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24-2-2008 #TOP
IN
EVIDENZA
GARANZIA ELEZIONI. IL MIL PROPONE TELECAMERE NEI SEGGI
(genovapress.com 23-2-2008 ore 15.00)
Le Elezioni sono il momento "sacro" dei
Cittadini. È l'unica "fase" della DEMOCRAZIA nella quale i SEMPLICI
Cittadini, anche quelli non iscritti ai Partiti, possono veramente ESERCITARE
IL LORO POTERE, con il VOTO! È quindi INDISPENSABILE che TUTTO avvenga con la
massima GARANZIA e TRASPARENZA. Gli errori (o "brogli") che sono
avvenuti nelle ultime Elezioni Comunali di Genova (con l'intervento della
Magistratura), hanno reso VISIBILE un problema REALE: l'opinione pubblica deve
avere la GARANZIA che il momento dello spoglio delle schede e quindi
l'attribuzione dei voti, avvenga sotto il MASSIMO "controllo".
Pertanto il mil propone:In
ogni seggio elettorale deve essere posizionata una telecamera che riprenda e
REGISTRI tutto quello che avviene, dall'inizio alla fine, CHIARAMENTE con
l'assoluta ESCLUSIONE di riprendere quello che avviene all'interno delle cabine
elettorali, dove i Cittadini votano le schede elettorali. Praticamente mettere
in funzione quello che oggi già avviene all’interno di ogni Banca.
Questo "sistema di controllo" ha DUE
vantaggi:
1°) Sapendo che TUTTO viene registrato e controllato, si esercita già un forte
DETERRENTE agli eventuali "brogli".
2°) In caso di contestazioni, i Magistrati avranno la possibilità di poter
CONTROLLARE bene quello che è avvenuto.
Le moderne tecnologie mettono a disposizione
telecamere e sistemi di controllo anche di non eccessivo costo. Considerando
comunque l'IMPORTANZA che ha per l'opinione pubblica l'aumento della FIDUCIA
dei Cittadini nelle Istituzioni, anche un "costo" di un certo
"spessore" sarebbe GIUSTIFICABILE.
Forse sarebbe l'unico "costo" della
POLITICA che i Cittadini potrebbero comprendere ed approvare,
perché riguarderebbe DIRETTAMENTE le loro "garanzie" sullo
svolgimento di Elezioni con risultati "non truccati", perché BEN
controllati.
M.I.L.-Movimento Indipendentista Ligure Via XX Settembre 21/7 (4°
piano) 16121 Genova
"In
Italia troppi privilegi. Nessuno tocca le lobby" L’economista
Mario Monti: sono loro a creare prezzi più alti e minore crescita. CARLO BASTASIN
La Stampa 24-2-2008
MILANO. Professor
Monti, pochi giorni fa la Commissione europea ha rivisto al ribasso la crescita
dell’economia italiana. E vi sono scenari anche più pessimistici. Ha la
sensazione che l’Italia possa trovarsi presto in una situazione di grave
emergenza?
«Temo di sì. Una duplice grave emergenza, nella crescita e nella distribuzione.
Molti italiani fanno sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese perché
l’Italia fa sempre più fatica ad essere competitiva nel mondo. La scarsa
produttività riduce la quota di mercato di ciò che l’Italia produce e restringe
il prodotto totale che essa è in grado di distribuire. E quegli stessi fattori
che frenano la produttività – privilegi, rendite, poteri di blocco di cui
godono tante categorie – fanno sì che a pagare il conto della mancata crescita
e della maggiore inflazione siano soprattutto le poche categorie non protette.
Le previsioni della Commissione europea e il nuovo indice dei prezzi dell’Istat
offrono nuovi fotogrammi di questo filmato preoccupante».
Nei programmi elettorali si
parla però soprattutto di come spartire i tesoretti, di come ridurre le tasse.
Qual è la sua impressione?
«L’impressione di essere in Finlandia. Questo mi rallegra e mi preoccupa. Mi
rallegra molto notare, nel dibattito tra le parti contrapposte, almeno per ora,
tonalità più pacate di quelle cui eravamo abituati. Ma mi preoccupa vedere, da una
parte e dall’altra, un atteggiamento piuttosto rassicurante in materia di
politica economica, quasi un senso di business as usual . Gli uni e gli altri sono alla ricerca di modi in
cui lo Stato possa chiedere di meno e dare di più ai cittadini. Perfetto, se
fossimo in Finlandia: un paese, e ce ne sono altri in Europa, ad alta crescita,
con un bilancio pubblico in rilevante avanzo, un debito pubblico basso e in
rapida diminuzione, un’inflazione sotto controllo malgrado la forte crescita.
Un paese ossigenato dalle foreste, non soffocato dai corporativismi. In Italia,
senza drammatizzare, un robusto senso dell’emergenza mi parrebbe appropriato».
Promettendo tagli fiscali
forse Walter Veltroni e Silvio Berlusconi sentono il peso delle critiche alla
Casta, ma lei sembra puntare il dito piuttosto su gran parte della società
italiana che giudica chiusa su connivenze e privilegi.
«L’insofferenza dei cittadini per i costi e le inefficienze della politica contiene
una carica salutare. E’ positivo che i politici reagiscano, con le parole e,
speriamo, con i fatti. Ma presenta anche, secondo me, due rischi insidiosi. Il
primo rischio è che i titolari del potere pubblico vengano presi da un
sistematico “senso di colpa”, che quasi si scusino per l’esistenza dello Stato
e che, per essere eletti, promettano di togliere qualcosa allo Stato per darlo
agli elettori. Il secondo rischio è che, all’opposto, la società civile tenda
sistematicamente ad autoassolversi, a considerare lo Stato e le tasse come il
male principale, a non vedere come un male le tutele corporative in cui ogni
categoria si rinchiude a riccio».
Forse la politica italiana non
ha la credibilità per chiedere più sacrifici e tende a ritirarsi?
«A mio parere occorre certo uno Stato più leggero ed efficiente. Ma uno
Stato più forte, senza complessi. Uno Stato che, proprio perché crede nel
mercato, ne disciplini rigorosamente il funzionamento, ne punisca le devianze.
Uno Stato che sappia imporre a noi cittadini, a tutte le nostre organizzazioni
e corporazioni, un disarmo della foresta di protezioni e rendite. Una foresta
che si è ampliata a dismisura nei decenni proprio con la complicità di uno
Stato debole. Per acquisire consensi, ha introdotto norme che riparano dalla
concorrenza e ha eretto le organizzazioni delle categorie in protagonisti
ufficiali delle decisioni di politica economica. Speriamo che sia possibile
ridurre la pressione fiscale. Ma perché non dare priorità massima alla
riduzione della “fiscalità” da rendite? Ogni privilegio crea una rendita. Ogni
rendita ha gli effetti di una tassa: determina prezzi più alti, minore
crescita, minore occupazione. Eliminare le rendite è come ridurre le tasse, ma
senza gravare sul bilancio dello Stato».
Il partito democratico e
quello del Popolo delle Libertà sono impegnati a non dilatare troppo la propria
base politica. Può essere un handicap se vogliono davvero rimuovere privilegi
tanto diffusi?
«Non so se altri elettori farebbero altrettanto, ma nel decidere per chi votare
io valuterò positivamente, e non negativamente, quel programma che includesse
non tanto promesse di dare, quanto promesse di togliere . Di togliere a noi
cittadini il potere di bloccare il funzionamento del mercato; di bloccare la
costruzione – nel rispetto ovviamente delle sacrosante esigenze ambientali –
delle infrastrutture essenziali per un paese moderno».
E’ necessario un governo di
Grande coalizione per riuscire a slegare la società italiana?
«Non so quanto siano diffuse le opinioni che le ho esposto. Ho l’impressione
che lo siano sempre di più, non solo tra gli economisti, ma anche tra i
cittadini in generale. Certo, ci vorrebbe un’opera di spiegazione e di
persuasione da parte dei leader politici. Ma credo che molti italiani comincino
a rendersi conto che forse siamo anche noi italiani, e il nostro modo di
chiuderci in tante caste, a dover cambiare, non solo i nostri politici».
In queste ore Silvio
Berlusconi e Walter Veltroni girano attorno al tema delle larghe intese.
«Una politica di intervento sulle rendite sarebbe facilitata se nel nuovo
clima quasi finlandese di dialogo, meglio se prima di arrivare alla sauna
finale del voto, Berlusconi e Veltroni (li cito in ordine alfabetico), e chi
altro vuole, si guardassero in faccia e ci dicessero se vedono o no la
necessità di questa operazione di riduzione delle rendite per dare spazio alle
energie di crescita dell’Italia. Siccome dovrebbero essere chiamate a
“contribuire” categorie vicine alla destra, al centro e alla sinistra, una presa
di posizione comune sarebbe per ciascuno meno costosa in termini di consensi.
Una tale piccola e circoscritta intesa preelettorale, che solo gli sciocchi
potrebbero considerare un “inciucio” (non trovo la traduzione finlandese),
accrescerebbe le probabilità di un’opera sollecita di disboscamento nel primo
anno della nuova legislatura. In tempo per vedere i benefici, anche in termini
di consenso, che conseguirebbero ad un’operazione che gioverebbe all’Italia
sotto il profilo economico e anche, credo, sotto quello civile».
Libri
Per fortuna che è arrivato il giovanissimo esordiente Paolo Giordano con La
solitudine dei num...
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Stella e Rizzo, Carofiglio e altri. E anche alcuni fra i più recenti nuovi titoli segnalano comunque il ritorno di vecchi fusti della narrativa, Il treno di Georges Simenon e La somma dei giorni di Isabel Allende. Ma non dovrebbe essere un difetto, dato che non stiamo parlando del mondo politico italiano che tende ad autoconservarsi.
STANNO
PER PARTIRE i lavori per la costruzione del nuovo nido d'infanzia int ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: in modo da poter prevederne l'utilizzo a partire al più tardi da gennaio 2009. Il costo complessivo dell'opera, che ammonta a circa 1.300.000 euro, viene finanziato dalla Provincia per una quota di circa il 70 %, mentre il restante 30% è finanziato in parti uguali dai due Comuni di Mirabello e Vigarano Mainarda.
Piadena,
Marco Borrini lascia lo scranno
( da "Provincia
di Cremona, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ma aggiunge: "Per i piadenesi ho fatto quanto potevo, cercando di impegnarmi al massimo. Ringrazio i consiglieri del mio gruppo, persone splendide, con cui tornerei ancora a collaborare". Borrini, per scelta, ha sempre devoluto i suoi gettoni di presenza al Comune. Ora in consiglio dovrà essere surrogato dal primo dei non eletti.
Niente
più ausiliari del traffico pagati a gettone a Civita
Castellana. L'amministrazione comun
( da "Messaggero,
Il (Viterbo)" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Francesco Urbanetti: "Eravamo in regola prima e lo siamo anche ora". La minoranza ha infine rimarcato l'esigenza di investire sulla Polizia urbana, perche c'è il bisogno di una presenza costante nelle frazioni, zona industriale, mercato settimanale, scuole, abusi edilizi e traffico al centro storico. U.B.
"Taglio
al gettone di presenza, occasione persa"
( da "Corriere
Adriatico" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: gettone di presenza, occasione persa" FABRIANO "Un'occasione persa, che spero vivamente possa essere recuperata in seguito, anche se, francamente, non è facile essere ottimisti, avendo a che fare con questo tipo di maggioranza". Fa ancora discutere la questione dei costi della politica e il consigliere comunale di Forza Italia Diego Mingarelli torna sulla bocciatura da parte del
Leonessa
al voto: la Lega punta al taglio dei costi della politica
( da "Padania,
La" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: segretario cittadino della Lega e Simona Bordonali, consigliere comunale in Loggia, hanno voluto ricordare le soluzioni volte a sostenere un punto, quello della riduzione dei costi dell amministrazione, considerati imprescindibili. "Ridurre i costi della politica è possibile con una serie di interventi importanti che partono dalla diminuzione e dall accorpamento delle municipalizzate,
Stesso
nome, round a Giannelli
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: non sarebbe giusto pagare i gettoni di presenza (a carico dell'intera collettività) ai partecipanti alla Commissione regolamento per una vicenda tutta interna a Forza Italia. Come dire, insomma, che se la sbrighino tra loro. Resta il fatto che se nel consiglio di domani Pedicini chiedesse l'intervento dell'aula la questione potrebbe essere messa ai voti.
AMANTE
AGLI ONOREVOLI ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ai gettoni di presenza. Palpiteranno solo per le loro favorite cui potranno fare tutte le promesse e i regali, ma non dovranno - ripeto - mantenerle. A questo provvederemo noi, ciascuno secondo i propri mezzi. Come? Destinando all'abbisogna una quota del nostro salario e, se necessario, attingendo ai nostri risparmi.
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Libri Per fortuna che
è arrivato il giovanissimo esordiente Paolo Giordano con La solitudine dei
numeri primi (di cui potete leggere l'intervista a pagina 37) perché la
classifica dei libri più venduti appare un po' stagnante. Sempre le solite
facce, si direbbe. Una specie di casta letteraria. Ci sono bestseller che si
sono trasformati in granitici longseller. Khaled Hosseini, tra splendidi
soli e cacciatori di aquiloni, è il caso più clamoroso, da anni ai primi posti,
per non parlare di Saviano, Stella e Rizzo, Carofiglio e altri. E anche alcuni
fra i più recenti nuovi titoli segnalano comunque il ritorno di vecchi fusti
della narrativa, Il treno di Georges Simenon e La somma dei giorni di Isabel
Allende. Ma non dovrebbe essere un difetto, dato che non stiamo parlando del mondo
politico italiano che tende ad autoconservarsi.
I libri nessuno li impone. O no? - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
24-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Ercomunale 'Il veliero' per i comuni di Mirabello e Vigarano Mainarda, che sorgerà in via Caduti di Nassiriya a Mirabello e che accoglierà circa 50 bambini dei due Comuni.
Sarà la Gostner sas di Varna (BZ), in a.t.i. con la
ditta Ekoproget srl di Ferrara, a realizzare il nuovo
nido con materiali eco-compatibili. L'opera sarà terminata nei primi giorni di
agosto, in modo da poter prevederne l'utilizzo a partire al
più tardi da gennaio 2009. Il costo complessivo dell'opera, che ammonta a circa
1.300.000 euro, viene finanziato dalla Provincia per una quota di circa il 70
%, mentre il restante 30% è finanziato in parti uguali dai due Comuni di Mirabello e Vigarano Mainarda. - -->.
( da "Provincia di Cremona, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Edizione di Domenica
24 febbraio 2008 Benvenuto P.Review srl Piadena, Marco Borrini lascia lo
scranno PIADENA ? Il gruppo di maggioranza 'Piadena
Rinasce' perde il consigliere Marco Borrini (nella
foto). "Sì ? conferma ?, ho presentato le dimissioni ieri venerdì". Borrini preferisce non spiegare esplicitamente il motivo
che l'ha indotto a lasciare ("chi è stato causa della mia decisione, sa
perché l'ho fatto"), ma aggiunge: "Per i piadenesi ho fatto quanto potevo, cercando di impegnarmi al
massimo. Ringrazio i consiglieri del mio gruppo, persone splendide, con cui
tornerei ancora a collaborare". Borrini, per
scelta, ha sempre devoluto i suoi gettoni di presenza al Comune. Ora in consiglio dovrà essere surrogato dal primo dei
non eletti. Nell'ordine toccherebbe anzitutto a Gino Bertoletti,
poi all'ex assessore esterno Francesca Nazzari,
quindi a Luisa Gerelli e Vanda
Marchetti in Raone. Chi
accetterà?.
( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Ale, per evitare critiche dai partiti
di opposizione e dai cittadini che avevano sollevato dubbi e perplessità sulle
modalità di pagamento degli stipendi, che avvenivano attraverso i proventi
delle contravvenzioni, ha cambiato modalità. Nel rinnovo del contratto per
altri tre mesi, ha specificato che gli stipendi dei due ausiliari verranno pagati
con i soldi del bilancio. "Ha prevalso il buon senso - ha commentato il
consigliere comunale del Pd, Paola Amicucci, che
aveva sollevato il quesito - ma è anche la dimostrazione che avevamo
ragione". Risposta del vice sindaco, Francesco Urbanetti: "Eravamo in regola prima e lo siamo anche
ora". La minoranza ha infine rimarcato l'esigenza di investire sulla
Polizia urbana, perche c'è il bisogno di una presenza costante
nelle frazioni, zona industriale, mercato settimanale, scuole, abusi edilizi e
traffico al centro storico. U.B.
( da "Corriere Adriatico" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Mingarelli (Forza Italia) bacchetta la
maggioranza sulla proposta Ottaviani "Taglio al gettone
di presenza, occasione persa" FABRIANO "Un'occasione persa, che
spero vivamente possa essere recuperata in seguito, anche se, francamente, non
è facile essere ottimisti, avendo a che fare con questo tipo di
maggioranza". Fa ancora discutere la questione dei costi della politica e
il consigliere comunale di Forza Italia Diego Mingarelli
torna sulla bocciatura da parte del centrosinistra della mozione
presentata da Marco Ottaviani, esponente della lista "Con Enrico Carmenati per Fabriano", finalizzata a rivedere in
qualche modo i compensi degli assessori e dei consiglieri. "Sappiamo
benissimo che i costi della politica non sono legati soltanto ai compensi degli
amministratori e dei consiglieri comunali spiega Mingarelli
ma in questo caso anche un piccolo segnale sarebbe stato importante. La mozione
di Ottaviani invitava a un'intesa bipartisan, ricercando la volontà di
condivisione sul tema dell'adeguatezza dei gettoni e
delle indennità. Invece, tutti i consiglieri di maggioranza si sono preoccupati
di sottolineare quanto fosse più verde l'erba del vicino, elencando voci di
spreco a livello nazionale, senza però rispondere alle osservazioni poste da
Ottaviani in merito al fatto che il gettone fabrianese sia molto più elevato di
quello previsto nelle vicine Jesi, Senigallia e Fano, tanto per fare tre
esempi". Secondo l'esponente azzurro, "il civico consesso non potrà
fare a meno di sanare la ferita creata dalla bocciatura della mozione,
cominciando seriamente interrogarsi pure sull'opportunità di modificare il
regolamento comunale".
( da "Padania, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Nel pieno delle
trattative per l appoggio al candidato del centrodestra Adriano Paroli, la segreteria cittadina presenta le sue richieste
Leonessa al voto: la Lega punta al taglio dei costi della politica
marco arena Il corretto governo di una città, ma più in generale la corretta
gestione della politica, passa da una modo accorto di
utilizzare le risorse che punti alla diminuzione della spesa pubblica
eliminando costi superflui: è questa l idea della segreteria cittadina della
Lega Nord di Brescia che, in attesa delle imminenti amministrative, ha voluto
ribadire con fermezza uno dei cardini dei quindici punti considerati
irrinunciabili perché un candidato sindaco possa ottenere l appoggio del
Carroccio. Premesso che l accordo tra leghisti e il candidato del centrodestra
Adriano Paroli sembra sempre più imminente, Fabio Rolfi, segretario cittadino della Lega
e Simona Bordonali, consigliere comunale in Loggia,
hanno voluto ricordare le soluzioni volte a sostenere un punto, quello della
riduzione dei costi dell amministrazione, considerati
imprescindibili. "Ridurre i costi della politica è
possibile con una serie di interventi importanti che partono dalla diminuzione
e dall accorpamento delle municipalizzate, che
possono essere raccolte sotto la gestione di un unico consiglio di
amministrazione, per arrivare al contenimento degli incarichi esterni che, con
l attuale governo cittadino, ammontano a 2,9 milioni di euro l anno" ha
spiegato Rolfi. Secondo Bordonali
inoltre: "Vanno eliminate le spese inutili, a partire dalle auto blu, per
dare un buon esempio ai cittadini in un momento in cui sono costretti a tirare
la cinghia, per proseguire con l eliminazione delle partecipazioni non
strategiche, consorzi, fondazioni ed enti all interno
dei quali, attualmente il Comune possiede quote e partecipazioni a volte
inutili" ha proseguito il consigliere comunale ricordando che,
attualmente, per l ufficio stampa del sindaco Corsini,
il Comune spende 170mila euro l anno. All interno del
piano dei lumbard per limitare la spesa pubblica si
collocano anche la riduzione dei gemellaggi e dei viaggi degli amministratori
comunali a Darmstad, Logrono
e Betlemme, considerati un lusso dinnanzi allo sviluppo di internet ed alle
risorse sempre più in calo: stesso discorso vale per le missioni ed i viaggi all estero che hanno una significativa incidenza sul
bilancio corrente. Nell era dell
evoluzione tecnologica, secondo i rappresentati locali del Carroccio, è
necessario puntare proprio sullo sfruttamento delle risorse della rete nella
riorganizzazione della macchina burocratica ed amministrativa, vista come
ulteriore occasione per ridurre costi e tempistiche. [Data pubblicazione:
21/02/2008].
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
24-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
GRUPPI IN COMUNE Stesso
nome, round a Giannelli Il presidente del consiglio
comunale di Pordenone, Vincenzo Romor, non ha accolto
la richiesta del capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Pedicini,
di convocare la Commissione per il regolamento, dando ragione, almeno in questa
prima fase, al capogruppo dell'altrafazione Azzurra,
Franco Giannelli. La vicenda era scoppiata nel corso
dell'ultima assise. In pratica Giuseppe Pedicini
aveva chiesto e ottenuto di cambiare il nome del suo gruppo che ora si chiama
"Forza Italia - verso il Popolo della libertà". Pochi minuti dopo la
scelta di Pedicini si era mosso Giannelli
che aveva fatto la stessa richiesta di modificare il nome. Ora la sua squadra
si chiama: "Gruppo della Libertà verso il Popolo della Libertà". A
fronte di questa scelta Pedicini aveva chiesto al
presidente Romor la convocazione della Commissione
regolamento, sostenendo che non ci possono essere due gruppi distinti (seppur
fratelli) con lo stesso nome. In realtà il presidente nella sua risposta al
capogruppo Azzurro ha spiegato che anche se c'è un parte del nome simile, c'è,
comunque, un'altra parte differente che garantisce in ogni caso la distinzione.
E poi - ha spiegato lo stesso Romor - non sarebbe giusto pagare i gettoni di presenza (a carico dell'intera collettività) ai partecipanti alla
Commissione regolamento per una vicenda tutta interna a Forza Italia. Come
dire, insomma, che se la sbrighino tra loro. Resta il fatto che se nel
consiglio di domani Pedicini chiedesse l'intervento
dell'aula la questione potrebbe essere messa ai voti.ldf.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Amante agli
onorevoli... Molto preoccupati. Vista l'inanità degli scatti di orgoglio a suo
tempo invocati dal desaparecido Prodi e poco fiduciosi nella taumaturgia
turistica del vecchio novista Veltroni, che, come un
girino, sta battendo in lungo e in largo lo Stivale, vista l'inanità di tutto
questo, vogliamo salvare l'Italia. Un proposito ambizioso, molto ambizioso, che
qualcuno, pessimista o detrattore, può liquidare come eccentrico o folle. Ma
non è né questo né quello. Bizzarra può, forse, sembrarne l'attuazione, ma,
alla fine, conteranno i risultati che, siamo certi, incrollabilmente certi,
saranno coronati da successo. Se il proposito è ambizioso, la proposta è
originale. Gli italiani, che non ne possono più di uno Stivale amministrato da
marpioni e tromboni, la dovrebbero fare propria, dando a ogni parlamentare,
ministri e sottosegretari compresi, un'amante. Un'amante che noi
c'incaricheremo di trovare e anche di mantenere. Un'amante scelta con
oculatezza, previo monitoraggio dei gusti del beneficiario. Non basta dare al
deputato tizio o al senatore sempronio una donna qualunque. No: dev'essere una donna, come si dice, ad hoc. Ognuno dovrà
avere il suo tipo perché solo del proprio tipo ci si può innamorare, fino a
perdere la testa e, talvolta, anche la faccia. Il ministro che ha un debole per
le bionde, lo getteremo fra le braccia di una bionda; chi spasima per le brune,
avrà la bruna; chi preferisce le rosse, sarà anche lui accontentato.
L'importante è che chi tanto degnamente ci rappresenta in Parlamento, nel
governo, nelle istituzioni s'innamori della favorita scelta per lui. Quando
tutti i nostri rappresentanti alla Camera e al Senato saranno in preda alla
passione e in balia della gelosia, non penseranno più ad altro: né al potere né
ai galloni né agli stipendi, alle indennità, ai gettoni di presenza. Palpiteranno solo per le loro favorite cui potranno fare tutte
le promesse e i regali, ma non dovranno - ripeto - mantenerle. A questo
provvederemo noi, ciascuno secondo i propri mezzi. Come? Destinando
all'abbisogna una quota del nostro salario e, se necessario, attingendo ai
nostri risparmi. Se l'aria che tira (per colpa di chi abbiamo eletto)
non ci consente di essere munifici, non saremo nemmeno sparagnini. La posta in
gioco è troppo alta e l'investimento vale la candela. La posta in gioco è alta
perché qui si tratta di salvare il Paese nel solo modo possibile: impedendo a
chi nella "stanza dei bottoni" controlla le asole di manovrarle a
proprio piacimento. Nostro compito, compito patriottico, è quello di mettere
deputati, senatori, ministri, ministrini,
sottosegretari nelle condizioni di non nuocere. Ma per non nuocere bisogna
impedirgli di fare quello che, in nostro nome, e per nostra colpa, da una
decina di lustri fanno. Pazzi d'amore, temendo il tradimento delle favorite che
dovranno essere non solo belle, ma anche sexy, maliziose e civette, non avranno
più tempo, né lo cercheranno, per assolvere i loro doveri istituzionali.
Occupati e preoccupati solo a far all'amore con le rispettive cortigiane, e a
non essere resi dalle medesime becchi (sensazione tra le più sgradevoli),
passeranno il tempo fra le loro braccia o ai loro piedi. E le mogli? Le mogli
abbozzeranno. E non perché permissive: per patriottismo. Esse dovranno sapere,
e noi glielo diremo, che il Paese si salva solo se i loro mariti non si
occupano delle sue sorti. Gli italiani si rimboccheranno le maniche e
rimetteranno in piedi la baracca. In un anno, o poco più, grazie all'inerzia
dei politici e dei politicanti, in tutt'altre faccende affaccendati, risaliremo
la china e usciremo dal cul de sac
in cui Lorsignori ci hanno cacciato. Il tempo stringe
e le favorite aspettano. Roberto Gervaso.