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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DEL   27-5-2008        #TOP



Report "Costi dei politici"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (17)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Sorpresa in Provincia: il presidente è dell'Udc ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma Paola Vilardi ha preferito così e in Broletto resterà consigliere provinciale sui banchi della maggioranza (non percependo il gettone di presenza). DOPO LA CONSEGNA non rituale di un mazzo di fiori a Paola Vilardi, le dichiarazioni di voto sul nuovo presidente del consiglio. Il capogruppo di Forza Italia Virgilio Bettinsoli propone Bruno Faustini esponente del suo partito.

Tagliamo le commissioni ( da "Nuova Venezia, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Si torna a parlare di gettoni di presenza. Sarà la conferenza dei capigruppo, in programma proprio oggi, a cercare di raffreddare la patata bollente che la Lega Nord il mese scorso, ha messo nelle mani dei consiglieri. In pratica la Lega aveva proposto di applicare delle "multe", sotto forma di dimezzamento del gettone di presenza,

Provincia, domani il taglio delle commissioni ( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: organizzazione consiliare della Provincia e ora starà alla mediazione tra maggioranza e opposizione l'accorpamento di argomenti e materie. E il taglio alle commissioni significa anche minori costi per l'amministrazione considerato che ogni singolo gettone di presenza costa 140 euro, in tasca a quei consiglieri che non opteranno per l'indennità mensile da consigliere.

I conti della comunità ( da "Tirreno, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sulle indennità al presidente e agli assessori, si è già detto tanto: le cifre ufficiali sono 3.820,75 al lordo per il presidente, 1.225,49 al lordo per i cinque assessori, mentre il gettone di presenza per i consiglieri (sono trenta) era di venti euro.

SI E' TENUTO il consiglio comunale straordinario chiesto dai due gruppi di m ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: per il quale i consiglieri di opposizione si rifiutano di percepire il gettone di presenza". Adesso la prossima tappa della vicenda giudiziaria è l'udienza davanti al Gup del Tribunale di Pistoia il 13 giugno che dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco.

<Serve un albo dei professionisti> ( da "Nazione, La (Lucca)" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: anche delle società controllate. Infatti il Comune nell'esercizio dei diritti dell'azionista, almeno per quelle società delle quali detiene direttamente o attraverso la Lucca Holding SpA almeno il 50 per cento del capitale sociale, può far adottare le necessarie direttive per controllare attentamente l'opportunità degli incarichi,

Stella: <E' importante mantenere la capacità di indignarsi> ( da "Corriere del Veneto" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: oggi per attuare la semplificazione delle leggi ci affidiamo a Calderoli". Davide Pyriochos Incontro Gli studenti all'incontro organizzato ieri (Fotoservizio Sartori) La deriva L'ultimo libro di Stella e Rizzo Gian Antonio Stella Il giornalista-scrittore ed editorialista del Corriere era ieri a Verona.

E' stata decisa la fusione tra la comunità montana Val San Martino e Lario Orientale ( da "Giornale di Merate" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: riduzione di almeno il 70% del gettone di presenza per il presidente e i membri dell'esecutivo, con un decisivo taglio ai costi della politica di 4.345.403 euro (un terzo del contributo ordinario). Queste alcune delle novità introdotte dal progetto di legge "Riordino delle Comunità montane della Lombardia, disciplina delle Unioni di Comuni lombarde e sostegno all'

<Ecco perché l'Italia rischia il naufragio> ( da "Arena.it, L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Zanotto il giornalista ha presentato il suo ultimo libro con Sergio Rizzo, "La deriva" "Ecco perché l'Italia rischia il naufragio" L'analisi impietosa di Gian Antonio Stella "In declino sanità, giustizia, scuola. Dobbiamo ritornare a premiare chi merita"   INDIGNAZIONE. "L'Italia è piena di gente perbene, umanamente ricca, che vorrebbe un Paese migliore", precisa subito Stella,

Intervista a Gian Antonio Stella / Una deriva senza fine ( da "Opinione, L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 2008 Intervista a Gian Antonio Stella / Una deriva senza fine di Valentina Diaconale Dopo il clamoroso successo de "La Casta", Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, due grandi "firme" del "Corriere della Sera", tornano in libreria con "La Deriva". Cioè con il seguito, sempre più inquietante, della drammatica rappresentazione del "perchè l'Italia rischia il naufragio"

IL SEGUITO DE "LA CASTA" ( da "Opinione, L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sostengono Stella e Rizzo. Se prima "La Casta" era un peccato veniale, per la chiusura a riccio delle élites dominanti, tutte privilegi e nepotismo, unicamente finalizzate all'auto-conservazione a scapito della trasparenza, dell'efficienza e dell'economicità dei costi della politica, l'ultima fatica dei due bravissimi autori gela il sangue nelle vene.

<Assicurare i cittadini contro la criminalità> ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ci vuole la presenza della polizia municipale anche di notte, ma esula dalle mie competenze" (al.pi.) Secondo Roberto Bardini ci sono 160 mila euro di motivi per cui Diego Volpe Pasini non dovrebbe essere delegato alla sicurezza. "I tuoi gettoni come consigliere vengono pignorati per coprire 160 mila euro di evasione fiscale.

<Tagli all'Università, Vizzon ci ripensi> ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il problema dei costi della politica è reale e su questo anche gli enti locali, lavorando in sinergia e mettendo in rete le risorse a disposizione, sono chiamati a fare la loro parte. Tuttavia sono incomprensibili e totalmente contrari ad una politica del territorio questo tipo di tagli indiscriminati e a gestione in corso.

Consiglio comunale di Ferrara, esito della seduta ( da "Sestopotere.com" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gettoni di presenza e rimborso spese) dalla necessità di adeguare il Regolamento del Consiglio comunale alla Legge finanziaria 2008 che ha innovato in materia di gettoni di presenza da riconoscere ai consiglieri per le sedute del Consiglio e delle commissioni.

Comunità montane: al via la razionalizzazione, si passa da 13 a 9 ( da "Quotidiano.it, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: al contrario dei sindaci più legati alla loro realtà, sono portatori di valori e necessità collettive. Questo sarà il compito dei presidenti e dei loro vice". Cambiano anche le indennità: i consiglieri prenderanno un gettone di presenza a seduta pari a 22 euro. I vicepresidenti non potranno percepire più di 500 euro lordi mensili.

COMUNITA' MONTANE: LE MARCHE TAGLIANO 1, 6 MLN, SARANNO SOLO 9 (2) ( da "Agi" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: al contrario dei sindaci piu' legati alla loro realta', sono portatori di valori e necessita' collettive. Questo sara' il compito dei presidenti e dei loro vice". Cambiano anche le indennita': i consiglieri prenderanno un gettone di presenza a seduta pari a 22 euro; i vicepresidenti non potranno percepire piu' di 500 euro lordi mensili.

"Abbiamo agito nel rispetto della legge" ( da "Giornale di Calabria, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei costi della politica. Un esempio, il nostro - ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale - che è stato ben presto seguito da altre Regioni". Il presidente Bova, nel prosieguo della conferenza stampa, si é soffermato sull'attuale momento politico- istituzionale ed ha rammentato che "nel 2004 si spendevano 15 milioni di euro per il funzionamento delle strutture dei gruppi


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Sorpresa in Provincia: il presidente è dell'Udc (sezione: Costi dei politici)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

IL CONSIGLIO PROVINCIALE. La staffetta con la dimissionaria Paola Vilardi, che si annunciava indolore, ha portato alla luce una rottura interna alla maggiornaza Sorpresa in Provincia: il presidente è dell'Udc di Thomas Bendinelli I malumori della maggioranza che governa la Provincia esplodono nell'aula di palazzo Broletto in occasione delle dimissioni di Paola Vilardi, la presidente del consiglio provinciale che ha lasciato il posto per dedicarsi a tempo pieno alle funzioni di assessore nella nuova giunta Paroli, in Loggia. Ieri mattina tutto si è consumato in fretta. Convocazione del consiglio alle ore 10 con all'ordine del giorno le dimissioni di Paola Vilardi, inizio con ritardo accademico alle 10.30 circa, un'oretta per saluti, attestati di stima e auguri di buon lavoro, mezz'ora per rilasciare le dichiarazioni di voto sul nuovo presidente, tre votazioni e poco dopo mezzogiorno la sorpresa: il candidato annunciato da Forza Italia, Bruno Faustini, non raggiunge i consensi necessari e viene superato da Massimo Borghetti, esponente dell'Udc. Diciotto a quattordici il risultato finale e grande smacco per la maggioranza. NELL'AULA di palazzo Broletto, ieri, c'erano 13 esponenti dell'opposizione: 9 del Partito democratico, 2 di Rifondazione, Giulio Arrighini di Progetto Nord Est e Paolo Pedersoli dell'Alleanza lombarda. Per arrivare a 18 ne mancano ancora 5: significa che, ipotizzando un voto compatto dell'opposizione (ma voci di corridoio danno per certo che Arrighini abbia votato Faustini) e che Borghetti abbia votato per se stesso, per arrivare a 18 servono i voti di almeno altri 4 consiglieri della maggioranza. La seduta del consiglio provinciale si è aperta con il discorso di Paola Vilardi, dimissioni non richieste dal partito, ma che la presidente del consiglio ha preferito dare per potersi dedicare appieno al ruolo di assessore all'urbanistica, all'edilizia privata e all'ambiente in Comune. Il doppio ruolo, da sottolineare, non è incompatibile sul piano formale, ma Paola Vilardi ha preferito così e in Broletto resterà consigliere provinciale sui banchi della maggioranza (non percependo il gettone di presenza). DOPO LA CONSEGNA non rituale di un mazzo di fiori a Paola Vilardi, le dichiarazioni di voto sul nuovo presidente del consiglio. Il capogruppo di Forza Italia Virgilio Bettinsoli propone Bruno Faustini esponente del suo partito. Pierluigi Mottinelli (e altri dopo di lui) vorrebbe Antonella Montini del Pd (già vicepresidente del consiglio) o, in alternativa, Massimo Borghetti dell'Udc, pure vicepresidente. L'Udc, per voce di Giacomo Quadrini, conferma la scelta del suo partito per Faustini, così fa la Lega Nord con Vanaria (assenti un paio di consiglieri: Nilo Pedersoli ed Elena Zanola). Leonardo Peli (An), lancia però il primo sasso affermando che il candidato del suo gruppo (4 consiglieri) è l'esponente del suo partito Fabio Mandelli. Si arriva alla prima votazione (maggioranza dei due terzi): Faustini prende 12 voti, Montini 11, Mandelli 4, Borghetti 3 e Gianna Rosa Baresi (Rifondazione) 1. Nulla di fatto. La seconda votazione vuole la maggioranza assoluta, ma anche qui non basta: Faustini si ferma a 14, Montini resta a 11, Borghetti sale a 7. Infine la terza votazione, a maggioranza semplice e sempre a scrutinio segreto, ed ecco la sorpresa: Borghetti ottiene 18 voti e Faustini resta a 14. E il primo, rovatese di 55 anni residente a Lumezzane con una lunga esperienza amministrativa, diventa il nuovo presidente del consiglio. Grazie a una rottura interna alla maggioranza.

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Tagliamo le commissioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 27-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

CHIOGGIA. I SOLDI RISPARMIATI AI PENDOLARI "Tagliamo le commissioni" Proposta del Pd per spiazzare la Lega sui costi della politica CHIOGGIA. Si torna a parlare di gettoni di presenza. Sarà la conferenza dei capigruppo, in programma proprio oggi, a cercare di raffreddare la patata bollente che la Lega Nord il mese scorso, ha messo nelle mani dei consiglieri. In pratica la Lega aveva proposto di applicare delle "multe", sotto forma di dimezzamento del gettone di presenza, ai consiglieri che non rispettano gli orari del consiglio. A fine aprile, dopo una burrascosa discussione, la maggioranza aveva deciso di portare la questione in conferenza dei capigruppo. Il Pd ora propone di ridurre il numero dei membri delle commissioni (da 22 a 15), il numero delle stesse (da 6 a 4) e il numero degli assessori (da 10 a 8) e di destinare il risparmio conseguente - circa 150 mila euro con le prime due modifiche - per l'abbonamento ai pendolari. Una mossa che vuol spiazzare la maggioranza che si troverebbe a fare i conti con la possibilità di mantenere una promessa elettorale (finora non del tutto soddisfatta) a costo, però, di sacrificare la visibilità - oltre che gli emolumenti - di alcuni consiglieri. Se poi si arrivasse a "ricontare" gli assessori, potrebbero essere davvero dolori, anche in vista della prefigurata redistribuzione di alcune deleghe ora in mano al sindaco. Ma l'Udc polemizza col Pd, accusandolo di contraddirsi quando chiede, per il futuro pro sindaco di Sottomarina (altra promessa elettorale della maggioranza, però) una dotazione con sede e personale paragonabili a quelle del sindaco: insomma un costo in più per la politica proposto proprio da chi dice di voler tagliare le spese. Secondo l'Udc, poi, anche il preteso risparmio di cui parla il Pd, in realtà, non ci sarebbe, perché l'indennità dei consiglieri non può, per legge, superare un quarto di quella del sindaco, cifra a cui si giunge - secondo l'Udc - con 12-13 sedute l'anno, cioè una al mese. Infine, dice l'Udc, "a un consigliere comunale non può essere tolto ogni tipo di indennizzo, altrimenti in politica ci andrà solo chi rappresenta interessi di categoria". (d.deg.).

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Provincia, domani il taglio delle commissioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Udine Provincia, domani il taglio delle commissioni In consiglio la riduzione da 9 a 7 voluta dal presidente Fontanini per risparmiare 140 euro a presenza Sarà la modifica del regolamento a sancire il taglio, e quindi il risparmio per l'ente, delle commissioni consiliari, taglio che sarà discusso e deciso domani in consiglio provinciale. Nelle intenzioni del presidente Pietro Fontanini e della maggioranza di centro-destra, le commissioni saranno 7, rispetto alle 9 attuali, e sarà entro il 4 giugno che verranno decisi gli oggetti di ogni organismo e i componenti. Nella delibera al vaglio dell'assemblea viene quindi indicato un numero di commissioni da 5 a 7, così da non vincolare troppo le future amministrazioni, ma i consiglieri sono già d'accordo sul 7 come numero definitivo. Oltre alle due commissioni obbligatorie, quella Vigilanza e controllo e Statuto e regolamenti, altre 7 quindi completeranno l'organizzazione consiliare della Provincia e ora starà alla mediazione tra maggioranza e opposizione l'accorpamento di argomenti e materie. E il taglio alle commissioni significa anche minori costi per l'amministrazione considerato che ogni singolo gettone di presenza costa 140 euro, in tasca a quei consiglieri che non opteranno per l'indennità mensile da consigliere. Il consiglio sarà chiamato anche a stabilire che ciascun gruppo consiliare con 6 o più consiglieri, avrà diritto a due rappresentanti in ciascuna commissione. Altro aggiustamento, invece, sarà quello che riguarda l'Udc, in assemblea con due esponenti che da soli non potrebbero dar vita a un gruppo consiliare. Il nuovo regolamento, invece, stabilirà che eccezionalmente e solo all'inizio della mandato, così da non consentire passaggi da un gruppo all'altro durante la legislatura, un gruppo potrà essere composto da due consiglieri purché appartenenti alla stessa lista di competizione elettorale, il caso appunto dell'Udc. L'assemblea poi sarà chiamata a designare i propri 5 rappresentanti nel consiglio direttivo dell'Upi regionale, 3 di maggioranza e 2 di minoranza, e a sancire che le proposte di sospensione del Consiglio provinciale debbano essere messe ai voti. "Finora - spiega il presidente del consiglio Marco Quai - questa decisione era a mia discrezione, ma siccome ritengo che il consiglio sia sovrano, ho chiesto questa modifica". Modifica anche per la presentazione di question time, che dovranno pervenire a palazzo 48 ore prima dell'inizio dell'assemblea, sabato e festivi esclusi. Infine, domani farà ingresso in consiglio Luca Marcuzzo (Udc) grazie alle dimissioni da consigliere dell'assessore centrista Ottorino Faleschini. Anna Buttazzoni.

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I conti della comunità (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Viareggio I conti della Comunità L'ente ha immobili per 700mila euro Potrebbero finire in mano alla Provincia SERAVEZZA. Quasi settecentomila euro di beni immobili: a tanto ammonta il patrimonio della Comunità Montana Alta Versilia, secondo quando risulta dai dati messi a disposizione dell'Uncem Toscana. Beni che rischiano di passare in mano alla Provincia qualora l'Unione di Comuni non riesca a sostituire entro la fine dell'anno la Comunità Montana, costretta a chiudere i battenti. I due comuni montani che porta in dote non sono evidentemente bastati (si tenga presente invece che, stando alla definizione di "mondanità" inserita nella Finanziaria 2008, ce ne sono altre che resteranno aperte pur non annoverando alcun comune montano, come Alta Val di Cecina e Colline del Fiora, oppure contandone solo uno, come Colline Metallifere). Gli immobili della Comunità Montana Alta Versilia sono l'ambulatorio medico, dal valore di 450.000 euro, il Molino del Frate, 150.000 euro, il magazzino, valutato 51.550 euro, la piazzola per l'elisoccorso, 10.000 euro e due terreni, uno a Farnocchia, dal valore di 10.000 euro, e uno a Retignano, di 25.000 euro. Da questo punto di vista la comunità montana più ricca è quella dell'Amiata Val d'Orcia: solo il patrimonio boschivo in suo possesso ammonta a 10 milioni di euro mentre la sede ha un valore di circa un milione di euro, più altri beni per un totale di 11.850.000 euro. Altre, invece, non hanno specificato il valore dei loro beni che si suppone, in ogni caso, ingente (come per Lunigiana e Media Valle Serchio). L'altro patrimonio che si andrà a perdere è quello costituto dalle risorse umane: la Comunità Montana Alta Versilia ne ha 33 dipendenti, di cui 17 operai specializzati e sedici amministrativi negli uffici. Sulle indennità al presidente e agli assessori, si è già detto tanto: le cifre ufficiali sono 3.820,75 al lordo per il presidente, 1.225,49 al lordo per i cinque assessori, mentre il gettone di presenza per i consiglieri (sono trenta) era di venti euro.

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SI E' TENUTO il consiglio comunale straordinario chiesto dai due gruppi di m (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 27-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

PESCIA VALDINIEVOLE pag. 22 SI E' TENUTO il consiglio comunale straordinario chiesto dai due gruppi di m... SI E' TENUTO il consiglio comunale straordinario chiesto dai due gruppi di minoranza: "Per Uzzano città, no dormitorio", e "La casa delle Libertà", per trattare la vicenda che vede il sindaco Rossella Pappalardo indagato per truffa, peculato e falso in atto pubblico. Ma i lavori del consiglio non hanno soddisfatto i consiglieri del gruppo "Uzzano città, no dormitorio" Piergiovanni Fontana, Ornella Antonini e Giovanni Michelotti. "Il Sindaco - affermano in una nota - si è rifiutata di parlare dei fatti, sottolineando che solo i fatti le sono stati chiesti dall'opposizione, per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio; inoltre non ha voluto dire niente sui motivi che portarono al ritiro delle deleghe all' ex assessore Stancato, più volte definito motivo scatenante del presunto "scontro politico" e della denuncia per la quale oggi è stata accusata di falso in atti pubblici. Secondo il Sindaco, tutti i cittadini che dovrebbe rappresentare ed anche noi consiglieri comunali, dovremmo accettare come dogma di "fede" che tutte le accuse nei suoi confronti sono false come già affermò nel consiglio del 28 aprile, in articoli di stampa ed ha ripetuto nell'inutile e "silenzioso" consiglio. Un anomalo e dubbio silenzio che ha contagiato tutti i membri della maggioranza; nessuno, nemmeno i più generalmente rissosi verbalmente, sono intervenuti anche solo per esprime la solita "cantilena" sulla loro piena, incondizionata solidarietà per il Sindaco Pappalardo. Un silenzio quello nel consiglio comunale che è stato ugualmente chiarificatore; un silenzio comunque del tutto inopportuno ed arrogante che ha impedito di valutare i fatti, che se dovessero anche risultare penalmente irrilevanti, potrebbero esserlo moralmente al punto da costringerci a chiedere ugualmente le dimissioni del Sindaco. Un consiglio quello del 23 maggio volutamente e preordinatamente inutile, una farsa a spese dei cittadini, per il quale i consiglieri di opposizione si rifiutano di percepire il gettone di presenza". Adesso la prossima tappa della vicenda giudiziaria è l'udienza davanti al Gup del Tribunale di Pistoia il 13 giugno che dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco.

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<Serve un albo dei professionisti> (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 27-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

24 ORE LUCCA pag. 8 "Serve un albo dei professionisti" Sprechi, la proposta di Forza Italia LOTTA agli sprechi in Comune. Dopo la specifica delega all'assessore Giovanni Santini si registra la già annunciata presentazione di una serie di iniziative da parte di Forza Italia. "L'obiettivo è ridurre la spesa corrente e al contempo migliorare l'efficienza della macchina amministrativa. Per questo occorre riorganizzare tutte le strutture e gli uffici del Comune al fine di ottimizzare non solo i servizi ma anche tutte le risorse interne. Rendere pubblici tutti gli incarichi esterni dell'amministrazione comunale e diminuire radicalmente il numero delle consulenze". Questa la posizione espressa da Maurizio Dinelli, coordinatore comunale di FI-Pdl. "Vogliamo aprire un confronto istituzionale con tutte le forze politiche, gli ordini professionali, le categorie economiche e sociali, i sindacati, per rispondere a queste esigenze. Le consulenze esterne e gli incarichi infatti costituiscono una tipologia di spesa di funzionamento che può essere necessaria e spesso utile così come avviene per le aziende private e per le famiglie (architetto, ingegnere, avvocato, medico, ecc.) ma deve essere contenuta attraverso l'affidamento di studio o di ricerca solo nei casi previsti dalla legge ovvero nell'ipotesi di eventi straordinari. Al contempo dobbiamo assolutamente valorizzare, attraverso premi e incentivi, i nostri dipendenti comunali. Voglio ricordare ? prosegue Maurizio Dinelli ? che la mozione aperta che abbiamo presentato prevede il coinvolgimento, in questo processo di razionalizzazione, anche delle società controllate. Infatti il Comune nell'esercizio dei diritti dell'azionista, almeno per quelle società delle quali detiene direttamente o attraverso la Lucca Holding SpA almeno il 50 per cento del capitale sociale, può far adottare le necessarie direttive per controllare attentamente l'opportunità degli incarichi, conformandosi ancora di più ai principi di economicità ed efficienza". "LA MOZIONE aperta ? conclude Dinelli ? prevede l'istituzione di un apposito albo in cui tutti i professionisti potranno iscriversi al fine di rendere nota la loro disponibilità, sulla base di specifiche competenze, per ricevere incarichi da parte dell'amministrazione. Questo permetterà di rendere successivamente pubbliche tutte le consulenze esterne e gli incarichi di cui l'amministrazione comunale e le aziende controllate si avvarranno, rendendo al contempo noti i compensi attribuiti e i risultati ottenuti".

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Stella: <E' importante mantenere la capacità di indignarsi> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 27-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: NOTTEEGIORNO - data: 2008-05-27 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE Il libro "La deriva" presentato all'Università Stella: "E' importante mantenere la capacità di indignarsi" "Nell'Università italiana si contano 19.864 docenti ordinari. Di questi, soltanto 11 hanno meno di 35 anni, vale a dire lo 0,05%. Cari giovani è meglio che vi svegliate, perché se aspettate che vi passino la cattedra, state freschi". Si rivolge al pubblico accorso numeroso ad ascoltarlo, Gian Antonio Stella, giornalista- scrittore ed editorialista del Corriere autore con Sergio Rizzo del best seller "La Casta", che ieri all'Università di Verona ha presentato il suo ultimo libro: "La deriva. Perché l'Italia rischia il naufragio ", scritto sempre a quattro mani con il collega Rizzo. Oltre a portare numerosi esempi di pessima gestione della cosa pubblica, Stella chiarisce il senso del suo lavoro: "Lo insegnava Gesù Cristo – spiega – che la capacità di sentire lo scandalo di fronte alle ingiustizie è preziosa. La capacità di indignarsi è un bene che va recuperato, perché negli ultimi anni ha preso piede il sentimento opposto, la melassa, l'idea che in fin dei conti tutti sono colpevoli e quindi non lo è nessuno. E' chiaro che l'Italia è piena anche di risorse umane splendide, di intelligenze, di coraggio, ma proprio per questo io mi arrabbio di fronte agli sprechi e alle furbizie vergognose: ci si arrabbia con la donna che si ama, quando questa tradisce, non con quella che ci è indifferente". I motivi d'indignazione ovviamente non mancano e alcuni capitoli dell'ultimo libro sono dedicati proprio all'Università. "C'è un trucco – dice Stella – per aggirare il tetto massimo di stipendio per i professori universitari: occorre dimostrare che questi svolgono assistenza negli ospedali. Evidentemente molti docenti di medicina fanno anche pratica ospedaliera e rientrano nella norma. La cosa inspiegabile è come mai alla seconda Università di Napoli i professori che vanno negli ospedali sono il 57%, mentre a Trieste sono lo 0,1". Alessandro Mazzucco, rettore dell'ateneo veronese, nel presentare l'ospite non nasconde di aver incontrato resistenze per aver invitato in Università una figura "scomoda": "Due giorni fa – racconta – sono rimasto decisamente colpito, perché ho ricevuto un'ammonizione all'interno del sistema universitario. Mi si accusava di aver invitato un “sovversivo”, uno che mira a distruggere l'Università. Posso dire che quanto riportato da Stella nel libro è assolutamente preciso e in alcuni punti potrei mettere io stesso la firma in calce. Ne sono talmente convinto che due mesi fa a Bologna con altri rettori abbiamo fondato Acquis, un'associazione nata per esaminare i mali dell'Università e porvi rimedio ". Secondo Stella, la condizione preliminare per curare il declino del Paese è una classe politica autorevole, in grado di far accettare anche misure difficili. "La riforma delle pensioni – afferma – è necessaria, ma come si può farla digerire ai cittadini se chi siede in parlamento va in pensione a 47 anni? Per questo il problema centrale dell'Italia è il riconoscimento del merito: perché abbiamo bisogno di credibilità e di autorevolezza. Il nuovo governo parte male e non contribuisce a dare il buon esempio. I costituenti chiesero a Concetto Marchesi di mettere in buon italiano la costituzione, oggi per attuare la semplificazione delle leggi ci affidiamo a Calderoli". Davide Pyriochos Incontro Gli studenti all'incontro organizzato ieri (Fotoservizio Sartori) La deriva L'ultimo libro di Stella e Rizzo Gian Antonio Stella Il giornalista-scrittore ed editorialista del Corriere era ieri a Verona.

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E' stata decisa la fusione tra la comunità montana Val San Martino e Lario Orientale (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Merate" del 27-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

DALLA REGIONE E' STATA DECISA LA FUSIONE TRA LA COMUNITÀ MONTANA VAL SAN MARTINO E LARIO ORIENTALE VAL SAN MARTINO - Riduzione del numero delle Comunità montane da 30 a 23, riduzione dei componenti degli organi, valorizzazione della figura dei sindaci, riduzione di almeno il 70% del gettone di presenza per il presidente e i membri dell'esecutivo, con un decisivo taglio ai costi della politica di 4.345.403 euro (un terzo del contributo ordinario). Queste alcune delle novità introdotte dal progetto di legge "Riordino delle Comunità montane della Lombardia, disciplina delle Unioni di Comuni lombarde e sostegno all'esercizio associato di funzioni e servizi comunali", approvato dalla Giunta regionale su proposta del presidente Roberto Formigoni e che vedrà l'accorpamento della comunità montana della Val San Martino con quella del Lario Orientale. Pietro Isacchi, assessore della comunità montana della Val San Martino è scettico: "Non sono del tutto convinto che di questa iniziativa regionale, si tratta di rivedere un intera organizzazione per un risparmio forse troppo irrisorio". La fusione andrà a coprire un territorio con 90mila abitanti che, geograficamente, si estenderà da Pontida a Lierna. Per quanto riguarda la la provincia di Bergamo, i cambiamenti vedono un'unificazione dell'Alto e Basso Sebino, fino ad oggi territori distinti; l'unione dell'Alta Valle Seriana e della Valle di Scalve e l'unione della Bassa Valle Seriana con la Val Cavallina. Restano separate e invariate la Valle Imagna e la Val Brembana. Le nuove Comunità montane saranno valorizzate in quanto riceveranno in gestione funzioni regionali. L'assemblea sarà composta dai sindaci dei Comuni facenti parte della Comunità, mentre l'organo esecutivo è a composizione variabile secondo il numero dei Comuni: 5 per le Comunità con un numero di Comuni fino a 35, 7 per quelle con più di 35. Articolo pubblicato il 27/05/08.

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<Ecco perché l'Italia rischia il naufragio> (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena.it, L'" del 27-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

UN PAESE IN DIFFICOLTÀ. Al polo Zanotto il giornalista ha presentato il suo ultimo libro con Sergio Rizzo, "La deriva" "Ecco perché l'Italia rischia il naufragio" L'analisi impietosa di Gian Antonio Stella "In declino sanità, giustizia, scuola. Dobbiamo ritornare a premiare chi merita"   INDIGNAZIONE. "L'Italia è piena di gente perbene, umanamente ricca, che vorrebbe un Paese migliore", precisa subito Stella, che sottolinea come non goda affatto nel raccontare queste storie. "Quello mio e di Rizzo è un atto d'amore: ci si arrabbia solo con chi si ama davvero. Ed è l'indignazione per il tradimento di una nazione che amiamo la molla che ci spinge a denunciare". SCUOLA E UNIVERSITÀ. Per esempio, confessa Stella, se fosse il presidente del Consiglio non dormirebbe la notte pensando ai problemi della scuola italiana che, si legge nel testo, "assume maestri e docenti solo per sanatorie e promuove tutti, anche se somari" (quasi nove milioni di studenti quelli promossi con debiti formativi). "Di certo i dati vanno presi con le pinze", ammette stimolato da alcune domande dei numerosi presenti, tra cui l'avvocato Guariente Guarienti, protagonista di un episodio citato nel libro. "I numeri ci dicono che gli studenti del Nordest sono tra i più preparati d'Europa, ma il sud abbassa la media e il risltato nazionale è sconfortante. Non si può, inoltre, paragonare l'ateneo scaligero con quello di Harvard, che gode di risorse ben maggiori", aggiunge, "ma è fuori discussione che la reputazione italiana all'estero è a pezzi". CONSAPEVOLEZZA. La soluzione? "Non so che cosa, ma qualcosa va fatto", risponde Stella. "Di certo non basta più una coretta gestione, serve una vera rivoluzione. Cominciare a dirci le cose in faccia aiuta, perché finora ci siamo tutti un po' illusi. E' bene prendere atto che oggi il Paese vive una fase di declino, e che una parte di esso è più alla deriva del resto, per poter veramente reagire. A partire dalla classe politica, dalla quale va ripristinato il principio del merito: per essere credibili e rispettati".   Elisa Pasetto Siamo un Paese che consuma energia quanto Austria, Turchia, Polonia e Romania messi insieme, ma la compra quasi tutta all'estero. La scuola siciliana ha un tasso di "somari" quadruplo rispetto all'Azerbaigian. Nessuna università del sud figura tra le prime 300 al mondo. Sono solo alcuni motivi a causa dei quali, secondo Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, l'Italia rischia il "naufragio". E' la tesi che le due celebri penne del Corsera sostengono nel nuovo libro-inchiesta uscito per Rizzoli "La deriva" (pp. 308, 19,50 euro), presentato ieri al Polo Zanotto in un incontro promosso dall'associazione "Vivi l'Europa". Presente il primo dei due autori, la cui ultima fatica promette di bissare il grande successo (1,2 milioni di copie vendute) de "La casta", che denunciava privilegi, arroganza e strapotere dei politici di casa nostra. "La deriva" mostra invece, grazie a una serie davvero impietosa di confronti con altri stati, come il nostro viva una fase di declino che ne fa ormai il fanalino di coda dell'Unione Europea in moltissimi settori, dalla sanità alla giustizia, dalle scuole alle grandi opere. L'impressione, a proposito di quest'opera "di grande livello editoriale oltre che di profondo significato etico", afferma il rettore Alessandro Mazzucco, è che contenga sì "molti scheletri degli armadi del Paese. Ma occorre ricordare che all'interno di questi si trovano anche numerosi gioielli". E cita il caso di un sistema universitario "in emergenza, ma popolato da eccellenze e persone di valore, che non è corretto siano messe alla gogna a seguito di denunce come questa".

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Intervista a Gian Antonio Stella / Una deriva senza fine (sezione: Costi dei politici)

( da "Opinione, L'" del 27-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Oggi è Mar, 27 Mag 2008 Edizione 105 del 27-05-2008 Intervista a Gian Antonio Stella / Una deriva senza fine di Valentina Diaconale Dopo il clamoroso successo de "La Casta", Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, due grandi "firme" del "Corriere della Sera", tornano in libreria con "La Deriva". Cioè con il seguito, sempre più inquietante, della drammatica rappresentazione del "perchè l'Italia rischia il naufragio". Gian Antonio Stella ci spiega le diverse motivazioni di come il nostro paese sia diventato il fanalino di coda dell'Unione Europea. Non ci sono molte risposte allo stato di declino del nostro paese. Del quale conosciamo l'inizio, ma ignoriamo la fine. Quale potrebbe essere? Sinceramente non ne ho idea. Ma o emerge la consapevolezza della gravità del problema o non ne usciamo. Qualche giorno fa è apparsa una notizia su "La Stampa" riguardante il contratto dei dipendenti del Senato. Il quale era stato denunciato e quindi non poteva essere rinnovato automaticamente. Ma la scelta di denunciare il contratto l'ultimo giorno di legislatura è stata sconfessata e una commissione interna, composta un po' da senatori e un po' da dipendenti, ha ripristinato l'andazzo. Il rinnovo automatico del contratto vuol dire, per intenderci, che nel 2006-07 con un inflazione del 1,6% 1,7% , i dipendenti di Palazzo Madama hanno avuto un aumento del 11%. Il che è incredibile e la dice lunga per quanto riguarda la consapevolezza della situazione nel nostro Paese. La meritocrazia in Italia "l'è bella che morta". Esiste la possibilità di rianimarla? Occorre che in molti facciano la loro parte. A partire dal sindacato, sicuramente il più colpevole di questa progressiva perdita di qualunque senso di merito che c'è nella nostra società. Ma non è stato il solo. Secondo me si sono mischiati insieme un'idea cattolica del fatto che ci può giudicare davvero soltanto Dio. E questo vale non solo per l'aspetto meritocratico ma anche giudiziario. In Italia esiste una benevolenza, una bonarietà e un'indulgenza nei confronti di chi commette reati che negli altri paesi è inaccettabile. Ed a questo si è aggiunto un sindacalismo rovinoso e un clientelismo di destra come di sinistra, che è stato altrettanto colpevole se non addirittura di più del sindacalismo becero. Credo che in realtà siano in tanti a doversi mettere una mano sulla coscienza perchè una situazione come questa non la cambi con un tratto di penna. Per capirci, io non condivido tutto ma capisco la logica di quello che ha fatto il Governo a Napoli. Anche io preferirei, credo come ogni persona di buon senso, che i militari si dedicassero ad altro invece che presidiare le discariche, ma li c'era una decisione da prendere e finalmente l'hanno presa. È difficile andare a contestare una decisione del genere dopo la situazione venutasi a creare per colpa di un sacco di gente e soprattutto per colpa di chi ha gestito Napoli in questi anni. Detto questo, diciamo la verità: l'introduzione della meritocrazia nelle scuole sarebbe più facile se a fare il Ministro ci fosse stato qualcuno che si fosse meritato la nomina di Ministro. Se ci fosse stato un Giovanni Gentile per statura culturale piuttosto che un Wiston Churchill per statura politica allora va bè, eravamo in una botte di ferro. Ma imporre il merito nella scuola oggi partendo dalla nomina eccentrica, lo dico con ironia, di un ministro che in vita sua, prima di allora, si è meritato quel ministero soltanto facendo l'assessore provinciale a Brescia, allora è più complicato. Spero che sia il più grande ministro di tutti i tempi naturalmente ma sarebbe più facile introdurre il merito per i professori se gli stessi si trovassero davanti un ministro nominato per valide motivazioni. Credo che in questo momento l'Italia abbia bisogno come l'ossigeno di una svolta. Stiamo zoppicando su troppi versanti. Mi auguro che questa svolta venga data in fretta perchè temo che la situazione si stia facendo sempre più pesante. Tutto ciò si riflette ancora di più sui giovani. Si scappa. Non esiste più riciclo generazionale. È difficile convincere un giovane a restare in Italia se gli metti davanti esempi come quello del "professor" Gaetano Motta. Ma che messaggio è per i giovani trovare un professore, addirittura commissario dei concorsi per altri professori universitari, rimasto in cattedra nonostante il padre sia stato condannato per aver truccato il concorso e il concorso stesso sia stato sanzionato come una truffa da più sentenze? Se io fossi uno studente di Gaetano Motta me ne andrei immediatamente. Perchè credere nell'università italiana in queste condizioni? È un assurdo. Ne "La Deriva" si legge che l'Italia si è disfatta e non si riesce a "rifare" gli italiani. Se la politica non da risposte a chi rivolgersi? Io sono un accanito difensore della politica. Non credo assolutamente che sia possibile trovare delle scorciatoie al di fuori della politica. Penso che la politica debba riprendere in mano questo paese e che ci sia bisogno di più politica di quanta ce n'è oggi. Spero che giovani e donne si interessino sempre di più di politica mettendosi in gioco, perchè ne abbiamo assoluto bisogno. Dopo questi anni di sbandamento in cui non si è riusciti bene ad individuare dei percorsi che potessero trovare dei riscontri, bisogna cercare una svolta. Un esempio. Questa paura dell'inciucio che c'è adesso sia a destra a sinistra secondo me è motivatissima ma bisogna capirci sulla parola "inciucio". Se per quieto vivere destra e sinistra si mettono d'accordo per lasciare questo contratto indecente che hanno i dipendenti del Senato, quello è un vero e proprio inciucio e non mi piace. Ma mettersi d'accordo per fare finalmente la Pedemontana decidendo un percorso insieme, come superare alcuni contratti sulla progettazione, impegnandosi l'uno con l'altro di non mettersi di traverso alla conclusione di un infrastruttura indispensabile per il territorio, quello non è un inciucio, ma una intelligente e doverosa consapevolezza dei problemi da risolvere e un modo saggio di governare. Oggi mancano i percorsi formativi, si arriva a grandi responsabilità politiche perché battezzati dal leader di turno. Il 24 maggio a Gaeta, è stata presentata un'inchiesta condotta da un gruppo di professoroni economisti della Bocconi e di altre università del mondo sulla classe politica e la classe dirigente e imprenditoriale italiana. Questa inchiesta dice cose spaventose. La classe dirigente italiana è drammaticamente calata nella legislatura tra la Prima e la Seconda Repubblica. Credo che tutti noi non rimpiangiamo troppo la Prima Repubblica per alcune storture che erano diventate insopportabili. Ma è anche vero che c'è stato un crollo pazzesco a livello culturale. I nostri parlamentari stanno 30 punti sotto gli americani. Secondo questa inchiesta l'unico partito italiano che ha una classe dirigente che nel proprio mestiere della vita civile sta al di sopra della media è Forza Italia. È un panorama desolante. Tutta la classe dirigente di tutti i partiti della prima repubblica nella loro vita professionale (parlamentari, avvocati, architetti, ingegneri, giornalisti ecc) stavano al di sopra della media. In questa Seconda Repubblica, in questi ultimi anni, tutti i partiti del parlamento (tranne Forza Italia al di sopra dello 0.04%), sono composti da parlamentari che nella loro vita civile stanno al di sotto della media della loro professione. Non è una questione di destra e di sinistra, è un male comune. Abolire gli Ordini professionali e togliere valore legale alla laurea basterebbe per creare una vera mentalità della concorrenza? Non può bastare ma sicuramente ce n'è bisogno. Formalmente in Italia si fanno i concorsi e i concorsi comportano i meriti e le carte che ne conseguono. Portare ad un concorso o mettere nei curriculum una laurea ad Harvard oggi equivale in Italia a mettere nel curriculum una laurea all'università di Caserta "Jean Monnet". Sono due cose talmente diverse che da sole dicono tutto. In realtà bisogna abolire il valore legale del diritto di studio. E a quel punto se uno vuole fare l'università alla "Jean Monnet" sono fatti suoi. Ma è fuori discussione che se presenti una laurea di Harvard questa debba pesare 100 mentre quella di Caserta pesi 1. Lasciare che lauree enormemente diverse pesino allo stesso modo è insensato e devastante per la futura classe dirigente dei giovani che devono crescere. Per quanto riguarda gli ordini professionali io e Rizzo siamo per l'abolizione di tutti gli ordini, anche quello dei giornalisti. In questo senso non siamo assolutamente d'accordo con Grillo che fa la battaglia solo all'ordine dei giornalisti. L'Europa, quando ci bacchetta su questa questione, ha perfettamente ragione. Per spalancare le porte ai giovani è indispensabile abolire gli ordini professionali che troppo spesso sono un recinto dove vengono alzate barriere per non far entrare giovani concorrenti. Qualcuno dice che sarebbe meglio farci commissariare dall'Unione Europea o dalla Germania. Ci manca, forse un "Uomo della Provvidenza"? Credo che Berlusconi oggi si possa muovere con una libertà che nessun altro ha avuto nella storia. Penso che se si vogliono davvero fare le riforme questa volta si può. Sul fronte degli uomini della provvidenza abbiamo già dato!.

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IL SEGUITO DE "LA CASTA" (sezione: Costi dei politici)

( da "Opinione, L'" del 27-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Oggi è Mar, 27 Mag 2008 Edizione 105 del 27-05-2008 IL SEGUITO DE "LA CASTA" di Maurizio Bonanni Volete sapere dove sta andando il "sistema-Paese"? Alla "deriva", sostengono Stella e Rizzo. Se prima "La Casta" era un peccato veniale, per la chiusura a riccio delle élites dominanti, tutte privilegi e nepotismo, unicamente finalizzate all'auto-conservazione a scapito della trasparenza, dell'efficienza e dell'economicità dei costi della politica, l'ultima fatica dei due bravissimi autori gela il sangue nelle vene. Solo grazie al loro tocco di penna volutamente ironico, di antica sapienza ed inno alla mitica sopportazione del popolo italiano dei torti subiti dai "conquistadores" di turno, si evita il ricovero alla neurodeliri, in preda ad una fortissima crisi di identità. Tutto fa pensare, grazie all'opera meticolosa di ricerca ed approfondimento di fatti "oggettivi", che l'Italia sia avviata ad un irreversibile declino, tra le nazioni dell'Occidente. In sintesi, il libro narra come sia possibile dilapidare una montagna di denaro, senza produrre un solo risultato utile per la collettività. Con la conseguenza che in Europa scivoliamo inesorabilmente in fondo alle classifiche, per investimenti strutturali e sulla formazione di base ed avanzata. Scioccante sentirsi dire, attraverso le dichiarazioni di un supertestimone, come il raddoppio della Salerno-Reggio Calabria sia divenuto "il corpo di reato più lungo d'Italia", in quanto "percorso che disegna la spartizione del potere delle famiglie dominanti sul territorio", dove "la cartina stradale diventa un organigramma mafioso"! Verrebbe da dire che se l'Italia fosse una qualsiasi azienda si potrebbe legittimamente mettere fuori il cartello "Chiuso per fallimento"! Ma l'aspetto più drammatico deriva da quello che definirei il "generational divide", fenomeno davvero destabilizzante, per il quale il gray power (potere degli anziani) prevale sul green power, condannando i giovani, da un lato a sopportare l'enorme fardello di dover mantenere in futuro con il proprio lavoro due pensionati a testa e, dall'altro, ad essere esclusi dai processi decisionali che contano sulla redistribuzione delle risorse esistenti, che vanno a beneficio di chi il lavoro ce l'ha già, e a scapito di coloro che, essendo giovani e sostanzialmente non tutelati dalle lobbies sindacali, non hanno altra prospettiva di impieghi precari a vita. E poi, la decadenza irreversibile dell'Italia come attrattore di investimenti internazionali, il tutto dovuto ad una burocrazia asfissiante, che aggiunge intollerabili costi impropri a quelli normali d'impresa, con particolare riferimento alle procedure autorizzatorie ed ai tempi relativi, che da noi sono un multiplo insensato di quelli necessari in altri Paesi occidentali. Particolare rilevo viene dato da Stella e Rizzo allo stato comatoso della giustizia, descrivendo con dettagli e statistiche allarmanti lo stato di paralisi e di pessimo funzionamento degli uffici giudiziari, in cui, alla fine, i colpevoli o vengono condannati a pene detentive miti, in funzione dei generosi benefici di legge, oppure riescono a cavarsela grazie ai condoni ed alla decorrenza dei termini. E lì, il paragone con il sistema carcerario americano - dove anche i potenti vanno in galera quando sbagliano, soprattutto nel caso abbiano ingannato il Fisco!- ci fa capire esattamente quale sia l'incolmabile divario tra il nostro apparato di giustizia ed i sistemi dove la certezza della pena è garantita. Un disastro giustifica e si tira dietro di sé quello successivo, come la mancata selezione delle classi docenti, lo strapotere delle baronie universitarie, le chiusure corporative, soprattutto di tipo sindacale, che fanno sì che non sia possibile dare un giudizio di qualità sugli insegnamenti impartiti, premiando i docenti migliori. Altro aspetto dolente, legato a tutti precedenti, è quello degli Ordini professionali e dato che "chi tocca i fili muore!", finora malgrado le dichiarazioni provenienti dai due schieramenti politici contrapposti, nessuno (nemmeno le "lenzuolate" di Bersani!) è riuscito a cambiare sostanzialmente lo stato delle cose, tranne qualche ritocco marginale.

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<Assicurare i cittadini contro la criminalità> (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 27-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Nel dibattito sulla sicurezza andato in onda ieri sera su Telefriuli, Roberto Bardini, del Pdl, ha proposto compensazioni e maggiori controlli "Assicurare i cittadini contro la criminalità" Volpe Pasini: "Ci vuole la presenza della polizia municipale anche di notte, ma esula dalle mie competenze" (al.pi.) Secondo Roberto Bardini ci sono 160 mila euro di motivi per cui Diego Volpe Pasini non dovrebbe essere delegato alla sicurezza. "I tuoi gettoni come consigliere vengono pignorati per coprire 160 mila euro di evasione fiscale. Non sei affidabile né per il tuo passato né per il tuo presente". Il consigliere comunale del Pdl, nonché "aspirante" security manager, ha attaccato nuovamente Volpe Pasini sul curriculum giudiziario, ieri sera in un confronto su Telefriuli, ma ha ricevuto risposte pacate: "Pago coi gettoni l'Esattoria per i miei errori passati: è un fardello che mi porto dietro da anni. I miei gettoni tornano allo Stato". "Allora sei un benemerito? - non resiste a commentare ironicamente Bardini - Ma i gettoni ti vengono pignorati solo da ottobre. E il passato conta sempre, in relazione all'incarico pubblico". Il generale non ci sta: per una delega così delicata, ribadisce, ci vuole un curriculum specchiato e definisce Volpe Pasini "pericoloso" in quel ruolo. E allora tocca a Volpe Pasini rovesciare il tema: "Ci sono tuoi colleghi di partito che hanno curriculum peggiori: continua a far le pulci alla mia vita, ma falle anche ai tuoi". E al generale riconosce la legittimità delle posizioni "perché con Bardini ci siamo sempre confrontati faccia a faccia, da uomini con attributi". Il direttore di Telefriuli Alberto Terasso, che temeva uno scontro poco elegante tra i due, può tirare un sospiro di sollievo perché i toni rimangono pacati e Volpe Pasini si mostra in un'inedita versione "buonista". Poi si parla dei progetti concreti: sicurezza, che fare? Entrambi convinti che "Udine non è la Chicago anni '30" (come ha detto il generale), resta il fatto che per i cittadini conta anche l'insicurezza percepita. "Si dovrebbe stipulare un'assicurazione per compensare in parte i cittadini lesi nel loro patrimonio - propone il consigliere Pdl - E, per il controllo del territorio, un camper della polizia municipale dovrebbe circolare per la città di giorno e sostare vicino alla stazione di notte". "Ci vorrebbe la copertura della polizia municipale anche di notte - riprende Volpe Pasini - Ma esula dalle mie competenze. E Honsell dovrebbe proporre il vigile di quartiere. I cittadini, però, sono spaventati anche da quello che accade nei condomini e che la polizia non riesce a controllare. Credo nell'utilità della videoserveglianza". "La gente mi giudichi per quello che farò" conclude Volpe Pasini. E, stando agli sms che arrivano in trasmissione, sembra che loro, i cittadini, vogliano dargli questa possibilità, ma c'è anche chi scherza "La guardia la fanno i cani, non le volpi".

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<Tagli all'Università, Vizzon ci ripensi> (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 27-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Bertoncello: "Riducendo i fondi per la formazione dei giovani si dà un messaggio sbagliato". Sarto: "Il disagio c'è, ma ci sono altre soluzioni" "Tagli all'Università, Vizzon ci ripensi" PortogruaroÈ polemica sulla decisione del sindaco di San Michele al Tagliamento, Giorgio Vizzon, di cancellare dal bilancio comunale i finanziamenti all'Università di Portogruaro. L'annunciato stop ai finanziamenti al Polo Universitario deciso dal primo cittadino di San Michele ha creato diversi malumori tra i sindaci del Portogruarese. "Sbaglia e dimostra miopia - ha commentato il presidente della Conferenza dei sindaci e sindaco di Portogruaro Antonio Bertoncello - chi fa coincidere il Polo universitario, esperienza sulla quale si è misurata positivamente la capacità di progettare il futuro delle nostra amministrazioni, con un solo Comune". Al Polo di Portogruaro sono iscritti complessivamente 974 ragazzi. Di questi, molti provengono dal distretto sandonatese, altri dalla Provincia di Pordenone. Sono invece 285 quelli provenienti dai Comuni del mandamento di Portogruaro, ci cui 98 da Portogruaro, 46 da Concordia Sagittaria, 36 da Caorle, 28 da San Stino di Livenza, 24 da Fossalta di Portogruaro e 14 da San Michele. "Qui si tratta di un servizio reso ai cittadini più giovani e alle loro famiglie, un servizio di valore intrinseco al ruolo dell'Università stessa, che riguarda un intero territorio, che travalica e supera qualsiasi steccato campanilistico. Far passare il messaggio che i problemi dei cittadini si risolvono tagliando le risorse all'Università, una realtà che sta dando risposte a tutto il territorio - ha aggiunto - è assolutamente fuori luogo. Il problema dei costi della politica è reale e su questo anche gli enti locali, lavorando in sinergia e mettendo in rete le risorse a disposizione, sono chiamati a fare la loro parte. Tuttavia sono incomprensibili e totalmente contrari ad una politica del territorio questo tipo di tagli indiscriminati e a gestione in corso. Pensavo che rinchiudersi nell'ambito del proprio particolare fosse un modo di pensare e di agire oramai superato in virtù di un dibattito e di un confronto che negli anni ci aveva fatto fare diversi e significativi passi in avanti. Evidentemente, e lo sottolineo con rammarico, mi sbagliavo. In ogni caso, anche in presenza di una situazione sicuramente non facile per i continui tagli a cui sono sottoposti i trasferimenti e quindi le risorse a disposizione dei Comuni, ritengo che gli stanziamenti destinati alla pubblica istruzione e più in generale alla formazione dei nostri giovani debbano essere ad ogni costo mantenuti. Mi auguro che il sindaco di San Michele possa fare marcia indietro".Più cauto il commento del sindaco di Caorle, Marco Sarto. "Non voglio entrare nel merito della decisione presa dal primo cittadino di San Michele al Tagliamento. Posso confermare tuttavia - ha affermato - che anche i Comuni del litorale, spesso considerati tra i più ricchi, stanno vivendo un momento di particolare disagio legato alla scarsità delle risorse a disposizione per garantire i servizi minimi ai cittadini. Oggi un Comune deve farsi carico di diversi aspetti della vita delle persone, dalla sicurezza ai servizi sociali. Deve spesso assumersi compiti che dovrebbero invece essere garantiti dello Stato. Il disagio c'è ed è sentito a 360 gradi. Basta che un Comune, ad esempio, si trovi nella condizione di seguire dei soggetti disagiati che magari devono essere inseriti in strutture specializzate, per mandare in crisi un bilancio. Ecco perché si sceglie di mantenere le risorse nel proprio territorio. È vero però - ha concluso Sarto - che l'istruzione è una delle ultime cose da tagliare".Teresa Infanti.

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Consiglio comunale di Ferrara, esito della seduta (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 27-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

(27/5/2008 17:15) | (Sesto Potere) - Ferrara - 27 maggio 2008 - Interpellanze interrogazioni L'assessore Roberto Polastri ha risposto al consigliere Mauro Malaguti (AN-Pdl) in merito alle spese effettuate per la rivista Piazza Municipale. L'assessora Mascia Morsucci ha risposto alla consigliera Barbara Diolaiti (Verdi) in merito alla sostituzione di acqua in bottiglia con l'utilizzo di acqua di rubinetto Queste le delibere approvate Vicesindaco Rita Tagliati - Modifiche agli articoli 13 e 71 del Regolamento del Consiglio comunale Dopo l'illustrazione da parte dell'assessore Roberto Polastri sulla delibera sono intervenuti i consiglieri: Barbara Diolaiti (Verdi), Francesco Rendine (AN-Pdl). La delibera è stata approvata all'unanimità LA SCHEDA - Il provvedimento scaturisce (per quanto riguarda l'art. 13 – Gettoni di presenza e rimborso spese) dalla necessità di adeguare il Regolamento del Consiglio comunale alla Legge finanziaria 2008 che ha innovato in materia di gettoni di presenza da riconoscere ai consiglieri per le sedute del Consiglio e delle commissioni. Viene meno la possibilità per i consiglieri di chiedere la trasformazione del gettone di presenza in un'indennità di funzione e si preclude il diritto a percepire il gettone ai consiglieri che ricoprono la carica di parlamentari nazionali ed europei, nonché di consiglieri regionali. Per quanto riguarda l'art.71 – Comportamenti del pubblico e poteri di polizia in aula - un nuovo comma si aggiunge al testo originario e fa riferimento alla possibilità di riprendere le sedute consiliari. Tenuto conto del parere espresso dal Garante della comunicazione la tematica viene ora regolamentata come segue: “Le riprese audio, video o fotografiche delle sedute consiliari possono essere effettuate esclusivamente o con personale o con mezzi del Comune, oppure da parte di giornalisti o fotoreporter professionisti accreditati dalla presidenza del Consiglio.” Assessore Massimo Maisto -Modifica del provvedimento di Consiglio comunale concernente le modalità di determinazione e pagamento delle rette dei servizi di refezione e trasporto scolastico e dei Centri ricreativi estivi. Dopo l'illustrazione della delibera da parte dell'assessore Massimo Maisto sono intervenuti i consiglieri Pier Francesco Perazzolo (FI), Ilario Zamariolo (Sdi), Barbara Diolaiti (Verdi), Mirella Tuffanelli (PD). A seguito della replica dell'assessore Massimo Maisto sono intervenuti i consiglieri Liliano Cavallari (Io amo Ferrara), Pier Francesco Perazzolo (FI). La delibera è stata approvata. A favore hanno votato i gruppi Pd, Sdi, Prc, Pdci, Verdi; contro FI, Io amo Ferrara; astenuti AN-Pdl. LA SCHEDA - Resta invariato, per i servizi di refezione e trasporto scolastico e Centri ricreativi estivi, il meccanismo tariffario a fasce di valore Isee mentre viene attuato un aumento tariffario del 2% per tutte le fasce reddituali. Dal punto di vista regolamentare vengono introdotti due nuovi elementi. I non residenti del Comune di Ferrara (in precedenza collocati automaticamente nelle fasce alte di tariffazione) vengono ora equiparati ai residenti; per quanto concerne l'affidamento dei minori di 14 anni (prima e dopo la salita dallo scuolabus) viene inoltre data una migliore definizione di responsabilità. Una responsabilità che ricade sia sull'autista sia sulle famiglie. Questo in ottemperanza di quanto previsto dal Codice civile e da una sentenza della Cassazione del 2007 (che preveddono il reato di abbandono) ma soprattutto per garantire l'incolumità e la sicurezza dei ragazzi. D'ora in poi quindi, almeno un familiare dovrà affiancare il minore in attesa dell'arrivo del mezzo di servizio. Dovrà inoltre essere presente all'accoglienza: se questo non avverrà l'autista condurrà con sé il minore in autorimessa fino all'arrivo dei familiari. Assessora Mascia Morsucci -Rinnovo della concessione in comodato gratuito alla Lipu dell'area di proprietà comunale in via Porta Catena “Giardino delle capinere” e contestuale aumento del contributo. Dopo l'illustrazione della delibera da parte dell'assessora Mascia Morsucci sono intervenuti i consiglieri: Liliano Cavallari (Io amo Ferrara), Barbara Diolaiti (Verdi), Mirella Tuffanelli (PD). A seguito della replica dell'assessora Mascia Morsucci per dichiarazioni di voto è intervenuto Liliano Cavallari (Io amo Ferrara). La delibera è stata approvata con i voti a favore dei gruppi PD, Prc, Verdi, Sdi, Io amo Ferrara, AN-PdL; astenuti FI. LA SCHEDA – Viene rinnovata per i prossimi cinque anni all'associazione Lipu la concessione in comodato gratuito dell'area di 8100 metri quadrati di via Porta Catena denominata “Giardino delle Capinere”. La Lipu dovrà utilizzare l'area come giardino naturalistico e gli immobili esistenti come strumenti per perseguire le sue finalità istituzionali. La struttura continuerà pertanto a funzionare come centro di recupero di avifauna selvatica con ambulatorio, voliere interne ed esterne, come centro d'informazione e assistenza naturalistico-didattica per le scuole, come centro d'appoggio per le oasi naturalistiche Isola Bianca e Boscoforte, come centro faunistico-didattico (realizzando adeguate voliere esterne e utilizzando il laghetto esistente per mantenere in uno stato di vita dignitosa quegli animali ormai irrecuperabili ad una vita selvatica). Il Comune erogherà annualmente all'associazione 28.385 euro riservandosi le spese di manutenzione straordinaria dell'intero complesso. -Approvazione dei programmi annuali per l'anno 2008 delle installazioni fisse di telefonia mobile, degli apparati del sistema DVB-H e DAB da realizzare nel territorio comunale. Dopo l'illustrazione della delibera da parte dell'assessora Mascia Morsucci sono intervenuti i consiglieri: Barbara Diolaiti - Verdi (che ha presentato una risoluzione anche a nome dei gruppi PD, Prc, Sdi – approvata), Francesco Rendine (An-Pdl), Luciano Masieri (PD), Alex De Anna (Io amo Ferrara), Assessore Aldo Modonesi, Liliano Cavallari (Io amo Ferrara). A seguito della replica dell'assessora Mascia Morsucci per dichiarazioni di voto è intervenuto Liliano Cavallari (Io amo Ferrara). La delibera è stata approvata con i voti a favore dei gruppi PD, Prc, Pdci, Verdi, Sdi; contrari Io amo Ferrara; astenuti AN-Pdl, FI. -Individuazione delle zone non metanizzate del Comune di Ferrara ai fini dell'applicazione della legge 244/2007 e successive modifiche. La delibera è stata illustrata dall'assessora Mascia Morsucci. La delibera è stata approvata con i voti a favore dei gruppi PD, Verdi, Sdi, Pdci, Prc, AN-Pdl, FI; astenuti Io amo Ferrara.

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Comunità montane: al via la razionalizzazione, si passa da 13 a 9 (sezione: Costi dei politici)

( da "Quotidiano.it, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ancona | Minardi: "I servizi sul territorio non verranno alterati". L'assessore Minardi Da 13 a 9 Comunità montane , da 359 a 140 consiglieri, da 86 a zero assessori per un risparmio minimo previsto di 1.624.601 euro senza alterare i servizi al territorio. E' questo l'obiettivo della proposta di legge "Norme in materia di Comunità Montane e di esercizio associato di funzioni e servizi comunali" approvata ieri dalla giunta nell'ambito dei precisi vincoli imposti dallo Stato, tra cui la riduzione della spesa, e presentata oggi dall'assessore agli enti locali Luigi Minardi. Tra le altre novità più importanti del provvedimento, la semplificazione normativa (sono stati abrogati tutte le altre leggi ed articoli del settore), il passaggio da leggi di principio ad una legge che impegna l'amministrazione regionale e provinciale concretamente nei confronti dei cittadini delle aree montane, gli incentivi per una gestione associata dei servizi e il ruolo esecutivo dei sindaci, responsabili del controllo sui servizi che delegheranno. "Siamo arrivati a questo testo dopo esserci confrontati con l'Anci, l'Uncem, la Lega delle autonomie locali, l'Unione dei Comuni e i sindacati - spiega l'assessore - Abbiamo lavorato con molte difficoltà perché mancavano, a causa della crisi di governo, i referenti nazionali, ma contiamo di confrontarci al più presto con il nuovo Ministro. In ogni caso siamo convinti della bontà del lavoro fatto. Ora si aprirà l'iter per l'approvazione della pdl: ci saranno le audizioni in Commissione, il parere del Consiglio delle autonomie locali e poi il voto in consiglio regionale. La nostra priorità è stata quella di salvaguardare i servizi pur nell'ambito della razionalizzazione economica. Il numero delle Comunità non è immutabile. Se in Commissione dovesse passare a dieci nel rispetto dell'equilibrio economico non mi scandalizzerei. Per quanto ci riguarda riteniamo però che 9 sia il numero ottimale". La riduzione del numero complessivo delle Comunità è stato effettuato in base a specifici indicatori tra cui la dimensione territoriale, la dimensione demografica, l'indice di vecchiaia, il reddito medio procapite. "Potevamo fare la scelta drastica di una Comunità per provincia - ha aggiunto ancora Minardi - ma non sarebbe stato equo. Mentre ad Ancona, Ascoli e Fermo infatti questi enti raggruppano pochi Comuni, Macerata e Pesaro ne hanno rispettivamente 39 e 40. Un sovraffollamento che non avrebbe garantito una fluida gestione dei servizi, che invece come già detto, è per noi una priorità". Organi delle nuove Comunità montane saranno il presidente, la giunta comunitaria composta da due vicepresidenti e dai sindaci dei Comuni appartenenti alla Comunità, il consiglio comunitario. Quest'ultimo e la giunta verranno eletti all'interno di un'assemblea formata dai consiglieri comunali dei Comuni appartenenti alla Comunità montana. L'assemblea avrà esclusiva funzione di seggio elettorale e si scioglierà immediatamente dopo. Il consiglio comunitario sarà formato da un numero di consiglieri pari al numero dei Comuni appartenenti alla Comunità montana aumentato di un terzo e arrotondato per eccesso. Ogni Comunità individuerà inoltre al suo interno una città leader che coinciderà con quella di maggiori dimensioni e in grado di garantire più servizi anche al resto del territorio. "Abbiamo chiesto - ha commentato Minardi in relazione al ruolo abolito degli assessori - un passo indietro alla politica ma non vogliamo eliminare del tutto figure che, al contrario dei sindaci più legati alla loro realtà, sono portatori di valori e necessità collettive. Questo sarà il compito dei presidenti e dei loro vice". Cambiano anche le indennità: i consiglieri prenderanno un gettone di presenza a seduta pari a 22 euro. I vicepresidenti non potranno percepire più di 500 euro lordi mensili. Per i presidenti a seconda dell'ampiezza della Comunità sono previsti in media 1500 euro lordi mensili. 27/05/2008.

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COMUNITA' MONTANE: LE MARCHE TAGLIANO 1, 6 MLN, SARANNO SOLO 9 (2) (sezione: Costi dei politici)

( da "Agi" del 27-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ancona COMUNITA' MONTANE: LE MARCHE TAGLIANO 1, 6 MLN, SARANNO SOLO 9 (2) (AGI) - Ancona, 27 mag. - La riduzione del numero complessivo delle comunita' montane delle Marche e' stato effettuato dalla Regione in base a specifici indicatori, tra i quali la dimensione territoriale, la dimensione demografica, l'indice di vecchiaia, il reddito medio procapite. "Potevamo fare la scelta drastica di una comunita' per provincia - ha fatto sapere l'assessore competente, Luigi Minardi -, ma non sarebbe stato equo. Mentre ad Ancona, Ascoli e Fermo infatti questi enti raggruppano pochi comuni, Macerata e Pesaro ne hanno rispettivamente 39 e 40. Un sovraffollamento che non avrebbe garantito una fluida gestione dei servizi, che invece e' per noi una priorita'". Organi delle nuove comunita' montane saranno il presidente, la giunta comunitaria composta da due vicepresidenti e dai sindaci dei comuni appartenenti alla comunita', il consiglio comunitario. Quest'ultimo e la giunta verranno eletti all'interno di un'assemblea formata dai consiglieri comunali dei comuni appartenenti alla comunita' montana. L'assemblea avra' esclusiva funzione di seggio elettorale e si sciogliera' immediatamente dopo. Il consiglio comunitario sara' formato da un numero di consiglieri pari al numero dei comuni appartenenti alla comunita', aumentato di un terzo e arrotondato per eccesso. Ogni comunita' individuera', inoltre, al suo interno una citta' leader, che coincidera' con quella di maggiori dimensioni e in grado di garantire piu' servizi anche al resto del territorio. "Abbiamo chiesto - ha risposto Minardi in relazione al ruolo abolito degli assessori - un passo indietro alla politica, ma non vogliamo eliminare del tutto figure che, al contrario dei sindaci piu' legati alla loro realta', sono portatori di valori e necessita' collettive. Questo sara' il compito dei presidenti e dei loro vice". Cambiano anche le indennita': i consiglieri prenderanno un gettone di presenza a seduta pari a 22 euro; i vicepresidenti non potranno percepire piu' di 500 euro lordi mensili. Per i presidenti, a seconda dell'ampiezza della comunita', sono previsti in media 1500 euro lordi mensili. (AGI).

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"Abbiamo agito nel rispetto della legge" (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Bova, presentando il "dossier" Corecom REGGIO CALABRIA. "I fatti ci hanno testimoniato che eravamo nella legge". Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, si è espresso durante una conferenza stampa per presentare il "dossier" Corecom, una vicenda che ha impegnato con dure polemiche mediatiche l'ultimo anno di attività istituzionale della Regione. Bova, che era affiancato dal portavoce, Giampaolo Latella, dal segretario generale del Consiglio, avv. Giulio Carpentieri e dal capo di gabinetto, avv. Giuseppe Strangio, ha fatto avere ai giornalisti presenti una corposa documentazione attestante i vari gradi di giudizio, ordinanze di tribunali ordinari ed amministrativi e una delibera del Garante delle Comunicazioni, tutte uniformate al rigetto dei vari ricorsi presentati nel tempo da quattro ex componenti dell'organismo. "La questione era nata - ha ricordato Bova - a seguito della decisione del Consiglio regionale di ridurre da cinque a tre il numero dei componenti il Corecom regionale. Su questa decisone si era innestata una serie di ricorsi, accompagnata da una campagna mediatica, da parte di quattro ex membri dell'organismo, che avevano avuto anche l'appoggio di alcuni parlamentari, per accreditare persino l'incostituzionalità del provvedimento. Da parte nostra - ha detto il presidente del Consiglio - avevamo tenuto un atteggiamento sobrio, nell'attesa che le varie contestazioni producessero i loro effetti. Però, né il Governo, né l'Agicom, nonostante fortissime pressioni, decisero nel senso richiesto dai ricorrenti. Undici ricorsi che non hanno mai trovato un solo magistrato che ne accogliesse i contenuti e prodotti nel vano tentativo di bloccare un processo di riforma e di riduzione dei costi della politica. Un esempio, il nostro - ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale - che è stato ben presto seguito da altre Regioni". Il presidente Bova, nel prosieguo della conferenza stampa, si é soffermato sull'attuale momento politico- istituzionale ed ha rammentato che "nel 2004 si spendevano 15 milioni di euro per il funzionamento delle strutture dei gruppi consiliari, mentre l'ultima norma riduce a cinque milioni quell'impegno finanziario. Le somme risparmiate - ha detto Bova - saranno destinate ad accrescere la disponibilità di finanziamento delle borse di studio per i giovani calabresi più meritevoli. Un progetto su cui saranno riversati ulteriori tre milioni di euro di fondi europei, una cifra che supera complessivamente l'intera posta assegnata dal resto delle Regioni d'Italia per simili iniziative". Bova ha affermato, inoltre, che "il Consiglio regionale farà concorsi pubblici con modalità che rimarranno nella storia, con criteri e metodi secondo cui nessuno potrà dire di essere meno degli altri, se non per questioni di merito, selezionando il personale in maniera trasparente". Parlando di federalismo fiscale, Bova ha detto che "si tratta di un problema molto serio. Alcune regioni avranno di più, altre, come la Calabria, significativamente di meno. Niente ci verrà regalato". Sulla decisione del Governo centrale di dirottare i fondi destinati a Fintecna per importanti infrastrutturazioni del Mezzogiorno, in particolare della Calabria e della Sicilia, verso la copertura del taglio dell'Ici, il presidente del Consiglio regionale ha detto "di essere convinto, senza strumentalizzazioni o polemiche, che bisogna mantenerne la destinazione originaria, ed il Consiglio regionale, nelle forme che riterrà opportuno, ha il dovere di sostenere l'impegno originario di quei fondi". Infine, Giuseppe Bova, sulla scelta di optare per il Parlamento europeo, ha reso noto che "la questione è oggetto di discussione anche con i gruppi della maggioranza. Se mi si chiede di restare non farò certamente due cose insieme. C'é una riflessione politica in corso. Insieme a questo voglio però dire, per sgombrare il campo da malevole interpretazioni, che il Consiglio regionale ha già deciso da tempo, in casi simili, la corresponsione di una sola indennità di carica".

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