HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

Torna all’indice mensile 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL   24-30 settembre 2008        #TOP



Report "Costi dei politici"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Costi dei politici (75)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Di Alex Franzetti APPIANO GENTILE - I 600 gettoni con l'I ( da "Leggo" del 24-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Di Alex Franzetti APPIANO GENTILE - I 600 gettoni con l'Inter di Javier Zanetti e le 100 gare senza perdere di Josè Mourinho, a quota 99 tra le mura amiche e, Lecce permettendo, ad un passo da un record davvero.speciale. Questa sera al Meazza, nella sfida di campionato con l'11 di Beretta, potrebbe essere una festa per due.

Bilancio, confronto con il prosindaco mognato ( da "Nuova Venezia, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ha portato minori costi legati ai gettoni di presenza per i consiglieri, e la promozione di collaborazioni con le associazioni dei commercianti in occasione dell'organizzazione di manifestazioni culturali. Domani sera, comunque, non si parlerà soltanto di bilancio, visto che Chirignago-Zelarino discuterà anche di alcune convenzioni con società sportive presenti nella Municipalità.

E' noto che il tasso di illegalità tenda a crescere nei periodi di maggiore incertezza o ( da "Trentino" del 24-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: noto che il tasso di illegalità tenda a crescere nei periodi di maggiore incertezza o di crisi economica. Non lo è abbastanza per quanto riguarda il riverbero delle debolezze morali sul funzionamento dell'economia. Quella di attribuire il problema della corruzione alla sola sfera etica, e di trascurarne per intero le conseguenze sul piano economico generale,

Furti d'acqua, la Cgil parte civile naccio ( da "Sicilia, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ogni seduta infatti ha il costo di oltre 3 mila euro, somma questa comprendente il pagamento del gettone di presenza dovuto per regolamento ai membri del civico consesso e dello straordinario ai componenti l' ufficio di Predidenza. L'ennesimo scioglimento anzitempo della seduta consiliare è stato causato dalla decisione del gruppo consiliare del partito democratico di uscire dall'

Concorsi pubblici, dove sono? ( da "Sicilia, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: si farà anche solo un'iniziativa in meno, ciò avverrà perché hanno deciso di aumentarsi lo stipendio. Non tutti hanno accettato l'indennità di carica. A scegliere di essere pagati, come avveniva fino allo scorso novembre, attraverso i gettoni di presenza, pari a 79,29 euro lorde, sono solo sei consiglieri su venticinque.

DALL'INVIATO CASTELVOLTURNO. STASERA, CONTRO IL PALERMO, REJA SCHIERERà LA NONA FORMAZI ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 24-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E Reja sta facendo da tempo un turn over quanto mai necessario considerando il susseguirsi di incontri e ricordando che il Napoli è impegnato su tre fronti: campionato, coppa Uefa e coppa Italia. Nelle squadre che hanno iniziato le otto partite precedenti al Palermo, Cannavaro, Gargano, Blasi e Vitale contano più gettoni di presenza.

<I costi maturati dall'Asecnon incidono sul Comune> ( da "Sicilia, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: poi, sono i risultati ottenuti nell'abbattimento dei costi e delle spese ed in particolare dei costi per consulenze (passati da ? 225.885 del 2006 ad ? 96.987 del 2007), delle spese legali (passate da ? 74.096 del 2006 ad ? 43.292 del 2007), delle spese per pubblicità (passate da ? 89.003 del 2006 a ?

Folgaria avrà sette alberghi a 4 stelle ( da "Trentino" del 25-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: anno prossimo anche Bologna richiederà il gettone, le cui entità dipenderanno anche dai risultati sportivi". Cifre importanti, ma pur sempre poca cosa rispetto a quelle che si spendono per i ritiri delle squadre di calcio: "Decisamente più basse. Consideriamo che il Camp ci costa solo la concessione gratuita del palazzetto e per il resto è del tutto autonomo pur portando,

Il sindaco leghista protesta Accuse ingiuste a Molgora ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il sindaco di Agnosime ce l'ha anche con Gianantonio Stella, giornalista e scrittore che, con Sergio Rizzo, è autore del libro "La Casta". "Nel libro evidenzia gli sprechi del 'carrozzone' Italia. Perché invece si è dato all'aspra critica nei confronti di Molgora, parlando poi di argomenti che con il convegno non avevano nulla a che fare.

Poca trasparenza negli enti locali ( da "Italia Oggi" del 25-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e dei costi delle consulenze. Ma pochi si sono adeguati ed altri, come il ministero degli esteri, hanno pubblicizzato gli stipendi solo per categorie. Insomma, per il ministro la tutela della privacy non deve essere una scusa alla mancanza di trasparenza, tanto, prima o poi, saranno i cittadini a chiederne conto alle amministrazioni locali.

Droga, via agli interrogatori. <Le telefonate? Parole tra amici> ( da "Secolo XIX, Il" del 25-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Con loro sono finiti agli arresti Samanta Di Bari, 33 anni, di Varazze, e Danila Guida, 38, di Stella, nonché i due albanesi Ermal Ramaj, 25 anni, e Granit Dybiri, 19, entrambi residenti ad Albisola Superiore. Sono difesi dagli avvocati Cechini, Poggio, Gandolfo, Risso, Rizzo, Barbero, Stipo, Prampolini, Argenta, Maiello e Frascherelli.

Calabria, la carica dei 400 portaborse ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Per dare un'idea, più della Lombardia che conta 9,5 milioni di abitanti contro i due della Calabria. Chissà se altrove accade di trovare, come in Calabria, nel traffico di collaboratori che vanno e che vengono, la figura del "consulente coordinatore dei consulenti".

Conti comunali in sospeso ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che ha usato lo stesso meccanismo per i risparmi sui "costi della politica" previsti dalla stessa manovra ( dovevano fruttare 313 milioni, norma alla mano, ma non ne porteranno più di 30); e il Dl 93, che ha messo in soffitta l'Ici sull'abitazione principale ma deve ancora trovare 500 milioni di euro per le compensazioni ai Comuni.

LA PRESIDENTE del consiglio Maria Antonia Cucuzza porrà la prima pietra del ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 25-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dal primo giorno del suo mandato ha deciso di appoggiare le iniziative portate avanti da "l'Africa Chiama". Sia la giunta che il consiglio comunale hanno deciso, a questo scopo, di devolvere una parte del proprio gettone di presenza a "l'Africa Chiama"". Il progetto "Kepping Hope Alive" infatti prevede la costruzione di un centro polifunzionale,

Il primo mattone per una scuola in Zambia ( da "Corriere Adriatico" del 25-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di una grossa fetta del consiglio comunale, una piccola parte dell'indennità o del gettone di presenza, in modo che nei cinque anni ci fosse qualcosa di concreto". Un segnale importante da parte delle istituzioni. "Spero che questo gesto possa dare alla popolazione fanese ha sottolineato Nannini uno stimolo ad avere una sensibilità maggiore ai temi della giustizia e della solidarietà"

RITA TRAPANESE BATTIPAGLIA - AVVISI DI GARANZIA PER ABUSO D'UFFICIO E TRUFFA PER TUTTI I CONSIGLI ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 25-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: indennità di funzione che i consiglieri negli 2004-2005-2006 hanno percepito. La vicenda prende il via da una delibera del 2002 che trasformava in una quota fissa mensile (568,93 euro lordi) il gettone di presenza (33,19 euro) a cui aveva diritto un membro dell'assemblea ogni volta che partecipava ad una seduta di consiglio o di una commissione "

I CONTI DELL'UFFICIO RAGIONERIA: RESTITUIRE 450MILA EURO ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 25-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Se dovessero essere confermati i conteggi dei Servizi Finanziari ammonterebbe a circa 450mila euro il totale che l'ente locale dovrebbe incassare. Con l'ultima finanziaria l'indennità di funzione è stata eliminata e si è tornati al gettone di presenza.

L'EX SINDACO INDAGATO: FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 25-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: inizio di quest'anno con i consiglieri finiti sulla "graticola" per aver trasformato nel 2002 il gettone di presenza in indennità di funzione. A loro difesa i membri dell'assemblea ricordano che in molte realtà in quel periodo si adottò un analogo provvedimento e che comunque il conguaglio (tra soldi percepiti e realmente spettanti)

Trattoristi, in campo i campioni dell'aratura ( da "Sicilia, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: precisa la sua dichiarazione: "Non ho mai parlato di aumento. Del resto non avrei potuto farlo visto che i consiglieri hanno deciso di mantenere la stessa indennità di carica. Piuttosto ho solo detto che io non ho accettato l'indennità di carica, preferendo invece il gettone di presenza". Michele Barbagallo.

Tac e risonanzatutti in codae soldi in mano ( da "Sicilia, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Val la pena di citare testualmente quanto hanno scritto Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella nel loro libro La Casta, nel passo dedicato al "Caso Siracusa". "Si è assistito a Siracusa ? scrivono ? a fatti curiosi. Come la scelta di non comprare una risonanza magnetica (prezzo: meno di un milione di euro) ma di prendere in affitto senza gara di appalto una Rnm mobile costata 750.

Subprime, più finanza per sopravvivere allo shock ( da "Bollettino Università & Ricerca" del 25-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: con la stessa decisione dimostrata negli anni Trenta, durante i quali, negli Stati Uniti, si sono poste le fondamenta per un più corretto funzionamento dei mercati nei decenni successivi. Nel saggio finale, Franco Bruni, docente di teoria e politica monetaria alla Bocconi, pone l'accento sull'inefficienza della vigilanza. BUR.IT 26.09.08.

Col federalismo cambieranno le regole ( da "Alto Adige" del 26-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ha evidenziato anche un grave rischio di involuzione dell'economia altoatesina. "Non dimentichiamo che oggi esportiamo solo il 12% del Pil prodotto in provincia di Bolzano e questo è grandemente sostenuto dall'export di mele e di vino. Ma considerando il costo dei terreni e quello della manodopera c'è il rischio che qui, in futuro, nessuno venga più a produrre nemmeno un chiodo"

Il fisco federale? Non è la panacea ( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 26-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: circa 26 miliardi di euro mentre la convergenza sui costi standard dovrebbe pesare circa 15 miliardi, un punto percentuale di pil che dovrebbe pesare meno sulla spesa delle regioni. L'impressione è che la vera partita si giocherà proprio qui, sui costi dei livelli essenziali, sulla coesione sociale e la tenuta dell'ordinamento e in definitiva sul difficile equilibrio tra spinta all'

Tribunale, sede da potenziare - giampaolo meloni ( da "Nuova Sardegna, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: funziona con il meccanisno dei gettoni di presenza e se la devono cavare con 73 euro a udienza e pendolari per forza, da Cagliari, nel caso nostro. Il problema non è facile. Commentando la vicenda, l'avvocato penalista Patrizio Rovelli, nome illustre in Sardegna e in Italia, ora con studio anche in città, faceva notare: "Se si vuole inserire in pianta stabile la magistratura onoraria,

MARIANO MARINOLLI SAN MICHELE - <Ero la sua bestia nera, nei consigli comunali di San Michele, dove il dottor Osella ha partecipato, ci siamo sempre punzecchiati ( da "Adige, L'" del 26-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In consiglio comunale chiesi ad Osella quanto hanno intascato ogni anno, tra indennità e gettoni di presenza, il presidente, il consiglio di amministrazione ed i sindaci che gestiscono l'Air; l'unica risposta ricevuta dallo stesso dottor Osella fu che egli guadagna ogni mese l'85% dello stipendio del sindaco Borga. Ma non ricordava esattamente quanto Borga guadagna.

Il duro faccia a faccia in consiglio ( da "Adige, L'" del 26-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di euro 3.400 e qualcosa". Sindaco Moser (nella foto) : "Forse Callovi vuole conoscere l'entità del gettone". Osella: "Attualmente costa 150 euro a presenza". Poi si entra nella questione della galleria dell'acquedotto Acquasanta. Osella: "Chiudo la questione della galleria dicendo che ci sono delle cose che non dovrei dire.

Variazioni ai bilanci in Consiglio comunale ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 26-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Interrogazioni su Infopoint di Sanpolino e bocciodromo della Badia Variazioni ai bilanci in Consiglio comunale La modifica della disciplina di erogazione dei gettoni di presenza sarà uno dei temi del consiglio comunale convocato per oggi pomeriggio (inizio alle ore 15) dalla presidente Simona Bordonali, con eventuale proseguimento dei lavori - nel caso in cui l'

Sono stati portati in Libia gli italiani rapiti in Egitto ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ok di Regioni e Comuni al Ddlè condizionato all'accoglimento delle rispettive richieste: 7 miliardi di finanziamento per la sanità e 1,5 miliardi per i tagli da Ici e costi della politica. u pagina 18 Stallo sulla governance Rai: in forse Stefano Parisi è in forse la candidatura di Stefano Parisi a direttore generale Rai.

La casta resta, colpita la libertà ( da "Manifesto, Il" del 26-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: casta , scritto insieme a Sergio Rizzo, rappresenta un punto alto del giornalismo d'inchiesta e denuncia. A lui, così attento ai costi della politica, abbiamo rivolto alcune domande. L'esigenza corretta era razionalizzare i fondi per l'editoria, invece i nuovi provvedimenti dimezzano i fondi per il 2008 a molti giornali di partito e soprattutto a noi che siamo una cooperativa di

Salta la tassa unica sugli immobili ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 5 miliardi di tagli subiti tra mancate entrate dell'Ici prima casa (circa 600 milioni), del decreto Visco 2007 sull'Ici rurale (circa 609 milioni) e dei costi della politica (314 milioni) – e il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli che, al termine dell'incontro con una rappresentanza di Anci, Upi e governatori, ha preferito fornire risposte politiche.

Fino ad un anno fa era Massimo Carlin uno degli avvocati più ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 26-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: poi con il Pds (di cui è stato segretario della zona Portogruarese negli anni '90), ed infine dei Ds.A bloccare la sua rapida ascesa è stata l'inchiesta giudiziaria della Procura di Venezia che lo accusa di concussione, imputazione per la quale è finito agli arresti nel settembre del 2007 e verrà processato a metà ottobre.

E i mini-assessori senza stipendio incrociano le braccia ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 26-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: i delegati non possono far parte delle commissioni e ricevere il relativo gettone di presenza. Se secondo l'opposizione non si trattava che di recepire la nuova legge nazionale, martedì la maggioranza si è frantumata sulle più disparate posizioni più o meno polemiche col Comune, senza votare le modifiche allo Statuto.

Merate ha 11 milioni in Banca d'Italia ma non può usarli. Così deve rinviare i pagamenti ai fo ( da "Merateonline.it" del 26-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: subito neutralizzata dal taglio di 30mila euro per la "riduzione dei costi della politica" che colpisce indiscriminatamente tutte le amministrazioni locali. La situazione del bilancio cittadino è in perfetto equilibrio. L'avanzo d'esercizio non applicato e quanto resterà a chiusura del conto economico 2008 andranno a rimborso anticipato mutui (1,1 milioni).

Provincia, opposizione all'attacco sugli enti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: le anime del Pd si scontrano per spartirsi poltrone e gettoni di presenza utilizzando risorse pubbliche per appagare la loro sete di potere e far proliferare clientele inutili e dannose". Nella politica cittadina, dove non mancano fibrillazioni legate ai nuovi possibili assetti in giunta, tiene banco il dibattito sul passaggio al Comune dell'area industriale di Pratosardo.

Tra i rossoblu due ex nel big match del Girone F ( da "Cittadino, Il" del 27-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Chi sul campo invece ha vissuto a Tribiano momenti di gioia, ma anche di delusione, è Stefano Beltrami, il giocatore che con 148 presenze ha raccolto il maggiore numero di gettoni in maglia gialloblu: "Di Tribiano ho un bel ricordo - confida l'ex fanfullino -. Anni belli con un campionato di Prima Categoria e uno di Promozione vinti, oltre a una finale play off,

Barbadillo, la grande paura è alle spalle ( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: l'ex calciatore che in Italia ha indossato le maglie di Avellino (81 presenze e 10 gol) e Udinese (22 gettoni e 2 reti) e che da molti anni lavora nel settore giovanile bianconero, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico dal professor Skrap nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale di Udine.

PESCARA- Ai nastri di partenza, oggi e domani, il campionato di C1 con 6 abruzzesi al via. < ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 27-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: lo il play Rizzo, l'esterno Moretti, in prestito da Teramo. Confermati Wu, Sbroglia, Varrasso, Lo Giacco, Branciaroli. L'obiettivo è la salvezza evitando i play-out per evitare le sofferenze dell'anno scorso.nel girone F. Torre Spes. Girone F. Il nuovo tecnico Tempera deve traghettare verso i play-off una squadra rivoluzionata.

E Molfetta si fa l'ambasciatore ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 27-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: anzi ho promesso pubblicamente che verserò in un fondo per le iniziative dell'ambasciatore tutti i gettoni di presenza del consiglio comunale". La comunità molfettese mostra perplessità. "Siamo un centro di 65mila abitanti e abbiamo 62mila emigranti in giro per il mondo. Molti sono in seria difficoltà", ribatte Azzolini. Il sindaco Antonio Azzollini.

I revisori dei conti insistono: <Bisogna ridurre le spese> ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 27-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Anche nella stessa maggioranza ieri si respirava un clima di insofferenza nei confronti delle numerose convocazioni che all'ordine del giorno hanno quasi sempre un unico punto da discutere. Non solo: sedute congiunte anche quando non se ne ravvisa la necessità. E così si moltiplicano i gettoni di presenza dati ai consiglieri.

Tutti contro l'Atac <Troppi sprechi> ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 28-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sfiducia nel consiglio di amministrazioni, con interventi severi di Francesco Micucci e Giorgio Palombini (Pd), Paolo Ruggeri e Antonio Recchioni (La Nuova Città). Dalla minoranza proposto anche l'emendamento (bocciato) che proponeva di azzerare a Baioni i gettoni di presenza come "punizione" per la mancata imputazione nel bilancio Atac del mezzo milione di euro dovuti al Comune per l'

OSIMO - Caro amico, ti scrivo. Sarà vero che ufficialmente il nuovo Pdl, in attesa d ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 28-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sono lorde e comunque non c'è bisogno di alcuna giustificazione. I compensi (sempre lordi) a coloro che partecipano al lavoro dell'amministrazione come staff o addetto stampa fanno parte dell'attività del Comune. Il gettone di presenza per il consiglio comunale invece è uguale per tutti i consiglieri e dipende dalla presenza in consiglio,

Pd, i 70 nomi della direzione regionale ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stella Palladini, Ivo Giuseppe Pazzagli, Pietro Pazzaglini, Fernando Perrone, Marilena Pillati, Roberto Pinza, Claudio Pistoni, Luca Rizzo Nervo, Emilio Sbattini, Giorgio Sagrini, Flavio Tagliani, Tiziano Tagliani, Paolo Valenti. Eletti di diritto: Salvatore Caronna, Vasco Errani, Massimo Gnudi, Marco Monari,

Commissione urbanistica, la guerra delle presenze ( da "Corriere Adriatico" del 28-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Se la commissione è fissata per le 18 il foglio delle presenze va firmato alle 18". Il "registro" è stato introdotto di recente perchè il segretario, incaricato di segnare le presenze, ha omesso in più circostanze qualche nominativo. E se salta il nome salta anche il gettone. Adesso i commissari sono tenuti a firmare per dimostrare di aver partecipato alla seduta.

Il segretario veneto del Carroccio smentisce feeling col centrosinistra: ho sempre detto che su certe cose non guardiamo al colore dei voti ( da "Gazzettino, Il" del 28-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Comunque abbiamo proposto la riduzione del numero dei consiglieri delle Comunità e praticamente un azzeramento dei gettoni di presenza. Ma non è solo una questione di risparmi: qui si tratta di identità locali e storia".Possono dire la stessa cosa anche altre realtà..."E allora comincino a tagliare loro. Perché dobbiamo sempre essere noi veneti a fare gli esperimenti?

GETTONI DI PRESENZA DA RESTITUIRE ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 28-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: COMUNE DI BATTIPAGLIA Gettoni di presenza da restituire SABATO LEO Battipaglia. Gettoni di presenza: l'ex consigliere comunale Michele Milano ha devoluto in beneficenza l'indennità di funzione, percepita negli anni 2003, 2004 e 2005, ed ora ricorre al Tar per non essere costretto a restituire le somme richieste da Palazzo di Città.

La cai pensa a una gara lufthansa-air france il partner della compagnia sarà chi offre di più - giovanni pons ( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In mezzo ci stanno quegli imprenditori che per il loro status non potevano restare sordi alla chiamata di Berlusconi ma hanno optato per il solo gettone di presenza, come Marcegaglia e Tronchetti Provera. Gli unici dubbi riguardano gli investitori finanziari come Mancuso, Sposito e Micheli ma tutti sono legati in qualche modo ai promotori dell'iniziativa.

Quella 'primavera' mandata allo sbaraglio che rischia di bruciarsi ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 29-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: quasi completamente assente dalla sessione estiva di calcio mercato. PRESENZE. Basta giusto andare a vedere quanti gettoni hanno racimolato i nostri giovani nel campionato di B per capire che tutto il peso di questo Modena non poteva gravare sin da subito sulle loro spalle. Simone Gozzi, senza dubbio il più positivo tra i giovani gialloblù in questo avvio,

A Napoli e Roma il buco Ici più grande ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 29-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: vanno attese le nuove certificazioni da parte dei Comuni. Una certificazione sui risparmi effettivi è prevista, entro aprile 2009, anche per quel che riguarda i costi della politica, che al momento non hanno quindi una " paternità" reale nel bilancio dello Stato. E sono ancora da scovare i 500 milioni necessari a ripianare integralmente il vuoto lasciato nei conti comunali dall'

Quelle di Elisabetta lamentele ingiustificate M i sento in dovere di rispondere alla lettera di Elisabetta Lago, in quanto ragazza madre anche io di un bambino fantastico che ormai ( da "Adige, L'" del 29-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e comunque non ho ancora avuto modo di conoscere alcun consigliere comunale che si sia arricchito con indennità e gettoni di presenza elargiti dalla "legge Amistadi". Qualcuno dovrà pur occuparsi dell'amministrazione locale o bisognerebbe forse procedere direttamente al commissariamento di tutti i Municipi onde evitare di indurre gli eletti in tentazione?

LETTERE ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 29-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: tra indennità varie e gettoni di presenza, pesa sulla collettività per circa cinque milioni di euro all'anno. Se si sommano altri circa cinque milioni di euro all'anno, stimati per i rimborsi a vario titolo dovuti ai datori di lavori per gli emolumenti elargiti ai consiglieri-dipendenti, si arriva ad un totale, seppure approssimativo,

FEDERALISMO: AL CENTRO DEL FORUM DI LEGAUTONOMIE A VIAREGGIO ( da "Virgilio Notizie" del 29-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Mariangela Bastico, ministro dei Rapporti con le Regioni del governo ombra; Romano Colozzi, assessore Finanze della Regione Lombardia e coordinatore degli assessori Finanze della Conferenza delle Regioni; Attilio Fontana, sindaco di Varese; Gaetano Sateriale, sindaco di Ferrara;

FEDERALISMO FISCALE: SETTIMANA DECISIVA PER IL DDL ( da "Basilicanet.it" del 29-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei costi standard. Sono queste le priorità che stanno a cuore alle Regioni in merito al testo sul federalismo fiscale. Garanzie e certezze sui finanziamenti, sulla definizione comune dei livelli assistenziali di assistenza (Lea) e dei costi standard, sul fatto che in un sistema di federalismo fiscale tutti i cittadini abbiano servizi adeguati e si vedano riconosciuti gli stessi

Sostegno alle imprese che investono in Ict e innovazione ( da "RomagnaOggi.it" del 29-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei servizi alla produzione e della logistica. Sono ammessi costi per consulenze specialistiche (relative a sviluppo commerciale verso nuovi mercati e nuovi canali distributivi, riorganizzazione e razionalizzazione dei sistemi di fornitura, valorizzazione dei sistemi di gestione della qualità nei processi produttivi,

Abolizione ICI: minori entrate nei comuni sardi ( da "Sardegna oggi" del 29-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In particolare sono state quantificate le minori entrate nelle città capoluogo e si tratta delle stime sull'effetto dei mancati trasferimenti per la stretta sugli immobili ex rurali, sui costi della politica locale e della mancata copertura dell'abolizione dell'Ici sull'abitazione principale (complessivamente in Italia mancherebbero ai sindaci 1,45 miliardi di euro).

Per non rischiare sanzioni la provincia punta a far rientrare i crediti non ancora riscossi nei confronti di grossi enti ( da "Cittadino, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in un taglio del 5 per cento dei finanziamenti ordinari, un una riduzione del 30 per cento sui gettoni di presenza e sulle indennità di funzionari e assessori e sull'obbligo a non impegnarsi nelle spese oltre al valore più basso dei tre anni precedenti. Uno scenario severo, con il quale a palazzo San Cristoforo si augurano di non dovere fare i conti;

Addio alla riforma delle commissioni ( da "Trentino" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: impossibilità di portare avanti la proposta. Deluso Michelangelo Marchesi, capogruppo di Trento democratica che più di un anno fa aveva presentato un pacchetto di proposte per tagliare i costi della politica: gettoni di presenza, numero e durata delle sedute del consiglio, fondi ai gruppi e, appunto, riorganizzazione delle commissioni consigliari.

Salta anche per questa legislatura la riforma delle commissioni del consiglio comunale di Trento ( da "Adige, L'" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è poco tempo per discutere e che la colpa di questo è da attribuire al sindaco che si è dimesso e ha di fatto accorciato la legislatura. Via libera invece alla delibera per la riduzione dei gettoni di presenza. Pattini la porterà in aula alla fine di ottobre. I capigruppo hanno poi steso l'ordine del giorno per il prossimo consiglio.

Taglio Ici, i Comuni battono cassa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 000mila per la riduzione dei costi della politica e 1.135.000 per l'Ici sulla prima casa. "Da Roma è già stato trasferito il primo 50 per cento, pari a 4.560.000 euro", spiega l'assessore alle Finanze Luciano Chessa, "aspettiamo adesso la seconda tranche". Per il sindaco Gianfranco Ganau, l'abolizione della tassa sulla prima casa è "un'operazione condivisibile,

Buco ici da 4 milioni ( da "Nuova Sardegna, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 24 Ore ha calcolato anche le minori entrate nelle città capoluogo per effetto dei mancati trasferimenti seguiti alla stretta sugli immobili ex rurali e sui costi della politica locale. Cagliari registrerebbe, tagli per 2,878 milioni per l'Ici rurale e di 1 milione 39mila per i costi della politica; Sassari dovrebbe sommare perdite per 1,781 milioni e 643 mila euro;

Primi cittadini più poveri alla regione posti da ricchi ( da "Centro, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I consiglieri regionali, invece, hanno una indennità base di 7 mila 200 euro, lordi; più 1.800 euro per capigruppo, presidenti di commissioni e consiglieri segretari. E ancora 2.400 euro netti come gettoni di presenza a consigli e commissioni. Più 700 euro netti di rimborso chilometrico forfettizzato.

Costi della politica, sforato il tetto ( da "Nazione, La (Arezzo)" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Altrettanto copiose sono le somme che derivano dai tagli "sui costi della politica", costi che interessano lo svolgimento dell'attività delle assemblee, delle commissioni, delle circoscrizioni, ma anche la riduzione del numero degli assessori e quant'altro è necessario per mettere in moto quella complessa macchina politico amministrativa, accusata da più parti di elefantismo.

BASILICATA: FEDERALISMO FISCALE: SETTIMANA DECISIVA PER IL DDL ( da "marketpress.info" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei costi standard. Sono queste le priorità che stanno a cuore alle Regioni in merito al testo sul federalismo fiscale. Garanzie e certezze sui finanziamenti, sulla definizione comune dei livelli assistenziali di assistenza (Lea) e dei costi standard, sul fatto che in un sistema di federalismo fiscale tutti i cittadini abbiano servizi adeguati e si vedano riconosciuti gli stessi

Tra rimborsi Ici e costi della politica al bilancio mancano 4 milioni di euro ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: assessore alle Finanze Roberto Polastri, rischia di essere ben più grave: quella dei mancati trasferimenti per la stretta, imposta dal governo, sugli immobili ex rurali, sui costi della politica locale e per la copertura dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Per il bilancio municipale, "se non arriverà una rassicurazione decisiva ?

Abruzzo, i precari fanno volare l'occupazione ( da "Centro, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: con una rarefazione della liquidità e un aumento dei tassi d'interesse, che renderebbe complicato il ricorso al credito soprattutto da parte delle imprese più piccole". Mauro vede un'iversione di tendenza."C'è un ritorno all'economia reale, con un'attenzione del mondo del credito a produzione e commercio e meno finanza innovativa".

Berlusconi cancella l'Ici e i Comuni italiani si ritrovano di colpo con una bella falla nei con ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma le soluzioni alternative non hanno ripagato i comuni dei tagli del governo. L'abolizione dell'Ici sulla prima casa è stata solo l'ultima mazzata che, com'era prevedibile, costringe adesso gli assessori alle finanze a rimettere mano ai conti. In vista del bilancio 2009 Camillo D'Angelo ha già allertato la "Premiata sartoria D'Aquino & C.

)LITORALE Fogna a cielo aperto: <Vergogna a Marina ( da "Nazione, La (Pisa)" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: diventa inaccettabile è la trasformazione di una legittima polemica politica in dichiarazioni non corrispondenti alla realtà. Alludere, infatti, che il sopralluogo alle "ex stallette" è stato organizzato al solo scopo di prendere il gettone presenza ed il permesso lavorativo, equivale a far credere all'opinione pubblica che questo risulta l'unico scopo per il quale ci si riunisce.

Mancati trasferimenti dallo Stato Il Comune cerca disperatamente 5 milioni ( da "Nazione, La (Umbria)" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che scendono a un milione e seicentomila per l'abolizione dell'imposta sugli immobili e di 905 mila per i tagli ai costi della politica. Tutto denaro che lo Stato non trasferirà a Palazzo dei Priori. La scelta risale addirittura al 2006 quando il decreto Visco-Bersani che sottomette all'Ici edifici ex rurali e strutture commerciali.

Amministrazioni, il nuovo percorso in bilico fra miglioramento e flop ( da "Tirreno, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: un aumento di costi per la collettività (ogni consigliere avrà un ulteriore gettone di presenza), sia a un allontanamento delle decisioni politiche dalla cittadinanza, che avrà così meno possibilità di incidere sulle varie scelte. Inoltre un consiglio eletto in "secondo grado" non ha la caratteristica della proporzionalità e quindi della rappresentatività dei vari gruppi politici.

Mannini, com'è bello volare col napoli ( da "Tirreno, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: arrivata la prima presenza da titolare per Daniele Mannini: nel primo tempo porta la sua firma una delle occasioni più nitide costruite dal Napoli, che poi vince con un'inzuccata dell'argentino Denis. Secondo gettone stagionale per Andrea Ardito dopo l'esordio di mercoledì scorso a San Siro contro l'Inter: mister Beretta lo lancia per far legna a centrocampo ed amministrare il 2-

Comunità montane, ultimo treno ( da "Denaro, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ai componenti del consiglio spetta un gettone di presenza per le sedute nella misura del quaranta per cento di quella fissata dal comma 2 dell'articolo 82 del decreto legislativo 267/2000 (testo unico enti locali). Al presidente della comunità montana e agli assessori spetta anche un'indennità di funzione.

Consiglieri comunali a "caccia" di giovani per introdurli alla vita politica-amministrativa ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettoni di presenza, servirà appunto per avviare tavoli ed iniziative. Concretamente, come hanno spiegato il tecnico responsabile del progetto Andrea Pozzobon e il delegato alle politiche giovanili Loris Poloni, si ipotizza di lavorare per tappe partendo dalla costituzione di un gruppo di giovani che dovrà essere sufficientemente rappresentativo delle varie realtà giovanili presenti

Udine NOSTRA REDAZIONE (loma) Aveva provato a ( da "Gazzettino, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: con relativi gettoni presenza, e poca sostanza. L'attenzione per la fascia montana della nostra regione si manifesta con atti concreti, come fa il governatore Tondo che ha voluto per sè la delega in materia".Prima del 2003 Tondo aveva provveduto al commissariamento delle comunità montane per procedere alla loro chiusura.

Taglio dell'Ici, Palazzo Cernezzi rischia un buco di 1,8 milioni ( da "Corriere Di Como, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: riduzione delle risorse calcolata su stime generose, Como perde nel 2007 circa 331mila euro a causa della manovra che taglia i costi della politica. A tutto ciò si aggiunge l'abolizione totale dell'Ici sulla prima casa che, a dispetto dei 2,6 miliardi messi a bilancio, dovrebbe costare 500-600 milioni di euro in più.

Regione: Uncem a Loiero, valorizzare la risorsa montagna ( da "Giornale di Calabria, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: eventuale eliminazione delle Comunità montane, la Regione recupererebbe solo pochi spiccioli, mentre basterebbe volgere lo sguardo altrove, in direzione dei costi della politica regionale, per rendersi conto che è possibile operare i tagli, sufficienti a garantire non solo consistenti risparmi, ma anche a trovare le risorse sufficienti,

Federalismo/ Stretta finale sulla riforma, venerdì varo in ( da "Virgilio Notizie" del 30-09-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Compartecipazione e addizionale saranno stabilite "tenendo conto delle differenze demografiche dei Comuni". Inoltre non si parla più di finanziamento delle funzioni fondamentali, ma dei "livelli essenziali": formula che garantisce che si parte dalla spesa storica per arrivare gradualmente al costo standard.


Articoli

Di Alex Franzetti APPIANO GENTILE - I 600 gettoni con l'I (sezione: Costi dei politici)

( da "Leggo" del 24-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Alex Franzetti APPIANO GENTILE - I 600 gettoni con l'Inter di Javier Zanetti e le 100 gare senza perdere di Josè Mourinho, a quota 99 tra le mura amiche e, Lecce permettendo, ad un passo da un record davvero.speciale. Questa sera al Meazza, nella sfida di campionato con l'11 di Beretta, potrebbe essere una festa per due. Per il capitano, in odore anche contro i salentini di una maglia da titolare che lo proietterebbe a quota 600 nella classifica di presenze totali del club (terzo di sempre, con Facchetti 2° a 634 nel mirino; primo Bergomi a 758), e per lo Special One, imbattibile, in casa, dal febbraio 2002 alla guida di Porto, Chelsea ed Inter e refrattario alla parola sconfitta. La novità, però, è il turnover mediatico, "per eccessiva sovraesposizione", deciso da Zè Mario ufficialmente per concedere spazio e visibilità al suo vice Beppe Baresi, ufficiosamente per concentrarsi sul doppio impegno a stretto giro di posta con Lecce e Milan in campionato. Ma la musica non cambia. "Quella col Lecce sarà una partita importante - ha esordito ieri Baresi in conferenza - e non dovremo pensare al derby: vogliamo i tre punti e andrà quindi in campo una formazione in grado di ottenere il massimo risultato". Una squadra che sta crescendo ad immagine e somiglianza del tecnico di Setubal. "Siamo sulla buona strada, c'è ancora da fare ma credo che la squadra abbia capito la filosofia di Mourinho e dove dobbiamo arrivare". Quanto a Zè Mario, invece, per Baresi è "davvero il migliore. Per me è fantastico lavorare vicino a lui, rubargli tante cose. Non so gli altri, ma credo sia davvero il migliore. È uno che lavora molto col suo staff, si confronta, chiede pareri. Una persona preparata che sa quello che vuole e questo è molto importante per la squadra". Perché tutti si sentono parte in causa, nessuno escluso. E il recupero di Adriano ne è la dimostrazione. "Sì, ma dobbiamo continuare ad aiutarlo - frena Baresi -. Per vedere il miglior Adriano manca ancora qualche partita, ma da parte sua vedo grande disponibilità". Contro il Lecce, comunque, sarà turnover e il brasiliano, candidato ad una maglia da titolare nel derby di domenica, dovrebbe partire dalla panchina a vantaggio di Cruz. Come Ibra, finalmente a riposo dopo 7 fatiche consecutive tra Inter e nazionale, e Mancini, rilevati da Quaresma e Balotelli. Due novità anche a centrocampo e in difesa, con Stankovic, al rientro dopo l'infortunio, al posto di Vieira (confermati Cambiasso e Zanetti) e Cordoba per Materazzi, con Maicon, Burdisso e Chivu a completare il reparto. (ass).

Torna all'inizio


Bilancio, confronto con il prosindaco mognato (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

DOMANI CONSIGLIO DI MUNICIPALITA' Bilancio, confronto con il prosindaco Mognato CHIRIGNAGO. Ci sarà anche Michele Mognato, prosindaco di Mestre, domani al consiglio di municipalità di Chirignago-Zelarino, riunione in programma alle 20.30 nella sede di piazza San Giorgio. La presenza di Mognato non è casuale, visto che nel corso del consiglio verrà affrontato il bilancio di previsione del 2008, con particolare attenzione ai tagli del 7 per cento sulle spese che tutte le amministrazioni municipali hanno dovuto operare nel corso dell'anno. "La riunione di domani sera - spiega Emanuele Rosteghin, delegato al Bilancio a Chirignago-Zelarino - non rappresenta una semplice presa d'atto della situazione esistente. Quest'anno, infatti, non ci è stato imposto dall'alto cosa tagliare, ma siamo stati completamente liberi di agire secondo le nostre esigenze". Tra i rimedi per ridurre la spesa messi in campo dall'esecutivo di centrosinistra che guida Chirignago-Zelarino c'è il minor numero di convocazioni delle singole commissioni, mossa che ha portato minori costi legati ai gettoni di presenza per i consiglieri, e la promozione di collaborazioni con le associazioni dei commercianti in occasione dell'organizzazione di manifestazioni culturali. Domani sera, comunque, non si parlerà soltanto di bilancio, visto che Chirignago-Zelarino discuterà anche di alcune convenzioni con società sportive presenti nella Municipalità. (m.t.).

Torna all'inizio


E' noto che il tasso di illegalità tenda a crescere nei periodi di maggiore incertezza o (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 24-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

E' noto che il tasso di illegalità tenda a crescere nei periodi di maggiore incertezza o di crisi economica. Non lo è abbastanza per quanto riguarda il riverbero delle debolezze morali sul funzionamento dell'economia. Quella di attribuire il problema della corruzione alla sola sfera etica, e di trascurarne per intero le conseguenze sul piano economico generale, è infatti un'abitudine diffusa che sta diventando regola, perniciosa (tanto più se assecondata da osservatori con comportamenti discutibili per il mantenimento di un'adeguata autonomia di giudizio). Si tratta di fenomeni che, tuttavia, non è difficile contraddire con alcuni dati di fatto. Secondo la Banca mondiale (dati settembre 2005), ad esempio, in Italia il livello della corruzione è oggi più vicino a quella dei Paesi in via di sviluppo che non a quelli appartenenti all'area Ocse. Non è difficile supporre che questo abbia un costo abbastanza significativo in termini di perdita di competitività. L'indice di competitività del World Economic Forum è dato dalla mediazione di tre sottoindici: la condizione macroeconomica, la trasparenza delle istituzioni politiche, la capacità tecnologica. Questi, a loro volta si strutturano su fattori che comprendono: efficienza della burocrazia, infrastrutture, legislazione sul lavoro, tassazione, stabilità politica e di governo, disponibilità ed accesso del credito bancario, legislazione fiscale, formazione professionale e corruzione. Detta con parole più efficaci, il punto è che l'opacità dei sistemi istituzionali o la loro corruzione arricchisce chi la pratica ed impoverisce chi la subisce: la comunità cioè tutti noi. "Un pecora non saccheggia, un pecora non inganna, una pecora è sciocca e docile. Con indosso una pelle di pecora, una volpe può entrare in un pollaio". E' passato un po' di tempo da quando la massima venne coniata nella Cina imperiale, e sono passati tre anni anche da quando fu venne proposto un "comitato etico" (in quel di Riva del Garda, dalla "pecora" Dellai spettacolarmente seduto in fianco alla "volpe" Brancher): ora la "pecora" non può fare lo "struzzo", o volgere lo sguardo altrove. Albino Leonardi.

Torna all'inizio


Furti d'acqua, la Cgil parte civile naccio (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

@@L'annuncio di Mangione e Lo Bello. I carabinieri sequestrano un'azienda Palma di Montechiaro. Punto e a capo al Consiglio comunale palmese dove le sedute consiliari purtroppo continuano quasi sistematicamente ad essere sciolte per mancanza di numero legale. La brutta e non certo edificante abitudine dei consiglieri comunali sia del centrodestra che del centrosinistra si è verificata ancora una volta lunedì sera con un atteggiamento che, oltre a procrastinare l' espletamento dei compiti istituzionali a cui sono stati delegati dagli elettori palmesi, costituirà anche un ulteriore aggravio per le casse comunali. Ogni seduta infatti ha il costo di oltre 3 mila euro, somma questa comprendente il pagamento del gettone di presenza dovuto per regolamento ai membri del civico consesso e dello straordinario ai componenti l' ufficio di Predidenza. L'ennesimo scioglimento anzitempo della seduta consiliare è stato causato dalla decisione del gruppo consiliare del partito democratico di uscire dall' aula per protesta nei confronti dei consiglieri del comunali del centrodestra. Questi ultimi hanno preteso che ad un quesito presentato dal consigliere comunale Giuseppe Petrucci ed inerente il piano per l'assetto idrogeologico nella zona a monte del paese e che era uno degli argomenti inseriti all' ordine del giorno dei lavori, rispondesse il sindaco Rosario Gallo e non un suo delegato, in questo caso il vice sindaco Angelo Amato presente in aula, mentre il primo cittadino risultava assente. Il consigliere comunale di Alleanza Azzurra Rosario Bonfanti ha chiesto di invertire il punto da trattare proprio per consentire al collega Petrucci di avere delucidazioni direttamente dal sindaco. Alla propodsta si è opposto il capogruppo del Pd Salvatore Tannorella, il quale ha sottolineato che la votazione sulla variante al Pai da inserire nel Prg, così come è stato imposto nel 2006 dalla Regione, non poteva essere più procrastinata anche per eliminare finalmente il vincolo idrogeologico esistente ancora in un vasto territorio della zona a nord del paese. Si sono a questo punto accese le solite scaramucce e la seduta non è potuta più proseguire per mancanza di numero legale. I consiglieri comunali sono riusciti a trattare solo la surroga del dimissionario consigliere comunale di An Luca Salvato con il primo dei non eletti Salvatore Greco, il quale ha anche prestato giuramento, insediandosi quindi nella massima assise cittadina. FILIPPO BELLIA.

Torna all'inizio


Concorsi pubblici, dove sono? (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

La polemica. Incardona contesta l'operato del presidente Antoci Concorsi pubblici, dove sono? Cinquecento euro in più. Come avere in tasca la più grande banconota della moneta unica europea, quella di color viola, che riproduce progetti astratti, raffiguranti finestre e portali, simboli dello spirito di apertura di un'Europa senza più frontiere e dogane, rappresentazioni di ingegneria europea e metafora dei rapporti con il resto del mondo. Chissà se nell'ultima riunione dei capigruppo i partecipanti hanno pensato a queste cose quando hanno votato a maggioranza (contrario Iacono di Italia dei Valori) l'aumento della propria indennità di carica, di circa, per l'appunto, 500 euro. Dovevano stabilire se, come indicato dalla Finanziaria nazionale 2008, all'articolo 2 comma 25 della 244/2007, adeguare la propria indennità di carica ad un quarto dello stipendio del presidente della Provincia, o se optare per un terzo dello stipendio, e dunque per una cifra maggiore. Manco a dirlo. Hanno scelto per la seconda possibilità, ovvero un terzo dello stipendio di Antoci. E così se prima prendevano 1.479 euro lorde, adesso ne prenderanno 1.979. 500 euro in più, quale ristoro per l'impegno profuso nell'adempimento del proprio dovere politico, ovvero esaminare i problemi e portarli a compimento tra le stanze della Provincia. Uno spirito di servizio che, dalle prossime settimane, varrà 500 euro in più per parlare, e trovare le situazioni ai tanti problemi della comunità iblea, dall'agricoltura alla pesca, dalla caccia alla zootecnia, dal turismo allo sviluppo economico. Per andare a reperire le 500 euro cadauno, i capigruppo hanno deciso di avviare un monitoraggio all'interno del bilancio provinciale per andare a raschiare un po' di euro da un ciascuno dei capitoli utili. Si dovrà praticamente attivare una piccola manovrina di bilancio per spostare i soldi da una parte all'altra. Se, in pratica, si farà anche solo un'iniziativa in meno, ciò avverrà perché hanno deciso di aumentarsi lo stipendio. Non tutti hanno accettato l'indennità di carica. A scegliere di essere pagati, come avveniva fino allo scorso novembre, attraverso i gettoni di presenza, pari a 79,29 euro lorde, sono solo sei consiglieri su venticinque. Si tratta di Barone, Tumino, Iacono, Schembari, Burgio e Fabio Nicosia. E tra loro c'è Iacono che va all'attacco: "Avevo già mostrato perplessità lo scorso novembre quando si era deciso di optare dal gettone di presenza all'indennità di carica. Adesso si è proceduto all'aumento. Io non intendo giudicare gli altri, ma io non l'ho fatto. Del resto la normativa parla chiaro e non darà somme in più per andare a recuperare la differenza. E in ogni caso i problemi non riguardano solo le indennità di carica". Michele Barbagallo.

Torna all'inizio


DALL'INVIATO CASTELVOLTURNO. STASERA, CONTRO IL PALERMO, REJA SCHIERERà LA NONA FORMAZI (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 24-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

DALL'INVIATO Castelvolturno. Stasera, contro il Palermo, Reja schiererà la nona formazione in nove partite ufficiali tra match dell'Intertoto (due con il Panionios), dei preliminari-Uefa (due con il Vllaznia e uno con il Benfica) e di campionato (tre con Roma, Fiorentina e Udinese). Quando si pensava che contro il Benfica Reja potesse schierare la stessa squadra impiegata all'Olimpico contro la Roma, ci fu la scelta di puntare su Navarro. "Siamo tutti titolari: è questo il segreto della forza della squadra", ha osservato Rinaudo, l'ex difensore del Palermo. E Reja sta facendo da tempo un turn over quanto mai necessario considerando il susseguirsi di incontri e ricordando che il Napoli è impegnato su tre fronti: campionato, coppa Uefa e coppa Italia. Nelle squadre che hanno iniziato le otto partite precedenti al Palermo, Cannavaro, Gargano, Blasi e Vitale contano più gettoni di presenza. Sette volte sono stati mandati in campo dal primo minuto. Cannavaro ha saltato solo il match a Udine, Blasi e Vitale non c'erano nel ritorno con il Vllaznia e Gargano è stato assente in Albania. Con sei presenze negli avvii di gare ci sono Iezzo, Contini, Maggio, Hamsik e Denis. Il turn over di Reja è stato dettato dalle scelte, ma anche da squalifiche e infortuni. Qualche acciacco, talvolta, ha consigliato a Reja di non rischiare, come è accaduto al Friuli. Stasera il tecnico rimanda in campo Cannavaro, Contini, Maggio, Hamsik e Denis che non sono partiti titolari domenica scorsa. E Lavezzi? Lavora sodo. Ieri, ha provato ad unirsi ai compagni, ma il prof Febbrari l'ho allontanato.Sarà in campo a Bologna? Si spera, ma non si vuol rischiare. vit.ra.

Torna all'inizio


<I costi maturati dall'Asecnon incidono sul Comune> (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Nota del presidente Giacalone "I costi maturati dall'Asec non incidono sul Comune" Riceviamo e pubblichiamo una nota sui conti dell'Asec del dott. Armando Giacalone presidente del C.d.A. di Asec spa. "Continuando le necessarie considerazioni sullo effettivo stato di salute delle "partecipate", desumibili facilmente dai bilanci regolarmente certificati, approvati e depositati presso la Camera di Commercio di Catania, desidero fornire, al fine della relativa pubblicazione sul giornale, i dati e le informazioni più significativi, relativi ad ASEC S.p.A., società nella quale il CdA da me presieduto è in carica dal mese di marzo 2007. Ritengo, innanzitutto, di dover rilevare che i compensi corrisposti nell'anno 2007 ai tre componenti del Consiglio di amministrazione, inclusi gli oneri sociali, sono stati di complessivi ?104.464, rispetto agli ? 253.508 corrisposti agli amministratori del 2006 ed agli ? 275.260 del 2005. Altrettanto degni di nota, poi, sono i risultati ottenuti nell'abbattimento dei costi e delle spese ed in particolare dei costi per consulenze (passati da ? 225.885 del 2006 ad ? 96.987 del 2007), delle spese legali (passate da ? 74.096 del 2006 ad ? 43.292 del 2007), delle spese per pubblicità (passate da ? 89.003 del 2006 a ? 23.435 del 2007), delle spese del personale (ridotte da ? 3.130.489 del 2006 ad ? 2.943.026 del 2007). Nonostante la considerevole contrazione dei costi di gestione suddetti, l'Asec SpA. ha, tuttavia, riportato nell'esercizio 2007 una perdita di bilancio di ? 629.274, che è comunque inferiore di ?392.098 rispetto a quella del 2006, che ammontava ad ? 1.021.372. Tale perdita va esclusivamente imputata a tre fattori: - il primo, costituito dalla mitezza del clima delle ultime stagioni autunnali ed invernali, che ha determinato una notevole diminuzione dei consumi di gas per il riscaldamento e la conseguente riduzione dei ricavi per vettoriamento realizzati nell'esercizio 2007, che sono stati di ? 4.831.223 , a fronte di quelli realizzati nel 2006, pari ad ? 5.442.868; - il secondo, costituito dall'elevato numero di interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, effettuato sulle reti per fughe di gas, dovute alla vetustà delle stesse. A tal proposito, va sottolineato e rilevato che l'Authority dell'energia ha imposto la sostituzione integrale delle reti vetuste (in ghisa) entro il 2013; - il terzo, conseguente all'obbligatoria applicazione delle quote di ammortamento (? 2.025.391) sui cespiti (le reti del gas) e sul valore di avviamento iscritto in bilancio tra le attività, a seguito della trasformazione in S.p.A della municipalizzata Azienda del gas. Tali ammortamenti, che incidono per ben il 42% dei ricavi , pur costituendo un costo, sia dal punto di vista civilistico che fiscale, non generano uscite di tipo finanziario. A quanto detto e ai dati esposti, tutti veri ed inconfutabili, va aggiunto che la perdita maturata non incide in alcun modo sul bilancio del Comune di Catania, in quanto la stessa viene coperta con le riserve iscritte in bilancio. Inoltre, il patrimonio netto residuo della Asec è pari ad ? 38.503.478, in cui va compreso il valore della partecipazione di Asec Trade srl, pari al 100% ed iscritta per ?4.618.358, nonostante le valutazioni supermilionarie di cui si legge sulla stampa. Quanto alla situazione squisitamente finanziaria di ASEC S.p.A. è certamente buona, tanto che l'unico fido in essere è pari ad 1.000.000 di euro e viene utilizzato solo parzialmente ed in alcuni periodi dell'anno. Posso, perciò, concludere in piena coscienza ed obiettività che, anche in questo caso, la società ha solo bisogno di essere gestita senza alcun condizionamento operando scelte di esclusivo carattere aziendale.

Torna all'inizio


Folgaria avrà sette alberghi a 4 stelle (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 25-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

La strategia di Raffaelli (Apt): più qualità e basket al posto del calcio Oggi c'è solo il Golf Hotel ma diverse strutture avranno le carte in regola già nel 2009 "Lasciamo perdere i ritiri di serie A, perchè rendono solo Juve, Inter, Milan e Napoli" DANIELE PERETTI FOLGARIA. Entro la prossima stagione turistica, saranno 37 gli alberghi dell'Altopiano di Folagria, interessati da un un intervento di ristrutturazione e riqualificazione. Sette otterrano le 4 stelle nazionali, mentre gli altri resteranno negli attuali livelli di qualità. Attualmente a potersi fregiare della qualità 4 stelle è il solo Golf Hotel, ma l'obiettivo è appunto quello di arrivare ad un'offerta turistica di livello generale più alto. Una scelta che nasce da una precisa strategia: "Eravamo di fronte ad un bivio - sottolinea il presidente dell'Apt, Marco Raffaelli - puntare su un'offerta caratterizzata dai bassi costi, oppure fare turismo di qualità. Abbiamo scelto questa seconda ipotesi". Un'altra scelta forte è stata quella di abbandonare il calcio a favore del basket (Folgaria Basketcamp, Nazionale Serba, Fortitudo Bologna, Lottomatica Roma e Priolo le presenze cestistiche dell'estate) come veicolo promozionale: "Abbiamo sposato la pallacanestro perchè è uno sport più di nicchia, rispetto al calcio dove solo quattro squadre (Milan, Inter, Juve e Napoli), garantiscono un ritorno proporzionato all'investimento. Ma coinvolgono - prosegue Raffaelli - una tifoseria sparsa su tutto il territorio, mentre noi non siamo una stazione turistica di interesse nazionale bensì di nicchia, come lo sono i mondi coinvolti dalle singole società di basket". Come tutti i matrimoni anche questo avrà un costo: "Per quest'anno siamo rimasti nell'ambito dei cinquantamila euro, ma l'anno prossimo potremo avvicinarci al doppio. La differenza sarà data - risponde Raffaelli - dal fatto che quest'anno abbiamo pagato solo Roma, ma l'anno prossimo anche Bologna richiederà il gettone, le cui entità dipenderanno anche dai risultati sportivi". Cifre importanti, ma pur sempre poca cosa rispetto a quelle che si spendono per i ritiri delle squadre di calcio: "Decisamente più basse. Consideriamo che il Camp ci costa solo la concessione gratuita del palazzetto e per il resto è del tutto autonomo pur portando, a cavallo di giugno e luglio, 1200 ragazzi per 5 settimane. Le altre squadre, al loro primo soggiorno lasciano a nostro carico solo la spesa alberghiera". Si tratta di scelte impegnative sotto tutti gli aspetti. Come reagiscono gli albergatori? "Al momento c'è perfetto accordo - sottolinea Raffaelli - solo a risultati acquisiti. Ma al momento dell'organizzazione dell'evento quasi tutti si tirano indietro. Speriamo solo che i riscontri positivi facciano cambiare idea". L'estate presenta dati altalenanti: "Per ora posso dire che giugno ha registrato un incremento del 20%, luglio è stato in flessione. Mentre agosto lo possiamo considerare positivo, pur senza il tutto esaurito in particolar modo nelle frazioni". Correttivi per la prossima stagione estiva? "Prima di tutto prolungheremo il Folgaria Basketcamp a sei settimane, per sfondare anche nel mese di luglio. Puntiamo alla conferma di Roma e Bologna, cercando una terza squadra anche se tutto sarà più facile quando sarà agibile il palazzetto di Lavarone, i cui lavori inizieranno a primavera e che avrà tribune e campo regolare. "Dobbiamo giocarci fino in fondo - conclude Raffaelli - lo strategico ruolo di centro turistico sia estivo che invernale più a sud del Trentino ed anche perciò punteremo all'ampliamento del Carosello ski".

Torna all'inizio


Il sindaco leghista protesta Accuse ingiuste a Molgora (sezione: Costi dei politici)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

AGNOSINE. Dopo il convegno di Idro sulle Comunità montane Il sindaco leghista protesta "Accuse ingiuste a Molgora" Lo spettro della chiusura delle Comunità montane sventolato lunedì dal sottosegretario Daniele Molgora al convegno di Idro ha innescato non poche polemiche. Giorgio Bontempi, sindaco leghista di Agnosine e vicepresidente della Comunità montana di Vallesabbia prende le difese di Molgora: "Tra gli esponenti di Governo invitati, l'unico che ha avuto l'onestà di presentarsi e di spiegare cosa il Governo vuole, è stato il sottosegretario all'Economia Daniele Molgora. E cos'ha ottenuto in cambio? Di essere proditoriamente attaccato appena se n'è andato, senza possibilità di replicare e difendersi". L'arrabbiatura di Bontempi è nei confronti di Carlo Panzera, sindaco di Vobarno e presidente dell'Associazione Comuni Bresciani: "Da presidente, era lì per dare la sua opinione sulle Comunità montane, e non per attaccare il Governo e Daniele Molgora. Non eravamo nel corso di un dibattito politico, ma in un convegno sulle Comunità montane. E l'attacco diretto all'unico esponente del Governo che si è presentato non fa altro che mettere in evidenza la scorrettezza di alcuni amministratori locali". Il sindaco di Agnosime ce l'ha anche con Gianantonio Stella, giornalista e scrittore che, con Sergio Rizzo, è autore del libro "La Casta". "Nel libro evidenzia gli sprechi del 'carrozzone' Italia. Perché invece si è dato all'aspra critica nei confronti di Molgora, parlando poi di argomenti che con il convegno non avevano nulla a che fare. Molgora ha parlato della loro chiusura, non del togliere sostegno alla montagna. Poi si ripartirà con qualcosa di diverso che eviti gli sprechi e che tuteli la montagna. Per questo - conclude Bontempi - è importante il federalismo fiscale, per dare più risorse al territorio, anche a livello locale".M.PAS.

Torna all'inizio


Poca trasparenza negli enti locali (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 25-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Enti Locali e Stato Numero 228, pag. 43 del 25/9/2008 Autore: di Alessia Grassi Visualizza la pagina in PDF       Brunetta bacchetta le amministrazioni Poca trasparenza negli enti locali Tutela della privacy e trasparenza nella pubblica amministrazione sono obiettivi conciliabili, nonostante le resistenze, specie degli enti locali, perché “sono due beni pubblici ugualmente importanti e bisogna regolarne i rapporti affinché uno non prevalga sull'altro”. Così il ministro per l'innovazione e la pubblica amministrazione, Renato Brunetta, è intervenuto ieri a Roma alla presentazione del libro “La trasparenza amministrativa”, a cura di Francesco Merloni, risultato di una ricerca nazionale cofinanziata dal Miur, ministero dell'università e della ricerca. Secondo Brunetta bisogna vincere le resistenze di funzionari e amministratori, specie locali, dando l'esempio e per questo, ricorda, il suo ministero ha iniziato con la pubblicazione degli stipendi, a cominciare dal suo, e dei costi delle consulenze. Ma pochi si sono adeguati ed altri, come il ministero degli esteri, hanno pubblicizzato gli stipendi solo per categorie. Insomma, per il ministro la tutela della privacy non deve essere una scusa alla mancanza di trasparenza, tanto, prima o poi, saranno i cittadini a chiederne conto alle amministrazioni locali. L'obiettivo, sempre secondo Brunetta, è quello di utilizzare la trasparenza come policy, per stimolare l'efficienza della pubblica amministrazione e in questo senso va anche il progetto “Reti amiche” che mira a “moltiplicare i luoghi d'accesso telematico alla p.a. senza aggravio di costi”, ha ricordato il ministro, e che permetterà, ad esempio, di pagare le pensioni in tabaccheria o prenotare visite mediche specialistiche in farmacia. Ma, ammonisce Francesco Pizzetti, presidente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, all'aumentare dei punti d'accesso, aumentano i rischi e devono essere proporzionalmente aumentati anche i sistemi di sicurezza. “L'Autorità supporta pienamente l'attività del Ministro” – ha dichiarato Pizzetti sottolineando però la necessità di un maggior coinvolgimento dell'Authority nei progetti web per la circolazione telematica dei dati “per garantire la tutela dei cittadini ma anche un buon funzionamento del sistema. Il progetto Reti Amiche è una prospettiva interessante – ha concluso Pizzetti – che porterebbe il nostro paese, oggi tra gli ultimi, all'avanguardia per l'uso delle tecnologie nella p.a. Noi siamo pronti a correre”.

Torna all'inizio


Droga, via agli interrogatori. <Le telefonate? Parole tra amici> (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Droga, via agli interrogatori. "Le telefonate? Parole tra amici" gli arrestati negano l'accusa di spaccio Davanti al gip Barbara Romano sono sfilati per primi i cinque indagati agli arresti domiciliari. Poi i tre detenuti a Savona 25/09/2008 SONO INIZIATI ieri mattina al quinto piano del palazzo di giustizia gli interrogatori degli arrestati per l'operazione antidroga dei carabinieri. Tanti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere restando in silenzio, chi ha parlato ha negato lo spaccio e sostenuto trattarsi solo di "rapporti d'amicizia" quelli che si nascondevano dietro tante telefonate spiate e considerate dagli inquirenti prove dell'attività criminosa. Davanti al gip Barbara Romano, che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare a carico dei tredici savonesi arrestati, sono comparsi per primi quelli agli arresti domiciliari che si sono presentati in tribunale senza scorta, accompagnati solo dal proprio avvocato difensore. E a seguire sono comparsi i reclusi nel carcere di Savona (Rizzaro, Ramay, Byberi; gli altri sono detenuti fuori: a Genova Marassi, Pontedecimo e Imperia). Gli arrestati sono i savonesi Roberto Bacchis, 31 anni, Antonio Maletta, 42, Chiara Robiglio, 49, Luigi Rizzaro, 41, Giuseppe Mondello, 33, Massimo Mammoliti, 35, Maurizio Prostamo, 41, Roberto Sozzi, 41. Con loro sono finiti agli arresti Samanta Di Bari, 33 anni, di Varazze, e Danila Guida, 38, di Stella, nonché i due albanesi Ermal Ramaj, 25 anni, e Granit Dybiri, 19, entrambi residenti ad Albisola Superiore. Sono difesi dagli avvocati Cechini, Poggio, Gandolfo, Risso, Rizzo, Barbero, Stipo, Prampolini, Argenta, Maiello e Frascherelli. Le indagini hanno preso le mosse nel mese di ottobre del 2007 a seguito di alcuni sequestri di sostanze stupefacenti e di intercettazioni telefoniche incrociate. È da questo che i carabinieri del reparto investigativo coordinati dal maggiore Olindo Di Gregorio sono partiti per iniziare a scavare. Pochi mesi dopo il quadro di spaccio di eroina, cocaina e persino metadone che interessava centinaia di consumatori, era chiaro. Sono state chieste al gip le misure cautelari per tredici persone, in buona parte già note per reati specifici, e il blitz dell'altra mattina è servito per concludere l'operazione. 25/09/2008 RINGRAZIAMENTO Mamma Paola, Franca e Carlo profondamente commossi ringraziano i parenti, i colleghi, gli amici e tutti coloro che hanno dimostrato grande affetto e stima per il loro amato Francesco Fizzotti La vicinanza di tutti è stata per la famiglia un prezioso sostegno emotivo in questi giorni così dolorosi. La Santa Messa di settima sarà celebrata a Ceriale nella Parrocchia SS. Giovanni ed Eugenio, sabato 27 settembre alle ore 18. Savona, 25 settembre 2008 Pompe Funebri Liguri Tel. 019.627.793 25/09/2008.

Torna all'inizio


Calabria, la carica dei 400 portaborse (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-09-25 - pag: 18 autore: Costi della politica. Record del presidente del Consiglio regionale Bova: 14 - Per l'assemblea 300 addetti Calabria, la carica dei 400 portaborse Roberto Galullo REGGIO CALABRIA. Dal nostro inviato L'indice dell'ultimo Bollettino ufficiale della Regione Calabria – il numero 18 del 16 settembre – è un fiorire di esperti, autisti e collaboratori alla corte dei consiglieri. Sette pagine fitte fitte di cognomi che arricchiscono strutture speciali e segreterie dei politici. A partire da quella di Giuseppe Bova, 65 anni, reggino, Pd, presidente del Consiglio regionale. Bova – condannato dalla Corte dei conti a rifondere con i colleghi Luigi Fedele, Francesco Pilieci, Domenico Rizzo e Antonio Borrello un danno erariale di 54mila euro distratti dai fondi di rappresentanza e usati per spedire nel Natale 2001 ai consiglieri 48 penne pregiate, orologi da viaggio, medaglie in argento e portadocumenti rigorosamente in pelle – sa come fare di calcolo. Anche nel 2007 Babbo Natale- Bova ha aperto e chiuso le danze dei collaboratori, prendendo in carico 13 persone a tempo determinato. Più, nel 2008, un assistente per la sua funzione di Presidente del consiglio: 14 persone per una spesa complessiva di 586mila euro. Compresi però i 29mila euro al suo autista. Sapete com è: Bova probabilmente detesta stare al volante, al punto che sul suo sito si è fatto immortalare bambinetto, faccia già ingrugnita e triciclo d'ordinanza che non guidava visto che non è a cavalcioni ma di lato. Se Bova ha aperto le danze, i 50 consiglieri nel 2007 non hanno atteso un minuto per buttarsi in pista e concedere un giro di walzer a circa 300 collaboratori, consulenti, esperti e autisti (qualcuno ha avuto più di un incarico). Un record autorizzato con una legge del '96 che non si è fermata neppure di fronte ai tagli di spese alle indennità dei consiglieri e tantomeno di fronte alla Finanziaria 2008.Non solo:l'assemblea si è ben guardata dal discutere nel 2003 un disegno di legge sulla materia: al momento fatidico è mancato – ma guarda un po' – il numero legale. Dal 17 gennaio 2008 al 5 agosto il Consiglio regionale ha già autorizzato 115 incarichi (per una spesa di oltre 303mila euro), di cui 108 nelle strutture presiedute dai consiglieri, come a esempio le commissioni, a partire da quella fantomatica per la lotta alla mafia. Del resto i fondi a disposizione del Consiglio regionale non sono un problema: sono passati dai 70,4 milioni del 2005 a 78,5 milioni del 2007. Facciamo anche noi due conti: tra il 2007 e agosto 2008 circa 4oo persone alle dirette dipendenze dei politici regionali, senza contare il personale a tempo indeterminato. Per non essere da meno la Giunta calabrese nel 2007 ha distribuito 95 incarichi per oltre 2,2 milioni (più Iva) e quest'anno è già a quota 75 contratti per un valore di almeno un milione. Alcuni contratti sono privi di compenso, da fissare con successivo decreto presidenziale, come quello dell'avvocato Sergio Laganà, uomo di fiducia del Governatore Agazio Loiero e fratello di Maria Grazia Laganà vedova di Francesco Fortugno, il vicepresidente del consiglio regionale trucidato a Locri il 16 ottobre 2005."Però –sottolinea Laganà – non ho mai esercitato quella consulenza e quindi non ricevo alcun compenso che non so neppure se sia mai stato fissato. Attendo di parlare con Loiero". Nessuno ha osato tanto. Neppure la Sicilia, in questi giorni nell'occhio del ciclone per le assunzioni dei "figli o amici di". Una similitudine però c'è: anche in Calabria gli incarichi sono rigorosamente ad personam, così come i compensi, visto che in questa terra uno stipendio – seppure a termine e magari diviso a metà con un altro collaboratore come permette una norma regionale – vuol dire almeno 30/40 voti che piovono sul politico-benefattore dal nucleo familiare più stretto. Se si supera il terzo grado poi... Insomma: da portaborse a contavoti il passo è breve. Le circa 400 insostituibili consulenze sono costate oltre 8 milioni ai calabresi ma anche la maggioranza delle altre risorse che il Consiglio ha distribuito nel 2007 per le rimanenti consu-lenze, ruotano sempre e solo intorno a nomi e cognomi. Il recordman dei contratti a tempo è l'Udc Roberto Occhiuto (si veda l'intervista sotto) ma nella top ten figura tra gli altri Franco La Rupa, ex Udeur, arrestato il 18 marzo 2008 per scambio elettorale politico-mafioso in occasione delle consultazioni regionali del 2005. Per lui 8 collaboratori. La Rupa, per numero di consulenti, è alla pari con Enzo Sculco ( ex Margherita) condannato in primo grado a 7 anni di reclusione per truffa, turbata libertà degli incanti, corruzione e concussione nell'ambito dell'inchiesta sulla Provincia di Crotone di cui era vicepresidente. Il rosario sgrana consulenti, autisti, e collaboratori come se piovesse, tanto che nessuno oggi è in grado di dire quante siano le persone al servizio dei politici regionali calabresi. Secondo una stima riservata di cui è in possesso il Sole 24 Ore, nel 2007 erano 389 (esclusi quelli comandati o in aspettativa presso i gruppi). A questi si aggiungono altre 264 persone assunte a tempo indeterminato. Per dare un'idea, più della Lombardia che conta 9,5 milioni di abitanti contro i due della Calabria. Chissà se altrove accade di trovare, come in Calabria, nel traffico di collaboratori che vanno e che vengono, la figura del "consulente coordinatore dei consulenti". Chi è? Giuseppe Morabito, detto Pinone. Piccolo particolare: è il presidente Pd della Provincia di Reggio Calabria. roberto.galullo@ilsole24ore.com http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.+ com PERSONALE A QUOTA 653 Le persone "a servizio" erano 389 nel 2007, più i 264 fissi Li coordina Morabito (detto Pinone), presidente della Provincia di Reggio.

Torna all'inizio


Conti comunali in sospeso (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-25 - pag: 29 autore: Finanza pubblica. Allarme del presidente Anci, Leonardo Domenici: "Enti a rischio di fallimento" Conti comunali in sospeso Per Ici e fabbricati rurali i sindaci attendono oltre un miliardo Gianni Trovati MILANO "Se non si risolve subito questo problema è perfettamente inutile mettersi a discutere di federalismo fiscale". Taglia corto il presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, e non ha esitazioni a collegare fra loro le due partite cruciali che si giocano oggi sul terreno del rapporto fra Governo e Comuni. Il "problema", del resto, è pesante: tra gli 1,2 e gli 1,5 miliardi di euro; e la mancata approvazione nell'ultimo consiglio dei ministri di un decreto dell'Interno che correva ai ripari (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) l'ha riaperto in tutta la sua forza: "senza un correttivo immediato – chiarisce Domenici – i Comuni rischiano il fallimento". Il buco che minaccia di mandare in tribunale i libri dei Comuni ha tre padri: il decreto ViscoBersani (Dl 262/2006), che ha tagliato i trasferimenti (784 milioni per il 2008, mentre nelle casse dei Comuni ne arriveranno meno di 120) in cambio di maggiori entrate sull'Ici dei fabbricati rurali che si sono rivelate più teoriche che reali; la Finanziaria 2008 (legge 244/2007), che ha usato lo stesso meccanismo per i risparmi sui "costi della politica" previsti dalla stessa manovra ( dovevano fruttare 313 milioni, norma alla mano, ma non ne porteranno più di 30); e il Dl 93, che ha messo in soffitta l'Ici sull'abitazione principale ma deve ancora trovare 500 milioni di euro per le compensazioni ai Comuni. Una provvista, quest'ultima, già promessa dal Governo, ma non ancora individuata. Come si vede, il problema non è nuovo, ma le grandi manovre si erano messe in moto in vista di una scadenza importante: la "salvaguardia degli equilibri ", l'adempimento con cui entro martedì prossimo gli enti locali devono attestare che i conti sono in ordine (si veda "Il Sole 24 Ore" del 22 settembre). In ordine, però, c'è ben poco, perché senza la possibilità di accertare in via "convenzionale" le mancate entrate è difficile tenere i bilanci in equilibrio. Proprio"l'accertamento convenzionale", che aveva debuttato l'anno scorso per risolvere sulla carta lo stesso problema, era la strada scelta anche per quest'anno dal Dm del Viminale, che però martedì è incappato nel nuovo rigore normativo che impone la copertura finanziaria di ogni intervento: niente risorse, niente accertamento delle entrate. All'appello manca una cifra pari al 25% del fondo ordinario, senza la quale mantenere i bilanci in pareggio è impresa difficile. A Roma, secondo le stime (prudenziali) del Sole 24 Ore sui dati delle spettanze pubblicati sul sito Internet del ministero dell'Interno, il conto viaggia intorno ai 50 milioni di euro, e la stessa cifra torna a Napoli, mentre a Milano, dove i trasferimenti statali pesano meno sul complesso delle entrate, il buco dovrebbe sfiorare i 40 milioni ( 26 a Torino). In pratica, viene risucchiata una somma pari a più di metà della terza rata dei trasferimenti statali, in arrivo il 30 ottobre. Dal Governo per ora non trapela nulla, ma i prossimi giorni saranno cruciali per trovare una strada alternativa a quella bocciata in consiglio dei ministri. Il tempo stringe e la verifica degli equilibri incombe: superato il 30 settembre, la campanella successiva suona due mesi dopo, il 30 novembre, ultima data utile per effettuare variazioni di bilancio. La doccia fredda sulle compensazioni ha oscurato il dibattito sul federalismo fiscale, un altro tema su cui il barometro del rapporto Governo-Comuni segna tempesta. In mattinata si riunirà il direttivo dell'Associazione dei sindaci, per formalizzare le proposte da sottoporre ai ministri Calderoli e Fitto. I Comuni torneranno alla carica sulla richiesta di definire un'entrata autonoma e di avere un rapporto diretto con lo Stato nel gioco della perequazione, senza passare dalle Regioni. E un altro fronte si apre sul piano casa, cu cui i Comuni presenteranno la propria proposta il 9 e 10 ottobre nella conferenza nazionale di Milano: il conto? Almeno 1,5 miliardi di euro all'anno, per realizzare 20mila alloggi e offrire aiuti alle famiglie in affitto. gianni.trovati@ilsole24ore.com IL NODO In Consiglio dei ministri bloccato il decreto che doveva consentire di iscrivere le spettanze "teoriche" salvando i bilanci.

Torna all'inizio


LA PRESIDENTE del consiglio Maria Antonia Cucuzza porrà la prima pietra del (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 25-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

FANO pag. 21 LA PRESIDENTE del consiglio Maria Antonia Cucuzza porrà la prima pietra del ... LA PRESIDENTE del consiglio Maria Antonia Cucuzza porrà la prima pietra del nuovo centro polifunzionale a Kanyama, in Zambia finanziato dall'associazione "L'Africa Chiama" con l'aiuto dell'attuale amministrazione comunale: "L'amministrazione comunale ? spiega la Cucuzza ? dal primo giorno del suo mandato ha deciso di appoggiare le iniziative portate avanti da "l'Africa Chiama". Sia la giunta che il consiglio comunale hanno deciso, a questo scopo, di devolvere una parte del proprio gettone di presenza a "l'Africa Chiama"". Il progetto "Kepping Hope Alive" infatti prevede la costruzione di un centro polifunzionale, Shalom Social Centre, dotato di una clinica, di una sala di fisioterapia e di una scuola in grado di porre particolare attenzione ai disabili e alla loro integrazione nella società. L'importo per la realizzazione del Centro è di 320.000 euro e "Chiama L'Africa" ne ha già raccolti 150.000.00, ora per raggiungere l'intero importo serve la collaborazione di tutti. Per ulteriori info: www.lafricachiama.org.

Torna all'inizio


Il primo mattone per una scuola in Zambia (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 25-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Missione ufficiale a ottobre di Africa Chiama. Appello per finanziare la metà del progetto Il primo mattone per una scuola in Zambia FANO Partiranno il 6 ottobre alla volta dello Zambia, destinazione Lusaka, baraccapoli di Kanyama, per posare la prima pietra di un nuovo progetto dell'Africa Chiama "Manteniamo viva la speranza", che prevede la costruzione di un centro polivalente dotato di una scuola elementare per oltre 300 bambini, un poliambulatorio, una sala per fisioterapia per bambini disabili. Qui già sorge la casa Shalom, dove vivono alcuni volontari che hanno deciso di condividere i problemi della popolazione locale. Ad accompagnare il presidente Italo Nannini ci sarà una rappresentanza istituzionale: la presidente del consiglio comunale Maria Antonia Cucuzza e il consigliere di maggioranza Mauro Nicusanti. La cerimonia ufficiale di posa della prima pietra è fissata per l'8 ottobre. "L'Amministrazione comunale ha spiegato Cucuzza - dal primo giorno del suo mandato ha deciso di sostenere l'attività svolta dall'Africa Chiama devolvendo, da parte della giunta e di una grossa fetta del consiglio comunale, una piccola parte dell'indennità o del gettone di presenza, in modo che nei cinque anni ci fosse qualcosa di concreto". Un segnale importante da parte delle istituzioni. "Spero che questo gesto possa dare alla popolazione fanese ha sottolineato Nannini uno stimolo ad avere una sensibilità maggiore ai temi della giustizia e della solidarietà". Della delegazione farà parte anche l'ingegnere Michele Romano, dipendente della ditta Petroltecnica di Rimini, che ogni anno stanzia una percentuale fissa di fatturato da destinare ad un progetto selezionato da un pool di solidarietà. Quello di microcredito alle famiglie con bambini disabili di Kanyama portato avanti dall'Africa Chiama ha ottenuto il finanziamento. L'idea di costruire una nuova scuola a Kanyama, progettata dall'architetto Stefano Seri, è nata per via delle numerose richieste di iscrizione al piccolo istituto già messo in piedi, non soddisfatte (130 gli ammessi a fronte di 300 domande). Il progetto, stilato da Davide Frulla, ha ottenuto il finanziamento per metà, circa 150.000 euro da parte di una fondazione bancaria di Verona, poi sono stati chiesti contributi al Ministero per gli affari esteri, ma si fa affidamento anche sulle piccole offerte di tanti. FEDERICA GIOVANNINI,.

Torna all'inizio


RITA TRAPANESE BATTIPAGLIA - AVVISI DI GARANZIA PER ABUSO D'UFFICIO E TRUFFA PER TUTTI I CONSIGLI (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 25-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

RITA TRAPANESE Battipaglia - Avvisi di garanzia per abuso d'ufficio e truffa per tutti i consiglieri comunali dell'amministrazione di Alfredo Liguori. I reati sono stati contestati dal pm Massimo Lo Mastro ai componenti dell'assise a conclusione delle indagini relative all'indennità di funzione che i consiglieri negli 2004-2005-2006 hanno percepito. La vicenda prende il via da una delibera del 2002 che trasformava in una quota fissa mensile (568,93 euro lordi) il gettone di presenza (33,19 euro) a cui aveva diritto un membro dell'assemblea ogni volta che partecipava ad una seduta di consiglio o di una commissione "sempre che tale regime comporti per l'ente pari o minori oneri finanziari". Previsto poi un conguaglio con i conteggi reali legati all'effettiva presenza dei consiglieri negli organismi consiliari, conguagli che non ci sarebbero stati tant'è che alla fine i consiglieri avrebbero percepito somme che non sarebbero loro spettate. In questi anni non sono mancate anche richieste di pareri ai Ministeri competenti per fare chiarezza sulla vicenda. In aggiunta, durante l'amministrazione Barlotti, sono state notificate ai consiglieri richieste di rimborso relative alle somme che avrebbero avuto in più rispetto alla loro effettiva partecipazione ai consigli comunali e alle commissioni. Un iter che suscitò un notevole vespaio con i diretti interessati a sottolineare la propria buona fede. E proprio questi atti, insieme ad altri prodotti durante la permanenza del commissario straordinario, Pasquale Manzo, sono stati all'attenzione del pm. Qualche consigliere comunale si è reso disponibile a restituire le somme percepite in più secondo i calcoli dall'Ufficio Finanziario, altri ne hanno chiesto la rateizzazione, altri ancora hanno deciso di impugnare il provvedimento davanti al Tribunale Amministrativo. Fatto sta che ora tutti (32 consiglieri comunali più l'ex sindaco Alfredo Liguori) risultano indagati per abuso d'ufficio e truffa. Ognuno ha ora la facoltà di presentare memorie difensive entro 30 giorni dalla notifica dell'informazione di garanzia, di chiedere di essere ascoltato sui fatti. Ieri pomeriggio il provvedimento della Procura della Repubblica non era stato ancora consegnato a tutti anche se la notizia cominciava a circolare negli ambienti politici battipagliesi. Una notizia che metterà altra carne sul fuoco delle polemiche cittadine.

Torna all'inizio


I CONTI DELL'UFFICIO RAGIONERIA: RESTITUIRE 450MILA EURO (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 25-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

I conti dell'ufficio ragioneria: restituire 450mila euro Più di un consigliere dovrebbe restituire alle casse comunali oltre diecimila euro di "indennità di funzione" percepita nel triennio 2004-2006 e non corrispondente all'effettiva presenza in aula o nelle sedute delle commissioni permanenti. Se dovessero essere confermati i conteggi dei Servizi Finanziari ammonterebbe a circa 450mila euro il totale che l'ente locale dovrebbe incassare. Con l'ultima finanziaria l'indennità di funzione è stata eliminata e si è tornati al gettone di presenza.

Torna all'inizio


L'EX SINDACO INDAGATO: FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 25-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

LA REAZIONE L'ex sindaco indagato: fiducia nella magistratura RENATO DI LASCIO Battipaglia. Abuso di ufficio e truffa: di questo sono accusati trentatre esponenti politici che hanno rivestito la carica di consigliere comunale durante l'amministrazione Liguori. L'ex primo cittadino è tra gli indagati anche se, fino ad ieri sera, non gli era stato notificato nessun provvedimento. Appare comunque tranquillo riponendo "piena fiducia nella magistratura" e demandando ogni eventuale atto al suo legale. Delle indagini si è cominciato a parlare all'inizio di quest'anno con i consiglieri finiti sulla "graticola" per aver trasformato nel 2002 il gettone di presenza in indennità di funzione. A loro difesa i membri dell'assemblea ricordano che in molte realtà in quel periodo si adottò un analogo provvedimento e che comunque il conguaglio (tra soldi percepiti e realmente spettanti) non avrebbero dovuto effettuarlo loro ma gli uffici competenti del comune. Proprio per avere delle indicazioni precise inoltre erano stati inviati quesiti al Ministero e alla Corte dei Conti così come avevano fatto anche numerosi altri enti locali. Tra l'altro i consiglieri eletti nel 2007 con l'amministrazione Barlotti avevano chiesto il congelamento delle indennità proprio in attesa dei pareri legali. Posizione prudente che dopo l'inchiesta è pienamente giustificata.

Torna all'inizio


Trattoristi, in campo i campioni dell'aratura (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 25-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Chiaramonte Trattoristi, in campo i campioni dell'aratura Ragusa. "Non si può parlare di aumento ma piuttosto di mantenimento delle indennità di carica". Il presidente del Consiglio provinciale, Giovanni Occhipinti, ritorna sull'adeguamento delle indennità dei consiglieri provinciali e chiarisce meglio la vicenda. "E' sbagliato, come è stato fatto, parlare di aumento perché la conferenza dei capigruppo non ha fatto altro che confermare la somma che finora è stata percepita dai consiglieri provinciali. In altre parole ha scelto di non adeguarsi ai dettami della Finanziaria 2008, una scelta legittima, prevista dalla legge visto che la Sicilia è una regione a statuto speciale". In altre parole i consiglieri provinciali avrebbero avuto la possibilità di risparmiare ma hanno deciso di non farlo. Dunque continueranno a percepire 1979 euro lorde, così come avviene da novembre scorso (esclusi quei consiglieri che hanno optato per il gettone di presenza) piuttosto che percepire 1479 euro lorde come invece "suggeriva" la Finanziaria nazionale. Le 500 euro di differenza dovranno essere però pagate direttamente dalla Provincia. La Finanziaria spiega infatti che lo Stato pagherà fino a 1479 euro. Il resto dovrà essere corrisposto dall'ente locale. E per questo motivo occorrerà trovare queste somme nei vari capitoli che, in quota parte, saranno raschiati per recuperare le somme che serviranno a pagare i consiglieri provinciali. In pratica, una parte dei soldi destinati finora a specifici settori o iniziative, dovranno essere invece utilizzati per pagare i consiglieri provinciali. E se tecnicamente non si può forse parlare di un aumento dello stipendio, nei fatti si riduce per la Provincia la possibilità di spesa per iniziative da porre in essere per il territorio. "Una riduzione minima ? assicura Occhipinti ? se si guarda all'interno bilancio dell'ente". Ed intanto il consigliere provinciale Giovanni Iacono, precisa la sua dichiarazione: "Non ho mai parlato di aumento. Del resto non avrei potuto farlo visto che i consiglieri hanno deciso di mantenere la stessa indennità di carica. Piuttosto ho solo detto che io non ho accettato l'indennità di carica, preferendo invece il gettone di presenza". Michele Barbagallo.

Torna all'inizio


Tac e risonanzatutti in codae soldi in mano (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 25-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Tac e risonanza tutti in coda e soldi in mano Si allungano i tempi per una Tac o una risonanza magnetica a Siracusa. È questo uno dei primi e più pesanti effetti dei tagli ai fondi della Regione per le strutture convenzionate esterne. Ma ecco i dettagli di questa nuova spina sulla pelle dei siracusani. L'unica Tac di una struttura pubblica a Siracusa è quella dell'ospedale "Umberto I". Su questa struttura ricadono ora tutte le richieste. Non soltanto per i pazienti dell'ospedale ma anche per gli esterni. E le liste di attesa si allungano, i disagi si moltiplicano; si moltiplica la folla nel reparto Radiologia dell'ospedale; cresce il nervosismo, talvolta esplodono escandescenze che provocano ulteriori difficoltà ai già stressati quanto incolpevoli operatori medici e paramedici. Chi non può attendere deve andare nell'unica struttura privata. Innanzitutto pagando belle botte di quattrini. Ma anche per la struttura privata c'è da mettersi in coda. E non per poco. Non parliamo poi di una risonanza magnetica. Non esiste a Siracusa una struttura pubblica che abbia la risonanza. L'unica privata è convenzionata con l'Asl. Ma, in seguito al taglio di fondi, ha sospeso le prestazioni a ticket. Se ne riparla a gennaio 2009, quando ci saranno i nuovi stanziamenti. E, naturalmente, in subordine alla entità di questi stanziamenti. Per ora chi proprio ne ha bisogno paghi. Ci vogliono botte di 250 euro per una risonanza delle più semplici. E comunque attenda. Perchè pure qui la lista di attesa è lunga. E dire che qualche anno fa l'Asl di Siracusa ebbe la opportunità di acquistare un impianto di risonanza magnetica. E invece preferì prendere in affitto un impianto itinerante. Spendendo un sacco di soldi e ottenendo comunque un servizio per un tempo limitato. Val la pena di citare testualmente quanto hanno scritto Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella nel loro libro La Casta, nel passo dedicato al "Caso Siracusa". "Si è assistito a Siracusa ? scrivono ? a fatti curiosi. Come la scelta di non comprare una risonanza magnetica (prezzo: meno di un milione di euro) ma di prendere in affitto senza gara di appalto una Rnm mobile costata 750.000 euro nei soli sei mesi iniziali. Data della delibera: 10 febbraio 2003. Tre giorni dopo alla Asl avevano già sul tavolo (protocollata!) la lettera d'offerta della società che l'affittava. E il giorno dopo, 14 febbraio, l'affare era già fatto. Miracolo: 4 giorni! Compreso il viaggio della lettera!". Il direttore amministrativo dell'Asl, Aldo Salvo, rifiutò di firmare quella delibera. Altre ne seguirono, di vario oggetto. E altri rifiuti di firme. Finchè il direttore generale Corrado Failla revocò l'incarico al direttore amministrativo. Non senza strascichi giudiziari. Ora che i tagli stanno provocando i disagi e gli oneri che s'è detto la risonanza pubblica non c'è. Tutti in coda. E coi soldi in mano. s. m.

Torna all'inizio


Subprime, più finanza per sopravvivere allo shock (sezione: Costi dei politici)

( da "Bollettino Università & Ricerca" del 25-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Università "Bocconi" Subprime, più finanza per sopravvivere allo shock In un nuovo libro edito da Egea la diagnosi e la prognosi di Robert Shiller, il professore di Yale che aveva previsto lo scoppio della bolla internet del 2000 e di quella immobiliare odierna. Gli economisti sono accusati di essere bravissimi a razionalizzare il passato, ma incapaci di anticipare il futuro. Non è il caso di Robert Shiller, il professore di Yale che, nel suo Irrational Exuberance aveva previsto, all'inizio del 2000, l'esplosione della bolla internet e, nella seconda edizione del 2005, quella del mercato immobiliare americano. Ora che le sue previsioni si sono avverate torna a cercare di far ragionare lettori e decisori politici con Finanza shock. Come uscire dalla crisi dei mutui subprime (con un saggio di Franco Bruni, Egea, 2008, 158 pagine, 16 euro). Negli anni Trenta, sostiene Shiller, gli Stati Uniti reagirono alla crisi finanziaria rafforzando il sistema finanziario, l'Europa punendolo e se ne pentì nei decenni successivi. La tesi difesa da Shiller, e che merita di entrare nel dibattito politico, è che la soluzione non consista nel limitare il funzionamento dei mercati finanziari, ma in una loro maggiore diffusione e democratizzazione. In particolare, vanno promossi mercati capaci di coprire i rischi individuali oggi più comuni, dalla svalutazione di un investimento ingente e rischioso come la casa, a quello di un ridimensionamento del reddito (Shiller pensa a future sul mercato immobiliare e a un sistema assicurativo diffuso). Le fasce a reddito e cultura più bassi dovrebbero essere messe in condizioni di usufruire di una consulenza finanziaria non di parte, mentre la quantità e la qualità dell'informazione finanziaria dovrebbero crescere, con l'istituzione di banche dati che aiutino a comprendere la situazione finanziaria di individui e organizzazioni. I mutui dovrebbero, infine, cambiare volto, includendo meccanismi che adattino le rate alle possibilità di pagamento. Alla base della crisi, secondo Shiller, c'è ancora una volta un caso di esuberanza irrazionale, con la diffusione dell'ennesima "favola di una nuova era". Gli americani, tra il 1997 e il 2006, si sono convinti che i prezzi delle case fossero destinati a crescere per sempre. Pur di entrare nel mercato si sono sobbarcati mutui sempre più alti e le banche glieli hanno concessi, un po' perché convinte della stessa favola, un po' perché l'innovazione finanziaria consentiva di cartolizzarli e di disseminarne il rischio. Le autorità monetarie non hanno adottato politiche restrittive e le società di rating non hanno declassato i titoli spezzatino perché non volevano essere responsabili della morte della gallina dalle uova d'oro. Ma la salute della gallina, dal 2006 in poi, ha cominciato a deteriorarsi comunque; i prezzi delle case, nel giro di meno di due anni, sono scesi del 15% e molti debitori subprime hanno preferito interrompere il pagamento di un debito che era ormai più alto del valore della casa, facendo implodere il castello di carta. Come già successo nel 1929, la crisi si è poi trasmessa ad altri settori, assumendo proporzioni sistemiche ed esigendo soluzioni altrettanto comprensive. Ora, sostiene Shiller, necessitano due tipi di interventi. Nel breve periodo sono necessari i salvataggi, per quanto siano moralmente ingiusti ed equivalgano, in definitiva, a "cerotti su una bolla scoppiata". Nel lungo periodo si deve, invece, avere il coraggio di intervenire strutturalmente, con la stessa decisione dimostrata negli anni Trenta, durante i quali, negli Stati Uniti, si sono poste le fondamenta per un più corretto funzionamento dei mercati nei decenni successivi. Nel saggio finale, Franco Bruni, docente di teoria e politica monetaria alla Bocconi, pone l'accento sull'inefficienza della vigilanza. BUR.IT 26.09.08.

Torna all'inizio


Col federalismo cambieranno le regole (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 26-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Col federalismo cambieranno le regole" Confronto sull'Alto Adige che verrà Bizzo: "Nuovi criteri per le nomine" Barbara Repetto: "Necessari controlli sulle spese pubbliche" Calò: "Occorre dire basta all'assistenzialismo provinciale" Sandro Repetto (Udc): "Serve dare più spazio ai privati" BOLZANO. "Le posizioni apicali non devono più essere soggette alla proporzionale. In futuro per le nomine alle presidenze e alle direzioni di spettanza pubblica, ovvero provinciale, bisognerà invertire la rotta che negli ultimi anni ha portato alla scomparsa del gruppo linguistico italiano dalle posizioni di vertice. Non più possibile l'adozione dell'attuale criterio. Bisognerà adottare criteri che dipendono dal merito e dalle capacità e non dalla lingua madre". Così Roberto Bizzo, uno dei candidati di punta del Pd, ha scosso l'uditorio degli imprenditori presenti l'altra sera alla seconda serata di confronto con i rappresentanti dei partiti promosso dall'Useb Operatori economici di lingua italiana, associazione presieduta da Marco Carlini. Nel corso della serata di confronto con i candidati del centrosinistra un altro punto caldo è stato quello sul punto 5 (Riqualificare e ridurre la spesa pubblica) del "decalogo" di richieste che l'Useb ha presentato per la prossima legislatura provinciale. Alla domanda saranno ancora possibili interventi pubblici a sostegno di realtà che hanno fato discutere (da Terme Merano all' Aeroporto, da Air Alps a Manifesta e quant'altro) e che possono venir classificati come "sprechi" di danaro, pur senza entrare nello specifico si è convenuto unanimemente sulla necessità di dover ridurre i "costi della politica". In particolare la spesa corrente oggi al 65% del bilancio provinciale nonchè l'opportunità da perte dell'amministrazione locale di delegare ad altri compiti e funzioni (ad esempio dell'Azienda provinciale strade) che svolge in proprio contribuendo così ad alterare le regole di mercato. "E questo perchè diventerà necessario - ha aggiunto ancora Roberto Bizzo - alla luce dell'imminente riforma del federalismo fiscale che cambierà tutti i rapporti che sono stati validi fino ad oggi". Sulla necessità di riscrivere le regole del gioco a livello locale il candidato del Pd ha evidenziato anche un grave rischio di involuzione dell'economia altoatesina. "Non dimentichiamo che oggi esportiamo solo il 12% del Pil prodotto in provincia di Bolzano e questo è grandemente sostenuto dall'export di mele e di vino. Ma considerando il costo dei terreni e quello della manodopera c'è il rischio che qui, in futuro, nessuno venga più a produrre nemmeno un chiodo". Sandro Repetto capolista dell'Udc ha posto l'accento sulla necessità di "dare più spazio ai privati" e sul fatto che "in Alto Adige manca al momento attuale una prospettiva, una progettualità d'insieme". A tale proposito ha portato alcuni esempi concreti a partire dal fatto che la Smg (SÜdtirol Marketing) "che dovrebbe promuovere l'immagine complessiva dell'Alto Adige di fatto fa solo pubblicità ad alcuni prodotti e non certo ad altri quali la cultura o il "made in Alto Adige"", fino ai costosi "doppioni" esistenti a livello territoriale ("abbiamo l'Università, il Tis, e l'Eurac, un ente che non fa ricerca ma che distribusice incarichi") per finire alle nomine che vengono affidate "a chi non conosce la realtà territoriale" portando l'esempio recente del Museion. Pietro Calò, altro candidato del Pd presente, ha posto l'accento sulla necessità di parte della Provincia "di sostenere la realizzazione di infrastrutture e abbandonare la strada dell'assistenzialismo" e ha apertamente criticato (ricordando gli "aiuti di stato" oggi peraltro proibiti dall'Eu), "i finanziamenti con danaro pubblico a favore di aziende di fatto pubbliche che non restituiscono il valore ai cittadini". Riferimento implicito all'azienda provinciale per l'energia elettrica Sel. Da parte sua Barbara Repetto, sempre del Pd, nel sostenere la necessità di una riqualificazione della spesa pubblica ha sostenuto la necessità di introdurre una "valutazione di controllo" sui costi/benefici degli interventi pubblici (come già in altre realtà nazionali), ha stigmatizzato come "nel passato sono state effettuate scelte senza molta trasparenza" e ha sottolineato la necessità di dare al "ceto medio che in Alto Adige ha perso potere d'acquisto" una sua nuova dignità. Anche da parte degli altri candidati presenti all'incontro promosso dall'Useb, Bruno Festini dell'Udc (che ha posto l'accento sulla necessità della qualità dei servizi) e Luigi Cigolla per l'Italia dei valori, sono emerse posizioni critiche e di "discontinuità" con la gestione della cosa pubblica che ha caratterizzato il recente passato.

Torna all'inizio


Il fisco federale? Non è la panacea (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 26-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Autonomie Locali Numero 229, pag. 24 del 26/9/2008 Autore: di Oriano Giovanelli* Visualizza la pagina in PDF       Regioni, province, comuni e comunità montane alle prese con gravi problemi di bilancio Il fisco federale? Non è la panacea Enti in crisi per i tagli. E il ddl Calderoli ha molte zone d'ombra Il dibattito sul federalismo fiscale rischia, rispetto allo stato del sistema delle regioni e delle autonomie locali di essere una coperta che occulta la situazione reale in cui si trovano comuni, province, comunità montane e regioni. Allora il primo imperativo è arrivare vivi all'appuntamento. Non è una battuta! Ai comuni mancano i 690 milioni di Ici che dovevano entrare dalla riclassificazione degli edifici rurali, i circa 300 milioni che era impossibile risparmiare con i tagli ai cosiddetti costi della politica e in più c'è la pesante sottostima del mancato gettito Ici sulla prima casa che non si sa se e quando verrà colmato . E ancora, come meritoriamente hanno fatto notare Legautonomie e Anci dell'Emilia Romagna, ci sono gli irrazionali rigori di un patto di stabilità interno imperfetto che finisce per penalizzare gli investimenti anche di quegli enti, comprese le province, che se li potrebbero permettere. Un capolavoro in un paese in piena stagnazione. Le comunità montane hanno visto la decapitazione del fondo ordinario che rischia di buttarle tutte fuori dagli equilibri di bilancio, dando un colpo mortale a quella gestione associata dei servizi che non si perde occasione di evocare come indispensabile per superare la frammentazione municipalista. Le regioni devono fare i conti nel prossimo triennio con 7 miliardi di euro in meno per la sanità che colpirà in modo indistinto sia le regioni virtuose che quelle che non hanno i conti a posto. Per questo la nostra iniziativa deve essere su due fronti. Rivendicare il giusto e il dovuto (i comuni del Veneto di ogni orientamento politico si stanno mobilitando, altri dovrebbero farlo) e chiedere con forza l'attuazione dell'art 119 della Costituzione. Il federalismo fiscale non è la panacea di tutti i mali ma serve a dare certezza al sistema delle istituzioni repubblicane disegnato dall'art. 114 della Costituzione sottraendolo a un centralismo paradossalmente sempre più invadente, a rendere più trasparenti le politiche pubbliche, a definire più chiaramente le responsabilità di chi queste politiche deve deciderle e attuarle, ad avvicinare il prelievo fiscale alla responsabilità di spesa. A dettare un insieme di regole nuove per disciplinare la responsabilità fiscale dei livelli costituzionali e in sostanza a dare nuove e più solide basi al principio della rappresentanza. Il progetto del ministro Calderoli rappresenta una base di discussione ed è bene che su questo il governo mantenga gli impegni. Bisogna subito avvertire, però, che rispetto al percorso avviato (abbandono dell'impostazione originaria del programma elettorale del centro-destra, dialogo serrato con il sistema delle autonomie) il disegno di legge approvato dal governo ha molte zone d'ombra, anzi ci sono significativi passi indietro. è sparito ogni riferimento a solide basi imponibili per l'autonomia impositiva locale. Si era individuato, per esempio, nel riordino e nella semplificazione della fiscalità sugli immobili la fonte fondamentale dell'autonomia dei comuni e nella fiscalità sugli autoveicoli e la circolazione quella per le province. Inoltre i tempi per l'esercizio della delega sono slittati a 24 mesi, decisamente troppi e in cui potrà succedere di tutto, soprattutto considerando che da lì in poi dovrebbe scattare il percorso, dai tempi indefiniti, per la convergenza dalla spesa storica ai costi standard dei livelli essenziali delle prestazioni sociali e la definizione delle risorse per la perequazione. Stime attendibili di fonte governativa sulle risorse che dovranno essere mobilitate non ve ne sono. Il fondo perequativo dovrebbe valere circa 26 miliardi di euro mentre la convergenza sui costi standard dovrebbe pesare circa 15 miliardi, un punto percentuale di pil che dovrebbe pesare meno sulla spesa delle regioni. L'impressione è che la vera partita si giocherà proprio qui, sui costi dei livelli essenziali, sulla coesione sociale e la tenuta dell'ordinamento e in definitiva sul difficile equilibrio tra spinta all'efficienza (decisiva in una politica di risanamento con l'obiettivo di azzeramento del deficit nel 2011) ed efficacia e adeguatezza dei servizi sociali, della sanità e dell'istruzione; quindi anche sulla pressione fiscale, su quanto cioè si farà pagare ai cittadini per avere adeguati servizi di welfare. Ed è sul welfare da riformare a vantaggio di un welfare di comunità che bisognerà puntare se non si vorrà che il vecchio sgambetti il nuovo e lo faccia cadere. Con l'incognita del Mezzogiorno, il cui sviluppo sarà affidato a una fiscalità di vantaggio tutta da scrivere e all'attribuzione, che riguarda prevalentemente la Sicilia, dei cespiti derivanti dalla raffinazione degli oli minerali (che per inciso sono tasse sul consumo e non sulla produzione). Un'impostazione debole e rischiosa nel momento in cui il Mezzogiorno si allontana sempre più dal resto del paese. La vera verifica della bontà del federalismo fiscale sarà proprio la sua capacità di innescare un cambiamento forte nel Mezzogiorno e non aiutano gli atteggiamenti di chi resiste ma anche di chi pensa di consolidare queste differenze purché non disturbino le parti forti del paese. Si aprirà insomma una sfida lunga e difficile sulla quale tutto il sistema paese sarà impegnato, le autonomie, i soggetti economici e sociali, e che si svilupperà in parallelo con i compiti e le funzioni che già oggi esercita il sistema delle autonomie locali e regionali e che dovrà essere ricondotta a un disegno coerente e organico della forma stato repubblicana. Anche perché, nel frattempo, quello che dovrà essere evitato sarà una confusa babele di rivendicazioni territoriali in cui ognuno accampa per sé pezzi di risorse più o meno riferite al proprio territorio, perdendo di vista quel disegno riformatore che sta dietro a un federalismo che serve soprattutto a unire il paese. A unirlo in maniera diversa che nel passato, con autonomie forti e responsabili e un centro altrettanto forte e responsabile nei suoi pochi ma rilevanti compiti. Anche la delicata questione delle autonomie speciali deve essere ricondotta in questa logica, nel senso che la legittima e doverosa tutela della "specialità" regionale non può trasformarsi in una sorta di "estraneità" alle sorti della repubblica. L'attuazione della riforma costituzionale e gli obblighi comunitari riguardano tutti gli enti territoriali, senza alcuna distinzione, rispetto ai principi della perequazione nazionale. Una ricognizione delle attribuzioni fissate negli statuti e un loro adeguamento alle disposizioni del titolo V può essere la strada per tenere insieme sia le ragioni della differenziazione, sia quelle della perequazione. Le questioni sollevate da alcune disposizioni del disegno di legge mostrano che l'attuazione del federalismo fiscale presenta ancora parecchi nodi non semplici da sciogliere nei rapporti tra lo stato, le regioni e gli enti locali in materia di potestà tributaria, perequazione e coordinamento della finanza pubblica. Un grave errore, o peggio una strumentalizzazione, è pensare e dire che il federalismo possa aggravare la discrepanza tra le due "Italie", al contrario si deve procedere con coraggio attivando la responsabilità delle autonomie locali, solo così potremo vedere un ricongiungimento tra Mezzogiorno e Settentrione. * deputato Pd presidente di Legautonomie.

Torna all'inizio


Tribunale, sede da potenziare - giampaolo meloni (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 26-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Nuove voci di soppressione degli uffici inaugurati appena una decina di anni fa tra le polemiche "Tribunale, sede da potenziare" I Riformatori: struttura e carichi di lavoro ci mettono al riparo GIAMPAOLO MELONI IGLESIAS. La giustizia penale e civile governata dai giudici onorari. Il tribubale di Iglesias non vanta il rango della magistratura togata ma non per questo è fuorilegge. In ogni caso, la struttura e i carichi di lavoro sarebbero già elementi sufficenti per impedire la smobilitazione del servizio. Tuttavia qualche voce allarmistaica è nuovamente circolata nelle ultime ore, seminando l'ipotesi di una eventuale chiusura della baracca e conseguente migrazione a Cagliari. "Non crediamo ci siano rischi di questa natura", osserva Roberto Frongia, leader dei Riformatori Sardi che ieri ha diramato una nota proprio sulla scia dei rumors non si cpiasce bene generati come e da chi ma rilanciati addirittura sulle cronache nazionali tratteggiando il tribunale di Iglesias come un caso fuorilegge. Per i Riformatori i contorni sarebbero anche chiari. Frongia trova una spiegazione politica. "è nota - commenta - l'opinione di una parte della politica, e non solo, secondo cui gli uffici giudiziari minori devono essere soppressi". Gli occhi sono evidentemente puntati sul centrosinistra, schieramento al quale Frongia, memore delle polemiche di qualche anno fa proprio sui destini del servizio giudiziario di Iglesias, attribuisce la propensione al ridimensionamento, benchè motivata da soluzioni tecniche. Una lettura che Roberto Frongia, anche per professione (avvocato) sensibile alla materia, spiega così: "Le ragioni di queste soppressioni risiederebbero nella necessità di dare maggiore funzionalità agli uffici giudiziari accorpandoli". Lo scenario che si paventava a fine anni Novanta, quando ancora la sede giudiziaria di Iglesias non era inaugurata, faceva perno proprio sull'accorpamento. "Infatti - dice ancora Frongia - c'era già stato un tentativo di sopprimere il Tribunale di Iglesias, sventato grazie all'intervento dell'amministrazione comunale". La prospettiva era stata solo archiviata provvisoriamente. L'evoluzione della riforma che istituiva il giudice unico (siamo nel 1998) riapre la discussione sul piano nazionale nel pieno del Governo Prodi. Tappa sulla quale Frongia trova innesto per distinguere la prontezza del sindaco di Carbonia Cherchi, che ha difeso l'istituzione del tribunale monocratico e la competenza del giudice togato. "Una reazione immediata, a differenza del sindsco di Iglesias", insiste Frongia. Di tutto questo sarebbe conseguenza l'attribuzione alla sede giudiziaria della città di soli giudici onorati, che resta tuttavia nella piena legittimità e non è affatto caso unico. In Italia i posti coperti da giudici onorari di Tribunale (Got) sono, secondo i dati più recenti del ministero della Giustizia, 1945 contro i posti in organico che sono addirittura 2474. Una scelta che nella sostanza deriva dalla vecchia convinzione che l'affidamento di cause non particolarmente complesse a giudici professionisti (togati) fosse dispendioso e poco produttivo per il sistema giudiziario (la figura del giudice conciliatore resta emblematica, assegnata a maestri e impiegati comunali). Il guaio è piuttosto per i destinatari dell'incarico, il cui compenso funziona con il meccanisno dei gettoni di presenza e se la devono cavare con 73 euro a udienza e pendolari per forza, da Cagliari, nel caso nostro. Il problema non è facile. Commentando la vicenda, l'avvocato penalista Patrizio Rovelli, nome illustre in Sardegna e in Italia, ora con studio anche in città, faceva notare: "Se si vuole inserire in pianta stabile la magistratura onoraria, questa va preparata e retribuita al meglio. Pagarla così poco quando magari si occupa di processi importanti dove sono in ballo cospicui risarcimenti, può mettere a dura prova la loro indipendenza". Resta il nodo della sede di Iglesias: "Credo ci siano i parametri per poter conservare il Tribunale - osserva Roberto Frongia -: il bacino di utenza, i carichi di lavoro e una struttura edilizia importante, rappresentano certamente una garanzia. Riteniamo che la sede di Iglesias possa essere considerata un tribunale medio e che riorganizzando le circoscrizioni territoriali si possa, anzi, decongestionare il Tribunale di Cagliari per assicurare una migliore produttività a tutto vantaggio, soprattutto, di una migliore e più efficiente risposta alla domanda di giustizia". Ottimismo che non impedisce una bordata politica: "Le nostre certezze vanno di pari passo con il timore per la palese incapacità politica ed amministrativa dimostrata dalla Giunta comunale di Iglesias. Non possiamo, pertanto, abbassare la guardia". Perciò i Riformatori hanno chiesto ad alcuni parlamentari sardi (in particolare se ne è fatto carico Bruno Murgia) "di vigilare e di farci conoscere l'orientamento del governo nazionale in merito al tema. Siamo certi che la proposta avanzata, vada nella direzione di una migliore organizzazione degli uffici giudiziari della provincia di Cagliari e del Sulcis-Iglesiente".

Torna all'inizio


MARIANO MARINOLLI SAN MICHELE - <Ero la sua bestia nera, nei consigli comunali di San Michele, dove il dottor Osella ha partecipato, ci siamo sempre punzecchiati (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 26-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

MARIANO MARINOLLI SAN MICHELE - "Ero la sua bestia nera, nei consigli comunali di San Michele, dove il dottor Osella ha partecipato, ci siamo sempre punzecchiati MARIANO MARINOLLI SAN MICHELE - "Ero la sua bestia nera, nei consigli comunali di San Michele, dove il dottor Osella ha partecipato, ci siamo sempre punzecchiati. Né da lui né dal mio sindaco, Guido Moser, non ho mai ricevuto risposte esaustive. Anzi, nel consiglio del 27 dicembre scorso, come riporta il verbale, proprio il sindaco dichiarò di vergognarsi per i miei interventi e le contestazioni che rivolsi ad Osella". Chi usa queste parole taglienti è Franco Callovi , consigliere comunale di minoranza a San Michele, che ha sempre osteggiato Giacomino Osella perché "ho avuto il sentore, fin dalla sua nomina alla presidenza, che dell'Air non gliene fregasse niente". "L'arresto di Osella non ha sorpreso più di tanto noi componenti del gruppo di minoranza di San Michele - si sfoga Callovi - poiché già tre anni fa all'inizio del mandato, in tempi non certo sospetti, la sua nomina all'Air sollevò più di un interrogativo. Avevamo infatti chiesto al nostro sindaco, in quanto componente della compagine azionaria di Air che aveva concorso alla sua nomina, quali esperienze professionali avesse maturato il dottor Osella, quali i suoi legami col nostro territorio, quali le sue conoscenze delle problematiche inerenti alla situazione della distribuzione dell'energia elettrica in Trentino, ma ricevemmo solo delle vaghe risposte". La capogruppo di minoranza, Clelia Sandri , aggiunge: "Nella risposta del 25 agosto 2005, quando chiedevamo con quali criteri fosse stato scelto il dottor Osella, il sindaco Moser ci rispose che, dopo aver effettuato una scrupolosa ricerca, i tre sindaci della componente azionaria Air (Rodolfo Borga di Mezzolombardo, Mauro Fiamozzi di Mezzocorona e Guido Moser di San Michele, ndr), ritennero di aver trovato la persona giusta, che la scelta di un manager era la scelta migliore". "Le audizioni in consiglio comunale a San Michele, fatte sempre su mia precisa richiesta - prosegue Callovi - ci hanno lasciati più volte perplessi sulla sua competenza ed il suo stile fin troppo disinvolto; le visite da me personalmente compiute più volte presso la sede dell'Air non hanno mai dissipato questi timori. Un'analisi dei risultati a chiusura del suo primo mandato ci porta a concludere che gli obiettivi strategici non sono mai stati raggiunti. Osella si è limitato a portare avanti l'ordinaria amministrazione, senza proseguire nel lavoro ricevuto in eredità dai suoi predecessori, Alberto Molinari e Roberto Maffei. E mi spiego con un esempio: l'ampliamento dell'Air con l'ingresso di Tuenno, ingresso peraltro proposto da Tuenno stessa, è stato ottenuto con mesi di ritardo dopo errori su errori che hanno richiesto almeno tre passaggi nei diversi consigli comunali consorziati, oltre a consistenti spese per consulenze. Sappiamo tutti, poi, come è andato a finire il progetto e l'inizio dei lavori per il risanamento dell'acquedotto. E non servono altri commenti. Non dimentichiamo poi la distribuzione dei dividendi di 200.000 euro ai Comuni associati in Air, ottenuti al prezzo di un restyling del bilancio societario. Quanto ha fatto è un po' poco per essere un "professionista esperto del settore" come egli stesso si era definito". Però se Air ha portato dei soldi nelle casse dei Comuni, vuol dire che Osella ha svolto bene il suo ruolo. "Tutt'altro. Con una mano Air ci ha dato soldi e con l'altra ce li toglierà poiché, per coprire le spese non finanziate dalla Provincia per la galleria dell'acquedotto Acquasanta, dovremo contrarre dei mutui. Tuttavia, al di là delle sue vicende giudiziarie che umanamente mi auguro possa risolvere al più presto, ciò su cui vorrei focalizzare l'attenzione sono due punti che io giudico estremamente importanti: il primo riguarda il ruolo delle aziende pubbliche di servizi come l'Air. Quando essa fu costituita dieci anni fa, approvai con entusiasmo la nascita, consapevole che un'azienda più grande, dotata di maggiori capacità di investimento e con risorse umane professionalmente più preparate, non si dovesse limitare alla pura "gestione" dei servizi. Speravo fosse in grado di calare le tariffe, migliorare o estendere i servizi al cittadino nei suoi campi specifici. Ad esempio, consulenze e supporto ai cittadini e aziende per l'installazione di pannelli solari o fotovoltaici, teleriscaldamento, posa in opera della rete di telecomunicazione a banda larga, fibre ottiche. Da questo punto di vista la gestione di Air, sotto la presidenza di Osella, ci sembra una perdita di tempo, se non una svolta all'indietro". "Il secondo punto riguarda la selezione della nostra classe dirigente, inclusi i politici. Come vengono reclutati dai pubblici amministratori i manager che guidano le aziende come Air? Ci sembra che, invece di procedere con una selezione di tipo professionale, quei posti siano coperti dagli "amici" o "amici degli amici". Ed i risultati, si vedono". "Voglio concludere con alcune riflessioni: il sindaco di Mezzolombardo Rodolfo Borga, che all'epoca rappresentava il Comune detentore della quota di maggioranza col 52,83% in Air, aveva insistito sul nome di Osella. Oggi Borga è candidato alle regionali e probabilmente nella prossima legislatura siederà in consiglio provinciale, magari farà pure l'assessore. Si comporterà nello stesso modo nella scelta dei propri manager? E mi chiedo ancora, non avendo mai ricevuto risposte precise, come è stato scelto o da chi è stato imposto Giacomino Osella? Dopo quanto accaduto, è lecito chiedersi se l'Air sia stata gestita in modo corretto e quale sia la "mission" indicata dai sindaci che fanno parte dell'assemblea dei soci: dare servizi o fare cassa? Quale è il danno di immagine e la perdita di credibilità per l'azienda e i suoi dipendenti? E chi risarcirà questo danno? Qual è l'assunzione di responsabilità dei sindaci che ne hanno condiviso le scelte di Osella? Per quale motivo Osella è stato riconfermato, nonostante i tanti dubbi sul suo operato? In consiglio comunale chiesi ad Osella quanto hanno intascato ogni anno, tra indennità e gettoni di presenza, il presidente, il consiglio di amministrazione ed i sindaci che gestiscono l'Air; l'unica risposta ricevuta dallo stesso dottor Osella fu che egli guadagna ogni mese l'85% dello stipendio del sindaco Borga. Ma non ricordava esattamente quanto Borga guadagna. Basta rileggersi il verbale della seduta del 27 dicembre 2007 nel quale, tra l'altro, il presidente di Air era caduto nel macroscopico errore, corretto solo successivamente con un'altra tornata nei consigli comunali, di assegnare a Mezzolombardo una quota azionaria del 50,02%, vale a dire, con una maggioranza pur risicata, il controllo su Air. Un errore madornale del manager professionista Osella, oppure fatto apposta per favorire Mezzolombardo? Peccato che le sue risposte, fornite dinanzi ai consigli comunali, siano rimaste sempre nel vago". 26/09/2008.

Torna all'inizio


Il duro faccia a faccia in consiglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 26-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il verbale Battaglia sui costi del cda di Air Il duro faccia a faccia in consiglio SAN MICHELE - Era il 27 dicembre di un anno fa, quando ebbe origine un faccia a faccia infuocato, in consiglio comunale, tra Franco Callovi e Giacomino Osella. Ecco l'estratto di quel verbale. Callovi: "Con l'ingresso in Air di Tuenno, Mezzolombardo detiene ancora il 50,02% della società (percentuale errata che verrà poi corretta e ridimensionata al valore reale del 48,97%, ndr) e a me sembra una manovra fatta ad hoc, nel senso che ancora una volta i nostri sindaci hanno ceduto allo strapotere, uso un termine forte, dell'avvocato Borga che si è garantito, e del resto tutti sapete che i numeri si possono un pochino anche manipolare, una percentuale superiore al 50%". Osella: "Prendo atto che uno che ha il coraggio di dire determinate cose in consiglio comunale dovrebbe anche avere il coraggio non solo di esprimerle, ma anche di agire di conseguenza, altrimenti meglio sarebbe che non le dicesse. Lei sappia assumersi la responsabilità di quello che ha detto perché nessun membro del cda di Air ha manipolato i numeri". Callovi: "Quanto costa il cda di Air?". Osella: "Costa il 70% dello stipendio del sindaco di riferimento (quello di Mezzolombardo, ndr) e l'85% nel caso del presidente. Adesso non ricordo esattamente, ma mi pare parliamo del 70% e dell'85% di euro 3.400 e qualcosa". Sindaco Moser (nella foto) : "Forse Callovi vuole conoscere l'entità del gettone". Osella: "Attualmente costa 150 euro a presenza". Poi si entra nella questione della galleria dell'acquedotto Acquasanta. Osella: "Chiudo la questione della galleria dicendo che ci sono delle cose che non dovrei dire. In effetti, quello che vi ho detto sulla galleria lo sappiamo solo io e un sindaco con cui sono andato da Dellai, oltre ad alcuni funzionari che hanno garantito la cosa che però non è scritta da nessuna parte. All'epoca era la stessa cosa: l'azienda aveva ricevuto una comunicazione per modificare il progetto, ma il progetto reale era quello della riparazione". 26/09/2008.

Torna all'inizio


Variazioni ai bilanci in Consiglio comunale (sezione: Costi dei politici)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 26-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

OGGI A PALAZZO LOGGIA. Alle 15 la seduta convocata dalla presidente Simona Bordonali. Interrogazioni su Infopoint di Sanpolino e bocciodromo della Badia Variazioni ai bilanci in Consiglio comunale La modifica della disciplina di erogazione dei gettoni di presenza sarà uno dei temi del consiglio comunale convocato per oggi pomeriggio (inizio alle ore 15) dalla presidente Simona Bordonali, con eventuale proseguimento dei lavori - nel caso in cui l'ordine del giorno non fosse esaurito - lunedì, sempre alle 15. La seduta a Palazzo Loggia, come di consueto per la prima ora, si aprirà con la trattazione delle interrogazioni e delle interpellanze: tra i temi in discussione figurano la riduzione di risorse umane dell'Info point di Sanpolino, i ritardi nella realizzazione del nuovo bocciodromo alla Badia e le misure adottate dalla Giunta contro la prostituzione e le popolazioni sinti. SUCCESSIVAMENTE il sindaco Adriano Paroli illustrerà la delibera che modifica il funzionamento degli istituti per la partecipazione e la tutela dei diritti del cittadino. L'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza, da parte sua, dopo la comunicazione sui prelievi dal fondo di riserva, presenterà le variazioni alla relazione previsionale e programmatica 2008 - 2010, al bilancio annuale 2008 e al bilancio pluriennale 2008 - 2010, conseguenti alla ridefinizione dei programmi amministrativi; l'approvazione del rendiconto 2007 dell'Istituzione Brescia Servizi, la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi dell'organismo e le variazioni al bilancio di previsione 2008. Tra le altre delibere, l'assessore all'Urbanistica Paola Vilardi proporrà all'assemblea l'approvazione dei piani attuativi di alcune aree cittadine in variante al vigente Prg. La seduta si concluderà come di consueto con l'esame delle mozioni: si discuterà ancora una volta di sicurezza in città e della ristrutturazione gestionale del complesso "La Nave di Harlock". Negli ultimi 45 minuti, saranno trattati gli ordini del giorno.

Torna all'inizio


Sono stati portati in Libia gli italiani rapiti in Egitto (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-09-26 - pag: 1 autore: ... PANORAMA ... Sono stati portati in Libia gli italiani rapiti in Egitto Dal deserto del Sudan si è spostata in territorio libico la carovana di rapiti europei (tra cui cinque italiani) e rapitori, ormai da una settimana fuori dalla rotta che la spedizione turistica nel Sahara aveva previsto alla partenza da Assuan, venerdì scorso. Lo ha comunicato il Governo di Khartoum e la notizia è stata confermata dal ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini. u pagina 14 Motlanthe eletto presidente del Sudafrica Kgalema Motlanthe, 59 anni, è stato eletto ieri presidente del Sudafrica. Una presidenza a interim: tra aprile e maggio prossimi ci saranno le elezioni politiche e il nuovo Parlamento eleggerà presidente Jacob Zuma, leader dell'African National Congress (Anc). Federalismo fiscale: Regioni e Comuni alzano la posta Impasse sul federalismo fiscale. L'ok di Regioni e Comuni al Ddlè condizionato all'accoglimento delle rispettive richieste: 7 miliardi di finanziamento per la sanità e 1,5 miliardi per i tagli da Ici e costi della politica. u pagina 18 Stallo sulla governance Rai: in forse Stefano Parisi è in forse la candidatura di Stefano Parisi a direttore generale Rai. Il quadro sulla nuova governance di Viale Mazzini si è complicato dopo l'ennesima fumata nera per la presidenza della Vigilanza: i presidenti delle Camere hanno deciso la convocazione a oltranza. u pagina 18 Confindustria contraria al pacchetto Ue sull'energia Per Confindustria il pacchetto dell'Unione europea su energia e ambiente "carica sulle sole imprese del Continente oneri economicamente insostenibili a fronte di riduzioni totali delle emissioni quasi insignificanti ". u pagina 27, commento u pagina 16 Migliorano i conti delle Ferrovie dello Stato Il risultato netto della semestrale approvata ieri dal consiglio di amministrazione delle Ferrovie dello Stato è stato negativo per 178 milioni, con un miglioramento del 36% rispetto ai 279 milioni di perdita del primo semestre 2007. u pagina 23 Sale l'export italiano, soprattutto extra-Ue Il made in Italy tiene il passo. Secondo Assocamerestero, nei primi sei mesi del 2008 l'export italiano è cresciuto dell'8,3% sui mercati extra-europei, contro il +4,4% registrato verso i mercati dell'Ue a 27. u pagina 21.

Torna all'inizio


La casta resta, colpita la libertà (sezione: Costi dei politici)

( da "Manifesto, Il" del 26-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

La "casta" resta, colpita la libertà Parla Gian Antonio Stella del Corriere della Sera : "Bisognava tagliare i privilegi, invece colpiscono i piccoli giornali come ilmanifesto " Tommaso Di Francesco Gian Antonio Stella non ha bisogno di presentazioni. Il suo libro La casta , scritto insieme a Sergio Rizzo, rappresenta un punto alto del giornalismo d'inchiesta e denuncia. A lui, così attento ai costi della politica, abbiamo rivolto alcune domande. L'esigenza corretta era razionalizzare i fondi per l'editoria, invece i nuovi provvedimenti dimezzano i fondi per il 2008 a molti giornali di partito e soprattutto a noi che siamo una cooperativa di giornalisti e lavoratori, proponendo perdipiù un regolamento che ogni anno sarà deciso dal governo. Che ne pensi? In sé la razionalizzazione non è scandalosa. E un governo democraticamente eletto fa scelte a nome della maggioranza dei cittadini che l'hanno votato. Ma è del tutto sbagliata la scelta di andare a tagliare - pur colpendo giornali assai diversi - là dove è più facile, dove si possono ottenere due piccioni con una fava: da una parte recuperando soldi e dall'altra colpendo chi tradizionalmente infastidisce, è in grado di infastidirti o comunque potrebbe infastidirti. Insomma, bisognava colpire la casta, e alla fine hanno colpito "il manifesto" e le comunità montane? Infatti. È incredibile che non si tocchino assolutamente gli stipendi dei parlamentari; che passi il principio che un deputato che dà soldi al partito possa, su quelli, non essere tassato. Confermando che c'è una massima attenzione a non toccare gli stipendi di deputati, senatori, consiglieri regionali, mentre il governatore della ricchissima California prende 215mila dollari all'anno, circa 150mila euro, molto meno di quanto prende un qualunque deputato italiano. Ecco, tutto questo non viene toccato e invece vanno a colpire il 70% delle indennità dei piccoli presidenti e assessori delle comunità montane, anche di quelle serie. Alla fine ipocritamente si risparmia sulle comunità montane e sui giornali di partito e in cooperativa per non toccare invece i veri centri di spesa. E ovviamente non si può non vedere che a prendere una tale decisione, come giustamente ha scritto Furio Colombo, sia il titolare del più grande conflitto di interessi del mondo. Già, il padrone di larga parte del sistema mediatico è il capo del governo che decide di tagliare i fondi per l'editoria... È un fatto curioso, molto, molto curioso. E poi c'è una cosa che mi convince, sollevata sia da il manifesto , da Avvenire , ma anche dal Secolo d'Italia e perfino dalla Padania , in una trasversalità saggia, non inciuciona: un paese deve farsi carico di mantenere più libertà di espressione possibile. Io non sono d'accordo o raramente con una sola parola di alcuni dei giornali che vengono colpiti, però è interesse mio come cittadino che questi giornali vivano perché sono opinioni diverse. La Padania mi avrà attaccato non so quante volte ma io faccio il tifo perché viva. La libertà non la puoi avere a fette. Ci si risponde che in altri paesi non è così. Certo, ma in altri paesi non ci sono posizioni di monopolio o di duopolio che assorbono la stragrande maggioranza della pubblicità che asfissia tutti i piccoli giornali. Inoltre, sei mesi fa il presidente del consiglio polemizzando sulla scelta del governo Prodi di vendere Alitalia ad Air France ha detto una frase: un paese deve sapere sopportare le perdite di certe aziende. Personalmente penso che non tutti i dipendenti di Alitalia - i privilegiati e i ricattatori - siano interesse dei cittadini, come non lo è l'azienda clientelare Amat di Palermo che ha assunto 110 autisti d'autobus senza patente d'autobus. Ma se per Berlusconi è vitale che lo stato si faccia carico di alcune spese anche in perdita per una questione di principio come l'italianità dell'Alitalia, per me è altrettanto essenziale che uno stato si faccia carico della libertà di espressione massima ottenibile. In un paese dove la libertà di espressione è già compromessa, perché è molto più facile fondare una televisione negli Stati uniti che fondarla in Italia. Che rispondi a chi sembra dire, come Grillo: bene così, chiudiamoli e la regola resti il mercato? Non è affatto di destra invocare il mercato, però per davvero e dappertutto. E con regole molto chiare. All'estero alcuni conflitti d'interesse sono stati chiariti all'istante perché altrimenti chi era eletto non si sarebbe mai potuto insediare. Se il mercato avesse delle regole nette che consentissero a tutti di giocarsela alla pari davanti ai lettori, in edicola, e alla pari sul mercato pubblicitario, allora viva quelli che sopravvivono e pazienza per quelli che muoiono. Ma se parti fin dall'inizio da una posizione molto diseguale, in cui non puoi giocartela alla pari, il discorso cambia. E poi ora nel governo, An e la Lega devono riflettere: che scelta democratica è quella che lascia che tutta l'informazione, anche a destra, sia fatta da chi ruota intorno al presidente del Consiglio o alla sua famiglia? professionale e alla effettiva attività editoriale. Nello stesso tempo però rischia, nel breve periodo, di introdurre criticità pesanti (...), con i tagli finanziari già per l'anno in corso e per il prossimo prima delle opportunità matureranno crisi importanti sulla frontiera del pluralismo editoriale e sul terreno dell'occupazione. In ogni caso i tagli della manovra di giugno debbono essere rimossi. (...) La Federazione Nazionale della Stampa, nei prossimi giorni, farà pervenire al Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio, le proprie osservazioni.Lunedì 29 alle 16.00, invece, nella sede federale si riunirà il Coordinamento dei Cdr dei giornali di idee, politici e in cooperativa, per fare il punto sulla situazione e far sentire la propria voce. (...) Sicuramente molte cose vanno cambiate ma, per chi ha operato seriamente finora sulla base delle norme vigenti, vanno assicurate idonee misure di accompagnamento e garantiti gli interventi pubblici per i quali le leggi dello Stato avevano fissato dei termini sui quali è stata impostata la programmazione delle attività. Se queste scadenze cambiassero repentinamente e in anticipo la svolta non sarebbe un passo in avanti ma un grave passo indietro. Fnsi Una mobilitazione di tutti L'editoria cooperativa è uno dei pochi spazi di libertà d'opinione e di critica politica sopravvissuti in Italia. In un panorama editoriale colonizzato dai grandi gruppi, con una presenza indecente del capo del governo attraverso le sue televisioni e i suoi "house organ", costringere alla chiusura un giornale come il manifesto è un furto di democrazia. Contro il quale dovrebbero mobilitarsi tutti, in nome del diritto a dire, a informare e a non tacere dal quale dipende la qualità della democrazia in questo Paese. Claudio Fava, Coord. di Sd Liberi di parlare Senza Bavaglio si associa alla protesta. E mi associo anch'io personalmente Massimo Alberizzi Non posso fare a meno di voi Carissimi,vi sono vicino in questa ennesima e giusta battaglia per la libertà d'infomazione e per la vita di un giornale a cui sono profondamente legato, a cui devo tanto. Anche per me sono momenti difficili e non posso aiutarvi finanziariamente ma continuerò a comprare il giornale ogni giorno perchè non posso fare a meno di voi. Livio Senigalliesi, fotogiornalista Contro un trauma insopportabile Non trovare il Manifesto, che conosco dall'inizio della pubblicazione, sarebbe un trauma. Lo dico senza esagerare, Vi ho sempre riscontrato vivacità di proposte e spunti di riflessione. Ovvero contributi alla libertà di stampa e di pensiero a cui non si può rinunciare. Italo Moscati Non posso crederci L'idea che dalla mattina alla sera, il Manifesto non sia più nelle edicole è inaccettabile. Si può essere in radicale disaccordo, ma la contrapposizione e il contrasto politici sono il sale della democrazia. Emidio Greco Attacco alla Costituzione Rispondo all'appello lanciato dal manifesto, voce libera del giornalismo italiano, per la difesa dei giornali di cooperativa vera, sottolineando il mio sdegno per l'attacco alla libertà di stampa, fondamento della nostra costituzione. Mariella Lisacchi Una Tv per voi NessunoTV aderisce all'appello de il Manifesto e raccoglie il messaggio di questa mattina in prima pagina. E' un aiuto rivolto non solo ai colleghi del giornale, ma anche anoi stessi. Infatti NessunoTV così come il manifesto è una voce libera e democratica di questo paese e non può morire, sosteniamo con forza che non sia giusto che l'informazione libera rischi di venire taciuta senza criteri plausibili. Come noi altri organi d'informazione rischiano la chiusura in questi giorni a causa del regolamento appena presentato dal governo e rivendichiamo con decisione il nostro ruolo di organo d'informazione libera e trasparente. Per aiutare gli amici del giornale dedicheremo interi spazi di palinsesto ad eventuali spot ed iniziative che possano servire a sensibilizzare l'opinione pubblica su questo problema che riguarda tutti i cittadini del nostro paese, non solo chi lavora nelle redazioni di giornali e televisioni. Marco De Amicis, Ufficio Stampa NessunoTV (canale 890 di SKY Italia) Uno spettacolo per il manifesto Vi scrivo a nome dell'associazione culturale riverrunTeatro di Cagliari. Saremo interessati a partecipare in qualche modo alla campagna di sensibilizzazione per le sorti del manifesto e dunque della democrazia pluralista in Italia. Essendo una compagnia teatrale avremmo pensato di organizzare - magari sensibilizzando anche le altre compagnie - una lettura pubblica quotidiana in orario serale del manifesto e attivare contemporaneamente una raccolta fondi a voi destinata. Può essere un idea? Da questo potrebbero nascere a macchia d'olio anche altre iniziative di sensibilizzazione! Grazie dell'attenzione e buon lavoro Fausto Siddi L'informazione deviata Credo che nella mia nazione ci sia la libertà di stampa ma manchi la libertà di informazione. Io, ad esempio, per capire se una notizia è vera, sono costretto a comprare una catasta di giornali che la presentano almeno sotto 20 punti di vista differenti e a calcolarne la media aritmetica. Mi si potrà obiettare che è proprio questa pluralità di punti di vista a garantire un'informazione corretta e così sarebbe se questi benedetti punti di vista provenissero dagli occhi di chi scrive e non da quelli di chi paga. In sostanza la salute dell'informazione per me dipende esclusivamente dall'onestà di chi la produce. Purtroppo in questi anni il finanziamento pubblico all'editoria ha sostenuto economicamente una lunga serie di pubblicazioni che sembrano nate giusto per accaparrarsi svariati milioni di euro e questo, oggi, penalizza chi porta da sempre avanti un giornale con passione, avvalendosi di persone motivate e cercando faticosamente di offrire un'alternativa extraparlamentare. Caparezza Caro manifesto Basta tagli e morti per asissia Il nuovo regolamento per i contributi all'editoria (...) rappresenta un'opportunità e introduce elementi di interesse quando lega il sostegno pubblico ai livelli di occupazione Foto: MANIFESTAZIONE CONTRO LA BASE USA A VICENZA /FOTO PROSPEKT.

Torna all'inizio


Salta la tassa unica sugli immobili (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-09-26 - pag: 18 autore: Federalismo. Anche l'Anci rinuncia al nuovo tributo - Sì di Calderoli all'aliquota riservata Irpef e alle accise per tutti Salta la tassa unica sugli immobili Regioni e Comuni: subito 9 miliardi per la sanità e il taglio dell'Ici Eugenio Bruno ROMA Nonostante l'ottimismo profuso da Roberto Calderoli l'impressione è che il federalismo fiscale stia entrando in una fase di stallo. Da cui l'Esecutivo potrà uscire più per le risposte fornite alle richieste di maggiori risorse avanzate da Regioni e Comuni che per le modifiche apportate al Ddl. Lo conferma l'andamento della giornata di ieri. Con gli enti territoriali che hanno continuato a chiedere soprattutto garanzie economiche – le une sui 7 miliardi di finanziamento per la sanità da qui al 2011 (si veda Il Sole 24 ore del 10 settembre scorso) e gli altri sugli 1,5 miliardi di tagli subiti tra mancate entrate dell'Ici prima casa (circa 600 milioni), del decreto Visco 2007 sull'Ici rurale (circa 609 milioni) e dei costi della politica (314 milioni) – e il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli che, al termine dell'incontro con una rappresentanza di Anci, Upi e governatori, ha preferito fornire risposte politiche. Del tipo: "Credo che quando vedranno il testo non ci saranno problemi". Il testo potrebbe essere pronto già oggi. E dovrebbe ospitare almeno tre modifiche "care" alle Regioni: l'estensione della compartecipazione alle accise dalle Regioni a statuto speciale a quelle ordinarie, in cambio di nuove funzioni; l'ingresso dell'aliquota riservata Irpef (in misura uguale per tutti), come richiesto dal Piemonte, tra le forme di finanziamento delle uscite per sanità, istruzione e assistenza; la precisazione che anche Comuni e Province dovranno superare la spesa storica. Niente da fare, invece, sui tempi di attuazione che resteranno di 24 mesi. Non è detto che le modifiche bastino per ottenere il via libera dei governatori. Laddove potrebbero rivelarsi decisive le risposte che Silvio Berlusconi fornirà alle Regioni sulla questionesanità. A chiedere un incontro "urgente" con il premier è stato ieri, in una lettera, il presidente della conferenza delle regioni Vasco Errani. Come confermato dal ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, la riunione si terrà "nei prossimi giorni ". Probabilmente all'inizio della prossima settimana in modo da consentire il rispetto del timing sul federalismo: Conferenza unificata martedì prossimo e Consiglio dei ministri per il varo del Ddl il giorno dopo. Novità in vista anche per Province e Comuni. Per le prime potrebbe tornare il riferimento alla tassazione sulle auto. Cioè uno dei "pallini" estivi di Calderoli. Mentre appare accantonata definitivamente l'altra proposta " cara" al ministro per la Semplificazione: la tassa unica sugli immobili ai Comuni. Ieri l'ha sconfessata anche il presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, che ha dichiarato di attendere "risposte chiare e precise su quelle che saranno in futuro le possibili forme di compartecipazione ". Aggiungendo: "Non intendiamo istituire nuove tasse bensì tributi da controllare e gestire meglio". Proprio in quest'ottica, per i municipi, potrebbe rientrare in gioco – con i decreti attuativi – il 20% dell'Irpef (si veda l'articolo qui sotto). Ai sindaci stanno a cuore altre due questioni. La prima è rappresentata dai 1,5 miliardi che, come detto, ancora mancano all'appello. La soluzione era attesa già nel Consiglio dei ministri di martedì scorso ma l'ok dell'Economia non è arrivato in tempo. Stando a una verifica del Sole 24Ore la questione sarà sbloccata dal primo Cdm utile. E c'è poi il Codice delle autonomie che un po' tutti continuano a chiedere affiché si sappia quali funzioni svolgeranno Comuni, Province e Città metropolitane. Ebbene,l'ultima ipotesi vuole un Codice sul punto si dividersi in quattro o cinque provvedimenti: funzioni fondamentali, piccoli Comuni (e questi due potrebbero anche non essere una delega), città metropolitane, polizia locale e (forse) Roma capitale. Al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, il compito di fare chiarezza. CODICE DELLE AUTONOMIE Sarà ripartito in cinque ddl il provvedimento sulle competenze degli enti locali. Potrebbe tornare l'imposta provinciale sull'auto.

Torna all'inizio


Fino ad un anno fa era Massimo Carlin uno degli avvocati più (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 26-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Fino ad un anno fa era Massimo Carlin uno degli avvocati più considerati e richiesti del Veneto Orientale, ma non solo. Esperto in diritto amministrativo, in particolare per il settore urbanistico, consulente di numerosi comuni, ma anche di aziende e privati. A poco più di 45 anni era riuscito a crearsi una reputazione solida, una clientela piuttosto vasta e, di conseguenza, ad attirare anche molte invidie, dopo una militanza nelle fila del Pci prima (è stato amministratore a Gruaro), poi con il Pds (di cui è stato segretario della zona Portogruarese negli anni '90), ed infine dei Ds.A bloccare la sua rapida ascesa è stata l'inchiesta giudiziaria della Procura di Venezia che lo accusa di concussione, imputazione per la quale è finito agli arresti nel settembre del 2007 e verrà processato a metà ottobre.L'episodio che ha dato il via agli accertamenti dei carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della procura, coordinati dal pm Rita Ugolini, si riferisce a presunte mazzette imposte alla famiglia Stefanel al fine di evitare il blocco di una pratica amministrativa relativa ad un insediamento turistico a Lignano Sabbiadoro, in provincia di Udine. Il tutto approfittando, secondo gli inquirenti, di una consulenza intrattenuta con l'amministrazione comunale di Lignano.Carlin fu arrestato mentre incassava 10mila euro dalle mani di un uomo di fiducia di Giuseppe Stefanel. Secondo il pm Ugolini, però, la tangente richiesta all'imprenditore trevigiano era ben più ingente: 500 mila euro, da dividere in parti uguali con l'avvocato padovano Fulvio Lorigiola, legale degli Stefanel. Somma di cui sarebbero stati versati poco più di 100mila euro, che Carlin sostiene essere stato il compenso per l'attività professionale svolta.Nel mirino della Procura sono finite però anche altre consulenze svolte dal legale: in particolare quella relativa all'ex area Eni di Portogruaro; alcune pratiche di sviluppo turistico a Bibione; il progetto per la realizzazione di un impianto sciistico a Sappada. E infine in relazione ad alcuni dei cosiddetti Piruea, i Piani integrati di recupero edilizia, urbanistico ed ambientale approvati dal Comune di Chioggia, per il quale Carlin ha collaborato per alcuni anni. Queste inchieste sono ancora in corso.

Torna all'inizio


E i mini-assessori senza stipendio incrociano le braccia (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 26-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

MUNICIPALITÀ MESTRE CENTRO E i mini-assessori senza stipendio incrociano le braccia I lavori del Consiglio si arenano davanti alla modifica dello statuto comunale che ha cancellato le indennità di funzione Tira sempre più aria di maretta fra la municipalità di Mestre-Carpenedo e il Comune per quel che riguarda i compensi per i delegati. Martedì sera, infatti, i lavori del consiglio si sono arenati davanti alla modifica dello Statuto del Comune in base alla Finanziaria 2008, che ha cancellato le indennità di funzione per i consiglieri comunali e gli assessorini delle municipalità. Già una settimana fa i delegati, davanti al prosindaco Michele Mognato, avevano lasciato vuote le sedie durante la votazione dell'assestamento di bilancio 2008, per ricordare che è dall'inizio dell'anno che non ricevono un soldo senza che l'Amministrazione abbia pensato ad una soluzione tampone. Anzi, durante il primo trimestre del 2008 i delegati hanno regolarmente continuato a ricevere il forfait mensile di circa 600 euro lordi che spettava loro come compenso per le attività istituzionali. "Dopo 9 mesi però ci troviamo anche a dover restituire tra i mille e i duemila euro a testa ha denunciato il delegato ai Lavori pubblici Luciano Rizzi (PdRc) è una vergogna, ho scritto 5 lettere all'Amministrazione e non ho mai ricevuto risposta". Il punto è che, secondo lo Statuto, i delegati non possono far parte delle commissioni e ricevere il relativo gettone di presenza. Se secondo l'opposizione non si trattava che di recepire la nuova legge nazionale, martedì la maggioranza si è frantumata sulle più disparate posizioni più o meno polemiche col Comune, senza votare le modifiche allo Statuto. Il capogruppo del Pd Graziano Cassaro ha invitato i consiglieri a votare "secondo coscienza", appoggiando Franco Polesel del Gruppo misto, che ha suggerito di poter estendere il gettone per i delegati in commissioni e riunioni di esecutivo, oltre che nei consigli, mentre Gian Franco Sperandio (Udc) ha proposto di destinare una parte dell'indennità del presidente di Municipalità all'esecutivo. I delegati, dal canto loro, divisi fra l'astensione e la bocciatura del nuovo Statuto, sostengono che il rimandare la soluzione del problema del compenso sia un primo passo verso lo smantellamento delle Municipalità, perché ad essere più attivi negli ex quartieri sono proprio i delegati. "A Venezia la legge nazionale è stata applicata in modo troppo pedissequo, come non è successo altrove ha detto il delegato allo Sport Vincenzo Conte (Pd) abbiamo fatto una ricerca fra i colleghi di Firenze, Roma, Genova, Napoli e Torino e in queste città o ci sono gettoni per l'esecutivo o continuano ad essere elargite le indennità". Un ragionamento sulle municipalità in larga scala lo chiede anche il presidente Massimo Venturini: "Lascio al Comune il problema dell'adeguamento della normativa, certo è che deve capire cosa vuole fare da grande, che risposte vuole dare ai cittadini ha sottolineato se Venezia sarà città metropolitana, come auspicato dal ministro Brunetta, allora sarà possibile in termini economici quello che non è possibile ora, perché il decentramento è reso difficoltoso proprio per i pochi fondi trasferiti alle municipalità".Giulia Da Lio.

Torna all'inizio


Merate ha 11 milioni in Banca d'Italia ma non può usarli. Così deve rinviare i pagamenti ai fo (sezione: Costi dei politici)

( da "Merateonline.it" del 26-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Politica >> Merate politica 26 / 9 / 2008 Merate ha 11 milioni in Banca d'Italia ma non può usarli. Così deve rinviare i pagamenti ai fornitori e le 'indennità' L'assessore Luigi Mantegazza e il dottor Luca Da Ros Entro fine anno sul conto unico di tesoreria presso la Banca d'Italia, il comune di Merate avrà in deposito quasi 11 milioni di euro. Ma, nonostante questa ingente disponibilità, l'assessorato alle finanze guidato da Luigi Mantegazza ha dovuto comunicare ai fornitori che i pagamenti slitteranno a gennaio e, come lo scorso anno, ha dovuto recuperare piccole risorse correnti rinviando parte del compenso agli Amministratori. Una follia tutta italiana, perpetuata dai vari governi e da ogni ministro economico, che continuano a trattare allo stesso modo comuni virtuosi e comuni disastrati, con paradossi normativi che finiscono per premiare chi più e peggio ha speso ai danni di quanti lo hanno fatto meno e meglio. Di questi assurdità ne hanno parlato a una sola voce i membri della commissione bilancio, di qualsiasi appartenenza, ad eccezione della Lega il cui rappresentante Andrea Robbiani era assente. La seduta, cui ha prerso parte il responsabile del servizio dottor Luca Da Ros è stata propedeutica al Consiglio comunale di martedì 30 settembre chiamato a deliberare, tra l'altro, sugli equilibri di bilancio e sulle variazioni al preventivo 2008. Il primo tema affrontato è stato il taglio dell'Ici sull'abitazione principale varato dal Governo Berlusconi. Come noto i Comuni incassano l'imposta sugli immobili in due tranche, a giugno e a dicembre. Il risarcimento statale per il mancato introito è giunto il 15 luglio nella misura corretta, circa 678mila euro pari alla metà del milione e 300mila euro previsti d'incasso derivanti dall'imposta sulla prima casa. Dall'Ici il comune di Merate introita complessivamente 4,4 milioni di euro. La preoccupazione, però, ora è tutta rivolta al saldo di dicembre il cui ammontare dovrà essere chiarito prima del 30 novembre, data ultima per apportare variazioni al preventivo. Una seconda preoccupazione è che il Governo non finisca per storicizzare i risarcimenti, ossia a rimborsare la medesima somma ogni anno indipendentemente dall'aumento del numero di abitazioni primarie soggette ad imposta. Tale preoccupazione deriva anche dal fatto che, notizia di qualche giorno fa, mancherebbero nelle casse statali circa 600milioni di euro sui 3 ? 3,5 miliardi complessivamente da rimborsare ai Comuni nel 2008. Tra l'altro è stato introdotto un meccanismo per il calcolo dell'importo di trasferimento che si basa su due parametri: la velocità di riscossione dell'accertato e il rispetto del patto di stabilità. I comuni che non centrano i due obiettivi saranno penalizzati con una riduzione del 4% del trasferimento rispetto a quanto il Comune stesso aveva previsto di incassare. Questo mancato trasferimento andrà in un fondo da cui lo Stato attingerà per aumentare il rimborso ai comuni sotto i 5mila abitanti e a quelli che centreranno uno o tutti e due i parametri. Si tratta insomma di una pur vaghissima forma di premio ai comuni virtuosi, subito neutralizzata dal taglio di 30mila euro per la "riduzione dei costi della politica" che colpisce indiscriminatamente tutte le amministrazioni locali. La situazione del bilancio cittadino è in perfetto equilibrio. L'avanzo d'esercizio non applicato e quanto resterà a chiusura del conto economico 2008 andranno a rimborso anticipato mutui (1,1 milioni). La situazione alla data del 17 settembre evidenzia un avanzo economico di 2,7 milioni, destinato naturalmente a calare in funzione delle uscite programmate entro fine anno. Le variazioni registrate sinora non sono particolarmente sensibili. Tra le maggiori entrate correnti, 45mila euro per Ici di competenza, 10mila euro per interessi su quote di prestiti non erogati e 48mila euro di utili da partecipate (Ecosystem). Tra le maggiori entrate in conto capitale, 413mila euro da oneri di urbanizzazione. L'importo messo a preventivo era di 550mila euro ma è probabile che si finirà per incassare poco meno di 1 milione di euro. Si tratta di una voce in prospettiva destinata a calare per il progressivo esaurimento delle possibilità edificatorie previste dal Prg. Tra le minori entrate correnti 45mila euro per i fitti delle case comunali le quali, come noto, sono state date in gestione all'Aler che si fa carico di tutti i costi, retrocedendo però al Comune soltanto il 30% degli affitti incassati. Tra le maggiori spese correnti vanno segnalati 20mila euro per trasloco degli uffici comunali nella nuova sede di Palazzo Tettamanti e 15mila euro per il rifacimento di una caldaia in un immobile comunale. Tra le maggiori spese in conto capitale, 40mila euro per la realizzazione della scala di sicurezza nella caserma dei carabinieri di Via Gramsci, 40mila euro per il collaudo cementi armati su immobili comunali privi del certificato, 21mila euro per una caldaia in Collegio Manzoni, 60mila euro per la sistemazione della copertura della palestra di Pagnano, 70mila euro per la costruzione di una cabina elettrica sull'area don Natale Basilico, non prevista nel progetto originale e 15mila euro per l'allestimento con Lario Reti Holding dell'impianto di distribuzione di acqua minerale frizzante in piazza don Minzoni. Come dicevamo all'inizio, sul conto di tesoreria unica presso Bankitalia oggi giacciono depositi meratesi per circa 9,5 milioni di euro che saliranno a poco meno di 11 milioni entro fine anno. La tesoreria unica è stata introdotta nel 1994. Nel 2002 il vincolo è stato ridotto ai soli comuni sopra i 10mila abitanti. Dall'1 gennaio prossimo tornerà per tutti la tesoreria comunale ma prima di poter utilizzare i fondi depositati presso la Banca Centrale il Comune dovrà ricorrere alle entrate generate nell'esercizio. E speriamo che il Governo non metta in campo qualche alchimia finanziaria per impossessarsi di parte del "malloppo". Nel frattempo le maglie sul rispetto del patto di stabilità si vanno ulteriormente stringendo: chi viola non potrà più assumere personale né direttamente né attraverso cooperative o altre forme di lavoro, non potrà contrarre altri mutui e dovrà introdurre un'addizionale Irpef dello 0,3%. Ma nonostante lo sbandierato federalismo fiscale l'autonomia economica e finanziaria dei Comuni è sempre più mortificata e i comuni virtuosi, anziché ottenere una premialità normativa sono pesantemente bastonati da leggi che sembrano scritte apposta per mantenere inalterata la situazione esistente. Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 26/9/2008 alle 16.28.

Torna all'inizio


Provincia, opposizione all'attacco sugli enti (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cronaca di Nuoro Pagina 5020 Politica. Il consigliere Ladu di Fortza Paris chiede l'intervento della Corte dei conti sulla Nugoro spa Provincia, opposizione all'attacco sugli enti Politica.. Il consigliere Ladu di Fortza Paris chiede l'intervento della Corte dei conti sulla Nugoro spa --> In Provincia i toni sembrano più distesi, ma la crisi interna al Pd scatenata dalle nomine dei nuovi assessori decise dal presidente Roberto Deriu è ancora aperta. Ieri si sono succeduti incontri e mediazioni. "Siamo sulla via della soluzione. Sono ottimista", si limita a commentare il coordinatore provinciale del Pd Tore Fenu. È possibile che già oggi i punti di attrito tra Deriu e i consiglieri provinciali ex Ds vengano chiariti con un accordo formale. L'atto conclusivo della crisi potrebbe avvenire prima della seduta del Consiglio, convocato per lunedì visto che c'è la scadenza degli equilibri di bilancio. Sulla crisi in atto interviene il consigliere provinciale di Fortza Paris Silvestro Ladu che invoca l'intervento della Corte dei conti. Cita il caso della Nugoro spa, ente al centro dello scontro interno al Pd. Si tratta di una società mista che - sottolinea Ladu - "costa alle casse della Provincia un milione 600 mila euro per mantenere 30 ex lavoratori socialmente utili con relativo consiglio di amministrazione più gli oneri accessori per convenzioni e studi distribuiti in modo poco trasparente. Si tratta - dice Ladu - di una vera e illegittima privatizzazione di soldi pubblici". Secondo l'esponente del centrodestra "con questi denari la Provincia avrebbe potuto assumere direttamente non solo i 30 ex Lsu, ma anche la gran parte degli attuali Lsu, peraltro risparmiando e dando ossigeno alle casse dell'amministrazione". Invece - sostiene - "le anime del Pd si scontrano per spartirsi poltrone e gettoni di presenza utilizzando risorse pubbliche per appagare la loro sete di potere e far proliferare clientele inutili e dannose". Nella politica cittadina, dove non mancano fibrillazioni legate ai nuovi possibili assetti in giunta, tiene banco il dibattito sul passaggio al Comune dell'area industriale di Pratosardo. In particolare, i Socialisti che hanno sostenuto l'opportunità di affidare la gestione del sito a un ente interprovinciale, rilanciano le loro perplessità. "Il rischio è di creare nell'immediato futuro situazioni di affanno finanziario a causa degli onerosi esborsi da riconoscere agli attuali soci detentori delle quote all'interno del Consorzio. Con la gestione diretta da parte del Comune viene preclusa alle aziende insediate o che si insedieranno di poter beneficiare degli incentivi fiscali e delle agevolazioni in conto capitale espressamente contemplati dalla legge regionale di riordino dei consorzi industriali esclusivamente in favore delle aziende insediate all'interno di consorzi sovracomunali", sottolineano Paola Demuro, Francesco Cosseddu, Raimondo Deiara, Antonio Saiu e Cosimo Soddu. E aggiungono: "Il declassamento della zona di interesse regionale ad area Pip avrebbe come conseguenza la perdita del beneficio di addolcimento dell'imposta di registro per l'acquisto delle aree attualmente pari all'1 per cento e che passerebbe tout court al 10 per cento con evidente rallentamento delle richieste di insediamento nel sito". Il gruppo Sdi pone anche un'altra questione, legata allo strumento di attuazione del piano urbanistico comunale. "In conseguenza del declassamento dell'area, il vincolo dello strumento urbanistico impone per ogni intervento pubblico una percentuale di cofinanziamento nella misura del 10 per cento delle spese previste con conseguenti gravose ripercussioni sulle casse comunali", sostiene il gruppo socialista che denuncia il mancato coinvolgimento degli operatori di Pratosardo nelle decisioni di questi giorni. E rilancia una prospettiva di sviluppo più ampia: "Le azioni di rilancio del tessuto produttivo non possono viaggiare su binari diversi e in qualche modo sovrapponibili perché si corre il rischio di creare antieconomiche contrapposizioni fra gli indirizzi provinciali e quelli comunali". Martedì si riunisce il Consiglio.

Torna all'inizio


Tra i rossoblu due ex nel big match del Girone F (sezione: Costi dei politici)

( da "Cittadino, Il" del 27-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Per la Melegnanese amarcord a Tribiano LODI Un'altra giornata di sfide incrociate tra le sudmilanesi nel girone F: Atletico Cvs-Paullese, Sporting San Donato-Peschiera e Tribiano-Melegnanese i tre scontri diretti di domani. Sfida da amarcord al "Pisati" con molti ex nelle file dei rossoblu a partire dall'allenatore Armando Mulincacci: "Ho vissuto un anno stupendo con persone stupende - ricorda -, questo pur con tutte le negatività capitate a livello personale e di risultati. Molte volte si impara di più in quei frangenti che in altri e anche quello è un anno che mi è servito e dal quale ho ricavato esperienza. Venendo alla gara, la nostra condizione è buona, la rosa al completo: ci sono solo un paio di assenti, tra i titolari mancherà Anierobi. Il Tribiano oltre a due vittorie in campionato, in Coppa Italia ha fatto bene. Sta vivendo un momento di grandissima condizione ed è allenato da un ottimo allenatore. Sappiamo che per noi non sarà facile, visto che i gialloblu nelle gare interne riescono sempre a trovare una particolare verve, che fa trovare loro una forza in più". Chi sul campo invece ha vissuto a Tribiano momenti di gioia, ma anche di delusione, è Stefano Beltrami, il giocatore che con 148 presenze ha raccolto il maggiore numero di gettoni in maglia gialloblu: "Di Tribiano ho un bel ricordo - confida l'ex fanfullino -. Anni belli con un campionato di Prima Categoria e uno di Promozione vinti, oltre a una finale play off, ma anche l'amarezza di due retrocessioni. L'avversario è una buona squadra, ma loro come noi rispetto all'anno scorso, a mio modo di vedere, hanno perso parecchi giocatori di spessore, come Cappella, Sesto, Orlandi, Brasca e Chiappella. Forse sono qualitativamente inferiori, però hanno vinto bene nelle prime due giornate e in un campionato molto livellato, senza una squadra che viaggerà a ritmi spediti come negli anni precedenti, sarà possibile giocarsela per tutti. Da quando sono alla Melegnanese la società ha anche puntato a obiettivi importanti, ma per un motivo o per un altro non siamo riusciti a raggiungere i vertici. Questo dovrebbe essere un anno in sordina, ma noi confidiamo di potere diventare la sorpresa del girone". Sulla gara: "Sarà una partita combattuta - conclude -, sarà decisa da episodi. I tifosi del Tribiano? Posso solo ringraziarli visto che sono sempre stati clementi anche quando non si andava bene. Ora spero, da ex, di fare uno sgarbo. Non mi dispiacerebbe segnare il gol dell'ex, ma giocando in difesa ho il compito di non fare segnare loro".Accademia Sandonatese-Cinisello, Casalmaiocco-Casati Arcore e Settalese-Brera le altre gare in programma nella terza giornata del Girone F.Maurizio Magenes.

Torna all'inizio


Barbadillo, la grande paura è alle spalle (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sport Barbadillo, la grande paura è alle spalle LA STORIA Geronimo Barbadillo sta bene ed è questa l'unica cosa che conta. All'Udinese nessuno ne ha voluto parlare fino a quando non si è avuta la certezza che la grande paura era stata messa alle spalle. Nei giorni scorsi, infatti, l'ex calciatore che in Italia ha indossato le maglie di Avellino (81 presenze e 10 gol) e Udinese (22 gettoni e 2 reti) e che da molti anni lavora nel settore giovanile bianconero, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico dal professor Skrap nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale di Udine. L'operazione è perfettamente riuscita e appena Jerry si sarà completamente ristabilito tornerà alla sua quotidiana occupazione nella sede bianconera per seguire i ragazzi del vivaio. Nato a Lima il 29 settembre del 1954, Barbadillo negli anni '70 è stato una vera e propria bandiera del calcio peruviano (nel '75 vinse la coppa America con la sua nazionale). A portarlo in Italia con la maglia dell'Avellino nel 1982 fu l'attuale direttore generale del Napoli Pierpaolo Marino con il quale poi si è ritrovato a lavorare all'Udinese. Barbadillo, che in questo delicato periodo è stato circondato dall'affetto di sua moglie Bertha e dei figli tre figli Geronimo, Ingrid e Sechuko, dopodomani festeggerà il suo 54º compleanno e Di Natale e compagni, hanno già promesso che un'eventuale vittoria sul Siena sarà dedicata a lui. Forza Jerry, ti aspettiamo tutti per sorridere e festeggiare i successi bianconeri. (m.m.).

Torna all'inizio


PESCARA- Ai nastri di partenza, oggi e domani, il campionato di C1 con 6 abruzzesi al via. < (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 27-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di MILA CANTAGALLO PESCARA- Ai nastri di partenza, oggi e domani, il campionato di C1 con 6 abruzzesi al via. L'Aquila. Superate anche quest'anno le incertezze economiche, la società ha confermato coach Nardecchia che ha voluto il lungo Veneri,lo il play Rizzo, l'esterno Moretti, in prestito da Teramo. Confermati Wu, Sbroglia, Varrasso, Lo Giacco, Branciaroli. L'obiettivo è la salvezza evitando i play-out per evitare le sofferenze dell'anno scorso.nel girone F. Torre Spes. Girone F. Il nuovo tecnico Tempera deve traghettare verso i play-off una squadra rivoluzionata. Al ritorno di Domenicucci hanno fatto seguito gli ingaggi di Tavelli, Savini Pinzari, Elia, Friscia e Angelucci. Giulianova. Molte novità: il girone (D), il presidente (Gaglioti), il d.s. (Zeppillo), i coach ( Di Salvatore). Nella rosa, i nuovi Stama, Casasola, Moscianese e Pasquinelli. Confermati Simonella e Errico. La società vuole e valorizzare giovani come Cianella, Vaccarini, Di Domenico, Gaglioti, Marchionni. E saranno proprio le prestazioni dei giovani a decidere che tipo di campionato faranno i giuliesi. Alba Adriatica. La dirigenza ha obiettivi ambizios,grazie anche al nuovo sponsor Silca. Superstiti della scorsa stagione, Iagrosso, Palantrani e Travaglini, i giovani Abbassi e Almeoni. Di ritorno da Recanati, Petrucci. I nuovi acquisti sono Ciervo, Di Girolamo, Petrucci, Recchiuti, Di Nanni, Di Emidio e Sulpizii. Punta decisamente al salto di categoria e ha i mezzi per essere protagonista. Amatori Pescara. Unica abruzzese nel girone G, l'Amatori rinnova il binomio con la Ceteas e con il coach Di Tommaso. Confermaissimo Claudio Capone, che diventa anche capitano. Insieme a lui sono rimasti Peretti, Scavongelli e Salvatore. A completare l'organico, gli innesti di Lorusso, Piscitelli, Martini, Tornano in biancorosso Di Carlo e Mirrione. Vale i playoff. Lanciano : Ripescata nel girone G. Sono partiti Van Elswyk e Mumuni, De Liberato, Amoroso, Ucci, Pacaccio e Salomone. Sono arrivati Picone,Poeta, Mariani , Graciotti, Leoncavallo e Rivera. Punta alla salvezza..ma non solo. Potrebbe anche essere una delle sorprese del girone. Prima giornata. Gli impegni delle abruzzesi nella prima giornat. Girone D: Montegranaro-Ilca Alba (oggi ore 21,15), Stella Porto Sant'Elpidio-Il Globo Giulianova (domenica ore 18). Girone F: Sam Roma-L'Aquila Basket 8dmenica ore 18), Insieme Torre Spes-Virtus Aprilia (domenica ore 18). Girone G: Fortitudo Monopoli- Npz Lanciano (oggi ore 18), Ceteas Pescara-Mens Sana Campobasso (domenica ore 18).

Torna all'inizio


E Molfetta si fa l'ambasciatore (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 27-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: 1PAGINA - data: 2008-09-27 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE La storia Cimillo, una vita in Venezuela, "diplomatico" municipale E Molfetta si fa l'ambasciatore di VINCENZO DAMIANI Da emigrante ad ambasciatore del suo paese natale, Molfetta. Benito Cimillo, 60 anni una vita trascorsa in Venezuela, sarà il rappresentante diplomatico del Comune alle porte di Bari. Ad inventarsi la nuova figura, il sindaco Antonio Azzolini, che lo ha nominato "Delegato ai rapporti con le comunità estere". La notizia viene pubblicata oggi sul settimanale del Corriere della Sera, "Io Donna". Cimillo curerà i rapporti internazionali del suo paese e lo farà gratuitamente. Ma le sue missioni potrebbero pesare e non poco sulle casse comunali. La notizia ha creato immediatamente malumori a Molfetta. A spegnere ogni polemica ci ha pensato Azzolini stesso. "La nomina è gratuita - ha spiegato il primo cittadino - anzi ho promesso pubblicamente che verserò in un fondo per le iniziative dell'ambasciatore tutti i gettoni di presenza del consiglio comunale". La comunità molfettese mostra perplessità. "Siamo un centro di 65mila abitanti e abbiamo 62mila emigranti in giro per il mondo. Molti sono in seria difficoltà", ribatte Azzolini. Il sindaco Antonio Azzollini.

Torna all'inizio


I revisori dei conti insistono: <Bisogna ridurre le spese> (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 27-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

BILANCIO COMUNALE I revisori dei conti insistono: "Bisogna ridurre le spese" Tempi di vacche magre. Non c'è da stare allegri: Cà Farsetti in futuro dovrà sforbiciare ancora sulle spese. La relazione del Collegio dei Revisori dei Conti sulle variazioni al bilancio del 2008 non lascia scampo: a preoccupare sono i rallentamenti nella realizzazione di alcune entrate che si sono manifestati nel corso dell'anno (un mancato incasso di 1 milione e 200mila euro dai biglietti Actv dei turisti, meno 1 milione di euro da Ztl e un altro milione dai proventi sui permessi di costruire). Voci di spesa più basse rispetto alle previsioni e che potrebbero diminuire ancora, rischiando di mettere in ginocchio il fragile equilibrio dei conti comunali. Quindi, il Collegio esorta il Comune a provvedere a un costante monitoraggio delle voci di entrate. Inoltre, ulteriore preoccupazione emerge rispetto al mancato incasso dell'Ici sulla prima casa. "Il Consiglio dei ministri ha firmato un provvedimento evidenziando l'assenza di copertura finanziaria dell'accertamento convenzionale dell'Ici per i Comuni, quindi i trasferimenti corrispondenti da parte dello Stato - spiegano i Revisori - esortiamo l'Ente a provvedere quanto prima ad un'attenta valutazione dell'impatto negativo che un eventuale perdurare di tale situazione potrebbe creare sugli equilibri di bilancio, preparandosi ad ogni possibile rimedio". Infine, c'è la questione dei derivati: nel 2008 non ci saranno impatti negativi, ma l'aumento dei tassi porterà sicuramente a un aumento del debito pubblico. In realtà, il maggior onere finanziario riguarderà il 25\% del totale del debito, visto che il restante 75\% è stato portato a tasso fisso. Ma per fare economia, mugugnano i consiglieri, basterebbe iniziare a ridurre il numero delle sedute delle commissioni. Anche nella stessa maggioranza ieri si respirava un clima di insofferenza nei confronti delle numerose convocazioni che all'ordine del giorno hanno quasi sempre un unico punto da discutere. Non solo: sedute congiunte anche quando non se ne ravvisa la necessità. E così si moltiplicano i gettoni di presenza dati ai consiglieri. Un esempio? Ieri mattina è stata convocata la seconda e ottava (Programmazione/ Bilancio) sul proseguimento della ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e verifica degli equilibri generali del bilancio di previsione 2008. Tempo di discussione 5 minuti. I consiglieri presenti 7. E qualcuno tra di loro insinua: se la Corte dei Conti mettesse il naso nelle commissioni chissà come finirebbe...Manuela Lamberti.

Torna all'inizio


Tutti contro l'Atac <Troppi sprechi> (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 28-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

CIVITANOVA pag. 13 Tutti contro l'Atac "Troppi sprechi" CONSIGLIO COMUNALE ? CIVITANOVA ? CONSIGLIO COMUNALE, sull'Atac va in scena un attacco bipartisan alla gestione dell'azienda. Gli interventi non hanno messo in discussione il presidente della Spa comunale, Giuseppe Baioni (nella foto), ma dalla maggioranza (Fausto Troiani di An, Gabriele Troiani della Dc, Sergio Vastaroli di FI e Vittorio Taffoni dell'Udc) è stata espressa più di una critica all'operato del Consiglio di amministrazione. Sotto accusa le consulenze esterne (gli incarichi dati all'ex segretario del Comune, Giorgio Vecchi, e all'avvocato Claudio Netti) e le assunzioni che hanno portato i dipendenti da 76 a 102 in tre anni. Sulla gestione del personale, sui mancati investimenti sulla rete idrica e sui bilanci passivi della società si sono concentrati i passaggi più severi del centro destra tra cui non tutti hanno apprezzato la relazione in cui Baioni ha spiegato l'attività del primo semestre del 2008 della Spa. Non sono nemmeno mancati riferimenti alla vicenda del Pala spattacoli, perché negli ultimi tempi è balenata la possibilità che potesse essere l'Atac a finanziarne la realizzazione. Ma, in aula, dal settore di centro destra ? Vastaroli su tutti ? si sono levate perplessità e inviti all'azienda a concentrasi più sui settori di competenza, metano, acqua, illuminazione e trasporti. Anche dall'opposizione raffica di dichiarazioni improntate a una generale sfiducia nel consiglio di amministrazioni, con interventi severi di Francesco Micucci e Giorgio Palombini (Pd), Paolo Ruggeri e Antonio Recchioni (La Nuova Città). Dalla minoranza proposto anche l'emendamento (bocciato) che proponeva di azzerare a Baioni i gettoni di presenza come "punizione" per la mancata imputazione nel bilancio Atac del mezzo milione di euro dovuti al Comune per l'uso della rete idrica negli anni 2001-2005.

Torna all'inizio


OSIMO - Caro amico, ti scrivo. Sarà vero che ufficialmente il nuovo Pdl, in attesa d (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 28-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

I nuovi sviluppi, mantiene una condotta neutrale nei confronti delle liste civiche che fanno capo a "Su La Testa" ma di fatto non si placa la scia di polemiche che da sempre caratterizza il burrascoso rapporto tra Giovanni Strologo, capogruppo consiliare Fi-An, e le liste di Dino Latini, sindaco e leader di "Su La Testa". Palcoscenico il blog comunale, strumento la vecchia arma della "lettera". Parte Strologo indirizzandosi "Agli amici delle Liste Civiche": dopo aver elencato i compensi mensili dello staff del Sindaco (lo stesso Latini 3.500 euro, Simoncini 1.700, Pirani 1.600, Alessandrini 1.600, Coletta 1.600, Triscari 400, Ginnetti 1.700, Santilli 1.000, Vecchini, ufficio stampa, 1.650), paragonando tali cifre al suo rimborso annuale di consigliere (250 ) commenta laconicamente: "Poltrone... e poltroncine". Immediata la risposta delle liste civiche: "Nessuno degli amministratori comunali riceve lo stipendio ma una indennità prevista da una legge nazionale secondo parametri stabiliti dalla stessa. Nessuno si dà una indennità a proprio arbitrio. Le somme indicate dal consigliere Strologo -già conosciute da tutti- sono lorde e comunque non c'è bisogno di alcuna giustificazione. I compensi (sempre lordi) a coloro che partecipano al lavoro dell'amministrazione come staff o addetto stampa fanno parte dell'attività del Comune. Il gettone di presenza per il consiglio comunale invece è uguale per tutti i consiglieri e dipende dalla presenza in consiglio, nel quale l'amico Strologo -conclude- non brilla per assiduità". M.Sb.

Torna all'inizio


Pd, i 70 nomi della direzione regionale (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACHE pag. 16 Pd, i 70 nomi della direzione regionale RICCIONE ? RICCIONE ? IL PARTITO democratico dell'Emilia-Romagna ha eletto ieri a Riccione la direzione regionale con il 35 per cento dei delegati. La lista ha ottenuto 162 sì e 4 astenuti. Lo stesso segretario regionale, Salvatore Caronna ha sottolineato la scarsa partecipazione: "C'è una stanchezza rispetto alla quale dobbiamo reagire". Ecco gli eletti: Paola Alessandri, Catia Baccarini, Cristina Baldazzi, Enrico Campedelli, Sonia Camprini, Matteo Casadio, Silvana Cavalchi, Mauro Cavazzuti, Davide Celli, Gianni Centri, Maria Cristina Cicognani, Sergio Cofferati, Stefania Contesini, Barbara Corso, Stella Maria D'Andrea, Graziano Delrio, Gabriele Ferrari, Pierluigi Ferrari, Alessandra Fiorini, Cinzia Ghirardelli, Maria Gualdini, Cecilia Guerra, Raffaella Guidetti, Luisa Guidone, Raffaella Guiducci, Luisa Lazzaroni, Elena Leti, Antonio Liaci, Marco Lombardelli, Paolo Lucchi, Daniele Manca, Nadia Manni, Natalia Maramotti, Nadia Masini, Sonia Masini, Fabio Mignani, Roberto Montanari, Stella Palladini, Ivo Giuseppe Pazzagli, Pietro Pazzaglini, Fernando Perrone, Marilena Pillati, Roberto Pinza, Claudio Pistoni, Luca Rizzo Nervo, Emilio Sbattini, Giorgio Sagrini, Flavio Tagliani, Tiziano Tagliani, Paolo Valenti. Eletti di diritto: Salvatore Caronna, Vasco Errani, Massimo Gnudi, Marco Monari, Paolo Botti, Barbara Lori, Giulio Fantuzzi, Stefano Bonaccini, Andrea De Maria, Fabrizio Castellari, Marcella Zappaterra, Alberto Pagani, Alessandro Castagnoli, Andrea Gnassi, Daniele Zoffoli, Antonio La Forgia, Palma Costi, Luciano Vandelli, Patrizio Bianchi. Un posto è vacante in attesa della scelta del segretario regionale dei giovani Pd.

Torna all'inizio


Commissione urbanistica, la guerra delle presenze (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 28-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cicconi Massi (Pdl): "Fa fede la convocazione non il momento in cui il presidente decide di farla iniziare"Gli altri casi denunciati da Corinaldesi e Bittoni Nuova polemica tra maggioranza e opposizione che mette sotto accusa Donatiello: non rispetta le regole Commissione urbanistica, la guerra delle presenze SENIGALLIA - Niente appello in commissione urbanistica ed è subito polemica. Per l'opposizione le presenze dei commissari andrebbero verificate al momento della convocazione. Viceversa la maggioranza sembra meno fiscale con gli orari. In conclusione sarà il segretario comunale ad illuminare i presidenti su quale momento sarà più consono per far firmare il foglio delle presenze. Si è arrivati a questo risultato venerdì pomeriggio nel corso di una seduta piuttosto agitata. "Fa fede la convocazione - ha esordito Cicconi Massi - non il momento in cui il presidente decide di farla iniziare. Se la commissione è fissata per le 18 il foglio delle presenze va firmato alle 18". Il "registro" è stato introdotto di recente perchè il segretario, incaricato di segnare le presenze, ha omesso in più circostanze qualche nominativo. E se salta il nome salta anche il gettone. Adesso i commissari sono tenuti a firmare per dimostrare di aver partecipato alla seduta. Non è chiaro però se debbano farlo all'inizio, alla fine o durante. "Non c'è rispetto per le persone - ha aggiunto Massacesi - se io arrivo puntuale alle 18, onorando un impegno, voglio essere dichiarato presente alle 18". Di diversa opinione il presidente. "Siccome vedo che sono tutti presenti - ha dichiarato Donatiello -, e quindi c'è il numero legale, io apro i lavori". Fortemente contrariato Cicconi Massi: "per la procedura fate sempre come vi pare. Il regolamento e lo statuto per voi sono carta straccia". Seppure l'orario di inizio fosse stata fissata per le 18, prima delle 18.20 la seduta non sarebbe comunque potuta iniziare per mancanza del numero legale. "Sia messo a verbale - ha chiesto Corinaldesi - che fino alle 18.20 la maggioranza non garantiva il numero legale". L'assessore Ceresoni ha tentato allora il ruolo di paciere. "Se vogliamo superare l'impasse - è intervenuto per cercare di sbloccare la polemica -, in maniera tale da poter iniziare i lavori, suggerisco di rivolgere domani il quesito al segretario comunale". Nonostante il disaccordo di alcuni, così è stato e alle 19 assessore e tecnico comunale hanno potuto finalmente illustrare la bozza del regolamento di igiene ambientale. "Dal foglio delle presenze deve risultare anche quando un commissario esce - ha suggerito poi Savini - perchè pratiche importanti possono avere anche dei riverberi giudiziali che devono riguardare solo chi era presente al momento dell'approvazione". Ai commissari dell'opposizione non è andato giù anche che nella precedente seduta, andata a vuoto perchè la maggioranza non aveva i numeri, siano stati dichiarati assenti. "Eravamo presenti - ha ricordato Bittoni - siamo andati via al momento della verifica del numero per non garantirlo noi alla maggioranza. E non lo dico per il gettone perchè quello posso anche darlo in beneficenza". Mancanza di rispetto per l'opposizione l'ha evidenziata invece Corinaldesi per un'altra commissione in cui tutti, tranne i consiglieri di minoranza, erano stati avvisati del fatto che fosse stata rimandata. Hanno fatto quindi un viaggio a vuoto martedì per la commissione sui servizi alla persona. S.M.,.

Torna all'inizio


Il segretario veneto del Carroccio smentisce feeling col centrosinistra: ho sempre detto che su certe cose non guardiamo al colore dei voti (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 28-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Ario GervasuttiGian Paolo Gobbo sorride quando sente parlare di "urgente chiarimento politico" chiesto dagli alleati della Lega nel Consiglio regionale veneto: "Sorrido perché è da una vita che noi chiediamo un incontro per verificare l'azione politica della giunta, e questi si svegliano adesso...", dice il segretario nazionale veneto.Ma stavolta ammetterà che ci sono di mezzo due novità: la Lega che vota con il Pd e la Lega che salva enti che tutti vogliono tagliare."Mai detto di voler tagliare le Comunità montane".Non c'è contraddizione con la Lega che vuole risanare i conti dello Stato?"Nessuna contraddizione perché i conti dello Stato vanno risanati e razionalizzati, ma mica distruggendo a casaccio le cose che funzionano. E che peraltro costano ben poco. Comunque abbiamo proposto la riduzione del numero dei consiglieri delle Comunità e praticamente un azzeramento dei gettoni di presenza. Ma non è solo una questione di risparmi: qui si tratta di identità locali e storia".Possono dire la stessa cosa anche altre realtà..."E allora comincino a tagliare loro. Perché dobbiamo sempre essere noi veneti a fare gli esperimenti? Perché dobbiamo essere più realisti del re? Vadano a tagliare dove ci sono i veri sprechi, noi taglieremo il giorno dopo. Anzi, la parola "tagliare" non è corretta: noi vogliamo ottimizzare".Che differenza c'è?"Ottimizzare significa verificare spese e risultati, significa riunire, gestire con criteri sani e oculati".Ma non è ciò che a parole tutti vogliono perseguire?"Io so solo che nessuno può dichiararsi sorpreso per la coerenza della Lega: tutti sapevano da tempo come la pensiamo sulle Comunità montane, cosa vogliamo e cosa non vogliamo".Allora aderisce alla richiesta di una verifica politica avanzata da Forza Italia, An e Udc?"Aderisco? Ma se è dal giorno successivo alle elezioni che la chiedo! Capisco che a Roma e a Venezia siamo al governo con il Pdl, capisco che la situazione è delicata e che la forma deve essere gentile, ma la sostanza è quella: siamo noi a chiedere la verifica di maggioranza".Nella quale farete pesare il feeling nato con il Pd sulla questione delle Comunità montane?"Macché feeling: quel che è successo risponde solo a ciò che abbiamo sempre perseguito. Abbiamo sempre detto che in determinate situazioni non avremmo guardato al colore dei voti. E poi noi non abbiamo bisogno di queste cose".Quindi non c'è all'orizzonte nessun dialogo con il centrosinistra?"Non c'è alcun programma o alcuna strategia condivisa con il Pd. E comunque il futuro della Lega lo detta solo e soltanto Umberto Bossi. In Regione siamo al governo in una coalizione. Non vedo particolari problemi: basta parlarsi. Verificheremo quale sarà la situazione Con Galan, Ghedini, Giorgetti. Piuttosto, non capisco come mai ci sia ancora l'Udc: ma Galan non aveva detto che non li voleva più tra i piedi?".E metterete sul tavolo anche la questione delle candidature alle prossime amministrative di giugno, oltre a quella delle Regionali nel 2010?"Non penso proprio, è presto per parlare delle amministrative, figuriamoci delle Regionali. Il punto è che noi abbiamo sempre seguito una linea che ritenevamo condivisa: c'è chi la rispetta e chi no".

Torna all'inizio


GETTONI DI PRESENZA DA RESTITUIRE (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 28-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

COMUNE DI BATTIPAGLIA Gettoni di presenza da restituire SABATO LEO Battipaglia. Gettoni di presenza: l'ex consigliere comunale Michele Milano ha devoluto in beneficenza l'indennità di funzione, percepita negli anni 2003, 2004 e 2005, ed ora ricorre al Tar per non essere costretto a restituire le somme richieste da Palazzo di Città. Il medico, 56 anni, specialista in nefrologia, contesta, sotto il profilo della legittimità, i provvedimenti di conguaglio del Servizio Finanziario. Nel ricorso, predisposto dagli avvocati Franco Massimo Lanocita, Gaetano Paolino e Marisa Annunziata, il noto professionista, funzionario Asl, ha formulato al Tar anche la domanda sospensiva dell'ultimatum di Palazzo di Città in considerazione dell'entità della somma (circa 17mila euro) percepita in buona fede e regalata. I legali hanno individuato sulle determinazioni di conguaglio varie presunte violazioni di legge con riferimento sia allo Statuto dell'ente sia al Regolamento sul funzionamento del consiglio comunale. In particolare, secondo il ricorso, sarebbe senz'altro legittima la trasformazione del gettone di presenza (37,87 euro) in indennità mensile di funzione (650,74 euro). L'unico limite sarebbe che l'indennità non deve superare il 15 per cento dell'indennità massima prevista per il sindaco. Il dirigente del Servizio Finanziario, Marina Fronda, ha disposto il recupero delle somme nei confronti dei consiglieri (450mila euro in tutto) sulla base della risposta del ministero dell'Interno ad un quesito del Comune. Il ricorso sottolinea l'assoluta erroneità ed illegittimità dell'interpretazione che il Viminale ha dato alla normativa vigente. Anche gli ex consiglieri Antonio, Salvatore Anzalone, Giovanni Capodanno, Enrico Garofalo e Piero Rocco hanno presentato ricorso al Tar. Il commissario prefettizio, Alfonso Noce, si é costituito con l'avvocato Giuseppe Lullo per opporsi ai ricorsi. Parecchi ex consiglieri vogliono restituire le somme richieste, magari con rateizzazione, soprattutto per non evitare, in caso di rielezione, l'incompatibilità per lite pendente. L'altroieri, ai componenti dell'assemblea cittadina che votarono i deliberati consiliari "incriminati" é stato notificato, da parte del pm Massimo Lo Mastro, l'avviso di conclusione delle indagini che ipotizza per tutti i reati di abuso di ufficio e truffa. Entro trenta giorni possono presentare memorie difensive. L'intricata vicenda, quindi, interessa sia la giustizia amministrativa sia la Procura della Repubblica.

Torna all'inizio


La cai pensa a una gara lufthansa-air france il partner della compagnia sarà chi offre di più - giovanni pons (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Economia Giovedì l'assemblea della cordata. Per gli azionisti la scelta dipenderà dalle proposte commerciali sul code-sharing La Cai pensa a una gara Lufthansa-Air France il partner della compagnia sarà chi offre di più Il piano Colaninno all'esame dei soci, ma l'utile arriverà con un anno di ritardo GIOVANNI PONS MILANO - "E la parcella di Fantozzi chi la paga, la vecchia o la nuova Alitalia?". La battuta scherzosa di uno dei sedici componenti della cordata Cai che si dovrà assumere l'onere di rilanciare la compagnia di bandiera può far sorridere ma è anche il segnale che non tutto è così scontato. Anche perché il professionista attualmente commissario liquidatore della compagnia di bandiera nell'ambiente è ben conosciuto per far pagare a peso d'oro i propri servigi. Battute a parte giovedì con ogni probabilità i soci di Cai torneranno a riunirsi in assemblea per procedere nell'acquisizione di Alitalia che secondo i piani dovrebbe concretizzarsi in un mese circa. Anche se i problemi sul tavolo non sono pochi e dunque l'assemblea si preannuncia "complessa" e quasi sicuramente non definitiva. Nel senso che la partita Alitalia è stata risolta attraverso un accordo politico, quello raggiunto nelle notti scorse da Roberto Colaninno, Gianni Letta e i rappresentanti delle diverse sigle sindacali. Ma, appunto, per il momento si tratta di un accordo politico e non è detto che esso possa trasformarsi nei prossimi mesi e anni in un'azione imprenditoriale di successo. D'altronde, una prova che nei giorni scorsi ha giocato più la diplomazia che i numeri, lo si percepisce da un fatto non secondario. Il principale azionista di Alitalia, cioè il Tesoro e il suo massimo rappresentante Giulio Tremonti, non era seduto al tavolo delle trattative. E tutto ciò qualcosa vorrà pur dire. In primo luogo che finora non si è parlato di numeri, cioè di redditività dell'investimento. Colaninno giovedì dovrà proprio affrontare questo punto, entrare nello specifico delle prospettive di ritorno dell'investimento. "Dovrà dimostrare, numeri alla mano, che il piano industriale sul quale si è ragionato sinora è valido anche alla luce delle maggiori concessioni fatte ai sindacati", commenta un altro socio di Cai. E in pochi nutrono dubbi che qualcosa sia cambiato. Un primo segnale in questa direzione è arrivato da Corrado Passera, advisor e azionista attraverso Intesa Sanpaolo. Parlando con Il Sole 24 Ore ha fatto intuire che il raggiungimento del primo utile aziendale per Cai si è spostato in avanti di un anno, al 2011 invece che al 2010, come si era fissato precedentemente. Non sarà una tragedia ma neanche un fatto di secondo piano. Soprattutto per quegli investitori più tipicamente finanziari, come i fondi di private equity come Equinox e Clessidra, che non dovrebbero avere altre contropartite da quest'operazione se non il ritorno sull'investimento. In ogni caso gli azionisti chiederanno qualche giorno per meditare sulle prospettive che Colaninno fornirà giovedì per poi tornare a incontrarsi anche quando sarà pronto il nuovo statuto della società. L'altra grossa questione sul tavolo degli azionisti Cai, è normale, sarà la scelta del partner straniero da far entrare nella cordata. Bisognerà vedere se nella questione prevarrà la corrente "milanese" che vorrebbe Lufthansa o quella "romana" che preferirebbe Air France-Klm. Ma secondo alcuni soci la diatriba dovrebbe risolversi tenendo presente un fattore importante: l'accordo commerciale di code-sharing. Un buon accordo di questo tipo è determinante per rendere più profittevoli le rotte internazionali e in ultima istanza far diventare tutta l'intrapresa più attraente. Dunque non è escluso che nelle prossime settimane Colaninno e l'amministratore delegato Rocco Sabelli possano intavolare negoziati anche piuttosto duri con i principali carrier europei per cercare di strappare un buon accordo commerciale in grado di restituire all'operazione quella parte di redditività persa nel confronto sindacale. La quota di partecipazione al capitale, poi, verrà di conseguenza. Tra l'altro, secondo quel che si vocifera all'interno della cordata italiana, il partner internazionale non potrà prendere più del 15% se non si vorrà incorrere nel rischio di incappare nelle maglie dell'antitrust europeo che diventerebbe automaticamente competente sulla materia. Insomma tra pochi giorni si toccherà con mano la compattezza del gruppo di imprenditori che ha risposto alla chiamata del presidente del Consiglio sulla necessità italiana di avere una compagnia di bandiera. Quello che al momento sembra più defilato è Carlo Toto, il patron di Air One, che se le cose andranno come previsto incasserà circa 300 milioni di euro ma non è chiaro se ne verserà una parte in Cai. La sua "incompatibilità" con Colaninno potrebbe lasciarlo fuori ma l'advisor cercherà di convincerlo a rimettere una parte dell'introito supportando gli altri azionisti. Nessun dubbio dovrebbe esserci, invece, per coloro che hanno anche un interesse più industriale e che possono ottenere future contropartite dall'attuale governo, come Aponte, Ligresti, Benetton, Riva e Gavio. In mezzo ci stanno quegli imprenditori che per il loro status non potevano restare sordi alla chiamata di Berlusconi ma hanno optato per il solo gettone di presenza, come Marcegaglia e Tronchetti Provera. Gli unici dubbi riguardano gli investitori finanziari come Mancuso, Sposito e Micheli ma tutti sono legati in qualche modo ai promotori dell'iniziativa.

Torna all'inizio


Quella 'primavera' mandata allo sbaraglio che rischia di bruciarsi (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 29-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

CALCIO B pag. 23 Quella 'primavera' mandata allo sbaraglio che rischia di bruciarsi TROPPI GIOVANI TITOLARI OK a un baby Modena, ma non fino a questo punto. Ventiquattro anni e mezzo: questa la media con cui in certi tratti della partita di sabato contro il Treviso è scesa in campo la squadra di mister Zoratto. Difesa giovane, con ben due ventiduenni e un ventiquattrenne (Gozzi e Artipoli, Diagouraga), centrocampo con due esperti e un giovane comunque più esperto degli altri (Troiano, 23 anni) e attacco 'universitario' con due ventenni e un ventunenne (Biabiany e Catellani, Stanco). Età media sicuramente troppo bassa per la categoria, composta ormai da formazioni più 'stagionate' e con anni di gavetta in serie B sul groppone. Daniele Zoratto, a più riprese, si è lamentato di non avere a disposizione giocatori di categoria, con anni di esperienza (vedi Tognozzi, Gatti, Edusei) e di campionati interi alle spalle e in grado di consentire ai giovani un inserimento più graduale in un campionato difficile come quello cadetto. Cosa che non è stata garantita dalla società, quasi completamente assente dalla sessione estiva di calcio mercato. PRESENZE. Basta giusto andare a vedere quanti gettoni hanno racimolato i nostri giovani nel campionato di B per capire che tutto il peso di questo Modena non poteva gravare sin da subito sulle loro spalle. Simone Gozzi, senza dubbio il più positivo tra i giovani gialloblù in questo avvio, ha all'attivo giusto 34 presenze in serie B e, insieme a Jonathan Biabiany (19 presenze), è il più 'esperto': questi due giocatori, tra l'altro, sono diventati insostituibili e hanno giocato tutte le sei partite sin dall'inizio della stagione. Tutti gli altri hanno calcato da pochissimo il calcio professionistico: Ivan Artipoli ha disputato giusto 6 presenze in serie B in questa stagione e 23 in C1 (più un gettone in A con la Lazio), Mahamet Diagouraga 69 in C2 e 27 in C1, Paolo Ricchi 4 in B, Massimiliano Marsili 5 gettoni in B e 21 in C1 con la maglia del Taranto, Francesco Stanco 8 in B e 30 in C2. Troppo poco. f.p.

Torna all'inizio


A Napoli e Roma il buco Ici più grande (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 29-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-29 - pag: 11 autore: A Napoli e Roma il buco Ici più grande Oltre 70 milioni di "rosso" in entrambi i Comuni Gianni Trovati Tutti, dal Campidoglio all'ultimo municipio sperduto fra un pugno di case, hanno la loro brava falla nei conti. E tutti entro domani, lo impone la legge, dovrebbero certificare che i loro bilanci sono in ordine. Tutti, infine, aspettano risposte dallo Stato, a cui va intera la paternità di questa nuova voragine nelle casse comunali. Ai sindaci mancano 1,45 miliardi, a causa delle mancate compensazioni ai tagli ai trasferimenti e all'abolizione integrale dell'Ici sull'abitazione principale. E il rebus amministrativo, come mostrano i numeri della tabella a fianco (va precisato che il dato effettivo sull'Ici abitazione principale dipende da molte variabili locali), si traduce in un problema concreto per gli amministrati, imprese fornitrici in primo luogo. "I tempi di pagamento – spiega Enrico Cardillo, assessore alle risorse strategiche del Comune di Napoli – si stanno allungando perché le casse sono in affanno. Questo si riflette sulle opere pubbliche, e quindi sull'occupazione, ma anche sui servizi alla persona, perché ci sono cooperative sociali che saltano". Napoli, che sull'altare della mancata compensazione mette 71,2 milioni di euro, primeggia nella classifica delle risorse mancate (Roma è a quota 71,9, ma il suo bilancio è assai più grande), ma preoccupazioni simili tornano anche lontano dal Mezzogiorno. "Per un pò – riflette Tea Albini, assessore al bilancio del Comune di Firenze – gli incassi dei Comuni permettono di reggere. Ma con dicembre, dopo i pagamenti legati a mutui e tredicesime, le difficoltà aumentano". "Senza un correttivo immediato – le fa eco Paola Bottoni, che tiene i conti del Comune di Bologna – si rischia una drastica riduzione dei servizi. Ma non voglio nemmeno pensare che il Governo non onori l'impegno di normalizzare il 2008". Il countdown applicato alla cassa sembra portare nella finanza comunale i temi dominanti delle settimane peggiori della vicenda Alitalia, e l'impressione è confermata dall'allarme lanciato dal presidente dell'Anci:"In questa situazione – ha detto Domenici – si rischiano 8.102 fallimenti comunali". A differenza della Magliana, però, in questa vicenda le responsabilità hanno un indirizzo unico e vanno cercate nelle stanze del Governo, o meglio dei Governi che in modo bipartisan hanno costruito mattone su mattone questa situazione. La prima crepa si apre con il Dl Visco-Bersani dell'autunno 2006, che sottomette all'Ici una serie di immobili ex rurali (quindi ex esenti) e gli esercizi commerciali di stazioni e aeroporti e promette ai Comuni un gettito di 609 milioni nel 2007 e 784 nel 2008. In realtà la misura produce poco più di 100 milioni l'anno, ma intanto i trasferimenti sono stati tagliati a tutti della cifra "stimata". Lo stesso meccanismo torna l'anno dopo nell'ultima Finanziaria targata Prodi, che taglia i "costi della politica locale" e vale secondo il Governo 313 milioni l'anno. Anche in questo caso la realtà è meno generosa delle stime di Palazzo Chigi: i risparmi effettivi si fermeranno intorno a quota 30 milioni, ma la cifra ipotetica si è già trasformata in un concreto taglio ai trasferimenti. L'ultimo tassello arriva all'esordio del governo Berlusconi con l'abolizione dell'Ici sull'abitazione principale, i cui effetti sono accresciuti dall'allargamento dell'esenzione alle pertinenze assimilate dai regolamenti comunali. Così concepito, il provvedimento costa ben più dei 2,6 miliardi messi a bilancio per compensare i sindaci, ma i 5-600 milioni che mancano sono ancora da trovare. Per il momento ci sono le assicurazioni ripetute dal ministero dell'Interno, ma le promesse ministeriali non si iscrivono a bilancio. Ma non è solo la cassa a soffrire. "Il problema – sottolineal'assessore al bilancio di Palermo Sebastiano Bavetta, riguarda anche i bilanci di competenza perché, abbiamo iscritto a bilancio somme previste dalla legge, che però oggi non abbiamo. La copertura va trovata altrimenti il bilancio non tiene". La "copertura". In tempi di rigore finanziario, è questo il rovello di chi tiene i conti, dai Comuni al ministero dell'Economia che proprio in nome della copertura ha bloccato un Dm sull'accertamento convenzionale. Ora gli uffici del Governo sono al lavoro per trovare una contromisura, ma la strada non è semplice. Sul taglio legato all'Ici dei fabbricati rurali l'assestamento di bilancio può chiudere i conti del 2007, mentre per quelli 2008 vanno attese le nuove certificazioni da parte dei Comuni. Una certificazione sui risparmi effettivi è prevista, entro aprile 2009, anche per quel che riguarda i costi della politica, che al momento non hanno quindi una " paternità" reale nel bilancio dello Stato. E sono ancora da scovare i 500 milioni necessari a ripianare integralmente il vuoto lasciato nei conti comunali dall'addio all'Ici sulle abitazioni. Il filo, insomma, è esile, ed è chiamato a reggere una partita pesante come il federalismo fiscale: senza risposte certe e immediate sui rimborsi, ha chiarito il presidente Anci Domenici, discutere di federalismo è un "filosofeggiare inutile", e i sindaci lombardi hanno esortato l'associazione dei Comuni a tagliare i ponti con il Governo in caso di mancate risposte sull'Ici. IN PERICOLO Per gli amministratori "senza risposte immediate sono a rischio i pagamenti" e traballa il confronto sul federalismo fiscale.

Torna all'inizio


Quelle di Elisabetta lamentele ingiustificate M i sento in dovere di rispondere alla lettera di Elisabetta Lago, in quanto ragazza madre anche io di un bambino fantastico che ormai (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 29-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ha sei anni, e alle accuse contro le politiche di sostentamento alla vita che per conto mio in Provincia esistono e di cui negli anni passati ho usufruito Quelle di Elisabetta lamentele ingiustificate M i sento in dovere di rispondere alla lettera di Elisabetta Lago, in quanto ragazza madre anche io di un bambino fantastico che ormai ha sei anni, e alle accuse contro le politiche di sostentamento alla vita che per conto mio in Provincia esistono e di cui negli anni passati ho usufruito. Lo sfogo di questa ragazza per me non è giustificato, "il problema non è mettere al mondo un figlio. Il vero problema è far si che i diritti vengano rispettati" chiaramente aveva sottovalutato l'impegno, anche economico, che allevare un figlio comporta. Secondo me, Elisabetta, hai completamente sbagliato, da ciò che racconti, a fare i conti con la realtà, il lavoro esiste ma pare che tu non voglia abbassarti a fare le pulizie, evidentemente tuo figlio ha da mangiare comunque, mi pare grazie al Centro aiuto alla Vita. Se poi addirittura vuoi farti mantenere allo studio, casa popolare (magari anche spaziosa e in buona posizione), avere un lavoro flessibile (e ovviamente ben pagato) per stare con tuo figlio, che "poverino" dovrà andare all'asilo nido invece che rimanere fino ai tre anni con la sua mamma, cara Elisabetta penso tu abbia visto troppe commediuole romatiche a lieto fine. Ti sembra un limite dover iscrivere tuo figlio all'asilo nido?! Ma per fortuna che esistono e che sono gestiti ottimamente come da noi! Usare tuo figlio e la tua maternità come una bandiera per pretendere le agevolazioni sociali mi sembra davvero squallido; situazioni di disagio ce ne sono molte e di diversi tipi e non sta a te giudicare il fatto che se fossi una "prostituta, una donna che ha subito violenza o una perseguitata politica" staresti meglio (per gli aiuti). È davvero infantile e irrispettoso nei confronti di chi non ha la sicurezza di una casa, gli studi per un lavoro migliore e una famiglia coma hai tu, quindi benvenuta nel mondo reale dove le comodità si ottengono con fatica e sudore. E ringrazia perlomeno di vivere in Trentino, dove questi aiuti sono concreti e mirati, sicuramente migliorabili, e dove tuo figlio potrà crescere con le agevolazioni che la vostra situazione familiare pemetterà, se bene, dipenderà solo esclusivamente da te e da quanto sforzo vorrai fare per garantirgli un futuro migliore, il che vuol dire anche abbassarti a fare un lavoro meno qualificato se necessario, a pagarti un affitto, e a sacrificare il tuo tempo con lui, per il vostro domani. L' indipendenza che desideri dovrai conquistarla, con l'impegno e l'adattamento te lo garantisco, è raggiungibile. Se poi preferisci stare a casa ad aspettare che l'assistente sociale arrivi con la bacchetta magica a darti un buon lavoro, la casa e il nido? Auguri. Elizabeth Broll Avila - Trento Sulle politiche familiari un impegno a fare di più C aro direttore, ti scrivo con la penna pesante di chi è consapevole che le sue parole - di candidato in campagna elettorale - saranno ritenute scontate, forse non credute nella loro autenticità. Corro questo rischio richiamandomi alla mia storia personale e a quanto, sulla famiglia e sulle politiche familiari, ho sempre detto (e scritto) anche quando non facevo politica. Dunque: la sollecitazione del Tuo articolo domenicale ("Senza figli non c'è futuro") la condivido nella sua interezza. Sia per quanto riguarda il livello nazionale, sia per gli auspici di una politica provinciale più attenta alla famiglia. Il modello fiscale italiano credo sia quanto di peggio si sia potuto pensare per le famiglie: governi cattolici, governi con la sinistra, governi liberali, governi della destra. Tutti ad esaltare la famiglia, tutti a darsi battaglia sulle questioni ideologiche. Nessuno capace, però, di cambare qualcosa. Per questo spero possa produrre qualche effetto la proposta del Forum delle famiglie (che ho personalmente sottoscritto). Concordo anche per quanto riguarda le Tue sollecitazioni al livello provinciale. Certo, e non solo per obbligo di ruolo, posso dire che in questi anni abbiamo fatto tanto (due citazioni per tutte: la riduzione del 30 per cento delle rette degli asili nido; la valutazione di impatto familiare, nella legge del welfare). Però concordo: tanto possiamo e dobbiamo ancora fare: sui servizi, sulla riduzione dei costi, sulla conciliazione dei tempi per le donne (meglio: per i genitori!), sulla salvaguardia di quelle famiglie "medie" che, con due-tre figli e doppio lavoro, rischiano di essere oggettivamente e pesantemente penalizzate da un sistema (Icef) pensato e realizzato per ottenere il risultato opposto, quello di una maggiore equità. Sono considerazioni che assumo come impegno. Giorgio Lunelli Novaledo, grazie a Vaccarini e Bastiani D a qualche mese a Novaledo ci sono stati degli avvicendamenti a capo di due importanti associazioni come il Gruppo Alpini e il corpo Vigili del Fuoco Volontari. Noi, credendo che le associazioni e il volontariato siano parte integra di una comunità, con la presente volevamo ringraziare pubblicamente il Sig. Giulio Vaccarini e il Sig. Ivano Bastiani che hanno guidato per parecchi anni rispettivamente il Gruppo Alpini e il Corpo Vigili del Fuoco Volontari sempre con dedizione e disponibilità nei confronti di tutti, in occasione di eventi sia nel bene che nel male. Promotori assieme ai loro collaboratori anche di iniziative per coinvolgere i bambini delle locale scuola elementare e asilo come ad esempio concorso di disegni raffiguranti i pompieri o concerto natalizio. Rigraziando ancora Bastiani, al quale facciamo i migliori auguri per la sua nuova esperienza come Vice Comandante Distrettuale dei Vigili del Fuoco Volontari della Bassa Valsugana, e Vaccarini, cogliamo l'occasione per salutare il nuovo Comandante dei Vigili del Fuoco Giancarlo Martinelli e il nuovo Capogruppo degli Alpini Amedeo Baldessari augurado loro buon lavoro. Diego Margon, Attilio Iseppi Sul caso Alitalia sconcertato dalla Cgil P rovo sconcerto, come lavoratore dipendente, che la Cgil abbia inscenato un'azione di protesta in molte città italiane come pure a Trento contro l'attuale governo quando proprio la stessa Cgil per un soffio avrebbe causato il fallimento dell'Alitalia e di conseguenza la perdita del lavoro di oltre 20mila lavoratori. Mi piacerebbe che tutti i lavoratori delle industrie siderurgiche, metalmeccaniche, commercio e affini, si riunissero a chiedere alla Cgil un contratto equivalente e vantaggioso come quello ottenuto dai dipendenti dell'Alitalia. Solo a questo punto si potrà parlare di giustizia ed equità sociale. Tullio Busetti Accuse qualunquistiche ai consiglieri comunali E gregio Direttore, mi è capitato recentemente di leggere in terza pagina su bazar di data 17 c.m. una delirante presa di posizione, naturalmente rigorosamente anonima da autentico qualunquista professionista. Vorrei dire che qualsiasi democrazia compiuta ed evoluta, solida base per uno stato civile non può e soprattutto non deve risparmiare sulla pelle degli ultimi. Tali infatti sono gli amministratori comunali, ultimo anello della catena (anche se il più significativo poiché in contatto diretto e costante con i problemi reali del cittadino). Non si entra sempre in politica per fare il proprio interesse come vuole certa retorica "da bar Sport" e comunque non ho ancora avuto modo di conoscere alcun consigliere comunale che si sia arricchito con indennità e gettoni di presenza elargiti dalla "legge Amistadi". Qualcuno dovrà pur occuparsi dell'amministrazione locale o bisognerebbe forse procedere direttamente al commissariamento di tutti i Municipi onde evitare di indurre gli eletti in tentazione? Ben altre sono le autentiche caste da tener d'occhio: sanità ed università con le loro epidemie e contaminazioni endemiche da nepotismo e baronato con elevatissimi costi conseguenti da inesistenti eccellenze manageriali, i Cda (che moltiplicano i membri come accade nella parabola dei pani e dei pesci), i carrozzoni sindacali, quelli dell'informazione e chi più ne ha più ne metta. Provi invece il coraggioso anonimo se ci riesce, animato da autentico spirito di servizio a "sporcarsi le mani" con la politica militante di qualche realtà periferica (sarebbe meglio in maggioranza ma per la gavetta anche l'opposizione va benissimo) e potrà così toccare con mano i predicati quanto presunti "lauti compensi e guadagni extra", allorché qualche solerte magistrato della Corte dei Conti pur riconoscendo l'estraneità ai fatti contestati, ti chiamerà comunque con iniqua sentenza, alla rifusione delle spese legali sostenute per la propria difesa: da pagarsi in pratica di tasca propria; come dire il danno e la beffa! Ma ecco giungere forse l'Illuminazione e la taumaturgica soluzione: consigli comunali a costo zero, direttamente presieduti da qualche notabile Papavero della Corte dei Conti?.così tutti dormiremo sonni tranquilli in fiduciosa attesa di uno dei tanti avvisi di garanzia, che è certo trendy?. ma soprattutto quando lo ricevono gli altri. Innocenzo Gottardi 29/09/2008.

Torna all'inizio


LETTERE (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 29-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Lettere Esame del dna per il cibo cinese Alessia Monoy - NAPOLI Che dei cinesi alimentarmente parlando non ci si possa fidare molto lo abbiamo appreso in questi giorni di scandali lattiero caseari. Vorremmo a questo punto sapere cosa ci arriva nel piatto quando ci sediamo a un tavolo di uno dei loro ristoranti. Se a qualcuno venisse in mente di fare un bell'esame del Dna sulla carne dei famosi involtini primavera o dei ravioli a vapore, per capire se la carne specificata nel menù è effettivamente quella non ci sarebbe molto di cui stupirsi. Ogni tanto si scopre che ristoranti italiani servono carne di gatto spacciata per coniglio o di altri animali fatti passare per selvaggina di piccola taglia come caprioli. Andrebbe di certo anche a vantaggio della comunità cinese, da sempre guardata con sospetto per la bassissima, quasi nulla, mortalità di chi ne fa parte che ha alimentato leggende metropolitane di tutti i generi. Sarkozy non tagli l'Ecole d'Administration Renata Rantella - ROMA Pare che Sarkozy voglia dare un colpo alla aristocrazia della pubblica amministrazione francese, dando un colpo alla Ena (Ecole Nationale d'Administration) dalla quale escono tutti i quadri che dedicano la propria esistenza lavorativa alla gestione dello Stato. La Francia educa i propri dirigenti alla professione e per farlo si è dotata di una scuola apposita, una sorta di superuniversità dalla quale è da sempre uscito il meglio. Suggerirei al presidente francese di pensarci bene prima di dare un taglio a quella istituzione, prima di prendere una decisione simile farebbe bene a dare uno sguardo verso sud-est, a quella nazione che ha dato i natali a sua moglie. Non esiste formazione specifica in Italia, basta vincere un concorso per essere assunti a tempo indeterminato e ricoprire a vita il posto da dirigente di quello o quell'altro carrozzone statale. Dirigenti preparati a dovere fanno sì che lo Stato bene o male funzioni. Quelli che occupano le nostre poltrone avendo a malapena una laurea in qualche disciplina umanistica, presa chissà come e magari negli anni nei quali un pezzo di carta non lo si negava a nessuno, fanno quello che possono e le conseguenze le vediamo ogni giorno. La lavastoviglie e la parcella del tecnico Lello Boffa - NAPOLI La mia lavastoviglie (di un grosso marchio), con diversi anni di attività alle spalle, si è guastata. I tecnici del centro assistenza autorizzato, dopo aver scrutato l'apparecchio smontando anche alcuni pezzi, mi hanno fatto un preventivo di euro 170 per la riparazione, nonchè una ricevuta di euro 30 per la chiamata. Poche sere fa, in compagnia di amici, discutendo del problema, uno di loro mi ha chiesto di poter dare un'occhiata (non è la sua attività professionale!). Abbiamo atteso non più di 10 minuti e, miracolosamente, la lavastoviglie ha ripreso a funzionare perfettamente. Il costo che ho dovuto sopportare è stata una cena tra amici in allegria, e ho anche profittato subito per verificare il buon funzionamento della macchina. Purtroppo il quesito mi resta: malafede o incompetenza? Come ci si può difendere da questi attacchi quando si da massima fiducia? Latte inquinato scandalo in Cina Wanda Lignoti - ROMA Scandalo latte inquinato in Cina, la melamina nel prezioso liquido ha ucciso alcuni bambini e ne ha intossicati alcune migliaia: è stato, nientemeno, che addizionato di colla che costa di più del latte stesso. Mi sfugge la ragione. Non c'è alcun dubbio che quando si devono fare le cose sul serio meglio mettersi nelle mani di professionisti della sofisticazione, e in questo i cinesi sono maestri. Giocattoli tossici, pericolosi, materiale elettrico che prende fuoco, compresi fuochi artificiali illegali, c'è di tutto. Hanno fatto bene a sospendere temporaneamente l'importazione di mozzarelle di bufala campane nel periodo in cui c'era l'emergenza rifiuti, gli italiani in questo genere di cose sono dei perfetti dilettanti. Sarebbe un'offesa tentare di confrontarsi con i cinesi, i nostri prodotti potrebbero al massimo provocare bruciori di stomaco. Là si fa sul serio e soprattutto si fanno le cose in grande come si addice a quella immensa nazione. La vita in città senza regole Antonio Caturano - MADDALONI Sono stufo di fare storie con i miei concittadini! Non ne posso più! Ogni giorno decine e decine di persone buttano la spazzatura fuori luogo (ovunque e nei posti più impensati) orario (quando siamo più comodi soprattutto appena svuotati i cassonetti, così resta in bella mostra per tutto il giorno) e fuori ogni regola del vivere civile (fuori l'isola ecologica perché la trovano chiusa o perché vanno fuori orario). I controlli (boh!). Non parliamo di educazione nel guidare: senza cinture, parlando al cellulare, la cosa gravissima avendo in macchina bambini in braccio al volante e quando sono più fortunati i bambini comodamente seduti sui sedili senza le dovute accortenze, facendo sorpassi in seconda ed anche terza fila soprattutto ai semafori e chi più ne ha, ne metta. Manchiamo di rispetto verso tutti, specialmente verso gli anziani. E tante altre cose negative, ma non voglio ammorbarvi. Dimenticavo vivo a Maddaloni e non so fino a quando posso resistere (non ho il coraggio di abbandonare tutto e andare a vivere altrove). La ministra "riscaldata" Gianfranco Pignatelli - NAPOLI La ministra delle "minestre riscaldate" ha riproposto l'insegnamento dell'educazione civica. Bene. Le ha dato una nuova denominazione. Meglio. Si chiamerà Cittadinanza e Costituzione. Tutto normale se non scaturisse proprio da questa maggioranza. Sembra uno sfottò, ma non lo è. Analizziamo. La cittadinanza a cui fanno riferimento è la stessa, quotidianamente, negata a chi non è nato in Italia o a chi vi è nato, ma nella parte sbagliata? Ed a quale Costituzione si richiamano, se ignorano da dove derivi e quale senso abbia? La patiscono e la emendano manco fosse il regolamento del tennis club di Lodi o quello del circolo della caccia in Valdossola. Tornando alla minestra riscaldata. Dio solo sa se l'educazione civica serva. Il Paese ne ha fame. Ma basterà un'ora settimanale per restituire, al mattino, quel senso civico, sottratto, di sera, dai vari Tg? È proprio durante i telegiornali, infatti, che sfilano il dito medio di Bossi e le corna di Berlusconi, le aggressioni istituzionali e gli sputi onorevoli, il meretricio preelettorale e la compravendita parlamentare, le insolenze e il turpiloquio bicamerale, l'arroganza e la villania, le illazioni e le diffamazioni ministeriali, la sete di potere e i privilegi, l'impunità pretesa e quella estorta. Si passa, così, di miseria in miseria. In questo senso, forse, ha ragione la ministra: gli insegnanti non possono fare politica. E stia pure tranquilla, i prof non la conoscono abbastanza. I docenti sono persone serie e perbene. Saranno pure - come dicono alcuni suoi colleghi - fannulloni, vecchi ed ignoranti. Ma politici no. Politici mai. Noi di Napoli est cittadini di serie B Anna Romano Ponticelli - NAPOLI A giorni partirà la gara per la costruzione dell'inceneritore nel sito individuato dal Comune di Napoli, nel depuratore che si trova nel quartiere di Ponticelli nella periferia di Napoli est. Molti accoglieranno questa notizia con soddisfazione vista la tragedia che abbiamo vissuto per le vicende sulla spazzatura. Molti vedranno in questo provvedimento, come forse è giusto che sia, un'altra concreta risposta a quest'emergenza da parte del commissario Bertolaso e del governo Berlusconi. Sulla situazione di disastro totale come quella della gestione rifiuti in Campania si sono scritte pagine e pagine di giornali nazionali e internazionali, purtroppo. Quindi, a prescindere dagli schieramenti politici, la maggior parte dei cittadini napoletani hanno dimostrato un grande senso di responsabilità per le decisioni prese da questo commissario. Quelli che non si sentono e non si vedono ancora una volta, sono gli amministratori della nostra Municipalità (VI) che sull'argomento e provvedimento non hanno detto parola, ma anche i nostri amministratori comunali che, individuato il sito dopo le magre figure di esperti e consulenti smentiti da Bertolaso sulla possibilità di costruirlo a Bagnoli, non si sono minimamente degnati di spendere qualche parola per i cittadini di Napoli est che da tempo immemore vivono una situazione di degrado, abbandono e sofferenza. I cittadini di Napoli est, da troppo tempo attendono risposte concrete e non solo annunci, sulla bonifica e sullo sviluppo di tanta parte del territorio che versa in condizioni pietose. Vivere in queste zone significa essere cittadini di serie C per trasporto, servizi alla persona, occupazione, scuola, sanità e tanto altro. La costruzione dell'inceneritore qui a Ponticelli, conferma la scelta e la volontà da parte di questo Comune di utilizzare questa zona solo come supporto alla risoluzione dei gravissimi problemi della città di Napoli; vorrei ricordare a questi amministratori che accanto ai doveri, per un cittadino normale esistono anche i diritti. Ma questo sembra non ricordarselo più nessuno. I clandestini nei monasteri Enzo Esposito - NAPOLI Proprio come pensavamo. Il Vaticano vuole arrogantemente il libero ingresso dei clandestini in Europa, per affermare la sua egemonia, sulle nostre spalle e sulla fame di quei poveretti. Non appena il presidente del Consiglio italiano ha concluso un accordo coi libici, attraverso il quale si spera di poter arginare l'invasione, ecco che il Papa, gettando la maschera, ha invocato una specie di libera circolazione dei clandestini sui territori dei paesi europei (leggi Italia), fregandosene di calpestare millenni di storia, cultura, lingua e civiltà diversa. Tutto a spese nostre, naturalmente, senza che la Chiesa apra uno solo dei suoi monasteri o seminari, per l'abbraccio a questi suoi fratelli. Un padre comboniano, poi, ha dichiarato alla radio che questi africani non sanno più dove e come morire; se, di fame, al loro paese, o in mare, o sulle coste italiane. Soluzione semplice. Che lo facciano a casa loro e che si attengano ad un controllo rigoroso delle nascite, smettendo di procreare come animali. Basta con le Province enti inutili Gennaro Capodanno - NAPOLI In queste ore sono partiti a raffica una serie di comunicati dell'ente Provincia di Napoli per portare a conoscenza l'incolto ed il colto del nuovo giro di valzer sulle poltrone. Un ex assessore, eletto senatore, si dimette, un consigliere gli succede nella carica assessoriale - assessore all'industria! Ma dove sono le industrie a Napoli? -, il primo dei non eletti della stessa lista, infine, succede al neoassessore. E molti si domandano manzonianamente: la Provincia? Chi è costei! E chi come me conosce l'attuale ordinamento degli Enti locali, si chiede, a sua volta, ma a cosa serve l'Ente provincia in un'area metropolitana come quella partenopea. Risposta: a niente, se non ad attingere, per il suo mantenimento, ad un'enorme mole di pubblico danaro con il quale si potrebbero finanziare tante iniziative valide e importanti per la città. Allora finiamola una volta e per sempre con questa oramai stucchevole manfrina. Sciogliamoli definitivamente questi "enti inutili". Un'idea, quella di abolire le Province, partendo da quelle delle aree metropolitane in uno alle Comunità montane, rilanciata di recente dall'attuale Governo nazionale, che però deve essere tradotta, e a breve, in atti concreti, Si tratta di Enti che hanno un costo eccessivo per la collettività, specialmente se rapportato alle competenze molto limitate - quasi inesistenti, le quali possono, comunque, tranquillamente essere assorbite dai Comuni o dalle Regioni. Ci auguriamo solo che l'esecutivo vada avanti su questa strada, senza guardare in faccia a nessuno, anche se segnali concreti in tale direzione sino ad oggi non se ne sono visti. Con i soldi risparmiati, si potrebbero finanziare i servizi scolastici e le attività sociali, con particolare riferimento a quelle erogate dalle imprese del cosiddetto terzo settore. Bisogna andare oltre, però, abolendo tutte le oltre 100 province italiane. Altri organismi elettivi che andrebbero azzerati sono le cosiddette Municipalità, che vanno eliminate, a partire da quelle operanti nei grossi centri urbani. Prendo ad esempio il capoluogo partenopeo, che è stato suddiviso in 10 Municipalità, con 300 consiglieri, 30 assessori, 10 presidenti. Un apparato il cui costo, tra indennità varie e gettoni di presenza, pesa sulla collettività per circa cinque milioni di euro all'anno. Se si sommano altri circa cinque milioni di euro all'anno, stimati per i rimborsi a vario titolo dovuti ai datori di lavori per gli emolumenti elargiti ai consiglieri-dipendenti, si arriva ad un totale, seppure approssimativo, e per difetto, di circa 10 milioni di euro in un solo anno. Soldi buttati al vento, visto l'inconsistente peso decisionale di questi organismi, ancora in attesa dal 1980, da quando, cioè, come circoscrizioni, divennero elettivi, dei cosiddetti "poteri delegati", esistenti solo sulla carta. I giardinieri questi sconosciuti F. I. - NAPOLI Dopo i Vigili spariti dalle strade (che, ora, il Generale Sementa si propone di far riemergere dal limbo), è arrivata l'ora di puntare i riflettori sui giardinieri comunali, vera e propria razza in via di estinzione. A giudicare dallo stato veramente pietoso del verde pubblico (mi riferisco a tutte le aiuole cittadine, ormai sabbiose nella loro aridità forzata) potrebbe concludersi che siano sparute decine, impossibilitati a fronteggiare la mole di lavoro di una città grande quanto Napoli. La realtà, purtroppo, è diversa. I giardinieri sarebbero qualche migliaio (uso il condizionale, perché nessuno conosce il dato preciso e vi è forse interesse a lasciarlo nel vago). Nascono così gli interrogativi: "Che fine hanno fatto? Perché non lavorano? Chi li controlla?". Domande a cui nessuno vuole dare risposta. Ricordo, nei primi anni della giunta Bassolino, che ogni aiuola, anche la più piccola, era quasi perfetta nel verde della sua erbetta rasata e innaffiata costantemente. Era una scelta intelligente, perché a migliorare il senso di appartenenza civica, può contribuire molto di più una aiuola perfettamente verde (perché innaffiata e curata) piuttosto che l'ennesimo discorso retorico. Ora né innaffiamento, né semina del prato, né manutenzione. Ovunque domina un paesaggio desertico e la sterpaglia. È inammissibile questa inerzia, perché significa che, probabilmente, c'è qualcuno che non lavora - pur essendo tenuto a farlo - e qualcun altro che non controlla. Insomma, ci sarebbe da sollecitare l'intervento della Procura. E se invece c'è un legittimo motivo a tanta inerzia, almeno qualcuno ce lo dica. Come cittadini dobbiamo sapere. Con grande amatrezza oggi constatavo come tutte, dico tutte, le aiuole incontrate sul mio cammino, da Piazza Santa Maria La Nova (anni fa raggiante nel suo prato perfettamente verde) sino ai nuovi giardini di Piazza Capuana (dominati dalle sterpaglie secche) trasudano abbandono. È così difficile garantire almeno l'innaffiamento? La visione del verde migliora l'umore dei cittadini e l'atteggiamento di rispetto verso tutto ciò che è comune. Le sterpaglie e il degrado non solo li deprimono, ma ne peggiorano il rapporto con gli spazi esterni.

Torna all'inizio


FEDERALISMO: AL CENTRO DEL FORUM DI LEGAUTONOMIE A VIAREGGIO (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 29-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Postato fa da ASCA ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Roma, 29 set - Si apre a Viareggio, martedi' 7 ottobre, la classica due giorni di Legautonomie. A tenere banco sara' il disegno di legge del Governo sul federalismo fiscale, dopo il sostanziale anticipo della manovra finanziaria a giugno. Nel titolo c'e' una nota nuova, un auspicio: che il 2008 sia davvero l'anno di svolta per la piena attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, e che sia accompagnato dall'indispensabile approvazione della ''Carta delle Autonomie''. Sara' cosi', dopo anni in cui i tanti tasselli separati non sono riusciti a fondersi in un disegno organico e coerente? Come dice Oriano Giovanelli, presidente di Legautonomie: ''Il dibattito sul federalismo fiscale rischia di essere una coperta che occulta la situazione reale in cui si trovano enti locali e Regioni. Ai Comuni mancano 690 milioni di Ici della riclassificazione degli edifici rurali e circa 300 milioni impossibili da risparmiare con i tagli ai ''costi della politica'', cui si aggiunge la pesante sottostima del mancato gettito Ici sulla prima casa che non si sa se e quando verra' colmata. Le Regioni, poi, devono fare i conti nel prossimo triennio con 7 miliardi in meno per la sanita'''. L'incontro di Viareggio, cui partecipano centinaia di amministratori locali provenienti da tutt'Italia, dara' in concreto la misura dell'accoglimento e/o della problematicita' della riforma. Nel corso dei lavori verra' presentata la ricerca Le scelte di indebitamento degli enti locali. Prospettive per il controllo della spesa pubblica e la salvaguardia dell'autonomie aziendale. Saranno a Viareggio, tra gli altri: Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa; Vannino Chiti, vicepresidente del Senato; Mariangela Bastico, ministro dei Rapporti con le Regioni del governo ombra; Romano Colozzi, assessore Finanze della Regione Lombardia e coordinatore degli assessori Finanze della Conferenza delle Regioni; Attilio Fontana, sindaco di Varese; Gaetano Sateriale, sindaco di Ferrara; Flavio Zanonato, sindaco di Padova; Ivan Malavasi, presidente CNA; Nino Novacco, presidente Svimez. Interverranno i vertici di Anci, Upi, Uncem.

Torna all'inizio


FEDERALISMO FISCALE: SETTIMANA DECISIVA PER IL DDL (sezione: Costi dei politici)

( da "Basilicanet.it" del 29-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

16.45.21 [Basilicata] Eâ?? una settimana decisiva per la partenza del federalismo fiscale. Le Regioni hanno completato il lavoro comune sugli emendamenti e sono ora in attesa che il Governo convochi la Conferenza Unificata per esprimere il parere sul disegno di legge delega che poi tornerà  allâ??esame del Consiglio dei Ministri per lâ??approvazione definitiva. Va avanti intanto il dialogo tra il Governo e gli enti locali che aspettano lâ??ultima versione del ddl da parte del ministro per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli. Eâ?? probabile che non venga inserita nel nuovo testo la richiesta emendativa delle Regioni di dimezzare i tempi di attuazione della riforma, riducendo da 24 a 12 mesi i tempi per giungere alla definizione de decreti legislativi Câ?? è¨, invece, la possibilità  che il Governo accolga la richiesta che le Regioni allâ??unanimità  hanno approvato per modificare lâ??articolo 20 del disegno di legge delega. Lâ??emendamento approvato prevede che â??a fronte dellâ??assegnazione di ulteriori nuove funzioni alle Regioni a Statuto speciale, così¬ come alle Regioni a Statuto ordinario, rispettivamente le norme di attuazione e i decreti attuativi definiranno le modalità  di finanziamento attraverso forme di compartecipazione a tributi erariali e alle acciseâ?. Le Regioni hanno intanto richiesto un incontro urgente al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sugli aspetti collegati alla manovra finanziaria e al federalismo fiscale. Lâ??incontro, dovrebbe avvenire prima della definitiva approvazione da parte del Governo del disegno di legge in materia di federalismo fiscale e molto probabilmente anche prima della Conferenza Unificata. Lâ??obiettivo eâ?? quello di affrontare i temi del dialogo Governo-Regioni, del confronto e della leale collaborazione tra livelli istituzionali. Nella lettera inviata a Berlusconi è¨ stato posto un particolare accento â??sul fabbisogno sanitario 2010-2011 con riferimento anche ai ticket, sulle politiche finanziate con il fondo per le aree sottoutilizzate, sul piano casa e più¹ in generale sulle declinazioni del patto di stabilità  interno in relazione ai fondi comunitariâ?. Le Regioni ritengono necessario, nellâ??ambito dellâ??iter di approvazione della Legge Finanziaria per il 2009, che su tali questioni fondamentali per lo sviluppo economico e sociale del Paese si possa riprendere un percorso comune di concertazione con il Governo, come aveva assicurato Berlusconi nellâ??ultimo incontro Governo-Regioni a Palazzo Chigi avvenuto il 31 luglio. Risorse certe per le funzioni essenziali e definizione comune dei costi standard. Sono queste le priorità  che stanno a cuore alle Regioni in merito al testo sul federalismo fiscale. Garanzie e certezze sui finanziamenti, sulla definizione comune dei livelli assistenziali di assistenza (Lea) e dei costi standard, sul fatto che in un sistema di federalismo fiscale tutti i cittadini abbiano servizi adeguati e si vedano riconosciuti gli stessi diritti. Le Regioni aspettano ora di essere convocate a Palazzo Chigi.

Torna all'inizio


Sostegno alle imprese che investono in Ict e innovazione (sezione: Costi dei politici)

( da "RomagnaOggi.it" del 29-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

16.57 (Ultima Modifica: 29 settembre 2008) La Regione ha messo a disposizione 15 milioni di euro per realizzare innovazioni in ambito organizzativo e manageriale. Possono beneficiarne: le Piccole Imprese in forma singola (imprese occupanti meno di 50 persone) o di A.T.I (costituite da un minimo di 5 imprese) o di Consorzi di Imprese appartenenti ai settori manifatturiero, dei servizi alla produzione e della logistica. Sono ammessi costi per consulenze specialistiche (relative a sviluppo commerciale verso nuovi mercati e nuovi canali distributivi, riorganizzazione e razionalizzazione dei sistemi di fornitura, valorizzazione dei sistemi di gestione della qualità nei processi produttivi, nelle prestazioni lavorative, nell'ambiente e nella sicurezza, l'ampliamento della capacità produttiva e l'introduzione di nuovi processi produttivi e l'acquisto di hardware e software). In particolare è prevista l'introduzione in azienda della figura del Temporary Management. Particolare attenzione sarà dedicata ai progetti connessi alla Trasmissione d'Impresa. I progetti dovranno avere un valore minimo di € 25.000,00 e potranno durare fino a 12 mesi a decorrere dalla data di approvazione. Il termine per la presentazione dei progetti è fissato per il giorno 15 ottobre 2008. CNA Forlì-Cesena è a disposizione delle imprese per valutare la fattibilità dei progetti, e per fornire un supporto nelle fasi di progettazione e predisposizione della documentazione necessaria per ricevere i contributi. Il gruppo di progettazione di CNA Forlì-Cesena (Barbara Casadei, Maurizio Garavini, Massimo Grandi, Fausto Folti) è a disposizione al numero verde 800389300 - possibilmente entro il 3/10/2008.

Torna all'inizio


Abolizione ICI: minori entrate nei comuni sardi (sezione: Costi dei politici)

( da "Sardegna oggi" del 29-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Se Roma e Napoli (con oltre 70 milioni di euro ciascuna) potrebbero avere un buco rilevante a causa dell'Ici anche i maggiori Comuni sardi avranno delle minori entrate, anche se generalmente si avranno effetti più contenuti nelle Regioni a statuto speciale. E' quanto ha concluso l'inchiesta pubblicata dal quotidiano Il Sole-24 Ore con stime ottenute calcolando la mancata copertura in misura proporzionale alle spettanze ed al gettito Ici in ogni città. -->CAGLIARI - In particolare sono state quantificate le minori entrate nelle città capoluogo e si tratta delle stime sull'effetto dei mancati trasferimenti per la stretta sugli immobili ex rurali, sui costi della politica locale e della mancata copertura dell'abolizione dell'Ici sull'abitazione principale (complessivamente in Italia mancherebbero ai sindaci 1,45 miliardi di euro). Nei giorni scorsi un allarme in tal senso è stato lanciato anche dall'Anci Sardegna. Cagliari registrerebbe, secondo l'elaborazione, tagli per 5 milioni e 751 mila euro (2,878 milioni per l'Ici rurale, 1,039 per i costi della politica e 1,834 per l'Ici prima casa); Sassari 3,559 milioni euro (1,781 milioni per Ici rurale, 643 mila per i costi della politica e 1,135 per Ici prima casa); Nuoro 1,143 milioni (572 mila per Ici rurale, 206 mila per costi della politica e 364 mila per l'Ici prima casa); Carbonia 891 mila (446 mila per Ici rurale, 161 mila per i costi della politica e 284 mila per l'Ici prima casa); Oristano 839 mila euro (420 mila per Ici rurale, 152 mila per costi politica e 268 mila per l'Ici prima casa); Olbia 755 mila euro (378 mila per Ici rurale, 136 mila per politica e 241 mila per l'Ici prima casa). -->.

Torna all'inizio


Per non rischiare sanzioni la provincia punta a far rientrare i crediti non ancora riscossi nei confronti di grossi enti (sezione: Costi dei politici)

( da "Cittadino, Il" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Patto di stabilità, una corsa contro il tempo C'è un buco di 3,2 milioni: se non sarà sistemato scatterà il blocco delle spese n In rincorsa, quasi come un anno fa, per rientrare nei parametri del "patto di stabilità" ed evitare le spiacevoli sanzioni previste per chi non lo rispetterà. È questo l'obiettivo destinato a occupare da oggi al 31 dicembre prossimo l'assessorato al bilancio della provincia di Lodi, protagonista oggi in consiglio del consueto appuntamento di inizio autunno dedicato alla verifica degli equilibri del bilancio stesso e dello stato dei programmi e dei progetti. E nell'attesa che il consiglio prenda atto dai rispettivi responsabili del corretto o meno avanzamento delle opere in cantiere nei loro settori di competenza, la situazione dei conti di palazzo San Cristoforo si presenta alla verifica con un quadro più o meno identico a quello di dodici mesi fa: "Dal punto di vista degli equilibri siamo a posto - premette l'assessore Luisangela Salamina -, mentre sul patto di stabilità ci troviamo un po' nella situazione dell'anno scorso: a oggi siamo fuori di circa 3,2 milioni di euro". Il "gap" verso il patto, seppure sensibile, è di circa le metà di quello patito nel 2007, quando in sede di assestamento di bilancio, a fine novembre, la provincia riuscì però a correggere la rotta e a rientrare nei parametri. All'epoca, la "ricetta" della rimonta fu la medesima prevista per quest'anno: riscuotere quei crediti previsti e non ancora incassati da enti di vario ordine, tra i quali la Fondazione Cariplo (per San Domenico e il polo fieristico e dei servizi di San Grato) e la Tav (per i lavori sulla 235). "Stiamo facendo un monitoraggio costante, settore e settore, per intervenire strada facendo. La direzione generale si è assunta l'impegno di vagliare ogni posizione in gioco e riscuotere quanto dovuto; l'anno scorso lo sforzo ha dato buoni risultati, contiamo di farcela anche stavolta". A incidere in maniera non indifferente sui conti del patto ha contribuito anche la "crisi dell'auto", comune a numerose province, che tra Rc Auto e Imposta Provinciale di Trascrizione (le due fonti tributarie più importanti per le casse di palazzo San Cristoforo) è costata complessivamente circa 700mila euro di minori introiti sui circa 12,7 milioni previsti a suo tempo; soldi in meno che, a livello di equilibri, sono stati coperti ricorrendo riducendo alcune spese, utilizzando una parte non vincolata dell'avanzo da circa milione e 880mila euro e riuscendo a rispettare gli equilibri tra entrate e uscite. Ma cosa rischia la provincia in caso di mancato rispetto del patto? Il nuovo indirizzo ministeriale vorrebbe colpire più direttamente l'ente che il cittadino; così, in attesa di scoprire se l'aumento dell'Ipt sia destinato o meno a decadere, le sanzioni di tradurrebbero in un simultaneo blocco dei mutui e delle assunzioni, in un taglio del 5 per cento dei finanziamenti ordinari, un una riduzione del 30 per cento sui gettoni di presenza e sulle indennità di funzionari e assessori e sull'obbligo a non impegnarsi nelle spese oltre al valore più basso dei tre anni precedenti. Uno scenario severo, con il quale a palazzo San Cristoforo si augurano di non dovere fare i conti; sarebbe la prima volta nella storia della provincia di Lodi.Alberto Belloni.

Torna all'inizio


Addio alla riforma delle commissioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Salta l'accordo. Marchesi (Td): "Così abbiamo sprecato tempo e lavoro". Forse si riuscirà a fare il taglio dei gettoni Addio alla riforma delle commissioni Comune, lo stop di Forza Italia: "Non c'è più tempo per portarla in aula" TRENTO. Niente riforma delle commissioni in Comune per questa legislatura. L'accordo tra maggioranza e minoranze non c'è e ieri sera, nel vertice dei capigruppo presieduto dal presidente del consiglio Alberto Pattini, il provvedimento è stato definitivamente affossato. Il capogruppo di Forza Italia Giorgio Manuali è stato netto: "Pacher si è dimesso e si assume la responsabilità di questa scelta. Il discorso sulle commissioni era stato avviato pensando ad una durata regolare della legislatura, a questo punto non ci sono più i tempi per portare in aula la riforma. Trattandosi di una riforma dello statuto, dovrebbe essere approvata entro i primi di novembre dopo aver consultato le circoscrizioni, è evidente che un tema così importante non può essere affrontato con il fiato sul collo". Allineati con Forza Italia gli altri rappresentanti del centrodestra, alla maggioranza non è rimasto che prendere atto dell'impossibilità di portare avanti la proposta. Deluso Michelangelo Marchesi, capogruppo di Trento democratica che più di un anno fa aveva presentato un pacchetto di proposte per tagliare i costi della politica: gettoni di presenza, numero e durata delle sedute del consiglio, fondi ai gruppi e, appunto, riorganizzazione delle commissioni consigliari. "Ancora una volta si è perso tempo e si sono buttate via ore di lavoro - accusa Marchesi - avevamo un mandato del gruppo di lavoro bipartisan, la commissione statuto aveva elaborato una serie di ipotesi per tradurre quell'intesa politica in una norma. La bozza era pronta 4 mesi e mezzo fa, se il presidente della commissione l'avesse spedita subito a quest'ora potrebbe già essere approvata. Sarebbe stato un bel segnale trasversale della politica". La bozza uscita dalla commissione prevedeva una riduzione del numero delle commissioni e l'attribuzione di un nuovo ruolo per snellire i lavori d'aula. A questo punto, del pacchetto di proposte iniziale (escluso il parcheggio a pagamento per assessori e consiglieri introdotto a giugno) resta in piedi solo il taglio del gettone di presenza, che sarà rapportato alla reale presenza dei consiglieri alle sedute in aula e nelle commissioni. Il presidente Pattini preparerà la delibera che dovrà passare nelle circoscrizioni per ottenere il parere. (ch.be.).

Torna all'inizio


Salta anche per questa legislatura la riforma delle commissioni del consiglio comunale di Trento (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Salta anche per questa legislatura la riforma delle commissioni del consiglio comunale di Trento. Ieri sera, infatti, la conferenza dei capigruppo non ha trovato l'intesa per portare in aula la modifica dello Statuto. Un argomento, per altro, arrivato all'attenzione dei politici comunali in "zona Cesarini" e con tempi di approvazione piuttosto ristretti. Il regolamento prevede che non si possa modificare lo statuto negli ultimi sei mesi di legislatura. E visto che si andrà a votare in maggio dell'anno prossimo, il termine ultimo è fissato agli inizi di novembre. Troppo poco tempo, secondo l'opposizione, per discutere una riforma corposa. La proposta era di Trento democratica con l'obiettivo di incrementare l'efficienza e la produttività dell'aula e, al contempo, ridurre i costi della politica. Sul tavolo erano stati messi due grandi temi: la riduzione del gettone per chi arriva in ritardo alle riunioni di consiglio e commissioni e la riorganizzazione delle commissioni consiliari per ridurne il numero e i temi di discussione. La commissione statuto stese un documento che, dopo mesi di gestazione, l'altro giorno è stato trasmesso ai capigruppo. Il presidente Pattini (nella foto) l'ha messo in agenda appena possibile. Dopo una prolungata discussione, però, Manuali (Forza Italia) ha posto il veto sulla riforma delle commissioni, sostenendo che c'è poco tempo per discutere e che la colpa di questo è da attribuire al sindaco che si è dimesso e ha di fatto accorciato la legislatura. Via libera invece alla delibera per la riduzione dei gettoni di presenza. Pattini la porterà in aula alla fine di ottobre. I capigruppo hanno poi steso l'ordine del giorno per il prossimo consiglio. Tra le delibere quella sulla trasformazione della Galleria civica in Fondazione e la surroga di Gilmozzi. Gabriele Paris ha rinunciato, al suo posto Andrea Poli. D.B. 30/09/2008.

Torna all'inizio


Taglio Ici, i Comuni battono cassa (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cronaca Regionale Pagina 109 Taglio Ici, i Comuni battono cassa I sindaci sardi chiedono allo Stato rimborsi per 40 milioni --> I sindaci sardi chiedono allo Stato rimborsi per 40 milioni Allarme Ici nei Comuni sardi. Secondo l'Anci, con il taglio della tassa mancano all'appello 40 milioni. L'abolizione dell'Ici rischia di lasciare vuote le casse dei Comuni. "Un taglio di 1,5 miliardi di euro", fa i conti l'Anci, l'associazione che li riunisce e chiede un decreto urgente salva-risorse, perché lo Stato compensi con uguali trasferimenti la cancellazione della tassa. In Sardegna, la fetta di finanziamenti che manca all'appello dei sindaci si aggira sui 30-40 milioni. I dettagli sono scritti in un'indagine del Sole 24Ore, che mette nero su bianco le stime dei buchi. Su Cagliari, i minori trasferimenti governativi potrebbero raggiungere quota 5.751.000 euro. A Sassari la somma calcolata è ci 3.559.000, a Nuoro 1.143.000 euro. Seguono Carbonia a meno 891mila euro, Oristano con una possibile riduzione di 830mila euro e infine Olbia, che potrebbe non vedere 755mila euro. IL QUADRO I primi cittadini dell'Isola, però, non tradiscono preoccupazione, eccetto Tore Cherchi, che guida il Comune di Carbonia e presiede l'Anci Sardegna. "Lo Stato deve versare le somme dovute", dice. Ma questi soldi, che oggi dovrebbero coprire il mancato introito, sono stati tolti ai Comuni già due anni fa dal governo Prodi, che a fine 2006 allargò il pagamento dell'Ici agli immobili rurali (passati al catasto urbano col decreto legge Visco-Bersani) proprio per ammortizzare il colpo sui bilanci comunali. L'Ici rurale avrebbe dovuto compensare per 609 milioni nel 2007 e 784 milioni nel 2008, le minori risorse statali. "Non è successo", sottolinea Cherchi, "il gettito prodotto non ha superato i 100 milioni". Si è aggiunta la Finanziaria 2007 (sempre esecutivo Prodi) che ha ridotto il budget della politica locale. Ma a fronte di un abbassamento della spesa calcolato in 313 milioni, i risparmi reali si sono fermati a 30 milioni. Quest'anno, con Berlusconi e il centrodestra a Palazzo Chigi, è arrivata l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, la tassa più odiata dagli italiani. Ma non dai sindaci: "Ciò corrisponde a un'ulteriore sforbiciata sulle risorse destinate agli enti locali", ammonisce Cherchi. Una settimana fa, l'Anci nazionale ha chiesto al Governo di varare un decreto urgente "per mettere a bilancio quell'1,5 miliardi di euro tolto ai Comuni, ma il provvedimento non è stato preso". Di certo, per tutte le amministrazioni locali, oggi scade il termine per certificare l'esistenza degli equilibri di bilancio. L'operazione è obbligatoria e serve a dimostrare che i conti sono a posto, visto che i Comuni, per legge, devono chiuderli in pareggio. Ma i mancati introiti sull'Ici rischiano di sballare i bilanci. CAGLIARI Stando alle stime del Sole 24ore, Cagliari perderà 2.878.000 con l'Ici sugli immobili rurali, più 1.039.000 euro per il taglio sui costi della politica e 1.834.000 derivanti dall'abolizione della tassa sulla prima casa. In totale, 5.751.000 euro. Dice il sindaco Emilio Floris. "Noi confidiamo che i soldi arrivino. Non sarebbe pensabile, per amministrare Cagliari, fare a meno di una cifra così importante, necessaria a coprire la manutenzione della città, come le strade, o interventi di edilizia popolare". Il primo cittadino, tuttavia, ribadisce "il valore del taglio sull'Ici per la prima casa, varato dal governo Berlusconi. Non è giusto tassare un bene comprato col frutto di tanti sacrifici". Nei dettagli dei conti entra l'assessore alla Programmazione, Ugo Cappellacci. "Sulla prima casa il nostro Comune incassva dieci milioni, su un totale di entrate Ici pari a trenta milioni". Entro il 16 dicembre, a Cagliari dovrà arrivare un trasferimento statale di uguale importo, come ha stabilito il Governo. Cappellacci assicura: "Essendo Cagliari un Comune virtuoso, non abbiamo problemi di cassa". SASSARI Ammonta a 3.559.000 euro il possibile taglio su Sassari. Così diviso: 1.781.000 euro per l'Ici sugli immobili rurali, 643.000mila per la riduzione dei costi della politica e 1.135.000 per l'Ici sulla prima casa. "Da Roma è già stato trasferito il primo 50 per cento, pari a 4.560.000 euro", spiega l'assessore alle Finanze Luciano Chessa, "aspettiamo adesso la seconda tranche". Per il sindaco Gianfranco Ganau, l'abolizione della tassa sulla prima casa è "un'operazione condivisibile, se gli enti locali vengono realmente compensati con pari risorse. Diversamente non sarebbe pensabile garantire ai cittadini l'erogazione dei servizi". NUORO Sul fronte barbaricino, il buco di cassa potrebbe valere 1.143.000 euro. Di cui 572mila per l'Ici sugli immobili rurali, 206mila per la riduzione dei costi sulla politica e 364mila euro con l'abolizione della tassa sulla prima casa. Sottolinea il sindaco Mario Demuru Zidda. "È chiaro che i dati devono essere sottoposti a una diversa lettura. Fa impressione che Roma perda 71.950.000 euro. Ma se rapportiamo questa cifra al numero di abitanti, ci accorgiamo che il taglio procapite è di 26,65 euro, contro i 30,89 euro che ricadrebbero sui nuoresi". ALESSANDRA CARTA.

Torna all'inizio


Buco ici da 4 milioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Le minori entrate mettono in difficoltà le finanze locali, servizi a rischio "Buco" Ici da 4 milioni Per sei capoluoghi sardi casse più vuote COMUNI IN ROSSO Gli effetti dell'esenzione SASSARI. Taglio dell'Ici, le casse dei Comuni sardi piangono. Una paura di crac che accomuna tutti, dai più grandi ai più piccoli centri. L'abolizione totale dell'imposta sulla prima casa e sulle sue pertinenze (come garage e cantine) mette in crisi gli amministratori comunali che entro oggi devono certificare che i loro bilanci sono in ordine. Il problema è quello più volte denunciato dai sindaci, e di recente anche dall'Anci Sardegna: il taglio non è stato sostituito, al momento, dalle compensazioni promesse dal governo, quello di Prodi prima, e di Berlusconi oggi, anche se gli effetti dovrebbero essere più contenuti nelle Regioni a statuto speciale. Secondo un'elaborazione del quotidiano economico Sole 24 Ore, l'esenzione dall'Ici sulla prima casa costerà al Comune di Cagliari minori entrate per 1 milione 834mila euro. Sassari perderà 1 milione 135mila euro, Nuoro 364mila euro, Carbonia, 284mila, Oristano 268mila e Olbia 241mila. Ma il Sole-24 Ore ha calcolato anche le minori entrate nelle città capoluogo per effetto dei mancati trasferimenti seguiti alla stretta sugli immobili ex rurali e sui costi della politica locale. Cagliari registrerebbe, tagli per 2,878 milioni per l'Ici rurale e di 1 milione 39mila per i costi della politica; Sassari dovrebbe sommare perdite per 1,781 milioni e 643 mila euro; Nuoro dovrà fare a meno di 572 mila e di altri 206 mila; Carbonia di 446 mila euro più altri 161 mila; Oristano di 420mila e 152ila; per Olbia, infine, i tagli saranno di 378 mila e 136 mila euro. Complessivamente Cagliari perderebbe, per effetto delle mancate compensazioni, 5 milioni e 751 mila euro; Sassari incasserebbe 3,559 milioni di euro in meno; a Nuoro mancherebbero 1,143 milioni; a Carbonia 891mila euro; a Oristano 839mila e a Olbia 755 mila euro. Il rischio più volte sottolineato dagli amministratori locali è che il taglio di risorse si possa riflettere sui servizi, i primi sui quali intervenire per cercare di aggiustare i conti che per molti capoluoghi si annunciano in rosso. Tanto per fare un esempio Roma e Napoli, secondo l'elaborazione del "Sole 24 Ore", si ritroverebbero entrambe con un "buco" Ici di oltre 70 milioni di euro ciascuna. E ai sindaci di tutta Italia complessivamente mancherebbero 1 miliardo e 450 milioni. E così, i cittadini che avevano tirato un sospiro di sollievo quando il nuovo governo aveva abolito l'Ici sulla prima casa, potrebbero trovarsi in condizioni di spendere quanto aveva risparmiato su altri fronti. Da più municipi arrivano allarmi. In pericolo ci sono anche i pagamenti ai fornitori.

Torna all'inizio


Primi cittadini più poveri alla regione posti da ricchi (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Regione Primi cittadini più poveri alla Regione posti da ricchi L'AQUILA. L'indennità dei quattro sindaci dei Comuni capoluogo abruzzesi non presentano grosse differenze. Il compenso è legato alla densità demografica. In Abruzzo i primi cittadini di Pescara, Teramo, Chieti e L'Aquila sono sui 4 mial euro lordi. Grossi cambiamenti nelle indennità scattano solo per i primi cittadini delle città che superano il mezzo milione di abitanti. Un provvedimento che dovrebbe entrare in vigore il primo gennaio prevede un abbattimento delle indennità dei sindaci e degli assessori. Gli assessori, nei comuni capoluogo guadagnano circa 2mila euro lordi al mese. Ma se gli assessori dovessero mantenere il lavoro originario, la loro indennità verrebbe dimezzata. I consiglieri regionali, invece, hanno una indennità base di 7 mila 200 euro, lordi; più 1.800 euro per capigruppo, presidenti di commissioni e consiglieri segretari. E ancora 2.400 euro netti come gettoni di presenza a consigli e commissioni. Più 700 euro netti di rimborso chilometrico forfettizzato.

Torna all'inizio


Costi della politica, sforato il tetto (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Arezzo)" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA AREZZO pag. 7 Costi della politica, sforato il tetto Il Comune non rientra nei parametri fissati dal governo. Entrate in crisi di PIERO SCORTECCI I RISPARMI della politica? Solo 61 mila euro, contro i 501 mila previsti da Roma. Le maggiori entrate derivanti dagli immobili rurali? Solo 100 mila euro. Ma non basta. L'abolizione dell'Ici sulla prima casa ha lasciato una voragine, che qualcuno, prima o poi, dovrà compensare. Peccato che lo Stato abbia giocato a "mosca cieca" ed abbia immaginato somme completamente diverse: nel primo caso, come si è detto, 501 mila euro, nel secondo 1.389 mila. Differenze importanti, quelle che hanno finito per gravare sulla contabilità di palazzo dei Priori, che ora il governo è chiamato a colmare con sollecitudine. Giorni difficili per il vice sindaco Giuseppe Marconi, impegnato a fare di conto, scrivere e riscrivere, quei benedetti numeri di bilancio, che non tornano mai. Colpa dei guai delle amministrazioni pubbliche, perennemente alle prese con una coperta troppo stretta che, da qualsiasi parte si tira, non arriva mai. Soprattutto, ora. "Se non saranno adottate decisioni in tempi rapidi ? osserva il vice sindaco Giuseppe Marconi ? per gli enti, tutti gli enti locali, sarà un "bagno di sangue" e dovremo veramente tirare la cinghia". L'amministrazione comunale ha visto andare in fumo ben 885 mila euro, a suo tempo contabilizzati e provenienti dall'imposta sulla prima casa. Altrettanto copiose sono le somme che derivano dai tagli "sui costi della politica", costi che interessano lo svolgimento dell'attività delle assemblee, delle commissioni, delle circoscrizioni, ma anche la riduzione del numero degli assessori e quant'altro è necessario per mettere in moto quella complessa macchina politico amministrativa, accusata da più parti di elefantismo. Lo Stato aveva stimato una realtà molto più generosa. Ma era pura fantasia. Sono i vertici dell'ente, che puntutalizzano la dimensione del maremoto, che si è abbattuto su piazza della Libertà. "LE SCELTE adottate sulla scia delle normative statali ? conferma la dottoressa Anna Guiducci, responsabile del servizio ragioneria del Comune ? hanno fatto contabilizzare valori molto diversi rispetto a quelli previsti. Fatte le verifiche manca all'appello una cifra astronomica, 2.775 mila euro: 501 mila derivano da costi della politica, per l'Ici applicata sugli immobili rurali, Roma ha immaginato maggiori entrate per 1.389, ma così non è stato. Le somme effettivamente introitate si fermano a 100 mila euro". Una falla che si aggiunge a ben altre "distrazioni" che portano la firma dei governi, che nel tempo, si sono mossi non estrema leggerezza. Le cifre di cui si parla sono una goccia sul mare: il Comune, per esempio, non ha mai riscosso i crediti d'imposta sui dividendi, che pure sono di appannaggio dell'amministrazione.

Torna all'inizio


BASILICATA: FEDERALISMO FISCALE: SETTIMANA DECISIVA PER IL DDL (sezione: Costi dei politici)

( da "marketpress.info" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Potenza, 30 settembre 2008 - E' una settimana decisiva per la partenza del federalismo fiscale. Le Regioni hanno completato il lavoro comune sugli emendamenti e sono ora in attesa che il Governo convochi la Conferenza Unificata per esprimere il parere sul disegno di legge delega che poi tornerà all'esame del Consiglio dei Ministri per l'approvazione definitiva. Va avanti intanto il dialogo tra il Governo e gli enti locali che aspettano l'ultima versione del ddl da parte del ministro per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli. E' probabile che non venga inserita nel nuovo testo la richiesta emendativa delle Regioni di dimezzare i tempi di attuazione della riforma, riducendo da 24 a 12 mesi i tempi per giungere alla definizione de decreti legislativi C' è, invece, la possibilità che il Governo accolga la richiesta che le Regioni all'unanimità hanno approvato per modificare l'articolo 20 del disegno di legge delega. L'emendamento approvato prevede che "a fronte dell'assegnazione di ulteriori nuove funzioni alle Regioni a Statuto speciale, così come alle Regioni a Statuto ordinario, rispettivamente le norme di attuazione e i decreti attuativi definiranno le modalità di finanziamento attraverso forme di compartecipazione a tributi erariali e alle accise". Le Regioni hanno intanto richiesto un incontro urgente al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sugli aspetti collegati alla manovra finanziaria e al federalismo fiscale. L'incontro, dovrebbe avvenire prima della definitiva approvazione da parte del Governo del disegno di legge in materia di federalismo fiscale e molto probabilmente anche prima della Conferenza Unificata. L'obiettivo e' quello di affrontare i temi del dialogo Governo-regioni, del confronto e della leale collaborazione tra livelli istituzionali. Nella lettera inviata a Berlusconi è stato posto un particolare accento "sul fabbisogno sanitario 2010-2011 con riferimento anche ai ticket, sulle politiche finanziate con il fondo per le aree sottoutilizzate, sul piano casa e più in generale sulle declinazioni del patto di stabilità interno in relazione ai fondi comunitari". Le Regioni ritengono necessario, nell'ambito dell'iter di approvazione della Legge Finanziaria per il 2009, che su tali questioni fondamentali per lo sviluppo economico e sociale del Paese si possa riprendere un percorso comune di concertazione con il Governo, come aveva assicurato Berlusconi nell'ultimo incontro Governo-regioni a Palazzo Chigi avvenuto il 31 luglio. Risorse certe per le funzioni essenziali e definizione comune dei costi standard. Sono queste le priorità che stanno a cuore alle Regioni in merito al testo sul federalismo fiscale. Garanzie e certezze sui finanziamenti, sulla definizione comune dei livelli assistenziali di assistenza (Lea) e dei costi standard, sul fatto che in un sistema di federalismo fiscale tutti i cittadini abbiano servizi adeguati e si vedano riconosciuti gli stessi diritti. Le Regioni aspettano ora di essere convocate a Palazzo Chigi. . <<BACK.

Torna all'inizio


Tra rimborsi Ici e costi della politica al bilancio mancano 4 milioni di euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

FERRARA PRIMO PIANO pag. 5 Tra rimborsi Ici e costi della politica al bilancio mancano 4 milioni di euro POCHI vi hanno prestato attenzione, presi com'erano a sperare che dalla crisi politica sgorgassero sangue e tempeste. Ma un'emergenza per il Comune, ha affermato l'assessore alle Finanze Roberto Polastri, rischia di essere ben più grave: quella dei mancati trasferimenti per la stretta, imposta dal governo, sugli immobili ex rurali, sui costi della politica locale e per la copertura dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Per il bilancio municipale, "se non arriverà una rassicurazione decisiva ? ha affermato ieri Polastri ?, si tratterà di una 'mazzata' da quasi 4 milioni di euro". In dettaglio, 1 milione e 975 mila euro di Ici rurale, 713 mila euro per il contenimento dei costi della politica, 1 milione e 258 mila euro di Ici sulla prima casa: fanno, per la precisione, 3 milioni e 946 mila euro che pongono (secondo l'ideale classifica pubblicata ieri dal Sole 24 Ore) Ferrara al quinto posto in regione tra i Comuni più 'tartassati', dopo Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia. "Malgrado questa incognita ? ha chiuso Polastri ? portiamo all'approvazione l'assestamento di bilancio per il 2008".

Torna all'inizio


Abruzzo, i precari fanno volare l'occupazione (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Regione Abruzzo, i precari fanno volare l'occupazione Impennata nel settore agricolo, cresce il terziario. Industria in leggera flessione L'economista Mauro: Situazione economica non incoraggiante PESCARA. Più lavoro, ma precario. i dati Istat del secondo trimeste del 2008 sull'andamento dell'occupazione in Italia, per l'Abruzzo indicano un risultato a prima vista ottimo. Gli occupati hanno raggiunto quota 518mila, contro i 493mila dello stesso periodo dell'anno scorso. L'incremento del 5,1% fa invidia anche alle regioni del nord e non è neppure lontanamente paragonabile allo striminzito 1% di quelle del sud. Per capire, però, qual è la situazione reale dell'economia abruzzese bisogna "grattare" sotto numeri e percentuali. A interpretare i dati è l'economista Giuseppe Mauro, docente all'università D'Annunzio, secondo cui il rilevamento dell'Istat mostra una "bolla occupazionale" che non cancella problemi e difficoltà. "Sorprende il dato sull'occupazione", esordisce Mauro, "la crescita del 5,1% è ben oltre le aspettative". Il risultato va analizzato guardando ai singoli settori produttivi. "Emergono tre considerazioni", sottolinea l'economista, "la prima riflette l'andamento del comparto agricolo, che subisce un'impennata verso l'alto attestata intorno al 53%, con una crescita da 17mila a 26mila occupati. La seconda è legata ai serivizi, che passano da 320mila a 337mila lavoratori, con un incremento del 5,3%. Il terzo dato riguarda il settore industriale che, pur in presenza di aree di crisi, mantiene intatta la sua forza occupazionale, con un leggero calo da 156mila a 155mila unità lavorative, concentrate in particolare nelle costruzioni". Oltre le cifre ufficiali, però, salta fuori un bilancio meno positivo. "Non c'è dubbio che la crescita indicata da questi dati", spiega il docente universitario, "è da attribuire all'estensione del lavoro precario, sempre più consistente, e alla presenza di immigrati che incrementano l'occupazione complessiva". Mauro trae da questo elemento una conseguenza che fotografa il momento dell'economia regionale. "Si ha la sensazione di un modello basato sul lavoro flessibile, in una fase congiunturale estremamente difficile, che induce a ritardare gli investimenti". Le imprese, insomma, si affidano al precariato che costa meno e non spendono in innovazione, ricerca e formazione. "Questi dati non debbono far trascurare la situazione problematica e dura che l'economia abruzzese sta attraversando", chiarisce l'economista, "lo scenario complessivo dell'attività economica è molto critico, anche se ci sono settori con risultati produttivi interessanti, come ad esempio l'agro-alimentare, il mobilio, il trasporto e una leggera ripresa del tessile". C'è poco da stare allegri per il futuro immediato. "Le prospettive non sono molto incoraggianti", afferma il docente universitario, "anche alla luce di alcuni fattori interni ed esterni. Questi ultimi sono la congiuntura internazionale molto difficile e la crisi finanziaria. Ci sono poi i fattori interni quali la caduta di produttività e un sistema economico complessivo ancora poco competitivo". Una mazzata arriva anche dallo scandalo delle presunte tangenti sulla sanità. "Non si può fare a meno di aggiungere", fa notare l'economista, "la caduta di reputazione, dovuta ai noti accadimenti, che di sicuro inciderà sulla capacità del territorio di attrarre investimenti". Peggio di così non può andare, per cui c'è da sperare in un miglioramento. "Da questo punto di vista, una volta toccato il fondo, non si può che risalire", afferma Mauro, "a condizione però di predisporre un programma concreto di ripresa dell'economia in maniera solida e stabile, non fumosa. Un esempio per testimoniare che si sta voltando pagina può essere quello di avviare iniziative per ridurre i costi della politica". Dietro l'angolo c'è il pericolo che si chiudano i rubinetti del credito. "In un quadro così difficile si potrebbe determinare una sorta di "siccità" creditizia", avverte il docente, "con una rarefazione della liquidità e un aumento dei tassi d'interesse, che renderebbe complicato il ricorso al credito soprattutto da parte delle imprese più piccole". Mauro vede un'iversione di tendenza."C'è un ritorno all'economia reale, con un'attenzione del mondo del credito a produzione e commercio e meno finanza innovativa". (g.d.m.).

Torna all'inizio


Berlusconi cancella l'Ici e i Comuni italiani si ritrovano di colpo con una bella falla nei con (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di PAOLO VERCESI Berlusconi cancella l'Ici e i Comuni italiani si ritrovano di colpo con una bella falla nei conti del palazzo. Nella speciale e poco invidiabile graduatoria stilata ieri da Il Sole 24 Ore è calcolato che Pescara dovrà fronteggiare una perdita secca di tre milioni, spiccioli più, spiccioli meno. Altro che imprevisti legati all'effetto swap sui mutui; altro che adeguamento degli stipendi al nuovo contratto. Quella che al vicesindaco e assessore alle finanze Camillo D'Angelo sembrava giorni fa una voragine (un milione e 200 mila euro in tutto) rischia d'essere un buchetto - peraltro già tappato - rispetto alla voragine, questa vera, che si prospetta in conseguenza delle mancate entrate per la tassa sugli immobili eliminata dal governo di centrodestra. Il quotidiano finanziario ha calcolato in 962 mila euro il vuoto lasciato dall'Ici sulla prima casa; un milione e mezzo quello per le Ici rurali; sarebbe invece di 545 mila euro il buco legato ai costi della politica locale. Il punto è che, in base a stime che si sono rivelate lontane dalla realtà, lo Stato ha tagliato i trasferimenti agli enti locali (come nel caso degli immobili ex rurali sottomessi all'Ici nel 2006) ma le soluzioni alternative non hanno ripagato i comuni dei tagli del governo. L'abolizione dell'Ici sulla prima casa è stata solo l'ultima mazzata che, com'era prevedibile, costringe adesso gli assessori alle finanze a rimettere mano ai conti. In vista del bilancio 2009 Camillo D'Angelo ha già allertato la "Premiata sartoria D'Aquino & C.", leggi dirigente e staff che dovranno tagliare e cucire la manovra finanziaria considerando i tre milioni mancanti. La via obbligata è quella dei tagli ai servizi e alle spese, dal momento che il governo, in vista del federalismo, non autorizza un aumento della pressione fiscale locale. "Purtroppo le previsioni del Sole 24 Ore sono azzeccate per quel che ci riguarda - ha dovuto ammettere il vicesindaco D'Angelo -. Noi abbiamo cercato in anticipo le contromosse, già a gennaio abbiamo ridotto le spese per la politica, mentre per l'Ici rurali speriamo di contenere il buco sui 700-800 mila euro visto che siamo riusciti a farci restituire qualcosa". D'Angelo promette sin d'ora massima oculatezza nel tagliare, "prevarrà lo spirito solidale della nostra amministrazione: cercheremo di non penalizzare i servizi ma di sicuro dovremo rinunciare a qualche intervento di manutenzione, penso all'acquisizione di giardini, e a qualche intervento che pensavamo di realizzare". D'Angelo confida in una compensazione corretta legata al federalismo fiscale ovvero si augura che alla fine la situazione per Pescara non sarà nera come appare oggi. Ma non rinuncia alla stoccata politica: "Altro che meno tasse: con il governo Berlusconi l'imposizione fiscale è cresciuta di un punto, siamo oltre il 43%, ma nessuno lo dice. Non è giusto tagliare le casse cittadine al punto da far rischiare il fallimento a qualche Comune se poi a livello nazionale non si riesce neppure ad eliminare un'auto blu".

Torna all'inizio


)LITORALE Fogna a cielo aperto: <Vergogna a Marina (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

AGENDA PISA pag. 8 )LITORALE Fogna a cielo aperto: "Vergogna a Marina ... )LITORALE Fogna a cielo aperto: "Vergogna a Marina" Leggiamo sui giornali che vi sono investimenti sul litorale per la realizzazione di nuovi tratti di fognatura nera e grigia e per piani antiallagamento in zone facilmente alluvionabili. Al Calambrone dove sorgerà il futuro quartiere con nuova edilizia in progresso c'è già un investimento per togliere il vecchio sistema dove le acque vengono assorbilte dal terreno essendo sabbioso quindi con il potere di assorbimento. Quello che aspettiamo qui su Marina di Pisa in zona via della Foce- via Vivaldi è che si possa sistemare la fognatura che si riversa nel fosso di acque Meteoriche che costeggia i palazzi della Via Vivaldi. La fognatura rotta da tempo proveniente dalla zona "Case Fiat" proseguendo in mezzo ai campi incolti , si immette nel "Fossone" che passa sotto il "Ponticello dell'ex Trammino" (nella foto)vi passa sotto costeggiando le case dei 400 residenti che vivono nel tratto di Via Vivaldi. Cosa aspetta il Comune ad investire i soldi per sistemare la fognatura rotta e bonificare il canale che deve raccogliere solo acqua piovana? Lettera firmata, Marina di Pisa )LA POLEMICA Commissione controllo e affitti nelle case-tugurio La consigliera comunale Chincarini (Italia dei Valori) in due articoli pubblicati dalla stampa esprime la propria contrarietà all'iniziativa promossa, ai primi di agosto, da parte della prima Commissione Controllo e volta ad effettuare un sopralluogo nell'area detta delle "ex stallette". La consigliera Chincarini ha tutto il diritto di manifestare, anche pubblicamente, la propria contrarietà ad iniziative promosse dalla I Commissione Controllo. Tuttavia, quello che francamente diventa inaccettabile è la trasformazione di una legittima polemica politica in dichiarazioni non corrispondenti alla realtà. Alludere, infatti, che il sopralluogo alle "ex stallette" è stato organizzato al solo scopo di prendere il gettone presenza ed il permesso lavorativo, equivale a far credere all'opinione pubblica che questo risulta l'unico scopo per il quale ci si riunisce. Un danno d'immagine che colpisce tutti compresa la stessa consigliera. Far credere, poi, che i consiglieri lavoratori dipendenti possano partecipare ai lavori di Commissione senza permesso lavorativo oltre a essere un'evidente sfida alle leggi della natura, che al momento impediscono il dono dell'ubiquità ai comuni mortali, trasferisce, in tutta evidenza, anche ai consiglieri comunali l'appellativo di "fannulloni" dando dignità e legittimazione al solo lavoro esterno al Comune, ampliando, di fatto, il coro populista, antidemocratico ed antistituzionale. Tutto questo rappresenta un inutile gioco al massacro. Infine, la consigliera Chincarini sa benissimo che il citato sopralluogo fu effettuato utilizzando le auto di proprietà dei consiglieri e la propria benzina e, ciò nonostante, continua nella sua polemica con la quale si adombra un fantasioso utilizzo dell'auto blu, con tanto d'autista, ovviamente mai avvenuto. La commissione di controllo esercita le proprie funzioni, anche in pieno agosto come in questo caso, per un ruolo riconosciuto dalla legge e dalla stessa Costituzione Italiana. Comprimerne o limitarne l'attività sarebbe un venir meno ad un mandato che i cittadini Le hanno conferito al momento del voto. Per questo, in tutta coscienza, continueremo nonostante tutto nella nostra azione, certi che questo, e non altro, è quanto ci viene giustamente richiesto. Paolo Cognetti presidente I Commissione Controllo, Maurizio Binie Luca Titonicommissari.

Torna all'inizio


Mancati trasferimenti dallo Stato Il Comune cerca disperatamente 5 milioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACHE pag. 16 Mancati trasferimenti dallo Stato Il Comune cerca disperatamente 5 milioni L'INDAGINE E' LA CIFRA DA OTTENERE ? PERUGIA ? CINQUE MILIONI di euro. E' la cifra che mancherà alla fine dell'anno nelle casse del Comune. E l'effetto è dovuto alla stretta dello Stato sui fabbricati rurali, ai tagli ai costi della politica e ai mancati incassi per l'Ici sulla prima casa. La stima l'ha fatta il quotidiano economico Il Sole 24 ore secondo il quale ci saranno mancati trasferimenti per la stretta sugli immobili rurali pari a due milioni e mezzo, che scendono a un milione e seicentomila per l'abolizione dell'imposta sugli immobili e di 905 mila per i tagli ai costi della politica. Tutto denaro che lo Stato non trasferirà a Palazzo dei Priori. La scelta risale addirittura al 2006 quando il decreto Visco-Bersani che sottomette all'Ici edifici ex rurali e strutture commerciali. L'introito si pensa sia sostanzioso, in realtà si crea un buco a cui i Comuni dovranno sopperire. Con Prodi, invece, arriva il tanto sospirato taglio ai costi della politica. Che in realtà tocca i pesci piccoli. Vedi Circoscrizioni. Il risparmio stimato è di 905mila euro. E il Comune dovrebbe rientrarci. Infine Berlusconi che abolisce l'Ici: il Governo promette il rimborso per tutti. Ma non è così. E a Perugia mancano quasi cinque miliardi di lire.

Torna all'inizio


Amministrazioni, il nuovo percorso in bilico fra miglioramento e flop (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pisa Amministrazioni, il nuovo percorso in bilico fra miglioramento e flop CALCINAIA. Noi condividiamo l'obiettivo di migliorare la qualità dei servizi e mettere in rete le migliori esperienze della Valdera, ma abbiamo anche perplessità. Presto nascerà un macro consiglio della Valdera con 40 consiglieri, che non sarà eletto dai cittadini ma che avrà numerose e decisive prerogative nel decidere quantità e qualità dei servizi pubblici erogati; ciò porterà sia un aumento di costi per la collettività (ogni consigliere avrà un ulteriore gettone di presenza), sia a un allontanamento delle decisioni politiche dalla cittadinanza, che avrà così meno possibilità di incidere sulle varie scelte. Inoltre un consiglio eletto in "secondo grado" non ha la caratteristica della proporzionalità e quindi della rappresentatività dei vari gruppi politici. Esprimiamo dubbi anche sul fatto che ad ora è indeterminabile quale sia il costo totale che graverà sulle casse comunali. Altra perplessità deriva dal fatto che oggi i Comuni interessati hanno sistemi di gestire l'amministrazione molto diversi (rifiuti, tariffe dei servizi pubblici, esternalizzazioni ecc.); infine nutriamo dubbi sul fatto che quando l'Unione sarà a regime e molte funzioni saranno accentrate in una o poche sedi, ciò potrebbe andare a scapito della raggiungibilità dei servizi per i cittadini. Quindi considerato tutto ciò non ci sentiamo di sottoscrivere nulla fino a quando non avremo la certezza del vantaggio reale che i cittadini avranno anche da un punto di vista economico. Riteniamo sbagliata la contrarietà della destra, che preferisce custodire con gelosia i servizi che ogni comune eroga infischiandosene di collaborare con comuni limitrofi per migliorarli. E ci pare ingiustificato l'entusiasmo del Partito Democratico di accelerare la nascita di questo nuovo ente locale senza alcuna sicurezza sull'aumento dei servizi stessi. Crediamo che la nostra amministrazione prima di prendere qualsiasi futura decisione riguardo l'Unione dei Comuni debba convocare assemblee pubbliche per comunicare le proprie intenzioni e ascoltare le reali esigenze dei cittadini. Maurizio Ribechini "Un'altra Calcinaia" Claudio Nardini Prc - Sinistra europea.

Torna all'inizio


Mannini, com'è bello volare col napoli (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Viareggio Mannini, com'è bello volare col Napoli Rickler una roccia, Gazzoli e Mancini parano davvero tutto I VERSILIESI TRA I PROF VIAREGGIO. La prima da titolare di Daniele Mannini, le certezze dei nostri portacolori in B, le parate decisive di Gazzoli e Mancini: settembre si chiude con un bilancio positivo per i versiliesi impegnati nel calcio professionistico. Serie A. Dopo essere subentrato nella ripresa contro Udinese e Palermo, è arrivata la prima presenza da titolare per Daniele Mannini: nel primo tempo porta la sua firma una delle occasioni più nitide costruite dal Napoli, che poi vince con un'inzuccata dell'argentino Denis. Secondo gettone stagionale per Andrea Ardito dopo l'esordio di mercoledì scorso a San Siro contro l'Inter: mister Beretta lo lancia per far legna a centrocampo ed amministrare il 2-0 sul Cagliari. Serie B. Buon punto del Piacenza a Bergamo, con l'Albinoleffe costretto ad accontentarsi dello 0-0: bene il nostro "Ricky" Rickler, che aveva di fronte uno degli attacchi più pericolosi della serie cadetta. Oltre la sufficienza Andrea Masiello nel Bari corsaro ad Ascoli Piceno, nuovo posticipo serale per Nicholas Guidi del Frosinone. Lega Pro. In Prima Divisione, squillante vittoria del Lumezzane ai danni del Ravenna: sul 3-0 incidono anche le parate di Massimo Gazzoli, premiato addirittura con un 7. Non è andata meglio al collega Emanuele Bianchi (Perugia nuovamente ko nonostante il nuovo allenatore), mentre è amaro l'esordio di Samuele Pizza nel Monza (sconfitta a Venezia per 3-0 e momentaneo penultimo posto). In Seconda Divisione, volano l'Alessandria e, nel girone del Viareggio, il Giulianova: in entrambe le occasioni, prestazione sufficiente sia per Angelo Buglio che per Paolo Mancini, portiere davvero insuperabile.

Torna all'inizio


Comunità montane, ultimo treno (sezione: Costi dei politici)

( da "Denaro, Il" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Campania Enti Locali Comunità montane, ultimo treno Via libera al ddl regionale entro la mezzanotte di oggi: 120 gli emendamenti Comunità montane: scade oggi a mezzanotte il termine ultimo per l'approvazione della legge regionale che ridisegna l'assetto degli organismi di gestione, dopo un rinvio di tre mesi (possibile grazie al decreto "Mille proroghe") e il ritorno del provvedimento in prima commissione (Affari generali). In mancanza del via libera del Consiglio regionale da domani diventerebbe automaticamente vigente in Campania la disciplina nazionale. Il ddl firmato dall'assessore Antonio Valiante riduce il numero delle Comunità montane da 27 a 20, prevedendo un consistente smaltimento del numero dei componenti (da 1.208 a 263 consiglieri, da 223 a 54 assessori, da 27 a 20 i presidenti). In aula il testo torna con una zavorra di 120 emendamenti. Antonella autero Seduta a oltranza fino alle 24 oggi, in Consiglio regionale, per approvare il ddl che riorganizza le Comunità montane tramite accorpamenti e tagli agli organismi di gestione. Se dovesse passare il testo firmato da Antonio Valiante e poi tornato in prima commissione (Affari generali) dopo un primo approdo in aula, i consiglieri di questi enti scenderebbero da 1.208 a 263, gli assessori da 223 a 54, i presidenti da 27 a 20. Il risparmio stimato è di 3,76 milioni di euro. Attualmente le comunità montane in Campania sono 27: 2 in provincia di Napoli, 3 a Caserta, 4 a Benevento; 6 ad Avellino; 12 a Salerno. Dovranno diventare 20. Funzioni Oltre a funzioni di difesa del suolo e dell'ambiente, il ddl assegna alle Comunità montane anche un ruolo di primo piano nello sviluppo socio-economico del territorio: spetta a questi enti l'attuazione dei piani pluriennali di sviluppo , dei programmi annuali operativie di progetti integrati di intervento speciale per la montagna. Per accedere ai contributi erogati dalla Regione a sostegno dell'esercizio associato di funzioni e servizi, i comuni appartenenti a una comunità montana possono partecipare alle selezioni esclusivamente attraverso l'organismo di appartenenza. il consiglio generale E' una delle previsioni più controverse della legge quella che riguarda il consiglio generale, organo di indirizzo e controllo politico e amministrativo. E' composto da un numero di consiglieri pari al numero dei comuni che costituiscono la Comunità montana, incrementato del 25 per cento. Ogni comune elegge all'interno del rispettivo consiglio un proprio rappresentante che avrà diritto a fare un nome solo: verrà proclamato eletto chi ha raccolto il maggior numero di voti. A parità di voti la spunta il più giovane di età. Alle minoranze spetta il restante 25 per cento: le opposizioni di tutti i comuni riunite in assemblea eleggono propri rappresentanti sulla base di liste separate con metodo proporzionale. Ai componenti del consiglio spetta un gettone di presenza per le sedute nella misura del quaranta per cento di quella fissata dal comma 2 dell'articolo 82 del decreto legislativo 267/2000 (testo unico enti locali). Al presidente della comunità montana e agli assessori spetta anche un'indennità di funzione. In aula lo scoglio maggiore sarà rappresentato dai 120 emendamenti. Nel mirino il consiglio delle comunità montane che l'Mpa vorrebbe ritoccare: "Non ci convince la costituzione di un organismo in cui le minoranze non sono garantite dice il consigliere Salvatore Ronghi - né l'esclusione di alcuni piccoli comuni". Mentre il Verde Michele Ragosta, in un articolo unico, propone addirittura la soppressione delle Comunità montane e il trasferimento delle relative funzioni alle Province. Accorpamenti e soppressioni 1) Monte Santa Croce 2) Matese 3) Monte Maggiore 4) Titerno e Alto Tammaro (accorpa Zona del Titernoe Zona Alto Tammaro) 5) Taburno 6) Fortore 7) Partenio-Valle Di lauro (accorpa le comunità Zona Partenio, Zona Vallo di Lauro e Baianese e Zona Montedonico Tribucco) 8) Ufita 9) Alta Irpinia 10) Terminio Cervialto 11) Irno-Solofrana 12) Monti Piacentini 13) Tanagro-Alto e medio Sele (accorpa Zona del tanagro e Zona Alto e Medio Sele) 14) Alburni 15) Calore Salernitano 16) Vallo di Diano 17) Gelbison e Cervati 18) Alento Monte Sella 19) Bussento-Lambro e Mingardo (accorpa le comunità Zona Bussento e Zona Lambro e Mingardo) 20) Monti Lattari (accorpa Zona Penisola Sorrentina e Zona Penisola Amalfitana) Viene soppressa la Comunità montana Zona Serinese Solofrana, i cui comuni vengono ripartiti tra tre diverse comunità Montane (Partenio- Valle Di Lauro ì, Irno-Solofrana, Terminio Cervialto) Il testo torna in aula Le cifre Le comunità montane passano da 27 a 20 Vengono esclusi 102 comuni Il risparmio stimato è di 3,76 milioni di euro I consiglieri scendono da 1.208 a 263 gli assessori scendono da 223 a 54 i presidenti da 27 a 20 Il risparmio previsto sfiorerebbe i 4 miliardi di euro Gli emendamenti Proponente numero Paolo Romano (Forza Italia) 46 I consiglieri dell'Mpa 30 Fulvio Martusciello (Forza Italia) 9 Ferdinando Errico (Udeur) 8 Gianfranco Valiante (Pd) e Gennaro Mucciolo (Socialisti) 7 Giuseppe Russo (Pd) 7 Donato Pica (Pd) e Gerardo Rosania (Prc) 7 Giuseppe Maisto (Idv) 3 Tiberio Insigne (indipendente ) 2 Michele Ragosta (Verdi) 1 Sono 120 in tutto gli emendamenti che oggi saranno discussi in aula del 30-09-2008 num.

Torna all'inizio


Consiglieri comunali a "caccia" di giovani per introdurli alla vita politica-amministrativa (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

MONTEBELLUNA - (L.Bon) Consiglieri comunali "a caccia" di giovani. Con l'aiuto dell'Europa. I consiglieri di maggioranza e minoranza del Comune di Montebelluna, spesso ai ferri corti, per una volta viaggiano in sintonia. 10 di loro, appartenenti a tutti gli schieramenti, cercheranno di agganciare i giovani di Montebelluna, per coinvolgerli nella vita della comunità e nella politica. Il tutto grazie ad un finanziamento europeo di 22mila euro che è stato concesso a Montebelluna, unico centro in Italia. La somma, della quale nulla andrà ai consiglieri, che non avranno neppure gettoni di presenza, servirà appunto per avviare tavoli ed iniziative. Concretamente, come hanno spiegato il tecnico responsabile del progetto Andrea Pozzobon e il delegato alle politiche giovanili Loris Poloni, si ipotizza di lavorare per tappe partendo dalla costituzione di un gruppo di giovani che dovrà essere sufficientemente rappresentativo delle varie realtà giovanili presenti sul territorio per garantire una pluralità di espressioni e punti di vista. Come potrebbero essere utilizzati? Si pensa ad una consulta comunale dei giovani, ad un gruppo che si confronti sulla mobilità giovanile, sulle opportunità di scambio a livello europeo, a gruppi tematici rispetto a lavoro, casa, disagio giovanile. I risultati del percorso verrano infine rielaborati e diffusi su scala nazionale attraverso un workshop. Sull'opportunità dell'intervento, anche la minoranza non ha dubbi. "C'è uno svuotamento della politica -dice Dino De Longhi- .Ed i giovani che devono affrontare la vita, si trovano svuotati tra scuola e lavoro". Anche Gloria Sernagiotto, il più giovane consigliere comunale, crede molto in questo progetto: "spero così che alla prossima tornata elettorale potremmo vedere candidati più giovani ed avere un maggior coinvolgimento dei giovani in politica".

Torna all'inizio


Udine NOSTRA REDAZIONE (loma) Aveva provato a (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

UdineNOSTRA REDAZIONE(loma) Aveva provato a cancellarle prima del 2003, al suo primo mandato di presidente. Ritornato alla guida dell'amministrazione regionale, Renzo Tondo intende chiudere le comunità montane del Friuli Venezia Giulia e trova come alleato nel portare a compimento il suo intendimento, la Lega nord. Annunciata già al suo insediamento nella scorsa primavera, l'operazione sarà realizzata tra la fine dell'anno e la prima parte del 2009. A lavorarci, con la predisposizione di un atto legislativo, è l'assessore regionale alle Autonomie locali Federica Seganti (nella foto), donna di punta del Carroccio friulgiuliano."Non bisogna confondere le Comunità montane con le politiche per la montagna - fa presente l'assessore Seganti - a suo tempo ho fatto parte del direttivo della Comunità del Carso e ricordo tante parole in molte riunioni, con relativi gettoni presenza, e poca sostanza. L'attenzione per la fascia montana della nostra regione si manifesta con atti concreti, come fa il governatore Tondo che ha voluto per sè la delega in materia".Prima del 2003 Tondo aveva provveduto al commissariamento delle comunità montane per procedere alla loro chiusura. Ma la successiva giunta di Centrosinistra aveva preferito confermare questi organismi, ora di nuovo messi in discussione. "Le comunità montane sono enti che non danno risposte ai cittadini, costituendo un ulteriore aggravio di costi e procedure - sentenzia l'assessore leghista - alcune spendono più risorse per le spese di gestione in personale e amministratori che per il territorio di loro competenza. A questo punto, conviene farne a meno, trasferendo le loro competenze proprie alle Province. Quanto a quelle che i Comuni hanno provveduto ad attribuire alle comunità, ritornino agli stesse amministrazioni cittadine che valutino se e come condividerle con quelle contermini".Nonostante i rappresentanti delle Comunità montane, e la stessa associazione nazionale, abbiano chiesto alla giunta friulgiuliana di non dare seguito alle loro intenzioni, il progetto di chiusura sarà realizzato entro pochi mesi. Il tempo di predisporre la norma e avviare il confronto con le parti interessate (autonomie locali in primis) e questa approderà all'esame del Consiglio regionale a Trieste, verosimilmente a inizio 2009.

Torna all'inizio


Taglio dell'Ici, Palazzo Cernezzi rischia un buco di 1,8 milioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Di Como, Il" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

La stima del "Sole-24 Ore" L'Ici sulla prima casa, l'imposta comunale sugli immobili, non c'è più. Un sollievo per milioni di cittadini, ma non per sindaci e amministratori locali, che potrebbero veder sparire dalle casse comunali veri e propri "pezzi" di bilancio. A Como, secondo una stima pubblicata sul Sole-24 Ore, si rischia un taglio di 1,8 milioni di euro. Il motivo' Durante il governo Prodi furono assoggettati al pagamento dell'Ici alcuni immobili ex rurali, prima esenti. Si calcolava, grazie a questa manovra, un maggior gettito di oltre 600 milioni di euro all'anno. I trasferimenti da Stato a Comuni sono stati tagliati in base a queste stime, rivelatesi però troppo generose. In realtà, il maggior gettito non ha superato i 100 milioni, e questo ha portata - a Como - un taglio di 918mila euro nel 2006. Per lo stesso meccanismo, riduzione delle risorse calcolata su stime generose, Como perde nel 2007 circa 331mila euro a causa della manovra che taglia i costi della politica. A tutto ciò si aggiunge l'abolizione totale dell'Ici sulla prima casa che, a dispetto dei 2,6 miliardi messi a bilancio, dovrebbe costare 500-600 milioni di euro in più. Il che potrebbe portare un terzo taglio sulle finanze locali: 585mila euro. Sommando le tre voci si arriva a un buco di 1,8 milioni sulla spesa corrente del Comune. Nella foto: Il bilancio di Palazzo Cernezzi potrebbe soffrire di un buco imprevisto Home L'appello del prefetto alle Ferrovie Svizzere Serve un treno di soccorso a Chiasso Le offre un passaggio in auto e la violenta La polizia di Stato festeggia il proprio santo patrono Si è ripresa la 17enne dopo l'incidente sul go-kart Accoltella il "rivale" e fugge a piedi Arrestato, è accusato di tentato omicidio Como dice addio a Paolo Sorrentino Vigili in lutto Nuova raffica di multe in piazza Cacciatori S. Anna, tensione alle stelle in maggioranza.

Torna all'inizio


Regione: Uncem a Loiero, valorizzare la risorsa montagna (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

CATANZARO. "Una regione che possiede circa il 93% di territorio collinare e montano avrebbe il dovere di impostare una seria e concreta politica di intervento, rivolta a recuperare non solo gli storici squilibri, ma soprattutto capace di valorizzare le ingenti risorse endogene, esistenti su tali territori, a partire da quelle ambientali, allo stato scarsamente utilizzate". Inizia così una lettera che il presidente regionale dell'Uncem, Vincenzo Mazzei, ha scritto al governatore Agazio Loiero. "Nel passato - scrive Mazzei - a tenere desto l'interesse per tali realtà, era la presenza di un consistente numero di forestali (erano circa 35.000 negli anni '70), impegnati in lavori di forestazione e di difesa del suolo. Oggi, tale categoria di lavoratori si è ridotta a poche migliaia di addetti (circa 8.000), gli squilibri territoriali sono ulteriormente cresciuti e gli stessi forestali non sono più impiegati nella cura dei boschi, ma vengono utilizzati nelle città e nei paesi. Nel frattempo, - aggiunge - tantissimi giovani dei centri più interni, per l'assoluta mancanza di lavoro, sono costretti, insieme alle loro famiglie, ad emigrare e la collina e la montagna si spopolano, perdono le energie migliori, a tutto vantaggio delle aree costiere e delle regioni del centro-nord. I Comuni montani, poi, nonostante l'impegno ed il sacrificio degli amministratori, vivono in uno stato di assoluta precarietà, a causa delle limitate risorse finanziarie, che non consentono nemmeno la normale erogazione dei servizi primari e la manutenzione degli impianti. A pagarne le spese non è solo la montagna, ma - sottolinea Mazzei - l'intera regione. Basti pensare al grave danno provocato al turismo, dal mancato funzionamento dei depuratori, che scaricano il loro carco batterico nei fiumi e provocano l'inquinamento del mare". Tale stato di cose, a parere del presidente dell'Uncem, "sarà destinato ad aggravarsi ulteriormente, dopo l'entrata in vigore del federalismo fiscale. Urge, perciò, cambiare rotta nella consapevolezza, che non può esserci nessuno sviluppo duraturo, se non si agisce facendo leva sui punti di forza, rappresentati soprattutto, dalle risorse esistenti. Ebbene, nella nostra montagna possediamo oltre 650.000 ettari di bosco, tantissima acqua, notevoli giacimenti culturali, tre parchi nazionali ed uno regionale, diversi insediamenti turistici dotati di moderne strutture per gli sport invernali, un grande patrimonio immobiliare abbandonato, che fa da cornice alle nostre spiagge, eppure, non siamo capaci di mettere a frutto tutto ciò, nonostante gli ingenti finanziamenti, che l'Unione Europea mette a nostra disposizione, che, come è notorio, non riusciamo nemmeno a spendere. Occorre, perciò, intervenire - afferma Mazzei - con immediatezza nelle aree montane, al fine di determinare sviluppo ed occupazione, e definire un moderno e funzionale sistema di governance, in grado di dare forza ai comuni e garantire la gestione in forma associata dei servizi. La Comunità montana ha rappresentato, finora, l'unico soggetto istituzionale di supporto all'attività dei comuni situati in tali territori. Nei mesi scorsi, il consiglio regionale, - ricorda - in attuazione a quanto previsto dalla Legge finanziaria 2008, ha approvato due importanti provvedimenti: la riduzione del numero dei Consorzi di Bonifica e la riduzione del numero delle Comunità montane".Relativamente ai consorzi di Bonifica, Mazzei evidenzia che "la legge dello Stato considerava anche l'ipotesi dello scioglimento ed il passaggio delle loro competenze alle Province. La Regione, però, ha deciso di mantenerli in vita, continuando a finanziarli in parte con i fondi della forestazione. Le Comunità montane sono state ridotte da 26 a 20, sono stati drasticamente diminuiti i componenti dei loro organi e le indennità degli amministratori, ma nessun passo avanti - sottolinea- è stato compiuto sul terreno dell'assegnazione delle funzioni e dell'individuazione di specifici canali finanziari, necessari per assicurare la loro concreta operatività". "Dal confronto fra i gruppi politici e dal dibattito sviluppatosi all'interno del Consiglio regionale, - continua - sono rimasti fuori i problemi dei cittadini, che vivono sui territori montani ed a prevalere, ancora una volta, è stata semplicemente la solita logica clientelare, concretizzatasi nell'individuazione di criteri funzionali all'inserimento di comuni, vicini ai singoli consiglieri di maggioranza. Eppure, come Delegazione regionale dell'UNCEM, avevamo fornito una proposta equilibrata, idonea a stimolare un grande sforzo progettuale. A livello nazionale, intanto, sono stati ulteriormente ridotti i finanziamenti. Tutte le Regioni, compresa la Calabria, nel rapporto con il Governo, hanno più volte riaffermato la loro esclusiva competenza nella materia ed hanno sostenuto, con forza, l'indispensabile ruolo delle Comunità montane, al fine di impedire l'abbandono e l'ulteriore degrado dei territori montani, che determinerebbero elevati costi, per l'intera collettività. Nei giorni scorsi, abbiamo avuto modo di esprimere pubblicamente apprezzamento, per il positivo lavoro che Lei sta svolgendo sul delicato tema del federalismo fiscale, ma nello stesso tempo, abbiamo anche sottolineato, che attendiamo di verificare, nel merito, la Sua azione di governo. Sarebbe un segnale importante non solo per noi, ma per tutti gli amministratori dei comuni montani, se Lei assumesse una forte ed inequivocabile iniziativa, intesa ad affermare il ruolo della montagna nei processi di sviluppo della Regione ed a reperire le risorse, per dare certezze e stabilità alle Comunità montane calabresi, che non possono vivere in uno stato di continua precarietà. Siamo fermamente convinti, che la montagna, in particolare quella calabrese, ha bisogno di uno strumento istituzionale, che sappia essere nello stesso tempo agenzia di sviluppo e "comune dei comuni". Un ente snello, operativo, unico livello associativo, con specifiche competenze ed un territorio esclusivamente montano. Nell'attesa di concreti segnali nella direzione auspicata, vogliamo solo farLe presente, - conclude - che con l'eventuale eliminazione delle Comunità montane, la Regione recupererebbe solo pochi spiccioli, mentre basterebbe volgere lo sguardo altrove, in direzione dei costi della politica regionale, per rendersi conto che è possibile operare i tagli, sufficienti a garantire non solo consistenti risparmi, ma anche a trovare le risorse sufficienti, per il regolare funzionamento degli enti montani". (30-09-08).

Torna all'inizio


Federalismo/ Stretta finale sulla riforma, venerdì varo in (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 30-09-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cdm Verso accordo con Regioni,domani summit su Sanita' con Berlusconi postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 30 set. (Apcom) - Dopo le tensioni registrate ieri, sembra più piana la strada per il federalismo fiscale. Il nuovo testo inviato da Roberto Calderoli accoglie infatti le richieste dei Comuni sul finanziamento integrale delle funzioni a partire dalla spesa storica per poi passare gradualmente ai costi standard. Non solo: assicurazioni a Comuni e Regioni sono arrivate anche per le partite finanziarie preesistenti: si terrà domani il tanto richiesto incontro tra i governatori e il premier Silvio Berlusconi sulla sanità, e Calderoli ha assicurato ai sindaci la "sensibilità" del governo rispetto alle loro richieste, che tradotto dovrebbe voler dire via libera al decreto ad hoc, venerdì in Cdm, per garantire ai Comuni i trasferimenti a copertura dell'Ici rurale e dei tagli sul costo della politica. Potrà così essere rispettato il calendario confermato anche oggi da Calderoli: giovedì il parere favorevole della Conferenza Unificata, e venerdì l'approvazione definitiva del Consiglio dei Ministri. Potrebbe così avverarsi la profezia di Umberto Bossi: "Se passa il federalismo il governo dura cinque anni", e rientrare la 'minaccia' lanciata ieri da Calderoli: "Sostengo le richieste di Regioni e Comuni. Se salta il tavolo, il federalismo fiscale e quello costituzionale sarebbero finiti: e se così fosse, è ovvio che la presenza della Lega al governo non avrebbe più senso". Il testo inviato questa sera da Calderoli accoglie dunque le richieste di Regioni, Comuni e Province. La partita più complessa era quella che riguardava i sindaci, ma già nel pomeriggio il ministro leghista annunciava che "i Comuni avranno la compartecipazione all'Irpef" e che ci saranno garanzie sul "punto di partenza" del livello di risorse. E infatti il testo di questa sera specifica che i Comuni si finanzieranno con "compartecipazione e addizionale Irpef, tributi propri individuatidalla legge statale e fondo perequativo", e questo "in modo da garantire il finanziamento integrale delle funzioni". Compartecipazione e addizionale saranno stabilite "tenendo conto delle differenze demografiche dei Comuni". Inoltre non si parla più di finanziamento delle funzioni fondamentali, ma dei "livelli essenziali": formula che garantisce che si parte dalla spesa storica per arrivare gradualmente al costo standard. Accolto poi l'emendamento delle Regioni sulle accise sui prodotti petroliferi. Risolta la parte normativa, resta da risolvere quella più politica, legata alle risorse che le Regioni chiedono per la sanità e i Comuni per i bilanci dell'anno in corso. La prima questione potrebbe risolversi domani, con l'incontro fissato per le 20 a palazzo Chigi tra Berlusconi e i governatori. Pesano però le dichiarazioni del ministro del Welfare Maurizio Sacconi: "Per il 2009 non ci saranno risorse aggiuntive rispetto a quelle già previste nella Finanziaria". Ma "non credo che i fondi per il 2009 possano determinare il fallimento del confronto sul federalismo fiscale. Non ci sarebbe proporzione tra le due cose e vorrebbe dire che è solo una scusa". Ottimisti invece sia Calderoli che Raffaele Fitto: "Sono convinto che si troverà una convergenza", dice il ministro per gli Affari regionali. La seconda questione dovrebbe invece sbloccarsi venerdì, quando finalmente dovrebbe essere varato il decreto ad hoc che garantisce ai Comuni i trasferimenti a copertura dell'Ici rurale e dei tagli sul costo della politica. Oggi l'Anci è arrivata a minacciare di disertare la Conferenza Unificata di giovedì se non ci saranno assicurazioni in questo senso. Dal Viminale spiegano che il decreto è praticamente pronto, anche se ancora non c'è il via libera ufficiale. E Calderoli assicura: "Pur nella difficile situazione economica, il governo è sensibile alla richiesta".

Torna all'inizio