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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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IN EVIDENZA

 

Privilegi intoccabili e tagli impossibili. Dalle infrastrutture agli ordini professionali, dal turismo all’università. Dai bidelli agli onorevoli, un’Italia alla deriva (Il Corriere della sera 28-4-2008)

 

C’erano una volta le impiraresse che perdevano gli occhi a infilar perline, le filandine che passavano la vita con le mani nell’acqua bollente e le lavandere che battevano i panni curve sui ruscelli sospirando sul bel molinaro.

Ma all’alba del Terzo Millennio, al passo col resto del mondo che produceva ingegneri elettronici e fisici nucleari e scienziati delle fibre ottiche, nacquero finalmente anche in Italia delle nuove figure professionali femminili: le scodellatrici. Cosa fanno? Scodellano. E basta? E basta. Il moderno mestiere, per lo più ancora precario, è nato per riempire un vuoto. Quel vuoto lasciato dalle bidelle che, ai sensi del comma 4 dell’art. 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, assolutamente non possono dare da mangiare ai bambini delle materne. Detta alla romana: «Nun je spetta».

C’è scritto nel protocollo d’intesa coi sindacati. Non toccano a loro le seguenti mansioni: a) ricevimento dei pasti; b) predisposizione del refettorio; c) preparazione dei tavoli per i pasti; d) scodellamento e distribuzione dei pasti; e) pulizia e riordino dei tavoli dopo i pasti; f) lavaggio e riordino delle stoviglie. Scopare il pavimento sì, se proprio quel pidocchioso del direttore didattico non ha preso una ditta di pulizie esterna. Ma scodellare no. Ed ecco che le scuole materne e primarie, dove le bidelle (pardon: «collaboratrici scolastiche») sono passate allo Stato, hanno dovuto inventarsi questo nuovo ruolo. Svolto da persone che, pagate a parte e spesso riunite in cooperative, arrivano nelle scuole alle undici, preparano la tavola ai bambini, scoperchiano i contenitori del cibo, mescolano gli spaghetti già cotti con il ragù e scodellano il tutto nei piatti, assistono gli scolaretti, mettono tutto a posto e se ne vanno. Costo del servizio, Iva compresa, quasi un euro e mezzo a piatto. Mille bambini, 1.500 euro. Costo annuale del servizio in un Comune di media grandezza con duemila scolaretti: 300.000 euro.

Una botta micidiale ai bilanci, per i Municipi: ci compreresti, per fare un esempio, 300 computer. Sulla Riviera del Brenta, tra Padova e Venezia, hanno provato a offrire dei soldi alle bidelle perché si facessero loro carico della cosa. Ottocento euro in più l’anno? «Ah, no, no me toca...». Mille? «Ah, no, no me toca...». Millecinque? «Ah, no, no me toca...». Ma ve lo immaginate qualcosa di simile in America, in Francia, in Gran Bretagna o in Germania? (...) E sempre lì torniamo: chi, se non la politica, quella buona, può guidare al riscatto un Paese ricco di energie, intelligenze, talenti straordinari, ma in declino? Chi, se non il Parlamento, può cambiare le regole che per un verso ingessano l’economia sul fronte delle scodellatrici e per un altro permettono invece agli avventurieri del capitalismo di rapina di muoversi impunemente con la libertà ribalda dei corsari? (...)

Giorgio Napolitano ha ragione: «Coloro che fanno politica concretamente, a qualsiasi schieramento appartengano, devono compiere uno sforzo per comprendere le ragioni della disaffezione, del disincanto verso la politica e per gettare un ponte di comunicazione e di dialogo con le nuove generazioni ». Ma certo questa ricucitura tra il Palazzo e i cittadini, necessaria come l’ossigeno per interrompere la deriva, sarebbe più facile se i partiti avessero tutti insieme cambiato quell’emendamento indecente infilato nell’ultimo decreto «milleproroghe» varato il 23 febbraio 2006 dalla destra berlusconiana, ma apprezzato dalla sinistra. Emendamento in base al quale «in caso di scioglimento anticipato del Senato della Repubblica o della Camera dei Deputati il versamento delle quote annuali dei relativi rimborsi è comunque effettuato». Col risultato che nel 2008, 2009 e 2010 i soldi del finanziamento pubblico ai partiti per la legislatura defunta si sommeranno ai soldi del finanziamento pubblico del 2008, 2009 e 2010 previsto per la legislatura entrante. Così che l’Udeur di Clemente Mastella incasserà complessivamente 2 milioni e 699.701 euro anche se non si è neppure ripresentata alle elezioni. E con l’Udeur continueranno a batter cassa, come se fossero ancora in Parlamento, Rifondazione comunista (20 milioni e 731.171 euro), i Comunisti italiani (3 milioni e 565.470), i Verdi (3 milioni e 164.920). (...)

E sarebbe più facile se i 300 milioni di euro incassati nel 2008 dai partiti sulla base della legge indecorosa che distribuisce ogni anno 50 milioni di rimborsi elettorali per le Regionali (anche quando non ci sono), più 50 per le Europee (anche quando non ci sono), più 50 per le Politiche alla Camera (anche quando non ci sono: quest’anno doppia razione) e più 50 per le Politiche al Senato (doppia razione) non fossero un’enormità in confronto ai contributi dati ai partiti negli altri Paesi occidentali. (...) Certo che ha ragione Napolitano, a mettere in guardia dai rischi dell’antipolitica. Ma cosa dicono i numeri? Che la legge attuale, che nessuno ha voluto cambiare, spinge i partiti a spendere sempre di più, di più, di più. Per la campagna elettorale del ’96 An investì un milione di euro e fu rimborsata con 4, in quella del 2006 ne investì 8 e ne ricevette 64. E così tutti gli altri, dai diessini ai forzisti. Con qualche caso limite come quello di Rifondazione: 2 milioni di spese dichiarate, 34 incassati. Rimborsi per il 2008? C’è da toccar ferro. (...) «Un fantastilione di triliardi di sonanti dollaroni». Ecco a parole cos’hanno tagliato, se vogliamo usare l’unità di misura di Paperon de’ Paperoni, dei costi della politica. A parole, però. Solo a parole. Nella realtà è andata infatti molto diversamente.

E si sono regolati come un anziano giornalista grafomane che stava anni fa al Corriere della Sera e scriveva ogni pezzo come dovesse comporre un tomo del mitico Marin Sanudo, il cronista veneziano che tra i 58 sterminati volumi dei Diarii e i 3 delle Vite dei Dogi e il De origine e tutto il resto, riuscì a riempire l’equivalente attuale di circa 150.000 pagine. Quando il vecchio barone telefonava in direzione per sapere della sua articolessa, il caporedattore sudava freddo: «Tutto bene il mio editoriale, caro?». «Scusi, maestro, dovrebbe tagliare 87 righe». «Togliete gli asterischi». Questo hanno fatto, dal Quirinale alle circoscrizioni, nel divampare delle polemiche sulle spese eccessive dei nostri palazzi, palazzetti e palazzine del potere: hanno tolto gli asterischi. Sperando bastasse spargere dello zucchero a velo per guadagnare un po’ di tempo. Per tener duro finché l’ondata d’indignazione si fosse placata. Per toccare il meno possibile un sistema ormai così impastato di interessi trasversali alla destra e alla sinistra da essere diventato un blocco di granito. (...)

Almeno una porcheria, i cittadini italiani si aspettavano che fosse spazzata via. Almeno quella. E cioè l’abissale differenza di trattamento riservata a chi regala soldi a un partito piuttosto che a un’organizzazione benefica senza fini di lucro. È mai possibile che una regalia al Popolo della Libertà o al Partito democratico, a Enrico Boselli o a Francesco Storace abbia diritto a sconti fiscali fino a 51 volte (cinquantuno!) più alti di una donazione ai bambini leucemici o alle vittime delle carestie africane? Bene: quella leggina infame, che avrebbe dovuto indignare Romano Prodi e Silvio Berlusconi e avrebbe potuto essere cambiata con un tratto di penna, è ancora là. A dispetto delle denunce, dell’indignazione popolare, delle promesse e perfino di una proposta di legge, firmata a destra da Gianni Alemanno e a sinistra da Antonio Di Pietro. Proposta depositata in un cassetto della Camera e lasciata lì ad ammuffire. Ma se non ora, quando?

Sergio Rizzo Gian Antonio Stella (1- Continua)
28 aprile 2008



Report "Costi dei politici"

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Costi dei politici (20)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

La parola ai milanesi ( da "Giornale.it, Il" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Michele Pignataro Le tariffe dei Caf aumentano troppo L'anno scorso un mio amico pensionato ha presentato documentazione, allegati della dichiarazione dei redditi modello 730, a un Caf - Centro di assistenza fiscale - per la relativa compilazione: costo della consulenza 42 euro.

La lega vuole dimezzare il gettone ( da "Nuova Venezia, La" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma con la possibilità di un finale a sorpresa. E' prevista proprio stasera, infatti, la discussione di una mozione, presentata dalla Lega Nord, che prevede una "multa" per i ritardatari: solo mezzo gettone di presenza per chi arriva con mezzora di ritardo, o se ne va prima della fine, compenso zero per chi tarda oltre due ore e mezzo e per chi non è presente,

Primo Consiglio, El@ all'attacco ( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Al termine del Consiglio il capogruppo di El@ Antonio Posa ha chiesto l'uso della posta elettronica per la convocazione dei Consigli comunali al fine di risparmiare sulle spese di notifica e ha informato che i consiglieri di minoranza rinunciano ai gettoni di presenza, chiedendo che la somma venga destinata a opere umanitarie.

Finanzia i tory, lord coinvolto in orge con coca e squillo ( da "Messaggero Veneto, Il" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Finanzia i tory, lord coinvolto in orge con coca e squillo LONDRA. Dopo l'ex governatore dello Stato di New York Eliot Spitzer (incastrato da una prostituta d'alto bordo) e il presidente della Federazione internazionale dell'automobilismo Max Mosley (protagonista di un filmino a sfondo nazista con 5 prostitute) un altro scandalo a luci rosse si abbatte sul mondo del jet set internazionale.

Regola, per una volta il bilancio piace a tutti ( da "Adige, L'" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: assemblea annuale della Regola Feudale di Predazzo soltanto 136 "Vicini" (su 779 iscritti nel Libro Matricola), con due deleghe. La conferma di una disaffezione che, nel 2007, era stata soltanto temperata dalla promessa di un futuro gettone di presenza (pari a quello di una seduta del consiglio) che poi, nella realtà, ha stimolato soltanto pochi fedelissimi.

PERCHÉ L'ITALIA STA RISCHIANDO IL NAUFRAGIO ( da "Corriere della Sera" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: REDAZIONALE Focus Privilegi intoccabili e tagli impossibili PERCHé L'ITALIA STA RISCHIANDO IL NAUFRAGIO SERGIO RIZZO GIAN ANTONIO STELLA C' erano una volta le impiraresse che perdevano gli occhi a infilar perline, le filandine che passavano la vita con le mani nell'acqua bollente e le lavandere che battevano i panni curve sui ruscelli sospirando sul bel molinaro.

La Lega punisce i <ritardatari>: gettone di presenza dimezzato ( da "Corriere della Sera" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettone di presenza dimezzato Gettone di presenza dimezzato a chi arriva in ritardo: l'esempio, a quanto pare il primo in Italia, arriva dal consiglio comunale di Chioggia (foto), dove il capogruppo della Lega Nord Marco Dolfin presenterà oggi un ordine del giorno per dare in beneficenza il 50% del compenso dei consiglieri che si presenteranno con almeno "

Romanina, affari & veleni ( da "Corriere della Sera" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il gruppo Scarpellini, che ha costruito la sua fortuna fra l'altro affittando uffici a canoni elevati al Parlamento (come documentato nel libro "La Casta " di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo), rivendica invece la totale trasparenza dell'affare. p_foschi@yahoo.it Sergio Scarpellini.

Privilegi intoccabili e tagli impossibili ( da "Corriere della Sera" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ultimo libro degli inviati ed editorialisti del Corriere della Sera Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo SEGUE DALLA PRIMA Quel vuoto lasciato dalle bidelle che, ai sensi del comma 4 dell'art. 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, assolutamente non possono dare da mangiare ai bambini delle materne. Detta alla romana: " Nun je spetta ".

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Focus Rizzo e Stella, nuovo libro: l'Italia rischia il naufragio Dove va un Paese che per fare un ponte di 81 metri ci mette il triplo del tempo impiegato dai cinesi per uno di 36 chilometri sul mare? Che infligge a chi ha un'impresa fino a 233 scadenze fiscali e amministrative l'anno?

Dai bidelli agli onorevoli Un'Italia alla deriva ( da "Corriere della Sera" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il nuovo libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella che sarà nelle librerie, edito da Rizzoli, venerdì 2 maggio. Un'inchiesta dura. Documentata. Senza sconti a nessuno. Che rivela realtà sconcertanti, sconosciute, ridicole. E cerca di spiegare come, senza una scossa che coinvolga tutti, governo e opposizione, imprenditori e sindacati,

Troppa sofferenza, ma poi il castellani va ( da "Tirreno, Il" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Martinello 13 (2/7, 2/2), Rossi ne, Cioni 8 (1/1, 2/5), Stella (0/1 da tre). All. Romano. TRONY CAGLIARI: Carta 2, Torre 3, Fava ne, Marcello 12, Gaspari 18, Puidokas 4, Mazzoli 9, D'Hondt 6, Zudetich 1, Rizzuto 5. All. Muscas. ARBITRI: Bedin di Vicenza e Franceschini di Verona. NOTE: uscite per 5 falli Mazzoli.

L'altra casta , il tramonto del sindacato ( da "Centro, Il" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: né a quello di Rizzo e Stella su "La casta". Eppure il libro di Livadiotti su "L'altra casta" evidenzia un sintomo importante: la perdita di credibilità del sindacato italiano. Un sindacato composto sempre più da pensionati e sempre meno da lavoratori. E quando si tratta di lavoratori, si tratta quasi sempre di anziani;

Corriere della sera: Rizzo e Stella per il non profit ( da "Vita non profit online" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: accoppiata Gian Antonio Stella-Sergio Rizzo, "La deriva". Nel testo, i due giornalisti sferrano un attacco frontale al sistema di agevolazioni fiscali previsto per chi effettua donazioni liberali a favore di partiti politici, notando come le stesse agevolazioni non siano assolutamente previste per chi invece dona alle organizzazioni non profit.

Codroipo Metti assieme un quartetto ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: conferma l'attitudine a mantenersi svincolato da ogni "costrizione", generando talvolta un allontanamento dall'insieme ritmico. Finale a tinte forti, vagamente punk-rock; una manciata di secondi per far ruggire i fiati sparati a mille sotto i colpi ben assestati di rullante e pochi altri fronzoli.Lisa Rizzo.

Elena Lago e Maria Vittoria Volpe staccano il biglietto per i tricolori ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: rodigino ci ha pensato soprattutto Alessandro Rizzo che a Silea ha vinto il titolo regionale nella categoria Cadetti specialità libero. Risultato di grande qualità ed importanza che gli ha permesso di conquistare l'argento nella "combinata".A rendere ancor più bella la spedizione dell'Olimpica Rovigo è stato il terzo posto conquistato dal gemello Matteo in ambedue le specialità.

CHIOGGIA - "Il rigore comincia ( da "Gazzettino, Il" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il capogruppo consiliare di questo partito propone, con un ordine del giorno che sarà posto in discussione questa sera nel corso del Consiglio comunale, di dimezzare il gettone di presenza (66,34 euro lordi) ai consiglieri che d'ora in poi si presenteranno in Consiglio due ore dopo l'inizio dei lavori.

Dai privilegi dei bidelli agli onorevoli ( da "Corriere.it" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei costi della politica. A parole, però. Solo a parole. Nella realtà è andata infatti molto diversamente. E si sono regolati come un anziano giornalista grafomane che stava anni fa al Corriere della Sera e scriveva ogni pezzo come dovesse comporre un tomo del mitico Marin Sanudo, il cronista veneziano che tra i 58 sterminati volumi dei Diarii e i 3 delle Vite dei Dogi e il De origine

SCUOLA/ BUFERA BIDELLI: ORA NEMMENO SERVONO PIU' A MENSA ( da "Virgilio Notizie" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: articolo di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella sul Corriere della sera. Nell'anticipare i contenuti del loro nuovo libro, "La deriva", dopo il fortunato "La Casta", i due giornalisti hanno voluto rappresentare gli sprechi della pubblica amministrazione soffermandosi su una figura professionale nata negli ultimi anni nelle scuole dell'infanzia:

SCUOLA/ BUFERA BIDELLI: ORA NEMMENO SERVONO PIU' A MENSA ( da "Virgilio Notizie" del 28-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in ogni caso la spesa per il servizio mensa, che secondo i calcoli di Stella e Rizzo si aggira sui 300.000 euro annui, è destinata a lievitare. Secondo le stime ufficiali, inogni istituto in media operano 15,6 collaboratori scolastici (uno ogni 2,2 classi), per un costo di circa 23.500 euro ciascuno e 367 mila euro per scuola.


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La parola ai milanesi (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

N. 17 del 2008-04-28 pagina 6 la parola ai milanesi di Redazione Servono corsi contro il divorzio Le numerose crisi coniugali che affliggono la città di Bologna hanno consigliato quel Comune a istituire corsi contro il divorzio, affidati a una valida associazione familiare. Il problema delle rotture matrimoniali riguarda anche Milano e si connette in una certa misura con la notizia allarmante sulla denatalità cittadina cresciuta nell'ultimo anno del sedici per cento. Il Comune di Milano sta attuando una buona politica familiare, ma forse potrebbe fare di più a sostegno delle sue famiglie. Una modalità consiste proprio nel contrastare il divorzio sul piano antropologico, dimostrandone scientificamente il disvalore sia personale sia familiare e sociale. Ai milioni di visitatori dell'Expo dovremo presentare una città giovane e attraente, non una città vecchia e depressa. Questo lo potremo ottenere potenziando la famiglia e, quindi, favorendo la ripresa della natalità. Un calvario i reparti di lunga degenza Riscontro la lettera della signorara Annabella Bassani, pubblicata di recente, nella quale si parla di "calvario" e "inqualificabile indifferenza" nei confronti degli utenti, ma riferendosi soprattutto agli anziani, per il disagio loro causato dal mancato funzionamento in discesa delle scale mobili alla stazione Centrale. Giusto! Ma mi chiedo quali reazioni potrebbe avere questa signora se, facendosi un giro in certi luoghi di lunga degenza, se non addirittura di posteggio a vita, dove sopravvivono persone i cui anni testimoniano il lungo faticoso percorso della vita sconsolatamente a conclusione, e constatasse il grado di rispetto e considerazione che in molti (troppi) casi è loro riservato (ovviamente per molteplici e concatenati motivi). Credo proprio che darebbe un altro significato alla parola "calvario" e all'espressione "inqualificabile indifferenza". Enrica Grisi Multato per un km/h in eccesso Anche gli eredi del Passator Cortese devono essersi inurbati, abbandonando i valichi dove taglieggiavano i viaggiatori di passaggio, in cerca di luoghi più redditizi. Ho avuto questo pensiero ricevendo una multa per eccesso di velocità sul cavalcavia di via Silva: Velocità effettiva 71 Km/h - Velocità consentita 70 Km/h. Al di là della regolarità formale, considero questa multa uno scippo. Il fucile è stato sostituito da strumenti elettronici più sofisticati. Pietro Gaiani Quella corona lasciata per strada Lo scorso 25 aprile a Milano, in via Aselli 28, circa sette-otto persone, precedute da un'auto dei vigili urbani, hanno deposto una corona su di una lapide che ricorda un partigiano caduto. Bene, questi cittadini sono liberi di fare quello che credono. Ma perché la vecchia corona è stata poi lasciata sul marciapiede (attualmente è ancora in quella stessa posizione) all'angolo tra via Gaspare Aselli e via Carlo Forlanini? Non potevano portarsela via senza imbrattare la strada? E i vigili urbani cosa ci stavano a fare? Se uno butta un pezzo di carta in strada il codice civile dice che è passibile di contravvenzione. Chi butta una corona d'alloro no? Magari sono anche ambientalisti e verdi, però in casa loro, in casa d'altri, fanno i loro comodi. Michele Pignataro Le tariffe dei Caf aumentano troppo L'anno scorso un mio amico pensionato ha presentato documentazione, allegati della dichiarazione dei redditi modello 730, a un Caf - Centro di assistenza fiscale - per la relativa compilazione: costo della consulenza 42 euro. Quest'anno ha ripetuto la medesima operazione, con la sorpresa però di pagare ben cinquanta euro!!! Un aumento di circa il venti per cento in un anno, mentre le pensioni in un anno sono aumentate al massimo di circa l'uno per cento. Purtroppo casi come quello citato sono sempre più numerosi da parte di operatori, consulenti, lavoratori autonomi e negozianti. Così il cittadino pensionato non ha alcuna difesa per contrastare questi veri e propri soprusi. Vorrei sapere se esiste un apparato di controllo, per esempio la Guardia di finanza, in grado di assistere il consumatore e di far denuncia a una preposta autorità, al fine di debellare questi incresciosi episodi. Pino Mascaretti © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La lega vuole dimezzare il gettone (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Provincia La Lega vuole dimezzare il "gettone" Troppi ritardatari e molte assenze. Oggi la mozione in Consiglio CHIOGGIA Ma è difficile che venga approvata CHIOGGIA. Ore 20: dovrebbe iniziare il consiglio comunale. Ma la maggior parte dei consiglieri non è ancora in aula. Qualcuno è per strada; chi abita più vicino, magari, è ancora a casa; altri stanno prendendo un caffè; qualcuno è impegnato in riunioni preliminari al consiglio. Il risultato, comunque, non cambia: la seduta inizia, in realtà, almeno un'ora dopo e un'altra ora se ne va tra l'appello, l'approvazione dei verbali della seduta precedente e qualche interrogazione. Si entra nel vivo ben oltre le 22 e, come è capitato spesso, si finisce alle ore piccole. Un copione consueto in molti comuni che si ripeterà anche stasera a Chioggia, ma con la possibilità di un finale a sorpresa. E' prevista proprio stasera, infatti, la discussione di una mozione, presentata dalla Lega Nord, che prevede una "multa" per i ritardatari: solo mezzo gettone di presenza per chi arriva con mezzora di ritardo, o se ne va prima della fine, compenso zero per chi tarda oltre due ore e mezzo e per chi non è presente, per almeno mezzora, alle sedute delle commissioni consiliari. Per applicare le nuove regole, però, servirà una successiva modifica del regolamento del consiglio e quindi l'effetto non sarà, in ogni caso, immediato. La proposta trova giustificazione nel doppio effetto negativo dei consigli "ritardati" che scoraggiano la partecipazione dei cittadini e impoveriscono le casse pubbliche dato che i consiglieri hanno diritto al riposo sia il giorno del consiglio che quello successivo (quando la seduta va oltre mezzanotte) e la retribuzione dei giorni di assenza è a carico del comune. "E' una questione di rispetto per i cittadini - spiega Marco Dolfin capogruppo della Lega Nord, primo firmatario della mozione - osservare gli orari fa parte di qualsiasi lavoro, anche di quello di consigliere comunale". Ma gli altri consiglieri condividono? "Alcuni sì - risponde Massimiliano Malaspina, segretario di zona del Carroccio - vedremo come si comporteranno al momento del voto. Non abbiamo avuto riunioni di maggioranza su questa proposta: ci troveremo prima del consiglio". "Informalmente, alcuni consiglieri sia di maggioranza che di opposizione, ci hanno detto - sottolinea Dolfin - che la cosa è molto restrittiva e difficile da applicare e, forse, anche non prevista per legge. Noi, però, abbiamo lanciato la provocazione: che possa almeno servire a indurre i consiglieri ad essere puntuali". (Diego Degan).

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Primo Consiglio, El@ all'attacco (sezione: Costi dei politici)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Villa d'Adda Almeno 150 villadaddesi erano presenti nella sala consiliare del municipio per seguire i lavori del primo Consiglio comunale post elezioni d'aprile. Ha giurato il neosindaco Adelvalda Carsaniga e sono stati convalidati gli eletti alla carica di sindaco e di consigliere comunale. Inoltre il sindaco ha comunicato la composizione della sua Giunta e ha illustrato ai consiglieri le linee programmatiche da realizzare nel corso del mandato. "Sono lieta e nel contempo emozionata di presiedere questo Consiglio comunale, primo atto della nuova Amministrazione eletta ? ha esordito il sindaco ?. Un grazie a tutti i cittadini per la fiducia che hanno dato a me e alla mia maggioranza. Desidero che il mio saluto vada all'intera comunità di Villa d'Adda e m'impegno, sin da ora, a essere il sindaco di tutti, senza alcuna distinzione". la giunta Un caloroso applauso ha salutato il giuramento e l'intervento del sindaco. Il primo cittadino ha quindi comunicato la composizione della Giunta comunale: vicesindaco, Serafino Carissimi, che si occuperà di Ambiente, Territorio e Sicurezza. Assessore all'Istruzione Maria Teresa Agazzi. La delega del settore Cultura, Sport e Tempo libero è andata a Giuseppe Davide De Liddo. Giuseppe Locatelli si occuperà dei Lavori pubblici. A Roberto Paggi l'assessorato riguardante l'Urbanistica e l'Ecosostenibilità, Emanuele Valsecchi, assessore esterno, seguirà il Bilancio e le Finanze. Il sindaco Carzaniga si occuperà ancora dei Servizi sociali, Giovani e Volontariato. minoranze all'attacco I consiglieri della lista di minoranza El@, in particolare Francesco Arrigoni e Antonio Posa, capogruppo, hanno sollevato l'eccezione d'incompatibilità di Giuseppe Locatelli per la carica di consigliere, poiché presidente del gruppo alpini: l'associazione Ana percepisce finanziamenti dal Comune e gestisce la stazione ecologica. La convalida è avvenuta per tutti i consiglieri ma la minoranza ha chiesto che si mettesse a verbale la presunta incompatibilità del consigliere Locatelli. A seguito della comunicazione dell'organigramma della Giunta da parte del sindaco, la minoranza ha sollevato un'altra incompatibilità, ancora a carico di Giuseppe Locatelli, neoassessore ai Lavori pubblici. "Nello statuto comunale è scritto che i componenti della Giunta comunale che si occupano di urbanistica, edilizia pubblica e privata e lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare attività professionale nel loro paese". Per la minoranza Locatelli opera nella ditta "Forniture edili" di Villa d'Adda che fornisce anche il Comune e quindi, lo stesso non può rivestire la carica di assessore. Nel dibattito è stato ribadito che Locatelli non è più titolare dell'azienda ed è in pensione. L'assessore si è riservato di chiarire la sua posizione con il sindaco e il segretario comunale Alessandra Omboni. Approvate a maggioranza le linee programmatiche relative alle azioni e alle iniziative da realizzare nel corso del mandato, illustrate dal sindaco. Astenuta la minoranza che desiderava essere coinvolta nella stesura dei progetti da portare avanti in questo quinquennio. rinuncia al gettone Nella seconda parte dei lavori è stata nominata la commissione elettorale, approvato a maggioranza un prelievo di 800 euro dal fondo di riserva e approvati all'unanimità i criteri per l'affidamento di incarichi di collaborazione, studio, ricerca e consulenza. Al termine del Consiglio il capogruppo di El@ Antonio Posa ha chiesto l'uso della posta elettronica per la convocazione dei Consigli comunali al fine di risparmiare sulle spese di notifica e ha informato che i consiglieri di minoranza rinunciano ai gettoni di presenza, chiedendo che la somma venga destinata a opere umanitarie. Remo Traina.

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Finanzia i tory, lord coinvolto in orge con coca e squillo (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

IL CASO Finanzia i tory, lord coinvolto in orge con coca e squillo LONDRA. Dopo l'ex governatore dello Stato di New York Eliot Spitzer (incastrato da una prostituta d'alto bordo) e il presidente della Federazione internazionale dell'automobilismo Max Mosley (protagonista di un filmino a sfondo nazista con 5 prostitute) un altro scandalo a luci rosse si abbatte sul mondo del jet set internazionale. Un ricco lord scozzese, generoso finanziatore del partito conservatore, già sotto inchiesta per evasione fiscale, è anche un sesso-dipendente che adora organizzare gaudenti orge con prostitute e gigolò da 3.000 sterline a notte. Il tutto innaffiato da fiumi di champagne e cocaina. Protagonista dell'ennesima storiella piccante è Lord Laidlaw, 64 anni, 110º uomo più ricco del Regno Unito con una fortuna personale di 730 milioni di sterline (oltre un miliardo di euro)WC1>, di cui 6 donati al partito di David Cameron. Secondo il domenicale popolare News of the World (lo stesso che ha "incastrato" Mosley) Laidlaw, che risiede a Montecarlo, affitta spesso per le sue serate particolari da 27.000 sterline l'una la suite dell'hotel Ermitage, che da sola ne costa 6.000. Il resto della somma viene diviso in 4 ragazze, un gigolò, la droga, viagra per lui e alcol. Il copione cambia di volta in volta ma il domenica racconta che Laidlaw ami "ragazze alte con seni piccoli" e spesso si limiti a "guardare". Il barone Irvine Laidlaw of Rothiemay, che ha fatto la sua fortuna con una società organizzatrice di eventi internazionali, ha confessato che avrebbe "dovuto essere più forte e resistere alla tentazioni" e ha promesso che seguirà a una cura per superare la sua ossessione per il sesso.

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Regola, per una volta il bilancio piace a tutti (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Lo scorso anno erogati 140 euro per famiglia MARIO FELICETTI PREDAZZO - L'anno scorso erano oltre trecento. Quest'anno hanno partecipato all'assemblea annuale della Regola Feudale di Predazzo soltanto 136 "Vicini" (su 779 iscritti nel Libro Matricola), con due deleghe. La conferma di una disaffezione che, nel 2007, era stata soltanto temperata dalla promessa di un futuro gettone di presenza (pari a quello di una seduta del consiglio) che poi, nella realtà, ha stimolato soltanto pochi fedelissimi. Sono davvero lontani i tempi in cui gli incontri annuali erano occasione di confronto, anche acceso, spesso di scontro, a volte di vera e propria polemica, dimostrando per altro una passione che ormai sembra essersi definitivamente spenta. Un dato emblematico, a ribadire il concetto: la relazione del regolano Giacomo Boninsegna ed il rendiconto della gestione 2007 sono stati approvati con voto unanime, senza alcun intervento. Ed il fatto può considerarsi storico. Niente da dire dunque sul bilancio dell'anno scorso, illustrato dal Collegio dei revisori dei conti ed anticipato dalla ampia e dettagliata relazione del regolano. Qualche dato: nel 2007 sono stati fatturati 3.778 metri cubi di legname, interamente dati in appalto a ditte boschive della valle, 2.448 provenienti da lotti di piante in piedi, 700 da piante colpito dal bostrico, 300 da piante sradicate dal vento, 150 dalla traccia della nuova strada forestale di "Cogol". Gli incassi sono stati complessivamente pari a 310.631 euro, a fronte di 139.282 euro di spese, con un ricavo netto di 171.349 euro ed un prezzo di vendita medio di 82,22 euro a metro cubo. Notevoli gli investimenti per la conservazione e la miglioria del patrimonio, il primo e più importante dei quali ha riguardato la ristrutturazione della malga di Gardonè, per una spesa finale di 415.291 euro, rispetto ai 413.000 di preventivo, con un contributo provinciale di 330.000 euro. Da segnalare, e lo ha fatto con evidente soddisfazione lo stesso regolano, la chiusura, con atto transattivo, della annosa vertenza Morandini, relativa al ben noto muro di Poz. "Mi auguro - ha commentato il regolano - che sia definitivamente chiusa l'epoca delle cause, così dispendiose per la Regola". Per quanto riguarda il bilancio nel suo complesso (comprendente la gestione boschiva, la gestione degli immobili e la gestione istituzionale), si è chiuso con un totale di costi pari a 647.046 euro, ricavi per 792.991 euro e un utile di esercizio di 145.945 euro. Da segnalare i 111.028 euro distribuiti ai "Vicini" in novembre sotto forma di "regalie" (140 euro a testa). L'avanzo è stato destinato per 80.000 euro al fondo di riserva imposte e tasse (in attesa di indicazioni certe circa l'esenzione della Regola dalle imposte), per 35.945 euro al fondo riserva regalie e per 30.000 euro al fondo di riserva per spese lavori. Per il 2008 e negli anni futuri, gli investimenti riguarderanno il completamento della strada di "Cogol", la tinteggiatura della sede di via Roma (con la pittura, sulla facciata principale, di tutti gli stemmi dei 19 cognomi storici del paese, argomento questo oggetto dell'unico dibattito di ieri), il restauro del Maso Coste e la sistemazione di altre proprietà regoliere. In chiusura, è stata confermata per domenica 18 maggio la data delle elezioni per il rinnovo degli organi amministrativi. Le candidature dovranno essere presentate entro le ore 12 di giovedì 18. Si voterà dalle 8 alle 19. 28/04/2008.

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PERCHÉ L'ITALIA STA RISCHIANDO IL NAUFRAGIO (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-28 num: - pag: 1 autore: di e categoria: REDAZIONALE Focus Privilegi intoccabili e tagli impossibili PERCHé L'ITALIA STA RISCHIANDO IL NAUFRAGIO SERGIO RIZZO GIAN ANTONIO STELLA C' erano una volta le impiraresse che perdevano gli occhi a infilar perline, le filandine che passavano la vita con le mani nell'acqua bollente e le lavandere che battevano i panni curve sui ruscelli sospirando sul bel molinaro. Ma all'alba del Terzo Millennio, al passo col resto del mondo che produceva ingegneri elettronici e fisici nucleari e scienziati delle fibre ottiche, nacquero finalmente anche in Italia delle nuove figure professionali femminili: le scodellatrici. Cosa fanno? Scodellano. E basta? E basta. Il moderno mestiere, per lo più ancora precario, è nato per riempire un vuoto. CONTINUA ALLE PAGINE 10 E 11.

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La Lega punisce i <ritardatari>: gettone di presenza dimezzato (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-28 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE A Chioggia La Lega punisce i "ritardatari": gettone di presenza dimezzato Gettone di presenza dimezzato a chi arriva in ritardo: l'esempio, a quanto pare il primo in Italia, arriva dal consiglio comunale di Chioggia (foto), dove il capogruppo della Lega Nord Marco Dolfin presenterà oggi un ordine del giorno per dare in beneficenza il 50% del compenso dei consiglieri che si presenteranno con almeno "due ore di ritardo". Anche nelle commissioni, nessun gettone "a chi non rimarrà almeno mezz'ora".

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Romanina, affari & veleni (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Capitalisti della Capitale di PAOLO FOSCHI Romanina, affari & veleni Conto alla rovescia per l'arrivo degli "olandesi" alla Romanina. Secondo le indiscrezioni che trapelano dagli operatori del settore immobiliare, nelle prossime settimane sarà firmato l'accordo definitivo per il passaggio di proprietà di una parte della "nuova centralità urbana" dalla Immobilfin di Sergio Scarpellini ai fondi Ing Real Estate (che fa capo al gruppo Ing famoso per aver lanciato in Italia il conto Arancio) e Babcock. Un'intesa preliminare era stata annunciata a metà marzo, ma era subordinata alla "due diligence", la verifica di conti e progetti. Ora la fase di ricognizione, coordinata per Ing da Jaap Joldersma, sembra arrivata a conclusione. La centralità della Romanina, progettata da Manuel Salgado, è uno degli interventi più rilevanti del nuovo piano regolatore varato dalla giunta di Walter Veltroni. L'ipotesi di vendita agli olandesi, però, ha creato non pochi malumori, nel mondo dei costruttori romani: "Il Comune ha autorizzato le nuove centralità per permettere uno sviluppo sostenibile della città, con queste operazioni c'è il rischio di speculazioni finanziarie ", confida un importante imprenditore edile capitolino. Il gruppo Scarpellini, che ha costruito la sua fortuna fra l'altro affittando uffici a canoni elevati al Parlamento (come documentato nel libro "La Casta " di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo), rivendica invece la totale trasparenza dell'affare. p_foschi@yahoo.it Sergio Scarpellini.

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Privilegi intoccabili e tagli impossibili (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-04-28 num: - pag: 10 categoria: BREVI Privilegi intoccabili e tagli impossibili In libreria il 2 maggio La copertina dell'ultimo libro degli inviati ed editorialisti del Corriere della Sera Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo SEGUE DALLA PRIMA Quel vuoto lasciato dalle bidelle che, ai sensi del comma 4 dell'art. 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, assolutamente non possono dare da mangiare ai bambini delle materne. Detta alla romana: " Nun je spetta ". C'è scritto nel protocollo d'intesa coi sindacati. Non toccano a loro le seguenti mansioni: a) ricevimento dei pasti; b) predisposizione del refettorio; c) preparazione dei tavoli per i pasti; d) scodellamento e distribuzione dei pasti; e) pulizia e riordino dei tavoli dopo i pasti; f) lavaggio e riordino delle stoviglie. Scopare il pavimento sì, se proprio quel pidocchioso del direttore didattico non ha preso una ditta di pulizie esterna. Ma scodellare no. Ed ecco che le scuole materne e primarie, dove le bidelle ( pardon: "collaboratrici scolastiche") sono passate allo Stato, hanno dovuto inventarsi questo nuovo ruolo. Svolto da persone che, pagate a parte e spesso riunite in cooperative, arrivano nelle scuole alle undici, preparano la tavola ai bambini, scoperchiano i contenitori del cibo, mescolano gli spaghetti già cotti con il ragù e scodellano il tutto nei piatti, assistono gli scolaretti, mettono tutto a posto e se ne vanno. Costo del servizio, Iva compresa, quasi un euro e mezzo a piatto. Mille bambini, 1.500 euro. Costo annuale del servizio in un Comune di media grandezza.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-04-28 num: - pag: 56 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Afghanistan, attentato contro Karzai: salvo Il presidente afghano Hamid Karzai è sfuggito ieri a un attentato messo a segno dai talebani con un lancio di razzi sulla tribuna delle autorità durante una parata militare a Kabul. Tra le vittime, un bambino di 10 anni. La cerimonia era organizzata in occasione dell'anniversario della vittoria dei mujahidin contro l'occupazione sovietica. Ballottaggi: bassa affluenza Seggi aperti per il secondo turno elettorale. La sfida più importante delle amministrative è a Roma, tra Rutelli e Alemanno. Bassa affluenza rispetto al primo turno, quando però si votava anche per le politiche. Oggi seggi aperti fino alle 15. Focus Rizzo e Stella, nuovo libro: l'Italia rischia il naufragio Dove va un Paese che per fare un ponte di 81 metri ci mette il triplo del tempo impiegato dai cinesi per uno di 36 chilometri sul mare? Che infligge a chi ha un'impresa fino a 233 scadenze fiscali e amministrative l'anno? Sono questi, e altri ancora, i temi de "La deriva / Perché l'Italia rischia il naufragio", il nuovo libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella nelle librerie venerdì 2 maggio. Un'inchiesta dura che cerca di spiegare come, senza una scossa che coinvolga tutti, il Paese stia scivolando verso un declino sempre più vistoso. Cronache Calabria, caccia alla talpa Dopo la scoperta di una microspia in una stanza della Procura di Reggio Calabria utilizzata dal pm Nicola Gratteri, è partita la caccia alla talpa e al negozio in cui è stato venduto l'apparecchio che è di quelli che si trovano facilmente nei negozi specializzati. Austria, violenta la figlia per 24 anni: nati 7 figli La polizia austriaca ha arrestato un uomo di 73 anni accusato di aver sequestrato la figlia per 24 anni e di averla obbligata a rapporti con lui dai quali sono nati, secondo la donna, ben sette figli. La vicenda, che ha ancora molti lati oscuri, scoperta dopo il ricovero di uno dei figli di 19 anni. Benzina, 2 centesimi in più: scade lo sconto fiscale Allarme prezzi per benzina e gasolio. Dal 1Ë? maggio aumentano di 2 centesimi al litro: scade lo sconto fiscale previsto nella Finanziaria 2008. Difficile la proroga. Cultura Una nuova giustizia Eva Cantarella: rileggendo la storia di Clitennestra, si arriva non solo a mettere in discussione l'opposizione donna- emozione/uomo-ragione, ma anche a immaginare una nuova giustizia, all'interno di nuovi rapporti sociali e politici. Si può arrivare persino a sognare una cultura i cui valori possono cancellare per sempre la necessità della scure. Spettacoli Danza made in Italy La danza italiana alla riscossa. Dopo la fuga di talenti che aveva caratterizzato gli anni Ottanta e Novanta, si assiste ora a un'inversione di marcia. Non più emigranti di lusso, ma nomi da esportare sul mercato straniero. Sport Doppietta Ferrari in Spagna Kimi Raikkonen domina il weekend del Gran Premio di Spagna. Doppietta Ferrari con Massa secondo. La McLaren, terza con Hamilton, deve registrare uno spaventoso incidente che ha coinvolto Heikki Kovalainen. Il giorno delle goleade Giornata di goleade in campionato con il Milan che vince per 4-1 a Livorno, la Juve che travolge per 5-2 la Lazio e la Roma che batte (4-1) il Torino. L'Inter supera il Cagliari; pari della Fiorentina.

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Dai bidelli agli onorevoli Un'Italia alla deriva (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-04-28 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Il declino Dalle infrastrutture agli ordini professionali, dal turismo all'università, cronaca della crisi La speranza Riuscire a disboscare la giungla dei parassiti e ad arginare l'alluvione di cariche pubbliche Dai bidelli agli onorevoli Un'Italia alla deriva Dove va un Paese che per fare un ponte di 81 metri ci mette il triplo del tempo impiegato dai cinesi per uno di 36 chilometri sul mare? Che infligge a chi ha un'impresa fino a 233 scadenze fiscali e amministrative l'anno? Che consuma energia quanto Austria, Turchia, Polonia e Romania insieme, ma la compra quasi tutta fuori? Che ha processi civili fissati al febbraio 2020? Che per aggirare le sue stesse leggi affida alla Protezione Civile perfino il restauro del David di Donatello? Che movimenta in tutti i porti meno container di Rotterdam? Che progetta Tav con 15 stazioni in 150 chilometri? Che assume maestri e professori solo per sanatorie e promuove tutti anche se somari? Sono questi, e altri ancora, i temi de La deriva / Perché l'Italia rischia il naufragio, il nuovo libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella che sarà nelle librerie, edito da Rizzoli, venerdì 2 maggio. Un'inchiesta dura. Documentata. Senza sconti a nessuno. Che rivela realtà sconcertanti, sconosciute, ridicole. E cerca di spiegare come, senza una scossa che coinvolga tutti, governo e opposizione, imprenditori e sindacati, il Paese stia scivolando verso un declino sempre più vistoso, sempre più traumatico. Dalle infrastrutture agli ordini professionali, dal turismo all'università, dall'energia all'invecchiamento della classe dirigente. E la politica? Perché la politica, sempre più costosa e impotente, parla così spesso di altro? Dopo le denunce de La Casta, che con un milione e duecentocinquantamila copie vendute è stato uno dei più clamorosi fenomeni editoriali (e non solo...) degli ultimi anni, Rizzo e Stella tornano sul tema mettendo a fuoco due punti strettamente legati alla deriva. Le accanite resistenze opposte da destra e sinistra a tagliare davvero i costi della politica. E per contro la necessità di disboscare i privilegi e arginare l'alluvione di cariche pubbliche e le interferenze dei partiti proprio perché per invertire la rotta e riguadagnare la fiducia dei cittadini una classe dirigente deve essere credibile, autorevole, rispettata.

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Troppa sofferenza, ma poi il castellani va (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

La svolta della partita arriva negli ultimi dieci minuti della gara con il Trony Cagliari Troppa sofferenza, ma poi il Castellani va PONTEDERA TRONY CAGLIARI66 60 CASTELLANI PONTEDERA: - Granieri 10 (4/13, 0/2), Magaddino 9 (1/2, 2/3), Martiradonna 15: (2/6, 1/1), Meloni 4 (2/4), Voltan - 7 (2/9), Giorgi (0/1), Martinello 13 (2/7, 2/2), Rossi ne, Cioni 8 (1/1, 2/5), Stella (0/1 da tre). All. Romano. TRONY CAGLIARI: Carta 2, Torre 3, Fava ne, Marcello 12, Gaspari 18, Puidokas 4, Mazzoli 9, D'Hondt 6, Zudetich 1, Rizzuto 5. All. Muscas. ARBITRI: Bedin di Vicenza e Franceschini di Verona. NOTE: uscite per 5 falli Mazzoli. T.l. Trony 10/14, Castellani 17/25. T. da tre Trony 4/24, Castellani 7/14. Parziali: 18-14; 32-32; 46-45. PONTEDERA. Quanta sofferenza per il Castellani. Per fortuna, dopo 30' di estremo equilibrio, nell'ultimo quarto le locali di coach Romano riuscivano a trovare la chiave del match e fare così la differenza. "Un approccio alla gara sbagliato - commenta il tecnico del Castellani - ed una difesa troppo molle, complice anche un orario di gara assurdo (si è giocato alle 15 per problemi di voli delle ospiti), hanno fatto sì che ci complicassimo da soli la vita. Negli ultimi 10', la difesa zona chiamata, alcuni contropiedi vincenti ed una maggiore velocità, ci consentivano di mettere la gara su binari a noi più congeniali ed ottenere il successo". Tutto bene dunque, ciò che finisce bene, e la compagine del Castellani, grazie a questi due punti, può continuare a svettare nel gradino più alto della classifica, a meno due dalla fine della regular season. Mercoledì si torna a giocare. Martiradonna e socie saranno di scena ad Alghero, con il Mercede Basket, compagine già da tempo condannata ai playout. (do.do.).

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L'altra casta , il tramonto del sindacato (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Tino Di Cicco "L'altra casta", il tramonto del sindacato Non è sicuramente un libro-denuncia paragonabile a quello di Salvi e Villone sui "costi della democrazia"; né a quello di Rizzo e Stella su "La casta". Eppure il libro di Livadiotti su "L'altra casta" evidenzia un sintomo importante: la perdita di credibilità del sindacato italiano. Un sindacato composto sempre più da pensionati e sempre meno da lavoratori. E quando si tratta di lavoratori, si tratta quasi sempre di anziani; quasi mai di giovani. E se la "base materiale" (avrebbe detto un certo Carlo Marx) è questa, è naturale che l'ideologia in cui il sindacato si "conosce" e si rappresenta sia tutta rivolta al passato. Un sindacato che sembra aver perso ogni "spinta propulsiva"; che non padroneggia più il nuovo, ed è perciò costretto a contrastare ogni novità come pericolosa (per sé). Se nel nostro Paese la classe operaia ha gli stipendi più bassi d'Europa, mentre quella politica ha quelli più alti, il sindacato non ha proprio niente da dire? E perché? Forse perché spesso i sindacalisti travasano le loro competenze nel contenitore politico dove possono far fruttare adeguatamente la loro esperienza? Se nel nostro Paese esiste l'immobilità sociale più alta d'Europa; quella che obbliga i figli ad ereditare il mestiere dei padri, impedendo al merito di mettersi al servizio della comunità, perché il sindacato non ha niente da dire? Forse perché da noi una delle poche possibilità di far carriera è legata alla tessera sindacale. Purtroppo i nostri sindacati non difendono i lavoratori, ma solo gli iscritti. Così gli incapaci si iscrivono in cerca di protettori, e gli onesti e meritevoli se ne allontanano (perché se la moralità esce dal sindacato non è detto che esca anche dagli uomini). Fra tutte le responsabilità del sindacato, quella di agire come lobby a tutela solamente degli iscritti è la colpa più grave. Nei pubblici servizi (specialmente se agiscono in regime di monopolio) i sindacati conservano molto potere: ma solo perché le nomine dirigenziali spesso passano per le loro tessere. Un tempo sperammo che "i lavoratori di tutto il mondo potessero unirsi" per dare forza alle loro ragioni. Oggi è evidente che una delle ragioni che impediscono l'unità dei lavoratori anche solo d'Italia (o di quartiere), è nella gestione del potere che nasce dalla frammentazione della rappresentanza del mondo del lavoro. Più sindacati ci sono, più segretari generali (eccetera) ci sono; e si arriva all'assurdo di sindacati monodose o familiari dove tre o quattro persone sono in grado di nuocere fortemente agli interessi generali del Paese. Ma chi può difendere gli interessi generali nel nostro Paese se la politica si specchia in una miriade di inconsistenti identità, e il sindacato riesce a copiarla proprio in questo suo aspetto deteriore? Più sono i sindacati (e da noi sono tantissimi) più è bassa la tutela dei lavoratori: anziché pensare al generale, si logorano in guerre intestine per dimostrare chi porta più tessere in dote. In un sindacato che non compila bilanci pur gestendo risorse miliardarie, come possono generarsi quei semi di moralità in grado di contrapporsi all'eterno ritorno della triade Previti-Dell'Utri-Berlusconi? Se i nostri sindacati sono agli ultimi posti nella fiducia degli italiani, è difficile credere che la colpa sia dei marziani. Se una volta ottenuto uno strapuntino nei luoghi del "potere" il sindacalista quasi mai torna a lavorare, dipende dalla necessità di tutelare i lavoratori o i propri interessi? Se muoiono operai alla TyssenKrupp e i lavoratori si scagliano contro i sindacalisti, non c'è proprio alcun motivo? Oppure i casi come quello di Latina (Goodyear), dove sindacalisti sono addirittura sospettati di prendere "mazzette" per non denunciare le proibitive condizioni degli operai, purtroppo non sono rari? "Il sindacalista fa un mestiere fondato sugli appuntamenti" (Alberto Asor Rosa), e si garantisce così anche discreti vantaggi sociali; perché dovrebbe agire per modificare un contesto dove con poca responsabilità può trovare anche grandi soddisfazioni?.

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Corriere della sera: Rizzo e Stella per il non profit (sezione: Costi dei politici)

( da "Vita non profit online" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Gabriella Meroni (g.meroni@vita.it) 28/04/2008 I due giornalisti contro le agevolazioni fiscali per chi dona ai partiti, molto superiori a quelle per chi dona al non profit... Oggi in prima pagina il Corriere della Sera pubblica un ampio stralcio dal nuovo libro, dopo "La Casta", dell'accoppiata Gian Antonio Stella-Sergio Rizzo, "La deriva". Nel testo, i due giornalisti sferrano un attacco frontale al sistema di agevolazioni fiscali previsto per chi effettua donazioni liberali a favore di partiti politici, notando come le stesse agevolazioni non siano assolutamente previste per chi invece dona alle organizzazioni non profit. Ecco il passaggio da "La deriva": "Almeno una porcheria, i cittadini italiani si aspettavano che fosse spazzata via. Almeno quella. E cioè l'abissale differenza di trattamento riservata a chi regala soldi a un partito piuttosto che a una organizzazione benefica senza fine di lucro. è mai possibile che una regalia al Popolo della libertà o al Partito Democratico, a Enrico Boselli o a Francesco Storace abbia diritto a sconti fiscali fino a 51 volte (cinquantuno!) più alti di una donazione ai bambini leucemici o alle vittime delle carestie africane? Bene: quella leggina infame, che avrebbe dovuto indignare Romano Prodi e Silvio Berlusconi e avrebbe potuto essere cambiata con un tratto di penna, è ancora là. A dispetto delle denunce, dell'indignazione popolare, delle promesse e perfino di una proposta di legge, firmata a destra da Gianni Alemanno e a sinistra da Antonio Di Pietro. Proposta depositata in un cassetto della Camera e lasciata lì ad ammuffire. Ma se non ora, quando?".

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Codroipo Metti assieme un quartetto (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Codroipo Metti assieme un quartetto di soli fiati, il Kongrosian Quartet, dedito all'improvvisazione a metà strada tra free-jazz, musica popolare e contemporanea e un "cavallo pazzo" a imbracciare le bacchette della batteria, Stefano Giust, instancabile esploratore di linguaggi musicali nuovi, radicali e autentici. La somma dei fattori è semplice: una performance estemporanea viscerale, povera e ricca allo stesso tempo, aperta a vari orizzonti e proiettata nello spazio stellare, tanto per rimanere in tema con il nome dell'ensemble veneto mutuato dal pianista Richard Kongrosian, personaggio capace di suonare senza toccare i tasti nel celebre romanzo ambientato nel ventunesimo secolo "I simulacri" del visionario scrittore americano Philip Dick.Sul piccolo, ma coraggioso palco codroipese del circolo culturale Edera, Ivan Pilat sax baritono e tromba, Alberto Collodel clarinetto e clarinetto basso, Alessio Faraon tromba e Davide Lorenzon sax alto e tenore, inscenano la libertà nella musica in una sorta di "atto unico" suddiviso in tre temi nei quali si stratificano dinamiche eterogenee, arie da brass band e sobbalzi di improvvisazione che denotano un discreto interplay e composizioni interessanti. Il dialogo fra i quattro Kongrosian e la batteria è per lo più armonioso, ricco di interazioni scandite dall'alternarsi di brevi saturazioni sonore e divertenti giochi di rimbalzo. Indiscussa la bravura di Stefano Giust (quest'anno "Setola di Maiale", la sua etichetta di musiche non convenzionali fra le più policrome e indipendenti d'Italia, ha compiuto 15 anni con un ampio catalogo di produzioni) che, tuttavia, conferma l'attitudine a mantenersi svincolato da ogni "costrizione", generando talvolta un allontanamento dall'insieme ritmico. Finale a tinte forti, vagamente punk-rock; una manciata di secondi per far ruggire i fiati sparati a mille sotto i colpi ben assestati di rullante e pochi altri fronzoli.Lisa Rizzo.

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Elena Lago e Maria Vittoria Volpe staccano il biglietto per i tricolori (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

PATTINAGGIO ARTISTICO Elena Lago e Maria Vittoria Volpe staccano il biglietto per i tricolori Continua la serie positiva degli atleti dell'Olimpica "Pavanello" Rovigo ai campionati regionali di pattinaggio artistico.Stavolta a tenere alto il nome del sodalizio rodigino ci ha pensato soprattutto Alessandro Rizzo che a Silea ha vinto il titolo regionale nella categoria Cadetti specialità libero. Risultato di grande qualità ed importanza che gli ha permesso di conquistare l'argento nella "combinata".A rendere ancor più bella la spedizione dell'Olimpica Rovigo è stato il terzo posto conquistato dal gemello Matteo in ambedue le specialità. Risultati, questi, che hanno permesso ai gemelli di staccare anche il pass per i campionati italiani in programma verso la fine del mese di giugno.Sempre a Silea c'è stata la gara riservata per i Cadetti femminile dove ha brillato la stella di Elena Lago. Qui la pattinatrice polesana ha conquistato un sorprendete sesto posto che oltre a confermarla atleta di livello assoluto ha permesso alla vice campionessa europea della coppia artistico di staccare anche lei il biglietto per gli italiani.L'altra domenica, invece, l'Olimpica era presente a San Polo di Piave ai regionali riservati alla specialità "solo dance" con Francesca Collo, Sara Melini e Maria Vittoria Volpe nella categoria Esordienti. Qui ha meravigliato tutti Maria Vittoria Volpe che con una prestazione al di sopra le righe ha conquistato, alla sua prima gara regionale in questa specialità, un prestigiosissimo terzo posto. Un podio, questo che l'è valso il diritto di partecipare ai campionati italiani di specialità.Particolarmente soddisfatta per i risultati conseguiti in quest'ultimo week-end si dichiara la Responsabile Tecnico Tiziana Gasparetto: "È motivo di soddisfazione per tutto il pattinaggio artistico polesano il fatto che in ogni categoria l'Olimpica Rovigo riesce ad esprimere atleti di buon valore. In particolar modo devo sottolineare come il lavoro fatto da tutto lo staff tecnico della società sia di qualità assoluta e non devo che ringraziare i miei collaboratori per la loro alta professionalità. Nel complesso questi risultati confermano lo spessore tecnico dell'Olimpica Rovigo che sicuramente nei prossimi impegni non mancherà di portare a casa altri risultati di un certo prestigio e spero non solo a livello regionale".

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CHIOGGIA - "Il rigore comincia (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

CHIOGGIA - "Il rigore comincia all'interno delle istituzioni" proclama Lega Nord.Il capogruppo consiliare di questo partito propone, con un ordine del giorno che sarà posto in discussione questa sera nel corso del Consiglio comunale, di dimezzare il gettone di presenza (66,34 euro lordi) ai consiglieri che d'ora in poi si presenteranno in Consiglio due ore dopo l'inizio dei lavori.Decurtazione di emolumenti anche per la presenza ai lavori delle commissioni consiliari: nessun compenso ai consiglieri che non partecipano almeno mezzora ai lavori.L'iniziativa del capogruppo leghista Marco Dolfin ha avuto origine da una commissione lampo tenutasi qualche mese fa: tra appello, esame degli argomenti e decisione in tutto cinque minuti.Il corrispettivo per le casse comunali, visto che ogni commissione è composta da 23 componenti, è stato all'incirca di 1600 euro, compreso il compenso destinato al dipendente comunale che funge da segretario.Il consigliere Dolfin sostiene che si tratta della prima iniziativa del genere proposta in Italia.Ma lo stesso consigliere si dichiara dubbioso sull'esito di questa iniziativa sia da parte dei colleghi della maggioranza di centrodestra sia di quelli dell'opposizione: "Più di qualcuno, da tutte e due le parti politiche - ammette il capogruppo leghista - ci ha già punzecchiati sull'argomento. Eppure si ritiene normale che un lavoratore sia sul posto di lavoro cinque minuti prima dell'orario fissato. Perché non deve essere così anche per i consiglieri?". Che invece, specialmente per le commissioni, talvolta si limitano a farsi segnare presenti (non tutti ovviamente) e si volatilizzano. O escono quando i lavori sono ancora in corso.Il bello è che, in anticipo sulla conclusione dei lavori di una delle ultime commissioni, sono usciti pure i tre consiglieri leghisti.Giorgio Boscolo.

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Dai privilegi dei bidelli agli onorevoli (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere.it" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Dalle infrastrutture agli ordini professionali, dal turismo all'università Dai bidelli agli onorevoli, un'Italia alla deriva Privilegi intoccabili e tagli impossibili C'erano una volta le impiraresse che perdevano gli occhi a infilar perline, le filandine che passavano la vita con le mani nell'acqua bollente e le lavandere che battevano i panni curve sui ruscelli sospirando sul bel molinaro. Ma all'alba del Terzo Millennio, al passo col resto del mondo che produceva ingegneri elettronici e fisici nucleari e scienziati delle fibre ottiche, nacquero finalmente anche in Italia delle nuove figure professionali femminili: le scodellatrici. Cosa fanno? Scodellano. E basta? E basta. Il moderno mestiere, per lo più ancora precario, è nato per riempire un vuoto. Quel vuoto lasciato dalle bidelle che, ai sensi del comma 4 dell'art. 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, assolutamente non possono dare da mangiare ai bambini delle materne. Detta alla romana: "Nun je spetta". C'è scritto nel protocollo d'intesa coi sindacati. Non toccano a loro le seguenti mansioni: a) ricevimento dei pasti; b) predisposizione del refettorio; c) preparazione dei tavoli per i pasti; d) scodellamento e distribuzione dei pasti; e) pulizia e riordino dei tavoli dopo i pasti; f) lavaggio e riordino delle stoviglie. Scopare il pavimento sì, se proprio quel pidocchioso del direttore didattico non ha preso una ditta di pulizie esterna. Ma scodellare no. Ed ecco che le scuole materne e primarie, dove le bidelle (pardon: "collaboratrici scolastiche") sono passate allo Stato, hanno dovuto inventarsi questo nuovo ruolo. Svolto da persone che, pagate a parte e spesso riunite in cooperative, arrivano nelle scuole alle undici, preparano la tavola ai bambini, scoperchiano i contenitori del cibo, mescolano gli spaghetti già cotti con il ragù e scodellano il tutto nei piatti, assistono gli scolaretti, mettono tutto a posto e se ne vanno. Costo del servizio, Iva compresa, quasi un euro e mezzo a piatto. Mille bambini, 1.500 euro. Costo annuale del servizio in un Comune di media grandezza con duemila scolaretti: 300.000 euro. Una botta micidiale ai bilanci, per i Municipi: ci compreresti, per fare un esempio, 300 computer. Sulla Riviera del Brenta, tra Padova e Venezia, hanno provato a offrire dei soldi alle bidelle perché si facessero loro carico della cosa. Ottocento euro in più l'anno? "Ah, no, no me toca...". Mille? "Ah, no, no me toca...". Millecinque? "Ah, no, no me toca...". Ma ve lo immaginate qualcosa di simile in America, in Francia, in Gran Bretagna o in Germania? (...) E sempre lì torniamo: chi, se non la politica, quella buona, può guidare al riscatto un Paese ricco di energie, intelligenze, talenti straordinari, ma in declino? Chi, se non il Parlamento, può cambiare le regole che per un verso ingessano l'economia sul fronte delle scodellatrici e per un altro permettono invece agli avventurieri del capitalismo di rapina di muoversi impunemente con la libertà ribalda dei corsari? (...) Giorgio Napolitano ha ragione: "Coloro che fanno politica concretamente, a qualsiasi schieramento appartengano, devono compiere uno sforzo per comprendere le ragioni della disaffezione, del disincanto verso la politica e per gettare un ponte di comunicazione e di dialogo con le nuove generazioni ". Ma certo questa ricucitura tra il Palazzo e i cittadini, necessaria come l'ossigeno per interrompere la deriva, sarebbe più facile se i partiti avessero tutti insieme cambiato quell'emendamento indecente infilato nell'ultimo decreto "milleproroghe" varato il 23 febbraio 2006 dalla destra berlusconiana, ma apprezzato dalla sinistra. Emendamento in base al quale "in caso di scioglimento anticipato del Senato della Repubblica o della Camera dei Deputati il versamento delle quote annuali dei relativi rimborsi è comunque effettuato". Col risultato che nel 2008, 2009 e 2010 i soldi del finanziamento pubblico ai partiti per la legislatura defunta si sommeranno ai soldi del finanziamento pubblico del 2008, 2009 e 2010 previsto per la legislatura entrante. Così che l'Udeur di Clemente Mastella incasserà complessivamente 2 milioni e 699.701 euro anche se non si è neppure ripresentata alle elezioni. E con l'Udeur continueranno a batter cassa, come se fossero ancora in Parlamento, Rifondazione comunista (20 milioni e 731.171 euro), i Comunisti italiani (3 milioni e 565.470), i Verdi (3 milioni e 164.920). (...) E sarebbe più facile se i 300 milioni di euro incassati nel 2008 dai partiti sulla base della legge indecorosa che distribuisce ogni anno 50 milioni di rimborsi elettorali per le Regionali (anche quando non ci sono), più 50 per le Europee (anche quando non ci sono), più 50 per le Politiche alla Camera (anche quando non ci sono: quest'anno doppia razione) e più 50 per le Politiche al Senato (doppia razione) non fossero un'enormità in confronto ai contributi dati ai partiti negli altri Paesi occidentali. (...) Certo che ha ragione Napolitano, a mettere in guardia dai rischi dell'antipolitica. Ma cosa dicono i numeri? Che la legge attuale, che nessuno ha voluto cambiare, spinge i partiti a spendere sempre di più, di più, di più. Per la campagna elettorale del '96 An investì un milione di euro e fu rimborsata con 4, in quella del 2006 ne investì 8 e ne ricevette 64. E così tutti gli altri, dai diessini ai forzisti. Con qualche caso limite come quello di Rifondazione: 2 milioni di spese dichiarate, 34 incassati. Rimborsi per il 2008? C'è da toccar ferro. (...) "Un fantastilione di triliardi di sonanti dollaroni". Ecco a parole cos'hanno tagliato, se vogliamo usare l'unità di misura di Paperon de' Paperoni, dei costi della politica. A parole, però. Solo a parole. Nella realtà è andata infatti molto diversamente. E si sono regolati come un anziano giornalista grafomane che stava anni fa al Corriere della Sera e scriveva ogni pezzo come dovesse comporre un tomo del mitico Marin Sanudo, il cronista veneziano che tra i 58 sterminati volumi dei Diarii e i 3 delle Vite dei Dogi e il De origine e tutto il resto, riuscì a riempire l'equivalente attuale di circa 150.000 pagine. Quando il vecchio barone telefonava in direzione per sapere della sua articolessa, il caporedattore sudava freddo: "Tutto bene il mio editoriale, caro?". "Scusi, maestro, dovrebbe tagliare 87 righe". "Togliete gli asterischi". Questo hanno fatto, dal Quirinale alle circoscrizioni, nel divampare delle polemiche sulle spese eccessive dei nostri palazzi, palazzetti e palazzine del potere: hanno tolto gli asterischi. Sperando bastasse spargere dello zucchero a velo per guadagnare un po' di tempo. Per tener duro finché l'ondata d'indignazione si fosse placata. Per toccare il meno possibile un sistema ormai così impastato di interessi trasversali alla destra e alla sinistra da essere diventato un blocco di granito. (...) Almeno una porcheria, i cittadini italiani si aspettavano che fosse spazzata via. Almeno quella. E cioè l'abissale differenza di trattamento riservata a chi regala soldi a un partito piuttosto che a un'organizzazione benefica senza fini di lucro. È mai possibile che una regalia al Popolo della Libertà o al Partito democratico, a Enrico Boselli o a Francesco Storace abbia diritto a sconti fiscali fino a 51 volte (cinquantuno!) più alti di una donazione ai bambini leucemici o alle vittime delle carestie africane? Bene: quella leggina infame, che avrebbe dovuto indignare Romano Prodi e Silvio Berlusconi e avrebbe potuto essere cambiata con un tratto di penna, è ancora là. A dispetto delle denunce, dell'indignazione popolare, delle promesse e perfino di una proposta di legge, firmata a destra da Gianni Alemanno e a sinistra da Antonio Di Pietro. Proposta depositata in un cassetto della Camera e lasciata lì ad ammuffire. Ma se non ora, quando? Sergio Rizzo Gian Antonio Stella (1- Continua) stampa |.

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SCUOLA/ BUFERA BIDELLI: ORA NEMMENO SERVONO PIU' A MENSA (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Nuovo libro Rizzo-Stella: per Comuni spesa di 300.000 euro anno postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 28 apr. (Apcom) - Torna a far discutere la figura del bidello nelle scuole: dopo la polemica dei giorni scorsi tra i sindacati e l'Anci, l'Associazione nazionale comuni italiani, su chi dovrebbe assicurare il pasto gratuito ai collaboratori scolastici in servizio nelle mense delle scuole primarie e dell'infanzia, oggi ha suscitato non poche reazioni l'articolo di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella sul Corriere della sera. Nell'anticipare i contenuti del loro nuovo libro, "La deriva", dopo il fortunato "La Casta", i due giornalisti hanno voluto rappresentare gli sprechi della pubblica amministrazione soffermandosi su una figura professionale nata negli ultimi anni nelle scuole dell'infanzia: quella della scodellatrice. Tutto deriva dal nuovo profilo professionale di collaboratori scolastici, esentati da diverse funzioni: come quello di preparare i tavoli, fare "scodellamento", distribuire i pasti, lavare e riordinare le stoviglie. Negli anni l'accordo, strappato dai sindacati all'interno della legge 3 maggio 1999, n. 124, ha creato la necessità di affidare il servizio di allestimento refettorio e distribuzione pasti a lavoratori esterni. Personale, quasi sempre precario e facente capo a cooperative, che entra nelle scuole materne a metà mattinata esclusivamente per preparare la tavola ai bambini e servire il pasto nelle scodelle. Un servizio che costerebbe, hanno fatto rilevare Rizzo e Stella, quasi un euro e mezzo a piatto. Una cifra minima, ma che moltiplicata per duemila bambini delle materne (in un Comune di media grandezza) fa lievitare la spesa a 3.000 euro al giorno. Per un costo complessivo annuo, sempre per duemila bambini, di circa 300.000 euro. "Una botta micidiale - commentano i gli autori dell'articolo - ai bilanci, per i Municipi: ci compreresti, per fare un esempio, 300 computer. Sulla Riviera del Brenta, tra Padova e Venezia, hanno provato a offrire dei soldi alle bidelle perché si facessero loro carico della cosa. Ottocento euro in più l'anno? "Ah, no, no me toca... ". Mille? "Ah, no, no me toca... ". Millecinque? "Ah, no, no me toca... ". Ma ve lo immaginate qualcosa di simile in America, in Francia, in Gran Bretagna o in Germania?". Per Rizzo e Stella certi sprechi andrebbero inevitabilmente eliminati attraverso nuove leggi: "Chi, se non il Parlamento - si chiedono -, può cambiare le regole che per un verso ingessano l'economia sul fronte delle scodellatrici e per un altro permettono invece agli avventurieri del capitalismo di rapina di muoversi impunemente con la libertà ribalda dei corsari?". (segue).

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SCUOLA/ BUFERA BIDELLI: ORA NEMMENO SERVONO PIU' A MENSA (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 28-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

2- Però hanno diritto al pasto: scontro sindacati-Anci su chi paga postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 28 apr. (Apcom) - La spesa per la nuova figura professionale non è però solo quella esposta nel libro-denuncia "La Deriva": se per il nuovo contratto i collaboratori scolastici non possono più occuparsi di mensa, la loro presenza a scuola comporta anche il diritto al pasto gratuito. Un diritto che per Flc-Cgil, Cisl, Uil e Snals andrebbe addebitato ai Comuni, a cui è stato affidato il servizio mensa: "L'erogazione del servizio di refezione scolastica - hanno fatto sapere i sindacati con un comunicato congiunto - è un onere esclusivo che l'Ente Locale è tenuto ad assicurare nell'ambito delle attribuzioni in materia di diritto allo studio". Le organizzazioni sindacali della scuola non hanno dubbi: "allo Stato compete l'obbligo di fornire un contributo alle spese sostenute dai Comuni per la fornitura del pasto gratuito al personale in servizio, ma non quello di un loro integrale rimborso". Immediata la risposta di Nadia Masini, coordinatrice della commissione scuola dell'Anci: "I Comuni svolgono le funzioni loro attribuite dalla legge in materia di diritto allo studio, secondo le previsioni costituzionali e le modalità previste dalle leggi regionali e non risulta che tra le competenze su indicate sia compresa anche quella relativa alla fornitura del pasto del personale statale". "I Comuni - sostiene la rappresentante dei Comuni - non intendono disconoscere il diritto alla piena applicazione del contratto dei dipendenti statali ma nessuno vorrà mettere in dubbio il dovere degli stessi Enti di non sostenere nuove spese, non previste in bilancio e senza totale copertura". La vicenda sarà sicuramente affrontata dal nuovo ministro dell'Istruzione: in ogni caso la spesa per il servizio mensa, che secondo i calcoli di Stella e Rizzo si aggira sui 300.000 euro annui, è destinata a lievitare. Secondo le stime ufficiali, inogni istituto in media operano 15,6 collaboratori scolastici (uno ogni 2,2 classi), per un costo di circa 23.500 euro ciascuno e 367 mila euro per scuola. In tutta Italia i bidelli sarebbero 167 mila, la maggior parte dei quali di ruolo, per un costo complessivo per lo Stato che sfiora i 4 miliardi di euro l'anno.

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