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Articoli
Sistema finanziato dai contribuenti
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
21-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Lo stesso trasferimento sui debitori ritorna nel capitolo dei costi a carico degli enti previdenziali, che già dall'anno scorso sono diminuiti del 50% rispetto ai 110 milioni del 2006. Se il finanziamento parte direttamente dalle tasche dei contribuenti, far diventare efficiente la struttura diventa un tema ancor più sensibile.
Cento
giorni di fuoco ( da "Panorama"
del 21-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: abolizione delle province. Berlusconi ci conta per reperire i fondi (10 miliardi) per finanziare una serie di altri impegni, ma la Lega non è d'accordo. "Chi l'ha detto che tagliare i costi della politica significhi cancellare le province?" sostiene per esempio Roberto Maroni, destinato (come Tremonti all'Economia) ad assumere un ruolo di rilievo nel governo.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
21-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-04-21 - pag: 31 autore: Ripartizione
degli oneri. La svolta Sistema finanziato dai contribuenti Lo Stato si defila e
tocca sempre più ai contribuenti il compito di mettere benzina nella macchina
della riscossione. è il frutto della strada verso l'"autosufficienza
" imboccata da Equitalia, che per finanziare la propria attività è
chiamata ad affidarsi agli "aggi" sulle cartelle dei contribuenti.
Quest'anno l'Erario finanzierà l'agente nazionale della riscossione con 310
milioni di euro, una somma stimabile applicando un onere medio pari al 3,35%
sulle cartelle pagate entro la scadenza. Rispetto ai 470 milioni sborsati nel
2006 per alimentare un sistema della riscossione più inefficiente dell'attuale,
il risparmio è netto (-34%), e un alleggerimento sensibile (-14%) emerge anche
dal confronto con i 405 milioni pagati nel 2007. Ma la vera svolta arriverà
l'anno prossimo, quando l'assegno staccato a livello centrale non dovrebbe
superare i 60 milioni. Il carico si sposta quindi sul contribuente, che
alimenterà il sistema con il meccanismo degli aggi: per chi estingue la
cartella entro la scadenza è previsto in media un onere aggiuntivo del 4,65%,
mentre per chi sfora i termini il conto si alza fino all'8 per cento: tradotto
in soldi (come mostra l'esempio a fianco), per una cartella da 50mila euro la
"tassa" aggiuntiva è di 2.325 euro se il pagamento è puntuale, e sale
a 4mila euro quando si sforano i termini. Lo stesso
trasferimento sui debitori ritorna nel capitolo dei costi a carico degli enti
previdenziali, che già dall'anno scorso sono diminuiti del 50% rispetto ai 110
milioni del 2006. Se il finanziamento parte direttamente dalle tasche dei
contribuenti, far diventare efficiente la struttura diventa un tema ancor più
sensibile. La prima direttrice imboccata dall'agente della riscossione è
quella della razionalizzazione della "galassia Equitalia ", che è
nata dal raggruppamento di 37 diversi ex concessionari (oggi sono 31) che sono
destinati a ridursi a 20 entro l'anno. Nuove operazioni di fusione sono già
state deliberate dai cda degli agenti, e dal 1Ú luglio vedranno la milanese
Esatri incorporare le società di Como, Lecco e Sondrio, Cefori (Forlì, Cesena e
Rimini) unirsia Equitalia Ravenna; lo stesso farà Equitalia Parma e Reggio
Emilia con la società di Piacenza mentre Marche e Basilicata vedranno
unificarsi i due soggetti attivi in regione. "Entro il mese di settembre –
aggiunge Luciano Mattonelli, direttore centrale Risorse e infrastrutture di
Equitalia Spa –centralizzeremo l'infrastruttura It, ed è già stato fissato il
calendario per arrivare entro il 2010 al nuovo sistema informativo unico".
La parola d'ordine della centralizzazione ritorna anche sul fronte degli acquisti
di beni e servizi, per i quali è stato avviato il ricorso al mercato
elettronico e alle convenzioni Consip (con risparmi dell'8%sulle forniture
principali grazie alle economie di scala), e alla formazione del personale, di
cui è stato appena siglato il primo contratto. "L'obiettivo – sottolinea
Mattonelli – è quello di rendere omogenei regole, comportamenti e processi
operativi ". Un'omogeneità di procedure di cui sentono il bisogno anche i
contribuenti. G.Tr. CHI PAGA Si esauriscono i fondi statali e saranno gli aggi
applicati sulle cartelle a garantire il funzionamento.
( da "Panorama" del 21-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Cento giorni di
fuoco RENZO ROSATI Governo Prima l'emergenza rifiuti. Poi l'Alitalia. E ancora:
abolizione dell'Ici, Iva, straordinari, università, casalinghe, ricerca... È
nei primi tre mesi che il nuovo esecutivo vuole dare il segno del cambiamento.
S i chiamano Alitalia e rifiuti in Campania i temi più urgenti che Silvio
Berlusconi si trova sul tavolo. Ma sono 20 i disegni di legge che il nuovo
governo ha promesso di approvare nei primi 100 giorni: il termine che in ogni
paese segna la luna di miele dei vincitori con gli elettori, con gli alleati,
con le istituzioni e con i poteri più o meno forti. Le tre misure di maggiore
impatto, che saranno portate nel primo Consiglio dei ministri, sono l'esenzione
totale dell'Ici sulla prima abitazione, un bonus bebè da 1.000 euro e la
detassazione di lavoro straordinario, premi aziendali e incentivi. L'Ici
riguarderà 16,8 milioni di prime case, il 54,6 per cento delle abitazioni.
L'imposta media è stata nel 2007 di 217 euro; la Finanziaria 2008 targata
Romano Prodi aveva già introdotto esenzioni per circa il 38 per cento delle
abitazioni: tirate le somme, l'abolizione totale vale 2 miliardi di euro. Più
difficile quantificare i benefici per i lavoratori, rilevanti, della
detassazione degli straordinari: molto dipende dalle situazioni aziendali.
Quanto ai costi, gli economisti del Pdl calcolano un altro paio di miliardi
"e solo per il primo anno" precisa Renato Brunetta "perché poi
l'intera operazione si autofinanzierà attraverso l'emersione degli straordinari
oggi in nero. Lo stesso dicasi per il dimezzamento al 10 per cento dell'Iva sul
turismo". Ci sono tre altre misure, fra quelle dei 100 giorni, che vanno
rilette alla luce dei risultati elettorali, cioè dell'avanzata della Lega a
fianco del Pdl. La prima è il versamento dell'Iva allo Stato all'atto
dell'effettivo pagamento e non dell'emissione delle fatture: una dilazione di
60-90 giorni che interessa in particolare l'imprenditorialità diffusa del Nord.
Seconda misura che sta a cuore al Settentrione: la reintroduzione della legge
firmata da Giulio Tremonti nei due precedenti governi di centrodestra sulla
detassazione degli utili reinvestiti. Discorso forse diverso per il terzo
provvedimento: l'abolizione delle province. Berlusconi ci
conta per reperire i fondi (10 miliardi) per finanziare una serie di altri
impegni, ma la Lega non è d'accordo. "Chi l'ha detto che tagliare i costi
della politica significhi cancellare le province?" sostiene per esempio
Roberto Maroni, destinato (come Tremonti all'Economia) ad assumere un ruolo di
rilievo nel governo. Perché il Carroccio è diventato paladino delle
province? Semplice: teme il rafforzamento dei prefetti, espressione diretta
dello Stato. Ma questo nell'ipotesi che la Lega decida di presentare subito il
conto. In realtà il patto di ferro dovrebbe durare, anche perché obiettivo
centrale di Umberto Bossi è il federalismo fiscale. Passando dalle strategie
alle cose più ravvicinate, ecco le altre misure annunciate per i primi 100
giorni: soppressione dell'imposta su successioni e donazioni; fiscalità di
vantaggio per il Sud e creazione di una banca per il Mezzogiorno; delega per la
riforma del Codice penale da attuarsi nel corso della legislatura; incremento
di 2 punti, dal 5 al 7 per mille, del gettito Irpef da devolvere al
volontariato e alla ricerca; detassazione dell'1 per cento dei consumi
liberamente destinati dai cittadini a finanziare attività eticamente
meritevoli; azzeramento dell'Irap per le università e trasformazione degli
atenei in fondazioni; assicurazione contro gli infortuni domestici delle
casalinghe; reintroduzione delle mutue sociali; istituzione dei distretti
industriali; conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale;
principio di gerarchia nella pubblica amministrazione. E infine non manca
l'alzabandiera nelle scuole. Fra i primi provvedimenti ce n'è un altro che
riguarda molto da vicino i contribuenti, in particolare quelli con famiglie
numerose. Si tratta della delega per l'introduzione nel corso della legislatura
del quoziente familiare. È un meccanismo, in vigore da anni in paesi come la
Francia, che divide il reddito imponibile dell'intera famiglia per il numero
dei familiari a carico. Sono previsti alcuni correttivi, ma il risparmio è
rilevante, specie per i nuclei con molti figli. In sostanza all'attuale
sistema, che con il cumulo dei redditi può far scattare aliquote marginali
onerose, se ne sostituisce uno di criterio opposto. I costi per l'erario sono
elevati, anche questo è un impegno che Berlusconi ha promesso di portare a
termine nei cinque anni di governo e cominciando dalle famiglie a minor
reddito. Nei primi 100 giorni, però, è prevista appunto la delega da parte del
Consiglio dei ministri. Torniamo ai due dossier sui quali il premier dovrà
lavorare subito. Berlusconi ha annunciato che la prima riunione del governo si
terrà a Napoli, dove vuole istituire una dipendenza della presidenza del
Consiglio, per monitorare e risolvere "in tempi brevissimi"
l'emergenza spazzatura. Questa fase riguarderà l'avvio della costruzione dei
termovalorizzatori e la pulizia di città e quartieri. Prima ancora di
insediarsi a Palazzo Chigi il Cavaliere dovrà vedersela con l'affaire Alitalia.
La trattativa con l'Air France è congelata, i sindacati hanno chiesto che se ne
occupi il nuovo governo, l'azienda afferma di avere in cassa 180 milioni,
sufficienti per arrivare a giugno. Formalmente il centrodestra non potrà
disporre delle leve di comando prima di metà maggio: la convocazione delle
nuove Camere è prevista per il 29 aprile, poi occorrerà eleggere i presidenti
di Montecitorio e Palazzo Madama, quindi ci saranno le consultazioni. Insomma,
è nell'interregno tra Prodi e Berlusconi, e tra Tommaso Padoa-Schioppa e
Tremonti, che si giocherà il destino della compagnia. La cordata italiana annunciata
dal Cavaliere in campagna elettorale dovrà farsi avanti. Se c'è. Altra ipotesi
(gradita alla Lega) è che torni sulla scena la Lufthansa. Ma è anche possibile
che venga ripreso il dialogo con l'Air France: in questo caso è certo che
Berlusconi vorrà discuterne personalmente con il presidente francese Nicolas
Sarkozy, il quale da luglio assumerà la presidenza dell'Ue. Anche in questa
partita, però, il Cavaliere non potrà non tenere conto del risultato del
Carroccio e del voto del Nord. Se prima era difficile e discutibile abbandonare
Malpensa al suo destino, adesso appare impensabile. Ci sono altri due impegni,
non ufficiali ma previsti, che attendono il centrodestra nei primi 100 giorni:
le nomine nelle aziende pubbliche (vedere l'articolo a pagina 67) e la
cosiddetta due diligence sui conti pubblici che Tremonti vuole effettuare, così
come fece Vincenzo Visco nel 2006. Non è solo un gioco di reciproche ripicche,
anche se i due notoriamente si detestano. In ballo, oltre alla situazione delle
casse dello Stato, c'è il presunto tesoretto, l'extragettito dovuto al boom
delle entrate tributarie. Lo stesso Visco ha appena annunciato un aumento degli
introiti di marzo del 10,1 per cento su febbraio. Rispetto ai primi tre mesi
del 2007 si tratta di 98,9 miliardi contro 91,3: in quei 7,6 miliardi sarebbe
racchiuso il tesoretto. Tremonti vorrà certificare, stavolta, il lascito del
suo predecessore? Più realisticamente guarderà anche oltreconfine: alla crisi
dei mercati mondiali, all'incertezza dovuta alle elezioni americane del
prossimo novembre e alla crescita dell'Italia che il Fondo monetario ha
certificato in un magro 0,3 per cento. Per lo champagne c'è poco tempo. Premono
i fatti.