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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

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tARTICOLI DEL  21-22 dicembre 2008      #TOP



Report "Costi dei politici"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Costi dei politici (35)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Il consiglio cala la scure su indennità e gettoni ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ridotto del 30 per cento anche il gettone di presenza che spetta a tutti i 27 consiglieri camerali. E i professionisti? Sul collegio dei revisori si è abbattuta la scure, con una riduzione di qausi il 60 per cento (dai 9mila euro l'anno lordi a circa 4mila). Una mazzata che non è affatto piaciuta al pool di professionisti che segue i bilanci di via Calvi.

Bilancio, tagli confermati Opposizioni sull'Aventino ( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ha detto il capogruppo Roberto Menegon - il malcostume amministrativo della giunta ha svuotato il consiglio comunale di qualsiasi ruolo. Visto il mancato coinvolgimento dell'opposizione su progetti e priorità non ci sembra neanche più il caso di affrontare una discussione. Anzi, si tengano pure il gettone di presenza». (g.z.)

pasta gratuita distribuita oggi dalla minoranza ( da "Mattino di Padova, Il" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: hanno deciso di rinunciare al loro gettone di presenza pari a 21 euro lordi per ogni consiglio comunale. In tutto sono 140 euro netti all'anno e a testa (le sedute sono circa 10) che sono serviti ad acquistare dall'associazione «Libera» di don Luigi Ciotti, 2 quintali di pasta a marchio «Libera Terra».

uras: gettoni, plus e bilancio nel consiglio prenatalizio ( da "Nuova Sardegna, La" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il piano unitario per i servizi alla persona che interessa tutti i centri del Distretto sanitario Ales-Terralba e alla scheda finanziaria del programma socio assistenziale comunale per il 2009. In chiusura di lavori l'assemblea civica ha quindi provveduto alla determinazione dei gettoni di presenza ai consiglieri comunali e ai componenti le diverse commissioni comunali. (t.s.)

RIFLESSIONI Le idee dimenticate sull'Università nBisogna dare a... ( da "Giornale di Brescia" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Che molte università abbiano allegramente giocato con la finanza è vero e il blocco delle assunzioni per chi non ha i conti in regola è sacrosanto. Vi è però un piccolo particolare. La quasi totalità dei posti messi a concorso sono scorrimenti di fasce e quindi rimangono in carico alle singole facoltà.

SARANNO consegnate martedì in Comune le 500 firme e la proposta di delibera di iniziativa popol... ( da "Nazione, La (Livorno)" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Lo scopo della proposta è di rendere più completa la raccolta dei dati sugli eletti e i nominati e più semplice la loro consultazione per i cittadini: stipendio, rimborsi, gettoni di presenza, incarichi esterni, nomi e emolumenti dei consiglieri di amministrazione delle società partecipate, i bilanci, le delibere, le registrazioni audio-video delle sedute di Consiglio e Giunta.

<Troppi enti, accorpiamoli> ( da "Corriere del Veneto" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Austerity e costi della politica, il sottosegretario alle Finanze Giorgetti dopo l'appello del vescovo «Agsm e Amia, propongo la fusione». «Tre società nel settore trasporti, vanno ridotte» VERONA — «Sì, è vero, i costi della politica vanno valutati con la massima attenzione, specialmente in un momento di crisi come questo.

Austerity e costi della politica Il sottosegretario Giorgetti: <Troppi enti, accorpiamoli> ( da "Corriere del Veneto" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Io credo che in questo momento alla politica venga domandato soprattutto di rispondere ai problemi sempre più complessi dell'economia e della finanza internazionale. E per farlo occorre avere politici, governanti e parlamentari sempre più qualificati. Va bene quindi il richiamo alla sobrietà, ma attenzione, in nome di alcuni tagli di spesa marginale,

Casinò,puntateanticrisida50cent ( da "Corriere della Sera" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: A Sanremo da mesi abbiamo calmierato il prezzo del gettone base promuovendo prima i 10 e poi i 5 cents. Ed è di questi giorni la promozione fatta nel Principato di Monaco, dove si può giocare con mezzo centesimo di euro: un valore quasi simbolico, che evidenzia la crisi ma anche l'evoluzione del modo di giocare e vivere l'azzardo».

Sindaco assenteista? "Per Gattinara lavoro anche la domenica" ( da "Stampa, La" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: al centro incontri di corso Cavour, il primo cittadino spiega perché si è dimesso da consigliere provinciale per diventare presidente di Nordind. «Perché Nordind dà uno stipendio, mentre il consiglio provinciale da solo un gettone di presenza», sostiene l'Unione, mentre Carlo Riva Vercellotti spiega: «mi sarei dimesso dalla Provincia per prendere un altro compenso.

L'Emisfero sbanca Pontebba e lascia l'ultimo posto al Fassa ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ciresa, Faggioni, Guenette, Koivisto, Margoni, Rigoni, Rizzo P., Sparre, Stampfer, Tomasello. All. Larry Sacharuk.EMISFERO ASIAGO: Bellissimo (Pavone); Basso, De Marchi, Johnson, Lehtinen, Migioranzi, Plastino, Rossi; Aquino L., Benetti, Borrelli, Busa, Parco, Pegorararo, Presti, Strazzabosco, Tessari N.

Alle slotdiminuitoil gettone ( da "Sicilia, La" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: una tendenza che ha visto il Casinò di Sanremo tra i capofila del cambiamento. Già da mesi abbiamo calmierato il prezzo del gettone base promuovendo prima i 10 centesimi e poi il gettone da 5 centesimi». Conclude Giovannini: «È di questi giorni la promozione fatta nel Principato di Monaco dei nuovi minimi di puntata alle slot machines.

DALL'INVIATO FRANCESCO MAROLDA TORINO. NUOVA. INEDITA. SOPRATTUTTO STRANA. E QUINDI TUTTA DA S... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: oggi complici d'attacco e domani di nuovo l'uno «contro» l'altro per un posto fisso là davanti. Denis in campo con la sua dote di sedici presenze e sette gol e Zalayeta con dodici «gettoni» e due centri, che non sono neppure poca cosa per uno ancora col ricordo fresco d'un bruttissimo accidente ad un ginocchio.

Nuove regole in circoscrizione ( da "Arena, L'" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: obiettivo più partecipazione e meno sprechi Nuove regole in circoscrizione Primi consensi alla nuova bozza sui ruoli dei «parlamentini». «Le misure preannunciate tendono, giustamente, al contenimento dei costi della politica e, prima ancora, all'equilibrato utilizzo delle risorse», dice Rosario Russo consigliere di An e coordinatore della commissione Cultura della seconda circoscrizione.

di Fabrizio Ponciroli MILANO - Ci sono i "cocchi" di... ( da "Leggo" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Giocano abbastanza anche Stankovic (13 presenze con 842' totali) e Muntari (11 gettoni e 840' di gioco). In attacco, detto di Ibra, praticamente sempre certo di una maglia da titolare, tutti gli altri sgomitano per avere spazio. Incredibilmente è Quaresma l'attaccante con più minuti in campo (621'), seguito da Mancini (544') e Adriano (414').

distribuiti due quintali di penne rigate voltolina: contro gli sprechi di claudio ( da "Mattino di Padova, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Due quintali di penne rigate prodotte con il grano biologico che l'associazione «Libera» di don Luigi Ciotti coltiva nei terrenti confiscati alla mafia. La pasta è stata acquistata con i soldi del gettone di presenza che spettano per la partecipazione ai consigli comunali.

pd al bivio: il partito o gli incarichi - maurizio piccinino ( da "Centro, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: immagine della politica del Pd e dei suoi uomini. Al tempo stesso tanti amministratori e militanti Pd riscuotono la fiducia dei cittadini, che sono persone per bene». «Ora l'innovazione» La ricognizione sul campo per Brutti servirà anche a capire se le forze nuove saranno i protagonisti della svolta, o se c'è da fare innesti.

Il Savona torna a ruggire come una grande ( da "Secolo XIX, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ginocchio al secondo gettone in biancoblù. Nei prossimi giorni il calciatore si sottoporrà ad esami di accertamento. «Non siamo certamente fortunati - prosegue il diesse - abbiamo ingaggiato due giocatori e dopo solo due presenze si sono infortunati». Acquisti in corsa azzeccati sono stati invece quelli di Troiano, un centrocampista vero che non si vedeva da alcune stagioni in biancoblù,

Il magistrato: Si parla di questione morale, ma si consente che gli interessi privati scavalchino quelli pubblici, che i deboli siano sopraffatti dai forti ( da "Unita, L'" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: indebolire i poteri di inchiesta della magistratura». Una parte del centrodestra vorrebbe cancellare anche le intercettazioni telefoniche per i reati che coinvolgono la pubblica amministrazione «Ancora una volta l'attualità ci propone un fenomeno di corruzione e di abusi politici sempre più dilaganti e di inchieste che riescono a disvelarli (al di là delle singole inchieste sulle quali,

X Martini 2 Gualdo Duecentola 0 X MARTINI: Grilli, Manto... ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 29 X Martini 2 Gualdo Duecentola 0 X MARTINI: Grilli, Manto... X Martini 2 Gualdo Duecentola 0 X MARTINI: Grilli, Manto, Chimenti (30? Vecchiati), Savelli, Rizzati, Vacchi, Piemontese, Crivellini, Minutolo P. (70? Tirri), Minutolo A., Minghini. All. Trombini GUALDO DUECENTOLA: Dalla Libera, Soncini (90?

Stella Rossa Morciano 1 Tre Esse 2 STELLA ROSSA MORCIANO: ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Protti s.v., dal 30? s.t. Marchetti), Ballarini, Vecchi, Brighi, E. Pritelli, Tonti, Rizzo, Calesini. (Pasquini, Bovino, Lapi, Ortolani). All. D?Angelo. Arbitro: Ascari di Rimini. Marcatori: Amati al 3? p.t.; Calesini al 32?, Marchetti al 42? s.t.

Avevano appena scassinato le gettoniere dell'autolavaggio self service di Campoverde, all'... ( da "Messaggero, Il (Latina)" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Lunedì 22 Dicembre 2008 Chiudi Avevano appena scassinato le gettoniere dell'autolavaggio self service di Campoverde, all'interno di un distributore sulla Pontina. Pensavano di averla fatta franca ma non avevano fatto i conti con i carabinieri della stazione che stavano svolgendo un servizio di controllo del territorio insieme ai colleghi dell'8° battaglione Lazio.

Hanno ragione entrambi Faremo tutte le riforme ( da "Tempo, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: era il finanziamento più irregolare che ci fosse. Oggi a sinistra, nel Pd, comandano essenzialmente gli amministratori locali. D'altro canto furono loro a volere il partito dei sindaci e dei presidenti delle Regioni. Quello che sembra emergere sono alcune malefatte di taluni amministratori che loro hanno tanto osannato in questi anni.

Un milione di numeri primi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: se ne sono avuti altri (Stella-Rizzo, Faletti, Saviano, Mazzantini, Brizzi, Tamaro, e, in tempi remoti, Eco solo per guardare in casa nostra), la «favola-Giordano» conferma che l'editoria ha sempre più bisogno di questi megaseller. « The winner takes it all » cantavano gli Abba anni fa: è ciò che succede con i libri da qualche tempo.

L'allarme sull'impresa già al Senato nel 2004 ( da "Corriere della Sera" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: aveva appena finito di cimentarsi con una vecchia piaga: l'eccesso di comitati e rappresentanze sindacali (con relativi gettoni di presenza) all'interno degli stessi. In quelle pagine c'era tutto del metodo Romeo, come pure di altre ditte che avevano gestito e gestivano per Inpdap un patrimonio immobiliare consistente (un tempo circa 40mila alloggi,

Intervista a DOMENICO NANIA, vicepresidente del Senato/ La questione morale è l'ultima scia di Tangentopoli ( da "Opinione, L'" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: pubblico per tutti e che la lotta alla corruzione aiuta a combattere lo spreco alle risorse. Ottimi presupposti, ma è una strada realisticamente percorribile? In Germania, per fare un esempio, la legge sui partiti esiste. Un ipotesi dalla quale partire è quella della creazione per ogni partito di un comitato di saggi che prenda in esame le candidature sulla base di principi di onestà,

Due domande a Feltri ed a Stella ( da "Opinione, L'" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e registri che Gian Antonio Stella, l?autore insieme a Sergio Rizzo dei fortunati volumi contro la ?casta? della politica, avanza la stessa richiesta di Feltri. Quella di non procedere con la riforma della giustizia. E lo fa in nome della necessità di non legare le mani ai magistrati decisi finalmente a portare avanti l?

Scatta il <bonus energia>Dal 12 gennaio. ( da "Sicilia, La" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sono stati fatti a Sala delle Lapidi per tentare di raddrizzare questa baracca di un decentramento fantasma, esistente solo sulla carta e attraverso il quale, calcoli alla mano, sono stati sperperati, per soli stipendi e gettoni di presenza, non meno di tre milioni l'anno del bilancio di Palazzo delle Aquile.

L'esempio di Fiorenzo e un grazie a tutti voi. ( da "Giornale.it, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri.

Pil: Abi, economia ancora debole nel 2009 ma segnali di ripresa dal 2010 ( da "Sestopotere.com" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: attività bancaria dovrebbe segnare un rallentamento in conseguenza della recessione economica; il 2010 dovrebbe invece registrare un?accelerazione dei finanziamenti bancari. Gli impieghi complessivi, cresciuti nel 2007 del 9,9%, dovrebbero espandersi del 5,9% e del 5,5% rispettivamente nel 2008 e nel 2009, mentre nel 2010 le attese sono per una crescita del 7,6%.

Le pulci di Civicum sul bilancio di Napoli ( da "Affari Italiani (Online)" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: quindi sprechi e forse corruzione si verificano a Napoli la responsabilità economica, se non morale, è di chi tali sprechi li paga a piè di lista senza fiatare. Chi è? Pochi sanno che i fondi ai Comuni passano attraverso il Ministero dell'Interno. Di solito il ministro è poco attento a questa sua funzione perché preso da più mediatiche incombenze sul tema della sicurezza e dell'

Gestione ambientale: proroga bando per concessione contributi alle aziende private riminesi ( da "Sestopotere.com" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: o che vogliano applicare il marchio Ecolabel europeo per il servizio di ricettività turistica, approvato con Decisione della Commissione U.E. n. 287/2003. Il contributo coprirà fino al 50% dei costi di consulenza, con inclusione dei costi di assegnazione del marchio Ecolabel (esclusi i costi di certificazione ISO 14001 e di registrazione EMAS II ), fino ad un massimo di 8.


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Il consiglio cala la scure su indennità e gettoni (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 21-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il consiglio cala la scure su indennità e gettoni Un taglio drastico per i professionisti incaricati di controllare i bilanci che, a quanto pare, non l'hanno presa bene. Una decisa cura dimagrante per quanto riguarda i membri di giunta e del consiglio camerale. E un taglio, più leggero anche se di poco, anche per il presidente Montanari. Sono le decisione prese dal consiglio della Camera di commercio che ha 'limato', nel rispetto delle indicazioni che arrivano da Roma, tutti i compensi degli organi di governo di via Calvi. Obiettivo generale, centrato in pieno, una riduzione dei costi del 30 per cento. Eccoli, allora, i nuovi compensi e gettoni decisi dal consiglio. Il presidente Ercole Montanari ha visto ridotta la propria indennità dai 42mila euro lordi annui a circa 30mila, con una riduzione del 28 per cento circa. Ai membri di giunta è andata peggio, con un taglio più deciso delle indennità. Ogni componente l'esecutivo, anziché 5mila euro l'anno lordi, ne porterà a casa circa 3mila. Ridotto del 30 per cento anche il gettone di presenza che spetta a tutti i 27 consiglieri camerali. E i professionisti? Sul collegio dei revisori si è abbattuta la scure, con una riduzione di qausi il 60 per cento (dai 9mila euro l'anno lordi a circa 4mila). Una mazzata che non è affatto piaciuta al pool di professionisti che segue i bilanci di via Calvi. In pratica i commercialisti lavoreranno quasi gratis.

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Bilancio, tagli confermati Opposizioni sull'Aventino (sezione: Costi dei politici)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Bilancio, tagli confermati Opposizioni sull'Aventino PIEVE DI SOLIGO. Venerdì sera il consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione 2009 con tagli e rinvii di opere per ben sei milioni e mezzo di euro. «Questo è quello che ci costringe a fare lo Stato - ribadisce il sindaco Giustino Moro - ma rispettare il patto di stabilità non significa essere virtuosi. Virtuosi sono quei Comuni che riescono ad erogare sempre maggiori servizi con sempre minori contributi statali». Ma le giustificazioni del sindaco e dell'assessore al bilancio Leone Munari non sono bastate alle minoranze Lega Nord e Vivere Pieve. «Per quanto mi riguarda - ha detto il capogruppo Roberto Menegon - il malcostume amministrativo della giunta ha svuotato il consiglio comunale di qualsiasi ruolo. Visto il mancato coinvolgimento dell'opposizione su progetti e priorità non ci sembra neanche più il caso di affrontare una discussione. Anzi, si tengano pure il gettone di presenza». (g.z.)

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pasta gratuita distribuita oggi dalla minoranza (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 21-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 35 - Provincia Pasta gratuita distribuita oggi dalla minoranza MONTEGROTTO. Oggi dalle 9.30 in poi, lungo viale Stazione ci sarà il banchetto allestito dai consiglieri di minoranza di «Montegrotto terme che vogliamo» che distribuiranno ai cittadini mezzo chilo di pasta gratuita contro la crisi economica. I sette consiglieri, guidati dal capogruppo Antonio Voltolina (nella foto), hanno deciso di rinunciare al loro gettone di presenza pari a 21 euro lordi per ogni consiglio comunale. In tutto sono 140 euro netti all'anno e a testa (le sedute sono circa 10) che sono serviti ad acquistare dall'associazione «Libera» di don Luigi Ciotti, 2 quintali di pasta a marchio «Libera Terra». I prodotti con questo logo vengono fatti con il grano biologico coltivato nei terreni confiscati alla mafia. «E' un gesto simbolico perché non sono molti soldi - ha spiegato lo stesso Voltolina - Però per noi è giusto che la politica sia un servizio civico, non una fonte di guadagni. Abbiamo voluto devolvere il nostro compenso a un ente benefico, ma anche trovare il modo di restituire ai cittadini questi soldi. Attraverso questa iniziativa, siamo riuscita a fare entrambe le cose». Nei volantini che oggi verranno distribuiti insieme alla pasta, il centrosinistra sampietrino ha allegato anche una delibera approvata dal sindaco Luca Claudio e dalla giunta. In pratica, lo scorso ottobre l'amministrazione ha approvato la spesa di 9.537,60 euro annui per l'acquisto di 2.120 borse di carta con manici di corda e stampate a colori con il logo della città. In totale, 4,50 euro a sacchetto. «La gente non arriva a fine mese: per questo siamo contro questi sprechi: gli stessi soldi possono servire alle scuole o al sociale o per altri servizi pubblici», ha concluso. (i.z.)

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uras: gettoni, plus e bilancio nel consiglio prenatalizio (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 21-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 6 - Oristano Uras: gettoni, Plus e bilancio nel Consiglio prenatalizio URAS. Tornata di lavori in tinte prenatalizie per il Consiglio comunale presieduto dal sindaco Gerardo Casciu che giovedì ha dato disco verde ai tre punti che componevano l'ordine del giorno. In apertura di seduta si è provveduto alla ratifica di una deliberazione di giunta circa una variazione al bilancio di previsione per la corrente annualità; la discussione è quindi passata all'aggiornamento del Plus, il piano unitario per i servizi alla persona che interessa tutti i centri del Distretto sanitario Ales-Terralba e alla scheda finanziaria del programma socio assistenziale comunale per il 2009. In chiusura di lavori l'assemblea civica ha quindi provveduto alla determinazione dei gettoni di presenza ai consiglieri comunali e ai componenti le diverse commissioni comunali. (t.s.)

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RIFLESSIONI Le idee dimenticate sull'Università nBisogna dare a... (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 21-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 21/12/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE RIFLESSIONI Le idee dimenticate sull'Università nBisogna dare atto al ministro Gelmini di determinazione nell'affrontare la spinosa questione della riforma dell'università. Le recenti linee guida sono totalmente condivisibili e si spera possano tradursi in adeguati strumenti operativi. Il cammino, tuttavia, non sarà facile né indolore per le ovvie ed inevitabili resistenze di buona parte del mondo accademico a cominciare dalla Crui che si è autodefinita come rappresentanza dell'Università, mentre non ha alcun titolo legale per esserlo veramente. Al di là di questa anomalia mi pare opportuno offrire qualche personale riflessione per tentare di fare maggiore chiarezza su tematiche che hanno riempito pagine di giornali con affermazioni in parte vere e in parte frutto di inadeguata conoscenza del mondo universitario nel suo complesso. L'opinione pubblica è stata bombardata da pezzi giornalistici di colore di indubbia efficacia dipingendo l'università come il regno del malaffare, della corruzione e del nepotismo. Tutto vero, o quasi. Nessuno nega questa situazione; con un po' di buona volontà si potrebbe ulteriormente ampliare il perimetro di queste situazioni. Il tutto è stato ricondotto al sistema concorsuale che rappresenta il primo degli argomenti che vanno chiariti, perché le affermazioni dei vari Giavazzi di turno rischiano di confondere le cose anche al ministro. Il punto è delicato perché è uno degli assi portanti dell'intero sistema. Personalmente propendo per la loro completa eliminazione purché accompagnata dall'altrettanto necessaria eliminazione del valore legale del titolo di studio. In tal modo si avvierebbe una vera riforma universitaria, perché fatta con rigore e non all'italiana. Ma fintanto che esistono i concorsi occorre fare chiarezza. Quelli in atto, e sui quali si sono concentrati gli strali di tutti, hanno portato a raffigurare grottescamente una situazione per cui tutti i commissari sono baroni, tutti i concorsi sono truccati e tutti i candidati sono degli asini. È possibile. Ricordo che quando i concorsi erano «seri», si fa per dire, e basterebbe scorrere i vecchi bollettini del Ministero della P.I degli anni '70 e '80 per rendersene conto, in una particolare disciplina, per fare un solo esempio, tutti si chiedevano se un illustre cattedratico, che ancora oggi tuona contro i trucchi dei concorsi, avesse o meno una nuova compagna perché, in tal caso, un posto era prenotato. Al di là di queste facezie, è indubbio che ogni concorso si risolve in una cooptazione, buona o cattiva che sia, ma la cooptazione è presente in ogni forma di selezione anche la più rigorosa. I circa 1.800 concorsi in atto, per associati e ordinari, è stato detto, non solo sono frutto di «combine», ma scardinerebbero i già disastrati bilanci universitari. Che molte università abbiano allegramente giocato con la finanza è vero e il blocco delle assunzioni per chi non ha i conti in regola è sacrosanto. Vi è però un piccolo particolare. La quasi totalità dei posti messi a concorso sono scorrimenti di fasce e quindi rimangono in carico alle singole facoltà. È così grave per un ricercatore aspirare a diventare associato o per un associato ordinario? In termini economici, cioè di peso effettivo sul bilancio, i risultati sono decisamente minimi. I 3.600 possibili vincitori, le idoneità sono due, pesano zero per un triennio; poi incidono per la differenza di fascia che varia tra i 300 e i 500 euro mensili. Questo l'aspetto strettamente finanziario. Sull'onda di presunti carichi, che a detta anche di giornali finanziari raggiungevano i 50mila euro per un associato e gli 80mila per un ordinario, il Governo è intervenuto a gamba tesa emanando un decreto che prevede il sorteggio delle commissioni non tenendo conto che il marchingegno escogitato è difficilmente percorribile e, così come è stato presentato, altrettanto controllabile dalle cosiddette baronie universitarie. Se si vuole modificare le modalità concorsuali bisognerebbe evitarne la trappola implicita che non sembra percepita dal ministro quando afferma, da un lato, che è meglio ritornare all'idoneità unica o ai concorsi nazionali e, dall'altro, che i professori diventano ordinari in età avanzata. I due aspetti sono i lati di una stessa medaglia ed a farne le spese sono i giovani ricercatori su cui vi è una fortissima enfasi, forse eccessiva per chi ha un minimo di conoscenza di come funziona l'organismo universitario. La spiegazione è molto semplice ma di difficile applicazione per le resistenze di cui sopra. Tutte le proposte avanzate dai diversi ministri hanno tenuto fermo un punto che i «baroni» non vogliono modificare in assoluto, costi quel che costi: i posti a concorso, per tutte le fasce, devono essere esattamente quelli «veri» o presunti tali. In altri termini sono strettamente legati alle richieste delle singole università. Questo meccanismo perpetua non solo il potere di pochi ma allunga vistosamente la progressione di carriera per i meritevoli ed accorcia, altrettanto vistosamente, quella dei «raccomandati» con il risultato di costituire un collo di bottiglia che non favorisce certamente i giovani. Sarebbe sufficiente riprendere un progetto di legge presentato nella scorsa legislatura che prevedeva di separare la fase concorsuale dai posti effettivi: concorsi nazionali aperti senza vincolo di numero a cadenza certa. Il risultato? Le commissioni potrebbero valutare in tutta serenità senza sottostare a pressioni immaginabili. Certo, passerebbe anche qualche asino, ma le università non sarebbero costrette a chiamarlo. Il decreto attuale, in fase di conversione, unito alla circolare del ministro della Funzione pubblica che, in pratica, prevede la «rottamazione» dei professori settantenni rendendo discrezionale il biennio successivo, potrebbe produrre, in molte facoltà, il blocco dei corsi ancorché doverosamente ridotti. Si dirà che verranno sostituiti dai ricercatori, ma anche in questo caso esistono facoltà dove il numero dei ricercatori è già eccessivo e se i meritevoli non hanno la possibilità di passare di fascia, riesce difficile immaginare il ricambio. Il mio sfogo si ferma qui anche se non mancherebbero altri argomenti. Non pretendo di aver proposto idee originali. Per usare un aforisma, non esistono idee originali, ma solo idee dimenticate. Maurizio Pegrari Brescia PROTESTA Caro-parcheggio al concerto di Jovanotti nHo 2 figlie, una di 24 anni e l'altra di quasi 16: entrambe, con amici diversi, sabato 13 dicembre hanno deciso di andare ad assistere al concerto di Jovanotti. La minore è arrivata al concerto dopo le 20 ed ha parcheggiato nel campo dove una volta si svolgeva la festa dell'Unità e, fango a parte, tutto bene. L'altra invece arrivata per tempo è andata a parcheggiare nella zona antistante il Palafiera. Il parcheggio è costato 3 euro. Ora mi domando perché mai si deve pagare un parcheggio per andare ad una manifestazione sportiva o culturale che sia? Forse chi va alla multisala Oz paga il parcheggio? O chi va allo stadio paga il parcheggio? Inoltre i 3 euro sono a fronte di che cosa? Il parcheggio è all'aperto, incustodito, senza una luce, senza ingressi e uscite separati, e nemmeno asfaltato. Non so di chi sia l'area e chi abbia deciso di far pagare il parcheggio, ma di sicuro non ha fatto un favore a tutti quei giovani che si sono recati al concerto sfruttando la loro necessità di lasciare la macchina. La mia indignazione è tale che mi vien da pensare che solo un parcheggiatore abusivo abbia potuto fare una cosa del genere ed allora la responsabilità è di chi è addetto ai controlli. Gradirei ricevere delle spiegazioni da chi si è reso responsabile del fatto. Rosario Galletti Brescia PRATICA OPPORTUNA Bambini a Messa con i genitori nAppena ho letto nell'edizione del 12 dicembre il rammarico di un padre, certamente buon cristiano prima ancora che buon papà, da sposa e mamma cristiana credente, praticante ed impegnata nella Chiesa, ho subito sentito il bisogno di condividere in tutto le sue considerazioni ponendo l'accento sul «futuro» che i bambini rappresentano per tutta la Chiesa, sempre più vecchia e con scarso ricambio generazionale. I raduni mondiali entusiasmano ed alimentano la speranza ma poi nelle nostre parrocchie i giovani sono i grandi assenti, lasciando sempre più spesso il cammino di fede dopo la S. Cresima. Ed i pochi che perseverano, sono certamente sostenuti da autentici esempi di fede in famiglia. I genitori infatti sono i primi educatori alla fede, molto prima - con tutto il rispetto - dei sacerdoti e dei catechisti, perché possono essere «Vangelo vivo» per i figli già dall'attesa accolta come un dono meraviglioso ed esclusivo di Dio. Ben vengano i papà e le mamme con i loro piccoli figli alla Santa Messa! Sono la ricchezza della Chiesa, i nuovi cristiani di domani ed il portarli è proprio la risposta fedele all'invito di Gesù. Vagiti, strilli, paroline - naturalmente contenuti - penso salgano al cielo come prima preghiera innocente... e qualche corsettina può simboleggiare l'avvio a «camminare sulla via del Signore». E ben venga in altre chiese, ove possibile, la realizzazione già presente in alcune strutture soprattutto moderne di uno spazio separato da vetri idonei, normalmente in prima linea con il Signore, dove i bambini imparano ad assistere alla Santa Messa ed a conoscere Gesù magari giocando tra di loro, disturbando nessuno, donando serenità a mamme e papà. Lettera firmata GARDONE RIVIERA I bravi ragazzi dell'Istituto Alberghiero nDomenica 14 dicembre, in qualità di presidente ex Villa Alba e delegato del Prof. Costante Belletti, momentaneamente impossibilitato, fondatore del rinomato Istituto, nel 1961, primo in Lombardia, sono stato invitato dall'Amministrazione comunale di Gardone Riviera ad un pranzo in onore agli anziani della splendida cittadina. Ero ospite presso l'Istituto Alberghiero «Caterina de Medici» diretto dal preside prof. Claudio Mazzacani. Le piacevoli e gradite sorprese sono iniziate all'arrivo: gentilissimi studenti di segreteria elegantissimi, raffinati educati, ricevevano gli anziani, aiutandoli nel salire quei pochi gradini, ricevere e riporre i cappotti nel guardaroba. All'aperitivo gli studenti di sala e bar, servivano con grazia i «nonni» andando incontro alle necessità dei meno abili. Il menù perfetto ed adeguato ai commensali servito in modo impeccabile dai ragazzi in una sala preparata in modo sopraffino degna dei grandi alberghi se non meglio. I giovani cuochi hanno dato il meglio di loro stessi. Fatto simpatico, ma raffinato ad ogni tavolo una graziosa segretaria proponeva il menù e porgeva un simpatico ricettario che spiegava sia i componenti delle portate che la loro preparazione. Ho visto gli ospiti sentirsi a loro agio, coccolati come non sempre succede, alcuni avevano occhi lucidi. Questi ragazzi guidati dai loro insegnanti hanno dato dimostrazione non solo di alta professionalità, ma sensibilità ed educazione. Hanno sacrificato una domenica che non dimenticheranno, per rendere felici i nostri anziani, possono esserne orgogliosi, di questo passo ne faranno di strada. All'inizio delle danze alcuni vecchi, ma arzilli galletti, hanno invitato le studentesse al ballo, una delizia. È mio dovere e piacere ringraziare il sindaco di Gardone Riviera ing. Aldo Bazzani, l'assessore ai Servizi sociali signora Volpati, il preside Mazzacani, tutti gli insegnanti e questi meravigliosi ragazzi. Questi studenti andranno per il mondo a lavorare, sicuramente porteranno con onore ed orgoglio il nome di Gardone Riviera e del loro Istituto. Enrico Bosco Presidente ex Villa Alba Gargnano PER GLI IMMIGRATI Punto incontro: patrimonio della città nPresso la Parrocchia di Sant'Alessandro, in via Moretto 73, a Brescia, è in atto, ormai da 15 anni, il «Centro di Solidarietà», che opera per aiutare i fratelli immigrati nel difficile cammino dell'integrazione. Offrono il loro impegno ed il loro tempo ben venti volontari, parrocchiani e non. In particolare, le attività del centro si esplicano nell'opera di accoglienza, nell'insegnamento della lingua italiana (apprendere la lingua del Paese che ti ospita è fondamentale per lavorare, inserirsi nel tessuto sociale ecc.), nell'aiuto e sostegno per la ricerca del lavoro, preparazione dei documenti e soluzione di altri problemi. Inoltre, periodicamente, si tengono brevi corsi di specializzazione per badante e baby sitter. Alcune cifre possono essere significative; ai corsi di italiano (sono convenzionati con il Centro territoriale nord) sono presenti ben 160 studenti, mentre all'accoglienza si presentano ogni volta, nei giorni fissati, ben 30/40 persone. I volontari che esplicano questo servizio hanno da sempre collaborato con gli operatori del «Punto Incontro» e vi hanno inviato spesso dei richiedenti perché trovassero un aiuto specifico: ricerca lavoro o della casa, assistenza legale, riconoscimento per i rifugiati. I sottoscritti volontari del «Centro di solidarietà» ritengono l'attività dell'ufficio «Punto Incontro» un patrimonio importante per la nostra città e per tutti gli immigrati che vi lavorano e risiedono. A loro giudizio, sarebbe una grave perdita la chiusura del servizio, come sembra abbia intenzione di fare l'attuale Amministrazione comunale. Andreina Cenini Gianna Ducca Brescia PARERE DELLE DONNE Consumi sacrifici e politica nPartendo dalle parole del «premier» sui consumi, vogliamo dare voce ad una categoria che è poco tenuta in considerazione, le casalinghe. Siamo quelle che puliscono, che accudiscono i figli, che si occupano globalmente del buon andamento della propria casa e potremmo continuare. Troppo spesso si dimentica che abbiamo pure più cervello di quanto si pensi e sovente lo usiamo anche. Lo usiamo per informarci (visto che abbiamo tempo!) e non possiamo essere sorde ai proclami ed inviti che questa politica ci fa. È una vera e pesante offesa alla nostra intelligenza pensare che si debba spendere e dare fiato ai consumi in questo momento. A volte si sente in giro la frase «Ma tanto sono tutti uguali»; per un verso è vero, ma noi diciamo: davvero pensiamo che chi vive una realtà (se pur per i suoi meriti) completamente diversa possa capire le nostre esigenze? Possa capire chi deve fare i conti settimanalmente con le uscite addirittura per comprare il cibo? Ci stupiamo che la povera gente abbia visto questa politica risolutiva per i suoi problemi. Stiamo ascoltando una ben nota trasmissione in cui si parla di politica e nella quale si parla di questa Italia che non riesce a mettersi a posto. Ci stupiamo perché quando si parla di ridurre gli stipendi dei parlamentari o del finanziamento ai partiti (pure quelli che non siedono più in parlamento) si parla di «demagogia»: liquidano così scelte importanti! È bizzarro che quando sì tratta di questo genere di cose siano tutti (o quasi) d'accordo, di qualsiasi colore siano, destra o sinistra. Pensare che proprio loro in questo momento dovrebbero dare il buon esempio e dimostrare che anche loro tirano la cinghia (questa si chiama utopia; dallo Zingarelli modello immaginario di un governo ideale!), invece fingono di essere preoccupati per la povera gente. Noi da profane della politica ci indigniamo e nello scusarci se abbiamo fatto un po' di rebelotto, vogliamo però invitare la nostra categoria: almeno con semplici parole e con l'esempio vogliamo far sentire la nostra voce? Buon lavoro a tutte. Alcune casalinghe Villa Carcina

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SARANNO consegnate martedì in Comune le 500 firme e la proposta di delibera di iniziativa popol... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 21-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA LIVORNO pag. 5 SARANNO consegnate martedì in Comune le 500 firme e la proposta di delibera di iniziativa popol... SARANNO consegnate martedì in Comune le 500 firme e la proposta di delibera di iniziativa popolare per istituire sul sito web dell?ente l?Anagrafe degli eletti e dei nominati. L?iniziativa è dell?associazione Radicale LiberaLivorno e, come spiega il segretario Paolo Musimesi, ha avuto adesioni trasversali anche fra gli eletti: Marta Gazzarri, Giuseppe Argentieri, Guido Guastalla, Marcella Amadio, Bruno Tamburini, Carlo Ghiozzi, Salvatore Capuozzo, Stefano Becagli, Claudio Ritorni, Marco Solimano, Giovanni Mancusi, Marco Cannito, Gabriele Volpi, Alessandro Trotta, Otello Chelli, Rosalba Volpi sono fra i firmatari ai quali si aggiunge l?ex presidente della Provincia Claudio Frontera. Lo scopo della proposta è di rendere più completa la raccolta dei dati sugli eletti e i nominati e più semplice la loro consultazione per i cittadini: stipendio, rimborsi, gettoni di presenza, incarichi esterni, nomi e emolumenti dei consiglieri di amministrazione delle società partecipate, i bilanci, le delibere, le registrazioni audio-video delle sedute di Consiglio e Giunta. La proposta deve essere esaminata dagli uffici che ne verificheranno l?ammissibilità entro 15 giorni. In caso positicvo seguirà l?istruttoria che deve concludersi entro altri 30 giorni. La procedura prevede qualche altro passaggio: se tutto andrà bene la delibera sarà messa all?ordine del giorno entro marzo.

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<Troppi enti, accorpiamoli> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 21-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-12-21 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Interviene il vice di Tremonti. «Giusto il richiamo alla sobrietà, ma sostenere anche i consumi» «Troppi enti, accorpiamoli» Austerity e costi della politica, il sottosegretario alle Finanze Giorgetti dopo l'appello del vescovo «Agsm e Amia, propongo la fusione». «Tre società nel settore trasporti, vanno ridotte» VERONA — «Sì, è vero, i costi della politica vanno valutati con la massima attenzione, specialmente in un momento di crisi come questo. C'è per esempio a Verona un problema di razionalizzazione e di accorpamento delle aziende pubbliche, che possono essere ridotte. Dopo di che, però, facciamo anche attenzione a non ottenere effetti opposti a quelli voluti». Alberto Giorgetti, sottosegretario alle Finanze, ha riletto le dichiarazioni del Vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, a partire da quel severo appello sull'austerity al mondo politico, affinchè «tiri la cinghia» anch'esso. E cerca di analizzarlo punto per punto. A PAGINA 3 Aldegheri

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Austerity e costi della politica Il sottosegretario Giorgetti: <Troppi enti, accorpiamoli> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 21-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-12-21 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Spese Dopo l'appello del vescovo. «I consumi? Attenzione a non far calare la domanda» Austerity e costi della politica Il sottosegretario Giorgetti: «Troppi enti, accorpiamoli» Il vice di Tremonti: tre nel settore trasporti, vanno ridotti Monsignor Zenti hanno invitato tutti «a tirar la cinghia» e a lavorare, destra e sinistra, per il bene comune VERONA — «Sì, è vero, i costi della politica vanno valutati con la massima attenzione, specialmente in un momento di crisi come questo. C'è per esempio a Verona un problema di razionalizzazione e di accorpamento delle aziende pubbliche, che possono essere ridotte. Dopo di che, però, facciamo anche attenzione a non ottenere effetti opposti a quelli voluti». Alberto Giorgetti, sottosegretario alle Finanze, ha riletto le dichiarazioni del Vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, a partire da quel severo appello sull'austerity al mondo politico, affinchè «tiri la cinghia » anch'esso. E cerca di analizzarlo punto per punto. «Capisco naturalmente le ottime intenzioni di monsignor Zenti - dice Giorgetti ma in alcuni punti del suo intervento è stato particolarmente severo». Lei cosa ne pensa? «Io credo che in questo momento alla politica venga domandato soprattutto di rispondere ai problemi sempre più complessi dell'economia e della finanza internazionale. E per farlo occorre avere politici, governanti e parlamentari sempre più qualificati. Va bene quindi il richiamo alla sobrietà, ma attenzione, in nome di alcuni tagli di spesa marginale, che non si vada a rinunciare ad apporti di qualità, indispensabili proprio in momenti difficili come questi». La questione si pone anche a Verona? «Anche qui ci sono risparmi possibili. Per esempio, da sempre io mi batto per accorpare le nostre aziende. Un'indicazione: il settore dei rifiuti e quello dell'energia andrebbero gestiti assieme. Amia e Agsm potrebbero secondo me pensare ad una fusione. E poi c'è il discorso del settore trasporti ». Nel quale? «Nel quale è pure pensabile preparare qualche accorpamento. Tre aziende nello stesso settore sono troppe, non ho nessuna remora a dirlo, anche se un esponente del mio partito è oggi alla guida di una di esse. Su questo tema credo anzi che siamo in ritardo» Torniamo all'appello del Vescovo: monsignor Zenti invita le famiglie a risparmiare di più, a tagliare all'osso le spese, ad eliminare il superfluo. «E fa benissimo se parliamo di costruire, tutti assieme, un nuovo sistema di valori indispensabile per la nostra società. Meno semplice mi pare la questione sul piano dell'attualità economica. In questo momento infatti io credo che i veronesi vadano anche sostenuti sul piano della fiducia. Se si risparmia troppo, se crolla la spesa, si perderanno altri posti di lavoro. Con conseguenze disastrose per molte famiglie. Se non si spende, si fa calare la domanda: e per le nostre aziende sarebbero ulteriori guai. Quindi questo va conciliato con il richiamo sul piano dei valori». Lillo Aldegheri Finanze Alberto Giorgetti risponde alle richieste del vescovo Zenti

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Casinò,puntateanticrisida50cent (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 21-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-12-21 num: - pag: 25 categoria: REDAZIONALE Sanremo Casinò,puntateanticrisida50cent SANREMO (Imperia) — Il Casinò di Sanremo ha diminuito le puntate minime ad alcune slot machines: i gettoni minimi sono passati da 25 a 5 centesimi. E a Montecarlo si può giocare con mezzo centesimo. La scelta di contrarre la puntata coincide con la crisi e con le richieste della clientela, che apprezza vincite più frequenti e gettoni a prezzi contenuti, che consentono di giocare più a lungo spendendo meno. «è la nuova tendenza dei Casinò italiani e francesi — spiega Paolo Giovannini, responsabile dell'Ufficio Strategie per il gioco —. A Sanremo da mesi abbiamo calmierato il prezzo del gettone base promuovendo prima i 10 e poi i 5 cents. Ed è di questi giorni la promozione fatta nel Principato di Monaco, dove si può giocare con mezzo centesimo di euro: un valore quasi simbolico, che evidenzia la crisi ma anche l'evoluzione del modo di giocare e vivere l'azzardo». Slot machine Puntate anticrisi

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Sindaco assenteista? "Per Gattinara lavoro anche la domenica" (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 21-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

ACCUSE. POLEMICA «Considero il mio impegno con l'azienda una sorta di assessorato esterno alla Provincia» Sindaco assenteista? "Per Gattinara lavoro anche la domenica" «Nordind mi dà uno stipendio dalla Provincia ho appena un gettone» [FIRMA]GIUSEPPE ORRÙ GATTINARA «Dimostratemi che non sono un sindaco a tempo pieno: sono sempre disponibile e rintracciabile, il mio numero di cellulare e la mia mail sono pubblici. Tutti possono trovarmi in qualsiasi orario, domenica compresa. Dire che non sono a tempo pieno mi pare bizzarro, quando dedico al Comune più di 50 ore alla settimana». Così il sindaco Carlo Riva Vercellotti si difende dagli attacchi giunti dalla minoranza sulla vicenda di Nordind, società di cui è presidente, che spiega: «Essere a tempo pieno non significa non avere altre cariche, ma essere sempre disponibile. Se uno sa fare il suo lavoro riesce a portare a casa dei benefici per il suo Comune». E' una conferenza stampa a cui partecipa anche buona parte della maggioranza quella in cui, al centro incontri di corso Cavour, il primo cittadino spiega perché si è dimesso da consigliere provinciale per diventare presidente di Nordind. «Perché Nordind dà uno stipendio, mentre il consiglio provinciale da solo un gettone di presenza», sostiene l'Unione, mentre Carlo Riva Vercellotti spiega: «mi sarei dimesso dalla Provincia per prendere un altro compenso. Falso. Addirittura triste. Proprio perché ho sempre detto che intendevo fare il sindaco a tempo pieno. Ricordo quando mi si accusava, appena nominato in Nordind, di avere troppi impegni. Così ho scelto la presidenza Nordind, perché nella mia qualità di espressione del consenso dei cittadini ritengo, in Nordind, di essere più utile a Gattinara e a tutta la Provincia». Insomma, secondo Riva, il ruolo di Nordind sarebbe prioritario. «Considero Nordind - spiega il sindaco - una sorta di assessorato esterno alla Provincia, di assoluta rilevanza per il rapporto con il territorio, con i Comuni, con il mondo produttivo e con le categorie professionali. Ritengo che il mio nome sia emerso per il consenso elettorale avuto, insieme a una significativa esperienza amministrativa, oltre ad aver approfondito il tema dell'attrazione di investimenti sul territorio». E sul fatto del compenso, Riva dice: «è una grande responsabilità, perché è una società che produce utili economici. La presidenza significa un responsabilità legale e soprattutto ricoprire un ruolo di garanzia per i cittadini. E' un impegno per il territorio, per Gattinara, dove stiamo sbloccando aree ferme da più di 15 anni».

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L'Emisfero sbanca Pontebba e lascia l'ultimo posto al Fassa (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 21-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'Emisfero sbanca Pontebba e lascia l'ultimo posto al Fassa MARCATORE: 4'15 Busa (A).PONTEBBA: Carpano (Hopfgartner); Armani, Bolibruck, Campbell, Finocchiaro, Lutz, Stepanek; Aquino A., Ciresa, Faggioni, Guenette, Koivisto, Margoni, Rigoni, Rizzo P., Sparre, Stampfer, Tomasello. All. Larry Sacharuk.EMISFERO ASIAGO: Bellissimo (Pavone); Basso, De Marchi, Johnson, Lehtinen, Migioranzi, Plastino, Rossi; Aquino L., Benetti, Borrelli, Busa, Parco, Pegorararo, Presti, Strazzabosco, Tessari N., Tuzzolino. All. Jimmy Camazzola.ARBITRI: Bosio, Tschirner e Tamiazzo.PONTEBBA - Un Asiago quadrato, solido e grintoso porta a casa l'intera posta in palio dal Vuerich confermandosi la bestia nera del Pontebba, battuto tre volte in quattro incroci. Bilancio della settimana on the road che diventa positivo con due vittorie (a Bolzano ai rigori) e una sconfitta (a Brunico un brutto 7-0). Dopo una superiorità numerica non sfruttata, l'Asiago passa a condurre all'altezza del 4': mega mischia davanti ad Andrea Carpano, serie di batti e ribatti, il disco si ferma sul palo ma alla fine spunta la stecca di Filippo Busa che, da buon ex, insacca lo 0-1. L'Asiago gioca con buon ordine, le occasioni non sono moltissime con il gioco che si sviluppa per gran parte in zona neutra. Partita piacevole e scorrevole anche nel secondo tempo con Bosio che lascia giocare.Il Pontebba alza un po' il proprio baricentro alla ricerca del gol del pareggio ma per Bellissimo è quasi ordinaria amministrazione. Anche gli stellati hanno le loro chance: le migliori del secondo tempo sui bastoni di Luciano Aquino, Strazzabosco e Tuzzolino. Si va all'ultimo riposo con l'Asiago che conserva il gol di vantaggio. In apertura di terzo tempo Sparre fallisce, quasi a porta vuota, una facile occasione. Il fortino giallorosso tiene fino alla fine; vano anche il tentativo di Sacharuk di togliere Carpano per il sesto di movimento. La sirena consegna il primo shutout in giallorosso a Daniel Bellissimo (strameritato per quanto fatto vedere in questo anno e mezzo) e i tre punti all'Asiago che, grazie alla sconfitta del Fassa a Collalbo, lascia l'ultimo posto in classifica dopo sette turni e quasi un mese da fanalino di coda. Programma della 23ª giornata di Rbk Hockey Cup: Pontebba-Asiago 0-1, Renon-Fassa 7-0, Alleghe-Cortina 1-3, Valpusteria-Bolzano 6-3. Classifica: Cortina 57 punti, Bolzano 49, Renon 44, Valpusteria 30, Alleghe e Pontebba 25, Asiago 24, Fassa 22.Massimo Rigoni

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Alle slotdiminuitoil gettone (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 21-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Alle slot diminuito il gettone Sanremo. La crisi globale ormai arriva alle porte del gioco d'azzardo, quasi a ridosso delle roulettes. Adesso si sente anche al Casinò di Sanremo che ha diminuito le puntate minime ad alcune slot machines: i gettoni minimi sono passati da 25 a 5 centesimi. Ma a Montecarlo si può giocare anche con mezzo centesimo. La scelta di contrarre la puntata coincide con le richieste della clientela che apprezza sia le vincite più frequenti che i gettoni a prezzi contenuti, che consentono di giocare più a lungo con una spesa inferiore. «È la nuova tendenza dei casinò italiani ma anche francesi - spiega Paolo Giovannini, responsabile dell'Ufficio strategie per il gioco - una tendenza che ha visto il Casinò di Sanremo tra i capofila del cambiamento. Già da mesi abbiamo calmierato il prezzo del gettone base promuovendo prima i 10 centesimi e poi il gettone da 5 centesimi». Conclude Giovannini: «È di questi giorni la promozione fatta nel Principato di Monaco dei nuovi minimi di puntata alle slot machines. Si può giocare con mezzo centesimo di euro, un valore quasi simbolico che evidenzia ancora una volta, e se fosse necessario farlo, la difficoltà del momento e l'evoluzione del modo di giocare e di vivere l'azzardo». a. a.

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DALL'INVIATO FRANCESCO MAROLDA TORINO. NUOVA. INEDITA. SOPRATTUTTO STRANA. E QUINDI TUTTA DA S... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 21-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

DALL'INVIATO FRANCESCO MAROLDA Torino. Nuova. Inedita. Soprattutto strana. E quindi tutta da scoprire questa coppia azzurra d'emergenza. Zalayeta e Denis l'uno accanto all'altro dal primo minuto. Sono loro la vera novità del match col Toro. Da sempre solo alternativi, da sempre insieme in campo solo per segmenti di partite, il Tanque e il Panterone sono il regalo di Natale di Lavezzi, squalificato, partito e già disteso al sole estivo della sua Argentina. Eccola, dunque, la strana coppia azzurra. Perché nel calcio non se ne vedono tante di prime punte stare assieme in campo. Non ne offre il campionato - forse , seppure con caratteristiche diverse, Ibra e Cruz quando però vuole Mourinho -, mentre il passato fa venire in mente quell'accoppiata Vieri-Inzaghi nella quale oggi potrebbero specchiarsi i due napoletani, con Denis nella parte di Superpippo rapinatore di palloni in area di rigore e Zalayeta, invece, in quella di Vieri allora portato anche al sacrificio del rientro. Ma a questo forse è meglio non pensarci. Pippo e Bobo, infatti, insieme in rossonero durarono assai poco. Neppure una stagione intera. La memoria azzurra più recente racconta invece di Sosa e Calaiò, tandem al quale però Reja faceva ricorso solo quando era alla frutta in quanto a soluzioni differenti e dopo aver giurato - erano i tempi della serie C - che mai e poi mai li avrebbe messi assieme. Curiosità, dunque. Anche il fiato un po' sospeso, certo. Senza il Pocho e senza una controfigura di Lavezzi, infatti, nel Napoli cambiano più cose di quanto non dica la semplice lettura della formazione. Perché con Zalayeta e Denis il Napoli non può e non deve più cercare il lancio lungo alla ricerca della profondità, del contropiede, ma deve disegnare un gioco differente per arrivare al cross con insistenza. Quei due là davanti di questo hanno bisogno: rifornimenti, cross, palloni negli ultimi venti metri per il Panterone e negli ultimi sedici per il Carrarmato. E allora sotto con gli esterni. Maggio e Mannini gregari - con gli inserimenti di Gargano travestito da giovane slovacco - accompagnatori eccellenti di questa strana coppia, che ha però l'occasione per sovvertire ogni timore, ogni perplessità. Al rischio di pestarsi i piedi - ma questo non dovrebbe accadere perché mentre Denis sarà più padrone dell'area di rigore, Zalayeta avrà il compito di «accorciare» verso il centrocampo -, infatti, per la strana coppia azzurra si prospetta anche un'alternativa entusiasmante: far valere muscoli, potenza e soprattutto elevazione nell'area di rigore dei granata per diventare protagonista d'una vigilia di Natale tutta azzurra. E perché no, anche per offrire all'allenatore, all'occorrenza, una affidabile soluzione di riserva quando il Pocho tornerà dalle vacanze. Intanto tocca a loro, centravanti sino a ieri in concorrenza, oggi complici d'attacco e domani di nuovo l'uno «contro» l'altro per un posto fisso là davanti. Denis in campo con la sua dote di sedici presenze e sette gol e Zalayeta con dodici «gettoni» e due centri, che non sono neppure poca cosa per uno ancora col ricordo fresco d'un bruttissimo accidente ad un ginocchio. Col Tanque e il Panterone, insomma, il Napoli cambia pelle e atteggiamento. Mostra i muscoli in attacco. È vero, perde molto in estro e in rapidità, ma ne guadagna in forza ed in potenza. E allora, Denis-Zalayeta per stupire ancora. Per continuare una fantastica avventura che oggi vuol dire far paura al Toro ma soprattutto difendere e magari rafforzare uno straordinario terzo posto.

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Nuove regole in circoscrizione (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 22-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Lunedì 22 Dicembre 2008 CRONACA Pagina 17 DECENTRAMENTO. Primi consensi alla bozza di riforma dei parlamentini, obiettivo più partecipazione e meno sprechi Nuove regole in circoscrizione Primi consensi alla nuova bozza sui ruoli dei «parlamentini». «Le misure preannunciate tendono, giustamente, al contenimento dei costi della politica e, prima ancora, all'equilibrato utilizzo delle risorse», dice Rosario Russo consigliere di An e coordinatore della commissione Cultura della seconda circoscrizione. La bozza del documento sulla riforma delle circoscrizioni è stata formulata dopo diversi mesi di attività del comitato di lavoro composto dal presidente del Consiglio comunale, Pieralfonso Fratta Pasini, dall'assessore al Decentramento, Marco Padovani, dal presidente della prima commissione consiliare, Mario Rossi, da tutti i presidenti di circoscrizione e da sei consiglieri comunali equamente divisi tra maggioranza e opposizione. Padovani ha detto che «va elaborata una proposta organica di riassetto al decentramento che tenga conto di tutti gli ambiti istituzionali e organizzativi delle circoscrizioni, adattando ai tempi e alle più recenti normative gli strumenti che ne regolano il funzionamento, che in alcuni casi presentano anche elementi di difformità fra i diversi consigli di quartiere». L'intenzione dell'amministrazione comunale è approvare l'anno prossimo un nuovo regolamento disciplinare sul funzionamento delle circoscrizioni che potrebbe limitare a sei il numero massimo di commissioni permanenti in ciascun parlamentino e fissare a un terzo dei consiglieri eletti il tetto massimo di partecipazione a ogni seduta delle medesime commissioni. «A queste misure, potrebbero aggiungersene altre», dice Russo, «come la limitazione del numero di commissioni alle quali ciascun consigliere può partecipare. Oltre che ridurre i gettoni di presenza, tale accorgimento favorirebbe una maggiore partecipazione della cittadinanza alle attività del proprio territorio». «Potrebbe, inoltre, stabilirsi un tetto al numero annuo di sedute di ciascuna commissione, risultato ottenibile mediante uno sforzo di programmazione e la trattazione nella stessa seduta di molteplici questioni», dice Russo. E aggiunge: «Occorre, comunque, rifuggire da generalizzazioni e operare un distinguo tra circoscrizione e circoscrizione, segnalando gli eventuali eccessi laddove siano suffragati da elementi certi. Il legittimo esercizio della funzione di controllo da parte delle minoranze dovrebbe tradursi in un apporto costruttivo al monitoraggio delle attività amministrative, con informazioni dettagliate e raffronti appropriati. Tale non è, certamente, quello tra le annualità 2007 e 2008. Solo così potranno ravvisarsi le situazioni in cui c'è realmente un dispendio di denaro pubblico, tenendole distinte dalle prassi virtuose». Russo conclude dicendo che «il confronto democratico si gioca molto sul terreno della corretta informazione e dell'accesso ai dati e, se vogliamo che sia garantita una trasparenza effettiva e non meramente formale, i cittadini hanno diritto di venire a conoscenza di notizie precise e capillari, in difetto delle quali il dibattito politico rischia di trasformarsi in rimostranza sterile e strumentale».M.CERP.  

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di Fabrizio Ponciroli MILANO - Ci sono i "cocchi" di... (sezione: Costi dei politici)

( da "Leggo" del 22-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

di Fabrizio Ponciroli MILANO - Ci sono i "cocchi" di papà e quelli che il campo non lo vedono mai. Anche Josè Mourinho, dati alla mano, conferma di avere le proprie preferenze. Partiamo dagli insostituibili. Ad oggi solo 4 nerazzurri hanno disputato tutte le 17 gare di campionato, ovvero Julio Cesar, Javier Zanetti, Maicon e Ibrahimovic. L'estremo difensore è il giocatore con più minuti in campo (1614'), seguito da Re Zlatan (1599'), Maicon (1567') e il capitano (1566'). Oltre i 1000' di impiego troviamo altri due difensori, ovvero Cordoba (12 presenze, 1142') e Maxwell (11 partite, 1020'). Tra i centrocampisti, invece, il solo Cambiasso è considerato giocatore inamovibile (14 gettoni con 1183' in campo). Giocano abbastanza anche Stankovic (13 presenze con 842' totali) e Muntari (11 gettoni e 840' di gioco). In attacco, detto di Ibra, praticamente sempre certo di una maglia da titolare, tutti gli altri sgomitano per avere spazio. Incredibilmente è Quaresma l'attaccante con più minuti in campo (621'), seguito da Mancini (544') e Adriano (414'). Male gli altri: SuperMario Balotelli è stato chiamato in causa solo 8 volte (414'), mentre Cruz ha 10 presenze a referto, però solo 350' in campo. Ci sono poi quelli che hanno avuto spesso problemi fisici. Samuel, da quando è tornato a disposizione, è quasi sempre tra i titolari (7 gare, 663'), Chivu non è certo ai margini (7 gettoni e 623') mentre Burdisso e Materazzi cercano di ritagliarsi minuti a discapito degli altri (641' per l'argentino, 459' per l'azzurro). Tra quelli meno impiegati e con almeno una presenza in campo, non sorridono Dacourt (15' in tutto), Rivas (75') e pure Jimenez (80' in 3 presenze). Discorso a parte per Figo e Crespo, in campo con una media minuti pari, rispettivamente, a 39,4' e 37,3'. Come dire, loro sono la classica "ultima risorsa". (ass)

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distribuiti due quintali di penne rigate voltolina: contro gli sprechi di claudio (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 22-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 14 - Provincia Distribuiti due quintali di penne rigate Voltolina: «Contro gli sprechi di Claudio» MONTEGROTTO. E' andata esaurita in due ore e mezzo, la pasta a marchio «Libera Terra» che ieri i 7 consiglieri di centrosinistra hanno regalato gratuitamente ai cittadini di Montegrotto. Due quintali di penne rigate prodotte con il grano biologico che l'associazione «Libera» di don Luigi Ciotti coltiva nei terrenti confiscati alla mafia. La pasta è stata acquistata con i soldi del gettone di presenza che spettano per la partecipazione ai consigli comunali. In pratica, ogni rappresentante dell'opposizione ha rinunciato ai 140 euro netti all'anno (pari a 21 euro a seduta) per dimostrare ai cittadini che la politica va intesa come servizio civico e non come fonte di guadagno. Ma la distribuzione della pasta non ha risparmiato qualche stoccata verso le scelte del sindaco Luca Claudio. Nel gazebo allestito dal Pd, il capogruppo Antonio Voltolina insieme ai consiglieri Donatella Bottazzo e Tiziano Pegorer ha illustrato gli sprechi dell'amministrazione «claudiana». Tra tutti, l'acquisto di 2.120 borse di carta stampate a colori con il logo della città per il quali la giunta ha stanziato ben 9.537,60 euro annui. In pratica, 4,50 euro a sacchetto. «Le comuni borsette di carta - ha spiegato Voltolina - costano circa un euro e 60. In tempi di crisi gli sprechi andrebbero evitati». (Irene Zaino)

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pd al bivio: il partito o gli incarichi - maurizio piccinino (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 22-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 9 - Regione Pd al bivio: il partito o gli incarichi Brutti: rigore e nuovo metodo Oggi tre assemblee provinciali MAURIZIO PICCININO PESCARA. «Il partito mostra un grande turbamento e contemporaneamente la volontà di voltare pagina». Massimo Brutti, parlamentare, esponente del Pd e commissario per l'Abruzzo soppesa le parole. Sa che oggi è una giornata campale. Tre assemblee: a Pescara dove parteciperà assieme a Giovanni Lolli, poi le assemblee di Teramo e dell'Aquila per la «capagna di ascolto». A gennaio un'assise regionale per concretizzare il nuovo partito. Chi si attende un rinnovamento solo generazionale rimarrà deluso. Il Pd però sul tappeto ha molte questioni da discutere e da far quadrare. Come il dibattito sulla divisione dei ruoli, tra istituzionali e di partito. Da quella del «rigore morale» al ricambio della classe dirigente che dovrà fare una scelta per non ricadere nei vecchi vizi. Una scissione di incarichi che è avversata sia dai molti dirigenti che da anni gestistono partito e amministrazioni, sia dai giovani leoni, quei quadri itermedi, i quarantenni. Una sfida con veti incrociati. Scontro sulle facce nuove I primi perchè da decenni sono nel doppio ruolo chiave di avere posti, incarichi, stipendi e voti, i secondi perchè vivono nell'aspettativa di politici in carriera ma anche alle dipendenze economiche della stessa politica come amministratori locali. Quello che uscirà dalle macerie giudiziarie e da un dibattito interno dirompente, pieno di aspettative e passione, ma è ancora tutto da definire. Brutti da uomo esperto ha già una sua idea, e punta nel sentire tutti e decidere solo al termine della sua ricognizione. Ha incontrato i segretari provinciali chiedendo e ottenendo massima collaborazione ma, nel contempo, ritiene che tra amministratori ed esponenti Pd, anche quelli di lungo corso, ci siano forze capaci di rilanciare il partito. «Serve rigore» «Credo che sono emersi già due punti nei quali c'è un vasto consenso», racconta Brutti, «il primo è l'esigenza di rigore nella politica, noi dobbiamo lanciare l'offensiva della trasparenza, essere i protagonisti delle nuova fase della vita politica della Regione, nelle città e nelle amministrazioni dove siamo al governo. Chi fa politica ha alcuni doveri in più rispetto a chi svolge altre attività professionali. Questo lo dobbiamo rendere chiaro subito che c'è un forte impegno a rendere sempre più limpida l'immagine della politica del Pd e dei suoi uomini. Al tempo stesso tanti amministratori e militanti Pd riscuotono la fiducia dei cittadini, che sono persone per bene». «Ora l'innovazione» La ricognizione sul campo per Brutti servirà anche a capire se le forze nuove saranno i protagonisti della svolta, o se c'è da fare innesti. Dalla richiesta di rinnovamento, infatti, anche le «facce nuove», ora sollecitano una «innovazione di metodo». «Il mio impegno è promuovere un gruppo dirirgente nuovo che guidi il partito e nel quale abbiano largo posto i quadri più giovani. L'angrafe, però», avverte Brutti, «non è tutto ma è un dovere per noi formare dirigenti e amministratori del domani e promuovere i giovani. Il mio mandato è a tempo per costruire condizioni di normalità e rilanciare l'azione del Pd». Oggi Brutti sarà alle 17.30 a Pescara per l'assemblea provinciale. «A Pescara», assicura, «discuteremo e parlaremo come al solito in modo libero. Il dibattito sarà alla luce del sole». «La solidarietà a D'Alfonso» Per il segretario provinciale del Pd, Antonio Castricone, «è necessario fare quella discussione che non abbiamo fatto all'indomani del 14 luglio. Sarà una riunione emotiva però ne dobbiamo uscire con una linea. Il partito al di là delle questioni che stanno avvenendo registra nel caso D'Alfonso un sentimento popolare di solidarietà e affetto notevole. E' il frutto del lavoro che è stato fatto». «Tutti in discussione» La presidente regionale del Pd, Stefania Pezzopane, fa una sua proposta: «in merito al grupppo dirigente ritengo che bisogna essere tutti a disposizione e tutti in discussione per rendere il dibattito il più possibile franco». Giovanni Lolli, parlamentare aquilano del Pd ricorda le parole di Brutti. «Svolgere una campagna di ascolto prima di tutto. Ci faremo spiegare dal partito le cose che non vanno e poi vediamo come riopartire». «I capi bastone» L'assemblea aquilana si terrà oggi alle 17 all'hotel Canadian, a dirigerla sarà il segretario provinciale Michele Fina. «La mia relazione sarà incentrata su un profilo auto critico, nel senso che i dirigenti non sono i giudici del partito, ma tutti insieme dobbiamo guardare in faccia gli errori articolando una proposta su come ripartire. Io penso che l'innovazione sia giusta ma non è solo un fatto generazionale ma si tratta di un metodo politico nuovo. L'innovazione deve essere il merito». I costi della politica «Sui costi della politica intendo parlere chiaro», annuncia Fina, «la campagna elettorale del partito in provincia dell'Aquila è costata circa 25 mila euro, credo che i candidati più importanti del Pd hanno speso il doppio». Infine una riflessione sull'innovazione proposta dal segretario Veltroni. «Ha ragione Veltroni», commenta Silvio Paolucci, segretario provinciale a Chieti, «quando parla che i capi bastone devono farsi da parte, ma bisogna ricordare che queste figure sono presenti a livello nazionale, regionale, provinciale e locale. In tanti circoli ci sono persone che da anni gestiscono con diversi ruoli il partito, e dovrebbero farsi da parte o almeno lasciare spazio. Insomma quell'innovazione di metodo tanto invocata da tutti».

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Il Savona torna a ruggire come una grande (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Savona torna a ruggire come una grande allenamenti a tappe forzate e mercato azzeccato Il successo del "Riboli" ha riportato l'ottimismo. «La squadra è di nuovo tale dopo una lunga assenza», dice il diesse Panucci 22/12/2008 Savona. Il gol di Salis in casa della Lavagnese ha regalato un Natale sereno al Savona. Un successo cercato da una squadra ritrovata. I quindici giorni di allenamento sembrano aver fatto bene alla squadra di Enrico Bortolas, che ha ritrovato grinta, determinazione e una certa lucidità a livello tattico, tutte caratteristiche che i tifosi non vedevano da molte settimane. «È stata una vittoria fortemente voluta dal gruppo - commenta il diesse Patric Panucci - a livello psicologico è una mezza svolta. La squadra è tornata ad essere tale, dopo alcune settimane di totale assenza». Una vittoria che ha però lasciato il segno. Come era già accaduto al difensore Feliciello, infortunatosi gravemente al ginocchio alla seconda presenza, anche il giovane attaccante albanese Cota ha dovuto pagare pedaggio: il giocatore si è procurato una distorsione ad un ginocchio al secondo gettone in biancoblù. Nei prossimi giorni il calciatore si sottoporrà ad esami di accertamento. «Non siamo certamente fortunati - prosegue il diesse - abbiamo ingaggiato due giocatori e dopo solo due presenze si sono infortunati». Acquisti in corsa azzeccati sono stati invece quelli di Troiano, un centrocampista vero che non si vedeva da alcune stagioni in biancoblù, Giuntoli, che ha dato esperienza in campo ed è diventato subito punto di riferimento nello spogliatoio, e Falchini, che ha dimostrato di avere grinta da vendere. «Falchini è un combattente con una discreta tecnica. Ha lo spirito giusto per indossare questa maglia. Saprà essere determinante nel girone di ritorno», conclude Panucci. Alla ripresa delle ostilità, il 4 gennaio, tornerà a disposizione Salafrica, che potrebbe formare con Troiano una bella coppia di centrocampo. La squadra non mollerà però la presa, soprattutto ora che i play-off sono stati "resuscitati" dalla federazione. I biancoblù torneranno infatti ad allenarsi oggi con una doppia seduta. Gli striscioni si fermeranno solo a Natale e a Santo Stefano. Martedì 30 il Savona giocherà invece un' amichevole in casa dell'Imperia. Alla ripresa la squadra di Bortolas avrà la possibilità di giocare tre gare al Bacigalupo. Il 4 gennaio, ultimo turno del girone di andata, arriverà la Rivarolese, formazione che ieri si è tolta la soddisfazione di rifilare tre reti allo Spezia. Tre giorni dopo si giocherà invece la gara di recupero della diciassettesima giornata contro il rinfrancato Derthona. Infine l'11 gennaio sarà la disastrata Novese a far visita ai biancoblù. Un trittico di gare da sfruttare a pieno anche se statisticamente la squadra di Bortolas ha dimostrato di sapersi esprimere meglio lontano dall'ombra della Torretta. Martin Cervelli 22/12/2008

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Il magistrato: Si parla di questione morale, ma si consente che gli interessi privati scavalchino quelli pubblici, che i deboli siano sopraffatti dai forti (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 22-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il magistrato: «Si parla di questione morale, ma si consente che gli interessi privati scavalchino quelli pubblici, che i deboli siano sopraffatti dai forti» Antonio Ingroia, allievo di Paolo Borsellino e da pochi giorni nominato dal Consiglio Superiore della Magistratura procuratore aggiunto a Palermo, è uno di quei magistrati che da sempre, da quella prima linea siciliana in cui si batte da quasi vent'anni, ha avuto a che fare con il rapporto perverso tra l'amministrazione pubblica e la criminalità più o meno organizzata. Nell'apprendere la notizia pubblicata ieri da l'Unità della possibilità per enti locali e stazioni appaltanti di affidare gare «fino a 500 milioni» con la modalità della trattiva privata (senza una gara di evidenza pubblica), sembra trasecolare. Cosa ha pensato quando ha letto quell'emendamento della maggioranza? «Non faccio processi alle intenzioni ma siamo in un momento in cui il dibattito politico è incentrato sulla questione morale, sui rimedi per intervinire su questa e per dare regole e certezze, e invece mi pare ci sia un'ulteriore brusca accelerazione verso una deregulation proprio nel settore degli appalti allargando il raggio degli appalti pubblici che possono essere assegnati a trattativa privata, che mi sembra vada in controtendenza rispetto alle esigenze dell'attualità. Non mi pare la risposta giusta rispetto alla richiesta di legalità che viene dal Paese. L'esigenza di legalità si soddisfa con maggiori regole. L'idea della trattativa privata è l'opposto di questo». Lei afferma che il cittadino, in questo momento, vorrebbe più regole per sentirsi maggiormente garantito... «Meno regole significa meno controlli giudiziari e amministrativi. Quindi maggiore possibilità che gli interessi privati prevalgano su quelli pubblici. Meno regole, significa che i deboli sono danneggiati a favore dei più forti. E in questo caso il più debole è il cittadino. Dall'altro lato, intanto, si prova a indebolire i poteri di inchiesta della magistratura». Una parte del centrodestra vorrebbe cancellare anche le intercettazioni telefoniche per i reati che coinvolgono la pubblica amministrazione «Ancora una volta l'attualità ci propone un fenomeno di corruzione e di abusi politici sempre più dilaganti e di inchieste che riescono a disvelarli (al di là delle singole inchieste sulle quali, naturalmente, non entro), ma che consentono di provarli proprio grazie all'attività di intercettazioni telefoniche. Intervenire in questo settore così delicato in questo momento significa anche impedire ai cittadini di conoscere cosa succede nelle segrete stanze del potere. È un fatto». In questi giorni, proprio sulla scorta delle intercettazioni napoletane, alcuni commentatori hanno notato l'abbassamento della soglia di ciò che, per alcuni amministratori pubblici, è considerato "reato". «Negli ultimi anni c'è stato un massiccio intervento sia al livello legislativo che informativo per creare una sempre minore sensibilità ai comportamenti di illegalità della classe politica. I frutti sono questi. Abbiamo una società sempre più indifferente, soprattutto nella sua classe dirigente, al valore della legalità e al valore degli interessi pubblici. Per questo prevalgono gli interessi privati. Sono stati proposti come interessi vincenti quelli che si basano sulla sopraffazione dell'interesse pubblico su quello che è l'interesse privato». Come si può invertire una tendenza del genere? «Quello che mi preoccupa è che ci sono sempre meno voci a contrastare questa linea di tendenza. In altri tempi, come ha scritto anche il vostro giornale, c'erano voci autorevoli che venivano dal mondo della cultura, intellettuali, pensiamo a persone come Moravia, Pasolini, Sciascia, che dicevano la loro. Oggi c'è un grande silenzio. Anche questa è una delle anomalie dell'Italia di oggi». Secondo lei a quando si può datare l'inizio di questa slavina? «Io credo che la stagione di Mani Pulite sia stato un inizio che poteva costituire una grande stagione per l'Italia. L'occasione per un profondo rinnovamento che non è mai avvenuto. Quella stagione è stata anche insanguinata dalle stragi del '92 e del '93 e anche sulla stagione di quelle stragi non si è mai chiarita la verità fino in fondo. In quegli anni cruciali è come se l'Italia non fosse riuscita a fare chiarezza e verità e a costruire un'Italia diversa. Quella è stata l'occasione persa». Con regole che continuano a venir meno, qual è la difficoltà che incontrate nel condurre una battaglia con mezzi sempre più spuntati? «Ad oggi sussistono ancora le minime condizioni per farlo. Abbiamo la straordinaria professionalità della polizia giudiziaria che, nonostante le enormi difficoltà in cui ci dibattiamo, riesce a raccogliere risultati straordinari. Quando queste condizioni dovessero venire meno saremo i primi a trarne le dovute conclusioni». Quali saranno queste conclusioni? Una cosa tipo «è finita»? «Esatto».

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X Martini 2 Gualdo Duecentola 0 X MARTINI: Grilli, Manto... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 22-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

SECONDA CATEGORIA pag. 29 X Martini 2 Gualdo Duecentola 0 X MARTINI: Grilli, Manto... X Martini 2 Gualdo Duecentola 0 X MARTINI: Grilli, Manto, Chimenti (30? Vecchiati), Savelli, Rizzati, Vacchi, Piemontese, Crivellini, Minutolo P. (70? Tirri), Minutolo A., Minghini. All. Trombini GUALDO DUECENTOLA: Dalla Libera, Soncini (90? Panico), Peccenini, Tessarin, Barbieri (?46 Ghelli), Bacilieri, Guio, Cotti, Trapella, Mastella (?65 Beneventi), Barigozzi. All. Cervone Arbitro: Passarella di Ferrara Marcatori: 50? Minutolo P., 75? Vacchi su rig. ESPULSI: 69? Guio

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Stella Rossa Morciano 1 Tre Esse 2 STELLA ROSSA MORCIANO: (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 22-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

SECONDA CATEGORIA pag. 29 Stella Rossa Morciano 1 Tre Esse 2 STELLA ROSSA MORCIANO: Santucci, Bartoleni, Celli, Ricci, Ringucci, Benedetti, Bartolini, Mancini, Amati, Andreani, Capuozzo. (Zanca, Di Fonzo, Tonini). All. Bartolini. TRE ESSE: Pratelli, Ferrari, Della Biancia, D. Pritelli (dal 30? p.t. Bracalenti s.v., dal 42? p.t. Protti s.v., dal 30? s.t. Marchetti), Ballarini, Vecchi, Brighi, E. Pritelli, Tonti, Rizzo, Calesini. (Pasquini, Bovino, Lapi, Ortolani). All. D?Angelo. Arbitro: Ascari di Rimini. Marcatori: Amati al 3? p.t.; Calesini al 32?, Marchetti al 42? s.t.

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Avevano appena scassinato le gettoniere dell'autolavaggio self service di Campoverde, all'... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Latina)" del 22-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Lunedì 22 Dicembre 2008 Chiudi Avevano appena scassinato le gettoniere dell'autolavaggio self service di Campoverde, all'interno di un distributore sulla Pontina. Pensavano di averla fatta franca ma non avevano fatto i conti con i carabinieri della stazione che stavano svolgendo un servizio di controllo del territorio insieme ai colleghi dell'8° battaglione Lazio. E così sono stati sorpresi due romeni, uno di 19 anni e l'altro di 25. Avevano fatto un lavoro preciso, portando via circa 500 euro. Tante monete, qualche banconota, il furto comunque era riuscito fino a quando non sono intervenuti i militari. I ladri, colti sul fatto, hanno tentato un'inutile fuga ma dopo alcuni metri sono stati bloccati. Questa mattina compariranno davanti al giudice per il processo per direttissima, devono rispondere di furto aggravato in concorso.

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Hanno ragione entrambi Faremo tutte le riforme (sezione: Costi dei politici)

( da "Tempo, Il" del 22-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

stampa Per il capogruppo del Pdl alla Camera «non c'è nessuno stop» «Hanno ragione entrambi Faremo tutte le riforme» Fabrizio dell'Orefice f.dellorefice@iltempo.it Fabrizio Cicchitto non si scompone per nulla davanti alle parole di Umberto Bossi. Legge e rilegge le parole del leader della Lega. Quindi il capogruppo del Pdl alla Camera sentenzia: «Guardi, io non vedo nessuno stop, nessuno altolà e tantomeno una frenata». Be', Berlusconi sogna il presidenzialismo e il ministro per le Riforme afferma che non c'è spazio. Sono in contrasto? «Hanno entrambi ragione». Sembrano dire due cose opposte. «No, assolutamente. Berlusconi pensa che il presidenzialismo sia il miglior assetto per lo Stato. Ritiene che sia necessaria una riforma ma non ha indicato un tempo, ovvero non ha detto che si debba fare subito. E Bossi spiega che in questo momento non è possibile, ed è vero visto che il Parlamento sta per affrontare due grandi riforme: federalismo e giustizia». Insomma, per il presidenzialismo se ne parlerà solo nella seconda parte della legislatura? «Sì, prima si deve sviluppare un confronto politico-culturale per inquadrare il problema e definirlo sul terreno di proposte di legge. Tenga conto che proprio l'accentuazione del federalismo richiede al vertice dello Stato un leader istituzionale e politico forte». Senta, ma successione a Berlusconi presidenzialismo sono due concetti che vanno di pari passo? «Chi lo fa compierebbe una ricostruzione non arbitraria. Ma non credo si possa dire altro». E Bossi? è nervoso perché vede porre altri punti all'ordine del giorno? «Non ne avrebbe motivo. Il federalismo è al primo punto all'ordine del giorno, la giustizia al secondo». La Russa dice che non gli risulta ancora l'accordo sulla giustizia. «A me risulta di sì, restano aperte alcune questioni meramente tecniche. Quelle sul "pm poliziotto" e altri aspetti. A gennaio in Consiglio dei ministri arriverà un primo progetto, poi ci sarà un ampio lavoro di audizioni in Parlamento, tra cui rappresentanti dell'Anm e delle camere penali». E lei pensa che con il Pd si possa aprire un dialogo? «Me lo auguro. Chi viene dall'esperienza del Pci aveva due strade davanti: o fare un partito veramente riformista e socialdemocratico o fare il partito dei giudici. Mi sembra che Veltroni stia prendendo questa seconda via». Ma perché? è ricattato? «A vedere dall'esterno è molto succube di Di Pietro. Il quale per esempio è molto informato sulle attività di talune procure». Di quali procure? «Per esempio di quanto avviene a Napoli dove sembrano essere usciti di scena personaggi che forse potevano essere ricondotti all'Idv». E nell'inchiesta di Napoli potrebbero venire fuori sorprese per Veltroni? «Questo non lo posso sapere. Ripeto, a vedere dall'esterno sembra che se le aspettino. Ma qui la questione è più complessa». Più complessa? «Vede, il finanziamento ai partiti avveniva per Dc e Psi attraverso le correnti. Nel Pci invece c'era una sorta di "compartimentazione" fra chi faceva politica e toccava pochi soldi e chi si occupava di questa specifica attività; poi il Pci era finanziato dall'Urss, dalle coop rosse e dagli industriali amici: era il finanziamento più irregolare che ci fosse. Oggi a sinistra, nel Pd, comandano essenzialmente gli amministratori locali. D'altro canto furono loro a volere il partito dei sindaci e dei presidenti delle Regioni. Quello che sembra emergere sono alcune malefatte di taluni amministratori che loro hanno tanto osannato in questi anni. Verrebbe da dire: chi è causa del suo mal pianga se stesso». Ma perché solo oggi si indaga a sinistra? «Perché sono saltate le copertutre politiche». Le coperture? «Pensi soltanto a Violante. Probabilmente è saltato il sistema di protezione che ha salvato il Pci negli anni di tangentopoli. Violante dal 1989, negli anni successivi, ha costruito un sistema assai complesso per la difesa e l'attacco sul piano giudiziario. Oggi non è più così e a sua volta lo stesso Violante sostiene posizioni accettabili sul terreno della riforma della giustizia».

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Un milione di numeri primi (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: EDITORIA data: 2008-12-21 - pag: 37 autore: Casi editoriali Un milione di numeri primi Ci ha messo un anno esatto: sotto Natale il romanzo di Paolo Giordano raggiungerà la fatidica cifra. E col film in arrivo, si prepara a continuare la marcia di Stefano Salis L a copia numero «un milione» è stata sfornata dalle rotative lunedì 15 dicembre, con la 31a ristampa,nella tipografia Mondadori di Cles, vicino a Trento. E, con i ritmi di vendita che lo hanno accompagnato nella sua marcia trionfale quale fenomeno editoriale del 2008, il cliente numero «un milione» l'avrà acquisitata nei prossimi due giorni. In questo lasso di tempo, intanto, è statagià fattaun'altra ristampa. La numero 32. Chi gliel'avrebbe mai detto a Paolo Giordano, 26 anni, fisico dall'aria timida e dal sorriso cordiale (mantenuto anche dopo il successo), che con il suo romanzo avrebbe sbancato le classifiche, sarebbe diventato da illustre sconosciuto a volto noto della letteratura italiana (con promesse da mantenere: ora, si sa, viene il difficile) ma anche uno dei pochi Paperoni – risvolto mica da poco (e in molti, colleghi e no, non glielo perdoneranno mai) – della scrittura? La storia de La solitudine dei numeri primi è singolare e per molti versi irripetibile, ma rappresenta anche uno dei casi più emblematici delle tendenze editoriali di oggi. Il manoscritto arriva in Mondadori grazie all'insistenza di Raffaella Lops («senza la quale il libro non ci sarebbe stato», la ricorda Giordano nei ringraziamenti), libraia e amica dell'autore. Siamo ad ottobre: il gradimento è immediato. Antonio Franchini a Segrate legge e decide in un amen di pubblicarlo. Alla Mondadori sono tutti d'accordo e ci credono: a Francoforte 2007 ne parlano con entusiasmo. La tiratura iniziale è alta, infatti: 25mila copie (contro le 8 mila "normali" per un libro di narrativa italiana e le 5500 con le quali partì Gomorra di Saviano). Per un esordiente ignoto e per un libro di notevole qualità letteraria (qualunque cosa ne dicano i blogger, sempre col senno del... dopo il trionfo) è tantissimo. I giornali ci credono pure: in pochi giorni Giordano racimola una decina di recensioni sui principali supplementi letterari. Non si grida al capolavoro, ma si riconosce che il libro c'è:poche chiacchiere.A fine gennaio ha già venduto 50 mila copie. Tenete presente che ancora a metà degli anni ' 80, questa cifra significava «grande successo ». Il minimalismo americano, alla Leavitt, per intenderci, vendeva (e bene, e sulla scorta di intere paginate dei giornali) sulle 30 mila copie a titolo. Il primo posto in classifica arriva sotto la Fiera del Libro di Torino. Poi con i premi (il Campiello Opera Prima e, soprattutto, lo Strega) l'effetto moltiplicatore decolla. Le ristampe da 20 mila copie alla volta passano a centomila: a giugno siamo a 300 mila copie vendute, negli ultimi sei mesi il ritmo raddoppia. E con il film in arrivo (lo girerà Saverio Costanzo, con la collaborazione alla scrittura dello stesso Giordano), Mondadori brinda al 2009 potendo contare su un titolo che in edizione rilegata, al costo di 18 euro, avrà una scia ancora lunga, prima di approdare al tascabile. E se è vero che di "milionari" se ne sono avuti altri (Stella-Rizzo, Faletti, Saviano, Mazzantini, Brizzi, Tamaro, e, in tempi remoti, Eco solo per guardare in casa nostra), la «favola-Giordano» conferma che l'editoria ha sempre più bisogno di questi megaseller. « The winner takes it all » cantavano gli Abba anni fa: è ciò che succede con i libri da qualche tempo. Rotti gli argini oltre i quali l'"effetto valanga" (del quale parla Franchini) è assicurato, l'asso pigliatutto cala sul tavolo. E prima che qualcuno alzi il ditino per la solita tiritera commerciale vs letterario, mettiamo le mani avanti. Ciò che questo giornale aveva da dire nel merito dell'opera lo ha scritto Giovanni Pacchiano un anno fa. Qui occorre solo ricordare che è grazie ai Paolo Giordano che si possono pubblicare le tante (e magari più meritevoli e migliori) opere che non avranno mai il suo stesso successo. E non il contrario. Ricordarselo sempre. Fosse solo anche per questo... avercelo, un Paologiordano ogni anno! Una prima tiratura sostenuta, la vetta della classifica a maggio poi lo Strega che moltiplica le vendite. Un «effetto-valanga» sempre più necessario Stregato dalle cifre. Paolo Giordano (26) brinda alla vittoria del Premio Strega 2008, diventando il più giovane vincitore di sempre del premio. Il suo libro è stato già venduto in 32 Paesi ed è in fase di lavorazione il film tratto dal romanzo. Lo dirigerà Saverio Costanzo

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L'allarme sull'impresa già al Senato nel 2004 (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 22-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-12-22 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Dossier Staderini (allora Inpdap) ruppe con l'avvocato napoletano e mandò una relazione sulle sue inadempienze L'allarme sull'impresa già al Senato nel 2004 Nell'aprile del 2004, una dettagliata relazione sulle inadempienze gestionali della «Romeo Spa» (e, per la verità, anche d'altre imprese) raggiunse su una scrivania del Senato. Conteneva svariate informazioni sulla discutibile efficienza dei service romani dell'avvocato Alfredo Romeo, il cui maggiore capriccio era la frequente omissione dei rendiconti patrimoniali al committente. Lasciandolo, così, bizzarramente all'oscuro riguardo a proventi e costi delle proprietà amministrate. Il documento, puntigliosamente redatto, recava la firma dell'allora presidente Inpdap, Marco Staderini. Attuale consigliere di amministrazione Rai, tuttora Udc («più che mai» dice) e, per l'appunto, presidente Inpdap dal 2003 al settembre 2008. La scrivania, invece, era di Francesco Amoruso (Alleanza Nazionale), presidente della commissione bicamerale sugli Enti previdenziali. Il quale, per la verità, aveva appena finito di cimentarsi con una vecchia piaga: l'eccesso di comitati e rappresentanze sindacali (con relativi gettoni di presenza) all'interno degli stessi. In quelle pagine c'era tutto del metodo Romeo, come pure di altre ditte che avevano gestito e gestivano per Inpdap un patrimonio immobiliare consistente (un tempo circa 40mila alloggi, poi cartolarizzati e ridotti all'epoca a circa 12mila) e diviso in dieci lotti differenti. «Premetto che, a mio parere, un manager pubblico deve amministrare nel modo più puntiglioso. Badando che bilanci e comportamenti siano positivi», dice Staderini. Profitto ed etica, insomma. La «Romeo Gestioni spa» non era sulla stessa lunghezza d'onda a quanto pare: «Per prima cosa mi accorsi che non c'era alcun rendiconto su quanto veniva fatto. Capii che le cose non funzionavano. Convocai le ditte attorno a un tavolo e contestai il loro modo di procedere. In sostanza dissi loro: "Grazie, ma facciamo tutto da soli." Ci furono proteste. Finimmo in tribunale. L'Inpdap chiese i danni alle ditte per le inadempienze contrattuali. Con quattro di loro (fra cui Pirelli Re, Edilnord e Sovigest, ndr) trovammo un accordo, con altre due invece no» spiega Staderini. «Gefi» e «Romeo Gestioni », entrambe dell'avvocato napoletano: la causa è tuttora in corso. Prudentemente cauto nei dettagli, l'ex presidente Inpdap ammette che non fu cosa facile liberarsi del sistema-Romeo. Nel '96 la ditta era già insediata all'Inpdap (al momento gestisce metà del patrimonio Inps) e si cominciavano a intravedere i primi effetti: «L'anno prima gli immobili fruttavano il 3 per cento in bilancio. L'anno dopo il vantaggio era azzerato e le ditte appaltatrici avevano causato un meno 6 per cento», sostiene l'allora rappresentante dei sindacati di base, Ettore Davoli. Staderini, insediato successivamente, ammette adesso le difficoltà. Ma vi furono pressioni pro-Romeo? «Diciamo che fu una cosa su cui ragionai a lungo ma la loro esclusione fu fondamentale per riorganizzare l'ente. Oggi Inpdap ha chiuso con un saldo positivo di 275 milioni di euro». Gli affitti li riscuote direttamente l'Agenzia delle entrate, con vantaggi per ente e inquilini, afferma l'attuale consigliere d'amministrazione Rai. Sulla relazione-Staderini vi furono audizioni e già nel 2004, la prassi-Romeo era nota: nel documento si parla di inefficienze nel recupero della morosità, trascuratezza della manutenzione, ambiguità nelle relazioni tra committente e appaltatrice. I rumors si diffusero al punto che Staderini fu citato dall'avvocato per «danno d'immagine». Ma, a quanto pare, il danno non è stato così irreversibile per «don Alfredo»: in Campidoglio avevano in serbo altri affari per lui e l'appalto successivo (per la gestione del patrimonio immobiliare) doveva arrivare dodici mesi più tardi. Ilaria Sacchettoni \\ Staderini: non dico sia stato facile, ma ero molto determinato a mandarli via

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Intervista a DOMENICO NANIA, vicepresidente del Senato/ La questione morale è l'ultima scia di Tangentopoli (sezione: Costi dei politici)

( da "Opinione, L'" del 22-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Oggi è Lun, 22 Dic 2008 Edizione 275 del 20-12-2008 Intervista a DOMENICO NANIA, vicepresidente del Senato/ La questione morale è l?ultima scia di Tangentopoli di Traiano Bertollini Quasi un ventennio speso a discettare delle differenze tra Prima e Seconda Repubblica per poi ritrovarsi a fare i conti con le stesse pratiche e il consueto malcostume di una classe politica che, oggi come allora, fatica a rinnovarsi negli uomini, ma soprattutto nel modo di concepire il proprio ruolo. Le anime pie che ancora si ostinavano nel vedere in Tangentopoli una svolta epocale e soprattutto le avevano attribuito la valenza di spartiacque tra presente e passato della politica si devono arrendere all?evidenza dei fatti. Le inchieste che stanno scuotendo le fondamenta della politica italiana stanno facendo emergere un quadro desolante, nel quale il Pd ed i suoi esponenti vanno annoverati come ultimo tassello, in ordine di tempo, di un sistema molto più composito ed esteso. L?onorevole Domenico Nania, vicepresidente del Senato, ha dichiarato che la questione morale è l?ultima tessera del puzzle di Tangentopoli. Onorevole qual è il nesso che unisce l?attualità al passato? Il nesso, fondamentalmente, lo si può riscontrare nella pratica disinvolta della gestione degli affari. La bufera giudiziaria che investe oggi il centro sinistra costituisce la prova più evidente che la componente più politicizzata della magistratura, colpendo durante il periodo di Tangentopoli la Dc e il Psi e salvando il Pci-Pds, nonostante fosse organico nella spartizione delle risorse, ha creato le condizioni per far sopravvivere nel tempo il malaffare e la corruzione. La situazione attuale non è un elenco di singoli casi, ma è l?ultimo atto in ordine di tempo di un percorso che ci riporta a Tangentopoli. La leggenda che i buoni fossero solo da una parte è definitivamente archiviata? Su Tangentopoli si è giocata una doppia partita. Una morale ed una politica. La magistratura ha deciso di combattere la corruzione, ma nella pratica le toghe rosse hanno messo al centro della propria azione solo una parte, perseguitando i socialisti per fare spazio ai comunisti. A quell?epoca la sinistra aveva circa il 50% delle amministrazioni locali, ma la magistratura ha sistematicamente evitato di investigare sull?operato di certi politici, mentre occorreva dare vita ad un?azione a 360 gradi. Ma perché il Pd è finito nell?occhio del ciclone giudiziario proprio ora? Veltroni, D?Alema e Violante, pur riconoscendo che qualcosa non funziona a sinistra, rifiutano di parlare di esplosione di una questione morale che li riguarda, ma si limitano a parlare di singoli episodi. Così facendo ricordano i leader dei partiti che sono stati interessati da Tangentopoli quando minimizzavano gli scandali che, uno dopo l?altro, li travolgevano. E? del tutto evidente che sarebbe meglio per tutti se riconoscessero che non si tratta, quando la corruzione riguarda loro, di un allentamento della questione morale, ma di una questione morale vera e propria, la cui origine risale alla protezione di cui godevano durante Tangentopoli. Condivide l?opinione di chi vede un collegamento tra ipotesi di riforma della giustizia ed intensificazione delle iniziative della magistratura a carico dei politici? Non ho le prove, ma mi appello alla statistica. Ogni volta che in Italia si parla di riforma scattano le indagini. E? innegabile che il Pd rispetto all?Idv appare come un possibile interlocutore del Governo e agli occhi della parte più ideologizzata della magistratura ciò risulta intollerabile. I benefici di questa azione vanno tutti a Di Pietro ed al suo partito, sicuramente più affidabile, visto che punta tutto sulla delegittimazione dell?avversario politico Berlusconi. In questa fase l?Idv è un riferimento per coloro che non vogliono la riforma della giustizia. Per uscire dalla situazione attuale la risposta politica che lei ipotizza è il ricorso ad una legge sui partiti. Chiariamoci: la politica che dovrebbe legiferare sui partiti non può essere quella politicante, ma quella al servizio della gente. La politica deve decidere se il principio dell?onestà è un valore sul quale si deve formare la classe dirigente del Paese oppure se è qualcosa da invocare quando si sta all?opposizione e da abbandonare quando si governa. In ogni caso serve una nuova etica costruita sul principio che l?onestà rappresenta un bene pubblico per tutti e che la lotta alla corruzione aiuta a combattere lo spreco alle risorse. Ottimi presupposti, ma è una strada realisticamente percorribile? In Germania, per fare un esempio, la legge sui partiti esiste. Un ipotesi dalla quale partire è quella della creazione per ogni partito di un comitato di saggi che prenda in esame le candidature sulla base di principi di onestà, passione e dedizione. Occorre entrare nella democrazia interna dei partiti, anche se è difficile convincere chi nel suo dna ha il centralismo. Ora il Pd ha la possibilità di prendere le distanze da quel modo di ragionare, ma occorre il coraggio per potersi differenziare rispetto al proprio passato. Torniamo alla legge e alla sua articolazione. Andrebbe basata su tre punti: oltre alla democrazia interna, alla selezione delle candidature sulla base della verifica dei risultati ottenuti sul territorio, si dovrebbero conferire le promozioni agli incarichi di Governo come premio politico a chi si è distinto nella realizzazione di interessi pubblici. Il sistema sanzionatorio di questa legge sui partiti dovrebbe puntare più sul discredito sociale e politico a carico di chi si rende protagonista di fatti deprecabili, prevedendone l?incandidabilità e rifiutandone l?iscrizione. Sul piano penale invece, resta fermo il principio costituzionale del garantismo che deve sempre rappresentare il pilastro della nostra democrazia.

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Due domande a Feltri ed a Stella (sezione: Costi dei politici)

( da "Opinione, L'" del 22-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Oggi è Lun, 22 Dic 2008 Edizione 275 del 20-12-2008 Riforma giustizia Due domande a Feltri ed a Stella di Arturo Diaconale La proposta della riforma della giustizia si scontra oggi con due diverse posizioni contrarie. Leggi ?Libero? e Vittorio Feltri sostiene che non si deve procedere ad alcuna riforma della giustizia perché bisogna dare ai magistrati la possibilità di completare l?opera iniziata durante la prima metà degli anni ?90 con la ?rivoluzione giudiziaria?e smantellare, dopo la classe dirigente formata dai vecchi partiti democratici, anche quella costituita dagli eredi del Pci e della sinistra democristiana. L?appello di Feltri a Berlusconi è chiaro e preciso: ?caro Cavaliere, rinvia a data da destinarsi la riforma della giustizia e consente ai Pm ed a Di Pietro da fare finalmente strame della sinistra rappresentata dal Partito Democratico?. Leggi poi il ?Corriere della Sera? e registri che Gian Antonio Stella, l?autore insieme a Sergio Rizzo dei fortunati volumi contro la ?casta? della politica, avanza la stessa richiesta di Feltri. Quella di non procedere con la riforma della giustizia. E lo fa in nome della necessità di non legare le mani ai magistrati decisi finalmente a portare avanti l?azione di pulizia legale e morale avviata quindici anni fa e mai portata definitivamente a termine. Il primo, Feltri, pensa che la riforma della giustizia possa diventare uno strumento per salvare ciò che resta degli ex comunisti. Il secondo è invece convinto che la riforma sia solo una sorta di mordacchia per i magistrati che invece dovrebbero essere lasciati liberi di continuare nell?opera di ripulitura e di moralizzazione della casta politica e tutti gli angolini sporchi del paese. Ora si può essere in disaccordo con Feltri che chiede a Berlusconi di lasciare ai Pm l?incombenza di dare il colpo di grazia agli ex Pci? E si può contestare Gian Antonio Stella se sollecita lo stesso Berlusconi a non impedire ai magistrati di fare pulizia? Certo che si può essere in disaccordo con richieste così sentite e popolari! Anzi, si deve. Perché inseguire la facile popolarità impedisce di approfondire e comprendere la realtà. Feltri, ad esempio, è tratto in errore dal suo timore che con la riforma della giustizia gli ex comunisti possano sfuggire ancora una volta al loro destino di finire come la vecchia Dc ed il vecchio Psi. Il direttore di ?Libero? deve convincersi che un rischio del genere non esiste. Per la semplice ragione che ha distruggere gli ex comunisti non ci pensano i magistrati ma i diretti interessati. I Pm che smantellano le giunte locali di colore rossiccio e minacciano di arrivare anche al coinvolgendo anche l?ex sindaco di Roma possono accelerare un processo che nulla e nessuno può ormai fermare. Ciò che manca al Pd non è solo la morale dei suoi amministratori locali. E? la strategia politica dei suoi vertici nazionali. Ed un partito senza una idea, un progetto, una strategia è un morto che cammina. A sua volta Gian Antonio Stella deve sforzarsi di andare oltre la convinzione che non sia questo il momento di una riforma che potrebbe ostacolare il percorso virtuoso dei magistrati. Al prestigioso inviato del ?Corriere della Sera?, che nella crociata contro la classe politica ha trovato un filone d?oro della propria attività, va chiesto di rispondere a due domande precise. E? da quasi vent?anni che i nemici di ogni riforma della giustizia sostengono che il cambiamento vada rinviato a momenti più opportuni. Ma ci sarà un tempo in cui questi momenti saranno finalmente opportuni? E, di seguito: dopo che la magistratura avrà definitivamente smantellato la classe politica a chi toccherà riempire il vuoto provocato dai Pm virtuosi e giacobini? Da Stella? Da Antonio Di Pietro e dal suo partito formato per il cinquanta per cento dei riciclati della vecchia Dc? Dai componenti del patto di sindacato del Corriere della Sera? O da qualche demiurgo con la toga pronto a fare il virtuoso sulla pelle della democrazia italiana? Su questi interrogativi è bene riflettere. Perché la strada dell?immobilismo antiriformista intrecciata con quella del discredito costante nei confronti delle istituzioni democratiche ha solo uno sbocco. Quello dell?autoritarismo golpista!

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Scatta il <bonus energia>Dal 12 gennaio. (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 22-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Scatta il «bonus energia»Dal 12 gennaio. Le istanze saranno raccolte dalle otto circoscrizioni Una parte del titolo («misure di contenimento della spesa pubblica») della legge regionale Scoma sugli enti locali approvata dall'Ars il 4 dicembre, per certi versi, esemplifica una diffusa volontà di combattere gli sprechi della politica. Come sostiene qualcuno è la prima volta che la Regione legifera per eliminare privilegi. Certo, ci sono tanti altri settori, finanziariamente ben più corposi degli enti locali, dove intervenire. Però è già qualcosa che il primo passo sia stato fatto. Questa nuova legge tocca anche il tanto dibattuto tema del decentramento, ridimensionando le indennità e i gettoni di presenza dei presidenti e dei consiglieri di circoscrizioni, ma soprattutto regolamenta in maniera diversa l'istituzione di questi organismi e finalmente obbliga i comuni, entro 180 giorni dall'entrata in vigore della normativa, a delegare funzioni in materia di servizi demografici, servizi sociali e di assistenza sociale, scolastici ed educativi, nonché attività e servizi culturali, sportivi e ricreativi. Sul piano politico crediamo sia quest'ultimo obbligo delle deleghe entro 180 giorni l'aspetto più rilevante della legge, almeno per quanto riguarda le circoscrizioni. Dovrebbe finalmente eliminare quello che è stato uno scandalo. A Palermo, come del resto in tutti gli altri comuni siciliani, i 120 consiglieri di circoscrizione, eletti dal popolo, finora, pur regolarmente pagati - i consiglieri con gettoni di presenza e i presidenti con lauto stipendio mensile - non hanno mai amministrato un bel niente. Uno scandalo che dura da oltre un decennio e sul quale le forze politiche - tutte indistintamente -, pur denunciandone costantemente la portata, al momento di venire al dunque, hanno sempre fatto orecchio da mercante. Insomma, è convenuto a tutti mantenere questo stato di cose per poter controllare elettoralmente il territorio. Difficile elencare quanti inutili tentativi, negli anni, sono stati fatti a Sala delle Lapidi per tentare di raddrizzare questa baracca di un decentramento fantasma, esistente solo sulla carta e attraverso il quale, calcoli alla mano, sono stati sperperati, per soli stipendi e gettoni di presenza, non meno di tre milioni l'anno del bilancio di Palazzo delle Aquile. Da parte dei consiglieri comunali il decentramento è stato sempre visto come uno spauracchio che toglieva loro poteri. Adesso la musica dovrebbe cambiare. Se almeno verrà applicata la norma dell'obbligo dei comuni «di assegnare alle circoscrizioni funzioni amministrative decentrate entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge». Sul piano interpretativo non sappiamo se, per dare attuazione a questa norma, bisognerà prima modificare lo statuto comunale. E qui tutto rischia di impantanarsi, perché si sa, anche il nuovo statuto, in cantiere da non meno di sei, sette anni, è materia controversa a Palazzo delle Aquile. Ipotizziamo, però, che da questo eventuale obbligo disatteso da parte del consiglio, potrebbe benissimo mettersi in moto il meccanismo della nomina, da parte della Regione, del commissario ad acta sostitutivo. Ma sarebbe un altro schiaffo politico all'incapacità dell'assemblea di far valere le sue prerogative. Come lo fu, del resto, in occasione della mancata elezione del difensore civico, nominato poi dal commissario regionale. Salvo poi a protestare, sino ad oggi, per questa nomina. Simonetta Russotto

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L'esempio di Fiorenzo e un grazie a tutti voi. (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 22-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

In uno dei miei post dal Benin avevo annunciato un articolo su Fiorenzo, il frate chirurgo che fa miracoli in una delle zone più povere dell'Africa. L'articolo è uscito ieri sul Giornale: Fiorenzo Priuli mi ha molto colpito per il suo entusiasmo, per la sua grazia innata, per il suo ottimismo. Ha creato da zero un ospedale efficientissimo ed è venerato da tutti: autorità civili, musulmani, animisti, oltre ovviamente dai cristiani. Sapere che nel mondo esistono italiani di questa caratura fa bene all'anima e alla reputazione del nostro Paese. Con l'avvicinarsi delle Festività. colgo l'occasione per ringraziarvi per i mesi trascorsi insieme su questo blog, che è sempre più letto. "Il Cuore del mondo" si sta trasformando in una piccola comunità dove è possibile confrontarsi liberamente, con civiltà, arguzia, senza barriere politiche. Al blog partecipano lettori di destra, di sinistra, di centro, dall'Italia e dall'estero: che splendida esperienza! Dimenticavo: alcuni di voi mi hanno chiesto di segnalare qualche Onlus meritevole di attenzione. Chi volesse aiutare Fiorenzo può farlo tramite l'U.T.A (Uniti per Tanguieta e Afagnan) o gli amici di Tanguieta . Altre Onlus attive in Africa sono il GSA (Gruppo Solidarietà Africa), il LTM (gruppo Laici Terzo Mondo), il BND (Bambini nel deserto). Ce ne sono ovviamente tante altre meritevoli di stima e riconoscenza, ma di quelle che ho citato ho potuto verificare l'attendibilità. Ribadisco il mio suggerimento: se volete far del bene o beneficenza preferite Onlus o Ong che conoscete o dove operano amici o parenti: il piccolo gruppo, se le sue motivazioni sono autentiche, difficilmente sprecherà finanziamenti (vedi il post sull'Unicef) e certo non userà la fondazione per altri scopi (vedi i sospetti su quella di Clinton). Infine, ecco una foto di Fiorenzo nel suo ospedale a Tanguieta. L'ha scattata Emilio Zuccoli, l'amico che mi ha permesso di scoprire Fiorenzo e la sua magnifica realtà. Buon Natale a tutti voi! Scritto in società, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 2 ) » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Dec 08 Toh, il governo italiano finanziava Bill Clinton. Per assicurare a sua moglie Hillary la nomina a segretario di Stato, Bill Clinton ha dovuto pubblicare la lista dei finanziatori della sua Fondazione. Saltano fuori molti nomi noti, come Bill Gates, Michael Schumacher, Elton John e per cifre davvero imponenti (e dunque imbarazzanti) Paesi come l'Arabia Saudita (tra i dieci e i venticinque milioni) e il Kuwait. A sorpresa ci sono anche gli italiani. Chi? Secondo il Sole 24 Ore il Monte dei Paschi, Autogrill, De Agostini, Enel, Lottomatica, Pirelli. Sono società private e/o quotate in Borsa: ne risponderanno ai loro azionisti. Ma nell'elenco appare anche il ministro italiano dell'Ambiente per una cifra compresa tra i 50 e i 100 mila dollari. Il Sole 24 Ore non specifica la data del versamento (verosimilmente però risale agli anni scorsi), nè le modalità. La fondazione ha scopi caritatevoli, ma dall'analisi dei nomi dei finanziatori, sembra che agisse anche come una gigantesca lobby mondiale per fare o ricevere favori di diverso tipo; da quelli politici a quelli economici. Nella lista appare l'appaltatore militare Blackwater, tristemente famoso in Iraq, il finanziere canadese Frank Giustra che grazie all'ex presidente americano ha ottenuto un appalto minerario in Kazakhstan. Ci sono molti uomini d'affari ucraini, arabi, indiani. Domanda: perchè l'Italia si è unita al consesso? Per far del bene avevamo davvero bisogno di quel maneggione di Bill Clinton? Scritto in economia, globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 46 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Dec 08 Attenti ai prezzi delle case (anche in Italia) In America, come sappiamo, i prezzi delle case sono crollati, in Gran Bretagna anche. Colpa dei mutui subprime dicevano gli esperti, che negli altri Paesi europei non esistevano o quasi. Vero. E infatti i prezzi delle case in Paesi come Francia e Italia hanno tenuto, ma ora il vento potrebbe girare. Anzi, in Francia è già girato: l'altro giorno Le Monde rivelava che i prezzi sono scesi persino a Parigi per la prima volta da molti anni. Nulla di drammatico, il calo è compreso tra il 2 il 5%, ma si tratterebbe solo dell'inizio di una fase discendente. La ragione? Le banche, nonostante i tassi bassissimi, tendono a non concedere più i mutui. E in Italia? Finora, secondo i dati dell'Agenzia del Territorio, le compravendite sono diminuite del 14% ma i prezzi hanno tenuto. Già, ma fino a quando? La domanda non è retorica, perchè sempre secondo l'Agenzia (citata da Italia Oggi) il 49% delle compravendite è "assistita dal mutuo", con punte del 54,9% al nord. Ed è noto che negli ultimi anni la parte coperta da un prestito bancario ha continuato ad aumentare con punte dell'80 percento. I prezzi salivano soprattutto perché le banche erano alquanto generose nell'elargire i mutui, nella speranza (come in America) che il mercato potesse crescere per sempre. Da qui certe quotazioni straosferiche e l'aumento dell'indebitamento delle famiglie. Oggi anche le banche italiane hanno reso molto più severe le regole per accedere un mutuo e in genere sono molto guardinghe nel prestare fondi ai privati. Viene a mancare la benzina che ha alimentato il mercato immobiliare e i risparmi in circolazione non aumentano certo. Anzi. E allora la logica suggerisce che anche in Italia i prezzi siano destinati a scendere. Sbaglio? Scritto in economia, globalizzazione, Italia Commenti ( 21 ) » (6 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Dec 08 Ma il Pd di chi è figlio? E quanto può durare? La sconfitta del Pd in Abruzzo e il coinvolgimento di alcuni suoi esponenti nelle inchieste di corruzione mi induce a due considerazioni. La prima: la sinistra rivendica da sempre una presunta superiorità morale, persino ai tempi di Tangentopoli. Da tempo ritengo ingiustificata questa pretesa, ora ne abbiamo la definitiva conferma. La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri. La seconda: il problema del Pd mi sembra innanzitutto di identità. Voleva proporsi come partito di sinistra moderno e aveva nell'antiberlusconismo il suo elemento aggregante, che però oggi non è più centrale per la maggior parte degli italiani. Il suo ridimensionamento ha fatto esplodere l'incoerenza più forte, che riguarda l'anima e le radici. Il Pd è un partito di origine democristiana o socialista? E' possibile una sintesi tra la corrente che si rifà alla Margherita e quella diessina post comunista? Con il passare dei giorni ho l'impressione che la frattura anziché ricomporsi tenda ad allargarsi. E' mancata una risposta credibile alla crisi economica-finanziaria, continua a mancare un progetto ideologico coerente: è impossibile voler essere come Blair e al contempo tenersi in casa la Bindi, avendo una dirigenza che si è formata alla scuola del Pcus. Se continua così rischia di finire male, non solo per Veltroni. Il Partito democratico è destinato a morire? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 20 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Dec 08 Ma questa America non è migliore dell'Europa Quante volte abbiamo sentito la frase. "In America questo non potrebbe succedere" oppure "In America chi paga sbaglia davvero" o ancora "in America i controlli sono rigorosi", soprattutto riguardo gli scandali economici e finanziari. Credo che il complesso di inferiorità degli europei e di noi italiani non sia più giustificato. Se ripercorriamo gli ultimi dieci anni ci accorgiamo che: - la folle deregolamentazione del mercato dei derivati e l'abolizione di alcuni sani vincoli nella gestione delle banche americane è stata varata alla fine degli anni Novanta dai ministri economici di Clinton - Rubin e Summers - sotto pressione delle lobbies, in particolare di Citigroup - negli anni otto anni successivi l'amministrazione Bush non ha fatto nulla per correggere il tiro, anzi ha allentato ulteriormente i vincoli. - per decenni una società come la Enron era considerata un gioiello dell'economia americana, in realtà era un a scatola vuota. Quando fallì si disse che le autorità avevano capito la lezione e imposto nuove regole più stringenti; in realtà non è cambiato nulla. - la casta dei finanzieri di Wall Street era così forte da imporre alla guida del Tesoro, il numero uno di Golman Sachs, Henri Paulson che è ancora in carica. - Le banche per anni sono riuscite a mascherare, sempre grazie alle alchimie dei derivati, la reale entità delle loro esposizioni, mettendo in pericolo la sopravvivenza di Aeg, la prima compagnia di assicurazione al mondo. Cosa facevano le autorità di controllo? Erando davvero indipendenti o, com'è probabile, erano conniventi? - ora apprendiamo dell"ultima frode, quella del fondo hedge di Bernard Madoff, che si è inghiottito 50 miliardi di dollari, senza che nessuno si accorgesse di nulla. E Madoff era considerato un finanziere rispettabile, non a caso è stato a lungo presidente del Nasdaq. Sono stati fatti dei controlli, delle verifiche contabili? Dov'erano le autorità di vigilanza? - infine: il grande rinnovatore Barack Obama chi ha nominato al ministero del Tesoro e come primo consulente economico? Geithner e Summers, due uomini di Rubin, che tra l'altro oggi è alla guida di Citigroup e durante la campagna elettorale era uno dei consulenti proprio di Obama. La mia impressione è che gli Usa oggi abbiano problemi di credibilità molto più seri di noi europei e che il sistema sia viziato, distorto; che la casta dei finanzieri non abbia perso potere nonostante i guai colossali che ha combinato. E allora smettiamo di citare gli Usa come esempio, almeno fino a quando l'America non sarà tornata ad essere l'America per rigore morale e senso civico. o sbaglio? Scritto in europa, economia, globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Dec 08 Un dubbio: il supermercato conviene ancora? Non so voi, ma il mio conto al supermercato continua a salire a dispetto del fatto che i beni acquistati sono più o meno gli stessi. Ho provato a fare qualche aqcuisto in un altro supermercato ma ho visto che più o meno la spesa corrisponde. Nel frattempo è capitato di comprare carne dal macellaio o in uno dei pochi negozi di alimentari rimasti e, sorpresa, a casa ci siamo accorti che non c'è più molta differenza con le grandi catene; anzi, talvolta il piccolo dettagliante è più conveniente. Da qui la mia riflessione: la grande distribuzione si è affermata nel corso del tempo perché potendo permettersi grandi acquisti e dunque economia di scala, riusciva a garantire prezzi più bassi rispetto al piccolo dettagliante, ora però ci troviamo in una situazione di quasi oligopolio: ci sono tre-quattro grandi marchi che dominano il mercato. Non penso che ci siano accordi diretti, certo non, ad esempio, tra le Coop e l'Esselunga, però la mia impressione è che esistano tacite convenienze comuni ovvero che su un'ampia gamma di prodotti la fascia di prezzo non oscilli più di tanto, con il risultato che i prezzi mediamente sono più alti di quanto dovrebbero essere in una situazione di vera concorrenza, al punto che la differenza con il piccolo negozio tende a ridursi. Ma non essendoci quasi più negozietti siamo tutti costretti a fare la spesa al supermercato. Condividete la mia esperienza? Insomma, il supermercato conviene ancora? Scritto in economia, Italia Commenti ( 28 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Dec 08 Abbiamo imparato la lezione della crisi? Sto per rientrare in Italia dopo aver vissuto una settimana praticamente fuori dal mondo. Quella africana e' stata un'esperienza molto bella e umanamente ricca. Visti dal Benin i nostri problemi di occidentali sull'orlo della recessione appaiono ovviamente molto relativi ma mi inducono a una riflessione che in realtà é un rammarico: ho l'impressione che abbiamo sprecato la nostra ricchezza o meglio la nostra capacità di creare ricchezza. Il benessere avrebbe potuto permetterci di creare una società migliore, più equilibrata, saggia e invece le società occidentali si sono lasciate sopraffare e manipolare da una casta finanziaria mossa unicamente dall'avidità e da un arricchimento personale sproporzionato e ingiustificato. Quella casta e' composta dai manager che per vent'anni hanno dettato le regole a tutti, travisando i concetti di una sana economia di mercato. Noi occidentali potevamo essere felici e invece scopriamo di essere stati ingannati, travisati, siamo molto più poveri e molti di noi disperati. Si è avverata una legge descritta con dovizia dagli antichi saggi cinesi, a cominciare da Sun Tzu: le società crollano se chi comanda davvero è mosso unicamente dall'egoismo e dalla bramosia. Mi chiedo: la lezione è stata imparata o il trionfante mondo occidentale, a cominciare da quello americano, finirà come le antiche e ricche dinastrie cinesi? Scritto in economia, globalizzazione, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 38 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Dec 08 Chi fa davvero del bene. E un dubbio: quanto serve l'Unicef? Ho sempre nutrito un'istintiva diffidenza per le grandi organizzazioni umanitarie internazionali, con la sola eccezione della Crose rossa internazionale. Quando ricevi a casa voluminose lettere su carta patinata con richieste di aiuti, lettere spedite a pioggia, ti chiedi: ma questi soldi non potevano essere spesi in maniera più intelligente? C'è chi sostiene che il 75% del budget di organizzazioni come l'Unicef finisca in stipendi, ufficii, strutture amminstrative; dunque solo il 25% verrebbe usato per aiutare le popolazioni bisognose. L'Unicef nega e sostiene che le spese fisse sono di gran lunga inferiori. Quale sia la verità non lo so, ma qui nel Benin ho provato una sensazione sgradevole. L'altro giorno sono passato di fronte alla sede Unicef di Cotonou e ho visto schierate diversi Fuoristrada modernissimi, enormi, con una grande antenna sul cofano. Ferme naturalmente. La sede è protetta d un grande cancello e dal filo spinato. Mi sono chiesto: perchè un'associazione che fa del bene deve trincerarsi come se fosse un'ambasciata? Scrivendo mi è venuto in mente lo scandalo scoppiato l'anno scorso in Germania, che ha rivelato compensi stratosferici e ingiustificati proprio all'Unicef.. In questi giorni ho incontrati diversi cooperanti sia cattolici sia laici, molti dei quali italiani, e la differenza rispetto al gigantismo dell'Unicef è evidente: chi fa davvero il bene riduce allo stretto indispensabile le spese fisse, compra jeep usate e in numero limitatissimo. E fa un grande affidamento sui volontari che vengono a trascorrere qui qualche settimana o un mese. Ho conosciuto degli italiani meravigliosi, cattolici e laici, di destra e di sinistra; e in particolare fra Fiorenzo Priuli, il fondatore dell'ospedale di Tanguiéta, l'emblema vivente del Bene e dell'Altruismo; uno dei personaggi più straordinari che ho incontrato nella mia vita. In questi giorni sto maturando una convinzione: se si vuole aiutare i Paesi più poveri è meglio privilegiare le organizzazioni più piccole, di cui potete verificare l'autenticità. Serve di più. E riscalda l'anima. Scritto in globalizzazione, Italia, Varie Commenti ( 28 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Dec 08 Quel problema dell'Africa (e del nostro Meridione.) Mi trovo in Benin a Cotonou, invitato da Justitia et Pax a partecipare a un convegno su immigrazione e comunicazione. Sono rimasto molto colpito dall'intervento di padre Raymond Goudjo secondo il quale uno dei maggiori problemi della società africana è la tendenza a scaricare su altri la responsabilità dei guai attuali: la colpa è del colonialismo, di Reagan, di Sarkozy. Un atteggiamento che finisce per incoraggiare una mentalità assistenzialista e l'aspettativa che i problemi debbano essere risolti da altri, quasi sempre staccando generosi assegni. Da qui l'immobilismo sociale, che spinge la maggior parte dei talenti africani, i giovani laureati o con un buon livello scolastico ad emigrare, nella consapevolezza che solo fuori dal proprio Paese possano tentare di trovare una gratificazione professionale e un migliore tenore di vita. Il fenomeno talvolta è spontaneo, talaltra è indotto dal mito, spesso illusorio, dell'Occidente. Il risultato però è innegabile: l'Africa viene privata delle sue élites migliori e la società nel suo insieme anziché svilupparsi finisce per restare prigioniera delle proprie ragnatele sociali. L'intervento mi ha sorpreso anche per le similitudini con alcuni noti aspetti dell'italica questione meridionale. Molti ragazzi di talento del nostro sud devono trasferirisi al nord o emigrare, per vedere riconosciute le proprie capacità e una volta partiti brillano. E non tornano più. Chi resta animato da una reale volontà di cambiamento quasi sempre deve arrendersi all'inerzia dei propri cittadini e di una mentalità ripiegata su se stessa, impregnata di fatalismo. In genere anche il Sud pretende che siano altri a risolvere i propri guai, segnatamente lo Stato centrale. Secondo padre Raymond l'Africa migliorerà davvero solo quando sarà capace di sviluppare, dal proprio interno, una nuova cultura civile, una nuova identità e quando saprà dotarsi di nuovi leader carismatici. Vale anche per il nostro Meridione? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 25 ) » (2 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Nov 08 Gli Usa hanno creato un mostro: il Pakistan Della tragica vicenda di Mombai ritengo due elementi: 1) Tra gli errori commessi dagli Usa, quello più evidente e potenzialmente pericoloso riguarda il Pakistan, a cui Washington ha dato persino le bombe atomiche. Il problema è che si tratta di un regime instabile, inaffidabile, sempre più condizionato dal ricatto e dall'invadenza di gruppi legati all'Islam radicale. Quando gli Usa invasero l'Afghanistan, permisero a molti agenti pakistani di scappare in aereo, ma tra loro c'erano anche terroristi, protetti da Islamabad. Al Qaida agisce indisturbata in un'ampia zona al confine tra Afghanistan e Pakistan e fino ad oggi i tentativi di dare la caccia ai terroristi sono alquanto blandi e riluttanti da parte delle forze armate pakistane. Se Bin Laden è vivo è molto probabile che abbia trovato rifiugio proprio qui. I terroristi che hanno colpito in India sono pakistani e, a quanto pare, hanno potuto programmare, proprio dal Pakistan, la strage. Indisturbati, naturalmente. 2) E' ora di chiarire l'equivoco: il Pakistan è amico o no dell'Occidente? E se non lo fosse più, come penso, come ci regoliamo con le bombe atomiche? Che gran pasticcio. complimenti vivissimi agli strateghi di Washington. Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 44 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (14) democrazia (42) economia (14) europa (6) francia (19) germania (3) giornalismo (42) gli usa e il mondo (42) globalizzazione (23) immigrazione (31) islam (14) Italia (132) medio oriente (8) notizie nascoste (31) presidenziali usa (21) russia (12) sindacati (1) società (1) svizzera (3) turchia (12) Varie (16) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Di storie... renzo: finchè al governo abbiamo personaggi partoriti da una coltura mafiosa non avremo nessuna speranza solo... marina: Ieri alla Camera dei deputati c'erano i cori degli alpini e hanno cantato pure questa: Il Piave... marina: A tutti quei politici e italiani maneggioni senza onore e dignità consiglierei di studiare per benino la... Ultime news Settimana corta, l'apertura di Epifani: "Subito un tavolo, ma niente furbizie"Eluana, la Corte Ue boccia il ricorso delle associazioniSparatoria a Monte Mario: un morto nell'autosaloneAlitalia, Fiumicino in tilt: cento voli cancellatiAllarme Abi, il pil va a fondo nel 2009: -0,8% Istat: il 5,3% delle famiglie senza soldi per il ciboSan Gimignano, esplode villetta: morta la 20enneLa nuova frontiera del sesso: basta un chip per l'orgasmoBanca d'Italia, il Consiglio nomina Anna Maria Tarantola vicedirettoreGelo, piogge e nuove nevicate: in arrivo un Natale freddoArsenal e Liverpool non si fanno male Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog di Marista Urru il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli, socialismo liberale Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Orientalia 4 all Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. 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Pil: Abi, economia ancora debole nel 2009 ma segnali di ripresa dal 2010 (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 22-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pil: Abi, economia ancora debole nel 2009 ma segnali di ripresa dal 2010 (22/12/2008 15:53) | (Sesto Potere) - Roma - 22 dicembre 2008 - Si fanno sentire in modo pronunciato anche in Italia gli effetti del ciclo recessivo in atto per via della crisi dei mercati internazionali: tra i vari segnali la flessione della produzione industriale, il peggioramento di tutti gli indicatori di fiducia, l?evidenza delle debolezze strutturali del Paese. Il biennio 2008-2009 registrerà, infatti, una variazione negativa del Pil pari a -0,3 e -0,8%. I primi segnali di ripresa si vedranno dal 2010 con un +0,7%, ma comunque sotto il livello potenziale e sotto il livello previsto per l?Area euro. Le banche italiane stanno reggendo relativamente bene alla crisi d?oltreoceano con una forte tenuta rispetto agli altri paesi avanzati. Per le imprese, quindi, nessun credit crunch anche a fronte di un inevitabile calo degli investimenti e della domanda di credito. Sono queste le previsioni 2009-2010 del mondo del credito e della finanza, presentate oggi dall?Abi e contenute nel Rapporto AFO Financial Outlook. Il quadro macroeconomico in Italia L?economia italiana è in recessione già dall?inizio del secondo trimestre 2008. La caduta del prodotto è stata pari allo 0,4% tra marzo e giugno e dello 0,5% nel terzo trimestre. L?andamento della produzione industriale (-6,1% la variazione tendenziale ad ottobre) e delle vendite al dettaglio (-3,8% la variazione su base annua a settembre) fanno ritenere che il 2008 si chiuda tutt?altro che positivamente, con un calo annuo del prodotto pari a -0,3%. Le dinamiche recessive continueranno per l?intera prima parte del 2009 portando la fase di caduta del reddito nazionale a 5 trimestri complessivi. La ripresa che viene prospettata a partire dal terzo trimestre 2009 si configura non forte a confronto con le modalità di uscita dalle due precedenti fasi negative. Pertanto, considerando effetti di trascinamento, il tasso medio di variazione del prodotto previsto per il 2009 è pari a -0,8%, mentre nel 2010 la crescita dovrebbe collocarsi su un +0,7% annuo con un dato tendenziale di fine periodo superiore all?1%. Investimenti Le prospettive degli investimenti, nell?ambito della domanda interna, appaiono assai negative. Per la prima volta da molto tempo tutte le componenti degli investimenti fissi lordi sono stati in calo tra luglio e settembre. Particolarmente marcata (3,5%) è stata la caduta di quelli in macchinari e attrezzature a cui si aggiunge la recessione delle costruzioni che rappresentano circa la metà degli investimenti complessivi. Si evidenzia, dunque, una revisione al ribasso delle scelte di investimento, che incidono inevitabilmente sulla stessa domanda di credito: nonostante il declinante costo del denaro le prospettive non positive della domanda e l?intonazione della fiducia delle imprese non consentirà performance significative. L?anno in corso potrebbe chiudersi con una caduta media annua dell?1,3% che diverrebbe poi del 3% sul 2009. Un recupero, comunque modesto (+0,2%), potrebbe aversi nel 2010. L?industria bancaria italiana Alla luce di un previsto calo degli investimenti e in un contesto in cui tutti i dati congiunturali a disposizione indicano un peggioramento del quadro economico italiano, i tassi di crescita tendenziali degli impieghi bancari alle imprese non finanziarie continuano a mantenersi sopra la media degli ultimi dieci anni (+8,4% la crescita tendenziale ad ottobre e +10,7% a settembre). Nel periodo compreso fra maggio e ottobre 2008 il tasso di crescita tendenziale è risultato pari, in media, al +10,8%. Dall?ultimo “Sondaggio congiunturale sulle imprese industriali e di servizi” della Banca d?Italia risultano in aumento sia le imprese che hanno rivisto al ribasso i programmi di espansione della capacità produttiva in corso, sia quelle che prevedono di diminuire gli investimenti per l?anno prossimo. Si delinea dunque una diminuzione della domanda di prestiti da parte delle imprese, a fronte di una crescita tendenzialmente stabile dell?offerta di finanziamenti da parte delle banche. Così come nel 2008, anche e soprattutto nel 2009 l?attività bancaria dovrebbe segnare un rallentamento in conseguenza della recessione economica; il 2010 dovrebbe invece registrare un?accelerazione dei finanziamenti bancari. Gli impieghi complessivi, cresciuti nel 2007 del 9,9%, dovrebbero espandersi del 5,9% e del 5,5% rispettivamente nel 2008 e nel 2009, mentre nel 2010 le attese sono per una crescita del 7,6%. Nonostante il rallentamento degli impieghi, le turbolenze legate alla crisi finanziaria dovrebbero implicare una crescita della raccolta nel 2008 superiore anche a quella registrata l?anno passato (8% nell?anno in corso contro il 6,6% del 2007). Nel successivo biennio la provvista complessiva sull?interno dovrebbe invece rallentare progressivamente fino a portarsi al 6,1% nel 2010. Si prevede inoltre un?espansione dei depositi poco superiore al 3% in media d?anno nel biennio prossimo, mentre dovrebbe essere sostenuta la dinamica delle obbligazioni con una crescita del 14,2% nel 2008 e del 10% circa nel biennio successivo. Per quanto concerne le altre principali voci dello stato patrimoniale, si stima che le sofferenze, al netto delle svalutazioni, segneranno una sostanziale stabilità nel 2008 (+0,1%) e aumenteranno del 3,7% circa nel 2009-10. In rapporto agli impieghi le sofferenze nette evidenzieranno una sostanziale stabilità sul livello registrato nello scorso anno (1,1%), sia nel 2008 che nel prossimo biennio. La crisi finanziaria e la recessione economica non dovrebbero quindi incidere in misura significativa sulla qualità del credito italiano. Secondo le previsioni il 2008 dovrebbe evidenziare una diminuzione dell?utile netto del 30,4%, un valore che indica chiaramente come il contesto macroeconomico e finanziario abbia colpito le banche italiane. Il protrarsi della crisi avrebbe i suoi contraccolpi anche nel 2009, con un riduzione dell?utile netto del 16,6%. Solo a partire dal 2010 si segnerebbe un?inversione di tendenza con una crescita del 10,3%. In un tale contesto, il Roe ne risulterebbe evidentemente influenzato, passando dal 9,7% del 2007 al 6,1% del 2008, per poi diminuire fino al 4,6% nel 2009 e crescere al 4,7% nel 2010. Per quanto riguarda il margine di interesse si stima che il 2008 possa chiudersi con una crescita del 3,9%, 3,5 punti al di sotto di quella del 2007; a riflesso del rallentamento ciclico, e con un qualche ritardo rispetto ad esso, vi sarebbe poi una decelerazione nel 2009-10 (rispettivamente all?1,8 e al 2,1%). I risvolti della crisi finanziaria troverebbero invece un impatto più significativo negli altri ricavi netti (ricavi da servizi ed altro) nelle risultanze del 2008 e 2009 (-4,5 e -1,5% rispettivamente; anche nel 2007 erano stati negativi per 3,2 punti percentuali), mentre un?inversione di tendenza dovrebbe essere possibile nel 2010 (+5%) a tensioni definitivamente archiviate. Per il margine di intermediazione, cresciuto nel 2007 dell?1,8%, si prospetta una chiusura d?anno leggermente negativa (-0,3%); seguirebbe una sostanziale stabilità (+0,2%) e uno sviluppo del 3,5% nel 2010. Data la stabilità dei costi operativi su un trend di crescita, lungo tutto il triennio di previsione, di poco inferiore al 2% medio annuo, il risultato lordo di gestione dovrebbe diminuire del 3,2 e del 2,2% rispettivamente nel 2008 e nel 2009 (-0,6% nel 2007), per poi tornare a crescere del 5,8% nel 2010. Finanza pubblica La congiuntura della finanza pubblica comincia a segnalare il tradizionale peggioramento che inevitabilmente accompagna i periodi di difficoltà produttiva e il conseguente calo delle basi imponibili. Riguardo le prospettive, il rapporto deficit/Pil si situerà intorno al 2,6% nell?anno in corso e supererà nel 2009, anche se di poco, i limiti di Maastricht. Un rientro al 2,9% dovrebbe aversi l?anno successivo. In tale contesto, per un previsto lieve inasprimento del rapporto interessi/pil, si determinerebbe un deterioramento dell?avanzo primario: pari nel 2007 al 3,1% esso dovrebbe situarsi quest?anno intorno al 2,5%, flettere al 2,1% nel 2009 e cominciare a risalire nel 2010 al 2,3%. La conseguenza di queste tendenze influirebbero negativamente sul rapporto debito/pil che tornerebbe a crescere per due anni (2008 e 2009), per poi scendere di nuovo a partire dal 2010.

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Le pulci di Civicum sul bilancio di Napoli (sezione: Costi dei politici)

( da "Affari Italiani (Online)" del 22-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Politica Le pulci di Civicum sul bilancio di Napoli Lunedí 22.12.2008 15:32 Di Federico Sassoli de Bianchi* Giugno 2008: a lato di un convegno sui conti di Napoli a cui siamo stati invitati, l'assessore al Bilancio Cardillo mi propone di adottare il formato di bilancio Civicum tratto dalle migliori esperienze internazionali. Ci riuniamo dopo poco a Milano con i responsabili del progetto e decidiamo che la sfida è da cogliere. Nonostante il bilancio di Napoli risulti uno dei meno chiari tra le grandi città italiane, l'opportunità di portare trasparenza è troppo grande per non rischiare. Scrivo all'assessore, poi gli telefono. Nessuna risposta. Abbandoniamo il progetto. A novembre indirettamente si rifà vivo proponendoci di andare avanti. A questo punto ci facciamo più cauti e aspettiamo una richiesta scritta. Dopo poco l'assessore si dimette e pochi giorni dopo scoppia lo scandalo Romeo, che mette sotto inchiesta la giunta partenopea. I bilanci di Napoli li avevamo studiati e presentati all'inizio dell'anno comparandoli con quelli di Roma Milano e Torino. Li abbiamo anche presentati a Napoli in un convegno a cui sembravano presenti solo amministratori pubblici e neanche un giornalista o un comune cittadino. Cosa ne è emerso? Purtroppo per i settori analizzati Napoli risulta spendere di più a parità di servizi o spendere circa uguale per una qualità di servizi inferiori. A volte entrambe le cose. Cosa ne è conseguito? Non molto. Tutto è rimasto come prima. Se non fosse stato per le inchieste giudiziarie sembrerebbe che ai cittadini partenopei l'efficienza della loro amministrazione non importi molto. Ma è così? No. In realtà le amministrazioni cittadine che si sono succedute si sono dimostrate assai efficaci nell'addossare ad altri i costi. Gli sprechi non sono sopportati dai napoletani ma da tutti gli italiani (come abbiamo indicato nell'articolo "Napoli 8 Milano 1" pubblicato su Civicum del 15 febbraio 2008 (newsletter numero 24). Il rapporto di Civicum 2008, ripreso in copertina da "Il Mondo", evidenziava che Napoli per esempio solo per auto-amministrarsi sprecava il 15% del totale delle spese di gestione e che tali importi erano più che ampiamente coperti dai maggiori trasferimenti dalla cassa comune dello Stato e dalla Regione (che li riceve a sua volta dallo Stato), ogni napoletano riceve per il suo Comune 623 euro all'anno contro 91 di un milanese, 158 di un romano e 286 di un torinese. Se quindi sprechi e forse corruzione si verificano a Napoli la responsabilità economica, se non morale, è di chi tali sprechi li paga a piè di lista senza fiatare. Chi è? Pochi sanno che i fondi ai Comuni passano attraverso il Ministero dell'Interno. Di solito il ministro è poco attento a questa sua funzione perché preso da più mediatiche incombenze sul tema della sicurezza e dell'immigrazione. Ora a capo del Ministero è l'onorevole Maroni che a seguito dello scandalo Romeo si è posto la domanda se commissariare il Municipio partenopeo. Sul caso Romeo vanno fatte alcune considerazioni. Un illecito porta (di solito) un costo alla comunità, perché copre una assegnazione di un lavoro per esempio a prezzi più alti o con una qualità più scadente; ma è anche possibile che non sia così, che ad esempio un Sindaco compia magari inavvertitamente un atto illecito per abbreviare i tempi per far partire un'opera importante per la sua comunità. D'altra parte vi sono atti svolti in perfetta legalità la cui esecuzione crea sprechi a non finire. E' giusto perseguire i reati e i giudici fanno il loro dovere operando in tal senso ma per ridurre sprechi e corruzioni non basta l'intervento dei magistrati, tangentopoli docet. Non serve un commissario. Non bastano neanche le bordate che valenti giornalisti sparano dalle colonne dei giornali con le loro inchieste sugli scandali nell'uso delle risorse pubbliche. Per cambiare, e non solo a Napoli, il primo passo da compiere è l'attivazione di un sistema di monitoraggio dell'uso delle risorse pubbliche che faccia emergere le anomalie e gli esempi virtuosi. Il modo più facile per ottenerlo è quello di sfruttare la massa di dati che già fin da ora viene raccolta ai fini dei bilanci pubblici. Opportunamente controllati e integrati, questi dati possono facilmente diventare una formidabile fonte utile per confrontare le performances della varie amministrazioni. Per questo Civicum il 15 gennaio a Roma presenterà tra l'altro un nuovo modello di rendiconti per i Comuni, tratto dalle migliori esperienze internazionali. L'obiettivo è quello di sollecitare Sindaci e Citymanagers ad adottarlo. Lanceremo un appello. Certamente questo processo sarebbe estremamente velocizzato se fosse sostenuto dal ministero degli Interni a cui tutti i Comuni devono inviare i bilanci. Noi abbiamo invitato il ministro Maroni e ci auguriamo che possa intervenire accanto al suo collega di Governo. Quest'anno Civicum premia Brunetta per aver promosso e diffuso tra gli italiani l'importanza della trasparenza nella PA. L'anno prossimo ci piacerebbe premiare Maroni per aver reso comprensibili e accessibili i conti dei Comuni. Non ci fermeremo però ad aspettare. A febbraio daremo i voti ai sindaci sulla trasparenza e comprensibilità di come rendono conto ai cittadini. Se necessario, insieme con quelli che lo vorranno, presenteremo una petizione al Ministro ai Sindaci e Citymanagers perché adottino il formato Civicum di rendiconto ispirato ai migliori esempi internazionali, vedremo cosa rispondono e di tutto renderemo conto in modo trasparente su questa newsletter (http://blog.civicum.it/)*.

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Gestione ambientale: proroga bando per concessione contributi alle aziende private riminesi (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 22-12-2008)

Argomenti: Costi della politica

Gestione ambientale: proroga bando per concessione contributi alle aziende private riminesi (22/12/2008 15:19) | (Sesto Potere) - Rimini - 22 dsicembre 2008 - La Provincia di Rimini ha prorogato fino al 30 gennaio 2009 la data di scadenza del bando per l?assegnazione di contributi alle aziende private aventi unità operativa nel territorio riminese, che introducano sistemi di gestione ambientale secondo la norma internazionale ISO 14001 e/o il Regolamento CE 19 marzo 2001 n° 761/01 (EMAS II) o che vogliano applicare il marchio Ecolabel europeo per il servizio di ricettività turistica, approvato con Decisione della Commissione U.E. n. 287/2003. Il contributo coprirà fino al 50% dei costi di consulenza, con inclusione dei costi di assegnazione del marchio Ecolabel (esclusi i costi di certificazione ISO 14001 e di registrazione EMAS II ), fino ad un massimo di 8.000,00 Euro. Le domande dovranno essere indirizzate al Servizio Ambiente - Via Dario Campana n° 64 - 47900 Rimini. Per informazioni: Servizio Ambiente - Provincia di Rimini, tel. 0541716332

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