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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DEL   29-5-2008        #TOP


IN EVIDENZA

Piano Brunetta per la Pubblica amministrazione: gli enti pubblici saranno Spa  di Marco Rogari (Il Sole 24 Ore 29-5-2008)

DOPO LA CADUTA «In bagno». «In missione per Silvio» Le «giustificazioni» dei cento assenti Mondello: ero stanca per la campagna elettorale. Versace: in Russia, aiuto il sistema Paese. Di Monica Guerzoni e Roberto Zuccolini  (Il Corriere della sera 29-5-2008)


 

Piano Brunetta per la Pubblica amministrazione: gli enti pubblici saranno Spa  di Marco Rogari (Il Sole 24 Ore 29-5-2008)

 

COMMENTO / Gli orfani dei vecchi riti

Statali, la Cgil abbandona il confronto col ministro

Conti pubblici, a giugno una manovra da 8-10 miliardi (di Marco Rogari)

 

 

Non solo sanzioni severe per i fannulloni, premi per i più meritevoli e trasformazione dei dirigenti in manager con tanto di nuovi sistemi valutazione dei risultati: la pubblica amministrazione si dovrà mettere a dieta. Il piano industriale per modernizzare la Pa, presentato dal ministro Renato Brunetta ai sindacati parla chiaro: entro 3-5 anni potranno essere recuperate risorse per 40 miliardi anche attraverso la dismissione di «quote residue di patrimoni immobiliari», dei «titoli azionari e obbligazionari non pubblici ancora detenuti» da "strutture" statali e delle «attività non-core di fatto costituite in rami d'azienda improduttivi». Il tutto accompagnato dalla trasformazione in Spa (controllate dallo Stato) o in Agenzia degli enti economici, a cominciare da quelli previdenziali e assicurativi.

Il plan prevede anche una revisione delle politiche di acquisto di beni e servizi (penalizzando le amministrazioni "ostili"), la dismissione delle sedi periferiche sotto i 20-30 addetti, l'esternalizzazione di diversi servizi. A fare da cornice sarà un processo di digitalizzazione a tappeto, con il definitivo abbandono dei certificati cartacei e l'attribuzione ad ogni cittadino di un' unica "chiave" di accesso ai servizi (fiscali e sanitari) grazie a un «codice identificativo personale». E a garantire la "penetrazione" del piano nei meandri burocratici dovranno essere tre nuovi grimaldelli: «mobilità delle funzioni» (anche con passaggi di strutture dal "centro" agli enti locali e da pubblico a privati); «customers satisfaction» (modelli di eccellenza per migliorare i servizi) sponsorizzazioni e project financing.

Quella prospettata da Brunetta per uscire da un emergenza che frena il Paese (e la competitività) ha i connotati di una vera e propria terapia intensiva. Che dovrà essere somministrata in 3-5 anni e che farà leva su tre strumenti legislativi: il decreto legge estivo con cui sarà anticipata la manovra; un disegno di legge delega su fannulloni e sistemi di valutazione; un testo ad hoc per dare spazio ad alcuni interventi di digitalizzazione.

Quanto ai rinnovi contrattuali, Brunetta punta a "arrivare" al 2009 (in una versione triennale) e ne discuterà oggi con il ministro Giulio Tremonti. I sindacati, dai quali Brunetta si attende un immediato ok alla riforma complessiva, restano però in pressing. Intanto il piano prevede una «serie di misure volte ad accelerare la procedura di contrattazione, una revisione dei comparti», una nuova «durata dei contratti nazionali in linea con il settore privato e l'individuazione di criteri di regolazione della contrattazione di secondo livello». Nel pacchetto anche il riordino dell'Aran (nuova missione anche per Scuola superiore della Pa, Cnipa e Formez) e clausola di salvaguardia sulla durata dei contratti in caso di esubero della spesa dei Ccnl.

La partita non si annuncia in discesa. Ma Brunetta è convinto del fatto suo. «È con me il 95% degli italiani», afferma il ministro. Che nel piano sostiene che i 40 miliardi di risparmi potenziali in cinque anni (non meno di 7-8 quelli realistici nel primo biennio) potranno essere realizzati «senza lacerazioni sociali e occupazionali».

Il punto di partenza di Brunetta è quello di «introdurre anche nel pubblico la figura del datore di lavoro cui sia possibile imputare l'eventuale responsabilità del fallimento dell'amministrazione». Una Pa più simile alle aziende private, insomma. Va poi premiato «chi vale», mentre gli assenteisti e i fannulloni devono essere combattuti «attraverso un'organizzazione più flessibile» e modificando le sanzioni. Strada spianata a sistemi per valutare e selezionare in nome del "merito" e stop al prevalere dell'anzianità e delle pressioni politiche e sindacali. I risultati delle valutazioni dovranno essere pubblici (online) e i premi (da coprire anche con risparmi di gestione) dovranno essere garantiti ai dipendenti e ai dirigenti più bravi. Tutto questo, si sottolinea nel piano Brunetta, dovrà muoversi nell'alveo di nuove relazioni industriali trasformando «l'attuale modello a vocazione consociativa in un modello a vocazione propulsiva e parecipativa».

 

 


 

DOPO LA CADUTA «In bagno». «In missione per Silvio» Le «giustificazioni» dei cento assenti Mondello: ero stanca per la campagna elettorale. Versace: in Russia, aiuto il sistema Paese. Di Monica Guerzoni e Roberto Zuccolini  (Il Corriere della sera 29-5-2008)

 

ROMA — «Fannullone io? Non scherziamo, ragazzi! Sto lavorando per tutti voi, per promuovere la mia azienda e il made in Italy nel mondo». Non potrebbe farlo dal suo scranno in Parlamento, onorevole Santo Versace? «Ho comunicato per iscritto al capogruppo del Pdl il mio viaggio a Mosca per presentare la torre di 52 piani che sorgerà a Panama, un grattacielo da cento milioni tutto arredato Versace ». E quindi non si sente un peone-fannullone, lei. «I fannulloni alla Camera sono quelli che presentano certi emendamenti. E poi io a questa storia ci credo poco, cento deputati assenti sono un segnale politico».

Troppo impegnati (altrove) o troppo stanchi, malatissimi o solo incontinenti, in missione segreta a Palazzo Grazioli o, semplicemente, un filino distratti. C'è di tutto nella lista nera stilata da Berlusconi dopo il flop della maggioranza sulla tutela della fauna selvatica: 48 onorevoli di Pdl-Lega-Mpa in missione e 51 assenti al momento del voto, quando la corazzata del Cavaliere è andata sotto in Aula con relativo strascico di polemiche tra alleati. E adesso, sulla lunga guida rossa che taglia in due il Transatlantico, i «pentiti» camminano a testa bassa, in attesa che da Palazzo Chigi giunga la lettera di richiamo auspicata da Giorgio Stracquadanio: «Spero che ci sia una lezione, una vera e propria sanzione...». Assente ingiustificato? «Ero a Palazzo Grazioli a lavorare sulla comunicazione». Analoga scusa accampa il forzista Gianni Mottola, «uscito a fare una cosa per il presidente Berlusconi». Ce la racconta? «Non mi sembra il caso». Misterioso anche Giancarlo Pittelli, dice che si è assentato «solo tre minuti» ma non vorrebbe rivelare il perché e poi si scopre che era alla toilette. Probabilmente in fila, visto il fuggi fuggi verso i bagni all'ora del quarto voto, spiegazione ufficialmente addotta anche dal barese Carmine Santo Patarino di An: «Pensavamo che la cosa tirasse avanti, ci siamo presi qualche minuto di pausa e siamo cascati nella trappola del Pd».

Gli assenti per motivi politici, i diniani Italo Tanoni e Daniela Melchiorre. Le vittime dei ritardi Alitalia come Maria Grazia Siliquini, che chiama Italo Bocchino dall'aeroporto e geme «sono bloccata dallo sciopero». E gli sgobboni alla Gabriella Mondello, «traditi» dalla stanchezza dopo aver conquistato la palma degli stakanovisti parlamentari: «Sono dispiaciutissima, per tre legislature ho raggiunto percentuali bulgare di presenza in Aula, il mio record è il 97 per cento...». E martedì? «È che non sto bene, non mi sono ripresa dalle fatiche della campagna elettorale — sospira l'ex sindaco di Lavagna —. Ho scompensi di pressione da caldo e il medico mi ha detto di stare a casa. Se avessi saputo che quel voto era importante, sarei venuta anche in barella». E c'è un altro onorevole che ha perso punti quanto a pulsanti schiacciati: il responsabile esteri di An, Marco Zacchera, si annovera «tra i dieci parlamentari più secchioni » però al momento del voto incriminato stava presenziando all'avvicendamento in Italia tra numeri due dell'ambasciata di Israele. Impegni politici pure per il presidente della commissione Esteri, il leghista Stefano Stefani («Aveva delle persone nella stanza») e per Barbara Saltamartini, responsabile donne di An: «Ho preso un giorno di permesso, ero a Palermo a sostenere le nostre candidate alle provinciali. Altro che fannullona, c'erano 45 gradi!». E quando Adriano Paroli risponde al cellulare quasi ci resta male: «Perché chiamate proprio me? Ero assente giustificato, sono il sindaco di Brescia e stavo preparando l'anniversario della strage di piazza della Loggia». Nell'affollatissima casella malati si incontrano gli ex ministri Antonio Martino e Mirko Tremaglia, la giovane Chiara Moroni («Accertamenti in ospedale, ho il certificato») e Roberto Tortoli, scappato a casa dopo i primi due voti causa «febbre a 39». L'avvocato gallipolino Ugo Lisi era a Milano per «controlli medici», però confessa di aver sentito anche lui di supposti «maldipancia per promesse non mantenute ». L'azzurra Maria Teresa Armosino è stata bloccata da un malanno, cinque giorni di terapia. Si sente supergiustificata, eppure si dispera: «Avevo inviato tutti i certificati, assicuro. Ma mi dicono che si è perso tutto». Anche Giulia Cosenza (An) era «semplicemente malata, un antipaticissimo malessere». E c'è un capitolo lutti in area leghista. Il sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci, ha perso la mamma e il comasco Nicola Molteni l'amico del cuore. Mario Baccini non ha nessun problema a raccontare: «Ero appena tornato dalla Mongolia dove ho inaugurato un ospedale per bambini». Si scopre infatti che l'ex Udc passato per la Rosa Bianca è anche presidente di una fondazione dal nome latino, Foedus: «Sì, è vero che ho votato la fiducia, però sto nel gruppo misto...». E quindi si sente con le mani libere. E Niccolò Ghedini? Risponde quasi stupito: «Veramente io stavo con il Cavaliere. Come sempre. La mattina ho votato, ma il pomeriggio avevo una riunione inderogabile con Berlusconi sui rifiuti napoletani, le intercettazioni e tante altre cose. Comunque, il capogruppo lo sapeva benissimo». Maledetto fu il pulsante di Nicola Cosentino (Forza Italia): «Non ha funzionato, non so perché, proprio in quella votazione. Sono andato a dirlo al presidente, l'hanno messo a verbale». Anche il leghista Giacomo Chiappori dà la colpa al pulsante, schiacciato meno del dovuto. Il neosottosegretario allo Sport Rocco Crimi (Forza Italia) invece si era allontanato: «Mi dispiace, ero andato qualche minuto a lavorare nel mio ufficio». Cose che capitano? Risponde, con autodisciplina: «Sì, ma non devono capitare più». «Un problema di organizzazione», invece, per Basilio Catanoso (An): «Siamo un grande gruppo, noi del Pdl e a volte può capitare un po' di confusione. Io stavo facendo una riunione per il governo siciliano e non mi sono accorto che dovevo andare a votare».

Anche il compagno di partito Carmelo Briguglio si occupava di cose siciliane, ma con altre motivazioni: «Sono candidato sindaco di Taormina, che non è una passeggiata ». Sempre di An e sempre in campagna elettorale Benedetto Fabio Granata: «Ho accompagnato Alemanno ad aprire la campagna per le provinciali di Palermo». E l'Mpa di Raffaele Lombardo? Roberto Di Mauro ha una giustificazione inappuntabile: «Sono subentrato all'onorevole Leanza che ha scelto il governo siciliano, ma non mi sono ancora insediato ». Non ha votato Antonio Milo e così Arturo Iannaccone, che ha pigiato con diligenza il bottone ma non quello sulla fauna selvatica: «È stato un banale disguido, non avevo alcuna intenzione di affossare quella norma». E mancavano all'appello, infine, anche big del calibro di Umberto Bossi, del coordinatore di Forza Italia Denis Verdini e dello stesso capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto, che si è giustificato dicendo che stava in Transatlantico a richiamare dentro l'Aula i suoi. Ma nella serata di martedì è stato convocato da Silvio Berlusconi per chiarire il flop di Montecitorio.


29 maggio 2008

 



Report "Costi dei politici"

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (20)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

"Abbiamo agito nel rispetto della legge" ( da "Giornale di Calabria, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei costi della politica. Un esempio, il nostro - ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale - che è stato ben presto seguito da altre Regioni". Il presidente Bova, nel prosieguo della conferenza stampa, si é soffermato sull'attuale momento politico- istituzionale ed ha rammentato che "nel 2004 si spendevano 15 milioni di euro per il funzionamento delle strutture dei gruppi

Il Pdl contro gli sprechi propone la fusione dei Comuni ( da "Gazzetta di Reggio" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Per gettoni di presenza e indennizzi ai datori di lavoro che si vedono privati di ben 14.568 giornate di presenza in un anno, le spese per gli amministratori comportano esborsi che superano i 9 milioni di euro. Non conviene limitare i costi?.

S.Agostino, interventi e segreti ( da "Gazzetta di Modena,La" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Quel che sconcerta è che la commissione opera attivamente senza rendere noto su cosa si applica esattamente, dove si tengono questi incontri e se i membri percepiscono un gettone di presenza. Fino ad ora sembra una questione privata, ma invece riguarda la vita del centro. Anche se neppure l'opposizione in Consiglio ha mai chiesto lumi al proposito. (stefano luppi).

Il consiglio parla solo italiano ( da "Provincia di Cremona, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: senza però diritto di voto né gettone di presenza. La minoranza aveva posto la cancellazione come conditio sine qua non per la discussione del nuovo regolamento per il funzionamento del consiglio comunale. Ha avuto ragione. Perché la maggioranza, pur sostenendo gli articoli, ha preferito prendere la via dell'approvazione unanime dello strumento regolamentare,

<Gli operai vanno tutelati ma la burocrazia provoca troppi sprechi> ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Dall'introduzione della legge 626 sulla sicurezza a oggi, ogni azienda che rispetti le regole deve spendere almeno 129 giorni per uomo l'anno solo per la gestione delle carte. Senza contare il costo dei consulenti ai quali devono ricorrere l'80% delle aziende italiane".

IL CONSIGLIO comunale ha approvato il programma 2008 degli incarichi di studio o ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: "Votiamo contro, ha detto Giovanni Capecchi, capogruppo dei Verdi Arcobaleno, non per una questione formale ma perché questo programma prevede un incarico di supervisione delle aree ex Breda che non vorremmo dare e perché la voce più significativa (160.000 euro) è destinata a qualcosa che nessuno sa cosa sia".

Pagina X - Palermo L'interrogativo vale ancora oggi che Cammarata è al suo secondo mandato a Palazzo... ( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di un passo dalla bancarotta e non riesce neppure a garantire il gettone di presenza ai consiglieri comunali? L'attenzione del sindaco su quanto avviene in città è quantomeno intermittente. Egli, per esempio, si è accorto solo dopo un mese che la stragrande maggioranza dei suoi concittadini stava facendo la fila per ottenere il cartoncino magico che dà accesso alle zone a traffico

Tributi, tempi più lunghi per pagare i debiti al comune - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Riduzioni di spesa anche per la politica. Rispetto agli stanziamenti previsti nel 2007 ci sarà un taglio di circa 550 mila euro per i gettoni di presenza dei consiglieri Comunali, 670 mila euro per i gettoni dei consiglieri di Municipalità, 300 mila euro per le commissioni elettorali.

Agenzia sanità è battaglia sul bilancio ( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Agenzia Sanità è battaglia sul bilancio Un milione e 906 mila euro: è il bilancio preventivo della neonata agenzia regionale della Sanità per il 2008, appena approvato dalla giunta regionale. "Sono quasi due milioni, di cui 382 mila di costi per consulenze; 345 mila di costi per formazione; 150 mila per personale in comando da altri enti;

Tarsu e Ici arretrati, rate fino a 6 anni ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: cioè per i gettoni di sindaco, assessori e consiglieri: la riduzione è di 550 mila euro per il Consiglio, 670 mila per le Municipalità e 300 mila per le commissioni elettorali. In tutto, la voce tagli in bilancio è di 31 milioni. Annunciata anche la lotta "serrata" all'occupazione abusiva di suolo pubblico e a chi non paga le spese per i passi carrabili.

I passaggi ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ma verrebbero eliminati 120mila per spese di marketing territoriale; 100mila dal fondo di riserva; 20mila per le riprese televisive del Consiglio; di 350mila i compensi dei consiglieri comunali, dal momento che non sono più contemplate indennità ma gettoni di presenza.

Ok alla riduzione dell'Irpef In giunta torna il sereno ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dal momento che non sono più contemplate indennità ma gettoni di presenza. Ma le molte riduzioni consentiranno di istituire anche nuovi capitoli di spesa. E' il caso di quello delle politiche della sicurezza (cui andranno 50mila euro); bonifica dell'amianto (altri 50mila euro); contributi per le piccole attività nel centro storico (100mila euro);

Gettoni pignorati a volpe pasini ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Udine Gettoni pignorati a Volpe Pasini Equitalia chiede al consigliere 164 mila euro. Il Comune gliene trattiene 70 per ogni seduta Pignorati i gettoni di presenza del consigliere comunale di Sos Italia, Diego Volpe Pasini, che nelle scorse settimane ha ricevuto la delega ai rapporti con i cittadini in materia di sicurezza dal sindaco,

POVERA ITALIA ALLA DERIVA ( da "Azione, L'" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E questo fa infuriare i giornalisti del Corriere della Sera Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. I quali, dopo aver raccontato nel libro "La Casta" come la classe politica abbia trasformato le istituzioni in un mezzo per perpetuare il proprio potere, sono tornati in libreria con "La Deriva" sottotitolo: "Perché l'Italia rischia il naufragio".

Bilancio: tagli alla spesa, obiettivi ai dirigenti ( da "Denaro, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: stretta sui gettoni Il Bilancio taglia di circa 550 mila euro i gettoni di presenza dei consiglieri comunali e di circa 670 mila euro i gettoni di presenza dei consiglieri di Municipalità. Alti funzionari Sempre nel documento, si introducono obiettivi di raggiungimento di livelli di accertamento e riscossione per i singoli dirigenti responsabili di entrate comunali.

Il rettore Compagno guarda all'estero e frena su nuovi corsi ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: bisogna potenziare le capacità di attrarre finanziamenti da parte delle istituzioni e dell'Ue. Per le uscite, bisogna mettere sotto controllo i costi di funzionamento".Secondo lei va rafforzato il rapporto fra l'ateneo e il territorio?"Questo rapporto è un grande valore aggiunto, una caratteristica specifica dell'università del Friuli.

Capigruppo e commissioni ( da "Corriere Adriatico" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: importo dei gettoni di presenza. Sulla vicenda dei Centri di identificazione ed espulsione (Cei, ex Cpt) il sindaco Brandoni potrebbe fare una comunicazione in apertura di seduta, ma a quanto pare Pd e "Cittadini in Comune" (i capigruppo Lodolini e Brunelli hanno presentato sull'argomento due interrogazioni urgenti che però non sono state inserite nell'

Non piace la Comunità montana con 11 enti locali ( da "Corriere Adriatico" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Non mi sembra assolutamente giusto spartire i finanziamenti che lo Stato assegna per la montagna con Comuni che di montano non hanno nulla. Non sono stati ridotti tanto i costi della politica quanto i fondi e di conseguenza si potranno offrire sempre meno servizi. Siamo stati messi insieme a Fossombrone che anche logisticamente con i nostri Comuni non c'entra niente.

Lecco: i redditi dei dirigenti ( da "Merateonline.it" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ad interim del Settore Corpo di Polizia Locale e con responsabilità diretta della gestione dei processi e delle attività relativi ai Servizi Demografici, Elettorali, dello Stato Civile e della Leva Dott. Luigi Rosci: Direttore del Settore Biblioteca civica Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 29/5/2008 alle 18.

Tagli ai costi della politica ( da "Giornale di Calabria, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: nel corso della seduta dedicata all'approvazione del bilancio per l'anno 2008, ha votato una modifica alle norme sul finanziamento dei gruppi politici, che comporta una vera e propria rivoluzione. Attraverso l'emendamento al collegato al bilancio, approvato a larghissima maggioranza, sono state abolite le strutture speciali dei gruppi,


Articoli

"Abbiamo agito nel rispetto della legge" (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Bova, presentando il "dossier" Corecom REGGIO CALABRIA. "I fatti ci hanno testimoniato che eravamo nella legge". Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, si è espresso durante una conferenza stampa per presentare il "dossier" Corecom, una vicenda che ha impegnato con dure polemiche mediatiche l'ultimo anno di attività istituzionale della Regione. Bova, che era affiancato dal portavoce, Giampaolo Latella, dal segretario generale del Consiglio, avv. Giulio Carpentieri e dal capo di gabinetto, avv. Giuseppe Strangio, ha fatto avere ai giornalisti presenti una corposa documentazione attestante i vari gradi di giudizio, ordinanze di tribunali ordinari ed amministrativi e una delibera del Garante delle Comunicazioni, tutte uniformate al rigetto dei vari ricorsi presentati nel tempo da quattro ex componenti dell'organismo. "La questione era nata - ha ricordato Bova - a seguito della decisione del Consiglio regionale di ridurre da cinque a tre il numero dei componenti il Corecom regionale. Su questa decisone si era innestata una serie di ricorsi, accompagnata da una campagna mediatica, da parte di quattro ex membri dell'organismo, che avevano avuto anche l'appoggio di alcuni parlamentari, per accreditare persino l'incostituzionalità del provvedimento. Da parte nostra - ha detto il presidente del Consiglio - avevamo tenuto un atteggiamento sobrio, nell'attesa che le varie contestazioni producessero i loro effetti. Però, né il Governo, né l'Agicom, nonostante fortissime pressioni, decisero nel senso richiesto dai ricorrenti. Undici ricorsi che non hanno mai trovato un solo magistrato che ne accogliesse i contenuti e prodotti nel vano tentativo di bloccare un processo di riforma e di riduzione dei costi della politica. Un esempio, il nostro - ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale - che è stato ben presto seguito da altre Regioni". Il presidente Bova, nel prosieguo della conferenza stampa, si é soffermato sull'attuale momento politico- istituzionale ed ha rammentato che "nel 2004 si spendevano 15 milioni di euro per il funzionamento delle strutture dei gruppi consiliari, mentre l'ultima norma riduce a cinque milioni quell'impegno finanziario. Le somme risparmiate - ha detto Bova - saranno destinate ad accrescere la disponibilità di finanziamento delle borse di studio per i giovani calabresi più meritevoli. Un progetto su cui saranno riversati ulteriori tre milioni di euro di fondi europei, una cifra che supera complessivamente l'intera posta assegnata dal resto delle Regioni d'Italia per simili iniziative". Bova ha affermato, inoltre, che "il Consiglio regionale farà concorsi pubblici con modalità che rimarranno nella storia, con criteri e metodi secondo cui nessuno potrà dire di essere meno degli altri, se non per questioni di merito, selezionando il personale in maniera trasparente". Parlando di federalismo fiscale, Bova ha detto che "si tratta di un problema molto serio. Alcune regioni avranno di più, altre, come la Calabria, significativamente di meno. Niente ci verrà regalato". Sulla decisione del Governo centrale di dirottare i fondi destinati a Fintecna per importanti infrastrutturazioni del Mezzogiorno, in particolare della Calabria e della Sicilia, verso la copertura del taglio dell'Ici, il presidente del Consiglio regionale ha detto "di essere convinto, senza strumentalizzazioni o polemiche, che bisogna mantenerne la destinazione originaria, ed il Consiglio regionale, nelle forme che riterrà opportuno, ha il dovere di sostenere l'impegno originario di quei fondi". Infine, Giuseppe Bova, sulla scelta di optare per il Parlamento europeo, ha reso noto che "la questione è oggetto di discussione anche con i gruppi della maggioranza. Se mi si chiede di restare non farò certamente due cose insieme. C'é una riflessione politica in corso. Insieme a questo voglio però dire, per sgombrare il campo da malevole interpretazioni, che il Consiglio regionale ha già deciso da tempo, in casi simili, la corresponsione di una sola indennità di carica".

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Il Pdl contro gli sprechi propone la fusione dei Comuni (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Reggio" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Comuni, Province, Regioni, lo Stato, e ora si ipotizzano le Unioni dei Comuni. Basta con queste articolazioni. E' la sintesi della proposta avanzata dai rappresentanti del Popolo delle Libertà condensata in un documento presentato da Leopoldo Barbieri Manodori e Giovanni Martinelli, affiancati da Roberto Bedenghi. Il concetto è questo: a Reggio fra sindaci, assessori e consiglieri sono impegnati 1.070 persone. Per gettoni di presenza e indennizzi ai datori di lavoro che si vedono privati di ben 14.568 giornate di presenza in un anno, le spese per gli amministratori comportano esborsi che superano i 9 milioni di euro. Non conviene limitare i costi?.

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S.Agostino, interventi e segreti (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

La commissione mista opera già ma senza trasparenza Un piano faraonico per gli edifici storici e preventivi di milioni gestiti tra pochi enti: scarsa trasparenza Sulle novità in piazza Sant'Agostino e sullo spostamento delle biblioteche Poletti ed Estense se ne dovrebbe sapere di più entro fine giugno quando gli organi competenti - Comune, Fondazione Cr Modena e Ministero beni culturali - comunicheranno i nomi e i progetti legati al futuro polo culturale della città. Viene da pensare quasi alle riunioni della carboneria risorgimentale per una vicenda che si trascina in un clima di scarsissima trasparenza da ormai troppo tempo al punto che molti cittadini - ma non i politici e i manager coinvolti - si chiedono fino a quando possa durare questa situazione. Intorno al riallestimento di Sant'Agostino, previsto dallo scorso novembre con la firma di un protocollo d'intesa tra il ministro Rutelli, Comune e Fondazione, sono in ballo molti milioni di euro. A maggior ragione le comunicazioni dovrebbero essere chiare, immediate e complete, mentre anche in questa occasione né il sindaco Pighi né il presidente della Fondazione Landi hanno ritenuto di dover fornire risposta alle domande della "Gazzetta" continuando con la linea del silenzio. L'area di Sant'Agostino è luogo fondamentale per l'accesso ovest al centro che dovrà passare nei prossimi anni da un utilizzo sanitario - qui c'erano i nosocomi Sant'Agostino e vecchio Estense - a uno culturale, cercando di sfruttare quella sorta di tesoro sottoutilizzato rappresentato dalla convivenza nel dirimpetto Palazzo dei Musei dei maggiori istituti culturali. Da quel che si è saputo, esisterebbe una commissione istituzionale già attiva - come raccontava la "Gazzetta" - composta dal professor Landi, dalla direttrice generale del Comune Mara Bernardini e da non meglio specificati "esperti nazionali" - delegata alle decisioni politiche sul progetto milionario: la Fondazione ha acquistato dall'azienda sanitaria locale il Palazzo settecentesco per quasi 8 milioni di euro e poi l'ha messo a disposizione della collettività, ma ne servono altrettanti per la parte non monumentale e chissà quanti altri per un annunciato "progetto architettonico internazionale". Quel che sconcerta è che la commissione opera attivamente senza rendere noto su cosa si applica esattamente, dove si tengono questi incontri e se i membri percepiscono un gettone di presenza. Fino ad ora sembra una questione privata, ma invece riguarda la vita del centro. Anche se neppure l'opposizione in Consiglio ha mai chiesto lumi al proposito. (stefano luppi).

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Il consiglio parla solo italiano (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Cremona, La" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione di Giovedì 29 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl Spino d'Adda. Ritirati gli articoli che prevedevano l'istituzione di un rappresentante delle comunità forestiere Il consiglio parla solo italiano Non ci sarà più un consigliere aggiunto degli stranieri di Emiliano Cuti SPINO ? Il consigliere aggiunto degli stranieri non ci sarà. Martedì sera la commissione presieduta da Giovanni Falato ha deciso di ritirare gli articoli che prevedevano l'istituzione di un rappresentante per le comunità non italiane: un delegato con gli stessi poteri del consigliere comunale, senza però diritto di voto né gettone di presenza. La minoranza aveva posto la cancellazione come conditio sine qua non per la discussione del nuovo regolamento per il funzionamento del consiglio comunale. Ha avuto ragione. Perché la maggioranza, pur sostenendo gli articoli, ha preferito prendere la via dell'approvazione unanime dello strumento regolamentare, che sarebbe stata altrimenti impossibile. L'alternativa potrebbe essere la Consulta degli stranieri, ma ogni riferimento è stato 'cassato' dal nuovo regolamento, nonostante una proposta di Falato. La discussione è stata agguerrita. Le posizioni del sì al consigliere degli stranieri sono state difese dal presidente della commissione. Il delegato aggiunto in assemblea non è un'invenzione spinese: ne hanno uno comuni come Ancona, Colorno, Falconara, Loreto, o anche la Provincia di Venezia. Non solo: lo statuto di Spino, all'articolo 16 promuove esplicitamente tutte le iniziative atte a favorire la partecipazioni dei residenti della comunità europea e non. Insomma: se non sarà il consigliere aggiunto, altre forme di partecipazione dovranno essere comunque garantite "ai 500 stranieri che dimorano a Spino, regolarmente residenti, che pagano le tasse e lavorano", come affermato da Falato. Anche se la migliore soluzione per la maggioranza della Commissione restava l'ipotesi abrogata.

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<Gli operai vanno tutelati ma la burocrazia provoca troppi sprechi> (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 3 "Gli operai vanno tutelati ma la burocrazia provoca troppi sprechi" GLI INDUSTRIALI ? LEGNANO ? SE I SINDACATI DIFENDONO senza se e senza ma il bisogno di sicurezza sul lavoro, altrettanto fanno gli industriali. "C'è la necessità inderogabile di non abbassare mai la guardia rispetto alla sicurezza sul lavoro, che è un bene prezioso per tutti" afferma Corrado Bertelli, presidente di Confindustria Alto Milanese . "Non si tratta solo di un fondamentale rispetto di leggi e di valori etici - puntualizza -. La prevenzione sui luoghi di lavoro è sempre più un fattore di sviluppo e un elemento di eccellenza in grado di fare la differenza rispetto ai concorrenti, coinvolgendo la formazione delle risorse umane, l'organizzazione del lavoro, l'innovazione tecnologica. Da questo punto di vista, l'impegno di Confindustria Alto Milanese a fianco delle imprese associate è costante". MENTRE, PERÒ, l'attenzione di Cgil, Cisl e Uil si concentra sul rispetto del Testo unico in materia di sicurezza e sulla sua difesa dagli attacchi del Governo, la posizione degli imprenditori nei confronti del documento si manifesta più critica. "Confindustria Alto Milanese e le aziende associate confermano il loro costante impegno - sottolinea Bertelli - a operare per l'applicazione corretta delle disposizioni di prevenzione insieme alle istituzioni e agli enti preposti, al sindacato, ai lavoratori". "Siamo però convinti che una normativa non sia efficace solo perché è molto severa, soprattutto se rischia di tradursi in un'applicazione indiscriminata di sanzioni, senza distinguere tra soggetti che hanno diversamente investito, anche in modo sostanziale, sulla crescita dei livelli di sicurezza" prosegue il presidente degli industriali. AL CENTRO DEL DIBATTITO fra rappresentanze dei lavoratori e imprenditori c'è sempre più spesso il costo economico che grava sulle aziende per la prevenzione. "La sicurezza richiede impegno, investimenti, formazione - commenta Bertelli -. Dall'introduzione della legge 626 sulla sicurezza a oggi, ogni azienda che rispetti le regole deve spendere almeno 129 giorni per uomo l'anno solo per la gestione delle carte. Senza contare il costo dei consulenti ai quali devono ricorrere l'80% delle aziende italiane". Secondo l'associazione degli industriali, numerose sono le giornate di lavoro perse a causa degli incidenti. "Bisogna tener conto che, senza una forte componente formativa verso i dipendenti ed una più forte responsabilizzazione di quei medici troppo compiacenti, i 17 milioni di giornate perse in Italia per infortuni non caleranno mai" conclude il presidente della Confindustria Alto Milanese. C.M.

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IL CONSIGLIO comunale ha approvato il programma 2008 degli incarichi di studio o (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA PISTOIA pag. 6 IL CONSIGLIO comunale ha approvato il programma 2008 degli incarichi di studio o ... IL CONSIGLIO comunale ha approvato il programma 2008 degli incarichi di studio o ricerca e delle consulenze che l'amministrazione intende affidare a professionisti esterni. Il programma è reso obbligatorio dall'ultima legge finanziaria. Il programma è stato presentato al consiglio dall'assessore Piero Giovannini, il quale ha subito messo in evidenza il piccolo corto circuito che si è creato fra bilancio e programma, che ha dovuto seguire una legge approvata dopo. Il documento previsionale è diviso per aree e servizi. Il comune potrà attivare incarichi per un importo complessivo di 458.130 euro, di cui 160.000 sono destinati al Patto per lo sviluppo locale (Pasl) e al Programma operativo regionale (Por). Sempre in fatto di territorio è prevista una consulenza di 70.000 euro per la supervisione delle aree ex Breda e per il Regolamento urbanistico. Giovannini ha anticipato, dichiarandosi d'accordo insieme alla giunta, un emendamento della maggioranza che esclude dal programma le collaborazioni ad alta valenza sociale entro un importo massimo di 4.000 euro. COME ha poi chiarito il capogruppo Mazzieri (Pd), si è voluto mantenere la collaborazione degli anziani nella sorveglianza delle scuole: l'importo è esiguo ed è pagabile solo nella forma di rimborso spese. L'emendamento è stato approvato da maggioranza ed opposizione (il gruppo Udc si è astenuto). Il programma degli incarichi è invece passato a maggioranza. Tutti i gruppi di opposizione hanno votato contro. Zuccherini, consigliere di Alleanza Nazionale, ha criticato la genericità dell'elenco: "avremmo voluto un maggior dettaglio soprattutto in materia urbanistica". Secondo Bartolomei, capogruppo di Forza Italia, la consulenza di supervisione delle aree ex Breda è assolutamente da evitare. Bartolomei ha invitato a spendere meno. "Votiamo contro, ha detto Giovanni Capecchi, capogruppo dei Verdi Arcobaleno, non per una questione formale ma perché questo programma prevede un incarico di supervisione delle aree ex Breda che non vorremmo dare e perché la voce più significativa (160.000 euro) è destinata a qualcosa che nessuno sa cosa sia". Giampaolo Pagliai, capogruppo Udc, si è detto decisamente contrario al provvedimento. Le risorse destinate ad incarichi esterni dovrebbero essere usate per valorizzare le competenze del personale in servizio. IL CONSIGLIERE Gonfiantini (Pd) ha osservato che nel programma c'è una propensione alla chiarezza che va apprezzata. "Il provvedimento consentirà un maggior controllo sulle spese per incarichi". Paolo Lattari, capogruppo dei Comunisti Italiani, ha affermato che è necessario ed utile cercare competenze esterne perché esistono specificità assolute. Ma il comune dovrebbe prevedere una formazione del personale che crei anche all'interno professionalità importanti. Petruzzelli, consigliere di Forza Italia, ha detto di dubitare che gli importi saranno rispettati. Il consiglio dovrebbe essere informato di ogni incarico via via deciso dai diversi dirigenti. "Stiamo facendo moltissimo per comprimere le consulenze", ha ribadito l'assessore Giovannini. Secondo Margherita Semplici (An), il consiglio comunale sembra avere abdicato alla funzione tipica di indirizzare le scelte. Si tratta di un provvedimento a sanatoria. Il consigliere Vannucchi (Pd) ha definito importante il fatto che il numero delle consulenze diminuisca di anno in anno.

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Pagina X - Palermo L'interrogativo vale ancora oggi che Cammarata è al suo secondo mandato a Palazzo... (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina X - Palermo L'interrogativo vale ancora oggi che Cammarata è al suo secondo mandato a Palazzo delle Aquile e si è perfino autoproclamato capo corrente radunando attorno a sé un gruppetto di fedelissimi. Già, chi è il sindaco di Palermo che - dopo settimane di file inflitte ai cittadini per avere il pass per la Ztl - annuncia che quel documento non sarà sottoposto a rinnovo? è lo stesso che scrive una lettera al presidente del Consiglio comunale per dire che lui si oppone all'aumento dell'Irpef, come se la proposta provenisse da chissà quale sadico epigono di Visco e non dalla maggioranza di centrodestra che lo ha eletto e lo sostiene in Consiglio. Ma bisognerebbe chiedersi anche chi sono l'assessore comunale al Bilancio, che non ha speso parola sulla crisi economica e sulla proposta di aumentare le tasse (come se lui si occupasse di sport e non di conti dell'amministrazione) e il presidente dell'Amia che mentre l'azienda da lui guidata agonizza in stato pre fallimentare, si divide tra l'incarico di senatore e quello di assessore designato nella giunta di centrodestra alla Provincia. Insomma, chi amministra il Comune che è a meno di un passo dalla bancarotta e non riesce neppure a garantire il gettone di presenza ai consiglieri comunali? L'attenzione del sindaco su quanto avviene in città è quantomeno intermittente. Egli, per esempio, si è accorto solo dopo un mese che la stragrande maggioranza dei suoi concittadini stava facendo la fila per ottenere il cartoncino magico che dà accesso alle zone a traffico limitato. Costa 15 euro e va rinnovato ogni anno. Il che più che una misura antismog a tutela dei polmoni dei palermitani, lo configura come un balzello (se paghi puoi inquinare) per far cassa. Sennonché, qualcuno deve aver riferito a Cammarata che il popolo mugugnava e allora lui ha provato a dare al popolo, affamato di spiegazioni, la brioche di una promessa: "Il pass non scadrà e non andrà rinnovato ogni anno". Peccato, però, che nel contratto con la Td group, società che gestisce l'operazione Ztl, ci sia scritto tutto il contrario. Chi ha firmato, dunque, quel contratto? E Cammarata ha mai trovato il tempo di leggerlo? L'amministrazione, del resto, non riesce neppure a mettere per iscritto il bilancio sul quale pesa il buco di 95 milioni nei conti dell'Amia e la manovra palliativo basata sul raddoppio dell'addizionale Irpef - che avrebbe portato nelle casse del Comune non più di 20 milioni di euro - è stata accantonata. Tiriamo tutti un sospiro di sollievo, ma un filo di apprensione resta. Nell'annunciare il suo no al raddoppio Irpef, unendosi dunque al coro di proteste contro se stesso e la sua maggioranza, Cammarata ha anche aggiunto che serviranno tagli dolorosi. Chi subirà, dunque, la cura dimagrante prescritta dal sindaco ricordatosi improvvisamente di essere il responsabile della politica finanziaria del Comune? Gli anziani ai quali già l'assistenza non viene garantita? Le famiglie che non ricevono i buoni libro? Le scuole che non hanno come sostituire gli arredi? Magari, il sindaco potrebbe parlarne con Carlo Vizzini che è pur sempre il suo assessore al Bilancio. Il senatore forzista, impegnato nella sua diuturna e meritoria lotta per tenere deste le coscienze contro la mafia, ha probabilmente qualche merito in meno come amministratore dei conti del Comune. L'attuale disastrosa situazione finanziaria chiama in ballo anche lui, che pure su quella poltrona siede da pochi mesi. I cittadini vorrebbero sapere da lui quale è la strategia per evitare il dissesto. Vorrebbero perfino sapere se dietro il deficit che sta inesorabilmente trascinando l'Amia verso il tribunale fallimentare, si nasconda l'infausta prospettiva di vedere la città invasa dai rifiuti come già succede, per esempio, quando si fermano i mezzi che la ex muncipalizzata non ha i soldi per far riparare. Vorrebbero saperlo dal sindaco, dall'assessore al Bilancio e, magari, dal presidente dell'Amia Enzo Galioto. Medico dentista, segretario cittadino di Forza Italia, presidente dell'Amia e senatore. Sulla crisi dell'azienda da lui diretta ha sparso un assordante silenzio. Come se lui si occupasse di cavar denti, di guidare il partito, di votare a Palazzo Madama, ma non di far funzionare il servizio di raccolta dell'immondizia. Troveranno il tempo di dare qualche risposta?.

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Tributi, tempi più lunghi per pagare i debiti al comune - ottavio lucarelli (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina VI - Napoli Tributi, tempi più lunghi per pagare i debiti al Comune In vendita il Circolo del tennis e il Circolo Posillipo Cardillo: lotta ai fannulloni e tempi duri per gli abusivi del suolo pubblico OTTAVIO LUCARELLI RADDOPPIANO i termini per saldare i debiti con il Comune con rateizzazioni fino a cinque anni per pagare le cartelle esattoriali di arretrati relativi a Ici, tassa sui rifiuti, occupazione suolo e sanzioni amministrative per somme già iscritte a ruolo. Lo ha deciso la giunta nel bilancio di previsione 2008 stabilendo anche che la scelta del pagamento rateale blocca le azioni messe in atto da Equitalia sia di ipoteca sia di pignoramento. Una decisione che, tradotta, significa una boccata di ossigeno per decine di migliaia di famiglie. Rate più lunghe e nessun aumento di tasse locali sommato a un emendamento in cui il Comune prende atto della cancellazione dell'Ici sulla prima casa già definita dal governo. Una decisione che, conferma l'assessore Enrico Cardillo dopo l'allarme di due giorni fa del sindaco Rosa Russo Iervolino, "crea comunque problemi di cassa ai Comuni in quanto il governo compenserà i mancati introiti solo entro il marzo del 2009". Rate più lunghe per le cartelle esattoriali (non le multe,per le quali si fa riferimento al codice della strada), ma anche nessun taglio alle politiche sociali con 94 milioni di euro destinati al welfare locale. E un rilancio della lotta all'evasione fiscale con la collaborazione della Guardia di finanza che avrà particolare attenzione all'occupazione abusiva di suolo pubblico ed ai passi carrabili. Il Comune prevede un investimento triennale di 224 milioni per i rifiuti e decide di dare il via alla vendita di alcuni gioielli di famiglia: il Circolo del Tennis in Villa comunale, il Circolo Posillipo, il grande edificio in piazza Dante. Con i rispettivi presidenti Luca Serra (Tennis) e Antonio Mazzone (Posillipo) pronti a esercitare i diritti di prelazione. Un piano di dismissioni pronto anche per alcune aziende del Comune. "Napoli Servizi - ha spiegato Cardillo - svolge attività che non possono essere caratterizzate come di pubblico interesse". Entro giugno 2009, dunque, il Comune dovrà completare la procedura per "dismettere" la partecipazione in Napoli servizi (che si occupa prevalentemente della pulizia dei locali comunali). Un programma ad ampio raggio che interesserà anche il consorzio Depuratore San Giovanni con il trasferimento delle attività alla società di gestione del ciclo idrico integrato. "Una società - ha chiarito Cardillo - che dovrà essere interamente pubblica e che dovrà avere nell'Arin il soggetto principale di riferimento". Il Comune divorzierà anche da Autostrade meridionali e dall'azienda trasporti Ctp. Per le Terme di Agnano, che resteranno di proprietà pubblica, sarà invece bandita una gara per affidare la gestione ai privati. Altro capitolo del bilancio è il contenimento dei costi. A cominciare dalle consulenze con stanziamenti complessivi nel 2008 per 411mila euro. Riduzioni di spesa anche per la politica. Rispetto agli stanziamenti previsti nel 2007 ci sarà un taglio di circa 550 mila euro per i gettoni di presenza dei consiglieri Comunali, 670 mila euro per i gettoni dei consiglieri di Municipalità, 300 mila euro per le commissioni elettorali. Con una spesa per il funzionamento di tutti gli organi istituzionali del Comune pari a 6,2 milioni di euro. Complessivamente la riduzione di spesa per il funzionamento del Comune è di 31.2 milioni. Questi i minori trasferimenti: iniziative e manifestazioni per circa due milioni, spese energetiche per 1.5 milioni, acquisti e prestazioni di servizi per 1.5 milioni, noleggi e locazioni di attrezzature per 300 mila euro, oneri straordinari di gestione per 3.4 milioni. Un bilancio con un occhio ai cosiddetti "fannulloni". "Penso anch'io che si possono licenziare - commenta Cardillo - e che nel pubblico impiego non ci possano essere sacche protette. Bisogna tuttavia rispettare i contratti che devono sempre tutelare quelli che fanno il proprio dovere". L'assessore ha annunciato che nei prossimi giorni il Comune incontrerà il ministro Brunetta per un piano di esodi incentivati dei dipendenti comunali che preveda un'assunzione ogni tre uscite. Infine i dirigenti. Per loro nuove responsabilità legate al raggiungimento degli obiettivi nel settore delle entrate. "Il mancato ed ingiustificato raggiungimento degli obiettivi - ha concluso Cardillo - sarà sottoposto al Nucleo di valutazione per le successive determinazioni anche ai fini dell'erogazione dell'indennità di risultato. L'eventuale prescrizione dell'entrata, senza che i responsabili abbiano svolte tutte le azioni di riscossione possibili, sarà motivo per attivare un'azione di danno erariale".

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Agenzia sanità è battaglia sul bilancio (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina IX - Genova Il caso Montaldo: "Una struttura sobria" Agenzia Sanità è battaglia sul bilancio Un milione e 906 mila euro: è il bilancio preventivo della neonata agenzia regionale della Sanità per il 2008, appena approvato dalla giunta regionale. "Sono quasi due milioni, di cui 382 mila di costi per consulenze; 345 mila di costi per formazione; 150 mila per personale in comando da altri enti; 238 mila euro di spese amministrative e generali, e 758 mila euro per "altri costi": vogliamo sapere cosa sono questi altri costi", scrivono i consiglieri del Pdl Matteo Rosso, Gabriele Saldo e Gino Garibaldi in una interpellanza. "Tutto questo - dicono - conferma i nostri dubbi: è solo un consulentificio, a proposito del quale avevano espresso perplessità anche le organizzazioni sindacali mediche". Claudio Montaldo, l'assessore alla sanità, replica: "le previsioni di spesa per il 2008 sono dentro ai vincoli previsti dalla legge che ha istituito l'agenzia. Nei primi cinque mesi di funzionamento, l'agenzia è costata circa 200 mila euro a fronte di una elevata mole di attività". Il compito dell'agenzia è raccogliere i dati per definire le linee guida e gli indirizzi su cui dirigere il sistema sanitario. Montaldo spiega che in questo momento la dotazione organica dell'agenzia è costituita dal direttore generale: "con due persone a tempo pieno con contratti di collaborazione libero professionali, quattro persone in comando da aziende sanitarie e sono attive due collaborazioni con le Asl per la gestione amministrativa e il controllo direzionale e di gestione riferito all'intero sistema sanitario ligure. Come si vede - dice l'assessore - una struttura molto sobria che però sta lavorando tanto e bene sul versante del governo clinico". I consiglieri di centrodestra non si accontentano: "aspettiamo che l'assessore ci dica nel dettaglio come l'agenzia ha deciso di spendere i 758 mila euro della voce "altri costi"".

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Tarsu e Ici arretrati, rate fino a 6 anni (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-05-29 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE I nodi del Bilancio Il titolate delle Finanze: "Stop ai nuovi cantieri, prima chiudiamo quelli che ci sono" Tarsu e Ici arretrati, rate fino a 6 anni Cardillo come Brunetta: "Basta coi fannulloni, ora si possono licenziare" NAPOLI - I 42,8 milioni di euro relativi all'Ici sulla prima casa, al Comune di Napoli saranno interamente garantiti da copertura statale. Ma in tre tranche, con l'ultima ad aprile 2009, cosa che preoccupa Palazzo San Giacomo che teme un deficit di cassa. è l'assessore alle Finanze, Enrico Cardillo, a illustrare i dettagli del Bilancio di previsione 2008 che da domani comincerà un complicato iter per l'approvazione in Consiglio comunale. "è un bilancio non prevede alcun aumento della pressione fiscale. Soprattutto della Tarsu, che ci sarebbe stato scellerato aumentare con l'emergenza rifiuti che dilaga", precisa Cardillo, che poi illustra quello che è il provvedimento di maggior interesse presente nel documento contabile su cui ovviamente dovrà esprimersi l'aula: la possibilità di rateizzare fino a 6 anni i crediti iscritti a ruolo, quindi le cartelle esattoriali relative all'Ici, alla Tarsu, alla Cosap, ma non i ruoli relativi a multe per infrazioni al codice della strada. Da definire ancora, invece, il tasso di interesse che verrà applicato nel caso di rateizzo. Cardillo si è detto quindi "convinto che non ci saranno più, come in passato, prescrizioni di multe", avendo avviato il Comune l'iscrizione a ruolo dei verbali dal 2003 e avendo messo a lavoro una task force che lavora ai ruoli 2004-2005". Mentre la Iervolino è soddisfatta per questo bilancio "che - dice è tutt'altro che un bilancio vicino al dissesto, come ipotizzava qualcuno". Certo, Napoli non è Ginevra, quindi la "campana " ascoltata ieri è quella di parte, quella dell'amministrazione; tutt'altra cosa sarà però il dibattito in aula dove il Pdl- e non solo - annuncia battaglia. E' però certo che sul fronte della spesa sociale Cardillo e Iervolino sfidano i partiti a verificare che "in bilancio c'è forse un euro in più ma non in meno rispetto allo scorso anno", mentre robusto sarà l'impegno sul fronte della gestione dei rifiuti, con la chiusura di tutto l'arretrato col commissariato e con l'accensione del contratto di servizio con l'Asìa, fino al 2011, per 170 milioni all'anno. Mentre fino al primo gennaio del 2009, con Asìa sarà fatto un contratto- ponte da 134 milioni più altri 10 per i servizi aggiuntivi. Messi assieme, e sotto varie voci, da qui al 2011 il Comune investirà nel settore dei rifiuti poco più di 730 milioni. Ridotto anche il capitolo consulenze, per le quali sono stati previsti 411 mila euro. Ma parliamo di consulenze che non prevedono quelle di staff, altrimenti la voce si quadruplicherebbe confermato il taglio, come avviene da tre anni, per le spese della politica, cioè per i gettoni di sindaco, assessori e consiglieri: la riduzione è di 550 mila euro per il Consiglio, 670 mila per le Municipalità e 300 mila per le commissioni elettorali. In tutto, la voce tagli in bilancio è di 31 milioni. Annunciata anche la lotta "serrata" all'occupazione abusiva di suolo pubblico e a chi non paga le spese per i passi carrabili. Il Comune annuncia anche l'uscita da alcune partecipate. "Da Napoli Servizi dovremo uscire perché la nostra presenza è in contrasto con la normativa ", dice Cardillo che annuncia come "il Comune dismetterà anche la sua partecipazione nelle Autostrade meridionali, così come siamo pronti a uscire anche dal Ctp". Proprio sul fronte della Mobilità, l'idea è di dar vita ad un'unica holding dei trasporti su gomma napoletani. "Soddisfacente, perché segna un'inversione di tendenza" è il risultato delle società Partecipate: "Quasi tutte chiudono in utile ", rimarca l'assessore al Bilancio, che poi annuncia l'affidamento ai privati della gestione delle Terme di Agnano. Sul fronte del personale Cardillo spiega che "i dirigenti responsabili di mancate entrate ne risponderanno ". L'assessore allarga quindi il ragionamento, e rifacendosi alle parole del ministro Brunetta si dice "d'accordo col licenziamento dei fannulloni. Ora, infatti, si possono licenziare perché, e in questo mi rivolgo ai sindacati, non devono esistere sacche protette". Infine, i cantieri: "Basta, non ne apriamo più finché non chiudiamo quelli che ci sono - conclude l'assessore -. Dobbiamo restituire spazio alla città". Paolo Cuozzo \\ Il Comune uscirà da Autostrade e da Napoli Servizi Pronti a lasciare anche il Ctp.

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I passaggi (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: BAT - data: 2008-05-29 num: - pag: 9 categoria: BREVI I passaggi Il 21 aprile 13 dei 16 consiglieri comunali del Partito democratico (nella foto Pina Marmo) proposero un emendamento per ridurre l'Irpef dello dallo 0,7 allo 0,6 per cento. Questo avrebbe comportato una minore entrata di oltre 450mila euro per il Comune, che il Pd proponeva di compensare tagliando la somma dagli stanziamenti per il settore Cultura. La proposta non trovò d'accordo il sindaco Vincenzo Zaccaro e dei suoi fedelissimi La mediazione tra i partiti avvenuta nei giorni scorsi, ha permesso di creare un maxi emendamento che prevede di togliere solo 130mila euro alla Cultura (nella foto l'assessore Paolo Farina). Ma verrebbero eliminati 120mila per spese di marketing territoriale; 100mila dal fondo di riserva; 20mila per le riprese televisive del Consiglio; di 350mila i compensi dei consiglieri comunali, dal momento che non sono più contemplate indennità ma gettoni di presenza.

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Ok alla riduzione dell'Irpef In giunta torna il sereno (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: BAT - data: 2008-05-29 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Andria Il taglio, proposto dal Pd, era stato contestato dal sindaco Ok alla riduzione dell'Irpef In giunta torna il sereno Il Consiglio comunale approva il provvedimento La diminuzione è dello 0,1 per cento con un calo del gettito annuale di circa 450mila euro ANDRIA - Da quest'anno l'Irpef nel Comune di Andria passa dallo 0,7 allo 0,6 per cento, con una riduzione del gettito annuale previsto di oltre 450mila euro. La minore entrata sarà ora ripartita tra diverse voci della spesa per il 2008. E' quanto deciso dal Consiglio comunale l'altra sera, mentre l'emendamento al bilancio di previsione 2008, che di fatto spalma la minore entrata tra i vari capitoli, è stato esaminato ieri. Ma il "sì" della maggioranza alla riduzione dell'addizionale Irpef ha segnato di fatto il raggiungimento dell'intesa tra i vari partiti, che nei prossimi giorni dovrebbero arrivare a sciogliere il nodo principale della diatriba politica degli ultimi tempi: il rimpasto della giunta, chiesto a gran voce dal Pd. Il che permetterà di archiviare in maniera definitiva la crisi apertasi lo scorso 21 aprile quando 13 dei 16 consiglieri del Pd proposero un emendamento per ridurre l'Irpef dello 0,1 per cento, togliendo fondi solo al settore Cultura. La crisi L'emendamento venne profondamente osteggiato dal sindaco Vincenzo Zaccaro e dai suoi fedelissimi, in quanto avrebbe comportato un taglio netto alla spesa per cultura e spettacoli in città. E questa sembrò come la volontà di colpire uno dei fedelissimi del sindaco, l'assessore Paolo Farina. Per questo, il giorno successivo a quel Consiglio comunale, venuto meno per mancanza del numero legale, i cinque assessori di riferimento di Zaccaro (Leonardo Di Pilato con delega all'Ambiente; Vincenzo Sinisi all'Urbanistica; Ottavia Matera ai Lavori Pubblici; Antonio Griner alle Finanze; e appunto Paolo Farina alla Cultura) decisero di rimettere il mandato nelle mani del sindaco. Seguirono giorni di trattative tra Zaccaro, i suoi partiti di riferimento ("Andria cresce con Zaccaro", Rifondazione comunista, Udeur e "Sviluppo e Recupero") e il Pd che non avevano portato a nulla. Anzi si era creato un muro contro muro, dal momento che il Pd, forte dei suoi numeri in Consiglio, pretendeva la riduzione del numero degli assessori da 10 a otto, di cui quattro di proprio riferimento. Proposta evidentemente bocciata da Zaccaro, che il 13 maggio, dopo diversi giorni di silenzio, dichiarava con una nota ufficiale di non accettare le dimissioni dei cinque assessori e rinviava la discussione sul "rimpasto" della giunta a dopo l'approvazione del bilancio. Per questo diventava decisivo il Consiglio comunale del 27 e 28 maggio con all'ordine del giorno anche l'approvazione del bilancio e la proposta di delibera sulla conferma dell'addizionale Irpef. Tagli e stanziamenti L'emendamento alla delibera sull'Irpef, necessario a ridurre l'aliquota Irpef, è stato votato da 19 consiglieri di maggioranza, mentre "Andria cresce con Zaccaro" sia era astenuto; ma la delibera ormai emendata è stata votata da 22 consiglieri, compresi quelli di "Andria cresce con Zaccaro". Alla fine si è trovato, infatti, un punto di sintesi circa la ripartizione delle minori entrate tra la proposta del Pd (di compensarle tagliando solo al settore Cultura) e quella di "Andria cresce con Zaccaro" (di spalmarle tra i vari settori, togliendo alla Cultura solo 75mila euro). Il tutto avverrà attraverso un maxi emendamento di tutta la maggioranza, che prevede di togliere 130mila euro alla Cultura (in dettaglio 50mila al festival Castel dei Mondi, 30mila per prestazioni e servizi, altri 50mila per mostre e spettacoli); 120mila per spese di marketing territoriale; 100mila dal fondo di riserva (che passa da 400mila a 300mila euro); si riduce da 90mila a 70mila la spesa prevista per le riprese televisive del Consiglio (che vengono realizzate in diretta solo per eventi straordinari); ma soprattutto si riducono da 750mila a 400mila euro i compensi dei consiglieri comunali, dal momento che non sono più contemplate indennità ma gettoni di presenza. Ma le molte riduzioni consentiranno di istituire anche nuovi capitoli di spesa. E' il caso di quello delle politiche della sicurezza (cui andranno 50mila euro); bonifica dell'amianto (altri 50mila euro); contributi per le piccole attività nel centro storico (100mila euro); sovvenzioni ad associazioni di volontariato che si occupano dell'assistenza per le patologie particolari in famiglie bisognose (10mila euro); trasferimenti a famiglie bisognose per le patologie gravi (40mila euro); piano sociale per il contrasto alla povertà (50mila euro). Verrà rimpinguato di 100mila euro, infine, il capitolo per la manutenzione delle strade. Carmen Carbonara Le scelte Le minori entrate verranno spalmate tra diversi settori e non più solo in quello della Cultura Minori compensi Tra le riduzioni c'è quella di 350mila euro per i compensi dei consiglieri comunali Soluzione in arrivo per la crisi politica al Comune di Andria, dove alcune settimane travagliate per il sindaco Vincenzo Zaccaro (foto in alto).

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Gettoni pignorati a volpe pasini (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Udine Gettoni pignorati a Volpe Pasini Equitalia chiede al consigliere 164 mila euro. Il Comune gliene trattiene 70 per ogni seduta Pignorati i gettoni di presenza del consigliere comunale di Sos Italia, Diego Volpe Pasini, che nelle scorse settimane ha ricevuto la delega ai rapporti con i cittadini in materia di sicurezza dal sindaco, Furio Honsell. Va detto, però, che il pignoramento si riferisce a un contenzioso risalente alla metà degli anni Novanta. Lo scorso 17 settembre, Equitalia, l'agente di riscossione per la provincia di Udine, infatti, ha notificato all'amministrazione di palazzo D'Aronco una richiesta di pignoramento dei gettoni spettanti al consigliere per recuperare una somma pari a 164 mila euro. Di fronte a quel documento, l'amministrazione comunale ogni mese conteggia i gettoni spettanti al consigliere e gli trattiene una quota da versare a Equitalia. Tant'è che la determina datata 10 aprile, affissa all'Albo pretorio di palazzo D'Aronco, non solo ha per oggetto "versamento somme a favore di Equitalia spa", ma prevede anche una trattenuta di 70,96 euro sul gettone spettante al consigliere per la sua partecipazione all'ultimo consiglio comunale dell'era Cecotti: per ogni seduta il gettone ammonta a 104,40 euro. Nel frattempo il legale di Volpe Pasini, l'avvocato Luigi Francesco Rossi, precisa che "Equitalia, nel 2007, ha riemesso 81 vecchissime cartelle risalenti, principalmente, al triennio 93/96, e conseguenti ai fatti noti che hanno rigurdato allora il nostro cliente e che gli sono costati già molti milioni di euro personali, stiamo valutandole una per una, impugnandole in autotutela pechè molte sono errate o prescritte, si risolverà ben presto, tutto con poco e sarà la parola fine di un calvario che ha dell'incredibile".

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POVERA ITALIA ALLA DERIVA (sezione: Costi dei politici)

( da "Azione, L'" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'AZIONE - Articoli - Povera italia alla deriva POVERA ITALIA ALLA DERIVA Federico Citron L'Italia è un Paese che, come i suoi studenti, dà molto meno di quello che potrebbe dare. E questo fa infuriare i giornalisti del Corriere della Sera Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. I quali, dopo aver raccontato nel libro "La Casta" come la classe politica abbia trasformato le istituzioni in un mezzo per perpetuare il proprio potere, sono tornati in libreria con "La Deriva" sottotitolo: "Perché l'Italia rischia il naufragio". Nel nuovo libro Stella e Rizzo dimostrano che l'esercito di politici italiani (179.485, secondo i due giornalisti!) non solo ha elargito a se stesso privilegi vergognosi (questo era l'oggetto de "La Casta"), ma ha pure governato male l'Italia provocandone il declino. I dati impietosi del decadimento, raccolti ne "La Deriva", Stella li ha riassunti venerdì scorso all'ex Filanda di Santa Lucia di Piave in un dibattito promosso dalla Università delle Tre Età. Ad ascoltarlo tanta gente, all'incirca seicento persone, segno che il sentimento di indignazione non si è dissolto, come qualcuno sostiene, con le elezioni. E allora vediamoli questi dati. Tra il 2001 e il 2006 il Pil per ora lavorata, cioè la produttività del lavoro, è cresciuto dell'1 per cento. Nello stesso periodo la Spagna è cresciuta 5 volte di più, l'Olanda 12, la Polonia 20, la Grecia 22, l'Estonia 40. Nel settore turistico negli anni '70 eravamo i primi in Europa, ora siamo i quinti. Fummo i primi a costruire un'autostrada, la Milano-Laghi, ora la nostra rete autostradale è al dodicesimo posto nella classifica europea. L'autostrada del Sole venne costruita al ritmo di 94 chilometri l'anno; per fare gli ultimi 4 chilometri dell'A28 (Godega-Conegliano) servono tre anni. Nel campo del trasporto su rotaia, abbiamo inventato e costruito per primi il Pendolino, ma i treni ad alta velocità corrono oggi su 562 chilometri, contro i 1.300 della Germania e i 1.900 della Spagna. Per non dire dei porti. Sono in costruzione 400 navi in grado di trasportare 1 3-14 mila container l'una, ma non potranno entrare in alcun porto italiano salvo Trieste, che però ha la città che incombe sulle strutture portuali. Oggi Rotterdam da solo fa più container di tutti i porti italiani messi insieme e fra tre anni anche Tangeri (Marocco) movimenterà più container di tutto il sistema portuale italiano. Ma è alla scuola che Stella dedica le parole più dure. La situazione nell'Italia del sud è disperata, la Sicilia ha una fascia di somari superiore di quattro volte a quella dell'Azerbaijan. Tra le prime 150 università del mondo non ce n'è una italiana. Si diventa insegnanti non per concorso ma per sanatoria. Dei professori che insegnano matematica solo il 17% è laureato in matematica. Per Stella questa situazione è stata causata dall'abolizione del merito, sia per gli studenti che per gli insegnanti. Gli unici due ministri che tentarono di cambiare davvero il sistema, Giovanni Gentile e Luigi Berlinguer, furono censurati e delegittimati dalla stessa parte politica che li aveva scelti. C'è ancora una speranza per venir fuori dalla fanghiglia in cui il Paese sta sprofondando? "Sì - secondo Stella - con riforme serie. Le cose possono cambiare, quanto è successo alla Fiat e alla Parmalat sono lì a dimostrarlo". Ma le resistenze da vincere sono tante, il nostro è un Paese fatto di zone "protette", basti pensare agli ordini professionali, e i diritti acquisiti "sono più sacri del dogma della Verginità di Maria". Per questo Stella non vede male un accordo tra destra e sinistra per realizzare alcune riforme. Basta che l'accordo non diventi "inciucio", come quello che permise di approvare, con il consenso di tutti, la leggina che consente ai partiti di ottenere finanziamenti per tutta la legislatura (5 anni) anche se il Parlamento viene sciolto anzitempo!.

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Bilancio: tagli alla spesa, obiettivi ai dirigenti (sezione: Costi dei politici)

( da "Denaro, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Napoli comune Bilancio: tagli alla spesa, obiettivi ai dirigenti Meno spese per 31 milioni di euro, ma niente tagli al Welfare nel bilancio di previsione del Comune di Napoli per gli anni dal 2008 al 2010. Presentando ieri il documento contabile, sia l'assessore al Bilancio Enrico Cardillo, che il sindaco Rosa Russo Iervolino hanno tenuto a precisare che la spesa sociale rimarrà inalterata , dopo i segnali di guerra giunti in questi giorni dal Terzo settore. Il Comune fissa anche obiettivi di raggiungimento di livelli di accertamento e riscossione per i singoli dirigenti responsabili di entrate comunali. Nadia Pedicino Le risorse necessarie per chiudere le pendenze con il commissario straordinario , garantire il funzionamento di Asìa e gli investimenti per superare l'emergenza. E' quanto prevede il bilancio di previsione del Comune presentato ieri. Palazzo San Giacomo sottoscriverà un contratto di servizio con Asìa per la durata di tre anni con entrata in vigore a partire dal primo gennaio 2009, prevedendo un corrispettivo di 170 milioni di euro per ogni anno. Per il 2008 si prevede un contratto ponte basato sulla quantificazione delle prestazioni da svolgere fissato in 134 milioni di euro più altri 10 milioni di euro per servizi aggiuntivi. Per assicurare le risorse per il decollo della differenziata e per la gestione del ciclo dei rifiuti, nel bilancio 2008 sono stati stanziati 50 milioni di euro per Asìa. Complessivamente nel 2008 sono stanziate risorse per 194 milioni di euro, cioè 21 milioni di euro in più del 2007. Spesa corrente Più risorse anche per le municipalità: che avranno a disposizione per la spesa corrente 30,3 milioni di euro, cioè circa 1,7 milioni in più rispetto al 2007 e per gli investimenti 10 milioni di euro, cioè 4 milioni di euro in più. Complessivamente sono stati dati 5,7 milioni di euro in più per migliorare gli interventi per strade e scuole. Welfare Per il welfare Palazzo San Giacomo ha previsto stanziamenti complessivi per 94 milioni di euro, in linea con quanto impegnato nel 2007. Ici Per quanto concerne l'abolizione dell'Ici sulla prima abitazione, essa costerà al Comune qualcosa come 42,8 milioni di euro. Gli effetti finanziari della misura destano più di una preoccupazione. Le perplessità sono state ribadite ieri dall'assessore al Bilancio Enrico Cardillo. I mancati introiti saranno saranno compensati dal Governo, premette Cardillo, "ma siamo preoccupati per i tempi del rimborso.Avere, come si prospetta, gli ultimi soldi dal governo a marzo del 2009 può comportare problemi di cassa. Il rischio - spiega Cardillo - è che i Comuni non possano fare affidamento nel mese di giugno sull'intero importo incassato direttamente come negli anni precedenti". Sempre parlando del Governo, Cardillo ricorda che a Napoli, "diversamente da altre città italiane, le tasse non aumenteranno" A proposito di tasse, il Comune pensa ad allungare la ratealizzazione degli arretrati su Ici, Tarsu, Cosap e sanzioni amministrative gia' oggetto di contestazioni con cartelle esattoriali di Equitalia, anche in caso di avvio di procedimenti di pignoramento o ipoteca. Consiglieri, stretta sui gettoni Il Bilancio taglia di circa 550 mila euro i gettoni di presenza dei consiglieri comunali e di circa 670 mila euro i gettoni di presenza dei consiglieri di Municipalità. Alti funzionari Sempre nel documento, si introducono obiettivi di raggiungimento di livelli di accertamento e riscossione per i singoli dirigenti responsabili di entrate comunali. Il mancato e ingiustificato raggiungimento degli obiettivi sarà sottoposto al Nucleo di valutazione per le successive determinazioni anche ai fini dell'erogazione dell'indennità di risultato. L'eventuale prescrizione dell'entrata, senza che i responsabili abbiano svolte tutte le azioni di riscossione possibili, sarà motivo per attivare un'azione di danno erariale. Cardillo si dice anched pienamente d'accordo con la lotta ai "fannulloni" promessa dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. "Penso anch'io che si possano licenziare". del 29-05-2008 num.

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Il rettore Compagno guarda all'estero e frena su nuovi corsi (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pausa di riflessione prima di nominare la sua squadra "Io in politica? Mai, non sono attratta da quella sirena" Cristiana Compagno, la "Magnifica" dei "tre criteri", è il settimo rettore che guiderà l'università a partire dall'ultimo scorcio di questo anno accademico fino al 2011. Come precisa, non è l'unica donna attualmente al vertice di un ateneo statale in Italia, visto che oltre a lei, ci sono il direttore della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, istituto pubblico a statuto speciale, e il rettore dell'Università per stranieri di Perugia.Durante la sua campagna elettorale sono emerse particolari criticità interne alle facoltà?"Ho tenuto numerosi incontri con i componenti di ateneo, dipartimenti e ricercatori che mi hanno consentito di venire a conoscenza di tanti problemi, ma hanno anche fatto emergere tante potenzialità. Un problema comune a tutte le facoltà è la carenza di strumenti per finanziare la ricerca, le infrastrutture e le biblioteche".Quali facoltà necessitano di maggiore attenzione?"Tutte le facoltà hanno bisogno di attenzione. In questo momento la facoltà che sta affrontando i maggiori problemi - e non solo universitari - è Medicina che sta attraversando il delicato momento della fusione dell'Azienda ospedaliero-universitaria. È una situazione che va monitorata e gestita nel rispetto del ruolo di ciascuna parte".Durante l'ultimo incontro con il corpo elettorale è stata avanzata la richiesta di istituire la facoltà di Architettura. È fattibile?"In questi casi non bisogna ragionare per scelte contingenti, ma generali, e i metodi decisionali vanno condivisi. Una simile richiesta deve prima rispettare tre criteri, presenti nel mio programma: una pianificazione finanziaria sostenibile, l'analisi d'impatto in termini di qualità dell'offerta formativa e l'esistenza di competenze scientifiche in grado di supportare una formazione avanzata di qualità".Ritiene utile l'attivazione di nuovi corsi di laurea?"Da un punto di vista generale che tiene conto di tutte le facoltà, in questo momento l'ateneo deve puntare al consolidamento dell'offerta formativa; poi andrebbero soddisfatti i criteri che ho citato prima".Da dove intende partire per sanare il bilancio dell'ateneo?"Si deve partire da due aspetti, le entrate e le uscite e agire contemporaneamente su entrambe. Per le entrate, bisogna potenziare le capacità di attrarre finanziamenti da parte delle istituzioni e dell'Ue. Per le uscite, bisogna mettere sotto controllo i costi di funzionamento".Secondo lei va rafforzato il rapporto fra l'ateneo e il territorio?"Questo rapporto è un grande valore aggiunto, una caratteristica specifica dell'università del Friuli. Intendo rafforzare il radicamento territoriale ma guardando lontano; vorrei far diventare questo ateneo il punto di riferimento dell'Alpe Adria".Fin dove si può arrivare?"La ricerca è di per sé internazionale. Il sapere è mondiale".A quale fra i progetti che ha portato avanti si sente più legata?"Sono tutti progetti mirati a ottimizzare il trasferimento tecnologico da Start Cup a Innovaction, l'incubatore di imprese e il progetto Unisco. Forse quello a cui mi sento più legata è Start Cup. È stata un'avventura: siamo partiti in tre e adesso è diventato un'iniziativa nazionale cui partecipano 34 università".Quali tempi prevede per nominare la squadra di governo?"Siamo a tre quarti dell'anno accademico e posso prendermi un momento di riflessione. Sicuramente la nuova squadra sarà trasversale. Le deleghe non saranno distintivi formali da indossare ma deleghe sostanziali basate su tre criteri: competenza, fiducia e rappresentatività".Due suoi predecessori hanno lasciato il mondo accademico per la politica. Potrebbe essere anche il suo caso?"Lo escludo categoricamente e ribadisco l'autonomia istituzionale dell'università rispetto a qualsiasi potere esterno. Io non sono attratta dalle sirene della politica".Lisa Zancaner.

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Capigruppo e commissioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stasera consiglio. Possibili comunicazioni del sindaco Capigruppo e commissioni FALCONARA Convocazione serale oggi per il secondo Consiglio comunale della legislatura Brandoni che ha visto la luce dopo le elezioni finite al ballottaggio. Pochi ed essenzialmente tecnici i punti all'ordine del giorno e proprio per questo motivo il Sindaco ha deciso per una seduta in notturna. Dopo l'interrogazione urgente proposta dal Pd (ma in effetti ispirata dal circolo Gramsci di Rifondazione Comunista) sullo stato di attuazione degli interventi a breve e lungo periodo specie nel settore dei lavori pubblici, l'assemblea cittadina dovrà definire la costituzione della conferenza dei capigruppo e di una commissione speciale per la revisione dello Statuto e del regolamento del consigli. Dunque si va completando il riassetto degli organi intorno al consiglio comunale. In discussione anche la composizione delle commissioni consiliari e la determinazione dell'importo dei gettoni di presenza. Sulla vicenda dei Centri di identificazione ed espulsione (Cei, ex Cpt) il sindaco Brandoni potrebbe fare una comunicazione in apertura di seduta, ma a quanto pare Pd e "Cittadini in Comune" (i capigruppo Lodolini e Brunelli hanno presentato sull'argomento due interrogazioni urgenti che però non sono state inserite nell'odg) vorranno dire la loro.

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Non piace la Comunità montana con 11 enti locali (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Infuocato dibattito a San Lorenzo: in quella del Catria e del Nerone accorpati anche Cagli e Fossombrone Non piace la Comunità montana con 11 enti locali SAN LORENZO IN CAMPO Appena sfornata, martedì sera sui banchi del consiglio della Comunità Montana del Catria e Cesano, girava ancora "bollente" la proposta di legge "Norme in materia di Comunità montane e di esercizio associato di funzioni e servizi comunali", approvata dalla Giunta regionale lunedì. Il presidente della Cm Vitale Vitalucci ha illustrato la legge di riforma presentata dall'assessore regionale Luigi Minardi. "La nostra Comunità montana fortunatamente continua a vivere con tutti i cinque Comuni, visto che anche Fratte Rosa e San Lorenzo in Campo rispetto ad una proposta precedente sono compresi nell'ambito 3. Verrà unita alla Cm di Cagli. Ad una prima lettura della proposta ci sono però alcuni aspetti che lasciano piuttosto perplessi, come il rientro di Comuni quali Urbino, Fermignano e Fossombrone che l'Uncem aveva messo da parte. Questo ha portato anche alla creazione di ambiti molto numerosi, il nostro ad esempio è composto da 11 Comuni". L'ambito 3 è formato da: Acqualagna, Apecchio, Cantiano, Cagli, Fossombrone, Fratte Rosa, Frontone, Pergola, Piobbico, San Lorenzo in Campo e Serra Sant'Abbondio. Al consigliere di maggioranza Passetti la proposta non va giù. "Non mi sembra assolutamente giusto spartire i finanziamenti che lo Stato assegna per la montagna con Comuni che di montano non hanno nulla. Non sono stati ridotti tanto i costi della politica quanto i fondi e di conseguenza si potranno offrire sempre meno servizi. Siamo stati messi insieme a Fossombrone che anche logisticamente con i nostri Comuni non c'entra niente. Mi chiedo quali servizi potranno essere associati. L'impostazione della legge va completamente rivista, mi auguro che questa bozza venga emendata." Da Gianfranco Santi dell'opposizione arriva una proposta. "E' giusto e necessario convocare entro una settimana un Consiglio comunitario monotematico allargato ai sindaci dei cinque Comuni per prendere una posizione unitaria su questa proposta che non accontenta nessuno. I Comuni montani non hanno più risorse per andare avanti." Critico il consigliere del Pdl Francesco Baldelli. "Condivido la richiesta di Santi anche perché la deliberazione va approfondita. Si è sempre criticato funzioni e funzionamento delle Comunità montane ed ora la situazione diventa ancor più complessa. Il criterio che si è utilizzato è quello della convenienza politica. La Regione va a creare in questo modo ancora maggiori problemi nei rapporti tra i diversi Comuni. Allargare le Comunità montane a dismisura significa non farle funzionare. Per il nostro gruppo rimane la posizione di cancellarle e trovare nuove forme di unione tra Comuni per consorziare determinati servizi". L'assessore Armando Roia conclude così: "L'omogeneità territoriale è fondamentale mentre i servizi ora andranno associati con Comuni troppo lontani. Noi come Comunità montana attraverso l'Uncem abbiamo fatto il possibile ora sono i Comuni che devono esprimersi". Nei prossimi giorni si incontreranno i Sindaci dell'attuale Comunità montana, poi, entro il 10 giugn,o sarà riconvocato il consiglio. Tempo da perdere non c'è, la proposta di legge dovrà essere approvata non oltre il 30 giugno. MA.SPA.,.

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Lecco: i redditi dei dirigenti (sezione: Costi dei politici)

( da "Merateonline.it" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cronaca >> Cronache lecchesi 29 / 5 / 2008 Lecco: i redditi dei dirigenti A guidare la classifica dei dirigenti benestanti per reddito complessivo del comune di Lecco troviamo il dottor Mario Moschetti, direttore generale, con 109.883 euro. Al secondo posto troviamo la direttrice del settore politiche educative, culturali, sportive e del tempo libero dottoressa Giovanna Esposito (82mila euro) distaccata di poco dal dr. Marco Cassin, responsabile della pianificazione e dello sviluppo territoriale, trasporti e mobilità, demanio idrico e lacuale con 79.836 euro. In coda troviamo un nome noto al meratese, Michele Brivio, titolare del settore economico finanziario con 49mila euro. Dott. Mario Moschetti: Segretario Generale. Direttore di rif. dei servizi apicali: Avvocatura e supporto legale - Pianificazione e controllo strategico, supporto alle attività di sviluppo dell'organizzazione e delle risorse umane - Programmazione generale e controllo di gestione - Segreteria del Sindaco Arch. Marco Cassin: Direttore del Settore Pianificazione e Sviluppo territoriale - Trasporti e mobilità - Demanio idrico e lacuale Dr.ssa Giovanna Esposito: Direttore del Settore Politiche Educative, culturali, sportive e del tempo libero Dott. Michele Brivio: Direttore del Settore Politiche di finanza e fiscalità locale - Bilancio, pianificazione e controllo di gestione - Provveditorato - Gare e contratti Arch. Antonello Longoni: Direttore del Settore Programmazione, gestione e controllo Lavori Pubblici - Conservazione e manutenzione dei beni comuali - Viabilità Dr. Ing. Pierluigi Mascetti: Direttore del Settore Patrimonio - Logistica - Espropri - Servizi abitativi - Ambiente e Agenda 21 - Protezione Civile - Sicurezza negli ambienti di lavoro Dott. Flavio Polano: Direttore del Settore Sviluppo organizzativo e gestione delle risorse umane - Supporto agli organi istituzionali - Attività produttive. Direttore di rif. dell'Unità orizzontale apicale "Rete dei servizi di infomazione e comunicazione con i cittadini" (Servizi informativi, comunicazione e eventi, sponsorizzazioni, relazioni esterne, finanziamenti regionali, statali e comunitari - Servizi informatici) Dott. Marinella Panzeri: Direttore del Settore Politiche Sociali e di Supporto alla famiglia Dott. Gianluigi Daccò: Direttore del Settore Musei d'Arte, Storia e Scienza Dott. Angelo Falbo: Direttore del Settore Servizi Istituzionali - Decentramento - Servizi di supporto generale. Direzione ad interim del Settore Corpo di Polizia Locale e con responsabilità diretta della gestione dei processi e delle attività relativi ai Servizi Demografici, Elettorali, dello Stato Civile e della Leva Dott. Luigi Rosci: Direttore del Settore Biblioteca civica Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 29/5/2008 alle 18.27.

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Tagli ai costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Regione/ Abolite le strutture speciali dei gruppi politici. Bova. "In tre anni risparmiati 10 milioni" REGGIO CALABRIA. Sono state abolite le strutture speciali dei gruppi politici del Consiglio regionale. A darne notizia è un comunicato del portavoce del presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova. "L'Assemblea legislativa calabrese - è scritto nella nota - nel corso della seduta dedicata all'approvazione del bilancio per l'anno 2008, ha votato una modifica alle norme sul finanziamento dei gruppi politici, che comporta una vera e propria rivoluzione. Attraverso l'emendamento al collegato al bilancio, approvato a larghissima maggioranza, sono state abolite le strutture speciali dei gruppi, risparmiando oltre un milione di euro l'anno. Inoltre, ed è questo l'aspetto più significativo, è stato fissato una volta per tutte con legge, ed indipendentemente dal numero dei gruppi costituiti in Consiglio, un tetto invalicabile di spesa". "Con questa riforma - riporta ancora la nota - si è definitivamente passati dai 15 milioni di euro annui per i costi della politica, che si registravano sul finire della scorsa legislatura (con un'Assemblea composta da 40 consiglieri) a 5 milioni di euro complessivi, pur essendo stato aumentato, portandolo fino a 50 unità, il numero dei componenti del Consiglio stesso". "Una vera e propria "cura da cavallo" per ridurre i costi della politica è stata portata a compimento dal Consiglio regionale" ha detto il presidente, Giuseppe Bova. "Si tratta - ha aggiunto - dell'ennesimo tassello che il Consiglio regionale ha posto, operando in maniera pressoché unanime dall'avvio di questa legislatura, e che ha consentito di raggiungere questo straordinario risultato. In sostanza, in poco meno di tre anni, il taglio alle spese è stato, già solo in questo ambito, pari a oltre 10 milioni di euro annui".

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