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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DEL  23-27 dicembre 2008      #TOP



Report "Costi dei politici"

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (60)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Calate i gettoni agli amministratori ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ridurre della metà la spesa per i gettoni di presenza dei consiglieri, passando da 2000 a 1000 euro; ridurre a soli 100 euro, dai 1000 previsti, il rimborso spese di missione degli amministratori; ridurre da 2000 a 1000 euro le spese di rappresentanza; portare a metà del previsto (2.

CONDANNE TRA CORRUZIONE, CONCUSSIONE E PECULATO, COME DIRE 5 AL GIORNO FESTIVI COMPRESI; E PECCATO CHE ... ( da "Trentino" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e invece nella graduatoria dell'associazione no-profit Transparency sulla corruzione, figuriamo messi peggio perfino del Botswana. C'è anche una misura del saccheggio, e reca l'autorevole firma della Banca Mondiale: le tangenti tricolori valgono 50 miliardi di euro l'anno.

Crisi: prove di dialogo, oggi il verdetto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E poi la riforma dell'istruzione e della formazione professionale, e il via libera a nuovi interventi sui consorzi industriali. I COSTI DELLA POLITICA Soru punta anche a un taglio dei compensi dei consiglieri, eliminando o riducendo la cosiddetta indennità di segreteria (circa 3.

il comune ha in cassa 5 milioni ma è obbligato a tagliare le spese ( da "Mattino di Padova, Il" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dall'anno prossimo ne incasserà 300, mentre il gettone di presenza dei consiglieri scenderà da 30 a 20 euro. Dai primi di gennaio, poi, gli uffici inizieranno la pulizia dei residui, che l'anno scorso ha portato a recuperare un milione e mezzo di euro. Non saranno realizzate alcune delle opere pubbliche già previste.

CRISTIANO CARACRISTI MEZZOCORONA - Pagelle del primo quadrimestre, o meglio del girone d'andata per i <draghi> gialloverdi con la classe che si è comportata in maniera discreta ( da "Adige, L'" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Terzo gradino del podio per Daniele Di Benedetto, sedici gettoni qualche insufficienza ma media che va sul 6, 188. Oltre la sufficienza, sono stati considerati i giocatori con almeno 7 presenze e che non abbiano lasciato la squadra, anche l'altro portiere Piovezan (6,143), Oretti (6.

diamo subito una spallata alla povertà ( da "Nuova Sardegna, La" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ma è necessario - hanno detto Francesca Ticca (segretario generale Uil) e Ottavio Sanna (Presidente Acli) - che la politica faccia la sua parte con l'approvazione della Finanziaria 2009, mettendo anche fine ai suoi sprechi e ai suoi alti costi, scandalosi agli occhi del povero.

odoardi: politici, dichiarate i redditi ( da "Centro, Il" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Cristian Odoardi che ha protocollato una proposta di delibera per creare l'«anagrafe pubblica degli eletti». LA PROPOSTA. Una banca dati della trasparenza con «nome e cognome, luogo e data di nascita dell'eletto, stipendio, rimborsi e/o gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dal Comune, dichiarazione dei redditi e degli interessi finanziari relativi all'anno precedente l'

entra freschi, bertoli senza tavolo ( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: secondo i quali «proprio perché la legge non prevede il cumulo di indennità e gettoni di presenza, le dimissioni degli assessori da consiglieri provocano costi inutili». L'arrivo di Freschi ha invogliato Bertoli a far notare le difficoltà in cui è costretto a lavorare seduto sull'ultima sedia della fila priva di un tavolo.

i politici non cessano mai di stupirci ( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: abolizione dei bonus dei consiglieri regionali per abbassare i costi della politica, poi pretende le dimissioni di un eletto per far entrare uno non eletto, scherzetto da 500 mila euro, a spese dei cittadini. Ma l'Udc e Tondo non avevano più volte preteso di differenziarsi da Illy, chiedendo di eliminare dal libro paga della Regione i non eletti,

Effetto crisi, dimagrisce il bilancio di via Tasso: investimenti dimezzati ( da "Eco di Bergamo, L'" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ricordato il Centenario della nascita di Giacomo Manzù (col presidente che rinnova la proposta di intitolare il liceo Artistico allo scultore) e la decisione di devolvere il gettone di presenza all'associazione Nepiòs per un fondo per la ricerca sui tumori. All'assessore al Bilancio Bruno Rizzi l'introduzione tecnica, sottolineando come ancora una volta non ci sia equilibrio tra «

Ieri Galli, oggi Della Loggia ( da "Unita, L'" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: oggi Della Loggia Ernesto Galli della Loggia è sgomento. Non per la corruzione che riemerge, ma per il pericolo che torni Mani Pulite. Cioè che l'Italia ripiombi nella stagione in cui la legge era uguale per tutti: «Politica, stampa e opinione pubblica devono promettere che non sarà come all'epoca di Mani Pulite».

Vincenzo Rinaldi "in viaggio" verso la giunta Emili? Della questione - fin qui tema riserv... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: presenze in commissione e quindi gettoni) ma una delle possibili letture della mossa porta alla "necessità" per Rinaldi di avere almeno un uomo in consiglio per poter aspirare a un posto in giunta. Manovra un po' spericolata, considerato che Vincenzo Rinaldi fino a tre mesi fa sedeva nella giunta provinciale di Melilli e che nel centrodestra non sembra ci sia tutta questa voglia

<Questione morale nel Pd di Caserta> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Persino Rizzo e Stella dedicano un capitolo alle parentopoli casertane! Non mi piace, caro Walter, un partito con le eminenze grigie, con dirigenti criptati, finalizzato non alle istanze ed alle emergenze dei territori, ma al carrierismo individuale.

Quali risparmi ha ottenuto la Regione tagliando il consorzio Parco Fluviale del Nera? . C... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: non prendevano e continueranno a non prendere alcun gettone di presenza. Allora, che tagli si sono operati?». Per Temperoni, dunque, la giustificazione, che i parchi dell'Umbria siano stati tagliati in un ottica di risparmio, non tiene. Non solo, la scelta di trasferire le competenze decisionali alla comunità montana di Norcia ha creato più di qualche malumore.

<Il piatto come progetto, il cuoco diventa urbanista> ( da "Corriere del Veneto" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Parola di Giancarlo Perbellini, stellato chef di Isola Rizza, nel Veronese, che Nelle cucine di Andrea Palladio, a cura di Giuseppe Barbieri, edito da Terraferma, ha raccontato un inedito «Piedino di maiale, con cubetti di croque monsieur e bianche uova di quaglia». Come nasce il progetto di nuova pietanza?

"Grazie per il suo gettone al consigliere Robin Hood Sia un esempio per tutti" ( da "Stampa, La" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ci si ricorda più facilmente delle persone che sono meno fortunate di noi». E il consigliere, che vuole restare anonimo per non acquisire meriti, pensa che in un momento di crisi tanto forte i 2380 euro che costituiscono l'ammontare dei gettoni di presenza di tutta l'assemblea, potrebbero servire ad aiutare più di una famiglia in difficoltà.

COME MAI VOGLIONO LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA? ( da "Wall Street Italia" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: scaricavano il costo delle tangenti sui prezzi). Giuliano *** la ha calcolato che la corruzione accertata da Mani Pulite con sentenza definitiva (che, come per tutti i reati, non è che una parte infinitesima di quella rimasta nascosta e impunita) ci è costata 630 miliardi delle vecchie lire, un quarto del debito pubblico.

DANIELA DE CRESCENZO MENO OMICIDI, MA PIù CRIMINALITà MINORILE. E SALE ANCHE IL RISCHIO... ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: o non vengono garantiti o si portano avanti nella più completa illegalità. Spiega Pansa: «Quando si applicano tariffe che risalgono a 18 anni fa, quando ancora c'era la lira, a volte lo si fa perché l'ente appaltante ha pochi soldi. Applicando queste tariffe abbatte i costi, almeno sulla carta. Ma poi o si ricorre al meccanismo dell'aggiornamento prezzi, che fa lievitare i costi,

<La Provincia cresce nel segno del dialogo> ( da "Sicilia, La" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La provincia guarda anche al tema della solidarietà, lei aveva annunciato iniziative... «Abbiamo finanziato il primo progetto nazionale per l'insegnamento dell'inglese agli audiolesi attraverso la lingua dei segni americana. Siamo secondi, nella graduatoria nazionale del ministero dell'Interno, per il progetto rivolto ai Cittadini lavoratori immigrati della Provincia di Catania.

<Costi della politica a Buteranon si può fare demagogia> ( da "Sicilia, La" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dell'assessore comunale Filippo Morgante. Una presa di posizione altrettanto forte e decisa la sua. «Non si può continuare a fare demagogia su un tema tanto importante come quello dei costi della politica e della pubblica amministrazione, ma soprattutto ritengo sia arrivato il momento di fare chiarezza e di sgombrare il campo da facili quanto controproducenti strumentalizzazioni»

<Condizione essenziale>. Su queste due parole, scritte nella ... ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Perché l'assessore-consigliere piglia «solo l'indennità di funzione e non il gettone di presenza». Perplessi anche Anzolini e il leghista Dordolo («ancora una volta dimostrate di essere il partito della spesa).Camilla De MoriAlessia Pilotto

PUGLIA/CONSIGLIO: PEPE, SUI COSTI DELLA POLITICA, ANCORA UN RISPARMIO(2). ( da "Asca" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: PUGLIA/CONSIGLIO: PEPE, SUI COSTI DELLA POLITICA, ANCORA UN RISPARMIO(2) (ASCA) - Bari, 23 dic - Sui costi della politica, Pepe ha confermato la volonta' gia' annunciata di ridurre del 10% gli stipendi dei consiglieri (circa 12.000 euro ciascuno all'anno), cui si aggiungeranno 6.

Questione politica e non morale ( da "AprileOnline.info" del 23-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dal punto di vista degli sprechi, della corruzione, del menefreghismo imperanti soprattutto, già in allora, nel mondo della politica. Il PCI, e Berlinguer, in particolare reagirono immediatamente all'appello presidenziale con una forte capacità di mobilitazione: la Direzione nazionale si riunì a Salerno, vicino all'epicentro del sisma,

tra pm avventurosi e cattivi legislatori - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Non c´è corruzione. Non c´è associazione per delinquere. Al più, si può parlare di finanziamento illegale alla Margherita, se altre indagini e accertamenti lo confermeranno. Quel che accade a Pescara non è poi così stravagante. E´ accaduto; accade ogni giorno;

sangritana, troppe spese ( da "Centro, Il" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: «sembrerebbe che vi sia la volontà di costituire un gruppo di lavoro sugli investimenti cui assicurare cospicui gettoni di presenza e lauti rimborsi spese. Il Cda sembrerebbe sia in procinto di determinare ulteriori progressioni di carriera per alcuni dipendenti non previsti nell'organigramma vigente.

<Nessun complotto: il Pd è nella palude> ( da "Giornale.it, Il" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Italia è un Paese di massiccia evasione fiscale ed è percepita come un Paese ad alto livello di corruzione. La mafia ha un giro d'affari di 130 miliardi, 8 punti di Pil. Ieri ero a Fiumicino e c'era una situazione disastrosa da Quarto mondo. C'è instabilità delle regole, confusione normativa e amministrativa, totale incertezza sui principi di legalità e di responsabilità.

regione, la scure sui costi della politica "nel 2009 risparmi per mezzo milione" ( da "Repubblica, La" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è stato il presidente dell´assemblea legislativa regionale, Pietro Pepe. Le riduzioni degli stipendi dei componenti della giunta regionale pugliese, porteranno a una diminuzione annua complessiva dei costi della politica di 400mila euro. «Abbiamo affrontato - ha spiegato Pepe - le questioni che attengono ai costi della politica e al mandato che io ho.

Settimana senza forzare ( da "Nazione, La (Siena)" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettone? quindi. IN EFFETTI SAREBBE stato difficile ipotizzare questa soluzione visto che solo il fatto di averlo preso alla Dynamo, in piena corsa per l?Uleb Cup e per il campionato russo, è di per sé motivo di grande soddisfazione. La sua presenza ?

Dalla polizia alla politica, nel nome del padre ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Lotta dura agli sprechi della politica. Con un pallino: l?abolizione delle Province. Ecco una delle dichiarazioni (stile inconfondibile, Tonino insegna): «L?Italia dei Valori non sta ferma a guardare. Ogni anno aumentano a dismisura i costi della politica, nonostante gli impegni verbali che la classe politica prende in ogni campagna elettorale.

Stretta sui rimborsi e stipendi ridotti, con gli auguri arriva l'austerity ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la legge delega agli enti locali e i tre piani regionali dei Trasporti, della Salute, e delle Energie. Si è anche parlato della nuova sede che ospiterà una parte della Regione nell'ex Centro servizio del ministero delle Finanze a Japigia, per il quale è stato contratto un un mutuo di 50 milioni di euro.

Carta blocca i gettoni di presenza ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ogliastra Pagina 6031 Provvedimento della Giunta contro i consiglieri assenteisti Carta blocca i gettoni di presenza Provvedimento della Giunta contro i consiglieri assenteisti --> «Bloccheremo il pagamento dei gettoni ed i rimborsi alle aziende che hanno autorizzato i consiglieri a partecipare ai lavori». E' il primo provvedimento di Piero Carta contro l'assenteismo ingiustificato.

"Nessun complotto: il Pd è nella palude" ( da "Giornale.it, Il" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Italia è un Paese di massiccia evasione fiscale ed è percepita come un Paese ad alto livello di corruzione. La mafia ha un giro d?affari di 130 miliardi, 8 punti di Pil. Ieri ero a Fiumicino e c?era una situazione disastrosa da Quarto mondo. C?è instabilità delle regole, confusione normativa e amministrativa, totale incertezza sui principi di legalità e di responsabilità.

Tra pm avventurosi e cattivi legislatori ( da "Repubblica.it" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Non c'è corruzione. Non c'è associazione per delinquere. Al più, si può parlare di finanziamento illegale alla Margherita, se altre indagini e accertamenti lo confermeranno. Quel che accade a Pescara non è poi così stravagante. E' accaduto; accade ogni giorno;

Sette giorni e il giudice si smentisce così scompare la banda dei corrotti ( da "Repubblica.it" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: esistenza di contributi versati da imprenditori alla Margherita siano di per sé sufficienti a dimostrare una prassi e una rete di corruzione. Insomma, non esistono prove che il sindaco abbia effettivamente barattato la propria discrezionalità politica e amministrativa "per fini di arricchimento personale". E immaginarlo da parte della pubblica accusa non equivale ad averlo dimostrato.

Cofferati: "Al posto di Rosa avrei lasciato" ( da "Stampaweb, La" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: illegalità, devono essere sanzionati ma io mi sentirei responsabile della scelta errata. E parlo naturalmente di responsabilità politiche, non penali». L?ultima Direzione del Pd ha affrontato, tra gli altri, anche questo problema: lo ha fatto, secondo lei, con la necessaria nettezza?

TONIA LIMATOLA GIUGLIANO. LE CONDANNE DISEGNANO UN SISTEMA DI CORRUZIONE SIMILE A QUELLO DELLA PO... ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Le condanne disegnano un sistema di corruzione simile a quello della polizia sudamericana, con i vigili urbani pronti a gestire, in combutta con imprenditori e tecnici comunali, l'affaire dell'edilizia illegale. Non un caso isolato, ma un sistema criminale da smantellare con provvedimenti esemplari.

Sotto l'albero regali all'asilo pagati con il gettone dei consiglieri della Lega ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: nelle Alpi hanno voluto utilizzare la somma destinata come gettone di presenza durante i consigli comunali per aiutare nelle spese di ogni giorno la scuola materna Ing. De Conz. «Abbiamo ricevuto in questi giorni la somma relativa ai gettoni di presenza - spiega la capogruppo Marina Trevisan - abbiamo quindi chiesto all'asilo quale fosse la cosa più utile che avremmo potuto comprare.

Possiamo formare un'unica realtà da 27mila cittadini ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: costituzione di un unico Comune e dopo gli interventi anche televisivi di alcuni Presidenti delle Province per la diminuzione dei costi della politica, voglio sottolineare che per la diminuzione dei costi della politica in Italia si deve iniziare da due punti ben precisi, prima dagli Enti Comunali e secondo dallo Stato (Camera dei Deputati, dei Senatori, dei ministeri ed altro).

<Riforma Enti locali, risparmio e decentramento> ( da "Sicilia, La" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: comunque fino ad un massimo di 10 assessori per le città con più di 250 mila abitanti. A Palermo, ad esempio, si passerà da 16 a 10, a Catania da 15 a 10. Poi l'abrogazione per i consiglieri comunali e provinciali della possibilità di scelta fra indennità e gettone: previsto solo il gettone di presenza ed inoltre il compenso non potrà superare il 30 per cento di quello del sindaco.

In ricordo di Luca Rossi a favore del Nicaragua ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: involontario incidente e ricordarlo formando in Nicaragua i giovani nella comunità di Salinas grande del municipio di Leon. In questa serata il gruppo dei Sildenafil ha suonato la musica degli anni '70 ed '80 devolvendo il loro gettone di presenza all'iniziativa benefica. Responsabile del progetto nicaraguense è Pier Angelo Rocco che, via internet, a fatto sentire la sua voce ai presenti,

Le ragioni per costruire nuove moschee Esiste un ... ( da "Gazzettino, Il" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: rimarcando e ricordando all'attuale classe politica il discorso di Bettino Craxi alla Camera sui finanziamenti dei partiti. A distanza di anni, ancora una volta, lo statista e leader del partito più vecchio d'Italia aveva visto giusto: sarebbe ora di riportarlo, con tante scuse, nella sua adorata ed amata Italia.

<La pasta? propaganda> ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 24-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: centro sinistra che ha distribuito pacchi di pasta comprata con i gettoni di presenza dei consiglieri. L'iniziativa, realizzata anche in polemica con i presunti sprechi contestati di promozione turistica del Comune. Invece di darmi lezioni di moralità ha detto Claudio avrebbero fatto meglio destinare il loro gettone di presenza per una spesa a beneficio di chi ne ha veramente bisogno.

Violante: nessun complotto, il Pd è nella palude ( da "Giornale.it, Il" del 25-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Italia è un Paese di massiccia evasione fiscale ed è percepita come un Paese ad alto livello di corruzione. La mafia ha un giro d?affari di 130 miliardi, 8 punti di Pil. Ieri ero a Fiumicino e c?era una situazione disastrosa da Quarto mondo. C?è instabilità delle regole, confusione normativa e amministrativa, totale incertezza sui principi di legalità e di responsabilità.

Sull'eccidio nel villaggio di Suluk Bongkal interviene Amnesty International ( da "Villaggio Globale.it" del 26-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è un retroscena che riguarda il principale produttore di carta dell'intera Indonesia, la Asian Pulp & Paper (App). Lo scorso anno, la polizia di Riau aveva messo sotto accusa direttamente la App per il sistematico taglio illegale, grazie a una rete di corruzione che arrivava fino ai vertici del ministrero delle Foreste.

Costi della politica, dimezzati i Consorzi di bonifica ( da "RomagnaOggi.it" del 26-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Prosegue la guerra ai costi della politica. La giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha approvato la legge regionale che da il via alla riorganizzazione dei Consorzi di Bonifica dell'Emilia-Romagna, che scenderanno da 16 a 8, mentre gli attuali confini verranno ridefiniti per renderli il più aderenti possibile a quelli dei bacini idrografici.

L'aiuto sociale divide Donnas ( da "Stampa, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: individuale le azioni di aiuto». E ha aggiunto Calabrese: «Non credo che occorra pubblicizzare ogni qual volta si decide di aiutare gli altri. Ho sempre dato i miei gettoni di presenza (e non il 10 per cento) all'oratorio e mi dispiace essere obbligato a dirlo adesso per dimostrare che anche i consiglieri di maggioranza sono sensibili alle problematiche delle persone in difficoltà»

Martedì ultimo consiglio ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: giorno un prelevamento dal fondo di riserva e conseguente variazione al piano esecutivo di gestione, la determinazione dei gettoni di presenza 2009 per i consiglieri comunali, la definizione dei costi dei servizi a domanda individuale nell'ambito del quadro di copertura finanziaria, il bilancio di previsione 2009, bilancio pluriennale e relazione previsionale e programmatica 2009-

I conti 2009 passano col no della minoranza ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il gettone di presenza dei consiglieri in 16,27 euro; favorevoli 7, astenuti 3. Parlando poi di bilancio annuale di previsione, bilancio pluriennale e relazione 2009-11, il sindaco ha letto una relazione che prevede la non applicazione dell'addizionale Irpef, il raddoppio (dal 5% al 10% del bilancio) delle spese per mutui senza però alcun aumento di tasse.

Biasi alza la voce in Mediobanca ( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E proprio su Mediobanca Biasi ha voluto puntare un gettone importante arrivando alle spalle di Mediolanum (3,38%) nella lista dei principali azionisti. Con questa operazione, Biasi va, inoltre, a rafforzare il fronte delle fondazioni bancarie già presenti nel capitale dell'istituto milanese con delle partecipazioni non vincolate al patto di sindacato.

Partecipate, ritocchi a consiglieri e indennità ( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma 300 euro di gettone di presenza per ogni riunione dell'assemblea e del consiglio di amministrazione e un'assicurazione infortuni (per rischio professionale) premio di 210 euro. Nessuna variazione per le altre società e consorzi. Ai consiglieri comunali Sandro Zampese, presidente Actt e Mirco Visentin, Trevisoservizi,

indennità bloccate agli assenteisti - lamberto cugudda ( da "Nuova Sardegna, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sia per i gettoni di presenza sia per i compensi che spettano alle aziende che rilasciano il permesso agli stessi consiglieri. Senza dimenticare l'immagine negativa dell'organismo consiliare, che non trasmette un'idea di responsabilità. Sottolineo anche che i consiglieri che non partecipano alle assemblee devono rientrare al lavoro.

generali generosa, ma non basta con la regina ( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ciresa, Faggioni, Guenette, Koivisto, Margoni, Rizzo, Rigoni, Sparre, Tomasello. Coach Sacharuk. CORTINA Maund (Alberti); Da Corte, Gallace, Strazzabosco, Wilde, Zandonella; De Bettin, Giugliano, Krestanovich, Mc Leod, Menardi, Moser, Souza, Watson. Coach Adey. ARBITRO Stella con Gastaldelli, Tschirner.

Anagrafe, ora tocca ai partiti ( da "Nuova Ferrara, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: costi delle consulenze, remunerazione dei consiglieri di amministrazione delle società pubbliche collegate o controllate dal Comune. Zamorani ha già presentato l'Anagrafe degli eletti alla segretaria del Pd Marcella Zappaterra: «Mi ha manifestato il suo gradimento - informa il dirigente radicale - ma credo che dovrebbero essere d'

Polemica sui gettoni di presenza In Circoscrizione scatta l'insulto ( da "Eco di Bergamo, L'" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Polemica sui gettoni di presenza In Circoscrizione scatta l'insulto «Escludere chi è politicamente imbecille dal Consiglio». È l'ultima provocazione, sfociata nell'insulto, al parlamentino della 5ª Circoscrizione, non nuovo, a dir la verità, a sortite di questa natura.

QUELLO 2008 sarà stato un Natale sicuramente un po' più amaro, per... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Salute e sprechi pubblici?. NELL?ARTICOLO è messo alla sbarra tutto il sistema sanitario del Veneto, con le sue 24 aziende sanitarie, travolte da un vortice di sprechi, favoritismi, lottizzazioni e corruzioni. Come attestano anche i risultati di diverse ispezioni attuate dal Ministero dell?

In una lettera inviata dal sindaco di Paganico Sabino, Clemente Dominici, al presidente del Consorzi... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Dominici avanza la proposta di portare il livello delle indennità a quelle ora previste per presidenti e assessori di Comunità montante con il Comune più grande sotto i mille abitanti ed eliminare il gettone di presenza. Ridurre poi il numero dei componenti del direttivo e avviare la revisione dello Statuto in maniera da invertire la rotta di un consorzio,

De Cesaris cambia versione: Finanziamenti al partito per ottenere appalti dal Comune ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sabato 27 Dicembre 2008 Chiudi De Cesaris cambia versione: «Finanziamenti al partito per ottenere appalti dal Comune»

Nella nuova tangentopoli si fa per legge ciò che non si può ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il caso più singolare è quello di Napoli perché la nuova inchiesta sembra una replica di alcuni episodi di corruzione avvenuti quasi vent'anni fa. L'imprenditore al centro delle nuove indagini della magistratura è lo stesso, Alfredo Romeo, mentre i politici coinvolti sono alcuni di coloro che avevano preso il posto di quelli spazzati via da «mani pulite».

sotto con le idrovore ( da "Repubblica, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Bologna SOTTO CON LE IDROVORE Dimezzati i consorzi di bonifica. Dal 2009 in tutta la regione saranno solo 8, da 16 che erano. Significa 8 consigli d´amministrazione in meno e un bel po´ di gettoni di presenza risparmiati. Lodevole. Attendiamo ora un analogo sforzo di bonifica selettiva nei confronti degli enti inutili, delle agenzie pubbliche ridondanti,

(pc) Non è stato certamente un 25 dicembre come tutti gli ... ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 27-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Reno (Bologna) dirigendo il match La Fortezza Bologna-Carife Ferrara assieme ai colleghi Facchini e Caiazza. Per l'arbitro feltrino è stata festa doppia, dato che la direzione è coincisa con il suo 600. gettone in A. Un traguardo importante che proietta Reatto tra i primi cinque arbitri di tutti i tempi per quanto riguarda le presenze nella massima serie della pallacanestro italiana.


Articoli

Calate i gettoni agli amministratori (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Proposta della minoranza: il risparmio vada a scuola e servizi sociali «Calate i gettoni agli amministratori» CASTEL D'ARIO. Ridurre i costi della politica tagliando le indennità di carica agli amministratori. E' quanto sostengono i consiglieri comunali di minoranza Paolo Bonfante (Castel d'Ario nuova) e Angela Vincenzi (Acm). Infatti hanno depositato un emendamento in tal senso al bilancio di previsione 2009, che sarà discusso nel prossimo consiglio del 29 dicembre, per conto del gruppo politico''Voce al paese''. In esso chiedono riduzioni di spese per 20mila euro da destinare alla scuola e ai servizi sociali.''Vogliamo dimostrare con questa nostra iniziativa, attraverso i consiglieri Bonfante e Vincenzi'' sottolinea Marco Carlin, portavoce di Voce al paese 10mila euro da utlizzare per i servizi socio-assistenziali.'' che è possibile recuperare una somma consistente da destinare al sociale''. Infatti l'emendamento'' è una specie di piano anticrisi elaborato tra i nostri gruppi consiliari e Voce al paese'' dichiara l'ex assessore Paolo Bonfante''e auspichiamo che sia votato da tutti''. In sostanza l'emendamento prende in esame una serie di capitoli di spesa proponendo una loro riduzione a partire dall'indennità di carica di sindaco e assessori la cui spesa prevista per il 2009 dovrebbe passare da 28mila a 18mila euro con un risparmio di 10mila euro. Ridurre della metà la spesa per i gettoni di presenza dei consiglieri, passando da 2000 a 1000 euro; ridurre a soli 100 euro, dai 1000 previsti, il rimborso spese di missione degli amministratori; ridurre da 2000 a 1000 euro le spese di rappresentanza; portare a metà del previsto (2.375 euro) la spesa per assistenza scolastica, trasporto e altri servrizi. Con il recupero di altre somme minori si arriva ad un ripsarmio di 20 mila euro. Secondo i propronenti tale somma dovrebbe esere così ripartita: 10mila euro per acquisto libri di testo per la media e gli altri ai servizi socio-assistenziali. (l.f.

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CONDANNE TRA CORRUZIONE, CONCUSSIONE E PECULATO, COME DIRE 5 AL GIORNO FESTIVI COMPRESI; E PECCATO CHE ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

CONDANNE TRA CORRUZIONE, CONCUSSIONE E PECULATO, COME DIRE 5 AL GIORNO FESTIVI COMPRESI; E PECCATO CHE ... condanne tra corruzione, concussione e peculato, come dire 5 al giorno festivi compresi; e peccato che manchino gli aggiornamenti ad oggi. Chissà se qualcuno di loro si è preso la briga di leggere il primo rapporto dell'Alto Commissario sulla corruzione, uscito lo scorso anno. A pagina 19, magari: ".un Paese nel quale è prassi comune il pagamento di tangenti nell'aggiudicazione degli appalti, nell'ottenimento di licenze edilizie, nella realizzazione di operazioni finanziarie". Quel Paese è l'Italia, siamo noi: bene chiarirlo, perché se no uno pensa a qualche staterello del terzo mondo; e invece nella graduatoria dell'associazione no-profit Transparency sulla corruzione, figuriamo messi peggio perfino del Botswana. C'è anche una misura del saccheggio, e reca l'autorevole firma della Banca Mondiale: le tangenti tricolori valgono 50 miliardi di euro l'anno. "Abbiamo acchiappato le specie più lente lasciando libere quelle più veloci", annotava anni fa Piercamillo Davigo, uno dei protagonisti di Mani Pulite. Che rischiano di diventare Mani Impunite, per usare un'immagine di Donatella della Porta, tra gli studiosi più accreditati del fenomeno. Perché da come corrono, è dura tenergli dietro. Il fatto è che accanto a quella morale, e intrecciata con essa, esiste nel nostro Paese una questione amorale: dove si è liquefatta la soglia della percezione tra ciò che è lecito e no, al di là della rilevanza penale dei singoli comportamenti. Un atteggiamento diffuso anche al di fuori del Palazzo: è sempre il rapporto dell'Alto Commissario a segnalarne la presenza nei mondi della sanità, dell'università, perfino dello sport; e non ne rimane estranea neppure l'informazione, come dimostra lo squallido caso del direttore di uno storico quotidiano che allineava il giornale alle volontà e agli interessi di un grosso imprenditore in cambio di una vacanza extralusso in Sardegna. Lui almeno si è dimesso, peraltro: a Napoli ci sono politici che non rispondono neppure alle telefonate da Roma con cui li si invita a lasciare la carica. E qui è il nodo. La politica più di ogni altro ha il dovere di comportamenti inattaccabili: se, come riferiva Plutarco, dev'essere al di sopra di ogni sospetto la moglie di Cesare, figuriamoci il consorte. Invece, nell'attuale Parlamento siedono 25 persone su cui grava una condanna definitiva, 10 graziate dalla prescrizione, 8 già condannate in primo grado, e un'altra quarantina di inquisite. La nuova Camera dei deputati costa 1,2 milioni di euro in più rispetto alla precedente malgrado abbia sette gruppi in meno. I quali ultimi continueranno a percepire i rimborsi elettorali fino al 2011 malgrado la legislatura sia finita in anticipo, in virtù di una scellerata legge. E il malcostume scorre giù per i rami fino ai livelli locali, come dimostra tra l'altro il filo rosso delle inchieste che in queste settimane attraversa l'intera penisola, da Trento a Potenza. Stona tremendamente il gracchiare di personaggi della prima Repubblica coinvolti in tangentopoli, che vorrebbero pure impartire lezioni di morale al ribasso, all'insegna del "così fan tutti". A costoro gioverà ricordare una cosa: fino a che a qualcuno non verrà in mente di varare una legge che modifichi i vocabolari di italiano, chi ruba o ha rubato per il partito e chi l'ha fatto per se stesso continuerà a chiamarsi, senza distinzione alcuna, con un'inequivocabile parola. Ladro. Francesco Jori

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Crisi: prove di dialogo, oggi il verdetto (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Primo Piano Pagina 105 Crisi: prove di dialogo, oggi il verdetto I riformisti accettano il diktat di Soru ma l'intesa resta incerta --> I riformisti accettano il diktat di Soru ma l'intesa resta incerta Ancora incertezza sulle dimissioni di Soru. Ieri il governatore ha dettato le condizioni per ritirarle. Il centrosinistra è un tavolo da poker. Renato Soru si siede e alza la posta: le dimissioni possono rientrare, dice in sostanza agli alleati durante il vertice in Consiglio regionale, solo se viene accettato integralmente un lungo elenco di condizioni. Da mettere per iscritto in un ordine del giorno e da votare in aula. Tra queste, la legge urbanistica come la vuole lui e il taglio degli stipendi dei consiglieri. Ma dall'altra parte si preparano a rilanciare: l'ala non soriana del Pd sembra pronta a dire sì a tutto, per evitare la fine della legislatura. Aria di intesa, si direbbe. Sarà: ma scommettere sull'esito della crisi resta un'operazione a rischio. Soprattutto perché, dicono le indiscrezioni, Soru si preparerebbe a chiedere stamattina un'ulteriore prova di chiarezza: un gesto concreto e immediato, in giornata. Magari, se possibile a termini di regolamento, l'approvazione a tamburo battente della legge urbanistica. Lo avrebbe confidato lui stesso ieri notte, al termine di una riunione coi fedelissimi. DOPPIO VERTICE Finita, casualmente, nello stesso momento in cui si scioglieva un incontro dell'area riformista del Pd. Nella quale gli antisoriani hanno deciso di accettare le condizioni di Soru: «Perché andare al voto nel mezzo della crisi economica internazionale sarebbe un danno per i sardi», hanno detto. Ma la partita è ancora tutta da giocare, e si gioca oggi: in aula la giornata di ieri si è srotolata tutta nel voto sul bilancio provvisorio, per cui il dibattito sulla crisi di Giunta inizierà stamattina. L'attesa è per ciò che dirà alla fine il governatore. Per ora, fa fede quel che ha detto all'ora di pranzo ai rappresentanti dei gruppi consiliari, nel primo confronto di maggioranza dal giorno delle dimissioni. Soru ha ribadito che deciderà se sciogliere il Consiglio solo dopo la discussione in aula. Ma per non interrompere la legislatura pretende una sorta di patto di fine mandato, scolpito nell'ordine del giorno di cui si è detto. A partire dalla legge urbanistica: nessuno stop, deve arrivare al voto finale. Ma con un passaggio - forse proprio nel testo di legge - in cui sia esplicita la delega alla Giunta per completare il Piano paesaggistico, con la parte sulle zone interne. Il punto che, un mese fa, provocò la rottura e le dimissioni. Dopodiché, il governatore chiede per la Finanziaria 2009 un iter rapido (37 giorni per l'approvazione, come da regolamento consiliare) e un testo blindato. E poi la riforma dell'istruzione e della formazione professionale, e il via libera a nuovi interventi sui consorzi industriali. I COSTI DELLA POLITICA Soru punta anche a un taglio dei compensi dei consiglieri, eliminando o riducendo la cosiddetta indennità di segreteria (circa 3.200 euro al mese) e le indennità di carica (quelle per i presidenti di commissione, i questori, l'ufficio di presidenza dell'assemblea). Anche quelle della Giunta. Si dovrebbe inoltre approvare una legge elettorale sarda, per rendere effettivo il tetto degli 80 consiglieri previsto da Statuto e legge statutaria (previsioni che, se si votasse ancora con la legge nazionale, resterebbero inattuate: e dagli attuali 85 onorevoli si potrebbe arrivare anche a 90 o più. Questo però è un passaggio che richiede la collaborazione dell'opposizione: la riforma elettorale è a sua volta una legge statutaria, e se non viene approvata con maggioranza ampia si rischia un referendum che impedirebbe l'immediata applicazione delle nuove regole. GLI SCENARI Più che una lista di condizioni sembra una congiunzione astrale. Una sovrapposizione di pianeti, di quelle che capitano ogni cento anni. Qualcuno ritiene che Soru sollevi l'asticella apposta per rendere impossibile l'intesa. Altri pensano che non escluda di ritirare le dimissioni, ma solo se gli altri si piegano del tutto. Altrimenti lui inizierà la campagna elettorale accusandoli di non aver voluto moralizzare la politica. L'area riformista del Pd dovrebbe però accettare le condizioni. E anzi rilanciare: nel vertice notturno, mentre Soru meditava di proporre subito il sì alla legge urbanistica, i suoi avversari - ignari della novità - decidevano di chiedere proprio di sbrigare quella pratica prima della Finanziaria. Altro rilancio sui costi della politica, con tagli su consulenze e altre spese. Che cosa faranno gli altri partiti, invece, non si sa. È vicino a Soru il Prc, ma non tutto: Paolo Pisu, leader sardo dell'area Ferrero, ha dichiarato ieri che le dimissioni sono «ingiustificate e ingiustificabili» e devono essere ritirate. Sinistra democratica potrebbe allinearsi ai dissidenti del Pd e accettare le condizioni. Anche l'Italia dei valori, mentre il Partito socialista sembra più incerto. «Comunque la strada verso il ritiro delle dimissioni resta molto complicata», diceva ieri sera un consigliere democratico di rito soriano. Il centrosinistra è un tavolo da poker, e nelle prossime ore si scoprirà se qualcuno sta bluffando. GIUSEPPE MELONI

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il comune ha in cassa 5 milioni ma è obbligato a tagliare le spese (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

di Cristina Salvato Il Comune ha in cassa 5 milioni ma è obbligato a tagliare le spese Meno soldi ai servizi sociali alla cultura e alle famiglie per via del patto di stabilità VIGODARZERE. Avere soldi, non poterli spendere ed essere costretti a tagliare i servizi ai cittadini. E' il paradosso che sta vivendo l'amministrazione di Vigodarzere, alle prese con l'approvazione del bilancio che presenta ben cinque milioni di euro di liquidità. Soldi che solo in parte potranno essere spesi per via del patto di stabilità. «Il Comune dovrà tagliare la spesa corrente di 500 mila euro - annuncia il sindaco Franco Frazzarin - diminuendo i fondi per il sociale, la cultura, i servizi alla persona e alla famiglia. E anche se abbiamo risorse ben maggiori non potremo investire in opere pubbliche più di 1.400.000 euro». In dettaglio avranno meno fondi a disposizione le manifestazioni culturali e alcuni importanti servizi dedicati ai cittadini. «I contributi dei servizi sociali saranno diminuiti di 70 mila euro - spiega l'assessore al Bilancio Renato Reccia - e questo nonostante che negli ultimi mesi siano aumentate le richieste di assistenza da parte di cittadini che non riescono più ad arrivare alla fine del mese. Inoltre la navetta che collega le frazioni al capolinea del bus 19 è prevista solo fino al prossimo giugno, ma da settembre non sarà più garantita». Saranno inoltre dimezzati i fondi destinati alle scuole. Non basta. Bisognerà anche ridurre del 30 per cento i compensi degli amministratori, per cui se un assessore a part time ora guadagna 450 euro, dall'anno prossimo ne incasserà 300, mentre il gettone di presenza dei consiglieri scenderà da 30 a 20 euro. Dai primi di gennaio, poi, gli uffici inizieranno la pulizia dei residui, che l'anno scorso ha portato a recuperare un milione e mezzo di euro. Non saranno realizzate alcune delle opere pubbliche già previste. «Il limite di pagamento imposto dalla finanziaria è di 1.480.000 euro - continua Reccia - ma solo i lavori alla scuola media costeranno circa 900 mila euro e per il piano idraulico di Tavo bisognerà investire un milione e 200 mila mila euro. Dunque sarà difficile realizzarli con i limiti e le sanzioni che ci sono stati imposti». Per far cassa l'amministrazione ha pensato di vendere l'area verde in zona artigianale, sperando di recuperare 840 mila euro per finanziare il piano idraulico di Tavo, riqualificare via Da Vinci a Saletto con nuovi parcheggi, mettere in sicurezza l'uscita delle scuole, spostare il capolinea del 19 in una strada laterale più sicura e creare un'area giochi nell'area verde della lottizzazione Sabrina.

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CRISTIANO CARACRISTI MEZZOCORONA - Pagelle del primo quadrimestre, o meglio del girone d'andata per i <draghi> gialloverdi con la classe che si è comportata in maniera discreta (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRISTIANO CARACRISTI MEZZOCORONA - Pagelle del primo quadrimestre, o meglio del girone d'andata per i «draghi» gialloverdi con la classe che si è comportata in maniera discreta CRISTIANO CARACRISTI MEZZOCORONA - Pagelle del primo quadrimestre, o meglio del girone d'andata per i «draghi» gialloverdi con la classe che si è comportata in maniera discreta. Primo della classe Massimo Macchi che, nelle dieci presenze ha guadagnato altrettante sufficienze con una media generale di 6,400; alle sue spalle Giacomo Tulli che ha avuto picchi alti e qualche insufficienza chiudendo con un positivo 6,321 in 14 gare giocate. Terzo gradino del podio per Daniele Di Benedetto, sedici gettoni qualche insufficienza ma media che va sul 6, 188. Oltre la sufficienza, sono stati considerati i giocatori con almeno 7 presenze e che non abbiano lasciato la squadra, anche l'altro portiere Piovezan (6,143), Oretti (6. 111), Panizza (6,107), Toccoli (6.100) e Tundo (6 tondo, scusate il gioco di parole). Sotto la sufficienza il resto del gruppo partendo da Berardo (5,971) ed arrivando fino a Rodrigo (5,458). Parlando di reparti, ovviamente i portieri sono al comando con la media di 6,271, poi il centrocampo 6,058, l'attacco 5, 962 e la difesa 5,860. La media generale della squadra, compreso anche chi ha fatto poche presenze, è di 5,924 appena sotto la sufficienza. Soprattutto le partite in trasferta sono state negative per classifica e voti. Il voto più alto assegnato è stato per Tulli (8 con l'Olbia), quelli più bassi a Giacomoni (4 a Varese), Arrigoni e Lordi (4 con la Sambonifacese). Miglior gara quella con il Pizzighettone (media 6,583), peggiore quella di Varese (5,154) ovvero i due 4-0 agli antipodi. Massimo Macchi, leader dell'andata, commenta così il primato delle pagelle de L'Adige. «Contento lo sono ovviamente, anche se visto il mio ruolo, sarebbe stato meglio se al comando ci fosse qualche altro compagno. Sono contento soprattutto di essere stato valutato come portiere perché prima potevo sembrare solo importante nel ruolo di uomo spogliatoio. Sto bene. Ho trovato anche una buona continuità di forma e in una categoria come la Lega Pro di seconda divisione, o C2 come dir si voglia, fa senz'altro piacere». Dalla pagella di Macchi a quella della squadra. «Nelle ultime partite - dice il portiere - l'ho vista bene e in crescita. Dobbiamo trovare la continuità espressa ultimamente, a parte quel black out del primo tempo con la Sambonifacese, senza abbassare la guardia per quanto riguarda il lavoro durante la settimana. Chiudiamo un 2008 comunque fantastico ricordando quello che abbiamo fatto nella scorsa stagione e pensando che in due stagioni abbiamo solo sfiorato la zona playout, per una realtà come la nostra è sicuramente importante. Ora servirà non ripetere certi errori dell'andata e per il ritorno sono ampiamente fiducioso anche perché al Briamasco arriveranno tutte le formazioni più forti del girone, quindi ci sarà anche un bel spettacolo». Piovezan era partito titolare, ora si trova alle tue spalle. Come l'ha presa? «Nel Mezzocorona non ci sono primo o secondo portiere, Renato è un ragazzo giovane con cui mi trovo a meraviglia perché oltre a un collega ha dimostrato anche di essere un amico. E' molto tranquillo e lavora con positività; credo che ci sarà ancora spazio per lui perché non ci sono ordini gerarchici ma si lavora per un obiettivo comune, per il bene del Mezzocorona». 23/12/2008

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diamo subito una spallata alla povertà (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Le associazioni della "Carta di Zuri" rilanciano l'emergenza dopo i dati dell'Istat sulla crisi sociale in Sardegna «Diamo subito una spallata alla povertà» Presentata la piattaforma degli investimenti per fronteggiare l'indigenza Restituire la dignità alle persone schiacciate dalle troppe ingiustizie CAGLIARI. La povertà è scesa in strada, come il lavoro. Il 2008 ha portato nelle piazze, nei convegni e nelle marce di solidarietà il disagio economico di oltre quattrocentomila persone che in Sardegna vivono sotto la soglia di povertà. L'anno che sta per chiudersi ha reso evidente il malessere di molte migliaia di nuclei familiari. Secondo l'indagine campionaria annuale Istat su "Reddito e condizioni di vita" negli anni 2006-2007, basta una spesa imprevista di settecento euro e il 44 per cento delle famiglie sarde va in crisi, da cui cerca di uscire con il pellegrinaggio alle sedi Caritas. Preannuncio preoccupante di una recessione in arrivo che non ha ancora dispiegato tutti i contraccolpi temuti di un'emergenza finanziaria internazionale. L'ultimo atto di questo 2008 in prima linea - praticamente il "G8 dei poveri", con quasi un anno d'anticipo su quello vero in programma a La Maddalena - ieri nell'austera cornice della mensa Caritas (trecentocinquanta pasti distribuiti ogni giorno), la centrale della solidarietà cagliaritana, "dove s'incontrano - come ha detto l'assessore comunale Anselmo Piras i colori più diversi". Un luogo simbolo, scelto dell'Associazione della "carta di Zuri - Acli, Caritas diocesana di Cagliari, Cisl e Uil, Coldiretti Sardegna, Dialogo e Rinnovamento, Pastorale regionale del Lavoro - per confermare davanti agli ultimi che la povertà è ingiusta e illegale. «Siamo consapevoli - hanno detto gli organizzatori - che la crisi economica avrà conseguenze ancora più gravi in coloro che già si trovano in difficoltà, ma proprio questo sollecita un impegno più deciso». Per eliminare le cause o attenuare gli effetti della povertà l'associazione della "carta di Zuri" ha inviato alle istituzioni la piattaforma con gli interventi da inserire nella legge finanziaria regionale e di bilancio per il 2009. Nel segno della concretezza. «Mentre la massima istituzione regionale - ha detto Mario Medde, segretario generale Cisl sarda - è impegnata a capire perché la Regione non funziona, rispetto ai bisogni dei sardi, con una seduta dell'assemblea dedicata alle dimissioni del Presidente della Regione, non ci riuniamo qui per dare rilevanza a un atto che chiede di migliorare e rafforzare norme, strumenti e risorse per promuovere le opportunità lavorative e contrastare la povertà». Infatti, "è davvero urgente - chiarisce don Pietro Borrotzu - che questi obiettivi siano raggiunti per far andare in tandem, come vuole il Papa, lotta alla povertà e costruzione di un mondo di pace". Don Marco Lai negli otto centri d'ascolto diocesani rileva che il maggior numero degli utenti Caritas è disoccupato. «Ma noi lavoriamo - dice con forza il parroco del quartiere sant'Elia - non solo per dare pane e lavoro, ma anche per la promozione della persona». Sindacati, volontariato e Chiesa mettono in campo l'alleanza della solidarietà. Ma è necessario - hanno detto Francesca Ticca (segretario generale Uil) e Ottavio Sanna (Presidente Acli) - che la politica faccia la sua parte con l'approvazione della Finanziaria 2009, mettendo anche fine ai suoi sprechi e ai suoi alti costi, scandalosi agli occhi del povero.

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odoardi: politici, dichiarate i redditi (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 8 - Pescara Odoardi: «Politici, dichiarate i redditi» Disatteso da tutti il sì del consiglio alla pubblicazione su Internet MONTESILVANO. Il 5 ottobre 2007 il consiglio comunale ha detto sì alla pubblicazione dei redditi degli «amministratori» sul sito Internet istituzionale. Un anno, due mesi e diciotto giorni dopo il voto, cliccando su www.comune.montesilvano.pe.it si scopre che sono state pubblicate le dichiarazioni dei redditi del sindaco Pasquale Cordoma (146 mila euro), del vice Ernesto De Vincentiis (48 mila), dell'assessore alle Finanze Emidio Di Felice (75 mila). E anche dell'assessore ai Lavori pubblici Carlo Tereo de Landerset (50 mila). Lo stipendio dei dirigenti, la spesa per le consulenze esterne e i bilanci delle società amministrate dal Comune sono impossibili da rintracciare su Internet nonostante il sì dell'aula. A pretendere la svolta è Cristian Odoardi che ha protocollato una proposta di delibera per creare l'«anagrafe pubblica degli eletti». LA PROPOSTA. Una banca dati della trasparenza con «nome e cognome, luogo e data di nascita dell'eletto, stipendio, rimborsi e/o gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dal Comune, dichiarazione dei redditi e degli interessi finanziari relativi all'anno precedente l'assunzione dell'incarico, degli anni in cui ricopre l'incarico e dell'anno successivo, dichiarazione dei finanziamenti ricevuti e/o dei doni, benefici o altro assimilabile e registro delle spese». Una mole di numeri per permettere al cittadino di diventare controllore. Odoardi vuole anche il resoconto del lavoro svolto in municipio e chiede così la pubblicazione dell'elenco degli «atti presentati con relativi iter fino alla loro conclusione, il quadro delle presenze ai lavori dell'istituzione di cui fa parte e i voti espressi sugli atti adottati dalla stessa». GLI STIPENDI D'ORO. Intanto, navigando sul sito del Comune si può rintracciare, nella sezione «cda enti strumentali», anche un file contenente i compensi percepiti dai componenti dei cda degli enti amministrati dal Comune nel 2007: Paola Sardella, presidente dell'Azienda speciale dei servizi sociali, ha percepito 9.129 euro mentre i consiglieri Angela De Simone, Bruno Petricca, Giovanni Paoletti e Giuseppe La Spada 3.655 euro; Domenico Di Carlo, presidente dell'Ecoemme, ha preso 11.400 euro all'anno mentre i consiglieri Antonio Zitella e Umberto Di Pasquale 6.204 euro; per il Considan, lo stipendio del presidente dimissionario Loris Di Vittorio è stato di 21.360 euro mentre per i due consiglieri di 7.380 euro; Domenico Cilli e Gianpietro Meloni, i due consiglieri della Palancongressi spa, sono stati pagati con 4.359 euro a testa. I BILANCI SUL WEB. La proposta di Odoardi prevede anche la pubblicazione sul web del «bilancio annuale, bilancio pluriennale, relazione revisionale e programmatica, piano degli investimenti, piano esecutivo di gestione e documento di programmazione finanziaria, comprensivo di tutti gli allegati e, in particolare, l'elenco delle ditte fornitrici e delle consulenze». LE DELIBERE. Sul sito Internet del Comune, trovare una delibera del 2008 è già un'impresa. Recuperare quelle degli anni passati è impossibile: per farlo è necessario bussare all'ufficio delibere, secondo piano del municipio. Per questo Odoardi chiede anche di inserire «le delibere approvate, suddivise per anno, argomento, presentatore, iter. Ciascuna delibera deve essere inserita sul sito entro due giorni dalla sua approvazione». L'elenco dei documenti da mettere a disposizione dei cittadini continua con «l'archivio degli altri atti del Comune - interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno - i bandi e gli esiti di gara, l'elenco delle proprietà immobiliari del Comune e loro destinazione d'uso». Pietro Lambertini

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entra freschi, bertoli senza tavolo (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 2 - Udine Entra Freschi, Bertoli senza tavolo In consiglio, ieri sera, grazie alle dimissioni da consigliere di Enrico Pizza, ha fatto il suo ingresso Claudio Freschi (Pd). Contrari a questi passaggi la Lega, la Lista Cainero e Piergiorgio Bertoli e Stefano Arpino (Pdl), secondo i quali «proprio perché la legge non prevede il cumulo di indennità e gettoni di presenza, le dimissioni degli assessori da consiglieri provocano costi inutili». L'arrivo di Freschi ha invogliato Bertoli a far notare le difficoltà in cui è costretto a lavorare seduto sull'ultima sedia della fila priva di un tavolo. Da qui la decisione di occupare il posto libero di Anna Paola Peratoner (Sa) facendo la spola per votare.

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i politici non cessano mai di stupirci (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

CONSIGLIO REGIONALE/2 I politici non cessano mai di stupirci I politici non finiscono mai di stupirci. L'Udc fa una battaglia per le preferenze e poi chiede agli eletti di lasciare il posto per coloro che l'elettorato non ha eletto. Giustifica questa decisione come una scelta di partito. Può un partito pretendere di stravolgere le regole delle istituzioni? Altro sarebbe se il partito chiedesse al segretario regionale del partito, qualora eletto al Parlamento, lasciasse il posto ad altra persona. Questo sì che rientrerebbe nelle prerogative dei partiti, ma a quanto pare tale facoltà non viene applicata! L'onorevole Compagnon ragiona come se il consiglio e la giunta regionale fossero organi dipendenti dalle decisioni delle segreterie dei partiti, anche quando queste sono palesemente sbagliate. Prima chiede l'abolizione dei bonus dei consiglieri regionali per abbassare i costi della politica, poi pretende le dimissioni di un eletto per far entrare uno non eletto, scherzetto da 500 mila euro, a spese dei cittadini. Ma l'Udc e Tondo non avevano più volte preteso di differenziarsi da Illy, chiedendo di eliminare dal libro paga della Regione i non eletti, a meno che non fossero tecnici? Può un partito imporre alla comunità, per scelte prese al suo interno, un costo della politica così alto? Se in Abruzzo la gente non è andata a votare ci sarà pure una ragione e qui in Friuli Venezia Giulia, come si vede, le cose non stanno andando diversamente. Basti pensare che qui l'Udc è assieme agli uomini di Berlusconi, mentre a Roma quest'ultimo vorrebbe estromettere l'Udc stessa dallo scenario politico. Meno male che il consiglio regionale ha avuto un sussulto di orgoglio istituzionale, decidendo di sbarrare la porta alle inconcepibili pretese della partitocrazia. Altrimenti non si spiega come per Molinaro ci sia stato un consenso trasversale superiore perfino a quello riportato da Ballaman nell'elezione a presidente del consiglio regionale. A quando, dunque, maggiore coerenza politica e maggiore sintonia con la gente? Speriamo nel Natale che è alle porte. Antonio Moretto Udine

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Effetto crisi, dimagrisce il bilancio di via Tasso: investimenti dimezzati (sezione: Costi dei politici)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Effetto crisi, dimagrisce il bilancio di via Tasso: investimenti dimezzati Per il 2009 le previsioni più moderate del Bettoni bis «Niente spot, abbiamo sempre governato con i piedi per terra» Che non sia un bilancio-spot lo riconoscono tutti. Anche la Provincia non è immune dagli effetti della crisi. Niente fuochi d'artificio, le previsioni 2009 hanno i piedi ben per terra. Entrate e uscite sono le più magre del secondo (e ultimo) quinquennio Bettoni, pareggiando sui 222 milioni di euro (60 milioni di investimenti, dimezzati rispetto al 2008). Ma le sei ore di Consiglio provinciale che portano all'approvazione (l'ente di via Tasso è tra i primi in Italia a rispettare il termine del 31 dicembre) hanno il sapore di una vera e propria prova in vista della chiamata alle urne di giugno. Dichiarazioni d'amore a go go tra il presidente e la sua maggioranza, il centrosinistra che sceglie la linea morbida (il Pd rinuncia a presentare gli emendamenti, preferendo dare delle «raccomandazioni», Vittorio Milesi della Margherita ritira i suoi cinque), la Lega che fa la «dura e pura» con scambi al vetriolo tra il capogruppo Alberto Piccioli Cappelli (bocciati tutti e cinque i suoi emendamenti) e Valerio Bettoni. Alla fine tutto da copione: i conti passano, con 22 voti favorevoli (contrari il Carroccio e il centrosinistra, astenuti i Pensionati, assente Rifondazione). I numeri La discussione entra nel vivo dopo aver ricordato il Centenario della nascita di Giacomo Manzù (col presidente che rinnova la proposta di intitolare il liceo Artistico allo scultore) e la decisione di devolvere il gettone di presenza all'associazione Nepiòs per un fondo per la ricerca sui tumori. All'assessore al Bilancio Bruno Rizzi l'introduzione tecnica, sottolineando come ancora una volta non ci sia equilibrio tra «le necessità operative e le risorse». Tre le cause: «Minori entrate tributarie (meno 2 milioni di euro di imposta per l'iscrizione dei veicoli nel pubblico registro automobilistico e meno 1,5 milioni per quella sulle polizze Rc Auto), aumento di competenze a fronte di trasferimenti fermi dal 2000». E l'esempio è il trasporto pubblico: «Nel 2009 la Provincia metterà 2 milioni di euro, il 75% dei costi. Servono competenze certe e regole uguali per tutti, non che poi si danno milioni per ripianare le casse di Roma e Catania. Speriamo che sia l'ultimo bilancio senza il federalismo fiscale». I vincoli del Patto di stabilità riducono i mutui a 8,5 milioni di euro (erano 17 nel 2008, 13 nel 2007 e 19 nel 2006); sforbiciate anche alla parte corrente (da 168 milioni del 2008 a 140 milioni); investimenti in caduta: 60 milioni contro i 128 di quest'anno. «Ma dal 1999 a ora - si ricorda - la Provincia ha investito qualcosa come 780 milioni di euro». la discussione Diversi i leit motiv della seduta. Non si contano i reciproci ringraziamenti tra Udc, An, (in particolare) Forza Italia e il presidente: «Dovevamo governare per risolvere i problemi della gente e lo abbiamo fatto, con una maggioranza e una Giunta compatte». Le frecciatine al centrosinistra, accusato di essere stato «ammansito». «Sono dichiarazioni quasi da maggioranza, cambiate registro o sembra che abbiamo fatto l'accordo», scherza Bettoni. Gli attacchi della Lega (accanita nel contestare la previsione di 15 milioni di euro di entrate dalla messa all'asta delle società partecipate). Un esempio di botta e risposta tra Piccioli Cappelli e il leader di via Tasso? Il primo: «Ha avuto cinque anni per riconoscere che rappresentiamo 1/3 della volontà della popolazione bergamasca, e non l'ha mai fatto. Un errore politico, ma sbagliare è umano, perseverare è diabolico». La replica: «Capisco che a fine mandato la Lega ce l'abbia con me e la mia maggioranza. Per due volte abbiamo avuto il consenso dei cittadini dove credeva di essere forte». Il presidente ricorda anche che «la Provincia che ora cammina non è quella che ho ereditato», rivangando nell'era Cappelluzzo e provocando la reazione di Piccioli: «Basta rimestare sempre le stesse cose. Cosa vuole dalla Lega?». Bettoni non ha dubbi: «Il sangue». Benedetta Ravizza

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Ieri Galli, oggi Della Loggia (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ieri Galli, oggi Della Loggia Ernesto Galli della Loggia è sgomento. Non per la corruzione che riemerge, ma per il pericolo che torni Mani Pulite. Cioè che l'Italia ripiombi nella stagione in cui la legge era uguale per tutti: «Politica, stampa e opinione pubblica devono promettere che non sarà come all'epoca di Mani Pulite». «La tentazione di ripetere quel copione fa continuamente capolino», ma guai a «ripetere gli errori commessi allora». In effetti allora c'era uno sfegatato giustizialista che, sulla Stampa e sul Corriere, scriveva cose del tipo: «Sciogliere le Camere per mettere i partiti con le spalle al muro della volontà popolare» (17-6-92). «Tutti hanno rubato», c'è una «propensione all'illegalità finanziaria del sistema politico» e di «settori importanti dell'imprenditoria privata» (9-5-92). «È inverosimile che le segreterie romane non sapessero nulla e non ricevessero parte del prelievo tangentizio. I partiti sono combriccole di malandrini» (17-6-92). «Le risultanze delle inchieste delineano una situazione sostanzialmente vera, su cui è possibile esprimere giudizi» senza «aspettare che i fatti vengano accertati da una sentenza», a prescindere dal "principio della presunzione d'innocenza» (19-6-92). «È già molto se, dopo gli estenuanti e annosi riti giudiziari, gli indulti, le amnistie, i patteggiamenti, e gli arresti domiciliari, alla fine si riesce a mandare in galera qualcuno per un lasso di tempo non proprio ridicolo» (19-6-93). «È tempo che il capitalismo italiano torni sotto l'imperio della legge» (13-8-93). Il suo nome, guarda un po', era Ernesto Galli della Loggia. Zorro

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Vincenzo Rinaldi "in viaggio" verso la giunta Emili? Della questione - fin qui tema riserv... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 23 Dicembre 2008 Chiudi Vincenzo Rinaldi "in viaggio" verso la giunta Emili? Della questione - fin qui tema riservatissimo di discussione tra leoni della Dc di ieri e di oggi - si è avuto un primo, pubblico segnale ieri mattina in consiglio comunale, con il passaggio a sopresa di Benito Valeri dal gruppo consiliare di Forza Italia a quello dei Cristiano popolari cui Rinaldi ha dato vita dopo aver abbandonato il Pd. Le ragioni accampate da Valeri non sono apparse molto chiare (e neppure nobilissime, evocando presenze in commissione e quindi gettoni) ma una delle possibili letture della mossa porta alla "necessità" per Rinaldi di avere almeno un uomo in consiglio per poter aspirare a un posto in giunta. Manovra un po' spericolata, considerato che Vincenzo Rinaldi fino a tre mesi fa sedeva nella giunta provinciale di Melilli e che nel centrodestra non sembra ci sia tutta questa voglia di riabbracciare figlioli prodighi che tornano a casa. Non fosse altro perché nessuno vuol fare il vitello grasso servito a tavola per l'occasione. Anche il centrosinistra ha però le sue spine: ieri in consiglio provinciale ci si passava di mano in mano il documento della Sinistra democratica sulle vicende giudiziarie che hanno investito amministratori Pd in Campania, Abruzzo e Basilicata. «Anche a Rieti siamo di fronte a trasversalismi, intrecci e commistioni - recita la nota - troppo spesso si trovano amministratori pubblici o dirigenti di partito che sono anche consiglieri d'amministrazione di imprese private, oppure politici di uno schieramento che, senza più maggioranza, continuano a mantenere il loro ruolo coi voti dello schieramento contrario». Dunque, se non la questione, Marroni e compagni evocano il profilo morale per le persone da mettere in lista alle prossime amministrative. Ai compagni del Pd non è piaciuto. Chissà perché. A.L.

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<Questione morale nel Pd di Caserta> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: CASERTA - data: 2008-12-23 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Politica Accuse dal membro della direzione nazionale «Questione morale nel Pd di Caserta» Lettera a Veltroni della Modestino La presidente di Officina Democratica: «Walter intervieni subito, c'è una deriva che è troppo pericolosa per noi» CASERTA — «Caro segretario, ho seguito con molto interesse e profonda condivisione la tua relazione del 19 dicembre alla direzione nazionale e mi solleva il pensiero che tu senta il dovere di non deludere tutti noi che abbiamo creduto nelle tue parole ed abbiamo sognato una politica delle idee e delle buone prassi. Ma devo dirti che tutto ciò è lontano da noi che viviamo la politica dei potentati. Tu parli di aria pulita, qui da noi imperano le nebbie dantesche. Legalità è la vera esigenza, ma è un'istanza che, nonostante Saviano, andrà deserta o sfumerà nella ennesima operazione di facciata di cui, credimi, non abbiamo bisogno». Stefania Modestino, presidente dell'associazione «Officina democratica » e membro dell'assemblea nazionale del Pd scrive a Walter Veltroni per investirlo del «caso Caserta». E come suo costume, non usa giri di parole. «Da mesi — sottolinea la Modestino — pongo le stesse questioni e negli stessi termini in cui oggi le sento dibattere da personaggi autorevoli. Da mesi evidenziamo nei blog, ma anche nelle sedi ufficiali che alcune decisioni amministrative sono da contrastare e che una gestione del potere che va dai veti incrociati alla più spicciola prepotenza, sorda a qualsiasi richiesta di democrazia e di attenzione al disagio sociale non va certo nel senso del Pd di cui tu parli e in cui noi abbiamo creduto. Abbiamo un gruppo dirigente che si origina quasi interamente dal potere amministrativo e controlla il partito. Non è questa forse un'anomalia? Non è questo contrario allo statuto e al codice etico? Un partito che viene gestito nel terrore che emergano altre risorse valide e si fa di tutto per reprimere e per bloccare dall'alto ogni iniziativa che non sia passata sotto il controllo della corrente dominante». E' duro il je accuse della fondatrice di Officina democratica: «In Terra di Lavoro, il Pd non è inclusivo della società civile: è un partito che non sa ascoltare, ed appare senza regole certe. Un partito dalle dinamiche non trasparenti: parentopoli, nepotismi e clientele a tutto spiano. Persino Rizzo e Stella dedicano un capitolo alle parentopoli casertane! Non mi piace, caro Walter, un partito con le eminenze grigie, con dirigenti criptati, finalizzato non alle istanze ed alle emergenze dei territori, ma al carrierismo individuale. Voglio un partito democratico, voglio il Pd per il quale vincendo ogni mia personale resistenza, ho deciso di candidarmi e di mettere in gioco la credibilità sociale». Certo, ci sono tante persone per bene, «ma — dice la Modestino — non toccano, nemmeno sfiorano, il timone della politica: anzi, nemmeno sappiamo dove sia il timone in questa barca che non naviga». Pietro Falco La passionaria e il leader A sinistra, Stefania Modestino, componente della direzione nazionale del Pd e presidente di Officina democratica. Ha scritto una lettera a Walter Veltroni, sopra nella foto, per rilanciare la questione morale nel partito casertano

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Quali risparmi ha ottenuto la Regione tagliando il consorzio Parco Fluviale del Nera? . C... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 23 Dicembre 2008 Chiudi di SERGIO CAPOTOSTI «Quali risparmi ha ottenuto la Regione tagliando il consorzio Parco Fluviale del Nera?». Con questa domanda polemica Camillo Temperoni, presidente del consorzio, ha dato il via al convegno che è stato organizzato per presentare il piano pluriennale economico e sociale del parco. «I dipendenti sono stati tutti riconfermati. Consiglieri e presidenti - ha aggiunto Temperoni - non prendevano e continueranno a non prendere alcun gettone di presenza. Allora, che tagli si sono operati?». Per Temperoni, dunque, la giustificazione, che i parchi dell'Umbria siano stati tagliati in un ottica di risparmio, non tiene. Non solo, la scelta di trasferire le competenze decisionali alla comunità montana di Norcia ha creato più di qualche malumore. Specie ora che è stato pubblicato il piano pluriennale, un documento che permette di individuare quali sono le potenzialità di sviluppo socio economico del parco. Ma a questo punto, con la riforma che entrerà in vigore dal primo gennaio, chi si occuperà di organizzare progetti di sviluppo che interessano il parco? A chi spetterà la decisione di valutare se si tratti di interventi validi oppure no? Alcune risposte si potranno avere oggi, al termine dell'assemblea che è stata convocata dalla comunità montana di Norcia proprio per iniziare a gestire le conseguenze di questa riforma. «È una fase di transizione molto caotica», spiega un dipendente che aggiunge: «ad oggi nessuno ci ha comunicato nulla e non sappiamo come ci dovremo comportare dal prossimo 1 gennaio». Molti i sindaci della Valnerina, presenti alla conferenza, che hanno espresso più di qualche perplessità a proposito di questa decisione. Nel corso dell'incontro, comunque, non sono mancati interventi polemici da parte di alcuni consiglieri delle amministrazioni locali. La maggior parte dei quali hanno contestato alcuni progetti di sviluppo che il consorzio ha realizzato. Come ad esempio l'impianto per lo smaltimento dei reflui oleari realizzato all'interno del parco fluviale del Nera. Un'opera contestata perché "altamente inquinante".Accuse che i responsabili del consorzio hanno rispedito ai mittenti: «Il parco del Nera in questi anni di attività ha implementato progetti di sviluppo per diversi milioni di euro. Un dato che non trova paragoni in nessun'altra realtà umbra. Segno che abbiamo lavorato e bene».

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<Il piatto come progetto, il cuoco diventa urbanista> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: CULTURA - data: 2008-12-23 num: - pag: 18 categoria: REDAZIONALE L'intervista Lo chef veronese Perbellini ha collaborato al volume cucinando un inedito «piedino di maiale» «Il piatto come progetto, il cuoco diventa urbanista» «Il piatto è la sede in cui disporre, costruire e decostruire, le diverse porzioni del progetto ». Parola di Giancarlo Perbellini, stellato chef di Isola Rizza, nel Veronese, che Nelle cucine di Andrea Palladio, a cura di Giuseppe Barbieri, edito da Terraferma, ha raccontato un inedito «Piedino di maiale, con cubetti di croque monsieur e bianche uova di quaglia». Come nasce il progetto di nuova pietanza? «Tassonomie, associazioni. Innanzitutto per elenchi di alimenti, per i quali si parte dalla stagionalità, dal territorio e si scelgono le possibili combinazioni. A volte gli abbinamenti nascono parlando in cucina, confrontando idee e tradizioni. Altre volte i piatti sono invece il frutto di un'illuminazione, di un'intuizione, sulla quale poi si lavora». Nel testo dedicato al grande architetto lei propone una vera lista, con termini e freccette. «è proprio così. Una lista di termini può trasformarsi in una serie di operazioni finalizzate a un risultato concreto. Ciascuna delle parole è un sapore, un colore, una consistenza. Le parole della cucina altro non sono che materie e operazioni. Per prima cosa vanno individuati gli ingredienti e insieme le possibili tecniche di cottura». Il piatto «palladiano» da lei proposto assomiglia a un edificio? «Io preferisco pensarlo come un insediamento costituito di componenti diverse, in modo da comprendere il miglior processo per una effettiva integrazione. In questo modo il cuoco assomiglia a un urbanista». è nato in questo modo il piedino di maiale bollito? «Abbiamo voluto puntare sul connubio tradizione innovazione, preparando il piedino di maiale, tipico del nostro territorio, guardato però con lo sguardo d'oltralpe, sposato con toast, crauti, senape e altri elementi. Il piatto è stato nella nostra carta da metà ottobre ai primi di dicembre ed è stato molto apprezzato proprio per la capacità di esprimere aspetti così diversi, come il croccante, l'acido, il morbido». Chiara Bertazzolo Stella Michelin Lo chef veronese Giancarlo Perbellini

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"Grazie per il suo gettone al consigliere Robin Hood Sia un esempio per tutti" (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

La lettera della Caritas "Grazie per il suo gettone al consigliere Robin Hood Sia un esempio per tutti" Grazie, consigliere Robin Hood. Il solo ad aver donato - dopo aver chiesto a tutti i colleghi - il suo gettone di presenza alla Caritas. Speriamo che lei sia un esempio per tutti. E' firmata «con stima» la lettera che la Caritas di Vercelli invia al consigliere comunale che voleva coinvolgere tutta l'assemblea in un'iniziativa benefica. E che si è trovato di fronte ad un muro di «no». «A Natale - scrive l'associazione di volontariato - ci si ricorda più facilmente delle persone che sono meno fortunate di noi». E il consigliere, che vuole restare anonimo per non acquisire meriti, pensa che in un momento di crisi tanto forte i 2380 euro che costituiscono l'ammontare dei gettoni di presenza di tutta l'assemblea, potrebbero servire ad aiutare più di una famiglia in difficoltà. «Si trova di fronte ad un'amara sorpresa - scrivono ancora i volontari -. Con svariate e forse assurde motivazioni, la sua iniziativa viene bocciata. Ma come il famoso Robin Hood non si arrende e, pur sapendo che i suoi soli gettoni serviranno a poco, li dona alla Caritas». A poco, ma possono aprire una strada: «Che questa vicenda possa essere un esempio per tutti, in modo particolare per coloro che hanno il potere decisionale - conclude la lettera - e che con l'arrivo del Natale potrebbero essere almeno più generosi. Anche perchè il Natale è condivisione, e la gioia che si prova nel donare e nel condividere non può essere paragonata a nulla di più bello».

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COME MAI VOGLIONO LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA? (sezione: Costi dei politici)

( da "Wall Street Italia" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

COME MAI VOGLIONO LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA? di Massimo Fini Che domanda! La nostra classe dirigente, con le debite e anche le molte eccezioni di singole persone che però sono impotenti di fronte a quello che è un sistema, è corrotta fino al midollo. -->Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell' autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente. (WSI) ? Le inchieste giudiziarie a Pescara, in Abruzzo, in Basilicata, a Napoli, in Campania, dove sono coinvolti amministratori e politici prevalentemente, ma non esclusivamente di sinistra (così come ai tempi di Mani Pulite erano prevalentemente, ma non esclusivamente di centrodestra) spiegano bene perché la classe dirigente ha così fretta di varare una riforma della Giustizia. Non si vuole migliorare il servizio ai cittadini (tanto è vero che nei progetti fatti circolare non ci sono norme, se non marginali, per snellire il processo e quindi abbreviarne drasticamente la durata, che, come ho scritto tante volte, è il vero problema della Giustizia in Italia), si vuole mettere la mordacchia alla Magistratura, sottometterla, in un modo o nell?altro, al potere esecutivo, impedire le intercettazioni telefoniche per la concussione e la corruzione, i reati tipici di «lorsignori», e insomma sottrarre la classe dirigente al controllo di legalità perché possa continuare a fare tranquillamente i suoi traffici. Sopravvivere non e' sufficiente, ci sono sempre enormi opportunita' di guadagno. Hai mai provato ad abbonarti a INSIDER? Costa meno di 1 euro al giorno. Clicca sul link INSIDER L?onorevole Gaetano Pecorella, ex avvocato di Berlusconi, capovolge completamente la questione. Queste inchieste avrebbero il solo scopo di impedire la riforma della Giustizia. Un?accusa gravissima secondo la quale quattro o cinque Pm agirebbero all?unisono non sulla base di ipotesi di reato ma per fini che con l?amministrazione della giustizia non hanno nulla a che fare. Una vera e propria eversione. Eversore a mio avviso, è chi fa illazioni del genere senza lo straccio di un indizio e senza andare a denunciare i responsabili alla stessa magistratura (a meno che non si ritenga che l?intera Magistratura italiana è fellona). Illazione assurda anche perché molte di queste inchieste sono cominciate in tempi in cui la riforma della magistratura a colpi di modifiche costituzionali era di là da venire. La realtà è un?altra, sta sotto gli occhi di tutti e non saranno gli Azzeccagarbugli a poterla nascondere. La nostra classe dirigente, con le debite e anche le molte eccezioni di singole persone che però sono impotenti di fronte a quello che è un sistema, è corrotta fino al midollo. Questa corruzione è grave perché drena un?enorme quantità di denaro pubblico, cioè di nuovi cittadini, a favore di illeciti lucri privati. Ma forse è ancor più grave perché, come emerge chiaramente dall?inchiesta sul sindaco di Pescara D?Alfonso, questi gruppi di potere, affiliati ai vari partiti, elargiscono ai loro adepti incarichi, impieghi, privilegi mortificando le legittime ambizioni e perfino ledendo il diritto al lavoro di tutti coloro che, conservando il rispetto di se stessi, non intendono assoggettarsi a questi umilianti infeudamenti. E poi hanno la spudoratezza di venirci a parlare del merito. Le democrazie sono, notoriamente, i sistemi più corrotti. Ma la nostra ha superato ogni limite fisiologico. Ogni decenza. Come si è potuti arrivare a questo punto? Perché gli uomini politici invece di capire la lezione di Mani Pulite ne hanno tratto un sordo rancore verso la Magistratura che, dopo decenni di impunità, aveva osato chiamare anche loro al rispetto di quella legalità cui tutti siamo tenuti. Così, passata la buriana del 1992-94, la classe politica (e in particolare, bisogna pur dirlo, Forza Italia) con un imponente spiegamento di media ha convinto gli italiani che i veri colpevoli non erano i ladri ma i magistrati. I ladri, o i loro amici, sono diventati giudici dei loro giudici. E adesso si apprestano a dare il colpo definitivo all?indipendenza della Magistratura italiana come non era riuscito nemmeno il fascismo che dovette creare i Tribunali speciali. Si è riusciti a convincere («i costi della politica») gli italiani che era giusto derubarli (perché poi gli imprenditori, scaricavano il costo delle tangenti sui prezzi). Giuliano *** la ha calcolato che la corruzione accertata da Mani Pulite con sentenza definitiva (che, come per tutti i reati, non è che una parte infinitesima di quella rimasta nascosta e impunita) ci è costata 630 miliardi delle vecchie lire, un quarto del debito pubblico. Qualcuno, in futuro, si prenderà la briga di calcolare quanto ci è costata dal 1994 al 2008, sempre che questo rimanga un Paese libero. Spero che i cittadini che hanno sentimenti di destra non si sentano sollevati dal sapere che la corruzione sta anche a sinistra. Una corruzione non ne sana un?altra, si somma ad essa. Mal comune, qui, non fa mezzo gaudio. Almeno non lo fa per il popolo italiano e per il nostro Paese. Copyright © Il Gazzettino. All rights reserved scrivi la tua opinione "live" sul Forum di WSI

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DANIELA DE CRESCENZO MENO OMICIDI, MA PIù CRIMINALITà MINORILE. E SALE ANCHE IL RISCHIO... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

DANIELA DE CRESCENZO Meno omicidi, ma più criminalità minorile. E sale anche il rischio corruzione. Lo dimostrano i dati presentati ieri dal prefetto Alessandro Pansa che disegnano un quadro con qualche luce e tante ombre. Il dato positivo è quel 29 per cento in meno degli assassinii che segna un freno alla violenza, soprattutto quella della criminalità organizzata. Se si considera, infatti, il numero degli agguati di camorra la percentuale scende a un meno 31. Contemporaneamente gli arresti sono saliti del 10 per cento. Ma probabilmente anche questi dati, per quanto significativi, non dimostrano un definitivo indebolimento delle mafie. Il calo degli omicidi potrebbe anche indicare che le organizzazioni hanno cambiato strategia. Infatti se i comuni sciolti per infiltrazione malavitosa sono stati nel 2008 «soltanto» due, Casalnuovo e Arzano, ben 40 amministrazioni restano monitorate dalla prefettura. E 21 sono le aziende che non hanno ottenuto il certificato antimafia mentre 20 sono state escluse dalla prefettura in base al protocollo di legalità. Si tratta di imprese ritenute «sospette». Il settore più a rischio è quello dell'edilizia. Ma anche il ramo rifiuti è messo male. Non è solo il tessuto imprenditoriale a generare preoccupazione. L'attenzione della prefettura, infatti, si è concentrata anche sul sistema degli appalti. Un dato, in particolare, allarma Pansa, quello sulla mancata revisione dei prezzi messi a base dei bandi. Gare per l'affidamento di appalti pubblici con tariffari risalenti al 1990 sono, sottolinea il prefetto, «il segno di un imbroglio che si farà». In queste condizioni è evidente che i lavori o non vengono garantiti o si portano avanti nella più completa illegalità. Spiega Pansa: «Quando si applicano tariffe che risalgono a 18 anni fa, quando ancora c'era la lira, a volte lo si fa perché l'ente appaltante ha pochi soldi. Applicando queste tariffe abbatte i costi, almeno sulla carta. Ma poi o si ricorre al meccanismo dell'aggiornamento prezzi, che fa lievitare i costi, o si consente all'azienda di fare un lavoro non a regola d'arte, magari utilizzando manodopera a nero e prodotti di scarto. Alla fine forse le ditte ce la fanno pure a guadagnare qualche cosa, ma il risultato è sempre estremamente negativo». Perciò tra le attività della prefettura è in programma un sistema che imponga l'utilizzo di tariffari aggiornati e adeguati. «Attraverso i poteri della conferenza permanente sulla sicurezza - ha detto Pansa - stiamo cercando di portare questo settore alla normalità, considerato che dal '90 ad oggi il costo del lavoro, ad esempio, è aumentato del 150%». L'altro punto dolente è rappresentato dalla criminalità minorile. Nel 2008 gli arresti sono aumentati del 67,83% mentre i processi nei confronti dei giovani che non hanno ancora raggiunto la maggiore età hanno fatto registrare un più 20%. Rapine, spesso compiute con un coltello, furti e anche minacce di omicidio in seguito a risse o tentata rapina sono le imputazioni. Un dato «particolarmente preoccupante - ha affermato il prefetto - che non lascia ben sperare». Un risultato incoraggiante è, invece, quello dell'incremento delle denunce - più dieci per cento - per i reati di estorsione e usura. Sul fronte del sostegno economico per le vittime, le erogazioni sono passate da poco più di 177 mila euro del 2007 a 1 milione e mezzo di euro nel 2008. Nel settore delle estorsioni risulta «più difficile che le elargizioni arrivino a destinazione», come spiega Pansa. Un problema che la prefettura ha affrontato «mettendo a punto un meccanismo istruttorio più efficace e veloce e credo che il prossimo anno la nostra capacità di migliorare questo dato sarà molto più elevata».

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<La Provincia cresce nel segno del dialogo> (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

«La Provincia cresce nel segno del dialogo» A sei mesi dall'insediamento, primo bilancio della riorganizzazione dell'ente e il punto sulla programmazione Giuseppe Farkas La provincia sta bene, è viva e, verrebbe voglia di dire, lotta insieme a noi. Non fosse altro perchè almeno se lo può permettere. In tempi di crisi, si sa, i sacrifici li annunciano tutti e poi li fanno in pochi, ma anche un ente che non ha problemi di buchi in bilancio può dare il buon esempio. «Partivamo da una condizione economica sana - ricorda il presidente Giuseppe Castiglione ­­- ma abbiamo comunque voluto da subito mettere mano alla riorganizzazione dell'ente e alla razionalizzazione della macchina amministrativa. La struttura organizzativa, poi, è stata sottoposta a una dieta severa e salutare. Da sette dipartimenti siamo scesi a quattro; i dirigenti sono stati ridotti da 36 a 26 e abbiamo azzerato tutte le collaborazioni esterne. E poi, visto che l'esigenza di ridurre i costi della politica è reale, vorrei anche sottolineare la decisione di passare da 15 assessori a 11 con l'obiettivo di arrivare a 9 entro gennaio. Parliamo di un risparmio di circa tre milioni e mezzo di euro. Altro segnale forte, che è partito da me ma che ha trovato ampia condivisione anche in consiglio, è stato quello della valorizzazione delle risorse e delle competenze interne. Insomma, credo che siamo partiti col piede giusto». Di questo dimagrimento hanno risentito produttività ed efficienza? «No, non c'è una minore efficienza o una minore efficacia dell'azione amministrativa». Questo per quanto riguarda la riorganizzazione, e per la programmazione? «Abbiamo lavorato anche in questo senso e sempre nell'ottica di un coordinamento sovracomunale perché sono sempre più convinto che è questo il ruolo che compete alla Provincia, altro che abrogazione in quanto ente inutile...In estrema sintesi, ricordo che abbiamo preparato un disegno di legge per il riordino delle Ato da presentare all'Ars, approvato dal Consiglio provinciale, un piano di ammodernamento e potenziamento della viabilità provinciale secondaria (oltre 2.000 Km). Catania è stata la prima provincia, in Sicilia e in Calabria, ad essersi dotata di un Piano e ad avere ottenuto le risorse (più di 52 milioni di euro, erogati in tre rate). Passando alle scuole, abbiamo programmato investimenti sul loro ammodernamento e la loro messa in sicurezza. Interventi su tutto il patrimonio di edilizia scolastica (130 plessi, 520.000 mq superfici interne, 1000 mq esterni, 89 palestre?) con la somma di circa 45 milioni di euro. Attivato un numero telefonico dedicato ai dirigenti per avere informazioni e fare segnalazioni». «Per quanto riguarda lo sviluppo economico, nel bilancio 2009 che, per inciso, per la prima volta nella storia della provincia sarà approvato entro il 30 dicembre, sono già inseriti 10 milioni di euro destinati ai consorzi fidi, per facilitare l'accesso al credito, e predisposto 2 milioni di euro per la banda larga nella zona industriale della provincia di Catania. E' stato già approvato il regolamento per la concessione di contributi agli artigiani ed è stato firmato un protocollo col sottosegretario allo Sviluppo economico per l'internazionalizzazione delle imprese; redatto un piano di sviluppo socio-economico, già approvato dalla Giunta provinciale. Non dimentichiamo che la Provincia ha un ruolo essenziale nello sviluppo e nella programmazione turistica, ed è per questo che, come avevo annunciato, siamo già impegnati nel rilancio dell'Etna Convention Bureau, allo scopo di richiamare in città un turismo di affari, offrendo una promozione turistica a livello congressuale». A proposito di infrastrutture, non ha reagito bene all'alta velocità e al treno Freccia Rossa «Mi ha fatto piacere sapere le Ferrovie dello Stato collegano Milano e Bologna in 65 minuti, peccato che per collegare Catania a Palermo i nostri treni impieghino quasi 5 ore. Inviteremo al più presto il gotha del mondo economico-finanziario italiano e tutti gli esponenti politici che si sono dati appuntamento allo scalo di Milano Centrale, per percorrere insieme a loro la tratta ferroviaria che va da Catania al capoluogo siciliano. Altro che Freccia Rossa, l'iniziativa si chiamerà "Freccia Rotta"! Mi auguro che dopo questa "passeggiata" si riesca a percepire l'importanza di riannettere la Sicilia alla rete ferroviaria italiana». La provincia guarda anche al tema della solidarietà, lei aveva annunciato iniziative... «Abbiamo finanziato il primo progetto nazionale per l'insegnamento dell'inglese agli audiolesi attraverso la lingua dei segni americana. Siamo secondi, nella graduatoria nazionale del ministero dell'Interno, per il progetto rivolto ai Cittadini lavoratori immigrati della Provincia di Catania. Abbiamo acquistato per l'Unione italiana Ciechi un macchinario estremamente utile non solo per gli ipovedenti, ma anche per l'attività di prevenzione alla cecità; consolidato il rapporto di collaborazione con la Caritas, istituiti 100 mila euro nel capitolo di bilancio a sostegno delle nuove povertà. Abbiamo poi definito un accordo col Catania Calcio, che prevede alcune giornate dedicate ai disabili al campo di allenamento di Massannunziata e la realizzazione di una scuola calcio nel quartiere di Librino, riservata esclusivamente ai ragazzi lì residenti, abbiamo realizzato un progetto, denominato ?Luce nella notte, con l'obiettivo della prevenzione di patologie legate alla tossicodipendenza e all'abuso di alcol nei luoghi di divertimento giovanile. Coi senza fissa dimora abbiamo realizzato la televisione di strada e stiamo predisponendo un campo di accoglienza per i rom». Tutto questo è stato condiviso dall'opposizione? «Abbiamo seguito il metodo del dialogo, della discussione leale. ma non solo con le forze politiche dell'opposizione o con i consiglieri della provincia me con tutti i soggetti interessati. Quando si è trattato di ridiscutere l'organizzazione dell'Ato rifiuti, abbiamo parlato con i sindaci, con le forze politiche, con i deputati sottoponendo la nostra proposta che non è una proposta anti governo regionale o anti Lombardo. È la nostra proposta è l'abbiamo discussa con chi ne aveva voglia o interesse. Questo è un metodo, questo è un contributo». Dall'opposizione c'è dunque collaborazione «Devo dire, con piacere, di sì» Forse ce n'è di meno nell'ambito della sua stessa maggioranza. I rapporti non sereni con l'Mpa e Lombardo si fanno sentire nella gestione della provincia? «Devo dire onestamente che in consiglio provinciale non si ripercuotono queste polemiche. Non avvertiamo certe tensioni anche perché qui si discute di documenti, atti, fatti concreti. Il metodo è condiviso, faccio fatica a pensare che possa esserci qualcuno pronto a boicottarlo per rispondere a logiche politiche che hanno poco a che fare con i bisogni reali dei cittadini». Secondo la sua esperienza, il rapporto tra cittadini e istituzioni è improntato...? Alla fiducia. La mia esperienza è sempre stata legata e radicata nel territorio. Questa è una provincia che ha risorse, intelligenze, vitalità e risorse straordinarie. In questo scenario la politica non può disegnare i percorsi ma può accompagnare, affiancandoli, i processi virtuosi. Questa è una provincia che ha grandi protenzialità e ci sono tutte le condizioni per poter guardare al futuro con maggiore ottimismo. Mi rendo conto che ai cittadini bisogna dare risposte e nelle divisioni politiche queste risposte non si trovano. Se tutti assieme lavoreremo per obiettivi comuni ne avrà un vantaggio tutta la comunità. Il dibattito sulle geometrie e sulle maggioranze variabili è veramente molto sterile. Fermo restando che con l'opposizione si deve costruire un rapporto leale. All'interno dell'opposizione ci sono risorse politiche e umane di altissimo livello. Non solo il confronto, ma anche le collaborazioni sono auspicabili. Quando ho recentemente presentato il disegno di legge sull'Ato rifiuti mi sono avvalso delle competenze dell'avvocato Harald Bonura che non è certo della mia area politica; anni fa ho nominato la professoressa Alessi; autorevole componente di quel gruppo che ha fondato il Partito democratico, commissario degli Enti economici. Trovo stimolante il confronto e la collaborazione. Ma altra cosa è cercare nuove maggioranze. Va fatto alla luce del sole e in trasparenza. Lombardo può legittimamente cercare una nuova maggioranza, ma va detto chiaramente agli elettori. Insomma, noi del centrodestra al 2008 non potevamo chiedere, politicamente, di più. Abbiamo vinto tutte le elezioni possibili, abbiamo ovunque la maggioranza. C'è una ragione per cui questa ampia maggioranza non debba oggi governare? Qual è la ragione per cui qualcuno debba invocare le geometrie variabili?».

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<Costi della politica a Buteranon si può fare demagogia> (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

«Costi della politica a Butera non si può fare demagogia» Butera. Tiene banco a Butera la questione legata ai costi della politica e della pubblica amministrazione. Dopo le esternazioni dell'opposizione tramite il segretario cittadino dell'Udc Filippo Balbo, ieri è stata la volta dell'assessore comunale Filippo Morgante. Una presa di posizione altrettanto forte e decisa la sua. «Non si può continuare a fare demagogia su un tema tanto importante come quello dei costi della politica e della pubblica amministrazione, ma soprattutto ritengo sia arrivato il momento di fare chiarezza e di sgombrare il campo da facili quanto controproducenti strumentalizzazioni». Premesso ciò, l'assessore della Giunta Casisi ha sottolineato: «Come si può pensare di ridurre ulteriormente il compenso dei responsabili d'area che operano nel Comune? La gestione della cosa pubblica passa ormai attraverso provvedimenti che i responsabili d'area propongono all'amministrazione comunale sulla base di precedenti indirizzi: ci può mai essere un responsabile d'area che accetta di ricoprire questo incarico a costo zero? A questo punto, niente per niente, meglio fare l'impiegato semplice e si toglie di dosso il peso di tante responsabilità!». Un'analisi cruda, quella di Morgante: «Non si può continuare a cavalcare la tigre della demagogia come sta facendo l'opposizione: è facile sparare a zero; ad esempio, si chiedono ulteriori riduzioni delle indennità degli amministratori, ma già le abbiamo ridotte; e poi il nostro sindaco s'è messo in aspettativa, per cui l'indennità che percepisce gli serve per vivere e non certo per arrotondare; e poi, se proprio l'opposizione ci tiene tanto a rimpinguare le casse del Comune, perché non torna indietro i soldi delle indennità percepite negli anni precedenti? Insomma, credo proprio che, in un momento delicato come questo, sarebbe opportuno evitare strumentalizzazioni e demagogie e cominciare a guardare in faccia ai veri problemi della comunità». C. L.

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<Condizione essenziale>. Su queste due parole, scritte nella ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

«Condizione essenziale». Su queste due parole, scritte nella ... «Condizione essenziale». Su queste due parole, scritte nella delibera proposta al consiglio per dare il via libera alla "variante della discordia" chiesta dall'ateneo al Comune (per un immobile in via Muratti e per l'ex asilo Maria Bambina, acquisito con permuta da un privato in cambio di parte dell'ex Corum), si apre in aula una discussione dai toni accesi. A intavolarla è Luciano Gallerini. Nella delibera, infatti, c'è scritto che «la richiesta variazione di destinazione urbanistica dell'immobile di via Muratti» da universitaria a residenziale o mista è «condizione essenziale per il buon fine dei programmi impostati in sede universitaria», che riguardano, fra l'altro, anche Maria Bambina. Ma, secondo Gallerini, tale "essenzialità" non sussisterebbe e il Comune avrebbe dovuto verificare meglio: lo scrive in un ordine del giorno. Inoltre, Gallerini parla a lungo del valore della permuta (3,2 milioni) fra università e privato per parte dell'ex asilo e del prezzo pagato dall'Erdisu (1,021 milioni) per acquisire l'altro pezzo di Maria Bambina. Secondo lui, l'Università avrebbe potuto risparmiare «comprando direttamente dalle suore». Oppure, avrebbe potuto farsi il nido aziendale in via Muratti, invece che chiedere una volumetria in più in via Mantica. «Se l'Erdisu dovesse procedere alla ristrutturazione della sua parte, spenderebbe altri 1,5 milioni oltre ad arredi e tasse e quindi la cifra complesiva per realizzare 12 camere raggiungerebbe i 3 milioni, pari a 250mila euro a stanza», aggiunge Gallerini. L'ex presidente Erdisu Milano, però, ricorda che quel prezzo è stato «ritenuto congruo dall'apposita commissione regionale», all'epoca. Gallerini chiede il rinvio dell'oggetto. Che, però, non passa. E, a quel punto, propone un dettagliatissimo ordine del giorno, corredato da 63 documenti allegati. Il che, moltiplicato per 40 consiglieri fa quasi 2.500 carte. Gallerini chiede anche che «Honsell, che da rettore ha condotto l'operazione» non partecipi al voto e alla discussione. Per Cainero «l'odg è pesante e avevo suggerito di evitarlo. Preferisco non partecipare alla trattazione di questo argomento perché ne intravedo qualche eventuale insorgenza». E Bertoli dichiara che non parteciperà «per prudenza». Idem Arpino e Dordolo, che pure l'odg l'ha votato. In attesa che tutte le fotocopie siano fatte, si passa ad altro. Distribuito il materiale, Gallerini assicura: «L'ordine del giorno è fatto non per mettere in difficoltà ma per prendere tempo per approfondire». Anche Ortis dice: «L'odg avrebbe anche un fondamento, ma contiene premesse così gravi che non posso sottoscrivere». Alla fine votano sì all'ordine del giorno Piva, Gallerini, Dordolo, Zelè e Michelini, gli altri sono contrari e il documento non passa. Gallerini esce dall'aula e come lui escono la Lega, l'Udc e tutti gli ex forzisti rimasti. La richiesta di variante passa con 23 sì e l'astensione del gruppo Ortis.Alla fine del consiglio si affronta la mozione su Eluana Englaro, proposta da Sos Italia, per chiedere al sindaco di attivarsi per fare in modo che sia data «pronta e totale rassicurazione alla clinica» sul fatto che «mai e poi mai potrebbe essere messa in discussione la convenzione» nel caso in cui Eluana fosse accolta lì. Cortolezzis invita al silenzio, come chiesto dalla famiglia Englaro. 21 votano a favore (6 si astengono) e la discussione non viene intrapresa. Polemiche anche sulla surroga dell'assessore Pizza, dimessosi da consigliere e sostituito da Freschi. Per Arpino (Pdl) «il metodo per dar spazio ai giovani virgulti del Pd va a scapito delle casse comunali». Perché l'assessore-consigliere piglia «solo l'indennità di funzione e non il gettone di presenza». Perplessi anche Anzolini e il leghista Dordolo («ancora una volta dimostrate di essere il partito della spesa).Camilla De MoriAlessia Pilotto

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PUGLIA/CONSIGLIO: PEPE, SUI COSTI DELLA POLITICA, ANCORA UN RISPARMIO(2). (sezione: Costi dei politici)

( da "Asca" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

PUGLIA/CONSIGLIO: PEPE, SUI COSTI DELLA POLITICA, ANCORA UN RISPARMIO(2) (ASCA) - Bari, 23 dic - Sui costi della politica, Pepe ha confermato la volonta' gia' annunciata di ridurre del 10% gli stipendi dei consiglieri (circa 12.000 euro ciascuno all'anno), cui si aggiungeranno 6.000 euro per i consiglieri con incarichi e 4.000 euro per i consiglieri senza incarichi. Il presidente Vendola ha annunciato una riduzione del suo stipendio di altri 30.000 euro all'anno mentre Pepe, di altri 15.000 euro. Complessivamente il risparmio che si otterra' sara' di un milione di euro. Pepe ha poi ringraziato il mondo della stampa tutto, ha espresso ''solidarieta' a tutti quei giornalisti che subiscono, per il proprio lavoro, minacce e ritorsioni'' e ha definito ''uno scandalo'' il mancato rinnovo, ormai da quasi quattro anni, del contratto giornalistico. ''Il nostro impegno - ha detto il presidente - e' quello di tutelare e rispettare il lavoro di tutti e a questo proposito mi faccio carico di far approvare un ordine del giorno che solleciti l'approvazione del contratto nazionale''. La presidente dell'Ordine dei giornalisti della Puglia, Paola Laforgia ha ringraziato il presidente Pepe per ''l'attenzione e la capacita' di mantenere sempre vivo il rapporto non solo con il mondo della stampa, ma anche con la societa' tutta, in un momento in cui le difficolta' dei giornalisti si inquadrano in uno scenario di debolezza complessiva''. Il presidente della federazione regionale della stampa, Felice Salvati ha invece espresso ''preoccupazioni per gli sviluppi del ddl Alfano che creera' problemi molto seri ai cronisti''. Alla conferenza stampa ha partecipato anche il consigliere segretario dell'Ufficio di presidenza Tommaso Attanasio che ha definito ''un vulnus gravissimo'' la difficolta' che il cittadino registra nella impossibilita' di comunicare con gli uffici regionali attraverso il centralino telefonico. ''Ancor piu' grave se si pensa al livello di informatizzazione che di fatto la Regione Puglia ha raggiunto''. La cerimonia si e' conclusa con il consueto, ormai scambio di doni tra il presidente Pepe che ha ricevuto in omaggio dall'Ordine e dalla federazione della Stampa un orologio e un barometro (''per le turbolenze del consiglio'') e i presidenti Laforgia e Salvati che hanno invece ricevuto un portacenere/svuotatsache. res-rus/mcc/rob (Asca)

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Questione politica e non morale (sezione: Costi dei politici)

( da "AprileOnline.info" del 23-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Questione politica e non morale Franco Astengo, 23 dicembre 2008, 19:51 La riflessione Alla vigilia di una nuova fase di "sconfitta storica" delle forze del centro-sinistra, all'interno per altro di una crisi economico-sociale durissima, mentre le inchieste della magistratura scuotono il Pd, appare necessario rimettere in campo i valori della nostra tradizione. La risposta deve essere politica perchè è su questo terreno che si è mancato aprendo il vuoto etico. E' quello che Berlinguer ci ha insegnato La "Questione morale" appare ormai approdata, con enorme rilievo mediatico, al tavolo del PD, apparendovi come il vero e proprio "convitato di pietra" per la prossima fase politica. Non intendiamo, in questa occasione, entrare nel merito dei dettagli relativi alla vicenda e, ancora, esprimere una qualsiasi indicazione di prospettiva, circa il suo evolversi. Ma alcune riflessione si possono avanzare. Bisogna premettere che le risposte fin qui sentite dai massimi esponenti del PD alle questioni sollevate dalla magistratura e dal mondo politico assomigliano terribilmente a quelle pronunciate, a suo tempo ed in varie fasi, dagli esponenti del PSI craxiano ("non cedere ai poteri forti"; "mariuoli", "partito composto da gente perbene...ecc,ecc). Non solo. E' inoltre rimasto sullo sfondo il tema della corruzione generale del sistema politico, non affrontato nell'oramai quasi ventennio berlusconiano attraverso il porre, concretamente, al riparo "l'agire politico" dalle profonde malversazioni che l'introduzione di un sistema di potere fondato sull'individualismo consumistico, la pubblicità televisiva, lo smaccato conflitto d'interessi (che non riguarda, ovviamente, soltanto l'attuale Presidente del Consiglio), creano. Fatte queste premesse ci permettiamo di analizzare soltanto pochi punti specifici, che possono essere ritenuti dirimenti al fine della formulazione di un giudizio politico generale. Il primo è che appare evidente come l'emergere di episodi, gravi e geograficamente estesi, di corruzione all'interno del PD siano il frutto sia di una trasformazione negativa dell'identità politica, sia della realtà strutturale del Partito, nei suoi vari passaggi di questi anni: PCI, PDS, DS,Ulivo, PD. Passaggi realizzati attraverso aggregazioni successive, che per il processo di innovazione approntato (quasi inconsapevolmente) alla forma "partito" originaria ha reso incontrollati, soprattutto sul piano delle realtà locali. Parliamo dei famosi "cacicchi", oggi trasformati inopinatamente in "capibastone", nati laddove la realtà aggregativa rappresentata dal Partito non incontrava l'articolazione concreta di una realtà sociale in movimento, ma semplicemente la dimensione di aggregazioni di potere già consolidate ed inestirpabili, in funzione dell'acquisizione dell'agognata "governabilità", ormai scopo esclusivo dell'azione politica del PD. Non a caso il Presidente della Giunta Regionale della Campania, ormai sotto tiro diretto per vicende di dimensioni enormi sul piano del malgoverno come quella riguardante lo smaltimento dei rifiuti, dichiara: "qui dal 1993 non si perde, da altre parti...". Questo punto di analisi non giustifica, però, completamente ciò che sta accadendo: esiste una specifica "questione morale" riguardante i DS, che aveva riguardato anche lo stesso PCI, nell'incapacità di collegare "questione morale e questione politica", intendendo l'esercizio della politica come il solo, vero, anticorpo all'emergere della "questione morale". Invece, come è stato nel caso della vicenda Unipol che speriamo non sia stata dimenticata, l'esercizio della "doppiezza" anche in questo campo si è rivelato fatale. Esistono, dunque, due livelli di "questione morale" interni al PD, che non possono essere sciolti semplicemente eliminando, come chiedono i giovani del partito, "corrotti e corruttori", ma andando a fondo nella realtà politica, sociale, culturale di un partito che appare, alla fine, una finzione (non tanto una aggregazione "fredda"). La finzione di una destinazione maggioritaria forzata, che non è mai stata appannaggio della sinistra italiana, che sempre ha pensato al "Frente Amplio" e al non governare con il 51%, scimmiottando ridicolmente un modello anglo-sassone che assolutamente non si adatta alla situazione italiana. Tanto è vero che il principale "competitor", emblema di una concezione della politica fondata sul personale conflitto d'interessi, usa l'arma di un populismo che pare discendere più dall'asse ereditario Crispi-Mussolini-Craxi che non dai manuali di politologia del MIT o della Columbia University. Il secondo punto da analizzare richiama la "questione morale" sollevata con forza, ad inizio degli anni'80, dal PCI e da Enrico Berlinguer che, oggi, impudentemente Rifondazione Comunista intende rinverdire attraverso una apposita campagna propagandistica. Prima di tutto va eseguita una operazione di ricollocazione storica, almeno dal punto di vista temporale: il PCI pose la "questione morale" al centro della propria iniziativa politica, durante la segreteria Berlinguer, a seguito del fallimento dell'esperienza della "solidarietà nazionale". L'occasione fu fornita da un durissimo intervento svolto dal Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, che denunciò con grande forza l'inefficienza dello Stato, degli Enti Locali, della pubblica amministrazione nell'organizzare i soccorsi nell'immediato post-terremoto, in Irpinia nel Novembre del 1980. Una tragedia immane che causò la distruzione totale di intere province e quasi 100.000 morti. In quel caso Pertini compì un duplice atto politico: da un lato avviò il cambiamento di ruolo e funzione del Presidente della Repubblica orientandolo verso la strada dell'intervento diretto sulle questioni politiche e sociali del Paese; dall'altro canto sollevò, appunto, la "questione morale", dal punto di vista degli sprechi, della corruzione, del menefreghismo imperanti soprattutto, già in allora, nel mondo della politica. Il PCI, e Berlinguer, in particolare reagirono immediatamente all'appello presidenziale con una forte capacità di mobilitazione: la Direzione nazionale si riunì a Salerno, vicino all'epicentro del sisma, accantonando la linea della "solidarietà nazionale" e promuovendo la linea dell'alternativa. Ovviamente non tutto il corpo dirigente del partito accolse positivamente questo passaggio e l'apertura di una dibattito di fondo non si realizzò, rappresentando un limite nell'iniziativa berlingueriana che si sarebbe, poi, rivelato esiziale per il futuro come sarà ampiamente dimostrato in seguito, in particolare al momento della svolta della Bolognina. In quella fase, però, 1980, l'alternativa si legò strettamente al tema della "questione morale". Contrariamente a quanto si vuol far intendere oggi non si trattava semplicemente dell'esaltazione della "diversità" dei comunisti. L'intreccio, infatti, era stretto tra "diversità", "questione morale", " alternativa di governo", spostando l'asse del Partito a sinistra e ricercando la possibilità di nuove convergenze in quella direzione. Una reazione politica forte che resse alla prova per almeno per tre anni, con il PSI impegnato nell'operazione di "sganciamento" dalle proprie radici, posto in piena competizione con i comunisti. Nei socialisti, però, allignavano già i germi della corruzione collegati all'idea di fondo della necessità di "ridurre" il rapporto tra la politica e la società attraverso gli strumenti del decisionismo e della "governabilità" fine a se stessa. Il 1983 fu l'anno decisivo: al congresso di Milano del PCI, nel Febbraio, la linea dell'alternativa fu riproposta con forza; nel Marzo un incontro tra Berlinguer e Craxi parve aprire uno spiraglio positivo; tra Aprile e Giugno i primi scandali (Torino, Savona) colpirono importanti "leader" locali del PSI (Biffi Gentili, Teardo) con una reazione da parte degli stessi socialisti oscillante tra i "prigionieri politici" e i "mariuoli" (linea poi adottata nove anni dopo con Mario Chiesa, in tutt'altro contesto). Il PCI preso dalla paura di una reazione a catena ridusse e degradò il fenomeno non comprendendolo appieno e negandone la piena natura politica ("la macchia nera sul vestito bianco" come scrisse Rinascita). Alle elezioni del 26 Giugno si andò comunque, ancora sulla linea dell'alternativa di sinistra, promuovendo, il PCI, una lista di vasta alleanza a sinistra con PdUP, Lega dei Socialisti e Sinistra Indipendente. La DC crollò perdendo sei punti in una volta sola, il PCI tenne le posizioni, il PSI avanzò pochissimo (si parlò di "onda lunga"). Pertini conferì l'incarico a Craxi e, questi, anziché muoversi sul terreno dell'apertura a sinistra aprì la stagione del CAF e del collegamento con la P2. Fu in quel momento che il nesso "diversità", "questione morale", "alternativa" si spezzò sul piano politico. A Berlinguer restò troppo poco da vivere per rielaborare una strategia e la storia della "questione morale" legata alla "questione politica" finì a quel punto. Il resto è storia diversa da "Tangentopoli" in poi, legata all'implosione dell'intero sistema politico italiano, all'apertura di una fase di lunghissima transizione che pare concludersi adesso, non certo nella idea di una alternativa, ma di un drastico allineamento dell'Italia alle logiche della post - democrazia, con alle viste una idea presidenzialista vista nell'ambito di una vera e propria "decrescita" della democrazia. Tutto questo mentre i dirigenti del PD, invischiati nella loro "questione morale" insistono nello scimmiottare modelli d'oltre oceano, senza vedere la necessità di ricostituzione di una soggettività politica adeguata ad affrontare, in Europa, qui ed ora, una crisi finanziaria, economica e sociale, di inaudite proporzioni. Ci troviamo, insomma, alla vigilia di una nuova fase di "sconfitta storica": riportare in campo i valori della sinistra, pur consapevoli della necessità di una lunga fase di opposizione, appare necessario ed urgente per sconfiggere insieme le difficoltà etiche e quelle politiche.

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tra pm avventurosi e cattivi legislatori - (segue dalla prima pagina) (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 24-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 26 - Commenti Tra Pm avventurosi e cattivi legislatori (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Quel giorno, il 15 dicembre, nella notte del voto abruzzese, il Pd si guarda allo specchio e si scopre indegno. Non solo politicamente in ginocchio, ma eticamente opaco. Pescara era soltanto l´inizio di una sequela di colpi di maglio alla rispettabilità politica e morale degli amministratori del centro-sinistra (Napoli, Firenze, Basilicata). Ora, con un ripensamento che deve essere stato tormentatissimo e quindi onesto, il giudice ritorna sui suoi passi. Si ricrede. Ha ascoltato le ragioni e gli argomenti di D´Alfonso. Ha riflettuto sulle fonti di prova raccolte dal pubblico ministero e ha concluso che il municipio di Pescara non è una casa corrotta abitata da una associazione per delinquere. Scrive che «i fatti» che si è ritrovato tra le mani sono soltanto «deduzioni investigative» e la scena accusatoria, a vagliarla meglio, svela soltanto «una originaria scarsità investigativa». Non c´è corruzione. Non c´è associazione per delinquere. Al più, si può parlare di finanziamento illegale alla Margherita, se altre indagini e accertamenti lo confermeranno. Quel che accade a Pescara non è poi così stravagante. E´ accaduto; accade ogni giorno; accadrà ancora (e per fortuna) nei palazzi di giustizia. E´ la fisiologica dialettica di un processo. «Iudicium est actus trium personarum»: il primo (l´accusatore) domanda; il secondo (l´accusato) resiste; il terzo (il giudice) decide («il verbo evoca un taglio e la caduta della cosa tagliata»). Dov´è allora la singolarità dell´affare, destinato a sollevare le consuete polemiche tra la politica e la magistratura? E´ fuori dalle aula di giustizia in tre scene diverse, tutte politiche. La prima. Luciano D´Alfonso ritorna libero. Si è dimesso e non è più sindaco nonostante la buona opinione che hanno di lui i pescaresi. Il ministro dell´Interno ha sciolto il consiglio comunale e si andrà a nuove elezioni. Nonostante la mossa del pubblico ministero fosse avventata, D´Alfonso ha fatto la mossa giusta. E´ giusto, forse doveroso, addirittura necessario per difendersi senza iattanza, se politico o amministratore, fare un passo indietro e affrontare, senza frapporre ostacoli, la verifica del proprio comportamento e delle proprie decisioni. Erano accuse che pregiudicavano il rapporto di fiducia con gli elettori e i cittadini. Libero ora dal peso, D´Alfonso potrà ritornare a chiedere il consenso della sua città. La seconda scena interpella il Partito democratico. Sarebbe un errore pensare che, scagionato D´Alfonso dalle accuse maggiori, si può svicolare la questione morale che affligge il Pd, soprattutto nelle amministrazioni del Mezzogiorno. Le indagini giudiziarie, al di là del loro esito processuale che non deve essere dato precipitosamente per scontato (come insegna Pescara), hanno svelato in ogni caso la modesta qualità di un ceto politico abbandonato a se stesso senza alcuna guida, controllo e direzione; un ceto politico autoreferenziale che spesso ? in tempi inadatti a bustarelle e denaro contante ? si offre all´attore economico più disponibile e più capace di offrire promozione sociale, politica, economica (come si intravede a Napoli). La terza scena è ancora politica. Evoca il presidente del Consiglio. Con il Pd sotto botta giudiziaria, Berlusconi ha ceduto alla tentazione di coinvolgerlo e convincerlo a una rapida riforma della giustizia che neutralizzi l´autonomia della magistratura. Dice Berlusconi che il pubblico ministero deve diventare «avvocato della difesa», cioè un funzionario che rappresenti in aula le ragioni della polizia. Dice che il pubblico ministero deve andare «con il cappello in mano» dinanzi al giudice. Perché ? accusa ? pubblico ministero e giudice oggi sono pappa e ciccia e, domani, con la sua riforma spaventosa diventeranno cane e gatto. L´affare di Pescara ricorda che il racconto non è veritiero. I giudici ? anche i giudici delle indagini preliminari ? sono altro dal pubblico ministero; non se ne fanno influenzare; non sono subalterni; sanno finanche rivedere le scelte già fatte da loro stessi. L´affare di Pescara ci dice che la fragilità della giustizia italiana non è nell´ordinamento, ma nel processo diventato un arnese arrugginito, tortuoso in cui nessuno crede più. Né i pubblici ministeri né le difese. Questo strumento ibrido, afflitto da procedure sovraccariche, umiliato da furberie pseudo-garantiste, che impedisce un serio e rapido contraddittorio, deve essere affilato se si vogliono tempi ragionevoli e contraddittorio autentico (come è accaduto a Pescara). Cattivi legislatori, responsabili della morte del processo, cercano al contrario soltanto la vendetta contro le toghe dimentichi di dare al cittadino procedure rapide, eque, efficienti. A conclusione di questa storia pescarese sarebbe ipocrita però non ritornare nell´aula di giustizia e spendere qualche parola per il pubblico ministero e per le sue accuse grossolane. Non si può chiedere, come un dovere, ai politici un passo indietro se sfiorati dal sospetto e accettare come il vento e la pioggia che ci sia un pubblico ministero che lavori a mano libera alle sue accuse senza alcuna saggezza, senza alcuna autolimitazione, senza alcuna perizia. Di questa spensieratezza, irrispettosa delle regole e addirittura del buon senso, ne abbiamo avuto le prove nell´insensato conflitto tra le procure di Salerno e Catanzaro e ora a Pescara. Pubblici ministeri, così avventurosi da non comprendere che l´autonomia dell´ordine giudiziario è in pericolo se non interpretata con rigore e responsabilità, sono i peggiori nemici della magistratura. Secondi soltanto al presidente del Consiglio. E i suoi migliori alleati.

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sangritana, troppe spese (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 24-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 19 - Regione «Sangritana, troppe spese» I sindacati: «C'è crisi, il Cda pensa alle vacche grasse» PESCARA. «Mentre l'intera Regione Abruzzo vive uno stato di grande incertezza sul futuro e la crisi si fa sempre più tangibile per molte famiglie vi è una piccola parte di cittadini abruzzesi che vive in "isole felici" e che, cercando di celare ai più la conoscenza di certe situazioni, si dedica a costruirsi condizioni di ulteriore vantaggio». A lanciare l'attacco al consiglio di amministrazione della Ferrovia adriatico Sangritana Spa sono all'unisono le segreterie sindacali di Filt-Cisl, Uil-Trasporti, Faisa-Cisal, Ugl-Trasporti, che in una nota inviata al Collegio dei sindaci revisori della società, al prefetto di Chieti, al presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, accusano il Cda della società ferroviaria di mettere a segno delle iniziative che non tengono conto delle difficoltà economiche della Rebione e dei venti di crisi economica. A giudizio dei sindacati un esempio «tangibile», dell'«"isola felice" lo si trova all'interno della Ferrovia adriatico Sangritana ove il management adotta iniziative che sanno tanto di "vacche grasse" in un periodo in cui invece le vacche sono più magre e le risorse vanno utilizzate con esemplare rigore. L'esame della reale situazione dell'azienda produce un quadro allarmante che le scriventi con diversi stati di agitazione, l'ultimo dei quali ancora in corso, hanno più volte denunciato sino ad oggi purtroppo senza esito». Per i sindacati c'è una «totale assenza di esercizio ferroviario nella tratta San Vito Marina-Castel di Sangro con una immotivata interruzione delle manutenzioni alla linea ed agli impianti ferroviari conseguentemente alla sospensione dell'esercizio», nel contempo sospettano i sindacati, «sembrerebbe che vi sia la volontà di costituire un gruppo di lavoro sugli investimenti cui assicurare cospicui gettoni di presenza e lauti rimborsi spese. Il Cda sembrerebbe sia in procinto di determinare ulteriori progressioni di carriera per alcuni dipendenti non previsti nell'organigramma vigente. Quanto sopra indicato non esaurisce la più lunga lista di problemi aziendali ma rende bene l'idea della impellente necessità di modificare questa linea di gestione aziendale». I sindacati, nel denunciare, «la estrema scorrettezza nella gestione delle relazioni industriali» diffidano «il Consiglio di amministrazione dal mettere in atto ogni altra iniziativa riconducibile ai già denunciati "saldi di fine stagione" avvertendo in caso contrario che saranno adottate le azioni conseguenti».

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<Nessun complotto: il Pd è nella palude> (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 24-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

n. 307 del 2008-12-24 pagina 9 «Nessun complotto: il Pd è nella palude» di Laura Cesaretti L'ex presidente della Camera: «C'è ormai un groviglio incestuoso tra dirigenti e interessi privati che tocca tutti» «Sbagliato inseguire Di Pietro. Il Pdl non faccia come noi durante Mani Pulite: non usi la giustizia come arma politica» Presidente Violante, ha letto che un grande vecchio del suo partito come Alfredo Reichlin sospetta che la bagarre giudiziaria sul Pd si sia scatenata per bloccare il dialogo che lei aveva aperto sulla riforma della giustizia? Si è pentito? «Reichlin è un uomo troppo serio per aver detto una sciocchezza simile. Piuttosto mi auguro che il centrodestra non faccia lo stesso grave errore che fece la sinistra ai tempi di Tangentopoli». Quale errore? «Pensò che il problema non la riguardasse. E che fosse sufficiente delegarne la soluzione alla magistratura. Ci furono le inchieste, i processi, molti vennero condannati e alcuni assolti; furono confiscati miliardi illegalmente guadagnati; i vecchi partiti di governo si sciolsero e quel sistema politico finì. Ma a guadagnarne non fu la sinistra. Furono coloro che apparvero i più estranei: la Lega e Silvio Berlusconi. Ora che la questione morale investe il Pd, spero che la destra eviti di usarla come arma politica, disinteressandosi della questione di fondo, che è la ricostruzione di una rigorosa etica pubblica. Se la vigilanza sull'etica pubblica continua a essere delegata alla magistratura, dandole un compito improprio, tra dieci anni ci ritroveremo ancora una volta senza soluzioni e con un Paese ancora più sfibrato». E qual è invece la risposta giusta? «C'è una questione morale che investe l'intero Paese. Le inchieste su esponenti del Pd sono una parte del tutto. L'Italia è un Paese di massiccia evasione fiscale ed è percepita come un Paese ad alto livello di corruzione. La mafia ha un giro d'affari di 130 miliardi, 8 punti di Pil. Ieri ero a Fiumicino e c'era una situazione disastrosa da Quarto mondo. C'è instabilità delle regole, confusione normativa e amministrativa, totale incertezza sui principi di legalità e di responsabilità. Qual è la regola? E chi risponde per la sua violazione? Il più delle volte la risposta è casuale. Dipende dal luogo, dalle persone, dal giudice, dall'avvocato, dalle amicizie. Scivoliamo verso la Repubblica degli amici. Non sto celando le responsabilità del Pd, che esistono e sono gravi. Ma se la politica non si assume le proprie responsabilità e si limita a battere le mani quando passa la carretta dei condannati,condanniamo il Paese allo sfacelo. I problemi restano e si riproporranno». Che idea si è fatto delle inchieste in corso sul Pd? «Segnalano una palude dalla quale emergono fatti diversi, alcuni sono reati, molti altri sono casi di malcostume. Ma soprattutto emerge un groviglio incestuoso di relazioni sociali, influenze amicali, funzioni pubbliche e interessi privati che coinvolgono politici, imprenditori e funzionari. E in questo groviglio finiscono anche persone oneste e del tutto estranee. Sono coinvolti esponenti di molti partiti; ma questo non consola per nulla il Pd. È tutta la politica che deve recuperare autorevolezza, altrimenti perde credibilità e spalanca la porta all'avventurismo. In Abruzzo il centrosinistra ha perso 170.000 voti; ma il centro destra ne perde 150.000». Quali rimedi propone? «Rendersi conto della gravità e della vastità della malattia. Riproporre forti gerarchie di valori, mettere in campo una vera capacità regolatrice, guardare alle priorità dei cittadini. In molti parlamenti, Usa in testa, esistono comitati etici che vigilano non sui reati dei parlamentari,dei quali si occupano i tribunali, ma sulla correttezza dei loro comportamenti. Perché non possiamo introdurli anche noi? Secondo: i partiti devono allontanare chi appare coinvolto in vicende di malapolitica, anche se non è ancora intervenuto il magistrato». Ma si può dare sempre retta alle inchieste della magistratura? Non tutte si sono rivelate fondate, in passato. «Infatti sostengo una totale autonomia della responsabilità politica dalla responsabilità penale. In vasti settori dell'opinione pubblica e anche in qualche settore della magistratura c'è l'idea che i rapporti tra politica e economia siano di per sé criminali, e bastano i "sintomi" per provare una colpa. Ho letto le carte della richiesta di arresto per Margiotta (deputato Pd lucano, ndr): se un pm chiede l'arresto portando come prova fondamentale del rischio di inquinamento delle prove il fatto che quell'accusato parlava poco al telefono, c'è qualcosa che non va. Se, come fanno alcuni leader politici o intellettuali, si arriva a dire che chiunque sia sfiorato da un'inchiesta è di certo un corrotto, ci vuol poco a consegnare il Paese a una soluzione autoritaria che si presenti come salvifica. Ma le profezie non bastano. Bisogna prendere misure rigorose nei partiti e nella pubblica amministrazione, altrimenti è difficile combattere queste spinte distruttive». Come mai tutta questa ondata di inchieste sul Pd? «Non ci sono complotti. Ci sono i fatti e c'è una concentrazione informativa che ha messo insieme i tasselli sparsi di tante inchieste diverse. Ora fa notizia anche un fuscello che si muova a sinistra. Tra sei mesi potrebbe succedere a destra. Il Paese si muove nel fango, per responsabilità di parti grandi delle sue classi dirigenti, politiche, amministrative e imprenditoriali. Se non ci rimbocchiamo le maniche per prosciugare la palude prevarrà nell'opinione pubblica l'idea che la politica è malaffare e che tutto va affrontato per via giudiziaria». Zagrebelski accusa il Pd di essere diventato un "partito di cacicchi". «Si è creato un rapporto distorto tra centro e periferia. A volte c'è uno scambio silenzioso e non formalizzato: tu nella tua zona fai quello che ti pare, ma in cambio porti voti. Manca ancora la struttura del partito come rete solidale che vigila e evita il consolidarsi di notabilati locali autoreferenti. Questo è un problema che hanno anche altri partiti. Uno dei limiti specifici del Pd è secondo me il governo ombra, non per le persone, che sono eccellenti, ma per la sua funzione». E perché mai? «Perché il ministro ombra, come quello vero, non si occupa del partito, non tiene i rapporti con il territorio nel suo campo di azione e condiziona l'azione dei gruppi parlamentari. La conseguenza è una eccessiva parlamentarizzazione dell'iniziativa del Pd, incentrata sul governo ombra, che finisce per svuotare di ruolo i gruppi parlamentari e lasciare la periferia a se stessa». La crisi del Pd sta ingrassando il vostro alleato Di Pietro. Lei era favorevole all'apparentamento con Idv? «No, e lo dissi. Di Pietro non c'entra con la sinistra riformista. Se si decide di andare da soli, scelta che condivisi profondamente, si va da soli e basta. Ora Di Pietro sta ponendosi come chi è estraneo al sistema per incassare il dividendo della crisi. Non dobbiamo inseguirlo. Ma bisogna rispondere in modo giusto alle domande alle quali egli risponde in modo sbagliato». Intanto è finito anche lui nelle intercettazioni. «Ho visto interpretazioni molto diverse e non intendo unirmi al coro. Questo fango prima lo si affronta meglio è per tutti». Il Pd non gode di ottima salute politica, però. «Veltroni non si discute, sta mettendo l'anima in questa impresa e va sostenuto. Ma chi guida il partito deve avere attorno gente solida, strutturata, autorevole e autonoma, capace anche di dirgli di no. Dicendo sempre sì, i caporali finiscono per scavare la fossa ai generali». Ricambio, dunque? «Serve un gruppo dirigente fondato su un mix di generazioni perché l'innovazione e il merito non si possono basare solo sull'anagrafe. E lo dico io che sono uno dei pochi che si sono spontaneamente fatti da parte scegliendo di non rientrare in Parlamento. Prendiamo il caso De Mita, ad esempio: è un gran rompiscatole, e senza dubbio è anziano. Ma in nessun Paese ci si sarebbe privati della sua esperienza e intelligenza politica. Da chi è stato sostituito? Non ne ho idea. Ci sono tanti bravi ragazzi e ragazze; ma non vanno bruciati, buttandoli in pista prima che siano pronti. Bisogna prepararli; altrimenti si distruggono. La Lega ad esempio ha molti parlamentari giovani, ma vengono tutti da esperienze amministrative che li preparano. Comunque, finché non si cambia la legge elettorale è inevitabile che i segretari di partito si facciano i gruppi a loro immagine. Lo hanno fatto tutti». Mettere mano alle riforme, dunque? Ma un Pd così sotto botta non rischia di essere ancor più restio a confrontarsi con questo governo? «Veramente chi ha detto no al confronto col Pd finora è stato il presidente del Consiglio, sia pure a fasi alterne. Da 25 anni, un quarto di secolo, sappiamo di cosa c'è bisogno per far funzionare meglio l'Italia. Dunque si discuta del merito. Il resto sono chiacchiere. Il federalismo fiscale è indispensabile: si entri nel dettaglio. C'è un consenso sulla cosiddetta bozza Violante? E allora che si proceda, che aspettiamo? Cominciamo a costruire un nuovo sistema politico istituzionale, applicando i principi fondamentali della Costituzione, anche per la giustizia. Senza baruffe preventive. L'intero Paese è sul Titanic». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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regione, la scure sui costi della politica "nel 2009 risparmi per mezzo milione" (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 24-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina IX - Bari Regione, la scure sui costi della politica "Nel 2009 risparmi per mezzo milione" Stipendi più leggeri fino a 30mila euro Pepe: scelta bipartisan Sarà più leggera nel 2009 la busta paga dei 70 consiglieri regionali della Puglia. A ribadirlo ieri, nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno, è stato il presidente dell´assemblea legislativa regionale, Pietro Pepe. Le riduzioni degli stipendi dei componenti della giunta regionale pugliese, porteranno a una diminuzione annua complessiva dei costi della politica di 400mila euro. «Abbiamo affrontato - ha spiegato Pepe - le questioni che attengono ai costi della politica e al mandato che io ho. Confermo - ha aggiunto - la ben definita volontà di questo organismo, che ha esercitato la sua scelta in maniera bipartisan, per la riduzione annua già annunciata degli stipendi del 10 per cento, che tradotte in cifre sono 12.000 euro, a cui si aggiungono altre riduzioni». «Per il presidente Vendola - ha detto Pepe - si aggiunge un´altra riduzione di 30.000 euro, come da lui già annunciato, arrivando così a meno 42.000 euro l´anno». Il presidente del Consiglio regionale ridurrà di altri 15.000 euro il suo stipendio, arrivando a meno 27.000 euro. «Chi ha incarichi minori - ha concluso Pepe - ridurrà il proprio stipendio annuo complessivamente di 18.000 euro, mentre i consiglieri semplici, sempre complessivamente, di 16.000 euro». Ma quello dei costi della politica, è una ferita ancora aperta in via Capruzzi. Il presidente Pepe ha già posto la questione ai colleghi delle altre Regioni perché è necessario arrivare «a una possibile legge costituzionale o di intesa tra la Conferenza Stato-Regioni, per un unico trattamento economico da applicare a tutte le Regioni, ed evitare furbate e qualche abuso». Tra le altre questioni non ancora risolte, Pepe ha sottolineato «le modifiche statutarie, una rilettura di tutti gli organismi di garanzia: la difesa civica, il Consiglio delle autonomie locali, il Consiglio statutario». «Tutti istituti - ha spiegato - su cui la Commissione dovrà riflettere». «Inutile nasconderli - ha precisato - intorno a questi problemi si legano anche quelli della legge elettorale, e c´è da pensare allo statuto delle opposizioni che secondo me è una necessità sulla quale bisogna costruire un nuovo rapporto». «Sono questioni - ha concluso Pepe - che hanno molta corposità politica ma le istituzioni devono essere neutrali e poter funzionare attraverso la buona definizione delle regole». Tra gli ultimi progetti approvati dall´Ufficio di presidenza, Pepe ha segnalato in particolare l´introduzione del question time: «La spesa consentita per attivarlo - ha detto - sarà quella relativa al risparmio che si è potuto realizzare grazie alla minore spesa per il nuovo assessore interno Michele Pelillo che ha sostituito l´assessore esterno Francesco Saponaro».

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Settimana senza forzare (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Siena)" del 24-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

SPORT SIENA pag. 19 Settimana senza forzare IL PROGRAMMA di FEDERICO CAPPELLI ? SIENA ? NON C?ERANO particolari dubbi, soprattutto sull?esito positivo delle visite mediche visto che per trovare una partita saltata per infortunio da Mc Donald nel nuovo millennio è necessario spulciare le singole stagioni, gara per gara, dal Maccabi al Panathinaikos, dalla Dynamo al Girona. Ma alla Mens Sana non danno niente per scontato e la trafila non ha imboccato scorciatoie. Il comunicato ufficiale, infatti, è arrivato intorno alle 17.46, sentenziando ciò che era comunque prevedibile. C?era, però, curiosità sulle modalità del contratto. Ed il fatto che sia ?fino al termine della stagione? è illuminante. Nessun ?gettone? quindi. IN EFFETTI SAREBBE stato difficile ipotizzare questa soluzione visto che solo il fatto di averlo preso alla Dynamo, in piena corsa per l?Uleb Cup e per il campionato russo, è di per sé motivo di grande soddisfazione. La sua presenza ?totale? è una sorta di assicurazione che la Montepaschi ha stipulato. Perché Mc Donald (che a dispetto dei suoi 36 natali ha giocato 25 di media lo scorso anno sia in Uleb che nella Acb) può esplorare tutte le posizioni del reparto esterni, con una singolare preferenza per lo spot di 1 e quello di 3. Chiaro, non è che andrà a fare il vice Sato, ma le sue caratteristiche fisiche gli possono permettere anche di giocare da ala piccola, soprattutto in difesa. Ma non è di certo quella la prima idea dello staff tecnico, considerando che Carraretto ha dimostrato ancora una volta di avere le qualità per stare alla grande nel quintetto. MC DONALD opererà, quindi, nella zona dei piccoli. La cabina di regia per lui è come il salotto di casa e visto che le caratteristiche dei compagni di reparto sono molto ?combo?, fatta eccezione ovviamente per T Mac e per Finley, il cui infortunio, però, è uno dei motivi per cui Mc Donald è arrivato a Siena, il minutaggio dell?ex Dynamo assumerà un valore strategico per Pianigiani che, tra le altre cose, si trova costretto anche a ridistribuire anche i minuti di Kaukenas. POI C?È UN ALTRO fattore che esula completamente dall?aspetto tecnico: l?esperienza. Palloni pesanti, situazioni calde da gestire con freddezza, letture istantanee dei momenti chiave: esperienze che Mc Donald ha già messo dentro al suo bagaglio, lo stesso che ha portato a Siena.

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Dalla polizia alla politica, nel nome del padre (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 24-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

POLITICA pag. 10 Dalla polizia alla politica, nel nome del padre CHI E? CRISTIANO DI PIETRO ? ROMA ? PADRI e figli. Dilemma pirandelliano. Come a dire: i vecchi e i giovani. Renzo Bossi (il pluribocciato) figlio di Umberto, sempre dietro al padre. Bobo Craxi, figlio di Bettino, leader socialista morto laggiù, in Tunisia, esule secondo alcuni, latitante secondo altri, impegnato nel non facile compito di rilanciare i socialisti dopo la figuraccia di aprile. La politica, nel bene e nel male, è piena di ?figli di?. I La Malfa. I Franceschini. Rosa Russo Iervolino, De Unterrichter da parte di madre, deputata alla Costituente, più volte sottosegretario. E potremmo continuare all?infinito. Anche perché scatta il sospetto, puoi dare l?impressione di essere stato ?piazzato lì? apposta. OPPURE, ben che vada, scatta la competizione col padre. E devi dimostrare, dimostrare, dimostrare. Se poi il percorso è davvero molto simile a quello del padre, apriti cielo. Il caso di Cristiano è esemplare. Basta spulciare alcuni suoi dati biografici. Nato a Vasto (in provincia di Chieti), classe 1973, licenza di scuola media superiore, eletto consigliere provinciale di Campobasso il 28 maggio 2006 (ovviamente nell?Italia dei Valori), nel 1993, nemmeno ventenne, Di Pietro junior entra in Polizia. Anche Tonino, come noto, aveva fatto il commissario di polizia giudiziaria nell?allora Pubblica Sicurezza al IV distretto di via Carlo Poma a Milano. Centocinquanta i giovani chiamati al giuramento e Cristiano arriva primo nel corso ?operativo?, vale a dire quello in cui si impara ad arrestare il bandito (in teoria nel rispetto delle leggi). Alla cerimonia arriva all?ultimo momento anche papà Tonino, nonostante le inchieste su Tangentopoli da portare avanti. Altra tappa fondamentale della vita di Cristiano è la politica. Nessun dubbio: sta con l?Italia dei Valori. E ci crede. Lotta dura agli sprechi della politica. Con un pallino: l?abolizione delle Province. Ecco una delle dichiarazioni (stile inconfondibile, Tonino insegna): «L?Italia dei Valori non sta ferma a guardare. Ogni anno aumentano a dismisura i costi della politica, nonostante gli impegni verbali che la classe politica prende in ogni campagna elettorale. E? per questo che ho aderito alla proposta, mossa da un gruppo di cittadini, di un referendum costituzionale sull?abolizione delle Province». Lui, consigliere provinciale, parla così. POI, OVVIAMENTE il ?lodo Alfano?, visto dai dipietristi come il peggio del peggio. Peraltro, Cristiano non nasconde la fatica di essere ?figlio di?. Dal Corriere del 23 marzo 2005: «?Il figlio di Tonino sei? Beviamoci un vino cotto!? (...) Vogliono tutti bene a mio padre. Come volevano bene a mio nonno». Sì, è dura essere figli d?arte. E? dura per lui. Come per Renzo Bossi. Come per Bobo Craxi. Quasi fosse una colpa. O una maledizione. Francesco Ghidetti

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Stretta sui rimborsi e stipendi ridotti, con gli auguri arriva l'austerity (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 24-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-12-24 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il saluto di Pepe Nel tradizionale brindisi di fine anno il presidente del Consiglio ha annunciato tagli per 400mila euro ai costi della politica Stretta sui rimborsi e stipendi ridotti, con gli auguri arriva l'austerity BARI — Pandoro e spumante, ieri, nel tradizionale saluto di fine anno che il presidente del Consiglio regionale, Piero Pepe, ha voluto porgere ai giornalisti, cogliendo l'occasione per tracciare un bilancio dell'attività svolta dall'assemblea. «è stato un anno ricco di lavoro ha detto Pepe - che ha fatto scattare una produzione legislativa qualitativamente superiore all'anno precedente». Sono 45 le leggi approvate, fra queste quelle sulla Trasparenza ammini-strativa, la legge delega agli enti locali e i tre piani regionali dei Trasporti, della Salute, e delle Energie. Si è anche parlato della nuova sede che ospiterà una parte della Regione nell'ex Centro servizio del ministero delle Finanze a Japigia, per il quale è stato contratto un un mutuo di 50 milioni di euro. Nel 2009 sarà anche potenziato il portale del Consiglio. Tra le questioni rimaste aperte nel 2008 c'è invece quella sollevata da Pepe per una legge costituzionale che preveda un unico trattamento economico per tutte le Regioni, «evitando così furbate e qualche abuso». Intanto, Pepe ieri ha annunciato che da gennaio i componenti la giunta pugliese si autotasseranno portando a una diminuzione annua complessiva di 400mila euro i costi della politica. Confermata la riduzione degli stipendi del 10%, cui si aggiunge la stretta sui rimborsi per rispondere ad esigenze di maggiore sobrietà. Il presidente Vendola, poi, si tasserà ulteriormente di 30mila euro e lo stesso Pepe di 12mila euro all'anno. Chi ha incarichi minori sfronderà i suoi guadagni di 18mila euro all'anno, mentre i consiglieri semplici di 16mila euro. «Tutto questo permetterà di risparmiare fino a un milione di euro», ha spiegato Pepe. Al Consiglio toccherà anche fare i conti con il federalismo fiscale definendo bene i costi standard e controllando i servizi attuativi. «Per questo li affideremo a una struttura neutrale, composta da docenti universitari del Sud e del Nord e la relazione finale sarà messa a disposizione di tutti i parlamentari per la discussione sul federalismo il 29 gennaio prossimo». All'incontro erano presenti anche il presidente dell'Ordine dei giornalisti di Puglia, Paola Laforgia, e il presidente regionale di Assostampa, Felice Salvati che si è detto preocupato per il mancato rinnovo del contratto e per gli sviluppi del ddl Alfano. L. Sar. Il consuntivo Sono 45 le leggi approvate nel 2008 E nel 2009 sarà potenziato il portale dell'assemblea Piero Pepe (al centro) tra Paola Laforgia e Felice Salvati

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Carta blocca i gettoni di presenza (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Prov Ogliastra Pagina 6031 Provvedimento della Giunta contro i consiglieri assenteisti Carta blocca i gettoni di presenza Provvedimento della Giunta contro i consiglieri assenteisti --> «Bloccheremo il pagamento dei gettoni ed i rimborsi alle aziende che hanno autorizzato i consiglieri a partecipare ai lavori». E' il primo provvedimento di Piero Carta contro l'assenteismo ingiustificato. Il presidente ha deciso di ricorrere alle maniere forti. «Se dovessimo procedere con i pagamenti si tratterebbe di un'autentica truffa perché di fatto non partecipano al Consiglio». Una considerazione che parte dal fatto che ogni consiglio ha un costo economico notevole, sia per i gettoni di presenza, sia per i compensi che spettano alle aziende che rilasciano il permesso ai consiglieri. «Voglio ricordare assemblee devono rientrare al lavoro: vorrei che si verificasse se questo accade puntualmente, sia per il bene delle aziende che dello stesso consiglio». ( gy.fe. )

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"Nessun complotto: il Pd è nella palude" (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 24-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

n. 307 del 2008-12-24 pagina 9 "Nessun complotto: il Pd è nella palude" di Laura Cesaretti L?ex presidente della Camera: "C?è ormai un groviglio incestuoso tra dirigenti e interessi privati che tocca tutti". "Sbagliato inseguire Di Pietro. Il Pdl non faccia come noi durante Mani Pulite: non usi la giustizia come arma politica" Presidente Violante, ha letto che un grande vecchio del suo partito come Alfredo Reichlin sospetta che la bagarre giudiziaria sul Pd si sia scatenata per bloccare il dialogo che lei aveva aperto sulla riforma della giustizia? Si è pentito? «Reichlin è un uomo troppo serio per aver detto una sciocchezza simile. Piuttosto mi auguro che il centrodestra non faccia lo stesso grave errore che fece la sinistra ai tempi di Tangentopoli». Quale errore? «Pensò che il problema non la riguardasse. E che fosse sufficiente delegarne la soluzione alla magistratura. Ci furono le inchieste, i processi, molti vennero condannati e alcuni assolti; furono confiscati miliardi illegalmente guadagnati; i vecchi partiti di governo si sciolsero e quel sistema politico finì. Ma a guadagnarne non fu la sinistra. Furono coloro che apparvero i più estranei: la Lega e Silvio Berlusconi. Ora che la questione morale investe il Pd, spero che la destra eviti di usarla come arma politica, disinteressandosi della questione di fondo, che è la ricostruzione di una rigorosa etica pubblica. Se la vigilanza sull?etica pubblica continua a essere delegata alla magistratura, dandole un compito improprio, tra dieci anni ci ritroveremo ancora una volta senza soluzioni e con un Paese ancora più sfibrato». E qual è invece la risposta giusta? «C?è una questione morale che investe l?intero Paese. Le inchieste su esponenti del Pd sono una parte del tutto. L?Italia è un Paese di massiccia evasione fiscale ed è percepita come un Paese ad alto livello di corruzione. La mafia ha un giro d?affari di 130 miliardi, 8 punti di Pil. Ieri ero a Fiumicino e c?era una situazione disastrosa da Quarto mondo. C?è instabilità delle regole, confusione normativa e amministrativa, totale incertezza sui principi di legalità e di responsabilità. Qual è la regola? E chi risponde per la sua violazione? Il più delle volte la risposta è casuale. Dipende dal luogo, dalle persone, dal giudice, dall?avvocato, dalle amicizie. Scivoliamo verso la Repubblica degli amici. Non sto celando le responsabilità del Pd, che esistono e sono gravi. Ma se la politica non si assume le proprie responsabilità e si limita a battere le mani quando passa la carretta dei condannati,condanniamo il Paese allo sfacelo. I problemi restano e si riproporranno». Che idea si è fatto delle inchieste in corso sul Pd? «Segnalano una palude dalla quale emergono fatti diversi, alcuni sono reati, molti altri sono casi di malcostume. Ma soprattutto emerge un groviglio incestuoso di relazioni sociali, influenze amicali, funzioni pubbliche e interessi privati che coinvolgono politici, imprenditori e funzionari. E in questo groviglio finiscono anche persone oneste e del tutto estranee. Sono coinvolti esponenti di molti partiti; ma questo non consola per nulla il Pd. è tutta la politica che deve recuperare autorevolezza, altrimenti perde credibilità e spalanca la porta all?avventurismo. In Abruzzo il centrosinistra ha perso 170.000 voti; ma il centro destra ne perde 150.000». Quali rimedi propone? «Rendersi conto della gravità e della vastità della malattia. Riproporre forti gerarchie di valori, mettere in campo una vera capacità regolatrice, guardare alle priorità dei cittadini. In molti parlamenti, Usa in testa, esistono comitati etici che vigilano non sui reati dei parlamentari,dei quali si occupano i tribunali, ma sulla correttezza dei loro comportamenti. Perché non possiamo introdurli anche noi? Secondo: i partiti devono allontanare chi appare coinvolto in vicende di malapolitica, anche se non è ancora intervenuto il magistrato». Ma si può dare sempre retta alle inchieste della magistratura? Non tutte si sono rivelate fondate, in passato. «Infatti sostengo una totale autonomia della responsabilità politica dalla responsabilità penale. In vasti settori dell?opinione pubblica e anche in qualche settore della magistratura c?è l?idea che i rapporti tra politica e economia siano di per sé criminali, e bastano i “sintomi” per provare una colpa. Ho letto le carte della richiesta di arresto per Margiotta (deputato Pd lucano, ndr): se un pm chiede l?arresto portando come prova fondamentale del rischio di inquinamento delle prove il fatto che quell?accusato parlava poco al telefono, c?è qualcosa che non va. Se, come fanno alcuni leader politici o intellettuali, si arriva a dire che chiunque sia sfiorato da un?inchiesta è di certo un corrotto, ci vuol poco a consegnare il Paese a una soluzione autoritaria che si presenti come salvifica. Ma le profezie non bastano. Bisogna prendere misure rigorose nei partiti e nella pubblica amministrazione, altrimenti è difficile combattere queste spinte distruttive». Come mai tutta questa ondata di inchieste sul Pd? «Non ci sono complotti. Ci sono i fatti e c?è una concentrazione informativa che ha messo insieme i tasselli sparsi di tante inchieste diverse. Ora fa notizia anche un fuscello che si muova a sinistra. Tra sei mesi potrebbe succedere a destra. Il Paese si muove nel fango, per responsabilità di parti grandi delle sue classi dirigenti, politiche, amministrative e imprenditoriali. Se non ci rimbocchiamo le maniche per prosciugare la palude prevarrà nell?opinione pubblica l?idea che la politica è malaffare e che tutto va affrontato per via giudiziaria». Zagrebelski accusa il Pd di essere diventato un “partito di cacicchi”. «Si è creato un rapporto distorto tra centro e periferia. A volte c?è uno scambio silenzioso e non formalizzato: tu nella tua zona fai quello che ti pare, ma in cambio porti voti. Manca ancora la struttura del partito come rete solidale che vigila e evita il consolidarsi di notabilati locali autoreferenti. Questo è un problema che hanno anche altri partiti. Uno dei limiti specifici del Pd è secondo me il governo ombra, non per le persone, che sono eccellenti, ma per la sua funzione». E perché mai? «Perché il ministro ombra, come quello vero, non si occupa del partito, non tiene i rapporti con il territorio nel suo campo di azione e condiziona l?azione dei gruppi parlamentari. La conseguenza è una eccessiva parlamentarizzazione dell?iniziativa del Pd, incentrata sul governo ombra, che finisce per svuotare di ruolo i gruppi parlamentari e lasciare la periferia a se stessa». La crisi del Pd sta ingrassando il vostro alleato Di Pietro. Lei era favorevole all?apparentamento con Idv? «No, e lo dissi. Di Pietro non c?entra con la sinistra riformista. Se si decide di andare da soli, scelta che condivisi profondamente, si va da soli e basta. Ora Di Pietro sta ponendosi come chi è estraneo al sistema per incassare il dividendo della crisi. Non dobbiamo inseguirlo. Ma bisogna rispondere in modo giusto alle domande alle quali egli risponde in modo sbagliato». Intanto è finito anche lui nelle intercettazioni. «Ho visto interpretazioni molto diverse e non intendo unirmi al coro. Questo fango prima lo si affronta meglio è per tutti». Il Pd non gode di ottima salute politica, però. «Veltroni non si discute, sta mettendo l?anima in questa impresa e va sostenuto. Ma chi guida il partito deve avere attorno gente solida, strutturata, autorevole e autonoma, capace anche di dirgli di no. Dicendo sempre sì, i caporali finiscono per scavare la fossa ai generali». Ricambio, dunque? «Serve un gruppo dirigente fondato su un mix di generazioni perché l?innovazione e il merito non si possono basare solo sull'anagrafe. E lo dico io che sono uno dei pochi che si sono spontaneamente fatti da parte scegliendo di non rientrare in Parlamento. Prendiamo il caso De Mita, ad esempio: è un gran rompiscatole, e senza dubbio è anziano. Ma in nessun Paese ci si sarebbe privati della sua esperienza e intelligenza politica. Da chi è stato sostituito? Non ne ho idea. Ci sono tanti bravi ragazzi e ragazze; ma non vanno bruciati, buttandoli in pista prima che siano pronti. Bisogna prepararli; altrimenti si distruggono. La Lega ad esempio ha molti parlamentari giovani, ma vengono tutti da esperienze amministrative che li preparano. Comunque, finché non si cambia la legge elettorale è inevitabile che i segretari di partito si facciano i gruppi a loro immagine. Lo hanno fatto tutti». Mettere mano alle riforme, dunque? Ma un Pd così sotto botta non rischia di essere ancor più restio a confrontarsi con questo governo? «Veramente chi ha detto no al confronto col Pd finora è stato il presidente del Consiglio, sia pure a fasi alterne. Da 25 anni, un quarto di secolo, sappiamo di cosa c?è bisogno per far funzionare meglio l?Italia. Dunque si discuta del merito. Il resto sono chiacchiere. Il federalismo fiscale è indispensabile: si entri nel dettaglio. C?è un consenso sulla cosiddetta bozza Violante? E allora che si proceda, che aspettiamo? Cominciamo a costruire un nuovo sistema politico istituzionale, applicando i principi fondamentali della Costituzione, anche per la giustizia. Senza baruffe preventive. L?intero Paese è sul Titanic». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Tra pm avventurosi e cattivi legislatori (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica.it" del 24-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

PESCARA non è stata governata da una "cupola" mafiosa di politici corrotti e truffaldini. Soltanto dieci giorni fa, il giudice Luca De Ninis ne scriveva decidendo l'arresto di Luciano D'Alfonso, sindaco e segretario regionale del partito democratico. Quel giorno, il 15 dicembre, nella notte del voto abruzzese, il Pd si guarda allo specchio e si scopre indegno. Non solo politicamente in ginocchio, ma eticamente opaco. Pescara era soltanto l'inizio di una sequela di colpi di maglio alla rispettabilità politica e morale degli amministratori del centro-sinistra (Napoli, Firenze, Basilicata). Ora, con un ripensamento che deve essere stato tormentatissimo e quindi onesto, il giudice ritorna sui suoi passi. Si ricrede. Ha ascoltato le ragioni e gli argomenti di D'Alfonso. Ha riflettuto sulle fonti di prova raccolte dal pubblico ministero e ha concluso che il municipio di Pescara non è una casa corrotta abitata da una associazione per delinquere. Scrive che "i fatti" che si è ritrovato tra le mani sono soltanto "deduzioni investigative" e la scena accusatoria, a vagliarla meglio, svela soltanto "una originaria scarsità investigativa". Non c'è corruzione. Non c'è associazione per delinquere. Al più, si può parlare di finanziamento illegale alla Margherita, se altre indagini e accertamenti lo confermeranno. Quel che accade a Pescara non è poi così stravagante. E' accaduto; accade ogni giorno; accadrà ancora (e per fortuna) nei palazzi di giustizia. E' la fisiologica dialettica di un processo. "Iudicium est actus trium personarum": il primo (l'accusatore) domanda; il secondo (l'accusato) resiste; il terzo (il giudice) decide ("il verbo evoca un taglio e la caduta della cosa tagliata"). Dov'è allora la singolarità dell'affare, destinato a sollevare le consuete polemiche tra la politica e la magistratura? E' fuori dalle aula di giustizia in tre scene diverse, tutte politiche. La prima. Luciano D'Alfonso ritorna libero. Si è dimesso e non è più sindaco nonostante la buona opinione che hanno di lui i pescaresi. Il ministro dell'Interno ha sciolto il consiglio comunale e si andrà a nuove elezioni. Nonostante la mossa del pubblico ministero fosse avventata, D'Alfonso ha fatto la mossa giusta. E' giusto, forse doveroso, addirittura necessario per difendersi senza iattanza, se politico o amministratore, fare un passo indietro e affrontare, senza frapporre ostacoli, la verifica del proprio comportamento e delle proprie decisioni. Erano accuse che pregiudicavano il rapporto di fiducia con gli elettori e i cittadini. Libero ora dal peso, D'Alfonso potrà ritornare a chiedere il consenso della sua città. La seconda scena interpella il Partito democratico. Sarebbe un errore pensare che, scagionato D'Alfonso dalle accuse maggiori, si può svicolare la questione morale che affligge il Pd, soprattutto nelle amministrazioni del Mezzogiorno. Le indagini giudiziarie, al di là del loro esito processuale che non deve essere dato precipitosamente per scontato (come insegna Pescara), hanno svelato in ogni caso la modesta qualità di un ceto politico abbandonato a se stesso senza alcuna guida, controllo e direzione; un ceto politico autoreferenziale che spesso - in tempi inadatti a bustarelle e denaro contante - si offre all'attore economico più disponibile e più capace di offrire promozione sociale, politica, economica (come si intravede a Napoli). La terza scena è ancora politica. Evoca il presidente del Consiglio. Con il Pd sotto botta giudiziaria, Berlusconi ha ceduto alla tentazione di coinvolgerlo e convincerlo a una rapida riforma della giustizia che neutralizzi l'autonomia della magistratura. Dice Berlusconi che il pubblico ministero deve diventare "avvocato della difesa", cioè un funzionario che rappresenti in aula le ragioni della polizia. Dice che il pubblico ministero deve andare "con il cappello in mano" dinanzi al giudice. Perché - accusa - pubblico ministero e giudice oggi sono pappa e ciccia e, domani, con la sua riforma spaventosa diventeranno cane e gatto. L'affare di Pescara ricorda che il racconto non è veritiero. I giudici - anche i giudici delle indagini preliminari - sono altro dal pubblico ministero; non se ne fanno influenzare; non sono subalterni; sanno finanche rivedere le scelte già fatte da loro stessi. L'affare di Pescara ci dice che la fragilità della giustizia italiana non è nell'ordinamento, ma nel processo diventato un arnese arrugginito, tortuoso in cui nessuno crede più. Né i pubblici ministeri né le difese. Questo strumento ibrido, afflitto da procedure sovraccariche, umiliato da furberie pseudo-garantiste, che impedisce un serio e rapido contraddittorio, deve essere affilato se si vogliono tempi ragionevoli e contraddittorio autentico (come è accaduto a Pescara). Cattivi legislatori, responsabili della morte del processo, cercano al contrario soltanto la vendetta contro le toghe dimentichi di dare al cittadino procedure rapide, eque, efficienti. A conclusione di questa storia pescarese sarebbe ipocrita però non ritornare nell'aula di giustizia e spendere qualche parola per il pubblico ministero e per le sue accuse grossolane. Non si può chiedere, come un dovere, ai politici un passo indietro se sfiorati dal sospetto e accettare come il vento e la pioggia che ci sia un pubblico ministero che lavori a mano libera alle sue accuse senza alcuna saggezza, senza alcuna autolimitazione, senza alcuna perizia. Di questa spensieratezza, irrispettosa delle regole e addirittura del buon senso, ne abbiamo avuto le prove nell'insensato conflitto tra le procure di Salerno e Catanzaro e ora a Pescara. Pubblici ministeri, così avventurosi da non comprendere che l'autonomia dell'ordine giudiziario è in pericolo se non interpretata con rigore e responsabilità, sono i peggiori nemici della magistratura. Secondi soltanto al presidente del Consiglio. E i suoi migliori alleati. (24 dicembre 2008

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Sette giorni e il giudice si smentisce così scompare la banda dei corrotti (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica.it" del 24-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

PESCARA - In soli sette giorni, l'inchiesta che ha travolto Luciano D'Alfonso e con lui la giunta comunale e il Pd abruzzese, collassa per mano dello stesso magistrato - il giudice dell'indagine preliminare Luca De Ninis - che non più tardi del 15 dicembre ne aveva certificato il rigore "documentale", "probatorio", "logico", traendone conclusioni di straordinaria gravità, in un florilegio di aggettivi e ipotesi di reato ("associazione per delinquere", "corruzione", "truffa", "turbativa d'asta", "abuso"). Perché, ora, quello stesso magistrato, nel riscrivere l'intero canovaccio della vicenda, la degrada ad affare bagatellare. "In definitiva, un finanziamento illecito al partito". La capriola del gip è spettacolare. Perché non è la semplice ammissione di un errore. Se possibile, è qualcosa di più e di peggio. Luciano D'Alfonso e con lui il suo braccio destro Guido Dezio tornano infatti in libertà per le stesse ragioni per cui, a rigore, non avrebbero mai dovuto perderla. Dal momento che gli argomenti del gip muovono da una rilettura severa di quanto in realtà già noto nel momento in cui la Procura chiese la cattura dell'ex sindaco. E suonano così. Primo. D'Alfonso, pur non introducendo nuovi elementi di fatto, ha suggerito con "la sua dettagliata e appassionata autodifesa" resa nell'interrogatorio di garanzia una lettura diversa del quadro indiziario."Ridimensionandolo in senso favorevole agli imputati" soprattutto in relazione alle ipotesi di reato più gravi: l'associazione a delinquere e la corruzione. Finendo per "svilire" la seconda e dunque rendendo poco plausibile la prima. Secondo. Il quadro investigativo appare "scarso" di elementi decisivi. Il lavoro della polizia giudiziaria e della Procura è "insufficiente". Di più: "suggestivo", lì dove ipotizza, con un salto probatorio e persino logico, che la semplice esistenza di contributi versati da imprenditori alla Margherita siano di per sé sufficienti a dimostrare una prassi e una rete di corruzione. Insomma, non esistono prove che il sindaco abbia effettivamente barattato la propria discrezionalità politica e amministrativa "per fini di arricchimento personale". E immaginarlo da parte della pubblica accusa non equivale ad averlo dimostrato. Terzo. Non esistono elementi indiziari che "supportino la tesi di commesse alle imprese in condizioni di illegittimità amministrativa e dunque la tesi del favoritismo". Quarto. Dell'intera istruttoria, restano provati solo i "150 mila euro" di contributi in nero versati alla Margherita da una ventina di imprenditori nel corso del 2006. Ma questo denaro, a questo punto, sarebbe "in definitiva, riqualificabile come mero finanziamento illecito del partito". Quinto. Non esistono più esigenze cautelari. Perché, al netto delle considerazioni sul merito dell'istruttoria, D'Alfonso si è dimesso dalla carica di sindaco. E Dezio non è più parte dell'amministrazione comunale da almeno sette mesi. Non hanno prove da inquinare, né reati da reiterare. Quel che dunque è vero oggi, non lo era ieri. E per comprendere la portata del capovolgimento conviene fare un passo indietro. Alla notte del 15 dicembre. De Ninis ordina la cattura di D'Alfonso e, al "foglio 52" della sua ordinanza, scrive: "Le risultanze investigative, complessivamente valutate, (...) di un'indagine delicatissima (...) hanno ampiamente documentato un meticoloso sistema di illegalità (...) Esiste una sostanziale certezza che gli indagati torneranno a commettere reati (...) Le indagini hanno dimostrato eclatanti irregolarità in almeno due grandi appalti pubblici". Si potrebbe obiettare che il gip non conosca ancora "l'appassionata difesa" con cui l'ex sindaco è pronto a capovolgere le accuse che lo schiacciano. Ma le cose non stanno così. Il 9 dicembre, infatti, sei giorni prima del suo arresto, D'Alfonso si è presentato spontaneamente al pm che lo indaga, Gennaro Varone, per un'accorata autodifesa, speculare nei contenuti a quella che sosterrà da detenuto. E in quella sede ha consegnato per altro al magistrato la lettera di dimissioni da sindaco, già firmata, che intende rendere nota il 16 mattina, a urne elettorali chiuse. Ebbene, informato dal pm, De Ninis irride la mossa. Meglio, la trasforma in indizio di colpevolezza. Scrive: "Sono dimissioni strategiche che non possono eliminare la capacità di penetrazione e intimidazione del sindaco". Ne ordina dunque la cattura un attimo prima che quelle dimissioni vengano rese note. La notte del 15, appunto. Non ci vuole un indovino per prevedere, nelle prossime settimane, giorni assai complicati per gli uffici giudiziari di Pescara e per il gip Luca De Ninis. Non fosse altro per un precedente e una coincidenza che lo inseguono. Il 5 aprile di quest'anno ordina l'arresto di un chirurgo che accusa di aver asportato un rene a una paziente, provocandone la morte. La storia fa il giro d'Italia, e trasforma la città nella capitale della malasanità. Il chirurgo è innocente. Sconta 40 giorni di arresti domiciliari fino a quando, in luglio, la riesumazione del corpo della paziente, accerta che il rene non era mai stato rimosso, ma semplicemente affetto da una grave malformazione congenita. Il pm di quell'inchiesta era Gennaro Varone. (24 dicembre 2008

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Cofferati: "Al posto di Rosa avrei lasciato" (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampaweb, La" del 24-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ci sono valutazioni e criteri che in politica devono precedere l?accertamento delle responsabilità penali e il lento cammino della giustizia. Queste valutazioni e questi criteri avrebbero spinto Sergio Cofferati a dimettersi «un?ora dopo aver appreso che tre o quattro miei assessori fossero stati indagati». Alla stessa maniera, ci sono valutazioni e criteri che dovrebbero spingere lo stato maggiore del Pd ad interrompere ogni discussione «sul problema della leadership: il leader è Veltroni che ha avuto una legittimazione plebiscitaria. Punto. E poichè sento parlare di Congresso subito dopo le europee, io - che pure avevo chiesto che si svolgesse addirittura prima del voto - invito il partito a evitare di costruire, anche inconsapevolemente, le condizioni perchè quelle elezioni diventino, impropriamente, una sorta di sede congressuale». Per il resto, a dir la verità, più ancora che per le vicende che riguardano il Pd, Sergio Cofferati appare preoccupato (magari per un riflesso da antico leader sindacale) dalla crisi in arrivo: «Il Natale passerà, e porterà via le ultime spese e un po? di conforto morale... Gennaio, febbraio e marzo saranno mesi durissimi.». Però cominciamo dal Pd, signor sindaco, e dalla cosiddetta questione morale manifestatasi al nord, al centro e al sud. Bologna e l?Emilia ne sembrano immuni. Perchè? «La ragione non è solo nelle persone che amministrano o dirigono il Pd, secondo me: è nella loro cultura politica e nel radicamento di cui il partito gode. Dove il Pd è più strutturato, di solito l?azione politica e amministrativa è più efficace, e questo - assieme ad alti livelli di partecipazione, che vuol dire anche controllo - rende più difficili le degenerazioni. In più, la buona politica ha bisogno di buoni esempi e di ideali forti: quando l?idealità - non l?ideologia - è forte, i rischi di corruzione sono assai minori. E l?Emilia e la Romagna, non lo si dimentichi, sono la culla del riformismo...». Lei dice che di fronte a degli inquisiti si sarebbe dimesso. Ma al sindaco di Napoli la magistratura non avanza contestazioni... «Lo so, ed infatti il discorso è complesso. Dunque, parlo per me, senza la pretesa di dare indicazioni. Se tre o quattro dei miei assessori venissero incriminati, però, io sentirei l?obbligo di dimettermi per una ragione semplice: quegli assessori li ho scelti io, guardandoli negli occhi. Se commettono un errore o un?illegalità, devono essere sanzionati ma io mi sentirei responsabile della scelta errata. E parlo naturalmente di responsabilità politiche, non penali». L?ultima Direzione del Pd ha affrontato, tra gli altri, anche questo problema: lo ha fatto, secondo lei, con la necessaria nettezza? «Non ho potuto essere a Roma perchè ho in corso la sessione di bilancio al Comune di Bologna: e mi spiace esser mancato perchè avrei voluto avere un?idea del clima, visto che molte volte il clima vale più di tante parole... L?approdo, però, è stato unitario e al centro della discussione c?è stata più la necessità di strutturare il partito che altri temi. Concordo: radicare il Pd è la più urgente delle questioni che abbiamo di fronte». Sul tipo di partito da costruire Veltroni è parso oscillante, in questi mesi: prima partito liquido, leggero; poi partito pesante, di massa, con iscritti... Che le pare? «Che al radicamento territoriale non c?è alternativa possibile. E che fatte tutte le differenze e tenuto conto di tutte le novità, il modello cui dobbiamo guardare - lo dico addirittura provocatoriamente - è quello del partito ottocentesco: partito di massa, radicato, con molti iscritti. Una volta si diceva che nei più piccoli comuni italiani c?erano sempre almeno la caserma dei carabinieri, la chiesa e una sede del sindacato. Ecco, io vorrei che ci fosse anche quella del Pd. E mi pare superfluo doverlo dire, considerando che a dirigere il partito c?è Walter, appunto». In che senso, scusi? «Nel senso che Veltroni usava Internet, cioè ne aveva capito la potenza innovativa, già quindici anni fa. Ma io ricordo bene come ha fatto il sindaco di Roma: ha incontrato ogni giorno, per anni, un numero impressionante di persone. Internet va benissimo: ma l?autorevolezza di Veltroni è cresciuta nel dialogo quotidiano con la gente, e grazie a una rete di rapporti davvero enorme». Tutto questo per dir cosa? «Che mi pare surreale stare a discutere se fare iscritti oppure no. Non solo bisogna farne, ma occorre dare loro anche maggior peso e potere rispetto agli elettori, come del resto è scritto nello statuto. Bisogna rafforzarne le funzioni: anche perchè, se le differenze svaniscono, si finisce per rinunciare ad iscriversi». Diceva all?inizio delle sue preoccupazioni per la crisi in arrivo... «Per la crisi in arrivo e per il ruolo che avrà il Pd: dobbiamo connotarci per una pratica di opposizione visibile e forte. Far questo potrebbe aiutarci anche a risolvere la cosiddetta questione delle alleanze: se sei forte, gli altri hanno tutto l?interesse ad allearsi con te... Poi, certo, c?è bisogno di idee per provare ad arginare le crisi». Che pare preoccuparla molto, è così? «Sono appena stato al pranzo di solidarietà annuale ospitato dalla brigata Friuli: rispetto all?anno scorso, la platea dei bisognosi era visibilmente cambiata. Passato il Natale, faremo i conti con una crisi che ha pochi precedenti. Occorrerebbe uno sforzo unitario, di tutto il Paese, qualcosa che facesse ripetere i miracoli che l?Italia ha già fatto: penso alla crisi petrolifera negli anni ?70 e all?impegno durissimo per entrare nel gruppo di testa della nuova moneta europea». Le sembra che il governo si stia muovendo con efficacia? «E? stata approvata una Finanziaria che non tiene conto affatto di tutto quel che sta accadendo. Ma c?è ancora modo di intervenire. Al nuovo mercato del lavoro, segnato da una grande flessibilità, vanno accompagnati nuovi diritti e soprattutto strumenti di tutela sociale. E? il primo compito che abbiamo davanti. Tutti: governo, opposizione e sindacati, che sotto gli effetti della crisi, vedrà, saranno costretti a ritrovare la loro unità».

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TONIA LIMATOLA GIUGLIANO. LE CONDANNE DISEGNANO UN SISTEMA DI CORRUZIONE SIMILE A QUELLO DELLA PO... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 24-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

TONIA LIMATOLA Giugliano. Le condanne disegnano un sistema di corruzione simile a quello della polizia sudamericana, con i vigili urbani pronti a gestire, in combutta con imprenditori e tecnici comunali, l'affaire dell'edilizia illegale. Non un caso isolato, ma un sistema criminale da smantellare con provvedimenti esemplari. Il paragone con le forze dell'ordine dei paesi dell'America latina era contenuto nell'impianto accusatorio, poi avallato dalle misure straordinarie, che contemplano anche l'associazione a delinquere, emesse dal giudice. Gli avvocati si dicono pronti a presentare ricorso contro le condanne. In ogni caso, il messagio dei giudici è forte: carcere ma anche confisca di beni e interdizione perpetua dai pubblici uffici. È solo questione di tempo: per l'Appello bisognerà aspettare la pubblicazione della sentenza - tra novanta giorni - nella quale verranno illustrate le motivazioni di pene così severe. Ma i legali sono certi di un particolare: i giudici avranno fatto sicuramente riferimento allo scempio ambientale del territorio per giustificare la scelta di comminare pene così dure: dai nove ai dodici anni. Le pene sono state inferte ai sedici imputati che hanno scelto il rito abbreviato, mentre per gli altri ventitre il processo con rito ordinario non è ancor iniziato. Un nuovo capitolo del procedimento giudiziario scaturito dall'inchiesta del commissariato di polizia, con l'allora dirigente Pasquale De Lorenzo, e coordinata dalla Procura, sul mattone selvaggio in città e che lo scorso maggio aveva portato all'arresto di 39 persone, tra vigili, imprenditori e tecnici comunali. Un vero terremoto in una città come Giugliano, cresciuta a dismisura anche grazie al sistema economico-criminale che ruota intorno all'abuso. «Un mattone, una mazzetta: si è sempre fatto così», si dice in strada. Davanti ai bar e nei salotti non si parla d'altro, ma sulle condanne la città si divide: c'è chi gioisce, chi no. Di certo nessuno si stupisce. Ora, come dopo gli arresti. Sulla bocca di tutti finisce la crisi morale che sconquassa la vita pubblica e impegna la magistratura. Né si risparmiano i paragoni con le sentenze di altri casi clamorosi: dodici anni ad un vigile coinvolto nello scandalo dell'edilizia, contro i dieci anni comminati ad un boss come Cosimo Di Lauro. Fanno riflettere anche le misure accessorie comminate: interdizione perpetua dai pubblici uffici e confisca dei beni. «Non sono ancora definitive - spiega l'avvocato Antimo D'Alterio che con Antonio Russo difende due vigili - Lo saranno quando la sentenza passerà in giudicato, ma noi presenteremo sicuramente appello». Si preoccupano dell'immagine della città, invece, i politici. «Sono reati contestati ai singoli e - dice l'ex sindaco Francesco Taglialatela - non devono gettare fango su tutta la comunità». Intanto, se per molti anni è stato davvero normale agire così, allora si capisce cosa spinge gli abusivi destinatari delle ordinanze di abbattimento a costituirsi in un comitato per difendere le proprie case realizzate senza licenza. Gli abusivi non demordono: riempiono la città di manifesti e invitano i cittadini ad un incontro pubblico sabato, alle 17, nella sede di via degli Innamorati. «I nostri sono abusi di necessità - dicono - Noi non siamo speculatori». Il tema è molto delicato. Intanto le famiglie trascorreranno la mattina di Natale con un banchetto in piazza Municipio. L'obiettivo: raccogliere firme per chiedere un intervento straordinario sul tema degli abusi edilizi al governo Berlusconi. «Siamo convinti che ci sono molte situazioni che possono essere sanate senza far arrivare le ruspe», insistono a Giugliano. Sanare le case, dicono. Ma chi risanerà la legge calpestata?

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Sotto l'albero regali all'asilo pagati con il gettone dei consiglieri della Lega (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 24-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

SAN GREGORIO Sotto l'albero regali all'asilo pagati con il gettone dei consiglieri della Lega Con il gettone di presenza acquistate una scala, scatole di colori e un po' di dolci per i bambini della scuola materna. Lo avevano promesso, e sebbene la cifra non sia stata comunque così esorbitante, i consiglieri del gruppo all'opposizione della Lega Nord a San Gregorio nelle Alpi hanno voluto utilizzare la somma destinata come gettone di presenza durante i consigli comunali per aiutare nelle spese di ogni giorno la scuola materna Ing. De Conz. «Abbiamo ricevuto in questi giorni la somma relativa ai gettoni di presenza - spiega la capogruppo Marina Trevisan - abbiamo quindi chiesto all'asilo quale fosse la cosa più utile che avremmo potuto comprare. Dalla scuola è giunta così la richiesta per una scala pieghevole, per poter svolgere al meglio i lavori e le pulizie all'interno delle aule. A questa abbiamo aggiunto scatole di colori e un po' di dolci per la merende dei bambini». Obiettivo insomma raggiunto, quello che il gruppo Lega Nord fin dall'inizio del proprio mandato come minoranza in consiglio si era prefissato: garantire cioè un aiuto concreto alla scuola materna Ing. De Conz, presente a San Gregorio nelle Alpi, che da qualche anno a questa parte purtroppo non naviga in buone acque.

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Possiamo formare un'unica realtà da 27mila cittadini (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 24-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Possiamo formare un'unica realtà da 27mila cittadini di Umberto Ceccon* A seguito degli interventi proposti dai sindaci di Conegliano e Vittorio Veneto, Alberto Maniero e Giancarlo Scottà, per quanto riguarda l'eventuale costituzione di un unico Comune e dopo gli interventi anche televisivi di alcuni Presidenti delle Province per la diminuzione dei costi della politica, voglio sottolineare che per la diminuzione dei costi della politica in Italia si deve iniziare da due punti ben precisi, prima dagli Enti Comunali e secondo dallo Stato (Camera dei Deputati, dei Senatori, dei ministeri ed altro).(Segue a pagina IX)

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<Riforma Enti locali, risparmio e decentramento> (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 24-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

I deputati regionali Lino Leanza e Salvo Pogliese hanno illustrato le novità «Riforma Enti locali, risparmio e decentramento» Illustrare i punti fondamentali e fare chiarezza sugli effetti della legge di riforma degli enti locali recentemente approvata all'unanimità dall'Ars. Questo il tema dell'incontro con i rappresentanti delle municipalità svoltosi ieri nella sala biblioteca della sede di Catania della Presidenza della Regione, dai deputati regionali Lino Leanza, capogruppo Mpa all'Ars, Salvo Pogliese, vice capogruppo Pdl all'Ars, e dai consiglieri comunali Manlio Messina, presidente della VII Commissione consiliare, e Salvo Di Salvo, capogruppo Mpa. Diverse le novità introdotte dalla legge. Innanzitutto la riduzione degli assessori nelle giunte locali che potranno essere al massimo un quinto dei consiglieri comunali e comunque fino ad un massimo di 10 assessori per le città con più di 250 mila abitanti. A Palermo, ad esempio, si passerà da 16 a 10, a Catania da 15 a 10. Poi l'abrogazione per i consiglieri comunali e provinciali della possibilità di scelta fra indennità e gettone: previsto solo il gettone di presenza ed inoltre il compenso non potrà superare il 30 per cento di quello del sindaco. Decade per i vice presidenti dei consigli comunali e provinciali l'indennità aggiuntiva; si introduce lo sbarramento del 5% dalle prossime elezioni amministrative. Tra le altre novità, l'attribuzione delle deleghe ai consigli circoscrizionali di Palermo, Catania, Messina e Siracusa, in ordine a servizi demografici, servizi sociali e assistenza sociale, servizi scolastici ed educativi, attività e servizi culturali, sportivi e ricreativi in ambito circoscrizionale. Tagli e riduzioni che entreranno immediatamente in vigore con la pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, quelli elettorali, inevitabilmente, avranno effetto a partire dalle prossime elezioni. «La presenza contemporanea mia e dell'on. Pogliese - ha affermato l'on. Lino Leanza - rappresenta il segno tangibile della collaborazione che c'è stata in aula e che ci ha consentito di approvare quattro leggi all'unanimità. E' un esempio concreto di politica che funziona». Leanza ha poi continuato puntando l'attenzione su alcune delle modifiche introdotte dalla normativa. «A partire dalle prossime elezioni le liste presentate per il rinnovo dei consigli comunali e provinciali dovranno superare lo sbarramento del 5%, così come accade per le elezioni regionali. È un primo passo importante in direzione della semplificazione». Novità importanti anche per gli amministratori. «Abbiamo dovuto recepire la legge, come ci imponeva la normativa nazionale, abbiamo modificato il testo cercando di difendere il ruolo fondamentale dei consiglieri comunali e di circoscrizione. Entro sei mesi - ha proseguito il capogruppo Mpa all'Ars - i comuni dovranno attribuire le funzioni e le deleghe ai consigli circoscrizionali che potranno compiere un'azione politica e amministrativa molto incisiva. Verrà cosi attuato in pieno il decentramento». L'on. Salvo Pogliese, vice capogruppo Pdl all'Ars, ha sottolineato l'importanza dello sbarramento imposto dalla normativa anche per le elezioni amministrative. «La riforma degli enti locali avvia una razionalizzazione dei costi della politica attraverso una equilibrata riduzione degli stipendi dei consiglieri comunali e provinciali ed, inoltre, per la prima volta viene fissata la soglia del 5 per cento per le elezioni amministrative. Come già accaduto per lo sbarramento per le elezioni regionali, la Regione, dal punto di vista legislativo, assurge a ruolo di laboratorio politico nazionale». Per Manlio Messina, presidente della VII Commissione consiliare del comune, «il decentramento alle municipalità di deleghe specifiche costituisce uno strumento fondamentale per tutte le amministrazioni, snellendo le funzioni a vantaggio della politica a servizio dei cittadini». Gli fa eco Salvo Di Salvo, capogruppo Mpa al consiglio comunale. «Le amministrazioni comunali dovranno attribuire le deleghe entro 180 giorni. Si tratta di una grande opportunità affinché il decentramento a Catania possa partire seriamente». Di Salvo e Messina hanno annunciato la presentazione di un ordine del giorno per l'attribuzione delle deleghe.

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In ricordo di Luca Rossi a favore del Nicaragua (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 24-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

CASTELMASSA-CASTELNOVO In ricordo di Luca Rossi a favore del Nicaragua Continuano le dimostrazioni solidali in terra massese. Domenica scorsa il gruppo Amici di Luca in collaborazione con vari gruppi quali Pro loco, Avis Aido, New Ilva cafè e Conad di Beniamino Mazzali ha proposto L'albero dei desideri aperto ai bambini che hanno ricevuto in dono penne e matite riscuotendo un buon successo di partecipazione. L'iniziativa fa seguito a quella realizzata il 25 ottobre scorso, presso il teatro comunale di Castelnovo promossa dalla Pro loco. In quell'occasione si sono riunite circa 200 persone attorno al tavolo nel segno della solidarietà del progetto Salinas cresce, avviato nel 2006 ricordando il giovane Luca Rossi venuto a mancare in un tragico ed involontario incidente e ricordarlo formando in Nicaragua i giovani nella comunità di Salinas grande del municipio di Leon. In questa serata il gruppo dei Sildenafil ha suonato la musica degli anni '70 ed '80 devolvendo il loro gettone di presenza all'iniziativa benefica. Responsabile del progetto nicaraguense è Pier Angelo Rocco che, via internet, a fatto sentire la sua voce ai presenti, mettendola al corrente dei progressi ottenuti grazie a queste donazioni filantropiche che permettono ai giovani del posto di frequentare la scuola secondaria (approfondimenti su www.progettomondomlal.org).Raffaele Ridolfi

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Le ragioni per costruire nuove moschee Esiste un ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 24-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Le ragioni per costruire nuove moschee Esiste un ... Le ragioniper costruirenuove moscheeEsiste un qualsiasi valido motivo per non consentire la realizzazione di una moschea, o di un luogo di culto di qualunque religione, in Italia o altrove? La civiltà maturata dall'illuminismo, dalla fine del criterio Cuius regio eius religio (cioè Se il re diventa induista, tutti i suoi sudditi diventano induisti) fa dire che è assolutamente impossibile una limitazione alla libertà di culto. Ogni cittadino, o anche non cittadino, ha diritto ad esprimere la sua fede liberamente. Prima obiezione: ma cosa succede nei paesi arabi? Nella maggior parte dei paesi arabi esistono chiese cattoliche, anche molto belle e grandi, e spazi per altri culti. Se questo in alcuni paesi non accade (i più vicini agli interessi economici dell'Occidente, del resto, come l'Arabia Saudita), non è una ragione per contrapporre ad una scelta sbagliata un'altra scelta sbagliata. L'altro argomento è più egoista: meglio avere degli ospiti che si autogestiscono in modo organizzato, cercando collaborazione con il resto del corpo sociale, che non singoli disaggregati e soli. Questo dato è ovvio, fondato sull'idea che la religiosità è un'espressione alta dell'essere umano, e che lo valorizza anche nel rapporto con gli altri. Non è un caso che sono le voci più aperte della Chiesa, ad iniziare dalle Caritas diocesane, quelle che premono per la possibilità di costruire le moschee. La verità è che tutti i fondamentalismi si assomigliano, seppur l'un contro l'altro armati. E che una società che si integra, in modo tollerante, crea le condizioni per una convivenza civile e democratica, per una società che costruisce democrazia.Lorenzo PicunioMeteo Telecomfuori servizioda più di un meseDa più di 4 anni ho aderito al pacchetto Telecom "Tutto 4 star" in cui è compreso il servizio previsioni meteo. Servizio che non sempre ha funzionato bene, ma i periodi di non funzionalità erano di uno o due giorni per cui porta pazienza. Adesso dal 13 novembre 2008, data di segnalazione del non funzionamento, non riescono a risolverlo. Gli operatori sono generalmente gentili, segnalano il guasto che però non viene risolto (siamo al 21 dicembre 2008). Telecom in tale modo dimostra di comportarsi con poco rispetto verso i suoi clienti e in modo controproducente per il buon nome di una grande azienda. So benissimo che questo è un piccolissimo disagio ma so anche, in prima persona, quanto sia disperante mettersi in contatto e soprattutto far risolvere a Telecom un problema di linea telefonica o di collegamento Adsl. Non è, per caso, che forse Telecom farebbe bene ad assumere più tecnici e a licenziare qualche manager incapace.Giorgio TrincaMestreBufera sul Pd...ma Craxil'aveva già dettoMi sembra che questa bufera giudiziaria abbattutasi su alcuni esponenti di spicco del Partito democratico, sia solamente la punta di un iceberg. Il claudicante segretario del Pd, Walter Veltroni, dopo un'altra sconfitta elettorale nell'arco di pochi mesi, è praticamente in stato confusionale e nonostante prove evidenti a carico degli indagati del suo partito, continua a non sbilanciarsi, a non fare chiarezza ed epurazione. A questo punto mi sembra più che doveroso che i socialisti italiani, sia di centrodestra sia di centro sinistra, dopo un momentaneo o duraturo time-out di pacificazione, facciano quadrato e con i loro più accreditati leader rispolverino il combattivo orgoglio socialista, rimarcando e ricordando all'attuale classe politica il discorso di Bettino Craxi alla Camera sui finanziamenti dei partiti. A distanza di anni, ancora una volta, lo statista e leader del partito più vecchio d'Italia aveva visto giusto: sarebbe ora di riportarlo, con tante scuse, nella sua adorata ed amata Italia.Rolando MarchiAlbignasego (Padova)L'onestà è lodatama muoredi fame e freddoL'onesto è puntuale; mantiene la parola data; dichiara al fisco il suo vero reddito; paga il biglietto del locale e del mezzo pubblico (non fa il portoghese). L'onesto si accontenta del giusto guadagno (concilia economia ed etica); gareggia con lealtà e correttezza; partecipa ai pubblici concorsi con le sole sue forze, senza raccomandazioni. L'onesto lavora, paga e manda avanti l'Italia. Egli ricorda i motti: self-help (auto aiuto); fai da solo, non copiare; aiutati che il ciel t'aiuta; chi fa da sé fa per tre. L'onestà è onorabile e lodata, ma muore di fame e freddo (Giovenale, Satire, I, 74): come ogni virtù, rischia d'essere squalificata nel Belpaese. Lo studioso onesto è considerato dai furbi diligente, ma limitato e non geniale.Onestuomo o buon uomo è talvolta denominato il credulone sempliciotto. L'onesto è spogliato dal fisco; può essere accusato di non possedere buoni sentimenti collettivi; deve sorbire i pistolotti di scaltri fanfaroni, che predicano bene e razzolano male.Gianfranco NìbalePadovaI nuovi bullie una lezionedi 30 anni faTv e giornali riportano sempre più spesso casi di bulletti/ragazzini e di veri e propri bulli di età dai 13 ai 18 anni, vedi il recente caso di Padova con 4 ragazzi finiti nelle mani delle forze dell'ordine per reati non proprio di lieve entità: figli di genitori italiani e non dei "soliti extracomunitari". Sono un nonno sessantaquattrenne. Il progresso della mia generazione penso abbia contribuito molto a formare anche l'attuale bullismo, perché abbiamo fatto in modo che i nostri figli e nipoti avessero ciò che a noi non fu consentito. A qualsiasi costo, anche denunciando l'insegnante scolastico che "si permette" di riprendere gesti inconsulti di qualche studente. Vorrei riportare un caso personale di circa 30 anni fa.A mia figlia di 5 anni che frequentava l'asilo si aggiunge anche la minore di 3 anni e questa viene subito fatta oggetto di maltrattamenti da parte un ragazzino con segni evidenti sul corpo. Mia moglie riferisce alle assistenti dell'asilo, le quali dopo qualche giorno assicurano di avere avvisato i genitori del ragazzino. Niente, la cosa va avanti per qualche settimana ed a questo punto mia moglie si fa indicare il ragazzino "manesco" dalla figlia più grande. Una mattina porta all'asilo le nostre figlie e riesce a prendere il "manesco": gli fa capire molto energicamente che la bambina non la deve toccare più e, guarda caso, così è stato. Se ciò l'avessero fatto i suoi genitori (avvisati) sarebbe stato molto meglio. Per la cronaca quel ragazzino/bulletto oggi un trentenne amico di famiglia e qualche volta ringrazia ancora mia moglie per la "lezione ricevuta".Lettera firmata

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<La pasta? propaganda> (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 24-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

MONTEGROTTO «La pasta? propaganda» Montegrotto. Propaganda politica ed attacchi al primo cittadino, travestiti da beneficenza pubblica. Così il sindaco Luca Claudio commenta l'iniziativa promossa dal centro sinistra che ha distribuito pacchi di pasta comprata con i gettoni di presenza dei consiglieri. L'iniziativa, realizzata anche in polemica con i presunti sprechi contestati di promozione turistica del Comune. Invece di darmi lezioni di moralità ha detto Claudio avrebbero fatto meglio destinare il loro gettone di presenza per una spesa a beneficio di chi ne ha veramente bisogno. E' stato invece meschino il fatto che adescassero i passanti regalando loro la pasta ed un volantino contro la mia persona.(L.Pi.)

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Violante: nessun complotto, il Pd è nella palude (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 25-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

n. 308 del 2008-12-25 pagina 9 "Nessun complotto: il Pd è nella palude" di Laura Cesaretti L?ex presidente della Camera: "C?è ormai un groviglio incestuoso tra dirigenti e interessi privati che tocca tutti". "Sbagliato inseguire Di Pietro. Il Pdl non faccia come noi durante Mani Pulite: non usi la giustizia come arma politica" Presidente Violante, ha letto che un grande vecchio del suo partito come Alfredo Reichlin sospetta che la bagarre giudiziaria sul Pd si sia scatenata per bloccare il dialogo che lei aveva aperto sulla riforma della giustizia? Si è pentito? «Reichlin è un uomo troppo serio per aver detto una sciocchezza simile. Piuttosto mi auguro che il centrodestra non faccia lo stesso grave errore che fece la sinistra ai tempi di Tangentopoli». Quale errore? «Pensò che il problema non la riguardasse. E che fosse sufficiente delegarne la soluzione alla magistratura. Ci furono le inchieste, i processi, molti vennero condannati e alcuni assolti; furono confiscati miliardi illegalmente guadagnati; i vecchi partiti di governo si sciolsero e quel sistema politico finì. Ma a guadagnarne non fu la sinistra. Furono coloro che apparvero i più estranei: la Lega e Silvio Berlusconi. Ora che la questione morale investe il Pd, spero che la destra eviti di usarla come arma politica, disinteressandosi della questione di fondo, che è la ricostruzione di una rigorosa etica pubblica. Se la vigilanza sull?etica pubblica continua a essere delegata alla magistratura, dandole un compito improprio, tra dieci anni ci ritroveremo ancora una volta senza soluzioni e con un Paese ancora più sfibrato». E qual è invece la risposta giusta? «C?è una questione morale che investe l?intero Paese. Le inchieste su esponenti del Pd sono una parte del tutto. L?Italia è un Paese di massiccia evasione fiscale ed è percepita come un Paese ad alto livello di corruzione. La mafia ha un giro d?affari di 130 miliardi, 8 punti di Pil. Ieri ero a Fiumicino e c?era una situazione disastrosa da Quarto mondo. C?è instabilità delle regole, confusione normativa e amministrativa, totale incertezza sui principi di legalità e di responsabilità. Qual è la regola? E chi risponde per la sua violazione? Il più delle volte la risposta è casuale. Dipende dal luogo, dalle persone, dal giudice, dall?avvocato, dalle amicizie. Scivoliamo verso la Repubblica degli amici. Non sto celando le responsabilità del Pd, che esistono e sono gravi. Ma se la politica non si assume le proprie responsabilità e si limita a battere le mani quando passa la carretta dei condannati,condanniamo il Paese allo sfacelo. I problemi restano e si riproporranno». Che idea si è fatto delle inchieste in corso sul Pd? «Segnalano una palude dalla quale emergono fatti diversi, alcuni sono reati, molti altri sono casi di malcostume. Ma soprattutto emerge un groviglio incestuoso di relazioni sociali, influenze amicali, funzioni pubbliche e interessi privati che coinvolgono politici, imprenditori e funzionari. E in questo groviglio finiscono anche persone oneste e del tutto estranee. Sono coinvolti esponenti di molti partiti; ma questo non consola per nulla il Pd. è tutta la politica che deve recuperare autorevolezza, altrimenti perde credibilità e spalanca la porta all?avventurismo. In Abruzzo il centrosinistra ha perso 170.000 voti; ma il centro destra ne perde 150.000». Quali rimedi propone? «Rendersi conto della gravità e della vastità della malattia. Riproporre forti gerarchie di valori, mettere in campo una vera capacità regolatrice, guardare alle priorità dei cittadini. In molti parlamenti, Usa in testa, esistono comitati etici che vigilano non sui reati dei parlamentari,dei quali si occupano i tribunali, ma sulla correttezza dei loro comportamenti. Perché non possiamo introdurli anche noi? Secondo: i partiti devono allontanare chi appare coinvolto in vicende di malapolitica, anche se non è ancora intervenuto il magistrato». Ma si può dare sempre retta alle inchieste della magistratura? Non tutte si sono rivelate fondate, in passato. «Infatti sostengo una totale autonomia della responsabilità politica dalla responsabilità penale. In vasti settori dell?opinione pubblica e anche in qualche settore della magistratura c?è l?idea che i rapporti tra politica e economia siano di per sé criminali, e bastano i “sintomi” per provare una colpa. Ho letto le carte della richiesta di arresto per Margiotta (deputato Pd lucano, ndr): se un pm chiede l?arresto portando come prova fondamentale del rischio di inquinamento delle prove il fatto che quell?accusato parlava poco al telefono, c?è qualcosa che non va. Se, come fanno alcuni leader politici o intellettuali, si arriva a dire che chiunque sia sfiorato da un?inchiesta è di certo un corrotto, ci vuol poco a consegnare il Paese a una soluzione autoritaria che si presenti come salvifica. Ma le profezie non bastano. Bisogna prendere misure rigorose nei partiti e nella pubblica amministrazione, altrimenti è difficile combattere queste spinte distruttive». Come mai tutta questa ondata di inchieste sul Pd? «Non ci sono complotti. Ci sono i fatti e c?è una concentrazione informativa che ha messo insieme i tasselli sparsi di tante inchieste diverse. Ora fa notizia anche un fuscello che si muova a sinistra. Tra sei mesi potrebbe succedere a destra. Il Paese si muove nel fango, per responsabilità di parti grandi delle sue classi dirigenti, politiche, amministrative e imprenditoriali. Se non ci rimbocchiamo le maniche per prosciugare la palude prevarrà nell?opinione pubblica l?idea che la politica è malaffare e che tutto va affrontato per via giudiziaria». Zagrebelski accusa il Pd di essere diventato un “partito di cacicchi”. «Si è creato un rapporto distorto tra centro e periferia. A volte c?è uno scambio silenzioso e non formalizzato: tu nella tua zona fai quello che ti pare, ma in cambio porti voti. Manca ancora la struttura del partito come rete solidale che vigila e evita il consolidarsi di notabilati locali autoreferenti. Questo è un problema che hanno anche altri partiti. Uno dei limiti specifici del Pd è secondo me il governo ombra, non per le persone, che sono eccellenti, ma per la sua funzione». E perché mai? «Perché il ministro ombra, come quello vero, non si occupa del partito, non tiene i rapporti con il territorio nel suo campo di azione e condiziona l?azione dei gruppi parlamentari. La conseguenza è una eccessiva parlamentarizzazione dell?iniziativa del Pd, incentrata sul governo ombra, che finisce per svuotare di ruolo i gruppi parlamentari e lasciare la periferia a se stessa». La crisi del Pd sta ingrassando il vostro alleato Di Pietro. Lei era favorevole all?apparentamento con Idv? «No, e lo dissi. Di Pietro non c?entra con la sinistra riformista. Se si decide di andare da soli, scelta che condivisi profondamente, si va da soli e basta. Ora Di Pietro sta ponendosi come chi è estraneo al sistema per incassare il dividendo della crisi. Non dobbiamo inseguirlo. Ma bisogna rispondere in modo giusto alle domande alle quali egli risponde in modo sbagliato». Intanto è finito anche lui nelle intercettazioni. «Ho visto interpretazioni molto diverse e non intendo unirmi al coro. Questo fango prima lo si affronta meglio è per tutti». Il Pd non gode di ottima salute politica, però. «Veltroni non si discute, sta mettendo l?anima in questa impresa e va sostenuto. Ma chi guida il partito deve avere attorno gente solida, strutturata, autorevole e autonoma, capace anche di dirgli di no. Dicendo sempre sì, i caporali finiscono per scavare la fossa ai generali». Ricambio, dunque? «Serve un gruppo dirigente fondato su un mix di generazioni perché l?innovazione e il merito non si possono basare solo sull'anagrafe. E lo dico io che sono uno dei pochi che si sono spontaneamente fatti da parte scegliendo di non rientrare in Parlamento. Prendiamo il caso De Mita, ad esempio: è un gran rompiscatole, e senza dubbio è anziano. Ma in nessun Paese ci si sarebbe privati della sua esperienza e intelligenza politica. Da chi è stato sostituito? Non ne ho idea. Ci sono tanti bravi ragazzi e ragazze; ma non vanno bruciati, buttandoli in pista prima che siano pronti. Bisogna prepararli; altrimenti si distruggono. La Lega ad esempio ha molti parlamentari giovani, ma vengono tutti da esperienze amministrative che li preparano. Comunque, finché non si cambia la legge elettorale è inevitabile che i segretari di partito si facciano i gruppi a loro immagine. Lo hanno fatto tutti». Mettere mano alle riforme, dunque? Ma un Pd così sotto botta non rischia di essere ancor più restio a confrontarsi con questo governo? «Veramente chi ha detto no al confronto col Pd finora è stato il presidente del Consiglio, sia pure a fasi alterne. Da 25 anni, un quarto di secolo, sappiamo di cosa c?è bisogno per far funzionare meglio l?Italia. Dunque si discuta del merito. Il resto sono chiacchiere. Il federalismo fiscale è indispensabile: si entri nel dettaglio. C?è un consenso sulla cosiddetta bozza Violante? E allora che si proceda, che aspettiamo? Cominciamo a costruire un nuovo sistema politico istituzionale, applicando i principi fondamentali della Costituzione, anche per la giustizia. Senza baruffe preventive. L?intero Paese è sul Titanic». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Sull'eccidio nel villaggio di Suluk Bongkal interviene Amnesty International (sezione: Costi dei politici)

( da "Villaggio Globale.it" del 26-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ultime Notizie La tragica vicenda di Sumatra Sull'eccidio nel villaggio di Suluk Bongkal interviene Amnesty International Chiede una investigazione immediata sui fatti che hanno portato alla distruzione del villaggio da parte della polizia di Riau, nell'isola dell'Indonesia. Dietro le violenze un clamoroso caso di corruzione Un bambino di due mesi è stato ucciso dalle ustioni riportate nel rogo del villaggio, appiccato dalle forze di polizia. Un altro bambino, di due anni di età, è morto mentre fuggiva nella jungla in seguito all'attacco della polizia. Dopo aver disperso gli abitanti del villaggio con granate lacrimogene e pallottole di gomma, 300 abitazioni sono state date alle fiamme da un elicottero della polizia, che secondo gli abitanti avrebbe fatto uso di napalm, e quindi spianate dai bulldozer dell'impresa forestale interessata ai terreni del villaggio, lasciando 400 persone senza casa, a vivere nella jungla. Due giorni più tardi un elicottero della polizia avrebbe sorvolato le tende di fortuna erette dai profughi e le ha bombardate con pietre. L'operazione di polizia ai danni del villaggio di Suluk Bongkal è la conclusione violenta di un conflitto durato 12 anni tra gli indigeni Sakai e l'impresa Arara Abadi, che rifornisce di legno la cartaria Indah Kiat Pulp and Paper, del gruppo App - Sinar mas. La Arara Abadi rivendica una concessione di oltre 350.000 ettari di foresta da convertire in piantagione, concessione che però secondo investigazioni della stessa polizia di Riau, era stata rilasciata illegalmente. I Sakai si appellano invece a una delibera del ministero delle Foreste che riconosceva ai residenti il diritto di restare nelle loro terre (S 319/Menhut-VI/2007), Amnesty International ha richiesto una immediata investigazione sui fatti di Suluk Bongkal «centinaia di persone sono costrette a vivere nella foresta, e due famiglie soffrono la perdita dei loro bambini», ha dichiarato Josef Benedict di Amnesty. Il portavoce della polizia ha confermato gli incidenti, ma si è rifiutato di dare una risposta alle richieste di Amnesty. Ha inoltre dichiarato che 81 dei 131 contadini arrestati saranno processati per incitamento alla violenza e violazione di proprietà. Ma c'è un retroscena che riguarda il principale produttore di carta dell'intera Indonesia, la Asian Pulp & Paper (App). Lo scorso anno, la polizia di Riau aveva messo sotto accusa direttamente la App per il sistematico taglio illegale, grazie a una rete di corruzione che arrivava fino ai vertici del ministrero delle Foreste. L'illegalità si basava proprio sul rilascio di concessioni da parte del Ministero seguendo procedure addomesticate, in violazione alle leggi nazionali, e uno dei casi di punta dell'inchiesta riguardava proprio la concessione di Suluk Bongkal. In seguito alle pressioni del ministro delle foreste Malam Sambat Kaban, indagato eccellente, è stato effettuato un rimpasto nei vertici della polizia della provincia di Riau e lunedì l'inchiesta è stata improvvisamente chiusa. Gli incidenti di Suluk Bongkal confermano che la corruzione detta ancora legge, e la App ha vinto la battaglia per il controllo delle foreste di Sumatra, e si può permettere di applicare la legge del terrore. Intanto la foresta di alto valore di biodiversità, e importantissime per il clima globale, vengono rase al suolo dai baroni della carta, che vendono, tra l'altro, anche alle cartiere italiane meno attente all'origine dei propri acquisti. (Fonte Salva le Foreste) (26 Dicembre 2008)

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Costi della politica, dimezzati i Consorzi di bonifica (sezione: Costi dei politici)

( da "RomagnaOggi.it" del 26-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

26 dicembre 2008 - 16.06 (Ultima Modifica: 26 dicembre 2008) Prosegue la guerra ai costi della politica. La giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha approvato la legge regionale che da il via alla riorganizzazione dei Consorzi di Bonifica dell'Emilia-Romagna, che scenderanno da 16 a 8, mentre gli attuali confini verranno ridefiniti per renderli il più aderenti possibile a quelli dei bacini idrografici. Nei consigli d'amministrazione di questi enti pubblici verranno erogati compensi per al massimo 3 consiglieri (presidente e vice inclusi). La nuova organizzazione prevede 5 Comprensori di bonifica corrispondenti ai 5 sottobacini del Fiume Po, 2 comprensori per il Bacino del Fiume Reno e 1 per i Bacini dei Fiumi Romagnoli e del Marecchia-Conca. Rimane invece invariato il Consorzio di bonifica di 2° grado del Canale Emilia-Romagnolo. "Si tratta di un primo significativo intervento sui Consorzi di Bonifica - ha detto l'assessore regionale all'agricoltura Tiberio Rabboni - cui seguirà , all'inizio del 2009, la ripresa del confronto sulla proposta di legge di riforma generale della bonifica, con l'obiettivo di arrivare ad approvarla in corso d'anno". "Proprio la maggiore corrispondenza con i bacini dei fiumi - ha spiegato ancora Rabboni - permetterà infatti di aumentare l'efficacia operativa dei Consorzi, mentre la riduzione del numero comporterà una riduzione dei costi. Si tratta di un altro tassello della politica di riorganizzazione e semplificazione, già avviata per le Comunità Montane, gli Ato, le Agenzie per la Mobilità e che ci consente di dire che la Regione fa sul serio." Rabboni ha espresso il proprio ringraziamento alle associazioni agricole regionali "per il contributo di merito dato e la responsabilità che si sono assunte condividendo il riordino", ma ha anche sottolineato l'importanza "del confronto con il tavolo del'imprenditoria regionale e con Confindustria Emilia-Romagna". La riorganizzazione prevede che l'Assemblea legislativa nomini dal 1° settembre 2009 i consigli di amministrazione provvisori dei Consorzi ai quali spetterà il compito di adottare i nuovi Statuti e di indire le elezioni degli organi consortili. E' previsto che in ogni Cda non possano ricevere compenso più di 3 consiglieri, compresi il Presidente e il vicepresidente e che in sede di prima attuazione del riordino "vengano valorizzate le professionalità esistenti" anche allo scopo di corrispondere alle legittime aspettative sindacali. Gli 8 Consorzi di bonifica I 5 Comprensori di bonifica corrispondenti ai 5 sottobacini del Fiume Po sono i seguenti: Comprensorio 1 in provincia di Piacenza; Comprensorio 2 in provincia di Parma; Comprensorio 3 in provincia di Reggio e in parte dell'Appennino e della pianura modenese; Comprensorio 4 in provincia di Modena e in parte della pianura bolognese e ferrarese; Comprensorio 8 in provincia di Ferrara rientrante nel sottobacino Po di Volano e una piccola parte della provincia di Ravenna. Sono stati inoltre individuati: il Comprensorio 5 per il bacino idrografico del fiume Reno, quasi interamente in provincia di Bologna; il Comprensorio 6 ancora per il bacino del Reno in provincia di Ravenna e in parte dell'Appennino bolognese tra cui Imola; il Comprensorio 7 per i Bacini dei Fiumi Romagnoli e del Marecchia-Conca nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

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L'aiuto sociale divide Donnas (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 27-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

CONSIGLIO COMUNALE.SCONTRO SULLE POLITICHE PER LE FASCE DEBOLI L'aiuto sociale divide Donnas Il sindaco: «Gli aiuti sono stati aumentati E la tassa sui rifiuti verrà divisa in tre rate» [FIRMA]DANIELA GIACHINO DONNAS Punti di vista diversi sulle politiche sociali hanno scatenato la discussione tra maggioranza e minoranza a Donnas durante il Consiglio comunale per l'approvazione del bilancio di previsione 2009-2011. Il problema è emerso alla riconferma dell'addizionale Irpef (l'imposta sul reddito delle persone fisiche) allo 0,15 per cento per l'anno 2009. «Siamo in un momento di crisi e riteniamo che questa tassa debba essere abolita - ha detto il consigliere di minoranza Silvia Nicco -. Anche per l'Ici (confermata al 4,5 per mille) siamo contrari perché non tiene conto del fatto che le tasse debbano essere applicate tenendo conto delle fasce deboli». Hanno votato contro le due imposte i quattro consiglieri di minoranza, mentre sull'Ici si è astenuto il consigliere di maggioranza Nicodemo Calabrese. Il gruppo di opposizione ha poi confermato la riduzione del 10 per cento delle indennità (a favore dell'oratorio) e ha chiesto alla maggioranza di seguire l'esempio del Comune di Hône che ha deliberato la costituzione di un fondo di solidarietà. «Sarebbe un bel segnale per la popolazione al di là delle contrapposizioni politiche» ha detto Lucio Bosonin. Aldo Follioley ha aggiunto che nel bilancio non erano incrementate le cifre per il sociale. «Restano i contributi per l'oratorio e le associazioni sportive, ma non c'è un salto di qualità che preveda aiuti in più alle famiglie in difficoltà. Chiedo ancora una volta che siano rateizzati i pagamenti delle aliquote». «Non è vero che non ci siano soldi in più nel capitolo del sociale - ha risposto il sindaco Mauro Arvat -. La copertura dei servizi per gli anziani è aumentata, come sono aumentati i costi per i rifiuti e l'acqua, anche se le tariffe agli utenti sono rimaste invariate. Inoltre, per quanto riguarda la tassa rifiuti, sarà rateizzata in tre bollette». Sul fondo di solidarietà il sindaco ha spiegato: «L'iniziativa del Comune di Hône è lodevole, ma credo che i nostri consiglieri, di maggioranza e di minoranza, si attivino già per iniziative personali a sostegno di bisognosi. Ritengo che occorra lasciare alla sensibilità individuale le azioni di aiuto». E ha aggiunto Calabrese: «Non credo che occorra pubblicizzare ogni qual volta si decide di aiutare gli altri. Ho sempre dato i miei gettoni di presenza (e non il 10 per cento) all'oratorio e mi dispiace essere obbligato a dirlo adesso per dimostrare che anche i consiglieri di maggioranza sono sensibili alle problematiche delle persone in difficoltà». Il Consiglio ha poi approvato il bilancio 2009 (contraria la minoranza) che pareggia a 4 milioni e 450 mila euro. Le spese di investimento sono di un milione e 657 mila euro, serviranno per la ristrutturazione del tetto della scuola del capoluogo (200 mila), l'ampliamento del parcheggio vicino al poliambulatorio (70 mila), l'illuminazione della torre di Pramotton (200 mila), il salone per le attività motorie a servizio delle scuole (300 mila), l'ampliamento del cimitero del capoluogo (250 mila), la costruzione di un campetto da allenamento vicino allo stadio Crestella (100 mila).

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Martedì ultimo consiglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 27-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

VIRGILIO Martedì ultimo consiglio VIRGILIO. Martedì ultimo consiglio comunale del 2008, con all'ordine del giorno un prelevamento dal fondo di riserva e conseguente variazione al piano esecutivo di gestione, la determinazione dei gettoni di presenza 2009 per i consiglieri comunali, la definizione dei costi dei servizi a domanda individuale nell'ambito del quadro di copertura finanziaria, il bilancio di previsione 2009, bilancio pluriennale e relazione previsionale e programmatica 2009-2011, programma triennale opere ed elenco annuale 2009. E ancora: elezione del revisore unico dei conti per il prossimo triennio, modifiche allo statuto del Consorzio Parco del Mincio, modifica del regolamento dei servizi funerari, necroscopici, cimiteriali e di polizia mortuaria. In conclusione, verrà discussa una mozione sulla viabilità presentata dal gruppo «Progetto per Virgilio». La seduta è stata convocata con inizio alle 21.

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I conti 2009 passano col no della minoranza (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 27-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

I conti 2009 passano col no della minoranza Ponti, più spese per mutui ma senza aumenti di tasse PONTI SUL MINCIO. Numerosi i temi discussi nell'ultimo consiglio, a partire dall'adeguamento dello statuto del Parco del Mincio, con, tra l'altro, la riduzione dei consiglieri da 8 a 5 ma con la contemporanea istituzione di un Comitato tecnico scientifico i cui membri riceveranno un gettone di presenza. Il consigliere di minoranza Richelli ritiene ingiustificata l'istituzione del comitato, anche alla luce della tendenza a ridurre i costi degli enti pubblici. Il voto è unanime ma col distinguo della minoranza, contraria alla creazione di nuove figure amministrative. Sulle tariffe a domanda individuale, il sindaco Rita Farina ha rilevato che refezione scolastica, lampade votive e scuolabus resteranno invariati nel 2009. L'accesso agli impianti sportivi prevede differenziazioni tra i soci dell'associazione che li gestisce e tutti gli altri. Anche in questo caso tariffe pressoché invariate e di competenza dell'ente gestore. Un'ora di calcetto costerà 50 euro. Sì della maggioranza (7), minoranza astenuta (3). Aliquote Ici invariate, unanime il sì. Il valore delle aree fabbricabili prevede un aumento determinato esclusivamente dall'indice Istat; 7 sì, 3 astenuti. L'indennità da corrispondere al sindaco viene fissata per legge in 1301,47 euro, il gettone di presenza dei consiglieri in 16,27 euro; favorevoli 7, astenuti 3. Parlando poi di bilancio annuale di previsione, bilancio pluriennale e relazione 2009-11, il sindaco ha letto una relazione che prevede la non applicazione dell'addizionale Irpef, il raddoppio (dal 5% al 10% del bilancio) delle spese per mutui senza però alcun aumento di tasse. Si prevede un'entrata per oneri di urbanizzazione di 270.000 euro. Alcune osservazioni della minoranza accendono un po' la discussione con interventi a supporto del sindaco di alcuni consiglieri di maggioranza. Alla fine, il punto passa con 7 favorevoli e 3 contrari, così come il bilancio. Senza sussulti è approvato anche il piano diritto allo studio col sì della maggioranza e l'astensione della minoranza. Presa di coscienza da parte dell'amministrazione dell'errore sulla riduzione della tassa sui rifiuti a chi ha subito disagi dai lavori in piazza Parolini. Remigio Salandini

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Biasi alza la voce in Mediobanca (sezione: Costi dei politici)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

«Operazione legata al piano di diversificazione del patrimonio». L'ente si porta alle spalle di Mediolanum Biasi alza la voce in Mediobanca Fondazione Cariverona sale al 3,13% di Piazzetta Cuccia L'azzeramento del dividendo Unicredit non spaventa i vertici: sullo sfondo la vecchia «passione» per le Generali VERONA. L'azzeramento del dividendo Unicredit non spaventa Fondazione Cariverona. Il primo azionista della banca guidata da Alessandro Profumo, investe su Mediobanca arrivando a detenere il 3,136% del capitale di Piazzetta Cuccia. L'operazione con cui l'ente veronese presieduto da Paolo Biasi ha superato la soglia di rilevanza (il 2%) - dovendo, così, uscire allo scoperto tramite comunicazione alla Consob della quota detenuta - risale a venerdì scorso 19 dicembre. Lo shopping, secondo fonti interne a Fondazione Cariverona, trova giustificazione nella volontà di diversificare l'investimento del patrimonio. «L'incremento della partecipazione è stato effettuato di recente nell'ambito di un piano di diversificazione degli investimenti patrimoniali» sottolinea un portavoce della Fondazione Cariverona, precisando che in precedenza l'ente veronese custodiva una partecipazione nell'istituto milanese inferiore alla soglia del 2 per cento. Resta il fatto che, sullo sfondo della decisione presa da Cariverona, sembra emergere una vecchia «passione» di Biasi che porta a Trieste e, nello specifico, alla sala di comando delle Assicurazioni Generali. Qualche percentuale è utile per chiarire l'intreccio: Fondazione Cariverona è il primo azionista di Unicredit con il 5,009% del capitale. A sua volta Unicredit è il terzo azionista della compagnia del Leone in virtù di una presenza qualificata (3,24%) nel libro soci di Trieste. Ma qual è l'azionista di riferimento delle Assicurazioni Generali? Mediobanca che con una quota del 13,16% fa, è il caso di dirlo, la parte del leone nella compagnia presieduta da Antoine Bernheim. E proprio su Mediobanca Biasi ha voluto puntare un gettone importante arrivando alle spalle di Mediolanum (3,38%) nella lista dei principali azionisti. Con questa operazione, Biasi va, inoltre, a rafforzare il fronte delle fondazioni bancarie già presenti nel capitale dell'istituto milanese con delle partecipazioni non vincolate al patto di sindacato. In particolare, nel panorama delle fondazioni, quella veronese, col suo 3,13%, custodisce la quota più significativa. Tra gli altri nomi figurano, inoltre, la Fondazione Carisbo, che possiede il 2,6% di Mediobanca, e la Fondazione Monte dei Paschi di Siena con l'1,9%. Soci questi che, in occasione del passaggio dalla governance duale a quella tradizionale dell'istituto presieduto da Cesare Geronzi, hanno ottenuto la nomina dei propri candidati ai posti di minoranza nei nuovi consigli di amministrazione (Marco Parlangeli per Fondazione Mps) e collegio sindacale (Marco Reboa per Fondazione Carisbo). Nel capitale, per chiudere il capitolo fondazioni, è presente anche Fondazione Cariparo. Il nome dell'ente veronese era passato agli onori della cronaca come potenziale investitore in Mediobanca già nel corso del precedente esercizio. Nel luglio del 2007, infatti, quando Carisbo aveva comunicato alla Consob di possedere più del 2 per cento di Mediobanca, indiscrezioni indicavano altri enti aver comprato quote dell'istituto milanese. E oltre al nome della stessa Cariverona erano state indicate anche Fondazione Cariparo (poi effettivamente entrata) e Cassa risparmio Torino (anch'essa azionista Unicredit col 3,79 per cento). (Matteo Marian)

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Partecipate, ritocchi a consiglieri e indennità (sezione: Costi dei politici)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Partecipate, ritocchi a consiglieri e indennità Actt, 2 poltrone in più da 10mila euro. Asco Tlc, gettoni a Beraldo Ca' Sugana rivede i compensi dei rappresentanti del Comune nelle partecipate. L'ultimo aggiornamento del 19 dicembre porta due consiglieri in più in seno alla società di trasporto pubblico cittadino, l'Actt: Erich Zanata (Lega) e Maurizio Demma (Pdl), designati a fine giugno, a cui spetta un compenso di 10 mila euro lordi l'anno. Altra variazione riguarda l'Asco Tlc, che vede la nomina a luglio di un componente nel Consiglio di amministrazione della società di telecomunicazioni: Andrea Beraldo, già consigliere comunale della Lega ai Trecento. Per lui nessun emolumento, ma 300 euro di gettone di presenza per ogni riunione dell'assemblea e del consiglio di amministrazione e un'assicurazione infortuni (per rischio professionale) premio di 210 euro. Nessuna variazione per le altre società e consorzi. Ai consiglieri comunali Sandro Zampese, presidente Actt e Mirco Visentin, Trevisoservizi, non va alcun compenso come previsto dalla legge. Giacomo Archiutti, presidente Aertre spa, percepisce 30 mila euro lordi; a Roberto Loschi, Treviso Mercati, vanno 39 mila lordi. Per i consorzi si segnalano i 6 mila euro annui dell'assessore, Fulvio Zugno, componente del consiglio direttivo del Consorzio energia Veneto, e i 13.500 euro di Maurizio Vanin, già responsabile del settore Welfare e consigliere del Consorzio universitario; il suo presidente, Michele Chiole riceve un rimborso spese di 7 mila euro annui. (l.c.)

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indennità bloccate agli assenteisti - lamberto cugudda (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 27-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Tortolì. Il presidente Piero Carta adotta la linea dura Indennità bloccate agli assenteisti Un monito a tutti i consiglieri provinciali dopo le ultime sedute LAMBERTO CUGUDDA TORTOLì. Questa mattina la seduta del consiglio andrà deserta, in modo che lunedì non occorra il numero legale. Il presidente Piero Carta lancia un monito: «Il territorio esige risposte. Basta scimmiottare la politica nazionale. Bloccheremo le indennità ai consiglieri assenteisti». Tutto questo dopo la seduta consiliare di martedì mattina, alla quale è venuto a mancare, in apertura, il numero legale a seguito dell'abbandono dell'aula dei consiglieri dell'opposizione di centro-destra. Il presidente della Provincia, Piero Carta (Pd), ha subito ribadito la necessità di un ripensamento della politica locale: «In rapporto ai diversi processi che sono in atto nel territorio ogliastrino, bisogna smettere di recitare dei ruoli che non ci appartengono. I consiglieri provinciali necessari a raggiungere il numero legale sono 14. Ma basta che uno si ammali, o abbia un impegno personale, perché non lo si raggiunga se non c'è l'apporto dei consiglieri di minoranza». Il capo dell'esecutivo provinciale di centro-sinistra fa subito un'altra precisazione in riferimento alla seduta consiliare in programma questa mattina: «Per quanto attiene l'ultimo consiglio, non ci sono problemi: andremo alla seconda convocazione, dove avremo i numeri necessari». Ma subito dopo lancia un pesante monito a tutti i consiglieri dell'ente intermedio: «Voglio però ricordare che ogni consiglio ha un costo economico notevole, sia per i gettoni di presenza sia per i compensi che spettano alle aziende che rilasciano il permesso agli stessi consiglieri. Senza dimenticare l'immagine negativa dell'organismo consiliare, che non trasmette un'idea di responsabilità. Sottolineo anche che i consiglieri che non partecipano alle assemblee devono rientrare al lavoro. Vorrei che questo si verificasse puntualmente, sia per il bene delle aziende che dello stesso consiglio». Piero Carta fa quindi seguire l'annuncio di misure drastiche: «Bloccheremo ogni indennità ai cosniglieri assenteisti, contestualmente ai rimborsi dovuti alle aziende che hanno concesso loro l'assenza dal lavoro». Infine una stoccata agli ex Ds del suo partito, ovvero il Pd, con riferimento all'assenza in aula, martedì mattina (alle 11,10) del capogruppo della stessa forza politica Franco Cugusi. Anche se si limita a commentare: «Posso solo prendere atto che il consigliere Cugusi non era in aula al momento dell'appello». Ma Franco Cugusi è stato in aula consiliare dalle 9,45 fino alle 11.05 (l'orario di inizio della seduta era fissato alle 10.00).

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generali generosa, ma non basta con la regina (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Infortunio al portiere Carpano: sospetto stiramento al legamento laterale del ginocchio destro Hopfgartner lo sostituisce e non sfigura Domani di nuovo in pista al PalaVuerich dove arriverà il Val Pusteria per l'ultima partita dell'anno Generali generosa, ma non basta con la regina Cortina non perdona i friulani e inanella la 12ª vittoria di fila Un'altra sconfitta onorevole per le Aquile che restano al penultimo posto in classifica Sotto di un gol, i gialloblù pareggiano nel terzo tempo con Sparre. Poi decide la rete di Wilde GENERALI CORTINA 1 2 GENERALI AQUILE FVG Carpano (Hopfgartner); Armani, Bolibruck, Limnell, Lutz, Stepanek, Campbell; Aquino, Ciresa, Faggioni, Guenette, Koivisto, Margoni, Rizzo, Rigoni, Sparre, Tomasello. Coach Sacharuk. CORTINA Maund (Alberti); Da Corte, Gallace, Strazzabosco, Wilde, Zandonella; De Bettin, Giugliano, Krestanovich, Mc Leod, Menardi, Moser, Souza, Watson. Coach Adey. ARBITRO Stella con Gastaldelli, Tschirner. MARCATORI Al 13'06'' Watson; nel terzo, allo 0'56'' Sparre e al 9'59'' Wilde. NOTE Spettatori: 1045. Parziali: 0-1, 0-0, 1-1. Penalità: 14'-12'. Tiri: 35-31. PONTEBBA. I gialloblù del presidente Valter Cappellaro volevano salutare con una vittoria la nascita di Annette Olivia Koivisto, primogenita dell'attaccante finlandese venuta alla luce il giorno di Natale, ma un Cortina essenziale e cinico ha saputo sfruttare i momenti di debolezza dei friulani per colpire e centrare la dodicesima vittoria consecutiva. «Per noi è stata una sconfitta onorevole. Con un po' più di freddezza potevamo anche pareggiare - afferma il presidente Cappellaro, per niente deluso dai suoi giocatori -. Finalmente si è rivisto il cuore delle Aquile e solo un grande Cortina ha saputo portare a casa la vittoria segnando in 5 contro 3». Con questa determinazione ora bisognerà affrontare, sempre al PalaVuerich, anche il Val Pusteria che arriverà in Friuli domani. In avvio di partita i due team si fronteggiano senza però affondae i colpi, poi però il ritmo del gioco si alza. Sparre, Aquino e Guenette impegnano Maund senza fortuna e Carpano si fa trovare pronto su una conclusione di De Bettin. Ma all'12'24'', con gli ospiti in gioco con l'uomo in più essendo punito Campbell per un colpo di bastone, Menardi lanciato in contropiede travolge Carpano che s'infortuna seriamente (sospetto stiramento al legamento laterale del ginocchio destro e per lui si prospettano tempi lunghi di recupero) e deve lasciare il ghiaccio sostituito da Hopfgartner. Non solo, viene punito anche Stepanek e il gioco riprende con i friulani in 3 contro 5, occasione che Cortina non s lascia sfuggire e al 13'06'' colpisce con Watson che porta gli ospiti sullo 0-1. I friulani cercano di rimediare, costruiscono anche qualche buona opportunità ma i veneti non sbandano. É bravo, poi, Hopfgartner a negare il gol del raddoppio a McLeod. Il secondo periodo si apre con un tentativo di andare a segno di Guenette, ma gli ospiti sono attenti e si limitano a controllare il risultato superando senza danno anche 2' di gioco con l'uomo di movimento in meno (era Menardi il punito). Pontebba va vicino al pareggio anche quanto Cortina ha in panca puniti Krestanovich, ma la maggiore spinta dei gialloblù di coach Sacharuk non sortisce l'effetto sperato perché Maund para tutto. É un buon Pontebba che continua a impegnare gli avversari anche a parità di uomini sul ghiaccio. Il giovane Hopfgartner si merita gli applausi del pubblico con alcuni interventi decisi dando fiducia ai gialloblù che ci credono e cominciano alla grande l'ultimo periodo. Pareggiano il conto dopo a 56'' di gioco con Sparre che con un diagonale preciso fa capitolare il portiere degli "scoiattoli". Sparre e Tomasello non hanno poi fortuna e mancano il raddoppio. Dopo un'alzata di Hopfgartner su tiro di Watson, al 7' il palo di Faggioni. Ma la partita ritorna in mano ai veneti che sfruttano al meglio 30'' di gioco in doppia superiorità numerica (in panca puniti erano finiti Koivisto e Margoni) realizzando con Wilde (assist di Da Corte) il gol della vittoria perchè Cortina resiste anche agli ultimi veementi assalti dei friulani. Giancarlo Martina Risultati: Pontebba-Cortina 1-2; Val Pusteria-Fassa 5-2; Alleghe-Asiago 2-4; Renon-Bolzano 3-2 (dopo i rigori). La classifica: Cortina 63 punti; Bolzano 53; Renon 46; Val Pusteria 33; Asiago 30; Alleghe; Pontebba 25; Fassa 23. Prossimo turno (domani): Pontebba-Val Pusteria; Alleghe-Renon; Asiago-Fassa; Cortina-Bolzano.

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Anagrafe, ora tocca ai partiti (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 27-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il laeder radicale deposita la prima delibera d'iniziativa popolare. Ok di Ps e Pd Anagrafe, ora tocca ai partiti Zamorani: «Subito in aula la trasparenza degli eletti» Il destino dell'Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati ora è nelle mani della conferenza dei capigruppo. Prima di Natale sono state consegnate al presidente del consiglio comunale Romeo Savini le 500 firme raccolte dai Radicali e dal Partito socialista con le quali per la prima volta è approdata in municipio una proposta di delibera di iniziativa popolare; tale possibilità è concessa dal nuovo regolamento del Comune e finora non era mai stata sfruttata. Le 500 firme autenticate le hanno consegnate Mario Zamorani, leader dei Radicali, e Domenico Casellato, segretario dell'associazione Coscioni (doveva esserci anche il segretario del Ps Sergio Alberti, ma un contrattempo gliel'ha impedito). L'Anagrafe pubblica è uno strumento di massima trasparenza in base al quale di ogni persona eletta o nominata (assessore, membro di cda, consulente) deve comparire un profilo esauriente su internet contenente informazioni sulla sua attività politica (come vota, le presenze, le iniziative, le interpellanze, gli ordini del giorni..) e sulla situazione patrimoniale, fiscale, societaria, in particolare quando tale persona ricopra un incarico remunerato; l'Anagrafe deve contenere anche gli importi di gettoni, costi delle consulenze, remunerazione dei consiglieri di amministrazione delle società pubbliche collegate o controllate dal Comune. Zamorani ha già presentato l'Anagrafe degli eletti alla segretaria del Pd Marcella Zappaterra: «Mi ha manifestato il suo gradimento - informa il dirigente radicale - ma credo che dovrebbero essere d'accordo tutti i partiti, l'Anagrafe è una cosa che fa bene alla politica». Ma sulla delibera di iniziativa popolare incombe lo scioglimento del consiglio e la possibile resistenza passiva di forze favorevoli a parole ma di fatto restie alla trasparenza. Il regolamento prevede che la delibera entro un mese sia iscritta all'ordine del giorno del consiglio comunale: «Ma a volte certi argomenti restano per mesi all'ordine del giorno senza mai essere discussi e votati. E' la conferenza dei capigruppo che decide cosa discutere, parleremo con i vari gruppi - annuncia Zamorani - per sollecitare l'arrivo in aula della delibera».

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Polemica sui gettoni di presenza In Circoscrizione scatta l'insulto (sezione: Costi dei politici)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 27-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Polemica sui gettoni di presenza In Circoscrizione scatta l'insulto «Escludere chi è politicamente imbecille dal Consiglio». È l'ultima provocazione, sfociata nell'insulto, al parlamentino della 5ª Circoscrizione, non nuovo, a dir la verità, a sortite di questa natura. A scatenare la richiesta decisamente sopra le righe di Fabrizio Mazzoleni (Lega) è stata l'interpellanza del consigliere Giordano Bonfanti, in rappresentanza di tutto il gruppo del Pd: «Chiediamo al presidente Sebastiano Soddu (che ha accolto la richiesta) di verificare presso gli organi competenti se è possibile non assegnare il gettone di presenza (45 euro lordi, 34 netti) a chi si reca ai Consigli prendendo parte solo all'appello senza votare alcun ordine del giorno, come è avvenuto in questa seduta e in quella precedente per il consigliere della Lega Luigi Mistri (che in effetti ha lasciato l'aula senza partecipare a nessuna votazione, ndr)». Immediata la reazione di Mazzoleni e la sua richiesta di escludere i «politicamente imbecilli», che è stata rigettata dal presidente. La seduta fino a quel momento non aveva avuto i toni della rissa, anzi: il Consiglio ha espresso parere negativo all'unanimità alla proposta di spostamento del tracciato stradale e posa di una recinzione nei giardini privati in via Della Delizia, in un'area confinante con il Parco dei Colli. Nell'area sono in corso dei lavori da parte di Fincasa Srl per la ristrutturazione, con formazione di varie unità abitative e di nuovi box, dell'ex Cascina Stroppa. Le motivazioni che hanno portato a questa decisione sono state riassunte dalla vicepresidente Simonetta Odelli (Pd): «Ribadiamo il nostro parere negativo dato nel 2005 alla richiesta di realizzazione di autorimesse, siamo di fronte alla mancanza di documentazione idonea a valutare la richiesta». Nella seconda parte della seduta si è dibattuto sull'ordine del giorno del consigliere di Rifondazione Gianluigi Zinesi: «Nella nostra Circoscrizione non c'è nessuna norma che regoli la concessione di contributi ad associazioni. Sarebbe opportuno che la commissione competente stendesse una bozza di regolamento da sottoporre al consiglio». Non si è fatta attendere la replica del consigliere Pd Laura Tassetti: «In questi anni la commissione si è ispirata ad alcuni principi e criteri: fra questi la rilevanza culturale delle iniziative, l'apertura sul territorio, lo stimolo all'aggregazione e la progettualità». Vittorio Ravazzini

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QUELLO 2008 sarà stato un Natale sicuramente un po' più amaro, per... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 27-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 2 QUELLO 2008 sarà stato un Natale sicuramente un po? più amaro, per... QUELLO 2008 sarà stato un Natale sicuramente un po? più amaro, per il direttore generale dell?Ulss 18, Adriano Marcolongo. Con il dossier dell?ispettore ministeriale Carlo Alberto Luccone alla mano, infatti, l?Espresso ha messo sotto accusa la politica sanitaria dell?Ulss 18. Che si è ?guadagnata? (e non per meriti...) due pagine del noto settimanale, nella parte di attualità dedicata a ?Salute e sprechi pubblici?. NELL?ARTICOLO è messo alla sbarra tutto il sistema sanitario del Veneto, con le sue 24 aziende sanitarie, travolte da un vortice di sprechi, favoritismi, lottizzazioni e corruzioni. Come attestano anche i risultati di diverse ispezioni attuate dal Ministero dell?Economia. Ed è proprio la situazione polesana quella più critica. Uno scandalo pronto ad esplodere, secondo il giornalista dell?Espresso, Paolo Biondani. Che sintetizza i dati che già molte volte abbiamo riportato sul nostro quotidiano, in particolare attraverso le denunce dell?assessore provinciale alla Sanità, Guglielmo Brusco. UNO SCANDALO, quello dell?Ulss 18, che inizia con una montagna di ?buchi? nel bilancio: negli ultimi sei anni l?azienda sanitaria ha accumulato un deficit di 279 milioni di euro. Una voragine che continua ad allargarsi: nel 2003 il deficit era di 31 milioni, nel 2008 è stato programmato di 63 milioni. Dalle ispezioni ministeriali scattate già dal 2006 è nato un corposo dossier, trasmesso poi alla Corte dei Conti. Ed è a questo fascicolo che si riferisce l?articolo denuncia dell?Espresso: si tratta di un dossier «che contiene ben 43 accuse al direttore generale dell?Ulss 18, Adriano Marcolongo», definito «un fedelissimo del governatore del Veneto , Giancarlo Galan, che lo ha riconfermato in carica» (e, aggiungiamo premiato con 40mila euro) «nonostante i buchi». Le accuse e i sospetti che il dossier dell?ispettore del Ministero muove contro il direttore generale dell?Ulss 18 sono pesanti: in particolare avrebbe gonfiato i debiti per effetto di «gravi e numerose irregolarità negli appalti». Nel dossier si parla anche di «illegittimi affidamenti di contratti a trattativa privata», «eccessivo ricorso a forniture senza gara pubblica» e «artificioso frazionamento degli importi contrattuali, per restare sotto le soglie di legge». MA nel fascicolo redatto dall?ispettore ministeriale si parla anche di «proroghe e sanatorieimproprie», che l?Ulss 18 avrebbe concesso alle aziende amiche. Sotto accusa anche il boom delle «consulenze esterne», con avvocati e professionisti «pagati ancor prima dell?incarico», «per compiti di durata e oggetto indefiniti».

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In una lettera inviata dal sindaco di Paganico Sabino, Clemente Dominici, al presidente del Consorzi... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 27-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sabato 27 Dicembre 2008 Chiudi In una lettera inviata dal sindaco di Paganico Sabino, Clemente Dominici, al presidente del Consorzio bacini imbriferi montani, Angelo Palluzzi, il primo cittadino di Paganico detta le linee guida per il contenimento dei costi della politica in seno al consiglio direttivo del consorzio. Clemente Dominici fa appello al presidente Palluzzi così come agli assessori e ai 47 sindaci del comprensorio, sottolineando il fatto che «il problema di riavvicinare la politica e gli enti ai cittadini con atti concreti è ormai ineludibile». Dominici considera quella della predisposizione del bilancio 2009 «l'occasione giusta per un Ente che non svolge altre funzioni se non quelle di ripartire a Comuni e Comunità montane i fondi derivanti dai sovraccanoni elettrici per erogare gettoni, indennità, rimborsi spese e rimborsi ai datori di lavoro in misura minima. In questa maniera - spiega Dominici - i risparmi derivanti dall'economia potrebbero essere utilizzati per incrementare i fondi socio assistenziale e per lavori straordinari assegnati ai singoli Comuni». Dominici avanza la proposta di portare il livello delle indennità a quelle ora previste per presidenti e assessori di Comunità montante con il Comune più grande sotto i mille abitanti ed eliminare il gettone di presenza. Ridurre poi il numero dei componenti del direttivo e avviare la revisione dello Statuto in maniera da invertire la rotta di un consorzio, il Bim« che fa gola solo per le indennità». S.A.

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De Cesaris cambia versione: Finanziamenti al partito per ottenere appalti dal Comune (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 27-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sabato 27 Dicembre 2008 Chiudi De Cesaris cambia versione: «Finanziamenti al partito per ottenere appalti dal Comune»

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Nella nuova tangentopoli si fa per legge ciò che non si può (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 27-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2008-12-27 num: - pag: 10 categoria: BREVI Nella nuova tangentopoli si fa per legge ciò che non si può POTERE E AFFARI di SERGIO MAROTTA L e ultime inchieste della magistratura che hanno coinvolto numerosi esponenti delle amministrazioni locali in diverse regioni italiane hanno fatto pensare a una nuova tangentopoli. Il caso più singolare è quello di Napoli perché la nuova inchiesta sembra una replica di alcuni episodi di corruzione avvenuti quasi vent'anni fa. L'imprenditore al centro delle nuove indagini della magistratura è lo stesso, Alfredo Romeo, mentre i politici coinvolti sono alcuni di coloro che avevano preso il posto di quelli spazzati via da «mani pulite». La vecchia inchiesta riguardava tangenti pagate per ottenere la gestione degli immobili del Comune, quella di oggi riguarda l'appalto per la manutenzione delle dissestatissime strade di Napoli. La principale differenza posta in rilievo da vari commentatori è la seguente: nelle vecchie inchieste erano i politici a guidare il gioco e gli imprenditori dovevano subire la loro «prepotenza»; ora sono gli imprenditori a tenere le redini e i politici subiscono la «prepotenza» degli imprenditori. Piuttosto che fermarsi ad un'analisi superficiale, tuttavia, sarebbe forse più opportuno chiedersi quali siano i cambiamenti nella pubblica amministrazione che hanno prodotto questo risultato. Dopo «mani pulite» c'è stata una serie di riforme che ha trasformato sia la forma che la sostanza dell'attività della pubblica amministrazione. I principali cambiamenti sono stati introdotti dalle leggi Bassanini conosciute con il nome di colui che, prima come professore di diritto pubblico, poi come parlamentare e ministro, ha dato un contribuito determinante alla loro realizzazione. Sulle riforme c'è stato il consenso pressoché unanime delle principali forze politiche tanto che lo stesso Bassanini, intervistato dal Corriere della Sera, ha candidamente dichiarato che «delle cinque leggi Bassanini, tre furono votate anche dalla destra, e le altre due vennero concordate parola per parola con il mio omologo di allora, Frattini». L'obiettivo condiviso da tutti, del resto, era quello di semplificare le procedure amministrative ed eliminare così tutto ciò che veniva considerato un inutile eccesso di burocrazia e un ostacolo all'attività dei privati e delle imprese. Su questo obiettivo c'è stato anche il consenso dell'opinione pubblica e delle forze economiche e sociali. La riforma della pubblica amministrazione, infatti, doveva portare oltre che alla riduzione degli sprechi e delle inefficienze, anche un nuovo impulso all'economia del Paese. Tanto più che le imprese consideravano la riforma e, soprattutto, la rinuncia della pubblica amministrazione a gestire direttamente molti servizi di rilevanza economica, nient'altro che l'eliminazione dei principali ostacoli all'espansione della loro attività e allo sviluppo di nuovi mercati. I risultati prodotti da un quindicennio di riforme sono stati, da una parte, quello dell'eliminazione di tutti i controlli interni all'amministrazione, dall'altra, l'esternalizzazione di quasi tutte le attività prima gestite direttamente dalla pubblica amministrazione. Ciò, però, non ha portato né a una riduzione dei costi, né ad un recupero di economicità ed efficienza della pubblica amministrazione. Le nuove inchieste della magistratura, inoltre, dimostrano che le riforme non sono servite neanche ad evitare che si ripetessero gravi episodi di rilievo penale, ma semmai hanno contribuito a mutare il quadro accusatorio prefigurato dai giudici: nella prima tangentopoli si parlava di corruzione, concussione e finanziamento illecito dei partiti, mentre ora i pubblici ministeri ipotizzano l'esistenza di un «saccheggio sistematico delle risorse pubbliche veicolate verso l'esclusivo ed egoistico interesse di Alfredo Romeo e delle sue imprese in totale dispregio delle regole fondamentali della buona ed efficiente amministrazione». Si può dire, dunque, che le riforme hanno sistematicamente provveduto a smantellare la pubblica amministrazione esternalizzando i servizi e — mi si passi il termine — «internalizzando» l'impresa privata consentendo, cioè, l'ingresso di quest'ultima all'interno dei gangli vitali dell'amministrazione. Il tutto senza produrre alcun beneficio per i cittadini in perenne attesa di un fantomatico buon governo e, soprattutto, di qualcuno che provveda finalmente a riparare le martoriate strade di Napoli.

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sotto con le idrovore (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 27-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina I - Bologna SOTTO CON LE IDROVORE Dimezzati i consorzi di bonifica. Dal 2009 in tutta la regione saranno solo 8, da 16 che erano. Significa 8 consigli d´amministrazione in meno e un bel po´ di gettoni di presenza risparmiati. Lodevole. Attendiamo ora un analogo sforzo di bonifica selettiva nei confronti degli enti inutili, delle agenzie pubbliche ridondanti, nonché delle istituzioni dalle funzioni spesso sovrapposte. Meglio bonificare gli enti che continuare a prosciugare l´erario.

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(pc) Non è stato certamente un 25 dicembre come tutti gli ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 27-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

(pc) Non è stato certamente un 25 dicembre come tutti gli ... (pc) Non è stato certamente un 25 dicembre come tutti gli altri quello vissuto da Marcello Reatto che due giorni fa ha festeggiato il Natale sul parquet del Futurshow Station a Casalecchio di Reno (Bologna) dirigendo il match La Fortezza Bologna-Carife Ferrara assieme ai colleghi Facchini e Caiazza. Per l'arbitro feltrino è stata festa doppia, dato che la direzione è coincisa con il suo 600. gettone in A. Un traguardo importante che proietta Reatto tra i primi cinque arbitri di tutti i tempi per quanto riguarda le presenze nella massima serie della pallacanestro italiana. L'arbitro feltrino ha iniziato la propria carriera in serie A ben 22 anni or sono nella stagione 1986/1987. In questo lungo periodo, vista anche la massiccia attività nelle gare internazionali, Reatto ha potuto dirigere tanti dei più grandi giocatori mai approdati in Europa. Tra le curiosità raccolte in oltre due decenni di attività, l'aver diretto anche il mito Michael Jordan in una gara amichevole a Trieste e la stagione in cui arbitrò solo in gare europee dopo una momentanea rottura con la Federazione italiana. Nonostante l'attività nazionale e internazione lo porti spesso lontano dal Veneto, capita che il suo cognome appaia ancora nei referti di gare provinciali a livello giovanile dove fa da chioccia ai colleghi più giovani.

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