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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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Report "Costi dei politici"

COSTI DELLA POLITICA, MURA (IDV): "Sì ALL'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE" ( da "Sestopotere.com" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei 10 miliardi di euro, si debbono eliminare le province, enti che costituiscono una duplicazione di funzioni rispetto ai comuni e alle regioni. Non è un caso infatti che l'obiettivo dell'Italia dei Valori per quanto riguarda i costi della politica è proprio l'abolizione delle Province, chiaramente senza tralasciare una riduzione degli stipendi e dei privilegi dei politici nazionali,

"MAGGIORE equità fiscale", a vantaggio della fascia più debole di popolazione per la quale ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: copertura del minor introito previsto mediante riduzioni di spesa (sono esclusi i settori istruzione, sanità e sociale) e rinvio di parte delle assunzioni (tre su dodici previste) al 2009, oltre al taglio di metà dei gettoni di presenza per i consiglieri e gli amministratori. "E un risparmio piccolo, non abbiamo indennità mensili ed il gettone è di meno di 30 euro - spiega Lumachi -

NELLA SECONDA Categoria a cura del comitato Figc riminese si è recuperata qu ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Maria, 2-1 sulla Montefiorese con reti di Rizzo e Fraternali per la squadra di Moretti e Signorotti per i rosanero. Finisce in parità (2-2) tra Real Marignano e Bellariva con i gol di Bellucci e Magi per i padroni di casa e la doppietta di Arcangeli per i rivieraschi. La classifica: Vis Argentina 50;

L'INTERVISTA CARLO D'IPPOLITO, AUTORE DELLO STUDIO: AI PARLAMENTARI BISOGNA TAGLIARE I SOLDI E FORNIRE PIU' SERVIZI 0 Il problema? I politici costano molto e rendono poco ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: colleghi stranieri o questa percezione nasce da una diversa valutazione dei risultati della politica? "Uno stipendio ? spiega Carlo D'Ippoliti (nella foto), giovane ricercatore della Sapienza e della Luiss ? presenta due aspetti: per chi lo riceve è un reddito, per chi lo paga è un costo. Per il primo aspetto, è giusto valutare il reddito dei politici su basi etiche e di equità,

Forza nuova sui costi della politica ( da "Centro, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Pescara Forza Nuova sui costi della politica POPOLI. Eliminare gli sprechi legati ai costi della politica locale, riducendo le indennità di consiglieri e assessori. Questa la ricetta della sezione popolese di Forza Nuova, in risposta alle polemiche dei giorni scorsi.

Si vendono i gioielli di famiglia Carlo Diotallevi accusa: Bilancio salvato dalla cessione degli immobili ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il secondo emendamento prevede la rinuncia ai gettoni di presenza dei consiglieri comunali e l'eliminazione di un assessore per destinare 25mila euro risparmiati a finalità turistiche: contributi alla "Notte Bianca" e di "Mondolfo Di-Vino", ripristinando la tradizionale "Pesca con la Tratta"".

Ridurre i costi della politica per un nuovo Spirito di Servizio ( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Italia avverto il bisogno di realizzare una sintonia nuova tra il Paese e la politica. Una sintonia che chiede alla politica la ricerca di una sobrietà, di uno spirito di servizio. Da qui anche la necessità della riduzione reale dei costi della politica che appaiono spesso come frutto di privilegi ingiustificati. È un tema vero, che è dentro il Dna del Partito democratico.

Chiti a Sartori: rimborsi solo a chi è oltre il 5% ( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: intesa prima della crisi di governo, tra Partito democratico, Rifondazione comunista, Sinistra democratica, Udc e Forza Italia su una legge elettorale che prevedeva il 50% dei seggi parlamentari assegnati in collegi uninominali e l'altro 50% assegnato su base proporzionale, con liste di partito e uno sbarramento al 5%".

Poletti, il ridicolo della casta Dalla camicia verde ai Verdi ( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sull'onda del successo della della Casta di Stella e Rizzo, è scritto a quattro mani con il giornalista di Libero Andrea Scaglia, ed è un retroscena del retroscena. Racconta la vita del giovane parlamentare (Poletti è del 1971) dall'entusiasmo iniziale al rapidissimo disincanto, tra noia, privilegi, cazzeggio e gossip vari.

Un milione e mezzo di volontari per vincere Realacci: il 30 marzo chiameremo ai gazebo chi ci sostiene per portare verso il Pd gli indecisi ( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Costi della politica. Quanto puntate su questo tema per il rush finale? "Nel tour di Veltroni è uno dei temi su cui l'applauso scatta più forte. Non vogliamo lisciare il pelo all'antipolitica, ma dare più forza e dignità alla politica. Fini avrebbe dovuto risponderci nel merito, invece di fare quel volgare attacco personale a Veltroni.

Spirito di servizio ( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Da qui anche la necessità della riduzione reale dei costi della politica che appaiono spesso come frutto di privilegi ingiustificati. È un tema vero, che è dentro il Dna del Partito democratico: noi abbiamo sempre parlato della necessità di una profonda riforma della politica che accompagni quella delle istituzioni.

Levi: Il principio del finanziamento va difeso ma bisogna combattere i furbi e gli sprechi ( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Finanziamento pubblico ai giornali di partito, tema caldo della campagna elettorale. La sua riforma è assimilata ai costi della politica. Quanto avrebbe risparmiato lo Stato con la sua legge? "È difficile quantificare un risparmio in modo dettagliato, perché dipende dalle decisioni degli editori.

La Casta e gli altri. Ma i primi furono Salvi e Villone ( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Così i politici italiani sono diventati intoccabili (Rizzoli) di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. L'inchiesta dei due giornalisti del Corsera su quella che viene definita "la caricatura obesa e ingorda della politica" è stato il caso editoriale del 2007: 21 edizioni in pochi mesi e più di un milione di copie vendute.

Meno sprechi, più efficienza Il decalogo del Pd ( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Nel 2008 la quota di finanziamento per il lavoro dei gruppi è stata di 36 milioni di euro: di questi una parte è fissa, e il resto è dipendente dalle dimensioni del gruppo. Secondo il Pd, l'azione sinergica della riduzione del numero dei parlamentari e i meccanismi più rigidi per la formazione dei gruppi comporterà un netto risparmio.

Il Partito Democratico annuncia dieci proposte per tagliare i costi della politica Con una preoccupazione: aumentare l'efficienza ( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stai consultando l'edizione del Il Partito Democratico annuncia dieci proposte per tagliare i costi della politica Con una preoccupazione: aumentare l'efficienza.

Il Parlamento? Bastano 470 deputati e 100 senatori ( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dobbiamo trarne le conseguenze sul finanziamento della politica. Partiamo da ciò che è già previsto nel Programma. Anzitutto la forte riduzione del numero dei parlamentari a 470 deputati e 100 senatori (di un rinnovato Senato delle autonomie) è in grado di velocizzare in modo più che significativo l'approvazione delle leggi e lo svolgimento delle ulteriori funzioni parlamentari:

I tagli del 2008: un miliardo risparmiato ( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Arriva una sforbiciata anche al gettone di presenza per i consiglieri comunali, provinciali, circoscrizionali e delle comunità montane. Nei Comuni con meno di 100mila abitanti il gettone è eliminato integralmente. Nel complesso tutte queste misure che riducono la spesa nelle amministrazioni periferiche garantiscono risparmi per 313 milioni di euro e concorrono,

Dall'Antipolitica al V-day passando dalla Casta Ecco l'abbecedario di un anno vissuto pericolosamente ( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: S come Stella. Nel senso di Gianantonio, autore, insieme a Sergio Rizzo, del libro La casta, divenuto molto più che proverbiale: fenomeno editoriale oltreché lessicale, bibbia del malcostume politico, bestseller editoriale. Che vanta oramai numerosissime imitazioni: vai in libreria e scopri che di libri sulla Casta o similari ce n'

Rimborsi elettorali cambiamo metodo ( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: "in modo da ricondurre questo finanziamento surrettizio ai partiti a un vero rimborso delle spese elettorali". Inoltre, il grosso dei rimborsi dovrebbe spettare solo alle forze che eleggono effettivamente parlamentari, mentre per gli altri sarebbe garantita comunque una quota minima per la partecipazione.

Seduta consiliare a Martignana Po ( da "Provincia di Cremona, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Edizione di Domenica 23 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Seduta consiliare a Martignana Po Martignana Po ? Giovedì alle 21 consiglio comunale per determinare l'importo dei gettoni di presenza dei consiglieri, il programma triennale dei lavori pubblici 2008-2010 e l'elenco annuale 2008, l'approvazione del bilancio preventivo e quello pluriennale,

Cultura e spettacoli UDINE Passato il miracolo, il Nordest paga le conseguenze. Il modello imprendit... ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Babilonia Teatri ha sede a Isola Rizza, provincia di Verona. Ed è formata da due persone, Valeria Raimondi ed Enrico Castellani. Il loro spettacolo si intitola "Made in Italy": nella sua semplicità è un atlante mostruoso dei luoghi comuni, dell'intolleranza, della volgarità che soffia in provincia e non solo.

Gettoni di presenza e aliquote ici: se ne parla in consiglio comunale ( da "Nuova Sardegna, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: importo dei gettoni di presenza da corrispondere ai consiglieri comunali e ai componenti le commissioni previste per legge, subito dopo si si parlerà di Ici per la determinazione delle aliquote per il 2008. Il terzo punto riguarda la determinazione sulla qualità e quantità di aree da alienare, per l'anno 2008, e del prezzo di vendita;

<Dalla Germania milioni al Sudtirolo> ( da "Corriere Alto Adige" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in quel periodo e che si sarebbero fatti mostrare il modus operandi dei terroristi". Hans Rubner, ex assessore provinciale all'epoca, invece, esclude che la giunta provinciale possa avere ricevuto finanziamenti da parte della Germania. Susanna Petrone Lo storico Steinacher "Importante verificare se i fondi della Repubblica federale sono stati utilizzati per aiutare i terroristi".

Noi abbiamo già dato. Si vada a pescare altrove . Tra gli amministratori del Comune ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: fino a poco tempo fa l'entrata era di 697 euro, oggi, con il reinserimento dei gettoni di presenza, una seduta dell'assise viene pagata 69 euro, non più 77. Capitolo circoscrizioni: lo stipendio dei presidenti è sceso da 1420 a 1278 euro, il gettone di presenza dei consiglieri, da 25,75 euro a 23,25.

Com'è il detto? Fatta la legge, gabbato il Santo. Il ritorno del gettone di presenza fa mo ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: alcuni consiglieri percepiscono dei rimborsi maggiori rispetto alla vecchia indennità di funzione. Da gennaio è entrata in vigore la norma della legge Finanziaria che mette mano al sistema dei compensi dei consiglieri comunali. La cifra mensile percepita come rimborso è stata sostituita dai gettoni assegnati in base alla partecipazione ai lavori delle commissioni e del Consiglio.

Soldi sporchi in Tribunale? ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ritornano spesso nelle inchieste del Nucleo specializzato delle fiamme gialle negli ultimi anni. Gli investigatori partendo dal lavoro dei colleghi del Ros hanno subito notato che alcuni degli indagati dell'inchiesta sul crac della Pp Finance e della Worl financial service hanno avuto in passato rapporti stretti, professionali e non solo, con diversi "faccendieri" delle aste giudiziarie.

ELEZIONI/ VELTRONI: RIDURRE COSTI POLITICA, SERVE SPIRITO SERVIZIO ( da "Virgilio Notizie" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il candidato leader del Pd Walter Veltroni torna a promettere il taglio dei costi della politica nell'ottica di una maggiore "sobrietà" e "spirito di servizio" nei confronti della collettività. "Abbiamo la possibilità e la necessità di riportare molti di questi costi sotto controllo - scrive Veltroni in un articolo sull'Unità - Come?

Calderoli: i politici timbrino il cartellino ( da "Gazzetta di Parma, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: IPOTESI E PROVOCAZIONI COSTI DELLA POLITICA IPOTESI E PROVOCAZIONI Calderoli: i politici timbrino il cartellino ROMA Elvio Sarrocco II Sui tagli ai costi della politica è ormai gara tra Pd e Pdl. Se Veltroni vuole ridurre il numero dei parlamentari ed anche i loro stipendi, il Pdl non è da meno e, per iniziativa del leghista Roberto Calderoli,

I bomber della salvezza ( da "Tuttosport" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: poco) a Firenze: ma tre gol in 28 partite, di cui 25 dall'inizio, non fanno la storia. BOTTO AMARANTO Il colpo grosso l'ha fatto la Reggina. Franco Brienza, che attaccante puro non è, aveva bisogno di un deciso rilancio lontano dal caos di Palermo. Detto, fatto: 12 gettoni, 6 reti, media perfetta di un gol ogni due partite.

<Comportamento scorretto, non manca chi surroga il consigliere Masih Asharaf> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: rappresenta un incredibile pasticcio amministrativo e un insulto ala buona fede delle persone. E certo che alla surroga di Masih arriveremo - conclude Giust - e posso rassicurare i cittadini e il Sindaco: non abbiamo bisogno dei gettoni di presenza in consiglio comunale per comprarci l'uovo di Pasqua".Erica Bet.


Articoli

COSTI DELLA POLITICA, MURA (IDV): "Sì ALL'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE" (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

(04:28) (22/3/2008 21:20) | COSTI DELLA POLITICA, MURA (IDV): "Sì ALL'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE" (Sesto Potere) - Bologna - 2 marzo 2008 - In questa legislatura si è iniziato a fare qualcosa per ridurre i costi della Politica. Per quel poco o tanto che si è fatto Italia dei Valori rivendica a buon diritto di essere stata tra i protagonisti di quest'opera che ci ha visto ridurre il numero delle circoscrizioni comunali, consentendole solo nelle città con 100.000 abitanti, abolire la legge mancia e ridurre i posti dei cda nei consorsi di bonifica. ? Lo dichiara l'on. Silvana Mura - E' evidente che il grosso deve ancora venire e che dovrà essere realizzato nella prossima legislatura. Oggi l'Eurispes ci dice chiaramente quello che già sapevamo, ovvero se si vogliono effettuare risparmi considerevoli, nell'ordine dei 10 miliardi di euro, si debbono eliminare le province, enti che costituiscono una duplicazione di funzioni rispetto ai comuni e alle regioni. Non è un caso infatti che l'obiettivo dell'Italia dei Valori per quanto riguarda i costi della politica è proprio l'abolizione delle Province, chiaramente senza tralasciare una riduzione degli stipendi e dei privilegi dei politici nazionali, punto sul quale ci siamo già impegnati.

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"MAGGIORE equità fiscale", a vantaggio della fascia più debole di popolazione per la quale (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il 'Chiantishire' comincia ad essere un peso piuttosto che un vanto. E' quanto chiede FI-Udc, con la capogruppo Maria Teresa Lumachi, con una serie di emendamenti che verranno discussi in aula giovedì 27 marzo, al momento di vagliare il bilancio di previsione. Per l'addizionale Irpef, Fi-Udc propone l'istituzione di una fascia di esenzione per famiglie con tre o più figli fiscalmente a carico. Viene poi chiesto il ripristino della detrazione Ici per la prima casa a 154,94 euro su valori catastali complessivi pari o inferiori ad 85 mila euro. Il documento contiene anche le proposte per far fronte alla copertura del minor introito previsto mediante riduzioni di spesa (sono esclusi i settori istruzione, sanità e sociale) e rinvio di parte delle assunzioni (tre su dodici previste) al 2009, oltre al taglio di metà dei gettoni di presenza per i consiglieri e gli amministratori. "E' un risparmio piccolo, non abbiamo indennità mensili ed il gettone è di meno di 30 euro - spiega Lumachi - ma ritengo che sia un segnale forte e dovuto ai cittadini". Andrea Ciappi - -->.

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NELLA SECONDA Categoria a cura del comitato Figc riminese si è recuperata qu (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Esta settimana la 21ª giornata, che venne rinviata interamente a causa delle forti piogge un paio di settimane fa. NEL GIRONE S l'impresa del giorno è quella del Granata, che supera a domicilio il Real Monteleone (1-0, rete di Gramellini) distanziandolo ulteriormente in classifica. Tutte vincenti le altre squadre di primo livello. La capolista Pietracuta rifila un poker di gol (4-0: due volte Guerra, Fazi e Sanna) ad un Rimini United già rassegnato alla retrocessione. In scioltezza anche lo Sporting Villalta che con Magi, Sellitto e Lucchi non lascia scampo (3-0) al Viserba. Gol a raffica nelle altre partite. L'Atletico S.Mauro cede in casa alla Virtus Olimpia (3-4), per i padroni di casa a segno Mignani e Bacchini (due volte), per gli ospiti Tamagnini, Ismakei, Semprini e Loqmane. Punti pesanti per il Portici Celle che, spinto dalle doppiette di Paolo e Luca Messina, batte 4-2 il Virtus Villa (Giannoni e Vargas). Grande prova dello Sporting Rimini contro la Sanges (5-3): la squadra di Pascucci rimonta due gol segnati dagli ospiti (Conti, 2, e D'Orsi) nella prima mezzora grazie alle doppiette di Mazzoli e Lombardo ed al guizzo finale di Cirillo. Nuovamente rinviata Pennabilli-Corpolò che sarà recuperata il 26 marzo. La classifica: Pietracuta 46; Sporting Villalta e Granata 44; Real Monteleone 39; Virtus Olimpia 33; Atletico S.Mauro 32; Corpolò 30; Sporting Rimini 29; I Portici Celle 28; Pennabilli 23; Virtus Villa 22; Sanges 20; Viserba 14; Rimini United 12 (Corpolò e Pennabilli devono recuperare una partita). NEL GIRONE T la Vis Argentina fa suo (2-1) il big match di Montescudo con le reti di Travagliati e Piva, i locali accorciano con Bucci. Distanze immutate tra le altre squadre di vertice. La Stella Rimini nulla può contro una Stella Rossa in gran forma: 3-0 per i morcianesi (Alesiani e doppietta di Palazzi). L'Almas Rivazzurra chiude i conti con il Taverna già nel primo tempo (2-0, Pinto e Gambuti). Tra le altre, bell'exploit del Colonnella a Mondaino (3-0, Panico, Zapis e Gravina) e prevedibile vittoria della Tre Esse ad Ospedaletto per 4-2 (doppiette di Pritelli e Calesini per gli ospiti, La Rotella e Bucci per i locali). Sul fondo vittoria della volontà per il S.Maria, 2-1 sulla Montefiorese con reti di Rizzo e Fraternali per la squadra di Moretti e Signorotti per i rosanero. Finisce in parità (2-2) tra Real Marignano e Bellariva con i gol di Bellucci e Magi per i padroni di casa e la doppietta di Arcangeli per i rivieraschi. La classifica: Vis Argentina 50; Almas Rivazzurra 46; Stella Rossa Morciano 45; Montescudo 42; Real Marignano 34; Tre Esse 33; Taverna MC 31; Colonnella 27; Montefiorese e Daino 24; Bellariva 23; Stella Rimini 15; S.Maria del Monte 14; Ospedaletto 7. - -->.

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L'INTERVISTA CARLO D'IPPOLITO, AUTORE DELLO STUDIO: AI PARLAMENTARI BISOGNA TAGLIARE I SOLDI E FORNIRE PIU' SERVIZI 0 Il problema? I politici costano molto e rendono poco (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'INTERVISTA CARLO D'IPPOLITO, AUTORE DELLO STUDIO: "AI PARLAMENTARI BISOGNA TAGLIARE I SOLDI E FORNIRE PIU' SERVIZI" "Il problema? I politici costano molto e rendono poco" ? ROMA ? I POLITICI ITALIANI sono pagati troppo rispetto ai colleghi stranieri o questa percezione nasce da una diversa valutazione dei risultati della politica? "Uno stipendio ? spiega Carlo D'Ippoliti (nella foto), giovane ricercatore della Sapienza e della Luiss ? presenta due aspetti: per chi lo riceve è un reddito, per chi lo paga è un costo. Per il primo aspetto, è giusto valutare il reddito dei politici su basi etiche e di equità, anche indipendentemente dai risultati. E da questo punto di vista, emerge dalla mia analisi che a livello locale (comuni, province) i politici italiani guadagnano meno dei loro colleghi in Europa, mentre a livello nazionale siamo più o meno allineati. Quello che caratterizza l'Italia è che guadagnano di più i politici e i dirigenti delle istituzioni più piccole, meno 'in vista', come i parlamentari europei o i giudici e presidenti della Corte Costituzionale, Corte dei Conti, Consiglio di Stato. Questo dimostra l'importanza dell'opinione pubblica nell'indurre comportamenti moralmente accettabili ed evitare il formarsi di rendite e privilegi". E dal punto dei vista dei costi? "In questo caso il metro di valutazione deve necessariamente essere relativo: i contribuenti devono valutare lo stipendio ai politici sulla base di cosa ottengono in cambio. Faccio un esempio. Se la crescita economica negli ultimi cinque anni fosse stata superiore appena dello 0,03%, tutti gli organi costituzionali sarebbero interamente ripagati dalle maggiori entrate: non solo gli stipendi, ma il loro intero costo! In più, una maggiore crescita avrebbe portato più occupazione e molti altri benefici". E invece... "E invece si ritiene, spesso non a torto, che i politici costino troppo e rendano poco". Le proposte di dimezzamento degli stipendi dei parlamentari non porterebbero, dunque, a un allineamento con gli altri Paesi europei? "No. Gli stipendi italiani non sono pari al doppio. Quello che occorre, a parte la questione più generale dell'efficienza dei politici, è ottenere molta più chiarezza sull'uso delle risorse. Un esempio eclatante di opacità è quello relativo al compenso per i collaboratori. In Germania lo Stato lo versa direttamente al lavoratore, che deve avere regolare contratto: perchè da noi dobbiamo ancora assistere al precariato e al lavoro nero nel cuore delle istituzioni? Allora riduciamo lo stipendio dei parlamentari, e paghiamo direttamente i collaboratori". Insomma, meno soldi e più servizi ai parlamentari? "Sì, è questa la via giusta. Fornire servizi a partiti e parlamentari è la via seguita in Germania, Regno Unito, Stati Uniti. Serve a riconoscere l'importanza di alcune attività per la democrazia, a garantire che tutti i partiti possano svolgere attività fondamentali come la campagna elettorale e a far sì che i partiti usino effettivamente i soldi in maniera chiara e trasparente. Mi permetto di fare un'aggiunta: visto che ci siamo, nella ristrutturazione del finanziamento dei partiti potremmo pensare di ridurre i trasferimenti ai partiti che non rispettano alcune norme di democrazia interna, come ad esempio le quote rosa. Insomma, il finanziamento può servire ad indurre comportamenti virtuosi, mentre l'uso del denaro delle retribuzioni è lasciato alla buona volontà dei singoli". Claudia Marin - -->.

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Forza nuova sui costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pescara Forza Nuova sui costi della politica POPOLI. Eliminare gli sprechi legati ai costi della politica locale, riducendo le indennità di consiglieri e assessori. Questa la ricetta della sezione popolese di Forza Nuova, in risposta alle polemiche dei giorni scorsi. La questione riguarda la possibile riduzione di tasse come Ici, Tarsu, addizionali e servizi vari, che si discuterà nel prossimo consiglio comunale. "Prima di adottare misure anti popolari", afferma il segretario della sezione locale di Fn, Donato Liberatore, "è bene che i nostri attuali amministratori diano un esempio attuando un provvedimento unanime che stabilisca una sostanziale riduzione delle proprie indennità e di tutte le consulenze esterne". (s.l.).

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Si vendono i gioielli di famiglia Carlo Diotallevi accusa: Bilancio salvato dalla cessione degli immobili (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Si vendono i gioielli di famiglia" Carlo Diotallevi accusa: "Bilancio salvato dalla cessione degli immobili" ? MONDOLFO ? CARLO DIOTALLEVI, della lista di minoranza "Per Cambiare", critica pesantemente il bilancio 2008 che sarà discusso dal consiglio mondolfese martedì 25 marzo. "E' la fotocopia sbiadita di quelli precedenti: si occupa unicamente dell'ordinaria amministrazione, destinando solo briciole a settori fondamentali come turismo e cultura. La giunta ha tagliato i contributi per le manifestazioni culturali del 26% e quelli alle associazioni per la promozione turistica del 16%. Mi chiedo: che fine hanno fatto le promesse di aiutare i privati nell'organizzazione della Notte Bianca e di Mondolfo Di-vino? In compenso è stata aumentata la base imponibile Ici, in sostanza il cittadino paga di più ma non può costruire". E ANCORA: "Ci sono ancora troppe spese che vanno tagliate come quella per l'energia elettrica, aumentate del 43% per un totale di 210mila euro, troppe uscite per enti carrozzoni come l'Unione Valcesano (536mila euro), mentre è sorprendentemente diminuita la lotta all'evasione (-71%) e sono spariti gli oneri di urbanizzazione (-70mila euro) a causa di un Prg dormiente nei cassetti del Comune". "PER FARE QUADRARE il bilancio ? prosegue Diotallevi ? si è dovuto ricorrere alla vendita delle aree fabbricabili di proprietà comunale e questo ha provocato la sonora bocciatura da parte dei revisori dei conti. Si vendono i "gioielli" di famiglia per finanziare la spesa corrente e non si investe. Che fine ha fatto il nuovo cimitero? L'ampliamento delle scuole? L'impegno per l'ambiente e per il turismo? La giunta di centrosinistra ha pronta la solita litania: attribuire la colpa al Governo che riduce i trasferimenti, ma se si legge il bilancio ci si accorge che sono rimasti invariati. La realtà è che in questi decenni le amministrazioni Sgammini, Solazzi e Cavallo hanno adottato una politica che ha impoverito il territorio ed oggi siamo costretti ad alienare le proprietà comunali per sopravvivere: finite queste ci sarà la resa dei conti". IL CAPOGRUPPO di minoranza, infine, illustra due maxi-emendamenti presentati dalla sua lista "per modificare radicalmente l'assurda impostazione del bilancio. Il primo concerne l'utilizzo del maggior introito dalla vendita di un terreno comunale (353.200 euro) da destinare alla ristrutturazione dell'ex pescheria di Marotta in modo da trasferirvi la sede della Guardia Costiera, liberando così Villa Valentina che potrà essere utilizzata per alcuni uffici comunali; alla sistemazione dell'ex cinema-teatro di Mondolfo; e al potenziamento della manutenzione viaria. Il secondo emendamento prevede la rinuncia ai gettoni di presenza dei consiglieri comunali e l'eliminazione di un assessore per destinare 25mila euro risparmiati a finalità turistiche: contributi alla "Notte Bianca" e di "Mondolfo Di-Vino", ripristinando la tradizionale "Pesca con la Tratta"". Sandro Franceschetti - -->.

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Ridurre i costi della politica per un nuovo Spirito di Servizio (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del Ridurre i costi della politica per un nuovo Spirito di Servizio Walter Veltroni L'articolo Chi l'ha detto che politica e società debbano esser lontani. Nel viaggio che sto compiendo in giro per l'Italia avverto il bisogno di realizzare una sintonia nuova tra il Paese e la politica. Una sintonia che chiede alla politica la ricerca di una sobrietà, di uno spirito di servizio. Da qui anche la necessità della riduzione reale dei costi della politica che appaiono spesso come frutto di privilegi ingiustificati. È un tema vero, che è dentro il Dna del Partito democratico. nell'inserto.

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Chiti a Sartori: rimborsi solo a chi è oltre il 5% (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del COSTI DELLA POLITICA Chiti a Sartori: rimborsi solo a chi è oltre il 5% ROMA "Il professor Sartori è troppo esperto in materia costituzionale per non sapere che l'Articolo 72 ultimo comma della Costituzione riserva alle assemblee la legislazione diretta in materia elettorale. I rimborsi elettorali ai partiti difficilmente possono essere considerati materia diversa da quella elettorale". Lo afferma il ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti, replicando all'editoriale di Giovanni Sartori intitolato "Il finanziamento ai nanetti". "In ogni caso - prosegue - in questa materia, non ricorrono certo i motivi di necessità e di urgenza richiesti dalla Costituzione per i decreti legge. Non vi è dunque nessuna volontà di protezione, da parte di Prodi e del suo governo, nei confronti dei piccoli partiti. Al contrario, come risulta dalle audizioni che, a nome del governo, ho fatto nelle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, la nostra valutazione è che solo i partiti che superassero lo sbarramento del 5% avessero diritto al rimborso elettorale". "Siamo infatti d'accordo con Sartori - sottolinea Chiti - che il rimborso a chi ottiene l'1% dei voti sia un'indecenza. Ancora in queste elezioni si sarebbe potuto votare con una nuova legge elettorale. Era stata infatti raggiunta un'intesa prima della crisi di governo, tra Partito democratico, Rifondazione comunista, Sinistra democratica, Udc e Forza Italia su una legge elettorale che prevedeva il 50% dei seggi parlamentari assegnati in collegi uninominali e l'altro 50% assegnato su base proporzionale, con liste di partito e uno sbarramento al 5%". "Questa legge - prosegue ancora - avrebbe evitato la frammentazione, cambiato il rapporto tra cittadini e eletti e assicurato stabilità ai governi".

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Poletti, il ridicolo della casta Dalla camicia verde ai Verdi (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del IL CASO Poletti, il ridicolo della casta Dalla camicia verde ai Verdi di Andrea Carugati/ Roma Dalla camicia verde ai Verdi, fulmineo è stato il passaggio cromatico di Roberto Poletti. Da giornalista-tribuno nelle tv locali lombarde, un Funari allo zafferano, tutto casalinghe e denunce anti-casta, improvvisamente nel 2006 viene ingaggiato dall'amico Pecoraro Scanio nelle liste dei Verdi e arriva a Montecitorio. E adesso, scomparsa prematuramente la legislatura, e senza speranze di riconferma al suo posto, Poletti è tornato a casa. Non a Radio Padania, ma a Libero di Feltri, che già lo aveva diretto all'Indipendente all'inizio degli anni 90. Da alcuni giorni Poletti è diventato una star: il suo diario sui due anni dentro la Casta occupa stabilmente l'apertura e le prime tre pagine di Libero. Fiumi di inchiostro che Feltri non aveva mai concesso neppure a se stesso o a Renato Farina. E poi la grande tv, Matrix, roba che da peone neanche se lo sognava. Il diario, che diventerà un libro, sull'onda del successo della della Casta di Stella e Rizzo, è scritto a quattro mani con il giornalista di Libero Andrea Scaglia, ed è un retroscena del retroscena. Racconta la vita del giovane parlamentare (Poletti è del 1971) dall'entusiasmo iniziale al rapidissimo disincanto, tra noia, privilegi, cazzeggio e gossip vari. Una vera manna per Libero, in pratica una summa, autenticata da un reo confesso, delle denunce contro l'inutile Casta che hanno fatto la fortuna del giornale. Non stupisca l'adozione di un verde da parte di Libero. Poletti non ha mai fatto mistero delle sue idee leghiste e della sua scarsa sensibilità ambientalista. "Quando puoi garantire voti un accordo si trova", dice lui stesso nella prima puntata della sua inchiesta. Difficile, invece, per i Verdi lombardi far capire alla loro base perché era stato scelto proprio lui per la Camera, visto che nel 1997, sulla Padania (di cui è stato anche caporedattore) scriveva un articolo dal titolo: "Quello che chiamiamo razzismo a volte è soltanto buon senso". Questo l'attacco: "Razzista. Sì sono razzista. Razzista, razzista e ancora razzista. Per chi non l'avesse ancora capito sono razzista. Razzista". A seguire una "domandina ai signori che ci governano": "Quando ci libererete dai negri, dalle puttane, dai criminali, dai ladri extracomunitari, dagli stupratori color nocciola e dagli zingari che infestano le nostre case, le nostre spiagge, le nostre vite, le nostre menti? Quando? Quando? Quando? Basta ragazzi, basta giocare con la pazienza di tanta gente onesta già schiacciata dal peso di uno Stato assurdo, ingiusto, ottuso, sprecone e bastardo. Perché - sappiatelo - ne abbiamo le palle piene". Curioso è che proprio Libero aveva sguazzato sulla, diciamo così, scarsa compatibilità tra questo pensiero e il partito di Pecoraro. E aveva titolato: "L'amico di Pecoraro era un padano doc", con tanto di occhiello maligno: "L'ultima scoperta di Alfonso". Oggi, dopo le articolesse su Libero che mettono alla berlina gli stessi verdi, dalla jacuzzi sul terrazzo di Pecoraro in poi, i verdi sono furibondi. Ma anche nel 2006, al momento della candidatura, non era stato facile convincere la base verde del nuovo acquisto. Sul sito del consigliere regionale Marcello Saponaro qualcuno aveva sollevato dei dubbi. Giorgio: "Mi sembra una candidatura azzardata". E Filippo Tognazzo: "Sembra impossibile che un movimento come quello dei Verdi abbia deciso di candidare un ex leghista...". E così Saponaro era stato costretto a placare gli animi: "Caro Filippo, non ti sembra un po' troppo superficiale giudicare una persona per le scelte che ha fatto da ventenne o poco più? Non può cambiare idea?". E Poletti così rispondeva sul sito: "Voglio provare a cambiare le cose. Se mi emargineranno me ne tornerò a casa con la coda tra le gambe. Ma almeno potrò dire di averci provato fino in fondo". Ecco, tra i verdi l'idea che lui ci abbia provato fino in fondo non passa. Si racconta che volesse andare in Vigilanza Rai, che non ce l'hanno mandato e si è risentito. Si racconta che era uno dei più assenteisti, che si era addirittura iscritto a una coop edilizia tra parlamentari, per farsi una casa a Roma. Insomma, si era andato a cercare un altro privilegio oltre i tanti che oggi denuncia disgustato. Si dice che sputa nel piatto in cui ha lautamente mangiato solo perché è stato fatto fuori. Ma Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi al Pirellone, è quello che insieme a Pecoraro ha più spinto per averlo in lista e gli ha addirittura ceduto il suo seggio alla Camera, non è pentito: "Lo abbiamo ingaggiato proprio per le sue battaglie contro le distorsioni della politica, e non mi pare che su Libero stia raccontando delle balle. E sempre il Poletti che ho conosciuto, un giornalista di razza che oggi mette alla berlina anche se stesso. Non sono pentito di avergli lasciato il posto, magari certi attacchi personali ai verdi poteva risparmiarseli, ma lui è uno di quelli che dà la scossa, un po' come Beppe Grillo". Chissà se Pecoraro sarà d'accordo.

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Un milione e mezzo di volontari per vincere Realacci: il 30 marzo chiameremo ai gazebo chi ci sostiene per portare verso il Pd gli indecisi (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del "Un milione e mezzo di volontari per vincere" Realacci: il 30 marzo chiameremo ai gazebo chi ci sostiene per portare verso il Pd gli indecisi di Andrea Carugati / Roma OPERAI, pensionati, casalinghe, ma anche professionisti, artigiani, lavoratori autonomi. Le recenti analisi di Ilvo Diamanti indicano che il Pd è più debole nei confronti dei ceti tradizionalmente più vicini al centrodestra. Mentre è più forte tra impiegati, insegnan- ti, studenti, lavoratori pubblici, le categorie che hanno sempre preferito Ds e Margherita. Su questa forbice Veltroni batterà nelle ultime tre settimane di campagna elettorale. Onorevole Realacci, la novità del Pd sembra non aver mutato, finora, la classica geografia sociale del voto. Come mai? "Tutta la strategia del Pd è mirata a rispondere a domande di parti del Paese che tradizionalmente non hanno scelto il centrosinistra: penso ai discorsi di Veltroni sugli artigiani, sulle piccole e medie imprese; e anche alle domande dei ceti popolari, che da tempo non trovano risposte dalla nostra parte. Tutto questo sta cambiando: penso al salario minimo per i precari, all'aumento degli stipendi. La destra parla di programmi fotocopia, ma il Sole 24 Ore ha scritto che la nostra proposta fiscale favorisce i ceti più bassi, mentre quella del Pdl le fasce più ricche. Poi c'è il tema della sicurezza, che è molto percepito soprattutto dai ceti più deboli, su cui Veltroni ha rotto i vecchi schemi. Però questo ancora non si traduce in spostamento di voti... "La prima parte della campagna aveva l'obiettivo di creare un ascolto potenziale anche nei confronti di ceti che, quando parlavamo noi, spegnevano l'audio. Ora il nostro obiettivo è tradurre questo ascolto potenziale in un voto, con un corpo a corpo nel Paese. Nei giro in pullman di Veltroni mi ha colpito, oltre la quantità di persone, la qualità: più giovani, persone diverse dal solito, anche rispetto alle primarie. Dedicheremo le prossime settimane ai temi sociali: martedì una proposta sulle pensioni, poi sui precari, sul costo della vita. Vogliamo rompere l'effetto narcotico sulla campagna elettorale creato da questa assurda legge elettorale". A proposito, molti dicono che avete nascosto i candidati Vip: dalla Madia, a Veronesi, Calearo, l'operaio Boccuzzi... "Non direi, Boccuzzi è molto esposto, ha parlato in piazza con Veltroni, va in tv, Veronesi fa molte iniziative negli ambiti in cui è esperto. Anche la Madia fa molte interviste, abbiamo fatto insieme un'iniziativa a Roma. Ognuno fa campagna secondo i suoi talenti... Ma il punto, adesso, non sono i candidati, ma la partecipazione delle persone in carne e ossa". Si riferisce alla convocazione del popolo delle primarie ai gazebo, il 30 marzo? "Sì, per noi è un appuntamento decisivo. Quel giorno contiamo di mettere in campo un milione e mezzo di volontari, vogliamo renderli protagonisti, mandarli in giro per l'Italia a parlare con i cittadini, con gli indecisi. Magari anche litigando in un bar: che forse conta più di una serata a Porta a Porta. Vogliamo scatenare le nostre truppe, come l'Armageddon, la battaglia del bene contro il male". Alcuni giornali scrivono che il tandem Berlusconi-Fini sta funzionando meglio di quello tra Veltroni e Di Pietro. E poi c'è la Bonino, che lamenta uno scarso coinvolgimento. "Il feeling tra Berlusconi e Fini è piuttosto coatto. Penso al caso Ciarrapico: Fini ha preso dei bei ceffoni. E anche su Alitalia non hanno detto le stesse cose. Quanto a Di Pietro, il suo è un contributo importante, ma non ha un ruolo paragonabile a quello di Fini come peso elettorale. La Bonino va utilizzata al meglio, ma lei stessa può mettersi in gioco senza aspettare che qualcuno le organizzi un convegno. Può muoversi anche da sola, non è una novizia della politica". Di Pietro dice che non vuole entrare nel Pd, ma solo fare un gruppo unico in Parlamento. Sarà un problema? "Non direi, quello che conta per la gente è che ci sia un unico gruppo, che finisca la babele degli ultimi 15 anni. Il resto passa in secondo piano". Costi della politica. Quanto puntate su questo tema per il rush finale? "Nel tour di Veltroni è uno dei temi su cui l'applauso scatta più forte. Non vogliamo lisciare il pelo all'antipolitica, ma dare più forza e dignità alla politica. Fini avrebbe dovuto risponderci nel merito, invece di fare quel volgare attacco personale a Veltroni. Vogliamo che la politica sia sempre più dipendente dal contributo spontaneo dei cittadini: come alle primarie, più gente partecipa più finanziamenti avrai".

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Spirito di servizio (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del Spirito di servizio Walter Veltroni Chi l'ha detto che politica e società debbano esser lontani. Nel viaggio che sto compiendo in giro per l'Italia avverto il bisogno di realizzare una sintonia nuova tra il Paese e la politica. Una sintonia che chiede alla politica la ricerca di una sobrietà, di uno spirito di servizio. Da qui anche la necessità della riduzione reale dei costi della politica che appaiono spesso come frutto di privilegi ingiustificati. È un tema vero, che è dentro il Dna del Partito democratico: noi abbiamo sempre parlato della necessità di una profonda riforma della politica che accompagni quella delle istituzioni. Io parto da una semplice constatazione: abbiamo la possibilità e la necessità di riportare molti di questi costi sotto controllo. Come? Ad esempio riducendo drasticamente il numero dei parlamentari che possono esser sostanzialmente dimezzati. La nostra proposta di riforma istituzionale parte dall'esigenza di dare efficienza e rapidità ai lavori dei legislatori, ma ha come effetto per nulla secondario anche quello di toccare costi che appaiono alla grande maggioranza dei cittadini come eccessivi. Così passando ad una Camera di 470 deputati e ad un Senato di 100 membri scendono i costi diretti e indiretti. Lo stesso vale per il dimagrimento secco del governo che ­ grazie ad una legge già approvata dal centrosinistra ­ dovrà essere composto da 12 ministri e da un numero totale che non supera le 60 persone. A tutto questo ­ ho sostenuto nel mio contestatissimo intervento ­ va aggiunto anche un elemento "personale": gli stipendi dei parlamentari italiani sono tra i più alti d'Europa, mentre salari e pensioni sono tra i più bassi del continente. Un equilibrio nuovo va trovato, così come il trattamento pensionistico dei parlamentari deve uniformarsi a quello di tutti i cittadini, passando dal sistema retributivo a quello contributivo. Potrei anche aggiungere il fatto che la limitazione del numero dei gruppi parlamentari (abbiamo proposto di modificare i regolamenti per impedire la frammentazione assurda cui si era arrivati in queste legislature) è un altro utile contributo a risparmiare. A sentire i commenti di qualcuno staremmo parlando di piccole cose. Credo che non sia così. Anche se le misure di cui ho parlato sinora sono solo l'inizio. Esse contengono un messaggio politico rilevante che non è il cedimento all'antipolitica ma al contrario la prova che la Politica (stavolta con la P maiuscola) ha la capacità di riformarsi e di rispondere con autorevolezza alle domande dei cittadini. Certo, poi ci sono altri capitoli su cui intervenire, come ad esempio certe norme sui rimborsi elettorali che sembrano scritte apposta per favorire i micro-partiti e che rischiano persino di essere all'origine di tanta frammentazione. Ma credo che esista un legame più radicale tra il tema dell'efficienza della politica e i suoi costi. Nel programma che abbiamo presentato candidandoci alla guida del Paese abbiamo parlato di una "democrazia che decide". È qui una delle grandi insidie e dei nodi profondi che riguardano la nostra democrazia perché è nella indeterminatezza delle responsabilità, nella farraginosità dei passaggi politico-amministrativi che si nasconde l'inefficienza. La semplificazione è una delle chiavi per affrontare il problema. E semplificare significa anche eliminare uffici e strutture che pesano e costano e che insieme determinano inefficienza. Perché non eliminare quelle comunità montane a livello del mare? E che senso ha mantenere le provincie nelle aree metropolitane con una duplicazione di ruoli e di costi? Sono cose che vogliamo fare subito. Ma credo ci sia anche un capitolo più largo che riguarda complessivamente il ruolo della politica rispetto alla cosa pubblica. Penso ad esempio alle società pubbliche dove vanno tagliati drasticamente i componenti degli organismi societari (e qui forse sarebbero da tagliare anche i gettoni di presenza), penso alla moltiplicazione sul territorio di organismi legati alla gestione dei servizi pubblici da semplificare e diminuire complessivamente. Mettere insieme un pacchetto complessivo di misure come quelle che ho sinora sommariamente descritto significa produrre un risparmio percepibile che può essere trasformato invece in servizi migliori con un doppio effetto positivo: i cittadini vedrebbero con chiarezza lo sforzo della politica per eliminare eccessi, privilegi e sprechi e avrebbero in cambio qualcosa di immediatamente utile. Una cosa deve essere certa per tutti: se vince il Pd il taglio ai costi della politica ci sarà davvero. Se vince la destra siamo avvertiti: al di là delle speculazioni politiche non farà nulla.

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Levi: Il principio del finanziamento va difeso ma bisogna combattere i furbi e gli sprechi (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del Levi: "Il principio del finanziamento va difeso ma bisogna combattere i furbi e gli sprechi" "Il finanziamento pubblico all'editoria esiste in tutt'Europa. Se si volesse arrivare a cancellare il sostegno, ci sarebbe un drammatico impoverimento del pluralismo e dell'informazione". Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio di Romano Prodi con delega alla comunicazione e l'editoria, interviene nel dibattito sui costi della politica. E da "padre" naturale del disegno di legge sull'editoria, avverte: "Non fare demagogia ma buona politica. Accertare che il sostegno all'editoria venga dato solo a chi ne ha titolo, diritto e bisogno in forme tali da evitare cattivo uso e spreco". In questa direzione andava il suo Disegno di legge di riforma, che però non ha fatto in tempo ad entrare in Parlamento: solo per via dell'onorevole Mastella che ha fatto cadere il governo? "Purtroppo non c'è stato il tempo. In commissione cultura era iniziata la discussione e l'analisi anche nel dettaglio formale dell'articolato di legge. Il provvedimento aveva trovato larga condivisione da maggioranza e opposizione". Ma addio riforma. "Sono candidato alla Camera per il Pd, circoscrizione Sicilia orientale. Se venissi rieletto riproporrei il Ddl all'inizio della legislatura". Così com'è, nonostante i malumori che ha provocato? Giornali di partito per le nuove regole e le proteste sul bavaglio dei blog e i siti individuali? "No, con qualche piccola modifica: sanare, ad esempio, l'equivoco sui blog, che avevo già anticipato in commissione Cultura". Finanziamento pubblico ai giornali di partito, tema caldo della campagna elettorale. La sua riforma è assimilata ai costi della politica. Quanto avrebbe risparmiato lo Stato con la sua legge? "È difficile quantificare un risparmio in modo dettagliato, perché dipende dalle decisioni degli editori. Più semplice invece è analizzare che cosa la mia riforma avrebbe cambiato". Ne ricordi i punti più visibili. "Contributi diretti, abbiamo messo un vincolo per le realtà editoriali di partito: dovranno fare riferimento ad una forza politica che abbia il proprio gruppo parlamentare in una delle due Camere. Il che vuol dire una drastica riduzione del numero dei soggetti che possono richiedere di avere un giornale. Con la nostra impostazione riportata all'indomani delle imminenti politiche di aprile, solo 5 o 6 gruppi parlamentari potrebbero chiedere sovvenzioni pubbliche. E poi abbiamo anche fissato dei criteri più severi per essere cooperative ammesse". Un giornale un partito e stop alle furbizie dei finti giornali. Possibile però che non abbiate ipotizzato l'ammontare di un risparmio complessivo? Neppure per quella partita di soldi a go-go che sono i rimborsi postali? "Sui finanziamenti indiretti è stata decisa una proiezione di tetti massimi di spesa fino al 2011 con una previsione di taglio di spesa di 50 milioni di euro rispetto all'oggi". Più giornali di partito che partiti in Parlamento. E proprio come dice Veltroni che ha contato 31 testate? "Non ho fatto il controllo, non so se sono 31. Ma posso dire che il ddl mette un taglio alle cooperative finte per ottenere i rimborsi. E a tutte quelle altre cattive pratiche: copie buttate al macero, tirature fasulle. Cooperative giornalistiche con un minimo di assunzioni e sovvenzioni dello Stato non più basate sulle tirature ma sulle vendite in edicola". ma.ier.

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La Casta e gli altri. Ma i primi furono Salvi e Villone (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del I LIBRI DA LEGGERE La "Casta" e gli altri. Ma i primi furono Salvi e Villone... Il costo della Democrazia (Mondadori) di Cesare Salvi e Massimo Villone. Nel 2005 i due senatori e giuristi diessini, ora Sd, diedero alle stampe questa documentatissima inchiesta sull'aumento esponenziale dei costi della politica. Il libro resta la migliore analisi sul perché la politica italiana sia fra le più costose d'Europa. La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili (Rizzoli) di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. L'inchiesta dei due giornalisti del Corsera su quella che viene definita "la caricatura obesa e ingorda della politica" è stato il caso editoriale del 2007: 21 edizioni in pochi mesi e più di un milione di copie vendute. Sprecopoli (Mondadori) di Mario Cervi e Nicola Porro. Dopo la Casta, un'inchiesta di due firme de Il Giornale sugli sprechi della politica. Impuniti. Storie di un sistema incapace, sprecone e felice (Baldini e Castoldi) di Antonello Caporale. Il giornalista di Repubblica mette sul banco degli imputati una classe dirigente incapace e irresponsabile. Sparlamento. Vita e opere dei politici italiani (Chiarelettere) di Carmelo Lopapa. Ancora un giornalista di Repubblica, ancora una denuncia: contro i parlamentari italiani e i loro vizi. La casta dei giornali. Così l'editoria italiana è stata sovvenzionata e assimilata alla casta dei politici (Nuovi equilibri) di Beppe Lopez. Casta stampata. Vizi e virtù e privilegi dei giornalisti (Mursia) di Luigi Bacialli.

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Meno sprechi, più efficienza Il decalogo del Pd (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del Meno sprechi, più efficienza Il decalogo del Pd di Andrea Carugati I l decalogo del Pd sui costi della politica non è ancora pronto, ma le idee-guida ci sono tutte. E anche l'obiettivo finale: un risparmio per le casse pubbliche di "alcune centinaia di milioni di euro". Veltroni presenterà la proposta prima del voto, ma alcuni pilastri del decalogo sono già stati inseriti nel programma elettorale: la riduzione del numero parlamentari a 470 deputati e 100 senatori (contro i 630 e 315 attuali); la trasformazione da retributivo a contributivo del meccanismo con cui calcolare le pensioni dei parlamentari. Molte altre le proposte, che riguardano gli stipendi degli onorevoli, i rimborsi elettorali, tagli a regioni ed enti locali, soppressione delle province nelle aree metropolitane, la riforma del finanziamento pubblico ai giornali di partito, l'unificazione di alcune strutture di Camera e Senato. STIPENDI Nei giorni scorsi, Veltroni ha detto che gli stipendi dei parlamentari dovranno "essere adeguati alla media dei grandi Paesi europei". Detto così, può sembrare generico: ma se davvero gli stipendi degli onorevoli italiani dovessero essere omologati alla media di Spagna, Germania, Gran Bretagna e Francia, la riduzione sarebbe enorme: si passerebbe dagli attuali 16mila euro netti al mese (media tra deputati e senatori) a meno di 10mila euro. Per fare alcuni esempi: attualmente gli europarlamentari italiani (lo stipendio è equiparato a quello dei deputati nazionali) guadagnano 144mila euro l'anno; i tedeschi 84mila, gli inglesi 81mila, i francesi 62mila e gli spagnoli 35mila. PENSIONI Nel luglio 2007 gli uffici di presidenza di Camera e Senato sono già intervenuti sulle pensioni degli onorevoli, stabilendo che dalla prossima legislatura solo chi avrà maturato almeno 5 anni in Parlamento (e non più due mezzo) e avrà compiuto 65 anni (60 per chi ha dieci anni di "anzianità" parlamentare), potrà avere diritto al vitalizio. Gli uffici hanno anche stabilito un nuovo metodo di calcolo: 20% dell'indennità per chi ha fatto 5 anni, 40% per 10 anni e 60% per chi ha più di tre legislature. Il tutto naturalmente non riguarda gli attuali parlamentari ma solo i futuri. La proposta del Pd mira a sradicare il rapporto diretto tra stipendio e pensione: il parlamentare pensionato riceverà un vitalizio corrispondente, esclusivamente, ai contributi versati, che corrispondono a circa 1000 euro al mese. Dunque, per chi ha fatto solo 5 anni la pensione potrebbe essere molto bassa, ma i contributi potranno essere sommati a quelli versati in altre attività professionali. RIMBORSI ELETTORALI Attualmente, ogni partito che abbia raggiunto l'1% alle elezioni per Camera, Senato, regionali e parlamento europeo ottiene rimborsi elettorali corrispondenti alla percentuale ottenuta alle elezioni. Per ognuna di queste elezioni, ogni anno è previsto un rimborso di circa 50 milioni di euro, 200 totali. Dunque un partito che si è presentato a tutte queste elezioni, e ha superato sempre l'1% (per le europee basta eleggere un parlamentare, anche con meno dell'1%), riceve una quota di quei 50 milioni pari alla percentuale raggiunta, anche se non ha conseguito eletti. Il Pd punta ad abbattere la torta complessiva dei rimborsi, riportandoli alla loro natura di rimborso elettorale. È prevista inoltre una quota di finanziamento diretta esclusivamente ai partiti che hanno eletto parlamentari. Infine, il Pd punta ad incentivare i finanziamenti privati ai partiti, che dovranno essere resi assolutamente trasparenti (tramite internet) e defiscalizzati in misura maggiore rispetto a quanto avviene attualmente. Infine si punta ad eliminare il meccanismo vigente che prevede la continuità dei rimborsi per tutti e 5 gli anni di legislatura anche in caso di elezioni anticipate. FRAMMENTAZIONE L'intenzione del Pd è modificare i regolamenti parlamentari, in modo da impedire a piccoli gruppi di deputati o senatori di dare vita a gruppi diversi da quelli con cui sono stati eletti. Naturalmente, come prevede la Costituzione, un parlamentare potrà uscire dal gruppo in cui è stato eletto e passare ad un altro o al Misto, ma non potranno nascere nuovi gruppi che abbiano accesso al finanziamento pubblico. Attualmente, infatti, i singoli sottogruppi del misto hanno accesso ai finanziamenti, ed è stata ampiamente concessa la deroga anche a gruppi sotto la soglia prevista dagli attuali regolamenti (20 deputati e 10 senatori). Tra questi, ad esempio, Rosa nel Pugno, Pdci, Verdi, Udeur, Dc-Psi. Nel 2008 la quota di finanziamento per il lavoro dei gruppi è stata di 36 milioni di euro: di questi una parte è fissa, e il resto è dipendente dalle dimensioni del gruppo. Secondo il Pd, l'azione sinergica della riduzione del numero dei parlamentari e i meccanismi più rigidi per la formazione dei gruppi comporterà un netto risparmio. Anche con i regolamenti attuali, se la presidenza della Camera non avesse concesso la deroga ai 5 partiti citati, il risparmio sarebbe stato di 2,3 milioni di euro l'anno, più le spese di affitto dei locali e per le attrezzature. GIORNALI DI PARTITO La legge in vigore prevede una numerosa serie di meccanismi (derivanti da altrettante leggi) attraverso cui giornali riconducibili a forze politiche o a cooperative ricevono finanziamenti pubblici. Complessivamente (tenendo conto anche dei finanziamenti alle grandi testate indipendenti), la stampa italiana si spartisce circa 600 milioni di euro l'anno. La proposta del Pd mira a rendere più rigido il meccanismo: oggi bastano due parlamentari o un europarlamentare, anche di schieramenti diversi, per far scattare il finanziamento pubblico per un giornale organo del "movimento politico" rappresentato dai suddetti parlamentari, anche se di fatto il movimento non esiste. In questo modo vengono finanziati anche giornali assenti dalle edicole. Il Pd intende "alzare nettamente" il numero di parlamentari necessari per poter far scattare il finanziamento: la proposta ancora non è definitiva, ma si potrebbe arrivare a finanziare solo i giornali legati a un gruppo parlamentare. E, visto che le modifiche ai regolamenti parlamentari dovrebbero ridurre nettamente il numero dei gruppi, così anche il numero dei giornali finanziati si ridurrebbe drasticamente. Attualmente, infatti, il costo dei giornali realmente legati a partiti, come l'Unità, La Padania, Il Secolo, Liberazione ed Europa, non va oltre il 5% di quei 600 milioni, circa 30 milioni l'anno. STRUTTURE DI CAMERA E SENATO L'ultima proposta prevede di unificare le strutture amministrative di Camera e Senato, che oggi hanno servizi sdoppiati: due biblioteche, due centri studi, due servizi di bilancio, due archivi di documentazione internazionale. Questa misura non mira tanto al risparmio, quanto a una razionalizzazione dei servizi per garantire maggiore efficienza. REGIONI ED ENTI LOCALI Il Pd propone un patto con le regioni per ridurre il numero di consiglieri e assessori regionali. Inoltre viene proposta una riduzione del 20% dei consiglieri comunali e provinciali, che dovrebbe produrre un risparmio di 200 milioni di euro. Infine viene proposta l'abolizione delle province nelle maggiori città italiane che costituiscono aree metropolitane e previsto il divieto di cumulo di cariche e di indennità ai vari livelli di rappresentanza (regionale, locale, nazionale).

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Il Partito Democratico annuncia dieci proposte per tagliare i costi della politica Con una preoccupazione: aumentare l'efficienza (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del Il Partito Democratico annuncia dieci proposte per tagliare i costi della politica Con una preoccupazione: aumentare l'efficienza.

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Il Parlamento? Bastano 470 deputati e 100 senatori (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del Il Parlamento? Bastano 470 deputati e 100 senatori di Stefano Ceccanti * Non c'è nulla nelle proposte del Pd sui costi della politica, sia quelle già note dal Programma, sia quelle in corso di attenta elaborazione e di quantificazione, che si ispiri a una logica antiparlamentare, demagogica e populistica. Sappiamo bene che quella mentalità svaluta il ruolo delle forze politiche e delle assemblee elettive, ritenendo possibile il solo raccordo diretto tra leader e platee indistinte: senza mediatori non c'è la costruzione paziente del consenso che è necessaria nelle democrazie contemporanee. Una volta però che si sia rifiutata quella scorciatoia sbagliata, i problemi restano e la risposta di un grande partito non può certo essere quello di una difesa acritica dello status quo, dei pedaggi pagati negli anni scorsi alla frammentazione dei poli, con normative che la confermavano e la incentivavano. Il ruolo di mediatori necessari, anche se non esclusivi, che sta alla base dell'articolo 49 della Costituzione e della logica pluralistica della stessa, va ripensato a fondo e rilegittimato, tenendo conto che per molti aspetti, per quanto possa sembrare paradossale, una politica meno costosa è anche, proprio per questo, una politica potenzialmente più efficiente. Proprio perché siamo andati liberi alle elezioni, rompendo la logica precedente di una politica fatta per vincere le elezioni con sommatorie indistinte e non per governare, possiamo e dobbiamo trarne le conseguenze sul finanziamento della politica. Partiamo da ciò che è già previsto nel Programma. Anzitutto la forte riduzione del numero dei parlamentari a 470 deputati e 100 senatori (di un rinnovato Senato delle autonomie) è in grado di velocizzare in modo più che significativo l'approvazione delle leggi e lo svolgimento delle ulteriori funzioni parlamentari: la politica diventa al tempo stesso meno costosa, ma anche più efficiente, riducendo i poteri di veto. In secondo luogo la scelta di uniformare il metodo di calcolo delle pensioni parlamentari (i cosiddetti vitalizi) appare a questo punto più che doverosa: non si capisce più, dopo le riforme che si sono susseguite per i cittadini non parlamentari, perché solo per deputati e senatori non ci dovrebbe essere una stretta correlazione tra contributi versati e somme da percepire. Queste due innovazioni (riduzione del numero dei parlamentari e modifica del criterio di calcolo), cumulandosi tra di loro e sommandosi all'adozione di parametri europei per gli stipendi, sono in grado di ottenere risparmi quantitativamente significativi e peraltro trasmettono all'insieme della popolazione, in una fase di incertezza economica, la doverosa impressione, corrispondente alla realtà, che tutti sono chiamati a solidarizzare in queste difficoltà. Il programma prevede altresì l'introduzione di limiti tassativi alla formazione dei gruppi parlamentari, che dovrebbero corrispondere alle liste già votate alle elezioni con un grado significativo di consensi, il che per un verso diminuisce le spese giacché la mera creazione di un gruppo produce di per sé determinate spese, in parte indipendente dal numero degli aderenti e rallenta i processi decisionali, ma per di più disincentiva in modo più che significativo il trasformismo politico, la creazione di gruppi dovuti a logiche personalistiche e individualistiche. È pensabile che in Spagna, dove alle differenze nazionali si sommano quelle dei sistemi politici regionali, siano considerati più che sufficienti 4 gruppi (Psoe, Pp, regionalisti baschi e catalani) oltre al Misto e che da noi sia considerato normale che alla Camera il numero oscilli tra i 10 e i 15, con la possibilità di moltiplicarsi in corso di legislatura senza alcun requisito politico, oltre al riconoscimento di componenti organizzate nel Gruppo Misto? Negli anni scorsi ciò è stato il prezzo delle coalizioni pigliatutto, come altre scelte di minore costo ma ugualmente sbagliate: dare il finanziamento pubblico a chiunque raccolga l'1% dei voti, definire editoria di partito una quantità di periodici a cui davano copertura solo pochi parlamentari, con sigle mai presentatesi al voto, il mantenimento di numeri eccessivi nella composizione dei consigli comunali e provinciali. Eliminare quegli errori non è una concessione all'antipolitica: è una cura di rimozione delle cause che hanno visto crescere quella tendenza, che non è altro, spesso, che la posizione di un innamorato tradito della politica. L'antiparlamentarismo nasce e cresce quando il parlamentarismo si fa oligarchico. Pensiamo anche agli effetti politici oltre che economici di un'altra norma di stampo oligarchico, chiaramente assurda: quella che prevede che il finanziamento pubblico sia dato ai partiti per cinque anni, anche se la legislatura si chiude prima. Abbiamo così il paradosso che un partito che non si presenta alle elezioni anticipate, come stavolta l'Udeur, e che magari scompare, continua ad essere finanziato per altri tre anni e che cresca la spinta in tutti i partiti a desiderare lo scioglimento anticipato, dato che per alcuni anni (ad esempio accadrà nel 2009) si riceve sia il rimborso per le elezioni del 2006 sia per quelle del 2008. Anziché essere interessati alla continuità delle legislature, quella norma trasforma i partiti in strutture incentivate a disfare le Camere appena elette, a desiderare uno scioglimento più anticipato possibile. Questa e solo questa è la proposta del Pd: una politica per la quale si paga di meno e che decide di più e, perciò, che è in grado di incrementare il potere di acquisto dei cittadini, avvicinandoli anche in positivo ai redditi dei loro rappresentanti. Si può fare. * costituzionalista, candidato al Senato per il Pd.

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I tagli del 2008: un miliardo risparmiato (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del I tagli del 2008: un miliardo risparmiato di Bianca Di Giovanni È cominciato tutto con maggior sobrietà: meno auto blu per i ministri, meno carta e più posta elettronica, meno collaboratori. Poi sono arrivate le misure concrete, anche sull'onda della polemica sulla casta della politica. Romano Prodi lascia in eredità ai successori interventi che possono portare a oltre un miliardo di risparmi. Senza considerare alcune misure che sono avviate ma non ancora quantificate dal governo. A studiare la sforbiciata ai costi della politica ci ha pensato Giulio Santagata, che ha preparato un "pacchetto" di misure previste da un disegno di legge varato l'estate scorsa. Con l'arrivo della Finanziaria gran parte delle proposte sono state "trasferite" nella legge di bilancio ed hanno affrontato il difficile esame parlamentare non senza eclatanti colpi di scena. Uno dei temi più "caldi" dell'autunno scorso ha riguardato le comunità montane. Più volte rilanciato dai media spesso con dati scorretti, il taglio alle comunità montane prevedeva all'inizio un solo criterio: l'altitudine (più di 500 metri sugli Appennini e 60 sulle Alpi). Il parlamento, sulla spinta delle stesse comunità, ha modificato la norma, prevedendo una serie di parametri: raggruppamento minimo di 5 Comuni, esclusione dei centri con più di 20mila abitanti, riduzione del numero di consiglieri e assessori. La stampa ha gridato alla retromarcia. In realtà a regime i risparmi restano equivalenti: 66,8 milioni di euro. La somma è pari alla metà (33 milioni) nel 2008 perché la disposizione prevede che le Regioni emanino entro giugno le norme per la riduzione dei costi. Attualmente le Regioni stanno lavorando, conferma l'Uncem. La manovra 2008 punta poi a sfoltire il fitto esercito di rappresentanti locali. Non passa la proposta di eliminare le Province, ma viene approvata la misura di ridurre il numero massimo di consiglieri comunali e provinciali da 16 a 12. Il testo di legge riduce anche il numero di ministri, imponendo il "tetto" di 22. Ma la norma dovrà entrare in vigore solo dal prossimo esecutivo. I membri del governo, tuttavia, si sono già autoridotti gli emolumenti dall'anno 2007, con un "taglio " del 30% sui compensi. Una "voce" che vale 7 milioni di risparmi per il triennio 2007-09. Congelamento delle retribuzioni anche per i parlamentari. Fino all'anno scorso gli "stipendi" di deputati e senatori si adeguavano a quelli dei magistrati. Da quest'anno c'è uno stop per 5 anni. In soldoni l'intervento vuol dire un risparmio di spesa di circa 6 milioni di euro sul bilancio 2008. Arriva una sforbiciata anche al gettone di presenza per i consiglieri comunali, provinciali, circoscrizionali e delle comunità montane. Nei Comuni con meno di 100mila abitanti il gettone è eliminato integralmente. Nel complesso tutte queste misure che riducono la spesa nelle amministrazioni periferiche garantiscono risparmi per 313 milioni di euro e concorrono, assieme ad altre voci, all'eliminazione del ticket sanitario originariamente introdotto dalla Finanziaria 2007. L'ultima manovra contiene anche l'indicazione di una razionalizzazione degli Ato (ambiti territoriali ottimali del ciclo idrico), da ridurre drasticamente dandone le funzioni alle province. Anche questa proposta non è quantificata ma potrebbe far risparmiare molte risorse alla macchina amministrativa. Un'altra misura di razionalizzazione entrerà in vigore dal primo luglio di quest'anno. Saranno soppressi i tribunali militari di Torno, La Spezia, Padova, Cagliari, Bari e Palermo. Inoltre scompariranno le sezioni distaccate di Verona e napoli della Corte militare d'Appello e gli uffici della procura generale militare. I magistrati militari investiti da questa profonda ristrutturazione saranno inglobati nella magistratura civile. Un'operazione che porterà nelle casse dello Stato a regime 848mila euro. Nuove regole di trasparenza anche per gli incarichi esterni e le consulenze nella pubblica amministrazione. La Finanziaria 2007 prevedeva già l'obbligo di fornire la massima informazione sull'affidamento degli incarichi, la loro natura e il loro costo. Ogni ministero dovrebbe riportare sul sito il nominativo dei consulenti e il loro compito. Si tratta di una misura difficilmente stimabile quanto a impatto economico sul bilancio dello Stato. Esiste però una stima che parla di risparmi per 173mila euro. D'altronde in questo campo è già intervenuta la Finanziaria 2007 con la riduzione del 10% del limite di spesa annua per studi e incarichi di consulenza, per relazioni pubbliche, convegni e mostre, pubblicità e rappresentanza conferiti a soggetti estranei all'amministrazione. La riduzione di spesa prevista nel triennio 2007-09 è di 30 milioni di euro. La stessa manovra prevedeva anche una sforbiciata sulle missioni all'estero, con una riduzione del 20% per le diarie dei dipendenti statali, eccetto quelli in missione di pace. La lotta agli sprechi non può escludere i partiti che vedono ridursi i rimborsi elettorali.

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Dall'Antipolitica al V-day passando dalla Casta Ecco l'abbecedario di un anno vissuto pericolosamente (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del Dall'Antipolitica al V-day passando dalla Casta Ecco l'abbecedario di un anno vissuto pericolosamente di Roberto Brunelli A come Antipolitica. Apocalittica come il giudizio universale, l'antipolitica è uno di quei fenomeni che si aggirano per i palazzi italiani come l'uragano Katrina nei vicoli di New Orleans. Ma, prim'ancora, è un tormentone ossessivo: improvvisamente, per un po' di tempo, ovunque c'è solo l'antipolitica, alfa e omega di ogni male pensabile oppure vademecum per comprendere il devastato destino dell'Italia. Un po' Vandea, un po' slogan: la vera cifra dei nostri tempi. B come Berlusconi e come blog. È, come dice lui stesso, un fenomeno anche Berlusconi: è il più ricco, è il più potente, è il più dotato di privilegi e di auto blu, ma al tempo stesso è l'antipolitica. Un bel paradosso. Per quanto riguarda i blog va rilevato che ad un certo punto hanno fatto paura pure loro... quello spazio popolare immenso in cui emergono tante verità e tutti possono dire male di ogni singolo politico sono come l'abisso delle Marianne: infinito, oscuro, minaccioso. C come Casta come costi della politica. Il problema della Casta, fondamentalmente, è che a leggere i giornali ad un certo punto tutto diventa Casta. I politici si sa, poi i giornalisti, poi i grandi manager delle aziende, poi i primari, poi gli ingegneri... e via via si scende. Gli amministratori di condominio, i tassisti, gli albergatori... alla lunga, però, la cosa finisce per suonare molto democratica. I costi della politica? Quelli sono tanti e mostruosi, visto che pesano sui cittadini più che in qualsiasi altro paese della galassia. Tagliare si può, basta non buttare il bambino con l'acqua sporca. Ps. C'è pure C come capro (espiatorio): Mastella, of course, tra voli blu e Svendopoli, tutto è partito da lì. E la fine è nota... G come Grillo. Dio della vendetta per alcuni, orco nero per altr. È lui l'antipolitica, grida la Casta. L'antipolitica siete voi, gridano i grillini, elencando tutte le malefatte (vere) di cui la classe politica è riuscita a fare incetta. Qualunquismo o rabbiosa verità? E comunque: cosa verrà dopo? I come Internet. Lì gira tutto quello che i tg e i giornali non vogliono vedere. Lì girano pezzi sempre più grossi di opinione pubblica. Così, mentre gli onorevoli continuano a chiacchierare nei salotti tv credendo di formare consenso, il consenso se ne corre lontano sulle onde lunghissime del web. P come politici. E diciamolo, una volta per tutte: se è vero che la Casta esiste e che per decenni vari ha goduto e prosperato sul sudore dei cittadini tartassati, è anche vero che ci sono tante brave persone che fanno il loro sporchissimo lavoro da mane a sera. Proprio come i primari, gli ingegneri, i tassisti, gli amministratori di condominio... però quelli che vanno al Bagaglino a farsi tirare torte in faccia non aiutano la reputazione della categoria. S come Stella. Nel senso di Gianantonio, autore, insieme a Sergio Rizzo, del libro La casta, divenuto molto più che proverbiale: fenomeno editoriale oltreché lessicale, bibbia del malcostume politico, bestseller editoriale. Che vanta oramai numerosissime imitazioni: vai in libreria e scopri che di libri sulla Casta o similari ce n'è più che thriller orrorifici. Che vorrà dire? T come Talk show. Il dramma va in scena tutto qui. Qui ci sono i politici a disquisire seduti in poltrona, qui si vede più Grillo di quanti se ne siano mai visti nelle piazze, qui si discetta della crisi della politica ma solo tra politici. C'è chi avanza un sospetto: non sarà che la furia degli antipolitici sia nata guardando la tv? V come V-day. Il primo V-day è stato il giorno in cui un nobile termine - il "vaffa" - ha fatto il suo ingresso nel mondo della comunicazione politica. Si è creduto, inoltre, che il V-day fosse il lavacro di tutte l'ignominia della politica, l'inizio di un grande rinnovamento. Probabilmente non è così. Ma se non altro è uno di quei rari giorni in cui molti di coloro che stanno sugli scranni più alti si ricordano - terrorizzati - che esistono gli elettori.

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Rimborsi elettorali cambiamo metodo (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del LA PROPOSTA DEL PD Se finisce la legislatura finiscono le erogazioni Rimborsi elettorali cambiamo metodo di Andrea Carugati I rimborsi elettorali sono una delle materie più delicate del capitolo costi della politica. Attualmente ogni anno lo Stato sborsa circa 200 milioni di euro per i partiti, circa 50 milioni rispettivamente per Camera, Senato, parlamento europeo e consigli regionali. Attualmente, sommando i contributi derivanti dalle europee 2004, regionali 2005 e politiche 2006, sono oltre 70 le forze politiche che ricevono rimborsi pubblici: basta aver ottenuto almeno l'1% alle elezioni, anche meno alle europee dove basta aver eletto un deputato per accedere ai rimborsi. Si va dai 45,4 milioni all'anno di Forza Italia ai 3mila euro di "Alternativa indipendente italiani all'estero". Questi i maggiori finanziamenti: 40,9 milioni all'anno per l'Ulivo (Ds e Margherita, più Sdi e Repubblicani europei), 12,9 milioni per i Ds, 8,8 per la Margherita, 24 per An, 13,5 per l'Udc, 12,5 per il Prc, 9,4 per la Lega, 3,8 per l'Idv, 3,5 per il Pdci, 3,4 per i Verdi, 2,8 per l'Udeur. Le quote corrispondenti alle varie tornate elettorali (europee, regionali e politiche) saranno distribuite fino al termine delle rispettive legislature, compresi i fondi per le politiche fino al 2011, data di scadenza naturale della legislatura che si è interrotta anticipatamente. Naturalmente, a partire dal 2008 e fino al 2011, i partiti prenderanno contemporaneamente sia la quota della "vecchia" legislatura che quella della "nuova". È questo uno dei meccanismi che il Pd si propone di riformare: se una legislatura finisce, finiranno anche i rimborsi. L'altro meccanismo, il più complesso, quello che riguarda l'erogazione dei rimborsi, non è ancora stato elaborato definitivamente. L'ipotesi di Enrico Morando è quella di "abbassare drasticamente" la torta dei rimborsi elettorali complessivi: non più un euro per ogni avente diritto al voto (dunque circa 50 milioni) ma una cifra più bassa, "in modo da ricondurre questo finanziamento surrettizio ai partiti a un vero rimborso delle spese elettorali". Inoltre, il grosso dei rimborsi dovrebbe spettare solo alle forze che eleggono effettivamente parlamentari, mentre per gli altri sarebbe garantita comunque una quota minima per la partecipazione. Il terzo pilastro della proposta Pd riguarda l'incentivo fiscale per i contributi privati alla politica. Attualmente esistono già meccanismi di incentivo fiscale per chi finanzia i partiti. Secondo Morando questo deve meccanismo "deve essere rafforzato", anche alla luce dei risparmi che si otterrebbero con la riduzione dei rimborsi elettorali. "Bisogna affamare la bestia per spingerla a cercare finanziamenti privati". spiega Morando. Tutti i contributi privati dovranno essere resi pubblici e accessibili tramite Internet.

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Seduta consiliare a Martignana Po (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Cremona, La" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione di Domenica 23 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Seduta consiliare a Martignana Po Martignana Po ? Giovedì alle 21 consiglio comunale per determinare l'importo dei gettoni di presenza dei consiglieri, il programma triennale dei lavori pubblici 2008-2010 e l'elenco annuale 2008, l'approvazione del bilancio preventivo e quello pluriennale, il programma per gli incarichi di studio, ricerca e consulenze.

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Cultura e spettacoli UDINE Passato il miracolo, il Nordest paga le conseguenze. Il modello imprendit... (sezione: Costi dei politici)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cultura e spettacoli UDINE Passato il miracolo, il Nordest paga le conseguenze. Il modello imprenditoriale, che aveva fatto del Veneto un laboratorio di nuova economia, ha perso la ricorsa e le terre raccontate da Paolo Rumiz e Gian Antonio Stella, le stesse cantate da Marco Paolini in "Bestiario veneto" sono ancora un laboratorio. Ma di carattere sociale. La mentalità, le abitudini, i modi del parlare sono geneticamente cambiati. Più che nei libri dei sociologi e degli economisti, lo si riscontra al bar, nelle pizzerie, alle stazioni di servizio, là dove la nuova umanità nordestina mostra il dna mutato. Profondo nord, profondo razzismo, centri commerciali, outlet di prostituzione, tifoserie violente, abusi famigliari. Il nuovo bestiario veneto si legge anche in uno spettacolo teatrale, realizzato da una compagnia che viene proprio da quei luoghi. Babilonia Teatri ha sede a Isola Rizza, provincia di Verona. Ed è formata da due persone, Valeria Raimondi ed Enrico Castellani. Il loro spettacolo si intitola "Made in Italy": nella sua semplicità è un atlante mostruoso dei luoghi comuni, dell'intolleranza, della volgarità che soffia in provincia e non solo. Un atlante della normalità italiana. Raffiche di bestemmie, offese e pregiudizi razzisti, estremismi e conformismi sessuali sono stati registrati e verificati. Tutto vero, tutto documentato. Valeria e Enrico li hanno raccolti aprendo le orecchie e facendo attenzione a quel che si dice in giro. Frequentando bar, pizzerie, fast food, campi sportivi, leggendo le rubriche degli annunci sulla free press, muovendosi per la strada. Poi li hanno montati in lunghe litanie, in filastrocche, in cataloghi di volgarità da cui l'abitudine, il consumismo generale, la ripetitività ci hanno anestetizzati. Ne esce un'Italia scontata eppure inaspettata, un'immagine linguistica impressionante, caustica, molto divertente. Se non fosse tragica. Ecco perché il Veneto non li vuole, e la giovane compagnia fatica a mostrare lo spettacolo anche da queste parti. A Udine, nella stagione di Teatro Contatto, ci sono arrivati grazie alla vittoria nella più recente edizione del Premio Scenario. "Un lavoro dove si infrangono con sagacia e leggerezza tabù e divieti" dice la motivazione. "Made in Italy" sarebbe piaciuto a Karl Kraus, che aveva scritto "Gli ultimi giorni dell'umanità" riportando le chiacchiere dei caffè viennesi e le reazioni dei media di allora. Nei ragionamenti di quell'"opinione pubblica" Kraus scopriva il perché della dissennata rincorsa al massacro europeo della prima guerra mondiale. Babilonia Teatri fa qualcosa di simile: ci fa riascoltare la radiocronaca dei funerali di Pavarotti, l'isteria dei commentatori dei mondiali di calcio, i surreali annunci delle radio locali, sottofondati da una colonna musicale trash di jingle e mostruosità famose. Per chi se li fosse persi a Udine, una nuova occasione capita proprio a Verona, il prossimo 4 aprile. In un festival che si intitola Brutti Caratteri. Roberto Canziani.

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Gettoni di presenza e aliquote ici: se ne parla in consiglio comunale (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

BONORVA Gettoni di presenza e aliquote Ici: se ne parla in consiglio comunale BONORVA. Il consiglio comunale è stato convocato per venerdì 28 con un ordine del giorno piuttosto nutrito che comprende ben tredici punti. Al primo punto si discuterà sulla determinazione dell'importo dei gettoni di presenza da corrispondere ai consiglieri comunali e ai componenti le commissioni previste per legge, subito dopo si si parlerà di Ici per la determinazione delle aliquote per il 2008. Il terzo punto riguarda la determinazione sulla qualità e quantità di aree da alienare, per l'anno 2008, e del prezzo di vendita; al quarto punto è previsto l'esame e approvazione del programma opere pubbliche per il 2008 e per il triennio 2008/2010. In calendario anche l'approvazione del programma socio assistenziale e dei criteri generali di affidamento degli incarichi esterni secondo la legge 244/2007. All'ordine del giorno anche l'approvazione del programma per il conferimento d'incarichi di studio, ricerca e consulenza. Si parlerà quindi del bilancio di previsione per l'esercizio 2008 e del bilancio pluriennale per il 2008/2010; della proroga dell'affidamento del servizio di tesoreria e delle iniziative del comune sulle energie rinnovabili. La presa d'atto della verifica di coerenza del piano particolareggiato della zona "A" con il piano paesaggistico regionale e l'adozione del piano comunale di protezione civile concluderanno i lavori. (e.m.).

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<Dalla Germania milioni al Sudtirolo> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Alto Adige" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-03-23 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Diplomazia oscura Il settimanale "Der Spiegel" pubblica atti ministeriali inediti: "Roma non sapeva nulla" "Dalla Germania milioni al Sudtirolo" Anni '60, finanziamenti segreti da Bonn. L'ex assessore Rubner: falso La politica di sostegno etnico andò avanti dal '69 al '76 Un risarcimento per l'occupazione nazista o un aiuto per il bombaroli? BOLZANO - "Il governo tedesco per anni ha versato finanziamenti segreti ai sudtirolesi di lingua tedesca all'insaputa del governo italiano ". Lo rivela il noto settimanale tedesco Der Spiegel. Questo è quanto sarebbe emerso da alcuni documenti pubblicati recentemente dal ministero degli Esteri tedesco. I fondi segreti, che ammonterebbero ad oltre dieci milioni di euro, sarebbero stati inviati alla giunta provinciale dell'Alto Adige anche nel periodo degli attentati separatisti. Il ministero, però, ci tiene a sottolineare che i soldi sarebbero serviti per finanziare soprattutto provvedimenti formativi, come corsi di aggiornamento per insegnanti o borse di studio per studenti medi e universitari. Il governo tedesco - con sede a Bonn fino alla fine della divisione della Germania - secondo il settimanale vedeva in questa politica di "sostegno dell'identità etnica" un tardivo risarcimento morale per la politica di Adolf Hitler che si era accordato con Benito Mussolini nel 1939 affinché i sudtirolesi interessati a restare tedeschi tornassero nel Reich (all'epoca comprendente anche l'Austria dopo l'Anschluss del 1938) oppure si rassegnassero a restare in Italia come italiani. Secondo il settimanale tedesco il ministero degli Esteri avrebbe inviato tra il 1969 e il 1976 oltre dieci milioni di euro, mentre prima era stato il ministero per le Questioni intertedesche a inviare i finanziamenti per un ammontare non noto. I fondi del ministero degli Esteri, per quella che al settimanale è stata indicata come "una politica a sostegno di una etnia nazionale con mezzi cospirativi" è avvenuta "in maniera strettamente riservata e evitando i consueti provvedimenti di bilancio ". Ma dato che la Germania e l'Italia erano alleati della Nato e membri della Comunità europea, dai documenti ottenuti dal Spiegel risulta che vari diplomatici tedeschi in più occasioni avevano consigliato di sospendere i pagamenti segreti e inserire il sostegno al Sudtirolo nei normali programmi di politica culturale del ministero degli esteri. "Non ci possiamo permettere di venire scoperti " si legge in una annotazione del 1973. Quando la "politica di sostegno etnico" sia diventata la normale politica culturale del ministero degli esteri tedesco non si sa. La rivista scrive che il governo tedesco non è mai stato scoperto e anzi ha preferito rendere pubblica la vicenda trent'anni dopo. Di tutt'altro parere lo storico bolzanino Gerald Steinacher, che negli ultimi anni ha scritto vari libri sui finanziamenti "segreti" della Germania e che oggi lavora proprio presso il ministero degli Esteri tedeschi a Berlino: "Sono convinto - precisa - che Roma sapesse dei finanziamenti tedeschi. La storia altoatesina è fatta anche di questo. Per anni il governo tedesco si è sentito in dovere di fungere da "stille Schutzmacht", cioè da potenza tutrice, per l'Alto Adige. Bisognerebbe poi verificare quanto denaro è stato inviato ad associazioni private. I terroristi altoatesini sono stati finanziati anche dalla Germania? Questo deve essere ancora verificato. Sarebbe stato possibile solo attraverso un'associazione privata. Ci sono comunque numerosi testimoni dell'epoca che giurano di aver conosciuto di persona politici importanti tedeschi in quel periodo e che si sarebbero fatti mostrare il modus operandi dei terroristi". Hans Rubner, ex assessore provinciale all'epoca, invece, esclude che la giunta provinciale possa avere ricevuto finanziamenti da parte della Germania. Susanna Petrone Lo storico Steinacher "Importante verificare se i fondi della Repubblica federale sono stati utilizzati per aiutare i terroristi".

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Noi abbiamo già dato. Si vada a pescare altrove . Tra gli amministratori del Comune (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di MARCO DELLA FORNACE "Noi abbiamo già dato. Si vada a pescare altrove". Tra gli amministratori del Comune di Pesaro il coro è unanime. Veltroni propone di stringere la cinghia, di abbassare i costi della politica. Chiede più sobrietà, a partire dagli stipendi dei parlamentari. Parole condivise, per carità, dal sindaco e dagli assessori. Ma con alcuni distinguo. Con precisazioni, che la giunta ritiene necessarie, per evitare "generalizzazioni e discorsi, che troppo spesso, rimangono solo belle parole". "I privilegi, caso mai - commenta sinteticamente il sindaco, Luca Ceriscioli - bisogna andarli a cercare più a livello legislativo, che amministrativo". Dal primo cittadino all'assessore ai Servizi sociali e al Welfare, Marco Savelli, il passo è breve. "Si deve tagliare? Bene, ma non si cominci sempre dal basso, mortificando i comuni, le circoscrizioni e il decentramento. E poi, per favore, non riduciamo sempre tutto, superficialmente, al mero calcolo economico, perché altrimenti potrei dire che c'è gente che con molte meno responsabilità di noi amministratori, prende parecchio di più. Oppure, potrei sottolineare che i nostri colleghi, in Provincia, a parità di ruolo, prendono il 30% in più di noi. Ripeto, il discorso non va affrontato monetizzando e basta. E comunque, nel Comune di Pesaro, grosse sperequazioni non ce ne sono. E' troppo comodo, quando si parla di sprechi, tirare in ballo ogni volta le istituzioni locali". Savelli, poi, utilizza lo stesso termine sposato da Veltroni, per rafforzare il suo ragionamento. "Questa amministrazione è sobria, ci vorrebbe che anche altre lo fossero. E' ora di spostare l'attenzione più in alto, alle Province, alle Regioni, al Parlamento, appunto". Il Comune di Pesaro ha già dato, si diceva. Lo ha fatto nel 2006, con un taglio del 10% sulle indennità mensili e sui gettoni di presenza. Un ritocco economico che non ha risparmiato nessuno. Così, lo stipendio lordo più alto, quello del sindaco Luca Ceriscioli, è sceso da 5260 euro a 4734, quello del vicesindaco Ilaro Barbanti, da 3945 a 3550, quelli degli assessori e del presidente del consiglio comunale, Gerardo Coraducci, sono passati da 3156 a 2840 euro. Per i consiglieri comunali, fino a poco tempo fa l'entrata era di 697 euro, oggi, con il reinserimento dei gettoni di presenza, una seduta dell'assise viene pagata 69 euro, non più 77. Capitolo circoscrizioni: lo stipendio dei presidenti è sceso da 1420 a 1278 euro, il gettone di presenza dei consiglieri, da 25,75 euro a 23,25. "Le nostre indennità, rispetto alle responsabilità che abbiamo - commenta l'assessore al Bilancio, Sabrina Pecchia - sono veramente contenute. Questo va bene, sia chiaro. Però, se si dovranno fare ulteriori tagli, che si facciano altrove". Da amministratore ad amministratore, il ritornello è sempre lo stesso. "Ogni anno il nostro Comune, tra mille sacrifici - sottolinea il vicesindaco, Ilaro Barbanti - riesce a rispettare il Patto di stabilità. Quella di Pesaro, insomma, a livello nazionale, è tra le amministrazioni virtuose. Se ci verrà richiesto un ulteriore sacrificio nessuno dirà di no. Ma il risanamento dei conti pubblici deve partire prima dall'alto. Noi qui, a differenza delle Province, delle Regioni e ancora più su, non abbiamo nemmeno una macchina di rappresentanza per spostarci, in caso di necessità e per impegni istituzionali".

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Com'è il detto? Fatta la legge, gabbato il Santo. Il ritorno del gettone di presenza fa mo (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ltiplicare il lavoro delle commissioni consiliari. E alcuni consiglieri percepiscono dei rimborsi maggiori rispetto alla vecchia indennità di funzione. Da gennaio è entrata in vigore la norma della legge Finanziaria che mette mano al sistema dei compensi dei consiglieri comunali. La cifra mensile percepita come rimborso è stata sostituita dai gettoni assegnati in base alla partecipazione ai lavori delle commissioni e del Consiglio. La Finanziaria non fissa però un limite al numero di convocazioni, con il risultato che, in appena tre mesi, le commissioni consiliari hanno iniziato a macinare numeri di sedute, arrivando in alcuni casi a raddoppiare l'attività. Così se la commissione lavori pubblici nel 2007 si è riunita 12 volte, da gennaio a marzo di quest'anno ha già svolto 6 sedute. Allo stesso modo la commissione bilancio ha già "consumato" la metà delle proprie sedute del 2007, riunendosi 13 volte. Garofalo a pag. 34.

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Soldi sporchi in Tribunale? (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Prov Gallura Pagina 8055 Tempio. Un'inchiesta del Gico della guardia di finanza partita da personaggi coinvolti in Dirty money Soldi sporchi in Tribunale? Tempio.. Un'inchiesta del Gico della guardia di finanza partita da personaggi coinvolti in Dirty money Forse utilizzati per acquistare immobili alle aste --> Forse utilizzati per acquistare immobili alle aste Il Gico, il reparto della guardia di finanza specializzato sulla criminalità organizzata, sta indagando su presunti giri di denaro di provenienza illecita utilizzati, forse, per acquistare immobili anche nelle aste giudiziarie. Ipotesi inquietante tutta da verificare. Dentro l'uovo di Pasqua c'è un numero di telefono, l'assist per il nuovo capitolo dell'inchiesta Dirty Money. Altri soldi, presumibilmente di provenienza illecita, arrivati in Gallura per operazioni immobiliari e acquisto di edifici di pregio alle aste giudiziarie. I personaggi, a diverso titolo, sarebbero riconducibili ad alcuni dei complici dell'avvocato Giuseppe Melzi. Un gruppo ben assortito composto da soggetti che avevano trovato il sistema per spartire la torta del riciclaggio a Olbia e dintorni. Questa volta, però, non è la Distrettuale antimafia di Milano ad aver servito il piatto ai colleghi sardi. Nei giorni scorsi, infatti, gli uomini del Gico della guardia di finanza hanno fatto un viaggio in Lombardia per raccontare al pm Mario Venditti alcuni fatti che il magistrato ora sta esaminando e valutando. Una relazione di 100 pagine consegnata al magistrato della Dirty Money per completare il quadro dell'inchiesta che ha già portato in carcere 8 persone. Tutto è nella fase embrionale ma gli investigatori, gli unici che abbiano in Gallura il polso della situazione in materia di reati finanziari e riciclaggio, hanno presentato alla Dda milanese i risultati del monitoraggio di 40 società partecipate, controllate o amministrate, da soggetti che ritornano spesso nelle inchieste del Nucleo specializzato delle fiamme gialle negli ultimi anni. Gli investigatori partendo dal lavoro dei colleghi del Ros hanno subito notato che alcuni degli indagati dell'inchiesta sul crac della Pp Finance e della Worl financial service hanno avuto in passato rapporti stretti, professionali e non solo, con diversi "faccendieri" delle aste giudiziarie. La conferma è arrivata da una utenza telefonica che compare nella Dirty Money ed è stata utilizzata da un soggetto tenuto sotto controllo a lungo nell'ambito di altre indagini. Il quadro ha punti di contatto con quello delineato in un rapporto riservato inviato un anno e mezzo fa dal Gico alla Direzione distrettuale antimafia di Cagliari e riguardante soprattutto i tentativi di riciclare denaro sporco attraverso l'acquisto di beni pignorati e venduti alle aste del Tribunale di Tempio. Il nuovo scenario descritto al pm Venditti dai finanzieri vede soggetti che ben conoscono la realtà gallurese, pronti ad inserirsi con consistenti quantità di denaro in situazioni favorevoli. Ad esempio, l'ingresso in società in difficoltà, l'acquisizione di immobiliari destinate al tracollo finanziario (possibilmente con proprietà di un certo pregio in costa, complessi residenziali e ville) e ancora, il mandato a prestanome per la presentazione di offerte per l'acquisto di beni pignorati. Per comprendere il significato del rapporto consegnato a Venditti, è sufficiente immaginare uno spazio operativo, ossia la realtà economica gallurese, particolarmente interessante per il riciclaggio. Ognuno dei soggetti arrivati nel nord-est dell'Isola per raggiungere il risultato di "lavare" il denaro sporco, si sarebbe confrontato con interlocutori che hanno provveduto ad assegnare a ciascuno una sorta di quota di questo spazio. Per questa ragione i presunti riciclatori hanno avuto contatti tra di loro. Nell'inchiesta potrebbero entrare anche altre Dda della Penisola, ad esempio quella di Venezia. Il denaro potrebbe essere infatti arrivato anche dal Triveneto. ANDREA BUSIA.

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ELEZIONI/ VELTRONI: RIDURRE COSTI POLITICA, SERVE SPIRITO SERVIZIO (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

23-03-2008 09:29 "Nostra proposta riforma porta sobrietà ed efficienza" (L'Unità) Milano, 23 mar. (Apcom) - Il candidato leader del Pd Walter Veltroni torna a promettere il taglio dei costi della politica nell'ottica di una maggiore "sobrietà" e "spirito di servizio" nei confronti della collettività. "Abbiamo la possibilità e la necessità di riportare molti di questi costi sotto controllo - scrive Veltroni in un articolo sull'Unità - Come? Ad esempio riducendo drasticamente il numero dei parlamentari che possono essere sostanzialmente dimezzati. La nostra proposta di riforma istituzionale - spiega - nasce dall'esigenza di dare efficienza e rapididità ai lavori dei legislatori, ma ha come effetto per nulla secondario anche quello di toccare costi che appaiono alla grande maggioranza dei cittadini come eccessivi". Nel dettaglio, la proposta di Veltroni prevede il passaggio ad una Camera di 470 deputati e a un Senato da 100 membri, ad un governo con 12 ministri e che non superi in totale i 60 componenti. Inoltre, propone il taglio dei compensi per i parlamentari: "Gli stipendi dei parlamentari italiani sono tra i più alti d'Europa, mentre salari e pensioni sono tra i più bassi del continente - scrive Veltroni - Un equilibrio nuovo va trovato, così come il trattamento pensionistico dei parlamentare deve uniformarsi a quello di tutti i cittadini, passando dal sistema retributivo a quello contributivo. In generale, secondo Veltroni, "la semplificazione è una delle chiavi per affrontare il problema", per eliminare "uffici e strutture che pesano e costano e che insieme determinano inefficienza". Vanno poi "tagliati drasticamente i componenti degli organismi societari, penso alla moltiplicazione sul territorio di organismi legati alla gestione dei servizi pubblici da semplificare e diminuire complessivamente".

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Calderoli: i politici timbrino il cartellino (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Parma, La" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

IPOTESI E PROVOCAZIONI COSTI DELLA POLITICA IPOTESI E PROVOCAZIONI Calderoli: i politici timbrino il cartellino ROMA Elvio Sarrocco II Sui tagli ai costi della politica è ormai gara tra Pd e Pdl. Se Veltroni vuole ridurre il numero dei parlamentari ed anche i loro stipendi, il Pdl non è da meno e, per iniziativa del leghista Roberto Calderoli, propone che i deputati e i senatori, come tutti i cittadini che lavorano in fabbrica o in un ufficio, timbrino il cartellino e lavorino per 5 giorni a settimana. I parlamentari, quindi, sono nel mirino dei partiti che, con le loro proposte contano di guadagnare voti e consensi. continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

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I bomber della salvezza (sezione: Costi dei politici)

( da "Tuttosport" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Tuttosport 23-03-2008 I TEMI DELLA GIORNATA I bomber della salvezza Brienza e Maccarone, il valore aggiunto Lucarelli flop. Cagliari oltre Acquafresca 1 I sardi hanno ritrovato i gol di Foggia. Empoli, nonostante Giovinco, e Catania devono fare i conti con il peggior attacco del campionato. Il Livorno confida in Tavano ANTONINO MILONE CI SONO bomber che, nella lotta per la salvezza, non ti cambiano la vita. Passano come meteore, in attesa di tempi migliori. E ci sono attaccanti che, al contrario, funzionano a dovere. Quanti casi nella zona "calda" della classifica di serie A... BIG MAC SHOWMario Beretta a Siena si gode Massimo Maccarone. Undici reti tra campionato e Coppa Italia per il cannoniere girovago, che con la Toscana deve avere un feeling speciale: 20 reti a Prato (C2), poi 26 in due stagioni a Empoli a cavallo del millennio, prima di un tour con tappe a Middlesbrough (esperienza dimenticabi-le), Parma e Siena. Ieri, proprio contro i gialloblù, Big Mac ha realizzato una doppietta di notevole valore. Giusto per ribadire che, lì davanti, lui è intoccabile. Il rovescio della medaglia è Christian Riganò, pure lui una vita in giro per lo Stivale, dalla sua Lipari su su, fino alla Fiorentina del nuovo corso, quella che si chiamava Florentia Viola, portata dalla C2 alla A. A gennaio l'addio al Levante con pochi soldi in tasca, data la ristrettezza delle casse spagnole, e tanta brama di riscatto. A Siena il suo score dice 10 presenze, un solo gol, a Empoli. Poca roba. Come Richard Porta, meno noto del compagno, presente solo a Reggio Calabria per pochi minuti, al pari del brasiliano Caetano, solo 56 minuti in campo. SCOMMESSE E FLOPA Parma c'è un caso Lucarelli: anche lui tornato in patria, dalla fredda Donetsk. In maglia ducale il buon Cristiano non va oltre due reti in 10 presenze, e chissà se il cambio tecnico Di Carlo-Cupergli agevolerà davvero il compito. Intanto i suoi gol mancano eccome, visto che Bernardo Corradi, rientrato in Italia dalle fatiche di Manchester (sponda City), finora l'ha buttata dentro in sole cinque occasioni: l'ultima, però, il 16 dicembre. E accanto all'attaccante, che la Santarelli non intende mollare per nessuna ragione, c'è il brasiliano Ferreira Da Silva Reginaldo, che lo scorso luglio accettò la proposta quinquennale del Parma dopo una vita trascorsa a Treviso e (poco) a Firenze: ma tre gol in 28 partite, di cui 25 dall'inizio, non fanno la storia. BOTTO AMARANTO Il colpo grosso l'ha fatto la Reggina. Franco Brienza, che attaccante puro non è, aveva bisogno di un deciso rilancio lontano dal caos di Palermo. Detto, fatto: 12 gettoni, 6 reti, media perfetta di un gol ogni due partite. Decisivi, come no: ieri ha sigillato il pari col Napoli all'ultimo minuto con un destro fulminante, lui che in fondo è più un mancino. Al contrario, l'uruguaiano Christian Ricardo Stuani, arrivato a furor di popolo al Granillo non senza patemi, non ha ancora segnato, al pari di Stephen Makinwa, che a gennaio ha salutato la Lazio per poi ritrovarsi con le difficoltà di sempre un po' più a sud, e Mike Tullberg, danese sottoutilizzato. Intanto Fabio Ceravolo, tornato in Calabria dopo aver risolto la comproprietà col Pisa, ha segnato solo a Empoli per l'1-1 finale. Poco utilizzato anche Inacio Joelson, dalla B con l'Albinoleffe alla A in amaranto: un gol in 500 minuti giocati. A Cagliari, mentre Pasquale Foggia, che non bucava la rete dal 30 settembre, è tornato a far gol a Marassi, ci si gode super Robert Acquafresca, 6 reti a referto: 7 se ci fosse giustizia, visto e considerato che contro la Samp aveva anche segnato, ma per via di un fuorigioco erroneamente segnalato, ha dovuto abortire la sua gioia. Aspettando il primo guizzo di Joaquin Larrivey, finora più fumo che arrosto, i rossoblù attaccano pure con Alessandro Matri, 6 gol all'attivo, mentre Capucho Neves Jeda, preso a gennaio dal Rimini, ha già concesso il bis. ALTRO CHE FINITO A Livorno si godono Francesco Tavano: 10 gol per rispondere a chi, sulla scorta delle delusioni di Valencia e Roma, lo aveva già bollato come..."bollito". Numeri minori per Diego Tristan (un solo gol per chi, in maglia Deportivo La Coruña, sembrava una furia) ed Erjon Bogdani (due reti), aspettando che Alessandro Diamanti (due gol, come Fausto Rossini), esordiente in A, spicchi il grande salto. In ultimo l'Empoli: se Sebastian Giovinco è il cannoniere di squadra subito dietro lo sfortunato Nicola Pozzi (con 5 gol, l'ultimo, inutile, a Roma ieri), Rej Volpato (scuola Juve, provenienza Arezzo) è ancora all'asciutto. Il Toro ha i suoi problemi, di cui si tratta a parte. Quanto al Catania,"vanta" con l'Empoli il peggior attacco con 24 gol: solo Jorge Martinez (a quota 5) si salva tra i nuovi, Inacio Pià al momento non si vede. Francesco Tavano ha finora realizzato 10 gol con la maglia del Livorno (LaPresse) SIENA. Massimo Maccarone, detto "Big Mac", anche ieri decisivo con due reti (Pegaso).

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<Comportamento scorretto, non manca chi surroga il consigliere Masih Asharaf> (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 23-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

GAIARINE "Comportamento scorretto, non manca chi surroga il consigliere Masih Asharaf" Gaiarine"Siamo di fronte ad un comportamento scorretto da parte del sindaco. Non manca chi surroghi il consigliere Masih Asharaf". Così il consigliere Sandra Toso del gruppo d'opposizione "Insieme" risponde in merito a quanto avvenuto a seguito delle dimissioni del consigliere Masih, in lista per le prossime elezioni comunali di Treviso. All'indomani della consegna delle dimissioni del consigliere Masih, avvenuta il 13 marzo, il sindaco aveva infatti proceduto ad un primo sondaggio tra i candidati della lista "Insieme" non eletti nel corso delle elezioni del 2004, anticipando la non disponibilità ad occupare il posto vacante in consiglio da parte dei primi quattro non eletti."Esprimo profondo rammarico per non essere stata consultata - è la risposta del capogruppo Mirella Giust - circa le procedure da seguire per individuare i candidati da convocare per la surroga". Al centro della discussione la modalità d'azione per la ricerca del nuovo consigliere: "Contesto le azioni messe in atto dagli uffici comunali (su ordine del sindaco?) per sondare preventivamente la disponibilità ad accettare la nomina a consigliere comunale. Riguardo ai contatti intervenuti con il primo dei non eletti - continua Giust - e con i successivi quattro della lista, risulta seguita una procedura assolutamente inappropriata e vivamente censurabile. I candidati contattati nella giornata di mercoledì sono stati mesi nella condizione di rispondere si o no per telefono, a tamburo battente e senza dare il tempo di riflettere o consultarsi con alcuno".E in merito alle dimissioni dei consiglieri Giust sottolinea che: "Il groviglio di notifiche di elezione e dichiarazioni di rinuncia registrate al protocollo nelle giornate del 18 e del 19 marzo, sommato alle telefonate più o meno informali e non registrate, rappresenta un incredibile pasticcio amministrativo e un insulto ala buona fede delle persone. E' certo che alla surroga di Masih arriveremo - conclude Giust - e posso rassicurare i cittadini e il Sindaco: non abbiamo bisogno dei gettoni di presenza in consiglio comunale per comprarci l'uovo di Pasqua".Erica Bet.

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