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Articoli
Costi dei politici (17)
Sorpresa in Provincia: il presidente è dell'Udc
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ma Paola Vilardi ha preferito così e in Broletto resterà consigliere provinciale sui banchi della maggioranza (non percependo il gettone di presenza). DOPO LA CONSEGNA non rituale di un mazzo di fiori a Paola Vilardi, le dichiarazioni di voto sul nuovo presidente del consiglio. Il capogruppo di Forza Italia Virgilio Bettinsoli propone Bruno Faustini esponente del suo partito.
Tagliamo
le commissioni ( da "Nuova Venezia, La"
del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Si torna a parlare di gettoni di presenza. Sarà la conferenza dei capigruppo, in programma proprio oggi, a cercare di raffreddare la patata bollente che la Lega Nord il mese scorso, ha messo nelle mani dei consiglieri. In pratica la Lega aveva proposto di applicare delle "multe", sotto forma di dimezzamento del gettone di presenza,
Provincia,
domani il taglio delle commissioni
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: organizzazione consiliare della Provincia e ora starà alla mediazione tra maggioranza e opposizione l'accorpamento di argomenti e materie. E il taglio alle commissioni significa anche minori costi per l'amministrazione considerato che ogni singolo gettone di presenza costa 140 euro, in tasca a quei consiglieri che non opteranno per l'indennità mensile da consigliere.
I
conti della comunità ( da "Tirreno, Il"
del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Sulle indennità al presidente e agli assessori, si è già detto tanto: le cifre ufficiali sono 3.820,75 al lordo per il presidente, 1.225,49 al lordo per i cinque assessori, mentre il gettone di presenza per i consiglieri (sono trenta) era di venti euro.
SI
E' TENUTO il consiglio comunale straordinario chiesto dai due gruppi di m
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: per il quale i consiglieri di opposizione si rifiutano di percepire il gettone di presenza". Adesso la prossima tappa della vicenda giudiziaria è l'udienza davanti al Gup del Tribunale di Pistoia il 13 giugno che dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco.
<Serve
un albo dei professionisti> ( da "Nazione, La (Lucca)"
del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: anche delle società controllate. Infatti il Comune nell'esercizio dei diritti dell'azionista, almeno per quelle società delle quali detiene direttamente o attraverso la Lucca Holding SpA almeno il 50 per cento del capitale sociale, può far adottare le necessarie direttive per controllare attentamente l'opportunità degli incarichi,
Stella:
<E' importante mantenere la capacità di indignarsi>
( da "Corriere
del Veneto" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: oggi per attuare la semplificazione delle leggi ci affidiamo a Calderoli". Davide Pyriochos Incontro Gli studenti all'incontro organizzato ieri (Fotoservizio Sartori) La deriva L'ultimo libro di Stella e Rizzo Gian Antonio Stella Il giornalista-scrittore ed editorialista del Corriere era ieri a Verona.
E'
stata decisa la fusione tra la comunità montana Val San Martino e Lario
Orientale ( da "Giornale di Merate"
del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: riduzione di almeno il 70% del gettone di presenza per il presidente e i membri dell'esecutivo, con un decisivo taglio ai costi della politica di 4.345.403 euro (un terzo del contributo ordinario). Queste alcune delle novità introdotte dal progetto di legge "Riordino delle Comunità montane della Lombardia, disciplina delle Unioni di Comuni lombarde e sostegno all'
<Ecco
perché l'Italia rischia il naufragio>
( da "Arena.it,
L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Zanotto il giornalista ha presentato il suo ultimo libro con Sergio Rizzo, "La deriva" "Ecco perché l'Italia rischia il naufragio" L'analisi impietosa di Gian Antonio Stella "In declino sanità, giustizia, scuola. Dobbiamo ritornare a premiare chi merita" INDIGNAZIONE. "L'Italia è piena di gente perbene, umanamente ricca, che vorrebbe un Paese migliore", precisa subito Stella,
Intervista
a Gian Antonio Stella / Una deriva senza fine
( da "Opinione,
L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 2008 Intervista a Gian Antonio Stella / Una deriva senza fine di Valentina Diaconale Dopo il clamoroso successo de "La Casta", Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, due grandi "firme" del "Corriere della Sera", tornano in libreria con "La Deriva". Cioè con il seguito, sempre più inquietante, della drammatica rappresentazione del "perchè l'Italia rischia il naufragio"
IL
SEGUITO DE "LA CASTA" ( da "Opinione, L'"
del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: sostengono Stella e Rizzo. Se prima "La Casta" era un peccato veniale, per la chiusura a riccio delle élites dominanti, tutte privilegi e nepotismo, unicamente finalizzate all'auto-conservazione a scapito della trasparenza, dell'efficienza e dell'economicità dei costi della politica, l'ultima fatica dei due bravissimi autori gela il sangue nelle vene.
<Assicurare
i cittadini contro la criminalità>
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Ci vuole la presenza della polizia municipale anche di notte, ma esula dalle mie competenze" (al.pi.) Secondo Roberto Bardini ci sono 160 mila euro di motivi per cui Diego Volpe Pasini non dovrebbe essere delegato alla sicurezza. "I tuoi gettoni come consigliere vengono pignorati per coprire 160 mila euro di evasione fiscale.
<Tagli
all'Università, Vizzon ci ripensi>
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Il problema dei costi della politica è reale e su questo anche gli enti locali, lavorando in sinergia e mettendo in rete le risorse a disposizione, sono chiamati a fare la loro parte. Tuttavia sono incomprensibili e totalmente contrari ad una politica del territorio questo tipo di tagli indiscriminati e a gestione in corso.
Consiglio
comunale di Ferrara, esito della seduta
( da "Sestopotere.com"
del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Gettoni di presenza e rimborso spese) dalla necessità di adeguare il Regolamento del Consiglio comunale alla Legge finanziaria 2008 che ha innovato in materia di gettoni di presenza da riconoscere ai consiglieri per le sedute del Consiglio e delle commissioni.
Comunità
montane: al via la razionalizzazione, si passa da 13 a 9
( da "Quotidiano.it,
Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: al contrario dei sindaci più legati alla loro realtà, sono portatori di valori e necessità collettive. Questo sarà il compito dei presidenti e dei loro vice". Cambiano anche le indennità: i consiglieri prenderanno un gettone di presenza a seduta pari a 22 euro. I vicepresidenti non potranno percepire più di 500 euro lordi mensili.
COMUNITA'
MONTANE: LE MARCHE TAGLIANO 1, 6 MLN, SARANNO SOLO 9 (2)
( da "Agi"
del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: al contrario dei sindaci piu' legati alla loro realta', sono portatori di valori e necessita' collettive. Questo sara' il compito dei presidenti e dei loro vice". Cambiano anche le indennita': i consiglieri prenderanno un gettone di presenza a seduta pari a 22 euro; i vicepresidenti non potranno percepire piu' di 500 euro lordi mensili.
"Abbiamo
agito nel rispetto della legge"
( da "Giornale
di Calabria, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: dei costi della politica. Un esempio, il nostro - ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale - che è stato ben presto seguito da altre Regioni". Il presidente Bova, nel prosieguo della conferenza stampa, si é soffermato sull'attuale momento politico- istituzionale ed ha rammentato che "nel 2004 si spendevano 15 milioni di euro per il funzionamento delle strutture dei gruppi
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
IL CONSIGLIO PROVINCIALE.
La staffetta con la dimissionaria Paola Vilardi, che si annunciava indolore, ha
portato alla luce una rottura interna alla maggiornaza Sorpresa in Provincia:
il presidente è dell'Udc di Thomas Bendinelli I malumori della maggioranza che
governa la Provincia esplodono nell'aula di palazzo Broletto in occasione delle
dimissioni di Paola Vilardi, la presidente del consiglio provinciale che ha
lasciato il posto per dedicarsi a tempo pieno alle funzioni di assessore nella
nuova giunta Paroli, in Loggia. Ieri mattina tutto si è consumato in fretta.
Convocazione del consiglio alle ore 10 con all'ordine del giorno le dimissioni
di Paola Vilardi, inizio con ritardo accademico alle 10.30 circa, un'oretta per
saluti, attestati di stima e auguri di buon lavoro, mezz'ora per rilasciare le
dichiarazioni di voto sul nuovo presidente, tre votazioni e poco dopo
mezzogiorno la sorpresa: il candidato annunciato da Forza Italia, Bruno
Faustini, non raggiunge i consensi necessari e viene superato da Massimo
Borghetti, esponente dell'Udc. Diciotto a quattordici il risultato finale e
grande smacco per la maggioranza. NELL'AULA di palazzo Broletto, ieri, c'erano
13 esponenti dell'opposizione: 9 del Partito democratico, 2 di Rifondazione,
Giulio Arrighini di Progetto Nord Est e Paolo Pedersoli dell'Alleanza lombarda.
Per arrivare a 18 ne mancano ancora 5: significa che, ipotizzando un voto
compatto dell'opposizione (ma voci di corridoio danno per certo che Arrighini
abbia votato Faustini) e che Borghetti abbia votato per se stesso, per arrivare
a 18 servono i voti di almeno altri 4 consiglieri della maggioranza. La seduta
del consiglio provinciale si è aperta con il discorso di Paola Vilardi,
dimissioni non richieste dal partito, ma che la presidente del consiglio ha
preferito dare per potersi dedicare appieno al ruolo di assessore
all'urbanistica, all'edilizia privata e all'ambiente in Comune. Il doppio
ruolo, da sottolineare, non è incompatibile sul piano formale, ma Paola Vilardi ha preferito così e in Broletto resterà consigliere
provinciale sui banchi della maggioranza (non percependo il gettone di presenza). DOPO LA CONSEGNA non rituale di un mazzo di fiori a Paola
Vilardi, le dichiarazioni di voto sul nuovo presidente del consiglio. Il
capogruppo di Forza Italia Virgilio Bettinsoli propone Bruno Faustini esponente
del suo partito. Pierluigi Mottinelli (e altri dopo di lui) vorrebbe
Antonella Montini del Pd (già vicepresidente del consiglio) o, in alternativa,
Massimo Borghetti dell'Udc, pure vicepresidente. L'Udc, per voce di Giacomo
Quadrini, conferma la scelta del suo partito per Faustini, così fa la Lega Nord
con Vanaria (assenti un paio di consiglieri: Nilo Pedersoli ed Elena Zanola).
Leonardo Peli (An), lancia però il primo sasso affermando che il candidato del
suo gruppo (4 consiglieri) è l'esponente del suo partito Fabio Mandelli. Si
arriva alla prima votazione (maggioranza dei due terzi): Faustini prende 12
voti, Montini 11, Mandelli 4, Borghetti 3 e Gianna Rosa Baresi (Rifondazione)
1. Nulla di fatto. La seconda votazione vuole la maggioranza assoluta, ma anche
qui non basta: Faustini si ferma a 14, Montini resta a 11, Borghetti sale a 7.
Infine la terza votazione, a maggioranza semplice e sempre a scrutinio segreto,
ed ecco la sorpresa: Borghetti ottiene 18 voti e Faustini resta a 14. E il
primo, rovatese di 55 anni residente a Lumezzane con una lunga esperienza
amministrativa, diventa il nuovo presidente del consiglio. Grazie a una rottura
interna alla maggioranza.
( da "Nuova Venezia, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
CHIOGGIA. I SOLDI
RISPARMIATI AI PENDOLARI "Tagliamo le commissioni" Proposta del Pd
per spiazzare la Lega sui costi della politica CHIOGGIA. Si
torna a parlare di gettoni
di presenza. Sarà la conferenza dei
capigruppo, in programma proprio oggi, a cercare di raffreddare la patata
bollente che la Lega Nord il mese scorso, ha messo nelle mani dei consiglieri.
In pratica la Lega aveva proposto di applicare delle "multe", sotto
forma di dimezzamento del gettone di presenza,
ai consiglieri che non rispettano gli orari del consiglio. A fine aprile, dopo
una burrascosa discussione, la maggioranza aveva deciso di portare la questione
in conferenza dei capigruppo. Il Pd ora propone di ridurre il numero dei membri
delle commissioni (da
( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Udine Provincia,
domani il taglio delle commissioni In consiglio la riduzione da
( da "Tirreno, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Viareggio I conti
della Comunità L'ente ha immobili per 700mila euro Potrebbero finire in mano
alla Provincia SERAVEZZA. Quasi settecentomila euro di beni immobili: a tanto
ammonta il patrimonio della Comunità Montana Alta Versilia, secondo quando
risulta dai dati messi a disposizione dell'Uncem Toscana. Beni che rischiano di
passare in mano alla Provincia qualora l'Unione di Comuni non riesca a
sostituire entro la fine dell'anno la Comunità Montana, costretta a chiudere i
battenti. I due comuni montani che porta in dote non sono evidentemente bastati
(si tenga presente invece che, stando alla definizione di "mondanità"
inserita nella Finanziaria 2008, ce ne sono altre che resteranno aperte pur non
annoverando alcun comune montano, come Alta Val di Cecina e Colline del Fiora,
oppure contandone solo uno, come Colline Metallifere). Gli immobili della
Comunità Montana Alta Versilia sono l'ambulatorio medico, dal valore di 450.000
euro, il Molino del Frate, 150.000 euro, il magazzino, valutato 51.550 euro, la
piazzola per l'elisoccorso, 10.000 euro e due terreni, uno a Farnocchia, dal
valore di 10.000 euro, e uno a Retignano, di 25.000 euro. Da questo punto di
vista la comunità montana più ricca è quella dell'Amiata Val d'Orcia: solo il patrimonio
boschivo in suo possesso ammonta a 10 milioni di euro mentre la sede ha un
valore di circa un milione di euro, più altri beni per un totale di 11.850.000
euro. Altre, invece, non hanno specificato il valore dei loro beni che si
suppone, in ogni caso, ingente (come per Lunigiana e Media Valle Serchio).
L'altro patrimonio che si andrà a perdere è quello costituto dalle risorse
umane: la Comunità Montana Alta Versilia ne ha 33 dipendenti, di cui 17 operai
specializzati e sedici amministrativi negli uffici. Sulle
indennità al presidente e agli assessori, si è già detto tanto: le cifre
ufficiali sono 3.820,75 al lordo per il presidente, 1.225,49 al lordo per i
cinque assessori, mentre il gettone di presenza per i consiglieri
(sono trenta) era di venti euro.
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
PESCIA VALDINIEVOLE
pag. 22 SI E' TENUTO il consiglio comunale straordinario chiesto dai due gruppi
di m... SI E' TENUTO il consiglio comunale straordinario chiesto dai due gruppi
di minoranza: "Per Uzzano città, no dormitorio", e "La casa
delle Libertà", per trattare la vicenda che vede il sindaco Rossella
Pappalardo indagato per truffa, peculato e falso in atto pubblico. Ma i lavori
del consiglio non hanno soddisfatto i consiglieri del gruppo "Uzzano
città, no dormitorio" Piergiovanni Fontana, Ornella Antonini e Giovanni
Michelotti. "Il Sindaco - affermano in una nota - si è rifiutata di
parlare dei fatti, sottolineando che solo i fatti le sono stati chiesti
dall'opposizione, per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio; inoltre non
ha voluto dire niente sui motivi che portarono al ritiro delle deleghe all' ex
assessore Stancato, più volte definito motivo scatenante del presunto
"scontro politico" e della denuncia per la quale oggi è stata accusata
di falso in atti pubblici. Secondo il Sindaco, tutti i cittadini che dovrebbe
rappresentare ed anche noi consiglieri comunali, dovremmo accettare come dogma
di "fede" che tutte le accuse nei suoi confronti sono false come già
affermò nel consiglio del 28 aprile, in articoli di stampa ed ha ripetuto
nell'inutile e "silenzioso" consiglio. Un anomalo e dubbio silenzio
che ha contagiato tutti i membri della maggioranza; nessuno, nemmeno i più
generalmente rissosi verbalmente, sono intervenuti anche solo per esprime la
solita "cantilena" sulla loro piena, incondizionata solidarietà per
il Sindaco Pappalardo. Un silenzio quello nel consiglio comunale che è stato
ugualmente chiarificatore; un silenzio comunque del tutto inopportuno ed
arrogante che ha impedito di valutare i fatti, che se dovessero anche risultare
penalmente irrilevanti, potrebbero esserlo moralmente al punto da costringerci
a chiedere ugualmente le dimissioni del Sindaco. Un consiglio quello del 23
maggio volutamente e preordinatamente inutile, una farsa a spese dei cittadini,
per il quale i consiglieri di opposizione si rifiutano di
percepire il gettone di presenza". Adesso la prossima tappa della vicenda giudiziaria è
l'udienza davanti al Gup del Tribunale di Pistoia il 13 giugno che dovrà pronunciarsi
sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal sostituto procuratore
Giuseppe Grieco.
( da "Nazione, La (Lucca)" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
24 ORE LUCCA pag. 8
"Serve un albo dei professionisti" Sprechi, la proposta di Forza
Italia LOTTA agli sprechi in Comune. Dopo la specifica delega all'assessore Giovanni
Santini si registra la già annunciata presentazione di una serie di iniziative
da parte di Forza Italia. "L'obiettivo è ridurre la spesa corrente e al
contempo migliorare l'efficienza della macchina amministrativa. Per questo
occorre riorganizzare tutte le strutture e gli uffici del Comune al fine di
ottimizzare non solo i servizi ma anche tutte le risorse interne. Rendere
pubblici tutti gli incarichi esterni dell'amministrazione comunale e diminuire
radicalmente il numero delle consulenze". Questa la posizione espressa da
Maurizio Dinelli, coordinatore comunale di FI-Pdl. "Vogliamo aprire un
confronto istituzionale con tutte le forze politiche, gli ordini professionali,
le categorie economiche e sociali, i sindacati, per rispondere a queste esigenze.
Le consulenze esterne e gli incarichi infatti costituiscono una tipologia di
spesa di funzionamento che può essere necessaria e spesso utile così come
avviene per le aziende private e per le famiglie (architetto, ingegnere,
avvocato, medico, ecc.) ma deve essere contenuta attraverso l'affidamento di
studio o di ricerca solo nei casi previsti dalla legge ovvero nell'ipotesi di
eventi straordinari. Al contempo dobbiamo assolutamente valorizzare, attraverso
premi e incentivi, i nostri dipendenti comunali. Voglio ricordare ? prosegue
Maurizio Dinelli ? che la mozione aperta che abbiamo presentato prevede il
coinvolgimento, in questo processo di razionalizzazione, anche
delle società controllate. Infatti il Comune nell'esercizio dei diritti
dell'azionista, almeno per quelle società delle quali detiene direttamente o
attraverso la Lucca Holding SpA almeno il 50 per cento del capitale sociale,
può far adottare le necessarie direttive per controllare attentamente
l'opportunità degli incarichi, conformandosi ancora di più ai principi
di economicità ed efficienza". "LA MOZIONE aperta ? conclude Dinelli
? prevede l'istituzione di un apposito albo in cui tutti i professionisti
potranno iscriversi al fine di rendere nota la loro disponibilità, sulla base
di specifiche competenze, per ricevere incarichi da parte dell'amministrazione.
Questo permetterà di rendere successivamente pubbliche tutte le consulenze
esterne e gli incarichi di cui l'amministrazione comunale e le aziende
controllate si avvarranno, rendendo al contempo noti i compensi attribuiti e i
risultati ottenuti".
( da "Corriere del Veneto" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: NOTTEEGIORNO - data: 2008-05-27 num: - pag: 14 categoria:
REDAZIONALE Il libro "La deriva" presentato all'Università Stella: "E' importante mantenere la capacità di
indignarsi" "Nell'Università italiana si contano 19.864 docenti
ordinari. Di questi, soltanto 11 hanno meno di 35 anni, vale a dire lo 0,05%.
Cari giovani è meglio che vi svegliate, perché se aspettate che vi passino la
cattedra, state freschi". Si rivolge al pubblico accorso numeroso ad
ascoltarlo, Gian Antonio Stella, giornalista-
scrittore ed editorialista del Corriere autore con Sergio Rizzo
del best seller "La Casta", che ieri all'Università di Verona ha
presentato il suo ultimo libro: "La deriva. Perché l'Italia rischia il
naufragio ", scritto sempre a quattro mani con il collega Rizzo. Oltre a portare numerosi esempi di pessima gestione
della cosa pubblica, Stella chiarisce il senso del suo
lavoro: "Lo insegnava Gesù Cristo – spiega – che la capacità di sentire lo
scandalo di fronte alle ingiustizie è preziosa. La capacità di indignarsi è un
bene che va recuperato, perché negli ultimi anni ha preso piede il sentimento
opposto, la melassa, l'idea che in fin dei conti tutti sono colpevoli e quindi
non lo è nessuno. E' chiaro che l'Italia è piena anche di risorse umane
splendide, di intelligenze, di coraggio, ma proprio per questo io mi arrabbio
di fronte agli sprechi e alle furbizie vergognose: ci si arrabbia con la donna
che si ama, quando questa tradisce, non con quella che ci è indifferente".
I motivi d'indignazione ovviamente non mancano e alcuni capitoli dell'ultimo
libro sono dedicati proprio all'Università. "C'è un trucco – dice Stella – per aggirare il tetto massimo di stipendio per i
professori universitari: occorre dimostrare che questi svolgono assistenza
negli ospedali. Evidentemente molti docenti di medicina fanno anche pratica
ospedaliera e rientrano nella norma. La cosa inspiegabile è come mai alla
seconda Università di Napoli i professori che vanno negli ospedali sono il 57%,
mentre a Trieste sono lo 0,1". Alessandro Mazzucco, rettore dell'ateneo
veronese, nel presentare l'ospite non nasconde di aver incontrato resistenze
per aver invitato in Università una figura "scomoda": "Due giorni
fa – racconta – sono rimasto decisamente colpito, perché ho ricevuto
un'ammonizione all'interno del sistema universitario. Mi si accusava di aver
invitato un “sovversivo”, uno che mira a distruggere l'Università. Posso dire
che quanto riportato da Stella nel libro è assolutamente
preciso e in alcuni punti potrei mettere io stesso la firma in calce. Ne sono
talmente convinto che due mesi fa a Bologna con altri rettori abbiamo fondato
Acquis, un'associazione nata per esaminare i mali dell'Università e porvi
rimedio ". Secondo Stella, la condizione
preliminare per curare il declino del Paese è una classe politica autorevole,
in grado di far accettare anche misure difficili. "La riforma delle
pensioni – afferma – è necessaria, ma come si può farla digerire ai cittadini
se chi siede in parlamento va in pensione a 47 anni? Per questo il problema
centrale dell'Italia è il riconoscimento del merito: perché abbiamo bisogno di
credibilità e di autorevolezza. Il nuovo governo parte male e non contribuisce
a dare il buon esempio. I costituenti chiesero a Concetto Marchesi di mettere
in buon italiano la costituzione, oggi per attuare la
semplificazione delle leggi ci affidiamo a Calderoli". Davide Pyriochos
Incontro Gli studenti all'incontro organizzato ieri (Fotoservizio Sartori) La
deriva L'ultimo libro di Stella e Rizzo Gian Antonio Stella Il giornalista-scrittore ed
editorialista del Corriere era ieri a Verona.
( da "Giornale di Merate" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
DALLA REGIONE E'
STATA DECISA LA FUSIONE TRA LA COMUNITÀ MONTANA VAL SAN MARTINO E LARIO
ORIENTALE VAL SAN MARTINO - Riduzione del numero delle Comunità montane da
( da "Arena.it, L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
UN PAESE IN
DIFFICOLTÀ. Al polo Zanotto il giornalista ha presentato il
suo ultimo libro con Sergio Rizzo, "La deriva"
"Ecco perché l'Italia rischia il naufragio" L'analisi impietosa di
Gian Antonio Stella "In declino sanità, giustizia, scuola. Dobbiamo ritornare a
premiare chi merita" INDIGNAZIONE. "L'Italia è piena di gente
perbene, umanamente ricca, che vorrebbe un Paese migliore", precisa subito
Stella, che sottolinea come non goda affatto nel raccontare
queste storie. "Quello mio e di Rizzo è un atto
d'amore: ci si arrabbia solo con chi si ama davvero. Ed è l'indignazione per il
tradimento di una nazione che amiamo la molla che ci spinge a denunciare".
SCUOLA E UNIVERSITÀ. Per esempio, confessa Stella, se
fosse il presidente del Consiglio non dormirebbe la notte pensando ai problemi
della scuola italiana che, si legge nel testo, "assume maestri e docenti
solo per sanatorie e promuove tutti, anche se somari" (quasi nove milioni
di studenti quelli promossi con debiti formativi). "Di certo i dati vanno
presi con le pinze", ammette stimolato da alcune domande dei numerosi
presenti, tra cui l'avvocato Guariente Guarienti, protagonista di un episodio
citato nel libro. "I numeri ci dicono che gli studenti del Nordest sono
tra i più preparati d'Europa, ma il sud abbassa la media e il risltato
nazionale è sconfortante. Non si può, inoltre, paragonare l'ateneo scaligero
con quello di Harvard, che gode di risorse ben maggiori", aggiunge,
"ma è fuori discussione che la reputazione italiana all'estero è a
pezzi". CONSAPEVOLEZZA. La soluzione? "Non so che cosa, ma qualcosa
va fatto", risponde Stella. "Di certo non
basta più una coretta gestione, serve una vera rivoluzione. Cominciare a dirci
le cose in faccia aiuta, perché finora ci siamo tutti un po' illusi. E' bene
prendere atto che oggi il Paese vive una fase di declino, e che una parte di
esso è più alla deriva del resto, per poter veramente reagire. A partire dalla
classe politica, dalla quale va ripristinato il principio del merito: per
essere credibili e rispettati". Elisa Pasetto Siamo un Paese che
consuma energia quanto Austria, Turchia, Polonia e Romania messi insieme, ma la
compra quasi tutta all'estero. La scuola siciliana ha un tasso di
"somari" quadruplo rispetto all'Azerbaigian. Nessuna università del
sud figura tra le prime 300 al mondo. Sono solo alcuni motivi a causa dei
quali, secondo Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, l'Italia rischia il "naufragio". E' la tesi
che le due celebri penne del Corsera sostengono nel nuovo libro-inchiesta
uscito per Rizzoli "La deriva" (pp. 308,
19,50 euro), presentato ieri al Polo Zanotto in un incontro promosso
dall'associazione "Vivi l'Europa". Presente il primo dei due autori,
la cui ultima fatica promette di bissare il grande successo (1,2 milioni di
copie vendute) de "La casta", che denunciava privilegi, arroganza e
strapotere dei politici di casa nostra. "La deriva" mostra invece,
grazie a una serie davvero impietosa di confronti con altri stati, come il
nostro viva una fase di declino che ne fa ormai il fanalino di coda dell'Unione
Europea in moltissimi settori, dalla sanità alla giustizia, dalle scuole alle
grandi opere. L'impressione, a proposito di quest'opera "di grande livello
editoriale oltre che di profondo significato etico", afferma il rettore
Alessandro Mazzucco, è che contenga sì "molti scheletri degli armadi del
Paese. Ma occorre ricordare che all'interno di questi si trovano anche numerosi
gioielli". E cita il caso di un sistema universitario "in emergenza,
ma popolato da eccellenze e persone di valore, che non è corretto siano messe alla
gogna a seguito di denunce come questa".
( da "Opinione, L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Oggi è Mar, 27 Mag
2008 Edizione 105 del 27-05-2008 Intervista a Gian Antonio Stella / Una deriva senza fine di Valentina Diaconale Dopo il clamoroso
successo de "La Casta", Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, due grandi "firme" del "Corriere della
Sera", tornano in libreria con "La Deriva". Cioè con il seguito,
sempre più inquietante, della drammatica rappresentazione del "perchè
l'Italia rischia il naufragio". Gian Antonio Stella
ci spiega le diverse motivazioni di come il nostro paese sia diventato il
fanalino di coda dell'Unione Europea. Non ci sono molte risposte allo stato di
declino del nostro paese. Del quale conosciamo l'inizio, ma ignoriamo la fine.
Quale potrebbe essere? Sinceramente non ne ho idea. Ma o emerge la consapevolezza
della gravità del problema o non ne usciamo. Qualche giorno fa è apparsa una
notizia su "La Stampa" riguardante il contratto dei dipendenti del
Senato. Il quale era stato denunciato e quindi non poteva essere rinnovato
automaticamente. Ma la scelta di denunciare il contratto l'ultimo giorno di
legislatura è stata sconfessata e una commissione interna, composta un po' da
senatori e un po' da dipendenti, ha ripristinato l'andazzo. Il rinnovo
automatico del contratto vuol dire, per intenderci, che nel 2006-07 con un
inflazione del 1,6% 1,7% , i dipendenti di Palazzo Madama hanno avuto un
aumento del 11%. Il che è incredibile e la dice lunga per quanto riguarda la
consapevolezza della situazione nel nostro Paese. La meritocrazia in Italia
"l'è bella che morta". Esiste la possibilità di rianimarla? Occorre
che in molti facciano la loro parte. A partire dal sindacato, sicuramente il
più colpevole di questa progressiva perdita di qualunque senso di merito che
c'è nella nostra società. Ma non è stato il solo. Secondo me si sono mischiati
insieme un'idea cattolica del fatto che ci può giudicare davvero soltanto Dio.
E questo vale non solo per l'aspetto meritocratico ma anche giudiziario. In
Italia esiste una benevolenza, una bonarietà e un'indulgenza nei confronti di
chi commette reati che negli altri paesi è inaccettabile. Ed a questo si è
aggiunto un sindacalismo rovinoso e un clientelismo di destra come di sinistra,
che è stato altrettanto colpevole se non addirittura di più del sindacalismo
becero. Credo che in realtà siano in tanti a doversi mettere una mano sulla
coscienza perchè una situazione come questa non la cambi con un tratto di
penna. Per capirci, io non condivido tutto ma capisco la logica di quello che
ha fatto il Governo a Napoli. Anche io preferirei, credo come ogni persona di
buon senso, che i militari si dedicassero ad altro invece che presidiare le
discariche, ma li c'era una decisione da prendere e finalmente l'hanno presa. È
difficile andare a contestare una decisione del genere dopo la situazione
venutasi a creare per colpa di un sacco di gente e soprattutto per colpa di chi
ha gestito Napoli in questi anni. Detto questo, diciamo la verità:
l'introduzione della meritocrazia nelle scuole sarebbe più facile se a fare il
Ministro ci fosse stato qualcuno che si fosse meritato la nomina di Ministro.
Se ci fosse stato un Giovanni Gentile per statura culturale piuttosto che un
Wiston Churchill per statura politica allora va bè, eravamo in una botte di
ferro. Ma imporre il merito nella scuola oggi partendo dalla nomina eccentrica,
lo dico con ironia, di un ministro che in vita sua, prima di allora, si è
meritato quel ministero soltanto facendo l'assessore provinciale a Brescia,
allora è più complicato. Spero che sia il più grande ministro di tutti i tempi naturalmente
ma sarebbe più facile introdurre il merito per i professori se gli stessi si
trovassero davanti un ministro nominato per valide motivazioni. Credo che in
questo momento l'Italia abbia bisogno come l'ossigeno di una svolta. Stiamo
zoppicando su troppi versanti. Mi auguro che questa svolta venga data in fretta
perchè temo che la situazione si stia facendo sempre più pesante. Tutto ciò si
riflette ancora di più sui giovani. Si scappa. Non esiste più riciclo
generazionale. È difficile convincere un giovane a restare in Italia se gli
metti davanti esempi come quello del "professor" Gaetano Motta. Ma
che messaggio è per i giovani trovare un professore, addirittura commissario
dei concorsi per altri professori universitari, rimasto in cattedra nonostante
il padre sia stato condannato per aver truccato il concorso e il concorso
stesso sia stato sanzionato come una truffa da più sentenze? Se io fossi uno
studente di Gaetano Motta me ne andrei immediatamente. Perchè credere
nell'università italiana in queste condizioni? È un assurdo. Ne "La
Deriva" si legge che l'Italia si è disfatta e non si riesce a
"rifare" gli italiani. Se la politica non da risposte a chi
rivolgersi? Io sono un accanito difensore della politica. Non credo assolutamente
che sia possibile trovare delle scorciatoie al di fuori della politica. Penso
che la politica debba riprendere in mano questo paese e che ci sia bisogno di
più politica di quanta ce n'è oggi. Spero che giovani e donne si interessino
sempre di più di politica mettendosi in gioco, perchè ne abbiamo assoluto
bisogno. Dopo questi anni di sbandamento in cui non si è riusciti bene ad
individuare dei percorsi che potessero trovare dei riscontri, bisogna cercare
una svolta. Un esempio. Questa paura dell'inciucio che c'è adesso sia a destra
a sinistra secondo me è motivatissima ma bisogna capirci sulla parola
"inciucio". Se per quieto vivere destra e sinistra si mettono
d'accordo per lasciare questo contratto indecente che hanno i dipendenti del
Senato, quello è un vero e proprio inciucio e non mi piace. Ma mettersi
d'accordo per fare finalmente la Pedemontana decidendo un percorso insieme,
come superare alcuni contratti sulla progettazione, impegnandosi l'uno con
l'altro di non mettersi di traverso alla conclusione di un infrastruttura
indispensabile per il territorio, quello non è un inciucio, ma una intelligente
e doverosa consapevolezza dei problemi da risolvere e un modo saggio di
governare. Oggi mancano i percorsi formativi, si arriva a grandi responsabilità
politiche perché battezzati dal leader di turno. Il 24 maggio a Gaeta, è stata
presentata un'inchiesta condotta da un gruppo di professoroni economisti della
Bocconi e di altre università del mondo sulla classe politica e la classe
dirigente e imprenditoriale italiana. Questa inchiesta dice cose spaventose. La
classe dirigente italiana è drammaticamente calata nella legislatura tra la
Prima e la Seconda Repubblica. Credo che tutti noi non rimpiangiamo troppo la
Prima Repubblica per alcune storture che erano diventate insopportabili. Ma è
anche vero che c'è stato un crollo pazzesco a livello culturale. I nostri
parlamentari stanno 30 punti sotto gli americani. Secondo questa inchiesta
l'unico partito italiano che ha una classe dirigente che nel proprio mestiere
della vita civile sta al di sopra della media è Forza Italia. È un panorama
desolante. Tutta la classe dirigente di tutti i partiti della prima repubblica
nella loro vita professionale (parlamentari, avvocati, architetti, ingegneri,
giornalisti ecc) stavano al di sopra della media. In questa Seconda Repubblica,
in questi ultimi anni, tutti i partiti del parlamento (tranne Forza Italia al
di sopra dello 0.04%), sono composti da parlamentari che nella loro vita civile
stanno al di sotto della media della loro professione. Non è una questione di
destra e di sinistra, è un male comune. Abolire gli Ordini professionali e
togliere valore legale alla laurea basterebbe per creare una vera mentalità
della concorrenza? Non può bastare ma sicuramente ce n'è bisogno. Formalmente
in Italia si fanno i concorsi e i concorsi comportano i meriti e le carte che
ne conseguono. Portare ad un concorso o mettere nei curriculum una laurea ad
Harvard oggi equivale in Italia a mettere nel curriculum una laurea
all'università di Caserta "Jean Monnet". Sono due cose talmente
diverse che da sole dicono tutto. In realtà bisogna abolire il valore legale
del diritto di studio. E a quel punto se uno vuole fare l'università alla
"Jean Monnet" sono fatti suoi. Ma è fuori discussione che se presenti
una laurea di Harvard questa debba pesare 100 mentre quella di Caserta pesi 1.
Lasciare che lauree enormemente diverse pesino allo stesso modo è insensato e
devastante per la futura classe dirigente dei giovani che devono crescere. Per
quanto riguarda gli ordini professionali io e Rizzo
siamo per l'abolizione di tutti gli ordini, anche quello dei giornalisti. In
questo senso non siamo assolutamente d'accordo con Grillo che fa la battaglia
solo all'ordine dei giornalisti. L'Europa, quando ci bacchetta su questa
questione, ha perfettamente ragione. Per spalancare le porte ai giovani è
indispensabile abolire gli ordini professionali che troppo spesso sono un
recinto dove vengono alzate barriere per non far entrare giovani concorrenti.
Qualcuno dice che sarebbe meglio farci commissariare dall'Unione Europea o
dalla Germania. Ci manca, forse un "Uomo della Provvidenza"? Credo
che Berlusconi oggi si possa muovere con una libertà che nessun altro ha avuto
nella storia. Penso che se si vogliono davvero fare le riforme questa volta si
può. Sul fronte degli uomini della provvidenza abbiamo già dato!.
( da "Opinione, L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Oggi è Mar, 27 Mag
2008 Edizione 105 del 27-05-2008 IL SEGUITO DE "LA CASTA" di Maurizio
Bonanni Volete sapere dove sta andando il "sistema-Paese"? Alla
"deriva", sostengono Stella e Rizzo. Se prima "La Casta" era un peccato veniale, per la chiusura
a riccio delle élites dominanti, tutte privilegi e nepotismo, unicamente
finalizzate all'auto-conservazione a scapito della trasparenza, dell'efficienza
e dell'economicità dei costi della politica, l'ultima fatica dei due bravissimi
autori gela il sangue nelle vene. Solo grazie al loro tocco di penna
volutamente ironico, di antica sapienza ed inno alla mitica sopportazione del
popolo italiano dei torti subiti dai "conquistadores" di turno, si
evita il ricovero alla neurodeliri, in preda ad una fortissima crisi di
identità. Tutto fa pensare, grazie all'opera meticolosa di ricerca ed
approfondimento di fatti "oggettivi", che l'Italia sia avviata ad un
irreversibile declino, tra le nazioni dell'Occidente. In sintesi, il libro
narra come sia possibile dilapidare una montagna di denaro, senza produrre un
solo risultato utile per la collettività. Con la conseguenza che in Europa
scivoliamo inesorabilmente in fondo alle classifiche, per investimenti
strutturali e sulla formazione di base ed avanzata. Scioccante sentirsi dire,
attraverso le dichiarazioni di un supertestimone, come il raddoppio della
Salerno-Reggio Calabria sia divenuto "il corpo di reato più lungo
d'Italia", in quanto "percorso che disegna la spartizione del potere
delle famiglie dominanti sul territorio", dove "la cartina stradale
diventa un organigramma mafioso"! Verrebbe da dire che se l'Italia fosse
una qualsiasi azienda si potrebbe legittimamente mettere fuori il cartello
"Chiuso per fallimento"! Ma l'aspetto più drammatico deriva da quello
che definirei il "generational divide", fenomeno davvero
destabilizzante, per il quale il gray power (potere degli anziani) prevale sul
green power, condannando i giovani, da un lato a sopportare l'enorme fardello
di dover mantenere in futuro con il proprio lavoro due pensionati a testa e,
dall'altro, ad essere esclusi dai processi decisionali che contano sulla
redistribuzione delle risorse esistenti, che vanno a beneficio di chi il lavoro
ce l'ha già, e a scapito di coloro che, essendo giovani e sostanzialmente non
tutelati dalle lobbies sindacali, non hanno altra prospettiva di impieghi
precari a vita. E poi, la decadenza irreversibile dell'Italia come attrattore
di investimenti internazionali, il tutto dovuto ad una burocrazia asfissiante,
che aggiunge intollerabili costi impropri a quelli normali d'impresa, con
particolare riferimento alle procedure autorizzatorie ed ai tempi relativi, che
da noi sono un multiplo insensato di quelli necessari in altri Paesi
occidentali. Particolare rilevo viene dato da Stella e
Rizzo allo stato comatoso della giustizia, descrivendo
con dettagli e statistiche allarmanti lo stato di paralisi e di pessimo
funzionamento degli uffici giudiziari, in cui, alla fine, i colpevoli o vengono
condannati a pene detentive miti, in funzione dei generosi benefici di legge,
oppure riescono a cavarsela grazie ai condoni ed alla decorrenza dei termini. E
lì, il paragone con il sistema carcerario americano - dove anche i potenti
vanno in galera quando sbagliano, soprattutto nel caso abbiano ingannato il
Fisco!- ci fa capire esattamente quale sia l'incolmabile divario tra il nostro
apparato di giustizia ed i sistemi dove la certezza della pena è garantita. Un
disastro giustifica e si tira dietro di sé quello successivo, come la mancata
selezione delle classi docenti, lo strapotere delle baronie universitarie, le
chiusure corporative, soprattutto di tipo sindacale, che fanno sì che non sia
possibile dare un giudizio di qualità sugli insegnamenti impartiti, premiando i
docenti migliori. Altro aspetto dolente, legato a tutti precedenti, è quello
degli Ordini professionali e dato che "chi tocca i fili muore!",
finora malgrado le dichiarazioni provenienti dai due schieramenti politici
contrapposti, nessuno (nemmeno le "lenzuolate" di Bersani!) è
riuscito a cambiare sostanzialmente lo stato delle cose, tranne qualche ritocco
marginale.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Nel dibattito sulla
sicurezza andato in onda ieri sera su Telefriuli, Roberto Bardini, del Pdl, ha
proposto compensazioni e maggiori controlli "Assicurare i cittadini contro
la criminalità" Volpe Pasini: "Ci vuole la presenza della polizia municipale anche di notte, ma esula dalle mie
competenze" (al.pi.) Secondo Roberto Bardini ci sono 160 mila euro di
motivi per cui Diego Volpe Pasini non dovrebbe essere delegato alla sicurezza. "I
tuoi gettoni come consigliere vengono pignorati per coprire 160 mila euro di
evasione fiscale. Non sei affidabile né per il tuo passato né per il tuo
presente". Il consigliere comunale del Pdl, nonché "aspirante"
security manager, ha attaccato nuovamente Volpe Pasini sul curriculum
giudiziario, ieri sera in un confronto su Telefriuli, ma ha ricevuto risposte
pacate: "Pago coi gettoni l'Esattoria per i miei
errori passati: è un fardello che mi porto dietro da anni. I miei gettoni tornano allo Stato". "Allora sei un
benemerito? - non resiste a commentare ironicamente Bardini - Ma i gettoni ti vengono pignorati solo da ottobre. E il passato
conta sempre, in relazione all'incarico pubblico". Il generale non ci sta:
per una delega così delicata, ribadisce, ci vuole un curriculum specchiato e
definisce Volpe Pasini "pericoloso" in quel ruolo. E allora tocca a
Volpe Pasini rovesciare il tema: "Ci sono tuoi colleghi di partito che
hanno curriculum peggiori: continua a far le pulci alla mia vita, ma falle
anche ai tuoi". E al generale riconosce la legittimità delle posizioni
"perché con Bardini ci siamo sempre confrontati faccia a faccia, da uomini
con attributi". Il direttore di Telefriuli Alberto Terasso, che temeva uno
scontro poco elegante tra i due, può tirare un sospiro di sollievo perché i
toni rimangono pacati e Volpe Pasini si mostra in un'inedita versione
"buonista". Poi si parla dei progetti concreti: sicurezza, che fare?
Entrambi convinti che "Udine non è la Chicago anni '30" (come ha
detto il generale), resta il fatto che per i cittadini conta anche
l'insicurezza percepita. "Si dovrebbe stipulare un'assicurazione per
compensare in parte i cittadini lesi nel loro patrimonio - propone il
consigliere Pdl - E, per il controllo del territorio, un camper della polizia
municipale dovrebbe circolare per la città di giorno e sostare vicino alla
stazione di notte". "Ci vorrebbe la copertura della polizia
municipale anche di notte - riprende Volpe Pasini - Ma esula dalle mie
competenze. E Honsell dovrebbe proporre il vigile di quartiere. I cittadini,
però, sono spaventati anche da quello che accade nei condomini e che la polizia
non riesce a controllare. Credo nell'utilità della videoserveglianza".
"La gente mi giudichi per quello che farò" conclude Volpe Pasini. E,
stando agli sms che arrivano in trasmissione, sembra che loro, i cittadini,
vogliano dargli questa possibilità, ma c'è anche chi scherza "La guardia
la fanno i cani, non le volpi".
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Bertoncello:
"Riducendo i fondi per la formazione dei giovani si dà un messaggio
sbagliato". Sarto: "Il disagio c'è, ma ci sono altre soluzioni"
"Tagli all'Università, Vizzon ci ripensi" PortogruaroÈ polemica sulla
decisione del sindaco di San Michele al Tagliamento, Giorgio Vizzon, di
cancellare dal bilancio comunale i finanziamenti all'Università di Portogruaro.
L'annunciato stop ai finanziamenti al Polo Universitario deciso dal primo
cittadino di San Michele ha creato diversi malumori tra i sindaci del
Portogruarese. "Sbaglia e dimostra miopia - ha commentato il presidente
della Conferenza dei sindaci e sindaco di Portogruaro Antonio Bertoncello - chi
fa coincidere il Polo universitario, esperienza sulla quale si è misurata
positivamente la capacità di progettare il futuro delle nostra amministrazioni,
con un solo Comune". Al Polo di Portogruaro sono iscritti complessivamente
974 ragazzi. Di questi, molti provengono dal distretto sandonatese, altri dalla
Provincia di Pordenone. Sono invece 285 quelli provenienti dai Comuni del
mandamento di Portogruaro, ci cui 98 da Portogruaro, 46 da Concordia
Sagittaria, 36 da Caorle, 28 da San Stino di Livenza, 24 da Fossalta di
Portogruaro e 14 da San Michele. "Qui si tratta di un servizio reso ai
cittadini più giovani e alle loro famiglie, un servizio di valore intrinseco al
ruolo dell'Università stessa, che riguarda un intero territorio, che travalica
e supera qualsiasi steccato campanilistico. Far passare il messaggio che i
problemi dei cittadini si risolvono tagliando le risorse all'Università, una
realtà che sta dando risposte a tutto il territorio - ha aggiunto - è
assolutamente fuori luogo. Il problema dei costi della politica è reale e su questo anche gli enti locali, lavorando in sinergia
e mettendo in rete le risorse a disposizione, sono chiamati a fare la loro
parte. Tuttavia sono incomprensibili e totalmente contrari ad una politica del territorio questo tipo di tagli indiscriminati e a gestione
in corso. Pensavo che rinchiudersi nell'ambito del proprio particolare
fosse un modo di pensare e di agire oramai superato in virtù di un dibattito e
di un confronto che negli anni ci aveva fatto fare diversi e significativi
passi in avanti. Evidentemente, e lo sottolineo con rammarico, mi sbagliavo. In
ogni caso, anche in presenza di una situazione sicuramente non facile per i
continui tagli a cui sono sottoposti i trasferimenti e quindi le risorse a
disposizione dei Comuni, ritengo che gli stanziamenti destinati alla pubblica
istruzione e più in generale alla formazione dei nostri giovani debbano essere
ad ogni costo mantenuti. Mi auguro che il sindaco di San Michele possa fare
marcia indietro".Più cauto il commento del sindaco di Caorle, Marco Sarto.
"Non voglio entrare nel merito della decisione presa dal primo cittadino
di San Michele al Tagliamento. Posso confermare tuttavia - ha affermato - che
anche i Comuni del litorale, spesso considerati tra i più ricchi, stanno
vivendo un momento di particolare disagio legato alla scarsità delle risorse a
disposizione per garantire i servizi minimi ai cittadini. Oggi un Comune deve
farsi carico di diversi aspetti della vita delle persone, dalla sicurezza ai
servizi sociali. Deve spesso assumersi compiti che dovrebbero invece essere
garantiti dello Stato. Il disagio c'è ed è sentito a 360 gradi. Basta che un
Comune, ad esempio, si trovi nella condizione di seguire dei soggetti disagiati
che magari devono essere inseriti in strutture specializzate, per mandare in
crisi un bilancio. Ecco perché si sceglie di mantenere le risorse nel proprio
territorio. È vero però - ha concluso Sarto - che l'istruzione è una delle
ultime cose da tagliare".Teresa Infanti.
( da "Sestopotere.com" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
(27/5/2008 17:15) |
(Sesto Potere) - Ferrara - 27 maggio 2008 - Interpellanze interrogazioni
L'assessore Roberto Polastri ha risposto al consigliere Mauro Malaguti (AN-Pdl)
in merito alle spese effettuate per la rivista Piazza Municipale. L'assessora
Mascia Morsucci ha risposto alla consigliera Barbara Diolaiti (Verdi) in merito
alla sostituzione di acqua in bottiglia con l'utilizzo di acqua di rubinetto
Queste le delibere approvate Vicesindaco Rita Tagliati - Modifiche agli
articoli 13 e 71 del Regolamento del Consiglio comunale Dopo l'illustrazione da
parte dell'assessore Roberto Polastri sulla delibera sono intervenuti i
consiglieri: Barbara Diolaiti (Verdi), Francesco Rendine (AN-Pdl). La delibera
è stata approvata all'unanimità LA SCHEDA - Il provvedimento scaturisce (per
quanto riguarda l'art. 13 – Gettoni di presenza e rimborso spese) dalla necessità di adeguare il Regolamento del
Consiglio comunale alla Legge finanziaria 2008 che ha innovato in materia di gettoni di presenza da riconoscere ai consiglieri per le sedute del Consiglio e
delle commissioni. Viene meno la possibilità per i consiglieri di
chiedere la trasformazione del gettone di presenza in
un'indennità di funzione e si preclude il diritto a percepire il gettone ai consiglieri
che ricoprono la carica di parlamentari nazionali ed europei, nonché di
consiglieri regionali. Per quanto riguarda l'art.71 – Comportamenti del
pubblico e poteri di polizia in aula - un nuovo comma si aggiunge al testo
originario e fa riferimento alla possibilità di riprendere le sedute
consiliari. Tenuto conto del parere espresso dal Garante della comunicazione la
tematica viene ora regolamentata come segue: “Le riprese audio, video o
fotografiche delle sedute consiliari possono essere effettuate esclusivamente o
con personale o con mezzi del Comune, oppure da parte di giornalisti o
fotoreporter professionisti accreditati dalla presidenza del Consiglio.”
Assessore Massimo Maisto -Modifica del provvedimento di Consiglio comunale
concernente le modalità di determinazione e pagamento delle rette dei servizi
di refezione e trasporto scolastico e dei Centri ricreativi estivi. Dopo
l'illustrazione della delibera da parte dell'assessore Massimo Maisto sono
intervenuti i consiglieri Pier Francesco Perazzolo (FI), Ilario Zamariolo
(Sdi), Barbara Diolaiti (Verdi), Mirella Tuffanelli (PD). A seguito della
replica dell'assessore Massimo Maisto sono intervenuti i consiglieri Liliano
Cavallari (Io amo Ferrara), Pier Francesco Perazzolo (FI). La delibera è stata
approvata. A favore hanno votato i gruppi Pd, Sdi, Prc, Pdci, Verdi; contro FI,
Io amo Ferrara; astenuti AN-Pdl. LA SCHEDA - Resta invariato, per i servizi di
refezione e trasporto scolastico e Centri ricreativi estivi, il meccanismo
tariffario a fasce di valore Isee mentre viene attuato un aumento tariffario
del 2% per tutte le fasce reddituali. Dal punto di vista regolamentare vengono
introdotti due nuovi elementi. I non residenti del Comune di Ferrara (in
precedenza collocati automaticamente nelle fasce alte di tariffazione) vengono
ora equiparati ai residenti; per quanto concerne l'affidamento dei minori di 14
anni (prima e dopo la salita dallo scuolabus) viene inoltre data una migliore
definizione di responsabilità. Una responsabilità che ricade sia sull'autista
sia sulle famiglie. Questo in ottemperanza di quanto previsto dal Codice civile
e da una sentenza della Cassazione del 2007 (che preveddono il reato di
abbandono) ma soprattutto per garantire l'incolumità e la sicurezza dei
ragazzi. D'ora in poi quindi, almeno un familiare dovrà affiancare il minore in
attesa dell'arrivo del mezzo di servizio. Dovrà inoltre essere presente
all'accoglienza: se questo non avverrà l'autista condurrà con sé il minore in
autorimessa fino all'arrivo dei familiari. Assessora Mascia Morsucci -Rinnovo
della concessione in comodato gratuito alla Lipu dell'area di proprietà
comunale in via Porta Catena “Giardino delle capinere” e contestuale aumento
del contributo. Dopo l'illustrazione della delibera da parte dell'assessora Mascia
Morsucci sono intervenuti i consiglieri: Liliano Cavallari (Io amo Ferrara),
Barbara Diolaiti (Verdi), Mirella Tuffanelli (PD). A seguito della replica
dell'assessora Mascia Morsucci per dichiarazioni di voto è intervenuto Liliano
Cavallari (Io amo Ferrara). La delibera è stata approvata con i voti a favore
dei gruppi PD, Prc, Verdi, Sdi, Io amo Ferrara, AN-PdL; astenuti FI. LA SCHEDA
– Viene rinnovata per i prossimi cinque anni all'associazione Lipu la
concessione in comodato gratuito dell'area di
( da "Quotidiano.it, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Ancona | Minardi:
"I servizi sul territorio non verranno alterati". L'assessore Minardi
Da
( da "Agi" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Ancona COMUNITA'
MONTANE: LE MARCHE TAGLIANO 1, 6 MLN, SARANNO SOLO 9 (2) (AGI) - Ancona, 27
mag. - La riduzione del numero complessivo delle comunita' montane delle Marche
e' stato effettuato dalla Regione in base a specifici indicatori, tra i quali
la dimensione territoriale, la dimensione demografica, l'indice di vecchiaia,
il reddito medio procapite. "Potevamo fare la scelta drastica di una
comunita' per provincia - ha fatto sapere l'assessore competente, Luigi Minardi
-, ma non sarebbe stato equo. Mentre ad Ancona, Ascoli e Fermo infatti questi
enti raggruppano pochi comuni, Macerata e Pesaro ne hanno rispettivamente 39 e
40. Un sovraffollamento che non avrebbe garantito una fluida gestione dei
servizi, che invece e' per noi una priorita'". Organi delle nuove
comunita' montane saranno il presidente, la giunta comunitaria composta da due
vicepresidenti e dai sindaci dei comuni appartenenti alla comunita', il
consiglio comunitario. Quest'ultimo e la giunta verranno eletti all'interno di
un'assemblea formata dai consiglieri comunali dei comuni appartenenti alla
comunita' montana. L'assemblea avra' esclusiva funzione di seggio elettorale e
si sciogliera' immediatamente dopo. Il consiglio comunitario sara' formato da
un numero di consiglieri pari al numero dei comuni appartenenti alla comunita',
aumentato di un terzo e arrotondato per eccesso. Ogni comunita' individuera',
inoltre, al suo interno una citta' leader, che coincidera' con quella di
maggiori dimensioni e in grado di garantire piu' servizi anche al resto del
territorio. "Abbiamo chiesto - ha risposto Minardi in relazione al ruolo
abolito degli assessori - un passo indietro alla politica, ma non vogliamo
eliminare del tutto figure che, al contrario dei sindaci
piu' legati alla loro realta', sono portatori di valori e necessita'
collettive. Questo sara' il compito dei presidenti e dei loro vice".
Cambiano anche le indennita': i consiglieri prenderanno un gettone di presenza a seduta pari a 22 euro; i vicepresidenti non potranno percepire
piu' di 500 euro lordi mensili. Per i presidenti, a seconda
dell'ampiezza della comunita', sono previsti in media 1500 euro lordi mensili.
(AGI).
( da "Giornale di Calabria, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Lo ha detto il
presidente del Consiglio, Giuseppe Bova, presentando il "dossier"
Corecom REGGIO CALABRIA. "I fatti ci hanno testimoniato che eravamo nella
legge". Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova,
si è espresso durante una conferenza stampa per presentare il
"dossier" Corecom, una vicenda che ha impegnato con dure polemiche
mediatiche l'ultimo anno di attività istituzionale della Regione. Bova, che era
affiancato dal portavoce, Giampaolo Latella, dal segretario generale del
Consiglio, avv. Giulio Carpentieri e dal capo di gabinetto, avv. Giuseppe
Strangio, ha fatto avere ai giornalisti presenti una corposa documentazione
attestante i vari gradi di giudizio, ordinanze di tribunali ordinari ed
amministrativi e una delibera del Garante delle Comunicazioni, tutte uniformate
al rigetto dei vari ricorsi presentati nel tempo da quattro ex componenti
dell'organismo. "La questione era nata - ha ricordato Bova - a seguito
della decisione del Consiglio regionale di ridurre da cinque a tre il numero
dei componenti il Corecom regionale. Su questa decisone si era innestata una
serie di ricorsi, accompagnata da una campagna mediatica, da parte di quattro
ex membri dell'organismo, che avevano avuto anche l'appoggio di alcuni
parlamentari, per accreditare persino l'incostituzionalità del provvedimento.
Da parte nostra - ha detto il presidente del Consiglio - avevamo tenuto un atteggiamento
sobrio, nell'attesa che le varie contestazioni producessero i loro effetti.
Però, né il Governo, né l'Agicom, nonostante fortissime pressioni, decisero nel
senso richiesto dai ricorrenti. Undici ricorsi che non hanno mai trovato un
solo magistrato che ne accogliesse i contenuti e prodotti nel vano tentativo di
bloccare un processo di riforma e di riduzione dei costi
della politica. Un esempio, il nostro - ha sottolineato il presidente del
Consiglio regionale - che è stato ben presto seguito da altre Regioni". Il
presidente Bova, nel prosieguo della conferenza stampa, si é soffermato
sull'attuale momento politico- istituzionale ed ha rammentato che "nel
2004 si spendevano 15 milioni di euro per il funzionamento delle strutture dei
gruppi consiliari, mentre l'ultima norma riduce a cinque milioni
quell'impegno finanziario. Le somme risparmiate - ha detto Bova - saranno
destinate ad accrescere la disponibilità di finanziamento delle borse di studio
per i giovani calabresi più meritevoli. Un progetto su cui saranno riversati
ulteriori tre milioni di euro di fondi europei, una cifra che supera
complessivamente l'intera posta assegnata dal resto delle Regioni d'Italia per
simili iniziative". Bova ha affermato, inoltre, che "il Consiglio
regionale farà concorsi pubblici con modalità che rimarranno nella storia, con
criteri e metodi secondo cui nessuno potrà dire di essere meno degli altri, se
non per questioni di merito, selezionando il personale in maniera
trasparente". Parlando di federalismo fiscale, Bova ha detto che "si
tratta di un problema molto serio. Alcune regioni avranno di più, altre, come
la Calabria, significativamente di meno. Niente ci verrà regalato". Sulla
decisione del Governo centrale di dirottare i fondi destinati a Fintecna per
importanti infrastrutturazioni del Mezzogiorno, in particolare della Calabria e
della Sicilia, verso la copertura del taglio dell'Ici, il presidente del
Consiglio regionale ha detto "di essere convinto, senza
strumentalizzazioni o polemiche, che bisogna mantenerne la destinazione
originaria, ed il Consiglio regionale, nelle forme che riterrà opportuno, ha il
dovere di sostenere l'impegno originario di quei fondi". Infine, Giuseppe
Bova, sulla scelta di optare per il Parlamento europeo, ha reso noto che
"la questione è oggetto di discussione anche con i gruppi della
maggioranza. Se mi si chiede di restare non farò certamente due cose insieme.
C'é una riflessione politica in corso. Insieme a
questo voglio però dire, per sgombrare il campo da malevole interpretazioni, che
il Consiglio regionale ha già deciso da tempo, in casi simili, la
corresponsione di una sola indennità di carica".