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tARTICOLI DEL 23-27 dicembre
2008 #TOP
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Articoli
Costi dei politici (60)
Calate i gettoni agli amministratori
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Ridurre della
metà la spesa per i gettoni di presenza dei consiglieri, passando da
CONDANNE
TRA CORRUZIONE, CONCUSSIONE E PECULATO, COME DIRE 5 AL GIORNO FESTIVI COMPRESI;
E PECCATO CHE ... ( da "Trentino"
del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: e invece nella graduatoria dell'associazione no-profit Transparency sulla corruzione, figuriamo messi peggio perfino del Botswana. C'è anche una misura del saccheggio, e reca l'autorevole firma della Banca Mondiale: le tangenti tricolori valgono 50 miliardi di euro l'anno.
Crisi:
prove di dialogo, oggi il verdetto
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: E poi la riforma dell'istruzione e della formazione professionale, e il via libera a nuovi interventi sui consorzi industriali. I COSTI DELLA POLITICA Soru punta anche a un taglio dei compensi dei consiglieri, eliminando o riducendo la cosiddetta indennità di segreteria (circa 3.
il
comune ha in cassa 5 milioni ma è obbligato a tagliare le spese
( da "Mattino
di Padova, Il" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
dall'anno
prossimo ne incasserà 300, mentre il gettone di presenza dei consiglieri
scenderà da
CRISTIANO
CARACRISTI MEZZOCORONA - Pagelle del primo quadrimestre, o meglio del girone d'andata
per i <draghi> gialloverdi con la classe che si è comportata in maniera
discreta ( da "Adige, L'"
del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Terzo gradino del podio per Daniele Di Benedetto, sedici gettoni qualche insufficienza ma media che va sul 6, 188. Oltre la sufficienza, sono stati considerati i giocatori con almeno 7 presenze e che non abbiano lasciato la squadra, anche l'altro portiere Piovezan (6,143), Oretti (6.
diamo
subito una spallata alla povertà ( da "Nuova Sardegna, La"
del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Ma è necessario - hanno detto Francesca Ticca (segretario generale Uil) e Ottavio Sanna (Presidente Acli) - che la politica faccia la sua parte con l'approvazione della Finanziaria 2009, mettendo anche fine ai suoi sprechi e ai suoi alti costi, scandalosi agli occhi del povero.
odoardi:
politici, dichiarate i redditi ( da "Centro, Il"
del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Cristian Odoardi che ha protocollato una proposta di delibera per creare l'«anagrafe pubblica degli eletti». LA PROPOSTA. Una banca dati della trasparenza con «nome e cognome, luogo e data di nascita dell'eletto, stipendio, rimborsi e/o gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dal Comune, dichiarazione dei redditi e degli interessi finanziari relativi all'anno precedente l'
entra
freschi, bertoli senza tavolo ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: secondo i quali «proprio perché la legge non prevede il cumulo di indennità e gettoni di presenza, le dimissioni degli assessori da consiglieri provocano costi inutili». L'arrivo di Freschi ha invogliato Bertoli a far notare le difficoltà in cui è costretto a lavorare seduto sull'ultima sedia della fila priva di un tavolo.
i
politici non cessano mai di stupirci
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: abolizione dei bonus dei consiglieri regionali per abbassare i costi della politica, poi pretende le dimissioni di un eletto per far entrare uno non eletto, scherzetto da 500 mila euro, a spese dei cittadini. Ma l'Udc e Tondo non avevano più volte preteso di differenziarsi da Illy, chiedendo di eliminare dal libro paga della Regione i non eletti,
Effetto
crisi, dimagrisce il bilancio di via Tasso: investimenti dimezzati
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ricordato il Centenario della nascita di Giacomo Manzù (col presidente che rinnova la proposta di intitolare il liceo Artistico allo scultore) e la decisione di devolvere il gettone di presenza all'associazione Nepiòs per un fondo per la ricerca sui tumori. All'assessore al Bilancio Bruno Rizzi l'introduzione tecnica, sottolineando come ancora una volta non ci sia equilibrio tra «
Ieri
Galli, oggi Della Loggia ( da "Unita, L'"
del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: oggi Della Loggia Ernesto Galli della Loggia è sgomento. Non per la corruzione che riemerge, ma per il pericolo che torni Mani Pulite. Cioè che l'Italia ripiombi nella stagione in cui la legge era uguale per tutti: «Politica, stampa e opinione pubblica devono promettere che non sarà come all'epoca di Mani Pulite».
Vincenzo
Rinaldi "in viaggio" verso la giunta Emili? Della questione - fin qui
tema riserv... ( da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: presenze in commissione e quindi gettoni) ma una delle possibili letture della mossa porta alla "necessità" per Rinaldi di avere almeno un uomo in consiglio per poter aspirare a un posto in giunta. Manovra un po' spericolata, considerato che Vincenzo Rinaldi fino a tre mesi fa sedeva nella giunta provinciale di Melilli e che nel centrodestra non sembra ci sia tutta questa voglia
<Questione
morale nel Pd di Caserta> ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Persino Rizzo e Stella dedicano un capitolo alle parentopoli casertane! Non mi piace, caro Walter, un partito con le eminenze grigie, con dirigenti criptati, finalizzato non alle istanze ed alle emergenze dei territori, ma al carrierismo individuale.
Quali
risparmi ha ottenuto la Regione tagliando il consorzio Parco Fluviale del Nera?
. C... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: non prendevano e continueranno a non prendere alcun gettone di presenza. Allora, che tagli si sono operati?». Per Temperoni, dunque, la giustificazione, che i parchi dell'Umbria siano stati tagliati in un ottica di risparmio, non tiene. Non solo, la scelta di trasferire le competenze decisionali alla comunità montana di Norcia ha creato più di qualche malumore.
<Il
piatto come progetto, il cuoco diventa urbanista>
( da "Corriere
del Veneto" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Parola di Giancarlo Perbellini, stellato chef di Isola Rizza, nel Veronese, che Nelle cucine di Andrea Palladio, a cura di Giuseppe Barbieri, edito da Terraferma, ha raccontato un inedito «Piedino di maiale, con cubetti di croque monsieur e bianche uova di quaglia». Come nasce il progetto di nuova pietanza?
"Grazie
per il suo gettone al consigliere Robin Hood Sia un esempio per tutti"
( da "Stampa,
La" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ci si ricorda più facilmente delle persone che sono meno fortunate di noi». E il consigliere, che vuole restare anonimo per non acquisire meriti, pensa che in un momento di crisi tanto forte i 2380 euro che costituiscono l'ammontare dei gettoni di presenza di tutta l'assemblea, potrebbero servire ad aiutare più di una famiglia in difficoltà.
COME
MAI VOGLIONO LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA?
( da "Wall
Street Italia" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: scaricavano il costo delle tangenti sui prezzi). Giuliano *** la ha calcolato che la corruzione accertata da Mani Pulite con sentenza definitiva (che, come per tutti i reati, non è che una parte infinitesima di quella rimasta nascosta e impunita) ci è costata 630 miliardi delle vecchie lire, un quarto del debito pubblico.
DANIELA
DE CRESCENZO MENO OMICIDI, MA PIù CRIMINALITà MINORILE. E SALE ANCHE IL
RISCHIO... ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)"
del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: o non vengono garantiti o si portano avanti nella più completa illegalità. Spiega Pansa: «Quando si applicano tariffe che risalgono a 18 anni fa, quando ancora c'era la lira, a volte lo si fa perché l'ente appaltante ha pochi soldi. Applicando queste tariffe abbatte i costi, almeno sulla carta. Ma poi o si ricorre al meccanismo dell'aggiornamento prezzi, che fa lievitare i costi,
<La
Provincia cresce nel segno del dialogo>
( da "Sicilia,
La" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: La provincia guarda anche al tema della solidarietà, lei aveva annunciato iniziative... «Abbiamo finanziato il primo progetto nazionale per l'insegnamento dell'inglese agli audiolesi attraverso la lingua dei segni americana. Siamo secondi, nella graduatoria nazionale del ministero dell'Interno, per il progetto rivolto ai Cittadini lavoratori immigrati della Provincia di Catania.
<Costi
della politica a Buteranon si può fare demagogia>
( da "Sicilia,
La" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: dell'assessore comunale Filippo Morgante. Una presa di posizione altrettanto forte e decisa la sua. «Non si può continuare a fare demagogia su un tema tanto importante come quello dei costi della politica e della pubblica amministrazione, ma soprattutto ritengo sia arrivato il momento di fare chiarezza e di sgombrare il campo da facili quanto controproducenti strumentalizzazioni»
<Condizione
essenziale>. Su queste due parole, scritte nella ...
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Perché l'assessore-consigliere piglia «solo l'indennità di funzione e non il gettone di presenza». Perplessi anche Anzolini e il leghista Dordolo («ancora una volta dimostrate di essere il partito della spesa).Camilla De MoriAlessia Pilotto
PUGLIA/CONSIGLIO:
PEPE, SUI COSTI DELLA POLITICA, ANCORA UN RISPARMIO(2).
( da "Asca"
del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: PUGLIA/CONSIGLIO: PEPE, SUI COSTI DELLA POLITICA, ANCORA UN RISPARMIO(2) (ASCA) - Bari, 23 dic - Sui costi della politica, Pepe ha confermato la volonta' gia' annunciata di ridurre del 10% gli stipendi dei consiglieri (circa 12.000 euro ciascuno all'anno), cui si aggiungeranno 6.
Questione
politica e non morale ( da "AprileOnline.info"
del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: dal punto di vista degli sprechi, della corruzione, del menefreghismo imperanti soprattutto, già in allora, nel mondo della politica. Il PCI, e Berlinguer, in particolare reagirono immediatamente all'appello presidenziale con una forte capacità di mobilitazione: la Direzione nazionale si riunì a Salerno, vicino all'epicentro del sisma,
tra
pm avventurosi e cattivi legislatori - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Non c´è corruzione. Non c´è associazione per delinquere. Al più, si può parlare di finanziamento illegale alla Margherita, se altre indagini e accertamenti lo confermeranno. Quel che accade a Pescara non è poi così stravagante. E´ accaduto; accade ogni giorno;
sangritana,
troppe spese ( da "Centro, Il"
del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: «sembrerebbe che vi sia la volontà di costituire un gruppo di lavoro sugli investimenti cui assicurare cospicui gettoni di presenza e lauti rimborsi spese. Il Cda sembrerebbe sia in procinto di determinare ulteriori progressioni di carriera per alcuni dipendenti non previsti nell'organigramma vigente.
<Nessun
complotto: il Pd è nella palude>
( da "Giornale.it,
Il" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Italia è un Paese di massiccia evasione fiscale ed è percepita come un Paese ad alto livello di corruzione. La mafia ha un giro d'affari di 130 miliardi, 8 punti di Pil. Ieri ero a Fiumicino e c'era una situazione disastrosa da Quarto mondo. C'è instabilità delle regole, confusione normativa e amministrativa, totale incertezza sui principi di legalità e di responsabilità.
regione,
la scure sui costi della politica "nel 2009 risparmi per mezzo
milione" ( da "Repubblica, La"
del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: è stato il presidente dell´assemblea legislativa regionale, Pietro Pepe. Le riduzioni degli stipendi dei componenti della giunta regionale pugliese, porteranno a una diminuzione annua complessiva dei costi della politica di 400mila euro. «Abbiamo affrontato - ha spiegato Pepe - le questioni che attengono ai costi della politica e al mandato che io ho.
Settimana
senza forzare ( da "Nazione, La (Siena)"
del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: gettone? quindi. IN EFFETTI SAREBBE stato difficile ipotizzare questa soluzione visto che solo il fatto di averlo preso alla Dynamo, in piena corsa per l?Uleb Cup e per il campionato russo, è di per sé motivo di grande soddisfazione. La sua presenza ?
Dalla
polizia alla politica, nel nome del padre
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Lotta dura agli sprechi della politica. Con un pallino: l?abolizione delle Province. Ecco una delle dichiarazioni (stile inconfondibile, Tonino insegna): «L?Italia dei Valori non sta ferma a guardare. Ogni anno aumentano a dismisura i costi della politica, nonostante gli impegni verbali che la classe politica prende in ogni campagna elettorale.
Stretta
sui rimborsi e stipendi ridotti, con gli auguri arriva l'austerity
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: la legge delega agli enti locali e i tre piani regionali dei Trasporti, della Salute, e delle Energie. Si è anche parlato della nuova sede che ospiterà una parte della Regione nell'ex Centro servizio del ministero delle Finanze a Japigia, per il quale è stato contratto un un mutuo di 50 milioni di euro.
Carta
blocca i gettoni di presenza ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Ogliastra Pagina 6031 Provvedimento della Giunta contro i consiglieri assenteisti Carta blocca i gettoni di presenza Provvedimento della Giunta contro i consiglieri assenteisti --> «Bloccheremo il pagamento dei gettoni ed i rimborsi alle aziende che hanno autorizzato i consiglieri a partecipare ai lavori». E' il primo provvedimento di Piero Carta contro l'assenteismo ingiustificato.
"Nessun
complotto: il Pd è nella palude"
( da "Giornale.it,
Il" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Italia è un Paese di massiccia evasione fiscale ed è percepita come un Paese ad alto livello di corruzione. La mafia ha un giro d?affari di 130 miliardi, 8 punti di Pil. Ieri ero a Fiumicino e c?era una situazione disastrosa da Quarto mondo. C?è instabilità delle regole, confusione normativa e amministrativa, totale incertezza sui principi di legalità e di responsabilità.
Tra
pm avventurosi e cattivi legislatori
( da "Repubblica.it"
del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Non c'è corruzione. Non c'è associazione per delinquere. Al più, si può parlare di finanziamento illegale alla Margherita, se altre indagini e accertamenti lo confermeranno. Quel che accade a Pescara non è poi così stravagante. E' accaduto; accade ogni giorno;
Sette
giorni e il giudice si smentisce così scompare la banda dei corrotti
( da "Repubblica.it"
del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: esistenza di contributi versati da imprenditori alla Margherita siano di per sé sufficienti a dimostrare una prassi e una rete di corruzione. Insomma, non esistono prove che il sindaco abbia effettivamente barattato la propria discrezionalità politica e amministrativa "per fini di arricchimento personale". E immaginarlo da parte della pubblica accusa non equivale ad averlo dimostrato.
Cofferati:
"Al posto di Rosa avrei lasciato"
( da "Stampaweb,
La" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: illegalità, devono essere sanzionati ma io mi sentirei responsabile della scelta errata. E parlo naturalmente di responsabilità politiche, non penali». L?ultima Direzione del Pd ha affrontato, tra gli altri, anche questo problema: lo ha fatto, secondo lei, con la necessaria nettezza?
TONIA
LIMATOLA GIUGLIANO. LE CONDANNE DISEGNANO UN SISTEMA DI CORRUZIONE SIMILE A
QUELLO DELLA PO... ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)"
del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Le condanne disegnano un sistema di corruzione simile a quello della polizia sudamericana, con i vigili urbani pronti a gestire, in combutta con imprenditori e tecnici comunali, l'affaire dell'edilizia illegale. Non un caso isolato, ma un sistema criminale da smantellare con provvedimenti esemplari.
Sotto
l'albero regali all'asilo pagati con il gettone dei consiglieri della Lega
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: nelle Alpi hanno voluto utilizzare la somma destinata come gettone di presenza durante i consigli comunali per aiutare nelle spese di ogni giorno la scuola materna Ing. De Conz. «Abbiamo ricevuto in questi giorni la somma relativa ai gettoni di presenza - spiega la capogruppo Marina Trevisan - abbiamo quindi chiesto all'asilo quale fosse la cosa più utile che avremmo potuto comprare.
Possiamo
formare un'unica realtà da 27mila cittadini
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: costituzione di un unico Comune e dopo gli interventi anche televisivi di alcuni Presidenti delle Province per la diminuzione dei costi della politica, voglio sottolineare che per la diminuzione dei costi della politica in Italia si deve iniziare da due punti ben precisi, prima dagli Enti Comunali e secondo dallo Stato (Camera dei Deputati, dei Senatori, dei ministeri ed altro).
<Riforma
Enti locali, risparmio e decentramento>
( da "Sicilia,
La" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
comunque fino
ad un massimo di 10 assessori per le città con più di 250 mila abitanti. A
Palermo, ad esempio, si passerà da
In
ricordo di Luca Rossi a favore del Nicaragua
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: involontario incidente e ricordarlo formando in Nicaragua i giovani nella comunità di Salinas grande del municipio di Leon. In questa serata il gruppo dei Sildenafil ha suonato la musica degli anni '70 ed '80 devolvendo il loro gettone di presenza all'iniziativa benefica. Responsabile del progetto nicaraguense è Pier Angelo Rocco che, via internet, a fatto sentire la sua voce ai presenti,
Le
ragioni per costruire nuove moschee Esiste un ...
( da "Gazzettino,
Il" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: rimarcando e ricordando all'attuale classe politica il discorso di Bettino Craxi alla Camera sui finanziamenti dei partiti. A distanza di anni, ancora una volta, lo statista e leader del partito più vecchio d'Italia aveva visto giusto: sarebbe ora di riportarlo, con tante scuse, nella sua adorata ed amata Italia.
<La
pasta? propaganda> ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: centro sinistra che ha distribuito pacchi di pasta comprata con i gettoni di presenza dei consiglieri. L'iniziativa, realizzata anche in polemica con i presunti sprechi contestati di promozione turistica del Comune. Invece di darmi lezioni di moralità ha detto Claudio avrebbero fatto meglio destinare il loro gettone di presenza per una spesa a beneficio di chi ne ha veramente bisogno.
Violante:
nessun complotto, il Pd è nella palude
( da "Giornale.it,
Il" del 25-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Italia è un Paese di massiccia evasione fiscale ed è percepita come un Paese ad alto livello di corruzione. La mafia ha un giro d?affari di 130 miliardi, 8 punti di Pil. Ieri ero a Fiumicino e c?era una situazione disastrosa da Quarto mondo. C?è instabilità delle regole, confusione normativa e amministrativa, totale incertezza sui principi di legalità e di responsabilità.
Sull'eccidio
nel villaggio di Suluk Bongkal interviene Amnesty International
( da "Villaggio
Globale.it" del 26-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: è un retroscena che riguarda il principale produttore di carta dell'intera Indonesia, la Asian Pulp & Paper (App). Lo scorso anno, la polizia di Riau aveva messo sotto accusa direttamente la App per il sistematico taglio illegale, grazie a una rete di corruzione che arrivava fino ai vertici del ministrero delle Foreste.
Costi
della politica, dimezzati i Consorzi di bonifica
( da "RomagnaOggi.it"
del 26-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Prosegue la
guerra ai costi della politica. La giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha
approvato la legge regionale che da il via alla riorganizzazione dei Consorzi
di Bonifica dell'Emilia-Romagna, che scenderanno da
L'aiuto
sociale divide Donnas ( da "Stampa, La"
del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: individuale le azioni di aiuto». E ha aggiunto Calabrese: «Non credo che occorra pubblicizzare ogni qual volta si decide di aiutare gli altri. Ho sempre dato i miei gettoni di presenza (e non il 10 per cento) all'oratorio e mi dispiace essere obbligato a dirlo adesso per dimostrare che anche i consiglieri di maggioranza sono sensibili alle problematiche delle persone in difficoltà»
Martedì
ultimo consiglio ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: giorno un prelevamento dal fondo di riserva e conseguente variazione al piano esecutivo di gestione, la determinazione dei gettoni di presenza 2009 per i consiglieri comunali, la definizione dei costi dei servizi a domanda individuale nell'ambito del quadro di copertura finanziaria, il bilancio di previsione 2009, bilancio pluriennale e relazione previsionale e programmatica 2009-
I
conti 2009 passano col no della minoranza
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: il gettone di presenza dei consiglieri in 16,27 euro; favorevoli 7, astenuti 3. Parlando poi di bilancio annuale di previsione, bilancio pluriennale e relazione 2009-11, il sindaco ha letto una relazione che prevede la non applicazione dell'addizionale Irpef, il raddoppio (dal 5% al 10% del bilancio) delle spese per mutui senza però alcun aumento di tasse.
Biasi
alza la voce in Mediobanca ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: E proprio su Mediobanca Biasi ha voluto puntare un gettone importante arrivando alle spalle di Mediolanum (3,38%) nella lista dei principali azionisti. Con questa operazione, Biasi va, inoltre, a rafforzare il fronte delle fondazioni bancarie già presenti nel capitale dell'istituto milanese con delle partecipazioni non vincolate al patto di sindacato.
Partecipate,
ritocchi a consiglieri e indennità
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ma 300 euro di gettone di presenza per ogni riunione dell'assemblea e del consiglio di amministrazione e un'assicurazione infortuni (per rischio professionale) premio di 210 euro. Nessuna variazione per le altre società e consorzi. Ai consiglieri comunali Sandro Zampese, presidente Actt e Mirco Visentin, Trevisoservizi,
indennità
bloccate agli assenteisti - lamberto cugudda
( da "Nuova
Sardegna, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: sia per i gettoni di presenza sia per i compensi che spettano alle aziende che rilasciano il permesso agli stessi consiglieri. Senza dimenticare l'immagine negativa dell'organismo consiliare, che non trasmette un'idea di responsabilità. Sottolineo anche che i consiglieri che non partecipano alle assemblee devono rientrare al lavoro.
generali
generosa, ma non basta con la regina
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Ciresa, Faggioni, Guenette, Koivisto, Margoni, Rizzo, Rigoni, Sparre, Tomasello. Coach Sacharuk. CORTINA Maund (Alberti); Da Corte, Gallace, Strazzabosco, Wilde, Zandonella; De Bettin, Giugliano, Krestanovich, Mc Leod, Menardi, Moser, Souza, Watson. Coach Adey. ARBITRO Stella con Gastaldelli, Tschirner.
Anagrafe,
ora tocca ai partiti ( da "Nuova Ferrara, La"
del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: costi delle consulenze, remunerazione dei consiglieri di amministrazione delle società pubbliche collegate o controllate dal Comune. Zamorani ha già presentato l'Anagrafe degli eletti alla segretaria del Pd Marcella Zappaterra: «Mi ha manifestato il suo gradimento - informa il dirigente radicale - ma credo che dovrebbero essere d'
Polemica
sui gettoni di presenza In Circoscrizione scatta l'insulto
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Polemica sui gettoni di presenza In Circoscrizione scatta l'insulto «Escludere chi è politicamente imbecille dal Consiglio». È l'ultima provocazione, sfociata nell'insulto, al parlamentino della 5ª Circoscrizione, non nuovo, a dir la verità, a sortite di questa natura.
QUELLO
2008 sarà stato un Natale sicuramente un po' più amaro, per...
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Salute e sprechi pubblici?. NELL?ARTICOLO è messo alla sbarra tutto il sistema sanitario del Veneto, con le sue 24 aziende sanitarie, travolte da un vortice di sprechi, favoritismi, lottizzazioni e corruzioni. Come attestano anche i risultati di diverse ispezioni attuate dal Ministero dell?
In
una lettera inviata dal sindaco di Paganico Sabino, Clemente Dominici, al
presidente del Consorzi... ( da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Dominici avanza la proposta di portare il livello delle indennità a quelle ora previste per presidenti e assessori di Comunità montante con il Comune più grande sotto i mille abitanti ed eliminare il gettone di presenza. Ridurre poi il numero dei componenti del direttivo e avviare la revisione dello Statuto in maniera da invertire la rotta di un consorzio,
De
Cesaris cambia versione: Finanziamenti al partito per ottenere appalti dal
Comune ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Sabato 27 Dicembre 2008 Chiudi De Cesaris cambia versione: «Finanziamenti al partito per ottenere appalti dal Comune»
Nella
nuova tangentopoli si fa per legge ciò che non si può
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Il caso più singolare è quello di Napoli perché la nuova inchiesta sembra una replica di alcuni episodi di corruzione avvenuti quasi vent'anni fa. L'imprenditore al centro delle nuove indagini della magistratura è lo stesso, Alfredo Romeo, mentre i politici coinvolti sono alcuni di coloro che avevano preso il posto di quelli spazzati via da «mani pulite».
sotto
con le idrovore ( da "Repubblica, La"
del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Bologna SOTTO
CON LE IDROVORE Dimezzati i consorzi di bonifica. Dal
(pc)
Non è stato certamente un 25 dicembre come tutti gli ...
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: di Reno (Bologna) dirigendo il match La Fortezza Bologna-Carife Ferrara assieme ai colleghi Facchini e Caiazza. Per l'arbitro feltrino è stata festa doppia, dato che la direzione è coincisa con il suo 600. gettone in A. Un traguardo importante che proietta Reatto tra i primi cinque arbitri di tutti i tempi per quanto riguarda le presenze nella massima serie della pallacanestro italiana.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Proposta della
minoranza: il risparmio vada a scuola e servizi sociali «Calate i gettoni agli amministratori» CASTEL D'ARIO. Ridurre i costi
della politica tagliando le indennità di carica agli amministratori. E' quanto
sostengono i consiglieri comunali di minoranza Paolo Bonfante (Castel d'Ario
nuova) e Angela Vincenzi (Acm). Infatti hanno depositato un emendamento in tal
senso al bilancio di previsione 2009, che sarà discusso nel prossimo consiglio
del 29 dicembre, per conto del gruppo politico''Voce al paese''. In esso
chiedono riduzioni di spese per 20mila euro da destinare alla scuola e ai
servizi sociali.''Vogliamo dimostrare con questa nostra iniziativa, attraverso
i consiglieri Bonfante e Vincenzi'' sottolinea Marco Carlin, portavoce di Voce
al paese 10mila euro da utlizzare per i servizi socio-assistenziali.'' che è possibile
recuperare una somma consistente da destinare al sociale''. Infatti
l'emendamento'' è una specie di piano anticrisi elaborato tra i nostri gruppi
consiliari e Voce al paese'' dichiara l'ex assessore Paolo Bonfante''e
auspichiamo che sia votato da tutti''. In sostanza l'emendamento prende in
esame una serie di capitoli di spesa proponendo una loro riduzione a partire
dall'indennità di carica di sindaco e assessori la cui spesa prevista per il
2009 dovrebbe passare da 28mila a 18mila euro con un risparmio di 10mila euro. Ridurre della metà la spesa per i gettoni di presenza dei consiglieri, passando da
( da "Trentino" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
CONDANNE TRA
CORRUZIONE, CONCUSSIONE E PECULATO, COME
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Primo Piano Pagina
105 Crisi: prove di dialogo, oggi il verdetto I riformisti accettano il diktat
di Soru ma l'intesa resta incerta --> I riformisti accettano il diktat di
Soru ma l'intesa resta incerta Ancora incertezza sulle dimissioni di Soru. Ieri
il governatore ha dettato le condizioni per ritirarle. Il centrosinistra è un
tavolo da poker. Renato Soru si siede e alza la posta: le dimissioni possono
rientrare, dice in sostanza agli alleati durante il vertice in Consiglio
regionale, solo se viene accettato integralmente un lungo elenco di condizioni.
Da mettere per iscritto in un ordine del giorno e da votare in aula. Tra
queste, la legge urbanistica come la vuole lui e il taglio degli stipendi dei
consiglieri. Ma dall'altra parte si preparano a rilanciare: l'ala non soriana
del Pd sembra pronta a dire sì a tutto, per evitare la fine della legislatura.
Aria di intesa, si direbbe. Sarà: ma scommettere sull'esito della crisi resta
un'operazione a rischio. Soprattutto perché, dicono le indiscrezioni, Soru si
preparerebbe a chiedere stamattina un'ulteriore prova di chiarezza: un gesto
concreto e immediato, in giornata. Magari, se possibile a termini di regolamento,
l'approvazione a tamburo battente della legge urbanistica. Lo avrebbe confidato
lui stesso ieri notte, al termine di una riunione coi fedelissimi. DOPPIO
VERTICE Finita, casualmente, nello stesso momento in cui si scioglieva un
incontro dell'area riformista del Pd. Nella quale gli antisoriani hanno deciso
di accettare le condizioni di Soru: «Perché andare al voto nel mezzo della
crisi economica internazionale sarebbe un danno per i sardi», hanno detto. Ma
la partita è ancora tutta da giocare, e si gioca oggi: in aula la giornata di
ieri si è srotolata tutta nel voto sul bilancio provvisorio, per cui il
dibattito sulla crisi di Giunta inizierà stamattina. L'attesa è per ciò che
dirà alla fine il governatore. Per ora, fa fede quel che ha detto all'ora di
pranzo ai rappresentanti dei gruppi consiliari, nel primo confronto di
maggioranza dal giorno delle dimissioni. Soru ha ribadito che deciderà se
sciogliere il Consiglio solo dopo la discussione in aula. Ma per non
interrompere la legislatura pretende una sorta di patto di fine mandato,
scolpito nell'ordine del giorno di cui si è detto. A partire dalla legge
urbanistica: nessuno stop, deve arrivare al voto finale. Ma con un passaggio -
forse proprio nel testo di legge - in cui sia esplicita la delega alla Giunta
per completare il Piano paesaggistico, con la parte sulle zone interne. Il
punto che, un mese fa, provocò la rottura e le dimissioni. Dopodiché, il
governatore chiede per la Finanziaria 2009 un iter rapido (37 giorni per
l'approvazione, come da regolamento consiliare) e un testo blindato. E poi la riforma dell'istruzione e della formazione
professionale, e il via libera a nuovi interventi sui consorzi industriali. I
COSTI DELLA POLITICA Soru punta anche a un taglio dei compensi dei consiglieri,
eliminando o riducendo la cosiddetta indennità di segreteria (circa 3.200
euro al mese) e le indennità di carica (quelle per i presidenti di commissione,
i questori, l'ufficio di presidenza dell'assemblea). Anche quelle della Giunta.
Si dovrebbe inoltre approvare una legge elettorale sarda, per rendere effettivo
il tetto degli 80 consiglieri previsto da Statuto e legge statutaria
(previsioni che, se si votasse ancora con la legge nazionale, resterebbero
inattuate: e dagli attuali 85 onorevoli si potrebbe arrivare anche a 90 o più.
Questo però è un passaggio che richiede la collaborazione dell'opposizione: la
riforma elettorale è a sua volta una legge statutaria, e se non viene approvata
con maggioranza ampia si rischia un referendum che impedirebbe l'immediata applicazione
delle nuove regole. GLI SCENARI Più che una lista di condizioni sembra una
congiunzione astrale. Una sovrapposizione di pianeti, di quelle che capitano
ogni cento anni. Qualcuno ritiene che Soru sollevi l'asticella apposta per
rendere impossibile l'intesa. Altri pensano che non escluda di ritirare le
dimissioni, ma solo se gli altri si piegano del tutto. Altrimenti lui inizierà
la campagna elettorale accusandoli di non aver voluto moralizzare la politica. L'area riformista del Pd dovrebbe però accettare
le condizioni. E anzi rilanciare: nel vertice notturno, mentre Soru meditava di
proporre subito il sì alla legge urbanistica, i suoi avversari - ignari della
novità - decidevano di chiedere proprio di sbrigare quella pratica prima della
Finanziaria. Altro rilancio sui costi della politica,
con tagli su consulenze e altre spese. Che cosa faranno gli altri partiti, invece, non si sa. È vicino a Soru il Prc, ma non
tutto: Paolo Pisu, leader sardo dell'area Ferrero, ha dichiarato ieri che le
dimissioni sono «ingiustificate e ingiustificabili» e devono essere ritirate.
Sinistra democratica potrebbe allinearsi ai dissidenti del Pd e accettare le
condizioni. Anche l'Italia dei valori, mentre il Partito socialista sembra più
incerto. «Comunque la strada verso il ritiro delle dimissioni resta molto
complicata», diceva ieri sera un consigliere democratico di rito soriano. Il
centrosinistra è un tavolo da poker, e nelle prossime ore si scoprirà se
qualcuno sta bluffando. GIUSEPPE MELONI
( da "Mattino di Padova, Il" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
di Cristina Salvato
Il Comune ha in cassa 5 milioni ma è obbligato a tagliare le spese Meno soldi
ai servizi sociali alla cultura e alle famiglie per via del patto di stabilità
VIGODARZERE. Avere soldi, non poterli spendere ed essere costretti a tagliare i
servizi ai cittadini. E' il paradosso che sta vivendo l'amministrazione di
Vigodarzere, alle prese con l'approvazione del bilancio che presenta ben cinque
milioni di euro di liquidità. Soldi che solo in parte potranno essere spesi per
via del patto di stabilità. «Il Comune dovrà tagliare la spesa corrente di 500
mila euro - annuncia il sindaco Franco Frazzarin - diminuendo i fondi per il
sociale, la cultura, i servizi alla persona e alla famiglia. E anche se abbiamo
risorse ben maggiori non potremo investire in opere pubbliche più di 1.400.000
euro». In dettaglio avranno meno fondi a disposizione le manifestazioni
culturali e alcuni importanti servizi dedicati ai cittadini. «I contributi dei
servizi sociali saranno diminuiti di 70 mila euro - spiega l'assessore al
Bilancio Renato Reccia - e questo nonostante che negli ultimi mesi siano
aumentate le richieste di assistenza da parte di cittadini che non riescono più
ad arrivare alla fine del mese. Inoltre la navetta che collega le frazioni al
capolinea del bus 19 è prevista solo fino al prossimo giugno, ma da settembre
non sarà più garantita». Saranno inoltre dimezzati i fondi destinati alle
scuole. Non basta. Bisognerà anche ridurre del 30 per cento i compensi degli
amministratori, per cui se un assessore a part time ora guadagna 450 euro, dall'anno prossimo ne incasserà 300, mentre il gettone di presenza dei consiglieri scenderà da
( da "Adige, L'" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
CRISTIANO CARACRISTI
MEZZOCORONA - Pagelle del primo quadrimestre, o meglio del girone d'andata per
i «draghi» gialloverdi con la classe che si è comportata in maniera discreta
CRISTIANO CARACRISTI MEZZOCORONA - Pagelle del primo quadrimestre, o meglio del
girone d'andata per i «draghi» gialloverdi con la classe che si è comportata in
maniera discreta. Primo della classe Massimo Macchi che, nelle dieci presenze
ha guadagnato altrettante sufficienze con una media generale di 6,400; alle sue
spalle Giacomo Tulli che ha avuto picchi alti e qualche insufficienza chiudendo
con un positivo
( da "Nuova Sardegna, La" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Le associazioni
della "Carta di Zuri" rilanciano l'emergenza dopo i dati dell'Istat
sulla crisi sociale in Sardegna «Diamo subito una spallata alla povertà»
Presentata la piattaforma degli investimenti per fronteggiare l'indigenza
Restituire la dignità alle persone schiacciate dalle troppe ingiustizie
CAGLIARI. La povertà è scesa in strada, come il lavoro. Il
( da "Centro, Il" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 8 - Pescara
Odoardi: «Politici, dichiarate i redditi» Disatteso da tutti il sì del
consiglio alla pubblicazione su Internet MONTESILVANO. Il 5 ottobre 2007 il
consiglio comunale ha detto sì alla pubblicazione dei redditi degli
«amministratori» sul sito Internet istituzionale. Un anno, due mesi e diciotto
giorni dopo il voto, cliccando su www.comune.montesilvano.pe.it si scopre che
sono state pubblicate le dichiarazioni dei redditi del sindaco Pasquale Cordoma
(146 mila euro), del vice Ernesto De Vincentiis (48 mila), dell'assessore alle
Finanze Emidio Di Felice (75 mila). E anche dell'assessore ai Lavori pubblici
Carlo Tereo de Landerset (50 mila). Lo stipendio dei dirigenti, la spesa per le
consulenze esterne e i bilanci delle società amministrate dal Comune sono
impossibili da rintracciare su Internet nonostante il sì dell'aula. A
pretendere la svolta è Cristian Odoardi che ha protocollato
una proposta di delibera per creare l'«anagrafe pubblica degli eletti». LA PROPOSTA.
Una banca dati della trasparenza con «nome e cognome, luogo e data di nascita
dell'eletto, stipendio, rimborsi e/o gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dal Comune, dichiarazione dei redditi
e degli interessi finanziari relativi all'anno precedente l'assunzione
dell'incarico, degli anni in cui ricopre l'incarico e dell'anno successivo,
dichiarazione dei finanziamenti ricevuti e/o dei doni, benefici o altro
assimilabile e registro delle spese». Una mole di numeri per permettere al
cittadino di diventare controllore. Odoardi vuole anche il resoconto del lavoro
svolto in municipio e chiede così la pubblicazione dell'elenco degli «atti
presentati con relativi iter fino alla loro conclusione, il quadro delle
presenze ai lavori dell'istituzione di cui fa parte e i voti espressi sugli
atti adottati dalla stessa». GLI STIPENDI D'ORO. Intanto, navigando sul sito
del Comune si può rintracciare, nella sezione «cda enti strumentali», anche un
file contenente i compensi percepiti dai componenti dei cda degli enti
amministrati dal Comune nel 2007: Paola Sardella, presidente dell'Azienda
speciale dei servizi sociali, ha percepito 9.129 euro mentre i consiglieri
Angela De Simone, Bruno Petricca, Giovanni Paoletti e Giuseppe La Spada 3.655
euro; Domenico Di Carlo, presidente dell'Ecoemme, ha preso 11.400 euro all'anno
mentre i consiglieri Antonio Zitella e Umberto Di Pasquale 6.204 euro; per il
Considan, lo stipendio del presidente dimissionario Loris Di Vittorio è stato
di 21.360 euro mentre per i due consiglieri di 7.380 euro; Domenico Cilli e
Gianpietro Meloni, i due consiglieri della Palancongressi spa, sono stati
pagati con 4.359 euro a testa. I BILANCI SUL WEB. La proposta di Odoardi
prevede anche la pubblicazione sul web del «bilancio annuale, bilancio
pluriennale, relazione revisionale e programmatica, piano degli investimenti,
piano esecutivo di gestione e documento di programmazione finanziaria,
comprensivo di tutti gli allegati e, in particolare, l'elenco delle ditte
fornitrici e delle consulenze». LE DELIBERE. Sul sito Internet del Comune,
trovare una delibera del 2008 è già un'impresa. Recuperare quelle degli anni
passati è impossibile: per farlo è necessario bussare all'ufficio delibere,
secondo piano del municipio. Per questo Odoardi chiede anche di inserire «le
delibere approvate, suddivise per anno, argomento, presentatore, iter. Ciascuna
delibera deve essere inserita sul sito entro due giorni dalla sua
approvazione». L'elenco dei documenti da mettere a disposizione dei cittadini
continua con «l'archivio degli altri atti del Comune - interrogazioni,
interpellanze, mozioni, ordini del giorno - i bandi e gli esiti di gara,
l'elenco delle proprietà immobiliari del Comune e loro destinazione d'uso».
Pietro Lambertini
( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 2 - Udine Entra
Freschi, Bertoli senza tavolo In consiglio, ieri sera, grazie alle dimissioni
da consigliere di Enrico Pizza, ha fatto il suo ingresso Claudio Freschi (Pd).
Contrari a questi passaggi la Lega, la Lista Cainero e Piergiorgio Bertoli e
Stefano Arpino (Pdl), secondo i quali «proprio perché la
legge non prevede il cumulo di indennità e gettoni di presenza, le dimissioni degli assessori da consiglieri provocano costi
inutili». L'arrivo di Freschi ha invogliato Bertoli a far notare le difficoltà
in cui è costretto a lavorare seduto sull'ultima sedia della fila priva di un
tavolo. Da qui la decisione di occupare il posto libero di Anna Paola
Peratoner (Sa) facendo la spola per votare.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
CONSIGLIO
REGIONALE/2 I politici non cessano mai di stupirci I politici non finiscono mai
di stupirci. L'Udc fa una battaglia per le preferenze e poi chiede agli eletti
di lasciare il posto per coloro che l'elettorato non ha eletto. Giustifica
questa decisione come una scelta di partito. Può un partito pretendere di
stravolgere le regole delle istituzioni? Altro sarebbe se il partito chiedesse
al segretario regionale del partito, qualora eletto al Parlamento, lasciasse il
posto ad altra persona. Questo sì che rientrerebbe nelle prerogative dei partiti, ma a quanto pare tale facoltà non viene applicata! L'onorevole
Compagnon ragiona come se il consiglio e la giunta regionale fossero organi
dipendenti dalle decisioni delle segreterie dei partiti,
anche quando queste sono palesemente sbagliate. Prima chiede l'abolizione dei bonus dei consiglieri regionali per abbassare i
costi della politica, poi pretende le dimissioni di un eletto per far entrare uno non
eletto, scherzetto da 500 mila euro, a spese dei cittadini. Ma l'Udc e Tondo
non avevano più volte preteso di differenziarsi da Illy, chiedendo di eliminare
dal libro paga della Regione i non eletti, a meno che non fossero
tecnici? Può un partito imporre alla comunità, per scelte prese al suo interno,
un costo della politica così alto? Se in Abruzzo la
gente non è andata a votare ci sarà pure una ragione e qui in Friuli Venezia
Giulia, come si vede, le cose non stanno andando diversamente. Basti pensare
che qui l'Udc è assieme agli uomini di Berlusconi, mentre a Roma quest'ultimo
vorrebbe estromettere l'Udc stessa dallo scenario politico. Meno male che il consiglio
regionale ha avuto un sussulto di orgoglio istituzionale, decidendo di sbarrare
la porta alle inconcepibili pretese della partitocrazia. Altrimenti non si
spiega come per Molinaro ci sia stato un consenso trasversale superiore perfino
a quello riportato da Ballaman nell'elezione a presidente del consiglio
regionale. A quando, dunque, maggiore coerenza politica
e maggiore sintonia con la gente? Speriamo nel Natale che è alle porte. Antonio
Moretto Udine
( da "Eco di Bergamo, L'" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Effetto crisi, dimagrisce
il bilancio di via Tasso: investimenti dimezzati Per il 2009 le previsioni più
moderate del Bettoni bis «Niente spot, abbiamo sempre governato con i piedi per
terra» Che non sia un bilancio-spot lo riconoscono tutti. Anche la Provincia
non è immune dagli effetti della crisi. Niente fuochi d'artificio, le
previsioni 2009 hanno i piedi ben per terra. Entrate e uscite sono le più magre
del secondo (e ultimo) quinquennio Bettoni, pareggiando sui 222 milioni di euro
(60 milioni di investimenti, dimezzati rispetto al 2008). Ma le sei ore di
Consiglio provinciale che portano all'approvazione (l'ente di via Tasso è tra i
primi in Italia a rispettare il termine del 31 dicembre) hanno il sapore di una
vera e propria prova in vista della chiamata alle urne di giugno. Dichiarazioni
d'amore a go go tra il presidente e la sua maggioranza, il centrosinistra che
sceglie la linea morbida (il Pd rinuncia a presentare gli emendamenti,
preferendo dare delle «raccomandazioni», Vittorio Milesi della Margherita
ritira i suoi cinque), la Lega che fa la «dura e pura» con scambi al vetriolo
tra il capogruppo Alberto Piccioli Cappelli (bocciati tutti e cinque i suoi
emendamenti) e Valerio Bettoni. Alla fine tutto da copione: i conti passano,
con 22 voti favorevoli (contrari il Carroccio e il centrosinistra, astenuti i
Pensionati, assente Rifondazione). I numeri La discussione entra nel vivo dopo
aver ricordato il Centenario della nascita di Giacomo Manzù
(col presidente che rinnova la proposta di intitolare il liceo Artistico allo
scultore) e la decisione di devolvere il gettone di presenza
all'associazione Nepiòs per un fondo per la ricerca sui tumori. All'assessore
al Bilancio Bruno Rizzi l'introduzione tecnica, sottolineando come ancora una
volta non ci sia equilibrio tra «le necessità operative e le risorse».
Tre le cause: «Minori entrate tributarie (meno 2 milioni di euro di imposta per
l'iscrizione dei veicoli nel pubblico registro automobilistico e meno 1,5
milioni per quella sulle polizze Rc Auto), aumento di competenze a fronte di
trasferimenti fermi dal 2000». E l'esempio è il trasporto pubblico: «Nel 2009
la Provincia metterà 2 milioni di euro, il 75% dei costi. Servono competenze
certe e regole uguali per tutti, non che poi si danno milioni per ripianare le
casse di Roma e Catania. Speriamo che sia l'ultimo bilancio senza il
federalismo fiscale». I vincoli del Patto di stabilità riducono i mutui a 8,5
milioni di euro (erano 17 nel 2008, 13 nel 2007 e 19 nel 2006); sforbiciate
anche alla parte corrente (da 168 milioni del
( da "Unita, L'" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Ieri Galli, oggi Della Loggia Ernesto Galli della Loggia è sgomento. Non per
la corruzione che riemerge, ma per il pericolo che torni Mani Pulite. Cioè che
l'Italia ripiombi nella stagione in cui la legge era uguale per tutti:
«Politica, stampa e opinione pubblica devono promettere che non sarà come
all'epoca di Mani Pulite». «La tentazione di ripetere quel copione fa
continuamente capolino», ma guai a «ripetere gli errori commessi allora». In
effetti allora c'era uno sfegatato giustizialista che, sulla Stampa e sul Corriere,
scriveva cose del tipo: «Sciogliere le Camere per mettere i partiti con le
spalle al muro della volontà popolare» (17-6-92). «Tutti hanno rubato», c'è una
«propensione all'illegalità finanziaria del sistema politico» e di «settori
importanti dell'imprenditoria privata» (9-5-92). «È inverosimile che le
segreterie romane non sapessero nulla e non ricevessero parte del prelievo
tangentizio. I partiti sono combriccole di malandrini» (17-6-92). «Le
risultanze delle inchieste delineano una situazione sostanzialmente vera, su
cui è possibile esprimere giudizi» senza «aspettare che i fatti vengano
accertati da una sentenza», a prescindere dal "principio della presunzione
d'innocenza» (19-6-92). «È già molto se, dopo gli estenuanti e annosi riti
giudiziari, gli indulti, le amnistie, i patteggiamenti, e gli arresti
domiciliari, alla fine si riesce a mandare in galera qualcuno per un lasso di
tempo non proprio ridicolo» (19-6-93). «È tempo che il capitalismo italiano
torni sotto l'imperio della legge» (13-8-93). Il suo nome, guarda un po', era
Ernesto Galli della Loggia. Zorro
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Martedì 23 Dicembre
2008 Chiudi Vincenzo Rinaldi "in viaggio" verso la giunta Emili?
Della questione - fin qui tema riservatissimo di discussione tra leoni della Dc
di ieri e di oggi - si è avuto un primo, pubblico segnale ieri mattina in
consiglio comunale, con il passaggio a sopresa di Benito Valeri dal gruppo
consiliare di Forza Italia a quello dei Cristiano popolari cui Rinaldi ha dato
vita dopo aver abbandonato il Pd. Le ragioni accampate da Valeri non sono
apparse molto chiare (e neppure nobilissime, evocando presenze
in commissione e quindi gettoni) ma una delle possibili letture della mossa porta alla
"necessità" per Rinaldi di avere almeno un uomo in consiglio per poter
aspirare a un posto in giunta. Manovra un po' spericolata, considerato che
Vincenzo Rinaldi fino a tre mesi fa sedeva nella giunta provinciale di Melilli
e che nel centrodestra non sembra ci sia tutta questa voglia di
riabbracciare figlioli prodighi che tornano a casa. Non fosse altro perché
nessuno vuol fare il vitello grasso servito a tavola per l'occasione. Anche il
centrosinistra ha però le sue spine: ieri in consiglio provinciale ci si
passava di mano in mano il documento della Sinistra democratica sulle vicende
giudiziarie che hanno investito amministratori Pd in Campania, Abruzzo e
Basilicata. «Anche a Rieti siamo di fronte a trasversalismi, intrecci e
commistioni - recita la nota - troppo spesso si trovano amministratori pubblici
o dirigenti di partito che sono anche consiglieri d'amministrazione di imprese
private, oppure politici di uno schieramento che, senza più maggioranza,
continuano a mantenere il loro ruolo coi voti dello schieramento contrario».
Dunque, se non la questione, Marroni e compagni evocano il profilo morale per
le persone da mettere in lista alle prossime amministrative. Ai compagni del Pd
non è piaciuto. Chissà perché. A.L.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: CASERTA - data: 2008-12-23 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Politica Accuse dal membro della direzione nazionale
«Questione morale nel Pd di Caserta» Lettera a Veltroni della Modestino La
presidente di Officina Democratica: «Walter intervieni subito, c'è una deriva
che è troppo pericolosa per noi» CASERTA — «Caro segretario, ho seguito con
molto interesse e profonda condivisione la tua relazione del 19 dicembre alla
direzione nazionale e mi solleva il pensiero che tu senta il dovere di non
deludere tutti noi che abbiamo creduto nelle tue parole ed abbiamo sognato una
politica delle idee e delle buone prassi. Ma devo dirti che tutto ciò è lontano
da noi che viviamo la politica dei potentati. Tu parli di aria pulita, qui da
noi imperano le nebbie dantesche. Legalità è la vera esigenza, ma è un'istanza
che, nonostante Saviano, andrà deserta o sfumerà nella ennesima operazione di
facciata di cui, credimi, non abbiamo bisogno». Stefania Modestino, presidente
dell'associazione «Officina democratica » e membro dell'assemblea nazionale del
Pd scrive a Walter Veltroni per investirlo del «caso Caserta». E come suo
costume, non usa giri di parole. «Da mesi — sottolinea la Modestino — pongo le
stesse questioni e negli stessi termini in cui oggi le sento dibattere da
personaggi autorevoli. Da mesi evidenziamo nei blog, ma anche nelle sedi
ufficiali che alcune decisioni amministrative sono da contrastare e che una
gestione del potere che va dai veti incrociati alla più spicciola prepotenza,
sorda a qualsiasi richiesta di democrazia e di attenzione al disagio sociale
non va certo nel senso del Pd di cui tu parli e in cui noi abbiamo creduto.
Abbiamo un gruppo dirigente che si origina quasi interamente dal potere
amministrativo e controlla il partito. Non è questa forse un'anomalia? Non è
questo contrario allo statuto e al codice etico? Un partito che viene gestito
nel terrore che emergano altre risorse valide e si fa di tutto per reprimere e
per bloccare dall'alto ogni iniziativa che non sia passata sotto il controllo
della corrente dominante». E' duro il je accuse della fondatrice di Officina
democratica: «In Terra di Lavoro, il Pd non è inclusivo della società civile: è
un partito che non sa ascoltare, ed appare senza regole certe. Un partito dalle
dinamiche non trasparenti: parentopoli, nepotismi e clientele a tutto spiano. Persino Rizzo e Stella dedicano un capitolo alle parentopoli casertane! Non mi piace,
caro Walter, un partito con le eminenze grigie, con dirigenti criptati,
finalizzato non alle istanze ed alle emergenze dei territori, ma al carrierismo
individuale. Voglio un partito democratico, voglio il Pd per il quale
vincendo ogni mia personale resistenza, ho deciso di candidarmi e di mettere in
gioco la credibilità sociale». Certo, ci sono tante persone per bene, «ma —
dice la Modestino — non toccano, nemmeno sfiorano, il timone della politica:
anzi, nemmeno sappiamo dove sia il timone in questa barca che non naviga».
Pietro Falco La passionaria e il leader A sinistra, Stefania Modestino,
componente della direzione nazionale del Pd e presidente di Officina
democratica. Ha scritto una lettera a Walter Veltroni, sopra nella foto, per
rilanciare la questione morale nel partito casertano
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Martedì 23 Dicembre
2008 Chiudi di SERGIO CAPOTOSTI «Quali risparmi ha ottenuto la Regione tagliando
il consorzio Parco Fluviale del Nera?». Con questa domanda polemica Camillo
Temperoni, presidente del consorzio, ha dato il via al convegno che è stato
organizzato per presentare il piano pluriennale economico e sociale del parco.
«I dipendenti sono stati tutti riconfermati. Consiglieri e presidenti - ha
aggiunto Temperoni - non prendevano e continueranno a non
prendere alcun gettone di presenza. Allora, che tagli si sono
operati?». Per Temperoni, dunque, la giustificazione, che i parchi dell'Umbria
siano stati tagliati in un ottica di risparmio, non tiene. Non solo, la scelta
di trasferire le competenze decisionali alla comunità montana di Norcia ha
creato più di qualche malumore. Specie ora che è stato pubblicato il
piano pluriennale, un documento che permette di individuare quali sono le
potenzialità di sviluppo socio economico del parco. Ma a questo punto, con la
riforma che entrerà in vigore dal primo gennaio, chi si occuperà di organizzare
progetti di sviluppo che interessano il parco? A chi spetterà la decisione di
valutare se si tratti di interventi validi oppure no? Alcune risposte si
potranno avere oggi, al termine dell'assemblea che è stata convocata dalla
comunità montana di Norcia proprio per iniziare a gestire le conseguenze di
questa riforma. «È una fase di transizione molto caotica», spiega un dipendente
che aggiunge: «ad oggi nessuno ci ha comunicato nulla e non sappiamo come ci
dovremo comportare dal prossimo 1 gennaio». Molti i sindaci della Valnerina,
presenti alla conferenza, che hanno espresso più di qualche perplessità a
proposito di questa decisione. Nel corso dell'incontro, comunque, non sono
mancati interventi polemici da parte di alcuni consiglieri delle
amministrazioni locali. La maggior parte dei quali hanno contestato alcuni
progetti di sviluppo che il consorzio ha realizzato. Come ad esempio l'impianto
per lo smaltimento dei reflui oleari realizzato all'interno del parco fluviale
del Nera. Un'opera contestata perché "altamente inquinante".Accuse
che i responsabili del consorzio hanno rispedito ai mittenti: «Il parco del
Nera in questi anni di attività ha implementato progetti di sviluppo per
diversi milioni di euro. Un dato che non trova paragoni in nessun'altra realtà
umbra. Segno che abbiamo lavorato e bene».
( da "Corriere del Veneto" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del Veneto -
PADOVA - sezione: CULTURA - data: 2008-12-23 num: - pag: 18 categoria:
REDAZIONALE L'intervista Lo chef veronese Perbellini ha collaborato al volume
cucinando un inedito «piedino di maiale» «Il piatto come progetto, il cuoco
diventa urbanista» «Il piatto è la sede in cui disporre, costruire e
decostruire, le diverse porzioni del progetto ». Parola di
Giancarlo Perbellini, stellato chef di Isola Rizza, nel Veronese, che Nelle
cucine di Andrea Palladio, a cura di Giuseppe Barbieri, edito da Terraferma, ha
raccontato un inedito «Piedino di maiale, con cubetti di croque monsieur e
bianche uova di quaglia». Come nasce il progetto di nuova pietanza?
«Tassonomie, associazioni. Innanzitutto per elenchi di alimenti, per i quali si
parte dalla stagionalità, dal territorio e si scelgono le possibili
combinazioni. A volte gli abbinamenti nascono parlando in cucina, confrontando
idee e tradizioni. Altre volte i piatti sono invece il frutto di
un'illuminazione, di un'intuizione, sulla quale poi si lavora». Nel testo dedicato
al grande architetto lei propone una vera lista, con termini e freccette. «è
proprio così. Una lista di termini può trasformarsi in una serie di operazioni
finalizzate a un risultato concreto. Ciascuna delle parole è un sapore, un
colore, una consistenza. Le parole della cucina altro non sono che materie e
operazioni. Per prima cosa vanno individuati gli ingredienti e insieme le
possibili tecniche di cottura». Il piatto «palladiano» da lei proposto
assomiglia a un edificio? «Io preferisco pensarlo come un insediamento
costituito di componenti diverse, in modo da comprendere il miglior processo
per una effettiva integrazione. In questo modo il cuoco assomiglia a un
urbanista». è nato in questo modo il piedino di maiale bollito? «Abbiamo voluto
puntare sul connubio tradizione innovazione, preparando il piedino di maiale,
tipico del nostro territorio, guardato però con lo sguardo d'oltralpe, sposato
con toast, crauti, senape e altri elementi. Il piatto è stato nella nostra
carta da metà ottobre ai primi di dicembre ed è stato molto apprezzato proprio
per la capacità di esprimere aspetti così diversi, come il croccante, l'acido,
il morbido». Chiara Bertazzolo Stella Michelin Lo chef
veronese Giancarlo Perbellini
( da "Stampa, La" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
La lettera della
Caritas "Grazie per il suo gettone al consigliere Robin Hood Sia un
esempio per tutti" Grazie, consigliere Robin Hood. Il solo ad aver donato
- dopo aver chiesto a tutti i colleghi - il suo gettone di presenza
alla Caritas. Speriamo che lei sia un esempio per tutti. E' firmata «con stima»
la lettera che la Caritas di Vercelli invia al consigliere comunale che voleva
coinvolgere tutta l'assemblea in un'iniziativa benefica. E che si è trovato di
fronte ad un muro di «no». «A Natale - scrive l'associazione di volontariato - ci si ricorda più facilmente delle persone che sono meno
fortunate di noi». E il consigliere, che vuole restare anonimo per non
acquisire meriti, pensa che in un momento di crisi tanto forte i 2380 euro che
costituiscono l'ammontare dei gettoni di presenza di tutta l'assemblea,
potrebbero servire ad aiutare più di una famiglia in difficoltà. «Si
trova di fronte ad un'amara sorpresa - scrivono ancora i volontari -. Con
svariate e forse assurde motivazioni, la sua iniziativa viene bocciata. Ma come
il famoso Robin Hood non si arrende e, pur sapendo che i suoi soli gettoni serviranno a poco, li dona alla Caritas». A poco, ma
possono aprire una strada: «Che questa vicenda possa essere un esempio per
tutti, in modo particolare per coloro che hanno il potere decisionale - conclude
la lettera - e che con l'arrivo del Natale potrebbero essere almeno più
generosi. Anche perchè il Natale è condivisione, e la gioia che si prova nel
donare e nel condividere non può essere paragonata a nulla di più bello».
( da "Wall Street Italia" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
COME MAI VOGLIONO LA
RIFORMA DELLA GIUSTIZIA? di Massimo Fini Che domanda! La nostra classe
dirigente, con le debite e anche le molte eccezioni di singole persone che però
sono impotenti di fronte a quello che è un sistema, è corrotta fino al midollo.
-->Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell' autore e non
necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che
rimane autonoma e indipendente. (WSI) ? Le inchieste giudiziarie a Pescara, in
Abruzzo, in Basilicata, a Napoli, in Campania, dove sono coinvolti
amministratori e politici prevalentemente, ma non esclusivamente di sinistra
(così come ai tempi di Mani Pulite erano prevalentemente, ma non esclusivamente
di centrodestra) spiegano bene perché la classe dirigente ha così fretta di
varare una riforma della Giustizia. Non si vuole migliorare il servizio ai
cittadini (tanto è vero che nei progetti fatti circolare non ci sono norme, se
non marginali, per snellire il processo e quindi abbreviarne drasticamente la
durata, che, come ho scritto tante volte, è il vero problema della Giustizia in
Italia), si vuole mettere la mordacchia alla Magistratura, sottometterla, in un
modo o nell?altro, al potere esecutivo, impedire le intercettazioni telefoniche
per la concussione e la corruzione, i reati tipici di
«lorsignori», e insomma sottrarre la classe dirigente al controllo di legalità
perché possa continuare a fare tranquillamente i suoi traffici. Sopravvivere
non e' sufficiente, ci sono sempre enormi opportunita' di guadagno. Hai mai
provato ad abbonarti a INSIDER? Costa meno di 1 euro al giorno. Clicca sul link
INSIDER L?onorevole Gaetano Pecorella, ex avvocato di Berlusconi, capovolge
completamente la questione. Queste inchieste avrebbero il solo scopo di
impedire la riforma della Giustizia. Un?accusa gravissima secondo la quale
quattro o cinque Pm agirebbero all?unisono non sulla base di ipotesi di reato
ma per fini che con l?amministrazione della giustizia non hanno nulla a che
fare. Una vera e propria eversione. Eversore a mio avviso, è chi fa illazioni
del genere senza lo straccio di un indizio e senza andare a denunciare i
responsabili alla stessa magistratura (a meno che non si ritenga che l?intera
Magistratura italiana è fellona). Illazione assurda anche perché molte di
queste inchieste sono cominciate in tempi in cui la riforma della magistratura
a colpi di modifiche costituzionali era di là da venire. La realtà è un?altra,
sta sotto gli occhi di tutti e non saranno gli Azzeccagarbugli a poterla
nascondere. La nostra classe dirigente, con le debite e anche le molte
eccezioni di singole persone che però sono impotenti di fronte a quello che è
un sistema, è corrotta fino al midollo. Questa corruzione
è grave perché drena un?enorme quantità di denaro pubblico, cioè di nuovi
cittadini, a favore di illeciti lucri privati. Ma forse è ancor più grave
perché, come emerge chiaramente dall?inchiesta sul sindaco di Pescara
D?Alfonso, questi gruppi di potere, affiliati ai vari partiti, elargiscono ai
loro adepti incarichi, impieghi, privilegi mortificando le legittime ambizioni
e perfino ledendo il diritto al lavoro di tutti coloro che, conservando il
rispetto di se stessi, non intendono assoggettarsi a questi umilianti
infeudamenti. E poi hanno la spudoratezza di venirci a parlare del merito. Le
democrazie sono, notoriamente, i sistemi più corrotti. Ma la nostra ha superato
ogni limite fisiologico. Ogni decenza. Come si è potuti arrivare a questo
punto? Perché gli uomini politici invece di capire la lezione di Mani Pulite ne
hanno tratto un sordo rancore verso la Magistratura che, dopo decenni di impunità,
aveva osato chiamare anche loro al rispetto di quella legalità cui tutti siamo
tenuti. Così, passata la buriana del 1992-94, la classe politica
(e in particolare, bisogna pur dirlo, Forza Italia) con un imponente
spiegamento di media ha convinto gli italiani che i veri colpevoli non erano i
ladri ma i magistrati. I ladri, o i loro amici, sono diventati giudici dei loro
giudici. E adesso si apprestano a dare il colpo definitivo all?indipendenza
della Magistratura italiana come non era riuscito nemmeno il fascismo che
dovette creare i Tribunali speciali. Si è riusciti a convincere («i costi della
politica») gli italiani che era giusto derubarli
(perché poi gli imprenditori, scaricavano il costo delle
tangenti sui prezzi). Giuliano *** la ha calcolato che la corruzione accertata da Mani Pulite con sentenza definitiva (che, come per
tutti i reati, non è che una parte infinitesima di quella rimasta nascosta e
impunita) ci è costata 630 miliardi delle vecchie lire, un quarto del debito
pubblico. Qualcuno, in futuro, si prenderà la briga di calcolare quanto
ci è costata dal 1994 al 2008, sempre che questo rimanga un Paese libero. Spero
che i cittadini che hanno sentimenti di destra non si sentano sollevati dal
sapere che la corruzione sta anche a sinistra. Una corruzione non ne sana un?altra, si somma ad essa. Mal
comune, qui, non fa mezzo gaudio. Almeno non lo fa per il popolo italiano e per
il nostro Paese. Copyright © Il Gazzettino. All rights reserved scrivi la tua
opinione "live" sul Forum di WSI
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
DANIELA DE CRESCENZO
Meno omicidi, ma più criminalità minorile. E sale anche il rischio corruzione. Lo dimostrano i dati presentati ieri dal
prefetto Alessandro Pansa che disegnano un quadro con qualche luce e tante ombre.
Il dato positivo è quel 29 per cento in meno degli assassinii che segna un
freno alla violenza, soprattutto quella della criminalità organizzata. Se si
considera, infatti, il numero degli agguati di camorra la percentuale scende a
un meno 31. Contemporaneamente gli arresti sono saliti del 10 per cento. Ma
probabilmente anche questi dati, per quanto significativi, non dimostrano un
definitivo indebolimento delle mafie. Il calo degli omicidi potrebbe anche
indicare che le organizzazioni hanno cambiato strategia. Infatti se i comuni
sciolti per infiltrazione malavitosa sono stati nel 2008 «soltanto» due,
Casalnuovo e Arzano, ben 40 amministrazioni restano monitorate dalla
prefettura. E 21 sono le aziende che non hanno ottenuto il certificato
antimafia mentre 20 sono state escluse dalla prefettura in base al protocollo
di legalità. Si tratta di imprese ritenute «sospette». Il settore più a rischio
è quello dell'edilizia. Ma anche il ramo rifiuti è messo male. Non è solo il
tessuto imprenditoriale a generare preoccupazione. L'attenzione della
prefettura, infatti, si è concentrata anche sul sistema degli appalti. Un dato,
in particolare, allarma Pansa, quello sulla mancata revisione dei prezzi messi
a base dei bandi. Gare per l'affidamento di appalti pubblici con tariffari
risalenti al 1990 sono, sottolinea il prefetto, «il segno di un imbroglio che
si farà». In queste condizioni è evidente che i lavori o
non vengono garantiti o si portano avanti nella più completa illegalità. Spiega
Pansa: «Quando si applicano tariffe che risalgono a 18 anni fa, quando ancora
c'era la lira, a volte lo si fa perché l'ente appaltante ha pochi soldi.
Applicando queste tariffe abbatte i costi, almeno sulla carta. Ma poi o si
ricorre al meccanismo dell'aggiornamento prezzi, che fa lievitare i costi,
o si consente all'azienda di fare un lavoro non a regola d'arte, magari
utilizzando manodopera a nero e prodotti di scarto. Alla fine forse le ditte ce
la fanno pure a guadagnare qualche cosa, ma il risultato è sempre estremamente
negativo». Perciò tra le attività della prefettura è in programma un sistema
che imponga l'utilizzo di tariffari aggiornati e adeguati. «Attraverso i poteri
della conferenza permanente sulla sicurezza - ha detto Pansa - stiamo cercando
di portare questo settore alla normalità, considerato che dal '90 ad oggi il
costo del lavoro, ad esempio, è aumentato del 150%». L'altro punto dolente è
rappresentato dalla criminalità minorile. Nel 2008 gli arresti sono aumentati
del 67,83% mentre i processi nei confronti dei giovani che non hanno ancora
raggiunto la maggiore età hanno fatto registrare un più 20%. Rapine, spesso
compiute con un coltello, furti e anche minacce di omicidio in seguito a risse
o tentata rapina sono le imputazioni. Un dato «particolarmente preoccupante -
ha affermato il prefetto - che non lascia ben sperare». Un risultato
incoraggiante è, invece, quello dell'incremento delle denunce - più dieci per
cento - per i reati di estorsione e usura. Sul fronte del sostegno economico
per le vittime, le erogazioni sono passate da poco più di 177 mila euro del
( da "Sicilia, La" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
«La Provincia cresce
nel segno del dialogo» A sei mesi dall'insediamento, primo bilancio della
riorganizzazione dell'ente e il punto sulla programmazione Giuseppe Farkas La
provincia sta bene, è viva e, verrebbe voglia di dire, lotta insieme a noi. Non
fosse altro perchè almeno se lo può permettere. In tempi di crisi, si sa, i
sacrifici li annunciano tutti e poi li fanno in pochi, ma anche un ente che non
ha problemi di buchi in bilancio può dare il buon esempio. «Partivamo da una
condizione economica sana - ricorda il presidente Giuseppe Castiglione - ma
abbiamo comunque voluto da subito mettere mano alla riorganizzazione dell'ente
e alla razionalizzazione della macchina amministrativa. La struttura
organizzativa, poi, è stata sottoposta a una dieta severa e salutare. Da sette
dipartimenti siamo scesi a quattro; i dirigenti sono stati ridotti da
( da "Sicilia, La" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
«Costi
della politica a Butera non si può fare demagogia» Butera. Tiene banco a
Butera la questione legata ai costi della politica e
della pubblica amministrazione. Dopo le esternazioni dell'opposizione tramite
il segretario cittadino dell'Udc Filippo Balbo, ieri è stata la volta dell'assessore comunale Filippo Morgante. Una presa di posizione
altrettanto forte e decisa la sua. «Non si può continuare a fare demagogia su
un tema tanto importante come quello dei costi della politica e della
pubblica amministrazione, ma soprattutto ritengo sia arrivato il momento di
fare chiarezza e di sgombrare il campo da facili quanto controproducenti
strumentalizzazioni». Premesso ciò, l'assessore della Giunta Casisi ha
sottolineato: «Come si può pensare di ridurre ulteriormente il compenso dei
responsabili d'area che operano nel Comune? La gestione della cosa pubblica
passa ormai attraverso provvedimenti che i responsabili d'area propongono
all'amministrazione comunale sulla base di precedenti indirizzi: ci può mai
essere un responsabile d'area che accetta di ricoprire questo incarico a costo
zero? A questo punto, niente per niente, meglio fare l'impiegato semplice e si
toglie di dosso il peso di tante responsabilità!». Un'analisi cruda, quella di
Morgante: «Non si può continuare a cavalcare la tigre della demagogia come sta
facendo l'opposizione: è facile sparare a zero; ad esempio, si chiedono
ulteriori riduzioni delle indennità degli amministratori, ma già le abbiamo
ridotte; e poi il nostro sindaco s'è messo in aspettativa, per cui l'indennità
che percepisce gli serve per vivere e non certo per arrotondare; e poi, se
proprio l'opposizione ci tiene tanto a rimpinguare le casse del Comune, perché
non torna indietro i soldi delle indennità percepite negli anni precedenti?
Insomma, credo proprio che, in un momento delicato come questo, sarebbe opportuno
evitare strumentalizzazioni e demagogie e cominciare a guardare in faccia ai
veri problemi della comunità». C. L.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
«Condizione
essenziale». Su queste due parole, scritte nella ... «Condizione essenziale». Su
queste due parole, scritte nella delibera proposta al consiglio per dare il via
libera alla "variante della discordia" chiesta dall'ateneo al Comune
(per un immobile in via Muratti e per l'ex asilo Maria Bambina, acquisito con
permuta da un privato in cambio di parte dell'ex Corum), si apre in aula una
discussione dai toni accesi. A intavolarla è Luciano Gallerini. Nella delibera,
infatti, c'è scritto che «la richiesta variazione di destinazione urbanistica
dell'immobile di via Muratti» da universitaria a residenziale o mista è
«condizione essenziale per il buon fine dei programmi impostati in sede
universitaria», che riguardano, fra l'altro, anche Maria Bambina. Ma, secondo
Gallerini, tale "essenzialità" non sussisterebbe e il Comune avrebbe dovuto
verificare meglio: lo scrive in un ordine del giorno. Inoltre, Gallerini parla
a lungo del valore della permuta (3,2 milioni) fra università e privato per
parte dell'ex asilo e del prezzo pagato dall'Erdisu (1,021 milioni) per
acquisire l'altro pezzo di Maria Bambina. Secondo lui, l'Università avrebbe
potuto risparmiare «comprando direttamente dalle suore». Oppure, avrebbe potuto
farsi il nido aziendale in via Muratti, invece che chiedere una volumetria in
più in via Mantica. «Se l'Erdisu dovesse procedere alla ristrutturazione della
sua parte, spenderebbe altri 1,5 milioni oltre ad arredi e tasse e quindi la
cifra complesiva per realizzare 12 camere raggiungerebbe i 3 milioni, pari a
250mila euro a stanza», aggiunge Gallerini. L'ex presidente Erdisu Milano, però,
ricorda che quel prezzo è stato «ritenuto congruo dall'apposita commissione
regionale», all'epoca. Gallerini chiede il rinvio dell'oggetto. Che, però, non
passa. E, a quel punto, propone un dettagliatissimo ordine del giorno,
corredato da 63 documenti allegati. Il che, moltiplicato per 40 consiglieri fa
quasi 2.500 carte. Gallerini chiede anche che «Honsell, che da rettore ha
condotto l'operazione» non partecipi al voto e alla discussione. Per Cainero
«l'odg è pesante e avevo suggerito di evitarlo. Preferisco non partecipare alla
trattazione di questo argomento perché ne intravedo qualche eventuale
insorgenza». E Bertoli dichiara che non parteciperà «per prudenza». Idem Arpino
e Dordolo, che pure l'odg l'ha votato. In attesa che tutte le fotocopie siano fatte,
si passa ad altro. Distribuito il materiale, Gallerini assicura: «L'ordine del
giorno è fatto non per mettere in difficoltà ma per prendere tempo per
approfondire». Anche Ortis dice: «L'odg avrebbe anche un fondamento, ma
contiene premesse così gravi che non posso sottoscrivere». Alla fine votano sì
all'ordine del giorno Piva, Gallerini, Dordolo, Zelè e Michelini, gli altri
sono contrari e il documento non passa. Gallerini esce dall'aula e come lui
escono la Lega, l'Udc e tutti gli ex forzisti rimasti. La richiesta di variante
passa con 23 sì e l'astensione del gruppo Ortis.Alla fine del consiglio si
affronta la mozione su Eluana Englaro, proposta da Sos Italia, per chiedere al
sindaco di attivarsi per fare in modo che sia data «pronta e totale rassicurazione
alla clinica» sul fatto che «mai e poi mai potrebbe essere messa in discussione
la convenzione» nel caso in cui Eluana fosse accolta lì. Cortolezzis invita al
silenzio, come chiesto dalla famiglia Englaro. 21 votano a favore (6 si
astengono) e la discussione non viene intrapresa. Polemiche anche sulla surroga
dell'assessore Pizza, dimessosi da consigliere e sostituito da Freschi. Per
Arpino (Pdl) «il metodo per dar spazio ai giovani virgulti del Pd va a scapito
delle casse comunali». Perché l'assessore-consigliere
piglia «solo l'indennità di funzione e non il gettone di presenza». Perplessi anche Anzolini e il leghista Dordolo («ancora una
volta dimostrate di essere il partito della spesa).Camilla De MoriAlessia
Pilotto
( da "Asca" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
PUGLIA/CONSIGLIO:
PEPE, SUI COSTI DELLA POLITICA, ANCORA UN RISPARMIO(2) (ASCA) - Bari, 23 dic -
Sui costi della politica, Pepe ha
confermato la volonta' gia' annunciata di ridurre del 10% gli stipendi dei
consiglieri (circa 12.000 euro ciascuno all'anno), cui si aggiungeranno 6.000 euro per i consiglieri con
incarichi e 4.000 euro per i consiglieri senza incarichi. Il presidente Vendola
ha annunciato una riduzione del suo stipendio di altri 30.000 euro all'anno
mentre Pepe, di altri 15.000 euro. Complessivamente il risparmio che si
otterra' sara' di un milione di euro. Pepe ha poi ringraziato il mondo della
stampa tutto, ha espresso ''solidarieta' a tutti quei giornalisti che
subiscono, per il proprio lavoro, minacce e ritorsioni'' e ha definito ''uno
scandalo'' il mancato rinnovo, ormai da quasi quattro anni, del contratto
giornalistico. ''Il nostro impegno - ha detto il presidente - e' quello di
tutelare e rispettare il lavoro di tutti e a questo proposito mi faccio carico
di far approvare un ordine del giorno che solleciti l'approvazione del
contratto nazionale''. La presidente dell'Ordine dei giornalisti della Puglia,
Paola Laforgia ha ringraziato il presidente Pepe per ''l'attenzione e la
capacita' di mantenere sempre vivo il rapporto non solo con il mondo della
stampa, ma anche con la societa' tutta, in un momento in cui le difficolta' dei
giornalisti si inquadrano in uno scenario di debolezza complessiva''. Il
presidente della federazione regionale della stampa, Felice Salvati ha invece
espresso ''preoccupazioni per gli sviluppi del ddl Alfano che creera' problemi
molto seri ai cronisti''. Alla conferenza stampa ha partecipato anche il
consigliere segretario dell'Ufficio di presidenza Tommaso Attanasio che ha
definito ''un vulnus gravissimo'' la difficolta' che il cittadino registra
nella impossibilita' di comunicare con gli uffici regionali attraverso il
centralino telefonico. ''Ancor piu' grave se si pensa al livello di
informatizzazione che di fatto la Regione Puglia ha raggiunto''. La cerimonia
si e' conclusa con il consueto, ormai scambio di doni tra il presidente Pepe
che ha ricevuto in omaggio dall'Ordine e dalla federazione della Stampa un
orologio e un barometro (''per le turbolenze del consiglio'') e i presidenti
Laforgia e Salvati che hanno invece ricevuto un portacenere/svuotatsache.
res-rus/
( da "AprileOnline.info" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Questione politica e non morale Franco Astengo, 23 dicembre 2008,
19:51 La riflessione Alla vigilia di una nuova fase di "sconfitta
storica" delle forze del centro-sinistra, all'interno per altro di una
crisi economico-sociale durissima, mentre le inchieste della magistratura
scuotono il Pd, appare necessario rimettere in campo i valori della nostra
tradizione. La risposta deve essere politica perchè è
su questo terreno che si è mancato aprendo il vuoto etico. E' quello che
Berlinguer ci ha insegnato La "Questione morale" appare ormai
approdata, con enorme rilievo mediatico, al tavolo del PD, apparendovi come il
vero e proprio "convitato di pietra" per la prossima fase politica. Non intendiamo, in questa occasione, entrare nel
merito dei dettagli relativi alla vicenda e, ancora, esprimere una qualsiasi
indicazione di prospettiva, circa il suo evolversi. Ma alcune riflessione si
possono avanzare. Bisogna premettere che le risposte fin qui sentite dai
massimi esponenti del PD alle questioni sollevate dalla magistratura e dal mondo
politico assomigliano terribilmente a quelle pronunciate, a suo tempo ed in
varie fasi, dagli esponenti del PSI craxiano ("non cedere ai poteri
forti"; "mariuoli", "partito composto da gente
perbene...ecc,ecc). Non solo. E' inoltre rimasto sullo sfondo il tema della corruzione generale del sistema politico, non affrontato
nell'oramai quasi ventennio berlusconiano attraverso il porre, concretamente,
al riparo "l'agire politico" dalle profonde malversazioni che
l'introduzione di un sistema di potere fondato sull'individualismo
consumistico, la pubblicità televisiva, lo smaccato conflitto d'interessi (che
non riguarda, ovviamente, soltanto l'attuale Presidente del Consiglio), creano.
Fatte queste premesse ci permettiamo di analizzare soltanto pochi punti specifici,
che possono essere ritenuti dirimenti al fine della formulazione di un giudizio
politico generale. Il primo è che appare evidente come l'emergere di episodi,
gravi e geograficamente estesi, di corruzione
all'interno del PD siano il frutto sia di una trasformazione negativa
dell'identità politica, sia della realtà strutturale
del Partito, nei suoi vari passaggi di questi anni: PCI, PDS, DS,Ulivo, PD.
Passaggi realizzati attraverso aggregazioni successive, che per il processo di
innovazione approntato (quasi inconsapevolmente) alla forma "partito"
originaria ha reso incontrollati, soprattutto sul piano delle realtà locali.
Parliamo dei famosi "cacicchi", oggi trasformati inopinatamente in
"capibastone", nati laddove la realtà aggregativa rappresentata dal
Partito non incontrava l'articolazione concreta di una realtà sociale in
movimento, ma semplicemente la dimensione di aggregazioni di potere già
consolidate ed inestirpabili, in funzione dell'acquisizione dell'agognata
"governabilità", ormai scopo esclusivo dell'azione politica
del PD. Non a caso il Presidente della Giunta Regionale della Campania, ormai
sotto tiro diretto per vicende di dimensioni enormi sul piano del malgoverno
come quella riguardante lo smaltimento dei rifiuti, dichiara: "qui dal
1993 non si perde, da altre parti...". Questo punto di analisi non
giustifica, però, completamente ciò che sta accadendo: esiste una specifica
"questione morale" riguardante i DS, che aveva riguardato anche lo
stesso PCI, nell'incapacità di collegare "questione morale e questione politica", intendendo l'esercizio della politica come il solo, vero, anticorpo all'emergere della
"questione morale". Invece, come è stato nel caso della vicenda
Unipol che speriamo non sia stata dimenticata, l'esercizio della "doppiezza"
anche in questo campo si è rivelato fatale. Esistono, dunque, due livelli di
"questione morale" interni al PD, che non possono essere sciolti
semplicemente eliminando, come chiedono i giovani del partito, "corrotti e
corruttori", ma andando a fondo nella realtà politica,
sociale, culturale di un partito che appare, alla fine, una finzione (non tanto
una aggregazione "fredda"). La finzione di una destinazione
maggioritaria forzata, che non è mai stata appannaggio della sinistra italiana,
che sempre ha pensato al "Frente Amplio" e al non governare con il
51%, scimmiottando ridicolmente un modello anglo-sassone che assolutamente non
si adatta alla situazione italiana. Tanto è vero che il principale
"competitor", emblema di una concezione della politica
fondata sul personale conflitto d'interessi, usa l'arma di un populismo che
pare discendere più dall'asse ereditario Crispi-Mussolini-Craxi che non dai
manuali di politologia del MIT o della Columbia University. Il secondo punto da
analizzare richiama la "questione morale" sollevata con forza, ad
inizio degli anni'80, dal PCI e da Enrico Berlinguer che, oggi, impudentemente
Rifondazione Comunista intende rinverdire attraverso una apposita campagna
propagandistica. Prima di tutto va eseguita una operazione di ricollocazione
storica, almeno dal punto di vista temporale: il PCI pose la "questione
morale" al centro della propria iniziativa politica,
durante la segreteria Berlinguer, a seguito del fallimento dell'esperienza
della "solidarietà nazionale". L'occasione fu fornita da un durissimo
intervento svolto dal Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, che denunciò
con grande forza l'inefficienza dello Stato, degli Enti Locali, della pubblica
amministrazione nell'organizzare i soccorsi nell'immediato post-terremoto, in
Irpinia nel Novembre del 1980. Una tragedia immane che causò la distruzione
totale di intere province e quasi 100.000 morti. In quel caso Pertini compì un
duplice atto politico: da un lato avviò il cambiamento di ruolo e funzione del
Presidente della Repubblica orientandolo verso la strada dell'intervento
diretto sulle questioni politiche e sociali del Paese; dall'altro canto
sollevò, appunto, la "questione morale", dal
punto di vista degli sprechi, della corruzione, del menefreghismo imperanti soprattutto, già in allora, nel
mondo della politica. Il PCI, e Berlinguer, in particolare reagirono immediatamente
all'appello presidenziale con una forte capacità di mobilitazione: la Direzione
nazionale si riunì a Salerno, vicino all'epicentro del sisma, accantonando
la linea della "solidarietà nazionale" e promuovendo la linea
dell'alternativa. Ovviamente non tutto il corpo dirigente del partito accolse
positivamente questo passaggio e l'apertura di una dibattito di fondo non si
realizzò, rappresentando un limite nell'iniziativa berlingueriana che si
sarebbe, poi, rivelato esiziale per il futuro come sarà ampiamente dimostrato
in seguito, in particolare al momento della svolta della Bolognina. In quella
fase, però,
( da "Repubblica, La" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 26 - Commenti
Tra Pm avventurosi e cattivi legislatori (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Quel
giorno, il 15 dicembre, nella notte del voto abruzzese, il Pd si guarda allo
specchio e si scopre indegno. Non solo politicamente
in ginocchio, ma eticamente opaco. Pescara era soltanto l´inizio di una sequela
di colpi di maglio alla rispettabilità politica e
morale degli amministratori del centro-sinistra (Napoli, Firenze, Basilicata).
Ora, con un ripensamento che deve essere stato tormentatissimo e quindi onesto,
il giudice ritorna sui suoi passi. Si ricrede. Ha ascoltato le ragioni e gli
argomenti di D´Alfonso. Ha riflettuto sulle fonti di prova raccolte dal
pubblico ministero e ha concluso che il municipio di Pescara non è una casa
corrotta abitata da una associazione per delinquere. Scrive che «i fatti» che
si è ritrovato tra le mani sono soltanto «deduzioni investigative» e la scena
accusatoria, a vagliarla meglio, svela soltanto «una originaria scarsità
investigativa». Non c´è corruzione. Non
c´è associazione per delinquere. Al più, si può parlare di finanziamento
illegale alla Margherita, se altre indagini e accertamenti lo confermeranno.
Quel che accade a Pescara non è poi così stravagante. E´ accaduto; accade ogni
giorno; accadrà ancora (e per fortuna) nei palazzi di giustizia. E´ la
fisiologica dialettica di un processo. «Iudicium est actus trium personarum»:
il primo (l´accusatore) domanda; il secondo (l´accusato) resiste; il terzo (il
giudice) decide («il verbo evoca un taglio e la caduta della cosa tagliata»).
Dov´è allora la singolarità dell´affare, destinato a sollevare le consuete
polemiche tra la politica e la magistratura? E´ fuori
dalle aula di giustizia in tre scene diverse, tutte politiche. La prima.
Luciano D´Alfonso ritorna libero. Si è dimesso e non è più sindaco nonostante
la buona opinione che hanno di lui i pescaresi. Il ministro dell´Interno ha
sciolto il consiglio comunale e si andrà a nuove elezioni. Nonostante la mossa
del pubblico ministero fosse avventata, D´Alfonso ha fatto la mossa giusta. E´
giusto, forse doveroso, addirittura necessario per difendersi senza iattanza,
se politico o amministratore, fare un passo indietro e affrontare, senza
frapporre ostacoli, la verifica del proprio comportamento e delle proprie
decisioni. Erano accuse che pregiudicavano il rapporto di fiducia con gli
elettori e i cittadini. Libero ora dal peso, D´Alfonso potrà ritornare a
chiedere il consenso della sua città. La seconda scena interpella il Partito
democratico. Sarebbe un errore pensare che, scagionato D´Alfonso dalle accuse
maggiori, si può svicolare la questione morale che affligge il Pd, soprattutto
nelle amministrazioni del Mezzogiorno. Le indagini giudiziarie, al di là del
loro esito processuale che non deve essere dato precipitosamente per scontato
(come insegna Pescara), hanno svelato in ogni caso la modesta qualità di un
ceto politico abbandonato a se stesso senza alcuna guida, controllo e
direzione; un ceto politico autoreferenziale che spesso ? in tempi inadatti a
bustarelle e denaro contante ? si offre all´attore economico più disponibile e
più capace di offrire promozione sociale, politica,
economica (come si intravede a Napoli). La terza scena è ancora politica. Evoca il presidente del Consiglio. Con il Pd sotto
botta giudiziaria, Berlusconi ha ceduto alla tentazione di coinvolgerlo e
convincerlo a una rapida riforma della giustizia che neutralizzi l´autonomia
della magistratura. Dice Berlusconi che il pubblico ministero deve diventare
«avvocato della difesa», cioè un funzionario che rappresenti in aula le ragioni
della polizia. Dice che il pubblico ministero deve andare «con il cappello in
mano» dinanzi al giudice. Perché ? accusa ? pubblico ministero e giudice oggi
sono pappa e ciccia e, domani, con la sua riforma spaventosa diventeranno cane
e gatto. L´affare di Pescara ricorda che il racconto non è veritiero. I giudici
? anche i giudici delle indagini preliminari ? sono altro dal pubblico
ministero; non se ne fanno influenzare; non sono subalterni; sanno finanche
rivedere le scelte già fatte da loro stessi. L´affare di Pescara ci dice che la
fragilità della giustizia italiana non è nell´ordinamento, ma nel processo
diventato un arnese arrugginito, tortuoso in cui nessuno crede più. Né i
pubblici ministeri né le difese. Questo strumento ibrido, afflitto da procedure
sovraccariche, umiliato da furberie pseudo-garantiste, che impedisce un serio e
rapido contraddittorio, deve essere affilato se si vogliono tempi ragionevoli e
contraddittorio autentico (come è accaduto a Pescara). Cattivi legislatori,
responsabili della morte del processo, cercano al contrario soltanto la
vendetta contro le toghe dimentichi di dare al cittadino procedure rapide,
eque, efficienti. A conclusione di questa storia pescarese sarebbe ipocrita
però non ritornare nell´aula di giustizia e spendere qualche parola per il
pubblico ministero e per le sue accuse grossolane. Non si può chiedere, come un
dovere, ai politici un passo indietro se sfiorati dal sospetto e accettare come
il vento e la pioggia che ci sia un pubblico ministero che lavori a mano libera
alle sue accuse senza alcuna saggezza, senza alcuna autolimitazione, senza
alcuna perizia. Di questa spensieratezza, irrispettosa delle regole e
addirittura del buon senso, ne abbiamo avuto le prove nell´insensato conflitto
tra le procure di Salerno e Catanzaro e ora a Pescara. Pubblici ministeri, così
avventurosi da non comprendere che l´autonomia dell´ordine giudiziario è in
pericolo se non interpretata con rigore e responsabilità, sono i peggiori
nemici della magistratura. Secondi soltanto al presidente del Consiglio. E i
suoi migliori alleati.
( da "Centro, Il" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 19 - Regione
«Sangritana, troppe spese» I sindacati: «C'è crisi, il Cda pensa alle vacche
grasse» PESCARA. «Mentre l'intera Regione Abruzzo vive uno stato di grande
incertezza sul futuro e la crisi si fa sempre più tangibile per molte famiglie
vi è una piccola parte di cittadini abruzzesi che vive in "isole
felici" e che, cercando di celare ai più la conoscenza di certe
situazioni, si dedica a costruirsi condizioni di ulteriore vantaggio». A
lanciare l'attacco al consiglio di amministrazione della Ferrovia adriatico
Sangritana Spa sono all'unisono le segreterie sindacali di Filt-Cisl,
Uil-Trasporti, Faisa-Cisal, Ugl-Trasporti, che in una nota inviata al Collegio
dei sindaci revisori della società, al prefetto di Chieti, al presidente della
Regione Abruzzo Gianni Chiodi, accusano il Cda della società ferroviaria di
mettere a segno delle iniziative che non tengono conto delle difficoltà
economiche della Rebione e dei venti di crisi economica. A giudizio dei
sindacati un esempio «tangibile», dell'«"isola felice" lo si trova
all'interno della Ferrovia adriatico Sangritana ove il management adotta
iniziative che sanno tanto di "vacche grasse" in un periodo in cui
invece le vacche sono più magre e le risorse vanno utilizzate con esemplare
rigore. L'esame della reale situazione dell'azienda produce un quadro
allarmante che le scriventi con diversi stati di agitazione, l'ultimo dei quali
ancora in corso, hanno più volte denunciato sino ad oggi purtroppo senza
esito». Per i sindacati c'è una «totale assenza di esercizio ferroviario nella
tratta San Vito Marina-Castel di Sangro con una immotivata interruzione delle
manutenzioni alla linea ed agli impianti ferroviari conseguentemente alla
sospensione dell'esercizio», nel contempo sospettano i sindacati, «sembrerebbe che vi sia la volontà di costituire un gruppo di
lavoro sugli investimenti cui assicurare cospicui gettoni di presenza e lauti rimborsi spese. Il Cda sembrerebbe sia in procinto di
determinare ulteriori progressioni di carriera per alcuni dipendenti non
previsti nell'organigramma vigente. Quanto sopra indicato non esaurisce
la più lunga lista di problemi aziendali ma rende bene l'idea della impellente
necessità di modificare questa linea di gestione aziendale». I sindacati, nel
denunciare, «la estrema scorrettezza nella gestione delle relazioni
industriali» diffidano «il Consiglio di amministrazione dal mettere in atto
ogni altra iniziativa riconducibile ai già denunciati "saldi di fine
stagione" avvertendo in caso contrario che saranno adottate le azioni
conseguenti».
( da "Giornale.it, Il" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
n. 307 del
2008-12-24 pagina 9 «Nessun complotto: il Pd è nella palude» di Laura Cesaretti
L'ex presidente della Camera: «C'è ormai un groviglio incestuoso tra dirigenti
e interessi privati che tocca tutti» «Sbagliato inseguire Di Pietro. Il Pdl non
faccia come noi durante Mani Pulite: non usi la giustizia come arma politica» Presidente Violante, ha letto che un grande
vecchio del suo partito come Alfredo Reichlin sospetta che la bagarre
giudiziaria sul Pd si sia scatenata per bloccare il dialogo che lei aveva
aperto sulla riforma della giustizia? Si è pentito? «Reichlin è un uomo troppo
serio per aver detto una sciocchezza simile. Piuttosto mi auguro che il
centrodestra non faccia lo stesso grave errore che fece la sinistra ai tempi di
Tangentopoli». Quale errore? «Pensò che il problema non la riguardasse. E che
fosse sufficiente delegarne la soluzione alla magistratura. Ci furono le
inchieste, i processi, molti vennero condannati e alcuni assolti; furono
confiscati miliardi illegalmente guadagnati; i vecchi partiti di governo si
sciolsero e quel sistema politico finì. Ma a guadagnarne non fu la sinistra.
Furono coloro che apparvero i più estranei: la Lega e Silvio Berlusconi. Ora
che la questione morale investe il Pd, spero che la destra eviti di usarla come
arma politica, disinteressandosi della questione di
fondo, che è la ricostruzione di una rigorosa etica pubblica. Se la vigilanza
sull'etica pubblica continua a essere delegata alla magistratura, dandole un
compito improprio, tra dieci anni ci ritroveremo ancora una volta senza
soluzioni e con un Paese ancora più sfibrato». E qual è invece la risposta
giusta? «C'è una questione morale che investe l'intero Paese. Le inchieste su
esponenti del Pd sono una parte del tutto. L'Italia è un
Paese di massiccia evasione fiscale ed è percepita come un Paese ad alto
livello di corruzione. La mafia ha un giro d'affari di 130 miliardi, 8 punti di Pil.
Ieri ero a Fiumicino e c'era una situazione disastrosa da Quarto mondo. C'è
instabilità delle regole, confusione normativa e amministrativa, totale
incertezza sui principi di legalità e di responsabilità. Qual è la
regola? E chi risponde per la sua violazione? Il più delle volte la risposta è
casuale. Dipende dal luogo, dalle persone, dal giudice, dall'avvocato, dalle
amicizie. Scivoliamo verso la Repubblica degli amici. Non sto celando le
responsabilità del Pd, che esistono e sono gravi. Ma se la politica
non si assume le proprie responsabilità e si limita a battere le mani quando
passa la carretta dei condannati,condanniamo il Paese allo sfacelo. I problemi
restano e si riproporranno». Che idea si è fatto delle inchieste in corso sul
Pd? «Segnalano una palude dalla quale emergono fatti diversi, alcuni sono
reati, molti altri sono casi di malcostume. Ma soprattutto emerge un groviglio
incestuoso di relazioni sociali, influenze amicali, funzioni pubbliche e
interessi privati che coinvolgono politici, imprenditori e funzionari. E in
questo groviglio finiscono anche persone oneste e del tutto estranee. Sono
coinvolti esponenti di molti partiti; ma questo non consola per nulla il Pd. È
tutta la politica che deve recuperare autorevolezza,
altrimenti perde credibilità e spalanca la porta all'avventurismo. In Abruzzo
il centrosinistra ha perso 170.000 voti; ma il centro destra ne perde 150.000».
Quali rimedi propone? «Rendersi conto della gravità e della vastità della
malattia. Riproporre forti gerarchie di valori, mettere in campo una vera
capacità regolatrice, guardare alle priorità dei cittadini. In molti
parlamenti, Usa in testa, esistono comitati etici che vigilano non sui reati
dei parlamentari,dei quali si occupano i tribunali, ma sulla correttezza dei
loro comportamenti. Perché non possiamo introdurli anche noi? Secondo: i
partiti devono allontanare chi appare coinvolto in vicende di malapolitica, anche se non è ancora intervenuto il magistrato».
Ma si può dare sempre retta alle inchieste della magistratura? Non tutte si
sono rivelate fondate, in passato. «Infatti sostengo una totale autonomia della
responsabilità politica dalla responsabilità penale.
In vasti settori dell'opinione pubblica e anche in qualche settore della
magistratura c'è l'idea che i rapporti tra politica e
economia siano di per sé criminali, e bastano i "sintomi" per provare
una colpa. Ho letto le carte della richiesta di arresto per Margiotta (deputato
Pd lucano, ndr): se un pm chiede l'arresto portando come prova fondamentale del
rischio di inquinamento delle prove il fatto che quell'accusato parlava poco al
telefono, c'è qualcosa che non va. Se, come fanno alcuni leader politici o
intellettuali, si arriva a dire che chiunque sia sfiorato da un'inchiesta è di
certo un corrotto, ci vuol poco a consegnare il Paese a una soluzione
autoritaria che si presenti come salvifica. Ma le profezie non bastano. Bisogna
prendere misure rigorose nei partiti e nella pubblica amministrazione,
altrimenti è difficile combattere queste spinte distruttive». Come mai tutta
questa ondata di inchieste sul Pd? «Non ci sono complotti. Ci sono i fatti e
c'è una concentrazione informativa che ha messo insieme i tasselli sparsi di
tante inchieste diverse. Ora fa notizia anche un fuscello che si muova a
sinistra. Tra sei mesi potrebbe succedere a destra. Il Paese si muove nel
fango, per responsabilità di parti grandi delle sue classi dirigenti,
politiche, amministrative e imprenditoriali. Se non ci rimbocchiamo le maniche
per prosciugare la palude prevarrà nell'opinione pubblica l'idea che la politica è malaffare e che tutto va affrontato per via
giudiziaria». Zagrebelski accusa il Pd di essere diventato un "partito di
cacicchi". «Si è creato un rapporto distorto tra centro e periferia. A
volte c'è uno scambio silenzioso e non formalizzato: tu nella tua zona fai
quello che ti pare, ma in cambio porti voti. Manca ancora la struttura del
partito come rete solidale che vigila e evita il consolidarsi di notabilati
locali autoreferenti. Questo è un problema che hanno anche altri partiti. Uno
dei limiti specifici del Pd è secondo me il governo ombra, non per le persone,
che sono eccellenti, ma per la sua funzione». E perché mai? «Perché il ministro
ombra, come quello vero, non si occupa del partito, non tiene i rapporti con il
territorio nel suo campo di azione e condiziona l'azione dei gruppi
parlamentari. La conseguenza è una eccessiva parlamentarizzazione
dell'iniziativa del Pd, incentrata sul governo ombra, che finisce per svuotare
di ruolo i gruppi parlamentari e lasciare la periferia a se stessa». La crisi
del Pd sta ingrassando il vostro alleato Di Pietro. Lei era favorevole
all'apparentamento con Idv? «No, e lo dissi. Di Pietro non c'entra con la
sinistra riformista. Se si decide di andare da soli, scelta che condivisi
profondamente, si va da soli e basta. Ora Di Pietro sta ponendosi come chi è
estraneo al sistema per incassare il dividendo della crisi. Non dobbiamo
inseguirlo. Ma bisogna rispondere in modo giusto alle domande alle quali egli
risponde in modo sbagliato». Intanto è finito anche lui nelle intercettazioni.
«Ho visto interpretazioni molto diverse e non intendo unirmi al coro. Questo fango
prima lo si affronta meglio è per tutti». Il Pd non gode di ottima salute politica, però. «Veltroni non si discute, sta mettendo
l'anima in questa impresa e va sostenuto. Ma chi guida il partito deve avere
attorno gente solida, strutturata, autorevole e autonoma, capace anche di
dirgli di no. Dicendo sempre sì, i caporali finiscono per scavare la fossa ai
generali». Ricambio, dunque? «Serve un gruppo dirigente fondato su un mix di
generazioni perché l'innovazione e il merito non si possono basare solo
sull'anagrafe. E lo dico io che sono uno dei pochi che si sono spontaneamente
fatti da parte scegliendo di non rientrare in Parlamento. Prendiamo il caso De
Mita, ad esempio: è un gran rompiscatole, e senza dubbio è anziano. Ma in
nessun Paese ci si sarebbe privati della sua esperienza e intelligenza politica. Da chi è stato sostituito? Non ne ho idea. Ci sono
tanti bravi ragazzi e ragazze; ma non vanno bruciati, buttandoli in pista prima
che siano pronti. Bisogna prepararli; altrimenti si distruggono. La Lega ad
esempio ha molti parlamentari giovani, ma vengono tutti da esperienze
amministrative che li preparano. Comunque, finché non si cambia la legge
elettorale è inevitabile che i segretari di partito si facciano i gruppi a loro
immagine. Lo hanno fatto tutti». Mettere mano alle riforme, dunque? Ma un Pd
così sotto botta non rischia di essere ancor più restio a confrontarsi con
questo governo? «Veramente chi ha detto no al confronto col Pd finora è stato
il presidente del Consiglio, sia pure a fasi alterne. Da 25 anni, un quarto di
secolo, sappiamo di cosa c'è bisogno per far funzionare meglio l'Italia. Dunque
si discuta del merito. Il resto sono chiacchiere. Il federalismo fiscale è
indispensabile: si entri nel dettaglio. C'è un consenso sulla cosiddetta bozza
Violante? E allora che si proceda, che aspettiamo? Cominciamo a costruire un
nuovo sistema politico istituzionale, applicando i principi fondamentali della Costituzione, anche per la giustizia. Senza baruffe
preventive. L'intero Paese è sul Titanic». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Repubblica, La" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina IX - Bari
Regione, la scure sui costi della politica "Nel
2009 risparmi per mezzo milione" Stipendi più leggeri fino a 30mila euro
Pepe: scelta bipartisan Sarà più leggera nel 2009 la busta paga dei 70
consiglieri regionali della Puglia. A ribadirlo ieri, nel corso della
tradizionale conferenza stampa di fine anno, è stato il
presidente dell´assemblea legislativa regionale, Pietro Pepe. Le riduzioni
degli stipendi dei componenti della giunta regionale pugliese, porteranno a una
diminuzione annua complessiva dei costi della politica di
400mila euro. «Abbiamo affrontato - ha spiegato Pepe - le questioni che
attengono ai costi della politica e al mandato che io ho. Confermo - ha aggiunto - la ben
definita volontà di questo organismo, che ha esercitato la sua scelta in
maniera bipartisan, per la riduzione annua già annunciata degli stipendi del 10
per cento, che tradotte in cifre sono 12.000 euro, a cui si aggiungono altre
riduzioni». «Per il presidente Vendola - ha detto Pepe - si aggiunge un´altra
riduzione di 30.000 euro, come da lui già annunciato, arrivando così a meno
42.000 euro l´anno». Il presidente del Consiglio regionale ridurrà di altri
15.000 euro il suo stipendio, arrivando a meno 27.000 euro. «Chi ha incarichi
minori - ha concluso Pepe - ridurrà il proprio stipendio annuo complessivamente
di 18.000 euro, mentre i consiglieri semplici, sempre complessivamente, di
16.000 euro». Ma quello dei costi della politica, è
una ferita ancora aperta in via Capruzzi. Il presidente Pepe ha già posto la
questione ai colleghi delle altre Regioni perché è necessario arrivare «a una
possibile legge costituzionale o di intesa tra la Conferenza Stato-Regioni, per
un unico trattamento economico da applicare a tutte le Regioni, ed evitare
furbate e qualche abuso». Tra le altre questioni non ancora risolte, Pepe ha
sottolineato «le modifiche statutarie, una rilettura di tutti gli organismi di
garanzia: la difesa civica, il Consiglio delle autonomie locali, il Consiglio
statutario». «Tutti istituti - ha spiegato - su cui la Commissione dovrà
riflettere». «Inutile nasconderli - ha precisato - intorno a questi problemi si
legano anche quelli della legge elettorale, e c´è da pensare allo statuto delle
opposizioni che secondo me è una necessità sulla quale bisogna costruire un
nuovo rapporto». «Sono questioni - ha concluso Pepe - che hanno molta corposità
politica ma le istituzioni devono essere neutrali e
poter funzionare attraverso la buona definizione delle regole». Tra gli ultimi
progetti approvati dall´Ufficio di presidenza, Pepe ha segnalato in particolare
l´introduzione del question time: «La spesa consentita per attivarlo - ha detto
- sarà quella relativa al risparmio che si è potuto realizzare grazie alla
minore spesa per il nuovo assessore interno Michele Pelillo che ha sostituito
l´assessore esterno Francesco Saponaro».
( da "Nazione, La (Siena)" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
SPORT SIENA pag. 19
Settimana senza forzare IL PROGRAMMA di FEDERICO CAPPELLI ? SIENA ? NON C?ERANO
particolari dubbi, soprattutto sull?esito positivo delle visite mediche visto che
per trovare una partita saltata per infortunio da Mc Donald nel nuovo millennio
è necessario spulciare le singole stagioni, gara per gara, dal Maccabi al
Panathinaikos, dalla Dynamo al Girona. Ma alla Mens Sana non danno niente per
scontato e la trafila non ha imboccato scorciatoie. Il comunicato ufficiale,
infatti, è arrivato intorno alle 17.46, sentenziando ciò che era comunque
prevedibile. C?era, però, curiosità sulle modalità del contratto. Ed il fatto
che sia ?fino al termine della stagione? è illuminante. Nessun ?gettone?
quindi. IN EFFETTI SAREBBE stato difficile ipotizzare questa soluzione visto
che solo il fatto di averlo preso alla Dynamo, in piena corsa per l?Uleb Cup e
per il campionato russo, è di per sé motivo di grande soddisfazione. La sua presenza ?totale? è una sorta di assicurazione che la
Montepaschi ha stipulato. Perché Mc Donald (che a dispetto dei suoi 36 natali
ha giocato 25 di media lo scorso anno sia in Uleb che nella Acb) può esplorare
tutte le posizioni del reparto esterni, con una singolare preferenza per lo
spot di 1 e quello di 3. Chiaro, non è che andrà a fare il vice Sato, ma le sue
caratteristiche fisiche gli possono permettere anche di giocare da ala piccola,
soprattutto in difesa. Ma non è di certo quella la prima idea dello staff
tecnico, considerando che Carraretto ha dimostrato ancora una volta di avere le
qualità per stare alla grande nel quintetto. MC DONALD opererà, quindi, nella
zona dei piccoli. La cabina di regia per lui è come il salotto di casa e visto
che le caratteristiche dei compagni di reparto sono molto ?combo?, fatta
eccezione ovviamente per T Mac e per Finley, il cui infortunio, però, è uno dei
motivi per cui Mc Donald è arrivato a Siena, il minutaggio dell?ex Dynamo
assumerà un valore strategico per Pianigiani che, tra le altre cose, si trova
costretto anche a ridistribuire anche i minuti di Kaukenas. POI C?È UN ALTRO
fattore che esula completamente dall?aspetto tecnico: l?esperienza. Palloni
pesanti, situazioni calde da gestire con freddezza, letture istantanee dei
momenti chiave: esperienze che Mc Donald ha già messo dentro al suo bagaglio,
lo stesso che ha portato a Siena.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
POLITICA pag. 10
Dalla polizia alla politica, nel nome del padre CHI E?
CRISTIANO DI PIETRO ? ROMA ? PADRI e figli. Dilemma pirandelliano. Come a dire:
i vecchi e i giovani. Renzo Bossi (il pluribocciato) figlio di Umberto, sempre
dietro al padre. Bobo Craxi, figlio di Bettino, leader socialista morto laggiù,
in Tunisia, esule secondo alcuni, latitante secondo altri, impegnato nel non
facile compito di rilanciare i socialisti dopo la figuraccia di aprile. La politica, nel bene e nel male, è piena di ?figli di?. I La
Malfa. I Franceschini. Rosa Russo Iervolino, De Unterrichter da parte di madre,
deputata alla Costituente, più volte sottosegretario.
E potremmo continuare all?infinito. Anche perché scatta il sospetto, puoi dare
l?impressione di essere stato ?piazzato lì? apposta. OPPURE, ben che vada,
scatta la competizione col padre. E devi dimostrare, dimostrare, dimostrare. Se
poi il percorso è davvero molto simile a quello del padre, apriti cielo. Il
caso di Cristiano è esemplare. Basta spulciare alcuni suoi dati biografici.
Nato a Vasto (in provincia di Chieti), classe 1973, licenza di scuola media
superiore, eletto consigliere provinciale di Campobasso il 28 maggio 2006
(ovviamente nell?Italia dei Valori), nel 1993, nemmeno ventenne, Di Pietro
junior entra in Polizia. Anche Tonino, come noto, aveva fatto il commissario di
polizia giudiziaria nell?allora Pubblica Sicurezza al IV distretto di via Carlo
Poma a Milano. Centocinquanta i giovani chiamati al giuramento e Cristiano
arriva primo nel corso ?operativo?, vale a dire quello in cui si impara ad
arrestare il bandito (in teoria nel rispetto delle leggi). Alla cerimonia
arriva all?ultimo momento anche papà Tonino, nonostante le inchieste su
Tangentopoli da portare avanti. Altra tappa fondamentale della vita di
Cristiano è la politica. Nessun dubbio: sta con
l?Italia dei Valori. E ci crede. Lotta dura agli sprechi
della politica. Con un pallino: l?abolizione delle
Province. Ecco una delle dichiarazioni (stile inconfondibile, Tonino insegna):
«L?Italia dei Valori non sta ferma a guardare. Ogni anno aumentano a dismisura
i costi della politica, nonostante gli impegni verbali
che la classe politica prende in ogni campagna
elettorale. E? per questo che ho aderito alla proposta, mossa da un gruppo di
cittadini, di un referendum costituzionale sull?abolizione delle Province».
Lui, consigliere provinciale, parla così. POI, OVVIAMENTE il ?lodo Alfano?,
visto dai dipietristi come il peggio del peggio. Peraltro, Cristiano non
nasconde la fatica di essere ?figlio di?. Dal Corriere del 23 marzo 2005: «?Il
figlio di Tonino sei? Beviamoci un vino cotto!? (...) Vogliono tutti bene a mio
padre. Come volevano bene a mio nonno». Sì, è dura essere figli d?arte. E? dura
per lui. Come per Renzo Bossi. Come per Bobo Craxi. Quasi fosse una colpa. O
una maledizione. Francesco Ghidetti
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-12-24 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Il saluto di Pepe Nel tradizionale brindisi di fine anno il
presidente del Consiglio ha annunciato tagli per 400mila euro ai costi della politica Stretta sui rimborsi e stipendi ridotti, con gli
auguri arriva l'austerity BARI — Pandoro e spumante, ieri, nel tradizionale
saluto di fine anno che il presidente del Consiglio regionale, Piero Pepe, ha
voluto porgere ai giornalisti, cogliendo l'occasione per tracciare un bilancio
dell'attività svolta dall'assemblea. «è stato un anno ricco di lavoro ha detto
Pepe - che ha fatto scattare una produzione legislativa qualitativamente
superiore all'anno precedente». Sono 45 le leggi approvate, fra queste quelle
sulla Trasparenza ammini-strativa, la legge delega agli
enti locali e i tre piani regionali dei Trasporti, della Salute, e delle
Energie. Si è anche parlato della nuova sede che ospiterà una parte della
Regione nell'ex Centro servizio del ministero delle Finanze a Japigia, per il
quale è stato contratto un un mutuo di 50 milioni di euro. Nel 2009 sarà
anche potenziato il portale del Consiglio. Tra le questioni rimaste aperte nel
2008 c'è invece quella sollevata da Pepe per una legge costituzionale che
preveda un unico trattamento economico per tutte le Regioni, «evitando così
furbate e qualche abuso». Intanto, Pepe ieri ha annunciato che da gennaio i
componenti la giunta pugliese si autotasseranno portando a una diminuzione
annua complessiva di 400mila euro i costi della politica.
Confermata la riduzione degli stipendi del 10%, cui si aggiunge la stretta sui
rimborsi per rispondere ad esigenze di maggiore sobrietà. Il presidente
Vendola, poi, si tasserà ulteriormente di 30mila euro e lo stesso Pepe di
12mila euro all'anno. Chi ha incarichi minori sfronderà i suoi guadagni di
18mila euro all'anno, mentre i consiglieri semplici di 16mila euro. «Tutto
questo permetterà di risparmiare fino a un milione di euro», ha spiegato Pepe.
Al Consiglio toccherà anche fare i conti con il federalismo fiscale definendo
bene i costi standard e controllando i servizi attuativi. «Per questo li
affideremo a una struttura neutrale, composta da docenti universitari del Sud e
del Nord e la relazione finale sarà messa a disposizione di tutti i
parlamentari per la discussione sul federalismo il 29 gennaio prossimo». All'incontro
erano presenti anche il presidente dell'Ordine dei giornalisti di Puglia, Paola
Laforgia, e il presidente regionale di Assostampa, Felice Salvati che si è
detto preocupato per il mancato rinnovo del contratto e per gli sviluppi del
ddl Alfano. L. Sar. Il consuntivo Sono 45 le leggi approvate nel 2008 E nel
2009 sarà potenziato il portale dell'assemblea Piero Pepe (al centro) tra Paola
Laforgia e Felice Salvati
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Prov Ogliastra
Pagina 6031 Provvedimento della Giunta contro i consiglieri assenteisti Carta
blocca i gettoni di presenza Provvedimento della
Giunta contro i consiglieri assenteisti --> «Bloccheremo il pagamento dei gettoni ed i rimborsi alle aziende che hanno autorizzato i
consiglieri a partecipare ai lavori». E' il primo provvedimento di Piero Carta
contro l'assenteismo ingiustificato. Il presidente ha deciso di ricorrere alle
maniere forti. «Se dovessimo procedere con i pagamenti si tratterebbe di
un'autentica truffa perché di fatto non partecipano al Consiglio». Una
considerazione che parte dal fatto che ogni consiglio ha un costo economico
notevole, sia per i gettoni di presenza, sia per i
compensi che spettano alle aziende che rilasciano il permesso ai consiglieri.
«Voglio ricordare assemblee devono rientrare al lavoro: vorrei che si
verificasse se questo accade puntualmente, sia per il bene delle aziende che
dello stesso consiglio». ( gy.fe. )
( da "Giornale.it, Il" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
n. 307 del
2008-12-24 pagina 9 "Nessun complotto: il Pd è nella palude" di Laura
Cesaretti L?ex presidente della Camera: "C?è ormai un groviglio incestuoso
tra dirigenti e interessi privati che tocca tutti". "Sbagliato inseguire
Di Pietro. Il Pdl non faccia come noi durante Mani Pulite: non usi la giustizia
come arma politica" Presidente Violante, ha letto
che un grande vecchio del suo partito come Alfredo Reichlin sospetta che la
bagarre giudiziaria sul Pd si sia scatenata per bloccare il dialogo che lei
aveva aperto sulla riforma della giustizia? Si è pentito? «Reichlin è un uomo
troppo serio per aver detto una sciocchezza simile. Piuttosto mi auguro che il
centrodestra non faccia lo stesso grave errore che fece la sinistra ai tempi di
Tangentopoli». Quale errore? «Pensò che il problema non la riguardasse. E che
fosse sufficiente delegarne la soluzione alla magistratura. Ci furono le
inchieste, i processi, molti vennero condannati e alcuni assolti; furono
confiscati miliardi illegalmente guadagnati; i vecchi partiti di governo si
sciolsero e quel sistema politico finì. Ma a guadagnarne non fu la sinistra.
Furono coloro che apparvero i più estranei: la Lega e Silvio Berlusconi. Ora
che la questione morale investe il Pd, spero che la destra eviti di usarla come
arma politica, disinteressandosi della questione di
fondo, che è la ricostruzione di una rigorosa etica pubblica. Se la vigilanza
sull?etica pubblica continua a essere delegata alla magistratura, dandole un
compito improprio, tra dieci anni ci ritroveremo ancora una volta senza
soluzioni e con un Paese ancora più sfibrato». E qual è invece la risposta
giusta? «C?è una questione morale che investe l?intero Paese. Le inchieste su
esponenti del Pd sono una parte del tutto. L?Italia è un Paese di massiccia
evasione fiscale ed è percepita come un Paese ad alto livello di corruzione. La mafia ha un giro d?affari di 130 miliardi, 8
punti di Pil. Ieri ero a Fiumicino e c?era una situazione disastrosa da Quarto
mondo. C?è instabilità delle regole, confusione normativa e amministrativa,
totale incertezza sui principi di legalità e di responsabilità. Qual è la
regola? E chi risponde per la sua violazione? Il più delle volte la risposta è
casuale. Dipende dal luogo, dalle persone, dal giudice, dall?avvocato, dalle
amicizie. Scivoliamo verso la Repubblica degli amici. Non sto celando le
responsabilità del Pd, che esistono e sono gravi. Ma se la politica
non si assume le proprie responsabilità e si limita a battere le mani quando
passa la carretta dei condannati,condanniamo il Paese allo sfacelo. I problemi
restano e si riproporranno». Che idea si è fatto delle inchieste in corso sul
Pd? «Segnalano una palude dalla quale emergono fatti diversi, alcuni sono
reati, molti altri sono casi di malcostume. Ma soprattutto emerge un groviglio
incestuoso di relazioni sociali, influenze amicali, funzioni pubbliche e
interessi privati che coinvolgono politici, imprenditori e funzionari. E in
questo groviglio finiscono anche persone oneste e del tutto estranee. Sono
coinvolti esponenti di molti partiti; ma questo non consola per nulla il Pd. è
tutta la politica che deve recuperare autorevolezza,
altrimenti perde credibilità e spalanca la porta all?avventurismo. In Abruzzo
il centrosinistra ha perso 170.000 voti; ma il centro destra ne perde 150.000».
Quali rimedi propone? «Rendersi conto della gravità e della vastità della
malattia. Riproporre forti gerarchie di valori, mettere in campo una vera
capacità regolatrice, guardare alle priorità dei cittadini. In molti
parlamenti, Usa in testa, esistono comitati etici che vigilano non sui reati
dei parlamentari,dei quali si occupano i tribunali, ma sulla correttezza dei
loro comportamenti. Perché non possiamo introdurli anche noi? Secondo: i
partiti devono allontanare chi appare coinvolto in vicende di malapolitica, anche se non è ancora intervenuto il magistrato».
Ma si può dare sempre retta alle inchieste della magistratura? Non tutte si
sono rivelate fondate, in passato. «Infatti sostengo una totale autonomia della
responsabilità politica dalla responsabilità penale.
In vasti settori dell?opinione pubblica e anche in qualche settore della
magistratura c?è l?idea che i rapporti tra politica e
economia siano di per sé criminali, e bastano i “sintomi” per provare una
colpa. Ho letto le carte della richiesta di arresto per Margiotta (deputato Pd
lucano, ndr): se un pm chiede l?arresto portando come prova fondamentale del
rischio di inquinamento delle prove il fatto che quell?accusato parlava poco al
telefono, c?è qualcosa che non va. Se, come fanno alcuni leader politici o
intellettuali, si arriva a dire che chiunque sia sfiorato da un?inchiesta è di
certo un corrotto, ci vuol poco a consegnare il Paese a una soluzione
autoritaria che si presenti come salvifica. Ma le profezie non bastano. Bisogna
prendere misure rigorose nei partiti e nella pubblica amministrazione,
altrimenti è difficile combattere queste spinte distruttive». Come mai tutta
questa ondata di inchieste sul Pd? «Non ci sono complotti. Ci sono i fatti e c?è
una concentrazione informativa che ha messo insieme i tasselli sparsi di tante
inchieste diverse. Ora fa notizia anche un fuscello che si muova a sinistra.
Tra sei mesi potrebbe succedere a destra. Il Paese si muove nel fango, per
responsabilità di parti grandi delle sue classi dirigenti, politiche,
amministrative e imprenditoriali. Se non ci rimbocchiamo le maniche per
prosciugare la palude prevarrà nell?opinione pubblica l?idea che la politica è malaffare e che tutto va affrontato per via
giudiziaria». Zagrebelski accusa il Pd di essere diventato un “partito di
cacicchi”. «Si è creato un rapporto distorto tra centro e periferia. A volte
c?è uno scambio silenzioso e non formalizzato: tu nella tua zona fai quello che
ti pare, ma in cambio porti voti. Manca ancora la struttura del partito come
rete solidale che vigila e evita il consolidarsi di notabilati locali
autoreferenti. Questo è un problema che hanno anche altri partiti. Uno dei
limiti specifici del Pd è secondo me il governo ombra, non per le persone, che
sono eccellenti, ma per la sua funzione». E perché mai? «Perché il ministro
ombra, come quello vero, non si occupa del partito, non tiene i rapporti con il
territorio nel suo campo di azione e condiziona l?azione dei gruppi
parlamentari. La conseguenza è una eccessiva parlamentarizzazione
dell?iniziativa del Pd, incentrata sul governo ombra, che finisce per svuotare
di ruolo i gruppi parlamentari e lasciare la periferia a se stessa». La crisi
del Pd sta ingrassando il vostro alleato Di Pietro. Lei era favorevole
all?apparentamento con Idv? «No, e lo dissi. Di Pietro non c?entra con la
sinistra riformista. Se si decide di andare da soli, scelta che condivisi
profondamente, si va da soli e basta. Ora Di Pietro sta ponendosi come chi è
estraneo al sistema per incassare il dividendo della crisi. Non dobbiamo
inseguirlo. Ma bisogna rispondere in modo giusto alle domande alle quali egli
risponde in modo sbagliato». Intanto è finito anche lui nelle intercettazioni.
«Ho visto interpretazioni molto diverse e non intendo unirmi al coro. Questo
fango prima lo si affronta meglio è per tutti». Il Pd non gode di ottima salute
politica, però. «Veltroni non si discute, sta mettendo
l?anima in questa impresa e va sostenuto. Ma chi guida il partito deve avere
attorno gente solida, strutturata, autorevole e autonoma, capace anche di
dirgli di no. Dicendo sempre sì, i caporali finiscono per scavare la fossa ai
generali». Ricambio, dunque? «Serve un gruppo dirigente fondato su un mix di
generazioni perché l?innovazione e il merito non si possono basare solo
sull'anagrafe. E lo dico io che sono uno dei pochi che si sono spontaneamente
fatti da parte scegliendo di non rientrare in Parlamento. Prendiamo il caso De
Mita, ad esempio: è un gran rompiscatole, e senza dubbio è anziano. Ma in
nessun Paese ci si sarebbe privati della sua esperienza e intelligenza politica. Da chi è stato sostituito? Non ne ho idea. Ci sono
tanti bravi ragazzi e ragazze; ma non vanno bruciati, buttandoli in pista prima
che siano pronti. Bisogna prepararli; altrimenti si distruggono. La Lega ad
esempio ha molti parlamentari giovani, ma vengono tutti da esperienze
amministrative che li preparano. Comunque, finché non si cambia la legge
elettorale è inevitabile che i segretari di partito si facciano i gruppi a loro
immagine. Lo hanno fatto tutti». Mettere mano alle riforme, dunque? Ma un Pd
così sotto botta non rischia di essere ancor più restio a confrontarsi con
questo governo? «Veramente chi ha detto no al confronto col Pd finora è stato
il presidente del Consiglio, sia pure a fasi alterne. Da 25 anni, un quarto di
secolo, sappiamo di cosa c?è bisogno per far funzionare meglio l?Italia. Dunque
si discuta del merito. Il resto sono chiacchiere. Il federalismo fiscale è
indispensabile: si entri nel dettaglio. C?è un consenso sulla cosiddetta bozza
Violante? E allora che si proceda, che aspettiamo? Cominciamo a costruire un
nuovo sistema politico istituzionale, applicando i principi fondamentali della Costituzione, anche per la giustizia. Senza baruffe preventive.
L?intero Paese è sul Titanic». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri
4 - 20123 Milano
( da "Repubblica.it" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
PESCARA non è stata
governata da una "cupola" mafiosa di politici corrotti e truffaldini.
Soltanto dieci giorni fa, il giudice Luca De Ninis ne scriveva decidendo
l'arresto di Luciano D'Alfonso, sindaco e segretario regionale del partito
democratico. Quel giorno, il 15 dicembre, nella notte del voto abruzzese, il Pd
si guarda allo specchio e si scopre indegno. Non solo politicamente
in ginocchio, ma eticamente opaco. Pescara era soltanto l'inizio di una sequela
di colpi di maglio alla rispettabilità politica e
morale degli amministratori del centro-sinistra (Napoli, Firenze, Basilicata).
Ora, con un ripensamento che deve essere stato tormentatissimo e quindi onesto,
il giudice ritorna sui suoi passi. Si ricrede. Ha ascoltato le ragioni e gli
argomenti di D'Alfonso. Ha riflettuto sulle fonti di prova raccolte dal
pubblico ministero e ha concluso che il municipio di Pescara non è una casa
corrotta abitata da una associazione per delinquere. Scrive che "i
fatti" che si è ritrovato tra le mani sono soltanto "deduzioni
investigative" e la scena accusatoria, a vagliarla meglio, svela soltanto
"una originaria scarsità investigativa". Non c'è corruzione. Non c'è associazione per delinquere. Al più, si può parlare di
finanziamento illegale alla Margherita, se altre indagini e accertamenti lo
confermeranno. Quel che accade a Pescara non è poi così stravagante. E'
accaduto; accade ogni giorno; accadrà ancora (e per fortuna) nei palazzi
di giustizia. E' la fisiologica dialettica di un processo. "Iudicium est
actus trium personarum": il primo (l'accusatore) domanda; il secondo
(l'accusato) resiste; il terzo (il giudice) decide ("il verbo evoca un
taglio e la caduta della cosa tagliata"). Dov'è allora la singolarità
dell'affare, destinato a sollevare le consuete polemiche tra la politica e la magistratura? E' fuori dalle aula di giustizia
in tre scene diverse, tutte politiche. La prima. Luciano D'Alfonso ritorna
libero. Si è dimesso e non è più sindaco nonostante la buona opinione che hanno
di lui i pescaresi. Il ministro dell'Interno ha sciolto il consiglio comunale e
si andrà a nuove elezioni. Nonostante la mossa del pubblico ministero fosse
avventata, D'Alfonso ha fatto la mossa giusta. E' giusto, forse doveroso,
addirittura necessario per difendersi senza iattanza, se politico o
amministratore, fare un passo indietro e affrontare, senza frapporre ostacoli,
la verifica del proprio comportamento e delle proprie decisioni. Erano accuse
che pregiudicavano il rapporto di fiducia con gli elettori e i cittadini.
Libero ora dal peso, D'Alfonso potrà ritornare a chiedere il consenso della sua
città. La seconda scena interpella il Partito democratico. Sarebbe un errore
pensare che, scagionato D'Alfonso dalle accuse maggiori, si può svicolare la
questione morale che affligge il Pd, soprattutto nelle amministrazioni del
Mezzogiorno. Le indagini giudiziarie, al di là del loro esito processuale che
non deve essere dato precipitosamente per scontato (come insegna Pescara),
hanno svelato in ogni caso la modesta qualità di un ceto politico abbandonato a
se stesso senza alcuna guida, controllo e direzione; un ceto politico
autoreferenziale che spesso - in tempi inadatti a bustarelle e denaro contante
- si offre all'attore economico più disponibile e più capace di offrire
promozione sociale, politica, economica (come si
intravede a Napoli). La terza scena è ancora politica.
Evoca il presidente del Consiglio. Con il Pd sotto botta giudiziaria,
Berlusconi ha ceduto alla tentazione di coinvolgerlo e convincerlo a una rapida
riforma della giustizia che neutralizzi l'autonomia della magistratura. Dice
Berlusconi che il pubblico ministero deve diventare "avvocato della difesa",
cioè un funzionario che rappresenti in aula le ragioni della polizia. Dice che
il pubblico ministero deve andare "con il cappello in mano" dinanzi
al giudice. Perché - accusa - pubblico ministero e giudice oggi sono pappa e
ciccia e, domani, con la sua riforma spaventosa diventeranno cane e gatto.
L'affare di Pescara ricorda che il racconto non è veritiero. I giudici - anche
i giudici delle indagini preliminari - sono altro dal pubblico ministero; non
se ne fanno influenzare; non sono subalterni; sanno finanche rivedere le scelte
già fatte da loro stessi. L'affare di Pescara ci dice che la fragilità della
giustizia italiana non è nell'ordinamento, ma nel processo diventato un arnese
arrugginito, tortuoso in cui nessuno crede più. Né i pubblici ministeri né le difese.
Questo strumento ibrido, afflitto da procedure sovraccariche, umiliato da
furberie pseudo-garantiste, che impedisce un serio e rapido contraddittorio,
deve essere affilato se si vogliono tempi ragionevoli e contraddittorio
autentico (come è accaduto a Pescara). Cattivi legislatori, responsabili della
morte del processo, cercano al contrario soltanto la vendetta contro le toghe
dimentichi di dare al cittadino procedure rapide, eque, efficienti. A
conclusione di questa storia pescarese sarebbe ipocrita però non ritornare
nell'aula di giustizia e spendere qualche parola per il pubblico ministero e
per le sue accuse grossolane. Non si può chiedere, come un dovere, ai politici
un passo indietro se sfiorati dal sospetto e accettare come il vento e la pioggia
che ci sia un pubblico ministero che lavori a mano libera alle sue accuse senza
alcuna saggezza, senza alcuna autolimitazione, senza alcuna perizia. Di questa
spensieratezza, irrispettosa delle regole e addirittura del buon senso, ne
abbiamo avuto le prove nell'insensato conflitto tra le procure di Salerno e
Catanzaro e ora a Pescara. Pubblici ministeri, così avventurosi da non
comprendere che l'autonomia dell'ordine giudiziario è in pericolo se non
interpretata con rigore e responsabilità, sono i peggiori nemici della
magistratura. Secondi soltanto al presidente del Consiglio. E i suoi migliori
alleati. (24 dicembre 2008
( da "Repubblica.it" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
PESCARA - In soli
sette giorni, l'inchiesta che ha travolto Luciano D'Alfonso e con lui la giunta
comunale e il Pd abruzzese, collassa per mano dello stesso magistrato - il
giudice dell'indagine preliminare Luca De Ninis - che non più tardi del 15
dicembre ne aveva certificato il rigore "documentale",
"probatorio", "logico", traendone conclusioni di
straordinaria gravità, in un florilegio di aggettivi e ipotesi di reato
("associazione per delinquere", "corruzione",
"truffa", "turbativa d'asta", "abuso"). Perché,
ora, quello stesso magistrato, nel riscrivere l'intero canovaccio della
vicenda, la degrada ad affare bagatellare. "In definitiva, un finanziamento
illecito al partito". La capriola del gip è spettacolare. Perché non è la
semplice ammissione di un errore. Se possibile, è qualcosa di più e di peggio.
Luciano D'Alfonso e con lui il suo braccio destro Guido Dezio tornano infatti
in libertà per le stesse ragioni per cui, a rigore, non avrebbero mai dovuto
perderla. Dal momento che gli argomenti del gip muovono da una rilettura severa
di quanto in realtà già noto nel momento in cui la Procura chiese la cattura
dell'ex sindaco. E suonano così. Primo. D'Alfonso, pur non introducendo nuovi
elementi di fatto, ha suggerito con "la sua dettagliata e appassionata
autodifesa" resa nell'interrogatorio di garanzia una lettura diversa del
quadro indiziario."Ridimensionandolo in senso favorevole agli
imputati" soprattutto in relazione alle ipotesi di reato più gravi:
l'associazione a delinquere e la corruzione. Finendo
per "svilire" la seconda e dunque rendendo poco plausibile la prima.
Secondo. Il quadro investigativo appare "scarso" di elementi
decisivi. Il lavoro della polizia giudiziaria e della Procura è
"insufficiente". Di più: "suggestivo", lì dove ipotizza,
con un salto probatorio e persino logico, che la semplice esistenza
di contributi versati da imprenditori alla Margherita siano di per sé
sufficienti a dimostrare una prassi e una rete di corruzione.
Insomma, non esistono prove che il sindaco abbia effettivamente barattato la
propria discrezionalità politica e amministrativa "per fini di arricchimento personale".
E immaginarlo da parte della pubblica accusa non equivale ad averlo dimostrato.
Terzo. Non esistono elementi indiziari che "supportino la tesi di commesse
alle imprese in condizioni di illegittimità amministrativa e dunque la tesi del
favoritismo". Quarto. Dell'intera istruttoria, restano provati solo i
"150 mila euro" di contributi in nero versati alla Margherita da una
ventina di imprenditori nel corso del 2006. Ma questo denaro, a questo punto,
sarebbe "in definitiva, riqualificabile come mero finanziamento illecito
del partito". Quinto. Non esistono più esigenze cautelari. Perché, al
netto delle considerazioni sul merito dell'istruttoria, D'Alfonso si è dimesso
dalla carica di sindaco. E Dezio non è più parte dell'amministrazione comunale
da almeno sette mesi. Non hanno prove da inquinare, né reati da reiterare. Quel
che dunque è vero oggi, non lo era ieri. E per comprendere la portata del
capovolgimento conviene fare un passo indietro. Alla notte del 15 dicembre. De
Ninis ordina la cattura di D'Alfonso e, al "foglio 52" della sua
ordinanza, scrive: "Le risultanze investigative, complessivamente
valutate, (...) di un'indagine delicatissima (...) hanno ampiamente documentato
un meticoloso sistema di illegalità (...) Esiste una sostanziale certezza che
gli indagati torneranno a commettere reati (...) Le indagini hanno dimostrato
eclatanti irregolarità in almeno due grandi appalti pubblici". Si potrebbe
obiettare che il gip non conosca ancora "l'appassionata difesa" con
cui l'ex sindaco è pronto a capovolgere le accuse che lo schiacciano. Ma le
cose non stanno così. Il 9 dicembre, infatti, sei giorni prima del suo arresto,
D'Alfonso si è presentato spontaneamente al pm che lo indaga, Gennaro Varone,
per un'accorata autodifesa, speculare nei contenuti a quella che sosterrà da
detenuto. E in quella sede ha consegnato per altro al magistrato la lettera di
dimissioni da sindaco, già firmata, che intende rendere nota il 16 mattina, a
urne elettorali chiuse. Ebbene, informato dal pm, De Ninis irride la mossa.
Meglio, la trasforma in indizio di colpevolezza. Scrive: "Sono dimissioni
strategiche che non possono eliminare la capacità di penetrazione e
intimidazione del sindaco". Ne ordina dunque la cattura un attimo prima
che quelle dimissioni vengano rese note. La notte del 15, appunto. Non ci vuole
un indovino per prevedere, nelle prossime settimane, giorni assai complicati
per gli uffici giudiziari di Pescara e per il gip Luca De Ninis. Non fosse
altro per un precedente e una coincidenza che lo inseguono. Il 5 aprile di
quest'anno ordina l'arresto di un chirurgo che accusa di aver asportato un rene
a una paziente, provocandone la morte. La storia fa il giro d'Italia, e
trasforma la città nella capitale della malasanità. Il chirurgo è innocente.
Sconta 40 giorni di arresti domiciliari fino a quando, in luglio, la
riesumazione del corpo della paziente, accerta che il rene non era mai stato
rimosso, ma semplicemente affetto da una grave malformazione congenita. Il pm
di quell'inchiesta era Gennaro Varone. (24 dicembre 2008
( da "Stampaweb, La" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Ci sono valutazioni
e criteri che in politica devono precedere
l?accertamento delle responsabilità penali e il lento cammino della giustizia.
Queste valutazioni e questi criteri avrebbero spinto Sergio Cofferati a
dimettersi «un?ora dopo aver appreso che tre o quattro miei assessori fossero stati
indagati». Alla stessa maniera, ci sono valutazioni e criteri che dovrebbero
spingere lo stato maggiore del Pd ad interrompere ogni discussione «sul
problema della leadership: il leader è Veltroni che ha avuto una legittimazione
plebiscitaria. Punto. E poichè sento parlare di Congresso subito dopo le
europee, io - che pure avevo chiesto che si svolgesse addirittura prima del
voto - invito il partito a evitare di costruire, anche inconsapevolemente, le
condizioni perchè quelle elezioni diventino, impropriamente, una sorta di sede
congressuale». Per il resto, a dir la verità, più ancora che per le vicende che
riguardano il Pd, Sergio Cofferati appare preoccupato (magari per un riflesso
da antico leader sindacale) dalla crisi in arrivo: «Il Natale passerà, e
porterà via le ultime spese e un po? di conforto morale... Gennaio, febbraio e
marzo saranno mesi durissimi.». Però cominciamo dal Pd, signor sindaco, e dalla
cosiddetta questione morale manifestatasi al nord, al centro e al sud. Bologna
e l?Emilia ne sembrano immuni. Perchè? «La ragione non è solo nelle persone che
amministrano o dirigono il Pd, secondo me: è nella loro cultura politica e nel radicamento di cui il partito gode. Dove il
Pd è più strutturato, di solito l?azione politica e
amministrativa è più efficace, e questo - assieme ad alti livelli di
partecipazione, che vuol dire anche controllo - rende più difficili le
degenerazioni. In più, la buona politica ha bisogno di
buoni esempi e di ideali forti: quando l?idealità - non l?ideologia - è forte,
i rischi di corruzione sono assai minori. E l?Emilia e
la Romagna, non lo si dimentichi, sono la culla del riformismo...». Lei dice
che di fronte a degli inquisiti si sarebbe dimesso. Ma al sindaco di Napoli la
magistratura non avanza contestazioni... «Lo so, ed infatti il discorso è
complesso. Dunque, parlo per me, senza la pretesa di dare indicazioni. Se tre o
quattro dei miei assessori venissero incriminati, però, io sentirei l?obbligo
di dimettermi per una ragione semplice: quegli assessori li ho scelti io,
guardandoli negli occhi. Se commettono un errore o un?illegalità, devono essere
sanzionati ma io mi sentirei responsabile della scelta errata. E parlo
naturalmente di responsabilità politiche, non penali». L?ultima Direzione del
Pd ha affrontato, tra gli altri, anche questo problema: lo ha fatto, secondo
lei, con la necessaria nettezza? «Non ho potuto essere a Roma perchè ho in
corso la sessione di bilancio al Comune di Bologna: e mi spiace esser mancato
perchè avrei voluto avere un?idea del clima, visto che molte volte il clima
vale più di tante parole... L?approdo, però, è stato unitario e al centro della
discussione c?è stata più la necessità di strutturare il partito che altri
temi. Concordo: radicare il Pd è la più urgente delle questioni che abbiamo di
fronte». Sul tipo di partito da costruire Veltroni è parso oscillante, in
questi mesi: prima partito liquido, leggero; poi partito pesante, di massa, con
iscritti... Che le pare? «Che al radicamento territoriale non c?è alternativa
possibile. E che fatte tutte le differenze e tenuto conto di tutte le novità,
il modello cui dobbiamo guardare - lo dico addirittura provocatoriamente - è
quello del partito ottocentesco: partito di massa, radicato, con molti
iscritti. Una volta si diceva che nei più piccoli comuni italiani c?erano
sempre almeno la caserma dei carabinieri, la chiesa e una sede del sindacato.
Ecco, io vorrei che ci fosse anche quella del Pd. E mi pare superfluo doverlo
dire, considerando che a dirigere il partito c?è Walter, appunto». In che
senso, scusi? «Nel senso che Veltroni usava Internet, cioè ne aveva capito la
potenza innovativa, già quindici anni fa. Ma io ricordo bene come ha fatto il
sindaco di Roma: ha incontrato ogni giorno, per anni, un numero impressionante
di persone. Internet va benissimo: ma l?autorevolezza di Veltroni è cresciuta
nel dialogo quotidiano con la gente, e grazie a una rete di rapporti davvero
enorme». Tutto questo per dir cosa? «Che mi pare surreale stare a discutere se
fare iscritti oppure no. Non solo bisogna farne, ma occorre dare loro anche
maggior peso e potere rispetto agli elettori, come del resto è scritto nello
statuto. Bisogna rafforzarne le funzioni: anche perchè, se le differenze
svaniscono, si finisce per rinunciare ad iscriversi». Diceva all?inizio delle
sue preoccupazioni per la crisi in arrivo... «Per la crisi in arrivo e per il
ruolo che avrà il Pd: dobbiamo connotarci per una pratica di opposizione
visibile e forte. Far questo potrebbe aiutarci anche a risolvere la cosiddetta
questione delle alleanze: se sei forte, gli altri hanno tutto l?interesse ad
allearsi con te... Poi, certo, c?è bisogno di idee per provare ad arginare le
crisi». Che pare preoccuparla molto, è così? «Sono appena stato al pranzo di
solidarietà annuale ospitato dalla brigata Friuli: rispetto all?anno scorso, la
platea dei bisognosi era visibilmente cambiata. Passato il Natale, faremo i
conti con una crisi che ha pochi precedenti. Occorrerebbe uno sforzo unitario,
di tutto il Paese, qualcosa che facesse ripetere i miracoli che l?Italia ha già
fatto: penso alla crisi petrolifera negli anni ?70 e all?impegno durissimo per
entrare nel gruppo di testa della nuova moneta europea». Le sembra che il
governo si stia muovendo con efficacia? «E? stata approvata una Finanziaria che
non tiene conto affatto di tutto quel che sta accadendo. Ma c?è ancora modo di
intervenire. Al nuovo mercato del lavoro, segnato da una grande flessibilità,
vanno accompagnati nuovi diritti e soprattutto strumenti di tutela sociale. E?
il primo compito che abbiamo davanti. Tutti: governo, opposizione e sindacati,
che sotto gli effetti della crisi, vedrà, saranno costretti a ritrovare la loro
unità».
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
TONIA LIMATOLA
Giugliano. Le condanne disegnano un sistema di corruzione simile a quello della polizia sudamericana, con i vigili urbani
pronti a gestire, in combutta con imprenditori e tecnici comunali, l'affaire
dell'edilizia illegale. Non un caso isolato, ma un sistema criminale da
smantellare con provvedimenti esemplari. Il paragone con le forze
dell'ordine dei paesi dell'America latina era contenuto nell'impianto
accusatorio, poi avallato dalle misure straordinarie, che contemplano anche
l'associazione a delinquere, emesse dal giudice. Gli avvocati si dicono pronti
a presentare ricorso contro le condanne. In ogni caso, il messagio dei giudici
è forte: carcere ma anche confisca di beni e interdizione perpetua dai pubblici
uffici. È solo questione di tempo: per l'Appello bisognerà aspettare la
pubblicazione della sentenza - tra novanta giorni - nella quale verranno
illustrate le motivazioni di pene così severe. Ma i legali sono certi di un
particolare: i giudici avranno fatto sicuramente riferimento allo scempio
ambientale del territorio per giustificare la scelta di comminare pene così
dure: dai nove ai dodici anni. Le pene sono state inferte ai sedici imputati
che hanno scelto il rito abbreviato, mentre per gli altri ventitre il processo
con rito ordinario non è ancor iniziato. Un nuovo capitolo del procedimento
giudiziario scaturito dall'inchiesta del commissariato di polizia, con l'allora
dirigente Pasquale De Lorenzo, e coordinata dalla Procura, sul mattone
selvaggio in città e che lo scorso maggio aveva portato all'arresto di 39
persone, tra vigili, imprenditori e tecnici comunali. Un vero terremoto in una
città come Giugliano, cresciuta a dismisura anche grazie al sistema
economico-criminale che ruota intorno all'abuso. «Un mattone, una mazzetta: si
è sempre fatto così», si dice in strada. Davanti ai bar e nei salotti non si
parla d'altro, ma sulle condanne la città si divide: c'è chi gioisce, chi no.
Di certo nessuno si stupisce. Ora, come dopo gli arresti. Sulla bocca di tutti
finisce la crisi morale che sconquassa la vita pubblica e impegna la
magistratura. Né si risparmiano i paragoni con le sentenze di altri casi
clamorosi: dodici anni ad un vigile coinvolto nello scandalo dell'edilizia,
contro i dieci anni comminati ad un boss come Cosimo Di Lauro. Fanno riflettere
anche le misure accessorie comminate: interdizione perpetua dai pubblici uffici
e confisca dei beni. «Non sono ancora definitive - spiega l'avvocato Antimo
D'Alterio che con Antonio Russo difende due vigili - Lo saranno quando la
sentenza passerà in giudicato, ma noi presenteremo sicuramente appello». Si preoccupano
dell'immagine della città, invece, i politici. «Sono reati contestati ai
singoli e - dice l'ex sindaco Francesco Taglialatela - non devono gettare fango
su tutta la comunità». Intanto, se per molti anni è stato davvero normale agire
così, allora si capisce cosa spinge gli abusivi destinatari delle ordinanze di
abbattimento a costituirsi in un comitato per difendere le proprie case
realizzate senza licenza. Gli abusivi non demordono: riempiono la città di
manifesti e invitano i cittadini ad un incontro pubblico sabato, alle 17, nella
sede di via degli Innamorati. «I nostri sono abusi di necessità - dicono - Noi
non siamo speculatori». Il tema è molto delicato. Intanto le famiglie
trascorreranno la mattina di Natale con un banchetto in piazza Municipio.
L'obiettivo: raccogliere firme per chiedere un intervento straordinario sul
tema degli abusi edilizi al governo Berlusconi. «Siamo convinti che ci sono
molte situazioni che possono essere sanate senza far arrivare le ruspe»,
insistono a Giugliano. Sanare le case, dicono. Ma chi risanerà la legge
calpestata?
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
SAN GREGORIO Sotto
l'albero regali all'asilo pagati con il gettone dei consiglieri della Lega Con
il gettone di presenza acquistate una scala, scatole
di colori e un po' di dolci per i bambini della scuola materna. Lo avevano
promesso, e sebbene la cifra non sia stata comunque così esorbitante, i
consiglieri del gruppo all'opposizione della Lega Nord a San Gregorio nelle Alpi hanno voluto utilizzare la somma destinata come
gettone di presenza durante i consigli comunali per aiutare nelle spese di ogni
giorno la scuola materna Ing. De Conz. «Abbiamo ricevuto in questi giorni la
somma relativa ai gettoni
di presenza - spiega la capogruppo Marina
Trevisan - abbiamo quindi chiesto all'asilo quale fosse la cosa più utile che
avremmo potuto comprare. Dalla scuola è giunta così la richiesta per una
scala pieghevole, per poter svolgere al meglio i lavori e le pulizie
all'interno delle aule. A questa abbiamo aggiunto scatole di colori e un po' di
dolci per la merende dei bambini». Obiettivo insomma raggiunto, quello che il
gruppo Lega Nord fin dall'inizio del proprio mandato come minoranza in
consiglio si era prefissato: garantire cioè un aiuto concreto alla scuola
materna Ing. De Conz, presente a San Gregorio nelle Alpi, che da qualche anno a
questa parte purtroppo non naviga in buone acque.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Possiamo formare
un'unica realtà da 27mila cittadini di Umberto Ceccon* A seguito degli
interventi proposti dai sindaci di Conegliano e Vittorio Veneto, Alberto
Maniero e Giancarlo Scottà, per quanto riguarda l'eventuale costituzione di un unico Comune e dopo gli interventi anche
televisivi di alcuni Presidenti delle Province per la diminuzione dei costi
della politica, voglio sottolineare che per la diminuzione dei costi della politica in Italia si deve iniziare da due punti ben precisi, prima dagli
Enti Comunali e secondo dallo Stato (Camera dei Deputati, dei Senatori, dei
ministeri ed altro).(Segue a pagina IX)
( da "Sicilia, La" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
I deputati regionali
Lino Leanza e Salvo Pogliese hanno illustrato le novità «Riforma Enti locali, risparmio
e decentramento» Illustrare i punti fondamentali e fare chiarezza sugli effetti
della legge di riforma degli enti locali recentemente approvata all'unanimità
dall'Ars. Questo il tema dell'incontro con i rappresentanti delle municipalità
svoltosi ieri nella sala biblioteca della sede di Catania della Presidenza
della Regione, dai deputati regionali Lino Leanza, capogruppo Mpa all'Ars,
Salvo Pogliese, vice capogruppo Pdl all'Ars, e dai consiglieri comunali Manlio
Messina, presidente della VII Commissione consiliare, e Salvo Di Salvo,
capogruppo Mpa. Diverse le novità introdotte dalla legge. Innanzitutto la
riduzione degli assessori nelle giunte locali che potranno essere al massimo un
quinto dei consiglieri comunali e comunque fino ad un
massimo di 10 assessori per le città con più di 250 mila abitanti. A Palermo,
ad esempio, si passerà da
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
CASTELMASSA-CASTELNOVO
In ricordo di Luca Rossi a favore del Nicaragua Continuano le dimostrazioni
solidali in terra massese. Domenica scorsa il gruppo Amici di Luca in collaborazione
con vari gruppi quali Pro loco, Avis Aido, New Ilva cafè e Conad di Beniamino
Mazzali ha proposto L'albero dei desideri aperto ai bambini che hanno ricevuto
in dono penne e matite riscuotendo un buon successo di partecipazione.
L'iniziativa fa seguito a quella realizzata il 25 ottobre scorso, presso il
teatro comunale di Castelnovo promossa dalla Pro loco. In quell'occasione si
sono riunite circa 200 persone attorno al tavolo nel segno della solidarietà
del progetto Salinas cresce, avviato nel 2006 ricordando il giovane Luca Rossi
venuto a mancare in un tragico ed involontario incidente e
ricordarlo formando in Nicaragua i giovani nella comunità di Salinas grande del
municipio di Leon. In questa serata il gruppo dei Sildenafil ha suonato la musica
degli anni '70 ed '80 devolvendo il loro gettone di presenza
all'iniziativa benefica. Responsabile del progetto nicaraguense è Pier Angelo
Rocco che, via internet, a fatto sentire la sua voce ai presenti,
mettendola al corrente dei progressi ottenuti grazie a queste donazioni
filantropiche che permettono ai giovani del posto di frequentare la scuola
secondaria (approfondimenti su www.progettomondomlal.org).Raffaele Ridolfi
( da "Gazzettino, Il" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Le ragioni per
costruire nuove moschee Esiste un ... Le ragioniper costruirenuove moscheeEsiste
un qualsiasi valido motivo per non consentire la realizzazione di una moschea,
o di un luogo di culto di qualunque religione, in Italia o altrove? La civiltà
maturata dall'illuminismo, dalla fine del criterio Cuius regio eius religio
(cioè Se il re diventa induista, tutti i suoi sudditi diventano induisti) fa
dire che è assolutamente impossibile una limitazione alla libertà di culto.
Ogni cittadino, o anche non cittadino, ha diritto ad esprimere la sua fede
liberamente. Prima obiezione: ma cosa succede nei paesi arabi? Nella maggior
parte dei paesi arabi esistono chiese cattoliche, anche molto belle e grandi, e
spazi per altri culti. Se questo in alcuni paesi non accade (i più vicini agli
interessi economici dell'Occidente, del resto, come l'Arabia Saudita), non è
una ragione per contrapporre ad una scelta sbagliata un'altra scelta sbagliata.
L'altro argomento è più egoista: meglio avere degli ospiti che si
autogestiscono in modo organizzato, cercando collaborazione con il resto del
corpo sociale, che non singoli disaggregati e soli. Questo dato è ovvio,
fondato sull'idea che la religiosità è un'espressione alta dell'essere umano, e
che lo valorizza anche nel rapporto con gli altri. Non è un caso che sono le
voci più aperte della Chiesa, ad iniziare dalle Caritas diocesane, quelle che
premono per la possibilità di costruire le moschee. La verità è che tutti i
fondamentalismi si assomigliano, seppur l'un contro l'altro armati. E che una
società che si integra, in modo tollerante, crea le condizioni per una
convivenza civile e democratica, per una società che costruisce
democrazia.Lorenzo PicunioMeteo Telecomfuori servizioda più di un meseDa più di
4 anni ho aderito al pacchetto Telecom "Tutto 4 star" in cui è
compreso il servizio previsioni meteo. Servizio che non sempre ha funzionato
bene, ma i periodi di non funzionalità erano di uno o due giorni per cui porta
pazienza. Adesso dal 13 novembre 2008, data di segnalazione del non
funzionamento, non riescono a risolverlo. Gli operatori sono generalmente
gentili, segnalano il guasto che però non viene risolto (siamo al 21 dicembre
2008). Telecom in tale modo dimostra di comportarsi con poco rispetto verso i
suoi clienti e in modo controproducente per il buon nome di una grande azienda.
So benissimo che questo è un piccolissimo disagio ma so anche, in prima
persona, quanto sia disperante mettersi in contatto e soprattutto far risolvere
a Telecom un problema di linea telefonica o di collegamento Adsl. Non è, per
caso, che forse Telecom farebbe bene ad assumere più tecnici e a licenziare
qualche manager incapace.Giorgio TrincaMestreBufera sul Pd...ma Craxil'aveva
già dettoMi sembra che questa bufera giudiziaria abbattutasi su alcuni
esponenti di spicco del Partito democratico, sia solamente la punta di un iceberg.
Il claudicante segretario del Pd, Walter Veltroni, dopo un'altra sconfitta
elettorale nell'arco di pochi mesi, è praticamente in stato confusionale e
nonostante prove evidenti a carico degli indagati del suo partito, continua a
non sbilanciarsi, a non fare chiarezza ed epurazione. A questo punto mi sembra
più che doveroso che i socialisti italiani, sia di centrodestra sia di centro
sinistra, dopo un momentaneo o duraturo time-out di pacificazione, facciano
quadrato e con i loro più accreditati leader rispolverino il combattivo
orgoglio socialista, rimarcando e ricordando all'attuale
classe politica il discorso di Bettino Craxi alla Camera sui finanziamenti dei partiti. A distanza di anni, ancora una volta, lo statista e leader del
partito più vecchio d'Italia aveva visto giusto: sarebbe ora di riportarlo, con
tante scuse, nella sua adorata ed amata Italia.Rolando MarchiAlbignasego
(Padova)L'onestà è lodatama muoredi fame e freddoL'onesto è puntuale; mantiene
la parola data; dichiara al fisco il suo vero reddito; paga il biglietto del
locale e del mezzo pubblico (non fa il portoghese). L'onesto si accontenta del
giusto guadagno (concilia economia ed etica); gareggia con lealtà e
correttezza; partecipa ai pubblici concorsi con le sole sue forze, senza raccomandazioni.
L'onesto lavora, paga e manda avanti l'Italia. Egli ricorda i motti: self-help
(auto aiuto); fai da solo, non copiare; aiutati che il ciel t'aiuta; chi fa da
sé fa per tre. L'onestà è onorabile e lodata, ma muore di fame e freddo
(Giovenale, Satire, I, 74): come ogni virtù, rischia d'essere squalificata nel
Belpaese. Lo studioso onesto è considerato dai furbi diligente, ma limitato e
non geniale.Onestuomo o buon uomo è talvolta denominato il credulone
sempliciotto. L'onesto è spogliato dal fisco; può essere accusato di non
possedere buoni sentimenti collettivi; deve sorbire i pistolotti di scaltri
fanfaroni, che predicano bene e razzolano male.Gianfranco NìbalePadovaI nuovi
bullie una lezionedi 30 anni faTv e giornali riportano sempre più spesso casi
di bulletti/ragazzini e di veri e propri bulli di età dai 13 ai 18 anni, vedi
il recente caso di Padova con 4 ragazzi finiti nelle mani delle forze
dell'ordine per reati non proprio di lieve entità: figli di genitori italiani e
non dei "soliti extracomunitari". Sono un nonno sessantaquattrenne.
Il progresso della mia generazione penso abbia contribuito molto a formare
anche l'attuale bullismo, perché abbiamo fatto in modo che i nostri figli e
nipoti avessero ciò che a noi non fu consentito. A qualsiasi costo, anche
denunciando l'insegnante scolastico che "si permette" di riprendere
gesti inconsulti di qualche studente. Vorrei riportare un caso personale di
circa 30 anni fa.A mia figlia di 5 anni che frequentava l'asilo si aggiunge
anche la minore di 3 anni e questa viene subito fatta oggetto di maltrattamenti
da parte un ragazzino con segni evidenti sul corpo. Mia moglie riferisce alle
assistenti dell'asilo, le quali dopo qualche giorno assicurano di avere
avvisato i genitori del ragazzino. Niente, la cosa va avanti per qualche
settimana ed a questo punto mia moglie si fa indicare il ragazzino
"manesco" dalla figlia più grande. Una mattina porta all'asilo le
nostre figlie e riesce a prendere il "manesco": gli fa capire molto
energicamente che la bambina non la deve toccare più e, guarda caso, così è
stato. Se ciò l'avessero fatto i suoi genitori (avvisati) sarebbe stato molto
meglio. Per la cronaca quel ragazzino/bulletto oggi un trentenne amico di
famiglia e qualche volta ringrazia ancora mia moglie per la "lezione
ricevuta".Lettera firmata
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
MONTEGROTTO «La
pasta? propaganda» Montegrotto. Propaganda politica ed attacchi al primo
cittadino, travestiti da beneficenza pubblica. Così il sindaco Luca Claudio
commenta l'iniziativa promossa dal centro sinistra che ha
distribuito pacchi di pasta comprata con i gettoni di presenza dei consiglieri. L'iniziativa, realizzata anche in polemica con
i presunti sprechi contestati di promozione turistica del Comune. Invece di
darmi lezioni di moralità ha detto Claudio avrebbero fatto meglio destinare il
loro gettone di presenza per una spesa a beneficio di chi ne ha veramente bisogno.
E' stato invece meschino il fatto che adescassero i passanti regalando loro la
pasta ed un volantino contro la mia persona.(L.Pi.)
( da "Giornale.it, Il" del 25-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
n. 308 del
2008-12-25 pagina 9 "Nessun complotto: il Pd è nella palude" di Laura
Cesaretti L?ex presidente della Camera: "C?è ormai un groviglio incestuoso
tra dirigenti e interessi privati che tocca tutti". "Sbagliato
inseguire Di Pietro. Il Pdl non faccia come noi durante Mani Pulite: non usi la
giustizia come arma politica" Presidente
Violante, ha letto che un grande vecchio del suo partito come Alfredo Reichlin
sospetta che la bagarre giudiziaria sul Pd si sia scatenata per bloccare il
dialogo che lei aveva aperto sulla riforma della giustizia? Si è pentito?
«Reichlin è un uomo troppo serio per aver detto una sciocchezza simile.
Piuttosto mi auguro che il centrodestra non faccia lo stesso grave errore che
fece la sinistra ai tempi di Tangentopoli». Quale errore? «Pensò che il
problema non la riguardasse. E che fosse sufficiente delegarne la soluzione
alla magistratura. Ci furono le inchieste, i processi, molti vennero condannati
e alcuni assolti; furono confiscati miliardi illegalmente guadagnati; i vecchi
partiti di governo si sciolsero e quel sistema politico finì. Ma a guadagnarne non
fu la sinistra. Furono coloro che apparvero i più estranei: la Lega e Silvio
Berlusconi. Ora che la questione morale investe il Pd, spero che la destra
eviti di usarla come arma politica, disinteressandosi
della questione di fondo, che è la ricostruzione di una rigorosa etica
pubblica. Se la vigilanza sull?etica pubblica continua a essere delegata alla
magistratura, dandole un compito improprio, tra dieci anni ci ritroveremo
ancora una volta senza soluzioni e con un Paese ancora più sfibrato». E qual è invece
la risposta giusta? «C?è una questione morale che investe l?intero Paese. Le
inchieste su esponenti del Pd sono una parte del tutto. L?Italia è un Paese di
massiccia evasione fiscale ed è percepita come un Paese ad alto livello di corruzione. La mafia ha un giro d?affari di 130 miliardi, 8
punti di Pil. Ieri ero a Fiumicino e c?era una situazione disastrosa da Quarto
mondo. C?è instabilità delle regole, confusione normativa e amministrativa,
totale incertezza sui principi di legalità e di responsabilità. Qual è la
regola? E chi risponde per la sua violazione? Il più delle volte la risposta è
casuale. Dipende dal luogo, dalle persone, dal giudice, dall?avvocato, dalle
amicizie. Scivoliamo verso la Repubblica degli amici. Non sto celando le
responsabilità del Pd, che esistono e sono gravi. Ma se la politica
non si assume le proprie responsabilità e si limita a battere le mani quando
passa la carretta dei condannati,condanniamo il Paese allo sfacelo. I problemi
restano e si riproporranno». Che idea si è fatto delle inchieste in corso sul
Pd? «Segnalano una palude dalla quale emergono fatti diversi, alcuni sono
reati, molti altri sono casi di malcostume. Ma soprattutto emerge un groviglio
incestuoso di relazioni sociali, influenze amicali, funzioni pubbliche e
interessi privati che coinvolgono politici, imprenditori e funzionari. E in
questo groviglio finiscono anche persone oneste e del tutto estranee. Sono
coinvolti esponenti di molti partiti; ma questo non consola per nulla il Pd. è
tutta la politica che deve recuperare autorevolezza,
altrimenti perde credibilità e spalanca la porta all?avventurismo. In Abruzzo
il centrosinistra ha perso 170.000 voti; ma il centro destra ne perde 150.000».
Quali rimedi propone? «Rendersi conto della gravità e della vastità della
malattia. Riproporre forti gerarchie di valori, mettere in campo una vera
capacità regolatrice, guardare alle priorità dei cittadini. In molti
parlamenti, Usa in testa, esistono comitati etici che vigilano non sui reati
dei parlamentari,dei quali si occupano i tribunali, ma sulla correttezza dei
loro comportamenti. Perché non possiamo introdurli anche noi? Secondo: i
partiti devono allontanare chi appare coinvolto in vicende di malapolitica, anche se non è ancora intervenuto il magistrato».
Ma si può dare sempre retta alle inchieste della magistratura? Non tutte si
sono rivelate fondate, in passato. «Infatti sostengo una totale autonomia della
responsabilità politica dalla responsabilità penale.
In vasti settori dell?opinione pubblica e anche in qualche settore della
magistratura c?è l?idea che i rapporti tra politica e
economia siano di per sé criminali, e bastano i “sintomi” per provare una
colpa. Ho letto le carte della richiesta di arresto per Margiotta (deputato Pd
lucano, ndr): se un pm chiede l?arresto portando come prova fondamentale del
rischio di inquinamento delle prove il fatto che quell?accusato parlava poco al
telefono, c?è qualcosa che non va. Se, come fanno alcuni leader politici o
intellettuali, si arriva a dire che chiunque sia sfiorato da un?inchiesta è di
certo un corrotto, ci vuol poco a consegnare il Paese a una soluzione
autoritaria che si presenti come salvifica. Ma le profezie non bastano. Bisogna
prendere misure rigorose nei partiti e nella pubblica amministrazione,
altrimenti è difficile combattere queste spinte distruttive». Come mai tutta
questa ondata di inchieste sul Pd? «Non ci sono complotti. Ci sono i fatti e
c?è una concentrazione informativa che ha messo insieme i tasselli sparsi di
tante inchieste diverse. Ora fa notizia anche un fuscello che si muova a
sinistra. Tra sei mesi potrebbe succedere a destra. Il Paese si muove nel
fango, per responsabilità di parti grandi delle sue classi dirigenti,
politiche, amministrative e imprenditoriali. Se non ci rimbocchiamo le maniche
per prosciugare la palude prevarrà nell?opinione pubblica l?idea che la politica è malaffare e che tutto va affrontato per via
giudiziaria». Zagrebelski accusa il Pd di essere diventato un “partito di
cacicchi”. «Si è creato un rapporto distorto tra centro e periferia. A volte
c?è uno scambio silenzioso e non formalizzato: tu nella tua zona fai quello che
ti pare, ma in cambio porti voti. Manca ancora la struttura del partito come
rete solidale che vigila e evita il consolidarsi di notabilati locali autoreferenti.
Questo è un problema che hanno anche altri partiti. Uno dei limiti specifici
del Pd è secondo me il governo ombra, non per le persone, che sono eccellenti,
ma per la sua funzione». E perché mai? «Perché il ministro ombra, come quello
vero, non si occupa del partito, non tiene i rapporti con il territorio nel suo
campo di azione e condiziona l?azione dei gruppi parlamentari. La conseguenza è
una eccessiva parlamentarizzazione dell?iniziativa del Pd, incentrata sul
governo ombra, che finisce per svuotare di ruolo i gruppi parlamentari e
lasciare la periferia a se stessa». La crisi del Pd sta ingrassando il vostro
alleato Di Pietro. Lei era favorevole all?apparentamento con Idv? «No, e lo
dissi. Di Pietro non c?entra con la sinistra riformista. Se si decide di andare
da soli, scelta che condivisi profondamente, si va da soli e basta. Ora Di
Pietro sta ponendosi come chi è estraneo al sistema per incassare il dividendo
della crisi. Non dobbiamo inseguirlo. Ma bisogna rispondere in modo giusto alle
domande alle quali egli risponde in modo sbagliato». Intanto è finito anche lui
nelle intercettazioni. «Ho visto interpretazioni molto diverse e non intendo
unirmi al coro. Questo fango prima lo si affronta meglio è per tutti». Il Pd
non gode di ottima salute politica, però. «Veltroni
non si discute, sta mettendo l?anima in questa impresa e va sostenuto. Ma chi
guida il partito deve avere attorno gente solida, strutturata, autorevole e
autonoma, capace anche di dirgli di no. Dicendo sempre sì, i caporali finiscono
per scavare la fossa ai generali». Ricambio, dunque? «Serve un gruppo dirigente
fondato su un mix di generazioni perché l?innovazione e il merito non si
possono basare solo sull'anagrafe. E lo dico io che sono uno dei pochi che si
sono spontaneamente fatti da parte scegliendo di non rientrare in Parlamento.
Prendiamo il caso De Mita, ad esempio: è un gran rompiscatole, e senza dubbio è
anziano. Ma in nessun Paese ci si sarebbe privati della sua esperienza e
intelligenza politica. Da chi è stato sostituito? Non
ne ho idea. Ci sono tanti bravi ragazzi e ragazze; ma non vanno bruciati,
buttandoli in pista prima che siano pronti. Bisogna prepararli; altrimenti si
distruggono. La Lega ad esempio ha molti parlamentari giovani, ma vengono tutti
da esperienze amministrative che li preparano. Comunque, finché non si cambia
la legge elettorale è inevitabile che i segretari di partito si facciano i
gruppi a loro immagine. Lo hanno fatto tutti». Mettere mano alle riforme,
dunque? Ma un Pd così sotto botta non rischia di essere ancor più restio a
confrontarsi con questo governo? «Veramente chi ha detto no al confronto col Pd
finora è stato il presidente del Consiglio, sia pure a fasi alterne. Da 25
anni, un quarto di secolo, sappiamo di cosa c?è bisogno per far funzionare
meglio l?Italia. Dunque si discuta del merito. Il resto sono chiacchiere. Il
federalismo fiscale è indispensabile: si entri nel dettaglio. C?è un consenso
sulla cosiddetta bozza Violante? E allora che si proceda, che aspettiamo?
Cominciamo a costruire un nuovo sistema politico istituzionale, applicando i
principi fondamentali della Costituzione, anche per la
giustizia. Senza baruffe preventive. L?intero Paese è sul Titanic». © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Villaggio Globale.it" del 26-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Ultime Notizie La
tragica vicenda di Sumatra Sull'eccidio nel villaggio di Suluk Bongkal
interviene Amnesty International Chiede una investigazione immediata sui fatti
che hanno portato alla distruzione del villaggio da parte della polizia di
Riau, nell'isola dell'Indonesia. Dietro le violenze un clamoroso caso di corruzione Un bambino di due mesi è stato ucciso dalle
ustioni riportate nel rogo del villaggio, appiccato dalle forze di polizia. Un
altro bambino, di due anni di età, è morto mentre fuggiva nella jungla in
seguito all'attacco della polizia. Dopo aver disperso gli abitanti del
villaggio con granate lacrimogene e pallottole di gomma, 300 abitazioni sono
state date alle fiamme da un elicottero della polizia, che secondo gli abitanti
avrebbe fatto uso di napalm, e quindi spianate dai bulldozer dell'impresa
forestale interessata ai terreni del villaggio, lasciando 400 persone senza
casa, a vivere nella jungla. Due giorni più tardi un elicottero della polizia
avrebbe sorvolato le tende di fortuna erette dai profughi e le ha bombardate
con pietre. L'operazione di polizia ai danni del villaggio di Suluk Bongkal è
la conclusione violenta di un conflitto durato 12 anni tra gli indigeni Sakai e
l'impresa Arara Abadi, che rifornisce di legno la cartaria Indah Kiat Pulp and
Paper, del gruppo App - Sinar mas. La Arara Abadi rivendica una concessione di
oltre
( da "RomagnaOggi.it" del 26-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
26 dicembre 2008 -
16.06 (Ultima Modifica: 26 dicembre 2008) Prosegue la
guerra ai costi della politica. La giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha approvato la legge
regionale che da il via alla riorganizzazione dei Consorzi di Bonifica
dell'Emilia-Romagna, che scenderanno da
( da "Stampa, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
CONSIGLIO
COMUNALE.SCONTRO SULLE POLITICHE PER LE FASCE DEBOLI L'aiuto sociale divide
Donnas Il sindaco: «Gli aiuti sono stati aumentati E la tassa sui rifiuti verrà
divisa in tre rate» [FIRMA]DANIELA GIACHINO DONNAS Punti di vista diversi sulle
politiche sociali hanno scatenato la discussione tra maggioranza e minoranza a
Donnas durante il Consiglio comunale per l'approvazione del bilancio di
previsione 2009-2011. Il problema è emerso alla riconferma dell'addizionale
Irpef (l'imposta sul reddito delle persone fisiche) allo 0,15 per cento per
l'anno 2009. «Siamo in un momento di crisi e riteniamo che questa tassa debba
essere abolita - ha detto il consigliere di minoranza Silvia Nicco -. Anche per
l'Ici (confermata al 4,5 per mille) siamo contrari perché non tiene conto del
fatto che le tasse debbano essere applicate tenendo conto delle fasce deboli».
Hanno votato contro le due imposte i quattro consiglieri di minoranza, mentre
sull'Ici si è astenuto il consigliere di maggioranza Nicodemo Calabrese. Il
gruppo di opposizione ha poi confermato la riduzione del 10 per cento delle
indennità (a favore dell'oratorio) e ha chiesto alla maggioranza di seguire
l'esempio del Comune di Hône che ha deliberato la costituzione di un fondo di
solidarietà. «Sarebbe un bel segnale per la popolazione al di là delle
contrapposizioni politiche» ha detto Lucio Bosonin. Aldo Follioley ha aggiunto
che nel bilancio non erano incrementate le cifre per il sociale. «Restano i
contributi per l'oratorio e le associazioni sportive, ma non c'è un salto di
qualità che preveda aiuti in più alle famiglie in difficoltà. Chiedo ancora una
volta che siano rateizzati i pagamenti delle aliquote». «Non è vero che non ci
siano soldi in più nel capitolo del sociale - ha risposto il sindaco Mauro
Arvat -. La copertura dei servizi per gli anziani è aumentata, come sono
aumentati i costi per i rifiuti e l'acqua, anche se le tariffe agli utenti sono
rimaste invariate. Inoltre, per quanto riguarda la tassa rifiuti, sarà
rateizzata in tre bollette». Sul fondo di solidarietà il sindaco ha spiegato:
«L'iniziativa del Comune di Hône è lodevole, ma credo che i nostri consiglieri,
di maggioranza e di minoranza, si attivino già per iniziative personali a
sostegno di bisognosi. Ritengo che occorra lasciare alla sensibilità individuale le azioni di aiuto». E ha aggiunto Calabrese: «Non
credo che occorra pubblicizzare ogni qual volta si decide di aiutare gli altri.
Ho sempre dato i miei gettoni
di presenza (e non il 10 per cento)
all'oratorio e mi dispiace essere obbligato a dirlo adesso per dimostrare che
anche i consiglieri di maggioranza sono sensibili alle problematiche delle
persone in difficoltà». Il Consiglio ha poi approvato il bilancio 2009
(contraria la minoranza) che pareggia a 4 milioni e 450 mila euro. Le spese di
investimento sono di un milione e 657 mila euro, serviranno per la
ristrutturazione del tetto della scuola del capoluogo (200 mila), l'ampliamento
del parcheggio vicino al poliambulatorio (70 mila), l'illuminazione della torre
di Pramotton (200 mila), il salone per le attività motorie a servizio delle
scuole (300 mila), l'ampliamento del cimitero del capoluogo (250 mila), la
costruzione di un campetto da allenamento vicino allo stadio Crestella (100
mila).
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
VIRGILIO Martedì
ultimo consiglio VIRGILIO. Martedì ultimo consiglio comunale del 2008, con
all'ordine del giorno un prelevamento dal fondo di riserva
e conseguente variazione al piano esecutivo di gestione, la determinazione dei gettoni di presenza 2009 per i consiglieri comunali, la definizione dei costi dei
servizi a domanda individuale nell'ambito del quadro di copertura finanziaria,
il bilancio di previsione 2009, bilancio pluriennale e relazione previsionale e
programmatica 2009-2011, programma triennale opere ed elenco annuale
2009. E ancora: elezione del revisore unico dei conti per il prossimo triennio,
modifiche allo statuto del Consorzio Parco del Mincio, modifica del regolamento
dei servizi funerari, necroscopici, cimiteriali e di polizia mortuaria. In
conclusione, verrà discussa una mozione sulla viabilità presentata dal gruppo
«Progetto per Virgilio». La seduta è stata convocata con inizio alle 21.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
I conti 2009 passano
col no della minoranza Ponti, più spese per mutui ma senza aumenti di tasse
PONTI SUL MINCIO. Numerosi i temi discussi nell'ultimo consiglio, a partire
dall'adeguamento dello statuto del Parco del Mincio, con, tra l'altro, la
riduzione dei consiglieri da
( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
«Operazione legata
al piano di diversificazione del patrimonio». L'ente si porta alle spalle di
Mediolanum Biasi alza la voce in Mediobanca Fondazione Cariverona sale al 3,13%
di Piazzetta Cuccia L'azzeramento del dividendo Unicredit non spaventa i
vertici: sullo sfondo la vecchia «passione» per le Generali VERONA.
L'azzeramento del dividendo Unicredit non spaventa Fondazione Cariverona. Il
primo azionista della banca guidata da Alessandro Profumo, investe su
Mediobanca arrivando a detenere il 3,136% del capitale di Piazzetta Cuccia.
L'operazione con cui l'ente veronese presieduto da Paolo Biasi ha superato la
soglia di rilevanza (il 2%) - dovendo, così, uscire allo scoperto tramite
comunicazione alla Consob della quota detenuta - risale a venerdì scorso 19
dicembre. Lo shopping, secondo fonti interne a Fondazione Cariverona, trova
giustificazione nella volontà di diversificare l'investimento del patrimonio.
«L'incremento della partecipazione è stato effettuato di recente nell'ambito di
un piano di diversificazione degli investimenti patrimoniali» sottolinea un
portavoce della Fondazione Cariverona, precisando che in precedenza l'ente
veronese custodiva una partecipazione nell'istituto milanese inferiore alla
soglia del 2 per cento. Resta il fatto che, sullo sfondo della decisione presa
da Cariverona, sembra emergere una vecchia «passione» di Biasi che porta a
Trieste e, nello specifico, alla sala di comando delle Assicurazioni Generali.
Qualche percentuale è utile per chiarire l'intreccio: Fondazione Cariverona è
il primo azionista di Unicredit con il 5,009% del capitale. A sua volta
Unicredit è il terzo azionista della compagnia del Leone in virtù di una presenza qualificata (3,24%) nel libro soci di Trieste. Ma
qual è l'azionista di riferimento delle Assicurazioni Generali? Mediobanca che
con una quota del 13,16% fa, è il caso di dirlo, la parte del leone nella
compagnia presieduta da Antoine Bernheim. E proprio su
Mediobanca Biasi ha voluto puntare un gettone importante arrivando alle spalle
di Mediolanum (3,38%) nella lista dei principali azionisti. Con questa
operazione, Biasi va, inoltre, a rafforzare il fronte delle fondazioni bancarie
già presenti nel capitale dell'istituto milanese con delle partecipazioni non
vincolate al patto di sindacato. In particolare, nel panorama delle
fondazioni, quella veronese, col suo 3,13%, custodisce la quota più
significativa. Tra gli altri nomi figurano, inoltre, la Fondazione Carisbo, che
possiede il 2,6% di Mediobanca, e la Fondazione Monte dei Paschi di Siena con
l'1,9%. Soci questi che, in occasione del passaggio dalla governance duale a
quella tradizionale dell'istituto presieduto da Cesare Geronzi, hanno ottenuto
la nomina dei propri candidati ai posti di minoranza nei nuovi consigli di
amministrazione (Marco Parlangeli per Fondazione Mps) e collegio sindacale
(Marco Reboa per Fondazione Carisbo). Nel capitale, per chiudere il capitolo
fondazioni, è presente anche Fondazione Cariparo. Il nome dell'ente veronese
era passato agli onori della cronaca come potenziale investitore in Mediobanca
già nel corso del precedente esercizio. Nel luglio del 2007, infatti, quando
Carisbo aveva comunicato alla Consob di possedere più del 2 per cento di Mediobanca,
indiscrezioni indicavano altri enti aver comprato quote dell'istituto milanese.
E oltre al nome della stessa Cariverona erano state indicate anche Fondazione
Cariparo (poi effettivamente entrata) e Cassa risparmio Torino (anch'essa
azionista Unicredit col 3,79 per cento). (Matteo Marian)
( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Partecipate,
ritocchi a consiglieri e indennità Actt, 2 poltrone in più da 10mila euro. Asco
Tlc, gettoni a Beraldo Ca' Sugana rivede i compensi
dei rappresentanti del Comune nelle partecipate. L'ultimo aggiornamento del 19
dicembre porta due consiglieri in più in seno alla società di trasporto
pubblico cittadino, l'Actt: Erich Zanata (Lega) e Maurizio Demma (Pdl),
designati a fine giugno, a cui spetta un compenso di 10 mila euro lordi l'anno.
Altra variazione riguarda l'Asco Tlc, che vede la nomina a luglio di un
componente nel Consiglio di amministrazione della società di telecomunicazioni:
Andrea Beraldo, già consigliere comunale della Lega ai Trecento. Per lui nessun
emolumento, ma 300 euro di gettone di presenza per ogni riunione dell'assemblea e del consiglio di
amministrazione e un'assicurazione infortuni (per rischio professionale) premio
di 210 euro. Nessuna variazione per le altre società e consorzi. Ai consiglieri
comunali Sandro Zampese, presidente Actt e Mirco Visentin, Trevisoservizi,
non va alcun compenso come previsto dalla legge. Giacomo Archiutti, presidente
Aertre spa, percepisce 30 mila euro lordi; a Roberto Loschi, Treviso Mercati,
vanno 39 mila lordi. Per i consorzi si segnalano i 6 mila euro annui
dell'assessore, Fulvio Zugno, componente del consiglio direttivo del Consorzio
energia Veneto, e i 13.500 euro di Maurizio Vanin, già responsabile del settore
Welfare e consigliere del Consorzio universitario; il suo presidente, Michele
Chiole riceve un rimborso spese di 7 mila euro annui. (l.c.)
( da "Nuova Sardegna, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Tortolì. Il
presidente Piero Carta adotta la linea dura Indennità bloccate agli assenteisti
Un monito a tutti i consiglieri provinciali dopo le ultime sedute LAMBERTO
CUGUDDA TORTOLì. Questa mattina la seduta del consiglio andrà deserta, in modo
che lunedì non occorra il numero legale. Il presidente Piero Carta lancia un
monito: «Il territorio esige risposte. Basta scimmiottare la politica
nazionale. Bloccheremo le indennità ai consiglieri assenteisti». Tutto questo
dopo la seduta consiliare di martedì mattina, alla quale è venuto a mancare, in
apertura, il numero legale a seguito dell'abbandono dell'aula dei consiglieri
dell'opposizione di centro-destra. Il presidente della Provincia, Piero Carta
(Pd), ha subito ribadito la necessità di un ripensamento della politica locale:
«In rapporto ai diversi processi che sono in atto nel territorio ogliastrino,
bisogna smettere di recitare dei ruoli che non ci appartengono. I consiglieri
provinciali necessari a raggiungere il numero legale sono 14. Ma basta che uno si
ammali, o abbia un impegno personale, perché non lo si raggiunga se non c'è
l'apporto dei consiglieri di minoranza». Il capo dell'esecutivo provinciale di
centro-sinistra fa subito un'altra precisazione in riferimento alla seduta
consiliare in programma questa mattina: «Per quanto attiene l'ultimo consiglio,
non ci sono problemi: andremo alla seconda convocazione, dove avremo i numeri
necessari». Ma subito dopo lancia un pesante monito a tutti i consiglieri
dell'ente intermedio: «Voglio però ricordare che ogni consiglio ha un costo
economico notevole, sia per i gettoni di presenza sia per i compensi che spettano alle aziende che rilasciano il
permesso agli stessi consiglieri. Senza dimenticare l'immagine negativa
dell'organismo consiliare, che non trasmette un'idea di responsabilità.
Sottolineo anche che i consiglieri che non partecipano alle assemblee devono
rientrare al lavoro. Vorrei che questo si verificasse puntualmente, sia
per il bene delle aziende che dello stesso consiglio». Piero Carta fa quindi seguire
l'annuncio di misure drastiche: «Bloccheremo ogni indennità ai cosniglieri
assenteisti, contestualmente ai rimborsi dovuti alle aziende che hanno concesso
loro l'assenza dal lavoro». Infine una stoccata agli ex Ds del suo partito,
ovvero il Pd, con riferimento all'assenza in aula, martedì mattina (alle 11,10)
del capogruppo della stessa forza politica Franco Cugusi. Anche se si limita a
commentare: «Posso solo prendere atto che il consigliere Cugusi non era in aula
al momento dell'appello». Ma Franco Cugusi è stato in aula consiliare dalle
9,45 fino alle 11.05 (l'orario di inizio della seduta era fissato alle 10.00).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Infortunio al
portiere Carpano: sospetto stiramento al legamento laterale del ginocchio
destro Hopfgartner lo sostituisce e non sfigura Domani di nuovo in pista al
PalaVuerich dove arriverà il Val Pusteria per l'ultima partita dell'anno
Generali generosa, ma non basta con la regina Cortina non perdona i friulani e
inanella la 12ª vittoria di fila Un'altra sconfitta onorevole per le Aquile che
restano al penultimo posto in classifica Sotto di un gol, i gialloblù
pareggiano nel terzo tempo con Sparre. Poi decide la rete di Wilde GENERALI
CORTINA 1 2 GENERALI AQUILE FVG Carpano (Hopfgartner); Armani, Bolibruck,
Limnell, Lutz, Stepanek, Campbell; Aquino, Ciresa, Faggioni,
Guenette, Koivisto, Margoni, Rizzo, Rigoni, Sparre, Tomasello.
Coach Sacharuk. CORTINA Maund (Alberti); Da Corte, Gallace, Strazzabosco,
Wilde, Zandonella; De Bettin, Giugliano, Krestanovich, Mc Leod, Menardi, Moser,
Souza, Watson. Coach Adey. ARBITRO Stella con
Gastaldelli, Tschirner. MARCATORI Al 13'06'' Watson; nel terzo, allo
0'56'' Sparre e al 9'59'' Wilde. NOTE Spettatori: 1045. Parziali: 0-1, 0-0,
1-1. Penalità: 14'-12'. Tiri: 35-31. PONTEBBA. I gialloblù del presidente
Valter Cappellaro volevano salutare con una vittoria la nascita di Annette
Olivia Koivisto, primogenita dell'attaccante finlandese venuta alla luce il
giorno di Natale, ma un Cortina essenziale e cinico ha saputo sfruttare i
momenti di debolezza dei friulani per colpire e centrare la dodicesima vittoria
consecutiva. «Per noi è stata una sconfitta onorevole. Con un po' più di
freddezza potevamo anche pareggiare - afferma il presidente Cappellaro, per
niente deluso dai suoi giocatori -. Finalmente si è rivisto il cuore delle
Aquile e solo un grande Cortina ha saputo portare a casa la vittoria segnando
in 5 contro 3». Con questa determinazione ora bisognerà affrontare, sempre al
PalaVuerich, anche il Val Pusteria che arriverà in Friuli domani. In avvio di
partita i due team si fronteggiano senza però affondae i colpi, poi però il
ritmo del gioco si alza. Sparre, Aquino e Guenette impegnano Maund senza
fortuna e Carpano si fa trovare pronto su una conclusione di De Bettin. Ma
all'12'24'', con gli ospiti in gioco con l'uomo in più essendo punito Campbell
per un colpo di bastone, Menardi lanciato in contropiede travolge Carpano che
s'infortuna seriamente (sospetto stiramento al legamento laterale del ginocchio
destro e per lui si prospettano tempi lunghi di recupero) e deve lasciare il
ghiaccio sostituito da Hopfgartner. Non solo, viene punito anche Stepanek e il
gioco riprende con i friulani in 3 contro 5, occasione che Cortina non s lascia
sfuggire e al 13'06'' colpisce con Watson che porta gli ospiti sullo 0-1. I
friulani cercano di rimediare, costruiscono anche qualche buona opportunità ma
i veneti non sbandano. É bravo, poi, Hopfgartner a negare il gol del raddoppio
a McLeod. Il secondo periodo si apre con un tentativo di andare a segno di
Guenette, ma gli ospiti sono attenti e si limitano a controllare il risultato
superando senza danno anche 2' di gioco con l'uomo di movimento in meno (era
Menardi il punito). Pontebba va vicino al pareggio anche quanto Cortina ha in
panca puniti Krestanovich, ma la maggiore spinta dei gialloblù di coach Sacharuk
non sortisce l'effetto sperato perché Maund para tutto. É un buon Pontebba che
continua a impegnare gli avversari anche a parità di uomini sul ghiaccio. Il
giovane Hopfgartner si merita gli applausi del pubblico con alcuni interventi
decisi dando fiducia ai gialloblù che ci credono e cominciano alla grande
l'ultimo periodo. Pareggiano il conto dopo a 56'' di gioco con Sparre che con
un diagonale preciso fa capitolare il portiere degli "scoiattoli".
Sparre e Tomasello non hanno poi fortuna e mancano il raddoppio. Dopo un'alzata
di Hopfgartner su tiro di Watson, al 7' il palo di Faggioni. Ma la partita
ritorna in mano ai veneti che sfruttano al meglio 30'' di gioco in doppia
superiorità numerica (in panca puniti erano finiti Koivisto e Margoni) realizzando
con Wilde (assist di Da Corte) il gol della vittoria perchè Cortina resiste
anche agli ultimi veementi assalti dei friulani. Giancarlo Martina Risultati:
Pontebba-Cortina 1-2; Val Pusteria-Fassa 5-2; Alleghe-Asiago 2-4; Renon-Bolzano
3-2 (dopo i rigori). La classifica: Cortina 63 punti; Bolzano 53; Renon 46; Val
Pusteria 33; Asiago 30; Alleghe; Pontebba 25; Fassa 23. Prossimo turno
(domani): Pontebba-Val Pusteria; Alleghe-Renon; Asiago-Fassa; Cortina-Bolzano.
( da "Nuova Ferrara, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il laeder radicale
deposita la prima delibera d'iniziativa popolare. Ok di Ps e Pd Anagrafe, ora
tocca ai partiti Zamorani: «Subito in aula la trasparenza degli eletti» Il
destino dell'Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati ora è nelle mani
della conferenza dei capigruppo. Prima di Natale sono state consegnate al
presidente del consiglio comunale Romeo Savini le 500 firme raccolte dai
Radicali e dal Partito socialista con le quali per la prima volta è approdata
in municipio una proposta di delibera di iniziativa popolare; tale possibilità
è concessa dal nuovo regolamento del Comune e finora non era mai stata
sfruttata. Le 500 firme autenticate le hanno consegnate Mario Zamorani, leader
dei Radicali, e Domenico Casellato, segretario dell'associazione Coscioni
(doveva esserci anche il segretario del Ps Sergio Alberti, ma un contrattempo
gliel'ha impedito). L'Anagrafe pubblica è uno strumento di massima trasparenza
in base al quale di ogni persona eletta o nominata (assessore, membro di cda,
consulente) deve comparire un profilo esauriente su internet contenente
informazioni sulla sua attività politica (come vota, le presenze, le
iniziative, le interpellanze, gli ordini del giorni..) e sulla situazione
patrimoniale, fiscale, societaria, in particolare quando tale persona ricopra
un incarico remunerato; l'Anagrafe deve contenere anche gli importi di gettoni, costi delle consulenze,
remunerazione dei consiglieri di amministrazione delle società pubbliche
collegate o controllate dal Comune. Zamorani ha già presentato l'Anagrafe degli
eletti alla segretaria del Pd Marcella Zappaterra: «Mi ha manifestato il suo
gradimento - informa il dirigente radicale - ma credo che dovrebbero essere d'accordo
tutti i partiti, l'Anagrafe è una cosa che fa bene alla politica». Ma sulla
delibera di iniziativa popolare incombe lo scioglimento del consiglio e la
possibile resistenza passiva di forze favorevoli a parole ma di fatto restie
alla trasparenza. Il regolamento prevede che la delibera entro un mese sia
iscritta all'ordine del giorno del consiglio comunale: «Ma a volte certi
argomenti restano per mesi all'ordine del giorno senza mai essere discussi e
votati. E' la conferenza dei capigruppo che decide cosa discutere, parleremo
con i vari gruppi - annuncia Zamorani - per sollecitare l'arrivo in aula della
delibera».
( da "Eco di Bergamo, L'" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Polemica
sui gettoni di presenza In
Circoscrizione scatta l'insulto «Escludere chi è politicamente imbecille dal
Consiglio». È l'ultima provocazione, sfociata nell'insulto, al parlamentino
della 5ª Circoscrizione, non nuovo, a dir la verità, a sortite di questa
natura. A scatenare
la richiesta decisamente sopra le righe di Fabrizio Mazzoleni (Lega) è stata
l'interpellanza del consigliere Giordano Bonfanti, in rappresentanza di tutto
il gruppo del Pd: «Chiediamo al presidente Sebastiano Soddu (che ha accolto la
richiesta) di verificare presso gli organi competenti se è possibile non
assegnare il gettone di presenza (45 euro lordi, 34
netti) a chi si reca ai Consigli prendendo parte solo all'appello senza votare
alcun ordine del giorno, come è avvenuto in questa seduta e in quella
precedente per il consigliere della Lega Luigi Mistri (che in effetti ha
lasciato l'aula senza partecipare a nessuna votazione, ndr)». Immediata la
reazione di Mazzoleni e la sua richiesta di escludere i «politicamente
imbecilli», che è stata rigettata dal presidente. La seduta fino a quel momento
non aveva avuto i toni della rissa, anzi: il Consiglio ha espresso parere
negativo all'unanimità alla proposta di spostamento del tracciato stradale e
posa di una recinzione nei giardini privati in via Della Delizia, in un'area
confinante con il Parco dei Colli. Nell'area sono in corso dei lavori da parte
di Fincasa Srl per la ristrutturazione, con formazione di varie unità abitative
e di nuovi box, dell'ex Cascina Stroppa. Le motivazioni che hanno portato a questa
decisione sono state riassunte dalla vicepresidente Simonetta Odelli (Pd):
«Ribadiamo il nostro parere negativo dato nel 2005 alla richiesta di
realizzazione di autorimesse, siamo di fronte alla mancanza di documentazione
idonea a valutare la richiesta». Nella seconda parte della seduta si è
dibattuto sull'ordine del giorno del consigliere di Rifondazione Gianluigi
Zinesi: «Nella nostra Circoscrizione non c'è nessuna norma che regoli la
concessione di contributi ad associazioni. Sarebbe opportuno che la commissione
competente stendesse una bozza di regolamento da sottoporre al consiglio». Non
si è fatta attendere la replica del consigliere Pd Laura Tassetti: «In questi
anni la commissione si è ispirata ad alcuni principi e criteri: fra questi la
rilevanza culturale delle iniziative, l'apertura sul territorio, lo stimolo
all'aggregazione e la progettualità». Vittorio Ravazzini
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
ROVIGO PRIMO PIANO
pag. 2 QUELLO 2008 sarà stato un Natale sicuramente un po? più amaro, per...
QUELLO 2008 sarà stato un Natale sicuramente un po? più amaro, per il direttore
generale dell?Ulss 18, Adriano Marcolongo. Con il dossier dell?ispettore
ministeriale Carlo Alberto Luccone alla mano, infatti, l?Espresso ha messo
sotto accusa la politica sanitaria dell?Ulss 18. Che
si è ?guadagnata? (e non per meriti...) due pagine del noto settimanale, nella
parte di attualità dedicata a ?Salute e sprechi
pubblici?. NELL?ARTICOLO è messo alla sbarra tutto il sistema sanitario del
Veneto, con le sue 24 aziende sanitarie, travolte da un vortice di sprechi, favoritismi, lottizzazioni e corruzioni. Come
attestano anche i risultati di diverse ispezioni attuate dal Ministero
dell?Economia. Ed è proprio la situazione polesana quella più critica. Uno
scandalo pronto ad esplodere, secondo il giornalista dell?Espresso, Paolo
Biondani. Che sintetizza i dati che già molte volte abbiamo riportato sul
nostro quotidiano, in particolare attraverso le denunce dell?assessore
provinciale alla Sanità, Guglielmo Brusco. UNO SCANDALO, quello dell?Ulss 18,
che inizia con una montagna di ?buchi? nel bilancio: negli ultimi sei anni
l?azienda sanitaria ha accumulato un deficit di 279 milioni di euro. Una
voragine che continua ad allargarsi: nel 2003 il deficit era di 31 milioni, nel
2008 è stato programmato di 63 milioni. Dalle ispezioni ministeriali scattate
già dal 2006 è nato un corposo dossier, trasmesso poi alla Corte dei Conti. Ed
è a questo fascicolo che si riferisce l?articolo denuncia dell?Espresso: si
tratta di un dossier «che contiene ben 43 accuse al direttore generale
dell?Ulss 18, Adriano Marcolongo», definito «un fedelissimo del governatore del
Veneto , Giancarlo Galan, che lo ha riconfermato in carica» (e, aggiungiamo
premiato con 40mila euro) «nonostante i buchi». Le accuse e i sospetti che il
dossier dell?ispettore del Ministero muove contro il direttore generale
dell?Ulss 18 sono pesanti: in particolare avrebbe gonfiato i debiti per effetto
di «gravi e numerose irregolarità negli appalti». Nel dossier si parla anche di
«illegittimi affidamenti di contratti a trattativa privata», «eccessivo ricorso
a forniture senza gara pubblica» e «artificioso frazionamento degli importi
contrattuali, per restare sotto le soglie di legge». MA nel fascicolo redatto
dall?ispettore ministeriale si parla anche di «proroghe e sanatorieimproprie»,
che l?Ulss 18 avrebbe concesso alle aziende amiche. Sotto accusa anche il boom
delle «consulenze esterne», con avvocati e professionisti «pagati ancor prima
dell?incarico», «per compiti di durata e oggetto indefiniti».
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Sabato 27 Dicembre
2008 Chiudi In una lettera inviata dal sindaco di Paganico Sabino, Clemente
Dominici, al presidente del Consorzio bacini imbriferi montani, Angelo
Palluzzi, il primo cittadino di Paganico detta le linee guida per il contenimento
dei costi della politica in seno al consiglio direttivo del consorzio. Clemente
Dominici fa appello al presidente Palluzzi così come agli assessori e ai 47
sindaci del comprensorio, sottolineando il fatto che «il problema di
riavvicinare la politica e gli enti ai cittadini con atti concreti è ormai
ineludibile». Dominici considera quella della predisposizione del bilancio 2009
«l'occasione giusta per un Ente che non svolge altre funzioni se non quelle di
ripartire a Comuni e Comunità montane i fondi derivanti dai sovraccanoni
elettrici per erogare gettoni, indennità, rimborsi
spese e rimborsi ai datori di lavoro in misura minima. In questa maniera -
spiega Dominici - i risparmi derivanti dall'economia potrebbero essere
utilizzati per incrementare i fondi socio assistenziale e per lavori
straordinari assegnati ai singoli Comuni». Dominici avanza
la proposta di portare il livello delle indennità a quelle ora previste per
presidenti e assessori di Comunità montante con il Comune più grande sotto i
mille abitanti ed eliminare il gettone di presenza. Ridurre
poi il numero dei componenti del direttivo e avviare la revisione dello Statuto
in maniera da invertire la rotta di un consorzio, il Bim« che fa gola
solo per le indennità». S.A.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Sabato
27 Dicembre 2008 Chiudi De Cesaris cambia versione: «Finanziamenti al partito
per ottenere appalti dal Comune»
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2008-12-27 num: - pag: 10 categoria:
BREVI Nella nuova tangentopoli si fa per legge ciò che non si può POTERE E
AFFARI di SERGIO MAROTTA L e ultime inchieste della magistratura che hanno
coinvolto numerosi esponenti delle amministrazioni locali in diverse regioni
italiane hanno fatto pensare a una nuova tangentopoli. Il
caso più singolare è quello di Napoli perché la nuova inchiesta sembra una
replica di alcuni episodi di corruzione avvenuti quasi vent'anni
fa. L'imprenditore al centro delle nuove indagini della magistratura è lo stesso,
Alfredo Romeo, mentre i politici coinvolti sono alcuni di coloro che avevano
preso il posto di quelli spazzati via da «mani pulite». La vecchia
inchiesta riguardava tangenti pagate per ottenere la gestione degli immobili
del Comune, quella di oggi riguarda l'appalto per la manutenzione delle
dissestatissime strade di Napoli. La principale differenza posta in rilievo da
vari commentatori è la seguente: nelle vecchie inchieste erano i politici a
guidare il gioco e gli imprenditori dovevano subire la loro «prepotenza»; ora
sono gli imprenditori a tenere le redini e i politici subiscono la «prepotenza»
degli imprenditori. Piuttosto che fermarsi ad un'analisi superficiale,
tuttavia, sarebbe forse più opportuno chiedersi quali siano i cambiamenti nella
pubblica amministrazione che hanno prodotto questo risultato. Dopo «mani
pulite» c'è stata una serie di riforme che ha trasformato sia la forma che la
sostanza dell'attività della pubblica amministrazione. I principali cambiamenti
sono stati introdotti dalle leggi Bassanini conosciute con il nome di colui
che, prima come professore di diritto pubblico, poi come parlamentare e
ministro, ha dato un contribuito determinante alla loro realizzazione. Sulle
riforme c'è stato il consenso pressoché unanime delle principali forze
politiche tanto che lo stesso Bassanini, intervistato dal Corriere della Sera,
ha candidamente dichiarato che «delle cinque leggi Bassanini, tre furono votate
anche dalla destra, e le altre due vennero concordate parola per parola con il
mio omologo di allora, Frattini». L'obiettivo condiviso da tutti, del resto,
era quello di semplificare le procedure amministrative ed eliminare così tutto
ciò che veniva considerato un inutile eccesso di burocrazia e un ostacolo
all'attività dei privati e delle imprese. Su questo obiettivo c'è stato anche
il consenso dell'opinione pubblica e delle forze economiche e sociali. La
riforma della pubblica amministrazione, infatti, doveva portare oltre che alla
riduzione degli sprechi e delle inefficienze, anche un
nuovo impulso all'economia del Paese. Tanto più che le imprese consideravano la
riforma e, soprattutto, la rinuncia della pubblica amministrazione a gestire
direttamente molti servizi di rilevanza economica, nient'altro che
l'eliminazione dei principali ostacoli all'espansione della loro attività e
allo sviluppo di nuovi mercati. I risultati prodotti da un quindicennio di
riforme sono stati, da una parte, quello dell'eliminazione di tutti i controlli
interni all'amministrazione, dall'altra, l'esternalizzazione di quasi tutte le
attività prima gestite direttamente dalla pubblica amministrazione. Ciò, però,
non ha portato né a una riduzione dei costi, né ad un recupero di economicità
ed efficienza della pubblica amministrazione. Le nuove inchieste della magistratura,
inoltre, dimostrano che le riforme non sono servite neanche ad evitare che si
ripetessero gravi episodi di rilievo penale, ma semmai hanno contribuito a
mutare il quadro accusatorio prefigurato dai giudici: nella prima tangentopoli
si parlava di corruzione, concussione e finanziamento
illecito dei partiti, mentre ora i pubblici ministeri ipotizzano l'esistenza di
un «saccheggio sistematico delle risorse pubbliche veicolate verso l'esclusivo
ed egoistico interesse di Alfredo Romeo e delle sue imprese in totale dispregio
delle regole fondamentali della buona ed efficiente amministrazione». Si può
dire, dunque, che le riforme hanno sistematicamente provveduto a smantellare la
pubblica amministrazione esternalizzando i servizi e — mi si passi il termine —
«internalizzando» l'impresa privata consentendo, cioè, l'ingresso di
quest'ultima all'interno dei gangli vitali dell'amministrazione. Il tutto senza
produrre alcun beneficio per i cittadini in perenne attesa di un fantomatico
buon governo e, soprattutto, di qualcuno che provveda finalmente a riparare le
martoriate strade di Napoli.
( da "Repubblica, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina I - Bologna SOTTO CON LE IDROVORE Dimezzati i consorzi di bonifica.
Dal
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
(pc) Non è stato
certamente un 25 dicembre come tutti gli ... (pc) Non è stato certamente un 25
dicembre come tutti gli altri quello vissuto da Marcello Reatto che due giorni
fa ha festeggiato il Natale sul parquet del Futurshow Station a Casalecchio di Reno (Bologna) dirigendo il match La Fortezza Bologna-Carife
Ferrara assieme ai colleghi Facchini e Caiazza. Per l'arbitro feltrino è stata
festa doppia, dato che la direzione è coincisa con il suo 600. gettone in A. Un
traguardo importante che proietta Reatto tra i primi cinque arbitri di tutti i
tempi per quanto riguarda le presenze nella massima serie della pallacanestro
italiana. L'arbitro feltrino ha iniziato la propria carriera in serie A
ben 22 anni or sono nella stagione 1986/1987. In questo lungo periodo, vista
anche la massiccia attività nelle gare internazionali, Reatto ha potuto
dirigere tanti dei più grandi giocatori mai approdati in Europa. Tra le
curiosità raccolte in oltre due decenni di attività, l'aver diretto anche il
mito Michael Jordan in una gara amichevole a Trieste e la stagione in cui
arbitrò solo in gare europee dopo una momentanea rottura con la Federazione
italiana. Nonostante l'attività nazionale e internazione lo porti spesso
lontano dal Veneto, capita che il suo cognome appaia ancora nei referti di gare
provinciali a livello giovanile dove fa da chioccia ai colleghi più giovani.