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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL   27-3-2008       #TOP


IN EVIDENZA

Niente esuberi a via Nazionale dove pascolano i parenti dei potenti. Consob, Bankitalia, Uic la trimurti inutile. La Lira non è più in voga dall’anno 2001 e per circa sette anni all’Ufficio Italiano Cambi centinaia di persone si sono girate i pollici. di Ruggiero Capone (L’Opinione 27-3-2008)

 

L’Italia è un paese davvero strano. Qui chi fa politica politicante tenta di spiegare alla gente di strada (quella che suda e viaggia sul trasporto pubblico) che le ferrovie sono inutili e piene di esuberi, che l’Alitalia non serve più agli italiani e che traghetti ed autostrade sono un optional. Tutti enti inutili quelli del trasporto o serve buttare giù la merce per venderla meglio agli amici di amici? Sarebbe oltremodo facile rispondere in maniera qualunquistica a questa vecchia domanda. In Italia è costume far passare per utile ciò che è inutile e viceversa. Così dal primo gennaio 2008 le funzioni dell’Ufficio italiano dei cambi (Uic) sono confluite nella Banca d’Italia. Un piccolo particolare, la Lira non è più in voga dal 2001 e per circa sette anni in Uic centinaia di persone si sono girate i pollici. Una specie di comoda attesa mentre correva uno stipendio equiparabile alla dirigenza della Presidenza della Repubblica (17 mensilità più i benefit di rango). Quelli dell’Ufficio italiano cambi si sono trasferiti da via Quattro fontane a via Nazionale? Niente di tutto questo. La Banca d’Italia ha assorbito la sede dell’Uic, elevando tutti al rango di funzionari e dirigenti dell’istituto che dovrebbe vigilare sul credito. Forse in maniera un po’ burlona, visto che in Calabria, Puglia, Basilicata e Campania persino gli occultisti (i maghi) risultano soci fondatori di banche popolari.

Siamo un paese fantasioso, certe storie fanno ridere e mettono di buon umore. Banca d’Italia, Uic ed authority varie dovrebbero controllare mercato e borsa, purtroppo sono avvinghiate nella stessa logica politica. Non è certo un mistero che i presidenti delle authority abbiano studiato nelle stesse scuole ed università degli imprenditori che controllano, dei dirigenti di Bankitalia e di Uic. Frequentano gli stessi circoli. Assumono i rispettivi figli. In sostanza, non si pongono a vicenda alcun serio ostacolo. Infatti le autorità non hanno abbassato le tariffe, le hanno lasciate immutate nel tempo: in pochissimi settori la politica ha strombazzato benefici ai quattro venti, ed è avvenuto perché sul consumatore è ricaduta un tantinello di buona vecchia competizione. Ma torniamo alla trimurti dell’inutile (Bankitalia-Uic-Consob). La Banca d’Italia, con 8400 dipendenti, appare nettamente sovradimensionata rispetto alle altre due autorità. Ed immaginarsi che dal primo gennaio, dopo aver incorporato l’Uic, ha superato i 10mila dipendenti. Ma l’ufficio pubbliche relazioni nega ogni nuova su assunzioni e riorganizzazione degli uffici. C’è chi come Tabacci (ora vertice del partito la Rosa Bianca) propone che i dipendenti dalla Banca d’Italia scivolino nelle altre autorità (con revisione al ribasso degli stipendi). Ma la casta della dirigenza bancaria non ci sta. Tabacci propone di dirottare qualche migliaio d’esuberi (ben remunerati) verso l’Amef, la nuova Consob. Attualmente quest’ultima ha 400 dipendenti, con contratti da capogiro.

Nata nel 1974 con funzioni di vigilanza, la Commissione nazionale per le società e la Borsa (Consob) è l’Autorità pubblica di controllo e regolamentazione dei mercati finanziari. Al suo vertice c’è un organo collegiale, composto da un presidente e quattro commissari: tutti professori universitari legati a governi e vertici confindustriali. La Consob non viaggia da sola, opera in parallelo con la Banca d’Italia: la prima dovrebbe garantire trasparenza e correttezza dei comportamenti, la seconda stabilità patrimoniale e contenimento del rischio di sistema. Entrambe sono sotto la supervisione del ministero del Tesoro. Sarebbero tenute a comunicare tra loro le irregolarità ed i provvedimenti presi durante l’attività di tutela dei risparmiatori. Ma nessuna di queste autorità è riuscita ad evitare che la gente di strada venisse arrotata dalla Parmalat e dai bond argentini (solo per citare esempi storici). Anzi la Consob si sveglia sono per boicottare le imprese non legate al salotto buono prodiano e confindustriale. Della serie evitiamo che i piccoli crescano e, soprattutto, che il piccolo risparmiatore viva tranquillo. Ma degli esuberi in Consob e Bankitalia nessuno parla, anche perché la gente che conta (che sta gestendo l’affare Alitalia) ha parenti sia in via Nazionale che in via Quattro fontane.

 


 

Report "Costi dei politici"

Santini: Noi senatori ricchi? Prendiamo 5.000 euro al mese ( da "Trentino" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: presenza di meno politici di professione crediamo sia più facile lavorare per tagliare i costi della politica. Sarebbe un segnale importante". Muraro: "La mia ricetta sarebbe semplice. Tagliare della metà sia il numero dei deputati che quello dei senatori. Si sarebbe già dato un segnale importante alla gente che, in efftti, ha una idea altrimenti sempre più simile a quella di casta".

Nel bilancio la spesa più alta è per la "macchina" comunale ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che percepiranno un gettone di presenza di 24,12 euro a seduta. In apertura di Consiglio è stata annunciata la nascita del Partito democratico, al quale hanno aderito i Ds e la Margherita; il nuovo capogruppo è Gianni Fogliato. L'assessore regionale Bruna Sibille, consigliere del gruppo neo costituito, ha ringraziato il collega di partito Claudio Gallizio,

Guerra ingaggiato dall'acegas la mia esperienza per salvarsi ( da "Nuova Venezia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: porterò la mia esperienza e la mia voglia di vincere. Avrei voluto lottare anche quest'anno per la promozione, cercherò di aiutare l'Acegas a salvarsi. Questa stagione è andata così, dopo l'esperienza di Sassari, ho sempre continuato ad allenarmi. Voglio ringraziare coach Emilio Greco e i dirigenti del Marcon che, in queste ultime settimane, mi hanno accolto a braccia aperte,

La città della salute è scomparsa tante parole, ma nessun progetto - marco trabucco ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sia essa una riforma costituzionale o la costruzione di un cavalcavia. Così sembra essere stato anche questa volta: la commissione, assicurano tutti, lavora regolarmente. E, se questo può consolare, sembra non garantisca gettoni di presenza a chi ne fa parte. Ma la Città della Salute è scomparsa dalla pagine dei giornali così come dalle chiacchiere di assessori e primari.

Report Il prezzo della politica spiegato da Iovene, autore della Gabanelli ( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: si pronunciò a favore dell'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti". Tangentopoli era appena scoppiata, devastando la prima repubblica: "Da allora la politica si è sempre data da fare per aggirare quel voto popolare. La prima mossa fu fatta nel 1997 con la donazione volontaria del quattro per mille.

L'ultima battaglia di Larry ( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Da notare che tra i punti salienti della piattaforma di ChangeCongress c'è l'introduzione negli Stati uniti di un sistema di finanziamento pubblico delle spese elettorali. Proprio quello che da noi, di questi tempi, viene spesso inserito sotto la voce "costi della politica" e considerato uno spreco da eliminare in favore di un sistema "all'americana".

Roma, 10:17 - COSTI POLITICA: BERTINOTTI E MARINI, SPESE TAGLIATE ( da "Repubblica.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract:

Per il 2008 un bilancio senza aggravi ( da "Corriere Adriatico" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Non sono state incrementare le tariffe dei servizi in corso, l'addizionale Irpef e l'Ici sulla prima casa. Nei confronti degli anziani, abbiamo riconfermato il taglio del costo della politica per agevolare nel pagamento dell'Ici gli ultrasessantacinquenni proprietari della prima abitazione allargando la fascia di merito.

Edilcost, serve il pieno per i cento gettoni di Bucci ( da "Corriere Adriatico" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: serve il pieno per i cento gettoni di Bucci OSIMO Cento volte Ryan Bucci. La guardia italo-americana festeggerà domenica contro il Fossombrone le cento partite in campionato con la maglia della Robur. Il soldato Ryan si appresta così ad eguagliare il traguardo già raggiunto dal compagno di squadra Rezzano.

Mancano ormai meno di tre settimane ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che il costo della politica sarà dimezzato, che i privilegi della "casta" saranno azzerati, che le auto blu e le scorte saranno centellinate, che le sedi personali dei parlamentari, nella capitale, dove arriva ogni ben di Dio, dall'ultima generazione di computer alla gomma per l'inchiostro, mentre i comandi di Polizia e dei Carabinieri,

Politica: <Nessun aumento delle tasse> ( da "Sannio Online, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Politica: "Nessun aumento delle tasse" Pubblicato il 27-03-2008 "La riduzione dei trasferimenti non porterà maggiori tasse". Da qui parte Luigi Boccalone, assessore alle Finanze del Comune, per fornire una ulteriore chiave di lettura ai dati emersi dall'indagine curata dall'Ufficio Studi della Cgia di Mestre e,

<La Feltrina servizi? Una scusa fantasiosa> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: perché poi affioreranno di sicuro gettoni di presenza, trasferte, e via dicendo; potrebbero economizzare sui costi della loro stessa amministrazione, perché molte cose sono in grado di farsele; potrebbero offrire i loro servigi anche al di fuori della Cmf; avrebbero maggior facilità ad individuare e porre in opera eventuali migliorie del servizio;

Ricerca e industria girano a vuoto se non fanno Rete ( da "Villaggio globale.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: degli investimenti nel settore delle rinnovabili registrato negli ultimi anni è frutto degli incentivi messi in atto dai Governi per ammortizzare i costi elevati, ma anche dell'apporto di finanziamenti da parte di soggetti privati, molti dei quali provenienti dai fondi di Venture Capital1 e Private Equity2 che investono in iniziative che non rappresentano ancora un business maturo.

LA SUPERCASTA DELLO SPRECO BERNARDO IOVENE ("REPORT") SVELA IL PREZZO DELLA POLITICA: 8 MILIARDI FANNO UNA LEGGE PER REGOLARIZZARE GLI OPERAI E POI HANNO L'ASSISTENTE AL NERO ( da "Dagospia.com" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: si pronunciò a favore dell'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti". Tangentopoli era appena scoppiata, devastando la prima repubblica: "Da allora la politica si è sempre data da fare per aggirare quel voto popolare. La prima mossa fu fatta nel 1997 con la donazione volontaria del quattro per mille.

Il Cavaliere all'attacco: "La Rai è in mano alla sinistra" ( da "Panorama.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: accusa Veltroni e Di Pietro di percepire già una pensione e per questo di non essere in grado di tagliare i costi della politica: "Promettono di tagliare i costi della politica e poi prendono due pensioni, una da parlamentare e l'altra da magistrato. E questi dovrebbero tagliare i costi della politica? Non ho mai visto dei tacchini presentare una mozione per anticipare il Natale".

Enea: solo 20 mln euro per rinnovabili su venture capital ( da "Vita non profit online" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: settore delle rinnovabili registrato negli ultimi anni -prosegue l'esperto- e' frutto degli incentivi messi in atto dai Governi per ammortizzare i costi elevati, ma anche dell'apporto di finanziamenti da parte di soggetti privati, molti dei quali provenienti dai fondi di Venture Capital e Private Equity che investono in iniziative che non rappresentano ancora un business maturo"

L'agonia dei Cdz coi fondi dimezzati ( da "Provincia di Lecco, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: anno ciascuno (gli altri la metà perché lavorano), che i consiglieri prendono il seppur minimo gettone di presenza, che ci sono costi di riscaldamento e della segretaria oltre che della cancelleria (1.500 euro all'anno), insomma i Cdz sono diventati ormai solo un costo. Forse sarebbe stato meglio staccare subito la spina. 27/03/2008.


Articoli

Santini: Noi senatori ricchi? Prendiamo 5.000 euro al mese (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 27-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Santini: "Noi senatori ricchi? Prendiamo 5.000 euro al mese" TRENTO. Dura vita da senatore? A sentire Giacomo Santini, del resto d'accordo per il resto nel tagliare i costi della politica, non è tutto oro quello che luccica: "Da Palazzo Madama alla fine portiamo a casa, tolte le spese e le indennità accessore, 5000 euro al mese. Non una fortuna. Dai 13 mila euro mensili che lo Stato spende per noi vanno tolte le spese di segreteria, i viaggi, ecc.ecc. Altri sono gli scandali all'interno del Palazzo. Ci sono dirigenti inamovibili che a Roma hanno indennità altissime e che usufruiscono persino dell'auto blu. Credo sia sacrosanto invece togliere i vitalizi che non hanno senso e che creano giustamente scandalo". Per Trentini, Udc, c'è bisogno di aprire la politica alla società civile: "Con al presenza di meno politici di professione crediamo sia più facile lavorare per tagliare i costi della politica. Sarebbe un segnale importante". Muraro: "La mia ricetta sarebbe semplice. Tagliare della metà sia il numero dei deputati che quello dei senatori. Si sarebbe già dato un segnale importante alla gente che, in efftti, ha una idea altrimenti sempre più simile a quella di casta". Trentini: "Giusto dimezzare il numero degli eletti. Siamo sinceri, il Parlamento italiano ha un surplus di eletti. La ricetta per dimezzare i costi della politica è facile". Muraro: "Si potrebbe così fare rinunciare ai privilegi. Tessere gratis di qua, viaggi pagati e via dicendo. Non sarebbe sufficiente solo l'indennità?". Santini: "Ripeto, cari colleghi. Non è tutto oro quello che luccica. Si riveda invece il modo di calcolare la pensione, sarebbe più giusto se ognuno avesse mantenuto la posizione contributiva che aveva nella vita lavorativa, prima di essere eletto". Bertolini: "Tagliare, senza dubbio, usando il rasoio di Ockham. Troppi gli sprechi ed i costi che la gente che non arriva alla terza settimana del mese con il proprio stipendio non può comprendere". Casanova: "Rivedere tutti i meccanismi legati alle retribuzioni e alla contribuzione della politica è un imperativo. Dobbiamo concentrarci su questo aspetto, ma chi è in Parlamento se ne guarda bene dal toccarlo". Santini: "Scusate io l'ho fatto. E' agli atti, ma come mi sono alzato dal mio banco mi hanno guardato tutti male. E nessun giornale ha scritto una riga".

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Nel bilancio la spesa più alta è per la "macchina" comunale (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

BRA. APPROVATO IERI POMERIGGIO Nel bilancio la spesa più alta è per la "macchina" comunale [FIRMA]VALTER MANZONE BRA Il bilancio di previsione 2008 pareggia su 35.102.535 euro, lascia invariate Ici e Tarsu e non ritocca neppure l'Addizionale Irpef, che rimane allo 0,6% (cambia solo la soglia di esenzione che passa da 8 mila a 8.500 euro). L'assessore competente Claudio Lacertosa, leggendo l'articolata relazione tecnica, al Consiglio comunale, convocato ieri nel primo pomeriggio, ha detto: "Toccherà alla Giunta formulare un dettagliato piano esecutivo di gestione e attribuire ai dirigenti delle varie Ripartizioni i budget per il conseguimento degli obiettivi". E scorrendo il riepilogo per programmi, riferiti solo al 2008, si nota subito cha la spesa maggiore è quella per il funzionamento della macchina comunale (quasi 11 milioni di euro) dei quali 6.969.830 per il personale, con una riduzione dello 0,55% rispetto alla spesa sostenuta nel 2007. Il capitolo delle opere pubbliche ha una grossa consistenza con i suoi 6.627 mila euro, seguito dall'assistenza sociale (1.777 mila euro), dal Turismo e sport (1.297 mila euro), pubblica istruzione e assistenza scolastica (1.120 mila euro) e dai budget delle altre Ripartizioni. Il Centro fiere, al posto del mercato coperto di piazza XX Settembre, richiede un impegno di spesa di 12 milioni di euro, che si dovrebbero reperire con l'intervento di privati, mentre sono stati destinati i soldi per il primo lotto della nuova Elementare della Veneria; 580 mila euro sono invece accantonati per la realizzazione del "centro benessere" alla Zizzola e un altro milione per realizzare il primo lotto della copertura della ferrovia. Manutenzione e la riqualificazione di edifici pubblici sono un altro capitolo importante:Trevisan, magazzino comunale, Uffici anagrafe, strade e i marciapiedi, completamento della pista ciclabile di strada Cà del Bosco, del cimitero cittadino e fognatura di via Molineri. Inoltre la delibera contiene anche le nuove diarie per il presidente del Consiglio comunale (757,50 euro al mese) e per i consiglieri, che percepiranno un gettone di presenza di 24,12 euro a seduta. In apertura di Consiglio è stata annunciata la nascita del Partito democratico, al quale hanno aderito i Ds e la Margherita; il nuovo capogruppo è Gianni Fogliato. L'assessore regionale Bruna Sibille, consigliere del gruppo neo costituito, ha ringraziato il collega di partito Claudio Gallizio, che ha svolto questo incarico per molti anni. Il documento finanziario è stato approvato: contraria la minoranza, non ha preso parte al voto il consigliere di maggioranza Pier Giorgio Pirra.

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Guerra ingaggiato dall'acegas la mia esperienza per salvarsi (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'EX CAPITANO TROVA "CASA" IN B/2 Guerra ingaggiato dall'Acegas "La mia esperienza per salvarsi" MESTRE. Massimo Guerra trova "casa". Chiusa la parentesi a gettone alla Dinamo Sassari in LegaDue, la guardia veneziana è stata ingaggiata per gli ultimi tre mesi dall'Acegas Trieste, che milita nel girone B della serie B/2, occupando il penultimo posto (16 punti) insieme a Oderzo, dopo la sconfitta del Taliercio (69-75) nel turno prepasquale. Un corteggiamento che durava da tempo, soprattutto dopo che il club giuliano aveva risolto il contratto con Claudio Bonaccorsi. Guerra aveva iniziato la stagione da capitano dell'Umana Reyer, giocando le prime sei partite prima di venire sostituito con Carrizo, indossando per 8 gare, tra gennaio e febbraio, la casacca di Sassari (34' e 9 punti realizzati) in LegaDue. Massimo Guerra è arrivato ieri a Trieste, società nella quale ha giocato per tre stagioni, dal 1995 al 1998, con 95 presenze e 1.205 punti realizzati, ha pranzato con coach Piero Pasini, oggi sosterrà il primo allenamento e domenica esordirà al PalaTrieste contro la Carichieti. "Trieste è la soluzione ideale per chiudere questa stagione - ha spiegato Massimo Guerra - sono vicino a casa, arrivo in una città che conosco e dove ho lasciato tanti amici. Avevo altre opzioni, anche in B d'Eccellenza, ho scelto Trieste per dare una mano all'Acegas a salvarsi nei playout. La situazione non è ottimale, porterò la mia esperienza e la mia voglia di vincere. Avrei voluto lottare anche quest'anno per la promozione, cercherò di aiutare l'Acegas a salvarsi. Questa stagione è andata così, dopo l'esperienza di Sassari, ho sempre continuato ad allenarmi. Voglio ringraziare coach Emilio Greco e i dirigenti del Marcon che, in queste ultime settimane, mi hanno accolto a braccia aperte, permettendomi di lavorare". (m.c.).

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La città della salute è scomparsa tante parole, ma nessun progetto - marco trabucco (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina VII - Torino Funziona la "tela di Penelope" dei baroni di Medicina: va invece avanti il piano per corso Bramante La Città della Salute è scomparsa tante parole, ma nessun progetto MARCO TRABUCCO Dov'è finita la Città della Salute? Un anno fa in città non si parlava d'altro, la si era collocata ovunque prima al Lingotto, poi in piazza d'Armi, poi ancora Collegno, infine un po' a sorpresa a Grugliasco dove per la Regione il nuovo centro sanitario d'avanguardia del Piemonte aveva trovato la sua collocazione definitiva. Tanto definitiva che cominciavano a circolare le prime bozze di progetti che vedevano avveniristiche costruzioni a stella o a pentagono sorgere a pochi passi dall'attuale polo universitario grugliaschese e prospettavano anche quali tipi di specialità mediche avrebbero avuto l'onore di entrare nel nuovo ospedale e quali invece esserne escluse. Le polemiche non erano mancate: lo scontro principale era stato tra piazza Castello e l'Università con Mercedes Bresso e Andrea Bairati allora assessore con delega all'edilizia sanitaria e i Ds che spingevano per la localizzazione a Grugliasco. E con l'ateneo (ma anche il centrodestra e la Margherita) a fare resistenza. Una resistenza lanciata dalla facoltà di Medicina ma che aveva trovato, dopo qualche tentennamento, il pieno appoggio del rettore Ezio Pelizzetti (che su questo tema si è giocato la possibile riconferma). Si è parlato di soldi in arrivo (oltre 200 milioni di euro) e per elaborare il progetto (e comporre i contrasti tra Università e Regione) si è costituita una commissione ad hoc. Ora, si sa, le commissione sono in Italia il miglior strumento in Italia per affossare qualsiasi operazione, sia essa una riforma costituzionale o la costruzione di un cavalcavia. Così sembra essere stato anche questa volta: la commissione, assicurano tutti, lavora regolarmente. E, se questo può consolare, sembra non garantisca gettoni di presenza a chi ne fa parte. Ma la Città della Salute è scomparsa dalla pagine dei giornali così come dalle chiacchiere di assessori e primari. Anche ieri, a precisa domanda, sia la presidente Bresso sia il vice Paolo Peveraro (che nel frattempo ha ereditato da Bairati la delega all'edilizia sanitaria e che dell'ipotesi Grugliasco sembra meno entusiasta) si sono limitati ad assicurare che "l'idea va avanti"". Senza soldi? "Non ha senso fare mutui per qualcosa che ancora non ha un progetto. Quando sarà pronto i soldi ci saranno" ha garantito la presidente. Già, ma quando? Per dare il loro sì (che somiglia molto a un nì) a Grugliasco, i baroni di Medicina hanno infatti giocato a far come Penelope con le Molinette nel ruolo della tela: le faranno disfare e rifare un po' ogni anno. Per trasformarle ala fine in un'altra cosa magari proprio in una Città della Salute, senza che nessuno se ne accorga. Così l'unica certezza che si è avuta ieri (sempre dalle parole di Bresso) è che la famosa "torre della chirurgia" che dovrà riunire tutte le sale operatorie del grande ospedale di corso Bramante in un unico edificio, sarà costruita tra breve tempo. Costerà non meno di un centinaio di milioni di euro e quasi altrettanti serviranno a rimettere all'onor del mondo altri reparti delle Molinette (e del San Luigi di Orbassano dove nel frattempo è nata la seconda facoltà di Medicina). E con l'ospedale di corso Bramante rivestito a festa (a suon di milioni di euro) chi oserà riproporre una Città della Salute a Grugliasco?.

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Report Il prezzo della politica spiegato da Iovene, autore della Gabanelli (sezione: Costi dei politici)

( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Report Il prezzo della politica spiegato da Iovene, autore della Gabanelli Il vero scandalo sono i trecentomila consulenti Così sistemano i politici trombati, dalla Calabria vengono spostati fino a Milano. Il tutto costa due miliardi l'anno "Non ci credi eh?". Risata amara. "Comunque hai scritto bene: diecimila commissari straordinari che costano un miliardo di euro all'anno". Bernardo Iovene ha cinquant'anni e fa il giornalista free-lance. Casertano di provincia, vive a Bologna e lavora per Report di Milena Gabanelli, la trasmissione di inchieste tv più famosa d'Italia, che va in onda su Raitre. Per Report , Iovene da anni spulcia i costi della politica. Carte alla mano, le cifre che dà fanno venire il mal di testa. Numeri da capogiro. Un lavoro certosino che nell'autunno dello scorso anno è finito anche in un libro con tanto di dvd: Cara Politica edito da Bur e Rai Trade e firmato da Gabanelli con Iovene, Giovanna Boursier e Sabrina Giannini . Il sottotitolo è: Come abbiamo toccato il fondo . Il conto generale. In virtù di tutto questo la prima domanda della conversazione con Iovene spaventerebbe chiunque: "Quanto costa la politica in Italia?". Pausa. Risposta: "Cominciamo: il personale politico tra Senato, Camera, province, regioni, comuni e altri enti arriva a quattro miliardi di euro. Per le consulenze a tutta la pubblica amministrazione, l'unico dato disponibile è quello relativo al 2004: poco più di un miliardo di euro. Un altro miliardo serve per pagare i commissari straordinari, che sono diecimila. La cosa incredibile è che i commissari dovrebbero sostituire la politica per risolvere i problemi, tipo i rifiuti a Napoli". Altra risata amara. Totale, sinora: sei miliardi di euro. Ma la conta non è finita: "Poi ci sono i bilanci di Camera e Senato, di cui solo una parte è impiegata per pagare i parlamentari. Quello di Montecitorio, che risale all'anno scorso, è di un miliardo di euro. Quello di Palazzo Madama è la metà, relativa però al 2006: 527 milioni di euro. Infine ci sono i rimborsi elettorali; i finanziamenti alla stampa di partito, tra cui ci siete anche voi del Riformista , e i contributi ai gruppi parlamentari: un altro mezzo miliardo circa di euro". Il totale definitivo, allora, è otto miliardi di euro, sedicimila in lire, cui però vanno sottratti 127 milioni di euro per i deputati e 65 per i senatori, ché altrimenti verrebbero contati due volte: sia nel personale politico (quattro miliardi di euro) sia nei bilanci del Parlamento (un miliardo e mezzo). Otto miliardi: una cifra che peraltro ricorre spesso nel capitolo sprechi dell'Italia. Tanto, infatti, è costata, secondo i calcoli della commissione bicamerale sui rifiuti, l'emergenza munnezza a Napoli in tutti questi anni. Ma questa è un'altra storia. L'esercito della casta. In Italia ci sono venti regioni, centodieci province (di cui quindici di recentissima formazione), più di ottomila municipi, trecentocinquanta comunità montane e altrettante unioni di comuni, che sorgono tra i paesi più piccoli. Dice Iovene: "Il paradosso è che, se contiamo pure i deputati e i senatori, sul territorio si verifica un groviglio, una contrapposizione di competenze e la gente finisce per non avere punti di riferimenti. Nonostante ci sia sul campo un vero e proprio esercito". Altri numeri: 1.200 consiglieri regionali, 150mila amministratori comunali, 4mila quelli provinciali, 12.800 consiglieri delle comunità montane, 7mila quelli circoscrizionali. Falangi di personale politico. Continua Iovene: "Anche a livello locale, essere eletti in un ente è considerato un punto d'arrivo perché il seggio è un posto di lavoro certo. A Palermo un presidente circoscrizionale guadagna 3mila euro al mese e ha anche l'auto blu. Un consigliere regionale, invece, percepisce 15mila lordi. Tieni presente che in alcune regioni, a partire dalla Campania, è stato anche aumentato il numero dei consiglieri. A me non piace fare demagogia contro la casta, però abbiamo riscontrato un sacco di anomalie. Ci sono spese non rendicontate, manca la trasparenza. Cambiare? Si può, ma è soprattutto un problema di ricambio della classe politica. Sono sempre gli stessi". Staff al nero. Sommati agli stipendi dei mille parlamentari (deputati più senatori), i compensi di questo esercito di amministratori arrivano a quattro miliardi di euro, che comprendono persino quindici milioni per i comitati di vigilanza Inps e Inpdap. Tuttavia, nonostante la vigilanza, il lavoro nero istituzionale non manca. Proprio così. Dice il giornalista di Report: "Un deputato, di base, guadagna 11mila lordi, quindi 5.500 netti. Considera pure che dopo le polemiche sui costi della politica, non è che i parlamentari si sono ridotti lo stipendio, hanno solo bloccato il meccanismo che li aumenta. Detto questo, un deputato prende anche 4mila euro come diaria, cioè per le spese di soggiorno, peraltro senza nessuna distinzione tra chi risiede a Roma e chi no, e altri 4.200 per i collaboratori. Tutti questi rimborsi sono esentasse e ognuno si comporta come gli pare. C'è chi dà 500 euro in nero al mese al suo assistente e chi invece fa tutto da sé. In un'azienda privata, di norma, ti viene rimborsato ciò che spendi. In Parlamento non è così. Poi magari fanno una legge che ti obbliga a regolarizzare i tuoi operai mentre loro usufruiscono di collaboratori al nero". In teoria, potrebbero anche essere soldi spesi bene. Spiega Iovene: "A parte la mancanza di trasparenza, la gran parte dei politici mobilita gli staff anche per questioni di partito. Ricordo l'ultima campagna elettorale per le europee del 2004. L'allora governo Berlusconi, compreso il premier, si candidò al completo per un mandato da europarlamentare che in partenza, era evidente, nessuno di loro sarebbe andato a ricoprire. Eppure per due mesi ministri come Alemanno o Gasparri hanno impegnato i loro uffici per la campagna elettorale. Io, per esempio, mi rivolsi al ministero dell'Agricoltura per avere dei dati sul vino e i collaboratori di Alemanno mi risposero che dovevo aspettare fino a dopo le elezioni. Tutto questo, sia chiaro, coi soldi nostri". Consulenti d'oro. Quando la politica e la burocrazia sono lente e inefficaci, purtroppo molto spesso, i rimedi sono due. La prima, la politica, viene sostituita con l'istituto del commissario straordinario. La seconda, la burocrazia, con l'ingaggio dei famigerati consulenti esterni. Risultato: altri due miliardi di euro, uno a testa per commissari e consulenti. Una sorta di mercato parallelo che quasi sempre alimenta clientele e assicura un posto ai candidati trombati alle varie elezioni. Sostiene Iovene: "Secondo i dati forniti dal dipartimento della Funzione pubblica, dati che risalgono al 2004, i consulenti della pubblica amministrazione, a partire cioè dai comuni, sono 300mila. Ed è un dato per difetto, perché non tutti i comuni, benché obbligati a farlo per legge, hanno fornito le indicazioni sui consulenti esterni. Che cos'è il consulente? La legge prevede che quando tu hai riscontrato che all'interno del comune o della provincia o del ministero non hai il personale specializzato per questo o quel compito ti rivolgi all'esterno. Solo che la Corte dei conti ha constatato che non avviene così e quasi tutte le nomine sono di natura elettoralistica, ossia un modo per accontentare chi ha sostenuto l'elezione di un candidato. Dopo i primi scandali Berlusconi ha tagliato le consulenze del 10 per cento. Ma chi ha fatto molto è stato Prodi, che è arrivato a un altro 20 per cento, risparmiando 43 milioni di euro in commissioni ministeriali". Tra i comuni, il record negativo di consulenze tocca alla capitale del nord, considerata anche la capitale morale del paese: Milano. Spiega Iovene: "Subito dopo essere stata eletta, il sindaco Moratti, berlusconiana, ha nominato 91 consulenti esterni. La Corte dei conti ha appurato che molti di essi non hanno la laurea, come prevede la legge. Il costo di quest'operazione è di undici milioni di euro, mentre la Moratti rischia una sanzione di due. Si è scoperto che sono state assunte addirittura persone trombate elettoralmente in Calabria. Su un miliardo totale di euro spesi per i consulenti, più della metà va agli enti locali: 34 per cento ai comuni, 12 alle province e 2 alle regioni. Le storie strane sono tante: ai tempi di Berlusconi ogni ministero aveva voci cospicue di bilancio per consulenze mai specificate: per esempio, 13 milioni di euro solo per l'agricoltura". Il rimborseggio elettorale. Nel 1993, ricorda infine Bernardo Iovene, al termine di questa lunga conversazione, "il 90 per cento di 31 milioni di italiani andati a votare per il referendum, si pronunciò a favore dell'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti". Tangentopoli era appena scoppiata, devastando la prima repubblica: "Da allora la politica si è sempre data da fare per aggirare quel voto popolare. La prima mossa fu fatta nel 1997 con la donazione volontaria del quattro per mille. Tu davi i soldi senza però scegliere il partito. Fu un fallimento. Così nel 1999, un governo di centrosinistra varò il rimborseggio elettorale, come lo hanno chiamato i radicali, rinunciando alla donazione del quattro per mille. Lo schema era semplice: ogni elettore valeva 800 lire, poi i partiti si dividevano in modo proporzionale la torta". Con l'avvento del secondo Berlusconi, il meccanismo è destinato a una messa a punto supermiliardaria: grazie al tesoriere leghista Maurizio Balocchi, si passa a un euro a votante da moltiplicare però per tutte le varie tornate elettorali: "Un esponente della Margherita mi ha spiegato che in questo modo il contributo al suo partito è passato da cinque miliardi di lire annui a quaranta, cioè venti milioni di euro. Non solo: è stata pure abbassata la soglia, in modo retroattivo, per accedere ai rimborsi: dal quattro per cento dei voti all'uno. Tutti soldi che in genere non servono per la campagna elettorale, ma per mantenere le strutture di partito. Il totale è duecento milioni di euro". Ecco perché numerosi partitini sono ancora presenti sulla scheda elettorale delle prossime politiche di aprile: il loro obiettivo non è il quorum per Camera o Senato, ma quello per il rimborseggio elettorale. Basta l'uno per cento, appunto. 27/03/2008.

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L'ultima battaglia di Larry (sezione: Costi dei politici)

( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Editoriale L'ultima battaglia di Larry Raffaele Mastrolonardo Via i dollari dal Congresso americano. Detta così la missione suona impossibile. Soprattutto nel Paese che ha fatto del lobbismo un'arte pervasiva e capillare. Ma Lawrence Lessig, l'uomo che ha deciso di condurre questa battaglia, alle imprese difficili è abituato. Nel 2002, quando già era un'autorità nel campo del diritto digitale, si è inventato Creative commons, associazione che sviluppa e promuove una concezione più elastica del copyright. Sei anni più tardi l'obiettivo può dirsi raggiunto: decine di milioni di opere dell'ingegno digitali hanno optato per questa via alternativa al diritto d'autore in 43 giurisdizioni del globo. Con grande scorno, fra l'altro, dei signori dell'intrattenimento. Oggi il professore-attivista ci riprova con un tentativo dal coefficiente di difficoltà ancora più elevato: eliminare l'influenza del denaro dalla politica a stelle e strisce. E per farlo riparte da dove l'avevamo lasciato, cioè dalla rete. La settimana scorsa ha lanciato ChangeCongress.org, sito di riferimento per una campagna che punta a diffondersi chiedendo la collaborazione dei cittadini e l'adesione progressiva dei parlamentari. Ma attenzione: non si tratta di combattere la corruzione. Nel mirino di Lessig ci sono i finanziamenti legali, quelli effettuati alla luce del sole, nel rispetto delle regole e in piena trasparenza da lobbisti e gruppi di interesse. Il bersaglio è un sistema istituzionalizzato che, a detta del professore, "perverte l'economia e la crescita in modo da proteggere e beneficiare alcuni interessi particolari", offuscando le soluzioni più razionali per il bene comune in favore di quelle sostenute dal miglior offerente. Da notare che tra i punti salienti della piattaforma di ChangeCongress c'è l'introduzione negli Stati uniti di un sistema di finanziamento pubblico delle spese elettorali. Proprio quello che da noi, di questi tempi, viene spesso inserito sotto la voce "costi della politica" e considerato uno spreco da eliminare in favore di un sistema "all'americana".

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Roma, 10:17 - COSTI POLITICA: BERTINOTTI E MARINI, SPESE TAGLIATE (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica.it" del 27-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

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Per il 2008 un bilancio senza aggravi (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 27-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Lo strumento contabile approvato dopo una accesa maratona in consiglio comunale Per il 2008 un bilancio senza aggravi Bocciati gli emendamenti della minoranza: chiedeva tagli ai costi della politica MONDOLFO Erano le 2 passate quando il Sindaco Cavallo, in accordo con i capogruppo di minoranza, ha deciso di rinviare i rimanenti punti all'ordine del giorno, quasi la metà, al prossimo consiglio comunale. L'assise di martedì sera, come prevedibile, ha assunto i caratteri di un'accesa maratona: sul piatto infatti c'era l'approvazione della relazione previsionale e programmatica e dei progetti di bilancio di previsione annuale 2008 e pluriennale 2008-2010. E' stato il primo cittadino mondolfese ad illustrare orgoglioso il documento. "Ci piace amministrare ha esordito Cavallo per dare alla collettività sviluppo e considerazione. La nostra azione è contraddistinta da serietà e concretezza, con un occhio attento per quelle persone che vivono situazioni di disagio. Anche per il 2008 la manovra di bilancio predisposta per l'esercizio finanziario ha voluto tenere fede all'impegno di economicità che continua ad essere il filo conduttore dell'operato di questa Amministrazione. Si mantengono ed in alcuni casi si potenziano i servizi indispensabili per la collettività, continuando ad impegnarci in settori come il sociale, l'ambiente e il recupero di beni storico-culturali. Rilevante è stata anche la lotta all'evasione effettuata con nuovi metodi che negli ultimo otto anni ha portato al recupero di 2.466.000 euro. Tutto questo mantenendo ad un livello accettabile la spesa. Non sono state incrementare le tariffe dei servizi in corso, l'addizionale Irpef e l'Ici sulla prima casa. Nei confronti degli anziani, abbiamo riconfermato il taglio del costo della politica per agevolare nel pagamento dell'Ici gli ultrasessantacinquenni proprietari della prima abitazione allargando la fascia di merito. Per il 2008 non ci sarà nessun aumento nemmeno per la nettezza urbana". Cavallo ha poi sottolineato i progetti importanti già conclusi e da intraprendere. "Abbiamo messo a norma tutti gli impianti scolastici ed ampliato la scuola di Piano Marina, effettuato i lavori di riqualificazione di piazza Kennedy e nella zona di viale delle Regioni e ci siamo riappropriati dell'ex cinema di Mondolfo. Molti ancora sono gli interventi attivati, dall'ampliamento del depuratore al collettore di fondo valle, mentre si è già nella fase operativa per la realizzazione di nuove e fondamentali infrastrutture che cambieranno il volto del territorio, come la terza corsia e il nuovo approdo". Bocciati tutti gli emendamenti proposti dalla minoranza guidata da Carlo Diotallevi, tra cui il taglio ai costi della politica che prevedeva la rinuncia ai gettoni di presenza spettanti ai consiglieri comunali e l'eliminazione di un assessore. MARCO SPADOLA,.

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Edilcost, serve il pieno per i cento gettoni di Bucci (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 27-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

"E' difficiledescrivere a parole quelloche sto provandoDomenica peròdovrò essereall'altezza" SERIE B1 / la guardia italo-americana: "dobbiamo rifarci" Edilcost, serve il pieno per i cento gettoni di Bucci OSIMO Cento volte Ryan Bucci. La guardia italo-americana festeggerà domenica contro il Fossombrone le cento partite in campionato con la maglia della Robur. Il soldato Ryan si appresta così ad eguagliare il traguardo già raggiunto dal compagno di squadra Rezzano. Anche per Bucci si tratta della terza stagione all'ombra delle cinque torri. Arrivò ad Osimo nell'estate del 2005, l'anno della rifondazione dopo la retrocessione dalla Legadue. E conquistò subito l'accesso alla finalissima per la promozione. L'anno scorso ha concesso il bis, trascinando la squadra in finale a suon di punti: 690 in 39 partite. Mica pochi. Quest'anno sta confermando i suoi standard di rendimento. E' una garanzia di affidabilità: con 1530 punti finora realizzati, è il diciannovesimo cannoniere di sempre nella storia della Robur Basket; supera anche Roberto Tortù, dodici anni di professionismo in giro per l'Italia e oggi allenatore a Fermo. Ma Bucci ha ancora tempo per scalare altre posizioni. Perché il soldato Ryan ha giurato fedeltà alla causa osimana. "Qua mi trovo bene spiega sia dentro che fuori il campo da gioco. Sto in una città ideale per fare pallacanestro, un posto tranquillo dove posso migliorarmi e raggiungere grandi risultati. Io e mia moglie ci siamo sposati qui (l'anno scorso, ndr), Osimo è la mia seconda casa dopo New York. Mi piacerebbe rimanere a lungo". Bucci ha un debole per la città dei "senza testa". In passato ha rinunciato alle lusinghe di squadre importanti pur di restare all'ombra delle cinque torri. Contro Fossombrone raggiungerà la centesima presenza in campionato e l'emozione comincia a farsi sentire. "E' difficile descrivere a parole quello che sto provando racconta Ryan . Più si avvicina la partita e più ci penso. Domenica dovrò disputare una gara all'altezza della situazione". Contro Fossombrone l'Edilcost non può fallire. "Abbiamo tanta voglia di rifarci dopo Potenza assicura Bucci -. Venivamo da una lunga serie di risultati positivi, ci può stare di perdere qualche partita. E questo è il campionato più difficile degli ultimi tre anni. La sosta pasquale ci ha permesso di recuperare le energie, ora vogliamo vincere il derby". Intanto Andreaus ha recuperato dall'infortunio. E Osimo ritroverà anche il suo pubblico: domenica si festeggia la "giornata giallorossa". D.G.F.,.

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Mancano ormai meno di tre settimane (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 27-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Mancano ormai meno di tre settimane al voto, ed i maggiori candidati alla guida del Governo, ci promettono il "Paradiso in terra". Non metterò le mani nelle tue tasche, mi fa sapere Berlusconi. Già da luglio ti aumenterò la pensione, mi comunica Veltroni.A chi credere? A nessuno dei due, almeno fin tanto che non mi spiegheranno dove troveranno i soldi per tener fede alle promesse. Mi viene quindi spontaneo paragonarli a quel tale che, rivoltosi al notaio per disporre a chi destinare i suoi beni, non seppe indicare dove questi si trovassero.Temo quindi che le promesse dei nostri due amici, siano promesse da marinaio, perciò, visti i chiari di luna che spuntano da tutte le latitudini, sarebbe già un successo se le cose non peggiorassero. Le gatte da pelare, per il nuovo Governo, sono più d'una, a cominciare dalla "munnezza" napoletana. Nessuno ha il coraggio di affermare che è giunto il tempo di porre mano agli sprechi, che il costo della politica sarà dimezzato, che i privilegi della "casta" saranno azzerati, che le auto blu e le scorte saranno centellinate, che le sedi personali dei parlamentari, nella capitale, dove arriva ogni ben di Dio, dall'ultima generazione di computer alla gomma per l'inchiostro, mentre i comandi di Polizia e dei Carabinieri, non dispongono di una risma di carta per le fotocopie, non hanno alcuna ragione di esistere.Nessuno promette che la volontà dei cittadini, espressa attraverso un referendum, sul non finanziamento pubblico ai partiti, verrà finalmente rispettata.Nessuno ha il coraggio di dire che non si può continuare a finanziare i giornali di partito, nessuno osa dire che gli oltre 3.000 dipendenti statali che prestano, non si sa in quale misura, la loro opera nei sindacati, rientreranno nell'organico disponibile dello Stato. Nessuno ha il coraggio di dire che i finanziamenti destinati al Sud, non andranno più nelle casse della Mafia. Nessuno si sogna di fare un cenno allo scandalo petrolio, che i cittadini pagano in euro mentre i petrolieri lo acquistano in dollari svalutati!Se gli aspiranti premier avessero un minimo di coerenza, un minimo di dignità, un minimo di franchezza, su tutti questi temi non farebbero scena muta. Ci sarebbe anche dell'altro su cui discutere, compresi i vari canali di foraggiamento, che riguardano sì i grandi Partiti, ma anche i piccoli.Perché quindi ostinarsi a non essere limpidi o trasparenti, che dir si voglia, a non essere seri? Siete proprio convinti che un modo diverso di fare campagna elettorale non pagherebbe? Se siete convinti di questo vi sbagliate di grosso e non meritate fiducia!Tita De StalisRavascletto.

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Politica: <Nessun aumento delle tasse> (sezione: Costi dei politici)

( da "Sannio Online, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Politica: "Nessun aumento delle tasse" Pubblicato il 27-03-2008 "La riduzione dei trasferimenti non porterà maggiori tasse". Da qui parte Luigi Boccalone, assessore alle Finanze del Comune, per fornire una ulteriore chiave di lettura ai dati emersi dall'indagine curata dall'Ufficio Studi della Cgia di Mestre e, soprattutto, per rassicurare i contribuenti beneventani... "La riduzione dei trasferimenti non porterà maggiori tasse". Da qui parte Luigi Boccalone, assessore alle Finanze del Comune, per fornire una ulteriore chiave di lettura ai dati emersi dall'indagine curata dall'Ufficio Studi della Cgia di Mestre e, soprattutto, per rassicurare i contribuenti beneventani. L'allarme è legato all'ulteriore taglio applicato dallo Stato ai trasferimenti destinati ai Comuni. Per Benevento, in questo anno, si prevede un 'meno 3,2 per cento', secondo l'indagine della Cgia di Mestre. Sul punto, però, Boccalone chiarisce le ragioni di questo 'taglio': "La legge Finanziaria 2008 ha previsto una riduzione dei trasferimenti dello Stato ai Comuni, il cosiddetto 'fondo ordinario', di 313milioni di euro. Questi minori fondi, è bene precisarlo, vanno a compensare ? chiarisce Boccalone ? le riduzioni del 'costo della politica', decisi nella stessa legge Finanziaria. In particolare, i Comuni, e dunque anche il Comune di Benevento, dal primo gennaio 2008, sosterranno minori costi: ad esempio, per la sostituzione delle indennità di funzione ai consiglieri comunali con il gettone di presenza, rapportato quindi alla effettiva partecipazione dei consiglieri alla vita politica, per la riduzione dei costi per le missioni degli organi politici, per la eliminazione delle spese per le commissioni elettorali, interamente sostituite dal dirigente. Tutte queste misure producono minori costi, già considerati nel Bilancio 2008 del Comune di Benevento, e a fronte di tali minori costi, che il ministero dell'Interno ? precisa l'esponente della giunta Pepe ? ha stimato per il nostro Ente in 477mila euro, saranno ridotti i trasferimenti statali. Occorre considerare, inoltre, che le riduzioni di costi superiori alla cifra complessiva di 313milioni di euro saranno poi restituite a quei Comuni che, come ha fatto il Comune di Benevento, avranno dato piena attuazione alle disposizioni in materia di costi della politica". Tutto ciò rappresenta una premessa, corposa e importante, per chiarire che "la riduzione dei trasferimenti non porterà maggiori tasse", ribadisce Boccalone. Per poi aggiungere che "già sono stati considerati i minori costi connessi al taglio" e che "nel 2008, come testimonia il Bilancio di previsione approvato dal consiglio comunale il 12 marzo, il Comune di Benevento ha lasciato inalterata la percentuale di prelievo fiscale". Rimanendo in tema, però, dall'assessore Boccalone arriva anche una replica alle osservazioni critiche mosse dal consigliere comunale Nicola Boccalone. A tenere banco è sempre la gestione delle finanze del Comune. A questo proposito, l'esponente della giunta Pepe ricorda che "la legge Finanziaria 2007 ha previsto che, in caso di mancata approvazione delle tariffe e delle aliquote dei servizi pubblici, le stesse si intendono prorogate di anno in anno. Non si vede, pertanto, per quale motivo il Comune di Benevento, che ha inteso prorogare le aliquote e le consistenti agevolazioni decise nel 2006 a favore dei meno abbienti in materia di Ici, avrebbe dovuto adottare una deliberazione. Con essa avrebbe, invece, violato l'obbligo di non aggravare il procedimento amministrativo". Altro capitolo è quello relativo alle tariffe della Tarsu. Sul punto "va segnalato che la passata amministrazione ha gestito in modo non imprenditoriale la ex municipalizzata che si occupa di rifiuti, l'Asia spa. Questa, infatti, è stata progressivamente spogliata della sua consistenza economica e patrimoniale, incapace di produrre scelte imprenditoriali innovative e finendo per depauperare fortemente il suo capitale sociale, il suo valore effettivo. Quest'amministrazione, invece ? attacca Luigi Boccalone ?, ha investito su questa azienda sia nel 2007 sia nel 2008 e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Questi investimenti hanno accresciuto il sacrificio che i cittadini beneventani sosterranno, ma siamo certi ? conclude l'assessore alle Finanze ? che i cittadini siano felici di pagare quando il servizio è ben gestito. Così non era con la passata amministrazione comunale, che pure garantiva la stessa percentuale di copertura dei costi decisa da questa amministrazione nell'anno 2008".

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<La Feltrina servizi? Una scusa fantasiosa> (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 27-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

COMUNITÀ MONTANA "La Feltrina servizi? Una scusa fantasiosa" Feltre"La società Feltrina Servizi per salvare i posti di lavoro ai dipendenti? È la scusa più fantasiosa che abbia mai sentito".Dario Dall'Agnol, consigliere di minoranza in Comunità montana Feltrina, a distanza da una settimana dalla creazione formale davanti al notaio della nuova società operativa della Cmf conserva tutte le sue perplessità intorno all'iniziativa. E rilancia qualche provocazione sulla natura e finalità della società. "Non sono i dipendenti ad aver bisogno di un datore di lavoro, sono i comuni ad aver bisogno dell'esperienza e della professionalità di "questi addetti - scrive in una nota - così che suggerisco loro di licenziarsi in blocco e di costituirsi in cooperativa, con il che si concretizzerebbe una intera sfilza di vantaggi". Gli avantaggiati, dice Dall'Agnol, sono "loro stessi: sarebbero al sicuro da pur sempre possibili licenziamenti; eviterebbero il gravame dei costi di un Consiglio di Amministrazione di nomina politica - costi inevitabili, per quanto mi si dica che non consisteranno in stipendi, perché poi affioreranno di sicuro gettoni di presenza, trasferte, e via dicendo; potrebbero economizzare sui costi della loro stessa amministrazione, perché molte cose sono in grado di farsele; potrebbero offrire i loro servigi anche al di fuori della Cmf; avrebbero maggior facilità ad individuare e porre in opera eventuali migliorie del servizio; grazie al rapporto diretto e non mediato, sarebbero agevolati nel suggerire delle migliorie ai Comuni; potrebbero offrire i loro servizi ad amministrazioni di diverso orientamento politico, laddove un Comune di orientamento politico diverso rispetto a quello dei vertici della "Feltrinaservizi" così com'è stata impostata potrebbero, a ragione, farlo malvolentieri; sarebbero stimolati a fare del loro meglio, senza tutor politici, con sicuramente miglior efficienza complessiva nell'erogazione dei servizi". I secondi a trarre vantaggio sono i Comuni per il consigliere. "Le economie di gestione e la maggior efficienza di una cooperativa di soli operatori si tradurrebbe in servizio migliore con costi inferiori".

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Ricerca e industria girano a vuoto se non fanno Rete (sezione: Costi dei politici)

( da "Villaggio globale.it" del 27-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il convegno su finanza ed energia rinnovabile Ricerca e industria girano a vuoto se non fanno Rete Per sviluppare la Finanza "verde" bisogna spingere a fondo sulle tecnologie per le rinnovabili "Finanza, Ricerca e Sistema Industriale sono fattori che devono interagire per dare impulso allo sviluppo di nuove tecnologie per le rinnovabili", ha dichiarato il Presidente dell'Enea, Prof. Luigi Paganetto, introducendo i lavori del Workshop "Finanza, Venture Capital e tendenze globali dell'investimento in energia sostenibile: quali sviluppi per l'Italia?". "C'è una grande spinta ? ha continuato ? a livello internazionale, a investire sulle rinnovabili. I capitali, soprattutto negli Usa, si rivolgono a queste tecnologie che suscitano molte aspettative perché esse sono in forte evoluzione ed hanno un mercato in grande espansione. Questo fenomeno ci dice che politiche pubbliche e iniziativa privata devono agire insieme se si vogliono raggiungere gli obiettivi europei sulle energie rinnovabili. La sua globalità suggerisce inoltre, che l'opportunità non è solo quella relativa al nostro Paese, ma quella dei mercati di tutto il mondo". L'industria italiana deve imprimere una forte accelerazione per lo sviluppo di tecnologie per le fonti rinnovabili per recuperare il ritardo accumulato rispetto agli altri Paesi europei. Un significativo cambiamento di passo sul fronte delle tecnologie innovative per le rinnovabili è necessario al Paese per essere in grado di conseguire gli obiettivi al 2020 fissati dal Consiglio europeo in ambito energetico-ambientale, sia al sistema industriale italiano per poter competere sul mercato di questo settore, che si profila un promettente business. Nel 2006 si sono verificati investimenti a livello globale nell'energia sostenibile (efficienza energetica e fonti rinnovabili), pari a 70,9 miliardi di dollari, con un incremento del 43 % rispetto all'anno precedente. La tendenza in atto risente del fatto che le energie rinnovabili richiedono l'adozione di tecnologie fortemente innovative rispetto a quelle tradizionali, per le quali è necessaria una nuova filosofia d'investimento, in grado di richiamare anche nuovi investitori e nuove forme di investimenti. L'incremento degli investimenti nel settore delle rinnovabili registrato negli ultimi anni è frutto degli incentivi messi in atto dai Governi per ammortizzare i costi elevati, ma anche dell'apporto di finanziamenti da parte di soggetti privati, molti dei quali provenienti dai fondi di Venture Capital1 e Private Equity2 che investono in iniziative che non rappresentano ancora un business maturo. Nel 2006 gli investimenti in tecnologia ed equipaggiamento per la diffusione di energia sostenibile tramite Venture Capital e Private Equity hanno raggiunto, a livello globale, la cifra di 7,1 miliardi di dollari, con un aumento del 163% rispetto al 2005. Nell'Unione Europea, l'ammontare di venture capital investito nel settore dell'energia pulita è stato pari a 1,5 miliardi di dollari nel 2006, con un incremento del 141% rispetto all'anno precedente. Nello stesso anno le aziende europee hanno attirato 1,8 milioni di Euro provenienti da Venture Capital e Private Equity contro gli 11 miliardi delle imprese statunitensi. In questo contesto, nazioni emergenti come Cina e India, entro tre-quattro anni, sono destinate a raggiungere il volume di capitali dell'Europa. In Italia, nel 2005, la produzione lorda da fonti rinnovabili ha fatto registrare una crescita sostenuta, attestandosi a 49.920 GWh, con una crescita del 18,6 % per l'energia eolica, del 18,8% per l'energia solare e del 21,6% per le biomasse e i rifiuti. Tuttavia per il nostro Paese la percentuale di importazione energetica resta elevatissima e supera ampliamente l'80%. Questo dato tende a coincidere con la percentuale di dipendenza tecnologica nel settore delle rinnovabili. L'utilizzo del venture capital, essenziale per favorire ogni forma di innovazione, in Italia risulta ancora marginale ed è largamente superato dal Private Equity, concentrato soprattutto in aziende che operano in settori tradizionali. La nascita del Polo del Venture Capital italiano, avvenuta a Torino nel 2007, rappresenta un incoraggiante segnale di discontinuità. Al suo interno sono presenti 11 fondi e risorse finanziarie per circa 1 miliardo di euro, al fine di sviluppare anche in Italia un network di venture capital, di incrementare gli spin-off universitari pubblici e di favorire la crescita del numero di imprese interessate ad operare con venture capitalist. 1Il Venture capital è l'apporto di capitale di rischio da parte di un investitore per finanziare l'avvio o la crescita di un'attività in settori ad elevato potenziale di sviluppo. 2Il Private equity è uno strumento di finanziamento mediante il quale un investitore apporta nuovi capitali all'interno di una società (target), generalmente non quotata in borsa. (Fonte Enea) (27 Marzo 2008).

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LA SUPERCASTA DELLO SPRECO BERNARDO IOVENE ("REPORT") SVELA IL PREZZO DELLA POLITICA: 8 MILIARDI FANNO UNA LEGGE PER REGOLARIZZARE GLI OPERAI E POI HANNO L'ASSISTENTE AL NERO (sezione: Costi dei politici)

( da "Dagospia.com" del 27-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

LA SUPERCASTA DELLO SPRECO ? BERNARDO IOVENE ("REPORT") SVELA IL PREZZO DELLA POLITICA: 8 MILIARDI ? FANNO UNA LEGGE PER REGOLARIZZARE GLI OPERAI E POI HANNO L'ASSISTENTE AL NERO ? IL TRUCCO DEL RIMBORSEGGIO? Fabrizio d'Esposito per "Il Riformista" © Foto U.Pizzi"> Bernardo Iovene © Foto U.Pizzi "Non ci credi eh?". Risata amara. "Comunque hai scritto bene: diecimila commissari straordinari che costano un miliardo di euro all'anno". Bernardo Iovene ha cinquant'anni e fa il giornalista free-lance. Casertano di provincia, vive a Bologna e lavora per Report di Milena Gabanelli, la trasmissione di inchieste tv più famosa d'Italia, che va in onda su Raitre. Per Report, Iovene da anni spulcia i costi della politica. Carte alla mano, le cifre che dà fanno venire il mal di testa. Numeri da capogiro. Un lavoro certosino che nell'autunno dello scorso anno è finito anche in un libro con tanto di dvd: "Cara Politica" edito da Bur e Rai Trade e firmato da Gabanelli con Iovene, Giovanna Boursier e Sabrina Giannini . Il sottotitolo è: Come abbiamo toccato il fondo. IL CONTO GENERALE. In virtù di tutto questo la prima domanda della conversazione con Iovene spaventerebbe chiunque: "Quanto costa la politica in Italia?". Pausa. Risposta: "Cominciamo: il personale politico tra Senato, Camera, province, regioni, comuni e altri enti arriva a quattro miliardi di euro. Per le consulenze a tutta la pubblica amministrazione, l'unico dato disponibile è quello relativo al 2004: poco più di un miliardo di euro. Un altro miliardo serve per pagare i commissari straordinari, che sono diecimila. La cosa incredibile è che i commissari dovrebbero sostituire la politica per risolvere i problemi, tipo i rifiuti a Napoli". Altra risata amara. Totale, sinora: sei miliardi di euro. Ma la conta non è finita: "Poi ci sono i bilanci di Camera e Senato, di cui solo una parte è impiegata per pagare i parlamentari. Quello di Montecitorio, che risale all'anno scorso, è di un miliardo di euro. Quello di Palazzo Madama è la metà, relativa però al 2006: 527 milioni di euro. Infine ci sono i rimborsi elettorali; i finanziamenti alla stampa di partito, tra cui ci siete anche voi del Riformista, e i contributi ai gruppi parlamentari: un altro mezzo miliardo circa di euro". Il totale definitivo, allora, è otto miliardi di euro, sedicimila in lire, cui però vanno sottratti 127 milioni di euro per i deputati e 65 per i senatori, ché altrimenti verrebbero contati due volte: sia nel personale politico (quattro miliardi di euro) sia nei bilanci del Parlamento (un miliardo e mezzo). Otto miliardi: una cifra che peraltro ricorre spesso nel capitolo sprechi dell'Italia. Tanto, infatti, è costata, secondo i calcoli della commissione bicamerale sui rifiuti, l'emergenza munnezza a Napoli in tutti questi anni. Ma questa è un'altra storia. L'ESERCITO DELLA CASTA. In Italia ci sono venti regioni, centodieci province (di cui quindici di recentissima formazione), più di ottomila municipi, trecentocinquanta comunità montane e altrettante unioni di comuni, che sorgono tra i paesi più piccoli. Dice Iovene: "Il paradosso è che, se contiamo pure i deputati e i senatori, sul territorio si verifica un groviglio, una contrapposizione di competenze e la gente finisce per non avere punti di riferimenti. Nonostante ci sia sul campo un vero e proprio esercito". Altri numeri: 1.200 consiglieri regionali, 150mila amministratori comunali, 4mila quelli provinciali, 12.800 consiglieri delle comunità montane, 7mila quelli circoscrizionali. Falangi di personale politico. Milena Gabanelli Continua Iovene: "Anche a livello locale, essere eletti in un ente è considerato un punto d'arrivo perché il seggio è un posto di lavoro certo. A Palermo un presidente circoscrizionale guadagna 3mila euro al mese e ha anche l'auto blu. Un consigliere regionale, invece, percepisce 15mila lordi. Tieni presente che in alcune regioni, a partire dalla Campania, è stato anche aumentato il numero dei consiglieri. A me non piace fare demagogia contro la casta, però abbiamo riscontrato un sacco di anomalie. Ci sono spese non rendicontate, manca la trasparenza. Cambiare? Si può, ma è soprattutto un problema di ricambio della classe politica. Sono sempre gli stessi". STAFF AL NERO. Sommati agli stipendi dei mille parlamentari (deputati più senatori), i compensi di questo esercito di amministratori arrivano a quattro miliardi di euro, che comprendono persino quindici milioni per i comitati di vigilanza Inps e Inpdap. Tuttavia, nonostante la vigilanza, il lavoro nero istituzionale non manca. Proprio così. Dice il giornalista di Report: "Un deputato, di base, guadagna 11mila lordi, quindi 5.500 netti. Considera pure che dopo le polemiche sui costi della politica, non è che i parlamentari si sono ridotti lo stipendio, hanno solo bloccato il meccanismo che li aumenta. Detto questo, un deputato prende anche 4mila euro come diaria, cioè per le spese di soggiorno, peraltro senza nessuna distinzione tra chi risiede a Roma e chi no, e altri 4.200 per i collaboratori. Tutti questi rimborsi sono esentasse e ognuno si comporta come gli pare. C'è chi dà 500 euro in nero al mese al suo assistente e chi invece fa tutto da sé. In un'azienda privata, di norma, ti viene rimborsato ciò che spendi. In Parlamento non è così. Poi magari fanno una legge che ti obbliga a regolarizzare i tuoi operai mentre loro usufruiscono di collaboratori al nero". In teoria, potrebbero anche essere soldi spesi bene. Spiega Iovene: "A parte la mancanza di trasparenza, la gran parte dei politici mobilita gli staff anche per questioni di partito. Ricordo l'ultima campagna elettorale per le europee del 2004. L'allora governo Berlusconi, compreso il premier, si candidò al completo per un mandato da europarlamentare che in partenza, era evidente, nessuno di loro sarebbe andato a ricoprire. Eppure per due mesi ministri come Alemanno o Gasparri hanno impegnato i loro uffici per la campagna elettorale. Io, per esempio, mi rivolsi al ministero dell'Agricoltura per avere dei dati sul vino e i collaboratori di Alemanno mi risposero che dovevo aspettare fino a dopo le elezioni. Tutto questo, sia chiaro, coi soldi nostri". CONSULENTI D'ORO. Quando la politica e la burocrazia sono lente e inefficaci, purtroppo molto spesso, i rimedi sono due. La prima, la politica, viene sostituita con l'istituto del commissario straordinario. La seconda, la burocrazia, con l'ingaggio dei famigerati consulenti esterni. Risultato: altri due miliardi di euro, uno a testa per commissari e consulenti. Una sorta di mercato parallelo che quasi sempre alimenta clientele e assicura un posto ai candidati trombati alle varie elezioni. © Foto U.Pizzi"> Letizia Moratti © Foto U.Pizzi Sostiene Iovene: "Secondo i dati forniti dal dipartimento della Funzione pubblica, dati che risalgono al 2004, i consulenti della pubblica amministrazione, a partire cioè dai comuni, sono 300mila. Ed è un dato per difetto, perché non tutti i comuni, benché obbligati a farlo per legge, hanno fornito le indicazioni sui consulenti esterni. Che cos'è il consulente? La legge prevede che quando tu hai riscontrato che all'interno del comune o della provincia o del ministero non hai il personale specializzato per questo o quel compito ti rivolgi all'esterno. Solo che la Corte dei conti ha constatato che non avviene così e quasi tutte le nomine sono di natura elettoralistica, ossia un modo per accontentare chi ha sostenuto l'elezione di un candidato. Dopo i primi scandali Berlusconi ha tagliato le consulenze del 10 per cento. Ma chi ha fatto molto è stato Prodi, che è arrivato a un altro 20 per cento, risparmiando 43 milioni di euro in commissioni ministeriali". Tra i comuni, il record negativo di consulenze tocca alla capitale del nord, considerata anche la capitale morale del paese: Milano. Spiega Iovene: "Subito dopo essere stata eletta, il sindaco Moratti, berlusconiana, ha nominato 91 consulenti esterni. La Corte dei conti ha appurato che molti di essi non hanno la laurea, come prevede la legge. Il costo di quest'operazione è di undici milioni di euro, mentre la Moratti rischia una sanzione di due. Si è scoperto che sono state assunte addirittura persone trombate elettoralmente in Calabria. Su un miliardo totale di euro spesi per i consulenti, più della metà va agli enti locali: 34 per cento ai comuni, 12 alle province e 2 alle regioni. Le storie strane sono tante: ai tempi di Berlusconi ogni ministero aveva voci cospicue di bilancio per consulenze mai specificate: per esempio, 13 milioni di euro solo per l'agricoltura". IL RIMBORSEGGIO ELETTORALE. Nel 1993, ricorda infine Bernardo Iovene, al termine di questa lunga conversazione, "il 90 per cento di 31 milioni di italiani andati a votare per il referendum, si pronunciò a favore dell'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti". Tangentopoli era appena scoppiata, devastando la prima repubblica: "Da allora la politica si è sempre data da fare per aggirare quel voto popolare. La prima mossa fu fatta nel 1997 con la donazione volontaria del quattro per mille. Tu davi i soldi senza però scegliere il partito. Fu un fallimento. Così nel 1999, un governo di centrosinistra varò il rimborseggio elettorale, come lo hanno chiamato i radicali, rinunciando alla donazione del quattro per mille. Lo schema era semplice: ogni elettore valeva 800 lire, poi i partiti si dividevano in modo proporzionale la torta". Con l'avvento del secondo Berlusconi, il meccanismo è destinato a una messa a punto supermiliardaria: grazie al tesoriere leghista Maurizio Balocchi, si passa a un euro a votante da moltiplicare però per tutte le varie tornate elettorali: "Un esponente della Margherita mi ha spiegato che in questo modo il contributo al suo partito è passato da cinque miliardi di lire annui a quaranta, cioè venti milioni di euro. Non solo: è stata pure abbassata la soglia, in modo retroattivo, per accedere ai rimborsi: dal quattro per cento dei voti all'uno. Tutti soldi che in genere non servono per la campagna elettorale, ma per mantenere le strutture di partito. Il totale è duecento milioni di euro". Ecco perché numerosi partitini sono ancora presenti sulla scheda elettorale delle prossime politiche di aprile: il loro obiettivo non è il quorum per Camera o Senato, ma quello per il rimborseggio elettorale. Basta l'uno per cento, appunto. Dagospia 27 Marzo 2008.

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Il Cavaliere all'attacco: "La Rai è in mano alla sinistra" (sezione: Costi dei politici)

( da "Panorama.it" del 27-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Il Cavaliere all'attacco: "La Rai è in mano alla sinistra" Posted By redazione On 27/3/2008 @ 13:14 In Headlines | No Comments Silvio Berlusconi vuole mettere un punto fermo nel giallo sulla cancellazione di Porta a porta. E lo fa con parole dure: "La par condicio non c'entra niente, è solo un atto violento da parte di Veltroni". Il Cavaliere ha dovuto rinunciare oggi a partecipare alla trasmissione condotta da Bruno Vespa per la scelta di Walter Veltroni di annullare la sua prossima presenza nel "salotto" della politica in tv: "È stanco e lo capisco, ma il fatto che lui non voglia andare non significa che non possa andarci il leader dell'opposizione. Questa cosa è una violenza inaccettabile. E - aggiunge il leader del Pdl - gli italiani devono sapere che la Rai è ancora in mano alla sinistra che la domina come e quando vuole. Ecco perché bisogna andare a votare per la libertà e per il Popolo delle libertà per riportare l'Italia in Europa e in occidente e non subire il condizionamento di un partito radicato nella sinistra estrema". Poi il lader del Pdl allarga il discorso: "Ho anche tutte le istituzioni contro: il capo dello Stato lo hanno nominato loro, così come 11 membri della Corte Costituzionale". "Ho visto che è ripreso l'antiberlusconismo e in un'intervista l'uomo di Veltroni, Goffedro Bettini, mi paragona a Le Pen. Grazie! Allora mi consente di dire che il Pd è l'ultima mimetizzazione dei comunisti italiani". Così replica Berlusconi all'uscita del coordinatore del Pd prima di partecipare ad un incontro a Confartigianato. Il Cavaliere attacca poi il segretario del Pd usando l'arma dell'ironia: "A furia di andare sul pullman, con tutti quegli spifferi e quelle correnti d'aria bisogna anche capirlo, povero ragazzo. Poi è un pensionato e i pensionati devono stare attenti a quello che fanno. Non gli imprenditori, che hanno una fibra molto più forte". Il leader del Pdl torna ad attaccare il partito di Antonio Di Pietro. Nel corso del suo intervento alla Confartigianato sottolinea "la mostruosità del partito dei valori" facendo con la dita il gesto che indica il denaro. "Mi fa orrore - ribadisce - chi non ha rispetto per gli altri e rovina le persone sbattendole in galera quando sono innocenti. Io ho paura di gente così". E, ricordando che l'Italia Dei Valori è alleata del Pd, attacca anche il partito di Veltroni: "Sono giustizialisti dalla testa ai piedi anche loro". Poi Berlusconi accusa Veltroni e Di Pietro di percepire già una pensione e per questo di non essere in grado di tagliare i costi della politica: "Promettono di tagliare i costi della politica e poi prendono due pensioni, una da parlamentare e l'altra da magistrato. E questi dovrebbero tagliare i costi della politica? Non ho mai visto dei tacchini presentare una mozione per anticipare il Natale".

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Enea: solo 20 mln euro per rinnovabili su venture capital (sezione: Costi dei politici)

( da "Vita non profit online" del 27-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Redazione (redazione@vita.it) 27/03/2008 --> La Spagna investe 100 mln in sinergie fra ricerca e impresa Il Consiglio Europeo ha posto al 2020 il termine per conseguire l'obiettivo di una produzione energetica piu' efficiente e sostenibile attraverso le fonti rinnovabili, ma nel primo semestre del 2006 l'Italia ha investito appena 20 milioni di euro per 18 progetti nel settore energia e utilities. Nello stesso periodo, invece, la Spagna ha investito 100 mln di euro e l'Irlanda 175 mln. A riferirlo e' il "Global Trends in Sustainable Energy Investment 2007", l'analisi redatta da Unep, Sefi, New Energy Finance e Ren21. Sempre secondo il rapporto, a livello globale, nell'energia sostenibile, ovvero per rinnovabili ed efficienza energetica, i flussi finanziari sono stati pari a 100 miliardi di dollari, di cui 30 per acquisizioni e fusioni fra imprese, e 70,9 mld di dollari di risorse nuove per la sostenibilita', di cui 7,1 mld di dollari arrivati dal Venture Capital. Ed e' proprio nel Ventur Capital che l'Enea, l'Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, vede la chiave per far superare all'Italia il gap di investimenti in energia sostenibile e la strada per vincere una sfida non solo ambientale ma anche di impresa e di mercato. E' il "Venture Capital la chiave per finanziare lo sviluppo delle tecnologie innovative che servono all'Italia per conseguire gli obiettivi al 2020 e l'accelerazione si puo' ottenere solo attivando una nuova sinergia tra ricerca, industria e finanza" afferma all'ADNKRONOS il presidente dell'Enea, Luigi Paganetto, che ha aperto oggi a Roma i lavori del workshop dal tema "Finanza, Venture Capital e tendenze globali dell'investimento in energia sostenibile: quali sviluppi per l'Italia?". "L'Enea, per la prima volta nel nostro Paese, -afferma ancora Paganetto- pone quindi la questione e si fa promotore e anello di congiunzione fra i diversi attori, perche' solo insieme si vince la sfida di una produzione di energia piu' pulita". "Banca Mondiale e Banca Europea Investimenti -continua- sono gia' attive, bisogna lavorare insieme". "Per questo obiettivo -aggiunge Paganetto- l'Enea mette a disposizione le sue iniziative ed i suoi progetti gia' pronti come il Solare termodinamico ed chiama a raccolta il mondo della Finanza a partecipare ai grandi investimenti 'verdi' che si stanno sviluppando nel Mediterraneo sul fronte delle rinnovabili". "Sono convinto che il Ventur Capital, cioe' l'apporto di capitale di rischio da parte di un investitore per finanziare l'avvio o la crescita di nuove attivita', in questo caso nel settore energetico che e' ad alto potenziale di sviluppo, sia la strada che il nostro Paese deve intraprendere" ribadisce Paganetto, ricordando l'avvio a Torino, a febbraio 2007, del primo Polo del Venture Capital Italiano. "Rappresenta -dice- un segnale importante di discontinuita', ma bisogna trovare piu' Venture Capitalist. Questo e' il passo che deve scattare sul fronte energetico nel nostro Paese". L'industria italiana deve imprimere una forte accelerazione per lo sviluppo di tecnologie per le fonti rinnovabili per recuperare il ritardo accumulato rispetto agli altri Paesi europei" spiega Paolo Paesani, ricercatore di Economia Politica all'Universita' degli studi di Tor Vergata di Roma, intervenuto al workshop dell'Enea, che aggiunge: "Un significativo cambiamento di passo sul fronte delle tecnologie innovative per le rinnovabili e' necessario al Paese per essere in grado di conseguire gli obiettivi al 2020 fissati dal Consiglio Europeo in ambito energetico-ambientale, sia al sistema industriale italiano per poter competere sul mercato di questo settore, che si profila un promettente business". Paesani, quindi, ricorda che "le energie rinnovabili richiedono l'adozione di tecnologie fortemente innovative rispetto a quelle tradizionali, per le quali e' necessaria una nuova filosofia d'investimento, in grado di richiamare anche nuovi investitori e nuove forme di investimenti". "L'incremento degli investimenti nel settore delle rinnovabili registrato negli ultimi anni -prosegue l'esperto- e' frutto degli incentivi messi in atto dai Governi per ammortizzare i costi elevati, ma anche dell'apporto di finanziamenti da parte di soggetti privati, molti dei quali provenienti dai fondi di Venture Capital e Private Equity che investono in iniziative che non rappresentano ancora un business maturo". "Nel 2006 gli investimenti in tecnologia ed equipaggiamento per la diffusione di energia sostenibile tramite Venture Capital e Private Equity -sottolinea ancora- hanno raggiunto, a livello globale, la cifra di 7,1 miliardi di dollari, con un aumento del 163% rispetto al 2005". Inparticolare, nell'Unione Europea, l'ammontare di venture capital investito nel settore dell'energia pulita e' stato pari a 1,5 miliardi di dollari nel 2006, con un incremento del 141% rispetto all'anno precedente. Nello stesso anno le aziende europee hanno attirato 1,8 milioni di Euro provenienti da Venture Capital e Private Equity contro gli 11 miliardi delle imprese statunitensi. "In questo contesto, -dice Paesani- nazioni emergenti come Cina e India, entro tre-quattro anni, sono destinate a raggiungere il volume di capitali dell'Europa". Ma come si inserisce l'Italia in questo scenario? "In Italia, nel 2005, -afferma Paesani- la produzione lorda da fonti rinnovabili ha fatto registrare una crescita sostenuta, attestandosi a 49.920 GWh, con una crescita del 18,6 % per l'energia eolica, del 18,8% per l'energia solare e del 21,6% per le biomasse e i rifiuti". "Tuttavia -prosegue- per il nostro Paese la percentuale di importazione energetica resta elevatissima e supera ampliamente l'80%. Questo dato tende a coincidere con la percentuale di dipendenza tecnologica nel settore delle rinnovabili". "L'utilizzo del Venture Capital, essenziale per favorire ogni forma di innovazione, in Italia -aggiunge- risulta pero' ancora marginale ed e' largamente superato dal Private Equity, concentrato soprattutto in aziende che operano in settori tradizionali". "Il Venture Capital -conclude- e' oggi la chiave per innescare lo sviluppo dell'energia sostenibile in Italia, dopo si potra' passare ad altre fonti finanziarie come le banche, le azioni o le obbligazioni. La crisi di investimenti nel nostro Paese in questo settore e' dovuta a ritorni non sicuri e ad un elevato rischio industriale, anche se la promessa di ritorni e' davvero alta".

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L'agonia dei Cdz coi fondi dimezzati (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Lecco, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

La curiosità L'agonia dei Cdz coi fondi dimezzati La sentenza di morte è già stata emessa con la Finanziaria di quest'anno: i Cdz con le prossima amministrazione non esisteranno più. I costi della politica sono troppi, e soprattutto dopo il gran parlare di sprechi e benefici della spesa pubblica, il Governo ha deciso che è tempo di tagliare i rami secchi, le circoscrizioni ad esempio. E a Lecco si stanno già facendo le prove generali. Nel bilancio del 2008, che come è già stato definito da alcuni esponenti della minoranza è un "bilancio tisico ed esangue", tutti devono fare la loro parte e tirare la cinghia e i Cdz non sono da meno. La postazione in dotazione dei parlamentini quindi è stata dimezzata: da 10 mila euro ciascuno a 5 mila. In pratica 400 euro al mese, una miseria. I consiglieri dovranno centellinare le iniziative, anzi a voler ben guardare non potranno organizzare quasi più niente, persino un concerto potrebbe diventare proibitivo. Niente festa di Natale, serata di inizio estate, giornata della festa del rione. Qualche contributo alle associazioni e via andare. Insomma se si pensa che tre presidenti su cinque costano al Comune circa 14 mila euro all'anno ciascuno (gli altri la metà perché lavorano), che i consiglieri prendono il seppur minimo gettone di presenza, che ci sono costi di riscaldamento e della segretaria oltre che della cancelleria (1.500 euro all'anno), insomma i Cdz sono diventati ormai solo un costo. Forse sarebbe stato meglio staccare subito la spina. 27/03/2008.

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