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VICENDA DI PIETRO-GESTIONE
RIMBORSI ELETTORALI IDV
La
Repubblica 22-2-2008 RIMBORSI ELETTORALI, ACCUSE DA PANORAMA
Il
Velino 22-2-2008 Orenove/8. Di Pietro
indagato per i rimborsi elettorali
«Fondi
usati per scopi personali » Il Giornale 22-2-2008
Italia
- http://blog.panorama.it/italia - In tribunale i rimborsi elettorali
all'Italia dei Valori Posted By redazione On 21/2/2008 @ 13:54 In Apertura#2 |
1 Comment Il 27 febbraio, al tribunale di Roma, il gip Carla Santese dovrà
decidere se approfondire le indagini su Italia dei valori, il partito di
Antonio Di Pietro. Panorama, nel numero in edicola da venerdì 22
febbraio, scrive che l'ipotesi di reato è falso in atti pubblici,
appropriazione indebita e truffa aggravata, per il conseguimento di erogazioni
pubbliche. La notizia che nel fascicolo 4620/07 c'è il nome di Antonio Di Pietro,
ministro delle Infrastrutture, rischia di abbattersi sulla campagna elettorale
del Partito democratico. Con Di Pietro è indagata anche Silvana Mura,
deputata e tesoriere dell'Italia dei valori, partito ammesso all'apparentamento
col Pd. Al centro della vicenda, scrive il settimanale, ci sono i rimborsi
elettorali (22 milioni e mezzo di euro) che l'Idv ha ottenuto.
=================
La
settimana prossima il tribunale di Roma dovra' decidere se approfondire o meno
indagini sull' Italia dei valori, il partito di Antonio Di Pietro, in merito ad
un' inchiesta su rimborsi elettorali da oltre 20 milioni di euro. Lo segnala
'Panorama' nel suo numero in edicola oggi precisando che l' ipotesi di reato e'
falso in atti pubblici, appropriazione indebita e truffa aggravata 'per il
conseguimento di erogazioni pubbliche'. Il Giornale dedica la sua prima pagina
al caso pubblicando 'l' atto di accusa' di Mario Di Domenico, ex segretario
dell' Idv, presente nel fascicolo dell' inchiesta. 'Sotto osservazione - scrive
il quotidiano - le spese elettorali, le motivazioni dei conti del suo partito,
l' utilizzazione dei finanziamenti pubblici incassati e delle somme ricevute
dai simpatizzanti: in tutto 20 milioni di euro. Nella carte c' e' anche la
storiella di un assegno non trasferibile da 50 milioni di euro destinato al
partito, ma ugualmente incassato da Di Pietro, oggi alleato di Veltroni. Nel
mirino dell' autorita' giudiziaria, dunque, finisce la presunta gestione
'privatistica' e 'familiare' del partito da parte del suo presidente, di cui
hanno parlato pubblicamente parecchi ex compagni di viaggio, come Giulietto
Chiesa, Elio Veltri e Beniamino Donnici'.
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Roma,
22 feb (Velino) - Il leader dell'Italia dei Valori e ministro dimissionario
della Infrastrutture è indagato per "truffa aggravata" sui rimborsi
elettorali per il suo partito. "Adesso che Di Pietro è indagato - commenta
Michele Brambilla sul GIORNALE - sarebbe troppo facile tirare in ballo la
Nemesi, la Legge del contrappasso, il chi-la-fa-l’aspetti. Soprattutto se
risulterà innocente. Perché si potrebbe dire, a Di Pietro: visto che cosa
succede quando basta l’avvio di un procedimento penale per essere sbattuti in
prima pagina? Ci sono politici che hanno avuto la carriera spezzata solo per
essere stati ‘indagati’: effetto di un clima che Di Pietro ha contribuito a
creare, e che adesso gli si ritorce contro. Sarebbe troppo facile anche dire
che quando uno si presenta come grande moralizzatore la gente pretende un
percorso netto, senza ombre e senza macchia, quindi anche senza udienze
preliminari. Lo diceva pure Enzo Biagi: capita che qualcuno ingravidi una
ragazzina, ma se lo fa il parroco lo scandalo è più grande. Ma tutto questo,
dicevo, sarebbe troppo facile. Noi vogliamo dire una cosa un po’ più complessa.
E cioè: i valori dell’Italia dei Valori sono soltanto la non-corruzione, il
non-finanziamento illecito dei partiti, le non-tangenti, insomma solo il
settimo comandamento? Non sarebbe il caso di inserire anche la schiettezza, il
non prendere per i fondelli i lettori e gli elettori? Il dire pane al pane e
vino al vino, tanto per citare un detto di quel mondo contadino tanto caro
all’ex Pm? Ce lo chiediamo perché Di Pietro ieri, commentando l’anticipazione
di Panorama sull’inchiesta che lo riguarda, ha detto: ‘I fatti penali in
questione sono già stati valutati con la richiesta di archiviazione formulata
dal Pm già dall’anno scorso’. Come dire: inchiesta ormai finita. Ma questo può
dirlo una vecchia zia, non uno che ha fatto il pubblico ministero, e che quindi
sa bene che un pubblico ministero può solo avanzare richieste, non prendere
decisioni. Le quali spettano al giudice. E il giudice non ha ancora deciso. È
possibilissimo che il prossimo 27 febbraio l’inchiesta venga archiviata, e che
Di Pietro ne esca pulito come le Mani dei bei tempi. Glielo auguriamo: sarebbe
meglio per lui, per la giustizia e per la campagna elettorale. Ma sarebbe
meglio per lui, per la giustizia e per la campagna elettorale anche se il
paladino dell’Italia degli onesti parlasse più chiaro. Non è solo per
l’ambiguità sui ‘fatti penali già valutati’ che invece non sono stati ancora
valutati. È anche, per esempio, per qualche altra stranezza. Per esempio. Sul
suo sito ufficiale (www.antoniodipietro.com) l’ex magistrato ha scritto di suo
pugno una propria biografia. Nella quale si legge fra l’altro: ‘Dal novembre
1997 al 2001 sono stato senatore della Repubblica’. E poi: ‘Alle politiche del
2006 l’Unione vince le elezioni e Italia dei Valori diviene, all’interno della
coalizione del centrosinistra guidata da Romano Prodi, il quarto partito di
governo con 20 deputati alla Camera e 5 senatori. Al sottoscritto viene
affidato il ministero delle Infrastrutture’. Insomma uno legge tutta la
biografia ufficiale e ha l’impressione che Di Pietro sia stato parlamentare
italiano una volta sola: e che nell’ultima legislatura abbia fatto il ministro.
Che sia stato eletto deputato, e quindi parlamentare, anche nel 2006, non c’è
traccia. Una dimenticanza? O forse non si vuol far sapere agli aficionados che
Di Pietro è già stato parlamentare due volte? Perché la notizia creerebbe
qualche imbarazzo. Al settimo degli undici punti del programma dell’Italia dei
Valori si legge infatti: ‘Limitazione dell’elezione a parlamentare per massimo
due legislature’. Ieri Di Pietro, commentando l’articolo di Panorama, ha detto:
‘Sappiamo come si fa informazione in questo periodo preelettorale’. Già, lo
sappiamo: circolano perfino autobiografie un po’ lacunose. Ma noi non vogliamo
pensare che l’omissione sia stata voluta. È stato certamente un errore. Oggi Di
Pietro preciserà: io sono già stato parlamentare due volte. E quindi
tranquilli: anche se l’inchiesta penale finisce nel nulla, Di Pietro non si
ricandida".
=================
Ecco
l’atto d’accusa di Mario Di Domenico, ex segretario dell’Idv, presente nel
fascicolo del pm. Il (non più) fedelissimo del ministro delle Infrastrutture
rifà la storia dell’Italia dei Valori partendo dal 2001 quando il neo partito
incassò il riconoscimento al finanziamento pubblico.
«A quel punto gli screzi fra il sottoscritto e gli altri due, solo due! (Di
Pietro e la tesoriera Mura, ndr) si incrementarono notevolmente: la gestione
del fondo comune non veniva rendicontata a dovere, le quote alle autonomie
regionali del partito Idv non venivano condivise come da accordi (...)».
IL
FONDO CONTESO
«Seguirono poi non poche diversità di vedute, prese di posizione e distanze tra
i soci fondatori della associazione “Lista Di Pietro”-“Italia dei Valori”.
Soprattutto riguardo la - non proprio - trasparente gestione del patrimonio o
fondo comune dell’associazione stessa. La gestione di detto fondo comune Idv,
alimentata soltanto ex lege dalla quota di finanziamento pubblico ai partiti,
era rimasta assolutamente incontrollata e nell’esclusiva disponibilità di fatto
dell’onorevole Di Pietro (presidente dell’Idv) e materialmente dalla sua sodale
Silvia Mura (tesoriera e rappresentante legale dell’Idv). Ai disappunti loro
manifestati dal sottoscritto, seguì un balletto a due, nel condiviso abbraccio
tra il presidente ed il rappresentante legale dell’Idv del sotteso tentativo di
estromettermi da ogni incidenza decisionale al riguardo (...)».
GLI «SCOPI PERSONALI»
«Così ho fatto richiesta di visionare tutte le scritture contabili,
giustificazioni di spesa, disponibilità e determinazioni sul fondo comune Idv,
ricevendone risposta negativa dal Tesoriere (...). Ho diffidato il Presidente
dall’ulteriore uso ingiustificato del fondo comune costituito soprattutto col
“contributo statale ai partiti politici” e non alle persone, con evidente
raggiro nell’erario (...)». Insomma, «si ravvisava la violazione sistematica
dello scopo associativo in balia totale del totalitarismo personale,
prevaricatore degli altrui diritti in dispregio dei principi costituzionali per
la soluzione di riservati scopi personali per il tramite dell’associazione Idv,
peraltro beneficiata dal pubblico contributo dello Stato (...)».
«Riguardo
al rischio di spoliazione o diminuzione delle garanzie patrimoniali, anche nell’implicita
criticità della democrazia interna, l’on. Giulietto Chiesa dell’Idv non solo ha
dichiarato la propria incompatibilità con siffatta attività interna all’Idv ma
ancor più gravemente ha denunciato l’insofferenza verso il malevolo tentativo
dell’on. Di Pietro di gestione privata della quota di finanziamento pubblico
elettorale del partito politico Idv (...). Poi reiterava le accuse contro le
intenzioni di Di Pietro di voler tenere per sé il “malloppo” nonostante la
gestione sceleris, e disse che avrebbe desiderato che quei finanziamenti
fossero adoperati per il partito Idv quand’invece Di Pietro “se li tiene per sé
e li gestisce in maniera assolutamente discutibile”».
PRESTITI FATTI IN CASA
«Con riguardo alla perplessa e provata gestione arbitraria del fondo comune Idv
(...) nella relazione sulla gestione Idv, allegata al bilancio di esercizio
anno 2002, risulta il prestito personale effettuato da Antonio Di Pietro al
partito e l’integrale restituzione delle somme da parte della tesoriera Silvana
Mura. Nel bilancio 2003 risulta altro prestito personale, da tal (...), marito
della tesoriera Silvia Mura, puntualmente onorato della restituzione da parte
della tesoriera e nella nota integrativa al rendiconto 31.12.2003
“immobilizzazioni finanziarie pari a 1.100.000,00 costituite da titoli a
reddito fisso”, investimento di cui il sottoscritto non è mai stato messo al
corrente così come nessun altro dei simpatizzanti (...). Nel bilancio di
esercizio 2001 non risulta invece la somma di 50 milioni di vecchie lire
consegnata dal ricorrente alla Tesoreria per la causa del nascente partito
Idv».
SOTTERFUGI DI CASSA
«È il caso di rilevare, in questo contesto di false illazioni e spiccioli
sotterfugi di cassa, il fondato timore del pericolum che deriva dalla dichiarazione
dell’on. Di Pietro di esser pronto a confluire entro qualsiasi altra
organizzazione associativa con l’on. Romano Prodi non solo per gli effetti
conseguenti all’integrità della garanzia del Fondo comune Idv ma soprattutto
perché tale possibilità è concretamente sostenuta dalla disposizione sceleris
dell’articolo 16 dello Statuto-Idv in forza del quale egli può autonomamente
determinare quanto desiderato. La scaltrezza giuridica si evince, però,
dall’articolo 12 che prevede, in caso di eventuale “scioglimento
dell’associazione - contrariamente al precetto normativo della Legge 662/96 -
che il Presidente fondatore, ovvero la Direzione nazionale, decidono sulla
destinazione del patrimonio residuo”».\
Tassa
rifiuti aumenta dell'8% ( da "Stampa, La"
del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Amministrazione
di Paolo Allemano dal 2004 ad oggi. Il dibattito è iniziato con l'approvazione
dell'importo dei "gettoni di presenza" riservato agli amministratori
per i Consigli comunali e le commissioni permanenti, rimasto invariato a 20,99
euro a seduta. "Non si pagherà più alcun "gettone" per la
Commissione elettorale" ha precisato il presidente del Consiglio,
Ecco
tutti le cifre contestate ( da "Nazione, La (Pisa)"
del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
LA CORTE dei
Conti ipotizza un danno erariale per il Comune di 310mila euro a carico dei
consiglieri. I singoli importi sono la differenza tra quanto percepito come
indennità di funzione (attraverso la delibera illegittima) e quello che sarebbe
spettato con il solo sistema del gettone di presenza. Fabio Armani 6.
L'INDAGINE
A DARE IL VIA ALL'INCHIESTA ERA STATO UN ESPOSTO DELL'EX SINDACO GRANCHI 0 Una
brutta ferita che doveva essere sanata
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
La
magistratura contabile ha analizzato anche le mie presenze. Ebbene, se avessi
optato per l'indennità fissa avrei incassato 8mila euro in più rispetto a
quello che ho realmente avuto con i soli gettoni di presenza. Non è poco. Prima
di rivolgermi alla Corte dei Conti avevo scritto al sindaco e al prefetto, ma
sono rimasto senza risposta.
Di
GUGLIELMO VEZZOSI CI SONO consiglieri comunali chiamati a restituire poche
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
la
trasformazione del gettone di presenza in indennità di funzione è possibile
solo se essa non comporta maggiori oneri finanziari rispetto al sistema della
remunerazione tramite gettone. E dunque occorreva almeno prevedere un sistema
di verifica e consuntivo alla fine di ogni anno in modo da "operare il
conguaglio nel caso in cui l'importo dell'
Consiglieri,
restituite l'aumento ( da "Nazione, La (Nazionale)"
del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
la
trasformazione del gettone di presenza in indennità di funzione è possibile
solo se essa non comporta maggiori oneri finanziari rispetto al sistema della
remunerazione tramite gettone. L'indagine scaturì in seguito a un esposto
dell'ex sindaco e consigliere socialista Giacomino Granchi, l'unico che in
questo periodo ha sempre continuato a percepire il gettone.
I
gettoni sono cumulabili ( da "Italia Oggi"
del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
nel caso di
sedute di consiglio, di conferenze di capogruppo o di commissioni convocate
nella stessa giornate, si potrà determinare la cumulabilità dei gettoni di
presenza per i componenti che effettivamente partecipano a ciascuno collegio,
nel rispetto dei limiti sopra individuati, salvo che non si verifichi una
coincidenza temporale nello svolgimento delle adunanze.
Comune,
41 sotto inchiesta ( da "Tirreno, Il"
del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Con le
indennità al posto dei gettoni di presenza avrebbero creato un buco da
trecentomila euro Comune, 41 sotto inchiesta La Corte dei Conti accusa: avete
preso troppi soldi PISA. Un terremoto. La Corte dei Conti sta inviando avvisi
di avvio di procedura per contestare l'indebita percezione di una somma ai
consiglieri comunali, al presidente del consiglio,
Il
partito democratico si schiera a difesa degli inquisiti
( da "Tirreno,
Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
sono parole
di Ferrucci - penso, senza entrare in valutazioni di merito dell'atto che verrà
valutato da chi ha competenza per verificarne la legittimità, che la scelta di
trasformare il gettone di presenza in indennità sia stata fatta non per
caricare di maggiori costi la gestione del consiglio comunale ma anzi per
razionalizzare e al tempo stesso ridurre complessivamente le spese"
Il
fine era ridurre i costi ( da "Tirreno, Il"
del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Abbiamo
scelto la previsione di spesa fissa a fronte del gettone di presenza".
"Col gettone - dice a sua volta il consigliere Paolo Mancini - bastava
firmare la presenza e andare via. Con l'indennità bisogna essere
presenti". E Giovanni Garzella dice: "Il vicesegretario Pescatore ha
dato un giudizio sulla delibera e non sull'emendamento".
Un
terremoto. indagati i consiglieri comunali - giovanni parlato
( da "Tirreno,
Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
S'ipotizza un
danno all'erario complessivo di 310mila euro. In pratica, rinunciando al
gettone di presenza e scegliendo l'indennità mensile, i consiglieri avrebbero
percepito più soldi di quanti la legge prevede. E, ora, la Corte dei Conti
chiede che ogni consigliere restituisca i soldi.
Paga
fissa, non gettoni inchiesta sui consiglieri
( da "Tirreno,
Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Secondo una
legge ogni consigliere ha diritto al gettone di presenza che può essere
trasformato in indennità basta che quest'ultima non superi l'importo
complessivo dei gettoni. Nella discussione della delibera, venne inserito un
emendamento che abbassava il gettone di presenza. Questo ha creato uno
squilibrio con l'indennità la quale è risultata più alta rispetto al gettone.
Una
risposta all'antipolitica - curzio maltese
( da "Repubblica,
La" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
A Palazzo non
se ne parlava tanto dai tempi di Berlinguer e poi di Mani Pulite. Derisa per
quindici anni dalla casta politico-giornalistica nella categoria
"giustizialismo", ma non dimenticata dai cittadini, come testimoniano
il successo del libro di Rizzo-Stella e delle iniziative di Beppe Grillo. SEGUE
A PAGINA 35.
Gironcoli:
il mio intervento su comune e "cuore amico" ha mosso le acque
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
è il progetto
di realizzare una raccolta fondi con i gettoni di presenza corrisposti nella
prossima seduta di marzo". "Concludo con una considerazione: se le
sterili polemiche e la ricerca di visibilità a tutti i costi, sport di cui mi
diletto, secondo la futura candidata in pectore alle elezioni regionali per An
(o il Popolo della libertà che chiamar si voglia)
ORTONA
- Chiarezza sui lavori di realizzazione della litoranea Postilli-Lido Riccio e
la modifica de ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
assessori
pari ad un quarto dei consiglieri comunali ovvero in un numero di cinque. Una
proposta che potrebbe essere un segnale relativo ad un risparmio sui costi della
politica, visto che ora lo statuto stabilisce in sette il numero degli
assessorati. Vorremmo,inoltre,che sia garantita la presenza delle donne sia
all'interno della Giunta che negli altri organismi di enti partecipati"
Veltroni
( da "Riformista,
Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
questi temi
una collaborazione politica bipartisan appare indispensabile. Il costo della
politica Affrontare e tagliare il costo della politica non coincide con il tema
della riduzione della spesa pubblica, nei limiti del punto 3 del programma. Se,
ad esempio, per ridurre la spesa pubblica si tagliassero ulteriormente gli
stipendi dei medici ospedalieri o i trasferimenti ai comuni,
Ue,
lo scandalo dei finti portaborse - alberto d'argenio
( da "Repubblica,
La" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
in totale
sono più di 1500). Una ricca busta paga (della quale spesso gli assistenti non
vedono che le briciole) che si somma allo stipendio di Europarlamentare - pari
a quello percepito dai parlamentari nazionali del proprio Paese - e al gettone
di presenza per partecipare ai lavori nelle sedi di Bruxelles e Strasburgo.
Caccia
grossa ai GRILLO BOYS ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Quanto al
leader dell'Italia dei Valori, questi ha sposato a tutto tondo la battaglia
contro i finanziamenti pubblici all'editoria e per la restituzione a Europa7
delle frequenze attualmente usate da Retequattro : due temi, si sa, molto
popolari tra i frequentatori del blog di Grillo.
Per
posta, per e-mail ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
un libro di
un successo almeno pari a quelli di Moccia ('La Casta di Stella e Rizzo) ha
raccontato in modo serio e documentato gli sprechi della politica. Molti lo
hanno letto, molti altri lo hanno solo comprato, ma il suo messaggio (o meglio,
un passa parola semplificato delle sue denunce) si è diffuso a macchia d'olio
trasformandosi in mugugno di massa.
Troppi
costi, il nido comunale verrà gestito dai privati
( da "Giornale
di Treviglio" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
quella della
Giunta guidata da Emilio Tognoli, legata anche all'ultima legge Finanziaria che
ha tagliato ulteriormente i finanziamenti da parte dello Stato.
"L'apposita commissione ha già fatto le valutazioni del caso - ha spiegato
il primo cittadino - Il nostro obiettivo è quello di garantire un servizio
pubblico qualitativo e quantitativo,
LIGURIA:
APPROVATA FINANZIARIA REGIONALE. BILANCIO SANITA' IN... (2)
( da "Asca"
del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
spese per
gettoni di presenza ai membri di commissioni regionali (100 mila euro). Tagli
anche per manutenzione straordinaria (320 mila), per telefonia (196 mila euro)
a fronte del potenziamento dei servizi di Voice over IP di trasmissione chiamate
in forma digitale per abbattere i costi, per autovetture (84 mila euro) e
postali (50 mila euro)
<Seduta
consiliare inutile, si rinunci al gettone>
( da "Sicilia,
La" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Per tale
motivo ha ribadito che i consiglieri che hanno partecipato a quella seduta
devono rinunciare al gettone di presenza "per non defraudare la comunità
palmese". Questa proposta Tannorella ha assicurato di averla formulata
nella contestata seduta di lunedì, asserendo di non avere però ricevuto alcuna
risposta dai consiglieri del centrodestra.
BILANCIO
2008 PER IL COMUNE DI RIOLO TERME
( da "Sestopotere.com"
del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
639 euro pari
allo 2,99% delle spese correnti. A Riolo Terme rimangono invariate gran parte
delle spese che attengono alla gestione dei servizi ai cittadini ed anche i
contributi che l'ente locale eroga alle sue associazioni. E così, per istruzione
ed assistenza scolastica, si spenderanno in tutto 355.
( da "Stampa, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Appello SALUZZO.
GIOVEDÌ SI DISCUTERÀ IL PIANO REGOLATORE Più impegno contro la violenza alle
donne Tassa rifiuti aumenta dell'8% "Tranquille, non siete sole".
L'assessore comunale alle Pari opportunità, Marcella Risso, ieri ha aperto la
seduta esprimendo la solidarietà degli amministratori alle donne vittime di
violenza. "Saluzzo è stata di recente teatro di un tragico fatto di
cronaca con una donna uccisa dall'ex marito: è un segnale di una realtà che
rimane spesso nascosta. Continueremo con il lavoro della Consulta Donne anche in
vista dell'8 marzo. Distribuiremo alle donne un volantino informativo per agire
in caso di soprusi". \ [FIRMA]ANDREA GARASSINO SALUZZO Il Comune di
Saluzzo ha stabilito come gestirà il denaro nel 2008 approvando, ieri sera, il
bilancio di previsione. Numeri, grafici, "slide" e schemi
riassuntivi. Sono gli strumenti utilizzati dall'assessore Fulvia Artusio per
illustrare il lavoro suo e degli uffici. Il "sì" definitivo è
arrivato dopo un'argomentata critica da parte dei vari capigruppo della
minoranza che hanno contestato quasi punto per punto tutto il programma svolto
dall'Amministrazione di Paolo Allemano dal 2004 ad oggi. Il
dibattito è iniziato con l'approvazione dell'importo dei "gettoni di presenza" riservato agli amministratori per i Consigli comunali e le
commissioni permanenti, rimasto invariato a 20,99 euro a seduta. "Non si
pagherà più alcun "gettone" per la Commissione elettorale" ha
precisato il presidente del Consiglio, Caterina Rinaudo. E' stata poi la
volta dell'Ici: le aliquote sono rimaste invariate: 5,6 per mille per la prima
casa, ad esempio, e 5,9 per mille per i terreni agricoli. Sulla
"Tarsu", che copre i costi del ciclo integrato dei rifiuti, c'è
invece stato un aumento dell'8 per cento. "Per una famiglia-tipo di
quattro persone - ha spiegato l'Artusio - che abita in una casa di
( da "Nazione, La (Pisa)" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
LA
CORTE dei Conti ipotizza un danno erariale per il Comune di 310mila euro a
carico dei consiglieri. I singoli importi sono la differenza tra quanto
percepito come indennità di funzione (attraverso la delibera illegittima) e
quello che sarebbe spettato con il solo sistema del gettone di presenza. Fabio Armani
6.240, Giuliano
Bani 5.056, Mario Biasci 8.264, Maurizio Bini 7.224, Alberto Bozzi 8.304,
Massimo Bronzini 2.760, Riccardo Buscemi 10.840, Francesco Capecchi 9.170,
Giuseppe Carlesi 9.103, Valter Ceccarelli 9.999, Enzo Cini 8.048, Michele Conti
464, Antonio Dell'Omodarme 9.272, Michele Di Lupo 8.288, Roberta Fantozzi 182,
Enrico Fiorini 8.456, Giuseppe Forte 11.124, Nicola Gagliardi 9.559, Giovanni
Garzella 6.528, Antonio Ghionzoli 10.081, Alessandro Gorreri 12.232, Gino
Logli, 6.628, Roberta Luperini 11.012, Pierantonio Macchia 10.339, Paolo
Mancini 8.400, Vincenzo Mastantuono 938, Franca Melfi 4.629, Michele Mezzanotte
10.106, Sandro Modafferi 4.496, Marco Monaco 9.480, Ernesto Muscatello 9.448,
Armando Paolicchi 2.544, Diego Petrucci 9.799, Daniela Pioli 3.108, Paolo Rindi
10.602, Alberto Rossetti 6.999, Maila Scarpellini 11.318, Silvia Silvestri
8.547, Stefano Teotino 8.769, Mariano Tramontana 9.736, Ylenia Zambito 9.279,
Giuseppe Ventura 1.368. I consiglieri Bronzini, Conti, Fantozzi, Granchi,
Mastantuono, Rossetti e Ventura non risultato destinatari
dell'"avviso" del pm della Corte di Conti. - -->.
( da "Nazione, La (Pisa)" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
L'INDAGINE A DARE IL
VIA ALL'INCHIESTA ERA STATO UN ESPOSTO DELL'EX SINDACO GRANCHI "Una brutta
ferita che doveva essere sanata" L'INCHIESTA della Corte dei Conti sulle
indennità ai politici è nata dopo l'esposto-denuncia dell'ex sindaco Giacomino
Granchi (oggi nella Costituente Socialista): "Ero certo che si trattasse
di un provvedimento sbagliato e profondamente ingiusto. La Corte dei Conti ha
sanato una grave ferita. Lo avevo detto fin dal primo giorno e da allora io ho
continuato a chiedere di percepire il solo gettone di presenza.
La magistratura contabile ha analizzato anche le mie
presenze. Ebbene, se avessi optato per l'indennità fissa avrei incassato 8mila
euro in più rispetto a quello che ho realmente avuto con i soli gettoni di presenza. Non è poco. Prima di rivolgermi alla Corte dei Conti avevo
scritto al sindaco e al prefetto, ma sono rimasto senza risposta. Eppure
la legge è chiara: il consigliere comunale può chiedere che il gettone di presenza venga tramutato in una indennità fissa ma a
condizione che questo non comporti un maggior onere per l'amminsitrazione. Cosa
che non è avvenuta" LA CORTE dei Conti ha ripartito il danno erariale
complessivo ? calcolato il 310mila euro ? tra 43 consiglieri comunali (che si
sono succeduti dal 2005 ad oggi), ma non tutti sono destinatari
dell'"avviso" notificato dal pm della magistratura contabile (es. in
caso di decesso, o perché non hanno mai formulato l'opzione verso l'indennità
fissa, o perché non hanno mai più preso parte ai lavori del consiglio in quanto
decaduti o per l'esiguità della maggior somma da essi percepita). Vanno invece
aggiunti il sindaco, il presidente del consiglio comuale e tre dirigenti. Ecco
dunque i 41 destinatari dell'"avviso": Armani, Bani, Biasci, Bini,
Bozzi, Buscemi, Capecchi, Carlesi, Ceccarelli, Cini, Dell'Omodarme, Di Lupo,
Fiorini, Fontanelli, Forte, Gagliardi, Garzella, Ghionzoli, Gorreri, Logli,
Luperini, Macchia, Mancini, Melfi, Mezzanotte, Modafferi, Monaco, Muscatello,
Nobile, Paolicchi, Pescatore, Petrucci, Pioli, Rindi, Sassetti, Scarpellini,
Serfogli, Silvestri, Teotino, Tramontana, Zambito. - -->.
( da "Nazione, La (Pisa)" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Di GUGLIELMO VEZZOSI
CI SONO consiglieri comunali chiamati a restituire poche centinaia di euro, ma
alcuni cifre ben più consistenti, anche 10-12mila euro. Si tratta di soldi
incassati attraverso gli aumenti dell'indennità che il consiglio comunale votò
a maggioranza nel giugno del 2005. Ma quella delibera ? per la precisione la n.
34 di tre anni fa ? per la Corte dei Conti è illegittima. La Procura regionale
contabile ha di fatto messo sotto inchiesta l'intero consiglio comunale
formulando pesanti rilievi sul contenuto di quell'atto amministrativo. Una
indagine lunga e complessa ? svolta attraverso la Guardia di Finanza che ha
acquisito copiosa documentazione ? nel corso della quale i magistrati hanno
rifatto tutti i conti e adesso chiedono la restituazione delle somme che
ritengono indebitamente percepite dai consiglieri tra il 2005 e il 2007
riservandosi di procedere per i periodi successivi. LA BOMBA è esplosa ieri in
Sala delle Baleari, durante la penultima seduta della legislatura e alla
vigilia dell'arrivo del commissario prefettizio (sarà nominato il 27 febbraio).
Con la delibera incriminata il consiglio approvò a maggioranza l'incremento
dell'indennità dei consiglieri portandola da
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
PISA LA CORTE DEI
CONTI BOCCIA LA DELIBERA DEL COMUNE "Consiglieri, restituite
l'aumento" L'INTERO CONSIGLIO comunale di Pisa sotto inchiesta per
l'aumento dei compensi ai consiglieri. A puntare il dito è la Procura regionale
della Corte dei Conti che ritiene illegittima la delibera con la quale, nel
giugno 2005, venne approvato l'incremento dell'indennità portandola da
( da "Italia Oggi" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Osservatorio Viminale Numero 045, pag. 23 del
22/2/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF Per i
consiglieri vale comunque il limite di 1/4 dell'indennità del sindaco I gettoni sono cumulabili Legittimo incassare più compensi al
giorno è possibile corrispondere ai consiglieri comunali, nell'arco di una
giornata, più gettoni di presenza per la
partecipazione a diverse sedute degli organi istituzionale dell'ente? Il
divieto di cumulo dei gettoni di presenza per la
partecipazione a più sedute nella stessa giornata, originariamente previsto
dalla legge n. 816/85, non è più in vigente in forza del disposto dell'art. 82
del decreto legislativo n. 267/2000. Sulla problematica in esame il ministero
dell'interno conferma l'orientamento espresso con la circolare n. 5 del 5
giugno 2000, ove viene indicato come unico limite alla corresponsione dei gettoni di presenza per la partecipazione a più sedute nella
stessa giornata, che l'ammontare mensile del compenso non superi, alla luce
delle innovazioni apportate dalla legge finanziaria 2008, un quarto della
indennità prevista per il sindaco. Al riguardo, va precisato che il suddetto
ammontare massimo dei gettoni di presenza va
parametrato all'importo dell'indennità di funzione del sindaco determinato dal
decreto interministeriale di cui al comma 8 del citato art. 82, senza tener
conto dell'indennità in concreto fissata, in eventuale aumento o riduzione
(cfr. in tal senso, l'art. 12 del dm n. 119 del 2000). Pertanto, nel caso di sedute di consiglio, di conferenze di capogruppo o di
commissioni convocate nella stessa giornate, si potrà determinare la
cumulabilità dei gettoni
di presenza per i componenti che
effettivamente partecipano a ciascuno collegio, nel rispetto dei limiti sopra
individuati, salvo che non si verifichi una coincidenza temporale nello
svolgimento delle adunanze. INCOMPATIBILITà PER I CONSIGLIERI Sussiste
causa di incompatibilità, ai sensi dell'art. 63, comma 1, n. 1, del dlgs n.
267/2000, nei confronti di un consigliere comunale eletto presidente del
"consorzio per i servizi sociali", al quale il comune partecipa
mediante delega di funzioni alla comunità montana di riferimento? L' art. 63,
comma 1, n. 1, del Tuel prevede due diverse ipotesi di incompatibilità con la
carica di consigliere. L'ipotesi che interessa il caso posto nel quesito
riguarda la posizione di amministratore di un ente, istituto o azienda
sottoposti a vigilanza in cui vi sia almeno il 20% di partecipazione da parte
del comune. L'ipotesi non ricorre qualora non vi sia una partecipazione diretta
del comune al consorzio, e qualora la quota di partecipazione della comunità
montana delegata sia ben al di sotto del limite prescritto dalla legge. In tal
caso è da escludere in capo al consigliere comunale- presidente del consorzio
il duplice ruolo di controllore e controllato, che la disposizione dell'art.
63, comma 1, n. 1, sanziona con l'incompatibilità. Tuttavia, non può omettersi
di valutare la questione in esame anche alla luce dell'art. 63 comma 1, n. 2,
il quale dispone, tra l'altro, l'incompatibilità del consigliere comunale che,
come amministratore, "ha parte" in servizi nell'interesse del comune.
La giurisprudenza, al riguardo, afferma che "... avere parte allude alla
contrapposizione tra “interesse particolare” del soggetto.. ed interesse del
comune, istituzionalmente “generale”, in relazione alle funzioni attribuitegli
e quindi allude alla situazione di potenziale conflitto di interessi, in cui si
trova il predetto soggetto, rispetto all'esercizio imparziale della carica
elettiva..." (Cass. civile, sent. 11959 del 8.8.2003). è, altresì,
precisato che "... in realtà il conflitto d'interessi non attiene soltanto
alla possibilità che l'amministratore persegua interessi privati, difformi o
conformi a quelli dell'ente locale al cui governo partecipa ma anche al fatto
che egli possa perseguire, con la sua attività, scopi contrastanti o diversi da
quelli dell'istituzione cui appartiene per la realizzazione di fini, di natura
anche pubblici, di altra istituzione cui partecipi... Esattamente, quindi,
l'art.63, comma 1, n. 2, del dlgs n. 267/2000 ha individuato l'esistenza di un
potenziale conflitto di interessi nella partecipazione del candidato e poi
dell'eletto, come amministratore, alla gestione di ogni servizio svolto
nell'interesse del comune che potrebbe non soddisfare le esigenze dell'ente
locale, il cui concreto intervento correttivo potrebbe essere in sostanza
condizionato potenzialmente dal duplice ruolo svolto dalla persona di
consigliere comunale e di cogestore del servizio stesso..." (Cass. civile,
sent. 18513 del 4/12/2003). Nel caso posto nel quesito la partecipazione della
comunità montana al consorzio è finalizzata esclusivamente allo svolgimento dei
servizi sociali di competenza del comune delegante, il quale, esercita le
funzioni di indirizzo e controllo, attraverso un organismo costituito dai
sindaci o loro delegati che provvede alla definizione degli indirizzi
programmatici e degli obiettivi comuni da perseguire nonché alla verifica
sull'andamento dell'attività svolta sulla base di consuntivi di attività
predisposti dal consorzio medesimo. Pertanto, sulla base delle suesposte
considerazioni, potrebbe desumersi l'incompatibilità di cui all'art.63, comma
1, n. 2, infatti, il consigliere comunale de quo, come presidente del consiglio
di amministrazione, partecipando alla formazione della volontà del consorzio
nello svolgimento dei servizi sociali, esplicati nei confronti della comunità
montana ma, comunque, nell'interesse del comune, si trova ad avere parte in
servizi che producono un'utilitas per l'ente comunale. Appare configurabile, in
tal modo, un potenziale conflitto d'interesse in virtù del duplice ruolo svolto
dalla medesima persona, di consigliere comunale e cogestore dei medesimi
servizi (Cass. civile n. 18513/2003 cit.), in contrasto con il principio di
imparzialità dell'amministrazione.
( da "Tirreno, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Pisa. Con le indennità al posto dei gettoni di presenza avrebbero creato un buco da trecentomila euro Comune, 41 sotto
inchiesta La Corte dei Conti accusa: avete preso troppi soldi PISA. Un
terremoto. La Corte dei Conti sta inviando avvisi di avvio di procedura per
contestare l'indebita percezione di una somma ai consiglieri comunali, al
presidente del consiglio, al segretario generale e al vicesegretario, al
dirigente del servizio di risorse finanziarie, al sindaco. In tutto a 41
persone. S'ipotizza un danno all'erario di 310mila euro. In pratica,
rinunciando al gettone di presenza e scegliendo
l'indennità mensile, i consiglieri avrebbero percepito più soldi di quanti la
legge prevede. E ora la magistratura contabile chiede che ognuno di loro
restituisca i soldi. L'inchiesta è scaturita da un esposto alla Corte dei Conti
del consigliere Granchi, contro la delibera del 9 giugno 2005 con la quale fu
abbassato da 103 euro lordi a 80 il gettone di presenza
e fu aumentata a 800 euro mensili lordi l'indennità. Secondo la Corte dei Conti
così si sarebbe creato un costo maggiore per il Comune. PARLATO in Pisa I SEGUE
A PAGINA 1.
( da "Tirreno, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Pisa Il Partito
democratico si schiera a difesa degli inquisiti Ferrucci: con la loro scelta è
stato ottimizzato il lavoro amministrativo PISA. Non potevano non parlarne,
ieri pomeriggio, in consiglio comunale. L'avvio dell'inchiesta da parte della
corte dei conti ha gelato il mondo politico pisano, alle prese con la complessa
fase politico-elettorale. Gli unici a intervenire a livello locale sono stati
quelli del Partito democratico, con un comunicato a firma del segretario
provinciale Ivan Ferrucci. Un intervento che, pur senza entrare nel merito
della questione giuridica, vuole essere una difesa del consiglio comunale e
dell'amministrazione Fontanelli che l'ha avallata. "In merito alla vicenda
sollevata dalla Corte dei Conti riguardo alle indennità percepite dai
consiglieri comunali pisani - sono parole di Ferrucci -
penso, senza entrare in valutazioni di merito dell'atto che verrà valutato da
chi ha competenza per verificarne la legittimità, che la scelta di trasformare
il gettone di presenza in indennità sia stata fatta non per caricare di maggiori costi
la gestione del consiglio comunale ma anzi per razionalizzare e al tempo stesso
ridurre complessivamente le spese". A giudizio del coordinatore
provinciale del Partito democratico, con la scelta di trasformare il gettone di
presenza in indennità "si è ottimizzato il lavoro
dei consiglieri". "Tra i molti provvedimenti - prosegue Ferrucci - ne
ricordo solo alcuni: la fissazione del calendario dei consigli, che ha ridotto
il numero delle sedute e aumentato la reale partecipazione dei consiglieri; si
è evitato di cumulare il numero delle presenze, e quindi dei gettoni
percepiti, con la convocazione di più commissioni in uno stesso giorno. Proprio
per questo andrebbe comparata la spesa complessiva per il Comune prima e dopo
l'approvazione della delibera oggetto di attenzione dalla Corte dei
conti". Infine il segretario Pd sottolinea che a Pisa il costo di ogni
consigliere comunale non supera il 17% dell'indennità del sindaco imposto per
legge (decreto ministeriale 119 del 2000) che prevede che non si possa superare
il 33% dell'indennità del primo cittadino. "Siamo perciò fiduciosi - è la
conclusione. che la cosa si chiarisca quanto prima".
( da "Tirreno, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Pisa "Il fine
era ridurre i costi" Andrea Serfogli: non è stata segnalata l'anomalia
Scarpellini: abbiamo scelto una previsione di spesa fissa PISA. Durante una
pausa del consiglio comunale, parliamo con il presidente Andrea Serfogli.
"La filosofia con cui è stata votata la delibera era quella di contenere i
costi a fronte di un modesto incremento dell'indennità comunque inferiore
rispetto agli altri capoluoghi di provincia toscani". E aggiunge: "è
stata la presentazione dell'emendamento che ha creato uno squilibrio con
l'indennità e non ce ne siamo accorti". L'abbassamento del gettone di presenza e l'aumento dell'indennità ha, di fatto, spinto a
optare per quest'ultima. L'idea della delibera era quella di conformare il
consiglio comunale all'indennità. Ma il consigliere Granchi faceva resistenza.
Quasi per farlo capitolare, venne presentato l'emendamento di abbassare il
gettone di presenza. E fu un autogol. Granchi ha
continuato a prendere il gettone facendo poi ricorso alla Corte dei Conti. Ed
ora è scoppiata la bomba. "Certo - continua Serfogli -, sarebbe stato
opportuno verificare alla fine dell'anno se l'indennità avesse portato maggiori
oneri all'amministrazione comunale. Ma un simile calcolo non è mai stato fatto.
Se mi avessero segnalato l'anomalia avrei apportato la correzione".
Serfogli, inoltre, spiega che per avere l'indennità bisogna almeno partecipare
al 50% delle votazioni alle riunioni del consiglio comunale e delle
commissioni. "In questo modo - aggiunge la consigliera Maila Scarpellini -
avremmo risparmiato sui costi. Abbiamo scelto la previsione
di spesa fissa a fronte del gettone di presenza".
"Col gettone - dice a sua volta il consigliere Paolo Mancini - bastava
firmare la presenza e andare via. Con l'indennità bisogna essere presenti". E
Giovanni Garzella dice: "Il vicesegretario Pescatore ha dato un giudizio
sulla delibera e non sull'emendamento". Nella tabella pubblicata ci
sono presenti dei nomi che non hanno ricevuto l'avviso di garanzia perché
avrebbero dovuto dare cifre basse o perché non sono rimasti coinvolti in
quest'operazione. Sono Giacomino Granchi (che ha optato per il gettone),
Vincenzo Mastantuono (anche lui ha poi scelto il gettone), Roberta Fantozzi
(poi eletta in Regione), Massimo Bronzini (che poi ha sostituito Daniela
Pioli), Michele Conti (ora direttore del Consorzio Agrario), Alberto Rossetti
(deceduto) e Giuseppe Ventura (che ha sostituito Rossetti). G.P.
( da "Tirreno, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Pisa Un terremoto.
Indagati i consiglieri comunali Per la Corte dei Conti con l'indennità
avrebbero preso più soldi di quelli dovuti GIOVANNI PARLATO PISA. Un terremoto.
La Corte dei Conti ha avviato un'inchiesta e sta indagando i consiglieri
comunali, il presidente del consiglio, il segretario generale e il
vicesegretario, il dirigente del servizio di risorse finanziarie, il sindaco.
In tutto a 41 persone. S'ipotizza un danno all'erario
complessivo di 310mila euro. In pratica, rinunciando al gettone di presenza e scegliendo l'indennità mensile, i consiglieri avrebbero
percepito più soldi di quanti la legge prevede. E, ora, la Corte dei Conti
chiede che ogni consigliere restituisca i soldi. Tutto nasce dalla
delibera n.14 del 9 giugno del 2005. Nel corso della discussione, venne
presentato un emendamento per abbassare il gettone di presenza
da 103 euro lordi a 80. Ma l'indennità di presenza
venne aumentata, a partire da aprile, ad 800 euro mensili lordi. In base ad una
legge degli enti locali, la trasformazione può essere prevista solo nel caso in
cui l'indennità non superi comunque l'importo complessivo dei gettoni di presenza. E l'amministrazione comunale è tenuta a
fare una verifica. Contro questa delibera, in sede di discussione, si scagliò
il consigliere Giacomino Granchi. "Ero e sono contrario - ha detto ieri il
consigliere - al fatto che un consigliere comunale venga pagato con una
mensilità. Non può essere un lavoro". E Granchi aggiunge: "Avevo
sollevato l'illegittimità della delibera al presidente del consiglio, al
prefetto, ai dirigenti responsabili per dire che la variassero. In coerenza con
l'abbassamento del gettone, dovevano abbassare anche il mensile. Hanno fatto
finta di nulla e, quindi, ho sollevato la questione alla Corte dei Conti".
A questo punto, è scattata l'indagine. Il nucleo di polizia tributaria della
Guardia di Finanza ha sequestrato gli atti e, adesso, la procura della Corte
dei Conti ha inviato gli avvisi. Tutte le persone a cui è stato notificato
l'atto, hanno trenta giorni di tempo per le controdeduzioni da presentare alla
procura fiorentina della Corte o recarsi personalmente per chiedere di essere
sentiti. La Procura, quindi, deciderà se archiviare o rinviare a giudizio. La
Corte dei Conti ha calcolato che non c'è equilibrio fra gettone a 80 euro (poi
abbassato nel gennaio
( da "Tirreno, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Toscana Paga fissa,
non gettoni inchiesta sui consiglieri Accuse al
sindaco Fontanelli e ad altre 40 persone. Il danno erariale sarebbe di 310mila
euro. Richiesta di restituzione PISA. La Finanza aveva sequestrato degli atti.
Sembrava un'inchiesta finita nel nulla. Invece, sono arrivate e stanno
arrivando 41 notifiche. Sono indagati i consiglieri comunali, il sindaco
Fontanelli e i dirigenti responsabili di una delibera che ha aumentato
l'indennità mensile a 800 euro lordi. La Corte dei Conti ipotizza un danno
all'erario di 310mila euro. Soldi che avrebbero percepito in più i consiglieri.
Era stato il consigliere Giacomino Granchi a non essere d'accordo con la
delibera che nel giugno 2005 faceva diminuire il gettone di presenza
e aumentava l'indennità. In questo modo, i consiglieri avrebbero optato per la
mensilità. "Fare il consigliere comunale non è un mestiere", tuonò
Granchi che, dopo una serie di lettere al presidente del consiglio e ai
dirigenti responsabili, scrisse direttamente alla Corte dei Conti. La Procura
fiorentina della Corte ha avviato un'indagine svolta dalla polizia tributaria
della Finanza. Ed ora ecco le notifiche che prendono in considerazione il
periodo da aprile
( da "Repubblica, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
L'analisi Una
risposta all'antipolitica CURZIO MALTESE La paura dev'essere molta se la
politica di colpo riscopre la questione morale. A Palazzo
non se ne parlava tanto dai tempi di Berlinguer e poi di Mani Pulite. Derisa
per quindici anni dalla casta politico-giornalistica nella categoria
"giustizialismo", ma non dimenticata dai cittadini, come testimoniano
il successo del libro di Rizzo-Stella e delle iniziative di Beppe Grillo. SEGUE A
PAGINA 35.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Gorizia Gironcoli:
"Il mio intervento su Comune e "Cuore amico" ha mosso le
acque" "Davvero un bel gesto. Lo dico rivolta alla signora Barletta,
che ha promesso di destinare per le spese di riscaldamento di Cuore amico 1.500
euro a nome dell'associazione di cui è vicepresidente. Bello il suo sostegno e
bella la donazione, ma mi chiedo: perché è stata zitta allora, quando il dottor
Spanghero ha rivolto un appello ai giornali, chiedendo aiuto? Ora invece, dopo
il mio intervento sulla stampa, sente il bisogno di accompagnare la buona
volontà, che non è di destra né di sinistra, con la polemica nei miei
confronti": è la replica del consigliere comunale Donatella Gironcoli.
"Così pure - prosegue - intendo rassicurarla: per capire dove sta il
nocciolo della questione mi sono confrontata con i volontari di Cuore amico,
sperimentando in prima persona il freddo della sede di via Cipriani. Piuttosto
le chiedo: lei l'ha fatto? Evidentemente il mio intervento ha colpito la
sensibilità dei goriziani, suscitando vivaci reazioni, insomma ha mosso le
acque. L'atteso incontro con il sindaco è stato fissato tempestivamente,
piovono le donazioni e in consiglio comunale c'è il
progetto di realizzare una raccolta fondi con i gettoni di presenza corrisposti nella prossima seduta di marzo". "Concludo
con una considerazione: se le sterili polemiche e la ricerca di visibilità a
tutti i costi, sport di cui mi diletto, secondo la futura candidata in pectore
alle elezioni regionali per An (o il Popolo della libertà che chiamar si
voglia), producono questi effetti, si metta il cuore in pace. Continuerò
- chiosa la Gironcoli - a praticarlo".
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Di DANIELA CESARII
ORTONA - Chiarezza sui lavori di realizzazione della litoranea Postilli-Lido
Riccio e la modifica dello statuto comunale: sono tra le battaglie del Partito
Democratico. Il segretario Gianluca Coletti ha formalmente richiesto al sindaco
Nicola Fratino spiegazioni sui lavori della litoranea Postilli-Riccio."Con
un'interrogazione ho chiesto di sapere se i lavori di realizzazione del primo
lotto della litoranea Postilli-Riccio siano in ritardo o meno rispetto al previsto
e se le risorse economiche stanziate inizialmente siano sufficienti al
completamento dell'opera-spiega Coletti-Vorrei anche sapere dal sindaco per
quali ragioni tecniche, giuridiche, economico-finanziarie nel caso in cui vi
sia un ritardo rispetto al previsto, non sono ancora stati avviati i lavori di
realizzazione del ponte sul Foro e se risponde al vero che si vorrebbe
effettuare una variante in corso d'opera dell'importo di circa 350 mila euro e,
se sì, quali siano i motivi e i lavori oggetto della variante". Come si
ricorderà i lavori del primo lotto della strada sono stati finanziati con una
delibera Cipe del maggio 2003 per 6 milioni di euro. Il Pd si batte anche per
la modifica globale dello statuto comunale:"Siamo fortemente convinti della
necessità di apportare modifiche allo statuto, carta fondamentale della
comunità locale -spiega Coletti- L'augurio è che il lavoro di revisione,che
anche il centrodestra sembra voler intraprendere,sia di buon auspicio per la
città che negli ultimi dieci anni ha perso il prestigio e il ruolo che aveva
faticosamente conquistato". Il capogruppo Pina De Lutiis precisa i
cambiamenti da apporre alla carta: "Chiediamo che la Giunta sia formata da
un numero di assessori pari ad un quarto dei consiglieri
comunali ovvero in un numero di cinque. Una proposta che potrebbe essere un
segnale relativo ad un risparmio sui costi della politica, visto
che ora lo statuto stabilisce in sette il numero degli assessorati.
Vorremmo,inoltre,che sia garantita la presenza delle donne sia all'interno
della Giunta che negli altri organismi di enti partecipati".
( da "Riformista, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Veltroni All'Italia
serve una chiamata alle armi Una guerra di liberazione dalle piaghe bibliche
che ci affliggono Sia consentito esprimere un po' di delusione sui dodici punti
del programma di Veltroni. Non che i dodici punti siano, in sé e per sé,
errati, ma essi non sono inquadrati in una politica forte,
convincente e specifica sui grandi mali del Paese. Facciamo una riprova: quale
di questi punti non potrebbe tranquillamente far parte del programma di ogni e
qualsiasi altro gruppo politico che si appresta a presentarsi alla competizione
elettorale? Dunque vanno resi più incisivi, più specifici, più concreti e vanno
messi in ordine di priorità e importanza. I grandi mali del Paese, le piaghe
bibliche, che devono essere affrontate con un approccio emergenziale, con
azioni straordinarie, e non con una normale azione di buon governo, sono sei:
il costo della politica; la degenerazione della politica contro la professionalità; la dominanza della
malavita organizzata in alcune regioni, con tendenza ad espandersi; la mancanza
di giustizia; il peso del debito; la distruzione del territorio e del
paesaggio. Queste piaghe bibliche vanno affrontate con azioni che devono
diventare i pilastri portanti di una politica che
voglia realmente cambiare l'Italia in meglio (perché cambiare per cambiare non
ci interessa). A queste piaghe non si può contrapporre un semplice elenco di
punti di buon governo dispersi e annacquati fra tanti altri. Ci vuole una
dichiarazione di guerra e insieme una chiamata alle armi, perché nessun
governo, da solo, può affrontare seriamente queste piaghe, se a esso non
partecipano consapevolmente le componenti del Paese che condividono la urgenza
di una guerra di liberazione. Perché di questo e di niente di meno si tratta. E
su molti di questi temi una collaborazione politica bipartisan appare indispensabile. Il costo della politica Affrontare e tagliare il costo della politica non
coincide con il tema della riduzione della spesa pubblica, nei limiti del punto
3 del programma. Se, ad esempio, per ridurre la spesa pubblica si tagliassero
ulteriormente gli stipendi dei medici ospedalieri o i trasferimenti ai comuni,
io non sarei d'accordo. 2 22/02/2008.
( da "Repubblica, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Ue, lo scandalo dei
finti portaborse Parenti o prestanome per intascare i fondi: 16mila euro al
mese per deputato ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - Soldi pubblici destinati a
pagare i propri assistenti intascati grazie a contratti inesistenti o intestati
ad un parente, il tutto per migliaia di euro al mese. Per la stampa britannica
- notoriamente poco tenera con le istituzioni Ue - si tratta di uno scandalo
con la esse maiuscola che potrebbe avere conseguenze penali per molti
europarlamentari. Per gli addetti ai lavori, invece, è una semplice indagine di
routine. Fatto sta che intorno al rapporto interno su come vengono utilizzati i
soldi messi a disposizione dal Parlamento europeo per pagare i collaboratori
degli onorevoli c'è un sospetto alone di segretezza. E per i pochi che hanno
avuto l'occasione di leggerlo mette a nudo le pecche di un sistema che avrebbe
permesso di "frodare" le casse Ue. Al momento lo scottante dossier è
sotto chiave in uno scantinato di Strasburgo e solo alcuni parlamentari lo
hanno potuto consultare. Secondo i loro racconti il testo non fa nomi, non
indica la nazionalità o i partiti dei presunti frodatori. In ballo ci sono i 16
mila euro che ogni mese vengono rimborsati dietro ricevuta giustificativa ad
ogni membro del Parlamento per pagare i propri assistenti attivi a Bruxelles o
nel paese d'origine (in totale sono più di 1500). Una ricca
busta paga (della quale spesso gli assistenti non vedono che le briciole) che
si somma allo stipendio di Europarlamentare - pari a quello percepito dai
parlamentari nazionali del proprio Paese - e al gettone di presenza per partecipare ai lavori nelle sedi di Bruxelles e Strasburgo.
Ebbene, il rapporto passa al setaccio la gestione dei fondi di 167 parlamentari
(in totale sono 785): "Sono rimasto a bocca aperta di fronte alle
dimensioni degli abusi riscontrati - ha affermato il liberale britannico Chris
Davis - a maggior ragione pensando che tutto ciò è stato tenuto segreto".
La segretezza, appunto, è l'ingrediente che sta facendo montare una storia che
di fatto non stupisce nessuno, visto che da anni ciclicamente torna a galla.
Insomma, una scelta presa per non far montare l'anti-politica in salsa europea
che rischia di rivelarsi controproducente. A quanto sembra, infatti, alcuni
parlamentari ricorrono a una serie di trucchetti per intascare una bella fetta
dei soldi destinati ai collaboratori (o per mandarli ai propri partiti). Il
menù è ricco: assunzione di persone inesistenti, assegnazione del lavoro a
familiari o dirottamento dei soldi verso apposite società di servizi intestate
allo stesso onorevole. Pratiche gravi che, a quanto si racconta, hanno spinto
lo stesso Hans Gert Poettering - il presidente dell'Euroassemblea insediatosi
da appena un anno - ad andare fino in fondo riformando una volta per tutte il
sistema contrattuale a partire dal 2009. Intanto l'Antifrode Ue ha chiesto il
dossier per decidere se aprire una propria indagine.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Attualità MOVIMENTI
/ DOVE VA IL POPOLO DELL'ANTICASTA Caccia grossa ai GRILLO BOYS DI Alessandro
Gilioli Di Pietro. Pecoraro Scanio. Ma perfino Storace, Tabacci e Casini. In
cerca di un elettorato che vale almeno un milione di voti. E che il 13 aprile
non si asterrà è "giunto il tempo di dire basta ai partiti
delle caste". Chi l'ha detto? Beppe Grillo?
Fiorello? Qualche vessillifero dell'antipolitica? Uno
dei tanti blogger furiosi con i Palazzi romani? Macché. Lo dice e lo ripete da
un paio di settimane niente meno che l'ex ministro Mario Baccini, una vita
nella Democrazia cristiana prima di emergere come esponente nell'Udc di Cesa,
Buttiglione e Cuffaro. Tre legislature alle spalle, il curriculum pieno di
incarichi su plurime poltrone della capitale, Baccini non risulta in verità
essersi mai distinto per le sue proposte contro i privilegi degli onorevoli,
contro le auto blu, i portaborse o le indennità faraoniche, ma da quando ha
messo in piedi la Rosa Bianca non lascia passare giorno senza una dichiarazione
contro la Casta. Merito, o colpa, di quel milione e
passa di italiani che si è comprato l'omonimo libro di Rizzo
e Stella, di quei trecentomila che hanno firmato in
piazza per Grillo, di quell'aria di antipolitica che continua a spirare ma non troverà nelle
elezioni del 13 aprile alcun simbolo a rappresentarla a livello nazionale.
Sicché adesso, a Roma, tutti o quasi si sentono in diritto di tentare di
intercettare la stanchezza diffusa nel Paese verso i manovratori di
Montecitorio e dintorni, cercando magari di far scordare il proprio passato
recente o antico. Baccini, ammettiamolo, non avrà gioco facilissimo nel farsi
passare per il nuovo che avanza, ma a suo favore ha la presentabilità del suo
leader, Bruno Tabacci: il quale in passato si è distinto nelle battaglie contro
le storture del sistema bancario e adesso cerca visibilità in Rete con un blog
aperto ai commenti e abbastanza visitato (http://blog.brunotabacci.it/), da cui
pure lui, ex segretario democristiano di Giovanni Goria, spara ogni giorno
"contro la Casta dei due poli" e indica
addirittura la sua lista come "l'unica e ultima speranza di cambiamento
per l'Italia". Il punto è che, nell'era della democrazia liquida, ci sono
in giro uno o due milioni di elettori che per semplicità vengono accreditati
all'area dell'antipolitica, gente insomma che
considera i due poli troppo simili tra loro, meri accaparratori di cariche ben
remunerate, lontanissimi dai problemi della vita quotidiana. "è un bacino
costituito soprattutto da giovani, elettori attorno ai trent'anni ma già
disillusi, che abitano in prevalenza nel nord-est del Paese", spiega il
sondaggista Nando Pagnoncelli: "In linea generale, la gran parte di questi
alla fine andrà a votare, nonostante le attuali dichiarazioni di astensionismo.
Lo faranno con distacco e senza entusiasmo, ma lo faranno quasi tutti, anche
perché il bipolarismo porta molti a schierarsi, dopo tutto". Già, ma su quale
simbolo farà la sua croce il mobile popolo dell'Anticasta? Pagnoncelli indica
tra i probabili destinatari l'area radicale, quella dei Verdi e il partito di
Di Pietro, anche se il valzer delle alleanze (i Verdi con Bertinotti, l'Italia
dei Valori con Veltroni) rischia di scompaginare le carte: "Sicuramente
l'apparentamento con il Pd farà perdere un po' di consensi grillini a Di
Pietro, ma penso che il grosso della protesta alla fine convergerà comunque
verso l'ex pm, che nella percezione è il leader meno associato alla Casta". Non molto dissimile è l'analisi di un altro
ricercatore, Luigi Crespi, che da mesi segue da vicino il fenomeno Grillo (cui attribuisce un consenso potenziale "tra il
7 e il 10 per cento, concentrato soprattutto nel Nord") e ne descrive così
l'elettorato: "Si tratta di un popolo che non è compattato né da comuni
ideologie né da comuni interessi economici, ma soltanto da una gran voglia di
rivalsa, da un senso di frustrazione e di contrapposizione al Palazzo: bene,
questo può indirizzarsi in qualsiasi posizione che si mostri fortemente
conflittuale con l'establishment. Di Pietro tuttavia è il terminale per
eccellenza di quest'area, e per questo Veltroni ha voluto collegarsi con
lui". Ma quanto costerà all'ex pm l'alleanza con il Pd? Per Crespi lo si
scoprirà solo nelle prossime settimane: "Se Grillo,
che è un opinion leader, nel suo blog criticherà apertamente la scelta di Di
Pietro, quest'ultimo potrebbe perdere molti voti. Se invece, come appare
probabile, Beppe rimarrà nel vago, il grosso dei voti grillini finirà
all'Italia dei valori". E gli altri, quelli che non se la sentono di
indicare Walter come premier? "Vedo ben piazzato Francesco Storace",
risponde Crespi: "Ha aperto un blog molto frequentato, sta usando toni e
linguaggi contro il Palazzo, capitalizzerà il fatto di presentarsi da solo, se
davvero lo farà". E in effetti, basta dare un'occhiata al sito dell'ex
ministro della Sanità per vedere che questi si appella ogni giorno alle
"persone perbene, indisponibili a farsi corrompere" e insiste sul
sicuro "prossimo inciucio tra Silvio e Walter", mentre nei commenti
una vasta fascia di simpatizzanti si duole addirittura che non sia stato
possibile un apparentamento con Di Pietro in nome delle comuni battaglie
"per la legalità". Anche secondo Maurizio Pessato, della Swg (che ha
appena pubblicato una ricerca sui meet-up di Grillo,
vedere riquadro a pag. 66) L'Italia dei Valori e la Destra sono, insieme alla
Lega, i partiti che più si candidano a raccogliere il
consenso del popolo Anticasta: "L'elettorato del 'non ne posso più', del
'sono tutti uguali' alla fine andrà in gran parte a votare: in Italia il
dissenso per sottrazione non ha radici storiche e il ribellismo tende comunque
a incanalarsi su un simbolo. L'accorpamento con le amministrative svuoterà
ulteriormente la minaccia astensionista", prevede Pessato: "Se Grillo si fosse presentato alle politiche avrebbe raccolto
diversi punti in percentuale, ma l'accelerazione della crisi non gliel'ha
consentito. Il risultato è che il suo elettorato si dividerà tra i partiti che hanno un'immagine più avversa al Palazzo, come
appunto Storace, Di Pietro e, al Nord, Umberto Bossi". Un trio a cui un
altro sondaggista, Nicola Piepoli, aggiunge a sorpresa anche Pier Ferdinando
Casini: "Lo so che può sembrare strano, ma tutte le liste estranee ai due
macropartiti (Pdl e Pd) possono attrarre i voti di chi
si pone contro l'establishment, e anche questo può aver pesato nella scelta di
Casini di presentarsi da solo", dice Piepoli: "In generale, penso che
l'elettorato di Grillo valga un milione e mezzo di
voti. Di questi, però, secondo me quasi la metà non andrà a votare. Il resto
tenderà a disperdersi verso i simboli minori di sinistra, destra e
centro". Secondo Piepoli, del resto, "il grillismo è un fenomeno involuzionario
e non rivoluzionario: essendo contro tutti non è alla fine contro nessuno,
quindi non è stupefacente che i suoi voti tendano a distribuirsi sulle liste
più diverse, comprese quelle che non ci si aspetterebbe mai". Il che
spiegherebbe perché le sirene dell'antipolitica
arrivano da fonti così disomogenee (dalla Destra di Storace alla Sinistra
Arcobaleno) e perfino un po' stravaganti, come il succitato Baccini. Così, il
rischio che il potenziale elettorato grillino si diluisca troppo mette in guardia
i suoi più 'naturali' destinatari, Pecoraro Scanio e Di Pietro, che quindi lo
corteggiano apertamente ogni giorno sui rispettivi blog: il leader dei verdi ha
addirittura incollato sul suo sito il banner del prossimo V-day (quello del 25
aprile, contro 'la Casta dei giornali') poi ha
espresso solidarietà ai meet-up di Roma a cui era stato negato di assistere ai
lavori dell'ultimo consiglio comunale, promettendo addirittura un esposto in
Procura. Quanto al leader dell'Italia dei Valori, questi ha
sposato a tutto tondo la battaglia contro i finanziamenti pubblici all'editoria
e per la restituzione a Europa7 delle frequenze attualmente usate da
Retequattro : due temi, si sa, molto popolari tra i frequentatori del blog di Grillo. E in tutto questo Clemente Mastella, considerato dai più
l'incarnazione vivente della Casta politica,
che cosa fa? Dopo aver tentato mesi fa di replicare a Grillo
aprendo un suo blog, lo ha abbandonato di fatto dal 5 dicembre scorso, quando
ha inviato un post intitolato "Non sono certo sparito": poi è appunto
sparito (almeno dalla Rete). Restano invece vivacissimi i siti a cui hanno dato
vita i suoi ironici detrattori, come il celebre 'Clemente Pastella', dove
campeggia un bell'orologio con le fattezze dell'ex ministro: dalle sei a mezzogiorno
sta con la sinistra, da mezzogiorno alle sei con la destra.
a.gilioli@espressoedit.it ANATOMIA DEL MEET-UP Sono 63.475 cittadini, per lo
più tra i 30 e i 45 anni, distribuiti in 250 diverse città italiane, che
costituiscono un "movimento postmoderno ed eterogeneo" il cui scopo è
dare "una risposta collettiva alle grosse difficoltà della vita quotidiana
e sfogare la frustrazione provocata da tali condizioni". è questo il
quadro che emerge dalla prima ricerca demoscopica effettuata sul 'popolo di
Beppe Grillo' e curata per la Swg di Trieste da Enrico
Milic, che ha studiato un campione di quattro meet-up (i gruppi in cui si
articola il movimento di Grillo) a Napoli, Prato,
Treviso e Trieste. Secondo la Swg, si tratta di un movimento prevalentemente
maschile (le donne sono meno di un terzo) costituito da piccoli imprenditori,
liberi professionisti, dirigenti d'aziende pubbliche e private, più una piccola
quota di operai. In grande maggioranza hanno votato in passato per i partiti di sinistra, ma quasi mai hanno avuto esperienze di
militanza politica. Sono tutti arrivati ai meet-up
attraverso Internet, che viene considerato il mezzo di aggregazione per
eccellenza. E alla base della loro scelta di impegno c'è proprio la
globalizzazione: grazie alle loro esperienze di studio o di vacanza effettuate
all'estero (con programmi come l'Erasmus o semplicemente con le compagnie low
cost) hanno maturato una coscienza civile rispetto a temi come la protezione
dell'ambiente, lo sviluppo di energie ecosostenibili, l'esigenza di
un'amministrazione pubblica efficiente, la voglia di partecipazione diretta
alla politica anche attraverso esperimenti di
e-democracy. In generale, i meet-up rivendicano un'autonomia organizzativa e
decisionale sul territorio rispetto al loro leader, a cui tuttavia sono
allineati per quanto riguarda i grandi temi (ambiente, acqua, giustizia,
effetti della globalizzazione etc). Svolgono campagne di sensibilizzazione
locale senza tentare di coinvolgere i media tradizionali ma sempre partendo dal
basso, attraverso volantinaggi, distribuzione di giornali autoprodotti e
iniziative artistiche. Le loro riunioni hanno la comune caratteristica dello
story-telling, cioè del singolo partecipante che racconta un episodio o
un'esperienza vissuta singolarmente ma in cui gli altri si possano identificare
per la comune battaglia politica: in questo, dunque,
la dinamica interna al meet-up è abbastanza analoga a quella che avviene nei
blog. E Veltroni risponde con i gazebo colloquio con Ermete Realacci di Marco
Damilano Armageddon. La chiama così Ermete Realacci, l'uomo che cura la
campagna elettorale di Walter Veltroni: l'arma da fine del mondo. Il 29 e il 30
marzo, a due settimane del voto, il Pd rimetterà in piedi i banchetti e i
gazebo delle primarie del 14 ottobre che elessero segretario l'ex sindaco di
Roma per richiamare i tre milioni e mezzo di votanti alla pugna. Un modo per
intercettare l'antipolitica. "Gli applausi più
forti per Walter nelle tappe del tour in pullman per l'Italia arrivano quando
attacca i costi della politica: in altri tempi non
sarebbe mai accaduto". Quanto pesa sulla vostra campagna il fattore
'vaffa', l'indignazione contro la casta politica?
"Grillo è un sintomo, non è la cura. Dice no agli
inceneritori, no alle discariche, no a tutto. Però rappresenta un malessere
giustificato e diffuso. Per noi la risposta è ridare dignità alla politica. Dobbiamo parlare a chi è attratto dall'antipolitica per colpa dei vizi della politica".
In che modo? La politica, per molti italiani, siete
voi: la classe dirigente del centrosinistra. "La scelta di andare da soli
alle elezioni, contro la frammentazione dei partiti.
Gli slogan: non scegliete un partito, scegliete il paese. E poi il linguaggio
del corpo in campagna elettorale. Veltroni che parla solo sul palco durante i
comizi, con la bandiera tricolore accanto, senza i notabili attorno. Oppure
l'idea di farlo pranzare in casa di una famiglia normale. Se lo portassimo in
un ristorante con 300 persone neppure i marines potrebbero evitare il tavolo
nobile con i politici locali. Ha fatto scattare un'epica del centrosinistra che
mancava da anni". Veltroni epico? Addirittura? "Certo: la nostra
campagna sarà un racconto epico, ma semplice ed empatico. Dobbiamo colmare il
distacco della sinistra dalla gente. Da anni non votano più centrosinistra i
poveri, gli operai, le periferie. Colpa di un certo elitismo della sinistra,
per cui un messaggio semplice viene visto male. Non dobbiamo perdere neppure un
voto della famiglia Cesaroni". Scusi: per recuperare i voti degli operai
candidate Colaninno junior e altri figli eccellenti? "Candidature come
quella di Colaninno o del prefetto De Sena non sono colpi di teatro. Bertinotti
dice una sciocchezza quando spiega che tra l'imprenditore e l'operaio della
Thyssen ce n'è uno di troppo. La nostra idea è opposta". Fiorello ha
invitato a stracciare le tessere elettorali per protestare contro i rifiuti in
Campania, dove governate voi. C'è un pericolo astensionismo? "Fiorello ha
detto una cosa sensata: quando vedi che dopo anni di spese ci sono le strade
ingombre di immondizia quella reazione può capitare. L'astensionismo si può
recuperare, con la credibilità e senza cavalcare l'anti-berlusconismo. Da anni
alle elezioni si dice: votate contro Berlusconi. Questa volta non ce ne sarà
bisogno: gli italiani conoscono benissimo Berlusconi, sanno che non fa politica in modo disinteressato... Noi puntiamo
sull'abbassamento delle difese immunitarie, attrarre anche i voti di chi votava
centrodestra". Grillo scrive sul suo blog che
Topo Gigio (Veltroni) e lo Psiconano (Berlusconi) sono gemelli, "due
cheirichetti che servono la stessa messa". Non temete alla fine di
sembrare tutti uguali? "Mi sembra la versione di sinistra del Bagaglino.
Ci sono le regole che si fanno tutti insieme. Ma poi c'è un'enorme distanza tra
noi e i nostri avversari. Il Pd nasce per riunire il paese e i suoi talenti, il
Pdl predica una politica che asseconda gli interessi
particolari. Con il centrodestra si alza il conflitto politico e
culturale". Veltroni usa toni soft, molta serenità, molto verde. Ma
nell'Italia 2008 c'è il ribellismo sociale: quartieri in rivolta, tifosi contro
la polizia, ronde anti-immigrati. C'è la rabbia: come risponderete?
"Buttando la palla in avanti. Non possiamo inseguire tutti gli incazzati
nelle loro rivendicazioni. Abbiamo un'idea della politica
forte e utile perché accompagna la società, non perché pretende di guidarla.
Dire, come fa Veltroni, che il paese è in piedi e che la politica
deve rialzarsi è una svolta rispetto alla tradizione della sinistra: il
leninismo, il riformismo dell'alto". Applicherete le due proposte del
Vaffa-day: divieto di ricandidatura per più di due mandati e no ai parlamentari
inquisiti? "Non candideremo i condannati per reati gravi. Ma la politica non deve aspettare la magistratura: Marco Minniti
ha chiesto lo scioglimento del consiglio in Calabria, è una scelta dolorosa, lì
governiamo noi, ma necessaria. E ci sarà un rinnovamento consistente delle
liste: ci andrà di mezzo qualche big, pazienza".
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Attualità LETTERE
Per posta, per email Partito democratico ultima spiaggia Per la prima volta,
alla tenera età di 67 anni, ho aderito a un partito politico, il Partito
democratico. Non vorrei che questo suonasse come un insulto alla necessità di
svecchiare il mondo della politica, di lasciare spazio ai giovani. Concordo
pienamente su questo. Spetta ai giovani impegnarsi in politica, ora più che
mai. Credo però che anche un anziano possa tentare di fornire un sia pur
modestissimo contributo alla nascita e allo sviluppo di un soggetto politico
che pare essere l'ultima possibilità per la sinistra italiana di porsi come
credibile forza di governo. Sinora è forte infatti la tentazione di trarre due
conclusioni: la prima, che la sinistra italiana sia strutturalmente inadatta a
governare a causa della sua incoercibile tendenza a dividersi e della sua
incapacità di accettare le mediazioni indispensabili in ogni azione di governo;
la seconda che il popolo italiano sia antropologicamente orientato a destra, se
è vero che l'individualismo è caratteristica peculiare del nostro popolo,
incompatibile o difficilmente coniugabile con il valore della solidarietà che
caratterizza la sinistra. Forse saremo costretti ad accettare queste
conclusioni. Ma non prima di aver provato a verificare fino in fondo la possibilità
di smentirle nei fatti. Il Partito democratico sembra l'occasione giusta.
Domenico Pilolli, Modena Carla va in Musa Nel numero 6 de 'L'espresso' sotto il
titolo 'Carla va a piedi' il lettore è indotto a credere che, per il fatto di
non avere la patente, Carla Bruni non possa apprezzare la New Musa e che
l'amministratore delegato della Lancia Olivier FranÇois abbia perso per questo
la felicità. Che pessimismo! Posso assicurare che per viaggiare a bordo di una
city limousine non serve la patente. Di più, la nostra Musa è così comoda e
silenziosa che, la signora Bruni, perfettamente a suo agio sul sedile
posteriore, suona la chitarra. E alla fine ci saluta addirittura con un
sorriso. Raffaello Porro, Responsabile Ufficio Stampa Lancia Scrive Dini Confesso
che mi sento offeso per il fatto di essere incasellato tra i 'voltagabbana'
('Gli impresentabili', 'L'espresso' n. 7). L'articolo ricorda le origini del
mio impegno in politica nel 1996. Devo precisare in proposito che all'inizio
del 1995 fui designato dal Capo dello Stato come Presidente del Consiglio su
indicazione di Silvio Berlusconi e che nel presentare il mio governo tecnico
alla Camera chiesi in primo luogo alle forze del centro-destra il sostegno ad
un governo che non conteneva assolutamente uomini di partito. Fu allora il
centro-destra ad adottare sempre più un atteggiamento di opposizione al mio
governo e non fui certo io a 'mollare', come dice l'articolo, Berlusconi.
Quanto poi alle vicende attuali, la coerenza del mio comportamento è evidenziata
dal fatto che sin dal voto sulla legge finanziaria per il 2007 manifestai un
atteggiamento severamente critico sul governo Prodi, atteggiamento poi sempre
più netto nei confronti della riforma delle pensioni, delle liberalizzazioni,
della Finanziaria per il 2008, per ricordare solo le tappe fondamentali delle
posizioni assunte in Senato dai liberaldemocratici. E proprio in sede di
dichiarazione di voto finale sulla Finanziaria per il 2008 annunciai la nostra
dissociazione dal Governo. Inoltre, avendo noi liberaldemocratici sempre
manifestato un'opzione netta per il bipolarismo, la scelta più coerente non
poteva non essere quella della presentazione delle liste nel Partito della
Libertà. La parola 'voltagabbana', dunque, certo non mi appartiene. Noto poi una
coazione a ripetere: ogni volta che qualcuno esce dal centro-destra per passare
al centro-sinistra diventa un eroe con nobili motivazioni ideali; ogni volta
che lo spostamento avviene in senso contrario, si passa per trasformisti, e
qualche volta addirittura per 'voltagabbana'. Lamberto Dini Caos calmo: più che
il sesso la panchina Ho visto il film 'Caos calmo'. Mi è piaciuto. Tutti ne
parlano per la scena di sesso tra Nanni Moretti e Isabella Ferrari. E parlare
fa rima con pubblicità. Il film è un'intelligente riduzione del romanzo di
Sandro Veronesi. è bella l'idea di sbattere un padre, rimasto vedovo, su una
panchina di fronte alla scuola dove studia la figlia. Le cose, le persone,
affari ed emozioni, ruotano intorno alla panchina. Tranne la scena incriminata.
Che non è volgare. è interpretata da uno che non ti spetti di vedere ansimante
e con le mani nel sacco di Isabella. Ma i conti non tornano se si riduce il
film di Antonello Grimaldi a una scena di sesso. 'Caos calmo' seduce per la
convincente provocazione di portare il mondo alla panchina. Fabio Sìcari,
Bergamo Il velo secondo i maschi Il vero problema del burka riguarda la morale
sessuale che sottende, secondo cui la femmina sarebbe (e per molti è)
responsabile della sessualità (irresponsabile) di noi maschi. Per evitare che
l'uomo si possa troppo eccitare, alcuni fanatici impongono a queste donne di
coprire il corpo o restarsene sepolte in casa; ed alcune di loro, convinte o
meno per cultura o religione, perfino pensano che sia bene. Per me invece è
riprovevole. Su questo dovremo ormai sempre più confrontarci. Piero A.
Zaniboni, Bologna L'amore al tempo di Moccia di Stefania Rossini Cara Rossini,
sono una ragazza di 16 anni e spero che vorrà pubblicare questa mia mail.
Scrivo perché io, come tanti altri, voglio smettere di essere considerata parte
della 'generazione tre metri sopra il cielo'. Siamo in molti ad essere stufi di
essere considerati 'coloro che grazie a Federico Moccia credono nell'amore',
'la generazione dei sognatori che appendono lucchetti'. Se io credo nell'amore
non è per Moccia, questo è certo. E dato che il sopracitato non si degna di
pubblicare mail o commenti che contrastino le sue fan, mi sono rivolta a lei.
Magari le arriveranno altre mail, o lettere, di ragazzi stanchi di essere
compresi nella massa che legge i libri di Moccia. Chiediamo solo che si smetta
di generalizzare. Alice T. per e-mail Francamente, cara Alice, non mi sembra di
vedere un movimento di rivolta contro l'omologazione alla Moccia. La tua
lettera però merita attenzione perché, sotto l'aspetto dell'assennatezza
culturale, espone un problema diffuso. Tu ti lamenti di essere messa nel
mucchio dei ragazzetti frivoli che leggono i libri dell'autore romano e corrono
in massa a vedere i film derivati. Ma non dici una parola su quei libri e quei
film. Non si capisce se li hai letti e visti, o se li hai evitati per
pregiudizio, considerandoli scadenti. Punti il dito soltanto sulla piccola moda
che ne è derivata, fatta di lucchetti dell'amore, smorfiette amorose e messaggini
mielosi. Capisco il fastidio. Ogni generazione fa suo il clima culturale che la
circonda e, in genere, l'adolescenza lo fa con maggior candore e
precipitazione. Ma basterebbe cercare di starsene fuori senza recriminazioni,
magari dopo aver letto e valutato i libri incriminati. Tu invece definisci te
stessa in negativo, come anti-Moccia, non dici chi sei e cosa pensi, ma ciò che
non sei e non vuoi. è un modo di schierarsi che salta la conoscenza e si affida
all'aria che tira. Non sei la sola a comportarsi così. Nel mondo dei cosiddetti
adulti, un libro di un successo almeno pari a quelli di Moccia ('La Casta' di Stella e Rizzo) ha raccontato in
modo serio e documentato gli sprechi della politica. Molti lo hanno letto,
molti altri lo hanno solo comprato, ma il suo messaggio (o meglio, un passa
parola semplificato delle sue denunce) si è diffuso a macchia d'olio
trasformandosi in mugugno di massa. Ne è derivato uno sputacchio generalizzato
sulla politica e su chi la fa, un brontolio facile e acritico che fa sempre più
proseliti. Senza conoscenza, senza distinzioni tra la buona e la cattiva
politica. Molto meglio, credimi, gli innocenti lucchetti dell'amore.
( da "Giornale di Treviglio" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
SERVIZI Il sindaco
Tognoli: "Le rette verranno sempre decise dal Comune" TROPPI COSTI,
IL NIDO COMUNALE VERRÀ GESTITO DAI PRIVATI richiedi la foto Il sindaco Emilio
Tognoli Romano di Lombardia - L'asilo nido comunale verrà dato in gestione a
privati. E' il progetto dell'Amministrazione comunale che verrà presentato
lunedì sera in Consiglio comunale. Una scelta, quella della
Giunta guidata da Emilio Tognoli, legata anche all'ultima legge Finanziaria che
ha tagliato ulteriormente i finanziamenti da parte dello Stato.
"L'apposita commissione ha già fatto le valutazioni del caso - ha spiegato
il primo cittadino - Il nostro obiettivo è quello di garantire un servizio
pubblico qualitativo e quantitativo, ma procedendo ad affidare la
gestione ad un operatore privato. In questo modo si ridurrebbero sensibilmente
le spese che il Comune ogni anno affronta per mantenere il servizio". Non
si tratterà comunque di una cessione totale. La gestione della struttura, che
ha una capienza di 36 bambini ed è situata in via dei Cappuccini, le
attrezzature e il programma educativo resteranno in capo all'Amministrazione
comunale che sarà l'unica a poter decidere eventuali modifiche. Tra queste
rientrano anche le tariffe che potranno essere variate solo su decisione della
Giunta comunale. Al privato resterà solo la pura gestione del servizio, come le
insegnanti, la pulizia e la mensa. "Già il giorno dopo del Consiglio verrà
redatto il bando pubblico per l'affidamento della gestione - ha proseguito il
primo cittadino - L'incarico entrerà a regime dall'anno scolastico 2008/2009 e
avrà una durata di tre anni, ma già da giugno il privato comincerà ad operare".
Il sindaco ha anche rassicurato le famiglie sulla questione delle rette e su un
loro possibile aumento. "Solo l'Amministrazione comunale, tramite il
comitato di gestione, ha la competenza per intervenire sulle tariffe - ha
sottolineato Emilio Tognoli - Per questo motivo resterà la tutela e la
salvaguardia per i lavoratori dipendenti e per le situazioni di disagio
economico". Articolo pubblicato il 22/02/08 Andrea Palamara.
( da "Asca" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
(ASCA) - Genova, 22
feb - Il presidente Burlando nel suo recente incontro con i ministri Turco e
Padoa-Schioppa ha proposto il piano di rientro per la Liguria con un mix
leggermente diverso da quello previsto, ricevendo un incoraggiamento a
proseguire sottoponendo al tavolo tecnico governativo una minore spesa
farmaceutica a fronte di una maggiore spesa per ospedali, con meno tasse per i
liguri ma un maggiore risparmio regionale. Meno tasse per i liguri: la
finanziaria oggi approvata in giunta permettera' di mettere in pratica
un'ulteriore riduzione dell'addizionale IRE. Dopo la fascia di esenzione per i
redditi fino a 13 mila euro, gia' inizialmente prevista e composta da 247 mila
contribuenti, e il provvedimento 2007 con cui sono stati esentati 288 mila
contribuenti tra i 13 e 20 mila euro di reddito annuo, da quest'anno con la
finanziaria 2008 anche la fascia di 142 mila contribuenti con reddito tra 20 e
25 mila euro sara' esentata dall'addizionale IRE. Gli effetti di questa
riduzione cadranno nelle buste paga dal gennaio 2009. La giunta Burlando ha
comunque previsto l'estensione della riduzione anche a chi (82 mila persone) ha
un reddito tra 25 e 30 mila euro per il
( da "Sicilia, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Palma di montechiaro
"Seduta consiliare inutile, si rinunci al gettone" Palma di
Montechiaro. Secondo il capogruppo consiliare del Pd Salvatore Tannorella, la
seduta del Consiglio comunale di lunedì scorso non doveva svolgersi poiché i
consiglieri del centrodestra erano a conoscenza che i due argomenti inseriti
all'ordine del giorno (debiti fuori bilancio) non potevano trattarsi in quanto
privi del parere obbligatorio dei revisori dei conti. Per
tale motivo ha ribadito che i consiglieri che hanno partecipato a quella seduta
devono rinunciare al gettone di presenza "per
non defraudare la comunità palmese". Questa proposta Tannorella ha
assicurato di averla formulata nella contestata seduta di lunedì, asserendo di
non avere però ricevuto alcuna risposta dai consiglieri del centrodestra.
L'esponente politico ha svelato ancora che nella riunione convocata sabato
scorso per la trattazione della revoca della delibera concernente la
realizzazione dei parchi eolici e dei due debiti fuori bilancio, un consigliere
comunale avrebbe tenuto un comportamento poco riguardoso nei confronti del
presidente del Consiglio Calogero Alotto il quale, sentendosi offeso, ha
abbandonato l'aula. "I lavori sono proseguiti regolarmente poi in quanto
il consigliere Rosario Bonfanti, il più anziano per voti, ha assunto la
presidenza facendo continuare i lavori e permettendo così ai consiglieri del
centrodestra presenti di bocciare la richiesta di revoca dei parchi eolici. Gli
altri due punti è cioè i debiti fuori bilancio non dovevano essere trattati e
quindi Bonfanti aveva il dovere di proporre al Consiglio il loro ritiro in
quanto erano privi del parere del collegio dei revisori dei conti in quanto
quello che era stato formulato doveva dichiararsi nullo in quanto l'organismo
era già scaduto. Il Consiglio pertanto era a conoscenza di ciò, tra l'altro
nella precedente seduta il presidente Alotto aveva comunicato che i debiti
fuori bilancio non potevano essere più votati. Invece il centrodestra ha
preferito rinviare il Consiglio a lunedì per trattare solo i debiti fuori
bilancio pur sapendo che non potevano più farlo. Nella stessa seduta quando
sono iniziati i lavori, il sottoscritto inoltre ha fatto una dichiarazione di
voto affermando che sabato i consiglieri della maggioranza di centrosinistra
avevano abbandonato l'aula per solidarietà nei confronti del presidente Alotto
e che quindi i punti che erano stati rinviati potevano essere trattati da parte
del centrodestra nella seduta precedente". FILIPPO BELLIA.
( da "Sestopotere.com" del 22-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
(21:35) (22/2/2008
19:31) | BILANCIO 2008 PER IL COMUNE DI RIOLO TERME (Sesto Potere) - Riolo - 22
febbraio 2008 - Nel consiglio comunale del 19 febbraio è stato presentato il
Bilancio comunale di previsione per il 2008 e il piano delle opere pubbliche. Un
documento che cercherà di dare slancio alla città d'acque della collina
faentina. Gli investimenti Sul versante degli investimenti il bilancio 2008
prevede il finanziamento dello spostamento dello stand della Pro Loco e la
riqualificazione del Parco Pertini per un investimento di 400.000 euro. Inoltre
è prevista l'ultimazione della lottizzazione denominata "Ricci Bitti"
per 200.000 euro, la realizzazione degli spogliatoi a servizio del campo da
tennis e polivalente per 70.000 euro, l'adeguamento di alcuni edifici
scolastici (nuovi infissi per medie ed elementari, tetto per materna e nido)
per 200.000 euro, la manutenzione straordinaria di alcune vie del centro urbano
(corso Matteotti e via XXV Aprile) per 150.000 euro e di vie del forese per
100.000. Sono poi previsti altri piccoli interventi che portano
complessivamente a prevedere 1.620.501 euro gli investimenti nel 2008. Le spese
Il bilancio corrente del comune di Riolo Terme per il 2008 si aggirerà sui
3.254.782 euro. Il costo per i servizi a domanda individuale rimane pressoché
invariato con un aumento del 1,9% in più rispetto al 2007 per un totale di
684.873 euro. Le spese del personale sono previste in flessione rispetto allo
scorso anno di un 3,8% (1.014.154 euro). Per l'anno in corso si prevedono maggiori
oneri finanziari per indebitamento, per effetto dell'accensione di nuovi mutui
contratti nel 2007, precisamente si passa da 527.406 euro a 553.993. Per il
cosiddetto costo della politica (sindaco, assessori,
consiglio comunale) nel 2008 è prevista una spesa di 99.639
euro pari allo 2,99% delle spese correnti. A Riolo Terme rimangono invariate
gran parte delle spese che attengono alla gestione dei servizi ai cittadini ed
anche i contributi che l'ente locale eroga alle sue associazioni. E così, per
istruzione ed assistenza scolastica, si spenderanno in tutto 355.853
euro. Per il trasporto scolastico sono previste spese pari a 72.000 euro. Sulle
attività culturali, biblioteca e museo del paesaggio sono previsti 89.859 euro,
mentre al turismo saranno destinati 63.321 euro. Alla viabilità ed alla
illuminazione pubblica si arriverà rispettivamente a quota 185.429 euro e
156.483. Di rilievo sarà la spesa per i servizi sociali. Per servizi
socio-assistenziali (asili nido, assistenza e beneficenza) l'amministrazione
destinerà ben 613.657 euro nei quali sono compresi 104.000 euro per servizi
verso gli anziani. Le entrate L'ICI prevista è di 1.310.000 euro, a cui vanno
aggiunti 140.000 euro che lo stato rimborserà direttamente e pari alla
detrazione dello 1,33 per mille prevista dall'ultima finanziaria. L'IRPEF resta
confermata al valore del 2007 (0,5%), con un gettito previsto di 303.000 euro.
I trasferimenti statali correnti raggiungono i 491.248 euro con un taglio di
9.000 euro rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda tutto ciò che il
comune recupera per i servizi resi alla popolazione (rette, affitti, canoni) e
per l'applicazione di sanzioni nel 2008 si prevede di arrivare a quota 414.627
euro.