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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL  26-3-2008       #TOP


IN EVIDENZA

Famiglia Cristiana nel partito di Grillo: contro la Casta avida di privilegi filippomaria_battaglia   Panorama. Mercoledì 26 Marzo 2008 alle 10:38


Basta con gli sprechi, stop ai privilegi. Altro che cerchiobottismo in stile vecchia Dc: da qualche settimana, Famiglia Cristiana picchia duro contro “l’impotenza dei politici”. Negli ultimi numeri e sempre con maggiore rilevanza, sulla rivista paolina sono apparse infatti una lunga serie di editoriali e commenti, spesso a firma della direzione, quasi sempre rivolti a denunciare abusi ed inefficienze della classe dirigente nostrana.

Il settimanale aveva iniziato poco più di un mese fa con il Pd, accusato di “pasticcio veltroniano in salsa pannelliana” per aver ragginto l’accordo elettorale con i radicali di Emma Bonino. Aveva poi continuato, bacchettando il Pdl (”dove si ritiene che i valori eticamente sensibili siano una dote acquisita, una sorta di lascito ottenuto per sorteggio da parte degli italiani”) e Silvio Berlusconi, che “ha definito il suo partito ‘monarchico’ (crediamo per via della potenza del leader) e insieme anarchico, nel senso che non ha una posizione ufficiale su molti temi di rilevanza etica e lascia tutto alla libertà di coscienza dei singoli”.
Ma non ha neppure risparmiato Pier Ferdinando Casini: “Perché i voti e le presenze di certi candidati, tipo Cuffaro?…Ci saremmo aspettati qualcosa di diverso e di più innovativo, per allontanare il dubbio di una buona occasione (forse l’ultima?) sciupata malamente”.

Adesso, l’ultima bordata del settimanale paolino arriva col numero oggi in edicola e sembra fare rima con le denunce lanciate da Beppe Grillo e dai suoi grillini internettiani: “Cari politici (Veltroni, Berlusconi, Casini etc.), basta con le chiacchiere. È così impegnativo garantire più ‘bene comune’ e meno privilegi?” E giù, giù con un editoriale che al tratto doroteo di certa politica democristiana preferisce lo strale al fosforo tipico del “V-day” del comico genovese. E non è un caso infatti che la mira sia puntata anche sul solito Mastella: “per reinserirsi a Ceppaloni, prende un modico assegno di 300 mila euro: lo chiamano ‘assegno di reinserimento nella vita sociale’. Non sarebbe meglio restituirli quei soldi o darli in beneficenza, come bel gesto?”.

Resta ora da capire se alle frecciate lanciate dalla rivista diretta da don Antonio Sciortino (foto sopra) seguirà una vera e propria indicazione di voto per uno dei partiti in corsa per le elezioni del prossimo 13 aprile. Possibilità questa, a dire il vero, molto sparuta: anche perché, tra bocciati e diffidati, la casella dei politici “graziati” dalla scure del settimanale paolino a tutt’oggi risulta ancora non pervenuta.


Report "Costi dei politici"

Lo Stato taglia, il bilancio è unanime ( da "Eco del Chisone" del 26-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stato ha demandato alle Regioni la riduzione delle Comunità montane e dei loro membri, per ridurre i costi della politica. Il consigliere Leger, capogruppo della minoranza, mutate le condizioni di bilancio, non ha presentato l'intervento scritto dal suo gruppo. Ha ritenuto però che per ridurre i costi della politica non è avvenuto nessun taglio ai costi degli organi istituzionali,

Pagano i farmaci a chi non ce la fa ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: indennità di carica da parte del primo cittadino. "Una scelta personale - dice Ponso - che condivido insieme a consiglieri e assessori: anche loro destinano i gettoni di presenza e parte dell'indennità a fini sociali". In dieci mesi, sono 6 i residenti che hanno beneficiato del rimborso sui farmaci, per un totale di 247 euro.

La Provincia punta sulla viabilità ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: i consiglieri non hanno indennità ma solo il gettone di presenza o non c'è un uso incontrollato delle consulenze esterne. Il costo del personale, circa 9 milioni e mezzo all'anno, è inferiore alla media delle Province e i mutui ci costano 2,7 milioni all'anno, ossia il 7 per cento della spesa corrente".

An: Fuori gli stipendi degli amministratori ( da "Nazione, La (Umbria)" del 26-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: VENTI DI GUERRA SUI COSTI DELLA POLITICA An: "Fuori gli stipendi degli amministratori" ? NARNI ? SPIRANO venti di guerra dal fronte dell'opposizione, da dove sta per aprirsi una grande offensiva contro il presidente del Consiglio comunale Marco Mercuri. Le recenti polemiche tra An e l'esponente del Ps non sono passate in cavalleria e adesso minacciano di far spargere molto sangue.

Detrazioni e rimborsi, ecco tutte le novità ( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: aggiungono i redditi da borse di studio o da stages e i redditi da assegni periodici percepiti dal coniuge separato. È inoltre necessaria la certificazione dei redditi da compensi per una serie di attività come: attività sportive dilettantistiche, indennità, gettoni di presenza per cariche elettive, redditi da lavoro occasionale, redditi da utili derivanti da partecipazioni societarie,

Tesini: continuerò ancora a battermi per tagliare i costi della politica ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Parlamento in castello dove avrebbe dovuto incontrare i rappresentanti delle autonomie. Il viaggio fissato per il 31 gennaio per le celebrazioni dei 45 anni dello statuto è stato rinviato e ora, in piena campagna elettorale, il Presidente ha escluso i momenti politici dal suo programma". Soffermandoci sui problemi di tutti i giorni, cosa proporrà per migliorare i servizi sociali,

Consulenze, approvate le nuove regole ( da "Corriere Alto Adige" del 26-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: come era stato per esempio recentemente da parte della Corte dei conti. L'ultimo caso era stato particolarmente eclatante e riguardava un incarico di consulenza affidato ad un ex funzionario: "Ha semplicemente portato a termine dei progetti sui quali stava già lavorando, con elevata professionalità ", era stata la giustificazione dell'amministrazione.

La maggioranza, a otto mesi di distanza dal primo affondamento, si dichiara di nuovo contraria alla ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 26-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dopo le ultime accuse di Umberto Montanari. Per il Pd, sarebbe d'intralcio all'istruttoria della Procura. Troppi gettoni di presenza in Comune? Virgilio Rossi, presidente della commissione bilancio, non ci sta e ribatte così all'accusa di un eccesso di attività delle commissioni consiliari nei primi tre mesi del nuovo anno.

Soldi & politica ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 26-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sturani indagato, la maggioranza contro la commissione sollecitata da Fi. Libri (Sd) con Bugaro Area Ccs, stop all'inchiesta comunale Gettoni, Virgilio Rossi: "Troppe riunioni? Avrei dovuto convocarne di più".

Sui gettoni di presenza si fa polemica offensiva. Le indennità sono più che dimezzat ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 26-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: si è tornati al gettone di presenza di 117 euro per una seduta di Consiglio e 58,50 euro per le commissioni. Non esistono però limiti al numero di convocazioni e nei primi mesi del 2008 le sette commissioni consiliari hanno svolto 17 riunioni al mese oltre alle 7 sedute del Consiglio, con il risultato che alcuni consiglieri riescono a percepire ora un compenso maggiore,

<Monte Ardone: non si può più credere alla Provincia> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 26-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: della pericolosità di Monte Ardone. Dei nostri amministratori non mettiamo in dubbio l'abilità e la determinazione profusa nell'aprire, a qualsiasi costo, la discarica di Monte Ardone. Sono stati fatti espropri, giustificando la pubblica utilità e l'improrogabile necessità di scaricare rifiuti solidi urbani di Parma e provincia;

Niente referendum: ecco cosa continueremo a pagare ( da "PrimaDaNoi.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: silenzio della politica, "di certa stampa" e anche dei cittadini. "Alla voce costi della politica regionale le cifre lievitano", spiega Rapagnà. "Alla voce "provvidenze e contributi" a favore della società civile si trovano, invece, pochi zeri". Solo i costi diretti degli organi del consiglio regionale della giunta e delle strutture amministrative di supporto agli organi elettivi (

La casta che non costa Il revisore vuole un euro ( da "Arena.it, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: hanno deciso di istituire un fondo di solidarietà, inserito in bilancio, dove confluiscono i gettoni di presenza, le indennità di carica, di sindaco e assessori, per un importo annuo di circa 18mila euro. "Fino ad oggi", rileva l'assessore Riccardo Veronese, "abbiamo acquistato delle giostrine per la scuola materna e per il parco,

Gettoni in Provincia "Consiglieri di serie B" ( da "Corriere Adriatico" del 26-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La protesta di Tapponi Gettoni in Provincia "Consiglieri di serie B" pesaro - "Sugli introiti dei Consiglieri - scrive Ugo Tapponi - occorre far chiarezza: di fatto tanti consiglieri provinciali svolgono il proprio mandato quasi a titolo di volontariato, tutto ciò è dovuto al fatto che i Consigli se ne fanno uno al mese,

Come si tagliano i costi della politica ( da "Italia Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: D'altra parte, invece, il peggioramento dei conti economici delle Province di tutte le altre regioni, vedi soprattutto il Lazio, la Lombardia e per ultima l'Emilia Romagna". Nel confronto a livello regionale, "nel 2005 ? spiega l'analisi dell'Eurispes ?

COSTI POLITICA: TOSCANA ELIMINERA' ALMENO 4 COMUNITA' MONTANE ( da "Asca" del 26-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: i tagli alle indennita' dei consiglieri, ne' una riduzione degli amministratori delle attuali Comunita' montane sarebbero sufficienti ad abbattere di un terzo la spesa corrente. Di qui la prospettiva, ad opera della legge regionale, della riduzione del numero delle Comunita' Montane (da 4 a 7 quelle che saranno soppresse).


Articoli

Lo Stato taglia, il bilancio è unanime (sezione: Costi dei politici)

( da "Eco del Chisone" del 26-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Comunità montana, a sorpresa 105.000 euro in meno per le valli Lo Stato taglia, il bilancio è unanime La minoranza vota a favore, ma invoca tagli agli emolumenti PEROSA - Su 48 consiglieri, tutti i 36 presenti (compresa la nuova rappresentante di Prali Sandra Aglì, che ha preso il posto del dimissionario Bruno Grill) lunedì scorso hanno approvato il bilancio di previsione 2008 della Comunità montana Valli Chisone e Germanasca. All'unanimità. È la prima volta in questa legislatura. A unire maggioranza e minoranza, la nuova riduzione del contributo statale decretata dal ministro dell'Interno il 4 marzo: 105.047,08 euro in meno, un taglio che ha costretto l'assessore Sergio Pera a correggere lo scema di bilancio approvato dalla Giunta il 18 febbraio. Le cifre del bilancio: pareggio in 6.596.322,90 euro, avanzo presunto di 50.872,31 euro. Praticamente si è stati costretti a tagliare quasi tutti i capitoli di spesa in mancanza della copertura. L'assessore ha elencato i principali titoli di spesa: servizi generali 632.558 euro; servizi tecnici 2.161.233 euro; nessun taglio ai servizi socio-assistenziali, che impegnano il 45 per cento del bilancio, 2.237.952 senza servizi conto terzi; anticipazioni di tesoreria 1.011.529; partite di giro 553.050. "Successivamente - ha evidenziato Pera nella sua esposizione ? si dovrà recuperare fondi per la programmazione in quanto il taglio indiscriminato è pesante, anche se la Comunità montana ha dimostrato di avere tutti i parametri in regola". Ha infine ricordato che i costi dell'urbanistica non sono più sostenibili. Il presidente Andrea Coucourde ha dato conto della "triste riunione di presidenti di Comunità montane" cui ha partecipato, dove tutti hanno espresso timore se questi tagli saranno mantenuti. Lo Stato ha demandato alle Regioni la riduzione delle Comunità montane e dei loro membri, per ridurre i costi della politica. Il consigliere Leger, capogruppo della minoranza, mutate le condizioni di bilancio, non ha presentato l'intervento scritto dal suo gruppo. Ha ritenuto però che per ridurre i costi della politica non è avvenuto nessun taglio ai costi degli organi istituzionali, e ha proposto il taglio del 3,72 per cento sugli emolumenti del presidente e della Giunta e che tale importo sia assegnato al settore socio-assistenziale: "È un segnale da dare", ha sostenuto. Pera ha aggiunto che di tale proposta si possa tenerne conto nella prima variazione al bilancio. D'accordo anche Coucourde, però ha precisato che "i costi della politica non sono quelli delle Comunità montane". L'assessore al Lavoro Viller Manfredini ha valutato posivamente la proposta di Leger, aggiungendo un appello: "Ritornare a pensare alla funzione specifica della Comunità montana. Tutti debbono confrontarsi in un discorso politico e dare un assetto al bilancio di conseguenza". L'assessore ai Servizi sociali Clara Bounous ha spiegato che si è già deliberato in accordo con i sindaci l'aumento del contributo dei Comuni di due euro per abitante: "Non ci sono stati tagli, e se si sarà costretti a farne, saranno sulla organizzazione e non sui servizi". Il consigliere Sanmartino ha sostenuto la necessità di protestare contro i tagli dello Stato. Garrone ha ritenuto che la protesta possa essere dimostrata il 13 e 14 aprile con il voto, "mandando tutti a casa".

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Pagano i farmaci a chi non ce la fa (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

SANITÀ. SOLDI DA INDENNITÀ DEGLI AMMINISTRATORI Pareri Pagano i farmaci a chi non ce la fa Un impegno nonostante i tagli [FIRMA]MATTEO BORGETTO CERVASCA "Aiutare le fasce più deboli e meno fortunate non è solo una scelta politica, ma una questione di civiltà, un dovere degli enti pubblici". E' il pensiero che unisce Aurelio Blesio e Tullio Ponso, sindaci di Caraglio e Cervasca, gli unici due Comuni nella "Granda" a riconoscere ai cittadini più poveri il pagamento dei farmaci di "fascia C", quelli a totale carico del paziente (il ministero della Salute li considera non essenziali), ad esempio antidolorifici, medicinali per la circolazione e tranquillanti. Spiega il sindaco Tullio Ponso, titolare dell'unica farmacia di Cervasca: "Si tratta di medicinali importanti, che servono anche per le malattie più acute. A differenza di quelli "mutuabili" o da "banco", sono soggetti a continui aumenti di prezzo e molti non possono permetterselo". Ad inizio anno, le famiglie che ne fanno richiesta ricevono una tessera da presentare in farmacia, insieme alla ricetta medica. Gli scontrini vanno, poi, consegnati in Comune, che provvede al rimborso spese (trimestrale) qualora i farmaci rientrino in un elenco di 364 "princìpi attivi" della fascia C. Per evitare speculazioni, il rilascio delle tessere è subordinato all'indicatore di reddito "Isee". A Caraglio, dove il sevizio è attivo dal 2001, il tetto limite è di 6.000 euro annui, mentre a Cervasca, che ha iniziato la procedura nel giugno 2007, la soglia passerà da 7 a 9 mila euro, grazie alla rinuncia del 20% dell'indennità di carica da parte del primo cittadino. "Una scelta personale - dice Ponso - che condivido insieme a consiglieri e assessori: anche loro destinano i gettoni di presenza e parte dell'indennità a fini sociali". In dieci mesi, sono 6 i residenti che hanno beneficiato del rimborso sui farmaci, per un totale di 247 euro. Decisamente superiori i numeri di Caraglio, che in sette anni ha erogato oltre 8.000 euro a una trentina di famiglie (1.600 euro nel 2007). "Abbiamo iniziato molto prima - dice il sindaco, Aurelio Blesio - ma con il tempo anche Cervasca arriverà a cifre considerevoli. E' doveroso sostenere la popolazione più povera, anche per i farmaci non essenziali, perchè il welfare sta diventando un'impresa. Le crescenti limitazioni previste dalle varie leggi finanziarie (patto di stabilità) sulle spese correnti e continui tagli statali bloccano gli investimenti nei servizi alla persona. Stiamo facendo grandi sforzi per garantire quelli minimi, ma di questo passo, ci ridurremo ad un lavoro di ordinaria amministrazione". Aurelio Blesio, sindaco di Caraglio: "Vorremmo fare di più, ma con i continui tagli agli enti locali, gli investimenti comunali nel sociale sono sempre più difficili".Ilio Piana, sindaco di Villafalletto: "Può succedere che qualcuno per orgoglio non voglia chiedere aiuto. Il Comune interviene con discrezione e aumenta i fondi in casi particolari".

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La Provincia punta sulla viabilità (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

DOCUMENTO PROGRAMMATICO. OGGI IN CONSIGLIO A BELGIRATE La Provincia punta sulla viabilità [FIRMA]VALERIA PERA VERBANIA Più dell'anno scorso, meno del 2006. Il bilancio di previsione della Provincia, che verrà presentato oggi a Belgirate, pareggia a 57.723.316,29 euro. "Non è opulento ma è serio - commenta l'assessore Giuseppe Grieco -, perché vogliamo lasciare alla prossima amministrazione una situazione equilibrata. Tutte le imposte restano invariate. E bisogna considerare che non abbiamo potuto inserire una serie di entrate che sappiamo arriveranno". Il riferimento è soprattutto ai "grandi assenti", ossia ai quattro milioni di euro legati ai canoni idrici, passati da due anni dalla Provincia alla Regione. Nel 2007 erano rientrati sotto forma di "una tantum", quest'anno ancora non si sa ma Grieco si dice sereno: "Qualcosa da Torino arriverà". Non pare preoccupato nemmeno dei tagli imposti dalla Finanziaria: "Non ci riguardano - dice -, qui abbiamo solo un'auto blu, i consiglieri non hanno indennità ma solo il gettone di presenza o non c'è un uso incontrollato delle consulenze esterne. Il costo del personale, circa 9 milioni e mezzo all'anno, è inferiore alla media delle Province e i mutui ci costano 2,7 milioni all'anno, ossia il 7 per cento della spesa corrente". La quale ammonta a 38.387.4621,65 euro, con la "fetta più grossa" destinata al settore sviluppo economico e politiche comunitarie (oltre 6 milioni). Alla voce investimenti, per un totale di 11.181.853,64 euro, la parte del leone la fa la viabilità con 6.717.180 euro di cui "quattro milioni andranno alla sistemazione della strada della valle Anzasca - spiega Grieco -, 350 mila euro per la valle Intrasca, 250 mila per Scareno". Il resto si suddivide tra sostituzione e completamento di barriere (600 mila euro), posa di asfalto (1 milione), manutenzione ordinaria (150 mila euro), sgombero neve (600 mila), pronti interventi (50 mila), rinnovo segnaletica (20 mila) e manutenzione del verde (300 mila). Per quanto riguarda l'edilizia scolastica saranno invece investiti un milione e 100 mila euro per interventi negli istituti provinciali, 53.875 di rata per l'acquisto dalla Regione della sede dell'istituto agrario di Crodo e 51.546 per messe in sicurezza. Scorrendo la lista delle previsioni, poi, altri due milioni saranno destinati ai lavori di sistemazione e adeguamento della sede della Provincia al Tecnoparco e poco più di un milione al settore trasporti, per lo più per la messa in sicurezza delle fermate dei bus extra urbane (675 mila euro). Grieco ricorda anche l'impegno verso l'ambiente: "Andremo a potenziare la raccolta differenziata a Stresa e in Valle Vigezzo con 200 mila euro ma ci occuperemo anche della messa in rete dei parchi, di promozione delle energie rinnovabili e del piano delle cave". E per il sociale: "Stiamo promuovendo un fondo di solidarietà per i lavoratori con aziende e banche e continueremo ad occuparci del servizio civile volontario e della prevenzione in materia di alcol e sicurezza stradale". Per tagliare i costi della politica, insomma, si guardi altrove: "Le cose vanno fatte con criterio - dice Grieco -, non è che eliminando le Province spariscano anche i compiti di cui si occupano. E dubito che i Comuni o la Regione potrebbero fare le stesse cose spendendo di meno. Ciò che va rivisto è il criterio di ripartizione dei fondi: meno legato alla popolazione e più al territorio".

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An: Fuori gli stipendi degli amministratori (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 26-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

NARNI SPIRANO VENTI DI GUERRA SUI COSTI DELLA POLITICA An: "Fuori gli stipendi degli amministratori" ? NARNI ? SPIRANO venti di guerra dal fronte dell'opposizione, da dove sta per aprirsi una grande offensiva contro il presidente del Consiglio comunale Marco Mercuri. Le recenti polemiche tra An e l'esponente del Ps non sono passate in cavalleria e adesso minacciano di far spargere molto sangue. An sta infatti preparando una lettera da inviare all'amministrazione, nella quale chiedere conto di tutti i costi della politica, dal presidente del Consiglio fino agli assessori e al sindaco e a quanti altri percepiscano indennità e compensi. Ciò che non è andato giù ad An è stata la risposta che Mercuri ha dato al capogruppo Maria Lanari, sostenendo che il taglio alle sedute consiliari era stato giustificato da esigenze di bilancio, visto che l'anno scorso per una quarantina di sedute si erano spesi circa 50.000 euro. Tesi smentita dal partito, che ha chiesto al resto del Pdl di appoggiare la petizione. La stessa Alleanza nazionale fa sapere che non è orientata a chiedere la medesima cosa a Rifondazione, pur essendo anch'essa in minoranza, e che dai contatti informali Forza Italia avrebbe dato la disponibilità a sostenere la lettera, che potrebbe anche chiudersi con la clamorosa richiesta di dimissioni del presidente del Consiglio. Massimiliano Cinque - -->.

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Detrazioni e rimborsi, ecco tutte le novità (sezione: Costi dei politici)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Le novità di quest'anno riguardo alla dichiarazione dei redditi sono legate ai provvedimenti introdotti dalla Finanziaria 2007 e ad alcune misure, con valore retroattivo, previste dalla Finanziaria 2008. Provvedimenti che riguardano la modifica degli scaglioni di reddito e delle aliquote, cioè la percentuale di imposte da pagare, che cambia in base alla fascia di reddito di appartenenza. Cinque gli scaglioni di reddito Tornano da quest'anno i cinque scaglioni di reddito rispetto ai quattro previsti dalla dichiarazione redditi 2007. È prevista inoltre l'introduzione di detrazioni per carichi di famiglia in sostituzione delle precedenti deduzioni e di una ulteriore detrazione per le famiglie numerose con almeno quattro figli a carico. Il passaggio dal sistema con deduzioni a quello con detrazioni riguarda anche i redditi da pensione, da lavoro dipendente e da lavoro autonomo. Tra le novità anche la previsione di ulteriori detrazioni, nella misura del 55%, per spese di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente e una detrazione d'imposta, nella misura del 20%, per spese di sostituzione di frigoriferi e congelatori. In più detrazioni anche sugli affitti e, in particolare, per gli studenti e per i giovani tra i 20 e i 30 anni che stipulano contratti di locazione come abitazione principale. Infine, è contemplata anche l'esclusione dal pagamento dell'imposta per i contribuenti che possiedono solo redditi fondiari, come terreni e fabbricati, con importo complessivo non superiore a 500 euro e la possibilità di richiedere il bonus fiscale per i contribuenti per i quali nel 2006 l'imposta netta sia risultata pari a zero e il bonus non sia stato ancora erogato dal sostituto d'imposta. I documenti da presentare Prospetto riassuntivo dei redditi percepiti (Cud) alla mano, sono diversi i documenti da presentare al Centro autorizzato di assistenza fiscale: oltre al codice fiscale del dichiarante, del coniuge e dei familiari a carico, va presentato il modello 730 o Unico del 2007, la delega di pagamento del saldo 2006 e degli acconti 2007 (modello F24) e l'opzione volontaria dell'8 e del 5 per mille. La documentazione inerente i redditi riguarda i modelli Cud attestanti il reddito di lavoro dipendente, di pensione, di collaborazione coordinata e continuativa, e quelli relativi a cassa integrazione, mobilità, disoccupazione ordinaria e speciale, maternità e altre indennità erogate da Inps o altri enti; a questi si aggiungono i redditi da borse di studio o da stages e i redditi da assegni periodici percepiti dal coniuge separato. È inoltre necessaria la certificazione dei redditi da compensi per una serie di attività come: attività sportive dilettantistiche, indennità, gettoni di presenza per cariche elettive, redditi da lavoro occasionale, redditi da utili derivanti da partecipazioni societarie, riscatto premi assicurativi, indennità per inabilità temporanea, pensioni integrative corrisposte da fondi pensioni o fondi di previdenza complementare, pensioni estere. le spese detraibili Per quanto riguarda, invece, le spese detraibili e deducibili sostenute nel corso del 2007, è possibile richiedere rimborsi per spese mediche (comprese quelle di assistenza ai portatori di handicap), veterinarie e funebri (gli scontrini per l'acquisto di farmaci devono essere esibiti in fotocopia e, se emessi dal primo luglio 2007, devono riportare il codice fiscale del contribuente); spese per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido e per le tasse scolastiche relative alle università e alle scuole di istruzione secondaria superiore; assicurazioni vita e infortunio; il contributo del servizio sanitario nazionale versato per l'assicurazione Rc (Responsabilità civile) auto, ciclomotori e altri mezzi di trasporto. A queste si aggiungono i contributi volontari e obbligatori compresi quelli per gli addetti ai servizi domestici e all'assistenza personale e familiare (collaboratrici familiari, baby sitter); i versamenti volontari ai consorzi obbligatori di bonifica e le erogazioni liberali a favore di istituzioni religiose, Onlus, Ong (organizzazioni non governative), società di mutuo soccorso, organizzazioni non lucrative di utilità sociale, partiti politici, associazioni sportive dilettantistiche, contributi per Paesi in via di sviluppo e spese per adozioni internazionali. Deduzione degli interessi sui mutui Presentando la certificazione bancaria, inoltre, è possibile anche richiedere una deduzione degli interessi passivi che fanno riferimento ai mutui con garanzia ipotecaria stipulati per l'acquisto o la costruzione dell'abitazione principale, ai mutui stipulati nel 1997 per la ristrutturazione di immobili e a quelli stipulati dal 1998 per la costruzione o la ristrutturazione dell'abitazione principale. Infine, vanno documentate le spese sostenute nell'anno 2007 o negli anni precedenti relative alla ristrutturazione degli immobili, cui spetta una detrazione pari al 36%, allegando la copia della comunicazione dell'inizio lavori con ricevuta della raccomandata, dei bonifici bancari e delle fatture. Per le detrazioni relative alla sostituzione di frigoriferi e congelatori è necessario presentare la fattura o lo scontrino dell'acquisto di un frigorifero classe A+ e l'attestazione delle modalità di smaltimento del vecchio. M. O.

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Tesini: continuerò ancora a battermi per tagliare i costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Udine Tesini: continuerò ancora a battermi per tagliare i costi della politica di GIACOMINA PELLIZZARI Alessandro Tesini, tarcentino, è candidato al consiglio regionale nelle file del Partito democratico. Tesini non è nuovo alla politica, negli ultimi cinque anni è stato alla presidenza del consiglio regionale. In questi cinque anni si è battuto per i tagli della politica, è sicuro di aver ottenuto qualche risultato? "Sui costi della politica è stata fatta una grande operazione di trasparenza. Un'operazione che ci ha consentito di verificare che nella tabella delle indennità il Friuli Venezia Giulia si colloca al penultimo posto. Il presidente della giunta percepisce circa 8 mila euro quando il suo omologo del Piemonte ne incassa 16 mila 700. Sono comunque cifre importanti soprattutto se paragonate allo stipendio di un operaio? "Certamente, tant'è che l'operazione non finisce qui. Basti pensare che la finanziaria ha bloccato tutte le indennità per 5 anni. Credo, però, che sia indispensabile ridurle visto che un numero sempre maggiore di cittadini fa fatica a comprendere e si ribella. Allo stesso modo è sbagliato ritenere che i costi della politica si esauriscono nei costi degli eletti: i friulani non accettano più i costi della burocrazia e della democrazia che non è più quella del primo dopoguerra. Agli enti bisogna attribuire una massa critica compatibile con gli obiettivi di qualità nella gestione dei servizi ai cittadini". Se sarà rieletto riprenderà in mano la modifica dello Statuto regionale archiviata dall'election day? "Sono certo che se non si fosse interrotta la legislatura la modifica dello Statuto sarebbe andata in porto e la Regione avrebbe visto accrescere le proprie competenze. Ma se uscirà un Parlamento in grado di affrontare riforme complesse la strada va ripresa". I regionali sono stati accusati di non riservare abbastanza attenzioni a Udine, cosa farà per smentire queste affermazioni? "Udine deve uscire dalla sindrome dell'accerchiamento e dal complesso di emarginazione perché Cecotti lascia una città migliorata sia dal punto di vista delle opere realizzare, sia dei cantieri che dovranno essere ripresi. Honsell con una buona maggioranza e una buona giunta può essere il sindaco che punta a un futuro ambizioso per la città perché Udine ha tutte le condizioni per proporsi come locomotiva della regione". Ma se è così perché il presidente della Repubblica non farà tappa a Udine? "Il programma ufficiale approvato a Natale prevedeva la presenza di Giorgio Napolitano nel salone del Parlamento in castello dove avrebbe dovuto incontrare i rappresentanti delle autonomie. Il viaggio fissato per il 31 gennaio per le celebrazioni dei 45 anni dello statuto è stato rinviato e ora, in piena campagna elettorale, il Presidente ha escluso i momenti politici dal suo programma". Soffermandoci sui problemi di tutti i giorni, cosa proporrà per migliorare i servizi sociali, rispondere all'emergenza rifiuti e ai molti comitati contro le grandi opere come la Tav? "Il mio impegno sarà quello di favorire le reti di volontariato per rendere più produttiva la spesa per gli indigenti e gli anziani non autosufficienti. Per quanto riguarda, invece, le grandi opere come la Tav, le discariche, la viabilità, ma anche gli insediamenti commerciali e industriali, ritengo fondamentale favorire il confronto e la trasparenza, annunciando le cose nei giusti tempi". Perché gli elettori dovrebbero votarla? "Per le stesse ragioni per cui si va più volentieri in un locale piuttosto che in un altro. Credo che di me ci si possa fidare perché dico quello che penso e faccio quello che prometto".

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Consulenze, approvate le nuove regole (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Alto Adige" del 26-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-03-26 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Palazzo Widmann Dopo le polemiche e le richieste di accertamento la Provincia fissa i criteri Consulenze, approvate le nuove regole Tetto negli incarichi ai dipendenti: non oltre il 30% dello stipendio BOLZANO - Dopo mesi di polemiche, accuse e controaccuse sull'utilizzo del denaro pubblico, la giunta provinciale vara il "regolamento sulle consulenze ". L'esecutivo ha deciso di autorizzare i dipendenti provinciali a esercitare attività lucrative aggiuntive rispetto al proprio impiego nel rispetto del limite del 30 per cento dello stipendio base di loro spettanza, esclusi dunque gli emolumenti per trasferte e straordinari. Per quanto riguarda gli ex-dipendenti in pensione che ricevono incarichi e consulenze esterne dalla Provincia, il limite dei cinque anni dall'abbandono del proprio posto all'interno dell'amministrazione, entro i quali non possono essere previste forme di collaborazione, è da considerarsi valido solamente per i pre-pensionati, ovvero coloro che hanno meno di 37 anni e mezzo di contributi e meno di 58 anni di età. Per quanto riguarda le incompatibilità, un'appartenente al Corpo forestale non può ricoprire la carica di sindaco, assessore comunale, presidente di una comunità comprensoriale, di un consorzio tra enti locali o di un'azienda municipalizzata. Inoltre, il personale del Corpo permanente dei Vigili del fuoco non può ricoprire incarichi dirigenziali e di vertice nei corpi e nelle unioni dei Vigili del fuoco volontari. In sostanza si tratta di una serie di regole per evitare soprattutto la possibilità che gli incarichi siano oggetto di ricorsi o addirittura di richieste di accertamento, come era stato per esempio recentemente da parte della Corte dei conti. L'ultimo caso era stato particolarmente eclatante e riguardava un incarico di consulenza affidato ad un ex funzionario: "Ha semplicemente portato a termine dei progetti sui quali stava già lavorando, con elevata professionalità ", era stata la giustificazione dell'amministrazione. Davanti alle polemiche, il presidente della giunta Luis Durnwalder aveva portato a scusante per l'operato dell'esecutivo proprio la mancanza delle norme di attuazione del decreto del 1995 con il quale appunto era stato introdotto l'obbligo di non assegnare consulenza a quei dirigenti il cui periodo di pensionamento non aveva superato i sei anni. La classica buccia di banana che era costata a tutti gli assessori la richiesta a dover rimborsare il costo della consulenza. Una disattenzione o la prassi? Su questo l'assessore al personale era rimasto sul vago. "Nel 2002 - aveva affermato Widmann - sono stati circa cinquanta i dirigenti che hanno chiesto e ottenuto di essere collocati in pensione. Abbiamo deciso di predisporre il regolamento di attuazione al fine di sgomberare il campo da qualsiasi possibile errore di interpretazione".

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La maggioranza, a otto mesi di distanza dal primo affondamento, si dichiara di nuovo contraria alla (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 26-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Commissione d'inchiesta in Comune sull'area Ccs, per cui è indagato il sindaco Sturani (corruzione). L'indagine interna è stata chiesta da Bugaro (Fi) dopo le ultime accuse di Umberto Montanari. Per il Pd, sarebbe d'intralcio all'istruttoria della Procura. Troppi gettoni di presenza in Comune? Virgilio Rossi, presidente della commissione bilancio, non ci sta e ribatte così all'accusa di un eccesso di attività delle commissioni consiliari nei primi tre mesi del nuovo anno. "Se mai mi sento in difetto - dice - di non aver fatto molte più sedute". Ma la polemica sembra destinata a non calare di tono. Garofalo a pag. 37.

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Soldi & politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 26-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sturani indagato, la maggioranza contro la commissione sollecitata da Fi. Libri (Sd) con Bugaro Area Ccs, stop all'inchiesta comunale Gettoni, Virgilio Rossi: "Troppe riunioni? Avrei dovuto convocarne di più".

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Sui gettoni di presenza si fa polemica offensiva. Le indennità sono più che dimezzat (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 26-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Sui gettoni di presenza si fa polemica offensiva. Le indennità sono più che dimezzate con la nuova normativa e quelle del nostro Consiglio erano già sottodimensionate di circa la metà rispetto al limite fissato dalla legge". Virgilio Rossi, presidente della commissione bilancio, non ci sta e ribatte così all'accusa di un eccesso di attività delle commissioni consiliari nei primi tre mesi del nuovo anno. Il caso nasce con la nuova normativa della Finanziaria in tema di rimborsi per i consiglieri comunali. Tolta l'indennità mensile di 619 euro lordi, si è tornati al gettone di presenza di 117 euro per una seduta di Consiglio e 58,50 euro per le commissioni. Non esistono però limiti al numero di convocazioni e nei primi mesi del 2008 le sette commissioni consiliari hanno svolto 17 riunioni al mese oltre alle 7 sedute del Consiglio, con il risultato che alcuni consiglieri riescono a percepire ora un compenso maggiore, nonostante la norma voluta dal governo per risparmiare. "Nel mese di gennaio il compenso totale ricevuto dai consiglieri comunali ammonta a 11.411,10 euro e sarebbe stato pari a 27.027,00 euro con la vecchia normativa" precisa Rossi. Se l'assessore al bilancio Stecconi aveva tranquillizzato parlando di "cifre insignificanti" e che non pesano sulle casse comunali, essendo trasferimenti statali, Rossi non accetta l'attacco alle commissioni. "Come presidente della commissione bilancio mi sento in difetto di non aver fatto molte più sedute. C'è stata l'approvazione del bilancio di previsione, un atto di grande rilevanza dal punto di vista politico, economico e finanziario tale da meritare un giusto approfondimento e il termine è quello del 30 aprile, a meno di miracoli". Secondo Andrea Nobili (Pd) la questione dei maggiori compensi rispetto alla vecchia indennità "riguarda solo due o tre singoli capigruppo". Il regolamento comunale prevede infatti che il capogruppo di un partito senza esponenti nelle commissioni possa partecipare alle riunioni e percepire il rimborso. "Rientra nelle loro facoltà - dice Nobili - ma per tutti gli altri, la norma grida vendetta. Personalmente ci rimetto nell'andare in Consiglio comunale invece di lavorare, con solo 150 euro al mese di rimborso. Bisognerebbe tagliare quelli che sono veramente i costi della politica e non sono quelli del Consiglio comunale". La pensa allo stesso modo l'assessore Stecconi che aveva parlato di "problema etico e non economico" chiedendo una revisione del regolamento comunale per equiparare i capigruppo a tutti gli altri consiglieri. "Per il ritorno alla vecchia indennità se ne riparla con il nuovo governo" è il commento di Giuseppe Frisoli, presidente del Consiglio comunale. Dopo aver accertato l'impossibilità di cambiare il sistema dei compensi, nella commissione affari istituzionali era ventilata l'ipotesi di inviare una lettera aperta al governo, da parte del Consiglio cittadino, per chiedere il ritorno all'indennità di funzione. "La questione è stata discussa anche a livello nazionale dall'Anci, ma dovremo aspettare le elezioni per chiedere la revisione della norma della Finanziaria" dichiara Frisoli. E. Gar.

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<Monte Ardone: non si può più credere alla Provincia> (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 26-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

PROVINCIA 26-03-2008 Opinioni: la discarica fa ancora discutere "Monte Ardone: non si può più credere alla Provincia" A ncora oggi la Provincia sostiene che le cause dell'incendio della discarica di Monte Ardone sono di origine dolosa. Non lo fa più in prima persona, come fece a suo tempo il Presidente della Provincia, ma basandosi su relazioni tecniche, commissionate dallo stesso ente e dal gestore a consulenti esterni; relazioni che sono, per definizione, di parte. Per loro disgrazia e probabilmente fiduciosi che nessuno si sarebbe preso la briga di leggerle. Le conclusioni a cui pervengono i tecnici non sono un proclama di certezze e garanzie tali da tranquillizzare il povero cittadino, ma un insieme di dubbi, tali da salvaguardare le "terga" di chi si è avventurato in considerazioni che dovevano soddisfare solo le aspettative dei promotori delle relazioni. Non vogliamo mescolare il sacro con il profano, tuttavia ormai si può affermare che Monte Ardone è un luogo profetico. Le frane, il vento, l'incendio, sono puntualmente accaduti; manca come ultima catastrofe lo scivolamento totale della discarica nel rio Ricò, anche se qualche avvisaglia c'è stata nel 1997 con lo smottamento di circa 100mila mc di materiale nella zona adiacente alla discarica, e successivamente con lo scivolamento sotto i teli di parte di una parete laterale. Forse, pur dando la colpa ai soliti ignoti, di fronte a tale evento la Provincia si convincerà finalmente, a babbo morto, della pericolosità di Monte Ardone. Dei nostri amministratori non mettiamo in dubbio l'abilità e la determinazione profusa nell'aprire, a qualsiasi costo, la discarica di Monte Ardone. Sono stati fatti espropri, giustificando la pubblica utilità e l'improrogabile necessità di scaricare rifiuti solidi urbani di Parma e provincia; a discarica ancora chiusa, si è concesso l'autorizzazione a ricevere rifiuti speciali e, per ultimo, rifiuti speciali provenienti da tutta Italia. Colpo perfetto che doveva appagare le esigenze del gestore, non certo quelle dei cittadini. Non dimentichiamo che prima del 1998, in previsione della chiusura del vecchio inceneritore del Cornocchio, vennero presentate ben due proposte per realizzare un moderno sistema di smaltimento dei rifiuti, tra l'altro senza impegni finanziari da parte degli enti pubblici. Bocciate senza possibilità di replica: l'unica strada per risolvere i problemi dei rifiuti di Parma doveva essere la discarica. A grandi linee ci sembra di ricordare queste parole: cittadini state tranquilli, pensiamo noi a tutto; ci siamo affidati ad esperti che progetteranno, realizzeranno e gestiranno una discarica modello con rifiuti conferiti e collocati in "balle" che garantiranno il massimo della stabilità ed il minimo impatto ambientale. Di spiegazioni ne abbiamo sentite tante, non ultime quelle dei tecnici di parte che nelle loro relazioni affrontano solo marginalmente il problema dell'incendio ma, guarda caso, consigliano il conferimento dei rifiuti sfusi per una migliore stabilità, smentendo le affermazioni di altri tecnici, sempre nominati dalla Provincia, che affermavano l'opposto. A chi dobbiamo credere ormai? Purtroppo di questa discarica, gestita da esperti ed agognata dai nostri amministratori, abbiamo già constatato i risultati, catastrofici per il nostro territorio e, purtroppo, facilmente prevedibili. Cara Provincia non possiamo più darti credito: troppi ed evidenti sono stati gli errori di valutazione ed eccessiva la disponibilità dimostrata nei riguardi dei vari gestori succedutisi negli anni. Si è permesso di conferire quasi 70mila tonnellate di rifiuti speciali sfusi, provenienti da tutta Italia, per un'attività prettamente privata con costi di consulenze, ricerche ecc. sostenute economicamente anche da noi cittadini e di cui ci sembrerebbe pertanto opportuno che, da parte vostra, se ne renda conto. Il tutto poi per aver lasciato realizzare una discarica da "tecnici esperti" che è più volte franata, che al primo colpo di vento, in mancanza di barriere di protezione, ha invaso di plastica le vallate circostanti, si è incendiata diffondendo gas che ci si dice non contenesse diossina: probabilmente le plastiche di Monte Ardone non avevano le stesse caratteristiche di quelle bruciate a Napoli, che di diossina invece ne hanno prodotto a dismisura. Siete proprio convinti di poterci far credere ciò che più vi accomoda? Tutto è stato detto e scritto, largamente previsto: ci auguriamo che la magistratura intervenga a tutela del cittadino e delle attività agroalimentari che contraddistinguono la nostra provincia, fra l'altro sede dell'Authority per la sicurezza alimentare. E' dal 1996 che esiste un'emergenza ma non si approda a nulla. E' appena iniziato l'iter di un nuovo impianto di termovalorizzazione che non sappiamo ancora quando entrerà in funzione: è su questo e sui ritardi burocratici dell'iter autorizzativo che conta la Provincia per aprire Monte Ardone a tutti i costi? Nel frattempo molte altre città si sono dotate di tali impianti con notevole risparmio per i cittadini e risolvendo definitivamente il problema del conferimento dei rifiuti: Parma è diversa, non serve un termovalorizzatore, abbiamo Monte Ardone "sicuro e ben gestito". A conclusione di queste poco entusiasmanti considerazioni, con tristezza, siamo indotti a pensare che il vocabolo "vergogna" non è ben conosciuto da certi nostri politici, probabilmente se ne dovrebbero coniare altri perché di vergogna ne è colma ormai la discarica di Monte Ardone. Umberto Varoli portavoce di Uniti a Sinistra Parma.

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Niente referendum: ecco cosa continueremo a pagare (sezione: Costi dei politici)

( da "PrimaDaNoi.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

ABRUZZO. Il Referendum abrogativo per ridurre i costi della politica in Abruzzo non si potrà fare fino al 2012. Per una fitta presenza di date elettorali (amministrative, politiche, regionali e europee), infatti, fino a quella data, secondo quanto stabilito dallo Statuto del Consiglio Regionale il referendum dovrà aspettare. Pio Rapagnà e Giovanni Forti del Comitato promotore del Referendum le hanno provate tutte per far anticipare i tempi. Ma nessuno li ha ascoltati. Così adesso passano al "piano b": tirano fuori i conti e li sbattono in faccia ai cittadini: quelli che quando aprono i giornali (forse) si indignano, ma in concreto, poi, fanno ben poco. E il Comitato si trova (quasi) solo a dover portare avanti una battaglia, nel silenzio della politica, "di certa stampa" e anche dei cittadini. "Alla voce costi della politica regionale le cifre lievitano", spiega Rapagnà. "Alla voce "provvidenze e contributi" a favore della società civile si trovano, invece, pochi zeri". Solo i costi diretti degli organi del consiglio regionale della giunta e delle strutture amministrative di supporto agli organi elettivi (Ufficio di Presidenza ? Commissioni e Gruppi Consiliari - Comitati) ammontano a 33.310.000. Altri 30 milioni sono l'equivalente del trattamento economico del personale (principale e accessorio). 1mln 450 mila euro gli stipendi del personale assunto a tempo determinato, 5 mln 500 mila euro per il personale dirigenziale. Bisogna poi aggiungere 1mln 800 mila euro per il fondo per il finanziamento di retribuzione di posizione e di risultato del personale dirigenziale, 2mln 50 mila per l'assunzione a termine di personale per gli uffici regionali e per incarichi di collaborazioni coordinate e continuative. Altri 2 mln 15mila euro vanno via in affitti, 1mln 413 mila in spese per comunicazioni istituzionali e attraverso la Stampa. Le spese legali ammontano a 6 mln 50 mila euro, per gli interventi per il sistema informativo ci sono altri 2mln 450 mila euro. In totale tutta la macchina costa 152.677.000 BILANCIO PREVISIONE 2008 Ma certo la voce costi non si esaurisce qui. Il bilancio di previsione del 2008 che illustra Rapagnà e Forti, infatti, è ancora molto ricco. 3 mln 312 mila euro corrisponde al trattamento economico del personale della protezione civile, quasi 8 mln andranno alle Aziende regionali per il diritto allo studio universitario, 650 mila euro sono previste per il Ciapi (Centro Istruzione e Addestramento Professionale Industria) e altri 820 mila euro per l'associazione del Ciapi. Tanti i soldi stanziati anche per l'ARSSA (Agenzia Regionale per i servizi di sviluppo agricolo) : oltre 10 i mln previsti per "l'attuazione delle attività e delle iniziative di istituto", 5 mln il finanziamento ai Consorzi di Bonifica. Un altro milione andrà in interventi di forestazione e valorizzazione ambientale, 8 mln per il fondo di solidarietà per i Comuni e 1 mln di euro per l'edilizia di culto. Per gli interventi nel campo dei trasporti per spese correnti sono previsti 49.807.679,87 a cui vanno aggiunti 6 mln 531 mila per gli oneri derivanti dalla rideterminazione dell'indennità chilometrica per il servizio di trasporto pubblico regionale. Per interventi per la promozione turistica abruzzese si prevede di spendere 3 mln di euro; altri 300mila saranno destinati alla "valorizzazione e internazionalizzazione dell'Aeroporto d'Abruzzo. Per l'attività ordinaria dell'Arta è prevista una spesa di 1mln 750 mila euro. SPESE E SPESUCCE C'è poi una lunga serie di contributi per spese e spesucce di ogni genere: dai 900 mila euro per l'agenzia per l'Informatica e la Telematica ai 250 mila euro da destinare agli enti pubblici e privati per convegni e congressi. Altri 500 mila sono quelli messi a disposizione per l'organizzazione e la partecipazione a convegni, congressi, mostre afferenti al settore cultura. E non viene tralasciato nemmeno il comparto musica con 2mln 800 mila euro per la "promozione delle attività musicali nella Regione". 1mln 250 mila euro viene invece destinato per "interventi per i cittadini abruzzesi emigrati all'estero", un altro milione e mezzo per "interventi nel campo dello Sport", 800 mila euro sono stati stanziati invece come contributo alle società abruzzesi di Basket, Rugby, Pallavolo e Pallanuoto militanti in serie A. Appena 100 mila euro per gli interventi di prevenzione degli incendi boschivi, sebbene quella passata sia stata una delle estati più drammatiche per l'emergenza incendi. Alle associazioni regionali di allevatori e per il miglioramento genetico del bestiame verranno affidati 1mln 700 mila euro mentre alle cooperative artigiane di garanzia 2mln 230 mila euro. ENTI STRUMENTALI Poi c'è il capitolo più "doloroso": quello degli enti strumentali di cui spesso si è discusso proprio a causa dei costi spropositati per mantenerle in vita. Solo per Arit, Abruzzo Lavoro, Adsu, Arssa, Aptr e Arta si spenderanno 30 mln di euro tra funzionamento, attività ed iniziative, spese e personale. Soldi che sembrano non bastare mai. VARIAZIONI DI BILANCIO "La Regione ad ottobre del 2007", spiega ancora Rapagnà, ha apportato variazioni di spesa a numerosi capitoli del Bilancio di previsione 2007 in termini di competenza di cassa pari a Euro 32.946.446,40 in più e ad Euro 33.004.500,00 in meno. Poi", continua, "ha approvato 552 contributi economici per interventi a pioggia a favore di altrettanti Comuni abruzzesi, beneficiari anche di più interventi, per un importo totale di 8 mln di euro, ha concesso contributi a 40 Associazioni abruzzesi varie per finanziamento di 40 "Grandi eventi culturali", per un importo totale di 625 mila euro e ha concesso contributi a 46 "Prestigiose manifestazioni sportive" abruzzesi, per un importo totale di 950 mila euro". "E per le associazioni spontanee di cittadini, come la nostra che lotta da mesi per eliminare i costi impropri della politica?", si domanda Rapagnà. "Ecco, lì si concedono contributi da un minimo di 160 euro a 1655,17". 26/03/2008 9.41 LA VIGNETTA DI GIO'.

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La casta che non costa Il revisore vuole un euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena.it, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

ERBÈ. Il professionista che controlla i conti dà un segnale per le spese a favore dei consulenti delle amministrazioni La casta che non costa Il revisore vuole un euro Dall'Oglio rinuncia al compenso annuo di 1.920 euro corrisposto dal Comune "Quei soldi vadano al fondo di solidarietà"     Lino Fontana Non sempre la politica e chi ci "gira attorno", come i consulenti, negli ultimi anni nel mirino della stampa e dell'opinione pubblica, costa cifre astronomiche. È quanto accade nell'amministrazione comunale di Erbè dove, il revisore dei conti, Gianluca Dall'Oglio, ha offerto la sua consulenza, per il triennio 2008/2010, all'iperbolica cifra di 1 (uno!) euro più Iva all'anno contro i 1.920 euro lordi annui percepiti nel precedente triennio. "La mia proposta", spiega, "è un atto di riconoscenza che mi sento di fare visto che nel triennio precedente fui nominato dall'attuale sindaco, Paolo Brazzarola, senza che mi conoscesse professionalmente, quindi sulla fiducia. Poichè anche gli amministratori, sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza, rinunciano alle loro indennità di carica, ho ritentuo opportuno adeguarmi". Dall'Oglio, docente di economia e statistica all'Università di Verona, aggiunge: "Conosco bene, dato il mio incarico, la situazione delle casse comunali. Rinunciare alla somma che avrei dovuto percepire non mi cambia di certo la vita. Piuttosto quei soldi potranno servire per impinguare il fondo di solidarietà che gli amministratori hanno istituito con i loro emolumenti da utilizzare per le necessità della comunità erbetana". Nella sua lettera di offerta a ricoprire l'incarico di revisore dei conti, incarico che è stato approvato all'unanimità nell'ultimo consiglio comunale, Dall'Oglio precisa che tale valore (un euro più Iva) "è da ritenersi omnicomprensivo". Spiega, quindi, che la sua proposta "vuole essere una piccola ma, mi auguro, significativa risposta a tutti coloro che, dall'uscita del libro "La casta", identificano l'impegno politico come una mera volontà di arricchimento personale. Pertanto coerente con le scelte che l'amministrazione comunale ha fatto fin dall'inizio del suo mandato intendo rendere omogeneo il mio comportamento". Alla lettura della lettera, molto apprezzata dal sindaco, il capogruppo di opposizione, Gaetano Dall'Oca, ha osservato che "fare il revisore è un lavoro, può essere svolto anche gratuitamente e non ha nulla a che fare con la casta politica. Siamo comunque d'accordo per la riconferma del professor Dall'Oglio". A tale proposito lo stesso revisore fa notare che non è giuridicamente possibile non ricevere alcun compenso a fronte di tale prestazione in quanto essa implica delle responsabilità verso l'amministrazione comunale per le quali deve rispondere personalmente come professionista. Per la cronaca, gli amministratori di maggioranza, fin dal maggio del 2004, hanno deciso di istituire un fondo di solidarietà, inserito in bilancio, dove confluiscono i gettoni di presenza, le indennità di carica, di sindaco e assessori, per un importo annuo di circa 18mila euro. "Fino ad oggi", rileva l'assessore Riccardo Veronese, "abbiamo acquistato delle giostrine per la scuola materna e per il parco, inoltre è stato sistemato il tetto della chiesa. Con la somma raccolta quest'anno decideremo il da farsi". In ogni caso, l'utilizzo del fondo avviene con le normali procedure amministrative.

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Gettoni in Provincia "Consiglieri di serie B" (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 26-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

La protesta di Tapponi Gettoni in Provincia "Consiglieri di serie B" pesaro - "Sugli introiti dei Consiglieri - scrive Ugo Tapponi - occorre far chiarezza: di fatto tanti consiglieri provinciali svolgono il proprio mandato quasi a titolo di volontariato, tutto ciò è dovuto al fatto che i Consigli se ne fanno uno al mese, al massimo due in tante province. Mentre per i consiglieri comunali - spiega il consigliere provinciale - non esistono problemi di spese personali poiché il loro compito nell'ambito della propria città, al contrario la maggior parte di quelli provinciali debbono spostarsi spesso di decine e decine chilometri, spese rimborsate sulla base di precise tabelle chilometriche, per quelli di Pesaro nulla e poche decine di euro. Tutto ciò sfavorisce chi intende svolgere pienamente il proprio ruolo istituzionale in maniera seria in tutto l'arco della provincia, senza aver alcun benefit, come hanno i consiglieri regionali e i parlamentari. La cosa ridicola è che si è fatta difficile la situazione di chi, lavoratore dipendente deve combattere anche per avere i permessi retribuiti dal proprio datore di lavoro (che "storce la bocca") dato che in tante situazioni se si vuol svolgere, con coscienziosità e moralità, occorre incrementare, e di molto, le riunioni delle Commissioni. La stranezza è che qualsiasi adeguamento è legato alla indennità del Presidente o del sindaco; in tante province delle Marche parecchi consiglieri hanno anche altre cariche pubbliche o pagate dal partito, gli altri resteranno semplicemente dei "peones" nel vero senso della parola. In tal modo si sono create, di fatto, sperequazioni in seno ai singoli Consigli.

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Come si tagliano i costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Sera" del 26-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cronaca Italiana L'idea di Eurispes è di risparmiare abolendo le Province Come si tagliano i costi della politica di Giacomo Scutiero L'Istituto per studi economici politici e sociali lo dichiara spiegando che "nel solo 2006 è stata riscontrata una spesa complessiva delle Province italiane pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11 e i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di indebitamento. Di questi 13 miliardi, il 18,3 per cento sono costituiti da spese sostenute per i redditi da lavoro dipendente, contro il 28,4 per cento dei consumi intermedi, il 22,3 per cento di investimenti fissi lordi e il 31 per cento di tutte le altre voci di spesa". Al contrario, sottolinea l'Istituto di via Barberini, "nell'ipotesi in cui il personale delle Province (pari a 62.778 tra dirigenti e impiegati), venisse re-impiegato in altre amministrazioni o istituzioni locali, l'abolizione delle Province consentirebbe un risparmio complessivo pari a ben 10,6 miliardi di euro nel solo 2006, dal momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa attuali". Si tratta di un problema reale ma soprattutto d'attualità, continua l'Eurispes, dato che "nel corso degli ultimi vent'anni i conti economici delle amministrazioni pubbliche hanno mostrato un incremento sensibile delle spese, generando un fabbisogno finanziario solo in parte coperto dalle maggiori entrate. Infatti, l'ammontare complessivo di quest'ultime è passato dai 185 miliardi di euro del 1986 ai 680 miliardi di euro del 2006, con un tasso di crescita medio annuo del 13,4 per cento. Nello stesso arco temporale, le spese delle amministrazioni pubbliche sono aumentate a un tasso di crescita medio annuo del 10,5 per cento, passando da 241 a 746 miliardi di euro". Senza contare che, aggiunge l'Istituto, "il crescente indebitamento della Pa deriva, in massima parte, dal peggioramento dei conti economici delle amministrazioni centrali". Inoltre, spiega l'Eurispes, dai dati relativi all'andamento dei conti economici provinciali regione per regione, viene anche fuori "una situazione dei conti economici provinciali particolarmente sofferente nel Lazio, nel Veneto, nel Piemonte e nell'Emilia Romagna, le cui Province presentano nel 2000 flussi finanziari in entrata superiori a quelli di spesa e che, nel 2005, hanno fatto segnare viceversa una situazione di indebitamento. Il miglioramento dei conti economici provinciali, invece, ha riguardato sole sei regioni (Toscana, Puglia, Sicilia, Campania, Umbria e Abruzzo), di cui il caso più eclatante è sicuramente quello della Sicilia, che nel 2000 presentava una situazione di indebitamento per 102 milioni di euro e che, nel 2005, ha ottenuto al contrario un accreditamento per 166 milioni di euro". In tutti i casi comunque, chiarisce l'Istituto di analisi di via Barberini, "il crescente indebitamento delle amministrazioni provinciali non è imputabile omogeneamente a tutte le Province, ma è la risultante di due dinamiche opposte tra loro: da un lato, il miglioramento dei conti economici delle Province di alcune regioni come la Sicilia, la Puglia, la Campania e la Toscana. D'altra parte, invece, il peggioramento dei conti economici delle Province di tutte le altre regioni, vedi soprattutto il Lazio, la Lombardia e per ultima l'Emilia Romagna". Nel confronto a livello regionale, "nel 2005 ? spiega l'analisi dell'Eurispes ? la regione che ha contribuito maggiormente alle entrate del conto economico consolidato delle amministrazioni provinciali è stata la Lombardia, le cui Province hanno fatto registrate flussi finanziari in entrata per 2,1 miliardi di euro". Viceversa, "le Province che hanno contribuito meno sono quelle della Basilicata (185 milioni di euro) e del Molise (64 milioni di euro)". Inoltre, sottolinea l'Istituto di via Barberini, "la Lombardia è la regione le cui Province non solo detengono il primato per quanto concerne le entrate, ma anche per le spese, 2,1 miliardi nel 2005. Edizione n. 869 del 26/03/2008.

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COSTI POLITICA: TOSCANA ELIMINERA' ALMENO 4 COMUNITA' MONTANE (sezione: Costi dei politici)

( da "Asca" del 26-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

(ASCA) - Firenze, 26 mar - La Regione Toscana e' al lavoro su un piano di riordino delle Comunita' montane che prevedera' la soppressione di un numero di questi enti tra 4 e 7 (su un totale attuale di 20). E' quanto emerso da una informativa tenuta oggi in Consiglio regionale dall'assessore alle Riforme istituzionali Agostino Fragai. L'assessore ha ricordato che, secondo quanto previsto dalla Finanziaria, entro il 30 giugno deve essere approvato il testo della legge regionale di riordino delle Comunita' Montane. Nel caso in cui la Regione non intervenga, lo Stato ha gia' individuato vincoli e criteri che porteranno a conseguenza automatiche pari, in Toscana, alla soppressione di 15 Comunita' Montane sulle 20 esistenti. In base agli studi effettuati per la Toscana, ha chiarito Fragai, ne' i tagli alle indennita' dei consiglieri, ne' una riduzione degli amministratori delle attuali Comunita' montane sarebbero sufficienti ad abbattere di un terzo la spesa corrente. Di qui la prospettiva, ad opera della legge regionale, della riduzione del numero delle Comunita' Montane (da 4 a 7 quelle che saranno soppresse). L'assessore ha anche annunciato l'intenzione della Giunta di inserire l'intervento sulle Comunita' Montane in un ambito di riforma piu' vasta, tenendo conto delle loro caratteristiche in Toscana, e ha assicurato che anche laddove sara' necessario eliminare le Comunita' Montane la Regione puntera' a non disperdere le esperienze di lavoro associativo valutando l'opportunita' di promuovere l'Unione tra Comuni di uno stesso territorio. Infine l'assessore, richiamando i tempi stretti per l'approvazione della legge, ha proposto ai gruppi del Consiglio di seguire il lavoro che verra' svolto per la stesura del testo di legge, e si e' reso disponibile ad incontrarli via via per raggiungere un'intesa sulle regole che sosterranno l'obiettivo del riordino. afe/sam/ss (Asca).

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