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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL  28-3-2008       #TOP


IN EVIDENZA

Brogli elettorali, due arresti a Palermo L'episodio si riferisce alle amministrative del maggio 2007 Presidenti di seggio accusati di aver falsificato 580 schede per favorire una lista che appoggiava Cammarata ( Il Corriere della Sera 28-3-2008)

 

PALERMO - Sono accusati di brogli elettorali. Per questo, due presidenti di seggio sono stati arrestati a Palermo. I provvedimenti, disposti dal gip Maria Pino su richiesta del pm Maria Forti, sono stati eseguiti dalla Polizia di Stato che ha condotto l'indagine. I brogli elettorali fanno riferimento alle passate elezioni amministrative del maggio 2007.

SCHEDE FALSIFICATE - I due presidenti di seggio avrebbero favorito, con la falsificazione di 580 schede, una lista che appoggiava il sindaco Diego Cammarata (centrodestra). In particolare, secondo l'accusa, sarebbero state falsificate schede per favorire un consigliere comunale uscente e un candidato per la circoscrizione. Il consigliere comunale alla fine non è stato eletto, mentre il candidato della circoscrizione è riuscito a farcela. Le due sezioni in cui la polizia, coordinata al pm Maria Forti, ha riscontrato i brogli elettorali sono la numero 470 e la 19. In entrambi i seggi sono risultate più di 200 schede oltre i votanti iscritti e secondo l'analisi degli investigatori le preferenze espresse per l'ex consigliere comunale sarebbero tutte fatte dalla stessa persona. Il dato emerge dalla perizia calligrafica.


28 marzo 2008


Report "Costi dei politici"

La disobbedienza civile ( da "Corriere delle Alpi" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Stella e Rizzo)... spese di rappresentanza dei governatori di Regione fino a dodici volte più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesca... indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto il collega di una città di 249 mila candidati, "trombati" consolati con 5 buste paga.

PERGINE - Le scuole materne Chimelli, 426 ragazzini in 18 sezioni e 66 dipendenti, saranno un servizio gestito dalla nuova Azienda speciale comunale dall'annata 2009-2010 ( da "Adige, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ma questa accetterà di buon grado? Assenso dai gruppi consiliari eccetto che su un punto. La trasformazione prevede la cancellazione del cda e della presidenza: non avranno più ragione di esistere. Oggi il primo riceve gettone di presenza, la seconda una indennità mensile rapportata a quella d'un assessore comunale.

Tre consorzi di bonifica sono troppi meglio uno, efficiente ed economico ( da "Tirreno, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Riteniamo però che tre organismi siano eccessivi in quanto i costi fissi vengono moltiplicati per tre e l'efficienza non è salvaguardata, inoltre risulta difficile un coordinamento dell'attività dei tre enti. L'abbattimento dei costi della politica dovrebbe portare anche alla riduzione di enti che si sovrappongono.

Sindaci e consiglieri comunali la regione aumenta gli stipendi ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E così illustra l'incremento dell'8,3 per cento delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza di centinaia di amministratori siciliani. Consiglieri comunali e provinciali, sindaci e presidenti di Provincia. A tutti spetta adesso quell'adeguamento Istat che le associazioni di categoria - l'Anci in testa - reclamavano da tempo.

Più soldi a sindaci e consiglieri ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che fa scattare l'incremento dell'8,3 per cento delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza di centinaia di amministratori siciliani. A tutti spetta adesso quell'adeguamento Istat. Un primo scatto, pari al 4,6 per cento, si applica a decorrere del primo gennaio 2004. Un altro, del 3,7 per cento, dall'inizio del 2007.

LANCIANO - Un accordo di massima è stato trovato, ma per salvare il Lanciano la cordata portata ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Tra gli ospiti, che non vincono dalla trasferta dello scorso dicembre a San Giovanni Valdarno, sarà disponibile l'ex Federico Cerone, che in un anno e mezzo di militanza in rossonero ha collezionato solo pochi gettoni di presenza. (Lu. Gianc.).

Eco-museo, si punta in alto ( da "Nuova Ferrara, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Una sfilza di domande ha presentato Gabriella Azzalli (Ar), tutte incentrate sui criteri di efficienza. "Come sono stati valutati - ha domandato - quanto costa questa società? I dipendenti come verranno assunti, il Cda avrà un gettone di presenza? Dov'è il piano industriale?

Gettoni ai consiglieri Il Comune ingrana la marcia indietro ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: colpevole di avere dimezzato il peso dei loro gettoni di presenza, portandolo a 32 euro lordi. Ora i consiglieri comunali di Sassari, dopo aver gioito per il raddoppio del gettone (si è tornati a 72,30 euro per le sedute di Commissione e a 103,29 per quelle del Consiglio), incassano anche i rimborsi.

Bestiario ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Marco Rizzo è stato lapidario: "è un servo dei padroni". E Diliberto: "è uguale a Berlusconi". E madama Manuela Palermi: "è un vero talebano, un pazzo". E Franco Giordano, un tantino meno rozzo: "La candidatura di Ichino mostra la volontà di favorire una politica economica liberista".

OSIMO Bilancio senza sorprese: la manovra economica 2008 è passato in Consighlio comunale con ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: alcuna riduzione delle indennità di carica degli amministratori e dei gettoni di presenza dei consiglieri, proposta da Strologo e Domizio per favorire il non ritocco secondo indice Istat delle tariffe per gli impianti sportivi e per gli altri servizi a domanda individuale. Delusione da parte dell'opposizione che ha votato compatta contro lo strumento di programmazione finanziaria.

Conti comunali: un caso virtuoso ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: particolarmente importante in tempi di dibattito sui costi della politica: a Prevalle maggioranza e minoranza sono unite da anni nel mantenere basse le indennità per gli amministratori. Qualche cifra? 350 euro mensili per il sindaco, da 52 a 103 per gli assessori, 16,7 di gettone presenza per i consiglieri.[\FIRMA].

Ho deciso di restare fino al momento della votazione della delibera che ha per oggetto il park ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: letto la comunicazione con la quale spiegava le ragioni per le quali ha deciso di lasciare la Giunta braidese. Sostenendo: "Da due anni vivo l'esperienza della politica nazionale, avendo chiaro che cosa significa amministrare una piccola città come la nostra: l'ho fatto per spirito di servizo, senza prendere gettoni di presenza, per attaccamento al mio territorio e alla mia gente.

Berlusconi: scegliere i piccoli mette a rischio il Senato ( da "Avvenire" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: apertamente di percepire già una pensione e per questo di non essere in grado di tagliare i costi della politica. "Promettono di tagliare i costi della politica e poi prendono due pensioni, una da parlamentare e l'altra da magistrato ". E ironizza: "E questi dovrebbero tagliare i costi della politica? Non ho mai visto dei tacchini presentare una mozione per anticipare il Natale".

Costi della politica L'asso dei tagli nel piano Veltroni ( da "Avvenire" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: basterà fare assieme le riforme Costi della politica L'asso dei tagli nel piano Veltroni DA ROMA ROBERTA D'ANGELO S arà la carta finale che Walter Veltroni calerà nell'ultima settimana di campagna elettorale. Quella che piace agli elettori e che fornisce la risposta in termini economici alle tante promesse: il candidato del Pd punta a tagliare i costi della politica.

Sui costi della politica l'ultimo colpo di Walter ( da "Stampaweb, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: da "riserva del partito"? E quanto a Veltroni sta preparando uno dei suoi ultimi "colpi". Nei prossimi giorni presenterà un pacchetto di misure per ridurre i costi della politica, con tanto di conto allegato. Veltroni annuncerà che dimezzando il numero dei parlamentari e diminuendo indennità e pensioni;

Quattro nuovi pedaggi per pagare Tav e Brennero ( da "Gazzettino, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei proventi per finanziare investimenti per il trasporto ferroviario: nel caso della Valsugana e della Transpolesana si tratterebbe di un diritto annuale (compreso tra i 2.233 e i 1.329 euro a seconda della classe del veicolo) attestato da un bollino applicato sul parabrezza, mentre sulle autostrade il sovrapedaggio potrà essere compreso tra il 15 e il 25 per cento del pedaggio

LA PAROLA AI LETTORI ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 3) il coraggioso Travaglio con i giornalisti Rizzo e Stella mette nero su bianco e ci regala il libro La Casta;4) l'urlante Grillo ci ricorda che noi italiani siamo obbligati a rispettare leggi votate anche da parlamentari pregiudicati che siedono tranquillamente in Parlamento e fanno (e.

ELEZIONI: ORLANDO (IDV), AZIONI PER DIMINUIRE COSTI DELLA POLITICA ( da "Asca" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: portato a casa dei cittadini come risparmio per tutti, rilevanti riduzioni dei costi della politica; abbiamo promosso iniziative che hanno consentito di eliminare costi della politica assai gravi e pesanti cominciando con il colpire il numero dei consiglieri di amministrazione delle aziende collegate, con il rivedere tutta l'impostazione delle comunita'

TRAVAGLIO&GOMEZ SCHEDANO I CANDIDATI "IMPRESENTABILI" DEL NUOVO PARLAMENTO I CONDANNATI DEL PDL SONO 25 MA ANCHE IL PD DI WALTERSTEIN JR NON SCHERZA: 10 TRE SALVATI DALLA PRESCRI ( da "Dagospia.com" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Critico feroce dei girotondi, cioè dell'unica opposizione credibile al regime berlusconiano, nel 2004 se ne va al Parlamento europeo, perché "è lì che si gioca la grande politica", ma nessuno se ne accorge e nel 2006 rientra precipitosamente a Montecitorio.


Articoli

La disobbedienza civile (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere delle Alpi" del 28-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

La disobbedienza civile è un diritto dei cittadini L'ATTUALE legge elettorale, sistema proprozionale senza preferenze, sostituisce il sistema maggioritario voluto dal popolo italiano con un referendum. Tale legge premia i politici già al potere e aumenta l'arroganza dei partiti. Ciascun partito infatti ha potuto stendere una propria lista di aspiranti deputati e senatori, con i leaders di partito capolista. La scelta è fatta con criteri scarsamente attinenti al merito, alle capacità e alla competenza. Stessa tecnica adottata dai presidenti di Regione per quanto riguarda le nomine in enti pubblici. Soldi ai partiti: il referendum del 18 aprile del 1993 era stato chiarissimo: il 90,3% delle persone voleva abolire il finanziamento pubblico. Due numeri: per le elezioni europee del 2004 i partiti spesero in tutto 88 milioni di euro, ma quando passarono alla cassa ne ritirarono 250 milioni; nel 2005 sono stati pagati ai partiti, a titolo di rimborso per le spese elettorali, oltre 196 milioni di euro che sono stati suddivisi tra ben 81 partiti o liste (da "La casta" di Stella e Rizzo)... spese di rappresentanza dei governatori di Regione fino a dodici volte più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesca... indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto il collega di una città di 249 mila candidati, "trombati" consolati con 5 buste paga... dirigenti di società pubbliche fallite liquidati con cifre da capogiro. Che futuro ha un Paese dove la fame di poltrone ha spinto a inventare le Comunità montane al livello del mare? Dove il Quirinale spende il quadruplo di Buckingham Palace? Con che faccia i nostri politici parlano di rappresentanza? Denuncia del procuratore generale della Corte de Conti: "L'Italia vive un momento di malessere. Corruzione diffusa. Molte le tangenti. Incontrollato aumento della spesa corrente. Disordine amministrativo". Rapporto Eurispes 2008: "L'Italia non crede più nelle istituzioni che dovrebbero guidarla; l'istituzione meno credibile è il Parlamento. L'86% non crede più nei partiti. Al di fuori dall'ambito prettamente politico la magistratura raccoglie solo il 42% di credibilità" e la situazione diventa dura, molto più dura della lex, nei paesi, come il nostro, dove si sfornano leggi, decreti, ordinanze, regolamenti e circolari a ritmo industriale (in Italia sono in vigore oltre 50 mila leggi, meno di diecimila in Francia e Germania) e il loro vertiginoso numero trova un sapiente antidoto nel generale lassismo e nella diffusa disobbedienza. Siccome buona parte delle leggi che si fanno sono inutili o dannose, la disobbedienza degli italiani, non più un vizio bensì virtù, aiuta il bel paese a tirare avanti. In questo Paese non c'è ordine, rispetto. Solo pressapochismo, confusiione, egoismo, indifferenza, disinteresse per tutto, privilegi infiniti di chi ci governa: una casta di disordinati intoccabili. Perché nonostante tutto la gente va a votare... magari "tappandosi il naso" o... "...il meno peggio"? E così l'abitudine o il senso del dovere (falso) inducono la persona che non è sostenuta da quella disciplina morale che fa l'uomo libero e coraggioso nel gruppo, a non essere disturbata dalla ricerca della verità, preferendo risposte confezionate e incartate già pronte per l'uso. Come il cane che riporta al padrone il bastone che costui ha lanciato, così alla fine troppi riportano la loro libertà ad altri, ai quali delegano di pensare, giudicare e decidere, riservandosi solo di ripetere i loro slogan, di seguire i loro moniti. Stiamo assistendo ad una campagna elettorale deprimente, senza grandi progetti. I giovani non si sentono coinvolti, né partecipi di un futuro che si apre senza prospettive. Siamo alla deriva etica e morale in tutti i campi. I candidati leader sono l'uno contro l'altro. Nessuno parla di ridurre in primis i loro privilegi (esempio: in Italia ci sono 562 mila auto blu rispetto alle 75 mila degli Stati Uniti e alle 50 mila della Germania). Sono scomparsi gli esempi di equità e di giustizia, la parola data (anche tra rappresentanti dello stesso gruppo), la serenità di giudizio nei confronti dell'avversario. Sono scomparsi i grandi ideali. Siamo governati da figure mediocri che ora parlano di "riscoprire i valori"... quali? L'unica possibilità di rinnovamento, cioè di mandarli tutti a casa, risiede nella coscienza morale di ciascun cittadino. La storia insegna che... mentre l'Europa era dominata da Hitler e da Stalin, mentre il regime della violenza regnava così assoluto che appariva assurda ogni alternativa all'uso della forza, il mondo assisté ad un miracolo: il popolo indiano si ridestava dopo una lunga schiavitù sottraendosi al gioco britannico... senza colpo ferire. Nella più grande sollevazione di massa che la storia ricordi, mezzo milione di persone erano guidate da un uomo fragile (il "fachiro nudo" come con disprezzo lo chiamava W. Churchill) ma venerato dalle moltitudini per l'evidente santità della vita: il Mahatma Gandhi (Mahatma significa "grande anima"). Ecco ciò che diceva alle folle in India nel 1922: "La disobbedienza civile è un diritto innato dei cittadini. Non possiamo rinunciarvi senza cessare di essere uomini. La disobbedienza civile non è mai seguita dall'anarchia, come nel caso della disobbedienza criminale. Non c'è Stato che non reprima la disobbedienza criminale con la forza. Se non la fa muore. Ma reprimere la disobbedienza civile è tantare di imprigionare la cosienza. La disobbedienza civile può donare solo forza e purezza. Un resistente civile non usa mai le armi e quindi è innocuo per uno Stato che sia pienamente disposto ad ascoltare le voce della pubblica opinione. Ma è pericoloso per uno Stato autocratico, perché ne produce la caduta, impegnando l'opinione pubblica sulla questione per la quale si oppone allo Stato. La disobbedienza civile, perciò, diventa un sacro dovere quando lo Stato si sia fatto illegale, o, che è la stessa cosa, corrotto. Un cittadino che tratti con uno Stato simile ne condivide la corruzione e l'illegalità". "Un mezzo impuro si traduce in un fine impuro... Non si può raggiungere la verità attraverso la menzogna. I mezzi sono tutto nella vita di ogni giorno, come in politica. Macchiavelli è stato solo un pessimo maestro. Politica e religione o politica e morale non sono tra loro separate da compartimenti stagni, infatti non c'è politica senza religione e, del resto la politica senza moralità è una cosa da evitare: un'azione immorale sarà anche un'azione impolitica e, quindi, un politico disonesto sarà, presto o tardi, condannato inevitabilmente al fallimento". Ha scritto il filosofo indiano S. Radhakrishnan: "Solo di tanto in tanto accade che si levi al di sopra del livello comune un qualche spirito raro, che avendo meditato su Dio con maggiore profondità rifletta più chiaramente il fine divino e metta in pratica con maggior coraggio i divini insegnamenti. La luce di tali esseri risplende come un faro intenso sulle tenebre e il disordine del mondo. Gandhi appartiene alla razza dei profeti dotati del coraggio del cuore, e della cortesia dello spirito e del riso di chi non teme. Attraverso la sua vita e il suo insegnamento, egli ha recato testimonianza dei valori abbracciati da questo paese per secoli: la fede nello spirito, il rispetto per i suoi misteri, la bellezza della sanità, lì'accettazione dei doveri della vita, la saldezza del carattere... valori che sono semplicemente universali". A noi, poveri abitanti di un paese malandato, rimane la consolazione di aver conosciuto una figura che per ben ventisette anni è stato l'unico punto di riferimento morale per l'intera umanità: il Grande Giovanni Paolo II "...non abbiate paura... e... con i giovani per varcare la soglia della speranza...". Anche in una pozzanghera si riflette la luce del sole. Nizzardo Tremonti Questo non è più l'Inter di una volta SONO tifoso interista da tanti, tanti anni. Ho vissuto con intensità il cammino della grande Inter anni '60, vincitrice di coppe campioni e scudetti. L'Inter di oggi, a parte gli ultimi successi in "casa", sembra una copia sbiadita dell'Inter di Herrera - Moratti Angelo - Allodi. Il confronto tra le due Inter non può essere proponibile soltanto per un motivo importantissimo per una squadra di calcio: ieri la serietà nel comportamento professionale dei giocatori, allenatore e dirigenti, per reaggiungere tutti uniti traguardi importanti (e lo si è visto!!). Oggi un'Inter, capace sì di raggiungere traguardi importanti, ma sempre conditi di litigi tra allenatore, giocatori e medici della società, e con la stampa che va a nozze di tutto quello che proviene dall'Inter. Questa situazione si trascina da quando è diventato presidente Massimo Moratti. Grande presidente non si discute; ha sempre pagato profumatamente i giocatori (anche mezze calzette), ma nello stesso tempo viziandoli all'eccesso e trattandoli come figli e anche qualcosa di più. Si sono avvicendati tanti allenatori (e anche bravi) ma non sono resistiti tanto (vedi Lippi e Simoni). Colpa loro o dei giocatori prime donne? Non parliamo del 5 maggio; per giocatori come Ronaldo e Kanu, dopo grossi infortuni, il presidente ha speso un sacco di soldi per rimetterli in piedi, per poi vederseli andare altrove. Per non parlare di Vieri, che se ne è andato con una buona uscita da nababbo. Anche la telenovela di Adriano e... Questa situazione continua ancora, che vuol dire soltanto che il "buonismo" di Moratti, in una squadra di calcio non paga mai. Dai giocatori (diciamo di nome) ha ricevuto soltanto ingratitudine, e credo invece meritasse stima e ammirazione per quello che dà al calcio italiano. Ci vuole una bella sterzata di umiltà, di dedizione alla squadra, e gratitudine ad un presidente (che sbaglia con la troppa bontà) ma generoso oltre misura con tutti. Un esempio da seguire è la Lazio, che Lotito, da presidente, ha salvato dal fallimento, ma conduce la società con estrema severità con giocatori (specialmente) e dirigenti. Lucio Baldisseri Non vedo i pacifisti manifestare per il Tibet ALLA luce di quanto sta accadendo in quel "grande" paese che è la Cina nei confronti di una minoranza pacifica la quale manifesta per poter diventare indipendente e viene negata e zittita a suon di bastonate facendo intervenire l'esercito il quale deve misurarsi con agguerritissimi monaci, e non oso immaginare quali altri metodi vengano utilizzati per negare e soffocare il Tibet e i suoi abitanti, gente assolutamente pacifica, la quale professa una religione con principi di meditazione e pacifismo assolutamente inattaccabili, una domanda mi sorge spontanea: dove sono finiti i no global, i manifestanti per la pace con i loro slogan e le loro belle bandierine multicolori? Alessandro Guagni.

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PERGINE - Le scuole materne Chimelli, 426 ragazzini in 18 sezioni e 66 dipendenti, saranno un servizio gestito dalla nuova Azienda speciale comunale dall'annata 2009-2010 (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

PERGINE - Le scuole materne Chimelli, 426 ragazzini in 18 sezioni e 66 dipendenti, saranno un servizio gestito dalla nuova Azienda speciale comunale dall'annata 2009-2010. Ora sono atipiche in quanto comunali ed equiparate, assistite dalla Federazione provinciale. Il via all'operazione mercoledì notte dal consiglio comunale quasi unanime. Una sola astensione, di Paolo Vitti (Prc). Ora la giunta Anderle ha tempo alcuni mesi per preparare lo statuto, il contratto di servizio, il piano programma, l'organizzazione ed i finanziamenti, ma già ha illustrato in sala per intero la sua scelta. Eccetto la definizione del contratto del personale, che potrà essere quello delle materne equiparate o delle provinciali. La nuova azienda potrà gestire anche i nidi di infanzia ed attività sociali e per giovani di varie età oggi organizzate da uffici comunali. "Si cambia tutto per non cambiare nulla?" ha chiesto Vitti durante la discussione, temendo l'arrivo di un nuovo carrozzone pubblico. Assolutamente no, hanno replicato Renzo Anderle , il sindaco e Renato Nisco , l'assessore di settore che hanno lungamente illustrato la novità. Due i motivi alla base della trasformazione. Ora il personale amministrativo delle materne è insufficiente e la gestione non può continuare così. Secondo, con la nuova azienda, il comune potrà gestire nidi ed altre attività. La Provincia finanzia con 176.997 euro annui la Federazione provinciale che provvede a pagare personale ed a prestare della consulenza. Con la nuova azienda, tale somma entrerà direttamente nelle sue casse per il personale e finanziare l'organizzazione pur utilizzando la medesima somma, s'è garantito in sala: un direttore, un funzionario, un consulente pedagogico. Insomma l'azienda avrà le risorse necessarie proprio perché sarà ritirata la delega attuale alla Federazione. Ma questa accetterà di buon grado? Assenso dai gruppi consiliari eccetto che su un punto. La trasformazione prevede la cancellazione del cda e della presidenza: non avranno più ragione di esistere. Oggi il primo riceve gettone di presenza, la seconda una indennità mensile rapportata a quella d'un assessore comunale. "Veramente saranno tolti?", ha chiesto Sergio Paoli (Ppe). "Sarà da valutare" la risposta di Nisco, che ha scatenato la discussione. Decisamente contrari alla sopravvivenza di cda e presidenza la maggior parte dei gruppi. Sono posti riservati agli amici degli amici, ai favoriti, a trombati, s'è detto in sala. Ma, "ci penserei bene prima di cancellare il cda", la perplessità espressa dal socialista Andrea Oss . 28/03/2008.

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Tre consorzi di bonifica sono troppi meglio uno, efficiente ed economico (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Partito democratico interviene sul caos delle bollette Tre consorzi di bonifica sono troppi Meglio uno, efficiente ed economico Le bollette della Comunità montana arrivate nelle nostre case in questi giorni inducono a una riflessione. A Cecina abbiamo tre consorzi di bonifica: al consorzio delle Colline livornesi e a quello della Val di Cornia si è aggiunto quello della Comunità Montana, che in questi giorni ha inviato la sua prima bollettazione ai cecinesi. E Cecina che, non fa parte delle Colline livornesi né tantomeno della Val di Cornia figuriamoci poi come Comunità montana, si trova al centro dei desideri di questi tre operatori. Il Pd chiede all'amministrazione comunale di svolgere un'attività di supervisione e controllo sull'efficacia, l'efficienza e la relativa competenza dei consorzi di bonifica. Sul nostro territorio, una breve striscia lungomare, riteniamo l'opera dei consorzi importante e necessaria per la salvaguardia della nostra cittadina e del suo territorio da eventuali rischi idraulici, da piene rovinose del fiume che possono verificarsi e da inondazioni per eccessive piogge. Riteniamo però che tre organismi siano eccessivi in quanto i costi fissi vengono moltiplicati per tre e l'efficienza non è salvaguardata, inoltre risulta difficile un coordinamento dell'attività dei tre enti. L'abbattimento dei costi della politica dovrebbe portare anche alla riduzione di enti che si sovrappongono. I costi dei consigli di amministrazione, dei presidenti, delle elezioni di questi organi ecc. andrebbero abbattuti con la costituzione o la fusione dei tre in un unico organismo. Facciamo economia di scala su mezzi e risorse, spalmandoli su maggiori volumi produttivi dati dalla sommatoria di quelli esistenti. Così facendo riusciremmo a raggiungere risultati positivi sia sugli investimenti più mirati e utili, sia sui finanziamenti, sia sui costi di partecipazione e sulle scelte aziendali. E' giusto che dietro la prestazione di un servizio diretto a tutti, tutti debbano contribuire per far sì che ognuno paghi di meno. Pagare tutti per pagare di meno. I consorzi devono essere garanti affinché non vi siano morosi o evasori o cittadini che pagano e altri che non lo fanno non per loro volontà ma perché il Consorzio non riesce a essere preciso nell'individuare i contribuenti. Oggi purtroppo i consorzi di bonifica non riescono a raggiungere tutti i cittadini o le aziende che possiedono abitazioni o terreni; è opportuno che si attrezzino e diano servizi e sicurezze a costi equi. In un periodo in cui molte famiglie arrivano con difficoltà alla fine del mese aggiungere una tassa in più deve essere operazione ben motivata e giustificata da una eccellente operatività ed economicità. Chiediamo ai consorzi di valutare queste realtà e tenere presente la loro importanza e necessità oggi in cui le grandi opere di bonifica, di cui anche la nostra zona è stata oggetto, sono terminate. Chiediamo inoltre la ridefinizione dei confini perimetrali del bacino idrico in modo tale che Cecina sia assoggettata alle disposizioni di un solo consorzio. Inoltre la Comunità montana, prima di inviare una bollettazione a qualunque titolo, avrebbe dovuto comunicare ai cittadini i motivi e l'utilizzo delle tasse che essi sono chiamati a pagare. E' giusto pensare anche a un coinvolgimento della Regione. Partito democratico Cecina.

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Sindaci e consiglieri comunali la regione aumenta gli stipendi (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina IV - Palermo Sindaci e consiglieri comunali la Regione aumenta gli stipendi Scatto Istat e arretrati: annullato l'effetto tagli della Finanziaria Ai primi cittadini dei centri con oltre 500 mila abitanti incremento da 600 euro mensili Erano aumenti attesi da oltre quattro anni, sono scattati a venti giorni dalle elezioni. "Solo una coincidenza. Che vuole, i tempi della politica e della burocrazia sono lunghi...", spiega l'assessore alle autonomie locali Paolo Colianni. E così illustra l'incremento dell'8,3 per cento delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza di centinaia di amministratori siciliani. Consiglieri comunali e provinciali, sindaci e presidenti di Provincia. A tutti spetta adesso quell'adeguamento Istat che le associazioni di categoria - l'Anci in testa - reclamavano da tempo. Un primo scatto, pari al 4,6 per cento, si applica a decorrere del primo gennaio 2004. Un altro, del 3,7 per cento, dall'inizio del 2007. Saranno le amministrazioni dei singoli enti ad adeguarsi al decreto di Colianni, appena pubblicato in Gazzetta ufficiale. Un provvedimento che in pratica annulla l'effetto della riduzione delle indennità del 10 per cento stabilita dalla Finanziaria nazionale del 2006, che la maggior parte dei Comuni siciliani non aveva recepito. Colianni, infatti, a distanza di oltre due anni dalla norma approvata dal Parlamento nazionale, ha emanato nelle settimane scorse un altro atto, una circolare che chiarisce definitivamente - in seguito a una pronuncia del Cga - che il "taglio" già in vigore nel resto d'Italia colpisce anche gli enti locali siciliani. Una compensazione, insomma, concordata con la stessa associazione dei Comuni. A beneficio delle tasche dell'esercito degli eletti nell'Isola. Ma per quegli enti locali (un buon venti per cento) che si erano già allineati alla legge statale senza attendere la direttiva della Regione, gli aumenti saranno effettivi. E concreti: dai 116 euro in più al mese per i sindaci dei centri con meno di 3 mila abitanti ai 600 euro mensili per quelli dei capoluoghi con più di 500 mila abitanti. "Regalo pre-elettorale? No, per favore, non mettiamola su questo piano - dice Colianni - L'iter di questo adeguamento Istat, un atto dovuto, è scattato ben prima della sentenza Cuffaro. Anzi, va avanti da un anno. Perché si è concluso adesso? Che vuole, i tempi della politica e della burocrazia. Abbiamo deciso di attendere i pareri giuridici sull'applicazione in Sicilia della riduzione dei compensi prevista dalla Finanziaria nazionale. E, insieme all'Anci, abbiamo stabilito di far partire quasi contemporaneamente i tagli e gli aumenti. Detto ciò, io sono fra quelli convinti che sindaci e consiglieri comunali non arricchiscono con indennità da duemila euro al mese. Sono i parlamentari a guadagnare troppo... ". L'esponente dell'Mpa affronterà nella prossima seduta di giunta, il 2 aprile, un'altra questione spinosa: la data delle elezioni amministrative. E non esclude un'ipotesi a sorpresa: il rinvio ad autunno del voto per Comuni e Provincia. "In giunta - dice Colianni - parlerò con il presidente Leanza dell'opportunità di far stabilire la data dal governo che si insedierà dopo le regionali. In questo caso, le amministrative potrebbero tenersi in autunno, decongestionando un periodo già segnato dalla doppia campagna elettorale per politiche e regionali. Ma è solo un'ipotesi". L'Ancisicilia già alza disco rosso: "Se si rinviassero le amministrative - dice il segretario Andrea Piraino - si prorogherebbe in modo indebito il mandato degli amministratori". e. la.

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Più soldi a sindaci e consiglieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina III - Palermo A venti giorni dalle elezioni incrementi di stipendio fino a 500 euro al mese per gli amministratori comunali Più soldi a sindaci e consiglieri La Regione aumenta il "gettone", annullato l'effetto tagli La regione aumenta gli stipendi di sindaci, assessori e consiglieri degli enti locali siciliani. Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale un decreto dell'assessore regionale alla Famiglia, Paolo Colianni, che fa scattare l'incremento dell'8,3 per cento delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza di centinaia di amministratori siciliani. A tutti spetta adesso quell'adeguamento Istat. Un primo scatto, pari al 4,6 per cento, si applica a decorrere del primo gennaio 2004. Un altro, del 3,7 per cento, dall'inizio del 2007. Un provvedimento che in pratica annulla l'effetto della riduzione delle indennità del 10 per cento stabilita dalla Finanziaria nazionale del 2006. Colianni a distanza di oltre due anni dalla norma approvata dal Parlamento nazionale, ha emanato nelle settimane scorse una circolare che chiariva definitivamente che il "taglio" già in vigore nel resto d'Italia colpiva anche gli enti locali siciliani. EMANUELE LAURIA A PAGINA II.

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LANCIANO - Un accordo di massima è stato trovato, ma per salvare il Lanciano la cordata portata (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 28-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Avanti da Riccardo Angelucci deve fare qualcosa in più. Deve mettere nero su bianco in modo da essere operativa nell'attimo in cui ci sarà l'assegnazione delle quote societarie e deve mettere pronti i soldi per chiudere le istanze di fallimento e ripianare i debiti. Secondo quanto emerso dalle ultime riunioni, la Prospero e l'operatore economico romano Marco Frasca avranno la maggioranza, mentre la parte restante se la dividerebbero Renzetti, Angelucci e Vitelli. Ieri mattina, intanto, al tribunale di Lanciano si è visto l'ex presidente Paolo Di Stanislao. Una presenza a sorpresa che però non nascondeva nulla di clamoroso: l'ormai ex presidente ha presentato delle memorie in cui esprime il suo punto di vista in merito all'assegnazione delle quote societarie. Clima sicuramente non ideale per preparare la delicata gara casalinga contro la Massese. Mister Moriero non avrà a disposizione Pintori, squalificato, ma in compenso dovrebbe rientrare Vicedomini che ha recuperato dalla distorsione alla caviglia. Tra gli ospiti, che non vincono dalla trasferta dello scorso dicembre a San Giovanni Valdarno, sarà disponibile l'ex Federico Cerone, che in un anno e mezzo di militanza in rossonero ha collezionato solo pochi gettoni di presenza. (Lu. Gianc.).

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Eco-museo, si punta in alto (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Argenta. La gestione a "Terre srl", ma la presidenza a Zaina fa infuriare Rifondazione Eco-museo, si punta in alto Ok del consiglio comunale al contratto di servizio ARGENTA. Dopo la nascita e l'approvazione dello statuto di "Terre Srl", la società di scopo che con un capitale di 111 mila euro versato dal Comune gestirà il sistema ecomuseale, mercoledì sera con 11 voti favorevoli del Pd (il Prc è uscito) e sette contrari (Pdl e Argenta Rinnovamento), il consiglio comunale ha dato l'ok al contratto di servizio per l'affidamento delle attività di valorizzazione del sistema ecomuseale del Comune di Argenta. Per 10 anni Terre, la società al 51% di Soelia, 44% del Comune di Argenta e il 5% dell'Ente Parco, dovrà sostenere il turismo ambientale. Dovrà cioè proseguire sulla strada già imboccata da tempo e rimboccarsi le maniche per incentivarne i risultati; ogni sei mesi dovrà riferire alla proprietà sui risultati raggiunti. "Un contratto - ha spiegato l'assessore Adamo Antonellini - che modulerà tutti i servizi. Il Cda è giovane, competente, sarà presieduto da Gianluigi Zaina (manager della Fbp di Longastrino, ndr), Stefano Merighi (avvocato e componente di spicco di Soelia, ndr) e David Bianco (ex assessore all'ambiente del comune di Argenta, ndr)". Proprio sulla nomina del presidente Zaina, Luigi Cattani (Prc) prima di abbandonare l'aula ha criticato senza mezzi termini la scelta, arrivando persino a dire con lo stile sindacalista che "non ha mostrato grandi capacità manageriali visto cosa è successo all'azienda dove operava". Dopo aver chiesto di assegnare al consiglio il potere di decidere le tariffe, Cattani ha annunciato che il sì al contratto solamente per la questione occupazionale altrimenti avrebbe votato contro. Sulla stessa linea Paolo Bolognesi (Fi-Pdl) che ha chiesto inoltre una verifica sulla proprietà dei quadri della pinacoteca che passeranno a Terre. "Come potete trasferire - ha chiesto - un patrimonio se non siete proprietari?". Una sfilza di domande ha presentato Gabriella Azzalli (Ar), tutte incentrate sui criteri di efficienza. "Come sono stati valutati - ha domandato - quanto costa questa società? I dipendenti come verranno assunti, il Cda avrà un gettone di presenza? Dov'è il piano industriale?". Nel motivare poi il no Azzalli si è dichiarata stanca di sentire solamente parole accusando la giunta di aver generato "uno strumento clientelare in vista delle prossima campagna elettorale". Di tutt'altro parere Marco Aleotti (Pd) che giudica Terre una cosa positiva. Giorgio Carnaroli.

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Gettoni ai consiglieri Il Comune ingrana la marcia indietro (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Provincia di Sassari Pagina 7053 Sassari Retribuzione retroattiva Gettoni ai consiglieri Il Comune ingrana la marcia indietro Sassari. Retribuzione retroattiva --> A gennaio avevano stretto la cinghia e maledetto la Finanziaria 2008, colpevole di avere dimezzato il peso dei loro gettoni di presenza, portandolo a 32 euro lordi. Ora i consiglieri comunali di Sassari, dopo aver gioito per il raddoppio del gettone (si è tornati a 72,30 euro per le sedute di Commissione e a 103,29 per quelle del Consiglio), incassano anche i rimborsi. Sì, sulle buste paga dei consiglieri Palazzo Ducale ha ingranato la retromarcia e con la retribuzione di febbraio ha versato ai 39 dell'assemblea anche il conguaglio di gennaio. La determinazione del dirigente agli Affari generali del Comune, Simonetta Cicu, firmata l'11 marzo parla chiaro: "Il ministero dell'Interno ha chiarito, fra l'altro, che sono fatti salvi gli incrementi legittimamente deliberati dai singoli enti prima dell'entrata in vigore della citata legge finanziaria", si legge nel documento. Per cui la dirigente impegna e liquida, "la somma complessiva di 54.852,68 euro, di cui 35.955,02 dovuta ai consiglieri comunali per l'effettiva partecipazione alle sedute del Consiglio comunale, delle commissioni consiliari, dell'ufficio di presidenza e della conferenza dei capi gruppo nel mese di febbraio 2008 e la somma di 18.897,66 euro quale differenza dovuta per il mese di gennaio 2008". Nulla è perso per i consiglieri sassaresi, quindi. Il mese scorso una circolare dell'Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani), metteva fine alla dieta forzata, spiegando che le norme taglia-gettoni inserite nella Finanziaria non potevano essere retroattive. Quindi gli adeguamenti dei gettoni di presenza deliberati dai vari Consigli nel passato non dovevano essere tagliati, e a Sassari l'ultimo ritocco risale al 15 marzo 2001. Seppure fra mille mugugni, la dieta del gettone nel mese di gennaio aveva funzionato a Palazzo Ducale: per le buste paga dei consiglieri il Comune aveva speso 18mila 157 euro e 32 centesimi (la retribuzione media di ciascun consigliere era scesa a 465 euro), con un taglio netto di 31mila euro rispetto al passato. A dicembre 2007 infatti quando i consiglieri erano pagati con un'indennità fissa di circa 1300 euro (lordi) a testa, il Comune aveva sborsato 49mila 204 euro e 98 centesimi. Non solo, a gennaio i consiglieri avevano lavorato il doppio: le sei Commissioni permanenti (compresa quella integrata per il Puc) si erano riunite ben 32 volte, mentre a dicembre le riunioni erano state quattordici. (v. g.).

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Bestiario (sezione: Costi dei politici)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

OPINIONI BESTIARIO Contrordine compagni di Giampaolo Pansa Torte in faccia. Accuse maligne. Comizi interrotti. Lanci di uova. Attacchi alle sedi. è la sinistra nevrotica Una torta di panna no-global tirata in faccia a un capo no-global? Impossibile, dirà qualcuno. Invece è accaduto sabato 22 marzo a Venezia. Il colpito è Francesco Caruso, già deputato di Rifondazione e oggi ricandidato dalla Cosa Rossa in Veneto 2, ossia a Treviso, Belluno e Venezia. Il Caruso stava tenendo una conferenza stampa in un ristorante veneziano e spiegava perché i capi della Sinistra Arcobaleno l'avessero deportato tanto lontano dal suo Mezzogiorno. Aveva accanto il chiarissimo professor Nicola Tranfaglia, storico, comunista del partitino di Diliberto, anche lui rimesso in lista. All'improvviso, è comparso un ragazzo in cappuccio nero che ha fatto partire il missile di panna montata. Un razzo di un chilo, forse uscito dall'arsenale di Luca Casarini, il capo-no global del Veneto che apprezza poco quel compagno del Sud. Risultato: colpito Caruso. E con lui la sacra barba di Tranfaglia. Messo così, l'assalto pannoso sarebbe cosa da nulla, roba da tardo film comico. Ma vista nel famoso contesto che tanto piace ai pensatori della sinistra regressista, la faccenda acquista un valore ben più pregnante. E svela la paura di perdere che serpeggia nelle file dell'Arcobaleno Rosso, in braghe di tela per la polemica sul voto utile. La paura ha generato una nevrosi isterica. Rivolta non al blocco del famigerato Caimano Berlusca, bensì al Pidì del pacifico Veltroni. Lo si è visto fin dall'inizio della campagna elettorale. E il primo a farne le spese è stato il giuslavorista Pietro Ichino: candidato di Walter e bestia nera dei regressisti per le sue opinioni sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e sulla legge Biagi, uno che vive da sei anni sotto scorta. Già alla fine di febbraio, i capi della Cosa rossa tiravano su di lui. Marco Rizzo è stato lapidario: "è un servo dei padroni". E Diliberto: "è uguale a Berlusconi". E madama Manuela Palermi: "è un vero talebano, un pazzo". E Franco Giordano, un tantino meno rozzo: "La candidatura di Ichino mostra la volontà di favorire una politica economica liberista". Qualche giorno dopo, il ringhio dei Cosarossi & Affini è diventato bipartisan. Il 29 febbraio, a Torino, una squadraccia di antagonisti ha devastato la sede di Forza Italia, inondandola di liquame. Il 1 marzo a Livorno sono andati distrutti due gazebo della Lega, più le botte a un leghista. E prima ancora, sempre a Livorno, erano state devastate le sedi dei comitati elettorali di Altero Matteoli e di Guido Guastalla. Il 7 marzo a Genova i centri sociali hanno interrotto un comizio del leghista Mario Borghezio. Lo stesso giorno a Roma ha fatto la medesima fine un convegno di An sulla festa dell'Otto marzo all'Università della Sapienza. Qui è stato aggredito il direttore del 'Secolo d'Italia', Luciano Lanna. Il 12 marzo, sempre a Roma, i Centri sociali hanno invaso la sede nazionale del Pidì, il famoso loft di Veltroni, pretendendo la verità sui pestaggi della polizia durante il G8 del 2001 a Genova. Hanno lanciato fumogeni ed esposto uno striscione di scherno per Walter: 'Tortura al G8? Yes, we can!'. Ve lo immaginate che cosa sarebbe successo se una squadra di anarchici o di trotzkisti avesse occupato le mitiche Botteghe Oscure del Pci, ai tempi di Berlinguer, ma anche a quelli di Occhetto? Io sì che me lo immagino. Ma oggi siamo diventati tutti dei fighetti pacifisti in guanti bianchi ed è fuori moda reagire. E così, sotto la pelle di una campagna in apparenza soft, si lasciano correre umori maligni, come se fossero innocue barzellette della vecchia 'Domenica del Corriere'. Dappertutto sprizzano rancori vecchi e nuovi, a inquinare un'aria già fetida. Diliberto cede il proprio posto in lista a un operaio della Thyssen e il suo vecchio compagno Cossutta lo accusa: "Demagogia e plebeismo. O plebeismo demagogico, il che fa lo stesso". Sul 'manifesto', Vauro pubblica una vignetta infame contro Fiamma Nirenstein, candidata con Berlusconi. Fiamma è dipinta come un Frankenstein che inalbera la stella di Davide e il fascio littorio, ma pochi protestano. Idem per le aggressioni a Giuliano Ferrara, in tour elettorale per la sua lista 'Pro Life', inseguito da torme di donne su di giri. E lo stesso accade per i lanci di uova contro gli uffici romani di 'Famiglia Cristiana' e di 'Avvenire', accusati nientemeno che di 'clericofascismo'. Mi domando che cosa verrà lanciato, al posto delle uova, dai nevrotici del regressismo nel caso di una vittoria del Caimano. Ci vorrebbe, a sinistra, qualcuno capace di fermarli con il grido famoso di Giovannino Guareschi: 'Contrordine compagni!'. Ma, ahimè, oggi non vedo nessuno che ne abbia l'autorità. Se esiste, vorrei proprio conoscerlo. Per stringergli la mano. E dirgli: coraggio, pensaci tu, prima che sia troppo tardi.

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OSIMO Bilancio senza sorprese: la manovra economica 2008 è passato in Consighlio comunale con (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 28-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di MICHELA SBAFFO OSIMO Bilancio senza sorprese: la manovra economica 2008 è passato in Consighlio comunale con 11 sì, 7 no e l'astensione di Giovanni Strologo (FI-AN). Bocciati tutti gli emendamenti: i cinque di Rosalia Alocco (Centro per l'Ulivo-Grande Centro) sui contributi per acquisto prima casa, ripristino della Festa dei Fiori e della Coppa Pianisti, servizio doposcuola presso le scuole primarie, messa a norma della caserma dei carabinieri, e i due di Giovanni Strologo (Fi-An) e Claudia Domizio (Udc-Grande Centro) sulla manovra a favore delle famiglie e contenimento dei costi della politica. In particolare, data la bocciatura di quest'ultimo emendamento, non ci sarà alcuna riduzione delle indennità di carica degli amministratori e dei gettoni di presenza dei consiglieri, proposta da Strologo e Domizio per favorire il non ritocco secondo indice Istat delle tariffe per gli impianti sportivi e per gli altri servizi a domanda individuale. Delusione da parte dell'opposizione che ha votato compatta contro lo strumento di programmazione finanziaria. La Domizio e Sandro Cittadini (Sin.Arc.) si sono detti preoccupati dalla leggerezza con cui il Comune starebbe sottovalutando la richiesta da parte della Regione dei 1,5 milioni di euro spesi per le incompiute dell'ospedale di rete di S.Sabino. Paola Andreoni (Pd) e Luigi Giacco (Sinistra Arcobaleno) hanno lamentato la poca attenzione ai bisogni delle famiglie osimane, non aiutate dal mantenimento della pressione fiscale e dagli aumenti subìti dai servizi a domanda individuale. La tensione del voto finale, complice anche l'ora tarda, ha visto inoltre Strologo e il sindaco Dino Latini lasciarsi andare a reciproci attacchi a margine della dichiarazione di voto del consigliere azzurro. Latini ha accusato Strologo di aver agito contro la realizzazione dell'ospedale di rete e Strologo ha accusato Latini di nepotismo. A tempesta passata, il sindaco non vuole tornare sull'argomento e, opponendo un no comment, spiega come per lui "la vicenda nasce e muore lì, e qualunque cosa io abbia detto è stata solo in difesa dell'amministrazione comunale. E i miei parenti non hanno goduto di alcun favoritismo". Punge ancora invece Strologo: "Rispedisco al mittente le sue accuse e le rigetto come inveritiere; avevo già comunicato ai vertici Fi la mia volontà di astenermi nel voto finale al bilancio ma sono stato tentato, dato il comportamento di Latini, di votare no". Il questo battibecco non è piaciuto a Marco Magnoni, coordinatore comunale Fi, che confida di aver perso ogni pazienza: "Strologo non può permettersi di fare battaglie personali, deve ricordare che quando siede in Sala Gialla ci rappresenta. Già aveva sbagliato presentando due emendamenti con un consigliere di opposizione (Domizio) e dandocene comunicazione a giochi fatti".

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Conti comunali: un caso virtuoso (sezione: Costi dei politici)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

PREVALLE. Via libera al bilancio di previsione per l'anno in corso Conti comunali: un caso virtuoso di Luca Cortini È stato approvato anche a Prevalle il bilancio di previsione per il 2008: un documento di programmazione che fissa il pareggio finanziario a 8,4 milioni di euro, sulla falsariga di un percorso di crescita che dura ormai da un decennio. Non c'è infatti alcun problema di cassa per l'amministrazione guidata dal sindaco Luca Massardi, ma l'obbligo a limitare all'essenziale soprattutto il settore delle opere pubbliche: i fondi ci sono, ma il rispetto del tristemente noto "patto di stabilità" impone forti vincoli agli investimenti. Per questo motivo, per esempio, la possibilità di contrarre mutui è ferma a poco più di 50 mila euro, quando la disponibilità economica consentirebbe invece di arrivare a oltre mezzo milione (il 15% delle entrate correnti). A testimonianza del fatto che Prevalle è un comune "virtuoso" c'è la scelta di non introdurre fra le imposte l'addizionale Irpef, sempre più presente nei municipi italiani. E anche l'imposta comunale sugli immobili, che con circa un milione di euro costituisce la colonna portante delle casse prevallesi, non viene aumentata addirittura dal 1995. Anzi, ha subito riduzioni sensibili ed è il frutto di attenti accertamenti sui patrimoni immobiliari che ne garantiscono l'equità. Cresce invece la tariffa per i rifiuti, che fino a oggi dava una copertura del servizio pari all'82% delle spese. L'intenzione è comunque quella di utilizzare i fondi anche per incrementare la funzionalità dell'isola ecologica, del porta a porta e della raccolta differenziata in generale. Da sottolineare che anche la gestione dell'acquedotto rimane in carico al Comune, che molto si è speso nei mesi scorsi in favore della battaglia contro l'affidamento ai privati dei sistemi idrici di pubblica utilità. Infine una nota di merito, particolarmente importante in tempi di dibattito sui costi della politica: a Prevalle maggioranza e minoranza sono unite da anni nel mantenere basse le indennità per gli amministratori. Qualche cifra? 350 euro mensili per il sindaco, da 52 a 103 per gli assessori, 16,7 di gettone presenza per i consiglieri.[\FIRMA].

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Ho deciso di restare fino al momento della votazione della delibera che ha per oggetto il park (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Ho deciso di restare fino al momento della votazione della delibera che ha per oggetto il parking sotterraneo di piazza Carlo Alberto - ha spiegato il senatore e assessore alla Cultura Michelino Davico -. Con il mio ''no'' voglio infatti salvare la piazza dallo scempio urbanistico al quale sarebbe sottoposta se si realizzasse una simile opera. Che non servirebbe a nessuno: a questo proposito basta vedere il fallimento di analoghi autosilo di Fossano e di Cuneo". Il parlamentare leghista, al termine del dibattito, di fronte ad un'aula quasi deserta (la minoranza aveva abbandonato prima della votazione dell'ultima delibera), ha letto la comunicazione con la quale spiegava le ragioni per le quali ha deciso di lasciare la Giunta braidese. Sostenendo: "Da due anni vivo l'esperienza della politica nazionale, avendo chiaro che cosa significa amministrare una piccola città come la nostra: l'ho fatto per spirito di servizo, senza prendere gettoni di presenza, per attaccamento al mio territorio e alla mia gente. Ma adesso è ora di far entrare forze nuove, con nuove idee. Chiedo al sindaco che le mie deleghe siano trasferite ad un'altra persona del gruppo della Lega Nord".

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Berlusconi: scegliere i piccoli mette a rischio il Senato (sezione: Costi dei politici)

( da "Avvenire" del 28-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA 28-03-2008 VERSO IL 13 APRILE Per la prima volta il Cavaliere ammette la possibilità che le forze minori conquistino parlamentari decisivi per gli equilibri del futuro governo Berlusconi: scegliere i piccoli mette a rischio il Senato Il leader del Pdl: se uno vuole votare Casini, lo faccia alla Camera. Bisogna concentrare il consenso, altrimenti si fa il gioco di Veltroni Poi rilancia sull'allarme brogli: non sapete cosa hanno fatto alle ultime elezioni E uno come Di Pietro mi fa orrore ROMA PAOLA COPPO B erlusconi è 'furioso'. "Ho visto che è ripreso l'antiberlusconismo. In un'intervista l'uomo di Veltroni, Bettini, mi paragona a Le Pen. Grazie, allora mi consentirà di dire che il Partito democratico è l'ultima mimetizzazione dei comunisti italiani". Silvio Berlusconi, dopo aver letto le parole di Goffredo Bettini, molla gli indugi ed attacca senza più alcuna remora il Partito democraticvo e i suoi uomini. "Bisogna votare il Pdl per riportare l'Italia in Europa e in Occidente e non subire i condizionamenti di un partito che è ancora condizionato dalla sinistra estrema", ribadisce. E Walter Veltroni "a forza di andare sul pullman con tutte le correnti d'aria bisogna anche capirlo, povero ragazzo. Poi è un pensionato e i pensionati devono stare attenti a quel che fanno, non gli imprenditori che hanno una fibra molto più forte". Non manca l'attacco a Pier Ferdinando Casini. "Se uno dice di voler votare Casini magari perché è un bel figliolo, benissimo lo dia pu- re il suo voto ma alla Camera e non al Senato, perché al Senato, con il premio di maggioranza, rischia di non dare una maggioranza tale da consentire di governare". Insomma "bisogna concentrare il voto perchè con questa legge elettorale se uno non si riconosce nella sinistra e non dà il voto al Pdl fa il gioco di Veltroni e dell'altra parte". Ma Berlusconi punta il dito sopratutto contro il governo Prodi colpevole, a suo avviso, di aver fatto regredire l'Italia agli occhi degli altri Paesi europei. "Oggi non contiamo niente. Ritornando al governo dobbiamo ricominciare da zero". Invece, dice ad una convegno alla Confartigianato, "quando ero al governo, all'inizio nei consigli d'Europa nessuno mi considerava, poi la personalità viene fuori e anche quello che viene fatto". Ed "Io ho già in mente una cosa per ricominciare " perché la 'stella polare' deòl Pdl è la "riduzione delle tasse" che gravano sul costo del lavoro. "Per fare pagare imposte a tutti servono aliquote giuste e nella testa di ognuno di noi c'è il limite di un terzo, il 33%", spiega. E aggiunge: "Andare al governo con questa drammatica situazione economica significa essere un pò pazzi". Va all'attacco anche del partito di Antonio Di Pietro, alleato di Veltroni, definendolo "una mostruosità ". E dice: "Mi fa orrore chi non ha rispetto per gli altri e rovina le persone sbattendole in galera quando sono innocenti. Io ho paura di gente così". D'altronde quelli del Pd "sono giustizialisti dalla testa ai piedi anche loro". Poi li accusa apertamente di percepire già una pensione e per questo di non essere in grado di tagliare i costi della politica. "Promettono di tagliare i costi della politica e poi prendono due pensioni, una da parlamentare e l'altra da magistrato ". E ironizza: "E questi dovrebbero tagliare i costi della politica? Non ho mai visto dei tacchini presentare una mozione per anticipare il Natale". E infatti, dice Berlusconi, "ho un solo incubo, una preoccupazione, quella dei brogli" perché "questi sono professionisti dei brogli che ti mettono la matita nella scheda e fanno così per annullarla ". E insiste: "Non sapete che cosa hanno fatto nelle scorse elezioni". Inoltre in caso di vittoria "avrò tutte le istituzioni contro: il capo dello Stato lo hanno nominato loro, il Csm di là, le Procure di là, nella Corte costituzionale hanno la maggioranza e volevano anche nominare Pericu, ex loro sindaco di genova. Quando si tratta di ragionare in termini di potere non hanno limiti".

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Costi della politica L'asso dei tagli nel piano Veltroni (sezione: Costi dei politici)

( da "Avvenire" del 28-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA 28-03-2008 VERSO IL 13 APRILE Per il presidente del Senato un eventuale pareggio non obbligherà a governare insieme, basterà fare assieme le riforme Costi della politica L'asso dei tagli nel piano Veltroni DA ROMA ROBERTA D'ANGELO S arà la carta finale che Walter Veltroni calerà nell'ultima settimana di campagna elettorale. Quella che piace agli elettori e che fornisce la risposta in termini economici alle tante promesse: il candidato del Pd punta a tagliare i costi della politica. Come, lo stanno studiando i suoi esperti, ma la sua sarà una proposta dettagliata e precisa, in grado di convincere un bel po' di indecisi dell'ultima ora. Perché il 'pericolo' del pareggio si fa sempre più concreto. E se per il Pdl compare sullo sfondo come uno spettro, per il Pd si tratta di un problema che il partito veltroniano deve prepararsi a gestire. Per Veltroni sarebbe comunque un successo, visti i punti di svantaggio da cui è partito il suo schieramento, dopo la scelta di correre senza gli ex alleati. Ma l'ex sindaco di Roma è certo che "serve una fase costituente per le riforme e può darsi che saremo costretti ad accelerare i tempi perché, se alla fine di questa fiera finirà come dicono i sondaggi con 3-4 voti di differenza, voglio capire come si governa questo Paese". Finora Berlusconi ha sempre rifiutato di prendere in considerazione l'ipotesi. Tanto più che Veltroni ricorda di essersi speso in passato per fare la riforma elettorale prima di chiudere la legislatura. Dunque, con la prospettiva che danno i sondaggi, ragiona, "voglio capire come si potrà governare", anche se secondo il presidente del Senato Franco Marini non ci sarà bisogno di "governare assieme ". ma basterà "fare insieme le riforme". Ma è proprio per questa ipotesi di dover lavorare fianco a fianco, continua il candidato piddì, che l'impegno preso di evitare una campagna elettorale dura è stato rispettato finora: "Da me non sentirete mai una parola che non sia rispettosa nei confronti dei miei avversari, ho rispetto per gli altri, anche se loro non dovessero avere rispetto per me". Lo stesso impegno non è stato onorato dagli avversari, accusa. "Ogni giorno ce ne è una, ma per quante cose dovessero dire di noi non risponderò, perché non voglio fare precipitare il Paese nello stesso clima di campagna elettorale del 1994 di cui i cittadini sono stufi". Per questo il leader del Pd zittisce la platea pronta a fischiare Tremonti. Insomma, Veltroni continua ad ostentare sicurezza, non meno del suo braccio destro Bettini, che in un'intervista aveva assicurato un passo indietro dell'intero staff dirigente in caso di sconfitta (quantificando la sconfitta con un risultato inferiore al 35 per cento). Ma poi si lascia andare a una battuta sul Cavaliere. "Si candida per la quinta volta alla guida del Paese. Questo non avviene in Europa così come negli altri Paesi. I presidenti del Consiglio hanno più o meno la mia età, perché è la stagione della vita per cercare di dare il meglio e assicurare al proprio Paese l'innovazione che richiede energia e forza". Parole condivise dai dirigenti del partito, che a stento si contengono, secondo le richieste del segretario. Il vicesegretario Dario Franceschini offre una camomilla a Berlusconi, che si starebbe agitando di fronte ai sondaggi. Il numero due del Pd non è meno sicuro del segretario sul risultato in arrivo e non teme le intemperanze nella coalizione, dove Di Pietro continua a farsi la sua corsa personale: dopo dovrà rispettare i patti e confluire nel Pd, ricorda. E sicurezza ostenta Enrico Letta, per il quale "non sarà difficile recuperare i 5 punti di scarto". Mentre Piero Fassino è certo che non si porrà la questione-Bettini, ma che comunque Veltroni resterebbe "perché è stato scelto con un larghissimo consenso". La paura del pareggio spinge a cercare temi caldi in grado di convincere gli indecisi dell'ultima ora. L'ex sindaco: se alla fine ci saranno 3-4 voti di differenza, voglio capire come si governa questo Paese Il leader del Pd Walter Veltroni.

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Sui costi della politica l'ultimo colpo di Walter (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampaweb, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

(6:48) Sui costi della politica l'ultimo colpo di Walter + Berlusconi: "Atto di violenza da parte di Veltroni" SCRIVI Stop al televoto L'analisi di MARCO CASTELNUOVO OPINIONI Cavaliere si faccia coraggio MATTIA FELTRI OPINIONI Comunque vada Walter ha vinto MARCELLO SORGI DOSSIER Elezioni 2008: notizie, approfondimenti e commenti MULTIMEDIA FOTOGALLERY I programmi del Pdl e del Pd FOTOGALLERY La sfida Pd-Pdl: i duelli al Senato FOTOGALLERY Veltroni lancia le candidature "tematiche" FOTOGALLERY Il partito trasversale dei delusi VIDEO Lite in tv fra Placido e Lombardo VIDEO Paola Cortellesi imita la Santanchè L'obiettivo: 500 milioni di risparmi FABIO MARTINI INVIATO A CATANIA Alle dieci della sera Walter Veltroni può aspettare ancora un po', i tremila del "Teatro grande delle ciminiere" sono tutti per Anna Finocchiaro, che è catanese come loro e affetta il sistema di potere isolano con la sua voce più potente e siciliana che mai. Anche se due giorni fa, scendendo dal palco dell'Auditorium di Caltanissetta, sottovoce Anna aveva mosso una corda diversa, quella dell'ironia: scorgendo finalmente da queste parti il ministro Beppe Fioroni (un viterbese "paracadutato" come capolista della Sicilia occidentale) lo aveva salutato con un bel sorriso: "Che bello, vederti mi consola...". Presa alla lettera, una battuta innocente, ma in realtà in quelle parole della Finocchiaro c'era l'amarezza di chi sente trascurata dai notabili della Margherita e in generale da tutto il Pd, nella difficilissima sfida a Raffaele Lombardo per la presidenza della Regione Sicilia. Sono innumerevoli - in questi giorni e in tutta Italia - i microconflitti sotterranei tra ex Ds ed ex Margherita, tensioni destinate ad alimentare un dopo-elezioni tutto da decifrare. Semmai la grossa sorpresa è un'altra: il dopo-14 aprile si è già aperto e con largo anticipo ad opera di due personaggi vicini a Veltroni. Due giorni fa, il ministro Paolo Gentiloni si era detto fiducioso sulla vittoria del Pd, ma poi aveva sostenuto che un Pd al 35 per cento era da considerarsi un buon risultato. Ed esattamente su quella stessa soglia si era seduto l'indomani Goffredo Bettini, il braccio destro di Veltroni, che in un'intervista al "Corriere della Sera", ha affermato: "Se è decisivo vincere le elezioni, lo è altrettanto impiantare una grande forza riformista che si attesti attorno al 35 per cento", ma se quell'obiettivo non fosse raggiunto "non credo ai dirigenti che valgono per tutte le stagioni, siano essi vincenti o perdenti". Come dire: meglio vincerle le elezioni, ma un Pd al 35% sarebbe comunque un risultato storico, mentre invece sotto quella soglia Veltroni si dimetterebbe. Un annuncio da prendere sul serio? Ma davvero Veltroni è pronto a farsi da parte dopo appena sei mesi di leadership? Oppure Bettini gioca d'anticipo, facendo capire che al Loft non si lasceranno processare dai nemici interni? "Ma no - dice il veltroniano Giorgio Tonini - non mi sembra questo il signficato, anche perché sarebbe sbagliatissimo. Da mesi sosteniamo la linea - alla fine condivisa da tutti - del doppio colpo: provare a vincere, impresa molto difficile, oppure se perdiamo, posizionare un partito che rappresenta un terzo degli italiani, pronto a giocare a vincere con Veltroni al secondo colpo". Ma uno come Peppino Caldarola, l'ex direttore dell'"Unità" che da anni conosce a memoria sia Veltroni che D'Alema, ha un'altra idea: "Bettini dice, guardate che in caso di risultato negativo, Walter ed io non ci lasceremo processare e siamo pronti, dimettendoci, a chiudere di fatto l'esperienza del Pd. A quel punto la palla tornerà a D'Alema: sparare l'ultima raffica e mettere in campo Bersani, oppure ritirarsi dalla lotta...". Perché, certo in caso di (improbabile) sconfitta piena (Berlusconi a Palazzo Chigi e Pd sotto il 35%), tutto potrebbe rimettersi in movimento. Per esempio che farebbero gli ex Popolari di Franco Marini? Qualche tempo fa a Clemente Mastella che lo interpellava sul futuro, Beppe Fioroni ha confidato: "Scusa ma secondo te il Pd dura?". Insomma se l'Udc andasse bene, potrebbe davvero aprirsi il cantiere del centro tante volte evocato a vanvera. E Massimo D'Alema? Potrebbe assecondare l'ascesa di Pierluigi Bersani, che non a caso sta svolgendo una campagna elettorale un po' appartata, da "riserva del partito"? E quanto a Veltroni sta preparando uno dei suoi ultimi "colpi". Nei prossimi giorni presenterà un pacchetto di misure per ridurre i costi della politica, con tanto di conto allegato. Veltroni annuncerà che dimezzando il numero dei parlamentari e diminuendo indennità e pensioni; tagliando i fondi ai partiti e ai loro giornali; sforbiciando prebende e privilegi, ogni anno lo Stato italiano potrà risparmiare 400-500 milioni di euro, che tradotto sull'arco di una legislatura significa qualcosa come l'equivalente di 4500-5000 miliardi delle vecchie lire.

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Quattro nuovi pedaggi per pagare Tav e Brennero (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Proposta del governo, ma Palazzo Balbi frena Quattro nuovi pedaggi per pagare Tav e Brennero VeneziaNel Nordest ci sono due tratti autostradali - la A22 Verona-Brennero e la A4 Milano-Mestre - e due strade extraurbane gestite dall'Anas - la Valsugana da Bassano del Grappa a Trento e la Transpolesana (nella foto) da Rovigo a Verona - nella lista che il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ha predisposto per finanziare in parte la Tav con sovrapedaggi o diritti d'uso per l'autostrasporto di merci. È una forma di tassazione prevista dalla stessa Unione europea con la cosiddetta direttiva Eurovignette che ne subordina l'applicazione all'utilizzo dei proventi per finanziare investimenti per il trasporto ferroviario: nel caso della Valsugana e della Transpolesana si tratterebbe di un diritto annuale (compreso tra i 2.233 e i 1.329 euro a seconda della classe del veicolo) attestato da un bollino applicato sul parabrezza, mentre sulle autostrade il sovrapedaggio potrà essere compreso tra il 15 e il 25 per cento del pedaggio e dovrà essere destinato a finanziare un progetto ferroviario sullo stesso corridoio.E così il sovrapedaggio tra Verona e il Brennero servirà a finanziare la nuova linea ferroviaria e in particolare il tunnel del Brennero e quello tra Mestre e Milano l'alta velocità tra i due capoluoghi (già realizzata solo nel tratto Mestre-Padova) e il nodo ferroviario alta velocità del capoluogo lombardo. Il ministro Di Pietro non avrà sicuramente il tempo di portare il provvedimento all'attenzione del consiglio dei ministri né del Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica che si è riunito ieri per l'ultima volta prima delle elezioni, per cui il compito di reperire le risorse per la Tav e comunque per la modernizzazione del trasporto ferroviario in Italia sarà sull'agenda del prossimo Governo. Ma è evidente che il Veneto avrà qualcosa da ridire sulla parte del progetto che lo riguarda."È indispensabile realizzare l'alta velocità e l'alta capacità per un fondamentale riequilibrio modale - premette il segretario regionale alle infrastrutture e mobilità ing. Silvano Vernizzi - ma sulla Verona-Rovigo c'è una proposta di finanza di progetto in itinere in questi giorni per la realizzazione dell'autostrada Nogara-Mare di cui è concedente la Regione Veneto. Si tratterebbe di una nuova sede tra Nogara e Legnago e tra Rovigo e Adria e per il resto utilizzerebbe la Transpolesana". Insomma, due progetti (il pedaggio come strada Anas e la trasformazione dell'arteria in autostrada) che fanno a pugni tra loro: né sarà possibile prevedere un domani un pedaggio autostradale per remunerare il project financing e un sovrapedaggio per opere ferroviarie in quanto queste dovranno insistere, per direttiva europea, sullo stesso corridoio. "Andrebbe a stravolgere la finanza di progetto che nella Finanziaria statale di quest'anno è stata già inserita, solo come procedure, nella legge obiettivo, tanto che dieci giorni fa è stato avviato il procedimento - aggiunge l'ing. Vernizzi - E anche la Valsugana ha grossi problemi perchè si sta intervenendo per realizzare le due corsie per senso di marcia nel tratto veneto fino a Pian dei Zocchi"."Quello del ministero è uno studio molto impegnativo e tecnico e non ancora concluso, tanto che le decisioni saranno assunte dal prossimo Governo - spiega il viceministro Cesare De Piccoli - Si parte dalla premessa che non si possono fare nozze con i fichi secchi e che, indipendentemente da chi governa, c'è una sproporzione tra le infrastrutture da realizzare e il loro costo e le finanze pubbliche che è pazzesca: per capirci, siamo in grado di mobilitare complessivamente una quindicina di miliardi l'anno rispetto a un fabbisogno di circa 140 miliardi di euro". "Ben vengano quindi nuove forme di finanziamento come la finanza di progetto e sulla trasformazione della Transpolesana in autostrada è ovvio che ci vorrà un confronto con la Regione - ammette il viceministro - È obbligatorio trovare un'intesa perchè la competenza sulla Nogara-Mare è della Regione ed è ovvio che bisognerà definire l'ordine delle priorità". Un altro tema veneto, quindi, sull'agenda del prossimo Governo. Da sottolineare con evidenza, sin d'ora.G.T.

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LA PAROLA AI LETTORI (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 28-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

TREVISOQuando i medicinon sanno fare il loro mestiereSig. Direttore, nel mentre:1) Striscia la Notizia ci mostra gli sperperi di denaro pubblico per costruzioni di ospedali completi della propria attrezzatura;2) la bravissima Milena Gabanelli ci racconta del ladrocinio e degli sperperi ad opera di politici e amministratori pubblici;3) il coraggioso Travaglio con i giornalisti Rizzo e Stella mette nero su bianco e ci regala il libro La Casta;4) l'urlante Grillo ci ricorda che noi italiani siamo obbligati a rispettare leggi votate anche da parlamentari pregiudicati che siedono tranquillamente in Parlamento e fanno (e... fanno fare!) la bella vita con i soldi degli italiani;5) i vari Santoro, Floris, ecc. ci mostrano il carico di sofferenza dei politici che si accapigliano per il benessere degli italiani;6) Mastella muove un aereo con il proprio equipaggio per andare ad assistere, con il proprio numeroso seguito, a una manifestazione sportiva;7) la Sanità premia i vertici che hanno saputo risparmiare sulla pelle dei cittadini elargendo poi agli stessi consistenti premi in denaro;8) la Sanità nostrana, per alcune visite o accertamenti radiologici trasforma la nostra necessità in "gita di piacere" facendoci visitare (a nostre spese, in tutti i sensi) Monastier, Oderzo, Motta di Livenza, ecc.;9) il Sistema sanitario nazionale paga le cure mediche, ai familiari rimasti nella loro patria, dei tunisini che lavorano regolarmente in Italia sulla scorta di una "lista" preparata dal lavoratore il quale indica i nomi e il numero (!) dei propri familiari;nel mentre, dico all'inizio della lettera, avviene tutto ciò (e non solo) 4 donne infermiere e 1 medico dell'Ospedale civile di Treviso sono "impallidite" alla mia richiesta di una iniezione intramuscolo; si sono palleggiate il problema non sapendo a... chi... rivolgersi per ottenere l'autorizzazione! E pensare che io avevo tranquillizzate tutte informandole che non intendevo gravare sulla spese del Ssn in quanto ero in possesso, oltre che del medicinale, anche della siringa, dell'alcool e del cotone! Naturalmente compreso la prescrizione medica e la liberatoria del medico di base. Il peggio però non era ancora arrivato. Il successivo giorno festivo mi sono recato all'ex guardia medica (ora Servizio di continuità assistenziale) munito delle stesse carte e dello stesso materiale sopra descritto per effettuare la solita iniezione. Il medico si rifiutava di praticarla nonostante io avessi fatto presente che un suo collega dello stesso servizio non aveva fatto tanti problemi; di fronte ad una mia timida insistenza, tale medico (dal cognome e dalle sembianze probabilmente non italiano), senza avvertirmi, chiamava, dalla saletta attigua all'ambulatorio, la polizia bloccando, tra l'altro, l'attività del servizio per circa 30 minuti e con una sala di attesa piena di persone che attendevano il loro turno per farsi visitare.Roberto Cesarano.

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ELEZIONI: ORLANDO (IDV), AZIONI PER DIMINUIRE COSTI DELLA POLITICA (sezione: Costi dei politici)

( da "Asca" del 28-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

(ASCA) - Perugia, 28 mar - Rispondendo ad una domanda sui costi della Politica, Leolouca Orlando, a Perugia per la presentazione dei candidati del PD che vede Veltroni presidente (in Umbria abbiamo candidati come Lomurno che sono fortemente radicati alla realta', anche per chi come me non ha avuto la fortuna di nascere qui comunque vi risiede, lo stesso vale per Beppe Giulietti, - ha sottolineato Orlando - noi puntiamo molto al Senato all'elezione del professor Lomurno che e' capolista per l'IdV) ha detto che IDV e PD, hanno ''portato a casa dei cittadini come risparmio per tutti, rilevanti riduzioni dei costi della politica; abbiamo promosso iniziative che hanno consentito di eliminare costi della politica assai gravi e pesanti cominciando con il colpire il numero dei consiglieri di amministrazione delle aziende collegate, con il rivedere tutta l'impostazione delle comunita' montane, con il dire no ad un arbitrario utilizzo delle risorse pubbliche con le cosidette leggi mancia che servono sostanzialmente per fare regalie ma non servono allo sviluppo del Paese abbiamo cioe' detto che i costi della politica sono visibili ed invisibili, abbiamo detto che i costi visibili sono quelli finanziari, gli altri sono legati alla non credibilita' dei politici.'' Sulla trasparenza dei candidati, il portavoce nazionale di Italia dei Valori ha aggiunto che IDV ''ha detto no ai condannati in Parlamento. Ci vergogniamo; diciamolo francamente, io mi vergogno, Di Pietro si vergogna, perche' abbiamo presentato una legge per impedire ai condannati di stare in Parlamento, ma occorre una legge per questo - si e' chiesto -. In Germania nessuna legge impedisce ad un condannato di stare in Parlamento, ma nessun condannato siede in Parlamento, li' e' un fatto etico tra i partiti che non candidano condannati e tra gli elettori che non li votano. Credo che il nostro paese abbia bisogno di recuperare la credibilita' della politica per questo siamo alleati - ha puntualizzato - ma distinti dal PD. Noi vogliamo essere la spina nel fianco del PD, perche' non si addormenti, perche' non si rilassi, e perche' tenga fede agli impegni assunti, un pungolo propositivo e di governo''. Il Capolista al senato in Umbria Lomurno ha ringraziato l'onorevole Orlando e il ministro Di Pierto che lo hanno voluto capolista per portare Nella regione ''quello che e' il nostro credo, la legalita', la sicurezza, la trasparenza, una informazione valida, giustizia''. red/sam/ss (Asca).

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TRAVAGLIO&GOMEZ SCHEDANO I CANDIDATI "IMPRESENTABILI" DEL NUOVO PARLAMENTO I CONDANNATI DEL PDL SONO 25 MA ANCHE IL PD DI WALTERSTEIN JR NON SCHERZA: 10 TRE SALVATI DALLA PRESCRI (sezione: Costi dei politici)

( da "Dagospia.com" del 28-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

TRAVAGLIO&GOMEZ SCHEDANO I CANDIDATI "IMPRESENTABILI" DEL NUOVO PARLAMENTO I CONDANNATI DEL PDL SONO 25 ? MA ANCHE IL PD DI WALTERSTEIN JR NON SCHERZA: 10 TRE SALVATI DALLA PRESCRIZIONE. TRA I QUALI MAX D'ALEMA: ECCO LA FEDINA PENALE "Se li conosci li eviti" è il nuovo libro di Peter Gomez e Marco Travaglio (ed Chiarelettere, 14,60 euro). Un "manuale di pronto soccorso" per aiutare gli elettori a scegliere il meglio, o il meno peggio, tra le liste dei candidati, anzi dei parlamentari nominati dai partiti grazie al Porcellum. Il sottotitolo parla da sé: "Raccomandati, riciclati, condannati, imputati, voltagabbana, fannulloni nel nuovo Parlamento". Gli "impresentabili" sono circa 150, di tutte le liste, scelti per categorie. Quelli che hanno votato l'indulto. Quelli che hanno partecipato alla grande abbuffata della monnezza in Campania. Quelli che han comprato case nel centro di Roma a prezzi di box auto. E poi i voltagabbana, gli assenteisti cronici, i somari che ignorano persino la data della scoperta dell'America o della Rivoluzione francese. E poi quelli con la fedina penale sporca, o dubbia. A farla da padrone è il Popolo delle libertà, che ? se ha lasciato a casa i Pomicino, i Vito, i Biondi, gli Jannuzzi e i Mastella ? ha rinnovato il repertorio con parecchie new entry per meriti penali. I condannati in primo o secondo o terzo del Pdl sono 25, più almeno altrettanti indagati o rinviati a giudizio, senza contare i miracolati dalla prescrizione. L'Udc vanta almeno 5 condannati, fra provvisori e definitivi. La Destra 2 rinviati a giudizio, tra cui il suo leader Storace. L'Arcobaleno ha 2 condannati (Caruso e Farina), i Socialisti 1 (De Michelis). Anche il Pd, nonostante la promessa di Veltroni di non candidare nemmeno i condannati in primo grado, schiera due condannati definitivi, Enzo Carra e Antonino Papania (entrambi in Sicilia), un condannato in primo grado, uno in appello, cinque indagati (tutti fra la Calabria e la Basilicata), un rinviato a giudizio, tre salvati dalla prescrizione. Tra i quali Massimo D'Alema. Di cui pubblichiamo la scheda. 'Quanto so bello...' D'Alema Massimo (Ds) Anagrafe Nato a Roma il 20 aprile 1949. Curriculum Diploma di maturità classica; giornalista; segretario regionale del Pci in Puglia; deputato dal 1987; vicesegretario del Pds, e poi segretario nel 1994; presidente della Bicamerale per la riforma della Costituzione nel 1997-98; presidente del Consiglio dal 1998 al 2000; vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri nel governo Prodi-2; 6 legislature (1987, 1992, 1994, 1996, 2001, 2006). Soprannome Maxspezzaferro, Dalemòni (C. Rinaldi), Baffetto, Baffino, Baffo di Ferro, Dalemma (D. Luttazzi), Lìder Massimo, Volpe del Tavoliere, il Migliorino (E. Berselli), il Perdente. Segni particolari Considerato il più intelligente e machiavellico dirigente della sinistra degli ultimi anni, non ha mai vinto una battaglia politica in vita sua. Nel gennaio 1996, mentre Prodi gira l'Italia con il pullmann dell'Ulivo, tenta di tagliargli la strada col primo inciucio con Berlusconi che dovrebbe rinviare sine die e spompare il Professore: il "governissimo" Maccanico per la Grande Riforma. Ma Fini e Prodi si mettono di traverso e si va alle elezioni, vinte da Prodi. Max non sopporta Romano, continua a ripetere che è stravagante questa premiership senza un partito alle spalle e va in visita a Mediaset ("grande risorsa per il Paese"), per rassicurare Confalonieri e il Gabibbo che non hanno nulla da temere dai "comunisti". Nel dicembre '96 s'inventa la Bicamerale, per riformare la Costituzione con Berlusconi. Pensa di "tenere per le palle" Berlusconi, racconta in giro che gli farà digerire il premierato e il doppio turno elettorale alla francese. Alla fine passa il presidenzialismo e il turno secco. In più c'è la magistratura sul piede di guerra per le bozze Boato. Berlusconi dopo due anni manda tutto all'aria, intanto l'Ulivo gliele ha date tutte vinte e il conflitto d'interessi non è stato risolto. Prodi cade nell'ottobre '98, D'Alema ha giurato fino al giorno prima che, se crolla al governo, si va alle elezioni. Mah... non ricordo! Invece accetta di prendere il posto del Professore, con i voti di Cossiga e Mastella ribaltonisti, in cambio dell'abiura ufficiale all'Ulivo. Pensa di inaugurare una Lunga Marcia dalemiana, invece fa appena in tempo a bombardare l'ex Jugoslavia con la Nato e contro l'Onu, e a consegnare la Telecom a una banda di avventurieri da lui promossi a "capitani coraggiosi" che la affogano nei debiti. Poi ci sono le elezioni regionali del 2000. Lui sbandiera sondaggi trionfali e investe nel voto tutto il prestigio del suo governo. Ma perde rovinosamente ed è costretto a dimettersi. Nel 2001 Berlusconi, e ci mancherebbe, torna in carrozza a Palazzo Chigi, mentre Massimo ? i cui fedelissimi hanno appena fatto colare a picco "l'Unità" dopo 70 anni di onorato servizio ? fatica a vincere nel suo collegio di Gallipoli contro l'An Alfredo Mantovano (si dice che gli dia una mano Forza Italia). Critico feroce dei girotondi, cioè dell'unica opposizione credibile al regime berlusconiano, nel 2004 se ne va al Parlamento europeo, perché "è lì che si gioca la grande politica", ma nessuno se ne accorge e nel 2006 rientra precipitosamente a Montecitorio. Non prima di aver patrocinato la scalata dell'Unipol alla Bnl, ovviamente fallita in una rovinosa inchiesta giudiziaria che rischia di travolgere l'intero movimento cooperativo. Per rivincere, l'Unione è costretta a richiamare in servizio l'odiato Prodi. D'Alema punta alla presidenza della Camera, ma passa Bertinotti. "Non entrerò nel governo", proclama sdegnato. E guarda voglioso al Quirinale, mandando avanti i suoi ad arruffianarsi i berluscones, al punto da chiedere i voti del Cavaliere a Dell'Utri e a Ferrara e da dirsi lusingato per l'appoggio di Cossiga, Pomicino, Feltri, Confalonieri, Rossella, Guzzanti (Paolo), Baget-Bozzo, Veneziani, Renato Farina... Naturalmente anche la scalata al Colle fallisce miseramente e passa Napolitano. Max fa lo sdegnato e ribadisce che non entrerà nel governo: infatti, qualche giorno dopo, è vicepremier e ministro degli Esteri. A quel punto non gli resta che studiare da leader del Pd. Ma, sul più bello, gli piovono sul capo le intercettazioni Unipol. E allora è costretto a bere la cicuta, andando il 18 giugno 2007 dal nemico di sempre, Walter Veltroni, per offrirgli il nuovo partito su un piatto d'argento. Il 'marinaio' D'Alema Oltre a questa collezione di fiaschi da far impallidire una cantina sociale, Massimo D'Alema presenta un altro segno particolare: è un voltagabbana da Guinness. Anzitutto, su Berlusconi: Berlusconi parla con la sua tipica mentalità totalitaria (10 settembre 1994). Berlusconi è il compare di Craxi (24 giugno 1994 ). Caro Cavaliere, lei è come Ceausescu: anche lui, in Romania, controllava tutte le tv, ah, ah! (2 agosto 1994 ). Berlusconi mi ricorda Kim Il Sung (13 luglio 1994 ). Berlusconi è la versione plebiscitaria del craxismo. Crollato il vecchio regime, vuole garantirsi i vantaggi che prima gli assicurava il Caf (26 marzo 1994 ). Craxi è il puparo di Berlusconi (30 settembre 1995). FEDINA PENALE La prescrizione, alla quale non ha rinunciato, ha salvato D'Alema a Bari da un'accusa di finanziamento illecito dal boss delle cliniche Francesco Cavallari, legato alla Sacra corona unita; a Reggio Emilia è stata archiviata un'indagine a suo carico su fondi neri incamerati dal Pci-Pds; archiviata a Roma anche l'inchiesta per finaziamento illecito nata a Venezia, in cui D'Alema era indagato con Achille Occhetto e con Bettino Craxi; a Parma invece, dove Calisto Tanzi sosteneva di averlo finanziato con inserzioni pubblicitarie sulla rivista della sua fondazione Italianieuropei, D'Alema è rimasto un semplice testimone; infine la Procura di Milano sta ancora vagliando la sua posizione nell'ambito delle indagini sulle scalate bancarie. È questa la fotografia della posizione giudiziaria di Massimo D'Alema, un leader incensurato che però, al pari di molti altri superstiti della Prima Repubblica, ha sicuramente intascato un finanziamento illegale. Almeno uno. Fu nel 1985, o giù di lì. Ma chi glielo versò, Francesco Cavallari, il re delle cliniche baresi, lo confessò soltanto nel 1994, quando il reato era prescritto da un anno. A quel punto, anche il Lìder Massimo poté ammetterlo davanti al giudice, a rischio zero. Il finanziamento non era granché: 20 milioni, dice Cavallari; qualcuno in meno, dice D'Alema. Massimino con i vietnamiti Ma ciò che conta è la figura del finanziatore: D'Alema, allora segretario del Pci in Puglia e consigliere regionale, accettava inviti a cena e buste imbottite di denaro da un ras della sanità privata, titolare di una catena di cliniche con 4.000 dipendenti, poi arrestato nel '94 e condannato nel '96 con patteggiamento a 22 mesi di reclusione per associazione mafiosa, truffa e corruzione, per aver pagato politici di tutti i partiti (destra, centro e sinistra), giornalisti, sindacalisti e giudici, e soprattutto per i suoi rapporti con il clan Capriati (la cosca della Sacra corona unita che controllava militarmente e sanguinosamente Bari vecchia). Ma, soprattutto, un personaggio dedito a pestaggi e spedizioni punitive contro sindacalisti della Cgil, "rei" di difendere i lavoratori dai soprusi della proprietà e di non arrendersi al "sindacato giallo" aziendale reclutato da elementi della criminalità organizzata. Rivela Cavallari ai magistrati il 19 aprile 1994: Non nascondo che in una circostanza particolare ho dato un contributo di 20 milioni al Partito comunista. D'Alema è venuto a cena a casa mia e alla fine della cena io spontaneamente mi permisi di dire, poiché eravamo alla campagna elettorale del 1985, che volevo dare un contributo al Pci. D'Alema non fu nemmeno sfiorato dall'idea di rispettare la legge sul finanziamento dei partiti, registrando il "contributo" sul bilancio del Pci. Intascò in nero. ??. Non si conoscono ancora invece le sorti di D'Alema a Milano, dove i pm stanno chiudendo una serie di indagini collegate al tentativo di scalata alla Banca Nazionale del Lavoro, nella primaveraestate del 2005, da parte dell'Unipol di Giovanni Consorte. Dopo che il Parlamento ha rispedito al gip Clementina Forleo le telefonate intercettate tra D'Alema e Consorte, sostenendo di non poter dare l'autorizzazione al loro utilizzo perché al momento delle chiacchierate D'Alema era parlamentare europeo e non italiano, la giudice ha deciso di non girare alla Ue le trascrizioni. L'Europarlamento infatti non prevede alcun tipo di autorizzazione sulle "intercettazioni indirette" (il parlamentare parla con qualcuno il cui telefono è sotto controllo). E così l'intero fascicolo è stato trasmesso alla Procura, dove i magistrati dovranno decidere se iscrivere o meno D'Alema (e il fedelissimo Nicola Latorre) sul registro degli indagati. © Foto U.Pizzi"> Massimo con la moglie Linda Giuva © Foto U.Pizzi In altre parole: nell'estate del 2005 tutti i giornali scrivevano che le scalate venivano condotte violando le leggi. C'erano state delle denunce da parte dei concorrenti e i media avevano pure spiegato come la legge italiana preveda che chi scala una società, una volta raggiunto il 30 per cento del capitale, sia obbligato a lanciare un'Opa (offerta pubblica di acquisto). Le norme, insomma, vietano le scalate occulte. Non si possono rastrellare titoli o farli acquistare da altri, mettendosi d'accordo per incamerarli una volta lanciata l'Opa a tutto scapito dei piccoli risparmiatori. Eppure, dalle telefonate intercettate, emerge chiaramente che Consorte rivelò a D'Alema e Latorre le alleanze occulte che stava stringendo. Il 6 luglio, per esempio, il numero uno di Unipol spiega al braccio destro di D'Alema tutti i particolari del piano ideato per conquistare segretamente il 51 per cento della Bnl e poi lanciare l'Opa a colpo sicuro. Consorte confessa infatti che una serie di azionisti Bnl (Caltagirone, Coppola, Ricucci, Statuto, Bonsignore) venderanno le loro azioni non direttamente a Unipol (che non ha i soldi per acquistarle), ma a banche o società intermediarie. E Latorre offre il suo appoggio e quello del suo capo per intervenire su Francesco Gaetano Caltagirone, costruttore, editore nonché suocero di Casini, chiedendo se è necessario che D'Alema lo chiami. Stefano Ricucci, uno degli azionisti di Bnl che cedette le proprie quote favorendo la scalata di Unipol, spiegherà ai magistrati che nei giorni della trattativa tutti i protagonisti riuniti negli uffici di Caltagirone erano in costante contatto con i rispettivi sponsor politici: Dotto', chi parlava con la Banca d'Italia con il governatore [Fazio, nda], chi con Francesco Frasca [capo della Vigilanza, nda], quell'altro parlava con Fassino, quell'altro ancora parlava... Era tutto un "ciao Piero", "ciao Massimo". Non è che per me non sia positivo. In fondo, quell'operazione è un vantaggio politico, una fusione politica: un concetto del genere l'accetto, è una cosa buona... Poi, scusi eh!, Consorte si compra Bnl con i suoi soldi. Ne aveva i mezzi, perché consideri che Unipol ha fatto un aumento di capitale di 2 miliardi e 6 di euro. Assolutamente sottoscritto, eh! (...). Che Unipol avesse avvertito prima e dopo e durante Fassino e D'Alema o quant'altro è pure giusto. Ma che, Caltagirone è il suocero di Casini e non l'avverte? Scusa, eh! Parlavano al telefono sempre, lì davanti a me. Caltagirone parlava con il suo genero di assegni, era tutto pubblico, noi stavamo lì davanti a tutti... ASSENZE 116 su 4875 (2,4%) missioni 4531 su 4875 (92,9%). FRASE CELEBRE "Veltroni leader del Pd? Non finché io sono vivo..." (citato da Massimo Giannini, "la Repubblica", 27 giugno 2006 ). Dagospia 28 Marzo 2008.

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