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Comune,
il consiglio in cifre ( da "Tirreno, Il"
del 03-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Una cifra
comprensiva dei gettoni di presenza per sedute e commissioni, alla quale vanno sommati i 29.450 euro di compenso del
presidente, Riccardo Montanini. Ventinove le sedute, la maglia nera delle assenza va a Franco Longa (gruppo misto). Mentre su 37
interrogazioni presentate, dieci sono rimaste senza risposta.
Consiglio
comunale: bilancio e presenze - donatella francesconi
( da "Tirreno,
Il" del 03-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Una cifra
comprensiva dei gettoni di presenza per sedute e commissioni, alla quale vanno sommati i 29.450 euro di compenso del
presidente del consiglio comunale, equiparato alla somma percepita da un
assessore. Lo scorso anno sono state 29 le sedute del consiglio, mentre 168 è
stato il numero delle volte in cui le sette commissioni comunali (sei hanno 7
membri e una,
Aimag,
i soldi per Michelini ( da "Gazzetta di Modena,La" del
03-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
si debbono
accontentare di un "gettone di presenza" di poche decine di euro a
seduta. A Giordano Corradini, infine, manager e segretario generale del Comune
di Carpi, per la sua duplice funzione di amministratore unico "pro
tempore" del Citer e della società Patrimonio Città di Carpi srl, nessun
compenso essendo questo ricompreso in quello omnicomprensivo di dirigente
municipale.
Contro
Grillo la congiura della stampa ( da "Opinione, L'"
del 03-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
interessarsi
delle partite Iva in favore dei gettoni di presenza. Bossi però in quei
frangenti dimostrò tutta l'intelligenza che Grillo non ha o non ha voluto
usare. Se ne guardava bene dall'attaccare l'intera categoria dei giornalisti. E
sì che all'inizio ne avrebbe avuto più di una ragione, c'era una gara al
bersaglio e il centro era lui.
COSMARI,
C'è L'INTESA. MA è POLEMICA ( da "Mattino, Il (Avellino)"
del 03-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: I nuovi consiglieri accetteranno l'indicazione
dell'assemblea di ottenere solo gettoni di presenza, mentre il presidente ed
vice si ridurranno l'indennità del 50%". L'assemblea, inoltre, confermerà
la necessità di garantire sostegno al capoluogo nel percorso per avviare la
raccolta differenziata. Qualche voce fuori dal coro non manca.
Giudizio
di legittimita' costituzionale in via principale. Regioni (in genere) - Norme
della Regione Abruzzo - Consiglieri regionali - Prevista corresponsione di una
somma mensile ( da "Gazzetta Ufficiale.it(Corte Costituzionale)" del
03-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
con una
riduzione del 10 per cento, delle indennita, dei gettoni di presenza e di tutte
le utilita, comunque denominate, spettanti, tra gli altri, ai consiglieri
regionali, enunciando cosi un principio fondamentale in materia di
coordinamento della finanza pubblica. Conseguentemente, a parere del
ricorrente, l'art.
''Più
mercato, più solidarietà'': le proposte di Legacoop
( da "Redattore
sociale" del
03-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
La riduzione
dei costi della politica "deve essere effettiva ed evidente, con la
soppressione di inutili sovrastrutture amministrative, la diminuzione del
numero dei rappresentanti, la limitazione dei finanziamenti ai gruppi politici,
l'allineamento di emolumenti e benefici ai parametri retributivi della funzione
pubblica". (DIRE).
La
sinistra in 14 punti ( da "Quotidiano.it, Il"
del 03-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
COSTI
POLITICA - Ridurre il numero di parlamentari e consiglieri regionali. La
retribuzione dei parlamentari non deve essere superiore a quella media dei loro
colleghi nei Paesi europei. Sottrarre per legge ai partiti le nomine, nella
Sanità come negli altri settori pubblici.
( da "Tirreno, Il" del
03-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Viareggio. 29
sedute, il meno presente è stato Franco Longa. Su 37 interrogazioni, 10 senza
risposta Comune, il consiglio in cifre Nel 2007 è costato 42mila euro, più
29mila al presidente VIAREGGIO. è costata 42.659,94
euro nel
( da "Tirreno, Il" del
03-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Viareggio Consiglio
comunale: bilancio e presenze Costa 42mila euro, più
il compenso del presidente. Il super assente nel 2007 è Longa DONATELLA
FRANCESCONI VIAREGGIO. è costata 42.659,94 euro nel
( da "Gazzetta di Modena,La"
del 03-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
All'anno 43mila euro
lordi E 18mila agli altri del cda LE INDENNITA' 'PUBBLICHE'
Come la prendereste se qualcuno affiggesse davanti la porta del condominio un
bell'elenco con gli stipendi lordi annui di tutti i condomini? Forse non
proprio benissimo e pensereste che, in fatto di privacy, ci sarebbe da ridire.
Ma per alcuni la pubblicazione dei compensi percepiti non è un fatto nuovo:
sono gli amministratori di società private che appartegono in realtà ad enti
pubblici. Una dozzina di privati amministratori che la prendono e la devono
prendere con filosofia. E che, a norma della più recente legge finanziaria
dello Stato, si vedono pubblicare all'Albo comunale quanto andranno a percepire
per la loro attività. Così si scopre di Massimo Michelini, presidente dell'Aimag
spa, la società di erogazione gas-acqua e igiene ambientale particolarmente
nell'occhio del ciclone in questo momento per il referendum proposto da un
comitato che si oppone alla sua ulteriore "privatizzazione". A
Michelini, dicevamo, vengono corrisposti compensi lordi annui pari a 42.896,52
Euro. E al suo vice, Giovanni Belluzzi, 24 mila euro mentre ai
consiglieri Ivano Mantovani (ex sindaco Ds di Concordia e ora
consigliere provinciale del Pd) Giorgio Strazzi e Giancarlo Palmieri, l'ex
assessore e vicesindaco di Carpi, 18 mila euro annui lordi ciascuno. "Sono stato a lungo assessore comunale - ammette Massimo
Michelini - il cui compenso è fissato per legge e non è un segreto per nessuno.
Non ho quindi particolari reazioni nel veder messo in piazza quanto percepisco
per il mio incarico di presidente dell'Aimag. Certo, un conto è un impegno
pubblico, un altro è un lavoro in una società che di diritto è privata, ma
insomma la sostanza non cambia. Di fatto, come si può ben vedere,
il mio compenso è inferiore addirittura a quello di un quadro direttivo
dell'azienda". Compensi ancora minori per altri presidenti e consiglieri
di altre società a partecipazione comunale: Vanni Po, presidente di
Carpiformazione srl percepisce un compenso poco più che simbolico, 3mila euro
lordi annui, mentre solo mille euro sono l'appannaggio del
vice presidente Barbara Bulgarelli e gli altri consiglieri si debbono accontentare di un "gettone di presenza" di poche decine di euro a seduta. A Giordano Corradini,
infine, manager e segretario generale del Comune di Carpi, per la sua duplice
funzione di amministratore unico "pro tempore" del Citer e della
società Patrimonio Città di Carpi srl, nessun compenso essendo questo
ricompreso in quello omnicomprensivo di dirigente municipale. (f.s.).
( da "Opinione, L'" del
03-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Oggi è Lun, 03 Mar
2008 Edizione 43 del 01-03-2008 Contro Grillo la
congiura della stampa Giornali e tv snobbano il comico che riempie le piazze di
Francesco Tabladini Grillo, il comico per intenderci, non il senatore amico di
Fazio, porta in piazza 5mila e passa persone. Una piazza qualsiasi di una
qualsiasi città italiana. Siamo lì, ci siamo veramente in carne ed ossa, magari
sul numero possiamo sbagliare, ma siamo in tanti. Molti per il comico,
altrettanti per il politico. E chi lo sa se sono di più quelli per il comico o
per il politico? Due ore di battute, non tutte felicissime, ma quegli occhi
strabuzzanti, quella vocetta mezzo Jervolino, in
quella siluette da orsetto lavatore, ti fanno credere ad un Savonarola in carne
ed ossa. E' tornato! Pentiamoci e pentitevi politici ladri, grassatori,
bugiardi, ignoranti! Amen. Il giorno dopo leggi i giornali e a fatica trovi
traccia dell'evento: qualcosa sui quotidiani locali, sui nazionali scovi una
finestrella qua e là. Eppure è un evento, è comunque qualcosa che fa notizia.
Non ci sono oggi molte persone che riescono a trascinare in piazza o in un
teatro migliaia di persone senza aver preparato il terreno con strombazzamenti
sui quotidiani o sulle tivu. Qui smanettano solo internet. Che succede? Tutti i
giornalisti contro Grillo? Una studiata congiura del silenzio? Sembrerebbe
così. Analizzando tutta l'operazione se ne scopre subito il fastidio malcelato
delle forze politiche "istituzionali". "Se vuol fare il
politico, la smetta di fare il comico, non mescoli le due cose". Frasi
colte qua e là con un po' di stizza e inizialmente anche un po' d'invidia.
Difficile però che anche una richiesta pressante, sia pure bipartisan, possa di
colpo ammutolire completamente la stampa da Milano a Catania. Per carità esempi
di volume tenuto basso e di notizie volutamente schiacciate non mancano certo,
ma non in questo caso che per sua natura poteva essere la novità per riempire
le pagine. Anche analizzando con un paio di lenti tutta la situazione, non si
può che dedurre che l'arcano va cercato altrove: c'è un punto in uno degli
spettacoli del politico-comico che hanno contribuito a determinare il suo
ostracismo. E' una lunga reprimenda nei confronti dei giornalisti intesi come
categoria, a tratti ingenerosa con degli spunti un po' cattivelli. Un errore
grave per il comico che si accinge a diventare un politico. Per i giornalisti
un esempio di corporazione che può dividersi su tutto, ma che non accetta che
gli si sbattano in faccia carenze sul piano etico-professionale. C'era un'altra
persona che in un recente passato ha trascinato migliaia di persone in piazza
con quattro manifesti rabberciati attaccati all'ultimo momento: Umberto Bossi.
Oggi non ci riuscirebbe più neppure lui, specie da quando i suoi colonnelli,
hanno smesso d'interessarsi delle partite Iva in favore dei
gettoni di presenza. Bossi però in quei frangenti dimostrò tutta l'intelligenza che
Grillo non ha o non ha voluto usare. Se ne guardava bene dall'attaccare
l'intera categoria dei giornalisti. E sì che all'inizio ne avrebbe avuto più di
una ragione, c'era una gara al bersaglio e il centro era lui. Al più si
limitava a tener botta contro qualcuno. Arrivò ad accusare persino il Papa. Dei
vescovi non ne parliamo:" I vescovoni con le mani
nelle tasche piene". Ne aveva per tutti ma sui giornalisti intesi come
categoria nulla. Che strano, pensando a corporazioni un po' vendicative fino ad
oggi mi venivano in mente solo i magistrati.
( da "Mattino, Il (Avellino)" del
03-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Cosmari, c'è l'intesa. Ma è polemica
MICHELE DE LEO "Trovare un'intesa per l'elezione del nuovo Cda ed evitare
il commissariamento". È questo il diktat che gli amministratori del bacino
del Cosmari Av1 si sono dati alla vigilia dell'assemblea dei sindaci che si
dovrà esprimere sul rinnovo del consiglio di amministrazione. Le ultime ore
sono state concitate, con incontri, telefonate, contatti, tentativi di intesa.
Fino ad arrivare ad una bozza di soluzione che, questa mattina, dovrebbe
trovare il consenso di gran parte degli amministratori. In primis, i sindaci
dovrebbero confermare la fiducia al presidente Lello Spagnuolo (nella foto).
Nel nuovo Cda, invece, spazio a diversi sindaci, tra cui Galasso. Il Consiglio
di amministrazione sarà espressione dell'accordo di centrosinistra che ancora
regge in provincia ma, soprattutto, del Pd. In quest'area, infatti, gravita,
come sottolinea il sindaco di Aiello, Caputo, "la maggior parte degli
amministratori che parteciperanno all'assemblea per il rinnovo del Cda".
Anche per questo, la presidente del Pd, Vanda Grassi, si è spesa non poco per
trovare una soluzione condivisa. "Stiamo ancora lavorando - evidenzia - ma
siamo orientati, in un momento così delicato e considerando che parliamo di un
ente prossimo a scadenza, a rinnovare la fiducia a Spagnuolo". La vera
novità non sarà rappresentata solo dai nomi del nuovo Cda. "La
valutazione condivisa da tutti - dichiara ancora Caputo - è di contenere al
massimo i costi. I nuovi
consiglieri accetteranno l'indicazione dell'assemblea di ottenere solo gettoni di presenza, mentre il presidente ed vice si ridurranno l'indennità del
50%". L'assemblea, inoltre, confermerà
la necessità di garantire sostegno al capoluogo nel percorso per avviare la
raccolta differenziata. Qualche voce fuori dal coro non manca. Il
sindaco di Mercogliano, Saccardo, spiega che arriverà all'assemblea con una
posizione personale. Anche il collega di Montoro Inferiore, Carratù, annuncia
un intervento critico. Attacchi giungono dal capogruppo An
del capoluogo, Giovanni D'Ercole: "Invitiamo il sindaco di Avellino ad
onorare il mandato politico del Consiglio, che sfiduciava l'operato di
Spagnuolo. Indicando nuovamente alla presidenza chi non è gradito quasi
all'intero Consiglio comunale per l'incapacità di fare il suo lavoro, il
sindaco si assumerebbe una responsabilità della quale dovrebbe rendere conto
oggi stesso in aula. Galasso è obbligato politicamente a
nostro avviso a proporre qualcuno che abbia esperienza".
( da "Gazzetta Ufficiale.it(Corte
Costituzionale)" del 03-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
N. 27 SENTENZA
Giudizio di legittimita' costituzionale in via principale. Regioni (in genere)
- Norme della Regione Abruzzo - Consiglieri regionali - Prevista corresponsione
di una somma mensile a titolo di rimborso spese e rappresentanza - Ricorso del
Governo - Intervenuta abrogazione delle disposizioni denunciate - Rinuncia al
ricorso, accettata dalla controparte - Estinzione del giudizio. - Legge della
Regione Abruzzo 8 giugno 2006, n. 16, art. 2, modificativo dell'art. 7, commi
7, 8 e 9, della legge della Regione Abruzzo 9 maggio 2001, n. 18. -
Costituzione, art. .......... LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori:
Presidente: Franco BILE; Giudici: Giovanni Maria FLICK, Francesco AMIRANTE, Ugo
DE SIERVO, Paolo MADDALENA, Alfio FINOCCHIARO, Alfonso QUARANTA, Franco GALLO,
Luigi MAZZELLA, Gaetano SILVESTRI, Maria Rita SAULLE, Giuseppe TESAURO, Paolo
Maria NAPOLITANO; ha pronunciato la seguente Sentenza nel giudizio di
legittimita' costituzionale degli artt. 1, commi 20 e 22, e 2 della legge della
Regione Abruzzo 8 giugno 2006 n. 16 (Disposizioni di adeguamento normativo per
il funzionamento delle strutture e per la razionalizzazione della finanza
regionale al fine di concorrere alla realizzazione degli obiettivi di finanza
pubblica), promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri
notificato il 18 agosto 2006, depositato in cancelleria il 10 agosto 2006 ed
iscritto al n. 95 del registro ricorsi 2006. Visto l'atto di costituzione della
Regione Abruzzo; Udito nell'udienza pubblica del 15 gennaio 2008 il giudice
relatore Luigi Mazzella; Uditi l'avvocato dello Stato Glauco Nori per il
Presidente del Consiglio dei ministri e l'avvocato Sandro Pasquali per la
Regione Abruzzo. Ritenuto in fatto 1. - Con ricorso ritualmente notificato e
depositato in cancelleria, il Presidente del Consiglio dei ministri ha proposto
in via principale, in riferimento agli artt. 3, 97 e 117 della Costituzione,
questioni di legittimita' costituzionale degli artt. 1, commi 20 e 22, e 2
della legge della Regione Abruzzo 8 giugno 2006, n. 16 (Disposizioni di
adeguamento normativo per il funzionamento delle strutture e per la
razionalizzazione della finanza regionale al fine di concorrere alla
realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica). 1.1. - In relazione
all'art. 1, comma 20, della legge reg. Abruzzo n. 16 del 2006, il ricorrente
premette che la norma, nel sostituire il comma 4 dell'art. 8 della legge della
Regione Abruzzo 9 maggio 2001, n. 17 (Disposizioni per l'organizzazione ed il
funzionamento delle strutture amministrative di supporto agli organi elettivi
della Giunta regionale), dispone che "Ai dipendenti con mansioni di
autista in servizio presso la Giunta regionale e il Consiglio regionale e'
corrisposta una indennita' omnicomprensiva in
sostituzione degli istituti relativi allo straordinario, reperibilita', rischio
e turnazione". Ad avviso del Presidente del Consiglio dei ministri, si
tratta di disposizione che, dovendo essere ricondotta alla materia "tutela
e sicurezza del lavoro" (oggetto di legislazione concorrente), sarebbe
illegittima per contrasto con il principio fondamentale espresso dall'art. 45
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento
del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche). Tale norma, al comma
1, dispone che "Il trattamento economico fondamentale ed accessorio e'
definito dai contratti collettivi" e disciplina cosi' i rapporti tra
rappresentanze sindacali ed enti datori di lavoro con una normativa
necessariamente uniforme su tutto il territorio nazionale. In particolare, a
parere del ricorrente, il citato art. 45 impone che le singole voci componenti
del trattamento economico dei dipendenti pubblici siano determinate con il
contratto collettivo ed esclude che la fonte legislativa possa intervenire in
materia. Il Presidente del Consiglio dei ministri sostiene che l'illegittimita'
della norma regionale e' ancor piu' evidente se si considera che essa non ha stabilito alcunche' a proposito del procedimento per
la determinazione dell'indennita' da essa prevista, determinazione alla quale,
pertanto, dovra' necessariamente provvedere una legge successiva, come
confermato anche dalla nuova formulazione dell'art. 8, comma 4, della legge
reg. Abruzzo n. 17 del 2001. Tale norma, infatti, nella sua precedente versione
prevedeva che l'indennita' sarebbe stata stabilita "in relazione alla
normativa vigente", dando cosi' per presupposta l'osservanza anche dei
principi fondamentali in materia. Invece il testo della norma introdotto
dall'art. 1, comma 20, della legge reg. Abruzzo n. 16 del 2006 si limita a
disporre che la rideterminazione dell'indennita' potra' avvenire a cadenza
biennale "previa concertazione sindacale". L'intervento sindacale,
dunque, e' previsto solo per le modifiche successive, ma non per la prima
determinazione dell'indennita'. 1.2. - Relativamente all'art. 1, comma 22,
della legge reg. Abruzzo n. 16 del 2006, il Presidente del Consiglio dei
ministri deduce che la norma ha soppresso l'inciso "in possesso dei
requisiti per l'accesso alla categoria D" nel comma 3 dell'art. 6 della
legge della Regione Abruzzo 9 maggio 2001, n. 18 (Consiglio regionale
dell'Abruzzo, autonomia e organizzazione). Aggiunge che la Corte
costituzionale, con la sentenza n. 62 del 2006, pronunciandosi sulla legittimita'
costituzionale dell'art. 1 della legge della Regione Abruzzo 12 novembre 2004,
n. 39 (Interpretazione autentica della L.R. n. 18/2001 concernente: Consiglio
regionale dell'Abruzzo, autonomia e organizzazione), ha rilevato che "la
norma di interpretazione autentica, sottoposta al vaglio di legittimita'
costituzionale, consente di conferire la responsabilita' delle segreterie non
solo al personale interno di categoria "D", ma anche a chi e' in
possesso dei requisiti per l'accesso a tale categoria [...], in conformita',
del resto, con la ratio della disposizione interpretata, che gia' contemplava
la possibilita' di ricoprire quell'incarico, previa stipulazione di un
contratto a tempo determinato, per l'estraneo all'amministrazione regionale in
possesso dei requisiti per accedere alla predetta categoria". Poiche'
questo dato normativo e' stato considerato decisivo per ritenere
costituzionalmente legittima la norma esaminata, a parere del ricorrente
l'eliminazione - disposta dall'art. 1, comma 22, della legge reg. Abruzzo n. 16
del 2006 - della necessita' del possesso dei requisiti per l'accesso alla
categoria D ai fini dell'assunzione a tempo determinato contrasterebbe con gli
artt. 3 e 97 della Costituzione. 1.3. - Con riferimento all'art. 2 della legge
reg. Abruzzo n. 16 del 2006, il Presidente del Consiglio dei ministri premette
che l'art. 1, comma 54, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge
finanziaria 2006), ha imposto la rideterminazione, con una riduzione del 10 per
cento, delle indennita', dei gettoni di presenza e di
tutte le utilita', comunque denominate, spettanti, tra gli altri, ai
consiglieri regionali, enunciando cosi' un principio fondamentale in materia di
coordinamento della finanza pubblica. Conseguentemente, a parere del
ricorrente, l'art. 2, commi 7, 8 e 9, della legge reg. Abruzzo n. 16 del 2006
[recte: l'art. 7, commi 7, 8 e 9, della legge reg. Abruzzo n. 18 del 2001, come
sostituito dall'art. 2 della legge reg. Abruzzo n. 16 del 2006], aumentando
proprio quelle voci di spesa che la norma fondamentale dello Stato invitava a
ridurre, violerebbe l'art. 117, terzo comma, della Costituzione. 2. - Si e'
costituita la Regione Abruzzo ed ha chiesto che le questioni siano dichiarate
infondate. 2.1. - Rispetto all'art. 1, comma 20, della legge reg. Abruzzo n. 16
del 2006, la Regione deduce che la norma deve essere interpretata nel senso che
essa costituisce il semplice presupposto della successiva definizione in sede
contrattuale dell'indennita' da essa prevista e il riferimento alla
"previa concertazione sindacale" contenuto nella medesima
disposizione censurata deve intendersi applicabile anche al "titolo
originario di attribuzione della indennita".
Inoltre, ad avviso della Regione, il conferimento ex lege di indennita'
economiche non e' di per se' censurabile sul piano
costituzionale se, come nella fattispecie, esso sia delimitato dal rispetto dei
principi del patto di stabilita' e degli strumenti convenzionali di determinazione.
2.2. - Quanto all'art. 1, comma 22, della legge reg. Abruzzo n. 16 del 2006, la
Regione deduce che l'eliminazione, operata da tale norma, dell'inciso "in
possesso dei requisiti per l'accesso alla categoria D", contenuto nel
testo originario dell'art. 6, comma 3, della legge reg. Abruzzo n. 18 del 2001,
comunque non consente, in presenza di tutta la
normazione regionale che diversamente dispone, che si possa accedere ad
incarichi regionali senza il possesso dei requisiti necessari, perche' l'inciso
eliminato era meramente confermativo del generale regime giuridico del
personale regionale. 2.3. - Con riferimento all'art. 2 della legge reg. Abruzzo
n. 16 del 2006, infine, la Regione sostiene che le disposizioni censurate dal
Presidente del Consiglio dei ministri ineriscono a rimborsi spese e quindi non
sussisterebbe contrasto con la normativa statale richiamata dal ricorrente. 3.
- In altra memoria successivamente depositata, la Regione Abruzzo deduce che la
legge della Regione Abruzzo 5 ottobre 2006, n. 30 (Modifica all'articolo 7
della L.R. 9 maggio 2001, n. 18 recante "Consiglio regionale dell'Abruzzo,
autonomia e organizzazione" cosi' come sostituito dall'articolo 2 della
L.R. 8 giugno 2006, n. 16 recante "Disposizioni di adeguamento normativo
per il funzionamento delle strutture e per la razionalizzazione della finanza
regionale al fine di concorrere alla realizzazione degli obiettivi di finanza
pubblica"), ha abrogato i commi 7, 8 e 9 dell'art. 7 della legge reg.
Abruzzo n. 18 del 2001, cosi' come sostituiti dall'art. 2 della legge reg.
Abruzzo n. 16 del 2006. La Regione aggiunge che le disposizioni impugnate non
hanno avuto alcuna applicazione nel periodo intercorso tra la loro entrata in
vigore e la loro abrogazione e, pertanto, chiede che sulla relativa questione
di legittimita' costituzionale sia dichiarata la cessazione della materia del
contendere. 4. - Con atto depositato in cancelleria il 19 luglio 2007, il
Presidente del Consiglio dei ministri ha rinunciato al ricorso limitatamente
alla questione di legittimita' costituzionale dell'art. 2 della legge reg.
Abruzzo n. 16 del
( da "Redattore sociale" del
03-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
POLITICA
14.5003/03/2008 ''Più mercato, più solidarietà'': le
proposte di Legacoop Roma - Piu' mercato, piu' solidarieta', piu'
sussidiarieta', piu' partecipazione. Queste le parole d'ordine delle proposte
che Legacoop alle forze politiche, in vista delle elezioni politiche. La
centrale cooperativa ha varato un documento che parta da un'analisi della
situazione. Qui l'associazione datoriale esprime "forte preoccupazione per
il rapido deterioramento della situazione economica nazionale, la riduzione
della competitivita' del sistema economico, la mancanza di dinamismo della
societa' e la paralisi decisionale delle istituzioni politiche". Una crisi
che produce "crescita modesta del Paese ed un ulteriore aggravio delle
difficolta' dell'intera societa' italiana". Nel documento si legge che
"compete alla politica spezzare il circolo
vizioso che si e' determinato" e quindi "servono innovazioni e
riforme capaci di rimettere in movimento la societa'". Da
parte loro, "le imprese hanno un plus di responsabilita'. La cooperazione rivendica con orgoglio di aver sempre assolto
questa duplice funzione facendo dell'Italia un Paese piu' prospero e piu'
equo". Per questo, "e' necessario valorizzare la positiva
esperienza dell'intera cooperazione italiana". Legacoop chiede pertanto
"alle forze politiche impegnate nella campagna elettorale di difendere la
legislazione cooperativa italiana e di contrastare con fermezza la minacciata
procedura d'infrazione che l'Unione Europea potrebbe assumere". Entrando
nel merito delle proposte, il primo capitolo "piu' mercato" chiede
"tempi brevi e certi della giustizia civile, autorita' garanti meno
numerose, ma piu' efficaci nell'azione, controlli per contrastare le false
imprese e le false cooperative e di eliminare gli insopportabili ritardi nei
pagamenti delle amministrazioni pubbliche". Inoltre "sono necessarie
liberalizzazioni vere, dai servizi pubblici locali al sistema delle licenze e
delle concessioni esclusive nel commercio, alla riforma degli ordini professionali,
e politiche fiscali che favoriscano l'aumento della produttivita', detassando,
almeno in parte, gli investimenti produttivi delle imprese". In
Mezzogiorno, "le risorse europee vanno concentrate su poche, grandi
infrastrutture". Poi "piu' solidarieta'", quindi "politiche
di welfare attivo per aggredire bisogni primari ed al contempo rilanciare
l'economia: riduzioni fiscali per i ceti meno abbienti, detassazione degli
incrementi retributivi, piani per la realizzazione di abitazioni da assegnare in
affitto, politiche di cura per bambini, anziani, persone non autosufficienti,
favorendo cosi' la crescita occupazionale femminile, politiche
di integrazione lavorativa per i ceti sociali marginali". Terzo,
"piu' sussidiarieta'", valorizzando "l'autorganizzazione dei
cittadini" e riducendo "la spesa pubblica senza abbassare la qualita'
dei servizi". Va poi favorito "l'outsourcing delle attivita' non
caratteristiche, fissando adeguati standard di qualita' e rivolgendosi ad
imprese specializzate in grado di innalzare l'efficienza e la produttivita' del
lavoro". E poi "la riforma della Pubblica Amministrazione non e'
eludibile". Infine, "piu' partecipazione", ossia "va
restituito ai cittadini, con una nuova legge elettorale, il diritto di
scegliere chi li rappresenta". La riduzione dei costi
della politica "deve essere effettiva ed evidente, con la soppressione di
inutili sovrastrutture amministrative, la diminuzione del numero dei
rappresentanti, la limitazione dei finanziamenti ai gruppi politici,
l'allineamento di emolumenti e benefici ai parametri retributivi della funzione
pubblica". (DIRE).
( da "Quotidiano.it, Il" del
03-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Ascoli Piceno | Il
programma della Sinistra dell'Arcobaleno in 14 argomenti chiave per l'Italia.
Un momento del dibattito, Fausto Bertinotti SICUREZZA SUL LAVORO - Fissare per
legge la durata massima del lavoro giornaliero in 8 ore e in 2 ore la durata massima
degli straordinari; approvare subito i decreti attuativi del Testo Unico sulla
Sicurezza sul lavoro per più controlli e certezza; severità delle pene per le
imprese che trasgrediscono le norme. LOTTA A PRECARIETà - Superare la legge 30
e affermare il contratto a tempo pieno e indeterminato come forma ordinaria del
rapporto di lavoro; rafforzare la tutela dell'articolo 18 contro i
licenziamenti ingiustificati; cancellare dall'ordinamento le forme di lavoro
co.co.co, co.co.pro e le false partite IVA. SALARI, FISCO, REDISTRIBUZIONE
REDDITO - Fissare per legge il salario orario minimo per garantire una
retribuzione mensile netta di almeno 1.000 euro. Meccanismo di recupero
automatico annuale dell'inflazione reale; portare le detrazioni fiscali per i
lavoratori dipendenti a 1,200 euro; introdurre un reddito sociale per i giovani
in cerca di occupazione e per i disoccupati di lungo periodo, costituito da
erogazioni monetarie e da un pacchetto di beni e servizi. Diminuire il prelievo
fiscale per i redditi più bassi dal 23 al 20% e aumentare la tassazione sulle
rendite finanziarie al 20%, redistribuire il reddito ai lavoratori attuando
immediatamente la finanziaria 2008 che destina loro tutto l'extragettito.
LAICITà - Uguaglianza sostanziale dei diritti delle persone omosessuali;
riconoscimento pubblico delle unioni civili; ognuna e ognuno ha il diritto di
decidere del proprio corpo e della propria vita, propone una legge sul
testamento biologico. LIBERTà DONNE - La legge 194 va applicata estendendo in
tutto il Paese la rete dei consultori e introducendo in via definitiva la
pillola RU486; nuova legge sulla fecondazione assistita per eliminare i divieti
della legge 40; no a discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità
di genere. PACE E DISARMO - Attuare in pieno l'art.11 della Costituzione.
L'Italia non deve più partecipare a missioni al di fuori del comando politico e
militare dell'Onu. Tagliare le spese per gli armamenti, avviare la
riconversione dell'industria bellica applicando la legge 185. Al bando per
legge le armi nucleari dall'Italia. No alla nuova base Usa a Vicenza, sì a una
Conferenza nazionale sulle servitù militari per ridiscutere le basi della
guerra preventiva sul territorio italiano. Nuova legge sulla cooperazione allo
sviluppo. PATTO PER IL CLIMA - No al nucleare, superare entro il 2020 il 20%
dell'energia prodotta da fonti rinnovabili e ridurre del 20% le emissioni; un
grande investimento pubblico in pannelli solari su tutti i tetti delle case e
degli edifici pubblici. L'acqua deve essere bene pubblico. Ripubblicizzazione
dei servizi idrici, legge quadro sul governo del suolo e inasprimento delle
pene contro i reati ambientali e le ecomafie. GRANDI OPERE - Per la Sinistra
sono: messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e idrogeologico;
investimenti per migliorare i servizi di trasporto per i pendolari e la
mobilità nelle città con nuove metropolitane, linee tramviarie e mezzi a
energia pulita. Nei prossimi 5 anni 1000 treni per i pendolari. No a Ponte
sullo Stretto, Mose, TAV; sì a interventi su nodi ferroviari urbani,
infrastrutture ferroviarie al Sud, potenziare i valichi alpini. Investimenti
sul trasporto merci su rotaia e sulle autostrade del mare. Ridurre la
produzione di rifiuti, forti investimenti nella raccolta differenziata, misure
concrete per il riciclaggio, impiego delle tecnologie più avanzate. SALUTE -
Adeguare il fondo sanitario nazionale al livello europeo, superare ticket e
liste d'attesa, inserire le cure odontoiatriche nei livelli essenziali del Ssn. Legge sulla non autosufficienza, finanziando un
fondo nazionale per almeno 1,5 miliardi di euro, aumento del fondo nazionale
per le politiche sociali e indicazione di livelli essenziali delle prestazioni
per eliminare la divaricazione fra regioni ricche e povere. Un piano di asili
come cardine della rete di servizi per i bambini. CASA - No agli sfratti se non
da casa a casa. Piano nazionale per l'edilizia sociale per 1,5 miliardi di
euro. Fondo per la ricontrattazione dei mutui di chi ha acquistato la prima casa e rischia di perdere l'alloggio; eliminare
l'Ici sulla prima casa non di lusso per i redditi medio-bassi. IMMIGRATI -
Abolire la legge Bossi-Fini, approvare una nuova normativa che introduca
l'ingresso per ricerca di lavoro, meccanismi di regolarizzazione permanente, il
diritto di voto alle amministrative, la chiusura dei CPT, una legge sulla
cittadinanza sulla base del principio dello jus soli. ISTRUZIONE, FORMAZIONE,
UNIVERSITà, RICERCA - Laicità della scuola pubblica, scuole private libere ma
senza oneri per lo Stato. Generalizzare la scuola dell'infanzia, estendere il
tempo pieno e prolungato, innalzare l'obbligo scolastico da fare nella scuola e
da portare progressivamente a 18 anni; valorizzare il ruolo dell'insegnante.
Aumentare l'investimento pubblico in alta formazione e ricerca, per raggiungere
la media dei paesi Ocse; rinnovare il sistema università e ricerca con il
reclutamento di 3000 giovani ricercatori l'anno fino al 2013; estendere il
diritto allo studio elevando a 20.000 euro il limite di reddito per aver
diritto alla borsa di studio. COSTI POLITICA - Ridurre il
numero di parlamentari e consiglieri regionali. La retribuzione dei
parlamentari non deve essere superiore a quella media dei loro colleghi nei
Paesi europei. Sottrarre per legge ai partiti le nomine,
nella Sanità come negli altri settori pubblici. INFORMAZIONE - Abrogare
la 'legge Gasparrì, approvare una vera legge di sistema che imponga tetti
antitrust e impedisca posizioni dominanti nelle comunicazioni e nell'industria
culturali. è assolutamente indispensabile approvare
una vera legge sul conflitto di interessi. P.R.C. - Circolo Peppe Fanesi Ascoli
Piceno 03/03/2008.