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IN EVIDENZA
Brogli
elettorali, due arresti a Palermo L'episodio si riferisce alle amministrative del
maggio 2007 Presidenti di seggio accusati di aver falsificato 580 schede per
favorire una lista che appoggiava Cammarata ( Il Corriere della Sera 28-3-2008)
PALERMO - Sono accusati di brogli elettorali. Per questo,
due presidenti di seggio sono stati arrestati a Palermo. I provvedimenti,
disposti dal gip Maria Pino su richiesta del pm Maria Forti, sono stati
eseguiti dalla Polizia di Stato che ha condotto l'indagine. I brogli elettorali
fanno riferimento alle passate elezioni amministrative del maggio 2007.
SCHEDE FALSIFICATE - I due presidenti di seggio avrebbero favorito, con
la falsificazione di 580 schede, una lista che appoggiava il sindaco Diego
Cammarata (centrodestra). In particolare, secondo l'accusa, sarebbero state
falsificate schede per favorire un consigliere comunale uscente e un candidato
per la circoscrizione. Il consigliere comunale alla fine non è stato eletto,
mentre il candidato della circoscrizione è riuscito a farcela. Le due sezioni
in cui la polizia, coordinata al pm Maria Forti, ha riscontrato i brogli
elettorali sono la numero 470 e la
28 marzo 2008
La
disobbedienza civile ( da "Corriere delle Alpi"
del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: di Stella e Rizzo)... spese di rappresentanza dei governatori di Regione fino a dodici volte più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesca... indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto il collega di una città di 249 mila candidati, "trombati" consolati con 5 buste paga.
PERGINE
- Le scuole materne Chimelli, 426 ragazzini in 18 sezioni e 66 dipendenti,
saranno un servizio gestito dalla nuova Azienda speciale comunale dall'annata
2009-2010 ( da "Adige, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Ma questa accetterà di buon grado? Assenso dai gruppi consiliari eccetto che su un punto. La trasformazione prevede la cancellazione del cda e della presidenza: non avranno più ragione di esistere. Oggi il primo riceve gettone di presenza, la seconda una indennità mensile rapportata a quella d'un assessore comunale.
Tre
consorzi di bonifica sono troppi meglio uno, efficiente ed economico
( da "Tirreno,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Riteniamo però che tre organismi siano eccessivi in quanto i costi fissi vengono moltiplicati per tre e l'efficienza non è salvaguardata, inoltre risulta difficile un coordinamento dell'attività dei tre enti. L'abbattimento dei costi della politica dovrebbe portare anche alla riduzione di enti che si sovrappongono.
Sindaci
e consiglieri comunali la regione aumenta gli stipendi
( da "Repubblica,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: E così illustra l'incremento dell'8,3 per cento delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza di centinaia di amministratori siciliani. Consiglieri comunali e provinciali, sindaci e presidenti di Provincia. A tutti spetta adesso quell'adeguamento Istat che le associazioni di categoria - l'Anci in testa - reclamavano da tempo.
Più
soldi a sindaci e consiglieri ( da "Repubblica, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: che fa scattare l'incremento dell'8,3 per cento delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza di centinaia di amministratori siciliani. A tutti spetta adesso quell'adeguamento Istat. Un primo scatto, pari al 4,6 per cento, si applica a decorrere del primo gennaio 2004. Un altro, del 3,7 per cento, dall'inizio del 2007.
LANCIANO
- Un accordo di massima è stato trovato, ma per salvare il Lanciano la cordata
portata ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Tra gli ospiti, che non vincono dalla trasferta dello scorso dicembre a San Giovanni Valdarno, sarà disponibile l'ex Federico Cerone, che in un anno e mezzo di militanza in rossonero ha collezionato solo pochi gettoni di presenza. (Lu. Gianc.).
Eco-museo,
si punta in alto ( da "Nuova Ferrara, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Una sfilza di domande ha presentato Gabriella Azzalli (Ar), tutte incentrate sui criteri di efficienza. "Come sono stati valutati - ha domandato - quanto costa questa società? I dipendenti come verranno assunti, il Cda avrà un gettone di presenza? Dov'è il piano industriale?
Gettoni
ai consiglieri Il Comune ingrana la marcia indietro
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: colpevole di avere dimezzato il peso dei loro gettoni di presenza, portandolo a 32 euro lordi. Ora i consiglieri comunali di Sassari, dopo aver gioito per il raddoppio del gettone (si è tornati a 72,30 euro per le sedute di Commissione e a 103,29 per quelle del Consiglio), incassano anche i rimborsi.
Bestiario
( da "Espresso,
L' (abbonati)" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Marco Rizzo è stato lapidario: "è un servo dei padroni". E Diliberto: "è uguale a Berlusconi". E madama Manuela Palermi: "è un vero talebano, un pazzo". E Franco Giordano, un tantino meno rozzo: "La candidatura di Ichino mostra la volontà di favorire una politica economica liberista".
OSIMO
Bilancio senza sorprese: la manovra economica 2008 è passato in Consighlio
comunale con ( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: alcuna riduzione delle indennità di carica degli amministratori e dei gettoni di presenza dei consiglieri, proposta da Strologo e Domizio per favorire il non ritocco secondo indice Istat delle tariffe per gli impianti sportivi e per gli altri servizi a domanda individuale. Delusione da parte dell'opposizione che ha votato compatta contro lo strumento di programmazione finanziaria.
Conti
comunali: un caso virtuoso ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
particolarmente
importante in tempi di dibattito sui costi della politica: a Prevalle
maggioranza e minoranza sono unite da anni nel mantenere basse le indennità per
gli amministratori. Qualche cifra? 350 euro mensili per il sindaco, da
Ho
deciso di restare fino al momento della votazione della delibera che ha per
oggetto il park ( da "Stampa, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: letto la comunicazione con la quale spiegava le ragioni per le quali ha deciso di lasciare la Giunta braidese. Sostenendo: "Da due anni vivo l'esperienza della politica nazionale, avendo chiaro che cosa significa amministrare una piccola città come la nostra: l'ho fatto per spirito di servizo, senza prendere gettoni di presenza, per attaccamento al mio territorio e alla mia gente.
Berlusconi:
scegliere i piccoli mette a rischio il Senato
( da "Avvenire"
del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: apertamente di percepire già una pensione e per questo di non essere in grado di tagliare i costi della politica. "Promettono di tagliare i costi della politica e poi prendono due pensioni, una da parlamentare e l'altra da magistrato ". E ironizza: "E questi dovrebbero tagliare i costi della politica? Non ho mai visto dei tacchini presentare una mozione per anticipare il Natale".
Costi
della politica L'asso dei tagli nel piano Veltroni
( da "Avvenire"
del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: basterà fare assieme le riforme Costi della politica L'asso dei tagli nel piano Veltroni DA ROMA ROBERTA D'ANGELO S arà la carta finale che Walter Veltroni calerà nell'ultima settimana di campagna elettorale. Quella che piace agli elettori e che fornisce la risposta in termini economici alle tante promesse: il candidato del Pd punta a tagliare i costi della politica.
Sui
costi della politica l'ultimo colpo di Walter
( da "Stampaweb,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: da "riserva del partito"? E quanto a Veltroni sta preparando uno dei suoi ultimi "colpi". Nei prossimi giorni presenterà un pacchetto di misure per ridurre i costi della politica, con tanto di conto allegato. Veltroni annuncerà che dimezzando il numero dei parlamentari e diminuendo indennità e pensioni;
Quattro
nuovi pedaggi per pagare Tav e Brennero
( da "Gazzettino,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: dei proventi per finanziare investimenti per il trasporto ferroviario: nel caso della Valsugana e della Transpolesana si tratterebbe di un diritto annuale (compreso tra i 2.233 e i 1.329 euro a seconda della classe del veicolo) attestato da un bollino applicato sul parabrezza, mentre sulle autostrade il sovrapedaggio potrà essere compreso tra il 15 e il 25 per cento del pedaggio
LA
PAROLA AI LETTORI ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 3) il coraggioso Travaglio con i giornalisti Rizzo e Stella mette nero su bianco e ci regala il libro La Casta;4) l'urlante Grillo ci ricorda che noi italiani siamo obbligati a rispettare leggi votate anche da parlamentari pregiudicati che siedono tranquillamente in Parlamento e fanno (e.
ELEZIONI:
ORLANDO (IDV), AZIONI PER DIMINUIRE COSTI DELLA POLITICA
( da "Asca"
del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: portato a casa dei cittadini come risparmio per tutti, rilevanti riduzioni dei costi della politica; abbiamo promosso iniziative che hanno consentito di eliminare costi della politica assai gravi e pesanti cominciando con il colpire il numero dei consiglieri di amministrazione delle aziende collegate, con il rivedere tutta l'impostazione delle comunita'
TRAVAGLIO&GOMEZ
SCHEDANO I CANDIDATI "IMPRESENTABILI" DEL NUOVO PARLAMENTO I
CONDANNATI DEL PDL SONO 25 MA ANCHE IL PD DI WALTERSTEIN JR NON SCHERZA: 10 TRE
SALVATI DALLA PRESCRI ( da "Dagospia.com"
del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Critico feroce dei girotondi, cioè dell'unica opposizione credibile al regime berlusconiano, nel 2004 se ne va al Parlamento europeo, perché "è lì che si gioca la grande politica", ma nessuno se ne accorge e nel 2006 rientra precipitosamente a Montecitorio.
( da "Corriere delle Alpi" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
La disobbedienza
civile è un diritto dei cittadini L'ATTUALE legge elettorale, sistema
proprozionale senza preferenze, sostituisce il sistema maggioritario voluto dal
popolo italiano con un referendum. Tale legge premia i politici già al potere e
aumenta l'arroganza dei partiti. Ciascun partito infatti ha potuto stendere una
propria lista di aspiranti deputati e senatori, con i leaders di partito
capolista. La scelta è fatta con criteri scarsamente attinenti al merito, alle
capacità e alla competenza. Stessa tecnica adottata dai presidenti di Regione
per quanto riguarda le nomine in enti pubblici. Soldi ai partiti: il referendum
del 18 aprile del 1993 era stato chiarissimo: il 90,3% delle persone voleva
abolire il finanziamento pubblico. Due numeri: per le elezioni europee del 2004
i partiti spesero in tutto 88 milioni di euro, ma quando passarono alla cassa
ne ritirarono 250 milioni; nel 2005 sono stati pagati ai partiti, a titolo di
rimborso per le spese elettorali, oltre 196 milioni di euro che sono stati
suddivisi tra ben 81 partiti o liste (da "La casta" di Stella e Rizzo)... spese di rappresentanza dei governatori di Regione fino a
dodici volte più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesca...
indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti
può guadagnare quanto il collega di una città di 249 mila candidati,
"trombati" consolati con 5 buste paga... dirigenti di società
pubbliche fallite liquidati con cifre da capogiro. Che futuro ha un Paese dove
la fame di poltrone ha spinto a inventare le Comunità montane al livello del
mare? Dove il Quirinale spende il quadruplo di Buckingham Palace? Con che
faccia i nostri politici parlano di rappresentanza? Denuncia del procuratore
generale della Corte de Conti: "L'Italia vive un momento di malessere.
Corruzione diffusa. Molte le tangenti. Incontrollato aumento della spesa
corrente. Disordine amministrativo". Rapporto Eurispes 2008: "L'Italia
non crede più nelle istituzioni che dovrebbero guidarla; l'istituzione meno
credibile è il Parlamento. L'86% non crede più nei partiti. Al di fuori
dall'ambito prettamente politico la magistratura raccoglie solo il 42% di
credibilità" e la situazione diventa dura, molto più dura della lex, nei
paesi, come il nostro, dove si sfornano leggi, decreti, ordinanze, regolamenti
e circolari a ritmo industriale (in Italia sono in vigore oltre 50 mila leggi,
meno di diecimila in Francia e Germania) e il loro vertiginoso numero trova un
sapiente antidoto nel generale lassismo e nella diffusa disobbedienza. Siccome
buona parte delle leggi che si fanno sono inutili o dannose, la disobbedienza
degli italiani, non più un vizio bensì virtù, aiuta il bel paese a tirare avanti.
In questo Paese non c'è ordine, rispetto. Solo pressapochismo, confusiione,
egoismo, indifferenza, disinteresse per tutto, privilegi infiniti di chi ci
governa: una casta di disordinati intoccabili. Perché nonostante tutto la gente
va a votare... magari "tappandosi il naso" o... "...il meno
peggio"? E così l'abitudine o il senso del dovere (falso) inducono la
persona che non è sostenuta da quella disciplina morale che fa l'uomo libero e
coraggioso nel gruppo, a non essere disturbata dalla ricerca della verità,
preferendo risposte confezionate e incartate già pronte per l'uso. Come il cane
che riporta al padrone il bastone che costui ha lanciato, così alla fine troppi
riportano la loro libertà ad altri, ai quali delegano di pensare, giudicare e
decidere, riservandosi solo di ripetere i loro slogan, di seguire i loro
moniti. Stiamo assistendo ad una campagna elettorale deprimente, senza grandi
progetti. I giovani non si sentono coinvolti, né partecipi di un futuro che si
apre senza prospettive. Siamo alla deriva etica e morale in tutti i campi. I
candidati leader sono l'uno contro l'altro. Nessuno parla di ridurre in primis
i loro privilegi (esempio: in Italia ci sono 562 mila auto blu rispetto alle 75
mila degli Stati Uniti e alle 50 mila della Germania). Sono scomparsi gli
esempi di equità e di giustizia, la parola data (anche tra rappresentanti dello
stesso gruppo), la serenità di giudizio nei confronti dell'avversario. Sono
scomparsi i grandi ideali. Siamo governati da figure mediocri che ora parlano di
"riscoprire i valori"... quali? L'unica possibilità di rinnovamento,
cioè di mandarli tutti a casa, risiede nella coscienza morale di ciascun
cittadino. La storia insegna che... mentre l'Europa era dominata da Hitler e da
Stalin, mentre il regime della violenza regnava così assoluto che appariva
assurda ogni alternativa all'uso della forza, il mondo assisté ad un miracolo:
il popolo indiano si ridestava dopo una lunga schiavitù sottraendosi al gioco
britannico... senza colpo ferire. Nella più grande sollevazione di massa che la
storia ricordi, mezzo milione di persone erano guidate da un uomo fragile (il
"fachiro nudo" come con disprezzo lo chiamava W. Churchill) ma
venerato dalle moltitudini per l'evidente santità della vita: il Mahatma Gandhi
(Mahatma significa "grande anima"). Ecco ciò che diceva alle folle in
India nel 1922: "La disobbedienza civile è un diritto innato dei
cittadini. Non possiamo rinunciarvi senza cessare di essere uomini. La
disobbedienza civile non è mai seguita dall'anarchia, come nel caso della
disobbedienza criminale. Non c'è Stato che non reprima la disobbedienza
criminale con la forza. Se non la fa muore. Ma reprimere la disobbedienza
civile è tantare di imprigionare la cosienza. La disobbedienza civile può
donare solo forza e purezza. Un resistente civile non usa mai le armi e quindi
è innocuo per uno Stato che sia pienamente disposto ad ascoltare le voce della
pubblica opinione. Ma è pericoloso per uno Stato autocratico, perché ne produce
la caduta, impegnando l'opinione pubblica sulla questione per la quale si
oppone allo Stato. La disobbedienza civile, perciò, diventa un sacro dovere
quando lo Stato si sia fatto illegale, o, che è la stessa cosa, corrotto. Un
cittadino che tratti con uno Stato simile ne condivide la corruzione e
l'illegalità". "Un mezzo impuro si traduce in un fine impuro... Non
si può raggiungere la verità attraverso la menzogna. I mezzi sono tutto nella
vita di ogni giorno, come in politica. Macchiavelli è stato solo un pessimo
maestro. Politica e religione o politica e morale non sono tra loro separate da
compartimenti stagni, infatti non c'è politica senza religione e, del resto la
politica senza moralità è una cosa da evitare: un'azione immorale sarà anche
un'azione impolitica e, quindi, un politico disonesto sarà, presto o tardi,
condannato inevitabilmente al fallimento". Ha scritto il filosofo indiano
S. Radhakrishnan: "Solo di tanto in tanto accade che si levi al di sopra
del livello comune un qualche spirito raro, che avendo meditato su Dio con
maggiore profondità rifletta più chiaramente il fine divino e metta in pratica
con maggior coraggio i divini insegnamenti. La luce di tali esseri risplende
come un faro intenso sulle tenebre e il disordine del mondo. Gandhi appartiene
alla razza dei profeti dotati del coraggio del cuore, e della cortesia dello
spirito e del riso di chi non teme. Attraverso la sua vita e il suo
insegnamento, egli ha recato testimonianza dei valori abbracciati da questo
paese per secoli: la fede nello spirito, il rispetto per i suoi misteri, la
bellezza della sanità, lì'accettazione dei doveri della vita, la saldezza del
carattere... valori che sono semplicemente universali". A noi, poveri
abitanti di un paese malandato, rimane la consolazione di aver conosciuto una
figura che per ben ventisette anni è stato l'unico punto di riferimento morale
per l'intera umanità: il Grande Giovanni Paolo II "...non abbiate paura...
e... con i giovani per varcare la soglia della speranza...". Anche in una
pozzanghera si riflette la luce del sole. Nizzardo Tremonti Questo non è più
l'Inter di una volta SONO tifoso interista da tanti, tanti anni. Ho vissuto con
intensità il cammino della grande Inter anni '60, vincitrice di coppe campioni
e scudetti. L'Inter di oggi, a parte gli ultimi successi in "casa", sembra
una copia sbiadita dell'Inter di Herrera - Moratti Angelo - Allodi. Il
confronto tra le due Inter non può essere proponibile soltanto per un motivo
importantissimo per una squadra di calcio: ieri la serietà nel comportamento
professionale dei giocatori, allenatore e dirigenti, per reaggiungere tutti
uniti traguardi importanti (e lo si è visto!!). Oggi un'Inter, capace sì di
raggiungere traguardi importanti, ma sempre conditi di litigi tra allenatore,
giocatori e medici della società, e con la stampa che va a nozze di tutto
quello che proviene dall'Inter. Questa situazione si trascina da quando è
diventato presidente Massimo Moratti. Grande presidente non si discute; ha
sempre pagato profumatamente i giocatori (anche mezze calzette), ma nello
stesso tempo viziandoli all'eccesso e trattandoli come figli e anche qualcosa
di più. Si sono avvicendati tanti allenatori (e anche bravi) ma non sono
resistiti tanto (vedi Lippi e Simoni). Colpa loro o dei giocatori prime donne?
Non parliamo del 5 maggio; per giocatori come Ronaldo e Kanu, dopo grossi
infortuni, il presidente ha speso un sacco di soldi per rimetterli in piedi,
per poi vederseli andare altrove. Per non parlare di Vieri, che se ne è andato
con una buona uscita da nababbo. Anche la telenovela di Adriano e... Questa
situazione continua ancora, che vuol dire soltanto che il "buonismo"
di Moratti, in una squadra di calcio non paga mai. Dai giocatori (diciamo di
nome) ha ricevuto soltanto ingratitudine, e credo invece meritasse stima e
ammirazione per quello che dà al calcio italiano. Ci vuole una bella sterzata
di umiltà, di dedizione alla squadra, e gratitudine ad un presidente (che
sbaglia con la troppa bontà) ma generoso oltre misura con tutti. Un esempio da
seguire è la Lazio, che Lotito, da presidente, ha salvato dal fallimento, ma
conduce la società con estrema severità con giocatori (specialmente) e
dirigenti. Lucio Baldisseri Non vedo i pacifisti manifestare per il Tibet ALLA
luce di quanto sta accadendo in quel "grande" paese che è la Cina nei
confronti di una minoranza pacifica la quale manifesta per poter diventare
indipendente e viene negata e zittita a suon di bastonate facendo intervenire
l'esercito il quale deve misurarsi con agguerritissimi monaci, e non oso
immaginare quali altri metodi vengano utilizzati per negare e soffocare il
Tibet e i suoi abitanti, gente assolutamente pacifica, la quale professa una
religione con principi di meditazione e pacifismo assolutamente inattaccabili,
una domanda mi sorge spontanea: dove sono finiti i no global, i manifestanti
per la pace con i loro slogan e le loro belle bandierine multicolori?
Alessandro Guagni.
( da "Adige, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
PERGINE - Le scuole
materne Chimelli, 426 ragazzini in 18 sezioni e 66 dipendenti, saranno un
servizio gestito dalla nuova Azienda speciale comunale dall'annata 2009-2010.
Ora sono atipiche in quanto comunali ed equiparate, assistite dalla Federazione
provinciale. Il via all'operazione mercoledì notte dal consiglio comunale quasi
unanime. Una sola astensione, di Paolo Vitti (Prc). Ora la giunta Anderle ha
tempo alcuni mesi per preparare lo statuto, il contratto di servizio, il piano
programma, l'organizzazione ed i finanziamenti, ma già ha illustrato in sala
per intero la sua scelta. Eccetto la definizione del contratto del personale,
che potrà essere quello delle materne equiparate o delle provinciali. La nuova
azienda potrà gestire anche i nidi di infanzia ed attività sociali e per
giovani di varie età oggi organizzate da uffici comunali. "Si cambia tutto
per non cambiare nulla?" ha chiesto Vitti durante la discussione, temendo
l'arrivo di un nuovo carrozzone pubblico. Assolutamente no, hanno replicato
Renzo Anderle , il sindaco e Renato Nisco , l'assessore di settore che hanno
lungamente illustrato la novità. Due i motivi alla base della trasformazione.
Ora il personale amministrativo delle materne è insufficiente e la gestione non
può continuare così. Secondo, con la nuova azienda, il comune potrà gestire
nidi ed altre attività. La Provincia finanzia con 176.997 euro annui la
Federazione provinciale che provvede a pagare personale ed a prestare della
consulenza. Con la nuova azienda, tale somma entrerà direttamente nelle sue
casse per il personale e finanziare l'organizzazione pur utilizzando la
medesima somma, s'è garantito in sala: un direttore, un funzionario, un
consulente pedagogico. Insomma l'azienda avrà le risorse necessarie proprio
perché sarà ritirata la delega attuale alla Federazione. Ma
questa accetterà di buon grado? Assenso dai gruppi consiliari eccetto che su un
punto. La trasformazione prevede la cancellazione del cda e della presidenza:
non avranno più ragione di esistere. Oggi il primo riceve gettone di presenza, la seconda una indennità mensile rapportata a quella d'un
assessore comunale. "Veramente saranno tolti?", ha chiesto
Sergio Paoli (Ppe). "Sarà da valutare" la risposta di Nisco, che ha
scatenato la discussione. Decisamente contrari alla sopravvivenza di cda e
presidenza la maggior parte dei gruppi. Sono posti riservati agli amici degli
amici, ai favoriti, a trombati, s'è detto in sala. Ma, "ci penserei bene
prima di cancellare il cda", la perplessità espressa dal socialista Andrea
Oss . 28/03/2008.
( da "Tirreno, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il Partito
democratico interviene sul caos delle bollette Tre consorzi di bonifica sono
troppi Meglio uno, efficiente ed economico Le bollette della Comunità montana
arrivate nelle nostre case in questi giorni inducono a una riflessione. A
Cecina abbiamo tre consorzi di bonifica: al consorzio delle Colline livornesi e
a quello della Val di Cornia si è aggiunto quello della Comunità Montana, che
in questi giorni ha inviato la sua prima bollettazione ai cecinesi. E Cecina
che, non fa parte delle Colline livornesi né tantomeno della Val di Cornia
figuriamoci poi come Comunità montana, si trova al centro dei desideri di
questi tre operatori. Il Pd chiede all'amministrazione comunale di svolgere
un'attività di supervisione e controllo sull'efficacia, l'efficienza e la relativa
competenza dei consorzi di bonifica. Sul nostro territorio, una breve striscia
lungomare, riteniamo l'opera dei consorzi importante e necessaria per la
salvaguardia della nostra cittadina e del suo territorio da eventuali rischi
idraulici, da piene rovinose del fiume che possono verificarsi e da inondazioni
per eccessive piogge. Riteniamo però che tre organismi
siano eccessivi in quanto i costi fissi vengono moltiplicati per tre e
l'efficienza non è salvaguardata, inoltre risulta difficile un coordinamento
dell'attività dei tre enti. L'abbattimento dei costi della politica dovrebbe portare anche alla riduzione di enti che si
sovrappongono. I costi dei consigli di amministrazione, dei presidenti,
delle elezioni di questi organi ecc. andrebbero abbattuti con la costituzione o
la fusione dei tre in un unico organismo. Facciamo economia di scala su mezzi e
risorse, spalmandoli su maggiori volumi produttivi dati dalla sommatoria di
quelli esistenti. Così facendo riusciremmo a raggiungere risultati positivi sia
sugli investimenti più mirati e utili, sia sui finanziamenti, sia sui costi di
partecipazione e sulle scelte aziendali. E' giusto che dietro la prestazione di
un servizio diretto a tutti, tutti debbano contribuire per far sì che ognuno
paghi di meno. Pagare tutti per pagare di meno. I consorzi devono essere
garanti affinché non vi siano morosi o evasori o cittadini che pagano e altri
che non lo fanno non per loro volontà ma perché il Consorzio non riesce a
essere preciso nell'individuare i contribuenti. Oggi purtroppo i consorzi di
bonifica non riescono a raggiungere tutti i cittadini o le aziende che
possiedono abitazioni o terreni; è opportuno che si attrezzino e diano servizi
e sicurezze a costi equi. In un periodo in cui molte famiglie arrivano con difficoltà
alla fine del mese aggiungere una tassa in più deve essere operazione ben
motivata e giustificata da una eccellente operatività ed economicità. Chiediamo
ai consorzi di valutare queste realtà e tenere presente la loro importanza e
necessità oggi in cui le grandi opere di bonifica, di cui anche la nostra zona
è stata oggetto, sono terminate. Chiediamo inoltre la ridefinizione dei confini
perimetrali del bacino idrico in modo tale che Cecina sia assoggettata alle
disposizioni di un solo consorzio. Inoltre la Comunità montana, prima di
inviare una bollettazione a qualunque titolo, avrebbe dovuto comunicare ai
cittadini i motivi e l'utilizzo delle tasse che essi sono chiamati a pagare. E'
giusto pensare anche a un coinvolgimento della Regione. Partito democratico
Cecina.
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina IV - Palermo
Sindaci e consiglieri comunali la Regione aumenta gli stipendi Scatto Istat e
arretrati: annullato l'effetto tagli della Finanziaria Ai primi cittadini dei
centri con oltre 500 mila abitanti incremento da 600 euro mensili Erano aumenti
attesi da oltre quattro anni, sono scattati a venti giorni dalle elezioni.
"Solo una coincidenza. Che vuole, i tempi della politica e della
burocrazia sono lunghi...", spiega l'assessore alle autonomie locali Paolo
Colianni. E così illustra l'incremento dell'8,3 per cento
delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza di centinaia di amministratori siciliani. Consiglieri comunali e
provinciali, sindaci e presidenti di Provincia. A tutti spetta adesso
quell'adeguamento Istat che le associazioni di categoria - l'Anci in testa -
reclamavano da tempo. Un primo scatto, pari al 4,6 per cento, si applica
a decorrere del primo gennaio 2004. Un altro, del 3,7 per cento, dall'inizio
del 2007. Saranno le amministrazioni dei singoli enti ad adeguarsi al decreto
di Colianni, appena pubblicato in Gazzetta ufficiale. Un provvedimento che in
pratica annulla l'effetto della riduzione delle indennità del 10 per cento
stabilita dalla Finanziaria nazionale del 2006, che la maggior parte dei Comuni
siciliani non aveva recepito. Colianni, infatti, a distanza di oltre due anni
dalla norma approvata dal Parlamento nazionale, ha emanato nelle settimane
scorse un altro atto, una circolare che chiarisce definitivamente - in seguito
a una pronuncia del Cga - che il "taglio" già in vigore nel resto
d'Italia colpisce anche gli enti locali siciliani. Una compensazione, insomma,
concordata con la stessa associazione dei Comuni. A beneficio delle tasche
dell'esercito degli eletti nell'Isola. Ma per quegli enti locali (un buon venti
per cento) che si erano già allineati alla legge statale senza attendere la
direttiva della Regione, gli aumenti saranno effettivi. E concreti: dai 116
euro in più al mese per i sindaci dei centri con meno di 3 mila abitanti ai 600
euro mensili per quelli dei capoluoghi con più di 500 mila abitanti.
"Regalo pre-elettorale? No, per favore, non mettiamola su questo piano -
dice Colianni - L'iter di questo adeguamento Istat, un atto dovuto, è scattato
ben prima della sentenza Cuffaro. Anzi, va avanti da un anno. Perché si è
concluso adesso? Che vuole, i tempi della politica e della burocrazia. Abbiamo
deciso di attendere i pareri giuridici sull'applicazione in Sicilia della
riduzione dei compensi prevista dalla Finanziaria nazionale. E, insieme
all'Anci, abbiamo stabilito di far partire quasi contemporaneamente i tagli e
gli aumenti. Detto ciò, io sono fra quelli convinti che sindaci e consiglieri
comunali non arricchiscono con indennità da duemila euro al mese. Sono i
parlamentari a guadagnare troppo... ". L'esponente dell'Mpa affronterà
nella prossima seduta di giunta, il 2 aprile, un'altra questione spinosa: la
data delle elezioni amministrative. E non esclude un'ipotesi a sorpresa: il
rinvio ad autunno del voto per Comuni e Provincia. "In giunta - dice Colianni
- parlerò con il presidente Leanza dell'opportunità di far stabilire la data
dal governo che si insedierà dopo le regionali. In questo caso, le
amministrative potrebbero tenersi in autunno, decongestionando un periodo già
segnato dalla doppia campagna elettorale per politiche e regionali. Ma è solo
un'ipotesi". L'Ancisicilia già alza disco rosso: "Se si rinviassero
le amministrative - dice il segretario Andrea Piraino - si prorogherebbe in
modo indebito il mandato degli amministratori". e. la.
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina III - Palermo
A venti giorni dalle elezioni incrementi di stipendio fino a 500 euro al mese
per gli amministratori comunali Più soldi a sindaci e consiglieri La Regione
aumenta il "gettone", annullato l'effetto tagli La regione aumenta
gli stipendi di sindaci, assessori e consiglieri degli enti locali siciliani.
Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale un decreto dell'assessore regionale alla
Famiglia, Paolo Colianni, che fa scattare l'incremento
dell'8,3 per cento delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza di centinaia di amministratori siciliani. A tutti spetta adesso
quell'adeguamento Istat. Un primo scatto, pari al 4,6 per cento, si applica a
decorrere del primo gennaio 2004. Un altro, del 3,7 per cento, dall'inizio del
2007. Un provvedimento che in pratica annulla l'effetto della riduzione
delle indennità del 10 per cento stabilita dalla Finanziaria nazionale del
2006. Colianni a distanza di oltre due anni dalla norma approvata dal
Parlamento nazionale, ha emanato nelle settimane scorse una circolare che chiariva
definitivamente che il "taglio" già in vigore nel resto d'Italia
colpiva anche gli enti locali siciliani. EMANUELE LAURIA A PAGINA II.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Avanti da Riccardo
Angelucci deve fare qualcosa in più. Deve mettere nero su bianco in modo da
essere operativa nell'attimo in cui ci sarà l'assegnazione delle quote
societarie e deve mettere pronti i soldi per chiudere le istanze di fallimento
e ripianare i debiti. Secondo quanto emerso dalle ultime riunioni, la Prospero
e l'operatore economico romano Marco Frasca avranno la maggioranza, mentre la
parte restante se la dividerebbero Renzetti, Angelucci e Vitelli. Ieri mattina,
intanto, al tribunale di Lanciano si è visto l'ex presidente Paolo Di
Stanislao. Una presenza a sorpresa che però non
nascondeva nulla di clamoroso: l'ormai ex presidente ha presentato delle
memorie in cui esprime il suo punto di vista in merito all'assegnazione delle
quote societarie. Clima sicuramente non ideale per preparare la delicata gara
casalinga contro la Massese. Mister Moriero non avrà a disposizione Pintori,
squalificato, ma in compenso dovrebbe rientrare Vicedomini che ha recuperato
dalla distorsione alla caviglia. Tra gli ospiti, che non
vincono dalla trasferta dello scorso dicembre a San Giovanni Valdarno, sarà
disponibile l'ex Federico Cerone, che in un anno e mezzo di militanza in
rossonero ha collezionato solo pochi gettoni di presenza. (Lu. Gianc.).
( da "Nuova Ferrara, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Argenta. La gestione
a "Terre srl", ma la presidenza a Zaina fa infuriare Rifondazione
Eco-museo, si punta in alto Ok del consiglio comunale al contratto di servizio
ARGENTA. Dopo la nascita e l'approvazione dello statuto di "Terre
Srl", la società di scopo che con un capitale di 111 mila euro versato dal
Comune gestirà il sistema ecomuseale, mercoledì sera con 11 voti favorevoli del
Pd (il Prc è uscito) e sette contrari (Pdl e Argenta Rinnovamento), il
consiglio comunale ha dato l'ok al contratto di servizio per l'affidamento
delle attività di valorizzazione del sistema ecomuseale del Comune di Argenta.
Per 10 anni Terre, la società al 51% di Soelia, 44% del Comune di Argenta e il
5% dell'Ente Parco, dovrà sostenere il turismo ambientale. Dovrà cioè
proseguire sulla strada già imboccata da tempo e rimboccarsi le maniche per
incentivarne i risultati; ogni sei mesi dovrà riferire alla proprietà sui
risultati raggiunti. "Un contratto - ha spiegato l'assessore Adamo
Antonellini - che modulerà tutti i servizi. Il Cda è giovane, competente, sarà
presieduto da Gianluigi Zaina (manager della Fbp di Longastrino, ndr), Stefano
Merighi (avvocato e componente di spicco di Soelia, ndr) e David Bianco (ex
assessore all'ambiente del comune di Argenta, ndr)". Proprio sulla nomina
del presidente Zaina, Luigi Cattani (Prc) prima di abbandonare l'aula ha
criticato senza mezzi termini la scelta, arrivando persino a dire con lo stile
sindacalista che "non ha mostrato grandi capacità manageriali visto cosa è
successo all'azienda dove operava". Dopo aver chiesto di assegnare al
consiglio il potere di decidere le tariffe, Cattani ha annunciato che il sì al
contratto solamente per la questione occupazionale altrimenti avrebbe votato
contro. Sulla stessa linea Paolo Bolognesi (Fi-Pdl) che ha chiesto inoltre una
verifica sulla proprietà dei quadri della pinacoteca che passeranno a Terre.
"Come potete trasferire - ha chiesto - un patrimonio se non siete
proprietari?". Una sfilza di domande ha presentato
Gabriella Azzalli (Ar), tutte incentrate sui criteri di efficienza. "Come
sono stati valutati - ha domandato - quanto costa questa società? I dipendenti
come verranno assunti, il Cda avrà un gettone di presenza? Dov'è il
piano industriale?". Nel motivare poi il no Azzalli si è dichiarata
stanca di sentire solamente parole accusando la giunta di aver generato
"uno strumento clientelare in vista delle prossima campagna elettorale".
Di tutt'altro parere Marco Aleotti (Pd) che giudica Terre una cosa positiva.
Giorgio Carnaroli.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Provincia di Sassari
Pagina 7053 Sassari Retribuzione retroattiva Gettoni ai consiglieri Il Comune
ingrana la marcia indietro Sassari. Retribuzione retroattiva --> A gennaio
avevano stretto la cinghia e maledetto la Finanziaria 2008, colpevole di avere dimezzato il peso dei loro gettoni di presenza, portandolo a 32 euro lordi. Ora i consiglieri comunali di
Sassari, dopo aver gioito per il raddoppio del gettone (si è tornati a 72,30
euro per le sedute di Commissione e a 103,29 per quelle del Consiglio),
incassano anche i rimborsi. Sì, sulle buste paga dei consiglieri Palazzo
Ducale ha ingranato la retromarcia e con la retribuzione di febbraio ha versato
ai 39 dell'assemblea anche il conguaglio di gennaio. La determinazione del
dirigente agli Affari generali del Comune, Simonetta Cicu, firmata l'11 marzo
parla chiaro: "Il ministero dell'Interno ha chiarito, fra l'altro, che
sono fatti salvi gli incrementi legittimamente deliberati dai singoli enti
prima dell'entrata in vigore della citata legge finanziaria", si legge nel
documento. Per cui la dirigente impegna e liquida, "la somma complessiva
di 54.852,68 euro, di cui 35.955,02 dovuta ai consiglieri comunali per l'effettiva
partecipazione alle sedute del Consiglio comunale, delle commissioni
consiliari, dell'ufficio di presidenza e della conferenza dei capi gruppo nel
mese di febbraio 2008 e la somma di 18.897,66 euro quale differenza dovuta per
il mese di gennaio 2008". Nulla è perso per i consiglieri sassaresi,
quindi. Il mese scorso una circolare dell'Anci (Associazione nazionale dei
Comuni italiani), metteva fine alla dieta forzata, spiegando che le norme
taglia-gettoni inserite nella Finanziaria non potevano
essere retroattive. Quindi gli adeguamenti dei gettoni di
presenza deliberati dai vari Consigli nel passato non dovevano essere
tagliati, e a Sassari l'ultimo ritocco risale al 15 marzo 2001. Seppure fra
mille mugugni, la dieta del gettone nel mese di gennaio aveva funzionato a
Palazzo Ducale: per le buste paga dei consiglieri il Comune aveva speso 18mila
157 euro e 32 centesimi (la retribuzione media di ciascun consigliere era scesa
a 465 euro), con un taglio netto di 31mila euro rispetto al passato. A dicembre
2007 infatti quando i consiglieri erano pagati con un'indennità fissa di circa
1300 euro (lordi) a testa, il Comune aveva sborsato 49mila 204 euro e 98
centesimi. Non solo, a gennaio i consiglieri avevano lavorato il doppio: le sei
Commissioni permanenti (compresa quella integrata per il Puc) si erano riunite
ben 32 volte, mentre a dicembre le riunioni erano state quattordici. (v. g.).
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
OPINIONI BESTIARIO
Contrordine compagni di Giampaolo Pansa Torte in faccia. Accuse maligne. Comizi
interrotti. Lanci di uova. Attacchi alle sedi. è la sinistra nevrotica Una
torta di panna no-global tirata in faccia a un capo no-global? Impossibile,
dirà qualcuno. Invece è accaduto sabato 22 marzo a Venezia. Il colpito è
Francesco Caruso, già deputato di Rifondazione e oggi ricandidato dalla Cosa
Rossa in Veneto 2, ossia a Treviso, Belluno e Venezia. Il Caruso stava tenendo
una conferenza stampa in un ristorante veneziano e spiegava perché i capi della
Sinistra Arcobaleno l'avessero deportato tanto lontano dal suo Mezzogiorno.
Aveva accanto il chiarissimo professor Nicola Tranfaglia, storico, comunista
del partitino di Diliberto, anche lui rimesso in lista. All'improvviso, è
comparso un ragazzo in cappuccio nero che ha fatto partire il missile di panna
montata. Un razzo di un chilo, forse uscito dall'arsenale di Luca Casarini, il
capo-no global del Veneto che apprezza poco quel compagno del Sud. Risultato:
colpito Caruso. E con lui la sacra barba di Tranfaglia. Messo così, l'assalto
pannoso sarebbe cosa da nulla, roba da tardo film comico. Ma vista nel famoso
contesto che tanto piace ai pensatori della sinistra regressista, la faccenda
acquista un valore ben più pregnante. E svela la paura di perdere che serpeggia
nelle file dell'Arcobaleno Rosso, in braghe di tela per la polemica sul voto
utile. La paura ha generato una nevrosi isterica. Rivolta non al blocco del
famigerato Caimano Berlusca, bensì al Pidì del pacifico Veltroni. Lo si è visto
fin dall'inizio della campagna elettorale. E il primo a farne le spese è stato
il giuslavorista Pietro Ichino: candidato di Walter e bestia nera dei
regressisti per le sue opinioni sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e
sulla legge Biagi, uno che vive da sei anni sotto scorta. Già alla fine di
febbraio, i capi della Cosa rossa tiravano su di lui. Marco
Rizzo è stato lapidario: "è un servo dei padroni". E
Diliberto: "è uguale a Berlusconi". E madama Manuela Palermi: "è
un vero talebano, un pazzo". E Franco Giordano, un tantino meno rozzo:
"La candidatura di Ichino mostra la volontà di favorire una politica
economica liberista". Qualche giorno dopo, il ringhio dei Cosarossi
& Affini è diventato bipartisan. Il 29 febbraio, a Torino, una squadraccia
di antagonisti ha devastato la sede di Forza Italia, inondandola di liquame. Il
1 marzo a Livorno sono andati distrutti due gazebo della Lega, più le botte a
un leghista. E prima ancora, sempre a Livorno, erano state devastate le sedi
dei comitati elettorali di Altero Matteoli e di Guido Guastalla. Il 7 marzo a
Genova i centri sociali hanno interrotto un comizio del leghista Mario
Borghezio. Lo stesso giorno a Roma ha fatto la medesima fine un convegno di An
sulla festa dell'Otto marzo all'Università della Sapienza. Qui è stato
aggredito il direttore del 'Secolo d'Italia', Luciano Lanna. Il 12 marzo,
sempre a Roma, i Centri sociali hanno invaso la sede nazionale del Pidì, il
famoso loft di Veltroni, pretendendo la verità sui pestaggi della polizia
durante il G8 del
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Di MICHELA SBAFFO OSIMO
Bilancio senza sorprese: la manovra economica 2008 è passato in Consighlio
comunale con 11 sì, 7 no e l'astensione di Giovanni Strologo (FI-AN). Bocciati
tutti gli emendamenti: i cinque di Rosalia Alocco (Centro per l'Ulivo-Grande
Centro) sui contributi per acquisto prima casa, ripristino della Festa dei
Fiori e della Coppa Pianisti, servizio doposcuola presso le scuole primarie,
messa a norma della caserma dei carabinieri, e i due di Giovanni Strologo
(Fi-An) e Claudia Domizio (Udc-Grande Centro) sulla manovra a favore delle
famiglie e contenimento dei costi della politica. In particolare, data la
bocciatura di quest'ultimo emendamento, non ci sarà alcuna
riduzione delle indennità di carica degli amministratori e dei gettoni di presenza dei consiglieri, proposta da Strologo e Domizio per favorire il
non ritocco secondo indice Istat delle tariffe per gli impianti sportivi e per
gli altri servizi a domanda individuale. Delusione da parte dell'opposizione
che ha votato compatta contro lo strumento di programmazione finanziaria.
La Domizio e Sandro Cittadini (Sin.Arc.) si sono detti preoccupati dalla
leggerezza con cui il Comune starebbe sottovalutando la richiesta da parte
della Regione dei 1,5 milioni di euro spesi per le incompiute dell'ospedale di
rete di S.Sabino. Paola Andreoni (Pd) e Luigi Giacco (Sinistra Arcobaleno)
hanno lamentato la poca attenzione ai bisogni delle famiglie osimane, non
aiutate dal mantenimento della pressione fiscale e dagli aumenti subìti dai
servizi a domanda individuale. La tensione del voto finale, complice anche
l'ora tarda, ha visto inoltre Strologo e il sindaco Dino Latini lasciarsi
andare a reciproci attacchi a margine della dichiarazione di voto del
consigliere azzurro. Latini ha accusato Strologo di aver agito contro la realizzazione
dell'ospedale di rete e Strologo ha accusato Latini di nepotismo. A tempesta
passata, il sindaco non vuole tornare sull'argomento e, opponendo un no
comment, spiega come per lui "la vicenda nasce e muore lì, e qualunque
cosa io abbia detto è stata solo in difesa dell'amministrazione comunale. E i
miei parenti non hanno goduto di alcun favoritismo". Punge ancora invece
Strologo: "Rispedisco al mittente le sue accuse e le rigetto come
inveritiere; avevo già comunicato ai vertici Fi la mia volontà di astenermi nel
voto finale al bilancio ma sono stato tentato, dato il comportamento di Latini,
di votare no". Il questo battibecco non è piaciuto a Marco Magnoni,
coordinatore comunale Fi, che confida di aver perso ogni pazienza:
"Strologo non può permettersi di fare battaglie personali, deve ricordare
che quando siede in Sala Gialla ci rappresenta. Già aveva sbagliato presentando
due emendamenti con un consigliere di opposizione (Domizio) e dandocene
comunicazione a giochi fatti".
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
PREVALLE. Via libera
al bilancio di previsione per l'anno in corso Conti comunali: un caso virtuoso
di Luca Cortini È stato approvato anche a Prevalle il bilancio di previsione
per il 2008: un documento di programmazione che fissa il pareggio finanziario a
8,4 milioni di euro, sulla falsariga di un percorso di crescita che dura ormai
da un decennio. Non c'è infatti alcun problema di cassa per l'amministrazione
guidata dal sindaco Luca Massardi, ma l'obbligo a limitare all'essenziale
soprattutto il settore delle opere pubbliche: i fondi ci sono, ma il rispetto
del tristemente noto "patto di stabilità" impone forti vincoli agli
investimenti. Per questo motivo, per esempio, la possibilità di contrarre mutui
è ferma a poco più di 50 mila euro, quando la disponibilità economica
consentirebbe invece di arrivare a oltre mezzo milione (il 15% delle entrate
correnti). A testimonianza del fatto che Prevalle è un comune
"virtuoso" c'è la scelta di non introdurre fra le imposte
l'addizionale Irpef, sempre più presente nei municipi italiani. E anche
l'imposta comunale sugli immobili, che con circa un milione di euro costituisce
la colonna portante delle casse prevallesi, non viene aumentata addirittura dal
1995. Anzi, ha subito riduzioni sensibili ed è il frutto di attenti
accertamenti sui patrimoni immobiliari che ne garantiscono l'equità. Cresce
invece la tariffa per i rifiuti, che fino a oggi dava una copertura del
servizio pari all'82% delle spese. L'intenzione è comunque quella di utilizzare
i fondi anche per incrementare la funzionalità dell'isola ecologica, del porta
a porta e della raccolta differenziata in generale. Da sottolineare che anche
la gestione dell'acquedotto rimane in carico al Comune, che molto si è speso
nei mesi scorsi in favore della battaglia contro l'affidamento ai privati dei
sistemi idrici di pubblica utilità. Infine una nota di merito, particolarmente importante in tempi di dibattito sui costi della
politica: a Prevalle maggioranza e minoranza sono unite da anni nel mantenere
basse le indennità per gli amministratori. Qualche cifra? 350 euro mensili per
il sindaco, da
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
"Ho deciso di
restare fino al momento della votazione della delibera che ha per oggetto il parking
sotterraneo di piazza Carlo Alberto - ha spiegato il senatore e assessore alla
Cultura Michelino Davico -. Con il mio ''no'' voglio infatti salvare la piazza
dallo scempio urbanistico al quale sarebbe sottoposta se si realizzasse una
simile opera. Che non servirebbe a nessuno: a questo proposito basta vedere il
fallimento di analoghi autosilo di Fossano e di Cuneo". Il parlamentare
leghista, al termine del dibattito, di fronte ad un'aula quasi deserta (la
minoranza aveva abbandonato prima della votazione dell'ultima delibera), ha letto la comunicazione con la quale spiegava le ragioni per le
quali ha deciso di lasciare la Giunta braidese. Sostenendo: "Da due anni
vivo l'esperienza della politica nazionale, avendo chiaro che cosa significa
amministrare una piccola città come la nostra: l'ho fatto per spirito di
servizo, senza prendere gettoni
di presenza, per attaccamento al mio
territorio e alla mia gente. Ma adesso è ora di far entrare forze nuove,
con nuove idee. Chiedo al sindaco che le mie deleghe siano trasferite ad
un'altra persona del gruppo della Lega Nord".
( da "Avvenire" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA 28-03-2008
VERSO IL 13 APRILE Per la prima volta il Cavaliere ammette la possibilità che
le forze minori conquistino parlamentari decisivi per gli equilibri del futuro
governo Berlusconi: scegliere i piccoli mette a rischio il Senato Il leader del
Pdl: se uno vuole votare Casini, lo faccia alla Camera. Bisogna concentrare il
consenso, altrimenti si fa il gioco di Veltroni Poi rilancia sull'allarme
brogli: non sapete cosa hanno fatto alle ultime elezioni E uno come Di Pietro
mi fa orrore ROMA PAOLA COPPO B erlusconi è 'furioso'. "Ho visto che è
ripreso l'antiberlusconismo. In un'intervista l'uomo di Veltroni, Bettini, mi
paragona a Le Pen. Grazie, allora mi consentirà di dire che il Partito
democratico è l'ultima mimetizzazione dei comunisti italiani". Silvio
Berlusconi, dopo aver letto le parole di Goffredo Bettini, molla gli indugi ed
attacca senza più alcuna remora il Partito democraticvo e i suoi uomini.
"Bisogna votare il Pdl per riportare l'Italia in Europa e in Occidente e
non subire i condizionamenti di un partito che è ancora condizionato dalla
sinistra estrema", ribadisce. E Walter Veltroni "a forza di andare
sul pullman con tutte le correnti d'aria bisogna anche capirlo, povero ragazzo.
Poi è un pensionato e i pensionati devono stare attenti a quel che fanno, non
gli imprenditori che hanno una fibra molto più forte". Non manca l'attacco
a Pier Ferdinando Casini. "Se uno dice di voler votare Casini magari
perché è un bel figliolo, benissimo lo dia pu- re il suo voto ma alla Camera e
non al Senato, perché al Senato, con il premio di maggioranza, rischia di non
dare una maggioranza tale da consentire di governare". Insomma
"bisogna concentrare il voto perchè con questa legge elettorale se uno non
si riconosce nella sinistra e non dà il voto al Pdl fa il gioco di Veltroni e
dell'altra parte". Ma Berlusconi punta il dito sopratutto contro il
governo Prodi colpevole, a suo avviso, di aver fatto regredire l'Italia agli
occhi degli altri Paesi europei. "Oggi non contiamo niente. Ritornando al
governo dobbiamo ricominciare da zero". Invece, dice ad una convegno alla
Confartigianato, "quando ero al governo, all'inizio nei consigli d'Europa
nessuno mi considerava, poi la personalità viene fuori e anche quello che viene
fatto". Ed "Io ho già in mente una cosa per ricominciare "
perché la 'stella polare' deòl Pdl è la "riduzione delle tasse" che
gravano sul costo del lavoro. "Per fare pagare imposte a tutti servono
aliquote giuste e nella testa di ognuno di noi c'è il limite di un terzo, il
33%", spiega. E aggiunge: "Andare al governo con questa drammatica
situazione economica significa essere un pò pazzi". Va all'attacco anche
del partito di Antonio Di Pietro, alleato di Veltroni, definendolo "una
mostruosità ". E dice: "Mi fa orrore chi non ha rispetto per gli
altri e rovina le persone sbattendole in galera quando sono innocenti. Io ho
paura di gente così". D'altronde quelli del Pd "sono giustizialisti
dalla testa ai piedi anche loro". Poi li accusa apertamente
di percepire già una pensione e per questo di non essere in grado di tagliare i
costi della politica. "Promettono di tagliare i costi della politica e poi prendono due pensioni, una da parlamentare e l'altra da
magistrato ". E ironizza: "E questi dovrebbero tagliare i costi della
politica? Non ho mai visto dei tacchini presentare una mozione per
anticipare il Natale". E infatti, dice Berlusconi, "ho un solo
incubo, una preoccupazione, quella dei brogli" perché "questi sono
professionisti dei brogli che ti mettono la matita nella scheda e fanno così
per annullarla ". E insiste: "Non sapete che cosa hanno fatto nelle
scorse elezioni". Inoltre in caso di vittoria "avrò tutte le
istituzioni contro: il capo dello Stato lo hanno nominato loro, il Csm di là,
le Procure di là, nella Corte costituzionale hanno la maggioranza e volevano
anche nominare Pericu, ex loro sindaco di genova. Quando si tratta di ragionare
in termini di potere non hanno limiti".
( da "Avvenire" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA 28-03-2008
VERSO IL 13 APRILE Per il presidente del Senato un eventuale pareggio non obbligherà
a governare insieme, basterà fare assieme le riforme Costi della politica L'asso dei tagli nel piano Veltroni DA ROMA ROBERTA D'ANGELO S
arà la carta finale che Walter Veltroni calerà nell'ultima settimana di
campagna elettorale. Quella che piace agli elettori e che fornisce la risposta
in termini economici alle tante promesse: il candidato del Pd punta a tagliare
i costi della politica. Come, lo stanno studiando i suoi esperti, ma la sua sarà
una proposta dettagliata e precisa, in grado di convincere un bel po' di
indecisi dell'ultima ora. Perché il 'pericolo' del pareggio si fa sempre più
concreto. E se per il Pdl compare sullo sfondo come uno spettro, per il Pd si
tratta di un problema che il partito veltroniano deve prepararsi a gestire. Per
Veltroni sarebbe comunque un successo, visti i punti di svantaggio da cui è
partito il suo schieramento, dopo la scelta di correre senza gli ex alleati. Ma
l'ex sindaco di Roma è certo che "serve una fase costituente per le
riforme e può darsi che saremo costretti ad accelerare i tempi perché, se alla
fine di questa fiera finirà come dicono i sondaggi con 3-4 voti di differenza,
voglio capire come si governa questo Paese". Finora Berlusconi ha sempre
rifiutato di prendere in considerazione l'ipotesi. Tanto più che Veltroni
ricorda di essersi speso in passato per fare la riforma elettorale prima di
chiudere la legislatura. Dunque, con la prospettiva che danno i sondaggi,
ragiona, "voglio capire come si potrà governare", anche se secondo il
presidente del Senato Franco Marini non ci sarà bisogno di "governare
assieme ". ma basterà "fare insieme le riforme". Ma è proprio
per questa ipotesi di dover lavorare fianco a fianco, continua il candidato
piddì, che l'impegno preso di evitare una campagna elettorale dura è stato
rispettato finora: "Da me non sentirete mai una parola che non sia
rispettosa nei confronti dei miei avversari, ho rispetto per gli altri, anche
se loro non dovessero avere rispetto per me". Lo stesso impegno non è
stato onorato dagli avversari, accusa. "Ogni giorno ce ne è una, ma per
quante cose dovessero dire di noi non risponderò, perché non voglio fare
precipitare il Paese nello stesso clima di campagna elettorale del 1994 di cui
i cittadini sono stufi". Per questo il leader del Pd zittisce la platea
pronta a fischiare Tremonti. Insomma, Veltroni continua ad ostentare sicurezza,
non meno del suo braccio destro Bettini, che in un'intervista aveva assicurato
un passo indietro dell'intero staff dirigente in caso di sconfitta
(quantificando la sconfitta con un risultato inferiore al 35 per cento). Ma poi
si lascia andare a una battuta sul Cavaliere. "Si candida per la quinta
volta alla guida del Paese. Questo non avviene in Europa così come negli altri
Paesi. I presidenti del Consiglio hanno più o meno la mia età, perché è la
stagione della vita per cercare di dare il meglio e assicurare al proprio Paese
l'innovazione che richiede energia e forza". Parole condivise dai
dirigenti del partito, che a stento si contengono, secondo le richieste del segretario.
Il vicesegretario Dario Franceschini offre una camomilla a Berlusconi, che si
starebbe agitando di fronte ai sondaggi. Il numero due del Pd non è meno sicuro
del segretario sul risultato in arrivo e non teme le intemperanze nella
coalizione, dove Di Pietro continua a farsi la sua corsa personale: dopo dovrà
rispettare i patti e confluire nel Pd, ricorda. E sicurezza ostenta Enrico
Letta, per il quale "non sarà difficile recuperare i 5 punti di
scarto". Mentre Piero Fassino è certo che non si porrà la questione-Bettini,
ma che comunque Veltroni resterebbe "perché è stato scelto con un
larghissimo consenso". La paura del pareggio spinge a cercare temi caldi
in grado di convincere gli indecisi dell'ultima ora. L'ex sindaco: se alla fine
ci saranno 3-4 voti di differenza, voglio capire come si governa questo Paese
Il leader del Pd Walter Veltroni.
( da "Stampaweb, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
(6:48) Sui costi
della politica l'ultimo colpo di Walter + Berlusconi:
"Atto di violenza da parte di Veltroni" SCRIVI Stop al televoto
L'analisi di MARCO CASTELNUOVO OPINIONI Cavaliere si faccia coraggio MATTIA
FELTRI OPINIONI Comunque vada Walter ha vinto MARCELLO SORGI DOSSIER Elezioni
2008: notizie, approfondimenti e commenti MULTIMEDIA FOTOGALLERY I programmi
del Pdl e del Pd FOTOGALLERY La sfida Pd-Pdl: i duelli al Senato FOTOGALLERY
Veltroni lancia le candidature "tematiche" FOTOGALLERY Il partito
trasversale dei delusi VIDEO Lite in tv fra Placido e Lombardo VIDEO Paola
Cortellesi imita la Santanchè L'obiettivo: 500 milioni di risparmi FABIO
MARTINI INVIATO A CATANIA Alle dieci della sera Walter Veltroni può aspettare
ancora un po', i tremila del "Teatro grande delle ciminiere" sono
tutti per Anna Finocchiaro, che è catanese come loro e affetta il sistema di
potere isolano con la sua voce più potente e siciliana che mai. Anche se due
giorni fa, scendendo dal palco dell'Auditorium di Caltanissetta, sottovoce Anna
aveva mosso una corda diversa, quella dell'ironia: scorgendo finalmente da
queste parti il ministro Beppe Fioroni (un viterbese "paracadutato"
come capolista della Sicilia occidentale) lo aveva salutato con un bel sorriso:
"Che bello, vederti mi consola...". Presa alla lettera, una battuta
innocente, ma in realtà in quelle parole della Finocchiaro c'era l'amarezza di
chi sente trascurata dai notabili della Margherita e in generale da tutto il
Pd, nella difficilissima sfida a Raffaele Lombardo per la presidenza della
Regione Sicilia. Sono innumerevoli - in questi giorni e in tutta Italia - i
microconflitti sotterranei tra ex Ds ed ex Margherita, tensioni destinate ad
alimentare un dopo-elezioni tutto da decifrare. Semmai la grossa sorpresa è
un'altra: il dopo-14 aprile si è già aperto e con largo anticipo ad opera di
due personaggi vicini a Veltroni. Due giorni fa, il ministro Paolo Gentiloni si
era detto fiducioso sulla vittoria del Pd, ma poi aveva sostenuto che un Pd al
35 per cento era da considerarsi un buon risultato. Ed esattamente su quella
stessa soglia si era seduto l'indomani Goffredo Bettini, il braccio destro di
Veltroni, che in un'intervista al "Corriere della Sera", ha affermato:
"Se è decisivo vincere le elezioni, lo è altrettanto impiantare una grande
forza riformista che si attesti attorno al 35 per cento", ma se
quell'obiettivo non fosse raggiunto "non credo ai dirigenti che valgono
per tutte le stagioni, siano essi vincenti o perdenti". Come dire: meglio
vincerle le elezioni, ma un Pd al 35% sarebbe comunque un risultato storico,
mentre invece sotto quella soglia Veltroni si dimetterebbe. Un annuncio da
prendere sul serio? Ma davvero Veltroni è pronto a farsi da parte dopo appena
sei mesi di leadership? Oppure Bettini gioca d'anticipo, facendo capire che al
Loft non si lasceranno processare dai nemici interni? "Ma no - dice il
veltroniano Giorgio Tonini - non mi sembra questo il signficato, anche perché
sarebbe sbagliatissimo. Da mesi sosteniamo la linea - alla fine condivisa da
tutti - del doppio colpo: provare a vincere, impresa molto difficile, oppure se
perdiamo, posizionare un partito che rappresenta un terzo degli italiani,
pronto a giocare a vincere con Veltroni al secondo colpo". Ma uno come
Peppino Caldarola, l'ex direttore dell'"Unità" che da anni conosce a
memoria sia Veltroni che D'Alema, ha un'altra idea: "Bettini dice,
guardate che in caso di risultato negativo, Walter ed io non ci lasceremo processare
e siamo pronti, dimettendoci, a chiudere di fatto l'esperienza del Pd. A quel
punto la palla tornerà a D'Alema: sparare l'ultima raffica e mettere in campo
Bersani, oppure ritirarsi dalla lotta...". Perché, certo in caso di
(improbabile) sconfitta piena (Berlusconi a Palazzo Chigi e Pd sotto il 35%),
tutto potrebbe rimettersi in movimento. Per esempio che farebbero gli ex
Popolari di Franco Marini? Qualche tempo fa a Clemente Mastella che lo
interpellava sul futuro, Beppe Fioroni ha confidato: "Scusa ma secondo te
il Pd dura?". Insomma se l'Udc andasse bene, potrebbe davvero aprirsi il
cantiere del centro tante volte evocato a vanvera. E Massimo D'Alema? Potrebbe
assecondare l'ascesa di Pierluigi Bersani, che non a caso sta svolgendo una
campagna elettorale un po' appartata, da "riserva del
partito"? E quanto a Veltroni sta preparando uno dei suoi ultimi
"colpi". Nei prossimi giorni presenterà un pacchetto di misure per
ridurre i costi della politica, con tanto di conto allegato. Veltroni annuncerà che dimezzando
il numero dei parlamentari e diminuendo indennità e pensioni; tagliando
i fondi ai partiti e ai loro giornali; sforbiciando
prebende e privilegi, ogni anno lo Stato italiano potrà risparmiare 400-500 milioni
di euro, che tradotto sull'arco di una legislatura significa qualcosa come
l'equivalente di 4500-5000 miliardi delle vecchie lire.
( da "Gazzettino, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Proposta del
governo, ma Palazzo Balbi frena Quattro nuovi pedaggi per pagare Tav e Brennero
VeneziaNel Nordest ci sono due tratti autostradali - la A22 Verona-Brennero e
la A4 Milano-Mestre - e due strade extraurbane gestite dall'Anas - la Valsugana
da Bassano del Grappa a Trento e la Transpolesana (nella foto) da Rovigo a
Verona - nella lista che il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ha
predisposto per finanziare in parte la Tav con sovrapedaggi o diritti d'uso per
l'autostrasporto di merci. È una forma di tassazione prevista dalla stessa
Unione europea con la cosiddetta direttiva Eurovignette che ne subordina
l'applicazione all'utilizzo dei proventi per finanziare
investimenti per il trasporto ferroviario: nel caso della Valsugana e della
Transpolesana si tratterebbe di un diritto annuale (compreso tra i 2.233 e i
1.329 euro a seconda della classe del veicolo) attestato da un bollino applicato
sul parabrezza, mentre sulle autostrade il sovrapedaggio potrà essere compreso
tra il 15 e il 25 per cento del pedaggio e dovrà essere destinato a
finanziare un progetto ferroviario sullo stesso corridoio.E così il
sovrapedaggio tra Verona e il Brennero servirà a finanziare la nuova linea
ferroviaria e in particolare il tunnel del Brennero e quello tra Mestre e
Milano l'alta velocità tra i due capoluoghi (già realizzata solo nel tratto
Mestre-Padova) e il nodo ferroviario alta velocità del capoluogo lombardo. Il
ministro Di Pietro non avrà sicuramente il tempo di portare il provvedimento
all'attenzione del consiglio dei ministri né del Cipe, il Comitato
interministeriale per la programmazione economica che si è riunito ieri per
l'ultima volta prima delle elezioni, per cui il compito di reperire le risorse
per la Tav e comunque per la modernizzazione del trasporto ferroviario in
Italia sarà sull'agenda del prossimo Governo. Ma è evidente che il Veneto avrà
qualcosa da ridire sulla parte del progetto che lo riguarda."È
indispensabile realizzare l'alta velocità e l'alta capacità per un fondamentale
riequilibrio modale - premette il segretario regionale alle infrastrutture e
mobilità ing. Silvano Vernizzi - ma sulla Verona-Rovigo c'è una proposta di
finanza di progetto in itinere in questi giorni per la realizzazione
dell'autostrada Nogara-Mare di cui è concedente la Regione Veneto. Si
tratterebbe di una nuova sede tra Nogara e Legnago e tra Rovigo e Adria e per
il resto utilizzerebbe la Transpolesana". Insomma, due progetti (il
pedaggio come strada Anas e la trasformazione dell'arteria in autostrada) che
fanno a pugni tra loro: né sarà possibile prevedere un domani un pedaggio
autostradale per remunerare il project financing e un sovrapedaggio per opere
ferroviarie in quanto queste dovranno insistere, per direttiva europea, sullo
stesso corridoio. "Andrebbe a stravolgere la finanza di progetto che nella
Finanziaria statale di quest'anno è stata già inserita, solo come procedure,
nella legge obiettivo, tanto che dieci giorni fa è stato avviato il
procedimento - aggiunge l'ing. Vernizzi - E anche la Valsugana ha grossi
problemi perchè si sta intervenendo per realizzare le due corsie per senso di
marcia nel tratto veneto fino a Pian dei Zocchi"."Quello del
ministero è uno studio molto impegnativo e tecnico e non ancora concluso, tanto
che le decisioni saranno assunte dal prossimo Governo - spiega il viceministro
Cesare De Piccoli - Si parte dalla premessa che non si possono fare nozze con i
fichi secchi e che, indipendentemente da chi governa, c'è una sproporzione tra
le infrastrutture da realizzare e il loro costo e le finanze pubbliche che è
pazzesca: per capirci, siamo in grado di mobilitare complessivamente una
quindicina di miliardi l'anno rispetto a un fabbisogno di circa 140 miliardi di
euro". "Ben vengano quindi nuove forme di finanziamento come la
finanza di progetto e sulla trasformazione della Transpolesana in autostrada è
ovvio che ci vorrà un confronto con la Regione - ammette il viceministro - È
obbligatorio trovare un'intesa perchè la competenza sulla Nogara-Mare è della
Regione ed è ovvio che bisognerà definire l'ordine delle priorità". Un
altro tema veneto, quindi, sull'agenda del prossimo Governo. Da sottolineare
con evidenza, sin d'ora.G.T.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
TREVISOQuando i
medicinon sanno fare il loro mestiereSig. Direttore, nel mentre:1) Striscia la
Notizia ci mostra gli sperperi di denaro pubblico per costruzioni di ospedali
completi della propria attrezzatura;2) la bravissima Milena Gabanelli ci
racconta del ladrocinio e degli sperperi ad opera di politici e amministratori
pubblici;3) il coraggioso Travaglio con i giornalisti Rizzo e Stella mette nero su bianco e ci regala il libro La Casta;4) l'urlante
Grillo ci ricorda che noi italiani siamo obbligati a rispettare leggi votate anche
da parlamentari pregiudicati che siedono tranquillamente in Parlamento e fanno
(e... fanno fare!) la bella vita con i soldi degli italiani;5) i vari
Santoro, Floris, ecc. ci mostrano il carico di sofferenza dei politici che si
accapigliano per il benessere degli italiani;6) Mastella muove un aereo con il
proprio equipaggio per andare ad assistere, con il proprio numeroso seguito, a
una manifestazione sportiva;7) la Sanità premia i vertici che hanno saputo
risparmiare sulla pelle dei cittadini elargendo poi agli stessi consistenti
premi in denaro;8) la Sanità nostrana, per alcune visite o accertamenti
radiologici trasforma la nostra necessità in "gita di piacere"
facendoci visitare (a nostre spese, in tutti i sensi) Monastier, Oderzo, Motta di
Livenza, ecc.;9) il Sistema sanitario nazionale paga le cure mediche, ai
familiari rimasti nella loro patria, dei tunisini che lavorano regolarmente in
Italia sulla scorta di una "lista" preparata dal lavoratore il quale
indica i nomi e il numero (!) dei propri familiari;nel mentre, dico all'inizio
della lettera, avviene tutto ciò (e non solo) 4 donne infermiere e 1 medico
dell'Ospedale civile di Treviso sono "impallidite" alla mia richiesta
di una iniezione intramuscolo; si sono palleggiate il problema non sapendo a...
chi... rivolgersi per ottenere l'autorizzazione! E pensare che io avevo
tranquillizzate tutte informandole che non intendevo gravare sulla spese del
Ssn in quanto ero in possesso, oltre che del medicinale, anche della siringa,
dell'alcool e del cotone! Naturalmente compreso la prescrizione medica e la
liberatoria del medico di base. Il peggio però non era ancora arrivato. Il
successivo giorno festivo mi sono recato all'ex guardia medica (ora Servizio di
continuità assistenziale) munito delle stesse carte e dello stesso materiale
sopra descritto per effettuare la solita iniezione. Il medico si rifiutava di
praticarla nonostante io avessi fatto presente che un suo collega dello stesso
servizio non aveva fatto tanti problemi; di fronte ad una mia timida insistenza,
tale medico (dal cognome e dalle sembianze probabilmente non italiano), senza
avvertirmi, chiamava, dalla saletta attigua all'ambulatorio, la polizia
bloccando, tra l'altro, l'attività del servizio per circa 30 minuti e con una
sala di attesa piena di persone che attendevano il loro turno per farsi
visitare.Roberto Cesarano.
( da "Asca" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
(ASCA) - Perugia, 28
mar - Rispondendo ad una domanda sui costi della Politica, Leolouca Orlando, a
Perugia per la presentazione dei candidati del PD che vede Veltroni presidente (in
Umbria abbiamo candidati come Lomurno che sono fortemente radicati alla
realta', anche per chi come me non ha avuto la fortuna di nascere qui comunque
vi risiede, lo stesso vale per Beppe Giulietti, - ha sottolineato Orlando - noi
puntiamo molto al Senato all'elezione del professor Lomurno che e' capolista
per l'IdV) ha detto che IDV e PD, hanno ''portato a casa
dei cittadini come risparmio per tutti, rilevanti riduzioni dei costi della politica; abbiamo promosso iniziative che hanno consentito di eliminare
costi della politica assai gravi e pesanti cominciando con il colpire il numero dei
consiglieri di amministrazione delle aziende collegate, con il rivedere tutta
l'impostazione delle comunita' montane, con il dire no ad un arbitrario
utilizzo delle risorse pubbliche con le cosidette leggi mancia che servono
sostanzialmente per fare regalie ma non servono allo sviluppo del Paese abbiamo
cioe' detto che i costi della politica sono visibili
ed invisibili, abbiamo detto che i costi visibili sono quelli finanziari, gli
altri sono legati alla non credibilita' dei politici.'' Sulla trasparenza dei
candidati, il portavoce nazionale di Italia dei Valori ha aggiunto che IDV ''ha
detto no ai condannati in Parlamento. Ci vergogniamo; diciamolo francamente, io
mi vergogno, Di Pietro si vergogna, perche' abbiamo presentato una legge per
impedire ai condannati di stare in Parlamento, ma occorre una legge per questo
- si e' chiesto -. In Germania nessuna legge impedisce ad un condannato di
stare in Parlamento, ma nessun condannato siede in Parlamento, li' e' un fatto
etico tra i partiti che non candidano condannati e tra
gli elettori che non li votano. Credo che il nostro paese abbia bisogno di
recuperare la credibilita' della politica per questo
siamo alleati - ha puntualizzato - ma distinti dal PD. Noi vogliamo essere la
spina nel fianco del PD, perche' non si addormenti, perche' non si rilassi, e
perche' tenga fede agli impegni assunti, un pungolo propositivo e di governo''.
Il Capolista al senato in Umbria Lomurno ha ringraziato l'onorevole Orlando e
il ministro Di Pierto che lo hanno voluto capolista per portare Nella regione
''quello che e' il nostro credo, la legalita', la sicurezza, la trasparenza,
una informazione valida, giustizia''. red/sam/ss (Asca).
( da "Dagospia.com" del 28-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
TRAVAGLIO&GOMEZ
SCHEDANO I CANDIDATI "IMPRESENTABILI" DEL NUOVO PARLAMENTO I
CONDANNATI DEL PDL SONO 25 ? MA ANCHE IL PD DI WALTERSTEIN JR NON SCHERZA: 10
TRE SALVATI DALLA PRESCRIZIONE. TRA I QUALI MAX D'ALEMA: ECCO LA FEDINA PENALE
"Se li conosci li eviti" è il nuovo libro di Peter Gomez e Marco
Travaglio (ed Chiarelettere, 14,60 euro). Un "manuale di pronto
soccorso" per aiutare gli elettori a scegliere il meglio, o il meno
peggio, tra le liste dei candidati, anzi dei parlamentari nominati dai partiti grazie al Porcellum. Il sottotitolo parla da sé:
"Raccomandati, riciclati, condannati, imputati, voltagabbana, fannulloni
nel nuovo Parlamento". Gli "impresentabili" sono circa 150, di
tutte le liste, scelti per categorie. Quelli che hanno votato l'indulto. Quelli
che hanno partecipato alla grande abbuffata della monnezza in Campania. Quelli
che han comprato case nel centro di Roma a prezzi di box auto. E poi i
voltagabbana, gli assenteisti cronici, i somari che ignorano persino la data
della scoperta dell'America o della Rivoluzione francese. E poi quelli con la
fedina penale sporca, o dubbia. A farla da padrone è il Popolo delle libertà,
che ? se ha lasciato a casa i Pomicino, i Vito, i Biondi, gli Jannuzzi e i
Mastella ? ha rinnovato il repertorio con parecchie new entry per meriti
penali. I condannati in primo o secondo o terzo del Pdl sono 25, più almeno
altrettanti indagati o rinviati a giudizio, senza contare i miracolati dalla
prescrizione. L'Udc vanta almeno 5 condannati, fra provvisori e definitivi. La
Destra 2 rinviati a giudizio, tra cui il suo leader Storace. L'Arcobaleno ha 2
condannati (Caruso e Farina), i Socialisti 1 (De Michelis). Anche il Pd,
nonostante la promessa di Veltroni di non candidare nemmeno i condannati in
primo grado, schiera due condannati definitivi, Enzo Carra e Antonino Papania
(entrambi in Sicilia), un condannato in primo grado, uno in appello, cinque
indagati (tutti fra la Calabria e la Basilicata), un rinviato a giudizio, tre
salvati dalla prescrizione. Tra i quali Massimo D'Alema. Di cui pubblichiamo la
scheda. 'Quanto so bello...' D'Alema Massimo (Ds) Anagrafe Nato a Roma il 20
aprile 1949. Curriculum Diploma di maturità classica; giornalista; segretario
regionale del Pci in Puglia; deputato dal 1987; vicesegretario del Pds, e poi
segretario nel 1994; presidente della Bicamerale per la riforma della Costituzione nel 1997-98; presidente del Consiglio dal 1998
al 2000; vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri nel governo
Prodi-2; 6 legislature (1987, 1992, 1994, 1996, 2001, 2006). Soprannome
Maxspezzaferro, Dalemòni (C. Rinaldi), Baffetto, Baffino, Baffo di Ferro,
Dalemma (D. Luttazzi), Lìder Massimo, Volpe del Tavoliere, il Migliorino (E.
Berselli), il Perdente. Segni particolari Considerato il più intelligente e
machiavellico dirigente della sinistra degli ultimi anni, non ha mai vinto una
battaglia politica in vita sua. Nel gennaio 1996,
mentre Prodi gira l'Italia con il pullmann dell'Ulivo, tenta di tagliargli la
strada col primo inciucio con Berlusconi che dovrebbe rinviare sine die e
spompare il Professore: il "governissimo" Maccanico per la Grande
Riforma. Ma Fini e Prodi si mettono di traverso e si va alle elezioni, vinte da
Prodi. Max non sopporta Romano, continua a ripetere che è stravagante questa
premiership senza un partito alle spalle e va in visita a Mediaset
("grande risorsa per il Paese"), per rassicurare Confalonieri e il
Gabibbo che non hanno nulla da temere dai "comunisti". Nel dicembre
'96 s'inventa la Bicamerale, per riformare la Costituzione
con Berlusconi. Pensa di "tenere per le palle" Berlusconi, racconta
in giro che gli farà digerire il premierato e il doppio turno elettorale alla
francese. Alla fine passa il presidenzialismo e il turno secco. In più c'è la
magistratura sul piede di guerra per le bozze Boato. Berlusconi dopo due anni
manda tutto all'aria, intanto l'Ulivo gliele ha date tutte vinte e il conflitto
d'interessi non è stato risolto. Prodi cade nell'ottobre '98, D'Alema ha
giurato fino al giorno prima che, se crolla al governo, si va alle elezioni.
Mah... non ricordo! Invece accetta di prendere il posto del Professore, con i
voti di Cossiga e Mastella ribaltonisti, in cambio dell'abiura ufficiale all'Ulivo.
Pensa di inaugurare una Lunga Marcia dalemiana, invece fa appena in tempo a
bombardare l'ex Jugoslavia con la Nato e contro l'Onu, e a consegnare la
Telecom a una banda di avventurieri da lui promossi a "capitani
coraggiosi" che la affogano nei debiti. Poi ci sono le elezioni regionali
del 2000. Lui sbandiera sondaggi trionfali e investe nel voto tutto il
prestigio del suo governo. Ma perde rovinosamente ed è costretto a dimettersi.
Nel 2001 Berlusconi, e ci mancherebbe, torna in carrozza a Palazzo Chigi,
mentre Massimo ? i cui fedelissimi hanno appena fatto colare a picco
"l'Unità" dopo 70 anni di onorato servizio ? fatica a vincere nel suo
collegio di Gallipoli contro l'An Alfredo Mantovano (si dice che gli dia una
mano Forza Italia). Critico feroce dei girotondi, cioè
dell'unica opposizione credibile al regime berlusconiano, nel 2004 se ne va al
Parlamento europeo, perché "è lì che si gioca la grande politica", ma nessuno se ne accorge e nel 2006 rientra
precipitosamente a Montecitorio. Non prima di aver patrocinato la
scalata dell'Unipol alla Bnl, ovviamente fallita in una rovinosa inchiesta
giudiziaria che rischia di travolgere l'intero movimento cooperativo. Per
rivincere, l'Unione è costretta a richiamare in servizio l'odiato Prodi.
D'Alema punta alla presidenza della Camera, ma passa Bertinotti. "Non
entrerò nel governo", proclama sdegnato. E guarda voglioso al Quirinale,
mandando avanti i suoi ad arruffianarsi i berluscones, al punto da chiedere i
voti del Cavaliere a Dell'Utri e a Ferrara e da dirsi lusingato per l'appoggio
di Cossiga, Pomicino, Feltri, Confalonieri, Rossella, Guzzanti (Paolo),
Baget-Bozzo, Veneziani, Renato Farina... Naturalmente anche la scalata al Colle
fallisce miseramente e passa Napolitano. Max fa lo sdegnato e ribadisce che non
entrerà nel governo: infatti, qualche giorno dopo, è vicepremier e ministro
degli Esteri. A quel punto non gli resta che studiare da leader del Pd. Ma, sul
più bello, gli piovono sul capo le intercettazioni Unipol. E allora è costretto
a bere la cicuta, andando il 18 giugno 2007 dal nemico di sempre, Walter
Veltroni, per offrirgli il nuovo partito su un piatto d'argento. Il 'marinaio'
D'Alema Oltre a questa collezione di fiaschi da far impallidire una cantina
sociale, Massimo D'Alema presenta un altro segno particolare: è un voltagabbana
da Guinness. Anzitutto, su Berlusconi: Berlusconi parla con la sua tipica
mentalità totalitaria (10 settembre 1994). Berlusconi è il compare di Craxi (24
giugno 1994 ). Caro Cavaliere, lei è come Ceausescu: anche lui, in Romania,
controllava tutte le tv, ah, ah! (2 agosto 1994 ). Berlusconi mi ricorda Kim Il
Sung (13 luglio 1994 ). Berlusconi è la versione plebiscitaria del craxismo.
Crollato il vecchio regime, vuole garantirsi i vantaggi che prima gli
assicurava il Caf (26 marzo 1994 ). Craxi è il puparo di Berlusconi (30
settembre 1995). FEDINA PENALE La prescrizione, alla quale non ha rinunciato,
ha salvato D'Alema a Bari da un'accusa di finanziamento illecito dal boss delle
cliniche Francesco Cavallari, legato alla Sacra corona unita; a Reggio Emilia è
stata archiviata un'indagine a suo carico su fondi neri incamerati dal Pci-Pds;
archiviata a Roma anche l'inchiesta per finaziamento illecito nata a Venezia,
in cui D'Alema era indagato con Achille Occhetto e con Bettino Craxi; a Parma
invece, dove Calisto Tanzi sosteneva di averlo finanziato con inserzioni
pubblicitarie sulla rivista della sua fondazione Italianieuropei, D'Alema è
rimasto un semplice testimone; infine la Procura di Milano sta ancora vagliando
la sua posizione nell'ambito delle indagini sulle scalate bancarie. È questa la
fotografia della posizione giudiziaria di Massimo D'Alema, un leader
incensurato che però, al pari di molti altri superstiti della Prima Repubblica,
ha sicuramente intascato un finanziamento illegale. Almeno uno. Fu nel 1985, o
giù di lì. Ma chi glielo versò, Francesco Cavallari, il re delle cliniche
baresi, lo confessò soltanto nel 1994, quando il reato era prescritto da un
anno. A quel punto, anche il Lìder Massimo poté ammetterlo davanti al giudice,
a rischio zero. Il finanziamento non era granché: 20 milioni, dice Cavallari;
qualcuno in meno, dice D'Alema. Massimino con i vietnamiti Ma ciò che conta è
la figura del finanziatore: D'Alema, allora segretario del Pci in Puglia e
consigliere regionale, accettava inviti a cena e buste imbottite di denaro da
un ras della sanità privata, titolare di una catena di cliniche con 4.000
dipendenti, poi arrestato nel '94 e condannato nel '96 con patteggiamento a 22
mesi di reclusione per associazione mafiosa, truffa e corruzione, per aver
pagato politici di tutti i partiti (destra, centro e
sinistra), giornalisti, sindacalisti e giudici, e soprattutto per i suoi
rapporti con il clan Capriati (la cosca della Sacra corona unita che
controllava militarmente e sanguinosamente Bari vecchia). Ma, soprattutto, un
personaggio dedito a pestaggi e spedizioni punitive contro sindacalisti della
Cgil, "rei" di difendere i lavoratori dai soprusi della proprietà e
di non arrendersi al "sindacato giallo" aziendale reclutato da
elementi della criminalità organizzata. Rivela Cavallari ai magistrati il 19
aprile 1994: Non nascondo che in una circostanza particolare ho dato un
contributo di 20 milioni al Partito comunista. D'Alema è venuto a cena a casa
mia e alla fine della cena io spontaneamente mi permisi di dire, poiché eravamo
alla campagna elettorale del 1985, che volevo dare un contributo al Pci.
D'Alema non fu nemmeno sfiorato dall'idea di rispettare la legge sul
finanziamento dei partiti, registrando il
"contributo" sul bilancio del Pci. Intascò in nero. ??. Non si
conoscono ancora invece le sorti di D'Alema a Milano, dove i pm stanno
chiudendo una serie di indagini collegate al tentativo di scalata alla Banca
Nazionale del Lavoro, nella primaveraestate del 2005, da parte dell'Unipol di
Giovanni Consorte. Dopo che il Parlamento ha rispedito al gip Clementina Forleo
le telefonate intercettate tra D'Alema e Consorte, sostenendo di non poter dare
l'autorizzazione al loro utilizzo perché al momento delle chiacchierate D'Alema
era parlamentare europeo e non italiano, la giudice ha deciso di non girare
alla Ue le trascrizioni. L'Europarlamento infatti non prevede alcun tipo di
autorizzazione sulle "intercettazioni indirette" (il parlamentare
parla con qualcuno il cui telefono è sotto controllo). E così l'intero
fascicolo è stato trasmesso alla Procura, dove i magistrati dovranno decidere
se iscrivere o meno D'Alema (e il fedelissimo Nicola Latorre) sul registro
degli indagati. © Foto U.Pizzi"> Massimo con la moglie Linda Giuva ©
Foto U.Pizzi In altre parole: nell'estate del 2005 tutti i giornali scrivevano
che le scalate venivano condotte violando le leggi. C'erano state delle denunce
da parte dei concorrenti e i media avevano pure spiegato come la legge italiana
preveda che chi scala una società, una volta raggiunto il 30 per cento del
capitale, sia obbligato a lanciare un'Opa (offerta pubblica di acquisto). Le
norme, insomma, vietano le scalate occulte. Non si possono rastrellare titoli o
farli acquistare da altri, mettendosi d'accordo per incamerarli una volta
lanciata l'Opa a tutto scapito dei piccoli risparmiatori. Eppure, dalle
telefonate intercettate, emerge chiaramente che Consorte rivelò a D'Alema e
Latorre le alleanze occulte che stava stringendo. Il 6 luglio, per esempio, il
numero uno di Unipol spiega al braccio destro di D'Alema tutti i particolari
del piano ideato per conquistare segretamente il 51 per cento della Bnl e poi
lanciare l'Opa a colpo sicuro. Consorte confessa infatti che una serie di
azionisti Bnl (Caltagirone, Coppola, Ricucci, Statuto, Bonsignore) venderanno
le loro azioni non direttamente a Unipol (che non ha i soldi per acquistarle),
ma a banche o società intermediarie. E Latorre offre il suo appoggio e quello
del suo capo per intervenire su Francesco Gaetano Caltagirone, costruttore,
editore nonché suocero di Casini, chiedendo se è necessario che D'Alema lo
chiami. Stefano Ricucci, uno degli azionisti di Bnl che cedette le proprie
quote favorendo la scalata di Unipol, spiegherà ai magistrati che nei giorni
della trattativa tutti i protagonisti riuniti negli uffici di Caltagirone erano
in costante contatto con i rispettivi sponsor politici: Dotto', chi parlava con
la Banca d'Italia con il governatore [Fazio, nda], chi con Francesco Frasca
[capo della Vigilanza, nda], quell'altro parlava con Fassino, quell'altro
ancora parlava... Era tutto un "ciao Piero", "ciao
Massimo". Non è che per me non sia positivo. In fondo, quell'operazione è
un vantaggio politico, una fusione politica: un
concetto del genere l'accetto, è una cosa buona... Poi, scusi eh!, Consorte si
compra Bnl con i suoi soldi. Ne aveva i mezzi, perché consideri che Unipol ha
fatto un aumento di capitale di 2 miliardi e 6 di euro. Assolutamente
sottoscritto, eh! (...). Che Unipol avesse avvertito prima e dopo e durante
Fassino e D'Alema o quant'altro è pure giusto. Ma che, Caltagirone è il suocero
di Casini e non l'avverte? Scusa, eh! Parlavano al telefono sempre, lì davanti
a me. Caltagirone parlava con il suo genero di assegni, era tutto pubblico, noi
stavamo lì davanti a tutti... ASSENZE 116 su 4875 (2,4%) missioni 4531 su 4875
(92,9%). FRASE CELEBRE "Veltroni leader del Pd? Non finché io sono
vivo..." (citato da Massimo Giannini, "la Repubblica", 27 giugno
2006 ). Dagospia 28 Marzo 2008.