Sezione
principale: Costi dei politici
Dal
carcere al talk-show La seconda vita di Racz
( da "Stampa,
La" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ma dalla
produzione ci si limita a parlare di un «gettone di presenza». Le telecamere
nello studio si accendono intorno alle sette e dieci di sera. Vespa è teso,
ripete per tre volte la registrazione dell'annuncio della puntata. Alle sette e
mezza appare Racz. Giubbotto blu con la zip, occhio vispo, aria tranquilla.
Ugo
Voyat presidente della Sitrasb ( da "Stampa, La"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Al presidente
spetta un compenso di 30.987 euro l'anno, ai consiglieri 6 mila euro; per tutti
il gettone di presenza è di 155 euro. Ugo Voyat resterà vice presidente
dell'Uv: «I ruoli - ha detto - non mi paiono incompatibili, ma porrò la
questione al Comitè Fédéral e mi rimetterò alle decisioni del movimento».
SABATO
A MANTOVA ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
All'ordine
del giorno, dopo le comunicazioni del presidente e la lettura ed approvazione
dei verbali della seduta precedente, si parlerà della determinazione della
misura del gettone di presenza per i consiglieri e dell'approvazione del
bilancio annuale e pluriennale.
Domani
in consiglio i bilanci e le opere
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
determinazione
degli importi dei gettoni di presenza da corrispondere ai consiglieri per la
partecipazione a consigli e commissioni per l'anno 2009; bilancio di previsione
per l'anno 2009, pluriennale e relazione previsionale e programmatica per il
triennio 2009-2011; approvazione del programma triennale di lavori pubblici per
il triennio 2009-2011 ed elenco annuale delle opere;
Il
Comune ha azzerato i compensi ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Anche i
consiglieri in consiglio hanno rinunciato ai 18,08 di gettone per ogni
presenza. Va aggiunto poi che gli amministratori hanno tagliato dal bilancio
anche i rimborsi spese e quelle di rappresentanza. Se pertanto qualche
assessore, o il sindaco, si reca a Mantova per qualche incontro, le spese sono
a suo carico.
Fava
sembra l'ultimo dei Gattopardi Sulle Commissioni si discute ancora
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
della
modifica della composizione delle Commissioni consiliari a seguito della
fuoriuscita del consigliere Sodano dal gruppo di Forza Italia. Per inciso,
sottolineo come a seguito della Finanziaria 2008 molti consiglieri provinciali
non percepiscono i gettoni di presenza né per le sedute di Consiglio né per la
partecipazione alle Commissioni in quanto assessori comunali o sindaci.
un
solo parlamentino in agro non basta
( da "Nuova
Sardegna, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
La linea di
pensiero prevalente suggerisce di conservarne quattro, il numero massimo
consentito, ridisegnando i confini in maniera organica. In commissione Affari
generali non c'è unanimità di pensiero. C'è chi propone di eliminare i gettoni
di presenza e di ritornare ai vecchi comitati di quartiere gratuiti, c'è chi
chiede di conservare la partecipazione democratica dal basso.
sanità,
ultimo scontro sulla riforma tagli al gettone dei manager decaduti - massimo
lorello ( da "Repubblica, La"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
violazione di
una legge nazionale, avrebbe voluto regalare cinque milioni di euro ai
direttori generali che cesseranno il rapporto di lavoro dopo l´entrata in
vigore della legge». Ma la maggioranza ha ottenuto che i manager i quali
raggiungeranno gli obiettivi contrattuali potranno ottenere un secondo incarico
rimanendo alla guida della stessa azienda complessivamente per sei anni.
Andreatta:
( da "Adige, L'"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Il tema dei
costi della politica è sempre caldo. Credo sia giusto recuperare un po' di
sobrietà ed è giusto avviare una riflessione sulla riorganizzazione del
Consiglio comunale. Come? Non dico una riduzione di brutto del numero dei
consiglieri, ma certo qualcosa va fatto.
Tommasoli,
si allunga la lista dei consulenti
( da "Arena,
L'" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
si allunga la
lista dei consulenti Per chiarire le cause della morte saranno in quattordici
Venerdì tutto sarà ufficializzato davanti alla corte d'Assise ma il numero dei
consulenti di parte che affiancheranno il professor Carlo Torre e il dottor
Guido Stura, i periti incaricati dalla Corte di «leggere» le cartelle cliniche,
(
da "Nazione,
La (Lucca)" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
così come per
la casa e l'edilizia popolare e rischiamo di perdere le risorse già stabilite».
Raspini, altro rappresentante del Pd, ha affermato che da quando è entrata in
vigore la legge Prodi che invece dell'indennità mensile ha portato il compenso
ai gettoni di presenza, i rapppresentanti nelle commissioni sono passati da 40 a 65.
JESI
- Marketing urbano e sviluppo economico (20 mila euro), Jesi Città Creativa (25
mi... ( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Massaccesi
che ha già pronto un emendamento per eliminare tali impegni di spesa e
dirottarli nel fondo di solidarietà, che passerebbe così - spiega sempre
l'esponente di opposizione - dagli attuali 100 mila euro a 216 mila. Massaccesi
proporrà inoltre di ridurre del 10% le indennità di carica e i gettoni di
presenza per gli organi istituzionali (si prevede un ulteriore risparmio di 20.
Ancona
INCREDIBILE. In serie B c'è un solo giocatore (portieri esclusi) che &#...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
dopo esser
stato da poco premiato per l'importante traguardo delle 100 presenze. Nella sua
prima stagione aveva collezionato 34 gettoni (32+2 play-out), con quattro sostituzioni
e saltando solo le trasferte di Lanciano ed Avellino. Nello scorso campionato
le presenze sono state 37 (33+4 play-off), con una sostituzione, saltando solo
il match di Crotone.
(
da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
14 «Devolvo i
gettoni di presenza ai lavoratori in difficoltà» CASTELFRANCO ANDREOZZI DI
RIFONDAZIONE di GIAN LUIGI CASALGRANDI NONANTOLA UN'ALTRA conferma di Nonantola
in balia della criminalità. L'ultima razzia è avvenuta la notte scorsa al
bar-tabaccheria Anthea (ex Parigina) nella centralissima via Vittorio Veneto.
CASTELFRANCO
LA CRISI economica si fa sentire e ad esserne colpi...
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
In qualità di
consigliere continua Andreozzi ho deciso di rinunciare a tutti i gettoni di
presenza che mi spettano dal gennaio 2009, sino a fine legislatura e darò
mandato affinché siano destinati alla istituenda Cassa di resistenza' per i
lavoratori in lotta per il posto di lavoro e per quelli licenziati per motivi
sindacali.
troppe
sedute consiliari rinviate altro che risparmi
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ben venga la
notizia di un significativo ridimensionamento dei costi della politica
comunale. Poi, il cittadino qualsiasi fa due conti e magari anche due
strampalate considerazioni e scopre, sempre secondo il criterio
"spannometrico", che a fronte delle 34 sedute consiliari del 2006 con
un costo stimato di 138.
Milan:
per la difesa si segue Clichy ( da "Datasport"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ma e' vero
che il Milan e' un grandissimo club e fa veramente piacere sapere di essere
seguito da una squadra del genere". Strapparlo ai Gunners non sara'
facile, visto che Clichy (arrivato a Londra nel 2003 e con 120 gettoni di
presenza al suo attivo) ha rinnovato pochi mesi fa il suo contratto fino al
2012.
TINA
CIOFFO A CASAL DI PRINCIPE MANCA L'ASSISTENTE SOCIALE TERRITORIALE E I
CITTADINI DOPO Q... ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Un sostegno
una tantum pagato con un gettone di presenza che non riesce difatti ad
assicurare la stabilità né per il professionista tantomeno per l'utente. Il
servizio di segretariato sociale nato con la legge 328 del 2000, la «Legge
quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi
sociali», dà informazioni e consulenza sulle prestazioni sociali,
Unes
lancia il primo supermercato ecologico
( da "Affari
Italiani (Online)" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
51 Nasce in
provincia di Milano il primo supermercato ecologico. Cestelli della spesa e
gettoni per i carrelli nati dal recupero di tappi di bottiglia, shopper bio
degradabili e macchine per riciclare le bottiglie in Pet in cambio di speciali
buoni sconto. Sono solo alcune delle "eco-curiosità" presentate da
Unes durante l'inaugurazione del suo primo supermercato U2 ecologico -
I
rifiuti solidida Serradifalcodirettamente nella discarica
( da "Sicilia,
La" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
la proposta
di riduzione del numero degli assessori. «Così si risparmierà una bella somma -
dice il capo gruppo consiliare Udc Rosario Meli - ancora di più se aboliamo il
gettone di presenza per i consiglieri comunali». L'altro punto nell'agenda dei
lavori riguarda la proposta dei consiglieri Fabio Bennici, Rosario Meli,
Trecastagni
stare Valverde okay ( da "Sicilia, La"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Valenti,
Lupica, Pimpuscatu, Vitellino, Brigante, Rizzo, Renda, Orologio, Leonardi. N.
A. GRAMMICHELE: Terranova, Fragapane, Lamonica, Valerio, Campanello (42'
Brunetto), Amato, Strano, Attaguile, Mammana. ARBITRO: Ardita di Catania. RETI:
8' Rizzo, 15' , 25' e 47' Valerio, 33' e 38' Attaguile, 51' Lazzara.
Soria
sotto torchio regali e gettoni a politici e parenti
( da "Stampa,
La" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
lei ha mai
pagato gettoni di presenza a relatori del Grinzane, in occasione di convegni o
premi, a politici, parenti (dei politici) e funzionari pubblici?». La risposta
è un no secco. Domanda successiva: «Dobbiamo chiederle anche dei regali, abbiamo
una testimonianza che riferisce di un libro antico donato da lei a Claude
Raffestin».
"Incassi
crollati Niente sconti nelle zone blu"
( da "Stampa,
La" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
i componenti
del consiglio di amministrazione e del collegio dei sindaci, altri 24 mila euro
(escludendo i gettoni di presenza, che vanno da un minimo di 90 ad un massimo
di 150 euro). «Il mio stipendio? E' in linea con quanto previsto dalla legge e,
lo sottolineo due volte, mi vanto di pagare le tasse fino all'ultimo centesimo»
dice Berutti.
triplicati
i costi dello staff del sindaco ( da "Centro, Il"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Così, in
attesa dell'approvazione del bilancio nel consiglio del 30 marzo, il
consigliere Francesco Maragno (foto) si accorge dei numeri in crescendo. «è
l'esaltazione in chiave cabarettistica della politica», così comincia un altro
attacco di Maragno al sindaco Pasquale Cordoma.
taglio
agli stipendi di sindaco e consiglio
( da "Centro,
Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
il taglio del
30 per cento delle indennità di funzione. Nel mirino sono finiti, dunque, lo
stipendio di sindaco, assessori e presidente del consiglio comunale. E anche
per i consiglieri comunali è previsto il taglio del gettone di presenza. Le
indennità furono ridotte l'ultima volta il 19 dicembre 2005: la giunta del
sindaco Paolo Fornarola, quattro anni fa,
Class
Editori, nel 2008 ricavi totali in crescita dell'8,4%
( da "Italia
Oggi" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
acquisto
della società MF Honyvem S.p.A. (finanziata in parte con linee bancarie) sia
alla crescita dei tassi di interesse che si è registrata fino al mese di
ottobre 2008.Il risultato di competenza di gruppo, dopo gli interessi di terzi
e le imposte, è negativo per 2,99 milioni di euro (+0,94 milioni di euro nel
2007).
Comunità
montana Tagliati i compensi di consiglieri e Giunta
( da "Giorno,
Il (Varese)" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
norme inserite
nel documento di previsione approvato senza voti contrari e con tre astensioni,
a una riduzione delle indennità per presidente e assessori e all'abolizione dei
gettoni di presenza dei consiglieri. La scelta compiuta dall'assemblea si somma
alla decisione presa nel 2005 di ridurre del 10% i rimborsi privilegiando
investimenti e servizi alla macchina amministrativa.
DANIELE
BATTISTEL Nessuno di loro si ritiene uno scansafatiche - e la loro lunga
presenza sulla scena politica è li a testimoniarlo - ma di allungare di un'ora
le sedute del Consig ( da "Adige, L'"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
che in questa
legislatura è stato aumentato il numero dei membri di diverse commissioni (con
gettone da 120 euro, ndr) per saziare gli appetiti di sedie dei membri della
maggioranza. Andreatta, evidentemente, fa finta di non ricordarlo». «La vera
soluzione - conclude - l'ha proposta Morandini con il taglio del 25% delle
indennità di sindaco, assessori, presidenti di circoscrizione.
FABRIANO
CONSIGLIO comunale che si annuncia come un autentica ma...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
allinea a
quella di Marco Ottaviani (lista Carmenati) che aveva chiesto ai consiglieri
comunali di riservare parte del gettone di presenza proprio al sostegno
dedicato a chi perdere lavoro e sarà gestito da un apposito comitato tecnico.
Diffidente Silvano D'Innocenzo (Fi): «La gestione di questi stanziamenti andrà
controllata con attenzione perchè vadano realmente a chi ne ha bisogno»
Quattro
iniziative, una istituzionale e tre di carattere pratico, per combattere la
crisi ec... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
aumenterà la
garanzia dal 50% al 70% per facilitare la concessione dei finanziamenti da
parte delle banche. Agevolazioni in vista anche per l'energia. Grazie al
Consorzio nazionale Cenpi, Confartigianato sarà in grado di offrire alla
categoria costi più contenuti per l'elettricità. «Se l'energia costa meno,
l'impresa cresce.
(
da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
questo
significa che oltre ai gettoni di presenza serve dare dall'altra parte un
apporto vero alla comunità. E in questo caso, con bollette che superano anche i
1000 euro, quale apporto è stato dato? Io non ne ho visti». AL VERTICE di Aspes
gas siede Giovanna Cecconi, presidente uscente di Marche multiservizi, dove vi
è rimasta col ruolo di consigliere,
Class
Editori, nel 2008 ricavi totali in crescita dell'8,4%
( da "Italia
Oggi (MarketingOggi)" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
acquisto
della società MF Honyvem S.p.A. (finanziata in parte con linee bancarie) sia
alla crescita dei tassi di interesse che si è registrata fino al mese di
ottobre 2008. Il risultato di competenza di gruppo, dopo gli interessi di terzi
e le imposte, è negativo per 2,99 milioni di euro (+0,94 milioni di euro nel
2007).
Federalismo
fiscale: il disegno di legge approvato dalla Camera dei Deputati
( da "AltaLex"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
di
emolumenti, gettoni di presenza o altre forme di retribuzione ai componenti del
consiglio provvisorio della città metropolitana in ragione di tale incarico; d)
previsione che, fino alla data di insediamento dei rispettivi organi così come
disciplinati dalla legge di cui al comma 1, il finanziamento degli enti che
compongono la città metropolitana assicura loro una più ampia autonomia
Ancona
verso il voto Il sindaco Pdl parte Tagliare i costi della politica per
finanziare il sociale ( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Giovedì 26
Marzo 2009 Chiudi Ancona verso il voto Il sindaco Pdl parte «Tagliare i costi
della politica per finanziare il sociale»
Parlamentini
nel mirino: 500 riunioni in un anno
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Provincia di
Sassari Pagina 7035 Sassari. Medie da brivido per i gettoni di presenza nelle
circoscrizioni Parlamentini nel mirino: 500 riunioni in un anno Sassari.. Medie
da brivido per i gettoni di presenza nelle circoscrizioni --> Cinquecento
riunioni in un anno.
L'Amministrazione
Comunale ora pensa a tagliare il numero dei suoi dirigenti
( da "Italia
Sera" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Poi si è
passati ai numeri delle consulenze: "La giunta Alemanno da quando si è
insediata ha nominato un solo consulente, il generale Mario Mori, mentre con la
nuova amministrazione comunale il numero dei dirigenti esterni è sceso dai 35
della giunta Veltroni agli attuali 27".
Nasce
COMUNE. ( da "Sicilia, La"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
il Consiglio
comunale è convocato per una seduta di "question time". Sulla
possibilità di legare il gettone di presenza alla partecipazione alla
votazione, il presidente del Consiglio Carmelo Callari ha detto che ad
Agrigento non é necessario perché il consesso da lui presieduto fa registrare
sempre una presenza elevata alle votazioni, per cui non c'é alcun bisogno di
incentivi.
Consiglieri
Ap più Giuseppe Licata (Insieme per la Provincia)
( da "Sicilia,
La" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ottica di
massima trasparenza dell'azione di detti rappresentanti istituzionali. Più
specificamente la proposta di Licata chiede che vengano resi di pubblico
dominio: per i consiglieri, lo stipendio e/o i gettoni di presenza percepiti a
qualsiasi titolo dalla Provincia, gli atti presentati con relativi iter fino
alla loro conclusione,
Vittorio
Veneto Ha fatto parlare molto la lite, soprattutto per il luogo pubblico e
decisamente ... ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
gettonista»
con contratto a termine, libera professionista, arrivata in ritardo a prendere
il suo servizio, e una dipendente dell'Uls 7 che dopo aver lavorato tutta la
notte non vedeva invece l'ora di andare a casa. Proprio per questo ritardo -
che non sarebbe stato il primo - pare sia nata la discussione tra le due donne
medico.
Mentre
dalla maggioranza Enrico D'Este (Innovare) propone di istituire una commissione
speciale... ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ed ovviamente
senza gettone di presenza. Della proposta, che ha avuto una prima buona
accoglienza, si discuterà molto probabilmente già al prossimo consiglio
comunale. I morsi della crisi si fanno sentire ogni giorno di più. Sono
purtroppo in aumento le persone che si rivolgono al Comune e alla Caritas per
un sostegno.
(AGR)
BASILICATA ED EUROPA PER RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE PA
( da "Basilicanet.it"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ambito delle
imprese private. Lâ??assegnazione del finanziamento da parte del Programma
Interreg Sud-Est Europa rappresenta oltremodo un successo, per il rigido
processo di selezione che a fronte di 821 proposte pervenute ha visto
finanziare solo il 5% delle stesse.
Cinque
luoghi comuni sui giornali e sul giornalismo
( da "Blogosfere"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
giornalismo
attento ai beni comuni (magari finanziato da fondazioni). Oppure i
micropagamenti, come osserva Marco Pratellesi. E ancora: finanziamenti da parte
delle comunità locali (come Spot.us). Internet riduce le opportunità per il
giornalismo d'inchiesta. E perché dovrebbe? Internet ha diminuito il costo di
accesso alle informazioni.
CALCIO/
INGHILTERRA, BECKHAM VERSO 109 PRESENZE: GRAZIE AL MILAN
( da "Wall
Street Italia" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Il
centrocampista del Milan potrebbe tagliare il traguardo delle 109 apparizioni
in nazionale nell'amichevole di sabato a Wembley contro la Slovacchia,
superando Bobby Moore, capitano dell'Inghilterra campione del mondo nel 1966.
Davanti al 33enne però c'è il portiere Peter Shilton con 125 'gettoni'.
"Avere le presenze che ho adesso è un grande onore.
( da "Stampa, La" del
25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
La procura
Personaggio "A 18 anni volevo fare voto di castità poi ho deciso di
diventare pasticciere" Dal carcere al talk-show La seconda vita di Racz
«Giudizio immediato per i veri stupratori» FLAVIA AMABILE La Caffarella «Non
conosco quel parco e non capivo perché mi arrestassero» ROMA La Procura della
Repubblica si appresta a chiedere il rito immediato per Ionut Alexandru e
Oltean Gavrila, autori dello stupro di una quattordicenne nel parco della
Caffarella (nella foto un sopralluogo degli investigatori). Ieri, intanto, si è
riunito il Tribunale del Riesame per decidere sulla scarcerazione di Alexandru
Loyos Isztoika, uno dei due romeni arrestati pochi giorni dopo lo stupro, ma
poi scagionati: è accusato di calunnia nei confronti della polizia romena che,
a quanto dice, gli avrebbe estorto la confessione. Ma il pm chiede che resti in
cella: è sospettato di avere «coperto» uno dei veri stupratori, Gravila.Dove è
Karol Racz?». Terzo piano del centro di produzione Rai di via Telulada: si
aspetta il sindaco Gianni Alemanno per iniziare la registrazione di «Porta a
Porta» sul romeno, rimasto 35 giorni in carcere con l'accusa di aver stuprato
due donne e uscito due sere fa, innocente. La sala vip ha la porta aperta su un
buffet, ma di Racz nemmeno l'ombra. «Non ci si può parlare», avvertono due
hostess. E perché mai non si può parlare con un uomo libero e per di più
innocente? Da 24 ore i giornalisti provano ad avvicinarlo e vengono respinti
dall'avvocato, Lorenzo La Marca. «Ha chiesto lui così», spiegano un po' di
persone dalla trasmissione. «Ha chiesto una stanza a parte ed è lì chiuso con
l'avvocato ad aspettare l'inizio della trasmissione. Non se la sentiva di stare
con gli altri». Lo descrive così anche l'avvocato. Parla di un uomo
«disorientato», che «per 35 giorni non ha visto la tv e che quindi non capisce
che cosa sia questo clamore». In effetti nel primo giorno da persona libera di
Racz di clamore ce ne è stato un bel po'. Alle 19,45 di lunedì si apre il cancello
di Regina Coeli, il tempo di fare pochi passi e chiudersi dentro una Mercedes
grigio metallizzata, inviata dalla trasmissione. La prima corsa fino a via
Teulada, dove Bruno Vespa è in studio ed è tentato dall'idea di mandare subito
in onda Racz. Alla fine si rimanda di un giorno. Racz viene accompagnato a cena
e poi in albergo. Raccontano che non sia uscito nemmeno ieri, se non per
pranzare e poi nel pomeriggio, accompagnato dalla solita Mercedes, per tornare
alla Rai di via Teulada. Arriva intorno alle sei e mezza e si chiude nella
stanza. «Non vuole parlare», è il ritornello ripetuto a tutti. In realtà vuole
parlare solo a «Porta a Porta». Che avrà mai da dire, allora? Circola subito
voce di un compenso, ma dalla produzione ci si limita a
parlare di un «gettone di presenza». Le telecamere nello studio si accendono intorno alle sette e
dieci di sera. Vespa è teso, ripete per tre volte la registrazione
dell'annuncio della puntata. Alle sette e mezza appare Racz. Giubbotto blu con
la zip, occhio vispo, aria tranquilla. Prima domanda: che cosa ha
provato dopo l'arresto? «Non riuscivo a capire, non riuscivo a capacitarmi del
motivo per cui ero stato arrestato», risponde. E perché l'amico Alexandru Loyos
l'ha accusato di aver commesso lo stupro? «Non so perché l'abbia fatto, non mi
spiego il motivo», risponde di nuovo. Poi spiega di non essere andato a Livorno
«per fuggire, ma perché volevo raggiungere mio fratello e cercare un nuovo
lavoro». Conosce il parco della Caffarella dove è avvenuto uno dei due stupri
per cui era finito in carcere? Racz nega, e nega di conoscere Primavalle. Dalla
questura fanno sapere che ha alcuni precedenti penali in Romania per furto. Lui
nega di nuovo: potebbe esserci stato «un equivoco» per un'omonimia con il
fratello, lui sì con precedenti a carico. Per quel che lo riguarda, ha solo una
multa per un biglietto non pagato su un treno. Nega tutto e racconta di quando
aveva 18 anni e voleva fare voto di castità e diventare monaco ortodosso. «Sono
stato in monastero per quattro anni», ricorda. Racconta della sua infanzia in
orfanotrofio e del lavoro come pasticciere e fornaio e dell'arrivo in Italia
nel 2007. E ora che cosa vorrebbe fare dopo che l'Italia l'ha tradito così?
«Vorrei rimanere, stabilirmi e trovare un lavoro qui. Non saprei che cosa fare
in Romania».www.lastampa.it/amabile
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( da "Stampa, La" del
25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Nomina Ugo Voyat
presidente della Sitrasb Ugo Voyat, ex assessore regionale e attuale vice
presidente dell'Uv, è il nuovo presidente della Sitrasb (Società italiana
gestione traforo Gran San Bernardo). Lo ha nominato ieri la giunta regionale in
seduta straordinaria, in sostituzione di Lorenzo Chentre. Rinnovato anche il
Cda della società (diminuito di un componente) che sarà composto dal
riconfermato Guglielmo Piccolo e da Albert Joseph Bétemps e Francesco
Schimizzi, destinato alla vice presidenza; resteranno in carica tre anni. Al presidente spetta un compenso di 30.987 euro l'anno, ai
consiglieri 6 mila euro; per tutti il gettone di presenza è di 155 euro. Ugo Voyat resterà vice presidente dell'Uv: «I
ruoli - ha detto - non mi paiono incompatibili, ma porrò la questione al Comitè
Fédéral e mi rimetterò alle decisioni del movimento».
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( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
SABATO A MANTOVA
SABATO A MANTOVA VOLONTARI PER ABIOMANTOVA Importante iniziativa di
"Abiomantova" Associazione per il bambino in ospedale. Sabato 28,
alle 9, inizia il corso al Presidio di Formazione dell'Ospedale Carlo Poma di
Mantova. "Abiomantova", a questo scopo, ricerca volontari
professionisti del gioco per un'occasione unica per imparare ed insegnare a
giocare. Per informazioni: cell. 328/4452880 e-mail: abiomantova yahoo.it.
(m.m.) AVC CURTATONE VIAGGIO A BERLINO L'associazione volontari Curtatone
propone un viaggio a Berlino dall'8 all'11 maggio con volo da Bergamo. Visita
della città con guida locale. Prenotazioni entro venerdì. Costo del viaggio in
mezza pensione 520 euro. Info Edvige 037647273. LUNEDI' PROSSIMO UNIONE COMUNI
VIRGILIANI Consiglio dell'Unione dei comuni virgiliani lunedì prossimo alle 18,30 a Virgilio. All'ordine del giorno, dopo le comunicazioni del presidente e la
lettura ed approvazione dei verbali della seduta precedente, si parlerà della
determinazione della misura del gettone di presenza per i consiglieri e dell'approvazione del bilancio annuale e
pluriennale.
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( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Casalromano.
Numerosi i punti in discussione Domani in consiglio i bilanci e le opere
CASALROMANO. Il consiglio comunale è convocato per domani alle ore 19.15 per
esaminare i seguenti argomenti: piani di zona per l'edilizia economica e
popolare e per gli insediamenti produttivi e terziari: determinazione del
prezzo delle aree o fabbricati da cedere in proprietà o in diritto di
superficie; servizi pubblici a domanda individuale anno 2009: servizi, costi e
mezzi di finanziamento; conferma aliquota per l'applicazione dell'addizionale
comunale all'Irpef per l'anno 2009; Imposta comunale sugli immobili (Ici):
determinazione di aliquote e detrazioni per l'anno 2009; determinazione dei
valori medi di mercato delle aree fabbricabili da assumere come riferimento per
gli accertamenti sull'Ici dell'anno 2009; determinazione
degli importi dei gettoni di presenza da corrispondere ai consiglieri per la partecipazione a consigli
e commissioni per l'anno 2009; bilancio di previsione per l'anno 2009,
pluriennale e relazione previsionale e programmatica per il triennio 2009-2011;
approvazione del programma triennale di lavori pubblici per il triennio
2009-2011 ed elenco annuale delle opere; piano di alienazione di beni
immobili nell'anno 2009; approvazione del programma degli incarichi di studio,
di ricerca e di consulenze per l'anno 2009; regolamento della commissione
comunale di vigilanza sui locali ed esercizi di pubblico spettacolo. (g.m.)
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( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Bozzolo, tagli alle
spese Il Comune ha azzerato i compensi BOZZOLO. Il Comune di Bozzolo, tra
consiglieri, assessori e sindaco, non costa assolutamente nulla. Bozzolo è
infatti l'unico caso (o tra i pochissimi) nel mantovano dove gli amministratori
si sono azzerati i compensi. A Bozzolo pertanto non interessa tanto la querelle
giuridica sull'adeguamento Istat delle indennità di funzioni a sindaci e
amministratori ridotte del 10% nella finanziaria del 2006 e che adesso sono di
2.169,12 mensili come Bozzolo (da 3
a 5mila abitanti) col conseguente compenso a cascata
degli assessori. Anche i consiglieri in consiglio hanno
rinunciato ai 18,08 di gettone per ogni presenza. Va aggiunto poi che gli amministratori hanno tagliato dal
bilancio anche i rimborsi spese e quelle di rappresentanza. Se pertanto qualche
assessore, o il sindaco, si reca a Mantova per qualche incontro, le spese sono
a suo carico. Aboliti i rinfreschi. Sono solo ammessi il rimborso in
treno per i lunghi viaggi cosicché se un amministratore va a Milano al massimo
può contare sul rimborso per il biglietto del treno. Ci sono motivi economici
di quadratura del bilancio, ma anche necessità di esempi di sobrietà da parte
di chi governa, di protesta come ha spiegato il sindaco, per i tagli
indiscriminati ai comuni e i trasferimenti di risorse statali su base storica
anziché sulla efficienza. Come ha sottolineato il consigliere Aurella Ventura
della Lega la decisione vale per questo consiglio comunale mentre dal secondo
semestre saranno i nuovi consiglieri a fare le loro valutazioni e a decidere.
(a.p.)
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( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Fava sembra l'ultimo
dei Gattopardi Sulle Commissioni si discute ancora Con riferimento ai due
articoli pubblicati sulla Gazzetta il 14 e 15 marzo dal titolo: «Provincia,
commissioni più costose» e «I miei colleghi? Degli sfaccendati», alcune dovute
precisazioni. In quanto presidente del Consiglio sono chiamata per statuto a
esprimere le sensibilità e gli orientamenti del Consiglio sui temi generali di
carattere politico, sociale, economico e culturale. Le affermazioni del
consigliere Fava fatte attraverso la stampa sembrano disattendere un'opportuna modalità
di esercizio del ruolo di consigliere, in quanto inducono l'opinione pubblica a
ritenere che il Consiglio Provinciale abbia già espresso un orientamento, in
sede di Conferenza Capigruppo, in merito a un ipotetico aumento del numero dei
componenti le Commissioni Consiliari da 15 a 19. Vanno precisate alcune premesse
importanti per condurre la questione nella giusta dimensione, senza forzature
strumentali che gettano discredito sull'intero collegio, sul ruolo dei singoli
Consiglieri e sulla stessa istituzione. La Conferenza Capigruppo, in quanto
organo permanente con funzioni consultive del Consiglio è stata da me convocata
il 2 marzo allo specifico scopo di trattare la questione relativa alla
composizione delle Commissioni alla luce delle disposizioni normative in
materia e delle note vicende politiche intervenute rispetto al Gruppo Lega
Nord. In particolare, nei giorni precedenti, il consigliere Lamagni aveva fatto
pervenire alla Presidenza del Consiglio, formale comunicazione di costituzione
di un nuovo gruppo consiliare «Idea Nuova». La stessa questione era già stata
sollevata mesi prima in conferenza capigruppo quando il Consigliere Fainozzi
uscì dal gruppo dell'Udc per costituire il gruppo della Rosa Bianca. In
quell'occasione si decise, in accordo anche con le forze politiche interessate
dalla nuova compagine (consiglieri Fainozzi e Zampriolo), di non attuare
un'interpretazione rigida delle norme di autoregolamentazione, così che i due
consiglieri rimasero in rappresentanza delle stesse commissioni di prima della
costituzione del nuovo gruppo. La questione fu affrontata con buon senso ed
equilibrio politico, con la riserva di sondare gli orientamenti a sostegno di
una modifica della norma sia regolamentare (art. 11 regolamento del Consiglio),
che statutaria (art. 20). La richiesta del nuovo gruppo «Idea Nuova» dunque è
in corso di discussione ed è trattata nel rispetto della dialettica politica e
del buon senso nell'amministrare la cosa pubblica. Il regolamento del Consiglio
Provinciale è stato approvato nel 2004 con il voto favorevole anche del
consigliere Fava, e non è stato modificato nel gennaio 2007. Nel 2007 ci fu
solo la presa d'atto del Consiglio Provinciale della
modifica della composizione delle Commissioni consiliari a seguito della fuoriuscita
del consigliere Sodano dal gruppo di Forza Italia. Per inciso, sottolineo come
a seguito della Finanziaria 2008 molti consiglieri provinciali non percepiscono
i gettoni di presenza né
per le sedute di Consiglio né per la partecipazione alle Commissioni in quanto
assessori comunali o sindaci. Invito il consigliere Fava, a non
utilizzare in modo strumentale gli argomenti ancora oggetto di discussione
presso i competenti organi consiliari, né a delegittimare le istituzioni e le
assemblee elettive anche per non apparire come il Principe di Salina, l'ultimo
dei Gattopardi che comprende che se la sua classe desidera che tutto rimanga
com'è e come sempre è stato, anche dopo gli stravolgimenti che si
preannunciano, bisogna che paradossalmente tutto cambi. Per cui lo invito al
rispetto degli eletti in Consiglio Provinciale e degli elettori che hanno
voluto questi consiglieri all'indirizzo e al controllo della Provincia, e ad
apportare il proprio valido contributo per una equilibrata e corretta
risoluzione della questione posta sulla stampa. E' l'occasione per restituire
al territorio una politica costruttiva, propositiva e capace di affinare la
sostanza degli obiettivi che si propone, anche quelli legati alla propria
autoregolamentazione. Laura Pradella Presid. Consiglio Provinciale
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( da "Nuova Sardegna, La"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 21 - Sassari
«Un solo parlamentino in agro non basta» Dell'Angelo Simbula chiede il
mantenimento di entrambi gli organismi SASSARI. La circoscrizione VI
(Argentiera e dintorni) è una di quelle a rischio estinzione. La legge parla
chiaro: in rapporto alla popolazione, a Sassari potranno rimanerne in vita al
massimo quattro. E due nell'agro, all'interno del quadro generale di riordino,
sembrano troppe. Anche perchè il numero di abitanti è molto basso, mentre la
legge indica, orientativamente, un minimo di 30mila residenti per ciascuna. La
loro circoscrizione, però, Dell'Angelo Simbula e Antonello Coradduzza la
difendono con le unghie. Ieri mattina, durante l'audizione in commissione
Affari generali, hanno ribadito il loro no all'accorpamento. Prima hanno
incassato la solidarietà della commissione intera e del presidente Paolo Scanu
(Pd), che ha condannato con forza le minacce di cui i due sono stati vittime
nei giorni scorsi. Poi Simbula ha detto che tagliare uno dei due parlamentini
non gli sembra una buona idea: «Significherebbe lasciare sguarnita una fetta di
territorio molto vasta e, soprattutto, lontanissima dalla città capoluogo.
Molto meglio mantenere entrambe le circoscrizioni e dividere diversamente
quelle cittadine». Che però diventerebbero due macrostrutture, ognuna delle
quali ingloberebbe circa 60mila abitanti. Impossibile, dice la legge, a meno
che non si decida di affiancare alle circoscrizioni vere e proprie alcuni
comitati di quartiere che si interessino a singoli rioni. Ecco allora la proposta
di Antonello Coradduzza: «Dateci l'autonomia, se non come Comune almeno come
municipio, sul modello di quelli romani». L'amministrazione comunale dovrà
prendere una decisione entro la fine del mandato. Non è una scelta semplice ma
è comunque obbligata: se il verdetto non arrivasse, le attuali sei
circoscrizioni verrebbero automaticamente cancellate. La
linea di pensiero prevalente suggerisce di conservarne quattro, il numero
massimo consentito, ridisegnando i confini in maniera organica. In commissione
Affari generali non c'è unanimità di pensiero. C'è chi propone di eliminare i gettoni di presenza e di ritornare ai
vecchi comitati di quartiere gratuiti, c'è chi chiede di conservare la
partecipazione democratica dal basso. Il sindaco Ganau dice che il nuovo
regolamento deve prevedere anche un nuovo ruolo per i consigli
circoscrizionali: più poteri, una piccola autonomia finanziaria per contare
davvero qualcosa. (si. sa.)
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( da "Repubblica, La"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina IV - Palermo
Sanità, ultimo scontro sulla riforma tagli al gettone dei manager decaduti Un
emendamento dei democratici riduce gli stipendi Il governo puntava a pagarli
fino alla scadenza. Nella notte il rush finale sulla legge MASSIMO LORELLO
nessun paracadute economico per gli attuali manager delle aziende sanitarie. Con
l´entrata in vigore della riforma, i direttori generali decadranno
automaticamente sebbene i loro contratti non siano in scadenza. Il governo
puntava a pagarli comunque fino al termine dei loro attuali contratti, ma un
emendamento presentato dal Pd e votato dall´aula ha mandato a monte il piano.
Il futuro dei manager, fino a tarda sera, è stato al centro del dibattito
dell´Assemblea regionale impegnata nell´esame e nella votazione della riforma
sanitaria. Se sui direttori generali i lavori sono andati avanti piuttosto
speditamente, la stessa cosa non è successa per la definizione del numero e
dell´ubicazione delle aziende: temi che il presidente di Sala d´Ercole,
Francesco Cascio (Pdl), ha rimandato al dibattito notturno. Troppi i punti da
chiarire. Tutto chiaro, invece, sul futuro dei manager delle aziende. «Abbiamo
evitato che continuassero a essere pagati per restare a casa - dice Calogero
Speziale (Pd) - Agli attuali direttori generali destinati alla rimozione non
sarà corrisposto alcun trattamento economico. Il governo, in palese violazione di una legge nazionale, avrebbe voluto regalare cinque
milioni di euro ai direttori generali che cesseranno il rapporto di lavoro dopo
l´entrata in vigore della legge». Ma la maggioranza ha ottenuto che i manager i
quali raggiungeranno gli obiettivi contrattuali potranno ottenere un secondo
incarico rimanendo alla guida della stessa azienda complessivamente per sei
anni. «La nuova norma - dice Rudy Maira, capogruppo dell´Udc - consente
una prima valutazione dei manager dopo i primi tre anni dall´incarico. Ciò
permetterà di mantenere nell´incarico manageriale solo chi dimostra di risanare
i conti della sanità pubblica e guarda al potenziamento dei servizi al
cittadino. La verifica triennale è una garanzia di buona amministrazione nel
settore e consente al governo di mantenere in servizio i manager più bravi».
Manager che prenderanno servizio dal 1° settembre prossimo contemporaneamente
al varo delle nuove aziende. Così ha deciso ieri l´Ars fissando una data che
nel testo approdato in aula non era stata specificata. Per la maggioranza è una
scelta naturale, secondo il Partito democratico è invece uno strumento per la
prossima campagna elettorale. «è una decisone vergognosa presa ad arte -
afferma Roberto De Benedictis - per mettere in campo un esercito di aspiranti
manager che dovranno impegnarsi a fare campagna elettorale con la prospettiva
di avere in cambio una poltrona da direttore d´azienda». A tarda sera il
presidente dell´Ars ha fissato il voto finale sulla legge della riforma
sanitaria per oggi pomeriggio alle 17, perché, ha spiegato, è necessario
trasmettere il testo agli uffici che dovranno dargli «una configurazione
organica» visto il grandissimo numero di emendamenti apportati agli articoli
del ddl. Detto questo, ha dato l´avvio alla maratona notturna per la votazione
di tutti gli articoli ancora non discussi. Domani pomeriggio, l´Ars approverà
anche la proroga di un mese dell´esercizio provvisorio e dei contratti dei
precari.
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( da "Adige, L'" del
25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Andreatta: «Taglio i
costi della politica» Consigli lunghi, meno
commissioni, riorganizzazione delle circoscrizioni daniele battistel
d.battistel@ladige.it Dopo il 22 febbraio, quando è stato incoronato candidato
sindaco per il centrosinistra autonomista, le cronache dei giornali, tutte
intente a capire come si sarebbero organizzati gli avversari, si sono occupate
poco di Alessandro Andreatta. Lui ne ha «approfittato» per lavorare sotto
traccia al programma e alla coalizione e - se ce ne fosse bisogno - a studiare
gli avversari. Sindaco reggente, Pino Morandini, uno dei suoi sfidanti, ha
accusato le amministrazioni del centrosinistra di «vendere fumo». Si ingaggiano
grandi firme, si annunciano progetti faraonici ma poi non si concretizza nulla.
Che risponde? Quello che da sempre sostengo, cioè che la città ha due
dimensioni, quella della quotidianità e quella della prospettiva. Il primo
aspetto significa essere attenti ai problemi e ai bisogni che emergono dal
territorio e dalla gente e che vanno affrontati in tempi rapidi. Non per nulla
nel mio programma propongo una «squadra di intervento rapido», composta da al
massimo una decina di persone ogni giorno in giro a sistemare la panchina
rotta, il lampione divelto, il parco non curato. Ma il ruolo
dell'amministratore certo non si esaurisce qui. Appunto. Io rivendico una
dimensione di città lungimirante, che abbia una prospettiva almeno decennale.
Per cui ben venga il coinvolgimento di professionisti di fama internazionale
che ci aiutino a leggere la città con più oggettività. Noi con l'ingaggio di Busquets,
l'unico ad essere stato pagato dal Comune, abbiamo innescato un processo
virtuoso poi portato avanti da altri: Iniziative Urbane con Renzo Piano,
l'Università con Mario Botta e Ishimoto, i proprietari di Trento nord con
Vittorio Gregotti. Noi li abbiamo sfidati a scegliere il meglio e loro spesso
l'hanno fatto. Mai, però, in contrapposizione con i professionisti trentini.
Altro chiodo fisso di Morandini: niente nuovo ospedale alle ex caserme ma
ampliamento dell'attuale santa Chiara risparmiando soldi. Che ne pensa? Quella
è una scelta fatta dieci anni fa dalla Provincia. L'area individuata è cinque
volte più grande è in una zona che non dà problemi e in una situazione ideale
dal punto di vista viabilistico. Per quanto riguarda l'investimento bisogna capire
se saranno tutti soldi pubblici o se in parte, penso alla mensa e alle
strutture di supporto, possa intervenire il privato in project financing ?
Ritiene che quelli del suo sfidante siano discorsi che puntano alla demagogia?
Penso che voglia portare avanti la sua storica posizione sulla vicenda. Ma
forse è tardi... Ci sono già progetti, gruppi di lavoro che stanno studiando
l'area. A proposito di spese. Il tema dei costi della politica è sempre caldo. Credo sia
giusto recuperare un po' di sobrietà ed è giusto avviare una riflessione sulla
riorganizzazione del Consiglio comunale. Come? Non dico una riduzione di brutto
del numero dei consiglieri, ma certo qualcosa va fatto. Da sempre io
sostengo la necessità di lavorare di più. Se noi allunghiamo le sedute di
un'ora, avremo 12 convocazioni in meno all'anno. Calcolando che ogni serata
costa 7.500 euro, già così si otterrà un bel risparmio. Andreatta, il
centrosinistra governa la città da 18 anni. Perché non l'avete mai fatto? Ogni
volta che è stato proposto il tema c'è stata la contrarietà di qualcuno. Poi?
C'è da riorganizzare le commissioni consiliari, che sono troppe. Poi c'è il
discorso delle circoscrizioni. Non parlo di tagli o di accorpamento ma di
riorganizzazione salvaguardando e definendo meglio le funzioni (specialmente
partecipazione e proposta) e i servizi. Il tutto, però, non deve esssere deciso
da qui, da Palazzo Geremia, bensì partendo dall esigenze dei territori. L'altro
sfidante, Luigi Merler, vorrebbe che sull'area Filzi, al posto della stazione,
sorgessero case dell'edilizia agevolata e per le coppie giovani. La proposta
della Provincia di realizzare lì la nuova stazione ha un senso se pensiamo che
proprio in zona sbucheranno dalla collina est i treni passeggeri. Si tratta di
un'occasione storica per avere un boulevard con un sistema di mobilità
alternativa, recuperando tre chilometri di binari senza i costi di
interramento. Ma resta il problema dell'edilizia pubblica che, nonostante il
pressing della Provincia, non è stato ancora risolto. Non era responsabilità
mia. In ogni caso abbiamo lavorato per trovare nuove aree tenendo a mente del
mandato del Consiglio comunale di realizzare nuove edificazioni su aree già
pianificate. Nel 2008, per altro, non siamo stati con le mani in mano visto che
abbiamo approvato tre varianti urbanistiche. Comunque il tema casa è il primo
di cui ci occuperemo se rieletti. In caso di vittoria manterrà le deleghe
all'urbanistica? Penso proprio di no. È un tema che occupa tante energie e
tempo. A proposito di assessorati, cosa ha promesso alle otto liste che la
sostengono? Per carità. È giusto che queste valutazioni si facciano più avanti.
Per ora ho chiesto a tutti che si impegnino a lavorare con entusiasmo. Da
quando ha sostituito Pacher è cambiata la sua vita? Sono stati mesi intensi ma
gratificanti. Lavoravo parecchio anche prima, ma ora è più complesso perché in
un'unica giornata ti trovi a decidere su argomenti tra loro così diversi eppure
tutti rilevanti. È bello e stimolante. Si dice che lei proseguirà nel filone
dei suoi predecessori, ma a differenza di Pacher, che in 9 anni da sindaco non
ha quasi mai ripreso polemiche sollevate dagli avversari, lei ha mostrato un
carattere più deciso. In politica ognuno porta la sua
storia e il suo carattere ed è evidente che qualche diversità viene alla luce.
Ma il progetto politico non è clamorosamente diverso da quello cui aderii nel
'95. Eppoi sulle questioni di fondo, sulla ricerca della mediazione per
arrivare al più alto punto di sintesi, con Pacher ci assomigliamo parecchio. Si
sente in competizione con il suo predecessore che nel 2005 aveva ottenuto il
64% dei voti? No, perché ogni epoca è diversa. Non mi sento in competizione con
la storia, ma con i miei avversari. L'obiettivo è essere sindaco di tutti e,
come espressione di una coalizione, essere il garante riconosciuto delle otto
forze politiche. 25/03/2009
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( da "Arena, L'" del
25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Mercoledì 25 Marzo
2009 CRONACA Pagina 10 AGGRESSIONE. Venerdì settima udienza Tommasoli, si allunga la lista dei consulenti Per chiarire le cause della morte saranno in quattordici Venerdì
tutto sarà ufficializzato davanti alla corte d'Assise ma il numero dei consulenti di parte che affiancheranno
il professor Carlo Torre e il dottor Guido Stura, i periti incaricati dalla
Corte di «leggere» le cartelle cliniche, gli esami diagnostici e la
relazione sull'autopsia di Nicola Tommasoli, è destinato ad aumentare. Le
difese degli imputati avrebbbero infatti già individuato nel professor Cosma
Andreula di Bari, presidente della Nuova società italiana neuroradiologi
l'esperto da affiancare al professor Francesco Introna, alla dottoressa
Gabriella Trenchi e al dottor Daniel Rodriguez. Una nomina collegiale come
quella che sarà conferita al professor Peter Vanezis, indicato sia dalla parte
civile che rappresenta i familiari di Nicola che dall'amministrazione comunale.
La scorsa settimana la giunta ha approvato il conferimento di incarico al solo
professor Franco Tagliaro, ordinario di Medicina legale escludendo il luminare
inglese che si occupò, tra l'altro, della morte di Lady D e del riconoscimento
di Oetzi, l'uomo del Similaun. Una decisione che sarebbe stata rivista.
Considerando che il dottor Rombaldoni nominerà un Neuroradiologo da affiancare
alla dottoressa Federica Bortolotti, il numero complessivo di esperti che sono
entrati in questo processo sale a quattordici: 12 quelli di parte e 2 i periti
che dovranno rispondere ai quesiti posti dalla Corte. E chiarire se la morte di
Nicola fu conseguenza dell'aggressione oppure causata da un aneurisma.F.M.
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( da "Nazione, La (Lucca)"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA LUCCA pag. 4
«Parliamo di problemi non di commissioni» POLITICA PD ALL'ATTACCO L'OPPOSIZIONE
del Pd prende le distanze dalla maggioranza sul rinnovo delle commissioni in
consiglio comunale. «Tornare dopo due anni a riequilibrare con il bilancino' le
commissioni spiega il capogruppo Andrea Tagliasacchi mi sembra ridicolo.
Intendiamo, pertanto, prendere le distanze da questa decisione della
maggioranza per il rispetto che abbiamo per i cittadini. La revisione è dovuta
al distacco avvenuto nel gruppo di maggioranza, e nel caso specifico fra Piero
Angelini di Governare Lucca' e il sindaco Favilla. E non ci sembra nemmeno
giusto che il sindaco riceva Angelini alla presenza di
testimoni. Noi non abbiamo nulla da spartire con queste posizioni e lo abbiamo
detto nell'incontro avuto con il primo cittadino». «Pertanto aggiunge , come
minoranza, terremo un atteggiamento critico perché vogliamo parlare solo dei
gravi problemi della città, soprattutto in questo momento di grave crisi
economica che interessa anche il nostro territorio. Problemi prosegue che sono
l'ospedale, le politiche socio-sanitarie, i progetti infrastrutturali,
traffico, scuola e urbanistica, come viale Einaudi. Non ci interessano, quindi
le spartizioni del potere, ma serve una politica seria, disegnare il futuro,
tecnologico e risparmio energetico». A fargli eco Cecilia Carmassi che ha
rilevato come «sia assurdo moltiplicare i posti nelle commissioni, quando per
la scuola ribadisce non ci sono ancora scelte politiche, così
come per la casa e l'edilizia popolare e rischiamo di perdere le risorse già
stabilite». Raspini, altro rappresentante del Pd, ha affermato che da quando è
entrata in vigore la legge Prodi che invece dell'indennità mensile ha portato
il compenso ai gettoni di presenza, i rapppresentanti nelle commissioni sono passati da 40 a 65. Luciano
Nottoli
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( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Mercoledì 25 Marzo
2009 Chiudi di MATTEO TARABELLI JESI - Marketing urbano e sviluppo economico
(20 mila euro), Jesi Città Creativa (25 mila euro), Piano strategico per lo
sviluppo sostenibile (25 mila euro), revisione del regolamento edilizio (6 mila
euro), Piano energetico ambientale (12 mila euro) e attività di selezione di
testi di scrittura narrativa giovanile-scouting editoriale (4.800 euro). Sono
solo alcune delle consulenze preventivate per il 2009 dal Comune. Non tutte
probabilmente si concretizzeranno, come è accaduto l'anno scorso, ma nel
previsionale di bilancio da approvare a fine marzo sono state lo stesso
inserite. Lo rende noto, dopo aver visionato la relativa documentazione, il
capogruppo di An Daniele Massaccesi che ha già pronto un
emendamento per eliminare tali impegni di spesa e dirottarli nel fondo di
solidarietà, che passerebbe così - spiega sempre l'esponente di opposizione -
dagli attuali 100 mila euro a 216 mila. Massaccesi proporrà inoltre di ridurre
del 10% le indennità di carica e i gettoni di presenza per gli organi istituzionali (si prevede un ulteriore risparmio
di 20.000 euro). Altri emendamenti, una quindicina, saranno presentati
invece dal movimento Jesi è Jesi con la medesima finalità. «Il valore delle
consulenze è stato di fatto confermato. Quasi nulla è cambiato dal 2008 - ha
denunciato infatti il capogruppo Matteo Marasca - Non ci sono stati tagli
considerevoli, malgrado i tanti proclami. La sbandierata diminuzione è pura e
semplice finzione e dal milione di euro si è scesi a 600 mila perché è stato
tolto il finanziamento ministeriale di circa 350 mila euro per il Corridoio
Esino». La situazione sembra effettivamente questa. «Non tutti gli incarichi
preventivati verranno posti in essere, come è successo l'anno scorso», ci tiene
tuttavia a specificare l'assessore alle finanze Vincenzo Sorana, che evita di
entrare nel merito delle voci di spesa non essendo una sua prerogativa (il suo
assessorato non attiverà alcuna consulenza). «Lo sforzo di ridurle è stato
fatto - sostiene al contrario il segretario del Pd Nicola Vannoni - La crisi
economica si affronta limitando al massimo le spese prorogabili e investendo
contestualmente in progetti in grado di rimettere in moto l'economia
territoriale. Affermare che la progettazione non serve è a mio parere un ragionamento
miope. Bisogna tenere presente poi che vi sono assessorati strutturati meglio
di altri ed è ovvio che il peso delle consulenze sia diverso da settore a
settore». Di tutt'altro parere il capogruppo del Pdci Daniele Fancello. «Ad
oggi - lamenta l'esponente di maggioranza - Non ho ancora visionato la
documentazione. Avevo chiesto espressamente un approfondimento adeguato di
incarichi e consulenze in maggioranza, ma nessuna convocazione è stata per ora
formalizzata. Relativamente agli emendamenti dell'opposizione, ne valuteremo
certamente la fattibilità. Limitare le spese superflue è doveroso in un periodo
come questo».
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( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
ANCONA SPORT pag. 7
Ancona INCREDIBILE. In serie B c'è un solo giocatore (portieri esclusi) che
&#... Ancona INCREDIBILE. In serie B c'è un solo giocatore (portieri
esclusi) che è stato sempre in campo dall'inizio del campionato senza saltare
neppure un minuto. E' Simone Rizzato, capitano biancorosso in assenza di
Langella, stakanovista specializzato di fascia mancina, uno che mister Monaco
manderebbe in campo anche con una gamba sola. Dunque Rizzato è sempre stato
presente nelle 32 partite in archivio. Da sabato è rimasto anche il solo,
perché il difensore parmigiano Castellini (stessa fascia, stesso ruolo) per la
prima volta è rimasto in tribuna dopo aver sempre giocato. Altri due giocatori
hanno risposto «sì» in tutte le partite, ma hanno saltato degli spezzoni. Si
tratta dell'ex dorico Riccio, centrocampista del Piacenza (sostituito una
volta), e del bomber del campionato Tavano (Livorno), che invece otto volte non
ha finito la partita. COMPLIMENTI a Rizzato, dunque (ma anche Riccio non
scherza in quanto a fedeltà). Però così si spiega anche perché in non tutte le
partite sia lucido ed effervescente. Un un uomo di fascia da corsa come lui non
può sempre rispondere con le bollicine, se non tira mai il fiato, anche se
Monaco fa di tutto per sganciarlo il meno possibile (ma forse è anche Simone
che a volte rinuncia all'affondo). IN OGNI CASO la sua fedeltà in biancorosso
non è una novità. Sabato ha collezionato la sua «cup» n° 103 in campionato (spareggi
compresi) dopo esser stato da poco premiato per
l'importante traguardo delle 100 presenze. Nella sua prima stagione aveva
collezionato 34 gettoni
(32+2 play-out), con quattro sostituzioni e saltando solo le trasferte di
Lanciano ed Avellino. Nello scorso campionato le presenze sono state 37 (33+4
play-off), con una sostituzione, saltando solo il match di Crotone.
Quindi al Conero ha sempre giocato. In fondo un solo cruccio, in questa sua
terza stagione con la maglia dell'Ancona. Pur essendo stato sempre in campo,
non è ancora andato a rete, mentre negli altri due campionati ha realizzato
sempre due gol, di cui uno su rigore. Ma mancano ancora dieci partite per
rimediare, nella speranza che il record di fedeltà non venga messo in
discussione da squaliche o infortuni (per quanto riguarda Monaco non c'è
problema). PER GLI AMANTI della curiosità invece i portiere sempre presenti
finora sono stati Gillet (Bari), Bassi (Empoli), De Lucia (Livorno), Handanovic
(Mantova), Cassano (Piacenza), Agazzi (Triestina). Ma è tutto un altro ruolo.
Tra i pali non c'è da correre. Rizzato invece spesso ha corso come un matto.
Diamogli le bombole. Ne avrebbe diritto. Mario Cori
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( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
PIANURA pag. 14 «Devolvo i gettoni di presenza ai lavoratori in difficoltà» CASTELFRANCO ANDREOZZI DI
RIFONDAZIONE di GIAN LUIGI CASALGRANDI NONANTOLA UN'ALTRA conferma di Nonantola
in balia della criminalità. L'ultima razzia è avvenuta la notte scorsa al
bar-tabaccheria Anthea (ex Parigina) nella centralissima via Vittorio Veneto.
Era passata da poco la mezzanotte, quando la titolare Cristiana Marchesi, era
da poco rientrata a casa, dopo avere abbassato le serrande, quando quattro
individui a bordo di un Audi 4 si sono portati davanti al locale. Incuranti
della presenza di alcune persone che transitavano in
quel momento e di altre alle finestre, hanno agganciato un cavo alla
saracinesca, scardinandola con l'utilizzo dell'automobile. Mentre uno rimaneva
a bordo, gli altri tre, con l'ausilio di una grossa caditoia di ghisa, rubata a
San Giovanni Persiceto, hanno sfondato la vetrina d'ingresso. Come nel recente
furto al bar tabaccheria Megghy a Casette, anche in questo caso, in poco più di
5 minuti hanno caricato sull'auto la macchinetta scambia monete, rubato il
denaro contenuto nelle due casse e tutte le sigarette sugli scaffali.
L'IMMEDIATO suono dell'impianto d'allarme e diverse telefonate dei residenti
attirati dal frastuono, hanno fatto precipitare sul posto i proprietari (che
abitano nelle vicinanze), una pattuglia dei carabinieri di Modena e due agenti
in borghese di un altro distaccamento, giungendo, però, quando ormai i banditi
erano fuggiti col bottino. AMAREGGIATA la titolare, che a differenza d'altri
colleghi, è la prima volta che subisce un furto nel locale di Nonantola, mentre
in una precedente attività, era già stata vittima di una rapina, in quel caso,
con tanto di pistola alla tempia. «E' spiacevole subire furti - ha dichiarato-
fortunatamente questa, l'incursione è stata meno traumatica dell'altra, che per
la sua violenza, mi ha lasciato un ricordo difficilmente cancellabile». Oltre
ai danni agli infissi, l'esercente sta completando l'elenco della merce rubata
e del denaro sottratto, da presentare all'assicurazione. «Nonantola - ha
dichiarato la donna - da tempo, è frequentata da gente poco raccomandabile».
Senbra che i quattro autori della spaccata, per come parlavano, fossero
dell'Est, forse romeni.
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( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
PIANURA pag. 14
CASTELFRANCO LA CRISI economica si fa sentire e ad esserne colpi...
CASTELFRANCO LA CRISI economica si fa sentire e ad esserne colpiti sono
soprattutto i lavoratori dipendenti. Dopo il sindaco di Finale che ha ridotto
le sue entrate devolvendole a chi perde il lavoro, ora arriva la proposta di
Lino Andreozzi (nella foto), consigliere comunale e segretario locale di
Rifondazione Comunista. «Tantissime famiglie rischiano la povertà. Come se non
bastasse, qualche azienda licenzia chi si permette di manifestare e di lottare
per la difesa del posto di lavoro. Occorre una concreta azione da parte di chi
rappresenta la gente con cariche amministrative; occorre che tutti noi facciamo
una scelta: mettere a disposizione di un fondo di solidarietà' le quote che i
comuni destinano in bilancio per le sedute dei lavori consiliari. In qualità di consigliere continua Andreozzi ho deciso di
rinunciare a tutti i gettoni di presenza che mi spettano dal gennaio 2009, sino a fine legislatura e darò
mandato affinché siano destinati alla istituenda Cassa di resistenza' per i
lavoratori in lotta per il posto di lavoro e per quelli licenziati per motivi
sindacali. A livello provinciale Rifondazione nella prima decade di
aprile ufficializzerà, con una rappresentazione teatrale avente per tema la
sicurezza nel mondo del lavoro', l'apertura del conto corrente sul quale si
potranno destinare le quote di solidarietà per i lavoratori in difficoltà. É
auspicabile che altri seguano l'esempio». p.m.
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( da "Messaggero Veneto, Il"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
LA POLEMICA «Troppe
sedute consiliari rinviate altro che risparmi» I costi della politica
in Italia sono davvero ingenti: oltre 10 miliardi di euro, stando alle stime di
Gian Antonio Stella, nel suo imperdibile libro intitolato "La casta".
E dunque, ben venga la notizia di un significativo
ridimensionamento dei costi della politica comunale. Poi, il cittadino qualsiasi fa due conti e magari
anche due strampalate considerazioni e scopre, sempre secondo il criterio
"spannometrico", che a fronte delle 34 sedute consiliari del 2006 con
un costo stimato di 138.000 euro, nel 2008 si sono tenute 16 sedute per
un costo complessivo di 71.000: nel primo caso - con la costosa e sprecona
giunta Brancati - ogni seduta costava esattamente euro 4.058,82 mentre con la
virtuosa giunta Romoli il costo lievitava a 4.437,5 euro. La grossolana
considerazione, poi, che un cittadino qualsiasi è indotto a fare è che
riducendo drasticamente le sedute consiliari e il numero dei consiglieri si
sarebbe risparmiato ben di più: un consiglio comunale a stagione e un
consigliere in rappresentanza di ciascun gruppo (tra l'altro è la
"ragionevole" recente proposta di Berlusconi per il voto in Parlamento:
votano solo i capigruppo), e allora sì che ci sarebbe stato vero risparmio. E
ancor meglio: l'opposizione non rompa le scatole parlando troppo, fin oltre la
mezzanotte, si può ben essere concisi ed efficienti, come sottolinea il
presidente del consiglio comunale. In tema di risparmio mai che a nessuno venga
in mente di ricordare le volte in cui le sedute sono state rinviate per
mancanza del numero legale, obbligo direttamente correlato alla funzione di
maggioranza, e quindi al centro-destra, oppure che parlando di "costi
della politica" si faccia riferimento a chi gode
delle laute prebende riservate allo stato di quiescenza dal Parlamento e dal
consiglio regionale cumulate con le indennità previste per le cariche
istituzionali comunali. Si preferisce, giustamente, sottolineare i
comportamenti virtuosi dei consiglieri De Santis e Donatella de Gironcoli per
poi affondare i colpi nei confronti di "quegli assessori che hanno
mantenuto la carica di consigliere e partecipano anche alle commissioni".
Al pubblico ludibrio viene additato chi percepisce 104,40 euro lordi a seduta
comunale e 27 euro lordi per le sedute delle commissioni. Ma questi non sono
"i costi della politica", sono semplicemente
i costi della democrazia comunale a Gorizia, che ben poco hanno da spartire con
gli sprechi del Sud o con i privilegi di altre amministrazioni locali. Per
risparmiare di più e meglio è sufficiente adottare una ricetta che gli italiani
conoscono già: «Un uomo solo al comando». Ma non era Fausto Coppi! Forum per
Gorizia
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( da "Datasport" del
25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Milan: per la difesa
si segue Clichy (Gael Clichy ) (AGM-DS) - 25/03/2009 11.10.04 - (AGM-DS) -
Milano, 25 marzo - Dalla Francia non hanno dubbi: è Gael Clichy dell'Arsenal il
nuovo obbietto di mercato del Milan. Secondo quanto sostiene il quotidiano sportivo
transalpino L'Equipe, i rossoneri avvennero puntato il difensore dei Gunners
per proseguire l'opera di ringiovanimento della difesa iniziata con l'acquisto,
durante il mercato invernale, del brasiliano Thiago Silva. Clichè potrebbe
risolvere i problemi sulla corsia sinistra dei rossoneri, potendo giocare
indifferentemente come terzino o come esterno in un centrocampo a quattro.
Interpellato sull'argomento fa spallucce, ma non si sottrae alle lusinghe dei
rossoneri. "Io non ne so nulla: sto bene all'Arsenal, ma
e' vero che il Milan e' un grandissimo club e fa veramente piacere sapere di
essere seguito da una squadra del genere". Strapparlo ai Gunners non sara'
facile, visto che Clichy (arrivato a Londra nel 2003 e con 120 gettoni di presenza al suo attivo) ha
rinnovato pochi mesi fa il suo contratto fino al 2012.
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( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
TINA CIOFFO A Casal
di Principe manca l'assistente sociale territoriale e i cittadini dopo quasi un
anno dicono «basta». «Avremmo bisogno del nostro punto di riferimento, sicuri
di affidarci nelle mani di una persona responsabile che sa trattare i nostri bisogni
con la giusta riservatezza», spiegano. Sono allo sbando e non sanno a chi
rivolgersi. Per Peppe Pagano, operatore sociale, «pensare di affrontare i
problemi dei minori o degli anziani senza assicurare la continuità
dell'intervento è intollerabile». Per l'assessore comunale Vincenzo Noviello,
delegato alle politiche sociali, «si tratta di una situazione che presto vedrà
una risoluzione. Avendo rispettato il patto di stabilità per due anni di
seguito, abbiamo ora la possibilità di prevedere un allargamento dell'organico,
ragion per cui verificheremo presto l'opportunità di un assunzione». «I
problemi - ammette Noviello - sono in aumento. Intanto però - continua -
abbiamo attivato il segretariato sociale e ogni volta che se ne presenta la
necessità siamo pronti a chiamare un assistente sociale messoci a disposizione
dall'Asl». Un sostegno una tantum pagato con un gettone di presenza che non riesce difatti ad
assicurare la stabilità né per il professionista tantomeno per l'utente. Il
servizio di segretariato sociale nato con la legge 328 del 2000, la «Legge
quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi
sociali», dà informazioni e consulenza sulle prestazioni sociali,
assistenziali, educative e sanitarie, pubbliche e private. È quindi un livello
di orientamento per evitare che le persone esauriscano le loro energie nel
procedere, per tentativi ed errori, nella ricerca di pareri adeguati alle loro
istanze. L'assistente sociale rappresenta invece la risposta operativa a cui
far riferimento poiché sa come attivare le risorse individuali, di coloro che
ne fanno richiesta. È chi opera per prevenire e risolvere situazioni di disagio
e di emarginazione di singole persone, di nuclei familiari e di particolari
categorie (minori, anziani, tossicodipendenti, handicappati). Per individuare
casi di bisogno e intervenire per la loro soluzione predisponendo gli
interventi più idonei quel che è necessario sono colloqui ed incontri continui
e non «gettoni».
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( da "Affari Italiani (Online)"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Milano/ Unes lancia
il primo supermercato ecologico Mercoledí 25.03.2009 14:51
Nasce in provincia di Milano il primo supermercato ecologico. Cestelli della
spesa e gettoni per i
carrelli nati dal recupero di tappi di bottiglia, shopper bio degradabili e
macchine per riciclare le bottiglie in Pet in cambio di speciali buoni sconto.
Sono solo alcune delle "eco-curiosità" presentate da Unes durante
l'inaugurazione del suo primo supermercato U2 ecologico - il 26°punto
vendita in Italia a insegna U2 Prezzi bassi 365 giorni l'anno aperto oggi a
Magnago, in provincia di Milano. E proprio in questa occasione, la società ha
illustrato le linee guida della sua evoluzione strategica, ribadendo con forza
il suo impegno per la promozione di formule di offerta sempre più orientate
alla salvaguardia dell'ambiente, basate sulla gestione eco-sostenibile dei
punti vendita e dei servizi ai clienti. E nella svolta ecologista di Unes il
punto vendita di Magnago gioca un ruolo di primissimo piano grazie ad una serie
di interessanti innovazioni messe a punto dal Gruppo per garantire
l'eco-compatibilità. Qualche esempio? Grazie al suo sistema eCold, l'impianto
integrato con una centrale termo frigorifera che trasformerà l'energia
elettrica in energia termica nei quattro impianti principali dello store
(banchi e celle frigorifere, impianto di riscaldamento invernale, impianto
termico/sanitario e di condizionamento estivo), il nuovo supermercato
raggiungerà una riduzione del 27% nell'emissione di Co2 (pari a quasi 73mila kg
di Co2 in un anno). Ma non solo. Il punto vendita ridurrà l'impatto ambientale
anche grazie all'assenza della combustione per il riscaldamento, al recupero
totale del calore dissipato e al basso impatto acustico, riducendo i consumi
energetici. "Grazie al sistema integrato eCold siamo finalmente in grado
di recuperare il calore che altrimenti andrebbe disperso nell'atmosfera e che
in certi casi basta a soddisfare il fabbisogno termico invernale", ha
commentato Gianfranco Iannace, Responsabile dell'Ufficio Tecnico di Unes.
"Inoltre, la presenza di una sola centrale
termo-frigorifera ci permette di ottimizzare al massimo i consumi energetici,
riducendo al minimo gli smaltimenti di fine ciclo". pagina successiva
>>
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( da "Sicilia, La"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
I rifiuti solidi da
Serradifalco direttamente nella discarica Niscemi. Il consiglio comunale, dopo
avere votato no alla riduzione del costo dell'affitto degli stand da utilizzare
durante la "Sagra del Carciofo", è stato aggiornato per il prossimo
lunedì 6 aprile per discutere la proposta presentata dal gruppo consiliare Mpa
tendente all'"adeguamento delle norme dello Statuto Comunale di Niscemi"
per la riduzione del numero degli assessori della giunta municipale da sette a
quattro. L'eventuale riduzione dei componenti la giunta potrebbe fare saltare
il precario equilibrio nella coalizione che appoggia il sindaco, ma potrebbe
fare risparmiare circa 150 mila euro. La proposta degli autonomisti di Raffaele
Lombardo, però, a quanto pare, sembra destinata ad essere bocciata dalla
coalizione di centro sinistra allargata tramite «un patto elettorale locale -
precisa il leader locale Aldo Allia - con la Dc di Rotondi», che in giunta ha
un assessorato forte, protezione civile, polizia municipale, ambiente. Il
centro destra, invece da parte sua voterà, la proposta di
riduzione del numero degli assessori. «Così si risparmierà una bella somma -
dice il capo gruppo consiliare Udc Rosario Meli - ancora di più se aboliamo il
gettone di presenza per i
consiglieri comunali». L'altro punto nell'agenda dei lavori riguarda la
proposta dei consiglieri Fabio Bennici, Rosario Meli, Massimiliano
Conti, Giuseppe Giugno, Salvina Leone, "costituzione dell'"Ente Sagra
del Carciofo", un organismo che dovrebbe occuparsi in modo permanente
dell'evento. Giuseppe Vaccaro
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( da "Sicilia, La"
del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Trecastagni star e
Valverde okay VALVERDE - LA MERIDIANA B 3-5 VALVERDE: Smilardi, Bonanno, Jelo
(45' Zappalà), Messina (40' Scordo), Gambino, Cosentino, Corallo (32' Strano),
Lionti (34' Gianpiccolo), Pellegrino (42' Maccarrone), Maci (38' Raciti), Litrico.
All. Gambino. LA MERIDIANA B: Nicotra (31' Cannavò), Cultrona, Lauria, Catania
(37' Calanna), Russo, Micale, Sibilla (35' Manfredi), Grasso, Aiello (35'
Belluso), Ardizzone, Raciti. All. Iazzetti. ARBITRO: Cardile di Acireale. RETI:
10' Litrico, 15' , 52' e 59' Grasso, 20' Pellegrino, 40' Ardizzone, 45' Strano,
48' Belluso. ATL. PEDARA - CONDOR 4-0 ATL. PEDARA: E. Scuderi, Bellamia,
Cristaldi (60' Fisicaro), Bonaccorsi, Cantone, G. Scuderi, Messina, Zappalà
(41' Alessandro), Pappalardo, Di Benedetto, Amenta. CONDOR: Canigiula, Ragusa,
Mirabella, Petrone, Peluso, Pezzino, Innocente, V. Di Mauro, Barbagallo, G. Di
Mauro, Accardi. ARBITRO: Musumeci di Acireale. RETI: 10' Di Benedetto, 32'
Messina, 50' Amenta, 75' Alessandro. SPORT INNOVATON - ATL. PEDARA 1-0 SPORT
INNOVATION: Sapienza, Sciacca, Musumarra, Gammino, Bertolè, Mannino, Furnari
(51' Calcaterra, Di Mauro, Malaponti, Lanza (60' Padadino), Scaglione. All.
Rotta. ATL. PEDARA: D'Aquino, Stella, Lo Schiavo,
Ciranna, Bonanno, Pappalardo, Schilirò, Reitano, Santonocito, Samuele,
Paratore. All. Basile. ARBITRO: Chiarenza di Acireale. RETE: 55' Malaponti.
GRAVINA- S. LEONE 2-3 GRAVINA: Finocchiaro, Velardita, Buda, La Vecchia,
Giuffrida, Conte, D'Agostino, Vinciguerra, Bellamia, Gualtieri, Nicolosi. S.
LEONE 2000: Confettura, Minnella, Linguaglossa, Lombardo, Caruso, Procida,
Damiano, La Mendola, Trovato, Di Blasi (41' Bua). ARBITRO: Bruno di Acireale.
RETI: 20' La Mendola, 38' rig. Gualtieri, 40'e 55' Bua, 58' Di Blasi. GYMNICA -
N. A. GRAMMICHELE 1-6 GYMNICA: Cosentino, Governa, Valenti,
Lupica, Pimpuscatu, Vitellino, Brigante, Rizzo, Renda, Orologio, Leonardi. N. A. GRAMMICHELE: Terranova,
Fragapane, Lamonica, Valerio, Campanello (42' Brunetto), Amato, Strano,
Attaguile, Mammana. ARBITRO: Ardita di Catania. RETI: 8' Rizzo, 15' , 25' e 47' Valerio, 33' e
38' Attaguile, 51' Lazzara.
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( da "Stampa, La" del
26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Retroscena
L'interrogatorio del professore ieri in Procura Soria sotto torchio regali e gettoni a politici e parenti ALBERTO GAINO Giuliano Soria si
infila svelto nella stanza del pm Gabriella Viglione: cappotto blu, bavero
alzato, sovrasta in altezza il «cordone» di protezione (dai giornalisti) degli
agenti di custodia. Preamboli, domande su questo e quello e, poi, «scusi,
professore, noi dobbiamo chiarire: lei ha mai pagato gettoni di presenza a relatori del
Grinzane, in occasione di convegni o premi, a politici, parenti (dei politici)
e funzionari pubblici?». La risposta è un no secco. Domanda successiva:
«Dobbiamo chiederle anche dei regali, abbiamo una testimonianza che riferisce
di un libro antico donato da lei a Claude Raffestin». E' il marito di
Mercedes Bresso, presidente della giunta regionale. I pm riferiscono la
circostanza e il prezzo attribuito dalla testimonianza al dono: sotto i 10 mila
euro. «Si è trattato di un libro di geografia contenente mappe storiche - è la
risposta dell'ex patron del Grinzane - ma il prezzo pagato dall'associazione è
molto lontano da quello che mi indicate. Non ricordo bene la cifra, ci
attestiamo fra i 500 e i 700 euro. Fu un regalo per il compleanno di Raffestin».
Bresso ne aveva già parlato in una sua intervista a La Stampa: stesso dono,
medesimo costo. Dal momento che si è entrati in argomento, si deve proseguire,
così si capisce il perché di quel primo interrogativo sul «gettone» per
relatori politici o parenti. Soria aggiunge, sulla partecipazione di Raffestin
al Premio Grinzane Ermitage, San Pietroburgo, 11 luglio scorso, che «per la
relazione del professore al dibattito su "Regge europee e potere" -
coté del premio consegnato in quell'occasione anche ad Antonio Paulucci,
«esperto d'arte italiana, già Ministro dei Beni Culturali» (sito del Grinzane)
- ripeto, non pagammo alcun gettone a lui, come a nessun altro. Gli rimborsammo
soltanto le spese di viaggio. La moglie venne a San Pietroburgo per conto proprio.
Non a nostre spese». Fine della digressione sul tema, affrontata dalla procura,
emerge, per avere chiarimenti su testimonianze e non perché vi siano ipotesi
investigative al riguardo. Nelle tre ore e rotti in cui, per la terza volta, il
professore si è ritrovato di fronte ai pm Viglione, Stefano Demontis e Valerio
Longi, oltre che al procuratore aggiunto Piero Forno e a tre «fiamme gialle»,
si è passata in rassegna la ragnatela di società collegate al Grinzane e al suo
patron: in prima fila «Le terre del fré», «Territori di cultura» e, in
particolare, «Com'media», con cui Carmelo Pezzino fatturava le sue «consulenze
dialettiche» all'associazione di Soria. Dal «mare di carte» che il «Gruppo
tutela mercati capitali» della Finanza sta esaminando spunta un giro di
fatturazioni ormai di 600 mila euro. Quanto di quel nero è servito per
l'arricchimento personale di Soria e quanto per aggiustare i conti del
Grinzane? E' più probabile, invece, che i 500 mila euro che Angelo Soria ha
fatto avere al fratello attraverso una società «schermo» siano serviti a
sostenere la «grandeur» bulimica del Premio. I pm non hanno affondato i colpi:
domande sulla funzione dell'Antenna Culturale, e poi sul «pozzo» del Castello
di Costigliole, ma senza insistere e, soprattutto, senza rifissare un nuovo
interrogatorio prima (almeno per ora) del tribunale del Riesame del 31 marzo.
Soria è tornato nella sua cella: «più lucido», «più collaborativo» dell'ultima
volta, ma puntualmente sulla difensiva, come riassume il suo avvocato, Roberto Piacentino:
«Si è reso conto di aver fatto seri errori, e pure tanti, ma le speculazioni
sono state poche». Intanto il vuoto intorno a lui diventa voragine: la Regione
ha deciso di incaricare un legale «per tutelare le ragioni e gli interessi
dell'ente rispetto all'evolversi dell'inchiesta penale». E l'Ordine dei
giornalisti del Piemonte, dopo aver sospeso il «pubblicista» Giuliano Soria, ha
scelto di rivolgersi a magistratura e commissione di indagine regionale per
«essere informato su ruoli che altri suoi iscritti possono aver avuto».
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( da "Stampa, La" del
26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
VIABILITÀ MA C'È CHI
PUNTA IL DITO SU STIPENDI E INVESTIMENTI IMMOBILIARI "Incassi crollati
Niente sconti nelle zone blu" [FIRMA]GIAMPIERO MAGGIO IVREA La protesta è
ovunque. Al bar, come in tabaccheria o dal panettiere. Tutti puntano il dito
contro i costi del ticket nelle zone blu e la fiscalità nei controlli. In un
momento di crisi come questo, si chiedono in molti, perché non abbassare le
tariffe come propone Torino? Ivrea Parcheggi, società mista pubblico privata
che gestisce le zone blu della città, dice che è impossibile. Non solo: dalla
sede del Parco Dora Baltea, si piange miseria. Spiegano che quest'anno, tra il
calo degli automobilisti che usano le zone blu, lo spaccio dei ticket ad opera
degli extracomunitari (lo stesso biglietto, non ancora scaduto, viene fatto
passare da un automobilista all'altro), la soppressione di due aree a pagamento
(le piazze della Credenza e del Ghiaro) registreranno perdite per almeno 150
mila euro. Insomma, si annuncia un periodo di magra. Eppure, in questi ultimi
anni, la società (l'85 è del Comune, il restante dell'Aci), ha acquistato gli
edifici del Parco Dora Baltea in cui ha la sede e, sempre nella stessa zona,
gli stabili in cui ci sono alcuni uffici della Procura e quelli del Giudice di
Pace. Totale dell'investimento? Tre milioni e 400 mila euro. «Con i soldi delle
nostre multe» è la battuta che circola per le strade della città. Battute a
parte, è necessario fare chiarezza. «Paghiamo dei mutui - spiega Luigi Berutti,
direttore generale di Ivrea Parcheggi -. I tre milioni investiti sugli stabili
in cui ci sono gli uffici della Procura e del Giudice di Pace rientrano perché
il Comune paga a noi un affitto di 249 mila euro». Insomma: Ivrea Parcheggi
multa gli automobilisti e il denaro ricavato (circa 350 mila euro, di cui 300
mila finiscono al Comune) viene utilizzato anche per investimenti di carattere
immobiliare. Altra domanda: la società piange miseria, ma allora perché non
abbassare le spese relative al personale? Il direttore generale (ex pensionato
da dirigente Olivetti), ad esempio, costa ogni anno 57 mila euro, i nove
dipendenti, in totale, 300 mila euro, i componenti del
consiglio di amministrazione e del collegio dei sindaci, altri 24 mila euro
(escludendo i gettoni di presenza, che vanno da un minimo di 90 ad un massimo di 150 euro). «Il
mio stipendio? E' in linea con quanto previsto dalla legge e, lo sottolineo due
volte, mi vanto di pagare le tasse fino all'ultimo centesimo» dice Berutti.
Intanto, di fronte a chi ipotizza un incremento delle tariffe, la giunta guidata
da Carlo Della Pepa sta per varare una vera e propria rivoluzione del sistema
parcheggi. «Abbassare le tariffe indistintamente non è possibile - spiega
Giovanna Codato, assessore alla Viabilità - razionalizzare gli spazi e pensare
ad una nuova formula della sosta, sì». Ecco allora le proposte: sosta meno cara
per chi, nelle zone blu del centro città, lascerà l'auto meno tempo favorendo
la turnazione; ticket più salato, invece, per chi sforerà le tre ore nelle zone
a sosta breve. Zone a sosta breve che verranno incrementate (oggi sono 389 sui
1065 posteggi a tariffa), mentre diminuiranno i posti della zona mista dove,
pagando un ticket di 2 euro e 80 è possibile lasciare l'auto in sosta per tutto
il giorno. «Sono scelte che comunque valuteremo con l'Ivrea Parcheggi»
puntualizza l'assessore alla Viabilità. Infine aumenteranno le zone a sosta
libera a ridosso del centro città: tra parcheggio sotterraneo del Movicentro,
le nuove aree previste tra la scuola Nigra e di via Dora Baltea, ci saranno 350
posti auto in più. «L'idea - conclude Codato - è quella di garantire più
parcheggi, premiando chi sceglie di usare meno l'auto o favorirà la turnazione
sulle strisce blu».
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( da "Centro, Il" del
26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
BILANCIO DI
PREVISIONE DEL COMUNE Triplicati i costi dello staff del sindaco Maragno: in un
anno da 48 a
155mila euro per «spese straordinarie» MONTESILVANO. Il costo della politica sfugge ai tagli imposti dalla crisi: la spesa per
lo staff del sindaco Pasquale Cordoma cresce da 48mila a 155mila euro. Un salto
triplo. La sorpresa si legge a pagina 95 del bilancio di previsione del Comune.
Così, in attesa dell'approvazione del bilancio nel
consiglio del 30 marzo, il consigliere Francesco Maragno (foto) si accorge dei
numeri in crescendo. «è l'esaltazione in chiave cabarettistica della politica», così comincia un altro
attacco di Maragno al sindaco Pasquale Cordoma. «Mentre si continua a
richiedere sacrifici economici ai cittadini, la dotazione di budget per il
sindaco lievita notevolmente, addirittura triplicandosi e passando da 48.239,57 a 155.763,26
euro. La somma, peraltro, non tiene conto della retribuzione del sindaco»,
afferma Maragno, che precisa: «Tra i 155mila euro, inoltre, non sono calcolati
gli stipendi dello staff di Cordoma». Lo staff è composto da Alberico Ambrosini
(capo di gabinetto) e dal suo braccio destro Antonio D'Alessandro, da Savino Di
Vincenzo (segretario particolare del sindaco), da Fabiola Bellucci e Giosia
Antuzzi (segreteria sindaco), Pippo Lo Medico e Alessandra Portinari che cura
l'ufficio stampa. Se gli stipendi non sono calcolati in questa voce del
bilancio, sono le spese «straordinarie» a essere cresciute: «è paradossale»,
denuncia Maragno, «a Montesilvano abbiamo un sindaco presente in municipio solo
due ore al giorno, meno di un part-time visto che continua a fare il medico a
tempo pieno, che aveva assicurato in campagna elettorale di rinunciare alla
propria retribuzione. Nei fatti, però, non solo percepisce regolarmente il compenso
come se facesse il sindaco full-time ma, nonostante il periodo di congiuntura
economica negativa, si incrementa le spese dello staff del trecento per cento.
Alla faccia delle famiglie montesilvanesi che stentano ad arrivare a fine
mese». Altro aumento di spesa riguarda gli organi istituzionali del Comune: 718
mila euro nel 2008 cresciuti a un milione e 222 mila euro nel 2009.
Cinquecentomila euro in più. Secondo Maragno, inoltre, il piano anticrisi del
Comune - con sconti sulla mensa e sul trasporto scolastico e l'introduzione di
bonus per nuove attività - non porterà vantaggi alle famiglie: «Non ci si
faccia ingannare dalle promesse delle riduzioni per mensa e trasporto pubblico
per le famiglie numerose. Anche qui le riduzioni, documenti alla mano, scatteranno
solo dal quarto figlio e sono quantificabili in risparmi di pochi centesimi».
«Ancora una volta», conclude Maragno, «questa maggioranza con la redazione del
bilancio ha dato chiara dimostrazione che la sua attività persegue interessi
particolari e non generali. Le dichiarazioni dell'assessore alle Finanze,
Emidio Di Felice, rappresentano l'ennesima conferma dell'incapacità di questa
maggioranza di amministrare la città». Pietro Lambertini
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( da "Centro, Il" del
26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
La scure del Governo
si abbatte sugli amministratori di Penne colpevoli di aver superato il tetto di
spesa nel 2008 Taglio agli stipendi di sindaco e consiglio Riduzione del 30%
per il mancato rispetto del Patto di stabilità PENNE. Il Comune di Penne non ha
rispettato il Patto di stabilità 2008 e come sanzione, lo Stato, impone agli
amministratori dell'Ente, il taglio del 30 per cento delle
indennità di funzione. Nel mirino sono finiti, dunque, lo stipendio di sindaco,
assessori e presidente del consiglio comunale. E anche per i consiglieri
comunali è previsto il taglio del gettone di presenza. Le indennità furono ridotte l'ultima volta il 19 dicembre 2005:
la giunta del sindaco Paolo Fornarola, quattro anni fa, le abbassò del
10 per cento. Questa volta dunque, non c'entra la riduzione dei costi della
politica, bensì si tratta di una sanzione imposta dallo Stato agli
amministratori "colpevoli" di non aver rispettato il tetto di
bilancio del 2008 imposto al Comune. Il mancato rispetto del Patto di stabilità
infatti determina per gli enti locali il taglio del 30% delle indennità di funzione
agli amministratori, oltre all'aumento dell'addizione Irpef per i cittadini.
Non solo: il provvedimento legislativo prevede la sospensione dell'aumento
delle indennità sino al 2011. Il taglio agli stipendi è retroattivo: scatterà
dal primo gennaio 2009. Nel dettaglio, il sindaco Donato Di Marcoberardino
(Pd), ex funzionario di partito, percepirà 1.952,20 euro lordi; il vicesindaco
Andrea Marrone (Sd), libero professionista, incasserà 976,11 euro lordi al
mese. Per gli assessori Luigi D'Angelo (IdV), Remo Evangelista (Udc), Daniele
Patacchini (Pd) ed Ennio Napoletano (Pd) l'indennità lorda mensile sarà di
878,49 euro. L'avvocato Matteo Tresca (Sd), presidente del consiglio, da 278,88
euro passerà a 195,22 euro lordi al mese. Diminuirà anche il gettone di presenza ai consiglieri: da 22,21 passerà a 15,55 euro lordi
a seduta. è bene ricordare, inoltre, chi è lavoratore dipendente (in caso non
abbia chiesto l'aspettativa), lo stipendio verrà decurtato del 50 per cento. è
in fase di redazione, infine, il bilancio di previsione 2009 che prevede un
taglio netto di 700 mila euro alle uscite per abbassare la spesa corrente al
tetto massimo di 6 milioni e 900 mila euro (è la spesa minima registrata negli
ultimi 3 anni). Saranno rivisti, quindi, i contratti della società che si
occupa di rifiuti Ecoemme e quelli con la Sig, la società intercomunale che si
occupa di illuminazione pubblica e calore. Gilberto Petrucci
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( da "Italia Oggi"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi sezione:
Media data: 26/03/2009 - pag: 18 autore: Approvato il bilancio Class Editori,
nel 2008 ricavi totali in crescita dell'8,4% Il consiglio di amministrazione di
Class Editori S.p.A si è riunito ieri per esaminare il progetto di bilancio
2008. Per fronteggiare la negativa situazione contingente, la casa editrice
(che partecipa al capitale di questo giornale) ha impostato un piano
nell'ordine di grandezza dei 15 milioni di euro su tutte le aree di business,
con l'obiettivo di un recupero degli equilibri di bilancio fin dall'esercizio
in corso e con la partecipazione attiva al piano di tutti i dipendenti. I
quali, tra l'altro, hanno individualmente e unanimemente aderito al piano
Cooperazione e Solidarietà, che prevede per 12 mesi, a partire dal mese di
marzo, la riduzione volontaria dello stipendio di circa il 10%, oltre al
consumo delle ferie residue entro l'anno. I ricavi totali del periodo sono
stati pari a 132 milioni di euro, in aumento dell'8,4% rispetto all'esercizio
precedente. L'incremento va quasi interamente attribuito al consolidamento
della società MF Honyvem S.p.A. avvenuto a gennaio 2008. A parità di
perimetro, i ricavi diminuiscono del 3,8%. Al consolidamento di MF Honyvem si
deve anche la crescita dei costi operativi, che sono passati da 110,4 milioni
di euro a 125,4 milioni, mentre a parità di perimetro sono cresciuti del 2,2%.
Il margine operativo lordo (Ebitda) è risultato pari a 6,6 milioni di euro
(11,4 milioni di euro nel 2007). Anche la crescita degli ammortamenti e degli
accantonamenti (+18,5%) si deve al consolidamento di MF Honyvem, agli
investimenti effettuati nel corso del 2008 e del 2007 (per i quali gli
ammortamenti vanno a regime) e, per la differenza, alla svalutazione di crediti
e allo stanziamento di fondi. Il risultato operativo di gruppo (Ebit) è
negativo per 2,43 milioni di euro (+3,81 milioni di euro nel 2007). La crescita
degli oneri finanziari, che peggiorano di circa 0,4 milioni di euro, si deve
sia alla maggiore esposizione finanziaria dovuta all'acquisto
della società MF Honyvem S.p.A. (finanziata in parte con linee bancarie) sia
alla crescita dei tassi di interesse che si è registrata fino al mese di
ottobre 2008.Il risultato di competenza di gruppo, dopo gli interessi di terzi
e le imposte, è negativo per 2,99 milioni di euro (+0,94 milioni di euro nel
2007). La posizione finanziaria netta consolidata è pari a 23,6 milioni
di euro (12,8 milioni di euro al 31 dicembre 2007), anch'essa imputabile
principalmente all'acquisizione della società Honyvem S.p.A. Quanto alla
diffusione di quotidiani e periodici, i dati si sono mantenuti su livelli
elevati, nonostante le difficoltà globali della carta stampata. Class ha
registrato (media mobile aggiornata) una diffusione di quasi 80 mila copie,
Capital di oltre 85 mila e MF/Milano Finanza di 101 mila. In netta crescita
(+137%) le visite sui siti internet del gruppo, trainate dall'informazione di
www.milanofinanza.it e www.italiaoggi.it. La crisi del settore editoriale in
atto da tempo e la più generale gravissima crisi economica globale hanno
determinato il risultato di bilancio al 31 dicembre 2008. Nell'ultimo trimestre
dell'anno, in particolare, la casa editrice ha risentito delle difficoltà sui
mercati pubblicitari, dopo un primo semestre sostanzialmente positivo e con
ricavi pubblicitari in crescita, in controtendenza rispetto al mercato.
L'andamento generale dell'ultimo periodo dell'anno, invece, ha determinato una
flessione complessiva dei ricavi pubblicitari che è risultata pari al 3,9%
nell'esercizio, un risultato comunque migliore del mercato pubblicitario, che
rispetto al 2007 ha
perso il 10% sui quotidiani e il 7% sulla stampa periodica e sulla televisione
(dati Nielsen). La variazione del calo dei costi è stata inferiore a quella dei
ricavi, e ciò è dovuto in parte all'avvio di azioni di ristrutturazione e di
integrazione della neo controllata MF Honyvem S.p.A.Nonostante la grave crisi,
la casa editrice sta continuando ad investire per migliorare qualità e quantità
dei media offerti, per aumentarne la conoscenza e per diversificare la presenza
sul mercato, per raggiungere nuovi segmenti e migliorare il proprio
posizionamento competitivo.Sul fronte della raccolta pubblicitaria, i primi due
mesi del 2009 hanno fatto segnare una significativa flessione, anche se più
contenuta della media del mercato, accentuata dal fatto che lo stesso periodo
del 2008 era stato particolarmente positivo in termini di fatturato
pubblicitario.
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( da "Giorno, Il (Varese)"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
VARESE pag. 5
Comunità montana Tagliati i compensi di consiglieri e Giunta VALCUVIA CUVEGLIO
LA COMUNITÀ montana Valcuvia si taglia gli «stipendi». Per far quadrare il
bilancio, in crisi per un taglio dei contributi dallo Stato calcolato intorno
al 50 per cento rispetto al fondo ordinario del 2008, lunedì sera i consiglieri
hanno acconsentito, fra le varie norme inserite nel
documento di previsione approvato senza voti contrari e con tre astensioni, a
una riduzione delle indennità per presidente e assessori e all'abolizione dei gettoni di presenza dei consiglieri. La
scelta compiuta dall'assemblea si somma alla decisione presa nel 2005 di
ridurre del 10% i rimborsi privilegiando investimenti e servizi alla macchina
amministrativa. Il compenso lordo che percepirà ogni assessore sarà di
350 euro mensili, mentre l'indennità di carica del presidente sarà
ulteriormente dimezzata in quanto il numero uno dell'ente, attualmente Marco
Magrini, sarà considerato come un lavoratore dipendente della comunità. Il
presidente, quindi, da adesso percepirà 389 euro lordi, invece che 778, come
avveniva in precedenza. La crisi economica, quindi, fa sentire i suoi effetti
anche sull'azione coordinata dei venti comuni che compongono l'ente con sede a
Cuveglio. Il taglio degli emolumenti è stata «Non credo - commenta il
presidente Marco Magrini - debba essere letto come un sacrificio ma un dovere
anche nei confronti dei nostri cittadini, al fine di mantenere servizi e
attività». Nel bilancio di previsione 2009 confermati i fondi per la sagra dei
sapori e delle tradizioni della Valcuvia «Corni e pecc», la corsa in montagna
Valcuvia Extreme e la pubblicazione storica Terra e gente. Image:
20090326/foto/1601.jpg
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( da "Adige, L'" del
26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
DANIELE BATTISTEL
Nessuno di loro si ritiene uno scansafatiche - e la loro lunga presenza sulla scena politica è li a testimoniarlo - ma di
allungare di un'ora le sedute del Consiglio comunale non ne vogliono sentire
parlare DANIELE BATTISTEL Nessuno di loro si ritiene uno scansafatiche - e la
loro lunga presenza sulla scena politica è li a
testimoniarlo - ma di allungare di un'ora le sedute del Consiglio comunale non
ne vogliono sentire parlare. Anzi, diversi di loro, quelli che provengono dalle
fila dell'opposizione, la ritengono una proposta demagogica. E così la volontà
del candidato sindaco del centrosinistra autonomista Alessandro Andreatta di
portare le ore in aula da 3 a
4 per cancellare una dozzina di convocazioni l'anno (con un risparmio stimato
di circa 90 mila euro l'anno) non passa l'esame dei colleghi. «Non si riducono
i costi della politica soltanto allungando i consigli di un'ora» afferma
Alberto Pattini, presidente del Consiglio comunale uscente e candidato
dell'Upt. Nessuna polemica con Andreatta, ma la volontà di ampliare il
ragionamento. «Io ho provato parecchie volte a chiedere l'allungamento di
un'ora ma non c'è mai stata una condivisione all'interno dei capigruppo»
spiega. Pattini è molto sensibile al tema visto che da presidente ha tentato in
più occasioni di riformare il Consiglio, partendo dal numero di consiglieri.
«Nel programma dell'Unione - aggiunge - sosteniamo che deve essere attuata una riduzione
del numero dei consiglieri, ben sapendo che si tratta di una materia di
competenza della legge regionale. Il fatto è che a Trento c'è una anomalia
rispetto al contesto nazionale: troppi consiglieri rispetto al numero di
cittadini». Soltanto qualche mese fa Pattini era tornato sul tema proponendo
una sforbiciata di dieci unità rispetto ai 50 consiglieri attuali. «La loro
riduzione - continua - va di pari passo con il taglio dei componenti delle
commissioni e ovviamente con l'accorpamento di alcune commissioni». Per quanto
riguarda le circoscrizioni Pattini torna a proporre la partecipazione del
presidente ai consigli comunali con diritto di voto sui temi riguardanti il suo
territorio di competenza. Per Luigi Merler (Alleanza di Centro e Lista Eccher) il
taglio dei costi va fatto cancellando gli sprechi. «Per esempio - dice -
partendo dalla riduzione delle circoscrizioni. Mi riferisco a quelle del
fondovalle: che senso hanno tre istituzioni su territori che vivono gli stessi
problemi e le stesse criticità. Iniziamo ad accorparle in una unica con 25
consiglieri che siano rappresentanti dei tre territori. Così recuperiamo le
risorse per rinforzare gli uffici periferici del Comune». Merler ricorda di
aver dibattuto moltissime volte con il centrosinistra sul tema, «ma quando si è
trattato di toccare l'organigramma la coalizione del sindaco reggente ha sempre
alzato le barricate: la sua, quindi, è demagogia elettorale». Giorgio Manuali
del Pdl non va tanto distante. «Da quando io sono in Consiglio (1995, ndr) le
commissioni sono sempre state otto. Forse bisognerebbe ricordare ad Andreatta che in questa legislatura è stato aumentato il numero dei membri
di diverse commissioni (con gettone da 120 euro, ndr) per saziare gli appetiti
di sedie dei membri della maggioranza. Andreatta, evidentemente, fa finta di
non ricordarlo». «La vera soluzione - conclude - l'ha proposta Morandini con il
taglio del 25% delle indennità di sindaco, assessori, presidenti di
circoscrizione. Il resto è solo demagogia in cui la sinistra affonda a
piene mani». Sarcastico Pino Morandini : «Prendo atto che solo dopo ben 18 anni
di governo della stessa coalizione, solo ora si scopra questa urgenza». «Per
quello che mi riguarda le sedute consiliari possono svolgersi anche
gratuitamente» è la sfida di Emilio Giuliana , candidato sindaco per la Fiamma.
«Alla demagogia io contrappongo interventi utili, innovativi, funzionali ed
immediati, come l'introduzione di una moneta parallela o buono sconto dal nome
Scec, in grado di produrre effetti benefici alle tasche dei cittadini».
26/03/2009
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( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 26-03-2009)
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FABRIANO pag. 13
FABRIANO CONSIGLIO comunale che si annuncia come un autentica ma... FABRIANO
CONSIGLIO comunale che si annuncia come un autentica maratona sul bilancio.
Dopo l'approvazione dell'Irpef (confermata all'8 per mille con soglia di
esenzione a 12 mila euro di reddito) avvenuta lunedì, da stamane si torna in
aula per entrare nel merito dell'intera manovra finanziaria. Ieri è arrivato il
sì ufficiale di Cgil,Cisl e Uil alla manovra con la firma dell'accordo con la
Giunta, ma è probabile che oggi sia solo la prima tappa di una sfida lunga più
giorni, anche perchè continua a surriscaldarsi il dibattito sul fronte del
fondo di solidarietà ideato dall'amministrazione comunale. Un fondo che ancora
non decolla, perché ai 275 mila euro del Comune si sono aggiunti dai privati
solo i 25 mila euro di Indesit e i 2500 di Airforce. "Banche e industriali
dovrebbero dimostrare con i fatti la loro vicinanza al territorio", prova
a spronarli il consigliere comunale del Gruppo misto Emanuele Rossi, a cui si
aggiunge la voce fuori dal coro politico dello scrittore Alessandro Moscè.
«Propongo lancia la richiesta Moscé che consiglieri comunali e assessori con
redito superiore ai 60 mila euro devolva una minima parte dei propri proventi a
questo fondo». Un'idea che si allinea a quella di Marco
Ottaviani (lista Carmenati) che aveva chiesto ai consiglieri comunali di
riservare parte del gettone di presenza proprio al sostegno dedicato a chi perdere lavoro e sarà gestito
da un apposito comitato tecnico. Diffidente Silvano D'Innocenzo (Fi): «La
gestione di questi stanziamenti andrà controllata con attenzione perchè vadano
realmente a chi ne ha bisogno».
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( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Giovedì 26 Marzo 2009
Chiudi di ALFREDO D'ALESSANDRO Quattro iniziative, una istituzionale e tre di
carattere pratico, per combattere la crisi economica sul territorio.
Confartigianato Chieti scende in campo per supportare la micro e piccola
impresa artigiana, in evidente difficoltà. Emblematico il resoconto del 2008,
anno in cui il settore ha chiuso in flessione dello 0,54%. «Il momento è senza
dubbio complesso per l'economia locale - ha detto durante una conferenza stampa
Daniele Giangiulli, direttore provinciale e segretario regionale di
Confartigianato- perché le micro e piccole imprese sono quelle più penalizzate
da questa crisi. Comunque siamo fermamente convinti che le aziende artigiane
possano rialzare la china presto grazie allo spirito di abnegazione e
adattamento che non è mai mancato alla categoria anche nei periodi bui». Un
aiuto concreto dovrà arrivare dagli enti locali. Per questo Confartigianato,
che con Giangiulli ha criticato in particolare Provincia e Comune di Chieti ma
anche la Regione per non aver stanziato fondi straordinari ma solo 11 milioni
di euro, ha scritto a tutti i sindaci della provincia per suggerire una serie
di proposte a sostegno delle imprese del territorio. «Abbiamo chiesto di
ridurre il ricorso alle gare pubbliche privilegiando la procedura negoziata
prevista dalla legge e di garantire pagamenti più celeri alle imprese. Poi
sarebbe opportuno - ha detto ancora Giangiulli - incentivare gli interventi di
riqualificazione del patrimonio comunale a vantaggio delle imprese locali». Nel
frattempo Confartigianato lancia ciambelle di salvataggio alla categoria. A
partire dallo stanziamento di tre milioni di euro grazie all'accordo stretto
con gli istituti di credito locali. «Vogliamo facilitare l'accesso al credito
in un momento così difficile. Basterà presentare un progetto di investimento o
fatture di spese già sostenute per accedere ad un finanziamento che potrà
toccare al massimo i 30 mila euro a tasso zero con restituzione in massimo 4
anni». La Confartigianato dal canto suo, attraverso la propria Cooperativa
Artigiana di Garanzia Città di Chieti, aumenterà la
garanzia dal 50% al 70% per facilitare la concessione dei finanziamenti da
parte delle banche. Agevolazioni in vista anche per l'energia. Grazie al
Consorzio nazionale Cenpi, Confartigianato sarà in grado di offrire alla
categoria costi più contenuti per l'elettricità. «Se l'energia costa meno,
l'impresa cresce. Si tratta di un binomio imprescindibile - spiega
Giangiulli- e non ci stancheremo mai di ripeterlo». Attivato, infine, uno
Sportello anticrisi aziendale in tutti gli uffici di Confartigianato della
provincia. «Ascolteremo le necessità delle imprese, associate e non, con
l'ausilio di persone qualificate e cercheremo - assicura Giangiulli - di
trovare soluzioni immediate».
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( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
PESARO PRIMO PIANO
pag. 3 «Via i vertici di Aspes gas e Marche Multiservizi» IL CASO MAXI BOLLETTE
CESARINI CHIEDE LE DIMISSIONI NON CI STA, rilancia, chiede di fare piazza
pulita dei rappresentanti politici all'interno di Marche Multiservizi e di
Aspes gas. Li accusa di non aver previsto o fatto nulla per avvertire i
contribuenti delle maxibollette del gas che stavano per abbattersi sulle
famiglie, dovute ai maggiori consumi rispetto all'anno scorso. Per il
consigliere comunale Massimo Cesarini, del gruppo misto, è tempo di assumersi
le responsabilità: «Di fronte a ciò che sta succedendo, io chiedo ai
rappresentanti politici delle aziende a partecipazione pubblica di prenderne
atto e agire di conseguenza». Che cosa vuol dire? «Semplicemente questo: presenterò
una mozione in consiglio comunale per chiedere le loro dimissioni. Vorrei far
notare ai consiglieri che quei posti assegnati per vie politiche non sono
comodi parcheggi indolori. C'è un ruolo da ricoprire che la politica ha voluto
accaparrarsi. Bene, questo significa che oltre ai gettoni di presenza serve dare
dall'altra parte un apporto vero alla comunità. E in questo caso, con bollette
che superano anche i 1000 euro, quale apporto è stato dato? Io non ne ho
visti». AL VERTICE di Aspes gas siede Giovanna Cecconi, presidente uscente di
Marche multiservizi, dove vi è rimasta col ruolo di consigliere, oltre a
Francesco Bernardini, ex sindaco di Sant'Angelo in Lizzola. Il cda di Marche
Multiservizi, che controlla Aspes gas, è presieduto da Gabriele Berardi
indicato dalla Provincia, consiglieri Diego Lisotti, Lorenzo Santi, Giovanna
Cecconi e Fabrizio Tartaglia, gli ultimi due indicati dalla giunta comunale di
Pesaro. Il presidente Berardi percepisce 50mila euro annui, i consiglieri
15mila 494 euro. Soldi, soldi, soldi, ma nessuno ha fiatato quando il monopolista
(cioè Marche multiservizi) ha fatto schizzare i costi per l'allaccio del gas o
dell'acqua alle famiglie. Sono prezzi stratosferici (oltre 600 euro ad utenza)
imposti dal Cda e fuori della realtà. A chi rispondono di queste scelte? Image:
20090326/foto/7419.jpg
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( da "Italia Oggi (MarketingOggi)"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi Numero
072 pag. 18 del 26/3/2009 | Indietro Class Editori, nel
2008 ricavi totali in crescita dell'8,4% MEDIA Approvato il bilancio Il
consiglio di amministrazione di Class Editori S.p.A si è riunito ieri per
esaminare il progetto di bilancio 2008. Per fronteggiare la negativa situazione
contingente, la casa editrice (che partecipa al capitale di questo giornale) ha
impostato un piano nell'ordine di grandezza dei 15 milioni di euro su tutte le
aree di business, con l'obiettivo di un recupero degli equilibri di bilancio
fin dall'esercizio in corso e con la partecipazione attiva al piano di tutti i
dipendenti. I quali, tra l'altro, hanno individualmente e unanimemente aderito
al piano Cooperazione e Solidarietà, che prevede per 12 mesi, a partire dal
mese di marzo, la riduzione volontaria dello stipendio di circa il 10%, oltre
al consumo delle ferie residue entro l'anno. I ricavi totali del periodo sono
stati pari a 132 milioni di euro, in aumento dell'8,4% rispetto all'esercizio
precedente. L'incremento va quasi interamente attribuito al consolidamento
della società MF Honyvem S.p.A. avvenuto a gennaio 2008. A parità di
perimetro, i ricavi diminuiscono del 3,8%. Al consolidamento di MF Honyvem si
deve anche la crescita dei costi operativi, che sono passati da 110,4 milioni
di euro a 125,4 milioni, mentre a parità di perimetro sono cresciuti del 2,2%.
Il margine operativo lordo (Ebitda) è risultato pari a 6,6 milioni di euro
(11,4 milioni di euro nel 2007). Anche la crescita degli ammortamenti e degli
accantonamenti (+18,5%) si deve al consolidamento di MF Honyvem, agli
investimenti effettuati nel corso del 2008 e del 2007 (per i quali gli
ammortamenti vanno a regime) e, per la differenza, alla svalutazione di crediti
e allo stanziamento di fondi. Il risultato operativo di gruppo (Ebit) è
negativo per 2,43 milioni di euro (+3,81 milioni di euro nel 2007). La crescita
degli oneri finanziari, che peggiorano di circa 0,4 milioni di euro, si deve
sia alla maggiore esposizione finanziaria dovuta all'acquisto
della società MF Honyvem S.p.A. (finanziata in parte con linee bancarie) sia
alla crescita dei tassi di interesse che si è registrata fino al mese di
ottobre 2008. Il risultato di competenza di gruppo, dopo gli interessi di terzi
e le imposte, è negativo per 2,99 milioni di euro (+0,94 milioni di euro nel
2007). La posizione finanziaria netta consolidata è pari a 23,6 milioni
di euro (12,8 milioni di euro al 31 dicembre 2007), anch'essa imputabile
principalmente all'acquisizione della società Honyvem S.p.A. Quanto alla
diffusione di quotidiani e periodici, i dati si sono mantenuti su livelli
elevati, nonostante le difficoltà globali della carta stampata. Class ha
registrato (media mobile aggiornata) una diffusione di quasi 80 mila copie,
Capital di oltre 85 mila e MF/Milano Finanza di 101 mila. In netta crescita
(+137%) le visite sui siti internet del gruppo, trainate dall'informazione di
www.milanofinanza.it e www.italiaoggi.it. La crisi del settore editoriale in
atto da tempo e la più generale gravissima crisi economica globale hanno
determinato il risultato di bilancio al 31 dicembre 2008. Nell'ultimo trimestre
dell'anno, in particolare, la casa editrice ha risentito delle difficoltà sui
mercati pubblicitari, dopo un primo semestre sostanzialmente positivo e con
ricavi pubblicitari in crescita, in controtendenza rispetto al mercato.
L'andamento generale dell'ultimo periodo dell'anno, invece, ha determinato una
flessione complessiva dei ricavi pubblicitari che è risultata pari al 3,9%
nell'esercizio, un risultato comunque migliore del mercato pubblicitario, che
rispetto al 2007 ha
perso il 10% sui quotidiani e il 7% sulla stampa periodica e sulla televisione
(dati Nielsen). La variazione del calo dei costi è stata inferiore a quella dei
ricavi, e ciò è dovuto in parte all'avvio di azioni di ristrutturazione e di
integrazione della neo controllata MF Honyvem S.p.A. Nonostante la grave crisi,
la casa editrice sta continuando ad investire per migliorare qualità e quantità
dei media offerti, per aumentarne la conoscenza e per diversificare la presenza
sul mercato, per raggiungere nuovi segmenti e migliorare il proprio
posizionamento competitivo. Sul fronte della raccolta pubblicitaria, i primi
due mesi del 2009 hanno fatto segnare una significativa flessione, anche se più
contenuta della media del mercato, accentuata dal fatto che lo stesso periodo
del 2008 era stato particolarmente positivo in termini di fatturato
pubblicitario.
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( da "AltaLex" del
26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Federalismo fiscale:
il disegno di legge approvato dalla Camera dei Deputati Disegno di legge
approvato dalla Camera il 24.03.2009 n° 1117-A Commenta | Stampa | Segnala |
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aventi ad oggetto l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, al fine di
"assicurare, attraverso la definizione dei princìpi fondamentali del
coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario e la definizione
della perequazione, l'autonomia finanziaria di comuni, province, Città
metropolitane e regioni". E' quanto prevede il Disegno di Legge in materia
di federalismo fiscale (nato dalla c.d. bozza Calderoli) approvato dalla Camera
dei Deputati il 24 marzo 2009.
In particolare, il provvedimento prevede: istituzione di
una specifica Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo
fiscale; attribuzione di specifici tributi per le province e le città
metropolitane; quote aggiuntive di tributi erariali per Roma capitale;
ineleggibilità per gli amministratori degli enti locali responsabili di
dissesto finanziario; possibilità di istituire città metropolitane possono
essere istituite nell'ambito di una regione nelle aree metropolitane in cui
sono compresi i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze,
Bari e Napoli. Il provvedimento torna ora al Senato della Repubblica. (Altalex,
25 marzo 2009) DISEGNO DI LEGGE 24 MARZO 2009, N. 1117-A Delega al Governo in
materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione.
Capo I CONTENUTI E REGOLE DI COORDINAMENTO FINANZIARIO Art. 1. (Ambito di
intervento) 1. La presente legge costituisce attuazione dell'articolo 119 della
Costituzione, assicurando autonomia di entrata e di spesa di comuni, province,
città metropolitane e regioni e garantendo i princìpi di solidarietà e di
coesione sociale, in maniera da sostituire gradualmente, per tutti i livelli di
governo, il criterio della spesa storica e da garantire la loro massima
responsabilizzazione e l'effettività e la trasparenza del controllo democratico
nei confronti degli eletti. A tali fini, la presente legge reca disposizioni
volte a stabilire in via esclusiva i princìpi fondamentali del coordinamento
della finanza pubblica e del sistema tributario, a disciplinare l'istituzione
ed il funzionamento del fondo perequativo per i territori con minore capacità
fiscale per abitante nonché l'utilizzazione delle risorse aggiuntive e
l'effettuazione degli interventi speciali di cui all'articolo 119, quinto
comma, della Costituzione perseguendo lo sviluppo delle aree sottoutilizzate
nella prospettiva del superamento del dualismo economico del Paese. Disciplina
altresì i princìpi generali per l'attribuzione di un proprio patrimonio a
comuni, province, città metropolitane e regioni e detta norme transitorie
sull'ordinamento, anche finanziario, di Roma capitale. 2. Alle regioni a
statuto speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano si applicano,
in conformità con gli statuti, esclusivamente le disposizioni di cui agli articoli
14, 21 e 25. Art. 2. (Oggetto e finalità) 1. Il Governo è delegato ad adottare,
entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto l'attuazione dell'articolo 119
della Costituzione, al fine di assicurare, attraverso la definizione dei
princìpi fondamentali del coordinamento della finanza pubblica e del sistema
tributario e la definizione della perequazione, l'autonomia finanziaria di
comuni, province, città metropolitane e regioni. 2. Fermi restando gli
specifici princìpi e criteri direttivi stabiliti dalle disposizioni di cui agli
articoli 5, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 19, 20, 21, 23, 24,
24-bis, 26 e 27, i decreti legislativi di cui al comma 1 del presente articolo
sono informati ai seguenti princìpi e criteri direttivi generali: a) autonomia
di entrata e di spesa e maggiore responsabilizzazione amministrativa,
finanziaria e contabile di tutti i livelli di governo; b) lealtà istituzionale
fra tutti i livelli di governo e concorso di tutte le amministrazioni pubbliche
al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica nazionale in coerenza con
i vincoli posti dall'Unione europea e dai trattati internazionali; c)
razionalità e coerenza dei singoli tributi e del sistema tributario nel suo
complesso; semplificazione del sistema tributario, riduzione degli adempimenti
a carico dei contribuenti, trasparenza del prelievo, efficienza
nell'amministrazione dei tributi; rispetto dei princìpi sanciti dallo statuto
dei diritti del contribuente di cui alla legge 27 luglio 2000, n. 212; d)
coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali nell'attività di contrasto
all'evasione e all'elusione fiscale prevedendo meccanismi di carattere
premiale; e) attribuzione di risorse autonome ai comuni, alle province, alle
città metropolitane e alle regioni, in relazione alle rispettive competenze,
secondo il principio di territorialità e nel rispetto del principio di
solidarietà e dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza di
cui all'articolo 118 della Costituzione; le risorse derivanti dai tributi e
dalle entrate propri di regioni ed enti locali, dalle compartecipazioni al
gettito di tributi erariali e dal fondo perequativo consentono di finanziare
integralmente il normale esercizio delle funzioni pubbliche attribuite; f)
determinazione del costo e del fabbisogno standard quale costo e fabbisogno
che, valorizzando l'efficienza e l'efficacia, costituisce l'indicatore rispetto
al quale comparare e valutare l'azione pubblica; definizione degli obiettivi di
servizio cui devono tendere le amministrazioni regionali e locali
nell'esercizio delle funzioni riconducibili ai livelli essenziali delle
prestazioni o alle funzioni fondamentali di cui all'articolo 117, secondo
comma, lettere m) e p), della Costituzione; g) adozione per le proprie
politiche di bilancio da parte di regioni, città metropolitane, province e
comuni di regole coerenti con quelle derivanti dall'applicazione del patto di
stabilità e crescita; h) individuazione dei princìpi fondamentali
dell'armonizzazione dei bilanci pubblici, in modo da assicurare la redazione
dei bilanci di comuni, province, città metropolitane e regioni in base a
criteri predefiniti e uniformi, concordati in sede di Conferenza unificata di
cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, di seguito
denominata «Conferenza unificata», coerenti con quelli che disciplinano la
redazione del bilancio dello Stato. La registrazione delle poste di entrata e
di spesa nei bilanci dello Stato, delle regioni, delle città metropolitane,
delle province e dei comuni deve essere eseguita in forme che consentano di
ricondurre tali poste ai criteri rilevanti per l'osservanza del patto di
stabilità e crescita; al fine di dare attuazione agli articoli 9 e 13,
individuazione del termine entro il quale regioni ed enti locali devono
comunicare al Governo i propri bilanci preventivi e consuntivi, come approvati,
e previsione di sanzioni ai sensi dell'articolo 16, comma 1, lettera e) in caso
di mancato rispetto di tale termine; individuazione dei princìpi fondamentali
per la redazione, entro un determinato termine, dei bilanci consolidati delle
regioni e degli enti locali in modo tale da assicurare le informazioni relative
ai servizi esternalizzati, con previsione di sanzioni ai sensi dell'articolo
16, comma 1, lettera e) a carico dell'ente in caso di mancato rispetto di tale
termine; h-bis) prevedere l'obbligo di pubblicazione su siti internet dei
bilanci delle regioni, dei comuni, delle province e delle città metropolitane,
tali da riportare in modo semplificato le entrate e le spese pro capite secondo
modelli uniformi concordati in sede di Conferenza unificata; i) salvaguardia
dell'obiettivo di non alterare il criterio della progressività del sistema
tributario e rispetto del principio della capacità contributiva ai fini del
concorso alle spese pubbliche; l) superamento graduale, per tutti i livelli
istituzionali, del criterio della spesa storica a favore: 1) del fabbisogno
standard per il finanziamento dei livelli essenziali di cui all'articolo 117,
secondo comma, lettera m), della Costituzione, e delle funzioni fondamentali di
cui all'articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione; 2) della
perequazione della capacità fiscale per le altre funzioni; m) rispetto della
ripartizione delle competenze legislative fra Stato e regioni in tema di
coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; n) esclusione di
ogni doppia imposizione sul medesimo presupposto, salvo le addizionali previste
dalla legge statale o regionale; o) tendenziale correlazione tra prelievo
fiscale e beneficio connesso alle funzioni esercitate sul territorio in modo da
favorire la corrispondenza tra responsabilità finanziaria e amministrativa;
continenza e responsabilità nell'imposizione di tributi propri; p) previsione
che la legge regionale possa, con riguardo ai presupposti non assoggettati ad
imposizione da parte dello Stato: 1) istituire tributi regionali e locali; 2)
determinare le variazioni delle aliquote o le agevolazioni che comuni, province
e città metropolitane possono applicare nell'esercizio della propria autonomia
con riferimento ai tributi locali di cui al numero 1); 3) valutare la
modulazione delle accise sulla benzina, sul gasolio e sul gas di petrolio liquefatto,
utilizzati dai cittadini residenti e dalle imprese con sede legale e operativa
nelle regioni interessate dalle concessioni di coltivazione di cui all'articolo
19 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625; p-bis) previsione che la
legge regionale possa, nel rispetto della normativa comunitaria e nei limiti
stabiliti dalla legge statale, valutare la modulazione delle accise sulla
benzina, sul gasolio e sul gas di petrolio liquefatto, utilizzati dai cittadini
residenti e dalle imprese con sede legale e operativa nelle regioni interessate
dalle concessioni di coltivazione di cui all'articolo 19 del decreto
legislativo 25 novembre 1996, n. 625; q) facoltà delle regioni di istituire a
favore degli enti locali compartecipazioni al gettito dei tributi e delle
compartecipazioni regionali; r)esclusione di interventi sulle basi imponibili e
sulle aliquote dei tributi che non siano del proprio livello di governo; ove i
predetti interventi siano effettuati dallo Stato sulle basi imponibili e sulle
aliquote riguardanti i tributi degli enti locali e quelli di cui all'articolo
7, comma 1, lettera b), numeri 1) e 2), essi sono possibili, a parità di
funzioni amministrative conferite, solo se prevedono la contestuale adozione di
misure per la completa compensazione tramite modifica di aliquota o
attribuzione di altri tributi e previa quantificazione finanziaria delle
predette misure nella Conferenza di cui all'articolo 5; se i predetti
interventi sono accompagnati da una riduzione di funzioni amministrative dei livelli
di governo i cui tributi sono oggetto degli interventi medesimi, la
compensazione è effettuata in misura corrispondente alla riduzione delle
funzioni; s) previsione di strumenti e meccanismi di accertamento e di
riscossione che assicurino modalità efficienti di accreditamento diretto o di
riversamento automatico del riscosso agli enti titolari del tributo; previsione
che i tributi erariali compartecipati abbiano integrale evidenza contabile nel
bilancio dello Stato; t) definizione di modalità che assicurino a ciascun
soggetto titolare del tributo l'accesso diretto alle anagrafi e a ogni altra
banca dati utile alle attività di gestione tributaria, assicurando il rispetto
della normativa a tutela della riservatezza dei dati personali; u) premialità dei
comportamenti virtuosi ed efficienti nell'esercizio della potestà tributaria,
nella gestione finanziaria ed economica e previsione di meccanismi sanzionatori
per gli enti che non rispettano gli equilibri economico-finanziari o non
assicurano i livelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117,
secondo comma, lettera m), della Costituzione o l'esercizio delle funzioni
fondamentali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera p), della
Costituzione; previsione delle specifiche modalità attraverso le quali il
Governo, nel caso in cui la regione o l'ente locale non assicuri i livelli
essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera
m), della Costituzione, o l'esercizio delle funzioni fondamentali di cui
all'articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione, o qualora gli
scostamenti dal patto di convergenza di cui all'articolo 17 della presente
legge abbiano caratteristiche permanenti e sistematiche, adotta misure
sanzionatorie, ai sensi dell'articolo 16, comma 1, lettera e), che sono
commisurate all'entità di tali scostamenti e possono comportare l'applicazione
di misure automatiche per l'incremento delle entrate tributarie ed
extratributarie e può esercitare nei casi più gravi il potere sostitutivo di
cui all'articolo 120, secondo comma, della Costituzione, secondo quanto
disposto dall'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, e secondo il
principio di responsabilità amministrativa e finanziaria; v) previsione che le
sanzioni di cui alla lettera u) a carico degli enti inadempienti si applichino
anche nel caso di mancato rispetto dei criteri uniformi di redazione dei
bilanci, predefiniti ai sensi della lettera h) o nel caso di mancata o tardiva
comunicazione dei dati ai fini del coordinamento della finanza pubblica; z)
garanzia del mantenimento di un adeguato livello di flessibilità fiscale nella
costituzione di insiemi di tributi e compartecipazioni, da attribuire alle
regioni e agli enti locali, la cui composizione sia rappresentata in misura
rilevante da tributi manovrabili, con determinazione, per ciascun livello di
governo, di un adeguato grado di autonomia di entrata, derivante da tali
tributi; aa) previsione di una adeguata flessibilità fiscale articolata su più
tributi con una base imponibile stabile e distribuita in modo tendenzialmente
uniforme sul territorio nazionale, tale da consentire a tutte le regioni ed
enti locali, comprese quelle a più basso potenziale fiscale, di finanziare,
attivando le proprie potenzialità, il livello di spesa non riconducibile ai
livelli essenziali delle prestazioni e alle funzioni fondamentali degli enti
locali; bb) trasparenza ed efficienza delle decisioni di entrata e di spesa,
rivolte a garantire l'effettiva attuazione dei princìpi di efficacia,
efficienza ed economicità di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b); cc)
riduzione della imposizione fiscale statale in misura corrispondente alla più
ampia autonomia di entrata di regioni ed enti locali calcolata ad aliquota
standard e corrispondente riduzione delle risorse statali umane e strumentali;
eliminazione dal bilancio dello Stato delle previsioni di spesa relative al
finanziamento delle funzioni attribuite a regioni, province, comuni e città
metropolitane, con esclusione dei fondi perequativi e delle risorse per gli interventi
di cui all'articolo 119, quinto comma, della Costituzione; dd) definizione di
una disciplina dei tributi locali in modo da consentire anche una più piena
valorizzazione della sussidiarietà orizzontale; dd-bis) individuazione di
strumenti idonei a favorire la piena attuazione degli articoli 29, 30 e 31
della Costituzione, con riguardo ai diritti e alla formazione della famiglia e
all'adempimento dei relativi compiti; ee) territorialità dei tributi regionali
e locali e riferibilità al territorio delle compartecipazioni al gettito dei
tributi erariali, in conformità a quanto previsto dall'articolo 119 della
Costituzione; ff) tendenziale corrispondenza tra autonomia impositiva e
autonomia di gestione delle proprie risorse umane e strumentali da parte del
settore pubblico; previsione di strumenti che consentano autonomia ai diversi
livelli di governo nella gestione della contrattazione collettiva; gg) certezza
delle risorse e stabilità tendenziale del quadro di finanziamento, in misura
corrispondente alle funzioni attribuite; hh) individuazione, in conformità con
il diritto comunitario, di forme di fiscalità di sviluppo, con particolare
riguardo alla creazione di nuove attività di impresa nelle aree
sottoutilizzate. 3. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su
proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, del Ministro per le
riforme per il federalismo, del Ministro per la semplificazione normativa, del
Ministro per i rapporti con le regioni e del Ministro per le politiche europee,
di concerto con il Ministro dell'interno, con il Ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione e con gli altri Ministri volta a volta
competenti nelle materie oggetto di tali decreti. Gli schemi di decreto
legislativo, previa intesa da sancire in sede di Conferenza unificata ai sensi
dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono trasmessi
alle Camere, ciascuno corredato da relazione tecnica che evidenzi gli effetti
delle disposizioni recate dal medesimo schema di decreto sul saldo netto da
finanziare, sull'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche e sul
fabbisogno del settore pubblico, perché su di essi sia espresso il parere della
Commissione di cui all'articolo 3 e delle Commissioni parlamentari competenti
per le conseguenze di carattere finanziario, entro sessanta giorni dalla
trasmissione. In mancanza di intesa nel termine di cui all'articolo 3 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, il Consiglio dei ministri delibera,
approvando una relazione che è trasmessa alle Camere. Nella relazione sono
indicate le specifiche motivazioni per cui l'intesa non è stata raggiunta. 4.
Decorso il termine per l'espressione dei pareri di cui al comma 3, i decreti
possono essere comunque adottati. Il Governo, qualora non intenda conformarsi
ai pareri parlamentari, ritrasmette i testi alle Camere con le sue osservazioni
e con eventuali modificazioni e rende comunicazioni davanti a ciascuna Camera.
Decorsi trenta giorni dalla data della nuova trasmissione, i decreti possono
comunque essere adottati in via definitiva dal Governo. Il Governo, qualora,
anche a seguito dell'espressione dei pareri parlamentari, non intenda
conformarsi all'intesa raggiunta in Conferenza unificata, trasmette alle Camere
e alla stessa Conferenza unificata una relazione nella quale sono indicate le
specifiche motivazioni di difformità dall'intesa. 5. Il Governo assicura, nella
predisposizione dei decreti legislativi di cui al comma 1, piena collaborazione
con le regioni e gli enti locali. 6. Almeno uno dei decreti legislativi di cui
al comma 1 è adottato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge e reca i princìpi fondamentali in materia di armonizzazione dei
bilanci pubblici di cui al comma 2, lettera h). Un altro decreto legislativo,
da adottare entro il termine previsto al comma 1 del presente articolo,
contiene la determinazione dei costi e dei fabbisogni standard sulla base dei
livelli essenziali delle prestazioni di cui al comma 1-bis dell'articolo 19.
Contestualmente all'adozione del primo schema di decreto legislativo, il
Governo trasmette alle Camere, in allegato a tale schema, una relazione
concernente il quadro generale di finanziamento degli enti territoriali ed
ipotesi di definizione su base quantitativa della struttura fondamentale dei
rapporti finanziari tra lo Stato, le regioni a statuto ordinario e a statuto
speciale, le province autonome e gli enti locali, con l'indicazione delle
possibili distribuzioni delle risorse. 7. Entro due anni dalla data di entrata
in vigore dei decreti legislativi di cui al comma 1, possono essere adottati
decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive nel rispetto
dei princìpi e criteri direttivi previsti dalla presente legge e con la
procedura di cui ai commi 3 e 4. Art. 3. (Commissione parlamentare per
l'attuazione del federalismo fiscale) 1. È istituita la Commissione
parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, composta da quindici
senatori e da quindici deputati, nominati rispettivamente tra i componenti della
stessa dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera
dei deputati d'intesa tra loro, su designazione dei gruppi parlamentari, in
modo da rispecchiarne la proporzione. Il presidente della Commissione è
nominato dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della
Camera dei deputati. La Commissione si riunisce per la sua prima seduta entro
venti giorni dalla nomina del presidente, per l'elezione di due vicepresidenti
e di due segretari che, insieme con il presidente, compongono l'ufficio di
presidenza. Gli oneri connessi alla partecipazione alle riunioni del Comitato
di cui al comma 2 sono a carico dei rispettivi soggetti istituzionali
rappresentati, i quali provvedono a valere sugli ordinari stanziamenti di
bilancio e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Ai
componenti del Comitato di cui al comma 2 non spetta alcun compenso. 1-bis.
L'attività e il funzionamento della Commissione sono disciplinati da un
regolamento interno approvato dalla Commissione stessa prima dell'inizio dei
propri lavori. 1-ter. Gli oneri derivanti dall'istituzione e dal funzionamento
della Commissione sono posti per metà a carico del bilancio interno del Senato
della Repubblica e per metà a carico del bilancio interno della Camera dei
deputati. 2. Al fine di assicurare il raccordo della Commissione con le
regioni, le città metropolitane, le province e i comuni, è istituito un
Comitato di rappresentanti delle autonomie territoriali, nominato dalla
componente rappresentativa delle regioni e degli enti locali nell'ambito della
Conferenza unificata. Il Comitato, che si riunisce, previo assenso dei
rispettivi Presidenti, presso le sedi della Camera dei deputati o del Senato
della Repubblica, è composto da dodici membri dei quali sei in rappresentanza
delle regioni, due in rappresentanza delle province e quattro in rappresentanza
dei comuni. La Commissione, ogniqualvolta lo ritenga necessario, procede allo
svolgimento di audizioni del Comitato e ne acquisisce il parere. 3. La Commissione:
a) esprime i pareri sugli schemi dei decreti legislativi di cui all'articolo 2;
b) verifica lo stato di attuazione di quanto previsto dalla presente legge e ne
riferisce ogni sei mesi alle Camere fino alla conclusione della fase
transitoria di cui agli articoli 19 e 20. A tal fine può ottenere tutte le
informazioni necessarie dalla Commissione tecnica paritetica per l'attuazione
del federalismo fiscale di cui all'articolo 4 o dalla Conferenza permanente per
il coordinamento della finanza pubblica di cui all'articolo 5; b-bis) sulla
base dell'attività conoscitiva svolta, formula osservazioni e fornisce al
Governo elementi di valutazione utili alla predisposizione dei decreti
legislativi di cui all'articolo 2. 4. La Commissione può chiedere ai Presidenti
delle Camere una proroga di venti giorni per l'espressione del parere, qualora
ciò si renda necessario per la complessità della materia o per il numero di
schemi trasmessi nello stesso periodo all'esame della Commissione. Con la
proroga del termine per l'espressione del parere si intende prorogato di venti
giorni anche il termine finale per l'esercizio della delega, e ai Consigli
regionali e delle province autonome, su richiesta di ciascuno di essi. Qualora
il termine per l'espressione del parere scada nei trenta giorni che precedono
la scadenza del termine finale per l'esercizio della delega, quest'ultimo è
prorogato di novanta giorni. 5. La Commissione è sciolta al termine della fase
transitoria di cui agli articoli 19 e 20. Art. 4. (Commissione tecnica
paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale) 1. Al fine di acquisire ed
elaborare elementi conoscitivi per la predisposizione dei contenuti dei decreti
legislativi di cui all'articolo 2, con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, è istituita, presso il Ministero dell'economia e delle finanze,
una Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale, di
seguito denominata «Commissione», formata da trenta componenti e composta per
metà da rappresentanti tecnici dello Stato e per metà da rappresentanti tecnici
degli enti di cui all'articolo 114, secondo comma, della Costituzione.
Partecipano alle riunioni della Commissione un rappresentante tecnico della
Camera dei deputati e uno del Senato della Repubblica, designati dai rispettivi
Presidenti, nonché un rappresentante tecnico delle Assemblee legislative
regionali e delle province autonome, designato d'intesa tra di loro nell'ambito
della Conferenza dei presidenti dell'Assemblea, dei Consigli regionali e delle
province autonome di cui agli articoli 5, 8 e 15 della legge 4 febbraio 2005,
n. 11. 2. La Commissione è sede di condivisione delle basi informative
finanziarie, economiche e tributarie, promuove la realizzazione delle
rilevazioni e delle attività necessarie per soddisfare gli eventuali ulteriori
fabbisogni informativi e svolge attività consultiva per il riordino
dell'ordinamento finanziario di comuni, province, città metropolitane e regioni
e delle relazioni finanziarie intergovernative. A tale fine, le amministrazioni
statali, regionali e locali forniscono i necessari elementi informativi sui
dati finanziari, economici e tributari. 3. La Commissione adotta, nella sua
prima seduta, da convocare entro quindici giorni dalla data di entrata in
vigore del decreto di cui al comma 1, la tempistica e la disciplina procedurale
dei propri lavori. 4. La Commissione opera nell'ambito della Conferenza
unificata e svolge le funzioni di segreteria tecnica della Conferenza di cui
all'articolo 5 a
decorrere dall'istituzione di quest'ultima. Trasmette informazioni e dati alle
Camere, su richiesta di ciascuna di esse. Art. 5. (Conferenza permanente per il
coordinamento della finanza pubblica) 1. I decreti legislativi di cui
all'articolo 2 prevedono l'istituzione, nell'ambito della Conferenza unificata,
della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica come
organismo stabile di coordinamento della finanza pubblica, di seguito denominata
«Conferenza», di cui fanno parte i rappresentanti dei diversi livelli
istituzionali di governo, e ne disciplinano il funzionamento e la composizione,
secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) la Conferenza concorre alla
definizione degli obiettivi di finanza pubblica per comparto, anche in
relazione ai livelli di pressione fiscale e di indebitamento; concorre alla
definizione delle procedure per accertare eventuali scostamenti dagli obiettivi
di finanza pubblica e promuove l'attivazione degli eventuali interventi
necessari per il rispetto di tali obiettivi, in particolare per ciò che
concerne la procedura del Patto di convergenza di cui all'articolo 17; verifica
la loro attuazione ed efficacia; avanza proposte per la determinazione degli
indici di virtuosità e dei relativi incentivi; vigila sull'applicazione dei
meccanismi di premialità, sul rispetto dei meccanismi sanzionatori e sul loro
funzionamento; b) la Conferenza propone criteri per il corretto utilizzo dei
fondi perequativi secondo princìpi di efficacia, efficienza e trasparenza e ne
verifica l'applicazione; c) la Conferenza verifica l'utilizzo dei fondi per gli
interventi di cui all'articolo 15; d) la Conferenza assicura la verifica
periodica del funzionamento del nuovo ordinamento finanziario di comuni,
province, città metropolitane e regioni, ivi compresa la congruità di cui
all'articolo 10, comma 1, lettera d); assicura altresì la verifica delle
relazioni finanziarie tra i livelli diversi di governo e l'adeguatezza delle
risorse finanziarie di ciascun livello di governo rispetto alle funzioni
svolte, proponendo eventuali modifiche o adeguamenti del sistema; e) la
Conferenza verifica la congruità dei dati e delle basi informative finanziarie
e tributarie, fornite dalle amministrazioni territoriali; e-bis) la Conferenza
mette a disposizione della Camera dei deputati, del Senato della Repubblica,
dei consigli regionali e di quelli delle province autonome tutti gli elementi
informativi raccolti; f) la Conferenza si avvale della Commissione di cui
all'articolo 4 quale segreteria tecnica per lo svolgimento delle attività
istruttorie e di supporto necessarie; a tali fini, è istituita una banca dati
comprendente indicatori di costo, di copertura e di qualità dei servizi,
utilizzati per definire i costi e i fabbisogni standard e gli obiettivi di
servizio nonché per valutare il grado di raggiungimento degli obiettivi di
servizio; g) la Conferenza verifica periodicamente la realizzazione del
percorso di convergenza ai costi e ai fabbisogni standard nonché agli obiettivi
di servizio e promuove la conciliazione degli interessi tra i diversi livelli
di governo interessati all'attuazione delle norme sul federalismo fiscale,
oggetto di confronto e di valutazione congiunta in sede di Conferenza
unificata. 2. Le determinazioni della Conferenza sono trasmesse alle Camere.
Art. 6. (Compiti della Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe
tributaria) 1. All'articolo 2, primo comma, della legge 27 marzo 1976, n. 60,
sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonché il compito di effettuare
indagini conoscitive e ricerche sulla gestione dei servizi di accertamento e
riscossione dei tributi locali, vigilando altresì sui sistemi informativi ad
essi riferibili». Capo II RAPPORTI FINANZIARI STATO-REGIONI Art. 7. (Princìpi e
criteri direttivi relativi ai tributi delle regioni e alle compartecipazioni al
gettito dei tributi erariali) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2
disciplinano i tributi delle regioni, in base ai seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) le regioni dispongono di tributi e di compartecipazioni al gettito dei
tributi erariali, in via prioritaria a quello dell'IVA, in grado di finanziare
le spese derivanti dall'esercizio delle funzioni nelle materie che la
Costituzione attribuisce alla loro competenza esclusiva e concorrente nonché le
spese relative a materie di competenza esclusiva statale, in relazione alle
quali le regioni esercitano competenze amministrative; b) per tributi delle
regioni si intendono: 1) i tributi propri derivati, istituiti e regolati da
leggi statali, il cui gettito è attribuito alle regioni; 2) le addizionali
sulle basi imponibili dei tributi erariali; 3) i tributi propri istituiti dalle
regioni con proprie leggi in relazione ai presupposti non già assoggettati ad
imposizione erariale; c) per una parte dei tributi di cui alla lettera b),
numero 1), le regioni, con propria legge, possono modificare le aliquote e
disporre esenzioni, detrazioni e deduzioni nei limiti e secondo criteri fissati
dalla legislazione statale e nel rispetto della normativa comunitaria; per i
tributi di cui alla lettera b), numero 2, le regioni, con propria legge,
possono introdurre variazioni percentuali delle aliquote delle addizionali e
possono disporre detrazioni entro i limiti fissati dalla legislazione statale;
d) le modalità di attribuzione alle regioni del gettito dei tributi regionali
istituiti con legge dello Stato e delle compartecipazioni ai tributi erariali
sono definite in conformità al principio di territorialità di cui all'articolo
119 della Costituzione. A tal fine, le suddette modalità devono tenere conto:
1) del luogo di consumo, per i tributi aventi quale presupposto i consumi; per
i servizi, il luogo di consumo può essere identificato nel domicilio del
soggetto fruitore finale; 2) della localizzazione dei cespiti, per i tributi
basati sul patrimonio; 3) del luogo di prestazione del lavoro, per i tributi
basati sulla produzione; 4) della residenza del percettore, per i tributi
riferiti ai redditi delle persone fisiche; e) il gettito dei tributi regionali
derivati e le compartecipazioni al gettito dei tributi erariali sono senza
vincolo di destinazione. Art. 8. (Princìpi e criteri direttivi sulle modalità
di esercizio delle competenze legislative e sui mezzi di finanziamento) 1. Al
fine di adeguare le regole di finanziamento alla diversa natura delle funzioni
spettanti alle regioni, nonché al principio di autonomia di entrata e di spesa
fissato dall'articolo 119 della Costituzione, i decreti legislativi di cui
all'articolo 2 sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) classificazione delle spese connesse a materie di competenza legislativa di
cui all'articolo 117, terzo e quarto comma, della Costituzione nonché delle
spese relative a materie di competenza esclusiva statale, in relazione alle
quali le regioni esercitano competenze amministrative; tali spese sono: 1)
spese riconducibili al vincolo dell'articolo 117, secondo comma, lettera m),
della Costituzione; 2) spese non riconducibili al vincolo di cui al numero 1);
3) spese finanziate con i contributi speciali, con i finanziamenti dell'Unione
europea e con i cofinanziamenti nazionali di cui all'articolo 15; b)
definizione delle modalità per cui le spese riconducibili alla lettera a),
numero 1), sono determinate nel rispetto dei costi standard associati ai
livelli essenziali delle prestazioni fissati dalla legge statale in piena
collaborazione con le regioni e gli enti locali, da erogare in condizioni di
efficienza e di appropriatezza su tutto il territorio nazionale; c) definizione
delle modalità per cui per la spesa per il trasporto pubblico locale, nella
determinazione dell'ammontare del finanziamento, si tiene conto della fornitura
di un livello adeguato del servizio su tutto il territorio nazionale nonché dei
costi standard; d) definizione delle modalità per cui le spese di cui alla
lettera a), numero 1), sono finanziate con il gettito, valutato ad aliquota e
base imponibile uniformi, di tributi propri derivati, di cui all'articolo 7,
comma 1, lettera b), numero 1), dell'addizionale regionale all'imposta sul
reddito delle persone fisiche e della compartecipazione regionale all'IVA
nonché con quote specifiche del fondo perequativo, in modo tale da garantire
nelle predette condizioni il finanziamento integrale in ciascuna regione; in
via transitoria, le spese di cui al primo periodo sono finanziate anche con il
gettito dell'IRAP fino alla data della sua sostituzione con altri tributi; e)
definizione delle modalità per cui le spese di cui alla lettera a), numero 2),
sono finanziate con il gettito dei tributi di cui all'articolo 7, comma 1,
lettera b, e con quote del fondo perequativo di cui all'articolo 9; [f)] g)
soppressione dei trasferimenti statali diretti al finanziamento delle spese di
cui alla lettera a), numeri 1) e 2), ad eccezione dei contributi erariali in
essere sulle rate di ammortamento dei mutui contratti dalle regioni; h)
definizione delle modalità per cui le aliquote dei tributi e delle
compartecipazioni destinati al finanziamento delle spese di cui alla lettera
a), numero 1), sono determinate al livello minimo assoluto sufficiente ad
assicurare il pieno finanziamento del fabbisogno corrispondente ai livelli
essenziali delle prestazioni, valutati secondo quanto previsto dalla lettera
b), in una sola regione; definizione, altresì, delle modalità per cui al
finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni nelle regioni ove il
gettito tributario è insufficiente concorrono le quote del fondo perequativo di
cui all'articolo 9; i) definizione delle modalità per cui l'importo complessivo
dei trasferimenti statali diretti al finanziamento delle spese di cui alla
lettera a), numero 2), fatta eccezione per quelli già destinati al fondo
perequativo di cui all'articolo 3, commi 2 e 3, della legge 28 dicembre 1995,
n. 549, e attualmente corrisposti a valere sul gettito IRAP, è sostituito dal
gettito derivante dall'aliquota media di equilibrio dell'addizionale regionale
all'imposta sul reddito delle persone fisiche. Il nuovo valore dell'aliquota
deve essere stabilito sul livello sufficiente ad assicurare al complesso delle
regioni un ammontare di risorse tale da pareggiare esattamente l'importo
complessivo dei trasferimenti soppressi; l) definizione delle modalità per cui
agli oneri delle funzioni amministrative eventualmente trasferite dallo Stato
alle regioni, in attuazione dell'articolo 118 della Costituzione, si provvede
con adeguate forme di copertura finanziaria coerenti con i princìpi della
presente legge e secondo le modalità di cui all'articolo 7 della legge 5 giugno
2003, n. 131, e successive modificazioni. 2. Nelle forme in cui le singole
regioni daranno seguito all'intesa Stato-regioni sull'istruzione, al relativo
finanziamento si provvede secondo quanto previsto dal presente articolo per le
spese riconducibili al comma 1, lettera a), numero 1). 3. Nelle spese di cui al
comma 1, lettera a), numero 1), sono comprese quelle per la sanità,
l'assistenza e, per quanto riguarda l'istruzione, le spese per lo svolgimento
delle funzioni amministrative attribuite alle regioni dalle norme vigenti. Art.
9. (Princìpi e criteri direttivi in ordine alla determinazione dell'entità e
del riparto del fondo perequativo a favore delle regioni) 1. I decreti
legislativi di cui all'articolo 2,
in relazione alla determinazione dell'entità e del
riparto del fondo perequativo statale di carattere verticale a favore delle
regioni, in attuazione degli articoli 117, secondo comma, lettera e), e 119,
terzo comma, della Costituzione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri
direttivi: a) istituzione del fondo perequativo a favore delle regioni con
minore capacità fiscale per abitante, alimentato dal gettito prodotto da una
compartecipazione al gettito dell'IVA assegnata per le spese di cui
all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 1), nonché da una quota del gettito
del tributo regionale di cui all'articolo 8, comma 1, lettera i), per le spese
di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 2); le quote del fondo sono
assegnate senza vincolo di destinazione; b) applicazione del principio di
perequazione delle differenze delle capacità fiscali in modo tale da ridurre
adeguatamente le differenze tra i territori con diverse capacità fiscali per
abitante senza alterarne l'ordine e senza impedirne la modifica nel tempo conseguente
all'evoluzione del quadro economico-territoriale; c) definizione delle modalità
per cui le risorse del fondo devono finanziare: 1) la differenza tra il
fabbisogno finanziario necessario alla copertura delle spese di cui
all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 1), calcolate con le modalità di
cui alla lettera b) del medesimo comma 1 dell'articolo 8 e il gettito regionale
dei tributi ad esse dedicati, determinato con l'esclusione delle variazioni di
gettito prodotte dall'esercizio dell'autonomia tributaria nonché dall'emersione
della base imponibile riferibile al concorso regionale nell'attività di
recupero fiscale, in modo da assicurare l'integrale copertura delle spese
corrispondenti al fabbisogno standard per i livelli essenziali delle prestazioni;
2) le esigenze finanziarie derivanti dalla lettera g) del presente articolo; d)
definizione delle modalità per cui la determinazione delle spettanze di
ciascuna regione sul fondo perequativo tiene conto delle capacità fiscali da
perequare e dei vincoli risultanti dalla legislazione intervenuta in attuazione
dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, in modo da
assicurare l'integrale copertura delle spese al fabbisogno standard; e) è
garantita la copertura del differenziale certificato positivo tra i dati
previsionali e l'effettivo gettito dei tributi, escluso il gettito derivante
dalla lotta all'evasione e all'elusione fiscale, alla regione con riferimento
alla quale è stato determinato il livello minimo sufficiente delle aliquote dei
tributi ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettere d) e h), tali da assicurare
l'integrale finanziamento delle spese per i livelli essenziali delle
prestazioni; nel caso in cui l'effettivo gettito dei tributi sia superiore ai
dati previsionali, il differenziale certificato è acquisito al bilancio dello
Stato; f) definizione delle modalità per cui le quote del fondo perequativo per
le spese di parte corrente per il trasporto pubblico locale sono assegnate in
modo da ridurre adeguatamente le differenze tra i territori con diverse
capacità fiscali per abitante e, per le spese in conto capitale, tenendo conto
del fabbisogno standard di cui è assicurata l'integrale copertura; g)
definizione delle modalità in base alle quali per le spese di cui all'articolo
8, comma 1, lettera a), numero 2), le quote del fondo perequativo sono
assegnate in base ai seguenti criteri: 1) le regioni con maggiore capacità
fiscale, ossia quelle nelle quali il gettito per abitante del tributo regionale
di cui all'articolo 8, comma 1, lettera i), supera il gettito medio nazionale
per abitante, non ricevono risorse dal fondo; 2) le regioni con minore capacità
fiscale, ossia quelle nelle quali il gettito per abitante del tributo regionale
di cui all'articolo 8, comma 1, lettera i), è inferiore al gettito medio
nazionale per abitante, partecipano alla ripartizione del fondo perequativo,
alimentato da una quota del gettito prodotto nelle altre regioni, in relazione
all'obiettivo di ridurre le differenze interregionali di gettito per abitante
per il medesimo tributo rispetto al gettito medio nazionale per abitante; 3) la
ripartizione del fondo perequativo tiene conto, per le regioni con popolazione
al di sotto di una soglia da individuare con i decreti legislativi di cui
all'articolo 2, del fattore della dimensione demografica in relazione inversa
alla dimensione demografica stessa; h) definizione delle modalità per cui le
quote del fondo perequativo risultanti dalla applicazione della lettera d) sono
distintamente indicate nelle assegnazioni annuali. L'indicazione non comporta
vincoli di destinazione. Art. 10. (Princìpi e criteri direttivi concernenti il
finanziamento delle funzioni trasferite alle regioni) 1. I decreti legislativi
di cui all'articolo 2, con riferimento al finanziamento delle funzioni
trasferite alle regioni, nelle materie di loro competenza legislativa ai sensi
dell'articolo 117, terzo e quarto comma, della Costituzione, sono adottati
secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) cancellazione dei relativi
stanziamenti di spesa, comprensivi dei costi del personale e di funzionamento,
nel bilancio dello Stato; b) riduzione delle aliquote dei tributi erariali e
corrispondente aumento: 1) per le spese di cui all'articolo 8, comma 1, lettera
a), numero 1), dei tributi di cui all'articolo 7, comma 1, lettera b), numeri
1) e 2); 2) per le spese di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 2),
del tributo regionale di cui all'articolo 8, comma 1, lettera i), fatto salvo
quanto previsto dall'articolo 25, comma 4; c) aumento dell'aliquota della
compartecipazione regionale al gettito dell'IVA destinata ad alimentare il
fondo perequativo a favore delle regioni con minore capacità fiscale per
abitante ovvero della compartecipazione all'imposta sul reddito delle persone
fisiche; d) definizione delle modalità secondo le quali si effettua la verifica
periodica della congruità dei tributi presi a riferimento per la copertura del
fabbisogno standard di cui all'articolo 8, comma 1, lettera h), sia in termini
di gettito sia in termini di correlazione con le funzioni svolte. Capo III
FINANZA DEGLI ENTI LOCALI Art. 11. (Princìpi e criteri direttivi concernenti il
finanziamento delle funzioni di comuni, province e città metropolitane) 1. I
decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riguardo al finanziamento delle
funzioni di comuni, province e città metropolitane, sono adottati secondo i
seguenti princìpi e criteri direttivi: a) classificazione delle spese relative
alle funzioni di comuni, province e città metropolitane, in: 1) spese riconducibili
alle funzioni fondamentali ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera
p), della Costituzione, come individuate dalla legislazione statale; 2) spese
relative alle altre funzioni; 3) spese finanziate con i contributi speciali,
con i finanziamenti dell'Unione europea e con i cofinanziamenti nazionali di
cui all'articolo 15; b) definizione delle modalità per cui il finanziamento
delle spese di cui alla lettera a), numero 1), e dei livelli essenziali delle
prestazioni eventualmente da esse implicate avviene in modo da garantirne il
finanziamento integrale in base al fabbisogno standard ed è assicurato dai
tributi propri, da compartecipazioni al gettito di tributi erariali e
regionali, da addizionali a tali tributi, la cui manovrabilità è stabilita
tenendo conto della dimensione demografica dei comuni per fasce, e dal fondo
perequativo; c) definizione delle modalità per cui le spese di cui alla lettera
a), numero 2), sono finanziate con il gettito dei tributi propri, con
compartecipazioni al gettito di tributi e con il fondo perequativo basato sulla
capacità fiscale per abitante; d) definizione delle modalità per tenere conto
del trasferimento di ulteriori funzioni ai comuni, alle province e alle città
metropolitane ai sensi dell'articolo 118 della Costituzione e secondo le
modalità di cui all'articolo 7 della legge 5 giugno 2003, n. 131, al fine di
assicurare, per il complesso degli enti, l'integrale finanziamento di tali
funzioni, ove non si sia provveduto contestualmente al finanziamento ed al trasferimento;
e) soppressione dei trasferimenti statali e regionali diretti al finanziamento
delle spese di cui alla lettera a), numeri 1) e 2), ad eccezione degli
stanziamenti destinati ai fondi perequativi ai sensi dell'articolo 13 e dei
contributi erariali e regionali in essere sulle rate di ammortamento dei mutui
contratti dagli enti locali; f) il gettito delle compartecipazioni a tributi
erariali e regionali è senza vincolo di destinazione; g) valutazione
dell'adeguatezza delle dimensioni demografiche e territoriali degli enti locali
per l'ottimale svolgimento delle rispettive funzioni e salvaguardia delle
peculiarità territoriali, con particolare riferimento alla specificità dei
piccoli comuni, ove, associandosi, raggiungano una popolazione complessiva non
inferiore a una soglia determinata con i decreti legislativi di cui
all'articolo 2, dei territori montani e delle isole minori. Art. 12. (Princìpi
e criteri direttivi concernenti il coordinamento e l'autonomia di entrata e di
spesa degli enti locali) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con
riferimento al coordinamento ed all'autonomia di entrata e di spesa degli enti
locali, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) la
legge statale individua i tributi propri dei comuni e delle province, anche in
sostituzione o trasformazione di tributi già esistenti e anche attraverso
l'attribuzione agli stessi comuni e province di tributi o parti di tributi già
erariali; ne definisce presupposti, soggetti passivi e basi imponibili; stabilisce,
garantendo una adeguata flessibilità, le aliquote di riferimento valide per
tutto il territorio nazionale; b) definizione delle modalità secondo cui le
spese dei comuni relative alle funzioni fondamentali di cui all'articolo 11,
comma 1, lettera a), numero 1), sono prioritariamente finanziate da una o più
delle seguenti fonti: dal gettito derivante da una compartecipazione all'IVA,
dal gettito derivante da una compartecipazione all'imposta sul reddito delle
persone fisiche, dalla imposizione immobiliare, con esclusione della tassazione
patrimoniale sull'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del
soggetto passivo secondo quanto previsto dalla legislazione vigente alla data
di entrata in vigore della presente legge in materia di imposta comunale sugli
immobili, ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126; c)
definizione delle modalità secondo cui le spese delle province relative alle
funzioni fondamentali di cui all'articolo 11, comma 1, lettera a), numero 1),
sono prioritariamente finanziate dal gettito derivante da tributi il cui
presupposto è connesso al trasporto su gomma e dalla compartecipazione ad un
tributo erariale; d) disciplina di uno o più tributi propri comunali che,
valorizzando l'autonomia tributaria, attribuisca all'ente la facoltà di
stabilirli e applicarli in riferimento a particolari scopi quali la
realizzazione di opere pubbliche e di investimenti pluriennali nei servizi
sociali ovvero il finanziamento degli oneri derivanti da eventi particolari
quali flussi turistici e mobilità urbana; e) disciplina di uno o più tributi
propri provinciali che, valorizzando l'autonomia tributaria, attribuisca
all'ente la facoltà di stabilirli e applicarli in riferimento a particolari
scopi istituzionali; f) previsione di forme premiali per favorire unioni e
fusioni tra comuni, anche attraverso l'incremento dell'autonomia impositiva o
maggiori aliquote di compartecipazione ai tributi erariali; g) previsione che
le regioni, nell'ambito dei propri poteri legislativi in materia tributaria,
possano istituire nuovi tributi dei comuni, delle province e delle città
metropolitane nel proprio territorio, specificando gli ambiti di autonomia
riconosciuti agli enti locali; h) previsione che gli enti locali, entro i
limiti fissati dalle leggi, possano disporre del potere di modificare le
aliquote dei tributi loro attribuiti da tali leggi e di introdurre
agevolazioni; i) previsione che gli enti locali, nel rispetto delle normative
di settore e delle delibere delle autorità di vigilanza, dispongano di piena
autonomia nella fissazione delle tariffe per prestazioni o servizi offerti
anche su richiesta di singoli cittadini; l) previsione che la legge statale,
nell'ambito della premialità ai comuni e alle province virtuosi, in sede di
individuazione dei princìpi di coordinamento della finanza pubblica
riconducibili al rispetto del patto di stabilità e crescita, non possa imporre
vincoli alle politiche di bilancio degli enti locali per ciò che concerne la
spesa in conto capitale limitatamente agli importi resi disponibili dalla
regione di appartenenza dell'ente locale o da altri enti locali della medesima
regione. (Princìpi e criteri direttivi concernenti l'entità e il riparto dei
fondi perequativi per gli enti locali). 1. I decreti legislativi di cui
all'articolo 2, con riferimento all'entità e al riparto dei fondi perequativi
per gli enti locali, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri
direttivi: a) istituzione nel bilancio delle regioni di due fondi, uno a favore
dei comuni, l'altro a favore delle province e delle città metropolitane,
alimentati da un fondo perequativo dello Stato alimentato dalla fiscalità
generale con indicazione separata degli stanziamenti per le diverse tipologie
di enti, a titolo di concorso per il finanziamento delle funzioni da loro
svolte; la dimensione del fondo è determinata, per ciascun livello di governo,
con riguardo all'esercizio delle funzioni fondamentali, in misura uguale alla
differenza tra il totale dei fabbisogni standard per le medesime funzioni e il
totale delle entrate standardizzate di applicazione generale spettanti ai
comuni e alle province ai sensi dell'articolo 12, con esclusione dei tributi di
cui al comma 1, lettere d) ed e), del medesimo articolo e dei contributi di cui
all'articolo 15, tenendo conto dei princìpi previsti dall'articolo 2, comma 2,
lettera l), numeri 1) e 2), relativamente al superamento del criterio della
spesa storica; b) definizione delle modalità con cui viene periodicamente
aggiornata l'entità dei fondi di cui alla lettera a) e sono ridefinite le
relative fonti di finanziamento; c) la ripartizione del fondo perequativo tra i
singoli enti, per la parte afferente alle funzioni fondamentali di cui all'articolo
11, comma 1, lettera a), numero 1), avviene in base a: 1) un indicatore di
fabbisogno finanziario calcolato come differenza tra il valore standardizzato
della spesa corrente al netto degli interessi e il valore standardizzato del
gettito dei tributi ed entrate proprie di applicazione generale; 2) indicatori
di fabbisogno di infrastrutture, in coerenza con la programmazione regionale di
settore, per il finanziamento della spesa in conto capitale; tali indicatori
tengono conto dell'entità dei finanziamenti dell'Unione europea di carattere
infrastrutturale ricevuti dagli enti locali e del vincolo di addizionalità cui
questi sono soggetti; d) definizione delle modalità per cui la spesa corrente
standardizzata è computata ai fini di cui alla lettera c) sulla base di una
quota uniforme per abitante, corretta per tenere conto della diversità della
spesa in relazione all'ampiezza demografica, alle caratteristiche territoriali,
con particolare riferimento alla presenza di zone
montane, alle caratteristiche demografiche, sociali e produttive dei diversi
enti. Il peso delle caratteristiche individuali dei singoli enti nella
determinazione del fabbisogno è determinato con tecniche statistiche,
utilizzando i dati di spesa storica dei singoli enti, tenendo conto anche della
spesa relativa a servizi esternalizzati o svolti in forma associata; e)
definizione delle modalità per cui le entrate considerate ai fini della
standardizzazione per la ripartizione del fondo perequativo tra i singoli enti
sono rappresentate dai tributi propri valutati ad aliquota standard; f)
definizione delle modalità in base alle quali, per le spese relative
all'esercizio delle funzioni diverse da quelle fondamentali, il fondo
perequativo per i comuni e quello per le province e le città metropolitane sono
diretti a ridurre le differenze tra le capacità fiscali, tenendo conto, per gli
enti con popolazione al di sotto di una soglia da individuare con i decreti
legislativi di cui all'articolo 2, del fattore della dimensione demografica in
relazione inversa alla dimensione demografica stessa e della loro
partecipazione a forme associative; g) definizione delle modalità per cui le
regioni, sulla base di criteri stabiliti con accordi sanciti in sede di
Conferenza unificata, e previa intesa con gli enti locali, possono, avendo come
riferimento il complesso delle risorse assegnate dallo Stato a titolo di fondo
perequativo ai comuni, alle province e alle città metropolitane inclusi nel
territorio regionale, procedere a proprie valutazioni della spesa corrente
standardizzata, sulla base dei criteri di cui alla lettera d), e delle entrate
standardizzate, nonché a stime autonome dei fabbisogni di infrastrutture; in
tal caso il riparto delle predette risorse è effettuato sulla base dei
parametri definiti con le modalità di cui alla presente lettera; h) i fondi
ricevuti dalle regioni a titolo di fondo perequativo per i comuni e per le
province e le città metropolitane del territorio sono trasferiti dalla regione
agli enti di competenza entro venti giorni dal loro ricevimento. Le regioni,
qualora non provvedano entro tale termine alla ridefinizione della spesa
standardizzata e delle entrate standardizzate, e di conseguenza delle quote del
fondo perequativo di competenza dei singoli enti locali secondo le modalità previste
dalla lettera g), applicano comunque i criteri di riparto del fondo stabiliti
dai decreti legislativi di cui all'articolo 2 della presente legge. La
eventuale ridefinizione della spesa standardizzata e delle entrate
standardizzate non può comportare ritardi nell'assegnazione delle risorse
perequative agli enti locali. Nel caso in cui la regione non ottemperi alle
disposizioni di cui alla presente lettera, lo Stato esercita il potere
sostitutivo di cui all'articolo 120, secondo comma, della Costituzione, in base
alle disposizioni di cui all'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131. Art.
13-bis. (Attuazione dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione) 1. Con
la legge con cui si attribuiscono, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma,
della Costituzione, forme e condizioni particolari di autonomia a una o più
regioni si provvede altresì all'assegnazione delle necessarie risorse
finanziarie, in conformità all'articolo 119 della Costituzione e ai princìpi
della presente legge. Capo IV FINANZIAMENTO DELLE CITTA' METROPOLITANE Art. 14.
(Finanziamento delle città metropolitane) 1. Con specifico decreto legislativo,
adottato in base all'articolo 2 e in coerenza con i princìpi di cui agli
articoli 11, 12 e 13, è assicurato il finanziamento delle funzioni delle città
metropolitane mediante l'attribuzione ad esse dell'autonomia impositiva
corrispondente alle funzioni esercitate dagli altri enti territoriali e il
contestuale definanziamento nei confronti degli enti locali le cui funzioni
sono trasferite, anche attraverso l'attribuzione di specifici tributi, in modo
da garantire loro una più ampia autonomia di entrata e di spesa in misura
corrispondente alla complessità delle medesime funzioni. Il medesimo decreto
legislativo assegna alle città metropolitane tributi ed entrate propri, anche
diversi da quelli assegnati ai comuni, nonché disciplina la facoltà delle città
metropolitane di applicare tributi in relazione al finanziamento delle spese
riconducibili all'esercizio delle loro funzioni fondamentali, fermo restando
quanto previsto dall'articolo 12, comma 1, lettera d). Capo V INTERVENTI
SPECIALI Art. 15. (Interventi di cui al quinto comma dell'articolo 119 della
Costituzione) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riferimento
all'attuazione dell'articolo 119, quinto comma, della Costituzione, sono
adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) definizione delle
modalità in base alle quali gli interventi finalizzati agli obiettivi di cui al
quinto comma dell'articolo 119 della Costituzione sono finanziati con
contributi speciali dal bilancio dello Stato, con i finanziamenti dell'Unione
europea e con i cofinanziamenti nazionali, secondo il metodo della
programmazione pluriennale. I finanziamenti dell'Unione europea non possono
essere sostitutivi dei contributi speciali dello Stato; b) confluenza dei
contributi speciali dal bilancio dello Stato, mantenendo le proprie
finalizzazioni, in appositi fondi a destinazione vincolata attribuiti ai
comuni, alle province, alle città metropolitane e alle regioni; c)
considerazione delle specifiche realtà territoriali, con particolare riguardo
alla realtà socio-economica, al deficit infrastrutturale, ai diritti della
persona, alla collocazione geografica degli enti, alla loro prossimità al
confine con altri Stati o con regioni a statuto speciale, ai territori montani
e alle isole minori, all'esigenza di tutela del patrimonio storico e artistico
ai fini della promozione dello sviluppo economico e sociale; d) individuazione
di interventi diretti a promuovere lo sviluppo economico, la coesione delle
aree sottoutilizzate del Paese e la solidarietà sociale, a rimuovere gli
squilibri economici e sociali e a favorire l'effettivo esercizio dei diritti
della persona; l'azione per la rimozione degli squilibri strutturali di natura
economica e sociale a sostegno delle aree sottoutilizzate si attua attraverso
interventi speciali organizzati in piani organici finanziati con risorse
pluriennali, vincolate nella destinazione; e) definizione delle modalità per
cui gli obiettivi e i criteri di utilizzazione delle risorse stanziate dallo
Stato ai sensi del presente articolo sono oggetto di intesa in sede di
Conferenza unificata e disciplinati con i provvedimenti annuali che determinano
la manovra finanziaria. L'entità delle risorse è determinata dai medesimi
provvedimenti. Capo VI COORDINAMENTO DEI DIVERSI LIVELLI DI GOVERNO Art. 16.
(Coordinamento e disciplina fiscale dei diversi livelli di governo) 1. I
decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riguardo al coordinamento e alla
disciplina fiscale dei diversi livelli di governo, sono adottati secondo i
seguenti princìpi e criteri direttivi: a) garanzia della trasparenza delle
diverse capacità fiscali e delle risorse complessive per abitante prima e dopo
la perequazione, in modo da salvaguardare il principio dell'ordine della
graduatoria delle capacità fiscali e la sua eventuale modifica a seguito
dell'evoluzione del quadro economico territoriale; b) rispetto degli obiettivi
del conto consuntivo, sia in termini di competenza sia di cassa, per il
concorso all'osservanza del patto di stabilità e crescita per ciascuna regione
e ciascun ente locale; determinazione dei parametri fondamentali sulla base dei
quali è valutata la virtuosità dei comuni, delle province, delle città metropolitane
e delle regioni, anche in relazione ai meccanismi premiali o sanzionatori
dell'autonomia finanziaria; c) assicurazione degli obiettivi sui saldi di
finanza pubblica da parte delle regioni che possono adattare, previa
concertazione con gli enti locali ricadenti nel proprio territorio regionale,
le regole e i vincoli posti dal legislatore nazionale, differenziando le regole
di evoluzione dei flussi finanziari dei singoli enti in relazione alla
diversità delle situazioni finanziarie esistenti nelle diverse regioni; d)
individuazione di indicatori di efficienza e di adeguatezza atti a garantire
adeguati livelli qualitativi dei servizi resi da parte di regioni ed enti
locali; e) introduzione di un sistema premiante nei confronti degli enti che
assicurano elevata qualità dei servizi e livello della pressione fiscale
inferiore alla media degli altri enti del proprio livello di governo a parità
di servizi offerti, ovvero degli enti che garantiscono il rispetto di quanto
previsto dalla presente legge e partecipano a progetti strategici mediante
l'assunzione di oneri e di impegni nell'interesse della collettività nazionale,
ivi compresi quelli di carattere ambientale, ovvero degli enti che incentivano
l'occupazione e l'imprenditorialità femminile; introduzione nei confronti degli
enti meno virtuosi rispetto agli obiettivi di finanza pubblica di un sistema
sanzionatorio che, fino alla dimostrazione della messa in atto di
provvedimenti, fra i quali anche l'alienazione di beni mobiliari e immobiliari
rientranti nel patrimonio disponibile dell'ente nonché l'attivazione nella
misura massima dell'autonomia impositiva, atti a raggiungere gli obiettivi,
determini il divieto di procedere alla copertura di posti di ruolo vacanti
nelle piante organiche e di iscrivere in bilancio spese per attività
discrezionali, fatte salve quelle afferenti al cofinanziamento regionale o
dell'ente locale per l'attuazione delle politiche comunitarie; previsione di
meccanismi automatici sanzionatori degli organi di governo e amministrativi nel
caso di mancato rispetto degli equilibri e degli obiettivi economico-finanziari
assegnati alla regione e agli enti locali, con individuazione dei casi di
ineleggibilità nei confronti degli amministratori responsabili degli enti
locali per i quali sia stato dichiarato lo stato di dissesto finanziario di cui
all'articolo 244 del citato testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267, oltre che dei casi di interdizione dalle cariche in enti vigilati
o partecipati da enti pubblici. Tra i casi di grave violazione di legge di cui
all'articolo 126, primo comma, della Costituzione, rientrano le attività che
abbiano causato un grave dissesto nelle finanze regionali. Art. 17. (Patto di
convergenza) 1. Nell'ambito del disegno di legge finanziaria, in coerenza con
gli obiettivi e gli interventi appositamente individuati da parte del Documento
di programmazione economico-finanziaria, il Governo, previo confronto e
valutazione congiunta in sede di Conferenza unificata, propone norme di
coordinamento dinamico della finanza pubblica volte a realizzare l'obiettivo
della convergenza dei costi e dei fabbisogni standard dei vari livelli di
governo e a stabilire, per ciascun livello di governo territoriale, il livello
programmato dei saldi da rispettare, gli obiettivi di servizio, il livello di
ricorso al debito nonché l'obiettivo programmato della pressione 1. Nell'ambito
del disegno di legge finanziaria, in coerenza con gli obiettivi e gli
interventi appositamente individuati da parte del Documento di programmazione
economico-finanziaria, il Governo, previo confronto e valutazione congiunta in
sede di Conferenza unificata, propone norme di coordinamento dinamico della
finanza pubblica volte a realizzare l'obiettivo della convergenza dei costi e
dei fabbisogni standard dei vari livelli di governo nonché un percorso di
convergenza degli obiettivi di servizio ai livelli essenziali delle prestazioni
e alle funzioni fondamentali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettere m)
e p), della Costituzione e a stabilire, per ciascun livello di governo
territoriale, il livello programmato dei saldi da rispettare, le modalità di
ricorso al debito nonché l'obiettivo programmato della pressione fiscale
complessiva, nel rispetto dell'autonomia tributaria delle regioni e degli enti
locali. Nel caso in cui il monitoraggio, effettuato in sede di Conferenza
permanente per il coordinamento della finanza pubblica, rilevi che uno o più
enti non hanno raggiunto gli obiettivi loro assegnati, lo Stato attiva, previa
intesa in sede di Conferenza unificata, e limitatamente agli enti che
presentano i maggiori scostamenti nei costi per abitante, un procedimento,
denominato «Piano per il conseguimento degli obiettivi di convergenza», volto
ad accertare le cause degli scostamenti e a stabilire le azioni correttive da
intraprendere, anche fornendo agli enti la necessaria assistenza tecnica e
utilizzando, ove possibile, il metodo della diffusione delle migliori pratiche
fra gli enti dello stesso livello. Capo VII PATRIMONIO DI REGIONI ED ENTI LOCALI
Art. 18. (Patrimonio di comuni, province, città metropolitane e regioni) 1. I
decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riguardo all'attuazione
dell'articolo 119, sesto comma, della Costituzione, stabiliscono i princìpi
generali per l'attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni
di un proprio patrimonio, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri
direttivi: a) attribuzione a titolo non oneroso ad ogni livello di governo di
distinte tipologie di beni, commisurate alle dimensioni territoriali, alle
capacità finanziarie ed alle competenze e funzioni effettivamente svolte o
esercitate dalle diverse regioni ed enti locali, fatta salva la determinazione
da parte dello Stato di apposite liste che individuino nell'ambito delle citate
tipologie i singoli beni da attribuire; b) attribuzione dei beni immobili sulla
base del criterio di territorialità; c) ricorso alla concertazione in sede di
Conferenza unificata, ai fini dell'attribuzione dei beni a comuni, province,
città metropolitane e regioni; d) individuazione delle tipologie di beni di
rilevanza nazionale che non possono essere trasferiti, ivi compresi i beni
appartenenti al patrimonio culturale nazionale. Capo VIII NORME TRANSITORIE E
FINALI Art. 19. (Princìpi e criteri direttivi concernenti norme transitorie per
le regioni) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2 recano una
disciplina transitoria per le regioni, nel rispetto dei seguenti princìpi e
criteri direttivi: a) i criteri di computo delle quote del fondo perequativo di
cui all'articolo 9 si applicano a regime dopo l'esaurimento di una fase di
transizione diretta a garantire il passaggio graduale dai valori dei
trasferimenti rilevati nelle singole regioni come media nel triennio 2006-2008,
al netto delle risorse erogate in via straordinaria, ai valori determinati con
i criteri dello stesso articolo 9; b) l'utilizzo dei criteri definiti
dall'articolo 9 avviene a partire dall'effettiva determinazione del contenuto
finanziario dei livelli essenziali delle prestazioni, mediante un processo di
convergenza dalla spesa storica al fabbisogno standard in un periodo di cinque
anni; c) per le materie diverse da quelle di cui all'articolo 117, secondo
comma, lettera m), della Costituzione, il sistema di finanziamento deve
divergere progressivamente dal criterio della spesa storica a favore delle
capacità fiscali per abitante in cinque anni. Nel caso in cui, in sede di
attuazione dei decreti legislativi, emergano situazioni oggettive di
significativa e giustificata insostenibilità per alcune regioni, lo Stato può
attivare, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, meccanismi
correttivi di natura compensativa di durata pari al periodo transitorio di cui
alla presente lettera; c-bis) i meccanismi compensativi di cui alla lettera c)
vengono attivati in presenza di un organico piano di
riorganizzazione dell'ente, coordinato con il Piano per il conseguimento degli
obiettivi di convergenza di cui all'articolo 17; d) specificazione del termine
da cui decorre il periodo di cinque anni di cui alle lettere b) e c); e)
garanzia per le regioni, durante la fase transitoria, della copertura del
differenziale certificato, ove positivo, tra i dati previsionali e l'effettivo
gettito dei tributi di cui all'articolo 8, comma 1, lettera h); e-bis)
acquisizione al bilancio dello Stato, durante la fase transitoria, del
differenziale certificato, ove negativo, tra i dati previsionali e l'effettivo
gettito dei tributi di cui all'articolo 8, comma 1, lettera h); f) garanzia che
la somma del gettito delle nuove entrate regionali di cui all'articolo 10,
comma 1, lettere b) e c), sia, per il complesso delle regioni di cui al
medesimo articolo, non inferiore al valore degli stanziamenti di cui al comma
1, lettera a), del medesimo articolo 10 e che si effettui una verifica,
concordata in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, dell'adeguatezza e della
congruità delle risorse finanziarie delle funzioni già trasferite. 1-bis. La
legge statale disciplina la determinazione dei livelli essenziali di assistenza
e dei livelli essenziali delle prestazioni. Fino a loro nuova determinazione in
virtù della legge statale si considerano i livelli essenziali di assistenza e i
livelli essenziali delle prestazioni già fissati in base alla legislazione
statale. Art. 20. (Norme transitorie per gli enti locali) 1. In sede di prima
applicazione, i decreti legislativi di cui all'articolo 2 recano norme
transitorie per gli enti locali, secondo i seguenti princìpi e criteri
direttivi: a) nel processo di attuazione dell'articolo 118 della Costituzione,
al finanziamento delle ulteriori funzioni amministrative nelle materie di competenza
legislativa dello Stato o delle regioni, nonché agli oneri derivanti
dall'eventuale ridefinizione dei contenuti delle funzioni svolte dagli stessi
alla data di entrata in vigore dei medesimi decreti legislativi, provvedono lo
Stato o le regioni, determinando contestualmente adeguateforme di copertura
finanziaria coerenti con i princìpi della presente legge; b) garanzia che la
somma del gettito delle nuove entrate di comuni e province in base alla
presente legge sia, per il complesso dei comuni ed il complesso delle province,
corrispondente al valore dei trasferimenti di cui all'articolo 11, comma 1,
lettera e), e che si effettui una verifica di congruità in sede di Conferenza
unificata; b-bis) considerazione, nel processo di determinazione del fabbisogno
standard, dell'esigenza di riequilibrio delle risorse in favore degli enti
locali sottodotati in termini di trasferimenti erariali ai sensi della
normativa vigente rispetto a quelli sovradotati; c) determinazione dei fondi
perequativi di comuni e province in misura uguale, per ciascun livello di
governo, alla differenza fra i trasferimenti statali soppressi ai sensi
dell'articolo 11, comma 1, lettera e), destinati al finanziamento delle spese
di comuni e province, esclusi i contributi di cui all'articolo 15, e le
maggiori entrate spettanti in luogo di tali trasferimenti ai comuni ed alle
province, ai sensi dell'articolo 12, tenendo conto dei princìpi previsti
dall'articolo 2, comma 2, lettera l), numeri 1) e 2), relativamente al
superamento del criterio della spesa storica; d) sono definite regole, tempi e
modalità della fase transitoria in modo da garantire il superamento del
criterio della spesa storica in un periodo di cinque anni, per le spese
riconducibili all'esercizio delle funzioni fondamentali e per le altre spese.
Fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni concernenti
l'individuazione delle funzioni fondamentali degli enti locali: 1) il
fabbisogno delle funzioni di comuni e province è finanziato considerando l'80
per cento delle spese come fondamentali ed il 20 per cento di esse come non
fondamentali, ai sensi del comma 2; 2) per comuni e province l'80 per cento
delle spese di cui al numero 1) è finanziato dalle entrate derivanti
dall'autonomia finanziaria, comprese le compartecipazioni a tributi erariali, e
dal fondo perequativo; il 20 per cento delle spese di cui al numero 1) è
finanziato dalle entrate derivanti dall'autonomia finanziaria, ivi comprese le
compartecipazioni a tributi regionali, e dal fondo perequativo; 3) ai fini del
numero 2) si prende a riferimento l'ultimo bilancio certificato a rendiconto,
alla data di predisposizione degli schemi di decreto legislativo di cui
all'articolo 2; e) specificazione del termine da cui decorre il periodo di
cinque anni di cui alla lettera d). 2. Ai soli fini dell'attuazione della
presente legge, e in particolare della determinazione dell'entità e del riparto
dei fondi perequativi degli enti locali in base al fabbisogno standard o alla
capacità fiscale di cui agli articoli 11 e 13, in sede di prima
applicazione, nei decreti legislativi di cui all'articolo 2 sono
provvisoriamente considerate ai sensi del presente articolo, ai fini del
finanziamento integrale sulla base del fabbisogno standard, le funzioni
individuate e quantificate dalle corrispondenti voci di spesa, sulla base
dell'articolazione in funzioni e relativi servizi prevista dal regolamento di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 gennaio 1996, n. 194. 3. Per
i comuni, le funzioni, e i relativi servizi, da considerare ai fini del comma 2
sono provvisoriamente individuate nelle seguenti: a) funzioni generali di
amministrazione, di gestione e di controllo, nella misura complessiva del 70
per cento delle spese come certificate dall'ultimo conto del bilancio
disponibile alla data di entrata in vigore della presente legge; b) funzioni di
polizia locale; c) funzioni di istruzione pubblica, ivi compresi i servizi per
gli asili nido e quelli di assistenza scolastica e refezione, nonché l'edilizia
scolastica; d) funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti; e) funzioni
riguardanti la gestione del territorio e dell'ambiente, fatta eccezione per il
servizio di edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia nonché
per il servizio idrico integrato; f) funzioni del settore sociale. 4. Per le
province, le funzioni, e i relativi servizi, da considerare ai fini del comma 2
sono provvisoriamente individuate nelle seguenti: a) funzioni generali di
amministrazione, di gestione e di controllo, nella misura complessiva del 70 per
cento delle spese come certificate dall'ultimo conto del bilancio disponibile
alla data di entrata in vigore della presente legge; b) funzioni di istruzione
pubblica, ivi compresa l'edilizia scolastica; c) funzioni nel campo dei
trasporti; d) funzioni riguardanti la gestione del territorio; e) funzioni nel
campo della tutela ambientale; f) funzioni nel campo dello sviluppo economico
relative ai servizi del mercato del lavoro. 5. I decreti legislativi di cui
all'articolo 2 disciplinano la possibilità che l'elenco delle funzioni di cui
ai commi 3 e 4 sia adeguato attraverso accordi tra Stato, regioni, province e
comuni, da concludere in sede di Conferenza unificata. Art. 21. (Perequazione
infrastrutturale) 1. In
sede di prima applicazione, il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa
con il Ministro per le riforme per il federalismo, il Ministro per la
semplificazione normativa, il Ministro per i rapporti con le regioni e gli
altri Ministri competenti per materia, predispone una ricognizione degli interventi
infrastrutturali, sulla base delle norme vigenti, riguardanti le strutture
sanitarie, assistenziali, scolastiche nonché la rete stradale, autostradale e
ferroviaria, la rete fognaria, la rete idrica, elettrica e di trasporto e
distribuzione del gas, le strutture portuali ed aeroportuali. La ricognizione è
effettuata tenendo conto, in particolare, dei seguenti elementi: a) estensione
delle superfici territoriali; a.1) valutazione della rete viaria con
particolare riferimento a quella del Mezzogiorno; a-bis) deficit
infrastrutturale e deficit di sviluppo; b) densità della popolazione e densità
delle unità produttive; c) particolari requisiti delle zone di montagna; d)
carenze della dotazione infrastrutturale esistente in ciascun territorio; e)
specificità insulare con definizione di parametri oggettivi relativi alla
misurazione degli effetti conseguenti al divario di sviluppo economico
derivante dall'insularità, anche con riguardo all'entità delle risorse per gli
interventi speciali di cui all'articolo 119, quinto comma, della Costituzione.
2. Nella fase transitoria di cui agli articoli 19 e 20, al fine del recupero
del deficit infrastrutturale, ivi compreso quello riguardante il trasporto
pubblico locale e i collegamenti con le isole, sono individuati, sulla base
della ricognizione di cui al comma 1 del presente articolo, interventi
finalizzati agli obiettivi di cui all'articolo 119, quinto comma, della
Costituzione, che tengano conto anche della virtuosità degli enti
nell'adeguamento al processo di convergenza ai costi o al fabbisogno standard.
Gli interventi di cui al presente comma da effettuare nelle aree
sottoutilizzate sono individuati nel programma da inserire nel Documento di
programmazione economico-finanziaria ai sensi dell'articolo 1, commi 1 e 1-bis,
della legge 21 dicembre 2001, n. 443. Art. 22. (Norme transitorie per le città
metropolitane) 1. Il presente articolo reca in via transitoria, fino alla data
di entrata in vigore della disciplina ordinaria riguardante le funzioni
fondamentali, gli organi e il sistema elettorale delle città metropolitane che
sarà determinata con apposita legge, la disciplina per la prima istituzione
delle stesse. 2. Le città metropolitane possono essere istituite, nell'ambito
di una regione, nelle aree metropolitane in cui sono compresi i comuni di
Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio
Calabria. La proposta di istituzione spetta: a) al comune capoluogo
congiuntamente alla provincia; b) al comune capoluogo congiuntamente ad almeno
il 20 per cento dei comuni della provincia interessata che rappresentino,
unitamente al comune capoluogo, almeno il 60 per cento della popolazione; c)
alla provincia, congiuntamente ad almeno il 20 per cento dei comuni della
provincia medesima che rappresentino almeno il 60 per cento della popolazione.
3. La proposta di istituzione di cui al comma 2 contiene: a) la perimetrazione
della città metropolitana, che, secondo il principio della continuità
territoriale, comprende almeno tutti i comuni proponenti. Il territorio
metropolitano coincide con il territorio di una provincia o di una sua parte e
comprende il comune capoluogo; b) l'articolazione del territorio della città
metropolitana al suo interno in comuni; c) una proposta di statuto provvisorio
della città metropolitana, che definisce le forme di coordinamento dell'azione
complessiva di governo all'interno del territorio metropolitano e disciplina le
modalità per l'elezione o l'individuazione del presidente del consiglio
provvisorio di cui al comma 5, lettera b). 3-bis. Sulla proposta di cui al
comma 2, previa acquisizione del parere della regione da esprimere entro
novanta giorni, è indetto un referendum tra tutti i cittadini della provincia.
Il referendum è senza quorum di validità se il parere della regione è
favorevole o in mancanza di parere. In caso di parere regionale negativo il
quorum di validità è del 30 per cento degli aventi diritto. 4. Con regolamento
da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri della
giustizia, per le riforme per il federalismo, per la semplificazione normativa
e per i rapporti con le regioni, è disciplinato il procedimento di indizione e
di svolgimento del referendum di cui al comma 3-bis, osservando le disposizioni
della legge 25 maggio 1970, n. 352,
in quanto compatibili. 5. Al fine dell'istituzione di
ciascuna città metropolitana, il Governo è delegato ad adottare, entro
trentasei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su
proposta del Ministro dell'interno, del Ministro per le riforme per il
federalismo, del Ministro per la semplificazione normativa e del Ministro per i
rapporti con le regioni, di concerto con i Ministri per la pubblica
amministrazione e l'innovazione, dell'economia e delle finanze e per i rapporti
con il Parlamento, uno o più decreti legislativi, nel rispetto dei seguenti
principi e criteri direttivi: a) istituzione della città metropolitana in
conformità con la proposta approvata nel referendum dì cui al comma 3-bis; b)
istituzione, in ciascuna città metropolitana, fino alla data di insediamento
dei rispettivi organi così come disciplinati dalla legge di cui al comma 1, di
una assemblea rappresentativa, denominata «consiglio provvisorio della città
metropolitana», composta dai sindaci dei comuni che fanno parte della città
metropolitana e dal presidente della provincia; c) esclusione della
corresponsione di emolumenti, gettoni
di presenza o altre forme di retribuzione ai
componenti del consiglio provvisorio della città metropolitana in ragione di
tale incarico; d) previsione che, fino alla data di insediamento dei rispettivi
organi così come disciplinati dalla legge di cui al comma 1, il finanziamento
degli enti che compongono la città metropolitana assicura loro una più ampia
autonomia di entrata e di spesa in misura corrispondente alla
complessità delle funzioni da esercitare in forma associata o congiunta, nel
limite degli stanziamenti previsti a legislazione vigente; e) previsione che,
ai soli fini delle disposizioni concernenti le spese e l'attribuzione delle
risorse finanziarie alle città metropolitane, con riguardo alla popolazione e
al territorio metropolitano, le funzioni fondamentali della provincia sono
considerate, in via provvisoria, funzioni fondamentali della città
metropolitana, con efficacia dalla data di insediamento dei suoi organi
definitivi; f) previsione che, per le finalità di cui alla lettera e) siano,
altresì, considerate funzioni fondamentali della città metropolitana, con
riguardo alla popolazione e al territorio metropolitano: 1) la pianificazione
territoriale generale e delle reti infrastrutturali; 2) la strutturazione di
sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici; 3) la promozione ed il
coordinamento dello sviluppo economico e sociale. 5-bis. Gli schemi dei decreti
legislativi di cui al comma 5, corredati delle deliberazioni e dei pareri
prescritti, sono trasmessi al Consiglio di Stato e alla Conferenza unificata,
che rendono il parere nel termine di trenta giorni. Successivamente sono
trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere delle competenti
Commissioni parlamentari da rendere entro trenta giorni dall'assegnazione alle
Commissioni medesime. [6.] 7. La provincia di riferimento cessa di esistere e
sono soppressi tutti i relativi organi a decorrere dalla data di insediamento
degli organi della città metropolitana, individuati dalla legge di cui al comma
1, che provvede altresì a disciplinare il trasferimento delle funzioni e delle
risorse umane, strumentali e finanziarie inerenti alle funzioni trasferite e a
dare attuazione alle nuove perimetrazioni stabilite ai sensi del presente
articolo. Lo statuto definitivo della città metropolitana è adottato dai
competenti organi entro sei mesi dalla data del loro insediamento in base alla
legge di cui al comma 1. 8. La legge di cui al comma 1 stabilisce la disciplina
per l'esercizio dell'iniziativa da parte dei comuni della provincia non inclusi
nella perimetrazione dell'area metropolitana, in modo da assicurare la scelta
da parte di ciascuno di tali comuni circa l'inclusione nel territorio della
città metropolitana ovvero in altra provincia già esistente, nel rispetto della
continuità territoriale; all'articolo 23, comma 9-bis, primo periodo,
aggiungere, in fine, le parole: e del comma 5, lettera d).. Art. 23.
(Ordinamento transitorio di Roma capitale ai sensi dell'articolo 114, terzo
comma, della Costituzione) 1.
In sede di prima applicazione, fino all'attuazione della
disciplina delle città metropolitane, il presente articolo detta norme
transitorie sull'ordinamento, anche finanziario, di Roma capitale. 2. Roma
capitale è un ente territoriale, i cui attuali confini sono quelli del comune di
Roma, e dispone di speciale autonomia, statutaria, amministrativa e
finanziaria, nei limiti stabiliti dalla Costituzione. L'ordinamento di Roma
capitale è diretto a garantire il miglior assetto delle funzioni che Roma è
chiamata a svolgere quale sede degli organi costituzionali nonché delle
rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri, ivi presenti presso la
Repubblica italiana, presso lo Stato della Città del Vaticano e presso le
istituzioni internazionali. 3. Oltre a quelle attualmente spettanti al comune
di Roma, sono attribuite a Roma capitale le seguenti funzioni amministrative:
a) concorso alla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e
fluviali, previo accordo con il Ministero per i beni e le attività culturali;
b) sviluppo economico e sociale di Roma capitale con particolare riferimento al
settore produttivo e turistico; c) sviluppo urbano e pianificazione
territoriale; d) edilizia pubblica e privata; e) organizzazione e funzionamento
dei servizi urbani, con particolare riferimento al trasporto pubblico ed alla
mobilità; f) protezione civile, in collaborazione con la Presidenza del
Consiglio dei ministri e la regione Lazio; g) ulteriori funzioni conferite
dallo Stato e dalla regione Lazio, ai sensi dell'articolo 118, secondo comma, della
Costituzione. 4. L'esercizio
delle funzioni di cui al comma 3 è disciplinato con regolamenti adottati dal
consiglio comunale, che assume la denominazione di Assemblea capitolina, nel
rispetto della Costituzione, dei vincoli comunitari ed internazionali, della
legislazione statale e di quella regionale nel rispetto dell'articolo 117,
sesto comma, della Costituzione nonché in conformità al principio di
funzionalità rispetto alle speciali attribuzioni di Roma capitale. L'Assemblea
capitolina, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto
legislativo di cui al comma 5, approva, ai sensi dell'articolo 6, commi 2, 3 e
4, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con particolare riguardo al
decentramento municipale, lo statuto di Roma capitale che entra in vigore il
giorno successivo alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
5. Con specifico decreto legislativo, adottato ai sensi dell'articolo 2,
sentiti la regione Lazio, la provincia di Roma e il comune di Roma, è
disciplinato l'ordinamento transitorio, anche finanziario, di Roma capitale,
secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) specificazione delle
funzioni di cui al comma 3 e definizione delle modalità per il trasferimento a
Roma capitale delle relative risorse umane e dei mezzi; b) fermo quanto
stabilito dalle disposizioni di legge per il finanziamento dei comuni,
assegnazione di ulteriori risorse a Roma capitale, tenendo conto delle
specifiche esigenze di finanziamento derivanti dal ruolo di capitale della
Repubblica, previa la loro determinazione specifica, e delle funzioni di cui al
comma 3. 6. Il decreto legislativo di cui al comma 5 assicura i raccordi
istituzionali, il coordinamento e la collaborazione di Roma capitale con lo
Stato, la regione Lazio e la provincia di Roma, nell'esercizio delle funzioni
di cui al comma 3. Con il medesimo decreto è disciplinato lo status dei membri
dell'Assemblea capitolina. 7. Il decreto legislativo di cui al comma 5, con
riguardo all'attuazione dell'articolo 119, sesto comma, della Costituzione,
stabilisce i princìpi generali per l'attribuzione alla città di Roma, capitale
della Repubblica, di un proprio patrimonio, nel rispetto dei seguenti princìpi
e criteri direttivi specifici: a) attribuzione a Roma capitale di un patrimonio
commisurato alle funzioni e competenze ad essa attribuite; b) trasferimento, a
titolo gratuito, a Roma capitale dei beni appartenenti al patrimonio dello
Stato non più funzionali alle esigenze dell'Amministrazione centrale, in
conformità a quanto previsto dall'articolo 18, comma 1, lettera d). 8. Le
disposizioni di cui al presente articolo e quelle contenute nel decreto
legislativo adottato ai sensi del comma 5 possono essere modificate, derogate o
abrogate solo espressamente. Per quanto non disposto dal presente articolo,
continua ad applicarsi a Roma capitale quanto previsto con riferimento ai
comuni dal testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui
al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 9. A seguito dell'attuazione
della disciplina delle città metropolitane e a decorrere dall'istituzione della
città metropolitana di Roma capitale, le disposizioni di cui al presente
articolo si intendono riferite alla città metropolitana di Roma capitale.
9-bis. Per la città metropolitana di Roma capitale si applica l'articolo 22 ad
eccezione del comma 2, lettere b) e c). La città metropolitana di Roma
capitale, oltre alle funzioni della città metropolitana, continua a svolgere le
funzioni di cui al presente articolo. Art. 24. (Princìpi e criteri direttivi
relativi alla gestione dei tributi e delle compartecipazioni) 1. I decreti
legislativi di cui all'articolo 2, con riguardo al sistema gestionale dei
tributi e delle compartecipazioni, nel rispetto della autonomia organizzativa
di regioni ed enti locali nella scelta delle forme di organizzazione delle
attività di gestione e di riscossione, sono adottati secondo i seguenti
princìpi e criteri direttivi: a) previsione di adeguate forme di collaborazione
delle regioni e degli enti locali con il Ministero dell'economia e delle
finanze e con l'Agenzia delle entrate, al fine di utilizzare le direzioni
regionali delle entrate per la gestione organica dei tributi erariali,
regionali e degli enti locali; b) definizione, con apposita e specifica
convenzione fra il Ministero dell'economia e delle finanze, le singole regioni
e gli enti locali, delle modalità gestionali, operative, di ripartizione degli
oneri, degli introiti di attività di recupero dell'evasione. Art. 24-bis.
(Contrasto dell'evasione fiscale) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo
2, con riguardo al sistema gestionale dei tributi e delle compartecipazioni,
nel rispetto dell'autonomia organizzativa di regioni ed enti locali nella
scelta delle forme di organizzazione delle attività di gestione e di
riscossione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a)
previsione di adeguate forme di reciproca integrazione delle basi informative
di cui dispongono le regioni, gli enti locali e lo Stato per le attività di
contrasto dell'evasione dei tributi erariali, regionali e degli enti locali,
nonché di diretta collaborazione volta a fornire dati ed elementi utili ai fini
dell'accertamento dei predetti tributi; b) previsione di adeguate forme
premiali per le regioni e gli enti locali che abbiano ottenuto risultati
positivi in termini maggior gettito derivante dall'azione di contrasto
dell'evasione e dell'elusione fiscale. Capo IX OBIETTIVI DI PEREQUAZIONE E DI
SOLIDARIETA' PER LE REGIONI A STATUTO SPECIALE E PER LE PROVINCE AUTONOME DI
TRENTO E DI BOLZANO Art. 25. (Coordinamento della finanza delle regioni a
statuto speciale e delle province autonome) 1. Le regioni a statuto speciale e
le province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto degli statuti
speciali, concorrono al conseguimento degli obiettivi di perequazione e di
solidarietà ed all'esercizio dei diritti e doveri da essi derivanti, nonché al
patto di stabilità interno e all'assolvimento degli obblighi posti
dall'ordinamento comunitario, secondo criteri e modalità stabiliti da norme di
attuazione dei rispettivi statuti, da definire, con le procedure previste dagli
statuti medesimi, entro il termine di ventiquattro mesi stabilito per
l'emanazione dei decreti legislativi di cui all'articolo 2 e secondo il
principio del graduale superamento del criterio della spesa storica di cui
all'articolo 2, comma 2, lettera l). 2. Le norme di attuazione di cui al comma
1 tengono conto della dimensione della finanza delle predette regioni e
province autonome rispetto alla finanza pubblica complessiva, delle funzioni da
esse effettivamente esercitate e dei relativi oneri, anche in considerazione
degli svantaggi strutturali permanenti, ove ricorrano, dei costi dell'insularità
e dei livelli di reddito pro capite che caratterizzano i rispettivi territori o
parte di essi, rispetto a quelli corrispondentemente sostenuti per le medesime
funzioni dallo Stato, dal complesso delle regioni e, per le regioni e province
autonome che esercitano le funzioni in materia di finanza locale, dagli enti
locali. Le medesime norme di attuazione disciplinano altresì le specifiche
modalità attraverso le quali lo Stato assicura il conseguimento degli obiettivi
costituzionali di perequazione e di solidarietà per le regioni a statuto
speciale i cui livelli di reddito pro capite siano inferiori alla media
nazionale, ferma restando la copertura del fabbisogno standard per il
finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili
e sociali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della
Costituzione, conformemente a quanto previsto dall'articolo 8, comma 1, lettera
b), della presente legge. 3. Le disposizioni di cui al comma 1 sono attuate,
nella misura stabilita dalle norme di attuazione degli statuti speciali e alle
condizioni stabilite dalle stesse norme in applicazione dei criteri di cui al
comma 2, anche mediante l'assunzione di oneri derivanti dal trasferimento o
dalla delega di funzioni statali alle medesime regioni a statuto speciale e
province autonome ovvero da altre misure finalizzate al conseguimento di
risparmi per il bilancio dello Stato, nonché con altre modalità stabilite dalle
norme di attuazione degli statuti speciali. Inoltre, le predette norme, per la
parte di propria competenza: a) disciplinano il coordinamento tra le leggi
statali in materia di finanza pubblica e le corrispondenti leggi regionali e
provinciali in materia, rispettivamente, di finanza regionale e provinciale,
nonché di finanza locale nei casi in cui questa rientri nella competenza della
regione a statuto speciale o provincia autonoma; b) definiscono i princìpi
fondamentali di coordinamento del sistema tributario con riferimento alla
potestà legislativa attribuita dai rispettivi statuti alle regioni a statuto
speciale e alle province autonome in materia di tributi regionali, provinciali
e locali; c) individuano forme di fiscalità di sviluppo, ai sensi dell'articolo
2, comma 2, lettera hh), e alle condizioni di cui all'articolo 15, comma 1,
lettera d). 4. A
fronte dell'assegnazione di ulteriori nuove funzioni alle regioni a statuto
speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano, così come alle
regioni a statuto ordinario, nei casi diversi dal concorso al conseguimento
degli obiettivi di perequazione e di solidarietà ai sensi del comma 2,
rispettivamente le norme di attuazione e i decreti legislativi di cui
all'articolo 2 definiranno le corrispondenti modalità di finanziamento
aggiuntivo attraverso forme di compartecipazione a tributi erariali e alle
accise, fatto salvo quanto previsto dalle leggi costituzionali in vigore. 5.
Alle riunioni del Consiglio dei ministri per l'esame degli schemi concernenti
le norme di attuazione di cui al presente articolo sono invitati a partecipare,
in conformità ai rispettivi statuti, i Presidenti delle regioni e delle
province autonome interessate. 6. La Commissione di cui all'articolo 4 svolge
anche attività meramente ricognitiva delle disposizioni vigenti concernenti
l'ordinamento finanziario delle regioni a statuto speciale e delle province
autonome di Trento e di Bolzano e della relativa applicazione. Nell'esercizio
di tale funzione la Commissione è integrata da un rappresentante tecnico della
singola regione o provincia interessata. 7. Al fine di assicurare il rispetto
delle norme fondamentali della presente legge e dei principi che da essa
derivano, nel rispetto delle peculiarità di ciascuna regione a statuto speciale
e ciascuna provincia autonoma, è istituito presso la Conferenza per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in
attuazione del principio di leale collaborazione, un tavolo di confronto tra il
Governo e ciascuna regione a statuto speciale e ciascuna provincia autonoma,
costituito dai Ministri per i rapporti con le regioni, per le riforme per il
federalismo, per la semplificazione normativa, dell'economia e delle finanze,
per le politiche europee e dai Presidenti delle regioni a statuto speciale e
delle province autonome. Il tavolo individua linee guida, indirizzi e strumenti
per assicurare il concorso delle regioni a statuto speciale e delle province
autonome agli obiettivi di perequazione e di solidarietà e per valutare la
congruità delle attribuzioni finanziarie ulteriori intervenute successivamente
all'entrata in vigore degli statuti, verificandone la coerenza con i principi
di cui alla presente legge e con i nuovi assetti della finanza pubblica. Con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è assicurata
l'organizzazione del tavolo. Capo X SALVAGUARDIA FINANZIARIA ED ABROGAZIONI
Art. 26. (Salvaguardia finanziaria) 1. L'attuazione della presente legge deve
essere compatibile con gli impegni finanziari assunti con il patto di stabilità
e crescita. 2. I decreti legislativi di cui all'articolo 2 individuano
meccanismi idonei ad assicurare che: a) vi sia la coerenza tra il riordino e la
riallocazione delle funzioni e la dotazione delle risorse umane e finanziarie,
con il vincolo che al trasferimento delle funzioni corrisponda un trasferimento
del personale tale da evitare ogni duplicazione di funzioni; b) sia garantita
la determinazione periodica del limite massimo della pressione fiscale nonché
del suo riparto tra i diversi livelli di governo e sia salvaguardato
l'obiettivo di non produrre aumenti della pressione fiscale complessiva anche
nel corso della fase transitoria; 3. All'istituzione e al funzionamento della
Commissione e della Conferenza di cui agli articoli 4 e 5 si provvede con le
risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Gli oneri connessi alla partecipazione alle riunioni della Commissione e della
Conferenza di cui al primo periodo sono a carico dei rispettivi soggetti
istituzionali rappresentati, i quali provvedono a valere sugli ordinari
stanziamenti di bilancio e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica. Ai componenti della Commissione e della Conferenza non spetta
alcun compenso. 3-bis. Dalla presente legge e da ciascuno dei decreti
legislativi di cui all'articolo 2 e all'articolo 22 non devono derivare nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica. Art. 27. (Abrogazioni) 1. I decreti
legislativi di cui all'articolo 2 individuano le disposizioni incompatibili con
la presente legge, prevedendone l'abrogazione. Commenta | Stampa | Segnala |
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( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 26-03-2009)
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26 Marzo 2009 Chiudi Ancona verso il voto Il sindaco Pdl parte «Tagliare i
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( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 26-03-2009)
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Provincia di Sassari
Pagina 7035 Sassari. Medie da brivido per i gettoni di
presenza nelle circoscrizioni Parlamentini nel mirino: 500 riunioni in
un anno Sassari.. Medie da brivido per i gettoni di presenza
nelle circoscrizioni --> Cinquecento riunioni in un anno. Gli amministratori
della Circoscrizione 5 del Comune non conoscono soste: nel corso del 2008, fra
Consiglio e Commissioni, si sono riuniti più di una volta al giorno, per tutto
l'anno. Una media da brivido ricompensata con un gettone di presenza
da 36 euro e 16 centesimi per ogni riunione: un costo di 100mila euro solo per
le sedute, cui vanno aggiunti 5 mila e 300 euro di rimborsi viaggio, e 3mila
euro di straordinari. Un record di presenze che permette alla circoscrizione di
Tottubella, La Corte e Campanedda (2000 abitanti in tutto), di guardare
dall'alto tutti gli altri parlamentini di quartiere del capoluogo. Certo la
Circoscrizione 1, quella del Centro storico, Caniga, La Landrigga e Bancali, ci
ha provato a competere nella classifica dello stakanovismo e dei costi: 391
riunioni (56 del Consiglio e 335 delle Commissioni), che sono costate a Palazzo
Ducale ben 87 mila euro. Cifre venute a galla nel corso dei lavori della
commissione Affari generali del Comune, riunita proprio per decidere il futuro
delle sei circoscrizioni comunali. L'intenzione è quella di ridurle a quattro,
ma fra i consiglieri c'è anche chi vorrebbe cancellarle del tutto per
sostituirle con i vecchi comitati di quartiere che, gratuitamente, si
occupavano dei problemi dei cittadini. Le accuse principali contro le
circoscrizioni sono due: sono inutili e costose. Nei dati sulla gestione del
2008, le sei circoscrizioni sono costate in totale 511 mila euro. In cima ai
costi c'è la Circoscrizione numero 5: 100mila euro di gettoni
ai consiglieri e al presidente, per gestire un budget di appena 33mila euro fra
manutenzione di strade, scuole ed edifici, cura dell'ambiente, iniziative
culturali e sportive, e il funzionamento della sede circoscrizionale. La
cenerentola fra le circoscrizioni è la numero 6: gli amministratori delle
borgate Palmadula, Baratz, Canaglia, Biancareddu e Argentiera, nel 2008 si sono
riuniti 42 volte, sempre in Consiglio e mai una seduta di commissione. Sono
costati al Comune appena 15 mila euro, e hanno gestito fondi per 33mila euro.
Fra i due estremi della classifica finanziaria delle circoscrizioni ci sono la
numero 2, la numero 3 e la numero 4. (v. g.)
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( da "Italia Sera"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Cronaca Roma LAmministrazione
Comunale ora pensa a tagliare
il numero dei suoi dirigenti Riassetto del personale in vista per gli incarichi
apicali del Campidoglio L'amministrazione comunale sta pensando di ridurre il
numero dei suoi dirigenti fino a 220 unità nell'ambito del piano di riassetto
del personale inserito nella nuova "macrostruttura". Ad annunciarlo è
stato l'assessore comunale al Personale Enrico Cavallari, nel corso di una
conferenza stampa sulle spese sostenute dalla giunta per pagare dirigenti
esterni e consulenze. "Vorremmo scendere a 220 dirigenti complessivi,
complice anche la presenza di alcuni pensionamenti - ha detto Cavallari -
stiamo studiando questa ipotesi nella nuova macrostruttura che stiamo
elaborando. Noi non siamo assolutamente contrari alle consulenze, se sarà
necessario ne apriremo altre, ma devono essere motivate. Avremo un regolamento
molto rigido che stabilirà le modalità in cui potranno essere attuate". Poi si è passati ai numeri delle consulenze: "La giunta
Alemanno da quando si è insediata ha nominato un solo consulente, il generale
Mario Mori, mentre con la nuova amministrazione comunale il numero dei
dirigenti esterni è sceso dai 35 della giunta Veltroni agli attuali 27".
Sono questi due dei dati che gli assessori comunali al Personale ed alla
Cultura Enrico Cavallari ed Umberto Croppi hanno voluto sottolineare per
"fare delle precisazioni" rispetto al contenuto di una serie di
articoli pubblicati nelle scorse settimane da alcuni quotidiani e periodici
relativi alle spese sostenute dalla giunta Alemanno per assumere consulenti e dirigenti esterni. Nel 2008 per pagare "il
nostro unico consulente", come ha precisato Croppi, il dirigente
extradipartimentale per la sicurezza, il generale Mario Mori, "il Comune
ha speso 149.893 euro". Gli assessori, pur ribadendo di "non voler
fare raffronti con l'operato di chi ci ha preceduto, ne' dire che noi siamo più
bravi" hanno poi ricordato che: "la giunta Veltroni nel 2007 ha speso oltre 15
milioni di euro per pagare oltre 2mila consulenti".
I dati presentati dai due assessori ricordano che attualmente tra esterni
comandati da altri enti pubblici, trasferiti a titolo definitivo, contratti a
tempo determinato ed indeterminato, l'organico del Comune conta 270 dirigenti,
a fronte dei 294 attivi durante la giunta Veltroni. Edizione n. 2146 del
26/03/2009
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( da "Sicilia, La"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Nasce «piano
cimiteriale»COMUNE. Approvato regolamento che garantirà la migliore gestione di
Bonamorone e Piano Gatta Il Comune di Agrigento si é dotato, per la prima
volta, di un regolamento di polizia mortuaria. E' stato approvato nella seduta
del consiglio municipale di martedì sera, votato a maggioranza dei presenti
all'interno dell'aula consiliare a Palazzo dei Giganti. Con il regolamento
vengono disciplinati, in osservanza alle disposizioni nazionali e regionali, i
servizi in ambito comunale, relativi alla polizia mortuaria. Nel dettaglio
viene regolamentata la destinazione delle salme, i trasporti funebri, quelli
relativi alla costruzione e gestione dei cimiteri cittadini di
"Bonamorone", "Piano Gatta" e Montaperto nonché la concessione
di manufatti inerenti la sepoltura ed in genere tutte le attività pubbliche e
private connesse con la cessazione della vita. E' uno strumento di grandissima
importanza votato articolo per articolo e poi alla fine nel suo complesso. Per
l'attenzione prestata al regolamento, alla fine, l'assessore competente Rosalda
Passarello ha avuto parole di ringraziamento nei confronti del Consiglio. Prima
dell'approvazione del Regolamento e subito dopo le formalità di rito, alcuni
consiglieri sono intervenuti per le comunicazioni alla Presidenza che hanno
riguardato il mantenimento degli impegni finanziari e gestionali, da parte
degli Enti consorziati al Polo universitario della Provincia di Agrigento, per
il rilancio dell'importante struttura didattica. Infine a conclusione della seduta,
su proposta del presidente Callari e sentiti i capigruppo consiliari, il
Consiglio comunale ha votato a maggioranza la convocazione della prossima
seduta per martedì 31 marzo, con inizio dei lavori alle ore 19, per la
trattazione degli altri punti iscritti all'ordine del giorno. Stasera, invece,
alle ore 19, il Consiglio comunale è convocato per una
seduta di "question time". Sulla possibilità di legare il gettone di presenza alla partecipazione alla
votazione, il presidente del Consiglio Carmelo Callari ha detto che ad
Agrigento non é necessario perché il consesso da lui presieduto fa registrare
sempre una presenza elevata
alle votazioni, per cui non c'é alcun bisogno di incentivi. Intanto ieri
nella tarda mattinata lo stesso presidente, come avviene ogni mercoledì, ha
convocato la conferenza dei capigruppo consiliari. Erano presenti, oltre ai due
vicepresidenti Salvatore Lauricella e Piero Marchetta, anche Nello Hamel,
Davide Lo Presti, Maria Pia Vita, Luca Spinnato, Giuseppe Raccuia e Angela
Galvano. Nel corso della riunione si é fatto il punto sull'andamento dei lavori
e si é preso atto che l'amministrazione ha inviato per l'approvazione altri due
debiti fuori bilancio. Sono state predisposte le relative delibere, inviate
alla commissione competente per il parere previsto dalla legge, e nel contempo
sono state inserite nell'ordine del giorno dei lavori del 31 marzo. Stasera
invece per il "question time" si parlerà di altri argomenti di
particolare importanza, come la situazione idrogeologica cittadina, alla luce
del recente cedimento del muro di via Giovanni XXIII (la cui ricostruzione
dovrebbe cominciare nei prossimi giorni), e dello stato dei pennelli a mare che
dovranno essere rimessi in efficienza prima dell'arrivo della bella stagione.
Quest'ultimo é un argomento molto sentito dato che il periodo balneare comincia
ad essere vicino. Come si sa, l'acquisizione delle autorizzazioni é ormai in
dirittura d'arrivo. Salvatore Fucà
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( da "Sicilia, La"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Consiglieri Ap più
«trasparenti»Giuseppe Licata (Insieme per la Provincia) propone la creazione
dell'anagrafe pubblica degli eletti Il consigliere provinciale di
centrosinistra Giuseppe Licata (Insieme per la Provincia) ha presentato una
proposta di deliberazione per la creazione dell'anagrafe pubblica degli eletti
relativamente alla Provincia Regionale di Caltanissetta. Si tratta di una
proposta (che dovrà andare all'esame del Consiglio provinciale e che è stata
sottoscritta anche da altri consiglieri sia di maggioranza che di minoranza)
con cui si chiede di rendere di dominio pubblico tutta una serie di
informazioni relative agli assessori e agli stessi consiglieri provinciali, da
far fruire al cittadino per via telematica, il tutto, quindi, in un'ottica di massima trasparenza dell'azione di detti rappresentanti
istituzionali. Più specificamente la proposta di Licata chiede che vengano resi
di pubblico dominio: per i consiglieri, lo stipendio e/o i gettoni di presenza percepiti a
qualsiasi titolo dalla Provincia, gli atti presentati con relativi iter fino
alla loro conclusione, il quadro delle presenze ai lavori
dell'istituzione di cui fanno parte e i voti espressi sugli atti adottati dalla
stessa; analoghe informazioni si richiedono a proposito del presidente e degli
assessori della Giunta. Secondo tale proposta di deliberazione, s'impegna
inoltre il Consiglio provinciale a modificare il proprio statuto ed i relativi
regolamenti attuativi adeguandoli affinché, sempre per via telematica, possano
essere diffusi anche i seguenti dati, oltre alla predetta anagrafe degli
eletti: bilancio annuale dell'Ente, bilancio pluriennale, relazione
previsionale e programmatica, piano degli investimenti, piano esecutivo di
gestione e documento di programmazione finanziaria comprensivo di tutti gli
allegati e, in particolare, l'elenco delle ditte fornitrici e delle consulenze.
In più, andrebbero egualmente pubblicizzati le delibere approvate, l'archivio
degli altri atti della Provincia (interrogazioni, interpellanze, mozioni,
ordini del giorno) con l'indicazione dei proponenti e lo stato del loro iter
amministrativo, i bandi e gli esiti di gara, l'elenco delle proprietà
immobiliari dell'Ente e loro destinazione d'uso, l'elenco degli incarichi
esterni (con tutte le relative informazioni di ordine tecnico ed economico).
Per ogni società partecipata dalla Provincia da diffondere, altresì, i dati
essenziali di bilancio, i nominativi dei consiglieri di amministrazione e
relativi emolumenti, così come viene chiesta l'archiviazione fruibile dei
lavori consiliari. Tutte queste informazioni, stante la proposta, dovrebbero
essere inserite nel sito dell'Ente entro il termine di sei mesi dall'eventuale
approvazione della proposta stessa da parte del Consiglio.
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( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Giovedì 26 Marzo
2009, Vittorio Veneto Ha fatto parlare molto la lite, soprattutto per il luogo
pubblico e decisamente inadeguato per una discussione, il pronto soccorso, tra
due dottoresse avvenuta lunedì scorso: una «gettonista» con contratto a termine, libera professionista, arrivata in
ritardo a prendere il suo servizio, e una dipendente dell'Uls 7 che dopo aver
lavorato tutta la notte non vedeva invece l'ora di andare a casa. Proprio per
questo ritardo - che non sarebbe stato il primo - pare sia nata la discussione
tra le due donne medico. Che dalle parole, pesanti invettive reciproche,
siano passate ben presto ai fatti lo testimoniano le visite a cui entrambe si
sono sottoposte, una in ginecologia per un calcio rimediato al basso ventre,
l'altra nel reparto Otorino per un sonoro ceffone e contusioni varie. Insomma
un comportamento deontologicamente non ineccepibile, soprattutto perchè
avvenuto in presenza di personale paramedico, allibito
dalla violenza del litigio. Per ora nessuna ha sporto ancora denuncia nei
confronti dell'altra, ma in questi casi c'è tempo 90 giorni per farlo.
Probabilmente, passato il primo momento di agitazione, non lo faranno nemmeno,
ma il fatto non è passato sotto silenzio all'Usl, il cui direttore generale
Lino Del Favero ha convocato per lunedì la commissione disciplinare che dovrà
chiarire quanto accaduto nei locali del pronto soccorso vittoriese. «Il fatto,
senza entrare nel merito, perchè anche come sindacato prima di prendere
posizione attenderemo l'esito della commissione che stabilirà e appurerà torti
e ragioni - conferma il dottor Valerio De Belardini, della Uil Veneto - dipende
però da un eccesso di stress che non riguarda solo l'Usl 7. Ovviamente in
attesa della verifica dei fatti sono appropriate le azioni adottate dalla
Direzione generale compreso l'allontamento dal posto di lavoro». Il problema
del Pronto soccorso è noto: fare questa attività di emergenza non va molto a
genio ai medici per tre ordini di motivi: non è gratificante dal punto di vista
economico, è massacrante per tensione e carico di lavoro, e non si hanno
sostanziali avanzamenti di carriera. «È per questo che tutti i Pronto soccorso,
a livello regionale, sono in sofferenza e si ricorre a collaborazioni esterne a
gettone. - conferma De Belardini - Anche quanto avvenuto a Vittorio a mio
parere è il risultato dello stress a cui sono sottoposti tutti i medici: e con
i tagli previsti dall'amministrazione della sanità la situazione è destinata a
peggiorare. Dobbiamo cercare di gestire la situazione dal punto di vista degli
orari: non si possono chiudere i pronto soccorso, ma bisogna avviare un
filtraggio dell'accesso secondo le patologie effettive. Anche la campagna di
appropriatezza del ricovero è una giusta indicazione per ridurre la grande
massa. Però qualcuno ha proposto anche la libera professione nei giorni di
riposo e di festa. Noi siamo contrari perchè i medici di pronto soccorso, che
non fanno la libera professione, gradirebbero stare in quei momenti con la
famiglia. Se il carico di lavoro invece diminuisce, contemporaneamente ne
beneficiano i pazienti e gli stessi operatori. Diminuzione delle liste d'attesa
e l'appropriatezza dei ricoveri sono metodi che vanno nella direzione del
miglioramento del servizio e diminuzione della litigiosità: per una diagnosi o
cure sbagliata, magari dovute a superlavoro, bisogna sapere ci sono stuoli di
avvocati pronti al contenzioso». Fulvio Fioretti
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( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Giovedì 26 Marzo
2009, Mentre dalla maggioranza Enrico D'Este (Innovare) propone di istituire
una commissione speciale sul nodo-crisi, Gianni Ortis e Aldo Rinaldi (che per
primi hanno proposto un consiglio comunale interamente dedicato all'attuale
congiuntura economica) chiedono di ottenere un elenco dei debiti di
funzionamento contratti dal Comune. Visto che «all'interno del momento di crisi
attuale è fondamentale accelerare il pagamento di quanto dovuto dal Comune ai
cittadini e alle imprese», Ortis chiede di conoscere con "nome e
cognome" a chi il Comune deve dei soldi «per beni o servizi ricevuti da
terzi», soprattutto in considerazione del fatto che «i debiti di funzionamento»
come riportato nel volume 2 della relazione previsionale e programmatica a pagina
186 ammontano a «23 milioni 873mila 587 euro». Intanto, dalla maggioranza il
capogruppo di Innovare con Honsell, Enrico D'Este, martedì sera ha proposto
alla riunione dei capigruppo una commissione speciale, in grado di sentire i
rappresentanti delle commissioni ordinarie oltre agli organi istituzionali e
alle parti economiche e sociali interessate, senza alcun gettone di presenza. «L'analisi della crisi e dei suoi effetti, ma
anche le soluzioni che si possono dare come amministrazione comunale - spiega
D'Este - sono complessa e articolate e richiedono il confronto fra competenze
diverse, presenti nelle commissioni ordinarie. Ritengo che la grave situazione
in cui ci troviamo - aggiunge D'Este - debba impegnare maggioranza e
opposizione in uno sforzo bipartisan, assieme ovviamente alle forze sociali ed
economiche». Secondo D'Este la super-commissione dovrebbe essere più snella
delle attuali (come numero e come gestione introducendo, per esempio, la
convocazione via e-mail) ed ovviamente senza gettone di presenza. Della proposta, che ha avuto
una prima buona accoglienza, si discuterà molto probabilmente già al prossimo
consiglio comunale. I morsi della crisi si fanno sentire ogni giorno di più.
Sono purtroppo in aumento le persone che si rivolgono al Comune e alla Caritas
per un sostegno. D'Este si è congratulato con la Giunta comunale per il
fondo per l'assistenza economica ai nuovi poveri, che prevede risorse sia per
"autogestire" il reddito di cittadinanza, cancellato dalla Regione e
un capitolo speciale per le nuove assunzioni. Il fondo è inserito nel bilancio
di previsione 2009 del Comune, che pareggia su una somma pari a circa 126
milioni di euro, circa 3,5 milioni rispetto alla previsione del consolidato al
2008. Per i nuovi poveri la Giunta ha accantonato un fondo, pari a 200mila
euro, per l'erogazione di aiuti che saranno distribuiti non semplicemente sulla
base dell'Isee e che serviranno per contrastare una possibile e repentina
caduta del tenore di vita dei cittadini.
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( da "Basilicanet.it"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
BASILICATA ED EUROPA
PER RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE PA 26/03/2009 16.35.10 [Basilicata] (AGR) -
Nellâambito del Programma di Cooperazione Interreg Sud-Est
Europa, che promuove progetti dellâobiettivo comunitario
âCooperazione Territorialeâ, è¨ stato finanziato il progetto
GSR-Model â âResponsabilità sociale delle amministrazioni pubbliche.
Un Approccio Innovativo per la Qualità nelle operazioni e nei risultati
di Governoâ. Il progetto, di durata triennale, ha tra i suoi promotori il
Dipartimento Attività Produttive, Politiche dellâImpresa e Innovazione tecnologica
della Regione Basilicata e si avvale di un ampio e qualificato partenariato
internazionale guidato dallâHellenic Organisation for
Standardisation (Elot). Lâobiettivo del progetto â
spiega il Dipartimento regionale - è¨ promuovere la qualità e lâeccellenza
delle organizzazioni pubbliche, migliorando in particolare
lâefficacia e lâefficienza dei servizi per il
cittadino, attraverso un innovativo sistema di standard e un modello operativo
che trasferirà nel settore pubblico il concetto di âresponsabilità
socialeâ, già noto nellâambito delle imprese private.
Lâassegnazione del finanziamento da parte del Programma Interreg
Sud-Est Europa rappresenta oltremodo un successo, per il rigido processo di
selezione che a fronte
di 821 proposte pervenute ha visto finanziare solo il 5% delle stesse. âLâiniziativa
â ha dichiarato lâAssessore Gennaro Straziuso - si
inquadra nella più¹ ampia strategia regionale di rafforzamento dei rapporti di
cooperazione con lâEuropa, puntando su innovazione, qualità e
competitività del sistema Basilicataâ. BAS 05
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( da "Blogosfere" del
26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Mar 0926 Cinque
luoghi comuni sui giornali e sul giornalismo Pubblicato da Luca Dello Iacovo
alle 17:37 in globalizzazione Dalle attività online non guadagna nessuno Il
gruppo scandinavo Schibsted ha iniziato nove anni fa a investire nell'online,
sviluppando una politica editoriale specifica (e non
considerandolo come appendice della carta stampata). Ora le attività sono
diversificate: comprendono i siti d'informazione, annunci economici, mercatini
online, social network (qui il report). Oppure gli esperimenti cinesi: grandi
portali come Sohu o 163 che uniscono intrattenimento, notizie e videogiochi
(qui il bilancio di Neatease, la società che controlla il portale 163, con
alcuni dati interessanti). E in Cina 41 milioni di persone leggono a pagamento
le notizie sui telefonini (China mobile). La carta stampata non vende più: i
giornali sono in crisi Globalmente sono aumentate le copie vendute: trainano
Cina, Brasile e India(World association of newspaper). Soprattutto in Brasile i
lettori che entrano in edicola sono in crescita (Huffington post). E come va il
rapporto tra i lettori e interent? Sottolinea l'istituto cinese
di statistiche Cnnic: The online news reading rate among netizens in China, 81.5%,
is higher than that in the United States (71%) and that in South Korea (67.1%).
Il giornale non è la
sua carta. E, per adesso, la carta non sembra il suo futuro. La pubblicità su
internet non funziona Invece cresce tanto. Negli Stati Uniti gli inserzionisti
hanno investito 1,3 miliardi di dollari nel 2009: +59% rispetto a un anno fa
(State of news media). Ma la pubblicità non è l'unico modo di guadagnare. Altre
idee? Elenca Luca De Biase: ripensare alla vendita diretta di beni e servizi,
offerte di altissima qualità, giornalismo attento ai beni
comuni (magari finanziato da fondazioni). Oppure i micropagamenti, come osserva
Marco Pratellesi. E ancora: finanziamenti da parte delle comunità locali (come
Spot.us). Internet riduce le opportunità per il giornalismo d'inchiesta. E
perché dovrebbe? Internet ha diminuito il costo di accesso alle informazioni.
Wikipedia, blog e forum sono solo alcuni esempi. Bastano pochi minuti per
accedere a molti dati e statistiche pubblici, finora rinchiusi tra quattro
mura. E banche dati specialistiche sono disponibili a costi accettabili.
Accedere alle notizie delle cronache locali è anche più semplice di prima,
soprattutto per chi abita lontano. L'informazione non sembra affatto un bene
scarso. Ma lo è, invece, il tempo per produrla. Le forme di remunerazione del
tempo, però, si stanno diversificando. Per esempio, due reporter del Wall
street journal hanno ricevuto finanziamenti ad hoc per inchieste, come segnala
Guido Romeo. E sono possibili lavori molto interessanti di citizen journalism
anche in Italia: lo dimostra, per esempio, l'inchiesta di Repubblica.it sulla
qualità della vita al tempo della crisi (via Massimo Russo). Il giornalismo
come racconto collettivo, facilitato da professionisti dell'informazione che
hanno tempo e competenze. 2043: l'ultima copia del New York Times Nessuno lo
può sapere. Ma, anche se fosse vero, la fine di un giornale non è la fine del
giornalismo. E la democrazia ne ha bisogno: è una questione profonda che tocca
le coscienze, i progetti e i bisogni di tutti. ps: alcuni commentatori da
seguire per comprendere il dibattito senza toni catastrofici: Nieman journalism
lab Mediashift Editorandpublisher
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( da "Wall Street Italia"
del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Calcio/ Inghilterra,
Beckham verso 109 presenze: Grazie al Milan di Apcom "La mia condizione
fisica è migliorata. Un onore essere qui" -->Watford, 26 mar. (Ap) -
David Beckham potrebbe diventare il secondo giocatore con più presenze con la maglia
della nazionale inglese. Il centrocampista del Milan
potrebbe tagliare il traguardo delle 109 apparizioni in nazionale
nell'amichevole di sabato a Wembley contro la Slovacchia, superando Bobby
Moore, capitano dell'Inghilterra campione del mondo nel 1966. Davanti al 33enne
però c'è il portiere Peter Shilton con 125 'gettoni'. "Avere le presenze che ho adesso è un grande onore.
Quando avevo 94 o 95 presenze non pensavo che sarei arrivato a 100 e quando ci
sono arrivato la gente pensava che mi sarei ritirato. Sarei felice di arrivare
a 109", ha spiegato Becks. Un traguardo irraggiungibile se l'inglese a
gennaio non si fosse trasferito al Milan dai Los Angeles Galaxy con la formula
del prestito. "Essere al Milan mi ha dato più possibilità di esprimermi a
quel livello necessario per giocare con la nazionale. Essere in squadra ha
migliorato la mia condizione fisica come nessun'altra cosa. Quando sono
arrivato in Dubai con il Milan il mio grasso corporeo era del 13,7% adesso è
dell'8,5%". Dopo l'amichevole di sabato con la Slovacchia, l'Inghilterra
riceverà il primo aprile l'Ucraina, in una partita valida per la qualificazione
ai Mondiali 2010. Gli inglesi sono in testa al loro girone a punteggio pieno
(12 punti in quattro partite) e in caso di vittoria, sarebbero praticamente
certi di staccare il biglietto per il Sud Africa. "Una volta qualificati
avrò bisogno di rimanere in forma, poi vedremo. Ora sono entusiasta di essere
qui, in essere in suqadra e spero di restare in forma a lungo. Il record di
Shilton? Sarebbe grande superarlo, ma vedremo cosa riserverà il futuro".
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