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tARTICOLI DEL 21-5-2008 #TOP
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Articoli
Costi dei politici (15)
Ichino spiega l'efficienza nel pubblico
( da "Arena,
L'" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: LUNEDÌ 26 ARRIVA STELLA. Lunedì 26 maggio, alle 18, nell'aula T3 del Polo Zanotto, viene presentato il nuovo libro inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo intitolato La Deriva, Perché l'Italia rischia il naufragio. L'iniziativa, promossa dall'università e dall'associazione "Vivi l'Europa", è rivolta in particolare ai giovani ma è aperta a tutti.
Provincia,
la ricetta dei sindacati ( da "Tirreno, Il"
del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: la ricetta dei sindacati "Riduzione dei costi della politica, occupazione stabile, riqualificazione del personale e riorganizzazione dei servizi" PISA. Riduzione dei costi della politica, buona e stabile occupazione, riqualificazione del personale e riorganizzazione di alcuni servizi operativi dell'amministrazione provinciale.
Federalismo
fiscale, la scelta che rischia di stritolare il Sud
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: che rappresenta il cuore dell'autonomia tributaria dei Comuni? La tendenza a scaricare le difficoltà della finanza pubblica sul livello locale si vede anche dal modo in cui è stata affrontata la legittima domanda dei cittadini di ridurre il costo della politica: con una decisione bipartisan, non si è pregiudicato lo status di chi sedeva in Parlamento,
Fisco,
ora i dirigenti si promuovono da soli
( da "Corriere
della Sera" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: E oltre al danno, pure la beffa di vedersi offrire il posto C2 di uno dei due che aveva sonoramente battuto al concorso. Adesso sono alle carte bollate. E chissà se con l'autovalutazione sarebbe andata in maniera diversa. Enrico Marro Sergio Rizzo LA TUA OPINIONE su questo articolo su www.corriere.it.
L'84%
si promuove. E scattano premi ( da "Corriere.it"
del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: E oltre al danno, pure la beffa di vedersi offrire il posto C2 di uno dei due che aveva sonoramente battuto al concorso. Adesso sono alle carte bollate. E chissà se con l'autovalutazione sarebbe andata in maniera diversa. Enrico Marro Sergio Rizzo stampa |.
<UNA
VOLTA i segretari degli assessori venivano selezionati fra il personale
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: dei costi della politica, a cominciare dagli incarichi fiduciari a supporto degli organi politici, per favorire i processi occupazionali e i percorsi di riqualificazione del personale interno". Inoltre la riorganizzazione dei servizi sopra indicati, non prevista nel piano triennale, "una maggiore occupazione a tempo indeterminato con inquadramenti giuridici ed economici diversi
Circondario,
Vecchi riapre la guerra ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)"
del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ma da ex dirigenti e politici dei Ds e della Margherita, vanificando così le aspettative date da questa legge". Di qui la richiesta alla Regione di modificare lo statuto del Circondario "che altrimenti rimarrebbe l'unico ente associativo con una struttura istituzionale più costosa della vecchia Comunità montana".
IL
GRUPPO CONSILIARE di minoranza Polo per Pieve chiede, con un'interrogazione co
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
850 euro
stabilite nel 2006 è passato nel dicembre
Cm,
la cura dimagrante non tocca la Valtellina
( da "Giorno,
Il (Sondrio)" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 5 membri per le Cm con un numero di Comuni fino a 35, 7 per le Cm con più di 35 Comuni. E poi riduzione del 70% dei gettoni di presenza. Per l'Alta Valle si delinea una assemblea praticamente uguale alla "conferenza dei sindaci" con un direttivo che escluderà uno dei sei primi cittadini a cui affidare, magari, la presidenza dell'assemblea.
Gettone
dei consiglieri da 4.500 a 15mila euro annui
( da "Arena.it,
L'" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
aumenta lo
stipendio Gettone dei consiglieri da
"più
soldi ai consiglieri e armi ai vigili" - giovanna vitale
( da "Repubblica,
La" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: come segno di moralità nei confronti di chi ci ha votato. All'interno di questo discorso, inserisco i consiglieri comunali che ricevono gettoni di presenza ridicoli". Tanto più che gli strumenti legislativi ci sarebbero già, basta completare l'iter parlamentare: "C'è il disegno di legge Amato-Lanzillotta.
Municipalità
sull'orlo del fallimento ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: "La questione è più complicata di quanto si crede - afferma Reberschegg - così facendo il Viminale non riconosce l'esistenza degli esecutivi. Le riunioni dell'esecutivo in pratica non vengono considerate al fine del gettone di presenza e non hanno alcun riconoscimento giuridico.
Tornano
i dubbi sulla legittimità delle minigiunte
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: contrariamente a quanto avviene per agli assessori comunali - l'indennità fissa di funzione, il problema si ripropone. "Se i delegati di Municipalità hanno diritto solo al gettone di presenza come gli altri consiglieri - domanda Centenaro - possono questi stessi delegati approvare delibere? E i loro atti sono legittimi? O vanno sanati?
Lo
psicologo? Chiamano i cittadini paga il Comune
( da "Provincia
di Como, La" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: verrà drasticamente ridimensionato anche il loro compenso: il gettone di presenza subirà infatti una riduzione del 70 per cento. Tutte queste misure sono previste dal riordino delle Comunità montane, attuato dalla Regione Lombardia in osservanza a quanto indicato nella legge Finanziaria per il 2008, che diventerà effettivo dopo le elezioni amministrative del 2009.
Lombardia,
tagliate sette Comunità montane ( da "Provincia di Como, La"
del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: riduzione di almeno il 70% del gettone di presenza per il presidente e i membri dell'esecutivo. Queste alcune delle novità introdotte dal progetto di legge "Riordino delle Comunità montane della Lombardia, disciplina delle Unioni di Comuni lombarde e sostegno all'esercizio associato di funzioni e servizi comunali",
( da "Arena, L'" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
UNIVERSITÀ. Venerdì
a Giurisprudenza Ichino spiega l'efficienza nel pubblico L'efficienza nella
pubblica amministrazione non è un criterio economico, come accade nelle imprese
private dove i sistemi di valutazione della resa riguardano dei numeri, in particolare
quelli delle vendite, ma è un criterio relativo all'offerta di servizi alla
collettività. Più difficile, perciò, da valutare ma fondamentale per far
marciare la collettività verso un senso più compiuto di civiltà. A questo tema,
l'efficienza del lavoro nelle amministrazioni pubbliche, è dedicato il convegno
organizzato venerdì 23 maggio, a partire dalle 10, dall'università di Verona,
alla facoltà di Giurisprudenza in via Montanari, aula Cipolla, con il concorso
della Fondazione Giorgio Zanotto, a cui interverrà il giuslavorista e neo
senatore del Pd Pietro Ichino. Il convegno sarà aperto dal rettore Alessandro
Mazzucco, dal preside di Giurisprudenza Maurizio Pedrazza Gorlero, dal
presidente della Fondazione Giorgio Zanotto, Carlo Fratta Pasini, e dal direttore
del master in gestione e innovazione nelle amministrazioni pubbliche Giovanni
Battista Alberti. L'incontro sarà introdotto e coordinato dall'europarlamentare
Donata Gottardi. LUNEDÌ 26 ARRIVA STELLA. Lunedì 26 maggio,
alle 18, nell'aula T3 del Polo Zanotto, viene presentato il nuovo libro
inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo intitolato La Deriva, Perché l'Italia rischia il naufragio.
L'iniziativa, promossa dall'università e dall'associazione "Vivi
l'Europa", è rivolta in particolare ai giovani ma è aperta a tutti.
Parteciperanno il rettore Alessandro Mazzucco, la direttrice della biblioteca
Frinzi, Daniela Brunelli, e Elda Baggio.
( da "Tirreno, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pisa Provincia, la ricetta dei sindacati "Riduzione dei costi della politica, occupazione stabile, riqualificazione del personale e
riorganizzazione dei servizi" PISA. Riduzione dei costi della politica, buona e stabile occupazione, riqualificazione del personale e
riorganizzazione di alcuni servizi operativi dell'amministrazione provinciale.
Queste in sintesi le richieste avanzate dal sindacato e in particolare dalla
Rappresentanza sindacale unitaria aziendale e dalla Cgil Funzione pubblica,
dalla Uil Fpl e dal Sulpm. E' in corso il confronto tra le organizzazioni
sindacali e la parte pubblica della Provincia sulla programmazione triennale
delle assunzioni. "La parte sindacale - si legge in un comunicato di Rsu,
Cgil Fp, Uil Fpl e Sulpm - esprime un giudizio positivo rispetto al processo
che è stato adottato dall'ente in merito alla stabilizzazione del lavoro
precario, operazione volta a favorire una occupazione stabile e che comunque
non deve costituire una violazione delle "regole" o rappresentare una
limitazione alle opportunità di valorizzazione professionale del personale in
servizio. Inoltre la parte sindacale auspica che questa fase segni il temine
ultimo per l'utilizzo di forme di lavoro diverse da quelle del tempo
indeterminato. Il piano occupazionale presentato dalla parte pubblica non
convince del tutto il sindacato, che ai tavoli ha avanzato osservazioni,
richieste e ha indicato priorità per addivenire a un accordo che potesse
soddisfare entrambe le parti. La parte pubblica ha negato ogni forma di
richiesta avanzata, nascondendo le sue scelte sotto valutazioni di carattere
tecnico, dettate da interpretazioni non sostenibili". La Rsu dopo una mediazione
fra le varie componenti ha presentato una proposta composta da 5 punti anche
con la condivisione di Cgil Uil e Diccap per poter giungere a un accordo. Tra
le priorità proposte ci sono: la concreta riduzione dei costi della politica, a cominciare dagli incarichi fiduciari a supporto
degli organi politici, per favorire i processi occupazionali e i percorsi di
riqualificazione del personale interno; la riorganizzazione di alcuni servizi
operativi essenziali per la sicurezza dei cittadini, quali la viabilità,
l'edilizia scolastica, e la polizia provinciale; una maggiore occupazione a
tempo indeterminato anche attraverso diversi inquadramenti giuridici ed
economici, e percorsi di riqualificazione del personale interno, in quanto le
reali possibilità di carriera dei dipendenti vengono fortemente contratte da
diverse interpretazioni normative.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2008-05-21 num: - pag: 18
categoria: REDAZIONALE RIFORMA DA APPLICARE IN MODO "SOSTENIBILE"
Federalismo fiscale, la scelta che rischia di stritolare il Sud di ENRICO
CARDILLO * C aro direttore, governo, enti locali e federalismo sono le tre
parole chiave dell'agenda politica. Il governo
Berlusconi, nel Consiglio dei ministri che avrà luogo oggi a Napoli, abolirà
con decreto l'Ici sulla prima casa, con copertura diretta del Tesoro. Lo farà
anche dando la copertura che mancava ai provvedimenti in materia già decisi da
Prodi. Così il nuovo governo, bisogna riconoscerlo, onora l'impegno preso con
gli elettori. Nel frattempo i comuni sono con il fiato sospeso perché il
provvedimento, avendo efficacia immediata, riguarderà già la scadenza Ici di
giugno, con ovvio sollievo dei contribuenti, ma sarà decisivo per le casse dei
comuni che il Tesoro immediatamente trasferisca le relative risorse agli enti
locali. Sarebbe poi rovinoso per le casse comunali se la seconda rata dei
trasferimenti erariali, che era annunciata entro maggio, per esigenze di cassa
dello Stato, si dovesse posticipare: da una misura positiva si creerebbe
paradossalmente un'insostenibile tensione finanziaria per le casse comunali. I
prossimi saranno anche i giorni dei bilanci di previsione per i Comuni
italiani. I precedenti governi hanno scaricato sulle autonomie locali parte
consistente dei problemi di bilancio dello Stato: governi di centrodestra e di
centrosinistra hanno progressivamente tagliato risorse significative ai comuni
e invaso il campo della loro autonomia con le regole capestro del Patto di
stabilità interno. Di fronte alle difficoltà dei sindaci si è risposto:
arrangiatevi, inasprite la pressione tributaria, aumentate l'addizionale Irpef
o introducete nuove tassazioni locali. Una ricetta che mina il nostro
ordinamento costituzionale e fiscale: dove finisce il federalismo fiscale se
poi i governi intervengono sull'Ici, che rappresenta il
cuore dell'autonomia tributaria dei Comuni? La tendenza a scaricare le
difficoltà della finanza pubblica sul livello locale si vede anche dal modo in
cui è stata affrontata la legittima domanda dei cittadini di ridurre il costo
della politica: con una decisione bipartisan, non si è pregiudicato lo status
di chi sedeva in Parlamento, non si è intervenuto efficacemente a
livello centrale, ma ci è concentrati sulle indennità dei consiglieri comunali
e delle municipalità che ormai sono puramente simboliche. Infine, la
riflessione sul federalismo fiscale oggetto di disegno di legge delega del
governo Prodi, della discussione in conferenza unificata Stato-Regioni e della
proposta di legge presentata dalla Regione Lombardia, dovrà uscire dalla
dimensione fumosa. L'iniziativa della Lombardia, che è quella su cui più si
discute, ne rappresenta una versione estrema. Per chi l'ha letta, è chiaro che
minerebbe l'impianto costituzionale per cui ciascuno paga le imposte,
progressivamente e sulla base della propria capacità contributiva, e riceve
servizi uguali. Inoltre, secondo la Costituzione, la
Repubblica italiana è unica e indivisibile (il che presuppone anche la tenuta
del bilancio statale e degli enti locali) e quindi bisogna assicurare con la
perequazione uniformità di status, ovvero di diritti civili e sociali. In
questi giorni è stato documentato, con numeri alla mano, quali effetti
devastanti si avrebbero per il Mezzogiorno se passasse il modello proposto dalla
Regione Lombardia, votato con l'astensione del centrosinistra. Convengo invece
con la necessità di assicurare, attraverso il federalismo fiscale, a tutti i
cittadini servizi minimi universali e di quantificare standard di costi per
evitare sprechi. A tutti va assicurata, ad esempio, assistenza sanitaria o
istruzione pubblica, ma vanno rimossi differenziali di costo ingiustificabili.
Perciò sarei cauto nell'affermare, come fanno alcuni, che il federalismo
fiscale, per principio, sarà un'opportunità per il Mezzogiorno; e sarei
addirittura ostile se esso, cambiando l'idea di società e i doveri
redistributivi dello Stato, partorisse una nazione diversa da quella voluta dai
padri costituzionali. Certo, senza reticenza, bisogna essere consapevoli che il
risentimento di tanti cittadini del Centro-Nord si esprime in spinta al
federalismo fiscale fortemente ipotecato dai territori perché il Mezzogiorno
spesso ha dato pessima prova di sé nella gestione della spesa pubblica: dalla
sanità ai rifiuti, dalla realizzazione delle opere pubbliche alla gestione di
sussidi assistenziali, dall'incapacità di spendere risorse europee
all'erogazione dei servizi ai cittadini. Ma questa è un'altra storia e chiama
in campo la politica. Come amministratori locali e
cittadini del Mezzogiorno, c'è da augurarsi che Tremonti e Maroni si muovano
con saggezza per tenere insieme le esigenze di risanamento della finanza
pubblica, i bisogni degli enti locali e un federalismo sostenibile. * Assessore
alle Risorse strategiche del Comune di Napoli.
( da "Corriere della Sera" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-05-21 num: - pag: 25 categoria:
REDAZIONALE Pagelle fai da te Un sistema simile adottato da ministeri e Regione
Siciliana. I controlli dei capi non cambiano di molto i giudizi Fisco, ora i
dirigenti si promuovono da soli Scatta l'"autovalutazione" e l'84% si
dà del "bravo". Così si calcolano premi e incentivi SEGUE DALLA PRIMA
Perché se l'avesse fatto avrebbe scoperto che l'84% dei dirigenti dell'Agenzia
delle entrate valuta se stesso "più che adeguato" all'impresa, se non
addirittura "eccellente" in relazione al raggiungimento degli
obiettivi. E quelli che restano? Quelli si considerano almeno
"adeguati". Insomma, non ce n'è nemmeno uno che si reputi davvero
scarso. Ma se vi chiedessero "datti un voto", sapendo che dal
giudizio che vi date potrebbe dipendere un aumento di stipendio, oppure un
progresso di carriera, rispondereste qualcosa di diverso? Eppure, incurante di
autorevoli studi americani che dimostrano come l'"autovalutazione"
porti inevitabilmente a sopravvalutarsi, l'Agenzia delle entrate ha pensato di
fondare il proprio sistema di misurazione del merito dei dirigenti proprio su
questo principio. E il responsabile dell'organizzazione, Marco Annecker, ha
impiegato undici pagine fitte del bollettino Aran per spiegare perché,
presentando i primi risultati del nuovo sistema introdotto nel 2006. La sua
relazione comincia con la citazione della famosa frase che campeggia sul tempio
di Apollo a Delfi: "Conosci te stesso ". Chiaro, no? Più oscuro, invece,
è il motivo per cui il sistema di valutazione dei dirigenti sia stato
battezzato con il nome di una stella, S.I.R.I.O: "Sistema Integrato di
Risultati, Indicatori e Obiettivi". Anche perché Sirio è la stella
"del cane". Ma non è la prima volta che i creativi delle Entrate si
applicano nella ricerca di improbabili acronimi. Sapete come si chiama la banca
dati dell'Anagrafe tributaria? Serpico, proprio come il famoso detective
anticorruzione americano. Dove però "Ser.P.I.Co" sta per
"Servizio Per le Informazioni sui contribuenti ". Complimenti. Ma c'è
anche il R.A.D.A.R.: Ricerche e Analisi Decisionale per l'Accertamento del
Reddito. Inseguendo Sirio, i 1.352 dirigenti scoprono da sé quanto sono bravi
attraverso un complicato percorso di "autovalutazione strutturata"
costruito con un software raffinato. Che dovrebbe mettere al riparo anche da
eccessi di autostima. Già, ma come? Dice la relazione: "Quanto alla
possibile obiezione che i racconti degli interessati potrebbero non rispondere
a verità... più che mai può qui valere il detto secondo il quale "le bugie
hanno le gambe corte"". Del resto, "se è giusto che il valutato
pretenda oggettività dai valutatori, anch'egli deve per primo seriamente
impegnarsi in un'analisi obiettiva". Insomma, fanno a fidarsi. Ma fino a
un certo punto. Perché il dirigente superiore, che evidentemente non ha
l'anello al naso, provvede a ridimensionare i giudizi palesemente esagerati,
senza sorpresa e senza danno per l'interessato. Il quale, male che vada, si
vede "retrocesso" da "eccellente " al grado di "più
che adeguato ". Correzione che fa scendere il numero delle presunte
eccellenze dal 40% a meno del 10%. Circostanza della quale l'Agenzia delle
entrate sembra addirittura rammaricarsi, dato che l'obiettivo di S.I.R.I.O. è
"la condivisione dei giudizi... vale a dire la sintonia fra come io valuto
me stesso e come l'altro valuta me". Ma anche le amministrazioni che non
si sono imbarcate in progetti altrettanto "stellari" (e probabilmente
costosi) di valutazione, non rinunciano al giudizio fai da te. Al ministero
dell'Economia, per esempio, i dirigenti di seconda fascia compilano ogni anno
un questionario sui "comportamenti organizzativi" con relativo
"punteggio conseguito". Punteggio, per inciso, che si danno da soli.
A fianco della loro autovalutazione c'è una colonna riservata al dirigente
generale che può confermare o meno i voti che i loro sottoposti si sono
attribuiti. Quanti pensate che siano i bocciati? Nessuno. Anche perché
salterebbero i premi collegati. D'altra parte, se su 3.769 alti dirigenti dello
Stato, non ce n'è uno che abbia avuto un giudizio mediocre, una ragione ci deve
pure essere. L'economista Nicola Rossi haraccontatodomenica sul Corriere che al
ministero dello Sviluppo, se ogni funzionario può essere valutato da un minimo
di
( da "Corriere.it" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagelle fai da te.
Un sistema simile adottato da ministeri e Regione Siciliana Fisco, i dirigenti
si promuovono da soli Scatta l'"autovalutazione" e l'84% si dà del
"bravo". Così si calcolano premi e incentivi "Anch'io disprezzo
i fannulloni. Ma se c'è un fannullone è chi dirige male o non c'è proprio a dirigere".
Parola di Raffaele Bonanni. Ma forse, quando ha sferrato l'attacco ai dirigenti
pubblici, il segretario della Cisl non aveva ancora letto l'ultimo bollettino
dell'Aran, l'agenzia governativa per i contratti del pubblico impiego. Perché
se l'avesse fatto avrebbe scoperto che l'84% dei dirigenti dell'Agenzia delle
entrate valuta se stesso "più che adeguato" all'impresa, se non
addirittura "eccellente" in relazione al raggiungimento degli
obiettivi. E quelli che restano? Quelli si considerano almeno "adeguati".
Insomma, non ce n'è nemmeno uno che si reputi davvero scarso. Ma se vi
chiedessero "datti un voto", sapendo che dal giudizio che vi date
potrebbe dipendere un aumento di stipendio, oppure un progresso di carriera,
rispondereste qualcosa di diverso? Eppure, incurante di autorevoli studi
americani che dimostrano come l'"autovalutazione" porti
inevitabilmente a sopravvalutarsi, l'Agenzia delle entrate ha pensato di
fondare il proprio sistema di misurazione del merito dei dirigenti proprio su
questo principio. E il responsabile dell'organizzazione, Marco Annecker, ha
impiegato undici pagine fitte del bollettino Aran per spiegare perché,
presentando i primi risultati del nuovo sistema introdotto nel 2006. La sua
relazione comincia con la citazione della famosa frase che campeggia sul tempio
di Apollo a Delfi: "Conosci te stesso ". Chiaro, no? Più oscuro,
invece, è il motivo per cui il sistema di valutazione dei dirigenti sia stato
battezzato con il nome di una stella, S.I.R.I.O: "Sistema Integrato di
Risultati, Indicatori e Obiettivi". Anche perché Sirio è la stella
"del cane". Ma non è la prima volta che i creativi delle Entrate si
applicano nella ricerca di improbabili acronimi. Sapete come si chiama la banca
dati dell'Anagrafe tributaria? Serpico, proprio come il famoso detective
anticorruzione americano. Dove però "Ser.P.I.Co" sta per
"Servizio Per le Informazioni sui contribuenti ". Complimenti. Ma c'è
anche il R.A.D.A.R.: Ricerche e Analisi Decisionale per l'Accertamento del
Reddito. Inseguendo Sirio, i 1.352 dirigenti scoprono da sé quanto sono bravi
attraverso un complicato percorso di "autovalutazione strutturata"
costruito con un software raffinato. Che dovrebbe mettere al riparo anche da
eccessi di autostima. Già, ma come? Dice la relazione: "Quanto alla possibile
obiezione che i racconti degli interessati potrebbero non rispondere a
verità... più che mai può qui valere il detto secondo il quale "le bugie
hanno le gambe corte"". Del resto, "se è giusto che il valutato
pretenda oggettività dai valutatori, anch'egli deve per primo seriamente
impegnarsi in un'analisi obiettiva". Insomma, fanno a fidarsi. Ma fino a
un certo punto. Perché il dirigente superiore, che evidentemente non ha
l'anello al naso, provvede a ridimensionare i giudizi palesemente esagerati,
senza sorpresa e senza danno per l'interessato. Il quale, male che vada, si
vede "retrocesso" da "eccellente " al grado di "più
che adeguato ". Correzione che fa scendere il numero delle presunte
eccellenze dal 40% a meno del 10%. Circostanza della quale l'Agenzia delle entrate
sembra addirittura rammaricarsi, dato che l'obiettivo di S.I.R.I.O. è "la
condivisione dei giudizi... vale a dire la sintonia fra come io valuto me
stesso e come l'altro valuta me". Ma anche le amministrazioni che non si
sono imbarcate in progetti altrettanto "stellari" (e probabilmente
costosi) di valutazione, non rinunciano al giudizio fai da te. Al ministero
dell'Economia, per esempio, i dirigenti di seconda fascia compilano ogni anno
un questionario sui "comportamenti organizzativi" con relativo "punteggio
conseguito". Punteggio, per inciso, che si danno da soli. A fianco della
loro autovalutazione c'è una colonna riservata al dirigente generale che può
confermare o meno i voti che i loro sottoposti si sono attribuiti. Quanti
pensate che siano i bocciati? Nessuno. Anche perché salterebbero i premi
collegati. D'altra parte, se su 3.769 alti dirigenti dello Stato, non ce n'è
uno che abbia avuto un giudizio mediocre, una ragione ci deve pure essere.
L'economista Nicola Rossi haraccontatodomenica sul Corriere che al ministero
dello Sviluppo, se ogni funzionario può essere valutato da un minimo di
( da "Nazione, La (Pisa)" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA PISA pag. 6
"UNA VOLTA i segretari degli assessori venivano selezionati fra il
personale... "UNA VOLTA i segretari degli assessori venivano selezionati
fra il personale interno. Adesso ognuno si porta il suo collaboratore, e i costi
della politica lievitano a dismisura. Poi si prova
anche a farli figurare come precari e a inserirli nei percorsi di
stabilizzazione, mentre non si trovano soldi per le progressioni di carriera
dei dipendenti, che hanno tutte le competenze per poter svolgere tali
mansioni". E' categorico Moreno Giannessi, segretario provinciale della
Uil Fpl, sulla trattativa aperta con la Provincia sulla programmazione
triennale delle assunzioni, condotta dalla Rsu aziendale, dalla Cgil Fp, dalla
Uil Fpl e dal Diccap. L'ESITO dell'incontro per la proposta di accordo della
Rsu, basata su cinque punti condivisi con le altre categorie, è stata però una
fumata nera. Tant'è che "il sindacato ? si legge nella nota ? non avendo
trovato apertura al tavolo delle trattative, ha deciso di rivolgersi
pubblicamente al presidente della Provincia, alla giunta, a tutte le forze
politiche e al presidente della delegazione trattante, affinché le richieste
del sindacato e dei lavoratori vengano accolte". La sostanza della
proposta si concentra innanzitutto sulla riduzione dei costi della politica, e poi sulla stabilizzazione dell'occupazione, la
riqualificazione del personale e la riorganizzazione di alcuni servizi
considerati nevralgici come la viabilità, l'edilizia scolastica e la polizia
provinciale. "Il nostro giudizio è positivo ? prosegue la nota ? rispetto
al processo di stabilizzazione del lavoro precario, operazione volta a favorire
un'occupazione stabile e che, comunque, non deve costituire una violazione
delle regole o rappresentare una limitazione alle opportunità di valorizzazione
del personale in servizio. Inoltre la parte sindacale auspica che questa fase
segni il termine ultimo per l'utilizzo di forme di lavoro diverse da quelle del
tempo indeterminato". LE DOLENTI note arrivano proprio sul piano
occupazionale presentato dalla parte pubblica, che "non convince del tutto
il sindacato che, ai tavoli, ha avanzato osservazioni, richieste, e ha
presentato, dopo numerosi incontri, alcune priorità per arrivare a un accordo
che potesse soddisfare entrambe le parti. La parte pubblica ha negato ogni
forma di richiesta avanzata, nascondendo le proprie scelte sotto valutazioni di
carattere tecnico, dettate da interpretazioni non sostenibili. La Rsu, dopo una
mediazione fra le varie componenti, ha presentato una proposta composta da 5
punti, anche con la condivisione di Cgil, Uil e Diccap per poter giungere a un
accordo. Fra questi la concreta riduzione dei costi della politica, a cominciare dagli incarichi fiduciari a supporto degli organi
politici, per favorire i processi occupazionali e i percorsi di
riqualificazione del personale interno". Inoltre la riorganizzazione dei
servizi sopra indicati, non prevista nel piano triennale, "una maggiore
occupazione a tempo indeterminato con inquadramenti giuridici ed economici
diversi e percorsi di riqualificazione del personale interno, visto che
la carriera dei dipendenti è contratta da diverse interpretazioni
normative". Ma a tutto questo non è seguita un'apertura reale. Perciò i
sindacati passano ora la palla alla politica,
studiando le prossime mosse.
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
IMOLA pag. 2
Circondario, Vecchi riapre la guerra E Palazzolo boicotta via Boccaccio COSTI
DELLA POLITICA SCINTILLE La sede del Circondario. Nel tondo, Alberto Vecchi
TAGLI alla casta? In Emilia-Romagna vale per tutti, ma non per l'Imolese: è la
convinzione del consigliere regionale An-Pdl Alberto Vecchi, che si prepara a
dare battaglia in viale Aldo Moro, quando verrà affrontato il disegno di legge
sulle Comunità montane, per farle passare da
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
MONSUMMANO /
VALDINIEVOLE pag. 18 IL GRUPPO CONSILIARE di minoranza Polo per Pieve chiede,
con un'interrogazione co... IL GRUPPO CONSILIARE di minoranza Polo per Pieve
chiede, con un'interrogazione consiliare, delucidazioni all'amministrazione
Alamanni sullo stato delle infrastrutture locali e sulla scuola media Galilei.
"A Pieve in quattro anni il numero delle infrastrutture realizzate si
limita al parcheggio di piazza 27 Aprile e poco altro. Il sindaco spieghi perché
non è ancora stata avviata la costruzione del nuovo polo scolastico di via
della Libertà (prevista quest'anno) e perché il costo dell'opera dal valore
iniziale di 934.850 euro stabilite nel 2006 è passato nel
dicembre
( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
TIRANO pag.
( da "Arena.it, L'" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
AZIENDE. Il
presidente Caccia a 60 mila euro Veronamercato, il cda si aumenta
lo stipendio Gettone dei consiglieri da
( da "Repubblica, La" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina IV - Roma
"Più soldi ai consiglieri e armi ai vigili" Il sindaco:
"Inviterò il Papa in Comune per cancellare l'offesa della Sapienza"
L'aumento proposto dal Pdl. Giro: "Eroi del territorio pagati male"
GIOVANNA VITALE Era uno dei punti più significativi della suo programma
elettorale: "Al corpo della polizia municipale - si legge nel capitolo
"sicurezza" che ora il sindaco Alemanno vuole tradurre in realtà -
deve essere garantito il diritto di poter difendere se stesso e i cittadini,
anche (...) mediante idonei strumenti quali l'armamento, lo sfollagente e il
casco antisommossa". Tutti trattati alla stregua di semplici arnesi da
lavoro, come la pialla per il falegname o il martello per il fabbro. Innocui e
necessari. Tant'è che "porteremo subito all'attenzione della giunta la
delibera sull'armamento dei vigili urbani perché ce lo chiedono le associazioni
di categoria e i sindacati", spiega nella sua prima dichiarazione pubblica
il consigliere di An Dario Rossin, eletto ieri all'unanimità capogruppo del Pdl
capitolino alla presenza del sindaco Alemanno. Che in serata
ha dato un altro annuncio qualificante della sua politica: "Lunedì aprirò
il consiglio comunale e in quell'occasione inviterò il Pontefice in Campidoglio
per cancellare l'offesa ricevuta all'apertura dell'Anno accademico della
Sapienza". Un gesto che suona anche come risarcimento nei confronti di
Benedetto XVI, dal momento che "l'allora consiglio comunale non riuscì a
trovare una maggioranza per dare la più elementare solidarietà". Ma
partiamo dall'inizio. "Vogliamo dar vita a un regolamento che a tutt'oggi
non esiste e proporre l'armamento che sarà sottoposto all'obiezione di
coscienza e a corsi psico-attitudinali", aveva detto il neo capogruppo
Rossin in mattinata. L'obbiettivo è chiaro: "I vigili non saranno solo
quelli deputati ad elevare le multe". Bensì uomini pronti ad assumere
progressivamente un ruolo di prevenzione e repressione di reati: per poi
arrivare - come sempre da programma - alla "sostanziale equiparazione fra
polizia municipale e polizia di Stato" attraverso una modifica legislativa
da apportare in Parlamento. Non è l'unico aiuto che il Comune di Roma chiederà
al governo nazionale. L'altra riforma, che tanto sta a cuore al coordinatore
regionale di Fi, Francesco Giro, fresco sottosegretario ai Beni culturali, è
quella che riguarda gli stipendi dei consiglieri comunali, definiti "veri
eroi del territorio pagati male", addirittura "i brutti anatroccoli
della politica". Il perché è presto detto: "Sono trattati come dei
semplici volontari o poco più", ha sostenuto Giro. "Roma, mi chiedo, può
essere amministrata da consiglieri così maltrattati? Se è vero che ci
accingiamo a ricevere poteri di carattere legislativo, perché i consiglieri
comunali non possono essere considerati come quelli regionali?". Per il
responsabile romano degli azzurri "è indecente e grottesca la disparità di
trattamento tra consiglieri comunali, consiglieri regionali e parlamentari. Un
deputato guadagna oggi quasi 14mila euro: mi chiedo se non si possa ridurre
questo compenso. Si può fare e si deve fare, come segno di
moralità nei confronti di chi ci ha votato. All'interno di questo discorso,
inserisco i consiglieri comunali che ricevono gettoni di presenza ridicoli". Tanto più che gli strumenti legislativi ci
sarebbero già, basta completare l'iter parlamentare: "C'è il disegno di
legge Amato-Lanzillotta. Abbiamo incaricato il vicesindaco Cutrufo,
componente della commissione Affari costituzionali, di riprendere il disegno
per dare ai consiglieri comunali un nuovo status, un nuovo profilo. è
sufficiente una legge ordinaria". Ma si spinge anche oltre, il
coordinatore forzista: "I consiglieri comunali dovrebbero ricevere pure
una pensione". Anche perché "la legislazione vigente potrebbe
spingere ad avere atteggiamenti poco leciti. Come si fa a gestire Roma con
1.800 euro al mese circa?". Nel frattempo Alemanno, congratulandosi con il
neoletto Rossin, ha vantato un altro primato: "Il Pdl è il gruppo più
numeroso della storia del consiglio comunale dall'inizio della Repubblica.
Abbiamo la maggioranza assoluta in Campidoglio, fatto mai accaduto".
Neppure nel 2006, quando Veltroni vinse con quasi il 63% dei consensi: una
bella rivincita. Rafforzata dalla linea di condotta che il sindaco si prefigge
di adottare: "Il consiglio comunale" ha spiegato "non sarà subalterno
alla giunta. Non sarà solo un "approvatore" automatico del lavoro
dell'esecutivo, ma avrà un ruolo attivo e propositivo. Ridaremo dignità al
consiglio". Che dovrà produrre "delibere di sua iniziativa, a partire
da quella sulla polizia municipale", appunto. SEGUE A PAGINA VI.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 21-05-2008)
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Tagli alle indennità
dei delegati, il presidente Castelli minaccia dimissioni. Il decentramento è da
rivedere La municipalità di Venezia si ribella. Non tanto per il fatto che i
delegati dovranno restituire a Ca' Farsetti quattro mensilità di stipendio e
neppure perché da oggi in poi saranno pagati a gettone, quanto perché è forte
l'impressione che il decentramento, così come è stato concepito sta scoppiando.
Tanto che il vicepresidente Fabrizio Reberschegg (con delega al commercio) si
dice disposto anche a "far saltare" la municipalità riconsegnando le
deleghe e dimettendosi. Nel frattempo, venerdì il capo di gabinetto del
sindaco, Maurizio Calligaro, incontrerà tutti i presidenti delle municipalità
del Comune. E non è escluso che Ca' Farsetti scelga la strada di Napoli, che
con una semplice modifica del regolamento dello statuto ha separato l'attività
dei consiglieri da quella dell'esecutivo, trovando l'escamotage per garantire
l'indennità ai mini-assessori."La questione è più
complicata di quanto si crede - afferma Reberschegg - così facendo il Viminale
non riconosce l'esistenza degli esecutivi. Le riunioni dell'esecutivo in
pratica non vengono considerate al fine del gettone di presenza e non hanno alcun riconoscimento giuridico. Significa che
tutto il sistema organizzato dal Comune è in crisi. O Ca' Farsetti ha la
capacità di rispondere facendosi carico con riserve autonome, oppure ritorniamo
ad essere diversi consigli di quartiere. E così la politica sarà fatta da
pensionati o dai figli dei ricchi".A conti fatti, l'indennità lorda di un
delegato era pari a 800 euro, circa 500 euro netti. Secondo le direttive del
Viminale invece i delegati arriveranno a prendere al massimo 150 euro al mese,
a fronte di un impegno che occupa l'ottanta per cento del tempo libero di
ciascuno. "La casta è stata colpita nell'anello più debole - continua
Reberschegg - se è così facciamo prima a riconsegnare le deleghe perché non
abbiamo la capacità materiale di continuare". Sulla scia anche Pino
Musolino (cultura). "La prima riflessione è che non capisco ma mi adeguo -
dice - la seconda è che ritengo ridicola questa operazione: che senso ha
contenere i costi della politica e non si riducono gli emolumenti dei Cda delle
società partecipate. È l'ulteriore tassello di una amministrazione che alle
municipalità non ha mai creduto".E anche secondo Musolino la politica sarà
portata avanti da studenti e pensionati. "Io ho il mandato fino al 2010 e
lo onorerò - conclude - ma spiace pensare che abbiamo ancora un carrozzone che
potrebbe funzionare e per scelta dell'amministrazione non funziona".Per il
presidente Enzo Castelli "si prosegue nell'opera di demolizione delle
municipalità. In pratica, o entri nel gotha per cui ti metti in lista in
Parlamento, oppure l'idea è che la politica non potrà più essere fatta dal
cittadino comune". La soluzione? "O c'è una garanzia
dell'amministrazione comunale per portare avanti il decentramento - conclude
Castelli - oppure le municipalità si dimettono". Tutte domande a cui si
cercherà di dare una risposta venerdì, prima della giunta. "Cercheremo di
fare il punto con tranquillità - spiega Calligaro - prima per valutare la
questione dell'indennità e poi per capire cosa fare in futuro delle
municipalità. Se resta il decreto Lanzillotta, che impone la soglie dei 60mila
abitanti, la prospettiva è di due municipalità per la terraferma e una per il
centro storico. Resta il fatto che il legislatore ci ha consegnato una eredità
schizofrenica".Manuela Lamberti.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
L'INTERROGAZIONE
Tornano i dubbi sulla legittimità delle minigiunte (al.va.) E adesso chi garantisce
che le sei Municipalità del Comune di Venezia siano legittime? Chi garantisce
che le delibere approvate, a porte chiuse, dalle mini-giunte siano regolari? È
quanto emerge da una interrogazione presentata ieri al sindaco Massimo Cacciari
dal consigliere comunale di Forza Italia Saverio Centenaro. La posizione degli
azzurri sul decentramento attuato a Venezia è sempre stata critica: non avendo
il Comune più di 300mila abitanti, per Forza Italia i nuovi organismi
decentrati con poteri autonomi non potevano essere istituiti. E adesso che il
Viminale ha negato ai mini-assessori - contrariamente a
quanto avviene per agli assessori comunali - l'indennità fissa di funzione, il
problema si ripropone. "Se i delegati di Municipalità hanno diritto solo
al gettone di presenza come gli altri consiglieri - domanda Centenaro - possono questi
stessi delegati approvare delibere? E i loro atti sono legittimi? O vanno
sanati?".Nell'interrogazione Centenaro ricorda anche la risposta
fornita in seduta di commissione consiliare, lo scorso 26 febbraio, dal capo di
Gabinetto del sindaco: "Qualora fosse necessario - aveva detto Maurizio
Calligaro - il territorio comunale potrà essere suddiviso in tre municipalità e
certamente si sta studiando la modifica organica del decentramento". Per
quanto riguarda il ruolo e la funzione dell'esecutivo, secondo Calligaro
bisognava rifarsi "alla necessità di revisione del Regolamento e decidere
politicamente la qualità delle modifiche che saranno in vigore comunque, dal
prossimo rinnovo degli organi elettivi". E adesso Centenaro chiede
ulteriori chiarimenti "sul ruolo dei delegati, della Delegazione di
Municipalità e del potere di deliberativo di detto organismo, esercitato a
porte chiuse, visto il pronunciamento del Ministero degli Interni che chiarisce
che la Finanziaria 2008 non riconosce detto organo",.
( da "Provincia di Como, La" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Carate Urio Lo
psicologo? Chiamano i cittadini paga il Comune Le Comunità montane Lario
Intelvese e Alpi Lepontine dovranno unirsi in un unico soggetto, e il numero
complessivo dei consiglieri passerà dall'attuale
( da "Provincia di Como, La" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
I costi della politica
Lombardia, tagliate sette Comunità montane Scendono da