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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DEL 24-26 novembre 2008       #TOP


IN EVIDENZA

 

Milano, città svenduta al cemento. Ecco tutti i predoni dell'Expo 2015. Una maxioperazione gestita dai soliti imprenditori e dagli istituti di credito. di Alberto Statera (La Repubblica 26-11-2008) 

 

Una pioggia di miliardi, grattacieli come a New York, una montagna di costruzioni

MILANO - L'"aringa rossa", antica astuzia venatoria, sta per fare della Milano da bere dell'epoca craxian-ligrestiana la Milano da mangiare della nuova era ligrestian-morattiana, trasformando l'Expo del 2015, dedicato all'alimentazione, in una colossale operazione immobiliare. I distinti cacciatori britannici usavano le "red harrings" per distrarre i cani da caccia degli avversari, gettando in luoghi strategici della riserva aringhe affumicate. I cacciatori milanesi di cubature immobiliari, che si definiscono "developers", stanno spargendo su 8 milioni di metri quadri di aree dismesse dall'industria manifatturiera che non c'è più, una selva di grattacieli firmati da architetti di fama mondiale, i cosiddetti "archistar".

Quei grattacieli, secondo l'immagine di Renzo Piano, sono per l'appunto le "aringhe rosse" che servono a distrarre l'attenzione da quel che germoglia intorno: quartieri selvaggi, simili a quelli che hanno assediato la Roma dei palazzinari. O "caricature di città" nella città, come dice l'architetto Mario Botta.

Dalla Bovisa all'ex Ansaldo, da Porta Vittoria a Porta Nuova - Garibaldi-Repubblica, dal Portello a Montecity-Santa Giulia, sono venticinque i grandi progetti, lottizzati tra i gruppi immobiliari con le immutabili regole del manuale Cencelli - tot a me, tot a te - che stanno cambiando lo skyline meneghino insieme a quelli del potere e delle ricchezze immobiliari d'Italia. Quanti sono i grattacieli che svetteranno a far ombra alla Madonnina? C'è quello nuovo della Regione a Garibaldi, monumento alla grandezza del governatore Roberto Formigoni, poi un'infinità di grattacielini "alla lombarda", una trentina di piani o poco più, tipo l'attuale Pirellone, definiti non proprio grattacieli, secondo la contabilità americana o asiatica, ma "case-torre".


È nell'area della vecchia Fiera la nuova fiera dell'"aringa rossa". Si chiama CityLife, un affare da due miliardi, che prima ancora di partire è costato 523 milioni di euro, il prezzo pagato alla Fondazione Fiera per i 23 ettari (che diventano 36 con le aree limitrofe) acquistati dalla cordata immobiliar-assicurativa vincente.

Domenica 11 maggio 2008. È quel giorno che una nuvola di polvere oscura i palazzi novecenteschi che si affacciano nella zona dell'ex Fiera, tra viale Boezio, Piazza VI Febbraio, via Gattamelata, Largo Domodossola, piazza Giulio Cesare, via Eginardo. Un'imprecisata carica di esplosivo ha sbriciolato in pochi secondi il Padigione 20, 230 mila metri cubi di calcestruzzo, per far luogo al mitico Central Park meneghino, che certificherà il Nuovo Rinascimento di Milano. È lì che sorgeranno non uno, ma tre grattacieli. Il più alto, di 209 metri firmato dal giapponese Arata Isozaki, il secondo di 170 metri dall'irachena Zaha Hadid e il terzo di 140 metri, quello a forma di banana che ha ferito il buongusto persino del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, progettato dall'americano Daniel Libenskind.

"Milano è piena di gente che ha il membro storto - ridacchia Umberto Eco - ce ne sarà uno in più e prenderà il Viagra". Intorno 140 mila metri quadri di edilizia residenziale e 100 mila di uffici, il tutto in cinque mega-blocchi di altezza variabile tra i cinque e i venti piani, protetti da un sistema di "torri di guardia del quartiere". E il Central Park? Spezzettato lì in mezzo, tra i blocchi svettanti verso il cielo.

Per non inorridire, non dovete affacciarvi oggi a una delle porte della ex Fiera, da cui non vedreste che un deprimente paesaggio lunare, o soffermarvi nel cratere vuoto di Porta Nuova, dove scaricano travi da 30 metri che dovranno sorreggere un tunnel stradale. Dovreste invece passeggiare intorno ai plastici esposti in uno show-room che i padroni di CityLife, cioè Ligresti, i Fratelli Toti della Lamaro, gli stessi immobiliaristi che spadroneggiano a Roma, insieme a Generali e Allianz hanno voluto a piazza Cordusio, cuore della Milano bancaria. O, ancora meglio, farvi mostrare il rendering, cioè le simulazioni al computer, come consigliano Luigi Offeddu e Ferruccio Sansa nel loro libro "Milano da morire", dove con ironia raccontano visioni paradisiache di grattacieli scintillanti in un cielo di purissimo azzurro. Come a Milano si vede non più di dieci giorni l'anno.

Ligresti chi? Sì, proprio quel Salvatore Ligresti della Milano da bere craxiana. Si dice che a volte ritornano, ma nonostante le condanne di Tangentopoli, la prigione, l'affidamento ai servizi sociali, don Salvatore, come lo chiamano, non se ne è mai andato. Oggi controlla buona parte dei sei principali progetti immobiliari milanesi, che valgono 7 miliardi di euro: non solo CityLife, ma anche Porta Nuova-Garibaldi. E non c'è a Milano chi non corra a baciare la pantofola del finanziere pregiudicato, originario di Paternò, provincia di Catania.

È cambiato soltanto l'azionista di riferimento politico (ma chi è azionista di chi?) in quell'intreccio di mediazioni opache tra mattoni e finanza, tra affari e politica, che l'ex capitale morale non ha mai dismesso e che ha rilanciato entusiasticamente con il miraggio dell'Expo. Prima era Craxi, che si narra sia stato accompagnato proprio dall'uomo di Paternò in visita al conterraneo Enrico Cuccia, allora dominus del capitalismo italiano. Oggi è quella Milano della politica senza qualità, sospesa tra postfascismo, berlusconismo, leghismo e integralismo affaristico ciellino.

Di Craxi resta Massimo Pini che, passato ad An, ricopre ruoli importanti nella galassia assicurativo-cementizia di Ligresti. Ma la costante è la famiglia La Russa di Paternò, il cui capostipite Antonino, antica autorità missina di Milano, seguì amorevolmente quasi cinquant'anni fa i primi passi del compaesano che fu scelto per sostituire a Milano gli ormai inaffidabili fiduciari Michelangelo Virgillito e Raffaele Ursini.

Ignazio La Russa presidia il ligrestismo al governo, il fratello Vincenzo e il figlio Geronimo siedono nel Consiglio della ligrestiana Premafin. Berlusconi, che quando faceva il palazzinaro non amava il concorrente nel cemento e nel cuore di Craxi, ora rischia d'imparentarsi con lui, dal momento che uno dei figli giovani è fidanzato con una nipotina Ligresti.

Le solite facce, i soliti nomi. A Milanofiori e ad Assago c'è Matteo Cabassi, quinto figlio di Giuseppe, "el sabiunatt" degli anni Settanta. È titolare di una parte dei terreni a destinazione agricola su cui sorgeranno le opere dell'Expo. Cedendoli al Comune si troverà 150 mila metri quadrati edificabili. A Porta Vittoria si sono fermati i lavori dopo l'arresto di Danilo Coppola. A Santa Giulia, sud-est di Milano, area Montedison, e a Sesto San Giovanni nell'area Falck, sta affondando un altro furbetto. È Luigi Zunino, esposto con le banche, soprattutto Intesa-San Paolo, per 2 miliardi.

Con questi chiari di luna, riuscirà l'immobiliarista piemontese a fronteggiare il debito vendendo i palazzoni residenziali di Rogoredo che fanno da sfondo alla nuova sede argentea di Sky-Tv? Forse quelli di edilizia convenzionata a 2-3 mila euro al metro quadrato. Ma quelli di lusso progettati da Norman Foster, a 7-10 mila? Chissà se arriveranno fondi del Dubai a riprenderlo per i capelli.

Ligresti, Cabassi, i furbetti, Pirelli RE, i texani di Hines, Luigi Colombo, Manfredi Catella. Vecchio e nuovo - dice l'urbanista Matteo Bolocan Goldstein - "convivono nella modernizzazione equivoca di Milano, in una dimensione opaca, con una poliarchia solipsistica che non fa sistema". Chi più chi meno, tutti lavorano con la cosidetta "leva finanziaria", che in pratica vuol dire i soldi delle banche. Sui 7 miliardi finora investiti sulla carta, sei, circa l'85 per cento sono di Intesa-San Paolo, Unicredit, Popolare di Milano, Monte dei Paschi, Antonveneta e Mediobanca, mentre la Banca d'Italia giudica corretta una quota del debito non superiore al 70 per cento rispetto al totale e un'equity del 30 per cento, cioè di investimento di tasca propria.

Sarà rispettato adesso, in piena crisi finanziaria globale, il "lodo Draghi" e, se sì, cosa capiterà dei mille e mille progetti cementizi già avviati o che stanno per partire? Chissà se la salvezza, o il disastro, verrà dal progetto dell'assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli, definito dal suo ex collega Vittorio Sgarbi "coerente e leale vandalo integralista", che vuole una Milano con 700 mila abitanti in più, portandola da un milione e 300 mila a 2 milioni tondi.

Come? Con più volumetrie ai palazzinari privati, aumentando gli indici di edificabilità di un terzo, da 0,65 a 1, o - precisa - "anche di più", con vincoli e regole ridotti al minimo. Una Milano da 2 milioni? "Una favola campata in aria", per Gae Aulenti. Vi immaginate le centinaia di migliaia di persone che dal 1974 hanno lasciato le cerchie cittadine per rifugiarsi nell'hinterland, che tornano come in un controesodo biblico perché Masseroli fa l'housing sociale a 2 o 3 mila euro al metro? In Consiglio comunale si battaglia sul progetto Masseroli tra carrettate di emendamenti.

Se mai, bisognerebbe occuparsi del destino delle decine di migliaia di metri cubi di uffici sfitti e dei nuovi che stanno per arrivare sul mercato invece che del cemento fresco, avverte l'architetto Stefano Boeri. E non dimenticare che Milano è una "città costretta", come la definisce Bolocan, che, con Renzo Piano, retrodata agli anni Sessanta e Settanta l'era milanese più fervida di sviluppo. "Due milioni di abitanti?" si chiede perplesso anche Carlo Tognoli, che dal 1976 fu sindaco per un decennio: "Nel dopoguerra ci fu il piacere della crescita, poi ci si accorse che la crescita non poteva essere esagerata".

La Milano metropoli da due milioni, piccola Londra o New York ma senz'anima, sembra replicare l'apologo della ricottina, quello della pastorella che camminando verso il mercato aumenta via via il valore teorico della forma da vendere che trasporta in bilico sulla testa. Finché la ricottina cade e si spiaccica per terra. Ciò che rischia di accadere per l'Expo. "Sarà sicuramente un fallimento", sentenzia Sgarbi, accusando "Suor Letizia", che lo ha licenziato da assessore mettendo al suo posto a gestire la cultura un culturista, nel senso di body builder, di essere un sindaco inadeguato, che annaspa tra le contraddizioni.

Per di più assistita da Paolo Glisenti, che egli giudica "l'elaborazione intellettuale del nulla" e che il titolare del salvadanaio Giulio Tremonti, che lo ha in uggia, farà di tutto per non favorire: "Dimenticatevi che lascerò tutto in mano alla Moratti", ha avvertito il ministro. Durante la campagna-acquisti di voti per l'Expo dei paesi minori, costata dieci milioni, sono stati regalati scuolabus nei Caraibi, borse di studio nello Yemen, in Belize e altrove, il progetto di una metrotranvia in Costa d'Avorio, una centrale del latte in Nigeria, bus dismessi a Cuba e quant'altro.

Ma adesso viene il difficile. Tolti i 4,1 miliardi necessari per realizzare il sito fieristico, mancano quasi tre miliardi per le opere infrastrutturali essenziali (metropolitane, ferrovie, stazioni, raccordi, strade) e 6 miliardi per le infrastrutture "minori". Il sogno della Milano da mangiare, che rischia di infrangersi come la ricottina della pastorella, oltre a 65 mila nuovi posti di lavoro dal 2010 al 2015, vagheggia 29 milioni di visitatori, 160 mila al giorno per sei mesi, che porteranno un indotto di 44 miliardi di euro. Ma perché quasi trenta milioni di persone dovrebbero venire a Milano nell'estate 2015? Per vedere il grattacielo-banana? Per una mostra sull'alimentazione? Saragozza è stata un flop.

Pazienza. A Milano, comunque vada, nel terzo lustro del nuovo secolo potremo lasciare l'auto nel parcheggio di cinque piani scavato sotto la Basilica di Sant'Ambrogio, nel parco medievale più importante della civiltà lombarda. Un insulto cui la borghesia intellettuale di Milano non vuole rassegnarsi. E tra le aringhe rosse avremo la città dei developers, "una città che si prostituisce al miglior offerente".
Parola dell'architetto inglese David Chipperfield.

(26 novembre 2008)



Report "Costi dei politici"

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Costi dei politici (37)


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Sezione principale: Costi dei politici

Arriva il legale pay per result ( da "ItaliaOggi Sette" del 24-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Nel corso della mia carriera», spiega l'avvocato, «ho visto diversi tentativi di sopruso da parte dei datori di lavoro e casi di negligenza da parte dei lavoratori, situazioni poco chiare e episodi di cattiva gestione delle vertenze. Parliamo la tua lingua, ti offriamo chiarezza e trasparenza Il nostro linguaggio nei tuoi confronti è sempre semplice e chiaro,

<No al cumulo di indennità e altri redditi> ( da "Adige, L'" del 24-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ho tuonato per anni che occorreva ridurre il costo dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali e collegare gli aumenti delle indennità a quelle del personale del pubblico impiego. Lo stesso proponevo per il consiglio provinciale: aumenti collegati allo stipendio dei dipendenti provinciali». Firmani osserva che «si dovrebbe rinunciare al cumulo di indennità e pensione,

dal nostro inviato PIERPAOLO MARCHETTI VASTO Non sappiamo se sia un miracolo o soltant... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 24-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma di certo Rizzuto & c. tengono in ostaggio la città. Stamattina il mediatore incontrerà il sindaco e gli dirà, in sintesi: «O ci aiuti tu, o altrimenti devi convincere gli imprenditori a comprare il Pescara da noi». Un ulteriore, eccellente motivo, per mettere subito all'incasso il credito di 2,5 milioni e mettere alla porta questi dirigentui,

Sorpresa, politici e manager dove il potere si scopre giovane ( da "Repubblica.it" del 24-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: hanno contato Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Epperò lo svecchiamento degli ultimi anni con il proliferare di corsi di laurea e di sedi universitarie, con l'aumento del 100 per cento dei professori ordinari (ma alcuni parlano del 150 per cento) non ha migliorato la qualità né della ricerca né dell'insegnamento.

CARMELA MAIETTA SARANNO IN TANTI GLI ARTISTI A CALCARE LE SCENE PER ACCENDERE UNA STELLA... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 24-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: amico Unicef Giacomo Rizzo, mentre il Peter's Gospel Choir, diretto da Giorgio Molfini, coinvolgerà pubblico e artisti in una performance dai risvolti natalizi. E ancora, Sebastiano Somma, che per l'Unicef ha doppiato 2 cartoni animati; Tommaso Bianco, tra poesia e cabaret, Pietro Pignatelli che si cimenterà con brani poetici.

NELLA PRECEDENTE AMMINISTRAZIONE DI CENTRO DESTRA GUIDATA DAL SINDACO MIMMO CIARAMELLA ERA STATO PRE... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 24-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Nella precedente amministrazione di centro destra guidata dal sindaco Mimmo Ciaramella era stato presidente della commissione urbanistica ed in quella veste aveva svolto una serie di riunioni accumulando un bel gruzzoletto, quale gettone di presenza che il Comune non aveva provveduto mai a liquidare, non avendo somme in bilancio con questa destinazione.

Maggiore trasparenza per frenare l'antipolitica ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 24-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il numero di presenze in aula e in commissione, come ha votato i vari provvedimenti, quali proposte di legge ha presentato, lo stipendio, i rimborsi e/o i gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo. Al pari ogni amministrazione dovrebbe pubblicare i dati di bilancio, le delibere, gli incarichi attribuiti ecc.

Il Montedoro ritorna al comandoTERZA CATEGORIA. ( da "Sicilia, La" del 24-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Rizzo, Terrazzano, Fasciana, Di Salvo, Graziano, Rivituso, Ippolito, Chierico, Puzzangara. ARBITRO: Scorsone di Caltanissetta. RETI: 18' Chierico, 36' Puzzangara; 75' Tona. ACCADEMIA MAZZARINESE 0 ASD CLUB AIRONE SOMMATINO 1 ACCADEMIA MAZZARINESE: Trupia, Lo Bartolo, Narduzzo, Cardamone S, Di Dio, Garziano,

Un nuovo pediatra per far fronte a guardie e reparto ( da "Alto Adige" del 25-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: riguarda una collaborazione attivata con alcuni medici in servizio nell'Azienda sanitaria di Trieste, che periodicamente salgono a Merano a gettone. L'arrivo di un nuovo medico in pediatria, che andrà ad affiancare primario e tre colleghi già in servizio, evidenzia comunque la difficoltà a livello locale e nazionale nel rintracciare nuovi specialisti di questa disciplina medica.

CRISTIANO CARACRISTI MEZZOCORONA - Fabio Oretti non partiva titolare dal sette settembre scorso, trasferta a Como, dove meritava un rigore, poi sei comparsate disseminate qua e là ( da "Adige, L'" del 25-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dove meritava un rigore, poi sei comparsate disseminate qua e là e ieri di nuovo la maglia da titolare, numero 11, contro il Südtirol Alto Adige nel derby regionale. Nove gettoni di presenza, per ora nessuna rete. Al «Druso» ha mostrato buone qualità tecniche e si è messo a disposizione della squadra con buon passo.

isola 6, vince vladimir luxuria d'un soffio su belen ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Pigliano fior di soldi, giochicchiano su un'isolotto invitante e, al ritorno, fortificano il conto, passando da un talk a un varietà, da una discoteca a una festa. E scatta il gettone presenza. I quattro - Belen, Vladimir, Carlo e Leonardo - a inizio puntata, sono saliti su una zattera di loro fabbricazione, prendendo il largo.

l'ombra della maxi stangata ( da "Tirreno, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: prodotti dalla sovrastima del governo di tagli come quelli ai cosiddetti "costi della politica" e alla soggezione all'Ici dei fabbricati ex rurali. Infine, c'è il buco prodottosi perché il governo non ha restituito ai Comuni tutti i soldi che questi ultimi hanno perso a causa dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa.

Magistrati a piedi Il presidente Schiavon <Presterò la mia auto> ( da "Corriere del Veneto" del 25-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Alcuni consiglieri di minoranza avevano offerto al procuratore capo Fojadelli il proprio gettone di presenza per pagare la benzina. Regalo gentilmente rifiutato per l'impossibilità di accoglierlo. Ecco quindi l'interessamento da parte di Antonella Tocchetto, consigliere del Pd e avvocato, a mediare con Trevisoservizi la raccolta della carta dagli uffici.

Indennità e gettoni, il Comune deve tagliare ( da "Corriere del Veneto" del 25-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 25 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE I conti Sforato di 1,5 milioni il tetto della finanziaria. La giunta approva il bilancio Indennità e gettoni, il Comune deve tagliare VERONA — Dieci minuti. Tanto è durata la riunione lampo della giunta, ieri mattina, per licenziare la delibera sul bilancio di previsione 2009.

Indennità e gettoni, sforato il tetto Il Comune deve tagliare 1,5 milioni ( da "Corriere del Veneto" del 25-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: REDAZIONALE I conti La giunta approva il bilancio di previsione 2009. Ma è in arrivo una nuova scure Indennità e gettoni, sforato il tetto Il Comune deve tagliare 1,5 milioni Le stime del Sole24ore. Meno fondi anche dal rimborso Ici L'assessore Paloschi: «Stiamo ancora verificando, ma le cifre si avvicinano al vero» VERONA —

<Possibile che i professori non siano disposti a sacrifici?> ( da "Nazione, La (Siena)" del 25-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Guardate che il prossimo libro di Rizzo e Stella potrebbe puntare il dito addosso a noi». Annuiscono in sala i volti Cgil che spingono da giorni per mandare in pensione i docenti a 65 anni e chiedono di spalmare i sacrifici fra tutti, altrimenti, come aveva detto in avvio Dino Marchese, «c?

Mancano 5 milioni: avanti con le multe ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 25-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ipotesi di compartecipazione delle categorie economiche al finanziamento dei grandi eventi, a partire dal Capodanno Rai. Ma risulta non praticabile la tassa di scopo, almeno finché non sarà approvato il federalismo fiscale. «Per quest?anno il Capodanno lo paga il Comune ?

Costi della politica, domani vertice di maggioranza ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 3 categoria: REDAZIONALE Stipendi dei consiglieri Costi della politica, domani vertice di maggioranza BARI — Aumentare dal 10 al 20% il taglio sulla busta paga dei consiglieri regionali. Nichi Vendola lo chiederà domani ai capigruppo di maggioranza, nel vertice convocato per fare il punto sui costi della politica.

PARLAMENTO EUROPEO: INNALZARE L'ETÀ PENSIONABILE E RIDURRE LE IMPOSTE SUL LAVORO ( da "marketpress.info" del 25-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: attività lavorativa anche dopo il raggiungimento dell?età pensionabile prevista dalla legge». Le parti sociali, invece, sono esortate a negoziare misure ad hoc per ciascun settore in relazione sia all?invecchiamento dei lavoratori sia a una politica del personale attenta agli aspetti legati all?

Tosto: caro Piacenza sabato devo batterti ( da "Libertà" del 25-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di fila, uno in B e due in serie A. A Vittorio Tosto mancano 19 gettoni per tagliare il traguardo delle cinquecento presenze tra i professionisti. Oggi ha 34 anni ma è sempre animato dallo spirito di un grande lottatore, che non molla mai. E che, soprattutto, ha ritrovato ad Empoli la stessa dimensione a misura d'uomo che gli fa ricordare con estremo piacere i suoi trascorsi in biancorosso.

'Ndrangheta, 24 arresti a Crotone Indagati politici sostenuti dai clan ( da "Corriere.it" del 25-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 24 arresti a Crotone Indagati politici per corruzione Operazione della polizia contro le cosche di Papanice: al centro dell'inchiesta il progetto "Europaradiso» (foto d'archivio) CROTONE - Ventiquattro persone, ritenute appartenenti alla 'Ndrangheta, sono state fermate dalla polizia in un'operazione contro le cosche della frazione Papanice di Crotone,

'NDRANGHETA, 24 ARRESTI A CROTONEINDAGATI POLITICI PER CORRUZIONE ( da "Wall Street Italia" del 25-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 'Ndrangheta, 24 arresti a CrotoneIndagati politici per corruzione -->Operazione della polizia contro le cosche di Papanice: al centro dell'inchiesta il progetto "Europaradiso»

TAGLIARE I SERVIZI? AUMENTARE LE TARIFFE? TRASCURARE I PAGAMENTI? O COS'ALTRO FARE? DILEMMI DEI COMU... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 25-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Costi della politica (tagli al fondo per le nuove regole sulle indennità): 920.000 euro. Riduzioni per la manovra estiva: 764.000 euro. Complessivamente, secondo il "Sole", il conto costerà oltre 62 euro a ogni cittadino salernitano. Franco Picarone, assessore comunale al Bilancio, non si ritrova precisamente in queste cifre.

SICILIA: SCOMA, RAGGIUNTO ACCORDO SU SBARRAMENTO 5% ELEZIONI ENTI LOCALI. ( da "Asca" del 25-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che prevede la riduzione di un terzo delle giunte, quello che (articolo 5) introduce il gettone di presenza per i consiglieri comunali e provinciali e cancella l'indennita' di funzione per gli stessi. Secondo questa norma i consiglieri comunali e provinciali percepiranno un gettone per ogni presenza effettiva e comunque ogni mese dei gettoni non potra'

Il cane abbandonato / 1 ( da "Alto Adige" del 26-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Riduzione del costo della politica vuol dire anche "diminuzione degli stipendi dei politici altoatesini": in questi tempi di grave crisi economica, non è semplicemente etico sapere che un nostro consigliere provinciale guadagna 14.057, a fronte di un gettone di presenza percepito dai loro colleghi della maggior parte delle Regioni italiane, non a Statuto speciale.

'Ndrangheta, 24 arresti a Crotone Indagati politici per corruzione ( da "Corriere.it" del 26-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 24 arresti a Crotone Indagati politici per corruzione Operazione della polizia contro le cosche di Papanice: al centro dell'inchiesta il progetto "Europaradiso" (foto d'archivio) CROTONE - Tre anni di indagini, derivanti da un precedente filone d'inchiesta, sequestri di decine di armi e migliaia di munizioni, 200 uomini sul campo per un blitz scattato alle prime luci dell'

Due giorni ( da "Libertà" del 26-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e di alcune convenzioni. sarmato I consiglieri doneranno il gettone a Telethon sarmatoLa riunione di consiglio fissata per domani alle 21 a Sarmato prevede la devoluzione dei gettori di presenza a favore del comitato Telethon. Tra gli altri punti in scaletta: una variazione di bilancio, una convenzione per la gestione del polo bibliotecario piacentino,

I castisti e l'onorevole Mogherini ( da "Riformista, Il" del 26-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ottimo libro di Stella e Rizzo, hanno inviduato nei privilegi dei parlamentari la causa dei mali dell'Italia. Molti castisti, direi la maggioranza, sono in buona fede. Alcuni, una minoranza, sono teleguidati, anche sul web, da agitatori di professione, che fino a qualche tempo fa si riunivano intorno a Grillo e che ora sembrano orfani di un leader,

enti locali, arriva il primo sì allo sbarramento elettorale ( da "Repubblica, La" del 26-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sì anche alla riduzione di un terzo delle giunte e all´introduzione del gettone di presenza per i consiglieri comunali e provinciali con la conseguente cancellazione delle indennità di funzione. I consiglieri comunali e provinciali percepiranno un gettone per ogni presenza effettiva e, in ogni caso, il cumulo mensile dei gettoni non potrà superare il 30 per cento dell´

l'assessore russo annuncia "maggiore decentramento" ( da "Repubblica, La" del 26-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sulla polemica sollevata da alcuni consiglieri circa i tagli ai gettoni di presenza e ai permessi dal lavoro, Russo ha aggiunto: «Nei limiti delle mie competenze, mi sono attivato per venire a capo della questione ma invito i singoli consiglieri a rivolgersi presso i loro referenti politici regionali affinché anche loro intervengano nelle sedi opportune».

<Stop ai Consigli notturni> ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 26-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di circa 260mila euro), divisi in oltre 2.700 euro di gettoni di presenza per i 40 consiglieri (74,70 euro lordi a testa), 630 euro per gli straordinari dei dipendenti comunali in servizio per l?aula, circa 200 euro tra luce, riscaldamento o aria condizionata, acqua da bere e spese varie, e 750 euro circa ogni volta per i permessi retribuiti dei consiglieri che il giorno successivo

Inaugurata in città la prima casa del latte Il sindaco: <È come una mucca a gettoni> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 26-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: «È come una mucca a gettoni - ha spiegato il primo cittadino alla folta schiera di cittadini - solo che qui il latte finisce direttamente nelle bottiglie di plastica riutilizzabili più volte. Un?iniziativa che mira al risparmio da parte delle famiglie, ma anche all?

SETTANTASEI POSTI di lavoro tra il 2009 e il 2010: il comune di Fano apre le port... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 26-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: si aggiungono i 76 concorsi dei prossimi anni abbiamo fatto il possibile per offrire delle occasioni di lavoro a chi è in cerca di occupazione». Dal Pd fanno, però, notare come siano stati bloccati i gettoni di presenza per i dipendenti «fondamentali per il funzionamento delle commissioni e del consiglio comunale. A meno che non si decida di convocarle solo in orario di ufficio».

Il commento dell'avvocato del sindacato autonomo Fials è durissimo: delle due l’... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 26-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: anche perché va contro il decreto numero 41 del 14 novembre scorso, quello relativo alla "Riduzione del costo delle consulenze in misura non inferiore al 20% e riduzione del numero delle stesse" con cui il presidente Marrazzo ha chiesto alle Asl di bloccare le consulenze tagliando anche quelle già in essere.

Valorizzazione degli assetti patrimoniali, razionalizzazione della spesa ed equità fiscale: son... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 26-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: economica che inciderà inevitabilmente sulle scelte del governo in fatto di finanziamenti agli enti locali, già alleggeriti di Ici su prima casa e case rurali nonché della quota legata ai costi della politica. Un gruzzolo che messo insieme ammonta a circa 4 milioni di euro. D'Angelo ha messo a punto tagli di spesa per il personale con un sldo attivo tra pensionamenti e nuove assunzioni.

FANO - Il Comune di Fano prepara altre 76 assunzioni, il bando di concorso è in program... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 26-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che paventava la possibilità di consigli comunali in orari di ufficio, perché il personale della segreteria non riceve da nove mesi i gettoni di presenza. Il fatto che i dirigenti abbiano invece ottenuto il premio di produttività, oscillante fra 7.000 e 9.000 euro, è stato accolto con un certo fastidio dai dipendenti.

<Consiglio solidale con gli alluvionati> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: destinare il gettone di presenza della seduta odierna al Comune di Segariu quale segno di partecipazione per i danni causati verificatesi nel mese di ottobre». Su undici consiglieri presenti sono stati nove i voti favorevoli mentre uno si è astenuto. Un consigliere inoltre ha dichiarato di non partecipare alla votazione perché ha deciso di destinare i gettoni di presenza del 2008 all'


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Arriva il legale pay per result (sezione: Costi dei politici)

( da "ItaliaOggi Sette" del 24-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi Sette     ItaliaOggi Sette  - attualità Numero 279, pag. 2 del 24/11/2008 Autore: Pagina a cura di Gabriele Ventura Visualizza la pagina in PDF       Consulenza sul filo del rasoio deontologico per l'«avvocato imprenditore». Sponsorizzato da Pecorella Arriva il legale pay per result Bruno Sgromo offre servizi via web e mette on-line i costi Consulenza legale in 48 ore a 197 euro. Con il «marchio di garanzia» nientepopodimeno che dell'avvocato penalista e parlamentare del Pdl Gaetano Pecorella. Il servizio si chiama «Pronto consulenza»: basta chiamare un numero verde, comunicare il problema, pagare la tariffa e scegliere come avere la risposta, se via mail, via telefono o recandosi in studio. Soluzione entro due giorni, grazie al «Patto Sgromo», con la formula «legali pay per result». Si tratta del servizio offerto da un network legale (www.networklegalesgromo.com) ideato dall'avvocato Bruno Sgromo, grazie al quale, come promette dal sito il professionista, il privato cittadino o la piccola media impresa può trovare risposta alle sue beghe legali. Una trovata originale, non c'è dubbio, ma la vera novità è che sul sito campeggia la tariffa della consulenza: 197 euro + Iva (20%) e Cpa (Cassa previdenza avvocati) (2%), ovvero 241,13 euro. Una mossa che si muove sul filo del rispetto codice deontologico forense, che l'Ordine degli avvocati ha sanzionato diverse volte a livello disciplinare. Ma è anche l'ennesimo segnale che una parte del mondo dell'avvocatura sta andando in controtendenza rispetto alle indicazioni di chi la tutela e la rappresenta, ovvero il Consiglio nazionale forense. In questo caso, poi, a testimoniare l'interesse anche «politico» alla modernizzazione della professione c'è pure l'avallo dell'ex presidente della commissione giustizia della camera, Pecorella, che, secondo quanto viene riportato nella home page del sito web dello studio, di fianco a una sua foto, ci tiene a tenere a battesimo l'iniziativa: «Anche questa volta Bruno (Sgromo, ndr) ha dimostrato di essere all'avanguardia nel settore. Il suo network offre un servizio efficace e puntuale, al passo con le nuove esigenze del mondo di oggi. Dimostra di sapersi mettere in gioco, anche a livello economico, condividendo un interesse comune con il cliente. Questa è una vera (e gradita) novità nel panorama legale italiano. Non posso che consigliarlo come una ottima soluzione». A dirci chi è Sgromo ce lo spiega lui stesso. Sul sito si presenta così: «Sono stato definito l'«avvocato imprenditore» per il mio nuovo modo di essere avvocato. Sto parlando di uno stile di nuova generazione, nel quale l'avvocato parla la lingua del cliente e ne capisce da vicino le esigenze creando servizi e strutture di pricing adeguate. Ecco perché la politica del network Sgromo è quella di fornire un servizio di consulenza pensata per i privati e le piccole e medie imprese». La sua squadra, che opera a Roma, è formata da altri otto professionisti, e il servizio «pronto consulenza» offre «la risposta più corretta per il tuo problema», garantita da una polizza assicurativa; a un costo «chiaro e trasparente, sai sempre prima quanto dovrai pagare, e se vai in causa paghi in base al risultato (gran parte della parcella viene condizionata dal risultato positivo che avrai ottenuto)». Il cliente, poi, ha garantito «uno specialista che si occupa di casi come il tuo (dieci ore al giorno e sei giorni su sette, lo fa con vera passione) e si è distinto in carriera per le sue prestazioni eccellenti». Se dovesse servire, poi, gli avvocati «ti seguiranno anche successivamente, con professionisti qualificati nella tua città». Il tutto, al «costo di due notti in albergo per avere la certezza di assumere l'atteggiamento giusto di fronte a un problema che se affrontato per tempo eviterà di sfociare in lunghe e costose vertenze legali». Diversi i campi di specializzazione della consulenza: diritto del lavoro, della famiglia, responsabilità medica, infortunistica stradale, recupero crediti, contratti, successioni, societario, amministrativo, penale, fiscale. E per ciascun campo c'è uno specialista ad hoc. Per esempio, chi avesse problemi sul lavoro sarà seguito da Roberto Adinolfi, specialista da dieci anni: «Nel corso della mia carriera», spiega l'avvocato, «ho visto diversi tentativi di sopruso da parte dei datori di lavoro e casi di negligenza da parte dei lavoratori, situazioni poco chiare e episodi di cattiva gestione delle vertenze. Parliamo la tua lingua, ti offriamo chiarezza e trasparenza Il nostro linguaggio nei tuoi confronti è sempre semplice e chiaro, come i nostri costi e i nostri servizi (lo vedi già da questa pagina web). Il nostro è uno studio con oltre 40 anni di storia e noi siamo avvocati con mentalità di nuova generazione». Per poi concludere, testualmente: «prevenire è meglio che curare soprattutto nel campo legale!». Sarebbe meglio anche nel campo dell'ortografia.

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<No al cumulo di indennità e altri redditi> (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 24-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Firmani di Idv «No al cumulo di indennità e altri redditi» Bruno Firmani di Italia dei Valori rivendica al suo partito il merito di una lunga battaglia sul tema delle indennità e vitalizi degli amministratori pubblici. «Ho tuonato per anni che occorreva ridurre il costo dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali e collegare gli aumenti delle indennità a quelle del personale del pubblico impiego. Lo stesso proponevo per il consiglio provinciale: aumenti collegati allo stipendio dei dipendenti provinciali». Firmani osserva che «si dovrebbe rinunciare al cumulo di indennità e pensione, come si rinuncia al cumulo indennità e stipendio. Lo stesso dovrebbe valere per altri redditi: un consigliere che ha uno studio professionale non dovrebbe poter cumulare altri redditi oltre a ciò che riceve per quell'incarico». 24/11/2008

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dal nostro inviato PIERPAOLO MARCHETTI VASTO Non sappiamo se sia un miracolo o soltant... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 24-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Lunedì 24 Novembre 2008 Chiudi dal nostro inviato PIERPAOLO MARCHETTI VASTO Non sappiamo se sia un miracolo o soltanto il frutto di una enorme, smisurata forza di volontà. Non sappiamo se il sogno durerà o se la banda degli svizzero - perugini riuscirà a distruggere anche quello. Sappiamo (e questo ci basta) che il Pescara in questo momento sta realizzando qualcosa di grande sul piano tecnico ma soprattutto su quello morale. Doveva essere il giorno dello sciopero. E' stato il giorno dell'ottavo risultato utile consecutivo, di una vittoria netta e indiscutibile (3-1) su una Juve Stabia forte ma un po' velleitaria. Tre punti ottenuti con la solita rabbia, la solita generosità, con la corsa che la condizione fisica attuale consente. Ma anche con un calcio tecnico, spettacolare, vorremmo dire "totale" come si usava negli anni '70 per la grande Olanda. Un calcio fatto di qualità tecniche, di movimento costante senza palla, di gente che attacca lo spazio e non offre mai punti di riferimento, rendendo difficile anche definirer esattamente i ruoli di ognuno. E' così che i biancazzurri di Galderisi sono arrivati a due punti dalla zona playoff, trasformando l'Aragona in un fortino. La Juve Stabia, con una punta (il fischiatissimo Biancolino) e tre fantasisti, ha dato il meglio nei primi 15' quando ha provato a sfruttare le difficoltà psicologiche dei rivali. Forse un gol in avvio avrebbe tagliato le gambe al Pescara. Ma sulla parata di Prisco su Capparella (5') gli abruzzesi costruiscono il successo. La squadra di Morgia evapora presto, appena gli esterni smettono di sacrificarsi, concedendo una costante superiorità numerica a centrocampo. Il Pescara conquista il centro del ring e gioca senza paura. Un ritrovato Di Vicino ricama calcio in punta di piedi, Vitale e Camorani divorano chilometri sulle fasce, Simon è ovunque e dopo aver sfiorato il vantaggio pennella un cross sul quale la difesa stabiese è immobile e Zeytulaev rompe l'incantesimo del gol. Lo rompe talmente bene da concedere il bis dopo un attimo. Stavolta con un capolavoro in slalom simile a quello concluso male ad Arezzo. Stavolta invece la soluzione di forza piega le mani al portiere. Chiusa la pratica, la squadra amministra il secondo tempo con tranquillità, divertendosi e divertendo, ma senza mai abbassare la guardia. Prima centrano un palo con Stella e poi chiudono i conti con una punizione maligna di Cardinale. Solo allora, con l'espulsione di Maury a completare la festa, Pomante & c. tirano un po' il fiato. Ma è il minimo che si possa concedere a una squadra così. Peccato che questa squadra e i suoi tifosi siano ostaggio di una società senza scrupoli. Forse parlare di un ricatto è eccessivo, ma di certo Rizzuto & c. tengono in ostaggio la città. Stamattina il mediatore incontrerà il sindaco e gli dirà, in sintesi: «O ci aiuti tu, o altrimenti devi convincere gli imprenditori a comprare il Pescara da noi». Un ulteriore, eccellente motivo, per mettere subito all'incasso il credito di 2,5 milioni e mettere alla porta questi dirigentui, i loro mandanti e quel che resta di Soglia. Speriamo che il primo cittadino abbia il coraggio di farlo e non si faccia ricattare.

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Sorpresa, politici e manager dove il potere si scopre giovane (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica.it" del 24-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

UN INDIZIO di conflitto generazionale fa capolino con il gonfiarsi dell'Onda studentesca - e speriamo che non sia fittizio, che duri e nel tempo si rafforzi. Finalmente, una forma di resistenza individuale e collettiva a un modello normalizzato che riconosce soltanto incertezza e precarietà alle giovani generazioni non protette dalla famiglia, dalle relazioni amicali, dalle connessioni di interesse. Un pregio della falsa "riforma Gelmini" è innegabile: ha costretto molti giovani ad aprire gli occhi su quel che li aspetta: precarietà prolungata; mediocri e intermittenti guadagni; incertezza nel reddito; insicurezza sulla continuità del lavoro; assenza di sostegno pubblico; impossibilità a programmare una vita consapevole (unione, nascita di figli, mobilità). I giovani sono come congelati in una dimensione di adulti immaturi, privati di opportunità e autonomia; imprigionati in un modello sociale e produttivo che non sa riconoscere la qualità e non premia il merito. Al più, quando va bene (e va bene ai soliti noti), il "modello italiano" concede l'attenzione di una di quelle consorterie - Pierluigi Celli le chiama più esplicitamente "bande" - che "accreditano competenze, contrattano alleanze, tassano ogni forma di collocamento". A fronte di questo dramma e dell'accenno di conflitto sociale che si può intravedere, il dibattito sull'esclusione dei "giovani" dalla leadership politica di una "Repubblica della Terza Età" è una lagna soporifera. È un piagnisteo che trascura una realtà molto più contraddittoria del diffuso luogo comune del "Paese dove il tempo si è fermato". È gne-gne che occulta un'autentica questione che interpella non tutto il Paese né tutto il ceto politico. Ma soprattutto l'università e la sinistra riformista (o il centrosinistra, chiamatelo come volete). Per almeno quattro ragioni. Dunque, una giovane classe politica sarebbe tenuta fuori dalla porta delle stanze che contano. Primo argomento: sono davvero giovani? Quei "giovani" che chiedono attenzione e pretendono, come un atto dovuto, accesso al potere, alle élites, alla classe dirigente, sono falsi giovani, ingrigiti, maturi, diciamo già un po' spelacchiati. Come spiega Francesco Billari (il Mulino, 5/2007), le Nazioni Unite quando progettano azioni dedicate allo youth empowerment (più potere ai giovani) definiscono giovanile l'età che corre tra i 15 e i 24 anni e chiamano addirittura "giovani adulti" quelli che hanno tra i 20 e i 24 anni. Anche la Commissione Europea considera "gioventù, l'età della vita che va dai 15 ai 25 anni". È dunque una bizzarra anomalia italiana considerare "giovane" chi è nato dopo il 1968 e magari ha già festeggiato i quarant'anni. Non è peraltro una anomalia del presente (secondo argomento). Alberto Alesina ha ricordato che, quando nel 1984 Franco Modigliani vinse il premio Nobel per l'economia, gli studenti italiani di economia di Harvard e del Mit lo invitarono a cena in un ristorante toscano di Boston. Modigliani raccontò che all'età di 52 anni, durante un seminario in Italia, fu presentato come "un brillante giovane economista" e lui replicò, quando prese la parola: "Grazie per il "giovane", ma negli Stati Uniti mi considerano un po' passé". L'anomalia quindi non è nuova in Italia. Di nuovo, al contrario, c'è (terzo argomento, alquanto sorprendente) il tentativo di svecchiare élite politiche e ceti dirigenti. È vero, Berlusconi è in là con gli anni (72 anni) e lo separano più o meno due decenni da Sarkozy (53 anni), Merkel (54), Zapatero (48), Brown (57), però è altrettanto vero che, se si guarda ai cinque ministeri chiave, Economia (Tremonti, 61 anni), Interni (Maroni, 53), Esteri (Frattini, 51), Giustizia (Alfano, 38) e Difesa (La Russa, 61), la media è di 52 anni (era di 63 nel governo Prodi). Se poi si sbirciano i dati raccolti da Marco Leonardi (economista, Statale di Milano), si scopre che in Italia la giovane età non è un deficit nemmeno per gli amministratori delegati delle 200 aziende quotate in Borsa a Milano. Età media, 52,6. Nelle 4049 aziende quotate a Wall Street, l'età media dei chief executive officer (CEO) è più alta, anche se di mezza incollatura: 53 anni. Semmai i problemi sono tutti nella gerontocratica università italiana. Tra gli oltre 18mila cattedratici, solo 9 hanno meno di 35 anni e tre su dieci ne hanno più di 65, hanno contato Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Epperò lo svecchiamento degli ultimi anni con il proliferare di corsi di laurea e di sedi universitarie, con l'aumento del 100 per cento dei professori ordinari (ma alcuni parlano del 150 per cento) non ha migliorato la qualità né della ricerca né dell'insegnamento. Non basta essere giovani per cambiare in meglio l'esistente. Di sicuro non nell'università italiana. A ben guardare, la politica se la passa meglio. Sei governatori hanno meno di 50 anni e l'età media è di 53 anni. Alla Camera l'età media degli eletti è di 50 anni e al Senato di 54 (senza i senatori a vita): una spanna meglio del Congresso americano dove, ricorda Leonardi, dal 1996 l'età media degli eletti è di 51 anni e al Senato di 58. In questo orizzonte, si dimentica sempre (colpevolmente, ottusamente) la rivoluzione della Lega. Il più "antico" partito del Parlamento italiano è la forza politica che, nell'ultimo decennio, ha governato un quarto del Paese creando, come ha osservato Andrea Romano, una classe dirigente "giovane e competente". Il 77 per cento degli eletti in Parlamento del Carroccio ha un'età che oscilla tra i 29 e i 49 anni (fonte, la voce. info) e la gran parte dei duecento sindaci leghisti sono quarantenni. I casi di Federico Bricolo (41 anni), già eletto nel 2001 (a 34), o dell'ex assessore del Veneto Francesca Martini (46 anni, già eletta alla Camera nel 2001 a 39) o di Matteo Bragantini (32) non sono eccezioni nel gruppo parlamentare più giovane della legislatura, età media 44 anni. È una classe dirigente cresciuta all'ombra della vecchia guardia padana, secessionista e folklorica, ma oggi pragmatica custode delle attese e le ambizioni di un elettorato che conosce come la sua famiglia e di un territorio che abita come la propria casa. È un'élite consapevole che debba essere la Lega "il motore riformatore del governo". Silvio Berlusconi, si sa, non ha bisogno di una classe dirigente. Basta a se stesso. Come ha scritto Alberto Asor Rosa su questo giornale, il nostro carismatico premier "è un grande distruttore di élite: dove lui passa, non c'è straccio di classe dirigente che resista". Si sente Napoleone III o forse - meglio - Luigi XIV. Per governare gli è sufficiente un Richelieu (Gianni Letta, 73 anni), un Colbert (Tremonti) e, per antica abitudine, un avvocato (Niccolò Ghedini, 49). Per il resto, il sovrano si circonda di cortigiani sorridenti, fantaccini ostinati, belle e giovani signore e di un corteo di "vogatori, cruciferi, flabellieri, turiferari, toreadori", intercambiabili e ininfluenti come un Daniele Capezzone (36 anni). Da questo punto di vista, le rogne di un ricambio generazionale sono tutte allora del Partito Democratico, partito nuovo che si lascia alla spalle il suo solo leader vincente (Romano Prodi, 69 anni). Il PD, attor giovane del sistema politico italiano, dovrebbe essere più sensibile a liberarsi dell'autarchia generazionale e, a parole, è così. Altri sono i fatti. Tra gli eletti del Pd gli under 40 (dunque, i giovani autentici) sono appena il 13 per cento e, se si allarga la forbice ai 49 anni, si arriva soltanto al 43 per cento (34 per cento in meno rispetto alla Lega, il partito - ripeto - più "antico"). Un risultato assai modesto, anche se il PD è riuscito ad abbassare in questa legislatura la media dei suoi eletti da 54 a 49 anni, un anno in meno del Partito della Libertà (50). Se poi si guarda ai criteri di selezione o alla qualità di questa presenza giovanile, la luna diventa nera. Al contrario dei volti nuovi della Lega, non si scorge nessun radicamento nel territorio, nessun legame con la società. Paiono decisive cooptazione, fedeltà senza discussione, buona presenza mediatica. L'avventura politica di Marianna Madia ne è il prototipo più esplicito. Ventotto anni, scelta addirittura come capolista a Roma, presentata come "economista" tra le perplessità degli economisti, avventurosamente si presentò così: "Metto al servizio del Paese la mia incompetenza". Merito, competizione e senso di responsabilità non orientano i comportamenti e le scelte di chi governa il Partito Democratico né sollecitano quei giovani che chiedono di governarlo o almeno di contare di più, di avere più spazio e potere. Chi, con la giovane età, una competenza può vantarla come Irene Tinagli (34 anni, ricercatrice presso la Carnegie Mellon University di Pittsburgh) se ne va già disillusa ("Ero stata contattata per le mie competenze tecniche, in un anno di PD non sono stata consultata nemmeno per un parere"). Nella convinzione che l'azione politica si svolga tutta all'interno dello spazio mediale, ha nel PD più visibilità un demi-monde mediatico, blogger come Luca Sofri (44 anni), Diego Bianchi (38), Mario Adinolfi (37). Competenze? Pochine. Luca Sofri lo ha ammesso con onestà durante i lavori di una direzione (è tra le venti personalità indicate da Walter Veltroni). Sofri disse a brutto muso: "Sono qui a discutere come affrontare il secondo decennio del Duemila le stesse persone che non hanno saputo affrontare il primo e che erano qui nel millennio precedente" per poi concludere: ". Non pretendo di spiegare a persone molto più esperte e competenti di me quali contenuti dare al presente e al futuro del Partito Democratico. Non sto parlando di contenuti e non sarei all'altezza di discussioni molto approfondite ed elaborate". Chapeau! Ho l'impressione che, in assenza di competenze, i giovani che vogliono fare del PD, come scrivono nel loro blog (Uccidere il padre), "un partito moderno, democratico, laico e di sinistra" (e capirai che puntuta e illuminante freschezza), chiedono soltanto di togliersi dai margini, di farsi benedire e riconoscere sventolando appartenenza. È l'accorta pulsione, temo, che può spiegare la rimozione in quel partito di ogni conflitto politico per mano dei più giovani. È il quarto e ultimo argomento: se si guardano i numeri, la politica italiana non è priva di giovani. Anzi, è giovane. Il suo deficit è un altro. Se si guarda al PD, è ossessionata dall'obbedienza, disinteressata alle competenze spendibili liberamente. È dominata dalla prudente ragione del primum vivere che orienta da sempre i maturi di ogni partito e ora anche gli acerbi dell'ultimo partito nato. E' una politica che non conosce il conflitto. Il conflitto vero sulle questioni reali (non le cerimonie mediatiche) è, al contrario, sempre salutare e necessario se un corpo sociale, qualche che sia, non vuole sclerotizzarsi e conservare vitalità e dinamismo. E' il conflitto il grande assente nel parolaio del discorso politico giovanilistico. Dove comme il faut si fa un gran parlare di Barack Obama (chi sarà il nostro Obama? dove troveremo il nostro Obama?). Si dimentica che il nuovo presidente americano ha sconfitto in campo aperto, al termine di una lunga e dura battaglia, Stato per Stato, elettore per elettore, due micidiali clan politici (Bush e Clinton) che hanno governato gli Stati Uniti negli ultimi venti anni. Lo ha fatto in splendida solitudine ché, in avvio, ha dovuto fare a meno anche dell'appoggio della macchina elettorale afroamericana di Al Sharpton e Jesse Jackson che lo guardavano con freddezza. Ce l'ha fatta non perché è su Facebook (anche), ma perché (innanzitutto) ha un'idea della natura della crisi degli Stati Uniti e un programma per affrontarla. È apparso autorevole, credibile, responsabile, capace di stringere forti legami sociali, di radicarsi nel Paese e tra la sua gente perché la sua intelligenza delle cose è maturata a contatto con la realtà in cui vive e si muove un popolo in carne e ossa e non nel mondo frammentato dell'immagine, dei consumi, delle mode, dello spettacolo dove abitano soltanto figurine di cartone. Se prendere atto delle metamorfosi non significa condividerle, si può dire - e non è una provocazione - che la declinazione della politica di Obama ha più a che fare con la giovane classe dirigente della Lega che non con i giovani leoni senza denti del Partito Democratico. Converrà allora che quei giovani si diano da fare. Riscoprano il conflitto. Comincino a pretendere regole certe per le primarie, come propone da tempo Tito Boeri. Pretendano il ritorno al voto di preferenza. Esigano che l'età di elettorato attivo e passivo coincida, come in Germania, Svezia, Spagna. Diano battaglia. Soltanto con un conflitto aperto di ideali, progetti, analisi, competenze, soltanto con un conflitto leale nella raccolta del consenso, quindi nella misura di un concreto radicamento sociale, si potrà coltivare la speranza di un nuovo riformismo, la convinzione di potercela fare a cambiare l'Italia, a fermarne il declino e la deriva autoritaria. Altra ambizione non può esserci e, se c'è, non è soltanto mediocre. È perdente e, peggio, noiosa come un'impotente lagna. (24 novembre 2008

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CARMELA MAIETTA SARANNO IN TANTI GLI ARTISTI A CALCARE LE SCENE PER ACCENDERE UNA STELLA... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 24-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

CARMELA MAIETTA Saranno in tanti gli artisti a calcare le scene per «accendere una stella» che dia speranza ai bambini di Haiti dove in alcune zone le emergenze non sembrano avere mai fine. E sarà Amii Stewart, Goodwill ambassador Unicef Italia, la madrina della quinta edizione del gala a cui è stato dato appunto il titolo «Accendiamo una stella» in programma oggi, alle 20.30, al teatro Acacia. Non potevano non esserci i «quattro moschettieri» napoletani, ambasciatori Unicef di buona volontà, Mario Porfito, Paolo Coletta, Mimmo Esposito e Patrizio Rispo. E sarà Rispo a dare una testimonianza della drammatica situazione che ha toccato con mano e della necessità di non far mancare la propria solidarietà. E infatti nel corso dello spettacolo avverrà un contatto telefonico con la rappresentante Unicef di Port au Prince, Anna Maria Laurini, con l'ausilio di foto relative all'ultima missione dell'attrice americana Mia Farrow ad Haiti, perché il pubblico possa constatare il grande lavoro svolto e che si sta svolgendo in diverse aree del paese. Organizzato dalla volontaria Unicef, Maria Rotunno, e presentato dall'attrice Clotilde Sabatino, il gala sarà «acceso» da una lunga lista di artisti: Biagio Izzo, Gianni Conte, solista dell'Orchestra italiana di Renzo Arbore che, oltre a esibirsi personalmente, accompagnerà Amii Stewart che canterà anche alcuni brani italiani. Porterà la sua verve l'amico Unicef Giacomo Rizzo, mentre il Peter's Gospel Choir, diretto da Giorgio Molfini, coinvolgerà pubblico e artisti in una performance dai risvolti natalizi. E ancora, Sebastiano Somma, che per l'Unicef ha doppiato 2 cartoni animati; Tommaso Bianco, tra poesia e cabaret, Pietro Pignatelli che si cimenterà con brani poetici. E ancora il Labart Dance, la Compagnia degli Sbuffi; da «Un posto al sole» Alberto Rossi e Luca Riemma; da «La Nuova Squadra» Carmine Recano e Ciro Esposito con Ciro Cannavacciuolo, autore della colonna sonora; e poi Gigi e Ross, Luca Sepe. «Siamo grati a tanti amici artisti - sottolinea Margherita Dini Ciacci, presidente Unicef Campania - che con la loro disponibilità consentono di sostenere progetti importanti come quello di Haiti che ha come obiettivo specifico di proteggere i bambini durante le emergenze».

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NELLA PRECEDENTE AMMINISTRAZIONE DI CENTRO DESTRA GUIDATA DAL SINDACO MIMMO CIARAMELLA ERA STATO PRE... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 24-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Nella precedente amministrazione di centro destra guidata dal sindaco Mimmo Ciaramella era stato presidente della commissione urbanistica ed in quella veste aveva svolto una serie di riunioni accumulando un bel gruzzoletto, quale gettone di presenza che il Comune non aveva provveduto mai a liquidare, non avendo somme in bilancio con questa destinazione. Giancarlo Oliva, ex Udeur, ha per questo diffidato il Comune che si è trovato, in questo modo, con un debito fuori bilancio che andrà a riconoscere e a liquidare in occasione della seduta di consiglio comunale di giovedì prossimo, i cui atti saranno a disposizione dei consiglieri da oggi. In questa occasione i consiglieri comunali saranno chiamati anche a scegliere la strada per la gestione della raccolta differenziata. Una scelta già preannunziata dalla maggioranza che ha preferito la gara ad evidenza pubblica. «Ma - ha dichiarato il sindaco Ciaramella - c'è un argomento anch'esso importante, che la differenziata ha fatto passare in secondo piano: l'assestamento di bilancio. Si tratta di un appuntamento contabile di primo piano senza il quale, ad esempio, non potremmo far partire la stessa gara per i rifiuti". Sempre in tema di finanze, il primo cittadino ritorna sul patto di stabilità e afferma: «io e l'assessore Diomaiuta abbiamo fatto una scommessa con noi stessi: stiamo cercando di recuperare per evitare lo sforamento del patto». ni.ro.

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Maggiore trasparenza per frenare l'antipolitica (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 24-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Maggiore trasparenza per frenare l'antipolitica La decisione della Camera dei Deputati di pubblicare sul proprio sito internet i dati di presenza in aula e di partecipazione al voto dei deputati, rappresenta un apprezzabile passo verso l'obiettivo di fornire agli elettori dati certi attraverso i quali conoscere l'operato dei loro rappresentanti e valutare con cognizione se il proprio voto è stato ben "speso". L'azione della Camera si coniuga perfettamente con la campagna lanciata alcuni mesi fa da Radicali Italiani per l'istituzione di una "anagrafe pubblica degli eletti". Una iniziativa che mira a rendere disponibili a tutti i cittadini attraverso i siti internet degli enti i dati relativi alla vita istituzionale degli eletti. Ad esempio dovrebbero essere resi pubblici per ogni eletto, o nominato, il numero di presenze in aula e in commissione, come ha votato i vari provvedimenti, quali proposte di legge ha presentato, lo stipendio, i rimborsi e/o i gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo. Al pari ogni amministrazione dovrebbe pubblicare i dati di bilancio, le delibere, gli incarichi attribuiti ecc.Se tutti i dati che in base alle norme vigenti possono già diventare pubblici fossero facilmente consultabili, forse si potrebbe contrastare quel fenomeno dell'antipolitica che in parte nasce dal fatto di essere costretti a confrontarsi con il mondo della politica basandosi prevalentemente su "percezioni" soggettive anziché dati oggettivi.La cosa sconfortante è come non sia certo difficile trovare dichiarazioni pubbliche di rappresentanti politici, o articoli sugli statuti di partiti ed amministrazioni, assolutamente favorevoli alla trasparenza e alla promozione di strumenti che incrementino il rapporto diretto con la cittadinanza. Ma quando tali pronunciamenti devono diventare qualcosa di più di dichiarazioni di principio, quando cioè si devono definire i modi per passare dalle parole ai fatti i problemi diventano insormontabili.Franco FoisAssociazioneVenetoRadicale

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Il Montedoro ritorna al comandoTERZA CATEGORIA. (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 24-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Montedoro ritorna al comandoTERZA CATEGORIA. Un'altra giornata con sorprese, il Vallelunga sconfitto dalla Lib. Capra Santa Caterina Una ?bomba? scuote le fondamenta del campionato: nel classico ?testa-coda?, il motore della capolista Vallelunga va in panne al ?P. Borsellino? di Santa Caterina, dove i ragazzi di mister Fina perdono contro il fanalino Libertas Capra: 2-1 il finale. Prova caparbia e generosa, quella della squadra del presidente Guarneri, che conduce in porto il risultato, giocando in dieci più di metà gara. Black-out totale, invece, per l'ormai ex prima della classe, superata in graduatoria dal Sicilianamente Montedoro del portiere-presidente Bufalino, che con il minimo sforzo centra il massimo risultato, nel big match casalingo con la Chiaramontana, riappropriandosi della vetta solitaria. Avanza al secondo posto l'Airone Sommatino, grazie al ?blitz? nella tana dell'Accademia Mazzarinese; a farle compagnia, il sorprendente Real Morello di Villarosa di mister Gaetano Puglisi, vittorioso in quel di Bompensiere. BOMPENSIERE 1 REAL MORELLO 2 BOMPENSIERE: Alba, Schifanella, Di Falco, Piparo, Martorana, Mazzara V. Mazzara C., Tona, Mistretta, Tagliarini, Vitello. REAL MORELLO VILLAROSA: Giarratano, Profeta, Rizzo, Terrazzano, Fasciana, Di Salvo, Graziano, Rivituso, Ippolito, Chierico, Puzzangara. ARBITRO: Scorsone di Caltanissetta. RETI: 18' Chierico, 36' Puzzangara; 75' Tona. ACCADEMIA MAZZARINESE 0 ASD CLUB AIRONE SOMMATINO 1 ACCADEMIA MAZZARINESE: Trupia, Lo Bartolo, Narduzzo, Cardamone S, Di Dio, Garziano, Cusenza, Pulici, Meloni, Ferrigno, Cardamone P. All: Filippo Agnello. AIRONE SOMMATINO: Puccio, Roccaro, Ciranni, Salerno, Cammarata, Cassaro, Lauria, Montebello, Fonti, D' Antona, Morello. All: Michele Salerno. RETI: 70' Cassaro. SICILIANAMENTE1 CHIARAMONTANA 0 SICILIANAMENTE MONTEDORO: Bufalino, Alba, Mantione M, Mantione G, Saia, Tajedin E, Salvo N, Ricotta, Tajedin M, Nugara, Graci. A disp: Carlotta, Alaimo, Montagna, Salvo A, Duminuco. All: Giovanni Paruzzo CHIARAMONTANA MUSSOMELI: Arganello F, Lopez, Aratore, Consulida, Alessi, Canalella, Arnone, Messina, Lo Manto, Callari, Corbetto. A disp: Arganello C, Carruba, Capodici, Saia. A disp: Salvatore Canalella RETI: 90' Mantione M. ASD REAL PETILIA 3 A.C. MILAN MILENA 1 REAL PETILIA: Di Pasquale, Drogo, Caramanna, Noto, Genova G, Alfano, Genova A, Gallo, Strazzeri, Di Maria P, Giordano. A disp: Di Maria G, Provenzano, Monaco I, Lo Dato, Graci. All: Angelo Genova MILAN MILENA: Tona, Schillaci, Manta, Antinoro, Palumbo G, Carruba, Vitellaro C, Vitellaro M, Carlino, Garrasi, Vitello. A disp: Vitellato S, Mattina, Ferlisi, Palumbo L, Cipolla, Randazzo, Pellitteri. All: Totò Falzone ARBITRO: Giovanni Canzirro RETI: 39' Di Maria P. (P), 42' Vitellaro C. (M), 65' rig. Genova A (P), 75' Di Maria P. (P). AURORA MUSSOMELI 1 CATERINESE 1 Aurora Mussomeli: Misuraca, Fabrizio, Falletta, Ricotta, Bella, Prisco, Sorce, Messina, Belfiore, Vaccaro, Carrubba Caterinese: Lazzara Fulvio; Alessi, Di Natale, Barbera, Ferrara, Passaro, Di Martino (55' Chiaramonte), Polizzi Francesco (72' Inglisa), La Monica, Lo Vetere (46' Polizzi Davide), Lazzara Fabrizio. All. Di Francisca. ARBITRO: Mulone di Caltanissetta. Reti: 15'Belfiore (A), 21' Lo Vetere (C). LIBERTAS CAPRA 2 VALLELUNGA 1 LIBERTAS CAPRA SANTA CATERINA: Callari; Di Maggio, Sangiorgi, Provenzano (85' Gangi), Stella, La Placa (63' Schiuso), Cannata, Seminatore (74' Speranza), Baldi, Leone Giordano. All. Stella. VALLELUNGA: Zoda; Granatella, Di Grande (62' Cammarata), Calà, Casacci, Lo Iacono (76' Fantauzzo), Garlisi (72' Cavarretta), Grasso, Ricotta, Hamrouni, Ognibene Andrea. All. Fina. ARBITRO: Chiari di Catenanuova. RETI: 28' Ognibene, 50' rig. Cannata, 55' Leone. ATLETICO VALLELUNGA 1 GIOVANNI PAOLO II 0 ATLETICO VALLELUNGA: Trabona; Gargano, Ognibene Luigi, Ognibee Benedetto, Riggi Calogero; Alio, Gioia, Riggi Salvatore, Vullo (64' La Piana Flavio); Fiorella, La Piana Fausto. All. Biliardo. GIOVANNI PAOLO II SAN CATALDO: Prizzi; Burcheri, Falzone, Caramia, Dell'Aira; Sorce (83' Palumbo), Naro Giuseppe (87' Carrubba), Di Vita (33' Vizzini), Ferrara (70' Raimondi); Treville, Bellomo. All. La Iacona. ARBITRO: Scannella di Caltanissetta. RETE: 80' Fiorella. Classifica: Sicilianamente Montedoro 12 punti; Airone Sommatino, Real Morello 11; Vallelunga 10; Atletico Vallelunga 9; Chiaramontana 8; Real Petilia Delia 7; Giovanni Paolo II San Cataldo 6; Accademia Mazzarinese, Bompensiere, Caterinese, Libertas Capra Santa Caterina, Milan Milena 4; Aurora Mussomeli 3.

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Un nuovo pediatra per far fronte a guardie e reparto (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 25-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Un nuovo pediatra per far fronte a guardie e reparto MERANO. Torna a crescere l'organico dei medici in servizio all'ospedale Tappeiner nel reparto di pediatria. Nei giorni scorsi si è concluso l'iter per arrivare entro la fine dell'anno all'assunzione di un nuovo medico che dovrà dar man forte al primario Josef Egger. Fino a oggi i dottori che seguono le problematiche riguardanti i bambini assunti dal comprensorio sanitario erano tre oltre al primario. Per riuscire a far fronte alla innumerevole serie di servizi e alla guardia attiva ventiquattr'ore su ventiquattro per sette giorni alla settimana, compreso l'intervento anche al pronto soccorso, in questi ultimi anni la direzione aveva operato su più fronti. Da una parte erano stati messi sotto contratto d'opera tre medici esterni, dall'altra è stata resa regolare all'ospedale la presenza per almeno un giorno alla settimana di due professionisti in organico all'ospedale di Bolzano. Il terzo intervento a sostegno della pediatria messo in opera riguarda una collaborazione attivata con alcuni medici in servizio nell'Azienda sanitaria di Trieste, che periodicamente salgono a Merano a gettone. L'arrivo di un nuovo medico in pediatria, che andrà ad affiancare primario e tre colleghi già in servizio, evidenzia comunque la difficoltà a livello locale e nazionale nel rintracciare nuovi specialisti di questa disciplina medica. In Italia, a differenza di quanto accade per tutti i paesi europei, il pediatra può contare su due sbocchi professionali, ovvero può scegliere tra la carriera ospedaliera in reparto e quella di pediatra di base, figura che al di fuori dell'Italia non esiste. E appena un medico può, dopo aver ottenuto la necessaria capacità professionale, cerca senz'altro di lasciare l'ospedale per dedicarsi alla professione sul territorio. Il pediatra di base non si sottopone ai duri turni notturni o domenicali ospedalieri e non deve affrontare le reperibilità. In quest'ultimo decennio diversi sono stati i medici che hanno percorso questa strada, ovvero hanno lasciato il servizio in ospedale per dedicarsi alla libera professione. La difficoltà nella ricerca di nuovi specialisti di pediatria, in questi anni ha anche portato all'assunzione o alla contrattualizzazione a termine di medici provenienti sempre più da oltre confine, che poi hanno scelto di trasferirsi stabilmente in città con la loro famiglia. (rog)

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CRISTIANO CARACRISTI MEZZOCORONA - Fabio Oretti non partiva titolare dal sette settembre scorso, trasferta a Como, dove meritava un rigore, poi sei comparsate disseminate qua e là (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 25-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRISTIANO CARACRISTI MEZZOCORONA - Fabio Oretti non partiva titolare dal sette settembre scorso, trasferta a Como, dove meritava un rigore, poi sei comparsate disseminate qua e là e ieri di nuovo la maglia da titolare, numero 11, contro il Südtirol Alto Adige nel derby regionale CRISTIANO CARACRISTI MEZZOCORONA - Fabio Oretti non partiva titolare dal sette settembre scorso, trasferta a Como, dove meritava un rigore, poi sei comparsate disseminate qua e là e ieri di nuovo la maglia da titolare, numero 11, contro il Südtirol Alto Adige nel derby regionale. Nove gettoni di presenza, per ora nessuna rete. Al «Druso» ha mostrato buone qualità tecniche e si è messo a disposizione della squadra con buon passo. Rastelli apprezza chi si fa trovare pronto ed il ragazzo arrivato dall'Ascoli non ha mancato l'appuntamento. Fabio è di Somma Vesuviana, ha mosso i primi passi calcistici nell'Avellino («Da lì però sono scappato - ci confida - perché altrimenti avrei smesso di giocare») per poi approdare ad Ascoli. Da Allievo subito con la Primavera bianconera («calcisticamente - afferma Oretti - mi considero cresciuto con l'Ascoli») con tre stagioni di militanza prima di approdare al Mezzocorona. Un lunedì passato in piscina a «scaricare» la fatica del derby e per ricaricare le pile in vista della Sambonifacese. Soddisfatto della prova di domenica? «Ero carico, perché già in settimana avevo capito che c'era questa possibilità di scendere in campo dall'inizio. Volevo fare bene e credo di aver sfruttato bene la possibilità». Ha per idolo Pirlo, ma il suo ruolo è un altro. «Si, ho sempre giocato come esterno di centrocampo e con l'Ascoli giocavamo nello stesso modulo che ora c'è a Mezzocorona. Mi piacerebbe però fare anche il ruolo di Pirlo, che, comunque, rimane sempre il mio idolo anche se non ha il mio stesso compito in campo. La mia squadra del cuore è invece il Napoli». Come mai il Mezzocorona fatica a segnare? «Dipende dal periodo che non gira bene. In settimana lavoriamo, proviamo schemi e tutto fila liscio. Sono fiducioso perché la fortuna girerà anche a nostro favore, sperando che sia al più presto». Un bel salto, per chi arriva dalle giovanili, affrontare un campionato professionistico. «Si vede parecchio la differenza soprattutto a livello di aggressività in campo e, ovviamente, per l'esperienza di diversi giocatori. Anche per questo in settimana lavoriamo molto per sopperire a questo handicap ed il mister ci aiuta molto per farlo al più presto. Ci stiamo arrivando». Si è posto un obiettivo? «Personalmente di fare il meglio possibile e di dare sempre il cento per cento». Ma il Mezzocorona si salverà? «Senza problemi - assicura il centrocampista - almeno lo spero. Ce la metteremo comunque tutta per farlo al più presto». In squadra con chi va d'accordo? «Con tutti, anche perché ho un carattere gioviale. Adesso sono in appartamento con Tulli e Zarini e quindi sono loro che frequento maggiormente, mi trovo bene con tutti i compagni». SABATO IN CAMPO - La Lega Pro ha ufficializzato l'anticipo a sabato, inizio alle 14.30, della partita fra Mezzocorona e Sambonifacese valida per la quattordicesima giornata di campionato. Ovviamente teatro del match sarà il «Briamasco» di Trento. 25/11/2008

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isola 6, vince vladimir luxuria d'un soffio su belen (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Solita finalissima fiume e l'elezione è spinta nel cuore della notte. Quarto è il nuotatore Leonardo Tumiotto. Tutti eroi: è un'offesa a quelli veri Isola 6, vince Vladimir Luxuria d'un soffio su Belen Le percentuali: 56 a 44 per cento. Il bidello Carlo Capponi è medaglia di bronzo di GIAN PAOLO POLESINI Lo sprint per la gloria è stato un affare di donne. Vladimir Luxuria - oddio, proprio femmina-femmina non lo è ancora, eh - e la bella Belen. E qui non v'è dubbio alcuno. La Rodriguez è gnocca forte. E l'ex parlamentare, come copione voleva, ha vinto la sesta edizione. D'un soffio: 56 a 44 per cento. D'altronde in Parlamento e sull'Isola c'è lo stesso senso di precarietà. Quindi Belen è argento e Carlo Capponi, bronzo, «la classe operaia va in Paradiso». Mai un nip è schizzato così in alto nel mondo dei vip. Quarto, ovviamente, Tumiotto. Conciato da profugo tibetano, il bidello è stato accolto in studio da ovazioni degne da medaglia d'oro al valor militare. Ma quelli "veri" nessuno se li fila più, ormai la fama che la povera Italia riconosce è questa. Porca miseriaccia ladra. Ha detto bene la Ventura: l'ultima è stata la puntata più "tettonica" della serie. Fra le sue e quelle ben più imponenti di Ela Weber e di Mara Venier, c'erano chili e chili di roba in bellissima mostra. L'Isola si è ripresa, bisogna dirlo per onestà. Cocco dopo cocco. Inutile: allo Stivale 'sto incerto gruppo di morti di fame (è così, non è un'insulto) piace. A guardarli con un certo distacco critico vien difficile capire il perchè. Ci piace vedere il prossimo soffrire. E questo è assodato. Ma il reality non é né un'autostrada, né un campo di concentramento, luoghi dove la tragedia è un all inclusive. Perché un sano dimagrimento diventa eroico? Mentre il Paese fatica a ritrovarsi e il popolo ruba per fame al supermercato, i veri sofferenti diventano i naufraghi per finta. Non vi pare tutto così grottesco? Pigliano fior di soldi, giochicchiano su un'isolotto invitante e, al ritorno, fortificano il conto, passando da un talk a un varietà, da una discoteca a una festa. E scatta il gettone presenza. I quattro - Belen, Vladimir, Carlo e Leonardo - a inizio puntata, sono saliti su una zattera di loro fabbricazione, prendendo il largo. Poi il collegamento si è interrotto. Ma dove sono arrivati in realtà? Direttamente nel porto di Genova dall'Honduras o sono stati raccolti a una ventina di metri dall'isola? Non si sa. In qualche modo, comunque, ce li siamo ritrovati a Roma. Scesi da un elicottero, tanto paga Pantalone. Signori, pensiamoci bene: l'Isola altro non è che l'apoteosi della legge del caos, la stessa che ci tocca subire nel nostro quotidiano e personale reality.

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l'ombra della maxi stangata (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 8 - Montecatini L'ombra della maxi stangata Buco record nel 2009 per i conti del Comune Tra tagli e vincoli Palazzo di Giano dovrà risparmiare 9,5 milioni PISTOIA. Non aveva tutti i torti l'assessore al bilancio Piero Giovannini ad indicare nel bilancio preventivo 2009 la vera spada di Damocle che pende sui conti di Palazzo di Giano. In effetti, visto l'effetto del patto di stabilità secondo la sua ultima versione, della gestione finanziaria del Comune negli anni passati e degli ultimi tagli ai trasferimenti decisi dai governi Prodi prima e Berlusconi poi, Pistoia appare proprio nei guai. La cosa emerge chiara da una elaborazione pubblicata sul Sole 24 Ore che misura gli effetti nel 2009 delle norme sulla finanza locale comune per comune. Ebbene, Pistoia in Toscana è quella messa peggio: il conto che i pistoiesi rischiano di pagare se non ci saranno modifiche è il più alto della regione, 110,6 euro a testa (vedi tabella). Il problema principale è il patto di stabilità, che nella sua attuale versione penalizza fortemente i Comuni che nel 2007 hanno fatto segnare un saldo "di competenza mista" (cioé il saldo delle spese correnti più il saldo di cassa delle spese in conto capitale) negativo. Pistoia si iscrive a questo partito, con un saldo negativo di 12,6 milioni di euro. Il che si traduce, per il 2009, nell'obbligo di un miglioramento dei conti del peso di 6 milioni di euro. A questo vanno aggiunti i tagli ai trasferimenti, prodotti dalla sovrastima del governo di tagli come quelli ai cosiddetti "costi della politica" e alla soggezione all'Ici dei fabbricati ex rurali. Infine, c'è il buco prodottosi perché il governo non ha restituito ai Comuni tutti i soldi che questi ultimi hanno perso a causa dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa. In totale, tutte queste voci per Pistoia superano i 9 milioni e mezzo di euro. Suddivisi per gli abitanti del Comune, si arriva a un valore di 110,6 euro di media, che è quello più alto tra i comuni capoluogo della Toscana. Quello che si avvicina di più a Pistoia è Firenze, i cui cittadini dovrebbero attendersi una "stangata" di 93,2 euro. Da chiarire: questo è solo un calcolo teorico, che stima quanto la manovra di bilancio 2009 potrebbe pesare su ciascun abitante. Il modo come ci si arriverà è tutto da vedere e non è poi detto che le norme rimangano queste, visto anche che l'associazione dei Comuni ha proposto di congelare l'approvazione dei bilanci.

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Magistrati a piedi Il presidente Schiavon <Presterò la mia auto> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 25-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO - data: 2008-11-25 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE In tribunale Magistrati a piedi Il presidente Schiavon «Presterò la mia auto» TREVISO — Non bastava l'auto del procuratore senza benzina. Non erano sufficienti le proteste dei cancellieri per la mancanza di fotocopie. O di chi, in bagno, non trovava più neppure la carta igienica. Il Palazzo di Giustizia di Treviso ieri ha toccato un nuovo limite. Il nuovo presidente del Tribunale, il dottor Giovanni Schiavon, ha annunciato di voler mettere a disposizione la propria auto per i magistrati. «Posso pagare anche la benzina», ha aggiunto. Non si è ancora esaurita l'eco della polemica attorno alla bandiera della Regione Veneto, issata nei passati giorni e oggetto di una inchiesta da parte del Csm, che Schiavon, intervistato da Antenna Tre, ha così tracciato i disagi della giustizia: «Il Tribunale ha una macchina sola per tutto l'ufficio, che serve per i servizi di posta e accompagnamento dei magistrati alle udienze». Fatta la premessa, ecco la clamorosa proposta. «Per ora ci arrangiamo. Ma in caso sono disponibile a prestare la mia, a mie spese». In molti altri lavori, è normale che chi è stipendiato usi il proprio mezzo. Non capita però usualmente ad un magistrato. In via Verdi, il disastro è incombente: i giudici del quinto piano, i civilisti, a poco a poco stanno abbandonando gli uffici. Ancora Schiavon. «Entro fine anno ci sarà un'assenza prolungata di sette magistrati su un organico di trentaquattro». Sarà dunque dura per il presidente rispettare i i propositi d'inizio mandato di velocizzare la giustizia con una riorganizzazione degli uffici. Anche perché i problemi sono, più che organizzativi, economici. L'ultimo nodo che si è aperto era relativo alla gestione delle auto della procura. Alcuni consiglieri di minoranza avevano offerto al procuratore capo Fojadelli il proprio gettone di presenza per pagare la benzina. Regalo gentilmente rifiutato per l'impossibilità di accoglierlo. Ecco quindi l'interessamento da parte di Antonella Tocchetto, consigliere del Pd e avvocato, a mediare con Trevisoservizi la raccolta della carta dagli uffici. Il costo del servizio è di circa duecento euro al mese e, al momento, nessuno pare volerli pagare. Per questo, Tocchetto ha chiesto udienza al sindaco Gian Paolo Gobbo.

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Indennità e gettoni, il Comune deve tagliare (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 25-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-11-25 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE I conti Sforato di 1,5 milioni il tetto della finanziaria. La giunta approva il bilancio Indennità e gettoni, il Comune deve tagliare VERONA — Dieci minuti. Tanto è durata la riunione lampo della giunta, ieri mattina, per licenziare la delibera sul bilancio di previsione 2009. Ma l'equilibrio trovato dovrà fare i conti anche con i tagli che il Governo ha aggiunto al Patto di stabilità per il 2009. Non solo: se si guardano i tagli del fondo ordinario si scopre che da Roma arriveranno meno soldi anche per i costi della macchina politica veronese. Con le nuove regole sulle indennità di assessori e consiglieri, infatti, ci sarà un milione e mezzo di euro in meno. Tagli in vista anche per l'Ici. A PAGINA 7 Marchi

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Indennità e gettoni, sforato il tetto Il Comune deve tagliare 1,5 milioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 25-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2008-11-25 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE I conti La giunta approva il bilancio di previsione 2009. Ma è in arrivo una nuova scure Indennità e gettoni, sforato il tetto Il Comune deve tagliare 1,5 milioni Le stime del Sole24ore. Meno fondi anche dal rimborso Ici L'assessore Paloschi: «Stiamo ancora verificando, ma le cifre si avvicinano al vero» VERONA — Dieci minuti. Tanto è durata la riunione lampo della giunta, ieri mattina, per licenziare la delibera sul bilancio di previsione 2009, con un giorno d'anticipo sulla scadenza prevista. Un atto formale che arriva dopo molte sedute maratona, con gli assessori a scervellarsi su come far quadrare i conti di palazzo Barbieri per il prossimo anno. L'assessore al Bilancio Pierluigi Paloschi pensa di aver trovato la quadra : dai 12 milioni di euro di tagli previsti si è passati a poco più che sei. Un risultato frutto di lunghe contrattazioni tra gli assessori che ha accontentato anche la pattuglia dei quattro di An che rischiava, all'inizio, di vedersi decurtate 6,7 milioni di euro. Il documento ora sarà esaminato dalla commissione Bilancio, entro il 10 dicembre dovrà pervenire anche il parere (obbligatorio) delle circoscrizioni. Poi il voto in consiglio comunale, prima della pausa natalizia. Ma l'equilibrio trovato da Paloschi dovrà fare i conti anche con i tagli che il Governo ha aggiunto al Patto di stabilità per il 2009. Sforbiciate che, ieri, il Sole- 24Ore ha quantificato anche per Verona. Per rientrare nei parametri del Patto, la città scaligera dovrà fare a meno di 2 milioni e 250mila euro. Passando poi ai tagli del fondo ordinario si scopre che da Roma arriveranno meno soldi anche per i costi della macchina politica veronese. Con le nuove regole sulle indennità di assessori e consiglieri previste dalla finanziaria del 2008, Verona avrebbe dovuto spendere 1,5 milioni di euro in meno. Soldi che ora verranno inesorabilmente tagliati dal fondo ordinario il prossimo anno. Segno negativo anche in relazione alla stretta sui requisiti di ruralità degli immobili, con una mancata riscossione del-l'Ici che il quotidiano confindustriale stima in oltre 4 milioni e 770mila euro. La situazione non migliora con le riduzioni stabilite con la manovra economica estiva che toglie alle casse del Comune di Verona un altro milione e 270mila euro. Cifra che va a sommarsi alla copertura incompleta per i mancati introiti comunali derivanti dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa: 4 milioni e 460mila euro. Tutti tagli a cui l'Amministrazione potrebbe far fronte con un aumento delle tariffe o una riduzione dei servizi ai cittadini. Il Sole 24 Ore ha calcolato anche il peso preciso di queste eventuali soluzioni: 37mila euro in meno ogni mille abitanti. Tutti dati che per ora l'assessore Paloschi non commenta e si riserva di verificare nei prossimi giorni: «Le cifre diffuse – spiega – potrebbero anche avvicinarsi alla realtà. Bisogna stare attenti che in alcuni casi si trattano solo di stime. Comunque, già domani (oggi per chi legge ndr) mi occuperò di confrontarli con i dati del bilancio di previsione del Comune». Francesco Marchi

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<Possibile che i professori non siano disposti a sacrifici?> (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Siena)" del 25-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 2 «Possibile che i professori non siano disposti a sacrifici?» IL DIBATTITO VIGNI: «SANZIONI IRAP E INPDAP EQUIVALGONO A DUE EDIFICI DA VENDERE». EX MARGHERITA DISERTANO L?INIZIATIVA LUCIDE bordate. Le sferra ai vertici di un Ateneo «prestigioso e che può sempre farcela a salvarsi» Luciano Modica, responsabile Pd del settore. Che chiude una lunga serie di interventi pronunciati di fronte a una saletta dei Mutilati con troppi vuoti stante l?importanza della questione da cui dipende una fetta del pil cittadino. E intorno alla quale si gioca una partita politica nazionale. Impossibile poi non notare l?assenza in blocco dei volti ex Margherita del partito al tavolo ma anche in platea: unico nome di spicco (ma è direttore Dsu) Graziano Battisti. Segno evidente che la spaccatura maturata sul metodo con cui è stata operata la candidatura Bezzini alla presidenza della Provincia resta profonda. Tornando a Modica, definisce «interessante il Piano di risanamento approntato ma ? critica ? è solo un indice delle cose da fare. Non si dice, per esempio, quanti ordinari avrà Siena». Consapevole che servono lacrime e sangue, propone di scegliere alcuni settori top dove mantenere la qualità puntando a «un sistema di governo diverso». Bacchetta anche i colleghi «prof»: «Siamo proprio sicuri che non si possa rinunciare ad una contribuzione aggiuntiva? Insomma, a qualche benefits? Guardate che il prossimo libro di Rizzo e Stella potrebbe puntare il dito addosso a noi». Annuiscono in sala i volti Cgil che spingono da giorni per mandare in pensione i docenti a 65 anni e chiedono di spalmare i sacrifici fra tutti, altrimenti, come aveva detto in avvio Dino Marchese, «c?è il rischio di un forte conflitto sociale, soprattutto fra chi ha garanzie e chi non le ha». A proposito: Claudio Vigni, segretario Cgil, con cui subito inastaura il botta e risposta un docente, coglie l?occasione anche per evidenziare come «non sarebbe forse servito vendere Pontignano e palazzo delle segreterie se non si fossero prese sanzioni milionarie per il mancato pagamento di Irap e Inpdap». Modica riassume poi il pensiero abbozzato da molti oratori: «Nessuno è in grado di risolvere il problema da solo, certo non il governo. L?unica sede è il tavolo interistituzionale allargato fra Stato, Regione ed Enti Locali». Chiaro e forte come la richiesta di una valutazione dei singoli docenti sul modello spagnolo. «Ma noi qui a Siena lo facciamo da due anni», si alza una voce in sala. Nessuno pronuncia la parola rettore ma è lui il convitato di pietra. Perché si chiede di mettere mano allo Statuto separando programmazione e gestione (Starnini chiede sia posto subito all?ordine del giorno dell?Ateneo), in attesa di «uno scatto che venga dall?interno dello stesso», «stanando» al contempo il ministero affinché sia corresponsabile del progetto. Cenni dice no alla fondazione regionale cui accenna invece Marta Rapallini del Pd toscano. Il sindaco accusa ancora il governo di essere stato munifico di interventi economici verso amministrazioni ed enti amici, vedi il Comune di Roma. Serve poi una riforma profonda del modello di Ateneo, dice, non basta guardare i conti. Flavio Mocenni, che siede in cda, difende le misure varate «che vanno adottate. Non sempre si può dire no, occorrono proposte concrete in alternativa, prosegue concordando sull?indispensabile rinnovo della governance nel senso «che un cda come l?attuale non funziona bene». Condanna la logica del tutti contro tutti e parla di «clamorosa eccedenza di personale dell?Università di Siena», argomento che spinge Dino Angelaccio (Cgil) e ricordare tra l?altro la riduzione attuata del precariato. La.Valde.

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Mancano 5 milioni: avanti con le multe (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 25-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

RIMINI CRONACA pag. 7 Mancano 5 milioni: avanti con le multe Tagli ai trasferimenti e all?Ici, per Rimini la voragine si allarga «NEI COMUNI allarme tariffe e servizi: allo studio aumenti per far quadrare i bilanci». Così titola «Il Sole 24 Ore» l?inchiesta che fotografa la malaparata che vedono le amministrazioni locali italiane. Rimini - ovviamente - compresa. Occorre rispettare il Patto di stabilità, e compensare i tagli ai trasferimenti e la mancata copertura completa dell?abolizione dell?Ici. Il Sole indica a circa 2,8 milioni di euro per Rimini quelli che definisce «tagli ombra che si aggiungono al Patto di Stabilità 2009». La cifra risulta dalla somma di 572mila euro di tagli ai «costi della politica» (imposti dal governo Prodi), 475mila da altri tagli decisi dalla Finanziaria d?estate (di Berlusconi) 1,664 milioni di euro di mancata copertura Ici dal Governo al Comune. In più 1,783 milioni di euro di Ici rurale. Anche qui tagli ombra, perché Rimini ha potuto incassare molto meno di quanto il governo Prodi aveva previsto, e ora ha problemi a farsi restituire la differenza da Berlusconi. Mentre Palazzo Garampi spiega essere destituita di ogni fondamento la notizia - sempre riferita dal Sole - secondo la quale «a Rimini il Comune sta trattando con i commercianti per recuperare dal canone per l?occupazione di suolo pubblico almeno un milione e mezzo di euro». Allo studio c?è invece l?ipotesi di compartecipazione delle categorie economiche al finanziamento dei grandi eventi, a partire dal Capodanno Rai. Ma risulta non praticabile la tassa di scopo, almeno finché non sarà approvato il federalismo fiscale. «Per quest?anno il Capodanno lo paga il Comune ? taglia corto il vicesindaco Maurizio Melucci ?. Per l?anno prossimo e seguenti è in corso il confronto». In realtà i soldi che mancano al Comune sono più di quelli indicati nell?indagine. «Dall?Ici entravano 11,2 milioni di euro ? spiega l?assessore al Bilancio, Antonella Beltrami ?. Ne abbiamo avuti a luglio 4,4. Dovrebbero arrivarne altrettanti. Ne mancheranno 2,5. Poi con l?abolizione Ici prima casa viene a mancare oltre un milione annuo di recupero evasione. E cala l?Ici da nuove edificazioni. Complessivamente, dal bilancio 2009, mancano 4,9 milioni di euro. Ma la stessa cifra manca ancora anche dal bilancio 2008». Meno male - si fa per dire - che ci sono le multe: nel bilancio 2009 Palazzo Garampi ha previsto 7,8 milioni di euro. Nel 2008 aveva previsto sui 7,4 milioni, mentre ne ha incassati addirittura 200mila euro in più. Per l?anno prossimo ci «limita» a ricalcare l?effettivo incasso di quest?anno. Incrementi (nel breve periodo) previsti dai nuovi Vista Red agli incroci, decrementi dal vigile elettronico in centro.

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Costi della politica, domani vertice di maggioranza (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-11-25 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Stipendi dei consiglieri Costi della politica, domani vertice di maggioranza BARI — Aumentare dal 10 al 20% il taglio sulla busta paga dei consiglieri regionali. Nichi Vendola lo chiederà domani ai capigruppo di maggioranza, nel vertice convocato per fare il punto sui costi della politica. La decisione di Vendola si deve certo alle polemiche esplose nei giorni scorsi sugli stipendi dei governatori italiani (il suo sarebbe in cima alla lista). Ma è anche un modo per mandare un segnale all'opinione pubblica: nel momento della crisi anche la classe politica è in grado di sottoporsi a qualche restrizione. L'idea sarebbe di aggiungere al taglio del 10% (deciso negli anni passati) un ulteriore 10%. E sommare a questi, ulteriori risparmi su altri costi della politica. Raggiunta un'intesa nel centrosinistra, occorrerà poi trovare l'accordo anche con l'opposizione. Per ora, il clima non è di particolare disponibilità verso i suggerimenti del governatore. E ciò anche a causa di recenti dissapori (si veda il mancato accordo per rivedere l'istituto delle missioni permanenti per i dipendenti in servizio nei gruppi consiliari). C'è poi chi fa osservare che il consiglio pugliese è al penultimo posto in Italia per costi di funzionamento. Sempre domani è previsto un incontro di Vendola (in compagnia di un gruppo di assessori) con i rappresentanti di piccoli e grandi imprese. Si parlerà di Opere pubbliche. Ieri, invece, l'assessore Marco Barbieri ha illustrato in un convegno internazionale i risultati della legge contro il lavoro nero in Puglia. I risultati sono eloquenti: in Puglia crescono gli occupati (+49mila dal 2005 al 2007, più della metà di tutto il Sud). Balzo in avanti nell'edilizia e in agricoltura. In parte grazie alla congiuntura economica positiva. In parte lavoratori fatti emergere dal nero. Francesco Strippoli L'assessore Marco Barbieri: ieri al convegno sul contrasto al lavoro nero

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PARLAMENTO EUROPEO: INNALZARE L'ETÀ PENSIONABILE E RIDURRE LE IMPOSTE SUL LAVORO (sezione: Costi dei politici)

( da "marketpress.info" del 25-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 25 Novembre 2008 PARLAMENTO EUROPEO: INNALZARE L´ETÀ PENSIONABILE E RIDURRE LE IMPOSTE SUL LAVORO Statrsburgo, 25 novembre 2008 - A fronte dell´invecchiamento della popolazione, il Parlamento chiede di ammodernare i sistemi di protezione sociale e i regimi pensionistici per garantirne la sostenibilità nonché di mettere a punto un mercato Ue in questo campo. Occorre inoltre innalzare l´età pensionabile, ricorrere maggiormente a schemi pensionistici complementari e professionali, limitare le imposte sul lavoro e garantire finanze pubbliche sane. Vanno poi riformati i sistemi di assistenza sanitaria. Approvando con 480 voti favorevoli, 44 contrari e 10 astensioni la relazione di Gabriele Stauner (Ppe/de, De), il Parlamento rileva anzitutto che il concetto di previdenza sociale «non è inteso come rapporto costi-benefici», bensì come «contratto sociale da cui derivano diritti e doveri sia per il cittadino sia per lo Stato, e come tale dovrebbe essere trattato». Fermo restando che gli aspetti di bilancio della previdenza sociale «non devono in alcun caso essere trascurati». Anche perché la spesa dell?Ue destinata alla protezione sociale ammonta al 27,2% del Pil (dati del 2008), la cui quota principale serve a finanziare le prestazioni di vecchiaia e le pensioni (46%). Mentre, secondo le proiezioni, il rapporto fra le persone con più di 65 anni e quelle in età lavorativa passerà da 1:4 del 2005 a 1:2 nel 2050. Pertanto, il Parlamento invita gli Stati membri ad ammodernare i sistemi di protezione sociale - segnatamente tramite una maggiore differenziazione nelle formule delle prestazioni e nei meccanismi di finanziamento - nonché a incrementare gli investimenti nel capitale umano promuovendo la ricerca, lo sviluppo e l?innovazione e mediante un?istruzione e una formazione di miglior livello nel contesto dell?apprendimento permanente per tutti. Nell´ambito delle attuali tendenze demografiche, economiche e sociali, i deputati evidenziano l?importanza di reperire nuovi metodi per una distribuzione efficace ed equa dei costi e dei benefici su una popolazione che sarà composta da un minor numero di persone economicamente attive e da un maggior numero di persone economicamente inattive. Il Parlamento sottolinea quindi la necessità di discutere a livello nazionale un innalzamento dell?età pensionabile prevista dalla legge. A suo parere, infatti, è necessario che i lavoratori «siano incoraggiati a continuare a svolgere la propria attività su base volontaria e finché le condizioni lo permettano, fino all?età legale o anche oltre». Invita quindi gli Stati membri a creare incentivi finanziari e sociali «che stimolino i lavoratori a proseguire volontariamente l?attività lavorativa anche dopo il raggiungimento dell?età pensionabile prevista dalla legge». Le parti sociali, invece, sono esortate a negoziare misure ad hoc per ciascun settore in relazione sia all?invecchiamento dei lavoratori sia a una politica del personale attenta agli aspetti legati all?età. Il Parlamento ritiene che i regimi pensionistici pubblici rafforzano la solidarietà sociale e rientrano nella responsabilità degli Stati membri e che la salvaguardia di questi sistemi pensionistici dovrebbe costituire una priorità politica. Invita tuttavia gli Stati membri a prendere in debita considerazione l?esigenza di procedere a un ripensamento degli schemi pensionistici tradizionali fondati su una valutazione sistematica del rischio. Una loro trasformazione è anche necessaria «per conseguire un mercato del lavoro flessibile». In tale contesto, suggerisce che le pensioni obbligatorie (primo pilastro) siano affiancate da sistemi pensionistici professionali a finanziamento collettivo (secondo pilastro) e da prodotti complementari individuali (terzo pilastro). Per i deputati, d´altra parte, il maggior uso di alternative alle pensioni finanziate dallo Stato, come i regimi pensionistici complementari, «potrebbero costituire un?alternativa attuabile». In tale ambito, rilevano che le pensioni private potrebbero includere regimi pensionistici professionali gestiti dai datori di lavoro o da altre organizzazioni e associazioni collettive, oppure quelli finanziati personalmente dai lavoratori. Tuttavia, osservano che l?esistenza di pensioni private «aumenterebbe la necessità di un?adeguata regolamentazione dei fondi pensionistici privati, della trasferibilità di tali pensioni e della promozione e del continuo ammodernamento (fra cui, più flessibilità) di queste alternative». Rilevano inoltre la necessità di rafforzare i livelli di partecipazione e di contribuzione dei lavoratori ai regimi pensionistici esistenti al fine di assicurare un reddito adeguato agli interessati e sostengono la necessità da parte dei datori di lavoro di continuare a versare contributi sufficienti, in particolare ai regimi pensionistici contributivi. Più in generale, il Parlamento sottolinea l?importanza di mettere a punto un mercato europeo dei sistemi pensionistici e di previdenza sociale «trasparente e flessibile», riducendo le barriere fiscali e gli ostacoli alla trasferibilità dei diritti pensionistici da uno Stato membro all?altro. Invita quindi la Commissione a elaborare un quadro di regolamentazione e vigilanza dei prodotti pensionistici paneuropei che sia «adeguato e fattibile». La esorta inoltre a procedere urgentemente a una revisione della direttiva 2003/41/Ce in modo da creare un solido regime di solvibilità adattato agli enti pensionistici professionali, estendendo ai fondi pensionistici alcuni aspetti della direttiva sull?accesso alle attività di assicurazione e di riassicurazione e al loro esercizio (?Solvibilità Ii?). Rileva peraltro che un mercato interno delle pensioni professionali e complementari «consentirebbe ai cittadini di usufruire della portabilità delle pensioni professionali, stimolerebbe la concorrenza e ridurrebbe il costo del risparmio per la pensione». I deputati ritengono che, a livello europeo e nazionale, si debba mantenere l?equilibrio fra l?attuabilità economica dei sistemi previdenziali e di sicurezza sociale, da un lato, e la copertura dei rischi sociali, dall?altro. Al riguardo, rilevano che la normativa Ue sul lavoro dovrebbe potenziare i contratti di lavoro a tempo indeterminato come forma predominante di occupazione. Ma riconoscono che è anche necessario tutelare i diritti dei lavoratori con altre forme di occupazione. Il Parlamento sottolinea inoltre la necessità per gli Stati membri di mantenere livelli adeguati di finanziamento dei sistemi pensionistici e di protezione sociale, che individuino solide basi imponibili alternative. Enfatizza poi l?importanza di limitare il ricorso alle imposte sul lavoro al fine di aumentare la competitività delle economie degli Stati membri e di offrire ulteriori incentivi al lavoro. Suggerisce pertanto di prendere in considerazione nuovi metodi fiscali e/o alternative per migliorare la sostenibilità finanziaria della spesa sociale, che potrebbero ridurre la pressione fiscale sulle persone con redditi inferiori. Gli Stati membri dovrebbero anche assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche in modo da far fronte alla crescente pressione esercitata dall?invecchiamento della popolazione e includere nei loro bilanci annuali un fondo per il pagamento delle pensioni future. Il Parlamento ritiene peraltro che i migranti possano contribuire a raggiungere un maggiore equilibrio nei regimi di previdenza sociale «purché siano assunti legalmente e contribuiscano pertanto al loro finanziamento». Evidenzia poi la necessità di prendere in esame «un graduale passaggio dai sistemi previdenziali a ripartizione ai sistemi previdenziali a capitalizzazione». Auspica inoltre che il Consiglio rifletta sull?opportunità di apportare ulteriori miglioramenti al Patto di stabilità, permettendo ad esempio che gli investimenti a più lungo termine siano contabilizzati su un periodo di tempo più dilazionato. Il Parlamento fa poi notare che, al fine di garantire condizioni di vita adeguate per le persone disabili ed evitare la "trappola degli aiuti", è necessario introdurre misure compensative per il costo della vita più elevato sostenuto dai disabili a causa della loro condizione e coordinarle con regimi pensionistici e misure politiche di integrazione sociale. Sottolinea inoltre la necessità di prevedere misure compensative per le donne e le persone dedite all?assistenza, «che offrano loro scelte effettive nella decisione di avere figli e di prenderne cura, liberandole dai timori di possibili svantaggi finanziari o di ostacoli nell?avanzamento della carriera». In tale contesto, plaude alle iniziative di taluni Stati membri volte a abbonare il periodo consacrato ai figli o alla famiglia nel regime pensionistico obbligatorio. Al contempo chiede di migliorare i servizi di sostegno e di custodia dei bambini e di assistenza ai familiari non autosufficienti, «così da ridurre il numero delle persone che lavorano a tempo parziale su base volontaria». Il Parlamento insiste poi sull?importanza di preservare i valori e i principi che costituiscono il fondamento della totalità dei sistemi di assistenza sanitaria dell?Ue, ferma restando la necessità di un uso razionale di risorse limitate. Considerato l?aumento dei costi dell?assistenza sanitaria e delle cure continuative di lunga durata, reputa opportuno che gli Stati membri riflettano sui loro modelli di finanziamento. Riconosce poi «la crescente popolarità» sia di soluzioni fondate su criteri di mercato sia della privatizzazione nel finanziamento dei servizi sanitari. Ma rileva che la privatizzazione funzionale dei sistemi sanitari pubblici, l?orientamento al profitto e la concorrenza tra intermediari finanziari «rendono generalmente più onerosa la gestione dei sistemi sanitari», mentre i vantaggi in termini di contenimento dei costi, efficienza e qualità dei servizi di assistenza «restano discutibili». Raccomanda pertanto ai governi degli Stati membri con un sistema a pagatore unico di mantenere tale modello. D´altra parte, il Parlamento esorta gli Stati membri a evitare un approccio puramente finanziario nell?adozione di riforme politiche volte a ridisegnare il quadro giuridico dei rispettivi sistemi sanitari nazionali. In tale ambito, dovrebbero prender in considerazione l?intero spettro delle funzioni e delle politiche di finanziamento del sistema sanitario, «anziché concentrarsi esclusivamente sui meccanismi contributivi». . <<BACK

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Tosto: caro Piacenza sabato devo batterti (sezione: Costi dei politici)

( da "Libertà" del 25-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Tosto: caro Piacenza sabato devo batterti Parla l'ex: «Ma so che l'Empoli non avrà vita facile» Da qualche tempo ha trasferito la propria residenza a Lucca, mentre per la quarta stagione consecutiva sta indossando, sempre con onore e macinando migliaia di chilometri sulla corsia di sinistra, la maglia dell'Empoli. Nel suo cuore, peraltro, c'è tuttora uno spazio importante per i colori biancorossi del Piacenza, a testimonianza della grande dedizione alla squadra di Fabrizio Garilli nei primi anni 2000, per tre campionati di fila, uno in B e due in serie A. A Vittorio Tosto mancano 19 gettoni per tagliare il traguardo delle cinquecento presenze tra i professionisti. Oggi ha 34 anni ma è sempre animato dallo spirito di un grande lottatore, che non molla mai. E che, soprattutto, ha ritrovato ad Empoli la stessa dimensione a misura d'uomo che gli fa ricordare con estremo piacere i suoi trascorsi in biancorosso. «Sono tante, in effetti, le similitudini tra i due ambienti e soprattutto tra le due società - afferma l'ex di turno, che sabato affronterà il Piacenza -. Nell'Empoli si respira lo stesso clima familiare e ideale per qualsiasi giocatore che ho trovato nel Piacenza, dove tra l'altro ho collezionato quasi un quinto delle mie presenze nel calcio professionistico». Oggi voi siete candidati alla serie A, mentre a Piacenza il discorso è diverso. «La filosofia dei giovani sposata dal Piace è rispettabile e merita fiducia e ammirazione. Per quanto ci riguarda, reduci come siamo da una retrocessione e con un organico con sette-otto elementi di grande qualità ed esperienza, abbinati a giovani più che interessanti, è normale puntare in alto». Com'è è stata la ripresa degli allenamenti dopo il passo falso di Treviso che vi è costato il primato in classifica? «Nessun dramma, adesso abbiamo due partite casalinghe consecutive, prima contro il Piacenza e poi con il Bari: nel mirino abbiamo messo sei punti. Facile a dirsi, molto meno nella realtà. Però è chiaro che dobbiamo moltiplicare gli sforzi in questo specifico frangente, per attenuare l'altalenanza di rendimento e risultati che ci ha caratterizzato finora». Le cifre dicono che siete più squadra da trasferta, visto che avete vinto cinque volte, mentre in casa avete perso in due occasioni: c'è un perché? «E' molto semplice: siamo una squadra molto tecnica e che riesce ad esprimersi al meglio in spazi ampi. Fuori casa, evidentemente, è più facile riscontrare certe condizioni. Ma ci stiamo attrezzando per vincere di più anche in casa». Da chi dovrà guardarsi, soprattutto, il Piacenza? «Dal nostro tridente offensivo, con Vannucchi e Buscè esterni, e Lodi centrale. Ma sono anche convinto che con il Piace non avremo vita facile». Perché hai questa convinzione? «Perché i biancorossi, che in classifica hanno meno punti di quanto meritino, sono ben organizzati e guidati da un ottimo tecnico come Stefano Pioli, al quale sono tuttora riconoscente per il grande aiuto che lui, difensore pluridecorato, mi diede quando mossi i primi passi nella formazione maggiore della Fiorentina di Batistuta, Baiano e Rui Costa. Gli auguro, di cuore, di fare una grande carriera da allenatore, se la merita. E poi so bene che il mio amico Gigi Riccio, grande centrocampista e grande uomo, non si darà facilmente per vinto, al pari dei suoi compagni». Ripresa la preparazione La squadra di Pioli ha ripreso ieri la preparazione in vista della prossima trasferta di Empoli. Fermi gli infortunati Olivi, Ferraro, Graffiedi, Wolf, Tulli e Mengoni, mentre Guerra e Rickler hanno risposto alla convocazione di Marini nella rappresentativa Under 21 di serie B. Sabato, scontata la squalifica, torneranno disponibili Rickler e, forse, anche Guzman, mentre non ci sarà Iorio, squalificato. Oggi allenamento mattutino, domani doppia seduta. PiacenzaCalcioGiovani Dopo la partecipazione di ieri sera del dottor Francesco Ziliani, psicologo del Piacenza, relatore di un convegno organizzato dal Fontana Audax, stasera il responsabile della scuola calcio biancorossa, Stefano Rapaccioli, interverrà al convegno organizzato dall'Unione sportiva Somaglia sul tema "La programmazione annuale nella fascia Scuola Calcio", per poi fare altrettanto, giovedì, a San Colombano. Marco Villaggi 25/11/2008

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'Ndrangheta, 24 arresti a Crotone Indagati politici sostenuti dai clan (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere.it" del 25-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sequestrate armi da guerra e munizioni, 'Ndrangheta, 24 arresti a Crotone Indagati politici per corruzione Operazione della polizia contro le cosche di Papanice: al centro dell'inchiesta il progetto "Europaradiso» (foto d'archivio) CROTONE - Ventiquattro persone, ritenute appartenenti alla 'Ndrangheta, sono state fermate dalla polizia in un'operazione contro le cosche della frazione Papanice di Crotone, protagoniste di una sanguinosa faida. Sequestrate armi da guerra e munizioni, oltre che una piantagione di marijuana. Al centro delle indagini ci sono presunte infiltrazioni dei clan nell'attività politica degli enti locali in riferimento al progetto relativo alla costruzione del centro turistico denominato "Europaradiso". POLITICI - Secondo quanto si apprende, la polizia ha anche eseguito una serie di perquisizioni nei confronti di esponenti politici, imprenditori e dipendenti pubblici. Nelle indagini sono implicati il direttore generale del Ministero dell'ambiente Aldo Cosentino; il capo di gabinetto dello stesso dicastero Emilio Brogi e Riccardo Menghi, funzionario della comunità europea. Tra i politici locali, spiccano l'ex reggente del comune di Crotone Armando Riganello, l'ex direttore generale dello stesso comune Francesco Antonio Sulla, Giuseppe Mercurio, presidente del consiglio comunale di Crotone, e Francesco Roberto Salerno, attuale presidente della camera di commercio di Crotone. Le ipotesi di accusa sono a vario titolo di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata dalla modalità mafiosa. GLI ARRESTI - Le 24 persone fermate sono presunte appartenenti alle contrapposte cosche crotonesi della 'Ndrangheta della famiglia Papaniciari, capeggiate rispettivamente dai boss Domenico Megna e Pantaleone Russelli. Per gli inquirenti i due clan hanno alimentato un conflitto che si innesta nel più ampio contesto di scontro tra le famiglie Grande Aracri-Nicoscia-Capicchiano e Russelli, alleate tra loro e contrapposte alle famiglie Dragone-Trapasso-Arena e Megna, rispettivamente operanti nei territori di Cutro, Isola Capo Rizzuto e Papanice. Nel marzo 2008 i due raggruppamenti dei Papaniciari si erano fronteggiati in una cruenta guerra di 'Ndrangheta che aveva portato agli omicidi di Luca Megna, boss dei Papaniciari e sicario ucciso a Papanice in un agguato il 22 marzo 2008, la sera della vigilia di Pasqua, quando rimase gravemente ferita la figlia di 5 anni, e Giuseppe Cavallo, membro del gruppo dei Papaniciari contrapposto a Luca Megna, assassinato tre giorni dopo, il 25 marzo. Tra i destinatari delle misure cautelari ci sono Antonio Francesco Russelli, classe '72, fratello del più noto boss Pantaleone, detenuto e reggente della cosca, e i pluripregiudicati Ernesto Grande Aracri, classe '70, reggente dell'omonima cosca di Cutro capeggiata dal fratello detenuto Nicolino, e Angelo Greco, classe '65, capo dell'omonima famiglia di San Mauro Marchesato alleata dei Grande Aracri e dei Russelli. Nelle indagini, spiega la Questura di Crotone, sono affiorate pesanti interferenze delle cosche nella vita politica e amministrativa della città, come già denunciato dall'ex parlamentare dei Ds Maria Emilia Intrieri, come rapporti privilegiati della cosca con amministratori locali eletti con il sostegno dei clan mafiosi. stampa |

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'NDRANGHETA, 24 ARRESTI A CROTONEINDAGATI POLITICI PER CORRUZIONE (sezione: Costi dei politici)

( da "Wall Street Italia" del 25-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

'Ndrangheta, 24 arresti a CrotoneIndagati politici per corruzione -->Operazione della polizia contro le cosche di Papanice: al centro dell'inchiesta il progetto "Europaradiso»

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TAGLIARE I SERVIZI? AUMENTARE LE TARIFFE? TRASCURARE I PAGAMENTI? O COS'ALTRO FARE? DILEMMI DEI COMU... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 25-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Tagliare i servizi? Aumentare le tariffe? Trascurare i pagamenti? O cos'altro fare? Dilemmi dei Comuni italiani, in questi giorni delicati per la preparazione dei bilanci preventivi. Sindaci e assessori devono fare i conti con le riduzioni finanziarie attese (contributo al patto di stabilità) e con i tagli-ombra determinati dalle scelte governative. Il quotidiano "Sole 24 Ore" fornisce una plastica esposizione del problema: fra una cosa e l'altra, le amministrazioni locali italiane devono coprire 1,35 miliardi. Un giro di vite, oggettivamente. Tanto che l'Anci l'associazione dei Comuni) chiede di bloccare i preventivi in attesa di risposte del governo. Il giornale fornisce anche una tabella dei sacrifici, città per città. E Salerno ha i suoi grattacapi, ovviamente. Il contributo al patto di stabilità (partecipazione attesa) costa circa 1,15 milioni. Le vere grandi incognite hanno preso corpo nel corso dei mesi, perché i provvedimenti dei governi - Prodi e Berlusconi - incidono sulle casse municipali. Il quotidiano economico calcola la situazione dei tagli salernitani spalmandola su quattro voci. Ici prima casa (distanza fra l'imposta abolita e il compenso ai Comuni per i mancati introiti): 2,67 milioni. Immobili ex rurali: 2,86 milioni. Costi della politica (tagli al fondo per le nuove regole sulle indennità): 920.000 euro. Riduzioni per la manovra estiva: 764.000 euro. Complessivamente, secondo il "Sole", il conto costerà oltre 62 euro a ogni cittadino salernitano. Franco Picarone, assessore comunale al Bilancio, non si ritrova precisamente in queste cifre. «I 62 euro - dice - sintetizzano un dato di contrazione e contenimento, ma non è detto che sia un taglio secco». Il responsabile delle finanze comunali dettaglia: il contenimento della spesa per patto stabilità potrebbe salire a 1,8 milioni. Dev'essere verificato, invece, l'impato dell'imposta Ici sulla prima casa: prima bisogna fare la proiezione sull'acconto e xxx il saldo effettivo. Operazioni programmate per i prossimi mesi. In ogni caso le restrizioni restano: «Ci obbligano a velocizzare le entrate e razionalizzare le uscite», commenta Picarone. Palazzo di Città sta preparando in questi giorni il bilancio preventivo 2009. «Noi - dice l'assessore - condividiamo certamente la protesta dell'Anci, contro una politica centralista che va in direzione opposta al federalismo fiscale perché rende le amministrazioni locali completamente dipendenti dal governo nazionale». Nessun dubbio, comunque: il massimo documento politico-contabile dell'ente sarà approvato entro la fine di dicembre, come è avvenuto negli ultimi due anni. «A maggior ragione adesso che la manovra finanziaria del governo è compiuta», commenta Picarone: «Vogliamo essere operativi dal 1° gennaio per rispetto dei cittadini». Ridurre i servizi? Dimunire le prestazioni del welfare sociale locale? Aumentare le tariffe? Il dilemma vive anche nelle stanze di via Roma. Le decisioni sono ormai vicine. La situazione non incoraggia. a.sch.

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SICILIA: SCOMA, RAGGIUNTO ACCORDO SU SBARRAMENTO 5% ELEZIONI ENTI LOCALI. (sezione: Costi dei politici)

( da "Asca" del 25-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

SICILIA: SCOMA, RAGGIUNTO ACCORDO SU SBARRAMENTO 5% ELEZIONI ENTI LOCALI (ASCA) - Palermo, 25 nov - ''Sono soddisfatto del lavoro compiuto fin qui in commissione Affari istituzionali dell'Assemblea regionale siciliana. Molti degli articoli del disegno di legge sulle giunte comunali e provinciali sono stati approvati. Raggiunto anche l'accordo sullo sbarramento del 5 per cento per le elezioni comunali e provinciali. Restano ancora alcuni articoli ma, avendo apprezzato il senso di responsabilita' dell'intera commissione che ha contraddistinto i lavori di oggi, sono fiducioso sul buon esito del voto finale''. Lo dichiara l'assessore regionale per la Famiglia e le Autonomie locali, Francesco Scoma, a margine dei lavori della I^ commissione dell'Ars che ha approvato gran parte degli articoli del Ddl governativo dal titolo ''Status degli amministratori locali e misure di contenimento della spesa pubblica''. E' stato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, presente in commissione Affari istituzionali a chiedere al presidente della commissione, dopo l'esame dei primi otto articoli, di passare all'articolo 16, che introduce lo sbarramento del 5 per cento per le elezioni comunali e provinciali. Approvati quindi l'articolo 1, che prevede la riduzione di un terzo delle giunte, quello che (articolo 5) introduce il gettone di presenza per i consiglieri comunali e provinciali e cancella l'indennita' di funzione per gli stessi. Secondo questa norma i consiglieri comunali e provinciali percepiranno un gettone per ogni presenza effettiva e comunque ogni mese dei gettoni non potra' superare il 30% della indennita' prevista per il sindaco e/o presidente della provincia. Inoltre i vice presidenti dei consigli provinciali e comunali perdono l'indennita' di funzione e vengono equiparati ai consiglieri: per questa carica, dunque, prevista il pagamento a gettone per ogni effettiva presenza. Vagliati positivamente anche l'articolo 4 che prevede l'aspettativa non retribuita per sindaci, presidenti provinciali, consiglieri comunali e provinciali, membri delle giunte comunali e provinciali e presidenti di circoscrizione (dei soli comuni capoluoghi di provincia) che siano dipendenti pubblici e privati e l'articolo 6 che introduce il divieto di cumulo delle indennita' per parlamentari nazionali, europei e regionali eletti nei consigli comunali e provinciali. Inoltre i consiglieri potranno essere collocati in aspettativa non retribuita ma dovranno assumere a proprio carico l'intero pagamento degli oneri previdenziali e assistenziali. La commissione Affari istituzionali dell'Ars tornera' a riunirsi domani per completare i lavori ed esprimere il voto finale. dod/mcc/ss (Asca)

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Il cane abbandonato / 1 (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 26-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il cane abbandonato / 1 Il cane abbandonato / 1 Che vigliaccheria Sono Andrea Fasoli, admin del sito www.caninelcuore.net Chiedo un po' di spazio per questa lettera di solidarietà nei confronti di Pluto cane abbandonato nei boschi attorno a Merano, voce la mia, che è tutt'uno con gli altri animalisti che sicuramente si faranno sentire. Abbandonare un cane è un atto di vigliaccheria e di crudeltà. Abbandonare un cane che è stato adottato e restituito al canile come successo a Pluto, è un'ulteriore aggravante. Chiedo pertanto che per una volta si faccia giustizia anche verso un'animale, che non per questo ha meno diritti di chi lo ha abbandonato e che si può ritenere "presunto umano". E che il nome, o i nomi di costui o costoro vengano resi noti e segnalati, di modo che non venga affidato loro ne ora ne in futuro alcun essere vivente di nessun tipo e razza. Andrea Fasoli BOLZANO Il cane abbandonato / 2 Ora ci vuole giustizia Volevo esprimere la mia voglia di giustizia nei confronti di pluto il cocker abbandonato nei boschi vicino a Merano. Chi compie questi atti crudeli deve pagare: le leggi devono essere messe in atto. Pluto io l'ho conosciuto quest'estate: un cane dolcissimo che aveva già sofferto in passato, la sua padrona si era recata da me chiedendomi se trovavo casa a Pluto perché lei non era in grado di gestirlo. In due giorni aveva trovato una dolce cp bolzanina che lo aveva adottato. Ma poi per motivi di regolamenti condominiali il cane era stato restituito al mittente; poi la svolta. Pluto viene abbandonato in un bosco... il fedele padrone che Pluto pensava di avere lo ha lasciato senza pietà in zona isolata in mezzo al bosco... povero piccolo... è stato trovato bagnato fradicio, impaurito, spaesato. Che crudeli gli umani. Scusaci Pluto, ti chiedo io scusa essendo un umano. Da parte loro, che sicuramente non ne sono capaci, non hanno cuore loro. Ora ti trovi a causa del tuo male incurabile sul ponte dell'arcobaleno Corri felice in mezzo ai prati... libero da tanta gente malvagia... Loro invece che sono rimasti su questa terra... devono pagare con la giustizia. Ciao piccolino. Letizia Veronese SAN GIACOMO di LAIVES Durni, tagliati lo stipendio e non aspettare gli altri Dall'analisi di un questionario, diffuso tra la popolazione altoatesina da luglio a ottobre di quest'anno, le nostre associazioni, CTRRCE e Altroconsumo, hanno presentato, in una tavola rotonda pubblica tenutasi il 9 ottobre, un decalogo di proposte al prossimo Governo provinciale. Tale decalogo, che sarà inviato a tutti i componenti del nuovo Consiglio e della nuova Giunta, appena questa sarà formata, comprende, tra l'altro, la richiesta di una gestione dell'amministrazione provinciale più oculata ed efficiente, con il taglio delle spese non essenziali e del costo della politica stessa, nonché l' impiego del risparmio così ottenuto in una ridistribuzione più equa dei redditi. Riduzione del costo della politica vuol dire anche "diminuzione degli stipendi dei politici altoatesini": in questi tempi di grave crisi economica, non è semplicemente etico sapere che un nostro consigliere provinciale guadagna 14.057, a fronte di un gettone di presenza percepito dai loro colleghi della maggior parte delle Regioni italiane, non a Statuto speciale. E cosa dire dei 23.897 mensili (circa 12.000 netti, a cui vanno aggiunti 4.000 per il segretario particolare) degli assessori, a fronte dei 15.269,55 netti (comprensivi di tutte le varie indennità) guadagnati dai parlamentari italiani, le cui indennità, a differenza di quelle del Governo altoatesino, sono state bloccate dalla scorsa legislatura, che ridusse anche del 10% gli stipendi del Presidente del Consiglio e dei Ministri? Ci sembra, pertanto, molto interessante la dichiarazione fatta da Durnwalder l'altra settimana: «Guadagno più di Obama? Sono disposto a diminuire il mio stipendio, se lo faranno tutti gli altri!». Perché questa non rimanga una battuta, vorremmo (penso che tutti gli elettori, se non gli eletti, si uniscano in questa richiesta) che il Presidente, senza aspettare che "tutti gli altri si uniscano all'unisono", metta in atto questa proposta, la faccia veramente diventare sua, la porti in votazione al Consiglio (pubblicando in chiaro chi vota contro), la faccia diventare richiesta ai papabili futuri assessori già in queste tornate di colloqui politici per la formazione della Giunta. Marino Melissano responsabile Alto Adige Altroconsumo Obama, tutti gli italiani sul carro del vincitore Leggo divertito sui quotidiani le varie reazioni dei politici, locali e nazionali, alla schiacciante vittoria di Obama delle presidenziali Americane, tutti se lo aspettavano, tutti ne sono felici e si congratulano, Berlusconi si compiace per l'abbronzatura e lo aspetta per dei consigli (che deve dare lui si intende!). Il nostro Paese se ne va a fondo e noi sul ponte della nave a brindare con l'orchestrina che suona, pieni di rifiuti radioattivi stoccati in capannoni fatiscenti ce ne fottiamo allegramente, la monnezza di Napoli nascosta sotto il tappeto, basta non si noti, l'Alitalia svenduta ai privati e ai cittadini sono rimasti i debiti, come la Fiat, la Parmalat e il solito triste elenco. Le banche falliscono sotto i colpi degli speculatori e a chi tocca risarcire le banche dopo che ci hanno succhiato il sangue per anni? La risposta viene da sé! Infrastrutture e autostrade ci costano per realizzarle il triplo che in Spagna e Francia. Aah...meravigliosi Italiani, sempre pronti a saltare sul famoso carro dei vincitori, il nostro ruffianismo misto opportunismo sembra essere il nostro indelebile marchio di fabbrica. Marco Ondertoller In televisione ormai non c'è democrazia Sono veramente disgustato. Tra poco prendo il televisore e lo infilo nel luogo che gli compete. Che i telegiornali siano ormai una carrellata di personaggi filogovernativi può essere ovvio ma che sistematicamente, coscientemente e scientificamente si esprimano fornendo solamente sintetici enunciati che per di più sono in palese contrasto con la più banale verità obiettiva è veramente troppo e disgustoso. Per esempio ci dicono che Alitalia è stata salvata mentre è già in liquidazione a spese nostre, per esempio ci dicono che la riforma Gelmini della scuola si ispiri a quanto vuol fare Obama in America. Ho frequentato il vecchio "liceo classico" ed è stato tale l'imprinting mentale che mi ha dato che di fronte a qualunque problema, a qualunque domanda anche la più banale il mio cervello automaticamente cerca di sviscerare i vari "perchè". Se uno mi chiede che tempo farà domani io mi chiedo "perché" me lo chiede per potergli fornire una risposta più ponderata ed adeguata. La televisione è invece diventata sede di solenni e sicuri enunciati ma assolutamente senza alcun perchè che ne possa sostenere la validità. La riforma Gelmini è quanto di meglio si può fare: il perchè di questo è inutile discuterlo, è così e basta, te lo dico io. E' questa cultura, democrazia? E' questo il mondo verso il quale sono proiettati i nostri ragazzi? E' questa la cultura che si vuole nelle nostre prossime scuole? Si desidera avere un mondo di ciechi obbedienti, di servitori, di lavoratori acritici che producono senza chiedersi il perchè? Purtroppo temo che sia proprio così e la spudoratezza con la quale è ricomparso Licio Gelli me lo confermano. Credo però che i ragazzi questa volta l'abbiano capito, hanno capito che dopo aver sopportato di non avere un lavoro dignitoso ed una pensione degna di chiamarsi tale ora si stanno minando le basi della loro stessa futura e possibile cultura: la scuola. Si giocano tutto del loro futuro. Dai ragazzi, tenete duro, la riforma Gelmini o quant'altro proposto da questo governo toglieranno all'Italia perfino la speranza di un domani migliore. Meraviglia che a questo disegno piduista partecipi anche la Lega che da sempre grida a Roma ladrona. Claudio Molinari

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'Ndrangheta, 24 arresti a Crotone Indagati politici per corruzione (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere.it" del 26-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sequestrate armi da guerra e munizioni, 'Ndrangheta, 24 arresti a Crotone Indagati politici per corruzione Operazione della polizia contro le cosche di Papanice: al centro dell'inchiesta il progetto "Europaradiso" (foto d'archivio) CROTONE - Tre anni di indagini, derivanti da un precedente filone d'inchiesta, sequestri di decine di armi e migliaia di munizioni, 200 uomini sul campo per un blitz scattato alle prime luci dell'alba in Calabria ed in Lombardia, 20 persone finite in manette sulle 24 destinatarie di un provvedimento di fermo emesso dalla Dda di Catanzaro. Sono i numeri dell'operazione «Perseus», condotta dalla Polizia di Stato e mirata a scompaginare le cosche operanti nel Crotonese. Più precisamente i «Papaniciari», il cartello criminale emergente che stava per prendere letteralmente in mano Crotone e la sua provincia, e la cui ascesa è stata per il momento bloccata dall'esecuzione dei provvedimenti di indiziato di delitto, emessi proprio in virtù dell'urgenza di interrompere condotte criminali in atto particolarmente pervasive. PERQUISIZIONI - Oltre ai fermi gli agenti della Polizia di stato hanno perquisito le abitazioni dell'ex direttore generale del Comune di Crotone, Francesco Antonio Sulla; del capogruppo del Pd in consiglio comunale, Giuseppe Mercurio; dell'architetto del comune, Gaetano Stabile; dell'agente immobiliare, Romano Rocco Enrizo; dell'ex vice sindaco, Armando Riganello (An); del presidente della Camera di commercio, Fortunato Roberto Salerno; del capo di gabinetto del Ministero dell'Ambiente, Emilio Brogi; del direttore generale del Ministero dell'Ambiente, Aldo Cosentino; e di un funzionario dell'Unione Europea, Riccardo Menghi. ASSALTO A CROTONE - I Papaniciari, nel momento in cui hanno preso a guadagnare terreno sugli storici gruppi criminali della zona, ritenuti dagli investigatori ormai in fase «calante», hanno compreso che il momento era propizio per «alzare il tiro» ed entrare nelle strutture amministrative del territorio, e nelle istituzioni anche a livello superiore, fiutando per primi, tanto per fare un esempio, il grande affare di «Europaradiso». Il mega villaggio turistico da 7 milioni di euro che doveva sorgere nella zona, e più precisamente l'ipotizzata pesante ingerenza nella fase della sua progettazione finalizzata ad ottenere più soldi possibile dall'Unione europea anche dove ciò non fosse possibile, rappresenta solo uno dei filoni dell'inchiesta, in cui gli inquirenti si sono imbattuti, ed in cui è emerso l'interesse indiscusso di tutte le famiglie del gruppo. «Il Comune di Crotone, è stato letteralmente preso d'assalto» ha riassunto efficacemente Emilio Ledonne, procuratore nazionale antimafia aggiunto, presente alla conferenza stampa che si è tenuta in Procura a Catanzaro, cui hanno partecipato anche il procuratore della Repubblica del capoluogo di regione Vincenzo Lombardo, l'aggiunto Salvatore Murone, il procuratore di Crotone Raffaele Mazzotta, i questori di Catanzaro e Crotone, il capo della Squadra mobile della città pitagorica Angelo Morabito, il capo della sezione criminalità organizzata della Mobile del capoluogo calabrese Saverio Mercurio. «Il dato giudiziario più rilevante dell'inchiesta - ha aggiunto Ledonne - è proprio quello che conferma l'esistenza di una «borghesia» mafiosa, quella zona grigia che consente alla criminalità di infiltrarsi nell'amministrazione tentando di alterarne gli equilibri, e che oggi ci viene indicata dagli elementi relativi e gravi episodi di corruzione di esponenti delle istituzioni, e di interferenza anche nello svolgimento delle ultime elezioni comunali del 2006». LE DUE COSCHE - A tanto sarebbe giunto il cartello dei Papaniciari, decapitato da un'indagine definita «storica» dagli investigatori, «perché per la prima volta sono state coinvolte e colpite in concreto e globalmente le due espressioni della cosca in guerra tra loro per il controllo delle attività criminali sul territorio. Da una parte il gruppo facente capo a Mico Megna, boss subentrato a Luca Megna ucciso lo scorso 22 marzo; dall'altra quello capeggiato da Leo Russelli, finito in carcere lo scorso luglio, ed ora retto dal fratello del boss, Francesco Russelli». Se infatti nel precedente filone d'indagine sfociato nell'operazione «Eracles» ci si era preoccupati di individuare i vertici del cartello, con il naturale prosieguo delle investigazioni, sfociato in «Perseus», «si è fatta terra bruciata attorno ai capi - ha rimarcato Ledonne -, colpendo affiliati e uomini di fiducia». Quasi tutti soggetti incensurati, ha chiarito Morabito, oggi indagati, oltre che per associazione mafiosa, per reati fine che vanno dalla detenzione di arsenali di armi da fuoco, alle estorsioni e danneggiamenti contro imprenditori locali, al traffico di eroina, cocaina, hashish e marijuana. Soggetti identificati grazie ad un paziente lavoro di intelligence ampiamente elogiato oggi dai magistrati, che ha visto operare in stretta sinergia le Squadre mobili di Catanzaro e Crotone, con il supporto del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, sotto la guida di Sandro Dolce, sostituto procuratore antimafia di Catanzaro, e Pierpaolo Bruni, sostituto in servizio a Crotone e da tempo applicato alla Dda, con la collaborazione della Procura nazionale antimafia. Una cooperazione essenziale, questa, per conseguire risultati significativi specialmente «su un territorio in grave difficoltà - ha detto Mazzotta -, dove c'è una fortissima richiesta di legalità. In questo senso abbiamo dato un segnale importante della presenza dello Stato e della nostra efficienza - ha aggiunto -, nonostante si debba fare i conti con carenze di organico e di mezzi». stampa |

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Due giorni (sezione: Costi dei politici)

( da "Libertà" del 26-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Due giorni di consigli comunali seduta oggi alle 18 Gazzola, convenzione per l'uso della palestra GAZZOLA(aa) Oggi, mercoledì 26 novembre, alle 18 è convocato il consiglio comunale di Gazzola. All'ordine del giorno l'assestamento generale al bilancio di previsione del 2008, la convenzione con la Polisportiva VII Castelli gazzolesi per la concessione in uso della palestra comunale, l'alienazione di due tratti di strada pubblica, rispettivamente in località Balletta e Montebissago (denominato Strada comunale di Piozzano). stasera la riunione A Piozzano si parla di servizi scolastici PIOZZANO(aa) Si riunisce stasera, mercoledì, alle 21 in municipio il consiglio comunale di Piozzano, per discutere dell'assestamento di bilancio, della nomina dei revisori dei conti, la permuta di un tratto della strada vicinale di Poviago, dell'adesione al servizio pre-accoglienza degli allievi delle scuole materne e medie di Agazzano e all'azienda pubblica di servizi alla persona del distretto di ponente Azalea (Azienza Albesani e Andreoli) e di alcune convenzioni. sarmato I consiglieri doneranno il gettone a Telethon sarmatoLa riunione di consiglio fissata per domani alle 21 a Sarmato prevede la devoluzione dei gettori di presenza a favore del comitato Telethon. Tra gli altri punti in scaletta: una variazione di bilancio, una convenzione per la gestione del polo bibliotecario piacentino, l'adesione alla nuova azienda pubblica Azalea. Seguiranno mozioni e interpellanze su: qualità dell'acqua, rilevazioni di Arpa, un incontro tra Asl, medici e igiene pubblica, il vecchio impianto di compostaggio e la modifica della fase di luce gialla del semaforo. domani sera Nibbiano, un accordo per i servizi cimiteriali nibbianoL'assestamento del bilancio di previsione aprirà il consiglio di Nibbiano convocato per domani alle 20,30. Tra i punti all'esame dei consiglieri la convenzione e il capitolato per la gestione associata dei servizi cimiteriali. 26/11/2008

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I castisti e l'onorevole Mogherini (sezione: Costi dei politici)

( da "Riformista, Il" del 26-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

linciaggi I castisti e l'onorevole Mogherini Sono stato parlamentare per un paio d'anni, e ho sentito anch'io il morso dei «castisti». I castisti sono quei cittadini che, anche grazie al successo dell'ottimo libro di Stella e Rizzo, hanno inviduato nei privilegi dei parlamentari la causa dei mali dell'Italia. Molti castisti, direi la maggioranza, sono in buona fede. Alcuni, una minoranza, sono teleguidati, anche sul web, da agitatori di professione, che fino a qualche tempo fa si riunivano intorno a Grillo e che ora sembrano orfani di un leader, dopo i ripetuti flop del comico genovese. Ho sofferto quella morsa. Prima, quei pochi che per strada mi riconoscevano si fermavano a parlarmi di politica, con rispetto per la mia professione di giornalista e per le mie idee. segue a pagina 4 di Antonio Polito 26/11/2008

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enti locali, arriva il primo sì allo sbarramento elettorale (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 26-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina VI - Palermo In commissione approvato il tetto del 5 per cento Enti locali, arriva il primo sì allo sbarramento elettorale La commissione affari istituzionali dell´Ars ha approvato lo sbarramento del 5 per cento per le elezioni comunali e provinciali. Sì anche alla riduzione di un terzo delle giunte e all´introduzione del gettone di presenza per i consiglieri comunali e provinciali con la conseguente cancellazione delle indennità di funzione. I consiglieri comunali e provinciali percepiranno un gettone per ogni presenza effettiva e, in ogni caso, il cumulo mensile dei gettoni non potrà superare il 30 per cento dell´indennità prevista per il sindaco o il presidente della Provincia. Alla discussione ha preso parte il governatore Raffaele Lombardo. Il testo approvato prevede anche l´aspettativa non retribuita per gli amministratori eletti negli enti locali che siano dipendenti pubblici e privati, e il divieto di cumulo delle indennità per parlamentari nazionali, europei e regionali eletti nei consigli comunali e provinciali. Il voto finale è atteso per oggi. Sala d´Ercole, intanto, ieri pomeriggio ha approvato la norma che proroga «le autorizzazioni all´esercizio di cava in Sicilia». Il provvedimento riguarda il rinnovo delle autorizzazioni minerarie e la proroga delle precedenti per «consentire di portare a compimento l´estrazione del materiale dalle cave», sino alla approvazione del piano regionale dei «materiali lapidei di pregio». La commissione Bilancio, infine, ha dato l´ok al ddl di riorganizzazione dei dipartimenti. Un emendamento dell´Udc, sottoscritto dal Pdl, prevede che l´Agenzia per i rifiuti e le acque non venga cancellata, come prevede il testo originario. La proposta verrà comunque votata in aula.

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l'assessore russo annuncia "maggiore decentramento" (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 26-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina XI - Palermo L´incontro L´assessore Russo annuncia "Maggiore decentramento" Con la visita alla seconda circoscrizione, giunge alla quinta tappa il tour del neo assessore comunale al decentramento e alle circoscrizioni Ippolito Russo. Accompagnato da Maurizio Pedicone, capo di gabinetto del sindaco, l´assessore Russo ha preso parte ad una seduta del consiglio di circoscrizione per conoscere le problematiche del territorio e di chi deve gestire in prima persona il contatto tra i cittadini e la politica. Rispondendo a diversi consiglieri che chiedevano l´effettiva utilità dei consigli di quartiere e quali fossero i progetti del comune sul decentramento, l´assessore ha spiegato: «Le circoscrizioni ricoprono un´importante funzione di collegamento tra la politica e la cittadinanza che le rende necessarie. Dal giorno successivo al mio insediamento, ho iniziato a lavorare per stilare, sulla base delle impressioni raccolte in questi incontri con i consigli di quartiere, un programma attuativo del decentramento da sottoporre alla giunta comunale. In più di un´occasione il sindaco Cammarata ha reso nota l´intenzione di attuare, dopo anni di paralisi, un concreto decentramento che renda più funzionale la città». Sulla polemica sollevata da alcuni consiglieri circa i tagli ai gettoni di presenza e ai permessi dal lavoro, Russo ha aggiunto: «Nei limiti delle mie competenze, mi sono attivato per venire a capo della questione ma invito i singoli consiglieri a rivolgersi presso i loro referenti politici regionali affinché anche loro intervengano nelle sedi opportune». Paolo Serio, presidente del consiglio della seconda circoscrizione ha commentato: «In mancanza delle deleghe, risulta difficile andare avanti e si corre il rischio di perdere gli stimoli. Auspico che questo incontro possa servire a sbloccare una situazione che si trascina da anni e che mette in dubbio il significato stesso delle circoscrizioni».

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<Stop ai Consigli notturni> (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 26-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

MONZA pag. 5 «Stop ai Consigli notturni» Pepe: «Così eviteremmo i permessi retribuiti» PROPOSTA PER RISPARMIARE SUI COSTI di MARTINO AGOSTONI TAGLI, RISPARMI, casta e crisi. Tutte parole che ormai sono ben radicate nel vocabolario corrente di ogni politico. Parole appunto, mentre di fatti se ne vedono ancora pochi. Ma un?occasione di riscatto, almeno nel piccolo del Consiglio comunale monzese, è stata servita su un piatto d?argento ai 40 politici cittadini che siedono in un?aula che costa circa 4.300 euro ogni volta che viene aperta. Lunedì sera, durante l?ultima seduta, è arrivata dal consigliere del Gruppo della Libertà Fracesco Pepe una proposta per, almeno, «dare un segnale», ha detto ai colleghi. Sotto forma di un ordine del giorno dal titolo «Consiglio comunale dopo mezzanotte? No grazie», Pepe chiede che l?aula si esprima per evitare che le sedute consiliari si protraggano oltre la mezzanotte. Una piccola cosa ma che può valere cifre a quattro zeri. Per consuetudine è stabilito che il parlamentino monzese venga convocato la sera, con l?inizio dei lavori fissato per le 20.30 e la conclusione, dopo 4 ore di lavoro, alle 00.30. «Si anticipi tutto di mezz?ora - dice Pepe -. Si avrebbe un risparmio importante per il Comune». La proposta è semplice, di facile applicazione e non serve a far guadagnare qualche minuto di sonno ai consiglieri. Anzi, a guadagnare qualcosa sarebbero tutti perché, un po? come per Cenerentola, quando rintocca la mezzanotte in Consiglio comunale cambia qualcosa. Soprattutto per le casse del Comune. OGNI SEDUTA del Consiglio comunale costa circa 4.300 euro (se ne fanno circa 60 all?anno per un totale di circa 260mila euro), divisi in oltre 2.700 euro di gettoni di presenza per i 40 consiglieri (74,70 euro lordi a testa), 630 euro per gli straordinari dei dipendenti comunali in servizio per l?aula, circa 200 euro tra luce, riscaldamento o aria condizionata, acqua da bere e spese varie, e 750 euro circa ogni volta per i permessi retribuiti dei consiglieri che il giorno successivo non vanno a lavorare. Una legge del 2000, infatti, stabilisce che un consigliere, che sia anche lavoratore, abbia diritto ad assentarsi dal posto di lavoro per espletare il suo ruolo amministrativo e, nel caso la seduta consiliare si protragga oltre la mezzanotte, abbia anche il diritto di avere un permesso per il giorno dopo. Tutto a spese del Comune che deve rimborsare i vari datori di lavoro per le assenze dei politici lavoratori. E i consiglieri monzesi non lesinano nel far valere i loro diritti tanto che, solo per quella mezz?ora dopo la mezzanotte, il conto annuo per la città in permessi si aggira sui 45mila euro. Chiudere la seduta 30 minuti prima toglierebbe l?imbarazzo e, inoltre, porterebbe ad altri piccoli risparmi anche sulle indennità notturne dei dipendenti comunali in servizio. L?ordine del giorno di Pepe potrà essere votato già dalla prossima seduta: un?occasione per i 40 consiglieri di far vedere la loro scelta tra parole e fatti.

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Inaugurata in città la prima casa del latte Il sindaco: <È come una mucca a gettoni> (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 26-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

CORSICO ROZZANO pag. 22 Inaugurata in città la prima casa del latte Il sindaco: «È come una mucca a gettoni» CESANO BOSCONE UN?INIZIATIVA PER FAVORIRE IL RISPARMIO DELLE FAMIGLIE ? CESANO BOSCONE ? DOPO la casa dell?acqua, la casa del latte. E? stato inaugurato a Cesano Boscone, il distributore di latte crudo che, attingendo il prodotto dagli allevamenti della zona, offrirà un prodotto fresco e genuino, a un prezzo concorrenziale. «È come una mucca a gettoni - ha spiegato il primo cittadino alla folta schiera di cittadini - solo che qui il latte finisce direttamente nelle bottiglie di plastica riutilizzabili più volte. Un?iniziativa che mira al risparmio da parte delle famiglie, ma anche all?attenzione per l?ambiente. E in più facciamo del bene a chi è meno fortunato di noi, perché per ogni euro, 5 centesimi saranno devoluti in beneficenza per progetti di cooperazione internazionale». A rifornire di 300 litri al giorno la casetta sarà l?agricoltore e allevatore Antonio Dornetti, titolare dell?unica cascina rimasta sul territorio di Cesano Boscone. «LA BONTÀ di questo latte è certificata dai controlli che vengono effettuati quasi quotidianamente sulle nostre mucche dagli organi preposti - evidenzia Dornetti - tanto da poterlo consumare anche senza bollirlo prima. Ogni vacca ha la sua carta di identità che dimostra il suo ottimo stato di salute, anche perché si ciba esclusivamente dei prodotti dei nostri campi». Presente anche l?assessore provinciale all?Ambiente Bruna Brembilla: «L?inaugurazione della struttura rinforza il legame importantissimo di questo territorio con l?agricoltura e le aziende agricole, l?unico deterrente all?avanzata del cemento». Fra.San.

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SETTANTASEI POSTI di lavoro tra il 2009 e il 2010: il comune di Fano apre le port... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 26-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

FANO pag. 14 SETTANTASEI POSTI di lavoro tra il 2009 e il 2010: il comune di Fano apre le port... SETTANTASEI POSTI di lavoro tra il 2009 e il 2010: il comune di Fano apre le porte ai giovani con assunzioni a tempo indeterminato. «Credo che si tratti di una opportunità interessante ? commenta l?assessore al Personale, Michele Silvestri ? per far fronte alla crisi economica e alla difficoltà di trovare lavoro». Ci sarà posto per tutti dalle mansioni impiegatizie più semplici fino al ruolo di funzionari. Questi i posti a concorso: 4 collaboratori amministrativi; 1 collaboratore tecnico; 10 istruttori amministrativi; 4 istruttori tecnici (geometri); 2 istruttori dei servizi (animatori della pubblica istruzione); 19 insegnanti di scuola materna; 13 educatrici per l?assistenza all?infanzia (nidi); 12 funzionari amministrativi; 17 funzionari tecnici; 4 funzionari alle attività culturali. «Le assunzioni saranno scaglionate ? spiega Silvestri ? nel tempo e non potranno prescindere dalle condizioni economiche del Comune». «Si tratta di una ottima notizia ? commenta Patrizia Pedaletti della Cisl ? il Comune di Fano è l?unico ente della provincia a bandire un numero così elevato di concorsi». PRIMA di procedere con i 76 concorsi, il Comune ha provveduto a verificare, come previsto dalla legge, la cosiddetta mobilità: personale di altri enti (in tutto 14 persone) che ha fatto richiesta di essere inserito nell?organico del Comune. Così come Fano ha provveduto ad adempiere alla mobilità obbligatoria, legata alla soppressione di enti pubblici. «Se entro il 20 dicembre 2008 ? conferma l?assessore al Personale ? non saranno segnalati dal dipartimento della Funzione pubblica casi di mobilità obbligatoria partiremo con i concorsi». «Un anno e mezzo fa ? prosegue Silvestri ? abbiamo trasformato a tempo indeterminato 33 contratti a termine, recentemente abbiamo indetto 8 concorsi per l?assunzione di vigili urbani e 6 per funzionari dei servizi sociali. Se a questi si aggiungono i 76 concorsi dei prossimi anni abbiamo fatto il possibile per offrire delle occasioni di lavoro a chi è in cerca di occupazione». Dal Pd fanno, però, notare come siano stati bloccati i gettoni di presenza per i dipendenti «fondamentali per il funzionamento delle commissioni e del consiglio comunale. A meno che non si decida di convocarle solo in orario di ufficio». Anna Marchetti

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Il commento dell'avvocato del sindacato autonomo Fials è durissimo: delle due l’... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 26-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Mercoledì 26 Novembre 2008 Chiudi di VITTORIO BUONGIORNO Il commento dell'avvocato del sindacato autonomo Fials è durissimo: «delle due l'una: o si è tentato maldestramente di forzare la normativa cercando di far approvare comunque un atto aziendale in violazione delle norme - dice Tomasso - o vi è stata una assoluta incapacità nel comprendere il testo della normativa. In entrambi casi è evidente la responsabilità del managment aziendale». Tutto da rifare dunque, come si legge nella nota regionale firmata da Tiziana Petrucci e Paolo Artico: «Si resta in attesa del documento di organizzazione e funzionamento di codesta azienda elaborato alla luce del provvedimento regionale succitato (il piano di riassetto della rete ospedaliera, ndr) attualmente all'esame del consiglio regionale». Gongola il sindacato che torna a chiedere al manager Giancarlo Zotti «di provvedere ad attivare immediatamente un tavolo di trattativa sindacale con tutte le organizzazioni rendendo palese e trasparente la fase di formazione dell'atto aziendale». Ma la bocciatura non è l'unica notizia del giorno. La Fials infatti si accinge, sempre tramite l'avvocato Galasso, ad impugnare per condotta antisindacale un'altra delibera Asl. Si tratta di quella adottata l'11 novembre scorso per una gara a trattativa privata per la comunicazione dell'Azienda sanitaria. Proprio nei giorni in cui la Regione cercava di tagliare disperatamente le spese sanitarie, la Asl ciociara ha deciso di aprire i cordoni della borsa prevedendo di spendere almeno 140 mila euro l'anno (120 mila più Iva) per redarre comunicati e organizzare conferenze stampa. Mentre Marrazzo chiedeva il sacrificio a quattro cliniche private che rischiano di mandare a spasso decine e decine di lavoratori, la Asl decide di spendere 12 mila euro al mese per un servizio che già effettua con risorse interne e dunque a costo zero.La delibera, pubblicata nei giorni scorsi ha fatto insorgere i sindacati. «Intanto impugniamo l'atto per condotta antisindacale dal punto di vista formale, ma presenteremo anche un esposto alla corte dei conti perché questo affidamento sembra francamente esagerato e poco opportuno. Un ufficio stampa c'è già - commenta Tomasso - e mi risulta che funzioni, al massimo potevano potenziarlo». Invece i vertici della Asl hanno optato per l'esternalizzazione del servizio. La spesa indicata in delibera è "presunta" e dunque il costo rischia di lievitare, anche perché le richieste sono francamente ridicole. La Asl per questa cifra "pretende" almeno una conferenza stampa l'anno e almeno 6 comunicati stampa l'anno, uno ogni due mesi. Oltre ad una rassegna stampa quotidiana (che già ha, a costo zero visto che è prodotta da un dipendente individuato lo scorso anno con un avviso pubblico interno), una newsletter, un servizio di mediatraining nei vari presidi. , «Ne chiederemo l'annullamento», insiste Tomasso. Tra l'altro la gara, il cui bando scade proprio oggi, è a trattativa privata. Un controsenso, anche perché va contro il decreto numero 41 del 14 novembre scorso, quello relativo alla "Riduzione del costo delle consulenze in misura non inferiore al 20% e riduzione del numero delle stesse" con cui il presidente Marrazzo ha chiesto alle Asl di bloccare le consulenze tagliando anche quelle già in essere.

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Valorizzazione degli assetti patrimoniali, razionalizzazione della spesa ed equità fiscale: son... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 26-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Mercoledì 26 Novembre 2008 Chiudi Valorizzazione degli assetti patrimoniali, razionalizzazione della spesa ed equità fiscale: sono i tre pilastri su cui dovrà reggersi il piano finanziario del Comune concepito nelle sue linee strategiche dal vicesindaco e assessore alle Finanze, Camillo D'Angelo e approvato venerdì in Consiglio comunale. Imprescindibile per il rispetto degli equilibri finanziari è secondo D'Angelo lo scenario nazionale e d internazionale, condizionato da una crisi economica che inciderà inevitabilmente sulle scelte del governo in fatto di finanziamenti agli enti locali, già alleggeriti di Ici su prima casa e case rurali nonché della quota legata ai costi della politica. Un gruzzolo che messo insieme ammonta a circa 4 milioni di euro. D'Angelo ha messo a punto tagli di spesa per il personale con un sldo attivo tra pensionamenti e nuove assunzioni. L'obiettivo è anche di ridurre il fabbisogno finanziario del Comune e quindi delle spese correnti. Il deficit va ridotto partendo dai 7 milioni del 2009 fino ai circa 25 del 2011. Per mantenere l'attuale regime di assistenza e servizi mancano quattro milioni e, ha concluso D'Angelo, spetta al consiglio comunakle decidere se aumentare le tasse per Tarsu affissioni e Cosap, mercati, impianti sportivi e parcheggi, unici settori utili per incrementare le entrate.

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FANO - Il Comune di Fano prepara altre 76 assunzioni, il bando di concorso è in program... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 26-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Mercoledì 26 Novembre 2008 Chiudi di OSVALDO SCATASSI FANO - Il Comune di Fano prepara altre 76 assunzioni, il bando di concorso è in programma il 22 dicembre, ma intanto il sindacato batte cassa per le indennità 2007 sospese ai dipendenti dopo l'ispezione della Ragioneria centrale. "Chiediamo che il personale sia pagato come si è deciso di fare con i dirigenti, non vediamo motivi che giustifichino un trattamento diverso", afferma Tiziana Romani di Cgil. Molta carne al fuoco ieri mattina in Municipio, in totale tre ore filate di riunione. Spazio anche per la questione delle indennità, sollevata i giorni scorsi da Luca Stefanelli, capogruppo Pd, che paventava la possibilità di consigli comunali in orari di ufficio, perché il personale della segreteria non riceve da nove mesi i gettoni di presenza. Il fatto che i dirigenti abbiano invece ottenuto il premio di produttività, oscillante fra 7.000 e 9.000 euro, è stato accolto con un certo fastidio dai dipendenti. "Una chiara scelta politica", si è commentato nella rappresentanza sindacale Rsu. "Capisco - afferma l'assessore Michele Silvestri - che possa creare malumore la scelta di liquidare il premio ai dirigenti e non l'indennità ai dipendenti. Non si tratta, però, di una disparità, ma di due diversi fondi con una diversa storia. Il fondo dei dipendenti è stato ispezionato dalla Ragioneria di Stato e quindi sospeso in via precauzionale. Il premio ai dirigenti è previsto dal contratto nazionale e va liquidato, mentre le indennità sono considerate dal contratto decentrato. L'Amministrazione ha comunque incaricato un consulente esterno e contiamo di risolvere la situazione al più presto". Alla riunione hanno partecipato i sindacalisti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl Diccap, la Rsu, il direttore generale Giuseppe De Leo, il dirigente Pietro Celani e Silvestri, che nel pomeriggio ha annunciato le nuove assunzioni. Bisognerà aspettare fino al 20 dicembre, però, per sapere se saranno coperte tutte e 76 dal concorso pubblico oppure se una quota sarà assegnata attraverso la mobilità obbligatoria. L'esigenza di nuovo personale, per sostituire i 30-40 pensionamenti all'anno, è stata individuata all'interno del piano 2008-2010 e riguarda, per la categoria B, 4 collaboratori amministrativi e un collaboratore tecnico. Per la categoria C: 10 istruttori amministrativi, 4 istruttori tecnici, 2 istruttori dei servizi e 19 insegnanti di scuole materne. Per la categoria D: 12 funzionari amministrativi, 7 funzionari tecnici, 4 funzionari per le attività culturali. "Negli ultimi tempi - conclude Silvestri - abbiamo stabilizzato 33 precari, accantonato 11 posti per la mobilità esterna, previsto 20 progressioni verticali, assunto 8 vigili e selezionato 6 assistenti sociali. Mi sembrano risposte importanti in un periodo di crisi".

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<Consiglio solidale con gli alluvionati> (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Prov Medio Camp Pagina 3025 PABILLONIS «Consiglio solidale con gli alluvionati» PABILLONIS --> Ha partecipato anche il Comune di Pabillonis alla gara di solidarietà in favore degli alluvionati della Marmilla. Il violento nubifragio che ha devastato alcune paesi causando danni ingenti non ha lasciato insensibili i consiglieri comunali. Su proposta del sindaco Marco Dessì infatti è stata votata una mozione «per destinare il gettone di presenza della seduta odierna al Comune di Segariu quale segno di partecipazione per i danni causati verificatesi nel mese di ottobre». Su undici consiglieri presenti sono stati nove i voti favorevoli mentre uno si è astenuto. Un consigliere inoltre ha dichiarato di non partecipare alla votazione perché ha deciso di destinare i gettoni di presenza del 2008 all'associazione Croce Verde di Pabillonis. (d. f.)

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