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tARTICOLI DEL 25-4-2008 #TOP
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Articoli
Costi dei politici (10)
La grande abbuffata
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: è costata circa 3000 euro di gettoni di presenza. Ma la vera rivoluzione dal gennaio 2008 è avvenuta nelle commissioni consiliari. A Pesaro ce ne sono 11, composte ognuna da 8 o 9 consiglieri. Anche per queste, si paga a gettone di presenza e non più ad indennità. L'anno scorso, si riunivano una volta o due al mese, quest'anno non passa settimana che non ci si veda.
Multiservizi
in attivo <Ma coi soldi nostri>
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Se il presidente ha un'indennità lorda annua di 16.400 euro, i consiglieri un gettone di presenza. Nell'attesa possiamo registrare l'approvazione del bilancio 2007 dell'Aspes multiservizi da parte dei soci: 1,8 milioni di euro di utile netto e dividendi distribuiti per 1,6 milioni di euro.
Axa:
Mussari (Mps) investe gettoni presenza cds in titoli compagnia
( da "Radiocor"
del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: al prezzo unitario di 23,74 euro, per un totale di 30.862 euro. L'importo - spiega la dichiarazione pubblicata dall'Amf, l'Authority dei mercati finanziari francesi - e' pari "ai gettoni di presenza percepiti (da Mussari) nel 2007 quale membro del consiglio di sorveglianza, in conformita' con il regolamento del consiglio".
Brevi,
schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: quando era consigliere al Comune di Milano, e ricorda che "ci si riuniva in Comune? Arrivavamo in tram. Niente gettoni di presenza, niente indennità, niente rimborso spese. Allora non veniva in mente che una parcella di potere dovesse anche essere pagata". Ecco, piacerebbe riassaporare in maniera diffusa questo modo di pensare e vivere la politica.
Il
libro di Livadiotti affronta, sul versante sindacale, i problemi sollevati da
Gian Anto ( da "Messaggero, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Nio Stella e Sergio Rizzo con "La casta", dedicato alla classe politica italiana L'inchiesta di Livadiotti è basata su una grande mole di fatti e dati statistici.
Nonostante
i 720 dipendenti e le 110 stabilizzazioni annunciate, la Provincia ha bisogno
anche ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: esperti in sicurezza e in riclassificazione navale costeranno 63 mila euro. E' comunque il settore delle politiche attive del lavoro e della formazione professionale a fare la parte del leone con 588 mila euro di consulenze programmate finanziate in parte con il fondo sociale europeo. Incarichi per 231 mila euro anche all'assessorato di Avelio Marini che ha le deleghe al turismo,
Bilancio
approvato: l'opposizione lascia l'aula
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: riduzione delle indennità di carica degli assessori comunali e dei gettoni di presenza. Gli emendamenti sono stati respinti dalla maggioranza perché presentati oltre il termine previsto dal regolamento comunale ed in ogni caso, come ha ribadito l'assessore Cadoni, alcuni degli emendamenti dell'Udc apparivano ispirati da un facile sensazionalismo ma erano privi di reale efficacia.
Inceneritore
In Provincia soprattutto accuse alla Lega
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Perchè la Lega non ha chiesto di fermare i lavori in Regione? - si sono interrogati numerosi consiglieri di sinistra e del Pne (questi ultimi hanno rinunciato al gettone di presenza in segno di protesta) - Perchè non sono state accolte le nostre richieste di un blocco finchè il Consiglio Provinciale non avesse espresso un parere?
<Sanità
malata che rischia di morire> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: gettoni di presenza, con costi elevatissimi, per la mancata copertura dei posti previsi in pianta organica (anestesisti ne sono passati tanti ma, visto che non veniva fatto il concorso, se ne sono anche andati)."L'ospedale di Feltre è stato un gioiellino di efficienza - conclude il consigliere -, guardato dalla comunità come la cosa più preziosa da conservare a garanzia della salute
Il
vento del Nord soffia contro il Mezzogiorno
( da "Denaro,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: specialmente nelle piccole realtà locali, sia per le finanze degli stessi Enti Locali. Si è, nei fatti, determinato un mutamento radicale del quadro delle risorse disponibili e delle potenzialità dei Comuni di alimentare la spesa produttiva per opere, investimenti e servizi. In primo luogo va evidenziato, infatti, che l'art.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO pag. 2
La grande abbuffata Niente più indennità, ma gettoni di
presenza CONSIGLIERI COMUNALI di ROBERTO DAMIANI C'E' CHI lo fa per lavoro.
Da disoccupato a presidente di circoscrizione. A Pesaro sono otto in quel
ruolo. Hanno diritto ad uno stipendio mensile di 1278,00 euro, cellulare, e
auto di servizio ma solo per casi particolari. Un loro compito? Trovare
sponsor, cioè battere cassa a ditte e imprese per varie iniziative sociali. Le
donazioni raccolte da consiglieri e presidenti nel 2007, sono state pari a
107mila euro. Ci hanno fatto feste, sagre, e strutture. Per contro, le
indennità sono costate all'erario 100.865,00 euro. La cifra sarebbe stata
superiore se, quelli che il lavoro ce l'hanno, si fossero messi in aspettativa.
A conti fatti però, non gli conveniva così si sono accontentati di metà
indennità. Solo tre presidenti, disoccupati, l'hanno presa intera. Avevano solo
quella. Gli 80 consiglieri di circoscrizione sono pagati invece a gettone:
23,25 euro a seduta. Si ritrovano una volta al mese. L'anno scorso sono costati
in totale 7.905,00 euro. Il loro parere conta a parole. Non essendo vincolante
ma solo obbligatorio può finire tranquillamente nel cestino. Se n'è accorto
anche il governo Prodi, che ha abolito i consigli di circoscrizione sotto i
100mila abitanti. Così quelli di Pesaro chiudono nel giugno 2009, con le
prossime elezioni. Ma la Finanziaria
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO pag. 3
Multiservizi in attivo "Ma coi soldi nostri" BILANCIO: CONSUMATORI
POLEMICI LA CAMPAGNA delle nomine nelle società controllate non è
particolarmente ricca per l'amministrazione comunale. Ci sono da rinnovare
alcuni posti in consiglio a Pesaro Parcheggi e Aspes spa ed il consiglio di
amministrazione di due enti culturali come Mostra del Nuovo Cinema e Ente
Olivieri. Il sindaco ha scelto la linea di fare nomine di volta in volta, con
la regola, però, dell'impossibilità di andare oltre due mandati consecutivi.
Fino ad ora l'unica nomina ufficializzata - proprio ieri pomeriggio nella
riunione di giunta - è quella dei vertici di Pesaro Parcheggi. Alla presidenza
è stata confermata Barbara Lisi (Pd-area Margherita), con lei il consigliere
uscente Adriano Piccinini, mentre Giorgio Ricci, passato dai Ds alla Sinsitra
Democratica, è stato sostituito da Valerio Pedersini, anch'esso Pd-area
Margherita. Se il presidente ha un'indennità lorda annua di
16.400 euro, i consiglieri un gettone di presenza.
Nell'attesa possiamo registrare l'approvazione del bilancio 2007 dell'Aspes
multiservizi da parte dei soci: 1,8 milioni di euro di utile netto e dividendi
distribuiti per 1,6 milioni di euro. "L'approvazione è stata
unanime ? sottolinea l'amministratore delegato Mauro Tiviroli ? e con
apprezzamenti da parte dei Comuni non solo per i risultati, ma soprattuto per
la qualità del servizio". Rinviata invece l'approvazione del bilancio di
Megas, che sarà sottoposto a verifica da parte del revisione esterno. POLEMICI
i consumatori.. Scrive Claudio Blasi dell'Adiconsum: "L'ingente utile di
4,6 milioni di euro si è originato direttamente dalle tasche dei cittadini,
ossia dall'aumento della quota fissa dell'acqua da
( da "Radiocor" del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Acquistate 1.300 azioni
del gruppo francese per 30.862 euro (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 24 apr
- Giuseppe Mussari investe in Axa. Il numero uno del Monte dei Paschi ha
acquistato 1.300 azioni del gruppo francese (socio della banca senese con il
4,3%), al prezzo unitario di 23,74 euro, per un totale di
30.862 euro. L'importo - spiega la dichiarazione pubblicata dall'Amf,
l'Authority dei mercati finanziari francesi - e' pari "ai gettoni di presenza percepiti (da Mussari) nel 2007 quale membro del consiglio di
sorveglianza, in conformita' con il regolamento del consiglio".
L'acquisto e' avvenuto il 16 aprile. Gli- (RADIOCOR) 24-04-08 16:45:30 (0325) 5
NNNN.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Lo sviluppo
sostenibile e il mitico ponte Leandro Janni Presidente di Italia Nostra Sicilia
Caltanissetta Sicilia , anno 2008. D'accordo: il "ponte sullo
Stretto" è un mito. Ma, mi chiedo: cos'è, per i nostri politici, lo
"sviluppo sostenibile"? Un modello, un'aspirazione, un'utopia, una
favola contemporanea, uno slogan elettorale? Sudditi non cittadini Angelo
Furnari Palermo Come il giornale non ha mancato di documentare, anche
l'emissione dei permessi per l'accesso alla Ztl è stata gestita dall'attuale
amministrazione comunale in modo a dir poco improvvisato. Oggi il problema
risulta evidente a tutti per il grande afflusso di persone presso le agenzie
abilitate al rilascio. Ma non ci voleva un "esperto di mobilità" come
l'assessore Ceraulo per prevedere quello che sarebbe successo e attrezzarsi di
conseguenza. Facendo due calcoli da "buon padre di famiglia" si
capisce che la questione è stata affrontata con scarsa considerazione nei
confronti dei cittadini. Infatti, se i pass previsti sono 400 mila e i punti
vendita (operativi dal 3 marzo) sono 36, e se, dunque, il rilascio poteva
avvenire per una media di 44 giorni lavorativi e per 8 ore al giorno, si deduce
facilmente che se tutti gli aventi diritto avessero deciso di dotarsi del pass
prima del 5 maggio, ciascuna agenzia avrebbe dovuto rilasciare 252 pass al
giorno, pari a 31,5 pass l'ora; cioè avrebbe dovuto rilasciare ogni tagliando
in meno di due minuti. Ovviamente, a patto di mantenere un ritmo costante e di
non avere alcun intoppo di alcun genere. Ed escludendo il rilascio dei permessi
per i disabili (altri 20 mila). Tutto questo lo si sapeva da prima, ma si è
preferito trattare i palermitani da sudditi anziché da cittadini. Politica e
denaro Alfonso Paolino Cipolla Milena (Caltanissetta) "La politica è per
sé un bene: il fare politica è in genere un atto di amore per la
collettività", così scriveva Luigi Sturzo in "Crociata d'amore".
La politica come atto di amore per costruire una società più giusta. Sono
convinto che per molti, ancor oggi, quelle parole scritte da Sturzo indicano il
cammino del proprio percorso politico e umano. Per molti la politica è un dono
di sé. Ma se per molti, e sono davvero convinto che non siano pochi, la
politica è dono, gratuità, per tanti non è così. Per tanti la politica non è
spirito di servizio, ma sete di potere o più modestamente di denaro. La
politica per tanti è diventata un gioco di potere per il potere o per il
denaro, dimenticando la dimensione etica della politica. Le numerose
candidature anche alle elezioni locali non sono frutto di un sincero interesse
per la cosa pubblica, di autentico spirito di partecipazione politica, ma un
modo per contarsi e per contare ed essere considerati nella spartizione delle
molliche. E così facendo stiamo perdendo, tutti, la gioia del dono della
partecipazione politica. Sì, perché il dono è contagioso e perdendo il dono di
un uomo rischiamo di perdere anche quello di tanti altri. Così come ci si scambia
i doni, i regali, e c'è gioia in questo, alla stessa maniera il dono
dell'impegno politico è ricambiato dall'impegno degli altri, con lo stesso
spirito. Si dona non per ricevere, ma affinché anche l'altro doni, perché
"l'amore risponde all'amore". Oggi la qualità dell'agire politico si
è ridotto anche a causa delle indennità di carica. Le indennità sono nate come
strumento per consentire anche ai più disagiati economicamente di poter
partecipare alla vita politica con dignità, ma sono diventate, di fatto, e si
stanno rivelando formidabili incentivi che stimolano la partecipazione al fine
di avere un mensile certo, a tempo determinato e part-time (indennità di
occupazione politica). Bisognerebbe forse tornare all'antico, quando si era
amministratori locali a titolo onorario. Come racconta nel suo bel libro
"La ragazza del secolo scorso" Rossanna Rossanda, quando era consigliere al Comune di Milano, e ricorda che
"ci si riuniva in Comune? Arrivavamo in tram. Niente gettoni di presenza, niente indennità, niente rimborso spese. Allora non veniva in
mente che una parcella di potere dovesse anche essere pagata". Ecco,
piacerebbe riassaporare in maniera diffusa questo modo di pensare e vivere la
politica.
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Nio
Stella e Sergio Rizzo con "La casta",
dedicato alla classe politica italiana L'inchiesta di Livadiotti è basata su
una grande mole di fatti e dati statistici.
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
"Nonostante i
720 dipendenti e le 110 stabilizzazioni annunciate, la Provincia ha bisogno
anche di 40 consulenze che ci costeranno oltre 1,2 milioni di euro. Una
follia". E' l'accusa lanciata dal consigliere provinciale ascolano
Massimiliano Brugni (Alleanza Nazionale) che pone pesanti interrogativi sulla
tenuta "finanziaria" di palazzo San Filippo nei prossimi anni.
"Finiremo alla bancarotta grazie alla giunta Rossi dice per l'incremento
pauroso della spesa corrente. I richiami dei revisori dei conti sulla copertura
finanziaria delle assunzioni dei precari non sembrano interessare
nessuno". In base alla legge finanziaria, gli enti pubblici sono da
quest'anno obbligati a redigere un piano per le consulenze, gli studi e gli
incarichi professionali. L'elenco messo a punto dalla giunta provinciale è
piuttosto lungo e variegato. Si va dal censimento degli uccelli acquatici nelle
zone umide dei cinghiali e dei caprioli (in totale 20.700 euro) per proseguire
poi con l'incubatoio ittico ad Arquata (12 mila euro) e spese da 400 mila euro
per studi sui fabbisogni formativi e universitari del territorio. Fondi poi per
la motonave "Genevieve": le consulenze per gli esperti
in sicurezza e in riclassificazione navale costeranno 63 mila euro. E' comunque
il settore delle politiche attive del lavoro e della formazione professionale a
fare la parte del leone con 588 mila euro di consulenze programmate finanziate
in parte con il fondo sociale europeo. Incarichi per 231 mila euro anche
all'assessorato di Avelio Marini che ha le deleghe al turismo,
agricoltura, parchi e attività produttive. Restano coperti dalla legge della privacy
i nomi dei consulenti. "E' possibile che tra i 110 precari che saranno
assunti continua Brugni non ci siano professionalità in grado di svolgere i
compiti affidati ai consulenti? Allora che senso ha assumerli a tempo
definitivo?". Ecco tutte le spese dei servizi per le consulenze: politiche
sociali (50mila euro), protezione civile, interventi sismici, idraulici ed
elettricità (50mila euro), polizia provinciale,caccia e pesca (20.700 euro),
servizio statistica e ufficio province Ascoli e Fermo (140mila euro),
trasporto, mobilità e informatica (88mila euro), politiche comunitarie ed
internazionalizzazione (60mila euro), politiche attive del lavoro e formazione
professionale (588mila euro), turismo, agricoltura, parchi, attività produttive
(231mila euro). Re. Pie.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Oristano e Planargia
Pagina 4023 Bosa. Si astengono i due consiglieri della Civica Bilancio
approvato: l'opposizione lascia l'aula Bosa.. Si astengono i due consiglieri
della Civica --> La maggioranza ha votato compatta il bilancio di
previsione: astenuti i due consiglieri civici di cui si da imminente l'ingresso
nella coalizione che amministra Bosa. Hanno invece abbandonato l'aula non senza
polemiche dichiarazioni i tre consiglieri dell'Udc ed i due presenti del Pd.
L'assessore al bilancio Paolo Cadoni, presentando il documento contabile e
spiegando che aveva avuto i previsti pareri positivi dei tecnici, ha posto
l'accento sulla necessità di far fronte agli impegni in materia di opere
pubbliche, per il miglioramento della città, ma anche sulle somme che il comune
è costretto a spendere per rimediare ai danneggiamenti, alle disattenzioni, al
vandalismo. I consiglieri dell'Udc avevano chiesto il rinvio della discussione
sul bilancio, in modo da far accogliere alcuni loro emendamenti che avrebbero
consentito di impiegare somme stanziate in bilancio per altri tipi di
intervento: dallo sport, alla sistemazione di strade, ad altre opere di
immediata ed urgente necessità. Fra le somme da riutilizzare per questo scopo,
anche la proposta di una riduzione delle indennità di carica
degli assessori comunali e dei gettoni di presenza. Gli emendamenti
sono stati respinti dalla maggioranza perché presentati oltre il termine
previsto dal regolamento comunale ed in ogni caso, come ha ribadito l'assessore
Cadoni, alcuni degli emendamenti dell'Udc apparivano ispirati da un facile
sensazionalismo ma erano privi di reale efficacia. Danilo Mastinu,
capogruppo del Pd, è intervenuto duramente, accusando la maggioranza di aver
ucciso il confronto democratico in aula e di aver annullato il ruolo delle
opposizioni. ( a.n. ).
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
RIESE Infuocata
commissione a Treviso Inceneritore In Provincia soprattutto accuse alla Lega
TrevisoTutta la Lega, a parte tre consiglieri, assente dalla Commissione
provinciale allargata che ieri sera ha esaminato assieme a Comune e comitato di
Riese l'impianto della Florian Power. Banchi della Giunta desolatamente vuoti,
così come quelli dei consiglieri del Carroccio. Sessanta almeno i cittadini
presenti, con tanto di striscioni contro l'inceneritore di biomasse più grande
del Veneto. Eppure, hanno fatto notare le opposizioni, è stata proprio la
Giunta, partecipando in Regione alla conferenza dei servizi sulla Florian, a
non chiedere uno stop politico alle discussioni a Venezia. "Perchè la Lega non ha chiesto di fermare i lavori in Regione? - si
sono interrogati numerosi consiglieri di sinistra e del Pne (questi ultimi
hanno rinunciato al gettone di presenza in segno di protesta) -
Perchè non sono state accolte le nostre richieste di un blocco finchè il Consiglio
Provinciale non avesse espresso un parere?". In appoggio alla
minoranza si è schierata anche gran parte della maggioranza: quella di Forza
Italia, il cui capogruppo è il riesino Giampietro Favaro: "Perchè a questa
discussione manca la Lega e soprattutto l'assessore Fanton, che in Regione
c'era e che, potendo bloccare i lavori della Conferenza dei servizi, non l'ha
fatto?". Nell'imbarazzo del presidente della Commissione consiliare
allargata, Giorgio Granello, nessuno della Lega (a parte 3 consiglieri tra cui
la riesina Dina Baggio) è entrato in aula. Dando adito a numerose supposizioni:
"Forse qualcuno ha la coda di paglia? - hanno detto gli esponenti di
Sinistra Arcobaleno - Forse la strana presenza in
Regione del consigliere provinciale Marcolin era dovuta ad interessi personali
legati alla Florian Power? Se è così capiamo perchè la Lega ha voluto a tutti i
costi che a Venezia prosegua l'iter per l'approvazione dell'inceneritore".
Il Carroccio trevigiano ha 13 giorni per decidere come porsi di fronte al
problema dell'impianto di Riese: il 7 maggio il Consiglio dovrà votare un
Ordine del Giorno da inviare in Regione. Odg che per la prima volta potrebbe,
anzi dovrebbe, smentire la presa di posizione "morbida" tenuta finora
dalla Giunta leghista in Conferenza dei Servizi.Serena Masetto.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Lunga lettera al
direttore generale Ruscitti per denunciare il "pericoloso
depotenziamento" dell'ospedale feltrino "Sanità malata che rischia di
morire" Trento chiede interventi urgenti, partendo dalla priorità di
creare una "rete oncologica" FeltreQuello del consigliere Guido
Trento è un grido d'allarme. Il politico sovramontino ha deciso di alzare il
tiro e puntare il dito su una serie di difficoltà che, a suo dire, stanno
minando la forza della sanità feltrina.Problemi annosi che, negli ultimi tempi
stanno scoppiando rischiando una deflagrazione. Un botto da paura.E così, presa
carta e penna, Trento ha scritto di suo pugno una lettera a Giancarlo Ruscitti,
direttore generale della Sanità veneta.Tra le problematiche messe
all'attenzione dell'alto dirigente c'è la questione dei reparti di
Oncologia."C'è la necessità - scrive il consigliere regionale - che tra
gli ospedali del territorio e lo Iov (Istituto oncologico veneto) ci sia un
rapporto sinergico e continuativo. È importante evitare che i nostri malati
vadano a Milano presso lo Ieo oppure ad Aviano, in cerca di soluzioni più
qualificate per la cura della malattia"."Per la provincia di Belluno,
viste le sue caratteristiche peculiari di territorio montano si dovrà avviare
un ragionamento specifico. C'è la necessità di realizzare, al di là dello
scambio con lo Iov, una rete oncologica interna alla provincia, che preveda
l'oncologia di Feltre e l'oncologia di Belluno come punto di riferimento in
generale, la localizzazione di due branche specialistiche: la biologia
molecolare a Feltre e l'oncoematologia a Belluno, e la realizzazione di due
punti per la terapia oncologia con personale qualificato: uno a Pieve di Cadore
e uno ad Agordo a servizio delle rispettive aree (Cadore, Comelico e Agordino).
Sono convinto - continua il politico sovramontino - che questo progetto, se
realizzato, porterebbe questa provincia ad avere una dimensione quasi ottimale
per il malato oncologico".Le vere note dolenti però della missiva inviata
a Ruscitti riguardano l'Ulss 2 di Feltre."Dopo aver parlato ripetutamente
con il dottor Bortolo Simoni (direttore generale Ulss 2) e non avendo ottenuto
nulla - prosegue Trento -, le segnalo l'urgenza di affrontare le seguenti
questioni riguardanti l'ospedale di Feltre".Il primo punto riguarda il
reparto diOncologia: "Un responsabile medico e due collaboratori
gestiscono una mole di lavoro/anno pari a 5 mila pazienti dei quali 600 sono
nuovi casi/anno; questo reparto sta soffocando e chiaramente nel tempo può
avere ricadute negative sulla qualità".Poi Trento passa al reparto di
chirurgia "dove la lista degli interventi si sta allungando enormemente
tanto che molti pazienti ammalati di cancro devono aspettare anche più di 60
giorni prima di essere operati".SullaRadiologia "dopo la sostituzione
del primario e l'uscita di tre medici, il reparto è piombato in una profonda
crisi e da un servizio efficiente è diventato l'anello debole dell'intero
sistema diagnostico".Il reparto diAnatomia patologica è "in piena
carenza di personale con un lavoro cresciuto a dismisura negli anni (sono
presenti solamente due medici)".IlPronto soccorso con "la sala di
attesa sempre piena di pazienti con tempi di attesa sempre più lunghi".Il
reparto diPneumologia "di fatto perde la tisiologia che la Regione aveva
assegnato, uno dei pochi nel Veneto in quanto la malattia in quel territorio
era sempre presente".L'Anestesia "deve ricorrere a continui gettoni di presenza, con costi elevatissimi, per la mancata copertura dei posti
previsi in pianta organica (anestesisti ne sono passati tanti ma, visto che non
veniva fatto il concorso, se ne sono anche andati)."L'ospedale di Feltre è
stato un gioiellino di efficienza - conclude il consigliere -, guardato dalla
comunità come la cosa più preziosa da conservare a garanzia della salute
di questo territorio alpino; non basta investire nei muri, se manca il
personale necessario e qualificato questi non servono a nulla. Con le scelte di
politica sanitaria che la Regione sta facendo in questa Ulss, che non
rispondono certamente ai reali bisogni della nostra zona, questo ospedale perde
la qualità che ha sempre avuto a scapito del paziente. Le chiedo, pertanto -
tuona con forza Trento - di intervenire per tempo prima che la situazione
degradi ulteriormente e non si dica che i soldi che servono per curare bene i
malati non ci sono, in quanto conosciamo bene anche noi la situazione di
sprechi che ci sono nella sanità veneta: un esempio per tutti il costo
dell'Agenzia sanitaria in rapporto a quello che fa. Questa lettera aperta per me
ha il significato di guardare avanti per migliorare la situazione complessiva.
Resto disponibile comunque a mettere il massimo impegno a favore
dell'ammalato".Alessandro Tibolla.
( da "Denaro, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Enti Locali &
Cittadini le autonomie Il vento del Nord soffia contro il Mezzogiorno Nando Morra
Tre punti di riflessione, legati dal filo rosso delle condizioni del
Mezzogiorno e delle realtà locali. Primo. La fase post-elezioni è marcata dalle
prime battute dal vento del Nord. La Lega ha vinto sorprendendo tutti, in primo
luogo Bossi e Co. E detta i primi comandamenti. A partire dalle rivendicazioni
sul governo. Si profila uno scenario preoccupante per il Sud. Rotture ma anche
pericolose contrapposizioni politiche che possono innescare meccanismi reattivi
a catena difficilmente prevedibili. Intanto, tra Nord e Sud. La sconfitta
elettorale ha lasciato segni profondi nel Pd ed oltre. Più che di programmi per
il futuro, si prefigurano alchimie politiche ed assetti organizzativi tutti da
sperimentare. Ancora una volta si insegue il Nord, ipotizzando assetti politici
"federalisti" scimmiottando la Lega. Intanto, Sindaci autorevoli
sconfitti "in casa", da Cofferati a Cacciari a Chiamparino,
ipotizzano un Pd del Nord. Poi, ci sarà il Pd del Sud. Altri, sotto la
"linea gotica", parlano più cautamente di "nuove cose",
ignorando e metabolizzando le esperienze, i risultati elettorali brucianti e la
domanda collettiva di un ricambio non più rinviabile. Che per il Sud la
situazione sia disastrosa è cosa nota. Che il quadro sia destinato ad aggravarsi
altrettanto. Contro il Sud non c'è solo la Lega in campo. Basti pensare
all'attacco improprio e fuori le riga di Montezemolo agli stessi Sindacati con
i quali da qualche settimana è stato riscritto e firmato un nuovo "Patto
per il Mezzogiorno". La "nuova frontiera" meridionalista sembra
materializzarsi in un generale disimpegno delle forze culturali, politiche,
sociali e istituzionali del Mezzogiorno. Con poche eccezioni, da ricordare
"Mezzogiorno Europa", Giuseppe Galasso, Enzo Giustino, a scendere in
campo è una ridotta pattuglia. Le stesse Regioni meridionali pensano alla
sopravvivenza degli esecutivi dopo lo scossone del voto. Aveva suscitato
interesse il progetto di un pool di regioni sudiste capaci di prospettare
politiche incisive per il Mezzogiorno. Eppure, la sfida è questa. Non si
scappa. E non possono scappare ne Bassolino, ne Vendola ne la Basilicata e la
Calabria. E' il momento di uno sforzo straordinario di tutto il Mezzogiorno.
Vale per il Sud ma ancora di più per il paese, riuscire a collocare nella agenda
politica la soluzione dei problemi strutturali del
Sud. Secondo. Le condizioni dei Comuni, e in particolare delle regioni
meridionali, sono caratterizzate dalle enormi difficoltà di quadrare i bilanci.
Il taglio dell'Ici, misura propagandistica e populistica agitata da Prodi come
da Berlusconi, è destinata ad incidere pesantemente sulle risorse comunali. E'
da sottoscrivere, dunque, quanto afferma Oriano Giovanelli, presidente di
Legautonomie: "L'Ici è un'occasione storica per riordinare la finanza locale.
No a trasferimenti statali. Sì ad accorpare in un'unica imposta tutta la
fiscalità immobiliare locale". L'annunciata abolizione dell'Ici sulla
prima casa, sostiene Giovanelli, non deve tradursi in un aggravio delle
condizioni finanziarie dei Comuni e in una minaccia alla loro autonomia
finanziaria. Sarebbe perlomeno contraddittorio per chi ha fatto del federalismo
fiscale la propria bandiera in campagna elettorale. Un nodo scorsoio si stringe
sui piccoli Comuni. Sono stretti dalla insufficienza delle risorse disponibili,
dalle politiche nazionali e regionali. Non bastassero i problemi di fondi,
anche le Regioni meridionali danno un colpo ad una situazione difficile che
mette in discussione le possibilità di governare i territori. Tre nodi sono da
sciogliere. Il rapporto tra Por, misure fondi europei e territori. In
particolare Comuni piccoli e medi delle aree interne e di montagna. Un problema
serio che sembra non trovare spazio e impegno negli orientamenti del governo
regionale. Si tratta, invece, di un punto fondamentale e senza ritorno. I fondi
Ue sono l'ultima carta per agganciare i vagoni dei territori rurali alla
locomotiva Europa. In questo quadro, per la Campania emergono due ulteriori
fonti di preoccupazione. In primo luogo, la proposta di riordino delle Comunità
Montane. C'è da ristrutturare, razionalizzare, ridurre costi e sovrastrutture,
rendere produttive istanze e strutture di governo territoriale. Ma questi
giusti obiettivi da perseguire con serietà non per assecondare le campagne
qualunquistiche sui "costi della politica" e
gli Enti inutili ma per innovare il sistema del governo locale, non possono
significare drastiche cancellazioni di esperienze, di progettualità operative,
di capacità di intervento per la erogazione di qualificati servizi associati.
Una cosa è ridurre strutture pletoriche, costi e indennità, tagliare Comuni
rivieraschi ricchi e famosi, come necessario, altro è fare terra bruciata. In
questo quadro, si innesta la questione del blocco dei mutui che penalizza i
Comuni campani, specie i più piccoli. E' opportuno mirare nel merito di un
argomento spinoso e pesante che condiziona la capacità stessa dei Comuni di
sostenere l'economia locale, segnalando l'intervento di Alfonso Bufano,
coordinatore Forum Finanza Locale Legautonomie. Bufano scrive all'Assessore al
Bilancio, Mariano d'Antonio che "nel merito del problema mutui occorre
preliminarmente osservare che con nota Protocollo n. 2008 0164732 del
25/02/2008 è stata precisata la nuova procedura per la contrazione dei mutui di
cui trattasi in virtù di quanto previsto dall'art. 27 della legge regionale
Campana n. 1/2008: dovranno essere i Comuni a contrarre direttamente con la
Cassa Depositi e Prestiti l'accensione del prestito secondo le modalità
previste dalla circolare CDP n. 1255 del 27/01/2005 mentre la Regione Campania
verserà ogni anno, direttamente ai Comuni, la quota del contributo in conto
della rata assunta dal Comune medesimo. Tale soluzione operativa, che solo
apparentemente e ai "non addetti ai lavori" sembrerebbe non modificare
nulla nel regime degli aiuti regionali agli Enti Locali per le finalità di cui
trattasi, si rivela, invece, per le norme attualmente vigenti in materia, un
fattore negativo, sia per la impossibilità dei Comuni, spesso anche nel breve
termine, di realizzare quegli investimenti necessari per assicurare servizi e
risorse per opere pubbliche ed a supporto delle attività economiche e della
occupazione a livello territoriale, specialmente nelle
piccole realtà locali, sia per le finanze degli stessi Enti Locali. Si è, nei
fatti, determinato un mutamento radicale del quadro delle risorse disponibili e
delle potenzialità dei Comuni di alimentare la spesa produttiva per opere,
investimenti e servizi. In primo luogo va evidenziato, infatti, che l'art.
204 del D.lgs. n. 267/2000 prevede che i Comuni possano deliberare l'assunzione
di nuovi mutui solo qualora, oltre al rispetto delle condizioni previste nel
precedente art.