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La
casta e l'imbroglio elettorale ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: I privilegi della casta politica
sono gli stessi delle corporazioni, della finanza rampante, dell'imprenditoria
assistita, delle cupole degli ordini, dei fuorilegge dell'obbiezione di
coscienza (pensate ai cucchiai d'oro), delle sanguisughe delle autonomie
locali, degli esentasse o altrimenti privilegiati in nome dei bacini elettorali
(
Il
Pd presenta cinque punti. E attacca Fini
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Il Pd ha anche presentato cinque
misure concrete per ridurre il costo della politica, parte delle
quali già presenti nel programma scritto da Morando.
Prima di tutto si deve necessariamente ridurre il numero dei parlamentari sia
alla camera che al senato. Quasi mille eletti, mettendo insieme i due rami,
sono troppi.
Scoletti
chiede di sciogliere la Fondazione
( da "Citta' di Salerno, La"
del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Insomma su una manifestazione c'è
un accavallarsi di competenze ingiustificate ed assurde. A questo punto mi
chiedo quale sia il ruolo della commissione consiliare preposta. Forse quello
di riunirsi per il gettone di presenza? La veritá è
che la Fondazione non ha ragion d'esistere, è solo un ulteriore sperpero di
danaro pubblico.
Sulle
comunità montane un mucchio di falsità
( da "Italia
Oggi (Enti Locali)" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: dei costi della politica è un tema
serio, maledettamente serio. Per questo non può essere affrontato con
superficialità e faziosità. Risolveremo questo problema! Sì, risolveremo,
perché è una questione da chiarire con un senso di responsabilità collettivo,
affrontando la realtà per come è anziché ricercare capri espiatori o ricorrere
ad artifici retorici che sanno tanto di gattopardismo.
Circoscrizioni
senza gettoni ( da "Italia Oggi (Enti Locali)"
del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: prevede una limitazione al diritto
di percepire il gettone di presenza per la partecipazione a consigli e
commissioni per i soli consiglieri circoscrizionali dei
comuni capoluogo di provincia, mentre tale limitazione non trova
applicazione per i consiglieri comunali, provinciali e delle comunità montane.
Costi
della politica: taglio di 300mila euro Arriva il tesoretto di Arturo, ma la
Provincia dovrà fare "economie"
( da "Libertà"
del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: parte del tesoretto ai Comuni del
territorio rimasti penalizzati dalla riduzione dei trasferimenti per la spesa
sociale. "Si parla di un conferimento una tantum.
Ma questa non è una competenza della Provincia - obietta Tansini
- si tratta di fondi statali, che hanno visto cambiare i parametri di
assegnazione (dalla presenza del 30 per cento di anziani si è passati al 25 per
cento,
Il
pdl: grave leggerezza della giunta
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: E poi si parla di rivedere i costi
della politica, di ritoccare i gettoni di presenza quando partono d'un botto
152mila euro. È una situazione da stigmatizzare, che cade
sulla testa dei monfalconesi". Nicoli
ricorda che, "allora ci fu presentata la proposta, con parere tecnico di
congruità, come una rinegoziazione di debiti già effettuati,
<Facciamo
solo il nostro dovere> ( da "Settegiorni (Magenta)"
del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: difensore civico provinciale e
della commissione di Roma per l'accesso agli atti". Il capogruppo della minoranza ha
poi fatto notare che "dal controllo degli atti sono emerse sorprese
imbarazzanti". Prime fra tutte "l'assegnazione di
300 euro di gettone di presenza a seduta ad ogni componente della commissione
di garanzia della rsa o l'aumento di 101 euro al mese
delle rette dell'
Tagli
alla politica, si può iniziare da alcune Province
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: abbassamento dei costi della
politica per un puro fino elettorale. Con questo tema ci stiamo già
confrontando da parecchio tempo. Nella Finanziaria 2008 si leggono i primi
provvedimenti in materia, ovvero la riduzione dei componenti del Governo, che
si fermerà a 12 ministri, la riduzione del 20% dei compensi dei commissari
straordinari,
Perché
piace a tutti l'abolizione delle preferenze
( da "Sole
24 Ore, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: nemmeno a ridurre i costi della
politica: se, infatti, non ci sono più le correnti da finanziare, occorre
garantire un nutrito esercito di gregari, sparpagliato (e stipendiato) in tutti
gli organi istituzionali, che per questo conviene non sfoltire. Alcuni degli autori della legge
contestata osservano infastiditi che neanche la legge precedente consentiva di
esprimere le preferenze.
SPESA
PUBBLICA ( da "Corriere della Sera"
del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: per il finanziamento ai partiti; e
ha i soldi per il finanziamento dei giornali quando i loro proprietari macinano
milioni di euro di utili. E con quale faccia i politici - che periodicamente
confermano la crisi - ci chiedeno il voto quando
milioni e milioni di euro vengono bruciati dalla classe politica.
Tutto
cominciò, come si dice nel'incipit di qualunque bella (o brutta) storia, con L
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo,
che elenca fatti e misfatti, privilegi e sprechi. Ha avuto, giustamente, un
grande successo di vendite, ha aperto un filone, visto che poi le pubblicazioni
del genere si sono moltiplicate. Gli italiani hanno scoperto improvvisamente
(ma pensa un po) di non esere
tutti uguali, anzi che qualcuno è più uguale degli altri.
Di
MONICA DOLCIOTTI IL COMUNE dovrà ridurre i costi della politica di 870
( da "Nazione,
La (Livorno)" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: trasferimenti dallo Stato motivati
dalla necessità di tagliare i costi della politica, gli uffici che supportano
l'azione dell'assessorato al bilancio hanno spiegato che "nel 2008 saranno
ridotti gli stanziamenti con carattere di 'spesa straordinaria che non
interessano però il funzionamento del Comune e che saranno facilmente
integrabili dopo il consuntivo 2007 con l'avanzo di bilancio"
FANO
- Ex caserma Paolini, la pace è di nuovo scoppiata tra Provincia e Comune di
Fano ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Avrà il compito di abbattere i
costi delle numerose consulenze necessarie all'acquisto dell'ex caserma,
sfruttando professionalità interne e in particolare degli uffici provinciali.
Soprattutto, dovrà elaborare una strategia condivisa. Ucchielli
la ipotizza a tre stadi. "Prima si decide che cosa fare dell'ex caserma -
afferma il presidente provinciale -
PESARO
- Per ora i malumori sono stati accantonati, ma c'è chi puntu
( da "Messaggero,
Il (Pesaro)" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ha detto chiaramente che lo statuto
prevede anche la possibilità di trovare formule di rappresentanza e bilanci
mirati per spese di "territori" precisi. Resta da
individuare la formula, sicuramente non avremo gettoni di presenza o permessi
dal lavoro, ma questo non ci interessa, chiediamo di mantenere la nostra
identità".
CAMPAGNA
ELETTORALE PARTITO DEMOCRATICO 0 Fassino incontra gli elettori, s'inquieta sui
costi della politica e se la prende con i giornalisti
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: CAMPAGNA ELETTORALE PARTITO
DEMOCRATICO Fassino incontra gli elettori, s'inquieta sui costi della politica
e se la prende con i giornalisti OCCUPAZIONE, temi etici, salari e tasse: gli
argomenti che più stanno a cuore dei cittadini in questo momento, cavalli di
battaglia della campagna elettorale di Walter Veltroni, sono stati affrontati e
illustrati tutti dall'
Distributori
( da "Tirreno,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: dei candidati con le realtà
sociali, culturali e politiche di ogni singolo collegio. Una differenza
sostanziale questa, che mette in evidenza tutta quanta la superficialità di chi
nel Popolo delle Libertà ha inteso procedere con le rappresentanze politiche
per il nostro futuro Parlamento e la scarsa attenzione verso i reali problemi
di ogni circoscrizione che meglio di altri certamente
Comunità
montana tra nomine e incertezze sul futuro
( da "Corriere
Adriatico" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: è la nuova misura del gettone di
presenza dei consiglieri comunitari, l'adesione al Sistema Turistico della
Marca Anconetana ed a "Symbola" per la
Fondazione delle qualità italiane, l'autorizzazione al mantenimento delle
partecipazioni alle società in cui la Comunità montana è rappresentata, il
programma d'affidamento incarichi di studio,
ECONOMIA.
Eurispes: per tagliare i costi della politica aboliamo le Province
( da "HelpConsumatori"
del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Nello stesso arco temporale, le
spese delle Amministrazioni pubbliche sono aumentate ad un tasso di crescita
medio annuo del 10,5%, passando da
COSTI
POLITICA/ EURISPES: RISPARMIO 10 MLD DA ABOLIZIONE PROVINCE
( da "Virgilio
Notizie" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Apcom) - L'abolizione delle province
consentirebbe un forte risparmio sui costi della politica, pari a 10,6 miliardi
di euro. E quanto rileva l'Eurispes. Nel solo 2006, si ricorda in una nota, è
stata riscontrata una spesa complessiva delle Province italiane pari a 13
miliardi di euro, contro gli 11 ed i 2 miliardi di euro,
COSTI
POLITICA/ EURISPES: RISPARMIO 10 MLD DA ABOLIZIONE ..
-2- ( da "Virgilio Notizie"
del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: I dati relativi all'andamento dei
conti economici provinciali, regione per regione, dal 2000 al 2005, evidenziano
la presenza di: un tasso di crescita delle entrate elevato nelle Province
dell'Abruzzo (+125%), della Calabria (+124,2%) e del Veneto (+118%) e prossimo
allo zero in Friuli Venezia Giulia (+0,6%) ed in Molise (+1,6%);
COSTI
DELLA POLITICA, NUCARA (PRI) CHIEDE L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE
( da "Sestopotere.com"
del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ha rilasciato la seguente
dichiarazione: "Se la principale trovata di Veltroni per ridurre i costi
della politica è di diminuire lo stipendio dei parlamentari, siamo alla pura
propaganda. Se si vuole davvero intervenire sulla spesa pubblica vi è una
strada maestra che pretende innanzitutto l'abolizione delle province".
LETTERE
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: che rinunciassero ad alcuni benefit
di cui godono (alloggio a Roma, cellulari, pc,
biglietti di viaggio) e che non fossero retribuiti con uno stipendio fisso ma
con gettoni di presenza. Molti politici disertano il Parlamento con percentuali
bulgare (De Luca 79%, Chiaromonte 67, Villari 32, De Mita 26), espletando così il mandato in modo
saltuario e con scarsa produttività.
Eurispes:
abolendo le province si risparmiano 10,6 mld
L'abolizione delle province produrrebbe un risparmio sui costi della politica
di 10,6 miliardi di euro. Lo riferisce l'Eurisp
( da "Dire"
del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Nello stesso arco temporale, le
spese delle amministrazioni pubbliche sono aumentate ad un tasso di crescita
medio annuo del 10,5%, passando da
BORRIELLO:
ORA VOGLIO I GOL EUROPEI ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Prima chiamata e primo gettone
perché nella ripresa subentrò a Toni. "E per poco non feci anche
gol". Aveva vestito l'azzurro dell'Under 20 (3 presenze ed una rete) e
quello dell'Under 21 (12 partite e 6 gol). Potrebbe rivedere l'azzurro che
conta di più per l'amichevole che l'Italia disputerà mercoledì prossimo ad Elche contro la Spagna di Torres e di Fabregas.
ROMA
Il Pd mette da parte il fair play e contrattacca con documentazione audio e
cartacea il leader di An Gianfranco Fini, colpevole di <dare lezioni di
politica dal pulpito di chi ( da "Provincia di Como, La"
del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: costi della politica è annosa e
perdente, ci pensa il capolista al Senato di Sinistra Critica, Franco Turigliatto, commentando le polemiche tra Veltroni e Fini.
"La maggior parte dei politici dei due maggiori partiti italiani sono
degli ipocriti e mi viene da ridere se penso che il mio progetto di legge per
ridurre lo stipendio dei parlamentari e abolire il vitalizio ha
preso solo
COSTI
POLITICA/ EURISPES CONFERMA, ELIMINARE PROVINCE
( da "Virgilio
Notizie" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: iniziato a fare qualcosa per
ridurre i costi della Politica. Per quel poco o tanto che si è fatto Italia dei
Valori rivendica a buon diritto di essere stata tra i protagonisti di
quest'opera che ci ha visto ridurre il numero delle circoscrizioni comunali, consentendole
solo nelle città con 100 mila abitanti, abolire la legge mancia e ridurre i
posti dei cda nei consorsi
di bonifica"
Campobasso: 'Sì' alle adunanze degli organismi consiliari
( da "Sannio Online, Il"
del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: previsto anche un gettone di
presenza, che verrà corrisposto ai Consiglieri Comunali per ogni effettiva
partecipazione alle sedute del Consiglio, delle Commissioni Consiliari e degli
Organismi Consiliari formalmente istituiti. L'ammontare unitario del gettone di
presenza è determinato annualmente dal Consiglio Comunale prima
dell'approvazione del Bilancio di Previsione corrente,
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
FEDERICO ORLANDO Gli
italiani, si sa, sono stanchi di una campagna elettorale dove i futuri deputati
e senatori sono dei "predestinati"(se non
dalla Grazia, dai segretari dei partiti che hanno
fatto le liste); e dove i temi reali sfuggono di fronte all'inaudita monotonia
con cui i politici ripetono che la gente non arriva alla fine del mese: come se
la gente non lo spesse assai meglio di loro e non si chiedesse semmai cosa
intenda fare la politica affinché al 30 possano
arrivarci tutti gli italiani. Molti dei quali avranno provato un brivido di
piacere per lo scambio di accuse tra Fini e Veltroni sulle pensioni dei
parlamentari. Finalmente un problema concreto, anche se sopravvalutato nelle
sue quantità finanziarie, irrompe nella campagna elettorale. In effetti,
l'irruzione ci sarebbe stata dopo Pasqua, con la presentazione da parte del Pd
del suo programma sui costi della politica. Per quello
scambio di accuse, invece, è stato anticipato a ieri sera e i lettori
troveranno un servizio ad hoc sul tema. Ma quelle accuse finiane
a Veltroni, d'avere una pensione di 5000 euro a 52 anni, non c'entra niente coi
problemi della casta. Prima di tutto perché formulata da Fini, uno dei più
tetragoni esponenti della casta stessa, e non solo sul piano partitocratrico retributivo, ma anche su quello dei
comportamenti. Secondo, perché Veltroni aveva spiegato alla platea di Torino
che la sua pensione di ex parlamentare ? cui egli non può rinunciare per legge,
come un prestatore d'opera non può rinunciare alla retribuzione o al riposo
settimanale ? veniva in parte donata alle fondazioni assistenziali, in cui il
leader del Pd ha fiducia. Terzo, perché riducendo la questione della casta a un
attacco al numero 1 del Pd, da parte del numero 2 del partito berlusconiano cui
"assicura esperienza ed equilibrio", come scrive Il Foglio con la
nota mancanza di limiti, Fini tradisce (direbbero gli ex camerati fascisti)
anche il senso di quel problema della Casta che Stella
e Rizzo dipinsero nel loro bestseller: col quale il
secolo di Mosca e Pareto sulla questione della classe
dirigente si conclude in pochade, per colpa non degli autori ma dell'oggetto.
La trasformazione della classe politica in casta, la
corruzione della casta da legislativa ad affaristica, da democratica a
oligarchica, sono il frutto della fine della politica,
databile agli anni Ottanta, poco dopo la morte di Moro e il declino di
Berlinguer, antesignano della "questione morale". La degenerazione
del servizio pubblico in rampantismo, la trasformazione della lotta per
l'indirizzo del governo in gara sull'Italia da bere (e da mangiare), la tacita
e poi aperta e infine sfacciata conversione all'" arricchitevi" di
Luigi Filippo da parte di "un milione di stipendiati politici",
secondo i calcoli di Claudio Martelli, hanno trasformato la politica
in malaffare: testimoniata da Tangentopoli e Mani pulite, al di là degli
eccessi di protagonismo e di sovversivismo di alcuni magistrati. È caduta la
prima repubblica su quel problema. Ma non Fini, passato tranquillo di onda in
onde come un surfista. Per stare alla biografia, Fini, nato nel 1952, entra in
parlamento del
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
COSTI DELLA POLITICA
Il Pd presenta cinque punti. E attacca Fini GIANNI DEL VECCHIO Che la querelle Veltroni-Fini sui costi della politica
fosse tutt'altro che finita lo si è capito da inizio mattinata. Da quando cioè
il leader del Pd in uno dei suoi tre comizi quotidiani (nel caso specifico a
Pavia) non ha perso l'occasione per attaccare il suo rivale del Pdl. "Ho proposto di ridurre il numero dei
parlamentari e i loro stipendi e questa cosa ha suscitato reazioni nervose, una
specie di martellata sulla fronte", ha sottolineato Veltroni, riferendosi
alla poca elegante polemica che Fini aveva acceso il giorno precedente
sull'entità del suo vitalizio da parlamentare. Polemica che aveva fatto andare
su tutte le furie Veltroni e la sua squadra, che non a caso aveva subito
risposto per le rime. E che ieri pomeriggio ha aggiunto il carico da novanta.
In una conferenza stampa convocata nel pomeriggio al loft, Goffredo Bettini, Ermete Realacci e Luigi Zanda hanno duramente attaccato il presidente di Alleanza
nazionale. In particolare hanno fatto sentire l'audio di un discorso che Fini
tenne nel 1999 alla camera e in cui promise di devolvere "l'aumento dei
contributi pubblici ai partiti per promuovere un
referendum per abolirli e per associazioni solidaristiche". Fatto mai
accaduto secondo quanto sostiene Bettini: "Non
ci risulta sia stato dato nulla alle associazioni, dove sono andati a finire
questi soldi?". L'incontro al loft con i giornalisti non è stata solo
l'occasione per replicare allo sgarbo di Fini. Il Pd ha
anche presentato cinque misure concrete per ridurre il costo della politica, parte delle quali già presenti nel
programma scritto da Morando. Prima di tutto si deve
necessariamente ridurre il numero dei parlamentari sia alla camera che al
senato. Quasi mille eletti, mettendo insieme i due rami, sono troppi.
Necessaria poi anche una sforbiciata ai partiti che
hanno diritto al finanziamento pubblico, visto che viene percepito anche da
quelle formazioni che non sono presenti in parlamento. Altra misura riguarda i
gruppi parlamentari: per evitare il trasformismo e la loro moltiplicazione urge
una riforma dei regolamenti affinché i gruppi siano stretta proiezione dei partiti che si sono presentati alle elezioni. Un bel taglio
poi è previsto per i compensi che spettano ai parlamentari ovvero stipendi e
pensioni. Per quanto riguarda queste ultime, in particolare, il Pd propone il
passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo, molto meno prodigo nei
confronti dei pensionati. "Si tratta di proposte tendenti a smuovere il
sistema politico italiano verso quella sobrietà ? ha spiegato Bettini ? che è sentita come necessaria
dai tanti cittadini indignati di fronte ad un assommarsi di privilegi. La politica deve essere la prima a dare
l'esempio e questa è una proposta concreta e fattibile che non dovrebbe
richiedere discussioni astiose ma un lavoro bipartisan magari per migliorare e
completare questo disegno".
( da "Citta' di Salerno, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Festa
della Madonna delle galline Scoletti chiede di
sciogliere la Fondazione " Pagani. La "Fondazione Pagani Cittá
di Santi, Artisti e Mercanti" al centro di nuove polemiche da parte della
minoranza. Fattasi da parte per l'organizzazione delle manifestazioni natalizie
a seguito di presunte difficoltá di natura
finanziaria, la societá partecipata riprende la
propria attivitá in occasione dei festeggiamenti in
onore della Madonna delle galline partecipando, insieme al Comune ed al direttore
artistico Gerardo Sinatore all'allestimento del
programma. "In effetti la cosa ci lascia qualche perplessitá creando una certa confusione- ha dichiarato il
consigliere comunale Pino Scoletti- in
considerazione, poi, dell'assenza di un Cda dalla scorsa consiliatura,
dei cambi al vertice, del bilancio inattivo, della situazione debitoria. Fatti che non lasciano intravedere altra forma di soluzione che lo
scioglimento della societá". Il
consigliere comunale dello Sdi entra nel merito delle competenze della partecipata
di via Amendola. "La Fondazione- ha asserito Scoletti- non è altro che un doppione visto che c'è
l'ottava commissione che giá si occupa di
manifestazioni culturali, c'è un assessore al ramo, un consigliere delegato.
Insomma su una manifestazione c'è un accavallarsi di
competenze ingiustificate ed assurde. A questo punto mi chiedo quale sia il
ruolo della commissione consiliare preposta. Forse quello di riunirsi per il
gettone di presenza? La veritá è che la Fondazione non ha
ragion d'esistere, è solo un ulteriore sperpero di danaro pubblico. Come
pure rispetto all'affitto dei locali della societá,
quei soldi potrebbero essere spesi diversamente e l'amministrazione potrebbe
trovare soluzioni differenti. Lo stesso dicasi per
l'Istituzione Pagani per tutti. All'interno
dell'amministrazione c'è giá chi è demandato ad
occuparsi del sostegno alle fasce deboli della cittá".
Rispetto allo scioglimento delle societá in questione
si era, tra l'altro, espresso precedentemente l'ex candidato sindaco Antonio Zito che aveva criticato le scelte dell'amministrazione
Gambino. Liliana Tortora.
( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi ItaliaOggi - Enti Locali Numero 069, pag. 17 del 21/3/2008
Autore: Visualizza la pagina in PDF L'intervento Sulle
comunità montane un mucchio di falsità Il tema dei costi
della politica è un tema serio, maledettamente serio. Per questo non può essere
affrontato con superficialità e faziosità. Risolveremo questo problema! Sì,
risolveremo, perché è una questione da chiarire con un senso di responsabilità
collettivo, affrontando la realtà per come è anziché ricercare capri espiatori
o ricorrere ad artifici retorici che sanno tanto di gattopardismo.
Risolveremo questo problema con una riforma di sistema, nella quale si evitano
sovrapposizioni e lungaggini a tutti i livelli: tra camera e senato, stato e
regioni, province e città metropolitane, comuni e comunità montane. Dove ognuno
sa con chiarezza e responsabilità qual è il proprio mestiere dando la
possibilità di snellire enti e organi spesso barocchi e ridondanti nei numeri
senza intaccare la partecipazione democratica. Occorre ripartire da qui, e
prendere il toro per le corna anziché inseguire il gatto per la coda. Sebbene
sia più facile buttarla sul piano della confusione e sostituire alla fatica
della ricerca e della conoscenza la superficialità del sentito dire. Capita,
così, di accendere la stessa sera, 18 marzo scorso, i due principali rotocalchi
televisivi, quelli nei quali si va formando l'opinione degli italiani che tra
meno di un mese esprimeranno il loro voto, e assistere a formidabili
"topiche" sui costi della politica. Capita
di sentire a Ballarò un ministro della repubblica,
l'on. Antonio Di Pietro, vantarsi di aver tagliato del 40% le comunità montane
e di aver con ciò fatto risparmiare 170 milioni di euro. Peccato che non sia
vero. Le regioni devono diminuire, entro il 31 luglio, il numero delle comunità
montane (ma senza criteri numerici stabiliti) e il taglio è stato in
Finanziaria di 33,4 milioni di euro per il 2008 e di 66,8 milioni per il 2009. Peccato
che Di Pietro si dimentichi di dire che le stesse comunità montane sono costate
allo stato nel 2007 (cifre fornite da Istat, ministero dell'interno e
presidenza del consiglio dei ministri) per la parte corrente la cifra di
189.588.621,97 euro (vale a dire circa un decimo di quanto l'Alitalia perde in
un giorno) e hanno prodotto investimenti e servizi per 2,2 miliardi di euro
impiegati nel seguente modo: 1,2 miliardi di euro per investimenti e servizi
nei seguenti campi: scuola, sanità, assistenza, viabilità, trasporti, difesa
del suolo, assetto idrogeologico, forestazione, servizi di tutela e
valorizzazione delle risorse idriche, prevenzione incendi, protezione civile;
308 milioni di euro per investimenti di sviluppo economico; 440 milioni di euro
per investimenti e servizi nel campo della cultura, dello sport e della
valorizzazione del territorio; e solo 30 milioni di euro (cioè l'1,5% del
totale) sono stati spesi per i "costi della politica".
Capita anche di vedere un servizio giornalistico a Matrix che nel sollevare il
tema delle comunità montane in riva al mare si lascia prendere la mano e
inventa la cifra di 128 mila consiglieri in tutta Italia per le comunità
montane, quando essi sono esattamente un decimo di quella cifra e diventeranno
un ventesimo visto che la legge che stabilisce la riduzione dei componenti
degli organi (proposta Uncem) è già stata fatta! Così
come, sempre all'insegna della mancanza di vera volontà di approfondire, lo
stesso servizio dipinge Giardini Naxos come membri di
comunità montane, dimentico che le stesse in Sicilia sono state soppresse nel
1986, e altrettanto dimentico che da anni l'Uncem
grida nel deserto legislativo l'incongruenza dei comuni litorali parzialmente
montani. Così come non si può dire che secondo i dati dell'Istat le comunità
montane sono l'ente locale italiano con minore incidenza di spesa corrente in
assoluto. Certo, giornalisticamente fa più cassetta la spiaggia di Sperlonga. Ma perché far passare una realtà che non esiste,
e cioè che tutte le comunità montane e tutta la montagna italiana sono così? E
perché rifiutare sempre su questi temi il contraddittorio, il confronto, come
se ci fosse sempre e solo un'unica verità di talk show da diffondere? Occorre
che le cifre non vengano truccate e i dati non vengano manipolati. Perché
questo paese ha bisogno di tutto, tranne che di una nuova finta rivoluzione che
sfocia nell'ennesima restaurazione. E allora perché non smetterla con questo
gioco al rimpiattino e fare l'unica cosa che una classe dirigente all'altezza dovrebbe
fare? Vale a dire mettersi ognuno di fronte allo specchio, farsi un sereno
esame di coscienza e fare ciascuno la propria parte, dismettere i panni del
corporativismo e del moralismo per ricercare il bene comune. Per noi non è
fondamentale la salvaguardia di un involucro istituzionale quanto la
possibilità per i nostri cittadini residenti in area montana di avere gli
stessi diritti degli altri. Per conseguire, come dice la nostra Costituzione, equi rapporti sociali. C'è già stato un
periodo in Italia in cui si pensava di aver risolto tutti i problemi dando la
colpa a qualcuno, e solo a qualcuno. Era il 1992. Da allora il nostro Paese è
entrato in una spirale di declino e di guerre tra guelfi e ghibellini che ne
hanno segnato il decadimento. è possibile uscirne
fuori? Enrico Borghi presidente Uncem.
( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi ItaliaOggi - Osservatorio Viminale Numero 069, pag. 21 del
21/3/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF I tagli ai
costi della politica introdotti dalla Finanziaria del 2008 Circoscrizioni senza
gettoni Nessuna indennità è dovuta ai consiglieri In
base alle disposizioni introdotte dall'art. 2 comma 25 della legge 24 dicembre
2007, n. 244 (legge finanziaria 2008), i consiglieri comunali, provinciali,
circoscrizionali, limitatamente ai comuni capoluogo di provincia, e delle
comunità montane hanno diritto a percepire, nei limiti fissati dal presente
capo, un gettone di presenza per la partecipazione ai
consigli e commissioni? Occorre precisare che la modifica al comma 2 dell'art.
82 Tuel non è stata introdotta dalla legge
finanziaria 2008 bensì dall'art. 1 comma 731 della legge 27 dicembre 2006 n.
296. Tale norma, in verità, prevede una limitazione al
diritto di percepire il gettone di presenza per la
partecipazione a consigli e commissioni per i soli consiglieri circoscrizionali
dei comuni capoluogo di provincia, mentre tale
limitazione non trova applicazione per i consiglieri comunali, provinciali e
delle comunità montane. Le modifiche introdotte dalla legge finanziaria
2008 riguardano invece il secondo e il terzo periodo dell'art. 82 comma,
laddove al secondo periodo è previsto che in nessun caso l'ammontare percepito
nell'ambito di un mese dal consigliere può superare l'importo pari a un quarto
dell'indennità massima prevista per il rispettivo sindaco o presidente in base
al decreto di cui al comma 8, mentre al terzo periodo prevede che nessuna
indennità è dovuta ai consiglieri circoscrizionali. RIPETIZIONE DELLE SOMME PER
DOTTORATO Può il comune chiedere la ripetizione delle somme erogate a un
proprio dipendente in aspettativa per un dottorato di ricerca qualora il
dipendente non abbia conseguito il dottorato e ripreso il servizio ottenendo la
mobilità presso un'altra amministrazione? L'art. 52, comma 57, della legge
448/2001, che ha integrato l'art. 2 della legge n. 476/1984, dispone che in
caso di ammissione a corsi di dottorato di ricerca, senza borsa di studio, o di
rinuncia a questa, l'interessato in aspettativa conserva il trattamento
economico, previdenziale, e di quiescenza in godimento da parte dell'amministrazione
presso la quale è instaurato il rapporto di lavoro. La norma "de qua"
prosegue disponendo che "qualora dopo il conseguimento del dottorato di
ricerca, il rapporto di lavoro con l'amministrazione cessi per volontà del
dipendente nei due anni successivi, è dovuta la
ripetizione degli importi corrisposti". La medesima norma, inoltre,
prevede che il periodo di congedo straordinario sia utile ai fini della
progressione di carriera, del trattamento di quiescenza e di previdenza. Per i
dipendenti degli enti locali, la materia risulta disciplinata dall'art. 12 del Ccnl 14/9/2000, concernente l'aspettativa non retribuita
per dottorato e ricerca, sulla quale, è intervenuta la dichiarazione congiunta
n. 23 al Ccnl 22/1/2004. Con tale dichiarazione le
parti hanno concordato nel ritenere che la disciplina contrattuale di cui al
citato art. 12 è stata integrata, in senso migliorativo, dal predetto art. 52,
comma 57, attraverso il riconoscimento di un più ampio diritto alla fruizione
anche di una aspettativa retribuita per il dottorato
di ricerca e che tale integrazione non è in alcun modo in contrasto con la
sempre vigente previsione contrattuale. Gli enti, pertanto, possono accogliere
le istanze dei propri dipendenti ove venga accertata la sussistenza delle
condizioni prescritte dal legislatore. La ratio di
tale dichiarazione, che ha valore di impegno tra le parti, è quella di non
creare disparità di trattamento tra i dipendenti degli enti locali e gli altri
soggetti destinatari della norma di legge. Invero, il legislatore ha voluto
costituire un "favor" per il dipendente ammesso a corsi di ricerca e
studio, garantendogli non solo la conservazione del posto di
lavoro già occupato, ma anche un trattamento retributivo in caso di
oggettivo non percepimento di altro sostegno
economico (cfr. Tribunale di Caltagirone, sez. lavoro, 11/5/2004). Tuttavia
occorre rilevare che detta normativa sembra porre una condizione, cioè quella
del conseguimento del dottorato di ricerca. Infatti, la medesima norma
prescrive che se nei due anni successivi al conseguimento di detto dottorato il
rapporto di lavoro con l'amministrazione cessa per volontà del dipendente, è
dovuta la ripetizione degli importi corrisposti. Nulla, invece, viene disposto
nell'ipotesi in cui il dipendente non consegua detto titolo. Nell'ipotesi in
cui il dipendente abbia usufruito dell'aspettativa per dottorato di ricerca e
sia poi rientrato in servizio senza aver conseguito il relativo titolo,
ottenendo, dopo circa due mesi, la mobilità presso altra amministrazione è da
ritenere che possa l'ente procedere alla ripetizione, delle somme corrisposte
alla luce dell'esposta normativa, nell'ipotesi in cui il dipendente non
consegua, anche successivamente, il titolo di dottorato. Nel caso di
conseguimento di titolo, invece, non è possibile procedere, alla ripetizione di
quanto erogato, tenuto conto che, non interviene la cessazione volontaria del
rapporto di lavoro, come richiesto dal citato art. 52. Infatti, il passaggio
per mobilità ad altra amministrazione non costituisce "strictu
sensu" "cessazione" del rapporto di
lavoro, atteso che detto rapporto continua senza interruzione con
l'amministrazione di destinazione.
( da "Libertà" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Incassati i 10
milioni per "compensazione ambientale" e subito una
"tegola" impone di ridurre le spese Costi della
politica: taglio di 300mila euro Arriva il tesoretto di Arturo, ma la
Provincia dovrà fare "economie" piacenza -
Dopo Caorso, anche la Provincia può mettere in cassa
il tesoretto di Arturo. I dieci milioni di euro sono stati trasferiti nel tardo
pomeriggio di mercoledì, probabilmente in contemporanea con il versamento
effettuato per l'amministrazione caorsana. Pasqua più
tranquilla per il presidente della Provincia Gianluigi Boiardi, che dovrà però
fare i conti con un prospettato taglio di 300mila euro, deciso dal ministero
del Tesoro per ridurre i costi della politica. Per un
ente locale come l'amministrazione di corso Garibaldi potrebbe tradursi in un
ridimensionamento dei gettoni di presenza per i
consiglieri, così come delle indennità della giunta e della presidenza del
consiglio, oppure degli indennizzi per le spese di rappresentanza. Una novità,
anticipata dall'assessore provinciale Pietro Tansini,
destinata ad influenzare la seduta di consiglio del 31 marzo. In
quell'occasione, preceduta da un vertice di maggioranza fissato per il prossimo
giovedì, verrà presa in considerazione la possibilità di assegnare parte del tesoretto ai Comuni del territorio rimasti penalizzati
dalla riduzione dei trasferimenti per la spesa sociale. "Si parla di un
conferimento una tantum. Ma questa non è una
competenza della Provincia - obietta Tansini - si
tratta di fondi statali, che hanno visto cambiare i parametri di assegnazione
(dalla presenza del 30 per cento di anziani si è passati al 25 per cento,
con un taglio di un milione di euro rispetto allo scorso anno) con il benestare
dell'Associazione nazionale Comuni italiani (Anci). L'amministrazione provinciale non può
sopperire a questa situazione: le amministrazioni comunali devono chiedere all'Anci di mobilitarsi per ottenere un adeguamento del fondo.
Il consiglio provinciale può anche decidere di stanziare un
"una tantum" per Comuni, questo però comporterà - osserva
l'assessore - una revisione del piano di utilizzo del tesoretto, già
distribuito su un elenco di opere e di interventi declinati sugli assi della
sicurezza, viabilità, ambiente e coesione sociale". Trasferire risorse su
altri settori significherebbe asfaltare meno strade e realizzare meno piste
ciclabili, rivedere l'approntamento di servizi per tutta la comunità. Allo
stesso tempo l'amministrazione provinciale dovrà far fronte alla riduzione di
fondi statali. "E' arrivata una segnalazione - dice Tansini - del ministero del Tesoro che riferisce di un
taglio di 300mila euro per la nostra Provincia, per far diminuire i costi della
politica. Per noi questo
potrebbe voler dire tagliare i costi di gettoni di presenza
per i consiglieri, le indennità degli assessori e le spese di
rappresentanza". Grande attesa, quindi, per il dibattito del 31
marzo prima della variazione di bilancio di aprile prima dell'arrivo
dell'ultima tranche di fondi 2 milioni e mezzo di euro, entro il 2008. Paola Pinotti © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA'
S.p.A. - P.IVA 01447930338.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Monfalcone
Il Pdl: "Grave leggerezza della giunta"
"È un problema che risale al 2003, quando allora Marco Ghinelli
era assessore al Bilancio. Ritengo che sia una questione di filosofia di
fondo: i Comuni vogliono fare alta finanza, mentre dovrebbero fare
amministrazione". Così commenta il vicepresidente del Consiglio
comunale del Pdl, Giuseppe Nicoli,
all'indomani del caso-derivati. "Oggi - aggiunge - ci
troviamo a dover pagare le conseguenze di scelte operate anni fa.
Ritengo sia da condannare la poca lungimiranza degli
amministratori monfalconesi che considerano il Comune come una sorta di
Finanziaria, anzichè provvedere a risparmiare,
investire e a creare occupazione. I cittadini ora dovranno sobbarcarsi altri
oneri, in aggiunta agli altri sperperi effettuati in questi ultimi anni, vedi
quelli relativi alle consulenze. E poi si parla di rivedere
i costi della politica, di ritoccare i gettoni di presenza quando partono
d'un botto 152mila euro. È una situazione da stigmatizzare,
che cade sulla testa dei monfalconesi". Nicoli
ricorda che, "allora ci fu presentata la proposta, con parere tecnico di
congruità, come una rinegoziazione di debiti già effettuati, con lo
scopo di diminuire i costi degli interessi". Il
consigliere Lionella Zanolla
da parte sua osserva: "È stata un'operazione, effettuata la prima volta
con l'assessore Ghinelli, votata all'unanimità dal
Consiglio. Non possiamo gettare la croce addosso alla giunta. Ci sembrava un'operazione
buona, non era prevedibile un aumento dei tassi. Il Comune si trova con una
spesa in più e ne siamo tutti coinvolti, maggioranza e opposizione. S'è
rivelata una scelta sbagliata, il Consiglio non è stato oculato. Adesso il nostro compito è quello di non fare pesare le conseguenze
sui cittadini".
( da "Settegiorni (Magenta)" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
OPPOSIZIONE Il
capogruppo dell'Unione risponde alle accuse del primo cittadino 'FACCIAMO SOLO
IL NOSTRO DOVERE' Bodini: "Dai controlli è
emerso anche l'aumento del gettone di presenza in
commissione rsa" richiedi la foto Il consigliere
di minoranza Enrico Bodini Vittuone
- "Controllare come vengono spesi i nostri soldi significa bloccare
l'attività amministrativa?". E' arrivata puntuale la replica del
capogruppo dell'Unione Enrico Bodini alle
affermazioni del sindaco Enzo Tenti, che lo accusava di rallentare volutamente
la macchina comunale con mozioni, interpellanze e continue richieste di
documenti. "La nostra colpa sarebbe quella di presentare
troppe interpellanze, tredici, e mozioni, cinque ha esordito Bodini, che per sua stessa ammissione ha scelto un tono più
pacato e meno brusco rispetto a quello utilizzato dal primo cittadino -.
Insomma ci accusano di fare il nostro dovere: controllare l'attività
amministrativa, salvaguardare gli interessi di tutti i cittadini. Il numero di
richieste di accesso agli atti, in genere uno alla settimana, non è stato
giudicato esorbitante dalla commissione di accesso agli atti di Roma. Molti
altri Comuni pubblicano questi atti sul loro sito web. Se a Vittuone,
che ha già un sito, la macchina amministrativa funzionasse bene, non ci sarebbe
neppure bisogno di presentare richieste agli uffici. Alcuni
documenti, inoltre, ci vengono ancora negati, contro il parere del difensore civico provinciale e della commissione di Roma per
l'accesso agli atti". Il capogruppo
della minoranza ha poi fatto notare che "dal controllo degli atti sono
emerse sorprese imbarazzanti". Prime fra tutte "l'assegnazione di 300
euro di gettone di presenza a seduta ad ogni componente della commissione di garanzia della rsa o l'aumento di 101 euro al mese delle rette dell'asilo
nido, o ancora la spesa di oltre 2000 euro al mese per "esigenze di
comunicazione"". Bodini
e l'opposizione erano stati anche accusati di dire falsità ma "la realtà è
sotto gli occhi di tutti", ha replicato il consigliere dell'Unione. "Il Comune sostiene ad esempio che solo tre bambini sono
emigrati in altre scuole medie statali dopo la quinta elementare e non si sono
iscritti alla media di Vittuone. Per rendersi conto di questo è sufficiente vedere i residenti di Vittuone iscritti alla scuola media statale di Arluno". Per Bodini, dunque, l'opposizione sta agendo negli interessi
dei vittuonesi e i suoi interventi avrebbero già
portato a risultati tangibili: "Pensiamo alla convenzione con la rsa. Abbiamo subito denunciato le inadempienze
contrattuali presenti mentre l'amministrazione ha sempre sostenuto che fosse
tutto a posto. Poi ha variato improvvisamente la convenzione e ora in una
determina del 27 febbraio ha affidato l'incarico ad un avvocato per predisporre
un atto di diffida per la società che la struttura. Grazie alla nostra azione
si è inoltre iniziato a parlare dell'emigrazione degli alunni della scuola
media per affrontare il problema. Finalmente l'anno prossimo si investirà per
migliorare la struttura e le attrezzature della scuola. Solo
dopo la nostra interpellanza, infatti, l'assessore si è ricordato anche della
scuola pubblica e ha stanziato i fondi necessari". Articolo
pubblicato il 21/03/08.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: OPINIONI - data: 2008-03-21 num:
- pag: 18 categoria: REDAZIONALE STRATEGIE Tagli alla politica, si può iniziare da alcune Province di NICOLA
LATORRE* T orna prepotentemente anche in questa campagna elettorale il
dibattito sui costi della politica. Vale la pena
subito precisare che non si devono confondere i costi della democrazia con gli
sprechi insostenibili ai quali abbiamo assistito in questi anni. Che la
democrazia ha i suoi costi, non lo scopriamo di certo oggi. Si tratta semmai di
misurarne il ritorno in termini di produttività, di capacità nel risolvere i
problemi e di mantenere un rapporto forte con la società. In questa chiave,
dunque, il tema può avere impatti diversi. Quindi mettendo da parte ogni
demagogia occorre impegnarsi davvero affinché la politica
risponda alle esigenze del Paese e tenga vivo il dialogo con i cittadini per
renderli sempre più protagonisti della vita democratica. Appare quindi del
tutto infondata l'accusa che è stata lanciata a Walter Veltroni, di strumentalizzare
l'abbassamento dei costi della politica per un
puro fino elettorale. Con questo tema ci stiamo già confrontando da parecchio
tempo. Nella Finanziaria 2008 si leggono i primi provvedimenti in materia,
ovvero la riduzione dei componenti del Governo, che si fermerà a 12 ministri,
la riduzione del 20% dei compensi dei commissari straordinari, la
riduzione dei costi per le macchine e le tariffe telefoniche. Questo dimostra
che il percorso verso l'abolizione degli sprechi insostenibili del sistema è
possibile. Certo, bisogna agire di più e non fermarsi ai primi traguardi. Il
successo che ha avuto il libro di Gian Antonio Stella
e Sergio Rizzo, "La Casta", è un chiaro
campanello d'allarme che proviene dall'elettorato, dai cittadini. Il programma
del Partito Democratico ne ha tenuto conto, inserendo tra gli obiettivi
principali la netta riduzione del numero dei parlamentari. A governare il
paese, saranno 470 deputati e 100 senatori. Ma non solo, in questo senso
abbiamo già cominciato a modificare anche il metodo di calcolo delle pensioni
dei parlamentari, che deve uniformarsi a quello previsto per la generalità dei
lavoratori. Bisogna, inoltre, ridurre la sovrapposizione dei livelli di
governo, a partire dall'abolizione delle province almeno delle città
metropolitane (Bari, Roma, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Torino e
Venezia). Tirando le prime somme, sarebbero 185 assessori e 369 consiglieri
provinciali in meno, che per il Paese significa più di tredici milioni di euro
l'anno in meno. Questo dimostra che è possibile quasi dimezzare i costi della politica, alleggerendo soprattutto le indennità parlamentari.
E se è vero che il parlamento è lo specchio del Paese, per una volta, lo
saranno anche le tasche. Questa non è materia di scontro politico, è uno dei
temi su cui sarebbe auspicabile un largo consenso. Perché la politica
ha l'obbligo di fissare le regole, proporre progetti e riforme. Ne va della
tenuta della democrazia. Una politica così concepita
deve verificare il rispetto delle norme e non occuparsi della gestione
amministrativa, come ad esempio le nomine dei primari o cose similari. In
questo modo la politica si occuperà degli interessi
del Paese e non costruirà più privilegi. Mi auguro, infine, che in Italia siano
sempre più le donne e gli uomini che vivono per la politica
e non di politica. *Senatore Pd \\ Il percorso verso l'annullamenti degli sprechi del sistema è possibile Non
trascurare i segnali de "La casta".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-03-21 - pag: 12
autore: CRITICAMENTE ... Perché piace a tutti l'abolizione delle
preferenze C uriosamente, il polemico pronunciamento
della Cei sul sistema elettorale italiano non ha suscitato reazioni troppo violente.Eppure l'argomento si sarebbe prestato: il
Vangelo, in fondo, sui sistemi elettorali non si pronuncia e quindi
un'incursione dei vescovi sul tema può risultare discutibile. Ben diverse sono
le reazioni quando la Cei interviene, in piena legittimità a mio parere, su
questioni come quelle eticamente sensibili, e viene poi duramente criticata e
accusata di ingerenza. Credo che al fondo di questo silenzio della politica ci sia molto imbarazzo: la destra, che ha fatto
questa legge elettorale e dovrebbe difenderla, non reagisce, probabilmente per
non aprire polemiche con la Chiesa; la sinistra non cavalca, come potrebbe, la
polemica, probabilmente perché in fondo questo sistema elettorale non le
dispiace troppo. Si dimostra così quanto siano
strumentali molte polemiche nei confronti degli interventi della gerarchia
ecclesiastica; ma anche quanto sia profondo il malessere provocato dal vigente
sistema elettorale: lo ha confermato del resto l'analoga, dura presa di
posizione del presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. I
vescovi probabilmente esagerano quando considerano l'attuale legge elettorale
una minaccia per la democrazia; ma centrano il bersaglio quando la leggono come
espressione di una forzatura oligarchica, riconoscibile soprattutto
nell'abolizione delle preferenze, che rende i vertici dei partiti
assolutamente padroni del Parlamento. Una scorsa alle liste lo conferma
ampiamente. La questione è tanto più grave in quanto la nuova gestione
"cesarista" dei partiti, di qualunque
schieramento, ha di fatto abrogato la dialettica
democratica all'interno di essi. Altro che "leggeri": i partiti come strumento (nobilissimo) di partecipazione politica non esistono più, sostituiti da macchine elettorali
agli ordini del capo,dotato o di carisma proprio o di
unzione plebiscitaria (le primarie). Da questo punto di vista, il modello
berlusconiano ha fatto scuola e ha completamente permeato il sistema politico.
In queste condizioni, i candidati designati a diventare parlamentari non
rispecchiano nemmeno più gli equilibri interni ai partiti
e le loro articolazioni ideali, ma semplicemente la fedeltà al leader. Il che,
paradossalmente, non serve nemmeno a ridurre i costi della politica: se, infatti, non ci sono più le correnti da finanziare, occorre
garantire un nutrito esercito di gregari, sparpagliato (e stipendiato) in tutti
gli organi istituzionali, che per questo conviene non sfoltire. Alcuni degli
autori della legge contestata osservano infastiditi che neanche la legge
precedente consentiva di esprimere le preferenze. L'obiezione è
speciosa: col sistema uninominale, infatti, ogni elettore si trova un candidato
per ciascun partito (o alleanze di partiti) e dunque
può decidere di scegliere una faccia più che un simbolo, di premiare una
personalità che lo convince e di castigare quello che non gli piace, superando
anche le strette preferenze di partito. Oggi, evidentemente, questo non è più
possibile: chi vota, vota uno e compra tutto. Non è vero,dunque,che
l'abrogazione delle preferenze (il cui funzionamento era stato già
opportunamente corretto) di per sé contribuisca a moralizzare la politica: è vero il contrario, perché fa degli eletti non
più i titolari della rappresentanza degli interessi diffusi ma i portavoce
(anzi, gli schiaccia-pulsanti) delle oligarchie concentrate. Ma, appunto, a tutti i partiti fa comodo così:
perciò possono permettersi di ignorare i vescovi e di rimuovere il referendum
che, comunque, incombe. salvatore.carrubba@ilsole24ore.com LEGGE ELETTORALE Il
criterio per la selezione dei candidati è solo la fedeltà al leader di
Salvatore Carrubba.
( da "Corriere della Sera" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-03-21 num: -
pag: 12 categoria: BREVI SPESA PUBBLICA Per cosa si
usano i soldi? Vorrei tanto capire perché da molti anni il governo sostiene di
non aver soldi per i pensionati, ma ne ha per mantenere 500 mila auto blu; così
come ha i soldi, e tanti, per il finanziamento ai partiti; e ha i soldi per il finanziamento dei giornali quando i loro
proprietari macinano milioni di euro di utili. E con quale faccia i politici -
che periodicamente confermano la crisi - ci chiedeno
il voto quando milioni e milioni di euro vengono bruciati dalla classe politica. O, come pare, portati nelle casse delle banche del Lichtenstein. Franco Vinciguerra.
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Tutto cominciò, come
si dice nel'incipit di qualunque bella (o brutta) storia, con "La
casta" il libro inchiesta uscito il 2 maggio del 2007, opera di due bravi
giornalisti, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, che elenca fatti e misfatti, privilegi e sprechi. Ha
avuto, giustamente, un grande successo di vendite, ha aperto un filone, visto
che poi le pubblicazioni del genere si sono moltiplicate. Gli italiani hanno
scoperto improvvisamente (ma pensa un po') di non esere
tutti uguali, anzi che qualcuno è più uguale degli altri. Al di là del merito
innegabile dei giornalisti che hanno fatto bene il loro mestiere, ancora una
volta c'è da farsi qualche domanda su questo distratto popolo-elettore.
Capiterà a tutti, non solo a me, adesso di sentire il mattino in un bar bevendo
il caffè che ormai a tenere banco non è più la partita di calcio della squadra
del cuore ma, appunto, la "casta". Si poteva ovviamente ignorare la
cifra al centesimo degli stipendi e delle prebende, ma non che fossero
quantomeno sproporzionati, si poteva non sapere che quanto a sprechi battiamo
la regina d'Inghilterra, ma non (basta vedere) il numero di auto blu in
circolazione, per fare solo un esempio. E' vero, è decisamente irritante,
assistere allo sdegno di chi i privilegi se li è assicurati, le accuse e
controaccuse reciproche, quando non risulta a nessuno che in parlamento si sia
mai scatenata una bella battaglia tra chi voleva rinunciare agli eccessi e che
li voleva mantenere. La "casta", il libro, tra poco compie un anno.
Sono mutate nel frattempo radicalmente le cose, fiume di parole a parte? Il
parlamento sdegnato non poteva cambiarle? - -->.
( da "Nazione, La (Livorno)" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Di MONICA DOLCIOTTI
IL COMUNE dovrà ridurre i costi della politica di 870
mila euro. Glielo impone la legge finanziaria e la giunta ha presentato ieri in
II commisione un emendamento per apportare le
necessarie modifiche al bilancio di previsione 2008. Bilancio che è stato messo
ai voti ed è stato clamorosamente bocciato con 4 voti contrari delle opposizioni
di centrodestra (Ciacchini di Fi
e Capuozzo dell'Udc) e della sinistra (Volpi dei
Verdi e Chelli di Rc); 3
sono stati i voti a favore (Ampola del Pd, Mainardi di Sd e Gazzarridi IdV). Dunque
maggioranza ridotta all'osso e sconfitta in II commissione, dove peraltro in
questi giorni in cui si esamina il bilancio, è stata lamentata l'assenza dei
commissari di maggioranza "evidentemente più interessati alla campagna
elettorale per le politiche ? questa è stata l'accusa ricorrente arrivata da
centrodestra e minoranza di sinistra ? che al bilancio comunale". Polemica
a parte, tornando all'emendamento di giunta per far fronte ai minori
trasferimenti dallo Stato motivati dalla necessità di tagliare i costi della politica, gli uffici che supportano l'azione dell'assessorato
al bilancio hanno spiegato che "nel 2008 saranno ridotti gli stanziamenti
con carattere di 'spesa straordinaria' che non interessano però il
funzionamento del Comune e che saranno facilmente integrabili dopo il
consuntivo 2007 con l'avanzo di bilancio". L'ASSESSORE al bilancioFabio Del Nista ha così precisato che "tra le 'spese
straordinarie' rientrava la previsione di contributo per 370 mila destinati
alle spese di comunicazione sulla revisione del piano regolatore e che sono
state ridotte ad appena 70 mila euro". Altra 'spesa straordinaria' da
tagliare sarà quella per coprire le esigenze di spesa straordinarie del
personale in caso di contenzioso. Saltano poi altri 200 mila euro di contributo
straordinario alla Livorno Sport in via di liquidazione. L'assessore Del Nista ha poi garantito, dopo la richiesta unanime della
commissione, un aumento degli stanziamenti per il consiglio comunale. Si
calcola che ci saranno in bilancio 20 mila euro in più. "Facendo due conti
? ha sottolineato Marco Cannito di Città Diversa ? le
spese per il consiglio nel 2007 sono state così ripartite: 248.000 euro per i gettoni di presenza, 97.000 euro di rimborsi ai datori di
lavoro dei consiglieri che lavorano in banca e 38.000 euro di spese generali
per il consiglio comunale che sommate fanno 383 mila euro". IL CONSIGLIO
DUNQUE costa la metà dunque, osserva Cannito, di
quanto costa la giunta: 677.518 euro di indennità di carica di sindaco eassessori a cui vanno sommati i contributi previdenziali e
assistenziali della giunta per 165.000 euro. Infine in II commisione
è stato presentato anche l'emendamento per stanziare 500 mila euro - accendendo
un mutuo - per ulteriori lavori da realizzare sul viale Italia. - -->.
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Di OSVALDO SCATASSI
FANO - Ex caserma Paolini, la pace è di nuovo scoppiata tra Provincia e Comune
di Fano. Dopo una decina di giorni trascorsi a tirare di fioretto oppure a
mostrare bicipiti, i due enti sembrano concordare sull'utilità di procedere
d'amore e d'accordo all'acquisto dell'area demaniale in viale Gramsci a Fano.
Le tensioni sono state superate da un incontro in Provincia, ieri mattina.
Soddisfatto il presidente provinciale Palmiro Ucchielli,
che può far valere il proprio approccio all'acquisto dell'ex caserma. E
soddisfatto è anche il sindaco Stefano Aguzzi: "Ho sempre auspicato una
collaborazione con la Provincia, ora abbiamo trovato l'unità di intenti".
All'incontro di ieri mattina dovrebbe seguire la costituzione di un gruppo di lavoro
tra i due enti. Avrà il compito di abbattere i costi delle
numerose consulenze necessarie all'acquisto dell'ex caserma, sfruttando
professionalità interne e in particolare degli uffici provinciali. Soprattutto,
dovrà elaborare una strategia condivisa. Ucchielli la
ipotizza a tre stadi. "Prima si decide che cosa fare
dell'ex caserma - afferma il presidente provinciale - poi si valuta la
convenienza di acquistare l'area, insieme è ovvio, e infine quali possano
essere gli strumenti più appropriati da utilizzare. E se
in questa operazione non entrassero i privati, sarebbe meglio, ma ne
ragioneremo al momento opportuno". E ora il tasto più delicato, la
delibera della doppia Stu, le due società di
trasformazione urbana che il Comune di Fano costituirebbe per acquisire la
"Paolini". Una potrebbe venderebbe ai privati quote
di patrimonio comunale. Un atto fin troppo vincolante per l'opposizione, di
mero indirizzo secondo la maggioranza fanese di centrodestra. "Il sindaco
Aguzzi - prosegue Ucchielli - mi ha garantito che la
delibera non pregiudica successivi cambiamenti di rotta e quindi noi facciamo
finta che non esista". In questi giorni le scelte del centrodestra fanese
sono state contestate da una voce levatasi da Forza Italia, quella di Gianelio Sora. "Sora - sostiene il
segretario azzurro Alberto Santorelli - non è più
dirigente del nostro partito dal 2005. È un iscritto, interviene a
titolo personale e dunque le sue parole non impegnano in alcun modo la linea
politica del partito, che ribadisce il proprio pieno appoggio alla delibera
sull'ex caserma. La questione Sora sarà affrontata i prossimi
giorni dagli organi competenti". Anche l'Udc di Fano esprime il
proprio giudizio sull'ex caserma. Il partito "è favorevole
all'acquisto", il presupposto per favorire "lo sviluppo di tutte le
attività economiche gravitanti intorno al centro storico". La nota,
firmata da Patrizia Marcucci e Pierino Cecchi,
condivide l'apertura ad "altre istituzioni", a patto che il confronto
sviluppi "idee propositive" e non risulti invece di intralcio. Marcucci e Cecchi sottolineano che "qualsiasi
decisione" riguardante l'ex caserma "è subordinata alla volontà del
consiglio comunale". Una risposta alle critiche "faziose e
inconcludenti" rivolte dall'opposizione fanese alla delibera della doppia Stu.
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Alizza che "siamo solo
all'inizio". La circoscrizione del San Bartolo aveva minacciato di
chiedere l'annessione al comune di Gradara o Gabicce
vista l'imminente soppressione delle circoscrizioni voluta dalla finanziaria.
Era una provocazione, un modo per chiedere attenzioni su un territorio
decentrato con una sua forte identità e l'amministrazione non l'ha
sottovalutato. Mercoledì era la serata del consiglio di circoscrizione.
L'occasione era quella della presentazione del bilancio, ma
sindaco e vicesindaco hanno parlato soprattutto della possibile
"secessione". "Il sindaco ci ha
tranquillizzati, ci ha dato un grande segno di apertura - sottolinea il
presidente Stefano Mariani - ha detto chiaramente che lo
statuto prevede anche la possibilità di trovare formule di rappresentanza e
bilanci mirati per spese di "territori" precisi. Resta da individuare la formula, sicuramente
non avremo gettoni di presenza o permessi dal lavoro,
ma questo non ci interessa, chiediamo di mantenere la nostra identità".
Quanto alle possibili formule è il vicesindaco Barbanti
a spiegare quello che permette lo statuto. "Ne parleremo
già dopo le politiche. La loro è una giusta provocazione. E' un
argomento che ci sta a cuore perché per noi le circoscrizioni sono una garanzia
di funzionalità. Sono loro che conoscono le esigenze di un territorio o un
quartiere. E se ci dicono che sono uno spreco questo è falso, spendiamo 128
mila euro all'anno per tutti i consiglieri e presidenti delle circoscrizioni, ma grazie alle sponsorizzazioni e l'operatività
ne guadagniamo 3-400 mila euro. La soluzione sarà la possibilità di delegare
cifre, risorse e poteri decisionali. Quanto alla
rappresentanza potremo pensare a elezioni dopo le amministrative per creare
organismi direttivi". Più disteso Massimo D'Angeli presidente della
Comunità del San Bartolo: "Abbiamo evidenziato un malessere, la volontà di
lavorare subito c'è, ora bisogna capire i margini di manovra". Tutto
risolto dunque? Niente secessione? "Bisogna vedere come verrà realizzata e
codificata questa formula di rappresentanza - sottolinea D'Angeli - non è un
mal di denti che con una puntura passa". Lu.Ben.
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
CAMPAGNA
ELETTORALE PARTITO DEMOCRATICO Fassino incontra gli elettori, s'inquieta sui
costi della politica e se la prende
con i giornalisti OCCUPAZIONE, temi etici, salari e tasse: gli argomenti che
più stanno a cuore dei cittadini in questo momento, cavalli di battaglia della
campagna elettorale di Walter Veltroni, sono stati affrontati e illustrati
tutti dall'onorevole
Piero Fassino che si è incontrato con i candidati del Partito democratico e con
gli elettori a palazzo civico. Introdotto dalla coordinatrice del Pd Teresa Telara, presenti i candidati in Parlamento Andrea Rigoni e
Margherita Dogliani, Osvaldo Angeli che corre per la
presidenza della Provincia, e Fabrizio Neri per il Comune di Massa, Fassino si
è sottoposto a un fuoco di domande da parte dei giornalisti del Tirreno
(Massimo Braglia) e della Nazione (Cristina Lorenzi). Più disinvolto sui temi a
lui cari come i metodi per abbassare le tasse, la novità del Partito democraticoo il voto utile, Fassino ha dimostrato più
difficoltà e nervosismo nel rispondere su temi più spinosi come il costo della poltiica e la lacerazione che ha accompagnato i primi passi
del Pd nella nostra provincia. Sui costi della casta Fassino si è dimostrato
assolutamente d'accordo su cifre ed emolumenti da nababbi, ma ha invitato i
giornalisti a pubblicare "gli stipendi dei vostri direttori", perchè secondo lui "la vera casta sono i
giornalisti". Invece sulla spaccatutra tutta
apuana non ha voluto rispondere dichiarando che da Roma "non possono
inviare gli Alpini per rimettere ordine nel territorio". Poi ha illustrato
come il Pd intenderà muoversi sui temi etici, grandi assenti del dibattito
politico: "Non sono argomenti da affrontare a colpi di maggioranza ? ha
spiegato ? perchè sono delicati e hanno bisogno dell'approvazioen di tutti". - -->.
( da "Tirreno, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Attualità DISTRIBUTORI DISTRIBUTORI Vorrei
solo sapere dove finiscono i soldi Alla civile lettera di Paolo Iacopozzi, dirigente del sindacato benzinai ("Il
Tirreno" di ieri), rispondo che non era mia intenzione offendere una
categoria, all'interno della quale conosco tante simpatiche e rispettabilissime
persone. E non volevo neppure suscitare clamore per un piccolo personale
contrattempo. Mi pareva però giusto porre l'accento su un problema occorso a
moltissimi utenti. Ecco perché ripropongo ad Iacopozzi
alcune domande alle quali non ha risposto. Qual è il ragionevole lasso di tempo
(il gestore di Pietrasanta ha parlato di un anno o due...), entro il quale
viene rimborsato chi è senza ricevuta semplicemente perché la macchinetta non
gliela ha fornita? è normale che la macchinetta
erogatrice di carburante e ricevute, si guasti ogni volta che una pistola
(diesel, benzina e power) venga lasciata fuori posto
(siamo tutti inesperti)? E non c'è il rischio che qualche gestore disonesto (ce
ne sarà pure qualcuno tra Bolzano e Cefalù, come in ogni categoria) incassi così
sistematicamente i soldi che gli automobilisti di passaggio non torneranno a
riprendere? è stata calcolata la cifra complessiva
nell'intera Italia? E che fine fanno quei soldi? Finanza e Utf
controllano anche questo aspetto? Io ho poi volutamente fatto un esposto ai
carabinieri per sottolineare che chiunque reclamasse indebitamente quel
rimborso, potrebbe incorrere nel reato di appropriazione indebita. E si
comporterebbe correttamente il gestore che, nonostante una denuncia, favorisse
tale reato? Infine: mi è stato segnalato che qualcuno, nel
milanese, non ha ottenuto il rimborso essendosi presentato troppo tardi, un
mese e mezzo invece dei trenta giorni, tempo massimo previsto dal gestore: in
un caso, si deve attendere un anno o due, e nell'altro, è troppo un mese di
attesa. Come può notare anche Iacopozzi, c'è
molta confusione e spetterebbe proprio alle organizzazioni di categoria
accontentare gli utenti ed evitare che le pecore nere (ne esistono ovunque) ne
approfittino. Gianfranco Micali VERSO IL VOTO Perché
ci vogliono le "larghe intese" I messaggi fondamentali che ci
arrivano da Veltroni e Berlusconi sono i seguenti. Veltroni dice: non pensate a
un partito, pensate all'Italia. Berlusconi dice: vinceremo noi, ma la
situazione del paese è pesante. Voglio prenderli sul serio entrambi: l'Iitalia va male, c'è un problema
di salari troppo bassi e di mancata crescita, siamo indietro nella competizione
internazionale e se la politica non saprà dare in
fretta risposte adeguate si prospetta una situazione durissima. Ecco allora
perché dire sì alle "larghe intese". In Italia non c'è ancora una
forte democrazia dell'alternanza come in Spagna o Francia, e quindi non può
esserci un governo in grado di fare le scelte impopolari che occorrono, perché
tali scelte hanno un costo politico troppo alto e avvantaggiano la parte politica avversa. Allora per un periodo non lungo (due-tre anni al massimo) per il bene del Paese è
auspicabile un governo di transizione, di "larghe intese", composto
da Pd e Pdl che riformi le istituzioni e governi
l'economia, l'unico che possa avere la forza di fare ciò che serve e creare
quel clima di concordia nazionale indispensabile per ridare slancio all'italia, ripetere - come dice Veltroni - un nuovo boom
economico simile a quello degli anni Sessanta non è facile. Io sono uno di quei
milioni di elettori della sinistra riformista che
pensano di Berlusconi tutto il male possibile, soprattutto mi indignano i
valori che egli rappresenta (furbizia, arroganza, superficialità, pochi
scrupoli nel fare soldi) che se appartengono non all'imprenditore ma all'uomo
che rappresenta l'Italia nel mondo, fanno vergognare. Però quest'uomo è votato
da una grande parte del popolo italiano che verso di lui continua ad avere
totale fiducia: dunque, se si ritiene necessario un periodo di collaborazione
tra i due grandi partiti, l'interlocutore, piaccia o
no, è Berlusconi. Certo, chi vincerà avrà il pallino in mano; ma io penso
tuttavia che l'interesse superiore del paese chiama
alla stessa soluzione per entrambi; solo successivamente, quando le cose
saranno state sistemate, si potrà riprendere la normale dialettica tra
centro-destra e centro sinistra. Adesso, come dice Veltroni, pensiamo
all'Italia. Paolo Casotti Massa TIBET La faccia violenta del regime cinese
Quello che sta succedendo a Lhasa ha messo in luce la faccia violenta del
regime cinese che al pari di altre nazioni canaglia (una delle poche
affermazioni giuste fatte da Bush) come Iraq, Somalia, Iran, sta calpestando i
più elementari diritti dell'uomo imprigionando e uccidendo centinaia di persone
colpevoli solo di voler esprimere il loro credo religioso. Da tante personalità
politiche, uomini e donne del mondo sportivo, semplici cittadini, è stato detto
che sarebbe giusto boicottare le Olimpiadi. Ebbene, tutte le nazioni
democratiche dovrebbero gridare un forte No a questi giochi che sono fatti per
la pace e la fratellanza dei popoli ma che non possono certamente avere luogo
negli stadi e sulle piste sanguinanti del sangue di persone innocenti e inermi.
Tutti quegli atleti che sapranno volontariamente rinunciare alle Olimpiadi in
segno di protesta, avranno vinto già la loro medaglia. Speriamo che i discorsi
si tramutino in fatti e gli stadi cinesi restino deserti. Marco Simi Lucca VERSO IL VOTO Non mi piacciono le candidature Pdl è vero che le candidature al Parlamento sono a
carattere regionale, ma la stragrande maggioranza delle candidature fatte dal
Popolo delle Libertà assume una valenza del tutto fiorentina mentre il Partito
democratico ha fatto dei propri candidati in ogni circoscrizione una forte
scelta locale, dando la priorità alle esperienze, alla conoscenza del
territorio, ai legami forti dei candidati con le realtà
sociali, culturali e politiche di ogni singolo collegio. Una differenza
sostanziale questa, che mette in evidenza tutta quanta la superficialità di chi
nel Popolo delle Libertà ha inteso procedere con le rappresentanze politiche
per il nostro futuro Parlamento e la scarsa attenzione verso i reali problemi
di ogni circoscrizione che meglio di altri certamente sono conosciuti da
chi giornalmente li vive sul territorio, magari avendo avuto anche esperienze
amministrative ai vari livelli della pubblica Amministrazione. Ancora una volta
dunque il Popolo delle Libertà dimostra scarsa attenzione per i reali problemi
della gente. Dott.ssa Monica Serilli Pisa.
( da "Corriere Adriatico" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Stasera si riunisce
il Consiglio. Il presidente Giuliani: "I Comuni riconoscano lavoro e
meriti del nostro ente" Comunità montana tra nomine e incertezze sul
futuro FABRIANO - Oggi torna a riunirsi il Consiglio della Comunità montana.
Nella sala consiliare di via Dante, tra i quattordici punti
all'ordine del giorno, come primo punto in approvazione c'è la convalida
(eventuale) dei nuovi rappresentanti del comune di Fabriano. Ora, tra gli
altri, sono tre gli assessori presenti nell'esecutivo: Vito Giuseppucci,
Mario Ciappelloni, Riccardo Crocetti.
Passando in esame gli altri argomenti, c'è la nuova misura
del gettone di presenza dei consiglieri comunitari, l'adesione al Sistema Turistico
della Marca Anconetana ed a "Symbola" per
la Fondazione delle qualità italiane, l'autorizzazione al mantenimento delle
partecipazioni alle società in cui la Comunità montana è rappresentata, il programma
d'affidamento incarichi di studio, ricerca e consulenza, la nomina del
rappresentante dell'Ente nella Commissione Tecnica Provinciale per il
coordinamento della gestione faunistica, la costituzione del Consorzio
Forestale per la gestione del patrimonio agro silvo -
pastorale e ovviamente la disamina della proposta di legge regionale per il
riordino delle Comunità montane. Al riguardo il
presidente Fabrizio Giuliani commenta: "Le Cm da tempo rappresentano un
consolidato riferimento per la tutela dei territori come strumenti operativi
dei Comuni, la progettazione e realizzazione d'interventi di protezione
ambientale e il mantenimento delle condizioni di vita adeguate per la
popolazione. Raramente però, ne sono stati riconosciuti i meriti e l'impegno concreto
fatto di un dialogo vero. E' necessario invece aggiunge
Giuliani - riconoscere e valorizzare il patrimonio di cultura, tradizioni,
valori di cui sono custodi le Comunità montane, presidio istituzionale atto a
garantire qualità dei servizi pubblici, investimenti finanziari, produzioni
tipiche di qualità, valorizzazione di beni culturali, cura dei pregi naturalistico-paesaggistici, tutela del suolo, in altre
parole, il rinnovarsi di un modello sistemico di governo che affonda le radici
nella civiltà monacale e nelle comunità di valle". Altro inciso il
presidente Giuliani lo dedica alla montagna definendola "opportunità
istituzionale, opportunità di recupero del rapporto quotidiano uomo-ambiente e
lavoro quotidiano trasformato in sostentamento e dignità della vita, capisaldi
di vera identità socio-culturale". E termina Giuliani
sostenendo che "alle Comunità montane vanno riconosciute anche competenze
unitarie ed organiche su agricoltura e turismo, per favorire un equilibrato
sviluppo socio-economico delle aree facenti parte delle stesse Comunità.
La presenza capillare delle Cm nell'area montana le
trasforma in presidi d'importanza strategica nella promozione della Regione,
capaci in questo modo di farsi portavoce delle risposte alle numerose sfide che
l'Europa ci pone sul piano della qualità della produzione. Parametro
fondamentale per mantenere un alto livello di competitività all'interno del
mercato". Sarà una seduta consiliare molto importante.
( da "HelpConsumatori"
del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
News ECONOMIA.
Eurispes: per tagliare i costi della politica aboliamo
le Province 21/03/2008 - 12:29 Se nel 2006 il personale delle Province fosse
stato reimpiegato in altre amministrazioni si sarebbe generato un risparmio di
oltre 10 miliardi di euro. A farsi i conti è l'Eurispes che ha stimato 13
miliardi di euro di spesa complessiva da questi enti locali nel 2006. Solo in
questo anno è stata infatti riscontrata una spesa
complessiva delle Province pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11 ed i 2
miliardi di euro, rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di
indebitamento. Nel corso degli ultimi venti anni - spiega l'Eurispes - i conti
economici delle Amministrazioni pubbliche hanno mostrato un incremento
sensibile delle spese, generando un fabbisogno finanziario solo in parte
coperto dalle maggiori entrate. L'ammontare complessivo di quest'ultime è,
infatti, passato dai 185 miliardi di euro del 1986 ai 680 miliardi di euro del
2006, con un tasso di crescita medio annuo del 13,4%. Nello
stesso arco temporale, le spese delle Amministrazioni pubbliche sono aumentate
ad un tasso di crescita medio annuo del 10,5%, passando da
( da "Virgilio Notizie" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
21-03-2008 12:46
Negli ultimi venti anni aumentate loro spese e indebitamento Roma, 21 mar. (Apcom) - L'abolizione delle province consentirebbe un forte
risparmio sui costi della politica, pari a 10,6
miliardi di euro. E' quanto rileva l'Eurispes. Nel solo 2006, si ricorda in una
nota, è stata riscontrata una spesa complessiva delle Province italiane pari a
13 miliardi di euro, contro gli 11 ed i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di
flussi finanziari in entrata e di indebitamento. Di questi 13 miliardi di euro,
il 18,3% sono costituiti da spese sostenute per i redditi da lavoro dipendente,
contro il 28,4% dei consumi intermedi, il 22,3% di investimenti fissi lordi ed
il 31% di tutte le altre voci di spesa. Nell'ipotesi in cui il personale delle
Province (pari a 62.778 tra dirigenti e impiegati), venisse re-impiegato in
altre Amministrazioni o Istituzioni locali, l'abolizione delle Province
consentirebbe, quindi, un risparmio complessivo pari a 10,6 miliardi di euro
nel solo 2006, dal momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa
attuali. L'Eurispes rileva come, nel complessivo aumento, negli ultimi ventanni, della spesa delle pubbliche amministrazioni, le
Province italiane presentano negli ultimi anni conti economici in netto
peggioramento. Dal 1986 al 2006, le entrate delle Province italiane sono
aumentate ad un tasso di crescita medio annuo del 13,9%, ovvero il 5,3% in più
rispetto a quello di tutte le Amministrazioni pubbliche e lo 0,6% in più
rispetto a quello delle Amministrazioni centrali. A causa del tasso di crescita
così elevato, le entrate provinciali sono quasi quadruplicate nel corso di un
ventennio, raggiungendo, nel corso del 2006, gli 11 miliardi di euro, contro i
2,9 del 1986. Nello stesso arco temporale, tuttavia, oltre alle entrate sono
aumentate anche le spese, tanto che solo in alcuni anni le Province italiane
sono state in grado di soddisfare pienamente il proprio fabbisogno finanziario.
Con tasso di crescita medio annuo del 16,6% (+2,7% rispetto alle entrate), le
spese delle Province sono più che quadruplicate, fino a toccare, nel corso del
2006, i 13 miliardi di euro. Negli ultimi anni l'indebitamento ha iniziato una
preoccupante fase di crescita, che lo ha portato dai 500 milioni di euro del
2001 ai 2 miliardi di euro del 2006. Per la prima volta dopo quasi un
ventennio, una percentuale non irrilevante della crescita dell'indebitamento
delle Amministrazioni pubbliche, è legato al cattivo andamento dei conti
economici delle Province (dei 15 miliardi di euro in più di indebitamento fatto
registrare tra il 2001 ed il 2006 dalle Amministrazioni pubbliche, il 5,5% è
imputabile alle Amministrazioni provinciali). (segue).
( da "Virgilio Notizie" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
21-03-2008 12:51 Nel
2005 10 indebitate. Soffrono Lazio e Veneto, bene Sicilia Roma, 21 mar. (Apcom) - Quanto alle cause dell'indebitamento delle
province, per l'Eurispes il 'peso' della gestione
corrente è sempre stato preponderante rispetto a quello della gestione in conto
capitale. Nel corso degli anni presi in considerazione (2000-2006), la gestione
in conto capitale ha però acquisito un ruolo preponderante nell'attività
amministrativa delle Province: dal lato della spesa, il "peso" della
gestione corrente è diminuito del 2,9%, passando dal 74,7% nel 2000, al 71,8%
nel 2006. Contestualmente, quello della gestione in conto capitale è, quindi,
aumentato, dal 25,3% al 28,2%; leggermente superiore all'incremento fatto
registrare dal lato delle spese, è stato l'aumento del contributo delle entrate
in conto capitale sulle entrate totali delle Amministrazioni provinciali (+3,1%
dal 2000 al 2006). Nel corso di 7 anni le entrate della gestione corrente sono
aumentate da
( da "Sestopotere.com" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
(14:47) (21/3/2008 13:20) | COSTI
DELLA POLITICA, NUCARA (PRI) CHIEDE L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE (Sesto Poere) - Roma - 21 marzo 2008 - Il segretario del Pri,
Francesco Nucara, a margine del comitato di segreteria del Pri, ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Se la principale
trovata di Veltroni per ridurre i costi della politica è di
diminuire lo stipendio dei parlamentari, siamo alla pura propaganda. Se si vuole davvero intervenire sulla spesa pubblica vi è una
strada maestra che pretende innanzitutto l'abolizione delle province".
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Lettere Una giovane
di cento anni Salvatore Mirate - NAPOLI Nei giorni scorsi la signora Giuseppina
Carrato ha compiuto 100 anni. Vedova di Pietro
Mirate, decano delle arti grafiche, ha sostenuto attivamente la Lito-Tipografia Mirate, che il marito ereditò nel 1925 dal
padre Salvatore e che in seguito fu trasformata in Tipografia Mirate. Nel
( da "Dire" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Eurispes: abolendo
le province si risparmiano 10,6 mld Palazzo Valentini ROMA - L'abolizione delle province produrrebbe un
risparmio sui costi della politica di 10,6 miliardi di
euro. Lo riferisce l'Eurispes che segnala che nel solo 2006 e' stata
riscontrata una spesa complessiva delle province italiane pari a 13 miliardi di
euro. Di questi 13 miliardi di euro, il 18,3% sono costituiti da spese
sostenute per il lavoro dipendente, il 28,4% per i consumi intermedi, il 22,3%
di investimenti fissi lordi ed il 31% di tutte le altre voci di spesa. Se il
personale delle Province (pari a 62.778 tra dirigenti e impiegati) venisse
re-impiegato in altri enti locali, l'abolizione delle Province consentirebbe,
quindi, un risparmio complessivo di 10,6 miliardi euro nel solo 2006, dal
momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa attuali. L'istituto di
ricerca nota che negli ultimi venti anni, i conti economici delle
amministrazioni pubbliche hanno mostrato un incremento sensibile delle spese,
generando un fabbisogno finanziario solo in parte coperto dalle maggiori
entrate. L'ammontare complessivo di quest'ultime e', infatti, passato dai 185
miliardi di euro del 1986 ai 680 miliardi di euro del 2006, con un tasso di crescita
medio annuo del 13,4%. Nello stesso arco temporale, le
spese delle amministrazioni pubbliche sono aumentate ad un tasso di crescita
medio annuo del 10,5%, passando da
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Borriello: ora voglio i gol europei ADOLFO
MOLLICHELLI Ora ci crede. Un mesetto fa aveva detto: "Mi basta segnare i
gol utili per il Genoa, vincere la classifica dei cannonieri è roba per i
Trezeguet, per gli Ibrahimovic, per i Totti". Ha
cambiato un po' il tiro Borriello dopo aver toccato
la vetta in solitudine con la rete in rovesciata rifilata nientemeno che
all'Inter. "Sì, un bel gol non c'è che dire" ammette senza falsa
modestia il superbomber della serie A, napoletano nato nel quartiere di San
Giovanni a Teduccio dove vivono la madre Margherita
ed i due fratelli, Piergiorgio il maggiore e Fabio il più piccolo che ha avuto
il massimo della notorietà giocando da difensore nel
Cervia di Ciccio Graziani, il reality Campioni, il sogno. Se Fabio è partito
dal sogno (ha giocato anche nella Pro Vasto e nel
Lugano) Marco è partito da Milanello. Scuola Milan ma
la società rossonera - pur non cedendolo mai a titolo definitivo - non ha mai
avuto piena fiducia in lui. Con la maglia rossonera, in tre diversi periodi, ha
collezionato sedici presenze ed un gol. Una vita difficile nello spogliatoio
rossonero che costringe Borriello a fare spesso la
valigia, destinazioni Trieste, Treviso, Empoli, Reggio Calabria, ancora Treviso,
infine Genova sponda rossoblù. "Dove c'è il mare che mi ricorda
Napoli". Da centravanti con la valigia è diventato il bomber dei desideri.
Ha ricevuto un paio di richieste dall'estero (Spagna e Inghilterra), c'è il
Genoa che lo vorrebbe a vita, il Milan che ci sta pensando su, e che vorrebbe
riportarlo a Milanello. "Ora penso soltanto al
Genoa, è qui la festa". Logico che dica così. Una società gloriosa,
Marassi uno stadio da brividi, il calore dei tifosi genoani, il mare, il trono
da superbomber. "Mi trovo a ballare e allora ballo". Era affaticato, Gasperini l'aveva fatto accomodare in panchina, poi ha
dovuto metterlo in campo altrimenti l'Inter se ne sarebbe andata da Marassi con
un uomo in meno e due punti in più. "Fa un certo effetto guardare un goleador
come Trezeguet dall'alto in basso". Il gol nel suo dna, quasi sempre
bellissimi. colpi di testa che sono frustate, stop e giravolte con palla nel
sette, rovesciate che sono uno sballo, come quella contro l'Inter. Il rossoblù
è il colore della consacrazione, il rossonero quello della nostalgìa-speranza
ma c'è un altro colore che lo affascina, l'azzurro della Nazionale. "Sogno
gol europei". Si augura che ritorni quell'emozione forte provata il 3
febbraio quando Donadoni lo convocò per l'amichevole con il Portogallo a
Zurigo. Prima chiamata e primo gettone perché nella ripresa
subentrò a Toni. "E per poco non feci anche gol". Aveva vestito
l'azzurro dell'Under 20 (3 presenze ed una rete) e quello dell'Under 21 (12
partite e 6 gol). Potrebbe rivedere l'azzurro che conta di più per l'amichevole
che l'Italia disputerà mercoledì prossimo ad Elche
contro la Spagna di Torres e di Fabregas.
Domani Donadoni diramerà le convocazioni. L'attesa sarà brevissima. "Ci
spero, mi piacerebbe fare un'altra esperienza nel gruppo azzurro". Quasi
certamente sarà accontentato. Nel frattempo proverà ad isolare ancor più la sua
poltrona di superbomber a Palermo. Anche perché è meglio scapolare
subito quel 17 (i gol sin qui segnati). Da buon napoletano quel numero
che porta iella deve dargli un po' fastidio. Marco Borriello.
( da "Provincia di Como, La" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
ROMA Il Pd mette da
parte il fair play e contrattacca con documentazione audio e cartacea il leader
di An Gianfranco Fini, colpevole di "dare lezioni di politica
dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni" proprio sui
costi della politica ROMA Il Pd mette da parte il fair
play e contrattacca con documentazione audio e cartacea il leader di An
Gianfranco Fini, colpevole di "dare lezioni di politica
dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni" proprio sui
costi della politica. E nel primo vero scontro della
campagna elettorale entra a gamba tesa Silvio Berlusconi: "Veltroni è un
pensionato della politica che ha ricevuto la pensione
dal
( da "Virgilio Notizie" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
21-03-2008 15:16 Su
risparmi il grosso sarà da fare in prossima legislatura Roma, 21 mar. (Apcom) - "Oggi l'Eurispes ci dice chiaramente quello
che già sapevamo, ovvero se si vogliono effettuare risparmi considerevoli,
nell'ordine dei 10 miliardi di euro, si debbono eliminare le province, enti che
costituiscono una duplicazione di funzioni rispetto ai comuni e alle
regioni". Lo afferma Silvana Mura, Idv.
"In questa legislatura - ricorda - si è iniziato a
fare qualcosa per ridurre i costi della Politica. Per quel poco o tanto che si è fatto Italia
dei Valori rivendica a buon diritto di essere stata tra i protagonisti di
quest'opera che ci ha visto ridurre il numero delle circoscrizioni comunali,
consentendole solo nelle città con 100 mila abitanti, abolire la legge mancia e
ridurre i posti dei cda nei consorsi
di bonifica". "E' evidente - conclude - che il grosso
deve ancora venire e che dovrà essere realizzato nella prossima legislatura.
Non è un caso infatti che l'obiettivo dell'Italia dei
Valori per quanto riguarda i costi della politica è
proprio l'abolizione delle Province, chiaramente senza tralasciare una riduzione
degli stipendi e dei privilegi dei politici nazionali, punto sul quale ci siamo
già impegnati".
( da "Sannio Online, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pubblicato il
21-03-2008 Durante l'ultimo Consiglio Comunale è stato approvato il Regolamento
per le adunanze degli Organismi Consiliari, che disciplina le modalità di
funzionamento degli organismi consiliari e i termini e le modalità per la
corresponsione di gettoni di presenza ai Consiglieri
Comunali e ai componenti degli Organismi Consiliari previsti per Legge e
Regolamento... Durante l'ultimo Consiglio Comunale è stato approvato il
Regolamento per le adunanze degli Organismi Consiliari, che disciplina le
modalità di funzionamento degli organismi consiliari e i termini e le modalità
per la corresponsione di gettoni di presenza ai
Consiglieri Comunali e ai componenti degli Organismi Consiliari previsti per
Legge e Regolamento. Nello specifico, il Regolamento prevede l'istituzione di
un Ufficio di Presidenza come organo di supporto a tutte le attività
istituzionali e protocollari del Presidente del Consiglio. L'Ufficio di
Presidenza, che costituisce ufficio autonomo nell'ambito della Segreteria
Generale, è composto dal Presidente e dal Vice Presidente del Consiglio
Comunale, dal Consigliere Anziano e dal Presidente della I Commissione
Consiliare. Il Regolamento, inoltre, disciplina le modalità di convocazione
delle Commissioni Consiliari, che saranno convocate dal Presidente secondo le
modalità e i termini stabiliti dal Regolamento del Consiglio Comunale, e che
potranno essere calendarizzate su base mensile. È previsto anche un gettone di presenza, che
verrà corrisposto ai Consiglieri Comunali per ogni effettiva partecipazione
alle sedute del Consiglio, delle Commissioni Consiliari e degli Organismi
Consiliari formalmente istituiti. L'ammontare unitario del gettone di presenza è determinato annualmente dal Consiglio Comunale prima
dell'approvazione del Bilancio di Previsione corrente, nel rispetto dei
limiti di Legge. In nessun caso l'ammontare percepito mensilmente dai
Consiglieri può superare l'importo pari a ¼ dell'indennità massima prevista per
il Sindaco. La Segreteria Generale e le Segreterie degli Organismi Consiliari
saranno chiamate a controllare le presenze dei Consiglieri e a comunicarle
all'Ufficio di Presidenza, il quale provvederà ad inoltrare ogni mese all'Ufficio
Contabilità l'elenco dei Consiglieri beneficiari del gettone di presenza. In attesa della riforma del sistema regolamentare
comunale, le disposizioni del Regolamento per le adunanze degli Organismi
Consiliari sono da considerarsi, per le parti in cui dovesse esserci contrasto,
prevalenti rispetto a quelle del vigente Regolamento
per il funzionamento del Consiglio Comunale.