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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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Report "Costi dei politici"

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (15)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Ichino spiega l'efficienza nel pubblico ( da "Arena, L'" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: LUNEDÌ 26 ARRIVA STELLA. Lunedì 26 maggio, alle 18, nell'aula T3 del Polo Zanotto, viene presentato il nuovo libro inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo intitolato La Deriva, Perché l'Italia rischia il naufragio. L'iniziativa, promossa dall'università e dall'associazione "Vivi l'Europa", è rivolta in particolare ai giovani ma è aperta a tutti.

Provincia, la ricetta dei sindacati ( da "Tirreno, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la ricetta dei sindacati "Riduzione dei costi della politica, occupazione stabile, riqualificazione del personale e riorganizzazione dei servizi" PISA. Riduzione dei costi della politica, buona e stabile occupazione, riqualificazione del personale e riorganizzazione di alcuni servizi operativi dell'amministrazione provinciale.

Federalismo fiscale, la scelta che rischia di stritolare il Sud ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che rappresenta il cuore dell'autonomia tributaria dei Comuni? La tendenza a scaricare le difficoltà della finanza pubblica sul livello locale si vede anche dal modo in cui è stata affrontata la legittima domanda dei cittadini di ridurre il costo della politica: con una decisione bipartisan, non si è pregiudicato lo status di chi sedeva in Parlamento,

Fisco, ora i dirigenti si promuovono da soli ( da "Corriere della Sera" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E oltre al danno, pure la beffa di vedersi offrire il posto C2 di uno dei due che aveva sonoramente battuto al concorso. Adesso sono alle carte bollate. E chissà se con l'autovalutazione sarebbe andata in maniera diversa. Enrico Marro Sergio Rizzo LA TUA OPINIONE su questo articolo su www.corriere.it.

L'84% si promuove. E scattano premi ( da "Corriere.it" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E oltre al danno, pure la beffa di vedersi offrire il posto C2 di uno dei due che aveva sonoramente battuto al concorso. Adesso sono alle carte bollate. E chissà se con l'autovalutazione sarebbe andata in maniera diversa. Enrico Marro Sergio Rizzo stampa |.

<UNA VOLTA i segretari degli assessori venivano selezionati fra il personale ( da "Nazione, La (Pisa)" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei costi della politica, a cominciare dagli incarichi fiduciari a supporto degli organi politici, per favorire i processi occupazionali e i percorsi di riqualificazione del personale interno". Inoltre la riorganizzazione dei servizi sopra indicati, non prevista nel piano triennale, "una maggiore occupazione a tempo indeterminato con inquadramenti giuridici ed economici diversi

Circondario, Vecchi riapre la guerra ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma da ex dirigenti e politici dei Ds e della Margherita, vanificando così le aspettative date da questa legge". Di qui la richiesta alla Regione di modificare lo statuto del Circondario "che altrimenti rimarrebbe l'unico ente associativo con una struttura istituzionale più costosa della vecchia Comunità montana".

IL GRUPPO CONSILIARE di minoranza Polo per Pieve chiede, con un'interrogazione co ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 850 euro stabilite nel 2006 è passato nel dicembre 2007 a 1.371.740 euro. E chiarisca perché è variato il costo della consulenza tecnica alla società Comes srl di Firenze, aggiudicataria della progettazione e la direzione dei lavori della nuova scuola elementare in via della Libertà".

Cm, la cura dimagrante non tocca la Valtellina ( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 5 membri per le Cm con un numero di Comuni fino a 35, 7 per le Cm con più di 35 Comuni. E poi riduzione del 70% dei gettoni di presenza. Per l'Alta Valle si delinea una assemblea praticamente uguale alla "conferenza dei sindaci" con un direttivo che escluderà uno dei sei primi cittadini a cui affidare, magari, la presidenza dell'assemblea.

Gettone dei consiglieri da 4.500 a 15mila euro annui ( da "Arena.it, L'" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: aumenta lo stipendio Gettone dei consiglieri da 4.500 a 15mila euro annui   Anche il Consiglio di amministrazione di Veronamercato, ente partecipato per il 70 per cento dal Comune, "adegua" i propri compensi. L'indennità del presidente Riccardo Caccia (Forza Italia) passerà da 50mila a 60mila euro lordi l'anno, e da 20mila a 30mila quella del vicepresidente Damiano Berzacola,

"più soldi ai consiglieri e armi ai vigili" - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: come segno di moralità nei confronti di chi ci ha votato. All'interno di questo discorso, inserisco i consiglieri comunali che ricevono gettoni di presenza ridicoli". Tanto più che gli strumenti legislativi ci sarebbero già, basta completare l'iter parlamentare: "C'è il disegno di legge Amato-Lanzillotta.

Municipalità sull'orlo del fallimento ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: "La questione è più complicata di quanto si crede - afferma Reberschegg - così facendo il Viminale non riconosce l'esistenza degli esecutivi. Le riunioni dell'esecutivo in pratica non vengono considerate al fine del gettone di presenza e non hanno alcun riconoscimento giuridico.

Tornano i dubbi sulla legittimità delle minigiunte ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: contrariamente a quanto avviene per agli assessori comunali - l'indennità fissa di funzione, il problema si ripropone. "Se i delegati di Municipalità hanno diritto solo al gettone di presenza come gli altri consiglieri - domanda Centenaro - possono questi stessi delegati approvare delibere? E i loro atti sono legittimi? O vanno sanati?

Lo psicologo? Chiamano i cittadini paga il Comune ( da "Provincia di Como, La" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: verrà drasticamente ridimensionato anche il loro compenso: il gettone di presenza subirà infatti una riduzione del 70 per cento. Tutte queste misure sono previste dal riordino delle Comunità montane, attuato dalla Regione Lombardia in osservanza a quanto indicato nella legge Finanziaria per il 2008, che diventerà effettivo dopo le elezioni amministrative del 2009.

Lombardia, tagliate sette Comunità montane ( da "Provincia di Como, La" del 21-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: riduzione di almeno il 70% del gettone di presenza per il presidente e i membri dell'esecutivo. Queste alcune delle novità introdotte dal progetto di legge "Riordino delle Comunità montane della Lombardia, disciplina delle Unioni di Comuni lombarde e sostegno all'esercizio associato di funzioni e servizi comunali",


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Ichino spiega l'efficienza nel pubblico (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 21-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

UNIVERSITÀ. Venerdì a Giurisprudenza Ichino spiega l'efficienza nel pubblico L'efficienza nella pubblica amministrazione non è un criterio economico, come accade nelle imprese private dove i sistemi di valutazione della resa riguardano dei numeri, in particolare quelli delle vendite, ma è un criterio relativo all'offerta di servizi alla collettività. Più difficile, perciò, da valutare ma fondamentale per far marciare la collettività verso un senso più compiuto di civiltà. A questo tema, l'efficienza del lavoro nelle amministrazioni pubbliche, è dedicato il convegno organizzato venerdì 23 maggio, a partire dalle 10, dall'università di Verona, alla facoltà di Giurisprudenza in via Montanari, aula Cipolla, con il concorso della Fondazione Giorgio Zanotto, a cui interverrà il giuslavorista e neo senatore del Pd Pietro Ichino. Il convegno sarà aperto dal rettore Alessandro Mazzucco, dal preside di Giurisprudenza Maurizio Pedrazza Gorlero, dal presidente della Fondazione Giorgio Zanotto, Carlo Fratta Pasini, e dal direttore del master in gestione e innovazione nelle amministrazioni pubbliche Giovanni Battista Alberti. L'incontro sarà introdotto e coordinato dall'europarlamentare Donata Gottardi. LUNEDÌ 26 ARRIVA STELLA. Lunedì 26 maggio, alle 18, nell'aula T3 del Polo Zanotto, viene presentato il nuovo libro inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo intitolato La Deriva, Perché l'Italia rischia il naufragio. L'iniziativa, promossa dall'università e dall'associazione "Vivi l'Europa", è rivolta in particolare ai giovani ma è aperta a tutti. Parteciperanno il rettore Alessandro Mazzucco, la direttrice della biblioteca Frinzi, Daniela Brunelli, e Elda Baggio.

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Provincia, la ricetta dei sindacati (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pisa Provincia, la ricetta dei sindacati "Riduzione dei costi della politica, occupazione stabile, riqualificazione del personale e riorganizzazione dei servizi" PISA. Riduzione dei costi della politica, buona e stabile occupazione, riqualificazione del personale e riorganizzazione di alcuni servizi operativi dell'amministrazione provinciale. Queste in sintesi le richieste avanzate dal sindacato e in particolare dalla Rappresentanza sindacale unitaria aziendale e dalla Cgil Funzione pubblica, dalla Uil Fpl e dal Sulpm. E' in corso il confronto tra le organizzazioni sindacali e la parte pubblica della Provincia sulla programmazione triennale delle assunzioni. "La parte sindacale - si legge in un comunicato di Rsu, Cgil Fp, Uil Fpl e Sulpm - esprime un giudizio positivo rispetto al processo che è stato adottato dall'ente in merito alla stabilizzazione del lavoro precario, operazione volta a favorire una occupazione stabile e che comunque non deve costituire una violazione delle "regole" o rappresentare una limitazione alle opportunità di valorizzazione professionale del personale in servizio. Inoltre la parte sindacale auspica che questa fase segni il temine ultimo per l'utilizzo di forme di lavoro diverse da quelle del tempo indeterminato. Il piano occupazionale presentato dalla parte pubblica non convince del tutto il sindacato, che ai tavoli ha avanzato osservazioni, richieste e ha indicato priorità per addivenire a un accordo che potesse soddisfare entrambe le parti. La parte pubblica ha negato ogni forma di richiesta avanzata, nascondendo le sue scelte sotto valutazioni di carattere tecnico, dettate da interpretazioni non sostenibili". La Rsu dopo una mediazione fra le varie componenti ha presentato una proposta composta da 5 punti anche con la condivisione di Cgil Uil e Diccap per poter giungere a un accordo. Tra le priorità proposte ci sono: la concreta riduzione dei costi della politica, a cominciare dagli incarichi fiduciari a supporto degli organi politici, per favorire i processi occupazionali e i percorsi di riqualificazione del personale interno; la riorganizzazione di alcuni servizi operativi essenziali per la sicurezza dei cittadini, quali la viabilità, l'edilizia scolastica, e la polizia provinciale; una maggiore occupazione a tempo indeterminato anche attraverso diversi inquadramenti giuridici ed economici, e percorsi di riqualificazione del personale interno, in quanto le reali possibilità di carriera dei dipendenti vengono fortemente contratte da diverse interpretazioni normative.

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Federalismo fiscale, la scelta che rischia di stritolare il Sud (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 21-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2008-05-21 num: - pag: 18 categoria: REDAZIONALE RIFORMA DA APPLICARE IN MODO "SOSTENIBILE" Federalismo fiscale, la scelta che rischia di stritolare il Sud di ENRICO CARDILLO * C aro direttore, governo, enti locali e federalismo sono le tre parole chiave dell'agenda politica. Il governo Berlusconi, nel Consiglio dei ministri che avrà luogo oggi a Napoli, abolirà con decreto l'Ici sulla prima casa, con copertura diretta del Tesoro. Lo farà anche dando la copertura che mancava ai provvedimenti in materia già decisi da Prodi. Così il nuovo governo, bisogna riconoscerlo, onora l'impegno preso con gli elettori. Nel frattempo i comuni sono con il fiato sospeso perché il provvedimento, avendo efficacia immediata, riguarderà già la scadenza Ici di giugno, con ovvio sollievo dei contribuenti, ma sarà decisivo per le casse dei comuni che il Tesoro immediatamente trasferisca le relative risorse agli enti locali. Sarebbe poi rovinoso per le casse comunali se la seconda rata dei trasferimenti erariali, che era annunciata entro maggio, per esigenze di cassa dello Stato, si dovesse posticipare: da una misura positiva si creerebbe paradossalmente un'insostenibile tensione finanziaria per le casse comunali. I prossimi saranno anche i giorni dei bilanci di previsione per i Comuni italiani. I precedenti governi hanno scaricato sulle autonomie locali parte consistente dei problemi di bilancio dello Stato: governi di centrodestra e di centrosinistra hanno progressivamente tagliato risorse significative ai comuni e invaso il campo della loro autonomia con le regole capestro del Patto di stabilità interno. Di fronte alle difficoltà dei sindaci si è risposto: arrangiatevi, inasprite la pressione tributaria, aumentate l'addizionale Irpef o introducete nuove tassazioni locali. Una ricetta che mina il nostro ordinamento costituzionale e fiscale: dove finisce il federalismo fiscale se poi i governi intervengono sull'Ici, che rappresenta il cuore dell'autonomia tributaria dei Comuni? La tendenza a scaricare le difficoltà della finanza pubblica sul livello locale si vede anche dal modo in cui è stata affrontata la legittima domanda dei cittadini di ridurre il costo della politica: con una decisione bipartisan, non si è pregiudicato lo status di chi sedeva in Parlamento, non si è intervenuto efficacemente a livello centrale, ma ci è concentrati sulle indennità dei consiglieri comunali e delle municipalità che ormai sono puramente simboliche. Infine, la riflessione sul federalismo fiscale oggetto di disegno di legge delega del governo Prodi, della discussione in conferenza unificata Stato-Regioni e della proposta di legge presentata dalla Regione Lombardia, dovrà uscire dalla dimensione fumosa. L'iniziativa della Lombardia, che è quella su cui più si discute, ne rappresenta una versione estrema. Per chi l'ha letta, è chiaro che minerebbe l'impianto costituzionale per cui ciascuno paga le imposte, progressivamente e sulla base della propria capacità contributiva, e riceve servizi uguali. Inoltre, secondo la Costituzione, la Repubblica italiana è unica e indivisibile (il che presuppone anche la tenuta del bilancio statale e degli enti locali) e quindi bisogna assicurare con la perequazione uniformità di status, ovvero di diritti civili e sociali. In questi giorni è stato documentato, con numeri alla mano, quali effetti devastanti si avrebbero per il Mezzogiorno se passasse il modello proposto dalla Regione Lombardia, votato con l'astensione del centrosinistra. Convengo invece con la necessità di assicurare, attraverso il federalismo fiscale, a tutti i cittadini servizi minimi universali e di quantificare standard di costi per evitare sprechi. A tutti va assicurata, ad esempio, assistenza sanitaria o istruzione pubblica, ma vanno rimossi differenziali di costo ingiustificabili. Perciò sarei cauto nell'affermare, come fanno alcuni, che il federalismo fiscale, per principio, sarà un'opportunità per il Mezzogiorno; e sarei addirittura ostile se esso, cambiando l'idea di società e i doveri redistributivi dello Stato, partorisse una nazione diversa da quella voluta dai padri costituzionali. Certo, senza reticenza, bisogna essere consapevoli che il risentimento di tanti cittadini del Centro-Nord si esprime in spinta al federalismo fiscale fortemente ipotecato dai territori perché il Mezzogiorno spesso ha dato pessima prova di sé nella gestione della spesa pubblica: dalla sanità ai rifiuti, dalla realizzazione delle opere pubbliche alla gestione di sussidi assistenziali, dall'incapacità di spendere risorse europee all'erogazione dei servizi ai cittadini. Ma questa è un'altra storia e chiama in campo la politica. Come amministratori locali e cittadini del Mezzogiorno, c'è da augurarsi che Tremonti e Maroni si muovano con saggezza per tenere insieme le esigenze di risanamento della finanza pubblica, i bisogni degli enti locali e un federalismo sostenibile. * Assessore alle Risorse strategiche del Comune di Napoli.

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Fisco, ora i dirigenti si promuovono da soli (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 21-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-05-21 num: - pag: 25 categoria: REDAZIONALE Pagelle fai da te Un sistema simile adottato da ministeri e Regione Siciliana. I controlli dei capi non cambiano di molto i giudizi Fisco, ora i dirigenti si promuovono da soli Scatta l'"autovalutazione" e l'84% si dà del "bravo". Così si calcolano premi e incentivi SEGUE DALLA PRIMA Perché se l'avesse fatto avrebbe scoperto che l'84% dei dirigenti dell'Agenzia delle entrate valuta se stesso "più che adeguato" all'impresa, se non addirittura "eccellente" in relazione al raggiungimento degli obiettivi. E quelli che restano? Quelli si considerano almeno "adeguati". Insomma, non ce n'è nemmeno uno che si reputi davvero scarso. Ma se vi chiedessero "datti un voto", sapendo che dal giudizio che vi date potrebbe dipendere un aumento di stipendio, oppure un progresso di carriera, rispondereste qualcosa di diverso? Eppure, incurante di autorevoli studi americani che dimostrano come l'"autovalutazione" porti inevitabilmente a sopravvalutarsi, l'Agenzia delle entrate ha pensato di fondare il proprio sistema di misurazione del merito dei dirigenti proprio su questo principio. E il responsabile dell'organizzazione, Marco Annecker, ha impiegato undici pagine fitte del bollettino Aran per spiegare perché, presentando i primi risultati del nuovo sistema introdotto nel 2006. La sua relazione comincia con la citazione della famosa frase che campeggia sul tempio di Apollo a Delfi: "Conosci te stesso ". Chiaro, no? Più oscuro, invece, è il motivo per cui il sistema di valutazione dei dirigenti sia stato battezzato con il nome di una stella, S.I.R.I.O: "Sistema Integrato di Risultati, Indicatori e Obiettivi". Anche perché Sirio è la stella "del cane". Ma non è la prima volta che i creativi delle Entrate si applicano nella ricerca di improbabili acronimi. Sapete come si chiama la banca dati dell'Anagrafe tributaria? Serpico, proprio come il famoso detective anticorruzione americano. Dove però "Ser.P.I.Co" sta per "Servizio Per le Informazioni sui contribuenti ". Complimenti. Ma c'è anche il R.A.D.A.R.: Ricerche e Analisi Decisionale per l'Accertamento del Reddito. Inseguendo Sirio, i 1.352 dirigenti scoprono da sé quanto sono bravi attraverso un complicato percorso di "autovalutazione strutturata" costruito con un software raffinato. Che dovrebbe mettere al riparo anche da eccessi di autostima. Già, ma come? Dice la relazione: "Quanto alla possibile obiezione che i racconti degli interessati potrebbero non rispondere a verità... più che mai può qui valere il detto secondo il quale "le bugie hanno le gambe corte"". Del resto, "se è giusto che il valutato pretenda oggettività dai valutatori, anch'egli deve per primo seriamente impegnarsi in un'analisi obiettiva". Insomma, fanno a fidarsi. Ma fino a un certo punto. Perché il dirigente superiore, che evidentemente non ha l'anello al naso, provvede a ridimensionare i giudizi palesemente esagerati, senza sorpresa e senza danno per l'interessato. Il quale, male che vada, si vede "retrocesso" da "eccellente " al grado di "più che adeguato ". Correzione che fa scendere il numero delle presunte eccellenze dal 40% a meno del 10%. Circostanza della quale l'Agenzia delle entrate sembra addirittura rammaricarsi, dato che l'obiettivo di S.I.R.I.O. è "la condivisione dei giudizi... vale a dire la sintonia fra come io valuto me stesso e come l'altro valuta me". Ma anche le amministrazioni che non si sono imbarcate in progetti altrettanto "stellari" (e probabilmente costosi) di valutazione, non rinunciano al giudizio fai da te. Al ministero dell'Economia, per esempio, i dirigenti di seconda fascia compilano ogni anno un questionario sui "comportamenti organizzativi" con relativo "punteggio conseguito". Punteggio, per inciso, che si danno da soli. A fianco della loro autovalutazione c'è una colonna riservata al dirigente generale che può confermare o meno i voti che i loro sottoposti si sono attribuiti. Quanti pensate che siano i bocciati? Nessuno. Anche perché salterebbero i premi collegati. D'altra parte, se su 3.769 alti dirigenti dello Stato, non ce n'è uno che abbia avuto un giudizio mediocre, una ragione ci deve pure essere. L'economista Nicola Rossi haraccontatodomenica sul Corriere che al ministero dello Sviluppo, se ogni funzionario può essere valutato da un minimo di 3 a un massimo di 9, c'è un accordo sindacale che prevede che la media dei voti non possa essere inferiore al 6. Per non parlare della Regione Siciliana dove, secondo la Corte dei Conti, dal 2001 al 2006 tutti i 2.196 dirigenti hanno avuto in busta paga trattamenti economici di posizione pari al massimo. Possibile? Possibile. Perché in Sicilia l'"autovalutazione" è in vigore da sette anni. Anzi, sono stati loro i precursori di quello che hanno chiamato più pietosamente "autoreferto". Tecnicamente, la diagnosi della malattia effettuata dallo stesso malato. Ma il merito? Quello resta in subordine. E qualche volta ci rimane, in subordine, anche se per salire un gradino si deve fare un esame. Prendiamo il caso di Franca Caruso, dipendente del ministero dell'Economia a Catanzaro già inquadrata nella carriera direttiva, grado C1. Un bel giorno la signora decide di partecipare al concorso interno per due posizioni di livello C3. Con lei partecipano due colleghi di grado superiore C2. Ma la signora Caruso li batte entrambi e vince il concorso. Direte: le avranno srotolato il tappeto rosso e dato pure un bell'aumento di stipendio. Macché. Subito si fa un accordo sindacale, firmato dall'allora direttore generale del Tesoro Giancarlo Del Bufalo, con il quale si stabilisce che per accedere al livello C3 bisogna necessariamente passare dal grado C2. La graduatoria viene quindi rovesciata, e la signora Caruso, da prima che era, si ritrova terza. E oltre al danno, pure la beffa di vedersi offrire il posto C2 di uno dei due che aveva sonoramente battuto al concorso. Adesso sono alle carte bollate. E chissà se con l'autovalutazione sarebbe andata in maniera diversa. Enrico Marro Sergio Rizzo LA TUA OPINIONE su questo articolo su www.corriere.it.

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L'84% si promuove. E scattano premi (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere.it" del 21-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagelle fai da te. Un sistema simile adottato da ministeri e Regione Siciliana Fisco, i dirigenti si promuovono da soli Scatta l'"autovalutazione" e l'84% si dà del "bravo". Così si calcolano premi e incentivi "Anch'io disprezzo i fannulloni. Ma se c'è un fannullone è chi dirige male o non c'è proprio a dirigere". Parola di Raffaele Bonanni. Ma forse, quando ha sferrato l'attacco ai dirigenti pubblici, il segretario della Cisl non aveva ancora letto l'ultimo bollettino dell'Aran, l'agenzia governativa per i contratti del pubblico impiego. Perché se l'avesse fatto avrebbe scoperto che l'84% dei dirigenti dell'Agenzia delle entrate valuta se stesso "più che adeguato" all'impresa, se non addirittura "eccellente" in relazione al raggiungimento degli obiettivi. E quelli che restano? Quelli si considerano almeno "adeguati". Insomma, non ce n'è nemmeno uno che si reputi davvero scarso. Ma se vi chiedessero "datti un voto", sapendo che dal giudizio che vi date potrebbe dipendere un aumento di stipendio, oppure un progresso di carriera, rispondereste qualcosa di diverso? Eppure, incurante di autorevoli studi americani che dimostrano come l'"autovalutazione" porti inevitabilmente a sopravvalutarsi, l'Agenzia delle entrate ha pensato di fondare il proprio sistema di misurazione del merito dei dirigenti proprio su questo principio. E il responsabile dell'organizzazione, Marco Annecker, ha impiegato undici pagine fitte del bollettino Aran per spiegare perché, presentando i primi risultati del nuovo sistema introdotto nel 2006. La sua relazione comincia con la citazione della famosa frase che campeggia sul tempio di Apollo a Delfi: "Conosci te stesso ". Chiaro, no? Più oscuro, invece, è il motivo per cui il sistema di valutazione dei dirigenti sia stato battezzato con il nome di una stella, S.I.R.I.O: "Sistema Integrato di Risultati, Indicatori e Obiettivi". Anche perché Sirio è la stella "del cane". Ma non è la prima volta che i creativi delle Entrate si applicano nella ricerca di improbabili acronimi. Sapete come si chiama la banca dati dell'Anagrafe tributaria? Serpico, proprio come il famoso detective anticorruzione americano. Dove però "Ser.P.I.Co" sta per "Servizio Per le Informazioni sui contribuenti ". Complimenti. Ma c'è anche il R.A.D.A.R.: Ricerche e Analisi Decisionale per l'Accertamento del Reddito. Inseguendo Sirio, i 1.352 dirigenti scoprono da sé quanto sono bravi attraverso un complicato percorso di "autovalutazione strutturata" costruito con un software raffinato. Che dovrebbe mettere al riparo anche da eccessi di autostima. Già, ma come? Dice la relazione: "Quanto alla possibile obiezione che i racconti degli interessati potrebbero non rispondere a verità... più che mai può qui valere il detto secondo il quale "le bugie hanno le gambe corte"". Del resto, "se è giusto che il valutato pretenda oggettività dai valutatori, anch'egli deve per primo seriamente impegnarsi in un'analisi obiettiva". Insomma, fanno a fidarsi. Ma fino a un certo punto. Perché il dirigente superiore, che evidentemente non ha l'anello al naso, provvede a ridimensionare i giudizi palesemente esagerati, senza sorpresa e senza danno per l'interessato. Il quale, male che vada, si vede "retrocesso" da "eccellente " al grado di "più che adeguato ". Correzione che fa scendere il numero delle presunte eccellenze dal 40% a meno del 10%. Circostanza della quale l'Agenzia delle entrate sembra addirittura rammaricarsi, dato che l'obiettivo di S.I.R.I.O. è "la condivisione dei giudizi... vale a dire la sintonia fra come io valuto me stesso e come l'altro valuta me". Ma anche le amministrazioni che non si sono imbarcate in progetti altrettanto "stellari" (e probabilmente costosi) di valutazione, non rinunciano al giudizio fai da te. Al ministero dell'Economia, per esempio, i dirigenti di seconda fascia compilano ogni anno un questionario sui "comportamenti organizzativi" con relativo "punteggio conseguito". Punteggio, per inciso, che si danno da soli. A fianco della loro autovalutazione c'è una colonna riservata al dirigente generale che può confermare o meno i voti che i loro sottoposti si sono attribuiti. Quanti pensate che siano i bocciati? Nessuno. Anche perché salterebbero i premi collegati. D'altra parte, se su 3.769 alti dirigenti dello Stato, non ce n'è uno che abbia avuto un giudizio mediocre, una ragione ci deve pure essere. L'economista Nicola Rossi haraccontatodomenica sul Corriere che al ministero dello Sviluppo, se ogni funzionario può essere valutato da un minimo di 3 a un massimo di 9, c'è un accordo sindacale che prevede che la media dei voti non possa essere inferiore al 6. Per non parlare della Regione Siciliana dove, secondo la Corte dei Conti, dal 2001 al 2006 tutti i 2.196 dirigenti hanno avuto in busta paga trattamenti economici di posizione pari al massimo. Possibile? Possibile. Perché in Sicilia l'"autovalutazione" è in vigore da sette anni. Anzi, sono stati loro i precursori di quello che hanno chiamato più pietosamente "autoreferto". Tecnicamente, la diagnosi della malattia effettuata dallo stesso malato. Ma il merito? Quello resta in subordine. E qualche volta ci rimane, in subordine, anche se per salire un gradino si deve fare un esame. Prendiamo il caso di Franca Caruso, dipendente del ministero dell'Economia a Catanzaro già inquadrata nella carriera direttiva, grado C1. Un bel giorno la signora decide di partecipare al concorso interno per due posizioni di livello C3. Con lei partecipano due colleghi di grado superiore C2. Ma la signora Caruso li batte entrambi e vince il concorso. Direte: le avranno srotolato il tappeto rosso e dato pure un bell'aumento di stipendio. Macché. Subito si fa un accordo sindacale, firmato dall'allora direttore generale del Tesoro Giancarlo Del Bufalo, con il quale si stabilisce che per accedere al livello C3 bisogna necessariamente passare dal grado C2. La graduatoria viene quindi rovesciata, e la signora Caruso, da prima che era, si ritrova terza. E oltre al danno, pure la beffa di vedersi offrire il posto C2 di uno dei due che aveva sonoramente battuto al concorso. Adesso sono alle carte bollate. E chissà se con l'autovalutazione sarebbe andata in maniera diversa. Enrico Marro Sergio Rizzo stampa |.

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( da "Nazione, La (Pisa)" del 21-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA PISA pag. 6 "UNA VOLTA i segretari degli assessori venivano selezionati fra il personale... "UNA VOLTA i segretari degli assessori venivano selezionati fra il personale interno. Adesso ognuno si porta il suo collaboratore, e i costi della politica lievitano a dismisura. Poi si prova anche a farli figurare come precari e a inserirli nei percorsi di stabilizzazione, mentre non si trovano soldi per le progressioni di carriera dei dipendenti, che hanno tutte le competenze per poter svolgere tali mansioni". E' categorico Moreno Giannessi, segretario provinciale della Uil Fpl, sulla trattativa aperta con la Provincia sulla programmazione triennale delle assunzioni, condotta dalla Rsu aziendale, dalla Cgil Fp, dalla Uil Fpl e dal Diccap. L'ESITO dell'incontro per la proposta di accordo della Rsu, basata su cinque punti condivisi con le altre categorie, è stata però una fumata nera. Tant'è che "il sindacato ? si legge nella nota ? non avendo trovato apertura al tavolo delle trattative, ha deciso di rivolgersi pubblicamente al presidente della Provincia, alla giunta, a tutte le forze politiche e al presidente della delegazione trattante, affinché le richieste del sindacato e dei lavoratori vengano accolte". La sostanza della proposta si concentra innanzitutto sulla riduzione dei costi della politica, e poi sulla stabilizzazione dell'occupazione, la riqualificazione del personale e la riorganizzazione di alcuni servizi considerati nevralgici come la viabilità, l'edilizia scolastica e la polizia provinciale. "Il nostro giudizio è positivo ? prosegue la nota ? rispetto al processo di stabilizzazione del lavoro precario, operazione volta a favorire un'occupazione stabile e che, comunque, non deve costituire una violazione delle regole o rappresentare una limitazione alle opportunità di valorizzazione del personale in servizio. Inoltre la parte sindacale auspica che questa fase segni il termine ultimo per l'utilizzo di forme di lavoro diverse da quelle del tempo indeterminato". LE DOLENTI note arrivano proprio sul piano occupazionale presentato dalla parte pubblica, che "non convince del tutto il sindacato che, ai tavoli, ha avanzato osservazioni, richieste, e ha presentato, dopo numerosi incontri, alcune priorità per arrivare a un accordo che potesse soddisfare entrambe le parti. La parte pubblica ha negato ogni forma di richiesta avanzata, nascondendo le proprie scelte sotto valutazioni di carattere tecnico, dettate da interpretazioni non sostenibili. La Rsu, dopo una mediazione fra le varie componenti, ha presentato una proposta composta da 5 punti, anche con la condivisione di Cgil, Uil e Diccap per poter giungere a un accordo. Fra questi la concreta riduzione dei costi della politica, a cominciare dagli incarichi fiduciari a supporto degli organi politici, per favorire i processi occupazionali e i percorsi di riqualificazione del personale interno". Inoltre la riorganizzazione dei servizi sopra indicati, non prevista nel piano triennale, "una maggiore occupazione a tempo indeterminato con inquadramenti giuridici ed economici diversi e percorsi di riqualificazione del personale interno, visto che la carriera dei dipendenti è contratta da diverse interpretazioni normative". Ma a tutto questo non è seguita un'apertura reale. Perciò i sindacati passano ora la palla alla politica, studiando le prossime mosse.

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Circondario, Vecchi riapre la guerra (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 21-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

IMOLA pag. 2 Circondario, Vecchi riapre la guerra E Palazzolo boicotta via Boccaccio COSTI DELLA POLITICA SCINTILLE La sede del Circondario. Nel tondo, Alberto Vecchi TAGLI alla casta? In Emilia-Romagna vale per tutti, ma non per l'Imolese: è la convinzione del consigliere regionale An-Pdl Alberto Vecchi, che si prepara a dare battaglia in viale Aldo Moro, quando verrà affrontato il disegno di legge sulle Comunità montane, per farle passare da 18 a 9. Per An vanno benissimo "una gestione razionale ed efficace degli apparati, delle funzioni e dei processi decisionali ? elenca Vecchi ?, l'innalzamento complessivo del livello di qualità delle prestazioni, la riduzione complessiva degli oneri organizzativi, funzionali e procedimentali, a tutti i livelli di governo, con misure orientate a ridurre i tempi delle decisioni". Ma il punto che a Vecchi non va giù è un altro: il caso dell'Imolese "dove anziché contenere i costi, le funzioni e le deleghe passeranno al Circondario". Perché "L'articolo 5 del progetto di legge della giunta regionale ? risponde Vecchi ? stabilisce che la giunta delle nuove Comunità montane sia composta esclusivamente dai sindaci dei Comuni aderenti e che il presidente sia scelto tra i sindaci. Inoltre, sempre per contenere la spesa, ai sindaci-assessori non è riconosciuta alcuna indennità ulteriore tranne che al presidente". Invece nel Circondario, sottolinea il consigliere, "la giunta non è formata dai sindaci, ma da ex dirigenti e politici dei Ds e della Margherita, vanificando così le aspettative date da questa legge". Di qui la richiesta alla Regione di modificare lo statuto del Circondario "che altrimenti rimarrebbe l'unico ente associativo con una struttura istituzionale più costosa della vecchia Comunità montana". Sull'argomento interviene anche il consigliere comunale di Per Imola Giuseppe Palazzolo: "Sciogliere la Comunità montana e inserirla nel Circondario ? dice ? non significa assolutamente tagliare i costi della politica e di gestione. Il mantenimento del Circondario si giustifica soltanto attraverso l'abolizione della Provincia di Bologna e la contestuale creazione della città metropolitana". Per questo Palazzolo e Antonio Pezzi (Unione di centrodestra) hanno comunicato che i loro gruppi non faranno parte del Circondario e chiedono al Pdl di aderire alla decisione: "Tutti abbiamo fatto una campagna elettorale contro questo Circondario e finché non sarà chiaro il riordino istituzionale la nostra presenza non si giustifica". Image: 20080521/foto/3169.jpg.

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IL GRUPPO CONSILIARE di minoranza Polo per Pieve chiede, con un'interrogazione co (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 21-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

MONSUMMANO / VALDINIEVOLE pag. 18 IL GRUPPO CONSILIARE di minoranza Polo per Pieve chiede, con un'interrogazione co... IL GRUPPO CONSILIARE di minoranza Polo per Pieve chiede, con un'interrogazione consiliare, delucidazioni all'amministrazione Alamanni sullo stato delle infrastrutture locali e sulla scuola media Galilei. "A Pieve in quattro anni il numero delle infrastrutture realizzate si limita al parcheggio di piazza 27 Aprile e poco altro. Il sindaco spieghi perché non è ancora stata avviata la costruzione del nuovo polo scolastico di via della Libertà (prevista quest'anno) e perché il costo dell'opera dal valore iniziale di 934.850 euro stabilite nel 2006 è passato nel dicembre 2007 a 1.371.740 euro. E chiarisca perché è variato il costo della consulenza tecnica alla società Comes srl di Firenze, aggiudicataria della progettazione e la direzione dei lavori della nuova scuola elementare in via della Libertà".

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Cm, la cura dimagrante non tocca la Valtellina (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 21-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

TIRANO pag. 6 Cm, la cura dimagrante non tocca la Valtellina Gli enti montani lombardi da 30 a 23 di ARMANDO TRABUCCHI ? BORMIO ? RESTERÀ INVARIATO, in provincia di Sondrio, l'assetto territoriale delle Comunità montane? Leggendo l'ultima proposta di legge che riguarda il "Riordino delle Cm della Lombardia, disciplina delle Unioni di Comuni lombarde e sostegno all'esercizio associato di funzioni e servizi comunali", approvato dalla Giunta regionale si direbbe proprio di sì. Gli enti sovracomunali (enti montani o zone omogenee) passeranno da 30 a 23 in Lombardia, con un risparmio di quasi un terzo degli impegni di spesa messi in conto sino a oggi. E nella proposta di legge restano invariate le cinque Cm della provincia di Sondrio. In particolare resta invariata quella dell'Alta Valtellina. Sindaci e rappresentanti in assemblea Cm dell'Alta Valle nei giorni scorsi avevano sollevato critiche alla proposta di accorpare i comprensori di Bormio e Tirano: il disegno di legge approvato dalla Giunta lombarda "è in perfetta sintonia con le nostre aspettative - ha commentato il presidente della Cm di Bormio, Luca Pozzi - ma ancora il cammino da percorrere è lungo". Il presidente del direttivo dell'ente sovracomunale dell'Alta Valtellina sottolinea il fatto che "siamo in presenza di una proposta licenziata dalla Giunta che deve essere approvata dal Consiglio regionale. Non è ancora fatta, ma rispetto a questa ipotesi non possiamo nascondere la soddisfazione". Anche il vicesindaco di Livigno, Narciso Zini, concorda nell'esprimere soddisfazione: "Abbiamo a più riprese sottolineato che il nostro territorio ha peculiarità e vocazioni che sono diverse da quelle del Tiranese. Nessuno scontro, beninteso, ma quello non sarebbe stato un comprensorio omogeneo come lo è il territorio che va da Sondalo a Livigno". Prudenza nelle considerazioni anche dalle altre istituzioni locali, soprattutto attesa per la stesura definitiva del progetto di legge che, dopo aver salvato gli assetti territoriali almeno in provincia di Sondrio, si prepara a introdurre qualche novità. La prima riguarda la composizione dei direttivi. L'assemblea, innazitutto, sarà composta dai sindaci dei Comuni che fanno parte della Cm. Non ci sarà più un direttivo ma una "giunta esecutiva" a composizione variabile secondo il numero dei Comuni: 5 membri per le Cm con un numero di Comuni fino a 35, 7 per le Cm con più di 35 Comuni. E poi riduzione del 70% dei gettoni di presenza. Per l'Alta Valle si delinea una assemblea praticamente uguale alla "conferenza dei sindaci" con un direttivo che escluderà uno dei sei primi cittadini a cui affidare, magari, la presidenza dell'assemblea. Il nuovo assesso scatterà a partire dal 2009, dopo le amministrative.

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Gettone dei consiglieri da 4.500 a 15mila euro annui (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena.it, L'" del 21-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

AZIENDE. Il presidente Caccia a 60 mila euro Veronamercato, il cda si aumenta lo stipendio Gettone dei consiglieri da 4.500 a 15mila euro annui   Anche il Consiglio di amministrazione di Veronamercato, ente partecipato per il 70 per cento dal Comune, "adegua" i propri compensi. L'indennità del presidente Riccardo Caccia (Forza Italia) passerà da 50mila a 60mila euro lordi l'anno, e da 20mila a 30mila quella del vicepresidente Damiano Berzacola, presidente provinciale di Coldiretti, che nel Cda rappresenta la Camera di commercio. Ma l'aumento più spettacolare, da 4.500 euro a 15mila, più di tre volte tanto quindi, riguarda i consiglieri Alessandro Bandiera (Pd), Giovanni Frasca (An), Annunciato Maccini (Lista Tosi), Marco Marrapese (Lega Nord), Gianluca Mirandola (Udc) e quelli di nomina privata, Giuseppe Giomaro (Cigra) e Roberto Manara (Cooperativa facchini). L'adeguamento dei compensi a Veronamercato arriva dopo analoghe decisioni assunte dagli amministratori di altre aziende pubbliche. Agli inizi del 2008 il Comune aveva stabilito di aumentare i compensi del presidente, Enrico Toffali, da 45mila a 65mila euro lordi all'anno, mentre i quattro consiglieri passavano da 15mila a 24mila euro lordi. Ma il primato per l'onorario più consistente fra i vertici delle aziende pubbliche, con 80mila euro lordi l'anno, spetta a Gianluigi Soardi, presidente dell'Azienda trasporti Verona (Atv); il vice Gianluca Fantoni 36mila, i tre consiglieri 20mila. Sia Soardi (Lega) che Fantoni (Lista Tosi) sono consiglieri comunali. Ammonta a 66.919 euro lordi all'anno lo stipendio di Gian Paolo Sardos Albertini, presidente dell'Agsm (Lista Tosi). la vice Anna Leso (Forza Italia) ne prende 42mila. Ai tre consiglieri spettano 28mila euro lordi l'anno. Al presidente di Amt, Massimo Mariotti (An) tocca un compenso annuo, rimasto invariato, di 48.600 euro lordi all'anno, mentre i quattro consiglieri di amministrazione ne percepiscono 19.800. Infine, il presidente di Agec, Giuseppe Venturini (Forza Italia) prende 17.694 euro lordi l'anno. Gli otto consiglieri nominati dal sindaco, ne ricevono 7.077.  .

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"più soldi ai consiglieri e armi ai vigili" - giovanna vitale (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 21-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina IV - Roma "Più soldi ai consiglieri e armi ai vigili" Il sindaco: "Inviterò il Papa in Comune per cancellare l'offesa della Sapienza" L'aumento proposto dal Pdl. Giro: "Eroi del territorio pagati male" GIOVANNA VITALE Era uno dei punti più significativi della suo programma elettorale: "Al corpo della polizia municipale - si legge nel capitolo "sicurezza" che ora il sindaco Alemanno vuole tradurre in realtà - deve essere garantito il diritto di poter difendere se stesso e i cittadini, anche (...) mediante idonei strumenti quali l'armamento, lo sfollagente e il casco antisommossa". Tutti trattati alla stregua di semplici arnesi da lavoro, come la pialla per il falegname o il martello per il fabbro. Innocui e necessari. Tant'è che "porteremo subito all'attenzione della giunta la delibera sull'armamento dei vigili urbani perché ce lo chiedono le associazioni di categoria e i sindacati", spiega nella sua prima dichiarazione pubblica il consigliere di An Dario Rossin, eletto ieri all'unanimità capogruppo del Pdl capitolino alla presenza del sindaco Alemanno. Che in serata ha dato un altro annuncio qualificante della sua politica: "Lunedì aprirò il consiglio comunale e in quell'occasione inviterò il Pontefice in Campidoglio per cancellare l'offesa ricevuta all'apertura dell'Anno accademico della Sapienza". Un gesto che suona anche come risarcimento nei confronti di Benedetto XVI, dal momento che "l'allora consiglio comunale non riuscì a trovare una maggioranza per dare la più elementare solidarietà". Ma partiamo dall'inizio. "Vogliamo dar vita a un regolamento che a tutt'oggi non esiste e proporre l'armamento che sarà sottoposto all'obiezione di coscienza e a corsi psico-attitudinali", aveva detto il neo capogruppo Rossin in mattinata. L'obbiettivo è chiaro: "I vigili non saranno solo quelli deputati ad elevare le multe". Bensì uomini pronti ad assumere progressivamente un ruolo di prevenzione e repressione di reati: per poi arrivare - come sempre da programma - alla "sostanziale equiparazione fra polizia municipale e polizia di Stato" attraverso una modifica legislativa da apportare in Parlamento. Non è l'unico aiuto che il Comune di Roma chiederà al governo nazionale. L'altra riforma, che tanto sta a cuore al coordinatore regionale di Fi, Francesco Giro, fresco sottosegretario ai Beni culturali, è quella che riguarda gli stipendi dei consiglieri comunali, definiti "veri eroi del territorio pagati male", addirittura "i brutti anatroccoli della politica". Il perché è presto detto: "Sono trattati come dei semplici volontari o poco più", ha sostenuto Giro. "Roma, mi chiedo, può essere amministrata da consiglieri così maltrattati? Se è vero che ci accingiamo a ricevere poteri di carattere legislativo, perché i consiglieri comunali non possono essere considerati come quelli regionali?". Per il responsabile romano degli azzurri "è indecente e grottesca la disparità di trattamento tra consiglieri comunali, consiglieri regionali e parlamentari. Un deputato guadagna oggi quasi 14mila euro: mi chiedo se non si possa ridurre questo compenso. Si può fare e si deve fare, come segno di moralità nei confronti di chi ci ha votato. All'interno di questo discorso, inserisco i consiglieri comunali che ricevono gettoni di presenza ridicoli". Tanto più che gli strumenti legislativi ci sarebbero già, basta completare l'iter parlamentare: "C'è il disegno di legge Amato-Lanzillotta. Abbiamo incaricato il vicesindaco Cutrufo, componente della commissione Affari costituzionali, di riprendere il disegno per dare ai consiglieri comunali un nuovo status, un nuovo profilo. è sufficiente una legge ordinaria". Ma si spinge anche oltre, il coordinatore forzista: "I consiglieri comunali dovrebbero ricevere pure una pensione". Anche perché "la legislazione vigente potrebbe spingere ad avere atteggiamenti poco leciti. Come si fa a gestire Roma con 1.800 euro al mese circa?". Nel frattempo Alemanno, congratulandosi con il neoletto Rossin, ha vantato un altro primato: "Il Pdl è il gruppo più numeroso della storia del consiglio comunale dall'inizio della Repubblica. Abbiamo la maggioranza assoluta in Campidoglio, fatto mai accaduto". Neppure nel 2006, quando Veltroni vinse con quasi il 63% dei consensi: una bella rivincita. Rafforzata dalla linea di condotta che il sindaco si prefigge di adottare: "Il consiglio comunale" ha spiegato "non sarà subalterno alla giunta. Non sarà solo un "approvatore" automatico del lavoro dell'esecutivo, ma avrà un ruolo attivo e propositivo. Ridaremo dignità al consiglio". Che dovrà produrre "delibere di sua iniziativa, a partire da quella sulla polizia municipale", appunto. SEGUE A PAGINA VI.

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Municipalità sull'orlo del fallimento (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 21-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Tagli alle indennità dei delegati, il presidente Castelli minaccia dimissioni. Il decentramento è da rivedere La municipalità di Venezia si ribella. Non tanto per il fatto che i delegati dovranno restituire a Ca' Farsetti quattro mensilità di stipendio e neppure perché da oggi in poi saranno pagati a gettone, quanto perché è forte l'impressione che il decentramento, così come è stato concepito sta scoppiando. Tanto che il vicepresidente Fabrizio Reberschegg (con delega al commercio) si dice disposto anche a "far saltare" la municipalità riconsegnando le deleghe e dimettendosi. Nel frattempo, venerdì il capo di gabinetto del sindaco, Maurizio Calligaro, incontrerà tutti i presidenti delle municipalità del Comune. E non è escluso che Ca' Farsetti scelga la strada di Napoli, che con una semplice modifica del regolamento dello statuto ha separato l'attività dei consiglieri da quella dell'esecutivo, trovando l'escamotage per garantire l'indennità ai mini-assessori."La questione è più complicata di quanto si crede - afferma Reberschegg - così facendo il Viminale non riconosce l'esistenza degli esecutivi. Le riunioni dell'esecutivo in pratica non vengono considerate al fine del gettone di presenza e non hanno alcun riconoscimento giuridico. Significa che tutto il sistema organizzato dal Comune è in crisi. O Ca' Farsetti ha la capacità di rispondere facendosi carico con riserve autonome, oppure ritorniamo ad essere diversi consigli di quartiere. E così la politica sarà fatta da pensionati o dai figli dei ricchi".A conti fatti, l'indennità lorda di un delegato era pari a 800 euro, circa 500 euro netti. Secondo le direttive del Viminale invece i delegati arriveranno a prendere al massimo 150 euro al mese, a fronte di un impegno che occupa l'ottanta per cento del tempo libero di ciascuno. "La casta è stata colpita nell'anello più debole - continua Reberschegg - se è così facciamo prima a riconsegnare le deleghe perché non abbiamo la capacità materiale di continuare". Sulla scia anche Pino Musolino (cultura). "La prima riflessione è che non capisco ma mi adeguo - dice - la seconda è che ritengo ridicola questa operazione: che senso ha contenere i costi della politica e non si riducono gli emolumenti dei Cda delle società partecipate. È l'ulteriore tassello di una amministrazione che alle municipalità non ha mai creduto".E anche secondo Musolino la politica sarà portata avanti da studenti e pensionati. "Io ho il mandato fino al 2010 e lo onorerò - conclude - ma spiace pensare che abbiamo ancora un carrozzone che potrebbe funzionare e per scelta dell'amministrazione non funziona".Per il presidente Enzo Castelli "si prosegue nell'opera di demolizione delle municipalità. In pratica, o entri nel gotha per cui ti metti in lista in Parlamento, oppure l'idea è che la politica non potrà più essere fatta dal cittadino comune". La soluzione? "O c'è una garanzia dell'amministrazione comunale per portare avanti il decentramento - conclude Castelli - oppure le municipalità si dimettono". Tutte domande a cui si cercherà di dare una risposta venerdì, prima della giunta. "Cercheremo di fare il punto con tranquillità - spiega Calligaro - prima per valutare la questione dell'indennità e poi per capire cosa fare in futuro delle municipalità. Se resta il decreto Lanzillotta, che impone la soglie dei 60mila abitanti, la prospettiva è di due municipalità per la terraferma e una per il centro storico. Resta il fatto che il legislatore ci ha consegnato una eredità schizofrenica".Manuela Lamberti.

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Tornano i dubbi sulla legittimità delle minigiunte (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 21-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'INTERROGAZIONE Tornano i dubbi sulla legittimità delle minigiunte (al.va.) E adesso chi garantisce che le sei Municipalità del Comune di Venezia siano legittime? Chi garantisce che le delibere approvate, a porte chiuse, dalle mini-giunte siano regolari? È quanto emerge da una interrogazione presentata ieri al sindaco Massimo Cacciari dal consigliere comunale di Forza Italia Saverio Centenaro. La posizione degli azzurri sul decentramento attuato a Venezia è sempre stata critica: non avendo il Comune più di 300mila abitanti, per Forza Italia i nuovi organismi decentrati con poteri autonomi non potevano essere istituiti. E adesso che il Viminale ha negato ai mini-assessori - contrariamente a quanto avviene per agli assessori comunali - l'indennità fissa di funzione, il problema si ripropone. "Se i delegati di Municipalità hanno diritto solo al gettone di presenza come gli altri consiglieri - domanda Centenaro - possono questi stessi delegati approvare delibere? E i loro atti sono legittimi? O vanno sanati?".Nell'interrogazione Centenaro ricorda anche la risposta fornita in seduta di commissione consiliare, lo scorso 26 febbraio, dal capo di Gabinetto del sindaco: "Qualora fosse necessario - aveva detto Maurizio Calligaro - il territorio comunale potrà essere suddiviso in tre municipalità e certamente si sta studiando la modifica organica del decentramento". Per quanto riguarda il ruolo e la funzione dell'esecutivo, secondo Calligaro bisognava rifarsi "alla necessità di revisione del Regolamento e decidere politicamente la qualità delle modifiche che saranno in vigore comunque, dal prossimo rinnovo degli organi elettivi". E adesso Centenaro chiede ulteriori chiarimenti "sul ruolo dei delegati, della Delegazione di Municipalità e del potere di deliberativo di detto organismo, esercitato a porte chiuse, visto il pronunciamento del Ministero degli Interni che chiarisce che la Finanziaria 2008 non riconosce detto organo",.

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Lo psicologo? Chiamano i cittadini paga il Comune (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Como, La" del 21-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Carate Urio Lo psicologo? Chiamano i cittadini paga il Comune Le Comunità montane Lario Intelvese e Alpi Lepontine dovranno unirsi in un unico soggetto, e il numero complessivo dei consiglieri passerà dall'attuale 123 a 41, con un taglio di ben 82 posti. Ogni comune avrà diritto a un solo rappresentante, il sindaco, laddove oggi ce ne sono tre, due di maggioranza e uno di opposizione. Oltre al numero dei componenti, verrà drasticamente ridimensionato anche il loro compenso: il gettone di presenza subirà infatti una riduzione del 70 per cento. Tutte queste misure sono previste dal riordino delle Comunità montane, attuato dalla Regione Lombardia in osservanza a quanto indicato nella legge Finanziaria per il 2008, che diventerà effettivo dopo le elezioni amministrative del 2009. Le Comunità montane lombarde passeranno così da 30 a 23. La nuova Comunità montana, risultato della fusione della Lario Intelvese e della Alpi Lepontine, diventerà, fra quelle della Lombardia, quella che riunirà sotto la propria insegna il maggior numero di comuni. Saranno 41, infatti, le amministrazioni municipali che la comporranno. Proprio su questo punto si concentrano le perplessità del presidente della comunità Lario Intelvese, Oscar Gandola: "È un provvedimento strano perché accorpa troppi comuni. Secondo me avrebbe avuto più senso l'unione tra Alpi Lepontine e Alto Lago perché avrebbero avuto un numero di comuni più simile al nostro. Così, invece, ci sarà un grande squilibrio. Comunque, mi riservo di leggere bene il provvedimento prima di esprimere altre valutazioni". Il presidente della comunità Alpi Lepontine, Sauro Vable, concorda solo in parte con il suo omologo, esternando un giudizio più duro sul provvedimento: "È una riforma calata dall'alto, scritta a tavolino, che non tiene in considerazioni le peculiarità di ciascuno. Siamo d'accordo con la riduzione dei consiglieri e, quindi, dei costi, ma le esigenze delle due comunità che verranno costrette ad unirsi, sono molto diverse. Per fare un esempio: un comune a mille metri di quota come Cavargna e un comune a livello del lago come Cernobbio, che distano circa 50 chilometri, hanno delle priorità molto differenti. Sicuramente ? continua il sindaco di Corrido ? le comunità Alpi Lepontine e Alto Lago si assomigliano di più fra loro, penso a due situazioni analoghe come quelle della Val Cavargna e della Valle del Liro. Rimane comunque una decisione intempestiva che andava discussa con i diretti interessati". Marco Pini 20/05/2008.

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Lombardia, tagliate sette Comunità montane (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Como, La" del 21-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

I costi della politica Lombardia, tagliate sette Comunità montane Scendono da 30 a 23 e con tale riduzione il risparmio per la regione è di oltre 4 milioni di euro MILANO Riduzione del numero delle Comunità montane da 30 a 23, riduzione dei componenti degli organi (assemblea e giunta esecutiva) e valorizzazione della figura dei sindaci (componenti di diritto dell'assemblea ed elettori della giunta), riduzione di almeno il 70% del gettone di presenza per il presidente e i membri dell'esecutivo. Queste alcune delle novità introdotte dal progetto di legge "Riordino delle Comunità montane della Lombardia, disciplina delle Unioni di Comuni lombarde e sostegno all'esercizio associato di funzioni e servizi comunali", approvato dalla giunta regionale su proposta del presidente Roberto Formigoni. Un decisivo taglio ai "costi" della politica pari a 4.345.403 euro (un terzo del contributo ordinario). Il provvedimento attua quanto previsto dalla legge Finanziaria statale per l'anno 2008 che opera un taglio diretto e immediato del Fondo destinato alle Comunità montane: la sua approvazione da parte del Consiglio Regionale entro il 30 giugno 2008 eviterà l'intervento sostitutivo dello Stato. "Questa doverosa e importante opera di riorganizzazione - spiega il presidente Formigoni - garantisce un risparmio notevole per la pubblica amministrazione e segna un'altra tappa fondamentale della nostra Regione sulla strada dell'eccellenza dei servizi per i cittadini. E' necessario però sottolineare che la genesi di questo provvedimento non si colloca nell'esigenza di eliminare casi di Comunità montane intese quali "scatole vuote" e create solo a fini politici. Al contrario, in Lombardia le Comunità montane si sono distinte per una efficace gestione dei servizi fondamentali e per la tutela del territorio". La riorganizzazione del territorio montano della Lombardia (vasto il 42% del totale) in 23 zone omogenee dovrebbe rappresentare il giusto punto di equilibrio fra l'esigenza di razionalizzare i costi, la vastità del territorio stesso e le importanti funzioni esercitate dalle Comunità montane. Queste coinvolgono 558 comuni, il 39,7% dei quali con meno di 3mila abitanti. I residenti complessivi sono poco più di 1 milione e 200 mila. 20/05/2008.

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