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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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Report "Costi dei politici"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (10)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

La grande abbuffata ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è costata circa 3000 euro di gettoni di presenza. Ma la vera rivoluzione dal gennaio 2008 è avvenuta nelle commissioni consiliari. A Pesaro ce ne sono 11, composte ognuna da 8 o 9 consiglieri. Anche per queste, si paga a gettone di presenza e non più ad indennità. L'anno scorso, si riunivano una volta o due al mese, quest'anno non passa settimana che non ci si veda.

Multiservizi in attivo <Ma coi soldi nostri> ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Se il presidente ha un'indennità lorda annua di 16.400 euro, i consiglieri un gettone di presenza. Nell'attesa possiamo registrare l'approvazione del bilancio 2007 dell'Aspes multiservizi da parte dei soci: 1,8 milioni di euro di utile netto e dividendi distribuiti per 1,6 milioni di euro.

Axa: Mussari (Mps) investe gettoni presenza cds in titoli compagnia ( da "Radiocor" del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: al prezzo unitario di 23,74 euro, per un totale di 30.862 euro. L'importo - spiega la dichiarazione pubblicata dall'Amf, l'Authority dei mercati finanziari francesi - e' pari "ai gettoni di presenza percepiti (da Mussari) nel 2007 quale membro del consiglio di sorveglianza, in conformita' con il regolamento del consiglio".

Brevi, schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: quando era consigliere al Comune di Milano, e ricorda che "ci si riuniva in Comune? Arrivavamo in tram. Niente gettoni di presenza, niente indennità, niente rimborso spese. Allora non veniva in mente che una parcella di potere dovesse anche essere pagata". Ecco, piacerebbe riassaporare in maniera diffusa questo modo di pensare e vivere la politica.

Il libro di Livadiotti affronta, sul versante sindacale, i problemi sollevati da Gian Anto ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Nio Stella e Sergio Rizzo con "La casta", dedicato alla classe politica italiana L'inchiesta di Livadiotti è basata su una grande mole di fatti e dati statistici.

Nonostante i 720 dipendenti e le 110 stabilizzazioni annunciate, la Provincia ha bisogno anche ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: esperti in sicurezza e in riclassificazione navale costeranno 63 mila euro. E' comunque il settore delle politiche attive del lavoro e della formazione professionale a fare la parte del leone con 588 mila euro di consulenze programmate finanziate in parte con il fondo sociale europeo. Incarichi per 231 mila euro anche all'assessorato di Avelio Marini che ha le deleghe al turismo,

Bilancio approvato: l'opposizione lascia l'aula ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: riduzione delle indennità di carica degli assessori comunali e dei gettoni di presenza. Gli emendamenti sono stati respinti dalla maggioranza perché presentati oltre il termine previsto dal regolamento comunale ed in ogni caso, come ha ribadito l'assessore Cadoni, alcuni degli emendamenti dell'Udc apparivano ispirati da un facile sensazionalismo ma erano privi di reale efficacia.

Inceneritore In Provincia soprattutto accuse alla Lega ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Perchè la Lega non ha chiesto di fermare i lavori in Regione? - si sono interrogati numerosi consiglieri di sinistra e del Pne (questi ultimi hanno rinunciato al gettone di presenza in segno di protesta) - Perchè non sono state accolte le nostre richieste di un blocco finchè il Consiglio Provinciale non avesse espresso un parere?

<Sanità malata che rischia di morire> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettoni di presenza, con costi elevatissimi, per la mancata copertura dei posti previsi in pianta organica (anestesisti ne sono passati tanti ma, visto che non veniva fatto il concorso, se ne sono anche andati)."L'ospedale di Feltre è stato un gioiellino di efficienza - conclude il consigliere -, guardato dalla comunità come la cosa più preziosa da conservare a garanzia della salute

Il vento del Nord soffia contro il Mezzogiorno ( da "Denaro, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: specialmente nelle piccole realtà locali, sia per le finanze degli stessi Enti Locali. Si è, nei fatti, determinato un mutamento radicale del quadro delle risorse disponibili e delle potenzialità dei Comuni di alimentare la spesa produttiva per opere, investimenti e servizi. In primo luogo va evidenziato, infatti, che l'art.


Articoli

La grande abbuffata (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 25-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 2 La grande abbuffata Niente più indennità, ma gettoni di presenza CONSIGLIERI COMUNALI di ROBERTO DAMIANI C'E' CHI lo fa per lavoro. Da disoccupato a presidente di circoscrizione. A Pesaro sono otto in quel ruolo. Hanno diritto ad uno stipendio mensile di 1278,00 euro, cellulare, e auto di servizio ma solo per casi particolari. Un loro compito? Trovare sponsor, cioè battere cassa a ditte e imprese per varie iniziative sociali. Le donazioni raccolte da consiglieri e presidenti nel 2007, sono state pari a 107mila euro. Ci hanno fatto feste, sagre, e strutture. Per contro, le indennità sono costate all'erario 100.865,00 euro. La cifra sarebbe stata superiore se, quelli che il lavoro ce l'hanno, si fossero messi in aspettativa. A conti fatti però, non gli conveniva così si sono accontentati di metà indennità. Solo tre presidenti, disoccupati, l'hanno presa intera. Avevano solo quella. Gli 80 consiglieri di circoscrizione sono pagati invece a gettone: 23,25 euro a seduta. Si ritrovano una volta al mese. L'anno scorso sono costati in totale 7.905,00 euro. Il loro parere conta a parole. Non essendo vincolante ma solo obbligatorio può finire tranquillamente nel cestino. Se n'è accorto anche il governo Prodi, che ha abolito i consigli di circoscrizione sotto i 100mila abitanti. Così quelli di Pesaro chiudono nel giugno 2009, con le prossime elezioni. Ma la Finanziaria 2008 ha scavato un solco rispetto agli anni scorsi anche in consiglio comunale. Qui, dal primo gennaio 2008, è sparita l'indennità, che ammontava per ogni consigliere a 556,00 euro al mese. Ora si prende il gettone di presenza. Per la seduta di consiglio comunale, si ha diritto a 69,72 euro. Dunque, più ci si riunisce meglio è. Quest'anno il calendario è molto fitto. Un consiglio a settimana. Con argomenti anche deboli. Quello di lunedì scorso, aveva come momenti fondamentali "la donazione di un frustolo di terreno destinato a marciapiede" e di "due tratti di terreno destinati a strada". Per tutto questo, si sono mobilitati quaranta consiglieri e una giunta di 8 assessori e sindaco. Quella seduta del 21 aprile sulla donazione dei frustoli, che forse poteva essere accorpata ad un'altra la settimana successiva, è costata circa 3000 euro di gettoni di presenza. Ma la vera rivoluzione dal gennaio 2008 è avvenuta nelle commissioni consiliari. A Pesaro ce ne sono 11, composte ognuna da 8 o 9 consiglieri. Anche per queste, si paga a gettone di presenza e non più ad indennità. L'anno scorso, si riunivano una volta o due al mese, quest'anno non passa settimana che non ci si veda. Il problema sono gli argomenti. Come si fa a trovarne di buoni così spesso? Il problema si è posto ad esempio il 19 aprile scorso per l'undicesima commissione, quella delle "donne elette". Perché in Comune c'è anche questa. Si sono riunite in commissione cinque giorni dopo le elezioni, alle 9 di mattina, con questo ordine del giorno: "Riflessioni sul risultato elettorale. Ogni consigliera dice la sua". La mattinata è stata dedicata anche per dire sì alla richiesta di patrocinio di un convegno medico. Ma alle parole è meglio far seguire i numeri. Nell'intero 2007, ci sono state complessivamente 128 sedute di commissioni consigliari, tenuto conto che per l'Urbanistica e i lavori pubblici deve esserci obbligatoriamente un passaggio delle delibere in commissione. E' curioso scoprire però che nei soli primi 3 mesi e mezzo del 2008, ci sono già state 66 sedute, oltre la metà di tutte quelle del 2007. La commissione donne elette si è già riunita 5 volte mentre nel 2007 lo ha fatto solo per 2 occasioni. La commissione Lavori pubblici si è già riunita in tre mesi 9 volte, l'anno scorso erano state 13 in tutto, quella della Cultura 7 volte, erano state 9 nell'intero 2007, la commissione Ambiente è già a quota 8 mentre nel 2007 è arrivata a 10 sedute. L'Urbanistica ha toccato le 10 riunioni in tre mesi e mezzo, mentre l'anno scorso era arrivata a 16 in totale. Di questo passo, veleggia verso le 30 sedute annuali. Viaggiano ancora a scartamento ridotto, la commissione delle politiche educative (quattro sedute), delle politiche sociali (2), Partecipate (2) e del Bilancio (6 contro le 17 del 2007). Walter Stafoggia è il presidente proprio di quest'ultima. C'è gran fermento nelle commissioni. Se n'è accorto? "Visti questi dati, mi rendo conto che ci si riunisce con grande slancio. Tra i presidenti più pacati nelle convocazioni ci sono dunque anch'io. Ma è chiaro che questo impegno in commissione non è il massimo per i lavoratori autonomi come me. Ci si riunisce un'ora ma se ne va mezza giornata. Capisco invece che per i consiglieri che sono dipendenti pubblici può essere diverso. Hanno i permessi sindacali e sono pagati ugualmente, se poi il consiglio va oltre la mezzanotte, possono stare a casa anche il giorno dopo. Poi, siccome ci sono molti consiglieri presenti in due commissioni distinte, anch'io ne faccio parte, è probabile che il gettone di presenza permetta di tornare a percepire l'indennità dell'anno scorso. Ricordo dei mugugni per aver convocato qualche settimana fa una commissione nello stesso giorno del consiglio comunale. Siccome non si possono cumulare nello stesso giorno due gettoni di presenza, c'è stata qualche contrarietà. Credo che debba valere per tutti la regola del buon senso perché la gente, oltre a votarci, ci guarda e ci giudica anche su queste scelte".

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Multiservizi in attivo <Ma coi soldi nostri> (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 25-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 3 Multiservizi in attivo "Ma coi soldi nostri" BILANCIO: CONSUMATORI POLEMICI LA CAMPAGNA delle nomine nelle società controllate non è particolarmente ricca per l'amministrazione comunale. Ci sono da rinnovare alcuni posti in consiglio a Pesaro Parcheggi e Aspes spa ed il consiglio di amministrazione di due enti culturali come Mostra del Nuovo Cinema e Ente Olivieri. Il sindaco ha scelto la linea di fare nomine di volta in volta, con la regola, però, dell'impossibilità di andare oltre due mandati consecutivi. Fino ad ora l'unica nomina ufficializzata - proprio ieri pomeriggio nella riunione di giunta - è quella dei vertici di Pesaro Parcheggi. Alla presidenza è stata confermata Barbara Lisi (Pd-area Margherita), con lei il consigliere uscente Adriano Piccinini, mentre Giorgio Ricci, passato dai Ds alla Sinsitra Democratica, è stato sostituito da Valerio Pedersini, anch'esso Pd-area Margherita. Se il presidente ha un'indennità lorda annua di 16.400 euro, i consiglieri un gettone di presenza. Nell'attesa possiamo registrare l'approvazione del bilancio 2007 dell'Aspes multiservizi da parte dei soci: 1,8 milioni di euro di utile netto e dividendi distribuiti per 1,6 milioni di euro. "L'approvazione è stata unanime ? sottolinea l'amministratore delegato Mauro Tiviroli ? e con apprezzamenti da parte dei Comuni non solo per i risultati, ma soprattuto per la qualità del servizio". Rinviata invece l'approvazione del bilancio di Megas, che sarà sottoposto a verifica da parte del revisione esterno. POLEMICI i consumatori.. Scrive Claudio Blasi dell'Adiconsum: "L'ingente utile di 4,6 milioni di euro si è originato direttamente dalle tasche dei cittadini, ossia dall'aumento della quota fissa dell'acqua da 8,36 a 18 euro per contatore. Se consideriamo il fatto ? afferma la nota ? che l'assemblea dell'Aato che ha deliberato questo aumento è formata dai sindaci dei Comuni che poi rientrano nella ripartizione del dividendo, ecco la spiegazione... Come Adiconsum stiamo valutando l'ipotesi di formalizzare una richiesta di rimborso, uno strumento per l'utente per ricevere una risposta ufficiale dall'azienda e contrastare l'ingiustificato aumento".

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Axa: Mussari (Mps) investe gettoni presenza cds in titoli compagnia (sezione: Costi dei politici)

( da "Radiocor" del 25-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Acquistate 1.300 azioni del gruppo francese per 30.862 euro (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 24 apr - Giuseppe Mussari investe in Axa. Il numero uno del Monte dei Paschi ha acquistato 1.300 azioni del gruppo francese (socio della banca senese con il 4,3%), al prezzo unitario di 23,74 euro, per un totale di 30.862 euro. L'importo - spiega la dichiarazione pubblicata dall'Amf, l'Authority dei mercati finanziari francesi - e' pari "ai gettoni di presenza percepiti (da Mussari) nel 2007 quale membro del consiglio di sorveglianza, in conformita' con il regolamento del consiglio". L'acquisto e' avvenuto il 16 aprile. Gli- (RADIOCOR) 24-04-08 16:45:30 (0325) 5 NNNN.

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Brevi, schede e richiami 1 (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Lo sviluppo sostenibile e il mitico ponte Leandro Janni Presidente di Italia Nostra Sicilia Caltanissetta Sicilia , anno 2008. D'accordo: il "ponte sullo Stretto" è un mito. Ma, mi chiedo: cos'è, per i nostri politici, lo "sviluppo sostenibile"? Un modello, un'aspirazione, un'utopia, una favola contemporanea, uno slogan elettorale? Sudditi non cittadini Angelo Furnari Palermo Come il giornale non ha mancato di documentare, anche l'emissione dei permessi per l'accesso alla Ztl è stata gestita dall'attuale amministrazione comunale in modo a dir poco improvvisato. Oggi il problema risulta evidente a tutti per il grande afflusso di persone presso le agenzie abilitate al rilascio. Ma non ci voleva un "esperto di mobilità" come l'assessore Ceraulo per prevedere quello che sarebbe successo e attrezzarsi di conseguenza. Facendo due calcoli da "buon padre di famiglia" si capisce che la questione è stata affrontata con scarsa considerazione nei confronti dei cittadini. Infatti, se i pass previsti sono 400 mila e i punti vendita (operativi dal 3 marzo) sono 36, e se, dunque, il rilascio poteva avvenire per una media di 44 giorni lavorativi e per 8 ore al giorno, si deduce facilmente che se tutti gli aventi diritto avessero deciso di dotarsi del pass prima del 5 maggio, ciascuna agenzia avrebbe dovuto rilasciare 252 pass al giorno, pari a 31,5 pass l'ora; cioè avrebbe dovuto rilasciare ogni tagliando in meno di due minuti. Ovviamente, a patto di mantenere un ritmo costante e di non avere alcun intoppo di alcun genere. Ed escludendo il rilascio dei permessi per i disabili (altri 20 mila). Tutto questo lo si sapeva da prima, ma si è preferito trattare i palermitani da sudditi anziché da cittadini. Politica e denaro Alfonso Paolino Cipolla Milena (Caltanissetta) "La politica è per sé un bene: il fare politica è in genere un atto di amore per la collettività", così scriveva Luigi Sturzo in "Crociata d'amore". La politica come atto di amore per costruire una società più giusta. Sono convinto che per molti, ancor oggi, quelle parole scritte da Sturzo indicano il cammino del proprio percorso politico e umano. Per molti la politica è un dono di sé. Ma se per molti, e sono davvero convinto che non siano pochi, la politica è dono, gratuità, per tanti non è così. Per tanti la politica non è spirito di servizio, ma sete di potere o più modestamente di denaro. La politica per tanti è diventata un gioco di potere per il potere o per il denaro, dimenticando la dimensione etica della politica. Le numerose candidature anche alle elezioni locali non sono frutto di un sincero interesse per la cosa pubblica, di autentico spirito di partecipazione politica, ma un modo per contarsi e per contare ed essere considerati nella spartizione delle molliche. E così facendo stiamo perdendo, tutti, la gioia del dono della partecipazione politica. Sì, perché il dono è contagioso e perdendo il dono di un uomo rischiamo di perdere anche quello di tanti altri. Così come ci si scambia i doni, i regali, e c'è gioia in questo, alla stessa maniera il dono dell'impegno politico è ricambiato dall'impegno degli altri, con lo stesso spirito. Si dona non per ricevere, ma affinché anche l'altro doni, perché "l'amore risponde all'amore". Oggi la qualità dell'agire politico si è ridotto anche a causa delle indennità di carica. Le indennità sono nate come strumento per consentire anche ai più disagiati economicamente di poter partecipare alla vita politica con dignità, ma sono diventate, di fatto, e si stanno rivelando formidabili incentivi che stimolano la partecipazione al fine di avere un mensile certo, a tempo determinato e part-time (indennità di occupazione politica). Bisognerebbe forse tornare all'antico, quando si era amministratori locali a titolo onorario. Come racconta nel suo bel libro "La ragazza del secolo scorso" Rossanna Rossanda, quando era consigliere al Comune di Milano, e ricorda che "ci si riuniva in Comune? Arrivavamo in tram. Niente gettoni di presenza, niente indennità, niente rimborso spese. Allora non veniva in mente che una parcella di potere dovesse anche essere pagata". Ecco, piacerebbe riassaporare in maniera diffusa questo modo di pensare e vivere la politica.

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Il libro di Livadiotti affronta, sul versante sindacale, i problemi sollevati da Gian Anto (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Nio Stella e Sergio Rizzo con "La casta", dedicato alla classe politica italiana L'inchiesta di Livadiotti è basata su una grande mole di fatti e dati statistici.

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Nonostante i 720 dipendenti e le 110 stabilizzazioni annunciate, la Provincia ha bisogno anche (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 25-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Nonostante i 720 dipendenti e le 110 stabilizzazioni annunciate, la Provincia ha bisogno anche di 40 consulenze che ci costeranno oltre 1,2 milioni di euro. Una follia". E' l'accusa lanciata dal consigliere provinciale ascolano Massimiliano Brugni (Alleanza Nazionale) che pone pesanti interrogativi sulla tenuta "finanziaria" di palazzo San Filippo nei prossimi anni. "Finiremo alla bancarotta grazie alla giunta Rossi dice per l'incremento pauroso della spesa corrente. I richiami dei revisori dei conti sulla copertura finanziaria delle assunzioni dei precari non sembrano interessare nessuno". In base alla legge finanziaria, gli enti pubblici sono da quest'anno obbligati a redigere un piano per le consulenze, gli studi e gli incarichi professionali. L'elenco messo a punto dalla giunta provinciale è piuttosto lungo e variegato. Si va dal censimento degli uccelli acquatici nelle zone umide dei cinghiali e dei caprioli (in totale 20.700 euro) per proseguire poi con l'incubatoio ittico ad Arquata (12 mila euro) e spese da 400 mila euro per studi sui fabbisogni formativi e universitari del territorio. Fondi poi per la motonave "Genevieve": le consulenze per gli esperti in sicurezza e in riclassificazione navale costeranno 63 mila euro. E' comunque il settore delle politiche attive del lavoro e della formazione professionale a fare la parte del leone con 588 mila euro di consulenze programmate finanziate in parte con il fondo sociale europeo. Incarichi per 231 mila euro anche all'assessorato di Avelio Marini che ha le deleghe al turismo, agricoltura, parchi e attività produttive. Restano coperti dalla legge della privacy i nomi dei consulenti. "E' possibile che tra i 110 precari che saranno assunti continua Brugni non ci siano professionalità in grado di svolgere i compiti affidati ai consulenti? Allora che senso ha assumerli a tempo definitivo?". Ecco tutte le spese dei servizi per le consulenze: politiche sociali (50mila euro), protezione civile, interventi sismici, idraulici ed elettricità (50mila euro), polizia provinciale,caccia e pesca (20.700 euro), servizio statistica e ufficio province Ascoli e Fermo (140mila euro), trasporto, mobilità e informatica (88mila euro), politiche comunitarie ed internazionalizzazione (60mila euro), politiche attive del lavoro e formazione professionale (588mila euro), turismo, agricoltura, parchi, attività produttive (231mila euro). Re. Pie.

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Bilancio approvato: l'opposizione lascia l'aula (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Oristano e Planargia Pagina 4023 Bosa. Si astengono i due consiglieri della Civica Bilancio approvato: l'opposizione lascia l'aula Bosa.. Si astengono i due consiglieri della Civica --> La maggioranza ha votato compatta il bilancio di previsione: astenuti i due consiglieri civici di cui si da imminente l'ingresso nella coalizione che amministra Bosa. Hanno invece abbandonato l'aula non senza polemiche dichiarazioni i tre consiglieri dell'Udc ed i due presenti del Pd. L'assessore al bilancio Paolo Cadoni, presentando il documento contabile e spiegando che aveva avuto i previsti pareri positivi dei tecnici, ha posto l'accento sulla necessità di far fronte agli impegni in materia di opere pubbliche, per il miglioramento della città, ma anche sulle somme che il comune è costretto a spendere per rimediare ai danneggiamenti, alle disattenzioni, al vandalismo. I consiglieri dell'Udc avevano chiesto il rinvio della discussione sul bilancio, in modo da far accogliere alcuni loro emendamenti che avrebbero consentito di impiegare somme stanziate in bilancio per altri tipi di intervento: dallo sport, alla sistemazione di strade, ad altre opere di immediata ed urgente necessità. Fra le somme da riutilizzare per questo scopo, anche la proposta di una riduzione delle indennità di carica degli assessori comunali e dei gettoni di presenza. Gli emendamenti sono stati respinti dalla maggioranza perché presentati oltre il termine previsto dal regolamento comunale ed in ogni caso, come ha ribadito l'assessore Cadoni, alcuni degli emendamenti dell'Udc apparivano ispirati da un facile sensazionalismo ma erano privi di reale efficacia. Danilo Mastinu, capogruppo del Pd, è intervenuto duramente, accusando la maggioranza di aver ucciso il confronto democratico in aula e di aver annullato il ruolo delle opposizioni. ( a.n. ).

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Inceneritore In Provincia soprattutto accuse alla Lega (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 25-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

RIESE Infuocata commissione a Treviso Inceneritore In Provincia soprattutto accuse alla Lega TrevisoTutta la Lega, a parte tre consiglieri, assente dalla Commissione provinciale allargata che ieri sera ha esaminato assieme a Comune e comitato di Riese l'impianto della Florian Power. Banchi della Giunta desolatamente vuoti, così come quelli dei consiglieri del Carroccio. Sessanta almeno i cittadini presenti, con tanto di striscioni contro l'inceneritore di biomasse più grande del Veneto. Eppure, hanno fatto notare le opposizioni, è stata proprio la Giunta, partecipando in Regione alla conferenza dei servizi sulla Florian, a non chiedere uno stop politico alle discussioni a Venezia. "Perchè la Lega non ha chiesto di fermare i lavori in Regione? - si sono interrogati numerosi consiglieri di sinistra e del Pne (questi ultimi hanno rinunciato al gettone di presenza in segno di protesta) - Perchè non sono state accolte le nostre richieste di un blocco finchè il Consiglio Provinciale non avesse espresso un parere?". In appoggio alla minoranza si è schierata anche gran parte della maggioranza: quella di Forza Italia, il cui capogruppo è il riesino Giampietro Favaro: "Perchè a questa discussione manca la Lega e soprattutto l'assessore Fanton, che in Regione c'era e che, potendo bloccare i lavori della Conferenza dei servizi, non l'ha fatto?". Nell'imbarazzo del presidente della Commissione consiliare allargata, Giorgio Granello, nessuno della Lega (a parte 3 consiglieri tra cui la riesina Dina Baggio) è entrato in aula. Dando adito a numerose supposizioni: "Forse qualcuno ha la coda di paglia? - hanno detto gli esponenti di Sinistra Arcobaleno - Forse la strana presenza in Regione del consigliere provinciale Marcolin era dovuta ad interessi personali legati alla Florian Power? Se è così capiamo perchè la Lega ha voluto a tutti i costi che a Venezia prosegua l'iter per l'approvazione dell'inceneritore". Il Carroccio trevigiano ha 13 giorni per decidere come porsi di fronte al problema dell'impianto di Riese: il 7 maggio il Consiglio dovrà votare un Ordine del Giorno da inviare in Regione. Odg che per la prima volta potrebbe, anzi dovrebbe, smentire la presa di posizione "morbida" tenuta finora dalla Giunta leghista in Conferenza dei Servizi.Serena Masetto.

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<Sanità malata che rischia di morire> (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 25-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Lunga lettera al direttore generale Ruscitti per denunciare il "pericoloso depotenziamento" dell'ospedale feltrino "Sanità malata che rischia di morire" Trento chiede interventi urgenti, partendo dalla priorità di creare una "rete oncologica" FeltreQuello del consigliere Guido Trento è un grido d'allarme. Il politico sovramontino ha deciso di alzare il tiro e puntare il dito su una serie di difficoltà che, a suo dire, stanno minando la forza della sanità feltrina.Problemi annosi che, negli ultimi tempi stanno scoppiando rischiando una deflagrazione. Un botto da paura.E così, presa carta e penna, Trento ha scritto di suo pugno una lettera a Giancarlo Ruscitti, direttore generale della Sanità veneta.Tra le problematiche messe all'attenzione dell'alto dirigente c'è la questione dei reparti di Oncologia."C'è la necessità - scrive il consigliere regionale - che tra gli ospedali del territorio e lo Iov (Istituto oncologico veneto) ci sia un rapporto sinergico e continuativo. È importante evitare che i nostri malati vadano a Milano presso lo Ieo oppure ad Aviano, in cerca di soluzioni più qualificate per la cura della malattia"."Per la provincia di Belluno, viste le sue caratteristiche peculiari di territorio montano si dovrà avviare un ragionamento specifico. C'è la necessità di realizzare, al di là dello scambio con lo Iov, una rete oncologica interna alla provincia, che preveda l'oncologia di Feltre e l'oncologia di Belluno come punto di riferimento in generale, la localizzazione di due branche specialistiche: la biologia molecolare a Feltre e l'oncoematologia a Belluno, e la realizzazione di due punti per la terapia oncologia con personale qualificato: uno a Pieve di Cadore e uno ad Agordo a servizio delle rispettive aree (Cadore, Comelico e Agordino). Sono convinto - continua il politico sovramontino - che questo progetto, se realizzato, porterebbe questa provincia ad avere una dimensione quasi ottimale per il malato oncologico".Le vere note dolenti però della missiva inviata a Ruscitti riguardano l'Ulss 2 di Feltre."Dopo aver parlato ripetutamente con il dottor Bortolo Simoni (direttore generale Ulss 2) e non avendo ottenuto nulla - prosegue Trento -, le segnalo l'urgenza di affrontare le seguenti questioni riguardanti l'ospedale di Feltre".Il primo punto riguarda il reparto diOncologia: "Un responsabile medico e due collaboratori gestiscono una mole di lavoro/anno pari a 5 mila pazienti dei quali 600 sono nuovi casi/anno; questo reparto sta soffocando e chiaramente nel tempo può avere ricadute negative sulla qualità".Poi Trento passa al reparto di chirurgia "dove la lista degli interventi si sta allungando enormemente tanto che molti pazienti ammalati di cancro devono aspettare anche più di 60 giorni prima di essere operati".SullaRadiologia "dopo la sostituzione del primario e l'uscita di tre medici, il reparto è piombato in una profonda crisi e da un servizio efficiente è diventato l'anello debole dell'intero sistema diagnostico".Il reparto diAnatomia patologica è "in piena carenza di personale con un lavoro cresciuto a dismisura negli anni (sono presenti solamente due medici)".IlPronto soccorso con "la sala di attesa sempre piena di pazienti con tempi di attesa sempre più lunghi".Il reparto diPneumologia "di fatto perde la tisiologia che la Regione aveva assegnato, uno dei pochi nel Veneto in quanto la malattia in quel territorio era sempre presente".L'Anestesia "deve ricorrere a continui gettoni di presenza, con costi elevatissimi, per la mancata copertura dei posti previsi in pianta organica (anestesisti ne sono passati tanti ma, visto che non veniva fatto il concorso, se ne sono anche andati)."L'ospedale di Feltre è stato un gioiellino di efficienza - conclude il consigliere -, guardato dalla comunità come la cosa più preziosa da conservare a garanzia della salute di questo territorio alpino; non basta investire nei muri, se manca il personale necessario e qualificato questi non servono a nulla. Con le scelte di politica sanitaria che la Regione sta facendo in questa Ulss, che non rispondono certamente ai reali bisogni della nostra zona, questo ospedale perde la qualità che ha sempre avuto a scapito del paziente. Le chiedo, pertanto - tuona con forza Trento - di intervenire per tempo prima che la situazione degradi ulteriormente e non si dica che i soldi che servono per curare bene i malati non ci sono, in quanto conosciamo bene anche noi la situazione di sprechi che ci sono nella sanità veneta: un esempio per tutti il costo dell'Agenzia sanitaria in rapporto a quello che fa. Questa lettera aperta per me ha il significato di guardare avanti per migliorare la situazione complessiva. Resto disponibile comunque a mettere il massimo impegno a favore dell'ammalato".Alessandro Tibolla.

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Il vento del Nord soffia contro il Mezzogiorno (sezione: Costi dei politici)

( da "Denaro, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Enti Locali & Cittadini le autonomie Il vento del Nord soffia contro il Mezzogiorno Nando Morra Tre punti di riflessione, legati dal filo rosso delle condizioni del Mezzogiorno e delle realtà locali. Primo. La fase post-elezioni è marcata dalle prime battute dal vento del Nord. La Lega ha vinto sorprendendo tutti, in primo luogo Bossi e Co. E detta i primi comandamenti. A partire dalle rivendicazioni sul governo. Si profila uno scenario preoccupante per il Sud. Rotture ma anche pericolose contrapposizioni politiche che possono innescare meccanismi reattivi a catena difficilmente prevedibili. Intanto, tra Nord e Sud. La sconfitta elettorale ha lasciato segni profondi nel Pd ed oltre. Più che di programmi per il futuro, si prefigurano alchimie politiche ed assetti organizzativi tutti da sperimentare. Ancora una volta si insegue il Nord, ipotizzando assetti politici "federalisti" scimmiottando la Lega. Intanto, Sindaci autorevoli sconfitti "in casa", da Cofferati a Cacciari a Chiamparino, ipotizzano un Pd del Nord. Poi, ci sarà il Pd del Sud. Altri, sotto la "linea gotica", parlano più cautamente di "nuove cose", ignorando e metabolizzando le esperienze, i risultati elettorali brucianti e la domanda collettiva di un ricambio non più rinviabile. Che per il Sud la situazione sia disastrosa è cosa nota. Che il quadro sia destinato ad aggravarsi altrettanto. Contro il Sud non c'è solo la Lega in campo. Basti pensare all'attacco improprio e fuori le riga di Montezemolo agli stessi Sindacati con i quali da qualche settimana è stato riscritto e firmato un nuovo "Patto per il Mezzogiorno". La "nuova frontiera" meridionalista sembra materializzarsi in un generale disimpegno delle forze culturali, politiche, sociali e istituzionali del Mezzogiorno. Con poche eccezioni, da ricordare "Mezzogiorno Europa", Giuseppe Galasso, Enzo Giustino, a scendere in campo è una ridotta pattuglia. Le stesse Regioni meridionali pensano alla sopravvivenza degli esecutivi dopo lo scossone del voto. Aveva suscitato interesse il progetto di un pool di regioni sudiste capaci di prospettare politiche incisive per il Mezzogiorno. Eppure, la sfida è questa. Non si scappa. E non possono scappare ne Bassolino, ne Vendola ne la Basilicata e la Calabria. E' il momento di uno sforzo straordinario di tutto il Mezzogiorno. Vale per il Sud ma ancora di più per il paese, riuscire a collocare nella agenda politica la soluzione dei problemi strutturali del Sud. Secondo. Le condizioni dei Comuni, e in particolare delle regioni meridionali, sono caratterizzate dalle enormi difficoltà di quadrare i bilanci. Il taglio dell'Ici, misura propagandistica e populistica agitata da Prodi come da Berlusconi, è destinata ad incidere pesantemente sulle risorse comunali. E' da sottoscrivere, dunque, quanto afferma Oriano Giovanelli, presidente di Legautonomie: "L'Ici è un'occasione storica per riordinare la finanza locale. No a trasferimenti statali. Sì ad accorpare in un'unica imposta tutta la fiscalità immobiliare locale". L'annunciata abolizione dell'Ici sulla prima casa, sostiene Giovanelli, non deve tradursi in un aggravio delle condizioni finanziarie dei Comuni e in una minaccia alla loro autonomia finanziaria. Sarebbe perlomeno contraddittorio per chi ha fatto del federalismo fiscale la propria bandiera in campagna elettorale. Un nodo scorsoio si stringe sui piccoli Comuni. Sono stretti dalla insufficienza delle risorse disponibili, dalle politiche nazionali e regionali. Non bastassero i problemi di fondi, anche le Regioni meridionali danno un colpo ad una situazione difficile che mette in discussione le possibilità di governare i territori. Tre nodi sono da sciogliere. Il rapporto tra Por, misure fondi europei e territori. In particolare Comuni piccoli e medi delle aree interne e di montagna. Un problema serio che sembra non trovare spazio e impegno negli orientamenti del governo regionale. Si tratta, invece, di un punto fondamentale e senza ritorno. I fondi Ue sono l'ultima carta per agganciare i vagoni dei territori rurali alla locomotiva Europa. In questo quadro, per la Campania emergono due ulteriori fonti di preoccupazione. In primo luogo, la proposta di riordino delle Comunità Montane. C'è da ristrutturare, razionalizzare, ridurre costi e sovrastrutture, rendere produttive istanze e strutture di governo territoriale. Ma questi giusti obiettivi da perseguire con serietà non per assecondare le campagne qualunquistiche sui "costi della politica" e gli Enti inutili ma per innovare il sistema del governo locale, non possono significare drastiche cancellazioni di esperienze, di progettualità operative, di capacità di intervento per la erogazione di qualificati servizi associati. Una cosa è ridurre strutture pletoriche, costi e indennità, tagliare Comuni rivieraschi ricchi e famosi, come necessario, altro è fare terra bruciata. In questo quadro, si innesta la questione del blocco dei mutui che penalizza i Comuni campani, specie i più piccoli. E' opportuno mirare nel merito di un argomento spinoso e pesante che condiziona la capacità stessa dei Comuni di sostenere l'economia locale, segnalando l'intervento di Alfonso Bufano, coordinatore Forum Finanza Locale Legautonomie. Bufano scrive all'Assessore al Bilancio, Mariano d'Antonio che "nel merito del problema mutui occorre preliminarmente osservare che con nota Protocollo n. 2008 0164732 del 25/02/2008 è stata precisata la nuova procedura per la contrazione dei mutui di cui trattasi in virtù di quanto previsto dall'art. 27 della legge regionale Campana n. 1/2008: dovranno essere i Comuni a contrarre direttamente con la Cassa Depositi e Prestiti l'accensione del prestito secondo le modalità previste dalla circolare CDP n. 1255 del 27/01/2005 mentre la Regione Campania verserà ogni anno, direttamente ai Comuni, la quota del contributo in conto della rata assunta dal Comune medesimo. Tale soluzione operativa, che solo apparentemente e ai "non addetti ai lavori" sembrerebbe non modificare nulla nel regime degli aiuti regionali agli Enti Locali per le finalità di cui trattasi, si rivela, invece, per le norme attualmente vigenti in materia, un fattore negativo, sia per la impossibilità dei Comuni, spesso anche nel breve termine, di realizzare quegli investimenti necessari per assicurare servizi e risorse per opere pubbliche ed a supporto delle attività economiche e della occupazione a livello territoriale, specialmente nelle piccole realtà locali, sia per le finanze degli stessi Enti Locali. Si è, nei fatti, determinato un mutamento radicale del quadro delle risorse disponibili e delle potenzialità dei Comuni di alimentare la spesa produttiva per opere, investimenti e servizi. In primo luogo va evidenziato, infatti, che l'art. 204 del D.lgs. n. 267/2000 prevede che i Comuni possano deliberare l'assunzione di nuovi mutui solo qualora, oltre al rispetto delle condizioni previste nel precedente art. 203, l'importo degli interessi passivi sommato a quello dei mutui precedentemente contratti non superi il 15% degli accertamenti delle entrate relative ai primi tre titoli risultanti dal rendiconto del penultimo anno precedente quello di assunzione del prestito. Con la soluzione prospettata dalla Regione, tenuto conto che gran parte dei Comuni ha "indici di indebitamento" per lo più prossimi al plafond previsto dalla normativa sopra richiamata, nel breve termine, tali Enti Locali si troverebbero nell'impossibilità di contrarre ulteriori mutui e quindi nella concreta impossibilità di realizzare nuovi lavori pubblici. In secondo luogo, per i Comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti assoggettati alle regole del "patto di stabilità interno", la procedura indicata dalla Regione significherebbe, in sostanza, per lo più impossibilità del conseguimento dell'obiettivo da esso derivante come di seguito descritto. Per il raggiungimento dell'obiettivo nel triennio 2008 -2010, i Comuni devono, infatti, migliorare il saldo finanziario di competenza mista , derivante dalla differenza tra le entrate finali (primi quattro titoli dell'entrata) e le spese finali (primi due titoli della spesa), dell'anno di riferimento rispetto al triennio 2003-2005 mediante l'applicazione dei coefficienti previsti. E' opportuno sottolineare che in precedenza, il mutuo contratto con contributo a totale o parziale carico della Regione Campania andava iscritto al titolo IV delle entrate (Trasferimenti di capitale dalla Regione) per la parte coperta dal contributo regionale e, solo per l'eventuale differenza a carico del Comune, al titolo V (accensione di mutui e prestiti). Con le nuove modalità operative proposte dalla Regione Campania i mutui contratti andranno sempre annoverati nel titolo V delle entrate per cui dette entrate non concorreranno più positivamente al saldo finanziario predetto con conseguente notevole difficoltà, se non impossibilità, di conseguire l'obiettivo del rispetto del patto di stabilità interno per il triennio considerato. Infine, ma non ultima, la difficoltà finanziaria che i Comuni incontreranno in termini di Cassa, dovendo anticipare spesso importi considerevoli per far fronte agli oneri indotti di ammortamento dei prestiti contratti a proprio carico senza avere tempi certi di reintegro di tali somme da parte della Regione Campania. Bufano propone che al fine di contenere solo parzialmente i problemi derivanti da tale situazione, riteniamo che venga riesaminata l'intera questione, valutando anche l'opportunità di consentire ai Comuni che decidano di finanziare i lavori pubblici con contratto di locazione finanziaria di cui all'art. 1, comma 907, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, di ottenere il rimborso da parte della Regione Campania di un contributo in conto del canone di locazione in alternativa al contributo in conto della rata di mutuo. Tale modalità operativa che, fermo restando l'esigenza di definire politiche e misure adeguate a sostegno dei Comuni, costituisce una "subordinata di opportunità" che consentirebbe ai Comuni di superare le difficoltà legate al rispetto della "capacità di indebitamento" e al rispetto delle regole imposte dal patto di stabilità interno. Resta aperto, invece, il problema relativo ai tempi di rimborso degli oneri derivanti dai finanziamenti che attiveranno i Comuni, come sopra rappresentato, attese le difficoltà di cassa in cui versa la Regione Campania. del 25-04-2008 num.

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