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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL   3-4-2008     #TOP


Report "Costi dei politici"

"Così miglioreremo la nostra città" ( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ci vorrebbero progetti che prevedano il recupero delle aree dismesse senza per forza farne dei capannoni praticamente vuoti,che significano solo speculazione edilizia. Credo che i lavori pubblici siano una parte importante di un'amministrazione, e su questo tema ritengo sia importante ascoltare i cittadini il più possibile,visto anche che le risorse non è che siano tantissime.

BUROCRAZIA E COSTI DELLA POLITICA COSA FARE DELLE NOSTRE PROVINCE ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta.

Trasporti, la giunta farà i tagli dei cda ( da "Centro, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la giunta farà i tagli dei Cda Arpa, Gtm e Sangritana per il rinvio Quarta: impossibile, i costi vanno ridotti L'AQUILA. La scure dei tagli ai costi della politica si abbatterà in maniera nelle prossime settimane su gran parte delle società che fanno parte del costoso sistema di trasporto pubblico regionale.

Non ci si deve arricchire con le commissioni ( da "Tirreno, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: si cerca di far rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta potrei anche decidere, per dare un segnale di moralizzazione, di rinunciare ai gettoni di presenza relativi a una delle due commissioni di cui faccio parte. La politica non deve essere vista come fonte di guadagno ma, a livello locale, come una forma di volontariato civile.

Super-bolletta elettrica il tribunale verifichi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e previsto il conguaglio della bolletta. Tutto è bene ciò che finisce bene, se non fosse che per dimostrare la verità il gestore del panificio abbia dovuto presentare un ricorso per accertamento tecnico preventivo e sostenere il costo del consulente. "Non è escluso - anticipa l'avvocato Claut - che faremo una causa per ottenere il rimborso di quelle spese"

Scarel presidente della fondazione aquileia ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I consiglieri hanno deciso di ridurre i costi di gestione: il gettone di presenza sarà di 42 euro Scarel presidente della Fondazione Aquileia AQUILEIA Il sindaco di Aquileia Alviano Scarel è il presidente della Fondazione Aquileia. Nessuna sorpresa quindi. Ieri mattina si è riunito il primo consiglio di amministrazione, alla presenza di Raffaello Fabbro,

EDISON: L'ASSEMBLEA APPROVA IL BILANCIO 2007 DELIBERATA LA DISTRIBUZIONE DI UN DIVIDENDO DI 0,05 EURO PER AZIONE ORDINARIA (+4,2%) ( da "marketpress.info" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: intero Consiglio di Amministrazione in tre esercizi ? e dunque fino all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2010 ? e fissato il compenso annuo lordo dell'intero Consiglio in 650 mila euro, oltre a un gettone di presenza di 2. 000 euro lordi per riunione del Consiglio di Amministrazione o di Comitato in seno a esso costituito per ciascun Amministratore.

Boicottaggio totale delle Olimpiadi cinesi L a Cina ha occupato il Tibet nel 1950; il Dalai Lama ha dovuto allontanarsi dalla sua terra e vivere in esilio fin dal 1959, così come n ( da "Adige, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: realisticamente descritta da Sergio Rizzo e da Gian Antonio Stella. Se poi c'è un "grillo" parlante che indica le "vergogne", allora apriti cielo, i politici si indignano, si offendono, partono le minacce o le denunce. Più o meno, è così dai tempi di Dante, grande fustigatore del malcostume e della corruzione: ma i versi del poeta fiorentino,

LA CONFERENZA dei capigruppo consiliari ha preso atto che non ci ( da "Nazione, La (Lucca)" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è stato reintrodotto il gettone di presenza e non esiste più un'indennità fissa, dunque in questo mese di aprile, con meno consigli comunali, alla fine ci saranno meno soldi per i consiglieri. SUL FRONTE del braccio di ferro nella maggiorana, aperto dalla dichiarazioni di Piero Angelini pubblicate domenica scorsa dai quotidiani locali,

Le Province sono utili, non vanno abolite Di Fabio Melilli* ( da "Libertà" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta.

Mentre avanza la campagna elettorale, ( da "Gazzettino, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica.Perché questi temi possano essere approfonditi in modo compiuto mi permetto di chiederle di aprire attraverso il suo giornale un dibattito, dando fin d'ora la disponibilità mia e di tutti i presidenti di Provincia ad offrire alla riflessione dati e proposte non a difesa del nostro ruolo,

Sbloccati i "gettoni" delle Circoscrizioni ( da "Provincia di Como, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Erano congelati da gennaio Sbloccati i "gettoni" delle Circoscrizioni (d.al.) Da gennaio il cosiddetto decreto ?milleproroghe? aveva costretto l'amministrazione comunale a congelare l'assegnazione dei gettoni di presenza per i consiglieri di circoscrizione e dell'indennità per i relativi presidenti.


Articoli

"Così miglioreremo la nostra città" (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Interviste Candidati sindaco E' corsa a cinque per scegliere il successore di Liliana Sarazzi RENATO BALDUCCI "Così miglioreremo la nostra città" VILLADOSSOLA Roberto Viroletti 1. Far sì che Villadossola possa diventare un paese sempre più vivibile e a misura d'uomo; in pratica un modello di riferimento nei servizi e nelle infrastrutture, capace di attrarre nuove attività economiche così da creare nuovi posti di lavoro per i nostri giovani. 2.Il piano commerciale attualmente in vigore nel nostro comune non prevede ulteriori aree commerciali rilevanti, eccetto quella relativa all'area del laminatoio 250 che faceva parte dello stabilimento Sisma, piano che è già stato approvato ed è in fase di realizzazione e che comprende anche una parte residenziale. Inoltre ci impegniamo a continuare il recupero ambientale e la riqualificazione urbana del paese. 3. La mia lista si caratterizza per la presenza di donne e uomini profondamente inseriti nella realtà di Villadossola, si tratta di persone disponibili a mettere il proprio impegno e la propria capacità al servizio del loro paese. La nostra lista "Con Villa" è espressione di una linea politica moderata, liberale e aperta al contributo di tutti i cittadini. 4. Sarà senz'altro diminuita l'aliquota Ici che grava sulla prima casa. Valuteremo anche una rimodulazione dell'addizionale Irpef. Ci impegniamo ulteriormente contenere i costi relativi all'attività amministrativa, non solo nel Comune di Villadossola ma anche nei Consorzi e nelle società partecipate. Roberto Serra 1.La priorità per Villa, più che i progetti, sarà il metodo di lavoro. Cioè maggior trasparenza in tutti gli atti amministrativi: dal bilancio ai piani e regolamenti, agli appalti, per far partecipe e consapevole in tutto l'intera comunità villese. 2. Serve un'inversione decisa di tendenza che privilegi l'impegno per ricostruire il tessuto sociale, la sinergia fra le componenti della comunità, la solidarietà; l'attenzione ai bisogni veri delle famiglie. Bisogna investire per i giovani e recuperare la loro fiducia. 3. La nostra lista è una proposta nuova che certamente può far bene al paese. 4.No all'Ici sulla prima casa, per le giovani coppie con mutuo e per gli anziani pensionati che vivono con redditi critici. Prevediamo la revisione e la modifica dei criteri di determinazione della tassa dei rifiuti, inserendo nuovi indici come il numero dei componenti la famiglia, il reddito; poi la revisione dei criteri di applicazione della tassa di depurazione reflui anche in rapporto alla valutazione di opportunità di adesione ai vari ambiti e consorzi; una drastica riduzione delle consulenze esterne; un fondo di solidarietà per le famiglie e i singoli che vivono in difficoltà; quindi privilegiare i cittadini italiani residenti rispetto alle assegnazioni di alloggi e servizi vari; infine un sostegno all'autonomia della provincia del Verbano Cusio Ossola, per liberare risorse economiche sul territorio. Emmanuel Marian 1.Ristabilire un equilibrio economico e finanziario nelle voci di entrata e di uscita del bilancio comunale. Migliorare l'utilizzo del centro culturale La Fabbrica, sia dal punto di vista gestionale che da quello artistico. Favorire il più possibile la consultazione del cittadino su tutte le questioni rilevanti, rendendo il più trasparente possibile l'operato dell'amministrazione. 2. Siamo stati da subito contrari al proliferare selvaggio ed indiscriminato della grande distribuzione. Crediamo che, ad un'offerta così ampia soprattutto nel settore "alimentare", non corrisponda una domanda altrettanto forte. I lavori pubblici vanno fatti rispettando le vere necessità, senza privilegiare interessi personali, in un contesto dove le risorse finanziarie sono carenti e destinate a diminuire 3. Ovviamente quella di essere una lista giovane. Completamente slegata da interessi partitici che ha come unico scopo la realizzazione del programma e come guida l'interesse del cittadino. Una vera lista civica, insomma, la prima vera lista civica di Villadossola, formata da un gruppo di persone preparate, pronte a studiare ed analizzare in tutti i suoi aspetti la situazione di un paese relativamente "piccolo" e poco aperto a nuove facce ed idee innovative. 4. Relativamente ai costi della politica ci sembra assurdo che in un Paese "costretto" ad aumentare il prelievo dai cittadini le spese per gli stipendi degli amministratori siano intorno ai 90.000 euro. Ci impegnamo in una riduzione del 30 per cento. Sulle tasse occorre essere realisti: non serve dire che riporteremo l'addizionale Irpef allo 0,4 quando si sono accumulati debiti sui 10 milioni di euro con l'Irpef ritoccata allo 0,6 dalla passata amministrazione. Sono poco serie e strumentali le promesse fatte in questo senso da alcuni schieramenti, che sembrano mosse esclusivamente da finalità elettorali. L'unica promessa che ci sentiamo di fare è un'analisi seria e professionale del bilancio e dei conseguenti spazi di manovra. Daniele Fortin 1.Per noi Villadossola ha bisogno innanzi tutto di tornare ad essere comunità. E'importantissimo cercare di recuperare il rapporto tra cittadini e amministrazione, per poter così rigenerare un tessuto sociale che di questi tempi è venuto meno. Un'altra cosa che ci piacerebbe fare, è rendere Villa un po' più bella. Rivalutare il patrimonio architettonico, culturale che abbiamo e trovare altre forme di attrattiva per la gente,che non siano ovviamente centri commerciali. Bisognerebbe riuscire a dare alla gente dei buoni motivi per venire ad abitarci. 2. Come già altre volte mi è capitato di dire, credo che non serva un genio del marketing per capire che il mercato è saturo. Villadossola (non solo) ha bisogno di sviluppo, ma in termini produttivi. Ci vorrebbero progetti che prevedano il recupero delle aree dismesse senza per forza farne dei capannoni praticamente vuoti,che significano solo speculazione edilizia. Credo che i lavori pubblici siano una parte importante di un'amministrazione, e su questo tema ritengo sia importante ascoltare i cittadini il più possibile,visto anche che le risorse non è che siano tantissime. 3.Siamo una lista che nasce dalla costola di un progetto passato, Progetto Villa. Da questo sicuramente abbiamo ereditato l'attenzione per il sociale, l'ambiente e l'onestà intellettuale di un modo di agire che forse paga più in termini di coscienza che non in termini elettorali. Ritengo che le donne siano un valore aggiunto per l'agire della nostra lista e in generale. 4. Sicuramente i costi della politica vanno ridotti,e su questo siamo sicuri di poter dire la nostra, dando un segnale con la riduzione delle indennità amministrative per quello che è possibile. Per quanto riguarda le tasse, credo che debbano essere in equilibrio con i servizi che un amministrazione riesce a dare. Le promesse le lascio ad altri. Marzio Bartolucci 1. Agganciare ogni opportunità che deriverà dal potenziamento dello scalo Domo 2; operare per il completamento dell'area Saia; relazionarsi con cittadini, categorie imprenditoriali e associazioni affinché ogni trasformazione urbanistica, compresa quella in atto nell'area dell'ex laminatoio Sisma, soddisfi le migliori esigenze di vivibilità del paese e garantisca il bene pubblico prima degli interessi dei singoli; promuovere e sostenere associazionismo e volontariato. 2. E' illusorio ipotizzare una trasformazione del paese secondo la logica di centri commerciali: propone un modello già in crisi in realtà ben più popolate della nostra. I lavori pubblici vanno eseguiti, ma con una maggiore attenzione alla qualità del lavoro e dei materiali impiegati, adottando criteri diversi da quelli utilizzati fin ora rispetto alle priorità e una trasparenza amministrativa che privilegi la partecipazione dei cittadini. 3. Abbiamo dato concretezza alla grande voglia di cambiamento richiesta a gran voce dalla popolazione. E' una lista che mette in campo uomini e donne che operano in diversi settori, da quello politico, a quello imprenditoriale, a quello sociale e del volontariato. Esperienza diverse e un nuovo modo di fare politica: condivisione, concretezza, coerenza e oculatezza saranno le nostre prerogative. 4. Invertire la tendenza degli ultimi anni a ritoccare al rialzo l'addizionale comunale Irpef, le tariffe per la raccolta rifiuti e dell'Ici e ridurre i costi della politica almeno del 20% sono precisi impegni che ci siamo presi nei confronti degli elettori. Affronteremo i problemi di bilancio intervenendo sulle spese più che sulle entrate.

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BUROCRAZIA E COSTI DELLA POLITICA COSA FARE DELLE NOSTRE PROVINCE (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

IL DIBATTITO BUROCRAZIA E COSTI DELLA POLITICA COSA FARE DELLE NOSTRE PROVINCE Mentre avanza la campagna elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle Province. Più in generale si discute sulla necessità di riformare le nostre istituzioni e su come ridurre i costi della politica. Come spesso accade (e non solo in campagna elettorale) autorevoli riflessioni si mescolano a superficialità e dichiarazioni improvvisate, e tutto ciò non aiuta la ricerca di soluzioni efficaci ed incisive. Per questo chiedo ospitalità alla Gazzetta di Mantova nella speranza di poter offrire un utile contributo. Credo faremmo un buon servizio al Paese evitando generalizzazioni facili e scontate. Una cosa è infatti l'eccessiva e insostenibile struttura burocratica della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema, è indubbio che il nostro paese non può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni, per cui è davvero difficile oggi, per i cittadini e le imprese, sapere con certezza chi fa che cosa e chi ha la responsabilità della soluzione dei singoli problemi. Troppo spesso i livelli di governo si sovrappongono nell'esercizio delle funzioni ed ognuno dilata i tempi ed aumenta inesorabilmente i costi. Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di governo. Potrei con facilità dimostrare, caso per caso, l'utilità che a svolgere funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente intermedio che governa un'area vasta che non può essere sostituito né dalla miriade di comuni, piccoli o piccolissimi, né tanto meno dalle regioni, pena il ritorno ad un nuovo centralismo non utile ai cittadini ed alle imprese. E chi conosce il territorio del nostro paese sa che proprio nelle aree marginali e periferiche c'è bisogno di un livello istituzionale come le Province. D'altronde la città metropolitana prevista dalla costituzione, non è forse una forma di governo di un'area vasta che, sostituendo la provincia, da' risposte più efficaci a temi che superano i confini comunali? Potrei anche argomentare a lungo sulla necessità di una rappresentanza politica di livello provinciale che interloquisca con tutte le rappresentanze economiche e sociali che proprio a quel livello sono organizzate; così come potrei dilungarmi sulle identità territoriali, sulla storia del nostro paese, o, con un pizzico di polemica, sulla legittimazione di una classe dirigente votata da centinaia di migliaia di cittadini rispetto a chi oggi viene semplicemente nominato. Mi interessa invece centrare l'attenzione su ciò che si può realmente fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia dell'intero sistema pubblico. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere, se riuscissimo a identificare con puntualità le competenze di ognuno, tornando a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione, può meglio assolvere ad una funzione, credo riusciremo a ricostruire un sistema credibile e snello, senza rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo iniziato da oltre un decennio, mai concludendolo. Oltre a ciò, ai fautori dell'abolizione delle province, soprattutto a chi non ha lesinato il voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e ridurre i veri costi della politica. Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande rilevanza. Una normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse le funzioni in capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe da subito risparmi ben più significativi della eliminazione di un livello di governo, peraltro previsto dalla Costituzione. Proviamo a iniziare da qui, e vedremo che i risultati possono essere davvero di grande utilità. Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta. Ma ogni livello di governo deve fare la sua parte con l'avvertenza che soluzioni generalizzate e demagogiche rischiano di ridurre gli spazi della democrazia, senza incidere sugli sprechi che ci sono, e sono molti. Perché questi temi possano essere approfonditi chiedo alla Gazzetta di aprire un dibattito, dando la disponibilità mia e di tutti i presidenti di Provincia ad offrire alla riflessione dati e proposte non a difesa del nostro ruolo, come peraltro non abbiamo mai fatto, ma capaci di individuare soluzioni condivise, per il bene del nostro paese. Fabio Melilli Presidente UPI Unione Province d'Italia.

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Trasporti, la giunta farà i tagli dei cda (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Regione Trasporti, la giunta farà i tagli dei Cda Arpa, Gtm e Sangritana per il rinvio Quarta: impossibile, i costi vanno ridotti L'AQUILA. La scure dei tagli ai costi della politica si abbatterà in maniera nelle prossime settimane su gran parte delle società che fanno parte del costoso sistema di trasporto pubblico regionale. Sarà ridotto da cinque a tre il numero dei componenti dei Cd di Arpa, Gtm, Sangritana, e Sistema. Per Paoli Bus e Cerella, società partecipate da Arpa, il taglio era stato già fatto. In tutto saranno cancellati otto posti. E' la conseguenza dell'attuazione della legge regionale sulla riorganizzazione delle società regionali, approvata lo scorso anno, che prevede in particolare il contenimento dei costi della politica. La cura dimagrante rientra anche nell'ambito del progetto di holding unica regionale dei trasporti con un unico Cda e con la fusione di Arpa, Gtm e Sangritana e la conseguente cancellazione degli organi di gestione. Un processo che dopo la candidatura nel Pd di Tommaso Ginoble alla Camera dei Deputati e le deleghe passate ad interim nelle mani del presidente, Ottaviano Del Turco, ha subito un accelerazione. Comunque, la decisione, arrivata con qualche mese di ritardo rispetto alla tempistica di 180 giorni prevista nella norma, sicuramente scatenerà tensioni; anzi, è attesa una vera e propria corsa al mantenimento del posto al sole da parte dei 20 consiglieri di amministrazione che attualmente sono in carica con tanto di indennità nelle quattro società in questione. I tagli verranno operati tra aprile e quello di giugno. A dire la verità ci sono stati tentativi di rinviare i tagli: i presidenti di Arpa, Nicola Basilavecchia, di Gtm, Donato Renzetti, e di Sangritana, Loredana Di Lorenzo, che anche ieri hanno avuto un incontro all'assessorato ai Trasporti, hanno chiesto che l'assetto potesse rimanere a cinque. Ma la Regione ha tenuto duro rispondendo picche. "Si tratta del completamento di un disegno di riorganizzazione che vede da una parte una riduzione dei costi della politica in linea con tutta una serie di provvedimenti presi da questo governo regionale", ha detto il segretario generale della Presidenza della Giunta, Lamberto Quarta,, "e dall'altra una razionalizzazione dell'intero sistema dei trasporti della nostra regione che oggi si può contare, soprattutto per la parte ferroviaria, sulla possibilità di estendere la propria attività, anche nel settore merci, in regioni limitrofe". (b.s.).

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Non ci si deve arricchire con le commissioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Lucca Non ci si deve arricchire con le commissioni Il portavoce dell'area di centro: "Pronto a rinunciare al gettone" LUCCA. "Se le commissioni consiliari verranno utilizzate per farsi uno stipendio, per aggirare i tagli della Finanziaria, sarò il primo a non riscuotere il gettone". Marco Brancoli Pantera, presidente della commissione partecipate, difende la riorganizzazione del settore. E la scelta di portare da 6 a 8 le commissioni, introducendo quella per i lavori pubblici e quella sulla trasparenza, con presidenza all'opposizione. La questione nasce dal fatto che con la revisione in atto delle commissioni consiliari, presto ci saranno 80 posti a disposizione, di fatto due per ognuno dei 40 consiglieri. "Con la Finanziaria - osserva Brancoli - è stata eliminata l'indennità fissa per i consiglieri comunali e si è tornati al gettone di presenza. Si tratta, a mio avviso, di una norma demagogica perché si identificano i costi della politica con i compensi degli consiglieri comunali e non con quelli dei consiglieri regionali o dei parlamentari, oppure - a livello locale - degli assessori, dei sindaci e dei presidenti del consiglio comunale. Tuttavia cercare di recuperare i compensi tagliati aumentando a dismisura le convocazioni del consiglio comunale o, peggio, le riunioni delle commissioni mi pare poco corretto e non condivisibile". Perciò - annuncia Brancoli - "se mi renderò conto che, in effetti, si cerca di far rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta potrei anche decidere, per dare un segnale di moralizzazione, di rinunciare ai gettoni di presenza relativi a una delle due commissioni di cui faccio parte. La politica non deve essere vista come fonte di guadagno ma, a livello locale, come una forma di volontariato civile. Perciò mi desta perplessità anche la decisione di aumentare le società partecipate: sarebbe, semmai, il caso di ampliare le competenze di quelle esistenti".

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Super-bolletta elettrica il tribunale verifichi (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Un panificio cambia gestore e cominciano i problemi Super-bolletta elettrica "Il tribunale verifichi" POLCENIGO POLCENIGO. Cambia gestore elettrico e si vede raddoppiare la bolletta. Nel mese in cui chiude per ferie. La disavventura - protrattasi per mesi in un tiramolla - è capitata al panificio Santin di Polcenigo il quale, attraverso l'avvocato Vitto Claut, si è rivolto al tribunale per ottenere una verifica dell'impianto elettrico da parte di un consulente tecnico. Risultato: dopo la perizia, le società di distribuzione e vendita di energia hanno ammesso "una lettura non coerente con i reali consumi registrati dal contatore elettrico" e previsto il conguaglio della bolletta. Tutto è bene ciò che finisce bene, se non fosse che per dimostrare la verità il gestore del panificio abbia dovuto presentare un ricorso per accertamento tecnico preventivo e sostenere il costo del consulente. "Non è escluso - anticipa l'avvocato Claut - che faremo una causa per ottenere il rimborso di quelle spese". Il ricorso, nei confronti di Blue Energy Group, è stato presentato a fine novembre scorso dallo studio legale, ma i fatti risalgono a fine 2005. A quando, cioè, il titolare del panificio aveva stipulato un contratto di fornitura di energia con la società di Campoformido. A dicembre di quell'anno gli era arrivata la bolletta del mese di ottobre: 1106,26 euro, ovvero il doppio del normale. Un consumo sovrastimato, anche tenuto conto del fatto che in quel mese l'attività aveva anche chiuso per ferie. Dopo aver contattato la società l'artigiano si è sentito rispondere che la rilevazione era avvenuta in modo regolare, e così non gli è rimasto che pagare. Nei mesi successivi il consumo si è stabilizzato sulle cifre del passato, fatta salva una bolletta - nella primavera 2007 - che riportava un altro salasso, frutto di un nuovo conguaglio. A quel punto il titolare del panificio si è rivolto a un legale, avviando la procedura che ha portato al ricorso per l'accertamento tecnico. "La società - afferma Claut - ha riconosciuto l'errore e ha previsto un nuovo conguaglio in favore del cliente. Di casi come questi ce ne sono tanti. É importante che i consumatori sappiano che è possibile ottenere il giusto riconoscimento dei propri diritti". (m.mi.).

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Scarel presidente della fondazione aquileia (sezione: Costi dei politici)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

I consiglieri hanno deciso di ridurre i costi di gestione: il gettone di presenza sarà di 42 euro Scarel presidente della Fondazione Aquileia AQUILEIA Il sindaco di Aquileia Alviano Scarel è il presidente della Fondazione Aquileia. Nessuna sorpresa quindi. Ieri mattina si è riunito il primo consiglio di amministrazione, alla presenza di Raffaello Fabbro, delegato in rappresentanza della Regione, Anna Maria Reggiani per il Ministero, il prefetto Fusco per la Provincia e Alviano Scarel per il Comune. All'assise hanno altresì preso parte i revisori dei conti. Vice presidente è stato designato Fabbro. I consiglieri all'unanimità hanno deciso di ridurre all'osso il costo i gestione della Fondazione, fissando il gettone di presenza per 42 euro lordi a seduta, tariffa in linea con quelle della Regione. A questo, si somma il rimborso spese legato ai viaggi per chi deve compiere un lungo tragitto. La Fondazione Aquileia rappresenta un laboratorio politico assolutamente innovativo, un archetipo che delinea vasti orizzonti e prospetta una sinergia di matrice federalista che prevede la stretta collaborazione tra tutti i livelli politici contemplati nel panorama italico, Stato, Regione, Provincia e Comune. Rispetto la fallimentare esperienza afferente il museo egizio di Torino, enormi passi in avanti sono stati compiuti al fine di confezionare una traccia nuova e funzionale. Il battage mediatico ha immediatamente catalizzato l'attenzione di altri poli archeologici, Ravenna in testa. E' quindi corretto asserire che Aquileia diventa un modello da seguire e imitare su scala nazionale. La legge che istituisce la Fondazione Aquileia, unica per struttura e forma, conferisce alla città degli scavi un ruolo di assoluta rilevanza in ambito regionale e nazionale e si pone come legge prototipo per altre realtà. g. s.

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EDISON: L'ASSEMBLEA APPROVA IL BILANCIO 2007 DELIBERATA LA DISTRIBUZIONE DI UN DIVIDENDO DI 0,05 EURO PER AZIONE ORDINARIA (+4,2%) (sezione: Costi dei politici)

( da "marketpress.info" del 03-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Milano, 3 aprile 2008 ? L'assemblea degli azionisti di Edison Spa, riunitasi oggi presso la sede di Foro Buonaparte, ha approvato il bilancio relativo all'esercizio 2007, che si è chiuso con un utile di 449 milioni di euro (632 milioni nel 2006). A livello consolidato, l'utile è stato pari a 497 milioni di euro (654 milioni nel 2006). L'assemblea ha quindi deliberato di distribuire un dividendo di 0,05 euro per azione ordinaria, in crescita del 4,2% rispetto agli 0,048 euro dell'anno precedente, e di 0,08 euro per azione di risparmio (+2,6% rispetto al 2006). Il monte dividendi, tenuto conto dell'aumentato numero di azioni, è quindi pari a circa 268 milioni di euro, in crescita di circa il 15% rispetto ai 233 milioni dell'anno precedente. Il dividendo verrà posto in pagamento il 17 aprile 2008 (data stacco cedola 14 aprile 2008). L'assemblea ha nominato i seguenti 13 Amministratori: Giuliano Zuccoli, Pierre Gadonneix, Marco Merler, Daniel Camus, Renato Ravanelli, Gerard Wolf, Paolo Rossetti, Marc Boudier, Ivan Strozzi, Umberto Quadrino, Gregorio Gitti e Gianmaria Gros Pietro (tratti dalla lista presentata dall'azionista di controllo Transalpina di Energia) e Mario Cocchi (tratto dalla lista presentata da Fincamuna). L'assemblea ha quindi eletto Giuliano Zuccoli Presidente della Società. Gregorio Gitti, Gian Maria Gros Pietro e Mario Cocchi hanno dichiarato di essere in possesso dei requisiti stabiliti dal Testo Unico della Finanza per essere qualificati come indipendenti. I curricula vitae degli amministratori sono consultabili sul sito Internet www. Edison. It. L'assemblea ha quindi determinato la durata dell'intero Consiglio di Amministrazione in tre esercizi ? e dunque fino all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2010 ? e fissato il compenso annuo lordo dell'intero Consiglio in 650 mila euro, oltre a un gettone di presenza di 2. 000 euro lordi per riunione del Consiglio di Amministrazione o di Comitato in seno a esso costituito per ciascun Amministratore. L'assemblea ha inoltre nominato Sindaci effettivi Angelomaria Palma, Leonello Schinasi (tratti dalla lista presentata da Transalpina di Energia) e Alfredo Fossati (tratto dalla lista presentata da Fincamuna) che ha conseguentemente assunto la carica di presidente del Collegio Sindacale. Sindaci supplenti sono stati nominati Leonardo Cabrassi e Giuseppe Cagliero (tratti dalla lista presentata da Transalpina di Energia) e Alessandro Catapano Minotti (tratto dalla lista presentata da Fincamuna). L'assemblea ha infine fissato il compenso annuo per il presidente del Collegio Sindacale in 60. 000 euro e in 40. 000 euro per ciascuno dei due sindaci effettivi. Al termine dell'Assemblea degli Azionisti, si è riunito il Consiglio di Amministrazione, che ha confermato Umberto Quadrino Amministratore Delegato. Si segnala infine che alla data odierna, sulla base delle informazioni disponibili alla Società, il solo amministratore Gianmaria Gros Pietro risulta detenere azioni ordinarie di Edison, in numero di 30. 000. . <<BACK.

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Boicottaggio totale delle Olimpiadi cinesi L a Cina ha occupato il Tibet nel 1950; il Dalai Lama ha dovuto allontanarsi dalla sua terra e vivere in esilio fin dal 1959, così come n (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Umerosi tibetani Boicottaggio totale delle Olimpiadi cinesi L a Cina ha occupato il Tibet nel 1950; il Dalai Lama ha dovuto allontanarsi dalla sua terra e vivere in esilio fin dal 1959, così come numerosi tibetani. Per riuscire a colonizzare il Tibet la Cina oltre a negare la libertà ai tibetani, infliggendo repressione e violenza, ha favorito l'immigrazione dei cinesi, ha incarcerato i più dissidenti, numerosi sono rinchiusi nelle carceri, molti sono morti. Le prossime Olimpiadi sono per la Cina un ottimo strumento per proporsi a tutto il mondo e dimostrare come nel breve volgere di qualche decennio è passata da paese del terzo mondo a potenza mondiale. La fiaccola olimpica ha, per antonomasia, simboleggiato fin da sempre, il valore della pace e della fratellanza fra i popoli. Considerato anche le ultime vicissitudini, con repressioni brutali da parte dei soldati cinesi nei confronti dei dimostranti tibetani, immagini eloquenti dei nostri telegiornali, perché non boicottiamo le Olimpiadi? Non dico di boicottare la cerimonia di apertura ma boicottare totalmente le Olimpiadi lasciando a casa tutti i nostri atleti. Secondo me, se tutti i paesi occidentali e tutti quei paesi per i quali la parola "Libertà" ha il suo significato vero, boicottassero le olimpiadi, la Cina sarebbe costretta a rivedere la politica attuata nel Tibet ed a restituire, almeno in parte, la libertà a quel popolo oppresso. L'alternativa, per la Cina, sarebbe una magra figura nei confronti del mondo intero. Fulvio Marcolla - Trento Spesa pubblica facile perché fatta coi soldi altrui S ono d'accordo con la lettera del signor Gianfranco Modena del 10 marzo in cui denuncia la facilità di spesa per ogni fantasia. E sono d'accordo anche con i giudizi della signora Cogo e del signor Bezzi a proposito dell'azione del presidente della Provincia. Sembra che gli sia sfuggito di mano qualcosa osservando le numerose (oltre 20 per ora) società a partecipazione pubblica. Parecchie dall'aria avventurosa con soldi altrui. Torna in mente la lettera della signora indignata per la quotidiana lettura di spese pubbliche, alla quale il direttore ha risposto. Enrico Frizzera - Trento Quella italiana è la democrazia dei privilegi I ncredibile, ma vero: ai parlamentari che non sono stati candidati dalle segreterie dei partiti alle prossime elezioni politiche (aprile), o ai parlamentari che non verranno rieletti, sarà garantita una sorta di "indennità di solidarietà". La notizia - sembra una bufala "romana" - è stata diffusa dal Giornale e poi ripresa, qualche giorno fa, dall'Adige. La sostanziosa indennità (9.604 euro ai senatori, 9.362 euro ai deputati per ogni anno di legislatura) si sommerà al vitalizio maturato. Questa speciale "buonuscita", in vigore da tempo, è esentasse. Un regalo, piuttosto costoso, che si sono fatti - per il loro impegno politico - coloro che ci rappresentano a Roma. Facciamo un esempio: Armando Cossutta, comunista inossidabile e di lungo corso, alla faccia dei lavoratori (sempre sporchi, brutti e cattivi!) si porta a casa la bella cifra di 345mila euro a titolo di liquidazione. Certamente chi ha la ventura di sedersi sugli scranni di palazzo Madama o di Montecitorio, non può lamentarsi. Si lagnano, oggi più che mai, disoccupati, pensionati, lavoratori dipendenti, casalinghe che faticano ad arrivare alla fine del mese. Eppure, la loro onestà, la loro dignità sono motivo di speranza, di voglia di credere nel futuro di questo paese che sembra aver perso la "retta via". È bene precisare che i parlamentari maturano la pensione dopo due anni e mezzo trascorsi a Roma. Quella italiana, sembra essere una "democrazia dei privilegi" (ovviamente per pochi "eletti"). Dove è il senso etico dei politici? Potere, denaro, privilegi: questa è la "casta", realisticamente descritta da Sergio Rizzo e da Gian Antonio Stella. Se poi c'è un "grillo" parlante che indica le "vergogne", allora apriti cielo, i politici si indignano, si offendono, partono le minacce o le denunce. Più o meno, è così dai tempi di Dante, grande fustigatore del malcostume e della corruzione: ma i versi del poeta fiorentino, purtroppo, raramente hanno illuminato le coscienze. Carlo Andreatta - Rovereto Caro Gardin, dopo Paperina ti tocca la "tonca" H o letto con stupore e incredulità della brutta avventura capitata ad Orlando, capitale Usa del divertimento, al nostro comico Lucio Gardin. È ben vero che dopo lo scandalo Mosley non c'è più nulla per cui valga la pena stupirsi. Ma che una persona come Lucio Gardin, abituata a prendere in giro il mondo intero, sia incappata in un infortunio così incredibile, degno del miglior Boccaccio, dà davvero da pensare. La solidarietà al comico è fuori discussione. A dire il vero mi aspettavo una mobilitazione più ampia da parte dei suoi fans. Siamo oltretutto alla vigilia delle Feste Vigiliane e ormai credo che la tonca quest'anno spetti di diritto a chi non solo "toncava", ma "toccava" le bellezze nascoste di Paperina, mandando in bestia nientepopodimenoche l'Uomo Ragno, che bene ha fatto a suonargliele (o ad essere suonato?). Male ha fatto Lucio Gardin a darsela a gambe. Incredibilmente fesso è stato poi a rimanere per altri quattro giorni sul luogo del delitto. Ovvio che lo pizzicassero. Ancor più male ha fatto però la polizia a spettacolarizzare l'arresto (anche se in America tutto fa spettacolo), con tanto di fotografo al seguito, come se sapesse già dove, come e quando acchiappare il nostro malcapitato. E perché poi non arrestare anche l'Uomo Ragno, colpevole almeno quanto Lucio Gardin? Quattro anni di carcere, il silenzio delle autorità, il fatto che Dellai non sia immediatamente intervenuto invocando una iniziativa congiunta del Ministero degli esteri e di quello dello Spettacolo e?. anche il silenzio degli altri organi di informazione che hanno clamorosamente "bucato" la notizia, sono davvero brutti segnali. Anche una nota dello psicologo, a dire il vero, non sarebbe stata stonata. Se Lucio Gardin fosse un politico si poteva ben dire: "che cosa non si fa pur di finire sui giornali". Peccato solo che si sia trattato di un bel pesce d'aprile, ben congegnato e riuscito. Complimenti dunque a lei, direttore, e al vulcanico Lucio Gardin che ne ha inventata un'altra delle sue. Carlo Andreotti 03/04/2008.

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LA CONFERENZA dei capigruppo consiliari ha preso atto che non ci (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 03-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA LUCCA pag. 7 LA CONFERENZA dei capigruppo consiliari ha preso atto che non ci sarà consiglio comunale fino a dopo le elezioni, ciò almeno nel caso che sia confermata la data del 13 e 14 aprile. Ieri mattina nella riunione dei capigruppo non sono mancati momenti polemici. I rappresentanti della lista Brancoli, di "per Lucca i suoi paesi" e di "Governare Lucca", rispettivamente Marco Brancoli Pantera, Luca Lucchesi e Stefano Pierini hanno criticato la sospensione del consiglio comunale e quindi il rinvio delle sedute di oggi e di martedì prossimo, che erano state già programmate. Una protesta anche e soprattutto sul metodo seguito, che non ha visto coinvolti nella decisione questi gruppi che appartengono alla maggioranza comunale. Il capogruppo dell'Ulivo, Andrea Tagliasacchi, ha evidenziato che la causa della sospensione "è legata ai problemi interni alla maggioranza". Lido Fava (Alleanza nazionale) e Franco Fabbri (Forza Italia) hanno ricordato che è prassi sospendere il consiglio comunale in occasione di elezioni e congressi partendo dalla richiesta anche di un solo partito, l'eventuale presenza di problemi nella maggioranza sarà oggetto di valutazione dopo le elezioni. Dunque il consiglio comunale si riunirà giovedì 17 aprile. Qualche malumore tra i consiglieri comunali anche per il fatto che, per effetto della nuova legge finanziaria, è stato reintrodotto il gettone di presenza e non esiste più un'indennità fissa, dunque in questo mese di aprile, con meno consigli comunali, alla fine ci saranno meno soldi per i consiglieri. SUL FRONTE del braccio di ferro nella maggiorana, aperto dalla dichiarazioni di Piero Angelini pubblicate domenica scorsa dai quotidiani locali, restano sospese le nomine a cominciare proprio da quella di Angelini alla presidenza di Lucca Holding servizi. Come abbiamo già scritto nell'edizione di ieri i due rappresentanti di Forza Italia (Marco Porciani) e di An (Franco Ravenni) in Lucca Holding Spa hanno ribadito che "non c'è stato alcun veto né alcun parere contrario alla nomina di Angelini ma solo una discussione sull'opportunità di fare le nomine in questa fase che richiede una verifica della maggioranza che sostiene Favilla". Porciani e Ravenni rispondono in questo modo netto a chi ha cercato di strumentalizzare il rinvio delle nomine. Su Angelini, come avevamo già scritto ieri, il consiglio di Lucca Holding Spa si è fermato all'indicazione del suo nome quale futuro presidente di Holding servizi mentre non sono stati indicati i nomi dei due consiglieri che dovranno.

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Le Province sono utili, non vanno abolite Di Fabio Melilli* (sezione: Costi dei politici)

( da "Libertà" del 03-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il caso Le Province sono utili, non vanno abolite Di Fabio Melilli* Mentre avanza la campagna elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle Province. Più in generale si discute sulla necessità di riformare le nostre istituzioni e su come ridurre i costi della politica. Come spesso accade (e non solo in campagna elettorale) autorevoli riflessioni si mescolano a superficialità e dichiarazioni improvvisate, e tutto ciò non aiuta la ricerca di soluzioni efficaci ed incisive. Per questo mi permetto di chiedere ospitalità nella speranza di poter offrire un utile contributo. Innanzitutto credo faremmo un buon servizio al Paese evitando generalizzazioni facili e scontate. Una cosa è infatti la eccessiva e insostenibile struttura burocratica della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema, è indubbio che il nostro paese non può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni, per cui è davvero difficile oggi, per i cittadini e le imprese, sapere con certezza chi fa che cosa e chi ha la responsabilità della soluzione dei singoli problemi. Troppo spesso i livelli di governo si sovrappongono nell'esercizio delle funzioni ed ognuno dilata i tempi ed aumenta inesorabilmente i costi. Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di governo. Potrei con facilità dimostrare, caso per caso, l'utilità che a svolgere funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente intermedio che governa un'area vasta che non può essere sostituito né dalla miriade di comuni, piccoli o piccolissimi, né tanto meno dalle regioni, pena il ritorno ad un nuovo centralismo non utile ai cittadini ed alle imprese. E chi conosce il territorio del nostro paese sa che proprio nelle aree marginali e periferiche c'è bisogno di un livello istituzionale come le Province. D'altronde la città metropolitana prevista dalla costituzione, non è forse una forma di governo di un'area vasta che, sostituendo la provincia, da' risposte più efficaci a temi che superano i confini comunali? Potrei anche argomentare a lungo sulla necessità di una rappresentanza politica di livello provinciale che interloquisca con tutte le rappresentanze economiche e sociali che proprio a quel livello sono organizzate; così come potrei dilungarmi sulle identità territoriali, sulla storia del nostro paese, o, con un pizzico di polemica, sulla legittimazione di una classe dirigente votata da centinaia di migliaia di cittadini rispetto a chi oggi viene semplicemente nominato. Mi interessa invece centrare l'attenzione su ciò che si può realmente fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia dell'intero sistema pubblico. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere, se riuscissimo ad identificare con puntualità le competenze di ognuno, tornando a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione, può meglio assolvere ad una funzione, credo riusciremo a ricostruire un sistema credibile e snello, senza rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo iniziato da oltre un decennio, mai concludendolo. Oltre a ciò, ai fautori dell'abolizione delle province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e ridurre i veri costi della politica. Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande rilevanza. Una normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse le funzioni in capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe da subito risparmi ben più significativi della eliminazione di un livello di governo, peraltro previsto dalla Costituzione. Proviamo ad iniziare da qui, e ci accorgeremo che i risultati possono essere davvero di grande utilità. Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta. Ma ogni livello di governo deve fare la sua parte con l'avvertenza che soluzioni generalizzate e demagogiche rischiano di ridurre gli spazi della democrazia, senza incidere davvero sugli sprechi che ci sono, e sono molti. Perché questi temi possano essere approfonditi in modo compiuto mi permetto di chiedere di aprire attraverso Libertà un dibattito, dando fin d'ora la disponibilità mia e di tutti i presidenti di provincia ad offrire alla riflessione dati e proposte non a difesa del nostro ruolo, come peraltro non abbiamo mai fatto, ma capaci di individuare soluzioni condivise, per il bene del nostro paese. Fabio Melilli *Presidente UPI - Unione Province d'Italia © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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Mentre avanza la campagna elettorale, (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Mentre avanza la campagna elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle Province. Più in generale si discute sulla necessità di riformare le nostre istituzioni e su come ridurre i costi della politica. Come spesso accade (e non solo in campagna elettorale) autorevoli riflessioni si mescolano a superficialità e dichiarazioni improvvisate, e tutto ciò non aiuta la ricerca di soluzioni efficaci ed incisive. Per questo mi permetto di chiedere ospitalità al suo giornale nella speranza di poter offrire un utile contributo. Innanzitutto credo faremmo un buon servizio al Paese evitando generalizzazioni facili e scontate.Una cosa è infatti la eccessiva e insostenibile struttura burocratica della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica.Sul primo tema, è indubbio che il nostro Paese non può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni, per cui è davvero difficile oggi, per i cittadini e le imprese, sapere con certezza chi fa che cosa e chi ha la responsabilità della soluzione dei singoli problemi. Troppo spesso i livelli di governo si sovrappongono nell'esercizio delle funzioni ed ognuno dilata i tempi ed aumenta inesorabilmente i costi.Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di governo.Potrei con facilità dimostrare, caso per caso, l'utilità che a svolgere funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente intermedio che governa un'area vasta che non può essere sostituito né dalla miriade di comuni, piccoli o piccolissimi, né tanto meno dalle regioni, pena il ritorno ad un nuovo centralismo non utile ai cittadini ed alle imprese.E chi conosce il territorio del nostro Paese sa che proprio nelle aree marginali e periferiche c'è bisogno di un livello istituzionale come le Province. D'altronde la città metropolitana prevista dalla costituzione, non è forse una forma di governo di un'area vasta che, sostituendo la provincia, da' risposte più efficaci a temi che superano i confini comunali?Potrei anche argomentare a lungo sulla necessità di una rappresentanza politica di livello provinciale che interloquisca con tutte le rappresentanze economiche e sociali che proprio a quel livello sono organizzate; così come potrei dilungarmi sulle identità territoriali, sulla storia del nostro paese, o, con un pizzico di polemica, sulla legittimazione di una classe dirigente votata da centinaia di migliaia di cittadini rispetto a chi oggi viene semplicemente nominato.Mi interessa invece centrare l'attenzione su ciò che si può realmente fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia dell'intero sistema pubblico. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere, se riuscissimo ad identificare con puntualità le competenze di ognuno, tornando a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione, può meglio assolvere ad una funzione, credo riusciremo a ricostruire un sistema credibile e snello, senza rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo iniziato da oltre un decennio, mai concludendolo.Oltre a ciò, ai fautori dell'abolizione delle province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e ridurre i veri costi della politica. Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande rilevanza. Una normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse le funzioni in capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe da subito risparmi ben più significativi della eliminazione di un livello di governo, peraltro previsto dalla Costituzione.Proviamo ad iniziare da qui, e ci accorgeremo che i risultati possono essere davvero di grande utilità.Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica.Perché questi temi possano essere approfonditi in modo compiuto mi permetto di chiederle di aprire attraverso il suo giornale un dibattito, dando fin d'ora la disponibilità mia e di tutti i presidenti di Provincia ad offrire alla riflessione dati e proposte non a difesa del nostro ruolo, come peraltro non abbiamo mai fatto, ma capaci di individuare soluzioni condivise, per il bene del nostro paese.*PresidenteUnione Provinced'Italia.

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Sbloccati i "gettoni" delle Circoscrizioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Como, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Erano congelati da gennaio Sbloccati i "gettoni" delle Circoscrizioni (d.al.) Da gennaio il cosiddetto decreto ?milleproroghe? aveva costretto l'amministrazione comunale a congelare l'assegnazione dei gettoni di presenza per i consiglieri di circoscrizione e dell'indennità per i relativi presidenti. Una temporanea sospensione in attesa che si facesse luce sulla questione. Chiarezza è stata fatta. Il Comune ha chiarito che fino alla soppressione delle circoscrizioni - che è stata stabilita dal governo Prodi e che sarà affettiva per i Comuni con meno di 100mila abitanti a partire dalle prossime elezioni amministrative ? i consiglieri e i presidenti di circoscrizione hanno diritto all'indennità e al gettone, compreso gli arretrati da gennaio a questa parte. "Nel primo caso si parla di circa 700 euro lordi ? ha chiarito l'assessore con delega al Decentramento, Maurizio Faverio ? mentre nel secondo caso di 20 euro lordi a seduta". Nessuna spesa imprevista per le casse comunali, assicura Faverio: "Nel bilancio sono stati già previsti questi costi, poiché era logico che non potevano essere soppresse delle figure politiche che avevano avuto il mandato dai cittadini". Ora, però, si apre un grosso punto interrogativo: come verranno sostituite le circoscrizioni? Il leghista Faverio ha già in mente un'idea: "Io tornerei ai comitati di quartiere, com'era nello spirito delle vecchie circoscrizioni. In questo modo chi deciderà di rappresentare i quartieri lo farà davvero con puro spirito civico". 03/04/2008.

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