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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


 ARTICOLI DEL 29-2-2008       #TOP


Report "Costi dei politici"

Le cinque Circoscrizioni potranno terminare il mandato ( da "Stampa, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: organi di decentramento. Ai presidenti era stato fatto divieto di spendere somme di denaro e anche di convocare riunioni che avrebbero comportato poi il pagamento del gettone di presenza ai consiglieri. Ora tutto tornerà come prima. Il consigliere di Forza Italia Fabio Orsi ha chiesto a Lirosi se il Comune abbia previsto a bilancio le risorse necessarie per la prosecuzione dell'

Ravenna: difesa colabrodo, ma in casa sa farsi valere ( da "Giornale di Brescia" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettoni", frutto di altrettanti pareggi. IN PANCHINA C'È.... Dino Pagliari, 51 anni, maceratese. Inizia ad allenare nel '96 sulla panchina della Vis Pesaro, poi guida Maceratese, Fermana, Alessandria, Chieti e Frosinone. Nel 2005 approda al Ravenna, con cui centra un'inaspettata promozione in B al termine del campionato 2006/

Schwoch all'epilogo tengo duro, poi correrà zampagna ( da "Tirreno, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: "Come si dice: è arrivato il momento di appendere le scarpe al chiodo". Stefan Schwoch da sempre si porta dietro un cognome da codice fiscale e da mesi combatte con ginocchia anch'esse arrivate a fine carriera. Classe 1969, 174 cm di altezza per 70 kg, 18 gettoni di presenza quest'anno e quattro gol.

Siamo ormai all'ultimo Ato ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: COSTI POLITICA Siamo ormai all'ultimo Ato LA Provincia di Rimini è pronta ad assorbire l'Ato per tagliare i costi della politica. Scatenando parecchi malumori, l'assessore Riziero Santi ha avviato l'iter che si concluderà con la soppressione dell'Autorità dei servizi.

Igiene urbana: Quell'appalto non passerà ( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ci apprestiamo ad andare all'approvazione del bilancio, con la proposta di una delibera che prevede la riduzione del gettone di presenza dei consiglieri, da 72 a 36 euro, per contenere i costi. Non so se la questione sia legata, ma anche nella riunione dei capigruppo qualcuno ha detto che, se proponiamo la riduzione, in aula non passerà più nulla.

Col Treviso arbitra Russo infelice fischietto dei play-off ( da "Nazione, La (Pisa)" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il match di domani sarà infatti diretto da Carmine Russo, 32 anni di Nola. Il fischietto campano è al suo primo anno nel Can di serie A e B e ? fino ad oggi ? ha collezionato undici gettoni di presenza di cui uno anche nella massima categoria (Fiorentina-Cagliari: 5-1).

In lista penalizzate le donne e i big restano intoccabili ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: riduce gli emolumenti di consiglieri e amministratori nei comuni e nelle province. Non incide, come la gente crede, su stipendi o gettoni di presenza da nababbi. In compenso colpisce gente impegnata in ruoli che richiedono spesso un coinvolgimento a tempo pieno. In questo modo finirà che ci sarà posto solo per giovanissimi,

Vedelago, la giunta si taglia lo stipendio ( da "Tribuna di Treviso, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: "Abbiamo deciso - informa Quaggiotto - di ridurci l'indennità di carica del 10 per cento". Il sindaco vedrà alleggerirsi il suo "stipendio" di 200 euro: da 2000 a 1800, i suoi assessori dovranno "accontentarsi" di 400 euro mensili e stessa sorte subirà il gettone di presenza dei consiglieri comunali.

Cessione Wind, Conti e Sawiris indagati a Roma Avvisato il consulente Benedetti L'Enel: operazione alla luce del sole ( da "Unita, L'" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ieri il nucleo valutario della Guardia di Finanza di Roma ha effettuato perquisizioni a Roma, Milano e Londra. L'inchiesta dei pubblici ministeri Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli, partita lo scorso ottobre in seguito a una puntata della trasmissione televisiva Report, racconta una strana storia.

Consigliere moroso rischia la poltrona ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: quando la sezione staccata di Sorgono del tribunale di Oristano aveva chiesto al comune di Austis di bloccare le indennità del gettone di presenza nei confronti del consigliere poiché quelle somme erano state pignorate per morosità. Per anni il consigliere non aveva infatti pagato sia l'Ici sulla casa, debito però successivamente saldato per intero,

Litigata per grana ( da "Mattino di Padova, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E con esso anche capitan Nando Grana che dovrà pazientare ancora un prima di potersi comodamente sedere da solo nella poltrona riservata al detentore del maggior numero di presenze nella Nazionale azzurra di futsal che attualmente condivide dall'alto dei suoi 89 gettoni assieme al mitico Andrea Rubei. Il capitano dell'Alter Ego Luparense e dell'Italia vice campione d'Europa,

Un flop che coinvolge 23 enti ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il Consorzio è dotato di un consiglio di amministrazione composto da 15 componenti: 8 privati e 7 pubblici. Cesare Mansi, è stato il primo presidente. Percepiva 10 mila euro lorde l'anno (5 mila, invece, spettano al vicepresidente), mentre ai componenti del cda viene riconosciuto un gettone di presenza per ogni incontro.

La lega LOMBARDO ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Altre province, altri stipendi e gettoni di presenza, altri amministratori, ovvero altri voti da aggiungere a quelli che già porta l'esercito dell'Mpa: 800 consiglieri comunali, 40 presidenti di consigli comunali, 50 sindaci, più tre assessori e dieci deputati regionali. Un'invincibile armata sempre più forte.

Consegnate le Tavolette d'Oro ( da "Stampa, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Rizzati, che si trova a Cocomaro di Focomorto, in provincia di Ferrara, riceve un premio per la Torta Tenerina e Venchi per il Chocaviar 75% in granella. Per Gilberto Mora, dallo scorso novembre nuovo presidente nazionale di Compagnia del Cioccolato "i risultati del Premio Tavoletta d'Oro di quest'anno fotografano una realtà molto positiva del cioccolato italiano che però da qualche

Il senato "scongela" le circoscrizioni ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il Comune a ricorrere alla sospensione cautelativa dei presidenti e dei componenti dei dieci parlamentini cittadini nell'attesa di delucidazioni. I consigli di quartiere sono stati invitati a ridurre al minimo la propria attività, evitando le spese ingenti e concentrandosi sulle iniziative consolidate e già programmate, senza percepire il gettone di presenza per eventuali sedute.

RIMINI - Consiglio comunale, girandola di delibere ( da "RomagnaOggi.it" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: girandola di delibere RIMINI - Il Consiglio comunale, nella seduta di ieri sera, ha discusso e approvato il seguenti punti all'ordine del giorno: · Adeguamento alla legge finanziaria 2008 della disciplina inerente la corresponsione del gettone di presenza, modifica ed integrazione del regolamento sul funzionamento del consiglio comunale.

Elezioni: ecco l'agenda per il futuro governo ( da "Denaro, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei costi standard, a partire della tutela costituzionale dei livelli essenziali delle prestazioni, e le modalità del loro finanziamento integrale, attraverso un chiaro sistema perequativo rispetto alle capacità dei territori. E opportuno prevedere criteri di premialità per gli enti locali virtuosi, anche attraverso la ripartizione degli obiettivi del Patto di stabilità a livello

Conti segreti, <fuori i nomi dei politici> ( da "Manifesto, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Chiedendo che "la lista nera con i nomi dei 150 evasori fiscali venga resa nota al più presto e, decenza vuole, che i partiti non inseriscano nelle loro liste questi gentiluomini". Sembra però improbabile, come spiegano alle Finanze, che la lista venga resa nota in tempi così rapidi.

ELEZIONI: PROGRAMMI PDL-PD A CONFRONTO. SPESA PUBBLICA E LOTTA EVASIONE ( da "Asca" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: abbattimento delle tasse su famiglie e imprese. Sia Il Pdl che il Pd propongono di ridurre i costi della politica e della burocrazia, un'azione che in entrambi i casi prevede il taglio delle province. L'azione straordinaria di finanza pubblica inserita nel programma del Pdl si realizza attraverso il federalismo fiscale e la riduzione del debito '

Fortore: Sassinoro entra nel Consorzio dei comuni ( da "Sannio Online, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettone di presenza ed eventuali rimborsi di spese appositamente documentate. Il Consiglio deve riunirsi almeno due volte l'anno per l'approvazione del bilancio di previsione e del conto consuntivo.I sindaci, o i propri delegati, costituiscono l'organo dirigente e provvisorio, lo stesso provvede alla determinazione delle quote di partecipazione dei singoli enti partecipanti fino

Udine Cinque anni di consiglio ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: si spiegano con la ridotta partecipazione ai lavori consiliari, ma prima di gridare alla "casta" va ricordato che i consiglieri percepiscono un modesto gettone di presenza per ogni seduta, anche se è chiaro che sarebbe sempre auspicabile un impegno pieno a servizio dei cittadini. Venendo ai voti, abbiano assegnato cinque "7" e sette insufficienze.

Berlusconi presenta il programma PdL "Aboliremo subito l'Ici sulla casa" ( da "TGCom" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Viene inoltre prospettata la riduzione del costo dei mutui bancari delle famiglie, rendendone conveniente la ristrutturazione da parte delle banche. GIUSTIZIA Se dovesse tornare al governo Berlusconi "perfezionerebbe" l'azione intrapresa nei cinque anni del suo governo dal 2001 al 2006 in materia di giustizia.

VENETO: GALAN, TROPPI RITARDI NELLE RIFORME (2) ( da "Asca" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Rispetto alla questione dei ''costi della politica di cui si e molto parlato, il presidente ha detto che ci si e invece poco interrogati sui costi delle mancate riforme. In giugno e stato approvato il decreto salva deficit che prevede il concorso straordinario dello Stato nel ripiano dei disavanzi dei servizi sanitari regionali.

COMUNE DI CERVIA: LE OSSERVAZIONI DEGLI ARTIGIANI AL BILANCIO PREVENTIVO ( da "Sestopotere.com" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il cui ruolo va valutato sulla qualità dei servizi, sul costo delle tariffe applicate ai cittadini ed alle imprese e solo in ultimo sul valore dei dividendi. HERA è nata dal presupposto che l'unificazione dei servizi erogati dalle Municipalizzate avrebbe dovuto garantire migliori servizi a minori costi, questo è ancora per noi l'obiettivo da perseguire".

Italia, Confindustria denuncia i costi della politica ( da "Emmegipress" del 29-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Confindustria denuncia i costi della politica Data: 27/12/2007 23.35.49 Fonte: Le Figaro, Francia News: In un rapporto di 287 pagine preparato dal suo centro studi, la Confindustria denuncia, statistiche alla mano, i privilegi di una classe politica "incapace di rispondere alle urgenze del momento".


Articoli

Le cinque Circoscrizioni potranno terminare il mandato (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

IERI L'ANNUNCIO DI LIROSI Le cinque Circoscrizioni potranno terminare il mandato Le Circoscrizioni potranno riprendere l'attività istituzionale. L'assessore ai Quartieri Franco Lirosi ha affrontato il tema ieri pomeriggio in commissione consiliare spiegando che, "alla luce dell'approvazione del decreto milleproroghe, le Circoscrizioni potranno terminare regolarmente il mandato amministrativo e poi cesseranno di esistere dalla prossima legislatura". Non sono comunque mancate polemiche, soprattutto per il modo con cui il Comune ne aveva sospeso l'attività dal primo gennaio. Una decisione giustificata ovviamente dal testo della Finanziaria ma che le Circoscrizioni hanno considerato fin da subito delegittimante per le modalità con cui si è messo fine al lavoro degli organi di decentramento. Ai presidenti era stato fatto divieto di spendere somme di denaro e anche di convocare riunioni che avrebbero comportato poi il pagamento del gettone di presenza ai consiglieri. Ora tutto tornerà come prima. Il consigliere di Forza Italia Fabio Orsi ha chiesto a Lirosi se il Comune abbia previsto a bilancio le risorse necessarie per la prosecuzione dell'attività delle Circoscrizioni. Una previsione di cui la giunta ha tenuto effettivamente conto. Invece non è ancora chiaro se le delibere che approvate dal Consiglio senza il parere delle Circoscrizioni siano da ritenersi valide o nulle.

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Ravenna: difesa colabrodo, ma in casa sa farsi valere (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 29/02/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:SPORT LA PROSSIMA AVVERSARIA I romagnoli, ultimi in classifica, hanno raccolto al "Benelli" 16 dei 19 punti totali Ravenna: difesa colabrodo, ma in casa sa farsi valere Fabio Buscaroli ai tempi del Lumezzane Nella città dei mosaici per aggiungere qualche tassello (magari tre) al puzzle della promozione. Questo l'obiettivo del Brescia di Serse Cosmi, che domani affronta il Ravenna nel piccolo stadio "Bruno Benelli" della città romagnola: soltanto 12.020 posti. Sulla carta l'impresa sembra tutt'altro che ardua: i giallorossi sono infatti ultimi in classifica. Eppure... SQUADRA DOMESTICA. Eppure la partita di domani è di quelle da non sottovalutare. Soprattutto perché l'undici allenato da Dino Pagliari, in casa se la cava abbastanza bene. Lo dicono i numeri: dei 19 punti ottenuti in 27 partite, ben 16 sono arrivati tra le mura amiche. Lontano da casa, Succi e compagni hanno messo insieme soltanto tre "gettoni", frutto di altrettanti pareggi. IN PANCHINA C'È.... Dino Pagliari, 51 anni, maceratese. Inizia ad allenare nel '96 sulla panchina della Vis Pesaro, poi guida Maceratese, Fermana, Alessandria, Chieti e Frosinone. Nel 2005 approda al Ravenna, con cui centra un'inaspettata promozione in B al termine del campionato 2006/07. Viene confermato dalla dirigenza, prima di essere però esonerato il 2 dicembre dello scorso anno, per lo scarso rendimento della squadra. Al suo posto viene chiamato Franco Varrella, ma anche lui sarà a sua volta licenziato il 14 gennaio scorso. Viene così richiamato Pagliari. DIFESA INDIFESA. Tra i numeri della squadra del presidente Gianni Fabbri, interessante è quello riguardante i gol subiti: ben 52. Nessuno tra serie A e B ha fatto peggio. Più incoraggiante (per i tifosi romagnoli) il dato sulle reti segnate: 32. ATTACCO "SUCCINTO". Di questi 32 gol, ben 14 portano la firma di Davide Succi, 26 anni, bolognese. È a Ravenna da due stagioni, dopo una carriera trascorsa prevalentemente sui campi della serie C. Elemento tecnico e veloce, può giostrare indifferentemente come prima e seconda punta. "Ci aspettavamo un campionato difficile - ha ammesso l'attaccante qualche giorno fa - ma questa posizione di classifica no. Comunque abbiamo il dovere di continuare a crederci, per rispetto nei confronti della città" PARI A GROSSETO. Nel match pareggiato sabato a Grosseto (è finita 2-2), Succi è andato a segno due volte: al 6' del primo tempo (lo 0-1) e al 38' della ripresa (gol del 2-2). In quell'occasione Pagliari si era affidato come al solito ad un "quadrato" 4-4-2, con Succi supportato in attacco da Ferdinando Sforzini, prelevato a gennaio dal Vicenza. TOH, CHI SI RIVEDE. Scorrendo la formazione di partenza della gara con il Grosseto, balza all'occhio il nome del terzino destro Fabio Buscaroli, 18 presenze e nessun gol l'anno scorso con la maglia del Lumezzane. A centrocampo mancherà invece Paolo Sciaccaluga, squalificato per un turno dal Giudice sportivo. Carlos Passerini.

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Schwoch all'epilogo tengo duro, poi correrà zampagna (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Grosseto Schwoch all'epilogo "Tengo duro, poi correrà Zampagna" VICENZA. Passa e chiude. "Come si dice: è arrivato il momento di appendere le scarpe al chiodo". Stefan Schwoch da sempre si porta dietro un cognome da codice fiscale e da mesi combatte con ginocchia anch'esse arrivate a fine carriera. Classe 1969, 174 cm di altezza per 70 kg, 18 gettoni di presenza quest'anno e quattro gol. Spiega: "Non sto benissimo, a darmi dolore è soprattutto il ginocchio sinistro, è proprio messo male, ormai mi duole anche da fermo e mi impedisce di allenarmi. Così spesso scendo in campo senza la giusta preparazione, ma c'è bisogno di me e allora stringo i denti. Qualche risorsa nascosta la tirerò fuori anche stavolta. Poi a fine stagione lascio". Senza Zampagna, lui l'ex rimpianto di Torino, Venezia, Napoli e Livorno, 15 partite da titolare e 3 subentri torna a essere il punto di riferimento. "Peccato che Zampagna si sia fatto male ha caratteristiche che ci avrebbero fatto parecchio comodo. Comunque ho già avvisato Riccardo: io cerco di tenere duro le prossime 2-3 partite, ma tu datti una mossa perché poi ti passo il testimone e dovrai farti perdonare le assenze un po' troppo lunghe". La lotta salvezza è una gran brutta bestia. "Per me il Vicenza ne verrà fuori prima dell'ultima giornata di campionato. I playout non ci vedranno invischiati. Ma è ovvio che se siamo così in basso dei limiti li abbiamo. Però ci sono squadre più deboli di noi che magari oggi sono davanti. Penso al Grosseto e al Piacenza ad esempio". E proprio i maremmani che inseguono la vittoria da cinque turni saranno ospiti sabato al Menti. "Noi si deve cercare di vincere, ma assolutamente non si deve perdere. Certo se ci riesce batterli è un bel colpo perché li tiriamo a un punto da noi senza dimenticare quanto è importante ottenere buoni risultati negli scontri diretti". Quindi ritiene il Grosseto inferiore al Vicenza. "Sulla carta è così, poi però dobbiamo dimostrarlo in campo. Inoltre siamo in debito perché nella gara d'andata abbiamo subito gravi torti arbitrali, credo lo ricordiate tutti il rigore che ci è stato negato al 90º su Raimondi allo Zecchini, il botto dell'impatto si è sentito credo fino in tribuna". Un altro botto lo sta preparando Stefan che vuol regalarsi un gran finale di campionato. Ultima tappa della carriera. "So di essere stato fortunato ad avere avuto una carriera così lunga e bella, è giunto il momento di dire basta". In primavera, insomma, chiude il parco giochi Schwoch. A.C.

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Siamo ormai all'ultimo Ato (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

COSTI POLITICA Siamo ormai all'ultimo Ato LA Provincia di Rimini è pronta ad assorbire l'Ato per tagliare i costi della politica. Scatenando parecchi malumori, l'assessore Riziero Santi ha avviato l'iter che si concluderà con la soppressione dell'Autorità dei servizi. - -->.

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Igiene urbana: Quell'appalto non passerà (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

SCONTRO A CINISELLO Igiene urbana: "Quell'appalto non passerà" di PATRIZIA LONGO ? CINISELLO BALSAMO ? DOPO LE CARTELLE pazze, è di nuovo scontro in consiglio comunale sulla Nordmilano Ambiente. L'opposizione ha annunciato che impugnerà il piano finanziario della società pubblica, approvato l'altra sera dalla maggioranza di centrosinistra; e il sindaco Angelo Zaninello ha rigettato le accuse: "L'ostruzionismo è a livelli insopportabili". NON SI SONO ancora placate le polemiche sulle bollette inviate per sbaglio a tremila famiglie cinisellesi, che scoppia una nuova querelle sulla società di gestione del servizio di igiene urbana. Oggetto del contendere: il contratto di servizio, scaduto lo scorso primo dicembre e prorogato per sei mesi dalla Giunta comunale. "Quell'atto è illegittimo, era obbligatorio il passaggio in consiglio comunale - ha attaccato il consigliere di Forza Italia Ciro Cesarano, che ha posto la questione pregiudiziale per l'approvazione del piano finanziario -. La delibera di Giunta è stata approvata a novembre, c'era tutto il tempo di passare in aula, ma se era necessaria una proroga, bastava anche muoversi prima: come noi rispettiamo l'esecutivo, così pretendiamo rispetto per il lavoro del consiglio comunale. Il problema vero è che non c'è sintonia tra la Giunta e la sua maggioranza". PRIMA dell'approvazione della delibera Forza Italia ha abbandonato l'aula, insieme a tutto il resto dell'opposizione. "Era solamente una proroga tecnica di sei mesi, sul vecchio contratto, per garantire la continuità del servizio: porteremo in aula il nuovo contratto, entro la scadenza dei sei mesi. La delibera è stata approvata regolarmente dai consiglieri rimasti in aula", ha detto il sindaco Angelo Zaninello. AGGIUNGENDO: "C'è forte ostruzionismo. Ci apprestiamo ad andare all'approvazione del bilancio, con la proposta di una delibera che prevede la riduzione del gettone di presenza dei consiglieri, da 72 a 36 euro, per contenere i costi. Non so se la questione sia legata, ma anche nella riunione dei capigruppo qualcuno ha detto che, se proponiamo la riduzione, in aula non passerà più nulla. Ma quella delibera è di pertinenza del consiglio: siano i consiglieri a modificarla o approvarla, assumendosene la responsabilità politica". - -->.

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Col Treviso arbitra Russo infelice fischietto dei play-off (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

CON LUI i ricordi non sono dei più piacevoli. Il match di domani sarà infatti diretto da Carmine Russo, 32 anni di Nola. Il fischietto campano è al suo primo anno nel Can di serie A e B e ? fino ad oggi ? ha collezionato undici gettoni di presenza di cui uno anche nella massima categoria (Fiorentina-Cagliari: 5-1). Il direttore di gara napoletano l'anno scorso ha diretto il Pisa in ben quattro occasioni. Alla sedicesima giornata Pavia-Pisa (0-1) quindi alla trentunesima Lucchese-Pisa (0-0). Russo, poi, ha incrociato il Pisa anche ai playoff. In semifinale è stato l'arbitro di Venezia-Pisa (1-1) dove tutto filò regolarmente. Non si può dire la stessa cosa della finale d'andata, quando Russo fu il contestatissimo direttore di gara del match al "Brianteo", dove fra mille polemiche annullò un gol regolare a Biancone. PISA IN TV. Torna il consueto appuntamento su Telemondo (ore 20.45) con "Il Conte Ugolino" di Massimo Berutto. Ospite in studio Alberto Batistoni (ex calciatore di Roma e Verona). QUOTE LOTTOMATICA. Per l'agenzia delle scommesse il Pisa è favorito sul Treviso. La vittoria dei nerazzurri è data 1,65. Il pareggio (3,15) è considerato comunque più probabile di una vittoria ospite quotata addirittura 5,85. - -->.

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In lista penalizzate le donne e i big restano intoccabili (sezione: Costi dei politici)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'APPELLO. Per voce dell'esponente bresciana, la denuncia dell'Unione Province Italiane: le candidate rischiano di essere sempre collocate in posizioni ineleggibili "In lista penalizzate le donne e i big restano intoccabili" di Eugenio Barboglio Dalle quote rosa al 50 per cento di donne nelle liste e negli organi decisionali: è il percorso dell'emancipazione in politica nel tempo della Seconda Repubblica. Ma realizzato? Se ne è parlato nell'ultimo incontro dell'Unione province italiane. Le rappresentanti degli enti territoriali sono andate alla ricerca della parità, sbandierata dai partiti, scoprendo chnon si è andati oltre le dichiarazioni. Annalisa Voltolini, la rappresentante bresciana nell'Upi, lancia l'allarme rosa: "Nonostante i buoni propositi l'apertura al 50 per cento di donne è solo di facciata. Ci sono, ma in posizioni non eleggibili". I posti migliori insomma sono ancora appannaggio dei candidati maschi, "a cominciare dal mio partito, il Pd". Con buona pace delle pari opportunità. "Lo stesso Veltroni - sottolinea Voltolini, consigliere provinciale, una lunga militanza nei Ds - ha già rettificato: non più 50 per cento di donne ma il doppio di prima. Il che significa che nel Pd non supereranno il 30 per cento, facendo la media tra Ds e Margherita". L'allarme però è duplice. Voltolini solleva infatti un altro problema che riguarda la formazione delle liste, operazione in cui sono immersi i quadri di partito proprio in questi giorni: l'assalto dei giovani che tarpa le ali a quegli esponenti che da anni si impegnano nelle amministrazioni locali, limitandone le aspirazioni e le aspettative. "In lista entrano giovani senza alcuna esperienza amministrativa e con poca politica - dice - . Ed entrano spessissimo in posizioni di rilievo, idonee a proiettarli in Parlamento, dove invece una dimestichezza con le cose amministrative sarebbe molto utile. Ma questo, evidentemente, è un tempo in cui la profesionalità in politica passa in second'ordine. Si pensi al provvedimento in Finanziaria che passa sotto il nome della Lanzillotta: riduce gli emolumenti di consiglieri e amministratori nei comuni e nelle province. Non incide, come la gente crede, su stipendi o gettoni di presenza da nababbi. In compenso colpisce gente impegnata in ruoli che richiedono spesso un coinvolgimento a tempo pieno. In questo modo finirà che ci sarà posto solo per giovanissimi, pensionati e ricchi". Le liste per le prossime politiche hanno connotati ben precisi per la consigliera provinciale. "Se da una parte pullulano di giovani e scarseggiano le donne - spiega - dall'altro le posizioni strategiche sono ben presidiate dai soliti baroni. Mi riferisco a quelli che, come per diritto divino, occupano tutte le cariche. Eppure sono in pista da sempre". Ma i soli per i quali l'anzianità politica è una colpa sono "gli amministratori degli enti locali, i quali, loro sì, secondo la logica in voga, sono sostituibilissimi con un giovane". Una logica che penalizzerebbe una classe di amministratori in nome del ringiovanimento. E le donne in nome di una parità di facciata.

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Vedelago, la giunta si taglia lo stipendio (sezione: Costi dei politici)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Conti comunali in rosso, il sindaco rinuncia al 10% e aumenta l'Irpef VEDELAGO. I conti sono in rosso: stessi trasferimenti da Roma, ma sempre più servizi affidati alla gestione diretta del Comune. Le spese lievitano, ma non le entrate. E a Vedelago per far quadrare il bilancio 2008 mancano 750 mila euro. Il sindaco Paolo Quaggiotto e la sua giunta si sono messi a tavolino. Calcolatrice alla mano, hanno rifilato tutte le spese per chiudere in pareggio il 2008. Piccoli spostamenti di spese, riduzione del capitolo dei contributi da assegnare, lavori pubblici rinviati al 2009, Irpef rialzata... E la scure della giunta è caduta anche sui compensi di sindaco, assessori e consiglieri comunali. "Abbiamo deciso - informa Quaggiotto - di ridurci l'indennità di carica del 10 per cento". Il sindaco vedrà alleggerirsi il suo "stipendio" di 200 euro: da 2000 a 1800, i suoi assessori dovranno "accontentarsi" di 400 euro mensili e stessa sorte subirà il gettone di presenza dei consiglieri comunali. Una piccola goccia che contribuirà a colmare il buco da 750 mila euro, derivato da una riduzione degli incassi provenienti dall'attività di cava, dal pagamento dei mutui contratti negli anni precedenti per realizzare scuole e marciapiedi, dall'aumento della cosiddetta spesa sociale (assistenza domiciliare, servizi alle famiglie, soldi da versare a Usl e scuole,...). "Abbiamo voluto dare un segnale politico - spiega il sindaco Quaggiotto - Certo non basta ridurre le nostre indennità per sanare il bilancio comunale, ma abbiamo voluto dimostrare la nostra attenzione concreta al problema". Il bilancio 2008 - tagli agli stipendi degli amministratori inclusi - è stato approvato mercoledì all'unanimità dalla giunta. "Entro marzo lo porterò in consiglio", anticipa Paolo Quaggiotto. Quella di Vedelago sarà una finanziaria magra, ma non troppo. "Rinviamo alcuni lavori programmati per il 2008 - spiega il sindaco - Li faremo nel 2009 e intanto tra due mesi partiremo con i cantieri delle nuove scuole di Fossalunga e Fanzolo e delle piste ciclabili". Anche la famiglia comunale deve fare i conti con bollette che rincarano. "Abbiamo aumentato l'addizionale Irpef portandola allo 0,4 per cento - informa il sindaco - Non abbiamo ritoccato l'Ici. Abbiamo invece rivisto gli oneri di urbanizzazione, fermi da dieci anni. Il mercato immobiliare è in crisi e ci siamo limitati a un ritocco che oscilla tra il 15 e il 20 per cento". Il sindaco gioca d'anticipo: "E' vero, anch'io sono un palazzinaro, ma lavoro fuori Vedelago e pertanto non è una decisione pro domo mea". (a.d.m.).

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Cessione Wind, Conti e Sawiris indagati a Roma Avvisato il consulente Benedetti L'Enel: operazione alla luce del sole (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del Cessione Wind, Conti e Sawiris indagati a Roma "Avvisato" il consulente Benedetti L'Enel: operazione alla luce del sole di Roberto Rossi/ Roma CORRUZIONE Il passaggio della società telefonica Wind da Enel all'egiziana Orascom sarebbe stata frutto di una colossale tangente: circa 90 milioni di euro. Soldi che sarebbero finiti, in parte, anche nella disponibilità dell'attuale amministratore delegato del gruppo elettrico italiano Fulvio Conti. E proprio Conti - assieme ad altri 10 persone tra le quali il numero uno di Orascom, Naguib Sawiris, il mediatore Alessandro Benedetti e l'allora amministratore delegato di Wind Luigi Gubitosi - è ora indagato dalla procura di Roma con l'ipotesi di corruzione. Ieri il nucleo valutario della Guardia di Finanza di Roma ha effettuato perquisizioni a Roma, Milano e Londra. L'inchiesta dei pubblici ministeri Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli, partita lo scorso ottobre in seguito a una puntata della trasmissione televisiva Report, racconta una strana storia. Nata nell'aprile del 2005. Quando il consiglio d'amministrazione dell'Enel scaduto da alcuni mesi decide di vendere Wind. Anche se Enel è controllata dal Tesoro la legge le consente di non fare gara pubblica. All'asta va Wind, la società creata nel 1997 da Franco Tatò per inseguire il sogno della telefonia mobile. Un sogno costato caro a Enel. Il gruppo in Wind, nel giro di sei anni, mette qualche cosa come 17 miliardi e mezzo di euro. Quanto una manovra di governo. A contendersi il gruppo sono due protagonisti. Il fondo americano Blackstone e, come detto, l'egiziana Orascom. Benedetti, presidente della società lussemburghese Weather Investment nella quale compare anche Naguib Sawiris e che che materialmente compra Wind nel 2005, ha il ruolo di mediatore. Benedetti è conosciuto alle cronache giudiziarie perché nel 1996 finisce in carcere con l'accusa di aver distratto una sessantina di miliardi di vecchie lire da una sua società. Tra l'altro era il cassiere estero del costruttore Salvatore Ligresti. Wind, quindi, è all'asta. Ma non c'è trattativa pubblica. La cessione avviene privatamente. Secondo le cronache del tempo Blackstone sembra il concorrente più avvantaggiato. Il fondo avrebbe offerto 12,80 miliardi di euro contro gli 11,7 di Sawiris. L'offerta americana che dovrebbe essere segreta, il giorno prima dell'apertura delle buste, viene spifferata da Enel a Orascom. Nel giro di una notte, come ricorda lo stesso Benedetti, l'offerta egiziana lievita a 12,132 miliardi. Con un colpo a sorpresa Blackstone perde. La cifra sborsata non permette, comunque, a Enel di rifarsi delle perdite che, tra vari acquisti (come Infostrada), licenze per i servizi mobili di terza generazione UMTS e ricapitalizzazioni, ammontano a 4 miliardi e mezzo. Altrettanto a sorpresa nella cifra sborsata da Orascom vengono compresi anche i costi di transizione. In tutto sono 414 milioni di euro. Di questi 317 finiscono alle banche che sostengono l'operazione di Sawiris 97 sono i costi delle consulenze. Le cifre sono confermate proprio da Alessandro Benedetti nell'unica intervista rilasciata al Sole 24 Ore. "Le confermo che i 97 milioni di euro sono stati spesi per attività di advisory, consulenze, costi vari. Tenga conto che le persone coinvolte nell'operazione per mesi sono state oltre 250. 250 persone coinvolte nell'operazione. Tutte di altissimo profilo professionale". "È stata un'operazione alla luce del sole. Non ho nulla da nascondere - ha fatto sapere Conti, che ha anche incassato la scontata fiducia del consiglio di amministrazione - e rimango determinato a fare chiarezza sull'estraneità di Enel e mie personali all'ipotesi d'indagine". Che mette, però, un grande punto interrogativo sul suo futuro. Il prossimo governo dovrà infatti nominare un nuovo consiglio di amministrazione. Sarà difficile per Conti, finora blindatissimo, mantenere la poltrona.

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Consigliere moroso rischia la poltrona (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Provincia di Nuoro Pagina 5022 Austis Domani Consiglio, ma Sotgiu precisa: "Non ho pagato la Tarsu per una semplice dimenticanza" Consigliere moroso rischia la poltrona Austis. Domani Consiglio, ma Sotgiu precisa: "Non ho pagato la Tarsu per una semplice dimenticanza" --> Per anni non ha pagato né l'Ici né la Tarsu e ora rischia di decadere dalla carica di consigliere comunale di Austis per morosità. Protagonista della singolare vicenda Battista Sotgiu, che oggi siede sui banchi dell'opposizione ma che nelle due precedenti legislature faceva parte della squadra di governo guidata dall'ex sindaco Piero Congiu. Del suo caso si dovrebbe occupare addirittura un consiglio comunale ad hoc che il primo cittadino di Austis Lucia Chessa ha convocato per domani proprio per decidere sull'eventuale incompatibilità della condizione di morosità con la carica pubblica ricoperta da Sotgiu. Anche se il diretto interessato ha già annunciato che salderà il prima possibile quello che ancora gli resta da pagare, per cui a questo punto l'assemblea civica potrebbe rivelarsi del tutto inutile, salvo rinfocolare le tensioni tra maggioranza e opposizione da tempo ai ferri corti La vicenda risale a due anni fa, quando la sezione staccata di Sorgono del tribunale di Oristano aveva chiesto al comune di Austis di bloccare le indennità del gettone di presenza nei confronti del consigliere poiché quelle somme erano state pignorate per morosità. Per anni il consigliere non aveva infatti pagato sia l'Ici sulla casa, debito però successivamente saldato per intero, che la tassa sulla nettezza urbana. Molto ferma la presa di posizione del sindaco: "Il consiglio comunale - osserva Lucia Chessa - prenderà doverosamente atto di questa situazione e porrà rimedio ad una grave anomalia, che tra l'altro lede la stessa onorabilità di un'istituzione rappresentativa dell'intera comunità. Purtroppo ci si è trovati costretti a prendere una decisione non certo piacevole nei confronti di un consigliere comunale che, pur avendo personalmente deciso sulle varie tasse comunali, si tira indietro e non le paga". Nel rimarcare che il primo dovere di un membro del consiglio è quello di "essere d'esempio all'interno della comunità", il primo cittadino di Austis ritiene "inaccettabile che un consigliere venga pignorato perché non ha pagato le tasse che lui stesso ha imposto". Poi prosegue: "Per ben due anni abbiamo evitato di prendere una decisione tanto pesante nella vana speranza che Sotgiu, citato dalla Bps Riscossioni per morosità, sanasse il problema. Prima di decidere di contestargli l'incompatibilità con la sua carica di consigliere comunale ci siamo inoltre preoccupati di verificare come stavano realmente le cose ed abbiamo appurato che almeno con i pagamenti dell'Ici si era messo in regola, ma non con quelli relativi alla Tarsu. Tuttavia c'è ancora tempo per evitare il peggio - conclude Lucia Chessa -, visto che nella delibera che verrà portata in consiglio comunale è prevista la possibilità di rimuovere la causa dell'incompatibilità intervenendo entro dieci giorni". Ma dal canto suo Battista Sotgiu, che ammette la circostanza del mancato pagamento senza nascondersi dietro a un dito, probabilmente non aspetterà tanto. "Quel debito verso la Bps è frutto di una banale dimenticanza, una di quelle cose che può capitare a qualunque cittadino - sono le sue parole -, non certo della volontà di non pagare. Nei prossimi giorni provvederò a saldare quello che ancora devo. Comunque il tentativo di portare questa vicenda addirittura in consiglio comunale è un'operazione politica fatta ad arte e non certo una battaglia di principio. A questo punto mi auguro che qualora in Consiglio si registrassero situazioni analoghe venga attuato lo stesso trattamento che è stato riservato a me".

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Litigata per grana (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

CALCIO A 5 Litigata per Grana Il capitano dei Lupi non andrà agli Europei ma la Federazione ne ritarda il rientro Anche stavolta il Paradiso può attendere. E con esso anche capitan Nando Grana che dovrà pazientare ancora un prima di potersi comodamente sedere da solo nella poltrona riservata al detentore del maggior numero di presenze nella Nazionale azzurra di futsal che attualmente condivide dall'alto dei suoi 89 gettoni assieme al mitico Andrea Rubei. Il capitano dell'Alter Ego Luparense e dell'Italia vice campione d'Europa, causa una condizione di forma non proprio ottimale, non è stato annoverato dal commissario tecnico Alessandro Nuccorini (come pure Montovaneli) tra i "favolosi 14" impegnati nelle qualificazioni ai mondiali brasiliani in scena da ieri a Pescara. Nonostante ciò la Federazione Italiana aveva inspiegabilmente deciso di trattenere i giocatori biancoazzurri in terra abruzzese, vuoi per far gruppo evuoi per curare col loro staff sanitario gli atleti. Fatto che ha letteralmente mandato su tutte le furie il club campione d'Italia che in serata, nonostante il rientro nel padovano sempre nella giornata di ieri dei due "lupi" dopo una giornata ricca di attese ed innumerevoli colpi di scena, ha emanato un deciso comunicato stampa per esprimere il proprio disappunto per una situazione ormai arrivata al livello di saturazione. "Il problema è che con questo atteggiamento da parte della Federazione per i nostri giocatori siamo noi a passare per i cattivi di turno - spiega un amareggiato presidente Stefano Zarattini -. In realtà invece non essendo stati inseriti tra i quattordici e non potendo essere quindi impiegati nella manifestazione avrebbero dovuto rientrare già due giorni fa. Non c'era alcun motivo rimanessero lì. E non è la prima volta che con la Federazione abbiamo questo tipo di problemi. E' successo anche in occasione del campionato europeo con Nora. Per questo abbiamo deciso di farci sentire una volta per tutte". Perchè i veri Lupi, se provocati, sanno graffiare anche (e soprattutto) fuori dal terreno di gioco. (Alessandro Mazzon).

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Un flop che coinvolge 23 enti (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Udine Un flop che coinvolge 23 enti I SOCI Questi gli aderenti al Consorzio: Provincia di Udine, Comune di Udine, Comune di Cividale, Comune di Palmanova, Comune di Latisana, Confcommercio Udine, Camera di commercio Udine, Friulalberghi, Agenzia Regionale Agriturismo Friuli Venezia Giulia, Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, Friuli Via dei Sapori, Udine Fiere, Consorzio Arengo, Consorzio Salvaguardia Castelli storici, Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Latisana, Consorzio Colli Orientali del Friuli, Bed and Breakfast in Italy, Vacanze in Case Friulane, Cna - Conf. Artigianato Piccola e Media Impresa, Unione Artigiani Piccole e Medie Imprese, Comunità collinare del Friuli, Territoria Nordest, Gruppo esploratori delle grotte di Villanova. Le quote di partecipazione andavano da un minimo dell'1,4 per cento del Consorzio castelli o del ConsorzioFriuli Alberghi, del Comune di Cividale e della Camera di commercio passando attraverso il 2,8 per cento dell'Ascom, del Consorzio Arenco o della Camera di commercio. L'atto di costituzione risale al novembre del 2002 e fa riferimento alla legge regionale 2 dello stesso anno. Il Consorzio - come si legge nell'atto costitutivo - nasce senza scopo di lucro e si propone come obiettivo la gestione, la promozione e la commercializzazione del prodotto turistico del Friuli. Il Consorzio è dotato di un consiglio di amministrazione composto da 15 componenti: 8 privati e 7 pubblici. Cesare Mansi, è stato il primo presidente. Percepiva 10 mila euro lorde l'anno (5 mila, invece, spettano al vicepresidente), mentre ai componenti del cda viene riconosciuto un gettone di presenza per ogni incontro.

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La lega LOMBARDO (sezione: Costi dei politici)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Attualità ELEZIONI / IL CANDIDATO GOVERNATORE La lega LOMBARDO di peter gomez Assunzioni. Consulenze. Clientele. Dalla sanità agli enti pubblici. Così il leader dell'Mpa ha costruito il suo sistema di potere. Che piace a Silvio Berlusconi. Per vincere la sfida in Sicilia La lettera della Tor di Valle Costruzioni porta la data del 21 gennaio e accusa la Provincia di non essere riuscita in cinque anni a espropriare i terreni dove dovrebbe sorgere la nuova caserma dei vigili del fuoco di Catania. Eppure solo una settimana prima decine di persone avevano assistito alla posa della prima pietra: una inaugurazione virtuale che, una volta smascherata, sarebbe diventata un de profundis per qualunque amministratore pubblico. Non per lui. Non per don Raffaele Lombardo da Grammichele, provincia di Catania, psichiatra e europarlamentare, presidente della provincia e leader del Movimento politico autonomista, ex carcerato (poi assolto) ed ex democristiano. Una ricerca del 'Sole 24 Ore' racconta che nel 2007 gli elettori hanno collocato Lombardo al secondo posto tra i presidenti di provincia più graditi d'Italia. I sondaggi pronosticano che sarà lui, e non la democratica Anna Finocchiaro, a succedere a Totò Cuffaro sulla poltrona di governatore della Sicilia. Mentre Silvio Berlusconi, sebbene non ne ami né i baffi né il riporto di capelli, conta su Lombardo (125 mila preferenze alle europee e 13 per cento alle regionali) per ottenere nell'isola quel premio di maggioranza al Senato che a Roma gli permetterà di governare. E allora cosa volete che importi a Lombardo di quella lettera, inviata in copia anche alla Corte dei conti. Certo, dentro si legge che presto l'impresa potrebbe chiedere un risarcimento danni a causa "dell'incapacità dell'ente appaltante (la Provincia di Catania) a sbloccare la situazione"; che "la Provincia ha omesso di effettuare un atto necessario, ovvero l'esproprio dell'area". Ma Lombardo, intanto, è tranquillo. Ventiquattr'ore prima della cerimonia, aveva fatto sapere di non poter partecipare. E così per una volta la sua foto sui giornali non c'era finita. In trent'anni di attività l'ex delfino del ministro dc Calogero Mannino ha del resto imparato che in politica il punto non è essere. è apparire. E anche se nell'incontro che ha sancito l'alleanza con Berlusconi, Lombardo ha snocciolato una serie di richieste in cui, Ponte sullo Stretto a parte, spicca la "lotta agli sprechi, a partire da quelli della sanità", lui e l'Mpa, badano più a occupare i centri di potere che ad amministrare. Paradossalmente infatti in Sicilia più si governa e più si ottiene consenso. Più saranno gli amministratori del tuo partito e più saranno i voti perché molti, anzi moltissimi, saranno i favori che si potranno elargire. Così Angelo Lombardo, il fratello di don Raffaele, dopo essere entrato in Regione sull'onda di 25 mila preferenze, ha presentato un unico disegno di legge: quello che dovrebbe permettere la creazione di nuove province, a partire da Caltagirone che casualmente dista solo 13 chilometri dalla natia Grammichele. Altre province, altri stipendi e gettoni di presenza, altri amministratori, ovvero altri voti da aggiungere a quelli che già porta l'esercito dell'Mpa: 800 consiglieri comunali, 40 presidenti di consigli comunali, 50 sindaci, più tre assessori e dieci deputati regionali. Un'invincibile armata sempre più forte. Lombardo recluta nuovi colonnelli tra le fila del teorico nemico (l'ultimo è stato Giuseppe Lauricella, figlio dello storico leader Psi, due anni fa candidato all'Ars con i Ds); in altre regioni (in Campania il leader del movimento sarà l'ex ministro dc, Enzo Scotti); e soprattutto rafforza il suo formidabile apparato di vettovagliamento. Sì, perché è nelle retrovie che sta la vera forza di Lombardo. A partire dal 2005, anno di nascita dell'Mpa, i suoi uomini hanno inesorabilmente conquistato gli enti pubblici, occupato le società partecipate, assunto o fatto assumere centinaia di precari. Che quella sia la sua tattica, lui non ne ha mai fatto mistero. Quando in tribunale si era ritrovato a difendersi dall'accusa di aver ricevuto parte delle tangenti versate dall'ex presidente dell'Inter Ernesto Pellegrini per accaparrarsi le forniture all'Usl 35, Lombardo aveva sostenuto di aver respinto le offerte di denaro, e di "essersi limitato a chiedere assunzioni". E la decisione di uno dei manager di Pellegrini di avvalersi in aula della facoltà di non rispondere, dopo aver invece detto ai pm di avergli versato 200 milioni, aveva fatto il resto: Lombardo assolto con tanto di risarcimento di 33 mila euro per ingiusta detenzione. Stessa storia, o quasi, per i concorsi truccati della medesima Usl. Secondo i giudici la sua segreteria aveva anticipato ad alcuni candidati i temi di un concorso. Nella sentenza si legge che dalle intercettazioni telefoniche era emerso che uno dei membri del comitato dei garanti della Usl e Lombardo "erano uniti da enormi interessi in concorsi e pratiche di enti pubblici". Ma dopo la condanna per abuso d'ufficio. in appello era arrivata l'assoluzione. Dal punto di vista giudiziario, insomma, don Raffaele è bianco come un giglio. Tanto da essere riuscito a prendere con sé l'ex procuratore generale di Catania, Giacomo Scalzo, e Romeo Palma, magistrato della Corte dei conti e fratello dell'ex procuratore aggiunto di Palermo, Anna Palma. Da quello politico, beh è tutta un'altra storia. Nella sanità siciliana (ma non solo) la militarizzazione prosegue spedita. Battendo le orme dell'amico Clemente Mastella, Lombardo, ha messo alla testa della Ausl di Enna suo cognato Francesco Judica, poi ha conquistato a Catania un direttore amministrativo all'ospedale Cannizzaro, un direttore sanitario all'ospedale Garibaldi, un direttore generale a quello di Caltagirone... L'elenco è lunghissimo e va aggiornato di continuo, anche con le altre poltrone di peso occupate nelle aziende dei rifiuti e nei parchi regionali. Ma è all'aeroporto Fontanarossa di Catania che Lombardo ha compiuto il suo capolavoro. La Sac, la società che lo gestisce, è partecipata dalla Provincia. Così l'Mpa può intervenire sulle assunzioni, tramite la Sac Service capitanata da un uomo di Lombardo, e soprattutto occuparsi del costruendo aeroporto di Comiso, in società con Mario Ciancio Sanfilippo. E a Catania, Ciancio vuol dire la stampa, tutta la stampa (sono sue 'La Sicilia' e buona parte delle tv private). Se si considera poi che Ciancio è socio di un'importante iniziativa immobiliare di Ennio Virlinzi, sponsor di Lombardo fin dalla prima ora, diventa chiaro perché sulle metodologie dell'eurodeputato, l'opinione pubblica non sia pienamente informata. Tutti i catanesi, per esempio, hanno ben presente che l'amministrazione del Comune da parte del medico personale di Berlusconi, Umberto Scapagnini, oggi dimissionario, è stata un disastro. Il municipio è a un passo dal fallimento. Nel 2007 sono mancati persino i soldi per illuminare interi quartieri, ma per tutti il colpevole è lui: l'etereo Scapagnini. In realtà in giunta e in consiglio negli ultimi tre anni l'ha fatta da padrone l'Mpa, che in città ha raccolto grazie a un gioco di prestigio (Lombardo aveva presentato quattro diverse liste, contando che familiari e amici di tutti i candidati sarebbero corsi a votare) il 20 per cento dei consensi. E soprattutto Catania è l'unica amministrazione d'Italia dove il capo del personale, l'ingegnere capo e il ragioniere generale, lavorano sia per la Provincia che per il Comune. Miracolo dei contratti di consulenza che Lombardo alla Provincia ha utilizzato con maestria. Pippo Pignataro, un consigliere provinciale di centrosinistra, spiega che le consulenze servono a Lombardo per convincere gli uomini degli altri partiti a passare con lui: "A rotazione fa dimettere gli assessori per nominarne altri e ricompensare i dimissionari scegliendoli come consulenti o dando loro altri incarichi". Eclatante il caso dell'assessore allo Sport Daniele Capuana, dimessosi in vista delle regionali del 2006, poi tornato all'assessorato, e nell'intermezzo nominato consulente. A scorrere l'elenco dei benificiati c'è da restare impressionati. Dentro c'è di tutto. Anche il vero Richelieu di Lombardo, il professor Elio Rossitto, un ex comunista, consigliere negli anni '80 del presidente della Regione, Rino Nicolosi, poi accusato dallo stesso Nicolosi di aver fatto parte del comitato di affari che spartiva tutti gli appalti siciliani, ma infine assolto. In totale fanno circa 300 persone, da aggiungere ai 760 dipendenti della Provincia, e ai 500 che ricevono invece lo stipendio dalla Publiservizi, una controllata di diritto privato che si può così permettere il lusso di assumere gente senza concorsi pubblici. Il risultato è che gli autisti della Publiservizi a volte sono consiglieri comunali (o loro parenti) di paesi dell'hinterland, e che tra gli altri assunti ve ne è uno la cui occupazione principale è pulire una voliera per uccelli. Per questo persino gli alleati di Forza Italia si lamentano. Dice il consigliere azzurro Carmelo Giuffrida: "Ha usato l'ente per aggregare persone di varie aree politiche. Appena insediato, aveva detto di volere giunte snelle. Due mesi fa invece ha nominato un ennesimo assessore, l'ex consigliere di An Filippo Condorelli, precedentemente nominato consulente alla protezione civile, e alle ultime comunali di Paternò candidato sindaco dell'Mpa". Come dire: attento Silvio, con Lombardo si vince, ma governare poi è tutta un'altra storia. ha collaborato Giuseppe Giustolisi E Scotti ha un conto da pagare di Gabriele Mastellarini Da ministro democristiano a presidente dell'Italia di Centro, il partitino alleato al Movimento per l'autonomia di Raffaele Lombardo. A 74 anni, Enzo Scotti torna alla ribalta affiancando il futuro candidato del Pdl in Sicilia. Ma proprio in queste settimane, tra un comizio e un'intervista, Scotti ha subìto una pesante condanna dalla Corte dei conti del Lazio. Dovrà risarcire fino a 2,995 milioni di euro per una vicenda nella quale è implicato anche l'ex commissario antiracket e antiusura Raffaele Lauro (all'epoca dei fatti capo di gabinetto agli Interni), al quale sono stati pignorati beni fino a 750 mila euro. Condannati anche l'allora capo del Sisde, Alessandro Voci (scomparso il 17 gennaio scorso a 80 anni) e il suo vice, il prefetto Fausto Gianni. La storia risale a marzo del 1992, quando Enzo Scotti è ministro degli Interni. Viene deciso di acquistare un immobile in via Poli 25 a Roma da adibire a sede del Sisde e pagarlo con fondi riservati, eppure l'operazione "non aveva nulla di riservato", spiega la Corte dei conti. Prezzo fissato a 25 miliardi e 470 milioni di lire, sproporzionato rispetto al valore di mercato tra i 9 e i 13,5 miliardi. E poi, quel palazzo è soggetto a vincoli urbanistici e ambientali e non potrà mai essere utilizzato dai servizi. Così scoppia lo scandalo, ma lo Stato ha già versato la caparra di 14 miliardi e mezzo alla società Baia Paraelios dell'architetto Adolfo Salabè, già al centro dell'inchiesta sui fondi neri del Sisde negli anni Novanta. Per Scotti e gli altri si apre anche il processo penale, con proscioglimento per intervenuta prescrizione dal reato di abuso d'ufficio per finalità patrimoniale. Ora il ministero degli Interni ha cercato di recuperare i 14,5 miliardi sprecati, avviando un'azione legale contro la società debitrice. Ma la Baia Paraelios ha "un patrimonio modestissimo in rapporto al danno da risarcire", così la Corte dei conti (sentenza di primo grado) ha chiamato a pagare l'attuale presidente dell'Italia di Centro, l'ex commissario antiracket e i due uomini già ai vertici del Sisde.

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Consegnate le Tavolette d'Oro (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

La Compagnia del cioccolato ha premiato i migliori cioccolati italiani con la "Tavoletta d'Oro", un riconoscimento di tutto rispetto, sempre più ambito, quasi fosse la stella della Michelin del mondo della ristorazione. Questo premio, che è ormai giunto alla sesta edizione, viene considerato, non solo da chi lo riceve, ma anche dai membri della Compagnia del cioccolato, un segnale che deve servire da sprone per un continuo e sereno miglioramento, alla ricerca della qualità assoluta. E gli organizzatori possono ben dire che "si tratta dell'unico caso sistematico di valutazione tecnica dei cioccolati in tavoletta presenti sul mercato italiano e sta diventando un punto di riferimento per chi deve scegliere cioccolati per un'attività commerciale, una promozione o anche solo per mangiare il meglio con la garanzia che lo sia davvero. E' diventato inoltre un orientamento importante per gli amanti del cioccolato di qualità". E passiamo ai riconoscimenti. Il "Venezuela" 38% di De Bondt è risultato vincitore nella categoria latte; il "9" al 75% di Amedei ha vinto la categoria fondente mentre il "Puertomar Ocumare 61" al 75% di Domori si è aggiudicato la categoria origine. De Bondt ha vinto inoltre la menzione d'onore come miglior produttore italiano di cioccolato aromatizzato. L'azienda, gestita da Paul e Cecilia, si trova a Navacchio, località Visignano, pochi chilometri fuori Pisa in direzione Firenze, allo sbocco della ormai famosa e toscanissima "Chocolate Valley". Andrea Slitti, di Monsummano Terme, si aggiudica il premio come migliore cioccolatiere italiano 2008; Domori come miglior produttore di cioccolato d'origine. Guido Gobino, un altro maitre che non ha certo bisogno di presentazioni, riceve una menzione d'onore per il gianduiotto "Tourinot" maximo e Angela Giordano, altro mitico punto d'incontro in piazza Carlo Felice 69, a Torino, per il gianduiotto tagliato a mano. Infine l'Offelleria Rizzati, che si trova a Cocomaro di Focomorto, in provincia di Ferrara, riceve un premio per la Torta Tenerina e Venchi per il Chocaviar 75% in granella. Per Gilberto Mora, dallo scorso novembre nuovo presidente nazionale di Compagnia del Cioccolato "i risultati del Premio Tavoletta d'Oro di quest'anno fotografano una realtà molto positiva del cioccolato italiano che però da qualche anno non riesce ad allargare il numero dei cioccolatieri di qualità. Ci aspettiamo un grande impegno da parte di artigiani e industrie per rispondere ad una sempre maggiore richiesta di qualità del prodotto finale unito ad un'esigenza di tracciabilità della materia prima". La Compagnia del Cioccolato, attiva da oltre 12 anni e sempre attenta alle problematiche legate al cioccolato di qualità, sta organizzando tutte le schede di degustazione degli ultimi anni per preparare la sua Guida ai cioccolati d'Italia che sarà un'analisi completa dei cioccolati in vendita in Italia e un orientamento per i suoi soci e per tutti i consumatori. \.

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Il senato "scongela" le circoscrizioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'assesore Gentile: ci aspettiamo comunque dalla Regione direttive più chiare Il Senato "scongela" le circoscrizioni Potranno operare fino al 2012. Il Comune le aveva sospese in via cautelativa DECRETO MILLEPROROGHE Ora subito al lavoro per prendere in esame il bilancio comunale: Piedimonte si riunirà già stasera, anche per la questione diga Sospiro di sollievo nei consigli di quartiere che avevano continuato l'attività senza compensi I consigli circoscrizionali cittadini sono stati "scongelati". A risuscitare i parlamentini è stato il decreto Milleproroghe, approvato nei giorni scorsi dal Senato, che sulla scia di quanto avvenuto alla Camera ha accolto l'emendamento dell'Associazione nazionale Comuni italiani, che modificava quanto stabilito dalla Finanziaria, stabilendo che la cancellazione delle circoscrizioni avvenisse non dal primo gennaio 2008, ma dalla loro scadenza naturale. Essendo le circoscrizioni degli organi eletti dai cittadini, eliminarli in corsa avrebbe potuto portare all'impugnazione del provvedimento di fronte alla giustizia amministrativa. I consiglieri goriziani potranno quindi continuare a operare fino al 2012, ovvero fino alle prossime elezioni amministrative. La soppressione delle circoscrizioni nelle città con meno di 100.000 abitanti voluta dalla Finanziaria è stata una vera e propria doccia fredda per tutti, e ha spinto il Comune a ricorrere alla sospensione cautelativa dei presidenti e dei componenti dei dieci parlamentini cittadini nell'attesa di delucidazioni. I consigli di quartiere sono stati invitati a ridurre al minimo la propria attività, evitando le spese ingenti e concentrandosi sulle iniziative consolidate e già programmate, senza percepire il gettone di presenza per eventuali sedute. A gennaio e febbraio le riunioni sono state ridotte al minimo, anche se di fatto l'impegno a favore dei cittadini è proseguito. "Comunicheremo ufficialmente ai presidenti l'approvazione del Milleproroghe, poi affronteremo le altre questioni relative ai quartieri", assicura il vicesindaco, Fabio Gentile, riferendosi all'intenzione dell'amministrazione di rivedere il numero di quartieri cittadini. Prima di prendere decisioni, il Comune chiederà alla Regione delucidazioni sulla legge sulle autonomie locali detta Iacop 2: "Aspettiamo che sia eletto il nuovo presidente della Regione per chiedere che sia rivista la Iacop 2, ai nostri occhi molto lacunosa per quanto riguarda Gorizia. Il decreto Milleproroghe ci permette di dire alle circoscrizioni che possono andare avanti, la potestà primaria in materia di circoscrizioni resta regionale. Attendiamo dunque direttive più chiare, anche se i segnali indicano una riduzione dei quartieri. Del resto uno degli obiettivi che ci siamo posti è la riduzione dei costi della politica". Unanime è stata la reazione dei presidenti dei parlamentini cittadini, che hanno tirato un bel sospiro di sollievo non sentendosi più in sospeso. Primo impegno delle circoscrizioni sarà l'esame del bilancio preventivo del Comune, per poi esprimere un parere. Alcuni quartieri hanno già convocato la riunione in cui affronteranno la questione: i primi consiglieri a discuterne saranno quelli di Piedimonte, che si riuniranno stasera anche per fare il punto sulla diga sull'Isonzo e per organizzare la pulizia delle rive prevista per domenica 6 aprile. Martedì sarà la volta di Lucinico, che parlerà del progetto Pedibus, che si propone di abituare gli alunni dell'istituto comprensivo ad andare a scuola a piedi, e del neonato consiglio di quartiere dei ragazzi, volto a coinvolgere i ragazzi in progetti utili per il paese. Mercoledì invece si metterà al lavoro il Centro, che avrà come punto principale all'ordine del giorno proprio l'espressione del parere sul bilancio. Francesca Santoro.

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RIMINI - Consiglio comunale, girandola di delibere (sezione: Costi dei politici)

( da "RomagnaOggi.it" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sei in news/Rimini, data 29.02.2008, orario 12:48. RIMINI - Consiglio comunale, girandola di delibere RIMINI - Il Consiglio comunale, nella seduta di ieri sera, ha discusso e approvato il seguenti punti all'ordine del giorno: · Adeguamento alla legge finanziaria 2008 della disciplina inerente la corresponsione del gettone di presenza, modifica ed integrazione del regolamento sul funzionamento del consiglio comunale. Approvato col voto favorevole di tutti i consiglieri tranne Renzi che si è astenuto; · Adesione alla convenzione relativa alla costituzione di un fondo comune a favore delle imprese associate alle cooperative di garanzia iscritte all'albo artigiani operanti nella provincia di Rimini - anno 2007. Approvata all'unanimità; · Variante al P.r.g. vigente per area di rispetto funzionale al cimitero di Santa Giustina. Controdeduzione alla osservazione e definitiva approvazione. Approvata col voto favorevole di maggioranza e Rnp; astenuta la minoranza; · Variante alle n.t.a. del p.r.g. relativa all'art. 23.1.4 - zona r1: viale della Repubblica (ex Tabacchificio). Adozione. Approvata col voto favorevole della maggioranza; astenuta minoranza e Rc; · Variante cartografica e normativa al p.r.g. vigente relativa alla riperimetrazione del territorio urbanizzato, revisione grafica e normativa delle zone classificate "ghetto" e intervento di riordino e infrastrutturazione di alcune aree di frangia delle zone agricole. Controdeduzioni alle riserve formulate dalla provincia in relazione all'art. 29 delle n.t.a. - zona a2 "Nuclei abitativi storici denominati ghetti storici". Rinviata · Mozione inerente "Vigile elettronico" presentata nella seduta consiliare del 10.01.2008 dal consigliere Giuliana Moretti. Rinviata · Mozione inerente "Evasione tariffaria sugli autobus della Tram", presentata dal consigliere Gioenzo Renzi nella seduta del 04/10/2007. Approvata col voto favorevole di tutti i consiglieri tranne Rc che ha votato no.

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Elezioni: ecco l'agenda per il futuro governo (sezione: Costi dei politici)

( da "Denaro, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Enti Locali & Cittadini le autonomie Elezioni: ecco l'agenda per il futuro governo Nando Morra --> E' opportuno, in questa convulsa fase elettorale, che da parte delle Associazioni delle Autonomie vengano proposte con forza e concretezza di argomenti, alcune questioni fondamentali per il sistema degli Enti Locali. E' opportuno anche che Anci, Legautonomie e Uncem sollecitino con determinazione che alcuni obiettivi vengano assunti nei programmi elettorali delle forze politiche. Si tratta di problemi-chiave ineludibili per l'attuazione delle riforme costituzionali e per definire un assetto istituzionale moderno e adeguato alle trasformazioni ed alle innovazioni che il paese reclama. Il governo Prodi non è riuscito in questa impresa. Anzi. A partire dal Ministro Lanzillotta, è stata portata avanti una antipolitica che identificava opportunisticamente nella riduzione di ruolo, funzioni e rappresentanze degli Enti Locali, l'antidoto per incidere sui "costi della politica". E' il discorso portato avanti sulle Comunità Montane, sulla riduzione di rappresentanti e indennità a Sindaci e amministratori. Certo, lo status-quo è inaccettabile e da rimuovere. Come non è possibile attardarsi in un conservatorismo negativo per il paese e le Comunità. Modernizzare significa cambiare. Ma con realismo, con rigore, con intelligenza politica e sociale salvaguardando in particolare, i diritti delle piccole comunità. Soprattutto di montagna. E' in coerenza con questo obiettivo strategico che Legautonomie e UNCEM hanno definito una comune "agenda delle priorità" da sottoporre alla attenzione delle forze politiche ed impresso una svolta al sistema delle rappresentanze, costituendo la Confederazione Legautonomie Uncem. Un soggetto nuovo nel panorama delle Associazioni delle Autonomie Locali, che non si sostituisce alle due realtà che la costituiscono, ciascuna delle quali continuerà a portare avanti la propria missione istituzionale nei confronti degli associati 335 comunità montane e 1400 Comuni montani nel caso dell'Uncem, 2500 enti tra Comuni, comunità montane, province e regioni nel caso di Legautonomie ma che si pone l'obiettivo di cambiare la modalità della rappresentanza degli Enti Locali per renderla adeguata al nuovo Titolo V della Costituzione, il quale postula la piena parità dei soggetti costitutivi della Repubblica e la necessità della loro cooperazione per costruire, contro ogni logica di separatezza, il federalismo istituzionale e fiscale. Bisogna essere chiari: le prerogative degli Enti Locali e le loro funzioni costituzionali non devono essere compromesse e minacciate da programmi elettorali demagogici. L'ICI va mantenuta come principale tributo della finanza comunale. Semmai, va riformata e semplificata. Riformata, perchè rispecchi meglio i reali valori immobiliari di mercato; semplificata, nel senso che vi si trovino accorpate, con evidente vantaggio dei cittadini, tutte le imposte e le tasse che gravano sugli immobili. Si parte da un punto preciso. Il federalismo si è bloccato. Che fare, dunque, di concreto, evitando i soliti proclami di principio? Il paese ha bisogno del federalismo. Ogni soggetto costitutivo della Repubblica, a partire dai Comuni, necessita di certezza amministrativa e finanziaria per promuovere sviluppo e coesione. Lo richiede l'economia ma soprattutto lo chiedono i cittadini. Da qui, l'esigenza di Legautonomie Uncem: unire le forze e impegnarle su alcuni punti qualificanti e attuativi del processo federalista. Nel merito. Primo Decentramento e federalismo Applicazione concreta del federalismo amministrativo, muovendo dal presupposto costituzionale che tutte le funzioni amministrative spettino anzitutto al Comune. Stante la diffusa frammentazione del sistema comunale italiano, segnatamente nelle aree montane, l'allocazione delle funzioni medesime non potrà che avvenire sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, e quindi valorizzando e promuovendo il principio associativo per i comuni di minore dimensione demografica. Rafforzare e qualificare il ruolo della Provincia come ente intermedio e di governo dell'area vasta, valorizzando le funzioni di coordinatore delle politiche di sviluppo locale e di cooperazione istituzionale. Abbiamo avuto modo in più occasioni di criticare il ddl proposto dal precedente Governo, il cosiddetto "Codice delle Autonomie", perchè si presentava troppo pervasivo e con parti eccessivamente di dettaglio, limitando l'autonomia normativa e organizzativa degli enti locali. Deve essere superato l'approccio metodologico del "testo unico ricognitivo e interpretativo" a vantaggio di una vera "Carta di principi", unico modo per valorizzare le migliori esperienze di governo e di promozione del territorio. In questi anni, sono state le autonomie locali, sia per la capacità di allestire una estesa rete di servizi per la comunità, che per quella di fare investimenti i soggetti nuovi dello sviluppo dei territori. Cooperazione e leale collaborazione interistituzionale, insieme ad autonomia, trasparenza e responsabilità, devono essere i principi sui quali costruire il federalismo amministrativo. Secondo Federalismo fiscale l'attuazione del federalismo finanziario e fiscale nella sua articolazione territoriale, a Costituzione rinnovata, costituisce un altro capitolo fondamentale su cui richiamare l'impegno immediato del futuro Parlamento e del nuovo Governo. Si tratta di riprendere il lavoro avviato con il precedente disegno di legge delega e costruire un assetto stabile della finanza territoriale attribuendo a regioni ed enti locali tributi propri e compartecipazioni dinamiche al gettito dei tributi erariali. Deve essere valorizzato il ruolo dell'ICI come imposta fondamentale dei territori, procedendo anche alla sua semplificazione, accorpando tutti i tributi che gravano sugli immobili, oltre a un suo adeguamento ai reali valori di mercato come richiesto dagli enti locali. Devono essere chiariti i criteri per l'individuazione dei costi standard, a partire della tutela costituzionale dei livelli essenziali delle prestazioni, e le modalità del loro finanziamento integrale, attraverso un chiaro sistema perequativo rispetto alle capacità dei territori. E' opportuno prevedere criteri di premialità per gli enti locali virtuosi, anche attraverso la ripartizione degli obiettivi del Patto di stabilità a livello infraregionale. Emerge la necessità della profonda revisione delle sedi della concertazione e dei raccordi interistituzionali, valorizzando in questo caso i Consigli regionali delle autonomie e le Conferenze regione-enti territoriali. Un altro elemento critico irrisolto è il nodo delle regioni a statuto speciale e della necessaria definizione di una disciplina unitaria per gli enti locali valida anche per questi territori. Obiettivo è il coordinamento della finanza territoriale con la manovra annuale di bilancio tramite apposito disegno di legge da approvare prima della prossima legge finanziaria. Nodo importante relativo alle caratteristiche peculiari dei Comuni, di prevalente dimensione demografica ridotta, che richiede la valorizzazione di forme associative intercomunali stabili e sussidiarie. Per la montagna, inoltre, va operato il riconoscimento di quote predeterminate di fondo perequativo in attuazione dell'art. 119 della Costituzione, finalizzate alla copertura dei maggiori oneri presenti in montagna che determinano l'esigenza di sopperire ai sovracosti strutturali permanenti tipici che qui si manifestano con particolare evidenza. Terzo Sedi della concertazione Altro nodo fondamentale per attuare il principio della parità istituzionale tra i soggetti costitutivi della Repubblica è la riforma delle sedi di concertazione e di raccordo interistituzionale. In attesa della riforma costituzionale per il superamento del bicameralismo perfetto e l'istituzione del Senato federale, va prevista l'integrazione dei componenti della Commissione bicamerale per le questioni regionali con i rappresentanti delle regioni e degli enti territoriali. Deve anche essere riformato il sistema delle Conferenze, uniche sedi ad oggi di confronto e di raccordo istituzionale esistenti, alla cui debolezza politica e istituzionale non è estraneo il tema della formazione e della composizione della rappresentanza degli enti locali, di cui va superata l'espressione meramente categoriale e sindacale. All'interno di questo disegno di riforma deve collocarsi anche il sistema delle concertazione regionale cui si è accennato prima, con i Consigli regionali delle autonomie e le Conferenze regione-enti locali. Quarto Riform servizi pubblici locali Bisogna procedere alla riforma dei servizi pubblici locali favorendo e implementando politiche di liberalizzazione dei servizi che mettano al centro gli interessi dei cittadini e contribuiscano all'abbattimento di costi e tariffe attraverso la selezione competitiva degli operatori. In questo contesto va rafforzato il ruolo degli enti locali come soggetti regolatori e le funzioni di indirizzo e controllo dei consigli comunali. Garantire, oltre a trasparenza e qualità, l'accessibilità e universalità dei servizi pubblici raggiungendo anche le aree marginali e del Paese e i territori montani. Per conseguire questi obiettivi è necessaria una riflessione profonda che coinvolga, in primo luogo, Anci e Upi, interlocutori fondamentali. Una rappresentanza unitaria capace di esprimere i principali soggetti storici portatori della istanza autonomista e federalista, è funzionale al ruolo da svolgere nello interesse del paese e del sistema delle Autonomie. --> del 29-02-2008 num.

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Conti segreti, <fuori i nomi dei politici> (sezione: Costi dei politici)

( da "Manifesto, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Conti segreti, "fuori i nomi dei politici" Politici di destra e di sinistra all'attacco, per sapere i nomi di chi è coinvolto nella maxi evasione fiscale in Liechtenstein Sara Farolfi Al grido di "fuori i nomi dei politici", timidamente è Rocco Buttiglione a fare il primo passo in avanti. Fatto curioso, l'autodenuncia dal "filosofo", tanto più curioso perchè poco o nulla sembra avere a che fare con gli accertamenti dell'Agenzia delle entrate sui presunti 150 evasori italiani con attività a Vaduz, capitale del Liechtenstein, quel piccolo paradiso fiscale conficcato nel cuore dell'Europa. Buttiglione è stato co-rettore e professore all'International academy of philosophy, in Liechtenstein. "In quel periodo - spiega il presidente dell'Udc - ho percepito dei denari che ho allocato in un conto come quelli della povera gente che prende lo stipendio. Dopodichè ho smesso di lavorare in Liechtenstein, ma ho tenuto il conto aperto". Si potrebbe eccepire che avere un conto in una banca di Vaduz non è proprio la stessa cosa che averlo in una di Roma. Il conto di cui parla Buttiglione conterrebbe l'irrisoria somma di 3 mila euro. Noccioline, se paragonate alle somme dirottate dai presunti evasori nelle oscure (e anonime) fondazioni di Vaduz: queste somme si aggirerebbero tra le centinaia di migliaia e le decine di milioni di euro. "Depositi grossi" riconducibili a "intestazioni forti": 150 persone fisiche sembra - la cui lista top secret giace sulla scrivania del direttore dell'Agenzia delle entrate - tra cui diversi imprenditori e anche "qualche politico". Perciò ieri il grido "fuori i nomi" si è levato, in tempi di messa a punto delle liste elettorali, da destra a sinistra. Primo, Antonio Di Pietro: "Gli elenchi degli italiani titolari di conti in Lichtenstein devono essere resi noti prima del voto del 13 aprile, perchè il cittadino deve sapere chi va a votare". "D'altra parte - continua l'ex pm - l'utilizzo di casseforti estere è usato e abusato non solo dal sistema finanziario e produttivo ma anche da quello politico, per esempio per occultare finanziamenti ai partiti". Anche Fassino si è unito al coro e, per la Sinistra, hanno parlato Fausto Bertinotti, Paolo Ferrero e Natale Ripamonti. Chiedendo che "la lista nera con i nomi dei 150 evasori fiscali venga resa nota al più presto e, decenza vuole, che i partiti non inseriscano nelle loro liste questi gentiluomini". Sembra però improbabile, come spiegano alle Finanze, che la lista venga resa nota in tempi così rapidi. Gli accertamenti, in capo a una task force appositamente costituita presso l'Agenzia delle entrate, sono ancora in corso. Ed è persino possibile che alcune delle posizioni contenute nella lista nera (che sembrano riguardare quasi esclusivamente persone fisiche e non società) risultino perfettamente a norma di fisco, dopo essere state "ripulite" con quel capolavoro di era berlusconiana-tremontiana che è stato lo "scudo fiscale". Nel 2001 e nel 2002 è stato infatti possibile rimpatriare o regolarizzare beni illegittimamente detenuti all'estero. Per farlo è stato sufficiente una "dichiarazione riservata" a un intermediario (banche o società di intermediazione finanziaria). Nessun obbligo di trasmissione all'amministrazione finanziaria, questa "dichiarazione" contava sull'anonimato garantito. Chi se ne è avvalso ha potuto "condonare" la sua posizione versando (anonimamente) il 2,5% delle somme rimpatriate o regolarizzate. Il fatto è che adesso non si sa quanti dei 150 presunti evasori siano giù stati condonati. Lo scandalo sulla maxi evasione (l'elenco italiano è stato ottenuto grazie all'accordo che regola lo scambio di informazioni fiscali nei paesi Ocse) è nei fatti un meccanismo molto raffinato in cui l'evasione si intreccia all'elusione. Nessun obbligo di residenza, per occultare fondi in Lichtenstein è sufficiente costituire una fondazione - che per essere mantenuta necessita appena di un migliaio di euro l'anno - e lì scaricare i propri guadagni, in forma del tutto anonima per via del segreto bancario. Che proprio in Lichtenstein è rigidamente osservato.

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ELEZIONI: PROGRAMMI PDL-PD A CONFRONTO. SPESA PUBBLICA E LOTTA EVASIONE (sezione: Costi dei politici)

( da "Asca" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

(ASCA) - Roma, 29 feb - Il controllo della spesa pubblica e' posto nella prima delle dodici 'azioni di governo' che compongono il programma elettorale del Pd. Nel programma del Pdl l'aspetto della spesa e' preso in considerazione nella settima 'missione' intitolata: 'un piano straordinario di finanza pubblica'. In entrambi il controllo della spesa e' una delle modalita' di copertura finanziaria dei diversi interventi a favore di famiglie, imprese, giovani. Entrambi i programmi escludono riduzioni della spesa sociale. Nel programma che Silvio Berlusconi presenta si prevede il taglio di un punto di pil della spesa, nell'ambito del piano straordinario che si estendera' nei 5 anni di legislatura, cui e' previsto sommarsi un punto di pil di maggiore crescita. Veltroni ha invece indicato una riduzione della spesa di due punti e mezzo in tre anni (mezzo punto nel 2008 e 1 punto in ciascuno degli anni 2009 e 2010) per poter utilizzare il maggior gettito dalla lotta all'evasione interamente all'abbattimento delle tasse su famiglie e imprese. Sia Il Pdl che il Pd propongono di ridurre i costi della politica e della burocrazia, un'azione che in entrambi i casi prevede il taglio delle province. L'azione straordinaria di finanza pubblica inserita nel programma del Pdl si realizza attraverso il federalismo fiscale e la riduzione del debito ''immettendo sul mercato una quota corrispondente di patrimonio pubblico, offrendo a risparmiatori e operatori economici maggiori e migliori opportunita' di investimento''. Per quanto riguarda la lotta all'evasione fiscale, il Pdl si affida alla riforma delle esattorie, all'effettiva partecipazione dei Comuni all'accertamento, al potenziamento dell'amministrazione finanziaria, alla riforma 'dal basso' degli studi di settore. Anche Veltroni punta sulla valorizzazione dell'attivo patrimoniale per ridurre il debito (che puo' cosi' scendere rapidamento sotto il 90% del pil) e liberare risorse. Per controllare la spesa il Pd propone la sistematica revisione, utilizzando anche la comparazione internazionale, un meccanismo di valutazione per tutta la P.A. a partire dai dirigenti, la valutazione dei cittadini sui servizi, il rimpiazzo parziale del turn over, l'ampliamento della centralizzazione nell'acquisto di beni e servizi. Proseguire poi la lotta all'evasione avviata dal governo Prodi con una condizione: ''mai condoni fiscali''. lsa/leo.

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Fortore: Sassinoro entra nel Consorzio dei comuni (sezione: Costi dei politici)

( da "Sannio Online, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pubblicato il 29-02-2008 Il Consiglio comunale di Sassinoro, con recente atto, ha aderito al consorzio dei comuni denominato "Ecomuseo del Matese - Parco dei Tratturi", contestualmente ha approvato gli schemi dell'Atto costitutivo e dello Statuto, che sono allegati alla deliberazione e ne costituiscono parte integrante e sostanziale... Il Consiglio comunale di Sassinoro, con recente atto, ha aderito al consorzio dei comuni denominato "Ecomuseo del Matese - Parco dei Tratturi", contestualmente ha approvato gli schemi dell'Atto costitutivo e dello Statuto, che sono allegati alla deliberazione e ne costituiscono parte integrante e sostanziale. L'iniziativa è stata promossa dal Comune di San Polo Matese (IS), che per la verità da tempo sta portando avanti un programma di attività finalizzate allo sviluppo e alla valorizzazione delle risorse esistenti sul proprio territorio. La creazione dell'Ecomuseo potrà infatti garantire la conservazione di tutte quelle tradizioni ed usanze tipiche che contraddistinguono la comunità rurale locale. Sarà perciò un museo all'aperto, costituito da strutture ed ambienti naturali in cui saranno riproposti gli antichi mestieri, i saperi e le tradizioni che testimoniano la cultura e i costumi della comunità che lo abita.Lo scopo è quello di tramandare e far conoscere le antiche pratiche dell'artigianato e della gastronomia locale, si potrà così incentivare il turismo che, per le nostre zone, costituisce l'unica risorsa capace di garantire la crescita e lo sviluppo economico di un territorio, che è caratterizzato da una straordinaria bellezza. Il Matese rappresenta un lungo contrafforte di rocce calcaree, rivestito sui fianchi di macchie e di selve, che si alza fino ai 2.050 metri del monte Mileto, il Mons Miletum sul quale si batterono ormai senza speranza gli ultimi Sanniti. Il versante settentrionale del massiccio digrada dolcemente verso la piana di Bojano (CB), in un succedersi di declivi, ricoperto di pascoli, radi boschetti e valli. Fra i boschi si trovano vaste faggete, affiancate da foreste di querce, lecci, cerri, castagni e noci. Numerose sono le erbe medicinali fra cui la genziana, l'arnica, la bella donna e l'inopo. La fauna è piuttosto ridotta con presenza di cinghiali e caprioli. Numerosi sono invece i lupi, le volpi, le lepri, le marmore, i tassi, le faine e i gatti selvatici. Sulle pareti rocciose del Miletto nidificano le aquile, mentre lungo i corsi d'acqua si possono incontrare anitre, folaghe, beccacce e numerosi trampolieri.Il Regio Tratturo ha un percorso che si sviluppa per 211 chilometri, e che nascendo da Pescasseroli attraverso l'Abruzzo, il Molise, la Campania e la Puglia. Il tracciato, legato da tempo immemorabile alla transumanza, si snoda per 90 chilometri in Campania e per 25 chilometri sulle colline dell'Alto Tammaro.Il consorzio che si andrà a costituire avrà quale ente capofila il Comune di San Polo Matese, rappresentato dal sindaco Tonino Spina, l'assemblea eleggerà il vicepresidente, il segretario, il tesoriere, i consiglieri e i respirabili tecnici.Lo Statuto dell'Ecomuseo e del Parco dei Tratturi è costituito da 17 articoli dettati per regolare la composizione dell'ente e le finalità perseguite, il funzionamento e le sue attività sono invece disciplinate da apposito regolamento, approvato dal Consiglio su parere del Comitato Tecnico Scientifico.Il Consiglio rappresenta l'organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo ed in quanto tale propone: le modifiche dello Statuto, i documenti preliminari dell'intero piano territoriale, i regolamenti, i programmi annuali di investimento e di esborsi, i rapporti per la predisposizione dei programmi regionali, i progetti di eventuali interventi particolareggiati, i programmi di gestione e attuativi dell'anno, la partecipazione del Consorzio a società ed unione di privati, le decisioni per l'affidamento dei servizi o attività mediante apposite convenzioni, infine acquisti ed alienazioni immobiliari.Il Consiglio resterà in carica per quattro anni e dovrà provvedere a convocare le riunioni necessarie per il conseguimento degli obiettivi stabiliti dallo Statuto, delibererà a maggioranza dei componenti su tutte le questioni amministrative e organizzative. Ai componenti spetterà un gettone di presenza ed eventuali rimborsi di spese appositamente documentate. Il Consiglio deve riunirsi almeno due volte l'anno per l'approvazione del bilancio di previsione e del conto consuntivo.I sindaci, o i propri delegati, costituiscono l'organo dirigente e provvisorio, lo stesso provvede alla determinazione delle quote di partecipazione dei singoli enti partecipanti fino alla costituzione, in forma legale e definitiva, dell'associazione consortile.Il patrimonio del consorzio è costituito da beni immobili e mobili in dotazione dall'Ecomuseo e conferiti dai vari comuni, oppure derivanti da acquisti, permute, donazioni e lasciti; le entrate saranno attinte dai contributi degli enti consorziati e dei soci, dai contributi annui regionali, dai contributi straordinari dello Stato e Regioni, dai proventi derivanti dalla gestione di attrezzature, impianti e beni immobili, nonché dai proventi derivanti da concessioni o convenzioni.

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Udine Cinque anni di consiglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

UdineCinque anni di consiglio comunale sono un po' come il liceo. Si comincia con grandi sogni, si modificano in corso d'opera amicizie e opinioni. E a ciclo concluso c'è chi ha voglia di continuare e chi preferisce interrompere gli studi.Lunedì sera i rappresentanti del popolo eletti nel 2003 hanno terminato le loro fatiche. Visto che presto dovremo votare - e che abbiamo avuto la ventura di seguire per intero il secondo mandato Cecotti - abbiamo pensato di sottoporre questi speciali scolari alla classica pagella. Un voto che ovviamente guarda al "metodo", alla presenza, all'assiduità, all'impegno, assai più che al "merito", perché il giudizio di fondo spetta ai cittadini. E che non deve suonare come un giudizio irrevocabile, anche perché molti dei consiglieri uscenti si ricandideranno.Alcune delle insufficienze, anche di lusso, si spiegano con la ridotta partecipazione ai lavori consiliari, ma prima di gridare alla "casta" va ricordato che i consiglieri percepiscono un modesto gettone di presenza per ogni seduta, anche se è chiaro che sarebbe sempre auspicabile un impegno pieno a servizio dei cittadini. Venendo ai voti, abbiano assegnato cinque "7" e sette insufficienze.Antoninia pagina III.

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Berlusconi presenta il programma PdL "Aboliremo subito l'Ici sulla casa" (sezione: Costi dei politici)

( da "TGCom" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Via Ici e straordinari detassati" Berlusconi: "Programma Pd è statalista" "Il programma del Pd è la versione statalista del programma del centrodestra". Lo ha detto Silvio Berlusconi presentando il programma del Pdl. Il leader del Pdl precisa poi alcuni punti cardine del suo progetto, soprattutto in materia economico-fiscale: su tutti l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e la detassazione degli straordinari. "Sono i provvedimenti che saranno presi nel primo Consiglio dei ministri", ha detto Berlusconi. Ecco punto per punto i temi toccati da Berlusconi all'Auditorium della conciliazione e trasmessa in diretta straming dal Tgcom. FISCO Un "nuovo fisco delle imprese" e' indicato, nel programma Pdl, al primo punto della missione dedicata al rilancio dello sviluppo. Oltre alla preannunciate detassazione di straordinari, premi e incentivi legati a incrementi di produttivita' e alla graduale e progressiva detassazione delle tredicesime o di una mensilita', Berlusconi propone, sottolineandone il valore di "assoluta novita'" il versamento Iva solamente dopo il reale incasso della fattura, insieme ai rimborsi Iva in tempo commerciale (da 60 a 90 giorni). Misure, spiega, orientata all'obiettivo di "lasciare liquidita' nelle imprese". L'ex presidente del Consiglio ribadisce quindi l'impegno in favore della eliminazione di adempimenti burocratici e fiscali superflui e costosi, una misura questa che dovrebbe rientrare, in un piu' ampio piano di digitalizzazione della pubblica amministrazione, con benefici anche per i cittadini e capace di produrre risparmi per almeno 20 miliardi l'anno. Ancora sul piano fiscale il programma prevede la riforma degli studi di settore, partendo dalle realta' economiche territoriali e coinvolgendo anche i Comuni; la graduale e progressiva abolizione dell'Irap, a partire dall'abolizione della parte relativa sul costo del lavoro e sulle perdite; la graduale e progressiva riduzione dell'Iva sul turismo. Il programma promette, inoltre, per i giovani imprenditori un periodo "no tax assoluto" per le nuove imprese giovanili, il prestito d'onore, e, per le giovani coppie, un bonus locazione. Il Pdl delinea inoltre con maggiore dettaglio il Piano Casa annunciato nei giorni scorsi da Berlusconi, nel quadro di una politica familiare basata sull'abolizione dell'Ici sul primo alloggio. Il Popolo della liberta' punta quindi alla costruzione di alloggi per i giovani e per le famiglie che ancora non dispongono di una casa in proprieta' attraverso lo scambio tra proprieta' dei terreni e concessioni di edificabilita'. Ogni Regione, si legge nel documento, determinera' i criteri di assegnazione su cui costruire le graduatorie, con un piano di riscatto concordato con le Regioni a favore degli inquilini di alloggi pubblici. Viene inoltre prospettata la riduzione del costo dei mutui bancari delle famiglie, rendendone conveniente la ristrutturazione da parte delle banche. GIUSTIZIA Se dovesse tornare al governo Berlusconi "perfezionerebbe" l'azione intrapresa nei cinque anni del suo governo dal 2001 al 2006 in materia di giustizia. "Più giustizia, più sicurezza" è infatti il titolo della terza missione del programma elettorale del Cavaliere che promette un "rafforzamento della distinzione delle funzioni nella magistratura, come avviene in tutti i paesi europei; un confronto con gli operatori della giustizia per una riforma di ancor maggiore garanzia per i cittadini, che riconsideri l'organizzazione della magistratura, in attuazione dei principi costituzionali". Il programma del Pdl prevede anche "una limitazione dell'uso delle intercettazioni telefoniche e ambientali al contrasto dei reati più gravi; il divieto della diffusione e della pubblicazione delle intercettazioni con pesanti sanzioni a carico di tutti coloro che concorrono alla diffusione e pubblicazione". Il Pdl promette anche "il completamento della riforma dei codici, la definitiva razionalizzazione delle leggi esistenti e l'attuazione dei principi enunciati dalle sentenze della Corte costituzionale, non ancora trasposti in legge; l'attuazione dei principi costituzionali del giusto processo per una maggiore tutela delle vittime e degli indagati; un aumento delle risorse per la giustizia, con un nuovo programma di priorità nell'allocazione delle risorse". Berlusconi ha sottolineato c che "serve certezza della pena" e "ci deve essere l'esclusione di sconti di pena per i recidivi e per gli autori di reati particolarmente odiosi". AMBIENTE Il programma del Pdl prevede l'introduzione di un 5 per mille per l'ambiente. Lo ha reso noto il leader del Popolo della Liberta', Silvio Berlusconi chiarendo che questo progetto non era solo un ''pallino'' di Giulio Tremonti. NUCLEARE "Credo non ci sia alternativa se non di andare in maniera decisa verso un progetto di fonti energetiche nucleari per il paese". Scelta obbligata, secondo Berlusconi, vista la "decisione sciagurata degli anni '80, quando abbiamo abbandonato il nucleare", col risultato che oggi "compriamo energia nucleare da chi vicino a noi la produce". SICUREZZA Aumenteremo il numero dei Centri di permanenza temporanea per l'identificazione e l'espulsione degli extracomunitari clandestini". Lo ha detto il leader del Pdl Silvio Berlusconi durante la presentazione del programma elettorale spiegando che una volta tornato al governo il centrodestra "dara' piu' risorse e mezzi alla polizia per far ritornare le citta' quelle che ora non sono piu' dopo che la sinistra ha spalancato le porte ai clandestini extracomunitari". FINANZA PUBBLICA Nel programma che Silvio Berlusconi presenta si prevede il taglio di un punto di pil della spesa, nell'ambito del piano straordinario che si estendera' nei 5 anni di legislatura, cui e' previsto sommarsi un punto di pil di maggiore crescita. Veltroni ha invece indicato una riduzione della spesa di due punti e mezzo in tre anni (mezzo punto nel 2008 e 1 punto in ciascuno degli anni 2009 e 2010) per poter utilizzare il maggior gettito dalla lotta all'evasione interamente all'abbattimento delle tasse su famiglie e imprese. Sia Il Pdl che il Pd propongono di ridurre i costi della politica e della burocrazia, un'azione che in entrambi i casi prevede il taglio delle province. L'azione straordinaria di finanza pubblica inserita nel programma del Pdl si realizza attraverso il federalismo fiscale e la riduzione del debito "immettendo sul mercato una quota corrispondente di patrimonio pubblico, offrendo a risparmiatori e operatori economici maggiori e migliori opportunita' di investimento". Per quanto riguarda la lotta all'evasione fiscale, il Pdl si affida alla riforma delle esattorie, all'effettiva partecipazione dei Comuni all'accertamento, al potenziamento dell'amministrazione finanziaria, alla riforma 'dal basso' degli studi di settore. Invia ad un amico.

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VENETO: GALAN, TROPPI RITARDI NELLE RIFORME (2) (sezione: Costi dei politici)

( da "Asca" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

(ASCA) - Venezia, 29 feb - Nel Rapporto gli intervistati sono favorevoli al federalismo. ''Si tratta di un dato non scontato - ha detto Galan - ed e' importante sottolineare che anche nel meridione la maggioranza degli intervistati rimane favorevole all'idea del decentramento, quasi a confermare la necessita' di un processo avvertito come fattore di modernizzazione di un Paese nel quale il centralismo non ha fornito una buona prova''. Galan ha rimarcato che ''il percorso federalista italiano rimane ancora incompiuto, e non consente appieno, neanche alle Regioni piu' convinte, un'attuazione organica della sussidiarieta'. Cio' nonostante, i cittadini avvertono con sempre maggiore chiarezza che il passaggio ad un modello di welfare sussidiario consentirebbe di recuperare un maggiore tasso di liberta' e di efficacia nel soddisfacimento dei diritti sociali''. ''Nell'opinione pubblica - ha proseguito - nonostante la complessita' dell'argomento e la retorica che spesso ha inquinato il dibattito, sta maturando la consapevolezza che il federalismo fiscale costituisce un passaggio indispensabile per portare a compimento il cammino verso un assetto di tipo federale, che potrebbe anche consentire un'evoluzione idonea a modernizzare alcuni elementi del ''patto fiscale''. Cio' detto, c'e' qualcuno che puo' ragionevolmente affermare che il Veneto, che il sottoscritto, che lo stesso Consiglio regionale non abbiano rappresentato la punta avanzata di coloro che si battono per ottenere il federalismo fiscale'?''. Rispetto alla questione dei ''costi della politica'' di cui si e' molto parlato, il presidente ha detto che ci si e' invece poco interrogati sui costi delle mancate riforme. In giugno e' stato approvato il decreto salva deficit che prevede il concorso straordinario dello Stato nel ripiano dei disavanzi dei servizi sanitari regionali. Sono stati stanziati 3 miliardi di euro per il 2007 a favore delle Regioni in rosso (Abruzzo, Campania, Lazio, Molise, Sicilia). Con la finanziaria per il 2008 sono stati stanziati ulteriori 9,1 miliardi di euro a favore di queste regioni. Si tratta di un modo di procedere che riecheggia il finanziamento statale a pie' di lista: un metodo che rischia di vanificare il principio di ''buona amministrazione''. ''E' chiaro - ha sostenuto il presidente veneto - che finche' non sara' messo a regime un serio federalismo fiscale, non si puo' parlare di vero federalismo''. Un altro elemento dell'indagine e' che la maggioranza degli intervistati, sia del Nord che del Sud, vede nell'attuazione del federalismo fiscale la possibilita' di una promozione dello sviluppo a beneficio di tutti. ''Probabilmente - ha commentato Galan - l'attaccamento alla rendita e alle inefficienze e' piu' proprio di una certa classe politica che non di una gran parte della popolazione''. L'attuazione del federalismo fiscale comporterebbe inoltre una redistribuzione della ricchezza: oggi il Veneto registra un residuo fiscale positivo di 11,5 miliardi di euro. Se il Veneto potesse trattenere tutte le risorse destinate alla perequazione, la spesa locale - a parita' di pressione fiscale - potrebbe aumentare del 78% (da 3.220 a 5.734 euro per ogni cittadino veneto). Per Galan ''un serio federalismo fiscale puo' favorire una solidarieta' responsabilizzante, rendendo piu' trasparente la perequazione ed evitando l'accendersi, altrimenti, inevitabile, di una grave ''questione settentrionale'', dovuta alla sottrazione di risorse per mantenere sprechi ed inefficienze''. Il presidente ha pero' evidenziato che allo stadio attuale la questione settentrionale non riguarda solo il rapporto tra Nord e Sud ma anche il rapporto, a Nord, fra Regioni ordinarie e Regioni a statuto speciale che hanno dei livelli di reddito pro capite spesso maggiori di quelli degli abitanti delle altre regioni settentrionali, ma non concorrono per nulla alla perequazione verso il Meridione. Anzi continuano a ricevere finanziamenti aggiuntivi dallo Stato. ''Il Rapporto della Fondazione per la Sussidiarieta' - ha aggiunto - offre alla politica uno strumento prezioso, una bussola per orientare una stagione di riforme nella direzione del federalismo e della sussidiarieta'. Una bussola che deve poter indicare a tutta l'Italia un unico obiettivo: cessi il tempo in cui chi ha piu' speso in passato puo' continuare a farlo, mentre chi ha speso meno - perche' e' stato piu' efficiente e onesto - e' costretto a spendere meno. Senza federalismo fiscale nessun vero contenimento della spesa pubblica sara' possibile''. fdm/mcc/lv (Asca).

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COMUNE DI CERVIA: LE OSSERVAZIONI DEGLI ARTIGIANI AL BILANCIO PREVENTIVO (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

(19:50) (29/2/2008 17:12) | COMUNE DI CERVIA: LE OSSERVAZIONI DEGLI ARTIGIANI AL BILANCIO PREVENTIVO (Sesto Potere) - Ravenna - 29 febbraio 2008 - Le Associazioni dell'artigianato e della PMI di Cervia, tra le quali anche Cna e Confartigianato, hanno realizzato un documento unitario con le proprie osservazioni e proposte riguardanti il Bilancio di previsione 2008 dell'Amministrazione Comunale. Questo il testo del documento, che presenta spunti di grande interesse per la locale imprenditoria, presentato oggi alla stampa: 'Il bilancio di previsione 2008 dell'Amministrazione Comunale si colloca in un contesto socio economico certamente non positivo, dettato da una forte instabilità economica e dai timori circa le prospettive dell'economia americana. Da un lato una congiuntura economica che pur vedendo un aumento sostanziale del PIL (+1,9%) sconta l'instabilità dei mercati internazionali e il caro petrolio, dall'altro una Legge Finanziaria sulla quale, nonostante evidenti segnali positivi rispetto all'anno scorso, Cna e Confartigianato hanno espresso preoccupazioni. E' necessario riprendere politiche che portino al consolidamento e rafforzamento della crescita. Solo creando ricchezza tramite la crescita economica il paese avrà le risorse per rispondere ai tanti problemi che comunque rimangono nel nostro paese. Non a caso CNA e Confartigianato nazionali continuano la propria battaglia politica a favore dell'abbassamento della pressione fiscale rivolta prevalentemente a quelle quattro milioni di aziende che poi sono il cuore dell'economia italiana, cioè imprese individuali, società di persone, piccole società di capitali a conduzione familiare. E' giusto porre l'attenzione sui costi della politica e gli sprechi. Crediamo inoltre sia arrivato il momento di affrontare la questione di una seria riforma dello Stato. Ci chiediamo se tra Europa, stato centrale e ministeri, regioni, province, comuni, comunità montane, enti vari, non ci sia qualche ente di troppo, qualche improduttiva ridondanza. In questo contesto l'economia della Regione e in particolare della Provincia di Ravenna continuano a dare comunque segnali positivi con risultati sopra la media nazionale. Dati positivi che però non ci devono fare abbassare la guardia soprattutto per il costante aumento dell'energia e delle materie prime a cui va aggiunto l'aumento progressivo delle tariffe dei servizi locali. Confartigianato e CNA, a seguito dei singoli incontri avuti nei giorni scorsi con l'Amministrazione Comunale, pur condividendo lo sforzo nel tentativo di mantenere alto il livello generale dei servizi offerti alla collettività, esprimono la propria preoccupazione per la decisione assunta dal Comune di Cervia, analogamente alle altre Amministrazione Comunali della provincia, di "spostare" costi dalla gestione ordinaria del Comune alla tariffa del servizio idrico per gli anni 2005, 2006, 2007. Ciò significa che nel 2008 un'impresa del Comune di Cervia per effetto di questi aumenti retroattivi si vedrà addebitare dei conguagli sul costo dell'acqua che assommano ad un più 5.5% annuo a cui va aggiunto naturalmente l'aumento programmato del 3,5% annuo. Confartigianato e Cna sono contrari all'applicazione del canone di concessione non ricognitorio per i soli chioschi di piadina romagnola ubicati sul suolo pubblico. Riteniamo che l'adozione di questa misura (che in alcuni casi porterà a raddoppiare quanto già pagato dalle imprese con la tassa occupazione suolo pubblico) sia perfettamente ininfluente ai fini di un eventuale riequilibrio del Bilancio del Comune di Cervia (sono previste maggiori entrate per circa 20.000,00 Euro). Non capiamo quindi le motivazioni che hanno portato a questa scelta che contraddice la dichiarata linea di equità contributiva che viene promossa dal Comune di Cervia anche con impegni che condividiamo come quello relativo al recupero di evasione ICI. Non vorremmo che oggi si applichi il canone di concessione non ricognitorio ai chioschi di piadina per poi, domani, vederlo applicare a tutti gli altri esercizi che occupano suolo pubblico, dai ristoranti, le gelaterie ecc. Se così non fosse vorrebbe dire che il Comune di Cervia è l'unico Comune, su tutto il litorale romagnolo, forse più solerte di altri sulle innovazioni, ad applicare una nuova tassa, la "tassa sulla piadina romagnola". In merito al tema degli oneri d'urbanizzazione, Confartigianato e Cna ritengono che non debbano essere previsti aumenti per tutti gli immobili ad uso produttivo. Viene colta positivamente l'ipotesi di premiare chi realizza, immobili utilizzando modalità proprie della bioedilizia o con la presenza di impianti per il risparmio energetico (pannelli fotovoltaici, solare termico). Le modalità per ottenere queste agevolazioni, per i cittadini e costruttori d'immobili più virtuosi, non devono essere gravate da procedure (ancora da fissare) che siano più onerose degli sgravi stessi, vanificando così i buoni propositi contenuti nella proposta avanzata dall'Amministrazione Comunale di Cervia. Si propone, di conseguenza, una chiara rivisitazione concertata del locale regolamento edilizio. In questa sede ci preme sottolineare inoltre che la Finanziaria concede, dal 2009, ai Comuni la facoltà di abbattere l'ICI agli edifici che si dotano di questi impianti. Esortiamo l'Amministrazione Comunale a individuare le modalità per mettere in atto quanto previsto dalla Legge Finanziaria. Siamo consapevoli delle difficoltà in cui si trovano anche gli Enti locali, e della loro necessità di coniugare il rispetto dei "patti di stabilità" con il mantenimento del livello attuale di "welfare" (raggiunto anche dal Comune di Cervia) e per questi motivi che le Associazioni dell'artigianato hanno più volte invitato le Amministrazioni Comunali a non intervenire più solo sulla leva fiscale locale e delle tariffe, ma a mettere in campo atti di programmazione che incentivino ulteriormente il contenimento dei costi, la riqualificazione della spesa, liberando ulteriori risorse utili agli investimenti e alla promozione del territorio, che sono un reale e tangibile sostegno alle imprese e conseguentemente all'economia della nostra realtà. E' quindi necessario stimolare gli investimenti, attraverso politiche degli Enti Locali che incentivino la piccola e media impresa rafforzando principalmente i consorzi fidi che in questi anni hanno dato un grande contributo dell'economia. Per questo motivo rileviamo positivamente che il Comune di Cervia abbia previsto di mantenere il proprio apporto economico a Finanziarti (la cooperativa di garanzia del settore artigiano) che favorisce lo sviluppo dell'imprenditoria artigiana, comparto economico che da molti anni garantisce la creazione di nuovi posti di lavoro e quindi diffusa ricchezza. Un'altra priorità che anche quest'anno sottolineiamo è quella che i Comuni, ed in particolare quello di Cervia, si debbano riappropriare del proprio ruolo di controllo ed esercitare una verifica costante sulle tariffe applicate dalle Aziende pubbliche locali. Ci riferiamo principalmente ad Hera, il cui ruolo va valutato sulla qualità dei servizi, sul costo delle tariffe applicate ai cittadini ed alle imprese e solo in ultimo sul valore dei dividendi. HERA è nata dal presupposto che l'unificazione dei servizi erogati dalle Municipalizzate avrebbe dovuto garantire migliori servizi a minori costi, questo è ancora per noi l'obiettivo da perseguire". Confartigianato e Cna sollecitano quindi l'Amministrazione Comunale a rafforzare una politica, già in parte intrapresa, che tenda a ridurre le spese della "macchina comunale" andando a fissare dei precisi e concreti obiettivi che portino ad una riduzione della pressione fiscale, ma soprattutto "a liberare tutte quelle risorse a favore degli investimenti strutturali favorendo così l'utilizzo della quasi totalità degli oneri d'urbanizzazione non più per la spesa corrente come invece accade oggi". CNA Confartigianato rimarcano infine la loro disponibilità a "concertare con l'Amministrazione Comunale tutte quelle azioni che possano portare ad un consolidamento e rafforzamento della struttura socio economica del nostro Comune".

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Italia, Confindustria denuncia i costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Emmegipress" del 29-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sezione: n.d. Categoria: Economia Titolo: Italia, Confindustria denuncia i costi della politica Data: 27/12/2007 23.35.49 Fonte: Le Figaro, Francia News: In un rapporto di 287 pagine preparato dal suo centro studi, la Confindustria denuncia, statistiche alla mano, i privilegi di una classe politica "incapace di rispondere alle urgenze del momento". "L'Italia è¨ il paese europeo in cui i costi della politica sono maggiori", scrivono gli imprenditori italiani. Senza riprendere le argomentazioni populiste del comico Beppe Grillo, che ogni giorno continua a bersagliare il Palazzo, la confederazione degli industriali ha stilato una lista eloquente dei privilegi dei parlamentari. Ciascun parlamentare costa in media alle casse pubbliche 1 milione e 531mila euro, "poco meno del doppio del costo complessivamente sostenuto da Francia e Germania e quasi sei volte superiore a quello sostenuto dalla Spagna".

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