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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DEL 3-4 febbraio 2009       #TOP


Report "Costi dei politici"

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (33)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Fondazione Teatri ecco voce per voce tutti i conti reali ( da "Corriere delle Alpi" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: cedolini paga (Carbonari, 2000), sicurezza (5000), legale (Di Pangrazio, 3500), perizia tecnica di verifica strutturale (Toigo, 2500). Compensi: per il consiglio di gestione, 125 euro lordi come gettone di presenza, rimborso spese e compenso annuo di 3.000 euro; al presidente 1.250 euro lordi al mese;

Dimezzata l'indennità del sindaco Mardegan ( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 394 euro lordi è sceso ora a 829 euro lordi, quindi con un'indennità netta di 500 euro o poco più. E si ridurrà ulteriormente anche il gettone di presenza dei consiglieri comunali, che dai 22,21 euro lordi iniziali passa a 13,99 euro per ogni seduta. (fe.cip.)

Stop ai 50 consiglieri, ne bastano 35 ( da "Alto Adige" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: deciso nella clausura di gruppo che dovrà arrivare una significativa riduzione dei costi della politica, sia a livello provinciale che dei consigli comunali. «I gruppi di lavoro sono il metodo perfetto per non agire mai», polemizza il capogruppo dei Freiheitlichen Pius Leitner primo firmatario della mozione con indicazioni precise dei tagli ai costi di consiglio provinciale e giunta.

Sali e Vassalle maglie nere in consiglio: Commissioni: Zanazzi lo stakanovista ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: comunale sono costate alle casse di via Roma 100.890 euro; le 126 delle commissioni 34.498,80 euro. Ricordiamo che il gettone di presenza per i consigli comunali è di 90 euro lordi, mentre per le commissioni è di 33,30 euro lordi. Riflessioni. «Il lavoro svolto l'anno scorso dall'aula - sottolinea il presidente Portini - ha riguardato anche temi che non comportavano una deliberazione.

Bilancio inconsistente ( da "Trentino" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Noi nel 2008 abbiamo donato il gettone di presenza alla cooperativa scolastica. Questo è un bilancio piatto e inconsistente dove sono scomparsi finanziamenti a tante opere pubbliche che lo scorso anno venivano invece definite importanti dallo stesso assessore al bilancio Ervin Baldessari».

Tutte le ragioni per la Ovest ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: segnale chiaro al partito dei Verdi e dell'estrema sinistra massimalista confermando ampiamente quello che sostengo. Sento affermare da parte di illustri economisti e di importanti leader politici mondiali che per superare l'attuale grave recessione economica, come si è fatto nel 1928 in America, occorre anzitutto investire massicciamente sulle infrastrutture e sulle opere pubbliche.

Un Welfare a misura di crisi ( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ma anche una crescita dei costi del cosiddetto «operatore pubblico allargato» (leggi, costi della politica). Non a caso non c'è ministro dell'Economia o della Semplificazione, né Ragioneria dello Stato né istituto pubblico di analisi finanziaria in grado di azzardare una cifra sul costo dell'operazione.

Un Welfare a misura di crisi ( da "Nazione, La (Firenze)" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ma anche una crescita dei costi del cosiddetto «operatore pubblico allargato» (leggi, costi della politica). Non a caso non c'è ministro dell'Economia o della Semplificazione, né Ragioneria dello Stato né istituto pubblico di analisi finanziaria in grado di azzardare una cifra sul costo dell'operazione.

di ANNA PUCCI MASSA LA CHIAMANO emergen... ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: verranno aperti nei prossimi mesi i cantieri per numerosi interventi sia in montagna, a Guadine e a Forno, che sulla costa, nel comprensorio di bonifica del Brugiano. Il piano di interventi di protezione civile è stato varato dalla giunta l'altra settimana grazie all'arrivo di finanziamenti da parte della Regione Toscana per un totale che sfiora i 10 milioni di euro.

Sette politici su trentadue sempre presenti in Consiglio ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: CLASSIFICA a scendere in base al numero di presenze in aula per seguire i lavori prosegue con i 22 gettoni di Marco Belardinelli (PD), Fiore Bittoni (Gruppo misto), Paola Curzi, Lorenzo Magi Galluzzi, Fioretti Michela (tutti e tre del PD) e Lucio Massacesi (An - PdL). ANDREA Bacchiocchi (passato dal PD al Gruppo misto nel 2008) ha fatto registrare 21 presenze alle sedute consiliari;

Un Welfare a misura di crisi ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ma anche una crescita dei costi del cosiddetto «operatore pubblico allargato» (leggi, costi della politica). Non a caso non c'è ministro dell'Economia o della Semplificazione, né Ragioneria dello Stato né istituto pubblico di analisi finanziaria in grado di azzardare una cifra sul costo dell'operazione.

Tagli a sport e cultura E sarà lotta agli sprechi ( da "Arena, L'" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Altri 150mila euro in meno sono dovuti ai tagli sui costi della politica». A fare da contraltare ci sono gli incrementi di spesa. «Avremo», ha aggiunto Maraia, «un aumento di costi del personale di 250mila euro per l'adeguamento del contratto collettivo del pubblico impiego e una serie di altri incrementi per l'aggiornamento Istat sui contratti per le manutenzioni.

<Situazione insostenibileal Consiglio di quartiere> ( da "Sicilia, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettone di presenza che qualche consigliere recrimina dopo le ultime decisioni dell'amministrazione. Non bisogna nemmeno dimenticare, poi, che questo malessere generale è dovuto anche a delle azioni che l'intero Consiglio circoscrizionale ha subito da parte del sindaco, come ad esempio la rimodulazione dei consigli di quartiere che ha creato discriminazione non tanto tra le circoscrizioni

Oltre 500 euro in gettoni di presenza per discutere il nome della Municipalità. I Verdi: Uno spreco ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Oltre 500 euro in gettoni di presenza per discutere il nome della Municipalità. I Verdi: «Uno spreco» Martedì 3 Febbraio 2009,

(al.va.) Agli atti non c'è uno straccio di carta, si sa solo che oggi, alle 18.30, in via ... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è di per sé legittima seppur il consigliere proponente, Vincenzo Conte, non abbia avuto nemmeno la contezza di stendere un documento motivato a sostegno della sua idea». Secondo Scano la spesa non si giustifica: «16 gettoni di presenza dei consiglieri, 36 euro l'uno per un totale di 576,00 euro, nonché le ore di lavoro,

Incontri con l'autore: grandi nomi tra gli ospiti di febbraio ad Udine ( da "Sestopotere.com" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: getta una luce ancora più inquietante della Casta descritta da Rizzo e Stella – sembrano essere tuttavia solo la punta di un iceberg, sotto la quale la crisi della politica, dice Bordon, “ha assunto proporzioni disastrose”. In occasione della Giornata del Ricordo, che ogni 11 febbraio vuole commemorare le vittime delle foibe e dell?

Eccellenze italiane: IGP al radicchio di Verona ( 3 ) Regione Veneto ( da "Sestopotere.com" del 03-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Isola Rizza, Albaredo d?Adige, Pressana, Villa Bartolomea, Castagnaro, Terrazzo, Boschi S. Anna, Angiari, Bonavigo. In provincia di Vicenza: Asigliano Veneto, Pojana Maggiore, Noventa Vicentina, Campiglia dei Berici, Agugliaro, Sossano, Villaga, Albettone, Orgiano, Alonte, Lonigo, Barbarano Vicentino, San Germano dei Berici.

Parte la campagna elettorale ( da "Eco del Chisone" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: con il programma triennale delle opere pubbliche e la determinazione del gettone di presenza ai consiglieri. Anche tale trattazione subirà certamente l'influenza delle elezioni in quanto l'attuale maggioranza da qui a poco potrà operare esclusivamente nell'ambito della gestione ordinaria senza possibilità di ulteriori investimenti.

Consulenze, l'amministrazione diminuirà le spese del 10% ( da "Gazzetta di Reggio" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il Comune di Reggio prosegue sulla strada del contenimento delle spese. E' l'indicazione di maggior rilievo contenuta della nota del direttore generale Mauro Bonaretti dopo la diffusione attraverso internet, da parte del Ministero della Funzione Pubblica, dei costi delle consulenze sostenuti dalle varie amministrazioni territoriali locali.

Ai Dossioli nasce un centro turistico ( da "Trentino" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Non vanno dimenticati poi i compensi per gli amministratori (111 mila euro) ai quali vanno aggiunti altri 8 mila euro quali gettoni di presenza per i consiglieri. Si tratta di un bilancio che, nonostante rispetti il patto di stabilità, evidenzia anche il peggioramento del saldo previsionale del 2009 rispetto al saldo previsionale del 2008 come rileva il revisore dei conti.

Contrordine compagni Palena non va con il Pdl ( da "Stampa, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ospedale spetta di diritto all'Asl, la presidenza della Fondazione è senza gettone di presenza e per statuto va al sindaco. Come avrei potuto offrirgli due cariche che non esistono?». Rimarrà in giunta? «Dovrà chiarire la sua posizione - conclude Corgiat -. Se fosse capo dello schieramento opposto non potrebbe rimanere in maggioranza».

Primo segnale Svp: tagliamo quei 300 euro in più ( da "Alto Adige" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: basta aumenti «Subito una risposta, poi rivediamo tutto il sistema» Il capogruppo della Stella Alpina «Da Trento a Bolzano la competenza sugli stipendi» BOLZANO. Costi della politica. Arriva il primo segnale Svp. La Stella Alpina è intenzionata a votare l'abolizione dell'adeguamento Istat delle indennità dei consiglieri provinciali.

Pagamento con gettoni ( da "Alto Adige" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: provvedimento prevede la convocazione delle sedute ogni sera dalle 18 alle 22 dei giorni feriali ed il riconoscimento di un solo gettone di presenza ai consiglieri partecipanti alla riunione. «In questo modo il consiglio provinciale di Bolzano potrebbe porre le basi per risparmiare oltre 22 milioni di euro nell'arco di ogni legislatura dei singoli consigli provinciali di Bolzano e Trento».

dal comune fondi ai gruppi consiliari ( da "Tirreno, Il" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: consiglio comunale e il fondo per le attività istituzionali dei partiti. UFFICIO DI PRESIDENZA La proposta di creare un ufficio di presidenza si scontrava, in origine, con la necessità di tagliare i costi della politica. Poi, però, sarebbe stata trovata una soluzione: i due vicepresidenti potranno partecipare alle conferenze dei capigruppo, ma senza percepire il gettone di presenza.

Nuovo statuto per Patrimonio ( da "Nuova Ferrara, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: tra di esse vi era anche la previsione di un gettone di presenza per i componenti dell'organismo e per il presidente. Dall'estate scorsa va ricordato che il Patrimonio ha rilanciato con la Cassa di Risparmio di Cento (Fondazione e Spa), Provincia e Comune il recupero dell'antico edificio del liceo classico.

camera di commercio: importi bassi ( da "Tirreno, Il" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Pagina 8 - Cecina CAMERA DI COMMERCIO: importi bassi Questi i nominativi degli incarichi della Camera di commercio di Livorno che compaiono nel tabulato reso noto dal ministro Brunetta. Nota: la prima cifra è l'importo previsto, fra parentesi quello effettivamente erogato.

<Stipendi dei consiglieri, stop agli aumenti> ( da "Corriere Alto Adige" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Svp in realtà vogliono uccidere il consiglio, degradandolo ad una sorta di club dopolavoristico in cui si viene a parlare, ma in realtà decide tutto la giunta. Di qui l'idea dei gettoni di presenza. Noi, invece, riteniamo che i consiglieri debbano poter svolgere il ruolo a tempo pieno, perché crediamo nel ruolo della politica.

Caro Gervaso, come, a suo tempo, documentarono con coraggio Mario Cervi e Nicola Porro in... ( da "Messaggero, Il" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: fecero due giornalisti del Corriere della Sera, Stella e Rizzo, ma il risultato fu lo stesso. L'opinione pubblica s'indignò, i giornali in coro denunciarono l'imperante e imperversante malcostume, ma tutto finì lì. Come, in Italia, finiscono le iniziative che dovrebbero continuare e cambiare qualcosa.

I sette consiglieri provinciali del Pd (Margherita Cogo, Bruno Dorigatti, Gianni Kessler, Mattia Civico, Luca Zeni, Michele Nardelli, Sara Ferrari) e i tre assessori dello stesso p ( da "Adige, L'" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei costi della politica, - a chi destinare questo fondo, ma stiamo pensando a chi è più colpito dalla crisi economica. Nei giorni scorsi ci sono state diverse proposte di intervento per tagliare i costi della politica da parte delle varie forze politiche, ma non vorrei che ci fosse qualcuno che vuole alzare l'asticella per non arrivare alla fine a nessuna modifica della legge oppure

<Tagliamo il numero dei consiglieri comunali> ( da "Adige, L'" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: costi della politica La proposta di Anderle (Upt) «Tagliamo il numero dei consiglieri comunali» Sempre in tema di riduzione dei costi della politica interviene anche Renzo Anderle, consigliere provinciale dell'Upt nonché ex presidente del Consorzio dei comuni, per sostenere la proposta del taglio del numero dei consiglieri comunali lanciata in questi giorni dalla Svp e dal Consorzio

Quei manager che si tagliano lo stipendio. ( da "Giornale.it, Il" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la frode della Casta delle banche - 24 Votes Petrolio, libero mercato o libera speculazione? - 20 Votes E la sicurezza? Ai politici non interessa più - 18 Votes Quando i Tg "aiutano" la camorra... - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca?

DEPOSITATA IERI ALLA SEGRETERIA DEL CONSIGLIO COMUNALE LA PROPOSTA DI DELIBERA PER L'ISTITUZION... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: presidente ha firmato una delibera di proposta al consiglio di Roberto De Masi sull'anagrafe dei politici. Vale a dire rendere pubblici stipendi, gettoni di presenza e tutte le iniziative degli eletti e degli assessori. I gruppi della sinistra sostengono di non essere stati interpellati. Secca la risposta di De Masi e Impegno: «Ciascun consigliere ha il diritto di presentare iniziative,

A inizio mandato il primo cittadino si era già ridotto l'indennità mensile: ora il taglio imposto è del trenta per cento ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 04-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la sforbiciata riguarda anche il gettone di presenza dei consiglieri comunali. Già passato da 22 a 20 euro a seduta, l'obolo viene decurtato di altri sei euro, arrivando a quota 14 euro per ogni presenza in consiglio comunale. E così, in attesa di sapere se nei prossimi tempi il Comune riuscirà a far quadrare i conti, gli stipendi mozzati rimarranno validi sino alla fine dell'


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Fondazione Teatri ecco voce per voce tutti i conti reali (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere delle Alpi" del 03-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Fondazione Teatri ecco voce per voce tutti i conti reali TONI SIRENA Tante parole in libertà, e cifre pure. Si è detto di tutto negli ultimi mesi, in particolare sui costi del Teatro Comunale, della Fondazione Teatri delle Dolomiti, delle imprese e delle associazioni che lavorano nel settore della cultura. I dati precisi, però, e i costi veri di un'attività che è anche servizio alla città e alla provincia, poco o nulla. I dati si confondono dentro una nebbia di polemiche, in cui ognuno cerca di tirare acqua al suo mulino, spesso in nome della «libertà» o del «pluralismo culturale». Espressioni la cui traduzione può essere duplice. Prima traduzione: siamo in una specie di dittatura in cui le idee «libere» o diverse vengono escluse; seconda traduzione: anche noi (noi, gli «esclusi») vogliamo soldi. Va da sè che in quest'ultimo caso si ritiene che ci sia qualche vacca pubblica da mungere e che il latte ci sia per tutti. Vediamo, allora, come stanno le cose. Da oggi iniziamo un piccolo viaggio dentro questo mondo. Con un'avvertenza: sarebbe inutile chiedere ai protagonisti di questa saga cultural-politica dati più precisi, racconterebbero, giustamente, quel che più interessa loro. Allora abbiamo scelto un'altra strada: i bilanci. Sapendo che qualche bilancio non è accessibile perché si tratta di associazioni o di imprese individuali, senza obbligo di deposito alla Camera di commercio. Iniziamo con il bilancio di previsione 2009 della Fondazione Teatri delle Dolomiti. Il bilancio della Fondazione Teatri pareggia a 656.500 euro. E' un bilancio di previsione, e alcune delle cifre (per esempio il contributo del Comune di Belluno) sono ipotetiche oppure ricavate dai dati storici. Ricavi delle vendite. Gli incassi da biglietti ammontano a 116 mila euro per il Comunale (9 spettacoli per 18 repliche) e a 14 mila per la Sena di Feltre (ma la stagione viene organizzata all'Auditorium delle Canossiane). Le entrate del Comunale saranno superiori al preventivo, grazie al record di abbonamenti. La concessione in uso a terzi prevede tariffe diversificate: ordinaria 600 euro, agevolata senza scopi di lucro 350, commerciale 1.200, ridotta per i soci della Fondazione 200, gratuita per le attività istituzionali dei soci. Va da sè che un'impresa (anche individuale) che intenda ricavare un profitto, pagherà la tariffa intera. Contributi da enti. E' la grande parte delle entrate. E' prevedibile che, se uno dei soci decidesse di ridurre la propria quota, anche altri potrebbero seguirne l'esempio. Il Comune di Belluno è orientato a ridurre di un terzo (da 150 a 100 mila). Sponsor. Soltanto uno, e meritevole. Ma con una cifra di soli 5000 euro. Un inizio? Un buon auspicio? Certo le imprese bellunesi non brillano. Non sono solo attività di puro mecenatismo: investire in cultura rende anche negli affari, ma pochi lo capiscono. I cachet delle compagnie. La voce più consistente è proprio questa; impossibile ridurla, a meno che non si tagli: meno spettacoli, meno costi. I cachet costano 134 mila euro a Belluno e 21 mila a Feltre. Servizi tecnici. Si intende servizio di biglietteria, custodato, macchinisti, elettricisti, aiuto palco, facchinaggio, maschere, guardaroba. Sono 19 mila euro per Belluno, 2000 per Feltre. Le direzioni. Si tratta di 4 servizi distinti, affidati al Tib in quanto «unico soggetto teatrale professionale presente sul territorio provinciale». Direzione artistica: prevede ideazione della progettualità artistica complessiva della Fondazione, composizione dei cartelloni delle stagioni (compresi studio del mercato, visione degli spettacoli, accordi contrattuali con le compagnie, rapporti con le medesime), ideazione delle formule di abbonamento, integrazione del calendario dei due teatri, gestione dei rapporti istituzionali, studio della legislazione, rapporto con le scuole e le associazioni culturali, rapporti con gli organi di informazione (conferenze stampa, interviste). Direzione organizzativa: coordinamento e supervisione di tutte le attività della Fondazione, rapporti con le associazioni di categoria dello spettacolo e gli enti locali a livello regionale, studio della legislazione in materia di spettacolo e relative domande di finanziamento. Direzione amministrativa: analisi economica dei progetti, redazione dei contratti, rapporti con i professionisti che assistono l'ente per la parte contabile e fiscale e per la gestione del lavoro dipendente e le collaborazioni. Direzione tecnica: supervisione e controllo delle schede tecniche per tutte le manifestazioni di Belluno (200 aperture) e di Feltre, supervisione tecnica legata all'agibilità, alla sicurezza e alla manutenzione del Comunale. Gestione organizzativa e servizi promozionali: locandine, manifesti, ufficio stampa continuativo, ufficio informazioni e prenotazioni, pubblicità a mezzo Tv e giornali. Segreteria. Attualmente svolta gratuitamente dal Tib, la Fondazione prevede di attivare un servizio in proprio. Servizi vari: energia elettrica, acqua, spese telefoniche, manutenzioni, servizi di vigilanza dei Vigili del fuoco eccetera. I contratti erano ancora intestati al Comune, la volturazione sarà fatta quando il Teatro Comunale sarà in uso alla Fondazione (il comodato d'uso è stato firmato). Consulenze. Studio Cem Srl (2400), commercialista (Sommacal, 2600), cedolini paga (Carbonari, 2000), sicurezza (5000), legale (Di Pangrazio, 3500), perizia tecnica di verifica strutturale (Toigo, 2500). Compensi: per il consiglio di gestione, 125 euro lordi come gettone di presenza, rimborso spese e compenso annuo di 3.000 euro; al presidente 1.250 euro lordi al mese; ai revisori dei conti 10.400 euro lordi all'anno. Convenzioni con altri. Sono stati accantonati 50 mila euro per possibili convenzioni con altri soggetti culturali.

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Dimezzata l'indennità del sindaco Mardegan (sezione: Costi dei politici)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Dimezzata l'indennità del sindaco Mardegan PAESE. Dall'inizio di gennaio è scattata la riduzione del 30% dell'indennità di funzione per sindaco, assessori e consiglio comunale, dovuta al mancato rispetto del patto di stabilità. Va ad aggiungersi all'autoriduzione che il sindaco Mardegan e la giunta si erano applicati all'inizio del mandato. Il risultato della doppia riduzione rilevante. Per il primo cittadino, dopo l'autoriduzione del 25% si arriva quasi a un dimezzamento dell'indennità: da un importo mensile lordo che dovrebbe essere di 3.098 euro ora è passato a 1.626 euro lordi, che al netto delle detrazioni, si aggireranno a circa 1.000 euro al mese. Il vicesindaco Franco Pozzebon, attualmente in aspettativa dal lavoro, l'importo dovrebbe essere di 1.704 euro lordi ma è diventato ora di 1.073 euro lordi, per un compenso netto di poco superiore agli 800 euro. Per gli altri assessori l'importo che dovrebbe essere di 1.394 euro lordi è sceso ora a 829 euro lordi, quindi con un'indennità netta di 500 euro o poco più. E si ridurrà ulteriormente anche il gettone di presenza dei consiglieri comunali, che dai 22,21 euro lordi iniziali passa a 13,99 euro per ogni seduta. (fe.cip.)

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Stop ai 50 consiglieri, ne bastano 35 (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 03-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Studio Uil: il consiglio provinciale costa 11,6 milioni all'anno, più altri 9,2 per gli eletti «Stop ai 50 consiglieri, ne bastano 35» Spagnolli ed Ellecosta d'accordo con Durnwalder sul taglio all'assemblea comunale I COSTI DELLA POLITICA FRANCESCA GONZATO BOLZANO. Costi della politica. La Svp annuncia il proprio tavolo di lavoro. I Freiheitlichen chiedono un impegno da subito e illustreranno la proposta in consiglio provinciale (costo all'anno di 9,2 milioni per giunta e assessori più 11,6 milioni per il funzionamento) nella seduta di oggi: -20% ai consiglieri provinciali più tagli alle indennità della giunta. Fa discutere invece l'ipotesi, sempre Svp, di ridurre i consigli comunali, a partire da Bolzano. Arriva il sì su 30-35 consiglieri di sindaco Spagnolli e vicesindaco Ellecosta. Le spese dei consigli regionali e dei consigli provinciali di Bolzano e Trento sono al centro di un rilevamento della Uil. Sono stati calcolati i costi dei Consigli per quanto riguarda il personale, le spese di rappresentanza, le indennità di missione e di fine mandato dei consiglieri. Il consiglio provinciale di Bolzano compare con un budget di 11,6 milioni di euro, pari all'1 per cento sul totale delle spese istituzionali e allo 0,2 sul bilancio provinciale (0,4 media nazionale). Interessante la colonna del costo pro capite per il funzionamento del consiglio provinciale, 23 euro a Bolzano da confrontare con la spesa più alta di 167 euro pro capite in Valle d'Aosta e 7 euro della Lombardia (spesa media di tutti i consigli regionali è 16 euro pro capite). Agli 11,6 milioni per il funzionamento del consiglio provinciale vanno aggiunti i costi delle indennità dei consiglieri provinciali: circa 7 milioni all'anno (a carico del bilancio regionale). Da sommare ancora le indennità di carica di assessori e presidente provinciale, a carico del bilancio di Palazzo Widmann: 1,5 milioni all'anno. E infine 700 mila euro all'anno per il funzionamento dei gruppi consiliari: 700 mila euro all'anno dal bilancio del consiglio provinciale. In tutto, la cifra annuale per consiglieri provinciali, gruppi e giunta è di 9,2 milioni all'anno. La somma tra politici e funzionamento del Consiglio provinciale arriva a 20,8 milioni all'anno circa. La Svp ha deciso nella clausura di gruppo che dovrà arrivare una significativa riduzione dei costi della politica, sia a livello provinciale che dei consigli comunali. «I gruppi di lavoro sono il metodo perfetto per non agire mai», polemizza il capogruppo dei Freiheitlichen Pius Leitner primo firmatario della mozione con indicazioni precise dei tagli ai costi di consiglio provinciale e giunta. Discorso a parte meritano i contestati vitalizi, che nel bilancio 2009 della regione sfondano i 16 milioni di euro (per ex eletti bolzanini e trentini). E si continua a discutere. Il capoluogo. Il sindaco Luigi Spagnolli e il vicesindaco Oswald Ellecosta si sono dichiarati ieri a favore della riduzione del consiglio comunale di Bolzano a 30-35 consiglieri, rispetto agli attuali 50 (la modifica dovrebbe arrivare con legge regionale) lanciata da Durnwalder. Così Spagnolli: «30 consiglieri bastano, in più dobbiamo razionalizzare l'attività di commissioni e sedute di consiglio». Ellecosta giudica «30-35 consiglieri un numero più che congruo». E come il capogruppo Svp del consiglio provinciale Pichler Rolle, anche Ellecosta insiste su una modifica del regolamento: «I lavori durano troppo, si devono rivedere le regole sui tempi concessi per ogni intervento». Sì al taglio dei consiglieri arriva anche dal capogruppo Pd Franca Berti, «sia in consiglio comunale che nelle circoscrizioni, che devono però restare attive». Reagisce Enrico Lillo (Fi, circoscrizione Don Bosco) a Giovanni Barborini e alla sua proposta di eliminare le circoscrizioni, eleggendo un rappresentante di quartiere in consiglio comunale: «La circoscrizione è lo strumento che avvicina i cittadini all'amministrazione». Ma Wally Rungger, capogruppo degli Ecosociali, non è d'accordo: «Più che ridurre il numero dei consiglieri, punterei al risparmio rivedendo il numero di sedute. Ci riuniamo 70 volte all'anno, con costi alti per il personale e i nostri gettoni di presenza. Basterebbero due sedute al mese, lunghe e bene organizzate». Ancora più scettico il segretario della Cgil Lorenzo Sola: «Figuriamoci se il sindacato non vuole abbassare i costi della politica. Ma sui consigli comunali ci andrei prudente, perché si rischia di ridimensionare gli spazi della democrazia, non solo i costi». Più possibilista Sola sull'accorpamento di alcuni Comuni con poche centinaia di abitanti. Di «minore rappresentatività e offesa alla democrazia» parla Fabio Visentin, segretario di Rifondazione comunista, che attacca l'ipotesi della Svp sui consigli comunali. Il Prc aveva poi chiesto un incontro urgente alla deputata del Pd Luisa Gnecchi e al segretario Christian Tommasini per protestare sulla soglia di sbarramento del 4% alle europee: «Era importante confrontarci anche in vista di collaborazioni future. Interpretiamo il silenzio cone un allineamento alla scelta veltroniana». Paperoni altoatesini. Via libero totale invece di Sola alla decurtazione delle indennità provinciali: «Dobbiamo rientrare negli standard internazionali». Il riferimento va soprattutto ai compensi di presidente e vicepresidente della giunta provinciale più volte citati perché superiori ai big della politica mondiale. Rudolf Benedikter (Project Bozen) è drastico: meno 50 per cento a tutti i consiglieri provinciali.

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Sali e Vassalle maglie nere in consiglio: Commissioni: Zanazzi lo stakanovista (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 03-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Sali e Vassalle maglie nere in consiglio: Commissioni: Zanazzi lo stakanovista I DATI Nel 2008 l'aula si è riunita 34 volte Trentaquattro sedute del consiglio comunale e 126 delle nove commissioni consiliari. Trentadue le interpellanze a risposta scritta presentate assieme a 45 interrogazioni; undici le interrogazioni e tre le interpellanze discusse in aula assieme a 43 mozioni, 11 ordini del giorno e 15 raccomandazioni. E' questa, in sintesi, l'attività svolta dai 40 consiglieri comunali nel corso del 2008, secondo i dati forniti dalla presidenza del consiglio. «E' stato fatto un lavoro molto forte - dice compiaciuto il presidente Albino Portini - che ha portato ad aumentare il numero delle sedute dalle 28 del 2007 alle 34 dell'anno scorso. Un incremento notevole se pensiamo che negli anni precedenti eravamo attestati sulle 24-25 all'anno». Presenze. Tra i 40 consiglieri comunali, gli stakanovisti che non hanno perso un consiglio sono nove. Si tratta di Tiziano Comini (Lega Nord), Enrico Grazioli (socialisti), Mario Iridile (Pd), Giorgio Maglia (Pd), Enzo Mazzoni (Pd), Albertino Montresor (Pd), Albino Portini (Pd), Espedito Rose (Forza Italia 1), Luigi Sguaitzer (Pd). Con 33 seguono Giovanni Buvoli (Pd), Giuliano Longfils (Forza Italia 2), Paolo Motta (Pd), Doriano Piva (Pd), Velia Setti (Pd) e Maurizio Vasori (Pd). Assenti. La maglia nera, nel 2008, tocca al verde Sebastiano Sali e al capogruppo di Forza Italia 1 Roberto Vassalle: entrambi sono stati presenti solo a dieci sedute. Assenze giustificate: il primo era all'estero per motivi di studio, il secondo era impegnato con la sua professione di avvocato. La presenza media, comunque, è abbastanza alta. Basti pensare che dopo le due maglie nere ci sono Del Bar (Prc) con 18 presenze, Malaguti (Pd) e Irpo (misto) con 21, Marchetti (An) e Zanazzi (Udc) con 23, la Colturani (Pd) con 24. Tutti gli altri sono dalle 26 presenze in su. Commissioni. Quella che ha lavorato più di tutte nel corso del 2008 pè stata la statuto e regolamenti. Il suo presidente Zanazzi l'ha convocata ben 30 volte; seguono la affari generali (presidente Portini) con 25 sedute, la bilancio (presieduta da Buvoli) con 19, al pari dell'ufficio di presidenza. La pari opportunità (presidente Marisa Mantovani, Pd) si è riunita appena una volta, due in meno della pubblica istruzione affidata alla socialista Barbara Raschi. La territorio (presidente Giovanna Pizzinati, Pd) si è riunita 10 volte, la servizi sociali (Marchetti, An) 4, la cultura (Sguaitzer, Pd) 6, l'ambiente (Grazioli, socialisti) 9. Costi. Le 34 sedute del consiglio comunale sono costate alle casse di via Roma 100.890 euro; le 126 delle commissioni 34.498,80 euro. Ricordiamo che il gettone di presenza per i consigli comunali è di 90 euro lordi, mentre per le commissioni è di 33,30 euro lordi. Riflessioni. «Il lavoro svolto l'anno scorso dall'aula - sottolinea il presidente Portini - ha riguardato anche temi che non comportavano una deliberazione. Questo è un fatto positivo perchè, occupandosi di argomenti di interesse generale, ha dato un indirizzo forte alla giunta». Ringrazia per il lavoro prezioso svolto i due vice presidenti, Francesco Agrì (Pd) e Espedito Rose (Fi1) e rivolge un'appello ai presidenti di commissione che meno hanno lavorato: «Devono credere di più nel ruolo di approfondimento delle commissioni e convocarle più frequentemente».

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Bilancio inconsistente (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 03-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

«Bilancio inconsistente» La minoranza critica il documento contabile NOVALEDO La replica: «Faremo diverse opere» ANTONIO DECARLI NOVALEDO. Il consiglio comunale ha approvato il bilancio preventivo 2009 con il voto contrario delle minoranze. I consiglieri Barbara Cestele, Assunta Paoli e Fiorenzo Begher commentano: «Un bilancio così fa pensare che il Comune di Novaledo sia vicino a un disastro finanziario. Se fosse così, a parte il vicesindaco che è l'unico membro di giunta effettivamente molto impegnato, gli altri assessori dovrebbero subito ridursi l'indennità. Noi nel 2008 abbiamo donato il gettone di presenza alla cooperativa scolastica. Questo è un bilancio piatto e inconsistente dove sono scomparsi finanziamenti a tante opere pubbliche che lo scorso anno venivano invece definite importanti dallo stesso assessore al bilancio Ervin Baldessari». Il vicesindaco Baldessari replica: «Un bilancio di oltre 900.000 euro per un comune come il nostro non mi sembra poco. Abbiamo preferito impegnare la parte residuale del finanziamento ricevuto dalla Provincia piuttosto che accendere nuovi mutui anche se abbiamo ancora ampie delegazioni per eventuali coperture». Le minoranze hanno fatto rilevare che in questo bilancio «non c'è alcuna attenzione per il sociale (è sparita l'Azione 10), nessun servizio innovativo, dimezzati i fondi per la cultura e le associazioni alle quali si chiede perfino di pagare un rimborso spese per le sale». Pronta la replica di Baldessari: «Aspettiamo l'avanzo 2008 (che si stima tra i 150 e i 200 mila euro, ndr) per finanziare opere quali, ad esempio, la centralina elettrica. Altre, non a bilancio ma subito appaltabili, saranno finanziabili con i circa 220.000 euro che lo stanziamento anticrisi della Provincia metterà a disposizione di Novaledo. L'Azione 10 è costata in tre anni al Comune 35.000 euro a cui la Provincia ha contribuito solo con circa 8.000. Alcune persone della cooperativa Aurora che ne avevano beneficiato ora hanno un altro lavoro. Nel 2009 per due aiuole non ci sembra il caso di assumerne altre. I rimborsi spese chiesti alle associazioni sono solo partite di giro». Due opere sono sicure: illuminazione e fognatura Oltrebrenta. Troppo poco per le minoranze. Il bilancio dei vigili del fuoco è stato invece approvato all'unanimità. Modificato il regolamento dei taxi che passano a tre veicoli con conducente e curiosamente anche tre a trazione animale (probabilmente carrozze).

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Tutte le ragioni per la Ovest (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 03-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Tutte le ragioni per la Ovest E' finalmente ricomparsa l'esigenza di studiare e completare il sistema Tangenziale col tratto Ovest (dal rondò del Gombetto al rondò del Gigante). Leggo che la fattibilità del progetto è già stato bocciato nel 1984 dalla commissione Clark e nel 2007 dalla commissione di Agenda 21 sul P.G.T. Riscontro altresì, da abbonato della Gazzetta, che risultano favorevoli all'infrastruttura l'area Pd ex Margherita, il centro destra, gli industriali, il sindaco di Porto Ghizzi e altri sindaci. Possibilisti il presidente del Parco del Mincio Benatti, il sindaco di Curtatone Gatti. Contrari il presidente della provincia Fontanili (ormai fuori gioco essendo a fine mandato) e soprattutto il vicepresidente del Parco e portavoce dei Verdi Sali secondo cui «chi la vuole è vecchio come il progetto stesso e ha scarsa lungimiranza politica visto che la Tangenziale ovest è già stata bocciata da tutti». Essendo residente a Porto sono favorevole al tratto ovest per completare del tutto la Tangenziale, dopo però aver approfondito gli effetti che avrebbe sul territorio, sulla viabilità, sul rapporto costi-benefici, sull'effettiva utilità pubblica dell'infrastruttura. Per quanto riguarda il metodo nell'affrontare il problema Tangenziale sono favorevole a quello enunciato dal presidente del Parco Benatti, affermando che «l'approccio ai problemi prevede prima l'analisi, l'ascolto, lo studio, il confronto e poi le decisioni». Ricordo a Sali che negli anni '80, grazie anche ai Verdi, sono stati bocciati in modo plebiscitario non solo la tangenziale ovest, ma anche il nucleare, diversi ministeri (poi riesumati), il finanziamento ai partiti (?), ecc. La sensibilità e le esigenze dei cittadini siano cambiate notevolmente avendo abbandonato le posizioni spesso demagogiche di un tempo, mirate aprioristicamente a bloccare le decisioni su tematiche importanti quali le infrastrutture, il nucleare, ecc. L'elettorato, recentemente, ha già dato un segnale chiaro al partito dei Verdi e dell'estrema sinistra massimalista confermando ampiamente quello che sostengo. Sento affermare da parte di illustri economisti e di importanti leader politici mondiali che per superare l'attuale grave recessione economica, come si è fatto nel 1928 in America, occorre anzitutto investire massicciamente sulle infrastrutture e sulle opere pubbliche. Mi risulta che le Province di Verona e di Brescia stiano già studiando e progettando, con le forze politiche a ambientali più coese delle nostre, il completamento del sistema tangenziale a nord delle due città, dall'impatto ambientale problematico come le valli del Mincio se non di più. Auspico un serio e sollecito confronto tra le forze politiche, economiche e sociali per risolvere una volta per tutte la viabilità mantovana, alla stregua delle città confinanti. Vorrei dire a Sali, come ha già confermato anche l'elettorato, che è vecchio e dotato di scarsa lungimiranza politica chi non vuole aprioristicamente la Tangenziale ovest e non l'incontrario. Valentino Parise

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Un Welfare a misura di crisi (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

ECONOMIA & FINANZA pag. 23 Un Welfare a misura di crisi UDA (FNP-CISL) «UN SINDACATO capace di battersi contemporaneamente su due fronti: quello della emergenza e quello della fuoriuscita dalla crisi». Questa è la strada che Antonio Uda (nella foto), segretario generale dei pensionati Cisl-Fnp, traccia per la Fnp. Partendo dalla discussione in atto sul federalismo, Uda ha rilevato che «le crescenti sofferenze degli strati più deboli della popolazione, non solo anziani ma giovani, donne sole, lavoratori delle aziende in difficoltà, obbligano il sindacato a concentrarsi sull'emergenza. Ma nello stesso tempo gli interessi forti ridisegnano l'architettura e gli assetti futuri degli spazi pubblici, per confermare i loro poteri». «La talpa del federalismo fiscale ha detto il segretario dei pensionati Cisl sta erodendo alla base i pilastri del solidarismo, cancellando gli standard delle prestazioni della sicurezza sociale, dell'assistenza e della sanità. E determinerà uno spostamento di risorse non solo a danno delle aree deboli del Paese, che sono al Sud come al Nord. Ma anche una crescita dei costi del cosiddetto «operatore pubblico allargato» (leggi, costi della politica). Non a caso non c'è ministro dell'Economia o della Semplificazione, né Ragioneria dello Stato né istituto pubblico di analisi finanziaria in grado di azzardare una cifra sul costo dell'operazione. Per questo ha detto ancora Uda rilanciamo le nostre proposte: rimodulare il debito pensionistico, ma abbattendo il tabù dell'età pensionabile, non coi tagli; contenere l'esplosione della spesa sanitaria, ma de-ospitalizzando il sistema che ora è un Bengodi solo per le baronie sanitarie (mediche, farmaceutiche, tecno-fornitrici) per dirottare le risorse al servizio delle persone (assistenza domiciliare, non-autosufficienza, disabilità). O questa rivoluzione culturale e sociale la imposta il sindacalismo dei pensionati ed il sindacalismo riformista presente, non solo nella Cisl ma anche nella Cgil e Uil ha concluso Uda oppure, quando si uscirà dal tunnel della crisi, avremo un Paese ancora più ingiusto e diviso». Image: 20090203/foto/2572.jpg

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Un Welfare a misura di crisi (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 03-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

ECONOMIA & FINANZA pag. 23 Un Welfare a misura di crisi UDA (FNP-CISL) «UN SINDACATO capace di battersi contemporaneamente su due fronti: quello della emergenza e quello della fuoriuscita dalla crisi». Questa è la strada che Antonio Uda (nella foto), segretario generale dei pensionati Cisl-Fnp, traccia per la Fnp. Partendo dalla discussione in atto sul federalismo, Uda ha rilevato che «le crescenti sofferenze degli strati più deboli della popolazione, non solo anziani ma giovani, donne sole, lavoratori delle aziende in difficoltà, obbligano il sindacato a concentrarsi sull'emergenza. Ma nello stesso tempo gli interessi forti ridisegnano l'architettura e gli assetti futuri degli spazi pubblici, per confermare i loro poteri». «La talpa del federalismo fiscale ha detto il segretario dei pensionati Cisl sta erodendo alla base i pilastri del solidarismo, cancellando gli standard delle prestazioni della sicurezza sociale, dell'assistenza e della sanità. E determinerà uno spostamento di risorse non solo a danno delle aree deboli del Paese, che sono al Sud come al Nord. Ma anche una crescita dei costi del cosiddetto «operatore pubblico allargato» (leggi, costi della politica). Non a caso non c'è ministro dell'Economia o della Semplificazione, né Ragioneria dello Stato né istituto pubblico di analisi finanziaria in grado di azzardare una cifra sul costo dell'operazione. Per questo ha detto ancora Uda rilanciamo le nostre proposte: rimodulare il debito pensionistico, ma abbattendo il tabù dell'età pensionabile, non coi tagli; contenere l'esplosione della spesa sanitaria, ma de-ospitalizzando il sistema che ora è un Bengodi solo per le baronie sanitarie (mediche, farmaceutiche, tecno-fornitrici) per dirottare le risorse al servizio delle persone (assistenza domiciliare, non-autosufficienza, disabilità). O questa rivoluzione culturale e sociale la imposta il sindacalismo dei pensionati ed il sindacalismo riformista presente, non solo nella Cisl ma anche nella Cgil e Uil ha concluso Uda oppure, quando si uscirà dal tunnel della crisi, avremo un Paese ancora più ingiusto e diviso». Image: 20090203/foto/810.jpg

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di ANNA PUCCI MASSA LA CHIAMANO emergen... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 03-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 3 di ANNA PUCCI MASSA LA CHIAMANO emergen... di ANNA PUCCI MASSA LA CHIAMANO emergenza ma sta diventando normalità: parliamo del dissesto idraulico e geologico che le sempre più frequenti ondate di intenso maltempo mettono in evidenza un po' ovunque nel nostro territorio comunale. La situazione è nota e bene la conosce anche l'assessore comunale alla protezione civile Loreno Vivoli che ieri, insieme al responsabile del procedimento ingegner Andrea Bontempi, ha potuto annunciare una buona notizia: verranno aperti nei prossimi mesi i cantieri per numerosi interventi sia in montagna, a Guadine e a Forno, che sulla costa, nel comprensorio di bonifica del Brugiano. Il piano di interventi di protezione civile è stato varato dalla giunta l'altra settimana grazie all'arrivo di finanziamenti da parte della Regione Toscana per un totale che sfiora i 10 milioni di euro. Una parte dei fondi è stata erogata a seguito di eventi calamitosi degli anni passati, come l'alluvione di Forno del 2003 (opere per 3,86 milioni di euro) o la frana di Guadine del 2007 (2° lotto, opere per 1,14 milioni); l'altra parte, quasi 5 milioni di euro, riguarda il risanamento idrogeologico dell'area di viale Mattei, necessario anche in vista della costruzione del nuovo ospedale delle Apuane. «A PARTE il caso di Guadine, i finanziamenti ha sottolineato Vivoli in conferenza stampa sono arrivati grazie al fatto che il Comune aveva già delle progettualità di messa in sicurezza e risanamento relative a Forno e al Brugiano, progettualità ideate durante la seconda giunta Pucci. Questo significa che fare progetti comunque paga ed è mia intenzione estendere e aggiornare le schede di protezione civile per tutto il territorio. Lo dico chiaramente: se non ci fossero state le schede pronte, sarebbe stato difficile cogliere l'occasione del nubifragio del 2003 per ottenere i finanziamenti su Forno. Questo ci dice che dobbiamo estendere il metodo della mappatura ad altre aree, a partire da Casette e Pariana dove con il maltempo di queste settimane si sono verificate delle frane a ridosso dell'abitato, ma anche in pianura, ad esempio nel bacino del Frigido che ha rischiato la tracimazione in prossimità della foce, dove la piena scorreva poche decine di centimetri sotto l'argine». Con i progetti pronti, il Comune di Massa potrà giocarsi una carta importante: «Abbiamo in Regione l'assessore Marco Betti, che è un profondo conoscitore dei problemi del nostro territorio. Nel momento in cui si rendessero disponibili delle risorse nota Vivoli potremo ragionevolmente concorrere ad aggiudicarcele grazie a questi due elementi: progettualità pronte e condizione politica favorevole rappresentata dall'avere a Firenze un interlocutore che conosce la realtà dei nostri problemi». Vivoli chiude con una valutazione generale: «Più del 65 per cento del territorio massese è classificato come montano e da questa classificazione è misteriosamente escluso San Carlo. ciò significa che investire nel risanamento idrogeologico per noi è più che necessario, è un investimento per vivere meglio. L'emergenza prima è in montagna, perché in montagna il dissesto mette in pericolo la vita stessa delle persone. Ma mettere in sicurezza il territorio è comunque un investimento: basti pensare ai danni economici legati agli allagamenti». GLI INTERVENTI finanziati dalla Regione sono tutti di bonifica e risanamento post emergenza. Ma in questi ultimi due mesi, a seguito dell'ondata di maltempo di dicembre, la protezione civile del Comune si è ritrovata a dover effettuare lavori di somma urgenza, ossia di eliminazione del pericolo immediato, per 587.369 euro finanziati con risorse dell'ente. «Abbiamo fatto fronte a frane, caduta di alberi, detriti sulle carreggiate stradali e allagamenti in varie zone del territorio», spiega l'ingegner Bontempi, che fornisce anche l'elenco delle zone in cui sono stati effettuati interventi: via Tecchioni, viottolo del Bandito, via dell'Uva, via Canalmagro, via Vaccà, Lungomare di Levante, Gronda, Resceto, area scolante del fosso Magliano tra viale Roma, A12 e fosso Poveromo. «Fatte le somme urgenze, c'è rimasto un elenco di urgenze per far fronte alle quali avremmo bisogno di 1,6 milioni di euro. E per le frane di Casette e Pariana il conto è ancora da completare».

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Sette politici su trentadue sempre presenti in Consiglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 03-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

SENIGALLIA pag. 15 Sette politici su trentadue sempre presenti in Consiglio I più assenti Rojoiu, Mastrantonio e Monachesi SENIGALLIA SOLTANTO sette consiglieri comunali su trentadue - considerando anche i consiglieri stranieri aggiunti - hanno fatto registrare il pieno di presenze nelle venticinque sedute convocate nel 2008. Oltre al presidente del consiglio, Silvano Paradisi, hanno totalizzato venticinque gettoni' nelle file della maggioranza il capogruppo del Pd Stefano Schiavoni, Luca Scattolini, Ilaria Ramazzotti, Mauro Gaggiottini (tutti e tre del Pd) e Roberto Curzi (Verdi). Per le minoranze invece la palma del più presente spetta a Daniele Corinaldesi (Coordinamento civico). Nella particolare classifica, al lato opposto ci sono quelli che hanno invece totalizzato le minori presenze, se pure giustificate come vuole il regolamento. A parte il consigliere comunale straniero aggiunto Mihaela Rodica Rojoiu, con 13 gettoni, in aula a causa di servizio fuori città si è visto solo in 16 occasioni Vincenzo Mastrantonio (An - PdL). A quota 18 presenze c'è Enzo Monachesi (passato nel 2008 dal Coordinamento civico al Gruppo misto e quindi all' Italia dei Valori). Per il resto la classifica vede subito sotto i consiglieri stakanovisti, al secondo posto con 24 presenze (in pratica quindi una sola assenza) Gabriele Cameruccio (uscito nel 2008 dall'Udc per aderire al Gruppo misto), Mario Cavallari (PD), Giulio Donatiello (PD), Roberto Mancini (Rifondazione comunista), Daniele Piermattei (PD) e Floriano Schiavoni (Forza Italia - PdL). Per 23 volte hanno preso parte ai lavori consiliari Graziano Cicetti,(PD) e Gabriele Girolimetti (An - PdL). LA CLASSIFICA a scendere in base al numero di presenze in aula per seguire i lavori prosegue con i 22 gettoni di Marco Belardinelli (PD), Fiore Bittoni (Gruppo misto), Paola Curzi, Lorenzo Magi Galluzzi, Fioretti Michela (tutti e tre del PD) e Lucio Massacesi (An - PdL). ANDREA Bacchiocchi (passato dal PD al Gruppo misto nel 2008) ha fatto registrare 21 presenze alle sedute consiliari; stessa quota anche per Massimo Marcellini (PD) e Roberto Paradisi (Coordinamento civico). Seguono Luca Conti (Verdi) con 20 presenze, così come Fabrizio Marcantoni (Coordinamento civico), mentre hanno preso parte a 19 sedute Alessandro Cicconi Massi (Forza Italia - PdL), Vincenzo Savini (Coordinamento civico) ed il consigliere straniero aggiunto, Md. Abdur Kaium. Infine, come detto, chiudono poi Monachesi e Mastrovincenzo. UN ANNO di consiglio comunale caratterizzato peraltro da contrasti anche forti tra opposizioni e maggioranza, e che ha conosciuto il suo culmine lo scorso 26 agosto con la seduta tumultuosa finita ad insulti ed accuse reciproche. Sulla seduta estiva, come si ricorderà, venne anche inviata una informativa alla Procura della Repubblica. Proprio alla luce di quella riunione, le minoranze decisero di non prender parte più alle conferenze dei capigruppo ed ai lavori delle varie commissioni. Uno strappo istituzionale durato alcuni mesi fino a che la decisione è rientrata, anche se la tensione - come ha dimostrato anche l'ultima seduta in merito al referendum sul lungomare - rimane alta. PIU' VOLTE il presidente del consiglio Silvano Paradisi ha richiamato i colleghi - anche in aula - alle rispettive responsabilità e ad un comportamento più consono e rispettoso. E' stato anche un anno caratterizzato anche da qualche cambiamento non solo della composizione della maggioranza ma anche di passaggi da un gruppo consiliare all'altro. Il 2009 si è aperto invece con le telecamere, che dalla scorsa seduta del 27 gennaio riprendono in diretta web i lavori consiliari e rappresenteranno forse non solo uno stimolo in più ad essere presenti ma anche a tenere un adeguato comportamento. A PROPOSITO della prima prova tecnica di riprese, sono stati circa 150 i contatti registrati nella seduta d'esordio delle telecamere in aula, cioè le persone che si sono collegate via web per seguir ei lavori. Una cifra che i responsabili del settore informatico dell'ente giudicano in maniera positiva.

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Un Welfare a misura di crisi (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

ECONOMIA E FINANZA pag. 23 Un Welfare a misura di crisi UDA (FNP-CISL) «UN SINDACATO capace di battersi contemporaneamente su due fronti: quello della emergenza e quello della fuoriuscita dalla crisi». Questa è la strada che Antonio Uda (nella foto), segretario generale dei pensionati Cisl-Fnp, traccia per la Fnp. Partendo dalla discussione in atto sul federalismo, Uda ha rilevato che «le crescenti sofferenze degli strati più deboli della popolazione, non solo anziani ma giovani, donne sole, lavoratori delle aziende in difficoltà, obbligano il sindacato a concentrarsi sull'emergenza. Ma nello stesso tempo gli interessi forti ridisegnano l'architettura e gli assetti futuri degli spazi pubblici, per confermare i loro poteri». «La talpa del federalismo fiscale ha detto il segretario dei pensionati Cisl sta erodendo alla base i pilastri del solidarismo, cancellando gli standard delle prestazioni della sicurezza sociale, dell'assistenza e della sanità. E determinerà uno spostamento di risorse non solo a danno delle aree deboli del Paese, che sono al Sud come al Nord. Ma anche una crescita dei costi del cosiddetto «operatore pubblico allargato» (leggi, costi della politica). Non a caso non c'è ministro dell'Economia o della Semplificazione, né Ragioneria dello Stato né istituto pubblico di analisi finanziaria in grado di azzardare una cifra sul costo dell'operazione. Per questo ha detto ancora Uda rilanciamo le nostre proposte: rimodulare il debito pensionistico, ma abbattendo il tabù dell'età pensionabile, non coi tagli; contenere l'esplosione della spesa sanitaria, ma de-ospitalizzando il sistema che ora è un Bengodi solo per le baronie sanitarie (mediche, farmaceutiche, tecno-fornitrici) per dirottare le risorse al servizio delle persone (assistenza domiciliare, non-autosufficienza, disabilità). O questa rivoluzione culturale e sociale la imposta il sindacalismo dei pensionati ed il sindacalismo riformista presente, non solo nella Cisl ma anche nella Cgil e Uil ha concluso Uda oppure, quando si uscirà dal tunnel della crisi, avremo un Paese ancora più ingiusto e diviso». Image: 20090203/foto/9063.jpg

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Tagli a sport e cultura E sarà lotta agli sprechi (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 03-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 03 Febbraio 2009 PROVINCIA Pagina 32 VILLAFRANCA. Approvata in Consiglio comunale la manovra per rientrare nel bilancio. Drastica riduzione dallo Stato Tagli a sport e cultura E sarà lotta agli sprechi Anche le manutenzioni saranno penalizzate Previsti introiti da record con le multe da autovelox Tagli a sport, cultura e manutenzioni, ma anche lotta agli sprechi, intensificazione di multe e controlli sugli evasori. Tutto per far quadrare i conti del Comune. È una coperta sempre più corta e stretta quella che l'amministrazione ha a disposizione per coprire tutte le voci di spesa a cui dovrà far fronte senza far sballare il bilancio del 2009. Lo ha spiegato in Consiglio comunale Riccardo Maraia, assessore alle finanze, e la manovra è stata approvata con i voti della maggioranza e l'astensione della minoranza. Da un lato ci sono le quote sempre più ridotte di finanziamenti che lo Stato destina al Comune. «Per il 2009», ha sottolineato Maraia, «registreremo un taglio dei trasferimenti statali di 600mila euro, di cui 360mila come minor gettito dell'Imposta comunale sugli immobili (Ici) per i fabbricati rurali. Avremmo dovuto avere un rimborso di un milione 150mila euro dallo Stato per l'abolizione dell'imposta sulla prima casa, ma anche questo ci è stato ridotto di 70mila euro. Altri 150mila euro in meno sono dovuti ai tagli sui costi della politica». A fare da contraltare ci sono gli incrementi di spesa. «Avremo», ha aggiunto Maraia, «un aumento di costi del personale di 250mila euro per l'adeguamento del contratto collettivo del pubblico impiego e una serie di altri incrementi per l'aggiornamento Istat sui contratti per le manutenzioni. Ci siamo fatti carico di ulteriori 35mila euro per le nuove convenzioni con le scuole materne e per una serie di servizi che l'Ulss ha dismesso, tra cui il progetto benessere rivolto alle scuole, che ci costerà 18mila euro». Aumenteranno i controlli su chi evade le tasse, come l'Ici, da cui il Comune intende ricavare 35mila euro in più. La tassa sui rifiuti porterà un incremento di 330mila euro con i servizi di spazzamento strade e svuotamento dei cestini nei luoghi pubblici. Verrà pure mantenuta la tanto discussa addizionale Irpef, introdotta per la prima volta l'anno scorso dal commissario prefettizio Elio Faillaci: da questa il Comune ricaverà nel 2009 ben 765mila euro, 15mila in più dello scorso anno. Aumenteranno di 255mila euro le sanzioni dei vigili urbani. «Questo», ha specificato Maraia, «in base al progetto sulla sicurezza che prevede l'aumento del gettito sui controlli per il rispetto dei limiti di velocità. L'incremento di 110mila euro degli incassi per i parcheggi a pagamento è dovuto non solo all'aumento delle tariffe, ma anche ai nuovi posteggi che verranno aperti nelle aree dell'ex Metropol e di Hotelissimi». Per ridurre gli sprechi sono stati istituiti i costi di ricerca e riproduzione di documenti chiesti dai cittadini all'ufficio tecnico, ma anche piani di risparmio sui consumi energetici. «Sono stati tagliati», ha affermato l'assessore, «i budget per sport, manutenzioni e spese di gestione amministrativa. Per cultura e tempo libero, particolarmente penalizzati da queste misure, fa eccezione lo stanziamento di circa 100mila euro per la ricorrenza del 150esimo anniversario della firma del trattato di pace».  

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<Situazione insostenibileal Consiglio di quartiere> (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 03-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

ragusa centro «Situazione insostenibile al Consiglio di quartiere» Situazione insostenibile al Consiglio circoscrizionale di Ragusa centro. La denuncia è del Pd che, con un documento dei propri consiglieri, Gianluca Salonia, Claudio Battaglia e Salvatore La Carrubba, mette in luce una situazione di progressivo deterioramento. "L'ultimo consiglio a vuoto di venerdì scorso - è spiegato nella nota - in cui si doveva discutere della consulta dei cittadini stranieri ha fatto traboccare il vaso; infatti, è l'ultimo di una lunga serie in quanto da qualche mese non si riesce più a svolgere un Consiglio normale e di conseguenza a trattare le varie problematiche che riguardano il quartiere per due ragioni: la prima ha a che vedere con il numero legale che costantemente viene a mancare, con continui aggiornamenti di consiglio che poi non portano a nulla se non a racimolare qualche gettone di presenza che qualche consigliere recrimina dopo le ultime decisioni dell'amministrazione. Non bisogna nemmeno dimenticare, poi, che questo malessere generale è dovuto anche a delle azioni che l'intero Consiglio circoscrizionale ha subito da parte del sindaco, come ad esempio la rimodulazione dei consigli di quartiere che ha creato discriminazione non tanto tra le circoscrizioni ma soprattutto in termini di rappresentanza politica dei cittadini ragusani oltre ad un enorme malcontento". G. L.

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Oltre 500 euro in gettoni di presenza per discutere il nome della Municipalità. I Verdi: Uno spreco (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 03-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Oltre 500 euro in gettoni di presenza per discutere il nome della Municipalità. I Verdi: «Uno spreco» Martedì 3 Febbraio 2009,

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(al.va.) Agli atti non c'è uno straccio di carta, si sa solo che oggi, alle 18.30, in via ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 03-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 3 Febbraio 2009, (al.va.) Agli atti non c'è uno straccio di carta, si sa solo che oggi, alle 18.30, in via Palazzo si riunisce la VI commissione della Municipalità. E si sa che all'ordine del giorno c'è un unico argomento: la proposta del consigliere Vincenzo Conte di cambiare nome alla Municipalità. Che nome? Probabilmente per risparmiare carta (e quindi soldi pubblici), agli atti non c'è nulla. Dicono, in via Palazzo, che da Mestre-Carpenedo dovrebbe diventare Mestre o Mestre Centro. Quel che è certo è che la commissione è stata convocata e quindi i 16 consiglieri sono attesi al lavoro per affrontare solo questo argomento. Peccato (o fortuna) che sia scattato il boicottaggio: secondo Davide Scano (Verdi) convocare la commissione su un unico argomento è «uno spreco di denaro ed energie». Tra i primi ad aderire al "boicottaggio" risultano Luciano Zennaro del Pdci e Tiziana Barzanti di Rifondazione. «Ma spero - dice l'esponente dei Verdi - che si aggiungano anche tutti gli altri consiglieri di maggioranza ed opposizione per evitare questa brutta figura all'istituzione di cui siamo parte grazie al voto dei cittadini». Perché Scano ha fatto un paio di conti: la riunione della commissione di oggi costerà oltre 500 euro. Ce n'era bisogno? «Palese inutilità della riunione», sbotta Scano. Che specifica: «La Commissione, composta da 16 consiglieri, è stata convocata dal presidente Buti, di Forza Italia, per discutere di un solo punto all'ordine del giorno e tale punto, incredibilmente, riguarda un argomento talmente futile come il cambio di nome della Municipalità. La proposta, per quanto inconsistente e di scarso interesse per la cittadinanza, è di per sé legittima seppur il consigliere proponente, Vincenzo Conte, non abbia avuto nemmeno la contezza di stendere un documento motivato a sostegno della sua idea». Secondo Scano la spesa non si giustifica: «16 gettoni di presenza dei consiglieri, 36 euro l'uno per un totale di 576,00 euro, nonché le ore di lavoro, magari straordinario, della dipendente comunale chiamata a verbalizzare l'imbarazzante seduta».

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Incontri con l'autore: grandi nomi tra gli ospiti di febbraio ad Udine (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 03-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Incontri con l'autore: grandi nomi tra gli ospiti di febbraio ad Udine (3/2/2009 13:40) | (Sesto Potere) - Udine - 3 gennaio 2009 -Giorgio Pressburger, Antonella Sbuelz, Willer Bordon, Carlo Sgorlon e Gabriella Chimet. è quanto mai ricco il programma per il mese di febbraio degli “Incontri con l?autore”, il fortunato ciclo di appuntamenti organizzati dalla Biblioteca Civica “V. Joppi” e dall?assessorato comunale alla Cultura in collaborazione con il Club Unesco di Udine. Nella suggestiva della sala Ajace, infatti, si alterneranno nomi di spicco del panorama letterario italiano per presentare al pubblico udinese le loro ultime novità editoriali. Il via lo darà, mercoledì 4 febbraio alle 18, Giorgio Pressburger, uno dei più affermati drammaturghi italiani di questo secolo, nonché autore di numerosi romanzi e raccolte di racconti. Mercoledì prossimo, Pressburger (presentato da Angela Fabris dell?Università di Klagenfurt e da Donata Salimbeni, curatrice delle note) parlerà del suo “ Nel regno oscuro” (Bompiani, 2008), una “metafora del Novecento”, come racconta lo stesso autore, che rappresenta il primo volume di una trilogia dai rimandi danteschi che si concluderà nel 2010. Politica e antipolitica, invece, il filo conduttore del secondo incontro, venerdì 6 febbraio sempre alle 18 in sala Ajace, con il libro denuncia dell?ex senatore Willer Bordon, che a Udine, moderato dal giornalista Gianpaolo Carbonetto, dialogherà con il pubblico su quello che lui stesso ha definito un gesto di protesta “contro il declino e la corruzione di una classe dirigente incapace di farsi portatrice delle esigenze dei cittadini e contro la grave degenerazione della funzione legislativa del Parlamento”. Nel suo libro “Perché sono uscito dalla Casta” (edizioni Ponte alle Grazie, 2008), infatti, Bordon racconta i motivi che lo spinsero, il 16 gennaio dello scorso anno, a rassegnare le dimissioni dal Senato della Repubblica come atto forte di testimonianza “di chi sente il dovere di difendere le istituzioni dalla deriva di sfiducia che investe la politica”. I privilegi economici di cui godono i parlamentari – e sui quali Bordon, con dovizia di cifre, esempi e aneddoti da insider, getta una luce ancora più inquietante della Casta descritta da Rizzo e Stella – sembrano essere tuttavia solo la punta di un iceberg, sotto la quale la crisi della politica, dice Bordon, “ha assunto proporzioni disastrose”. In occasione della Giornata del Ricordo, che ogni 11 febbraio vuole commemorare le vittime delle foibe e dell?esodo giuliano-dalmata, ospite di sala Ajace sarà Gabriella Chmet, autrice di “Libera. Una storia istriana”, pubblicato nel 2007 da Mgs Press. Il romanzo, che nel terzo appuntamento di febbraio sarà presentato dal direttore della “Joppi”, Romano Vecchiet, e introdotto dal presidente dell?Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Silvio Cattalini, racconta la storia di Libera, donna vissuta nel cuore dell?Istria tra i due conflitti mondiali, passando dall?Impero austriaco al Regno d?Italia, dal Ventennio fascista alla furia dei partigiani comunisti di Tito. La storia, di cui verranno letti alcuni brani dall?attrice Chiara Bettuzzi, è quella delle genti istriane, raccontata da una voce fuori dal coro, quella degli italiani di confine in perenne bilico tra nazioni e strategie di potere che non li hanno mai inglobati: una condizione scomoda, ma anche un punto di vista privilegiato su una realtà dolorosa e contrastata. Ancora Istria protagonista dell?incontro di mercoledì 18 febbraio. L?autrice Antonella Sbuelz Carignani, presentata da Fulvio Salimbeni e Mario Turello, parlerà del suo “Greta Vidal” – fresco di stampa per Frassinelli – , un potente affresco dalla trama compatta e armoniosa, che insieme alla scrittura suggestiva e poetica di Antonella Sbuelz (nata nel 1962 a Udine) racconta una storia di passioni nella Fiume di D?Annunzio. Da ultimo, ma non certamente in ordine d?importanza, l?incontro con Carlo Sgorlon che, sul filo conduttore del suo ultimo romanzo “La penna d?oro” (edito da Morganti nel 2008), dialogherà mercoledì 25 con Giampaolo Borghello, Romano Vecchiet e Luigi Reitani. Ma l?atteso incontro sarà anche l?occasione per consegnare al grande scrittore friulano, autore di più di mille articoli e numerosi romanzi di successo tradotti in decine di lingue diverse, il sigillo della città di Udine. Un riconoscimento che la Giunta comunale, su proposta dell?assessorato alla Cultura, ha deliberato di concedere in omaggio all?opera letteraria di Sgorlon. Davvero per tutti i gusti, dunque, i romanzi presentati direttamente dagli autori grazie all?iniziativa della “Joppi”. Tanti appuntamenti, tutti a ingresso libero, che anche nel prossimo mese non mancheranno di portare in città grandi nomi della letteratura internazionale.

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Eccellenze italiane: IGP al radicchio di Verona ( 3 ) Regione Veneto (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 03-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Eccellenze italiane: IGP al radicchio di Verona ( 3 ) Regione Veneto (3/2/2009 19:38) | (Sesto Potere) - Verona - 3 febbraio 2009 - Poker vincente di IGP per i radicchi del Veneto. “Da oggi è ufficiale – ha annunciato il vicepresidente della Giunta regionale Franco Manzato – anche il Radicchio di Verona può fregiarsi del riconoscimento europeo di Indicazione Geografica Protetta. E? stato infatti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunità di oggi il regolamento del due febbraio che sancisce l?iscrizione di questo nostro prodotto nell?apposito Registro registro comunitario. Il Radicchio di Verona, proposta come “tipo precoce” e “tipo tardivo”, si affianca dunque al Radicchio di Treviso (il progenitore di tutti i radicchi IGP della regione), al Variegato di Castelfranco e al Chioggia. Il Veneto si conferma così come il distretto mondiale dei radicchi di qualità certificata, frutto della storia, del lavoro e della sapienza contadina dei nostri produttori”. “L?intera gamma dei radicchi veneti rientra così a pieno titolo pienamente nelle tutele di legge e potrà essere presentata e proposta, oltre che con il marchio comunitario, anche sotto il “logo a ombrello” del Veneto dell?ospitalità – ha aggiunto Manzato – che promuoverà e renderà facilmente riconoscibili i prodotti agroalimentari certificati di qualità: la stella a sette punte affiancata dal leone alato di San Marco e dalla frase “Veneto. Tra la terra e il cielo”. Anche il radicchio è infatti elemento di promozione e valorizzazione del Veneto e dei suoi primati in tutto il mondo: in campo agroalimentare, enogastronomico, culturale, artistico e turistico”. Il radicchio di Verona IGP si distingue per la sua forma a ovale allungato, con le foglie compatte di colore rosso scuro intenso abbellite da una nervatura principale bianca, molto sviluppata. Poliedrico nella sua presentazione culinaria, si può consumare crudo o cotto accompagnando molte pietanze La zona di produzione del “Radicchio di Verona” IGP si estende nella fascia del basso Veneto costituita da terreni sabbiosi ricchi di sostanza organica, profondi, ben drenati, freschi, e dotati di buona fertilità, con un clima caratterizzato da estati molto calde ed afose ed inverni rigidi e nebbiosi con escursione termica annua elevata. L?areale produttivo comprende il territorio dei seguenti Comuni. In provincia di Verona: Trevenzuolo, Salizzole, Nogara, Concamarise, Sanguinetto, Cerea, Casaleone, Legnago, Minerbe, Roveredo di Guà, Cologna Veneta, Veronella, Arcole, Zimella, Isola della Scala, Bovolone, Bevilacqua, S. Pietro di Morubio, Roverchiara, Gazzo Veronese, Sorgà, Erbè, Oppeano, Isola Rizza, Albaredo d?Adige, Pressana, Villa Bartolomea, Castagnaro, Terrazzo, Boschi S. Anna, Angiari, Bonavigo. In provincia di Vicenza: Asigliano Veneto, Pojana Maggiore, Noventa Vicentina, Campiglia dei Berici, Agugliaro, Sossano, Villaga, Albettone, Orgiano, Alonte, Lonigo, Barbarano Vicentino, San Germano dei Berici. In provincia di Padova: Casale di Scodosia, Castelbaldo, Masi, Megliadino S. Fidenzio, Megliadino S. Vitale, Merlara, Montagnana, Ospedaletto Euganeo, Saletto, S. Margherita d'Adige, Lozzo Atestino, Urbana.

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Parte la campagna elettorale (sezione: Costi dei politici)

( da "Eco del Chisone" del 04-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Sanfront, venerdì 6 seduta di Consiglio Parte la campagna elettorale Quasi certa la candidatura di Roberto Moine SANFRONT - Il Consiglio comunale si riunirà il prossimo 6 febbraio alle 21 per la trattazione di un ricco ordine del giorno: dieci punti che sicuramente fomenteranno un'accesa discussione in un clima pre-elettorale che si sta via via surriscaldando. Nell'occasione sarà trattata l'approvazione della variante parziale al Piano regolatore con l'adeguamento alle norme sul commercio per il quale saranno altresì discussi i criteri per il rilascio delle autorizzazioni alla vendita. Si parlerà anche dell'istituzione della nuova Commissione locale per il paesaggio, che porterà sicuri stravolgimenti nell'ambito del rilascio delle autorizzazioni ambientali. L'argomento clou della serata non potrà che essere il bilancio per l'esercizio 2009, con il programma triennale delle opere pubbliche e la determinazione del gettone di presenza ai consiglieri. Anche tale trattazione subirà certamente l'influenza delle elezioni in quanto l'attuale maggioranza da qui a poco potrà operare esclusivamente nell'ambito della gestione ordinaria senza possibilità di ulteriori investimenti. Sono stati inseriti nel Consiglio anche l'accordo di programma per la ristrutturazione funzionale della seggiovia che collega Crissolo con Pian Giasset, i servizi associati con la Comunità montana, l'approvazione di una bozza per la gestione in forma associata per l'utilizzo della piattaforma differenziata dei rifiuti ingombranti di Paesana e l'estensione della convenzione per il servizio di segreteria associata al Comune di Crissolo. Ancora, l'individuazione di un comparto minimo d'intervento nell'ambito di un Piano di recupero in piazza Cesare Battisti. Questa, probabilmente, non sarà una seduta lampo, come le ultime. La campagna elettorale fornirà spunti per un confronto acceso tra le parti, considerata la netta opposizione dimostrata ultimamente dalla minoranza e da Roberto Moine. È infatti quasi ufficiale la ri-candidatura dell'esponente di minoranza alle prossime Amministrative. Al momento questa candidatura pare l'unica abbastanza certa nello scenario politico locale. Per il resto è ancora tutto in dubbio. Non si sa se e come intende riproporsi il primo cittadino uscente e se Sacco Raimondo o Umberto Borsetti intendano candidarsi. Potrebbero però ancora spuntare nuovi outsider che rimetterebbero tutto in gioco. Antonello Ferrero

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Consulenze, l'amministrazione diminuirà le spese del 10% (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Reggio" del 04-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Consulenze, l'amministrazione diminuirà le spese del 10% Il Comune di Reggio prosegue sulla strada del contenimento delle spese. E' l'indicazione di maggior rilievo contenuta della nota del direttore generale Mauro Bonaretti dopo la diffusione attraverso internet, da parte del Ministero della Funzione Pubblica, dei costi delle consulenze sostenuti dalle varie amministrazioni territoriali locali. Nel 2009 nel Comune capoluogo - precisa la nota del dirigente reggiano - questo capitolo di spesa si ridurrà del 10% rispetto al 2008. Si conferma in questo modo il trend al risparmio avviato nel 2004 e che in soli quattro anni ha garantito un contenimento delle uscite pari al 38%. Le spese di cui si parla sono quelle rese necessarie dall'affidamento di compiti di consulenza a professionisti esterni all'amministrazione. Lo scorso anno il Comune di Reggio ha speso 550mila euro; quest'anno non andrà oltre i 442mila euro. Il bilancio di previsione del 2009 fissa fra l'altro un tetto agli incarichi professionali limitandoli al 5,3% delle spese correnti. Purtroppo, nell'immaginario collettivo, le spese destinate alle consulenze professionali esterne vengono spesso considerate come un autentico spreco, una errata gestione delle risorse disponibili. E' l'esatto contrario - insiste Bonaretti - perchè le consulenze assegnate a specialisti esterni sono uno strumento fondamentale per il buon esito delle strategie della Pubblica Amministrazione e sono una esigenza imprescindibile anche per una maggiore flessibilità del lavoro. «Le consulenze legate a progetti specifici - precisa il direttore del Comune di Reggio - sono assegnate a professionalità con un'alta competenza di settore che altrimenti dovrebbero essere assunte dall'amministrazione comportando, in tal caso, un onere gravoso per la finanza pubblica e gravi inefficienze». Pungente, infine, la conclusione di Bonaretti: «Trovo del tutto offensivo per gli Ordini e i Collegi professionali e per ciascun professionista che si bolli come inutile spreco l'affidare consulenze a professionisti riconosciuti e di indubbio valore specialistico».

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Ai Dossioli nasce un centro turistico (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 04-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Ai Dossioli nasce un centro turistico Nel bilancio anche la nuova scuola media, piscina e viabilità AVIO. E' stato approvato con i soli voti di maggioranza il bilancio di previsione 2009 del Comune di Avio che si attesta sui 18 milioni e mezzo di euro. Di questi 5,5 milioni se ne vanno per le spese correnti mentre il rimanente viene praticamente utilizzato per gli investimenti. Un milione e mezzo della prima voce se ne va per gli stipendi dei 40 dipendenti (costo medio 41 mila euro ciascuno) ma un bel gruzzolo verrà ripartito anche tra i sette capi servizio come incentivi specifici per gli obiettivi ottenuti. Non vanno dimenticati poi i compensi per gli amministratori (111 mila euro) ai quali vanno aggiunti altri 8 mila euro quali gettoni di presenza per i consiglieri. Si tratta di un bilancio che, nonostante rispetti il patto di stabilità, evidenzia anche il peggioramento del saldo previsionale del 2009 rispetto al saldo previsionale del 2008 come rileva il revisore dei conti. Quest'anno, tanto per citare alcune cifre, sono previste quasi 800 mila euro di entrate tributarie, 510 mila di Ici ed altri 80 mila euro per ciò che riguarda gli accertamenti di tale imposta; 425 mila euro invece dovranno essere sborsati dai concittadini per il servizio della raccolta rifiuti solidi urbani. Per quanto riguarda gli investimenti principali dei singoli settori troviamo la costruzione di due centraline idroelettriche sul monte Baldo (430 mila euro), la ricostruzione della scuola media con lavori connessi (6.3 milioni di euro), la realizzazione della rotatoria tra le strade provinciali 90 e 208 (2 milioni), la realizzazione di un centro turistico ai Dossioli (700 mila), la ristrutturazione di malga Pealda con il recupero delle relative pozze (220 mila) e la costruzione di una piscina piccola. Altri investimenti di una certa consistenza riguardano il progetto di riqualificazione delle baite sul Baldo (299 mila), l'asfaltatura e la manutenzione straordinaria della viabilità interna (130 mila) e la manutenzione straordinaria del patrimonio comunale (98 mila). Per il 2010 invece si conta di ampliare l'asilo nido, di recuperare l'edificio Rotonda, di sistemare la rete fognaria e quella elettrica, di realizzare la rotatoria in corrispondenza di Sabbionara e di costruire un marciapiede lungo la provinciale 90 a Mama e di realizzare un centro di produzione fotovoltaica sul monte Baldo. (f.r.)

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Contrordine compagni Palena non va con il Pdl (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 04-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

SETTIMO Contrordine compagni Palena non va con il Pdl [FIRMA]NADIA BERGAMINI SETTIMO Smentiscono tutti a Settimo. Smentisce l'assessore Giuseppe Palena, finito al centro dell'attenzione, come candidato già certo del Pdl, alle amministrative di primavera. «Era una chiacchierata - dice il diretto interessato - Non ho mai detto di aver aderito al Pdl e tanto meno di aver rinunciato all'incarico di amministratore dell'ospedale cittadino o presidente della Fondazione, come mi era stato proposto dal sindaco, perché non sono in vendita. Il sindaco non mi ha proposto niente, sono stato io a chiedergli di creare un super assessorato al welfare, da affidarmi». Smentisce anche il circolo territoriale di An: «Al tavolo delle trattative - conferma il coordinatore territoriale, Flavio Nalesso - non si è mai fatto il nome di Palena e mai lo abbiamo incontrato. Un'ipotesi del genere non mai esistita». Il sindaco, Aldo Corgiat Loia, pronto alla querela se Palena non avesse chiarito la sua posizione, commenta: «Siamo di fronte ad un caso di crisi politico-personale, anche se con Palena, in questi 5 anni non ci sono stati screzi. Evidentemente è in momentanea difficoltà e forse ha ceduto al canto di certe sirene. È la sesta incursione del centrodestra nella mia maggioranza. Le altre volte tutto si è risolto senza clamori, questa volta, la tentazione per qualcuno è stata troppo forte». E le cariche proposte per fare rimanere Palena con voi? «La scelta dell'amministratore dell'ospedale spetta di diritto all'Asl, la presidenza della Fondazione è senza gettone di presenza e per statuto va al sindaco. Come avrei potuto offrirgli due cariche che non esistono?». Rimarrà in giunta? «Dovrà chiarire la sua posizione - conclude Corgiat -. Se fosse capo dello schieramento opposto non potrebbe rimanere in maggioranza».

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Primo segnale Svp: tagliamo quei 300 euro in più (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 04-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

di Francesca Gonzato Primo segnale Svp: tagliamo quei 300 euro in più Pichler Rolle sulle indennità: ok, basta aumenti «Subito una risposta, poi rivediamo tutto il sistema» Il capogruppo della Stella Alpina «Da Trento a Bolzano la competenza sugli stipendi» BOLZANO. Costi della politica. Arriva il primo segnale Svp. La Stella Alpina è intenzionata a votare l'abolizione dell'adeguamento Istat delle indennità dei consiglieri provinciali. Un meccanismo che ha appena portato nelle buste paga 302 euro (lordi) in più al mese. Il taglio è previsto da una mozione depositata in consiglio regionale dal Pd. L'annuncio è del capogruppo Svp in Provincia Elmar Pichler Rolle, che si dice anche favorevole «a una revisione generale del sistema delle indennità». Oggi in aula la mozione dei Freiheitlichen su una decurtazione secca del 20 per cento dei compensi. Tagliare, tagliare. L'opposizione incalza e si fa forte della recessione, i confronti tra il tenore di vita dei lavoratori «normali» e i compensi di politici e amministratori è sempre più impietoso. Questa mattina è prevista la discussione in consiglio provinciale della mozione dei Freiheitlichen che chiede la riduzione del 20 per cento ai compensi dei consiglieri provinciali-regionali (pagamenti e leggi sono a carico della Regione) e ulteriori riduzioni alle indennità di carica degli assessori. «La Svp ci ha chiesto di ritirare la mozione o di discuterla più avanti», fa sapere Roland Tinkhauser (Freiheitlichen), «ma andiamo avanti. Vogliamo sentire cosa rispondono alle nostre richieste. Solo dopo potremo iniziare a discutere». E quindi il capogruppo della Svp Elmar Pichler Rolle anticipa la linea del partito, che durante la clausura di gruppo della scorsa settimana ha deciso un proprio tavolo di lavoro sui costi della politica. Tra tavoli e gruppi di lavoro non si rischia di rinviare troppo le scelte? «Ci sono due piani. Serve un segnale da dare presto e una riforma degli stipendi. Possiamo lavorare su due binari diversi, uno più veloce e l'altro più ragionato». A quale provvedimento rapido state pensando? «Siamo orientati a votare in consiglio regionale la mozione del Pd che prevede l'abolizione dell'adeguamento automatico su base Istat delle indennità. Otteniamo subito un risultato: per tutta la legislatura i nostri compensi saranno congelati. Dico che siamo orientati, perché non sono capogruppo regionale, quindi è una decisione che dobbiamo concordare. E la revisione integrale del sistema? «Quella è una questione molto più complicata, che sarà giusto affrontare a patto che tutti sappiano, anche la pubblica opinione, che le indennità dei consiglieri, a seconda dell'anno di elezione, contribuiscono ad alimentare il fondo previdenziale degli ex eletti. Il taglio dei compensi comporterà un rimpinguamento del fondo dei vitalizi con fondi pubblici, dobbiamo capire in quale misura». A parte questo problema, come pensate di muovervi? «C'è in corso la riflessione del partito, ma è giusto coinvolgere tutto il consiglio provinciale, magari con una commissione. La riforma potrebbe basarsi sullo sganciamento delle competenze da parte della Regione. Tutta la partita sulle indennità dovrebbe diventare di competenza provinciale». Non è un percorso troppo complicato? Perché non cercate un accordo politico regionale per rivedere le indennità? «Sì, anche questa può essere una strada. Mi rendo conto che le persone diventano sospettose quando ci sentono parlare di questi argomenti».

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Pagamento con gettoni (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 04-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagamento con gettoni Anche Mauro Minniti (Pdl) ha presentato un disegno di legge in consiglio provinciale per tagliare i costi della politica. Il provvedimento prevede la convocazione delle sedute ogni sera dalle 18 alle 22 dei giorni feriali ed il riconoscimento di un solo gettone di presenza ai consiglieri partecipanti alla riunione. «In questo modo il consiglio provinciale di Bolzano potrebbe porre le basi per risparmiare oltre 22 milioni di euro nell'arco di ogni legislatura dei singoli consigli provinciali di Bolzano e Trento».

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dal comune fondi ai gruppi consiliari (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 04-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 4 - Lucca Dal Comune fondi ai gruppi consiliari Saranno concessi ad ogni partito per le attività istituzionali LUCCA. Ci dovrebbe essere un ufficio di presidenza del consiglio comunale (non retribuito) e anche un fondo per le attività istituzionali di ogni partito. Sono queste le ultime novità del nuovo regolamento del consiglio comunale al quale da mesi sta lavorando la commissione partecipazione e trasparenza. Martedì è previsto che il dirigente del settore, Graziano Angeli, porti all'attenzione della commissione il testo definitivo da votare in modo che poi l'atto possa avviare il percorso istituzionale. Sarà presentato, prima, al presidente del consiglio comunale Marco Agnitti, poi ai capigruppo consiliari e, infine, sarà portato in consiglio comunale. In aula il provvedimento dovrebbe arrivare entro Pasqua e l'approvazione non dovrebbe richiedere molto tempo. Soprattutto se il testo che verrà licenziato dalla commissione (presieduta da Marco Brancoli) sarà condiviso da maggioranza e opposizione. Gli ultimi due punti da chiarire riguardano, appunto, l'ufficio di presidenza del consiglio comunale e il fondo per le attività istituzionali dei partiti. UFFICIO DI PRESIDENZA La proposta di creare un ufficio di presidenza si scontrava, in origine, con la necessità di tagliare i costi della politica. Poi, però, sarebbe stata trovata una soluzione: i due vicepresidenti potranno partecipare alle conferenze dei capigruppo, ma senza percepire il gettone di presenza. Il fatto, però, che il regolamento contempli questa possibilità servirà a chi fa parte dell'ufficio di presidenza del consiglio comunale di usufruire di permessi dal lavoro. FONDI PER I PARTITI Questa è un'iniziativa mutuata dal regolamento del consiglio provinciale. Il nuovo regolamento del consiglio comunale dovrebbe prevedere un fondo (ancora da quantificare in base alle disponibilità di bilancio) da ripartire fra tutte le forze di maggioranza e di opposizione. Il fondo dovrebbe servire esclusivamente a finanziare attività istituzionali dei gruppi rappresentati in consiglio comunale: ad esempio per l'organizzazione di seminari, di convegni o di iniziative legate alle attività amministrative. Duplice il criterio per l'attribuzione dei fondi alle singole forze politiche: da una parte ci sarà un contributo di base, uguale per tutti i partiti; dall'altra ci sarà un contributo "variabile" in base alla consistenza del gruppo. In sostanza quanto più numeroso è il partito, tanto più alto sarebbe il contributo variabile. E questo criterio (che riflette il peso di ogni forza politica) renderebbe, però, ancora più pesante lo spostamento di un consigliere da un partito all'altro.

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Nuovo statuto per Patrimonio (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 04-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

CENTO Nuovo statuto per Patrimonio CENTO. La Regione ha accolto le proposte di modifica dello statuto dell'ente Patrimonio Studi, fondato dopo la liberazione di Roma dal potere temporale dei Papi nel 1870. Le modifiche sono state esaminate nel consiglio del Patrimonio durante la primavera 2008 e inoltrate nel corso dell'estate; tra di esse vi era anche la previsione di un gettone di presenza per i componenti dell'organismo e per il presidente. Dall'estate scorsa va ricordato che il Patrimonio ha rilanciato con la Cassa di Risparmio di Cento (Fondazione e Spa), Provincia e Comune il recupero dell'antico edificio del liceo classico.

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camera di commercio: importi bassi (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 04-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 8 - Cecina CAMERA DI COMMERCIO: importi bassi Questi i nominativi degli incarichi della Camera di commercio di Livorno che compaiono nel tabulato reso noto dal ministro Brunetta. Nota: la prima cifra è l'importo previsto, fra parentesi quello effettivamente erogato. Donativi Vincenzo. Compenso seminario: 5.085 euro (5.085). Tamburini Barbara. Commissione vini: 4.368 euro (4.368). Studio legale Procchi. Compenso arbitrato: 4.183 euro (4.183). Cunardi Federico. Corso affari in mediazione (due): 480 euro (480); 480 euro (480). Docenza corsi: 960 euro (960). Compenso corsi: 698 euro (698). Pettinato Sandro. Relatore seminario finanza: 2.500 euro (2.500). Tedeschi Francesco. Corso agenti in mediazione ed agenti rappresentanti: 2.240 euro (2.240). Zuddas Laura. Gettoni commissioni: 1.738 euro (1.738). Giaretta Giovanni. Liquidazione gettoni commissioni: 1.469 euro (1.469). Gorini Gianmarco. Corso agenti affari in mediazione: 1.200 euro (1.200). Della Maggiore Gianluca. Prestazione contatto con la stampa: 1.200 euro (1.200). Mazzoni Fausto. Compensi corso: 1.120 euro (1.120). Ceneri Maurizio. Compenso conciliazione: 1.000 euro (1.000). Marasco Carlo. Compensi docenza: 560 euro (560). Baroncelli Lisanna. Corso accesso settore merceologico: 874 euro (874). Poletti Dianora. Compenso seminario clausole vessatorie: 700 euro (700). Tosello Mauro Mario. seminario antiriciclaggio: 600 euro (600). Maceroni Marco. Liquidazione compenso docenza: 511 euro (511). Marasco Carlo. Compensi docenza: 560 euro (560). Carlesi Ada. Commissione esaminatrice selezione pubblica: 500 euro (500). Studio Michelotti Bonechi e associati. Relazione convegno: 250 euro (250). Bartolini Cristina. Corso accesso settore merceologico: 214 euro (214). Bombara Annamaria. Corso somministrazione: 350 euro (350). Lamesa Giuse Maria. Liquidazione corsi settore merceologico: 124 euro (124). Cardinali Elisabetta. Commissione esaminatrice: 116 euro (116). Carolini Leonardo. Compenso conciliazione: 100 euro (100). Donati Vito. Compenso conciliazione (due): 73 euro (73); 73 euro (73). Baldi Alessandro. Liquidazione gettoni commissioni: 66 euro (66).

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<Stipendi dei consiglieri, stop agli aumenti> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Alto Adige" del 04-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2009-02-04 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Indennità contestate Opposizioni all'attacco. Dello Sbarba: «Si può tagliare del 30% però si lasci dignità all'istituzione» «Stipendi dei consiglieri, stop agli aumenti» Accordo tra Svp e Pd per congelare gli adeguamenti Istat. Oggi dibattito in aula Vezzali: «Mi viene un dubbio: chi gestirà i soldi risparmiati? Piuttosto che sia la Provincia, diamoli a una fondazione» BOLZANO — Il mondo politico altoatesino sa di giocarsi una grossa fetta della propria credibilità sulla questione dei costi della politica, uno dei temi più sentiti dagli elettori. Dopo anni di tergiversazioni e di riforme volutamente monche o rivelatesi beffarde — come quella che ha sganciato gli stipendi dei consiglieri da quelli dei parlamentari prevedendo gli adeguamenti all'inflazione, finendo con l'avere aumenti più cospicui di quelli romani — sembra che ora, sulla spinta dei successi delle destre, le forze di maggioranza siano intenzionate a fare «qualcosa ». Il problema è decidere «cosa fare», visto che ormai ci sono tre-quattro tipi di normative diverse a seconda dell'anzianità dei consiglieri. Dopo l'aumento di oltre 300 euro scattato qualche giorno fa, il tema è tornato d'attualità. E all'orizzonte sembra profilarsi semplicemente un blocco degli adeguamenti automatici. L'Svp è infatti disponibile a votare la proposta del Pd regionale che congela gli aumenti previsti dalla riforma del 2005. «Il tema è così complesso che dobbiamo procedere con cautela — dichiara l'Obmann e capogruppo provinciale Elmar Pichler Rolle — perché ci sono diversi elementi di cui tenere conto per avere degli effettivi risparmi». La situazione è intricata. Gli stipendi dei consiglieri provinciali — e così pure i vitalizi per gli ex consiglieri — sono disciplinati con legge regionale (lo stipendio base è pari a 14.359,49 euro lordi). Nel corso degli anni si sono stratificati diversi provvedimenti, l'ultimo dei quali prevede che i consiglieri provinciali attuali concorrano ad alimentare il fondo creato per pagare i vitalizi degli ex consiglieri in «pensione» (cumulabili con redditi e pensioni). «Un problema tecnico — afferma Pichler Rolle — potrebbe essere quello che i mancati aumenti facciano mancare i fondi necessari per pagare quelle pensioni, per cui poi di nuovo la politica dovrebbe prendere i "soldi dei cittadini" per coprire il buco. Per cui credo che la cosa migliore sarebbe istituire una commissione ad hoc, per studiare varie proposte. In linea di principio non siamo contrari ad eventuali riduzioni delle indennità, ma il tutto va studiato. Nel frattempo blocchiamo gli aumenti come propone il Pd». «Con l'inflazione al 4% il mancato adeguamento Istat — sottolinea il vicepresidente della giunta Christian Tommasini — porterebbe ad una riduzione tra il 15 e il 20% nel corso della legislatura. Che è quanto chiedono i Freiheitlichen. Ma che senso avrebbe ridurre oggi del 20% e riavere la stessa cifra fra 5 anni. Meglio bloccare gli aumenti». Tommasini, inoltre, rispetto al tema «della riduzione dei costi della politica si dice favorevole a discutere il taglio del numero di consiglieri comunali a Bolzano e nelle città più grandi». La mozione dei Freiheitlichen che prevede un taglio delle indennità del 20% verrà messa ai voti stamani. Ma non ha molte chance di passare. «Meglio fare una riforma complessiva», dicono Rolle e Tommasini. E le opposizioni, da sempre critiche con l'Svp per non aver mai voluto prendere di petto la questione, non lesinano critiche. «Non è detto che l'inflazione aumenti — osserva Dello Sbarba— anzi, pare si vada verso un periodo di deflazione. Il problema però è un altro. Bisogna chiedersi che cosa dovranno fare i consiglieri in futuro. Il presidente Durnwalder e parte dell'Svp in realtà vogliono uccidere il consiglio, degradandolo ad una sorta di club dopolavoristico in cui si viene a parlare, ma in realtà decide tutto la giunta. Di qui l'idea dei gettoni di presenza. Noi, invece, riteniamo che i consiglieri debbano poter svolgere il ruolo a tempo pieno, perché crediamo nel ruolo della politica. Ma siamo disposti a ridurre le indennità del 30%. Quando un politico guadagna 3.500 euro è più che sufficiente». Maurizio Vezzali del Pdl afferma: «Mi sembra un po' poco prevedere solo il blocco degli aumenti. Ma oggi un collega mi ha fatto riflettere su un punto. Tutti i soldi che noi risparmiamo chi li tiene? La Provincia, che continua a spenderli come vuole? Se è così allora dico: riduciamo gli stipendi ma creiamo un fondo in modo da assegnare i soldi risparmiati ad opere che servono realmente ». Fabio Gobbato Compatti I consiglieri provinciali della Svp durante una votazione per alzata di mano

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Caro Gervaso, come, a suo tempo, documentarono con coraggio Mario Cervi e Nicola Porro in... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il" del 04-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Mercoledì 04 Febbraio 2009 Chiudi Caro Gervaso, come, a suo tempo, documentarono con coraggio Mario Cervi e Nicola Porro in un volume che ha avuto molta fortuna, ma non quanta ne avrebbe meritata, siamo un Paese di spreconi. Io, che da trent'anni lavoro nella pubblica amministrazione, potrei confermare, fino all'ultima virgola, quello che i due giornalisti hanno scritto. Le domando: perché si dissipa con tanta facilità e impunità il bene più prezioso di un cittadino, il bene pubblico? Lei mi risponderà che in altri Paesi dell'Unione europea non ci si comporta meglio, ma questo non mi consola. Marcantonio Bassetti - Pavia Caro Bassetti, come lei sa, uno dei motti più consolanti del nostro popolo è "malcostume mezzo gaudio", coniato da quel grande umorista e mio indimenticabile amico che fu Marcello Marchesi. Se le cose nel nostro Paese vanno male, ce ne sono altri dove vanno peggio. Nel Vecchio Continente c'è chi si comporta meno virtuosamente di noi. Questo non giustifica le nostre dissipazioni e il nostro menefreghismo nei confronti dello Stato, di cui tutti siamo parte. Dovremmo sentirci in colpa e, invece, non ci facciamo caso, non ci preoccupiamo. I due eccellenti opinionisti Cervi e Porro, a suo tempo, non si accontentarono di mettere il dito sulla piaga, ma vi affondarono il bisturi. Prima di loro, la stessa operazione, con ben'altra spinta mediatica, fecero due giornalisti del Corriere della Sera, Stella e Rizzo, ma il risultato fu lo stesso. L'opinione pubblica s'indignò, i giornali in coro denunciarono l'imperante e imperversante malcostume, ma tutto finì lì. Come, in Italia, finiscono le iniziative che dovrebbero continuare e cambiare qualcosa. A cominciare dalle riforme, di cui tanto si parla e i di cui nostri amministratori allegramente s'infischiano, limitandosi a strombazzarle. Nulla da noi è più resistente, perché più torpido e insensibile della burocrazia. Nessun muro è più di gomma di quello degli amministratori pubblici, che, con poche eccezioni, fingono di fare quello che non hanno alcuna voglia di fare e che non faranno mai, con buona pace del ministro Brunetta, il quale non ha ancora capito che l'Italia non è la Svezia né la Danimarca né la Svizzera. In nessun Paese a democrazia avanzata scoppiano tante bufere che finiscono in un bicchier d'acqua. Chi sta in alto "prende atto", minaccia e indaga. Qualcuno, ogni tanto, paga, ma solo qualcuno e solo ogni tanto. Le tempeste, prima o poi passano. L'importante, quando si scatenano, ripararsi, proteggersi e abbozzare. Ecco perché la nostra burocrazia è un muro di gomma, che nessuno riuscirà a sfondare, nemmeno a cannonate. E la politica? Ufficialmente, scoperta la magagna, dice, anzi proclama che correrà ai ripari, che certe cose non succederanno più, che finalmente (scusate l'espressione) si volterà pagina. Il bello è che ci sono gonzi che ci credono e votano per il partito o lo schieramento paladini del ripulisti. È una triste verità, ma sono proprio le tristi verità che vanno dette fuori dai denti se vogliamo uscire dalla palude in cui ci dibattiamo e se non vogliamo essere investiti dal tanfo che i suoi miasmi emanano. Il j'accuse di Cervi e Porro, quando uscì, lo lessi con profitto e rabbia, ma senza stupore. Che aria tirasse nella nostra pubblica amministrazione lo sapevo da un pezzo, ma non lo sapevo nei dettagli, come nei dettagli non conoscevo tante inveterate magagne e tanti scandalosi privilegi della politica e delle istituzioni che la rappresentano, a cominciare da quelle parlamentari. Caro Bassetti, quanto costa la politica ai cittadini? Spari una cifra. Anzi, per farla breve, la sparo io, o, piuttosto, la Confindustria, che la sa più lunga di me e di lei: "quattro miliardi di euro l'anno", cioè, ottomila miliardi di vecchie lire. Il ministero dell'Agricoltura, abolito da un referendum, ma solo sulla carta, si chiama oggi ministero per le Politiche agricole. Lo sa quante leggi ci sono in Italia? Non lo può sapere. Come non lo sa nessuno, nemmeno i legislatori. Secondo alcuni, i più pessimisti, duecentomila. Secondo altri, i più ottimisti, centomila. Facciamo centocinquantamila e, forse, siamo nel giusto. Il bello, un bello tragico, è che gli italiani formalmente sono tenuti a conoscerle. Lo sa quanto costano le uniformi dei commessi del Senato che, fino a prova contraria, non sono dei visir? Quasi duemila euro annui all'anno pro capite: "Ossia scrivono Cervi e Porro quanto un cittadino di modesto reddito spende per vestire tutta la famiglia". E lo sa che gli stipendi dei presidenti della Cassazione, cui le indennità parlamentari vengono rapportate, sono stati "alzati"? Che fare? Se le rispondessi: niente, sarei un qualunquista. Se le dicessi che l'attuale governo porrà fine a questo inverecondo andazzo sarei un bugiardo. Un bugiardo o un illuso. atupertu@ilmessaggero.it

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I sette consiglieri provinciali del Pd (Margherita Cogo, Bruno Dorigatti, Gianni Kessler, Mattia Civico, Luca Zeni, Michele Nardelli, Sara Ferrari) e i tre assessori dello stesso p (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 04-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

I sette consiglieri provinciali del Pd (Margherita Cogo, Bruno Dorigatti, Gianni Kessler, Mattia Civico, Luca Zeni, Michele Nardelli, Sara Ferrari) e i tre assessori dello stesso partito (Alberto Pacher, Marta Dalmaso, Alessandro Olivi) hanno deciso ieri di rinunciare all'aumento di 302,23 euro lordi mensili di indennità scattato per ciascun consigliere dal primo gennaio in virtù di un meccanismo automatico previsto dalla legge regionale che rivaluta ogni anno l'indennità ma anche i vitalizi degli ex consiglieri in base all'indice Istat I sette consiglieri provinciali del Pd (Margherita Cogo, Bruno Dorigatti, Gianni Kessler, Mattia Civico, Luca Zeni, Michele Nardelli, Sara Ferrari) e i tre assessori dello stesso partito (Alberto Pacher, Marta Dalmaso, Alessandro Olivi) hanno deciso ieri di rinunciare all'aumento di 302,23 euro lordi mensili di indennità scattato per ciascun consigliere dal primo gennaio in virtù di un meccanismo automatico previsto dalla legge regionale che rivaluta ogni anno l'indennità ma anche i vitalizi degli ex consiglieri in base all'indice Istat. Lo destineranno a un fondo di solidarietà, raccogliendo così il suggerimento lanciato nei giorni scorsi dal direttore dell' Adige , Pierangelo Giovanetti in un editoriale. L'indennità dei consiglieri regionali-provinciali ha raggiunto da gennaio la cifra di 14.359,49 euro lordi al mese. «Destineremo queste somme - spiega la capogruppo provinciale del Pd, Margherita Cogo, - a un fondo specifico. Intanto, predisponiamo il disegno di legge per la modifica della legge in modo da eliminare l'automatismo dell'aumento. Da parte della Svp abbiamo già trovato la disponibilità a sostenere la nostra proposta e dunque siamo fiduciosi che si possa arrivare in tempi rapidi a una modifica». Il gruppo del Pd ha per altro già depositato, come primo atto politico della legislatura, una mozione in consiglio regionale, in cui si richiede proprio l'impegno a modificare la legge e che verrà discusso in aula nel primo consiglio utile. «Non abbiamo ancora deciso - aggiunge il consigliere provinciale Bruno Dorigatti, tra i più sensibili al tema dei costi della politica, - a chi destinare questo fondo, ma stiamo pensando a chi è più colpito dalla crisi economica. Nei giorni scorsi ci sono state diverse proposte di intervento per tagliare i costi della politica da parte delle varie forze politiche, ma non vorrei che ci fosse qualcuno che vuole alzare l'asticella per non arrivare alla fine a nessuna modifica della legge oppure per separare il trattamento economico dei consiglieri trentini da quelli altoatesini. Per questo, ritengo importante che per cominciare si punti all'approvazione di questa modifica della legge, per eliminare l'aumento automatico, poi se ci saranno altre sollecitazioni si valuteranno insieme». «So già - prosegue Dorigatti - che ci sarà chi è pronto a gridare alla demagogia rispetto al nostro gesto di rinunciare all'indennità, ma facciano pure. Noi abbiamo ritenuto che in un momento così difficile per via della crisi economica, non potevamo fare finta di niente». Tra le altre proposte emerse nei giorni scorsi per ridurre i costi della politica vi è quella della Lega nord, che prevede di eliminare la percentuale aggiuntiva di indennità che spetta a chi riveste una carica ulteriore oltre a quella di consigliere come il presidente e vicepresidente del consiglio provinciale e del consiglio regionale, i segretari questori, ma anche gli assessori provinciali e regionali. Il presidente del consiglio provinciale Giovanni Kessler ha invece proposto all'ufficio di presidenza di tagliare del 30% gli aumenti previsti dal regolamento per chi fa parte dell'ufficio di presidenza del consiglio provinciale (il presidente oggi prende 21.539 euro lordi al mese, il vice 17.949 euro e i segretari questori 16.153). Il Pdl rilancia la proposta di modificare la legge elettorale che prevede che i consiglieri che diventano assessori debbano lasciare il consiglio e a loro subentra il primo dei non eletti, aumentando così il numero di coloro che ricevono le indennità. Infine, i Freiheitlichen puntano a una riduzione del 20% delle attuali indennità dei consiglieri. L.P. 04/02/2009

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<Tagliamo il numero dei consiglieri comunali> (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 04-02-2009)

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costi della politica La proposta di Anderle (Upt) «Tagliamo il numero dei consiglieri comunali» Sempre in tema di riduzione dei costi della politica interviene anche Renzo Anderle, consigliere provinciale dell'Upt nonché ex presidente del Consorzio dei comuni, per sostenere la proposta del taglio del numero dei consiglieri comunali lanciata in questi giorni dalla Svp e dal Consorzio dei comuni di Bolzano. «In Trentino - scrive Anderle in una nota - il Consorzio dei comuni aveva affrontato la questione trovando diffuse condivisioni sia nelle grandi realtà come in quelle più ridotte. Questo sembra il momento migliore per la ripresa del ragionamento politico». «Questa ipotesi - continua Anderle - spinge soprattutto in direzione di un più diffuso coinvolgimento dei singoli componenti del consiglio comunale anche ripensando all'obbligo di dimissioni del consigliere nominato assessore, nei comuni medio-grandi, tornando a uno status ante, non moltiplicatore di ruoli istituzionali». 04/02/2009

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Quei manager che si tagliano lo stipendio. (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 04-02-2009)

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Dopo lo scandalo dei bonus da 18 miliardi distribuiti ai manager dalle banche americane salvate dallo Stato, Obama corre ai ripari: oggi annuncia una norma che impone un limite di 500mila dollari agli stipendi dei dirigenti delle società che beneficiano dei sussidi pubblici. Bene, è un passo nella giusta direzione. Tuttavia, mi chiedo: i 18 miliardi rappresentano un abuso colossale e una distorsione di fondi pubblici: perchè Obama non ne pretende la restituzione? Se lo avesse fatto sarebbe stato davvero credibile, in questo modo invece premia la casta, legalizza l'ultima rapina. E invece in un frangente di crisi come questo sarebbe stato necessario un segnale molto più forte che, evidentemente, Obama non può permettersi. Segnali che invece giungono da alcune aziende private. In Giappone, ad esempio, i manager di alcune grandi società in difficoltà si sono ridotti del 30% lo stipendio. Lo stesso è avvenuto in Italia, nel mio mondo, quello dell'editoria. Il gruppo del Sole 24 Ore ha appena inviato una lettera a tutti i collaboratori in cui annuncia una riduzione dei compensi del 25% per fare fronte a quella che definisce la "Grande Crisi". La lettera è firmata dal direttore Ferruccio de Bortoli e dall'amministratore delegato Claudio Calabi, che hanno dato l'esempio riducendosi di un quarto lo stipendio. Che differenza rispetto ai banchieri di Wall Street! Questa è la strada giusta: se i tempi sono duri, lo sono per tutti. Ed è il capo che mostra la via assumendosi in prima persona i sacrifici richiesti. Io lo chiamo capitalismo responsabile e mi piace moltissimo. Scritto in economia, società, era obama, globalizzazione, democrazia, Italia, notizie nascoste, giornalismo Non commentato » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Feb 09 Ecco perché il clandestino in realtà non viene espulso Sul Giornale di ieri Stefano Zurlo ha scritto un bell'articolo, in cui racconta che cosa accade agli irregolari che vengono arrestati. Mi ha colpito questo passaggio: "È un meccanismo davvero surreale. Il clandestino viene espulso; non se ne va o torna di nascosto nel nostro Paese e allora scatta, obbligatorio, l'arresto. Ma i processi, di media, sono catene di montaggio delle scarcerazioni: l'imputato esce, in attesa del verdetto, e tanti saluti. Oppure, se la sentenza arriva di volata, viene condannato, ad una pena di 6-8-10 mesi. E subito dopo rimesso in libertà. Come è normale quando la pena è inferiore ai due anni. Insomma, l'irregolare viene afferrato dalla legge e dalla legge riconsegnato alla sua vita invisibile. Con una postilla: se lo acciufferanno di nuovo, sempre senza documenti, non potranno più processarlo: non si può giudicare due volte una persona per lo stesso reato". Se questa è la realtà, e non dubito che lo sia, la lotta ai clandestini è assolutamente inutile. Continueranno ad arrivare, sempre più numerosi, proprio perché è garantita l'impunità. E allora è necessario correre ai ripari, varando norme che non permettano la scarcerazione in attesa del processo e, come ho già scritto, che rendano obbligatorio il rilevamento, oltre delle impronte digitali, dell'iride dell'occhio. Solo così l'Italia può assumere una credibilità che oggi non ha. L'alternativa è che l'Italia si trasformi non in una società tendenzialmente multietnica, ma in un Paese anarchico con profonde ingiustizie sociali e un razzismo diffuso. Non c'è più tempo da perdere: tocca al governo di centrodestra proporre misure concrete. E al centrosinistra moderato di Veltroni sostenerle con spirito bipartisan. Perché il problema degli immigrati non ha più colore politico ma è sentito, con angoscia, dalla stragrande maggioranza degli italiani, compresi i progressisti. O no? Scritto in società, globalizzazione, democrazia, Italia, immigrazione Commenti ( 56 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Jan 09 La casta di Wall Street? Continua ad arricchirsi. Negli ultimi giorni mi sono occupato nuovamente della casta dei banchieri, che ha inguaiato il mondo. Ho scoperto alcuni dettagli interessanti, ad esempio, che l'ex numero uno di Lehman Brothers, ha venduto la sua lussuosa residenza in Florida, stimata 14 milioni di dollari. Il prezzo? Cento dollari. Chi l'ha comprata? La moglie. E così si cautela contro eventuali creditori. Ipotesi peraltro remota, perché le leggi americane offrono ampie protezioni ai banchieri protagonisti della truffa del secolo. I protagonisti del disastro finanziario passano le loro giornate a giocare, a golf, bridge, cricket. E quelli che non si sono ritirati continuano ad arricchirsi. Nel 2008, mentre le loro società venivano salvate dal fallimento, i manager delle banche si sono accordati bonus per 18,4 miliardi di dollari, come spiego in un editoriale, nel quale pongo una domanda a questo punto fondamentale: è giusto salvare le banche se la casta non viene smantellata? Tremonti dice: a casa o in galera. Sono d'accordo con lui. Se il capitalismo vuole risorgere deve riscoprire una virtù indispensabile, quella della responsabilità individuale. E fare piazza pulita. Scritto in società, era obama, economia, globalizzazione, notizie nascoste, democrazia, gli usa e il mondo Commenti ( 72 ) » (6 voti, il voto medio è: 2.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Jan 09 Immigrazione, stiamo sbagliando (quasi) tutto? I fatti degli ultimi giorni hanno riportato alla ribalta la questione degli immigrati. Ne traggo tre riflessioni. 1) La crisi economica renderà ancora più acuto il problema dell'immigrazione all'interno della Ue. Romania e Bulgaria sono già in forte crisi economica e non mi stupirebbe se nei prossimi mesi aumentasse il numero di cittadini di questi Paesi che cerca fortuna nei Paesi europei ricchi; che, però, come ben sappiamo, non sono risparmiati dalla recessione. Rumeni, bulgari verranno qui ma non troveranno lavoro e molti di quelli che già abitano in Italia lo perderanno. La situazione rischia di diventare rapidamente esplosiva: povertà, indegenza, disperazione, dunque probabile aumento della delinquenza spicciola e molto potenziale manodopera per la malavita e per gli imprenditori italiani schiavisti (che esistono e vanno combattuti energicamente) . Tutto questo alimenterà il razzismo e l'incomprensione reciproca. Occorre che l'Unione europea prenda iniziative straordinarie per limitare la libertà di circolazione delle persone, anche ripristinando, transitoriamente i visti. 2) L'immigrazione extra Ue non si combatte solo alzando barriere, che in realtà servono a poco, perchè, come ha dimostrato l'ultimi rapporto della Fondazione Ismu, dei 450 mila stranieri che arrivano illegalmente, solo 120mila attraversano il Mediterraneo. Gli altri sbarcano con un visto regolare (di studio, turistico o per lavori stagionali) e si danno alla macchia. Come si combatte questo fenomeno? Imitando gli americani: che prendono la foto e le impronte digitali a tutti i visitatori, In tal modo (magari anche con il controllo dell'iride) si creerebbe una banca dati europea che rende facilmente identificabili i clandestini. 3) Gli immigrati non partono spinti solo dalla povertà, ma anche - anzi, soprattutto - per inseguire il mito di un'Europa Eldorado, come ho spiegato in questa analisi. Il mito non viene mai scalfito dai media nè nè dalla sociteà africana, che anzi continu ad alimentarlo. «Gli africani quando partono non immaginano che fuori possa fare più freddo che dentro un frigorifero», mi ha detto Gustave Prosper Sanvee, direttore della tv cattolica del Togo. Dunque se vogliamo limitare le partenze è necessario che gli immigrati sappiano che l'Europa non è un paradiso, ma spesso un purgatorio fatto di stenti, sofferenza, spesso umiliazioni e che ci ce la fa deve rispettare regole sociali e di convivenza che sono molto diverse da quelle africane. Ma per raggiungere questo obiettivo è necessario che l'Europa promuova una politica di comunicazione mirata alle popolazioni Africane, che oggi è inesistente. Da qui la mia riflessione: perché non provare un approccio diverso sull'immigrazione? Ho l'impressione che le misure tentate non abbiano prodotto gli effetti sperati e siano destinate al fallimento anche in futuro. In altre parole, l'Italia e l'Europa stanno sbagliando (quasi) tutto. O no? Scritto in società, europa, globalizzazione, immigrazione Commenti ( 72 ) » (5 voti, il voto medio è: 3.4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jan 09 Resa dei conti tra la Cina e gli Usa? Il sito del Giornale nelle ultime 48 ore ha dovuto affrontare la migrazione da un provider a un altro e dunque anche l'accesso al blog è stato difficile, soprattutto in certe zone d'Italia. Mi scuso per questo inconveniente, ora risolto. Negli ultimi due giorni sul Giornale ho scritto ancora di Obama, che ha litigato con il Vaticano sull'aborto e per la prima volta ha avuto qualche screzio con la stampa americana, finora notoriamente compiacente. I giornalisti Usa tra l'altro si sono accorti che un lobbista dell'industria delle armi è stato nominato numero due del Pentagono, vicenda di cui abbiamo già parlato nei giorni scorsi su questo blog. Era ora. Ma la notizia più significativa riguarda la Cina, sebbene non abbia avuto molto rilievo sui giornali italiani. E' accaduto questo: il segretario al Tesoro Timothy Geithner che giovedì, durante le audizioni alla Commissione finanze del Senato, aveva accusato Pechino di «manipolare le quotazioni dello yuan per ottenre scorrettamente vantaggi commerciali», aprendo di fatto l'iter che, in base a una legge del 1988, permetterebbe al governo americano di imporre sanzioni ovvero barriere tariffarie. La Cina ha risposto smentendo le accuse, mentre il ministro degli Esteri di Pechino ha chiamato Hillary Clinton ammonendola a non compiere passi falsi. Perchè questo screzio? I fattori di attrito sono diversi, ma a mio giudizio ne prevale uno: quello del debito americano. La Cina è da qualche anno il primo sottoscrittore al mondo di Buono del tesoro Usa, ma una decina di giorni fa ha annunciato che intende ridurre il proprio impegno e usare una parte delle risorse per rilanciare l'economia interna. L'America, però, non può permetterlo; anzi, visto che il suo deficit pubblico quest'anno triplicherà, vorrebbe che Pechino aumentasse gli acquisti di Treasury. L'affondo di Geithner ha l'aria di un monito ai cinesi: se Pechino non si ricrede, Washington si vendicherà alzando le barriere doganali; dunque rendendo impervio l'accesso a un mercato che rappresenta il principale sbocco ai beni «made in China». Si scatenerebbe una guerra commerciale e finanziaria da cui usciremmo tutti perdenti. Lo spettro è quello di un dollaro in caduta libera e di una Cina in profonda depressione, che aggraverebbe la crisi dell'economia mondiale. Domanda: lo scenario è credibile? Ragionavolmente uno scontro non conviene a nessuno e pertanto dovrebbe prevalere la ragionevolezza. Fino a quando la Cina, che secondo alcuni economisti sarebbe già in depressione, è disposta a usare le proprie risorse per finanziare il deficit americano? E Obama è in grado di gestire con saggezza rapporti delicati e cruciali come questi? Scritto in economia, era obama, globalizzazione, notizie nascoste, cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) » (8 voti, il voto medio è: 3.25 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Jan 09 Basta torture. Bravo Obama, ma come la mettiamo con l'Iran? "L'America non tortura", ha dichiarato ieri Obama rinfrancando chi ha sempre visto nell'America un baluardo di civiltà, saldamente ancorato ai valori della democrazia e della Costituzione. Quell'America è tornata. Bravo Obama, ma McCain, se avesse vinto, avrebbe fatto altrettanto. Entrambi sono convinti che la guerra al terrorismo non possa essere condotta violando i principi che l'America ha sempre proclamato di rispettare, proponendosi pertanto come un modello virtuoso per gli altri Paesi. La stragrande maggioranza dei detenuti di Guantanamo è risultata innocente, ma per molti mesi ha vissuto in condizioni orribili, da lager sovietico, senza assistenza legale, per molto tempo senza nemmeno il monitoraggio della Croce Rossa. Segregati, senza colpa. E nelle prigioni segrete della Cia è successo di tutto: sevizie orribili, alcuni prigionieri sono spariti nel nulla. Ma quanti di loro erano terroristi? Pochi. Obama (e McCain) sono convinti che la guerra ad Al Qaida debba essere risoluta ed energica, ma senza ricorrere a metodi tipici di una dittatura e non di una grande democrazia. La chiusura di Guantanamo e delle prigioni Cia ha anche una valenza politica, perché rafforza e precisa il messaggio di apertura al mondo arabo e all'Iran, con cui la Casa Bianca è pronta ad avviare "negoziati diretti senza precondizioni", come spiego in questo articolo, mentre si rafforzano i segnali di un raffreddamento dei rapporti con Israele (anticipati su questo blog il 14 gennaio). Ieri ho parlato con alcuni esperti di Washington e, off the record, una fonte qualificata del governo americano mi ha fatto notare che Obama nel suo discorso di insediamento non ha citato Israele. E chi è il primo leader straniero con cui Barack ha parlato? Il palestinese Abu Mazen. Basta torture ed è un bene; ma anche meno Israele e più Iran, rapporti ancora più stretti con le potenze del Golfo persico e dunque mano tesa all'Islam fondamentalista sia sunnita che sciita. Scelta strategica lungimirante o clamoroso errore che contraddice i valori degli Usa, premiando regimi come l'Iran e l'Arabia Saudita che calpestano i diritti umani? Scritto in israele, era obama, democrazia, medio oriente, gli usa e il mondo, islam Commenti ( 103 ) » (7 voti, il voto medio è: 2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Jan 09 Ha ragione Tremonti: bisogna scegliere chi salvare. Le borse crollano, ci risiamo.. ma perchè? Colpa di Obama, come qualcuno ha suggerito sui giornali? No, i mercati finanziari scendono perchè temono che nemmeno Obama, nonostante gli interventi promessi, possa risollevare l'economia, perlomeno non i tempi brevi. Nonostante i ribassi di Piazza Affari e l'entità del debito pubblico, l'Italia è in una posizione più favorevole rispetto ad altri Paesi, come ha spiegato uno dei nostri economisti più brillanti Marco Fortis, in un'intervista a Rodolfo Parietti. Ma la crisi è globale e da sola l'Italia non ce la può fare. E allora bisogna capirne le ragioni e le dinamiche. Un giornalista del Corriere del Ticino, Alfonso Tuor, da tempo si segnala per la precisione e la lungimiranza delle sue analisi. Venerdì scorso, dunque prima del capitombolo di Wall Street, ha pubblicato un editoriale in cui spiega che cosa sta accadendo. La sua è una visione "tremontiana" e la ritengo assai convincente. Ecco i passaggi più significativi del suo articolo: Concluso il periodo delle ferie natalizie, è tornato alla ribalta il problema centrale di questa crisi: lo stato comatoso del settore finanziario. Infatti non vi sono miglioramenti delle condizioni di salute del sistema bancario, nonostante le ricapitalizzazioni degli istituti di credito americani ed europei operate dagli Stati e i continui interventi delle banche centrali. (.)Lo stesso presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha dovuto ammettere che non vi è alcuna speranza di uscire da questa crisi se non si risana il sistema bancario. Bernanke ha addirittura precisato che risulterà insufficiente anche il pacchetto fiscale di Obama da 800 miliardi di dollari. (.) Il motivo è semplice. La crisi finanziaria ha già investito l'economia reale. Le industrie europee, americane e di altri continenti si trovano strette in una tenaglia: da un canto, i fatturati diminuiscono rapidamente (in alcuni rami si registrano contrazioni del 30%) e, dall'altra, l'accesso al credito è chiuso, poiché il sistema bancario è riluttante a concedere nuovi crediti, oppure è estremamente oneroso, con tassi di interesse molto elevati nonostante il ribasso del costo del denaro attuato dalle banche centrali. La conseguenza è un circolo vizioso: la recessione produce nuove sofferenze che aggravano la crisi bancaria, le banche concedono meno prestiti rendendo più profonda la recessione e così via. In pratica, il settore bancario non svolge più (non concedendo crediti) il suo ruolo di trasmissione degli impulsi di politica monetaria. Quindi, anche il taglio dei tassi europei riduce i costi di rifinanziamento delle banche, ma ha scarsa o nessuna influenza sull'accesso e sul costo del credito delle imprese industriali. Ora, l'oligarchia finanziaria che ha causato questa crisi, con l'autorevole sostegno della Federal Reserve, sostiene una tesi semplice: non si può uscire dalla crisi, se prima gli Stati non risanano il sistema bancario. Questa tesi, apparentemente seduttiva, dimentica di esplicitare i costi enormi di questo salvataggio. Un'idea della grandezza dei capitali necessari la si può ricavare dalle migliaia di miliardi finora spesi da Stati e da banche centrali senza ottenere alcun risultato apprezzabile. Negli Stati Uniti si sono già spesi 8.000 miliardi di dollari, nell'Unione Europea la cifra è di poco inferiore. Per risanare i catastrofici bilanci delle grandi banche occorrerebbero altre migliaia di miliardi. Se non si crede alla teoria che i soldi possano essere stampati all'infinito senza alcuna conseguenza negativa, bisogna concludere che i governi devono scegliere chi aiutare, poiché non hanno le risorse finanziarie per salvare sia le famiglie sia le imprese sia le banche. È quanto ha deto recentemente il ministro italiano Giulio Tremonti, il quale teme che il tentativo di salvare tutti farà sì che non si riuscirà ad aiutare nessuno e si provocherà unicamente un ulteriore peggioramento della crisi. Come sostiene Tremonti, bisogna ammettere realisticamente che si può salvare solo la parte buona del sistema bancario e concentrare le risorse per rilanciare l'economia, per difendere l'occupazione e il sistema industriale. Per essere più chiari, fino a quando non si cominceranno a fare queste scelte non vi è alcuna possibilità che si esca veramente dalla crisi. Il costo di salvare tutto e tutti rischia di essere tale da incrinare la fiducia nei titoli con cui gli Stati finanziano i loro disavanzi pubblici e nelle stesse monete. A questo riguardo già si cominciano ad avvertire alcuni segnali preoccupanti. (.) In attesa che le élites politiche si affranchino dallo stato di dipendenza nei confronti dell'oligarchia finanziaria, saremo costretti a confrontarci con l'aggravarsi della recessione, con continui interventi miliardari per salvare le banche e pacchetti di rilancio che non produrranno gli effetti desiderati, ma solo un sollievo temporaneo. Insomma, continueremo ad assistere al peggioramento della crisi. Domanda: Tuor ha ragione ? E' possibile salvare solo alcune banche mantenendo la funzionalità del sistema finanziario? Scritto in società, economia, europa, globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 26 ) » (6 voti, il voto medio è: 3.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Jan 09 Obama, l'uomo del Pentagono (e di Wall Street) Obama sarà davvero un riformatore? Più passa il tempo e più sono convinto di no. Sta diventando l'uomo dell'establishment ovvero di quel mondo che in campagna elettorale aveva promesso di cambiare. "Yes we can", ("sì, si può fare") e "Change we can believe in" (il cambiamento in cui credere) sono più che mai slogan retorici e dunque vuoti. E per averne conferma basta scorrere l'elenco dei ministri e dei consiglieri. Facce nuove? Pochissime, sono quasi tutti ex collaboratori di Bill Clinton e quasi tutti legati a interessi particolari, soprattutto in due campi: finanza e difesa. Come fa Obama a riformare il sistema finanziario se affida il Tesoro a Geithner e sceglie come superconsigliere Summers ovvero due pupilli del presidente di Citigroup ed ex ministro del tesoro Rubin? Non scordiamocelo: fu Rubin ad avviare il processo di deregolamentazione dei mercati finanziari che è all'origine dell'attuale recessione. E negli ultimi mesi dietro le quinte è stato lui a manovrare con lo stesso Obama e con Bush per ottenere gli aiuti multimilardari al settore e in particolare i miliardi necessari per salvare la stessa Citigroup. Che credibilità ha un presidente che conferma alla guida del Pentagono Robert Gates, il ministro di Bush, e, soprattutto, che nomina suo vice William Lynn? Voi direte: e chi è Lynn? E' uno dei più noti lobbisti dell'industria delle armi e al Pentagono è stato incaricato di presiedere il comitato per. gli acquisti di armamenti. ma la gente non lo sa: perchè i grandi media americani questa notizia l'hanno data in breve o non l'hanno pubblicata affatto. E' così che Obama intende combattere la corruzione e gli interessi particolari? Temo che una certa Washington abbia già inghiottito Barack.. o sbaglio? Scritto in democrazia, notizie nascoste, presidenziali usa, gli usa e il mondo Commenti ( 94 ) » (7 voti, il voto medio è: 3.57 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Jan 09 Preghiera islamica anche al Colosseo. Ora basta Riepiloghiamo: il 6 gennaio gli islamici hanno pregato contemporaneamente a Milano di fronte al Duomo e a Bologna in piazza Maggiore davanti alla Chiesa di San Petronio. Il 10 gennaio nuova preghiera a Milano di fronte alla Stazione centrale. Ieri gli islamici hanno conquistato il piazzale di fronte al Colosseo, mentre a Bologna la questura ha vietato un'altra preghiera in pubblico prevista per il 24 gennaio. Mi spiace di dover proporre nel giro di pochi giorni il terzo post sullo stesso tema, ma non posso esimermi: questi fatti dimostrano che si tratta non di iniziative estemporanee, ma di provocazioni nell'ambito di una precisa strategia da parte dei fondamentalisti islamici sunniti che si riconoscono nell'Ucoii e dunque nei Fratelli musulmani. Con questa gente non si scherza. Nelle prossime settimane capiremo qual è il loro obiettivo finale, ma sin d'ora è chiaro che vogliono da un lato intimidire i musulmani moderati assumendo la guida di tutti i movimenti islamici in Italia, dall'altro dimostrare agli italiani, laici e cattolici, di essere in grado di occupare i luoghi più significativi delle nostre città, sfidando le leggi, i nostri valori e il buon senso. Non rispettano, non vogliono rispettare; abusano dell'ospitalità ricevuta. Ed è più che mai urgente una risposta ferma, autorevole da parte dello Stato, della società civile e della Chiesa. Resto convinto che i seguaci dell'Ucoii e di un Islam involuto e antimoderano siano una piccola minoranza tra i musulmani presenti nel nostro Paese. Ma con questi fanatici non ci può essere dialogo: l'Italia non ha bisogno di loro. E occorre che lo sappiano subito. Non c'è più tempo, non si può aspettare. Scritto in società, democrazia, Italia, immigrazione, islam Commenti ( 110 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Jan 09 Battisti libero grazie a Carla Bruni. Ci risiamo. Dopo aver salvato la brigatista Marina Petrella, Carla Bruni in Srakozy avrebbe avuto un ruolo decisivo nel convincere il Brasile a non concedere all'Italia l'estradizione del terrorista Battisti. Lo scrivono i giornali brasiliani, ricordando che la coppia presidenziale francese ha trascorso le vacanze natalizie in Brasile, durante le quali ha incontrato il presidente Lula, inducendolo al dietro-front. Poco fa l'Eliso ha smentito, ma l'avvocato di Battisti, Eric Turon conferma: «Il presidente Sarkozy ha accettato di organizzare una riunione con il segretario nazionale della giustizia brasiliana, Romeu Tuma Jr, colloquio grazie al quale Battisti ha ottenuto lo status di rifugiato politico», ha detto al quotidiano Folha de S.Paulo. Insomma, il sospetto è fondato. Lo schema ormai è noto: lei ammalia, lui esegue. Diabolica, inqualificabile, pericolosissima Carlà. C'è ancora qualcuno disposto a cantarne le lodi? PS Segnalo questo godibilissimo pezzo di Stenio Solinas. Scritto in democrazia, Italia, francia Commenti ( 58 ) » (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (16) democrazia (50) economia (21) era obama (4) europa (9) francia (20) germania (3) giornalismo (43) gli usa e il mondo (50) globalizzazione (31) immigrazione (37) islam (18) israele (1) Italia (140) medio oriente (12) notizie nascoste (37) presidenziali usa (22) russia (13) sindacati (1) società (10) svizzera (4) turchia (12) Varie (16) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Difatti, appunto maristaurru, e proprio così, hai ragione. Salutonen. Ultime news An error has occured; the feed is probably down. Try again later. Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog di Marista Urru il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli, socialismo liberale Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Orientalia 4 all Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. Gatti, tutto per capire le insidie della droga Italiani per Ron Paul, un bel blog sulle elezioni Usa USI, Università della Svizzera Italiana Siti di Informazione Comincialitalia, il primo quotidiano italiano dei cittadini il blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di Fausto Biloslavo il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista inglese La zanzara di Cruciani - Radio 24 Osservatorio Europeo di Giornalismo Prima Pagina, la rassegna stampa di Radio 3 Sito web ilGiornale.it February 2009 M T W T F S S « Jan 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 Archivio dei post February 2009 (2) January 2009 (14) December 2008 (11) November 2008 (10) October 2008 (13) September 2008 (13) August 2008 (9) July 2008 (6) June 2008 (11) May 2008 (8) April 2008 (14) March 2008 (16) February 2008 (14) January 2008 (15) December 2007 (14) November 2007 (21) October 2007 (24) September 2007 (24) August 2007 (32) July 2007 (15) Trackback recenti Dall'America una cura forte per l'editoria: Orientalia4All Haramlik: E per smettere di fumare, una bella Cristoterapia Il Blog di Marcello Foa: Attenti, in Veneto è iniziata la rivolta dei comuni I più votati Ancora su Vasco Rossi e la droga - 54 Votes Una vita meritocratica... - 34 Votes I mutui subprime, la frode della Casta delle banche - 24 Votes Petrolio, libero mercato o libera speculazione? - 20 Votes E la sicurezza? 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DEPOSITATA IERI ALLA SEGRETERIA DEL CONSIGLIO COMUNALE LA PROPOSTA DI DELIBERA PER L'ISTITUZION... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 04-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Depositata ieri alla segreteria del Consiglio comunale la proposta di delibera per l'istituzione dell'«Anagrafe pubblica degli eletti del Comune». La proposta è firmata dal presidente del Consiglio Leonardo Impegno, dai due vicepresidenti, Vito Lupo e Vincenzo Moretto, e dal consigliere comunale Roberto De Masi. L'iniziativa non è piaciuta ai gruppi della sinistra: una decina di consiglieri comunali che fanno capo a Prc, Comunisti italiani, Verdi, Sinistra democratica e Sdi, ha chiesto l'azzeramento delle cariche del Consiglio. Nel mirino Leonardo Impegno. Perché? Il presidente ha firmato una delibera di proposta al consiglio di Roberto De Masi sull'anagrafe dei politici. Vale a dire rendere pubblici stipendi, gettoni di presenza e tutte le iniziative degli eletti e degli assessori. I gruppi della sinistra sostengono di non essere stati interpellati. Secca la risposta di De Masi e Impegno: «Ciascun consigliere ha il diritto di presentare iniziative, questa poi va nel segno della trasparenza, invitiamo invece i colleghi a firmarla».

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A inizio mandato il primo cittadino si era già ridotto l'indennità mensile: ora il taglio imposto è del trenta per cento (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 04-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

A inizio mandato il primo cittadino si era già ridotto l'indennità mensile: ora il taglio imposto è del trenta per cento Mercoledì 4 Febbraio 2009, Paese La forbice manovrata dal Patto di stabilità si abbatte sulla giunta Mardegan e taglia gli stipendi del sindaco e degli assessori. Dopo il blocco totale delle assunzioni, è questo il primo effetto concreto dello sforamento del Patto, per il secondo anno consecutivo, per uno strappo che nel 2008 dovrebbe aggirarsi attorno ai 5 milioni di euro. Così, attendendo anche il decurtamento dei trasferimenti statali, pari a circa cento mila euro, l'indennità lorda del sindaco Mardegan viene ridotta di circa 700 euro, passando da poco più di 2.300 a 1.626 euro al mese. Senza contare che a inizio mandato il primo cittadino si era già tagliato l'indennità mensile portandola da 3.100 ai 2.300 euro previsti appunto sino all'anno scorso. Il ridimensionamento degli stipendi riguarda anche tutti gli altri componenti della giunta. Il vicesindaco, Franco Pozzebon, oltre all'autodecuratazione del 10 per cento, vede passare la propria indennità mensile lorda da poco più di 1.500 a circa 1.100 euro, per un taglio di quasi 500 euro. E così via per tutti gli altri sei assessori. Per loro l'importo base mensile lordo a inizio mandato era di quasi 1.400 euro, diventati poco meno di 1.200 euro dopo il taglio autonomo del 10 per cento deciso dalla Giunta. E ora, con la riduzione imposta di un ulteriore 30 per cento, gli assessori incasseranno circa 830 euro al mese. Lo stesso discorso vale per il presidente del consiglio comunale, Martino De Marchi, esponente di Forza Italia. Dopo il taglio del 10 per cento, il Patto ridimensiona lo stipendio mensile lordo a circa 880 euro. "Il Comune non ha rispettato gli obiettivi posti dalle regole in materia di Patto di stabilità interno per l'anno 2008 - si legge nella delibera approvata da villa La Quiete - pertanto si deve procedere alla rideterminazione delle indennità spettanti ai membri della Giunta, operando una riduzione del 30 per cento rispetto all'ammontare del 30 giugno 2008". Infine, la sforbiciata riguarda anche il gettone di presenza dei consiglieri comunali. Già passato da 22 a 20 euro a seduta, l'obolo viene decurtato di altri sei euro, arrivando a quota 14 euro per ogni presenza in consiglio comunale. E così, in attesa di sapere se nei prossimi tempi il Comune riuscirà a far quadrare i conti, gli stipendi mozzati rimarranno validi sino alla fine dell'anno. Mauro Favaro

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