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COSTI
DELLA POLITICA, MURA (IDV): "Sì ALL'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE"
( da "Sestopotere.com"
del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
dei 10
miliardi di euro, si debbono eliminare le province, enti che costituiscono una
duplicazione di funzioni rispetto ai comuni e alle regioni. Non è un caso
infatti che l'obiettivo dell'Italia dei Valori per quanto riguarda i costi
della politica è proprio l'abolizione delle Province, chiaramente senza
tralasciare una riduzione degli stipendi e dei privilegi dei politici
nazionali,
"MAGGIORE
equità fiscale", a vantaggio della fascia più debole di popolazione per la
quale ( da "Nazione, La (Nazionale)"
del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
copertura del
minor introito previsto mediante riduzioni di spesa (sono esclusi i settori
istruzione, sanità e sociale) e rinvio di parte delle assunzioni (tre su dodici
previste) al 2009, oltre al taglio di metà dei gettoni di presenza per i
consiglieri e gli amministratori. "E un risparmio piccolo, non abbiamo
indennità mensili ed il gettone è di meno di 30 euro - spiega Lumachi -
NELLA
SECONDA Categoria a cura del comitato Figc riminese si è recuperata qu
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Maria, 2-1
sulla Montefiorese con reti di Rizzo e Fraternali per la squadra di Moretti e
Signorotti per i rosanero. Finisce in parità (2-2) tra Real Marignano e
Bellariva con i gol di Bellucci e Magi per i padroni di casa e la doppietta di
Arcangeli per i rivieraschi. La classifica: Vis Argentina 50;
L'INTERVISTA
CARLO D'IPPOLITO, AUTORE DELLO STUDIO: AI PARLAMENTARI BISOGNA TAGLIARE I SOLDI
E FORNIRE PIU' SERVIZI 0 Il problema? I politici costano molto e rendono poco
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
colleghi
stranieri o questa percezione nasce da una diversa valutazione dei risultati
della politica? "Uno stipendio ? spiega Carlo D'Ippoliti (nella foto),
giovane ricercatore della Sapienza e della Luiss ? presenta due aspetti: per
chi lo riceve è un reddito, per chi lo paga è un costo. Per il primo aspetto, è
giusto valutare il reddito dei politici su basi etiche e di equità,
Forza
nuova sui costi della politica ( da "Centro, Il"
del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Pescara Forza
Nuova sui costi della politica POPOLI. Eliminare gli sprechi legati ai costi
della politica locale, riducendo le indennità di consiglieri e assessori.
Questa la ricetta della sezione popolese di Forza Nuova, in risposta alle
polemiche dei giorni scorsi.
Si
vendono i gioielli di famiglia Carlo Diotallevi accusa: Bilancio salvato dalla
cessione degli immobili ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Il secondo
emendamento prevede la rinuncia ai gettoni di presenza dei consiglieri comunali
e l'eliminazione di un assessore per destinare 25mila euro risparmiati a
finalità turistiche: contributi alla "Notte Bianca" e di
"Mondolfo Di-Vino", ripristinando la tradizionale "Pesca con la
Tratta"".
Ridurre
i costi della politica per un nuovo Spirito di Servizio
( da "Unita,
L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Italia
avverto il bisogno di realizzare una sintonia nuova tra il Paese e la politica.
Una sintonia che chiede alla politica la ricerca di una sobrietà, di uno
spirito di servizio. Da qui anche la necessità della riduzione reale dei costi
della politica che appaiono spesso come frutto di privilegi ingiustificati. È
un tema vero, che è dentro il Dna del Partito democratico.
Chiti
a Sartori: rimborsi solo a chi è oltre il 5%
( da "Unita,
L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
intesa prima
della crisi di governo, tra Partito democratico, Rifondazione comunista,
Sinistra democratica, Udc e Forza Italia su una legge elettorale che prevedeva
il 50% dei seggi parlamentari assegnati in collegi uninominali e l'altro 50%
assegnato su base proporzionale, con liste di partito e uno sbarramento al
5%".
Poletti,
il ridicolo della casta Dalla camicia verde ai Verdi
( da "Unita,
L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
sull'onda del
successo della della Casta di Stella e Rizzo, è scritto a quattro mani con il
giornalista di Libero Andrea Scaglia, ed è un retroscena del retroscena.
Racconta la vita del giovane parlamentare (Poletti è del 1971) dall'entusiasmo
iniziale al rapidissimo disincanto, tra noia, privilegi, cazzeggio e gossip
vari.
Un
milione e mezzo di volontari per vincere Realacci: il 30 marzo chiameremo ai
gazebo chi ci sostiene per portare verso il Pd gli indecisi
( da "Unita,
L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Costi della
politica. Quanto puntate su questo tema per il rush finale? "Nel tour di
Veltroni è uno dei temi su cui l'applauso scatta più forte. Non vogliamo
lisciare il pelo all'antipolitica, ma dare più forza e dignità alla politica.
Fini avrebbe dovuto risponderci nel merito, invece di fare quel volgare attacco
personale a Veltroni.
Spirito
di servizio ( da "Unita, L'"
del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Da qui anche
la necessità della riduzione reale dei costi della politica che appaiono spesso
come frutto di privilegi ingiustificati. È un tema vero, che è dentro il Dna
del Partito democratico: noi abbiamo sempre parlato della necessità di una
profonda riforma della politica che accompagni quella delle istituzioni.
Levi:
Il principio del finanziamento va difeso ma bisogna combattere i furbi e gli
sprechi ( da "Unita, L'"
del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Finanziamento
pubblico ai giornali di partito, tema caldo della campagna elettorale. La sua
riforma è assimilata ai costi della politica. Quanto avrebbe risparmiato lo Stato
con la sua legge? "È difficile quantificare un risparmio in modo
dettagliato, perché dipende dalle decisioni degli editori.
La
Casta e gli altri. Ma i primi furono Salvi e Villone
( da "Unita,
L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Così i
politici italiani sono diventati intoccabili (Rizzoli) di Gian Antonio Stella e
Sergio Rizzo. L'inchiesta dei due giornalisti del Corsera su quella che viene
definita "la caricatura obesa e ingorda della politica" è stato il
caso editoriale del 2007: 21 edizioni in pochi mesi e più di un milione di
copie vendute.
Meno
sprechi, più efficienza Il decalogo del Pd
( da "Unita,
L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Nel 2008 la
quota di finanziamento per il lavoro dei gruppi è stata di 36 milioni di euro:
di questi una parte è fissa, e il resto è dipendente dalle dimensioni del
gruppo. Secondo il Pd, l'azione sinergica della riduzione del numero dei
parlamentari e i meccanismi più rigidi per la formazione dei gruppi comporterà
un netto risparmio.
Il
Partito Democratico annuncia dieci proposte per tagliare i costi della politica
Con una preoccupazione: aumentare l'efficienza
( da "Unita,
L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del Il Partito Democratico annuncia dieci proposte per
tagliare i costi della politica Con una preoccupazione: aumentare l'efficienza.
Il
Parlamento? Bastano 470 deputati e 100 senatori
( da "Unita,
L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
dobbiamo
trarne le conseguenze sul finanziamento della politica. Partiamo da ciò che è
già previsto nel Programma. Anzitutto la forte riduzione del numero dei
parlamentari a 470 deputati e 100 senatori (di un rinnovato Senato delle
autonomie) è in grado di velocizzare in modo più che significativo
l'approvazione delle leggi e lo svolgimento delle ulteriori funzioni parlamentari:
I
tagli del 2008: un miliardo risparmiato
( da "Unita,
L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Arriva una
sforbiciata anche al gettone di presenza per i consiglieri comunali,
provinciali, circoscrizionali e delle comunità montane. Nei Comuni con meno di
100mila abitanti il gettone è eliminato integralmente. Nel complesso tutte
queste misure che riducono la spesa nelle amministrazioni periferiche
garantiscono risparmi per 313 milioni di euro e concorrono,
Dall'Antipolitica
al V-day passando dalla Casta Ecco l'abbecedario di un anno vissuto
pericolosamente ( da "Unita, L'"
del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
S come
Stella. Nel senso di Gianantonio, autore, insieme a Sergio Rizzo, del libro La
casta, divenuto molto più che proverbiale: fenomeno editoriale oltreché
lessicale, bibbia del malcostume politico, bestseller editoriale. Che vanta
oramai numerosissime imitazioni: vai in libreria e scopri che di libri sulla
Casta o similari ce n'
Rimborsi
elettorali cambiamo metodo ( da "Unita, L'"
del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
"in modo
da ricondurre questo finanziamento surrettizio ai partiti a un vero rimborso
delle spese elettorali". Inoltre, il grosso dei rimborsi dovrebbe spettare
solo alle forze che eleggono effettivamente parlamentari, mentre per gli altri
sarebbe garantita comunque una quota minima per la partecipazione.
Seduta
consiliare a Martignana Po ( da "Provincia di Cremona, La"
del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Edizione di
Domenica 23 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Seduta consiliare a Martignana Po
Martignana Po ? Giovedì alle 21 consiglio comunale per determinare l'importo
dei gettoni di presenza dei consiglieri, il programma triennale dei lavori
pubblici 2008-2010 e l'elenco annuale
Cultura
e spettacoli UDINE Passato il miracolo, il Nordest paga le conseguenze. Il
modello imprendit... ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Babilonia
Teatri ha sede a Isola Rizza, provincia di Verona. Ed è formata da due persone,
Valeria Raimondi ed Enrico Castellani. Il loro spettacolo si intitola
"Made in Italy": nella sua semplicità è un atlante mostruoso dei
luoghi comuni, dell'intolleranza, della volgarità che soffia in provincia e non
solo.
Gettoni
di presenza e aliquote ici: se ne parla in consiglio comunale
( da "Nuova
Sardegna, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
importo dei
gettoni di presenza da corrispondere ai consiglieri comunali e ai componenti le
commissioni previste per legge, subito dopo si si parlerà di Ici per la
determinazione delle aliquote per il 2008. Il terzo punto riguarda la
determinazione sulla qualità e quantità di aree da alienare, per l'anno 2008, e
del prezzo di vendita;
<Dalla
Germania milioni al Sudtirolo>
( da "Corriere
Alto Adige" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
in quel
periodo e che si sarebbero fatti mostrare il modus operandi dei
terroristi". Hans Rubner, ex assessore provinciale all'epoca, invece,
esclude che la giunta provinciale possa avere ricevuto finanziamenti da parte
della Germania. Susanna Petrone Lo storico Steinacher "Importante
verificare se i fondi della Repubblica federale sono stati utilizzati per
aiutare i terroristi".
Noi
abbiamo già dato. Si vada a pescare altrove . Tra gli amministratori del Comune
( da "Messaggero,
Il (Pesaro)" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
fino a poco
tempo fa l'entrata era di 697 euro, oggi, con il reinserimento dei gettoni di
presenza, una seduta dell'assise viene pagata 69 euro, non più 77. Capitolo
circoscrizioni: lo stipendio dei presidenti è sceso da
Com'è
il detto? Fatta la legge, gabbato il Santo. Il ritorno del gettone di presenza
fa mo ( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
alcuni
consiglieri percepiscono dei rimborsi maggiori rispetto alla vecchia indennità
di funzione. Da gennaio è entrata in vigore la norma della legge Finanziaria
che mette mano al sistema dei compensi dei consiglieri comunali. La cifra
mensile percepita come rimborso è stata sostituita dai gettoni assegnati in
base alla partecipazione ai lavori delle commissioni e del Consiglio.
Soldi
sporchi in Tribunale? ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ritornano
spesso nelle inchieste del Nucleo specializzato delle fiamme gialle negli
ultimi anni. Gli investigatori partendo dal lavoro dei colleghi del Ros hanno
subito notato che alcuni degli indagati dell'inchiesta sul crac della Pp
Finance e della Worl financial service hanno avuto in passato rapporti stretti,
professionali e non solo, con diversi "faccendieri" delle aste
giudiziarie.
ELEZIONI/
VELTRONI: RIDURRE COSTI POLITICA, SERVE SPIRITO SERVIZIO
( da "Virgilio
Notizie" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Il candidato
leader del Pd Walter Veltroni torna a promettere il taglio dei costi della
politica nell'ottica di una maggiore "sobrietà" e "spirito di
servizio" nei confronti della collettività. "Abbiamo la possibilità e
la necessità di riportare molti di questi costi sotto controllo - scrive
Veltroni in un articolo sull'Unità - Come?
Calderoli:
i politici timbrino il cartellino
( da "Gazzetta
di Parma, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
IPOTESI E
PROVOCAZIONI COSTI DELLA POLITICA IPOTESI E PROVOCAZIONI Calderoli: i politici
timbrino il cartellino ROMA Elvio Sarrocco II Sui tagli ai costi della politica
è ormai gara tra Pd e Pdl. Se Veltroni vuole ridurre il numero dei parlamentari
ed anche i loro stipendi, il Pdl non è da meno e, per iniziativa del leghista
Roberto Calderoli,
I
bomber della salvezza ( da "Tuttosport"
del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
poco) a
Firenze: ma tre gol in 28 partite, di cui 25 dall'inizio, non fanno la storia.
BOTTO AMARANTO Il colpo grosso l'ha fatto la Reggina. Franco Brienza, che
attaccante puro non è, aveva bisogno di un deciso rilancio lontano dal caos di
Palermo. Detto, fatto: 12 gettoni, 6 reti, media perfetta di un gol ogni due
partite.
<Comportamento
scorretto, non manca chi surroga il consigliere Masih Asharaf>
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
rappresenta
un incredibile pasticcio amministrativo e un insulto ala buona fede delle
persone. E certo che alla surroga di Masih arriveremo - conclude Giust - e
posso rassicurare i cittadini e il Sindaco: non abbiamo bisogno dei gettoni di
presenza in consiglio comunale per comprarci l'uovo di Pasqua".Erica Bet.
( da "Sestopotere.com" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
(04:28) (22/3/2008
21:20) | COSTI DELLA POLITICA, MURA (IDV): "Sì ALL'ABOLIZIONE DELLE
PROVINCE" (Sesto Potere) - Bologna - 2 marzo 2008 - In questa legislatura
si è iniziato a fare qualcosa per ridurre i costi della Politica. Per quel poco
o tanto che si è fatto Italia dei Valori rivendica a buon diritto di essere
stata tra i protagonisti di quest'opera che ci ha visto ridurre il numero delle
circoscrizioni comunali, consentendole solo nelle città con 100.000 abitanti,
abolire la legge mancia e ridurre i posti dei cda nei consorsi di bonifica. ?
Lo dichiara l'on. Silvana Mura - E' evidente che il grosso deve ancora venire e
che dovrà essere realizzato nella prossima legislatura. Oggi l'Eurispes ci dice
chiaramente quello che già sapevamo, ovvero se si vogliono effettuare risparmi
considerevoli, nell'ordine dei 10 miliardi di euro, si
debbono eliminare le province, enti che costituiscono una duplicazione di
funzioni rispetto ai comuni e alle regioni. Non è un caso infatti che
l'obiettivo dell'Italia dei Valori per quanto riguarda i costi della politica è proprio l'abolizione delle
Province, chiaramente senza tralasciare una riduzione degli stipendi e dei
privilegi dei politici nazionali, punto sul quale ci siamo già
impegnati.
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il 'Chiantishire'
comincia ad essere un peso piuttosto che un vanto. E' quanto chiede FI-Udc, con
la capogruppo Maria Teresa Lumachi, con una serie di emendamenti che verranno
discussi in aula giovedì 27 marzo, al momento di vagliare il bilancio di
previsione. Per l'addizionale Irpef, Fi-Udc propone l'istituzione di una fascia
di esenzione per famiglie con tre o più figli fiscalmente a carico. Viene poi
chiesto il ripristino della detrazione Ici per la prima casa a 154,94 euro su
valori catastali complessivi pari o inferiori ad 85 mila euro. Il documento
contiene anche le proposte per far fronte alla copertura del minor introito
previsto mediante riduzioni di spesa (sono esclusi i settori istruzione, sanità
e sociale) e rinvio di parte delle assunzioni (tre su dodici previste) al 2009,
oltre al taglio di metà dei gettoni di presenza per i
consiglieri e gli amministratori. "E' un risparmio piccolo, non abbiamo
indennità mensili ed il gettone è di meno di 30 euro - spiega Lumachi - ma
ritengo che sia un segnale forte e dovuto ai cittadini". Andrea Ciappi -
-->.
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Esta settimana la
21ª giornata, che venne rinviata interamente a causa delle forti piogge un paio
di settimane fa. NEL GIRONE S l'impresa del giorno è quella del Granata, che
supera a domicilio il Real Monteleone (1-0, rete di Gramellini) distanziandolo
ulteriormente in classifica. Tutte vincenti le altre squadre di primo livello.
La capolista Pietracuta rifila un poker di gol (4-0: due volte Guerra, Fazi e
Sanna) ad un Rimini United già rassegnato alla retrocessione. In scioltezza
anche lo Sporting Villalta che con Magi, Sellitto e Lucchi non lascia scampo
(3-0) al Viserba. Gol a raffica nelle altre partite. L'Atletico S.Mauro cede in
casa alla Virtus Olimpia (3-4), per i padroni di casa a segno Mignani e
Bacchini (due volte), per gli ospiti Tamagnini, Ismakei, Semprini e Loqmane.
Punti pesanti per il Portici Celle che, spinto dalle doppiette di Paolo e Luca
Messina, batte 4-2 il Virtus Villa (Giannoni e Vargas). Grande prova dello
Sporting Rimini contro la Sanges (5-3): la squadra di Pascucci rimonta due gol
segnati dagli ospiti (Conti, 2, e D'Orsi) nella prima mezzora grazie alle
doppiette di Mazzoli e Lombardo ed al guizzo finale di Cirillo. Nuovamente
rinviata Pennabilli-Corpolò che sarà recuperata il 26 marzo. La classifica:
Pietracuta 46; Sporting Villalta e Granata 44; Real Monteleone 39; Virtus
Olimpia 33; Atletico S.Mauro 32; Corpolò 30; Sporting Rimini 29; I Portici Celle
28; Pennabilli 23; Virtus Villa 22; Sanges 20; Viserba 14; Rimini United 12
(Corpolò e Pennabilli devono recuperare una partita). NEL GIRONE T la Vis
Argentina fa suo (2-1) il big match di Montescudo con le reti di Travagliati e
Piva, i locali accorciano con Bucci. Distanze immutate tra le altre squadre di
vertice. La Stella Rimini nulla può contro una Stella Rossa in gran forma: 3-0 per i morcianesi (Alesiani e
doppietta di Palazzi). L'Almas Rivazzurra chiude i conti con il Taverna già nel
primo tempo (2-0, Pinto e Gambuti). Tra le altre, bell'exploit del Colonnella a
Mondaino (3-0, Panico, Zapis e Gravina) e prevedibile vittoria della Tre Esse
ad Ospedaletto per 4-2 (doppiette di Pritelli e Calesini per gli ospiti, La
Rotella e Bucci per i locali). Sul fondo vittoria della volontà per il S.Maria, 2-1 sulla Montefiorese con reti di Rizzo e Fraternali per la squadra di
Moretti e Signorotti per i rosanero. Finisce in parità (2-2) tra Real Marignano
e Bellariva con i gol di Bellucci e Magi per i padroni di casa e la doppietta
di Arcangeli per i rivieraschi. La classifica: Vis Argentina 50; Almas
Rivazzurra 46; Stella Rossa Morciano 45; Montescudo
42; Real Marignano 34; Tre Esse 33; Taverna MC 31; Colonnella 27; Montefiorese
e Daino 24; Bellariva 23; Stella Rimini 15; S.Maria
del Monte 14; Ospedaletto 7. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
L'INTERVISTA CARLO
D'IPPOLITO, AUTORE DELLO STUDIO: "AI PARLAMENTARI BISOGNA TAGLIARE I SOLDI
E FORNIRE PIU' SERVIZI" "Il problema? I politici costano molto e
rendono poco" ? ROMA ? I POLITICI ITALIANI sono pagati troppo rispetto ai colleghi stranieri o questa percezione nasce da una diversa
valutazione dei risultati della politica? "Uno stipendio ? spiega Carlo D'Ippoliti (nella foto),
giovane ricercatore della Sapienza e della Luiss ? presenta due aspetti: per
chi lo riceve è un reddito, per chi lo paga è un costo. Per il primo aspetto, è
giusto valutare il reddito dei politici su basi etiche e di equità,
anche indipendentemente dai risultati. E da questo punto di vista, emerge dalla
mia analisi che a livello locale (comuni, province) i politici italiani
guadagnano meno dei loro colleghi in Europa, mentre a livello nazionale siamo
più o meno allineati. Quello che caratterizza l'Italia è che guadagnano di più
i politici e i dirigenti delle istituzioni più piccole, meno 'in vista', come i
parlamentari europei o i giudici e presidenti della Corte Costituzionale,
Corte dei Conti, Consiglio di Stato. Questo dimostra l'importanza dell'opinione
pubblica nell'indurre comportamenti moralmente accettabili ed evitare il
formarsi di rendite e privilegi". E dal punto dei vista dei costi?
"In questo caso il metro di valutazione deve necessariamente essere relativo:
i contribuenti devono valutare lo stipendio ai politici sulla base di cosa
ottengono in cambio. Faccio un esempio. Se la crescita economica negli ultimi
cinque anni fosse stata superiore appena dello 0,03%, tutti gli organi
costituzionali sarebbero interamente ripagati dalle maggiori entrate: non solo
gli stipendi, ma il loro intero costo! In più, una maggiore crescita avrebbe
portato più occupazione e molti altri benefici". E invece... "E
invece si ritiene, spesso non a torto, che i politici costino troppo e rendano
poco". Le proposte di dimezzamento degli stipendi dei parlamentari non
porterebbero, dunque, a un allineamento con gli altri Paesi europei? "No.
Gli stipendi italiani non sono pari al doppio. Quello che occorre, a parte la
questione più generale dell'efficienza dei politici, è ottenere molta più
chiarezza sull'uso delle risorse. Un esempio eclatante di opacità è quello
relativo al compenso per i collaboratori. In Germania lo Stato lo versa
direttamente al lavoratore, che deve avere regolare contratto: perchè da noi
dobbiamo ancora assistere al precariato e al lavoro nero nel cuore delle
istituzioni? Allora riduciamo lo stipendio dei parlamentari, e paghiamo
direttamente i collaboratori". Insomma, meno soldi e più servizi ai
parlamentari? "Sì, è questa la via giusta. Fornire servizi a partiti e parlamentari è la via seguita in Germania, Regno
Unito, Stati Uniti. Serve a riconoscere l'importanza di alcune attività per la
democrazia, a garantire che tutti i partiti possano
svolgere attività fondamentali come la campagna elettorale e a far sì che i partiti usino effettivamente i soldi in maniera chiara e
trasparente. Mi permetto di fare un'aggiunta: visto che ci siamo, nella
ristrutturazione del finanziamento dei partiti potremmo
pensare di ridurre i trasferimenti ai partiti che non
rispettano alcune norme di democrazia interna, come ad esempio le quote rosa.
Insomma, il finanziamento può servire ad indurre comportamenti virtuosi, mentre
l'uso del denaro delle retribuzioni è lasciato alla buona volontà dei
singoli". Claudia Marin - -->.
( da "Centro, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pescara
Forza Nuova sui costi della politica POPOLI.
Eliminare gli sprechi legati ai costi della politica locale,
riducendo le indennità di consiglieri e assessori. Questa la ricetta della
sezione popolese di Forza Nuova, in risposta alle polemiche dei giorni scorsi. La questione riguarda la possibile
riduzione di tasse come Ici, Tarsu, addizionali e servizi vari, che si
discuterà nel prossimo consiglio comunale. "Prima di adottare misure anti
popolari", afferma il segretario della sezione locale di Fn, Donato
Liberatore, "è bene che i nostri attuali amministratori diano un esempio
attuando un provvedimento unanime che stabilisca una sostanziale riduzione
delle proprie indennità e di tutte le consulenze esterne". (s.l.).
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
"Si vendono i
gioielli di famiglia" Carlo Diotallevi accusa: "Bilancio salvato
dalla cessione degli immobili" ? MONDOLFO ? CARLO DIOTALLEVI, della lista
di minoranza "Per Cambiare", critica pesantemente il bilancio 2008
che sarà discusso dal consiglio mondolfese martedì 25 marzo. "E' la
fotocopia sbiadita di quelli precedenti: si occupa unicamente dell'ordinaria
amministrazione, destinando solo briciole a settori fondamentali come turismo e
cultura. La giunta ha tagliato i contributi per le manifestazioni culturali del
26% e quelli alle associazioni per la promozione turistica del 16%. Mi chiedo:
che fine hanno fatto le promesse di aiutare i privati nell'organizzazione della
Notte Bianca e di Mondolfo Di-vino? In compenso è stata aumentata la base
imponibile Ici, in sostanza il cittadino paga di più ma non può
costruire". E ANCORA: "Ci sono ancora troppe spese che vanno tagliate
come quella per l'energia elettrica, aumentate del 43% per un totale di 210mila
euro, troppe uscite per enti carrozzoni come l'Unione Valcesano (536mila euro),
mentre è sorprendentemente diminuita la lotta all'evasione (-71%) e sono
spariti gli oneri di urbanizzazione (-70mila euro) a causa di un Prg dormiente
nei cassetti del Comune". "PER FARE QUADRARE il bilancio ? prosegue
Diotallevi ? si è dovuto ricorrere alla vendita delle aree fabbricabili di
proprietà comunale e questo ha provocato la sonora bocciatura da parte dei
revisori dei conti. Si vendono i "gioielli" di famiglia per
finanziare la spesa corrente e non si investe. Che fine ha fatto il nuovo
cimitero? L'ampliamento delle scuole? L'impegno per l'ambiente e per il
turismo? La giunta di centrosinistra ha pronta la solita litania: attribuire la
colpa al Governo che riduce i trasferimenti, ma se si legge il bilancio ci si
accorge che sono rimasti invariati. La realtà è che in questi decenni le
amministrazioni Sgammini, Solazzi e Cavallo hanno adottato una politica che ha
impoverito il territorio ed oggi siamo costretti ad alienare le proprietà
comunali per sopravvivere: finite queste ci sarà la resa dei conti". IL
CAPOGRUPPO di minoranza, infine, illustra due maxi-emendamenti presentati dalla
sua lista "per modificare radicalmente l'assurda impostazione del
bilancio. Il primo concerne l'utilizzo del maggior introito dalla vendita di un
terreno comunale (353.200 euro) da destinare alla ristrutturazione dell'ex
pescheria di Marotta in modo da trasferirvi la sede della Guardia Costiera,
liberando così Villa Valentina che potrà essere utilizzata per alcuni uffici comunali;
alla sistemazione dell'ex cinema-teatro di Mondolfo; e al potenziamento della
manutenzione viaria. Il secondo emendamento prevede la
rinuncia ai gettoni di presenza dei consiglieri comunali e l'eliminazione di un assessore per
destinare 25mila euro risparmiati a finalità turistiche: contributi alla
"Notte Bianca" e di "Mondolfo Di-Vino", ripristinando la
tradizionale "Pesca con la Tratta"". Sandro Franceschetti
- -->.
( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
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l'edizione del Ridurre i costi della politica per un
nuovo Spirito di Servizio Walter Veltroni L'articolo Chi l'ha detto che politica e società debbano esser lontani. Nel viaggio che
sto compiendo in giro per l'Italia avverto il bisogno di
realizzare una sintonia nuova tra il Paese e la politica. Una sintonia che chiede alla politica la ricerca di una sobrietà, di uno spirito di servizio. Da qui
anche la necessità della riduzione reale dei costi della politica che appaiono spesso come frutto
di privilegi ingiustificati. È un tema vero, che è dentro il Dna del Partito
democratico. nell'inserto.
( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
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l'edizione del COSTI DELLA POLITICA Chiti a Sartori: rimborsi solo a chi è
oltre il 5% ROMA "Il professor Sartori è troppo esperto in materia
costituzionale per non sapere che l'Articolo 72 ultimo comma della Costituzione riserva alle assemblee la legislazione diretta
in materia elettorale. I rimborsi elettorali ai partiti
difficilmente possono essere considerati materia diversa da quella
elettorale". Lo afferma il ministro per i Rapporti con il Parlamento
Vannino Chiti, replicando all'editoriale di Giovanni Sartori intitolato
"Il finanziamento ai nanetti". "In ogni caso - prosegue - in
questa materia, non ricorrono certo i motivi di necessità e di urgenza
richiesti dalla Costituzione per i decreti legge. Non
vi è dunque nessuna volontà di protezione, da parte di Prodi e del suo governo,
nei confronti dei piccoli partiti. Al contrario, come
risulta dalle audizioni che, a nome del governo, ho fatto nelle commissioni
Affari costituzionali di Camera e Senato, la nostra valutazione è che solo i partiti che superassero lo sbarramento del 5% avessero
diritto al rimborso elettorale". "Siamo infatti d'accordo con Sartori
- sottolinea Chiti - che il rimborso a chi ottiene l'1% dei voti sia
un'indecenza. Ancora in queste elezioni si sarebbe potuto votare con una nuova
legge elettorale. Era stata infatti raggiunta un'intesa
prima della crisi di governo, tra Partito democratico, Rifondazione comunista,
Sinistra democratica, Udc e Forza Italia su una legge elettorale che prevedeva
il 50% dei seggi parlamentari assegnati in collegi uninominali e l'altro 50%
assegnato su base proporzionale, con liste di partito e uno sbarramento al
5%". "Questa legge - prosegue ancora - avrebbe evitato la
frammentazione, cambiato il rapporto tra cittadini e eletti e assicurato
stabilità ai governi".
( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
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l'edizione del IL CASO Poletti, il ridicolo della casta Dalla camicia verde ai
Verdi di Andrea Carugati/ Roma Dalla camicia verde ai Verdi, fulmineo è stato
il passaggio cromatico di Roberto Poletti. Da giornalista-tribuno nelle tv
locali lombarde, un Funari allo zafferano, tutto casalinghe e denunce
anti-casta, improvvisamente nel 2006 viene ingaggiato dall'amico Pecoraro
Scanio nelle liste dei Verdi e arriva a Montecitorio. E adesso, scomparsa
prematuramente la legislatura, e senza speranze di riconferma al suo posto,
Poletti è tornato a casa. Non a Radio Padania, ma a Libero di Feltri, che già
lo aveva diretto all'Indipendente all'inizio degli anni 90. Da alcuni giorni
Poletti è diventato una star: il suo diario sui due anni dentro la Casta occupa
stabilmente l'apertura e le prime tre pagine di Libero. Fiumi di inchiostro che
Feltri non aveva mai concesso neppure a se stesso o a Renato Farina. E poi la
grande tv, Matrix, roba che da peone neanche se lo sognava. Il diario, che
diventerà un libro, sull'onda del successo della della
Casta di Stella e Rizzo, è scritto a quattro mani con il
giornalista di Libero Andrea Scaglia, ed è un retroscena del retroscena.
Racconta la vita del giovane parlamentare (Poletti è del 1971) dall'entusiasmo
iniziale al rapidissimo disincanto, tra noia, privilegi, cazzeggio e gossip
vari. Una vera manna per Libero, in pratica una summa, autenticata da un
reo confesso, delle denunce contro l'inutile Casta che hanno fatto la fortuna
del giornale. Non stupisca l'adozione di un verde da parte di Libero. Poletti
non ha mai fatto mistero delle sue idee leghiste e della sua scarsa sensibilità
ambientalista. "Quando puoi garantire voti un accordo si trova", dice
lui stesso nella prima puntata della sua inchiesta. Difficile, invece, per i
Verdi lombardi far capire alla loro base perché era stato scelto proprio lui
per la Camera, visto che nel 1997, sulla Padania (di cui è stato anche
caporedattore) scriveva un articolo dal titolo: "Quello che chiamiamo
razzismo a volte è soltanto buon senso". Questo l'attacco: "Razzista.
Sì sono razzista. Razzista, razzista e ancora razzista. Per chi non l'avesse
ancora capito sono razzista. Razzista". A seguire una "domandina ai
signori che ci governano": "Quando ci libererete dai negri, dalle
puttane, dai criminali, dai ladri extracomunitari, dagli stupratori color
nocciola e dagli zingari che infestano le nostre case, le nostre spiagge, le
nostre vite, le nostre menti? Quando? Quando? Quando? Basta ragazzi, basta
giocare con la pazienza di tanta gente onesta già schiacciata dal peso di uno
Stato assurdo, ingiusto, ottuso, sprecone e bastardo. Perché - sappiatelo - ne
abbiamo le palle piene". Curioso è che proprio Libero aveva sguazzato
sulla, diciamo così, scarsa compatibilità tra questo pensiero e il partito di
Pecoraro. E aveva titolato: "L'amico di Pecoraro era un padano doc",
con tanto di occhiello maligno: "L'ultima scoperta di Alfonso". Oggi,
dopo le articolesse su Libero che mettono alla berlina gli stessi verdi, dalla
jacuzzi sul terrazzo di Pecoraro in poi, i verdi sono furibondi. Ma anche nel
2006, al momento della candidatura, non era stato facile convincere la base
verde del nuovo acquisto. Sul sito del consigliere regionale Marcello Saponaro
qualcuno aveva sollevato dei dubbi. Giorgio: "Mi sembra una candidatura
azzardata". E Filippo Tognazzo: "Sembra impossibile che un movimento
come quello dei Verdi abbia deciso di candidare un ex leghista...". E così
Saponaro era stato costretto a placare gli animi: "Caro Filippo, non ti
sembra un po' troppo superficiale giudicare una persona per le scelte che ha
fatto da ventenne o poco più? Non può cambiare idea?". E Poletti così
rispondeva sul sito: "Voglio provare a cambiare le cose. Se mi emargineranno
me ne tornerò a casa con la coda tra le gambe. Ma almeno potrò dire di averci
provato fino in fondo". Ecco, tra i verdi l'idea che lui ci abbia provato
fino in fondo non passa. Si racconta che volesse andare in Vigilanza Rai, che
non ce l'hanno mandato e si è risentito. Si racconta che era uno dei più
assenteisti, che si era addirittura iscritto a una coop edilizia tra
parlamentari, per farsi una casa a Roma. Insomma, si era andato a cercare un
altro privilegio oltre i tanti che oggi denuncia disgustato. Si dice che sputa
nel piatto in cui ha lautamente mangiato solo perché è stato fatto fuori. Ma
Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi al Pirellone, è quello che insieme a
Pecoraro ha più spinto per averlo in lista e gli ha addirittura ceduto il suo
seggio alla Camera, non è pentito: "Lo abbiamo ingaggiato proprio per le
sue battaglie contro le distorsioni della politica, e non mi pare che su Libero
stia raccontando delle balle. E sempre il Poletti che ho conosciuto, un
giornalista di razza che oggi mette alla berlina anche se stesso. Non sono
pentito di avergli lasciato il posto, magari certi attacchi personali ai verdi
poteva risparmiarseli, ma lui è uno di quelli che dà la scossa, un po' come
Beppe Grillo". Chissà se Pecoraro sarà d'accordo.
( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
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l'edizione del "Un milione e mezzo di volontari per vincere"
Realacci: il 30 marzo chiameremo ai gazebo chi ci sostiene per portare verso il
Pd gli indecisi di Andrea Carugati / Roma OPERAI, pensionati, casalinghe, ma
anche professionisti, artigiani, lavoratori autonomi. Le recenti analisi di
Ilvo Diamanti indicano che il Pd è più debole nei confronti dei ceti
tradizionalmente più vicini al centrodestra. Mentre è più forte tra impiegati,
insegnan- ti, studenti, lavoratori pubblici, le categorie che hanno sempre
preferito Ds e Margherita. Su questa forbice Veltroni batterà nelle ultime tre
settimane di campagna elettorale. Onorevole Realacci, la novità del Pd sembra
non aver mutato, finora, la classica geografia sociale del voto. Come mai?
"Tutta la strategia del Pd è mirata a rispondere a domande di parti del
Paese che tradizionalmente non hanno scelto il centrosinistra: penso ai
discorsi di Veltroni sugli artigiani, sulle piccole e medie imprese; e anche
alle domande dei ceti popolari, che da tempo non trovano risposte dalla nostra
parte. Tutto questo sta cambiando: penso al salario minimo per i precari,
all'aumento degli stipendi. La destra parla di programmi fotocopia, ma il Sole
24 Ore ha scritto che la nostra proposta fiscale favorisce i ceti più bassi,
mentre quella del Pdl le fasce più ricche. Poi c'è il tema della sicurezza, che
è molto percepito soprattutto dai ceti più deboli, su cui Veltroni ha rotto i
vecchi schemi. Però questo ancora non si traduce in spostamento di voti...
"La prima parte della campagna aveva l'obiettivo di creare un ascolto
potenziale anche nei confronti di ceti che, quando parlavamo noi, spegnevano
l'audio. Ora il nostro obiettivo è tradurre questo ascolto potenziale in un
voto, con un corpo a corpo nel Paese. Nei giro in pullman di Veltroni mi ha
colpito, oltre la quantità di persone, la qualità: più giovani, persone diverse
dal solito, anche rispetto alle primarie. Dedicheremo le prossime settimane ai
temi sociali: martedì una proposta sulle pensioni, poi sui precari, sul costo
della vita. Vogliamo rompere l'effetto narcotico sulla campagna elettorale
creato da questa assurda legge elettorale". A proposito, molti dicono che
avete nascosto i candidati Vip: dalla Madia, a Veronesi, Calearo, l'operaio
Boccuzzi... "Non direi, Boccuzzi è molto esposto, ha parlato in piazza con
Veltroni, va in tv, Veronesi fa molte iniziative negli ambiti in cui è esperto.
Anche la Madia fa molte interviste, abbiamo fatto insieme un'iniziativa a Roma.
Ognuno fa campagna secondo i suoi talenti... Ma il punto, adesso, non sono i
candidati, ma la partecipazione delle persone in carne e ossa". Si
riferisce alla convocazione del popolo delle primarie ai gazebo, il 30 marzo?
"Sì, per noi è un appuntamento decisivo. Quel giorno contiamo di mettere
in campo un milione e mezzo di volontari, vogliamo renderli protagonisti,
mandarli in giro per l'Italia a parlare con i cittadini, con gli indecisi.
Magari anche litigando in un bar: che forse conta più di una serata a Porta a
Porta. Vogliamo scatenare le nostre truppe, come l'Armageddon, la battaglia del
bene contro il male". Alcuni giornali scrivono che il tandem
Berlusconi-Fini sta funzionando meglio di quello tra Veltroni e Di Pietro. E
poi c'è la Bonino, che lamenta uno scarso coinvolgimento. "Il feeling tra
Berlusconi e Fini è piuttosto coatto. Penso al caso Ciarrapico: Fini ha preso
dei bei ceffoni. E anche su Alitalia non hanno detto le stesse cose. Quanto a
Di Pietro, il suo è un contributo importante, ma non ha un ruolo paragonabile a
quello di Fini come peso elettorale. La Bonino va utilizzata al meglio, ma lei
stessa può mettersi in gioco senza aspettare che qualcuno le organizzi un
convegno. Può muoversi anche da sola, non è una novizia della politica". Di Pietro dice che non vuole entrare nel Pd,
ma solo fare un gruppo unico in Parlamento. Sarà un problema? "Non direi,
quello che conta per la gente è che ci sia un unico gruppo, che finisca la
babele degli ultimi 15 anni. Il resto passa in secondo piano". Costi della politica. Quanto puntate su
questo tema per il rush finale? "Nel tour di Veltroni è uno dei temi su
cui l'applauso scatta più forte. Non vogliamo lisciare il pelo all'antipolitica, ma dare più forza e dignità
alla politica. Fini avrebbe
dovuto risponderci nel merito, invece di fare quel volgare attacco personale a
Veltroni. Vogliamo che la politica sia sempre
più dipendente dal contributo spontaneo dei cittadini: come alle primarie, più
gente partecipa più finanziamenti avrai".
( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
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l'edizione del Spirito di servizio Walter Veltroni Chi l'ha detto che politica e società debbano esser lontani. Nel viaggio che
sto compiendo in giro per l'Italia avverto il bisogno di realizzare una
sintonia nuova tra il Paese e la politica. Una
sintonia che chiede alla politica la ricerca di una
sobrietà, di uno spirito di servizio. Da qui anche la
necessità della riduzione reale dei costi della politica che appaiono spesso come frutto di privilegi ingiustificati. È
un tema vero, che è dentro il Dna del Partito democratico: noi abbiamo sempre
parlato della necessità di una profonda riforma della politica che accompagni quella delle istituzioni. Io parto da una
semplice constatazione: abbiamo la possibilità e la necessità di riportare
molti di questi costi sotto controllo. Come? Ad esempio riducendo drasticamente
il numero dei parlamentari che possono esser sostanzialmente dimezzati. La
nostra proposta di riforma istituzionale parte dall'esigenza di dare efficienza
e rapidità ai lavori dei legislatori, ma ha come effetto per nulla secondario
anche quello di toccare costi che appaiono alla grande maggioranza dei
cittadini come eccessivi. Così passando ad una Camera di 470 deputati e ad un
Senato di 100 membri scendono i costi diretti e indiretti. Lo stesso vale per
il dimagrimento secco del governo che grazie ad una legge già approvata dal
centrosinistra dovrà essere composto da 12 ministri e da un numero totale che
non supera le 60 persone. A tutto questo ho sostenuto nel mio contestatissimo
intervento va aggiunto anche un elemento "personale": gli stipendi
dei parlamentari italiani sono tra i più alti d'Europa, mentre salari e
pensioni sono tra i più bassi del continente. Un equilibrio nuovo va trovato,
così come il trattamento pensionistico dei parlamentari deve uniformarsi a
quello di tutti i cittadini, passando dal sistema retributivo a quello
contributivo. Potrei anche aggiungere il fatto che la limitazione del numero
dei gruppi parlamentari (abbiamo proposto di modificare i regolamenti per
impedire la frammentazione assurda cui si era arrivati in queste legislature) è
un altro utile contributo a risparmiare. A sentire i commenti di qualcuno
staremmo parlando di piccole cose. Credo che non sia così. Anche se le misure
di cui ho parlato sinora sono solo l'inizio. Esse contengono un messaggio
politico rilevante che non è il cedimento all'antipolitica
ma al contrario la prova che la Politica (stavolta con la P maiuscola) ha la
capacità di riformarsi e di rispondere con autorevolezza alle domande dei
cittadini. Certo, poi ci sono altri capitoli su cui intervenire, come ad
esempio certe norme sui rimborsi elettorali che sembrano scritte apposta per
favorire i micro-partiti e che rischiano persino di
essere all'origine di tanta frammentazione. Ma credo che esista un legame più
radicale tra il tema dell'efficienza della politica e
i suoi costi. Nel programma che abbiamo presentato candidandoci alla guida del
Paese abbiamo parlato di una "democrazia che decide". È qui una delle
grandi insidie e dei nodi profondi che riguardano la nostra democrazia perché è
nella indeterminatezza delle responsabilità, nella farraginosità dei passaggi
politico-amministrativi che si nasconde l'inefficienza. La semplificazione è
una delle chiavi per affrontare il problema. E semplificare significa anche
eliminare uffici e strutture che pesano e costano e che insieme determinano
inefficienza. Perché non eliminare quelle comunità montane a livello del mare?
E che senso ha mantenere le provincie nelle aree metropolitane con una
duplicazione di ruoli e di costi? Sono cose che vogliamo fare subito. Ma credo
ci sia anche un capitolo più largo che riguarda complessivamente il ruolo della
politica rispetto alla cosa pubblica. Penso ad esempio
alle società pubbliche dove vanno tagliati drasticamente i componenti degli
organismi societari (e qui forse sarebbero da tagliare anche i gettoni di presenza), penso alla moltiplicazione sul
territorio di organismi legati alla gestione dei servizi pubblici da semplificare
e diminuire complessivamente. Mettere insieme un pacchetto complessivo di
misure come quelle che ho sinora sommariamente descritto significa produrre un
risparmio percepibile che può essere trasformato invece in servizi migliori con
un doppio effetto positivo: i cittadini vedrebbero con chiarezza lo sforzo
della politica per eliminare eccessi, privilegi e
sprechi e avrebbero in cambio qualcosa di immediatamente utile. Una cosa deve
essere certa per tutti: se vince il Pd il taglio ai costi della politica ci sarà davvero. Se vince la destra siamo
avvertiti: al di là delle speculazioni politiche non farà nulla.
( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
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l'edizione del Levi: "Il principio del finanziamento va difeso ma bisogna
combattere i furbi e gli sprechi" "Il finanziamento pubblico
all'editoria esiste in tutt'Europa. Se si volesse arrivare a cancellare il
sostegno, ci sarebbe un drammatico impoverimento del pluralismo e
dell'informazione". Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla presidenza
del Consiglio di Romano Prodi con delega alla comunicazione e l'editoria,
interviene nel dibattito sui costi della politica. E
da "padre" naturale del disegno di legge sull'editoria, avverte:
"Non fare demagogia ma buona politica. Accertare
che il sostegno all'editoria venga dato solo a chi ne ha titolo, diritto e
bisogno in forme tali da evitare cattivo uso e spreco". In questa
direzione andava il suo Disegno di legge di riforma, che però non ha fatto in
tempo ad entrare in Parlamento: solo per via dell'onorevole Mastella che ha
fatto cadere il governo? "Purtroppo non c'è stato il tempo. In commissione
cultura era iniziata la discussione e l'analisi anche nel dettaglio formale
dell'articolato di legge. Il provvedimento aveva trovato larga condivisione da
maggioranza e opposizione". Ma addio riforma. "Sono candidato alla
Camera per il Pd, circoscrizione Sicilia orientale. Se venissi rieletto
riproporrei il Ddl all'inizio della legislatura". Così com'è, nonostante i
malumori che ha provocato? Giornali di partito per le nuove regole e le
proteste sul bavaglio dei blog e i siti individuali? "No, con qualche
piccola modifica: sanare, ad esempio, l'equivoco sui blog, che avevo già
anticipato in commissione Cultura". Finanziamento pubblico ai giornali di partito, tema caldo della campagna
elettorale. La sua riforma è assimilata ai costi della politica. Quanto avrebbe risparmiato lo
Stato con la sua legge? "È difficile quantificare un risparmio in modo
dettagliato, perché dipende dalle decisioni degli editori. Più semplice
invece è analizzare che cosa la mia riforma avrebbe cambiato". Ne ricordi
i punti più visibili. "Contributi diretti, abbiamo messo un vincolo per le
realtà editoriali di partito: dovranno fare riferimento ad una forza politica che abbia il proprio gruppo parlamentare in una
delle due Camere. Il che vuol dire una drastica riduzione del numero dei
soggetti che possono richiedere di avere un giornale. Con la nostra
impostazione riportata all'indomani delle imminenti politiche di aprile, solo 5
o 6 gruppi parlamentari potrebbero chiedere sovvenzioni pubbliche. E poi
abbiamo anche fissato dei criteri più severi per essere cooperative
ammesse". Un giornale un partito e stop alle furbizie dei finti giornali.
Possibile però che non abbiate ipotizzato l'ammontare di un risparmio
complessivo? Neppure per quella partita di soldi a go-go che sono i rimborsi
postali? "Sui finanziamenti indiretti è stata decisa una proiezione di
tetti massimi di spesa fino al 2011 con una previsione di taglio di spesa di 50
milioni di euro rispetto all'oggi". Più giornali di partito che partiti in Parlamento. E proprio come dice Veltroni che ha
contato 31 testate? "Non ho fatto il controllo, non so se sono 31. Ma
posso dire che il ddl mette un taglio alle cooperative finte per ottenere i
rimborsi. E a tutte quelle altre cattive pratiche: copie buttate al macero,
tirature fasulle. Cooperative giornalistiche con un minimo di assunzioni e
sovvenzioni dello Stato non più basate sulle tirature ma sulle vendite in
edicola". ma.ier.
( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
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l'edizione del I LIBRI DA LEGGERE La "Casta" e gli altri. Ma i primi
furono Salvi e Villone... Il costo della Democrazia (Mondadori) di Cesare Salvi
e Massimo Villone. Nel 2005 i due senatori e giuristi diessini, ora Sd, diedero
alle stampe questa documentatissima inchiesta sull'aumento esponenziale dei
costi della politica. Il libro resta la migliore analisi sul perché la politica
italiana sia fra le più costose d'Europa. La casta. Così i
politici italiani sono diventati intoccabili (Rizzoli) di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. L'inchiesta dei due giornalisti del Corsera su quella che viene
definita "la caricatura obesa e ingorda della politica" è stato il
caso editoriale del 2007: 21 edizioni in pochi mesi e più di un milione di
copie vendute. Sprecopoli (Mondadori) di Mario Cervi e Nicola Porro.
Dopo la Casta, un'inchiesta di due firme de Il Giornale sugli sprechi della
politica. Impuniti. Storie di un sistema incapace, sprecone e felice (Baldini e
Castoldi) di Antonello Caporale. Il giornalista di Repubblica mette sul banco
degli imputati una classe dirigente incapace e irresponsabile. Sparlamento.
Vita e opere dei politici italiani (Chiarelettere) di Carmelo Lopapa. Ancora un
giornalista di Repubblica, ancora una denuncia: contro i parlamentari italiani
e i loro vizi. La casta dei giornali. Così l'editoria italiana è stata
sovvenzionata e assimilata alla casta dei politici (Nuovi equilibri) di Beppe
Lopez. Casta stampata. Vizi e virtù e privilegi dei giornalisti (Mursia) di
Luigi Bacialli.
( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
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l'edizione del Meno sprechi, più efficienza Il decalogo del Pd di Andrea
Carugati I l decalogo del Pd sui costi della politica
non è ancora pronto, ma le idee-guida ci sono tutte. E anche l'obiettivo
finale: un risparmio per le casse pubbliche di "alcune centinaia di milioni
di euro". Veltroni presenterà la proposta prima del voto, ma alcuni
pilastri del decalogo sono già stati inseriti nel programma elettorale: la
riduzione del numero parlamentari a 470 deputati e 100 senatori (contro i 630 e
315 attuali); la trasformazione da retributivo a contributivo del meccanismo
con cui calcolare le pensioni dei parlamentari. Molte altre le proposte, che
riguardano gli stipendi degli onorevoli, i rimborsi elettorali, tagli a regioni
ed enti locali, soppressione delle province nelle aree metropolitane, la
riforma del finanziamento pubblico ai giornali di partito, l'unificazione di
alcune strutture di Camera e Senato. STIPENDI Nei giorni scorsi, Veltroni ha
detto che gli stipendi dei parlamentari dovranno "essere adeguati alla
media dei grandi Paesi europei". Detto così, può sembrare generico: ma se
davvero gli stipendi degli onorevoli italiani dovessero essere omologati alla
media di Spagna, Germania, Gran Bretagna e Francia, la riduzione sarebbe
enorme: si passerebbe dagli attuali 16mila euro netti al mese (media tra
deputati e senatori) a meno di 10mila euro. Per fare alcuni esempi: attualmente
gli europarlamentari italiani (lo stipendio è equiparato a quello dei deputati
nazionali) guadagnano 144mila euro l'anno; i tedeschi 84mila, gli inglesi
81mila, i francesi 62mila e gli spagnoli 35mila. PENSIONI Nel luglio 2007 gli
uffici di presidenza di Camera e Senato sono già intervenuti sulle pensioni
degli onorevoli, stabilendo che dalla prossima legislatura solo chi avrà
maturato almeno 5 anni in Parlamento (e non più due mezzo) e avrà compiuto 65
anni (60 per chi ha dieci anni di "anzianità" parlamentare), potrà
avere diritto al vitalizio. Gli uffici hanno anche stabilito un nuovo metodo di
calcolo: 20% dell'indennità per chi ha fatto 5 anni, 40% per 10 anni e 60% per
chi ha più di tre legislature. Il tutto naturalmente non riguarda gli attuali
parlamentari ma solo i futuri. La proposta del Pd mira a sradicare il rapporto
diretto tra stipendio e pensione: il parlamentare pensionato riceverà un
vitalizio corrispondente, esclusivamente, ai contributi versati, che
corrispondono a circa 1000 euro al mese. Dunque, per chi ha fatto solo 5 anni
la pensione potrebbe essere molto bassa, ma i contributi potranno essere
sommati a quelli versati in altre attività professionali. RIMBORSI ELETTORALI
Attualmente, ogni partito che abbia raggiunto l'1% alle elezioni per Camera,
Senato, regionali e parlamento europeo ottiene rimborsi elettorali
corrispondenti alla percentuale ottenuta alle elezioni. Per ognuna di queste
elezioni, ogni anno è previsto un rimborso di circa 50 milioni di euro, 200
totali. Dunque un partito che si è presentato a tutte queste elezioni, e ha
superato sempre l'1% (per le europee basta eleggere un parlamentare, anche con
meno dell'1%), riceve una quota di quei 50 milioni pari alla percentuale
raggiunta, anche se non ha conseguito eletti. Il Pd punta ad abbattere la torta
complessiva dei rimborsi, riportandoli alla loro natura di rimborso elettorale.
È prevista inoltre una quota di finanziamento diretta esclusivamente ai partiti che hanno eletto parlamentari. Infine, il Pd punta
ad incentivare i finanziamenti privati ai partiti, che
dovranno essere resi assolutamente trasparenti (tramite internet) e
defiscalizzati in misura maggiore rispetto a quanto avviene attualmente. Infine
si punta ad eliminare il meccanismo vigente che prevede la continuità dei
rimborsi per tutti e 5 gli anni di legislatura anche in caso di elezioni
anticipate. FRAMMENTAZIONE L'intenzione del Pd è modificare i regolamenti
parlamentari, in modo da impedire a piccoli gruppi di deputati o senatori di
dare vita a gruppi diversi da quelli con cui sono stati eletti. Naturalmente,
come prevede la Costituzione, un parlamentare potrà
uscire dal gruppo in cui è stato eletto e passare ad un altro o al Misto, ma
non potranno nascere nuovi gruppi che abbiano accesso al finanziamento
pubblico. Attualmente, infatti, i singoli sottogruppi del misto hanno accesso
ai finanziamenti, ed è stata ampiamente concessa la deroga anche a gruppi sotto
la soglia prevista dagli attuali regolamenti (20 deputati e 10 senatori). Tra
questi, ad esempio, Rosa nel Pugno, Pdci, Verdi, Udeur, Dc-Psi. Nel 2008 la quota di finanziamento per il lavoro dei gruppi è
stata di 36 milioni di euro: di questi una parte è fissa, e il resto è
dipendente dalle dimensioni del gruppo. Secondo il Pd, l'azione sinergica della
riduzione del numero dei parlamentari e i meccanismi più rigidi per la
formazione dei gruppi comporterà un netto risparmio. Anche con i
regolamenti attuali, se la presidenza della Camera non avesse concesso la
deroga ai 5 partiti citati, il risparmio sarebbe stato
di 2,3 milioni di euro l'anno, più le spese di affitto dei locali e per le
attrezzature. GIORNALI DI PARTITO La legge in vigore prevede una numerosa serie
di meccanismi (derivanti da altrettante leggi) attraverso cui giornali
riconducibili a forze politiche o a cooperative ricevono finanziamenti
pubblici. Complessivamente (tenendo conto anche dei finanziamenti alle grandi
testate indipendenti), la stampa italiana si spartisce circa 600 milioni di
euro l'anno. La proposta del Pd mira a rendere più rigido il meccanismo: oggi
bastano due parlamentari o un europarlamentare, anche di schieramenti diversi,
per far scattare il finanziamento pubblico per un giornale organo del
"movimento politico" rappresentato dai suddetti parlamentari, anche
se di fatto il movimento non esiste. In questo modo vengono finanziati anche
giornali assenti dalle edicole. Il Pd intende "alzare nettamente" il
numero di parlamentari necessari per poter far scattare il finanziamento: la
proposta ancora non è definitiva, ma si potrebbe arrivare a finanziare solo i
giornali legati a un gruppo parlamentare. E, visto che le modifiche ai
regolamenti parlamentari dovrebbero ridurre nettamente il numero dei gruppi,
così anche il numero dei giornali finanziati si ridurrebbe drasticamente.
Attualmente, infatti, il costo dei giornali realmente legati a partiti, come l'Unità, La Padania, Il Secolo, Liberazione ed
Europa, non va oltre il 5% di quei 600 milioni, circa 30 milioni l'anno.
STRUTTURE DI CAMERA E SENATO L'ultima proposta prevede di unificare le
strutture amministrative di Camera e Senato, che oggi hanno servizi sdoppiati:
due biblioteche, due centri studi, due servizi di bilancio, due archivi di
documentazione internazionale. Questa misura non mira tanto al risparmio,
quanto a una razionalizzazione dei servizi per garantire maggiore efficienza.
REGIONI ED ENTI LOCALI Il Pd propone un patto con le regioni per ridurre il
numero di consiglieri e assessori regionali. Inoltre viene proposta una
riduzione del 20% dei consiglieri comunali e provinciali, che dovrebbe produrre
un risparmio di 200 milioni di euro. Infine viene proposta l'abolizione delle
province nelle maggiori città italiane che costituiscono aree metropolitane e
previsto il divieto di cumulo di cariche e di indennità ai vari livelli di
rappresentanza (regionale, locale, nazionale).
( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Stai
consultando l'edizione del Il Partito Democratico annuncia dieci proposte per
tagliare i costi della politica Con una preoccupazione: aumentare
l'efficienza.
( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
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l'edizione del Il Parlamento? Bastano 470 deputati e 100 senatori di Stefano
Ceccanti * Non c'è nulla nelle proposte del Pd sui costi della politica, sia quelle già note dal Programma, sia quelle in
corso di attenta elaborazione e di quantificazione, che si ispiri a una logica
antiparlamentare, demagogica e populistica. Sappiamo bene che quella mentalità
svaluta il ruolo delle forze politiche e delle assemblee elettive, ritenendo
possibile il solo raccordo diretto tra leader e platee indistinte: senza
mediatori non c'è la costruzione paziente del consenso che è necessaria nelle
democrazie contemporanee. Una volta però che si sia rifiutata quella
scorciatoia sbagliata, i problemi restano e la risposta di un grande partito
non può certo essere quello di una difesa acritica dello status quo, dei
pedaggi pagati negli anni scorsi alla frammentazione dei poli, con normative
che la confermavano e la incentivavano. Il ruolo di mediatori necessari, anche
se non esclusivi, che sta alla base dell'articolo 49 della Costituzione
e della logica pluralistica della stessa, va ripensato a fondo e rilegittimato,
tenendo conto che per molti aspetti, per quanto possa sembrare paradossale, una
politica meno costosa è anche, proprio per questo, una
politica potenzialmente più efficiente. Proprio perché
siamo andati liberi alle elezioni, rompendo la logica precedente di una politica fatta per vincere le elezioni con sommatorie
indistinte e non per governare, possiamo e dobbiamo trarne
le conseguenze sul finanziamento della politica. Partiamo da ciò che è già previsto nel Programma. Anzitutto la
forte riduzione del numero dei parlamentari a 470 deputati e 100 senatori (di
un rinnovato Senato delle autonomie) è in grado di velocizzare in modo più che
significativo l'approvazione delle leggi e lo svolgimento delle ulteriori
funzioni parlamentari: la politica diventa al
tempo stesso meno costosa, ma anche più efficiente, riducendo i poteri di veto.
In secondo luogo la scelta di uniformare il metodo di calcolo delle pensioni
parlamentari (i cosiddetti vitalizi) appare a questo punto più che doverosa:
non si capisce più, dopo le riforme che si sono susseguite per i cittadini non
parlamentari, perché solo per deputati e senatori non ci dovrebbe essere una
stretta correlazione tra contributi versati e somme da percepire. Queste due
innovazioni (riduzione del numero dei parlamentari e modifica del criterio di
calcolo), cumulandosi tra di loro e sommandosi all'adozione di parametri
europei per gli stipendi, sono in grado di ottenere risparmi quantitativamente
significativi e peraltro trasmettono all'insieme della popolazione, in una fase
di incertezza economica, la doverosa impressione, corrispondente alla realtà,
che tutti sono chiamati a solidarizzare in queste difficoltà. Il programma
prevede altresì l'introduzione di limiti tassativi alla formazione dei gruppi
parlamentari, che dovrebbero corrispondere alle liste già votate alle elezioni
con un grado significativo di consensi, il che per un verso diminuisce le spese
giacché la mera creazione di un gruppo produce di per sé determinate spese, in
parte indipendente dal numero degli aderenti e rallenta i processi decisionali,
ma per di più disincentiva in modo più che significativo il trasformismo
politico, la creazione di gruppi dovuti a logiche personalistiche e individualistiche.
È pensabile che in Spagna, dove alle differenze nazionali si sommano quelle dei
sistemi politici regionali, siano considerati più che sufficienti 4 gruppi
(Psoe, Pp, regionalisti baschi e catalani) oltre al Misto e che da noi sia
considerato normale che alla Camera il numero oscilli tra i 10 e i 15, con la
possibilità di moltiplicarsi in corso di legislatura senza alcun requisito
politico, oltre al riconoscimento di componenti organizzate nel Gruppo Misto?
Negli anni scorsi ciò è stato il prezzo delle coalizioni pigliatutto, come
altre scelte di minore costo ma ugualmente sbagliate: dare il finanziamento
pubblico a chiunque raccolga l'1% dei voti, definire editoria di partito una
quantità di periodici a cui davano copertura solo pochi parlamentari, con sigle
mai presentatesi al voto, il mantenimento di numeri eccessivi nella
composizione dei consigli comunali e provinciali. Eliminare quegli errori non è
una concessione all'antipolitica: è una cura di
rimozione delle cause che hanno visto crescere quella tendenza, che non è
altro, spesso, che la posizione di un innamorato tradito della politica. L'antiparlamentarismo nasce e cresce quando il
parlamentarismo si fa oligarchico. Pensiamo anche agli effetti politici oltre
che economici di un'altra norma di stampo oligarchico, chiaramente assurda:
quella che prevede che il finanziamento pubblico sia dato ai partiti
per cinque anni, anche se la legislatura si chiude prima. Abbiamo così il
paradosso che un partito che non si presenta alle elezioni anticipate, come
stavolta l'Udeur, e che magari scompare, continua ad essere finanziato per
altri tre anni e che cresca la spinta in tutti i partiti
a desiderare lo scioglimento anticipato, dato che per alcuni anni (ad esempio
accadrà nel 2009) si riceve sia il rimborso per le elezioni del 2006 sia per
quelle del 2008. Anziché essere interessati alla continuità delle legislature,
quella norma trasforma i partiti in strutture
incentivate a disfare le Camere appena elette, a desiderare uno scioglimento
più anticipato possibile. Questa e solo questa è la proposta del Pd: una politica per la quale si paga di meno e che decide di più e,
perciò, che è in grado di incrementare il potere di acquisto dei cittadini,
avvicinandoli anche in positivo ai redditi dei loro rappresentanti. Si può
fare. * costituzionalista, candidato al Senato per il Pd.
( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
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l'edizione del I tagli del 2008: un miliardo risparmiato di Bianca Di Giovanni
È cominciato tutto con maggior sobrietà: meno auto blu per i ministri, meno
carta e più posta elettronica, meno collaboratori. Poi sono arrivate le misure
concrete, anche sull'onda della polemica sulla casta della politica. Romano
Prodi lascia in eredità ai successori interventi che possono portare a oltre un
miliardo di risparmi. Senza considerare alcune misure che sono avviate ma non
ancora quantificate dal governo. A studiare la sforbiciata ai costi della
politica ci ha pensato Giulio Santagata, che ha preparato un
"pacchetto" di misure previste da un disegno di legge varato l'estate
scorsa. Con l'arrivo della Finanziaria gran parte delle proposte sono state
"trasferite" nella legge di bilancio ed hanno affrontato il difficile
esame parlamentare non senza eclatanti colpi di scena. Uno dei temi più
"caldi" dell'autunno scorso ha riguardato le comunità montane. Più
volte rilanciato dai media spesso con dati scorretti, il taglio alle comunità
montane prevedeva all'inizio un solo criterio: l'altitudine (più di
( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
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l'edizione del Dall'Antipolitica al V-day passando dalla Casta
Ecco l'abbecedario di un anno vissuto pericolosamente di Roberto Brunelli A
come Antipolitica. Apocalittica come il giudizio universale, l'antipolitica è
uno di quei fenomeni che si aggirano per i palazzi italiani come l'uragano
Katrina nei vicoli di New Orleans. Ma, prim'ancora, è un tormentone ossessivo:
improvvisamente, per un po' di tempo, ovunque c'è solo l'antipolitica, alfa e
omega di ogni male pensabile oppure vademecum per comprendere il devastato
destino dell'Italia. Un po' Vandea, un po' slogan: la vera cifra dei nostri
tempi. B come Berlusconi e come blog. È, come dice lui stesso, un fenomeno
anche Berlusconi: è il più ricco, è il più potente, è il più dotato di
privilegi e di auto blu, ma al tempo stesso è l'antipolitica. Un bel paradosso.
Per quanto riguarda i blog va rilevato che ad un certo punto hanno fatto paura
pure loro... quello spazio popolare immenso in cui emergono tante verità e
tutti possono dire male di ogni singolo politico sono come l'abisso delle
Marianne: infinito, oscuro, minaccioso. C come Casta
come costi della politica. Il problema della Casta,
fondamentalmente, è che a leggere i giornali ad un certo punto tutto diventa Casta. I politici si sa, poi i giornalisti, poi i grandi
manager delle aziende, poi i primari, poi gli ingegneri... e via via si scende.
Gli amministratori di condominio, i tassisti, gli albergatori... alla lunga,
però, la cosa finisce per suonare molto democratica. I costi della politica?
Quelli sono tanti e mostruosi, visto che pesano sui cittadini più che in
qualsiasi altro paese della galassia. Tagliare si può, basta non buttare il
bambino con l'acqua sporca. Ps. C'è pure C come capro (espiatorio): Mastella,
of course, tra voli blu e Svendopoli, tutto è partito da lì. E la fine è
nota... G come Grillo. Dio della vendetta per alcuni,
orco nero per altr. È lui l'antipolitica, grida la Casta.
L'antipolitica siete voi, gridano i grillini, elencando tutte le malefatte
(vere) di cui la classe politica è riuscita a fare incetta. Qualunquismo o
rabbiosa verità? E comunque: cosa verrà dopo? I come Internet. Lì gira tutto
quello che i tg e i giornali non vogliono vedere. Lì girano pezzi sempre più
grossi di opinione pubblica. Così, mentre gli onorevoli continuano a
chiacchierare nei salotti tv credendo di formare consenso, il consenso se ne
corre lontano sulle onde lunghissime del web. P come politici. E diciamolo, una
volta per tutte: se è vero che la Casta esiste e che
per decenni vari ha goduto e prosperato sul sudore dei cittadini tartassati, è
anche vero che ci sono tante brave persone che fanno il loro sporchissimo
lavoro da mane a sera. Proprio come i primari, gli ingegneri, i tassisti, gli
amministratori di condominio... però quelli che vanno al Bagaglino a farsi
tirare torte in faccia non aiutano la reputazione della categoria. S come Stella.
Nel senso di Gianantonio, autore, insieme a Sergio Rizzo, del libro La casta, divenuto molto più che proverbiale:
fenomeno editoriale oltreché lessicale, bibbia del malcostume politico,
bestseller editoriale. Che vanta oramai numerosissime imitazioni: vai in
libreria e scopri che di libri sulla Casta o similari ce n'è più che thriller orrorifici. Che vorrà
dire? T come Talk show. Il dramma va in scena tutto qui. Qui ci sono i politici
a disquisire seduti in poltrona, qui si vede più Grillo
di quanti se ne siano mai visti nelle piazze, qui si discetta della crisi della
politica ma solo tra politici. C'è chi avanza un sospetto: non sarà che la
furia degli antipolitici sia nata guardando la tv? V come V-day. Il primo V-day
è stato il giorno in cui un nobile termine - il "vaffa" - ha fatto il
suo ingresso nel mondo della comunicazione politica. Si è creduto, inoltre, che
il V-day fosse il lavacro di tutte l'ignominia della politica, l'inizio di un
grande rinnovamento. Probabilmente non è così. Ma se non altro è uno di quei
rari giorni in cui molti di coloro che stanno sugli scranni più alti si
ricordano - terrorizzati - che esistono gli elettori.
( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
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l'edizione del LA PROPOSTA DEL PD Se finisce la legislatura finiscono le
erogazioni Rimborsi elettorali cambiamo metodo di Andrea Carugati I rimborsi
elettorali sono una delle materie più delicate del capitolo costi della politica. Attualmente ogni anno lo Stato sborsa circa 200
milioni di euro per i partiti, circa 50 milioni
rispettivamente per Camera, Senato, parlamento europeo e consigli regionali.
Attualmente, sommando i contributi derivanti dalle europee 2004, regionali 2005
e politiche 2006, sono oltre 70 le forze politiche che ricevono rimborsi
pubblici: basta aver ottenuto almeno l'1% alle elezioni, anche meno alle
europee dove basta aver eletto un deputato per accedere ai rimborsi. Si va dai
45,4 milioni all'anno di Forza Italia ai 3mila euro di "Alternativa
indipendente italiani all'estero". Questi i maggiori finanziamenti: 40,9
milioni all'anno per l'Ulivo (Ds e Margherita, più Sdi e Repubblicani europei),
12,9 milioni per i Ds, 8,8 per la Margherita, 24 per An, 13,5 per l'Udc, 12,5
per il Prc, 9,4 per la Lega, 3,8 per l'Idv, 3,5 per il Pdci, 3,4 per i Verdi,
2,8 per l'Udeur. Le quote corrispondenti alle varie tornate elettorali
(europee, regionali e politiche) saranno distribuite fino al termine delle
rispettive legislature, compresi i fondi per le politiche fino al 2011, data di
scadenza naturale della legislatura che si è interrotta anticipatamente.
Naturalmente, a partire dal 2008 e fino al 2011, i partiti
prenderanno contemporaneamente sia la quota della "vecchia"
legislatura che quella della "nuova". È questo uno dei meccanismi che
il Pd si propone di riformare: se una legislatura finisce, finiranno anche i
rimborsi. L'altro meccanismo, il più complesso, quello che riguarda
l'erogazione dei rimborsi, non è ancora stato elaborato definitivamente.
L'ipotesi di Enrico Morando è quella di "abbassare drasticamente" la
torta dei rimborsi elettorali complessivi: non più un euro per ogni avente
diritto al voto (dunque circa 50 milioni) ma una cifra più bassa, "in modo da ricondurre questo finanziamento surrettizio ai partiti a un vero rimborso delle spese
elettorali". Inoltre, il grosso dei rimborsi dovrebbe spettare solo alle
forze che eleggono effettivamente parlamentari, mentre per gli altri sarebbe
garantita comunque una quota minima per la partecipazione. Il terzo
pilastro della proposta Pd riguarda l'incentivo fiscale per i contributi
privati alla politica. Attualmente esistono già
meccanismi di incentivo fiscale per chi finanzia i partiti.
Secondo Morando questo deve meccanismo "deve essere rafforzato",
anche alla luce dei risparmi che si otterrebbero con la riduzione dei rimborsi
elettorali. "Bisogna affamare la bestia per spingerla a cercare
finanziamenti privati". spiega Morando. Tutti i contributi privati dovranno
essere resi pubblici e accessibili tramite Internet.
( da "Provincia di Cremona, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Edizione
di Domenica 23 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Seduta consiliare a Martignana
Po Martignana Po ? Giovedì alle 21 consiglio comunale per determinare l'importo
dei gettoni di presenza dei consiglieri, il programma
triennale dei lavori pubblici 2008-2010 e l'elenco annuale
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Cultura e spettacoli
UDINE Passato il miracolo, il Nordest paga le conseguenze. Il modello
imprenditoriale, che aveva fatto del Veneto un laboratorio di nuova economia,
ha perso la ricorsa e le terre raccontate da Paolo Rumiz e Gian Antonio Stella, le stesse cantate da Marco Paolini in
"Bestiario veneto" sono ancora un laboratorio. Ma di carattere
sociale. La mentalità, le abitudini, i modi del parlare sono geneticamente
cambiati. Più che nei libri dei sociologi e degli economisti, lo si riscontra
al bar, nelle pizzerie, alle stazioni di servizio, là dove la nuova umanità nordestina
mostra il dna mutato. Profondo nord, profondo razzismo, centri commerciali,
outlet di prostituzione, tifoserie violente, abusi famigliari. Il nuovo
bestiario veneto si legge anche in uno spettacolo teatrale, realizzato da una
compagnia che viene proprio da quei luoghi. Babilonia
Teatri ha sede a Isola Rizza, provincia di Verona. Ed è formata da due persone,
Valeria Raimondi ed Enrico Castellani. Il loro spettacolo si intitola
"Made in Italy": nella sua semplicità è un atlante mostruoso dei
luoghi comuni, dell'intolleranza, della volgarità che soffia in provincia e non
solo. Un atlante della normalità italiana. Raffiche di bestemmie, offese
e pregiudizi razzisti, estremismi e conformismi sessuali sono stati registrati
e verificati. Tutto vero, tutto documentato. Valeria e Enrico li hanno raccolti
aprendo le orecchie e facendo attenzione a quel che si dice in giro.
Frequentando bar, pizzerie, fast food, campi sportivi, leggendo le rubriche
degli annunci sulla free press, muovendosi per la strada. Poi li hanno montati
in lunghe litanie, in filastrocche, in cataloghi di volgarità da cui
l'abitudine, il consumismo generale, la ripetitività ci hanno anestetizzati. Ne
esce un'Italia scontata eppure inaspettata, un'immagine linguistica
impressionante, caustica, molto divertente. Se non fosse tragica. Ecco perché
il Veneto non li vuole, e la giovane compagnia fatica a mostrare lo spettacolo
anche da queste parti. A Udine, nella stagione di Teatro Contatto, ci sono
arrivati grazie alla vittoria nella più recente edizione del Premio Scenario.
"Un lavoro dove si infrangono con sagacia e leggerezza tabù e
divieti" dice la motivazione. "Made in Italy" sarebbe piaciuto a
Karl Kraus, che aveva scritto "Gli ultimi giorni dell'umanità" riportando
le chiacchiere dei caffè viennesi e le reazioni dei media di allora. Nei
ragionamenti di quell'"opinione pubblica" Kraus scopriva il perché
della dissennata rincorsa al massacro europeo della prima guerra mondiale.
Babilonia Teatri fa qualcosa di simile: ci fa riascoltare la radiocronaca dei
funerali di Pavarotti, l'isteria dei commentatori dei mondiali di calcio, i
surreali annunci delle radio locali, sottofondati da una colonna musicale trash
di jingle e mostruosità famose. Per chi se li fosse persi a Udine, una nuova
occasione capita proprio a Verona, il prossimo 4 aprile. In un festival che si
intitola Brutti Caratteri. Roberto Canziani.
( da "Nuova Sardegna, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
BONORVA Gettoni di presenza e aliquote Ici: se ne parla in consiglio comunale
BONORVA. Il consiglio comunale è stato convocato per venerdì 28 con un ordine
del giorno piuttosto nutrito che comprende ben tredici punti. Al primo punto si
discuterà sulla determinazione dell'importo dei gettoni di presenza da corrispondere ai
consiglieri comunali e ai componenti le commissioni previste per legge, subito
dopo si si parlerà di Ici per la determinazione delle aliquote per il 2008. Il
terzo punto riguarda la determinazione sulla qualità e quantità di aree da
alienare, per l'anno 2008, e del prezzo di vendita; al quarto punto è
previsto l'esame e approvazione del programma opere pubbliche per il 2008 e per
il triennio 2008/2010. In calendario anche l'approvazione del programma socio
assistenziale e dei criteri generali di affidamento degli incarichi esterni
secondo la legge 244/2007. All'ordine del giorno anche l'approvazione del
programma per il conferimento d'incarichi di studio, ricerca e consulenza. Si
parlerà quindi del bilancio di previsione per l'esercizio 2008 e del bilancio
pluriennale per il 2008/2010; della proroga dell'affidamento del servizio di
tesoreria e delle iniziative del comune sulle energie rinnovabili. La presa
d'atto della verifica di coerenza del piano particolareggiato della zona
"A" con il piano paesaggistico regionale e l'adozione del piano
comunale di protezione civile concluderanno i lavori. (e.m.).
( da "Corriere Alto Adige" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-03-23 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Diplomazia oscura Il settimanale "Der Spiegel"
pubblica atti ministeriali inediti: "Roma non sapeva nulla"
"Dalla Germania milioni al Sudtirolo" Anni '60, finanziamenti segreti
da Bonn. L'ex assessore Rubner: falso La politica di
sostegno etnico andò avanti dal '69 al '76 Un risarcimento per l'occupazione
nazista o un aiuto per il bombaroli? BOLZANO - "Il governo tedesco per
anni ha versato finanziamenti segreti ai sudtirolesi di lingua tedesca
all'insaputa del governo italiano ". Lo rivela il noto settimanale tedesco
Der Spiegel. Questo è quanto sarebbe emerso da alcuni documenti pubblicati
recentemente dal ministero degli Esteri tedesco. I fondi segreti, che
ammonterebbero ad oltre dieci milioni di euro, sarebbero stati inviati alla
giunta provinciale dell'Alto Adige anche nel periodo degli attentati
separatisti. Il ministero, però, ci tiene a sottolineare che i soldi sarebbero
serviti per finanziare soprattutto provvedimenti formativi, come corsi di
aggiornamento per insegnanti o borse di studio per studenti medi e
universitari. Il governo tedesco - con sede a Bonn fino alla fine della
divisione della Germania - secondo il settimanale vedeva in questa politica di "sostegno dell'identità etnica" un
tardivo risarcimento morale per la politica di Adolf
Hitler che si era accordato con Benito Mussolini nel 1939 affinché i
sudtirolesi interessati a restare tedeschi tornassero nel Reich (all'epoca comprendente
anche l'Austria dopo l'Anschluss del 1938) oppure si rassegnassero a restare in
Italia come italiani. Secondo il settimanale tedesco il ministero degli Esteri
avrebbe inviato tra il 1969 e il 1976 oltre dieci milioni di euro, mentre prima
era stato il ministero per le Questioni intertedesche a inviare i finanziamenti
per un ammontare non noto. I fondi del ministero degli Esteri, per quella che
al settimanale è stata indicata come "una politica
a sostegno di una etnia nazionale con mezzi cospirativi" è avvenuta
"in maniera strettamente riservata e evitando i consueti provvedimenti di
bilancio ". Ma dato che la Germania e l'Italia erano alleati della Nato e
membri della Comunità europea, dai documenti ottenuti dal Spiegel risulta che vari
diplomatici tedeschi in più occasioni avevano consigliato di sospendere i
pagamenti segreti e inserire il sostegno al Sudtirolo nei normali programmi di politica culturale del ministero degli esteri. "Non ci
possiamo permettere di venire scoperti " si legge in una annotazione del
1973. Quando la "politica di sostegno
etnico" sia diventata la normale politica
culturale del ministero degli esteri tedesco non si sa. La rivista scrive che
il governo tedesco non è mai stato scoperto e anzi ha preferito rendere
pubblica la vicenda trent'anni dopo. Di tutt'altro parere lo storico bolzanino
Gerald Steinacher, che negli ultimi anni ha scritto vari libri sui
finanziamenti "segreti" della Germania e che oggi lavora proprio
presso il ministero degli Esteri tedeschi a Berlino: "Sono convinto -
precisa - che Roma sapesse dei finanziamenti tedeschi. La storia altoatesina è
fatta anche di questo. Per anni il governo tedesco si è sentito in dovere di
fungere da "stille Schutzmacht", cioè da potenza tutrice, per l'Alto
Adige. Bisognerebbe poi verificare quanto denaro è stato inviato ad
associazioni private. I terroristi altoatesini sono stati finanziati anche
dalla Germania? Questo deve essere ancora verificato. Sarebbe stato possibile
solo attraverso un'associazione privata. Ci sono comunque numerosi testimoni
dell'epoca che giurano di aver conosciuto di persona politici importanti
tedeschi in quel periodo e che si sarebbero fatti mostrare
il modus operandi dei terroristi". Hans Rubner, ex assessore provinciale
all'epoca, invece, esclude che la giunta provinciale possa avere ricevuto
finanziamenti da parte della Germania. Susanna Petrone Lo storico Steinacher
"Importante verificare se i fondi della Repubblica federale sono stati
utilizzati per aiutare i terroristi".
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Di MARCO DELLA
FORNACE "Noi abbiamo già dato. Si vada a pescare altrove". Tra gli
amministratori del Comune di Pesaro il coro è unanime. Veltroni propone di
stringere la cinghia, di abbassare i costi della politica. Chiede più sobrietà,
a partire dagli stipendi dei parlamentari. Parole condivise, per carità, dal
sindaco e dagli assessori. Ma con alcuni distinguo. Con precisazioni, che la
giunta ritiene necessarie, per evitare "generalizzazioni e discorsi, che
troppo spesso, rimangono solo belle parole". "I privilegi, caso mai -
commenta sinteticamente il sindaco, Luca Ceriscioli - bisogna andarli a cercare
più a livello legislativo, che amministrativo". Dal primo cittadino
all'assessore ai Servizi sociali e al Welfare, Marco Savelli, il passo è breve.
"Si deve tagliare? Bene, ma non si cominci sempre dal basso, mortificando
i comuni, le circoscrizioni e il decentramento. E poi, per favore, non
riduciamo sempre tutto, superficialmente, al mero calcolo economico, perché
altrimenti potrei dire che c'è gente che con molte meno responsabilità di noi
amministratori, prende parecchio di più. Oppure, potrei sottolineare che i
nostri colleghi, in Provincia, a parità di ruolo, prendono il 30% in più di
noi. Ripeto, il discorso non va affrontato monetizzando e basta. E comunque,
nel Comune di Pesaro, grosse sperequazioni non ce ne sono. E' troppo comodo,
quando si parla di sprechi, tirare in ballo ogni volta le istituzioni
locali". Savelli, poi, utilizza lo stesso termine sposato da Veltroni, per
rafforzare il suo ragionamento. "Questa amministrazione è sobria, ci
vorrebbe che anche altre lo fossero. E' ora di spostare l'attenzione più in
alto, alle Province, alle Regioni, al Parlamento, appunto". Il Comune di
Pesaro ha già dato, si diceva. Lo ha fatto nel 2006, con un taglio del 10%
sulle indennità mensili e sui gettoni di presenza. Un
ritocco economico che non ha risparmiato nessuno. Così, lo stipendio lordo più
alto, quello del sindaco Luca Ceriscioli, è sceso da 5260 euro a 4734, quello
del vicesindaco Ilaro Barbanti, da
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Ltiplicare il lavoro
delle commissioni consiliari. E alcuni consiglieri
percepiscono dei rimborsi maggiori rispetto alla vecchia indennità di funzione.
Da gennaio è entrata in vigore la norma della legge Finanziaria che mette mano
al sistema dei compensi dei consiglieri comunali. La cifra mensile percepita
come rimborso è stata sostituita dai gettoni assegnati in base alla partecipazione ai lavori delle
commissioni e del Consiglio. La Finanziaria non fissa però un limite al
numero di convocazioni, con il risultato che, in appena tre mesi, le
commissioni consiliari hanno iniziato a macinare numeri di sedute, arrivando in
alcuni casi a raddoppiare l'attività. Così se la commissione lavori pubblici
nel 2007 si è riunita 12 volte, da gennaio a marzo di quest'anno ha già svolto
6 sedute. Allo stesso modo la commissione bilancio ha già "consumato"
la metà delle proprie sedute del 2007, riunendosi 13 volte. Garofalo a pag. 34.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Prov Gallura Pagina
8055 Tempio. Un'inchiesta del Gico della guardia di finanza partita da
personaggi coinvolti in Dirty money Soldi sporchi in Tribunale? Tempio..
Un'inchiesta del Gico della guardia di finanza partita da personaggi coinvolti
in Dirty money Forse utilizzati per acquistare immobili alle aste --> Forse
utilizzati per acquistare immobili alle aste Il Gico, il reparto della guardia
di finanza specializzato sulla criminalità organizzata, sta indagando su
presunti giri di denaro di provenienza illecita utilizzati, forse, per
acquistare immobili anche nelle aste giudiziarie. Ipotesi inquietante tutta da
verificare. Dentro l'uovo di Pasqua c'è un numero di telefono, l'assist per il
nuovo capitolo dell'inchiesta Dirty Money. Altri soldi, presumibilmente di
provenienza illecita, arrivati in Gallura per operazioni immobiliari e acquisto
di edifici di pregio alle aste giudiziarie. I personaggi, a diverso titolo,
sarebbero riconducibili ad alcuni dei complici dell'avvocato Giuseppe Melzi. Un
gruppo ben assortito composto da soggetti che avevano trovato il sistema per
spartire la torta del riciclaggio a Olbia e dintorni. Questa volta, però, non è
la Distrettuale antimafia di Milano ad aver servito il piatto ai colleghi
sardi. Nei giorni scorsi, infatti, gli uomini del Gico della guardia di finanza
hanno fatto un viaggio in Lombardia per raccontare al pm Mario Venditti alcuni
fatti che il magistrato ora sta esaminando e valutando. Una relazione di 100
pagine consegnata al magistrato della Dirty Money per completare il quadro
dell'inchiesta che ha già portato in carcere 8 persone. Tutto è nella fase
embrionale ma gli investigatori, gli unici che abbiano in Gallura il polso
della situazione in materia di reati finanziari e riciclaggio, hanno presentato
alla Dda milanese i risultati del monitoraggio di 40 società partecipate,
controllate o amministrate, da soggetti che ritornano
spesso nelle inchieste del Nucleo specializzato delle fiamme gialle negli
ultimi anni. Gli investigatori partendo dal lavoro dei colleghi del Ros hanno
subito notato che alcuni degli indagati dell'inchiesta sul crac della Pp
Finance e della Worl financial service hanno avuto in passato rapporti stretti,
professionali e non solo, con diversi "faccendieri" delle aste
giudiziarie. La conferma è arrivata da una utenza telefonica che compare
nella Dirty Money ed è stata utilizzata da un soggetto tenuto sotto controllo a
lungo nell'ambito di altre indagini. Il quadro ha punti di contatto con quello
delineato in un rapporto riservato inviato un anno e mezzo fa dal Gico alla
Direzione distrettuale antimafia di Cagliari e riguardante soprattutto i
tentativi di riciclare denaro sporco attraverso l'acquisto di beni pignorati e
venduti alle aste del Tribunale di Tempio. Il nuovo scenario descritto al pm
Venditti dai finanzieri vede soggetti che ben conoscono la realtà gallurese,
pronti ad inserirsi con consistenti quantità di denaro in situazioni
favorevoli. Ad esempio, l'ingresso in società in difficoltà, l'acquisizione di
immobiliari destinate al tracollo finanziario (possibilmente con proprietà di
un certo pregio in costa, complessi residenziali e ville) e ancora, il mandato
a prestanome per la presentazione di offerte per l'acquisto di beni pignorati.
Per comprendere il significato del rapporto consegnato a Venditti, è
sufficiente immaginare uno spazio operativo, ossia la realtà economica
gallurese, particolarmente interessante per il riciclaggio. Ognuno dei soggetti
arrivati nel nord-est dell'Isola per raggiungere il risultato di
"lavare" il denaro sporco, si sarebbe confrontato con interlocutori
che hanno provveduto ad assegnare a ciascuno una sorta di quota di questo
spazio. Per questa ragione i presunti riciclatori hanno avuto contatti tra di
loro. Nell'inchiesta potrebbero entrare anche altre Dda della Penisola, ad
esempio quella di Venezia. Il denaro potrebbe essere infatti arrivato anche dal
Triveneto. ANDREA BUSIA.
( da "Virgilio Notizie" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
23-03-2008 09:29
"Nostra proposta riforma porta sobrietà ed efficienza" (L'Unità)
Milano, 23 mar. (Apcom) - Il candidato leader del Pd Walter
Veltroni torna a promettere il taglio dei costi della politica nell'ottica di una maggiore "sobrietà" e "spirito
di servizio" nei confronti della collettività. "Abbiamo la
possibilità e la necessità di riportare molti di questi costi sotto controllo -
scrive Veltroni in un articolo sull'Unità - Come? Ad esempio riducendo
drasticamente il numero dei parlamentari che possono essere sostanzialmente
dimezzati. La nostra proposta di riforma istituzionale - spiega - nasce
dall'esigenza di dare efficienza e rapididità ai lavori dei legislatori, ma ha
come effetto per nulla secondario anche quello di toccare costi che appaiono
alla grande maggioranza dei cittadini come eccessivi". Nel dettaglio, la
proposta di Veltroni prevede il passaggio ad una Camera di 470 deputati e a un
Senato da 100 membri, ad un governo con 12 ministri e che non superi in totale
i 60 componenti. Inoltre, propone il taglio dei compensi per i parlamentari:
"Gli stipendi dei parlamentari italiani sono tra i più alti d'Europa,
mentre salari e pensioni sono tra i più bassi del continente - scrive Veltroni
- Un equilibrio nuovo va trovato, così come il trattamento pensionistico dei
parlamentare deve uniformarsi a quello di tutti i cittadini, passando dal
sistema retributivo a quello contributivo. In generale, secondo Veltroni,
"la semplificazione è una delle chiavi per affrontare il problema",
per eliminare "uffici e strutture che pesano e costano e che insieme
determinano inefficienza". Vanno poi "tagliati drasticamente i
componenti degli organismi societari, penso alla moltiplicazione sul territorio
di organismi legati alla gestione dei servizi pubblici da semplificare e
diminuire complessivamente".
( da "Gazzetta di Parma, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
IPOTESI
E PROVOCAZIONI COSTI DELLA POLITICA IPOTESI E PROVOCAZIONI Calderoli: i
politici timbrino il cartellino ROMA Elvio Sarrocco II Sui tagli ai costi della
politica è ormai gara
tra Pd e Pdl. Se Veltroni vuole ridurre il numero dei parlamentari ed anche i
loro stipendi, il Pdl non è da meno e, per iniziativa del leghista Roberto
Calderoli,
propone che i deputati e i senatori, come tutti i cittadini che lavorano in
fabbrica o in un ufficio, timbrino il cartellino e lavorino per 5 giorni a
settimana. I parlamentari, quindi, sono nel mirino dei partiti
che, con le loro proposte contano di guadagnare voti e consensi. continua...
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( da "Tuttosport" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Tuttosport
23-03-2008 I TEMI DELLA GIORNATA I bomber della salvezza Brienza e Maccarone,
il valore aggiunto Lucarelli flop. Cagliari oltre Acquafresca 1 I sardi hanno
ritrovato i gol di Foggia. Empoli, nonostante Giovinco, e Catania devono fare i
conti con il peggior attacco del campionato. Il Livorno confida in Tavano
ANTONINO MILONE CI SONO bomber che, nella lotta per la salvezza, non ti
cambiano la vita. Passano come meteore, in attesa di tempi migliori. E ci sono
attaccanti che, al contrario, funzionano a dovere. Quanti casi nella zona
"calda" della classifica di serie A... BIG MAC SHOWMario Beretta a
Siena si gode Massimo Maccarone. Undici reti tra campionato e Coppa Italia per
il cannoniere girovago, che con la Toscana deve avere un feeling speciale: 20
reti a Prato (C2), poi
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 23-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
GAIARINE
"Comportamento scorretto, non manca chi surroga il consigliere Masih
Asharaf" Gaiarine"Siamo di fronte ad un comportamento scorretto da
parte del sindaco. Non manca chi surroghi il consigliere Masih Asharaf".
Così il consigliere Sandra Toso del gruppo d'opposizione "Insieme"
risponde in merito a quanto avvenuto a seguito delle dimissioni del consigliere
Masih, in lista per le prossime elezioni comunali di Treviso. All'indomani
della consegna delle dimissioni del consigliere Masih, avvenuta il 13 marzo, il
sindaco aveva infatti proceduto ad un primo sondaggio tra i candidati della
lista "Insieme" non eletti nel corso delle elezioni del 2004,
anticipando la non disponibilità ad occupare il posto vacante in consiglio da
parte dei primi quattro non eletti."Esprimo profondo rammarico per non
essere stata consultata - è la risposta del capogruppo Mirella Giust - circa le
procedure da seguire per individuare i candidati da convocare per la
surroga". Al centro della discussione la modalità d'azione per la ricerca
del nuovo consigliere: "Contesto le azioni messe in atto dagli uffici
comunali (su ordine del sindaco?) per sondare preventivamente la disponibilità
ad accettare la nomina a consigliere comunale. Riguardo ai contatti intervenuti
con il primo dei non eletti - continua Giust - e con i successivi quattro della
lista, risulta seguita una procedura assolutamente inappropriata e vivamente
censurabile. I candidati contattati nella giornata di mercoledì sono stati mesi
nella condizione di rispondere si o no per telefono, a tamburo battente e senza
dare il tempo di riflettere o consultarsi con alcuno".E in merito alle
dimissioni dei consiglieri Giust sottolinea che: "Il groviglio di
notifiche di elezione e dichiarazioni di rinuncia registrate al protocollo nelle
giornate del 18 e del 19 marzo, sommato alle telefonate più o meno informali e
non registrate, rappresenta un incredibile pasticcio amministrativo e un
insulto ala buona fede delle persone. E' certo che alla surroga di Masih
arriveremo - conclude Giust - e posso rassicurare i cittadini e il Sindaco: non
abbiamo bisogno dei gettoni di presenza in consiglio
comunale per comprarci l'uovo di Pasqua".Erica Bet.