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27-3-2008 #TOP
IN EVIDENZA
L’Italia è un paese davvero strano. Qui chi fa politica
politicante tenta di spiegare alla gente di strada (quella che suda e viaggia
sul trasporto pubblico) che le ferrovie sono inutili e piene di esuberi, che
l’Alitalia non serve più agli italiani e che traghetti ed autostrade sono un
optional. Tutti enti inutili quelli del trasporto o serve buttare giù la merce
per venderla meglio agli amici di amici? Sarebbe oltremodo facile rispondere in
maniera qualunquistica a questa vecchia domanda. In Italia è costume far
passare per utile ciò che è inutile e viceversa. Così dal primo gennaio 2008 le
funzioni dell’Ufficio italiano dei cambi (Uic) sono confluite nella Banca
d’Italia. Un piccolo particolare, la Lira non è più in voga dal 2001 e per
circa sette anni in Uic centinaia di persone si sono girate i pollici. Una
specie di comoda attesa mentre correva uno stipendio equiparabile alla
dirigenza della Presidenza della Repubblica (17 mensilità più i benefit di
rango). Quelli dell’Ufficio italiano cambi si sono trasferiti da via Quattro
fontane a via Nazionale? Niente di tutto questo. La Banca d’Italia ha assorbito
la sede dell’Uic, elevando tutti al rango di funzionari e dirigenti
dell’istituto che dovrebbe vigilare sul credito. Forse in maniera un po’
burlona, visto che in Calabria, Puglia, Basilicata e Campania persino gli
occultisti (i maghi) risultano soci fondatori di banche popolari.
Siamo un paese fantasioso, certe storie fanno ridere e mettono di buon umore.
Banca d’Italia, Uic ed authority varie dovrebbero controllare mercato e borsa,
purtroppo sono avvinghiate nella stessa logica politica. Non è certo un mistero
che i presidenti delle authority abbiano studiato nelle stesse scuole ed
università degli imprenditori che controllano, dei dirigenti di Bankitalia e di
Uic. Frequentano gli stessi circoli. Assumono i rispettivi figli. In sostanza,
non si pongono a vicenda alcun serio ostacolo. Infatti le autorità non hanno
abbassato le tariffe, le hanno lasciate immutate nel tempo: in pochissimi
settori la politica ha strombazzato benefici ai quattro venti, ed è avvenuto
perché sul consumatore è ricaduta un tantinello di buona vecchia competizione.
Ma torniamo alla trimurti dell’inutile (Bankitalia-Uic-Consob). La Banca
d’Italia, con 8400 dipendenti, appare nettamente sovradimensionata rispetto
alle altre due autorità. Ed immaginarsi che dal primo gennaio, dopo aver
incorporato l’Uic, ha superato i 10mila dipendenti. Ma l’ufficio pubbliche
relazioni nega ogni nuova su assunzioni e riorganizzazione degli uffici. C’è
chi come Tabacci (ora vertice del partito la Rosa Bianca) propone che i
dipendenti dalla Banca d’Italia scivolino nelle altre autorità (con revisione
al ribasso degli stipendi). Ma la casta della dirigenza bancaria non ci sta.
Tabacci propone di dirottare qualche migliaio d’esuberi (ben remunerati) verso
l’Amef, la nuova Consob. Attualmente quest’ultima ha 400 dipendenti, con
contratti da capogiro.
Nata nel 1974 con funzioni di vigilanza, la Commissione nazionale per le
società e la Borsa (Consob) è l’Autorità pubblica di controllo e
regolamentazione dei mercati finanziari. Al suo vertice c’è un organo
collegiale, composto da un presidente e quattro commissari: tutti professori
universitari legati a governi e vertici confindustriali. La Consob non viaggia
da sola, opera in parallelo con la Banca d’Italia: la prima dovrebbe garantire
trasparenza e correttezza dei comportamenti, la seconda stabilità patrimoniale
e contenimento del rischio di sistema. Entrambe sono sotto la supervisione del
ministero del Tesoro. Sarebbero tenute a comunicare tra loro le irregolarità ed
i provvedimenti presi durante l’attività di tutela dei risparmiatori. Ma
nessuna di queste autorità è riuscita ad evitare che la gente di strada venisse
arrotata dalla Parmalat e dai bond argentini (solo per citare esempi storici).
Anzi la Consob si sveglia sono per boicottare le imprese non legate al salotto
buono prodiano e confindustriale. Della serie evitiamo che i piccoli crescano
e, soprattutto, che il piccolo risparmiatore viva tranquillo. Ma degli esuberi
in Consob e Bankitalia nessuno parla, anche perché la gente che conta (che sta
gestendo l’affare Alitalia) ha parenti sia in via Nazionale che in via Quattro
fontane.
Santini:
Noi senatori ricchi? Prendiamo 5.000 euro al mese
( da "Trentino"
del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: presenza di meno politici di professione crediamo sia più facile lavorare per tagliare i costi della politica. Sarebbe un segnale importante". Muraro: "La mia ricetta sarebbe semplice. Tagliare della metà sia il numero dei deputati che quello dei senatori. Si sarebbe già dato un segnale importante alla gente che, in efftti, ha una idea altrimenti sempre più simile a quella di casta".
Nel
bilancio la spesa più alta è per la "macchina" comunale
( da "Stampa,
La" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: che percepiranno un gettone di presenza di 24,12 euro a seduta. In apertura di Consiglio è stata annunciata la nascita del Partito democratico, al quale hanno aderito i Ds e la Margherita; il nuovo capogruppo è Gianni Fogliato. L'assessore regionale Bruna Sibille, consigliere del gruppo neo costituito, ha ringraziato il collega di partito Claudio Gallizio,
Guerra
ingaggiato dall'acegas la mia esperienza per salvarsi
( da "Nuova
Venezia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: porterò la mia esperienza e la mia voglia di vincere. Avrei voluto lottare anche quest'anno per la promozione, cercherò di aiutare l'Acegas a salvarsi. Questa stagione è andata così, dopo l'esperienza di Sassari, ho sempre continuato ad allenarmi. Voglio ringraziare coach Emilio Greco e i dirigenti del Marcon che, in queste ultime settimane, mi hanno accolto a braccia aperte,
La
città della salute è scomparsa tante parole, ma nessun progetto - marco
trabucco ( da "Repubblica, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: sia essa una riforma costituzionale o la costruzione di un cavalcavia. Così sembra essere stato anche questa volta: la commissione, assicurano tutti, lavora regolarmente. E, se questo può consolare, sembra non garantisca gettoni di presenza a chi ne fa parte. Ma la Città della Salute è scomparsa dalla pagine dei giornali così come dalle chiacchiere di assessori e primari.
Report
Il prezzo della politica spiegato da Iovene, autore della Gabanelli
( da "Riformista,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: si pronunciò a favore dell'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti". Tangentopoli era appena scoppiata, devastando la prima repubblica: "Da allora la politica si è sempre data da fare per aggirare quel voto popolare. La prima mossa fu fatta nel 1997 con la donazione volontaria del quattro per mille.
L'ultima
battaglia di Larry ( da "Manifesto, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Da notare che tra i punti salienti della piattaforma di ChangeCongress c'è l'introduzione negli Stati uniti di un sistema di finanziamento pubblico delle spese elettorali. Proprio quello che da noi, di questi tempi, viene spesso inserito sotto la voce "costi della politica" e considerato uno spreco da eliminare in favore di un sistema "all'americana".
Roma,
10:17 - COSTI POLITICA: BERTINOTTI E MARINI, SPESE TAGLIATE
( da "Repubblica.it"
del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Per
il 2008 un bilancio senza aggravi
( da "Corriere
Adriatico" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Non sono state incrementare le tariffe dei servizi in corso, l'addizionale Irpef e l'Ici sulla prima casa. Nei confronti degli anziani, abbiamo riconfermato il taglio del costo della politica per agevolare nel pagamento dell'Ici gli ultrasessantacinquenni proprietari della prima abitazione allargando la fascia di merito.
Edilcost,
serve il pieno per i cento gettoni di Bucci
( da "Corriere
Adriatico" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: serve il pieno per i cento gettoni di Bucci OSIMO Cento volte Ryan Bucci. La guardia italo-americana festeggerà domenica contro il Fossombrone le cento partite in campionato con la maglia della Robur. Il soldato Ryan si appresta così ad eguagliare il traguardo già raggiunto dal compagno di squadra Rezzano.
Mancano
ormai meno di tre settimane ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: che il costo della politica sarà dimezzato, che i privilegi della "casta" saranno azzerati, che le auto blu e le scorte saranno centellinate, che le sedi personali dei parlamentari, nella capitale, dove arriva ogni ben di Dio, dall'ultima generazione di computer alla gomma per l'inchiostro, mentre i comandi di Polizia e dei Carabinieri,
Politica:
<Nessun aumento delle tasse>
( da "Sannio
Online, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Politica: "Nessun aumento delle tasse" Pubblicato il 27-03-2008 "La riduzione dei trasferimenti non porterà maggiori tasse". Da qui parte Luigi Boccalone, assessore alle Finanze del Comune, per fornire una ulteriore chiave di lettura ai dati emersi dall'indagine curata dall'Ufficio Studi della Cgia di Mestre e,
<La
Feltrina servizi? Una scusa fantasiosa>
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: perché poi affioreranno di sicuro gettoni di presenza, trasferte, e via dicendo; potrebbero economizzare sui costi della loro stessa amministrazione, perché molte cose sono in grado di farsele; potrebbero offrire i loro servigi anche al di fuori della Cmf; avrebbero maggior facilità ad individuare e porre in opera eventuali migliorie del servizio;
Ricerca
e industria girano a vuoto se non fanno Rete
( da "Villaggio
globale.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: degli investimenti nel settore delle rinnovabili registrato negli ultimi anni è frutto degli incentivi messi in atto dai Governi per ammortizzare i costi elevati, ma anche dell'apporto di finanziamenti da parte di soggetti privati, molti dei quali provenienti dai fondi di Venture Capital1 e Private Equity2 che investono in iniziative che non rappresentano ancora un business maturo.
LA
SUPERCASTA DELLO SPRECO BERNARDO IOVENE ("REPORT") SVELA IL PREZZO
DELLA POLITICA: 8 MILIARDI FANNO UNA LEGGE PER REGOLARIZZARE GLI OPERAI E POI
HANNO L'ASSISTENTE AL NERO ( da "Dagospia.com"
del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: si pronunciò a favore dell'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti". Tangentopoli era appena scoppiata, devastando la prima repubblica: "Da allora la politica si è sempre data da fare per aggirare quel voto popolare. La prima mossa fu fatta nel 1997 con la donazione volontaria del quattro per mille.
Il
Cavaliere all'attacco: "La Rai è in mano alla sinistra"
( da "Panorama.it"
del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: accusa Veltroni e Di Pietro di percepire già una pensione e per questo di non essere in grado di tagliare i costi della politica: "Promettono di tagliare i costi della politica e poi prendono due pensioni, una da parlamentare e l'altra da magistrato. E questi dovrebbero tagliare i costi della politica? Non ho mai visto dei tacchini presentare una mozione per anticipare il Natale".
Enea:
solo 20 mln euro per rinnovabili su venture capital
( da "Vita
non profit online" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: settore delle rinnovabili registrato negli ultimi anni -prosegue l'esperto- e' frutto degli incentivi messi in atto dai Governi per ammortizzare i costi elevati, ma anche dell'apporto di finanziamenti da parte di soggetti privati, molti dei quali provenienti dai fondi di Venture Capital e Private Equity che investono in iniziative che non rappresentano ancora un business maturo"
L'agonia
dei Cdz coi fondi dimezzati ( da "Provincia di Lecco, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: anno ciascuno (gli altri la metà perché lavorano), che i consiglieri prendono il seppur minimo gettone di presenza, che ci sono costi di riscaldamento e della segretaria oltre che della cancelleria (1.500 euro all'anno), insomma i Cdz sono diventati ormai solo un costo. Forse sarebbe stato meglio staccare subito la spina. 27/03/2008.
( da "Trentino" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Santini: "Noi
senatori ricchi? Prendiamo 5.000 euro al mese" TRENTO. Dura vita da senatore?
A sentire Giacomo Santini, del resto d'accordo per il resto nel tagliare i
costi della politica, non è tutto oro quello che
luccica: "Da Palazzo Madama alla fine portiamo a casa, tolte le spese e le
indennità accessore, 5000 euro al mese. Non una fortuna. Dai 13 mila euro
mensili che lo Stato spende per noi vanno tolte le spese di segreteria, i
viaggi, ecc.ecc. Altri sono gli scandali all'interno del Palazzo. Ci sono
dirigenti inamovibili che a Roma hanno indennità altissime e che usufruiscono persino
dell'auto blu. Credo sia sacrosanto invece togliere i vitalizi che non hanno
senso e che creano giustamente scandalo". Per Trentini, Udc, c'è bisogno
di aprire la politica alla società civile: "Con
al presenza di meno politici di professione crediamo sia
più facile lavorare per tagliare i costi della politica. Sarebbe
un segnale importante". Muraro: "La mia ricetta sarebbe semplice.
Tagliare della metà sia il numero dei deputati che quello dei senatori. Si
sarebbe già dato un segnale importante alla gente che, in efftti, ha una idea
altrimenti sempre più simile a quella di casta". Trentini:
"Giusto dimezzare il numero degli eletti. Siamo sinceri, il Parlamento
italiano ha un surplus di eletti. La ricetta per dimezzare i costi della politica è facile". Muraro: "Si potrebbe così fare
rinunciare ai privilegi. Tessere gratis di qua, viaggi pagati e via dicendo.
Non sarebbe sufficiente solo l'indennità?". Santini: "Ripeto, cari
colleghi. Non è tutto oro quello che luccica. Si riveda invece il modo di
calcolare la pensione, sarebbe più giusto se ognuno avesse mantenuto la
posizione contributiva che aveva nella vita lavorativa, prima di essere
eletto". Bertolini: "Tagliare, senza dubbio, usando il rasoio di
Ockham. Troppi gli sprechi ed i costi che la gente che non arriva alla terza
settimana del mese con il proprio stipendio non può comprendere".
Casanova: "Rivedere tutti i meccanismi legati alle retribuzioni e alla
contribuzione della politica è un imperativo. Dobbiamo
concentrarci su questo aspetto, ma chi è in Parlamento se ne guarda bene dal
toccarlo". Santini: "Scusate io l'ho fatto. E' agli atti, ma come mi
sono alzato dal mio banco mi hanno guardato tutti male. E nessun giornale ha
scritto una riga".
( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
BRA. APPROVATO IERI
POMERIGGIO Nel bilancio la spesa più alta è per la "macchina"
comunale [FIRMA]VALTER MANZONE BRA Il bilancio di previsione 2008 pareggia su
35.102.535 euro, lascia invariate Ici e Tarsu e non ritocca neppure
l'Addizionale Irpef, che rimane allo 0,6% (cambia solo la soglia di esenzione
che passa da 8 mila a 8.500 euro). L'assessore competente Claudio Lacertosa,
leggendo l'articolata relazione tecnica, al Consiglio comunale, convocato ieri
nel primo pomeriggio, ha detto: "Toccherà alla Giunta formulare un
dettagliato piano esecutivo di gestione e attribuire ai dirigenti delle varie
Ripartizioni i budget per il conseguimento degli obiettivi". E scorrendo
il riepilogo per programmi, riferiti solo al 2008, si nota subito cha la spesa
maggiore è quella per il funzionamento della macchina comunale (quasi 11 milioni
di euro) dei quali 6.969.830 per il personale, con una riduzione dello 0,55%
rispetto alla spesa sostenuta nel 2007. Il capitolo delle opere pubbliche ha
una grossa consistenza con i suoi 6.627 mila euro, seguito dall'assistenza
sociale (1.777 mila euro), dal Turismo e sport (1.297 mila euro), pubblica
istruzione e assistenza scolastica (1.120 mila euro) e dai budget delle altre
Ripartizioni. Il Centro fiere, al posto del mercato coperto di piazza XX
Settembre, richiede un impegno di spesa di 12 milioni di euro, che si
dovrebbero reperire con l'intervento di privati, mentre sono stati destinati i
soldi per il primo lotto della nuova Elementare della Veneria; 580 mila euro
sono invece accantonati per la realizzazione del "centro benessere"
alla Zizzola e un altro milione per realizzare il primo lotto della copertura
della ferrovia. Manutenzione e la riqualificazione di edifici pubblici sono un
altro capitolo importante:Trevisan, magazzino comunale, Uffici anagrafe, strade
e i marciapiedi, completamento della pista ciclabile di strada Cà del Bosco,
del cimitero cittadino e fognatura di via Molineri. Inoltre la delibera
contiene anche le nuove diarie per il presidente del Consiglio comunale (757,50
euro al mese) e per i consiglieri, che percepiranno un
gettone di presenza di 24,12 euro a seduta. In apertura di Consiglio è stata
annunciata la nascita del Partito democratico, al quale hanno aderito i Ds e la
Margherita; il nuovo capogruppo è Gianni Fogliato. L'assessore regionale Bruna
Sibille, consigliere del gruppo neo costituito, ha ringraziato il collega di
partito Claudio Gallizio, che ha svolto questo incarico per molti anni.
Il documento finanziario è stato approvato: contraria la minoranza, non ha
preso parte al voto il consigliere di maggioranza Pier Giorgio Pirra.
( da "Nuova Venezia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
L'EX CAPITANO TROVA
"CASA" IN B/2 Guerra ingaggiato dall'Acegas "La mia esperienza
per salvarsi" MESTRE. Massimo Guerra trova "casa". Chiusa la
parentesi a gettone alla Dinamo Sassari in LegaDue, la guardia veneziana è
stata ingaggiata per gli ultimi tre mesi dall'Acegas Trieste, che milita nel
girone B della serie B/2, occupando il penultimo posto (16 punti) insieme a
Oderzo, dopo la sconfitta del Taliercio (69-75) nel turno prepasquale. Un
corteggiamento che durava da tempo, soprattutto dopo che il club giuliano aveva
risolto il contratto con Claudio Bonaccorsi. Guerra aveva iniziato la stagione
da capitano dell'Umana Reyer, giocando le prime sei partite prima di venire
sostituito con Carrizo, indossando per 8 gare, tra gennaio e febbraio, la
casacca di Sassari (34' e 9 punti realizzati) in LegaDue. Massimo Guerra è
arrivato ieri a Trieste, società nella quale ha giocato per tre stagioni, dal
1995 al 1998, con 95 presenze e 1.205 punti realizzati, ha pranzato con coach
Piero Pasini, oggi sosterrà il primo allenamento e domenica esordirà al
PalaTrieste contro la Carichieti. "Trieste è la soluzione ideale per
chiudere questa stagione - ha spiegato Massimo Guerra - sono vicino a casa,
arrivo in una città che conosco e dove ho lasciato tanti amici. Avevo altre
opzioni, anche in B d'Eccellenza, ho scelto Trieste per dare una mano
all'Acegas a salvarsi nei playout. La situazione non è ottimale, porterò la mia esperienza e la mia voglia di vincere. Avrei
voluto lottare anche quest'anno per la promozione, cercherò di aiutare l'Acegas
a salvarsi. Questa stagione è andata così, dopo l'esperienza di Sassari, ho
sempre continuato ad allenarmi. Voglio ringraziare coach Emilio Greco e i
dirigenti del Marcon che, in queste ultime settimane, mi hanno accolto a
braccia aperte, permettendomi di lavorare". (m.c.).
( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina VII - Torino
Funziona la "tela di Penelope" dei baroni di Medicina: va invece
avanti il piano per corso Bramante La Città della Salute è scomparsa tante
parole, ma nessun progetto MARCO TRABUCCO Dov'è finita la Città della Salute?
Un anno fa in città non si parlava d'altro, la si era collocata ovunque prima
al Lingotto, poi in piazza d'Armi, poi ancora Collegno, infine un po' a
sorpresa a Grugliasco dove per la Regione il nuovo centro sanitario
d'avanguardia del Piemonte aveva trovato la sua collocazione definitiva. Tanto
definitiva che cominciavano a circolare le prime bozze di progetti che vedevano
avveniristiche costruzioni a stella o a pentagono sorgere a pochi passi
dall'attuale polo universitario grugliaschese e prospettavano anche quali tipi
di specialità mediche avrebbero avuto l'onore di entrare nel nuovo ospedale e
quali invece esserne escluse. Le polemiche non erano mancate: lo scontro
principale era stato tra piazza Castello e l'Università con Mercedes Bresso e
Andrea Bairati allora assessore con delega all'edilizia sanitaria e i Ds che
spingevano per la localizzazione a Grugliasco. E con l'ateneo (ma anche il
centrodestra e la Margherita) a fare resistenza. Una resistenza lanciata dalla
facoltà di Medicina ma che aveva trovato, dopo qualche tentennamento, il pieno
appoggio del rettore Ezio Pelizzetti (che su questo tema si è giocato la
possibile riconferma). Si è parlato di soldi in arrivo (oltre 200 milioni di
euro) e per elaborare il progetto (e comporre i contrasti tra Università e
Regione) si è costituita una commissione ad hoc. Ora, si sa, le commissione
sono in Italia il miglior strumento in Italia per affossare qualsiasi
operazione, sia essa una riforma costituzionale o la
costruzione di un cavalcavia. Così sembra essere stato anche questa volta: la
commissione, assicurano tutti, lavora regolarmente. E, se questo può consolare,
sembra non garantisca gettoni
di presenza a chi ne fa parte. Ma la Città della
Salute è scomparsa dalla pagine dei giornali così come dalle chiacchiere di
assessori e primari. Anche ieri, a precisa domanda, sia la presidente
Bresso sia il vice Paolo Peveraro (che nel frattempo ha ereditato da Bairati la
delega all'edilizia sanitaria e che dell'ipotesi Grugliasco sembra meno
entusiasta) si sono limitati ad assicurare che "l'idea va
avanti"". Senza soldi? "Non ha senso fare mutui per qualcosa che
ancora non ha un progetto. Quando sarà pronto i soldi ci saranno" ha
garantito la presidente. Già, ma quando? Per dare il loro sì (che somiglia
molto a un nì) a Grugliasco, i baroni di Medicina hanno infatti giocato a far
come Penelope con le Molinette nel ruolo della tela: le faranno disfare e
rifare un po' ogni anno. Per trasformarle ala fine in un'altra cosa magari
proprio in una Città della Salute, senza che nessuno se ne accorga. Così
l'unica certezza che si è avuta ieri (sempre dalle parole di Bresso) è che la
famosa "torre della chirurgia" che dovrà riunire tutte le sale operatorie
del grande ospedale di corso Bramante in un unico edificio, sarà costruita tra
breve tempo. Costerà non meno di un centinaio di milioni di euro e quasi
altrettanti serviranno a rimettere all'onor del mondo altri reparti delle
Molinette (e del San Luigi di Orbassano dove nel frattempo è nata la seconda
facoltà di Medicina). E con l'ospedale di corso Bramante rivestito a festa (a
suon di milioni di euro) chi oserà riproporre una Città della Salute a
Grugliasco?.
( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Report Il prezzo
della politica spiegato da Iovene, autore della
Gabanelli Il vero scandalo sono i trecentomila consulenti Così sistemano i
politici trombati, dalla Calabria vengono spostati fino a Milano. Il tutto
costa due miliardi l'anno "Non ci credi eh?". Risata amara.
"Comunque hai scritto bene: diecimila commissari straordinari che costano
un miliardo di euro all'anno". Bernardo Iovene ha cinquant'anni e fa il
giornalista free-lance. Casertano di provincia, vive a Bologna e lavora per
Report di Milena Gabanelli, la trasmissione di inchieste tv più famosa d'Italia,
che va in onda su Raitre. Per Report , Iovene da anni spulcia i costi della politica. Carte alla mano, le cifre che dà fanno venire il
mal di testa. Numeri da capogiro. Un lavoro certosino che nell'autunno dello
scorso anno è finito anche in un libro con tanto di dvd: Cara Politica edito da
Bur e Rai Trade e firmato da Gabanelli con Iovene, Giovanna Boursier e Sabrina
Giannini . Il sottotitolo è: Come abbiamo toccato il fondo . Il conto generale.
In virtù di tutto questo la prima domanda della conversazione con Iovene
spaventerebbe chiunque: "Quanto costa la politica
in Italia?". Pausa. Risposta: "Cominciamo: il personale politico tra
Senato, Camera, province, regioni, comuni e altri enti arriva a quattro
miliardi di euro. Per le consulenze a tutta la pubblica amministrazione,
l'unico dato disponibile è quello relativo al 2004: poco più di un miliardo di
euro. Un altro miliardo serve per pagare i commissari straordinari, che sono
diecimila. La cosa incredibile è che i commissari dovrebbero sostituire la politica per risolvere i problemi, tipo i rifiuti a
Napoli". Altra risata amara. Totale, sinora: sei miliardi di euro. Ma la
conta non è finita: "Poi ci sono i bilanci di Camera e Senato, di cui solo
una parte è impiegata per pagare i parlamentari. Quello di Montecitorio, che
risale all'anno scorso, è di un miliardo di euro. Quello di Palazzo Madama è la
metà, relativa però al 2006: 527 milioni di euro. Infine ci sono i rimborsi
elettorali; i finanziamenti alla stampa di partito, tra cui ci siete anche voi
del Riformista , e i contributi ai gruppi parlamentari: un altro mezzo miliardo
circa di euro". Il totale definitivo, allora, è otto miliardi di euro,
sedicimila in lire, cui però vanno sottratti 127 milioni di euro per i deputati
e 65 per i senatori, ché altrimenti verrebbero contati due volte: sia nel
personale politico (quattro miliardi di euro) sia nei bilanci del Parlamento
(un miliardo e mezzo). Otto miliardi: una cifra che peraltro ricorre spesso nel
capitolo sprechi dell'Italia. Tanto, infatti, è costata, secondo i calcoli
della commissione bicamerale sui rifiuti, l'emergenza munnezza a Napoli in
tutti questi anni. Ma questa è un'altra storia. L'esercito della casta. In
Italia ci sono venti regioni, centodieci province (di cui quindici di recentissima
formazione), più di ottomila municipi, trecentocinquanta comunità montane e
altrettante unioni di comuni, che sorgono tra i paesi più piccoli. Dice Iovene:
"Il paradosso è che, se contiamo pure i deputati e i senatori, sul
territorio si verifica un groviglio, una contrapposizione di competenze e la
gente finisce per non avere punti di riferimenti. Nonostante ci sia sul campo
un vero e proprio esercito". Altri numeri: 1.200 consiglieri regionali,
150mila amministratori comunali, 4mila quelli provinciali, 12.800 consiglieri
delle comunità montane, 7mila quelli circoscrizionali. Falangi di personale
politico. Continua Iovene: "Anche a livello locale, essere eletti in un
ente è considerato un punto d'arrivo perché il seggio è un posto di lavoro certo.
A Palermo un presidente circoscrizionale guadagna 3mila euro al mese e ha anche
l'auto blu. Un consigliere regionale, invece, percepisce 15mila lordi. Tieni
presente che in alcune regioni, a partire dalla Campania, è stato anche
aumentato il numero dei consiglieri. A me non piace fare demagogia contro la
casta, però abbiamo riscontrato un sacco di anomalie. Ci sono spese non
rendicontate, manca la trasparenza. Cambiare? Si può, ma è soprattutto un
problema di ricambio della classe politica. Sono
sempre gli stessi". Staff al nero. Sommati agli stipendi dei mille
parlamentari (deputati più senatori), i compensi di questo esercito di
amministratori arrivano a quattro miliardi di euro, che comprendono persino
quindici milioni per i comitati di vigilanza Inps e Inpdap. Tuttavia,
nonostante la vigilanza, il lavoro nero istituzionale non manca. Proprio così.
Dice il giornalista di Report: "Un deputato, di base, guadagna 11mila
lordi, quindi 5.500 netti. Considera pure che dopo le polemiche sui costi della
politica, non è che i parlamentari si sono ridotti lo
stipendio, hanno solo bloccato il meccanismo che li aumenta. Detto questo, un
deputato prende anche 4mila euro come diaria, cioè per le spese di soggiorno,
peraltro senza nessuna distinzione tra chi risiede a Roma e chi no, e altri
4.200 per i collaboratori. Tutti questi rimborsi sono esentasse e ognuno si
comporta come gli pare. C'è chi dà 500 euro in nero al mese al suo assistente e
chi invece fa tutto da sé. In un'azienda privata, di norma, ti viene rimborsato
ciò che spendi. In Parlamento non è così. Poi magari fanno una legge che ti
obbliga a regolarizzare i tuoi operai mentre loro usufruiscono di collaboratori
al nero". In teoria, potrebbero anche essere soldi spesi bene. Spiega
Iovene: "A parte la mancanza di trasparenza, la gran parte dei politici
mobilita gli staff anche per questioni di partito. Ricordo l'ultima campagna
elettorale per le europee del
( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Editoriale L'ultima
battaglia di Larry Raffaele Mastrolonardo Via i dollari dal Congresso
americano. Detta così la missione suona impossibile. Soprattutto nel Paese che
ha fatto del lobbismo un'arte pervasiva e capillare. Ma Lawrence Lessig, l'uomo
che ha deciso di condurre questa battaglia, alle imprese difficili è abituato.
Nel 2002, quando già era un'autorità nel campo del diritto digitale, si è
inventato Creative commons, associazione che sviluppa e promuove una concezione
più elastica del copyright. Sei anni più tardi l'obiettivo può dirsi raggiunto:
decine di milioni di opere dell'ingegno digitali hanno optato per questa via
alternativa al diritto d'autore in 43 giurisdizioni del globo. Con grande
scorno, fra l'altro, dei signori dell'intrattenimento. Oggi il
professore-attivista ci riprova con un tentativo dal coefficiente di difficoltà
ancora più elevato: eliminare l'influenza del denaro dalla politica
a stelle e strisce. E per farlo riparte da dove l'avevamo lasciato, cioè dalla
rete. La settimana scorsa ha lanciato ChangeCongress.org, sito di riferimento
per una campagna che punta a diffondersi chiedendo la collaborazione dei
cittadini e l'adesione progressiva dei parlamentari. Ma attenzione: non si
tratta di combattere la corruzione. Nel mirino di
Lessig ci sono i finanziamenti legali, quelli effettuati alla luce del sole,
nel rispetto delle regole e in piena trasparenza da lobbisti e gruppi di
interesse. Il bersaglio è un sistema istituzionalizzato che, a detta del
professore, "perverte l'economia e la crescita in modo da proteggere e
beneficiare alcuni interessi particolari", offuscando le soluzioni più
razionali per il bene comune in favore di quelle sostenute dal miglior
offerente. Da notare che tra i punti salienti della
piattaforma di ChangeCongress c'è l'introduzione negli Stati uniti di un
sistema di finanziamento pubblico delle spese elettorali. Proprio quello che da
noi, di questi tempi, viene spesso inserito sotto la voce "costi della politica" e considerato uno spreco da eliminare in favore di un
sistema "all'americana".
( da "Repubblica.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
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( da "Corriere Adriatico" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Lo strumento
contabile approvato dopo una accesa maratona in consiglio comunale Per il 2008
un bilancio senza aggravi Bocciati gli emendamenti della minoranza: chiedeva
tagli ai costi della politica MONDOLFO Erano le 2
passate quando il Sindaco Cavallo, in accordo con i capogruppo di minoranza, ha
deciso di rinviare i rimanenti punti all'ordine del giorno, quasi la metà, al
prossimo consiglio comunale. L'assise di martedì sera, come prevedibile, ha
assunto i caratteri di un'accesa maratona: sul piatto infatti c'era
l'approvazione della relazione previsionale e programmatica e dei progetti di
bilancio di previsione annuale 2008 e pluriennale 2008-2010. E' stato il primo
cittadino mondolfese ad illustrare orgoglioso il documento. "Ci piace
amministrare ha esordito Cavallo per dare alla collettività sviluppo e
considerazione. La nostra azione è contraddistinta da serietà e concretezza,
con un occhio attento per quelle persone che vivono situazioni di disagio.
Anche per il 2008 la manovra di bilancio predisposta per l'esercizio
finanziario ha voluto tenere fede all'impegno di economicità che continua ad
essere il filo conduttore dell'operato di questa Amministrazione. Si mantengono
ed in alcuni casi si potenziano i servizi indispensabili per la collettività,
continuando ad impegnarci in settori come il sociale, l'ambiente e il recupero
di beni storico-culturali. Rilevante è stata anche la lotta all'evasione
effettuata con nuovi metodi che negli ultimo otto anni ha portato al recupero
di 2.466.000 euro. Tutto questo mantenendo ad un livello accettabile la spesa. Non sono state incrementare le tariffe dei servizi in corso,
l'addizionale Irpef e l'Ici sulla prima casa. Nei confronti degli anziani,
abbiamo riconfermato il taglio del costo della politica per
agevolare nel pagamento dell'Ici gli ultrasessantacinquenni proprietari della
prima abitazione allargando la fascia di merito. Per il 2008 non ci sarà
nessun aumento nemmeno per la nettezza urbana". Cavallo ha poi
sottolineato i progetti importanti già conclusi e da intraprendere.
"Abbiamo messo a norma tutti gli impianti scolastici ed ampliato la scuola
di Piano Marina, effettuato i lavori di riqualificazione di piazza Kennedy e
nella zona di viale delle Regioni e ci siamo riappropriati dell'ex cinema di
Mondolfo. Molti ancora sono gli interventi attivati, dall'ampliamento del
depuratore al collettore di fondo valle, mentre si è già nella fase operativa
per la realizzazione di nuove e fondamentali infrastrutture che cambieranno il
volto del territorio, come la terza corsia e il nuovo approdo". Bocciati
tutti gli emendamenti proposti dalla minoranza guidata da Carlo Diotallevi, tra
cui il taglio ai costi della politica che prevedeva la
rinuncia ai gettoni di presenza spettanti ai
consiglieri comunali e l'eliminazione di un assessore. MARCO SPADOLA,.
( da "Corriere Adriatico" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
"E'
difficiledescrivere a parole quelloche sto provandoDomenica peròdovrò
essereall'altezza" SERIE B1 / la guardia italo-americana: "dobbiamo
rifarci" Edilcost, serve il pieno per i cento gettoni di Bucci OSIMO Cento volte Ryan Bucci. La guardia
italo-americana festeggerà domenica contro il Fossombrone le cento partite in
campionato con la maglia della Robur. Il soldato Ryan si appresta così ad
eguagliare il traguardo già raggiunto dal compagno di squadra Rezzano.
Anche per Bucci si tratta della terza stagione all'ombra delle cinque torri.
Arrivò ad Osimo nell'estate del
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Mancano ormai meno
di tre settimane al voto, ed i maggiori candidati alla guida del Governo, ci
promettono il "Paradiso in terra". Non metterò le mani nelle tue
tasche, mi fa sapere Berlusconi. Già da luglio ti aumenterò la pensione, mi
comunica Veltroni.A chi credere? A nessuno dei due, almeno fin tanto che non mi
spiegheranno dove troveranno i soldi per tener fede alle promesse. Mi viene
quindi spontaneo paragonarli a quel tale che, rivoltosi al notaio per disporre
a chi destinare i suoi beni, non seppe indicare dove questi si trovassero.Temo
quindi che le promesse dei nostri due amici, siano promesse da marinaio,
perciò, visti i chiari di luna che spuntano da tutte le latitudini, sarebbe già
un successo se le cose non peggiorassero. Le gatte da pelare, per il nuovo
Governo, sono più d'una, a cominciare dalla "munnezza" napoletana.
Nessuno ha il coraggio di affermare che è giunto il tempo di porre mano agli
sprechi, che il costo della politica sarà
dimezzato, che i privilegi della "casta" saranno azzerati, che le
auto blu e le scorte saranno centellinate, che le sedi personali dei
parlamentari, nella capitale, dove arriva ogni ben di Dio, dall'ultima
generazione di computer alla gomma per l'inchiostro, mentre i comandi di
Polizia e dei Carabinieri, non dispongono di una risma di carta per le
fotocopie, non hanno alcuna ragione di esistere.Nessuno promette che la volontà
dei cittadini, espressa attraverso un referendum, sul non finanziamento
pubblico ai partiti, verrà finalmente
rispettata.Nessuno ha il coraggio di dire che non si può continuare a
finanziare i giornali di partito, nessuno osa dire che gli oltre 3.000
dipendenti statali che prestano, non si sa in quale misura, la loro opera nei
sindacati, rientreranno nell'organico disponibile dello Stato. Nessuno ha il
coraggio di dire che i finanziamenti destinati al Sud, non andranno più nelle
casse della Mafia. Nessuno si sogna di fare un cenno allo scandalo petrolio,
che i cittadini pagano in euro mentre i petrolieri lo acquistano in dollari
svalutati!Se gli aspiranti premier avessero un minimo di coerenza, un minimo di
dignità, un minimo di franchezza, su tutti questi temi non farebbero scena
muta. Ci sarebbe anche dell'altro su cui discutere, compresi i vari canali di
foraggiamento, che riguardano sì i grandi Partiti, ma anche i piccoli.Perché
quindi ostinarsi a non essere limpidi o trasparenti, che dir si voglia, a non
essere seri? Siete proprio convinti che un modo diverso di fare campagna
elettorale non pagherebbe? Se siete convinti di questo vi sbagliate di grosso e
non meritate fiducia!Tita De StalisRavascletto.
( da "Sannio Online, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Politica:
"Nessun aumento delle tasse" Pubblicato il 27-03-2008 "La
riduzione dei trasferimenti non porterà maggiori tasse". Da qui parte
Luigi Boccalone, assessore alle Finanze del Comune, per fornire una ulteriore
chiave di lettura ai dati emersi dall'indagine curata dall'Ufficio Studi della
Cgia di Mestre e,
soprattutto, per rassicurare i contribuenti beneventani... "La riduzione
dei trasferimenti non porterà maggiori tasse". Da qui parte Luigi
Boccalone, assessore alle Finanze del Comune, per fornire una ulteriore chiave
di lettura ai dati emersi dall'indagine curata dall'Ufficio Studi della Cgia di
Mestre e, soprattutto, per rassicurare i contribuenti beneventani. L'allarme è
legato all'ulteriore taglio applicato dallo Stato ai trasferimenti destinati ai
Comuni. Per Benevento, in questo anno, si prevede un 'meno 3,2 per cento',
secondo l'indagine della Cgia di Mestre. Sul punto, però, Boccalone chiarisce
le ragioni di questo 'taglio': "La legge Finanziaria
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
COMUNITÀ MONTANA
"La Feltrina servizi? Una scusa fantasiosa" Feltre"La società
Feltrina Servizi per salvare i posti di lavoro ai dipendenti? È la scusa più
fantasiosa che abbia mai sentito".Dario Dall'Agnol, consigliere di
minoranza in Comunità montana Feltrina, a distanza da una settimana dalla creazione
formale davanti al notaio della nuova società operativa della Cmf conserva
tutte le sue perplessità intorno all'iniziativa. E rilancia qualche
provocazione sulla natura e finalità della società. "Non sono i dipendenti
ad aver bisogno di un datore di lavoro, sono i comuni ad aver bisogno
dell'esperienza e della professionalità di "questi addetti - scrive in una
nota - così che suggerisco loro di licenziarsi in blocco e di costituirsi in
cooperativa, con il che si concretizzerebbe una intera sfilza di vantaggi".
Gli avantaggiati, dice Dall'Agnol, sono "loro stessi: sarebbero al sicuro
da pur sempre possibili licenziamenti; eviterebbero il gravame dei costi di un
Consiglio di Amministrazione di nomina politica - costi inevitabili, per quanto
mi si dica che non consisteranno in stipendi, perché poi
affioreranno di sicuro gettoni
di presenza, trasferte, e via dicendo;
potrebbero economizzare sui costi della loro stessa amministrazione, perché
molte cose sono in grado di farsele; potrebbero offrire i loro servigi anche al
di fuori della Cmf; avrebbero maggior facilità ad individuare e porre in opera
eventuali migliorie del servizio; grazie al rapporto diretto e non
mediato, sarebbero agevolati nel suggerire delle migliorie ai Comuni;
potrebbero offrire i loro servizi ad amministrazioni di diverso orientamento
politico, laddove un Comune di orientamento politico diverso rispetto a quello
dei vertici della "Feltrinaservizi" così com'è stata impostata
potrebbero, a ragione, farlo malvolentieri; sarebbero stimolati a fare del loro
meglio, senza tutor politici, con sicuramente miglior efficienza complessiva
nell'erogazione dei servizi". I secondi a trarre vantaggio sono i Comuni
per il consigliere. "Le economie di gestione e la maggior efficienza di
una cooperativa di soli operatori si tradurrebbe in servizio migliore con costi
inferiori".
( da "Villaggio globale.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il convegno su
finanza ed energia rinnovabile Ricerca e industria girano a vuoto se non fanno
Rete Per sviluppare la Finanza "verde" bisogna spingere a fondo sulle
tecnologie per le rinnovabili "Finanza, Ricerca e Sistema Industriale sono
fattori che devono interagire per dare impulso allo sviluppo di nuove
tecnologie per le rinnovabili", ha dichiarato il Presidente dell'Enea,
Prof. Luigi Paganetto, introducendo i lavori del Workshop "Finanza, Venture
Capital e tendenze globali dell'investimento in energia sostenibile: quali
sviluppi per l'Italia?". "C'è una grande spinta ? ha continuato ? a
livello internazionale, a investire sulle rinnovabili. I capitali, soprattutto
negli Usa, si rivolgono a queste tecnologie che suscitano molte aspettative
perché esse sono in forte evoluzione ed hanno un mercato in grande espansione.
Questo fenomeno ci dice che politiche pubbliche e iniziativa privata devono
agire insieme se si vogliono raggiungere gli obiettivi europei sulle energie
rinnovabili. La sua globalità suggerisce inoltre, che l'opportunità non è solo
quella relativa al nostro Paese, ma quella dei mercati di tutto il mondo".
L'industria italiana deve imprimere una forte accelerazione per lo sviluppo di
tecnologie per le fonti rinnovabili per recuperare il ritardo accumulato
rispetto agli altri Paesi europei. Un significativo cambiamento di passo sul
fronte delle tecnologie innovative per le rinnovabili è necessario al Paese per
essere in grado di conseguire gli obiettivi al 2020 fissati dal Consiglio
europeo in ambito energetico-ambientale, sia al sistema industriale italiano
per poter competere sul mercato di questo settore, che si profila un
promettente business. Nel 2006 si sono verificati investimenti a livello
globale nell'energia sostenibile (efficienza energetica e fonti rinnovabili),
pari a 70,9 miliardi di dollari, con un incremento del 43 % rispetto all'anno
precedente. La tendenza in atto risente del fatto che le energie rinnovabili
richiedono l'adozione di tecnologie fortemente innovative rispetto a quelle
tradizionali, per le quali è necessaria una nuova filosofia d'investimento, in
grado di richiamare anche nuovi investitori e nuove forme di investimenti.
L'incremento degli investimenti nel settore delle
rinnovabili registrato negli ultimi anni è frutto degli incentivi messi in atto
dai Governi per ammortizzare i costi elevati, ma anche dell'apporto di
finanziamenti da parte di soggetti privati, molti dei quali provenienti dai
fondi di Venture Capital1 e Private Equity2 che investono in iniziative che non
rappresentano ancora un business maturo. Nel 2006 gli investimenti in
tecnologia ed equipaggiamento per la diffusione di energia sostenibile tramite
Venture Capital e Private Equity hanno raggiunto, a livello globale, la cifra
di 7,1 miliardi di dollari, con un aumento del 163% rispetto al 2005.
Nell'Unione Europea, l'ammontare di venture capital investito nel settore
dell'energia pulita è stato pari a 1,5 miliardi di dollari nel 2006, con un
incremento del 141% rispetto all'anno precedente. Nello stesso anno le aziende
europee hanno attirato 1,8 milioni di Euro provenienti da Venture Capital e
Private Equity contro gli 11 miliardi delle imprese statunitensi. In questo
contesto, nazioni emergenti come Cina e India, entro tre-quattro anni, sono
destinate a raggiungere il volume di capitali dell'Europa. In Italia, nel 2005,
la produzione lorda da fonti rinnovabili ha fatto registrare una crescita
sostenuta, attestandosi a 49.920 GWh, con una crescita del 18,6 % per l'energia
eolica, del 18,8% per l'energia solare e del 21,6% per le biomasse e i rifiuti.
Tuttavia per il nostro Paese la percentuale di importazione energetica resta
elevatissima e supera ampliamente l'80%. Questo dato tende a coincidere con la
percentuale di dipendenza tecnologica nel settore delle rinnovabili. L'utilizzo
del venture capital, essenziale per favorire ogni forma di innovazione, in
Italia risulta ancora marginale ed è largamente superato dal Private Equity,
concentrato soprattutto in aziende che operano in settori tradizionali. La
nascita del Polo del Venture Capital italiano, avvenuta a Torino nel 2007,
rappresenta un incoraggiante segnale di discontinuità. Al suo interno sono
presenti 11 fondi e risorse finanziarie per circa 1 miliardo di euro, al fine
di sviluppare anche in Italia un network di venture capital, di incrementare
gli spin-off universitari pubblici e di favorire la crescita del numero di
imprese interessate ad operare con venture capitalist. 1Il Venture capital è
l'apporto di capitale di rischio da parte di un investitore per finanziare
l'avvio o la crescita di un'attività in settori ad elevato potenziale di
sviluppo. 2Il Private equity è uno strumento di finanziamento mediante il quale
un investitore apporta nuovi capitali all'interno di una società (target),
generalmente non quotata in borsa. (Fonte Enea) (27 Marzo 2008).
( da "Dagospia.com" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
LA SUPERCASTA DELLO
SPRECO ? BERNARDO IOVENE ("REPORT") SVELA IL PREZZO DELLA POLITICA: 8
MILIARDI ? FANNO UNA LEGGE PER REGOLARIZZARE GLI OPERAI E POI HANNO
L'ASSISTENTE AL NERO ? IL TRUCCO DEL RIMBORSEGGIO? Fabrizio d'Esposito per
"Il Riformista" © Foto U.Pizzi"> Bernardo Iovene © Foto U.Pizzi
"Non ci credi eh?". Risata amara. "Comunque hai scritto bene:
diecimila commissari straordinari che costano un miliardo di euro
all'anno". Bernardo Iovene ha cinquant'anni e fa il giornalista
free-lance. Casertano di provincia, vive a Bologna e lavora per Report di Milena
Gabanelli, la trasmissione di inchieste tv più famosa d'Italia, che va in onda
su Raitre. Per Report, Iovene da anni spulcia i costi della politica.
Carte alla mano, le cifre che dà fanno venire il mal di testa. Numeri da
capogiro. Un lavoro certosino che nell'autunno dello scorso anno è finito anche
in un libro con tanto di dvd: "Cara Politica" edito da Bur e Rai
Trade e firmato da Gabanelli con Iovene, Giovanna Boursier e Sabrina Giannini .
Il sottotitolo è: Come abbiamo toccato il fondo. IL CONTO GENERALE. In virtù di
tutto questo la prima domanda della conversazione con Iovene spaventerebbe
chiunque: "Quanto costa la politica in
Italia?". Pausa. Risposta: "Cominciamo: il personale politico tra
Senato, Camera, province, regioni, comuni e altri enti arriva a quattro
miliardi di euro. Per le consulenze a tutta la pubblica amministrazione,
l'unico dato disponibile è quello relativo al 2004: poco più di un miliardo di
euro. Un altro miliardo serve per pagare i commissari straordinari, che sono
diecimila. La cosa incredibile è che i commissari dovrebbero sostituire la politica per risolvere i problemi, tipo i rifiuti a
Napoli". Altra risata amara. Totale, sinora: sei miliardi di euro. Ma la
conta non è finita: "Poi ci sono i bilanci di Camera e Senato, di cui solo
una parte è impiegata per pagare i parlamentari. Quello di Montecitorio, che
risale all'anno scorso, è di un miliardo di euro. Quello di Palazzo Madama è la
metà, relativa però al 2006: 527 milioni di euro. Infine ci sono i rimborsi
elettorali; i finanziamenti alla stampa di partito, tra cui ci siete anche voi
del Riformista, e i contributi ai gruppi parlamentari: un altro mezzo miliardo
circa di euro". Il totale definitivo, allora, è otto miliardi di euro,
sedicimila in lire, cui però vanno sottratti 127 milioni di euro per i deputati
e 65 per i senatori, ché altrimenti verrebbero contati due volte: sia nel
personale politico (quattro miliardi di euro) sia nei bilanci del Parlamento
(un miliardo e mezzo). Otto miliardi: una cifra che peraltro ricorre spesso nel
capitolo sprechi dell'Italia. Tanto, infatti, è costata, secondo i calcoli
della commissione bicamerale sui rifiuti, l'emergenza munnezza a Napoli in
tutti questi anni. Ma questa è un'altra storia. L'ESERCITO DELLA CASTA. In
Italia ci sono venti regioni, centodieci province (di cui quindici di
recentissima formazione), più di ottomila municipi, trecentocinquanta comunità
montane e altrettante unioni di comuni, che sorgono tra i paesi più piccoli.
Dice Iovene: "Il paradosso è che, se contiamo pure i deputati e i
senatori, sul territorio si verifica un groviglio, una contrapposizione di
competenze e la gente finisce per non avere punti di riferimenti. Nonostante ci
sia sul campo un vero e proprio esercito". Altri numeri: 1.200 consiglieri
regionali, 150mila amministratori comunali, 4mila quelli provinciali, 12.800
consiglieri delle comunità montane, 7mila quelli circoscrizionali. Falangi di
personale politico. Milena Gabanelli Continua Iovene: "Anche a livello
locale, essere eletti in un ente è considerato un punto d'arrivo perché il
seggio è un posto di lavoro certo. A Palermo un presidente circoscrizionale
guadagna 3mila euro al mese e ha anche l'auto blu. Un consigliere regionale,
invece, percepisce 15mila lordi. Tieni presente che in alcune regioni, a
partire dalla Campania, è stato anche aumentato il numero dei consiglieri. A me
non piace fare demagogia contro la casta, però abbiamo riscontrato un sacco di
anomalie. Ci sono spese non rendicontate, manca la trasparenza. Cambiare? Si
può, ma è soprattutto un problema di ricambio della classe politica.
Sono sempre gli stessi". STAFF AL NERO. Sommati agli stipendi dei mille
parlamentari (deputati più senatori), i compensi di questo esercito di
amministratori arrivano a quattro miliardi di euro, che comprendono persino
quindici milioni per i comitati di vigilanza Inps e Inpdap. Tuttavia,
nonostante la vigilanza, il lavoro nero istituzionale non manca. Proprio così.
Dice il giornalista di Report: "Un deputato, di base, guadagna 11mila
lordi, quindi 5.500 netti. Considera pure che dopo le polemiche sui costi della
politica, non è che i parlamentari si sono ridotti lo
stipendio, hanno solo bloccato il meccanismo che li aumenta. Detto questo, un
deputato prende anche 4mila euro come diaria, cioè per le spese di soggiorno,
peraltro senza nessuna distinzione tra chi risiede a Roma e chi no, e altri
4.200 per i collaboratori. Tutti questi rimborsi sono esentasse e ognuno si
comporta come gli pare. C'è chi dà 500 euro in nero al mese al suo assistente e
chi invece fa tutto da sé. In un'azienda privata, di norma, ti viene rimborsato
ciò che spendi. In Parlamento non è così. Poi magari fanno una legge che ti
obbliga a regolarizzare i tuoi operai mentre loro usufruiscono di collaboratori
al nero". In teoria, potrebbero anche essere soldi spesi bene. Spiega
Iovene: "A parte la mancanza di trasparenza, la gran parte dei politici
mobilita gli staff anche per questioni di partito. Ricordo l'ultima campagna
elettorale per le europee del
( da "Panorama.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Il Cavaliere all'attacco: "La Rai è in
mano alla sinistra" Posted By redazione On 27/3/2008 @ 13:14 In Headlines
| No Comments Silvio Berlusconi vuole mettere un punto fermo nel giallo sulla
cancellazione di Porta a porta. E lo fa con parole dure: "La par condicio
non c'entra niente, è solo un atto violento da parte di Veltroni". Il
Cavaliere ha dovuto rinunciare oggi a partecipare alla trasmissione condotta da
Bruno Vespa per la scelta di Walter Veltroni di annullare la sua prossima
presenza nel "salotto" della politica in tv:
"È stanco e lo capisco, ma il fatto che lui non voglia andare non
significa che non possa andarci il leader dell'opposizione. Questa cosa è una
violenza inaccettabile. E - aggiunge il leader del Pdl - gli italiani devono
sapere che la Rai è ancora in mano alla sinistra che la domina come e quando
vuole. Ecco perché bisogna andare a votare per la libertà e per il Popolo delle
libertà per riportare l'Italia in Europa e in occidente e non subire il
condizionamento di un partito radicato nella sinistra estrema". Poi il
lader del Pdl allarga il discorso: "Ho anche tutte le istituzioni contro:
il capo dello Stato lo hanno nominato loro, così come 11 membri della Corte Costituzionale". "Ho visto che è ripreso
l'antiberlusconismo e in un'intervista l'uomo di Veltroni, Goffedro Bettini, mi
paragona a Le Pen. Grazie! Allora mi consente di dire che il Pd è l'ultima
mimetizzazione dei comunisti italiani". Così replica Berlusconi all'uscita
del coordinatore del Pd prima di partecipare ad un incontro a Confartigianato.
Il Cavaliere attacca poi il segretario del Pd usando l'arma dell'ironia: "A
furia di andare sul pullman, con tutti quegli spifferi e quelle correnti d'aria
bisogna anche capirlo, povero ragazzo. Poi è un pensionato e i pensionati
devono stare attenti a quello che fanno. Non gli imprenditori, che hanno una
fibra molto più forte". Il leader del Pdl torna ad attaccare il partito di
Antonio Di Pietro. Nel corso del suo intervento alla Confartigianato sottolinea
"la mostruosità del partito dei valori" facendo con la dita il gesto
che indica il denaro. "Mi fa orrore - ribadisce - chi non ha rispetto per
gli altri e rovina le persone sbattendole in galera quando sono innocenti. Io
ho paura di gente così". E, ricordando che l'Italia Dei Valori è alleata
del Pd, attacca anche il partito di Veltroni: "Sono giustizialisti dalla
testa ai piedi anche loro". Poi Berlusconi accusa
Veltroni e Di Pietro di percepire già una pensione e per questo di non essere
in grado di tagliare i costi della politica:
"Promettono di tagliare i costi della politica e poi
prendono due pensioni, una da parlamentare e l'altra da magistrato. E questi
dovrebbero tagliare i costi della politica? Non ho
mai visto dei tacchini presentare una mozione per anticipare il Natale".
( da "Vita non profit online" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Di Redazione
(redazione@vita.it) 27/03/2008 --> La Spagna investe 100 mln in sinergie fra
ricerca e impresa Il Consiglio Europeo ha posto al 2020 il termine per
conseguire l'obiettivo di una produzione energetica piu' efficiente e
sostenibile attraverso le fonti rinnovabili, ma nel primo semestre del
( da "Provincia di Lecco, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
La curiosità
L'agonia dei Cdz coi fondi dimezzati La sentenza di morte è già stata emessa
con la Finanziaria di quest'anno: i Cdz con le prossima amministrazione non
esisteranno più. I costi della politica sono troppi, e soprattutto dopo il gran
parlare di sprechi e benefici della spesa pubblica, il Governo ha deciso che è
tempo di tagliare i rami secchi, le circoscrizioni ad esempio. E a Lecco si
stanno già facendo le prove generali. Nel bilancio del 2008, che come è già
stato definito da alcuni esponenti della minoranza è un "bilancio tisico
ed esangue", tutti devono fare la loro parte e tirare la cinghia e i Cdz
non sono da meno. La postazione in dotazione dei parlamentini quindi è stata
dimezzata: da 10 mila euro ciascuno a 5 mila. In pratica 400 euro al mese, una
miseria. I consiglieri dovranno centellinare le iniziative, anzi a voler ben
guardare non potranno organizzare quasi più niente, persino un concerto
potrebbe diventare proibitivo. Niente festa di Natale, serata di inizio estate,
giornata della festa del rione. Qualche contributo alle associazioni e via
andare. Insomma se si pensa che tre presidenti su cinque costano al Comune
circa 14 mila euro all'anno ciascuno (gli altri la metà
perché lavorano), che i consiglieri prendono il seppur minimo gettone di presenza, che ci sono costi di riscaldamento e della segretaria oltre che
della cancelleria (1.500 euro all'anno), insomma i Cdz sono diventati ormai
solo un costo. Forse sarebbe stato meglio staccare subito la spina. 27/03/2008.