HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

Torna all’indice mensile 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL  22-4-2008      #TOP



Report "Costi dei politici"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Costi dei politici (23)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

La Sicilia? Una nuova California ( da "MF Sicilia" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ed evitare i modelli di politici che sono descritti nel libro di Stella e Rizzo". Appuntamento per la prima seduta della Camera, fra una settimana. (riproduzione riservata) Alias Prima di lasciare un commento e' necessario scegliere un alias Inserisci Alias* Strumenti Invia il tuo commento | Leggi i commenti Ricevi RSS | .

Il ritorno alla normalità costerà 190mila euro ( da "Arena, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: degli assessori e dei gettoni di presenza per i consiglieri che partecipano ai consigli comunali. Facendo quattro conti, durante il periodo di commissariamento, la città ha risparmiato poco più di 75mila euro. L'importo emerge da questo calcolo: nel 2006 furono spesi per queste voci 189mila 870 euro.

Sergio rizzo oggi a pavia ( da "Provincia Pavese, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Cultura e Spettacoli Sergio Rizzo oggi a Pavia PAVIA. Sergio Rizzo, autore con Gian Antonio Stella, del volume "La casta sarà tra ospite insieme al politologo Nicola Pasini alla conferenza "Gli intoccabili-Quanto spendiamo per la Casta?". Modera Alessandro Cavalli. La conferenza, organizzata dalla redazione di Inchiostro, si terrà oggi alle ore 21 nell'

Fontanini, giunta snella soltanto otto assessori ( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la volontà di diminuire i costi della politica". Detto questo, nei prossimi 15 giorni gli appetiti si consumeranno sui nomi dell'esecutivo. Il 6-1-1 corrisponde a 6 assessori per il Pdl, unione tra Fi e An, uno alla Lega e uno all'Udc. I rumors, quindi, dicono che il Carroccio farà sedere in esecutivo Stefano Teghil, ex capogruppo leghista in consiglio,

Il polo universitario cambia marcia - fabio calamati ( da "Tirreno, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in base alla quale si suggerisce che i compensi in questione siano parametrati al gettone di presenza dei consiglieri comunali. Più "strategica" la questione sollevata da Fusari (Verdi Arcobaleno) che chiedeva in sostanza di obbligare tutti i soci - anche quelli passati - di Uniser a versamenti annuali proporzionali alle quote di capitale più alte introdotte da quest'anno.

Fest chiude da grande evento: per il 2009 attende conferme ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Fest (è stato anche ricordato che nessuno degli ospiti, nemmeno il Premio Nobel Smoot, ha avuto il gettone di presenza) e il suo apporto sarà fondamentale per proseguire la manifestazione. "Speriamo bene - ha aggiunto il presidente di Fest - e soprattutto speriamo in tempi brevi, perché per allestire un evento di questo genere nel 2009 bisogna cominciare a lavorare già adesso"

Il gettone dei consiglieri per Giuseppe ( da "Tribuna di Treviso, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettone dei consiglieri per Giuseppe CARBONERA. Il gettone dei consiglieri per il piccolo Giuseppe Tomasello. E' la proposta che Paolo Dotto, della civica "Cambia con noi", ha inoltrato ai colleghi consiglieri di Carbonera. "Vorrei che l'amministrazione cogliesse l'appello lanciato dalla mamma del piccolo Giuseppe Tomasello per tessere una rete di solidarietà a favore di chi è costretto

Lo scrittore che raccontò l'ossessione per la sicilia - salvatore ferlita ( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gli avventurosi siciliani" nella prestigiosa collana dei Gettoni di Einaudi, diretta da Elio Vittorini: oltretutto, a questo proposito va detto che il secondo romanzo di Sàito si presenta come una palinodia del capolavoro vittoriniano, "Conversazione in Sicilia", una sorta di rivisitazione grottesca e caricaturale, comica e visionaria.

Sbloccate le indennità ai consigli di quartiere ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: i dieci parlamentini Il Comune ha accantonato 54mila 600 euro: la "paga" del presidente è di 288 euro al mese, il gettone di presenza dei componenti è di 18 euro Sbloccate le indennità ai consigli di quartiere Arrivano gli arretrati. Per tre mesi le circoscrizioni avevano lavorato gratis di Luigi Turel Arrivano gli arretrati per i presidenti e i consiglieri delle circoscrizioni.

Il cardinale riceve gli artisti in curia "credenti o meno, i giovani vi ascoltano" - antonio tricomi ( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Giacomo Rizzo, Tato Russo, Tilde Sabatino, Teresa Saponangelo, Cetty Sommella, Antonella Stefanucci, Corrado Taranto, Edoardo Velo; i registi Mario Gelardi, Velia Magno e Peppe Sollazzo; i critici Giulio Baffi ed Enrico Fiore; i musicisti Tony Cercola, Gloria Christian, Sal Da Vinci, Peppino Di Capri, Mimmo Di Francia,

I nostri politici fanno ridere x ottusita. Stazione: è difficile inserire dei pass a controllo ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Se i nostri parlamentari ricevessero soltanto un modesto gettone di presenza, senza lauti stipendi e accessori, oppure un salario pari a quello di un operaio continuerebbero nella loro missione di salvatori della Patria ad ogni costo?... Intanto il popolo aspetta sempre quello che... non verrà! (Impero).

E' STATA approvata a larga maggioranza la versione modificata dello statuto ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sono state approvate anche due raccomandazioni di Forza Italia sul comitato tecnico scientifico, il quale non deve ricevere compensi più alti dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali. Serena Ghelardini (Pd) ha definito l'università una delle maggiori conquiste di Pistoia. "Deve essere il territorio ad esprimersi attraverso l'università e non viceversa",

Comuni, scocca l'ora dell'austerity ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Entro il 30 giugno gli uffici dovranno certificare gli effettivi risparmi ottenuti dalle decurtazioni di indennità e gettoni di presenza Comuni, scocca l'ora dell'austerity Il ministero dell'Interno ha quantificato le riduzioni per i 73 enti locali del Reatino.

Una riduzione sui trasferimenti del fondo ordinario per i Comuni del 3,27%. E' quanto saranno chiama ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: applicate in quota parte ai Comuni per una riduzione nazionale complessiva di 313 milioni di euro. Anche i Comuni del Reatino sono dunque chiamati a concorrere facendo la loro parte per il conseguimento del risultato. Tradotto significa riduzioni di indennità di funzione e gettoni di presenza, tanto per dirne una, ma si potrebbe continuare con i rimborsi e le spese di rappresentanza,

A destra, Rolando Bianchi, in prestito dal Manchester City: finora per lui in campionato ( da "Messaggero, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 13 presenze e 3 gol A sinistra, David Rozehnal, in prestito dal Newcastle: per lui solo 7 gettoni in campionato.

Consiglio di stato: ok al dm per le vittime di strada e caccia ( da "Italia Oggi" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la sezione prende atto che è stata ripristinata la metodica del gettone di presenza quale compenso per la partecipazione alle sedute dei comitati e che le somme disponibili del Fondo strada e caccia sono investite esclusivamente in titoli emessi o garantiti dallo stato italiano, eliminando così il pericolo di improvvidi affidamenti finanziari.

C'è un vento che soffia per il Paese, una specie di brezza sottile ma persistente, ostinat ( da "Stampa, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La casta di Antonio Stella e Sergio Rizzo (Rizzoli), inchiesta sugli smisurati privilegi degli uomini politici italiani che dava l'idea del generale malumore verso la classe dei nostri governanti. Da allora le caste si sono moltiplicate: c'è Casta stampata di Luigi Bacialli (Mursia) e La casta dei giornali di Beppe Lopez (Nuovi equilibri),

VILLAFRANCA. Negli otto mesi di commissariamento risparmiati 75mila euro rispetto alle spese sostenute nel 2006 ( da "Arena.it, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: degli assessori e dei gettoni di presenza per i consiglieri che partecipano ai consigli comunali. Facendo quattro conti, durante il periodo di commissariamento, la città ha risparmiato poco più di 75mila euro. L'importo emerge da questo calcolo: nel 2006 furono spesi per queste voci 189mila 870 euro.

Sono spese per le indennità annue di sindaco e assessori e per i gettoni ai consiglieri L'assemblea tra 15 giorni ( da "Arena.it, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: degli assessori e dei gettoni di presenza per i consiglieri che partecipano ai consigli comunali. Facendo quattro conti, durante il periodo di commissariamento, la città ha risparmiato poco più di 75mila euro. L'importo emerge da questo calcolo: nel 2006 furono spesi per queste voci 189mila 870 euro.

SEPE: BERLUSCONI A NAPOLI? BENE, MA SI PASSI AI FATTI ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Valentina Stella, James Senese, Guido Lembo, Nino Buonocore ed Enzo Gragnaniello ("Non sono un credente, piuttosto un appassionato di spiritualità, uno stregone. E Sepe mi affascina: è un santo"). Attori come Tommaso Bianco, Giacomo Rizzo, Teresa Saponangelo, Annamaria Ackermann, Benedetto Casillo, Tato Russo ("Il teatro si sposa spesso con il misticismo e talvolta anche con la povertà.

I LAVORI DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI MATERA ( da "Basilicanet.it" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: disposizioni di riduzione dei costi della politica previsti dalla Finanziaria 2008. Articoli che regolamentano la questione dei gettoni di presenza (che potranno essere percepiti dai soli consiglieri che presenziano, per almeno unâ??ora, ai consigli e alle commissioni) e delle missioni (per cui sarà previsto il solo rimborso integrale delle spese di viaggio e un rimborso forfetario,

Cara Sinistra, hai sbagliato tutto ( da "AprileOnline.info" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ad una puntata di Ballarò - una proposta di legge per la riforma dei costi della politica. Perché non l'ha sbattuta sul tavolo di Prodi prima che il cosiddetto "risanamento" fosse giunto a conclusione? Adesso vi lamentate del PD che vi ha "rubato" i voti: non considerate che avete perso circa due milioni di voti per pura e semplice astensione.

Verceia Saranno presentati il 24 aprile alle 20 ( da "Provincia di Sondrio, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Tutti i consiglieri hanno accettato di non incassare il gettone di presenza. L'intero bilancio di previsione sarà presentato alla comunità e sottoposto all'esame definitivo del consiglio per la sua approvazione. All'ordine del giorno di giovedì figura un ricco elenco di punti che impegneranno i rappresentanti dei cittadini.


Articoli

La Sicilia? Una nuova California (sezione: Costi dei politici)

( da "MF Sicilia" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

MF Sicilia Numero 080  pag. 2 del 22/4/2008 | Indietro La Sicilia? Una nuova California Sicilia Palazzi & Denaro Di Antonio Giordano A trent'anni è l'unica donna del pdl eletta nella circoscrizione sicilia 1. è una delle più giovani parlamentari elette in Sicilia tra le fila di entrambi gli schieramenti. Si chiama Gabriella Giammanco e fra un paio di mesi compirà 31 anni. Con l'altra collega Stefania Prestigiacomo, eletta nella circoscrizione della Sicilia orientale e destinata a un ministero, rappresentano le "quote rosa" della truppa made in Sicily del Pdl alla Camera. Dallo stile rigorosamente "azzurro" ma cita Gramsci e a cena con un collega dell'opposizione sarebbe andata volentieri con Alfonso Pecoraro Scanio. Se solo fosse stato rieletto. "Sono ancora frastornata dalla velocità con la quale è successo tutto", racconta alla redazione di MF Sicilia Giammanco che ha lavorato per alcune reti televisive private siciliane e dal 2005 per il Tg4 di Emilio Fede. Dai tavoli della redazione agli scranni del parlamento il passo è stato breve. "Il partito cercava gente preparata", ha raccontato, "ma sopratutto giovani dal volto nuovo e fresco. Così mi sono fatta avanti e mi hanno inserito nella lista". La Giammanco era al posto numero 15 della circoscrizione Sicilia occidentale. La prima donna della lista guidata da Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini che hanno scelto un altro collegio per l'elezione. E grazie allo scivolamento, è riuscita a centrare l'ultimo posto della lista degli eletti. "Mi aspetta un lavoro duro che voglio affrontare con rigore e preparazione", ha detto la neoeletta, "ma anche con grande entusiasmo". Duro perché, "ogni volta che affronto un compito nuovo voglio arrivare all'appuntamento preparata". E qui sfodera una citazione di Antonio Gramsci: "Mi accompagna l'ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione". Se lo sapesse Silvio... A cena con un collega dell'opposizione sarebbe andata volentieri con Alfonso Pecoraro Scanio. Ma dal momento che non è stato rieletto allora accetterebbe l'invito del leader del Pd, Walter Veltroni, "magari per parlare delle cose che si possono fare per il bene del paese in una ottica bipartisan". E per la Sicilia? "Come dice il premier Berlusconi vorrei che diventasse la California d'Europa, e le potenzialità ci sono tutte". Per esempio? "Il turismo. La Sicilia è una terra bellissima e molto varia alla quale non manca nulla. Dal vulcano al mare. Potremmo attrarre tantissimi turisti puntando però ad una forma sostenibile e rispettosa della natura. E senza cementificazioni". Una anima ambientalista dietro la giornalista del Tg4. "Rispetto il territorio che mi circonda". Con un aneddoto: "Cammino con la borsa piena di cartacce perché non butto a terra nulla. Appena posso lascio tutto in un cestino. Un insegnamento della mia maestra elementare e che ancora porto con me". Ambizioni politiche? "Vorrei entrare nella commissione cultura della Camera, per cercare di dare un mio contributo ai teatri e allo spettacolo". Gabriella Giammanco farà mai parte della casta? "Spero proprio di no. Vorrei cambiare gli stereotipi del politico che ha mille privilegi e che abusa di permessi e di pass". E dunque? "In questo vorrei essere molto “free” ed evitare i modelli di politici che sono descritti nel libro di Stella e Rizzo". Appuntamento per la prima seduta della Camera, fra una settimana. (riproduzione riservata)   Alias Prima di lasciare un commento e' necessario scegliere un alias Inserisci Alias* Strumenti Invia il tuo commento  |   Leggi i commenti        Ricevi RSS    |  .

Torna all'inizio


Il ritorno alla normalità costerà 190mila euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

VILLAFRANCA. Negli otto mesi di commissariamento risparmiati 75mila euro rispetto alle spese sostenute nel 2006 Il ritorno alla normalità costerà 190mila euro di Luigi Grimaldi Il ritorno dei politici in municipio dopo otto mesi costerà 190mila euro all'anno. È la cifra che comprende i compensi del sindaco, degli assessori e dei gettoni di presenza per i consiglieri che partecipano ai consigli comunali. Facendo quattro conti, durante il periodo di commissariamento, la città ha risparmiato poco più di 75mila euro. L'importo emerge da questo calcolo: nel 2006 furono spesi per queste voci 189mila 870 euro. Nel 2007, invece, 135mila 550. A settembre, infatti, con le dimissioni degli undici consiglieri di opposizione, furono bloccate le erogazioni delle indennità. Pertanto, fino a dicembre, non furono pagati e restarono in cassa 45mila euro rispetto all'anno precedente. Lo stesso discorso vale per i primi mesi del 2008: 47mila euro in meno, mantenendo sempre la media dei costi della politica del 2006. A questa cifra vanno detratti i compensi del commissario Elio Faillaci e del subcommissario Crispino Paolo che in otto mesi hanno percepito in totale circa 16mila euro netti. Il costo dei politici, a grandi linee, è così suddiviso: 3.000 euro al mese lordi al sindaco; 1.000 a ciascun assessore; 40 euro a testa ai consiglieri ogni qual volta si riunirà l'assemblea cittadina. Le indennità sono fissate dalla legge. Il primo consiglio comunale dopo il commissariamento sarà convocato nei prossimi giorni. È probabile che, prima di vedere i banchi nell'aula del Comune nuovamente pieni, bisognerà attendere almeno due settimane. Il sindaco Mario Faccioli, infatti, sta valutando di far trascorrere il periodo dei ponti del 25 aprile e del primo maggio prima di convocare l'assemblea dei rappresentanti scelti dai cittadini alle consultazioni del 13 e 14 aprile. Inoltre, sta preparando il contenuto dell'ordine del giorno. Ieri la commissione elettorale ha ufficialmente proclamato gli eletti. Nessuna sorpresa rispetto all'esito delle urne già comunicato. Quindici siederanno sui banchi della maggioranza e cinque su quelli della minoranza. Le uniche variazioni nella maggioranza potrebbero scaturire dalle scelte che Mario Faccioli si accinge a fare sul versante assessori. È chiaro che, se attingerà tra gli eletti gli esponenti per formare la giunta, si aprirebbero varchi per chi è subito dietro nella classifica delle preferenze ottenute. Sui nomi degli assessori, per il momento, c'è il massimo riserbo. Faccioli non si sbottona. Vuole, prima di tutto, incominciare le consultazioni con le varie anime della sua maggioranza. Nel frattempo, ha già dato disposizioni in Comune. Ha bloccato alcune iniziative in corso sul fronte dei lavori pubblici, delle gare d'appalto e sullo stato del personale. Laddove ha potuto secondo la legge, ovviamente. L'ordinaria amministrazione va avanti così come era stato disposto dal commissario Faillaci. Il temporaneo stop è dettato dalla necessità di comprendere bene il contenuto di atti e delibere e di poter poi decidere con la giunta il da farsi sulle questioni più delicate.

Torna all'inizio


Sergio rizzo oggi a pavia (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia Pavese, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cultura e Spettacoli Sergio Rizzo oggi a Pavia PAVIA. Sergio Rizzo, autore con Gian Antonio Stella, del volume "La casta sarà tra ospite insieme al politologo Nicola Pasini alla conferenza "Gli intoccabili-Quanto spendiamo per la Casta?". Modera Alessandro Cavalli. La conferenza, organizzata dalla redazione di Inchiostro, si terrà oggi alle ore 21 nell' Aula Magna dell'Unviersità.

Torna all'inizio


Fontanini, giunta snella soltanto otto assessori (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Udine Fontanini, giunta snella soltanto otto assessori PROVINCIA Una composizione a otto dove le forze di partito peseranno secondo un 6-1-1. Sarà questa la formazione della giunta provinciale, quella che il neo-presidente Pietro Fontanini varerà entro il 7 maggio. Rispetto all'ultimo esecutivo, 10 assessori e un consigliere delegato, la prossima giunta sarà quindi ridotta. "E' il primo segnale - argomenta Fontanini - che vogliamo dare ai cittadini, la volontà di diminuire i costi della politica". Detto questo, nei prossimi 15 giorni gli appetiti si consumeranno sui nomi dell'esecutivo. Il 6-1-1 corrisponde a 6 assessori per il Pdl, unione tra Fi e An, uno alla Lega e uno all'Udc. I rumors, quindi, dicono che il Carroccio farà sedere in esecutivo Stefano Teghil, ex capogruppo leghista in consiglio, mentre i centristi, che contano due esponenti e nessuna riconferma, indicheranno Ottorino Faleschini. Più complicata la partita nel Pdl che ha perso alcuni "pezzi grossi" acquisendo diverse new entry, tutte pronte all'ingresso in giunta. Con ogni probabilità la suddivisione darà quattro esponenti a Fi e due a An che però esprimerà anche il vicepresidente della Provincia. Quasi certamente poi il Pdl in consiglio sarà gruppo unico e il suo capogruppo l'ex vicepresidente e assessore Renato Carlantoni. In esecutivo per An andranno i due assessori uscenti, Fabio Marchetti e Daniele Macorig e loro si contenderanno la vicepresidenza. Per Fi, invece, il puzzle è più complicato. Già, perché se la riconferma è quasi certa per l'assessore uscente Adriano Piuzzi, tutti gli altri eletti hanno alzato la mano per occupare un posto, ma il partito avrebbe anche alcune promesse da onorare. Come quella che vedrebbe in giunta Franco Mattiussi, vicepresidente provinciale della Confcommercio, che, vicino a Sandro Bondi, otterrebbe quel posto per aver rinunciato a candidarsi alle Regionali. Ma per un posto scalpita anche il coordinatore provinciale Mario Virgili e da recuperare c'è l'ex capogruppo, sconfitto ai voti, Pietro Mauro Zanin. Una squadra di esterni non eletti che Fontanini non vuole. "Gli esterni saranno due al massimo - spiega il presidente - e dovranno essere grandi esperti nei compiti che riceveranno. Devo governare anche con il consiglio e i consiglieri eletti vanno rispettati e premiati per i risultato ottenuto". Ultima certezza. Il presidente terrà per sé le deleghe a Bilancio e finanze, Politiche linguistiche e Riforme istituzionali. Anna Buttazzoni.

Torna all'inizio


Il polo universitario cambia marcia - fabio calamati (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Montecatini Il polo universitario cambia marcia Statuto: più fondi e stop al legame esclusivo con Firenze Forza Italia perplessa Verdi: i privati vanno coinvolti di più FABIO CALAMATI PISTOIA. Approvata a larga maggioranza la versione modificata dello statuto di Uniser, la società consortile che promuove e sostiene la presenza di corsi universitari a Pistoia. Hanno votato a favore i gruppi Pd, Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Laici riformisti, Verdi Arcobaleno. Si sono astenuti i gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale. Molte le novità inserite nello statuto, che dovrà regolare nei prossimi anni la vita dell'Uniser (l'assemblea è prevista tra pochi giorni). Due quelle principali. Innanzitutto cambia il tipo di apporto finanziario dei soci, che saranno chiamati ad erogare ogni anno una somma per consentire il funzionamento della società, somma proporzionale alla fetta di capitale detenuta. I nuovi soci, poi, potranno entrare nel capitale con quote minime che passano da 5 a 10.000 euro. In questo modo si potrà evitare che ogni anno Uniser, non disponendo di entrate proprie, per poter funzionare si spenda tutto il capitale, come è successo finora. L'altra novità è la nascita di un Comitato tecnico scientifico di dieci studiosi che avrà il compito di verificare il livello didattico dei corsi e aiutare il polo universitario pistoiese ad allacciare rapporti anche al di là del legame "storico" con l'Università di Firenze. Proprio su questi punti - illustrati insieme ad altri dall'assessore Rosanna Moroni - si sono incentrati gli emendamenti presentati durante il dibattito. Forza Italia, assai perplessa sull'utilità del Comitato, aveva chiesto che i membri lavorassero solo a rimborso spese. La richiesta è stata poi trasformata in una raccomandazione, in base alla quale si suggerisce che i compensi in questione siano parametrati al gettone di presenza dei consiglieri comunali. Più "strategica" la questione sollevata da Fusari (Verdi Arcobaleno) che chiedeva in sostanza di obbligare tutti i soci - anche quelli passati - di Uniser a versamenti annuali proporzionali alle quote di capitale più alte introdotte da quest'anno. Dietro la proposta, l'evidente intenzione di pungolare i soci privati - in particolare Assindustria e AnsaldoBreda - a un impegno maggiore nel polo universitario pistoiese. Fusari ha poi accettato di ritirare l'emendamento sostituendolo con una raccomandazione in cui si invitano sindaco e giunta a proporre l'innalzamento delle quote di finanziamento annuale. La prima raccomandazione è passata con la sola astensione dei Comunisti italiani, la seconda con quelle di An e Forza Italia. Tirando le fila del dibattito, l'assessore Rosanna Moroni ha ribadito la grande importanza del nuovo statuto, che consentirà a Uniser di selezionare insegnamenti di eccellenza per il polo pistoiese in rapporto anche con altre Università che non siano quella di Firenze. In questo senso il Comitato tecnico scientifico è ritenuto un elemento fondamentale per il rilancio del polo. Così come il coinvolgimento di altri soggetti che apportino nuove risorse. Moroni ha quindi smentito la tesi (sostenuta da Bartolomei, Forza Italia) del rischio di un progressivo immiserimento dell'attività universitaria in seguito all'applicazione della riforma Mussi: confermata la progressiva chiusura di economia e commercio ed economia aziendale (corsi "gemelli" di quelli fiorentini) ma ingegneria dei trasporti diventerà un biennio di specializzazione dal 2009, attirando quindi nuovi studenti in città; scienze turistiche rimarrà addirittura l'unica laurea triennale del genere. E si sta lavorando anche ad una ulteriore qualificazione di scienze vivaistiche.

Torna all'inizio


Fest chiude da grande evento: per il 2009 attende conferme (sezione: Costi dei politici)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

RASSEGNA Oltre settemila i libri venduti nell'ambito della Fiera Fest chiude da grande evento: per il 2009 attende conferme Dalla prima pagina di Pietro Spirito Quarantacinquemila visitatori contati per difetto, almeno il 50 per cento in più rispetto all'anno scorso, un incasso complessivo di vendite tra libri, dvd e riviste che supera - tra stand e bookshop - i centomila euro, 14 mila partecipanti a tavole rotonde, conferenze e laboratori, 6mila ragazzi che hanno partecipato al programma scuole e ai laboratori, 160 eventi, 320 ospiti, 97 giornalisti accreditati e una copertura stampa a livello nazionale che va dal Tg1 alla "Repubblica", dalla "Stampa" al "Corriere della Sera". Sono numeri e dati da grande evento, quello che spesso viene invocato come punto di partenza per un rilancio di Trieste. Ma ieri, mentre nell'edificio del Molo IV gli addetti smantellavano anche gli ultimi stand, in uno spazio dove si respirava ancora la fatica dei cinque giorni di fiera/festival, dove sembrava ancora di sentire l'eco dello schiamazzo dei bambini impegnati nei laboratori, il brusio dei visitatori, l'audio dei filmati proiettati sugli schermi, le frasi sparate nei microfoni degli incontri e dei convegni - insomma uno spazio recuperato al bene di tutti, Fantoni ha tirato le somme di Fest assieme al vicepresidente della manifestazione Nico Pitrelli e a Martha Fabbri, responsabile dell'area espositiva. IL PUBBLICO. "Quaranticinquemila visitatori con il segno meno/uguale, tenendo anche conto che rispetto all'anno scorso c'era un giorno in più", ha precisato Fantoni. "In linea di principio - ha aggiunta - era dovuto, non potevamo fare di meno, ho avuto la netta sensazione che i triestini se l'aspettassero". Anche l'idea di non separare le aree destinate ai bambini da quelle espositive, ha detto ancora il presidente di Fest, "è stata vincente, i bambini hanno animato l'ambiente". Proprio il programma messo a punto per i bambini e le scuole da Aura Bernardi dell'Immaginario scientifico è stato, ha notato Fantoni, uno dei cardini del successo di Fest, con prenotazioni che hanno registrato il tutto esaurito ancora prima dell'inizio della fiera. I PRODOTTI. Anche se, come è stato più volte osservato, più che una fiera del libro e della divulgazione scientifica Fest può essere considerato un vero festival popolare della scienza, il dato sui prodotti, cioè le vendite di libri, riviste e dvd deve far riflettere. L'incasso del bookshop è stato di 68.445,60 euro, quello degli stand dei singoli editori di 33 mila euro. Complessivamente sono stati venduti 7.500 fra libri, riviste e dvd, per un totale di oltre 100mila euro. Per loro stessa ammissione più di quanto gli editori di scienza vendono al Salone del libro di Torino, la più grande kermesse libraria d'Italia e una delle più grandi d'Europa. "Con alcuni fenomeni di cui stupirsi - ha evidenziato Martha Fabbri - per esempio il successo dello stand dell'Editoriale Scienza, la casa editrice triestina che da sola fattura il 25 per cento del totale nell'editoria di settore, "scoperta" dagli stessi triestini proprio qui a Fest". In più, ha aggiunto Fabbri, "per gli operatori del settore è stata l'occasione di incontrarsi, scambiare opinioni e pareri, incontrare autori, stipulare contratti". L'ORGANIZZAZIONE. Intorno a Fest hanno ruotato molti enti e associazioni, e non solo i soci del consorzio Festrieste. Solo la Fiera di Trieste spa, ha spiegato ieri il presidente Fulvio Bronzi, nell'allestimento di Fest ha impiegato 30 persone per un totale di 2.530 ore-lavoro. Poi ci sono tutti gli attori principali che vanno dall'Università al Teatro Miela, la Sissa, l'Immaginario scientifico, la Cappella Underground, l'Azienda sanitaria, lo Studio Sandrinelli, il Corecom, il Lions Club Trieste Host, l'Mgs Press, ovviamente la Regione con il suo ufficio stampa (in particolare Pierpaolo Dobrilla che ha fra l'altro curato la trasposizione sulla web tv regionale - www.fvg.tv - di 17 conferenze). Insomma una folla di collaboratori che è impossibile citare tutti, anche se l'aspetto più importante - ha sottolineato Fantoni - "è che nell'organizzazione l'anno scorso ci eravamo affidati ai dei professionisti, mentre stavolta abbiamo fatto tutti da soli, creando una squadra che ha ormai acquisito un bagaglio di esperienze utilissimo anche in futuro". GLI EVENTI. "Qualcuno ha criticato la concomitanza di più eventi, ma la nostra intenzione era di rivolgerci a più pubblici differenti", ha detto il vicepresidente di Fest Nico Pitrelli. Una formula che ha funzionato, se solo si guarda al numero di partecipanti ad alcuni degli incontri maggiori: 800 persone sono accorse per sentire Piergiorgio Odifreddi, 600 per lo scrittore Luis Sepúlveda, 400 per Piero Angela, 300 per Folco Quilici. Quattrocento spettatori anche per Lawrence Krauss, nell'ultimo incontro della manifestazione condotto dal giornalista di Radiotre Scienza Fabio Pagan. LA SEDE. Il trasferimento dall'ex Pescheria alla struttura dell'ex Molo IV ha pagato: "È un'ottima sede per una manifestazione come Fest - ha affermato Fantoni - anche se molte cose sono da mettere a punto. Per esempio l'eventuale futura scelta di "location" distaccate, e la realizzazione di tendoni o tensostrutture nell'area esterna al magazzino ristrutturato per aumentare almeno gli spazi dei laboratori. Tutto sommato, è stato ancora detto, anche l'accesso al comprensorio - non così facile e immediato, trattandosi di area demaniale - ha funzionato bene. Anche se qualcosa ancora si può fare a integrazione della stessa fiera: per esempio il passaggio davanti alla Capitaneria di Porto può essere valorizzato (ricordando il vecchio idroscalo da dove partì la prima linea area civile con gli idrovolanti della Sisa). Persino l'antica gru-pontone Ursus, ormeggiata alla radice del molo per puro caso (servirà alla Bavisela, e dal 25 aprile ospiterà una mostra d'arte), potrebbe essere utilizzata per visite o come contenitore espositivo (bene o male è un reperto di archeologia industriale unico in Italia). FEST 2009. Archiviata l'edizione 2008 di Fest, è già tempo di pensare alla prossima. "Rimettiamo la nostra disponibilità a proseguire nelle mani della nuova amministrazione regionale", ha concluso ieri Stefano Fantoni. La Regione è il maggiore finanziatore di Fest (è stato anche ricordato che nessuno degli ospiti, nemmeno il Premio Nobel Smoot, ha avuto il gettone di presenza) e il suo apporto sarà fondamentale per proseguire la manifestazione. "Speriamo bene - ha aggiunto il presidente di Fest - e soprattutto speriamo in tempi brevi, perché per allestire un evento di questo genere nel 2009 bisogna cominciare a lavorare già adesso". Del resto - è stato ancora rilevato - gli stessi scienziati, gli operatori dell'editoria, il pubblico, i media nazionali, i triestini, se l'aspettano.

Torna all'inizio


Il gettone dei consiglieri per Giuseppe (sezione: Costi dei politici)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

LA PROPOSTA A CARBONERA Il gettone dei consiglieri per Giuseppe CARBONERA. Il gettone dei consiglieri per il piccolo Giuseppe Tomasello. E' la proposta che Paolo Dotto, della civica "Cambia con noi", ha inoltrato ai colleghi consiglieri di Carbonera. "Vorrei che l'amministrazione cogliesse l'appello lanciato dalla mamma del piccolo Giuseppe Tomasello per tessere una rete di solidarietà a favore di chi è costretto a combattere contro un nemico che spesso non lascia scampo - spiega Dotto - Credo sia impossibile rimanere indifferenti all'appello, pertanto propongo un piccolo grande gesto di solidarietà al Consiglio, che possa essere di esempio per tutte le altre amministrazioni e per i cittadini". La vicenda del bimbo di Preganziol affetto da una rara forma di distrofia metabolica sta commovendo la Marca. Tutti i cittadini possono contribuire ad aiutare il piccolo nella sua battaglia contro la malattia donando un contributo nel conto del Centro Marca Banca, codice Iban IT 30B0874961960000000085359. E' possibile anche devolvere il 5 per mille dell'Irpef alla Fondazione Tomasello inserendo il codice fiscale 94151950485 nella dichiarazione dei redditi. (ru.b.).

Torna all'inizio


Lo scrittore che raccontò l'ossessione per la sicilia - salvatore ferlita (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina X - Palermo LO SCRITTORE CHE RACCONTò L'OSSESSIONE PER LA SICILIA Romano ma originario di Licata l'autore di "Dentro e fuori" visse un rapporto d'amore e odio con l'Isola Nei suoi romanzi emerge il tema del ritorno nella regione natìa descritto come una sorta di discesa negli inferi SALVATORE FERLITA (segue dalla prima di cronaca) arafrasando una celebre poesia dell'autore di "Praga magica", potremmo mettere in bocca a Nello Sàito i seguenti versi: "Germanista! mi frusciano i fiumi di Piazza Navona? Chiedo perdono. è deciso. La prossima volta / farò un altro mestiere". E infatti attento e a tratti geniale studioso di letteratura tedesca fu Nello Sàito, autore tra l'altro di ottime traduzioni dai testi di Schiller, Rilke, Kleist e Brecht e del saggio "Schiller e il suo tempo. Poesia e polemica dal 1788 al 1795": studio tuttora esemplare, per competenza e acume critico (per non parlare delle sue indagini su Goethe e Lessino). In realtà però, un altro mestiere Sàito affiancò sin da subito alla sua carriera accademica: anzi, fu addirittura prima romanziere che docente universitario. Romanziere giovanissimo va detto, precoce e subito di successo con "Maria e i soldati", pubblicato dalla casa editrice Bompiani nel 1947, e salutato favorevolmente da due critici d'eccezione come Pancrazi e De Robertis. Del resto Sàito scrisse romanzi e drammi teatrali sempre con grandissima consapevolezza stilistica e soprattutto seguendo due persistenti linee tematiche: il rapporto idiosincratico che lo legava alla sua terra, da un lato. Come tutti i grandi scrittori isolani, infatti, Sàito visse la sua sicilianità come un tratto distintivo a cui oltretutto teneva molto, ma nello stesso tempo fu per lui uno stigma ingombrante, una sorta di ferita sanguinante, come testimoniano due suoi romanzi. D'altro lato, non nascose mai la sua refrattarietà alle oscure dinamiche accademiche, il suo disprezzo per i baroni: aspetto, questo, che viene fuori soprattutto dai suoi lavori teatrali. E dire che l'esordio di scrittore allinea Sàito alla grande narrativa della Resistenza, apparentando il suo nome a quello dei mostri sacri della narrativa italiana tra gli anni Quaranta e i Cinquanta: ossia Beppe Fenoglio, Carlo Cassola, Italo Calvino. "Maria e i soldati", infatti, racconta la guerra da una specola molteplice: a intrecciarsi, infatti, sono gli angoli di visuale della popolazione che soffre la fame, dei soldati regolari che attendono incerti tra le due parti e dei militari partigiani che tra loro combattono. Al centro della lotta civile ci sono i magazzini d'approvvigionamento nei quali una guarnigione del nostro esercito attende quasi inerte e desolata, schiacciata dagli ordini e dalle intemperanze di un maresciallo a dir poco tirannico, lo sviluppo degli avvenimenti. Memorabile l'incipit del romanzo: "I magazzini erano nella pianura, e la città una ventina di chilometri di distanza. Ma la pianura era povera di grano e la fame avanzava lentamente di pari passo con gli eserciti avversari. Pareva che li precedesse come un esercito invisibile per indebolire la terra e gli uomini. Distruggeva le cose dall'interno, svenava gli uomini come la peste, toglieva il colore dagli occhi". La vicenda si sviluppa seguendo l'esperienza di Remo, il giovane soldato che opponendosi agli ordini del compagno Mauro, siciliano, e prendendo parte direttamente alla vita partigiana, trova in Maria, personaggio indimenticabile, una donna coraggiosa che tiene i contatti tra i magazzini (descritti a un certo punto come "ammassi neri nella pianura", come "grigie e immense talpe" per via della loro decisiva importanza e soprattutto per la loro minacciosa presenza) gestiti dai soldati, e la banda. Ha ragione Nino Borsellino quando, nella sua "Storia generale della letteratura italiana", nota "nell'agile trattamento della vicenda bellica intrecciata di passionalità civile e amorosa, l'assenza di schemi ideologici e un'accorta capacità di resa mimetica". Non hanno un peso decisivo, infatti, gli avvenimenti né le azioni dei personaggi, ma si rivela determinante l'atmosfera resa da una scrittura agile e cristallina, perfettamente malleabile: un'atmosfera di attesa, di silenzio inquietante, a volte penoso, che travalica la cronaca, che azzera posizioni pregiudiziali. Non si capisce come, nei manuali di storia e di critica letteraria, non si faccia quasi mai accenno a questo romanzo di Sàito, inesorabile per l'impianto corale, e kafkiano per l'attesa che si manifesta come foriera di terribili novità, come preludio a una possibile, meglio inesorabile oppressione. Ma c'è il tarlo delle origini isolane a rodere le corde di narratore di Sàito: infatti nel 1954 vede la luce "Gli avventurosi siciliani" nella prestigiosa collana dei Gettoni di Einaudi, diretta da Elio Vittorini: oltretutto, a questo proposito va detto che il secondo romanzo di Sàito si presenta come una palinodia del capolavoro vittoriniano, "Conversazione in Sicilia", una sorta di rivisitazione grottesca e caricaturale, comica e visionaria. Che prende l'abbrivio guarda caso da un viaggio in treno, effettuato da una ragazza di origini isolane che non è mai stata in Sicilia e che non vorrebbe mai andarci. Si trova costretta dalla madre a intraprendere quella discesa agli inferi, e non può sottrarsi al suo destino: "I siciliani, alla larga! Partinico, Montelepre, Giuliano: erano nomi di una banale terribilità ma per me ch'ero vissuta con la mamma sempre a Milano erano soprattutto nomi di una leggenda di carta, stampati solo sui giornali, incollati sulle riviste. In fondo, invisibili!". è ossessionata dai siciliani la protagonista del romanzo (che ha non pochi tratti in comune col racconto di Piero Chiara "Con la faccia per terra"), dalla loro carica macchiettistica, dal loro fare combutta linguistica e ideologica. L'iniziale piglio picaresco della storia, però, a un tratto lascia il campo a una dimensione oscura, tragica: la farsa si capovolge, la carnevalata si muta in rito quaresimale. E a venire fuori, alla fine, è la Sicilia offesa, questa sì di vittoriniana memoria, sfruttata sino allo sfinimento. Da "Gli avventurosi siciliani" (finalista allo Strega nel 1955 assieme alle opere di Rea, Prisco, Pasolini, Bonaviri e Berto) si propaga quel "contraddittorio rapporto di attrazione e rifiuto dello stesso scrittore verso l'isola e la sua realtà ambientale" di cui ha parlato ancora Borsellino: e l'onda lunga di questo astio ha i suoi effetti anche nel terzo romanzo di Sàito, "Dentro e fuori" (Rizzoli) con cui si aggiudicò il premio Viareggio. Anche qui il ritorno vittoriniano d'un siciliano nella sua terra, proprio a pochi passi da Licata, quale presidente d'una commissione d'esami. A giudicare il dattiloscritto, nella veste di lettore per la casa editrice milanese, fu Giorgio Caproni, che lo definì "un buon romanzo sotto ogni punto di vista, il romanzo d'una Sicilia vista da un siciliano non come tale ma come italiano", la "radiografia d'una Sicilia (e per riflesso d'un'Italia) vista di dentro, cioè nell'animo di chi la abita, e di fuori, cioè nella sua realtà storica e contingente". è una rappresentazione scoppiettante di un'Isola su cui a ogni istante si allunga pericolosamente l'ombra del "Gattopardo", col suo iniquo carico ideologico. A dare la stura alla narrazione è anche l'altro assillo tematico di Sàito, ossia la crisi irreversibile della scuola (da qui anche la bruciante attualità di questo romanzo), contro cui non può far nulla il protagonista, professore donchisciottesco, presidente di commissione "altissimo e magrissimo", guardato alla stregua di un marziano, precipitato in una realtà a lui ostile, apparentemente impenetrabile. Ma la cortina di opacità che copre la vera natura dell'Isola a tratti lascia trasparire qualche falla: solo quando la Sicilia mitica, gattopardesca, quella dell'immaginario collettivo italiano, mette a nudo il suo cuore pulsante, concedendosi allo sguardo di chi dice io nella storia. Da qui la vera essenza antropologica di questo romanzo sorprendente, che sulla nostra terra ha da dire ancora parecchie cose. Proprio questa materia romanzesca, che con euforia ribolle nei libri di Sàito, trova anche una efficace declinazione drammaturgica: basti pensare alla commedia "I cattedratici", che si apre nell'aula di un consiglio di Facoltà, dove si consumano i riti di una inetta classe baronale, mentre gli studenti "vengono cacciati come mosche, esseri fastidiosi e perditempo". E anche nel "Maestro Pip" e nel "Pinocchio studioso" Sàito torna a mettere il dito nella piaga della scuola italiana, dando prova della sua forte vena satirica nei confronti delle istituzioni e del potere. Rivelando la sua vera natura di fustigatore, di intellettuale non allineato, disomogeneo rispetto a qualsiasi tipo di cordata.

Torna all'inizio


Sbloccate le indennità ai consigli di quartiere (sezione: Costi dei politici)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Dopo tre mesi si fanno sentire gli effetti economici del decreto milleproroghe che ha salvato i dieci parlamentini Il Comune ha accantonato 54mila 600 euro: la "paga" del presidente è di 288 euro al mese, il gettone di presenza dei componenti è di 18 euro Sbloccate le indennità ai consigli di quartiere Arrivano gli arretrati. Per tre mesi le circoscrizioni avevano lavorato gratis di Luigi Turel Arrivano gli arretrati per i presidenti e i consiglieri delle circoscrizioni. E sono tre i mesi di idennità e gettoni di presenza che erano stati congelati. Tre mesi durante i quali i quartieri hanno comunque lavorato. E gratis. Perché sotto le forche caudine della Finanziaria che li voleva cancellare - non era da meno la Regione che con la cosiddetta "legge Iacop" ammetteva i parlamentini solo nelle città con più di 50mila abitanti -, potevano sì riunirsi, ma alla stregua di associazioni di volontariato. Gratis, appunto. E con il divieto di deliberare impegni di spesa. Salvati - si fa per dire - dal decreto milleproroghe, i quartieri hanno proseguito nell'impegno, come nei tre mesi di "purgatorio". Con la sola differenza che ora possono spendere. Arrivano gli arretrati dal primo gennaio, dunque. Ma non sono "soldoni" che possono incidere sui vituperati costi della politica quelli impegnati dal servizio Trattamento economico e previdenziale del Comune. La dirigente Rosalba Bano ha provveduto ad accantonare 34mila 560 euro per le indennità di funzione dei dieci presidenti e 20mila euro per l'indennità di presenza dei 122 consiglieri. Che suddivise fanno 288 euro al mese per i presidenti e 18 euro a seduta per i consiglieri, tutte comunque al lordo di balzelli. "Per quel che mi riguarda potrebbero anche togliere la paga di presidente", dice Walter Bandelj (Piedimonte). Aggiunge: "L'unica spesa consistente è quella del telefono. Bisognerebbe trovare il modo per venire incontro a questo onere". Gli fa eco Flavio Duca (Centro cittadino): "Non sono certo queste indennità che pesano sul bilancio del Comune". E rimarca: "Siamo quasi a livello di volontariato". "L'indennità? Togli la ritenuta d'acconto, poi ci metti vicino l'Irpef...", e si ferma qua Mario Brescia (Sant'Andrea). Perché nel caro-vita di quella paga non sono conteggiati benzina e telefono. E neppure il ticket la sosta in zona blu. Di rimando Giorgio Stabon (Lucinico): "Il mio impegno, in media, è di cinque ore al giorno. Sabato un po' meno come la domenica, anche se ti fermano dopo la messa. Del resto capita a chi vive nella comunità, se sei tra la gente hai sempre impegni". Sono stati ripristinati nelle loro funzioni dal decreto milleproroghe. Ma non in eterno. L'unica certezza è che, eletti nel maggio 2007, resteranno in carica fino alla fine di questo mandato. Poi si vedrà. Anche se non sono poche le voci - bipartisan comunque - che vorrebbero eliminati i consigli di quartiere (è da vent'anni, come minimo, che come un fiume carsico emergono proposte e progetti se non altro di ridurre il loro numero). "La circoscrizione è un punto di riferimento dei paesani che non deve essere interrotto. È il quartiere che mantiene il legame tra il territorio e il Comune. È difficile che la gente vada a brontolare in Comune, lo fa in bar, si sfoga con noi, e noi facciamo da portavoce di richieste e malumori", premette Giorgio Stabon. E sottolinea: "Che abbiano altre funzioni, che cambino nome, e al di là della tutela di lingua e cultura, dovrà rimanere il consiglio di quartiere". Aggiunge Walter Bandelj: "Se dovessero essere cancellati i quartieri, molte iniziative sono destinate a sparire. E non sono affatto poche le manifestazioni promosse da tutte le circoscrizioni a favore non solo della propria comunità". E rimarca: "I quartieri sono una voce ufficiale, e, nel nostro caso mi riferisco al rapporto con il Consorzio della pianura isontina sul problema della diga sull'Isonzo, con la richiesta di ripristino della briglia a valle della passerella di Straccis soprassedendo alla costruzione di un nuovo sbarramento a monte del ponte di Peuma". "Che si debba procedere a un'altra suddivisione, non c'è dubbio. Anche se Gorizia ci sono comunità con un'identità precisa, penso alle comunità slovene delle frazioni, o a quella di Lucinico che è un ex Comune", dice Flavio Duca. Aggiunge: "I consigli di quartiere sono l'interfaccia tra cittadini e Comune, i cittadini sono più vicini alle circoscrizioni anche se Gorizia, non dimentichiamo, ha 37 mila abitanti, neppure le dimensioni di un quartiere di una grande città. Comunque ci dovremo inchinare alle decisioni della legge". È già tempo di parlare del futuro delle circoscrizioni. Prima che arrivino decisioni calate dall'alto. Ma i campanilismi, si sa, sono gli ultimi i confini che resistono.

Torna all'inizio


Il cardinale riceve gli artisti in curia "credenti o meno, i giovani vi ascoltano" - antonio tricomi (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina IX - Napoli L'incontro Sepe lancia il festival canoro e al governo manda a dire: "Dopo le promesse è l'ora dei fatti" Il cardinale riceve gli artisti in Curia "Credenti o meno, i giovani vi ascoltano" ANTONIO TRICOMI Invita gli artisti ma intanto rivolge un pensiero al nuovo governo: il cardinale Crescenzio Sepe manda a dire che se il nuovo consiglio dei ministri si riunirà a Napoli "va bene, purché si passi presto dalle promesse ai fatti". Ma per ora la parola passa agli artisti, convocati in Curia ieri mattina per il lancio dell'Ufficio pastorale dello spettacolo. Due le iniziative annunciate: una Pasqua degli artisti e un Festival della canzone popolare da svolgersi in località segnate dal culto cattolico, come Montevergine o Madonna dell'Arco. All'incontro erano presenti tra gli altri gli attori Lino D'Angiò (che ha abbozzato un'imitazione del cardinale), Annamaria Ackermann, Antonio & Michele, Tommaso Bianco, Patrizia Capuano, Benedetto Casillo, Lucia Cassini, Marina Confalone, Rosaria De Cicco, Nando Paone, Patrizio Rispo, Gino Rivieccio, Giacomo Rizzo, Tato Russo, Tilde Sabatino, Teresa Saponangelo, Cetty Sommella, Antonella Stefanucci, Corrado Taranto, Edoardo Velo; i registi Mario Gelardi, Velia Magno e Peppe Sollazzo; i critici Giulio Baffi ed Enrico Fiore; i musicisti Tony Cercola, Gloria Christian, Sal Da Vinci, Peppino Di Capri, Mimmo Di Francia, Gigi Finizio, Enzo Gragnaniello, Guido Lembo, Mario Maglione, Lello Pescicolo, James Senese, Valentina Stella; gli operatori culturali Lino Cavallaro e Claudia Mirra. "Non si pensa in genere che il mondo dello spettacolo abbia qualcosa a che fare con la Chiesa", ha detto l'Arcivescovo di Napoli dopo aver ascoltato gli interventi di alcuni tra i suoi ospiti. "Ho voluto l'Ufficio pastorale dello spettacolo perché credo che essere Chiesa voglia dire aprirsi alla realtà. E come si può ignorare che della realtà napoletana facciano parte anche il teatro, il cinema, la musica? Allora mi sono detto che era giusto parlarsi, collaborare. Voi artisti potete svolgere un ruolo formidabile nella formazione dei giovani, a prescindere che siate credenti oppure no". All'orizzonte Sepe vede come inevitabile l'infittirsi dei rapporti tra i due mondi. Certamente legati, com'è emerso dagli interventi degli artisti, da una costante preoccupazione per il disagio giovanile: molti attori e musicisti svolgono a titolo personale attività di volontariato in quel senso. "Per i ragazzi - insiste il cardinale - le scuole sono soltanto due: il malaffare e il "benaffare". E in questo possiamo certamente collaborare: dobbiamo assolutamente togliere i ragazzi dalla strada. Spendendo anche la vostra arte, la vostra popolarità. Così diventate formatori, direi quasi missionari. E un'altra cosa: dobbiamo vederci più spesso". Sepe lancia l'idea della Pasqua degli artisti e del festival canoro ma anche di un impegno su Nisida. Progetti da definire meglio nell'immediato futuro, ma con una premessa che leghi d'ora in poi la Chiesa allo spettacolo: non perdersi di vista.

Torna all'inizio


I nostri politici fanno ridere x ottusita. Stazione: è difficile inserire dei pass a controllo (sezione: Costi dei politici)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Lettere pag. 53 I nostri politici fanno ridere x ottusita. Stazione: è difficile inserire dei pass a controllo I nostri politici fanno ridere x ottusita. Stazione: è difficile inserire dei pass a controllo video? La riforma delle forze dell'ordine quale chimera: perchè tante forze non coordinate, Ps, Carabinieri. Gdf. Polizia locale. Polizia provinciale, ecc.? Perche non ci sono controlli x gli arricchimenti rapidi? Anche un bambino conosce chi smercia ed usa droghe in discoteca. Perche chi vede non interviene? Ecc... Se i nostri parlamentari ricevessero soltanto un modesto gettone di presenza, senza lauti stipendi e accessori, oppure un salario pari a quello di un operaio continuerebbero nella loro missione di salvatori della Patria ad ogni costo?... Intanto il popolo aspetta sempre quello che... non verrà! (Impero).

Torna all'inizio


E' STATA approvata a larga maggioranza la versione modificata dello statuto (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA PISTOIA pag. 4 E' STATA approvata a larga maggioranza la versione modificata dello statuto ... E' STATA approvata a larga maggioranza la versione modificata dello statuto di Uniser, la società consortile che promuove e sostiene la presenza di corsi universitari a Pistoia. Hanno votato a favore i gruppi Pd, Rc, Comunisti Italiani, Laici Riformisti, Arcobaleno. Si sono astenuti i gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale. DELLO STATUTO riformato ha parlato al consiglio l'assessore Rosanna Moroni. Fra le novità, l'assessore ha indicato l'aumento della quota minima da 5.000 a 10.000 euro per i futuri soci ordinari, la costituzione di un comitato tecnico-scientifico di 10 membri, l'abolizione del comitato esecutivo, il mandato a Uniser di prendere contatti anche con università diverse dalla fiorentina, l'introduzione della figura del segretario al posto di quella del direttore, l'aumento da sei a sette dei membri del consiglio di amministrazione. IL POLO universitario di Pistoia avrà il nome del padre gesuita Ippolito Desideri, che portò la spiritualità cristiana a stretto e profondo contatto con quella tibetana. Gli iscritti sono 1797 distribuiti su 5 corsi di laurea: ingegneria dei trasporti, economia e commercio, economia aziendale, scienze turistiche, scienze vivaistiche; cui si aggiungono i corsi sanitari che il comune e Uniser intendono accorpare agli altri riunendoli tutti nelle aree ex Breda, nel padiglione Pistoia Fiere. Il consigliere Andrea Fusari (Verdi Arcobaleno) ha riproposto un suo emendamento, poi trasformato in racomandazione, sull'entità della quota dei soci ordinari. Sono state approvate anche due raccomandazioni di Forza Italia sul comitato tecnico scientifico, il quale non deve ricevere compensi più alti dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali. Serena Ghelardini (Pd) ha definito l'università una delle maggiori conquiste di Pistoia. "Deve essere il territorio ad esprimersi attraverso l'università e non viceversa", ha detto Francesca Bardelli (Forza Italia). Andrea Betti, consigliere di Rifondazione Comunista, ha osservato che il territorio con insediamento universitario completa e ottimizza la formula della conoscenza produttiva. A Betti ha fatto seguito Tomasi, consigliere di Alleanza Nazionale. "Oltre all'università dobbiamo sviluppare tutto quanto sta intorno, cioè i servizi", Secondo Bartoli, consigliere Pd, la riforma statutaria non incide sui problemi di Uniser, che nel 2008 avrà una perdita considerevole di circa un milione di euro, di cui 235.000 a carico del comune. Lattari, capogruppo dei Comunisti Italiani, ha detto che Uniser deve lavorare per costruire rapporti sempre più forti fra università e territorio. "BISOGNA rinegoziare i rapporti con l'Università di Firenze", ha detto Fusari (Verdi Arcobaleno). Giuliano Guiducci, consigliere Pd, ha ricordato che nel 1991 è stato creato a Firenze un comitato per il polo tecnologico dell'Osmannoro, dal quale Pistoia è rimasta fuori. Secondo Alice Giampaoli (Pd) la formazione è l'elemento principale che caratterizza una politica seria. Niccolai, capogruppo dei Laici Riformisti, ha detto che lo statuto va verso il rafforzamento del ruolo della società consortile. "Non è necessario avere una società ad hoc per seguire il decentramento universitario", ha detto Bartolomei, capogruppo di Forza Italia. "Forse si poteva fare in un altro modo. Fortunatamente si aboliscono i corsi clone". Fantacci, consigliere Pd, ha ricordato che tre commissioni si sono occupate dello statuto a riprova dell'attenzione particolare riservata dal consiglio all'argomento.

Torna all'inizio


Comuni, scocca l'ora dell'austerity (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Entro il 30 giugno gli uffici dovranno certificare gli effettivi risparmi ottenuti dalle decurtazioni di indennità e gettoni di presenza Comuni, scocca l'ora dell'austerity Il ministero dell'Interno ha quantificato le riduzioni per i 73 enti locali del Reatino.

Torna all'inizio


Una riduzione sui trasferimenti del fondo ordinario per i Comuni del 3,27%. E' quanto saranno chiama (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di SAMUELE ANNIBALDI Una riduzione sui trasferimenti del fondo ordinario per i Comuni del 3,27%. E' quanto saranno chiamati a sopportare per il 2008 gli Enti locali per il contenimento dei "costi della politica". Un provvedimento questo previsto nell'ultima Finanziaria e che adesso il ministero dell'Interno ha quantificato rendendo note le cifre sul proprio sito applicate in quota parte ai Comuni per una riduzione nazionale complessiva di 313 milioni di euro. Anche i Comuni del Reatino sono dunque chiamati a concorrere facendo la loro parte per il conseguimento del risultato. Tradotto significa riduzioni di indennità di funzione e gettoni di presenza, tanto per dirne una, ma si potrebbe continuare con i rimborsi e le spese di rappresentanza, corsi, convegni, viaggi e consulenze. Questo almeno in teoria anche se in pratica molti Comuni, specie i più piccoli, già da tempo hanno ridotto all'osso se non del tutto eliminato le spese sopraelencate e quindi si vedranno costretti ad ulteriori economie di spesa per far quadrare i conti perché di certo al momento ci sono solo tagli. Le varie ragionerie inoltre dovranno entro il 30 giugno produrre le certificazioni attestanti gli effettivi risparmi derivati dai tagli sulle indennità, gettoni degli amministratori e quant'altro. Al riguardo non è chiaro, nella probabile discrepanza che si potrebbe verificare tra gli effettivi risparmi ottenuti dai Comuni rispetto a quanto effettivamente è stato decurtato, se e come eventualmente si intenda compensare le differenze. Intanto però le cifre contenenti le riduzioni sul fondo ordinario 2008 per i Comuni sono state rese note. Ecco nel dettaglio per i 73 Comuni del Reatino le riduzioni in euro (fonte Ministero dell'Interno - finanza locale). Accumoli 7.985; Amatrice 28.887; Antrodoco 18.735; Ascrea 3.575; Belmonte 4.987; Borbona 4.822; Borgorose 31.121; Borgo Velino 7.432; Cantalice 17.225; Cantalupo 7.584; Casaprota 4.981; Casperia 6.772; Castel di Tora 4.844; Castelnuovo di Farfa 6.207; Castel Sant'Angelo 7.675; Cittaducale 25.857; Cittareale 15.417; Collalto Sabino 5.377; Colle di Tora 4.008; Collegiove 2.321; Collevecchio 11.640; Colli sul Velino 4.421; Concerviano 3.655; Configni 5.367; Contigliano 15.753; Cottanello 21.678; Fara Sabina 43.720; Fiamignano 12.222; Forano 13.430; Frasso 5.375; Greccio 7.968; Labro 3.020; Leonessa 28.906; Longone 5.281; Magliano Sabina 19.290; Marcetelli 3.045; Micigliano 2.916; Mompeo 4.897; Montasola 9.569; Monte San Giovanni 9.513; Montebuono 6.924; Monteleone 9.595; Montenero 6.022; Montopoli 18.273; Morro Reatino 3.041; Nespolo 3.685; Orvinio 4.082; Paganico 2.502; Pescorocchiano 20.531; Petrella Salto 12.666; Poggio Bustone 13.325; Poggio Catino 8.372; Poggio Mirteto 23.679; Poggio Moiano 14.973; Poggio Nativo 8.725; Poggio San Lorenzo 4.118; Posta 8.074; Pozzaglia 4.351; Rieti 195.507; Rivodutri 7.948; Rocca Sinibalda 8.066; Roccantica 4.502; Salisano 4.652; Scandriglia 11.080; Selci 6.748; Stimigliano 9.364; Tarano 6.759; Toffia 5.611; Torri in Sabina 8.564; Torricella in Sabina 7.362; Turania 3.119; Vacone 3.005; Varco Sabino 3.330.

Torna all'inizio


A destra, Rolando Bianchi, in prestito dal Manchester City: finora per lui in campionato (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

13 presenze e 3 gol A sinistra, David Rozehnal, in prestito dal Newcastle: per lui solo 7 gettoni in campionato.

Torna all'inizio


Consiglio di stato: ok al dm per le vittime di strada e caccia (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Giustizia e Società Numero 096, pag. 36 del 22/4/2008 Autore: Filippo Grossi Visualizza la pagina in PDF     Consiglio di stato: ok al dm per le vittime di strada e caccia In arrivo norme ad hoc per la regolamentazione del Fondo di garanzia per le vittime della strada e della caccia. Il Consiglio di stato si è espresso con parere favorevole n. 3254/2007 in ordine allo schema di decreto ministeriale dello Sviluppo economico volto a disciplinare le condizioni e le modalità di amministrazione, di intervento e di rendiconto dei due Fondi nonché circa la composizione del comitato che assiste la Consap, l'amministratrice dei Fondi stessi. Allo stesso provvedimento normativo è affidata la determinazione della misura del contributo annuale che le imprese autorizzate all'esercizio delle assicurazioni per la responsabilità civile per i danni causati dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti sono tenute a versare alla Consap. Dallo schema di dm risulta un testo normativo composto di 41 articoli, diviso in cinque capi. Il capo I reca le disposizioni generali in materia, mentre i capi II e III sono dedicati rispettivamente alle norme per la gestione del Fondo di garanzia per le vittime della strada l'uno e per le vittime della caccia l'altro. Nello specifico, la sezione prende atto che è stata ripristinata la metodica del gettone di presenza quale compenso per la partecipazione alle sedute dei comitati e che le somme disponibili del Fondo strada e caccia sono investite esclusivamente in titoli emessi o garantiti dallo stato italiano, eliminando così il pericolo di improvvidi affidamenti finanziari. Accolto inoltre il suggerimento di definire i Fondi quali soggetti patrimoniali autonomi e separati a maggiore garanzia dei beneficiari delle prestazioni degli stessi Fondi. In questa direzione si pongono sia la norma recata nel secondo periodo del comma 1 dell'articolo 19 dello schema, secondo cui il pagamento deve intervenire entro 15 giorni dal ricevimento da parte della Consap dell'atto sottoscritto dal commissario liquidatore e dall'avente diritto, sia l'integrazione dei contenuti delle convenzioni tra imprese designate e Fondo strada. La Sezione rileva ancora come, nelle more della fase interlocutoria sia entrato in vigore il dl n. 198/2007 che ha introdotto aggiunte al comma 1 dell'art. 283 del Codice delle assicurazioni (dlgs n. 209/2005).

Torna all'inizio


C'è un vento che soffia per il Paese, una specie di brezza sottile ma persistente, ostinat (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

A ma ondivaga, generale se pure con ritmi diversificati al suo interno. È il vento dell'indignazione, che monta da più parti e in più direzioni, ma che molto chiaramente segnala la generale insoddisfazione del cosiddetto uomo della strada - attore sociale sempre più importante nelle società contemporanee - verso le istituzioni pubbliche, la politica, l'amministrazione e i servizi, l'economia e la finanza, la sanità, la giustizia e quant'altro. Laddove per secoli a dominare lo scenario del dibattito politico e civile è stata quella che filosofi e sociologi hanno chiamato "opinione pubblica", oggi è subentrata una forza di natura abbastanza diversa che potremmo battezzare, con facile neologismo, "emozione pubblica". Al dibattito, allo scambio di idee e all'argomentazione s'è sostituita la presa di posizione dura e immediata, il colpo di testa, il fastidio epidermico ma irriducibile. Ulteriore testimonianza di questo cambiamento forse epocale è, nel mercato librario, una tendenza singolare: il marketing dell'indignazione, l'elaborazione e la ricostruzione di quella rancorosa emozione sociale, tanto spontanea quanto diffusa, che prende di mira privilegiati e malaffaristi, complottardi e malavitosi di ogni genere che sguazzano nel Belpaese, arricchendosi e divertendosi alla faccia dei nostri striminziti stipendi di banali onestuomini. A dare la stura è stato, lo scorso anno, l'azzeccato - e fortunato - La casta di Antonio Stella e Sergio Rizzo (Rizzoli), inchiesta sugli smisurati privilegi degli uomini politici italiani che dava l'idea del generale malumore verso la classe dei nostri governanti. Da allora le caste si sono moltiplicate: c'è Casta stampata di Luigi Bacialli (Mursia) e La casta dei giornali di Beppe Lopez (Nuovi equilibri), entrambi contro i giornalisti vil razza dannata; c'è Lady Asl. La casta della sanità di Alessio D'Amato e Dario Petti (Editori riuniti), su medici incapaci e ospedali sgarrupati; e c'è infine - ma ne aspettiamo fiduciosi di nuovi - L'altra casta di Stefano Livadiotti (Bompiani), anch'esso già best seller, che ha puntato il dito contro i misfatti dei sindacati (verso i quali il malumore generale era altrettanto radicato), suscitando un aspro dibattito sull'argomento che ha coinvolto, come si sa, alcuni esponenti di spicco dell'impresa e della politica italiane. Eravamo un popolo di arruffoni e mandolinai, adesso siamo tutti dei paria che manco in India. Da qui, in senso tecnico, il marketing: si intercettano nella società desideri, umori e tendenze emergenti; li si isola in modo che il pensiero strategico possa rielaborarli a fini di mercato; li si ripropone ai consumatori che, a quel punto, li assumono come propri con molta maggiore convinzione dell'inizio. Prima erano umori diffusi; adesso si tratta di passioni molto precise. Ecco dunque una valanga di volumi - "libri del vento", potremmo definirli - che invadono gli scaffali delle librerie, predisposti a fomentare lo sdegno e il malumore del cittadino/consumatore, che saprà ora meglio con chi prendersela, trasformando il sempreverde adagio popolare ("siete tutti c...") in impegno civile continuato e (utopia!) conseguente voto responsabile. Bastano, a casaccio, alcuni titoli scorti l'altroieri sullo scaffale per dare un'idea dell'ampiezza del fenomeno (ma anche, in parte, dei gusti un po' truci e degli stili d'assalto che ne scaturiscono): Toghe rotte, Segreti di stato, Il grande abbaglio, La scomparsa dei fatti, Premiata macelleria delle Indie, Sprecopoli, Il governo dei confitti, Nostra eccellenza, Il golpe di via Fani, Doveva morire, Il libro nero della Rai, Bombe a inchiostro, Italiopoli, Vergogna, Cuori neri, Sparlamento, Tutto quello che sai è falso, Se li conosci li eviti, Viaggio nel silenzio, La repubblica del ricatto, Mani sporche, Fascisteria, e chi più ne ha più ne metta. Nessuno si salva: tutti nel mirino di inchieste giornalistiche che non perdonano, grazie a una saggistica di attualità e di intervento, nonché spesso di qualità, che pressoché tutti gli editori, grandi e piccoli, propongono con disperata speranza. Ne è scaturita persino un'intera casa editrice, significativamente chiamata "Chiare lettere", che s'è data come missione d'impresa la pubblicazione e la diffusione di libri di denuncia, e che non a caso ha pubblicato molti dei titoli appena elencati. Fenomeno bipartisan, del resto, che impegna finanche un personaggio come Giulio Tremonti, artefice del recente La paura e la speranza (Mondadori), dove la riflessione critica sulla globalizzazione e sui paesi asiatici emergenti acquista tinte fosche che riprendono e fomentano le paure di tanta piccola e media imprenditoria del Nord del Paese. Del resto, il filone dell'inchiesta indignata e d'assalto vanta nel nostro Paese una vera propria tradizione, che ben precede il lavoro di un autore oggi di punta come Marco Travaglio. Due esempi per tutti: il caso dei libri contro la pubblicità (tanto occulta quanto spietata, secondo il luogo comune), che sono diventati un vero e proprio genere letterario; il filone degli instant book contro la mafia - sacrosanto - che nell'oscuro periodo delle stragi dei giudici siciliani (i primi anni Novanta) conobbe una straordinaria fioritura di titoli d'ogni specie, a partire dal successo dell'intervista di Marcelle Padovani a Giovanni Falcone appena assassinato. Quest'ultimo esempio servirà fra l'altro ad aver chiaro che il marketing dell'indignazione non deve affatto esser giudicato negativamente. Sarebbe come dire, generando un vortice inutile: indigniamoci per la commercializzazione dell'indignazione. Vale la pena semmai segnalare il fenomeno, editoriale più che politico, commerciale appunto, più che etico, come riprova di una forte trasformazione in senso emozionale e istintivo dell'opinione pubblica e del dibattito sociale. Chissà che non ne venga fuori una nuova inchiesta.

Torna all'inizio


VILLAFRANCA. Negli otto mesi di commissariamento risparmiati 75mila euro rispetto alle spese sostenute nel 2006 (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena.it, L'" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il ritorno alla normalità costerà 190mila euro Sono spese per le indennità annue di sindaco e assessori e per i gettoni ai consiglieri L'assemblea tra 15 giorni Intanto Faccioli blocca alcuni lavori pubblici e gare d'appalto perché vuole studiare gli atti     Luigi Grimaldi Il ritorno dei politici in municipio dopo otto mesi costerà 190mila euro all'anno. È la cifra che comprende i compensi del sindaco, degli assessori e dei gettoni di presenza per i consiglieri che partecipano ai consigli comunali. Facendo quattro conti, durante il periodo di commissariamento, la città ha risparmiato poco più di 75mila euro. L'importo emerge da questo calcolo: nel 2006 furono spesi per queste voci 189mila 870 euro. Nel 2007, invece, 135mila 550. A settembre, infatti, con le dimissioni degli undici consiglieri di opposizione, furono bloccate le erogazioni delle indennità. Pertanto, fino a dicembre, non furono pagati e restarono in cassa 45mila euro rispetto all'anno precedente. Lo stesso discorso vale per i primi mesi del 2008: 47mila euro in meno, mantenendo sempre la media dei costi della politica del 2006. A questa cifra vanno detratti i compensi del commissario Elio Faillaci e del subcommissario Crispino Paolo che in otto mesi hanno percepito in totale circa 16mila euro netti. Il costo dei politici, a grandi linee, è così suddiviso: 3.000 euro al mese lordi al sindaco; 1.000 a ciascun assessore; 40 euro a testa ai consiglieri ogni qual volta si riunirà l'assemblea cittadina. Le indennità sono fissate dalla legge. Il primo consiglio comunale dopo il commissariamento sarà convocato nei prossimi giorni. È probabile che, prima di vedere i banchi nell'aula del Comune nuovamente pieni, bisognerà attendere almeno due settimane. Il sindaco Mario Faccioli, infatti, sta valutando di far trascorrere il periodo dei ponti del 25 aprile e del primo maggio prima di convocare l'assemblea dei rappresentanti scelti dai cittadini alle consultazioni del 13 e 14 aprile. Inoltre, sta preparando il contenuto dell'ordine del giorno. Ieri la commissione elettorale ha ufficialmente proclamato gli eletti. Nessuna sorpresa rispetto all'esito delle urne già comunicato. Quindici siederanno sui banchi della maggioranza e cinque su quelli della minoranza. Le uniche variazioni nella maggioranza potrebbero scaturire dalle scelte che Mario Faccioli si accinge a fare sul versante assessori. È chiaro che, se attingerà tra gli eletti gli esponenti per formare la giunta, si aprirebbero varchi per chi è subito dietro nella classifica delle preferenze ottenute. Sui nomi degli assessori, per il momento, c'è il massimo riserbo. Faccioli non si sbottona. Vuole, prima di tutto, incominciare le consultazioni con le varie anime della sua maggioranza. Nel frattempo, ha già dato disposizioni in Comune. Ha bloccato alcune iniziative in corso sul fronte dei lavori pubblici, delle gare d'appalto e sullo stato del personale. Laddove ha potuto secondo la legge, ovviamente. L'ordinaria amministrazione va avanti così come era stato disposto dal commissario Faillaci. Il temporaneo stop è dettato dalla necessità di comprendere bene il contenuto di atti e delibere e di poter poi decidere con la giunta il da farsi sulle questioni più delicate.

Torna all'inizio


Sono spese per le indennità annue di sindaco e assessori e per i gettoni ai consiglieri L'assemblea tra 15 giorni (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena.it, L'" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

VILLAFRANCA. Negli otto mesi di commissariamento risparmiati 75mila euro rispetto alle spese sostenute nel 2006 Il ritorno alla normalità costerà 190mila euro Sono spese per le indennità annue di sindaco e assessori e per i gettoni ai consiglieri L'assemblea tra 15 giorni Intanto Faccioli blocca alcuni lavori pubblici e gare d'appalto perché vuole studiare gli atti     Luigi Grimaldi Il ritorno dei politici in municipio dopo otto mesi costerà 190mila euro all'anno. È la cifra che comprende i compensi del sindaco, degli assessori e dei gettoni di presenza per i consiglieri che partecipano ai consigli comunali. Facendo quattro conti, durante il periodo di commissariamento, la città ha risparmiato poco più di 75mila euro. L'importo emerge da questo calcolo: nel 2006 furono spesi per queste voci 189mila 870 euro. Nel 2007, invece, 135mila 550. A settembre, infatti, con le dimissioni degli undici consiglieri di opposizione, furono bloccate le erogazioni delle indennità. Pertanto, fino a dicembre, non furono pagati e restarono in cassa 45mila euro rispetto all'anno precedente. Lo stesso discorso vale per i primi mesi del 2008: 47mila euro in meno, mantenendo sempre la media dei costi della politica del 2006. A questa cifra vanno detratti i compensi del commissario Elio Faillaci e del subcommissario Crispino Paolo che in otto mesi hanno percepito in totale circa 16mila euro netti. Il costo dei politici, a grandi linee, è così suddiviso: 3.000 euro al mese lordi al sindaco; 1.000 a ciascun assessore; 40 euro a testa ai consiglieri ogni qual volta si riunirà l'assemblea cittadina. Le indennità sono fissate dalla legge. Il primo consiglio comunale dopo il commissariamento sarà convocato nei prossimi giorni. È probabile che, prima di vedere i banchi nell'aula del Comune nuovamente pieni, bisognerà attendere almeno due settimane. Il sindaco Mario Faccioli, infatti, sta valutando di far trascorrere il periodo dei ponti del 25 aprile e del primo maggio prima di convocare l'assemblea dei rappresentanti scelti dai cittadini alle consultazioni del 13 e 14 aprile. Inoltre, sta preparando il contenuto dell'ordine del giorno. Ieri la commissione elettorale ha ufficialmente proclamato gli eletti. Nessuna sorpresa rispetto all'esito delle urne già comunicato. Quindici siederanno sui banchi della maggioranza e cinque su quelli della minoranza. Le uniche variazioni nella maggioranza potrebbero scaturire dalle scelte che Mario Faccioli si accinge a fare sul versante assessori. È chiaro che, se attingerà tra gli eletti gli esponenti per formare la giunta, si aprirebbero varchi per chi è subito dietro nella classifica delle preferenze ottenute. Sui nomi degli assessori, per il momento, c'è il massimo riserbo. Faccioli non si sbottona. Vuole, prima di tutto, incominciare le consultazioni con le varie anime della sua maggioranza. Nel frattempo, ha già dato disposizioni in Comune. Ha bloccato alcune iniziative in corso sul fronte dei lavori pubblici, delle gare d'appalto e sullo stato del personale. Laddove ha potuto secondo la legge, ovviamente. L'ordinaria amministrazione va avanti così come era stato disposto dal commissario Faillaci. Il temporaneo stop è dettato dalla necessità di comprendere bene il contenuto di atti e delibere e di poter poi decidere con la giunta il da farsi sulle questioni più delicate.

Torna all'inizio


SEPE: BERLUSCONI A NAPOLI? BENE, MA SI PASSI AI FATTI (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sepe: "Berlusconi a Napoli? Bene, ma si passi ai fatti" PIETRO TRECCAGNOLI Per una volta i fan erano loro: attori, cantanti, comici, teatranti. Tutti attorno a Crescenzio Sepe per un saluto, un baciamano, una foto-ricordo. Ma non è mancato l'omaggio alla loro fama, con ragazzi e ragazzi, hostess e studenti che chiedevano l'autografo o si mettevano in posa davanti a un telefonino per immortalare l'incontro. L'occasione è stata la "pastorale per lo spettacolo", al palazzo arcivescovile di Largo Donnaregina. Una sala stracolma, saranno stati in 150, per avviare un cammino insieme poiché, ha detto il cardinale, "nell'immaginario collettivo si pensa che la Chiesa e il mondo dello spettacolo siano due vasi non comunicanti. Invece abbiamo una missione in comune: far emergere la creatività dell'uomo e la sua volontà di perfezionarsi. Siete troppo bravi e troppo importanti perché non si collabori". Ai margini, Sepe ha anche rivolto un pensiero alla basilica del Carmine occupata da settimane dagli sfrattati di Melito. È stata la prima volta che ne ha parlato pubblicamente: "Attendiamo una soluzione in settimana. Il Comune di Napoli ha dato la disponibilità ad attrezzare un tetto per queste povere persone entro mercoledì o giovedì. Rimane il problema di coloro che provengono da altri paesi, ma credo che l'incontro tra prefetto e sindaci consentirà di trovare una soluzione". E ha continuato: "Questa situazione non piace a nessuno. Occupare una chiesa è sempre una dissacrazione, per questo spero che in settimana possa riprendere l'attività pastorale di una delle più importanti chiese di Napoli". Una parola l'ha avuta anche per l'annuncio di Berlusconi sul primo Consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi a Napoli: "Tutto è benvenuto per far uscire la città dalla sua "nuttata". La nostra speranza è che si passi dalle promesse ai fatti". Credenti e non credenti, insieme. Impossibile nominarli tutti. Cantanti e musicisti come Peppino di Capri ("La seguo da quand'ero ragazzo" gli ha detto Sepe ricevendo in dono alcuni suoi cd. "Ha cantato per 50 anni, continui"), Sal da Vinci, Gigi Finizio ("Ho proposto al cardinale una scuola di musica per i giovani"), Mario Maglione, Gloria Christan, Valentina Stella, James Senese, Guido Lembo, Nino Buonocore ed Enzo Gragnaniello ("Non sono un credente, piuttosto un appassionato di spiritualità, uno stregone. E Sepe mi affascina: è un santo"). Attori come Tommaso Bianco, Giacomo Rizzo, Teresa Saponangelo, Annamaria Ackermann, Benedetto Casillo, Tato Russo ("Il teatro si sposa spesso con il misticismo e talvolta anche con la povertà. Quest'incontro è un grande atto di modernità"). Comici come Gino Rivieccio, Lucia Cassini, Lino D'Angiò (che s'è scusato per la sua imitazione, ma ne ha dato un rapido esempio), Antonio e Michele. Protagonisti della tv come gli interpreti di "Un posto al sole" in cerca di un posto in paradiso: Patrizio Rispo, Sergio Assisi, Antonella Stefanucci e Rosaria De Cicco. A tutti è arrivato l'invito a essere "testimoni della bellezza". Iniziative e proposte concrete non ce ne sono state, a parte un generico invito a lavorare al fianco degli oratori delle parrocchie napoletane ("Avete una grande responsabilità, perché per i giovani che vi ascoltano e credono ai vostri messaggi, voi siete degli idoli") o una sorta di Pasqua degli artisti ("Ma possiamo anche solo vederci periodicamente per una pizza o un caffè" ha spiegato, con un sorriso, Sepe) o un festival della canzone tradizionale religiosa "per salvare un patrimonio di grande valore, come gesto culturale di conservazione, e insieme come atto di aggregazione nel nome della pietà popolare". Idee sulle quali c'è da lavorare. Ma per il cardinale di Napoli l'importante era vedersi.

Torna all'inizio


I LAVORI DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI MATERA (sezione: Costi dei politici)

( da "Basilicanet.it" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Approvate modifiche al regolamento per taglio costi della politica 22/04/2008 16.23.44 [Basilicata] Si è¨ svolto oggi il Consiglio provinciale di Matera. Tra i vari argomenti allâ??ordine del giorno lâ??Assemblea ha affrontato la questione delle modifiche del Regolamento per il funzionamento del Consiglio, precedentemente discusse e approvate dalla Commissione speciale presieduta dal consigliere Vincenzo Dambrosio riunitasi nei giorni scorsi. Le modifiche più¹ importanti, che hanno riguardato gli articoli 38 e 39, - spiega una nota stampa - hanno seguito le disposizioni di riduzione dei costi della politica previsti dalla Finanziaria 2008. Articoli che regolamentano la questione dei gettoni di presenza (che potranno essere percepiti dai soli consiglieri che presenziano, per almeno unâ??ora, ai consigli e alle commissioni) e delle missioni (per cui sarà  previsto il solo rimborso integrale delle spese di viaggio e un rimborso forfetario, secondo criteri fissati dal Ministero dellâ??Economia e delle Finanze, per le altre spese). Interventi a favore da parte dei consiglieri della maggioranza: Michele Corazza (Pd), Antonio Santochirico (Sd) e Andrea Badursi. Il regolamento, approvato poi ad unanimità  dei presenti, è¨ il risultato di un Consiglio provinciale, il primo in Italia, che ha pensato di autolimitarsi e di tagliare i costi della politica. (BAS 05).

Torna all'inizio


Cara Sinistra, hai sbagliato tutto (sezione: Costi dei politici)

( da "AprileOnline.info" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Amerigo Rutigliano, 22 aprile 2008, 19:00 La lettera Senza confronto e discussione, nessuno t'affida un mandato. E, in questo dibattito, sarà importantissimo il contributo che potrà portare la sinistra - senza trascurare certo altre istanze e tradizioni - "depurata", però, del pessimo teatrino degli ignavi che ci ha mostrato nell'ultimo decennio. è morto il Re, viva il Re Anche io, caro Fausto, militavo nello PSIUP nel lontano 1972: allora, ero un giovane studentello, tu un piccolo bonzo sindacale. Già a quel tempo - ricordi? ci fu la "batosta" elettorale che ci cacciò fuori dal Parlamento, ma la situazione era diversa. Pur con le dovute cautele, il PCI era ancora un partito di sinistra. Francamente, osservandoti sulle poltrone di Vespa l'altra sera io - che non sono andato a votare schifato proprio da voi - mi hai fatto gran pena. Dev'essere deprimente oltre misura, dopo una vita passata (a tuo dire) a credere in qualcosa, vederlo franare sotto le suole delle scarpe, avendo attorno un sedicente giornalista, leccapiedi ex-democristiano, che recita il tuo de profundis. Con garbo ammaliante al vetriolo, non ha esitato a tracimare nella pietas per chi giace nella polvere dell'arena: "Torni a trovarci quando vuole, troverà sempre la porta aperta". Tu, sai che così non è, non sarà più, ed è in gran parte colpa vostra. Mentre Vespa biascicava la sua litania da sacrestia, avevi lo sguardo perso. Perdonami, siamo torinesi, e nei tuoi occhi ho letto l'estratto sintetico di quel bon ton piemontese che entrambi abbiamo aborrito: "Un rosolio, ragioniere?", "Cam, saluta madama Burel!", "A sunu la marcia real? Alura a pasa il Principe"... Mamma mia, che desolazione: sentirsi l'artefice della scomparsa mediatica di quel poco che rimaneva della sinistra italiana. Non è mio costume sparare sulla Croce Rossa: autorevoli colleghi stanno già correndo sulla via dello sciacallaggio, abusano dei "Io l'avevo detto!" per guadagnare - sperano, loro - un posto nel Limbo da qualche parte, pronti a leccare le suole dei nuovi padroni. Quanti ne abbiamo contati, in questi decenni. Eppure, oggi, io non provo nei tuoi confronti acrimonia né desiderio di vendetta, e sì che ne avrei forse il diritto per quel che ci avete fatto: la scomparsa della sinistra dalla politica italiana non è un fatterello senza importanza, come la Carfagna che forse diventerà ministra. Intendiamoci: per quel che era diventata la sinistra italiana, forse è meglio così. Non conta niente che le vostre facce scompaiano, conta invece molto che i veri valori della sinistra -" per quel che fu - rimangano, perché senza quei valori non resta altro che un mondo globalizzato e potenzialmente suicida, incapace di comprendere il vicolo cieco nel quale sta correndo, che non ha sentore del muro che l'attende. Penso che tu abbia bisogno di spiegazioni, perché non sei in grado di comprendere: d'altro canto - i sottufficiali del tuo partito e di quelli limitrofi - non mostrano d'aver compreso quel che è successo. Non voglio tediarti oltremodo: rammenta solo che Diliberto attribuisce la sconfitta alla sparizione della falce e martello; sì, è lo stesso Diliberto che voleva portare in Italia la salma di Lenin. Oppure, un ricchissimo radical-chic campano, il quale non s'accorge che l'immondizia brucia nelle strade, che la diossina invade le mammelle delle bufale e continua a baloccarsi credendosi il ministro dell'Ambiente. Di balocchi, è morto anche quel tuo caporale, tal Ferrero da Cuneo che doveva ripianare le ingiustizie sociali con un ministero della "Solidarietà sociale", qualcosa a metà fra la "solidarietà compassionevole" di Bush e le dame di San Vincenzo. Oggi - mentre i grandi "innovatori" del PD riscoprono i governi ombra di berlingueriana memoria - dalle tue parti s'afferma che "bisogna tornare nelle piazze". Scusami la brutalità: continuate a non capire un **** . Non vorrei partire da troppo lontano, ma è bene ricordare che tutta la logica marxiana non nasce da elucubrate affermazioni ideali, bensì dall'analisi dialettica della realtà. Non vado oltre. Ebbene, quale realtà avete vissuto in questi anni? L'ultimo "sussulto" da vera sinistra che ricordo fu la caduta di Prodi nel 1998: aveva promesso le 35 ore settimanali, non mantenne la promessa, lo faceste cadere. Non fa una grinza. Il bello (si fa per dire..) venne dopo. Il primo strappo, lacerante, fra la sinistra italiana ed il suo elettorato fu il Kosovo: un insipiente ex segretario della FGCI, tal D'Alema da Gallipoli, per mostrare a Clinton che l'Italia era "alleato fedele", non ebbe remore nel comandare agli AMX italiani di bombardare la Serbia. Attenzione: non si trattò del (pur discutibile) uso delle basi americane in Italia, bensì della cosciente compartecipazione alla criminale impresa, che oggi sappiamo non finalizzata alla liberazione o alla protezione di nessuno. I I "beneficiari" di tale impresa furono i clan mafiosi albanesi comandati da quel Hashim Tachi, che sarebbe (il condizionale è d'obbligo) ricercato per crimini di guerra dal Tribunale dell'Aia, con un particolare insignificante: oggi, è diventato Primo Ministro di uno stato che esiste solo sulla carta, ed i primi ministri non s'arrestano. Tutta quella guerra fu una profonda ferita per la sinistra italiana: sul ponte Branko - a Belgrado - Michele Santoro intervistò un ex appartenente alle organizzazioni comuniste giovanili jugoslave, che parlava un buon italiano e conosceva personalmente D'Alema. "Cosa stai facendo, Massimo?" chiedeva incredulo. Non ebbe mai risposta. Dopo, scoprimmo che due brigate islamiche organizzate da Osama Bin Laden avevano combattuto in Bosnia - " le brigate Handsar e Kama - le quali portavano lo stesso nome delle due divisioni islamiche, inquadrate nelle Waffen SS, che combatterono i partigiani durante la seconda guerra mondiale. "La scimmia del Quarto Reich ballava la polka sopra il muro" cantava De André in quegli anni e, a reggere la coda al Quarto Reich di Clinton e poi di Bush, c'era tutta la sinistra italiana schierata, in ordine di combattimento. Poco importa se qualcuno si chiamò fuori: Diliberto, Rizzo, Cossutta, Pecoraro, Mussi, Salvi e tutta la compagnia cantante oliarono - metaforicamente - le ruote dei nostri cacciabombardieri. I cosiddetti "pacifisti"... ma andassero ....! Quella guerra sancì una tale frattura -nell'intera Europa - che, per la prima volta, i socialdemocratici persero la maggioranza alle elezioni europee del 2000. L'anno dopo, le perse il centro-sinistra italiano, e ci furono i cinque anni di Berlusconi. Era proprio necessaria quella guerra? A rivederla a posteriori - ma già nel 1999 molti lo denunciarono - non produsse che nuove disgrazie, ed altre ne arriveranno - purtroppo - in futuro. La scelta italiana era obbligata? La Grecia - paese NATO - non concesse agli USA nulla, nemmeno l'uso del porto di Patrasso. L'Italia era poco importante? No, perché - a detta d'alti ufficiali USA - senza la collaborazione italiana la guerra sarebbe stata fortemente improbabile, giacché le basi appena acquisite in Ungheria non erano ancora in grado di sopperire alla bisogna. Non commentaste quella guerra - lo ricordo - la dimenticaste in fretta, soprattutto nei pressi degli appuntamenti elettorali: un oscuro funzionario DS torinese si sbilanciò nell'affermare che le elezioni europee del 2000 erano state perse "perché gli italiani non avevano capito la fine della guerra nel Kosovo". Probabilmente, a non capire, era qualcun altro. Venne finalmente Berlusconi e trovaste un nemico da additare al popolo di sinistra il quale - bisogna purtroppo riconoscerlo - cascò in gran parte nell'inganno: c'è un "nemico", è "ricco", è "pidduista", è "fascista" od alleato dei fascisti. Una vecchia logica da guerra partigiana - affossiamo prima il nemico e poi vediamo cosa fare - ebbe il sopravvento: cinque anni persi senza comprendere che il mondo stava cambiando, e in fretta. Quando riprendeste il governo, nel 2006, il popolo della sinistra italiano vi concesse l'ultima cambiale. Già le prime avvisaglie non furono confortanti. Al posto di Boselli - all'Istruzione - un socialista che avrebbe almeno garantito un minimo di laicità nella povera scuola italiana, imposero Fioroni, il quale trascorse più tempo a visitare scuole private che pubbliche. Inoltre, continuò scientemente il lavoro di smantellamento della scuola pubblica iniziato dalla Moratti. Prova ne sia, che gli organici continuano ad essere tagliati e, la scuola italiana, scende ogni anno di un gradino nelle graduatorie internazionali. Comprendere che era necessaria una riforma complessiva, che prendesse atto del mutare dei tempi? No, i soliti "ritocchi" qui e là e tira a campare. La scuola, però, è lontana e non tutti ne avvertono l'importanza. Tutti gli italiani, però, fanno rifornimento di carburante: le uniche cose che siete riusciti a biascicare...dunque, sono state... no, non mi viene in mente niente. Silenzio assoluto. Viaggi in Kazachistan per conto dell'ENI di Prodi, laute prebende incassate sul prezzo dei carburanti e dai dividendi azionari di ENEL ed ENI. Vi siete accorti che il petrolio è arrivato a 113 $/barile? E tutto l'ambaradan che prometteste sulle energie rinnovabili? Sarebbero i 200 MW lautamente sovvenzionati per il fotovoltaico? Quante installazioni d'aerogeneratori avete bloccato, finendo prigionieri delle stupidaggini "estetiche" propagandate - immaginiamo non solo per ragioni ideali - da un personaggio squalificato come Sgarbi? Perché avete bloccato il piano eolico proposto dal precedente ministro Matteoli, che prevedeva l'installazione di 13.000 MW di potenza eolica di picco? Perché la Spagna ha già in funzione la prima centrale solare termodinamica da 10 MW e l'Italia - nella quale il termodinamico è stato progettato! - non c'è ancora nulla? Perché il ministro Bianchi - un ministro "comunista!"- comunicò, alla nomina, che avrebbe lavorato per realizzare le cosiddette "autostrade del mare" ed una forte impronta intermodale nei trasporti, e non ha fatto niente? Perché il trasporto merci su ferro (non parliamo della TAV, ma delle linee esistenti) non è stato incrementato? Perché, nonostante l'UE finanziasse al 50% le spese di progettazione ed al 10% i lavori per rendere nuovamente navigabile il Po, non avete fatto niente? E qui, caro Fausto, entra proprio in gioco il tuo partito, perché - come risposta ad un articolo nel quale argomentavo proprio sulla navigazione interna, come avviene nei principali paesi europei - mi pervenne una risposta che devi spiegare. Mi giunse da un certo Marco Boffini, che non conosco, il quale assegnava al tuo partito proprio il merito d'aver bloccato i lavori per il collegamento fluviale fra Milano ed il Po. Eccola: "Purtroppo questo canale avrebbe attraversato la pianura padana tagliandola praticamente in due e distruggendo molte aree agricole penalizzando le comunità locali. Per fortuna la costruzione di questo obbrobrio è stata abbandonata (grazie anche alla battaglia fatta da Rifondazione Comunista in Regione). Spero che lei non sia intenzionato a proporre la riapertura del progetto. E' giusto sistemare e potenziare ciò che già esiste, ma è assolutamente improponibile la realizzazione di nuovi canali, soprattutto nel territorio della pianura padana, così intensamente abitato e nel quale le realtà economiche locali sono strettamente connesse al territorio che, in presenza di un canale, riceverebbe un danno notevole." Mi chiedo se i solerti amministratori di Rifondazione Comunista siano altrettanto pronti nel bloccare "raddoppi" autostradali od altre opere del genere. Per quel che mi risulta, un canale non è proprio un "obbrobrio": in genere, è un luogo fresco, dove si può andare a pesca o a fare un pic-nic. Ti ricordo, inoltre, che una nave fluviale "toglie" dalla strada 80 autotreni e comporta l'impiego di circa un terzo del carburante, a parità di masse trasportate. In Provenza ne ho visto uno, in costruzione, nuovo di trinca, in Germania osservano una custodia maniacale per gli alvei dei fiumi. Meno male che in Italia abbiamo i solerti politici di Rifondazione, che s'oppongono a questi "obbrobri". Tutta la politica ambientalista del governo Prodi (sbaglio o c'eravate anche voi?) è stata un nulla di fatto: la ciliegina sulla torta è stata la crisi dell'immondizia in Campania, ma era una spada di Damocle che pendeva da tempo. Inceneritori sì, inceneritori no? A qualcuno è passato per la mente che esistono anche altri metodi (oltre, all'ovvia raccolta differenziata) per smaltire i rifiuti? Qualcuno è andato in Israele - non per la solita visita a Yad Yashem - per osservare l'impianto di Haditha, che usa tecnologie nuove (fermentazione anaerobica con produzione di metano) a bassissimo impatto ambientale? Oppure, qualcuno ha interpellato il CNR - più precisamente il dott. Paolo Plescia - che ha progettato e realizzato il THOR (un impianto già funzionante in Sicilia), un progetto innovativo tutto italiano? Lo sai che esistono altre, importanti innovazioni nelle tecnologie per i rifiuti, che nessuno di voi si è mai preso la briga di conoscere? In Polonia, addirittura, con gli scarti di materiali organici hanno brevettato un sistema che ricava idrocarburi! Potrei continuare per pagine e pagine, ma la sostanza è una sola: sul piano ambientale, avete deluso proprio i vostri elettori, che s'attendevano uno "scatto di reni" che non fosse la solita, ritrita polemica sul nucleare o l'acquiescenza ai desiderata di ENI ed ENEL, ossia petrolio e carbone. Con il risultato, che proprio i ceti meno abbienti si trovano salassati dai più alti costi energetici europei. Fallimento totale. E veniamo all'apoteosi, ossia al peggio che siete riusciti a fare in soli due anni. La notte del 23 Luglio 2007, come novelli carbonari, si sono riuniti i "vertici" del governo, dei sindacati, degli imprenditori - le cosiddette "parti sociali", riedizione in salsa prodiana delle corporazioni di fascista memoria - le quali hanno steso una riforma del precariato che non ha migliorato di un'unghia la precedente stesura del centro destra. E sì che, in campagna elettorale, ne avevate detto peste e corna. Poi siete riusciti a peggiorare la riforma Maroni sulle pensioni, perché la riforma Damiano richiede (dal 2012) un anno in più d'età e di contributi (62 anni e 37 di contributi) rispetto alla riforma del centro destra (61 e 36). Molti lavoratori - paradossalmente - riceverebbero dei vantaggi se fosse ripristinata la riforma Maroni, il che è tutto dire. Dov'eravate? Ecco, questo è il punto: non c'eravate, perché a quell'appuntamento - importantissimo per i lavoratori - non eravate stati invitati. Non c'era un solo rappresentante della cosiddetta "sinistra radicale". Avete protestato, minacciato di far cadere il governo, almeno detto la vostra? No, ve ne siete stati buoni buonini nei vostri cantucci parlamentari - a 19.000 euro il mese - mentre ci toccava ascoltare il terribile dilemma, ovvero se Vladimir Luxuria dovesse usare i cessi degli uomini o delle donne. Ma, veramente, avete ancora la faccia di parlare? Bisognava salvare il governo "per arrestare le destre". Complimenti: risultato ampiamente raggiunto. Non avete nemmeno compreso, poi, la ragione della caduta di Prodi. Vi siete lasciati ipnotizzare dai richiami europei sulla necessità di rimettere a posto i conti pubblici, senza capire che i vostri voti servivano ai banchieri per salassare ancora di più i poveri italiani. Giunti ad un soddisfacente salasso, un tal Lamberto Dini - più che un "un'apprendista stregone" da Ceppaloni - ha tolto l'appoggio dei suoi tre senatori e Prodi è caduto come un piccione. "Picconato" proprio da quei poteri bancari e dalle burocrazie finanziarie europee che sono l'espressione delle borghesie dominanti - uso per un attimo un linguaggio che dovrebbe esserti più familiare - e che vi hanno usato finché servivate, con le vostre boutade da palcoscenico di Luxuria e Caruso, con la pietosa messinscena di un Diliberto che consegna ad un cameraman sorpreso - ad una puntata di Ballarò - una proposta di legge per la riforma dei costi della politica. Perché non l'ha sbattuta sul tavolo di Prodi prima che il cosiddetto "risanamento" fosse giunto a conclusione? Adesso vi lamentate del PD che vi ha "rubato" i voti: non considerate che avete perso circa due milioni di voti per pura e semplice astensione. Che fare? Un piccolo consiglio - in qualche modo "leninista" - mi sentirei di darvelo, gratis. Perché continuate a governare negli Enti Locali con il Partito Democratico? Se, per Veltroni & soci, avete "la rogna addosso", perché governare con loro? Comprendiamo che nel piccolo comune ci siano ragioni di opportunità spicciola, ma nelle amministrazioni regionali, provinciali e nei grandi comuni non si capisce perché quella "rogna" sia, tutto sommato, accettata. Se le proposte politiche sono così distanti, come si fa a prendere decisioni comuni con personaggi come i sindaci di Bologna e di Firenze, che attuano oramai - in sede locale - la stessa politica liberista di Veltroni? Invece di "scendere nelle piazze" che, mi spiace comunicarvelo, sono per lo più deserte perché abbiamo capito che si va in piazza solo quando conviene ai caporioni sindacali per le loro carriere personali - perché non mostrate loro che, senza di voi, perderebbero centinaia di "succose" amministrazioni? Se avete compreso la lezione, dovreste trarne le conseguenze: appena potranno, cercheranno "sponda" da Casini piuttosto che da voi. E voi rimarrete con la solita pippa. Invece, mi sa che - passata la buriana - tornerete a parlarci di "rinascita" proprio partendo dai governi locali, perché sono oramai gli unici posti dove dei politici falliti come voi possono sperare di trovare asilo. Non saranno più 19.000 euro il mese, ma ci si può accontentare anche di 3.000: quando non si sa fare un **** , sono tutti soldi regalati. Come dite? Vi mancano i "cosiddetti" per farlo? Non avevamo dubbi. Più che nelle piazze, dovreste forse visitare un po' di più Internet, ma la cosa non vi piace. Il sottoscritto - caro Fausto - non ha mai chiesto a nessuno di pubblicare i suoi articoli: semplicemente, sono stati i gerenti di vari siti a chiedermelo. La stessa cosa avvenne con il portale Web del tuo partito "Piazza Liberazione" e per alcuni mesi inviai anche a loro i miei pezzi. Poi, prima dello scorso Natale se ben ricordo, il sito fu improvvisamente chiuso, senza fornire spiegazioni: cose che capitano, pensai. Invece, qualche mese dopo, riemerse "privato" di tutti quegli autori che s'erano mostrati critici sull'operato del governo Prodi: anche all'auto-censura siete giunti! "Depurata" da tutti gli autori scomodi, la rinnovata "Piazza Liberazione" è tornata ad occuparsi delle magnificenze di Cuba, di politica internazionale, e poco di un governo del quale era - oggettivamente - espressione critica, ma pur sempre espressione. Questo è un punto importante: cercare di plagiare il Web, per i propri scopi, è il peggior investimento possibile. Sul Web il dibattito ambientale, quello sulla finanza e sulla teoria del valore, sui costi della politica, sull'organizzazione dello Stato - praticamente su tutto - è avanti anni luce rispetto ai vostri miseri antri di sedicenti innovatori. Vorreste innovare osservando il mondo attraverso la lente delle risultanze teoriche del marxismo, senza comprendere che l'analisi marxiana parte sempre dall'osservazione della realtà . Un errore madornale, imperdonabile, soprattutto perché c'è bisogno di un dibattito serio sul futuro dell'umanità : dovremo sempre lavorare di più, consumare di più, fino a che l'eutrofia si trasformerà inevitabilmente in distrofia? Avete mai sentito parlare di teorie sulla decrescita? No, purtroppo se ne parla nei libri e sul Web: voi - troppo impegnati ad occupare l'agorà televisiva - leggete poco e v'informate poco. Questo, soprattutto, è ciò che vi ha fatto perdere di vista la realtà , lo "scollamento" oggettivamente inevitabile. Potremmo chiudere semplicemente con la preghiera per i defunti, ma sarebbe rischioso pensare che domani ci sarà già qualcuno pronto a ricevere il testimone della sinistra scomparsa. Proprio oggi, sul blog di Grillo, un lettore magnificava presunte doti "taumaturgiche" del miliardario genovese, per aver "azzeccato" con esattezza i nomi degli eletti. Ho osservato il file (ufficiale) con le previsioni di Grillo e non c'azzeccava nulla. Il grande "santone" prevedeva 14 senatori per la Sinistra Arcobaleno e 12 per la Lega Nord: una "preveggenza" politica encomiabile. Siamo curiosi di sapere cosa intesserà questa volta Grillo per il 25 Aprile, dedicato all'informazione, perché non ci sembra che si possa passar oltre al terremoto politico che c'è stato. Se Grillo vuol continuare ad essere quel che è - ovvero un Masaniello elettronico - liberissimo di farlo, ma chi s'illude che da quelle istanze possa nascere una proposta politica efficace, a mio modo d'intendere s'illude, e pesantemente. Gli spazi di discussione politica non sono più le piazze - dove migreranno, solinghi in cerca di claque, i Luxuria ed i Caruso - ma l'agorà di Internet. Qui, a mio avviso, sarà formata la (positiva) disillusione politica che ha condotto la sinistra italiana a dover prender atto del suo fallimento. Qui, dovrà rinascere una nuova proposta: il processo richiederà tempo e riflessione. L'esperienza delle piccole liste - alcune con proposte nobili e credibili - è fallita perché a monte del voto c'è il dibattito: questa è una legge incontrovertibile del vivere sociale. Cambiano i mezzi e gli scenari, ma l'uomo continua ad essere un animale sociale, che ha bisogno del confronto per crescere e progredire. Senza confronto e discussione, nessuno t'affida un mandato. E, in questo dibattito, sarà importantissimo il contributo che potrà portare la sinistra - senza trascurare certo altre istanze e tradizioni - "depurata", però, del pessimo teatrino degli ignavi che ci ha mostrato nell'ultimo decennio. è morto il Re, viva il Re.

Torna all'inizio


Verceia Saranno presentati il 24 aprile alle 20 (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Verceia Saranno presentati il 24 aprile alle 20 verceia Saranno presentati il 24 aprile alle 20.30, nel corso del consiglio comunale, gli esiti del vasto studio promosso dalla giunta di Verceia per far quadrare i conti del bilancio, senza gravare sulla spalle dei cittadini con aumenti e rincari. L'impresa è costata fatica e sacrifici alla maggioranza e alla minoranza che governa il paese sulle rive del Lago di Mezzola, che si sono sottoposte a tagli dei propri compensi pur di non ritoccare all'insù imposte e tariffe. Il sindaco, gli assessori e i consiglieri comunali hanno stabilito di ridursi drasticamente i compensi già risicati, definendo un documento finanziario che non prevede aumenti dell'Ici - fermo al 4 per mille -, né l'introduzione dell'addizionale Irpef. I tagli autoimposti toccano tutti, dal sindaco ai rappresentati dei cittadini. Dante Pedroncelli ha rinunciato ad un terzo delle sue spettanze e con lui gli assessori che hanno ridotto del 10% i compensi. Tutti i consiglieri hanno accettato di non incassare il gettone di presenza. L'intero bilancio di previsione sarà presentato alla comunità e sottoposto all'esame definitivo del consiglio per la sua approvazione. All'ordine del giorno di giovedì figura un ricco elenco di punti che impegneranno i rappresentanti dei cittadini. Oltre alle determinazioni delle aliquote Ici, saranno presi in esami i canoni e le tariffe comunali per il 2008. Sarà presentato dalla giunta anche il programma triennale delle opere pubbliche fino al 2010. g.l.p. 22/04/2008.

Torna all'inizio