HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli   

DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

Torna all’indice di Febbraio

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL        #TOP


 

IN EVIDENZA  

VICENDA DI PIETRO-GESTIONE RIMBORSI ELETTORALI IDV

 

Panorama 21-2-2008. 1

La Repubblica 22-2-2008 RIMBORSI ELETTORALI, ACCUSE DA PANORAMA. 2

Il Velino 22-2-2008   Orenove/8. Di Pietro indagato per i rimborsi elettorali 2

«Fondi usati per scopi personali » Il Giornale 22-2-2008. 3

 


 

Panorama 21-2-2008

Italia - http://blog.panorama.it/italia - In tribunale i rimborsi elettorali all'Italia dei Valori Posted By redazione On 21/2/2008 @ 13:54 In Apertura#2 | 1 Comment Il 27 febbraio, al tribunale di Roma, il gip Carla Santese dovrà decidere se approfondire le indagini su Italia dei valori, il partito di Antonio Di Pietro. Panorama, nel numero in edicola da venerdì 22 febbraio, scrive che l'ipotesi di reato è falso in atti pubblici, appropriazione indebita e truffa aggravata, per il conseguimento di erogazioni pubbliche. La notizia che nel fascicolo 4620/07 c'è il nome di Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture, rischia di abbattersi sulla campagna elettorale del Partito democratico. Con Di Pietro è indagata anche Silvana Mura, deputata e tesoriere dell'Italia dei valori, partito ammesso all'apparentamento col Pd. Al centro della vicenda, scrive il settimanale, ci sono i rimborsi elettorali (22 milioni e mezzo di euro) che l'Idv ha ottenuto.

=================

La Repubblica 22-2-2008 RIMBORSI ELETTORALI, ACCUSE DA PANORAMA

La settimana prossima il tribunale di Roma dovra' decidere se approfondire o meno indagini sull' Italia dei valori, il partito di Antonio Di Pietro, in merito ad un' inchiesta su rimborsi elettorali da oltre 20 milioni di euro. Lo segnala 'Panorama' nel suo numero in edicola oggi precisando che l' ipotesi di reato e' falso in atti pubblici, appropriazione indebita e truffa aggravata 'per il conseguimento di erogazioni pubbliche'. Il Giornale dedica la sua prima pagina al caso pubblicando 'l' atto di accusa' di Mario Di Domenico, ex segretario dell' Idv, presente nel fascicolo dell' inchiesta. 'Sotto osservazione - scrive il quotidiano - le spese elettorali, le motivazioni dei conti del suo partito, l' utilizzazione dei finanziamenti pubblici incassati e delle somme ricevute dai simpatizzanti: in tutto 20 milioni di euro. Nella carte c' e' anche la storiella di un assegno non trasferibile da 50 milioni di euro destinato al partito, ma ugualmente incassato da Di Pietro, oggi alleato di Veltroni. Nel mirino dell' autorita' giudiziaria, dunque, finisce la presunta gestione 'privatistica' e 'familiare' del partito da parte del suo presidente, di cui hanno parlato pubblicamente parecchi ex compagni di viaggio, come Giulietto Chiesa, Elio Veltri e Beniamino Donnici'.

==================

Il Velino 22-2-2008   Orenove/8. Di Pietro indagato per i rimborsi elettorali

 

Roma, 22 feb (Velino) - Il leader dell'Italia dei Valori e ministro dimissionario della Infrastrutture è indagato per "truffa aggravata" sui rimborsi elettorali per il suo partito. "Adesso che Di Pietro è indagato - commenta Michele Brambilla sul GIORNALE - sarebbe troppo facile tirare in ballo la Nemesi, la Legge del contrappasso, il chi-la-fa-l’aspetti. Soprattutto se risulterà innocente. Perché si potrebbe dire, a Di Pietro: visto che cosa succede quando basta l’avvio di un procedimento penale per essere sbattuti in prima pagina? Ci sono politici che hanno avuto la carriera spezzata solo per essere stati ‘indagati’: effetto di un clima che Di Pietro ha contribuito a creare, e che adesso gli si ritorce contro. Sarebbe troppo facile anche dire che quando uno si presenta come grande moralizzatore la gente pretende un percorso netto, senza ombre e senza macchia, quindi anche senza udienze preliminari. Lo diceva pure Enzo Biagi: capita che qualcuno ingravidi una ragazzina, ma se lo fa il parroco lo scandalo è più grande. Ma tutto questo, dicevo, sarebbe troppo facile. Noi vogliamo dire una cosa un po’ più complessa. E cioè: i valori dell’Italia dei Valori sono soltanto la non-corruzione, il non-finanziamento illecito dei partiti, le non-tangenti, insomma solo il settimo comandamento? Non sarebbe il caso di inserire anche la schiettezza, il non prendere per i fondelli i lettori e gli elettori? Il dire pane al pane e vino al vino, tanto per citare un detto di quel mondo contadino tanto caro all’ex Pm? Ce lo chiediamo perché Di Pietro ieri, commentando l’anticipazione di Panorama sull’inchiesta che lo riguarda, ha detto: ‘I fatti penali in questione sono già stati valutati con la richiesta di archiviazione formulata dal Pm già dall’anno scorso’. Come dire: inchiesta ormai finita. Ma questo può dirlo una vecchia zia, non uno che ha fatto il pubblico ministero, e che quindi sa bene che un pubblico ministero può solo avanzare richieste, non prendere decisioni. Le quali spettano al giudice. E il giudice non ha ancora deciso. È possibilissimo che il prossimo 27 febbraio l’inchiesta venga archiviata, e che Di Pietro ne esca pulito come le Mani dei bei tempi. Glielo auguriamo: sarebbe meglio per lui, per la giustizia e per la campagna elettorale. Ma sarebbe meglio per lui, per la giustizia e per la campagna elettorale anche se il paladino dell’Italia degli onesti parlasse più chiaro. Non è solo per l’ambiguità sui ‘fatti penali già valutati’ che invece non sono stati ancora valutati. È anche, per esempio, per qualche altra stranezza. Per esempio. Sul suo sito ufficiale (www.antoniodipietro.com) l’ex magistrato ha scritto di suo pugno una propria biografia. Nella quale si legge fra l’altro: ‘Dal novembre 1997 al 2001 sono stato senatore della Repubblica’. E poi: ‘Alle politiche del 2006 l’Unione vince le elezioni e Italia dei Valori diviene, all’interno della coalizione del centrosinistra guidata da Romano Prodi, il quarto partito di governo con 20 deputati alla Camera e 5 senatori. Al sottoscritto viene affidato il ministero delle Infrastrutture’. Insomma uno legge tutta la biografia ufficiale e ha l’impressione che Di Pietro sia stato parlamentare italiano una volta sola: e che nell’ultima legislatura abbia fatto il ministro. Che sia stato eletto deputato, e quindi parlamentare, anche nel 2006, non c’è traccia. Una dimenticanza? O forse non si vuol far sapere agli aficionados che Di Pietro è già stato parlamentare due volte? Perché la notizia creerebbe qualche imbarazzo. Al settimo degli undici punti del programma dell’Italia dei Valori si legge infatti: ‘Limitazione dell’elezione a parlamentare per massimo due legislature’. Ieri Di Pietro, commentando l’articolo di Panorama, ha detto: ‘Sappiamo come si fa informazione in questo periodo preelettorale’. Già, lo sappiamo: circolano perfino autobiografie un po’ lacunose. Ma noi non vogliamo pensare che l’omissione sia stata voluta. È stato certamente un errore. Oggi Di Pietro preciserà: io sono già stato parlamentare due volte. E quindi tranquilli: anche se l’inchiesta penale finisce nel nulla, Di Pietro non si ricandida".

=================

«Fondi usati per scopi personali » Il Giornale 22-2-2008

 

Ecco l’atto d’accusa di Mario Di Domenico, ex segretario dell’Idv, presente nel fascicolo del pm. Il (non più) fedelissimo del ministro delle Infrastrutture rifà la storia dell’Italia dei Valori partendo dal 2001 quando il neo partito incassò il riconoscimento al finanziamento pubblico.
«A quel punto gli screzi fra il sottoscritto e gli altri due, solo due! (Di Pietro e la tesoriera Mura, ndr) si incrementarono notevolmente: la gestione del fondo comune non veniva rendicontata a dovere, le quote alle autonomie regionali del partito Idv non venivano condivise come da accordi (...)».

IL FONDO CONTESO
«Seguirono poi non poche diversità di vedute, prese di posizione e distanze tra i soci fondatori della associazione “Lista Di Pietro”-“Italia dei Valori”. Soprattutto riguardo la - non proprio - trasparente gestione del patrimonio o fondo comune dell’associazione stessa. La gestione di detto fondo comune Idv, alimentata soltanto ex lege dalla quota di finanziamento pubblico ai partiti, era rimasta assolutamente incontrollata e nell’esclusiva disponibilità di fatto dell’onorevole Di Pietro (presidente dell’Idv) e materialmente dalla sua sodale Silvia Mura (tesoriera e rappresentante legale dell’Idv). Ai disappunti loro manifestati dal sottoscritto, seguì un balletto a due, nel condiviso abbraccio tra il presidente ed il rappresentante legale dell’Idv del sotteso tentativo di estromettermi da ogni incidenza decisionale al riguardo (...)».

GLI «SCOPI PERSONALI»

«Così ho fatto richiesta di visionare tutte le scritture contabili, giustificazioni di spesa, disponibilità e determinazioni sul fondo comune Idv, ricevendone risposta negativa dal Tesoriere (...). Ho diffidato il Presidente dall’ulteriore uso ingiustificato del fondo comune costituito soprattutto col “contributo statale ai partiti politici” e non alle persone, con evidente raggiro nell’erario (...)». Insomma, «si ravvisava la violazione sistematica dello scopo associativo in balia totale del totalitarismo personale, prevaricatore degli altrui diritti in dispregio dei principi costituzionali per la soluzione di riservati scopi personali per il tramite dell’associazione Idv, peraltro beneficiata dal pubblico contributo dello Stato (...)».

«Riguardo al rischio di spoliazione o diminuzione delle garanzie patrimoniali, anche nell’implicita criticità della democrazia interna, l’on. Giulietto Chiesa dell’Idv non solo ha dichiarato la propria incompatibilità con siffatta attività interna all’Idv ma ancor più gravemente ha denunciato l’insofferenza verso il malevolo tentativo dell’on. Di Pietro di gestione privata della quota di finanziamento pubblico elettorale del partito politico Idv (...). Poi reiterava le accuse contro le intenzioni di Di Pietro di voler tenere per sé il “malloppo” nonostante la gestione sceleris, e disse che avrebbe desiderato che quei finanziamenti fossero adoperati per il partito Idv quand’invece Di Pietro “se li tiene per sé e li gestisce in maniera assolutamente discutibile”».

PRESTITI FATTI IN CASA

«Con riguardo alla perplessa e provata gestione arbitraria del fondo comune Idv (...) nella relazione sulla gestione Idv, allegata al bilancio di esercizio anno 2002, risulta il prestito personale effettuato da Antonio Di Pietro al partito e l’integrale restituzione delle somme da parte della tesoriera Silvana Mura. Nel bilancio 2003 risulta altro prestito personale, da tal (...), marito della tesoriera Silvia Mura, puntualmente onorato della restituzione da parte della tesoriera e nella nota integrativa al rendiconto 31.12.2003 “immobilizzazioni finanziarie pari a 1.100.000,00 costituite da titoli a reddito fisso”, investimento di cui il sottoscritto non è mai stato messo al corrente così come nessun altro dei simpatizzanti (...). Nel bilancio di esercizio 2001 non risulta invece la somma di 50 milioni di vecchie lire consegnata dal ricorrente alla Tesoreria per la causa del nascente partito Idv».

SOTTERFUGI DI CASSA

«È il caso di rilevare, in questo contesto di false illazioni e spiccioli sotterfugi di cassa, il fondato timore del pericolum che deriva dalla dichiarazione dell’on. Di Pietro di esser pronto a confluire entro qualsiasi altra organizzazione associativa con l’on. Romano Prodi non solo per gli effetti conseguenti all’integrità della garanzia del Fondo comune Idv ma soprattutto perché tale possibilità è concretamente sostenuta dalla disposizione sceleris dell’articolo 16 dello Statuto-Idv in forza del quale egli può autonomamente determinare quanto desiderato. La scaltrezza giuridica si evince, però, dall’articolo 12 che prevede, in caso di eventuale “scioglimento dell’associazione - contrariamente al precetto normativo della Legge 662/96 - che il Presidente fondatore, ovvero la Direzione nazionale, decidono sulla destinazione del patrimonio residuo”».\

 


Report "Costi dei politici"

Tassa rifiuti aumenta dell'8% ( da "Stampa, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Amministrazione di Paolo Allemano dal 2004 ad oggi. Il dibattito è iniziato con l'approvazione dell'importo dei "gettoni di presenza" riservato agli amministratori per i Consigli comunali e le commissioni permanenti, rimasto invariato a 20,99 euro a seduta. "Non si pagherà più alcun "gettone" per la Commissione elettorale" ha precisato il presidente del Consiglio,

Ecco tutti le cifre contestate ( da "Nazione, La (Pisa)" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: LA CORTE dei Conti ipotizza un danno erariale per il Comune di 310mila euro a carico dei consiglieri. I singoli importi sono la differenza tra quanto percepito come indennità di funzione (attraverso la delibera illegittima) e quello che sarebbe spettato con il solo sistema del gettone di presenza. Fabio Armani 6.

L'INDAGINE A DARE IL VIA ALL'INCHIESTA ERA STATO UN ESPOSTO DELL'EX SINDACO GRANCHI 0 Una brutta ferita che doveva essere sanata ( da "Nazione, La (Pisa)" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La magistratura contabile ha analizzato anche le mie presenze. Ebbene, se avessi optato per l'indennità fissa avrei incassato 8mila euro in più rispetto a quello che ho realmente avuto con i soli gettoni di presenza. Non è poco. Prima di rivolgermi alla Corte dei Conti avevo scritto al sindaco e al prefetto, ma sono rimasto senza risposta.

Di GUGLIELMO VEZZOSI CI SONO consiglieri comunali chiamati a restituire poche ( da "Nazione, La (Pisa)" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la trasformazione del gettone di presenza in indennità di funzione è possibile solo se essa non comporta maggiori oneri finanziari rispetto al sistema della remunerazione tramite gettone. E dunque occorreva almeno prevedere un sistema di verifica e consuntivo alla fine di ogni anno in modo da "operare il conguaglio nel caso in cui l'importo dell'

Consiglieri, restituite l'aumento ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la trasformazione del gettone di presenza in indennità di funzione è possibile solo se essa non comporta maggiori oneri finanziari rispetto al sistema della remunerazione tramite gettone. L'indagine scaturì in seguito a un esposto dell'ex sindaco e consigliere socialista Giacomino Granchi, l'unico che in questo periodo ha sempre continuato a percepire il gettone.

I gettoni sono cumulabili ( da "Italia Oggi" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: nel caso di sedute di consiglio, di conferenze di capogruppo o di commissioni convocate nella stessa giornate, si potrà determinare la cumulabilità dei gettoni di presenza per i componenti che effettivamente partecipano a ciascuno collegio, nel rispetto dei limiti sopra individuati, salvo che non si verifichi una coincidenza temporale nello svolgimento delle adunanze.

Comune, 41 sotto inchiesta ( da "Tirreno, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Con le indennità al posto dei gettoni di presenza avrebbero creato un buco da trecentomila euro Comune, 41 sotto inchiesta La Corte dei Conti accusa: avete preso troppi soldi PISA. Un terremoto. La Corte dei Conti sta inviando avvisi di avvio di procedura per contestare l'indebita percezione di una somma ai consiglieri comunali, al presidente del consiglio,

Il partito democratico si schiera a difesa degli inquisiti ( da "Tirreno, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sono parole di Ferrucci - penso, senza entrare in valutazioni di merito dell'atto che verrà valutato da chi ha competenza per verificarne la legittimità, che la scelta di trasformare il gettone di presenza in indennità sia stata fatta non per caricare di maggiori costi la gestione del consiglio comunale ma anzi per razionalizzare e al tempo stesso ridurre complessivamente le spese"

Il fine era ridurre i costi ( da "Tirreno, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Abbiamo scelto la previsione di spesa fissa a fronte del gettone di presenza". "Col gettone - dice a sua volta il consigliere Paolo Mancini - bastava firmare la presenza e andare via. Con l'indennità bisogna essere presenti". E Giovanni Garzella dice: "Il vicesegretario Pescatore ha dato un giudizio sulla delibera e non sull'emendamento".

Un terremoto. indagati i consiglieri comunali - giovanni parlato ( da "Tirreno, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: S'ipotizza un danno all'erario complessivo di 310mila euro. In pratica, rinunciando al gettone di presenza e scegliendo l'indennità mensile, i consiglieri avrebbero percepito più soldi di quanti la legge prevede. E, ora, la Corte dei Conti chiede che ogni consigliere restituisca i soldi.

Paga fissa, non gettoni inchiesta sui consiglieri ( da "Tirreno, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Secondo una legge ogni consigliere ha diritto al gettone di presenza che può essere trasformato in indennità basta che quest'ultima non superi l'importo complessivo dei gettoni. Nella discussione della delibera, venne inserito un emendamento che abbassava il gettone di presenza. Questo ha creato uno squilibrio con l'indennità la quale è risultata più alta rispetto al gettone.

Una risposta all'antipolitica - curzio maltese ( da "Repubblica, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: A Palazzo non se ne parlava tanto dai tempi di Berlinguer e poi di Mani Pulite. Derisa per quindici anni dalla casta politico-giornalistica nella categoria "giustizialismo", ma non dimenticata dai cittadini, come testimoniano il successo del libro di Rizzo-Stella e delle iniziative di Beppe Grillo. SEGUE A PAGINA 35.

Gironcoli: il mio intervento su comune e "cuore amico" ha mosso le acque ( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è il progetto di realizzare una raccolta fondi con i gettoni di presenza corrisposti nella prossima seduta di marzo". "Concludo con una considerazione: se le sterili polemiche e la ricerca di visibilità a tutti i costi, sport di cui mi diletto, secondo la futura candidata in pectore alle elezioni regionali per An (o il Popolo della libertà che chiamar si voglia)

ORTONA - Chiarezza sui lavori di realizzazione della litoranea Postilli-Lido Riccio e la modifica de ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: assessori pari ad un quarto dei consiglieri comunali ovvero in un numero di cinque. Una proposta che potrebbe essere un segnale relativo ad un risparmio sui costi della politica, visto che ora lo statuto stabilisce in sette il numero degli assessorati. Vorremmo,inoltre,che sia garantita la presenza delle donne sia all'interno della Giunta che negli altri organismi di enti partecipati"

Veltroni ( da "Riformista, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: questi temi una collaborazione politica bipartisan appare indispensabile. Il costo della politica Affrontare e tagliare il costo della politica non coincide con il tema della riduzione della spesa pubblica, nei limiti del punto 3 del programma. Se, ad esempio, per ridurre la spesa pubblica si tagliassero ulteriormente gli stipendi dei medici ospedalieri o i trasferimenti ai comuni,

Ue, lo scandalo dei finti portaborse - alberto d'argenio ( da "Repubblica, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in totale sono più di 1500). Una ricca busta paga (della quale spesso gli assistenti non vedono che le briciole) che si somma allo stipendio di Europarlamentare - pari a quello percepito dai parlamentari nazionali del proprio Paese - e al gettone di presenza per partecipare ai lavori nelle sedi di Bruxelles e Strasburgo.

Caccia grossa ai GRILLO BOYS ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Quanto al leader dell'Italia dei Valori, questi ha sposato a tutto tondo la battaglia contro i finanziamenti pubblici all'editoria e per la restituzione a Europa7 delle frequenze attualmente usate da Retequattro : due temi, si sa, molto popolari tra i frequentatori del blog di Grillo.

Per posta, per e-mail ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: un libro di un successo almeno pari a quelli di Moccia ('La Casta di Stella e Rizzo) ha raccontato in modo serio e documentato gli sprechi della politica. Molti lo hanno letto, molti altri lo hanno solo comprato, ma il suo messaggio (o meglio, un passa parola semplificato delle sue denunce) si è diffuso a macchia d'olio trasformandosi in mugugno di massa.

Troppi costi, il nido comunale verrà gestito dai privati ( da "Giornale di Treviglio" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: quella della Giunta guidata da Emilio Tognoli, legata anche all'ultima legge Finanziaria che ha tagliato ulteriormente i finanziamenti da parte dello Stato. "L'apposita commissione ha già fatto le valutazioni del caso - ha spiegato il primo cittadino - Il nostro obiettivo è quello di garantire un servizio pubblico qualitativo e quantitativo,

LIGURIA: APPROVATA FINANZIARIA REGIONALE. BILANCIO SANITA' IN... (2) ( da "Asca" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: spese per gettoni di presenza ai membri di commissioni regionali (100 mila euro). Tagli anche per manutenzione straordinaria (320 mila), per telefonia (196 mila euro) a fronte del potenziamento dei servizi di Voice over IP di trasmissione chiamate in forma digitale per abbattere i costi, per autovetture (84 mila euro) e postali (50 mila euro)

<Seduta consiliare inutile, si rinunci al gettone> ( da "Sicilia, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Per tale motivo ha ribadito che i consiglieri che hanno partecipato a quella seduta devono rinunciare al gettone di presenza "per non defraudare la comunità palmese". Questa proposta Tannorella ha assicurato di averla formulata nella contestata seduta di lunedì, asserendo di non avere però ricevuto alcuna risposta dai consiglieri del centrodestra.

BILANCIO 2008 PER IL COMUNE DI RIOLO TERME ( da "Sestopotere.com" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 639 euro pari allo 2,99% delle spese correnti. A Riolo Terme rimangono invariate gran parte delle spese che attengono alla gestione dei servizi ai cittadini ed anche i contributi che l'ente locale eroga alle sue associazioni. E così, per istruzione ed assistenza scolastica, si spenderanno in tutto 355.


Articoli

Tassa rifiuti aumenta dell'8% (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Appello SALUZZO. GIOVEDÌ SI DISCUTERÀ IL PIANO REGOLATORE Più impegno contro la violenza alle donne Tassa rifiuti aumenta dell'8% "Tranquille, non siete sole". L'assessore comunale alle Pari opportunità, Marcella Risso, ieri ha aperto la seduta esprimendo la solidarietà degli amministratori alle donne vittime di violenza. "Saluzzo è stata di recente teatro di un tragico fatto di cronaca con una donna uccisa dall'ex marito: è un segnale di una realtà che rimane spesso nascosta. Continueremo con il lavoro della Consulta Donne anche in vista dell'8 marzo. Distribuiremo alle donne un volantino informativo per agire in caso di soprusi". \ [FIRMA]ANDREA GARASSINO SALUZZO Il Comune di Saluzzo ha stabilito come gestirà il denaro nel 2008 approvando, ieri sera, il bilancio di previsione. Numeri, grafici, "slide" e schemi riassuntivi. Sono gli strumenti utilizzati dall'assessore Fulvia Artusio per illustrare il lavoro suo e degli uffici. Il "sì" definitivo è arrivato dopo un'argomentata critica da parte dei vari capigruppo della minoranza che hanno contestato quasi punto per punto tutto il programma svolto dall'Amministrazione di Paolo Allemano dal 2004 ad oggi. Il dibattito è iniziato con l'approvazione dell'importo dei "gettoni di presenza" riservato agli amministratori per i Consigli comunali e le commissioni permanenti, rimasto invariato a 20,99 euro a seduta. "Non si pagherà più alcun "gettone" per la Commissione elettorale" ha precisato il presidente del Consiglio, Caterina Rinaudo. E' stata poi la volta dell'Ici: le aliquote sono rimaste invariate: 5,6 per mille per la prima casa, ad esempio, e 5,9 per mille per i terreni agricoli. Sulla "Tarsu", che copre i costi del ciclo integrato dei rifiuti, c'è invece stato un aumento dell'8 per cento. "Per una famiglia-tipo di quattro persone - ha spiegato l'Artusio - che abita in una casa di 70 metri quadrati, vorrà dire un maggior esborso di 8 euro all'anno. Se avessimo anche solo ritoccato l'addizionale Irpef, rimasta allo 0,20 per cento, la più bassa della provincia, si sarebbe trattato di decine di euro". Poi, dopo l'elenco delle spese, degli investimenti, dell'utilizzo dettagliato delle risorse, le repliche dell'opposizione. "Occorreva più coraggio nelle decisioni" hanno attaccato a più riprese i consiglieri di minoranza. "E' un bilancio statico - ha commentato Fulvio Bachiorrini di Forza Italia - che non facilita gli investimenti dei privati. Sulla viabilità finalmente avete previsto la razionalizzazione dell'incrocio di corso Roma, ma si potrebbe rivalutare l'area del Tribunale, magari con l'intervento di investitori per un parcheggio silos". Il sindaco Paolo Allemano è intervenuto fra gli ultimi: "Sulla partecipazione agli investimenti dei privati ci sono diversi problemi. Ringrazio le minoranze per la presenza critica e alcune provocazioni. Durante l'iter del bilancio, che dura 4 mesi, non ci sono però state sollecitazioni e oggi siamo qui a subire una sorta di processo senza possibilità di appello. Il nostro bilancio non è uno spot elettorale. L'obiettivo non era "non toccare le tasse", ma "amministrare bene". Se il prossimo anno bisognerà rivedere l'Irpef, lo faremo". In apertura alcuni annunci: "Siamo stati il primo Comune in regione, su 19, ad iniziare i lavori del Centro commerciale naturale - ha sottolineato l'assessore al Commercio, Fulvio Rubiolo - e domani (oggi, ndr) scade il termine della presentazione delle domande per i contributi dei dehors. Ne abbiamo già ricevute quindici". Il Consiglio si è chiuso poco prima delle 22, ma si ritroverà già il prossimo giovedì. "Ieri, (mercoledì, ndr) i progettisti hanno consegnato all'Ufficio protocollo il preliminare del nuovo Piano regolatore - ha annunciato il presidente della Commissione urbanistica, Roberto Revelli -. La prossima settimana lo analizzeremo, ne discuteremo e spero lo approveremo".

Torna all'inizio


Ecco tutti le cifre contestate (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

LA CORTE dei Conti ipotizza un danno erariale per il Comune di 310mila euro a carico dei consiglieri. I singoli importi sono la differenza tra quanto percepito come indennità di funzione (attraverso la delibera illegittima) e quello che sarebbe spettato con il solo sistema del gettone di presenza. Fabio Armani 6.240, Giuliano Bani 5.056, Mario Biasci 8.264, Maurizio Bini 7.224, Alberto Bozzi 8.304, Massimo Bronzini 2.760, Riccardo Buscemi 10.840, Francesco Capecchi 9.170, Giuseppe Carlesi 9.103, Valter Ceccarelli 9.999, Enzo Cini 8.048, Michele Conti 464, Antonio Dell'Omodarme 9.272, Michele Di Lupo 8.288, Roberta Fantozzi 182, Enrico Fiorini 8.456, Giuseppe Forte 11.124, Nicola Gagliardi 9.559, Giovanni Garzella 6.528, Antonio Ghionzoli 10.081, Alessandro Gorreri 12.232, Gino Logli, 6.628, Roberta Luperini 11.012, Pierantonio Macchia 10.339, Paolo Mancini 8.400, Vincenzo Mastantuono 938, Franca Melfi 4.629, Michele Mezzanotte 10.106, Sandro Modafferi 4.496, Marco Monaco 9.480, Ernesto Muscatello 9.448, Armando Paolicchi 2.544, Diego Petrucci 9.799, Daniela Pioli 3.108, Paolo Rindi 10.602, Alberto Rossetti 6.999, Maila Scarpellini 11.318, Silvia Silvestri 8.547, Stefano Teotino 8.769, Mariano Tramontana 9.736, Ylenia Zambito 9.279, Giuseppe Ventura 1.368. I consiglieri Bronzini, Conti, Fantozzi, Granchi, Mastantuono, Rossetti e Ventura non risultato destinatari dell'"avviso" del pm della Corte di Conti. - -->.

Torna all'inizio


L'INDAGINE A DARE IL VIA ALL'INCHIESTA ERA STATO UN ESPOSTO DELL'EX SINDACO GRANCHI 0 Una brutta ferita che doveva essere sanata (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'INDAGINE A DARE IL VIA ALL'INCHIESTA ERA STATO UN ESPOSTO DELL'EX SINDACO GRANCHI "Una brutta ferita che doveva essere sanata" L'INCHIESTA della Corte dei Conti sulle indennità ai politici è nata dopo l'esposto-denuncia dell'ex sindaco Giacomino Granchi (oggi nella Costituente Socialista): "Ero certo che si trattasse di un provvedimento sbagliato e profondamente ingiusto. La Corte dei Conti ha sanato una grave ferita. Lo avevo detto fin dal primo giorno e da allora io ho continuato a chiedere di percepire il solo gettone di presenza. La magistratura contabile ha analizzato anche le mie presenze. Ebbene, se avessi optato per l'indennità fissa avrei incassato 8mila euro in più rispetto a quello che ho realmente avuto con i soli gettoni di presenza. Non è poco. Prima di rivolgermi alla Corte dei Conti avevo scritto al sindaco e al prefetto, ma sono rimasto senza risposta. Eppure la legge è chiara: il consigliere comunale può chiedere che il gettone di presenza venga tramutato in una indennità fissa ma a condizione che questo non comporti un maggior onere per l'amminsitrazione. Cosa che non è avvenuta" LA CORTE dei Conti ha ripartito il danno erariale complessivo ? calcolato il 310mila euro ? tra 43 consiglieri comunali (che si sono succeduti dal 2005 ad oggi), ma non tutti sono destinatari dell'"avviso" notificato dal pm della magistratura contabile (es. in caso di decesso, o perché non hanno mai formulato l'opzione verso l'indennità fissa, o perché non hanno mai più preso parte ai lavori del consiglio in quanto decaduti o per l'esiguità della maggior somma da essi percepita). Vanno invece aggiunti il sindaco, il presidente del consiglio comuale e tre dirigenti. Ecco dunque i 41 destinatari dell'"avviso": Armani, Bani, Biasci, Bini, Bozzi, Buscemi, Capecchi, Carlesi, Ceccarelli, Cini, Dell'Omodarme, Di Lupo, Fiorini, Fontanelli, Forte, Gagliardi, Garzella, Ghionzoli, Gorreri, Logli, Luperini, Macchia, Mancini, Melfi, Mezzanotte, Modafferi, Monaco, Muscatello, Nobile, Paolicchi, Pescatore, Petrucci, Pioli, Rindi, Sassetti, Scarpellini, Serfogli, Silvestri, Teotino, Tramontana, Zambito. - -->.

Torna all'inizio


Di GUGLIELMO VEZZOSI CI SONO consiglieri comunali chiamati a restituire poche (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di GUGLIELMO VEZZOSI CI SONO consiglieri comunali chiamati a restituire poche centinaia di euro, ma alcuni cifre ben più consistenti, anche 10-12mila euro. Si tratta di soldi incassati attraverso gli aumenti dell'indennità che il consiglio comunale votò a maggioranza nel giugno del 2005. Ma quella delibera ? per la precisione la n. 34 di tre anni fa ? per la Corte dei Conti è illegittima. La Procura regionale contabile ha di fatto messo sotto inchiesta l'intero consiglio comunale formulando pesanti rilievi sul contenuto di quell'atto amministrativo. Una indagine lunga e complessa ? svolta attraverso la Guardia di Finanza che ha acquisito copiosa documentazione ? nel corso della quale i magistrati hanno rifatto tutti i conti e adesso chiedono la restituazione delle somme che ritengono indebitamente percepite dai consiglieri tra il 2005 e il 2007 riservandosi di procedere per i periodi successivi. LA BOMBA è esplosa ieri in Sala delle Baleari, durante la penultima seduta della legislatura e alla vigilia dell'arrivo del commissario prefettizio (sarà nominato il 27 febbraio). Con la delibera incriminata il consiglio approvò a maggioranza l'incremento dell'indennità dei consiglieri portandola da 671 a 800 euro mensili lordi, consentendo agli stessi di scegliere questa indennità al posto del gettone di presenza (che venne abbassato da 103 a 80 euro a seduta). Una situazione che avrebbe determinato in questi anni un danno erariale quantificato in 310mila euro del quale i magistrati contabili chiamano ora a rispondere i consiglieri comunali e gli amministratori pisani. Secondo la Corte dei Conti, in sostanza, la trasformazione del gettone di presenza in indennità di funzione è possibile solo se essa non comporta maggiori oneri finanziari rispetto al sistema della remunerazione tramite gettone. E dunque occorreva almeno prevedere un sistema di verifica e consuntivo alla fine di ogni anno in modo da "operare il conguaglio nel caso in cui l'importo dell'indennità di funzione ? osserva la Corte dei Conti ? risultasse superiore a quanto sarebbe spettato in base al criterio del gettone di presenza". Ma così non è avvenuto. L'INDAGINE scaturì in seguito a un esposto dell'ex sindaco e consigliere socialista Giacomino Granchi, l'unico che in questo periodo ha sempre continuato a percepire il gettone. La delibera incriminata passò con i voti della maggioranza di centrosinistra e di Rifondazione Comunista, ma poi praticamente tutti i consiglieri (ad eccezione appunto di Granchi e, per il 2006-07, anche del collega di partito Vincenzo Mastantuono) optarono per l'indennità. Adesso la Corte dei Conti ha rivisto le presenze e conteggiato quanto ciascuno avrebbe dovuto ricevere con il solo sistema del gettone e chiede la restituzione della differenza ritenuta indebitamente percepita. Del danno erariale sono chiamati a rispondere anche l'ex sindaco Paolo Fontanelli e il presidente del consiglio comunale Andrea Serfogli che votarono la delibera (anche se la loro indennità viene calcolata con criteri diversi) nonché il segretario generale del Comune Angela Nobile ("ha l'obbligo di segnalare anche ex officio i profili di illegittimità dell'ente"), il visegretario generale Pietro Pescatore ("redasse la proposta di delibera su richiesta della presidenza del consiglio") e il ragioniere capo Claudio Sassetti ("espresse parere favorevole di regolarità tecnica"). In totale, tra consiglieri, amministratori e funzionari, la Corte dei Conti ha inviato 41 "avvisi": chi lo ha ricevuto ha un mese per tempo per produrre scritti e documenti o chiedere di essere ascoltato. - -->.

Torna all'inizio


Consiglieri, restituite l'aumento (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

PISA LA CORTE DEI CONTI BOCCIA LA DELIBERA DEL COMUNE "Consiglieri, restituite l'aumento" L'INTERO CONSIGLIO comunale di Pisa sotto inchiesta per l'aumento dei compensi ai consiglieri. A puntare il dito è la Procura regionale della Corte dei Conti che ritiene illegittima la delibera con la quale, nel giugno 2005, venne approvato l'incremento dell'indennità portandola da 671 a 800 euro mensili consentendo ai consiglieri di scegliere questa indennità al posto del gettone di presenza (abbassato da 103 a 80 euro a seduta). Una situazione che ha determinato un danno erariale quantificato in 310mila euro del quale i magistrati contabili chiamano ora a rispondere i politici pisani. Secondo la Corte dei Conti, infatti, la trasformazione del gettone di presenza in indennità di funzione è possibile solo se essa non comporta maggiori oneri finanziari rispetto al sistema della remunerazione tramite gettone. L'indagine scaturì in seguito a un esposto dell'ex sindaco e consigliere socialista Giacomino Granchi, l'unico che in questo periodo ha sempre continuato a percepire il gettone. - -->.

Torna all'inizio


I gettoni sono cumulabili (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Osservatorio Viminale Numero 045, pag. 23 del 22/2/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       Per i consiglieri vale comunque il limite di 1/4 dell'indennità del sindaco I gettoni sono cumulabili Legittimo incassare più compensi al giorno è possibile corrispondere ai consiglieri comunali, nell'arco di una giornata, più gettoni di presenza per la partecipazione a diverse sedute degli organi istituzionale dell'ente? Il divieto di cumulo dei gettoni di presenza per la partecipazione a più sedute nella stessa giornata, originariamente previsto dalla legge n. 816/85, non è più in vigente in forza del disposto dell'art. 82 del decreto legislativo n. 267/2000. Sulla problematica in esame il ministero dell'interno conferma l'orientamento espresso con la circolare n. 5 del 5 giugno 2000, ove viene indicato come unico limite alla corresponsione dei gettoni di presenza per la partecipazione a più sedute nella stessa giornata, che l'ammontare mensile del compenso non superi, alla luce delle innovazioni apportate dalla legge finanziaria 2008, un quarto della indennità prevista per il sindaco. Al riguardo, va precisato che il suddetto ammontare massimo dei gettoni di presenza va parametrato all'importo dell'indennità di funzione del sindaco determinato dal decreto interministeriale di cui al comma 8 del citato art. 82, senza tener conto dell'indennità in concreto fissata, in eventuale aumento o riduzione (cfr. in tal senso, l'art. 12 del dm n. 119 del 2000). Pertanto, nel caso di sedute di consiglio, di conferenze di capogruppo o di commissioni convocate nella stessa giornate, si potrà determinare la cumulabilità dei gettoni di presenza per i componenti che effettivamente partecipano a ciascuno collegio, nel rispetto dei limiti sopra individuati, salvo che non si verifichi una coincidenza temporale nello svolgimento delle adunanze. INCOMPATIBILITà PER I CONSIGLIERI Sussiste causa di incompatibilità, ai sensi dell'art. 63, comma 1, n. 1, del dlgs n. 267/2000, nei confronti di un consigliere comunale eletto presidente del "consorzio per i servizi sociali", al quale il comune partecipa mediante delega di funzioni alla comunità montana di riferimento? L' art. 63, comma 1, n. 1, del Tuel prevede due diverse ipotesi di incompatibilità con la carica di consigliere. L'ipotesi che interessa il caso posto nel quesito riguarda la posizione di amministratore di un ente, istituto o azienda sottoposti a vigilanza in cui vi sia almeno il 20% di partecipazione da parte del comune. L'ipotesi non ricorre qualora non vi sia una partecipazione diretta del comune al consorzio, e qualora la quota di partecipazione della comunità montana delegata sia ben al di sotto del limite prescritto dalla legge. In tal caso è da escludere in capo al consigliere comunale- presidente del consorzio il duplice ruolo di controllore e controllato, che la disposizione dell'art. 63, comma 1, n. 1, sanziona con l'incompatibilità. Tuttavia, non può omettersi di valutare la questione in esame anche alla luce dell'art. 63 comma 1, n. 2, il quale dispone, tra l'altro, l'incompatibilità del consigliere comunale che, come amministratore, "ha parte" in servizi nell'interesse del comune. La giurisprudenza, al riguardo, afferma che "... avere parte allude alla contrapposizione tra “interesse particolare” del soggetto.. ed interesse del comune, istituzionalmente “generale”, in relazione alle funzioni attribuitegli e quindi allude alla situazione di potenziale conflitto di interessi, in cui si trova il predetto soggetto, rispetto all'esercizio imparziale della carica elettiva..." (Cass. civile, sent. 11959 del 8.8.2003). è, altresì, precisato che "... in realtà il conflitto d'interessi non attiene soltanto alla possibilità che l'amministratore persegua interessi privati, difformi o conformi a quelli dell'ente locale al cui governo partecipa ma anche al fatto che egli possa perseguire, con la sua attività, scopi contrastanti o diversi da quelli dell'istituzione cui appartiene per la realizzazione di fini, di natura anche pubblici, di altra istituzione cui partecipi... Esattamente, quindi, l'art.63, comma 1, n. 2, del dlgs n. 267/2000 ha individuato l'esistenza di un potenziale conflitto di interessi nella partecipazione del candidato e poi dell'eletto, come amministratore, alla gestione di ogni servizio svolto nell'interesse del comune che potrebbe non soddisfare le esigenze dell'ente locale, il cui concreto intervento correttivo potrebbe essere in sostanza condizionato potenzialmente dal duplice ruolo svolto dalla persona di consigliere comunale e di cogestore del servizio stesso..." (Cass. civile, sent. 18513 del 4/12/2003). Nel caso posto nel quesito la partecipazione della comunità montana al consorzio è finalizzata esclusivamente allo svolgimento dei servizi sociali di competenza del comune delegante, il quale, esercita le funzioni di indirizzo e controllo, attraverso un organismo costituito dai sindaci o loro delegati che provvede alla definizione degli indirizzi programmatici e degli obiettivi comuni da perseguire nonché alla verifica sull'andamento dell'attività svolta sulla base di consuntivi di attività predisposti dal consorzio medesimo. Pertanto, sulla base delle suesposte considerazioni, potrebbe desumersi l'incompatibilità di cui all'art.63, comma 1, n. 2, infatti, il consigliere comunale de quo, come presidente del consiglio di amministrazione, partecipando alla formazione della volontà del consorzio nello svolgimento dei servizi sociali, esplicati nei confronti della comunità montana ma, comunque, nell'interesse del comune, si trova ad avere parte in servizi che producono un'utilitas per l'ente comunale. Appare configurabile, in tal modo, un potenziale conflitto d'interesse in virtù del duplice ruolo svolto dalla medesima persona, di consigliere comunale e cogestore dei medesimi servizi (Cass. civile n. 18513/2003 cit.), in contrasto con il principio di imparzialità dell'amministrazione.

Torna all'inizio


Comune, 41 sotto inchiesta (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pisa. Con le indennità al posto dei gettoni di presenza avrebbero creato un buco da trecentomila euro Comune, 41 sotto inchiesta La Corte dei Conti accusa: avete preso troppi soldi PISA. Un terremoto. La Corte dei Conti sta inviando avvisi di avvio di procedura per contestare l'indebita percezione di una somma ai consiglieri comunali, al presidente del consiglio, al segretario generale e al vicesegretario, al dirigente del servizio di risorse finanziarie, al sindaco. In tutto a 41 persone. S'ipotizza un danno all'erario di 310mila euro. In pratica, rinunciando al gettone di presenza e scegliendo l'indennità mensile, i consiglieri avrebbero percepito più soldi di quanti la legge prevede. E ora la magistratura contabile chiede che ognuno di loro restituisca i soldi. L'inchiesta è scaturita da un esposto alla Corte dei Conti del consigliere Granchi, contro la delibera del 9 giugno 2005 con la quale fu abbassato da 103 euro lordi a 80 il gettone di presenza e fu aumentata a 800 euro mensili lordi l'indennità. Secondo la Corte dei Conti così si sarebbe creato un costo maggiore per il Comune. PARLATO in Pisa I SEGUE A PAGINA 1.

Torna all'inizio


Il partito democratico si schiera a difesa degli inquisiti (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pisa Il Partito democratico si schiera a difesa degli inquisiti Ferrucci: con la loro scelta è stato ottimizzato il lavoro amministrativo PISA. Non potevano non parlarne, ieri pomeriggio, in consiglio comunale. L'avvio dell'inchiesta da parte della corte dei conti ha gelato il mondo politico pisano, alle prese con la complessa fase politico-elettorale. Gli unici a intervenire a livello locale sono stati quelli del Partito democratico, con un comunicato a firma del segretario provinciale Ivan Ferrucci. Un intervento che, pur senza entrare nel merito della questione giuridica, vuole essere una difesa del consiglio comunale e dell'amministrazione Fontanelli che l'ha avallata. "In merito alla vicenda sollevata dalla Corte dei Conti riguardo alle indennità percepite dai consiglieri comunali pisani - sono parole di Ferrucci - penso, senza entrare in valutazioni di merito dell'atto che verrà valutato da chi ha competenza per verificarne la legittimità, che la scelta di trasformare il gettone di presenza in indennità sia stata fatta non per caricare di maggiori costi la gestione del consiglio comunale ma anzi per razionalizzare e al tempo stesso ridurre complessivamente le spese". A giudizio del coordinatore provinciale del Partito democratico, con la scelta di trasformare il gettone di presenza in indennità "si è ottimizzato il lavoro dei consiglieri". "Tra i molti provvedimenti - prosegue Ferrucci - ne ricordo solo alcuni: la fissazione del calendario dei consigli, che ha ridotto il numero delle sedute e aumentato la reale partecipazione dei consiglieri; si è evitato di cumulare il numero delle presenze, e quindi dei gettoni percepiti, con la convocazione di più commissioni in uno stesso giorno. Proprio per questo andrebbe comparata la spesa complessiva per il Comune prima e dopo l'approvazione della delibera oggetto di attenzione dalla Corte dei conti". Infine il segretario Pd sottolinea che a Pisa il costo di ogni consigliere comunale non supera il 17% dell'indennità del sindaco imposto per legge (decreto ministeriale 119 del 2000) che prevede che non si possa superare il 33% dell'indennità del primo cittadino. "Siamo perciò fiduciosi - è la conclusione. che la cosa si chiarisca quanto prima".

Torna all'inizio


Il fine era ridurre i costi (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pisa "Il fine era ridurre i costi" Andrea Serfogli: non è stata segnalata l'anomalia Scarpellini: abbiamo scelto una previsione di spesa fissa PISA. Durante una pausa del consiglio comunale, parliamo con il presidente Andrea Serfogli. "La filosofia con cui è stata votata la delibera era quella di contenere i costi a fronte di un modesto incremento dell'indennità comunque inferiore rispetto agli altri capoluoghi di provincia toscani". E aggiunge: "è stata la presentazione dell'emendamento che ha creato uno squilibrio con l'indennità e non ce ne siamo accorti". L'abbassamento del gettone di presenza e l'aumento dell'indennità ha, di fatto, spinto a optare per quest'ultima. L'idea della delibera era quella di conformare il consiglio comunale all'indennità. Ma il consigliere Granchi faceva resistenza. Quasi per farlo capitolare, venne presentato l'emendamento di abbassare il gettone di presenza. E fu un autogol. Granchi ha continuato a prendere il gettone facendo poi ricorso alla Corte dei Conti. Ed ora è scoppiata la bomba. "Certo - continua Serfogli -, sarebbe stato opportuno verificare alla fine dell'anno se l'indennità avesse portato maggiori oneri all'amministrazione comunale. Ma un simile calcolo non è mai stato fatto. Se mi avessero segnalato l'anomalia avrei apportato la correzione". Serfogli, inoltre, spiega che per avere l'indennità bisogna almeno partecipare al 50% delle votazioni alle riunioni del consiglio comunale e delle commissioni. "In questo modo - aggiunge la consigliera Maila Scarpellini - avremmo risparmiato sui costi. Abbiamo scelto la previsione di spesa fissa a fronte del gettone di presenza". "Col gettone - dice a sua volta il consigliere Paolo Mancini - bastava firmare la presenza e andare via. Con l'indennità bisogna essere presenti". E Giovanni Garzella dice: "Il vicesegretario Pescatore ha dato un giudizio sulla delibera e non sull'emendamento". Nella tabella pubblicata ci sono presenti dei nomi che non hanno ricevuto l'avviso di garanzia perché avrebbero dovuto dare cifre basse o perché non sono rimasti coinvolti in quest'operazione. Sono Giacomino Granchi (che ha optato per il gettone), Vincenzo Mastantuono (anche lui ha poi scelto il gettone), Roberta Fantozzi (poi eletta in Regione), Massimo Bronzini (che poi ha sostituito Daniela Pioli), Michele Conti (ora direttore del Consorzio Agrario), Alberto Rossetti (deceduto) e Giuseppe Ventura (che ha sostituito Rossetti). G.P.

Torna all'inizio


Un terremoto. indagati i consiglieri comunali - giovanni parlato (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pisa Un terremoto. Indagati i consiglieri comunali Per la Corte dei Conti con l'indennità avrebbero preso più soldi di quelli dovuti GIOVANNI PARLATO PISA. Un terremoto. La Corte dei Conti ha avviato un'inchiesta e sta indagando i consiglieri comunali, il presidente del consiglio, il segretario generale e il vicesegretario, il dirigente del servizio di risorse finanziarie, il sindaco. In tutto a 41 persone. S'ipotizza un danno all'erario complessivo di 310mila euro. In pratica, rinunciando al gettone di presenza e scegliendo l'indennità mensile, i consiglieri avrebbero percepito più soldi di quanti la legge prevede. E, ora, la Corte dei Conti chiede che ogni consigliere restituisca i soldi. Tutto nasce dalla delibera n.14 del 9 giugno del 2005. Nel corso della discussione, venne presentato un emendamento per abbassare il gettone di presenza da 103 euro lordi a 80. Ma l'indennità di presenza venne aumentata, a partire da aprile, ad 800 euro mensili lordi. In base ad una legge degli enti locali, la trasformazione può essere prevista solo nel caso in cui l'indennità non superi comunque l'importo complessivo dei gettoni di presenza. E l'amministrazione comunale è tenuta a fare una verifica. Contro questa delibera, in sede di discussione, si scagliò il consigliere Giacomino Granchi. "Ero e sono contrario - ha detto ieri il consigliere - al fatto che un consigliere comunale venga pagato con una mensilità. Non può essere un lavoro". E Granchi aggiunge: "Avevo sollevato l'illegittimità della delibera al presidente del consiglio, al prefetto, ai dirigenti responsabili per dire che la variassero. In coerenza con l'abbassamento del gettone, dovevano abbassare anche il mensile. Hanno fatto finta di nulla e, quindi, ho sollevato la questione alla Corte dei Conti". A questo punto, è scattata l'indagine. Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza ha sequestrato gli atti e, adesso, la procura della Corte dei Conti ha inviato gli avvisi. Tutte le persone a cui è stato notificato l'atto, hanno trenta giorni di tempo per le controdeduzioni da presentare alla procura fiorentina della Corte o recarsi personalmente per chiedere di essere sentiti. La Procura, quindi, deciderà se archiviare o rinviare a giudizio. La Corte dei Conti ha calcolato che non c'è equilibrio fra gettone a 80 euro (poi abbassato nel gennaio 2006 a 72 euro per la Finanziaria) e indennità. Se i consiglieri (come Granchi e poi Mastantuono) avessero scelto il gettone, avrebbero preso molti meno soldi. La differenza è quella che pubblichiamo nella tabella qui a fianco.

Torna all'inizio


Paga fissa, non gettoni inchiesta sui consiglieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Toscana Paga fissa, non gettoni inchiesta sui consiglieri Accuse al sindaco Fontanelli e ad altre 40 persone. Il danno erariale sarebbe di 310mila euro. Richiesta di restituzione PISA. La Finanza aveva sequestrato degli atti. Sembrava un'inchiesta finita nel nulla. Invece, sono arrivate e stanno arrivando 41 notifiche. Sono indagati i consiglieri comunali, il sindaco Fontanelli e i dirigenti responsabili di una delibera che ha aumentato l'indennità mensile a 800 euro lordi. La Corte dei Conti ipotizza un danno all'erario di 310mila euro. Soldi che avrebbero percepito in più i consiglieri. Era stato il consigliere Giacomino Granchi a non essere d'accordo con la delibera che nel giugno 2005 faceva diminuire il gettone di presenza e aumentava l'indennità. In questo modo, i consiglieri avrebbero optato per la mensilità. "Fare il consigliere comunale non è un mestiere", tuonò Granchi che, dopo una serie di lettere al presidente del consiglio e ai dirigenti responsabili, scrisse direttamente alla Corte dei Conti. La Procura fiorentina della Corte ha avviato un'indagine svolta dalla polizia tributaria della Finanza. Ed ora ecco le notifiche che prendono in considerazione il periodo da aprile 2005 a settembre 2007. Secondo una legge ogni consigliere ha diritto al gettone di presenza che può essere trasformato in indennità basta che quest'ultima non superi l'importo complessivo dei gettoni. Nella discussione della delibera, venne inserito un emendamento che abbassava il gettone di presenza. Questo ha creato uno squilibrio con l'indennità la quale è risultata più alta rispetto al gettone. Ed è su questo punto che la Corte dei Conti ha fatto sentire la sua voce. "Si è vero - spiega Andrea Serfogli, presidente del Consiglio comunale - è stata la presentazione dell'emendamento che ha creato uno squilibrio con l'indennità e non ce ne siamo accorti. Certo, sarebbe stato opportuno verificare alla fine dell'anno se l'indennità avesse portato maggiori oneri all'amministrazione comunale. Ma un simile calcolo non è mai stato fatto. Se mi avessero segnalato l'anomalia avrei apportato la correzione. Il fine della delibera era proprio di ridurre la spesa". A sua volta, il consigliere Granchi ribadisce: "Ma io avevo scritto al presidente del consiglio, al prefetto, ai dirigenti responsabili. Nessuno mi ha preso in considerazione e, in ultima analisi, ho scritto alla Corte dei Conti". Quest'ultima ha contabilizzato quanto ogni consigliere dovrebbe restituire. Si va da un minimo di 8mila euro a 11mila. I consiglieri comunali e le altre persone indagate hanno trenta giorni di tempo per le controdeduzioni da presentare alla procura della Corte dei Conti o possono anche presentarsi spontaneamente. Alcuni consiglieri hanno già messo tutto in mano a un avvocato di fiducia. Giovanni Parlato.

Torna all'inizio


Una risposta all'antipolitica - curzio maltese (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'analisi Una risposta all'antipolitica CURZIO MALTESE La paura dev'essere molta se la politica di colpo riscopre la questione morale. A Palazzo non se ne parlava tanto dai tempi di Berlinguer e poi di Mani Pulite. Derisa per quindici anni dalla casta politico-giornalistica nella categoria "giustizialismo", ma non dimenticata dai cittadini, come testimoniano il successo del libro di Rizzo-Stella e delle iniziative di Beppe Grillo. SEGUE A PAGINA 35.

Torna all'inizio


Gironcoli: il mio intervento su comune e "cuore amico" ha mosso le acque (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Gorizia Gironcoli: "Il mio intervento su Comune e "Cuore amico" ha mosso le acque" "Davvero un bel gesto. Lo dico rivolta alla signora Barletta, che ha promesso di destinare per le spese di riscaldamento di Cuore amico 1.500 euro a nome dell'associazione di cui è vicepresidente. Bello il suo sostegno e bella la donazione, ma mi chiedo: perché è stata zitta allora, quando il dottor Spanghero ha rivolto un appello ai giornali, chiedendo aiuto? Ora invece, dopo il mio intervento sulla stampa, sente il bisogno di accompagnare la buona volontà, che non è di destra né di sinistra, con la polemica nei miei confronti": è la replica del consigliere comunale Donatella Gironcoli. "Così pure - prosegue - intendo rassicurarla: per capire dove sta il nocciolo della questione mi sono confrontata con i volontari di Cuore amico, sperimentando in prima persona il freddo della sede di via Cipriani. Piuttosto le chiedo: lei l'ha fatto? Evidentemente il mio intervento ha colpito la sensibilità dei goriziani, suscitando vivaci reazioni, insomma ha mosso le acque. L'atteso incontro con il sindaco è stato fissato tempestivamente, piovono le donazioni e in consiglio comunale c'è il progetto di realizzare una raccolta fondi con i gettoni di presenza corrisposti nella prossima seduta di marzo". "Concludo con una considerazione: se le sterili polemiche e la ricerca di visibilità a tutti i costi, sport di cui mi diletto, secondo la futura candidata in pectore alle elezioni regionali per An (o il Popolo della libertà che chiamar si voglia), producono questi effetti, si metta il cuore in pace. Continuerò - chiosa la Gironcoli - a praticarlo".

Torna all'inizio


ORTONA - Chiarezza sui lavori di realizzazione della litoranea Postilli-Lido Riccio e la modifica de (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di DANIELA CESARII ORTONA - Chiarezza sui lavori di realizzazione della litoranea Postilli-Lido Riccio e la modifica dello statuto comunale: sono tra le battaglie del Partito Democratico. Il segretario Gianluca Coletti ha formalmente richiesto al sindaco Nicola Fratino spiegazioni sui lavori della litoranea Postilli-Riccio."Con un'interrogazione ho chiesto di sapere se i lavori di realizzazione del primo lotto della litoranea Postilli-Riccio siano in ritardo o meno rispetto al previsto e se le risorse economiche stanziate inizialmente siano sufficienti al completamento dell'opera-spiega Coletti-Vorrei anche sapere dal sindaco per quali ragioni tecniche, giuridiche, economico-finanziarie nel caso in cui vi sia un ritardo rispetto al previsto, non sono ancora stati avviati i lavori di realizzazione del ponte sul Foro e se risponde al vero che si vorrebbe effettuare una variante in corso d'opera dell'importo di circa 350 mila euro e, se sì, quali siano i motivi e i lavori oggetto della variante". Come si ricorderà i lavori del primo lotto della strada sono stati finanziati con una delibera Cipe del maggio 2003 per 6 milioni di euro. Il Pd si batte anche per la modifica globale dello statuto comunale:"Siamo fortemente convinti della necessità di apportare modifiche allo statuto, carta fondamentale della comunità locale -spiega Coletti- L'augurio è che il lavoro di revisione,che anche il centrodestra sembra voler intraprendere,sia di buon auspicio per la città che negli ultimi dieci anni ha perso il prestigio e il ruolo che aveva faticosamente conquistato". Il capogruppo Pina De Lutiis precisa i cambiamenti da apporre alla carta: "Chiediamo che la Giunta sia formata da un numero di assessori pari ad un quarto dei consiglieri comunali ovvero in un numero di cinque. Una proposta che potrebbe essere un segnale relativo ad un risparmio sui costi della politica, visto che ora lo statuto stabilisce in sette il numero degli assessorati. Vorremmo,inoltre,che sia garantita la presenza delle donne sia all'interno della Giunta che negli altri organismi di enti partecipati".

Torna all'inizio


Veltroni (sezione: Costi dei politici)

( da "Riformista, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Veltroni All'Italia serve una chiamata alle armi Una guerra di liberazione dalle piaghe bibliche che ci affliggono Sia consentito esprimere un po' di delusione sui dodici punti del programma di Veltroni. Non che i dodici punti siano, in sé e per sé, errati, ma essi non sono inquadrati in una politica forte, convincente e specifica sui grandi mali del Paese. Facciamo una riprova: quale di questi punti non potrebbe tranquillamente far parte del programma di ogni e qualsiasi altro gruppo politico che si appresta a presentarsi alla competizione elettorale? Dunque vanno resi più incisivi, più specifici, più concreti e vanno messi in ordine di priorità e importanza. I grandi mali del Paese, le piaghe bibliche, che devono essere affrontate con un approccio emergenziale, con azioni straordinarie, e non con una normale azione di buon governo, sono sei: il costo della politica; la degenerazione della politica contro la professionalità; la dominanza della malavita organizzata in alcune regioni, con tendenza ad espandersi; la mancanza di giustizia; il peso del debito; la distruzione del territorio e del paesaggio. Queste piaghe bibliche vanno affrontate con azioni che devono diventare i pilastri portanti di una politica che voglia realmente cambiare l'Italia in meglio (perché cambiare per cambiare non ci interessa). A queste piaghe non si può contrapporre un semplice elenco di punti di buon governo dispersi e annacquati fra tanti altri. Ci vuole una dichiarazione di guerra e insieme una chiamata alle armi, perché nessun governo, da solo, può affrontare seriamente queste piaghe, se a esso non partecipano consapevolmente le componenti del Paese che condividono la urgenza di una guerra di liberazione. Perché di questo e di niente di meno si tratta. E su molti di questi temi una collaborazione politica bipartisan appare indispensabile. Il costo della politica Affrontare e tagliare il costo della politica non coincide con il tema della riduzione della spesa pubblica, nei limiti del punto 3 del programma. Se, ad esempio, per ridurre la spesa pubblica si tagliassero ulteriormente gli stipendi dei medici ospedalieri o i trasferimenti ai comuni, io non sarei d'accordo. 2 22/02/2008.

Torna all'inizio


Ue, lo scandalo dei finti portaborse - alberto d'argenio (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ue, lo scandalo dei finti portaborse Parenti o prestanome per intascare i fondi: 16mila euro al mese per deputato ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - Soldi pubblici destinati a pagare i propri assistenti intascati grazie a contratti inesistenti o intestati ad un parente, il tutto per migliaia di euro al mese. Per la stampa britannica - notoriamente poco tenera con le istituzioni Ue - si tratta di uno scandalo con la esse maiuscola che potrebbe avere conseguenze penali per molti europarlamentari. Per gli addetti ai lavori, invece, è una semplice indagine di routine. Fatto sta che intorno al rapporto interno su come vengono utilizzati i soldi messi a disposizione dal Parlamento europeo per pagare i collaboratori degli onorevoli c'è un sospetto alone di segretezza. E per i pochi che hanno avuto l'occasione di leggerlo mette a nudo le pecche di un sistema che avrebbe permesso di "frodare" le casse Ue. Al momento lo scottante dossier è sotto chiave in uno scantinato di Strasburgo e solo alcuni parlamentari lo hanno potuto consultare. Secondo i loro racconti il testo non fa nomi, non indica la nazionalità o i partiti dei presunti frodatori. In ballo ci sono i 16 mila euro che ogni mese vengono rimborsati dietro ricevuta giustificativa ad ogni membro del Parlamento per pagare i propri assistenti attivi a Bruxelles o nel paese d'origine (in totale sono più di 1500). Una ricca busta paga (della quale spesso gli assistenti non vedono che le briciole) che si somma allo stipendio di Europarlamentare - pari a quello percepito dai parlamentari nazionali del proprio Paese - e al gettone di presenza per partecipare ai lavori nelle sedi di Bruxelles e Strasburgo. Ebbene, il rapporto passa al setaccio la gestione dei fondi di 167 parlamentari (in totale sono 785): "Sono rimasto a bocca aperta di fronte alle dimensioni degli abusi riscontrati - ha affermato il liberale britannico Chris Davis - a maggior ragione pensando che tutto ciò è stato tenuto segreto". La segretezza, appunto, è l'ingrediente che sta facendo montare una storia che di fatto non stupisce nessuno, visto che da anni ciclicamente torna a galla. Insomma, una scelta presa per non far montare l'anti-politica in salsa europea che rischia di rivelarsi controproducente. A quanto sembra, infatti, alcuni parlamentari ricorrono a una serie di trucchetti per intascare una bella fetta dei soldi destinati ai collaboratori (o per mandarli ai propri partiti). Il menù è ricco: assunzione di persone inesistenti, assegnazione del lavoro a familiari o dirottamento dei soldi verso apposite società di servizi intestate allo stesso onorevole. Pratiche gravi che, a quanto si racconta, hanno spinto lo stesso Hans Gert Poettering - il presidente dell'Euroassemblea insediatosi da appena un anno - ad andare fino in fondo riformando una volta per tutte il sistema contrattuale a partire dal 2009. Intanto l'Antifrode Ue ha chiesto il dossier per decidere se aprire una propria indagine.

Torna all'inizio


Caccia grossa ai GRILLO BOYS (sezione: Costi dei politici)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Attualità MOVIMENTI / DOVE VA IL POPOLO DELL'ANTICASTA Caccia grossa ai GRILLO BOYS DI Alessandro Gilioli Di Pietro. Pecoraro Scanio. Ma perfino Storace, Tabacci e Casini. In cerca di un elettorato che vale almeno un milione di voti. E che il 13 aprile non si asterrà è "giunto il tempo di dire basta ai partiti delle caste". Chi l'ha detto? Beppe Grillo? Fiorello? Qualche vessillifero dell'antipolitica? Uno dei tanti blogger furiosi con i Palazzi romani? Macché. Lo dice e lo ripete da un paio di settimane niente meno che l'ex ministro Mario Baccini, una vita nella Democrazia cristiana prima di emergere come esponente nell'Udc di Cesa, Buttiglione e Cuffaro. Tre legislature alle spalle, il curriculum pieno di incarichi su plurime poltrone della capitale, Baccini non risulta in verità essersi mai distinto per le sue proposte contro i privilegi degli onorevoli, contro le auto blu, i portaborse o le indennità faraoniche, ma da quando ha messo in piedi la Rosa Bianca non lascia passare giorno senza una dichiarazione contro la Casta. Merito, o colpa, di quel milione e passa di italiani che si è comprato l'omonimo libro di Rizzo e Stella, di quei trecentomila che hanno firmato in piazza per Grillo, di quell'aria di antipolitica che continua a spirare ma non troverà nelle elezioni del 13 aprile alcun simbolo a rappresentarla a livello nazionale. Sicché adesso, a Roma, tutti o quasi si sentono in diritto di tentare di intercettare la stanchezza diffusa nel Paese verso i manovratori di Montecitorio e dintorni, cercando magari di far scordare il proprio passato recente o antico. Baccini, ammettiamolo, non avrà gioco facilissimo nel farsi passare per il nuovo che avanza, ma a suo favore ha la presentabilità del suo leader, Bruno Tabacci: il quale in passato si è distinto nelle battaglie contro le storture del sistema bancario e adesso cerca visibilità in Rete con un blog aperto ai commenti e abbastanza visitato (http://blog.brunotabacci.it/), da cui pure lui, ex segretario democristiano di Giovanni Goria, spara ogni giorno "contro la Casta dei due poli" e indica addirittura la sua lista come "l'unica e ultima speranza di cambiamento per l'Italia". Il punto è che, nell'era della democrazia liquida, ci sono in giro uno o due milioni di elettori che per semplicità vengono accreditati all'area dell'antipolitica, gente insomma che considera i due poli troppo simili tra loro, meri accaparratori di cariche ben remunerate, lontanissimi dai problemi della vita quotidiana. "è un bacino costituito soprattutto da giovani, elettori attorno ai trent'anni ma già disillusi, che abitano in prevalenza nel nord-est del Paese", spiega il sondaggista Nando Pagnoncelli: "In linea generale, la gran parte di questi alla fine andrà a votare, nonostante le attuali dichiarazioni di astensionismo. Lo faranno con distacco e senza entusiasmo, ma lo faranno quasi tutti, anche perché il bipolarismo porta molti a schierarsi, dopo tutto". Già, ma su quale simbolo farà la sua croce il mobile popolo dell'Anticasta? Pagnoncelli indica tra i probabili destinatari l'area radicale, quella dei Verdi e il partito di Di Pietro, anche se il valzer delle alleanze (i Verdi con Bertinotti, l'Italia dei Valori con Veltroni) rischia di scompaginare le carte: "Sicuramente l'apparentamento con il Pd farà perdere un po' di consensi grillini a Di Pietro, ma penso che il grosso della protesta alla fine convergerà comunque verso l'ex pm, che nella percezione è il leader meno associato alla Casta". Non molto dissimile è l'analisi di un altro ricercatore, Luigi Crespi, che da mesi segue da vicino il fenomeno Grillo (cui attribuisce un consenso potenziale "tra il 7 e il 10 per cento, concentrato soprattutto nel Nord") e ne descrive così l'elettorato: "Si tratta di un popolo che non è compattato né da comuni ideologie né da comuni interessi economici, ma soltanto da una gran voglia di rivalsa, da un senso di frustrazione e di contrapposizione al Palazzo: bene, questo può indirizzarsi in qualsiasi posizione che si mostri fortemente conflittuale con l'establishment. Di Pietro tuttavia è il terminale per eccellenza di quest'area, e per questo Veltroni ha voluto collegarsi con lui". Ma quanto costerà all'ex pm l'alleanza con il Pd? Per Crespi lo si scoprirà solo nelle prossime settimane: "Se Grillo, che è un opinion leader, nel suo blog criticherà apertamente la scelta di Di Pietro, quest'ultimo potrebbe perdere molti voti. Se invece, come appare probabile, Beppe rimarrà nel vago, il grosso dei voti grillini finirà all'Italia dei valori". E gli altri, quelli che non se la sentono di indicare Walter come premier? "Vedo ben piazzato Francesco Storace", risponde Crespi: "Ha aperto un blog molto frequentato, sta usando toni e linguaggi contro il Palazzo, capitalizzerà il fatto di presentarsi da solo, se davvero lo farà". E in effetti, basta dare un'occhiata al sito dell'ex ministro della Sanità per vedere che questi si appella ogni giorno alle "persone perbene, indisponibili a farsi corrompere" e insiste sul sicuro "prossimo inciucio tra Silvio e Walter", mentre nei commenti una vasta fascia di simpatizzanti si duole addirittura che non sia stato possibile un apparentamento con Di Pietro in nome delle comuni battaglie "per la legalità". Anche secondo Maurizio Pessato, della Swg (che ha appena pubblicato una ricerca sui meet-up di Grillo, vedere riquadro a pag. 66) L'Italia dei Valori e la Destra sono, insieme alla Lega, i partiti che più si candidano a raccogliere il consenso del popolo Anticasta: "L'elettorato del 'non ne posso più', del 'sono tutti uguali' alla fine andrà in gran parte a votare: in Italia il dissenso per sottrazione non ha radici storiche e il ribellismo tende comunque a incanalarsi su un simbolo. L'accorpamento con le amministrative svuoterà ulteriormente la minaccia astensionista", prevede Pessato: "Se Grillo si fosse presentato alle politiche avrebbe raccolto diversi punti in percentuale, ma l'accelerazione della crisi non gliel'ha consentito. Il risultato è che il suo elettorato si dividerà tra i partiti che hanno un'immagine più avversa al Palazzo, come appunto Storace, Di Pietro e, al Nord, Umberto Bossi". Un trio a cui un altro sondaggista, Nicola Piepoli, aggiunge a sorpresa anche Pier Ferdinando Casini: "Lo so che può sembrare strano, ma tutte le liste estranee ai due macropartiti (Pdl e Pd) possono attrarre i voti di chi si pone contro l'establishment, e anche questo può aver pesato nella scelta di Casini di presentarsi da solo", dice Piepoli: "In generale, penso che l'elettorato di Grillo valga un milione e mezzo di voti. Di questi, però, secondo me quasi la metà non andrà a votare. Il resto tenderà a disperdersi verso i simboli minori di sinistra, destra e centro". Secondo Piepoli, del resto, "il grillismo è un fenomeno involuzionario e non rivoluzionario: essendo contro tutti non è alla fine contro nessuno, quindi non è stupefacente che i suoi voti tendano a distribuirsi sulle liste più diverse, comprese quelle che non ci si aspetterebbe mai". Il che spiegherebbe perché le sirene dell'antipolitica arrivano da fonti così disomogenee (dalla Destra di Storace alla Sinistra Arcobaleno) e perfino un po' stravaganti, come il succitato Baccini. Così, il rischio che il potenziale elettorato grillino si diluisca troppo mette in guardia i suoi più 'naturali' destinatari, Pecoraro Scanio e Di Pietro, che quindi lo corteggiano apertamente ogni giorno sui rispettivi blog: il leader dei verdi ha addirittura incollato sul suo sito il banner del prossimo V-day (quello del 25 aprile, contro 'la Casta dei giornali') poi ha espresso solidarietà ai meet-up di Roma a cui era stato negato di assistere ai lavori dell'ultimo consiglio comunale, promettendo addirittura un esposto in Procura. Quanto al leader dell'Italia dei Valori, questi ha sposato a tutto tondo la battaglia contro i finanziamenti pubblici all'editoria e per la restituzione a Europa7 delle frequenze attualmente usate da Retequattro : due temi, si sa, molto popolari tra i frequentatori del blog di Grillo. E in tutto questo Clemente Mastella, considerato dai più l'incarnazione vivente della Casta politica, che cosa fa? Dopo aver tentato mesi fa di replicare a Grillo aprendo un suo blog, lo ha abbandonato di fatto dal 5 dicembre scorso, quando ha inviato un post intitolato "Non sono certo sparito": poi è appunto sparito (almeno dalla Rete). Restano invece vivacissimi i siti a cui hanno dato vita i suoi ironici detrattori, come il celebre 'Clemente Pastella', dove campeggia un bell'orologio con le fattezze dell'ex ministro: dalle sei a mezzogiorno sta con la sinistra, da mezzogiorno alle sei con la destra. a.gilioli@espressoedit.it ANATOMIA DEL MEET-UP Sono 63.475 cittadini, per lo più tra i 30 e i 45 anni, distribuiti in 250 diverse città italiane, che costituiscono un "movimento postmoderno ed eterogeneo" il cui scopo è dare "una risposta collettiva alle grosse difficoltà della vita quotidiana e sfogare la frustrazione provocata da tali condizioni". è questo il quadro che emerge dalla prima ricerca demoscopica effettuata sul 'popolo di Beppe Grillo' e curata per la Swg di Trieste da Enrico Milic, che ha studiato un campione di quattro meet-up (i gruppi in cui si articola il movimento di Grillo) a Napoli, Prato, Treviso e Trieste. Secondo la Swg, si tratta di un movimento prevalentemente maschile (le donne sono meno di un terzo) costituito da piccoli imprenditori, liberi professionisti, dirigenti d'aziende pubbliche e private, più una piccola quota di operai. In grande maggioranza hanno votato in passato per i partiti di sinistra, ma quasi mai hanno avuto esperienze di militanza politica. Sono tutti arrivati ai meet-up attraverso Internet, che viene considerato il mezzo di aggregazione per eccellenza. E alla base della loro scelta di impegno c'è proprio la globalizzazione: grazie alle loro esperienze di studio o di vacanza effettuate all'estero (con programmi come l'Erasmus o semplicemente con le compagnie low cost) hanno maturato una coscienza civile rispetto a temi come la protezione dell'ambiente, lo sviluppo di energie ecosostenibili, l'esigenza di un'amministrazione pubblica efficiente, la voglia di partecipazione diretta alla politica anche attraverso esperimenti di e-democracy. In generale, i meet-up rivendicano un'autonomia organizzativa e decisionale sul territorio rispetto al loro leader, a cui tuttavia sono allineati per quanto riguarda i grandi temi (ambiente, acqua, giustizia, effetti della globalizzazione etc). Svolgono campagne di sensibilizzazione locale senza tentare di coinvolgere i media tradizionali ma sempre partendo dal basso, attraverso volantinaggi, distribuzione di giornali autoprodotti e iniziative artistiche. Le loro riunioni hanno la comune caratteristica dello story-telling, cioè del singolo partecipante che racconta un episodio o un'esperienza vissuta singolarmente ma in cui gli altri si possano identificare per la comune battaglia politica: in questo, dunque, la dinamica interna al meet-up è abbastanza analoga a quella che avviene nei blog. E Veltroni risponde con i gazebo colloquio con Ermete Realacci di Marco Damilano Armageddon. La chiama così Ermete Realacci, l'uomo che cura la campagna elettorale di Walter Veltroni: l'arma da fine del mondo. Il 29 e il 30 marzo, a due settimane del voto, il Pd rimetterà in piedi i banchetti e i gazebo delle primarie del 14 ottobre che elessero segretario l'ex sindaco di Roma per richiamare i tre milioni e mezzo di votanti alla pugna. Un modo per intercettare l'antipolitica. "Gli applausi più forti per Walter nelle tappe del tour in pullman per l'Italia arrivano quando attacca i costi della politica: in altri tempi non sarebbe mai accaduto". Quanto pesa sulla vostra campagna il fattore 'vaffa', l'indignazione contro la casta politica? "Grillo è un sintomo, non è la cura. Dice no agli inceneritori, no alle discariche, no a tutto. Però rappresenta un malessere giustificato e diffuso. Per noi la risposta è ridare dignità alla politica. Dobbiamo parlare a chi è attratto dall'antipolitica per colpa dei vizi della politica". In che modo? La politica, per molti italiani, siete voi: la classe dirigente del centrosinistra. "La scelta di andare da soli alle elezioni, contro la frammentazione dei partiti. Gli slogan: non scegliete un partito, scegliete il paese. E poi il linguaggio del corpo in campagna elettorale. Veltroni che parla solo sul palco durante i comizi, con la bandiera tricolore accanto, senza i notabili attorno. Oppure l'idea di farlo pranzare in casa di una famiglia normale. Se lo portassimo in un ristorante con 300 persone neppure i marines potrebbero evitare il tavolo nobile con i politici locali. Ha fatto scattare un'epica del centrosinistra che mancava da anni". Veltroni epico? Addirittura? "Certo: la nostra campagna sarà un racconto epico, ma semplice ed empatico. Dobbiamo colmare il distacco della sinistra dalla gente. Da anni non votano più centrosinistra i poveri, gli operai, le periferie. Colpa di un certo elitismo della sinistra, per cui un messaggio semplice viene visto male. Non dobbiamo perdere neppure un voto della famiglia Cesaroni". Scusi: per recuperare i voti degli operai candidate Colaninno junior e altri figli eccellenti? "Candidature come quella di Colaninno o del prefetto De Sena non sono colpi di teatro. Bertinotti dice una sciocchezza quando spiega che tra l'imprenditore e l'operaio della Thyssen ce n'è uno di troppo. La nostra idea è opposta". Fiorello ha invitato a stracciare le tessere elettorali per protestare contro i rifiuti in Campania, dove governate voi. C'è un pericolo astensionismo? "Fiorello ha detto una cosa sensata: quando vedi che dopo anni di spese ci sono le strade ingombre di immondizia quella reazione può capitare. L'astensionismo si può recuperare, con la credibilità e senza cavalcare l'anti-berlusconismo. Da anni alle elezioni si dice: votate contro Berlusconi. Questa volta non ce ne sarà bisogno: gli italiani conoscono benissimo Berlusconi, sanno che non fa politica in modo disinteressato... Noi puntiamo sull'abbassamento delle difese immunitarie, attrarre anche i voti di chi votava centrodestra". Grillo scrive sul suo blog che Topo Gigio (Veltroni) e lo Psiconano (Berlusconi) sono gemelli, "due cheirichetti che servono la stessa messa". Non temete alla fine di sembrare tutti uguali? "Mi sembra la versione di sinistra del Bagaglino. Ci sono le regole che si fanno tutti insieme. Ma poi c'è un'enorme distanza tra noi e i nostri avversari. Il Pd nasce per riunire il paese e i suoi talenti, il Pdl predica una politica che asseconda gli interessi particolari. Con il centrodestra si alza il conflitto politico e culturale". Veltroni usa toni soft, molta serenità, molto verde. Ma nell'Italia 2008 c'è il ribellismo sociale: quartieri in rivolta, tifosi contro la polizia, ronde anti-immigrati. C'è la rabbia: come risponderete? "Buttando la palla in avanti. Non possiamo inseguire tutti gli incazzati nelle loro rivendicazioni. Abbiamo un'idea della politica forte e utile perché accompagna la società, non perché pretende di guidarla. Dire, come fa Veltroni, che il paese è in piedi e che la politica deve rialzarsi è una svolta rispetto alla tradizione della sinistra: il leninismo, il riformismo dell'alto". Applicherete le due proposte del Vaffa-day: divieto di ricandidatura per più di due mandati e no ai parlamentari inquisiti? "Non candideremo i condannati per reati gravi. Ma la politica non deve aspettare la magistratura: Marco Minniti ha chiesto lo scioglimento del consiglio in Calabria, è una scelta dolorosa, lì governiamo noi, ma necessaria. E ci sarà un rinnovamento consistente delle liste: ci andrà di mezzo qualche big, pazienza".

Torna all'inizio


Per posta, per e-mail (sezione: Costi dei politici)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Attualità LETTERE Per posta, per email Partito democratico ultima spiaggia Per la prima volta, alla tenera età di 67 anni, ho aderito a un partito politico, il Partito democratico. Non vorrei che questo suonasse come un insulto alla necessità di svecchiare il mondo della politica, di lasciare spazio ai giovani. Concordo pienamente su questo. Spetta ai giovani impegnarsi in politica, ora più che mai. Credo però che anche un anziano possa tentare di fornire un sia pur modestissimo contributo alla nascita e allo sviluppo di un soggetto politico che pare essere l'ultima possibilità per la sinistra italiana di porsi come credibile forza di governo. Sinora è forte infatti la tentazione di trarre due conclusioni: la prima, che la sinistra italiana sia strutturalmente inadatta a governare a causa della sua incoercibile tendenza a dividersi e della sua incapacità di accettare le mediazioni indispensabili in ogni azione di governo; la seconda che il popolo italiano sia antropologicamente orientato a destra, se è vero che l'individualismo è caratteristica peculiare del nostro popolo, incompatibile o difficilmente coniugabile con il valore della solidarietà che caratterizza la sinistra. Forse saremo costretti ad accettare queste conclusioni. Ma non prima di aver provato a verificare fino in fondo la possibilità di smentirle nei fatti. Il Partito democratico sembra l'occasione giusta. Domenico Pilolli, Modena Carla va in Musa Nel numero 6 de 'L'espresso' sotto il titolo 'Carla va a piedi' il lettore è indotto a credere che, per il fatto di non avere la patente, Carla Bruni non possa apprezzare la New Musa e che l'amministratore delegato della Lancia Olivier FranÇois abbia perso per questo la felicità. Che pessimismo! Posso assicurare che per viaggiare a bordo di una city limousine non serve la patente. Di più, la nostra Musa è così comoda e silenziosa che, la signora Bruni, perfettamente a suo agio sul sedile posteriore, suona la chitarra. E alla fine ci saluta addirittura con un sorriso. Raffaello Porro, Responsabile Ufficio Stampa Lancia Scrive Dini Confesso che mi sento offeso per il fatto di essere incasellato tra i 'voltagabbana' ('Gli impresentabili', 'L'espresso' n. 7). L'articolo ricorda le origini del mio impegno in politica nel 1996. Devo precisare in proposito che all'inizio del 1995 fui designato dal Capo dello Stato come Presidente del Consiglio su indicazione di Silvio Berlusconi e che nel presentare il mio governo tecnico alla Camera chiesi in primo luogo alle forze del centro-destra il sostegno ad un governo che non conteneva assolutamente uomini di partito. Fu allora il centro-destra ad adottare sempre più un atteggiamento di opposizione al mio governo e non fui certo io a 'mollare', come dice l'articolo, Berlusconi. Quanto poi alle vicende attuali, la coerenza del mio comportamento è evidenziata dal fatto che sin dal voto sulla legge finanziaria per il 2007 manifestai un atteggiamento severamente critico sul governo Prodi, atteggiamento poi sempre più netto nei confronti della riforma delle pensioni, delle liberalizzazioni, della Finanziaria per il 2008, per ricordare solo le tappe fondamentali delle posizioni assunte in Senato dai liberaldemocratici. E proprio in sede di dichiarazione di voto finale sulla Finanziaria per il 2008 annunciai la nostra dissociazione dal Governo. Inoltre, avendo noi liberaldemocratici sempre manifestato un'opzione netta per il bipolarismo, la scelta più coerente non poteva non essere quella della presentazione delle liste nel Partito della Libertà. La parola 'voltagabbana', dunque, certo non mi appartiene. Noto poi una coazione a ripetere: ogni volta che qualcuno esce dal centro-destra per passare al centro-sinistra diventa un eroe con nobili motivazioni ideali; ogni volta che lo spostamento avviene in senso contrario, si passa per trasformisti, e qualche volta addirittura per 'voltagabbana'. Lamberto Dini Caos calmo: più che il sesso la panchina Ho visto il film 'Caos calmo'. Mi è piaciuto. Tutti ne parlano per la scena di sesso tra Nanni Moretti e Isabella Ferrari. E parlare fa rima con pubblicità. Il film è un'intelligente riduzione del romanzo di Sandro Veronesi. è bella l'idea di sbattere un padre, rimasto vedovo, su una panchina di fronte alla scuola dove studia la figlia. Le cose, le persone, affari ed emozioni, ruotano intorno alla panchina. Tranne la scena incriminata. Che non è volgare. è interpretata da uno che non ti spetti di vedere ansimante e con le mani nel sacco di Isabella. Ma i conti non tornano se si riduce il film di Antonello Grimaldi a una scena di sesso. 'Caos calmo' seduce per la convincente provocazione di portare il mondo alla panchina. Fabio Sìcari, Bergamo Il velo secondo i maschi Il vero problema del burka riguarda la morale sessuale che sottende, secondo cui la femmina sarebbe (e per molti è) responsabile della sessualità (irresponsabile) di noi maschi. Per evitare che l'uomo si possa troppo eccitare, alcuni fanatici impongono a queste donne di coprire il corpo o restarsene sepolte in casa; ed alcune di loro, convinte o meno per cultura o religione, perfino pensano che sia bene. Per me invece è riprovevole. Su questo dovremo ormai sempre più confrontarci. Piero A. Zaniboni, Bologna L'amore al tempo di Moccia di Stefania Rossini Cara Rossini, sono una ragazza di 16 anni e spero che vorrà pubblicare questa mia mail. Scrivo perché io, come tanti altri, voglio smettere di essere considerata parte della 'generazione tre metri sopra il cielo'. Siamo in molti ad essere stufi di essere considerati 'coloro che grazie a Federico Moccia credono nell'amore', 'la generazione dei sognatori che appendono lucchetti'. Se io credo nell'amore non è per Moccia, questo è certo. E dato che il sopracitato non si degna di pubblicare mail o commenti che contrastino le sue fan, mi sono rivolta a lei. Magari le arriveranno altre mail, o lettere, di ragazzi stanchi di essere compresi nella massa che legge i libri di Moccia. Chiediamo solo che si smetta di generalizzare. Alice T. per e-mail Francamente, cara Alice, non mi sembra di vedere un movimento di rivolta contro l'omologazione alla Moccia. La tua lettera però merita attenzione perché, sotto l'aspetto dell'assennatezza culturale, espone un problema diffuso. Tu ti lamenti di essere messa nel mucchio dei ragazzetti frivoli che leggono i libri dell'autore romano e corrono in massa a vedere i film derivati. Ma non dici una parola su quei libri e quei film. Non si capisce se li hai letti e visti, o se li hai evitati per pregiudizio, considerandoli scadenti. Punti il dito soltanto sulla piccola moda che ne è derivata, fatta di lucchetti dell'amore, smorfiette amorose e messaggini mielosi. Capisco il fastidio. Ogni generazione fa suo il clima culturale che la circonda e, in genere, l'adolescenza lo fa con maggior candore e precipitazione. Ma basterebbe cercare di starsene fuori senza recriminazioni, magari dopo aver letto e valutato i libri incriminati. Tu invece definisci te stessa in negativo, come anti-Moccia, non dici chi sei e cosa pensi, ma ciò che non sei e non vuoi. è un modo di schierarsi che salta la conoscenza e si affida all'aria che tira. Non sei la sola a comportarsi così. Nel mondo dei cosiddetti adulti, un libro di un successo almeno pari a quelli di Moccia ('La Casta' di Stella e Rizzo) ha raccontato in modo serio e documentato gli sprechi della politica. Molti lo hanno letto, molti altri lo hanno solo comprato, ma il suo messaggio (o meglio, un passa parola semplificato delle sue denunce) si è diffuso a macchia d'olio trasformandosi in mugugno di massa. Ne è derivato uno sputacchio generalizzato sulla politica e su chi la fa, un brontolio facile e acritico che fa sempre più proseliti. Senza conoscenza, senza distinzioni tra la buona e la cattiva politica. Molto meglio, credimi, gli innocenti lucchetti dell'amore.

Torna all'inizio


Troppi costi, il nido comunale verrà gestito dai privati (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Treviglio" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

SERVIZI Il sindaco Tognoli: "Le rette verranno sempre decise dal Comune" TROPPI COSTI, IL NIDO COMUNALE VERRÀ GESTITO DAI PRIVATI richiedi la foto Il sindaco Emilio Tognoli Romano di Lombardia - L'asilo nido comunale verrà dato in gestione a privati. E' il progetto dell'Amministrazione comunale che verrà presentato lunedì sera in Consiglio comunale. Una scelta, quella della Giunta guidata da Emilio Tognoli, legata anche all'ultima legge Finanziaria che ha tagliato ulteriormente i finanziamenti da parte dello Stato. "L'apposita commissione ha già fatto le valutazioni del caso - ha spiegato il primo cittadino - Il nostro obiettivo è quello di garantire un servizio pubblico qualitativo e quantitativo, ma procedendo ad affidare la gestione ad un operatore privato. In questo modo si ridurrebbero sensibilmente le spese che il Comune ogni anno affronta per mantenere il servizio". Non si tratterà comunque di una cessione totale. La gestione della struttura, che ha una capienza di 36 bambini ed è situata in via dei Cappuccini, le attrezzature e il programma educativo resteranno in capo all'Amministrazione comunale che sarà l'unica a poter decidere eventuali modifiche. Tra queste rientrano anche le tariffe che potranno essere variate solo su decisione della Giunta comunale. Al privato resterà solo la pura gestione del servizio, come le insegnanti, la pulizia e la mensa. "Già il giorno dopo del Consiglio verrà redatto il bando pubblico per l'affidamento della gestione - ha proseguito il primo cittadino - L'incarico entrerà a regime dall'anno scolastico 2008/2009 e avrà una durata di tre anni, ma già da giugno il privato comincerà ad operare". Il sindaco ha anche rassicurato le famiglie sulla questione delle rette e su un loro possibile aumento. "Solo l'Amministrazione comunale, tramite il comitato di gestione, ha la competenza per intervenire sulle tariffe - ha sottolineato Emilio Tognoli - Per questo motivo resterà la tutela e la salvaguardia per i lavoratori dipendenti e per le situazioni di disagio economico". Articolo pubblicato il 22/02/08 Andrea Palamara.

Torna all'inizio


LIGURIA: APPROVATA FINANZIARIA REGIONALE. BILANCIO SANITA' IN... (2) (sezione: Costi dei politici)

( da "Asca" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

(ASCA) - Genova, 22 feb - Il presidente Burlando nel suo recente incontro con i ministri Turco e Padoa-Schioppa ha proposto il piano di rientro per la Liguria con un mix leggermente diverso da quello previsto, ricevendo un incoraggiamento a proseguire sottoponendo al tavolo tecnico governativo una minore spesa farmaceutica a fronte di una maggiore spesa per ospedali, con meno tasse per i liguri ma un maggiore risparmio regionale. Meno tasse per i liguri: la finanziaria oggi approvata in giunta permettera' di mettere in pratica un'ulteriore riduzione dell'addizionale IRE. Dopo la fascia di esenzione per i redditi fino a 13 mila euro, gia' inizialmente prevista e composta da 247 mila contribuenti, e il provvedimento 2007 con cui sono stati esentati 288 mila contribuenti tra i 13 e 20 mila euro di reddito annuo, da quest'anno con la finanziaria 2008 anche la fascia di 142 mila contribuenti con reddito tra 20 e 25 mila euro sara' esentata dall'addizionale IRE. Gli effetti di questa riduzione cadranno nelle buste paga dal gennaio 2009. La giunta Burlando ha comunque previsto l'estensione della riduzione anche a chi (82 mila persone) ha un reddito tra 25 e 30 mila euro per il 2010. In questo modo dal 2010 circa l'85% della popolazione ligure sara' esentate dall'addizionale. Il maggiore risparmio regionale verra' anche dal taglio di 3 milioni di euro ai costi della politica. I tagli alle consulenze incideranno per 1milione di euro, verranno mantenute solo quelle indispensabili all'andamento amministrativo per la ricezione di fondi europei e la possibilita' di avvalersi di eventuali pareri legali. E poi: minori spese per le missioni degli amministratori (220 mila euro), tagli alle spese per giornali e periodici (100 mila euro), meno spese per rappresentanza, convegni, mostre e manifestazioni (250 mila euro) e promozionali (600 mila euro), spese per gettoni di presenza ai membri di commissioni regionali (100 mila euro). Tagli anche per manutenzione straordinaria (320 mila), per telefonia (196 mila euro) a fronte del potenziamento dei servizi di Voice over IP di trasmissione chiamate in forma digitale per abbattere i costi, per autovetture (84 mila euro) e postali (50 mila euro). res-rus/mcc/bra (segue) (Asca).

Torna all'inizio


<Seduta consiliare inutile, si rinunci al gettone> (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Palma di montechiaro "Seduta consiliare inutile, si rinunci al gettone" Palma di Montechiaro. Secondo il capogruppo consiliare del Pd Salvatore Tannorella, la seduta del Consiglio comunale di lunedì scorso non doveva svolgersi poiché i consiglieri del centrodestra erano a conoscenza che i due argomenti inseriti all'ordine del giorno (debiti fuori bilancio) non potevano trattarsi in quanto privi del parere obbligatorio dei revisori dei conti. Per tale motivo ha ribadito che i consiglieri che hanno partecipato a quella seduta devono rinunciare al gettone di presenza "per non defraudare la comunità palmese". Questa proposta Tannorella ha assicurato di averla formulata nella contestata seduta di lunedì, asserendo di non avere però ricevuto alcuna risposta dai consiglieri del centrodestra. L'esponente politico ha svelato ancora che nella riunione convocata sabato scorso per la trattazione della revoca della delibera concernente la realizzazione dei parchi eolici e dei due debiti fuori bilancio, un consigliere comunale avrebbe tenuto un comportamento poco riguardoso nei confronti del presidente del Consiglio Calogero Alotto il quale, sentendosi offeso, ha abbandonato l'aula. "I lavori sono proseguiti regolarmente poi in quanto il consigliere Rosario Bonfanti, il più anziano per voti, ha assunto la presidenza facendo continuare i lavori e permettendo così ai consiglieri del centrodestra presenti di bocciare la richiesta di revoca dei parchi eolici. Gli altri due punti è cioè i debiti fuori bilancio non dovevano essere trattati e quindi Bonfanti aveva il dovere di proporre al Consiglio il loro ritiro in quanto erano privi del parere del collegio dei revisori dei conti in quanto quello che era stato formulato doveva dichiararsi nullo in quanto l'organismo era già scaduto. Il Consiglio pertanto era a conoscenza di ciò, tra l'altro nella precedente seduta il presidente Alotto aveva comunicato che i debiti fuori bilancio non potevano essere più votati. Invece il centrodestra ha preferito rinviare il Consiglio a lunedì per trattare solo i debiti fuori bilancio pur sapendo che non potevano più farlo. Nella stessa seduta quando sono iniziati i lavori, il sottoscritto inoltre ha fatto una dichiarazione di voto affermando che sabato i consiglieri della maggioranza di centrosinistra avevano abbandonato l'aula per solidarietà nei confronti del presidente Alotto e che quindi i punti che erano stati rinviati potevano essere trattati da parte del centrodestra nella seduta precedente". FILIPPO BELLIA.

Torna all'inizio


BILANCIO 2008 PER IL COMUNE DI RIOLO TERME (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 22-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

(21:35) (22/2/2008 19:31) | BILANCIO 2008 PER IL COMUNE DI RIOLO TERME (Sesto Potere) - Riolo - 22 febbraio 2008 - Nel consiglio comunale del 19 febbraio è stato presentato il Bilancio comunale di previsione per il 2008 e il piano delle opere pubbliche. Un documento che cercherà di dare slancio alla città d'acque della collina faentina. Gli investimenti Sul versante degli investimenti il bilancio 2008 prevede il finanziamento dello spostamento dello stand della Pro Loco e la riqualificazione del Parco Pertini per un investimento di 400.000 euro. Inoltre è prevista l'ultimazione della lottizzazione denominata "Ricci Bitti" per 200.000 euro, la realizzazione degli spogliatoi a servizio del campo da tennis e polivalente per 70.000 euro, l'adeguamento di alcuni edifici scolastici (nuovi infissi per medie ed elementari, tetto per materna e nido) per 200.000 euro, la manutenzione straordinaria di alcune vie del centro urbano (corso Matteotti e via XXV Aprile) per 150.000 euro e di vie del forese per 100.000. Sono poi previsti altri piccoli interventi che portano complessivamente a prevedere 1.620.501 euro gli investimenti nel 2008. Le spese Il bilancio corrente del comune di Riolo Terme per il 2008 si aggirerà sui 3.254.782 euro. Il costo per i servizi a domanda individuale rimane pressoché invariato con un aumento del 1,9% in più rispetto al 2007 per un totale di 684.873 euro. Le spese del personale sono previste in flessione rispetto allo scorso anno di un 3,8% (1.014.154 euro). Per l'anno in corso si prevedono maggiori oneri finanziari per indebitamento, per effetto dell'accensione di nuovi mutui contratti nel 2007, precisamente si passa da 527.406 euro a 553.993. Per il cosiddetto costo della politica (sindaco, assessori, consiglio comunale) nel 2008 è prevista una spesa di 99.639 euro pari allo 2,99% delle spese correnti. A Riolo Terme rimangono invariate gran parte delle spese che attengono alla gestione dei servizi ai cittadini ed anche i contributi che l'ente locale eroga alle sue associazioni. E così, per istruzione ed assistenza scolastica, si spenderanno in tutto 355.853 euro. Per il trasporto scolastico sono previste spese pari a 72.000 euro. Sulle attività culturali, biblioteca e museo del paesaggio sono previsti 89.859 euro, mentre al turismo saranno destinati 63.321 euro. Alla viabilità ed alla illuminazione pubblica si arriverà rispettivamente a quota 185.429 euro e 156.483. Di rilievo sarà la spesa per i servizi sociali. Per servizi socio-assistenziali (asili nido, assistenza e beneficenza) l'amministrazione destinerà ben 613.657 euro nei quali sono compresi 104.000 euro per servizi verso gli anziani. Le entrate L'ICI prevista è di 1.310.000 euro, a cui vanno aggiunti 140.000 euro che lo stato rimborserà direttamente e pari alla detrazione dello 1,33 per mille prevista dall'ultima finanziaria. L'IRPEF resta confermata al valore del 2007 (0,5%), con un gettito previsto di 303.000 euro. I trasferimenti statali correnti raggiungono i 491.248 euro con un taglio di 9.000 euro rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda tutto ciò che il comune recupera per i servizi resi alla popolazione (rette, affitti, canoni) e per l'applicazione di sanzioni nel 2008 si prevede di arrivare a quota 414.627 euro.

Torna all'inizio