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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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IN EVIDENZA

GARANZIA ELEZIONI. IL MIL PROPONE TELECAMERE NEI SEGGI

 (genovapress.com  23-2-2008 ore 15.00)

Le Elezioni sono il momento "sacro" dei Cittadini. È l'unica "fase" della DEMOCRAZIA nella quale i SEMPLICI Cittadini, anche quelli non iscritti ai Partiti, possono veramente ESERCITARE IL LORO POTERE, con il VOTO! È quindi INDISPENSABILE che TUTTO avvenga con la massima GARANZIA e TRASPARENZA. Gli errori (o "brogli") che sono avvenuti nelle ultime Elezioni Comunali di Genova (con l'intervento della Magistratura), hanno reso VISIBILE un problema REALE: l'opinione pubblica deve avere la GARANZIA che il momento dello spoglio delle schede e quindi l'attribuzione dei voti, avvenga sotto il MASSIMO "controllo". Pertanto il mil propone:In ogni seggio elettorale deve essere posizionata una telecamera che riprenda e REGISTRI tutto quello che avviene, dall'inizio alla fine, CHIARAMENTE con l'assoluta ESCLUSIONE di riprendere quello che avviene all'interno delle cabine elettorali, dove i Cittadini votano le schede elettorali. Praticamente mettere in funzione quello che oggi già avviene all’interno di ogni Banca.

Questo "sistema di controllo" ha DUE vantaggi:
1°) Sapendo che TUTTO viene registrato e controllato, si esercita già un forte DETERRENTE agli eventuali "brogli".
2°) In caso di contestazioni, i Magistrati avranno la possibilità di poter CONTROLLARE bene quello che è avvenuto.

Le moderne tecnologie mettono a disposizione telecamere e sistemi di controllo anche di non eccessivo costo. Considerando comunque l'IMPORTANZA che ha per l'opinione pubblica l'aumento della FIDUCIA dei Cittadini nelle Istituzioni, anche un "costo" di un certo "spessore" sarebbe GIUSTIFICABILE.

Forse sarebbe l'unico "costo" della POLITICA che i Cittadini potrebbero comprendere ed approvare,
perché riguarderebbe DIRETTAMENTE le loro "garanzie" sullo svolgimento di Elezioni con risultati "non truccati", perché BEN controllati.

M.I.L.-Movimento Indipendentista Ligure  Via XX Settembre 21/7  (4° piano)     16121 Genova


 

"In Italia troppi privilegi. Nessuno tocca le lobby" L’economista Mario Monti: sono loro a creare prezzi più alti e minore crescita. CARLO BASTASIN La Stampa 24-2-2008

 

MILANO.  Professor Monti, pochi giorni fa la Commissione europea ha rivisto al ribasso la crescita dell’economia italiana. E vi sono scenari anche più pessimistici. Ha la sensazione che l’Italia possa trovarsi presto in una situazione di grave emergenza?
«Temo di sì. Una duplice grave emergenza, nella crescita e nella distribuzione. Molti italiani fanno sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese perché l’Italia fa sempre più fatica ad essere competitiva nel mondo. La scarsa produttività riduce la quota di mercato di ciò che l’Italia produce e restringe il prodotto totale che essa è in grado di distribuire. E quegli stessi fattori che frenano la produttività – privilegi, rendite, poteri di blocco di cui godono tante categorie – fanno sì che a pagare il conto della mancata crescita e della maggiore inflazione siano soprattutto le poche categorie non protette. Le previsioni della Commissione europea e il nuovo indice dei prezzi dell’Istat offrono nuovi fotogrammi di questo filmato preoccupante».

Nei programmi elettorali si parla però soprattutto di come spartire i tesoretti, di come ridurre le tasse. Qual è la sua impressione?
«L’impressione di essere in Finlandia. Questo mi rallegra e mi preoccupa. Mi rallegra molto notare, nel dibattito tra le parti contrapposte, almeno per ora, tonalità più pacate di quelle cui eravamo abituati. Ma mi preoccupa vedere, da una parte e dall’altra, un atteggiamento piuttosto rassicurante in materia di politica economica, quasi un senso di business as usual . Gli uni e gli altri sono alla ricerca di modi in cui lo Stato possa chiedere di meno e dare di più ai cittadini. Perfetto, se fossimo in Finlandia: un paese, e ce ne sono altri in Europa, ad alta crescita, con un bilancio pubblico in rilevante avanzo, un debito pubblico basso e in rapida diminuzione, un’inflazione sotto controllo malgrado la forte crescita. Un paese ossigenato dalle foreste, non soffocato dai corporativismi. In Italia, senza drammatizzare, un robusto senso dell’emergenza mi parrebbe appropriato».

Promettendo tagli fiscali forse Walter Veltroni e Silvio Berlusconi sentono il peso delle critiche alla Casta, ma lei sembra puntare il dito piuttosto su gran parte della società italiana che giudica chiusa su connivenze e privilegi.
«L’insofferenza dei cittadini per i costi e le inefficienze della politica contiene una carica salutare. E’ positivo che i politici reagiscano, con le parole e, speriamo, con i fatti. Ma presenta anche, secondo me, due rischi insidiosi. Il primo rischio è che i titolari del potere pubblico vengano presi da un sistematico “senso di colpa”, che quasi si scusino per l’esistenza dello Stato e che, per essere eletti, promettano di togliere qualcosa allo Stato per darlo agli elettori. Il secondo rischio è che, all’opposto, la società civile tenda sistematicamente ad autoassolversi, a considerare lo Stato e le tasse come il male principale, a non vedere come un male le tutele corporative in cui ogni categoria si rinchiude a riccio».

Forse la politica italiana non ha la credibilità per chiedere più sacrifici e tende a ritirarsi?
«A mio parere occorre certo uno Stato più leggero ed efficiente. Ma uno Stato più forte, senza complessi. Uno Stato che, proprio perché crede nel mercato, ne disciplini rigorosamente il funzionamento, ne punisca le devianze. Uno Stato che sappia imporre a noi cittadini, a tutte le nostre organizzazioni e corporazioni, un disarmo della foresta di protezioni e rendite. Una foresta che si è ampliata a dismisura nei decenni proprio con la complicità di uno Stato debole. Per acquisire consensi, ha introdotto norme che riparano dalla concorrenza e ha eretto le organizzazioni delle categorie in protagonisti ufficiali delle decisioni di politica economica. Speriamo che sia possibile ridurre la pressione fiscale. Ma perché non dare priorità massima alla riduzione della “fiscalità” da rendite? Ogni privilegio crea una rendita. Ogni rendita ha gli effetti di una tassa: determina prezzi più alti, minore crescita, minore occupazione. Eliminare le rendite è come ridurre le tasse, ma senza gravare sul bilancio dello Stato».

Il partito democratico e quello del Popolo delle Libertà sono impegnati a non dilatare troppo la propria base politica. Può essere un handicap se vogliono davvero rimuovere privilegi tanto diffusi?
«Non so se altri elettori farebbero altrettanto, ma nel decidere per chi votare io valuterò positivamente, e non negativamente, quel programma che includesse non tanto promesse di dare, quanto promesse di togliere . Di togliere a noi cittadini il potere di bloccare il funzionamento del mercato; di bloccare la costruzione – nel rispetto ovviamente delle sacrosante esigenze ambientali – delle infrastrutture essenziali per un paese moderno».

E’ necessario un governo di Grande coalizione per riuscire a slegare la società italiana?
«Non so quanto siano diffuse le opinioni che le ho esposto. Ho l’impressione che lo siano sempre di più, non solo tra gli economisti, ma anche tra i cittadini in generale. Certo, ci vorrebbe un’opera di spiegazione e di persuasione da parte dei leader politici. Ma credo che molti italiani comincino a rendersi conto che forse siamo anche noi italiani, e il nostro modo di chiuderci in tante caste, a dover cambiare, non solo i nostri politici».

In queste ore Silvio Berlusconi e Walter Veltroni girano attorno al tema delle larghe intese.
«Una politica di intervento sulle rendite sarebbe facilitata se nel nuovo clima quasi finlandese di dialogo, meglio se prima di arrivare alla sauna finale del voto, Berlusconi e Veltroni (li cito in ordine alfabetico), e chi altro vuole, si guardassero in faccia e ci dicessero se vedono o no la necessità di questa operazione di riduzione delle rendite per dare spazio alle energie di crescita dell’Italia. Siccome dovrebbero essere chiamate a “contribuire” categorie vicine alla destra, al centro e alla sinistra, una presa di posizione comune sarebbe per ciascuno meno costosa in termini di consensi. Una tale piccola e circoscritta intesa preelettorale, che solo gli sciocchi potrebbero considerare un “inciucio” (non trovo la traduzione finlandese), accrescerebbe le probabilità di un’opera sollecita di disboscamento nel primo anno della nuova legislatura. In tempo per vedere i benefici, anche in termini di consenso, che conseguirebbero ad un’operazione che gioverebbe all’Italia sotto il profilo economico e anche, credo, sotto quello civile».


Report "Costi dei politici"

Libri Per fortuna che è arrivato il giovanissimo esordiente Paolo Giordano con La solitudine dei num... ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stella e Rizzo, Carofiglio e altri. E anche alcuni fra i più recenti nuovi titoli segnalano comunque il ritorno di vecchi fusti della narrativa, Il treno di Georges Simenon e La somma dei giorni di Isabel Allende. Ma non dovrebbe essere un difetto, dato che non stiamo parlando del mondo politico italiano che tende ad autoconservarsi.

STANNO PER PARTIRE i lavori per la costruzione del nuovo nido d'infanzia int ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in modo da poter prevederne l'utilizzo a partire al più tardi da gennaio 2009. Il costo complessivo dell'opera, che ammonta a circa 1.300.000 euro, viene finanziato dalla Provincia per una quota di circa il 70 %, mentre il restante 30% è finanziato in parti uguali dai due Comuni di Mirabello e Vigarano Mainarda.

Piadena, Marco Borrini lascia lo scranno ( da "Provincia di Cremona, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma aggiunge: "Per i piadenesi ho fatto quanto potevo, cercando di impegnarmi al massimo. Ringrazio i consiglieri del mio gruppo, persone splendide, con cui tornerei ancora a collaborare". Borrini, per scelta, ha sempre devoluto i suoi gettoni di presenza al Comune. Ora in consiglio dovrà essere surrogato dal primo dei non eletti.

Niente più ausiliari del traffico pagati a gettone a Civita Castellana. L'amministrazione comun ( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Francesco Urbanetti: "Eravamo in regola prima e lo siamo anche ora". La minoranza ha infine rimarcato l'esigenza di investire sulla Polizia urbana, perche c'è il bisogno di una presenza costante nelle frazioni, zona industriale, mercato settimanale, scuole, abusi edilizi e traffico al centro storico. U.B.

"Taglio al gettone di presenza, occasione persa" ( da "Corriere Adriatico" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettone di presenza, occasione persa" FABRIANO "Un'occasione persa, che spero vivamente possa essere recuperata in seguito, anche se, francamente, non è facile essere ottimisti, avendo a che fare con questo tipo di maggioranza". Fa ancora discutere la questione dei costi della politica e il consigliere comunale di Forza Italia Diego Mingarelli torna sulla bocciatura da parte del

Leonessa al voto: la Lega punta al taglio dei costi della politica ( da "Padania, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: segretario cittadino della Lega e Simona Bordonali, consigliere comunale in Loggia, hanno voluto ricordare le soluzioni volte a sostenere un punto, quello della riduzione dei costi dell amministrazione, considerati imprescindibili. "Ridurre i costi della politica è possibile con una serie di interventi importanti che partono dalla diminuzione e dall accorpamento delle municipalizzate,

Stesso nome, round a Giannelli ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: non sarebbe giusto pagare i gettoni di presenza (a carico dell'intera collettività) ai partecipanti alla Commissione regolamento per una vicenda tutta interna a Forza Italia. Come dire, insomma, che se la sbrighino tra loro. Resta il fatto che se nel consiglio di domani Pedicini chiedesse l'intervento dell'aula la questione potrebbe essere messa ai voti.

AMANTE AGLI ONOREVOLI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ai gettoni di presenza. Palpiteranno solo per le loro favorite cui potranno fare tutte le promesse e i regali, ma non dovranno - ripeto - mantenerle. A questo provvederemo noi, ciascuno secondo i propri mezzi. Come? Destinando all'abbisogna una quota del nostro salario e, se necessario, attingendo ai nostri risparmi.


Articoli

Libri Per fortuna che è arrivato il giovanissimo esordiente Paolo Giordano con La solitudine dei num... (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Libri Per fortuna che è arrivato il giovanissimo esordiente Paolo Giordano con La solitudine dei numeri primi (di cui potete leggere l'intervista a pagina 37) perché la classifica dei libri più venduti appare un po' stagnante. Sempre le solite facce, si direbbe. Una specie di casta letteraria. Ci sono bestseller che si sono trasformati in granitici longseller. Khaled Hosseini, tra splendidi soli e cacciatori di aquiloni, è il caso più clamoroso, da anni ai primi posti, per non parlare di Saviano, Stella e Rizzo, Carofiglio e altri. E anche alcuni fra i più recenti nuovi titoli segnalano comunque il ritorno di vecchi fusti della narrativa, Il treno di Georges Simenon e La somma dei giorni di Isabel Allende. Ma non dovrebbe essere un difetto, dato che non stiamo parlando del mondo politico italiano che tende ad autoconservarsi. I libri nessuno li impone. O no? - -->.

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STANNO PER PARTIRE i lavori per la costruzione del nuovo nido d'infanzia int (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 24-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ercomunale 'Il veliero' per i comuni di Mirabello e Vigarano Mainarda, che sorgerà in via Caduti di Nassiriya a Mirabello e che accoglierà circa 50 bambini dei due Comuni. Sarà la Gostner sas di Varna (BZ), in a.t.i. con la ditta Ekoproget srl di Ferrara, a realizzare il nuovo nido con materiali eco-compatibili. L'opera sarà terminata nei primi giorni di agosto, in modo da poter prevederne l'utilizzo a partire al più tardi da gennaio 2009. Il costo complessivo dell'opera, che ammonta a circa 1.300.000 euro, viene finanziato dalla Provincia per una quota di circa il 70 %, mentre il restante 30% è finanziato in parti uguali dai due Comuni di Mirabello e Vigarano Mainarda. - -->.

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Piadena, Marco Borrini lascia lo scranno (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Cremona, La" del 24-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione di Domenica 24 febbraio 2008 Benvenuto P.Review srl Piadena, Marco Borrini lascia lo scranno PIADENA ? Il gruppo di maggioranza 'Piadena Rinasce' perde il consigliere Marco Borrini (nella foto). "Sì ? conferma ?, ho presentato le dimissioni ieri venerdì". Borrini preferisce non spiegare esplicitamente il motivo che l'ha indotto a lasciare ("chi è stato causa della mia decisione, sa perché l'ho fatto"), ma aggiunge: "Per i piadenesi ho fatto quanto potevo, cercando di impegnarmi al massimo. Ringrazio i consiglieri del mio gruppo, persone splendide, con cui tornerei ancora a collaborare". Borrini, per scelta, ha sempre devoluto i suoi gettoni di presenza al Comune. Ora in consiglio dovrà essere surrogato dal primo dei non eletti. Nell'ordine toccherebbe anzitutto a Gino Bertoletti, poi all'ex assessore esterno Francesca Nazzari, quindi a Luisa Gerelli e Vanda Marchetti in Raone. Chi accetterà?.

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Niente più ausiliari del traffico pagati a gettone a Civita Castellana. L'amministrazione comun (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 24-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ale, per evitare critiche dai partiti di opposizione e dai cittadini che avevano sollevato dubbi e perplessità sulle modalità di pagamento degli stipendi, che avvenivano attraverso i proventi delle contravvenzioni, ha cambiato modalità. Nel rinnovo del contratto per altri tre mesi, ha specificato che gli stipendi dei due ausiliari verranno pagati con i soldi del bilancio. "Ha prevalso il buon senso - ha commentato il consigliere comunale del Pd, Paola Amicucci, che aveva sollevato il quesito - ma è anche la dimostrazione che avevamo ragione". Risposta del vice sindaco, Francesco Urbanetti: "Eravamo in regola prima e lo siamo anche ora". La minoranza ha infine rimarcato l'esigenza di investire sulla Polizia urbana, perche c'è il bisogno di una presenza costante nelle frazioni, zona industriale, mercato settimanale, scuole, abusi edilizi e traffico al centro storico. U.B.

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"Taglio al gettone di presenza, occasione persa" (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 24-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Mingarelli (Forza Italia) bacchetta la maggioranza sulla proposta Ottaviani "Taglio al gettone di presenza, occasione persa" FABRIANO "Un'occasione persa, che spero vivamente possa essere recuperata in seguito, anche se, francamente, non è facile essere ottimisti, avendo a che fare con questo tipo di maggioranza". Fa ancora discutere la questione dei costi della politica e il consigliere comunale di Forza Italia Diego Mingarelli torna sulla bocciatura da parte del centrosinistra della mozione presentata da Marco Ottaviani, esponente della lista "Con Enrico Carmenati per Fabriano", finalizzata a rivedere in qualche modo i compensi degli assessori e dei consiglieri. "Sappiamo benissimo che i costi della politica non sono legati soltanto ai compensi degli amministratori e dei consiglieri comunali spiega Mingarelli ma in questo caso anche un piccolo segnale sarebbe stato importante. La mozione di Ottaviani invitava a un'intesa bipartisan, ricercando la volontà di condivisione sul tema dell'adeguatezza dei gettoni e delle indennità. Invece, tutti i consiglieri di maggioranza si sono preoccupati di sottolineare quanto fosse più verde l'erba del vicino, elencando voci di spreco a livello nazionale, senza però rispondere alle osservazioni poste da Ottaviani in merito al fatto che il gettone fabrianese sia molto più elevato di quello previsto nelle vicine Jesi, Senigallia e Fano, tanto per fare tre esempi". Secondo l'esponente azzurro, "il civico consesso non potrà fare a meno di sanare la ferita creata dalla bocciatura della mozione, cominciando seriamente interrogarsi pure sull'opportunità di modificare il regolamento comunale".

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Leonessa al voto: la Lega punta al taglio dei costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Padania, La" del 24-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Nel pieno delle trattative per l appoggio al candidato del centrodestra Adriano Paroli, la segreteria cittadina presenta le sue richieste Leonessa al voto: la Lega punta al taglio dei costi della politica marco arena Il corretto governo di una città, ma più in generale la corretta gestione della politica, passa da una modo accorto di utilizzare le risorse che punti alla diminuzione della spesa pubblica eliminando costi superflui: è questa l idea della segreteria cittadina della Lega Nord di Brescia che, in attesa delle imminenti amministrative, ha voluto ribadire con fermezza uno dei cardini dei quindici punti considerati irrinunciabili perché un candidato sindaco possa ottenere l appoggio del Carroccio. Premesso che l accordo tra leghisti e il candidato del centrodestra Adriano Paroli sembra sempre più imminente, Fabio Rolfi, segretario cittadino della Lega e Simona Bordonali, consigliere comunale in Loggia, hanno voluto ricordare le soluzioni volte a sostenere un punto, quello della riduzione dei costi dell amministrazione, considerati imprescindibili. "Ridurre i costi della politica è possibile con una serie di interventi importanti che partono dalla diminuzione e dall accorpamento delle municipalizzate, che possono essere raccolte sotto la gestione di un unico consiglio di amministrazione, per arrivare al contenimento degli incarichi esterni che, con l attuale governo cittadino, ammontano a 2,9 milioni di euro l anno" ha spiegato Rolfi. Secondo Bordonali inoltre: "Vanno eliminate le spese inutili, a partire dalle auto blu, per dare un buon esempio ai cittadini in un momento in cui sono costretti a tirare la cinghia, per proseguire con l eliminazione delle partecipazioni non strategiche, consorzi, fondazioni ed enti all interno dei quali, attualmente il Comune possiede quote e partecipazioni a volte inutili" ha proseguito il consigliere comunale ricordando che, attualmente, per l ufficio stampa del sindaco Corsini, il Comune spende 170mila euro l anno. All interno del piano dei lumbard per limitare la spesa pubblica si collocano anche la riduzione dei gemellaggi e dei viaggi degli amministratori comunali a Darmstad, Logrono e Betlemme, considerati un lusso dinnanzi allo sviluppo di internet ed alle risorse sempre più in calo: stesso discorso vale per le missioni ed i viaggi all estero che hanno una significativa incidenza sul bilancio corrente. Nell era dell evoluzione tecnologica, secondo i rappresentati locali del Carroccio, è necessario puntare proprio sullo sfruttamento delle risorse della rete nella riorganizzazione della macchina burocratica ed amministrativa, vista come ulteriore occasione per ridurre costi e tempistiche. [Data pubblicazione: 21/02/2008].

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Stesso nome, round a Giannelli (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 24-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

GRUPPI IN COMUNE Stesso nome, round a Giannelli Il presidente del consiglio comunale di Pordenone, Vincenzo Romor, non ha accolto la richiesta del capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Pedicini, di convocare la Commissione per il regolamento, dando ragione, almeno in questa prima fase, al capogruppo dell'altrafazione Azzurra, Franco Giannelli. La vicenda era scoppiata nel corso dell'ultima assise. In pratica Giuseppe Pedicini aveva chiesto e ottenuto di cambiare il nome del suo gruppo che ora si chiama "Forza Italia - verso il Popolo della libertà". Pochi minuti dopo la scelta di Pedicini si era mosso Giannelli che aveva fatto la stessa richiesta di modificare il nome. Ora la sua squadra si chiama: "Gruppo della Libertà verso il Popolo della Libertà". A fronte di questa scelta Pedicini aveva chiesto al presidente Romor la convocazione della Commissione regolamento, sostenendo che non ci possono essere due gruppi distinti (seppur fratelli) con lo stesso nome. In realtà il presidente nella sua risposta al capogruppo Azzurro ha spiegato che anche se c'è un parte del nome simile, c'è, comunque, un'altra parte differente che garantisce in ogni caso la distinzione. E poi - ha spiegato lo stesso Romor - non sarebbe giusto pagare i gettoni di presenza (a carico dell'intera collettività) ai partecipanti alla Commissione regolamento per una vicenda tutta interna a Forza Italia. Come dire, insomma, che se la sbrighino tra loro. Resta il fatto che se nel consiglio di domani Pedicini chiedesse l'intervento dell'aula la questione potrebbe essere messa ai voti.ldf.

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AMANTE AGLI ONOREVOLI (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Amante agli onorevoli... Molto preoccupati. Vista l'inanità degli scatti di orgoglio a suo tempo invocati dal desaparecido Prodi e poco fiduciosi nella taumaturgia turistica del vecchio novista Veltroni, che, come un girino, sta battendo in lungo e in largo lo Stivale, vista l'inanità di tutto questo, vogliamo salvare l'Italia. Un proposito ambizioso, molto ambizioso, che qualcuno, pessimista o detrattore, può liquidare come eccentrico o folle. Ma non è né questo né quello. Bizzarra può, forse, sembrarne l'attuazione, ma, alla fine, conteranno i risultati che, siamo certi, incrollabilmente certi, saranno coronati da successo. Se il proposito è ambizioso, la proposta è originale. Gli italiani, che non ne possono più di uno Stivale amministrato da marpioni e tromboni, la dovrebbero fare propria, dando a ogni parlamentare, ministri e sottosegretari compresi, un'amante. Un'amante che noi c'incaricheremo di trovare e anche di mantenere. Un'amante scelta con oculatezza, previo monitoraggio dei gusti del beneficiario. Non basta dare al deputato tizio o al senatore sempronio una donna qualunque. No: dev'essere una donna, come si dice, ad hoc. Ognuno dovrà avere il suo tipo perché solo del proprio tipo ci si può innamorare, fino a perdere la testa e, talvolta, anche la faccia. Il ministro che ha un debole per le bionde, lo getteremo fra le braccia di una bionda; chi spasima per le brune, avrà la bruna; chi preferisce le rosse, sarà anche lui accontentato. L'importante è che chi tanto degnamente ci rappresenta in Parlamento, nel governo, nelle istituzioni s'innamori della favorita scelta per lui. Quando tutti i nostri rappresentanti alla Camera e al Senato saranno in preda alla passione e in balia della gelosia, non penseranno più ad altro: né al potere né ai galloni né agli stipendi, alle indennità, ai gettoni di presenza. Palpiteranno solo per le loro favorite cui potranno fare tutte le promesse e i regali, ma non dovranno - ripeto - mantenerle. A questo provvederemo noi, ciascuno secondo i propri mezzi. Come? Destinando all'abbisogna una quota del nostro salario e, se necessario, attingendo ai nostri risparmi. Se l'aria che tira (per colpa di chi abbiamo eletto) non ci consente di essere munifici, non saremo nemmeno sparagnini. La posta in gioco è troppo alta e l'investimento vale la candela. La posta in gioco è alta perché qui si tratta di salvare il Paese nel solo modo possibile: impedendo a chi nella "stanza dei bottoni" controlla le asole di manovrarle a proprio piacimento. Nostro compito, compito patriottico, è quello di mettere deputati, senatori, ministri, ministrini, sottosegretari nelle condizioni di non nuocere. Ma per non nuocere bisogna impedirgli di fare quello che, in nostro nome, e per nostra colpa, da una decina di lustri fanno. Pazzi d'amore, temendo il tradimento delle favorite che dovranno essere non solo belle, ma anche sexy, maliziose e civette, non avranno più tempo, né lo cercheranno, per assolvere i loro doveri istituzionali. Occupati e preoccupati solo a far all'amore con le rispettive cortigiane, e a non essere resi dalle medesime becchi (sensazione tra le più sgradevoli), passeranno il tempo fra le loro braccia o ai loro piedi. E le mogli? Le mogli abbozzeranno. E non perché permissive: per patriottismo. Esse dovranno sapere, e noi glielo diremo, che il Paese si salva solo se i loro mariti non si occupano delle sue sorti. Gli italiani si rimboccheranno le maniche e rimetteranno in piedi la baracca. In un anno, o poco più, grazie all'inerzia dei politici e dei politicanti, in tutt'altre faccende affaccendati, risaliremo la china e usciremo dal cul de sac in cui Lorsignori ci hanno cacciato. Il tempo stringe e le favorite aspettano. Roberto Gervaso.

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