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tARTICOLI DEL 3-4 febbraio 2009
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Articoli
Costi dei politici (33)
Fondazione Teatri ecco voce per voce tutti i conti
reali ( da "Corriere delle Alpi"
del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: cedolini paga (Carbonari, 2000), sicurezza (5000), legale (Di Pangrazio, 3500), perizia tecnica di verifica strutturale (Toigo, 2500). Compensi: per il consiglio di gestione, 125 euro lordi come gettone di presenza, rimborso spese e compenso annuo di 3.000 euro; al presidente 1.250 euro lordi al mese;
Dimezzata
l'indennità del sindaco Mardegan ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 394 euro lordi è sceso ora a 829 euro lordi, quindi con un'indennità netta di 500 euro o poco più. E si ridurrà ulteriormente anche il gettone di presenza dei consiglieri comunali, che dai 22,21 euro lordi iniziali passa a 13,99 euro per ogni seduta. (fe.cip.)
Stop
ai 50 consiglieri, ne bastano 35 ( da "Alto Adige"
del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: deciso nella clausura di gruppo che dovrà arrivare una significativa riduzione dei costi della politica, sia a livello provinciale che dei consigli comunali. «I gruppi di lavoro sono il metodo perfetto per non agire mai», polemizza il capogruppo dei Freiheitlichen Pius Leitner primo firmatario della mozione con indicazioni precise dei tagli ai costi di consiglio provinciale e giunta.
Sali
e Vassalle maglie nere in consiglio: Commissioni: Zanazzi lo stakanovista
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: comunale sono costate alle casse di via Roma 100.890 euro; le 126 delle commissioni 34.498,80 euro. Ricordiamo che il gettone di presenza per i consigli comunali è di 90 euro lordi, mentre per le commissioni è di 33,30 euro lordi. Riflessioni. «Il lavoro svolto l'anno scorso dall'aula - sottolinea il presidente Portini - ha riguardato anche temi che non comportavano una deliberazione.
Bilancio
inconsistente ( da "Trentino"
del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Noi nel 2008 abbiamo donato il gettone di presenza alla cooperativa scolastica. Questo è un bilancio piatto e inconsistente dove sono scomparsi finanziamenti a tante opere pubbliche che lo scorso anno venivano invece definite importanti dallo stesso assessore al bilancio Ervin Baldessari».
Tutte
le ragioni per la Ovest ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
segnale
chiaro al partito dei Verdi e dell'estrema sinistra massimalista confermando
ampiamente quello che sostengo. Sento affermare da parte di illustri economisti
e di importanti leader politici mondiali che per superare l'attuale grave
recessione economica, come si è fatto nel
Un
Welfare a misura di crisi ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Ma anche una crescita dei costi del cosiddetto «operatore pubblico allargato» (leggi, costi della politica). Non a caso non c'è ministro dell'Economia o della Semplificazione, né Ragioneria dello Stato né istituto pubblico di analisi finanziaria in grado di azzardare una cifra sul costo dell'operazione.
Un
Welfare a misura di crisi ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Ma anche una crescita dei costi del cosiddetto «operatore pubblico allargato» (leggi, costi della politica). Non a caso non c'è ministro dell'Economia o della Semplificazione, né Ragioneria dello Stato né istituto pubblico di analisi finanziaria in grado di azzardare una cifra sul costo dell'operazione.
di
ANNA PUCCI MASSA LA CHIAMANO emergen...
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: verranno aperti nei prossimi mesi i cantieri per numerosi interventi sia in montagna, a Guadine e a Forno, che sulla costa, nel comprensorio di bonifica del Brugiano. Il piano di interventi di protezione civile è stato varato dalla giunta l'altra settimana grazie all'arrivo di finanziamenti da parte della Regione Toscana per un totale che sfiora i 10 milioni di euro.
Sette
politici su trentadue sempre presenti in Consiglio
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: CLASSIFICA a scendere in base al numero di presenze in aula per seguire i lavori prosegue con i 22 gettoni di Marco Belardinelli (PD), Fiore Bittoni (Gruppo misto), Paola Curzi, Lorenzo Magi Galluzzi, Fioretti Michela (tutti e tre del PD) e Lucio Massacesi (An - PdL). ANDREA Bacchiocchi (passato dal PD al Gruppo misto nel 2008) ha fatto registrare 21 presenze alle sedute consiliari;
Un
Welfare a misura di crisi ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Ma anche una crescita dei costi del cosiddetto «operatore pubblico allargato» (leggi, costi della politica). Non a caso non c'è ministro dell'Economia o della Semplificazione, né Ragioneria dello Stato né istituto pubblico di analisi finanziaria in grado di azzardare una cifra sul costo dell'operazione.
Tagli
a sport e cultura E sarà lotta agli sprechi
( da "Arena,
L'" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Altri 150mila euro in meno sono dovuti ai tagli sui costi della politica». A fare da contraltare ci sono gli incrementi di spesa. «Avremo», ha aggiunto Maraia, «un aumento di costi del personale di 250mila euro per l'adeguamento del contratto collettivo del pubblico impiego e una serie di altri incrementi per l'aggiornamento Istat sui contratti per le manutenzioni.
<Situazione
insostenibileal Consiglio di quartiere>
( da "Sicilia,
La" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: gettone di presenza che qualche consigliere recrimina dopo le ultime decisioni dell'amministrazione. Non bisogna nemmeno dimenticare, poi, che questo malessere generale è dovuto anche a delle azioni che l'intero Consiglio circoscrizionale ha subito da parte del sindaco, come ad esempio la rimodulazione dei consigli di quartiere che ha creato discriminazione non tanto tra le circoscrizioni
Oltre
500 euro in gettoni di presenza per discutere il nome della Municipalità. I
Verdi: Uno spreco ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Oltre 500 euro in gettoni di presenza per discutere il nome della Municipalità. I Verdi: «Uno spreco» Martedì 3 Febbraio 2009,
(al.va.)
Agli atti non c'è uno straccio di carta, si sa solo che oggi, alle 18.30, in
via ... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: è di per sé legittima seppur il consigliere proponente, Vincenzo Conte, non abbia avuto nemmeno la contezza di stendere un documento motivato a sostegno della sua idea». Secondo Scano la spesa non si giustifica: «16 gettoni di presenza dei consiglieri, 36 euro l'uno per un totale di 576,00 euro, nonché le ore di lavoro,
Incontri
con l'autore: grandi nomi tra gli ospiti di febbraio ad Udine
( da "Sestopotere.com"
del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: getta una luce ancora più inquietante della Casta descritta da Rizzo e Stella – sembrano essere tuttavia solo la punta di un iceberg, sotto la quale la crisi della politica, dice Bordon, “ha assunto proporzioni disastrose”. In occasione della Giornata del Ricordo, che ogni 11 febbraio vuole commemorare le vittime delle foibe e dell?
Eccellenze
italiane: IGP al radicchio di Verona ( 3 ) Regione Veneto
( da "Sestopotere.com"
del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Isola Rizza, Albaredo d?Adige, Pressana, Villa Bartolomea, Castagnaro, Terrazzo, Boschi S. Anna, Angiari, Bonavigo. In provincia di Vicenza: Asigliano Veneto, Pojana Maggiore, Noventa Vicentina, Campiglia dei Berici, Agugliaro, Sossano, Villaga, Albettone, Orgiano, Alonte, Lonigo, Barbarano Vicentino, San Germano dei Berici.
Parte
la campagna elettorale ( da "Eco del Chisone"
del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: con il programma triennale delle opere pubbliche e la determinazione del gettone di presenza ai consiglieri. Anche tale trattazione subirà certamente l'influenza delle elezioni in quanto l'attuale maggioranza da qui a poco potrà operare esclusivamente nell'ambito della gestione ordinaria senza possibilità di ulteriori investimenti.
Consulenze,
l'amministrazione diminuirà le spese del 10%
( da "Gazzetta
di Reggio" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Il Comune di Reggio prosegue sulla strada del contenimento delle spese. E' l'indicazione di maggior rilievo contenuta della nota del direttore generale Mauro Bonaretti dopo la diffusione attraverso internet, da parte del Ministero della Funzione Pubblica, dei costi delle consulenze sostenuti dalle varie amministrazioni territoriali locali.
Ai
Dossioli nasce un centro turistico
( da "Trentino"
del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Non vanno dimenticati poi i compensi per gli amministratori (111 mila euro) ai quali vanno aggiunti altri 8 mila euro quali gettoni di presenza per i consiglieri. Si tratta di un bilancio che, nonostante rispetti il patto di stabilità, evidenzia anche il peggioramento del saldo previsionale del 2009 rispetto al saldo previsionale del 2008 come rileva il revisore dei conti.
Contrordine
compagni Palena non va con il Pdl
( da "Stampa,
La" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ospedale spetta di diritto all'Asl, la presidenza della Fondazione è senza gettone di presenza e per statuto va al sindaco. Come avrei potuto offrirgli due cariche che non esistono?». Rimarrà in giunta? «Dovrà chiarire la sua posizione - conclude Corgiat -. Se fosse capo dello schieramento opposto non potrebbe rimanere in maggioranza».
Primo
segnale Svp: tagliamo quei 300 euro in più
( da "Alto
Adige" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: basta aumenti «Subito una risposta, poi rivediamo tutto il sistema» Il capogruppo della Stella Alpina «Da Trento a Bolzano la competenza sugli stipendi» BOLZANO. Costi della politica. Arriva il primo segnale Svp. La Stella Alpina è intenzionata a votare l'abolizione dell'adeguamento Istat delle indennità dei consiglieri provinciali.
Pagamento
con gettoni ( da "Alto Adige"
del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: provvedimento prevede la convocazione delle sedute ogni sera dalle 18 alle 22 dei giorni feriali ed il riconoscimento di un solo gettone di presenza ai consiglieri partecipanti alla riunione. «In questo modo il consiglio provinciale di Bolzano potrebbe porre le basi per risparmiare oltre 22 milioni di euro nell'arco di ogni legislatura dei singoli consigli provinciali di Bolzano e Trento».
dal
comune fondi ai gruppi consiliari
( da "Tirreno,
Il" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: consiglio comunale e il fondo per le attività istituzionali dei partiti. UFFICIO DI PRESIDENZA La proposta di creare un ufficio di presidenza si scontrava, in origine, con la necessità di tagliare i costi della politica. Poi, però, sarebbe stata trovata una soluzione: i due vicepresidenti potranno partecipare alle conferenze dei capigruppo, ma senza percepire il gettone di presenza.
Nuovo
statuto per Patrimonio ( da "Nuova Ferrara, La"
del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: tra di esse vi era anche la previsione di un gettone di presenza per i componenti dell'organismo e per il presidente. Dall'estate scorsa va ricordato che il Patrimonio ha rilanciato con la Cassa di Risparmio di Cento (Fondazione e Spa), Provincia e Comune il recupero dell'antico edificio del liceo classico.
camera
di commercio: importi bassi ( da "Tirreno, Il"
del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Pagina 8 - Cecina CAMERA DI COMMERCIO: importi bassi Questi i nominativi degli incarichi della Camera di commercio di Livorno che compaiono nel tabulato reso noto dal ministro Brunetta. Nota: la prima cifra è l'importo previsto, fra parentesi quello effettivamente erogato.
<Stipendi
dei consiglieri, stop agli aumenti>
( da "Corriere
Alto Adige" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Svp in realtà vogliono uccidere il consiglio, degradandolo ad una sorta di club dopolavoristico in cui si viene a parlare, ma in realtà decide tutto la giunta. Di qui l'idea dei gettoni di presenza. Noi, invece, riteniamo che i consiglieri debbano poter svolgere il ruolo a tempo pieno, perché crediamo nel ruolo della politica.
Caro
Gervaso, come, a suo tempo, documentarono con coraggio Mario Cervi e Nicola
Porro in... ( da "Messaggero, Il"
del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: fecero due giornalisti del Corriere della Sera, Stella e Rizzo, ma il risultato fu lo stesso. L'opinione pubblica s'indignò, i giornali in coro denunciarono l'imperante e imperversante malcostume, ma tutto finì lì. Come, in Italia, finiscono le iniziative che dovrebbero continuare e cambiare qualcosa.
I
sette consiglieri provinciali del Pd (Margherita Cogo, Bruno Dorigatti, Gianni
Kessler, Mattia Civico, Luca Zeni, Michele Nardelli, Sara Ferrari) e i tre
assessori dello stesso p ( da "Adige, L'"
del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: dei costi della politica, - a chi destinare questo fondo, ma stiamo pensando a chi è più colpito dalla crisi economica. Nei giorni scorsi ci sono state diverse proposte di intervento per tagliare i costi della politica da parte delle varie forze politiche, ma non vorrei che ci fosse qualcuno che vuole alzare l'asticella per non arrivare alla fine a nessuna modifica della legge oppure
<Tagliamo
il numero dei consiglieri comunali>
( da "Adige,
L'" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: costi della politica La proposta di Anderle (Upt) «Tagliamo il numero dei consiglieri comunali» Sempre in tema di riduzione dei costi della politica interviene anche Renzo Anderle, consigliere provinciale dell'Upt nonché ex presidente del Consorzio dei comuni, per sostenere la proposta del taglio del numero dei consiglieri comunali lanciata in questi giorni dalla Svp e dal Consorzio
Quei
manager che si tagliano lo stipendio.
( da "Giornale.it,
Il" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: la frode della Casta delle banche - 24 Votes Petrolio, libero mercato o libera speculazione? - 20 Votes E la sicurezza? Ai politici non interessa più - 18 Votes Quando i Tg "aiutano" la camorra... - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca?
DEPOSITATA
IERI ALLA SEGRETERIA DEL CONSIGLIO COMUNALE LA PROPOSTA DI DELIBERA PER
L'ISTITUZION... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: presidente ha firmato una delibera di proposta al consiglio di Roberto De Masi sull'anagrafe dei politici. Vale a dire rendere pubblici stipendi, gettoni di presenza e tutte le iniziative degli eletti e degli assessori. I gruppi della sinistra sostengono di non essere stati interpellati. Secca la risposta di De Masi e Impegno: «Ciascun consigliere ha il diritto di presentare iniziative,
A
inizio mandato il primo cittadino si era già ridotto l'indennità mensile: ora
il taglio imposto è del trenta per cento
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
la
sforbiciata riguarda anche il gettone di presenza dei consiglieri comunali. Già
passato da
( da "Corriere delle Alpi" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Fondazione Teatri
ecco voce per voce tutti i conti reali TONI SIRENA Tante parole in libertà, e
cifre pure. Si è detto di tutto negli ultimi mesi, in particolare sui costi del
Teatro Comunale, della Fondazione Teatri delle Dolomiti, delle imprese e delle
associazioni che lavorano nel settore della cultura. I dati precisi, però, e i
costi veri di un'attività che è anche servizio alla città e alla provincia,
poco o nulla. I dati si confondono dentro una nebbia di polemiche, in cui
ognuno cerca di tirare acqua al suo mulino, spesso in nome della «libertà» o
del «pluralismo culturale». Espressioni la cui traduzione può essere duplice.
Prima traduzione: siamo in una specie di dittatura in cui le idee «libere» o diverse
vengono escluse; seconda traduzione: anche noi (noi, gli «esclusi») vogliamo
soldi. Va da sè che in quest'ultimo caso si ritiene che ci sia qualche vacca
pubblica da mungere e che il latte ci sia per tutti. Vediamo, allora, come
stanno le cose. Da oggi iniziamo un piccolo viaggio dentro questo mondo. Con
un'avvertenza: sarebbe inutile chiedere ai protagonisti di questa saga
cultural-politica dati più precisi, racconterebbero, giustamente, quel che più
interessa loro. Allora abbiamo scelto un'altra strada: i bilanci. Sapendo che
qualche bilancio non è accessibile perché si tratta di associazioni o di
imprese individuali, senza obbligo di deposito alla Camera di commercio.
Iniziamo con il bilancio di previsione 2009 della Fondazione Teatri delle
Dolomiti. Il bilancio della Fondazione Teatri pareggia a 656.500 euro. E' un
bilancio di previsione, e alcune delle cifre (per esempio il contributo del
Comune di Belluno) sono ipotetiche oppure ricavate dai dati storici. Ricavi
delle vendite. Gli incassi da biglietti ammontano a 116 mila euro per il
Comunale (9 spettacoli per 18 repliche) e a 14 mila per la Sena di Feltre (ma
la stagione viene organizzata all'Auditorium delle Canossiane). Le entrate del
Comunale saranno superiori al preventivo, grazie al record di abbonamenti. La
concessione in uso a terzi prevede tariffe diversificate: ordinaria 600 euro,
agevolata senza scopi di lucro 350, commerciale 1.200, ridotta per i soci della
Fondazione 200, gratuita per le attività istituzionali dei soci. Va da sè che un'impresa
(anche individuale) che intenda ricavare un profitto, pagherà la tariffa
intera. Contributi da enti. E' la grande parte delle entrate. E' prevedibile
che, se uno dei soci decidesse di ridurre la propria quota, anche altri
potrebbero seguirne l'esempio. Il Comune di Belluno è orientato a ridurre di un
terzo (da
( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Dimezzata
l'indennità del sindaco Mardegan PAESE. Dall'inizio di gennaio è scattata la
riduzione del 30% dell'indennità di funzione per sindaco, assessori e consiglio
comunale, dovuta al mancato rispetto del patto di stabilità. Va ad aggiungersi
all'autoriduzione che il sindaco Mardegan e la giunta si erano applicati
all'inizio del mandato. Il risultato della doppia riduzione rilevante. Per il
primo cittadino, dopo l'autoriduzione del 25% si arriva quasi a un dimezzamento
dell'indennità: da un importo mensile lordo che dovrebbe essere di 3.098 euro
ora è passato a 1.626 euro lordi, che al netto delle detrazioni, si aggireranno
a circa 1.000 euro al mese. Il vicesindaco Franco Pozzebon, attualmente in
aspettativa dal lavoro, l'importo dovrebbe essere di 1.704 euro lordi ma è
diventato ora di 1.073 euro lordi, per un compenso netto di poco superiore agli
800 euro. Per gli altri assessori l'importo che dovrebbe essere di 1.394 euro lordi è sceso ora a 829 euro lordi, quindi con
un'indennità netta di 500 euro o poco più. E si ridurrà ulteriormente anche il
gettone di presenza dei
consiglieri comunali, che dai 22,21 euro lordi iniziali passa a 13,99 euro per
ogni seduta. (fe.cip.)
( da "Alto Adige" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Studio Uil: il
consiglio provinciale costa 11,6 milioni all'anno, più altri 9,2 per gli eletti
«Stop ai 50 consiglieri, ne bastano 35» Spagnolli ed Ellecosta d'accordo con
Durnwalder sul taglio all'assemblea comunale I COSTI DELLA POLITICA FRANCESCA
GONZATO BOLZANO. Costi della politica. La Svp annuncia
il proprio tavolo di lavoro. I Freiheitlichen chiedono un impegno da subito e
illustreranno la proposta in consiglio provinciale (costo all'anno di 9,2
milioni per giunta e assessori più 11,6 milioni per il funzionamento) nella
seduta di oggi: -20% ai consiglieri provinciali più tagli alle indennità della
giunta. Fa discutere invece l'ipotesi, sempre Svp, di ridurre i consigli
comunali, a partire da Bolzano. Arriva il sì su 30-35 consiglieri di sindaco
Spagnolli e vicesindaco Ellecosta. Le spese dei consigli regionali e dei
consigli provinciali di Bolzano e Trento sono al centro di un rilevamento della
Uil. Sono stati calcolati i costi dei Consigli per quanto riguarda il
personale, le spese di rappresentanza, le indennità di missione e di fine
mandato dei consiglieri. Il consiglio provinciale di Bolzano compare con un
budget di 11,6 milioni di euro, pari all'1 per cento sul totale delle spese
istituzionali e allo 0,2 sul bilancio provinciale (0,4 media nazionale).
Interessante la colonna del costo pro capite per il funzionamento del consiglio
provinciale, 23 euro a Bolzano da confrontare con la spesa più alta di 167 euro
pro capite in Valle d'Aosta e 7 euro della Lombardia (spesa media di tutti i
consigli regionali è 16 euro pro capite). Agli 11,6 milioni per il
funzionamento del consiglio provinciale vanno aggiunti i costi delle indennità
dei consiglieri provinciali: circa 7 milioni all'anno (a carico del bilancio regionale).
Da sommare ancora le indennità di carica di assessori e presidente provinciale,
a carico del bilancio di Palazzo Widmann: 1,5 milioni all'anno. E infine 700
mila euro all'anno per il funzionamento dei gruppi consiliari: 700 mila euro
all'anno dal bilancio del consiglio provinciale. In tutto, la cifra annuale per
consiglieri provinciali, gruppi e giunta è di 9,2 milioni all'anno. La somma
tra politici e funzionamento del Consiglio provinciale arriva a 20,8 milioni
all'anno circa. La Svp ha deciso nella clausura di gruppo
che dovrà arrivare una significativa riduzione dei costi della politica, sia a livello provinciale che
dei consigli comunali. «I gruppi di lavoro sono il metodo perfetto per non
agire mai», polemizza il capogruppo dei Freiheitlichen Pius Leitner primo
firmatario della mozione con indicazioni precise dei tagli ai costi di
consiglio provinciale e giunta. Discorso a parte meritano i contestati
vitalizi, che nel bilancio 2009 della regione sfondano i 16 milioni di euro
(per ex eletti bolzanini e trentini). E si continua a discutere. Il capoluogo.
Il sindaco Luigi Spagnolli e il vicesindaco Oswald Ellecosta si sono dichiarati
ieri a favore della riduzione del consiglio comunale di Bolzano a 30-35
consiglieri, rispetto agli attuali 50 (la modifica dovrebbe arrivare con legge
regionale) lanciata da Durnwalder. Così Spagnolli: «30 consiglieri bastano, in
più dobbiamo razionalizzare l'attività di commissioni e sedute di consiglio».
Ellecosta giudica «30-35 consiglieri un numero più che congruo». E come il
capogruppo Svp del consiglio provinciale Pichler Rolle, anche Ellecosta insiste
su una modifica del regolamento: «I lavori durano troppo, si devono rivedere le
regole sui tempi concessi per ogni intervento». Sì al taglio dei consiglieri
arriva anche dal capogruppo Pd Franca Berti, «sia in consiglio comunale che
nelle circoscrizioni, che devono però restare attive». Reagisce Enrico Lillo
(Fi, circoscrizione Don Bosco) a Giovanni Barborini e alla sua proposta di
eliminare le circoscrizioni, eleggendo un rappresentante di quartiere in
consiglio comunale: «La circoscrizione è lo strumento che avvicina i cittadini
all'amministrazione». Ma Wally Rungger, capogruppo degli Ecosociali, non è
d'accordo: «Più che ridurre il numero dei consiglieri, punterei al risparmio
rivedendo il numero di sedute. Ci riuniamo 70 volte all'anno, con costi alti
per il personale e i nostri gettoni di presenza.
Basterebbero due sedute al mese, lunghe e bene organizzate». Ancora più
scettico il segretario della Cgil Lorenzo Sola: «Figuriamoci se il sindacato
non vuole abbassare i costi della politica. Ma sui
consigli comunali ci andrei prudente, perché si rischia di ridimensionare gli
spazi della democrazia, non solo i costi». Più possibilista Sola
sull'accorpamento di alcuni Comuni con poche centinaia di abitanti. Di «minore
rappresentatività e offesa alla democrazia» parla Fabio Visentin, segretario di
Rifondazione comunista, che attacca l'ipotesi della Svp sui consigli comunali.
Il Prc aveva poi chiesto un incontro urgente alla deputata del Pd Luisa Gnecchi
e al segretario Christian Tommasini per protestare sulla soglia di sbarramento
del 4% alle europee: «Era importante confrontarci anche in vista di
collaborazioni future. Interpretiamo il silenzio cone un allineamento alla scelta
veltroniana». Paperoni altoatesini. Via libero totale invece di Sola alla
decurtazione delle indennità provinciali: «Dobbiamo rientrare negli standard
internazionali». Il riferimento va soprattutto ai compensi di presidente e
vicepresidente della giunta provinciale più volte citati perché superiori ai
big della politica mondiale. Rudolf Benedikter
(Project Bozen) è drastico: meno 50 per cento a tutti i consiglieri
provinciali.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Sali e Vassalle
maglie nere in consiglio: Commissioni: Zanazzi lo stakanovista I DATI Nel
( da "Trentino" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
«Bilancio inconsistente»
La minoranza critica il documento contabile NOVALEDO La replica: «Faremo
diverse opere» ANTONIO DECARLI NOVALEDO. Il consiglio comunale ha approvato il
bilancio preventivo 2009 con il voto contrario delle minoranze. I consiglieri
Barbara Cestele, Assunta Paoli e Fiorenzo Begher commentano: «Un bilancio così
fa pensare che il Comune di Novaledo sia vicino a un disastro finanziario. Se
fosse così, a parte il vicesindaco che è l'unico membro di giunta
effettivamente molto impegnato, gli altri assessori dovrebbero subito ridursi
l'indennità. Noi nel 2008 abbiamo donato il gettone di presenza alla cooperativa scolastica.
Questo è un bilancio piatto e inconsistente dove sono scomparsi finanziamenti a
tante opere pubbliche che lo scorso anno venivano invece definite importanti
dallo stesso assessore al bilancio Ervin Baldessari». Il vicesindaco
Baldessari replica: «Un bilancio di oltre 900.000 euro per un comune come il
nostro non mi sembra poco. Abbiamo preferito impegnare la parte residuale del
finanziamento ricevuto dalla Provincia piuttosto che accendere nuovi mutui
anche se abbiamo ancora ampie delegazioni per eventuali coperture». Le
minoranze hanno fatto rilevare che in questo bilancio «non c'è alcuna
attenzione per il sociale (è sparita l'Azione 10), nessun servizio innovativo,
dimezzati i fondi per la cultura e le associazioni alle quali si chiede perfino
di pagare un rimborso spese per le sale». Pronta la replica di Baldessari:
«Aspettiamo l'avanzo 2008 (che si stima tra i 150 e i 200 mila euro, ndr) per
finanziare opere quali, ad esempio, la centralina elettrica. Altre, non a
bilancio ma subito appaltabili, saranno finanziabili con i circa 220.000 euro
che lo stanziamento anticrisi della Provincia metterà a disposizione di
Novaledo. L'Azione 10 è costata in tre anni al Comune 35.000 euro a cui la
Provincia ha contribuito solo con circa 8.000. Alcune persone della cooperativa
Aurora che ne avevano beneficiato ora hanno un altro lavoro. Nel 2009 per due
aiuole non ci sembra il caso di assumerne altre. I rimborsi spese chiesti alle
associazioni sono solo partite di giro». Due opere sono sicure: illuminazione e
fognatura Oltrebrenta. Troppo poco per le minoranze. Il bilancio dei vigili del
fuoco è stato invece approvato all'unanimità. Modificato il regolamento dei
taxi che passano a tre veicoli con conducente e curiosamente anche tre a
trazione animale (probabilmente carrozze).
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Tutte le ragioni per
la Ovest E' finalmente ricomparsa l'esigenza di studiare e completare il
sistema Tangenziale col tratto Ovest (dal rondò del Gombetto al rondò del
Gigante). Leggo che la fattibilità del progetto è già stato bocciato nel 1984
dalla commissione Clark e nel 2007 dalla commissione di Agenda 21 sul P.G.T.
Riscontro altresì, da abbonato della Gazzetta, che risultano favorevoli
all'infrastruttura l'area Pd ex Margherita, il centro destra, gli industriali,
il sindaco di Porto Ghizzi e altri sindaci. Possibilisti il presidente del
Parco del Mincio Benatti, il sindaco di Curtatone Gatti. Contrari il presidente
della provincia Fontanili (ormai fuori gioco essendo a fine mandato) e
soprattutto il vicepresidente del Parco e portavoce dei Verdi Sali secondo cui
«chi la vuole è vecchio come il progetto stesso e ha scarsa lungimiranza politica visto che la Tangenziale ovest è già stata bocciata
da tutti». Essendo residente a Porto sono favorevole al tratto ovest per
completare del tutto la Tangenziale, dopo però aver approfondito gli effetti
che avrebbe sul territorio, sulla viabilità, sul rapporto costi-benefici,
sull'effettiva utilità pubblica dell'infrastruttura. Per quanto riguarda il
metodo nell'affrontare il problema Tangenziale sono favorevole a quello
enunciato dal presidente del Parco Benatti, affermando che «l'approccio ai
problemi prevede prima l'analisi, l'ascolto, lo studio, il confronto e poi le
decisioni». Ricordo a Sali che negli anni '80, grazie anche ai Verdi, sono
stati bocciati in modo plebiscitario non solo la tangenziale ovest, ma anche il
nucleare, diversi ministeri (poi riesumati), il finanziamento ai partiti (?), ecc. La sensibilità e le esigenze dei cittadini
siano cambiate notevolmente avendo abbandonato le posizioni spesso demagogiche
di un tempo, mirate aprioristicamente a bloccare le decisioni su tematiche
importanti quali le infrastrutture, il nucleare, ecc. L'elettorato, recentemente,
ha già dato un segnale chiaro al partito dei Verdi e
dell'estrema sinistra massimalista confermando ampiamente quello che sostengo.
Sento affermare da parte di illustri economisti e di importanti leader politici
mondiali che per superare l'attuale grave recessione economica, come si è fatto
nel
( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
ECONOMIA &
FINANZA pag. 23 Un Welfare a misura di crisi UDA (FNP-CISL) «UN SINDACATO
capace di battersi contemporaneamente su due fronti: quello della emergenza e
quello della fuoriuscita dalla crisi». Questa è la strada che Antonio Uda
(nella foto), segretario generale dei pensionati Cisl-Fnp, traccia per la Fnp.
Partendo dalla discussione in atto sul federalismo, Uda ha rilevato che «le
crescenti sofferenze degli strati più deboli della popolazione, non solo
anziani ma giovani, donne sole, lavoratori delle aziende in difficoltà,
obbligano il sindacato a concentrarsi sull'emergenza. Ma nello stesso tempo gli
interessi forti ridisegnano l'architettura e gli assetti futuri degli spazi
pubblici, per confermare i loro poteri». «La talpa del federalismo fiscale ha
detto il segretario dei pensionati Cisl sta erodendo alla base i pilastri del
solidarismo, cancellando gli standard delle prestazioni della sicurezza
sociale, dell'assistenza e della sanità. E determinerà uno spostamento di
risorse non solo a danno delle aree deboli del Paese, che sono al Sud come al
Nord. Ma anche una crescita dei costi del cosiddetto
«operatore pubblico allargato» (leggi, costi della politica). Non a caso non c'è ministro dell'Economia o della
Semplificazione, né Ragioneria dello Stato né istituto pubblico di analisi
finanziaria in grado di azzardare una cifra sul costo dell'operazione.
Per questo ha detto ancora Uda rilanciamo le nostre proposte: rimodulare il
debito pensionistico, ma abbattendo il tabù dell'età pensionabile, non coi
tagli; contenere l'esplosione della spesa sanitaria, ma de-ospitalizzando il
sistema che ora è un Bengodi solo per le baronie sanitarie (mediche,
farmaceutiche, tecno-fornitrici) per dirottare le risorse al servizio delle
persone (assistenza domiciliare, non-autosufficienza, disabilità). O questa
rivoluzione culturale e sociale la imposta il sindacalismo dei pensionati ed il
sindacalismo riformista presente, non solo nella Cisl ma anche nella Cgil e Uil
ha concluso Uda oppure, quando si uscirà dal tunnel della crisi, avremo un
Paese ancora più ingiusto e diviso». Image: 20090203/foto/2572.jpg
( da "Nazione, La (Firenze)" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
ECONOMIA &
FINANZA pag. 23 Un Welfare a misura di crisi UDA (FNP-CISL) «UN SINDACATO
capace di battersi contemporaneamente su due fronti: quello della emergenza e
quello della fuoriuscita dalla crisi». Questa è la strada che Antonio Uda
(nella foto), segretario generale dei pensionati Cisl-Fnp, traccia per la Fnp.
Partendo dalla discussione in atto sul federalismo, Uda ha rilevato che «le
crescenti sofferenze degli strati più deboli della popolazione, non solo
anziani ma giovani, donne sole, lavoratori delle aziende in difficoltà,
obbligano il sindacato a concentrarsi sull'emergenza. Ma nello stesso tempo gli
interessi forti ridisegnano l'architettura e gli assetti futuri degli spazi
pubblici, per confermare i loro poteri». «La talpa del federalismo fiscale ha
detto il segretario dei pensionati Cisl sta erodendo alla base i pilastri del
solidarismo, cancellando gli standard delle prestazioni della sicurezza
sociale, dell'assistenza e della sanità. E determinerà uno spostamento di
risorse non solo a danno delle aree deboli del Paese, che sono al Sud come al
Nord. Ma anche una crescita dei costi del cosiddetto
«operatore pubblico allargato» (leggi, costi della politica). Non a caso non c'è ministro dell'Economia o della
Semplificazione, né Ragioneria dello Stato né istituto pubblico di analisi
finanziaria in grado di azzardare una cifra sul costo dell'operazione.
Per questo ha detto ancora Uda rilanciamo le nostre proposte: rimodulare il
debito pensionistico, ma abbattendo il tabù dell'età pensionabile, non coi
tagli; contenere l'esplosione della spesa sanitaria, ma de-ospitalizzando il
sistema che ora è un Bengodi solo per le baronie sanitarie (mediche,
farmaceutiche, tecno-fornitrici) per dirottare le risorse al servizio delle
persone (assistenza domiciliare, non-autosufficienza, disabilità). O questa
rivoluzione culturale e sociale la imposta il sindacalismo dei pensionati ed il
sindacalismo riformista presente, non solo nella Cisl ma anche nella Cgil e Uil
ha concluso Uda oppure, quando si uscirà dal tunnel della crisi, avremo un
Paese ancora più ingiusto e diviso». Image: 20090203/foto/810.jpg
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO pag. 3
di ANNA PUCCI MASSA LA CHIAMANO emergen... di ANNA PUCCI MASSA LA CHIAMANO
emergenza ma sta diventando normalità: parliamo del dissesto idraulico e
geologico che le sempre più frequenti ondate di intenso maltempo mettono in
evidenza un po' ovunque nel nostro territorio comunale. La situazione è nota e
bene la conosce anche l'assessore comunale alla protezione civile Loreno Vivoli
che ieri, insieme al responsabile del procedimento ingegner Andrea Bontempi, ha
potuto annunciare una buona notizia: verranno aperti nei
prossimi mesi i cantieri per numerosi interventi sia in montagna, a Guadine e a
Forno, che sulla costa, nel comprensorio di bonifica del Brugiano. Il piano di
interventi di protezione civile è stato varato dalla giunta l'altra settimana
grazie all'arrivo di finanziamenti da parte della Regione Toscana per un totale
che sfiora i 10 milioni di euro. Una parte dei fondi è stata erogata a
seguito di eventi calamitosi degli anni passati, come l'alluvione di Forno del
2003 (opere per 3,86 milioni di euro) o la frana di Guadine del 2007 (2° lotto,
opere per 1,14 milioni); l'altra parte, quasi 5 milioni di euro, riguarda il
risanamento idrogeologico dell'area di viale Mattei, necessario anche in vista
della costruzione del nuovo ospedale delle Apuane. «A PARTE il caso di Guadine,
i finanziamenti ha sottolineato Vivoli in conferenza stampa sono arrivati grazie
al fatto che il Comune aveva già delle progettualità di messa in sicurezza e
risanamento relative a Forno e al Brugiano, progettualità ideate durante la
seconda giunta Pucci. Questo significa che fare progetti comunque paga ed è mia
intenzione estendere e aggiornare le schede di protezione civile per tutto il
territorio. Lo dico chiaramente: se non ci fossero state le schede pronte,
sarebbe stato difficile cogliere l'occasione del nubifragio del 2003 per
ottenere i finanziamenti su Forno. Questo ci dice che dobbiamo estendere il
metodo della mappatura ad altre aree, a partire da Casette e Pariana dove con
il maltempo di queste settimane si sono verificate delle frane a ridosso
dell'abitato, ma anche in pianura, ad esempio nel bacino del Frigido che ha rischiato
la tracimazione in prossimità della foce, dove la piena scorreva poche decine
di centimetri sotto l'argine». Con i progetti pronti, il Comune di Massa potrà
giocarsi una carta importante: «Abbiamo in Regione l'assessore Marco Betti, che
è un profondo conoscitore dei problemi del nostro territorio. Nel momento in
cui si rendessero disponibili delle risorse nota Vivoli potremo ragionevolmente
concorrere ad aggiudicarcele grazie a questi due elementi: progettualità pronte
e condizione politica favorevole rappresentata
dall'avere a Firenze un interlocutore che conosce la realtà dei nostri
problemi». Vivoli chiude con una valutazione generale: «Più del 65 per cento
del territorio massese è classificato come montano e da questa classificazione
è misteriosamente escluso San Carlo. ciò significa che investire nel
risanamento idrogeologico per noi è più che necessario, è un investimento per
vivere meglio. L'emergenza prima è in montagna, perché in montagna il dissesto
mette in pericolo la vita stessa delle persone. Ma mettere in sicurezza il
territorio è comunque un investimento: basti pensare ai danni economici legati
agli allagamenti». GLI INTERVENTI finanziati dalla Regione sono tutti di
bonifica e risanamento post emergenza. Ma in questi ultimi due mesi, a seguito
dell'ondata di maltempo di dicembre, la protezione civile del Comune si è
ritrovata a dover effettuare lavori di somma urgenza, ossia di eliminazione del
pericolo immediato, per 587.369 euro finanziati con risorse dell'ente. «Abbiamo
fatto fronte a frane, caduta di alberi, detriti sulle carreggiate stradali e
allagamenti in varie zone del territorio», spiega l'ingegner Bontempi, che
fornisce anche l'elenco delle zone in cui sono stati effettuati interventi: via
Tecchioni, viottolo del Bandito, via dell'Uva, via Canalmagro, via Vaccà,
Lungomare di Levante, Gronda, Resceto, area scolante del fosso Magliano tra
viale Roma, A12 e fosso Poveromo. «Fatte le somme urgenze, c'è rimasto un
elenco di urgenze per far fronte alle quali avremmo bisogno di 1,6 milioni di
euro. E per le frane di Casette e Pariana il conto è ancora da completare».
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
SENIGALLIA pag. 15
Sette politici su trentadue sempre presenti in Consiglio I più assenti Rojoiu,
Mastrantonio e Monachesi SENIGALLIA SOLTANTO sette consiglieri comunali su trentadue
- considerando anche i consiglieri stranieri aggiunti - hanno fatto registrare
il pieno di presenze nelle venticinque sedute convocate nel 2008. Oltre al
presidente del consiglio, Silvano Paradisi, hanno totalizzato venticinque gettoni' nelle file della maggioranza il capogruppo del Pd
Stefano Schiavoni, Luca Scattolini, Ilaria Ramazzotti, Mauro Gaggiottini (tutti
e tre del Pd) e Roberto Curzi (Verdi). Per le minoranze invece la palma del più
presente spetta a Daniele Corinaldesi (Coordinamento civico). Nella particolare
classifica, al lato opposto ci sono quelli che hanno invece totalizzato le
minori presenze, se pure giustificate come vuole il regolamento. A parte il
consigliere comunale straniero aggiunto Mihaela Rodica Rojoiu, con 13 gettoni, in aula a causa di servizio fuori città si è visto
solo in 16 occasioni Vincenzo Mastrantonio (An - PdL). A quota 18 presenze c'è
Enzo Monachesi (passato nel 2008 dal Coordinamento civico al Gruppo misto e
quindi all' Italia dei Valori). Per il resto la classifica vede subito sotto i
consiglieri stakanovisti, al secondo posto con 24 presenze (in pratica quindi
una sola assenza) Gabriele Cameruccio (uscito nel 2008 dall'Udc per aderire al
Gruppo misto), Mario Cavallari (PD), Giulio Donatiello (PD), Roberto Mancini
(Rifondazione comunista), Daniele Piermattei (PD) e Floriano Schiavoni (Forza
Italia - PdL). Per 23 volte hanno preso parte ai lavori consiliari Graziano
Cicetti,(PD) e Gabriele Girolimetti (An - PdL). LA CLASSIFICA
a scendere in base al numero di presenze in aula per seguire i lavori prosegue
con i 22 gettoni di Marco
Belardinelli (PD), Fiore Bittoni (Gruppo misto), Paola Curzi, Lorenzo Magi
Galluzzi, Fioretti Michela (tutti e tre del PD) e Lucio Massacesi (An - PdL).
ANDREA Bacchiocchi (passato dal PD al Gruppo misto nel 2008) ha fatto
registrare 21 presenze alle sedute consiliari; stessa quota anche per
Massimo Marcellini (PD) e Roberto Paradisi (Coordinamento civico). Seguono Luca
Conti (Verdi) con 20 presenze, così come Fabrizio Marcantoni (Coordinamento
civico), mentre hanno preso parte a 19 sedute Alessandro Cicconi Massi (Forza
Italia - PdL), Vincenzo Savini (Coordinamento civico) ed il consigliere
straniero aggiunto, Md. Abdur Kaium. Infine, come detto, chiudono poi Monachesi
e Mastrovincenzo. UN ANNO di consiglio comunale caratterizzato peraltro da
contrasti anche forti tra opposizioni e maggioranza, e che ha conosciuto il suo
culmine lo scorso 26 agosto con la seduta tumultuosa finita ad insulti ed
accuse reciproche. Sulla seduta estiva, come si ricorderà, venne anche inviata
una informativa alla Procura della Repubblica. Proprio alla luce di quella
riunione, le minoranze decisero di non prender parte più alle conferenze dei
capigruppo ed ai lavori delle varie commissioni. Uno strappo istituzionale
durato alcuni mesi fino a che la decisione è rientrata, anche se la tensione -
come ha dimostrato anche l'ultima seduta in merito al referendum sul lungomare
- rimane alta. PIU' VOLTE il presidente del consiglio Silvano Paradisi ha
richiamato i colleghi - anche in aula - alle rispettive responsabilità e ad un
comportamento più consono e rispettoso. E' stato anche un anno caratterizzato
anche da qualche cambiamento non solo della composizione della maggioranza ma
anche di passaggi da un gruppo consiliare all'altro. Il 2009 si è aperto invece
con le telecamere, che dalla scorsa seduta del 27 gennaio riprendono in diretta
web i lavori consiliari e rappresenteranno forse non solo uno stimolo in più ad
essere presenti ma anche a tenere un adeguato comportamento. A PROPOSITO della
prima prova tecnica di riprese, sono stati circa 150 i contatti registrati
nella seduta d'esordio delle telecamere in aula, cioè le persone che si sono
collegate via web per seguir ei lavori. Una cifra che i responsabili del settore
informatico dell'ente giudicano in maniera positiva.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
ECONOMIA E FINANZA
pag. 23 Un Welfare a misura di crisi UDA (FNP-CISL) «UN SINDACATO capace di
battersi contemporaneamente su due fronti: quello della emergenza e quello
della fuoriuscita dalla crisi». Questa è la strada che Antonio Uda (nella
foto), segretario generale dei pensionati Cisl-Fnp, traccia per la Fnp.
Partendo dalla discussione in atto sul federalismo, Uda ha rilevato che «le
crescenti sofferenze degli strati più deboli della popolazione, non solo
anziani ma giovani, donne sole, lavoratori delle aziende in difficoltà,
obbligano il sindacato a concentrarsi sull'emergenza. Ma nello stesso tempo gli
interessi forti ridisegnano l'architettura e gli assetti futuri degli spazi
pubblici, per confermare i loro poteri». «La talpa del federalismo fiscale ha
detto il segretario dei pensionati Cisl sta erodendo alla base i pilastri del
solidarismo, cancellando gli standard delle prestazioni della sicurezza
sociale, dell'assistenza e della sanità. E determinerà uno spostamento di
risorse non solo a danno delle aree deboli del Paese, che sono al Sud come al
Nord. Ma anche una crescita dei costi del cosiddetto
«operatore pubblico allargato» (leggi, costi della politica). Non a caso non c'è ministro dell'Economia o della
Semplificazione, né Ragioneria dello Stato né istituto pubblico di analisi
finanziaria in grado di azzardare una cifra sul costo dell'operazione.
Per questo ha detto ancora Uda rilanciamo le nostre proposte: rimodulare il
debito pensionistico, ma abbattendo il tabù dell'età pensionabile, non coi
tagli; contenere l'esplosione della spesa sanitaria, ma de-ospitalizzando il
sistema che ora è un Bengodi solo per le baronie sanitarie (mediche,
farmaceutiche, tecno-fornitrici) per dirottare le risorse al servizio delle
persone (assistenza domiciliare, non-autosufficienza, disabilità). O questa
rivoluzione culturale e sociale la imposta il sindacalismo dei pensionati ed il
sindacalismo riformista presente, non solo nella Cisl ma anche nella Cgil e Uil
ha concluso Uda oppure, quando si uscirà dal tunnel della crisi, avremo un
Paese ancora più ingiusto e diviso». Image: 20090203/foto/9063.jpg
( da "Arena, L'" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Martedì 03 Febbraio
2009 PROVINCIA Pagina 32 VILLAFRANCA. Approvata in Consiglio comunale la
manovra per rientrare nel bilancio. Drastica riduzione dallo Stato Tagli a
sport e cultura E sarà lotta agli sprechi Anche le manutenzioni saranno
penalizzate Previsti introiti da record con le multe da autovelox Tagli a
sport, cultura e manutenzioni, ma anche lotta agli sprechi, intensificazione di
multe e controlli sugli evasori. Tutto per far quadrare i conti del Comune. È
una coperta sempre più corta e stretta quella che l'amministrazione ha a
disposizione per coprire tutte le voci di spesa a cui dovrà far fronte senza
far sballare il bilancio del 2009. Lo ha spiegato in Consiglio comunale Riccardo
Maraia, assessore alle finanze, e la manovra è stata approvata con i voti della
maggioranza e l'astensione della minoranza. Da un lato ci sono le quote sempre
più ridotte di finanziamenti che lo Stato destina al Comune. «Per il 2009», ha
sottolineato Maraia, «registreremo un taglio dei trasferimenti statali di
600mila euro, di cui 360mila come minor gettito dell'Imposta comunale sugli
immobili (Ici) per i fabbricati rurali. Avremmo dovuto avere un rimborso di un
milione 150mila euro dallo Stato per l'abolizione dell'imposta sulla prima
casa, ma anche questo ci è stato ridotto di 70mila euro. Altri
150mila euro in meno sono dovuti ai tagli sui costi della politica». A fare da contraltare ci sono
gli incrementi di spesa. «Avremo», ha aggiunto Maraia, «un aumento di costi del
personale di 250mila euro per l'adeguamento del contratto collettivo del
pubblico impiego e una serie di altri incrementi per l'aggiornamento Istat sui
contratti per le manutenzioni. Ci siamo fatti carico di ulteriori 35mila
euro per le nuove convenzioni con le scuole materne e per una serie di servizi
che l'Ulss ha dismesso, tra cui il progetto benessere rivolto alle scuole, che
ci costerà 18mila euro». Aumenteranno i controlli su chi evade le tasse, come
l'Ici, da cui il Comune intende ricavare 35mila euro in più. La tassa sui
rifiuti porterà un incremento di 330mila euro con i servizi di spazzamento
strade e svuotamento dei cestini nei luoghi pubblici. Verrà pure mantenuta la
tanto discussa addizionale Irpef, introdotta per la prima volta l'anno scorso
dal commissario prefettizio Elio Faillaci: da questa il Comune ricaverà nel
2009 ben 765mila euro, 15mila in più dello scorso anno. Aumenteranno di 255mila
euro le sanzioni dei vigili urbani. «Questo», ha specificato Maraia, «in base al
progetto sulla sicurezza che prevede l'aumento del gettito sui controlli per il
rispetto dei limiti di velocità. L'incremento di 110mila euro degli incassi per
i parcheggi a pagamento è dovuto non solo all'aumento delle tariffe, ma anche
ai nuovi posteggi che verranno aperti nelle aree dell'ex Metropol e di
Hotelissimi». Per ridurre gli sprechi sono stati istituiti i costi di ricerca e
riproduzione di documenti chiesti dai cittadini all'ufficio tecnico, ma anche
piani di risparmio sui consumi energetici. «Sono stati tagliati», ha affermato
l'assessore, «i budget per sport, manutenzioni e spese di gestione
amministrativa. Per cultura e tempo libero, particolarmente penalizzati da
queste misure, fa eccezione lo stanziamento di circa 100mila euro per la ricorrenza
del 150esimo anniversario della firma del trattato di pace».
( da "Sicilia, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
ragusa centro
«Situazione insostenibile al Consiglio di quartiere» Situazione insostenibile
al Consiglio circoscrizionale di Ragusa centro. La denuncia è del Pd che, con
un documento dei propri consiglieri, Gianluca Salonia, Claudio Battaglia e
Salvatore La Carrubba, mette in luce una situazione di progressivo
deterioramento. "L'ultimo consiglio a vuoto di venerdì scorso - è spiegato
nella nota - in cui si doveva discutere della consulta dei cittadini stranieri
ha fatto traboccare il vaso; infatti, è l'ultimo di una lunga serie in quanto
da qualche mese non si riesce più a svolgere un Consiglio normale e di
conseguenza a trattare le varie problematiche che riguardano il quartiere per
due ragioni: la prima ha a che vedere con il numero legale che costantemente
viene a mancare, con continui aggiornamenti di consiglio che poi non portano a
nulla se non a racimolare qualche gettone di presenza che qualche consigliere
recrimina dopo le ultime decisioni dell'amministrazione. Non bisogna nemmeno
dimenticare, poi, che questo malessere generale è dovuto anche a delle azioni
che l'intero Consiglio circoscrizionale ha subito da parte del sindaco, come ad
esempio la rimodulazione dei consigli di quartiere che ha creato
discriminazione non tanto tra le circoscrizioni ma soprattutto in termini di
rappresentanza politica dei cittadini ragusani oltre ad un enorme
malcontento". G. L.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Oltre
500 euro in gettoni di presenza per discutere il nome della Municipalità.
I Verdi: «Uno spreco» Martedì 3 Febbraio 2009,
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Martedì 3 Febbraio
2009, (al.va.) Agli atti non c'è uno straccio di carta, si sa solo che oggi,
alle 18.30, in via Palazzo si riunisce la VI commissione della Municipalità. E
si sa che all'ordine del giorno c'è un unico argomento: la proposta del
consigliere Vincenzo Conte di cambiare nome alla Municipalità. Che nome?
Probabilmente per risparmiare carta (e quindi soldi pubblici), agli atti non
c'è nulla. Dicono, in via Palazzo, che da Mestre-Carpenedo dovrebbe diventare
Mestre o Mestre Centro. Quel che è certo è che la commissione è stata convocata
e quindi i 16 consiglieri sono attesi al lavoro per affrontare solo questo
argomento. Peccato (o fortuna) che sia scattato il boicottaggio: secondo Davide
Scano (Verdi) convocare la commissione su un unico argomento è «uno spreco di
denaro ed energie». Tra i primi ad aderire al "boicottaggio"
risultano Luciano Zennaro del Pdci e Tiziana Barzanti di Rifondazione. «Ma
spero - dice l'esponente dei Verdi - che si aggiungano anche tutti gli altri
consiglieri di maggioranza ed opposizione per evitare questa brutta figura
all'istituzione di cui siamo parte grazie al voto dei cittadini». Perché Scano
ha fatto un paio di conti: la riunione della commissione di oggi costerà oltre
500 euro. Ce n'era bisogno? «Palese inutilità della riunione», sbotta Scano.
Che specifica: «La Commissione, composta da 16 consiglieri, è stata convocata
dal presidente Buti, di Forza Italia, per discutere di un solo punto all'ordine
del giorno e tale punto, incredibilmente, riguarda un argomento talmente futile
come il cambio di nome della Municipalità. La proposta, per quanto
inconsistente e di scarso interesse per la cittadinanza, è
di per sé legittima seppur il consigliere proponente, Vincenzo Conte, non abbia
avuto nemmeno la contezza di stendere un documento motivato a sostegno della
sua idea». Secondo Scano la spesa non si giustifica: «16 gettoni di presenza dei consiglieri, 36
euro l'uno per un totale di 576,00 euro, nonché le ore di lavoro, magari
straordinario, della dipendente comunale chiamata a verbalizzare l'imbarazzante
seduta».
( da "Sestopotere.com" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Incontri con
l'autore: grandi nomi tra gli ospiti di febbraio ad Udine (3/2/2009 13:40) |
(Sesto Potere) - Udine - 3 gennaio 2009 -Giorgio Pressburger, Antonella Sbuelz,
Willer Bordon, Carlo Sgorlon e Gabriella Chimet. è quanto mai ricco il
programma per il mese di febbraio degli “Incontri con l?autore”, il fortunato
ciclo di appuntamenti organizzati dalla Biblioteca Civica “V. Joppi” e dall?assessorato
comunale alla Cultura in collaborazione con il Club Unesco di Udine. Nella
suggestiva della sala Ajace, infatti, si alterneranno nomi di spicco del
panorama letterario italiano per presentare al pubblico udinese le loro ultime
novità editoriali. Il via lo darà, mercoledì 4 febbraio alle 18, Giorgio
Pressburger, uno dei più affermati drammaturghi italiani di questo secolo,
nonché autore di numerosi romanzi e raccolte di racconti. Mercoledì prossimo,
Pressburger (presentato da Angela Fabris dell?Università di Klagenfurt e da
Donata Salimbeni, curatrice delle note) parlerà del suo “ Nel regno oscuro”
(Bompiani, 2008), una “metafora del Novecento”, come racconta lo stesso autore,
che rappresenta il primo volume di una trilogia dai rimandi danteschi che si
concluderà nel 2010. Politica e antipolitica, invece, il filo conduttore del
secondo incontro, venerdì 6 febbraio sempre alle
( da "Sestopotere.com" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Eccellenze italiane:
IGP al radicchio di Verona ( 3 ) Regione Veneto (3/2/2009 19:38) | (Sesto
Potere) - Verona - 3 febbraio 2009 - Poker vincente di IGP per i radicchi del
Veneto. “Da oggi è ufficiale – ha annunciato il vicepresidente della Giunta
regionale Franco Manzato – anche il Radicchio di Verona può fregiarsi del
riconoscimento europeo di Indicazione Geografica Protetta. E? stato infatti
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunità di oggi il regolamento del due
febbraio che sancisce l?iscrizione di questo nostro prodotto nell?apposito
Registro registro comunitario. Il Radicchio di Verona, proposta come “tipo
precoce” e “tipo tardivo”, si affianca dunque al Radicchio di Treviso (il
progenitore di tutti i radicchi IGP della regione), al Variegato di
Castelfranco e al Chioggia. Il Veneto si conferma così come il distretto
mondiale dei radicchi di qualità certificata, frutto della storia, del lavoro e
della sapienza contadina dei nostri produttori”. “L?intera gamma dei radicchi
veneti rientra così a pieno titolo pienamente nelle tutele di legge e potrà
essere presentata e proposta, oltre che con il marchio comunitario, anche sotto
il “logo a ombrello” del Veneto dell?ospitalità – ha aggiunto Manzato – che
promuoverà e renderà facilmente riconoscibili i prodotti agroalimentari
certificati di qualità: la stella a sette punte affiancata dal leone alato di
San Marco e dalla frase “Veneto. Tra la terra e il cielo”. Anche il radicchio è
infatti elemento di promozione e valorizzazione del Veneto e dei suoi primati
in tutto il mondo: in campo agroalimentare, enogastronomico, culturale,
artistico e turistico”. Il radicchio di Verona IGP si distingue per la sua
forma a ovale allungato, con le foglie compatte di colore rosso scuro intenso
abbellite da una nervatura principale bianca, molto sviluppata. Poliedrico
nella sua presentazione culinaria, si può consumare crudo o cotto accompagnando
molte pietanze La zona di produzione del “Radicchio di Verona” IGP si estende
nella fascia del basso Veneto costituita da terreni sabbiosi ricchi di sostanza
organica, profondi, ben drenati, freschi, e dotati di buona fertilità, con un
clima caratterizzato da estati molto calde ed afose ed inverni rigidi e
nebbiosi con escursione termica annua elevata. L?areale produttivo comprende il
territorio dei seguenti Comuni. In provincia di Verona: Trevenzuolo, Salizzole,
Nogara, Concamarise, Sanguinetto, Cerea, Casaleone, Legnago, Minerbe, Roveredo
di Guà, Cologna Veneta, Veronella, Arcole, Zimella, Isola della Scala,
Bovolone, Bevilacqua, S. Pietro di Morubio, Roverchiara, Gazzo Veronese, Sorgà,
Erbè, Oppeano, Isola Rizza, Albaredo d?Adige, Pressana, Villa Bartolomea,
Castagnaro, Terrazzo, Boschi S. Anna, Angiari, Bonavigo. In provincia di
Vicenza: Asigliano Veneto, Pojana Maggiore, Noventa Vicentina, Campiglia dei
Berici, Agugliaro, Sossano, Villaga, Albettone, Orgiano, Alonte, Lonigo,
Barbarano Vicentino, San Germano dei Berici. In provincia di Padova: Casale di
Scodosia, Castelbaldo, Masi, Megliadino S. Fidenzio, Megliadino S. Vitale,
Merlara, Montagnana, Ospedaletto Euganeo, Saletto, S. Margherita d'Adige, Lozzo
Atestino, Urbana.
( da "Eco del Chisone" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Sanfront, venerdì 6
seduta di Consiglio Parte la campagna elettorale Quasi certa la candidatura di
Roberto Moine SANFRONT - Il Consiglio comunale si riunirà il prossimo 6 febbraio
alle 21 per la trattazione di un ricco ordine del giorno: dieci punti che
sicuramente fomenteranno un'accesa discussione in un clima pre-elettorale che
si sta via via surriscaldando. Nell'occasione sarà trattata l'approvazione
della variante parziale al Piano regolatore con l'adeguamento alle norme sul
commercio per il quale saranno altresì discussi i criteri per il rilascio delle
autorizzazioni alla vendita. Si parlerà anche dell'istituzione della nuova
Commissione locale per il paesaggio, che porterà sicuri stravolgimenti
nell'ambito del rilascio delle autorizzazioni ambientali. L'argomento clou
della serata non potrà che essere il bilancio per l'esercizio 2009, con il programma triennale delle opere pubbliche e la
determinazione del gettone di presenza ai consiglieri. Anche tale trattazione subirà certamente
l'influenza delle elezioni in quanto l'attuale maggioranza da qui a poco potrà
operare esclusivamente nell'ambito della gestione ordinaria senza possibilità
di ulteriori investimenti. Sono stati inseriti nel Consiglio anche
l'accordo di programma per la ristrutturazione funzionale della seggiovia che
collega Crissolo con Pian Giasset, i servizi associati con la Comunità montana,
l'approvazione di una bozza per la gestione in forma associata per l'utilizzo
della piattaforma differenziata dei rifiuti ingombranti di Paesana e
l'estensione della convenzione per il servizio di segreteria associata al
Comune di Crissolo. Ancora, l'individuazione di un comparto minimo d'intervento
nell'ambito di un Piano di recupero in piazza Cesare Battisti. Questa,
probabilmente, non sarà una seduta lampo, come le ultime. La campagna
elettorale fornirà spunti per un confronto acceso tra le parti, considerata la
netta opposizione dimostrata ultimamente dalla minoranza e da Roberto Moine. È
infatti quasi ufficiale la ri-candidatura dell'esponente di minoranza alle
prossime Amministrative. Al momento questa candidatura pare l'unica abbastanza
certa nello scenario politico locale. Per il resto è ancora tutto in dubbio.
Non si sa se e come intende riproporsi il primo cittadino uscente e se Sacco
Raimondo o Umberto Borsetti intendano candidarsi. Potrebbero però ancora
spuntare nuovi outsider che rimetterebbero tutto in gioco. Antonello Ferrero
( da "Gazzetta di Reggio" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Consulenze,
l'amministrazione diminuirà le spese del 10% Il Comune di
Reggio prosegue sulla strada del contenimento delle spese. E' l'indicazione di
maggior rilievo contenuta della nota del direttore generale Mauro Bonaretti
dopo la diffusione attraverso internet, da parte del Ministero della Funzione
Pubblica, dei costi delle consulenze sostenuti dalle varie amministrazioni
territoriali locali. Nel 2009 nel Comune capoluogo - precisa la nota del
dirigente reggiano - questo capitolo di spesa si ridurrà del 10% rispetto al
2008. Si conferma in questo modo il trend al risparmio avviato nel 2004 e che
in soli quattro anni ha garantito un contenimento delle uscite pari al 38%. Le
spese di cui si parla sono quelle rese necessarie dall'affidamento di compiti
di consulenza a professionisti esterni all'amministrazione. Lo scorso anno il
Comune di Reggio ha speso 550mila euro; quest'anno non andrà oltre i 442mila
euro. Il bilancio di previsione del 2009 fissa fra l'altro un tetto agli
incarichi professionali limitandoli al 5,3% delle spese correnti. Purtroppo,
nell'immaginario collettivo, le spese destinate alle consulenze professionali
esterne vengono spesso considerate come un autentico spreco, una errata
gestione delle risorse disponibili. E' l'esatto contrario - insiste Bonaretti -
perchè le consulenze assegnate a specialisti esterni sono uno strumento
fondamentale per il buon esito delle strategie della Pubblica Amministrazione e
sono una esigenza imprescindibile anche per una maggiore flessibilità del
lavoro. «Le consulenze legate a progetti specifici - precisa il direttore del
Comune di Reggio - sono assegnate a professionalità con un'alta competenza di
settore che altrimenti dovrebbero essere assunte dall'amministrazione
comportando, in tal caso, un onere gravoso per la finanza pubblica e gravi
inefficienze». Pungente, infine, la conclusione di Bonaretti: «Trovo del tutto
offensivo per gli Ordini e i Collegi professionali e per ciascun professionista
che si bolli come inutile spreco l'affidare consulenze a professionisti
riconosciuti e di indubbio valore specialistico».
( da "Trentino" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Ai Dossioli nasce un
centro turistico Nel bilancio anche la nuova scuola media, piscina e viabilità
AVIO. E' stato approvato con i soli voti di maggioranza il bilancio di
previsione 2009 del Comune di Avio che si attesta sui 18 milioni e mezzo di
euro. Di questi 5,5 milioni se ne vanno per le spese correnti mentre il
rimanente viene praticamente utilizzato per gli investimenti. Un milione e
mezzo della prima voce se ne va per gli stipendi dei 40 dipendenti (costo medio
41 mila euro ciascuno) ma un bel gruzzolo verrà ripartito anche tra i sette
capi servizio come incentivi specifici per gli obiettivi ottenuti. Non vanno dimenticati poi i compensi per gli amministratori (111
mila euro) ai quali vanno aggiunti altri 8 mila euro quali gettoni di presenza per i consiglieri.
Si tratta di un bilancio che, nonostante rispetti il patto di stabilità,
evidenzia anche il peggioramento del saldo previsionale del 2009 rispetto al
saldo previsionale del 2008 come rileva il revisore dei conti.
Quest'anno, tanto per citare alcune cifre, sono previste quasi 800 mila euro di
entrate tributarie, 510 mila di Ici ed altri 80 mila euro per ciò che riguarda
gli accertamenti di tale imposta; 425 mila euro invece dovranno essere sborsati
dai concittadini per il servizio della raccolta rifiuti solidi urbani. Per
quanto riguarda gli investimenti principali dei singoli settori troviamo la
costruzione di due centraline idroelettriche sul monte Baldo (430 mila euro),
la ricostruzione della scuola media con lavori connessi (6.3 milioni di euro),
la realizzazione della rotatoria tra le strade provinciali 90 e 208 (2
milioni), la realizzazione di un centro turistico ai Dossioli (700 mila), la
ristrutturazione di malga Pealda con il recupero delle relative pozze (220
mila) e la costruzione di una piscina piccola. Altri investimenti di una certa
consistenza riguardano il progetto di riqualificazione delle baite sul Baldo
(299 mila), l'asfaltatura e la manutenzione straordinaria della viabilità
interna (130 mila) e la manutenzione straordinaria del patrimonio comunale (98
mila). Per il 2010 invece si conta di ampliare l'asilo nido, di recuperare
l'edificio Rotonda, di sistemare la rete fognaria e quella elettrica, di
realizzare la rotatoria in corrispondenza di Sabbionara e di costruire un
marciapiede lungo la provinciale
( da "Stampa, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
SETTIMO Contrordine
compagni Palena non va con il Pdl [FIRMA]NADIA BERGAMINI SETTIMO Smentiscono
tutti a Settimo. Smentisce l'assessore Giuseppe Palena, finito al centro
dell'attenzione, come candidato già certo del Pdl, alle amministrative di
primavera. «Era una chiacchierata - dice il diretto interessato - Non ho mai
detto di aver aderito al Pdl e tanto meno di aver rinunciato all'incarico di
amministratore dell'ospedale cittadino o presidente della Fondazione, come mi
era stato proposto dal sindaco, perché non sono in vendita. Il sindaco non mi
ha proposto niente, sono stato io a chiedergli di creare un super assessorato
al welfare, da affidarmi». Smentisce anche il circolo territoriale di An: «Al
tavolo delle trattative - conferma il coordinatore territoriale, Flavio Nalesso
- non si è mai fatto il nome di Palena e mai lo abbiamo incontrato. Un'ipotesi
del genere non mai esistita». Il sindaco, Aldo Corgiat Loia, pronto alla
querela se Palena non avesse chiarito la sua posizione, commenta: «Siamo di
fronte ad un caso di crisi politico-personale, anche se con Palena, in questi 5
anni non ci sono stati screzi. Evidentemente è in momentanea difficoltà e forse
ha ceduto al canto di certe sirene. È la sesta incursione del centrodestra
nella mia maggioranza. Le altre volte tutto si è risolto senza clamori, questa
volta, la tentazione per qualcuno è stata troppo forte». E le cariche proposte
per fare rimanere Palena con voi? «La scelta dell'amministratore dell'ospedale spetta di diritto all'Asl, la presidenza della
Fondazione è senza gettone di presenza e per statuto va al sindaco. Come avrei potuto offrirgli due
cariche che non esistono?». Rimarrà in giunta? «Dovrà chiarire la sua posizione
- conclude Corgiat -. Se fosse capo dello schieramento opposto non potrebbe
rimanere in maggioranza».
( da "Alto Adige" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
di Francesca Gonzato
Primo segnale Svp: tagliamo quei 300 euro in più Pichler Rolle sulle indennità:
ok, basta aumenti «Subito una risposta, poi rivediamo tutto
il sistema» Il capogruppo della Stella Alpina «Da Trento a Bolzano la
competenza sugli stipendi» BOLZANO. Costi della
politica. Arriva il primo segnale Svp. La Stella
Alpina è intenzionata a votare l'abolizione dell'adeguamento Istat delle
indennità dei consiglieri provinciali. Un meccanismo che ha appena
portato nelle buste paga 302 euro (lordi) in più al mese. Il taglio è previsto
da una mozione depositata in consiglio regionale dal Pd. L'annuncio è del
capogruppo Svp in Provincia Elmar Pichler Rolle, che si dice anche favorevole
«a una revisione generale del sistema delle indennità». Oggi in aula la mozione
dei Freiheitlichen su una decurtazione secca del 20 per cento dei compensi.
Tagliare, tagliare. L'opposizione incalza e si fa forte della recessione, i
confronti tra il tenore di vita dei lavoratori «normali» e i compensi di
politici e amministratori è sempre più impietoso. Questa mattina è prevista la
discussione in consiglio provinciale della mozione dei Freiheitlichen che
chiede la riduzione del 20 per cento ai compensi dei consiglieri
provinciali-regionali (pagamenti e leggi sono a carico della Regione) e
ulteriori riduzioni alle indennità di carica degli assessori. «La Svp ci ha
chiesto di ritirare la mozione o di discuterla più avanti», fa sapere Roland
Tinkhauser (Freiheitlichen), «ma andiamo avanti. Vogliamo sentire cosa
rispondono alle nostre richieste. Solo dopo potremo iniziare a discutere». E
quindi il capogruppo della Svp Elmar Pichler Rolle anticipa la linea del
partito, che durante la clausura di gruppo della scorsa settimana ha deciso un
proprio tavolo di lavoro sui costi della politica. Tra
tavoli e gruppi di lavoro non si rischia di rinviare troppo le scelte? «Ci sono
due piani. Serve un segnale da dare presto e una riforma degli stipendi.
Possiamo lavorare su due binari diversi, uno più veloce e l'altro più
ragionato». A quale provvedimento rapido state pensando? «Siamo orientati a
votare in consiglio regionale la mozione del Pd che prevede l'abolizione
dell'adeguamento automatico su base Istat delle indennità. Otteniamo subito un
risultato: per tutta la legislatura i nostri compensi saranno congelati. Dico
che siamo orientati, perché non sono capogruppo regionale, quindi è una
decisione che dobbiamo concordare. E la revisione integrale del sistema?
«Quella è una questione molto più complicata, che sarà giusto affrontare a
patto che tutti sappiano, anche la pubblica opinione, che le indennità dei
consiglieri, a seconda dell'anno di elezione, contribuiscono ad alimentare il
fondo previdenziale degli ex eletti. Il taglio dei compensi comporterà un rimpinguamento
del fondo dei vitalizi con fondi pubblici, dobbiamo capire in quale misura». A
parte questo problema, come pensate di muovervi? «C'è in corso la riflessione
del partito, ma è giusto coinvolgere tutto il consiglio provinciale, magari con
una commissione. La riforma potrebbe basarsi sullo sganciamento delle
competenze da parte della Regione. Tutta la partita sulle indennità dovrebbe
diventare di competenza provinciale». Non è un percorso troppo complicato?
Perché non cercate un accordo politico regionale per rivedere le indennità?
«Sì, anche questa può essere una strada. Mi rendo conto che le persone
diventano sospettose quando ci sentono parlare di questi argomenti».
( da "Alto Adige" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagamento con gettoni Anche Mauro Minniti (Pdl) ha presentato un disegno
di legge in consiglio provinciale per tagliare i costi della politica. Il provvedimento prevede la convocazione delle sedute ogni sera
dalle 18 alle 22 dei giorni feriali ed il riconoscimento di un solo gettone di presenza ai consiglieri partecipanti
alla riunione. «In questo modo il consiglio provinciale di Bolzano potrebbe
porre le basi per risparmiare oltre 22 milioni di euro nell'arco di ogni
legislatura dei singoli consigli provinciali di Bolzano e Trento».
( da "Tirreno, Il" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 4 - Lucca Dal
Comune fondi ai gruppi consiliari Saranno concessi ad ogni partito per le
attività istituzionali LUCCA. Ci dovrebbe essere un ufficio di presidenza del
consiglio comunale (non retribuito) e anche un fondo per le attività
istituzionali di ogni partito. Sono queste le ultime novità del nuovo
regolamento del consiglio comunale al quale da mesi sta lavorando la
commissione partecipazione e trasparenza. Martedì è previsto che il dirigente
del settore, Graziano Angeli, porti all'attenzione della commissione il testo
definitivo da votare in modo che poi l'atto possa avviare il percorso
istituzionale. Sarà presentato, prima, al presidente del consiglio comunale
Marco Agnitti, poi ai capigruppo consiliari e, infine, sarà portato in
consiglio comunale. In aula il provvedimento dovrebbe arrivare entro Pasqua e
l'approvazione non dovrebbe richiedere molto tempo. Soprattutto se il testo che
verrà licenziato dalla commissione (presieduta da Marco Brancoli) sarà
condiviso da maggioranza e opposizione. Gli ultimi due punti da chiarire
riguardano, appunto, l'ufficio di presidenza del consiglio
comunale e il fondo per le attività istituzionali dei partiti. UFFICIO DI PRESIDENZA La proposta di creare un ufficio di
presidenza si scontrava, in origine, con la necessità di tagliare i costi della
politica. Poi, però,
sarebbe stata trovata una soluzione: i due vicepresidenti potranno partecipare
alle conferenze dei capigruppo, ma senza percepire il gettone di presenza. Il fatto, però, che il
regolamento contempli questa possibilità servirà a chi fa parte dell'ufficio di
presidenza del consiglio comunale di usufruire di permessi dal lavoro. FONDI
PER I PARTITI Questa è un'iniziativa mutuata dal regolamento del consiglio
provinciale. Il nuovo regolamento del consiglio comunale dovrebbe prevedere un
fondo (ancora da quantificare in base alle disponibilità di bilancio) da
ripartire fra tutte le forze di maggioranza e di opposizione. Il fondo dovrebbe
servire esclusivamente a finanziare attività istituzionali dei gruppi
rappresentati in consiglio comunale: ad esempio per l'organizzazione di
seminari, di convegni o di iniziative legate alle attività amministrative.
Duplice il criterio per l'attribuzione dei fondi alle singole forze politiche:
da una parte ci sarà un contributo di base, uguale per tutti i partiti; dall'altra ci sarà un contributo
"variabile" in base alla consistenza del gruppo. In sostanza quanto
più numeroso è il partito, tanto più alto sarebbe il contributo variabile. E
questo criterio (che riflette il peso di ogni forza politica)
renderebbe, però, ancora più pesante lo spostamento di un consigliere da un
partito all'altro.
( da "Nuova Ferrara, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
CENTO Nuovo statuto per
Patrimonio CENTO. La Regione ha accolto le proposte di modifica dello statuto
dell'ente Patrimonio Studi, fondato dopo la liberazione di Roma dal potere
temporale dei Papi nel 1870. Le modifiche sono state esaminate nel consiglio
del Patrimonio durante la primavera 2008 e inoltrate nel corso dell'estate; tra di esse vi era anche la previsione di un gettone di presenza per i componenti dell'organismo
e per il presidente. Dall'estate scorsa va ricordato che il Patrimonio ha
rilanciato con la Cassa di Risparmio di Cento (Fondazione e Spa), Provincia e
Comune il recupero dell'antico edificio del liceo classico.
( da "Tirreno, Il" del 04-02-2009)
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Pagina
8 - Cecina CAMERA DI COMMERCIO: importi bassi Questi i nominativi degli
incarichi della Camera di commercio di Livorno che compaiono nel tabulato reso
noto dal ministro Brunetta. Nota: la prima cifra è l'importo previsto, fra
parentesi quello effettivamente erogato. Donativi Vincenzo. Compenso seminario: 5.085 euro
(5.085). Tamburini Barbara. Commissione vini: 4.368 euro (4.368). Studio legale
Procchi. Compenso arbitrato: 4.183 euro (4.183). Cunardi Federico. Corso affari
in mediazione (due): 480 euro (480); 480 euro (480). Docenza corsi: 960 euro
(960). Compenso corsi: 698 euro (698). Pettinato Sandro. Relatore seminario
finanza: 2.500 euro (2.500). Tedeschi Francesco. Corso agenti in mediazione ed
agenti rappresentanti: 2.240 euro (2.240). Zuddas Laura. Gettoni commissioni:
1.738 euro (1.738). Giaretta Giovanni. Liquidazione gettoni
commissioni: 1.469 euro (1.469). Gorini Gianmarco. Corso agenti affari in
mediazione: 1.200 euro (1.200). Della Maggiore Gianluca. Prestazione contatto
con la stampa: 1.200 euro (1.200). Mazzoni Fausto. Compensi corso: 1.120 euro
(1.120). Ceneri Maurizio. Compenso conciliazione: 1.000 euro (1.000). Marasco
Carlo. Compensi docenza: 560 euro (560). Baroncelli Lisanna. Corso accesso
settore merceologico: 874 euro (874). Poletti Dianora. Compenso seminario
clausole vessatorie: 700 euro (700). Tosello Mauro Mario. seminario
antiriciclaggio: 600 euro (600). Maceroni Marco. Liquidazione compenso docenza:
511 euro (511). Marasco Carlo. Compensi docenza: 560 euro (560). Carlesi Ada.
Commissione esaminatrice selezione pubblica: 500 euro (500). Studio Michelotti
Bonechi e associati. Relazione convegno: 250 euro (250). Bartolini Cristina.
Corso accesso settore merceologico: 214 euro (214). Bombara Annamaria. Corso
somministrazione: 350 euro (350). Lamesa Giuse Maria. Liquidazione corsi
settore merceologico: 124 euro (124). Cardinali Elisabetta. Commissione
esaminatrice: 116 euro (116). Carolini Leonardo. Compenso conciliazione: 100 euro
(100). Donati Vito. Compenso conciliazione (due): 73 euro (73); 73 euro (73).
Baldi Alessandro. Liquidazione gettoni commissioni: 66
euro (66).
( da "Corriere Alto Adige" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2009-02-04 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Indennità contestate Opposizioni all'attacco. Dello
Sbarba: «Si può tagliare del 30% però si lasci dignità all'istituzione»
«Stipendi dei consiglieri, stop agli aumenti» Accordo tra Svp e Pd per
congelare gli adeguamenti Istat. Oggi dibattito in aula Vezzali: «Mi viene un dubbio:
chi gestirà i soldi risparmiati? Piuttosto che sia la Provincia, diamoli a una
fondazione» BOLZANO — Il mondo politico altoatesino sa di giocarsi una grossa
fetta della propria credibilità sulla questione dei costi della politica, uno
dei temi più sentiti dagli elettori. Dopo anni di tergiversazioni e di riforme
volutamente monche o rivelatesi beffarde — come quella che ha sganciato gli
stipendi dei consiglieri da quelli dei parlamentari prevedendo gli adeguamenti
all'inflazione, finendo con l'avere aumenti più cospicui di quelli romani —
sembra che ora, sulla spinta dei successi delle destre, le forze di maggioranza
siano intenzionate a fare «qualcosa ». Il problema è decidere «cosa fare»,
visto che ormai ci sono tre-quattro tipi di normative diverse a seconda
dell'anzianità dei consiglieri. Dopo l'aumento di oltre 300 euro scattato
qualche giorno fa, il tema è tornato d'attualità. E all'orizzonte sembra
profilarsi semplicemente un blocco degli adeguamenti automatici. L'Svp è
infatti disponibile a votare la proposta del Pd regionale che congela gli
aumenti previsti dalla riforma del 2005. «Il tema è così complesso che dobbiamo
procedere con cautela — dichiara l'Obmann e capogruppo provinciale Elmar
Pichler Rolle — perché ci sono diversi elementi di cui tenere conto per avere
degli effettivi risparmi». La situazione è intricata. Gli stipendi dei
consiglieri provinciali — e così pure i vitalizi per gli ex consiglieri — sono
disciplinati con legge regionale (lo stipendio base è pari a 14.359,49 euro lordi).
Nel corso degli anni si sono stratificati diversi provvedimenti, l'ultimo dei
quali prevede che i consiglieri provinciali attuali concorrano ad alimentare il
fondo creato per pagare i vitalizi degli ex consiglieri in «pensione»
(cumulabili con redditi e pensioni). «Un problema tecnico — afferma Pichler
Rolle — potrebbe essere quello che i mancati aumenti facciano mancare i fondi
necessari per pagare quelle pensioni, per cui poi di nuovo la politica dovrebbe
prendere i "soldi dei cittadini" per coprire il buco. Per cui credo
che la cosa migliore sarebbe istituire una commissione ad hoc, per studiare
varie proposte. In linea di principio non siamo contrari ad eventuali riduzioni
delle indennità, ma il tutto va studiato. Nel frattempo blocchiamo gli aumenti come
propone il Pd». «Con l'inflazione al 4% il mancato adeguamento Istat —
sottolinea il vicepresidente della giunta Christian Tommasini — porterebbe ad
una riduzione tra il 15 e il 20% nel corso della legislatura. Che è quanto
chiedono i Freiheitlichen. Ma che senso avrebbe ridurre oggi del 20% e riavere
la stessa cifra fra 5 anni. Meglio bloccare gli aumenti». Tommasini, inoltre,
rispetto al tema «della riduzione dei costi della politica si dice favorevole a
discutere il taglio del numero di consiglieri comunali a Bolzano e nelle città
più grandi». La mozione dei Freiheitlichen che prevede un taglio delle
indennità del 20% verrà messa ai voti stamani. Ma non ha molte chance di
passare. «Meglio fare una riforma complessiva», dicono Rolle e Tommasini. E le opposizioni,
da sempre critiche con l'Svp per non aver mai voluto prendere di petto la
questione, non lesinano critiche. «Non è detto che l'inflazione aumenti —
osserva Dello Sbarba— anzi, pare si vada verso un periodo di deflazione. Il
problema però è un altro. Bisogna chiedersi che cosa dovranno fare i
consiglieri in futuro. Il presidente Durnwalder e parte dell'Svp in realtà vogliono uccidere il consiglio, degradandolo ad una
sorta di club dopolavoristico in cui si viene a parlare, ma in realtà decide tutto
la giunta. Di qui l'idea dei gettoni di presenza. Noi, invece, riteniamo che i consiglieri debbano poter svolgere
il ruolo a tempo pieno, perché crediamo nel ruolo della politica. Ma
siamo disposti a ridurre le indennità del 30%. Quando un politico guadagna
3.500 euro è più che sufficiente». Maurizio Vezzali del Pdl afferma: «Mi sembra
un po' poco prevedere solo il blocco degli aumenti. Ma oggi un collega mi ha
fatto riflettere su un punto. Tutti i soldi che noi risparmiamo chi li tiene?
La Provincia, che continua a spenderli come vuole? Se è così allora dico:
riduciamo gli stipendi ma creiamo un fondo in modo da assegnare i soldi
risparmiati ad opere che servono realmente ». Fabio Gobbato Compatti I
consiglieri provinciali della Svp durante una votazione per alzata di mano
( da "Messaggero, Il" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Mercoledì 04
Febbraio 2009 Chiudi Caro Gervaso, come, a suo tempo, documentarono con
coraggio Mario Cervi e Nicola Porro in un volume che ha avuto molta fortuna, ma
non quanta ne avrebbe meritata, siamo un Paese di spreconi. Io, che da
trent'anni lavoro nella pubblica amministrazione, potrei confermare, fino
all'ultima virgola, quello che i due giornalisti hanno scritto. Le domando:
perché si dissipa con tanta facilità e impunità il bene più prezioso di un
cittadino, il bene pubblico? Lei mi risponderà che in altri Paesi dell'Unione
europea non ci si comporta meglio, ma questo non mi consola. Marcantonio
Bassetti - Pavia Caro Bassetti, come lei sa, uno dei motti più consolanti del
nostro popolo è "malcostume mezzo gaudio", coniato da quel grande
umorista e mio indimenticabile amico che fu Marcello Marchesi. Se le cose nel
nostro Paese vanno male, ce ne sono altri dove vanno peggio. Nel Vecchio
Continente c'è chi si comporta meno virtuosamente di noi. Questo non giustifica
le nostre dissipazioni e il nostro menefreghismo nei confronti dello Stato, di
cui tutti siamo parte. Dovremmo sentirci in colpa e, invece, non ci facciamo
caso, non ci preoccupiamo. I due eccellenti opinionisti Cervi e Porro, a suo
tempo, non si accontentarono di mettere il dito sulla piaga, ma vi affondarono
il bisturi. Prima di loro, la stessa operazione, con ben'altra spinta
mediatica, fecero due giornalisti del Corriere della Sera, Stella e Rizzo, ma il risultato fu lo stesso. L'opinione pubblica s'indignò, i
giornali in coro denunciarono l'imperante e imperversante malcostume, ma tutto
finì lì. Come, in Italia, finiscono le iniziative che dovrebbero continuare e
cambiare qualcosa. A cominciare dalle riforme, di cui tanto si parla e i
di cui nostri amministratori allegramente s'infischiano, limitandosi a
strombazzarle. Nulla da noi è più resistente, perché più torpido e insensibile
della burocrazia. Nessun muro è più di gomma di quello degli amministratori
pubblici, che, con poche eccezioni, fingono di fare quello che non hanno alcuna
voglia di fare e che non faranno mai, con buona pace del ministro Brunetta, il
quale non ha ancora capito che l'Italia non è la Svezia né la Danimarca né la
Svizzera. In nessun Paese a democrazia avanzata scoppiano tante bufere che
finiscono in un bicchier d'acqua. Chi sta in alto "prende atto",
minaccia e indaga. Qualcuno, ogni tanto, paga, ma solo qualcuno e solo ogni
tanto. Le tempeste, prima o poi passano. L'importante, quando si scatenano,
ripararsi, proteggersi e abbozzare. Ecco perché la nostra burocrazia è un muro
di gomma, che nessuno riuscirà a sfondare, nemmeno a cannonate. E la politica?
Ufficialmente, scoperta la magagna, dice, anzi proclama che correrà ai ripari,
che certe cose non succederanno più, che finalmente (scusate l'espressione) si
volterà pagina. Il bello è che ci sono gonzi che ci credono e votano per il
partito o lo schieramento paladini del ripulisti. È una triste verità, ma sono
proprio le tristi verità che vanno dette fuori dai denti se vogliamo uscire dalla
palude in cui ci dibattiamo e se non vogliamo essere investiti dal tanfo che i
suoi miasmi emanano. Il j'accuse di Cervi e Porro, quando uscì, lo lessi con
profitto e rabbia, ma senza stupore. Che aria tirasse nella nostra pubblica
amministrazione lo sapevo da un pezzo, ma non lo sapevo nei dettagli, come nei
dettagli non conoscevo tante inveterate magagne e tanti scandalosi privilegi
della politica e delle istituzioni che la rappresentano, a cominciare da quelle
parlamentari. Caro Bassetti, quanto costa la politica ai cittadini? Spari una
cifra. Anzi, per farla breve, la sparo io, o, piuttosto, la Confindustria, che
la sa più lunga di me e di lei: "quattro miliardi di euro l'anno",
cioè, ottomila miliardi di vecchie lire. Il ministero dell'Agricoltura, abolito
da un referendum, ma solo sulla carta, si chiama oggi ministero per le
Politiche agricole. Lo sa quante leggi ci sono in Italia? Non lo può sapere.
Come non lo sa nessuno, nemmeno i legislatori. Secondo alcuni, i più
pessimisti, duecentomila. Secondo altri, i più ottimisti, centomila. Facciamo
centocinquantamila e, forse, siamo nel giusto. Il bello, un bello tragico, è
che gli italiani formalmente sono tenuti a conoscerle. Lo sa quanto costano le
uniformi dei commessi del Senato che, fino a prova contraria, non sono dei
visir? Quasi duemila euro annui all'anno pro capite: "Ossia scrivono Cervi
e Porro quanto un cittadino di modesto reddito spende per vestire tutta la
famiglia". E lo sa che gli stipendi dei presidenti della Cassazione, cui
le indennità parlamentari vengono rapportate, sono stati "alzati"?
Che fare? Se le rispondessi: niente, sarei un qualunquista. Se le dicessi che
l'attuale governo porrà fine a questo inverecondo andazzo sarei un bugiardo. Un
bugiardo o un illuso. atupertu@ilmessaggero.it
( da "Adige, L'" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
I sette consiglieri
provinciali del Pd (Margherita Cogo, Bruno Dorigatti, Gianni Kessler, Mattia
Civico, Luca Zeni, Michele Nardelli, Sara Ferrari) e i tre assessori dello
stesso partito (Alberto Pacher, Marta Dalmaso, Alessandro Olivi) hanno deciso
ieri di rinunciare all'aumento di 302,23 euro lordi mensili di indennità
scattato per ciascun consigliere dal primo gennaio in virtù di un meccanismo
automatico previsto dalla legge regionale che rivaluta ogni anno l'indennità ma
anche i vitalizi degli ex consiglieri in base all'indice Istat I sette
consiglieri provinciali del Pd (Margherita Cogo, Bruno Dorigatti, Gianni
Kessler, Mattia Civico, Luca Zeni, Michele Nardelli, Sara Ferrari) e i tre
assessori dello stesso partito (Alberto Pacher, Marta Dalmaso, Alessandro
Olivi) hanno deciso ieri di rinunciare all'aumento di 302,23 euro lordi mensili
di indennità scattato per ciascun consigliere dal primo gennaio in virtù di un
meccanismo automatico previsto dalla legge regionale che rivaluta ogni anno
l'indennità ma anche i vitalizi degli ex consiglieri in base all'indice Istat.
Lo destineranno a un fondo di solidarietà, raccogliendo così il suggerimento lanciato
nei giorni scorsi dal direttore dell' Adige , Pierangelo Giovanetti in un
editoriale. L'indennità dei consiglieri regionali-provinciali ha raggiunto da
gennaio la cifra di 14.359,49 euro lordi al mese. «Destineremo queste somme -
spiega la capogruppo provinciale del Pd, Margherita Cogo, - a un fondo
specifico. Intanto, predisponiamo il disegno di legge per la modifica della
legge in modo da eliminare l'automatismo dell'aumento. Da parte della Svp
abbiamo già trovato la disponibilità a sostenere la nostra proposta e dunque
siamo fiduciosi che si possa arrivare in tempi rapidi a una modifica». Il
gruppo del Pd ha per altro già depositato, come primo atto politico della
legislatura, una mozione in consiglio regionale, in cui si richiede proprio
l'impegno a modificare la legge e che verrà discusso in aula nel primo
consiglio utile. «Non abbiamo ancora deciso - aggiunge il consigliere
provinciale Bruno Dorigatti, tra i più sensibili al tema dei
costi della politica, - a
chi destinare questo fondo, ma stiamo pensando a chi è più colpito dalla crisi
economica. Nei giorni scorsi ci sono state diverse proposte di intervento per
tagliare i costi della politica da parte delle varie forze politiche, ma non vorrei che ci fosse
qualcuno che vuole alzare l'asticella per non arrivare alla fine a nessuna
modifica della legge oppure per separare il trattamento economico dei
consiglieri trentini da quelli altoatesini. Per questo, ritengo importante che
per cominciare si punti all'approvazione di questa modifica della legge, per
eliminare l'aumento automatico, poi se ci saranno altre sollecitazioni si
valuteranno insieme». «So già - prosegue Dorigatti - che ci sarà chi è pronto a
gridare alla demagogia rispetto al nostro gesto di rinunciare all'indennità, ma
facciano pure. Noi abbiamo ritenuto che in un momento così difficile per via
della crisi economica, non potevamo fare finta di niente». Tra le altre
proposte emerse nei giorni scorsi per ridurre i costi della politica
vi è quella della Lega nord, che prevede di eliminare la percentuale aggiuntiva
di indennità che spetta a chi riveste una carica ulteriore oltre a quella di
consigliere come il presidente e vicepresidente del consiglio provinciale e del
consiglio regionale, i segretari questori, ma anche gli assessori provinciali e
regionali. Il presidente del consiglio provinciale Giovanni Kessler ha invece
proposto all'ufficio di presidenza di tagliare del 30% gli aumenti previsti dal
regolamento per chi fa parte dell'ufficio di presidenza del consiglio
provinciale (il presidente oggi prende 21.539 euro lordi al mese, il vice
17.949 euro e i segretari questori 16.153). Il Pdl rilancia la proposta di
modificare la legge elettorale che prevede che i consiglieri che diventano
assessori debbano lasciare il consiglio e a loro subentra il primo dei non
eletti, aumentando così il numero di coloro che ricevono le indennità. Infine,
i Freiheitlichen puntano a una riduzione del 20% delle attuali indennità dei
consiglieri. L.P. 04/02/2009
( da "Adige, L'" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
costi
della politica La proposta di Anderle (Upt) «Tagliamo il numero dei
consiglieri comunali» Sempre in tema di riduzione dei costi della politica interviene
anche Renzo Anderle, consigliere provinciale dell'Upt nonché ex presidente del
Consorzio dei comuni, per sostenere la proposta del taglio del numero dei
consiglieri comunali lanciata in questi giorni dalla Svp e dal Consorzio dei comuni di Bolzano. «In
Trentino - scrive Anderle in una nota - il Consorzio dei comuni aveva
affrontato la questione trovando diffuse condivisioni sia nelle grandi realtà
come in quelle più ridotte. Questo sembra il momento migliore per la ripresa
del ragionamento politico». «Questa ipotesi - continua Anderle - spinge
soprattutto in direzione di un più diffuso coinvolgimento dei singoli
componenti del consiglio comunale anche ripensando all'obbligo di dimissioni del
consigliere nominato assessore, nei comuni medio-grandi, tornando a uno status
ante, non moltiplicatore di ruoli istituzionali». 04/02/2009
( da "Giornale.it, Il" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Dopo lo scandalo dei
bonus da 18 miliardi distribuiti ai manager dalle banche americane salvate dallo
Stato, Obama corre ai ripari: oggi annuncia una norma che impone un limite di
500mila dollari agli stipendi dei dirigenti delle società che beneficiano dei
sussidi pubblici. Bene, è un passo nella giusta direzione. Tuttavia, mi chiedo:
i 18 miliardi rappresentano un abuso colossale e una distorsione di fondi
pubblici: perchè Obama non ne pretende la restituzione? Se lo avesse fatto
sarebbe stato davvero credibile, in questo modo invece premia la casta,
legalizza l'ultima rapina. E invece in un frangente di crisi come questo
sarebbe stato necessario un segnale molto più forte che, evidentemente, Obama
non può permettersi. Segnali che invece giungono da alcune aziende private. In
Giappone, ad esempio, i manager di alcune grandi società in difficoltà si sono
ridotti del 30% lo stipendio. Lo stesso è avvenuto in Italia, nel mio mondo,
quello dell'editoria. Il gruppo del Sole 24 Ore ha appena inviato una lettera a
tutti i collaboratori in cui annuncia una riduzione dei compensi del 25% per
fare fronte a quella che definisce la "Grande Crisi". La lettera è
firmata dal direttore Ferruccio de Bortoli e dall'amministratore delegato
Claudio Calabi, che hanno dato l'esempio riducendosi di un quarto lo stipendio.
Che differenza rispetto ai banchieri di Wall Street! Questa è la strada giusta:
se i tempi sono duri, lo sono per tutti. Ed è il capo che mostra la via
assumendosi in prima persona i sacrifici richiesti. Io lo chiamo capitalismo
responsabile e mi piace moltissimo. Scritto in economia, società, era obama, globalizzazione,
democrazia, Italia, notizie nascoste, giornalismo Non commentato » (Nessun
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Commenti Invia questo articolo a un amico 02Feb 09 Ecco perché il clandestino
in realtà non viene espulso Sul Giornale di ieri Stefano Zurlo ha scritto un
bell'articolo, in cui racconta che cosa accade agli irregolari che vengono
arrestati. Mi ha colpito questo passaggio: "È un meccanismo davvero
surreale. Il clandestino viene espulso; non se ne va o torna di nascosto nel
nostro Paese e allora scatta, obbligatorio, l'arresto. Ma i processi, di media,
sono catene di montaggio delle scarcerazioni: l'imputato esce, in attesa del
verdetto, e tanti saluti. Oppure, se la sentenza arriva di volata, viene
condannato, ad una pena di 6-8-10 mesi. E subito dopo rimesso in libertà. Come
è normale quando la pena è inferiore ai due anni. Insomma, l'irregolare viene
afferrato dalla legge e dalla legge riconsegnato alla sua vita invisibile. Con
una postilla: se lo acciufferanno di nuovo, sempre senza documenti, non
potranno più processarlo: non si può giudicare due volte una persona per lo
stesso reato". Se questa è la realtà, e non dubito che lo sia, la lotta ai
clandestini è assolutamente inutile. Continueranno ad arrivare, sempre più
numerosi, proprio perché è garantita l'impunità. E allora è necessario correre
ai ripari, varando norme che non permettano la scarcerazione in attesa del
processo e, come ho già scritto, che rendano obbligatorio il rilevamento, oltre
delle impronte digitali, dell'iride dell'occhio. Solo così l'Italia può
assumere una credibilità che oggi non ha. L'alternativa è che l'Italia si
trasformi non in una società tendenzialmente multietnica, ma in un Paese
anarchico con profonde ingiustizie sociali e un razzismo diffuso. Non c'è più
tempo da perdere: tocca al governo di centrodestra proporre misure concrete. E
al centrosinistra moderato di Veltroni sostenerle con spirito bipartisan.
Perché il problema degli immigrati non ha più colore politico ma è sentito, con
angoscia, dalla stragrande maggioranza degli italiani, compresi i progressisti.
O no? Scritto in società, globalizzazione, democrazia, Italia, immigrazione
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articolo a un amico 30Jan 09 La casta di Wall Street? Continua ad arricchirsi.
Negli ultimi giorni mi sono occupato nuovamente della casta dei banchieri, che
ha inguaiato il mondo. Ho scoperto alcuni dettagli interessanti, ad esempio,
che l'ex numero uno di Lehman Brothers, ha venduto la sua lussuosa residenza in
Florida, stimata 14 milioni di dollari. Il prezzo? Cento dollari. Chi l'ha
comprata? La moglie. E così si cautela contro eventuali creditori. Ipotesi
peraltro remota, perché le leggi americane offrono ampie protezioni ai
banchieri protagonisti della truffa del secolo. I protagonisti del disastro
finanziario passano le loro giornate a giocare, a golf, bridge, cricket. E quelli
che non si sono ritirati continuano ad arricchirsi. Nel 2008, mentre le loro
società venivano salvate dal fallimento, i manager delle banche si sono
accordati bonus per 18,4 miliardi di dollari, come spiego in un editoriale, nel
quale pongo una domanda a questo punto fondamentale: è giusto salvare le banche
se la casta non viene smantellata? Tremonti dice: a casa o in galera. Sono
d'accordo con lui. Se il capitalismo vuole risorgere deve riscoprire una virtù
indispensabile, quella della responsabilità individuale. E fare piazza pulita.
Scritto in società, era obama, economia, globalizzazione, notizie nascoste,
democrazia, gli usa e il mondo Commenti ( 72 ) » (6 voti, il voto medio è: 2.5
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Jan 09
Immigrazione, stiamo sbagliando (quasi) tutto? I fatti degli ultimi giorni
hanno riportato alla ribalta la questione degli immigrati. Ne traggo tre
riflessioni. 1) La crisi economica renderà ancora più acuto il problema
dell'immigrazione all'interno della Ue. Romania e Bulgaria sono già in forte
crisi economica e non mi stupirebbe se nei prossimi mesi aumentasse il numero
di cittadini di questi Paesi che cerca fortuna nei Paesi europei ricchi; che,
però, come ben sappiamo, non sono risparmiati dalla recessione. Rumeni, bulgari
verranno qui ma non troveranno lavoro e molti di quelli che già abitano in
Italia lo perderanno. La situazione rischia di diventare rapidamente esplosiva:
povertà, indegenza, disperazione, dunque probabile aumento della delinquenza
spicciola e molto potenziale manodopera per la malavita e per gli imprenditori
italiani schiavisti (che esistono e vanno combattuti energicamente) . Tutto
questo alimenterà il razzismo e l'incomprensione reciproca. Occorre che
l'Unione europea prenda iniziative straordinarie per limitare la libertà di
circolazione delle persone, anche ripristinando, transitoriamente i visti. 2)
L'immigrazione extra Ue non si combatte solo alzando barriere, che in realtà
servono a poco, perchè, come ha dimostrato l'ultimi rapporto della Fondazione
Ismu, dei 450 mila stranieri che arrivano illegalmente, solo 120mila
attraversano il Mediterraneo. Gli altri sbarcano con un visto regolare (di
studio, turistico o per lavori stagionali) e si danno alla macchia. Come si
combatte questo fenomeno? Imitando gli americani: che prendono la foto e le
impronte digitali a tutti i visitatori, In tal modo (magari anche con il
controllo dell'iride) si creerebbe una banca dati europea che rende facilmente
identificabili i clandestini. 3) Gli immigrati non partono spinti solo dalla
povertà, ma anche - anzi, soprattutto - per inseguire il mito di un'Europa
Eldorado, come ho spiegato in questa analisi. Il mito non viene mai scalfito
dai media nè nè dalla sociteà africana, che anzi continu ad alimentarlo. «Gli
africani quando partono non immaginano che fuori possa fare più freddo che
dentro un frigorifero», mi ha detto Gustave Prosper Sanvee, direttore della tv
cattolica del Togo. Dunque se vogliamo limitare le partenze è necessario che
gli immigrati sappiano che l'Europa non è un paradiso, ma spesso un purgatorio
fatto di stenti, sofferenza, spesso umiliazioni e che ci ce la fa deve
rispettare regole sociali e di convivenza che sono molto diverse da quelle
africane. Ma per raggiungere questo obiettivo è necessario che l'Europa
promuova una politica di comunicazione mirata alle popolazioni Africane, che
oggi è inesistente. Da qui la mia riflessione: perché non provare un approccio diverso
sull'immigrazione? Ho l'impressione che le misure tentate non abbiano prodotto
gli effetti sperati e siano destinate al fallimento anche in futuro. In altre
parole, l'Italia e l'Europa stanno sbagliando (quasi) tutto. O no? Scritto in
società, europa, globalizzazione, immigrazione Commenti ( 72 ) » (5 voti, il
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2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jan
09 Resa dei conti tra la Cina e gli Usa? Il sito del Giornale nelle ultime 48
ore ha dovuto affrontare la migrazione da un provider a un altro e dunque anche
l'accesso al blog è stato difficile, soprattutto in certe zone d'Italia. Mi
scuso per questo inconveniente, ora risolto. Negli ultimi due giorni sul
Giornale ho scritto ancora di Obama, che ha litigato con il Vaticano
sull'aborto e per la prima volta ha avuto qualche screzio con la stampa
americana, finora notoriamente compiacente. I giornalisti Usa tra l'altro si
sono accorti che un lobbista dell'industria delle armi è stato nominato numero
due del Pentagono, vicenda di cui abbiamo già parlato nei giorni scorsi su
questo blog. Era ora. Ma la notizia più significativa riguarda la Cina, sebbene
non abbia avuto molto rilievo sui giornali italiani. E' accaduto questo: il
segretario al Tesoro Timothy Geithner che giovedì, durante le audizioni alla
Commissione finanze del Senato, aveva accusato Pechino di «manipolare le
quotazioni dello yuan per ottenre scorrettamente vantaggi commerciali», aprendo
di fatto l'iter che, in base a una legge del 1988, permetterebbe al governo
americano di imporre sanzioni ovvero barriere tariffarie. La Cina ha risposto
smentendo le accuse, mentre il ministro degli Esteri di Pechino ha chiamato
Hillary Clinton ammonendola a non compiere passi falsi. Perchè questo screzio?
I fattori di attrito sono diversi, ma a mio giudizio ne prevale uno: quello del
debito americano. La Cina è da qualche anno il primo sottoscrittore al mondo di
Buono del tesoro Usa, ma una decina di giorni fa ha annunciato che intende
ridurre il proprio impegno e usare una parte delle risorse per rilanciare
l'economia interna. L'America, però, non può permetterlo; anzi, visto che il
suo deficit pubblico quest'anno triplicherà, vorrebbe che Pechino aumentasse
gli acquisti di Treasury. L'affondo di Geithner ha l'aria di un monito ai
cinesi: se Pechino non si ricrede, Washington si vendicherà alzando le barriere
doganali; dunque rendendo impervio l'accesso a un mercato che rappresenta il
principale sbocco ai beni «made in China». Si scatenerebbe una guerra
commerciale e finanziaria da cui usciremmo tutti perdenti. Lo spettro è quello
di un dollaro in caduta libera e di una Cina in profonda depressione, che
aggraverebbe la crisi dell'economia mondiale. Domanda: lo scenario è credibile?
Ragionavolmente uno scontro non conviene a nessuno e pertanto dovrebbe
prevalere la ragionevolezza. Fino a quando la Cina, che secondo alcuni
economisti sarebbe già in depressione, è disposta a usare le proprie risorse
per finanziare il deficit americano? E Obama è in grado di gestire con saggezza
rapporti delicati e cruciali come questi? Scritto in economia, era obama,
globalizzazione, notizie nascoste, cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) »
(8 voti, il voto medio è: 3.25 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 23Jan 09 Basta torture. Bravo Obama, ma come la mettiamo con l'Iran?
"L'America non tortura", ha dichiarato ieri Obama rinfrancando chi ha
sempre visto nell'America un baluardo di civiltà, saldamente ancorato ai valori
della democrazia e della Costituzione. Quell'America è tornata. Bravo Obama, ma
McCain, se avesse vinto, avrebbe fatto altrettanto. Entrambi sono convinti che
la guerra al terrorismo non possa essere condotta violando i principi che
l'America ha sempre proclamato di rispettare, proponendosi pertanto come un
modello virtuoso per gli altri Paesi. La stragrande maggioranza dei detenuti di
Guantanamo è risultata innocente, ma per molti mesi ha vissuto in condizioni
orribili, da lager sovietico, senza assistenza legale, per molto tempo senza
nemmeno il monitoraggio della Croce Rossa. Segregati, senza colpa. E nelle
prigioni segrete della Cia è successo di tutto: sevizie orribili, alcuni
prigionieri sono spariti nel nulla. Ma quanti di loro erano terroristi? Pochi.
Obama (e McCain) sono convinti che la guerra ad Al Qaida debba essere risoluta
ed energica, ma senza ricorrere a metodi tipici di una dittatura e non di una grande
democrazia. La chiusura di Guantanamo e delle prigioni Cia ha anche una valenza
politica, perché rafforza e precisa il messaggio di apertura al mondo arabo e
all'Iran, con cui la Casa Bianca è pronta ad avviare "negoziati diretti
senza precondizioni", come spiego in questo articolo, mentre si rafforzano
i segnali di un raffreddamento dei rapporti con Israele (anticipati su questo
blog il 14 gennaio). Ieri ho parlato con alcuni esperti di Washington e, off
the record, una fonte qualificata del governo americano mi ha fatto notare che
Obama nel suo discorso di insediamento non ha citato Israele. E chi è il primo
leader straniero con cui Barack ha parlato? Il palestinese Abu Mazen. Basta
torture ed è un bene; ma anche meno Israele e più Iran, rapporti ancora più
stretti con le potenze del Golfo persico e dunque mano tesa all'Islam
fondamentalista sia sunnita che sciita. Scelta strategica lungimirante o
clamoroso errore che contraddice i valori degli Usa, premiando regimi come
l'Iran e l'Arabia Saudita che calpestano i diritti umani? Scritto in israele,
era obama, democrazia, medio oriente, gli usa e il mondo, islam Commenti ( 103
) » (7 voti, il voto medio è: 2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 21Jan
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Depositata ieri alla
segreteria del Consiglio comunale la proposta di delibera per l'istituzione dell'«Anagrafe
pubblica degli eletti del Comune». La proposta è firmata dal presidente del
Consiglio Leonardo Impegno, dai due vicepresidenti, Vito Lupo e Vincenzo
Moretto, e dal consigliere comunale Roberto De Masi. L'iniziativa non è
piaciuta ai gruppi della sinistra: una decina di consiglieri comunali che fanno
capo a Prc, Comunisti italiani, Verdi, Sinistra democratica e Sdi, ha chiesto
l'azzeramento delle cariche del Consiglio. Nel mirino Leonardo Impegno. Perché?
Il presidente ha firmato una delibera di proposta al
consiglio di Roberto De Masi sull'anagrafe dei politici. Vale a dire rendere
pubblici stipendi, gettoni di presenza e tutte le iniziative degli eletti e degli assessori. I gruppi
della sinistra sostengono di non essere stati interpellati. Secca la risposta
di De Masi e Impegno: «Ciascun consigliere ha il diritto di presentare
iniziative, questa poi va nel segno della trasparenza, invitiamo invece
i colleghi a firmarla».
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
A inizio mandato il
primo cittadino si era già ridotto l'indennità mensile: ora il taglio imposto è
del trenta per cento Mercoledì 4 Febbraio 2009, Paese La forbice manovrata dal
Patto di stabilità si abbatte sulla giunta Mardegan e taglia gli stipendi del
sindaco e degli assessori. Dopo il blocco totale delle assunzioni, è questo il
primo effetto concreto dello sforamento del Patto, per il secondo anno
consecutivo, per uno strappo che nel 2008 dovrebbe aggirarsi attorno ai 5
milioni di euro. Così, attendendo anche il decurtamento dei trasferimenti
statali, pari a circa cento mila euro, l'indennità lorda del sindaco Mardegan
viene ridotta di circa 700 euro, passando da poco più di