HOME

PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli        

www.mauronovelli.it

[Vai al sito del CENACOLO DEI COGITANTI]

 

 

DOSSIER “COSTI DELLA POLITICA”

 

 

 

TORNA ALL’INDICE MENSILE DEL DOSSIER     

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

    TUTTI I DOSSIER


 

 


Report "Costi dei politici"   25-26 marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Dal carcere al talk-show La seconda vita di Racz ( da "Stampa, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma dalla produzione ci si limita a parlare di un «gettone di presenza». Le telecamere nello studio si accendono intorno alle sette e dieci di sera. Vespa è teso, ripete per tre volte la registrazione dell'annuncio della puntata. Alle sette e mezza appare Racz. Giubbotto blu con la zip, occhio vispo, aria tranquilla.

Ugo Voyat presidente della Sitrasb ( da "Stampa, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Al presidente spetta un compenso di 30.987 euro l'anno, ai consiglieri 6 mila euro; per tutti il gettone di presenza è di 155 euro. Ugo Voyat resterà vice presidente dell'Uv: «I ruoli - ha detto - non mi paiono incompatibili, ma porrò la questione al Comitè Fédéral e mi rimetterò alle decisioni del movimento».

SABATO A MANTOVA ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: All'ordine del giorno, dopo le comunicazioni del presidente e la lettura ed approvazione dei verbali della seduta precedente, si parlerà della determinazione della misura del gettone di presenza per i consiglieri e dell'approvazione del bilancio annuale e pluriennale.

Domani in consiglio i bilanci e le opere ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: determinazione degli importi dei gettoni di presenza da corrispondere ai consiglieri per la partecipazione a consigli e commissioni per l'anno 2009; bilancio di previsione per l'anno 2009, pluriennale e relazione previsionale e programmatica per il triennio 2009-2011; approvazione del programma triennale di lavori pubblici per il triennio 2009-2011 ed elenco annuale delle opere;

Il Comune ha azzerato i compensi ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Anche i consiglieri in consiglio hanno rinunciato ai 18,08 di gettone per ogni presenza. Va aggiunto poi che gli amministratori hanno tagliato dal bilancio anche i rimborsi spese e quelle di rappresentanza. Se pertanto qualche assessore, o il sindaco, si reca a Mantova per qualche incontro, le spese sono a suo carico.

Fava sembra l'ultimo dei Gattopardi Sulle Commissioni si discute ancora ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: della modifica della composizione delle Commissioni consiliari a seguito della fuoriuscita del consigliere Sodano dal gruppo di Forza Italia. Per inciso, sottolineo come a seguito della Finanziaria 2008 molti consiglieri provinciali non percepiscono i gettoni di presenza né per le sedute di Consiglio né per la partecipazione alle Commissioni in quanto assessori comunali o sindaci.

un solo parlamentino in agro non basta ( da "Nuova Sardegna, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La linea di pensiero prevalente suggerisce di conservarne quattro, il numero massimo consentito, ridisegnando i confini in maniera organica. In commissione Affari generali non c'è unanimità di pensiero. C'è chi propone di eliminare i gettoni di presenza e di ritornare ai vecchi comitati di quartiere gratuiti, c'è chi chiede di conservare la partecipazione democratica dal basso.

sanità, ultimo scontro sulla riforma tagli al gettone dei manager decaduti - massimo lorello ( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: violazione di una legge nazionale, avrebbe voluto regalare cinque milioni di euro ai direttori generali che cesseranno il rapporto di lavoro dopo l´entrata in vigore della legge». Ma la maggioranza ha ottenuto che i manager i quali raggiungeranno gli obiettivi contrattuali potranno ottenere un secondo incarico rimanendo alla guida della stessa azienda complessivamente per sei anni.

Andreatta: ( da "Adige, L'" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il tema dei costi della politica è sempre caldo. Credo sia giusto recuperare un po' di sobrietà ed è giusto avviare una riflessione sulla riorganizzazione del Consiglio comunale. Come? Non dico una riduzione di brutto del numero dei consiglieri, ma certo qualcosa va fatto.

Tommasoli, si allunga la lista dei consulenti ( da "Arena, L'" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: si allunga la lista dei consulenti Per chiarire le cause della morte saranno in quattordici Venerdì tutto sarà ufficializzato davanti alla corte d'Assise ma il numero dei consulenti di parte che affiancheranno il professor Carlo Torre e il dottor Guido Stura, i periti incaricati dalla Corte di «leggere» le cartelle cliniche,

( da "Nazione, La (Lucca)" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: così come per la casa e l'edilizia popolare e rischiamo di perdere le risorse già stabilite». Raspini, altro rappresentante del Pd, ha affermato che da quando è entrata in vigore la legge Prodi che invece dell'indennità mensile ha portato il compenso ai gettoni di presenza, i rapppresentanti nelle commissioni sono passati da 40 a 65.

JESI - Marketing urbano e sviluppo economico (20 mila euro), Jesi Città Creativa (25 mi... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Massaccesi che ha già pronto un emendamento per eliminare tali impegni di spesa e dirottarli nel fondo di solidarietà, che passerebbe così - spiega sempre l'esponente di opposizione - dagli attuali 100 mila euro a 216 mila. Massaccesi proporrà inoltre di ridurre del 10% le indennità di carica e i gettoni di presenza per gli organi istituzionali (si prevede un ulteriore risparmio di 20.

Ancona INCREDIBILE. In serie B c'è un solo giocatore (portieri esclusi) che &#... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dopo esser stato da poco premiato per l'importante traguardo delle 100 presenze. Nella sua prima stagione aveva collezionato 34 gettoni (32+2 play-out), con quattro sostituzioni e saltando solo le trasferte di Lanciano ed Avellino. Nello scorso campionato le presenze sono state 37 (33+4 play-off), con una sostituzione, saltando solo il match di Crotone.

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 14 «Devolvo i gettoni di presenza ai lavoratori in difficoltà» CASTELFRANCO ANDREOZZI DI RIFONDAZIONE di GIAN LUIGI CASALGRANDI NONANTOLA UN'ALTRA conferma di Nonantola in balia della criminalità. L'ultima razzia è avvenuta la notte scorsa al bar-tabaccheria Anthea (ex Parigina) nella centralissima via Vittorio Veneto.

CASTELFRANCO LA CRISI economica si fa sentire e ad esserne colpi... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In qualità di consigliere continua Andreozzi ho deciso di rinunciare a tutti i gettoni di presenza che mi spettano dal gennaio 2009, sino a fine legislatura e darò mandato affinché siano destinati alla istituenda Cassa di resistenza' per i lavoratori in lotta per il posto di lavoro e per quelli licenziati per motivi sindacali.

troppe sedute consiliari rinviate altro che risparmi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ben venga la notizia di un significativo ridimensionamento dei costi della politica comunale. Poi, il cittadino qualsiasi fa due conti e magari anche due strampalate considerazioni e scopre, sempre secondo il criterio "spannometrico", che a fronte delle 34 sedute consiliari del 2006 con un costo stimato di 138.

Milan: per la difesa si segue Clichy ( da "Datasport" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma e' vero che il Milan e' un grandissimo club e fa veramente piacere sapere di essere seguito da una squadra del genere". Strapparlo ai Gunners non sara' facile, visto che Clichy (arrivato a Londra nel 2003 e con 120 gettoni di presenza al suo attivo) ha rinnovato pochi mesi fa il suo contratto fino al 2012.

TINA CIOFFO A CASAL DI PRINCIPE MANCA L'ASSISTENTE SOCIALE TERRITORIALE E I CITTADINI DOPO Q... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Un sostegno una tantum pagato con un gettone di presenza che non riesce difatti ad assicurare la stabilità né per il professionista tantomeno per l'utente. Il servizio di segretariato sociale nato con la legge 328 del 2000, la «Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali», dà informazioni e consulenza sulle prestazioni sociali,

Unes lancia il primo supermercato ecologico ( da "Affari Italiani (Online)" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 51 Nasce in provincia di Milano il primo supermercato ecologico. Cestelli della spesa e gettoni per i carrelli nati dal recupero di tappi di bottiglia, shopper bio degradabili e macchine per riciclare le bottiglie in Pet in cambio di speciali buoni sconto. Sono solo alcune delle "eco-curiosità" presentate da Unes durante l'inaugurazione del suo primo supermercato U2 ecologico -

I rifiuti solidida Serradifalcodirettamente nella discarica ( da "Sicilia, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la proposta di riduzione del numero degli assessori. «Così si risparmierà una bella somma - dice il capo gruppo consiliare Udc Rosario Meli - ancora di più se aboliamo il gettone di presenza per i consiglieri comunali». L'altro punto nell'agenda dei lavori riguarda la proposta dei consiglieri Fabio Bennici, Rosario Meli,

Trecastagni stare Valverde okay ( da "Sicilia, La" del 25-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Valenti, Lupica, Pimpuscatu, Vitellino, Brigante, Rizzo, Renda, Orologio, Leonardi. N. A. GRAMMICHELE: Terranova, Fragapane, Lamonica, Valerio, Campanello (42' Brunetto), Amato, Strano, Attaguile, Mammana. ARBITRO: Ardita di Catania. RETI: 8' Rizzo, 15' , 25' e 47' Valerio, 33' e 38' Attaguile, 51' Lazzara.

Soria sotto torchio regali e gettoni a politici e parenti ( da "Stampa, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: lei ha mai pagato gettoni di presenza a relatori del Grinzane, in occasione di convegni o premi, a politici, parenti (dei politici) e funzionari pubblici?». La risposta è un no secco. Domanda successiva: «Dobbiamo chiederle anche dei regali, abbiamo una testimonianza che riferisce di un libro antico donato da lei a Claude Raffestin».

"Incassi crollati Niente sconti nelle zone blu" ( da "Stampa, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: i componenti del consiglio di amministrazione e del collegio dei sindaci, altri 24 mila euro (escludendo i gettoni di presenza, che vanno da un minimo di 90 ad un massimo di 150 euro). «Il mio stipendio? E' in linea con quanto previsto dalla legge e, lo sottolineo due volte, mi vanto di pagare le tasse fino all'ultimo centesimo» dice Berutti.

triplicati i costi dello staff del sindaco ( da "Centro, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Così, in attesa dell'approvazione del bilancio nel consiglio del 30 marzo, il consigliere Francesco Maragno (foto) si accorge dei numeri in crescendo. «è l'esaltazione in chiave cabarettistica della politica», così comincia un altro attacco di Maragno al sindaco Pasquale Cordoma.

taglio agli stipendi di sindaco e consiglio ( da "Centro, Il" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il taglio del 30 per cento delle indennità di funzione. Nel mirino sono finiti, dunque, lo stipendio di sindaco, assessori e presidente del consiglio comunale. E anche per i consiglieri comunali è previsto il taglio del gettone di presenza. Le indennità furono ridotte l'ultima volta il 19 dicembre 2005: la giunta del sindaco Paolo Fornarola, quattro anni fa,

Class Editori, nel 2008 ricavi totali in crescita dell'8,4% ( da "Italia Oggi" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: acquisto della società MF Honyvem S.p.A. (finanziata in parte con linee bancarie) sia alla crescita dei tassi di interesse che si è registrata fino al mese di ottobre 2008.Il risultato di competenza di gruppo, dopo gli interessi di terzi e le imposte, è negativo per 2,99 milioni di euro (+0,94 milioni di euro nel 2007).

Comunità montana Tagliati i compensi di consiglieri e Giunta ( da "Giorno, Il (Varese)" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: norme inserite nel documento di previsione approvato senza voti contrari e con tre astensioni, a una riduzione delle indennità per presidente e assessori e all'abolizione dei gettoni di presenza dei consiglieri. La scelta compiuta dall'assemblea si somma alla decisione presa nel 2005 di ridurre del 10% i rimborsi privilegiando investimenti e servizi alla macchina amministrativa.

DANIELE BATTISTEL Nessuno di loro si ritiene uno scansafatiche - e la loro lunga presenza sulla scena politica è li a testimoniarlo - ma di allungare di un'ora le sedute del Consig ( da "Adige, L'" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che in questa legislatura è stato aumentato il numero dei membri di diverse commissioni (con gettone da 120 euro, ndr) per saziare gli appetiti di sedie dei membri della maggioranza. Andreatta, evidentemente, fa finta di non ricordarlo». «La vera soluzione - conclude - l'ha proposta Morandini con il taglio del 25% delle indennità di sindaco, assessori, presidenti di circoscrizione.

FABRIANO CONSIGLIO comunale che si annuncia come un autentica ma... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: allinea a quella di Marco Ottaviani (lista Carmenati) che aveva chiesto ai consiglieri comunali di riservare parte del gettone di presenza proprio al sostegno dedicato a chi perdere lavoro e sarà gestito da un apposito comitato tecnico. Diffidente Silvano D'Innocenzo (Fi): «La gestione di questi stanziamenti andrà controllata con attenzione perchè vadano realmente a chi ne ha bisogno»

Quattro iniziative, una istituzionale e tre di carattere pratico, per combattere la crisi ec... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: aumenterà la garanzia dal 50% al 70% per facilitare la concessione dei finanziamenti da parte delle banche. Agevolazioni in vista anche per l'energia. Grazie al Consorzio nazionale Cenpi, Confartigianato sarà in grado di offrire alla categoria costi più contenuti per l'elettricità. «Se l'energia costa meno, l'impresa cresce.

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: questo significa che oltre ai gettoni di presenza serve dare dall'altra parte un apporto vero alla comunità. E in questo caso, con bollette che superano anche i 1000 euro, quale apporto è stato dato? Io non ne ho visti». AL VERTICE di Aspes gas siede Giovanna Cecconi, presidente uscente di Marche multiservizi, dove vi è rimasta col ruolo di consigliere,

Class Editori, nel 2008 ricavi totali in crescita dell'8,4% ( da "Italia Oggi (MarketingOggi)" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: acquisto della società MF Honyvem S.p.A. (finanziata in parte con linee bancarie) sia alla crescita dei tassi di interesse che si è registrata fino al mese di ottobre 2008. Il risultato di competenza di gruppo, dopo gli interessi di terzi e le imposte, è negativo per 2,99 milioni di euro (+0,94 milioni di euro nel 2007).

Federalismo fiscale: il disegno di legge approvato dalla Camera dei Deputati ( da "AltaLex" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di emolumenti, gettoni di presenza o altre forme di retribuzione ai componenti del consiglio provvisorio della città metropolitana in ragione di tale incarico; d) previsione che, fino alla data di insediamento dei rispettivi organi così come disciplinati dalla legge di cui al comma 1, il finanziamento degli enti che compongono la città metropolitana assicura loro una più ampia autonomia

Ancona verso il voto Il sindaco Pdl parte Tagliare i costi della politica per finanziare il sociale ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Giovedì 26 Marzo 2009 Chiudi Ancona verso il voto Il sindaco Pdl parte «Tagliare i costi della politica per finanziare il sociale»

Parlamentini nel mirino: 500 riunioni in un anno ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Provincia di Sassari Pagina 7035 Sassari. Medie da brivido per i gettoni di presenza nelle circoscrizioni Parlamentini nel mirino: 500 riunioni in un anno Sassari.. Medie da brivido per i gettoni di presenza nelle circoscrizioni --> Cinquecento riunioni in un anno.

L'Amministrazione Comunale ora pensa a tagliare il numero dei suoi dirigenti ( da "Italia Sera" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Poi si è passati ai numeri delle consulenze: "La giunta Alemanno da quando si è insediata ha nominato un solo consulente, il generale Mario Mori, mentre con la nuova amministrazione comunale il numero dei dirigenti esterni è sceso dai 35 della giunta Veltroni agli attuali 27".

Nasce COMUNE. ( da "Sicilia, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il Consiglio comunale è convocato per una seduta di "question time". Sulla possibilità di legare il gettone di presenza alla partecipazione alla votazione, il presidente del Consiglio Carmelo Callari ha detto che ad Agrigento non é necessario perché il consesso da lui presieduto fa registrare sempre una presenza elevata alle votazioni, per cui non c'é alcun bisogno di incentivi.

Consiglieri Ap più Giuseppe Licata (Insieme per la Provincia) ( da "Sicilia, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ottica di massima trasparenza dell'azione di detti rappresentanti istituzionali. Più specificamente la proposta di Licata chiede che vengano resi di pubblico dominio: per i consiglieri, lo stipendio e/o i gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dalla Provincia, gli atti presentati con relativi iter fino alla loro conclusione,

Vittorio Veneto Ha fatto parlare molto la lite, soprattutto per il luogo pubblico e decisamente ... ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettonista» con contratto a termine, libera professionista, arrivata in ritardo a prendere il suo servizio, e una dipendente dell'Uls 7 che dopo aver lavorato tutta la notte non vedeva invece l'ora di andare a casa. Proprio per questo ritardo - che non sarebbe stato il primo - pare sia nata la discussione tra le due donne medico.

Mentre dalla maggioranza Enrico D'Este (Innovare) propone di istituire una commissione speciale... ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ed ovviamente senza gettone di presenza. Della proposta, che ha avuto una prima buona accoglienza, si discuterà molto probabilmente già al prossimo consiglio comunale. I morsi della crisi si fanno sentire ogni giorno di più. Sono purtroppo in aumento le persone che si rivolgono al Comune e alla Caritas per un sostegno.

(AGR) BASILICATA ED EUROPA PER RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE PA ( da "Basilicanet.it" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ambito delle imprese private. Lâ??assegnazione del finanziamento da parte del Programma Interreg Sud-Est Europa rappresenta oltremodo un successo, per il rigido processo di selezione che a fronte di 821 proposte pervenute ha visto finanziare solo il 5% delle stesse.

Cinque luoghi comuni sui giornali e sul giornalismo ( da "Blogosfere" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: giornalismo attento ai beni comuni (magari finanziato da fondazioni). Oppure i micropagamenti, come osserva Marco Pratellesi. E ancora: finanziamenti da parte delle comunità locali (come Spot.us). Internet riduce le opportunità per il giornalismo d'inchiesta. E perché dovrebbe? Internet ha diminuito il costo di accesso alle informazioni.

CALCIO/ INGHILTERRA, BECKHAM VERSO 109 PRESENZE: GRAZIE AL MILAN ( da "Wall Street Italia" del 26-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il centrocampista del Milan potrebbe tagliare il traguardo delle 109 apparizioni in nazionale nell'amichevole di sabato a Wembley contro la Slovacchia, superando Bobby Moore, capitano dell'Inghilterra campione del mondo nel 1966. Davanti al 33enne però c'è il portiere Peter Shilton con 125 'gettoni'. "Avere le presenze che ho adesso è un grande onore.


Articoli

Dal carcere al talk-show La seconda vita di Racz (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

La procura Personaggio "A 18 anni volevo fare voto di castità poi ho deciso di diventare pasticciere" Dal carcere al talk-show La seconda vita di Racz «Giudizio immediato per i veri stupratori» FLAVIA AMABILE La Caffarella «Non conosco quel parco e non capivo perché mi arrestassero» ROMA La Procura della Repubblica si appresta a chiedere il rito immediato per Ionut Alexandru e Oltean Gavrila, autori dello stupro di una quattordicenne nel parco della Caffarella (nella foto un sopralluogo degli investigatori). Ieri, intanto, si è riunito il Tribunale del Riesame per decidere sulla scarcerazione di Alexandru Loyos Isztoika, uno dei due romeni arrestati pochi giorni dopo lo stupro, ma poi scagionati: è accusato di calunnia nei confronti della polizia romena che, a quanto dice, gli avrebbe estorto la confessione. Ma il pm chiede che resti in cella: è sospettato di avere «coperto» uno dei veri stupratori, Gravila.Dove è Karol Racz?». Terzo piano del centro di produzione Rai di via Telulada: si aspetta il sindaco Gianni Alemanno per iniziare la registrazione di «Porta a Porta» sul romeno, rimasto 35 giorni in carcere con l'accusa di aver stuprato due donne e uscito due sere fa, innocente. La sala vip ha la porta aperta su un buffet, ma di Racz nemmeno l'ombra. «Non ci si può parlare», avvertono due hostess. E perché mai non si può parlare con un uomo libero e per di più innocente? Da 24 ore i giornalisti provano ad avvicinarlo e vengono respinti dall'avvocato, Lorenzo La Marca. «Ha chiesto lui così», spiegano un po' di persone dalla trasmissione. «Ha chiesto una stanza a parte ed è lì chiuso con l'avvocato ad aspettare l'inizio della trasmissione. Non se la sentiva di stare con gli altri». Lo descrive così anche l'avvocato. Parla di un uomo «disorientato», che «per 35 giorni non ha visto la tv e che quindi non capisce che cosa sia questo clamore». In effetti nel primo giorno da persona libera di Racz di clamore ce ne è stato un bel po'. Alle 19,45 di lunedì si apre il cancello di Regina Coeli, il tempo di fare pochi passi e chiudersi dentro una Mercedes grigio metallizzata, inviata dalla trasmissione. La prima corsa fino a via Teulada, dove Bruno Vespa è in studio ed è tentato dall'idea di mandare subito in onda Racz. Alla fine si rimanda di un giorno. Racz viene accompagnato a cena e poi in albergo. Raccontano che non sia uscito nemmeno ieri, se non per pranzare e poi nel pomeriggio, accompagnato dalla solita Mercedes, per tornare alla Rai di via Teulada. Arriva intorno alle sei e mezza e si chiude nella stanza. «Non vuole parlare», è il ritornello ripetuto a tutti. In realtà vuole parlare solo a «Porta a Porta». Che avrà mai da dire, allora? Circola subito voce di un compenso, ma dalla produzione ci si limita a parlare di un «gettone di presenza». Le telecamere nello studio si accendono intorno alle sette e dieci di sera. Vespa è teso, ripete per tre volte la registrazione dell'annuncio della puntata. Alle sette e mezza appare Racz. Giubbotto blu con la zip, occhio vispo, aria tranquilla. Prima domanda: che cosa ha provato dopo l'arresto? «Non riuscivo a capire, non riuscivo a capacitarmi del motivo per cui ero stato arrestato», risponde. E perché l'amico Alexandru Loyos l'ha accusato di aver commesso lo stupro? «Non so perché l'abbia fatto, non mi spiego il motivo», risponde di nuovo. Poi spiega di non essere andato a Livorno «per fuggire, ma perché volevo raggiungere mio fratello e cercare un nuovo lavoro». Conosce il parco della Caffarella dove è avvenuto uno dei due stupri per cui era finito in carcere? Racz nega, e nega di conoscere Primavalle. Dalla questura fanno sapere che ha alcuni precedenti penali in Romania per furto. Lui nega di nuovo: potebbe esserci stato «un equivoco» per un'omonimia con il fratello, lui sì con precedenti a carico. Per quel che lo riguarda, ha solo una multa per un biglietto non pagato su un treno. Nega tutto e racconta di quando aveva 18 anni e voleva fare voto di castità e diventare monaco ortodosso. «Sono stato in monastero per quattro anni», ricorda. Racconta della sua infanzia in orfanotrofio e del lavoro come pasticciere e fornaio e dell'arrivo in Italia nel 2007. E ora che cosa vorrebbe fare dopo che l'Italia l'ha tradito così? «Vorrei rimanere, stabilirmi e trovare un lavoro qui. Non saprei che cosa fare in Romania».www.lastampa.it/amabile

Torna all'inizio


Ugo Voyat presidente della Sitrasb (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Nomina Ugo Voyat presidente della Sitrasb Ugo Voyat, ex assessore regionale e attuale vice presidente dell'Uv, è il nuovo presidente della Sitrasb (Società italiana gestione traforo Gran San Bernardo). Lo ha nominato ieri la giunta regionale in seduta straordinaria, in sostituzione di Lorenzo Chentre. Rinnovato anche il Cda della società (diminuito di un componente) che sarà composto dal riconfermato Guglielmo Piccolo e da Albert Joseph Bétemps e Francesco Schimizzi, destinato alla vice presidenza; resteranno in carica tre anni. Al presidente spetta un compenso di 30.987 euro l'anno, ai consiglieri 6 mila euro; per tutti il gettone di presenza è di 155 euro. Ugo Voyat resterà vice presidente dell'Uv: «I ruoli - ha detto - non mi paiono incompatibili, ma porrò la questione al Comitè Fédéral e mi rimetterò alle decisioni del movimento».

Torna all'inizio


SABATO A MANTOVA (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

SABATO A MANTOVA SABATO A MANTOVA VOLONTARI PER ABIOMANTOVA Importante iniziativa di "Abiomantova" Associazione per il bambino in ospedale. Sabato 28, alle 9, inizia il corso al Presidio di Formazione dell'Ospedale Carlo Poma di Mantova. "Abiomantova", a questo scopo, ricerca volontari professionisti del gioco per un'occasione unica per imparare ed insegnare a giocare. Per informazioni: cell. 328/4452880 e-mail: abiomantova yahoo.it. (m.m.) AVC CURTATONE VIAGGIO A BERLINO L'associazione volontari Curtatone propone un viaggio a Berlino dall'8 all'11 maggio con volo da Bergamo. Visita della città con guida locale. Prenotazioni entro venerdì. Costo del viaggio in mezza pensione 520 euro. Info Edvige 037647273. LUNEDI' PROSSIMO UNIONE COMUNI VIRGILIANI Consiglio dell'Unione dei comuni virgiliani lunedì prossimo alle 18,30 a Virgilio. All'ordine del giorno, dopo le comunicazioni del presidente e la lettura ed approvazione dei verbali della seduta precedente, si parlerà della determinazione della misura del gettone di presenza per i consiglieri e dell'approvazione del bilancio annuale e pluriennale.

Torna all'inizio


Domani in consiglio i bilanci e le opere (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Casalromano. Numerosi i punti in discussione Domani in consiglio i bilanci e le opere CASALROMANO. Il consiglio comunale è convocato per domani alle ore 19.15 per esaminare i seguenti argomenti: piani di zona per l'edilizia economica e popolare e per gli insediamenti produttivi e terziari: determinazione del prezzo delle aree o fabbricati da cedere in proprietà o in diritto di superficie; servizi pubblici a domanda individuale anno 2009: servizi, costi e mezzi di finanziamento; conferma aliquota per l'applicazione dell'addizionale comunale all'Irpef per l'anno 2009; Imposta comunale sugli immobili (Ici): determinazione di aliquote e detrazioni per l'anno 2009; determinazione dei valori medi di mercato delle aree fabbricabili da assumere come riferimento per gli accertamenti sull'Ici dell'anno 2009; determinazione degli importi dei gettoni di presenza da corrispondere ai consiglieri per la partecipazione a consigli e commissioni per l'anno 2009; bilancio di previsione per l'anno 2009, pluriennale e relazione previsionale e programmatica per il triennio 2009-2011; approvazione del programma triennale di lavori pubblici per il triennio 2009-2011 ed elenco annuale delle opere; piano di alienazione di beni immobili nell'anno 2009; approvazione del programma degli incarichi di studio, di ricerca e di consulenze per l'anno 2009; regolamento della commissione comunale di vigilanza sui locali ed esercizi di pubblico spettacolo. (g.m.)

Torna all'inizio


Il Comune ha azzerato i compensi (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Bozzolo, tagli alle spese Il Comune ha azzerato i compensi BOZZOLO. Il Comune di Bozzolo, tra consiglieri, assessori e sindaco, non costa assolutamente nulla. Bozzolo è infatti l'unico caso (o tra i pochissimi) nel mantovano dove gli amministratori si sono azzerati i compensi. A Bozzolo pertanto non interessa tanto la querelle giuridica sull'adeguamento Istat delle indennità di funzioni a sindaci e amministratori ridotte del 10% nella finanziaria del 2006 e che adesso sono di 2.169,12 mensili come Bozzolo (da 3 a 5mila abitanti) col conseguente compenso a cascata degli assessori. Anche i consiglieri in consiglio hanno rinunciato ai 18,08 di gettone per ogni presenza. Va aggiunto poi che gli amministratori hanno tagliato dal bilancio anche i rimborsi spese e quelle di rappresentanza. Se pertanto qualche assessore, o il sindaco, si reca a Mantova per qualche incontro, le spese sono a suo carico. Aboliti i rinfreschi. Sono solo ammessi il rimborso in treno per i lunghi viaggi cosicché se un amministratore va a Milano al massimo può contare sul rimborso per il biglietto del treno. Ci sono motivi economici di quadratura del bilancio, ma anche necessità di esempi di sobrietà da parte di chi governa, di protesta come ha spiegato il sindaco, per i tagli indiscriminati ai comuni e i trasferimenti di risorse statali su base storica anziché sulla efficienza. Come ha sottolineato il consigliere Aurella Ventura della Lega la decisione vale per questo consiglio comunale mentre dal secondo semestre saranno i nuovi consiglieri a fare le loro valutazioni e a decidere. (a.p.)

Torna all'inizio


Fava sembra l'ultimo dei Gattopardi Sulle Commissioni si discute ancora (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Fava sembra l'ultimo dei Gattopardi Sulle Commissioni si discute ancora Con riferimento ai due articoli pubblicati sulla Gazzetta il 14 e 15 marzo dal titolo: «Provincia, commissioni più costose» e «I miei colleghi? Degli sfaccendati», alcune dovute precisazioni. In quanto presidente del Consiglio sono chiamata per statuto a esprimere le sensibilità e gli orientamenti del Consiglio sui temi generali di carattere politico, sociale, economico e culturale. Le affermazioni del consigliere Fava fatte attraverso la stampa sembrano disattendere un'opportuna modalità di esercizio del ruolo di consigliere, in quanto inducono l'opinione pubblica a ritenere che il Consiglio Provinciale abbia già espresso un orientamento, in sede di Conferenza Capigruppo, in merito a un ipotetico aumento del numero dei componenti le Commissioni Consiliari da 15 a 19. Vanno precisate alcune premesse importanti per condurre la questione nella giusta dimensione, senza forzature strumentali che gettano discredito sull'intero collegio, sul ruolo dei singoli Consiglieri e sulla stessa istituzione. La Conferenza Capigruppo, in quanto organo permanente con funzioni consultive del Consiglio è stata da me convocata il 2 marzo allo specifico scopo di trattare la questione relativa alla composizione delle Commissioni alla luce delle disposizioni normative in materia e delle note vicende politiche intervenute rispetto al Gruppo Lega Nord. In particolare, nei giorni precedenti, il consigliere Lamagni aveva fatto pervenire alla Presidenza del Consiglio, formale comunicazione di costituzione di un nuovo gruppo consiliare «Idea Nuova». La stessa questione era già stata sollevata mesi prima in conferenza capigruppo quando il Consigliere Fainozzi uscì dal gruppo dell'Udc per costituire il gruppo della Rosa Bianca. In quell'occasione si decise, in accordo anche con le forze politiche interessate dalla nuova compagine (consiglieri Fainozzi e Zampriolo), di non attuare un'interpretazione rigida delle norme di autoregolamentazione, così che i due consiglieri rimasero in rappresentanza delle stesse commissioni di prima della costituzione del nuovo gruppo. La questione fu affrontata con buon senso ed equilibrio politico, con la riserva di sondare gli orientamenti a sostegno di una modifica della norma sia regolamentare (art. 11 regolamento del Consiglio), che statutaria (art. 20). La richiesta del nuovo gruppo «Idea Nuova» dunque è in corso di discussione ed è trattata nel rispetto della dialettica politica e del buon senso nell'amministrare la cosa pubblica. Il regolamento del Consiglio Provinciale è stato approvato nel 2004 con il voto favorevole anche del consigliere Fava, e non è stato modificato nel gennaio 2007. Nel 2007 ci fu solo la presa d'atto del Consiglio Provinciale della modifica della composizione delle Commissioni consiliari a seguito della fuoriuscita del consigliere Sodano dal gruppo di Forza Italia. Per inciso, sottolineo come a seguito della Finanziaria 2008 molti consiglieri provinciali non percepiscono i gettoni di presenza né per le sedute di Consiglio né per la partecipazione alle Commissioni in quanto assessori comunali o sindaci. Invito il consigliere Fava, a non utilizzare in modo strumentale gli argomenti ancora oggetto di discussione presso i competenti organi consiliari, né a delegittimare le istituzioni e le assemblee elettive anche per non apparire come il Principe di Salina, l'ultimo dei Gattopardi che comprende che se la sua classe desidera che tutto rimanga com'è e come sempre è stato, anche dopo gli stravolgimenti che si preannunciano, bisogna che paradossalmente tutto cambi. Per cui lo invito al rispetto degli eletti in Consiglio Provinciale e degli elettori che hanno voluto questi consiglieri all'indirizzo e al controllo della Provincia, e ad apportare il proprio valido contributo per una equilibrata e corretta risoluzione della questione posta sulla stampa. E' l'occasione per restituire al territorio una politica costruttiva, propositiva e capace di affinare la sostanza degli obiettivi che si propone, anche quelli legati alla propria autoregolamentazione. Laura Pradella Presid. Consiglio Provinciale

Torna all'inizio


un solo parlamentino in agro non basta (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 21 - Sassari «Un solo parlamentino in agro non basta» Dell'Angelo Simbula chiede il mantenimento di entrambi gli organismi SASSARI. La circoscrizione VI (Argentiera e dintorni) è una di quelle a rischio estinzione. La legge parla chiaro: in rapporto alla popolazione, a Sassari potranno rimanerne in vita al massimo quattro. E due nell'agro, all'interno del quadro generale di riordino, sembrano troppe. Anche perchè il numero di abitanti è molto basso, mentre la legge indica, orientativamente, un minimo di 30mila residenti per ciascuna. La loro circoscrizione, però, Dell'Angelo Simbula e Antonello Coradduzza la difendono con le unghie. Ieri mattina, durante l'audizione in commissione Affari generali, hanno ribadito il loro no all'accorpamento. Prima hanno incassato la solidarietà della commissione intera e del presidente Paolo Scanu (Pd), che ha condannato con forza le minacce di cui i due sono stati vittime nei giorni scorsi. Poi Simbula ha detto che tagliare uno dei due parlamentini non gli sembra una buona idea: «Significherebbe lasciare sguarnita una fetta di territorio molto vasta e, soprattutto, lontanissima dalla città capoluogo. Molto meglio mantenere entrambe le circoscrizioni e dividere diversamente quelle cittadine». Che però diventerebbero due macrostrutture, ognuna delle quali ingloberebbe circa 60mila abitanti. Impossibile, dice la legge, a meno che non si decida di affiancare alle circoscrizioni vere e proprie alcuni comitati di quartiere che si interessino a singoli rioni. Ecco allora la proposta di Antonello Coradduzza: «Dateci l'autonomia, se non come Comune almeno come municipio, sul modello di quelli romani». L'amministrazione comunale dovrà prendere una decisione entro la fine del mandato. Non è una scelta semplice ma è comunque obbligata: se il verdetto non arrivasse, le attuali sei circoscrizioni verrebbero automaticamente cancellate. La linea di pensiero prevalente suggerisce di conservarne quattro, il numero massimo consentito, ridisegnando i confini in maniera organica. In commissione Affari generali non c'è unanimità di pensiero. C'è chi propone di eliminare i gettoni di presenza e di ritornare ai vecchi comitati di quartiere gratuiti, c'è chi chiede di conservare la partecipazione democratica dal basso. Il sindaco Ganau dice che il nuovo regolamento deve prevedere anche un nuovo ruolo per i consigli circoscrizionali: più poteri, una piccola autonomia finanziaria per contare davvero qualcosa. (si. sa.)

Torna all'inizio


sanità, ultimo scontro sulla riforma tagli al gettone dei manager decaduti - massimo lorello (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina IV - Palermo Sanità, ultimo scontro sulla riforma tagli al gettone dei manager decaduti Un emendamento dei democratici riduce gli stipendi Il governo puntava a pagarli fino alla scadenza. Nella notte il rush finale sulla legge MASSIMO LORELLO nessun paracadute economico per gli attuali manager delle aziende sanitarie. Con l´entrata in vigore della riforma, i direttori generali decadranno automaticamente sebbene i loro contratti non siano in scadenza. Il governo puntava a pagarli comunque fino al termine dei loro attuali contratti, ma un emendamento presentato dal Pd e votato dall´aula ha mandato a monte il piano. Il futuro dei manager, fino a tarda sera, è stato al centro del dibattito dell´Assemblea regionale impegnata nell´esame e nella votazione della riforma sanitaria. Se sui direttori generali i lavori sono andati avanti piuttosto speditamente, la stessa cosa non è successa per la definizione del numero e dell´ubicazione delle aziende: temi che il presidente di Sala d´Ercole, Francesco Cascio (Pdl), ha rimandato al dibattito notturno. Troppi i punti da chiarire. Tutto chiaro, invece, sul futuro dei manager delle aziende. «Abbiamo evitato che continuassero a essere pagati per restare a casa - dice Calogero Speziale (Pd) - Agli attuali direttori generali destinati alla rimozione non sarà corrisposto alcun trattamento economico. Il governo, in palese violazione di una legge nazionale, avrebbe voluto regalare cinque milioni di euro ai direttori generali che cesseranno il rapporto di lavoro dopo l´entrata in vigore della legge». Ma la maggioranza ha ottenuto che i manager i quali raggiungeranno gli obiettivi contrattuali potranno ottenere un secondo incarico rimanendo alla guida della stessa azienda complessivamente per sei anni. «La nuova norma - dice Rudy Maira, capogruppo dell´Udc - consente una prima valutazione dei manager dopo i primi tre anni dall´incarico. Ciò permetterà di mantenere nell´incarico manageriale solo chi dimostra di risanare i conti della sanità pubblica e guarda al potenziamento dei servizi al cittadino. La verifica triennale è una garanzia di buona amministrazione nel settore e consente al governo di mantenere in servizio i manager più bravi». Manager che prenderanno servizio dal 1° settembre prossimo contemporaneamente al varo delle nuove aziende. Così ha deciso ieri l´Ars fissando una data che nel testo approdato in aula non era stata specificata. Per la maggioranza è una scelta naturale, secondo il Partito democratico è invece uno strumento per la prossima campagna elettorale. «è una decisone vergognosa presa ad arte - afferma Roberto De Benedictis - per mettere in campo un esercito di aspiranti manager che dovranno impegnarsi a fare campagna elettorale con la prospettiva di avere in cambio una poltrona da direttore d´azienda». A tarda sera il presidente dell´Ars ha fissato il voto finale sulla legge della riforma sanitaria per oggi pomeriggio alle 17, perché, ha spiegato, è necessario trasmettere il testo agli uffici che dovranno dargli «una configurazione organica» visto il grandissimo numero di emendamenti apportati agli articoli del ddl. Detto questo, ha dato l´avvio alla maratona notturna per la votazione di tutti gli articoli ancora non discussi. Domani pomeriggio, l´Ars approverà anche la proroga di un mese dell´esercizio provvisorio e dei contratti dei precari.

Torna all'inizio


Andreatta: (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Andreatta: «Taglio i costi della politica» Consigli lunghi, meno commissioni, riorganizzazione delle circoscrizioni daniele battistel d.battistel@ladige.it Dopo il 22 febbraio, quando è stato incoronato candidato sindaco per il centrosinistra autonomista, le cronache dei giornali, tutte intente a capire come si sarebbero organizzati gli avversari, si sono occupate poco di Alessandro Andreatta. Lui ne ha «approfittato» per lavorare sotto traccia al programma e alla coalizione e - se ce ne fosse bisogno - a studiare gli avversari. Sindaco reggente, Pino Morandini, uno dei suoi sfidanti, ha accusato le amministrazioni del centrosinistra di «vendere fumo». Si ingaggiano grandi firme, si annunciano progetti faraonici ma poi non si concretizza nulla. Che risponde? Quello che da sempre sostengo, cioè che la città ha due dimensioni, quella della quotidianità e quella della prospettiva. Il primo aspetto significa essere attenti ai problemi e ai bisogni che emergono dal territorio e dalla gente e che vanno affrontati in tempi rapidi. Non per nulla nel mio programma propongo una «squadra di intervento rapido», composta da al massimo una decina di persone ogni giorno in giro a sistemare la panchina rotta, il lampione divelto, il parco non curato. Ma il ruolo dell'amministratore certo non si esaurisce qui. Appunto. Io rivendico una dimensione di città lungimirante, che abbia una prospettiva almeno decennale. Per cui ben venga il coinvolgimento di professionisti di fama internazionale che ci aiutino a leggere la città con più oggettività. Noi con l'ingaggio di Busquets, l'unico ad essere stato pagato dal Comune, abbiamo innescato un processo virtuoso poi portato avanti da altri: Iniziative Urbane con Renzo Piano, l'Università con Mario Botta e Ishimoto, i proprietari di Trento nord con Vittorio Gregotti. Noi li abbiamo sfidati a scegliere il meglio e loro spesso l'hanno fatto. Mai, però, in contrapposizione con i professionisti trentini. Altro chiodo fisso di Morandini: niente nuovo ospedale alle ex caserme ma ampliamento dell'attuale santa Chiara risparmiando soldi. Che ne pensa? Quella è una scelta fatta dieci anni fa dalla Provincia. L'area individuata è cinque volte più grande è in una zona che non dà problemi e in una situazione ideale dal punto di vista viabilistico. Per quanto riguarda l'investimento bisogna capire se saranno tutti soldi pubblici o se in parte, penso alla mensa e alle strutture di supporto, possa intervenire il privato in project financing ? Ritiene che quelli del suo sfidante siano discorsi che puntano alla demagogia? Penso che voglia portare avanti la sua storica posizione sulla vicenda. Ma forse è tardi... Ci sono già progetti, gruppi di lavoro che stanno studiando l'area. A proposito di spese. Il tema dei costi della politica è sempre caldo. Credo sia giusto recuperare un po' di sobrietà ed è giusto avviare una riflessione sulla riorganizzazione del Consiglio comunale. Come? Non dico una riduzione di brutto del numero dei consiglieri, ma certo qualcosa va fatto. Da sempre io sostengo la necessità di lavorare di più. Se noi allunghiamo le sedute di un'ora, avremo 12 convocazioni in meno all'anno. Calcolando che ogni serata costa 7.500 euro, già così si otterrà un bel risparmio. Andreatta, il centrosinistra governa la città da 18 anni. Perché non l'avete mai fatto? Ogni volta che è stato proposto il tema c'è stata la contrarietà di qualcuno. Poi? C'è da riorganizzare le commissioni consiliari, che sono troppe. Poi c'è il discorso delle circoscrizioni. Non parlo di tagli o di accorpamento ma di riorganizzazione salvaguardando e definendo meglio le funzioni (specialmente partecipazione e proposta) e i servizi. Il tutto, però, non deve esssere deciso da qui, da Palazzo Geremia, bensì partendo dall esigenze dei territori. L'altro sfidante, Luigi Merler, vorrebbe che sull'area Filzi, al posto della stazione, sorgessero case dell'edilizia agevolata e per le coppie giovani. La proposta della Provincia di realizzare lì la nuova stazione ha un senso se pensiamo che proprio in zona sbucheranno dalla collina est i treni passeggeri. Si tratta di un'occasione storica per avere un boulevard con un sistema di mobilità alternativa, recuperando tre chilometri di binari senza i costi di interramento. Ma resta il problema dell'edilizia pubblica che, nonostante il pressing della Provincia, non è stato ancora risolto. Non era responsabilità mia. In ogni caso abbiamo lavorato per trovare nuove aree tenendo a mente del mandato del Consiglio comunale di realizzare nuove edificazioni su aree già pianificate. Nel 2008, per altro, non siamo stati con le mani in mano visto che abbiamo approvato tre varianti urbanistiche. Comunque il tema casa è il primo di cui ci occuperemo se rieletti. In caso di vittoria manterrà le deleghe all'urbanistica? Penso proprio di no. È un tema che occupa tante energie e tempo. A proposito di assessorati, cosa ha promesso alle otto liste che la sostengono? Per carità. È giusto che queste valutazioni si facciano più avanti. Per ora ho chiesto a tutti che si impegnino a lavorare con entusiasmo. Da quando ha sostituito Pacher è cambiata la sua vita? Sono stati mesi intensi ma gratificanti. Lavoravo parecchio anche prima, ma ora è più complesso perché in un'unica giornata ti trovi a decidere su argomenti tra loro così diversi eppure tutti rilevanti. È bello e stimolante. Si dice che lei proseguirà nel filone dei suoi predecessori, ma a differenza di Pacher, che in 9 anni da sindaco non ha quasi mai ripreso polemiche sollevate dagli avversari, lei ha mostrato un carattere più deciso. In politica ognuno porta la sua storia e il suo carattere ed è evidente che qualche diversità viene alla luce. Ma il progetto politico non è clamorosamente diverso da quello cui aderii nel '95. Eppoi sulle questioni di fondo, sulla ricerca della mediazione per arrivare al più alto punto di sintesi, con Pacher ci assomigliamo parecchio. Si sente in competizione con il suo predecessore che nel 2005 aveva ottenuto il 64% dei voti? No, perché ogni epoca è diversa. Non mi sento in competizione con la storia, ma con i miei avversari. L'obiettivo è essere sindaco di tutti e, come espressione di una coalizione, essere il garante riconosciuto delle otto forze politiche. 25/03/2009

Torna all'inizio


Tommasoli, si allunga la lista dei consulenti (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Mercoledì 25 Marzo 2009 CRONACA Pagina 10 AGGRESSIONE. Venerdì settima udienza Tommasoli, si allunga la lista dei consulenti Per chiarire le cause della morte saranno in quattordici Venerdì tutto sarà ufficializzato davanti alla corte d'Assise ma il numero dei consulenti di parte che affiancheranno il professor Carlo Torre e il dottor Guido Stura, i periti incaricati dalla Corte di «leggere» le cartelle cliniche, gli esami diagnostici e la relazione sull'autopsia di Nicola Tommasoli, è destinato ad aumentare. Le difese degli imputati avrebbbero infatti già individuato nel professor Cosma Andreula di Bari, presidente della Nuova società italiana neuroradiologi l'esperto da affiancare al professor Francesco Introna, alla dottoressa Gabriella Trenchi e al dottor Daniel Rodriguez. Una nomina collegiale come quella che sarà conferita al professor Peter Vanezis, indicato sia dalla parte civile che rappresenta i familiari di Nicola che dall'amministrazione comunale. La scorsa settimana la giunta ha approvato il conferimento di incarico al solo professor Franco Tagliaro, ordinario di Medicina legale escludendo il luminare inglese che si occupò, tra l'altro, della morte di Lady D e del riconoscimento di Oetzi, l'uomo del Similaun. Una decisione che sarebbe stata rivista. Considerando che il dottor Rombaldoni nominerà un Neuroradiologo da affiancare alla dottoressa Federica Bortolotti, il numero complessivo di esperti che sono entrati in questo processo sale a quattordici: 12 quelli di parte e 2 i periti che dovranno rispondere ai quesiti posti dalla Corte. E chiarire se la morte di Nicola fu conseguenza dell'aggressione oppure causata da un aneurisma.F.M.  

Torna all'inizio


(sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA LUCCA pag. 4 «Parliamo di problemi non di commissioni» POLITICA PD ALL'ATTACCO L'OPPOSIZIONE del Pd prende le distanze dalla maggioranza sul rinnovo delle commissioni in consiglio comunale. «Tornare dopo due anni a riequilibrare con il bilancino' le commissioni spiega il capogruppo Andrea Tagliasacchi mi sembra ridicolo. Intendiamo, pertanto, prendere le distanze da questa decisione della maggioranza per il rispetto che abbiamo per i cittadini. La revisione è dovuta al distacco avvenuto nel gruppo di maggioranza, e nel caso specifico fra Piero Angelini di Governare Lucca' e il sindaco Favilla. E non ci sembra nemmeno giusto che il sindaco riceva Angelini alla presenza di testimoni. Noi non abbiamo nulla da spartire con queste posizioni e lo abbiamo detto nell'incontro avuto con il primo cittadino». «Pertanto aggiunge , come minoranza, terremo un atteggiamento critico perché vogliamo parlare solo dei gravi problemi della città, soprattutto in questo momento di grave crisi economica che interessa anche il nostro territorio. Problemi prosegue che sono l'ospedale, le politiche socio-sanitarie, i progetti infrastrutturali, traffico, scuola e urbanistica, come viale Einaudi. Non ci interessano, quindi le spartizioni del potere, ma serve una politica seria, disegnare il futuro, tecnologico e risparmio energetico». A fargli eco Cecilia Carmassi che ha rilevato come «sia assurdo moltiplicare i posti nelle commissioni, quando per la scuola ribadisce non ci sono ancora scelte politiche, così come per la casa e l'edilizia popolare e rischiamo di perdere le risorse già stabilite». Raspini, altro rappresentante del Pd, ha affermato che da quando è entrata in vigore la legge Prodi che invece dell'indennità mensile ha portato il compenso ai gettoni di presenza, i rapppresentanti nelle commissioni sono passati da 40 a 65. Luciano Nottoli

Torna all'inizio


JESI - Marketing urbano e sviluppo economico (20 mila euro), Jesi Città Creativa (25 mi... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Mercoledì 25 Marzo 2009 Chiudi di MATTEO TARABELLI JESI - Marketing urbano e sviluppo economico (20 mila euro), Jesi Città Creativa (25 mila euro), Piano strategico per lo sviluppo sostenibile (25 mila euro), revisione del regolamento edilizio (6 mila euro), Piano energetico ambientale (12 mila euro) e attività di selezione di testi di scrittura narrativa giovanile-scouting editoriale (4.800 euro). Sono solo alcune delle consulenze preventivate per il 2009 dal Comune. Non tutte probabilmente si concretizzeranno, come è accaduto l'anno scorso, ma nel previsionale di bilancio da approvare a fine marzo sono state lo stesso inserite. Lo rende noto, dopo aver visionato la relativa documentazione, il capogruppo di An Daniele Massaccesi che ha già pronto un emendamento per eliminare tali impegni di spesa e dirottarli nel fondo di solidarietà, che passerebbe così - spiega sempre l'esponente di opposizione - dagli attuali 100 mila euro a 216 mila. Massaccesi proporrà inoltre di ridurre del 10% le indennità di carica e i gettoni di presenza per gli organi istituzionali (si prevede un ulteriore risparmio di 20.000 euro). Altri emendamenti, una quindicina, saranno presentati invece dal movimento Jesi è Jesi con la medesima finalità. «Il valore delle consulenze è stato di fatto confermato. Quasi nulla è cambiato dal 2008 - ha denunciato infatti il capogruppo Matteo Marasca - Non ci sono stati tagli considerevoli, malgrado i tanti proclami. La sbandierata diminuzione è pura e semplice finzione e dal milione di euro si è scesi a 600 mila perché è stato tolto il finanziamento ministeriale di circa 350 mila euro per il Corridoio Esino». La situazione sembra effettivamente questa. «Non tutti gli incarichi preventivati verranno posti in essere, come è successo l'anno scorso», ci tiene tuttavia a specificare l'assessore alle finanze Vincenzo Sorana, che evita di entrare nel merito delle voci di spesa non essendo una sua prerogativa (il suo assessorato non attiverà alcuna consulenza). «Lo sforzo di ridurle è stato fatto - sostiene al contrario il segretario del Pd Nicola Vannoni - La crisi economica si affronta limitando al massimo le spese prorogabili e investendo contestualmente in progetti in grado di rimettere in moto l'economia territoriale. Affermare che la progettazione non serve è a mio parere un ragionamento miope. Bisogna tenere presente poi che vi sono assessorati strutturati meglio di altri ed è ovvio che il peso delle consulenze sia diverso da settore a settore». Di tutt'altro parere il capogruppo del Pdci Daniele Fancello. «Ad oggi - lamenta l'esponente di maggioranza - Non ho ancora visionato la documentazione. Avevo chiesto espressamente un approfondimento adeguato di incarichi e consulenze in maggioranza, ma nessuna convocazione è stata per ora formalizzata. Relativamente agli emendamenti dell'opposizione, ne valuteremo certamente la fattibilità. Limitare le spese superflue è doveroso in un periodo come questo».

Torna all'inizio


Ancona INCREDIBILE. In serie B c'è un solo giocatore (portieri esclusi) che &#... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

ANCONA SPORT pag. 7 Ancona INCREDIBILE. In serie B c'è un solo giocatore (portieri esclusi) che &#... Ancona INCREDIBILE. In serie B c'è un solo giocatore (portieri esclusi) che è stato sempre in campo dall'inizio del campionato senza saltare neppure un minuto. E' Simone Rizzato, capitano biancorosso in assenza di Langella, stakanovista specializzato di fascia mancina, uno che mister Monaco manderebbe in campo anche con una gamba sola. Dunque Rizzato è sempre stato presente nelle 32 partite in archivio. Da sabato è rimasto anche il solo, perché il difensore parmigiano Castellini (stessa fascia, stesso ruolo) per la prima volta è rimasto in tribuna dopo aver sempre giocato. Altri due giocatori hanno risposto «sì» in tutte le partite, ma hanno saltato degli spezzoni. Si tratta dell'ex dorico Riccio, centrocampista del Piacenza (sostituito una volta), e del bomber del campionato Tavano (Livorno), che invece otto volte non ha finito la partita. COMPLIMENTI a Rizzato, dunque (ma anche Riccio non scherza in quanto a fedeltà). Però così si spiega anche perché in non tutte le partite sia lucido ed effervescente. Un un uomo di fascia da corsa come lui non può sempre rispondere con le bollicine, se non tira mai il fiato, anche se Monaco fa di tutto per sganciarlo il meno possibile (ma forse è anche Simone che a volte rinuncia all'affondo). IN OGNI CASO la sua fedeltà in biancorosso non è una novità. Sabato ha collezionato la sua «cup» n° 103 in campionato (spareggi compresi) dopo esser stato da poco premiato per l'importante traguardo delle 100 presenze. Nella sua prima stagione aveva collezionato 34 gettoni (32+2 play-out), con quattro sostituzioni e saltando solo le trasferte di Lanciano ed Avellino. Nello scorso campionato le presenze sono state 37 (33+4 play-off), con una sostituzione, saltando solo il match di Crotone. Quindi al Conero ha sempre giocato. In fondo un solo cruccio, in questa sua terza stagione con la maglia dell'Ancona. Pur essendo stato sempre in campo, non è ancora andato a rete, mentre negli altri due campionati ha realizzato sempre due gol, di cui uno su rigore. Ma mancano ancora dieci partite per rimediare, nella speranza che il record di fedeltà non venga messo in discussione da squaliche o infortuni (per quanto riguarda Monaco non c'è problema). PER GLI AMANTI della curiosità invece i portiere sempre presenti finora sono stati Gillet (Bari), Bassi (Empoli), De Lucia (Livorno), Handanovic (Mantova), Cassano (Piacenza), Agazzi (Triestina). Ma è tutto un altro ruolo. Tra i pali non c'è da correre. Rizzato invece spesso ha corso come un matto. Diamogli le bombole. Ne avrebbe diritto. Mario Cori

Torna all'inizio


(sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

PIANURA pag. 14 «Devolvo i gettoni di presenza ai lavoratori in difficoltà» CASTELFRANCO ANDREOZZI DI RIFONDAZIONE di GIAN LUIGI CASALGRANDI NONANTOLA UN'ALTRA conferma di Nonantola in balia della criminalità. L'ultima razzia è avvenuta la notte scorsa al bar-tabaccheria Anthea (ex Parigina) nella centralissima via Vittorio Veneto. Era passata da poco la mezzanotte, quando la titolare Cristiana Marchesi, era da poco rientrata a casa, dopo avere abbassato le serrande, quando quattro individui a bordo di un Audi 4 si sono portati davanti al locale. Incuranti della presenza di alcune persone che transitavano in quel momento e di altre alle finestre, hanno agganciato un cavo alla saracinesca, scardinandola con l'utilizzo dell'automobile. Mentre uno rimaneva a bordo, gli altri tre, con l'ausilio di una grossa caditoia di ghisa, rubata a San Giovanni Persiceto, hanno sfondato la vetrina d'ingresso. Come nel recente furto al bar tabaccheria Megghy a Casette, anche in questo caso, in poco più di 5 minuti hanno caricato sull'auto la macchinetta scambia monete, rubato il denaro contenuto nelle due casse e tutte le sigarette sugli scaffali. L'IMMEDIATO suono dell'impianto d'allarme e diverse telefonate dei residenti attirati dal frastuono, hanno fatto precipitare sul posto i proprietari (che abitano nelle vicinanze), una pattuglia dei carabinieri di Modena e due agenti in borghese di un altro distaccamento, giungendo, però, quando ormai i banditi erano fuggiti col bottino. AMAREGGIATA la titolare, che a differenza d'altri colleghi, è la prima volta che subisce un furto nel locale di Nonantola, mentre in una precedente attività, era già stata vittima di una rapina, in quel caso, con tanto di pistola alla tempia. «E' spiacevole subire furti - ha dichiarato- fortunatamente questa, l'incursione è stata meno traumatica dell'altra, che per la sua violenza, mi ha lasciato un ricordo difficilmente cancellabile». Oltre ai danni agli infissi, l'esercente sta completando l'elenco della merce rubata e del denaro sottratto, da presentare all'assicurazione. «Nonantola - ha dichiarato la donna - da tempo, è frequentata da gente poco raccomandabile». Senbra che i quattro autori della spaccata, per come parlavano, fossero dell'Est, forse romeni.

Torna all'inizio


CASTELFRANCO LA CRISI economica si fa sentire e ad esserne colpi... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

PIANURA pag. 14 CASTELFRANCO LA CRISI economica si fa sentire e ad esserne colpi... CASTELFRANCO LA CRISI economica si fa sentire e ad esserne colpiti sono soprattutto i lavoratori dipendenti. Dopo il sindaco di Finale che ha ridotto le sue entrate devolvendole a chi perde il lavoro, ora arriva la proposta di Lino Andreozzi (nella foto), consigliere comunale e segretario locale di Rifondazione Comunista. «Tantissime famiglie rischiano la povertà. Come se non bastasse, qualche azienda licenzia chi si permette di manifestare e di lottare per la difesa del posto di lavoro. Occorre una concreta azione da parte di chi rappresenta la gente con cariche amministrative; occorre che tutti noi facciamo una scelta: mettere a disposizione di un fondo di solidarietà' le quote che i comuni destinano in bilancio per le sedute dei lavori consiliari. In qualità di consigliere continua Andreozzi ho deciso di rinunciare a tutti i gettoni di presenza che mi spettano dal gennaio 2009, sino a fine legislatura e darò mandato affinché siano destinati alla istituenda Cassa di resistenza' per i lavoratori in lotta per il posto di lavoro e per quelli licenziati per motivi sindacali. A livello provinciale Rifondazione nella prima decade di aprile ufficializzerà, con una rappresentazione teatrale avente per tema la sicurezza nel mondo del lavoro', l'apertura del conto corrente sul quale si potranno destinare le quote di solidarietà per i lavoratori in difficoltà. É auspicabile che altri seguano l'esempio». p.m.

Torna all'inizio


troppe sedute consiliari rinviate altro che risparmi (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

LA POLEMICA «Troppe sedute consiliari rinviate altro che risparmi» I costi della politica in Italia sono davvero ingenti: oltre 10 miliardi di euro, stando alle stime di Gian Antonio Stella, nel suo imperdibile libro intitolato "La casta". E dunque, ben venga la notizia di un significativo ridimensionamento dei costi della politica comunale. Poi, il cittadino qualsiasi fa due conti e magari anche due strampalate considerazioni e scopre, sempre secondo il criterio "spannometrico", che a fronte delle 34 sedute consiliari del 2006 con un costo stimato di 138.000 euro, nel 2008 si sono tenute 16 sedute per un costo complessivo di 71.000: nel primo caso - con la costosa e sprecona giunta Brancati - ogni seduta costava esattamente euro 4.058,82 mentre con la virtuosa giunta Romoli il costo lievitava a 4.437,5 euro. La grossolana considerazione, poi, che un cittadino qualsiasi è indotto a fare è che riducendo drasticamente le sedute consiliari e il numero dei consiglieri si sarebbe risparmiato ben di più: un consiglio comunale a stagione e un consigliere in rappresentanza di ciascun gruppo (tra l'altro è la "ragionevole" recente proposta di Berlusconi per il voto in Parlamento: votano solo i capigruppo), e allora sì che ci sarebbe stato vero risparmio. E ancor meglio: l'opposizione non rompa le scatole parlando troppo, fin oltre la mezzanotte, si può ben essere concisi ed efficienti, come sottolinea il presidente del consiglio comunale. In tema di risparmio mai che a nessuno venga in mente di ricordare le volte in cui le sedute sono state rinviate per mancanza del numero legale, obbligo direttamente correlato alla funzione di maggioranza, e quindi al centro-destra, oppure che parlando di "costi della politica" si faccia riferimento a chi gode delle laute prebende riservate allo stato di quiescenza dal Parlamento e dal consiglio regionale cumulate con le indennità previste per le cariche istituzionali comunali. Si preferisce, giustamente, sottolineare i comportamenti virtuosi dei consiglieri De Santis e Donatella de Gironcoli per poi affondare i colpi nei confronti di "quegli assessori che hanno mantenuto la carica di consigliere e partecipano anche alle commissioni". Al pubblico ludibrio viene additato chi percepisce 104,40 euro lordi a seduta comunale e 27 euro lordi per le sedute delle commissioni. Ma questi non sono "i costi della politica", sono semplicemente i costi della democrazia comunale a Gorizia, che ben poco hanno da spartire con gli sprechi del Sud o con i privilegi di altre amministrazioni locali. Per risparmiare di più e meglio è sufficiente adottare una ricetta che gli italiani conoscono già: «Un uomo solo al comando». Ma non era Fausto Coppi! Forum per Gorizia

Torna all'inizio


Milan: per la difesa si segue Clichy (sezione: Costi dei politici)

( da "Datasport" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Milan: per la difesa si segue Clichy (Gael Clichy ) (AGM-DS) - 25/03/2009 11.10.04 - (AGM-DS) - Milano, 25 marzo - Dalla Francia non hanno dubbi: è Gael Clichy dell'Arsenal il nuovo obbietto di mercato del Milan. Secondo quanto sostiene il quotidiano sportivo transalpino L'Equipe, i rossoneri avvennero puntato il difensore dei Gunners per proseguire l'opera di ringiovanimento della difesa iniziata con l'acquisto, durante il mercato invernale, del brasiliano Thiago Silva. Clichè potrebbe risolvere i problemi sulla corsia sinistra dei rossoneri, potendo giocare indifferentemente come terzino o come esterno in un centrocampo a quattro. Interpellato sull'argomento fa spallucce, ma non si sottrae alle lusinghe dei rossoneri. "Io non ne so nulla: sto bene all'Arsenal, ma e' vero che il Milan e' un grandissimo club e fa veramente piacere sapere di essere seguito da una squadra del genere". Strapparlo ai Gunners non sara' facile, visto che Clichy (arrivato a Londra nel 2003 e con 120 gettoni di presenza al suo attivo) ha rinnovato pochi mesi fa il suo contratto fino al 2012.

Torna all'inizio


TINA CIOFFO A CASAL DI PRINCIPE MANCA L'ASSISTENTE SOCIALE TERRITORIALE E I CITTADINI DOPO Q... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

TINA CIOFFO A Casal di Principe manca l'assistente sociale territoriale e i cittadini dopo quasi un anno dicono «basta». «Avremmo bisogno del nostro punto di riferimento, sicuri di affidarci nelle mani di una persona responsabile che sa trattare i nostri bisogni con la giusta riservatezza», spiegano. Sono allo sbando e non sanno a chi rivolgersi. Per Peppe Pagano, operatore sociale, «pensare di affrontare i problemi dei minori o degli anziani senza assicurare la continuità dell'intervento è intollerabile». Per l'assessore comunale Vincenzo Noviello, delegato alle politiche sociali, «si tratta di una situazione che presto vedrà una risoluzione. Avendo rispettato il patto di stabilità per due anni di seguito, abbiamo ora la possibilità di prevedere un allargamento dell'organico, ragion per cui verificheremo presto l'opportunità di un assunzione». «I problemi - ammette Noviello - sono in aumento. Intanto però - continua - abbiamo attivato il segretariato sociale e ogni volta che se ne presenta la necessità siamo pronti a chiamare un assistente sociale messoci a disposizione dall'Asl». Un sostegno una tantum pagato con un gettone di presenza che non riesce difatti ad assicurare la stabilità né per il professionista tantomeno per l'utente. Il servizio di segretariato sociale nato con la legge 328 del 2000, la «Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali», dà informazioni e consulenza sulle prestazioni sociali, assistenziali, educative e sanitarie, pubbliche e private. È quindi un livello di orientamento per evitare che le persone esauriscano le loro energie nel procedere, per tentativi ed errori, nella ricerca di pareri adeguati alle loro istanze. L'assistente sociale rappresenta invece la risposta operativa a cui far riferimento poiché sa come attivare le risorse individuali, di coloro che ne fanno richiesta. È chi opera per prevenire e risolvere situazioni di disagio e di emarginazione di singole persone, di nuclei familiari e di particolari categorie (minori, anziani, tossicodipendenti, handicappati). Per individuare casi di bisogno e intervenire per la loro soluzione predisponendo gli interventi più idonei quel che è necessario sono colloqui ed incontri continui e non «gettoni».

Torna all'inizio


Unes lancia il primo supermercato ecologico (sezione: Costi dei politici)

( da "Affari Italiani (Online)" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Milano/ Unes lancia il primo supermercato ecologico Mercoledí 25.03.2009 14:51 Nasce in provincia di Milano il primo supermercato ecologico. Cestelli della spesa e gettoni per i carrelli nati dal recupero di tappi di bottiglia, shopper bio degradabili e macchine per riciclare le bottiglie in Pet in cambio di speciali buoni sconto. Sono solo alcune delle "eco-curiosità" presentate da Unes durante l'inaugurazione del suo primo supermercato U2 ecologico - il 26°punto vendita in Italia a insegna U2 Prezzi bassi 365 giorni l'anno aperto oggi a Magnago, in provincia di Milano. E proprio in questa occasione, la società ha illustrato le linee guida della sua evoluzione strategica, ribadendo con forza il suo impegno per la promozione di formule di offerta sempre più orientate alla salvaguardia dell'ambiente, basate sulla gestione eco-sostenibile dei punti vendita e dei servizi ai clienti. E nella svolta ecologista di Unes il punto vendita di Magnago gioca un ruolo di primissimo piano grazie ad una serie di interessanti innovazioni messe a punto dal Gruppo per garantire l'eco-compatibilità. Qualche esempio? Grazie al suo sistema eCold, l'impianto integrato con una centrale termo frigorifera che trasformerà l'energia elettrica in energia termica nei quattro impianti principali dello store (banchi e celle frigorifere, impianto di riscaldamento invernale, impianto termico/sanitario e di condizionamento estivo), il nuovo supermercato raggiungerà una riduzione del 27% nell'emissione di Co2 (pari a quasi 73mila kg di Co2 in un anno). Ma non solo. Il punto vendita ridurrà l'impatto ambientale anche grazie all'assenza della combustione per il riscaldamento, al recupero totale del calore dissipato e al basso impatto acustico, riducendo i consumi energetici. "Grazie al sistema integrato eCold siamo finalmente in grado di recuperare il calore che altrimenti andrebbe disperso nell'atmosfera e che in certi casi basta a soddisfare il fabbisogno termico invernale", ha commentato Gianfranco Iannace, Responsabile dell'Ufficio Tecnico di Unes. "Inoltre, la presenza di una sola centrale termo-frigorifera ci permette di ottimizzare al massimo i consumi energetici, riducendo al minimo gli smaltimenti di fine ciclo". pagina successiva >>

Torna all'inizio


I rifiuti solidida Serradifalcodirettamente nella discarica (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

I rifiuti solidi da Serradifalco direttamente nella discarica Niscemi. Il consiglio comunale, dopo avere votato no alla riduzione del costo dell'affitto degli stand da utilizzare durante la "Sagra del Carciofo", è stato aggiornato per il prossimo lunedì 6 aprile per discutere la proposta presentata dal gruppo consiliare Mpa tendente all'"adeguamento delle norme dello Statuto Comunale di Niscemi" per la riduzione del numero degli assessori della giunta municipale da sette a quattro. L'eventuale riduzione dei componenti la giunta potrebbe fare saltare il precario equilibrio nella coalizione che appoggia il sindaco, ma potrebbe fare risparmiare circa 150 mila euro. La proposta degli autonomisti di Raffaele Lombardo, però, a quanto pare, sembra destinata ad essere bocciata dalla coalizione di centro sinistra allargata tramite «un patto elettorale locale - precisa il leader locale Aldo Allia - con la Dc di Rotondi», che in giunta ha un assessorato forte, protezione civile, polizia municipale, ambiente. Il centro destra, invece da parte sua voterà, la proposta di riduzione del numero degli assessori. «Così si risparmierà una bella somma - dice il capo gruppo consiliare Udc Rosario Meli - ancora di più se aboliamo il gettone di presenza per i consiglieri comunali». L'altro punto nell'agenda dei lavori riguarda la proposta dei consiglieri Fabio Bennici, Rosario Meli, Massimiliano Conti, Giuseppe Giugno, Salvina Leone, "costituzione dell'"Ente Sagra del Carciofo", un organismo che dovrebbe occuparsi in modo permanente dell'evento. Giuseppe Vaccaro

Torna all'inizio


Trecastagni stare Valverde okay (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 25-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Trecastagni star e Valverde okay VALVERDE - LA MERIDIANA B 3-5 VALVERDE: Smilardi, Bonanno, Jelo (45' Zappalà), Messina (40' Scordo), Gambino, Cosentino, Corallo (32' Strano), Lionti (34' Gianpiccolo), Pellegrino (42' Maccarrone), Maci (38' Raciti), Litrico. All. Gambino. LA MERIDIANA B: Nicotra (31' Cannavò), Cultrona, Lauria, Catania (37' Calanna), Russo, Micale, Sibilla (35' Manfredi), Grasso, Aiello (35' Belluso), Ardizzone, Raciti. All. Iazzetti. ARBITRO: Cardile di Acireale. RETI: 10' Litrico, 15' , 52' e 59' Grasso, 20' Pellegrino, 40' Ardizzone, 45' Strano, 48' Belluso. ATL. PEDARA - CONDOR 4-0 ATL. PEDARA: E. Scuderi, Bellamia, Cristaldi (60' Fisicaro), Bonaccorsi, Cantone, G. Scuderi, Messina, Zappalà (41' Alessandro), Pappalardo, Di Benedetto, Amenta. CONDOR: Canigiula, Ragusa, Mirabella, Petrone, Peluso, Pezzino, Innocente, V. Di Mauro, Barbagallo, G. Di Mauro, Accardi. ARBITRO: Musumeci di Acireale. RETI: 10' Di Benedetto, 32' Messina, 50' Amenta, 75' Alessandro. SPORT INNOVATON - ATL. PEDARA 1-0 SPORT INNOVATION: Sapienza, Sciacca, Musumarra, Gammino, Bertolè, Mannino, Furnari (51' Calcaterra, Di Mauro, Malaponti, Lanza (60' Padadino), Scaglione. All. Rotta. ATL. PEDARA: D'Aquino, Stella, Lo Schiavo, Ciranna, Bonanno, Pappalardo, Schilirò, Reitano, Santonocito, Samuele, Paratore. All. Basile. ARBITRO: Chiarenza di Acireale. RETE: 55' Malaponti. GRAVINA- S. LEONE 2-3 GRAVINA: Finocchiaro, Velardita, Buda, La Vecchia, Giuffrida, Conte, D'Agostino, Vinciguerra, Bellamia, Gualtieri, Nicolosi. S. LEONE 2000: Confettura, Minnella, Linguaglossa, Lombardo, Caruso, Procida, Damiano, La Mendola, Trovato, Di Blasi (41' Bua). ARBITRO: Bruno di Acireale. RETI: 20' La Mendola, 38' rig. Gualtieri, 40'e 55' Bua, 58' Di Blasi. GYMNICA - N. A. GRAMMICHELE 1-6 GYMNICA: Cosentino, Governa, Valenti, Lupica, Pimpuscatu, Vitellino, Brigante, Rizzo, Renda, Orologio, Leonardi. N. A. GRAMMICHELE: Terranova, Fragapane, Lamonica, Valerio, Campanello (42' Brunetto), Amato, Strano, Attaguile, Mammana. ARBITRO: Ardita di Catania. RETI: 8' Rizzo, 15' , 25' e 47' Valerio, 33' e 38' Attaguile, 51' Lazzara.

Torna all'inizio


Soria sotto torchio regali e gettoni a politici e parenti (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Retroscena L'interrogatorio del professore ieri in Procura Soria sotto torchio regali e gettoni a politici e parenti ALBERTO GAINO Giuliano Soria si infila svelto nella stanza del pm Gabriella Viglione: cappotto blu, bavero alzato, sovrasta in altezza il «cordone» di protezione (dai giornalisti) degli agenti di custodia. Preamboli, domande su questo e quello e, poi, «scusi, professore, noi dobbiamo chiarire: lei ha mai pagato gettoni di presenza a relatori del Grinzane, in occasione di convegni o premi, a politici, parenti (dei politici) e funzionari pubblici?». La risposta è un no secco. Domanda successiva: «Dobbiamo chiederle anche dei regali, abbiamo una testimonianza che riferisce di un libro antico donato da lei a Claude Raffestin». E' il marito di Mercedes Bresso, presidente della giunta regionale. I pm riferiscono la circostanza e il prezzo attribuito dalla testimonianza al dono: sotto i 10 mila euro. «Si è trattato di un libro di geografia contenente mappe storiche - è la risposta dell'ex patron del Grinzane - ma il prezzo pagato dall'associazione è molto lontano da quello che mi indicate. Non ricordo bene la cifra, ci attestiamo fra i 500 e i 700 euro. Fu un regalo per il compleanno di Raffestin». Bresso ne aveva già parlato in una sua intervista a La Stampa: stesso dono, medesimo costo. Dal momento che si è entrati in argomento, si deve proseguire, così si capisce il perché di quel primo interrogativo sul «gettone» per relatori politici o parenti. Soria aggiunge, sulla partecipazione di Raffestin al Premio Grinzane Ermitage, San Pietroburgo, 11 luglio scorso, che «per la relazione del professore al dibattito su "Regge europee e potere" - coté del premio consegnato in quell'occasione anche ad Antonio Paulucci, «esperto d'arte italiana, già Ministro dei Beni Culturali» (sito del Grinzane) - ripeto, non pagammo alcun gettone a lui, come a nessun altro. Gli rimborsammo soltanto le spese di viaggio. La moglie venne a San Pietroburgo per conto proprio. Non a nostre spese». Fine della digressione sul tema, affrontata dalla procura, emerge, per avere chiarimenti su testimonianze e non perché vi siano ipotesi investigative al riguardo. Nelle tre ore e rotti in cui, per la terza volta, il professore si è ritrovato di fronte ai pm Viglione, Stefano Demontis e Valerio Longi, oltre che al procuratore aggiunto Piero Forno e a tre «fiamme gialle», si è passata in rassegna la ragnatela di società collegate al Grinzane e al suo patron: in prima fila «Le terre del fré», «Territori di cultura» e, in particolare, «Com'media», con cui Carmelo Pezzino fatturava le sue «consulenze dialettiche» all'associazione di Soria. Dal «mare di carte» che il «Gruppo tutela mercati capitali» della Finanza sta esaminando spunta un giro di fatturazioni ormai di 600 mila euro. Quanto di quel nero è servito per l'arricchimento personale di Soria e quanto per aggiustare i conti del Grinzane? E' più probabile, invece, che i 500 mila euro che Angelo Soria ha fatto avere al fratello attraverso una società «schermo» siano serviti a sostenere la «grandeur» bulimica del Premio. I pm non hanno affondato i colpi: domande sulla funzione dell'Antenna Culturale, e poi sul «pozzo» del Castello di Costigliole, ma senza insistere e, soprattutto, senza rifissare un nuovo interrogatorio prima (almeno per ora) del tribunale del Riesame del 31 marzo. Soria è tornato nella sua cella: «più lucido», «più collaborativo» dell'ultima volta, ma puntualmente sulla difensiva, come riassume il suo avvocato, Roberto Piacentino: «Si è reso conto di aver fatto seri errori, e pure tanti, ma le speculazioni sono state poche». Intanto il vuoto intorno a lui diventa voragine: la Regione ha deciso di incaricare un legale «per tutelare le ragioni e gli interessi dell'ente rispetto all'evolversi dell'inchiesta penale». E l'Ordine dei giornalisti del Piemonte, dopo aver sospeso il «pubblicista» Giuliano Soria, ha scelto di rivolgersi a magistratura e commissione di indagine regionale per «essere informato su ruoli che altri suoi iscritti possono aver avuto».

Torna all'inizio


"Incassi crollati Niente sconti nelle zone blu" (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

VIABILITÀ MA C'È CHI PUNTA IL DITO SU STIPENDI E INVESTIMENTI IMMOBILIARI "Incassi crollati Niente sconti nelle zone blu" [FIRMA]GIAMPIERO MAGGIO IVREA La protesta è ovunque. Al bar, come in tabaccheria o dal panettiere. Tutti puntano il dito contro i costi del ticket nelle zone blu e la fiscalità nei controlli. In un momento di crisi come questo, si chiedono in molti, perché non abbassare le tariffe come propone Torino? Ivrea Parcheggi, società mista pubblico privata che gestisce le zone blu della città, dice che è impossibile. Non solo: dalla sede del Parco Dora Baltea, si piange miseria. Spiegano che quest'anno, tra il calo degli automobilisti che usano le zone blu, lo spaccio dei ticket ad opera degli extracomunitari (lo stesso biglietto, non ancora scaduto, viene fatto passare da un automobilista all'altro), la soppressione di due aree a pagamento (le piazze della Credenza e del Ghiaro) registreranno perdite per almeno 150 mila euro. Insomma, si annuncia un periodo di magra. Eppure, in questi ultimi anni, la società (l'85 è del Comune, il restante dell'Aci), ha acquistato gli edifici del Parco Dora Baltea in cui ha la sede e, sempre nella stessa zona, gli stabili in cui ci sono alcuni uffici della Procura e quelli del Giudice di Pace. Totale dell'investimento? Tre milioni e 400 mila euro. «Con i soldi delle nostre multe» è la battuta che circola per le strade della città. Battute a parte, è necessario fare chiarezza. «Paghiamo dei mutui - spiega Luigi Berutti, direttore generale di Ivrea Parcheggi -. I tre milioni investiti sugli stabili in cui ci sono gli uffici della Procura e del Giudice di Pace rientrano perché il Comune paga a noi un affitto di 249 mila euro». Insomma: Ivrea Parcheggi multa gli automobilisti e il denaro ricavato (circa 350 mila euro, di cui 300 mila finiscono al Comune) viene utilizzato anche per investimenti di carattere immobiliare. Altra domanda: la società piange miseria, ma allora perché non abbassare le spese relative al personale? Il direttore generale (ex pensionato da dirigente Olivetti), ad esempio, costa ogni anno 57 mila euro, i nove dipendenti, in totale, 300 mila euro, i componenti del consiglio di amministrazione e del collegio dei sindaci, altri 24 mila euro (escludendo i gettoni di presenza, che vanno da un minimo di 90 ad un massimo di 150 euro). «Il mio stipendio? E' in linea con quanto previsto dalla legge e, lo sottolineo due volte, mi vanto di pagare le tasse fino all'ultimo centesimo» dice Berutti. Intanto, di fronte a chi ipotizza un incremento delle tariffe, la giunta guidata da Carlo Della Pepa sta per varare una vera e propria rivoluzione del sistema parcheggi. «Abbassare le tariffe indistintamente non è possibile - spiega Giovanna Codato, assessore alla Viabilità - razionalizzare gli spazi e pensare ad una nuova formula della sosta, sì». Ecco allora le proposte: sosta meno cara per chi, nelle zone blu del centro città, lascerà l'auto meno tempo favorendo la turnazione; ticket più salato, invece, per chi sforerà le tre ore nelle zone a sosta breve. Zone a sosta breve che verranno incrementate (oggi sono 389 sui 1065 posteggi a tariffa), mentre diminuiranno i posti della zona mista dove, pagando un ticket di 2 euro e 80 è possibile lasciare l'auto in sosta per tutto il giorno. «Sono scelte che comunque valuteremo con l'Ivrea Parcheggi» puntualizza l'assessore alla Viabilità. Infine aumenteranno le zone a sosta libera a ridosso del centro città: tra parcheggio sotterraneo del Movicentro, le nuove aree previste tra la scuola Nigra e di via Dora Baltea, ci saranno 350 posti auto in più. «L'idea - conclude Codato - è quella di garantire più parcheggi, premiando chi sceglie di usare meno l'auto o favorirà la turnazione sulle strisce blu».

Torna all'inizio


triplicati i costi dello staff del sindaco (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE Triplicati i costi dello staff del sindaco Maragno: in un anno da 48 a 155mila euro per «spese straordinarie» MONTESILVANO. Il costo della politica sfugge ai tagli imposti dalla crisi: la spesa per lo staff del sindaco Pasquale Cordoma cresce da 48mila a 155mila euro. Un salto triplo. La sorpresa si legge a pagina 95 del bilancio di previsione del Comune. Così, in attesa dell'approvazione del bilancio nel consiglio del 30 marzo, il consigliere Francesco Maragno (foto) si accorge dei numeri in crescendo. «è l'esaltazione in chiave cabarettistica della politica», così comincia un altro attacco di Maragno al sindaco Pasquale Cordoma. «Mentre si continua a richiedere sacrifici economici ai cittadini, la dotazione di budget per il sindaco lievita notevolmente, addirittura triplicandosi e passando da 48.239,57 a 155.763,26 euro. La somma, peraltro, non tiene conto della retribuzione del sindaco», afferma Maragno, che precisa: «Tra i 155mila euro, inoltre, non sono calcolati gli stipendi dello staff di Cordoma». Lo staff è composto da Alberico Ambrosini (capo di gabinetto) e dal suo braccio destro Antonio D'Alessandro, da Savino Di Vincenzo (segretario particolare del sindaco), da Fabiola Bellucci e Giosia Antuzzi (segreteria sindaco), Pippo Lo Medico e Alessandra Portinari che cura l'ufficio stampa. Se gli stipendi non sono calcolati in questa voce del bilancio, sono le spese «straordinarie» a essere cresciute: «è paradossale», denuncia Maragno, «a Montesilvano abbiamo un sindaco presente in municipio solo due ore al giorno, meno di un part-time visto che continua a fare il medico a tempo pieno, che aveva assicurato in campagna elettorale di rinunciare alla propria retribuzione. Nei fatti, però, non solo percepisce regolarmente il compenso come se facesse il sindaco full-time ma, nonostante il periodo di congiuntura economica negativa, si incrementa le spese dello staff del trecento per cento. Alla faccia delle famiglie montesilvanesi che stentano ad arrivare a fine mese». Altro aumento di spesa riguarda gli organi istituzionali del Comune: 718 mila euro nel 2008 cresciuti a un milione e 222 mila euro nel 2009. Cinquecentomila euro in più. Secondo Maragno, inoltre, il piano anticrisi del Comune - con sconti sulla mensa e sul trasporto scolastico e l'introduzione di bonus per nuove attività - non porterà vantaggi alle famiglie: «Non ci si faccia ingannare dalle promesse delle riduzioni per mensa e trasporto pubblico per le famiglie numerose. Anche qui le riduzioni, documenti alla mano, scatteranno solo dal quarto figlio e sono quantificabili in risparmi di pochi centesimi». «Ancora una volta», conclude Maragno, «questa maggioranza con la redazione del bilancio ha dato chiara dimostrazione che la sua attività persegue interessi particolari e non generali. Le dichiarazioni dell'assessore alle Finanze, Emidio Di Felice, rappresentano l'ennesima conferma dell'incapacità di questa maggioranza di amministrare la città». Pietro Lambertini

Torna all'inizio


taglio agli stipendi di sindaco e consiglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

La scure del Governo si abbatte sugli amministratori di Penne colpevoli di aver superato il tetto di spesa nel 2008 Taglio agli stipendi di sindaco e consiglio Riduzione del 30% per il mancato rispetto del Patto di stabilità PENNE. Il Comune di Penne non ha rispettato il Patto di stabilità 2008 e come sanzione, lo Stato, impone agli amministratori dell'Ente, il taglio del 30 per cento delle indennità di funzione. Nel mirino sono finiti, dunque, lo stipendio di sindaco, assessori e presidente del consiglio comunale. E anche per i consiglieri comunali è previsto il taglio del gettone di presenza. Le indennità furono ridotte l'ultima volta il 19 dicembre 2005: la giunta del sindaco Paolo Fornarola, quattro anni fa, le abbassò del 10 per cento. Questa volta dunque, non c'entra la riduzione dei costi della politica, bensì si tratta di una sanzione imposta dallo Stato agli amministratori "colpevoli" di non aver rispettato il tetto di bilancio del 2008 imposto al Comune. Il mancato rispetto del Patto di stabilità infatti determina per gli enti locali il taglio del 30% delle indennità di funzione agli amministratori, oltre all'aumento dell'addizione Irpef per i cittadini. Non solo: il provvedimento legislativo prevede la sospensione dell'aumento delle indennità sino al 2011. Il taglio agli stipendi è retroattivo: scatterà dal primo gennaio 2009. Nel dettaglio, il sindaco Donato Di Marcoberardino (Pd), ex funzionario di partito, percepirà 1.952,20 euro lordi; il vicesindaco Andrea Marrone (Sd), libero professionista, incasserà 976,11 euro lordi al mese. Per gli assessori Luigi D'Angelo (IdV), Remo Evangelista (Udc), Daniele Patacchini (Pd) ed Ennio Napoletano (Pd) l'indennità lorda mensile sarà di 878,49 euro. L'avvocato Matteo Tresca (Sd), presidente del consiglio, da 278,88 euro passerà a 195,22 euro lordi al mese. Diminuirà anche il gettone di presenza ai consiglieri: da 22,21 passerà a 15,55 euro lordi a seduta. è bene ricordare, inoltre, chi è lavoratore dipendente (in caso non abbia chiesto l'aspettativa), lo stipendio verrà decurtato del 50 per cento. è in fase di redazione, infine, il bilancio di previsione 2009 che prevede un taglio netto di 700 mila euro alle uscite per abbassare la spesa corrente al tetto massimo di 6 milioni e 900 mila euro (è la spesa minima registrata negli ultimi 3 anni). Saranno rivisti, quindi, i contratti della società che si occupa di rifiuti Ecoemme e quelli con la Sig, la società intercomunale che si occupa di illuminazione pubblica e calore. Gilberto Petrucci

Torna all'inizio


Class Editori, nel 2008 ricavi totali in crescita dell'8,4% (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi sezione: Media data: 26/03/2009 - pag: 18 autore: Approvato il bilancio Class Editori, nel 2008 ricavi totali in crescita dell'8,4% Il consiglio di amministrazione di Class Editori S.p.A si è riunito ieri per esaminare il progetto di bilancio 2008. Per fronteggiare la negativa situazione contingente, la casa editrice (che partecipa al capitale di questo giornale) ha impostato un piano nell'ordine di grandezza dei 15 milioni di euro su tutte le aree di business, con l'obiettivo di un recupero degli equilibri di bilancio fin dall'esercizio in corso e con la partecipazione attiva al piano di tutti i dipendenti. I quali, tra l'altro, hanno individualmente e unanimemente aderito al piano Cooperazione e Solidarietà, che prevede per 12 mesi, a partire dal mese di marzo, la riduzione volontaria dello stipendio di circa il 10%, oltre al consumo delle ferie residue entro l'anno. I ricavi totali del periodo sono stati pari a 132 milioni di euro, in aumento dell'8,4% rispetto all'esercizio precedente. L'incremento va quasi interamente attribuito al consolidamento della società MF Honyvem S.p.A. avvenuto a gennaio 2008. A parità di perimetro, i ricavi diminuiscono del 3,8%. Al consolidamento di MF Honyvem si deve anche la crescita dei costi operativi, che sono passati da 110,4 milioni di euro a 125,4 milioni, mentre a parità di perimetro sono cresciuti del 2,2%. Il margine operativo lordo (Ebitda) è risultato pari a 6,6 milioni di euro (11,4 milioni di euro nel 2007). Anche la crescita degli ammortamenti e degli accantonamenti (+18,5%) si deve al consolidamento di MF Honyvem, agli investimenti effettuati nel corso del 2008 e del 2007 (per i quali gli ammortamenti vanno a regime) e, per la differenza, alla svalutazione di crediti e allo stanziamento di fondi. Il risultato operativo di gruppo (Ebit) è negativo per 2,43 milioni di euro (+3,81 milioni di euro nel 2007). La crescita degli oneri finanziari, che peggiorano di circa 0,4 milioni di euro, si deve sia alla maggiore esposizione finanziaria dovuta all'acquisto della società MF Honyvem S.p.A. (finanziata in parte con linee bancarie) sia alla crescita dei tassi di interesse che si è registrata fino al mese di ottobre 2008.Il risultato di competenza di gruppo, dopo gli interessi di terzi e le imposte, è negativo per 2,99 milioni di euro (+0,94 milioni di euro nel 2007). La posizione finanziaria netta consolidata è pari a 23,6 milioni di euro (12,8 milioni di euro al 31 dicembre 2007), anch'essa imputabile principalmente all'acquisizione della società Honyvem S.p.A. Quanto alla diffusione di quotidiani e periodici, i dati si sono mantenuti su livelli elevati, nonostante le difficoltà globali della carta stampata. Class ha registrato (media mobile aggiornata) una diffusione di quasi 80 mila copie, Capital di oltre 85 mila e MF/Milano Finanza di 101 mila. In netta crescita (+137%) le visite sui siti internet del gruppo, trainate dall'informazione di www.milanofinanza.it e www.italiaoggi.it. La crisi del settore editoriale in atto da tempo e la più generale gravissima crisi economica globale hanno determinato il risultato di bilancio al 31 dicembre 2008. Nell'ultimo trimestre dell'anno, in particolare, la casa editrice ha risentito delle difficoltà sui mercati pubblicitari, dopo un primo semestre sostanzialmente positivo e con ricavi pubblicitari in crescita, in controtendenza rispetto al mercato. L'andamento generale dell'ultimo periodo dell'anno, invece, ha determinato una flessione complessiva dei ricavi pubblicitari che è risultata pari al 3,9% nell'esercizio, un risultato comunque migliore del mercato pubblicitario, che rispetto al 2007 ha perso il 10% sui quotidiani e il 7% sulla stampa periodica e sulla televisione (dati Nielsen). La variazione del calo dei costi è stata inferiore a quella dei ricavi, e ciò è dovuto in parte all'avvio di azioni di ristrutturazione e di integrazione della neo controllata MF Honyvem S.p.A.Nonostante la grave crisi, la casa editrice sta continuando ad investire per migliorare qualità e quantità dei media offerti, per aumentarne la conoscenza e per diversificare la presenza sul mercato, per raggiungere nuovi segmenti e migliorare il proprio posizionamento competitivo.Sul fronte della raccolta pubblicitaria, i primi due mesi del 2009 hanno fatto segnare una significativa flessione, anche se più contenuta della media del mercato, accentuata dal fatto che lo stesso periodo del 2008 era stato particolarmente positivo in termini di fatturato pubblicitario.

Torna all'inizio


Comunità montana Tagliati i compensi di consiglieri e Giunta (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Varese)" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

VARESE pag. 5 Comunità montana Tagliati i compensi di consiglieri e Giunta VALCUVIA CUVEGLIO LA COMUNITÀ montana Valcuvia si taglia gli «stipendi». Per far quadrare il bilancio, in crisi per un taglio dei contributi dallo Stato calcolato intorno al 50 per cento rispetto al fondo ordinario del 2008, lunedì sera i consiglieri hanno acconsentito, fra le varie norme inserite nel documento di previsione approvato senza voti contrari e con tre astensioni, a una riduzione delle indennità per presidente e assessori e all'abolizione dei gettoni di presenza dei consiglieri. La scelta compiuta dall'assemblea si somma alla decisione presa nel 2005 di ridurre del 10% i rimborsi privilegiando investimenti e servizi alla macchina amministrativa. Il compenso lordo che percepirà ogni assessore sarà di 350 euro mensili, mentre l'indennità di carica del presidente sarà ulteriormente dimezzata in quanto il numero uno dell'ente, attualmente Marco Magrini, sarà considerato come un lavoratore dipendente della comunità. Il presidente, quindi, da adesso percepirà 389 euro lordi, invece che 778, come avveniva in precedenza. La crisi economica, quindi, fa sentire i suoi effetti anche sull'azione coordinata dei venti comuni che compongono l'ente con sede a Cuveglio. Il taglio degli emolumenti è stata «Non credo - commenta il presidente Marco Magrini - debba essere letto come un sacrificio ma un dovere anche nei confronti dei nostri cittadini, al fine di mantenere servizi e attività». Nel bilancio di previsione 2009 confermati i fondi per la sagra dei sapori e delle tradizioni della Valcuvia «Corni e pecc», la corsa in montagna Valcuvia Extreme e la pubblicazione storica Terra e gente. Image: 20090326/foto/1601.jpg

Torna all'inizio


DANIELE BATTISTEL Nessuno di loro si ritiene uno scansafatiche - e la loro lunga presenza sulla scena politica è li a testimoniarlo - ma di allungare di un'ora le sedute del Consig (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

DANIELE BATTISTEL Nessuno di loro si ritiene uno scansafatiche - e la loro lunga presenza sulla scena politica è li a testimoniarlo - ma di allungare di un'ora le sedute del Consiglio comunale non ne vogliono sentire parlare DANIELE BATTISTEL Nessuno di loro si ritiene uno scansafatiche - e la loro lunga presenza sulla scena politica è li a testimoniarlo - ma di allungare di un'ora le sedute del Consiglio comunale non ne vogliono sentire parlare. Anzi, diversi di loro, quelli che provengono dalle fila dell'opposizione, la ritengono una proposta demagogica. E così la volontà del candidato sindaco del centrosinistra autonomista Alessandro Andreatta di portare le ore in aula da 3 a 4 per cancellare una dozzina di convocazioni l'anno (con un risparmio stimato di circa 90 mila euro l'anno) non passa l'esame dei colleghi. «Non si riducono i costi della politica soltanto allungando i consigli di un'ora» afferma Alberto Pattini, presidente del Consiglio comunale uscente e candidato dell'Upt. Nessuna polemica con Andreatta, ma la volontà di ampliare il ragionamento. «Io ho provato parecchie volte a chiedere l'allungamento di un'ora ma non c'è mai stata una condivisione all'interno dei capigruppo» spiega. Pattini è molto sensibile al tema visto che da presidente ha tentato in più occasioni di riformare il Consiglio, partendo dal numero di consiglieri. «Nel programma dell'Unione - aggiunge - sosteniamo che deve essere attuata una riduzione del numero dei consiglieri, ben sapendo che si tratta di una materia di competenza della legge regionale. Il fatto è che a Trento c'è una anomalia rispetto al contesto nazionale: troppi consiglieri rispetto al numero di cittadini». Soltanto qualche mese fa Pattini era tornato sul tema proponendo una sforbiciata di dieci unità rispetto ai 50 consiglieri attuali. «La loro riduzione - continua - va di pari passo con il taglio dei componenti delle commissioni e ovviamente con l'accorpamento di alcune commissioni». Per quanto riguarda le circoscrizioni Pattini torna a proporre la partecipazione del presidente ai consigli comunali con diritto di voto sui temi riguardanti il suo territorio di competenza. Per Luigi Merler (Alleanza di Centro e Lista Eccher) il taglio dei costi va fatto cancellando gli sprechi. «Per esempio - dice - partendo dalla riduzione delle circoscrizioni. Mi riferisco a quelle del fondovalle: che senso hanno tre istituzioni su territori che vivono gli stessi problemi e le stesse criticità. Iniziamo ad accorparle in una unica con 25 consiglieri che siano rappresentanti dei tre territori. Così recuperiamo le risorse per rinforzare gli uffici periferici del Comune». Merler ricorda di aver dibattuto moltissime volte con il centrosinistra sul tema, «ma quando si è trattato di toccare l'organigramma la coalizione del sindaco reggente ha sempre alzato le barricate: la sua, quindi, è demagogia elettorale». Giorgio Manuali del Pdl non va tanto distante. «Da quando io sono in Consiglio (1995, ndr) le commissioni sono sempre state otto. Forse bisognerebbe ricordare ad Andreatta che in questa legislatura è stato aumentato il numero dei membri di diverse commissioni (con gettone da 120 euro, ndr) per saziare gli appetiti di sedie dei membri della maggioranza. Andreatta, evidentemente, fa finta di non ricordarlo». «La vera soluzione - conclude - l'ha proposta Morandini con il taglio del 25% delle indennità di sindaco, assessori, presidenti di circoscrizione. Il resto è solo demagogia in cui la sinistra affonda a piene mani». Sarcastico Pino Morandini : «Prendo atto che solo dopo ben 18 anni di governo della stessa coalizione, solo ora si scopra questa urgenza». «Per quello che mi riguarda le sedute consiliari possono svolgersi anche gratuitamente» è la sfida di Emilio Giuliana , candidato sindaco per la Fiamma. «Alla demagogia io contrappongo interventi utili, innovativi, funzionali ed immediati, come l'introduzione di una moneta parallela o buono sconto dal nome Scec, in grado di produrre effetti benefici alle tasche dei cittadini». 26/03/2009

Torna all'inizio


FABRIANO CONSIGLIO comunale che si annuncia come un autentica ma... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

FABRIANO pag. 13 FABRIANO CONSIGLIO comunale che si annuncia come un autentica ma... FABRIANO CONSIGLIO comunale che si annuncia come un autentica maratona sul bilancio. Dopo l'approvazione dell'Irpef (confermata all'8 per mille con soglia di esenzione a 12 mila euro di reddito) avvenuta lunedì, da stamane si torna in aula per entrare nel merito dell'intera manovra finanziaria. Ieri è arrivato il sì ufficiale di Cgil,Cisl e Uil alla manovra con la firma dell'accordo con la Giunta, ma è probabile che oggi sia solo la prima tappa di una sfida lunga più giorni, anche perchè continua a surriscaldarsi il dibattito sul fronte del fondo di solidarietà ideato dall'amministrazione comunale. Un fondo che ancora non decolla, perché ai 275 mila euro del Comune si sono aggiunti dai privati solo i 25 mila euro di Indesit e i 2500 di Airforce. "Banche e industriali dovrebbero dimostrare con i fatti la loro vicinanza al territorio", prova a spronarli il consigliere comunale del Gruppo misto Emanuele Rossi, a cui si aggiunge la voce fuori dal coro politico dello scrittore Alessandro Moscè. «Propongo lancia la richiesta Moscé che consiglieri comunali e assessori con redito superiore ai 60 mila euro devolva una minima parte dei propri proventi a questo fondo». Un'idea che si allinea a quella di Marco Ottaviani (lista Carmenati) che aveva chiesto ai consiglieri comunali di riservare parte del gettone di presenza proprio al sostegno dedicato a chi perdere lavoro e sarà gestito da un apposito comitato tecnico. Diffidente Silvano D'Innocenzo (Fi): «La gestione di questi stanziamenti andrà controllata con attenzione perchè vadano realmente a chi ne ha bisogno».

Torna all'inizio


Quattro iniziative, una istituzionale e tre di carattere pratico, per combattere la crisi ec... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Giovedì 26 Marzo 2009 Chiudi di ALFREDO D'ALESSANDRO Quattro iniziative, una istituzionale e tre di carattere pratico, per combattere la crisi economica sul territorio. Confartigianato Chieti scende in campo per supportare la micro e piccola impresa artigiana, in evidente difficoltà. Emblematico il resoconto del 2008, anno in cui il settore ha chiuso in flessione dello 0,54%. «Il momento è senza dubbio complesso per l'economia locale - ha detto durante una conferenza stampa Daniele Giangiulli, direttore provinciale e segretario regionale di Confartigianato- perché le micro e piccole imprese sono quelle più penalizzate da questa crisi. Comunque siamo fermamente convinti che le aziende artigiane possano rialzare la china presto grazie allo spirito di abnegazione e adattamento che non è mai mancato alla categoria anche nei periodi bui». Un aiuto concreto dovrà arrivare dagli enti locali. Per questo Confartigianato, che con Giangiulli ha criticato in particolare Provincia e Comune di Chieti ma anche la Regione per non aver stanziato fondi straordinari ma solo 11 milioni di euro, ha scritto a tutti i sindaci della provincia per suggerire una serie di proposte a sostegno delle imprese del territorio. «Abbiamo chiesto di ridurre il ricorso alle gare pubbliche privilegiando la procedura negoziata prevista dalla legge e di garantire pagamenti più celeri alle imprese. Poi sarebbe opportuno - ha detto ancora Giangiulli - incentivare gli interventi di riqualificazione del patrimonio comunale a vantaggio delle imprese locali». Nel frattempo Confartigianato lancia ciambelle di salvataggio alla categoria. A partire dallo stanziamento di tre milioni di euro grazie all'accordo stretto con gli istituti di credito locali. «Vogliamo facilitare l'accesso al credito in un momento così difficile. Basterà presentare un progetto di investimento o fatture di spese già sostenute per accedere ad un finanziamento che potrà toccare al massimo i 30 mila euro a tasso zero con restituzione in massimo 4 anni». La Confartigianato dal canto suo, attraverso la propria Cooperativa Artigiana di Garanzia Città di Chieti, aumenterà la garanzia dal 50% al 70% per facilitare la concessione dei finanziamenti da parte delle banche. Agevolazioni in vista anche per l'energia. Grazie al Consorzio nazionale Cenpi, Confartigianato sarà in grado di offrire alla categoria costi più contenuti per l'elettricità. «Se l'energia costa meno, l'impresa cresce. Si tratta di un binomio imprescindibile - spiega Giangiulli- e non ci stancheremo mai di ripeterlo». Attivato, infine, uno Sportello anticrisi aziendale in tutti gli uffici di Confartigianato della provincia. «Ascolteremo le necessità delle imprese, associate e non, con l'ausilio di persone qualificate e cercheremo - assicura Giangiulli - di trovare soluzioni immediate».

Torna all'inizio


(sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

PESARO PRIMO PIANO pag. 3 «Via i vertici di Aspes gas e Marche Multiservizi» IL CASO MAXI BOLLETTE CESARINI CHIEDE LE DIMISSIONI NON CI STA, rilancia, chiede di fare piazza pulita dei rappresentanti politici all'interno di Marche Multiservizi e di Aspes gas. Li accusa di non aver previsto o fatto nulla per avvertire i contribuenti delle maxibollette del gas che stavano per abbattersi sulle famiglie, dovute ai maggiori consumi rispetto all'anno scorso. Per il consigliere comunale Massimo Cesarini, del gruppo misto, è tempo di assumersi le responsabilità: «Di fronte a ciò che sta succedendo, io chiedo ai rappresentanti politici delle aziende a partecipazione pubblica di prenderne atto e agire di conseguenza». Che cosa vuol dire? «Semplicemente questo: presenterò una mozione in consiglio comunale per chiedere le loro dimissioni. Vorrei far notare ai consiglieri che quei posti assegnati per vie politiche non sono comodi parcheggi indolori. C'è un ruolo da ricoprire che la politica ha voluto accaparrarsi. Bene, questo significa che oltre ai gettoni di presenza serve dare dall'altra parte un apporto vero alla comunità. E in questo caso, con bollette che superano anche i 1000 euro, quale apporto è stato dato? Io non ne ho visti». AL VERTICE di Aspes gas siede Giovanna Cecconi, presidente uscente di Marche multiservizi, dove vi è rimasta col ruolo di consigliere, oltre a Francesco Bernardini, ex sindaco di Sant'Angelo in Lizzola. Il cda di Marche Multiservizi, che controlla Aspes gas, è presieduto da Gabriele Berardi indicato dalla Provincia, consiglieri Diego Lisotti, Lorenzo Santi, Giovanna Cecconi e Fabrizio Tartaglia, gli ultimi due indicati dalla giunta comunale di Pesaro. Il presidente Berardi percepisce 50mila euro annui, i consiglieri 15mila 494 euro. Soldi, soldi, soldi, ma nessuno ha fiatato quando il monopolista (cioè Marche multiservizi) ha fatto schizzare i costi per l'allaccio del gas o dell'acqua alle famiglie. Sono prezzi stratosferici (oltre 600 euro ad utenza) imposti dal Cda e fuori della realtà. A chi rispondono di queste scelte? Image: 20090326/foto/7419.jpg

Torna all'inizio


Class Editori, nel 2008 ricavi totali in crescita dell'8,4% (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi (MarketingOggi)" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi Numero 072  pag. 18 del 26/3/2009 | Indietro Class Editori, nel 2008 ricavi totali in crescita dell'8,4% MEDIA Approvato il bilancio Il consiglio di amministrazione di Class Editori S.p.A si è riunito ieri per esaminare il progetto di bilancio 2008. Per fronteggiare la negativa situazione contingente, la casa editrice (che partecipa al capitale di questo giornale) ha impostato un piano nell'ordine di grandezza dei 15 milioni di euro su tutte le aree di business, con l'obiettivo di un recupero degli equilibri di bilancio fin dall'esercizio in corso e con la partecipazione attiva al piano di tutti i dipendenti. I quali, tra l'altro, hanno individualmente e unanimemente aderito al piano Cooperazione e Solidarietà, che prevede per 12 mesi, a partire dal mese di marzo, la riduzione volontaria dello stipendio di circa il 10%, oltre al consumo delle ferie residue entro l'anno. I ricavi totali del periodo sono stati pari a 132 milioni di euro, in aumento dell'8,4% rispetto all'esercizio precedente. L'incremento va quasi interamente attribuito al consolidamento della società MF Honyvem S.p.A. avvenuto a gennaio 2008. A parità di perimetro, i ricavi diminuiscono del 3,8%. Al consolidamento di MF Honyvem si deve anche la crescita dei costi operativi, che sono passati da 110,4 milioni di euro a 125,4 milioni, mentre a parità di perimetro sono cresciuti del 2,2%. Il margine operativo lordo (Ebitda) è risultato pari a 6,6 milioni di euro (11,4 milioni di euro nel 2007). Anche la crescita degli ammortamenti e degli accantonamenti (+18,5%) si deve al consolidamento di MF Honyvem, agli investimenti effettuati nel corso del 2008 e del 2007 (per i quali gli ammortamenti vanno a regime) e, per la differenza, alla svalutazione di crediti e allo stanziamento di fondi. Il risultato operativo di gruppo (Ebit) è negativo per 2,43 milioni di euro (+3,81 milioni di euro nel 2007). La crescita degli oneri finanziari, che peggiorano di circa 0,4 milioni di euro, si deve sia alla maggiore esposizione finanziaria dovuta all'acquisto della società MF Honyvem S.p.A. (finanziata in parte con linee bancarie) sia alla crescita dei tassi di interesse che si è registrata fino al mese di ottobre 2008. Il risultato di competenza di gruppo, dopo gli interessi di terzi e le imposte, è negativo per 2,99 milioni di euro (+0,94 milioni di euro nel 2007). La posizione finanziaria netta consolidata è pari a 23,6 milioni di euro (12,8 milioni di euro al 31 dicembre 2007), anch'essa imputabile principalmente all'acquisizione della società Honyvem S.p.A. Quanto alla diffusione di quotidiani e periodici, i dati si sono mantenuti su livelli elevati, nonostante le difficoltà globali della carta stampata. Class ha registrato (media mobile aggiornata) una diffusione di quasi 80 mila copie, Capital di oltre 85 mila e MF/Milano Finanza di 101 mila. In netta crescita (+137%) le visite sui siti internet del gruppo, trainate dall'informazione di www.milanofinanza.it e www.italiaoggi.it. La crisi del settore editoriale in atto da tempo e la più generale gravissima crisi economica globale hanno determinato il risultato di bilancio al 31 dicembre 2008. Nell'ultimo trimestre dell'anno, in particolare, la casa editrice ha risentito delle difficoltà sui mercati pubblicitari, dopo un primo semestre sostanzialmente positivo e con ricavi pubblicitari in crescita, in controtendenza rispetto al mercato. L'andamento generale dell'ultimo periodo dell'anno, invece, ha determinato una flessione complessiva dei ricavi pubblicitari che è risultata pari al 3,9% nell'esercizio, un risultato comunque migliore del mercato pubblicitario, che rispetto al 2007 ha perso il 10% sui quotidiani e il 7% sulla stampa periodica e sulla televisione (dati Nielsen). La variazione del calo dei costi è stata inferiore a quella dei ricavi, e ciò è dovuto in parte all'avvio di azioni di ristrutturazione e di integrazione della neo controllata MF Honyvem S.p.A. Nonostante la grave crisi, la casa editrice sta continuando ad investire per migliorare qualità e quantità dei media offerti, per aumentarne la conoscenza e per diversificare la presenza sul mercato, per raggiungere nuovi segmenti e migliorare il proprio posizionamento competitivo. Sul fronte della raccolta pubblicitaria, i primi due mesi del 2009 hanno fatto segnare una significativa flessione, anche se più contenuta della media del mercato, accentuata dal fatto che lo stesso periodo del 2008 era stato particolarmente positivo in termini di fatturato pubblicitario.

Torna all'inizio


Federalismo fiscale: il disegno di legge approvato dalla Camera dei Deputati (sezione: Costi dei politici)

( da "AltaLex" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Federalismo fiscale: il disegno di legge approvato dalla Camera dei Deputati Disegno di legge approvato dalla Camera il 24.03.2009 n° 1117-A Commenta | Stampa | Segnala | Condividi Il Governo sarà delegato ad adottare uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, al fine di "assicurare, attraverso la definizione dei princìpi fondamentali del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario e la definizione della perequazione, l'autonomia finanziaria di comuni, province, Città metropolitane e regioni". E' quanto prevede il Disegno di Legge in materia di federalismo fiscale (nato dalla c.d. bozza Calderoli) approvato dalla Camera dei Deputati il 24 marzo 2009. In particolare, il provvedimento prevede: istituzione di una specifica Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale; attribuzione di specifici tributi per le province e le città metropolitane; quote aggiuntive di tributi erariali per Roma capitale; ineleggibilità per gli amministratori degli enti locali responsabili di dissesto finanziario; possibilità di istituire città metropolitane possono essere istituite nell'ambito di una regione nelle aree metropolitane in cui sono compresi i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari e Napoli. Il provvedimento torna ora al Senato della Repubblica. (Altalex, 25 marzo 2009) DISEGNO DI LEGGE 24 MARZO 2009, N. 1117-A Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione. Capo I CONTENUTI E REGOLE DI COORDINAMENTO FINANZIARIO Art. 1. (Ambito di intervento) 1. La presente legge costituisce attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, assicurando autonomia di entrata e di spesa di comuni, province, città metropolitane e regioni e garantendo i princìpi di solidarietà e di coesione sociale, in maniera da sostituire gradualmente, per tutti i livelli di governo, il criterio della spesa storica e da garantire la loro massima responsabilizzazione e l'effettività e la trasparenza del controllo democratico nei confronti degli eletti. A tali fini, la presente legge reca disposizioni volte a stabilire in via esclusiva i princìpi fondamentali del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, a disciplinare l'istituzione ed il funzionamento del fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante nonché l'utilizzazione delle risorse aggiuntive e l'effettuazione degli interventi speciali di cui all'articolo 119, quinto comma, della Costituzione perseguendo lo sviluppo delle aree sottoutilizzate nella prospettiva del superamento del dualismo economico del Paese. Disciplina altresì i princìpi generali per l'attribuzione di un proprio patrimonio a comuni, province, città metropolitane e regioni e detta norme transitorie sull'ordinamento, anche finanziario, di Roma capitale. 2. Alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano si applicano, in conformità con gli statuti, esclusivamente le disposizioni di cui agli articoli 14, 21 e 25. Art. 2. (Oggetto e finalità) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, al fine di assicurare, attraverso la definizione dei princìpi fondamentali del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario e la definizione della perequazione, l'autonomia finanziaria di comuni, province, città metropolitane e regioni. 2. Fermi restando gli specifici princìpi e criteri direttivi stabiliti dalle disposizioni di cui agli articoli 5, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 19, 20, 21, 23, 24, 24-bis, 26 e 27, i decreti legislativi di cui al comma 1 del presente articolo sono informati ai seguenti princìpi e criteri direttivi generali: a) autonomia di entrata e di spesa e maggiore responsabilizzazione amministrativa, finanziaria e contabile di tutti i livelli di governo; b) lealtà istituzionale fra tutti i livelli di governo e concorso di tutte le amministrazioni pubbliche al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica nazionale in coerenza con i vincoli posti dall'Unione europea e dai trattati internazionali; c) razionalità e coerenza dei singoli tributi e del sistema tributario nel suo complesso; semplificazione del sistema tributario, riduzione degli adempimenti a carico dei contribuenti, trasparenza del prelievo, efficienza nell'amministrazione dei tributi; rispetto dei princìpi sanciti dallo statuto dei diritti del contribuente di cui alla legge 27 luglio 2000, n. 212; d) coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali nell'attività di contrasto all'evasione e all'elusione fiscale prevedendo meccanismi di carattere premiale; e) attribuzione di risorse autonome ai comuni, alle province, alle città metropolitane e alle regioni, in relazione alle rispettive competenze, secondo il principio di territorialità e nel rispetto del principio di solidarietà e dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza di cui all'articolo 118 della Costituzione; le risorse derivanti dai tributi e dalle entrate propri di regioni ed enti locali, dalle compartecipazioni al gettito di tributi erariali e dal fondo perequativo consentono di finanziare integralmente il normale esercizio delle funzioni pubbliche attribuite; f) determinazione del costo e del fabbisogno standard quale costo e fabbisogno che, valorizzando l'efficienza e l'efficacia, costituisce l'indicatore rispetto al quale comparare e valutare l'azione pubblica; definizione degli obiettivi di servizio cui devono tendere le amministrazioni regionali e locali nell'esercizio delle funzioni riconducibili ai livelli essenziali delle prestazioni o alle funzioni fondamentali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettere m) e p), della Costituzione; g) adozione per le proprie politiche di bilancio da parte di regioni, città metropolitane, province e comuni di regole coerenti con quelle derivanti dall'applicazione del patto di stabilità e crescita; h) individuazione dei princìpi fondamentali dell'armonizzazione dei bilanci pubblici, in modo da assicurare la redazione dei bilanci di comuni, province, città metropolitane e regioni in base a criteri predefiniti e uniformi, concordati in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, di seguito denominata «Conferenza unificata», coerenti con quelli che disciplinano la redazione del bilancio dello Stato. La registrazione delle poste di entrata e di spesa nei bilanci dello Stato, delle regioni, delle città metropolitane, delle province e dei comuni deve essere eseguita in forme che consentano di ricondurre tali poste ai criteri rilevanti per l'osservanza del patto di stabilità e crescita; al fine di dare attuazione agli articoli 9 e 13, individuazione del termine entro il quale regioni ed enti locali devono comunicare al Governo i propri bilanci preventivi e consuntivi, come approvati, e previsione di sanzioni ai sensi dell'articolo 16, comma 1, lettera e) in caso di mancato rispetto di tale termine; individuazione dei princìpi fondamentali per la redazione, entro un determinato termine, dei bilanci consolidati delle regioni e degli enti locali in modo tale da assicurare le informazioni relative ai servizi esternalizzati, con previsione di sanzioni ai sensi dell'articolo 16, comma 1, lettera e) a carico dell'ente in caso di mancato rispetto di tale termine; h-bis) prevedere l'obbligo di pubblicazione su siti internet dei bilanci delle regioni, dei comuni, delle province e delle città metropolitane, tali da riportare in modo semplificato le entrate e le spese pro capite secondo modelli uniformi concordati in sede di Conferenza unificata; i) salvaguardia dell'obiettivo di non alterare il criterio della progressività del sistema tributario e rispetto del principio della capacità contributiva ai fini del concorso alle spese pubbliche; l) superamento graduale, per tutti i livelli istituzionali, del criterio della spesa storica a favore: 1) del fabbisogno standard per il finanziamento dei livelli essenziali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, e delle funzioni fondamentali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione; 2) della perequazione della capacità fiscale per le altre funzioni; m) rispetto della ripartizione delle competenze legislative fra Stato e regioni in tema di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; n) esclusione di ogni doppia imposizione sul medesimo presupposto, salvo le addizionali previste dalla legge statale o regionale; o) tendenziale correlazione tra prelievo fiscale e beneficio connesso alle funzioni esercitate sul territorio in modo da favorire la corrispondenza tra responsabilità finanziaria e amministrativa; continenza e responsabilità nell'imposizione di tributi propri; p) previsione che la legge regionale possa, con riguardo ai presupposti non assoggettati ad imposizione da parte dello Stato: 1) istituire tributi regionali e locali; 2) determinare le variazioni delle aliquote o le agevolazioni che comuni, province e città metropolitane possono applicare nell'esercizio della propria autonomia con riferimento ai tributi locali di cui al numero 1); 3) valutare la modulazione delle accise sulla benzina, sul gasolio e sul gas di petrolio liquefatto, utilizzati dai cittadini residenti e dalle imprese con sede legale e operativa nelle regioni interessate dalle concessioni di coltivazione di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625; p-bis) previsione che la legge regionale possa, nel rispetto della normativa comunitaria e nei limiti stabiliti dalla legge statale, valutare la modulazione delle accise sulla benzina, sul gasolio e sul gas di petrolio liquefatto, utilizzati dai cittadini residenti e dalle imprese con sede legale e operativa nelle regioni interessate dalle concessioni di coltivazione di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625; q) facoltà delle regioni di istituire a favore degli enti locali compartecipazioni al gettito dei tributi e delle compartecipazioni regionali; r)esclusione di interventi sulle basi imponibili e sulle aliquote dei tributi che non siano del proprio livello di governo; ove i predetti interventi siano effettuati dallo Stato sulle basi imponibili e sulle aliquote riguardanti i tributi degli enti locali e quelli di cui all'articolo 7, comma 1, lettera b), numeri 1) e 2), essi sono possibili, a parità di funzioni amministrative conferite, solo se prevedono la contestuale adozione di misure per la completa compensazione tramite modifica di aliquota o attribuzione di altri tributi e previa quantificazione finanziaria delle predette misure nella Conferenza di cui all'articolo 5; se i predetti interventi sono accompagnati da una riduzione di funzioni amministrative dei livelli di governo i cui tributi sono oggetto degli interventi medesimi, la compensazione è effettuata in misura corrispondente alla riduzione delle funzioni; s) previsione di strumenti e meccanismi di accertamento e di riscossione che assicurino modalità efficienti di accreditamento diretto o di riversamento automatico del riscosso agli enti titolari del tributo; previsione che i tributi erariali compartecipati abbiano integrale evidenza contabile nel bilancio dello Stato; t) definizione di modalità che assicurino a ciascun soggetto titolare del tributo l'accesso diretto alle anagrafi e a ogni altra banca dati utile alle attività di gestione tributaria, assicurando il rispetto della normativa a tutela della riservatezza dei dati personali; u) premialità dei comportamenti virtuosi ed efficienti nell'esercizio della potestà tributaria, nella gestione finanziaria ed economica e previsione di meccanismi sanzionatori per gli enti che non rispettano gli equilibri economico-finanziari o non assicurano i livelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione o l'esercizio delle funzioni fondamentali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione; previsione delle specifiche modalità attraverso le quali il Governo, nel caso in cui la regione o l'ente locale non assicuri i livelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, o l'esercizio delle funzioni fondamentali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione, o qualora gli scostamenti dal patto di convergenza di cui all'articolo 17 della presente legge abbiano caratteristiche permanenti e sistematiche, adotta misure sanzionatorie, ai sensi dell'articolo 16, comma 1, lettera e), che sono commisurate all'entità di tali scostamenti e possono comportare l'applicazione di misure automatiche per l'incremento delle entrate tributarie ed extratributarie e può esercitare nei casi più gravi il potere sostitutivo di cui all'articolo 120, secondo comma, della Costituzione, secondo quanto disposto dall'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, e secondo il principio di responsabilità amministrativa e finanziaria; v) previsione che le sanzioni di cui alla lettera u) a carico degli enti inadempienti si applichino anche nel caso di mancato rispetto dei criteri uniformi di redazione dei bilanci, predefiniti ai sensi della lettera h) o nel caso di mancata o tardiva comunicazione dei dati ai fini del coordinamento della finanza pubblica; z) garanzia del mantenimento di un adeguato livello di flessibilità fiscale nella costituzione di insiemi di tributi e compartecipazioni, da attribuire alle regioni e agli enti locali, la cui composizione sia rappresentata in misura rilevante da tributi manovrabili, con determinazione, per ciascun livello di governo, di un adeguato grado di autonomia di entrata, derivante da tali tributi; aa) previsione di una adeguata flessibilità fiscale articolata su più tributi con una base imponibile stabile e distribuita in modo tendenzialmente uniforme sul territorio nazionale, tale da consentire a tutte le regioni ed enti locali, comprese quelle a più basso potenziale fiscale, di finanziare, attivando le proprie potenzialità, il livello di spesa non riconducibile ai livelli essenziali delle prestazioni e alle funzioni fondamentali degli enti locali; bb) trasparenza ed efficienza delle decisioni di entrata e di spesa, rivolte a garantire l'effettiva attuazione dei princìpi di efficacia, efficienza ed economicità di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b); cc) riduzione della imposizione fiscale statale in misura corrispondente alla più ampia autonomia di entrata di regioni ed enti locali calcolata ad aliquota standard e corrispondente riduzione delle risorse statali umane e strumentali; eliminazione dal bilancio dello Stato delle previsioni di spesa relative al finanziamento delle funzioni attribuite a regioni, province, comuni e città metropolitane, con esclusione dei fondi perequativi e delle risorse per gli interventi di cui all'articolo 119, quinto comma, della Costituzione; dd) definizione di una disciplina dei tributi locali in modo da consentire anche una più piena valorizzazione della sussidiarietà orizzontale; dd-bis) individuazione di strumenti idonei a favorire la piena attuazione degli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione, con riguardo ai diritti e alla formazione della famiglia e all'adempimento dei relativi compiti; ee) territorialità dei tributi regionali e locali e riferibilità al territorio delle compartecipazioni al gettito dei tributi erariali, in conformità a quanto previsto dall'articolo 119 della Costituzione; ff) tendenziale corrispondenza tra autonomia impositiva e autonomia di gestione delle proprie risorse umane e strumentali da parte del settore pubblico; previsione di strumenti che consentano autonomia ai diversi livelli di governo nella gestione della contrattazione collettiva; gg) certezza delle risorse e stabilità tendenziale del quadro di finanziamento, in misura corrispondente alle funzioni attribuite; hh) individuazione, in conformità con il diritto comunitario, di forme di fiscalità di sviluppo, con particolare riguardo alla creazione di nuove attività di impresa nelle aree sottoutilizzate. 3. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, del Ministro per le riforme per il federalismo, del Ministro per la semplificazione normativa, del Ministro per i rapporti con le regioni e del Ministro per le politiche europee, di concerto con il Ministro dell'interno, con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e con gli altri Ministri volta a volta competenti nelle materie oggetto di tali decreti. Gli schemi di decreto legislativo, previa intesa da sancire in sede di Conferenza unificata ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono trasmessi alle Camere, ciascuno corredato da relazione tecnica che evidenzi gli effetti delle disposizioni recate dal medesimo schema di decreto sul saldo netto da finanziare, sull'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche e sul fabbisogno del settore pubblico, perché su di essi sia espresso il parere della Commissione di cui all'articolo 3 e delle Commissioni parlamentari competenti per le conseguenze di carattere finanziario, entro sessanta giorni dalla trasmissione. In mancanza di intesa nel termine di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, il Consiglio dei ministri delibera, approvando una relazione che è trasmessa alle Camere. Nella relazione sono indicate le specifiche motivazioni per cui l'intesa non è stata raggiunta. 4. Decorso il termine per l'espressione dei pareri di cui al comma 3, i decreti possono essere comunque adottati. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, ritrasmette i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni e rende comunicazioni davanti a ciascuna Camera. Decorsi trenta giorni dalla data della nuova trasmissione, i decreti possono comunque essere adottati in via definitiva dal Governo. Il Governo, qualora, anche a seguito dell'espressione dei pareri parlamentari, non intenda conformarsi all'intesa raggiunta in Conferenza unificata, trasmette alle Camere e alla stessa Conferenza unificata una relazione nella quale sono indicate le specifiche motivazioni di difformità dall'intesa. 5. Il Governo assicura, nella predisposizione dei decreti legislativi di cui al comma 1, piena collaborazione con le regioni e gli enti locali. 6. Almeno uno dei decreti legislativi di cui al comma 1 è adottato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge e reca i princìpi fondamentali in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici di cui al comma 2, lettera h). Un altro decreto legislativo, da adottare entro il termine previsto al comma 1 del presente articolo, contiene la determinazione dei costi e dei fabbisogni standard sulla base dei livelli essenziali delle prestazioni di cui al comma 1-bis dell'articolo 19. Contestualmente all'adozione del primo schema di decreto legislativo, il Governo trasmette alle Camere, in allegato a tale schema, una relazione concernente il quadro generale di finanziamento degli enti territoriali ed ipotesi di definizione su base quantitativa della struttura fondamentale dei rapporti finanziari tra lo Stato, le regioni a statuto ordinario e a statuto speciale, le province autonome e gli enti locali, con l'indicazione delle possibili distribuzioni delle risorse. 7. Entro due anni dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al comma 1, possono essere adottati decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi previsti dalla presente legge e con la procedura di cui ai commi 3 e 4. Art. 3. (Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale) 1. È istituita la Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, composta da quindici senatori e da quindici deputati, nominati rispettivamente tra i componenti della stessa dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati d'intesa tra loro, su designazione dei gruppi parlamentari, in modo da rispecchiarne la proporzione. Il presidente della Commissione è nominato dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati. La Commissione si riunisce per la sua prima seduta entro venti giorni dalla nomina del presidente, per l'elezione di due vicepresidenti e di due segretari che, insieme con il presidente, compongono l'ufficio di presidenza. Gli oneri connessi alla partecipazione alle riunioni del Comitato di cui al comma 2 sono a carico dei rispettivi soggetti istituzionali rappresentati, i quali provvedono a valere sugli ordinari stanziamenti di bilancio e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Ai componenti del Comitato di cui al comma 2 non spetta alcun compenso. 1-bis. L'attività e il funzionamento della Commissione sono disciplinati da un regolamento interno approvato dalla Commissione stessa prima dell'inizio dei propri lavori. 1-ter. Gli oneri derivanti dall'istituzione e dal funzionamento della Commissione sono posti per metà a carico del bilancio interno del Senato della Repubblica e per metà a carico del bilancio interno della Camera dei deputati. 2. Al fine di assicurare il raccordo della Commissione con le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni, è istituito un Comitato di rappresentanti delle autonomie territoriali, nominato dalla componente rappresentativa delle regioni e degli enti locali nell'ambito della Conferenza unificata. Il Comitato, che si riunisce, previo assenso dei rispettivi Presidenti, presso le sedi della Camera dei deputati o del Senato della Repubblica, è composto da dodici membri dei quali sei in rappresentanza delle regioni, due in rappresentanza delle province e quattro in rappresentanza dei comuni. La Commissione, ogniqualvolta lo ritenga necessario, procede allo svolgimento di audizioni del Comitato e ne acquisisce il parere. 3. La Commissione: a) esprime i pareri sugli schemi dei decreti legislativi di cui all'articolo 2; b) verifica lo stato di attuazione di quanto previsto dalla presente legge e ne riferisce ogni sei mesi alle Camere fino alla conclusione della fase transitoria di cui agli articoli 19 e 20. A tal fine può ottenere tutte le informazioni necessarie dalla Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale di cui all'articolo 4 o dalla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica di cui all'articolo 5; b-bis) sulla base dell'attività conoscitiva svolta, formula osservazioni e fornisce al Governo elementi di valutazione utili alla predisposizione dei decreti legislativi di cui all'articolo 2. 4. La Commissione può chiedere ai Presidenti delle Camere una proroga di venti giorni per l'espressione del parere, qualora ciò si renda necessario per la complessità della materia o per il numero di schemi trasmessi nello stesso periodo all'esame della Commissione. Con la proroga del termine per l'espressione del parere si intende prorogato di venti giorni anche il termine finale per l'esercizio della delega, e ai Consigli regionali e delle province autonome, su richiesta di ciascuno di essi. Qualora il termine per l'espressione del parere scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine finale per l'esercizio della delega, quest'ultimo è prorogato di novanta giorni. 5. La Commissione è sciolta al termine della fase transitoria di cui agli articoli 19 e 20. Art. 4. (Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale) 1. Al fine di acquisire ed elaborare elementi conoscitivi per la predisposizione dei contenuti dei decreti legislativi di cui all'articolo 2, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituita, presso il Ministero dell'economia e delle finanze, una Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale, di seguito denominata «Commissione», formata da trenta componenti e composta per metà da rappresentanti tecnici dello Stato e per metà da rappresentanti tecnici degli enti di cui all'articolo 114, secondo comma, della Costituzione. Partecipano alle riunioni della Commissione un rappresentante tecnico della Camera dei deputati e uno del Senato della Repubblica, designati dai rispettivi Presidenti, nonché un rappresentante tecnico delle Assemblee legislative regionali e delle province autonome, designato d'intesa tra di loro nell'ambito della Conferenza dei presidenti dell'Assemblea, dei Consigli regionali e delle province autonome di cui agli articoli 5, 8 e 15 della legge 4 febbraio 2005, n. 11. 2. La Commissione è sede di condivisione delle basi informative finanziarie, economiche e tributarie, promuove la realizzazione delle rilevazioni e delle attività necessarie per soddisfare gli eventuali ulteriori fabbisogni informativi e svolge attività consultiva per il riordino dell'ordinamento finanziario di comuni, province, città metropolitane e regioni e delle relazioni finanziarie intergovernative. A tale fine, le amministrazioni statali, regionali e locali forniscono i necessari elementi informativi sui dati finanziari, economici e tributari. 3. La Commissione adotta, nella sua prima seduta, da convocare entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 1, la tempistica e la disciplina procedurale dei propri lavori. 4. La Commissione opera nell'ambito della Conferenza unificata e svolge le funzioni di segreteria tecnica della Conferenza di cui all'articolo 5 a decorrere dall'istituzione di quest'ultima. Trasmette informazioni e dati alle Camere, su richiesta di ciascuna di esse. Art. 5. (Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2 prevedono l'istituzione, nell'ambito della Conferenza unificata, della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica come organismo stabile di coordinamento della finanza pubblica, di seguito denominata «Conferenza», di cui fanno parte i rappresentanti dei diversi livelli istituzionali di governo, e ne disciplinano il funzionamento e la composizione, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) la Conferenza concorre alla definizione degli obiettivi di finanza pubblica per comparto, anche in relazione ai livelli di pressione fiscale e di indebitamento; concorre alla definizione delle procedure per accertare eventuali scostamenti dagli obiettivi di finanza pubblica e promuove l'attivazione degli eventuali interventi necessari per il rispetto di tali obiettivi, in particolare per ciò che concerne la procedura del Patto di convergenza di cui all'articolo 17; verifica la loro attuazione ed efficacia; avanza proposte per la determinazione degli indici di virtuosità e dei relativi incentivi; vigila sull'applicazione dei meccanismi di premialità, sul rispetto dei meccanismi sanzionatori e sul loro funzionamento; b) la Conferenza propone criteri per il corretto utilizzo dei fondi perequativi secondo princìpi di efficacia, efficienza e trasparenza e ne verifica l'applicazione; c) la Conferenza verifica l'utilizzo dei fondi per gli interventi di cui all'articolo 15; d) la Conferenza assicura la verifica periodica del funzionamento del nuovo ordinamento finanziario di comuni, province, città metropolitane e regioni, ivi compresa la congruità di cui all'articolo 10, comma 1, lettera d); assicura altresì la verifica delle relazioni finanziarie tra i livelli diversi di governo e l'adeguatezza delle risorse finanziarie di ciascun livello di governo rispetto alle funzioni svolte, proponendo eventuali modifiche o adeguamenti del sistema; e) la Conferenza verifica la congruità dei dati e delle basi informative finanziarie e tributarie, fornite dalle amministrazioni territoriali; e-bis) la Conferenza mette a disposizione della Camera dei deputati, del Senato della Repubblica, dei consigli regionali e di quelli delle province autonome tutti gli elementi informativi raccolti; f) la Conferenza si avvale della Commissione di cui all'articolo 4 quale segreteria tecnica per lo svolgimento delle attività istruttorie e di supporto necessarie; a tali fini, è istituita una banca dati comprendente indicatori di costo, di copertura e di qualità dei servizi, utilizzati per definire i costi e i fabbisogni standard e gli obiettivi di servizio nonché per valutare il grado di raggiungimento degli obiettivi di servizio; g) la Conferenza verifica periodicamente la realizzazione del percorso di convergenza ai costi e ai fabbisogni standard nonché agli obiettivi di servizio e promuove la conciliazione degli interessi tra i diversi livelli di governo interessati all'attuazione delle norme sul federalismo fiscale, oggetto di confronto e di valutazione congiunta in sede di Conferenza unificata. 2. Le determinazioni della Conferenza sono trasmesse alle Camere. Art. 6. (Compiti della Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria) 1. All'articolo 2, primo comma, della legge 27 marzo 1976, n. 60, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonché il compito di effettuare indagini conoscitive e ricerche sulla gestione dei servizi di accertamento e riscossione dei tributi locali, vigilando altresì sui sistemi informativi ad essi riferibili». Capo II RAPPORTI FINANZIARI STATO-REGIONI Art. 7. (Princìpi e criteri direttivi relativi ai tributi delle regioni e alle compartecipazioni al gettito dei tributi erariali) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2 disciplinano i tributi delle regioni, in base ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a) le regioni dispongono di tributi e di compartecipazioni al gettito dei tributi erariali, in via prioritaria a quello dell'IVA, in grado di finanziare le spese derivanti dall'esercizio delle funzioni nelle materie che la Costituzione attribuisce alla loro competenza esclusiva e concorrente nonché le spese relative a materie di competenza esclusiva statale, in relazione alle quali le regioni esercitano competenze amministrative; b) per tributi delle regioni si intendono: 1) i tributi propri derivati, istituiti e regolati da leggi statali, il cui gettito è attribuito alle regioni; 2) le addizionali sulle basi imponibili dei tributi erariali; 3) i tributi propri istituiti dalle regioni con proprie leggi in relazione ai presupposti non già assoggettati ad imposizione erariale; c) per una parte dei tributi di cui alla lettera b), numero 1), le regioni, con propria legge, possono modificare le aliquote e disporre esenzioni, detrazioni e deduzioni nei limiti e secondo criteri fissati dalla legislazione statale e nel rispetto della normativa comunitaria; per i tributi di cui alla lettera b), numero 2, le regioni, con propria legge, possono introdurre variazioni percentuali delle aliquote delle addizionali e possono disporre detrazioni entro i limiti fissati dalla legislazione statale; d) le modalità di attribuzione alle regioni del gettito dei tributi regionali istituiti con legge dello Stato e delle compartecipazioni ai tributi erariali sono definite in conformità al principio di territorialità di cui all'articolo 119 della Costituzione. A tal fine, le suddette modalità devono tenere conto: 1) del luogo di consumo, per i tributi aventi quale presupposto i consumi; per i servizi, il luogo di consumo può essere identificato nel domicilio del soggetto fruitore finale; 2) della localizzazione dei cespiti, per i tributi basati sul patrimonio; 3) del luogo di prestazione del lavoro, per i tributi basati sulla produzione; 4) della residenza del percettore, per i tributi riferiti ai redditi delle persone fisiche; e) il gettito dei tributi regionali derivati e le compartecipazioni al gettito dei tributi erariali sono senza vincolo di destinazione. Art. 8. (Princìpi e criteri direttivi sulle modalità di esercizio delle competenze legislative e sui mezzi di finanziamento) 1. Al fine di adeguare le regole di finanziamento alla diversa natura delle funzioni spettanti alle regioni, nonché al principio di autonomia di entrata e di spesa fissato dall'articolo 119 della Costituzione, i decreti legislativi di cui all'articolo 2 sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) classificazione delle spese connesse a materie di competenza legislativa di cui all'articolo 117, terzo e quarto comma, della Costituzione nonché delle spese relative a materie di competenza esclusiva statale, in relazione alle quali le regioni esercitano competenze amministrative; tali spese sono: 1) spese riconducibili al vincolo dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione; 2) spese non riconducibili al vincolo di cui al numero 1); 3) spese finanziate con i contributi speciali, con i finanziamenti dell'Unione europea e con i cofinanziamenti nazionali di cui all'articolo 15; b) definizione delle modalità per cui le spese riconducibili alla lettera a), numero 1), sono determinate nel rispetto dei costi standard associati ai livelli essenziali delle prestazioni fissati dalla legge statale in piena collaborazione con le regioni e gli enti locali, da erogare in condizioni di efficienza e di appropriatezza su tutto il territorio nazionale; c) definizione delle modalità per cui per la spesa per il trasporto pubblico locale, nella determinazione dell'ammontare del finanziamento, si tiene conto della fornitura di un livello adeguato del servizio su tutto il territorio nazionale nonché dei costi standard; d) definizione delle modalità per cui le spese di cui alla lettera a), numero 1), sono finanziate con il gettito, valutato ad aliquota e base imponibile uniformi, di tributi propri derivati, di cui all'articolo 7, comma 1, lettera b), numero 1), dell'addizionale regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche e della compartecipazione regionale all'IVA nonché con quote specifiche del fondo perequativo, in modo tale da garantire nelle predette condizioni il finanziamento integrale in ciascuna regione; in via transitoria, le spese di cui al primo periodo sono finanziate anche con il gettito dell'IRAP fino alla data della sua sostituzione con altri tributi; e) definizione delle modalità per cui le spese di cui alla lettera a), numero 2), sono finanziate con il gettito dei tributi di cui all'articolo 7, comma 1, lettera b, e con quote del fondo perequativo di cui all'articolo 9; [f)] g) soppressione dei trasferimenti statali diretti al finanziamento delle spese di cui alla lettera a), numeri 1) e 2), ad eccezione dei contributi erariali in essere sulle rate di ammortamento dei mutui contratti dalle regioni; h) definizione delle modalità per cui le aliquote dei tributi e delle compartecipazioni destinati al finanziamento delle spese di cui alla lettera a), numero 1), sono determinate al livello minimo assoluto sufficiente ad assicurare il pieno finanziamento del fabbisogno corrispondente ai livelli essenziali delle prestazioni, valutati secondo quanto previsto dalla lettera b), in una sola regione; definizione, altresì, delle modalità per cui al finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni nelle regioni ove il gettito tributario è insufficiente concorrono le quote del fondo perequativo di cui all'articolo 9; i) definizione delle modalità per cui l'importo complessivo dei trasferimenti statali diretti al finanziamento delle spese di cui alla lettera a), numero 2), fatta eccezione per quelli già destinati al fondo perequativo di cui all'articolo 3, commi 2 e 3, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e attualmente corrisposti a valere sul gettito IRAP, è sostituito dal gettito derivante dall'aliquota media di equilibrio dell'addizionale regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche. Il nuovo valore dell'aliquota deve essere stabilito sul livello sufficiente ad assicurare al complesso delle regioni un ammontare di risorse tale da pareggiare esattamente l'importo complessivo dei trasferimenti soppressi; l) definizione delle modalità per cui agli oneri delle funzioni amministrative eventualmente trasferite dallo Stato alle regioni, in attuazione dell'articolo 118 della Costituzione, si provvede con adeguate forme di copertura finanziaria coerenti con i princìpi della presente legge e secondo le modalità di cui all'articolo 7 della legge 5 giugno 2003, n. 131, e successive modificazioni. 2. Nelle forme in cui le singole regioni daranno seguito all'intesa Stato-regioni sull'istruzione, al relativo finanziamento si provvede secondo quanto previsto dal presente articolo per le spese riconducibili al comma 1, lettera a), numero 1). 3. Nelle spese di cui al comma 1, lettera a), numero 1), sono comprese quelle per la sanità, l'assistenza e, per quanto riguarda l'istruzione, le spese per lo svolgimento delle funzioni amministrative attribuite alle regioni dalle norme vigenti. Art. 9. (Princìpi e criteri direttivi in ordine alla determinazione dell'entità e del riparto del fondo perequativo a favore delle regioni) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, in relazione alla determinazione dell'entità e del riparto del fondo perequativo statale di carattere verticale a favore delle regioni, in attuazione degli articoli 117, secondo comma, lettera e), e 119, terzo comma, della Costituzione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) istituzione del fondo perequativo a favore delle regioni con minore capacità fiscale per abitante, alimentato dal gettito prodotto da una compartecipazione al gettito dell'IVA assegnata per le spese di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 1), nonché da una quota del gettito del tributo regionale di cui all'articolo 8, comma 1, lettera i), per le spese di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 2); le quote del fondo sono assegnate senza vincolo di destinazione; b) applicazione del principio di perequazione delle differenze delle capacità fiscali in modo tale da ridurre adeguatamente le differenze tra i territori con diverse capacità fiscali per abitante senza alterarne l'ordine e senza impedirne la modifica nel tempo conseguente all'evoluzione del quadro economico-territoriale; c) definizione delle modalità per cui le risorse del fondo devono finanziare: 1) la differenza tra il fabbisogno finanziario necessario alla copertura delle spese di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 1), calcolate con le modalità di cui alla lettera b) del medesimo comma 1 dell'articolo 8 e il gettito regionale dei tributi ad esse dedicati, determinato con l'esclusione delle variazioni di gettito prodotte dall'esercizio dell'autonomia tributaria nonché dall'emersione della base imponibile riferibile al concorso regionale nell'attività di recupero fiscale, in modo da assicurare l'integrale copertura delle spese corrispondenti al fabbisogno standard per i livelli essenziali delle prestazioni; 2) le esigenze finanziarie derivanti dalla lettera g) del presente articolo; d) definizione delle modalità per cui la determinazione delle spettanze di ciascuna regione sul fondo perequativo tiene conto delle capacità fiscali da perequare e dei vincoli risultanti dalla legislazione intervenuta in attuazione dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, in modo da assicurare l'integrale copertura delle spese al fabbisogno standard; e) è garantita la copertura del differenziale certificato positivo tra i dati previsionali e l'effettivo gettito dei tributi, escluso il gettito derivante dalla lotta all'evasione e all'elusione fiscale, alla regione con riferimento alla quale è stato determinato il livello minimo sufficiente delle aliquote dei tributi ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettere d) e h), tali da assicurare l'integrale finanziamento delle spese per i livelli essenziali delle prestazioni; nel caso in cui l'effettivo gettito dei tributi sia superiore ai dati previsionali, il differenziale certificato è acquisito al bilancio dello Stato; f) definizione delle modalità per cui le quote del fondo perequativo per le spese di parte corrente per il trasporto pubblico locale sono assegnate in modo da ridurre adeguatamente le differenze tra i territori con diverse capacità fiscali per abitante e, per le spese in conto capitale, tenendo conto del fabbisogno standard di cui è assicurata l'integrale copertura; g) definizione delle modalità in base alle quali per le spese di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 2), le quote del fondo perequativo sono assegnate in base ai seguenti criteri: 1) le regioni con maggiore capacità fiscale, ossia quelle nelle quali il gettito per abitante del tributo regionale di cui all'articolo 8, comma 1, lettera i), supera il gettito medio nazionale per abitante, non ricevono risorse dal fondo; 2) le regioni con minore capacità fiscale, ossia quelle nelle quali il gettito per abitante del tributo regionale di cui all'articolo 8, comma 1, lettera i), è inferiore al gettito medio nazionale per abitante, partecipano alla ripartizione del fondo perequativo, alimentato da una quota del gettito prodotto nelle altre regioni, in relazione all'obiettivo di ridurre le differenze interregionali di gettito per abitante per il medesimo tributo rispetto al gettito medio nazionale per abitante; 3) la ripartizione del fondo perequativo tiene conto, per le regioni con popolazione al di sotto di una soglia da individuare con i decreti legislativi di cui all'articolo 2, del fattore della dimensione demografica in relazione inversa alla dimensione demografica stessa; h) definizione delle modalità per cui le quote del fondo perequativo risultanti dalla applicazione della lettera d) sono distintamente indicate nelle assegnazioni annuali. L'indicazione non comporta vincoli di destinazione. Art. 10. (Princìpi e criteri direttivi concernenti il finanziamento delle funzioni trasferite alle regioni) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riferimento al finanziamento delle funzioni trasferite alle regioni, nelle materie di loro competenza legislativa ai sensi dell'articolo 117, terzo e quarto comma, della Costituzione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) cancellazione dei relativi stanziamenti di spesa, comprensivi dei costi del personale e di funzionamento, nel bilancio dello Stato; b) riduzione delle aliquote dei tributi erariali e corrispondente aumento: 1) per le spese di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 1), dei tributi di cui all'articolo 7, comma 1, lettera b), numeri 1) e 2); 2) per le spese di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 2), del tributo regionale di cui all'articolo 8, comma 1, lettera i), fatto salvo quanto previsto dall'articolo 25, comma 4; c) aumento dell'aliquota della compartecipazione regionale al gettito dell'IVA destinata ad alimentare il fondo perequativo a favore delle regioni con minore capacità fiscale per abitante ovvero della compartecipazione all'imposta sul reddito delle persone fisiche; d) definizione delle modalità secondo le quali si effettua la verifica periodica della congruità dei tributi presi a riferimento per la copertura del fabbisogno standard di cui all'articolo 8, comma 1, lettera h), sia in termini di gettito sia in termini di correlazione con le funzioni svolte. Capo III FINANZA DEGLI ENTI LOCALI Art. 11. (Princìpi e criteri direttivi concernenti il finanziamento delle funzioni di comuni, province e città metropolitane) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riguardo al finanziamento delle funzioni di comuni, province e città metropolitane, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) classificazione delle spese relative alle funzioni di comuni, province e città metropolitane, in: 1) spese riconducibili alle funzioni fondamentali ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione, come individuate dalla legislazione statale; 2) spese relative alle altre funzioni; 3) spese finanziate con i contributi speciali, con i finanziamenti dell'Unione europea e con i cofinanziamenti nazionali di cui all'articolo 15; b) definizione delle modalità per cui il finanziamento delle spese di cui alla lettera a), numero 1), e dei livelli essenziali delle prestazioni eventualmente da esse implicate avviene in modo da garantirne il finanziamento integrale in base al fabbisogno standard ed è assicurato dai tributi propri, da compartecipazioni al gettito di tributi erariali e regionali, da addizionali a tali tributi, la cui manovrabilità è stabilita tenendo conto della dimensione demografica dei comuni per fasce, e dal fondo perequativo; c) definizione delle modalità per cui le spese di cui alla lettera a), numero 2), sono finanziate con il gettito dei tributi propri, con compartecipazioni al gettito di tributi e con il fondo perequativo basato sulla capacità fiscale per abitante; d) definizione delle modalità per tenere conto del trasferimento di ulteriori funzioni ai comuni, alle province e alle città metropolitane ai sensi dell'articolo 118 della Costituzione e secondo le modalità di cui all'articolo 7 della legge 5 giugno 2003, n. 131, al fine di assicurare, per il complesso degli enti, l'integrale finanziamento di tali funzioni, ove non si sia provveduto contestualmente al finanziamento ed al trasferimento; e) soppressione dei trasferimenti statali e regionali diretti al finanziamento delle spese di cui alla lettera a), numeri 1) e 2), ad eccezione degli stanziamenti destinati ai fondi perequativi ai sensi dell'articolo 13 e dei contributi erariali e regionali in essere sulle rate di ammortamento dei mutui contratti dagli enti locali; f) il gettito delle compartecipazioni a tributi erariali e regionali è senza vincolo di destinazione; g) valutazione dell'adeguatezza delle dimensioni demografiche e territoriali degli enti locali per l'ottimale svolgimento delle rispettive funzioni e salvaguardia delle peculiarità territoriali, con particolare riferimento alla specificità dei piccoli comuni, ove, associandosi, raggiungano una popolazione complessiva non inferiore a una soglia determinata con i decreti legislativi di cui all'articolo 2, dei territori montani e delle isole minori. Art. 12. (Princìpi e criteri direttivi concernenti il coordinamento e l'autonomia di entrata e di spesa degli enti locali) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riferimento al coordinamento ed all'autonomia di entrata e di spesa degli enti locali, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) la legge statale individua i tributi propri dei comuni e delle province, anche in sostituzione o trasformazione di tributi già esistenti e anche attraverso l'attribuzione agli stessi comuni e province di tributi o parti di tributi già erariali; ne definisce presupposti, soggetti passivi e basi imponibili; stabilisce, garantendo una adeguata flessibilità, le aliquote di riferimento valide per tutto il territorio nazionale; b) definizione delle modalità secondo cui le spese dei comuni relative alle funzioni fondamentali di cui all'articolo 11, comma 1, lettera a), numero 1), sono prioritariamente finanziate da una o più delle seguenti fonti: dal gettito derivante da una compartecipazione all'IVA, dal gettito derivante da una compartecipazione all'imposta sul reddito delle persone fisiche, dalla imposizione immobiliare, con esclusione della tassazione patrimoniale sull'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo secondo quanto previsto dalla legislazione vigente alla data di entrata in vigore della presente legge in materia di imposta comunale sugli immobili, ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126; c) definizione delle modalità secondo cui le spese delle province relative alle funzioni fondamentali di cui all'articolo 11, comma 1, lettera a), numero 1), sono prioritariamente finanziate dal gettito derivante da tributi il cui presupposto è connesso al trasporto su gomma e dalla compartecipazione ad un tributo erariale; d) disciplina di uno o più tributi propri comunali che, valorizzando l'autonomia tributaria, attribuisca all'ente la facoltà di stabilirli e applicarli in riferimento a particolari scopi quali la realizzazione di opere pubbliche e di investimenti pluriennali nei servizi sociali ovvero il finanziamento degli oneri derivanti da eventi particolari quali flussi turistici e mobilità urbana; e) disciplina di uno o più tributi propri provinciali che, valorizzando l'autonomia tributaria, attribuisca all'ente la facoltà di stabilirli e applicarli in riferimento a particolari scopi istituzionali; f) previsione di forme premiali per favorire unioni e fusioni tra comuni, anche attraverso l'incremento dell'autonomia impositiva o maggiori aliquote di compartecipazione ai tributi erariali; g) previsione che le regioni, nell'ambito dei propri poteri legislativi in materia tributaria, possano istituire nuovi tributi dei comuni, delle province e delle città metropolitane nel proprio territorio, specificando gli ambiti di autonomia riconosciuti agli enti locali; h) previsione che gli enti locali, entro i limiti fissati dalle leggi, possano disporre del potere di modificare le aliquote dei tributi loro attribuiti da tali leggi e di introdurre agevolazioni; i) previsione che gli enti locali, nel rispetto delle normative di settore e delle delibere delle autorità di vigilanza, dispongano di piena autonomia nella fissazione delle tariffe per prestazioni o servizi offerti anche su richiesta di singoli cittadini; l) previsione che la legge statale, nell'ambito della premialità ai comuni e alle province virtuosi, in sede di individuazione dei princìpi di coordinamento della finanza pubblica riconducibili al rispetto del patto di stabilità e crescita, non possa imporre vincoli alle politiche di bilancio degli enti locali per ciò che concerne la spesa in conto capitale limitatamente agli importi resi disponibili dalla regione di appartenenza dell'ente locale o da altri enti locali della medesima regione. (Princìpi e criteri direttivi concernenti l'entità e il riparto dei fondi perequativi per gli enti locali). 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riferimento all'entità e al riparto dei fondi perequativi per gli enti locali, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) istituzione nel bilancio delle regioni di due fondi, uno a favore dei comuni, l'altro a favore delle province e delle città metropolitane, alimentati da un fondo perequativo dello Stato alimentato dalla fiscalità generale con indicazione separata degli stanziamenti per le diverse tipologie di enti, a titolo di concorso per il finanziamento delle funzioni da loro svolte; la dimensione del fondo è determinata, per ciascun livello di governo, con riguardo all'esercizio delle funzioni fondamentali, in misura uguale alla differenza tra il totale dei fabbisogni standard per le medesime funzioni e il totale delle entrate standardizzate di applicazione generale spettanti ai comuni e alle province ai sensi dell'articolo 12, con esclusione dei tributi di cui al comma 1, lettere d) ed e), del medesimo articolo e dei contributi di cui all'articolo 15, tenendo conto dei princìpi previsti dall'articolo 2, comma 2, lettera l), numeri 1) e 2), relativamente al superamento del criterio della spesa storica; b) definizione delle modalità con cui viene periodicamente aggiornata l'entità dei fondi di cui alla lettera a) e sono ridefinite le relative fonti di finanziamento; c) la ripartizione del fondo perequativo tra i singoli enti, per la parte afferente alle funzioni fondamentali di cui all'articolo 11, comma 1, lettera a), numero 1), avviene in base a: 1) un indicatore di fabbisogno finanziario calcolato come differenza tra il valore standardizzato della spesa corrente al netto degli interessi e il valore standardizzato del gettito dei tributi ed entrate proprie di applicazione generale; 2) indicatori di fabbisogno di infrastrutture, in coerenza con la programmazione regionale di settore, per il finanziamento della spesa in conto capitale; tali indicatori tengono conto dell'entità dei finanziamenti dell'Unione europea di carattere infrastrutturale ricevuti dagli enti locali e del vincolo di addizionalità cui questi sono soggetti; d) definizione delle modalità per cui la spesa corrente standardizzata è computata ai fini di cui alla lettera c) sulla base di una quota uniforme per abitante, corretta per tenere conto della diversità della spesa in relazione all'ampiezza demografica, alle caratteristiche territoriali, con particolare riferimento alla presenza di zone montane, alle caratteristiche demografiche, sociali e produttive dei diversi enti. Il peso delle caratteristiche individuali dei singoli enti nella determinazione del fabbisogno è determinato con tecniche statistiche, utilizzando i dati di spesa storica dei singoli enti, tenendo conto anche della spesa relativa a servizi esternalizzati o svolti in forma associata; e) definizione delle modalità per cui le entrate considerate ai fini della standardizzazione per la ripartizione del fondo perequativo tra i singoli enti sono rappresentate dai tributi propri valutati ad aliquota standard; f) definizione delle modalità in base alle quali, per le spese relative all'esercizio delle funzioni diverse da quelle fondamentali, il fondo perequativo per i comuni e quello per le province e le città metropolitane sono diretti a ridurre le differenze tra le capacità fiscali, tenendo conto, per gli enti con popolazione al di sotto di una soglia da individuare con i decreti legislativi di cui all'articolo 2, del fattore della dimensione demografica in relazione inversa alla dimensione demografica stessa e della loro partecipazione a forme associative; g) definizione delle modalità per cui le regioni, sulla base di criteri stabiliti con accordi sanciti in sede di Conferenza unificata, e previa intesa con gli enti locali, possono, avendo come riferimento il complesso delle risorse assegnate dallo Stato a titolo di fondo perequativo ai comuni, alle province e alle città metropolitane inclusi nel territorio regionale, procedere a proprie valutazioni della spesa corrente standardizzata, sulla base dei criteri di cui alla lettera d), e delle entrate standardizzate, nonché a stime autonome dei fabbisogni di infrastrutture; in tal caso il riparto delle predette risorse è effettuato sulla base dei parametri definiti con le modalità di cui alla presente lettera; h) i fondi ricevuti dalle regioni a titolo di fondo perequativo per i comuni e per le province e le città metropolitane del territorio sono trasferiti dalla regione agli enti di competenza entro venti giorni dal loro ricevimento. Le regioni, qualora non provvedano entro tale termine alla ridefinizione della spesa standardizzata e delle entrate standardizzate, e di conseguenza delle quote del fondo perequativo di competenza dei singoli enti locali secondo le modalità previste dalla lettera g), applicano comunque i criteri di riparto del fondo stabiliti dai decreti legislativi di cui all'articolo 2 della presente legge. La eventuale ridefinizione della spesa standardizzata e delle entrate standardizzate non può comportare ritardi nell'assegnazione delle risorse perequative agli enti locali. Nel caso in cui la regione non ottemperi alle disposizioni di cui alla presente lettera, lo Stato esercita il potere sostitutivo di cui all'articolo 120, secondo comma, della Costituzione, in base alle disposizioni di cui all'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131. Art. 13-bis. (Attuazione dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione) 1. Con la legge con cui si attribuiscono, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, forme e condizioni particolari di autonomia a una o più regioni si provvede altresì all'assegnazione delle necessarie risorse finanziarie, in conformità all'articolo 119 della Costituzione e ai princìpi della presente legge. Capo IV FINANZIAMENTO DELLE CITTA' METROPOLITANE Art. 14. (Finanziamento delle città metropolitane) 1. Con specifico decreto legislativo, adottato in base all'articolo 2 e in coerenza con i princìpi di cui agli articoli 11, 12 e 13, è assicurato il finanziamento delle funzioni delle città metropolitane mediante l'attribuzione ad esse dell'autonomia impositiva corrispondente alle funzioni esercitate dagli altri enti territoriali e il contestuale definanziamento nei confronti degli enti locali le cui funzioni sono trasferite, anche attraverso l'attribuzione di specifici tributi, in modo da garantire loro una più ampia autonomia di entrata e di spesa in misura corrispondente alla complessità delle medesime funzioni. Il medesimo decreto legislativo assegna alle città metropolitane tributi ed entrate propri, anche diversi da quelli assegnati ai comuni, nonché disciplina la facoltà delle città metropolitane di applicare tributi in relazione al finanziamento delle spese riconducibili all'esercizio delle loro funzioni fondamentali, fermo restando quanto previsto dall'articolo 12, comma 1, lettera d). Capo V INTERVENTI SPECIALI Art. 15. (Interventi di cui al quinto comma dell'articolo 119 della Costituzione) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riferimento all'attuazione dell'articolo 119, quinto comma, della Costituzione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) definizione delle modalità in base alle quali gli interventi finalizzati agli obiettivi di cui al quinto comma dell'articolo 119 della Costituzione sono finanziati con contributi speciali dal bilancio dello Stato, con i finanziamenti dell'Unione europea e con i cofinanziamenti nazionali, secondo il metodo della programmazione pluriennale. I finanziamenti dell'Unione europea non possono essere sostitutivi dei contributi speciali dello Stato; b) confluenza dei contributi speciali dal bilancio dello Stato, mantenendo le proprie finalizzazioni, in appositi fondi a destinazione vincolata attribuiti ai comuni, alle province, alle città metropolitane e alle regioni; c) considerazione delle specifiche realtà territoriali, con particolare riguardo alla realtà socio-economica, al deficit infrastrutturale, ai diritti della persona, alla collocazione geografica degli enti, alla loro prossimità al confine con altri Stati o con regioni a statuto speciale, ai territori montani e alle isole minori, all'esigenza di tutela del patrimonio storico e artistico ai fini della promozione dello sviluppo economico e sociale; d) individuazione di interventi diretti a promuovere lo sviluppo economico, la coesione delle aree sottoutilizzate del Paese e la solidarietà sociale, a rimuovere gli squilibri economici e sociali e a favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona; l'azione per la rimozione degli squilibri strutturali di natura economica e sociale a sostegno delle aree sottoutilizzate si attua attraverso interventi speciali organizzati in piani organici finanziati con risorse pluriennali, vincolate nella destinazione; e) definizione delle modalità per cui gli obiettivi e i criteri di utilizzazione delle risorse stanziate dallo Stato ai sensi del presente articolo sono oggetto di intesa in sede di Conferenza unificata e disciplinati con i provvedimenti annuali che determinano la manovra finanziaria. L'entità delle risorse è determinata dai medesimi provvedimenti. Capo VI COORDINAMENTO DEI DIVERSI LIVELLI DI GOVERNO Art. 16. (Coordinamento e disciplina fiscale dei diversi livelli di governo) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riguardo al coordinamento e alla disciplina fiscale dei diversi livelli di governo, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) garanzia della trasparenza delle diverse capacità fiscali e delle risorse complessive per abitante prima e dopo la perequazione, in modo da salvaguardare il principio dell'ordine della graduatoria delle capacità fiscali e la sua eventuale modifica a seguito dell'evoluzione del quadro economico territoriale; b) rispetto degli obiettivi del conto consuntivo, sia in termini di competenza sia di cassa, per il concorso all'osservanza del patto di stabilità e crescita per ciascuna regione e ciascun ente locale; determinazione dei parametri fondamentali sulla base dei quali è valutata la virtuosità dei comuni, delle province, delle città metropolitane e delle regioni, anche in relazione ai meccanismi premiali o sanzionatori dell'autonomia finanziaria; c) assicurazione degli obiettivi sui saldi di finanza pubblica da parte delle regioni che possono adattare, previa concertazione con gli enti locali ricadenti nel proprio territorio regionale, le regole e i vincoli posti dal legislatore nazionale, differenziando le regole di evoluzione dei flussi finanziari dei singoli enti in relazione alla diversità delle situazioni finanziarie esistenti nelle diverse regioni; d) individuazione di indicatori di efficienza e di adeguatezza atti a garantire adeguati livelli qualitativi dei servizi resi da parte di regioni ed enti locali; e) introduzione di un sistema premiante nei confronti degli enti che assicurano elevata qualità dei servizi e livello della pressione fiscale inferiore alla media degli altri enti del proprio livello di governo a parità di servizi offerti, ovvero degli enti che garantiscono il rispetto di quanto previsto dalla presente legge e partecipano a progetti strategici mediante l'assunzione di oneri e di impegni nell'interesse della collettività nazionale, ivi compresi quelli di carattere ambientale, ovvero degli enti che incentivano l'occupazione e l'imprenditorialità femminile; introduzione nei confronti degli enti meno virtuosi rispetto agli obiettivi di finanza pubblica di un sistema sanzionatorio che, fino alla dimostrazione della messa in atto di provvedimenti, fra i quali anche l'alienazione di beni mobiliari e immobiliari rientranti nel patrimonio disponibile dell'ente nonché l'attivazione nella misura massima dell'autonomia impositiva, atti a raggiungere gli obiettivi, determini il divieto di procedere alla copertura di posti di ruolo vacanti nelle piante organiche e di iscrivere in bilancio spese per attività discrezionali, fatte salve quelle afferenti al cofinanziamento regionale o dell'ente locale per l'attuazione delle politiche comunitarie; previsione di meccanismi automatici sanzionatori degli organi di governo e amministrativi nel caso di mancato rispetto degli equilibri e degli obiettivi economico-finanziari assegnati alla regione e agli enti locali, con individuazione dei casi di ineleggibilità nei confronti degli amministratori responsabili degli enti locali per i quali sia stato dichiarato lo stato di dissesto finanziario di cui all'articolo 244 del citato testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, oltre che dei casi di interdizione dalle cariche in enti vigilati o partecipati da enti pubblici. Tra i casi di grave violazione di legge di cui all'articolo 126, primo comma, della Costituzione, rientrano le attività che abbiano causato un grave dissesto nelle finanze regionali. Art. 17. (Patto di convergenza) 1. Nell'ambito del disegno di legge finanziaria, in coerenza con gli obiettivi e gli interventi appositamente individuati da parte del Documento di programmazione economico-finanziaria, il Governo, previo confronto e valutazione congiunta in sede di Conferenza unificata, propone norme di coordinamento dinamico della finanza pubblica volte a realizzare l'obiettivo della convergenza dei costi e dei fabbisogni standard dei vari livelli di governo e a stabilire, per ciascun livello di governo territoriale, il livello programmato dei saldi da rispettare, gli obiettivi di servizio, il livello di ricorso al debito nonché l'obiettivo programmato della pressione 1. Nell'ambito del disegno di legge finanziaria, in coerenza con gli obiettivi e gli interventi appositamente individuati da parte del Documento di programmazione economico-finanziaria, il Governo, previo confronto e valutazione congiunta in sede di Conferenza unificata, propone norme di coordinamento dinamico della finanza pubblica volte a realizzare l'obiettivo della convergenza dei costi e dei fabbisogni standard dei vari livelli di governo nonché un percorso di convergenza degli obiettivi di servizio ai livelli essenziali delle prestazioni e alle funzioni fondamentali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettere m) e p), della Costituzione e a stabilire, per ciascun livello di governo territoriale, il livello programmato dei saldi da rispettare, le modalità di ricorso al debito nonché l'obiettivo programmato della pressione fiscale complessiva, nel rispetto dell'autonomia tributaria delle regioni e degli enti locali. Nel caso in cui il monitoraggio, effettuato in sede di Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, rilevi che uno o più enti non hanno raggiunto gli obiettivi loro assegnati, lo Stato attiva, previa intesa in sede di Conferenza unificata, e limitatamente agli enti che presentano i maggiori scostamenti nei costi per abitante, un procedimento, denominato «Piano per il conseguimento degli obiettivi di convergenza», volto ad accertare le cause degli scostamenti e a stabilire le azioni correttive da intraprendere, anche fornendo agli enti la necessaria assistenza tecnica e utilizzando, ove possibile, il metodo della diffusione delle migliori pratiche fra gli enti dello stesso livello. Capo VII PATRIMONIO DI REGIONI ED ENTI LOCALI Art. 18. (Patrimonio di comuni, province, città metropolitane e regioni) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riguardo all'attuazione dell'articolo 119, sesto comma, della Costituzione, stabiliscono i princìpi generali per l'attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) attribuzione a titolo non oneroso ad ogni livello di governo di distinte tipologie di beni, commisurate alle dimensioni territoriali, alle capacità finanziarie ed alle competenze e funzioni effettivamente svolte o esercitate dalle diverse regioni ed enti locali, fatta salva la determinazione da parte dello Stato di apposite liste che individuino nell'ambito delle citate tipologie i singoli beni da attribuire; b) attribuzione dei beni immobili sulla base del criterio di territorialità; c) ricorso alla concertazione in sede di Conferenza unificata, ai fini dell'attribuzione dei beni a comuni, province, città metropolitane e regioni; d) individuazione delle tipologie di beni di rilevanza nazionale che non possono essere trasferiti, ivi compresi i beni appartenenti al patrimonio culturale nazionale. Capo VIII NORME TRANSITORIE E FINALI Art. 19. (Princìpi e criteri direttivi concernenti norme transitorie per le regioni) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2 recano una disciplina transitoria per le regioni, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) i criteri di computo delle quote del fondo perequativo di cui all'articolo 9 si applicano a regime dopo l'esaurimento di una fase di transizione diretta a garantire il passaggio graduale dai valori dei trasferimenti rilevati nelle singole regioni come media nel triennio 2006-2008, al netto delle risorse erogate in via straordinaria, ai valori determinati con i criteri dello stesso articolo 9; b) l'utilizzo dei criteri definiti dall'articolo 9 avviene a partire dall'effettiva determinazione del contenuto finanziario dei livelli essenziali delle prestazioni, mediante un processo di convergenza dalla spesa storica al fabbisogno standard in un periodo di cinque anni; c) per le materie diverse da quelle di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, il sistema di finanziamento deve divergere progressivamente dal criterio della spesa storica a favore delle capacità fiscali per abitante in cinque anni. Nel caso in cui, in sede di attuazione dei decreti legislativi, emergano situazioni oggettive di significativa e giustificata insostenibilità per alcune regioni, lo Stato può attivare, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, meccanismi correttivi di natura compensativa di durata pari al periodo transitorio di cui alla presente lettera; c-bis) i meccanismi compensativi di cui alla lettera c) vengono attivati in presenza di un organico piano di riorganizzazione dell'ente, coordinato con il Piano per il conseguimento degli obiettivi di convergenza di cui all'articolo 17; d) specificazione del termine da cui decorre il periodo di cinque anni di cui alle lettere b) e c); e) garanzia per le regioni, durante la fase transitoria, della copertura del differenziale certificato, ove positivo, tra i dati previsionali e l'effettivo gettito dei tributi di cui all'articolo 8, comma 1, lettera h); e-bis) acquisizione al bilancio dello Stato, durante la fase transitoria, del differenziale certificato, ove negativo, tra i dati previsionali e l'effettivo gettito dei tributi di cui all'articolo 8, comma 1, lettera h); f) garanzia che la somma del gettito delle nuove entrate regionali di cui all'articolo 10, comma 1, lettere b) e c), sia, per il complesso delle regioni di cui al medesimo articolo, non inferiore al valore degli stanziamenti di cui al comma 1, lettera a), del medesimo articolo 10 e che si effettui una verifica, concordata in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, dell'adeguatezza e della congruità delle risorse finanziarie delle funzioni già trasferite. 1-bis. La legge statale disciplina la determinazione dei livelli essenziali di assistenza e dei livelli essenziali delle prestazioni. Fino a loro nuova determinazione in virtù della legge statale si considerano i livelli essenziali di assistenza e i livelli essenziali delle prestazioni già fissati in base alla legislazione statale. Art. 20. (Norme transitorie per gli enti locali) 1. In sede di prima applicazione, i decreti legislativi di cui all'articolo 2 recano norme transitorie per gli enti locali, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) nel processo di attuazione dell'articolo 118 della Costituzione, al finanziamento delle ulteriori funzioni amministrative nelle materie di competenza legislativa dello Stato o delle regioni, nonché agli oneri derivanti dall'eventuale ridefinizione dei contenuti delle funzioni svolte dagli stessi alla data di entrata in vigore dei medesimi decreti legislativi, provvedono lo Stato o le regioni, determinando contestualmente adeguateforme di copertura finanziaria coerenti con i princìpi della presente legge; b) garanzia che la somma del gettito delle nuove entrate di comuni e province in base alla presente legge sia, per il complesso dei comuni ed il complesso delle province, corrispondente al valore dei trasferimenti di cui all'articolo 11, comma 1, lettera e), e che si effettui una verifica di congruità in sede di Conferenza unificata; b-bis) considerazione, nel processo di determinazione del fabbisogno standard, dell'esigenza di riequilibrio delle risorse in favore degli enti locali sottodotati in termini di trasferimenti erariali ai sensi della normativa vigente rispetto a quelli sovradotati; c) determinazione dei fondi perequativi di comuni e province in misura uguale, per ciascun livello di governo, alla differenza fra i trasferimenti statali soppressi ai sensi dell'articolo 11, comma 1, lettera e), destinati al finanziamento delle spese di comuni e province, esclusi i contributi di cui all'articolo 15, e le maggiori entrate spettanti in luogo di tali trasferimenti ai comuni ed alle province, ai sensi dell'articolo 12, tenendo conto dei princìpi previsti dall'articolo 2, comma 2, lettera l), numeri 1) e 2), relativamente al superamento del criterio della spesa storica; d) sono definite regole, tempi e modalità della fase transitoria in modo da garantire il superamento del criterio della spesa storica in un periodo di cinque anni, per le spese riconducibili all'esercizio delle funzioni fondamentali e per le altre spese. Fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni concernenti l'individuazione delle funzioni fondamentali degli enti locali: 1) il fabbisogno delle funzioni di comuni e province è finanziato considerando l'80 per cento delle spese come fondamentali ed il 20 per cento di esse come non fondamentali, ai sensi del comma 2; 2) per comuni e province l'80 per cento delle spese di cui al numero 1) è finanziato dalle entrate derivanti dall'autonomia finanziaria, comprese le compartecipazioni a tributi erariali, e dal fondo perequativo; il 20 per cento delle spese di cui al numero 1) è finanziato dalle entrate derivanti dall'autonomia finanziaria, ivi comprese le compartecipazioni a tributi regionali, e dal fondo perequativo; 3) ai fini del numero 2) si prende a riferimento l'ultimo bilancio certificato a rendiconto, alla data di predisposizione degli schemi di decreto legislativo di cui all'articolo 2; e) specificazione del termine da cui decorre il periodo di cinque anni di cui alla lettera d). 2. Ai soli fini dell'attuazione della presente legge, e in particolare della determinazione dell'entità e del riparto dei fondi perequativi degli enti locali in base al fabbisogno standard o alla capacità fiscale di cui agli articoli 11 e 13, in sede di prima applicazione, nei decreti legislativi di cui all'articolo 2 sono provvisoriamente considerate ai sensi del presente articolo, ai fini del finanziamento integrale sulla base del fabbisogno standard, le funzioni individuate e quantificate dalle corrispondenti voci di spesa, sulla base dell'articolazione in funzioni e relativi servizi prevista dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 gennaio 1996, n. 194. 3. Per i comuni, le funzioni, e i relativi servizi, da considerare ai fini del comma 2 sono provvisoriamente individuate nelle seguenti: a) funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo, nella misura complessiva del 70 per cento delle spese come certificate dall'ultimo conto del bilancio disponibile alla data di entrata in vigore della presente legge; b) funzioni di polizia locale; c) funzioni di istruzione pubblica, ivi compresi i servizi per gli asili nido e quelli di assistenza scolastica e refezione, nonché l'edilizia scolastica; d) funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti; e) funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell'ambiente, fatta eccezione per il servizio di edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia nonché per il servizio idrico integrato; f) funzioni del settore sociale. 4. Per le province, le funzioni, e i relativi servizi, da considerare ai fini del comma 2 sono provvisoriamente individuate nelle seguenti: a) funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo, nella misura complessiva del 70 per cento delle spese come certificate dall'ultimo conto del bilancio disponibile alla data di entrata in vigore della presente legge; b) funzioni di istruzione pubblica, ivi compresa l'edilizia scolastica; c) funzioni nel campo dei trasporti; d) funzioni riguardanti la gestione del territorio; e) funzioni nel campo della tutela ambientale; f) funzioni nel campo dello sviluppo economico relative ai servizi del mercato del lavoro. 5. I decreti legislativi di cui all'articolo 2 disciplinano la possibilità che l'elenco delle funzioni di cui ai commi 3 e 4 sia adeguato attraverso accordi tra Stato, regioni, province e comuni, da concludere in sede di Conferenza unificata. Art. 21. (Perequazione infrastrutturale) 1. In sede di prima applicazione, il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con il Ministro per le riforme per il federalismo, il Ministro per la semplificazione normativa, il Ministro per i rapporti con le regioni e gli altri Ministri competenti per materia, predispone una ricognizione degli interventi infrastrutturali, sulla base delle norme vigenti, riguardanti le strutture sanitarie, assistenziali, scolastiche nonché la rete stradale, autostradale e ferroviaria, la rete fognaria, la rete idrica, elettrica e di trasporto e distribuzione del gas, le strutture portuali ed aeroportuali. La ricognizione è effettuata tenendo conto, in particolare, dei seguenti elementi: a) estensione delle superfici territoriali; a.1) valutazione della rete viaria con particolare riferimento a quella del Mezzogiorno; a-bis) deficit infrastrutturale e deficit di sviluppo; b) densità della popolazione e densità delle unità produttive; c) particolari requisiti delle zone di montagna; d) carenze della dotazione infrastrutturale esistente in ciascun territorio; e) specificità insulare con definizione di parametri oggettivi relativi alla misurazione degli effetti conseguenti al divario di sviluppo economico derivante dall'insularità, anche con riguardo all'entità delle risorse per gli interventi speciali di cui all'articolo 119, quinto comma, della Costituzione. 2. Nella fase transitoria di cui agli articoli 19 e 20, al fine del recupero del deficit infrastrutturale, ivi compreso quello riguardante il trasporto pubblico locale e i collegamenti con le isole, sono individuati, sulla base della ricognizione di cui al comma 1 del presente articolo, interventi finalizzati agli obiettivi di cui all'articolo 119, quinto comma, della Costituzione, che tengano conto anche della virtuosità degli enti nell'adeguamento al processo di convergenza ai costi o al fabbisogno standard. Gli interventi di cui al presente comma da effettuare nelle aree sottoutilizzate sono individuati nel programma da inserire nel Documento di programmazione economico-finanziaria ai sensi dell'articolo 1, commi 1 e 1-bis, della legge 21 dicembre 2001, n. 443. Art. 22. (Norme transitorie per le città metropolitane) 1. Il presente articolo reca in via transitoria, fino alla data di entrata in vigore della disciplina ordinaria riguardante le funzioni fondamentali, gli organi e il sistema elettorale delle città metropolitane che sarà determinata con apposita legge, la disciplina per la prima istituzione delle stesse. 2. Le città metropolitane possono essere istituite, nell'ambito di una regione, nelle aree metropolitane in cui sono compresi i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. La proposta di istituzione spetta: a) al comune capoluogo congiuntamente alla provincia; b) al comune capoluogo congiuntamente ad almeno il 20 per cento dei comuni della provincia interessata che rappresentino, unitamente al comune capoluogo, almeno il 60 per cento della popolazione; c) alla provincia, congiuntamente ad almeno il 20 per cento dei comuni della provincia medesima che rappresentino almeno il 60 per cento della popolazione. 3. La proposta di istituzione di cui al comma 2 contiene: a) la perimetrazione della città metropolitana, che, secondo il principio della continuità territoriale, comprende almeno tutti i comuni proponenti. Il territorio metropolitano coincide con il territorio di una provincia o di una sua parte e comprende il comune capoluogo; b) l'articolazione del territorio della città metropolitana al suo interno in comuni; c) una proposta di statuto provvisorio della città metropolitana, che definisce le forme di coordinamento dell'azione complessiva di governo all'interno del territorio metropolitano e disciplina le modalità per l'elezione o l'individuazione del presidente del consiglio provvisorio di cui al comma 5, lettera b). 3-bis. Sulla proposta di cui al comma 2, previa acquisizione del parere della regione da esprimere entro novanta giorni, è indetto un referendum tra tutti i cittadini della provincia. Il referendum è senza quorum di validità se il parere della regione è favorevole o in mancanza di parere. In caso di parere regionale negativo il quorum di validità è del 30 per cento degli aventi diritto. 4. Con regolamento da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri della giustizia, per le riforme per il federalismo, per la semplificazione normativa e per i rapporti con le regioni, è disciplinato il procedimento di indizione e di svolgimento del referendum di cui al comma 3-bis, osservando le disposizioni della legge 25 maggio 1970, n. 352, in quanto compatibili. 5. Al fine dell'istituzione di ciascuna città metropolitana, il Governo è delegato ad adottare, entro trentasei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro dell'interno, del Ministro per le riforme per il federalismo, del Ministro per la semplificazione normativa e del Ministro per i rapporti con le regioni, di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione, dell'economia e delle finanze e per i rapporti con il Parlamento, uno o più decreti legislativi, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) istituzione della città metropolitana in conformità con la proposta approvata nel referendum dì cui al comma 3-bis; b) istituzione, in ciascuna città metropolitana, fino alla data di insediamento dei rispettivi organi così come disciplinati dalla legge di cui al comma 1, di una assemblea rappresentativa, denominata «consiglio provvisorio della città metropolitana», composta dai sindaci dei comuni che fanno parte della città metropolitana e dal presidente della provincia; c) esclusione della corresponsione di emolumenti, gettoni di presenza o altre forme di retribuzione ai componenti del consiglio provvisorio della città metropolitana in ragione di tale incarico; d) previsione che, fino alla data di insediamento dei rispettivi organi così come disciplinati dalla legge di cui al comma 1, il finanziamento degli enti che compongono la città metropolitana assicura loro una più ampia autonomia di entrata e di spesa in misura corrispondente alla complessità delle funzioni da esercitare in forma associata o congiunta, nel limite degli stanziamenti previsti a legislazione vigente; e) previsione che, ai soli fini delle disposizioni concernenti le spese e l'attribuzione delle risorse finanziarie alle città metropolitane, con riguardo alla popolazione e al territorio metropolitano, le funzioni fondamentali della provincia sono considerate, in via provvisoria, funzioni fondamentali della città metropolitana, con efficacia dalla data di insediamento dei suoi organi definitivi; f) previsione che, per le finalità di cui alla lettera e) siano, altresì, considerate funzioni fondamentali della città metropolitana, con riguardo alla popolazione e al territorio metropolitano: 1) la pianificazione territoriale generale e delle reti infrastrutturali; 2) la strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici; 3) la promozione ed il coordinamento dello sviluppo economico e sociale. 5-bis. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 5, corredati delle deliberazioni e dei pareri prescritti, sono trasmessi al Consiglio di Stato e alla Conferenza unificata, che rendono il parere nel termine di trenta giorni. Successivamente sono trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari da rendere entro trenta giorni dall'assegnazione alle Commissioni medesime. [6.] 7. La provincia di riferimento cessa di esistere e sono soppressi tutti i relativi organi a decorrere dalla data di insediamento degli organi della città metropolitana, individuati dalla legge di cui al comma 1, che provvede altresì a disciplinare il trasferimento delle funzioni e delle risorse umane, strumentali e finanziarie inerenti alle funzioni trasferite e a dare attuazione alle nuove perimetrazioni stabilite ai sensi del presente articolo. Lo statuto definitivo della città metropolitana è adottato dai competenti organi entro sei mesi dalla data del loro insediamento in base alla legge di cui al comma 1. 8. La legge di cui al comma 1 stabilisce la disciplina per l'esercizio dell'iniziativa da parte dei comuni della provincia non inclusi nella perimetrazione dell'area metropolitana, in modo da assicurare la scelta da parte di ciascuno di tali comuni circa l'inclusione nel territorio della città metropolitana ovvero in altra provincia già esistente, nel rispetto della continuità territoriale; all'articolo 23, comma 9-bis, primo periodo, aggiungere, in fine, le parole: e del comma 5, lettera d).. Art. 23. (Ordinamento transitorio di Roma capitale ai sensi dell'articolo 114, terzo comma, della Costituzione) 1. In sede di prima applicazione, fino all'attuazione della disciplina delle città metropolitane, il presente articolo detta norme transitorie sull'ordinamento, anche finanziario, di Roma capitale. 2. Roma capitale è un ente territoriale, i cui attuali confini sono quelli del comune di Roma, e dispone di speciale autonomia, statutaria, amministrativa e finanziaria, nei limiti stabiliti dalla Costituzione. L'ordinamento di Roma capitale è diretto a garantire il miglior assetto delle funzioni che Roma è chiamata a svolgere quale sede degli organi costituzionali nonché delle rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri, ivi presenti presso la Repubblica italiana, presso lo Stato della Città del Vaticano e presso le istituzioni internazionali. 3. Oltre a quelle attualmente spettanti al comune di Roma, sono attribuite a Roma capitale le seguenti funzioni amministrative: a) concorso alla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali, previo accordo con il Ministero per i beni e le attività culturali; b) sviluppo economico e sociale di Roma capitale con particolare riferimento al settore produttivo e turistico; c) sviluppo urbano e pianificazione territoriale; d) edilizia pubblica e privata; e) organizzazione e funzionamento dei servizi urbani, con particolare riferimento al trasporto pubblico ed alla mobilità; f) protezione civile, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri e la regione Lazio; g) ulteriori funzioni conferite dallo Stato e dalla regione Lazio, ai sensi dell'articolo 118, secondo comma, della Costituzione. 4. L'esercizio delle funzioni di cui al comma 3 è disciplinato con regolamenti adottati dal consiglio comunale, che assume la denominazione di Assemblea capitolina, nel rispetto della Costituzione, dei vincoli comunitari ed internazionali, della legislazione statale e di quella regionale nel rispetto dell'articolo 117, sesto comma, della Costituzione nonché in conformità al principio di funzionalità rispetto alle speciali attribuzioni di Roma capitale. L'Assemblea capitolina, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 5, approva, ai sensi dell'articolo 6, commi 2, 3 e 4, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con particolare riguardo al decentramento municipale, lo statuto di Roma capitale che entra in vigore il giorno successivo alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 5. Con specifico decreto legislativo, adottato ai sensi dell'articolo 2, sentiti la regione Lazio, la provincia di Roma e il comune di Roma, è disciplinato l'ordinamento transitorio, anche finanziario, di Roma capitale, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) specificazione delle funzioni di cui al comma 3 e definizione delle modalità per il trasferimento a Roma capitale delle relative risorse umane e dei mezzi; b) fermo quanto stabilito dalle disposizioni di legge per il finanziamento dei comuni, assegnazione di ulteriori risorse a Roma capitale, tenendo conto delle specifiche esigenze di finanziamento derivanti dal ruolo di capitale della Repubblica, previa la loro determinazione specifica, e delle funzioni di cui al comma 3. 6. Il decreto legislativo di cui al comma 5 assicura i raccordi istituzionali, il coordinamento e la collaborazione di Roma capitale con lo Stato, la regione Lazio e la provincia di Roma, nell'esercizio delle funzioni di cui al comma 3. Con il medesimo decreto è disciplinato lo status dei membri dell'Assemblea capitolina. 7. Il decreto legislativo di cui al comma 5, con riguardo all'attuazione dell'articolo 119, sesto comma, della Costituzione, stabilisce i princìpi generali per l'attribuzione alla città di Roma, capitale della Repubblica, di un proprio patrimonio, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi specifici: a) attribuzione a Roma capitale di un patrimonio commisurato alle funzioni e competenze ad essa attribuite; b) trasferimento, a titolo gratuito, a Roma capitale dei beni appartenenti al patrimonio dello Stato non più funzionali alle esigenze dell'Amministrazione centrale, in conformità a quanto previsto dall'articolo 18, comma 1, lettera d). 8. Le disposizioni di cui al presente articolo e quelle contenute nel decreto legislativo adottato ai sensi del comma 5 possono essere modificate, derogate o abrogate solo espressamente. Per quanto non disposto dal presente articolo, continua ad applicarsi a Roma capitale quanto previsto con riferimento ai comuni dal testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 9. A seguito dell'attuazione della disciplina delle città metropolitane e a decorrere dall'istituzione della città metropolitana di Roma capitale, le disposizioni di cui al presente articolo si intendono riferite alla città metropolitana di Roma capitale. 9-bis. Per la città metropolitana di Roma capitale si applica l'articolo 22 ad eccezione del comma 2, lettere b) e c). La città metropolitana di Roma capitale, oltre alle funzioni della città metropolitana, continua a svolgere le funzioni di cui al presente articolo. Art. 24. (Princìpi e criteri direttivi relativi alla gestione dei tributi e delle compartecipazioni) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riguardo al sistema gestionale dei tributi e delle compartecipazioni, nel rispetto della autonomia organizzativa di regioni ed enti locali nella scelta delle forme di organizzazione delle attività di gestione e di riscossione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) previsione di adeguate forme di collaborazione delle regioni e degli enti locali con il Ministero dell'economia e delle finanze e con l'Agenzia delle entrate, al fine di utilizzare le direzioni regionali delle entrate per la gestione organica dei tributi erariali, regionali e degli enti locali; b) definizione, con apposita e specifica convenzione fra il Ministero dell'economia e delle finanze, le singole regioni e gli enti locali, delle modalità gestionali, operative, di ripartizione degli oneri, degli introiti di attività di recupero dell'evasione. Art. 24-bis. (Contrasto dell'evasione fiscale) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riguardo al sistema gestionale dei tributi e delle compartecipazioni, nel rispetto dell'autonomia organizzativa di regioni ed enti locali nella scelta delle forme di organizzazione delle attività di gestione e di riscossione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) previsione di adeguate forme di reciproca integrazione delle basi informative di cui dispongono le regioni, gli enti locali e lo Stato per le attività di contrasto dell'evasione dei tributi erariali, regionali e degli enti locali, nonché di diretta collaborazione volta a fornire dati ed elementi utili ai fini dell'accertamento dei predetti tributi; b) previsione di adeguate forme premiali per le regioni e gli enti locali che abbiano ottenuto risultati positivi in termini maggior gettito derivante dall'azione di contrasto dell'evasione e dell'elusione fiscale. Capo IX OBIETTIVI DI PEREQUAZIONE E DI SOLIDARIETA' PER LE REGIONI A STATUTO SPECIALE E PER LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO Art. 25. (Coordinamento della finanza delle regioni a statuto speciale e delle province autonome) 1. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto degli statuti speciali, concorrono al conseguimento degli obiettivi di perequazione e di solidarietà ed all'esercizio dei diritti e doveri da essi derivanti, nonché al patto di stabilità interno e all'assolvimento degli obblighi posti dall'ordinamento comunitario, secondo criteri e modalità stabiliti da norme di attuazione dei rispettivi statuti, da definire, con le procedure previste dagli statuti medesimi, entro il termine di ventiquattro mesi stabilito per l'emanazione dei decreti legislativi di cui all'articolo 2 e secondo il principio del graduale superamento del criterio della spesa storica di cui all'articolo 2, comma 2, lettera l). 2. Le norme di attuazione di cui al comma 1 tengono conto della dimensione della finanza delle predette regioni e province autonome rispetto alla finanza pubblica complessiva, delle funzioni da esse effettivamente esercitate e dei relativi oneri, anche in considerazione degli svantaggi strutturali permanenti, ove ricorrano, dei costi dell'insularità e dei livelli di reddito pro capite che caratterizzano i rispettivi territori o parte di essi, rispetto a quelli corrispondentemente sostenuti per le medesime funzioni dallo Stato, dal complesso delle regioni e, per le regioni e province autonome che esercitano le funzioni in materia di finanza locale, dagli enti locali. Le medesime norme di attuazione disciplinano altresì le specifiche modalità attraverso le quali lo Stato assicura il conseguimento degli obiettivi costituzionali di perequazione e di solidarietà per le regioni a statuto speciale i cui livelli di reddito pro capite siano inferiori alla media nazionale, ferma restando la copertura del fabbisogno standard per il finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, conformemente a quanto previsto dall'articolo 8, comma 1, lettera b), della presente legge. 3. Le disposizioni di cui al comma 1 sono attuate, nella misura stabilita dalle norme di attuazione degli statuti speciali e alle condizioni stabilite dalle stesse norme in applicazione dei criteri di cui al comma 2, anche mediante l'assunzione di oneri derivanti dal trasferimento o dalla delega di funzioni statali alle medesime regioni a statuto speciale e province autonome ovvero da altre misure finalizzate al conseguimento di risparmi per il bilancio dello Stato, nonché con altre modalità stabilite dalle norme di attuazione degli statuti speciali. Inoltre, le predette norme, per la parte di propria competenza: a) disciplinano il coordinamento tra le leggi statali in materia di finanza pubblica e le corrispondenti leggi regionali e provinciali in materia, rispettivamente, di finanza regionale e provinciale, nonché di finanza locale nei casi in cui questa rientri nella competenza della regione a statuto speciale o provincia autonoma; b) definiscono i princìpi fondamentali di coordinamento del sistema tributario con riferimento alla potestà legislativa attribuita dai rispettivi statuti alle regioni a statuto speciale e alle province autonome in materia di tributi regionali, provinciali e locali; c) individuano forme di fiscalità di sviluppo, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, lettera hh), e alle condizioni di cui all'articolo 15, comma 1, lettera d). 4. A fronte dell'assegnazione di ulteriori nuove funzioni alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano, così come alle regioni a statuto ordinario, nei casi diversi dal concorso al conseguimento degli obiettivi di perequazione e di solidarietà ai sensi del comma 2, rispettivamente le norme di attuazione e i decreti legislativi di cui all'articolo 2 definiranno le corrispondenti modalità di finanziamento aggiuntivo attraverso forme di compartecipazione a tributi erariali e alle accise, fatto salvo quanto previsto dalle leggi costituzionali in vigore. 5. Alle riunioni del Consiglio dei ministri per l'esame degli schemi concernenti le norme di attuazione di cui al presente articolo sono invitati a partecipare, in conformità ai rispettivi statuti, i Presidenti delle regioni e delle province autonome interessate. 6. La Commissione di cui all'articolo 4 svolge anche attività meramente ricognitiva delle disposizioni vigenti concernenti l'ordinamento finanziario delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano e della relativa applicazione. Nell'esercizio di tale funzione la Commissione è integrata da un rappresentante tecnico della singola regione o provincia interessata. 7. Al fine di assicurare il rispetto delle norme fondamentali della presente legge e dei principi che da essa derivano, nel rispetto delle peculiarità di ciascuna regione a statuto speciale e ciascuna provincia autonoma, è istituito presso la Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in attuazione del principio di leale collaborazione, un tavolo di confronto tra il Governo e ciascuna regione a statuto speciale e ciascuna provincia autonoma, costituito dai Ministri per i rapporti con le regioni, per le riforme per il federalismo, per la semplificazione normativa, dell'economia e delle finanze, per le politiche europee e dai Presidenti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome. Il tavolo individua linee guida, indirizzi e strumenti per assicurare il concorso delle regioni a statuto speciale e delle province autonome agli obiettivi di perequazione e di solidarietà e per valutare la congruità delle attribuzioni finanziarie ulteriori intervenute successivamente all'entrata in vigore degli statuti, verificandone la coerenza con i principi di cui alla presente legge e con i nuovi assetti della finanza pubblica. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è assicurata l'organizzazione del tavolo. Capo X SALVAGUARDIA FINANZIARIA ED ABROGAZIONI Art. 26. (Salvaguardia finanziaria) 1. L'attuazione della presente legge deve essere compatibile con gli impegni finanziari assunti con il patto di stabilità e crescita. 2. I decreti legislativi di cui all'articolo 2 individuano meccanismi idonei ad assicurare che: a) vi sia la coerenza tra il riordino e la riallocazione delle funzioni e la dotazione delle risorse umane e finanziarie, con il vincolo che al trasferimento delle funzioni corrisponda un trasferimento del personale tale da evitare ogni duplicazione di funzioni; b) sia garantita la determinazione periodica del limite massimo della pressione fiscale nonché del suo riparto tra i diversi livelli di governo e sia salvaguardato l'obiettivo di non produrre aumenti della pressione fiscale complessiva anche nel corso della fase transitoria; 3. All'istituzione e al funzionamento della Commissione e della Conferenza di cui agli articoli 4 e 5 si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Gli oneri connessi alla partecipazione alle riunioni della Commissione e della Conferenza di cui al primo periodo sono a carico dei rispettivi soggetti istituzionali rappresentati, i quali provvedono a valere sugli ordinari stanziamenti di bilancio e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Ai componenti della Commissione e della Conferenza non spetta alcun compenso. 3-bis. Dalla presente legge e da ciascuno dei decreti legislativi di cui all'articolo 2 e all'articolo 22 non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Art. 27. (Abrogazioni) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2 individuano le disposizioni incompatibili con la presente legge, prevedendone l'abrogazione. Commenta | Stampa | Segnala | Condividi |

Torna all'inizio


Ancona verso il voto Il sindaco Pdl parte Tagliare i costi della politica per finanziare il sociale (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Giovedì 26 Marzo 2009 Chiudi Ancona verso il voto Il sindaco Pdl parte «Tagliare i costi della politica per finanziare il sociale»

Torna all'inizio


Parlamentini nel mirino: 500 riunioni in un anno (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Provincia di Sassari Pagina 7035 Sassari. Medie da brivido per i gettoni di presenza nelle circoscrizioni Parlamentini nel mirino: 500 riunioni in un anno Sassari.. Medie da brivido per i gettoni di presenza nelle circoscrizioni --> Cinquecento riunioni in un anno. Gli amministratori della Circoscrizione 5 del Comune non conoscono soste: nel corso del 2008, fra Consiglio e Commissioni, si sono riuniti più di una volta al giorno, per tutto l'anno. Una media da brivido ricompensata con un gettone di presenza da 36 euro e 16 centesimi per ogni riunione: un costo di 100mila euro solo per le sedute, cui vanno aggiunti 5 mila e 300 euro di rimborsi viaggio, e 3mila euro di straordinari. Un record di presenze che permette alla circoscrizione di Tottubella, La Corte e Campanedda (2000 abitanti in tutto), di guardare dall'alto tutti gli altri parlamentini di quartiere del capoluogo. Certo la Circoscrizione 1, quella del Centro storico, Caniga, La Landrigga e Bancali, ci ha provato a competere nella classifica dello stakanovismo e dei costi: 391 riunioni (56 del Consiglio e 335 delle Commissioni), che sono costate a Palazzo Ducale ben 87 mila euro. Cifre venute a galla nel corso dei lavori della commissione Affari generali del Comune, riunita proprio per decidere il futuro delle sei circoscrizioni comunali. L'intenzione è quella di ridurle a quattro, ma fra i consiglieri c'è anche chi vorrebbe cancellarle del tutto per sostituirle con i vecchi comitati di quartiere che, gratuitamente, si occupavano dei problemi dei cittadini. Le accuse principali contro le circoscrizioni sono due: sono inutili e costose. Nei dati sulla gestione del 2008, le sei circoscrizioni sono costate in totale 511 mila euro. In cima ai costi c'è la Circoscrizione numero 5: 100mila euro di gettoni ai consiglieri e al presidente, per gestire un budget di appena 33mila euro fra manutenzione di strade, scuole ed edifici, cura dell'ambiente, iniziative culturali e sportive, e il funzionamento della sede circoscrizionale. La cenerentola fra le circoscrizioni è la numero 6: gli amministratori delle borgate Palmadula, Baratz, Canaglia, Biancareddu e Argentiera, nel 2008 si sono riuniti 42 volte, sempre in Consiglio e mai una seduta di commissione. Sono costati al Comune appena 15 mila euro, e hanno gestito fondi per 33mila euro. Fra i due estremi della classifica finanziaria delle circoscrizioni ci sono la numero 2, la numero 3 e la numero 4. (v. g.)

Torna all'inizio


L'Amministrazione Comunale ora pensa a tagliare il numero dei suoi dirigenti (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Sera" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Cronaca Roma L’Amministrazione Comunale ora pensa a tagliare il numero dei suoi dirigenti Riassetto del personale in vista per gli incarichi apicali del Campidoglio L'amministrazione comunale sta pensando di ridurre il numero dei suoi dirigenti fino a 220 unità nell'ambito del piano di riassetto del personale inserito nella nuova "macrostruttura". Ad annunciarlo è stato l'assessore comunale al Personale Enrico Cavallari, nel corso di una conferenza stampa sulle spese sostenute dalla giunta per pagare dirigenti esterni e consulenze. "Vorremmo scendere a 220 dirigenti complessivi, complice anche la presenza di alcuni pensionamenti - ha detto Cavallari - stiamo studiando questa ipotesi nella nuova macrostruttura che stiamo elaborando. Noi non siamo assolutamente contrari alle consulenze, se sarà necessario ne apriremo altre, ma devono essere motivate. Avremo un regolamento molto rigido che stabilirà le modalità in cui potranno essere attuate". Poi si è passati ai numeri delle consulenze: "La giunta Alemanno da quando si è insediata ha nominato un solo consulente, il generale Mario Mori, mentre con la nuova amministrazione comunale il numero dei dirigenti esterni è sceso dai 35 della giunta Veltroni agli attuali 27". Sono questi due dei dati che gli assessori comunali al Personale ed alla Cultura Enrico Cavallari ed Umberto Croppi hanno voluto sottolineare per "fare delle precisazioni" rispetto al contenuto di una serie di articoli pubblicati nelle scorse settimane da alcuni quotidiani e periodici relativi alle spese sostenute dalla giunta Alemanno per assumere consulenti e dirigenti esterni. Nel 2008 per pagare "il nostro unico consulente", come ha precisato Croppi, il dirigente extradipartimentale per la sicurezza, il generale Mario Mori, "il Comune ha speso 149.893 euro". Gli assessori, pur ribadendo di "non voler fare raffronti con l'operato di chi ci ha preceduto, ne' dire che noi siamo più bravi" hanno poi ricordato che: "la giunta Veltroni nel 2007 ha speso oltre 15 milioni di euro per pagare oltre 2mila consulenti". I dati presentati dai due assessori ricordano che attualmente tra esterni comandati da altri enti pubblici, trasferiti a titolo definitivo, contratti a tempo determinato ed indeterminato, l'organico del Comune conta 270 dirigenti, a fronte dei 294 attivi durante la giunta Veltroni. Edizione n. 2146 del 26/03/2009

Torna all'inizio


Nasce COMUNE. (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Nasce «piano cimiteriale»COMUNE. Approvato regolamento che garantirà la migliore gestione di Bonamorone e Piano Gatta Il Comune di Agrigento si é dotato, per la prima volta, di un regolamento di polizia mortuaria. E' stato approvato nella seduta del consiglio municipale di martedì sera, votato a maggioranza dei presenti all'interno dell'aula consiliare a Palazzo dei Giganti. Con il regolamento vengono disciplinati, in osservanza alle disposizioni nazionali e regionali, i servizi in ambito comunale, relativi alla polizia mortuaria. Nel dettaglio viene regolamentata la destinazione delle salme, i trasporti funebri, quelli relativi alla costruzione e gestione dei cimiteri cittadini di "Bonamorone", "Piano Gatta" e Montaperto nonché la concessione di manufatti inerenti la sepoltura ed in genere tutte le attività pubbliche e private connesse con la cessazione della vita. E' uno strumento di grandissima importanza votato articolo per articolo e poi alla fine nel suo complesso. Per l'attenzione prestata al regolamento, alla fine, l'assessore competente Rosalda Passarello ha avuto parole di ringraziamento nei confronti del Consiglio. Prima dell'approvazione del Regolamento e subito dopo le formalità di rito, alcuni consiglieri sono intervenuti per le comunicazioni alla Presidenza che hanno riguardato il mantenimento degli impegni finanziari e gestionali, da parte degli Enti consorziati al Polo universitario della Provincia di Agrigento, per il rilancio dell'importante struttura didattica. Infine a conclusione della seduta, su proposta del presidente Callari e sentiti i capigruppo consiliari, il Consiglio comunale ha votato a maggioranza la convocazione della prossima seduta per martedì 31 marzo, con inizio dei lavori alle ore 19, per la trattazione degli altri punti iscritti all'ordine del giorno. Stasera, invece, alle ore 19, il Consiglio comunale è convocato per una seduta di "question time". Sulla possibilità di legare il gettone di presenza alla partecipazione alla votazione, il presidente del Consiglio Carmelo Callari ha detto che ad Agrigento non é necessario perché il consesso da lui presieduto fa registrare sempre una presenza elevata alle votazioni, per cui non c'é alcun bisogno di incentivi. Intanto ieri nella tarda mattinata lo stesso presidente, come avviene ogni mercoledì, ha convocato la conferenza dei capigruppo consiliari. Erano presenti, oltre ai due vicepresidenti Salvatore Lauricella e Piero Marchetta, anche Nello Hamel, Davide Lo Presti, Maria Pia Vita, Luca Spinnato, Giuseppe Raccuia e Angela Galvano. Nel corso della riunione si é fatto il punto sull'andamento dei lavori e si é preso atto che l'amministrazione ha inviato per l'approvazione altri due debiti fuori bilancio. Sono state predisposte le relative delibere, inviate alla commissione competente per il parere previsto dalla legge, e nel contempo sono state inserite nell'ordine del giorno dei lavori del 31 marzo. Stasera invece per il "question time" si parlerà di altri argomenti di particolare importanza, come la situazione idrogeologica cittadina, alla luce del recente cedimento del muro di via Giovanni XXIII (la cui ricostruzione dovrebbe cominciare nei prossimi giorni), e dello stato dei pennelli a mare che dovranno essere rimessi in efficienza prima dell'arrivo della bella stagione. Quest'ultimo é un argomento molto sentito dato che il periodo balneare comincia ad essere vicino. Come si sa, l'acquisizione delle autorizzazioni é ormai in dirittura d'arrivo. Salvatore Fucà

Torna all'inizio


Consiglieri Ap più Giuseppe Licata (Insieme per la Provincia) (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Consiglieri Ap più «trasparenti»Giuseppe Licata (Insieme per la Provincia) propone la creazione dell'anagrafe pubblica degli eletti Il consigliere provinciale di centrosinistra Giuseppe Licata (Insieme per la Provincia) ha presentato una proposta di deliberazione per la creazione dell'anagrafe pubblica degli eletti relativamente alla Provincia Regionale di Caltanissetta. Si tratta di una proposta (che dovrà andare all'esame del Consiglio provinciale e che è stata sottoscritta anche da altri consiglieri sia di maggioranza che di minoranza) con cui si chiede di rendere di dominio pubblico tutta una serie di informazioni relative agli assessori e agli stessi consiglieri provinciali, da far fruire al cittadino per via telematica, il tutto, quindi, in un'ottica di massima trasparenza dell'azione di detti rappresentanti istituzionali. Più specificamente la proposta di Licata chiede che vengano resi di pubblico dominio: per i consiglieri, lo stipendio e/o i gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dalla Provincia, gli atti presentati con relativi iter fino alla loro conclusione, il quadro delle presenze ai lavori dell'istituzione di cui fanno parte e i voti espressi sugli atti adottati dalla stessa; analoghe informazioni si richiedono a proposito del presidente e degli assessori della Giunta. Secondo tale proposta di deliberazione, s'impegna inoltre il Consiglio provinciale a modificare il proprio statuto ed i relativi regolamenti attuativi adeguandoli affinché, sempre per via telematica, possano essere diffusi anche i seguenti dati, oltre alla predetta anagrafe degli eletti: bilancio annuale dell'Ente, bilancio pluriennale, relazione previsionale e programmatica, piano degli investimenti, piano esecutivo di gestione e documento di programmazione finanziaria comprensivo di tutti gli allegati e, in particolare, l'elenco delle ditte fornitrici e delle consulenze. In più, andrebbero egualmente pubblicizzati le delibere approvate, l'archivio degli altri atti della Provincia (interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno) con l'indicazione dei proponenti e lo stato del loro iter amministrativo, i bandi e gli esiti di gara, l'elenco delle proprietà immobiliari dell'Ente e loro destinazione d'uso, l'elenco degli incarichi esterni (con tutte le relative informazioni di ordine tecnico ed economico). Per ogni società partecipata dalla Provincia da diffondere, altresì, i dati essenziali di bilancio, i nominativi dei consiglieri di amministrazione e relativi emolumenti, così come viene chiesta l'archiviazione fruibile dei lavori consiliari. Tutte queste informazioni, stante la proposta, dovrebbero essere inserite nel sito dell'Ente entro il termine di sei mesi dall'eventuale approvazione della proposta stessa da parte del Consiglio.

Torna all'inizio


Vittorio Veneto Ha fatto parlare molto la lite, soprattutto per il luogo pubblico e decisamente ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Giovedì 26 Marzo 2009, Vittorio Veneto Ha fatto parlare molto la lite, soprattutto per il luogo pubblico e decisamente inadeguato per una discussione, il pronto soccorso, tra due dottoresse avvenuta lunedì scorso: una «gettonista» con contratto a termine, libera professionista, arrivata in ritardo a prendere il suo servizio, e una dipendente dell'Uls 7 che dopo aver lavorato tutta la notte non vedeva invece l'ora di andare a casa. Proprio per questo ritardo - che non sarebbe stato il primo - pare sia nata la discussione tra le due donne medico. Che dalle parole, pesanti invettive reciproche, siano passate ben presto ai fatti lo testimoniano le visite a cui entrambe si sono sottoposte, una in ginecologia per un calcio rimediato al basso ventre, l'altra nel reparto Otorino per un sonoro ceffone e contusioni varie. Insomma un comportamento deontologicamente non ineccepibile, soprattutto perchè avvenuto in presenza di personale paramedico, allibito dalla violenza del litigio. Per ora nessuna ha sporto ancora denuncia nei confronti dell'altra, ma in questi casi c'è tempo 90 giorni per farlo. Probabilmente, passato il primo momento di agitazione, non lo faranno nemmeno, ma il fatto non è passato sotto silenzio all'Usl, il cui direttore generale Lino Del Favero ha convocato per lunedì la commissione disciplinare che dovrà chiarire quanto accaduto nei locali del pronto soccorso vittoriese. «Il fatto, senza entrare nel merito, perchè anche come sindacato prima di prendere posizione attenderemo l'esito della commissione che stabilirà e appurerà torti e ragioni - conferma il dottor Valerio De Belardini, della Uil Veneto - dipende però da un eccesso di stress che non riguarda solo l'Usl 7. Ovviamente in attesa della verifica dei fatti sono appropriate le azioni adottate dalla Direzione generale compreso l'allontamento dal posto di lavoro». Il problema del Pronto soccorso è noto: fare questa attività di emergenza non va molto a genio ai medici per tre ordini di motivi: non è gratificante dal punto di vista economico, è massacrante per tensione e carico di lavoro, e non si hanno sostanziali avanzamenti di carriera. «È per questo che tutti i Pronto soccorso, a livello regionale, sono in sofferenza e si ricorre a collaborazioni esterne a gettone. - conferma De Belardini - Anche quanto avvenuto a Vittorio a mio parere è il risultato dello stress a cui sono sottoposti tutti i medici: e con i tagli previsti dall'amministrazione della sanità la situazione è destinata a peggiorare. Dobbiamo cercare di gestire la situazione dal punto di vista degli orari: non si possono chiudere i pronto soccorso, ma bisogna avviare un filtraggio dell'accesso secondo le patologie effettive. Anche la campagna di appropriatezza del ricovero è una giusta indicazione per ridurre la grande massa. Però qualcuno ha proposto anche la libera professione nei giorni di riposo e di festa. Noi siamo contrari perchè i medici di pronto soccorso, che non fanno la libera professione, gradirebbero stare in quei momenti con la famiglia. Se il carico di lavoro invece diminuisce, contemporaneamente ne beneficiano i pazienti e gli stessi operatori. Diminuzione delle liste d'attesa e l'appropriatezza dei ricoveri sono metodi che vanno nella direzione del miglioramento del servizio e diminuzione della litigiosità: per una diagnosi o cure sbagliata, magari dovute a superlavoro, bisogna sapere ci sono stuoli di avvocati pronti al contenzioso». Fulvio Fioretti

Torna all'inizio


Mentre dalla maggioranza Enrico D'Este (Innovare) propone di istituire una commissione speciale... (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Giovedì 26 Marzo 2009, Mentre dalla maggioranza Enrico D'Este (Innovare) propone di istituire una commissione speciale sul nodo-crisi, Gianni Ortis e Aldo Rinaldi (che per primi hanno proposto un consiglio comunale interamente dedicato all'attuale congiuntura economica) chiedono di ottenere un elenco dei debiti di funzionamento contratti dal Comune. Visto che «all'interno del momento di crisi attuale è fondamentale accelerare il pagamento di quanto dovuto dal Comune ai cittadini e alle imprese», Ortis chiede di conoscere con "nome e cognome" a chi il Comune deve dei soldi «per beni o servizi ricevuti da terzi», soprattutto in considerazione del fatto che «i debiti di funzionamento» come riportato nel volume 2 della relazione previsionale e programmatica a pagina 186 ammontano a «23 milioni 873mila 587 euro». Intanto, dalla maggioranza il capogruppo di Innovare con Honsell, Enrico D'Este, martedì sera ha proposto alla riunione dei capigruppo una commissione speciale, in grado di sentire i rappresentanti delle commissioni ordinarie oltre agli organi istituzionali e alle parti economiche e sociali interessate, senza alcun gettone di presenza. «L'analisi della crisi e dei suoi effetti, ma anche le soluzioni che si possono dare come amministrazione comunale - spiega D'Este - sono complessa e articolate e richiedono il confronto fra competenze diverse, presenti nelle commissioni ordinarie. Ritengo che la grave situazione in cui ci troviamo - aggiunge D'Este - debba impegnare maggioranza e opposizione in uno sforzo bipartisan, assieme ovviamente alle forze sociali ed economiche». Secondo D'Este la super-commissione dovrebbe essere più snella delle attuali (come numero e come gestione introducendo, per esempio, la convocazione via e-mail) ed ovviamente senza gettone di presenza. Della proposta, che ha avuto una prima buona accoglienza, si discuterà molto probabilmente già al prossimo consiglio comunale. I morsi della crisi si fanno sentire ogni giorno di più. Sono purtroppo in aumento le persone che si rivolgono al Comune e alla Caritas per un sostegno. D'Este si è congratulato con la Giunta comunale per il fondo per l'assistenza economica ai nuovi poveri, che prevede risorse sia per "autogestire" il reddito di cittadinanza, cancellato dalla Regione e un capitolo speciale per le nuove assunzioni. Il fondo è inserito nel bilancio di previsione 2009 del Comune, che pareggia su una somma pari a circa 126 milioni di euro, circa 3,5 milioni rispetto alla previsione del consolidato al 2008. Per i nuovi poveri la Giunta ha accantonato un fondo, pari a 200mila euro, per l'erogazione di aiuti che saranno distribuiti non semplicemente sulla base dell'Isee e che serviranno per contrastare una possibile e repentina caduta del tenore di vita dei cittadini.

Torna all'inizio


(AGR) BASILICATA ED EUROPA PER RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE PA (sezione: Costi dei politici)

( da "Basilicanet.it" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

BASILICATA ED EUROPA PER RESPONSABILITÀ€ SOCIALE DELLE PA 26/03/2009 16.35.10 [Basilicata] (AGR) - Nell’ambito del Programma di Cooperazione Interreg Sud-Est Europa, che promuove progetti dell’obiettivo comunitario “Cooperazione Territorialeâ€, è¨ stato finanziato il progetto GSR-Model – “Responsabilità  sociale delle amministrazioni pubbliche. Un Approccio Innovativo per la Qualità  nelle operazioni e nei risultati di Governoâ€. Il progetto, di durata triennale, ha tra i suoi promotori il Dipartimento Attività  Produttive, Politiche dell’Impresa e Innovazione tecnologica della Regione Basilicata e si avvale di un ampio e qualificato partenariato internazionale guidato dall’Hellenic Organisation for Standardisation (Elot). L’obiettivo del progetto – spiega il Dipartimento regionale - è¨ promuovere la qualità  e l’eccellenza delle organizzazioni pubbliche, migliorando in particolare l’efficacia e l’efficienza dei servizi per il cittadino, attraverso un innovativo sistema di standard e un modello operativo che trasferirà  nel settore pubblico il concetto di “responsabilità  socialeâ€, già  noto nell’ambito delle imprese private. L’assegnazione del finanziamento da parte del Programma Interreg Sud-Est Europa rappresenta oltremodo un successo, per il rigido processo di selezione che a fronte di 821 proposte pervenute ha visto finanziare solo il 5% delle stesse. “L’iniziativa – ha dichiarato l’Assessore Gennaro Straziuso - si inquadra nella più¹ ampia strategia regionale di rafforzamento dei rapporti di cooperazione con l’Europa, puntando su innovazione, qualità  e competitività  del sistema Basilicataâ€. BAS 05

Torna all'inizio


Cinque luoghi comuni sui giornali e sul giornalismo (sezione: Costi dei politici)

( da "Blogosfere" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Mar 0926 Cinque luoghi comuni sui giornali e sul giornalismo Pubblicato da Luca Dello Iacovo alle 17:37 in globalizzazione Dalle attività online non guadagna nessuno Il gruppo scandinavo Schibsted ha iniziato nove anni fa a investire nell'online, sviluppando una politica editoriale specifica (e non considerandolo come appendice della carta stampata). Ora le attività sono diversificate: comprendono i siti d'informazione, annunci economici, mercatini online, social network (qui il report). Oppure gli esperimenti cinesi: grandi portali come Sohu o 163 che uniscono intrattenimento, notizie e videogiochi (qui il bilancio di Neatease, la società che controlla il portale 163, con alcuni dati interessanti). E in Cina 41 milioni di persone leggono a pagamento le notizie sui telefonini (China mobile). La carta stampata non vende più: i giornali sono in crisi Globalmente sono aumentate le copie vendute: trainano Cina, Brasile e India(World association of newspaper). Soprattutto in Brasile i lettori che entrano in edicola sono in crescita (Huffington post). E come va il rapporto tra i lettori e interent? Sottolinea l'istituto cinese di statistiche Cnnic: The online news reading rate among netizens in China, 81.5%, is higher than that in the United States (71%) and that in South Korea (67.1%). Il giornale non è la sua carta. E, per adesso, la carta non sembra il suo futuro. La pubblicità su internet non funziona Invece cresce tanto. Negli Stati Uniti gli inserzionisti hanno investito 1,3 miliardi di dollari nel 2009: +59% rispetto a un anno fa (State of news media). Ma la pubblicità non è l'unico modo di guadagnare. Altre idee? Elenca Luca De Biase: ripensare alla vendita diretta di beni e servizi, offerte di altissima qualità, giornalismo attento ai beni comuni (magari finanziato da fondazioni). Oppure i micropagamenti, come osserva Marco Pratellesi. E ancora: finanziamenti da parte delle comunità locali (come Spot.us). Internet riduce le opportunità per il giornalismo d'inchiesta. E perché dovrebbe? Internet ha diminuito il costo di accesso alle informazioni. Wikipedia, blog e forum sono solo alcuni esempi. Bastano pochi minuti per accedere a molti dati e statistiche pubblici, finora rinchiusi tra quattro mura. E banche dati specialistiche sono disponibili a costi accettabili. Accedere alle notizie delle cronache locali è anche più semplice di prima, soprattutto per chi abita lontano. L'informazione non sembra affatto un bene scarso. Ma lo è, invece, il tempo per produrla. Le forme di remunerazione del tempo, però, si stanno diversificando. Per esempio, due reporter del Wall street journal hanno ricevuto finanziamenti ad hoc per inchieste, come segnala Guido Romeo. E sono possibili lavori molto interessanti di citizen journalism anche in Italia: lo dimostra, per esempio, l'inchiesta di Repubblica.it sulla qualità della vita al tempo della crisi (via Massimo Russo). Il giornalismo come racconto collettivo, facilitato da professionisti dell'informazione che hanno tempo e competenze. 2043: l'ultima copia del New York Times Nessuno lo può sapere. Ma, anche se fosse vero, la fine di un giornale non è la fine del giornalismo. E la democrazia ne ha bisogno: è una questione profonda che tocca le coscienze, i progetti e i bisogni di tutti. ps: alcuni commentatori da seguire per comprendere il dibattito senza toni catastrofici: Nieman journalism lab Mediashift Editorandpublisher

Torna all'inizio


CALCIO/ INGHILTERRA, BECKHAM VERSO 109 PRESENZE: GRAZIE AL MILAN (sezione: Costi dei politici)

( da "Wall Street Italia" del 26-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Calcio/ Inghilterra, Beckham verso 109 presenze: Grazie al Milan di Apcom "La mia condizione fisica è migliorata. Un onore essere qui" -->Watford, 26 mar. (Ap) - David Beckham potrebbe diventare il secondo giocatore con più presenze con la maglia della nazionale inglese. Il centrocampista del Milan potrebbe tagliare il traguardo delle 109 apparizioni in nazionale nell'amichevole di sabato a Wembley contro la Slovacchia, superando Bobby Moore, capitano dell'Inghilterra campione del mondo nel 1966. Davanti al 33enne però c'è il portiere Peter Shilton con 125 'gettoni'. "Avere le presenze che ho adesso è un grande onore. Quando avevo 94 o 95 presenze non pensavo che sarei arrivato a 100 e quando ci sono arrivato la gente pensava che mi sarei ritirato. Sarei felice di arrivare a 109", ha spiegato Becks. Un traguardo irraggiungibile se l'inglese a gennaio non si fosse trasferito al Milan dai Los Angeles Galaxy con la formula del prestito. "Essere al Milan mi ha dato più possibilità di esprimermi a quel livello necessario per giocare con la nazionale. Essere in squadra ha migliorato la mia condizione fisica come nessun'altra cosa. Quando sono arrivato in Dubai con il Milan il mio grasso corporeo era del 13,7% adesso è dell'8,5%". Dopo l'amichevole di sabato con la Slovacchia, l'Inghilterra riceverà il primo aprile l'Ucraina, in una partita valida per la qualificazione ai Mondiali 2010. Gli inglesi sono in testa al loro girone a punteggio pieno (12 punti in quattro partite) e in caso di vittoria, sarebbero praticamente certi di staccare il biglietto per il Sud Africa. "Una volta qualificati avrò bisogno di rimanere in forma, poi vedremo. Ora sono entusiasta di essere qui, in essere in suqadra e spero di restare in forma a lungo. Il record di Shilton? Sarebbe grande superarlo, ma vedremo cosa riserverà il futuro".

Torna all'inizio