruzzo. L?iniziativa di solidarietà è stata decisa, all?unanimità, dai consiglieri camerali nell?ultima seduta devolvendo i loro gettoni di presenza come avevano deciso anche i componenti di giunta qualche giorno prima.


Articoli

Anche Bellucci farà il tifo per il bicentenario Palombo (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Anche Bellucci farà il tifo per il bicentenario Palombo i capitani L'attaccante seguirà la gara da bordo campo. Il capitano disputa stasera la sua partita numero 200 in serie A 03/05/2009 Genova. Due derby diversi, per cause di forza maggiore, vissuti però con un'unica, fortissima, uguale passione. Angelo Palombo e Claudio Bellucci, due tra le anime più intrise di blucerchiato di questa Sampdoria, al punto di indossarne la fascia da capitano, vivranno oggi una domenica davvero speciale. Come capita del resto a tutti quei giocatori che oltre a essere giocatori sono anche tifosi, quando devono affrontare una sfida dal sapore e dal significato così particolare. Palombo e Bellucci vivranno la Stracittadina vicini in linea d'aria, molto vicini, ma separati da una linea bianca, quella che divide il terreno di gioco dal cosiddetto campo per destinazione. E quando l'attaccante, fermo dopo l'operazione al ginocchio sinistro, sostiene che si soffra più seduti al di là che correndo al di qua della striscia di gesso, ha sicuramente tanta parte di ragione. E stasera lo proverà sulle proprie coronarie. Bellucci ieri pomeriggio era regolarmente a Bogliasco, per proseguire il suo lavoro di recupero e, a vederlo da fuori, si direbbe che i progressi siano già molto buoni. Per il ritiro di Moena dovrebbe farsi trovare pronto, per cominciare alla grande una nuova stagione. Poi ha assistito, sotto il diluvio, all'allenamento dei compagni. «Da dove vedrò il derby? No, non dalla tribuna... preferisco guardarlo da bordo campo e farò da lì un grande tifo», ha detto prima di rientrare negli spogliatoi. Bellucci, la notte scorsa, ha dormito a casa, non nell'albergo che ospita i compagni. Si riaggregherà a loro oggi per pranzo e quindi arriverà al Ferraris sul pullman della squadra. Quanto a Palombo, ieri il capitano è stato tra i più corteggiati e festeggiati dai sostenitori saliti al Mugnaini per incitare la squadra in vista della partita di campionato di oggi. Gli sono stati dedicati applausi e cori di incitamento e lui (sempre in attesa di novità per quanto riguarda la sofferta vicenda del rinnovo contrattuale) alla fine della partitella si recato sotto di loro, per ringraziarli a sua volta. Palombo stasera taglierà inoltre un traguardo significativo della sua carriera: giocherà infatti la duecentesima partita in serie A. Una serie cominciata il 10 febbraio del 2002, quando il centrocampista aveva 20 anni, in un Venezia-Fiorentina 2-0. E, particolare non da poco nel fast-football del giorno d'oggi, tutte le duecento presenze sono state totalizzate vestendo solamente le maglie di due società: quella viola (in realtà solo dieci gettoni) e poi soprattutto quella blucerchiata (i restanti centottantanove, stasera centonovanta). Dam. Bas. 03/05/2009

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"un miracolo contro il malaffare" (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina V - Napoli "Un miracolo contro il malaffare" San Gennaro scioglie il sangue. Sepe: illegalità e corruzione, le piaghe In processione nei vicoli di Forcella, l´incontro con il padre di Annalisa Durante Iervolino: "Preoccupati per chi sta perdendo il lavoro" (segue dalla prima di cronaca) Si è ripetuto ieri il miracolo di San Gennaro, in una basilica gremita di fedeli (in tanti sono rimasti fuori). Un miracolo «contro il malaffare». Dense le parole del cardinale Crescenzio Sepe, durante l´omelia, contro «la tracotanza del falso potere». Forte l´appello «ad avere più coraggio nel denunciare il malcostume affaristico, la corruzione, la temerarietà di chi crede di farla sempre franca e di chi sfida la legge e spavaldo devasta il nostro territorio». Sepe parla di «poteri occulti che vogliono umiliare la dignità degli uomini» e la chiesa non si contiene e applaude. L´ultimo pensiero del cardinale è per i disoccupati: «Bisogna dare risposte reali alle grida di disperazione di chi sta perdendo il lavoro». Temi ripresi dal sindaco. Rosa Russo Iervolino confessa di essere molto preoccupata per «il grave problema della disoccupazione, le cui avvisaglie le vediamo a Pomigliano, all´Atitech e tra gli insegnanti e il personale della scuola, che con la riforma Gelmini rischiano il posto di lavoro. E in una città con il tasso di povertà più alto d´Italia, anche se il collegamento non è diretto - aggiunge - in queste condizioni si complica anche il controllo della criminalità». Sulla corruzione il sindaco è radicale: «Chi ha incarichi pubblici per me deve presentare la dichiarazione dei redditi dei parenti fino al sesto grado. La corruzione è frutto della povertà e c´è una recrudescenza del fenomeno, a cui deve corrispondere un innalzamento dell´attenzione giuridica e morale». La Iervolino precisa di partecipare alla processione «come cittadina» e aggiunge: «Il Primo Maggio ero con i lavoratori in piazza come faccio da 55 anni e non al San Carlo, perché ogni giorno ha una sua destinazione». Una cerimonia insolita, con Sergij Viktor Poljotkin, arcivescovo ortodosso di Samara, accanto al cardinale. L´annuncio della liquefazione del sangue del patrono viene dato alle 19.47 dal cardinale Sepe al termine della processione, che quest´anno ha attraversato i vicoli di Forcella. Tra i fedeli c´è chi giura che il prodigio si sia rinnovato proprio qui, «ma il sangue - dice il cardinale - era già parzialmente liquefatto quando ho aperto la cassaforte insieme con il sindaco. San Gennaro ci ha preceduti, per far vedere che ci vuole bene». A Forcella, dove cinque anni fa fu uccisa Annalisa Durante in una sparatoria di camorra, Sepe viene salutato dal padre della ragazza, Giovanni Durante. «La variazione del percorso è stata ben accolta dalla città - dice il sindaco -. Daniela la mia colf, che abita a Forcella, era contentissima». Unici scontenti gli artigiani: «Siamo rimasti aperti perché è nostro dovere accogliere i turisti - dice Marco Ferrigno -. Ma il nuovo itinerario della processione ha tagliato fuori San Gregorio, oggi qui è stato un deserto». (cri. z.)

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paleste pieno per la partita pro abruzzo (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 03-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 34 - Provincia PalEste pieno per la partita pro Abruzzo ESTE. Gli amanti della palla a spicchi padovana hanno risposto con una grande partecipazione alla gara solidale promossa il primo maggio al PalEste. In 1.500 hanno riempito infatti la palestra di via Powell, dove a sfidarsi sono giunte le formazioni di pallacanestro della Benetton Treviso e dalla Carife Ferrara, entrambe militanti nella massima serie italiana. L'intero incasso è stato devoluto ai terremotati dell'Abruzzo: in tutto gli organizzatori hanno raccolto la bellezza di 9.200 euro. Una cifra record che incorona più che degnamente l'evento sportivo dell'anno atestino. Mai, infatti, la cittadina murata aveva ospitato una squadra di serie A. L'evento è stato organizzato da EdSport, Comune, Fip e Polisportiva Redentore, società sportiva locale che ha riempito gli spalti con i propri atleti. Per gli amanti delle statistiche, il match è stato vinto dalla Benetton per 87-68, con Radoslav Rancik incoronato come miglior atleta dell'incontro. Al termine della gara i giocatori sono rimasti per parecchio tempo a disposizione dei piccoli atleti, impegnati a raccogliere autografi e fotografie. Anche gli arbitri e gli ufficiali di campo impegnati nel match hanno destinato il proprio gettone di presenza alla causa solidale. (n.c.)

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libraio e psicologo: una città di buoni lettori (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Parla Giovanni Tavoschi della storica Tarantola (aperta da 104 anni). «Ragazzi motivatissimi, se i professori li aiutano» Libraio e psicologo: «Una città di buoni lettori» Giovanni Tavoschi è il continuatore, nella Tarantola di via Vittorio Veneto, di una storica tradizione di famiglia, avviata dal nonno Luigi ben 104 anni fa, prima in via Manin e successivamente nell'attuale sede. «La grande distribuzione - dice - non fa paura perché il vero lettore ha il piacere di poter conversare con il libraio, che non esercita dunque solamente una funzione commerciale» Fra i punti di riferimento privilegiati di una città non ci sono solo i locali trendy, i pub, i posti del divertimento. Non ci sono necessariamente neppure soltanto i musei, seppur interessanti ed essenziali baluardi della cultura, o i monumenti. Esistono anche luoghi storici, vere e proprie colonne portanti della vita di ogni città che ne hanno seguito la crescita negli anni e monitorato gli umori, animando le strade che la gente ha percorso con maggior frequenza, magari soffermandosi a guardare una vetrina particolarmente interessante e suggestiva. Luoghi che hanno assunto quasi una esistenza propria, autonoma, personificandosi e osservando con sguardo sonnacchioso, ma comunque sempre benevolo lo scorrere delle stagioni, delle piogge e del bel tempo. Parliamo in particolare delle librerie storiche udinesi. Un mondo sempre originale, a partire proprio dalla più antica, la Tarantola, in via Vittorio Veneto, che è aperta da ben 104 anni e che, generazione di librai dopo generazione, è ora affidata alle sapienti mani e all'intuito di Giovanni Tavoschi e del suo staff. Con lui facciamo il punto, storico e attuale, su questo settore così legato al volto più convincente di Udine. Tavoschi, com'è nata la sua grande passione per i libri? È una cosa di famiglia? «Direi proprio di sì. Mio nonno e suo fratello erano bancarellai, giravano per i mercati. All'inizio del secolo si sono però stufati e hanno aperto due librerie: una a Padova, mio prozio, e mio nonno Luigi qui a Udine». Sempre nello stesso posto, in via Vittorio Veneto 20? «No, il primo anno in via Manin e quello successivo qui. E qui è poi rimasto». Ma la sua è stata una passione diciamo coatta o frutto di una libera scelta? «Liberissima. Quando ero ragazzino venivo ad aiutare nel periodo della vendita dei libri scolastici a settembre-ottobre, dato che era uno dei momenti più intensi di lavoro e poi man mano sono entrato a lavorare a tempo pieno». Quali libri giravano per casa sua quando era ragazzo? «Il primo che mi viene in mente è Kastanka di Anton Cechov e poi c'erano Dickens e Kipling, autori molto amati da mio padre e dei quali possedeva praticamente tutte le opere». E adesso? «Ho tanti libri sul jazz perché mi piace molto questa musica. E poi libri di cinema, e fra gli autori prediligo Savinio, Chandler...». Lei è famoso per il fatto che guardando le persone in volto riesce a suggerire il titolo giusto del libro che cercano... «No, non credo...». Ma secondo lei un libraio non è anche un po' psicologo? Tavoschi sorride e si schermisce, ma la domanda lo intriga: «Dipende. Non saprei, forse con alcune persone che sono più chiare di altre nell'esprimere ciò che a loro piace...». Qual è il lettore tipo della Tarantola? «Sicuramente si tratta di persone che amano la lettura da sempre e quindi colte, appassionate. C'è anche chi non cerca un libro qualunque, ma un testo che sappia comunicare un messaggio preciso, profondo». Dunque, niente vendite propriamente commerciali di libri che vanno solo perché fa moda? «Direi di no, anche se poi naturalmente in libreria si tiene un po' di tutto, ma a me va di scegliere e di tentare delle sfide». Cioè? «Prenda a esempio il caso de La casta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, un libro in cui nessuno credeva all'inizio, neppure il suo editore, e che è invece è andato a ruba. Io ci avevo puntato subito ed era già in libreria prima quasi che nelle grandi distribuzioni». Ecco appunto, parliamo delle grandi distribuzioni. La spaventano a livello commerciale? «No. Loro vendono i libri come un qualsiasi prodotto e incassano naturalmente denaro per il libro come accade per qualsiasi altro genere di consumo. Nelle librerie invece c'è sempre una persona esperta che si prende il piacere di consigliare, anche semplicemente di chiacchierare su quanto di interessante accade nel mondo. La differenza salta agli occhi, non c'è bisogno di spiegarla». Ultima domanda. E i giovani? Leggono ancora o, come si sente dire, non gliene importa più nulla? «Leggono, leggono, eccome se leggono. I ragazzi vengono sia accompagnati dai genitori che da soli, ma una delle spinte che maggiormente li induce a evolversi come persone, a crescere cercando nuove letture, è certamente la scuola. Sono assolutamente convinto che un buon professore possa essere la chiave di svolta nella crescita umana, personale e culturale dell'allievo, spronandolo a cercare da sé la sua collocazione nel mondo anche attraverso le parole di un buon libro». Valentina Coluccia

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centrosinistra compatto alle elezioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 03-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Silvi. La lista di D'Isidoro Centrosinistra compatto alle elezioni SILVI. E' ufficiale: il centrosinistra silvarolo si presenterà con una lista unica alle amministrative. Il candidato sindaco sarà Enzo D'Isidoro, esponente del Pd. «E' pronta la squadra di uomini e donne che sostengono la candidatura di Enzo D'Isidoro», si legge in una nota, «sarà formata da giovani qualificati, in larghissima parte nuovi all'esperienza politica». Il centrosinistra, costituito da Pd, Italia dei Valori, Rifondazione, Sinistra Democratica e Comunisti Italiani, punta a riprendere le redini della cittadina, nell'ultimo quinquennio nelle mani del centrodestra. «Un forte sentimento di rinnovamento legato al ritrovato entusiasmo», si legge nella nota, «ci garantirà la riconquista della guida della città di Silvi. Il programma elettorale proposto prevede scelte possibili e non le solite promesse irrealizzabili e riguarderà famiglia, lavoro e turismo, che saranno i perni dell'azione politica». Il centrosinistra, poi, assicura che «i costi della politica, compensi e consulenze, verranno drasticamente abbassati, per finanziare, con il risparmio ottenuto, un fondo dedicato ai giovani, agli studenti ed ai disoccupati». E saranno «previsti incentivi per il sostegno del lavoro nelle imprese e per il commercio». (ma.mu.)

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aviano, berto attacca la maggioranza: snobbato il fondo di aiuto ai poveri (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 13 - Pordenone Aviano, Berto attacca la maggioranza: snobbato il fondo di aiuto ai poveri AVIANO. Poca sensibilità da parte della maggioranza: è quanto denuncia l'ex sindaco Riccardo Berto che punta il dito contro il centro-sinistra, "reo" di avere bocciato la sua proposta di devolvere i gettoni di presenza dei consiglieri comunali a un fondo in aiuto per le situazioni di povertà. «Durante l'ultimo seduta consiliare - rileva Berto - c'era in discussione un ordine del giorno presentato dal nostro gruppo, Forza Italia verso il Pdl, sul tema della crisi economica. Un documento proposto diversi mesi fa, ma che ancora oggi rimane un tema di estrema attualità. Abbiamo constatato con piacere che tutti i consiglieri si sono mostrati sensibili al tema». La maggioranza ha illustrato tutti i provvedimenti adottati per fare fronte alla crisi. Berto, però, si dichiara sconcertato «nel constatare l'indisponibilità degli stessi consiglieri a votare l'emendamento da me proposto: lasciare il gettone di presenza che viene dato ai consiglieri come contributo per le famiglie e gli anziani del nostro comune in particolare difficoltà. Una iniziativa da condividere con le parrocchie che, attraverso i sacerdoti, in modo silenzioso avrebbero operato attingendo a questo piccolo fondo. Un secco no: questo hanno risposto i consiglieri di maggioranza». La proposta era stata definita strumentale nel corso della seduta. Berto sottolinea che la maggioranza ha giustificato la sua contrarietà «dicendo di non voler fare la carità e aggiungendo che la solidarietà deve essere silenziosa. Io credo che la solidarietà debba esserci innanzi tutto, poi è chiaro che deve essere silenziosa. Ritengo - conclude - che gli amministratori abbiano il dovere morale di essere i primi a dare il buono esempio. Ma forse non ad Aviano e non gli amministratori appartenenti a una sinistra che tanto parla di sociale, ma poco fa in concreto». (d.s.)

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Quando il tradimento volava in prima classe (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

VETRINA CAFFE pag. 27 Quando il tradimento volava in prima classe Gli amori clandestini prima dell'era tecnologica IL CAFFE' DI GOLDONI ADULTERI e tradimenti nell'era del web. Leggo un divertente decalogo per farla franca. Diffidate del cellulare regalato dalla moglie: può essere predisposto per sgradevoli intercettazioni. Attenzione ai telefonini spia: anche spenti trasmettono segnali compromettenti, quindi staccate la batteria. Guardatevi da "Google latitude", un mostruoso sicario che vi pedina sulle mappe di internet. E così via. L'irruzione di hi tech fra le trame coniugali mi suscita un tenero pensiero a un mio reportage su un'Italia anni 60. Un paese un po' candido e un po' tetro, dove non esiste il divorzio, si vive di corna, l'adulterio lo commette solo lei, mentre lui se ammazza una femmina per questioni di onore, il giudice lo tratta meglio di un ladro di polli e il regista ci fa un film (Divorzio all'italiana). Ecco tre flash della mia incursione fra le tresche dell'epoca. TOM PONZI. Il celebre detective mi riceve nel suo studio di corso Sempione a Milano. Una stazza di 130 chili, gli occhi chiari, una faccia larga e mansueta, la barba bionda, mi sembra a mezzavia tra un giulivo francescano e un fuoricorso di medicina. La sua fama internazionale è legata a un'impresa che nulla ha a che fare con il suo lavoro. All'epoca della drammatica vicenda di Terrazzano (due pazzi asseragliati in una scuola con le armi spianate sugli scolari) ruppe l'incantesimo, raggiungendo con una scala a pioli la finestra dell'aula e disarmando i pazzi a colpi di judo. Come tutti detectives vorrebbe precisare che la sua attività non si esaurisce nella redditizia caccia ai fedifraghi, bensì in blitz anti spionaggio commerciale e in altre benemerite missioni. Ma a me, cronista pedestre, interessano le bovary del cielo, ovvero le adultere in jet che pigliano il Caravelle a Linate, scendono a Fiumicino, si sbrigano in tre ore e tornano per l'ora di cena. Ponzi si arrende e spiega che l'aero-adulterio Milano-Roma si è talmente inflazionato che comporta troppi rischi. Ecco allora l'escamotage. L'accorta signora s'imbarca per Zurigo (ci abitano gli amici conosciuti a Zermatt): decollo alle 11,30, arrivo a Zurigo alle 12,15. un'ora dopo c'è un volo che atterra a Fiumicino alle 14,40. Un coupé è in attesa e parte per Roma, la coppia scompare in un portone di Piazza di Spagna. Le tappe sono state diligentemente documentate da un inviato munito di micro obbiettivo. Prima di sera l'intrepida volatrice è di ritorno e occultate sotto il maquillage le ombre dell'intensa giornata suona allo studio del marito per uscire a cena. «Prepariamo la sequenza fotografica, ingrandiamo il clic risolutivo di piazza di Spagna e convochiamo il cliente. Ci attendiamo il consueto shock per il sospetto che diviene realtà. Invece non nasconde il suo giubilo: gli abbiamo fornito le prove per non pagare una lira nella causa di separazione». SEGUGIO E ROMANZIERE. Incontro il titolare del premiato istituto di investigazione' in una grossa borgata romagnola. Capelli brizzolati, un'ombra di baffetti, doppiopetto blu, il detective occupa un decoroso studiolo domestico. Guardo alle sue spalle una foto di lui, in divisa da maresciallo dei carabinieri, la mano guantata alla visiera. Sotto, una massima: «Se scopri che la moglie del tuo cliente lo tradisce, hai il dovere di informarlo, anche se l'amante fosse tuo padre». Mestiere da duri e puri, commento. «Sono aforismi che butto giù nei ritagli di tempo spiega ma veniamo a noi. Le faccio un esempio. Un ragazzo di qui va a lavorare in città, dopo un po' si trova la ragazza e ci va in casa. Bene, nove volte su dieci la famiglia di lei vuol sapere qualcosa su di lui, si rivolge al mio istituto che per 10 mila lire le manda un bel dossier: chi è, e cosa fa suo padre, se va in parrocchia o in cellula, se pianta chiodi e compagnia bella». S'interrompe, apre un cassetto, estrae una carpetta e, coprendo con una mano i nomi mi mostra una serie di rapporti. «Riferimento vostra richiesta, veniamo a notificarvi che giovane in oggetto non è proprietario di villa ma di cascinale, comunque ben tenuto. Non risulta che il predetto abbia l'abitudine di illudere giovani donne. Risulta scappato due volte, ma con coniugate». Altro rapporto. «Eseguito controllo su domenica trascorsa dal giovane di cui alla vostra pregiatissima dell'11 corrente. Il predetto è effettivamente tornato al paese perché madre ammalata. Mattina trascorsa in casa. Uscito nel primo pomeriggio e recato al cinema. Serata tranquilla al bar. Per quanto non richiesto da vostra pregiatissima, riteniamo opportuno informarvi che giovane in oggetto risulta ammogliato con due figli». Mi complimento per la diligenza dei rapporti e lui adesso vuol mostrarmi qualcosa di cui va orgoglioso. Come tutti gli italiani, anche lui sta scrivendo il libro sulla sua vita. Ne anticipa i capitoli sul mensile dei detectives e me ne allunga un numero. Scorro un racconto. Spiaggia di notte, a un certo punto lui dice a lei: «Sei arrossita, Luisa, e il tuo rossore rompeva il buio notturno». MAY DAY. Rileggo un altro brano che oggi acquista un'attualità stupefacente. A quell'epoca ante-cellulare, il radiotelefono in macchina ce l'avevano soltanto i super Big. Invece il radiotelefono in barca, o WHF, era (ed è) indispensabile per messaggi d'emergenza o banali conversazioni. Per esempio puoi chiamare una stazione costiera e chiedere il collegamento con un numero di terra. L'operatore prende nota e ti dice di attendere sui canali di servizio che generalmente sono il 24, il 25 e il 26. E così, in lista d'ascolto, ti vieni a trovare in una situazione che, a terra, ti costerebbe un avviso di garanzia per violazione della privacy. Aspettando il proprio turno è inevitabile ascoltare i discorsi degli altri e si diventa obbligatoriamente guardoni di parole. I colloqui si svolgono generalmente fra un uomo in mare e una donna a terra. La voce maschile è riservata, consapevole che sul canale c'è in ascolto mezzo Mediterraneo. Invece lei, eccitata da quel brivido di megahertz, si abbandona a imbarazzanti effusioni. Esempio. Lui: «Cos'è questa improvvisata? Ti avevo pregato di non chiamarmi». Lei: «Non riuscivo a dormire,volevo sentire la tua voce». Lui (teso): «E Freddy dov'è?». Lei (serafica): «Doveva andare a Londra ma poi s'è imbarcato sul motoscafo del Piero e sta andando in Corsica». Silenzio. Poi lui (tagliente): «Hai fatto un capolavoro, perché non ne approfitti per salutare anche lui. Tanto sarà in ascolto sul 26». Chi è costretto a origliare mescola spasso e disagio. Una flotta di naviganti comunica con un esercito di penelopi ufficiose o clandestine in perenne attesa di tenerezze urbi et orbi. Ma non gliel'hanno spiegato questi uomini alle loro donne che con il WHF, non si sussurra ma si tiene un comizio al bacino del Mediterraneo? Ecco finalmente un colloquio in codice: Lei: «E'successo trentaquattro quattordici». Lui: «Cosa?» Lei: «E' così». Lui: «Maledizione, torno subito». E il collettivo del Mediterraneo è costretto a fare supposizioni. E' rimasta incinta. Oppure suo marito ha scoperto tutto. Oppure è arrivata la Finanza. TRESCHE IN TV. Siamo una specie in estinzione mi confessa oggi un detective non c'è più nulla da scoprire: da una parte le spiate dei cellulari e le tracce lasciate nel computer o nelle chiavette Usb. Dall'altra il protagonismo dei fedifraghi che si esibiscono in tv. Non c'è che da scegliere, mattina, pomeriggio e anche prima serata: i programmi sono tanti e qualcuno paga pure, tot euro per infedeltà. Gettone raddoppiato se c'è di mezzo un ricovero al pronto soccorso.

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Quando il tradimento volava in prima classe (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

pagina pag. 27 Quando il tradimento volava in prima classe Gli amori clandestini prima dell'era tecnologica IL CAFFE' DI GOLDONI ADULTERI e tradimenti nell'era del web. Leggo un divertente decalogo per farla franca. Diffidate del cellulare regalato dalla moglie: può essere predisposto per sgradevoli intercettazioni. Attenzione ai telefonini spia: anche spenti trasmettono segnali compromettenti, quindi staccate la batteria. Guardatevi da "Google latitude", un mostruoso sicario che vi pedina sulle mappe di internet. E così via. L'irruzione di hi tech fra le trame coniugali mi suscita un tenero pensiero a un mio reportage su un'Italia anni 60. Un paese un po' candido e un po' tetro, dove non esiste il divorzio, si vive di corna, l'adulterio lo commette solo lei, mentre lui se ammazza una femmina per questioni di onore, il giudice lo tratta meglio di un ladro di polli e il regista ci fa un film (Divorzio all'italiana). Ecco tre flash della mia incursione fra le tresche dell'epoca. TOM PONZI. Il celebre detective mi riceve nel suo studio di corso Sempione a Milano. Una stazza di 130 chili, gli occhi chiari, una faccia larga e mansueta, la barba bionda, mi sembra a mezzavia tra un giulivo francescano e un fuoricorso di medicina. La sua fama internazionale è legata a un'impresa che nulla ha a che fare con il suo lavoro. All'epoca della drammatica vicenda di Terrazzano (due pazzi asseragliati in una scuola con le armi spianate sugli scolari) ruppe l'incantesimo, raggiungendo con una scala a pioli la finestra dell'aula e disarmando i pazzi a colpi di judo. Come tutti detectives vorrebbe precisare che la sua attività non si esaurisce nella redditizia caccia ai fedifraghi, bensì in blitz anti spionaggio commerciale e in altre benemerite missioni. Ma a me, cronista pedestre, interessano le bovary del cielo, ovvero le adultere in jet che pigliano il Caravelle a Linate, scendono a Fiumicino, si sbrigano in tre ore e tornano per l'ora di cena. Ponzi si arrende e spiega che l'aero-adulterio Milano-Roma si è talmente inflazionato che comporta troppi rischi. Ecco allora l'escamotage. L'accorta signora s'imbarca per Zurigo (ci abitano gli amici conosciuti a Zermatt): decollo alle 11,30, arrivo a Zurigo alle 12,15. un'ora dopo c'è un volo che atterra a Fiumicino alle 14,40. Un coupé è in attesa e parte per Roma, la coppia scompare in un portone di Piazza di Spagna. Le tappe sono state diligentemente documentate da un inviato munito di micro obbiettivo. Prima di sera l'intrepida volatrice è di ritorno e occultate sotto il maquillage le ombre dell'intensa giornata suona allo studio del marito per uscire a cena. «Prepariamo la sequenza fotografica, ingrandiamo il clic risolutivo di piazza di Spagna e convochiamo il cliente. Ci attendiamo il consueto shock per il sospetto che diviene realtà. Invece non nasconde il suo giubilo: gli abbiamo fornito le prove per non pagare una lira nella causa di separazione». SEGUGIO E ROMANZIERE. Incontro il titolare del premiato istituto di investigazione' in una grossa borgata romagnola. Capelli brizzolati, un'ombra di baffetti, doppiopetto blu, il detective occupa un decoroso studiolo domestico. Guardo alle sue spalle una foto di lui, in divisa da maresciallo dei carabinieri, la mano guantata alla visiera. Sotto, una massima: «Se scopri che la moglie del tuo cliente lo tradisce, hai il dovere di informarlo, anche se l'amante fosse tuo padre». Mestiere da duri e puri, commento. «Sono aforismi che butto giù nei ritagli di tempo spiega ma veniamo a noi. Le faccio un esempio. Un ragazzo di qui va a lavorare in città, dopo un po' si trova la ragazza e ci va in casa. Bene, nove volte su dieci la famiglia di lei vuol sapere qualcosa su di lui, si rivolge al mio istituto che per 10 mila lire le manda un bel dossier: chi è, e cosa fa suo padre, se va in parrocchia o in cellula, se pianta chiodi e compagnia bella». S'interrompe, apre un cassetto, estrae una carpetta e, coprendo con una mano i nomi mi mostra una serie di rapporti. «Riferimento vostra richiesta, veniamo a notificarvi che giovane in oggetto non è proprietario di villa ma di cascinale, comunque ben tenuto. Non risulta che il predetto abbia l'abitudine di illudere giovani donne. Risulta scappato due volte, ma con coniugate». Altro rapporto. «Eseguito controllo su domenica trascorsa dal giovane di cui alla vostra pregiatissima dell'11 corrente. Il predetto è effettivamente tornato al paese perché madre ammalata. Mattina trascorsa in casa. Uscito nel primo pomeriggio e recato al cinema. Serata tranquilla al bar. Per quanto non richiesto da vostra pregiatissima, riteniamo opportuno informarvi che giovane in oggetto risulta ammogliato con due figli». Mi complimento per la diligenza dei rapporti e lui adesso vuol mostrarmi qualcosa di cui va orgoglioso. Come tutti gli italiani, anche lui sta scrivendo il libro sulla sua vita. Ne anticipa i capitoli sul mensile dei detectives e me ne allunga un numero. Scorro un racconto. Spiaggia di notte, a un certo punto lui dice a lei: «Sei arrossita, Luisa, e il tuo rossore rompeva il buio notturno». MAY DAY. Rileggo un altro brano che oggi acquista un'attualità stupefacente. A quell'epoca ante-cellulare, il radiotelefono in macchina ce l'avevano soltanto i super Big. Invece il radiotelefono in barca, o WHF, era (ed è) indispensabile per messaggi d'emergenza o banali conversazioni. Per esempio puoi chiamare una stazione costiera e chiedere il collegamento con un numero di terra. L'operatore prende nota e ti dice di attendere sui canali di servizio che generalmente sono il 24, il 25 e il 26. E così, in lista d'ascolto, ti vieni a trovare in una situazione che, a terra, ti costerebbe un avviso di garanzia per violazione della privacy. Aspettando il proprio turno è inevitabile ascoltare i discorsi degli altri e si diventa obbligatoriamente guardoni di parole. I colloqui si svolgono generalmente fra un uomo in mare e una donna a terra. La voce maschile è riservata, consapevole che sul canale c'è in ascolto mezzo Mediterraneo. Invece lei, eccitata da quel brivido di megahertz, si abbandona a imbarazzanti effusioni. Esempio. Lui: «Cos'è questa improvvisata? Ti avevo pregato di non chiamarmi». Lei: «Non riuscivo a dormire,volevo sentire la tua voce». Lui (teso): «E Freddy dov'è?». Lei (serafica): «Doveva andare a Londra ma poi s'è imbarcato sul motoscafo del Piero e sta andando in Corsica». Silenzio. Poi lui (tagliente): «Hai fatto un capolavoro, perché non ne approfitti per salutare anche lui. Tanto sarà in ascolto sul 26». Chi è costretto a origliare mescola spasso e disagio. Una flotta di naviganti comunica con un esercito di penelopi ufficiose o clandestine in perenne attesa di tenerezze urbi et orbi. Ma non gliel'hanno spiegato questi uomini alle loro donne che con il WHF, non si sussurra ma si tiene un comizio al bacino del Mediterraneo? Ecco finalmente un colloquio in codice: Lei: «E'successo trentaquattro quattordici». Lui: «Cosa?» Lei: «E' così». Lui: «Maledizione, torno subito». E il collettivo del Mediterraneo è costretto a fare supposizioni. E' rimasta incinta. Oppure suo marito ha scoperto tutto. Oppure è arrivata la Finanza. TRESCHE IN TV. Siamo una specie in estinzione mi confessa oggi un detective non c'è più nulla da scoprire: da una parte le spiate dei cellulari e le tracce lasciate nel computer o nelle chiavette Usb. Dall'altra il protagonismo dei fedifraghi che si esibiscono in tv. Non c'è che da scegliere, mattina, pomeriggio e anche prima serata: i programmi sono tanti e qualcuno paga pure, tot euro per infedeltà. Gettone raddoppiato se c'è di mezzo un ricovero al pronto soccorso.

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SI È RIUNITO, a Ficarolo, il consiglio comunale per l'app... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 03-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

BADIA E LENDINARA pag. 11 SI È RIUNITO, a Ficarolo, il consiglio comunale per l'app... SI È RIUNITO, a Ficarolo, il consiglio comunale per l'approvazione del bilancio consuntivo dell'anno 2008. La seduta è iniziata con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del terremoto dell'Abruzzo. Il sindaco ed i consiglieri hanno voluto dimostrare, anche concretamente, la propria vicinanza ai terremotati, devolvendo loro il gettone di presenza. Oltre ad aderire all'iniziativa della Provincia di destinare un euro per ogni abitante di Ficarolo ad un progetto concreto di ricostruzione. Dopo l'approvazione dei verbali delle seduta precedente, l'assessore al Bilancio Enrico Monesi ha illustrato le voci del rendiconto finanziario del 2008, chiuso con un avanzo finanziario di 214.000 euro, 143.000 dei quali non vincolati. L'assessore ha enunciato i tratti salienti del bilancio spiegando come, nei servizi individuali, il Comune contribuisca con oltre 80.000 euro a sostegno di tutte le famiglie. Per quanto riguarda gli introiti provenienti dalle multe, rilevate con l'autovelox, sono stati accertati 761.000 euro, a fronte degli 850.000 previsti. L'Assessore ha poi proseguito illustrando al Consiglio quanto fatto in tema di lavori pubblici, servizi sociali e cultura. Duro il commento del neocapogruppo e neo consigliere della minoranza di centrosinistra Manuela Nicoletti. Preannunciando il proprio voto contrario, ha sostenuto che i dati forniti confermano l'inefficienza dell'Amministrazione ficarolese, che il consuntivo si discosta troppo dal preventivo, che il ricavato delle contravvenzioni poteva essere speso meglio e che, infine, l'aumento di alcune rette e tariffe è stato inopportuno. Altrettanto dura la replica del sindaco Antonella Mantovani, che ha rimarcato come: «le critiche dell'opposizione siano, ogni volta, sempre le stesse». E' stata quindi deliberata, con l'astensione della minoranza, una variazione al bilancio di previsione 2009 avente per oggetto la prima applicazione dell'avanzo 2008, spalmato dalla Giunta Comunale ad integrazione di vari capitoli, tra cui 30.000 euro per asfaltature di Al termine della seduta, il Sindaco Mantovani ha dato notizia che anche quest'anno il bilancio della casa di riposo pubblica "Residenza San Salvatore" chiuderà in sostanziale pareggio, mentre dalla Regione è stato elargito un cospicuo contributo di ben 700.000 euro per l'adeguamento della struttura protetta alle normative vigenti. Alberto Melloncelli

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Gli artisti di Zelig e Colorado cafè medici del sorriso (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 03-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

MONZA pag. 4 Gli artisti di Zelig e Colorado cafè medici del sorriso ALL'OSPEDALE GLI ARTISTI di Zelig e Colorado café saranno in reparto per portare il sorriso a malati e operatori sanitari. L'appuntamento è per questa sera, alle 20, al reparto di Dermatologia del San Gerardo. «Il progetto - spiega il dottor Orazio Ferro, cardiochirurgo - è nato con il supporto di Zeroconfini onlus, per sottolineare il rapporto di unione tra il mondo dell'arte e l'ambiente sanitario, per creare solidarietà e vicinanza e non diffidenza tra operatori, pazienti e familiari». Ci saranno Francesco Rizzuto, l'esilarante vigile parlermitano, il cabarettista catanese Salvo Spoto e le sue lezioni per diventare meridionali, Andrea Sambucco, Felipe alias Gianluca Beretta, comico, attore e poeta, Riki Bokor, Eugenio Chiocchi e «I mancio e stigma». Francesco Rizzuto, palermitano, abita a Monza da 20 anni. «Sembra strano immaginare personaggi di spettacolo che lavorano in ospedale - commenta - eppure con i colleghi Eugenio Chiocchi, Salvo Spoto e Andrea Sambucco pensavamo a un laboratorio di cabaret in ospedale, provando i pezzi per i programmi televisivi dal vivo, davanti ai pazienti, evitando volgarità gratuite. Già abbiamo affrontato l'esperienza del laboratorio di "Zelig off" a "La casa gialla", per i malati di Alzheimer e per le persone con disagio psichico con Stella polare, proprio a Monza». Proprio per Stella polare Eugenio Chiocchi (abitante e Muggiò) ha già organizzato il Campionato della risata. L'ipotesi degli artisti è un concerto a favore dell'ospedale, al Palacandy, nel periodo del Gran premio. C.B.

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I piccoli anatroccoli sulle rive del Marano (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 03-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

RICCIONE E MISANO pag. 17 I piccoli anatroccoli sulle rive del Marano RICCIONE QUINDICI ESEMPLARI DI GERMANO REALE ALLA FOCE DEL TORRENTE TORNA la vita lungo il Marano. Dopo la moria di oltre cento anatre dell'estate scorsa, oggi la foce del Marano torna a popolarsi di 15 anatroccoli di Germano reale di circa due mesi di vita. «Questa estate potremmo vederle scorazzare lungo le rive del torrente spiega Antonio Cianciosi, consigliere comunale dei Verdi . Le anatre in quella zona erano diventate un punto di attrazione per famiglie e bambini, ma anche un passatempo per i pensionati della zona che le accudivano con amore e cura. Arriveranno presto altri 15 anatroccoli grazie al contributo del collega consigliere Giuseppe Savoretti. Anche lui ha deciso di devolvere parte dei suoi gettoni di presenza per condividere la mia proposta di ripopolare con le anatre la foce del Marano». Image: 20090503/foto/11667.jpg

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Consulenze & poltrone, (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 03-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 4 Consulenze & poltrone, Provincia: 613mila euro a manager e super-esperti. GIANCARLO TULIPANI Presidente Spoletina Trasporti di ROBERTO BORGIONI PERUGIA UN DILUVIO di nomi, incarichi, poltrone e poltroncine'. Consulenze esterne, presidenze di enti e seggiole riservate nei consigli di amministrazione che, a conti fatti, costano alle casse pubbliche oltre sei milioni di euro all'anno. Inarrivabile la pioggia di consulenze concessa dalla Regione: Palazzo Donini spenderà tre milioni 180mila euro per pagare supercollaboratori esterni. Il Comune di Perugia, invece, versa 570mila euro ai manager delle sue 16 aziende partecipate, cioè di quelle imprese in cui Palazzo dei Priori ha almeno una quota azionaria. Le liste dettagliate di Comune e Regione sono state pubblicate dal nostro giornale nei giorni scorsi. E ora tocca alla Provincia, altro ente di manica larga con 613mila euro di uscite tra stipendi dei manager delle partecipate (160mila euro) e consulenze esterne (453mila) . SONO SEDICI le aziende partecipate dall'ente di piazza Italia, anche se nove non hanno costi aggiuntivi per il bilancio. Nel senso che i componenti dei Cda nominati dalla Provincia lavorano a costo zero, senza incassare nemmeno un misero gettone. In altre imprese la realtà è ben diversa, partendo dall'Apm. Le azioni dell'Azienda perugina della Mobilità sono equamente divise tra Comune e Provincia. Il presidente Giovanni Moriconi riceve da quest'ultima 57.190 euro, mentre il vice Pio Francesco Baldinelli si accontenta' di 21.240 e il consigliere Piero Sunzini di 15.052 euro. Restando in tema di trasporti, il presidente della «Spoletina» Giancarlo Tulipani è ricompensato con 15.300 euro, mentre il vicepresidente Andrea Orlandi e il consigliere Onelio Gasperini viaggiano su 7.650 euro annui. Altri giri, altre corse: Bruno Dini, consigliere di Webred Spa per conto della Provincia, prende 5.681 euro; Cesare Migliozzi, amministratore delegato dell'Agenzia per l'Energia e l'Ambiente, è sistemato con 13.800 euro; Daniela Frullani (Patto per l'Appennino) e Giuliano Mancinelli (Centro di formazione imprenditoriale) si accontentano di gettoni di presenza rispettivamente di 200 e 90 euro a seduta. Enzo Patalocco, alla guida di Valnestore Sviluppo Srl, ha uno stipendio di 15mila euro annui. BEN PIU' corposo l'elenco delle consulenze esterne assegnate dalla Provincia, con un esborso totale di 453mila euro. Ecco il dettaglio: Fabio Taddei, servizio controllo costruzioni e Protezione civile, 31.425 euro; Francesco Proietti, servizio controllo costruzioni e Protezione civile, 31.245; Antonio Luna, servizio Organizzazione, formazione e comunicazione, 18.000; Laura Zazzerini, Direzione generale ufficio relazioni, 27.600; Laura Speranza, Area ambiente e territorio, 19.000; Stefano Loschi, Area lavoro, formazione e istruzione, 11.311; Massimo Bistocchi, Servizi gestione finanziaria e affari generali, 5.000; Angela Galli, mappatura emissioni inquinanti in atmosfera, 56.304; Silvia Rossetti, certificazioni ambientali per l'assessorato e l'isola Polvese, 56.304; Elisa Flora Belgrado, pianificazione impianti per energia da fonti rinnovabili, 45.600; Valentina Mangifesta, attività di marketing e sistemi di qualità aziendali, 29.000; Gianluca Tulelli, esigenze del servizio controllo costruzioni e Protezione civile, 46.000; Lorenzo Sensi, esigenze del servizio controllo costruzioni e Protezione civile, 46.000; Livia Arcioni, programmazione negoziata politiche comunitarie e cooperazione internazionale 14.718; Daniela Leonardi, programmazione negoziata politiche comunitarie e cooperazione internazionale, 14.718. ALLA FINE dello scorso anno sono poi scadute altre undici consulenze, alcune delle quali molto onerose per le casse della Provincia: si è andati dagli 89.352 euro assegnati a Sanio Panfili (esigenze del servizio di Programmazione territoriale e urbanistica) ai 60mila di Mario Roych (progetto Intranet aziendale e Governance per lo sviluppo del territorio) sino ai 20mila euro cadauno assegnati ad esperti di «valutazione dei danni provocati alle produzioni agricole dalla fauna selvatica». Caro fu l'assalto del cinghiale. Image: 20090503/foto/8176.jpg

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di ROBERTO BORGIONI PERUGIA UN DILUVIO di nomi, incarichi, po... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 03-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 5 di ROBERTO BORGIONI PERUGIA UN DILUVIO di nomi, incarichi, po... di ROBERTO BORGIONI PERUGIA UN DILUVIO di nomi, incarichi, poltrone e poltroncine'. Consulenze esterne, presidenze di enti e seggiole riservate nei consigli di amministrazione che, a conti fatti, costano alle casse pubbliche oltre sei milioni di euro all'anno. Inarrivabile la pioggia di consulenze concessa dalla Regione: Palazzo Donini spenderà tre milioni 180mila euro per pagare supercollaboratori esterni. Il Comune di Perugia, invece, versa 570mila euro ai manager delle sue 16 aziende partecipate, cioè di quelle imprese in cui Palazzo dei Priori ha almeno una quota azionaria. Le liste dettagliate di Comune e Regione sono state pubblicate dal nostro giornale nei giorni scorsi. E ora tocca alla Provincia, altro ente di manica larga con 613mila euro di uscite tra stipendi dei manager delle partecipate (160mila euro) e consulenze esterne (453mila) . SONO SEDICI le aziende partecipate dall'ente di piazza Italia, anche se nove non hanno costi aggiuntivi per il bilancio. Nel senso che i componenti dei Cda nominati dalla Provincia lavorano a costo zero, senza incassare nemmeno un misero gettone. In altre imprese la realtà è ben diversa, partendo dall'Apm. Le azioni dell'Azienda perugina della Mobilità sono equamente divise tra Comune e Provincia. Il presidente Giovanni Moriconi riceve da quest'ultima 57.190 euro, mentre il vice Pio Francesco Baldinelli si accontenta' di 21.240 e il consigliere Piero Sunzini di 15.052 euro. Restando in tema di trasporti, il presidente della «Spoletina» Giancarlo Tulipani è ricompensato con 15.300 euro, mentre il vicepresidente Andrea Orlandi e il consigliere Onelio Gasperini viaggiano su 7.650 euro annui. Altri giri, altre corse: Bruno Dini, consigliere di Webred Spa per conto della Provincia, prende 5.681 euro; Cesare Migliozzi, amministratore delegato dell'Agenzia per l'Energia e l'Ambiente, è sistemato con 13.800 euro; Daniela Frullani (Patto per l'Appennino) e Giuliano Mancinelli (Centro di formazione imprenditoriale) si accontentano di gettoni di presenza rispettivamente di 200 e 90 euro a seduta. Enzo Patalocco, alla guida di Valnestore Sviluppo Srl, ha uno stipendio di 15mila euro annui. BEN PIU' corposo l'elenco delle consulenze esterne assegnate dalla Provincia, con un esborso totale di 453mila euro. Ecco il dettaglio: Fabio Taddei, servizio controllo costruzioni e Protezione civile, 31.425 euro; Francesco Proietti, servizio controllo costruzioni e Protezione civile, 31.245; Antonio Luna, servizio Organizzazione, formazione e comunicazione, 18.000; Laura Zazzerini, Direzione generale ufficio relazioni, 27.600; Laura Speranza, Area ambiente e territorio, 19.000; Stefano Loschi, Area lavoro, formazione e istruzione, 11.311; Massimo Bistocchi, Servizi gestione finanziaria e affari generali, 5.000; Angela Galli, mappatura emissioni inquinanti in atmosfera, 56.304; Silvia Rossetti, certificazioni ambientali per l'assessorato e l'isola Polvese, 56.304; Elisa Flora Belgrado, pianificazione impianti per energia da fonti rinnovabili, 45.600; Valentina Mangifesta, attività di marketing e sistemi di qualità aziendali, 29.000; Gianluca Tulelli, esigenze del servizio controllo costruzioni e Protezione civile, 46.000; Lorenzo Sensi, esigenze del servizio controllo costruzioni e Protezione civile, 46.000; Livia Arcioni, programmazione negoziata politiche comunitarie e cooperazione internazionale 14.718; Daniela Leonardi, programmazione negoziata politiche comunitarie e cooperazione internazionale, 14.718. ALLA FINE dello scorso anno sono poi scadute altre undici consulenze, alcune delle quali molto onerose per le casse della Provincia: si è andati dagli 89.352 euro assegnati a Sanio Panfili (esigenze del servizio di Programmazione territoriale e urbanistica) ai 60mila di Mario Roych (progetto Intranet aziendale e Governance per lo sviluppo del territorio) sino ai 20mila euro cadauno assegnati ad esperti di «valutazione dei danni provocati alle produzioni agricole dalla fauna selvatica». Caro fu l'assalto del cinghiale.

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Le aziende' costano più di 230mila euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 03-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 5 Le aziende' costano più di 230mila euro PALAZZO DONINI LE PARTECIPATE PERUGIA LA CIFRA arrotondata è di 234mila euro, senza calcolare i gettoni di presenza. Tanto costano alla Regione gli stipendi dei manager delle sette aziende partecipate. Il report parte da Sviluppumbria, nella quale la Regione detiene il 64,8% delle azioni: il presidente Calogero Alessi è stipendiato con 36.151 euro, mentre i consiglieri Vinicio Bottacchiari e Luciano Ventanni si devono accontentare di un gettone di presenza di 206,58 euro a ogni riunione, oltre all'eventuale rimborso spese. Il presidente di Webred spa (84,1% di azioni regionali) è Maurizio Biondi, con un compenso di 25.823 euro, mentre il consigliere Mario Conte si accontenta di 5.681 euro. La «Risorse per lo sviluppo Spa» (50% di partecipazione regionale) ha l'amministratore unico Saverio Ripa di Meana che vanta 31mila euro. Dal trono di più ricco', tra i manager delle aziende regionali, scende Vannio Brozzi, amministratore unico della Ferrovia Centrale Umbra, anche a causa di un sostanzioso taglio al compenso rispetto agli anni precedenti: nella busta paga di Brozzi restano comunque 50.400 euro, insufficienti per battere il doppio ruolo di Calogero Alessi. Meno onerosa, ma più complicata, la lettura del bilancio di Umbraflor: il presidente Claudio Bazzarri, anche assessore comunale, è ricompensato con 15.296 euro. I tre consiglieri Gianfranco Angeloni, Francesco Grohmann e Moreno Landrini si fermano a 5.577 euro. A chiudere il cerchio c'è la finanziaria Gepafin: il presidente Giacomo Porrazzini guadagna 36mila euro, il vice Calogero Alessi ha un compenso di 18mila che si aggiungono ai 36.151 garantiti da Sviluppumbria e il consigliere Mario Fagotti un gettone di 180,76 euro. Roberto Borgioni

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Nella sala Orsi di Conegliano s'apre il sipario sulla Romanza (sezione: Costi dei politici)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Nella sala Orsi di Conegliano s'apre il sipario sulla Romanza La «Romanza da salotto» immerge Conegliano in un'atmosfera del tutto particolare sia per l'originalità dell'iniziativa voluta dall'Associazione Lirica intitolata a «Pier Adolfo Tirindelli», sia per la sinuosità del persorso musicale che propone. Stasera alle 20,30 all'Auditorium Dina Orsi, per il 30 appuntamento con la rassegna, è prevista l'esecuzione di musiche di Giovanni Tebaldini, su testi di Antonio Fogazzaro, edizione critica a cura di Dino Rizzo, con Laura Toffoli (soprano), Livio Nappo (tenore), Paolo Pieruzzo (tenore), Corinna Canzian (violino), Davide Da Ros (pianoforte). Letture poetiche a cura di Monica Stella e Stefano Fugagnoli. Presenta il prof. Dino Rizzo, diplomato in organo e pianoforte, insegnante, concertista e critico. L'edizione 2009 di questa singolare manifestazione ha preso il via il primo maggio alle 20,30 all'auditorium Dina Orsi di Conegliano con l'apprezzata esibizione di Corinna Canzian al violino, Chiara Opalio al pianoforte, e altri giovani interpreti su composizioni di Tirindelli e sabato ha visto «Le poetesse della romanza da salotto:la contessa Lara», bel concerto con la soprano Laura Toffoli. I prossimi appuntamenti sono fissati per mercoledì 6 ancora con «Le poetesse della romanza da salotto», l'8 con l'audizione dei finalisti e il 9 con il concerto dei premiati. (a.v.)

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Vivibilità, sbloccati 20 milioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Vivibilità, sbloccati 20 milioni Proposta Seganti approvata dalla Giunta. Soldi a Comuni e Province Domenica 3 Maggio 2009, Trieste NOSTRO INVIATO Oltre 20 milioni di euro per rendere più vivibile la quotidianità dei cittadini, utilizzando un apposito fondo che raccoglie risorse finanziarie in passato destinate agli Aster e ora affidate a Comuni e Province. È quanto ha stabilito la Giunta regionale con una delibera proposta dall'assessore alle Autonomie locali Federica Seganti (Lega Nord). I progetti finanziabili vanno dalla viabilità alla messa a norma o manutenzione delle scuole quanto alle Province, destinatarie complessivamente di 2,064 milioni di euro. La parte del leone, tuttavia, spetta ai Comuni, che riceveranno 18 milioni di euro: possono candidare al finanziamento regionale progetti per manutenzione, messa a norma e riadattamento di edifici, arredi, allestimenti e attrezzature per scuole, nidi e servizi integrativi per la prima infanzia, centri di animazione per la collettività, centri residenziali e centri diurni per anziani. Ma anche l'ammodernamento o la realizzazione di aree verdi attrezzate e parchi-giochi, l'acquisto o la sostituzione di automezzi comunali per scuolabus o accompagnamento, la realizzazione o l'adeguamento di centri di raccolta rifiuti, nonché progetti d'innovazione e modernizzazione dei servizi pubblici locali nel segno dell'efficienza energetica. Fra questi figurano gli impianti fotovoltaici. La Regione prevede di poter finanziare anche opere pubbliche ricomprese nel programma triennale dell'ente locale. Il provvedimento proposto dall'assessore Seganti prescrive da parte del Comune o della Provincia un co-finanziamento minimo obbligatorio che non sarà inferiore rispettivamente al 20 per cento della spesa complessiva per le Province e al 15 per i Comuni. Entro due mesi gli enti dovranno presentare le domande, con una descrizione adeguata dell'intervento da realizzare, le sue finalità, i costi preventivati, i tempi di realizzazione e la quota di finanziamento che si chiede alla Regione. E la Direzione centrale delle Autonomie locali, nel disporre una classifica delle priorità da sostenere, valuterà le domande sulla scorta di sei parametri prestabiliti: il diretto interesse strategico dell'intervento per le comunità locali, la capacità dell'intervento di permettere una fruizione migliore dei servizi da parte dei cittadini, la rapidità di realizzazione, la maggiore percentuale di co-finanziamento da parte dell'ente locale, l'integrazione dell'intervento con altri progetti e infine la capacità del progetto "candidato" da un Comune al finanziamento regionale di erogare servizi anche a cittadini di territori contigui. Previsto dalla Regione anche un meccanismo di valutazione che consenta di dare rilevanza al profilo dimensionale dei Comuni, stabilendo che i finanziamenti vengano concessi, ad esempio, anche secondo i punteggi "demografici", per evitare che i soldi vadano soltanto alle realtà più importanti: per Comuni fino a mille abitanti 20 punti, fino 3mila 15 punti; fino a 5mila 10 punti e fino a 10mila abitanti 5 punti. Le risorse non saranno attribuite in via anticipata, bensì «previa dimostrazione dell'effettiva spesa sostenuta, anche per stati d'avanzamento delle opere, almeno fino al raggiungimento di una spesa sostenuta non inferiore a 100mila euro per le Province e 50mila per i Comuni. Maurizio Bait

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Montegrotto Terme Cinque schiaffi in faccia alle opposizioni. Tante erano infatti le commissioni... (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 03-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Domenica 3 Maggio 2009, Montegrotto Terme Cinque schiaffi in faccia alle opposizioni. Tante erano infatti le commissioni che le minoranze politiche avrebbero voluto istituire per trattare con maggior garanzie di partecipazione le questioni più importanti sottoposte al consiglio comunale. Tanti sono stati i secchi "no" giunti dai gruppi al governo, decisi a percorrere autonomamente la via "del fare" senza "perdere tempo in confronti inutili". Il muro contro muro che ha finora caratterizzato i rapporti fra le opposte sponde politiche avrebbe potuto riservare una breccia nella proposta inoltrata dall'esponente di "Montegrotto che vogliamo", Donatella Bottazzo, per istituire cinque collegi consultivi. Le commissioni bipartisan avrebbero dovuto occuparsi di bilancio, servizi sociali e sport, urbanistica e lavori pubblici, ambiente e cultura. E costituire gli ambiti nei quali smussare contrasti poi esplosi in tutta la loro furia polemica all'interno delle sedute consigliari. Pur di partecipare ai collegi consultivi le opposizioni avrebbero lasciato alle casse comunali il gettone di presenza. In cambio ovviamente di un minimo considerazione politica. «Non abbiamo bisogno di disponibilità personali - aveva tuttavia avvertito il collega Paolo Ferrarese - ma di un confronto istituzionale che ci consenta di poter esercitare un diritto di critica costruttiva». La richiesta di collaborazione è stata rinviata senza indugio al mittente della maggioranza di centro destra. Non tanto perché non fossero preziosi i consigli degli avversari. Ma per punire il metodo con cui le opposizioni hanno finora cercato di fare breccia all'interno del palazzo. «Finora - ha detto il vicesindaco, Massimo Bordin, mostrandosi irremovibile nel mettere alla porta le opposizioni - vi siete accaniti in una politica di dura opposizione. Lo dimostra il modo in cui chiedete le documentazioni agli uffici, finendo per paralizzare il lavoro dell'intero comune. Avete preferito farci la guerra all'indomani delle elezioni. L'atteggiamento di chiusura da parte nostra non è che una conseguenze reazione». Reazione delle opposizione ai cinque schiaffi? L'uscita dall'aula al momento della votazione. Un avviso che potrebbe ripetersi se il dialogo dovessero continuare ad essere fra sordi. L.P.

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LA PROPOSTA DEL PD (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 03-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

LA PROPOSTA DEL PD Caldato: «Mettiamo parte dei gettoni di presenza in un fondo anticrisi» Domenica 3 Maggio 2009, Un fondo per difendere i cittadini trevigiani più deboli dalla crisi: è quello che propone Maristella Caldato, consigliere comunale del Pd. «Fermamente convinta che la crisi economica sia presente anche nella nostra provincia - afferma - e in particolare modo a Treviso, ho presentato una mozione di indirizzo al presidente del consiglio comunale con lo scopo di impegnare il consiglio e la giunta alla istituzione di un piano di intervento contro la crisi economica a favore dei soggetti residenti nel comune per gli anni 2009-2010». Un fondo che, secondo la Caldato, potrebbe essere alimentato da una parte dell'avanzo di amministrazione, circa nove milioni di euro, e dall'altra riducendo del venti per cento i «compensi percepiti da consiglieri comunali, sindaco e assessori». E chi potrebbe usufruire di questo contributo? «Persone che nel corso del 2009 e del 2010» hanno perso, o perderanno, il lavoro» o che hanno subito una «riduzione oraria superiore al 30 per cento o che entreranno in cassa integrazione»; pensionati con un reddito mensile pro-capite «molto basso e da definire; famiglie con almeno tre figli e con un reddito complessivo ridotto; giovani coppie con contratti di lavoro atipici; famiglie monoparentali con almeno un figlio a carico e con contratto di lavoro precario». Questi soggetti inoltre dovrebbero aver diritto ad agevolazioni nell'acquisto di servizi del Comune e dell'Actt, sconti sui beni di primi consumo nella quarta settimana del mese e agevolazioni anche nella richiesta di credito. Di come affrontare la crisi ne parla pure Artigianato Trevigiano. «Proponiamo - dice il presidente Giorgio Grosso - tavoli permanenti di consultazioni con le categorie in ogni comune, salvaguardia delle piccole imprese nei centri storici e nei piccoli comuni per mantenere la vivacità dei centri minori, concertazione tra amministrazioni locali e categorie sull'utilizzo al meglio delle tasse pagate dai cittadini e dalle imprese ma anche un confronto sulla viabilità che alleggerisca i centri dal traffico pesante».

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PIETRO TRECCAGNOLI MIRACOLO A FORCELLA. SAN GENNARO TORNA A PASSARE ATTRAVERSO LE STRADE DI UNO D... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 03-05-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Benevento)) (Mattino, Il (Avellino)) (Mattino, Il (Circondario Sud1)) (Mattino, Il (City))

Argomenti: Costi della politica

PIETRO TRECCAGNOLI Miracolo a Forcella. San Gennaro torna a passare attraverso le strade di uno dei quartieri più inguaiati di Napoli e illumina con lo scioglimento del suo sangue il futuro di tanta gente che sogna di uscire dall'incubo della disoccupazione e dell'illegalità. Il grumo nelle ampolle dava già piccoli cenni di liquefazione quando è stato tirato fuori dalla custodia della Cappella del Tesoro, ma a Forcella, saranno state le 17,40, sotto i panni stesi da balcone a balcone, accanto ai bassi abitati ormai quasi solo da migranti, qui, come per una coincidenza straordinaria, come un segno particolare di protezione, si scioglie quasi completamente: solo una piccola parte resta al centro e dopo poche centinaia di metri scompare del tutto. È il miracolo, che viene poi annunciato solennemente dal cardinale Crescenzio Sepe dall'altare di Santa Chiara, durante la cerimonia, mentre il marchese Riccardo Imperiali di Francavilla della Deputazione del santo sventola il fazzoletto bianco e la navata stracolma si scioglie, pur'essa, in un applauso di sollievo. Poi l'omaggio del bacio dell'ampolla da parte dei fedeli, delle autorità (c'erano, tra gli altri, il sindaco Rosa Russo Iervolino, il presidente della Provincia Dino Di Palma, l'assessore regionale Ennio Cascetta, il senatore Teresa Armato, il generale Gaetano Maruccia, il procuratore generale Vincenzo Galgano) e di una delegazione della chiesa ortodossa russa, guidata dall'arcivescovo di Samara e Syzran, Sergij Viktor Poljotkin. Ieri c'era la processione del Patrono che ricorda la traslazione delle sue reliquie e che ha attraversato Spaccanapoli, dal Duomo al monastero francescano, dove il sangue è entrato appena qualche minuto prima che si scatenasse un furioso temporale. Dopo molti decenni è stato ripristinato il vecchio percorso della processione che si è snodata per un tratto di via Tribunali, via delle Zite, Forcella (dove Sepe è stato salutato dal padre di Annalisa Durante) per poi tornare a San Biagio dei Librai. Niente corteo di ritorno, dopo il miracolo. Quest'anno, è finito tutto a Santa Chiara, poi le ampolle sono state riportate al Duomo in auto (una Peugeot 407) dall'abate prelato Vincenzo De Gregorio. Ed è stata la prima volta che il sangue è salito su una vettura. Miracolo del progresso. «Gesù, la Madonna e san Gennaro ci vogliono bene» ha esultato il cardinale, ma questo non ha mitigato, negli animi di chi ascoltava, la forza dei moniti che Sepe aveva lanciato nell'omelia, per condannare i drammi nei quali la città sguazza. «Noi combattiamo il male» ha tuonato «che oggi si incarna nell'ingiustizia e nella illegalità, nella camorra e in tutti quei poteri occulti che vogliono umiliare la nostra dignità». E più avanti, riferendosi alle sfide dei cristiani: «È il coraggio di chi cerca la giustizia, di chi compie opere di pace, di chi denuncia il comportamento prepotente del falso potere, del malcostume affaristico, della corruzione, della delinquenza, di quella temerarietà di chi crede di farla sempre franca, di avere anche la forza di sfidare la legge; di quella spavalderia che continua a devastare il nostro territorio». E, prima di finire, l'invito ad ascoltare le «grida di disperazione che ci giungono dai disoccupati, dai sottoccupati, da chi sta perdendo il lavoro, dai senza tetto o senza alcuna assistenza dei tanti emarginati e di tanti senza niente e senza nessuno». Parole come frustate, sulle quali il sindaco Iervolino è tornata parlando con i giornalisti: «La disoccupazione non è un problema, è il problema, dal quale dipende la questione della sicurezza e della legalità, senza necessariamente stabilire una relazione causa-effetto tra mancanza di lavoro e crescita della delinquenza». E la corruzione? «C'è una recrudescenza alla quale deve corrispondere un innalzamento dell'attenzione giuridica e morale. Io sono radicale: chiederei a chi fa politica la dichiarazione dei redditi fino al sesto grado di parentela». Dove non arriva san Gennaro potrebbero arrivare gli uomini.

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SANGES 2 STELLA 1 SANGES: Todescato, Carlucci, Manfroni, Fratti, Angel... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 04-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

DILETTANTI pag. 27 SANGES 2 STELLA 1 SANGES: Todescato, Carlucci, Manfroni, Fratti, Angel... SANGES 2 STELLA 1 SANGES: Todescato, Carlucci, Manfroni, Fratti, Angelini L., Angelini A., Tallarico, Tacconi, Casadei, Conti, Tamburini. A disp.: Sapori, Gavelli, Delai, Vincenzi. All.: Navicella STELLA: Franchi, Tonini, Pacioni, Cardinali, Collina, Arlotti, Buffoni, Angelini, Montebelli, Ghinelli, Sabatini. A disp.: Rizzo, Di Marzo, Mastragostino. All.: Nicolini Arbitro: Lodovichetti Reti: 11' st Casadei, 23' st Angelini A., 35' st Montebelli (St)

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è stata la vittoria della volontà - eugenio fagnoni (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 04-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 18 - Montecatini «è stata la vittoria della volontà» Massimiliano Braccialini: c'è fiducia ma la strada è ancora lunga Il padre Romano: magari avessimo preso prima Torricelli... EUGENIO FAGNONI PISTOIA. Ora il cuore è aperto alla speranza. Seconda vittoria consecutiva (mai successo finora), ultimo posto abbandonato (non accadeva dall'ottava giornata), i piedi dentro ai playout (almeno per una settimana). Per una domenica, si può fare festa. Nel dopopartita, al centro coordinamento Club, sbocciano i sorrisi. Pullman per Pescara. Tocca il cielo con un dito la supertifosa Gloria Monti: «Sono troppo felice, non mi sembra vero. è una vittoria importante per noi tifosi, per il tecnico Torricelli, per tutti i giocatori, per la società e per la città. La Pistoiese è un bene della nostra città. Da domani dedicheremo tutte le nostre energie ad organizzare bene la trasferta a Pescara, affinché i nostri ragazzi sentano la vicinanza e l'incoraggiamento del tifo arancione». Sembra proprio che il feeling tifo-squadra sia rinato. «Grazie Moreno». Si guarda con ottimismo anche nelle alte sfere societarie. La famiglia Braccialini, con in testa il capostipite Romano, ha assistito alla gara al gran completo. Patron Romano non nasconde la sua gioia: «è stata la vittoria della volontà e della determinazione. Molto merito di questo gruppo ritrovato lo dobbiamo al mister Moreno Torricelli, con il quale se avessimo iniziato il girone di ritorno oggi saremmo in una posizione di classifica più tranquilla. Adesso godiamoci questa meritata vittoria e pensiamo a proseguire su questo livello nelle due battaglie di fine campionato a Pescara e poi qui al Melani contro il Foligno». Vicino a lui il figlio Massimiliano. Il presidente lascia la tribuna centrale per andare negli spogliatoi a salutare la squadra. Prima però si ferma con la stampa: «Una partita difficile per noi, ma alla fine un grande risultato che ci fa salire al terz'ultimo posto in classifica e ci permette di preparare al meglio la battaglia di Pescara. è chiaro che con questa vittoria importantissima che è il seguito di quella di Terni c'è maggiore fiducia nel gruppo. Sono contento per i ragazzi e per mister Torricelli. Ora più che pensare al Potenza ed alla Juve Stabia, bisogna pensare a noi stessi a quello che ancora dobbiamo fare, affrontando con questa voglia partita dopo partita, concentrandosi sulla trasferta in Abruzzo per dare il massimo e fare risultato. La nostra classifica, alla fine di questa giornata, è migliorata, ma non è cambiato molto. Questa vittoria, che vale doppio per il risultato degli avversari Potenza e Juve Stabia, non ci deve fare dimenticare il nostro obiettivo finale che è quello dei play-out alla fine del torneo». Campi asciutti. Una domenica bestiale. Anche Vannino Vannucci se la gode: «è un bellissimo risultato, rispetto a quello dei nostri concorrenti ai playout. Il vantaggio su Potenza e Juve Stabia è significativo. E dobbiamo mantenerlo per non arrivare ultimi. La Pistoiese ha saputo tenere bene il campo, nonostante una flessione nella parte finale del primo tempo e badare al risultato pieno che è arrivato meritatamente. Sono fiducioso per l'immediato futuro perché la squadra gira e con i campi asciutti i nostri giovani dovrebbero agire con più facilità. Questa vittoria, prima delle due battaglie finali contro Pescara e Foligno, è la ciliegina sulla torta». L'ex di turno. Il tecnico dei campani ha tentato anche la carta dell'ex, inserendo dal 23' del secondo tempo il centrocampista Bruno Di Napoli (tre stagioni a Pistoia e 75 gettoni di presenza) che ammette di avere provato un po' d'emozione nel ritornare a Pistoia ed al Melani, ma poi puntualizza: «Faccio pochi gol, ma se mi capitava l'occasione ci provavo, anche se, se avessi realizzato, non avrei esultato, per rispetto all'ambiente ed alla città che mi ha voluto bene». L'avvocato - così lo chiamano nell'ambiente perché gli mancano tre esami alla laurea in giurisprudenza - afferma con sincerità: «Vedere la Pistoiese in questa posizione non fa piacere a me che ci ho giocato a lungo tenendomi un bel ricordo dentro. Un sincero in bocca al lupo, perché si salvi». Caldo pesante. C'è da godere, ma c'è anche da riflettere su quell'inizio stentato. Alla questione prova a rispondere l'allenatore in seconda Niccolai: «La squadra ha sentito molto l'impegno e la necessità di fare risultato. Poi metteteci il caldo e la giovane età ed il tutto si spiega bene. è stata la partita che ci aspettavamo. Il morale è alto ed il gruppo unito e motivato per fare bene questo finale di campionato».

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C'è un'idea nuova di sindacato che prende forma nella Cisl che oggi, alla pre... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 04-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Lunedì 04 Maggio 2009 Chiudi di FABIO NUCCI C'è un'idea nuova di sindacato che prende forma nella Cisl che oggi, alla presenza del segretario generale nazionale Raffaele Bonanni, si appresta ad affrontare il nono congresso regionale. Un'organizzazione nella quale emerge più la persona che la struttura e nella quale il riferimento non è "il veto a tutti i costi", ma un modello di democrazia nel quale il confine tra protesta e strumentalizzazione politica è ben definito. La Cisl regionale arriva a questo appuntamento con la consapevolezza delle difficoltà del momento, rinnovando l'impegno al fianco dei più deboli, siano essi disoccupati, precari, immigrati o pensionati. Una sfida da condurre contrastando gli sprechi della politica, lottando contro l'evasione fiscale, con l'obiettivo di dare respiro al potere d'acquisto ai redditi fissi e restituire valore e dignità al lavoro. Sullo sfondo, l'idea di una regione più giusta, equa e solidale che la Cisl dell'Umbria intende contribuire a costruire forte di una natura riformista e di un lavoro di confronto, dibattito e conoscenza, testimoniato anche dal recente forum regionale. In primo piano c'è la crisi economica ed il sistema Umbria che come sostengono alcuni osservatori sembra aver reagito meglio. Tra gli elementi di tenuta, c'è il Patto per lo sviluppo che, tuttavia, rischia di non essere più sufficiente. «La crisi porterà nuovi scenari economici e sociali - osserva Ulderico Sbarra, segretario generale regionale della Cisl - e per un periodo non breve le priorità saranno incremento della disoccupazione ed emergenza economica con tutte le conseguenze del caso per lavoratori e famiglie. Il Patto dovrà necessariamente essere rivisto ed adeguato alla congiuntura. La crisi offre l'opportunità, se ci sono coraggio, volontà politica e coesione sociale, di intraprendere scelte nuove all'insegna del riformismo, affrontando in modo realistico le difficoltà che ci troveremo di fronte». La Cisl propone di fronteggiare le crisi con la contrattazione, il rafforzamento degli strumenti bilaterali tra sindacato e associazioni datoriali. «Anche per questo - aggiunge Sbarra - abbiamo firmato l'accordo nazionale sul nuovo modello contrattuale che, siamo convinti, tutelerà al meglio gli occupati dando nuove opportunità ai giovani ed a chi è senza lavoro. In Umbria dovremo puntare su qualità dei prodotti e professionalità dei lavoratori, insistendo su innovazione e formazione continua coordinando gli interventi di tipo macro economico con le regioni limitrofe». I segnali di crisi sono evidenti anche qui. «L'aumento della cassa integrazione è indicativo - spiega Pierluigi Grasselli, docente di Politica economica all'Università degli studi di Perugia - specie perché si associa ad un precariato più elevato che altrove. Per questo è necessario insistere su istruzione, ricerca e turismo, che sono i fattori locali più indirizzabili, e capire come reagiranno d fronte al perseverare della crisi. Per operatori economici, politici e sociale è arrivato il momento di verificare la possibilità di ripensare e riposizionare la struttura produttiva dell'Umbria. E il Patto per lo sviluppo potrebbe essere la sede qualificata per realizzare tale obiettivo». Per il segretario regionale, Claudio Ricciarelli, va ridefinito il concetto di sviluppo, legato alla rete di infrastrutture: «Va completato il sistema stradale e ferroviario, modernizzata la E45, garantito un collegamento veloce con i porti di Ancona e Civitavecchia, e quello ferroviario Orte-Falconara e Foligno-Perugia con l'alta velocità. La regione si dovrà dotare anche di un aeroporto degno di tale nome». Per le sue caratteristiche, l'Umbria non si è presentata in modo diverso di fronte alla crisi internazionale ma proprio quella delle opere pubbliche può essere una leva su cui insistere per la ripresa. «Analizzando la composizione del Pil si scopre che edilizia e terziario incidono per un valore di poco superiore al valore nazionale - osserva Lucio Caporizzi, dirigente della Regione - mentre il dato dell'industria manifatturiera è inferiore. Non esiste un modello umbro distinto da quello nazionale anche se terziario privato e pubblico fino ad oggi hanno attenuato gli effetti della crisi; ma si tratta di una sfasatura di pochi mesi. Se nel frattempo, dall'annuncio delle opere pubbliche si passasse ai fatti si potrebbero avere effetti positivi per l'economia regionale. Da decenni rincorriamo un collegamento stradale a quattro corsie con l'Adriatico: le Marche ne hanno realizzati quattro ma si fermano tutti al confine con l'Umbria». Se una risposta può essere la produttività, la Cisl è pronta a raccogliere tale sfida lanciata anche dagli industriali umbri. «Un aspetto da considerare nell'ambito di una politica complessiva», precisa Ricciarelli. «La produttività è necessaria per rafforzare la struttura economica delle aziende umbre, a partire dal manifatturiero, e migliorare il loro posizionamento nel mercato. Noi proponiamo un modello di governance partecipativo delle imprese basato su condivisione degli obiettivi aziendali e contrattazione per redistribuire i benefici della produttività anche a favore di salari e stipendi». Questo si traduce in relazioni sindacali nuove capaci di valorizzare il capitale umano, fattore essenziale per la competitività di un'azienda. «Oggi le aspettative dei lavoratori sono difendere il lavoro, retribuzioni più alte, tasse e costi della politica minori». Un modo per trovare anche nuove risorse. «Questo è possibile con maggiore equità fiscale - aggiunge Sbarra - con imposte invariate, per questo è indispensabile una strenua lotta all'evasione. Gli enti locali, comuni in primis, conoscono territorio e cittadini e la loro attività è fondamentale». Anche lo Stato dovrebbe tendere una mano. «La spesa pubblica dovrebbe essere utilizzata per sostenere le persone in difficoltà - aggiunge Grasselli - ma nel processo andrebbe coinvolta tutta la popolazione per avviare un percorso di maturità democratica». Non a caso la Cisl pone un problema di rappresentatività e di snellimento della vita pubblica. «Da tempo sollecitiamo sobrietà nella rappresentanza politica - aggiunge Ricciarelli - e, da parte delle istituzioni, semplificazione degli assetti, a cominciare dalle agenzie regionali e dagli enti locali». E di fronte a tali esigenze anche l'atteggiamento del sindacato è diverso. «La società è ripiegata in un eccessivo individualismo - fa notare Lucia Diamanti, segretario regionale - e la Cisl si pone come mediatrice tra le esigenze del singolo e le istituzioni. La crisi ha messo in difficoltà anche il sindacato e la perdita di posti di lavoro ha creato sfiducia: per questo pensiamo ad un modello contrattuale e di rappresentanza sindacale nuovo, che sappia tutelare anche nuovi lavori e formazione». Quello della coesione sociale è un altro tema cruciale perché la rete messa insieme in Umbria di fronte alle difficoltà rischia di sfaldarsi. «I tagli centrali mettono a rischio le politiche regionali - aggiunge Ricciarelli - e per superare la crisi, che in Umbria coinvolge circa 15mila lavoratori, i 140 milioni di euro dell'accordo Stato-Regioni per gli ammortizzatori straordinari possono non bastare. Occorre un piano di sostegno globale che metta al centro le persone, che dalla riqualificazione professionale arrivi alle politiche attive del lavoro, ponendo le basi per un moderno sistema di welfare». Un disegno condiviso nel quale anche le regole dovrebbero aiutare a superare le divisioni. «Il Documento unico per la regolarità contributiva - osserva il professor Grasselli - è la dimostrazione che le regole vanno costruite insieme: la gente, gli operatori devono essere convinti e partecipi. Dobbiamo tornare a porre attenzione sulla persona e non sull'individuo». Il nuovo corso della Cisl parte da qui, forte di numeri in crescendo per iscritti e utenti dei propri servizi, dai Caaf ai patronati Inas. «Le indicazioni che arrivano dai cittadini - sottolinea Sbarra - ci spingono a lottare per la semplificazione della burocrazia pubblica, valorizzando i diritti dei cittadini e la concreta soddisfazione dei loro bisogni».

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Ho versato a Canalia centinaia di migliaia di e. (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 04-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

L'ACCUSA. L'arresto da parte della polizia tributaria di Vicenza del Capo settore dell'ufficio cave della Provincia, avvenuto dopo avere intascato 5 mila euro La procura chiede al gip l'emissione dell'ordine di custodia per concussione aggravata e continuata 04/05/2009 rss e-mail print La villa del funzionario della Provincia Angelo Canalia costruita nella frazione Velo di Lusiana. STELLA Vicenza. «Erano anni che pagavo Canalia. Un sacco di bustarelle. Quello mi ha dissanguato perché gli ho versato centinaia di migliaia di euro per lavorare. Non ce la facevo più, ma questo era il sistema e se non accettavi non lavoravi». è la sintesi della clamorosa denuncia del cavatore Piero Colpo che con le sue parole la vigilia del 1 maggio ha fatto arrestare il funzionario della Provincia Angelo Canalia, 57 anni, di Velo di Lusiana, Capo settore con specializzazione in materia di ambiente e territorio. La mazzetta di 5 mila euro intascata dal pubblico ufficiale e che gli ha spalancato le porte del San Pio X, dove l'hanno accompagnato i finanzieri della tributaria del maggiore Marco Borrelli, non sarebbe che l'ultimo rivolo di un fiume illegale che aveva cominciato a scorrere ancora anni fa. A star dietro alle parole di Colpo gli avrebbe versato più di 200 mila euro in tutti questi anni di mercimonio della funzione pubblica. Possibile? E se è vero, pagava solo lui? Non solo, se tutti questi denari sono corsi, li teneva tutti Canalia o li spartiva con qualcuno? Sono domande inevitabili e si capisce perché l'inchiesta delle Fiamme Gialle è solo all'inizio, poiché potrebbe riservare molte altre sorprese su un «sistema marcio», per usare le parole dell'imprenditore. Che le bustarelle versate da Colpo a Canalia sarebbero state più d'una lo dimostra il capo d'imputazione che è stato scritto dai pm Giorgio Falcone e Marco Peraro, titolari della complessa inchiesta coordinata dal procuratore Ivano Nelson Salvarani, che parla per adesso di concussione (è l'estorsione del pubblico ufficiale) continuata nel tempo. ARRESTO. La procura in vista dell'interrogatorio che questa mattina il gip Stefano Furlani eseguirà in carcere per la convalida dell'arresto per concussione avvenuto a Sarcedo giovedì intorno alle 18, ha chiesto l'emissione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Vista la gravità del reato contestato, gli indizi di colpevolezza raccolti dalla procura, la pericolosità sociale dimostrata al momento dell'arresto quando l'indagato ha cercato la fuga, nonché l'ammontare delle mazzette in ballo, che dovranno essere riscontrate da Colpo, la permanenza in carcere del geometra Canalia, che è difeso dagli avv. Marco Dal Ben e Renzo Villanova, è un passaggio praticamente scontato. DIFESA. «Non ho estorto nulla a Colpo, è stato lui a consegnarmi la busta che era chiusa e non l'ho nemmeno aperta, non sapevo quanti soldi ci fossero», sono state le prime parole di Canalia quando è stato immobilizzato dai finanzieri del colonnello Morelli. Il funzionario dell'ufficio cave stamane con i suoi legali Dal Ben e Villanova deciderà quale strategia adottare. Il quadro indiziario contro di lui appare molto compromesso, per usare un eufemismo, poiché è stato beccato con la bustarella in macchina, ma soprattutto, deve far fronte alla valanga di accuse mossegli da Colpo che, in difficoltà finanziarie, ha deciso di collaborare con la procura per scoperchiare quello che appare un verminaio. Certo, l'inchiesta è solo all'inizio e gli sviluppi potrebbero essere più d'uno e clamorosi la loro parte. CORRUZIONE. Il geometra Canalia, da quello che si è appreso, non ci sta a passare per un estorsore e sarebbe pronto a fornire la sua versione. Vuole difendersi e potrebbe cominciare a farlo già oggi subito dopo la convalida, chiedendo di essere interrogato dai pm Falcone e Peraro. Sostiene di essere stato attirato in trappola da Colpo, il quale peraltro ha denunciato che Canalia gli stava facendo storie per il rinnovo del permesso di estrazione di materiale in Altopiano. Per la difesa non sarebbe concussione, ma corruzione. Le grandi manovre giuridiche sulla fattispecie del reato sono iniziate. Del resto, che il cavaliere Canalia sia stato preso con le mani nel sacco è un dato acquisito. Ormai storico. Per attenuare la sua posizione deve anche lui collaborare. Eviterà una lunga detenzione. Anche perché non ha alternative processuali. Ivano Tolettini Ivano Tolettini

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udc, a sacile torna in campo gina fasan (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 7 - Pordenone Udc, a Sacile torna in campo Gina Fasan Sarà candidata alle provinciali. I radicali inseriti nella lista Libertà civica Dopo il Popolo della libertà, tocca agli altri partiti del centrodestra definire le liste per le provinciali, a supporto del candidato presidente Alessandro Ciriani. Stasera si riunirà il comitato provinciale dell'Udc, presieduto dal segretario Maurizio Salvador, che dovrà mettere il sigillo alla propria lista. Candiderà l'attuale assessore esterno alla Cultura e istruzione, Lorenzo Cella, nel suo collegio di Fiume Veneto; a Sacile un altro rientro, quello della vicesegretaria provinciale nonché già sindaco e consigliere regionale: Gina Fasan. Nel collegio di San Giorgio della Richinvelda, scenderà in campo l'ex sindaco di San Quirino, Giuseppe Bressa. «Sarà una lista con molti amministratori», anticipa Salvador. Oggi anche la Lega nord dovrebbe varare la lista, in avanzato stato di definizione. Non ci sarà il presidente del Consiglio regionale, Edouard Ballaman, mentre il segretario provinciale e sindaco, Enzo Bortolotti (indicato anche come futuro presidente del Consiglio provinciale, se vincerà il centrodestra) nella sua Azzano Decimo. Il Carroccio dovrà sciogliere il dilemma Spilimbergo dove la "selezione" avverrà tra tre nomi di peso: l'attuale consigliere Roberto Mongiat, la presidente del consorzio industriale Lucia Cozzi e l'assessore comunale Marco Dreosto. Il vicesindaco di Prata Marzio Maccan correrà nel collegio di Brugnera, il sindaco Stefano Turchet in quello di Porcia, a Pordenone città definiti tre candidati su quattro: Luigi Da Riva, Rosa Stena e Stefania Boltin. Nel collegio Sequals-Meduno sarà candidato il medico Mario Zambon che rientra in politica dopo alcuni anni di assenza, a Sacile l'assessore provinciale uscente Alberto Zorzetto, a Fontanafredda la scelta cadrà su Fabio Martin o Valter Bergamo. Sul fronte opposto, quello del centrosinistra, nella lista Libertà civica a supporto del candidato presidente Giorgio Zanin, i radicali avranno due candidati, di cui uno è il presidente, Stefano Santarossa, nel collegio San Giorgio, San Quirino e Vivaro. «I radicali presenti in parlamento - ricorda Santarossa - hanno già proposto la cancellazione del gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni per i consiglieri comunali, provinciali, circoscrizionali e delle comunità montane». (e.l.)

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SOLARE/ACCORDO ENERQOS E FORESIGHT PER IMPIANTI DA 4 MW IN PUGLIA (sezione: Costi dei politici)

( da "Wall Street Italia" del 04-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Solare/Accordo Enerqos e Foresight per impianti da 4 mw in Puglia di Apcom Finanziato da European Solar Fund e banca italiana -->Roma, 4 mag. (Apcom-Nuova Energia) - Foresight Group, una delle principali società di gestione di fondi di investimento specializzata in infrastrutture per energie rinnovabili, e Enerqos, leader nella fornitura di grandi impianti fotovoltaici, hanno annunciato di aver raggiunto un accordo per la realizzazione di 4 campi solari di potenza complessiva pari a 4 megawatt situati in Puglia. Il pacchetto di finanziamento dell'operazione, spiega una nota congiunta, prevede un investimento azionario proveniente dallo European Solar Fund di Foresight, insieme ad ulteriore finanziamento da parte di una banca italiana. Dei quattro impianti, uno sarà sviluppato con gli inseguitori biassiali Solar Totem brevettati da Enerqos-ESP, i rimanenti tre con tecnologia fissa. Tutti i sistemi fotovoltaici saranno dotati del sistema operativo di gestione proprietario "Osiride-PVE" sviluppato da Samares, società di ICT partecipata da Enerqos, capace di gestire e massimizzare le performance degli impianti riducendo al minimo i costi di Operation and Maintenance. Tutti gli impianti fotovoltaici beneficeranno degli incentivi governativi a lungo termine previsti dal conto energia per il 2009, fra i più alti in Europa, che resteranno validi per un periodo di 20 anni. Giovanni Terranova di Foresight SolarFund ha dichiarato: "Il mercato delle infrastrutture solari sta conoscendo una rapida crescita e continua ad attrarre forti interessi da parte di investitori e operatori del settore. Abbiamo acquisito un ruolo importante nel finanziamento di un settore dinamico come è il solare fotovoltaico in Italia, confermando la crescente reputazione di Foresight fra i maggiori operatori nel mercato delle infrastrutture solari in Italia. Riteniamo che la nostra posizione sia rafforzata sensibilmente dal fatto di avere un pronto accesso a notevoli capitali azionari tramite il nostro European Solar Fund e un team italiano con forte esperienza del mercato che può contare su una solidissima rete bancaria". Giorgio Pucci, VP Sales and Marketing di Enerqos ha dichiarato: "L'accordo con Foresight è il primo di una lunga serie. Insieme a Foresight abbiamo in progetto la realizzazione di svariate decine di MW nel prossimo triennio". "Questa partnership con Foresight rafforza il legame fra Enerqos e il mondo della finanza internazionale", ha commentato Bruno Pavesi, VP Finance di Enerqos. Questi progetti, insieme ad altre operazioni in pipeline in Italia e Spagna, rientrano nella strategia di Foresight di diventare un investitore leader in Europa nel settore delle infrastrutture solari.

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SALUTE: LAMPADA SOLARE A GETTONI, A 10 ANNI USTIONATA SUL 70% DEL CORPO. (sezione: Costi dei politici)

( da "Asca" del 04-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

SALUTE: LAMPADA SOLARE A GETTONI, A 10 ANNI USTIONATA SUL 70% DEL CORPO (ASCA-NOEMATA) - Roma, 4 mag - Una bambina di 10 anni ha subito ustioni sul 70% del corpo per aver trascorso 16 minuti in una doccia solare incustodita. A causa delle ustioni riportate non potra' prendere il sole per almeno 10 anni - spiegano i medici del Centre for Burns and Plastic Surgery, in Galles, dove la bimba e' ricoverata - e se fosse rimasta solo 2 minuti in piu' davanti alla lampada solare avrebbe avuto bisogno di innesti cutanei. Il fatto e' accaduto durante le vacanze di Pasqua a Port Talbot (Galles del Sud). La bimba e la cugina erano uscite per andare al parco giochi ma, avendolo trovato chiuso, avevano deciso di andare al centro per l'abbronzatura ''fai-da-te'', di quelli automatici in cui basta inserire una certa quantita' di spicci per attivare le lampade. L'eta' della bambina, spiega la madre, e' molto al di sotto dell'eta' minima consentita per poter usufruire delle lampade (16 anni), ma il centro era totalmente sprovvisto di personale. Per questo motivo la madre della piccola ha sporto denuncia contro la struttura. red/sam/lv

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HA CERCATO DI DARE UNA SPALLATA VIGOROSA A UNA CITTà CHE DORME CULLATA DAL MALE. QUELLO STESSO ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 04-05-2009)
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Argomenti: Costi della politica

Ha cercato di dare una spallata vigorosa a una città che dorme cullata dal male. Quello stesso che il cardinale ha individuato nella camorra, nell'illegalità, nell'ingiustizia, nella corruzione. Nomi ben poco astratti e sin troppo concreti, che lasciano segni terribili su una terra mai scesa dalla croce. La consistenza del sangue dovrebbe ripulire quanti fanno del male un affare che aumenta gli introiti, il potere e il conto in banca. Attraversare Forcella, salutare il papà di Annalisa Durante, esporsi agli occhi degli indifferenti e dei devoti, significa dire alle strade e alle persone che quelli sono luoghi non afflitti per natura dalla mancanza di dignità alla quale il malaffare li ha vigliaccamente consegnati. Far tornare San Gennaro tra la gente, significa urlare che la città non va abbandonata. L'ampolla si è mossa tra murales, cancelli, motorini, bestemmie, strafottenze, auto, gas di scarico; una sfilata decisa, che da via Tribunali si è snodata fino a Santa Chiara, entrando nel cuore molle di Napoli. Per ridargli vigore e fiducia, senso della giustizia e dell'operosità. È chiaro che non si affidano le sorti di una città solo ai santi e agli eroi, di loro si può avere bisogno, ma resterebbero soli senza di noi. I miracoli, e questo risulta evidente dall'omelia del cardinale, non sono forme estreme di assistenza, non sono eventi eccezionali ai quali affidare la propria esistenza in attesa che qualcosa cambi senza il nostro intervento. Sono, invece, l'opportunità del mutamento, del cambio di direzione. La liquefazione tra i rumori della strada ha una forza aspra, è un richiamo alle ingiustizie sociali, è una luce che cerca di dare contorni a quanti non hanno nulla. Non si può continuare a sprofondare senza reagire, non si può attendere la propria fine morendo troppo tempo prima, non si può continuare a credere che niente serva a niente. Il miracolo di San Gennaro, avvenuto nel rito di una processione sporca di fango, di pioggia e di sopravvivenza, in fondo, è la spinta a sciogliere il sangue raggrumato di chi questa città la abita, a farne autentica rivoluzione, fuori da ogni anemia sociale, morale, politica. Ecco, Napoli è una città anemica, perché il sangue preferisce sprecarlo nei modi più feroci, indebolendosi. Davide Morganti

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Giustizia/ Avvocatessa protesta: no a difese d'ufficio (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 04-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Bisogna garantire un "gettone di presenza" agli avvocati nominati d'ufficio. E' questa la richiesta di una penalista romana che oggi ha sfilato per i corridoi del tribunale di Roma con un vistoso cartello appeso al collo. "Oggi sono difensore di ufficio in base al quarto comma dell'ex articolo 97 del codice di procedura penale - si legge sull'insolito manifestino - ergo non sono nulla. Presto la mia opera a completa e gratuita disposizione dei colleghi per qualunque motivo assenti in aula! L'ordine degli avvocati di Roma con delibera dell'8/6/06 ha statuito su tutti i miei obblighi, ivi compreso quello di dare immediata comunicazione al difensore titolare del processo dell'attività svolta. Ma i diritti dove sono?". La penalista Stefania Merlino, iscritta da 17 anni nelle liste dei difensori d'ufficio, ha spiegato che la sua protesta è dovuta alla risposta che il consiglio dell'ordine degli avvocati le ha dato: "Sono stata offesa. Quello che io denuncio è uno dei tanti problemi della nostra categoria. Mi sento una precaria? Chi ha scelto la libera professione non può dirlo. Però i diritti che una persona ha svolgendo un incarico, assolvendo ad una richiesta della giustizia, della legge, deve essere riconosciuta". Ed una "indennità" di udienza potrebbe andare incontro a questa esigenza.

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GIUSTIZIA/ AVVOCATESSA PROTESTA: NO A DIFESE D'UFFICIO GRATIS (sezione: Costi dei politici)

( da "Wall Street Italia" del 04-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Giustizia/ Avvocatessa protesta: no a difese d'ufficio gratis di Apcom Con cartello al collo la penalista ha sfilato in tribunale -->Roma, 4 mag. (Apcom) - Bisogna garantire un "gettone di presenza" agli avvocati nominati d'ufficio. E' questa la richiesta di una penalista romana che oggi ha sfilato per i corridoi del tribunale di Roma con un vistoso cartello appeso al collo. "Oggi sono difensore di ufficio in base al quarto comma dell'ex articolo 97 del codice di procedura penale - si legge sull'insolito manifestino - ergo non sono nulla. Presto la mia opera a completa e gratuita disposizione dei colleghi per qualunque motivo assenti in aula! L'ordine degli avvocati di Roma con delibera dell'8/6/06 ha statuito su tutti i miei obblighi, ivi compreso quello di dare immediata comunicazione al difensore titolare del processo dell'attività svolta. Ma i diritti dove sono?". La penalista Stefania Merlino, iscritta da 17 anni nelle liste dei difensori d'ufficio, ha spiegato che la sua protesta è dovuta alla risposta che il consiglio dell'ordine degli avvocati le ha dato: "Sono stata offesa. Quello che io denuncio è uno dei tanti problemi della nostra categoria. Mi sento una precaria? Chi ha scelto la libera professione non può dirlo. Però i diritti che una persona ha svolgendo un incarico, assolvendo ad una richiesta della giustizia, della legge, deve essere riconosciuta". Ed una "indennità" di udienza potrebbe andare incontro a questa esigenza.

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Osnago: canestri e gettoni in favore degli abruzzesi (sezione: Costi dei politici)

( da "Merateonline.it" del 04-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Cronaca >> Cronaca dal territorio 4 / 5 / 2009 Osnago: canestri e gettoni in favore degli abruzzesi A Osnago nessuno si è dimenticato degli sfollati abruzzesi. Sia l`ammnistrazione comunale che il CPO infatti hanno trovato dei modi particolari per devolvere fondi in Abruzzo. L`idea è partita dal gruppo sportivo dell`oratorio, sezione basket: la scelta è stata di attivare il progetto `Un canestro per l`Abruzzo, un canestro alla speranza` come ci ha raccontato Marco Valagussa del Cpo. " Durante la partita di promozione del 24 aprile Osnago-Pescate abbiamo deciso di donare un euro per ogni canestro effettuato dall`Osnago. Siamo giunti a quota 57 e abbiamo optato per continuare questa iniziativa alla prima partita del play off che si terrà domenica 10 maggio contro il Rovagnate. Sembra che l`iniziativa ci abbia anche portato bene perchè con quei 57 punti ci siamo classificati al sesto posto nei campionati di promozione di Lecco e Sondrio`. Prendendo spunto da questa idea anche l`assessore Daniele Lorenzet a nome di tutta l`amministrazione ha proposto durante l`ultimo consiglio comunale di raccogliere fondi per l`Abruzzo in un modo particolare. " Abbiamo deciso di donare il gettone di presenza, di circa 16 euro a seduta e a persona, in favore degli sfollati. Anche la minoranza ha accettato questa proposta, per tutti i consigli comunali che si sono tenuti dall`inizio dell`anno`. S.PI. Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 4/5/2009 alle 19.42

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Terremoto, anche il Comune di Poggio Berni (Rimini) a favore delle popolazioni abruzzesi (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 04-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Terremoto, anche il Comune di Poggio Berni (Rimini) a favore delle popolazioni abruzzesi (4/5/2009 16:35) | (Sesto Potere) - Poggio Berni (Rimini) - 4 maggio 2009 - Il Consiglio comunale di martedì 21 aprile ha approvato l’adesione all’iniziativa “Adottiamo Villa Sant’Angelo” promossa dalla Provincia di Rimini, iniziativa di solidarietà alle popolazione abruzzesi colpite dal terremoto lo scorso 6 aprile, di partecipare alla prima fase dell’emergenza con un contributo pari ad un euro per ogni abitante e attivare tramite l’URP una iniziativa di sensibilizzazione per un’ ampia adesione di cittadini. Villa Sant'Angelo è un Comune di 500 abitanti a 60 km a sud di L'Aquila pesantemente colpito dal terremoto dove operano i volontari della Protezione Civile della Provincia di Rimini. Il Fondo (per contributi: conto corrente IBAN IT 45 V 06285 24202 CC0028006630 intestato a: Protezione Civile Provincia di Rimini causale: “Adottiamo Villa Sant'Angelo”) è gestito dalla Protezione Civile della Provincia di Rimini per le prime opere di ricostruzione con progetti finalizzati e concordati con gli amministratori locali. Il Sindaco ha poi sottolineato che in occasione della serata conclusiva dell’edizione Piu’LucePiu’Pace 2009, prevista per sabato 23 maggio,l’amministrazione comunale devolverà alla ricostruzione di Villa Sant’Angelo il ricavato di parte dell’iniziativa e cogliendo l’invito del capogruppo di Minoranza Fornari il Sindaco Valli, ha dichiarato di devolvere interamente i gettoni di presenza in Consiglio comunale nel 2009 a favore delle popolazioni terremotate.

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Il gettone dei consiglieri è stato devoluto ai terremotati (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia Pavese, La" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il «gettone» dei consiglieri è stato devoluto ai terremotati BOSNASCO. Nell'ultima seduta consiliare, è stato surrogato il consigliere comunale Paolo Ranzini con Anna Maria Zanaboni: entrambi sono del gruppo Lombardia Autonoma. Il consiglio comunale ha poi approvato il bilancio consuntivo di Bosnasco con il voto favorevole della maggioranza e l'astensione della minoranza. Lombardia Autonoma si è astenuta «elogiando comunque il lavoro svolto dalla maggioranza consiliare per aver mantenuto un bilancio comunque positivo nonostante le difficoltà derivanti dal mancato introito Ici». Il sindaco Flavio Vercesi unitamente a tutta la maggioranza ha rivolto un elogio al consigliere dimissionario Paolo Ranzini per il lavoro svolto, augurandogli un buon lavoro in vista della sua prossima candidatura a sindaco di Pavia. Maggioranza e minoranza hanno devoluto il gettone di presenza della seduta consiliare alle popolazioni terremotate.

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Mede, Bertassi il più presente in Consiglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia Pavese, La" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Mede, Bertassi il più presente in Consiglio La classifica delle partecipazioni alle sedute e dei compensi MEDE. Oltre 2.300 euro. Esattamente: 2.357 euro e 70 centesimi. E' la somma uscita delle casse del Comune per liquidare i gettoni di presenza dovuti ai consiglieri comunali per la partecipazione alle sedute del consiglio e delle commissioni durante il 2008. Il vertice di questa speciale classifica, in cui non figurano il sindaco, gli assessori e il presidente del consiglio comunale, retribuiti con altre indennità, spetta al capogruppo della maggioranza di centro-destra, Guido Bertassi. Grazie a 25 presenze (undici in aula e 14 riunioni di commissioni) ha acquisito il diritto a un compenso di 406 euro e 50 centesimi. Alle sue spalle a pari merito, Sandro Carrera, della minoranza di centro-sinistra e Matteo Ottonelli, della maggioranza: per entrambi 10 presenze in consiglio e 11 in commissioni e un assegno di 341 euro e 46 centesimi. Quindi Massimo Veronese, dell'opposizione con 9 sedute consiliari e 10 in commissione e un «gettone» di 308 euro e 94 centesimi. Al quinto posto Antonella Bertarello, pure dell'opposizione di centro-sinistra, che con 11 presenze in consiglio e 2 in commissione ha guadagnato uno «stipendio» di 211 euro e 38 centesimi. Segue il capogruppo della minoranza consiliare Antonio Rossanigo (8 sedute consiliari, 3 presenze in commissioni); il suo assegno si ferma a 178 euro e 86 centesimi. Alle sue spalle Giuseppe Morandotti, della maggioranza di centro-destra, 10 sedute consiliari, 162 euro e 60 centesimi. Ancora un ex-aequo con Patrizia Cerri, della maggioranza e l'ex sindaco Maurizio Donato, della minoranza. Per entrambi 9 sedute consiliari, 146 euro e 34 centesimi. Fanalino di coda il consigliere regionale «lumbard» Lorenzo Demartini. Ha preso parte a 7 sedute consiliari, 113 euro e 82 centesimi. Nel corso del 2008 la statistica redatta dal vice segretario vicario del Comune Roberto Picco, ha registrato 94 presenze di consiglieri a riunioni del consiglio, 51 a sedute di commissioni.

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Voti dei contadini per salvare il verde della valle (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 05 Maggio 2009 PROVINCIA Pagina 30 PROTAGONISTI/2. Il piano regolatore del 1962 Voti dei contadini per salvare il verde della valle Pietro Formenti: «Ho provato a evitare la cementificazione» Pietro Formenti, 94 anni, coltivatore diretto, nato a Santa Maria in Stelle, racconta con orgoglio di aver contribuito «a risparmiare questa fascia della Valpantena dalla cementificazione selvaggia». Il suo intervento, spiega Formenti, avvenne in Consiglio comunale a Verona, dove era stato eletto consigliere per la Democrazia Cristiana. All'impegno politico Formenti era arrivato dall'associazionismo cattolico: «Ero presidente dell'Azione Cattolica, sezione maschile di Santa Maria in Stelle, successivamente venni nominato dirigente diocesano dell'Azione Cattolica, con la responsabilità di tutte le parrocchie della Valpantena e della Lessinia, che visitavo con la bicicletta o il motorino. Sono stato anche presidente dei Coltivatori diretti». Attivo nella Democrazia Cristiana, fin dalla sua costituzione, ricorda Formenti, «mi chiesero di mettermi in lista nelle elezioni comunali del 1956. Accettai, ma non feci nessuna campagna elettorale. Presi lo stesso molti voti, con grande sorpresa di altri consiglieri. Mi conoscevano sul campo», dice con orgoglio Formenti. «Mi ero preso l'impegno, quindi partecipavo a tutte le riunioni. Nel 1961 venni inserito nel consiglio dell'ente fiera, in commissione fiera agricola. Un impegno interessante». Per inciso, ricorda Formenti, «allora non prendevamo compensi o gettoni di presenza, eravamo al servizio della comunità». I suoi obiettivi in qualità di consigliere comunale furono «realizzare la scuola a Santa Maria in Stelle, partecipare alla costituzione della cantina sociale della Valpantena, promuovere l'oleificio della Valpantena e salvaguardare il paesaggio della Valpantena Orientale, Sezano, Santa Maria in Stelle, Nesente e Novaglie». Obiettivi raggiunti? «A Santa Maria in Stelle realizzammo una scuola prefabbricata, venne inaugurata nel 1964 dai sindaci Giorgio Zanotto e Renato Gozzi; nel piano regolatore del 1962 mi sono battuto affinché si risparmiasse questa fascia della Valpantena. Vennero infatti poste delle protezioni a tutela del paesaggio, a vantaggio della qualità della vita. Nel 1958 a Quinto è sorta la cantina sociale della Valpantena (di cui sono stato consigliere per dieci anni) e nel 1962», conclude Formenti, «è nato l'oleificio, a fianco della Cantina, di cui sono stato presidente per 25 anni». Formenti ha delegato la cura della campagna al figlio, ma sui fatti del mondo e della città si tiene costantemente aggiornato: legge tuttora L'Arena, il Corriere della Sera, Avvenire e Verona Fedele. La Valpantena dell'Est (al di là del progno), ancora oggi può essere considerata un'oasi felice, in termini di traffico e inquinamento, con una buona qualità di vita per i suoi abitanti. A.S.  

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A Cervesina e Montalto quattro vittorie pavesi (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia Pavese, La" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

CICLISMO - UDACE A Cervesina e Montalto quattro vittorie pavesi CERVESINA. Tre vittorie pavesi nel Memorial Silva che si è corso a Cervesina con duecento corridori alle tre partenze. La prova della fascia giovanile (19-39 anni) è andata al lomellino Cristiano Parrinello (darra Mortara) che ha regolato in volata altri nove compagni di fuga. Nella prova per veterani e Gentleman ha brillato la stella di silvano Bottarelli dell'Olympia Lacchiarella, già vincitore la scorsa settimana in solitario della corsa di Villanterio. La terza corsa della giornata, per la fascia dei Gentleman, è andato a segno il pavese Alberto Riboni dell'omonimo Team Riboni Pavia. Monica Pavanati della Ciclistica Medese è prima tra le Donne in gara; Tommaso Zefilippo (Gc Rivanazzanese) secondo tra i Cadetti; Franco Toia (Caldani Villanterio) e Maurizio Rizzo (Gc Rivanazzanese) rispettivamente secondo e terzo tra i Veterani; il lomellino carlo Cristiani (Rpr Dorno) vincitore nella fascia A dei Supergentleman. Intanto a Montalto Pavese due pavesi, il cadetto Marco Santoro del Team Finotti Pavia, e il veterano super-decorato del fuori-strada Davide Bertoni dell'Olympia Lacchiarella, sono stati gli splendidi protagonisti della corsa in linea da Garlasco a Montalto Pavese, 70 chilometri di saliscendi dalla Lomellina al colle di Montalto che ha visto in gara 140 corridori di diverse province. A sorpresa Marco Santoro ha liquidato il gruppo sfilato relegando Bertoni a una decina di metri di distacco dopo aver affrontato assieme le ultime asperità della giornata. Anche nelle varie categorie, i corridori pavesi hanno sfoggiato prove di rilievo. Alberto Riboni (Team Riboni Pavia) è stato primo tra i Gentleman; il compagno di colori Sergio Verdi è stato primo tra i Supergentleman-A. A Magherno la Ciclo-Mediofondo di Magherno, prima prova del campionato italiano di cicloturismo, ha visto al via 260 cicloturisti di tutta Italia. Dopo 80 km di gara, il successo a squadre è andato al Team Riboni Pavia. Infine la Mediofondo di Primavera di 85 km cicloturistica organizzata dall'Avis Pavia, dal quartiere Scala a Santa Maria della Versa e ritorno, ha visto alla partenza 185 specialisti.

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Svaligiata cantina del ristorante stellato Perbellini (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

ISOLA RIZZA (VR) Svaligiata cantina del ristorante stellato Perbellini VERONA - Svaligiata l'altra notte la cantina del ristorante stellato «Perbellini» di Isola Rizza (Verona): sconosciuti hanno portato via 2000 preziose bottiglie per un valore di 150 mila euro. Paola Perbellini, moglie dello chef Giancarlo, nutre poche speranze di poter ritrovare le preziose bottiglie. «Sicuramente è stato un furto su commissione - ha detto - compiuto da una banda esperta, che conosce etichette e vini». Le indagini sono condotte dai carabinieri di Legnago e Oppeano che potrebbero trovare elementi utili attraverso l'eventuale esame delle telecamere posizionate nelle vicinanze del ristorante, situato lungo la «Transpolesana» Verona-Rovigo. 05/05/2009

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Viviani e la Contri arrivano a cinque (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 05 Maggio 2009 SPORT Pagina 46 CICLISMO/FUORI PROVINCIA. POKERISSIMO DELL'ATLETA DELLA MARCHIOL E DELLA SOCIETÀ DI GIANNI TEBALDO. CONFERMA BIANCOROSSA TRA GLI ESORDIENTI Viviani e la Contri arrivano a cinque Elia si impone al Giro dei Tre Ponti. Matteo Piazza stacca tutti sullo strappo di Palù di Giovo Leonardo Fedrigo (Isolano) domina a Sovizzo. Volpe, Longo, Dolfini, Vaccari mini vincenti Elia Viviani mette la firma sul 58° Giro dei Tre Ponti e conquista la quinta vittoria stagionale tra gli under 23. L'atleta della Marchiol si mette alle spalle il brasiliano Andriato (Trevigiani), Gomirato (Zalf) e il resto del gruppo, cancellando così l'amarezza per i risultati al Gp Liberazione e al "Papà Cervi", che erano suoi obiettivi. «Al "Papà Cervi" - riferisce il corridore di Vallese di Oppeano - una maxi caduta a due chilometri e mezzo dal traguardo mi aveva estromesso dalla volata finale. E al "Liberazione" avevo una fastidiosa bronchitella. Probabilmente avevo chiesto troppo al mio fisico, dalla trasferta in azzurro in Francia e in Olanda all'immediato rientro per essere al via della Vicenza-Bionde, poi affrontata sotto la pioggia ed a bassa temperature. E poi giù a Roma per le visite mediche per i Giochi del Mediterraneo. Ora non sono al top della condizione, ma questa vittoria mi consente di staccare ora per poi riprendere a gran ritmo a metà mese con il "Nettarine", che mi servirà per tornare in condizione in vista del Giro d'Italia, tricolori su strada, Europei e tricolori su pista». Daniele Aldegheri (Bergamasca), al primo anno tra gli under 23, ha sfiorato la vittoria a Stagno Lombardo, chiudendo al 2° posto alle spalle di Alberto Cecchin. Il ragazzo di San Bonifacio ha dovuto lottare con la Zalf per trovare la posizione buona per lo sprint: superato il bresciano Colbrelli, sembrava fatta per Daniele e, invece, a sorpresa è andato a vincere Cecchin. A Praticello Gattatico, nel "Papà Cervi": 10° Alex Marchesini (Mantovani). JUNIORES. La Contri Autozai Liotto esulta sul traguardo di Palù di Giovo per la seconda vittoria stagionale di Matteo Piazza. Per il gruppo di Gianni Tebaldo, è la quinta del 2009. Piazza arriva da solo con un lieve margine di vantaggio su un gruppetto di 12 corridori che si erano staccati negli ultimi chilometri. Vince il Gran premio della montagna davanti a Ceolan e, ben spalleggiato dai suoi compagni di squadra (Luca Ceolan sarà 5° all'arrivo), dà fondo a tutte le sue energie sullo strappetto finale andando a vincere a mani alzate con una progressione impressionante. Andrea Toniatti (Ausonia) è 2° e Davide Formolo, altro Ausonia, 6°. A Sarezzo, la Contri Autozai deve accontentarsi del 3° posto di Andrea Zordan e del 4° di Andrea Meggiorini. Vince Luca Wackerman dopo che Nicola Toffali si era presentato in testa all'ultimo chilometro. Al 6° posto, Davide Formolo (Ausonia). ALLIEVI. A Campolongo, 10° Matteo Crema (Cage Capes Silvana). A Mira: 9° Mattia De Mori (Cordioli Acl). A Canale di Ceregnano: 2° Simone Oselin (Isolano Stella 81), 4° Rosario Carrubba (Isolano Stella 81). A Villa Campagna: 3° Francesco Castegnaro (La Rizza Thermo King). A Ronco di Gussago: 3° Stefano Marchesini (Ausonia), 5° Giacomo Peroni (Off. Alberti), 7° Demis Barusolo (Ausonia). ESORDIENTI. A Sovizzo Colle, torna a vincere Leonardo Fedrigo (Isolano Stella 81). Il ragazzo diretto da Nicola Minali si impone tra i ragazzi del primo anno (1996). Ben protetto dal compagno di squadra Omar Leardini, che poi ha regolato la volata degli ninseguitori piazzandosi al 2° posto, si è involato nei chilometri finali, difendendo con i denti i pochi secondi di vantaggio. Nella gara classe 1995, vinta per distacco da Tiefenthaler (Aurora), Daniel Rupiani (Gore-Tex Gaiga Campi) è 4° e Riccardo Minali (Isolano Stella 81) 7°, dopo una corsa in avanscoperta. A Ro di Montichiari: 2° anno, 2° Antonio Jozic (Ausonia). DONNE. A Tribano, Valentina Scandolara (Vaiano Riverauto) è 3°, prima delle élite e Valentina Dal Bon (Cristoforetti Cordioli) è 6^. L'allieva Anna Fedrigo (Cordioli Acl) è 5^ a San Prospero. Tra le junior-under 21, a Vaiano, 2^ Daniela Lionco e 5^ Giulia Bonetti del Cristoforetti Cordioli. GIOVANISSIMI. A Bozzolo (Mantova). G1: 1° Leonardo Volpe (Italo Pec Collanti); G2: 4° Sebastiano Volpe (Italo Pec), 5° Pietro Generali (Azzanese), 7° Luca Vangelisti (Cordioli Acl); 1^ Chiara Longo (Italo Pec); G3: 1° Marco Dolfini (Azzanese), 2° Enrico Spadina (Italo Pec); 1^ Katiuscia Vaccari (Italo Pec); G4: 3° Matteo Facci (Azzanese), 5° Davide Venturi (Azzanese); G5: 2° Cristian Rocchetta (Cordioli Acl); 6° Nicolas Venturini (Azzanese); 2^ Debora Silvestri (Azzanese), 3^ Sara Cordioli (Azzanese); G6: 3° Thomas Floriani (Azzanese), 4° Pietro Fagnani (Italo Pec), 5° Matteo Scardoni (Cordioli Acl), 6° Roberto Tomelleri (Italo Pec); 2^ Martina Pietroboni (Italo Pec).  

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Zevio dà una mano al Centro aiuto vita (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 05 Maggio 2009 PROVINCIA Pagina 23 SAN GIOVANNI LUPATOTO. Con un contributo Zevio dà una mano al Centro aiuto vita La struttura di via Ausetto assiste le madri che hanno deciso di portare a termine la gravidanza Il Centro aiuto vita di via Ausetto, che aiuta le giovani mamme in difficoltà assicurando loro sostegno ed evitando le interruzioni di gravidanza, ha ricevuto un significativo aiuto (circa 400 euro) dal consiglio comunale di Zevio. «Abbiamo devoluto il corrispondente di un gettone di presenza di una riunione aderendo al progetto Gemma», spiega l'avvocato Maria Luisa Tezza, assessore zeviano alla famiglia. «Questo progetto in sostanza prevede di aiutare la mamma e il bambino che essa sta per dare alla luce intervenendo quindi nell'evitare possibili interruzioni di gravidanza». «La mia proposta di celebrare i trent'anni della legge 194 era stata subito fatta propria dal consiglio comunale di Zevio ma ci eravamo chiesti quale struttura di Centro aiuto vita si potesse appoggiare», riferisce l'assessore Tezza. «Quando abbiamo saputo che il centro di San Giovanni Lupatoto agli inizi della sua attività ha cominciato ad operare a Zevio e tuttora si occupa di casi del nostro territorio, la scelta è stata obbligata. Presente anche il sindaco Paolo Lorenzoni, abbiamo ufficialmente consegnato il nostro contributo alla responsabile, Giovanna Piccoli. Il Centro aiuto vita ci ha a sua volta consegnato una lettera di ringraziamento che abbiamo molto apprezzato». Il centro segnalerà ora il nominativo della madre aiutata e, quando nascerà, anche quello del bambino. «Non appena disporrò di queste informazioni, sarà mio compito informare il consiglio comunale», conclude l'ex sindaco di Zevio e assessore provinciale. «E' stata una concreta dimostrazione di sensibilità verso la nostra attività», dice Giovanna Piccoli. «La somma non consente di finanziare per intero il sostegno a una madre nel suo percorso di nove mesi ma ci permetterà comunque di portare un aiuto. Noi non chiediamo né riceviamo contributi da enti pubblici, preferendo che siano erogati alle persone in stato di bisogno, ma questo ci ha fatto piacere».R.G.  

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L'Ulss 21 cambi rotta o passiamo con Verona (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 05 Maggio 2009 PROVINCIA Pagina 21 ZEVIO. Ultimatum del comitato pro Chiarenzi all'azienda sanitaria di Legnago per invertire la tendenza alla riduzione dei servizi sanitari sul territorio comunale «L'Ulss 21 cambi rotta o passiamo con Verona» Tra le accuse: il day surgery è sparito, l'ambulatorio ortopedico è dimezzato e radiologia è senza medico «Non si ferma lo svuotamento sistematico del nostro ospedale. Legnago accentra, anziché distribuire i servizi sul territorio. Una politica che non paga: salvo inversioni di marcia da parte dell'Ulss 21, daremo il via a una raccolta di firme per annettere Zevio all'Ulss 20 di Verona». L'ultimatum alla direzione generale di Legnago è del comitato pro Chiarenzi. Presidente Paolo Righetti, Costantino Gugliuzza e Nicola Ranghiero paventano come vicina la fine dell'ospedale. I segnali? «Si sta invitando il personale Ulss a trasferirsi a Bovolone e Legnago». Segue l'elenco delle cose che non vanno al Chiarenzi: «La day surgery è stata cancellata. Per sottoporsi a interventi anche banali bisogna fare centinaia di chilometri: una donna che voleva togliersi una verruca ha dovuto andare a Legnago. La medicazione del giorno dopo, invece, l'ha fatta a Nogara». Radiologia: «È priva di medico radiologo per leggere i referti, ha strumenti antiquati, quelli buoni sono stati trasferiti altrove». E poi c'è l'ambulatorio ortopedico: «Fino a qualche tempo fa funzionava settimanalmente, ora ogni 15 giorni». Ancora. Punto di primo intervento: «Sta sistematicamente sostituendo il personale dell'Ulss con gente a gettone che monta in servizio dopo aver concluso lunghi turni di lavoro in altri luoghi». Risultato: «Talvolta i pazienti con necessità vengono invitati a rivolgersi altrove. L'ambulanza spesso non c'è perché più volte al giorno impegnata in trasporti verso Legnago». Per questo «A Zevio serve anche un'auto medica». Il comitato continua con la riabilitazione: «Per carenze di personale, incontra sempre più difficoltà nel fare esami cardiologici e pneumologici su pazienti esterni». Il direttore generale dell'Ulss 21, Daniela Carraro, premette che l'Ulss è orientata a commisurare l'attività svolta a Zevio alle reali necessità del territorio e tenendo conto che margini di miglioramento sono sempre possibili. Altra parola d'ordine: aumentare la produttività del personale a fronte della rigidità delle risorse disponibili. Politica applicata a tutta l'Ulss per non dover fare investimenti alla cieca, ma spendere dove effettivamente c'è bisogno». In quest'ottica e per il miglioramento delle tecniche chirurgiche, secondo la Carraro, la day surgery zeviana è stata sostituita da un ambulatorio chirurgico con «un'ottima operatività». Quanto al presunto ricorso a Legnago per una verruca, il direttore generale ritiene che sia il risultato di «incomprensioni». Radiologia: «Ho già deliberato la digitalizzazione dei servizi di Zevio, Bovolone, Nogara e Legnago e stiamo lavorando per collegarli in rete con la banda larga. Oggi a fare la differenza non è più la presenza del medico radiologo, ma la disponibilità di un bravo tecnico e la possibilità di leggere centralmente i referti». Ambulatorio ortopedico: «Sto attendendo dall'unità territoriale un rapporto sui bisogni in specialistica ortopedica. Se emergerà la necessità di potenziamenti, provvederemo». Servizio di pronto soccorso: «Non ci risultano chiamate inevase», dice ancora il direttore generale, sottolineando che al proposito i controlli sono quotidiani. «Saremmo informati dallo stesso 118, se vi fosse qualche zona sguarnita». I gettonisti? «Non è possibile fare altrimenti causa il blocco del tourn over del personale». La Carraro conclude garantendo che il progetto Chiarenzi polo riabilitativo provinciale va vanti e che l'Ulss 21 ha intensificato i rapporti con le unità sanitarie vicine per assicurare l'afflusso a Zevio di pazienti da riabilitare dopo il ricovero acuto negli ospedali.  

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IL 6 E 7 GIUGNO, data delle elezioni amministrative, non si voterà nel comun... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

CESENA PRIMO PIANO pag. 2 IL 6 E 7 GIUGNO, data delle elezioni amministrative, non si voterà nel comun... IL 6 E 7 GIUGNO, data delle elezioni amministrative, non si voterà nel comune di Cesena per designare l'esercito dei 144 consiglieri di quartiere (12 per ogni organismo) manovali' della politica minuta, che senza gettoni di presenza, rimborsi di alcun tipo e velleità di carriera politica, mettono a disposizione il loro tempo per migliorare la qualità della vita nel territorio circoscritto in cui abitano. «A seguito di una legge approvata dall'ultimo Governo Prodi spiega l'assessore al decentramento Maria Grazia Zittignani le città come Cesena al di sotto dei centomila abitanti non possono più prevedere i quartieri, sorti in città nei primi anni Settanta nella grande stagione del decentramento amministrativo, come organismi dotati di autonomia di spesa ma solo come organismi consultivi. Inoltre la legge impone di non celebrare l'elezione dei nuovi consigli in concomitanza con quella per il sindaco e il consiglio comunale. Pertanto con il nuovo regolamento le circoscrizioni sono state trasformate da organi di decentramento a strumenti di partecipazione dei cittadini. All'atto pratico non cambierà nulla sia nel numero dei quartieri, che in quello dei consiglieri e nemmeno per gran parte delle attività svolte sul territorio. «NELL'ULTIMO consiglio comunale del 22 aprile aggiunge l'assessore Zittignani è stato approvato in via definitiva il nuovo regolamento che individua in un anno dall'insediamento della nuova giunta l'arco di tempo utile per poter svolgere le elezioni dei quartieri (potrebbero essere accorpate alle Regionali del 2010). Nel frattempo resteranno in vigore gli attuali consigli e i presidenti in carica eletti nel 2004. Inoltre potranno votare tutti i residenti dai 16 anni in su, stranieri inclusi che hanno casa nel nostro Comune. In un primo tempo era prevista la condizione che risiedessero nel comune da almeno 18 mesi, ma sono stati gli stessi consigli di quartiere a chiedere che i cittadini provenienti dall'estero potessero votare subito ed essere trattati come gli altri». Ciò che invece cambia è che d'ora in avanti i quartieri non potranno più gestire direttamente fondi e deleghe. Il Comune ha destinato nel 2008, per l'ultima volta, un budget di 144mila euro per l'attività dei quartieri. «UN FONDO suddiviso fra i 12 quartieri spiega il presidente del Cesuola Pierpaolo Turchi . Per quel che ci riguarda il 60% del budget ha soddisfatto le richieste di associazioni e privati per la realizzazione di progetti e iniziative varie, mentre la parte restante è servita alle spese vive per le iniziative del quartiere. Ora siamo chiamati a chiudere il conto corrente: nessun problema, quello che invece conta è che i quartieri non diventino un organismo velleitario e privo di funzioni». «Io credo che il nuovo corso sarà positivo afferma l'assessore Zittignani : avremo meno burocrazia, più libertà e più partecipazione». Andrea Alessandrini

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(sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

PESARO pag. 5 «Pochi soldi, tanta capacità» L'ex-senatore: «Non accettiamo finanziamenti, avremo le mani libere» di LUIGI LUMINATI COSI' parlò Giuseppe Mascioni, tornato sul proscenio dopo un po' di anni passati lontano dalla politica. Ieri mattina la presentazione della sua candidatura a sindaco e della lista «La rosa di Pesaro». Ecco le sue parole d'ordine. Silenzio. «Abbiamo fatto tutto in maniera riservata. E' stata una scelta strategica: molti dei candidati non sono avvezzi al circuito politica-informazione. Sarebbero stati sballottati. Di qui la richiesta di riservatezza, peraltro mantenuta. Ciò ha consentito di lavorare dei mesi senza problemi». Selezione. «Potevamo fare più di una lista, ma abbiamo voluto selezionare i candidati. Chi ne ha 400, evidentemente, non ha selezionato nulla, ha preso tutto quello che poteva e forse più. Noi al contrario abbiamo potuto scegliere, facendo capire a chi è rimasto fuori che è meglio una squadra selezionata e coesa che un'accozzaglia di gente». Sobrietà. «La nostra sarà una campagna elettorale sobria e francescana. Lontana da coloro che sin da settembre hanno riempito la città di manifesti e totem. Proprio coloro che sbandierano le difficoltà della crisi, poi spendono e spandono in propaganda elettorale». Finanziamenti. «Noi faremo con i pochi soldi già dichiarati (15 mila euro scarsi, cifra allegata al programma, ndr) e senza alcun contributo esterno. E' tutta autotassazione da parte dei candidati. Non accetteremo fondi esterni, ciò consentirà di avere il massimo di autonomia politica, nessuno ci avrà in mano o ci condizionerà. Noi siamo non solo il cambiamento, ma anche la speranza». Serenità. «La nostra forza è la coesione e la serenità con cui l'intera squadra si presenta. Nessuno, a cominciare da me, ha promesso niente a nessuno. Non ci sono vice sindaci o assessori in pectore, non ci sono accordi con partiti o gruppi. Abbiamo le mani libere». Cattolici. «C'è una presenza significativa di cattolici impegnati nel sociale, a cominciare dal capolista, l'avvocato Giorgio Paolucci. I quali sono artefici del percorso politico e programmatico, completamente condiviso. Non ci sono acquisizioni di cattolici tanto per averli in lista». Simbolismo. «Non è stata una scelta simbolica quella di cominciare dal programma. Bensì un atto sostanziale. Siamo gli unici che sono partiti dal programma. Gli altri candidati non sanno che cosa vanno a sostenere. Anzi, ci sono consiglieri comunali uscenti che ora sostengono di non aver mai saputo di aver approvato atti urbanistici che hanno portato a ciò che vediamo ora...». Paura. «Siamo un pericolo per chi pratica la vecchia politica. Ho letto che un candidato a sindaco (Cascino, ndr) ha detto che "il programma lo stiamo preparando". Noi invece lo abbiamo fatto come prima cosa, come base di tutto il percorso della lista della "Rosa". Sono quei candidati che nascono da accordi ristretti tra i partiti». Debolezza. «Certe reazioni scomposte sono segno di debolezza, di preoccupazione e paura. Forse fa paura la nostra autonomia finanziaria, che è una garanzia per i cittadini». Volontariato. «Questa fraternità che si creata nella lista, questa scelta della politica come servizio e volontariato rendono ancor più evidente l'unità di intenti di questi 40 candidati». Rinuncia. La portavoce Mariella Mencarini coglie l'attimo e annuncia: «Giuseppe Mascioni rinuncerà all'indennità di sindaco e con lui il presidente del consiglio comunale. Questa cifra andrà a finanziare un apposito fondo per le emergenze, a cominciare da quella della famiglia». E gli assessori? «Verseranno anche loro una percentuale dell'indennità...». Ballottaggio. «Noi corriamo per vincere subito, non per andare al ballottaggio. Qui non si vota per Berlusconi o Franceschini, bensì per il sindaco». Mascioni preferisce non rispondere alle sollecitazioni dei cronisti su possibili alleanze post voto: «Di sicuro ci saremo anche il prossimo anno (per le regionali, ndr). Noi siamo per il cambiamento ma non crediamo che il centrodestra possa ben interpretarlo». Percorso. «Nel mio percorso personale c'è una forte coerenza. Non è un caso che io sia stata l'unica voce critica nel partito rispetto all'accordo che ha portato a Ceriscioli sindaco. Un accordo frutto del sistema dei partiti di cui il sindaco, come avete scritto più volte, è stato garante ed interprete. Mi ero ritirato a vita civile, voi giornalisti mi avete evocato ed in tanti hanno sollecitato il mio impegno. Eccomi qui». Referendum. «Lo faremo per l'arretramento dell'autostrada. Appena eletti lanceremo una forte iniziativa politica su Roma ed Ancona, perché un sindaco deve contare anche lì». Trasparenza. «Via i consigli d'amministrazione dalle società controllate; ridurre i costi della politica». Ospedale. «C'erano 120 miliardi di lire stanziati nel '97 per il nuovo ospedale. Il Comune ha preferito intervenire sul vecchio. Pesaro deve avere un nuovo ospedale. Ma avremo tempo per riparlarne». L'era del silenzio e delle evocazioni dei giornalisti, che Mascioni, per vezzo, chiama ancora colleghi, è definitivamente finita.

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E Lucchi si candida per abolire la Provincia (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

FORLÌŒ CRONACA pag. 14 E Lucchi si candida per abolire la Provincia REPUBBLICANI È GIOVANNI LUCCHI (foto) il candidato del Partito repubblicano per la presidenza della Provincia. Con questa mossa, decisa nelle ultime ore, l'Edera sceglie dunque di intraprendere un percorso autonomo (così come fatto per il Comune di Forlì, dove il candidato è Lauro Biondi), scrivendo la parola fine sull'ipotesi di sostenere il candidato della Lega Nord Gianluca Zanoni. «È stato il Carroccio spiega il segretario della consociazione forlivese del Pri Lauro Biondi a scegliere un'altra strada. Noi abbiamo cercato di comporre il puzzle delle alleanze cercando sia la forma che la sostanza. Purtroppo l'aggettivo raziocinante non si adatta a certe forze politiche». Messe in archivio le possibili alleanze per il Pri è arrivato il momento della ricerca del consenso. «IL PRI dice Lucchi ha sempre combattuto per l'abolizione delle Province. Non faremo eccezioni. Però, fino a quando restano, vanno governate nel migliore dei modi». «Chi non vuole più la Provincia deve votare Pri. Chi vuole gli sprechi voti pure gli altri», sintetizza Biondi. La ricetta repubblicana, stando al candidato Lucchi (ora capogruppo in Provincia), passa attraverso un impegno su «scuola ed infrastrutture, oltre ad un ruolo di coordinamento dei 30 comuni da parte della Provincia». «Visto che è possibile sognare aggiunge penso ad una metropolitana di superficie che colleghi piazza del Popolo a Cesena con piazza Saffi. Occorre poi rendere il territorio più appetibile, attraverso un valido sistema di welfare. Senza dimenticare la sicurezza. Servono però maggioranze compatte che credano in questi progetti». A gettare altra benzina sul fuoco sul capitolo sprechi' è Mario Guidazzi, segretario del Pri della consociazione cesenate. «La spesa corrente della Provincia va tenuta sotto controllo è la sua analisi . Si buttano via soldi per iniziative che non servono a nulla». «Eliminiamo le società pubbliche inutili conclude Biondi. Riduciamo i gettoni di presenza. E, ripeto, la Provincia va eliminata. Ha un costo del personale che oscilla tra i 70 ed i 100 milioni di euro. Soldi che vanno redistribuiti ai cittadini. Pensiamo poi ad istituire la Regione Romagna, con una proposta politico-finanziaria credibile». Luca Bertaccini

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La protesta Avvocati d'ufficio:... (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

n. 107 del 2009-05-05 pagina 3 La protesta Avvocati d'ufficio: sono di «serie B» di Redazione Entra e esce dalle aule del tribunale con un cartello appeso al collo che le pende sulla toga, sul quale contesta una delibera del consiglio dell'ordine che, a suo giudizio, relega gli avvocati d'ufficio a professionisti di serie B. È Stefania Merlino, che con la sua iniziativa ieri ha attirato l'attenzione di colleghi, magistrati e addetti ai lavori. L'avvocatessa critica una direttiva che fa obbligo loro di essere a disposizione dell'utenza e di dover avvertire del calendario di udienze, l'eventuale avvocato di fiducia, e tutto ciò senza percepire nemmeno un gettone di presenza. «Oggi sono difensore di ufficio in base all'ex articolo 97 quarto comma del codice di procedura penale - si legge sul cartello - ergo non sono nulla. Presto la mia opera a completa e gratuita disposizione dei colleghi per qualunque motivo assenti in aula». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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i gettoni dei consiglieri per l'abruzzo (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 27 - Sassari I gettoni dei consiglieri per l'Abruzzo Gesto di solidarietà approvato dall'assemblea civica di Banari BANARI. Documento di solidarietà per l'Abruzzo. Questo il tema più importante dibattuto nel corso dell'ultima seduta del consiglio comunale. L'amministrazione comunale banarese ha votato all'unanimità la proposta formulata dal sindaco Gianpiero Cordedda, che ha ricordato l'azione avviata dall'Anci, sia a livello nazionale che regionale, dalle varie associazioni di categoria, dai sindacati, dal mondo della Chiesa e da quello del volontariato in generale nell'esprimere solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma. Solidarietà e sostegno che i consiglieri banaresi hanno esteso nel documento approvato anche a tutti gli organi di informazione, impegnati nel mostrare gli aspetti, talvolta problematici, della situazione logistica e degli sfollati, non con fini polemici ma come reale contributo alla descrizione delle operazioni in corso. La proposta dell'Anci, di devolvere in beneficenza al terremoto l'equivalente di un gettone di presenza (o una cifra forfettaria di indennità di carica) dei consiglieri comunali e dei componenti della giunta comunale, è stata di gran lunga superata. Sia la maggioranza che la minoranza consiliare hanno infatti approvato di estendere l'entità del gettone di presenza dal mese di gennaio fino a quello di giugno, come a dire mezzo anno degli stipendi dovuti per le riunioni consiliari donati alla causa del terremoto. Il consiglio banarese ha inoltre deciso di attivare una sottoscrizione in denaro rivolta al resto del paese, da chiudersi entro il 30 giugno, da far confluire poi in un unico conto corrente aperto dall'Anci per l'occasione denominato "Anci Emergenza Terremoto Abruzzo fondi destinati alle attività di ricostruzione". Articolata la discussione che ha preceduto l'approvazione del documento, con gli interventi del sindaco, dei consiglieri di maggioranza Deriu e Aldo Piu e di quelli di minoranza Piredda e Antonio Piu. Per quanto riguarda gli altri punti all'ordine del giorno é stato parzialmente modificato l'articolo 7 del regolamento comunale per la concessione in uso di locali ed attrezzature comunali. Si è infatti eliminata la possibilità di concedere in affitto la palestra comunale per le feste private. Sempre per le feste private è stato modificato il canone di affitto del centro di aggregazione sociale, che è passato da 5 a 15 euro al giorno. Le modifiche non interessano le manifestazioni comunali, pubbliche, o politiche. Antonio Carboni

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LA MOSTRA agrozootecnica di Massarosa è stata al di là del succe... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

MASSAROSA pag. 9 LA MOSTRA agrozootecnica di Massarosa è stata al di là del succe... LA MOSTRA agrozootecnica di Massarosa è stata al di là del successo per il numero di visitatori nei tre giorni di fiera anche un modo per sensibilizzare la popolazione sul dramma vissuto dalla popolazione d'Abruzzo per il terremoto. Nell'occasione, per iniziativa dell'assessorato all'ambiente e del consiglio comunale, sono state promosse alcune iniziative molto interessanti che andranno anche al di là dell'emergenza di questi giorni, finalizzate proprio a realizzare qualcosa di duraturo con il «marchio» di Massarosa. IN PARTICOLARE è stato proposto il gemellaggio con il comune di Rocca di Cambio, una scelta non casuale visto che alcuni nuclei familiari di Massarosa residenti da tempo nel capoluogo sono originari proprio di quella zona dell'Abruzzo, toccata duramente dal terremoto. «In questa ottica ha spiegato il sindaco Fabrizio Larini è stata realizzata una raccolta di fondi da destinare agli interventi di ricostruzione, aprendo il conto corrente postale numero 96120282, intestato al comune di Massarosa, causale Pro Terremotati d'Abruzzo, servizio tesoreria, al quale tutti potranno versare il proprio contributo. Sono convinto che il buon cuore dei massarosesi sarà come sempre particolarmente generoso e altruista». L'esempio l'hanno dato i consiglieri comunali di Massarosa, devolvendo un gettone di presenza alle sedute. Non solo: gli assessori hanno deciso di donare il 10% dell'indennizzo mensile. FIN QUI la solidarietà: per il resto la mostra agrozootecnica di Massarosa ha dimostrato lo straordinario vigore del settore ortofloroviastico del territorio e anche la voglia di valorizzare i prodotti tipici locali. C'è un impegno a tutto tondo che il Comune intende sostenere anche con altre iniziative e con la partecipazione a rassegne nazionali di ottimo livello proprio per portare ulteriormente alla ribalta il made in Massarosa.

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di MARIA GLORIA FRATTAGLI ANCONA DA CANDIDATO del centrosini... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

ANCONA PRIMO PIANO pag. 2 di MARIA GLORIA FRATTAGLI ANCONA DA CANDIDATO del centrosini... di MARIA GLORIA FRATTAGLI ANCONA DA CANDIDATO del centrosinistra e prima ancora da preside, Fiorello Gramillano pensa a una città «a misura di bambino». Dalla sicurezza degli edifici scolastici alle agevolazioni per i ragazzi diversamente abili, Gramillano dice di voler puntare sull'integrazione tra scuola e cultura, tra scuola e sistema sanitario locale, perché «c'è bisogno di attenzione e risorse, di vero rinnovamento, non certo di tagli», dice il candidato. «Dobbiamo dedicare la massima attenzione alle strutture scolastiche spiega alla manutenzione e alla messa in sicurezza degli edifici, alla costruzione di nuove scuole in alcuni quartieri, attraverso risorse interne e soprattutto sollecitando i necessari finanziamenti da parte dello Stato e attivando quelli messi a disposizione della Regione proprio in questi giorni». Gramillano «in controtendenza alle politiche del Governo che tendono a ridurre il tempo scuola», promette impegno concreto nel «sostenere e potenziare i servizi, dagli asili nido al tempo prolungato e al tempo pieno, contenendo i costi per le famiglie, soprattutto per quelle meno abbienti». Un capitolo particolare è quello che il programma del centrosinistra dedica ai ragazzi disabili, e con difficoltà specifiche, «confermando e potenziando le politiche di sostegno educativo e sollecitando la Asl e la Regione afferma a potenziare i servizi di diagnosi e cura, come ad esempio la logopedia, che vede liste d'attesa di oltre un anno». LA SCUOLA, oltre a riacquistare un ruolo forte nelle politiche pubbliche rivolte all'educazione e all'istruzione, «deve essere considerata a pieno titolo soggetto culturale', da coinvolgere nella programmazione culturale della città non solo come potenziale fruitore, ma anche come produttore di cultura. In questo senso sottolinea è fondamentale mantenere un secondo teatro cittadino e garantire la fruizione delle strutture culturali alle scuole a titolo gratuito». Ma nel senso più ampio del termine, Gramillano inquadra bambini e ragazzi in una politica governativa ancora più ampia. «I più piccoli hanno diritto di vivere in una città più accogliente, meno inquinata e più sicura. Le scelte urbanistiche, le politiche sulla mobilità specifica dovranno tenere conto dei diritti dei bambini, che sono cittadini a pieno titolo oggi e non domani. Fra gli interlocutori privilegiati dell'Amministrazione sulle politiche urbanistiche e della mobilità dovranno quindi esserci le scuole, perché una città a misura di bambine e bambini sarà una città a misura di tutti». OGGI Gramillano presenterà le sue idee per la città. Proposte veloci per rendere migliore Ancona e con l'obiettivo di garantire quella discontinuità che a parole è stata tanto decantata.

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Furto di vini da Perbellini (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto sezione: CRONACAVERONA data: 05/05/2009 - pag: 8 Furto di vini da Perbellini «Vano per ora il nostro appello» ISOLA RIZZA Pensano ad un furto su commissione i titolari del ristorante bi-stellato Perbellini, dove tre notti da due sconosciuti hanno rubato duemilapreziose bottiglie di vino della cantina, per un valore di 150mila euro. «Putroppo finora nessuno ha risposto al nostro appello» afferma Paola Perbellini, moglie dello chef Giancarlo, che non pare nutrire speranze sulla possibilità di ritrovare le preziose bottiglie. La famiglia aveva chiesto a chiunque potesse avere qualche notizia di chiamare il ristorante. «Sicuramente è stato un furto su commissione» spiega Paola Perbellini, che precisa: «o ha agito una banda esperta, che conosce etichette e vini, oppure avevano una lista». Dopo la scoperta del furto, avvenuto nel giorno di chiusura, i Perbellini avevano lanciato l'allarme coinvolgendo esperti, collezionisti, gourmet e case d'asta, ma finora senza risultati. Le indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia di Legnago e della stazione di Oppeano. Ai fornelli Giancarlo Perbellini

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Macchinette svuotate in via Savani (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA 05-05-2009 FURTI I MALVIVENTI HANNO «RIPULITO» LE GETTONIERE DEL «BAR COLLO» Macchinette svuotate in via Savani Un colpo analogo era già stato tentato solo una quindicina di giorni fa II Una quindicina di giorni fa avevano dovuto andarsene a mani vuote: armati di una sbarra di ferro avevano preso di mira la finestrella sul retro e tentato di penetrare nel bar ma le inferriate avevano retto. Questa volta invece hanno scelto la via più semplice: la porta d'ingresso affacciata su via Savani. Da dove sono tranquillamente entrati nel bar Collo in cui si sono dedicati alle gettoniere delle macchinette. Avendo però anche il tempo e la freddezza di svuotare la cassa dal fondo di alcune centinaia di euro. Ad accorgersi della razzia sono stati i titolari ieri mattina all'orario di apertura: ed è stata una sorpresa inattesa e sconcertante. Impossibile stabilire l'ora del furto che comunque è stato compiuto durante la notte senza che nessuno si accorgesse di nulla. Il bottino si dovrebbe aggirare intorno a qualche centinaio di euro prelevati direttamente dalle gettoniere delle tre macchinette che si trovano nel bar. Mentre, oltre al fondo nella cassa, i ladri si sono disinteressati di quanto si trovava dietro il bacone. E' stato invece proprio l'intero videogioco ad essere prelevato dai ladri, nel corso della stessa notte, in un bar di via Naviglio Alto. In questo caso i malviventi, dopo avere sfondato la porta d'ingresso sono entrati nel locale da cui, poco dopo, si sono appunto allontanati con la macchinetta: forse un modo per garantirsi la tranquillità necessaria per forzare la struttura metallica e arrivare ai soldi spesi dai giocatori. Colpo nella notte Il bar di via Savani colpito per la seconda volta in quindici giorni.

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Roma Capitale, dei suoi tesori (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 05/05/2009 - pag: 2 La riforma Tutti gli obiettivi: dal federalismo fiscale al commercio, dal Tevere al Piano regolatore, al turismo Roma Capitale, «padrona» dei suoi tesori Domani Berlusconi in Campidoglio, cosa cambia con la legge appena approvata Lo scorso 29 aprile l'approvazione alla Camera. Domani mattina l'arrivo di Silvio Berlusconi in Campidoglio. La riforma di Roma Capitale, votata dal Parlamento, comincia ad entrare nel vivo anche se saranno poi i decreti delegati del Governo a stabilire la portata dei nuovi poteri della capitale. Assemblea capitolina I consiglieri comunali, dopo un'apposita legge dello Stato, cambieranno status e diventeranno membri dell'assemblea capitolina. Resteranno 60, ma cambierà il compenso: si parla di 3 mila euro al mese, anziché l'attuale retribuzione stabilita tramite gettoni di presenza. Beni storici Roma Capitale ottiene il concorso alla valorizzazione di beni storici, artistici, ambientali e fluviali. Prima, anche questo aspetto (come quello della tutela, che resta allo Stato) era di esclusiva competenza del ministero. Cosa significa? Roma potrà co-finanziare musei, mostre, monumenti. Decidere, ad esempio, in maniera più autonoma se illuminare i Fori oppure no: prima, per farlo, le procedure erano molto più complesse. Altro esempio il Tevere: Roma potrà agire sulla navigazione e sulle sponde. Turismo Roma, nel mondo, promuoverà sé stessa. A cominciare dalla Fiera di Tokyo di settembre. «Andremo - dice il vice sindaco Mauro Cutrufo, che ha seguito l'iter della riforma in Parlamento - con il nostro spettacolo 'Toccata e fuga' e con una mostra sulle armature romane. Prima questo tipo di promozione la dovevamo fare insieme alla Regione». Sul turismo, verranno promossi anche teatri, grandi eventi, spettacoli. Commercio Novità in vista per il settore commerciale. Primo obiettivo, rendere più flessibili le aperture dei negozi, soprattutto in alcune zone di Roma: Ostia d'estate, il centro storico la domenica e sotto le festività. Decisioni che dovranno passare comunque attraverso una legge regionale, ma sulle quali Roma si muoverà con un'autorevolezza diversa. Poi, però, sarà il governo a stabilire con la delega la forza di questi poteri. Sviluppo urbano, pianificazione territoriale e trasporti Sono tre materie sulle quali le funzioni di Roma capitale saranno rafforzate. E ci sarà una maggiore autonomia soprattutto per quei piani che riguardano solo i confini della città. E qualora, un domani, ci fosse un nuovo Prg? «Secondo me non dovrebbe più passare per la Regione, ma è un aspetto che va precisato», dice Cutrufo. Protezione civile Se arrivasse una nuova alluvione del Tevere, con Roma capitale, i poteri del sindaco sarebbero ampliati rispetto a quelli attuali. E maggiori sarebbero anche quelli sul controllo del territorio, con proposte da avanzare direttamente al governo. Statuto Nella riforma dello statuto, il nodo principale sarà quello dei Municipi che potrebbero trasformarsi in Comuni municipali. Federalismo fiscale Oltre ai beni già arrivati dal Demanio, anche l'Ente Eur potrebbe diventare comunale. Inoltre, col federalismo fiscale, parte delle tasse resteranno sul territorio. E Roma, rispetto ad altri comuni, potrebbe avere dei tempi più veloci. Incontro Domattina in Campidoglio il premier vedrà il sindaco Ernesto Menicucci

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vituperate circoscrizioni che invece sono utilissime (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

L'ESPERIENZA DI UN GIOVANE VITUPERATE CIRCOSCRIZIONI CHE INVECE SONO UTILISSIME La fine imminente del mandato amministrativo che ricopro come consigliere circoscrizionale mi induce a fare alcune riflessioni. Anzitutto sul tanto vituperato ruolo delle Circoscrizioni, offese e denigrate molto spesso da gente che non ne ha mai capito la funzione, non le ha mai vissute oppure da consiglieri mai presenti. L'importanza dell'istituto delle Circoscrizioni è duplice: rappresentano un'ottima politica di decentramento amministrativo necessaria per il funzionamento delle istituzioni (basti pensare alle iscrizioni agli asili nido, al rilascio delle carte di identità e di numerosi altri servizi che altrimenti graverebbero sugli uffici centrali con conseguenti file e disservizi); in secondo luogo la presenza di " sentinelle politiche quasi-volontarie" permette una più veloce individuazione e soluzione dei problemi più minimi che altrimenti intaserebbero gli uffici comunali. E' proprio la parte politica quella tanto vituperata: quei 100 consiglieri + 5 Presidenti che tutti insieme costano a quanto pare 130.000 l'anno, tasse incluse, di fronte ad un bilancio cittadino di oltre 250.000.000 di Euro. Una miseria. Sono in Circoscrizione IV dal 2000, avevo 18 anni, come membro esterno della Commissione Traffico, recentemente promosso a Consigliere, per dimissioni successive nel Consiglio. Dopo 9 anni di lavoro ho avuto modo di notare come molti progetti, molte idee, molte accortezze partano proprio dal lavoro gratuito di quei membri di Commissione, interni e non, che ogni poco si ritrovano e con mezzi propri, volontà e capacità, elaborano soluzioni e iniziative a tutto campo per il miglioramento dei loro quartieri, sperando che possano essere accolte e se possibile migliorate dall'amministrazione Centrale Comunale. Pur essendo stato eletto per Rifondazione Comunista, all'opposizione, ho avuto modo di lavorare con consiglieri di maggioranza e di opposizione, sinistra e destra, coi quali, insieme, siamo spesso giunti a soluzioni condivise e prese nell'interesse di una collettività che ben conosciamo e in cui viviamo ogni giorno. I momenti di divisione tra le forze politiche sono necessari, ci sono e ci saranno, ne sono un esempio il Nuovo Centro e Salviano 2, ma sono in genere scelte calate dall'alto che riguardano il complesso del governo cittadino. Le Circoscrizioni non vanno smantellate, ma rafforzate nel loro ruolo di controllo e gestione. Fare politica e lavorare con la Circoscrizione, non è un fatto di gettone di presenza, è un discorso di passione civile e politica, una scuola che consiglio a tutti specialmente ai giovani che escono dagli Studi Superiori. Una buona classe dirigente deve essere conscia che sono proprio i piccoli problemi quelli che creano il maggior disagio quotidiano. Edoardo Marchetti (Provincia Labronica)

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il vecchio cinema non abita più qui - gabriele rizza (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 21 - Spettacolo Il vecchio cinema non abita più qui Il boom del "multiplex" cancella decine di sale. Ma gli schermi aumentano In soli 8 anni in Toscana si sono registrate 56 chiusure, quasi tutte nei centri storici, mentre aprono i colossi. Ma la crisi resta GABRIELE RIZZA Addio vecchi cinema: dal 2001 al 2008 in Toscana si sono registrate 56 chiusure contro 15 aperture di sale cinematografiche, con un segno negativo di meno 41; gli schermi sono invece aumentati di 32 unità, grazie al fenomeno delle multisale. Ci hanno rimesso le sale dei centri storici. Ultimo in ordine di tempo, il cinema Eolo di Viareggio, aperto dal 1932 sulla Passeggiata e destinato a trasformarsi in un megastore di abbigliamento. Sempre a Viareggio il 31 maggio chiuderà i battenti lo storico Centrale che resisteva dal 1946, un baluardo per il cinema di qualità, per il quale negli ultimi anni si erano battuti Mario Monicelli, Ettore Scola, Stefania Sandrelli. La lista dei caduti è lunga. Il mese scorso è toccato al Corso di Arezzo (dove resiste solo il piccolo Eden, 150 posti). A Grosseto, schiacciati dal Planet, hanno abbassato la saracinesca l'Europa, il Marraccini, il Moderno (regge lo Stella: ma per quanto?). A Pisa hanno spento le luci l'Ariston, l'Astra, lo Splendor, a Pistoia il Nuovo Cinema Pardiso, il Roma e il Verdi, a Pontedera il Roma e il Massimo, a Carrara il Marconi e il Manzoni, a Prato l'Astra, il Cristal, l'Eden, e non va meglio a Livorno dove Metropolitan, Odeon e Gran Guardia hanno dovuto alzare bandiera bianca. Si possono individuare delle contromisure per limitare i danni e non celebrare quel "The last picture show" firmato da Peter Bogdanovich? Per Maurizio Paoli, presidente di Anec Firenze, non ci sono ricette risolutive ma qualche cosa si può fare. "Abbiamo avanzato alcune proposte reali al Comune - dice - come la riduzione dell'Ici, la revisione della tassa sui rifiuti, le convenzioni con i parcheggi dei grandi magazzini che la sera potrebbero servire agli spettatori. Ma finora non abbiamo avuto nessuna risposta concreta". I dati dei primi tre mesi del 2009 non sono incoraggianti. Anzi. Perché se l'andamento del 2008 su scala nazionale denunciava un calo degli spettatori del 5 per cento rispetto al 2007, il primo trimestre di quest'anno ha fatto registrare addirittura un meno 12. Cinema in difficoltà dunque. Saprà risollevarsi come ha saputo fare in tempi anche recenti? La questione è complessa. Perché se è vero che le sale chiudono (ma gli schermi aumentano), il pubblico tradizionale diminuisce e la produzione è in calo, è anche vero che la voglia di cinema si esprime in un sempre crescente numero di manifestazioni. Le nubi che agitano l'orizzonte cinematografico non risparmiano la Toscana. Che da un lato si muove su quote di eccellenza artistica (vedi i tanti festival) ma dall'altro non sfugge alla "logica" di un mercato che ha trafitto il piccolo esercizio, svuotato il centro storico, azzerato o quasi il circuito delle monosale. A vantaggio del così detto multiplex che sulla carta, avrebbe dovuto sconfiggere la crisi del cinema sulla base dell'equazione più schermi, più film, più spettatori, più biglietti. Un affare forse per chi li ha materialmente costruiti ma non sempre per chi li doveva gestire. La mappa dei multiplex in Toscana rubrica 12 strutture funzionanti in sette province (mancano Lucca, Pistoia e Massa), più una 13esima già autorizzata fin dal 2006 ma non ancora operativa, il "colosso" Omniaplex di Prato-Capalle, 16 schermi per 3546 posti, che dovrebbe decollare entro la fine dell'anno. Poi ci sono l'Uci di Sinalunga (9 schermi) e di Arezzo (8), il Cine 8 di Montevarchi, il Cineplex di Pontedera (9) e il Supercinema Lami (5) di Santa Croce sull'Arno, il Multicinema Medusa di Livorno (9 sale), il Planet di Grosseto (7), il Vis Pathé di Campi Bisenzio (16 schermi e 3852 posti) e a Firenze il Warner Village il Magnifico con 11 sale ma che sta per cambiare di mano (Uci o Medusa?) più Variety e Fulgor con 5 sale ciascuno, lasciando da parte lo spinoso caso di Novoli che dovrebbe avere 9 schermi e 2195 posti, un complesso che ha messo a dura prova la legge regionale che prevede il rispetto di due parametri in merito all'apertura di nuove sale: posti su popolazione e distanze minime.

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Federalismo fiscale: approvata la Legge delega (sezione: Costi dei politici)

( da "AltaLex" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Federalismo fiscale: approvata la Legge delega Disegno di legge definitivamente approvato 29.04.2009 n° 1117-A Commenta | Stampa | Segnala | Condividi Il Governo sarà delegato ad adottare uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, al fine di "assicurare, attraverso la definizione dei princìpi fondamentali del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario e la definizione della perequazione, l'autonomia finanziaria di comuni, province, Città metropolitane e regioni". E' quanto prevede il Disegno di Legge in materia di federalismo fiscale (nato dalla c.d. bozza Calderoli) definitivamente approvato dal Senato della Repubblica il 29 aprile 2009 ed in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. In particolare, il provvedimento prevede: istituzione di una specifica Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale; attribuzione di specifici tributi per le province e le città metropolitane; quote aggiuntive di tributi erariali per Roma capitale; ineleggibilità per gli amministratori degli enti locali responsabili di dissesto finanziario; possibilità di istituire città metropolitane possono essere istituite nell'ambito di una regione nelle aree metropolitane in cui sono compresi i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari e Napoli. (Altalex, 4 maggio 2009) DISEGNO DI LEGGE 29 APRILE 2009, N. 1117-A Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione. (in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) Attesto che il Senato della Repubblica, il 29 aprile 2009, ha approvato il seguente disegno di legge, d’iniziativa del Governo, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati: Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione Capo I CONTENUTI E REGOLE DI COORDINAMENTO FINANZIARIO Art. 1. (Ambito di intervento) 1. La presente legge costituisce attuazione dell’articolo 119 della Costituzione, assicurando autonomia di entrata e di spesa di comuni, province, città metropolitane e regioni e garantendo i princìpi di solidarietà e di coesione sociale, in maniera da sostituire gradualmente, per tutti i livelli di governo, il criterio della spesa storica e da garantire la loro massima responsabilizzazione e l’effettività e la trasparenza del controllo democratico nei confronti degli eletti. A tali fini, la presente legge reca disposizioni volte a stabilire in via esclusiva i princìpi fondamentali del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, a disciplinare l’istituzione ed il funzionamento del fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante nonché l’utilizzazione delle risorse aggiuntive e l’effettuazione degli interventi speciali di cui all’articolo 119, quinto comma, della Costituzione perseguendo lo sviluppo delle aree sottoutilizzate nella prospettiva del superamento del dualismo economico del Paese. Disciplina altresì i princìpi generali per l’attribuzione di un proprio patrimonio a comuni, province, città metropolitane e regioni e detta norme transitorie sull’ordinamento, anche finanziario, di Roma capitale. 2. Alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano si applicano, in conformità con gli statuti, esclusivamente le disposizioni di cui agli articoli 15, 22 e 27. Art. 2. (Oggetto e finalità) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto l’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione, al fine di assicurare, attraverso la definizione dei princìpi fondamentali del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario e la definizione della perequazione, l’autonomia finanziaria di comuni, province, città metropolitane e regioni. 2. Fermi restando gli specifici princìpi e criteri direttivi stabiliti dalle disposizioni di cui agli articoli 5, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 15, 16, 17, 19, 20, 21, 22, 24, 25, 26, 28 e 29, i decreti legislativi di cui al comma 1 del presente articolo sono informati ai seguenti princìpi e criteri direttivi generali: a) autonomia di entrata e di spesa e maggiore responsabilizzazione amministrativa, finanziaria e contabile di tutti i livelli di governo; b) lealtà istituzionale fra tutti i livelli di governo e concorso di tutte le amministrazioni pubbliche al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica nazionale in coerenza con i vincoli posti dall’Unione europea e dai trattati internazionali; c) razionalità e coerenza dei singoli tributi e del sistema tributario nel suo complesso; semplificazione del sistema tributario, riduzione degli adempimenti a carico dei contribuenti, trasparenza del prelievo, efficienza nell’amministrazione dei tributi; rispetto dei princìpi sanciti dallo statuto dei diritti del contribuente di cui alla legge 27 luglio 2000, n. 212; d) coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali nell’attività di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale prevedendo meccanismi di carattere premiale; e) attribuzione di risorse autonome ai comuni, alle province, alle città metropolitane e alle regioni, in relazione alle rispettive competenze, secondo il principio di territorialità e nel rispetto del principio di solidarietà e dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza di cui allarticolo 118 della Costituzione; le risorse derivanti dai tributi e dalle entrate propri di regioni ed enti locali, dalle compartecipazioni al gettito di tributi erariali e dal fondo perequativo consentono di finanziare integralmente il normale esercizio delle funzioni pubbliche attribuite; f) determinazione del costo e del fabbisogno standard quale costo e fabbisogno che, valorizzando l’efficienza e l’efficacia, costituisce l’indicatore rispetto al quale comparare e valutare l’azione pubblica; definizione degli obiettivi di servizio cui devono tendere le amministrazioni regionali e locali nell’esercizio delle funzioni riconducibili ai livelli essenziali delle prestazioni o alle funzioni fondamentali di cui all’articolo 117, secondo comma, lettere m) e p), della Costituzione; g) adozione per le proprie politiche di bilancio da parte di regioni, città metropolitane, province e comuni di regole coerenti con quelle derivanti dall’applicazione del patto di stabilità e crescita; h) individuazione dei princìpi fondamentali dell’armonizzazione dei bilanci pubblici, in modo da assicurare la redazione dei bilanci di comuni, province, città metropolitane e regioni in base a criteri predefiniti e uniformi, concordati in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, di seguito denominata «Conferenza unificata», coerenti con quelli che disciplinano la redazione del bilancio dello Stato. La registrazione delle poste di entrata e di spesa nei bilanci dello Stato, delle regioni, delle città metropolitane, delle province e dei comuni deve essere eseguita in forme che consentano di ricondurre tali poste ai criteri rilevanti per l’osservanza del patto di stabilità e crescita; al fine di dare attuazione agli articoli 9 e 13, individuazione del termine entro il quale regioni ed enti locali devono comunicare al Governo i propri bilanci preventivi e consuntivi, come approvati, e previsione di sanzioni ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera e), in caso di mancato rispetto di tale termine; individuazione dei princìpi fondamentali per la redazione, entro un determinato termine, dei bilanci consolidati delle regioni e degli enti locali in modo tale da assicurare le informazioni relative ai servizi esternalizzati, con previsione di sanzioni ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera e), a carico dell’ente in caso di mancato rispetto di tale termine; i) previsione dell’obbligo di pubblicazione in siti internet dei bilanci delle regioni, delle città metropolitane, delle province e dei comuni, tali da riportare in modo semplificato le entrate e le spese pro capite secondo modelli uniformi concordati in sede di Conferenza unificata; l) salvaguardia dell’obiettivo di non alterare il criterio della progressività del sistema tributario e rispetto del principio della capacità contributiva ai fini del concorso alle spese pubbliche; m) superamento graduale, per tutti i livelli istituzionali, del criterio della spesa storica a favore: 1) del fabbisogno standard per il finanziamento dei livelli essenziali di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, e delle funzioni fondamentali di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione; 2) della perequazione della capacità fiscale per le altre funzioni; n) rispetto della ripartizione delle competenze legislative fra Stato e regioni in tema di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; o) esclusione di ogni doppia imposizione sul medesimo presupposto, salvo le addizionali previste dalla legge statale o regionale; p) tendenziale correlazione tra prelievo fiscale e beneficio connesso alle funzioni esercitate sul territorio in modo da favorire la corrispondenza tra responsabilità finanziaria e amministrativa; continenza e responsabilità nell’imposizione di tributi propri; q) previsione che la legge regionale possa, con riguardo ai presupposti non assoggettati ad imposizione da parte dello Stato: 1) istituire tributi regionali e locali; 2) determinare le variazioni delle aliquote o le agevolazioni che comuni, province e città metropolitane possono applicare nell’esercizio della propria autonomia con riferimento ai tributi locali di cui al numero 1); r) previsione che la legge regionale possa, nel rispetto della normativa comunitaria e nei limiti stabiliti dalla legge statale, valutare la modulazione delle accise sulla benzina, sul gasolio e sul gas di petrolio liquefatto, utilizzati dai cittadini residenti e dalle imprese con sede legale e operativa nelle regioni interessate dalle concessioni di coltivazione di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, e successive modificazioni; s) facoltà delle regioni di istituire a favore degli enti locali compartecipazioni al gettito dei tributi e delle compartecipazioni regionali; t) esclusione di interventi sulle basi imponibili e sulle aliquote dei tributi che non siano del proprio livello di governo; ove i predetti interventi siano effettuati dallo Stato sulle basi imponibili e sulle aliquote riguardanti i tributi degli enti locali e quelli di cui all’articolo 7, comma 1, lettera b), numeri 1) e 2), essi sono possibili, a parità di funzioni amministrative conferite, solo se prevedono la contestuale adozione di misure per la completa compensazione tramite modifica di aliquota o attribuzione di altri tributi e previa quantificazione finanziaria delle predette misure nella Conferenza di cui all’articolo 5; se i predetti interventi sono accompagnati da una riduzione di funzioni amministrative dei livelli di governo i cui tributi sono oggetto degli interventi medesimi, la compensazione è effettuata in misura corrispondente alla riduzione delle funzioni; u) previsione di strumenti e meccanismi di accertamento e di riscossione che assicurino modalità efficienti di accreditamento diretto o di riversamento automatico del riscosso agli enti titolari del tributo; previsione che i tributi erariali compartecipati abbiano integrale evidenza contabile nel bilancio dello Stato; v) definizione di modalità che assicurino a ciascun soggetto titolare del tributo l’accesso diretto alle anagrafi e a ogni altra banca dati utile alle attività di gestione tributaria, assicurando il rispetto della normativa a tutela della riservatezza dei dati personali; z) premialità dei comportamenti virtuosi ed efficienti nell’esercizio della potestà tributaria, nella gestione finanziaria ed economica e previsione di meccanismi sanzionatori per gli enti che non rispettano gli equilibri economico-finanziari o non assicurano i livelli essenziali delle prestazioni di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione o l’esercizio delle funzioni fondamentali di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione; previsione delle specifiche modalità attraverso le quali il Governo, nel caso in cui la regione o l’ente locale non assicuri i livelli essenziali delle prestazioni di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, o l’esercizio delle funzioni fondamentali di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione, o qualora gli scostamenti dal patto di convergenza di cui all’articolo 18 della presente legge abbiano caratteristiche permanenti e sistematiche, adotta misure sanzionatorie ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera e), che sono commisurate all’entità di tali scostamenti e possono comportare l’applicazione di misure automatiche per l’incremento delle entrate tributarie ed extra-tributarie, e può esercitare nei casi più gravi il potere sostitutivo di cui all’articolo 120, secondo comma, della Costituzione, secondo quanto disposto dall’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, e secondo il principio di responsabilità amministrativa e finanziaria; aa) previsione che le sanzioni di cui alla lettera z) a carico degli enti inadempienti si applichino anche nel caso di mancato rispetto dei criteri uniformi di redazione dei bilanci, predefiniti ai sensi della lettera h), o nel caso di mancata o tardiva comunicazione dei dati ai fini del coordinamento della finanza pubblica; bb) garanzia del mantenimento di un adeguato livello di flessibilità fiscale nella costituzione di insiemi di tributi e compartecipazioni, da attribuire alle regioni e agli enti locali, la cui composizione sia rappresentata in misura rilevante da tributi manovrabili, con determinazione, per ciascun livello di governo, di un adeguato grado di autonomia di entrata, derivante da tali tributi; cc) previsione di una adeguata flessibilità fiscale articolata su più tributi con una base imponibile stabile e distribuita in modo tendenzialmente uniforme sul territorio nazionale, tale da consentire a tutte le regioni ed enti locali, comprese quelle a più basso potenziale fiscale, di finanziare, attivando le proprie potenzialità, il livello di spesa non riconducibile ai livelli essenziali delle prestazioni e alle funzioni fondamentali degli enti locali; dd) trasparenza ed efficienza delle decisioni di entrata e di spesa, rivolte a garantire l’effettiva attuazione dei princìpi di efficacia, efficienza ed economicità di cui all’articolo 5, comma 1, lettera b); ee) riduzione della imposizione fiscale statale in misura corrispondente alla più ampia autonomia di entrata di regioni ed enti locali calcolata ad aliquota standard e corrispondente riduzione delle risorse statali umane e strumentali; eliminazione dal bilancio dello Stato delle previsioni di spesa relative al finanziamento delle funzioni attribuite a regioni, province, comuni e città metropolitane, con esclusione dei fondi perequativi e delle risorse per gli interventi di cui all’articolo 119, quinto comma, della Costituzione; ff) definizione di una disciplina dei tributi locali in modo da consentire anche una più piena valorizzazione della sussidiarietà orizzontale; gg) individuazione di strumenti idonei a favorire la piena attuazione degli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione, con riguardo ai diritti e alla formazione della famiglia e all’adempimento dei relativi compiti; hh) territorialità dei tributi regionali e locali e riferibilità al territorio delle compartecipazioni al gettito dei tributi erariali, in conformità a quanto previsto dall’articolo 119 della Costituzione; ii) tendenziale corrispondenza tra autonomia impositiva e autonomia di gestione delle proprie risorse umane e strumentali da parte del settore pubblico; previsione di strumenti che consentano autonomia ai diversi livelli di governo nella gestione della contrattazione collettiva; ll) certezza delle risorse e stabilità tendenziale del quadro di finanziamento, in misura corrispondente alle funzioni attribuite; mm) individuazione, in conformità con il diritto comunitario, di forme di fiscalità di sviluppo, con particolare riguardo alla creazione di nuove attività di impresa nelle aree sottoutilizzate. 3. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, del Ministro per le riforme per il federalismo, del Ministro per la semplificazione normativa, del Ministro per i rapporti con le regioni e del Ministro per le politiche europee, di concerto con il Ministro dell’interno, con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione e con gli altri Ministri volta a volta competenti nelle materie oggetto di tali decreti. Gli schemi di decreto legislativo, previa intesa da sancire in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono trasmessi alle Camere, ciascuno corredato di relazione tecnica che evidenzi gli effetti delle disposizioni recate dal medesimo schema di decreto sul saldo netto da finanziare, sull’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche e sul fabbisogno del settore pubblico, perché su di essi sia espresso il parere della Commissione di cui all’articolo 3 e delle Commissioni parlamentari competenti per le conseguenze di carattere finanziario, entro sessanta giorni dalla trasmissione. In mancanza di intesa nel termine di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, il Consiglio dei ministri delibera, approvando una relazione che è trasmessa alle Camere. Nella relazione sono indicate le specifiche motivazioni per cui l’intesa non è stata raggiunta. 4. Decorso il termine per l’espressione dei pareri di cui al comma 3, i decreti possono essere comunque adottati. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, ritrasmette i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni e rende comunicazioni davanti a ciascuna Camera. Decorsi trenta giorni dalla data della nuova trasmissione, i decreti possono comunque essere adottati in via definitiva dal Governo. Il Governo, qualora, anche a seguito dell’espressione dei pareri parlamentari, non intenda conformarsi all’intesa raggiunta in Conferenza unificata, trasmette alle Camere e alla stessa Conferenza unificata una relazione nella quale sono indicate le specifiche motivazioni di difformità dall’intesa. 5. Il Governo assicura, nella predisposizione dei decreti legislativi di cui al comma 1, piena collaborazione con le regioni e gli enti locali. 6. Almeno uno dei decreti legislativi di cui al comma 1 è adottato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge e reca i princìpi fondamentali in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici di cui al comma 2, lettera h). Un altro decreto legislativo, da adottare entro il termine previsto al comma 1 del presente articolo, contiene la determinazione dei costi e dei fabbisogni standard sulla base dei livelli essenziali delle prestazioni di cui al comma 2 dell’articolo 20. Contestualmente all’adozione del primo schema di decreto legislativo, il Governo trasmette alle Camere, in allegato a tale schema, una relazione concernente il quadro generale di finanziamento degli enti territoriali ed ipotesi di definizione su base quantitativa della struttura fondamentale dei rapporti finanziari tra lo Stato, le regioni a statuto ordinario e a statuto speciale, le province autonome e gli enti locali, con l’indicazione delle possibili distribuzioni delle risorse. 7. Entro due anni dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al comma 1, possono essere adottati decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi previsti dalla presente legge e con la procedura di cui ai commi 3 e 4. Art. 3. (Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale) 1. È istituita la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, composta da quindici senatori e da quindici deputati, nominati rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati, su designazione dei gruppi parlamentari, in modo da rispecchiarne la proporzione. Il presidente della Commissione è nominato tra i componenti della stessa dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati d’intesa tra loro. La Commissione si riunisce per la sua prima seduta entro venti giorni dalla nomina del presidente, per l’elezione di due vicepresidenti e di due segretari che, insieme con il presidente, compongono l’ufficio di presidenza. 2. L’attività e il funzionamento della Commissione sono disciplinati da un regolamento interno approvato dalla Commissione stessa prima dell’inizio dei propri lavori. 3. Gli oneri derivanti dall’istituzione e dal funzionamento della Commissione e del Comitato di cui al comma 4 sono posti per metà a carico del bilancio interno del Senato della Repubblica e per metà a carico del bilancio interno della Camera dei deputati. Gli oneri connessi alla partecipazione alle riunioni del Comitato di cui al comma 4 sono a carico dei rispettivi soggetti istituzionali rappresentati, i quali provvedono a valere sugli ordinari stanziamenti di bilancio e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Ai componenti del Comitato di cui al comma 4 non spetta alcun compenso. 4. Al fine di assicurare il raccordo della Commissione con le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni, è istituito un Comitato di rappresentanti delle autonomie territoriali, nominato dalla componente rappresentativa delle regioni e degli enti locali nell’ambito della Conferenza unificata. Il Comitato, che si riunisce, previo assenso dei rispettivi Presidenti, presso le sedi del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, è composto da dodici membri, dei quali sei in rappresentanza delle regioni, due in rappresentanza delle province e quattro in rappresentanza dei comuni. La Commissione, ogniqualvolta lo ritenga necessario, procede allo svolgimento di audizioni del Comitato e ne acquisisce il parere. 5. La Commissione: a) esprime i pareri sugli schemi dei decreti legislativi di cui all’articolo 2; b) verifica lo stato di attuazione di quanto previsto dalla presente legge e ne riferisce ogni sei mesi alle Camere fino alla conclusione della fase transitoria di cui agli articoli 20 e 21. A tal fine può ottenere tutte le informazioni necessarie dalla Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale di cui all’articolo 4 o dalla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica di cui all’articolo 5; c) sulla base dell’attività conoscitiva svolta, formula osservazioni e fornisce al Governo elementi di valutazione utili alla predisposizione dei decreti legislativi di cui all’articolo 2. 6. La Commissione può chiedere ai Presidenti delle Camere una proroga di venti giorni per l’espressione del parere, qualora ciò si renda necessario per la complessità della materia o per il numero di schemi trasmessi nello stesso periodo all’esame della Commissione. Con la proroga del termine per l’espressione del parere si intende prorogato di venti giorni anche il termine finale per l’esercizio della delega. Qualora il termine per l’espressione del parere scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine finale per l’esercizio della delega, quest’ultimo è prorogato di novanta giorni. 7. La Commissione è sciolta al termine della fase transitoria di cui agli articoli 20 e 21. Art. 4. (Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale) 1. Al fine di acquisire ed elaborare elementi conoscitivi per la predisposizione dei contenuti dei decreti legislativi di cui all’articolo 2, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituita, presso il Ministero dell’economia e delle finanze, una Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale, di seguito denominata «Commissione», formata da trenta componenti e composta per metà da rappresentanti tecnici dello Stato e per metà da rappresentanti tecnici degli enti di cui all’articolo 114, secondo comma, della Costituzione. Partecipano alle riunioni della Commissione un rappresentante tecnico della Camera dei deputati e uno del Senato della Repubblica, designati dai rispettivi Presidenti, nonché un rappresentante tecnico delle Assemblee legislative regionali e delle province autonome, designato d’intesa tra di loro nell’ambito della Conferenza dei presidenti dell’Assemblea, dei Consigli regionali e delle province autonome di cui agli articoli 5, 8 e 15 della legge 4 febbraio 2005, n. 11. 2. La Commissione è sede di condivisione delle basi informative finanziarie, economiche e tributarie, promuove la realizzazione delle rilevazioni e delle attività necessarie per soddisfare gli eventuali ulteriori fabbisogni informativi e svolge attività consultiva per il riordino dell’ordinamento finanziario di comuni, province, città metropolitane e regioni e delle relazioni finanziarie intergovernative. A tale fine, le amministrazioni statali, regionali e locali forniscono i necessari elementi informativi sui dati finanziari, economici e tributari. 3. La Commissione adotta, nella sua prima seduta, da convocare entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 1, la tempistica e la disciplina procedurale dei propri lavori. 4. La Commissione opera nell’ambito della Conferenza unificata e svolge le funzioni di segreteria tecnica della Conferenza di cui all’articolo 5 a decorrere dall’istituzione di quest’ultima. Trasmette informazioni e dati alle Camere, su richiesta di ciascuna di esse, e ai Consigli regionali e delle province autonome, su richiesta di ciascuno di essi. Art. 5. (Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica) 1. I decreti legislativi di cui all’articolo 2 prevedono l’istituzione, nell’ambito della Conferenza unificata, della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica come organismo stabile di coordinamento della finanza pubblica, di seguito denominata «Conferenza», di cui fanno parte i rappresentanti dei diversi livelli istituzionali di governo, e ne disciplinano il funzionamento e la composizione, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) la Conferenza concorre alla definizione degli obiettivi di finanza pubblica per comparto, anche in relazione ai livelli di pressione fiscale e di indebitamento; concorre alla definizione delle procedure per accertare eventuali scostamenti dagli obiettivi di finanza pubblica e promuove l’attivazione degli eventuali interventi necessari per il rispetto di tali obiettivi, in particolare per ciò che concerne la procedura del Patto di convergenza di cui all’articolo 18; verifica la loro attuazione ed efficacia; avanza proposte per la determinazione degli indici di virtuosità e dei relativi incentivi; vigila sull’applicazione dei meccanismi di premialità, sul rispetto dei meccanismi sanzionatori e sul loro funzionamento; b) la Conferenza propone criteri per il corretto utilizzo dei fondi perequativi secondo princìpi di efficacia, efficienza e trasparenza e ne verifica l’applicazione; c) la Conferenza verifica l’utilizzo dei fondi per gli interventi di cui all’articolo 16; d) la Conferenza assicura la verifica periodica del funzionamento del nuovo ordinamento finanziario di comuni, province, città metropolitane e regioni, ivi compresa la congruità di cui all’articolo 10, comma 1, lettera d); assicura altresì la verifica delle relazioni finanziarie tra i livelli diversi di governo e l’adeguatezza delle risorse finanziarie di ciascun livello di governo rispetto alle funzioni svolte, proponendo eventuali modifiche o adeguamenti del sistema; e) la Conferenza verifica la congruità dei dati e delle basi informative finanziarie e tributarie, fornite dalle amministrazioni territoriali; f) la Conferenza mette a disposizione del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, dei Consigli regionali e di quelli delle province autonome tutti gli elementi informativi raccolti; g) la Conferenza si avvale della Commissione di cui all’articolo 4 quale segreteria tecnica per lo svolgimento delle attività istruttorie e di supporto necessarie; a tali fini, è istituita una banca dati comprendente indicatori di costo, di copertura e di qualità dei servizi, utilizzati per definire i costi e i fabbisogni standard e gli obiettivi di servizio nonché per valutare il grado di raggiungimento degli obiettivi di servizio; h) la Conferenza verifica periodicamente la realizzazione del percorso di convergenza ai costi e ai fabbisogni standard nonché agli obiettivi di servizio e promuove la conciliazione degli interessi tra i diversi livelli di governo interessati all’attuazione delle norme sul federalismo fiscale, oggetto di confronto e di valutazione congiunta in sede di Conferenza unificata. 2. Le determinazioni della Conferenza sono trasmesse alle Camere. Art. 6. (Compiti della Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria) 1. All’articolo 2, primo comma, della legge 27 marzo 1976, n. 60, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonché il compito di effettuare indagini conoscitive e ricerche sulla gestione dei servizi di accertamento e riscossione dei tributi locali, vigilando altresì sui sistemi informativi ad essi riferibili». Capo II RAPPORTI FINANZIARI STATO-REGIONI Art. 7. (Princìpi e criteri direttivi relativi ai tributi delle regioni e alle compartecipazioni al gettito dei tributi erariali) 1. I decreti legislativi di cui all’articolo 2 disciplinano i tributi delle regioni, in base ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a) le regioni dispongono di tributi e di compartecipazioni al gettito dei tributi erariali, in via prioritaria a quello dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), in grado di finanziare le spese derivanti dall’esercizio delle funzioni nelle materie che la Costituzione attribuisce alla loro competenza esclusiva e concorrente nonché le spese relative a materie di competenza esclusiva statale, in relazione alle quali le regioni esercitano competenze amministrative; b) per tributi delle regioni si intendono: 1) i tributi propri derivati, istituiti e regolati da leggi statali, il cui gettito è attribuito alle regioni; 2) le addizionali sulle basi imponibili dei tributi erariali; 3) i tributi propri istituiti dalle regioni con proprie leggi in relazione ai presupposti non già assoggettati ad imposizione erariale; c) per i tributi di cui alla lettera b), numero 1), le regioni, con propria legge, possono modificare le aliquote e disporre esenzioni, detrazioni e deduzioni nei limiti e secondo criteri fissati dalla legislazione statale e nel rispetto della normativa comunitaria; per i tributi di cui alla lettera b), numero 2), le regioni, con propria legge, possono introdurre variazioni percentuali delle aliquote delle addizionali e possono disporre detrazioni entro i limiti fissati dalla legislazione statale; d) le modalità di attribuzione alle regioni del gettito dei tributi regionali istituiti con legge dello Stato e delle compartecipazioni ai tributi erariali sono definite in conformità al principio di territorialità di cui all’articolo 119 della Costituzione. A tal fine, le suddette modalità devono tenere conto: 1) del luogo di consumo, per i tributi aventi quale presupposto i consumi; per i servizi, il luogo di consumo può essere identificato nel domicilio del soggetto fruitore finale; 2) della localizzazione dei cespiti, per i tributi basati sul patrimonio; 3) del luogo di prestazione del lavoro, per i tributi basati sulla produzione; 4) della residenza del percettore, per i tributi riferiti ai redditi delle persone fisiche; e) il gettito dei tributi regionali derivati e le compartecipazioni al gettito dei tributi erariali sono senza vincolo di destinazione. Art. 8. (Princìpi e criteri direttivi sulle modalità di esercizio delle competenze legislative e sui mezzi di finanziamento) 1. Al fine di adeguare le regole di finanziamento alla diversa natura delle funzioni spettanti alle regioni, nonché al principio di autonomia di entrata e di spesa fissato dall’articolo 119 della Costituzione, i decreti legislativi di cui all’articolo 2 sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) classificazione delle spese connesse a materie di competenza legislativa di cui all’articolo 117, terzo e quarto comma, della Costituzione nonché delle spese relative a materie di competenza esclusiva statale, in relazione alle quali le regioni esercitano competenze amministrative; tali spese sono: 1) spese riconducibili al vincolo dell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione; 2) spese non riconducibili al vincolo di cui al numero 1); 3) spese finanziate con i contributi speciali, con i finanziamenti dell’Unione europea e con i cofinanziamenti nazionali di cui all’articolo 16; b) definizione delle modalità per cui le spese riconducibili alla lettera a), numero 1), sono determinate nel rispetto dei costi standard associati ai livelli essenziali delle prestazioni fissati dalla legge statale in piena collaborazione con le regioni e gli enti locali, da erogare in condizioni di efficienza e di appropriatezza su tutto il territorio nazionale; c) definizione delle modalità per cui per la spesa per il trasporto pubblico locale, nella determinazione dell’ammontare del finanziamento, si tiene conto della fornitura di un livello adeguato del servizio su tutto il territorio nazionale nonché dei costi standard; d) definizione delle modalità per cui le spese di cui alla lettera a), numero 1), sono finanziate con il gettito, valutato ad aliquota e base imponibile uniformi, di tributi propri derivati, di cui all’articolo 7, comma 1, lettera b), numero 1), dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche e della compartecipazione regionale all’IVA nonché con quote specifiche del fondo perequativo, in modo tale da garantire nelle predette condizioni il finanziamento integrale in ciascuna regione; in via transitoria, le spese di cui al primo periodo sono finanziate anche con il gettito dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) fino alla data della sua sostituzione con altri tributi; e) definizione delle modalità per cui le spese di cui alla lettera a), numero 2), sono finanziate con il gettito dei tributi di cui all’articolo 7, comma 1, lettera b), e con quote del fondo perequativo di cui all’articolo 9; f) soppressione dei trasferimenti statali diretti al finanziamento delle spese di cui alla lettera a), numeri 1) e 2), ad eccezione dei contributi erariali in essere sulle rate di ammortamento dei mutui contratti dalle regioni; g) definizione delle modalità per cui le aliquote dei tributi e delle compartecipazioni destinati al finanziamento delle spese di cui alla lettera a), numero 1), sono determinate al livello minimo assoluto sufficiente ad assicurare il pieno finanziamento del fabbisogno corrispondente ai livelli essenziali delle prestazioni, valutati secondo quanto previsto dalla lettera b), in una sola regione; definizione, altresì, delle modalità per cui al finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni nelle regioni ove il gettito tributario è insufficiente concorrono le quote del fondo perequativo di cui all’articolo 9; h) definizione delle modalità per cui l’importo complessivo dei trasferimenti statali diretti al finanziamento delle spese di cui alla lettera a), numero 2), fatta eccezione per quelli già destinati al fondo perequativo di cui all’articolo 3, commi 2 e 3, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e attualmente corrisposti a valere sul gettito dell’IRAP, è sostituito dal gettito derivante dall’aliquota media di equilibrio dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche. Il nuovo valore dell’aliquota deve essere stabilito sul livello sufficiente ad assicurare al complesso delle regioni un ammontare di risorse tale da pareggiare esattamente l’importo complessivo dei trasferimenti soppressi; i) definizione delle modalità per cui agli oneri delle funzioni amministrative eventualmente trasferite dallo Stato alle regioni, in attuazione dell’articolo 118 della Costituzione, si provvede con adeguate forme di copertura finanziaria coerenti con i princìpi della presente legge e secondo le modalità di cui all’articolo 7 della legge 5 giugno 2003, n. 131, e successive modificazioni. 2. Nelle forme in cui le singole regioni daranno seguito all’intesa Stato-regioni sull’istruzione, al relativo finanziamento si provvede secondo quanto previsto dal presente articolo per le spese riconducibili al comma 1, lettera a), numero 1). 3. Nelle spese di cui al comma 1, lettera a), numero 1), sono comprese quelle per la sanità, l’assistenza e, per quanto riguarda l’istruzione, le spese per lo svolgimento delle funzioni amministrative attribuite alle regioni dalle norme vigenti. Art. 9. (Princìpi e criteri direttivi in ordine alla determinazione dell’entità e del riparto del fondo perequativo a favore delle regioni) 1. I decreti legislativi di cui all’articolo 2, in relazione alla determinazione dell’entità e del riparto del fondo perequativo statale di carattere verticale a favore delle regioni, in attuazione degli articoli 117, secondo comma, lettera e), e 119, terzo comma, della Costituzione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) istituzione del fondo perequativo a favore delle regioni con minore capacità fiscale per abitante, alimentato dal gettito prodotto da una compartecipazione al gettito dell’IVA assegnata per le spese di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a), numero 1), nonché da una quota del gettito del tributo regionale di cui all’articolo 8, comma 1, lettera h), per le spese di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a), numero 2); le quote del fondo sono assegnate senza vincolo di destinazione; b) applicazione del principio di perequazione delle differenze delle capacità fiscali in modo tale da ridurre adeguatamente le differenze tra i territori con diverse capacità fiscali per abitante senza alterarne l’ordine e senza impedirne la modifica nel tempo conseguente all’evoluzione del quadro economico-territoriale; c) definizione delle modalità per cui le risorse del fondo devono finanziare: 1) la differenza tra il fabbisogno finanziario necessario alla copertura delle spese di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a), numero 1), calcolate con le modalità di cui alla lettera b) del medesimo comma 1 dell’articolo 8 e il gettito regionale dei tributi ad esse dedicati, determinato con l’esclusione delle variazioni di gettito prodotte dall’esercizio dell’autonomia tributaria nonché dall’emersione della base imponibile riferibile al concorso regionale nell’attività di recupero fiscale, in modo da assicurare l’integrale copertura delle spese corrispondenti al fabbisogno standard per i livelli essenziali delle prestazioni; 2) le esigenze finanziarie derivanti dalla lettera g) del presente articolo; d) definizione delle modalità per cui la determinazione delle spettanze di ciascuna regione sul fondo perequativo tiene conto delle capacità fiscali da perequare e dei vincoli risultanti dalla legislazione intervenuta in attuazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, in modo da assicurare l’integrale copertura delle spese al fabbisogno standard; e) è garantita la copertura del differenziale certificato positivo tra i dati previsionali e l’effettivo gettito dei tributi, escluso il gettito derivante dalla lotta contro l’evasione e l’elusione fiscale, alla regione con riferimento alla quale è stato determinato il livello minimo sufficiente delle aliquote dei tributi ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettere d) e g), tali da assicurare l’integrale finanziamento delle spese per i livelli essenziali delle prestazioni; nel caso in cui l’effettivo gettito dei tributi sia superiore ai dati previsionali, il differenziale certificato è acquisito al bilancio dello Stato; f) definizione delle modalità per cui le quote del fondo perequativo per le spese di parte corrente per il trasporto pubblico locale sono assegnate in modo da ridurre adeguatamente le differenze tra i territori con diverse capacità fiscali per abitante e, per le spese in conto capitale, tenendo conto del fabbisogno standard di cui è assicurata l’integrale copertura; g) definizione delle modalità in base alle quali per le spese di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a), numero 2), le quote del fondo perequativo sono assegnate in base ai seguenti criteri: 1) le regioni con maggiore capacità fiscale, ossia quelle nelle quali il gettito per abitante del tributo regionale di cui all’articolo 8, comma 1, lettera h), supera il gettito medio nazionale per abitante, non ricevono risorse dal fondo; 2) le regioni con minore capacità fiscale, ossia quelle nelle quali il gettito per abitante del tributo regionale di cui all’articolo 8, comma 1, lettera h), è inferiore al gettito medio nazionale per abitante, partecipano alla ripartizione del fondo perequativo, alimentato da una quota del gettito prodotto nelle altre regioni, in relazione all’obiettivo di ridurre le differenze interregionali di gettito per abitante per il medesimo tributo rispetto al gettito medio nazionale per abitante; 3) la ripartizione del fondo perequativo tiene conto, per le regioni con popolazione al di sotto di una soglia da individuare con i decreti legislativi di cui all’articolo 2, del fattore della dimensione demografica in relazione inversa alla dimensione demografica stessa; h) definizione delle modalità per cui le quote del fondo perequativo risultanti dalla applicazione della lettera d) sono distintamente indicate nelle assegnazioni annuali. L’indicazione non comporta vincoli di destinazione. Art. 10. (Princìpi e criteri direttivi concernenti il finanziamento delle funzioni trasferite alle regioni) 1. I decreti legislativi di cui all’articolo 2, con riferimento al finanziamento delle funzioni trasferite alle regioni, nelle materie di loro competenza legislativa ai sensi dell’articolo 117, terzo e quarto comma, della Costituzione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) cancellazione dei relativi stanziamenti di spesa, comprensivi dei costi del personale e di funzionamento, nel bilancio dello Stato; b) riduzione delle aliquote dei tributi erariali e corrispondente aumento: 1) per le spese di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a), numero 1), dei tributi di cui all’articolo 7, comma 1, lettera b), numeri 1) e 2); 2) per le spese di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a), numero 2), del tributo regionale di cui all’articolo 8, comma 1, lettera h), fatto salvo quanto previsto dall’articolo 27, comma 4; c) aumento dell’aliquota della compartecipazione regionale al gettito dell’IVA destinata ad alimentare il fondo perequativo a favore delle regioni con minore capacità fiscale per abitante ovvero della compartecipazione all’imposta sul reddito delle persone fisiche; d) definizione delle modalità secondo le quali si effettua la verifica periodica della congruità dei tributi presi a riferimento per la copertura del fabbisogno standard di cui all’articolo 8, comma 1, lettera g), sia in termini di gettito sia in termini di correlazione con le funzioni svolte. Capo III FINANZA DEGLI ENTI LOCALI Art. 11. (Princìpi e criteri direttivi concernenti il finanziamento delle funzioni di comuni, province e città metropolitane) 1. I decreti legislativi di cui all’articolo 2, con riguardo al finanziamento delle funzioni di comuni, province e città metropolitane, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) classificazione delle spese relative alle funzioni di comuni, province e città metropolitane, in: 1) spese riconducibili alle funzioni fondamentali ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione, come individuate dalla legislazione statale; 2) spese relative alle altre funzioni; 3) spese finanziate con i contributi speciali, con i finanziamenti dell’Unione europea e con i cofinanziamenti nazionali di cui all’articolo 16; b) definizione delle modalità per cui il finanziamento delle spese di cui alla lettera a), numero 1), e dei livelli essenziali delle prestazioni eventualmente da esse implicate avviene in modo da garantirne il finanziamento integrale in base al fabbisogno standard ed è assicurato dai tributi propri, da compartecipazioni al gettito di tributi erariali e regionali, da addizionali a tali tributi, la cui manovrabilità è stabilita tenendo conto della dimensione demografica dei comuni per fasce, e dal fondo perequativo; c) definizione delle modalità per cui le spese di cui alla lettera a), numero 2), sono finanziate con il gettito dei tributi propri, con compartecipazioni al gettito di tributi e con il fondo perequativo basato sulla capacità fiscale per abitante; d) definizione delle modalità per tenere conto del trasferimento di ulteriori funzioni ai comuni, alle province e alle città metropolitane ai sensi dell’articolo 118 della Costituzione e secondo le modalità di cui all’articolo 7 della legge 5 giugno 2003, n. 131, al fine di assicurare, per il complesso degli enti, l’integrale finanziamento di tali funzioni, ove non si sia provveduto contestualmente al finanziamento ed al trasferimento; e) soppressione dei trasferimenti statali e regionali diretti al finanziamento delle spese di cui alla lettera a), numeri 1) e 2), ad eccezione degli stanziamenti destinati ai fondi perequativi ai sensi dell’articolo 13 e dei contributi erariali e regionali in essere sulle rate di ammortamento dei mutui contratti dagli enti locali; f) il gettito delle compartecipazioni a tributi erariali e regionali è senza vincolo di destinazione; g) valutazione dell’adeguatezza delle dimensioni demografiche e territoriali degli enti locali per l’ottimale svolgimento delle rispettive funzioni e salvaguardia delle peculiarità territoriali, con particolare riferimento alla specificità dei piccoli comuni, ove, associandosi, raggiungano una popolazione complessiva non inferiore a una soglia determinata con i decreti legislativi di cui all’articolo 2, dei territori montani e delle isole minori. Art. 12. (Princìpi e criteri direttivi concernenti il coordinamento e l’autonomia di entrata e di spesa degli enti locali) 1. I decreti legislativi di cui all’articolo 2, con riferimento al coordinamento ed all’autonomia di entrata e di spesa degli enti locali, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) la legge statale individua i tributi propri dei comuni e delle province, anche in sostituzione o trasformazione di tributi già esistenti e anche attraverso l’attribuzione agli stessi comuni e province di tributi o parti di tributi già erariali; ne definisce presupposti, soggetti passivi e basi imponibili; stabilisce, garantendo una adeguata flessibilità, le aliquote di riferimento valide per tutto il territorio nazionale; b) definizione delle modalità secondo cui le spese dei comuni relative alle funzioni fondamentali di cui all’articolo 11, comma 1, lettera a), numero 1), sono prioritariamente finanziate da una o più delle seguenti fonti: dal gettito derivante da una compartecipazione all’IVA, dal gettito derivante da una compartecipazione all’imposta sul reddito delle persone fisiche, dalla imposizione immobiliare, con esclusione della tassazione patrimoniale sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo secondo quanto previsto dalla legislazione vigente alla data di entrata in vigore della presente legge in materia di imposta comunale sugli immobili, ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126; c) definizione delle modalità secondo cui le spese delle province relative alle funzioni fondamentali di cui all’articolo 11, comma 1, lettera a), numero 1), sono prioritariamente finanziate dal gettito derivante da tributi il cui presupposto è connesso al trasporto su gomma e dalla compartecipazione ad un tributo erariale; d) disciplina di uno o più tributi propri comunali che, valorizzando l’autonomia tributaria, attribuisca all’ente la facoltà di stabilirli e applicarli in riferimento a particolari scopi quali la realizzazione di opere pubbliche e di investimenti pluriennali nei servizi sociali ovvero il finanziamento degli oneri derivanti da eventi particolari quali flussi turistici e mobilità urbana; e) disciplina di uno o più tributi propri provinciali che, valorizzando l’autonomia tributaria, attribuisca all’ente la facoltà di stabilirli e applicarli in riferimento a particolari scopi istituzionali; f) previsione di forme premiali per favorire unioni e fusioni tra comuni, anche attraverso l’incremento dell’autonomia impositiva o maggiori aliquote di compartecipazione ai tributi erariali; g) previsione che le regioni, nell’ambito dei propri poteri legislativi in materia tributaria, possano istituire nuovi tributi dei comuni, delle province e delle città metropolitane nel proprio territorio, specificando gli ambiti di autonomia riconosciuti agli enti locali; h) previsione che gli enti locali, entro i limiti fissati dalle leggi, possano disporre del potere di modificare le aliquote dei tributi loro attribuiti da tali leggi e di introdurre agevolazioni; i) previsione che gli enti locali, nel rispetto delle normative di settore e delle delibere delle autorità di vigilanza, dispongano di piena autonomia nella fissazione delle tariffe per prestazioni o servizi offerti anche su richiesta di singoli cittadini; l) previsione che la legge statale, nell’ambito della premialità ai comuni e alle province virtuosi, in sede di individuazione dei princìpi di coordinamento della finanza pubblica riconducibili al rispetto del patto di stabilità e crescita, non possa imporre vincoli alle politiche di bilancio degli enti locali per ciò che concerne la spesa in conto capitale limitatamente agli importi resi disponibili dalla regione di appartenenza dell’ente locale o da altri enti locali della medesima regione. Art. 13. (Princìpi e criteri direttivi concernenti l’entità e il riparto dei fondi perequativi per gli enti locali) 1. I decreti legislativi di cui all’articolo 2, con riferimento all’entità e al riparto dei fondi perequativi per gli enti locali, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) istituzione nel bilancio delle regioni di due fondi, uno a favore dei comuni, l’altro a favore delle province e delle città metropolitane, alimentati da un fondo perequativo dello Stato alimentato dalla fiscalità generale con indicazione separata degli stanziamenti per le diverse tipologie di enti, a titolo di concorso per il finanziamento delle funzioni da loro svolte; la dimensione del fondo è determinata, per ciascun livello di governo, con riguardo all’esercizio delle funzioni fondamentali, in misura uguale alla differenza tra il totale dei fabbisogni standard per le medesime funzioni e il totale delle entrate standardizzate di applicazione generale spettanti ai comuni e alle province ai sensi dell’articolo 12, con esclusione dei tributi di cui al comma 1, lettere d) ed e), del medesimo articolo e dei contributi di cui all’articolo 16, tenendo conto dei princìpi previsti dall’articolo 2, comma 2, lettera m), numeri 1) e 2), relativamente al superamento del criterio della spesa storica; b) definizione delle modalità con cui viene periodicamente aggiornata l’entità dei fondi di cui alla lettera a) e sono ridefinite le relative fonti di finanziamento; c) la ripartizione del fondo perequativo tra i singoli enti, per la parte afferente alle funzioni fondamentali di cui all’articolo 11, comma 1, lettera a), numero 1), avviene in base a: 1) un indicatore di fabbisogno finanziario calcolato come differenza tra il valore standardizzato della spesa corrente al netto degli interessi e il valore standardizzato del gettito dei tributi ed entrate proprie di applicazione generale; 2) indicatori di fabbisogno di infrastrutture, in coerenza con la programmazione regionale di settore, per il finanziamento della spesa in conto capitale; tali indicatori tengono conto dell’entità dei finanziamenti dell’Unione europea di carattere infrastrutturale ricevuti dagli enti locali e del vincolo di addizionalità cui questi sono soggetti; d) definizione delle modalità per cui la spesa corrente standardizzata è computata ai fini di cui alla lettera c) sulla base di una quota uniforme per abitante, corretta per tenere conto della diversità della spesa in relazione all’ampiezza demografica, alle caratteristiche territoriali, con particolare riferimento alla presenza di zone montane, alle caratteristiche demografiche, sociali e produttive dei diversi enti. Il peso delle caratteristiche individuali dei singoli enti nella determinazione del fabbisogno è determinato con tecniche statistiche, utilizzando i dati di spesa storica dei singoli enti, tenendo conto anche della spesa relativa a servizi esternalizzati o svolti in forma associata; e) definizione delle modalità per cui le entrate considerate ai fini della standardizzazione per la ripartizione del fondo perequativo tra i singoli enti sono rappresentate dai tributi propri valutati ad aliquota standard; f) definizione delle modalità in base alle quali, per le spese relative all’esercizio delle funzioni diverse da quelle fondamentali, il fondo perequativo per i comuni e quello per le province e le città metropolitane sono diretti a ridurre le differenze tra le capacità fiscali, tenendo conto, per gli enti con popolazione al di sotto di una soglia da individuare con i decreti legislativi di cui all’articolo 2, del fattore della dimensione demografica in relazione inversa alla dimensione demografica stessa e della loro partecipazione a forme associative; g) definizione delle modalità per cui le regioni, sulla base di criteri stabiliti con accordi sanciti in sede di Conferenza unificata, e previa intesa con gli enti locali, possono, avendo come riferimento il complesso delle risorse assegnate dallo Stato a titolo di fondo perequativo ai comuni, alle province e alle città metropolitane inclusi nel territorio regionale, procedere a proprie valutazioni della spesa corrente standardizzata, sulla base dei criteri di cui alla lettera d), e delle entrate standardizzate, nonché a stime autonome dei fabbisogni di infrastrutture; in tal caso il riparto delle predette risorse è effettuato sulla base dei parametri definiti con le modalità di cui alla presente lettera; h) i fondi ricevuti dalle regioni a titolo di fondo perequativo per i comuni e per le province e le città metropolitane del territorio sono trasferiti dalla regione agli enti di competenza entro venti giorni dal loro ricevimento. Le regioni, qualora non provvedano entro tale termine alla ridefinizione della spesa standardizzata e delle entrate standardizzate, e di conseguenza delle quote del fondo perequativo di competenza dei singoli enti locali secondo le modalità previste dalla lettera g), applicano comunque i criteri di riparto del fondo stabiliti dai decreti legislativi di cui all’articolo 2 della presente legge. La eventuale ridefinizione della spesa standardizzata e delle entrate standardizzate non può comportare ritardi nell’assegnazione delle risorse perequative agli enti locali. Nel caso in cui la regione non ottemperi alle disposizioni di cui alla presente lettera, lo Stato esercita il potere sostitutivo di cui all’articolo 120, secondo comma, della Costituzione, in base alle disposizioni di cui all’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131. Art. 14. (Attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione) 1. Con la legge con cui si attribuiscono, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, forme e condizioni particolari di autonomia a una o più regioni si provvede altresì all’assegnazione delle necessarie risorse finanziarie, in conformità all’articolo 119 della Costituzione e ai princìpi della presente legge. Capo IV FINANZIAMENTO DELLE CITTÀ METROPOLITANE Art. 15. (Finanziamento delle città metropolitane) 1. Con specifico decreto legislativo, adottato in base all’articolo 2 e in coerenza con i princìpi di cui agli articoli 11, 12 e 13, è assicurato il finanziamento delle funzioni delle città metropolitane mediante l’attribuzione ad esse dell’autonomia impositiva corrispondente alle funzioni esercitate dagli altri enti territoriali e il contestuale definanziamento nei confronti degli enti locali le cui funzioni sono trasferite, anche attraverso l’attribuzione di specifici tributi, in modo da garantire loro una più ampia autonomia di entrata e di spesa in misura corrispondente alla complessità delle medesime funzioni. Il medesimo decreto legislativo assegna alle città metropolitane tributi ed entrate propri, anche diversi da quelli assegnati ai comuni, nonché disciplina la facoltà delle città metropolitane di applicare tributi in relazione al finanziamento delle spese riconducibili all’esercizio delle loro funzioni fondamentali, fermo restando quanto previsto dall’articolo 12, comma 1, lettera d). Capo V INTERVENTI SPECIALI Art. 16. (Interventi di cui al quinto comma dell’articolo 119 della Costituzione) 1. I decreti legislativi di cui all’articolo 2, con riferimento all’attuazione dell’articolo 119, quinto comma, della Costituzione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) definizione delle modalità in base alle quali gli interventi finalizzati agli obiettivi di cui al quinto comma dell’articolo 119 della Costituzione sono finanziati con contributi speciali dal bilancio dello Stato, con i finanziamenti dell’Unione europea e con i cofinanziamenti nazionali, secondo il metodo della programmazione pluriennale. I finanziamenti dell’Unione europea non possono essere sostitutivi dei contributi speciali dello Stato; b) confluenza dei contributi speciali dal bilancio dello Stato, mantenendo le proprie finalizzazioni, in appositi fondi a destinazione vincolata attribuiti ai comuni, alle province, alle città metropolitane e alle regioni; c) considerazione delle specifiche realtà territoriali, con particolare riguardo alla realtà socio-economica, al deficit infrastrutturale, ai diritti della persona, alla collocazione geografica degli enti, alla loro prossimità al confine con altri Stati o con regioni a statuto speciale, ai territori montani e alle isole minori, all’esigenza di tutela del patrimonio storico e artistico ai fini della promozione dello sviluppo economico e sociale; d) individuazione di interventi diretti a promuovere lo sviluppo economico, la coesione delle aree sottoutilizzate del Paese e la solidarietà sociale, a rimuovere gli squilibri economici e sociali e a favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona; l’azione per la rimozione degli squilibri strutturali di natura economica e sociale a sostegno delle aree sottoutilizzate si attua attraverso interventi speciali organizzati in piani organici finanziati con risorse pluriennali, vincolate nella destinazione; e) definizione delle modalità per cui gli obiettivi e i criteri di utilizzazione delle risorse stanziate dallo Stato ai sensi del presente articolo sono oggetto di intesa in sede di Conferenza unificata e disciplinati con i provvedimenti annuali che determinano la manovra finanziaria. L’entità delle risorse è determinata dai medesimi provvedimenti. Capo VI COORDINAMENTO DEI DIVERSI LIVELLI DI GOVERNO Art. 17. (Coordinamento e disciplina fiscale dei diversi livelli di governo) 1. I decreti legislativi di cui all’articolo 2, con riguardo al coordinamento e alla disciplina fiscale dei diversi livelli di governo, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) garanzia della trasparenza delle diverse capacità fiscali e delle risorse complessive per abitante prima e dopo la perequazione, in modo da salvaguardare il principio dell’ordine della graduatoria delle capacità fiscali e la sua eventuale modifica a seguito dell’evoluzione del quadro economico territoriale; b) rispetto degli obiettivi del conto consuntivo, sia in termini di competenza sia di cassa, per il concorso all’osservanza del patto di stabilità e crescita per ciascuna regione e ciascun ente locale; determinazione dei parametri fondamentali sulla base dei quali è valutata la virtuosità dei comuni, delle province, delle città metropolitane e delle regioni, anche in relazione ai meccanismi premiali o sanzionatori dell’autonomia finanziaria; c) assicurazione degli obiettivi sui saldi di finanza pubblica da parte delle regioni che possono adattare, previa concertazione con gli enti locali ricadenti nel proprio territorio regionale, le regole e i vincoli posti dal legislatore nazionale, differenziando le regole di evoluzione dei flussi finanziari dei singoli enti in relazione alla diversità delle situazioni finanziarie esistenti nelle diverse regioni; d) individuazione di indicatori di efficienza e di adeguatezza atti a garantire adeguati livelli qualitativi dei servizi resi da parte di regioni ed enti locali; e) introduzione di un sistema premiante nei confronti degli enti che assicurano elevata qualità dei servizi e livello della pressione fiscale inferiore alla media degli altri enti del proprio livello di governo a parità di servizi offerti, ovvero degli enti che garantiscono il rispetto di quanto previsto dalla presente legge e partecipano a progetti strategici mediante l’assunzione di oneri e di impegni nell’interesse della collettività nazionale, ivi compresi quelli di carattere ambientale, ovvero degli enti che incentivano l’occupazione e l’imprenditorialità femminile; introduzione nei confronti degli enti meno virtuosi rispetto agli obiettivi di finanza pubblica di un sistema sanzionatorio che, fino alla dimostrazione della messa in atto di provvedimenti, fra i quali anche l’alienazione di beni mobiliari e immobiliari rientranti nel patrimonio disponibile dell’ente nonché l’attivazione nella misura massima dell’autonomia impositiva, atti a raggiungere gli obiettivi, determini il divieto di procedere alla copertura di posti di ruolo vacanti nelle piante organiche e di iscrivere in bilancio spese per attività discrezionali, fatte salve quelle afferenti al cofinanziamento regionale o dell’ente locale per l’attuazione delle politiche comunitarie; previsione di meccanismi automatici sanzionatori degli organi di governo e amministrativi nel caso di mancato rispetto degli equilibri e degli obiettivi economico-finanziari assegnati alla regione e agli enti locali, con individuazione dei casi di ineleggibilità nei confronti degli amministratori responsabili degli enti locali per i quali sia stato dichiarato lo stato di dissesto finanziario di cui all’articolo 244 del citato testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, oltre che dei casi di interdizione dalle cariche in enti vigilati o partecipati da enti pubblici. Tra i casi di grave violazione di legge di cui all’articolo 126, primo comma, della Costituzione, rientrano le attività che abbiano causato un grave dissesto nelle finanze regionali. Art. 18. (Patto di convergenza) 1. Nell’ambito del disegno di legge finanziaria, in coerenza con gli obiettivi e gli interventi appositamente individuati da parte del Documento di programmazione economico-finanziaria, il Governo, previo confronto e valutazione congiunta in sede di Conferenza unificata, propone norme di coordinamento dinamico della finanza pubblica volte a realizzare l’obiettivo della convergenza dei costi e dei fabbisogni standard dei vari livelli di governo nonché un percorso di convergenza degli obiettivi di servizio ai livelli essenziali delle prestazioni e alle funzioni fondamentali di cui all’articolo 117, secondo comma, lettere m) e p), della Costituzione e a stabilire, per ciascun livello di governo territoriale, il livello programmato dei saldi da rispettare, le modalità di ricorso al debito nonché l’obiettivo programmato della pressione fiscale complessiva, nel rispetto dell’autonomia tributaria delle regioni e degli enti locali. Nel caso in cui il monitoraggio, effettuato in sede di Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, rilevi che uno o più enti non hanno raggiunto gli obiettivi loro assegnati, lo Stato attiva, previa intesa in sede di Conferenza unificata, e limitatamente agli enti che presentano i maggiori scostamenti nei costi per abitante, un procedimento, denominato «Piano per il conseguimento degli obiettivi di convergenza», volto ad accertare le cause degli scostamenti e a stabilire le azioni correttive da intraprendere, anche fornendo agli enti la necessaria assistenza tecnica e utilizzando, ove possibile, il metodo della diffusione delle migliori pratiche fra gli enti dello stesso livello. Capo VII PATRIMONIO DI REGIONI ED ENTI LOCALI Art. 19. (Patrimonio di comuni, province, città metropolitane e regioni) 1. I decreti legislativi di cui all’articolo 2, con riguardo all’attuazione dell’articolo 119, sesto comma, della Costituzione, stabiliscono i princìpi generali per l’attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) attribuzione a titolo non oneroso ad ogni livello di governo di distinte tipologie di beni, commisurate alle dimensioni territoriali, alle capacità finanziarie ed alle competenze e funzioni effettivamente svolte o esercitate dalle diverse regioni ed enti locali, fatta salva la determinazione da parte dello Stato di apposite liste che individuino nell’ambito delle citate tipologie i singoli beni da attribuire; b) attribuzione dei beni immobili sulla base del criterio di territorialità; c) ricorso alla concertazione in sede di Conferenza unificata, ai fini dell’attribuzione dei beni a comuni, province, città metropolitane e regioni; d) individuazione delle tipologie di beni di rilevanza nazionale che non possono essere trasferiti, ivi compresi i beni appartenenti al patrimonio culturale nazionale. Capo VIII NORME TRANSITORIE E FINALI Art. 20. (Princìpi e criteri direttivi concernenti norme transitorie per le regioni) 1. I decreti legislativi di cui all’articolo 2 recano una disciplina transitoria per le regioni, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) i criteri di computo delle quote del fondo perequativo di cui all’articolo 9 si applicano a regime dopo l’esaurimento di una fase di transizione diretta a garantire il passaggio graduale dai valori dei trasferimenti rilevati nelle singole regioni come media nel triennio 2006-2008, al netto delle risorse erogate in via straordinaria, ai valori determinati con i criteri dello stesso articolo 9; b) l’utilizzo dei criteri definiti dall’articolo 9 avviene a partire dall’effettiva determinazione del contenuto finanziario dei livelli essenziali delle prestazioni, mediante un processo di convergenza dalla spesa storica al fabbisogno standard in un periodo di cinque anni; c) per le materie diverse da quelle di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, il sistema di finanziamento deve divergere progressivamente dal criterio della spesa storica a favore delle capacità fiscali per abitante in cinque anni. Nel caso in cui, in sede di attuazione dei decreti legislativi, emergano situazioni oggettive di significativa e giustificata insostenibilità per alcune regioni, lo Stato può attivare, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, meccanismi correttivi di natura compensativa di durata pari al periodo transitorio di cui alla presente lettera; d) i meccanismi compensativi di cui alla lettera c) vengono attivati in presenza di un organico piano di riorganizzazione dell’ente, coordinato con il Piano per il conseguimento degli obiettivi di convergenza di cui all’articolo 18; e) specificazione del termine da cui decorre il periodo di cinque anni di cui alle lettere b) e c); f) garanzia per le regioni, durante la fase transitoria, della copertura del differenziale certificato, ove positivo, tra i dati previsionali e l’effettivo gettito dei tributi di cui all’articolo 8, comma 1, lettera g); g) acquisizione al bilancio dello Stato, durante la fase transitoria, del differenziale certificato, ove negativo, tra i dati previsionali e l’effettivo gettito dei tributi di cui all’articolo 8, comma 1, lettera g); h) garanzia che la somma del gettito delle nuove entrate regionali di cui all’articolo 10, comma 1, lettere b) e c), sia, per il complesso delle regioni di cui al medesimo articolo, non inferiore al valore degli stanziamenti di cui al comma 1, lettera a), del medesimo articolo 10 e che si effettui una verifica, concordata in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, dell’adeguatezza e della congruità delle risorse finanziarie delle funzioni già trasferite. 2. La legge statale disciplina la determinazione dei livelli essenziali di assistenza e dei livelli essenziali delle prestazioni. Fino a loro nuova determinazione in virtù della legge statale si considerano i livelli essenziali di assistenza e i livelli essenziali delle prestazioni già fissati in base alla legislazione statale. Art. 21. (Norme transitorie per gli enti locali) 1. In sede di prima applicazione, i decreti legislativi di cui all’articolo 2 recano norme transitorie per gli enti locali, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) nel processo di attuazione dell’articolo 118 della Costituzione, al finanziamento delle ulteriori funzioni amministrative nelle materie di competenza legislativa dello Stato o delle regioni, nonché agli oneri derivanti dall’eventuale ridefinizione dei contenuti delle funzioni svolte dagli stessi alla data di entrata in vigore dei medesimi decreti legislativi, provvedono lo Stato o le regioni, determinando contestualmente adeguate forme di copertura finanziaria coerenti con i princìpi della presente legge; b) garanzia che la somma del gettito delle nuove entrate di comuni e province in base alla presente legge sia, per il complesso dei comuni ed il complesso delle province, corrispondente al valore dei trasferimenti di cui all’articolo 11, comma 1, lettera e), e che si effettui una verifica di congruità in sede di Conferenza unificata; c) considerazione, nel processo di determinazione del fabbisogno standard, dell’esigenza di riequilibrio delle risorse in favore degli enti locali sottodotati in termini di trasferimenti erariali ai sensi della normativa vigente rispetto a quelli sovradotati; d) determinazione dei fondi perequativi di comuni e province in misura uguale, per ciascun livello di governo, alla differenza fra i trasferimenti statali soppressi ai sensi dell’articolo 11, comma 1, lettera e), destinati al finanziamento delle spese di comuni e province, esclusi i contributi di cui all’articolo 16, e le maggiori entrate spettanti in luogo di tali trasferimenti ai comuni ed alle province, ai sensi dell’articolo 12, tenendo conto dei princìpi previsti dall’articolo 2, comma 2, lettera m), numeri 1) e 2), relativamente al superamento del criterio della spesa storica; e) sono definite regole, tempi e modalità della fase transitoria in modo da garantire il superamento del criterio della spesa storica in un periodo di cinque anni, per le spese riconducibili all’esercizio delle funzioni fondamentali e per le altre spese. Fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni concernenti l’individuazione delle funzioni fondamentali degli enti locali: 1) il fabbisogno delle funzioni di comuni e province è finanziato considerando l’80 per cento delle spese come fondamentali ed il 20 per cento di esse come non fondamentali, ai sensi del comma 2; 2) per comuni e province l’80 per cento delle spese di cui al numero 1) è finanziato dalle entrate derivanti dall’autonomia finanziaria, comprese le compartecipazioni a tributi erariali, e dal fondo perequativo; il 20 per cento delle spese di cui al numero 1) è finanziato dalle entrate derivanti dall’autonomia finanziaria, ivi comprese le compartecipazioni a tributi regionali, e dal fondo perequativo; 3) ai fini del numero 2) si prende a riferimento l’ultimo bilancio certificato a rendiconto, alla data di predisposizione degli schemi di decreto legislativo di cui all’articolo 2; f) specificazione del termine da cui decorre il periodo di cinque anni di cui alla lettera e). 2. Ai soli fini dell’attuazione della presente legge, e in particolare della determinazione dell’entità e del riparto dei fondi perequativi degli enti locali in base al fabbisogno standard o alla capacità fiscale di cui agli articoli 11 e 13, in sede di prima applicazione, nei decreti legislativi di cui all’articolo 2 sono provvisoriamente considerate ai sensi del presente articolo, ai fini del finanziamento integrale sulla base del fabbisogno standard, le funzioni individuate e quantificate dalle corrispondenti voci di spesa, sulla base dell’articolazione in funzioni e relativi servizi prevista dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 gennaio 1996, n. 194. 3. Per i comuni, le funzioni, e i relativi servizi, da considerare ai fini del comma 2 sono provvisoriamente individuate nelle seguenti: a) funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo, nella misura complessiva del 70 per cento delle spese come certificate dall’ultimo conto del bilancio disponibile alla data di entrata in vigore della presente legge; b) funzioni di polizia locale; c) funzioni di istruzione pubblica, ivi compresi i servizi per gli asili nido e quelli di assistenza scolastica e refezione, nonché l’edilizia scolastica; d) funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti; e) funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell’ambiente, fatta eccezione per il servizio di edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia nonché per il servizio idrico integrato; f) funzioni del settore sociale. 4. Per le province, le funzioni, e i relativi servizi, da considerare ai fini del comma 2 sono provvisoriamente individuate nelle seguenti: a) funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo, nella misura complessiva del 70 per cento delle spese come certificate dall’ultimo conto del bilancio disponibile alla data di entrata in vigore della presente legge; b) funzioni di istruzione pubblica, ivi compresa l’edilizia scolastica; c) funzioni nel campo dei trasporti; d) funzioni riguardanti la gestione del territorio; e) funzioni nel campo della tutela ambientale; f) funzioni nel campo dello sviluppo economico relative ai servizi del mercato del lavoro. 5. I decreti legislativi di cui all’articolo 2 disciplinano la possibilità che l’elenco delle funzioni di cui ai commi 3 e 4 sia adeguato attraverso accordi tra Stato, regioni, province e comuni, da concludere in sede di Conferenza unificata. Art. 22. (Perequazione infrastrutturale) 1. In sede di prima applicazione, il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con il Ministro per le riforme per il federalismo, il Ministro per la semplificazione normativa, il Ministro per i rapporti con le regioni e gli altri Ministri competenti per materia, predispone una ricognizione degli interventi infrastrutturali, sulla base delle norme vigenti, riguardanti le strutture sanitarie, assistenziali, scolastiche nonché la rete stradale, autostradale e ferroviaria, la rete fognaria, la rete idrica, elettrica e di trasporto e distribuzione del gas, le strutture portuali ed aeroportuali. La ricognizione è effettuata tenendo conto, in particolare, dei seguenti elementi: a) estensione delle superfici territoriali; b) valutazione della rete viaria con particolare riferimento a quella del Mezzogiorno; c) deficit infrastrutturale e deficit di sviluppo; d) densità della popolazione e densità delle unità produttive; e) particolari requisiti delle zone di montagna; f) carenze della dotazione infrastrutturale esistente in ciascun territorio; g) specificità insulare con definizione di parametri oggettivi relativi alla misurazione degli effetti conseguenti al divario di sviluppo economico derivante dall’insularità, anche con riguardo all’entità delle risorse per gli interventi speciali di cui all’articolo 119, quinto comma, della Costituzione. 2. Nella fase transitoria di cui agli articoli 20 e 21, al fine del recupero del deficit infrastrutturale, ivi compreso quello riguardante il trasporto pubblico locale e i collegamenti con le isole, sono individuati, sulla base della ricognizione di cui al comma 1 del presente articolo, interventi finalizzati agli obiettivi di cui all’articolo 119, quinto comma, della Costituzione, che tengano conto anche della virtuosità degli enti nell’adeguamento al processo di convergenza ai costi o al fabbisogno standard. Gli interventi di cui al presente comma da effettuare nelle aree sottoutilizzate sono individuati nel programma da inserire nel Documento di programmazione economico-finanziaria ai sensi dell’articolo 1, commi 1 e 1-bis, della legge 21 dicembre 2001, n. 443. Art. 23. (Norme transitorie per le città metropolitane) 1. Il presente articolo reca in via transitoria, fino alla data di entrata in vigore della disciplina ordinaria riguardante le funzioni fondamentali, gli organi e il sistema elettorale delle città metropolitane che sarà determinata con apposita legge, la disciplina per la prima istituzione delle stesse. 2. Le città metropolitane possono essere istituite, nell’ambito di una regione, nelle aree metropolitane in cui sono compresi i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. La proposta di istituzione spetta: a) al comune capoluogo congiuntamente alla provincia; b) al comune capoluogo congiuntamente ad almeno il 20 per cento dei comuni della provincia interessata che rappresentino, unitamente al comune capoluogo, almeno il 60 per cento della popolazione; c) alla provincia, congiuntamente ad almeno il 20 per cento dei comuni della provincia medesima che rappresentino almeno il 60 per cento della popolazione. 3. La proposta di istituzione di cui al comma 2 contiene: a) la perimetrazione della città metropolitana, che, secondo il principio della continuità territoriale, comprende almeno tutti i comuni proponenti. Il territorio metropolitano coincide con il territorio di una provincia o di una sua parte e comprende il comune capoluogo; b) l’articolazione del territorio della città metropolitana al suo interno in comuni; c) una proposta di statuto provvisorio della città metropolitana, che definisce le forme di coordinamento dell’azione complessiva di governo all’interno del territorio metropolitano e disciplina le modalità per l’elezione o l’individuazione del presidente del consiglio provvisorio di cui al comma 6, lettera b). 4. Sulla proposta di cui al comma 2, previa acquisizione del parere della regione da esprimere entro novanta giorni, è indetto un referendum tra tutti i cittadini della provincia. Il referendum è senza quorum di validità se il parere della regione è favorevole o in mancanza di parere. In caso di parere regionale negativo il quorum di validità è del 30 per cento degli aventi diritto. 5. Con regolamento da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’interno, di concerto con i Ministri della giustizia, per le riforme per il federalismo, per la semplificazione normativa e per i rapporti con le regioni, è disciplinato il procedimento di indizione e di svolgimento del referendum di cui al comma 4, osservando le disposizioni della legge 25 maggio 1970, n. 352, in quanto compatibili. 6. Al fine dell’istituzione di ciascuna città metropolitana, il Governo è delegato ad adottare, entro trentasei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro dell’interno, del Ministro per le riforme per il federalismo, del Ministro per la semplificazione normativa e del Ministro per i rapporti con le regioni, di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione e l’innovazione, dell’economia e delle finanze e per i rapporti con il Parlamento, uno o più decreti legislativi, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) istituzione della città metropolitana in conformità con la proposta approvata nel referendum di cui al comma 4; b) istituzione, in ciascuna città metropolitana, fino alla data di insediamento dei rispettivi organi così come disciplinati dalla legge di cui al comma 1, di un’assemblea rappresentativa, denominata «consiglio provvisorio della città metropolitana», composta dai sindaci dei comuni che fanno parte della città metropolitana e dal presidente della provincia; c) esclusione della corresponsione di emolumenti, gettoni di presenza o altre forme di retribuzione ai componenti del consiglio provvisorio della città metropolitana in ragione di tale incarico; d) previsione che, fino alla data di insediamento dei rispettivi organi così come disciplinati dalla legge di cui al comma 1, il finanziamento degli enti che compongono la città metropolitana assicura loro una più ampia autonomia di entrata e di spesa in misura corrispondente alla complessità delle funzioni da esercitare in forma associata o congiunta, nel limite degli stanziamenti previsti a legislazione vigente; e) previsione che, ai soli fini delle disposizioni concernenti le spese e l’attribuzione delle risorse finanziarie alle città metropolitane, con riguardo alla popolazione e al territorio metropolitano, le funzioni fondamentali della provincia sono considerate, in via provvisoria, funzioni fondamentali della città metropolitana, con efficacia dalla data di insediamento dei suoi organi definitivi; f) previsione che, per le finalità di cui alla lettera e), siano altresì considerate funzioni fondamentali della città metropolitana, con riguardo alla popolazione e al territorio metropolitano: 1) la pianificazione territoriale generale e delle reti infrastrutturali; 2) la strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici; 3) la promozione e il coordinamento dello sviluppo economico e sociale. 7. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 6, corredati delle deliberazioni e dei pareri prescritti, sono trasmessi al Consiglio di Stato e alla Conferenza unificata, che rendono il parere nel termine di trenta giorni. Successivamente sono trasmessi alle Camere per l’acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari, da rendere entro trenta giorni dall’assegnazione alle Commissioni medesime. 8. La provincia di riferimento cessa di esistere e sono soppressi tutti i relativi organi a decorrere dalla data di insediamento degli organi della città metropolitana, individuati dalla legge di cui al comma 1, che provvede altresì a disciplinare il trasferimento delle funzioni e delle risorse umane, strumentali e finanziarie inerenti alle funzioni trasferite e a dare attuazione alle nuove perimetrazioni stabilite ai sensi del presente articolo. Lo statuto definitivo della città metropolitana è adottato dai competenti organi entro sei mesi dalla data del loro insediamento in base alla legge di cui al comma 1. 9. La legge di cui al comma 1 stabilisce la disciplina per l’esercizio dell’iniziativa da parte dei comuni della provincia non inclusi nella perimetrazione dell’area metropolitana, in modo da assicurare la scelta da parte di ciascuno di tali comuni circa l’inclusione nel territorio della città metropolitana ovvero in altra provincia già esistente, nel rispetto della continuità territoriale. Art. 24. (Ordinamento transitorio di Roma capitale ai sensi dell’articolo 114, terzo comma, della Costituzione) 1. In sede di prima applicazione, fino all’attuazione della disciplina delle città metropolitane, il presente articolo detta norme transitorie sull’ordinamento, anche finanziario, di Roma capitale. 2. Roma capitale è un ente territoriale, i cui attuali confini sono quelli del comune di Roma, e dispone di speciale autonomia, statutaria, amministrativa e finanziaria, nei limiti stabiliti dalla Costituzione. L’ordinamento di Roma capitale è diretto a garantire il miglior assetto delle funzioni che Roma è chiamata a svolgere quale sede degli organi costituzionali nonché delle rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri, ivi presenti presso la Repubblica italiana, presso lo Stato della Città del Vaticano e presso le istituzioni internazionali. 3. Oltre a quelle attualmente spettanti al comune di Roma, sono attribuite a Roma capitale le seguenti funzioni amministrative: a) concorso alla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali, previo accordo con il Ministero per i beni e le attività culturali; b) sviluppo economico e sociale di Roma capitale con particolare riferimento al settore produttivo e turistico; c) sviluppo urbano e pianificazione territoriale; d) edilizia pubblica e privata; e) organizzazione e funzionamento dei servizi urbani, con particolare riferimento al trasporto pubblico ed alla mobilità; f) protezione civile, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri e la regione Lazio; g) ulteriori funzioni conferite dallo Stato e dalla regione Lazio, ai sensi dell’articolo 118, secondo comma, della Costituzione. 4. L’esercizio delle funzioni di cui al comma 3 è disciplinato con regolamenti adottati dal consiglio comunale, che assume la denominazione di Assemblea capitolina, nel rispetto della Costituzione, dei vincoli comunitari ed internazionali, della legislazione statale e di quella regionale nel rispetto dell’articolo 117, sesto comma, della Costituzione nonché in conformità al principio di funzionalità rispetto alle speciali attribuzioni di Roma capitale. L’Assemblea capitolina, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 5, approva, ai sensi dell’articolo 6, commi 2, 3 e 4, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con particolare riguardo al decentramento municipale, lo statuto di Roma capitale che entra in vigore il giorno successivo alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 5. Con specifico decreto legislativo, adottato ai sensi dell’articolo 2, sentiti la regione Lazio, la provincia di Roma e il comune di Roma, è disciplinato l’ordinamento transitorio, anche finanziario, di Roma capitale, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) specificazione delle funzioni di cui al comma 3 e definizione delle modalità per il trasferimento a Roma capitale delle relative risorse umane e dei mezzi; b) fermo quanto stabilito dalle disposizioni di legge per il finanziamento dei comuni, assegnazione di ulteriori risorse a Roma capitale, tenendo conto delle specifiche esigenze di finanziamento derivanti dal ruolo di capitale della Repubblica, previa la loro determinazione specifica, e delle funzioni di cui al comma 3. 6. Il decreto legislativo di cui al comma 5 assicura i raccordi istituzionali, il coordinamento e la collaborazione di Roma capitale con lo Stato, la regione Lazio e la provincia di Roma, nell’esercizio delle funzioni di cui al comma 3. Con il medesimo decreto è disciplinato lo status dei membri dell’Assemblea capitolina. 7. Il decreto legislativo di cui al comma 5, con riguardo all’attuazione dell’articolo 119, sesto comma, della Costituzione, stabilisce i princìpi generali per l’attribuzione alla città di Roma, capitale della Repubblica, di un proprio patrimonio, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi specifici: a) attribuzione a Roma capitale di un patrimonio commisurato alle funzioni e competenze ad essa attribuite; b) trasferimento, a titolo gratuito, a Roma capitale dei beni appartenenti al patrimonio dello Stato non più funzionali alle esigenze dell’Amministrazione centrale, in conformità a quanto previsto dall’articolo 19, comma 1, lettera d). 8. Le disposizioni di cui al presente articolo e quelle contenute nel decreto legislativo adottato ai sensi del comma 5 possono essere modificate, derogate o abrogate solo espressamente. Per quanto non disposto dal presente articolo, continua ad applicarsi a Roma capitale quanto previsto con riferimento ai comuni dal testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 9. A seguito dell’attuazione della disciplina delle città metropolitane e a decorrere dall’istituzione della città metropolitana di Roma capitale, le disposizioni di cui al presente articolo si intendono riferite alla città metropolitana di Roma capitale. 10. Per la città metropolitana di Roma capitale si applica l’articolo 23 ad eccezione del comma 2, lettere b) e c), e del comma 6, lettera d). La città metropolitana di Roma capitale, oltre alle funzioni della città metropolitana, continua a svolgere le funzioni di cui al presente articolo. Art. 25. (Princìpi e criteri direttivi relativi alla gestione dei tributi e delle compartecipazioni) 1. I decreti legislativi di cui all’articolo 2, con riguardo al sistema gestionale dei tributi e delle compartecipazioni, nel rispetto della autonomia organizzativa di regioni ed enti locali nella scelta delle forme di organizzazione delle attività di gestione e di riscossione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) previsione di adeguate forme di collaborazione delle regioni e degli enti locali con il Ministero dell’economia e delle finanze e con l’Agenzia delle entrate, al fine di utilizzare le direzioni regionali delle entrate per la gestione organica dei tributi erariali, regionali e degli enti locali; b) definizione, con apposita e specifica convenzione fra il Ministero dell’economia e delle finanze, le singole regioni e gli enti locali, delle modalità gestionali, operative, di ripartizione degli oneri, degli introiti di attività di recupero dell’evasione. Art. 26. (Contrasto dell’evasione fiscale) 1. I decreti legislativi di cui all’articolo 2, con riguardo al sistema gestionale dei tributi e delle compartecipazioni, nel rispetto dell’autonomia organizzativa delle regioni e degli enti locali nella scelta delle forme di organizzazione delle attività di gestione e di riscossione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) previsione di adeguate forme di reciproca integrazione delle basi informative di cui dispongono le regioni, gli enti locali e lo Stato per le attività di contrasto dell’evasione dei tributi erariali, regionali e degli enti locali, nonché di diretta collaborazione volta a fornire dati ed elementi utili ai fini dell’accertamento dei predetti tributi; b) previsione di adeguate forme premiali per le regioni e gli enti locali che abbiano ottenuto risultati positivi in termini di maggior gettito derivante dall’azione di contrasto dell’evasione e dell’elusione fiscale. Capo IX OBIETTIVI DI PEREQUAZIONE E DI SOLIDARIETÀ PER LE REGIONI A STATUTO SPECIALE E PER LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO Art. 27. (Coordinamento della finanza delle regioni a statuto speciale e delle province autonome) 1. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto degli statuti speciali, concorrono al conseguimento degli obiettivi di perequazione e di solidarietà ed all’esercizio dei diritti e doveri da essi derivanti, nonché al patto di stabilità interno e all’assolvimento degli obblighi posti dall’ordinamento comunitario, secondo criteri e modalità stabiliti da norme di attuazione dei rispettivi statuti, da definire, con le procedure previste dagli statuti medesimi, entro il termine di ventiquattro mesi stabilito per l’emanazione dei decreti legislativi di cui all’articolo 2 e secondo il principio del graduale superamento del criterio della spesa storica di cui all’articolo 2, comma 2, lettera m). 2. Le norme di attuazione di cui al comma 1 tengono conto della dimensione della finanza delle predette regioni e province autonome rispetto alla finanza pubblica complessiva, delle funzioni da esse effettivamente esercitate e dei relativi oneri, anche in considerazione degli svantaggi strutturali permanenti, ove ricorrano, dei costi dell’insularità e dei livelli di reddito pro capite che caratterizzano i rispettivi territori o parte di essi, rispetto a quelli corrispondentemente sostenuti per le medesime funzioni dallo Stato, dal complesso delle regioni e, per le regioni e province autonome che esercitano le funzioni in materia di finanza locale, dagli enti locali. Le medesime norme di attuazione disciplinano altresì le specifiche modalità attraverso le quali lo Stato assicura il conseguimento degli obiettivi costituzionali di perequazione e di solidarietà per le regioni a statuto speciale i cui livelli di reddito pro capite siano inferiori alla media nazionale, ferma restando la copertura del fabbisogno standard per il finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, conformemente a quanto previsto dall’articolo 8, comma 1, lettera b), della presente legge. 3. Le disposizioni di cui al comma 1 sono attuate, nella misura stabilita dalle norme di attuazione degli statuti speciali e alle condizioni stabilite dalle stesse norme in applicazione dei criteri di cui al comma 2, anche mediante l’assunzione di oneri derivanti dal trasferimento o dalla delega di funzioni statali alle medesime regioni a statuto speciale e province autonome ovvero da altre misure finalizzate al conseguimento di risparmi per il bilancio dello Stato, nonché con altre modalità stabilite dalle norme di attuazione degli statuti speciali. Inoltre, le predette norme, per la parte di propria competenza: a) disciplinano il coordinamento tra le leggi statali in materia di finanza pubblica e le corrispondenti leggi regionali e provinciali in materia, rispettivamente, di finanza regionale e provinciale, nonché di finanza locale nei casi in cui questa rientri nella competenza della regione a statuto speciale o provincia autonoma; b) definiscono i princìpi fondamentali di coordinamento del sistema tributario con riferimento alla potestà legislativa attribuita dai rispettivi statuti alle regioni a statuto speciale e alle province autonome in materia di tributi regionali, provinciali e locali; c) individuano forme di fiscalità di sviluppo, ai sensi dell’articolo 2, comma 2, lettera mm), e alle condizioni di cui all’articolo 16, comma 1, lettera d). 4. A fronte dell’assegnazione di ulteriori nuove funzioni alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano, così come alle regioni a statuto ordinario, nei casi diversi dal concorso al conseguimento degli obiettivi di perequazione e di solidarietà ai sensi del comma 2, rispettivamente le norme di attuazione e i decreti legislativi di cui all’articolo 2 definiranno le corrispondenti modalità di finanziamento aggiuntivo attraverso forme di compartecipazione a tributi erariali e alle accise, fatto salvo quanto previsto dalle leggi costituzionali in vigore. 5. Alle riunioni del Consiglio dei ministri per l’esame degli schemi concernenti le norme di attuazione di cui al presente articolo sono invitati a partecipare, in conformità ai rispettivi statuti, i Presidenti delle regioni e delle province autonome interessate. 6. La Commissione di cui all’articolo 4 svolge anche attività meramente ricognitiva delle disposizioni vigenti concernenti l’ordinamento finanziario delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano e della relativa applicazione. Nell’esercizio di tale funzione la Commissione è integrata da un rappresentante tecnico della singola regione o provincia interessata. 7. Al fine di assicurare il rispetto delle norme fondamentali della presente legge e dei princìpi che da essa derivano, nel rispetto delle peculiarità di ciascuna regione a statuto speciale e di ciascuna provincia autonoma, è istituito presso la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in attuazione del principio di leale collaborazione, un tavolo di confronto tra il Governo e ciascuna regione a statuto speciale e ciascuna provincia autonoma, costituito dai Ministri per i rapporti con le regioni, per le riforme per il federalismo, per la semplificazione normativa, dell’economia e delle finanze e per le politiche europee nonché dai Presidenti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome. Il tavolo individua linee guida, indirizzi e strumenti per assicurare il concorso delle regioni a statuto speciale e delle province autonome agli obiettivi di perequazione e di solidarietà e per valutare la congruità delle attribuzioni finanziarie ulteriori intervenute successivamente all’entrata in vigore degli statuti, verificandone la coerenza con i princìpi di cui alla presente legge e con i nuovi assetti della finanza pubblica. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è assicurata l’organizzazione del tavolo. Capo X SALVAGUARDIA FINANZIARIA ED ABROGAZIONI Art. 28. (Salvaguardia finanziaria) 1. L’attuazione della presente legge deve essere compatibile con gli impegni finanziari assunti con il patto di stabilità e crescita. 2. I decreti legislativi di cui all’articolo 2 individuano meccanismi idonei ad assicurare che: a) vi sia la coerenza tra il riordino e la riallocazione delle funzioni e la dotazione delle risorse umane e finanziarie, con il vincolo che al trasferimento delle funzioni corrisponda un trasferimento del personale tale da evitare ogni duplicazione di funzioni; b) sia garantita la determinazione periodica del limite massimo della pressione fiscale nonché del suo riparto tra i diversi livelli di governo e sia salvaguardato l’obiettivo di non produrre aumenti della pressione fiscale complessiva anche nel corso della fase transitoria. 3. All’istituzione e al funzionamento della Commissione e della Conferenza di cui agli articoli 4 e 5 si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Gli oneri connessi alla partecipazione alle riunioni della Commissione e della Conferenza di cui al primo periodo sono a carico dei rispettivi soggetti istituzionali rappresentati, i quali provvedono a valere sugli ordinari stanziamenti di bilancio e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Ai componenti della Commissione e della Conferenza non spetta alcun compenso. 4. Dalla presente legge e da ciascuno dei decreti legislativi di cui all’articolo 2 e all’articolo 23 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art. 29. (Abrogazioni) 1. I decreti legislativi di cui all’articolo 2 individuano le disposizioni incompatibili con la presente legge, prevedendone l’abrogazione. IL PRESIDENTE Commenta | Stampa | Segnala | Condividi |

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Terremoto in Abruzzo: interventi urgenti e misure di protezione civile (sezione: Costi dei politici)

( da "AltaLex" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Terremoto in Abruzzo: interventi urgenti e misure di protezione civile Decreto Legge 28.04.2009 n° 39 , G.U. 28.04.2009 Commenta | Stampa | Segnala | Condividi Per soccorrere le esigenze delle popolazioni colpite dal sisma del 6 aprile 2009 è disposta la concessione di contributi, anche con le modalità del credito di imposta, e di finanziamenti agevolati, garantiti dallo Stato, per la ricostruzione o riparazione di immobili adibiti ad abitazione principale distrutti o dichiarati inagibili ovvero per l'acquisto di nuove abitazioni sostitutive dell'abitazione principale distrutta. E' quanto stabilisce il Decreto Legge 28 aprile 2009, n. 39 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 28 aprile 2009, n. 97) contenente le misure urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile. In particolare il provvedimento prevede: progettazione e realizzazione, nei comuni terremotati, di moduli abitativi destinati ad una utilizzazione durevole e rispondenti a caratteristiche di innovazione tecnologica, risparmio energetico e protezione dalle azioni sismiche, nonché delle opere di urbanizzazione e dei servizi connessi, al fine di garantire adeguata sistemazione alle persone le cui abitazioni sono state distrutte o dichiarate non agibili; sospensione (con eccezione per casi particolarmente gravi) dei processi civili pendenti presso gli uffici giudiziari dei comuni colpiti dal sisma, nonchè di termini di legge gravanti sulle popolazioni colpite; predisposizione di un piano di interventi urgenti per il ripristino degli immobili pubblici danneggiati, compresa l’edilizia universitaria ed il Conservatorio di musica, nonché le caserme e gli immobili demaniali o di proprietà di enti ecclesiastici riconosciuti di interesse storico artistico; rapida definizione delle modalità organizzative per consentire la pronta ripresa dell’attività degli uffici pubblici; esclusione dal patto di stabilità interno 2009-2010 delle spese sostenute dalla Regione Abruzzo, dalla provincia de L’Aquila e dai Comuni danneggiati per fronteggiare gli eventi sismici. A vantaggio di famiglie, lavoratori ed imprese vengono inoltre previste le seguenti misure: proroga dell’indennità ordinaria di disoccupazione; indennizzo in favore dei collaboratori coordinati e continuativi e dei lavoratori autonomi che abbiano dovuto sospendere l’attività a causa del sisma; sospensione per le imprese delle eventuali sanzioni legate alle inadempienze fiscali; non computabilità, a fini della definizione del reddito da lavoro dipendente, delle erogazioni liberali, dei sussidi e dei benefici di qualsiasi genere concessi dai datori di lavoro privati ai lavoratori residenti nelle aree colpite dal sisma, ovvero da datori di lavoro privati operanti nei territori colpiti in favore di lavoratori anche non residenti in quelle aree. Le elezioni amministrative sono rinviate alla fine dell’anno e gli adempimenti contabili dei comuni vengono differiti al 31 luglio 2009. (Altalex, 4 maggio 2009) DECRETO-LEGGE 28 aprile 2009, n. 39 Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile. (09G0047) (GU n. 97 del 28-4-2009) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di emanare disposizioni per fronteggiare, con ulteriori interventi, gli eccezionali eventi sismici verificatisi nella regione Abruzzo, nonche' per potenziare le attivita' e gli interventi di protezione civile; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 23 aprile 2009; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministri dell'interno, del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle infrastrutture e dei trasporti, per i beni e le attivita' culturali, della difesa, della giustizia, dello sviluppo economico, dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, delle politiche agricole alimentari e forestali e della gioventu'; Emana il seguente decreto-legge: CAPO I Interventi immediati per il superamento dell'emergenza Art. 1. Modalita' di attuazione del presente decreto; ambito oggettivo e soggettivo 1. Le ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell'articolo 5, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, necessarie per l'attuazione del presente decreto sono emanate di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, per quanto attiene agli aspetti di carattere fiscale e finanziario. 2. I predetti provvedimenti hanno effetto esclusivamente nei confronti dei comuni interessati dagli eventi sismici che hanno colpito la regione Abruzzo a partire dal 6 aprile 2009 che, sulla base dei dati risultanti dai rilievi macrosismici effettuati dal Dipartimento della protezione civile, hanno risentito un'intensita' MSC uguale o superiore al sesto grado, identificati con il decreto del Commissario delegato n. 3 emanato in data 16 aprile 2009; i predetti provvedimenti riguardano le persone fisiche ivi residenti, le imprese operanti e gli enti aventi sede nei predetti territori alla data del 6 aprile 2009. 3. Gli interventi di cui all'articolo 3, comma 1, ad eccezione di quelli di cui alla lettera f), possono riguardare anche beni localizzati al di fuori dei territori dei comuni di cui al comma 2, in presenza di un nesso di causalita' diretto tra il danno subito e l'evento sismico, comprovato da apposita perizia giurata. Art. 2. Realizzazione urgente di abitazioni 1. Il Commissario delegato nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri con decreto emanato ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225, oltre ai compiti specificamente attribuitigli con ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri, provvede in termini di somma urgenza alla progettazione e realizzazione nei comuni di cui all'articolo 1 di moduli abitativi destinati ad una durevole utilizzazione, nonche' delle connesse opere di urbanizzazione e servizi, per consentire la piu' sollecita sistemazione delle persone le cui abitazioni sono state distrutte o dichiarate non agibili dai competenti organi tecnici pubblici in attesa della ricostruzione o riparazione degli stessi. 2. I moduli abitativi garantiscono, nel rispetto delle norme di sicurezza sanitarie vigenti, anche elevati livelli di qualita', innovazione tecnologica orientata all'autosufficienza impiantistica, protezione dalle azioni sismiche anche mediante isolamento sismico per interi complessi abitativi, risparmio energetico e sostenibilita' ambientale. 3. Il Commissario delegato approva il piano degli interventi di cui al comma 1 previo parere di un'apposita conferenza di servizi che delibera a maggioranza dei presenti validamente intervenuti. 4. Il Commissario delegato provvede, d'intesa con il Presidente della regione Abruzzo e sentiti i sindaci dei comuni interessati, alla localizzazione delle aree destinate alla realizzazione degli edifici di cui al comma 1, anche in deroga alle vigenti previsioni urbanistiche. Non si applicano gli articoli 7 ed 8 della legge 7 agosto 1990, n. 241. Il provvedimento di localizzazione comporta dichiarazione di pubblica utilita', indifferibilita' ed urgenza delle opere di cui al comma 1 e costituisce decreto di occupazione d'urgenza delle aree individuate. 5. L'approvazione delle localizzazioni di cui al comma 4, se derogatoria dei vigenti strumenti urbanistici, costituisce variante degli stessi e produce l'effetto della imposizione del vincolo preordinato alla espropriazione. In deroga alla normativa vigente ed in sostituzione delle notificazioni ai proprietari ed ogni altro avente diritto o interessato da essa previste, il Commissario delegato da' notizia della avvenuta localizzazione e conseguente variante mediante pubblicazione del provvedimento all'albo del comune e su due giornali, di cui uno a diffusione nazionale ed uno a diffusione regionale. L'efficacia del provvedimento di localizzazione decorre dal momento della pubblicazione all'albo comunale. Non si applica l'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327. 6. Per le occupazioni d'urgenza e per le eventuali espropriazioni delle aree per l'attuazione del piano di cui al comma 3, il Commissario delegato provvede, prescindendo da ogni altro adempimento, alla redazione dello stato di consistenza e del verbale di immissione in possesso dei suoli. Il verbale di immissione in possesso costituisce provvedimento di provvisoria occupazione a favore del Commissario delegato o di espropriazione, se espressamente indicato, a favore della Regione o di altro ente pubblico, anche locale, specificatamente indicato nel verbale stesso. L'indennita' di provvisoria occupazione o di espropriazione e' determinata dal Commissario delegato entro sei mesi dalla data di immissione in possesso. 7. Avverso il provvedimento di localizzazione ed il verbale di immissione in possesso e' ammesso esclusivamente ricorso giurisdizionale o ricorso straordinario al Capo dello Stato. Non sono ammesse le opposizioni amministrative previste dalla normativa vigente. 8. L'utilizzazione di un bene immobile in assenza del provvedimento di localizzazione o del verbale di immissione in possesso, o comunque di un titolo ablatorio valido, puo' essere disposta dal Commissario delegato, in via di somma urgenza, con proprio provvedimento, espressamente motivando la contingibilita' ed urgenza della utilizzazione. L'atto di acquisizione di cui all'articolo 43, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, e' adottato, ove ritenuto necessario, con successiva ordinanza, dal Commissario delegato a favore del patrimonio indisponibile della Regione o di altro ente pubblico anche locale. 9. L'affidamento degli interventi avviene entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto con le modalita' di cui all'articolo 57, comma 6, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, anche in caso di affidamento ai sensi dell'articolo 176 del medesimo decreto legislativo, compatibilmente con il quadro emergenziale e con la collaborazione delle associazioni di categoria di settore anche di ambito locale. In deroga all'articolo 118 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e' consentito il subappalto delle lavorazioni della categoria prevalente fino al cinquanta per cento. 10. Il Commissario delegato, a valere sulle risorse di cui all'articolo 7, comma 1, puo' procedere al reperimento di alloggi per le persone sgomberate anche individuando immobili non utilizzati per il tempo necessario al rientro delle popolazioni nelle abitazioni riparate o ricostruite, assicurando l'applicazione di criteri uniformi per la determinazione del corrispettivo d'uso. 11. L'assegnazione degli alloggi e' effettuata dal sindaco del comune interessato, il quale definisce le modalita' dell'uso provvisorio, anche gratuito, degli stessi da parte dei beneficiari, secondo criteri indicati con i provvedimenti di cui all'articolo 1. 12. Al fine di coadiuvare il Commissario delegato nell'esercizio delle proprie funzioni, sono nominati, con i provvedimenti di cui all'articolo 1, quattro vice commissari per specifici settori di intervento, di cui uno con funzioni vicarie. Agli eventuali oneri derivanti dal presente comma si provvede nell'ambito delle risorse stanziate ai sensi dell'articolo 7, comma 1. 13. Per le finalita' di cui al presente articolo, fatto salvo quanto previsto dal comma 10, e' autorizzata la spesa di 400 milioni di euro per l'anno 2009 e 300 milioni di euro per l'anno 2010. Art. 3. Ricostruzione e riparazione delle abitazioni private e di immobili ad uso non abitativo; indennizzi a favore delle imprese 1. Per soccorrere le esigenze delle popolazioni colpite dal sisma del 6 aprile 2009 sono disposti: a) la concessione di contributi, anche con le modalita' del credito di imposta, e di finanziamenti agevolati, garantiti dallo Stato, per la ricostruzione o riparazione di immobili adibiti ad abitazione principale distrutti o dichiarati inagibili ovvero per l'acquisto di nuove abitazioni sostitutive dell'abitazione principale distrutta; b) l'intervento di Fintecna S.p.a. ovvero di societa' controllata dalla stessa indicata, a domanda del soggetto richiedente il finanziamento, per assisterlo nella stipula del contratto di finanziamento di cui alla lettera a) e nella gestione del rapporto contrattuale; c) il subentro, a domanda del soggetto debitore non moroso, dello Stato, per un importo non superiore al contributo di cui alla lettera a), nel debito derivante da finanziamenti preesistenti garantiti da immobili adibiti ad abitazione principale distrutti, con la contestuale cessione alla societa' di cui alla lettera b) dei diritti di proprieta' sui predetti immobili. In tale caso il prezzo della cessione, stabilito dall'Agenzia del territorio, e' detratto dal debito nel quale lo Stato subentra; d) l'esenzione da ogni tributo, con esclusione dell'imposta sul valore aggiunto, e diritto degli atti e delle operazioni relativi ai finanziamenti ed agli acquisti di cui alla lettera a) inclusi quelli concernenti la prestazione delle eventuali garanzie personali o reali, nonche' degli atti conseguenti e connessi e degli atti di cui alla lettera c), con la riduzione dell'ottanta per cento degli onorari e dei diritti notarili; e) la concessione di contributi, anche con le modalita' del credito di imposta, per la ricostruzione o riparazione di immobili diversi da quelli adibiti ad abitazione principale, nonche' di immobili ad uso non abitativo distrutti o dichiarati non agibili; f) la concessione di indennizzi a favore delle attivita' produttive che hanno subito conseguenze economiche sfavorevoli per effetto degli eventi sismici; g) la concessione di indennizzi a favore delle attivita' produttive per la riparazione e la ricostruzione di beni mobili distrutti o danneggiati, il ripristino delle scorte andate distrutte o il ristoro di danni derivanti dalla perdita di beni mobili strumentali all'esercizio delle attivita' ivi espletate; h) la concessione di indennizzi per il ristoro di danni ai beni mobili anche non registrati; i) la concessione di indennizzi per i danni alle strutture adibite ad attivita' sociali, ricreative, sportive e religiose; l) la non concorrenza dei contributi e degli indennizzi erogati alle imprese ai sensi del presente comma ai fini delle imposte sui redditi e della imposta regionale sulle attivita' produttive, nonche' le modalita' della loro indicazione nella dichiarazione dei redditi. 2. Per l'individuazione dell'ambito di applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo resta fermo quanto previsto ai sensi dell'articolo 1, commi 2 e 3. 3. Per la realizzazione degli investimenti di interesse nazionale di cui alla lettera a) del comma 1 i soggetti autorizzati all'esercizio del credito, operanti nei territori di cui all'articolo 1 possono contrarre finanziamenti fino ad un massimo di 2.000 milioni di euro, ai sensi dell'articolo 5, comma 7, lettera a), secondo periodo, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, al fine di concedere finanziamenti assistiti da garanzia dello Stato, a favore di persone fisiche, per la ricostruzione o riparazione di immobili adibiti ad abitazione principale ovvero per l'acquisto di nuove abitazioni sostitutive dell'abitazione principale distrutta nei territori sopra individuati. La garanzia dello Stato e' concessa dal Ministero dell'economia e delle finanze, con uno o piu' decreti dirigenziali, per l'adempimento delle obbligazioni principali ed accessorie assunte in relazione a detti finanziamenti da parte delle persone fisiche cui e' stato concesso il credito ai sensi del presente comma. La garanzia dello Stato resta in vigore fino alla scadenza del termine di rimborso di ciascun finanziamento. Le modalita' di concessione della garanzia, il termine entro il quale puo' essere concessa, nonche' la definizione delle caratteristiche degli interventi finanziabili ai sensi del comma 1, sono stabiliti con i decreti di cui al presente comma. Agli eventuali oneri derivanti dall'escussione della garanzia concessa ai sensi del presente comma si provvede ai sensi dell'articolo 7, secondo comma, numero 2), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, con imputazione all'unita' previsionale di base [3.2.4.2] «garanzie dello Stato», iscritta nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. Al fine dell'attuazione del comma 1, lettera b), e' autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009, 2010, 2011 e 2012 per la stipula di una convenzione tra Fintecna spa ed il Ministero dell'economia e delle finanze. 4. La realizzazione di complessi residenziali puo' essere effettuata anche nell'ambito del «Piano casa» di cui all'articolo 11 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni. 5. Il contributo ed ogni altra agevolazione per la ricostruzione o la riparazione degli immobili non spettano per i beni alienati dopo la data del 6 aprile 2009. La proprieta' degli immobili per i quali e' stato concesso il contributo o ogni altra agevolazione per la ricostruzione non puo' essere alienata per due anni dalla concessione del contributo. Gli atti di compravendita stipulati in violazione della presente disposizione sono nulli. 6. Al fine dell'attuazione dei commi 1, esclusa la lettera b), e 2, con esclusione dei contributi che sono concessi nell'ambito delle risorse di cui all'articolo 14, comma 1, e' autorizzata la spesa di euro 88.500.000 per l'anno 2010, di euro 177.000.000 per l'anno 2011, di euro 265.500.000 per l'anno 2012, di euro 295.000.000 per ciascuno degli anni 2013 e 2014, di euro 240.300.000 per l'anno 2015, di 185,6 milioni di euro per l'anno 2016, di 130,9 milioni di euro per l'anno 2017, di 112,7 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2029, di 78,9 milioni di euro per l'anno 2030, di 45,1 milioni di euro per l'anno 2031 e di 11,3 milioni di euro per l'anno 2032. Art. 4. Ricostruzione e funzionalita' degli edifici e dei servizi pubblici 1. Con provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 1 sono stabiliti: a) i criteri e modalita' per il trasferimento, in esenzione da ogni imposta e tassa, alla regione Abruzzo, ovvero ai comuni interessati dal sisma del 6 aprile 2009, di immobili che non siano piu' utilizzabili o che siano dismissibili perche' non piu' rispondenti alle esigenze delle amministrazioni statali e non risultino interessati da piani di dismissione o alienazione del patrimonio immobiliare, per le finalita' di cui all'articolo 1, comma 5, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, siti nel suo territorio appartenenti allo Stato gestiti dall'Agenzia del demanio o dal Ministero della difesa, liberi e disponibili, nonche' gli immobili di cui all'articolo 2-undecies della legge 31 maggio 1965, n. 575, non ancora destinati; b) le modalita' di predisposizione e di attuazione, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con le amministrazioni interessate e con la regione Abruzzo, sentiti i sindaci dei comuni interessati, di un piano di interventi urgenti per il ripristino degli immobili pubblici, danneggiati dagli eventi sismici, comprese le strutture edilizie universitarie e del Conservatorio di musica di L'Aquila, nonche' le caserme in uso all'amministrazione della difesa e gli immobili demaniali o di proprieta' di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti di interesse storico-artistico ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42; c) le modalita' organizzative per consentire la pronta ripresa delle attivita' degli uffici delle amministrazioni statali, degli enti pubblici nazionali e delle agenzie fiscali nel territorio colpito dagli eventi sismici e le disposizioni necessarie per assicurare al personale non in servizio a causa della chiusura degli uffici il trattamento economico fisso e continuativo. 2. Alla realizzazione degli interventi di cui al comma 1, lettera b), provvede il Presidente della regione Abruzzo in qualita' di Commissario delegato, avvalendosi del competente provveditorato interregionale alle opere pubbliche. 3. Al fine di concentrare nei territori di cui all'articolo 1 interventi di ricostruzione delle infrastrutture viarie e ferroviarie, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono destinati a tali interventi, rispettivamente, fino a 200 milioni di euro a valere sulle risorse stanziate, per l'anno 2009, per gli investimenti di ANAS S.p.A., nell'ambito del contratto di programma da stipularsi per lo stesso anno, e fino a 100 milioni di euro nell'ambito dell'aggiornamento, per l'anno 2009, del contratto di programma Rete ferroviaria italiana (RFI) S.p.A. 2007-2011. 4. Con delibera del CIPE, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, alla regione Abruzzo e' riservata una quota aggiuntiva delle risorse previste dall'articolo 18 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, destinate al finanziamento degli interventi in materia di edilizia scolastica. La regione Abruzzo e' autorizzata, con le risorse di cui al presente comma, a modificare il piano annuale 2009 di edilizia scolastica, gia' predisposto ai sensi dell'articolo 4 della legge 11 gennaio 1996, n. 23, anche con l'inserimento di nuove opere in precedenza non contemplate; il termine per la relativa presentazione e' prorogato di sessanta giorni. 5. Le risorse disponibili sul bilancio del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca finalizzate agli arredi scolastici, possono essere destinate alle istituzioni scolastiche ubicate nella regione Abruzzo. Al fine di assicurare una sollecita ripresa delle attivita' didattiche e delle attivita' dell'amministrazione scolastica nelle zone colpite dagli eventi sismici, anche in correlazione con gli obiettivi finanziari di cui all'articolo 64, comma 6, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e' autorizzata la spesa di euro 19,4 milioni per l'anno 2009, di euro 14,3 milioni per l'anno 2010 e di euro 2,3 milioni per l'anno 2011. L'utilizzazione delle risorse di cui al presente comma e' disposta con le modalita' previste dall'articolo 1, comma 1, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca. 6. Alla regione Abruzzo, con riferimento agli interventi in materia di edilizia sanitaria, di cui all'articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67, e' riconosciuta priorita' nell'utilizzo delle risorse disponibili nel bilancio statale ai fini della sottoscrizione di un nuovo Accordo di programma finalizzato alla ricostruzione ed alla riorganizzazione delle strutture sanitarie regionali riducendo il rischio sismico; nell'ambito degli interventi gia' programmati dalla regione Abruzzo nell'Accordo di programma vigente, la Regione procede, previo parere del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, alle opportune rimodulazioni, al fine di favorire le opere di consolidamento e di ripristino delle strutture danneggiate. 7. I programmi finanziati con fondi statali o con il contributo dello Stato a favore della regione Abruzzo possono essere riprogrammati nell'ambito delle originarie tipologie di intervento prescindendo dai termini riferiti ai singoli programmi, non previsti da norme comunitarie. 8. In deroga a quanto previsto dall'articolo 62, comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, con riguardo alla durata massima di una singola operazione di indebitamento, la regione Abruzzo, la provincia di L'Aquila e gli altri comuni di cui all'articolo 1, comma 2, sono autorizzati a rinegoziare con la controparte attuale i prestiti, in qualsiasi forma contratti in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto. La durata di ogni singolo prestito puo' essere estesa per un periodo non superiore a cinquanta anni a partire dalla data della rinegoziazione. 9. All'attuazione del comma 1, lettera b), si provvede con le risorse di cui all'articolo 14, comma 1. Art. 5. Disposizioni relative alla sospensione dei processi civili, penali e amministrativi, al rinvio delle udienze e alla sospensione dei termini, nonche' alle comunicazioni e notifiche di atti 1. Fino al 31 luglio 2009, sono sospesi i processi civili e amministrativi pendenti alla data del 6 aprile 2009 presso gli uffici giudiziari aventi sede nei comuni di cui all'articolo 1, comma 2, ad eccezione delle cause relative ad alimenti, ai procedimenti cautelari, ai procedimenti per l'adozione di provvedimenti in materia di amministrazione di sostegno, di interdizione, di inabilitazione, ai procedimenti per l'adozione di ordini di protezione contro gli abusi familiari ed in genere quelle rispetto alle quali la ritardata trattazione potrebbe produrre grave pregiudizio alle parti. In quest'ultimo caso, la dichiarazione di urgenza e' fatta dal presidente in calce alla citazione o al ricorso, con decreto non impugnabile, e, per le cause gia' iniziate, con provvedimento del giudice istruttore o del collegio, egualmente non impugnabile. 2. Sono rinviate d'ufficio, a data successiva al 31 luglio 2009, le udienze processuali civili e amministrative in cui le parti o i loro difensori, con nomina antecedente al 5 aprile 2009, sono soggetti che, alla data del 5 aprile 2009, erano residenti o avevano sede nei comuni individuati ai sensi dell'articolo 1. 3. Per i soggetti che alla data del 5 aprile 2009 erano residenti, avevano sede operativa o esercitavano la propria attivita' lavorativa, produttiva o di funzione nei comuni e nei territori individuati con i provvedimenti di cui al comma 1, il decorso dei termini perentori, legali e convenzionali, sostanziali e processuali, comportanti prescrizioni e decadenze da qualsiasi diritto, azione ed eccezione, nonche' dei termini per gli adempimenti contrattuali e' sospeso dal 6 aprile 2009 al 31 luglio 2009 e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. E' fatta salva la facolta' di rinuncia espressa alla sospensione da parte degli interessati. Ove il decorso abbia inizio durante il periodo di sospensione, l'inizio stesso e' differito alla fine del periodo. Sono altresi' sospesi, per lo stesso periodo e nei riguardi dei medesimi soggetti, i termini relativi ai processi esecutivi, escluse le procedure di esecuzione coattiva tributaria, e i termini relativi alle procedure concorsuali, nonche' i termini di notificazione dei processi verbali, di esecuzione del pagamento in misura ridotta, di svolgimento di attivita' difensiva e per la presentazione di ricorsi amministrativi e giurisdizionali. 4. Nei riguardi degli stessi soggetti di cui al comma 3, i termini di scadenza, ricadenti o decorrenti nel periodo che va dal 6 aprile 2009 al 31 luglio 2009, relativi a vaglia cambiari, a cambiali e ad ogni altro titolo di credito o atto avente forza esecutiva, sono sospesi per lo stesso periodo. La sospensione opera a favore dei debitori ed obbligati, anche in via di regresso o di garanzia, salva la facolta' degli stessi di rinunciarvi espressamente. 5. Per il periodo e nei comuni individuati ai sensi dell'articolo 1, sono sospesi i termini stabiliti per la fase delle indagini preliminari, nonche' i termini per proporre querela e sono altresi' sospesi i processi penali, in qualsiasi stato e grado, pendenti alla data del 6 aprile 2009. 6. Nei processi penali in cui, alla data del 6 aprile 2009, una delle parti o dei loro difensori, nominati prima della medesima data, era residente nei comuni individuati ai sensi dell'articolo 1: a) sono sospesi, per il periodo indicato al comma 1, i termini previsti dal codice di procedura penale a pena di inammissibilita' o decadenza per lo svolgimento di attivita' difensiva e per la proposizione di reclami o impugnazioni; b) salvo quanto previsto al comma 7, il giudice, ove risulti contumace o assente una delle parti o dei loro difensori, dispone d'ufficio il rinvio a data successiva al 31 luglio 2009. 7. La sospensione di cui ai commi 5 e 6 non opera per l'udienza di convalida dell'arresto o del fermo, per il giudizio direttissimo, per la convalida dei sequestri, e nei processi con imputati in stato di custodia cautelare. La sospensione di cui al comma 6 non opera, altresi', qualora le parti processuali interessate o i relativi difensori rinuncino alla stessa. 8. Il corso della prescrizione rimane sospeso per il tempo in cui il processo o i termini procedurali sono sospesi, ai sensi dei commi 5 e 6, lettera a), nonche' durante il tempo in cui il processo e' rinviato ai sensi del comma 6, lettera b). 9. E' istituito presso la sede temporanea degli uffici giudiziari di L'Aquila il presidio per le comunicazioni e le notifiche degli atti giudiziari. 10. Nei confronti delle parti o dei loro difensori, gia' nominati alla data del 5 aprile 2009 e che, alla stessa data, erano residenti, avevano sede operativa o esercitavano la propria attivita' lavorativa, produttiva o di funzione nei comuni e nei territori individuati nei decreti di cui al comma 1, la comunicazione e la notifica di atti del procedimento o del processo deve essere eseguita fino al 31 luglio 2009, a pena di nullita', presso il presidio per le comunicazioni e le notifiche di cui al comma 9. 11. Fino al 31 luglio 2009, le notificazioni da eseguirsi presso l'Avvocatura dello Stato in L'Aquila si eseguono presso la sede temporanea della medesima Avvocatura. Art. 6. Sospensione e proroga di termini, deroga al patto di stabilita' interno, modalita' di attuazione del Piano di rientro dai disavanzi sanitari 1. Al fine di agevolare la ripresa delle attivita' nelle zone colpite dal sisma del 6 aprile 2009 mediante il differimento di adempimenti onerosi per gli enti pubblici, le famiglie, i lavoratori e le imprese, sono disposti: a) la sospensione dei termini relativi ai certificati di pagamento dei contratti pubblici; b) la sospensione dei termini di versamento delle entrate aventi natura patrimoniale ed assimilata, dovute all'amministrazione finanziaria ed agli enti pubblici anche locali, nonche' alla Regione, nonche' di quelli riferiti al diritto annuale di cui all'articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e successive modificazioni; c) la sospensione dei termini per la notifica delle cartelle di pagamento da parte degli agenti della riscossione, nonche' i termini di prescrizione e decadenza relativi all'attivita' degli uffici finanziari, ivi compresi quelli degli enti locali e della Regione; d) la sospensione del versamento dei contributi consortili di bonifica, esclusi quelli per il servizio irriguo, gravanti sugli immobili agricoli ed extragricoli; e) il differimento dell'esecuzione dei provvedimenti di rilascio per finita locazione degli immobili pubblici e privati, adibiti ad uso abitativo ovvero ad uso diverso da quello abitativo; f) la sospensione del pagamento dei canoni di concessione e locazione relativi a immobili distrutti o dichiarati non agibili, di proprieta' dello Stato ovvero adibiti ad uffici statali o pubblici; g) la rideterminazione della sospensione del versamento dei tributi, dei contributi previdenziali ed assistenziali e premi per l'assicurazione obbligatoria, nonche' la ripresa della riscossione dei tributi, dei contributi previdenziali ed assistenziali e premi per l'assicurazione obbligatoria sospesi, nonche' di ogni altro termine sospeso ai sensi del presente articolo, anche in forma rateizzata; h) la eventuale proroga di un anno del termine di validita' delle tessere sanitarie, previste dall'articolo 50 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni; i) la proroga del termine per le iniziative agevolate a valere sugli strumenti della programmazione negoziata e per le altre misure di incentivazione di competenza del Ministero dello sviluppo economico, nonche' i progetti regionali sui distretti industriali cofinanziati dal Ministero dello sviluppo economico di cui all'articolo 1, comma 890, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni; l) la proroga del termine di scadenza del consiglio della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di L'Aquila e degli organi necessari al funzionamento degli enti impegnati nel rilancio delle attivita' produttive e per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma; m) la non applicazione delle sanzioni amministrative per le imprese che presentano in ritardo, purche' entro il 30 novembre 2009, le domande di iscrizione alle camere di commercio, le denunce di cui all'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581, il modello unico di dichiarazione previsto dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70; n) la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti di qualsiasi genere, ivi incluse le operazioni di credito agrario di esercizio e di miglioramento e di credito ordinario, erogati dalle banche, nonche' dagli intermediari finanziari iscritti negli elenchi speciali di cui agli articoli 106 e 107 del testo unico bancario, approvato con decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, e dalla Cassa depositi e prestiti S.p.a., con la previsione che gli interessi attivi relativi alle rate sospese concorrano alla formazione del reddito d'impresa, nonche' alla base imponibile dell'IRAP, nell'esercizio in cui sono incassati; o) l'esclusione dal patto di stabilita' interno relativo agli anni 2009 e 2010 delle spese sostenute dalla regione Abruzzo, dalla provincia di L'Aquila e dai comuni di cui all'articolo 1 per fronteggiare gli eccezionali eventi sismici; p) l'esclusione dal patto di stabilita' interno relativo agli anni 2009 e 2010 degli enti locali indicati alla lettera o) delle entrate allo stesso titolo acquisite da altri enti o soggetti pubblici o privati; q) le modalita' di attuazione del Piano di rientro dai disavanzi sanitari nei limiti delle risorse individuate con l'articolo 13, comma 3, lettera b); r) la sospensione dell'applicazione delle disposizioni concernenti il procedimento sanzionatorio di cui ai commi 8-bis, 8-ter e 8-quater, dell'articolo 50 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326. 2. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, puo' essere disposto il differimento dei termini per: a) la deliberazione del bilancio di previsione 2009, di cui all'articolo 151 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; b) la deliberazione di approvazione del rendiconto di gestione dell'esercizio 2008, di cui all'articolo 227 del decreto legislativo n. 267 del 2000; c) la presentazione della certificazione attestante il mancato gettito ICI derivante dall'esenzione riconosciuta sugli immobili adibiti ad abitazione principale, di cui al decreto del Ministero dell'interno in data 1° aprile 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 82 dell'8 aprile 2009; d) la presentazione da parte degli enti locali della certificazione attestante l'IVA corrisposta per prestazioni di servizi non commerciali, della certificazione attestante l'IVA corrisposta per i contratti di servizio per il trasporto pubblico locale e della certificazione attestante la perdita di gettito ICI sugli edifici classificati in categoria D. 3. Nella provincia di L'Aquila le elezioni del presidente della provincia, del consiglio provinciale, dei sindaci e dei consigli comunali, da tenersi nella primavera 2009, sono rinviate ad una data fissata con decreto del Ministro dell'interno tra il 1° novembre ed il 15 dicembre 2009. Il mandato dei relativi organi e' prorogato fino allo svolgimento delle elezioni di cui al periodo precedente. 4. Al fine dell'attuazione del comma 1, lettera da a) ad n) e' autorizzata la spesa, per l'anno 2009, di euro 6.300.000 e per l'anno 2010 di euro 51.000.000. Art. 7. Attivita' urgenti della Protezione civile, delle Forze di polizia, delle Forze armate 1. Per gli interventi di assistenza gia' realizzati in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici ai sensi delle ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3753 del 6 aprile 2009, n. 3754 del 9 aprile 2009, n. 3755 del 15 aprile 2009 e n. 3757 del 21 aprile 2009, nonche' per la loro prosecuzione fino al 31 dicembre 2009, in aggiunta alle somme gia' trasferite al fondo della Protezione civile, e' autorizzata la spesa di euro 580 milioni, fatto salvo quanto previsto ai commi 2 e 3. 2. Per la prosecuzione dell'intervento di soccorso e delle attivita' necessarie al superamento dell'emergenza dell'evento sismico in Abruzzo, da parte del personale del Corpo dei vigili del fuoco e delle Forze di polizia, fino al 31 dicembre 2009, e' autorizzata, a decorrere dal 1° giugno 2009, la spesa di 80 milioni di euro. Nell'ambito della predetta autorizzazione di spesa complessiva, per il personale del Corpo dei vigili del fuoco e delle Forze di polizia direttamente impegnato nell'attivita' indicate al presente comma, sono autorizzate per il periodo dal 1° giugno al 31 dicembre 2009, in deroga alla vigente normativa prestazioni di lavoro straordinario nel limite massimo di 75 ore mensili proâ€'capite da ripartire con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. 3. Per la prosecuzione dell'intervento di soccorso da parte del Corpo dei vigili del fuoco, e' autorizzata, in aggiunta a quanto previsto dal comma 2, la spesa di 8,4 milioni di euro per l'anno 2009. Al comma 213-bis dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, primo periodo, con effetto dal 1° gennaio 2009, le parole: «e di polizia» sono sostituite dalle seguenti: «di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco». 4. La regione Abruzzo e' autorizzata a prorogare fino al 31 dicembre 2009 i contratti di lavoro a tempo determinato e di collaborazione coordinata, continuativa od occasionale stipulati dalla predetta regione Abruzzo nei settori della protezione civile, della sanita' e dell'informatica ed in corso alla data del 6 aprile 2009, nel limite delle risorse disponibili, a legislazione vigente, nel bilancio regionale e, per le aziende sanitarie, nei limiti delle risorse indicate ai sensi dell'articolo 13, comma 3, lettera b). Art. 8. Provvidenze in favore delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese 1. Al fine di sostenere l'economia delle zone colpite dal sisma del 6 aprile 2009 ed il reddito delle famiglie, lavoratori ed imprese, sono disposti: a) la proroga dell'indennita' ordinaria di disoccupazione con requisiti normali di cui all'articolo 1, comma 25, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, con riconoscimento della contribuzione figurativa; b) l'indennizzo in favore dei collaboratori coordinati e continuativi, in possesso dei requisiti di cui all'articolo 19, comma 2, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, dei titolari di rapporti agenzia e di rappresentanza commerciale, dei lavoratori autonomi, ivi compresi i titolari di attivita' di impresa e professionali, iscritti a qualsiasi forma obbligatoria di previdenza e assistenza, che abbiano dovuto sospendere l'attivita' a causa degli eventi sismici; c) l'estensione alle imprese ed ai lavoratori autonomi che alla data del 6 aprile 2009 erano assistiti da professionisti operanti nei comuni di cui all'articolo 1, comma 2, della sospensione dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, nonche' la non applicazione delle sanzioni amministrative per inadempimenti in materia di lavoro e fiscale, per ritardate comunicazioni di assunzione, cessazione e variazione del rapporto di lavoro, in scadenza a fare data dal 6 aprile 2009 e fino al 30 giugno 2009, nei confronti sia dei soggetti operanti alla data degli eventi sismici nei comuni di cui all'articolo 1, comma 2, sia delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in comuni non interessati dagli eventi sismici, che alla data del 6 aprile 2009 erano assistiti da professionisti operanti nei predetti comuni di cui all'articolo 1, comma 2; d) la non computabilita' ai fini della definizione del reddito di lavoro dipendente di cui all'articolo 51 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dei sussidi occasionali, erogazioni liberali o benefici di qualsiasi genere concessi da parte sia dei datori di lavoro privati a favore dei lavoratori residenti nei comuni di cui all'articolo 1, comma 2, sia da parte dei datori di lavoro privati operanti nei predetti territori, a favore dei propri lavoratori, anche non residenti nei predetti comuni di cui all'articolo 1, comma 2; e) modalita' speciali di attuazione delle misure in materia di politica agricola comunitaria (PAC) e di programmi di sviluppo rurale finalizzate all'anticipazione dei termini di erogazione delle provvidenze previste, nel rispetto della disciplina comunitaria e nell'ambito delle disponibilita' della gestione finanziaria dell'AGEA; f) l'esenzione dal pagamento del pedaggio autostradale per gli utenti residenti nei comuni di cui al comma 1 in transito nell'area colpita fino alla data del 31 dicembre 2009. 2. Al fine di sostenere il rapido recupero di adeguate condizioni di vita delle famiglie residenti nei territori colpiti dal sisma, e per un ammontare massimo di 12.000.000 di euro, a valere sulle risorse del Fondo per le politiche della famiglia di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, come modificato dall'articolo 1, comma 1250, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, relative all'anno 2009, sono realizzati interventi, anche integrati, per le seguenti finalita': a) costruzione e attivazione di servizi socio-educativi per la prima infanzia; b) costruzione e attivazione di residenze per anziani; c) costruzione e attivazione di residenze per nuclei monoparentali madre bambino; d) realizzazione di altri servizi da individuare con le modalita' di cui all'articolo 1. 3. Al fine dell'attuazione del comma 1 e' autorizzata la spesa, per l'anno 2009, di 53,5 milioni di euro e, per l'anno 2010, di 30 milioni di euro. CAPO II Misure urgenti per la ricostruzione Art. 9. Stoccaggio, trasporto e smaltimento dei materiali provenienti da demolizioni 1. I materiali derivanti dal crollo degli edifici pubblici e privati, nonche' quelli provenienti dalle demolizioni degli edifici danneggiati dal terremoto sono classificati, ai sensi dell'Allegato D della parte IV del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come rifiuti urbani con codice CER 20.03.99 limitatamente alle fasi di raccolta e trasporto presso le aree di deposito temporaneo individuate. 2. Ai fini dei conseguenti adempimenti amministrativi, il produttore dei rifiuti, in deroga all'articolo 183, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e' il comune di origine dei rifiuti stessi, che comunica al Commissario delegato i dati relativi alle attivita' di raccolta, trasporto, selezione, recupero e smaltimento dei rifiuti effettuate e ne rendiconta i relativi oneri. 3. Fermo restando il rispetto della normativa comunitaria, i comuni dispongono la rimozione ed il trasporto dei materiali di cui al comma 1 presenti su aree pubbliche o private da parte di soggetti in possesso dei necessari titoli abilitativi, anche in deroga alle procedure di cui all'articolo 242 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ed alle disposizioni sul prelievo ed il trasporto dei rifiuti pericolosi, con il concorso dell'Agenzia regionale per la tutela ambientale dell'Abruzzo e delle ASL competenti per territorio, al fine di assicurare adeguate condizioni di igiene a tutela della salute pubblica e dell'ambiente. 4. L'ISPRA assicura il coordinamento delle attivita' realizzate dell'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente dell'Abruzzo ai sensi del presente articolo, nonche' il necessario supporto tecnico-scientifico alla regione Abruzzo. 5. In deroga all'articolo 208, comma 15, ed all'articolo 216 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono autorizzate le attivita' degli impianti finalizzate alla gestione dei rifiuti di cui al comma 1, nel pieno rispetto della normativa comunitaria. 6. In deroga all'articolo 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, i termini di validita' delle iscrizioni all'Albo nazionale dei gestori ambientali effettuate dalla sezione regionale dell'Abruzzo del medesimo Albo, sono sospesi fino al ripristino dell'operativita' della sezione regionale dell'Albo. Nel periodo transitorio, le variazioni e le nuove iscrizioni sono effettuate dal Comitato nazionale dell'Albo. 7. Allo scopo di assicurare la continuita' delle attivita' di smaltimento dei rifiuti urbani ed evitare emergenze ambientali ed igienico sanitarie nel territorio interessato dal terremoto, considerata l'imminente saturazione della discarica sita nel comune di Poggio Picenze, e' autorizzata da parte della Regione, sentiti gli enti locali interessati, la realizzazione, nel pieno rispetto della normativa comunitaria tecnica di settore, di siti da destinare a discarica presso i comuni di Barisciano - localita' Forfona e Poggio Picenze - localita' Le Tomette. Gli impianti sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.12.12; 19.05.01; 19.05.03; 20.03.01; 19.01.12; 19.01.14; 19.02.06. 8. In deroga agli articoli 182, comma 7, 191, 208 e 210 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, nonche' all'articolo 8 del decreto legislativo del 13 gennaio 2003, n. 36, e previa verifica tecnica speditiva della sussistenza delle condizioni di salvaguardia ambientale e delle volumetrie residue, da effettuarsi con il supporto tecnico-scientifico dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, la Regione provvede alla individuazione di siti di discarica finalizzati allo smaltimento dei rifiuti di cui al presente articolo, adottando, sentito l'ISPRA, provvedimenti di adeguamento e completamento degli interventi di ripristino ambientale di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, anche successivamente all'eventuale utilizzo. 9. Con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottata ai sensi dell'articolo 5, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito l'ISPRA, possono essere definite le modalita' operative per la gestione dei rifiuti di cui al presente articolo. CAPO III Interventi per lo sviluppo socio-economicodelle zone terremotate Art. 10. Agevolazioni per lo sviluppo economico e sociale 1. Con decreto del Ministro per lo sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, puo' essere stabilita l'istituzione, nell'ambito del Fondo di garanzia di cui all'articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266, di una apposita sezione destinata alla concessione gratuita di garanzie per le piccole e medie imprese, comprese quelle commerciali, turistiche, di servizi, nonche' per gli studi professionali, con la previsione di modalita' particolari per la concessione delle stesse. 2. Le operazioni di rinegoziazione dei mutui e di ogni altro finanziamento sono effettuate senza applicazione di costi da parte degli intermediari e sono esenti da imposte e tasse di ogni genere, con esclusione dell'imposta sul valore aggiunto. I relativi onorari notarili sono ridotti del cinquanta per cento. 3. Con delibera del CIPE una quota delle risorse di cui al Fondo strategico per il Paese a sostegno dell'economia reale, puo' essere destinata al finanziamento di accordi di programma gia' sottoscritti per l'attuazione degli interventi agevolativi di cui al decreto-legge 1° aprile 1989, n. 120, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 maggio 1989, n. 181, e successive modificazioni, ovvero da sottoscrivere, con priorita' per le imprese ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria di cui al decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, ed al decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39, compresi gli eventuali acquirenti delle predette imprese, nei settori dei componenti e prodotti hardware e software per ICT, della farmaceutica, dell'agroalimentare, della chimica e dell'automotive e dell'edilizia sostenibile, nonche' ai contratti di programma che alla data di entrata in vigore del presente decreto risultano gia' presentati. L'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa e' incaricata degli interventi di cui al presente comma. 4. Con provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 1 sono disciplinate le modalita' per la destinazione alla regione Abruzzo della quota delle risorse disponibili del Fondo per le politiche giovanili per le iniziative di sostegno delle giovani generazioni della regione Abruzzo colpite dall'evento sismico riguardanti la medesima regione, nonche' le modalita' di monitoraggio, attuazione e rendicontazione delle iniziative intraprese. 5. Al fine di favorire la ripresa delle attivita' dei centri di accoglienza, di ascolto e di aiuto delle donne e delle madri in situazioni di difficolta', ivi comprese quelle derivanti dagli effetti degli eventi sismici, e' autorizzata la spesa di tre milioni di euro, per l'anno 2009, a sostegno degli oneri di ricostruzione o di restauro di immobili a tale scopo destinati situati nei comuni di cui all'articolo 1. All'onere derivante dal presente comma, pari a 3 milioni di euro per l'anno 2009, si provvede mediante utilizzo dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 19, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, come rideterminata dalla Tabella C allegata alla legge 22 dicembre 2008, n. 203. CAPO IV Misure per la prevenzione del rischio sismico Art. 11. Verifiche ed interventi per la riduzione del rischio sismico 1. Il Dipartimento della protezione civile e' autorizzato ad avviare e realizzare in termini di somma urgenza un piano di verifiche speditive finalizzate alla realizzazione di interventi volti alla riduzione del rischio sismico di immobili, strutture e infrastrutture prioritariamente nelle aree dell'Appennino centrale contigue a quelle interessate dagli eventi sismici di cui al presente decreto. La realizzazione delle predette verifiche ha luogo in collaborazione con gli enti locali interessati e puo' essere realizzata anche attraverso tecnici dei medesimi enti e di ogni altra amministrazione od ente pubblico operante nei territori interessati. A tale fine e' autorizzata la spesa di 1,5 milioni di euro annui a decorrere dal 2009. Il mancato avvio dei lavori di messa in sicurezza degli immobili pubblici entro sei mesi dagli esiti delle verifiche di cui al presente comma determina l'inutilizzabilita' dell'immobile. 2. Con provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 1, vengono individuate le aree interessate e disciplinati gli aspetti tecnici e le modalita' operative, nonche' stabiliti i criteri di priorita' degli interventi. 3. Le amministrazioni interessate destinano alla realizzazione dei predetti interventi le risorse necessarie anche attraverso le opportune variazioni di bilancio, ai sensi della legislazione vigente. Nel caso di insufficienza delle risorse disponibili, gli interventi predetti sono realizzati a valere sulle risorse previste ai sensi dell'articolo 14, comma 1. 4. Per la realizzazione degli interventi che si rendono necessari a seguito delle verifiche effettuate ai sensi del presente articolo e' concesso, ai soggetti privati indicati al comma 1, un credito d'imposta nel limite di euro 50,5 milioni per l'anno 2010, di euro 151.600.000 per l'anno 2011, di euro 202.100.000 per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014, di euro 151.600.000 per l'anno 2015, e di euro 50.500.000 per l'anno 2016 in misura pari al 55 per cento delle spese sostenute entro il 30 giugno 2011 ed effettivamente rimaste a carico del contribuente e, comunque, fino ad un importo massimo del medesimo credito di imposta di 48.000 euro. Il credito d'imposta non spetta ai soggetti di cui all'articolo 74 del testo unico delle imposte dirette, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 5. Il credito d'imposta maturato in relazione agli interventi di cui al comma 1, non cumulabile con altre agevolazioni riconosciute per interventi edilizi del medesimo tipo, e' utilizzabile in cinque quote costanti di pari importo e deve essere indicato, a pena di decadenza, nella relativa dichiarazione dei redditi. 6. Per i soggetti titolari di partita IVA il credito di imposta puo' essere fatto valere in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, non concorre alla formazione del reddito, ne' della base imponibile dell'imposta regionale sulle attivita' produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. La quota annuale del credito d'imposta non utilizzata in tutto o in parte in compensazione puo' essere chiesta anche a rimborso. 7. Per le persone fisiche non titolari di partita IVA, la quota annuale del credito di imposta e' utilizzata in diminuzione dell'imposta netta determinata ai sensi dell'articolo 11 del testo unico delle imposte dirette, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Se l'ammontare della predetta quota e' superiore a quello dell'imposta netta, il contribuente ha diritto, a sua scelta, di computare l'eccedenza in diminuzione dell'imposta relativa al periodo di imposta successivo o di chiederne il rimborso in sede di dichiarazione dei redditi. 8. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore dell'ultimo dei provvedimenti adottati ai sensi del comma 2 sono fissate le modalita' di attuazione dei commi 4, 5, 6 e 7. 9. Al credito d'imposta di cui al presente articolo non si applica la disposizione dell'articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. 10. Il credito d'imposta puo' essere fruito esclusivamente nel rispetto dell'applicazione della regola de minimis di cui al regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato istitutivo della Comunita' europea agli aiuti di importanza minore. CAPO V Disposizioni di carattere fiscalee di copertura finanziaria Art. 12. Norme di carattere fiscale in materia di giochi 1. Al fine di assicurare maggiori entrate non inferiori a 500 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2009, il Ministero dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, con propri decreti dirigenziali adottati entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto puo': a) indire nuove lotterie ad estrazione istantanea; b) adottare ulteriori modalita' di gioco del Lotto, nonche' dei giochi numerici a totalizzazione nazionale, inclusa la possibilita' di piu' estrazioni giornaliere; c) concentrare le estrazioni del Lotto, in forma automatizzata, anche in una o piu' citta' gia' sedi di ruota; d) consentire l'apertura delle tabaccherie anche nei giorni festivi; e) disporre l'assegnazione del 65 per cento della posta di gioco a montepremi, del 5,71 per cento alle attivita' di gestione, dell'8 per cento come compenso per l'attivita' dei punti di vendita, del 15 per cento come entrate erariali sotto forma di imposta unica e del 6,29 per cento a favore dell'UNIRE, relativamente al gioco istituito ai sensi dell'articolo 1, comma 87, della legge 27 dicembre 2006, n. 296; f) adeguare, nel rispetto dei criteri gia' previsti dall'ordinamento interno, nonche' delle procedure comunitarie vigenti in materia, il regolamento emanato con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 17 settembre 2007, n. 186, prevedendovi, altresi', la raccolta a distanza di giochi di sorte a quota fissa e di giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo, relativamente ai quali l'aliquota di imposta unica applicata sulle somme giocate e', per ciascun gioco, pari al 20 per cento delle somme che, in base al regolamento di gioco, non risultano restituite al giocatore; g) relativamente alle scommesse a distanza a quota fissa con modalita' di interazione diretta tra i singoli giocatori, stabilire l'aliquota di imposta unica nel 20 per cento della raccolta, al netto delle somme che, in base al regolamento di gioco, sono restituite in vincite e rimborsi al consumatore, disponendo altresi' in cinquanta centesimi di euro la posta unitaria di gioco. Conseguentemente, a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del relativo decreto dirigenziale all'articolo 38, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, le parole: «e per le scommesse con modalita' di interazione diretta tra i singoli giocatori», ovunque ricorrano, sono soppresse; h) per le scommesse a quota fissa di cui all'articolo 1, comma 88, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, disporre che l'aliquota d'imposta unica sulle giocate, di cui alla lettera d) del predetto comma, sia pari al 20 per cento della raccolta al netto delle somme che, in base al regolamento di gioco, sono restituite in vincite al consumatore, nonche' la fissazione della posta unitaria di gioco in cinquanta centesimi di euro; i) determinare i poteri di controllo dei concessionari della rete telematica per la gestione degli apparecchi da gioco di cui all'articolo 110, comma 6, del regio decreto18 giugno 1931, n. 773, nonche' l'eventuale esclusione dalle sanzioni relative alle irregolarita' riscontrate dai medesimi concessionari, nel rispetto dei seguenti ulteriori criteri: 1) potere, per i concessionari della rete telematica di cui all'articolo 14-bis, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, di disporre l'accesso di propri incaricati nei locali destinati all'esercizio di raccolta di gioco per procedere ad ispezioni tecniche ed amministrative per la verifica del corretto esercizio degli apparecchi stessi; 2) obbligo, per i soggetti incaricati delle attivita' ispettive di cui al numero 1), di segnalare tempestivamente all'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e agli organi di polizia le illiceita' riscontrate, anche qualora esse si riferiscano ad apparecchi collegati alla rete di altri concessionari; 3) previsione, in relazione agli illeciti accertati con le procedure di cui ai punti precedenti, dell'esclusione delle responsabilita' previste dall'articolo 39-quater, comma 2, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326; 4) applicabilita' dell'articolo 22 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, in relazione alle somme dovute a qualunque titolo dai responsabili in via principale o in solido, a norma dell'articolo 39-quater del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326. In tali casi l'iscrizione di ipoteca ed il sequestro conservativo, di cui al periodo precedente, sono richiesti sui beni dell'impresa e sui beni personali dell'imprenditore individuale o dell'amministratore, se responsabile e' persona giuridica ed i medesimi provvedimenti sono richiesti, altresi', sui beni di ogni altro soggetto, anche non titolare d'impresa, responsabile a qualunque titolo; l) attuare la concreta sperimentazione e l'avvio a regime di sistemi di gioco costituiti dal controllo remoto del gioco attraverso videoterminali in ambienti dedicati, dalla generazione remota e casuale di combinazioni vincenti, anche numeriche, nonche' dalla restituzione di vincite ciclicamente non inferiori all'ottantacinque per cento delle somme giocate; definire: 1) il prelievo erariale unico applicabile in coerenza con quello vigente per gli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettera a), del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e comunque non superiore all'otto per cento delle somme giocate; 2) le caratteristiche degli ambienti dedicati e il rapporto tra loro superficie e numero di videoterminali; 3) i requisiti dei sistemi di gioco, i giochi offerti, nonche' le modalita' di verifica della loro conformita', tramite il partner tecnologico, coerente agli standard di sicurezza ed affidabilita' vigenti a livello internazionale; 4) le procedure di autorizzazione dei concessionari all'installazione, previo versamento di euro 15.000 ciascuno, di videoterminali fino ad un massimo del quattordici per cento del numero di nulla osta dagli stessi gia' posseduti; 5) le procedure per una nuova selezione dei concessionari di cui all'articolo 14-bis, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640; m) fissare le modalita' con le quali i concessionari delle scommesse a quota fissa su sport e su altri eventi offrono propri programmi di avvenimenti personalizzati e complementari a quello ufficiale, fermo il potere dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato di certificare i relativi esiti, nel rispetto dei seguenti ulteriori criteri: 1) asseverazione preventiva, da parte dell'Amministrazione, degli eventi del programma complementare del concessionario; 2) acquisizione in tempo reale, da parte del totalizzatore nazionale, degli eventi del programma complementare e dei loro esiti; n) stabilire la posta unitaria di gioco e l'importo minimo per ogni biglietto giocato per le scommesse a quota fissa che comunque non possono essere inferiori a 50 centesimi di euro, nonche' il limite della vincita potenziale per il quale e' consentita l'accettazione di scommesse che comunque non puo' essere superiore a 50.000 euro; o) rideterminare, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, le forme della comunicazione preventiva di avvio dei concorsi a premio, prevedendosi in ogni caso che i soggetti che intendono svolgere un concorso a premio ne danno comunicazione, almeno quindici giorni prima dell'inizio, al Ministero dello sviluppo economico mediante compilazione e trasmissione di apposito modulo, dallo stesso predisposto, esclusivamente secondo le modalita' telematiche previste dall'articolo 39, comma 13-quater, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, fornendo altresi' il regolamento del concorso, nonche' la documentazione comprovante l'avvenuto versamento della cauzione. Conseguentemente, in caso di effettuazione di concorsi ed operazioni a premio di cui e' vietato lo svolgimento si applica la sanzione amministrativa da euro cinquantamila ad euro cinquecentomila. La sanzione e' raddoppiata nel caso in cui i concorsi e le operazioni a premio siano continuati quando ne e' stato vietato lo svolgimento. La sanzione e' altresi' applicabile nei confronti di tutti i soggetti che in qualunque modo partecipano all'attivita' distributiva di materiale di concorsi a premio e di operazioni a premio vietati. Il Ministero dello sviluppo economico dispone che sia data notizia al pubblico, a spese del soggetto promotore e attraverso i mezzi di informazione individuati dal Ministero stesso, dell'avvenuto svolgimento della manifestazione vietata; p) dispone l'attivazione di nuovi giochi di sorte legati al consumo. 2. Al fine di incrementare l'efficienza e l'efficacia dell'azione di contrasto all'illegalita' e all'evasione fiscale, con particolare riferimento al settore del gioco pubblico, anche attraverso l'intensificazione delle attivita' di controllo sul territorio: a) con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da adottarsi ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, e dell'articolo 1, commi da 426 a 428, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, si provvede alla revisione delle articolazioni periferiche del Ministero dell'economia e delle finanze sul territorio ed al trasferimento delle funzioni di competenza degli uffici oggetto di chiusura ad altro ufficio; b) ferme le riduzioni degli assetti organizzativi stabilite dall'articolo 74 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, le dotazioni organiche dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e delle agenzie fiscali possono essere rideterminate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, diminuendo, in misura equivalente sul piano finanziario, la dotazione organica del Ministero dell'economia e delle finanze; c) il personale delle sedi periferiche del Ministero dell'economia e delle finanze transita prioritariamente nei ruoli dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e nelle agenzie interessate dalla rideterminazione delle dotazioni organiche di cui al primo periodo del presente comma anche mediante procedure selettive. Art. 13. Spesa farmaceutica ed altre misure in materia di spesa sanitaria 1) Al fine di conseguire una razionalizzazione della spesa farmaceutica territoriale: a) il prezzo al pubblico dei medicinali equivalenti di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 16 novembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, e successive modificazioni, e' ridotto del 12 per cento a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2009. La riduzione non si applica ai medicinali originariamente coperti da brevetto o che abbiano usufruito di licenze derivanti da tale brevetto, ne' ai medicinali il cui prezzo sia stato negoziato successivamente al 30 settembre 2008. Per un periodo di dodici mesi a partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto e ferma restando l'applicazione delle ulteriori trattenute previste dalle norme vigenti, il Servizio sanitario nazionale nel procedere alla corresponsione alle farmacie di quanto dovuto per l'erogazione di farmaci trattiene, a titolo di recupero del valore degli extra sconti praticati dalle aziende farmaceutiche nel corso dell'anno 2008, una quota pari all'1,4 per cento calcolata sull'importo al lordo delle eventuali quote di partecipazione alla spesa a carico dell'assistito e delle trattenute convenzionali e di legge. Tale trattenuta e' effettuata in due rate annuali e non si applica alle farmacie rurali con fatturato annuo in regime di Servizio sanitario nazionale, al netto dell'imposta sul valore aggiunto, inferiore a 258.228,45 euro. A tale fine le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano le necessarie disposizioni entro il 30 giugno 2009; b) per i medicinali equivalenti di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 16 novembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, e successive modificazioni, con esclusione dei medicinali originariamente coperti da brevetto o che abbiano usufruito di licenze derivanti da tale brevetto, le quote di spettanza sul prezzo di vendita al pubblico al netto dell'imposta sul valore aggiunto, stabilite dal primo periodo del comma 40 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, sono cosi' rideterminate: per le aziende farmaceutiche 58,65 per cento, per i grossisti 6,65 per cento e per i farmacisti 26,7 per cento. La rimanente quota dell'8 per cento e' ridistribuita fra i farmacisti ed i grossisti secondo le regole di mercato ferma restando la quota minima per la farmacia del 26,7 per cento. Per la fornitura dei medicinali equivalenti di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 16 novembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, il mancato rispetto delle quote di spettanza previste dal primo periodo del presente comma, anche mediante cessione di quantitativi gratuiti di farmaci o altra utilita' economica, comporta, con modalita' da stabilirsi con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze: 1) per l'azienda farmaceutica, la riduzione, mediante determinazione dell'AIFA, del 20 per cento del prezzo al pubblico dei farmaci interessati dalla violazione, ovvero, in caso di reiterazione della violazione, la riduzione, del 50 per cento di tale prezzo; 2) per il grossista, l'obbligo di versare al Servizio sanitario regionale una somma pari al doppio dell'importo dello sconto non dovuto, ovvero, in caso di reiterazione della violazione, pari al quintuplo di tale importo; 3) per la farmacia, l'applicazione della sanzione pecuniaria amministrativa da cinquecento euro a tremila euro. In caso di reiterazione della violazione l'autorita' amministrativa competente puo' ordinare la chiusura della farmacia per un periodo di tempo non inferiore a 15 giorni; c) il tetto di spesa per l'assistenza farmaceutica territoriale di cui all'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, e' rideterminato nella misura del 13,6 per cento per l'anno 2009. 2. Le economie derivanti dall'attuazione del presente articolo a favore delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, valutate in 30 milioni di euro, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere destinate agli interventi di cui al comma 3, lettera a). 3. Le complessive economie derivanti per l'anno 2009 dalle disposizioni di cui al comma 1 sono finalizzate: a) alla copertura degli oneri derivanti dagli interventi urgenti conseguenti agli eccezionali eventi sismici che hanno interessato la regione Abruzzo di cui all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3754 del 9 aprile 2009, per un importo pari a 380 milioni di euro; b) fino ad un importo massimo di 40 milioni di euro all'incremento del fondo transitorio di accompagnamento di cui all'articolo 1, comma 796, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, in funzione delle emergenti difficolta' per il completamento ed il consolidamento del Piano di rientro dai disavanzi sanitari della regione Abruzzo a causa dei citati eventi sismici, da operarsi da parte del Commissario ad acta, nominato ai sensi dell'articolo 4, comma 2 del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222. 4. L'azienda titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio di un medicinale di cui e' scaduto il brevetto, ovvero di un medicinale che ha usufruito di una licenza del brevetto scaduto, puo', nei nove mesi successivi alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dell'autorizzazione all'immissione in commercio del primo medicinale equivalente, ridurre il prezzo al pubblico del proprio farmaco, purche' la differenza tra il nuovo prezzo e quello del corrispondente medicinale equivalente sia superiore a 0,50 euro per i farmaci il cui costo sia inferiore o pari a 5 euro, o se si tratti di medicinali in confezione monodose; sia superiore a 1 euro per i farmaci il cui costo sia superiore ai 5 euro e inferiore o pari a 10 euro, sia superiore a 1,50 euro per i farmaci il cui costo sia superiore a 10 euro. 5. Per gli effetti recati dalle disposizioni di cui al comma 1, il livello del finanziamento del Servizio sanitario nazionale cui concorre ordinariamente lo Stato, di cui all'articolo 79, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e' rideterminato in diminuzione dell'importo di 380 milioni di euro per l'anno 2009. Conseguentemente, il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) nell'adozione del provvedimento deliberativo di ripartizione delle risorse finanziarie per il Servizio sanitario nazionale relativo all'anno 2009 a seguito della relativa Intesa espressa dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 26 febbraio 2009, provvede, su proposta del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, ad apportare le conseguenti variazioni alle tabelle allegate alla proposta di riparto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 6 marzo 2009. Art. 14. Ulteriori disposizioni finanziarie 1. Al fine di finanziare gli interventi di ricostruzione e le altre misure di cui al presente decreto, il CIPE assegna agli stessi interventi la quota annuale, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica e con le assegnazioni gia' disposte, di un importo non inferiore a 2.000 milioni e non superiore a 4.000 milioni di euro nell'ambito della dotazione del Fondo per le aree sottoutilizzate per il periodo di programmazione 2007-2013, a valere sulle risorse complessivamente assegnate al Fondo strategico per il Paese a sostegno dell'economia reale di cui all'articolo 18, comma 1, lettera b-bis), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, nonche' un importo pari a 400 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo infrastrutture di cui all'articolo 18, comma 1, lettera b), del citato decreto-legge n. 185 del 2008. Tali importi possono essere utilizzati anche senza il vincolo di cui al comma 3 del citato articolo 18. 2. Le risorse di cui all'articolo 148 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, assegnate all'Istituto per promozione industriale (IPI) con decreto del Ministro delle attivita' produttive in data 22 dicembre 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 145 del 23 giugno 2004, e successivamente integrate con decreto del Ministro delle attivita' produttive in data 23 novembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 34 dell'11 febbraio 2005, sono trasferite al Dipartimento della protezione civile per essere destinate a garantire l'acquisto da parte delle famiglie di mobili ad uso civile, di elettrodomestici ad alta efficienza energetica, nonche' di apparecchi televisivi e computer, destinati all'uso proprio per le abitazioni ubicate nelle predette aree. 3. Con provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 1 sono adottate le disposizioni per disciplinare, per il periodo 2009-2012 gli investimenti immobiliari per finalita' di pubblico interesse degli enti previdenziali pubblici, inclusi gli interventi di ricostruzione e riparazione di immobili ad uso abitativo o non abitativo, esclusivamente in forma indiretta e nel limite del 7 per cento dei fondi disponibili, localizzati nei territori dei comuni individuati ai sensi dell'articolo 1, anche in maniera da garantire l'attuazione delle misure di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b). 4. Le maggiori entrate derivanti dalla lotta all'evasione fiscale, anche internazionale, derivanti da futuri provvedimenti legislativi, accertate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, affluiscono ad un apposito Fondo istituito nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze destinato all'attuazione delle misure di cui al presente decreto e alla solidarieta'. 5. I mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti entro il 31 dicembre 2005 in base a leggi speciali che prevedono l'ammortamento a totale carico dello Stato e per i quali gli enti locali mutuatari non abbiano provveduto a richiedere il versamento neanche parziale sono revocati. Le relative risorse sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere destinate agli enti locali di cui all'articolo 1 per il finanziamento di opere urgenti connesse alle attivita' di ricostruzione di cui al presente decreto. Con provvedimenti di cui all'articolo 1, comma 1, si provvede ad individuare le quote da versare annualmente all'entrata e relative assegnazioni ai soggetti beneficiari. Per la compensazione degli effetti derivanti dal presente comma, pari a 50 milioni di euro per l'anno 2009, 300 milioni per l'anno 2010, 350 milioni per l'anno 2011 e 300 milioni per l'anno 2012, si provvede con le maggiori entrate recate dal presente decreto e con la riduzione, in termini di sola cassa di 200 milioni di euro per l'anno 2010, del fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all'attualizzazione di contributi pluriennali di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189. CAPO VI Disposizioni finali Art. 15. Erogazioni liberali e tutela della fede pubblica 1. In relazione all'applicazione delle agevolazioni di cui all'articolo 27, comma 1, della legge 13 maggio 1999, n. 133, le modalita' di impiego delle erogazioni liberali effettuate in favore delle popolazioni e per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma sono comunicate al commissario delegato per la verifica della sua coerenza con le misure adottate ai sensi del presente decreto; per le medesime finalita' analoga comunicazione e' effettuata da chiunque raccoglie fondi in favore delle popolazioni e per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma ovvero comunque connessi e giustificati con gli eventi sismici del 6 aprile 2009. 2. L'uso del logo e della denominazione: «Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della protezione civile» di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 11 novembre 2002 e' esclusivamente riservato agli operatori ad esso appartenenti. 3. Nei territori in cui vige lo stato emergenza dichiarato ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225, chiunque utilizza indebitamente il segno distintivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della protezione civile, e' punito ai sensi dell'articolo 497-ter del codice penale. Art. 16. Prevenzione delle infiltrazioni della criminalita' organizzata negli interventi per l'emergenza e la ricostruzione nella regione Abruzzo 1. Il Prefetto della provincia di L'Aquila, quale Prefetto del capoluogo della regione Abruzzo, assicura il coordinamento e l'unita' di indirizzo di tutte le attivita' finalizzate alla prevenzione delle infiltrazioni della criminalita' organizzata nell'affidamento ed esecuzione di contratti pubblici aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture, nonche' nelle erogazioni e concessioni di provvidenze pubbliche connessi agli interventi per l'emergenza e la ricostruzione delle aree di cui all'articolo 1. 2. Al fine di assicurare efficace espletamento delle attivita' di cui al comma 1, il Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere di cui all'articolo 180, comma 2, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, opera a immediato, diretto supporto del Prefetto di L'Aquila, attraverso una sezione specializzata istituita presso la Prefettura che costituisce una forma di raccordo operativo tra gli uffici gia' esistenti e che non puo' configurarsi quale articolazione organizzativa di livello dirigenziale. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri della giustizia e delle infrastrutture e dei trasporti, da adottarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono definite le funzioni, la composizione, le risorse umane e le dotazioni strumentali della sezione specializzata da individuarsi comunque nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. 3. Presso il Dipartimento della pubblica sicurezza e' istituito, con il decreto di cui al comma 2, il Gruppo interforze centrale per l'emergenza e ricostruzione (GICER). Con il medesimo decreto sono definite, nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, le funzioni e la composizione del Gruppo che opera in stretto raccordo con la Sezione specializzata di cui al comma 2. 4. I controlli antimafia sui contratti pubblici aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture sono altresi' effettuati con l'osservanza delle linee guida indicate dal Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, anche in deroga a quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252. 5. Per l'efficacia dei controlli antimafia nei contratti pubblici aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture e nelle erogazioni e concessioni di provvidenze pubbliche, e' prevista la tracciabilita' dei relativi flussi finanziari. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri dell'interno, della giustizia, delle infrastrutture e trasporti, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono definite le modalita' attuative del presente comma. 6. L'esclusione di cui al comma 6-bis dell'articolo 74 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, si interpreta, per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nel senso che la stessa esclusione opera anche nei confronti delle riduzioni indicate al comma 404 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 7. Dal presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art. 17. Svolgimento G8 nella regione Abruzzo 1. Anche al fine di contribuire al rilancio dello sviluppo socio-economico dei territori colpiti dalla crisi sismica iniziata il 6 aprile 2009, il grande evento dell'organizzazione del Vertice G8 di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 21 settembre 2007, che avra' luogo nei giorni dall'8 al 10 luglio 2009, si terra' nel territorio della citta' di L'Aquila. 2. Per effetto di quanto disposto dal comma 1, ed in funzione della nuova localizzazione dell'evento predetto nonche' dell'ottimizzazione degli interventi realizzati, in corso o programmati sulla base dell'ordinanza n. 3629 del 20 novembre 2007, e successive modificazioni, sono fatti salvi gli effetti prodotti dalle ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri adottate sulla base del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 21 settembre 2007, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 222 del 24 settembre 2007. Le medesime ordinanze continuano ad applicarsi per assicurare il completamento delle opere in corso di realizzazione nella regione Sardegna e gli interventi occorrenti all'organizzazione del vertice G8 nella citta' di L'Aquila. 3. Al fine di conseguire il contenimento della spesa pubblica per affrontare gli oneri derivanti dall'emergenza sismica di cui al presente decreto, il Commissario delegato provvede alla riprogrammazione e rifunzionalizzazione degli interventi per l'organizzazione del vertice G8 e adotta ogni necessario atto consequenziale per la rilocalizzazione del predetto vertice. Fatta salva la puntuale verifica delle quantita' effettivamente realizzate per ciascuna categoria di lavori, servizi e forniture, i rapporti giuridici sorti in attuazione dell'ordinanza n. 3629 del 20 novembre 2007, e successive modificazioni, sono rinegoziati, fatto salvo il diritto di recesso dell'appaltatore. A tale fine, non sono piu' dovute, ove previste, le percentuali di corrispettivo riconosciute agli appaltatori a titolo di maggiorazione per le lavorazioni eseguite su piu' turni e di premio di produzione, sui lavori contabilizzati a decorrere dal 1° marzo 2009. Per i servizi, le forniture e per i lavori che non contemplano le maggiorazioni di cui al presente comma, la rinegoziazione tiene conto della diversa localizzazione dell'evento. In mancanza di accordo intervenuto tra le parti entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, i corrispettivi dovuti per le prestazioni di opera professionale, ivi compresi quelli di cui all'articolo 92 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono ridotti del 50 per cento rispetto al compenso originariamente pattuito. 4. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Commissario delegato, sono accertati i risparmi derivanti dal presente articolo e dai conseguenti provvedimenti attuativi e i relativi importi sono riassegnati al Fondo di riserva per le spese impreviste dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze. Art. 18. Copertura finanziaria 1. Agli oneri derivanti dall'articolo 2, comma 11, dall'articolo 3, commi 3 e 6, dall'articolo 4, comma 5, dall'articolo 6, comma 4, dall'articolo 7, commi 1, 2 e 3, dall'articolo 8, comma 3, e dall'articolo 11, commi 1 e 4, pari a 1.152,5 milioni di euro per l'anno 2009, a 539,2 milioni di euro per l'anno 2010, a 331,8 milioni di euro per l'anno 2011, a 468,7 milioni di euro per l'anno 2012, a 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014, a 394,8 milioni di euro per l'anno 2015, a 239 milioni di euro per l'anno 2016, a 133,8 milioni di euro per l'anno 2017, a 115,6 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2029, a 81,8 milioni di euro per l'anno 2030, a 48 milioni di euro per l'anno 2031, a 14,2 milioni di euro per l'anno 2032 e a 2,9 milioni di euro a decorrere dall'anno 2033, si provvede, quanto: a) a 150 milioni di euro per l'anno 2010 e 200 milioni di euro per l'anno 2011, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 5, comma 4, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126; b) a 300 milioni di euro per l'anno 2009, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 22, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2; c) a 380 milioni di euro per l'anno 2009, mediante utilizzo delle risorse di cui all'articolo 13, comma 5; d) a 472,5 milioni di euro per l'anno 2009, a 389,2 milioni per l'anno 2010, a 131,8 milioni per l'anno 2011, a 468,7 per l'anno 2012, a 500 milioni per ciascuno degli anni 2013 e 2014, a 394,8 milioni per l'anno 2015, a 239 milioni di euro per l'anno 2016, a 133,8 milioni di euro per l'anno 2017, a 115,6 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2029, a 81,8 milioni di euro per l'anno 2030, a 48 milioni di euro per l'anno 2031, a 14,2 milioni di euro per l'anno 2032 e a 2,9 milioni di euro a decorrere dall'anno 2033, mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate recate dal presente decreto. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 19. Entrata in vigore 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addi' 28 aprile 2009 NAPOLITANO Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri Tremonti, Ministro dell'economia e delle finanze Maroni, Ministro dell'interno Sacconi, Ministro del lavoro della salute e delle politiche sociali Prestigiacomo, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Matteoli, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Bondi, Ministro per i beni e le attivita' culturali La Russa, Ministro della difesa Alfano, Ministro della giustizia Scajola, Ministro dello sviluppo economico Gelmini, Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca Zaia, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Meloni, Ministro della gioventu' Visto, il Guardasigilli: Alfano Commenta | Stampa | Segnala | Condividi |

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Mancano i finanziamenti A rischio i laboratori teatrali (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Prov Ogliastra Pagina 6022 Tortolì. Il lamento di una coop: le promesse non bastano Mancano i finanziamenti A rischio i laboratori teatrali Tortolì.. Il lamento di una coop: le promesse non bastano --> Ogliastra inesplorata mette insieme sul palcoscenico disabili e normodotati. Ma i suoi progetti futuri ora rischiano lo stop. Le associazioni culturali per portare avanti i loro progetti hanno bisogno di finanziamenti da parte delle istituzioni. I fondi spesso tardano ad arrivare a causa di una burocrazia lenta che blocca le iniziative intraprese dagli operatori del settore e talvolta le scoraggia. LA DENUNCIA «C'è un'enorme difficoltà a comunicare con le istituzioni che promettono ma non danno risposte immediate lasciandoti in sospeso, il che è peggio», dice Antonio Ghironi, autore, regista e presidente della Cooperativa Sardegna inesplorata di Tortolì. «Dei seimila euro da noi richiesti per finanziare la prima parte del nostro laboratorio teatrale tuttora in corso, ci è stato promesso solo un anticipo di duemila euro da parte dell'assessorato alla Cultura del Comune di Tortolì. Aspettiamo di ottenere il resto da parte di quello allo Spettacolo e alle Politiche sociali e giovanili. Solo così potremo realizzare la seconda fase». La Cooperativa Sardegna Inesplorata nasce a Tortolì nel 2006 e porta avanti una serie di iniziative culturali che abbracciano il teatro, la danza e la realizzazione di cortometraggi. Nei mesi scorsi ha inaugurato il laboratorio teatrale “Fuori scena”, che si conclude il 30 maggio al teatro San Francesco con il saggio “L'uomo, il verme trionfante”, tratto da tre poesie dello scrittore americano Edgar Allan Poe. È l'unico laboratorio in Ogliastra tuttora in corso frequentato da disabili integrati con normodotati. L'IDEA «Il principio fondamentale della nostra associazione culturale di cui andiamo molto fieri», precisa Ghironi «è quello di abbattere le discriminazioni sociali creando l'integrazione tra le persone e questo nel palcoscenico succede». Il teatro diventa il luogo ideale, l'isola felice dove i pregiudizi nei confronti del diverso scompaiono. La seconda fase del laboratorio teatrale “Fuori scena” prevede (sempre che il Comune di Tortolì finanzi la seconda parte del progetto) la realizzazione di un mediometraggio che avrà come scenario le zone dell'Ogliastra di particolare interesse culturale, storico, ambientale. LA PROSPETTIVA Ma l'ambizione della Cooperativa Sardegna inesplorata è quella di creare un centro permanente della cinematografia in Ogliastra. Un luogo ad hoc dove realizzare dei cortometraggi rigorosamente “made in Ogliastra” che abbiano poi la possibilità di circolare ed essere visti e apprezzati anche oltre i confini provinciali. Già nel 2007 i ragazzi dell'associazione sono stati i promotori del cortometraggio “I danzatori delle stelle”, diretto da Antonio Ghironi e ispirato al romanzo “Passavamo sulla terra leggeri”, dello scrittore Sergio Atzeni. ROSANGELA ERITTU

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India/ Rahul Gandhi: "soldi Stato non vanno a chi ne ha (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Secondo Rahul Gandhi "il problema centrale in India" e "di cui nessuno parla in queste elezioni" è ancora quello denunciato da suo padre Rajiv oltre 20 anni fa, ovvero quello della corruzione e dell'inefficienza delle strutture amministrative locali che fa sì che "solo un decimo di ogni rupia delle spesa pubblica raggiunga il suo obiettivo". "Il più grande problema - ha detto ai giornalisti che affollavano la conferenza stampa in un hotel di Nuova Delhi - è che siamo incapaci di distribuire i soldi ai villaggi che ne hanno bisogno". Nei suoi frequenti viaggi nell'India contadina, Gandhi si sarebbe reso conto del "fallimento delle istituzioni politiche". "Nei villaggi non c'è assolutamente nulla e con pochissimo denaro si potrebbe trasformare la vita delle persone. Penso alla montagna di denaro che oggi abbiamo a disposizione e di come invece vada sprecata". A chi gli ha chiesto come risolvere il divario economico, il leader del Congresso ha detto che "occorre cambiare l'intero sistema di gestione e che è un processo che richiede tempo". Uno degli strumenti per favorire il cambiamento è di "aprire il sistema" introducendo criteri democratici di scelta dei rappresentanti politici "che permettano alle persone di far pressione sui partiti". La missione del giovane Gandhi nei prossimi due anni è di "democratizzare" il secolare partito del Congresso favorendo l'ingresso di giovani attraverso elezioni dei consigli locali e distrettuali di partito come già avvenuto negli stati del Gujarat e in Punjab. "La mia posizione di rappresentante della famiglia Gandhi - ha aggiunto - mi dà certi privilegi, ma mi offre il vantaggio di accelerare e forzare questo rinnovamento". Gandhi ha ammesso che in India il successo in politica "dipende da chi conosci o con chi sei imparentato". "Paradossalmente io voglio cambiare proprio il sistema di cui sono iostesso un prodotto

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(sezione: Costi dei politici)

( da "Arena.it, L'" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

«L'Ulss 21 cambi rotta o passiamo con Verona» ZEVIO. Ultimatum del comitato pro Chiarenzi all'azienda sanitaria di Legnago per invertire la tendenza alla riduzione dei servizi sanitari sul territorio comunale Tra le accuse: il day surgery è sparito, l'ambulatorio ortopedico è dimezzato e radiologia è senza medico 05/05/2009 rss e-mail print Il Chiarenzi punta a diventare polo riabilitativo provinciale «Non si ferma lo svuotamento sistematico del nostro ospedale. Legnago accentra, anziché distribuire i servizi sul territorio. Una politica che non paga: salvo inversioni di marcia da parte dell'Ulss 21, daremo il via a una raccolta di firme per annettere Zevio all'Ulss 20 di Verona». L'ultimatum alla direzione generale di Legnago è del comitato pro Chiarenzi. Presidente Paolo Righetti, Costantino Gugliuzza e Nicola Ranghiero paventano come vicina la fine dell'ospedale. I segnali? «Si sta invitando il personale Ulss a trasferirsi a Bovolone e Legnago». Segue l'elenco delle cose che non vanno al Chiarenzi: «La day surgery è stata cancellata. Per sottoporsi a interventi anche banali bisogna fare centinaia di chilometri: una donna che voleva togliersi una verruca ha dovuto andare a Legnago. La medicazione del giorno dopo, invece, l'ha fatta a Nogara». Radiologia: «È priva di medico radiologo per leggere i referti, ha strumenti antiquati, quelli buoni sono stati trasferiti altrove». E poi c'è l'ambulatorio ortopedico: «Fino a qualche tempo fa funzionava settimanalmente, ora ogni 15 giorni». Ancora. Punto di primo intervento: «Sta sistematicamente sostituendo il personale dell'Ulss con gente a gettone che monta in servizio dopo aver concluso lunghi turni di lavoro in altri luoghi». Risultato: «Talvolta i pazienti con necessità vengono invitati a rivolgersi altrove. L'ambulanza spesso non c'è perché più volte al giorno impegnata in trasporti verso Legnago». Per questo «A Zevio serve anche un'auto medica». Il comitato continua con la riabilitazione: «Per carenze di personale, incontra sempre più difficoltà nel fare esami cardiologici e pneumologici su pazienti esterni». Il direttore generale dell'Ulss 21, Daniela Carraro, premette che l'Ulss è orientata a commisurare l'attività svolta a Zevio alle reali necessità del territorio e tenendo conto che margini di miglioramento sono sempre possibili. Altra parola d'ordine: aumentare la produttività del personale a fronte della rigidità delle risorse disponibili. Politica applicata a tutta l'Ulss per non dover fare investimenti alla cieca, ma spendere dove effettivamente c'è bisogno». In quest'ottica e per il miglioramento delle tecniche chirurgiche, secondo la Carraro, la day surgery zeviana è stata sostituita da un ambulatorio chirurgico con «un'ottima operatività». Quanto al presunto ricorso a Legnago per una verruca, il direttore generale ritiene che sia il risultato di «incomprensioni». Radiologia: «Ho già deliberato la digitalizzazione dei servizi di Zevio, Bovolone, Nogara e Legnago e stiamo lavorando per collegarli in rete con la banda larga. Oggi a fare la differenza non è più la presenza del medico radiologo, ma la disponibilità di un bravo tecnico e la possibilità di leggere centralmente i referti». Ambulatorio ortopedico: «Sto attendendo dall'unità territoriale un rapporto sui bisogni in specialistica ortopedica. Se emergerà la necessità di potenziamenti, provvederemo». Servizio di pronto soccorso: «Non ci risultano chiamate inevase», dice ancora il direttore generale, sottolineando che al proposito i controlli sono quotidiani. «Saremmo informati dallo stesso 118, se vi fosse qualche zona sguarnita». I gettonisti? «Non è possibile fare altrimenti causa il blocco del tourn over del personale». La Carraro conclude garantendo che il progetto Chiarenzi polo riabilitativo provinciale va vanti e che l'Ulss 21 ha intensificato i rapporti con le unità sanitarie vicine per assicurare l'afflusso a Zevio di pazienti da riabilitare dopo il ricovero acuto negli ospedali. Piero Taddei Piero Taddei

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INDIA/ RAHUL GANDHI: SOLDI STATO NON VANNO A CHI NE HA BISOGNO (sezione: Costi dei politici)

( da "Wall Street Italia" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

India/ Rahul Gandhi: "soldi Stato non vanno a chi ne ha bisogno" di Apcom leader del Congresso intende combattere corruzione e nepotismo -->Roma, 5 mag. (Apcom) - Secondo Rahul Gandhi "il problema centrale in India" e "di cui nessuno parla in queste elezioni" è ancora quello denunciato da suo padre Rajiv oltre 20 anni fa, ovvero quello della corruzione e dell'inefficienza delle strutture amministrative locali che fa sì che "solo un decimo di ogni rupia delle spesa pubblica raggiunga il suo obiettivo". "Il più grande problema - ha detto ai giornalisti che affollavano la conferenza stampa in un hotel di Nuova Delhi - è che siamo incapaci di distribuire i soldi ai villaggi che ne hanno bisogno". Nei suoi frequenti viaggi nell'India contadina, Gandhi si sarebbe reso conto del "fallimento delle istituzioni politiche". "Nei villaggi non c'è assolutamente nulla e con pochissimo denaro si potrebbe trasformare la vita delle persone. Penso alla montagna di denaro che oggi abbiamo a disposizione e di come invece vada sprecata". A chi gli ha chiesto come risolvere il divario economico, il leader del Congresso ha detto che "occorre cambiare l'intero sistema di gestione e che è un processo che richiede tempo". Uno degli strumenti per favorire il cambiamento è di "aprire il sistema" introducendo criteri democratici di scelta dei rappresentanti politici "che permettano alle persone di far pressione sui partiti". La missione del giovane Gandhi nei prossimi due anni è di "democratizzare" il secolare partito del Congresso favorendo l'ingresso di giovani attraverso elezioni dei consigli locali e distrettuali di partito come già avvenuto negli stati del Gujarat e in Punjab. "La mia posizione di rappresentante della famiglia Gandhi - ha aggiunto - mi dà certi privilegi, ma mi offre il vantaggio di accelerare e forzare questo rinnovamento". Gandhi ha ammesso che in India il successo in politica "dipende da chi conosci o con chi sei imparentato". "Paradossalmente io voglio cambiare proprio il sistema di cui sono io stesso un prodotto

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Consiglio per ridurre gli assessori (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

la proposta avanzata dall'Mpa di Niscemi Consiglio per ridurre gli assessori Niscemi. Il consiglio comunale di Niscemi, presidente Franco Alesci, lavora a ritmo serrato tanto da convocare, con un seduta consiliare in corso, per discutere scottanti problemi, un'altra seduta urgente per oggi, per trattare, in terza battuta, la modifica dello Statuto Comunale per la riduzione del numero degli assessori comunali da sette a quattro, come richiesto dal gruppo consiliare Mpa. Domani, invece, il civico consesso si occuperà dell'elezione del difensore civico, elezione che sarà il banco di prova della tenuta della variopinta maggioranza, in fibrillazione, che appoggia il sindaco Pd Giovanni Di Martino che ha già presentato in consiglio la sua relazione annuale, definita da alcuni esponenti della minoranza «una mera elencazione di piccole cose spalmate con l'immancabile trito e ritrito cioccolato della lotta all'illegalità di maniera». La proposta di modifica dello Statuto comunale per la riduzione da sette a quattro del numero degli assessori, fu presentata dal gruppo consiliare Mpa per ridurre i costi della politica e dare un segnale forte ai cittadini che vogliono meno assessori in giunta, quindi meno spese, di contro più produzione di progetti per il decollo del territorio. Nelle due precedenti votazioni in consiglio comunale non si è raggiunto il quorum necessario previsto dallo Statuto per la modifica, quindi va rifatta la votazione per raggiungere il quorum di 11 voti su venti. Intanto, il consigliere Mpa Massimiliano Ficicchia rilancia «il salvagente al sindaco Giovanni Di Martino, che si trova in serie difficoltà, dice Ficicchia, nel burrascoso mare delle sue alleanze. Mpa è disposta alla luce del sole a collaborare con Di Martino, senza richieste di poltrone. Egli, così, non sarà più ostaggio politico dei suoi stessi "amici" che condizionerebbero la poca attività politica che riesce a fare. Gli eventuali salti della quaglia da parte di politici senza partito, sul treno in frenata del centro sinistra, a nostro avviso, sarà molto deleterio per la stessa maggioranza e per la città». Giuseppe Vaccaro

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Raccolta fondi per aiutare i "gemelli" abruzzesi (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Raccolta fondi per aiutare i "gemelli" abruzzesi Martedì 5 Maggio 2009, Prata (r.z.) «Invito i cittadini e le associazioni ad essere solidali con il Comune di Prata d'Ansidonia, in provincia dell'Aquila, che è stato duramente colpito dal terremoto dello scorso 6 aprile». Questo l'appello che Nerio Belfanti sindaco di Prata, rivolge a tutti i suoi concittadini per aiutare il comune abruzzese «idealmente» gemellato con Prata. «Fortunatamente -prosegue Belfanti- a Prata d'Ansidonia, piccolo centro a 26 chilometri da l'Aquila, la forte scossa non ha causato vittime, ma molti edifici sia pubblici che privati hanno subito gravi danni». Ora la cittadina è stata evacuata, essendo tra quelle maggiormante colpite dal sisma e molte persone vivono nelle tendopoli allestite dalla Protezione civile. «Con i sindaci degli altre tre comuni italiani omonimi (Prata Sannita, Prata Principato Ultra e Prata Comportaccio) abbiamo organizzato una rccolta fondi da poter indirizzare alla ristrutturazione di una o più opere, che verranno indicate dal sindaco di Prata d'Ansidonia, Francesco Di Marco, con il quale ci siamo messi in contatto -spiega il sindaco-. Invito pertanto i cittadini a essere vicini a queste persone, anche in considerazioni della solidarietà che il nostro Comune ha ricevuto in passato, sopratutto in occasione dell'alluvione». Chi volesse quindi fare un'offerta per aiutare la popolazione di Prata d'Ansidonia può effettuare un versamento presso la Bcc Pordenonese filiale di Prata sul conto della tesoreria del Comune (cod. Iban: IT 698083 5664789 000000014595), indicando come causale «Solidarietà ai cittadini di Prata d'Ansidonia colpiti dal sisma del 6/4/09». Dal canto suo, l'amministrazione comunale ha già stanziato dei fondi da devolvere alla causa e l'intero Consiglio comunale devolverà il gettone di presenza dell'ultima seduta.

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Gettoni di presenza e indennità devolute ai terremotati dell'Abruzzo (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

Gettoni di presenza e indennità devolute ai terremotati dell'Abruzzo Martedì 5 Maggio 2009, (L.I.) Rinviati, nuovamente, per voto di maggioranza (contrario solo il capogruppo di Rc Claudio Bortolotti) la determinazione delle aliquote e detrazioni dell'imposta comunale sugli immobili Ici e quella dell'addizionale comunale Irpef 2009, approvazione del programma triennale delle opere pubbliche 2009-2011 con elenco annuale 2009 oltre l'approvazione del bilancio di previsione 2009 con relazione previsionale e programmatica 2009/2011 e bilancio 2009/2011 per completare il periodo di deposito previsto dal regolamento consiliare. Dopo un minuto di silenzio in suffragio delle vittime d'Abruzzo, il Consiglio comunale di Porto Tolle si è concentrato sulle comunicazioni del sindaco. Ricordato l'impegno profuso dal gruppo di protezione civile di Porto Tolle, che a sostegno del coordinamento provinciale si è reso disponibile, tutti i consiglieri hanno accolto la proposta del sindaco di devolvere il loro gettone di presenza in beneficenza tramite versamento sul conto corrente che sarà attivato nei prossimi giorni dall'amministrazione comunale in appoggio a Bancaria (stessa prassi seguirà la prossima giunta devolvendo una parte dell'indennità). In seguito all'iniziativa indetta a tutti i comuni della Provincia da parte dell'assessore Giancarlo Chinaglia, per la stessa causa, anche il comune di Porto Tolle deliberà affinché siano accantonati i fondi per aderire al progetto di raccolta di un euro per ogni abitante (al quale la Provincia aggiungerà altrettanto importo per complessivi 500 euro circa) che si sommeranno ad altri proventi destinati all'investimento per il recupero di edifici colpiti dal sisma. Il sindaco ha poi spiegato che, nonostante sia pervenuto il primo nulla osta per la procedura Via della centrale di Polesine Camerini, manca ancora il decreto ufficiale del Ministero dell'Ambiente a causa delle 44 prescrizioni subordinate al parere favorevole. L'entusiasmo ha pervaso tutti i consiglieri (a fine seduta si è brindato), eccetto il consigliere Bortolotti che ha rinsaldato la sua posizione avversa al progetto. Il consiglio si è poi confrontato sulla notizia dell'arrivo di una nuova proposta normativa (corredata di cartografia) giunta all'indirizzo del sindaco poche ore prima, da parte del presidente Federico Saccardin, per addivenire al Piano del Parco. La discussione è stata rinviata a venerdì prossimo alle 20.30 per permettere a tutti i consiglieri di consultare la documentazione pervenuta. Ratificato l'incarico al neo assessore Roberto Pizzoli, che al momento continuerà a ricoprire il ruolo contestuale di capogruppo di maggioranza, dal coro si sono distaccati il consigliere Bortolotti polemizzando su modalità e necessità (per la quale il Pd avrebbe accettato referati, a suo dire, di minore importanza) della lista civica di riequilibrare gli accordi preelettorali, e Alberto Bergantin (Pdl), che ironicamente ha augurato "buon lavoro e una breve carriera amministrativa" al neo assessore.

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CdC Treviso, stanziati 140mila euro per l'Abruzzo (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 05-05-2009)

Argomenti: Costi della politica

CdC Treviso, stanziati 140mila euro per l’Abruzzo (5/5/2009 17:33) | (Sesto Potere) - Treviso - 5 maggio 2009 - 140 mila euro è la somma stanziata dal consiglio della Camera di Commercio di Treviso per le imprese terremotate d’Abruzzo. L’iniziativa di solidarietà è stata decisa, all’unanimità, dai consiglieri camerali nell’ultima seduta devolvendo i loro gettoni di presenza come avevano deciso anche i componenti di giunta qualche giorno prima. Inoltre è stato destinato 1 euro per ciascuna delle 85 mila imprese attive della nostra provincia,ed iscritte alla CCIAA. “La somma sarà versata in un fondo nazionale gestito da Unioncamere, ha spiegato ai consiglieri il presidente Federico Tessari, ma si avrà un riscontro concreto e tangibile sulla destinazione della somma. Vogliamo che la solidarietà delle nostre imprese ,pur in un momento difficile per tutti, abbia un effetto duraturo nel tempo.”

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