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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.” |
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tARTICOLI DEL 3-4-2008 #TOP
"Così
miglioreremo la nostra città"
( da "Stampa,
La" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Ci vorrebbero progetti che prevedano il recupero delle aree dismesse senza per forza farne dei capannoni praticamente vuoti,che significano solo speculazione edilizia. Credo che i lavori pubblici siano una parte importante di un'amministrazione, e su questo tema ritengo sia importante ascoltare i cittadini il più possibile,visto anche che le risorse non è che siano tantissime.
BUROCRAZIA
E COSTI DELLA POLITICA COSA FARE DELLE NOSTRE PROVINCE
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta.
Trasporti,
la giunta farà i tagli dei cda ( da "Centro, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: la giunta farà i tagli dei Cda Arpa, Gtm e Sangritana per il rinvio Quarta: impossibile, i costi vanno ridotti L'AQUILA. La scure dei tagli ai costi della politica si abbatterà in maniera nelle prossime settimane su gran parte delle società che fanno parte del costoso sistema di trasporto pubblico regionale.
Non
ci si deve arricchire con le commissioni
( da "Tirreno,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: si cerca di far rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta potrei anche decidere, per dare un segnale di moralizzazione, di rinunciare ai gettoni di presenza relativi a una delle due commissioni di cui faccio parte. La politica non deve essere vista come fonte di guadagno ma, a livello locale, come una forma di volontariato civile.
Super-bolletta
elettrica il tribunale verifichi ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: e previsto il conguaglio della bolletta. Tutto è bene ciò che finisce bene, se non fosse che per dimostrare la verità il gestore del panificio abbia dovuto presentare un ricorso per accertamento tecnico preventivo e sostenere il costo del consulente. "Non è escluso - anticipa l'avvocato Claut - che faremo una causa per ottenere il rimborso di quelle spese"
Scarel
presidente della fondazione aquileia
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: I consiglieri hanno deciso di ridurre i costi di gestione: il gettone di presenza sarà di 42 euro Scarel presidente della Fondazione Aquileia AQUILEIA Il sindaco di Aquileia Alviano Scarel è il presidente della Fondazione Aquileia. Nessuna sorpresa quindi. Ieri mattina si è riunito il primo consiglio di amministrazione, alla presenza di Raffaello Fabbro,
EDISON:
L'ASSEMBLEA APPROVA IL BILANCIO 2007 DELIBERATA LA DISTRIBUZIONE DI UN
DIVIDENDO DI 0,05 EURO PER AZIONE ORDINARIA (+4,2%)
( da "marketpress.info"
del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: intero Consiglio di Amministrazione in tre esercizi ? e dunque fino all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2010 ? e fissato il compenso annuo lordo dell'intero Consiglio in 650 mila euro, oltre a un gettone di presenza di 2. 000 euro lordi per riunione del Consiglio di Amministrazione o di Comitato in seno a esso costituito per ciascun Amministratore.
Boicottaggio
totale delle Olimpiadi cinesi L a Cina ha occupato il Tibet nel 1950; il Dalai
Lama ha dovuto allontanarsi dalla sua terra e vivere in esilio fin dal 1959,
così come n ( da "Adige, L'"
del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: realisticamente descritta da Sergio Rizzo e da Gian Antonio Stella. Se poi c'è un "grillo" parlante che indica le "vergogne", allora apriti cielo, i politici si indignano, si offendono, partono le minacce o le denunce. Più o meno, è così dai tempi di Dante, grande fustigatore del malcostume e della corruzione: ma i versi del poeta fiorentino,
LA
CONFERENZA dei capigruppo consiliari ha preso atto che non ci
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: è stato reintrodotto il gettone di presenza e non esiste più un'indennità fissa, dunque in questo mese di aprile, con meno consigli comunali, alla fine ci saranno meno soldi per i consiglieri. SUL FRONTE del braccio di ferro nella maggiorana, aperto dalla dichiarazioni di Piero Angelini pubblicate domenica scorsa dai quotidiani locali,
Le
Province sono utili, non vanno abolite Di Fabio Melilli*
( da "Libertà"
del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta.
Mentre
avanza la campagna elettorale, ( da "Gazzettino, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica.Perché questi temi possano essere approfonditi in modo compiuto mi permetto di chiederle di aprire attraverso il suo giornale un dibattito, dando fin d'ora la disponibilità mia e di tutti i presidenti di Provincia ad offrire alla riflessione dati e proposte non a difesa del nostro ruolo,
Sbloccati
i "gettoni" delle Circoscrizioni
( da "Provincia
di Como, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Erano congelati da gennaio Sbloccati i "gettoni" delle Circoscrizioni (d.al.) Da gennaio il cosiddetto decreto ?milleproroghe? aveva costretto l'amministrazione comunale a congelare l'assegnazione dei gettoni di presenza per i consiglieri di circoscrizione e dell'indennità per i relativi presidenti.
( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Interviste Candidati
sindaco E' corsa a cinque per scegliere il successore di Liliana Sarazzi RENATO
BALDUCCI "Così miglioreremo la nostra città" VILLADOSSOLA Roberto
Viroletti 1. Far sì che Villadossola possa diventare un paese sempre più
vivibile e a misura d'uomo; in pratica un modello di riferimento nei servizi e
nelle infrastrutture, capace di attrarre nuove attività economiche così da
creare nuovi posti di lavoro per i nostri giovani. 2.Il piano commerciale
attualmente in vigore nel nostro comune non prevede ulteriori aree commerciali
rilevanti, eccetto quella relativa all'area del laminatoio 250 che faceva parte
dello stabilimento Sisma, piano che è già stato approvato ed è in fase di
realizzazione e che comprende anche una parte residenziale. Inoltre ci
impegniamo a continuare il recupero ambientale e la riqualificazione urbana del
paese. 3. La mia lista si caratterizza per la presenza di donne e uomini
profondamente inseriti nella realtà di Villadossola, si tratta di persone disponibili
a mettere il proprio impegno e la propria capacità al servizio del loro paese.
La nostra lista "Con Villa" è espressione di una linea politica moderata, liberale e aperta al contributo di tutti
i cittadini. 4. Sarà senz'altro diminuita l'aliquota Ici che grava sulla prima
casa. Valuteremo anche una rimodulazione dell'addizionale Irpef. Ci impegniamo
ulteriormente contenere i costi relativi all'attività amministrativa, non solo
nel Comune di Villadossola ma anche nei Consorzi e nelle società partecipate.
Roberto Serra 1.La priorità per Villa, più che i progetti, sarà il metodo di
lavoro. Cioè maggior trasparenza in tutti gli atti amministrativi: dal bilancio
ai piani e regolamenti, agli appalti, per far partecipe e consapevole in tutto
l'intera comunità villese. 2. Serve un'inversione decisa di tendenza che
privilegi l'impegno per ricostruire il tessuto sociale, la sinergia fra le
componenti della comunità, la solidarietà; l'attenzione ai bisogni veri delle
famiglie. Bisogna investire per i giovani e recuperare la loro fiducia. 3. La
nostra lista è una proposta nuova che certamente può far bene al paese. 4.No
all'Ici sulla prima casa, per le giovani coppie con mutuo e per gli anziani
pensionati che vivono con redditi critici. Prevediamo la revisione e la
modifica dei criteri di determinazione della tassa dei rifiuti, inserendo nuovi
indici come il numero dei componenti la famiglia, il reddito; poi la revisione
dei criteri di applicazione della tassa di depurazione reflui anche in rapporto
alla valutazione di opportunità di adesione ai vari ambiti e consorzi; una
drastica riduzione delle consulenze esterne; un fondo di solidarietà per le
famiglie e i singoli che vivono in difficoltà; quindi privilegiare i cittadini
italiani residenti rispetto alle assegnazioni di alloggi e servizi vari; infine
un sostegno all'autonomia della provincia del Verbano Cusio Ossola, per
liberare risorse economiche sul territorio. Emmanuel Marian 1.Ristabilire un
equilibrio economico e finanziario nelle voci di entrata e di uscita del
bilancio comunale. Migliorare l'utilizzo del centro culturale La Fabbrica, sia
dal punto di vista gestionale che da quello artistico. Favorire il più
possibile la consultazione del cittadino su tutte le questioni rilevanti,
rendendo il più trasparente possibile l'operato dell'amministrazione. 2. Siamo
stati da subito contrari al proliferare selvaggio ed indiscriminato della
grande distribuzione. Crediamo che, ad un'offerta così ampia soprattutto nel
settore "alimentare", non corrisponda una domanda altrettanto forte.
I lavori pubblici vanno fatti rispettando le vere necessità, senza privilegiare
interessi personali, in un contesto dove le risorse finanziarie sono carenti e
destinate a diminuire 3. Ovviamente quella di essere una lista giovane. Completamente
slegata da interessi partitici che ha come unico scopo
la realizzazione del programma e come guida l'interesse del cittadino. Una vera
lista civica, insomma, la prima vera lista civica di Villadossola, formata da
un gruppo di persone preparate, pronte a studiare ed analizzare in tutti i suoi
aspetti la situazione di un paese relativamente "piccolo" e poco
aperto a nuove facce ed idee innovative. 4. Relativamente ai costi della politica ci sembra assurdo che in un Paese
"costretto" ad aumentare il prelievo dai cittadini le spese per gli
stipendi degli amministratori siano intorno ai 90.000 euro. Ci impegnamo in una
riduzione del 30 per cento. Sulle tasse occorre essere realisti: non serve dire
che riporteremo l'addizionale Irpef allo 0,4 quando si sono accumulati debiti
sui 10 milioni di euro con l'Irpef ritoccata allo 0,6 dalla passata
amministrazione. Sono poco serie e strumentali le promesse fatte in questo
senso da alcuni schieramenti, che sembrano mosse esclusivamente da finalità
elettorali. L'unica promessa che ci sentiamo di fare è un'analisi seria e
professionale del bilancio e dei conseguenti spazi di manovra. Daniele Fortin
1.Per noi Villadossola ha bisogno innanzi tutto di tornare ad essere comunità.
E'importantissimo cercare di recuperare il rapporto tra cittadini e
amministrazione, per poter così rigenerare un tessuto sociale che di questi
tempi è venuto meno. Un'altra cosa che ci piacerebbe fare, è rendere Villa un
po' più bella. Rivalutare il patrimonio architettonico, culturale che abbiamo e
trovare altre forme di attrattiva per la gente,che non siano ovviamente centri
commerciali. Bisognerebbe riuscire a dare alla gente dei buoni motivi per
venire ad abitarci. 2. Come già altre volte mi è capitato di dire, credo che
non serva un genio del marketing per capire che il mercato è saturo.
Villadossola (non solo) ha bisogno di sviluppo, ma in termini produttivi. Ci vorrebbero progetti che prevedano il recupero delle aree
dismesse senza per forza farne dei capannoni praticamente vuoti,che significano
solo speculazione edilizia. Credo che i lavori pubblici siano una parte
importante di un'amministrazione, e su questo tema ritengo sia importante
ascoltare i cittadini il più possibile,visto anche che le risorse non è che
siano tantissime. 3.Siamo una lista che nasce dalla costola di un
progetto passato, Progetto Villa. Da questo sicuramente abbiamo ereditato
l'attenzione per il sociale, l'ambiente e l'onestà intellettuale di un modo di
agire che forse paga più in termini di coscienza che non in termini elettorali.
Ritengo che le donne siano un valore aggiunto per l'agire della nostra lista e
in generale. 4. Sicuramente i costi della politica
vanno ridotti,e su questo siamo sicuri di poter dire la nostra, dando un
segnale con la riduzione delle indennità amministrative per quello che è
possibile. Per quanto riguarda le tasse, credo che debbano essere in equilibrio
con i servizi che un amministrazione riesce a dare. Le promesse le lascio ad
altri. Marzio Bartolucci 1. Agganciare ogni opportunità che deriverà dal
potenziamento dello scalo Domo 2; operare per il completamento dell'area Saia;
relazionarsi con cittadini, categorie imprenditoriali e associazioni affinché
ogni trasformazione urbanistica, compresa quella in atto nell'area dell'ex
laminatoio Sisma, soddisfi le migliori esigenze di vivibilità del paese e
garantisca il bene pubblico prima degli interessi dei singoli; promuovere e
sostenere associazionismo e volontariato. 2. E' illusorio ipotizzare una
trasformazione del paese secondo la logica di centri commerciali: propone un
modello già in crisi in realtà ben più popolate della nostra. I lavori pubblici
vanno eseguiti, ma con una maggiore attenzione alla qualità del lavoro e dei
materiali impiegati, adottando criteri diversi da quelli utilizzati fin ora
rispetto alle priorità e una trasparenza amministrativa che privilegi la
partecipazione dei cittadini. 3. Abbiamo dato concretezza alla grande voglia di
cambiamento richiesta a gran voce dalla popolazione. E' una lista che mette in
campo uomini e donne che operano in diversi settori, da quello politico, a
quello imprenditoriale, a quello sociale e del volontariato. Esperienza diverse
e un nuovo modo di fare politica: condivisione,
concretezza, coerenza e oculatezza saranno le nostre prerogative. 4. Invertire
la tendenza degli ultimi anni a ritoccare al rialzo l'addizionale comunale
Irpef, le tariffe per la raccolta rifiuti e dell'Ici e ridurre i costi della politica almeno del 20% sono precisi impegni che ci siamo
presi nei confronti degli elettori. Affronteremo i problemi di bilancio
intervenendo sulle spese più che sulle entrate.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
IL DIBATTITO
BUROCRAZIA E COSTI DELLA POLITICA COSA FARE DELLE NOSTRE PROVINCE Mentre avanza
la campagna elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle
Province. Più in generale si discute sulla necessità di riformare le nostre
istituzioni e su come ridurre i costi della politica.
Come spesso accade (e non solo in campagna elettorale) autorevoli riflessioni
si mescolano a superficialità e dichiarazioni improvvisate, e tutto ciò non
aiuta la ricerca di soluzioni efficaci ed incisive. Per questo chiedo
ospitalità alla Gazzetta di Mantova nella speranza di poter offrire un utile
contributo. Credo faremmo un buon servizio al Paese evitando generalizzazioni
facili e scontate. Una cosa è infatti l'eccessiva e insostenibile struttura
burocratica della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema, è indubbio che il nostro paese non
può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le infinite
sovrapposizioni, per cui è davvero difficile oggi, per i cittadini e le
imprese, sapere con certezza chi fa che cosa e chi ha la responsabilità della
soluzione dei singoli problemi. Troppo spesso i livelli di governo si
sovrappongono nell'esercizio delle funzioni ed ognuno dilata i tempi ed aumenta
inesorabilmente i costi. Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco
abolire un livello di governo. Potrei con facilità dimostrare, caso per caso,
l'utilità che a svolgere funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente
intermedio che governa un'area vasta che non può essere sostituito né dalla
miriade di comuni, piccoli o piccolissimi, né tanto meno dalle regioni, pena il
ritorno ad un nuovo centralismo non utile ai cittadini ed alle imprese. E chi
conosce il territorio del nostro paese sa che proprio nelle aree marginali e
periferiche c'è bisogno di un livello istituzionale come le Province.
D'altronde la città metropolitana prevista dalla costituzione, non è forse una
forma di governo di un'area vasta che, sostituendo la provincia, da' risposte
più efficaci a temi che superano i confini comunali? Potrei anche argomentare a
lungo sulla necessità di una rappresentanza politica di
livello provinciale che interloquisca con tutte le rappresentanze economiche e
sociali che proprio a quel livello sono organizzate; così come potrei
dilungarmi sulle identità territoriali, sulla storia del nostro paese, o, con
un pizzico di polemica, sulla legittimazione di una classe dirigente votata da
centinaia di migliaia di cittadini rispetto a chi oggi viene semplicemente
nominato. Mi interessa invece centrare l'attenzione su ciò che si può realmente
fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia dell'intero sistema
pubblico. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio
mestiere, se riuscissimo a identificare con puntualità le competenze di ognuno,
tornando a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e ragionando
seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione, può meglio
assolvere ad una funzione, credo riusciremo a ricostruire un sistema credibile
e snello, senza rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo iniziato
da oltre un decennio, mai concludendolo. Oltre a ciò, ai fautori
dell'abolizione delle province, soprattutto a chi non ha lesinato il voto
all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia
promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra
strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica
amministrazione e ridurre i veri costi della politica.
Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di
commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i
costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande
rilevanza. Una normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse
le funzioni in capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe da subito
risparmi ben più significativi della eliminazione di un livello di governo,
peraltro previsto dalla Costituzione. Proviamo a
iniziare da qui, e vedremo che i risultati possono essere davvero di grande
utilità. Mi permetto infine di aggiungere che la
razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione
dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran
parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema
si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta.
Ma ogni livello di governo deve fare la sua parte con l'avvertenza che
soluzioni generalizzate e demagogiche rischiano di ridurre gli spazi della
democrazia, senza incidere sugli sprechi che ci sono, e sono molti. Perché
questi temi possano essere approfonditi chiedo alla Gazzetta di aprire un
dibattito, dando la disponibilità mia e di tutti i presidenti di Provincia ad
offrire alla riflessione dati e proposte non a difesa del nostro ruolo, come
peraltro non abbiamo mai fatto, ma capaci di individuare soluzioni condivise,
per il bene del nostro paese. Fabio Melilli Presidente UPI Unione Province
d'Italia.
( da "Centro, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Regione Trasporti, la giunta farà i tagli dei Cda Arpa, Gtm e Sangritana per il
rinvio Quarta: impossibile, i costi vanno ridotti L'AQUILA. La scure dei tagli
ai costi della politica si abbatterà in maniera nelle prossime settimane su gran parte
delle società che fanno parte del costoso sistema di trasporto pubblico
regionale. Sarà ridotto da cinque a tre il numero dei componenti dei Cd
di Arpa, Gtm, Sangritana, e Sistema. Per Paoli Bus e Cerella, società
partecipate da Arpa, il taglio era stato già fatto. In tutto saranno cancellati
otto posti. E' la conseguenza dell'attuazione della legge regionale sulla
riorganizzazione delle società regionali, approvata lo scorso anno, che prevede
in particolare il contenimento dei costi della politica.
La cura dimagrante rientra anche nell'ambito del progetto di holding unica
regionale dei trasporti con un unico Cda e con la fusione di Arpa, Gtm e
Sangritana e la conseguente cancellazione degli organi di gestione. Un processo
che dopo la candidatura nel Pd di Tommaso Ginoble alla Camera dei Deputati e le
deleghe passate ad interim nelle mani del presidente, Ottaviano Del Turco, ha
subito un accelerazione. Comunque, la decisione, arrivata con qualche mese di
ritardo rispetto alla tempistica di 180 giorni prevista nella norma,
sicuramente scatenerà tensioni; anzi, è attesa una vera e propria corsa al
mantenimento del posto al sole da parte dei 20 consiglieri di amministrazione
che attualmente sono in carica con tanto di indennità nelle quattro società in
questione. I tagli verranno operati tra aprile e quello di giugno. A dire la
verità ci sono stati tentativi di rinviare i tagli: i presidenti di Arpa,
Nicola Basilavecchia, di Gtm, Donato Renzetti, e di Sangritana, Loredana Di
Lorenzo, che anche ieri hanno avuto un incontro all'assessorato ai Trasporti,
hanno chiesto che l'assetto potesse rimanere a cinque. Ma la Regione ha tenuto
duro rispondendo picche. "Si tratta del completamento di un disegno di
riorganizzazione che vede da una parte una riduzione dei costi della politica in linea con tutta una serie di provvedimenti presi
da questo governo regionale", ha detto il segretario generale della
Presidenza della Giunta, Lamberto Quarta,, "e dall'altra una
razionalizzazione dell'intero sistema dei trasporti della nostra regione che
oggi si può contare, soprattutto per la parte ferroviaria, sulla possibilità di
estendere la propria attività, anche nel settore merci, in regioni
limitrofe". (b.s.).
( da "Tirreno, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Lucca Non ci si deve
arricchire con le commissioni Il portavoce dell'area di centro: "Pronto a
rinunciare al gettone" LUCCA. "Se le commissioni consiliari verranno
utilizzate per farsi uno stipendio, per aggirare i tagli della Finanziaria,
sarò il primo a non riscuotere il gettone". Marco Brancoli Pantera,
presidente della commissione partecipate, difende la riorganizzazione del
settore. E la scelta di portare da
( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Un panificio cambia
gestore e cominciano i problemi Super-bolletta elettrica "Il tribunale
verifichi" POLCENIGO POLCENIGO. Cambia gestore elettrico e si vede
raddoppiare la bolletta. Nel mese in cui chiude per ferie. La disavventura -
protrattasi per mesi in un tiramolla - è capitata al panificio Santin di
Polcenigo il quale, attraverso l'avvocato Vitto Claut, si è rivolto al
tribunale per ottenere una verifica dell'impianto elettrico da parte di un
consulente tecnico. Risultato: dopo la perizia, le società di distribuzione e
vendita di energia hanno ammesso "una lettura non coerente con i reali
consumi registrati dal contatore elettrico" e previsto
il conguaglio della bolletta. Tutto è bene ciò che finisce bene, se non fosse
che per dimostrare la verità il gestore del panificio abbia dovuto presentare
un ricorso per accertamento tecnico preventivo e sostenere il costo del
consulente. "Non è escluso - anticipa l'avvocato Claut - che faremo una
causa per ottenere il rimborso di quelle spese". Il ricorso, nei
confronti di Blue Energy Group, è stato presentato a fine novembre scorso dallo
studio legale, ma i fatti risalgono a fine
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
I
consiglieri hanno deciso di ridurre i costi di gestione: il gettone di presenza sarà di 42
euro Scarel presidente della Fondazione Aquileia AQUILEIA Il sindaco di
Aquileia Alviano Scarel è il presidente della Fondazione Aquileia. Nessuna
sorpresa quindi. Ieri mattina si è riunito il primo consiglio di
amministrazione, alla presenza di Raffaello
Fabbro,
delegato in rappresentanza della Regione, Anna Maria Reggiani per il Ministero,
il prefetto Fusco per la Provincia e Alviano Scarel per il Comune. All'assise
hanno altresì preso parte i revisori dei conti. Vice presidente è stato
designato Fabbro. I consiglieri all'unanimità hanno deciso di ridurre all'osso
il costo i gestione della Fondazione, fissando il gettone di presenza
per 42 euro lordi a seduta, tariffa in linea con quelle della Regione. A
questo, si somma il rimborso spese legato ai viaggi per chi deve compiere un
lungo tragitto. La Fondazione Aquileia rappresenta un laboratorio politico
assolutamente innovativo, un archetipo che delinea vasti orizzonti e prospetta
una sinergia di matrice federalista che prevede la stretta collaborazione tra
tutti i livelli politici contemplati nel panorama italico, Stato, Regione, Provincia
e Comune. Rispetto la fallimentare esperienza afferente il museo egizio di
Torino, enormi passi in avanti sono stati compiuti al fine di confezionare una
traccia nuova e funzionale. Il battage mediatico ha immediatamente catalizzato
l'attenzione di altri poli archeologici, Ravenna in testa. E' quindi corretto
asserire che Aquileia diventa un modello da seguire e imitare su scala
nazionale. La legge che istituisce la Fondazione Aquileia, unica per struttura
e forma, conferisce alla città degli scavi un ruolo di assoluta rilevanza in
ambito regionale e nazionale e si pone come legge prototipo per altre realtà.
g. s.
( da "marketpress.info" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Milano, 3 aprile 2008
? L'assemblea degli azionisti di Edison Spa, riunitasi oggi presso la sede di
Foro Buonaparte, ha approvato il bilancio relativo all'esercizio 2007, che si è
chiuso con un utile di 449 milioni di euro (632 milioni nel 2006). A livello
consolidato, l'utile è stato pari a 497 milioni di euro (654 milioni nel 2006).
L'assemblea ha quindi deliberato di distribuire un dividendo di 0,05 euro per
azione ordinaria, in crescita del 4,2% rispetto agli 0,048 euro dell'anno
precedente, e di 0,08 euro per azione di risparmio (+2,6% rispetto al 2006). Il
monte dividendi, tenuto conto dell'aumentato numero di azioni, è quindi pari a
circa 268 milioni di euro, in crescita di circa il 15% rispetto ai 233 milioni
dell'anno precedente. Il dividendo verrà posto in pagamento il 17 aprile 2008
(data stacco cedola 14 aprile 2008). L'assemblea ha nominato i seguenti 13
Amministratori: Giuliano Zuccoli, Pierre Gadonneix, Marco Merler, Daniel Camus,
Renato Ravanelli, Gerard Wolf, Paolo Rossetti, Marc Boudier, Ivan Strozzi, Umberto
Quadrino, Gregorio Gitti e Gianmaria Gros Pietro (tratti dalla lista presentata
dall'azionista di controllo Transalpina di Energia) e Mario Cocchi (tratto
dalla lista presentata da Fincamuna). L'assemblea ha quindi eletto Giuliano
Zuccoli Presidente della Società. Gregorio Gitti, Gian Maria Gros Pietro e
Mario Cocchi hanno dichiarato di essere in possesso dei requisiti stabiliti dal
Testo Unico della Finanza per essere qualificati come indipendenti. I curricula
vitae degli amministratori sono consultabili sul sito Internet www. Edison. It.
L'assemblea ha quindi determinato la durata dell'intero
Consiglio di Amministrazione in tre esercizi ? e dunque fino all'approvazione
del bilancio al 31 dicembre 2010 ? e fissato il compenso annuo lordo
dell'intero Consiglio in 650 mila euro, oltre a un gettone di presenza di 2. 000 euro lordi per riunione del Consiglio di
Amministrazione o di Comitato in seno a esso costituito per ciascun
Amministratore. L'assemblea ha inoltre nominato Sindaci effettivi
Angelomaria Palma, Leonello Schinasi (tratti dalla lista presentata da
Transalpina di Energia) e Alfredo Fossati (tratto dalla lista presentata da
Fincamuna) che ha conseguentemente assunto la carica di presidente del Collegio
Sindacale. Sindaci supplenti sono stati nominati Leonardo Cabrassi e Giuseppe
Cagliero (tratti dalla lista presentata da Transalpina di Energia) e Alessandro
Catapano Minotti (tratto dalla lista presentata da Fincamuna). L'assemblea ha
infine fissato il compenso annuo per il presidente del Collegio Sindacale in
60. 000 euro e in 40. 000 euro per ciascuno dei due sindaci effettivi. Al
termine dell'Assemblea degli Azionisti, si è riunito il Consiglio di
Amministrazione, che ha confermato Umberto Quadrino Amministratore Delegato. Si
segnala infine che alla data odierna, sulla base delle informazioni disponibili
alla Società, il solo amministratore Gianmaria Gros Pietro risulta detenere
azioni ordinarie di Edison, in numero di 30. 000. . <<BACK.
( da "Adige, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Umerosi tibetani
Boicottaggio totale delle Olimpiadi cinesi L a Cina ha occupato il Tibet nel
1950; il Dalai Lama ha dovuto allontanarsi dalla sua terra e vivere in esilio
fin dal 1959, così come numerosi tibetani. Per riuscire a colonizzare il Tibet
la Cina oltre a negare la libertà ai tibetani, infliggendo repressione e
violenza, ha favorito l'immigrazione dei cinesi, ha incarcerato i più
dissidenti, numerosi sono rinchiusi nelle carceri, molti sono morti. Le
prossime Olimpiadi sono per la Cina un ottimo strumento per proporsi a tutto il
mondo e dimostrare come nel breve volgere di qualche decennio è passata da
paese del terzo mondo a potenza mondiale. La fiaccola olimpica ha, per
antonomasia, simboleggiato fin da sempre, il valore della pace e della
fratellanza fra i popoli. Considerato anche le ultime vicissitudini, con
repressioni brutali da parte dei soldati cinesi nei confronti dei dimostranti
tibetani, immagini eloquenti dei nostri telegiornali, perché non boicottiamo le
Olimpiadi? Non dico di boicottare la cerimonia di apertura ma boicottare
totalmente le Olimpiadi lasciando a casa tutti i nostri atleti. Secondo me, se
tutti i paesi occidentali e tutti quei paesi per i quali la parola
"Libertà" ha il suo significato vero, boicottassero le olimpiadi, la
Cina sarebbe costretta a rivedere la politica attuata nel Tibet ed a
restituire, almeno in parte, la libertà a quel popolo oppresso. L'alternativa,
per la Cina, sarebbe una magra figura nei confronti del mondo intero. Fulvio
Marcolla - Trento Spesa pubblica facile perché fatta coi soldi altrui S ono
d'accordo con la lettera del signor Gianfranco Modena del 10 marzo in cui
denuncia la facilità di spesa per ogni fantasia. E sono d'accordo anche con i
giudizi della signora Cogo e del signor Bezzi a proposito dell'azione del
presidente della Provincia. Sembra che gli sia sfuggito di mano qualcosa
osservando le numerose (oltre 20 per ora) società a partecipazione pubblica.
Parecchie dall'aria avventurosa con soldi altrui. Torna in mente la lettera
della signora indignata per la quotidiana lettura di spese pubbliche, alla
quale il direttore ha risposto. Enrico Frizzera - Trento Quella italiana è la
democrazia dei privilegi I ncredibile, ma vero: ai parlamentari che non sono
stati candidati dalle segreterie dei partiti alle prossime elezioni politiche
(aprile), o ai parlamentari che non verranno rieletti, sarà garantita una sorta
di "indennità di solidarietà". La notizia - sembra una bufala
"romana" - è stata diffusa dal Giornale e poi ripresa, qualche giorno
fa, dall'Adige. La sostanziosa indennità (9.604 euro ai senatori, 9.362 euro ai
deputati per ogni anno di legislatura) si sommerà al vitalizio maturato. Questa
speciale "buonuscita", in vigore da tempo, è esentasse. Un regalo,
piuttosto costoso, che si sono fatti - per il loro impegno politico - coloro
che ci rappresentano a Roma. Facciamo un esempio: Armando Cossutta, comunista
inossidabile e di lungo corso, alla faccia dei lavoratori (sempre sporchi,
brutti e cattivi!) si porta a casa la bella cifra di 345mila euro a titolo di
liquidazione. Certamente chi ha la ventura di sedersi sugli scranni di palazzo
Madama o di Montecitorio, non può lamentarsi. Si lagnano, oggi più che mai,
disoccupati, pensionati, lavoratori dipendenti, casalinghe che faticano ad
arrivare alla fine del mese. Eppure, la loro onestà, la loro dignità sono
motivo di speranza, di voglia di credere nel futuro di questo paese che sembra
aver perso la "retta via". È bene precisare che i parlamentari maturano
la pensione dopo due anni e mezzo trascorsi a Roma. Quella italiana, sembra
essere una "democrazia dei privilegi" (ovviamente per pochi
"eletti"). Dove è il senso etico dei politici? Potere, denaro,
privilegi: questa è la "casta", realisticamente
descritta da Sergio Rizzo e da Gian Antonio Stella. Se poi c'è
un "grillo" parlante che indica le "vergogne", allora
apriti cielo, i politici si indignano, si offendono, partono le minacce o le
denunce. Più o meno, è così dai tempi di Dante, grande fustigatore del malcostume
e della corruzione: ma i versi del poeta fiorentino, purtroppo,
raramente hanno illuminato le coscienze. Carlo Andreatta - Rovereto Caro
Gardin, dopo Paperina ti tocca la "tonca" H o letto con stupore e
incredulità della brutta avventura capitata ad Orlando, capitale Usa del
divertimento, al nostro comico Lucio Gardin. È ben vero che dopo lo scandalo
Mosley non c'è più nulla per cui valga la pena stupirsi. Ma che una persona
come Lucio Gardin, abituata a prendere in giro il mondo intero, sia incappata in
un infortunio così incredibile, degno del miglior Boccaccio, dà davvero da
pensare. La solidarietà al comico è fuori discussione. A dire il vero mi
aspettavo una mobilitazione più ampia da parte dei suoi fans. Siamo oltretutto
alla vigilia delle Feste Vigiliane e ormai credo che la tonca quest'anno spetti
di diritto a chi non solo "toncava", ma "toccava" le
bellezze nascoste di Paperina, mandando in bestia nientepopodimenoche l'Uomo
Ragno, che bene ha fatto a suonargliele (o ad essere suonato?). Male ha fatto
Lucio Gardin a darsela a gambe. Incredibilmente fesso è stato poi a rimanere
per altri quattro giorni sul luogo del delitto. Ovvio che lo pizzicassero.
Ancor più male ha fatto però la polizia a spettacolarizzare l'arresto (anche se
in America tutto fa spettacolo), con tanto di fotografo al seguito, come se
sapesse già dove, come e quando acchiappare il nostro malcapitato. E perché poi
non arrestare anche l'Uomo Ragno, colpevole almeno quanto Lucio Gardin? Quattro
anni di carcere, il silenzio delle autorità, il fatto che Dellai non sia
immediatamente intervenuto invocando una iniziativa congiunta del Ministero
degli esteri e di quello dello Spettacolo e?. anche il silenzio degli altri
organi di informazione che hanno clamorosamente "bucato" la notizia,
sono davvero brutti segnali. Anche una nota dello psicologo, a dire il vero,
non sarebbe stata stonata. Se Lucio Gardin fosse un politico si poteva ben
dire: "che cosa non si fa pur di finire sui giornali". Peccato solo
che si sia trattato di un bel pesce d'aprile, ben congegnato e riuscito.
Complimenti dunque a lei, direttore, e al vulcanico Lucio Gardin che ne ha
inventata un'altra delle sue. Carlo Andreotti 03/04/2008.
( da "Nazione, La (Lucca)" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA LUCCA pag. 7
LA CONFERENZA dei capigruppo consiliari ha preso atto che non ci sarà consiglio
comunale fino a dopo le elezioni, ciò almeno nel caso che sia confermata la
data del 13 e 14 aprile. Ieri mattina nella riunione dei capigruppo non sono
mancati momenti polemici. I rappresentanti della lista Brancoli, di "per
Lucca i suoi paesi" e di "Governare Lucca", rispettivamente
Marco Brancoli Pantera, Luca Lucchesi e Stefano Pierini hanno criticato la
sospensione del consiglio comunale e quindi il rinvio delle sedute di oggi e di
martedì prossimo, che erano state già programmate. Una protesta anche e
soprattutto sul metodo seguito, che non ha visto coinvolti nella decisione
questi gruppi che appartengono alla maggioranza comunale. Il capogruppo
dell'Ulivo, Andrea Tagliasacchi, ha evidenziato che la causa della sospensione
"è legata ai problemi interni alla maggioranza". Lido Fava (Alleanza
nazionale) e Franco Fabbri (Forza Italia) hanno ricordato che è prassi
sospendere il consiglio comunale in occasione di elezioni e congressi partendo
dalla richiesta anche di un solo partito, l'eventuale presenza
di problemi nella maggioranza sarà oggetto di valutazione dopo le elezioni.
Dunque il consiglio comunale si riunirà giovedì 17 aprile. Qualche malumore tra
i consiglieri comunali anche per il fatto che, per effetto della nuova legge
finanziaria, è stato reintrodotto il gettone di presenza e non esiste più un'indennità fissa, dunque in questo mese di
aprile, con meno consigli comunali, alla fine ci saranno meno soldi per i
consiglieri. SUL FRONTE del braccio di ferro nella maggiorana, aperto dalla
dichiarazioni di Piero Angelini pubblicate domenica scorsa dai quotidiani
locali, restano sospese le nomine a cominciare proprio da quella di
Angelini alla presidenza di Lucca Holding servizi. Come abbiamo già scritto
nell'edizione di ieri i due rappresentanti di Forza Italia (Marco Porciani) e
di An (Franco Ravenni) in Lucca Holding Spa hanno ribadito che "non c'è
stato alcun veto né alcun parere contrario alla nomina di Angelini ma solo una
discussione sull'opportunità di fare le nomine in questa fase che richiede una
verifica della maggioranza che sostiene Favilla". Porciani e Ravenni
rispondono in questo modo netto a chi ha cercato di strumentalizzare il rinvio
delle nomine. Su Angelini, come avevamo già scritto ieri, il consiglio di Lucca
Holding Spa si è fermato all'indicazione del suo nome quale futuro presidente
di Holding servizi mentre non sono stati indicati i nomi dei due consiglieri
che dovranno.
( da "Libertà" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il caso Le Province
sono utili, non vanno abolite Di Fabio Melilli* Mentre avanza la campagna elettorale,
si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle Province. Più in
generale si discute sulla necessità di riformare le nostre istituzioni e su
come ridurre i costi della politica. Come spesso
accade (e non solo in campagna elettorale) autorevoli riflessioni si mescolano
a superficialità e dichiarazioni improvvisate, e tutto ciò non aiuta la ricerca
di soluzioni efficaci ed incisive. Per questo mi permetto di chiedere
ospitalità nella speranza di poter offrire un utile contributo. Innanzitutto
credo faremmo un buon servizio al Paese evitando generalizzazioni facili e
scontate. Una cosa è infatti la eccessiva e insostenibile struttura burocratica
della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica.
Sul primo tema, è indubbio che il nostro paese non può più permettersi
l'attuale livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni, per cui è
davvero difficile oggi, per i cittadini e le imprese, sapere con certezza chi
fa che cosa e chi ha la responsabilità della soluzione dei singoli problemi.
Troppo spesso i livelli di governo si sovrappongono nell'esercizio delle
funzioni ed ognuno dilata i tempi ed aumenta inesorabilmente i costi. Di fronte
a tale situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di governo.
Potrei con facilità dimostrare, caso per caso, l'utilità che a svolgere
funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente intermedio che governa
un'area vasta che non può essere sostituito né dalla miriade di comuni, piccoli
o piccolissimi, né tanto meno dalle regioni, pena il ritorno ad un nuovo
centralismo non utile ai cittadini ed alle imprese. E chi conosce il territorio
del nostro paese sa che proprio nelle aree marginali e periferiche c'è bisogno
di un livello istituzionale come le Province. D'altronde la città metropolitana
prevista dalla costituzione, non è forse una forma di governo di un'area vasta
che, sostituendo la provincia, da' risposte più efficaci a temi che superano i
confini comunali? Potrei anche argomentare a lungo sulla necessità di una
rappresentanza politica di livello provinciale che
interloquisca con tutte le rappresentanze economiche e sociali che proprio a
quel livello sono organizzate; così come potrei dilungarmi sulle identità
territoriali, sulla storia del nostro paese, o, con un pizzico di polemica,
sulla legittimazione di una classe dirigente votata da centinaia di migliaia di
cittadini rispetto a chi oggi viene semplicemente nominato. Mi interessa invece
centrare l'attenzione su ciò che si può realmente fare per migliorare
l'efficienza della nostra burocrazia dell'intero sistema pubblico. Se ogni
livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere, se riuscissimo
ad identificare con puntualità le competenze di ognuno, tornando a legare
poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale
sia il livello di governo che, per dimensione, può meglio assolvere ad una
funzione, credo riusciremo a ricostruire un sistema credibile e snello, senza
rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo iniziato da oltre un
decennio, mai concludendolo. Oltre a ciò, ai fautori dell'abolizione delle
province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto
all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia promuovono
comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più
immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e
ridurre i veri costi della politica. Siamo un paese
che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di commissari, di
agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i costi,
sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande rilevanza.
Una normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse le funzioni
in capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe da subito risparmi ben
più significativi della eliminazione di un livello di governo, peraltro
previsto dalla Costituzione. Proviamo ad iniziare da
qui, e ci accorgeremo che i risultati possono essere davvero di grande utilità.
Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione
del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran
parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema
si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta.
Ma ogni livello di governo deve fare la sua parte con l'avvertenza che
soluzioni generalizzate e demagogiche rischiano di ridurre gli spazi della
democrazia, senza incidere davvero sugli sprechi che ci sono, e sono molti.
Perché questi temi possano essere approfonditi in modo compiuto mi permetto di
chiedere di aprire attraverso Libertà un dibattito, dando fin d'ora la
disponibilità mia e di tutti i presidenti di provincia ad offrire alla
riflessione dati e proposte non a difesa del nostro ruolo, come peraltro non
abbiamo mai fatto, ma capaci di individuare soluzioni condivise, per il bene
del nostro paese. Fabio Melilli *Presidente UPI - Unione Province d'Italia ©
LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati
Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.
( da "Gazzettino, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Mentre avanza la
campagna elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle
Province. Più in generale si discute sulla necessità di riformare le nostre
istituzioni e su come ridurre i costi della politica.
Come spesso accade (e non solo in campagna elettorale) autorevoli riflessioni
si mescolano a superficialità e dichiarazioni improvvisate, e tutto ciò non aiuta
la ricerca di soluzioni efficaci ed incisive. Per questo mi permetto di
chiedere ospitalità al suo giornale nella speranza di poter offrire un utile
contributo. Innanzitutto credo faremmo un buon servizio al Paese evitando
generalizzazioni facili e scontate.Una cosa è infatti la eccessiva e
insostenibile struttura burocratica della pubblica amministrazione, altra sono
i costi della politica.Sul primo tema, è indubbio che
il nostro Paese non può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le
infinite sovrapposizioni, per cui è davvero difficile oggi, per i cittadini e
le imprese, sapere con certezza chi fa che cosa e chi ha la responsabilità
della soluzione dei singoli problemi. Troppo spesso i livelli di governo si
sovrappongono nell'esercizio delle funzioni ed ognuno dilata i tempi ed aumenta
inesorabilmente i costi.Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco
abolire un livello di governo.Potrei con facilità dimostrare, caso per caso,
l'utilità che a svolgere funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente
intermedio che governa un'area vasta che non può essere sostituito né dalla
miriade di comuni, piccoli o piccolissimi, né tanto meno dalle regioni, pena il
ritorno ad un nuovo centralismo non utile ai cittadini ed alle imprese.E chi
conosce il territorio del nostro Paese sa che proprio nelle aree marginali e
periferiche c'è bisogno di un livello istituzionale come le Province.
D'altronde la città metropolitana prevista dalla costituzione, non è forse una
forma di governo di un'area vasta che, sostituendo la provincia, da' risposte
più efficaci a temi che superano i confini comunali?Potrei anche argomentare a
lungo sulla necessità di una rappresentanza politica
di livello provinciale che interloquisca con tutte le rappresentanze economiche
e sociali che proprio a quel livello sono organizzate; così come potrei
dilungarmi sulle identità territoriali, sulla storia del nostro paese, o, con
un pizzico di polemica, sulla legittimazione di una classe dirigente votata da
centinaia di migliaia di cittadini rispetto a chi oggi viene semplicemente
nominato.Mi interessa invece centrare l'attenzione su ciò che si può realmente
fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia dell'intero sistema
pubblico. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio
mestiere, se riuscissimo ad identificare con puntualità le competenze di
ognuno, tornando a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e
ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione,
può meglio assolvere ad una funzione, credo riusciremo a ricostruire un sistema
credibile e snello, senza rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo
iniziato da oltre un decennio, mai concludendolo.Oltre a ciò, ai fautori
dell'abolizione delle province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il
loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in
periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è
un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica
amministrazione e ridurre i veri costi della politica.
Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di
commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i
costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande
rilevanza. Una normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse
le funzioni in capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe da subito
risparmi ben più significativi della eliminazione di un livello di governo,
peraltro previsto dalla Costituzione.Proviamo ad
iniziare da qui, e ci accorgeremo che i risultati possono essere davvero di
grande utilità.Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione
del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica.Perché questi temi possano essere approfonditi in modo compiuto
mi permetto di chiederle di aprire attraverso il suo giornale un dibattito,
dando fin d'ora la disponibilità mia e di tutti i presidenti di Provincia ad
offrire alla riflessione dati e proposte non a difesa del nostro ruolo,
come peraltro non abbiamo mai fatto, ma capaci di individuare soluzioni
condivise, per il bene del nostro paese.*PresidenteUnione Provinced'Italia.
( da "Provincia di Como, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Erano
congelati da gennaio Sbloccati i "gettoni" delle
Circoscrizioni (d.al.) Da gennaio il cosiddetto decreto ?milleproroghe? aveva
costretto l'amministrazione comunale a congelare l'assegnazione dei gettoni
di presenza per i consiglieri di circoscrizione e dell'indennità per i
relativi presidenti. Una temporanea sospensione in attesa che si facesse luce sulla
questione. Chiarezza è stata fatta. Il Comune ha chiarito che fino alla
soppressione delle circoscrizioni - che è stata stabilita dal governo Prodi e
che sarà affettiva per i Comuni con meno di 100mila abitanti a partire dalle
prossime elezioni amministrative ? i consiglieri e i presidenti di
circoscrizione hanno diritto all'indennità e al gettone, compreso gli arretrati
da gennaio a questa parte. "Nel primo caso si parla di circa 700 euro
lordi ? ha chiarito l'assessore con delega al Decentramento, Maurizio Faverio ?
mentre nel secondo caso di 20 euro lordi a seduta". Nessuna spesa
imprevista per le casse comunali, assicura Faverio: "Nel bilancio sono
stati già previsti questi costi, poiché era logico che non potevano essere
soppresse delle figure politiche che avevano avuto il mandato dai
cittadini". Ora, però, si apre un grosso punto interrogativo: come
verranno sostituite le circoscrizioni? Il leghista Faverio ha già in mente
un'idea: "Io tornerei ai comitati di quartiere, com'era nello spirito
delle vecchie circoscrizioni. In questo modo chi deciderà di rappresentare i
quartieri lo farà davvero con puro spirito civico". 03/04/2008.