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tARTICOLI DEL 21-22 dicembre
2008 #TOP
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Articoli
Costi dei politici (35)
Il consiglio cala la scure su indennità e gettoni
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Ridotto del 30 per cento anche il gettone di presenza che spetta a tutti i 27 consiglieri camerali. E i professionisti? Sul collegio dei revisori si è abbattuta la scure, con una riduzione di qausi il 60 per cento (dai 9mila euro l'anno lordi a circa 4mila). Una mazzata che non è affatto piaciuta al pool di professionisti che segue i bilanci di via Calvi.
Bilancio,
tagli confermati Opposizioni sull'Aventino
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ha detto il capogruppo Roberto Menegon - il malcostume amministrativo della giunta ha svuotato il consiglio comunale di qualsiasi ruolo. Visto il mancato coinvolgimento dell'opposizione su progetti e priorità non ci sembra neanche più il caso di affrontare una discussione. Anzi, si tengano pure il gettone di presenza». (g.z.)
pasta
gratuita distribuita oggi dalla minoranza
( da "Mattino
di Padova, Il" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: hanno deciso di rinunciare al loro gettone di presenza pari a 21 euro lordi per ogni consiglio comunale. In tutto sono 140 euro netti all'anno e a testa (le sedute sono circa 10) che sono serviti ad acquistare dall'associazione «Libera» di don Luigi Ciotti, 2 quintali di pasta a marchio «Libera Terra».
uras:
gettoni, plus e bilancio nel consiglio prenatalizio
( da "Nuova
Sardegna, La" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
il piano
unitario per i servizi alla persona che interessa tutti i centri del Distretto
sanitario Ales-Terralba e alla scheda finanziaria del programma socio
assistenziale comunale per il
RIFLESSIONI
Le idee dimenticate sull'Università nBisogna dare a...
( da "Giornale
di Brescia" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Che molte università abbiano allegramente giocato con la finanza è vero e il blocco delle assunzioni per chi non ha i conti in regola è sacrosanto. Vi è però un piccolo particolare. La quasi totalità dei posti messi a concorso sono scorrimenti di fasce e quindi rimangono in carico alle singole facoltà.
SARANNO
consegnate martedì in Comune le 500 firme e la proposta di delibera di
iniziativa popol... ( da "Nazione, La (Livorno)"
del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Lo scopo della proposta è di rendere più completa la raccolta dei dati sugli eletti e i nominati e più semplice la loro consultazione per i cittadini: stipendio, rimborsi, gettoni di presenza, incarichi esterni, nomi e emolumenti dei consiglieri di amministrazione delle società partecipate, i bilanci, le delibere, le registrazioni audio-video delle sedute di Consiglio e Giunta.
<Troppi
enti, accorpiamoli> ( da "Corriere del Veneto"
del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Austerity e costi della politica, il sottosegretario alle Finanze Giorgetti dopo l'appello del vescovo «Agsm e Amia, propongo la fusione». «Tre società nel settore trasporti, vanno ridotte» VERONA — «Sì, è vero, i costi della politica vanno valutati con la massima attenzione, specialmente in un momento di crisi come questo.
Austerity
e costi della politica Il sottosegretario Giorgetti: <Troppi enti, accorpiamoli>
( da "Corriere
del Veneto" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Io credo che in questo momento alla politica venga domandato soprattutto di rispondere ai problemi sempre più complessi dell'economia e della finanza internazionale. E per farlo occorre avere politici, governanti e parlamentari sempre più qualificati. Va bene quindi il richiamo alla sobrietà, ma attenzione, in nome di alcuni tagli di spesa marginale,
Casinò,puntateanticrisida50cent
( da "Corriere
della Sera" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: A Sanremo da mesi abbiamo calmierato il prezzo del gettone base promuovendo prima i 10 e poi i 5 cents. Ed è di questi giorni la promozione fatta nel Principato di Monaco, dove si può giocare con mezzo centesimo di euro: un valore quasi simbolico, che evidenzia la crisi ma anche l'evoluzione del modo di giocare e vivere l'azzardo».
Sindaco
assenteista? "Per Gattinara lavoro anche la domenica"
( da "Stampa,
La" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: al centro incontri di corso Cavour, il primo cittadino spiega perché si è dimesso da consigliere provinciale per diventare presidente di Nordind. «Perché Nordind dà uno stipendio, mentre il consiglio provinciale da solo un gettone di presenza», sostiene l'Unione, mentre Carlo Riva Vercellotti spiega: «mi sarei dimesso dalla Provincia per prendere un altro compenso.
L'Emisfero
sbanca Pontebba e lascia l'ultimo posto al Fassa
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Ciresa, Faggioni, Guenette, Koivisto, Margoni, Rigoni, Rizzo P., Sparre, Stampfer, Tomasello. All. Larry Sacharuk.EMISFERO ASIAGO: Bellissimo (Pavone); Basso, De Marchi, Johnson, Lehtinen, Migioranzi, Plastino, Rossi; Aquino L., Benetti, Borrelli, Busa, Parco, Pegorararo, Presti, Strazzabosco, Tessari N.
Alle
slotdiminuitoil gettone ( da "Sicilia, La"
del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: una tendenza che ha visto il Casinò di Sanremo tra i capofila del cambiamento. Già da mesi abbiamo calmierato il prezzo del gettone base promuovendo prima i 10 centesimi e poi il gettone da 5 centesimi». Conclude Giovannini: «È di questi giorni la promozione fatta nel Principato di Monaco dei nuovi minimi di puntata alle slot machines.
DALL'INVIATO
FRANCESCO MAROLDA TORINO. NUOVA. INEDITA. SOPRATTUTTO STRANA. E QUINDI TUTTA DA
S... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: oggi complici d'attacco e domani di nuovo l'uno «contro» l'altro per un posto fisso là davanti. Denis in campo con la sua dote di sedici presenze e sette gol e Zalayeta con dodici «gettoni» e due centri, che non sono neppure poca cosa per uno ancora col ricordo fresco d'un bruttissimo accidente ad un ginocchio.
Nuove
regole in circoscrizione ( da "Arena, L'"
del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: obiettivo più partecipazione e meno sprechi Nuove regole in circoscrizione Primi consensi alla nuova bozza sui ruoli dei «parlamentini». «Le misure preannunciate tendono, giustamente, al contenimento dei costi della politica e, prima ancora, all'equilibrato utilizzo delle risorse», dice Rosario Russo consigliere di An e coordinatore della commissione Cultura della seconda circoscrizione.
di
Fabrizio Ponciroli MILANO - Ci sono i "cocchi" di...
( da "Leggo"
del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Giocano abbastanza anche Stankovic (13 presenze con 842' totali) e Muntari (11 gettoni e 840' di gioco). In attacco, detto di Ibra, praticamente sempre certo di una maglia da titolare, tutti gli altri sgomitano per avere spazio. Incredibilmente è Quaresma l'attaccante con più minuti in campo (621'), seguito da Mancini (544') e Adriano (414').
distribuiti
due quintali di penne rigate voltolina: contro gli sprechi di claudio
( da "Mattino
di Padova, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Due quintali di penne rigate prodotte con il grano biologico che l'associazione «Libera» di don Luigi Ciotti coltiva nei terrenti confiscati alla mafia. La pasta è stata acquistata con i soldi del gettone di presenza che spettano per la partecipazione ai consigli comunali.
pd
al bivio: il partito o gli incarichi - maurizio piccinino
( da "Centro,
Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: immagine della politica del Pd e dei suoi uomini. Al tempo stesso tanti amministratori e militanti Pd riscuotono la fiducia dei cittadini, che sono persone per bene». «Ora l'innovazione» La ricognizione sul campo per Brutti servirà anche a capire se le forze nuove saranno i protagonisti della svolta, o se c'è da fare innesti.
Il
Savona torna a ruggire come una grande
( da "Secolo
XIX, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ginocchio al secondo gettone in biancoblù. Nei prossimi giorni il calciatore si sottoporrà ad esami di accertamento. «Non siamo certamente fortunati - prosegue il diesse - abbiamo ingaggiato due giocatori e dopo solo due presenze si sono infortunati». Acquisti in corsa azzeccati sono stati invece quelli di Troiano, un centrocampista vero che non si vedeva da alcune stagioni in biancoblù,
Il
magistrato: Si parla di questione morale, ma si consente che gli interessi
privati scavalchino quelli pubblici, che i deboli siano sopraffatti dai forti
( da "Unita,
L'" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: indebolire i poteri di inchiesta della magistratura». Una parte del centrodestra vorrebbe cancellare anche le intercettazioni telefoniche per i reati che coinvolgono la pubblica amministrazione «Ancora una volta l'attualità ci propone un fenomeno di corruzione e di abusi politici sempre più dilaganti e di inchieste che riescono a disvelarli (al di là delle singole inchieste sulle quali,
X
Martini 2 Gualdo Duecentola 0 X MARTINI: Grilli, Manto...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 29 X Martini 2 Gualdo Duecentola 0 X MARTINI: Grilli, Manto... X Martini 2 Gualdo Duecentola 0 X MARTINI: Grilli, Manto, Chimenti (30? Vecchiati), Savelli, Rizzati, Vacchi, Piemontese, Crivellini, Minutolo P. (70? Tirri), Minutolo A., Minghini. All. Trombini GUALDO DUECENTOLA: Dalla Libera, Soncini (90?
Stella
Rossa Morciano 1 Tre Esse 2 STELLA ROSSA MORCIANO:
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Protti s.v., dal 30? s.t. Marchetti), Ballarini, Vecchi, Brighi, E. Pritelli, Tonti, Rizzo, Calesini. (Pasquini, Bovino, Lapi, Ortolani). All. D?Angelo. Arbitro: Ascari di Rimini. Marcatori: Amati al 3? p.t.; Calesini al 32?, Marchetti al 42? s.t.
Avevano
appena scassinato le gettoniere dell'autolavaggio self service di Campoverde,
all'... ( da "Messaggero, Il (Latina)"
del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Lunedì 22 Dicembre 2008 Chiudi Avevano appena scassinato le gettoniere dell'autolavaggio self service di Campoverde, all'interno di un distributore sulla Pontina. Pensavano di averla fatta franca ma non avevano fatto i conti con i carabinieri della stazione che stavano svolgendo un servizio di controllo del territorio insieme ai colleghi dell'8° battaglione Lazio.
Hanno
ragione entrambi Faremo tutte le riforme
( da "Tempo,
Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: era il finanziamento più irregolare che ci fosse. Oggi a sinistra, nel Pd, comandano essenzialmente gli amministratori locali. D'altro canto furono loro a volere il partito dei sindaci e dei presidenti delle Regioni. Quello che sembra emergere sono alcune malefatte di taluni amministratori che loro hanno tanto osannato in questi anni.
Un
milione di numeri primi ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: se ne sono avuti altri (Stella-Rizzo, Faletti, Saviano, Mazzantini, Brizzi, Tamaro, e, in tempi remoti, Eco solo per guardare in casa nostra), la «favola-Giordano» conferma che l'editoria ha sempre più bisogno di questi megaseller. « The winner takes it all » cantavano gli Abba anni fa: è ciò che succede con i libri da qualche tempo.
L'allarme
sull'impresa già al Senato nel 2004
( da "Corriere
della Sera" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: aveva appena finito di cimentarsi con una vecchia piaga: l'eccesso di comitati e rappresentanze sindacali (con relativi gettoni di presenza) all'interno degli stessi. In quelle pagine c'era tutto del metodo Romeo, come pure di altre ditte che avevano gestito e gestivano per Inpdap un patrimonio immobiliare consistente (un tempo circa 40mila alloggi,
Intervista
a DOMENICO NANIA, vicepresidente del Senato/ La questione morale è l'ultima
scia di Tangentopoli ( da "Opinione, L'"
del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: pubblico per tutti e che la lotta alla corruzione aiuta a combattere lo spreco alle risorse. Ottimi presupposti, ma è una strada realisticamente percorribile? In Germania, per fare un esempio, la legge sui partiti esiste. Un ipotesi dalla quale partire è quella della creazione per ogni partito di un comitato di saggi che prenda in esame le candidature sulla base di principi di onestà,
Due
domande a Feltri ed a Stella ( da "Opinione, L'"
del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: e registri che Gian Antonio Stella, l?autore insieme a Sergio Rizzo dei fortunati volumi contro la ?casta? della politica, avanza la stessa richiesta di Feltri. Quella di non procedere con la riforma della giustizia. E lo fa in nome della necessità di non legare le mani ai magistrati decisi finalmente a portare avanti l?
Scatta
il <bonus energia>Dal 12 gennaio.
( da "Sicilia,
La" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: sono stati fatti a Sala delle Lapidi per tentare di raddrizzare questa baracca di un decentramento fantasma, esistente solo sulla carta e attraverso il quale, calcoli alla mano, sono stati sperperati, per soli stipendi e gettoni di presenza, non meno di tre milioni l'anno del bilancio di Palazzo delle Aquile.
L'esempio
di Fiorenzo e un grazie a tutti voi.
( da "Giornale.it,
Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri.
Pil:
Abi, economia ancora debole nel 2009 ma segnali di ripresa dal 2010
( da "Sestopotere.com"
del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: attività bancaria dovrebbe segnare un rallentamento in conseguenza della recessione economica; il 2010 dovrebbe invece registrare un?accelerazione dei finanziamenti bancari. Gli impieghi complessivi, cresciuti nel 2007 del 9,9%, dovrebbero espandersi del 5,9% e del 5,5% rispettivamente nel 2008 e nel 2009, mentre nel 2010 le attese sono per una crescita del 7,6%.
Le
pulci di Civicum sul bilancio di Napoli
( da "Affari
Italiani (Online)" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: quindi sprechi e forse corruzione si verificano a Napoli la responsabilità economica, se non morale, è di chi tali sprechi li paga a piè di lista senza fiatare. Chi è? Pochi sanno che i fondi ai Comuni passano attraverso il Ministero dell'Interno. Di solito il ministro è poco attento a questa sua funzione perché preso da più mediatiche incombenze sul tema della sicurezza e dell'
Gestione
ambientale: proroga bando per concessione contributi alle aziende private
riminesi ( da "Sestopotere.com"
del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: o che vogliano applicare il marchio Ecolabel europeo per il servizio di ricettività turistica, approvato con Decisione della Commissione U.E. n. 287/2003. Il contributo coprirà fino al 50% dei costi di consulenza, con inclusione dei costi di assegnazione del marchio Ecolabel (esclusi i costi di certificazione ISO 14001 e di registrazione EMAS II ), fino ad un massimo di 8.
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il consiglio cala la scure su
indennità e gettoni Un taglio drastico per i
professionisti incaricati di controllare i bilanci che, a quanto pare, non
l'hanno presa bene. Una decisa cura dimagrante per quanto riguarda i membri di
giunta e del consiglio camerale. E un taglio, più leggero anche se di poco,
anche per il presidente Montanari. Sono le decisione prese dal consiglio della
Camera di commercio che ha 'limato', nel rispetto delle indicazioni che
arrivano da Roma, tutti i compensi degli organi di governo di via Calvi.
Obiettivo generale, centrato in pieno, una riduzione dei costi del 30 per
cento. Eccoli, allora, i nuovi compensi e gettoni
decisi dal consiglio. Il presidente Ercole Montanari ha visto ridotta la
propria indennità dai 42mila euro lordi annui a circa 30mila, con una riduzione
del 28 per cento circa. Ai membri di giunta è andata peggio, con un taglio più
deciso delle indennità. Ogni componente l'esecutivo, anziché 5mila euro l'anno
lordi, ne porterà a casa circa 3mila. Ridotto del 30 per
cento anche il gettone di presenza che spetta a tutti i 27
consiglieri camerali. E i professionisti? Sul collegio dei revisori si è
abbattuta la scure, con una riduzione di qausi il 60 per cento (dai 9mila euro
l'anno lordi a circa 4mila). Una mazzata che non è affatto piaciuta al pool di
professionisti che segue i bilanci di via Calvi. In pratica i
commercialisti lavoreranno quasi gratis.
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Bilancio, tagli confermati Opposizioni
sull'Aventino PIEVE DI SOLIGO. Venerdì sera il consiglio comunale ha approvato
il bilancio di previsione 2009 con tagli e rinvii di opere per ben sei milioni
e mezzo di euro. «Questo è quello che ci costringe a fare lo Stato - ribadisce
il sindaco Giustino Moro - ma rispettare il patto di stabilità non significa
essere virtuosi. Virtuosi sono quei Comuni che riescono ad erogare sempre
maggiori servizi con sempre minori contributi statali». Ma le giustificazioni
del sindaco e dell'assessore al bilancio Leone Munari non sono bastate alle
minoranze Lega Nord e Vivere Pieve. «Per quanto mi riguarda - ha detto il capogruppo Roberto Menegon - il malcostume
amministrativo della giunta ha svuotato il consiglio comunale di qualsiasi
ruolo. Visto il mancato coinvolgimento dell'opposizione su progetti e priorità
non ci sembra neanche più il caso di affrontare una discussione. Anzi, si
tengano pure il gettone di presenza». (g.z.)
( da "Mattino
di Padova, Il" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 35 - Provincia Pasta
gratuita distribuita oggi dalla minoranza MONTEGROTTO. Oggi dalle
( da "Nuova
Sardegna, La" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 6 - Oristano Uras: gettoni, Plus e bilancio nel Consiglio prenatalizio URAS. Tornata
di lavori in tinte prenatalizie per il Consiglio comunale presieduto dal
sindaco Gerardo Casciu che giovedì ha dato disco verde ai tre punti che
componevano l'ordine del giorno. In apertura di seduta si è provveduto alla
ratifica di una deliberazione di giunta circa una variazione al bilancio di
previsione per la corrente annualità; la discussione è quindi passata
all'aggiornamento del Plus, il piano unitario per i servizi
alla persona che interessa tutti i centri del Distretto sanitario Ales-Terralba
e alla scheda finanziaria del programma socio assistenziale comunale per il
( da "Giornale
di Brescia" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Edizione: 21/12/2008 testata:
Giornale di Brescia sezione:LETTERE RIFLESSIONI Le idee dimenticate
sull'Università nBisogna dare atto al ministro Gelmini di determinazione
nell'affrontare la spinosa questione della riforma dell'università. Le recenti
linee guida sono totalmente condivisibili e si spera possano tradursi in
adeguati strumenti operativi. Il cammino, tuttavia, non sarà facile né indolore
per le ovvie ed inevitabili resistenze di buona parte del mondo accademico a
cominciare dalla Crui che si è autodefinita come rappresentanza
dell'Università, mentre non ha alcun titolo legale per esserlo veramente. Al di
là di questa anomalia mi pare opportuno offrire qualche personale riflessione
per tentare di fare maggiore chiarezza su tematiche che hanno riempito pagine
di giornali con affermazioni in parte vere e in parte frutto di inadeguata
conoscenza del mondo universitario nel suo complesso. L'opinione pubblica è
stata bombardata da pezzi giornalistici di colore di indubbia efficacia
dipingendo l'università come il regno del malaffare, della corruzione e del
nepotismo. Tutto vero, o quasi. Nessuno nega questa situazione; con un po' di
buona volontà si potrebbe ulteriormente ampliare il perimetro di queste
situazioni. Il tutto è stato ricondotto al sistema concorsuale che rappresenta
il primo degli argomenti che vanno chiariti, perché le affermazioni dei vari
Giavazzi di turno rischiano di confondere le cose anche al ministro. Il punto è
delicato perché è uno degli assi portanti dell'intero sistema. Personalmente
propendo per la loro completa eliminazione purché accompagnata dall'altrettanto
necessaria eliminazione del valore legale del titolo di studio. In tal modo si
avvierebbe una vera riforma universitaria, perché fatta con rigore e non
all'italiana. Ma fintanto che esistono i concorsi occorre fare chiarezza.
Quelli in atto, e sui quali si sono concentrati gli strali di tutti, hanno
portato a raffigurare grottescamente una situazione per cui tutti i commissari
sono baroni, tutti i concorsi sono truccati e tutti i candidati sono degli
asini. È possibile. Ricordo che quando i concorsi erano «seri», si fa per dire,
e basterebbe scorrere i vecchi bollettini del Ministero della P.I degli anni
'70 e '80 per rendersene conto, in una particolare disciplina, per fare un solo
esempio, tutti si chiedevano se un illustre cattedratico, che ancora oggi tuona
contro i trucchi dei concorsi, avesse o meno una nuova compagna perché, in tal
caso, un posto era prenotato. Al di là di queste facezie, è indubbio che ogni
concorso si risolve in una cooptazione, buona o cattiva che sia, ma la
cooptazione è presente in ogni forma di selezione anche la più rigorosa. I
circa 1.800 concorsi in atto, per associati e ordinari, è stato detto, non solo
sono frutto di «combine», ma scardinerebbero i già disastrati bilanci
universitari. Che molte università abbiano allegramente
giocato con la finanza è vero e il blocco delle assunzioni per chi non ha i
conti in regola è sacrosanto. Vi è però un piccolo particolare. La quasi
totalità dei posti messi a concorso sono scorrimenti di fasce e quindi
rimangono in carico alle singole facoltà. È così grave per un
ricercatore aspirare a diventare associato o per un associato ordinario? In
termini economici, cioè di peso effettivo sul bilancio, i risultati sono
decisamente minimi. I 3.600 possibili vincitori, le idoneità sono due, pesano
zero per un triennio; poi incidono per la differenza di fascia che varia tra i
300 e i 500 euro mensili. Questo l'aspetto strettamente finanziario. Sull'onda
di presunti carichi, che a detta anche di giornali finanziari raggiungevano i
50mila euro per un associato e gli 80mila per un ordinario, il Governo è
intervenuto a gamba tesa emanando un decreto che prevede il sorteggio delle
commissioni non tenendo conto che il marchingegno escogitato è difficilmente
percorribile e, così come è stato presentato, altrettanto controllabile dalle
cosiddette baronie universitarie. Se si vuole modificare le modalità
concorsuali bisognerebbe evitarne la trappola implicita che non sembra percepita
dal ministro quando afferma, da un lato, che è meglio ritornare all'idoneità
unica o ai concorsi nazionali e, dall'altro, che i professori diventano
ordinari in età avanzata. I due aspetti sono i lati di una stessa medaglia ed a
farne le spese sono i giovani ricercatori su cui vi è una fortissima enfasi,
forse eccessiva per chi ha un minimo di conoscenza di come funziona l'organismo
universitario. La spiegazione è molto semplice ma di difficile applicazione per
le resistenze di cui sopra. Tutte le proposte avanzate dai diversi ministri
hanno tenuto fermo un punto che i «baroni» non vogliono modificare in assoluto,
costi quel che costi: i posti a concorso, per tutte le fasce, devono essere
esattamente quelli «veri» o presunti tali. In altri termini sono strettamente
legati alle richieste delle singole università. Questo meccanismo perpetua non
solo il potere di pochi ma allunga vistosamente la progressione di carriera per
i meritevoli ed accorcia, altrettanto vistosamente, quella dei «raccomandati» con
il risultato di costituire un collo di bottiglia che non favorisce certamente i
giovani. Sarebbe sufficiente riprendere un progetto di legge presentato nella
scorsa legislatura che prevedeva di separare la fase concorsuale dai posti
effettivi: concorsi nazionali aperti senza vincolo di numero a cadenza certa.
Il risultato? Le commissioni potrebbero valutare in tutta serenità senza
sottostare a pressioni immaginabili. Certo, passerebbe anche qualche asino, ma
le università non sarebbero costrette a chiamarlo. Il decreto attuale, in fase
di conversione, unito alla circolare del ministro della Funzione pubblica che,
in pratica, prevede la «rottamazione» dei professori settantenni rendendo
discrezionale il biennio successivo, potrebbe produrre, in molte facoltà, il
blocco dei corsi ancorché doverosamente ridotti. Si dirà che verranno
sostituiti dai ricercatori, ma anche in questo caso esistono facoltà dove il
numero dei ricercatori è già eccessivo e se i meritevoli non hanno la
possibilità di passare di fascia, riesce difficile immaginare il ricambio. Il
mio sfogo si ferma qui anche se non mancherebbero altri argomenti. Non pretendo
di aver proposto idee originali. Per usare un aforisma, non esistono idee
originali, ma solo idee dimenticate. Maurizio Pegrari Brescia PROTESTA
Caro-parcheggio al concerto di Jovanotti nHo 2 figlie, una di 24 anni e l'altra
di quasi 16: entrambe, con amici diversi, sabato 13 dicembre hanno deciso di
andare ad assistere al concerto di Jovanotti. La minore è arrivata al concerto
dopo le 20 ed ha parcheggiato nel campo dove una volta si svolgeva la festa
dell'Unità e, fango a parte, tutto bene. L'altra invece arrivata per tempo è
andata a parcheggiare nella zona antistante il Palafiera. Il parcheggio è
costato 3 euro. Ora mi domando perché mai si deve pagare un parcheggio per
andare ad una manifestazione sportiva o culturale che sia? Forse chi va alla
multisala Oz paga il parcheggio? O chi va allo stadio paga il parcheggio?
Inoltre i 3 euro sono a fronte di che cosa? Il parcheggio è all'aperto,
incustodito, senza una luce, senza ingressi e uscite separati, e nemmeno
asfaltato. Non so di chi sia l'area e chi abbia deciso di far pagare il
parcheggio, ma di sicuro non ha fatto un favore a tutti quei giovani che si
sono recati al concerto sfruttando la loro necessità di lasciare la macchina.
La mia indignazione è tale che mi vien da pensare che solo un parcheggiatore
abusivo abbia potuto fare una cosa del genere ed allora la responsabilità è di
chi è addetto ai controlli. Gradirei ricevere delle spiegazioni da chi si è
reso responsabile del fatto. Rosario Galletti Brescia PRATICA OPPORTUNA Bambini
a Messa con i genitori nAppena ho letto nell'edizione del 12 dicembre il
rammarico di un padre, certamente buon cristiano prima ancora che buon papà, da
sposa e mamma cristiana credente, praticante ed impegnata nella Chiesa, ho
subito sentito il bisogno di condividere in tutto le sue considerazioni ponendo
l'accento sul «futuro» che i bambini rappresentano per tutta la Chiesa, sempre
più vecchia e con scarso ricambio generazionale. I raduni mondiali entusiasmano
ed alimentano la speranza ma poi nelle nostre parrocchie i giovani sono i
grandi assenti, lasciando sempre più spesso il cammino di fede dopo la S.
Cresima. Ed i pochi che perseverano, sono certamente sostenuti da autentici
esempi di fede in famiglia. I genitori infatti sono i primi educatori alla
fede, molto prima - con tutto il rispetto - dei sacerdoti e dei catechisti,
perché possono essere «Vangelo vivo» per i figli già dall'attesa accolta come
un dono meraviglioso ed esclusivo di Dio. Ben vengano i papà e le mamme con i
loro piccoli figli alla Santa Messa! Sono la ricchezza della Chiesa, i nuovi
cristiani di domani ed il portarli è proprio la risposta fedele all'invito di
Gesù. Vagiti, strilli, paroline - naturalmente contenuti - penso salgano al
cielo come prima preghiera innocente... e qualche corsettina può simboleggiare
l'avvio a «camminare sulla via del Signore». E ben venga in altre chiese, ove
possibile, la realizzazione già presente in alcune strutture soprattutto
moderne di uno spazio separato da vetri idonei, normalmente in prima linea con
il Signore, dove i bambini imparano ad assistere alla Santa Messa ed a
conoscere Gesù magari giocando tra di loro, disturbando nessuno, donando serenità
a mamme e papà. Lettera firmata GARDONE RIVIERA I bravi ragazzi dell'Istituto
Alberghiero nDomenica 14 dicembre, in qualità di presidente ex Villa Alba e
delegato del Prof. Costante Belletti, momentaneamente impossibilitato,
fondatore del rinomato Istituto, nel 1961, primo in Lombardia, sono stato
invitato dall'Amministrazione comunale di Gardone Riviera ad un pranzo in onore
agli anziani della splendida cittadina. Ero ospite presso l'Istituto
Alberghiero «Caterina de Medici» diretto dal preside prof. Claudio Mazzacani.
Le piacevoli e gradite sorprese sono iniziate all'arrivo: gentilissimi studenti
di segreteria elegantissimi, raffinati educati, ricevevano gli anziani,
aiutandoli nel salire quei pochi gradini, ricevere e riporre i cappotti nel
guardaroba. All'aperitivo gli studenti di sala e bar, servivano con grazia i
«nonni» andando incontro alle necessità dei meno abili. Il menù perfetto ed
adeguato ai commensali servito in modo impeccabile dai ragazzi in una sala
preparata in modo sopraffino degna dei grandi alberghi se non meglio. I giovani
cuochi hanno dato il meglio di loro stessi. Fatto simpatico, ma raffinato ad
ogni tavolo una graziosa segretaria proponeva il menù e porgeva un simpatico
ricettario che spiegava sia i componenti delle portate che la loro
preparazione. Ho visto gli ospiti sentirsi a loro agio, coccolati come non
sempre succede, alcuni avevano occhi lucidi. Questi ragazzi guidati dai loro
insegnanti hanno dato dimostrazione non solo di alta professionalità, ma
sensibilità ed educazione. Hanno sacrificato una domenica che non
dimenticheranno, per rendere felici i nostri anziani, possono esserne
orgogliosi, di questo passo ne faranno di strada. All'inizio delle danze alcuni
vecchi, ma arzilli galletti, hanno invitato le studentesse al ballo, una
delizia. È mio dovere e piacere ringraziare il sindaco di Gardone Riviera ing.
Aldo Bazzani, l'assessore ai Servizi sociali signora Volpati, il preside
Mazzacani, tutti gli insegnanti e questi meravigliosi ragazzi. Questi studenti
andranno per il mondo a lavorare, sicuramente porteranno con onore ed orgoglio
il nome di Gardone Riviera e del loro Istituto. Enrico Bosco Presidente ex
Villa Alba Gargnano PER GLI IMMIGRATI Punto incontro: patrimonio della città
nPresso la Parrocchia di Sant'Alessandro, in via Moretto
( da "Nazione,
La (Livorno)" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA LIVORNO pag. 5 SARANNO consegnate
martedì in Comune le 500 firme e la proposta di delibera di iniziativa popol...
SARANNO consegnate martedì in Comune le 500 firme e la proposta di delibera di
iniziativa popolare per istituire sul sito web dell?ente l?Anagrafe degli
eletti e dei nominati. L?iniziativa è dell?associazione Radicale LiberaLivorno
e, come spiega il segretario Paolo Musimesi, ha avuto adesioni trasversali
anche fra gli eletti: Marta Gazzarri, Giuseppe Argentieri, Guido Guastalla,
Marcella Amadio, Bruno Tamburini, Carlo Ghiozzi, Salvatore Capuozzo, Stefano
Becagli, Claudio Ritorni, Marco Solimano, Giovanni Mancusi, Marco Cannito,
Gabriele Volpi, Alessandro Trotta, Otello Chelli, Rosalba Volpi sono fra i
firmatari ai quali si aggiunge l?ex presidente della Provincia Claudio
Frontera. Lo scopo della proposta è di rendere più completa
la raccolta dei dati sugli eletti e i nominati e più semplice la loro
consultazione per i cittadini: stipendio, rimborsi, gettoni di presenza, incarichi esterni, nomi e emolumenti dei consiglieri di
amministrazione delle società partecipate, i bilanci, le delibere, le
registrazioni audio-video delle sedute di Consiglio e Giunta. La
proposta deve essere esaminata dagli uffici che ne verificheranno
l?ammissibilità entro 15 giorni. In caso positicvo seguirà l?istruttoria che
deve concludersi entro altri 30 giorni. La procedura prevede qualche altro
passaggio: se tutto andrà bene la delibera sarà messa all?ordine del giorno
entro marzo.
( da "Corriere
del Veneto" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del Veneto - VERONA -
sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-12-21 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE
Interviene il vice di Tremonti. «Giusto il richiamo alla sobrietà, ma sostenere
anche i consumi» «Troppi enti, accorpiamoli» Austerity e
costi della politica, il sottosegretario alle Finanze Giorgetti dopo l'appello del
vescovo «Agsm e Amia, propongo la fusione». «Tre società nel settore trasporti,
vanno ridotte» VERONA — «Sì, è vero, i costi della politica vanno
valutati con la massima attenzione, specialmente in un momento di crisi come
questo. C'è per esempio a Verona un problema di razionalizzazione e di accorpamento
delle aziende pubbliche, che possono essere ridotte. Dopo di che, però,
facciamo anche attenzione a non ottenere effetti opposti a quelli voluti».
Alberto Giorgetti, sottosegretario alle Finanze, ha riletto le dichiarazioni
del Vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, a partire da quel severo appello
sull'austerity al mondo politico, affinchè «tiri la cinghia» anch'esso. E cerca
di analizzarlo punto per punto. A PAGINA 3 Aldegheri
( da "Corriere
del Veneto" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del Veneto - VERONA -
sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-12-21 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE
Spese Dopo l'appello del vescovo. «I consumi? Attenzione a non far calare la
domanda» Austerity e costi della politica Il
sottosegretario Giorgetti: «Troppi enti, accorpiamoli» Il vice di Tremonti: tre
nel settore trasporti, vanno ridotti Monsignor Zenti hanno invitato tutti «a
tirar la cinghia» e a lavorare, destra e sinistra, per il bene comune VERONA —
«Sì, è vero, i costi della politica vanno valutati con
la massima attenzione, specialmente in un momento di crisi come questo. C'è per
esempio a Verona un problema di razionalizzazione e di accorpamento delle
aziende pubbliche, che possono essere ridotte. Dopo di che, però, facciamo
anche attenzione a non ottenere effetti opposti a quelli voluti». Alberto Giorgetti,
sottosegretario alle Finanze, ha riletto le dichiarazioni del Vescovo di
Verona, Giuseppe Zenti, a partire da quel severo appello sull'austerity al
mondo politico, affinchè «tiri la cinghia » anch'esso. E cerca di analizzarlo
punto per punto. «Capisco naturalmente le ottime intenzioni di monsignor Zenti
- dice Giorgetti ma in alcuni punti del suo intervento è stato particolarmente
severo». Lei cosa ne pensa? «Io credo che in questo momento
alla politica venga domandato soprattutto di rispondere ai problemi sempre più
complessi dell'economia e della finanza internazionale. E per farlo occorre
avere politici, governanti e parlamentari sempre più qualificati. Va bene
quindi il richiamo alla sobrietà, ma attenzione, in nome di alcuni tagli di
spesa marginale, che non si vada a rinunciare ad apporti di qualità,
indispensabili proprio in momenti difficili come questi». La questione si pone
anche a Verona? «Anche qui ci sono risparmi possibili. Per esempio, da sempre
io mi batto per accorpare le nostre aziende. Un'indicazione: il settore dei
rifiuti e quello dell'energia andrebbero gestiti assieme. Amia e Agsm
potrebbero secondo me pensare ad una fusione. E poi c'è il discorso del settore
trasporti ». Nel quale? «Nel quale è pure pensabile preparare qualche accorpamento.
Tre aziende nello stesso settore sono troppe, non ho nessuna remora a dirlo,
anche se un esponente del mio partito è oggi alla guida di una di esse. Su
questo tema credo anzi che siamo in ritardo» Torniamo all'appello del Vescovo:
monsignor Zenti invita le famiglie a risparmiare di più, a tagliare all'osso le
spese, ad eliminare il superfluo. «E fa benissimo se parliamo di costruire,
tutti assieme, un nuovo sistema di valori indispensabile per la nostra società.
Meno semplice mi pare la questione sul piano dell'attualità economica. In
questo momento infatti io credo che i veronesi vadano anche sostenuti sul piano
della fiducia. Se si risparmia troppo, se crolla la spesa, si perderanno altri
posti di lavoro. Con conseguenze disastrose per molte famiglie. Se non si
spende, si fa calare la domanda: e per le nostre aziende sarebbero ulteriori
guai. Quindi questo va conciliato con il richiamo sul piano dei valori». Lillo
Aldegheri Finanze Alberto Giorgetti risponde alle richieste del vescovo Zenti
( da "Corriere
della Sera" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione:
Cronache - data: 2008-12-21 num: - pag: 25 categoria: REDAZIONALE Sanremo
Casinò,puntateanticrisida50cent SANREMO (Imperia) — Il Casinò di Sanremo ha
diminuito le puntate minime ad alcune slot machines: i gettoni
minimi sono passati da
( da "Stampa,
La" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
ACCUSE. POLEMICA «Considero il mio
impegno con l'azienda una sorta di assessorato esterno alla Provincia» Sindaco
assenteista? "Per Gattinara lavoro anche la domenica" «Nordind mi dà
uno stipendio dalla Provincia ho appena un gettone» [FIRMA]GIUSEPPE ORRÙ GATTINARA
«Dimostratemi che non sono un sindaco a tempo pieno: sono sempre disponibile e
rintracciabile, il mio numero di cellulare e la mia mail sono pubblici. Tutti
possono trovarmi in qualsiasi orario, domenica compresa. Dire che non sono a
tempo pieno mi pare bizzarro, quando dedico al Comune più di 50 ore alla
settimana». Così il sindaco Carlo Riva Vercellotti si difende dagli attacchi
giunti dalla minoranza sulla vicenda di Nordind, società di cui è presidente,
che spiega: «Essere a tempo pieno non significa non avere altre cariche, ma
essere sempre disponibile. Se uno sa fare il suo lavoro riesce a portare a casa
dei benefici per il suo Comune». E' una conferenza stampa a cui partecipa anche
buona parte della maggioranza quella in cui, al centro
incontri di corso Cavour, il primo cittadino spiega perché si è dimesso da
consigliere provinciale per diventare presidente di Nordind. «Perché Nordind dà
uno stipendio, mentre il consiglio provinciale da solo un gettone di presenza», sostiene l'Unione, mentre Carlo Riva Vercellotti spiega: «mi
sarei dimesso dalla Provincia per prendere un altro compenso. Falso.
Addirittura triste. Proprio perché ho sempre detto che intendevo fare il
sindaco a tempo pieno. Ricordo quando mi si accusava, appena nominato in Nordind,
di avere troppi impegni. Così ho scelto la presidenza Nordind, perché nella mia
qualità di espressione del consenso dei cittadini ritengo, in Nordind, di
essere più utile a Gattinara e a tutta la Provincia». Insomma, secondo Riva, il
ruolo di Nordind sarebbe prioritario. «Considero Nordind - spiega il sindaco -
una sorta di assessorato esterno alla Provincia, di assoluta rilevanza per il
rapporto con il territorio, con i Comuni, con il mondo produttivo e con le
categorie professionali. Ritengo che il mio nome sia emerso per il consenso
elettorale avuto, insieme a una significativa esperienza amministrativa, oltre
ad aver approfondito il tema dell'attrazione di investimenti sul territorio». E
sul fatto del compenso, Riva dice: «è una grande responsabilità, perché è una
società che produce utili economici. La presidenza significa un responsabilità
legale e soprattutto ricoprire un ruolo di garanzia per i cittadini. E' un
impegno per il territorio, per Gattinara, dove stiamo sbloccando aree ferme da
più di 15 anni».
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
L'Emisfero sbanca Pontebba e lascia
l'ultimo posto al Fassa MARCATORE: 4'15 Busa (A).PONTEBBA: Carpano
(Hopfgartner); Armani, Bolibruck, Campbell, Finocchiaro, Lutz, Stepanek; Aquino
A., Ciresa, Faggioni, Guenette, Koivisto, Margoni, Rigoni, Rizzo P., Sparre, Stampfer, Tomasello. All. Larry Sacharuk.EMISFERO
ASIAGO: Bellissimo (Pavone); Basso, De Marchi, Johnson, Lehtinen, Migioranzi,
Plastino, Rossi; Aquino L., Benetti, Borrelli, Busa, Parco, Pegorararo, Presti,
Strazzabosco, Tessari N., Tuzzolino. All. Jimmy Camazzola.ARBITRI:
Bosio, Tschirner e Tamiazzo.PONTEBBA - Un Asiago quadrato, solido e grintoso
porta a casa l'intera posta in palio dal Vuerich confermandosi la bestia nera
del Pontebba, battuto tre volte in quattro incroci. Bilancio della settimana on
the road che diventa positivo con due vittorie (a Bolzano ai rigori) e una
sconfitta (a Brunico un brutto 7-0). Dopo una superiorità numerica non
sfruttata, l'Asiago passa a condurre all'altezza del 4': mega mischia davanti
ad Andrea Carpano, serie di batti e ribatti, il disco si ferma sul palo ma alla
fine spunta la stecca di Filippo Busa che, da buon ex, insacca lo 0-
( da "Sicilia,
La" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Alle slot diminuito il gettone
Sanremo. La crisi globale ormai arriva alle porte del gioco d'azzardo, quasi a
ridosso delle roulettes. Adesso si sente anche al Casinò di Sanremo che ha
diminuito le puntate minime ad alcune slot machines: i gettoni
minimi sono passati da
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 21-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
DALL'INVIATO FRANCESCO MAROLDA
Torino. Nuova. Inedita. Soprattutto strana. E quindi tutta da scoprire questa
coppia azzurra d'emergenza. Zalayeta e Denis l'uno accanto all'altro dal primo
minuto. Sono loro la vera novità del match col Toro. Da sempre solo
alternativi, da sempre insieme in campo solo per segmenti di partite, il Tanque
e il Panterone sono il regalo di Natale di Lavezzi, squalificato, partito e già
disteso al sole estivo della sua Argentina. Eccola, dunque, la strana coppia
azzurra. Perché nel calcio non se ne vedono tante di prime punte stare assieme
in campo. Non ne offre il campionato - forse , seppure con caratteristiche
diverse, Ibra e Cruz quando però vuole Mourinho -, mentre il passato fa venire
in mente quell'accoppiata Vieri-Inzaghi nella quale oggi potrebbero specchiarsi
i due napoletani, con Denis nella parte di Superpippo rapinatore di palloni in
area di rigore e Zalayeta, invece, in quella di Vieri allora portato anche al
sacrificio del rientro. Ma a questo forse è meglio non pensarci. Pippo e Bobo,
infatti, insieme in rossonero durarono assai poco. Neppure una stagione intera.
La memoria azzurra più recente racconta invece di Sosa e Calaiò, tandem al
quale però Reja faceva ricorso solo quando era alla frutta in quanto a
soluzioni differenti e dopo aver giurato - erano i tempi della serie C - che
mai e poi mai li avrebbe messi assieme. Curiosità, dunque. Anche il fiato un
po' sospeso, certo. Senza il Pocho e senza una controfigura di Lavezzi,
infatti, nel Napoli cambiano più cose di quanto non dica la semplice lettura
della formazione. Perché con Zalayeta e Denis il Napoli non può e non deve più
cercare il lancio lungo alla ricerca della profondità, del contropiede, ma deve
disegnare un gioco differente per arrivare al cross con insistenza. Quei due là
davanti di questo hanno bisogno: rifornimenti, cross, palloni negli ultimi
venti metri per il Panterone e negli ultimi sedici per il Carrarmato. E allora
sotto con gli esterni. Maggio e Mannini gregari - con gli inserimenti di
Gargano travestito da giovane slovacco - accompagnatori eccellenti di questa
strana coppia, che ha però l'occasione per sovvertire ogni timore, ogni
perplessità. Al rischio di pestarsi i piedi - ma questo non dovrebbe accadere
perché mentre Denis sarà più padrone dell'area di rigore, Zalayeta avrà il
compito di «accorciare» verso il centrocampo -, infatti, per la strana coppia azzurra
si prospetta anche un'alternativa entusiasmante: far valere muscoli, potenza e
soprattutto elevazione nell'area di rigore dei granata per diventare
protagonista d'una vigilia di Natale tutta azzurra. E perché no, anche per
offrire all'allenatore, all'occorrenza, una affidabile soluzione di riserva
quando il Pocho tornerà dalle vacanze. Intanto tocca a loro, centravanti sino a
ieri in concorrenza, oggi complici d'attacco e domani di
nuovo l'uno «contro» l'altro per un posto fisso là davanti. Denis in campo con
la sua dote di sedici presenze e sette gol e Zalayeta con dodici «gettoni» e due centri, che non sono neppure poca cosa per uno ancora col
ricordo fresco d'un bruttissimo accidente ad un ginocchio. Col Tanque e
il Panterone, insomma, il Napoli cambia pelle e atteggiamento. Mostra i muscoli
in attacco. È vero, perde molto in estro e in rapidità, ma ne guadagna in forza
ed in potenza. E allora, Denis-Zalayeta per stupire ancora. Per continuare una
fantastica avventura che oggi vuol dire far paura al Toro ma soprattutto
difendere e magari rafforzare uno straordinario terzo posto.
( da "Arena,
L'" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Lunedì 22 Dicembre 2008 CRONACA
Pagina 17 DECENTRAMENTO. Primi consensi alla bozza di riforma dei parlamentini,
obiettivo più partecipazione e meno sprechi Nuove regole in circoscrizione Primi consensi alla nuova bozza
sui ruoli dei «parlamentini». «Le misure preannunciate tendono, giustamente, al
contenimento dei costi della politica e, prima ancora,
all'equilibrato utilizzo delle risorse», dice Rosario Russo consigliere di An e
coordinatore della commissione Cultura della seconda circoscrizione. La
bozza del documento sulla riforma delle circoscrizioni è stata formulata dopo
diversi mesi di attività del comitato di lavoro composto dal presidente del
Consiglio comunale, Pieralfonso Fratta Pasini, dall'assessore al Decentramento,
Marco Padovani, dal presidente della prima commissione consiliare, Mario Rossi,
da tutti i presidenti di circoscrizione e da sei consiglieri comunali equamente
divisi tra maggioranza e opposizione. Padovani ha detto che «va elaborata una
proposta organica di riassetto al decentramento che tenga conto di tutti gli
ambiti istituzionali e organizzativi delle circoscrizioni, adattando ai tempi e
alle più recenti normative gli strumenti che ne regolano il funzionamento, che
in alcuni casi presentano anche elementi di difformità fra i diversi consigli
di quartiere». L'intenzione dell'amministrazione comunale è approvare l'anno
prossimo un nuovo regolamento disciplinare sul funzionamento delle
circoscrizioni che potrebbe limitare a sei il numero massimo di commissioni
permanenti in ciascun parlamentino e fissare a un terzo dei consiglieri eletti
il tetto massimo di partecipazione a ogni seduta delle medesime commissioni. «A
queste misure, potrebbero aggiungersene altre», dice Russo, «come la
limitazione del numero di commissioni alle quali ciascun consigliere può
partecipare. Oltre che ridurre i gettoni di presenza,
tale accorgimento favorirebbe una maggiore partecipazione della cittadinanza
alle attività del proprio territorio». «Potrebbe, inoltre, stabilirsi un tetto
al numero annuo di sedute di ciascuna commissione, risultato ottenibile
mediante uno sforzo di programmazione e la trattazione nella stessa seduta di
molteplici questioni», dice Russo. E aggiunge: «Occorre, comunque, rifuggire da
generalizzazioni e operare un distinguo tra circoscrizione e circoscrizione,
segnalando gli eventuali eccessi laddove siano suffragati da elementi certi. Il
legittimo esercizio della funzione di controllo da parte delle minoranze
dovrebbe tradursi in un apporto costruttivo al monitoraggio delle attività
amministrative, con informazioni dettagliate e raffronti appropriati. Tale non
è, certamente, quello tra le annualità 2007 e 2008. Solo così potranno
ravvisarsi le situazioni in cui c'è realmente un dispendio di denaro pubblico,
tenendole distinte dalle prassi virtuose». Russo conclude dicendo che «il
confronto democratico si gioca molto sul terreno della corretta informazione e
dell'accesso ai dati e, se vogliamo che sia garantita una trasparenza effettiva
e non meramente formale, i cittadini hanno diritto di venire a conoscenza di
notizie precise e capillari, in difetto delle quali il dibattito politico
rischia di trasformarsi in rimostranza sterile e strumentale».M.CERP.
( da "Leggo"
del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
di Fabrizio Ponciroli MILANO - Ci
sono i "cocchi" di papà e quelli che il campo non lo vedono mai.
Anche Josè Mourinho, dati alla mano, conferma di avere le proprie preferenze.
Partiamo dagli insostituibili. Ad oggi solo 4 nerazzurri hanno disputato tutte
le 17 gare di campionato, ovvero Julio Cesar, Javier Zanetti, Maicon e
Ibrahimovic. L'estremo difensore è il giocatore con più minuti in campo
(1614'), seguito da Re Zlatan (1599'), Maicon (1567') e il capitano (1566').
Oltre i 1000' di impiego troviamo altri due difensori, ovvero Cordoba (12
presenze, 1142') e Maxwell (11 partite, 1020'). Tra i centrocampisti, invece,
il solo Cambiasso è considerato giocatore inamovibile (14 gettoni
con 1183' in campo). Giocano abbastanza anche Stankovic (13
presenze con 842' totali) e Muntari (11 gettoni e 840' di
gioco). In attacco, detto di Ibra, praticamente sempre certo di una maglia da
titolare, tutti gli altri sgomitano per avere spazio. Incredibilmente è
Quaresma l'attaccante con più minuti in campo (621'), seguito da Mancini (544')
e Adriano (414'). Male gli altri: SuperMario Balotelli è stato chiamato
in causa solo 8 volte (414'), mentre Cruz ha 10 presenze a referto, però solo
350' in campo. Ci sono poi quelli che hanno avuto spesso problemi fisici.
Samuel, da quando è tornato a disposizione, è quasi sempre tra i titolari (7
gare, 663'), Chivu non è certo ai margini (7 gettoni e
623') mentre Burdisso e Materazzi cercano di ritagliarsi minuti a discapito
degli altri (641' per l'argentino, 459' per l'azzurro). Tra quelli meno
impiegati e con almeno una presenza in campo, non sorridono
Dacourt (15' in tutto), Rivas (75') e pure Jimenez (80' in 3 presenze).
Discorso a parte per Figo e Crespo, in campo con una media minuti pari,
rispettivamente, a 39,4' e 37,3'. Come dire, loro sono la classica "ultima
risorsa". (ass)
( da "Mattino
di Padova, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 14 - Provincia Distribuiti
due quintali di penne rigate Voltolina: «Contro gli sprechi di Claudio»
MONTEGROTTO. E' andata esaurita in due ore e mezzo, la pasta a marchio «Libera
Terra» che ieri i 7 consiglieri di centrosinistra hanno regalato gratuitamente
ai cittadini di Montegrotto. Due quintali di penne rigate
prodotte con il grano biologico che l'associazione «Libera» di don Luigi Ciotti
coltiva nei terrenti confiscati alla mafia. La pasta è stata acquistata con i
soldi del gettone di presenza che spettano per la partecipazione ai consigli comunali.
In pratica, ogni rappresentante dell'opposizione ha rinunciato ai 140 euro
netti all'anno (pari a 21 euro a seduta) per dimostrare ai cittadini che la
politica va intesa come servizio civico e non come fonte di guadagno. Ma la
distribuzione della pasta non ha risparmiato qualche stoccata verso le scelte
del sindaco Luca Claudio. Nel gazebo allestito dal Pd, il capogruppo Antonio
Voltolina insieme ai consiglieri Donatella Bottazzo e Tiziano Pegorer ha illustrato
gli sprechi dell'amministrazione «claudiana». Tra tutti, l'acquisto di 2.120
borse di carta stampate a colori con il logo della città per il quali la giunta
ha stanziato ben 9.537,60 euro annui. In pratica, 4,50 euro a sacchetto. «Le
comuni borsette di carta - ha spiegato Voltolina - costano circa un euro e
( da "Centro,
Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 9 - Regione Pd al bivio: il
partito o gli incarichi Brutti: rigore e nuovo metodo Oggi tre assemblee provinciali
MAURIZIO PICCININO PESCARA. «Il partito mostra un grande turbamento e
contemporaneamente la volontà di voltare pagina». Massimo Brutti, parlamentare,
esponente del Pd e commissario per l'Abruzzo soppesa le parole. Sa che oggi è
una giornata campale. Tre assemblee: a Pescara dove parteciperà assieme a
Giovanni Lolli, poi le assemblee di Teramo e dell'Aquila per la «capagna di
ascolto». A gennaio un'assise regionale per concretizzare il nuovo partito. Chi
si attende un rinnovamento solo generazionale rimarrà deluso. Il Pd però sul
tappeto ha molte questioni da discutere e da far quadrare. Come il dibattito
sulla divisione dei ruoli, tra istituzionali e di partito. Da quella del
«rigore morale» al ricambio della classe dirigente che dovrà fare una scelta
per non ricadere nei vecchi vizi. Una scissione di incarichi che è avversata
sia dai molti dirigenti che da anni gestistono partito e amministrazioni, sia
dai giovani leoni, quei quadri itermedi, i quarantenni. Una sfida con veti
incrociati. Scontro sulle facce nuove I primi perchè da decenni sono nel doppio
ruolo chiave di avere posti, incarichi, stipendi e voti, i secondi perchè
vivono nell'aspettativa di politici in carriera ma anche alle dipendenze
economiche della stessa politica come amministratori
locali. Quello che uscirà dalle macerie giudiziarie e da un dibattito interno
dirompente, pieno di aspettative e passione, ma è ancora tutto da definire.
Brutti da uomo esperto ha già una sua idea, e punta nel sentire tutti e
decidere solo al termine della sua ricognizione. Ha incontrato i segretari
provinciali chiedendo e ottenendo massima collaborazione ma, nel contempo,
ritiene che tra amministratori ed esponenti Pd, anche quelli di lungo corso, ci
siano forze capaci di rilanciare il partito. «Serve rigore» «Credo che sono
emersi già due punti nei quali c'è un vasto consenso», racconta Brutti, «il
primo è l'esigenza di rigore nella politica, noi
dobbiamo lanciare l'offensiva della trasparenza, essere i protagonisti delle
nuova fase della vita politica della Regione, nelle
città e nelle amministrazioni dove siamo al governo. Chi fa politica
ha alcuni doveri in più rispetto a chi svolge altre attività professionali.
Questo lo dobbiamo rendere chiaro subito che c'è un forte impegno a rendere
sempre più limpida l'immagine della politica del Pd e dei suoi uomini. Al tempo stesso tanti amministratori e
militanti Pd riscuotono la fiducia dei cittadini, che sono persone per bene».
«Ora l'innovazione» La ricognizione sul campo per Brutti servirà anche a capire
se le forze nuove saranno i protagonisti della svolta, o se c'è da fare
innesti. Dalla richiesta di rinnovamento, infatti, anche le «facce
nuove», ora sollecitano una «innovazione di metodo». «Il mio impegno è
promuovere un gruppo dirirgente nuovo che guidi il partito e nel quale abbiano
largo posto i quadri più giovani. L'angrafe, però», avverte Brutti, «non è
tutto ma è un dovere per noi formare dirigenti e amministratori del domani e
promuovere i giovani. Il mio mandato è a tempo per costruire condizioni di
normalità e rilanciare l'azione del Pd». Oggi Brutti sarà alle
( da "Secolo
XIX, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il Savona torna a ruggire come una
grande allenamenti a tappe forzate e mercato azzeccato Il successo del
"Riboli" ha riportato l'ottimismo. «La squadra è di nuovo tale dopo
una lunga assenza», dice il diesse Panucci 22/12/2008 Savona. Il gol di Salis
in casa della Lavagnese ha regalato un Natale sereno al Savona. Un successo
cercato da una squadra ritrovata. I quindici giorni di allenamento sembrano
aver fatto bene alla squadra di Enrico Bortolas, che ha ritrovato grinta,
determinazione e una certa lucidità a livello tattico, tutte caratteristiche
che i tifosi non vedevano da molte settimane. «È stata una vittoria fortemente
voluta dal gruppo - commenta il diesse Patric Panucci - a livello psicologico è
una mezza svolta. La squadra è tornata ad essere tale, dopo alcune settimane di
totale assenza». Una vittoria che ha però lasciato il segno. Come era già
accaduto al difensore Feliciello, infortunatosi gravemente al ginocchio alla
seconda presenza, anche il giovane attaccante albanese
Cota ha dovuto pagare pedaggio: il giocatore si è procurato una distorsione ad
un ginocchio al secondo gettone in biancoblù. Nei prossimi
giorni il calciatore si sottoporrà ad esami di accertamento. «Non siamo certamente
fortunati - prosegue il diesse - abbiamo ingaggiato due giocatori e dopo solo
due presenze si sono infortunati». Acquisti in corsa azzeccati sono stati
invece quelli di Troiano, un centrocampista vero che non si vedeva da alcune
stagioni in biancoblù, Giuntoli, che ha dato esperienza in campo ed è
diventato subito punto di riferimento nello spogliatoio, e Falchini, che ha
dimostrato di avere grinta da vendere. «Falchini è un combattente con una
discreta tecnica. Ha lo spirito giusto per indossare questa maglia. Saprà
essere determinante nel girone di ritorno», conclude Panucci. Alla ripresa
delle ostilità, il 4 gennaio, tornerà a disposizione Salafrica, che potrebbe
formare con Troiano una bella coppia di centrocampo. La squadra non mollerà
però la presa, soprattutto ora che i play-off sono stati
"resuscitati" dalla federazione. I biancoblù torneranno infatti ad
allenarsi oggi con una doppia seduta. Gli striscioni si fermeranno solo a
Natale e a Santo Stefano. Martedì 30 il Savona giocherà invece un' amichevole
in casa dell'Imperia. Alla ripresa la squadra di Bortolas avrà la possibilità
di giocare tre gare al Bacigalupo. Il 4 gennaio, ultimo turno del girone di
andata, arriverà la Rivarolese, formazione che ieri si è tolta la soddisfazione
di rifilare tre reti allo Spezia. Tre giorni dopo si giocherà invece la gara di
recupero della diciassettesima giornata contro il rinfrancato Derthona. Infine
l'11 gennaio sarà la disastrata Novese a far visita ai biancoblù. Un trittico
di gare da sfruttare a pieno anche se statisticamente la squadra di Bortolas ha
dimostrato di sapersi esprimere meglio lontano dall'ombra della Torretta.
Martin Cervelli 22/12/2008
( da "Unita,
L'" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il magistrato: «Si parla di
questione morale, ma si consente che gli interessi privati scavalchino quelli
pubblici, che i deboli siano sopraffatti dai forti» Antonio Ingroia, allievo di
Paolo Borsellino e da pochi giorni nominato dal Consiglio Superiore della
Magistratura procuratore aggiunto a Palermo, è uno di quei magistrati che da
sempre, da quella prima linea siciliana in cui si batte da quasi vent'anni, ha
avuto a che fare con il rapporto perverso tra l'amministrazione pubblica e la
criminalità più o meno organizzata. Nell'apprendere la notizia pubblicata ieri
da l'Unità della possibilità per enti locali e stazioni appaltanti di affidare
gare «fino a 500 milioni» con la modalità della trattiva privata (senza una
gara di evidenza pubblica), sembra trasecolare. Cosa ha pensato quando ha letto
quell'emendamento della maggioranza? «Non faccio processi alle intenzioni ma
siamo in un momento in cui il dibattito politico è incentrato sulla questione
morale, sui rimedi per intervinire su questa e per dare regole e certezze, e
invece mi pare ci sia un'ulteriore brusca accelerazione verso una deregulation
proprio nel settore degli appalti allargando il raggio degli appalti pubblici
che possono essere assegnati a trattativa privata, che mi sembra vada in
controtendenza rispetto alle esigenze dell'attualità. Non mi pare la risposta
giusta rispetto alla richiesta di legalità che viene dal Paese. L'esigenza di
legalità si soddisfa con maggiori regole. L'idea della trattativa privata è
l'opposto di questo». Lei afferma che il cittadino, in questo momento, vorrebbe
più regole per sentirsi maggiormente garantito... «Meno regole significa meno
controlli giudiziari e amministrativi. Quindi maggiore possibilità che gli
interessi privati prevalgano su quelli pubblici. Meno regole, significa che i
deboli sono danneggiati a favore dei più forti. E in questo caso il più debole
è il cittadino. Dall'altro lato, intanto, si prova a indebolire
i poteri di inchiesta della magistratura». Una parte del centrodestra vorrebbe
cancellare anche le intercettazioni telefoniche per i reati che coinvolgono la
pubblica amministrazione «Ancora una volta l'attualità ci propone un fenomeno
di corruzione e di abusi politici sempre più dilaganti e di inchieste che
riescono a disvelarli (al di là delle singole inchieste sulle quali,
naturalmente, non entro), ma che consentono di provarli proprio grazie
all'attività di intercettazioni telefoniche. Intervenire in questo settore così
delicato in questo momento significa anche impedire ai cittadini di conoscere
cosa succede nelle segrete stanze del potere. È un fatto». In questi giorni,
proprio sulla scorta delle intercettazioni napoletane, alcuni commentatori
hanno notato l'abbassamento della soglia di ciò che, per alcuni amministratori
pubblici, è considerato "reato". «Negli ultimi anni c'è stato un
massiccio intervento sia al livello legislativo che informativo per creare una
sempre minore sensibilità ai comportamenti di illegalità della classe politica. I frutti sono questi. Abbiamo una società sempre
più indifferente, soprattutto nella sua classe dirigente, al valore della
legalità e al valore degli interessi pubblici. Per questo prevalgono gli
interessi privati. Sono stati proposti come interessi vincenti quelli che si
basano sulla sopraffazione dell'interesse pubblico su quello che è l'interesse
privato». Come si può invertire una tendenza del genere? «Quello che mi
preoccupa è che ci sono sempre meno voci a contrastare questa linea di
tendenza. In altri tempi, come ha scritto anche il vostro giornale, c'erano
voci autorevoli che venivano dal mondo della cultura, intellettuali, pensiamo a
persone come Moravia, Pasolini, Sciascia, che dicevano la loro. Oggi c'è un
grande silenzio. Anche questa è una delle anomalie dell'Italia di oggi».
Secondo lei a quando si può datare l'inizio di questa slavina? «Io credo che la
stagione di Mani Pulite sia stato un inizio che poteva costituire una grande
stagione per l'Italia. L'occasione per un profondo rinnovamento che non è mai
avvenuto. Quella stagione è stata anche insanguinata dalle stragi del '92 e del
'93 e anche sulla stagione di quelle stragi non si è mai chiarita la verità
fino in fondo. In quegli anni cruciali è come se l'Italia non fosse riuscita a
fare chiarezza e verità e a costruire un'Italia diversa. Quella è stata
l'occasione persa». Con regole che continuano a venir meno, qual è la
difficoltà che incontrate nel condurre una battaglia con mezzi sempre più
spuntati? «Ad oggi sussistono ancora le minime condizioni per farlo. Abbiamo la
straordinaria professionalità della polizia giudiziaria che, nonostante le
enormi difficoltà in cui ci dibattiamo, riesce a raccogliere risultati
straordinari. Quando queste condizioni dovessero venire meno saremo i primi a
trarne le dovute conclusioni». Quali saranno queste conclusioni? Una cosa tipo
«è finita»? «Esatto».
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
SECONDA CATEGORIA pag. 29 X Martini
2 Gualdo Duecentola 0 X MARTINI: Grilli, Manto... X Martini 2 Gualdo Duecentola
0 X MARTINI: Grilli, Manto, Chimenti (30? Vecchiati), Savelli, Rizzati, Vacchi,
Piemontese, Crivellini, Minutolo P. (70? Tirri), Minutolo A., Minghini. All.
Trombini GUALDO DUECENTOLA: Dalla Libera, Soncini (90? Panico), Peccenini,
Tessarin, Barbieri (?46 Ghelli), Bacilieri, Guio, Cotti, Trapella, Mastella
(?65 Beneventi), Barigozzi. All. Cervone Arbitro: Passarella di Ferrara
Marcatori: 50? Minutolo P., 75? Vacchi su rig. ESPULSI: 69? Guio
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
SECONDA CATEGORIA pag. 29 Stella Rossa Morciano 1 Tre Esse 2 STELLA ROSSA MORCIANO:
Santucci, Bartoleni, Celli, Ricci, Ringucci, Benedetti, Bartolini, Mancini,
Amati, Andreani, Capuozzo. (Zanca, Di Fonzo, Tonini). All. Bartolini. TRE ESSE:
Pratelli, Ferrari, Della Biancia, D. Pritelli (dal 30? p.t. Bracalenti s.v.,
dal 42? p.t. Protti s.v., dal 30? s.t. Marchetti), Ballarini, Vecchi, Brighi,
E. Pritelli, Tonti, Rizzo, Calesini. (Pasquini,
Bovino, Lapi, Ortolani). All. D?Angelo. Arbitro: Ascari di Rimini. Marcatori:
Amati al 3? p.t.; Calesini al 32?, Marchetti al 42? s.t.
( da "Messaggero,
Il (Latina)" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Lunedì 22
Dicembre 2008 Chiudi Avevano appena scassinato le gettoniere dell'autolavaggio
self service di Campoverde, all'interno di un distributore sulla Pontina.
Pensavano di averla fatta franca ma non avevano fatto i conti con i carabinieri
della stazione che stavano svolgendo un servizio di controllo del territorio
insieme ai colleghi dell'8° battaglione Lazio. E così sono stati sorpresi due
romeni, uno di 19 anni e l'altro di 25. Avevano fatto un lavoro preciso,
portando via circa 500 euro. Tante monete, qualche banconota, il furto comunque
era riuscito fino a quando non sono intervenuti i militari. I ladri, colti sul
fatto, hanno tentato un'inutile fuga ma dopo alcuni metri sono stati bloccati.
Questa mattina compariranno davanti al giudice per il processo per
direttissima, devono rispondere di furto aggravato in concorso.
( da "Tempo,
Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
stampa Per il capogruppo del Pdl alla
Camera «non c'è nessuno stop» «Hanno ragione entrambi Faremo tutte le riforme»
Fabrizio dell'Orefice f.dellorefice@iltempo.it Fabrizio Cicchitto non si
scompone per nulla davanti alle parole di Umberto Bossi. Legge e rilegge le
parole del leader della Lega. Quindi il capogruppo del Pdl alla Camera
sentenzia: «Guardi, io non vedo nessuno stop, nessuno altolà e tantomeno una
frenata». Be', Berlusconi sogna il presidenzialismo e il ministro per le
Riforme afferma che non c'è spazio. Sono in contrasto? «Hanno entrambi
ragione». Sembrano dire due cose opposte. «No, assolutamente. Berlusconi pensa
che il presidenzialismo sia il miglior assetto per lo Stato. Ritiene che sia
necessaria una riforma ma non ha indicato un tempo, ovvero non ha detto che si
debba fare subito. E Bossi spiega che in questo momento non è possibile, ed è
vero visto che il Parlamento sta per affrontare due grandi riforme: federalismo
e giustizia». Insomma, per il presidenzialismo se ne parlerà solo nella seconda
parte della legislatura? «Sì, prima si deve sviluppare un confronto
politico-culturale per inquadrare il problema e definirlo sul terreno di
proposte di legge. Tenga conto che proprio l'accentuazione del federalismo
richiede al vertice dello Stato un leader istituzionale e politico forte».
Senta, ma successione a Berlusconi presidenzialismo sono due concetti che vanno
di pari passo? «Chi lo fa compierebbe una ricostruzione non arbitraria. Ma non
credo si possa dire altro». E Bossi? è nervoso perché vede porre altri punti
all'ordine del giorno? «Non ne avrebbe motivo. Il federalismo è al primo punto
all'ordine del giorno, la giustizia al secondo». La Russa dice che non gli
risulta ancora l'accordo sulla giustizia. «A me risulta di sì, restano aperte
alcune questioni meramente tecniche. Quelle sul "pm poliziotto" e
altri aspetti. A gennaio in Consiglio dei ministri arriverà un primo progetto,
poi ci sarà un ampio lavoro di audizioni in Parlamento, tra cui rappresentanti
dell'Anm e delle camere penali». E lei pensa che con il Pd si possa aprire un
dialogo? «Me lo auguro. Chi viene dall'esperienza del Pci aveva due strade
davanti: o fare un partito veramente riformista e socialdemocratico o fare il
partito dei giudici. Mi sembra che Veltroni stia prendendo questa seconda via».
Ma perché? è ricattato? «A vedere dall'esterno è molto succube di Di Pietro. Il
quale per esempio è molto informato sulle attività di talune procure». Di quali
procure? «Per esempio di quanto avviene a Napoli dove sembrano essere usciti di
scena personaggi che forse potevano essere ricondotti all'Idv». E
nell'inchiesta di Napoli potrebbero venire fuori sorprese per Veltroni? «Questo
non lo posso sapere. Ripeto, a vedere dall'esterno sembra che se le aspettino.
Ma qui la questione è più complessa». Più complessa? «Vede, il finanziamento ai
partiti avveniva per Dc e Psi attraverso le correnti.
Nel Pci invece c'era una sorta di "compartimentazione" fra chi faceva
politica e toccava pochi soldi e chi si occupava di
questa specifica attività; poi il Pci era finanziato dall'Urss, dalle coop
rosse e dagli industriali amici: era il finanziamento più
irregolare che ci fosse. Oggi a sinistra, nel Pd, comandano essenzialmente gli
amministratori locali. D'altro canto furono loro a volere il partito dei
sindaci e dei presidenti delle Regioni. Quello che sembra emergere sono alcune
malefatte di taluni amministratori che loro hanno tanto osannato in questi
anni. Verrebbe da dire: chi è causa del suo mal pianga se stesso». Ma
perché solo oggi si indaga a sinistra? «Perché sono saltate le copertutre
politiche». Le coperture? «Pensi soltanto a Violante. Probabilmente è saltato
il sistema di protezione che ha salvato il Pci negli anni di tangentopoli.
Violante dal 1989, negli anni successivi, ha costruito un sistema assai
complesso per la difesa e l'attacco sul piano giudiziario. Oggi non è più così
e a sua volta lo stesso Violante sostiene posizioni accettabili sul terreno
della riforma della giustizia».
( da "Sole
24 Ore, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il Sole-24 Ore sezione: EDITORIA
data: 2008-12-21 - pag: 37 autore: Casi editoriali Un milione di numeri primi Ci
ha messo un anno esatto: sotto Natale il romanzo di Paolo Giordano raggiungerà
la fatidica cifra. E col film in arrivo, si prepara a continuare la marcia di
Stefano Salis L a copia numero «un milione» è stata sfornata dalle rotative
lunedì 15 dicembre, con la 31a ristampa,nella tipografia Mondadori di Cles,
vicino a Trento. E, con i ritmi di vendita che lo hanno accompagnato nella sua
marcia trionfale quale fenomeno editoriale del 2008, il cliente numero «un
milione» l'avrà acquisitata nei prossimi due giorni. In questo lasso di tempo,
intanto, è statagià fattaun'altra ristampa. La numero 32. Chi gliel'avrebbe mai
detto a Paolo Giordano, 26 anni, fisico dall'aria timida e dal sorriso cordiale
(mantenuto anche dopo il successo), che con il suo romanzo avrebbe sbancato le
classifiche, sarebbe diventato da illustre sconosciuto a volto noto della
letteratura italiana (con promesse da mantenere: ora, si sa, viene il
difficile) ma anche uno dei pochi Paperoni – risvolto mica da poco (e in molti,
colleghi e no, non glielo perdoneranno mai) – della scrittura? La storia de La
solitudine dei numeri primi è singolare e per molti versi irripetibile, ma
rappresenta anche uno dei casi più emblematici delle tendenze editoriali di
oggi. Il manoscritto arriva in Mondadori grazie all'insistenza di Raffaella
Lops («senza la quale il libro non ci sarebbe stato», la ricorda Giordano nei
ringraziamenti), libraia e amica dell'autore. Siamo ad ottobre: il gradimento è
immediato. Antonio Franchini a Segrate legge e decide in un amen di
pubblicarlo. Alla Mondadori sono tutti d'accordo e ci credono: a Francoforte
2007 ne parlano con entusiasmo. La tiratura iniziale è alta, infatti: 25mila
copie (contro le 8 mila "normali" per un libro di narrativa italiana
e le 5500 con le quali partì Gomorra di Saviano). Per un esordiente ignoto e
per un libro di notevole qualità letteraria (qualunque cosa ne dicano i
blogger, sempre col senno del... dopo il trionfo) è tantissimo. I giornali ci
credono pure: in pochi giorni Giordano racimola una decina di recensioni sui
principali supplementi letterari. Non si grida al capolavoro, ma si riconosce
che il libro c'è:poche chiacchiere.A fine gennaio ha già venduto 50 mila copie.
Tenete presente che ancora a metà degli anni ' 80, questa cifra significava «grande
successo ». Il minimalismo americano, alla Leavitt, per intenderci, vendeva (e
bene, e sulla scorta di intere paginate dei giornali) sulle 30 mila copie a
titolo. Il primo posto in classifica arriva sotto la Fiera del Libro di Torino.
Poi con i premi (il Campiello Opera Prima e, soprattutto, lo Strega) l'effetto
moltiplicatore decolla. Le ristampe da 20 mila copie alla volta passano a
centomila: a giugno siamo a 300 mila copie vendute, negli ultimi sei mesi il
ritmo raddoppia. E con il film in arrivo (lo girerà Saverio Costanzo, con la
collaborazione alla scrittura dello stesso Giordano), Mondadori brinda al 2009
potendo contare su un titolo che in edizione rilegata, al costo di 18 euro,
avrà una scia ancora lunga, prima di approdare al tascabile. E se è vero che di
"milionari" se ne sono avuti altri (Stella-Rizzo, Faletti, Saviano, Mazzantini, Brizzi, Tamaro, e, in tempi
remoti, Eco solo per guardare in casa nostra), la «favola-Giordano» conferma
che l'editoria ha sempre più bisogno di questi megaseller. « The winner takes
it all » cantavano gli Abba anni fa: è ciò che succede con i libri da qualche
tempo. Rotti gli argini oltre i quali l'"effetto valanga" (del
quale parla Franchini) è assicurato, l'asso pigliatutto cala sul tavolo. E
prima che qualcuno alzi il ditino per la solita tiritera commerciale vs
letterario, mettiamo le mani avanti. Ciò che questo giornale aveva da dire nel
merito dell'opera lo ha scritto Giovanni Pacchiano un anno fa. Qui occorre solo
ricordare che è grazie ai Paolo Giordano che si possono pubblicare le tante (e
magari più meritevoli e migliori) opere che non avranno mai il suo stesso
successo. E non il contrario. Ricordarselo sempre. Fosse solo anche per
questo... avercelo, un Paologiordano ogni anno! Una prima tiratura sostenuta,
la vetta della classifica a maggio poi lo Strega che moltiplica le vendite. Un
«effetto-valanga» sempre più necessario Stregato dalle cifre. Paolo Giordano
(26) brinda alla vittoria del Premio Strega 2008, diventando il più giovane
vincitore di sempre del premio. Il suo libro è stato già venduto in 32 Paesi ed
è in fase di lavorazione il film tratto dal romanzo. Lo dirigerà Saverio
Costanzo
( da "Corriere
della Sera" del 22-12-2008)
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Corriere della Sera - ROMA -
sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-12-22 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Dossier Staderini (allora Inpdap) ruppe con l'avvocato napoletano e
mandò una relazione sulle sue inadempienze L'allarme sull'impresa già al Senato
nel 2004 Nell'aprile del 2004, una dettagliata relazione sulle inadempienze
gestionali della «Romeo Spa» (e, per la verità, anche d'altre imprese)
raggiunse su una scrivania del Senato. Conteneva svariate informazioni sulla
discutibile efficienza dei service romani dell'avvocato Alfredo Romeo, il cui
maggiore capriccio era la frequente omissione dei rendiconti patrimoniali al
committente. Lasciandolo, così, bizzarramente all'oscuro riguardo a proventi e
costi delle proprietà amministrate. Il documento, puntigliosamente redatto,
recava la firma dell'allora presidente Inpdap, Marco Staderini. Attuale
consigliere di amministrazione Rai, tuttora Udc («più che mai» dice) e, per
l'appunto, presidente Inpdap dal 2003 al settembre 2008. La scrivania, invece,
era di Francesco Amoruso (Alleanza Nazionale), presidente della commissione
bicamerale sugli Enti previdenziali. Il quale, per la verità, aveva appena finito di cimentarsi con una vecchia piaga:
l'eccesso di comitati e rappresentanze sindacali (con relativi gettoni di presenza) all'interno degli stessi. In quelle pagine c'era tutto del
metodo Romeo, come pure di altre ditte che avevano gestito e gestivano per
Inpdap un patrimonio immobiliare consistente (un tempo circa 40mila alloggi,
poi cartolarizzati e ridotti all'epoca a circa 12mila) e diviso in dieci lotti
differenti. «Premetto che, a mio parere, un manager pubblico deve amministrare
nel modo più puntiglioso. Badando che bilanci e comportamenti siano positivi»,
dice Staderini. Profitto ed etica, insomma. La «Romeo Gestioni spa» non era
sulla stessa lunghezza d'onda a quanto pare: «Per prima cosa mi accorsi che non
c'era alcun rendiconto su quanto veniva fatto. Capii che le cose non
funzionavano. Convocai le ditte attorno a un tavolo e contestai il loro modo di
procedere. In sostanza dissi loro: "Grazie, ma facciamo tutto da
soli." Ci furono proteste. Finimmo in tribunale. L'Inpdap chiese i danni
alle ditte per le inadempienze contrattuali. Con quattro di loro (fra cui
Pirelli Re, Edilnord e Sovigest, ndr) trovammo un accordo, con altre due invece
no» spiega Staderini. «Gefi» e «Romeo Gestioni », entrambe dell'avvocato
napoletano: la causa è tuttora in corso. Prudentemente cauto nei dettagli, l'ex
presidente Inpdap ammette che non fu cosa facile liberarsi del sistema-Romeo.
Nel '96 la ditta era già insediata all'Inpdap (al momento gestisce metà del
patrimonio Inps) e si cominciavano a intravedere i primi effetti: «L'anno prima
gli immobili fruttavano il 3 per cento in bilancio. L'anno dopo il vantaggio
era azzerato e le ditte appaltatrici avevano causato un meno 6 per cento»,
sostiene l'allora rappresentante dei sindacati di base, Ettore Davoli. Staderini,
insediato successivamente, ammette adesso le difficoltà. Ma vi furono pressioni
pro-Romeo? «Diciamo che fu una cosa su cui ragionai a lungo ma la loro
esclusione fu fondamentale per riorganizzare l'ente. Oggi Inpdap ha chiuso con
un saldo positivo di 275 milioni di euro». Gli affitti li riscuote direttamente
l'Agenzia delle entrate, con vantaggi per ente e inquilini, afferma l'attuale
consigliere d'amministrazione Rai. Sulla relazione-Staderini vi furono
audizioni e già nel 2004, la prassi-Romeo era nota: nel documento si parla di
inefficienze nel recupero della morosità, trascuratezza della manutenzione,
ambiguità nelle relazioni tra committente e appaltatrice. I rumors si diffusero
al punto che Staderini fu citato dall'avvocato per «danno d'immagine». Ma, a
quanto pare, il danno non è stato così irreversibile per «don Alfredo»: in
Campidoglio avevano in serbo altri affari per lui e l'appalto successivo (per
la gestione del patrimonio immobiliare) doveva arrivare dodici mesi più tardi.
Ilaria Sacchettoni \\ Staderini: non dico sia stato facile, ma ero molto
determinato a mandarli via
( da "Opinione,
L'" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Oggi è Lun, 22 Dic 2008 Edizione
275 del 20-12-2008 Intervista a DOMENICO NANIA, vicepresidente del Senato/ La questione
morale è l?ultima scia di Tangentopoli di Traiano Bertollini Quasi un ventennio
speso a discettare delle differenze tra Prima e Seconda Repubblica per poi
ritrovarsi a fare i conti con le stesse pratiche e il consueto malcostume di
una classe politica che, oggi come allora, fatica a
rinnovarsi negli uomini, ma soprattutto nel modo di concepire il proprio ruolo.
Le anime pie che ancora si ostinavano nel vedere in Tangentopoli una svolta
epocale e soprattutto le avevano attribuito la valenza di spartiacque tra
presente e passato della politica si devono arrendere
all?evidenza dei fatti. Le inchieste che stanno scuotendo le fondamenta della politica italiana stanno facendo emergere un quadro
desolante, nel quale il Pd ed i suoi esponenti vanno annoverati come ultimo
tassello, in ordine di tempo, di un sistema molto più composito ed esteso.
L?onorevole Domenico Nania, vicepresidente del Senato, ha dichiarato che la
questione morale è l?ultima tessera del puzzle di Tangentopoli. Onorevole qual
è il nesso che unisce l?attualità al passato? Il nesso, fondamentalmente, lo si
può riscontrare nella pratica disinvolta della gestione degli affari. La bufera
giudiziaria che investe oggi il centro sinistra costituisce la prova più
evidente che la componente più politicizzata della magistratura, colpendo
durante il periodo di Tangentopoli la Dc e il Psi e salvando il Pci-Pds,
nonostante fosse organico nella spartizione delle risorse, ha creato le
condizioni per far sopravvivere nel tempo il malaffare e la corruzione.
La situazione attuale non è un elenco di singoli casi, ma è l?ultimo atto in
ordine di tempo di un percorso che ci riporta a Tangentopoli. La leggenda che i
buoni fossero solo da una parte è definitivamente archiviata? Su Tangentopoli
si è giocata una doppia partita. Una morale ed una politica.
La magistratura ha deciso di combattere la corruzione,
ma nella pratica le toghe rosse hanno messo al centro della propria azione solo
una parte, perseguitando i socialisti per fare spazio ai comunisti. A quell?epoca
la sinistra aveva circa il 50% delle amministrazioni locali, ma la magistratura
ha sistematicamente evitato di investigare sull?operato di certi politici,
mentre occorreva dare vita ad un?azione a 360 gradi. Ma perché il Pd è finito
nell?occhio del ciclone giudiziario proprio ora? Veltroni, D?Alema e Violante,
pur riconoscendo che qualcosa non funziona a sinistra, rifiutano di parlare di
esplosione di una questione morale che li riguarda, ma si limitano a parlare di
singoli episodi. Così facendo ricordano i leader dei partiti che sono stati
interessati da Tangentopoli quando minimizzavano gli scandali che, uno dopo
l?altro, li travolgevano. E? del tutto evidente che sarebbe meglio per tutti se
riconoscessero che non si tratta, quando la corruzione
riguarda loro, di un allentamento della questione morale, ma di una questione
morale vera e propria, la cui origine risale alla protezione di cui godevano
durante Tangentopoli. Condivide l?opinione di chi vede un collegamento tra
ipotesi di riforma della giustizia ed intensificazione delle iniziative della
magistratura a carico dei politici? Non ho le prove, ma mi appello alla
statistica. Ogni volta che in Italia si parla di riforma scattano le indagini.
E? innegabile che il Pd rispetto all?Idv appare come un possibile interlocutore
del Governo e agli occhi della parte più ideologizzata della magistratura ciò
risulta intollerabile. I benefici di questa azione vanno tutti a Di Pietro ed
al suo partito, sicuramente più affidabile, visto che punta tutto sulla delegittimazione
dell?avversario politico Berlusconi. In questa fase l?Idv è un riferimento per
coloro che non vogliono la riforma della giustizia. Per uscire dalla situazione
attuale la risposta politica che lei ipotizza è il
ricorso ad una legge sui partiti. Chiariamoci: la politica
che dovrebbe legiferare sui partiti non può essere quella politicante,
ma quella al servizio della gente. La politica deve
decidere se il principio dell?onestà è un valore sul quale si deve formare la
classe dirigente del Paese oppure se è qualcosa da invocare quando si sta
all?opposizione e da abbandonare quando si governa. In ogni caso serve una
nuova etica costruita sul principio che l?onestà rappresenta un bene pubblico per tutti e che la lotta alla corruzione aiuta a
combattere lo spreco alle risorse. Ottimi presupposti, ma è una strada
realisticamente percorribile? In Germania, per fare un esempio, la legge sui
partiti esiste. Un ipotesi dalla quale partire è quella della creazione per
ogni partito di un comitato di saggi che prenda in esame le candidature sulla
base di principi di onestà, passione e dedizione. Occorre entrare nella
democrazia interna dei partiti, anche se è difficile convincere chi nel suo dna
ha il centralismo. Ora il Pd ha la possibilità di prendere le distanze da quel
modo di ragionare, ma occorre il coraggio per potersi differenziare rispetto al
proprio passato. Torniamo alla legge e alla sua articolazione. Andrebbe basata
su tre punti: oltre alla democrazia interna, alla selezione delle candidature
sulla base della verifica dei risultati ottenuti sul territorio, si dovrebbero
conferire le promozioni agli incarichi di Governo come premio politico a chi si
è distinto nella realizzazione di interessi pubblici. Il sistema sanzionatorio
di questa legge sui partiti dovrebbe puntare più sul discredito sociale e
politico a carico di chi si rende protagonista di fatti deprecabili,
prevedendone l?incandidabilità e rifiutandone l?iscrizione. Sul piano penale
invece, resta fermo il principio costituzionale del garantismo che deve sempre
rappresentare il pilastro della nostra democrazia.
( da "Opinione,
L'" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Oggi è Lun, 22 Dic 2008 Edizione
275 del 20-12-2008 Riforma giustizia Due domande a Feltri ed a Stella di Arturo Diaconale La proposta della riforma della
giustizia si scontra oggi con due diverse posizioni contrarie. Leggi ?Libero? e
Vittorio Feltri sostiene che non si deve procedere ad alcuna riforma della
giustizia perché bisogna dare ai magistrati la possibilità di completare
l?opera iniziata durante la prima metà degli anni ?90 con la ?rivoluzione
giudiziaria?e smantellare, dopo la classe dirigente formata dai vecchi partiti
democratici, anche quella costituita dagli eredi del Pci e della sinistra
democristiana. L?appello di Feltri a Berlusconi è chiaro e preciso: ?caro
Cavaliere, rinvia a data da destinarsi la riforma della giustizia e consente ai
Pm ed a Di Pietro da fare finalmente strame della sinistra rappresentata dal
Partito Democratico?. Leggi poi il ?Corriere della Sera? e registri che Gian
Antonio Stella, l?autore insieme a Sergio Rizzo dei fortunati volumi contro la ?casta? della politica,
avanza la stessa richiesta di Feltri. Quella di non procedere con la riforma
della giustizia. E lo fa in nome della necessità di non legare le mani ai
magistrati decisi finalmente a portare avanti l?azione di pulizia legale e
morale avviata quindici anni fa e mai portata definitivamente a termine. Il
primo, Feltri, pensa che la riforma della giustizia possa diventare uno
strumento per salvare ciò che resta degli ex comunisti. Il secondo è invece
convinto che la riforma sia solo una sorta di mordacchia per i magistrati che
invece dovrebbero essere lasciati liberi di continuare nell?opera di ripulitura
e di moralizzazione della casta politica e tutti gli angolini sporchi del
paese. Ora si può essere in disaccordo con Feltri che chiede a Berlusconi di
lasciare ai Pm l?incombenza di dare il colpo di grazia agli ex Pci? E si può
contestare Gian Antonio Stella se sollecita lo stesso
Berlusconi a non impedire ai magistrati di fare pulizia? Certo che si può
essere in disaccordo con richieste così sentite e popolari! Anzi, si deve.
Perché inseguire la facile popolarità impedisce di approfondire e comprendere
la realtà. Feltri, ad esempio, è tratto in errore dal suo timore che con la
riforma della giustizia gli ex comunisti possano sfuggire ancora una volta al
loro destino di finire come la vecchia Dc ed il vecchio Psi. Il direttore di
?Libero? deve convincersi che un rischio del genere non esiste. Per la semplice
ragione che ha distruggere gli ex comunisti non ci pensano i magistrati ma i
diretti interessati. I Pm che smantellano le giunte locali di colore rossiccio
e minacciano di arrivare anche al coinvolgendo anche l?ex sindaco di Roma
possono accelerare un processo che nulla e nessuno può ormai fermare. Ciò che
manca al Pd non è solo la morale dei suoi amministratori locali. E? la
strategia politica dei suoi vertici nazionali. Ed un partito senza una idea, un
progetto, una strategia è un morto che cammina. A sua volta Gian Antonio Stella deve sforzarsi di andare oltre la convinzione che non
sia questo il momento di una riforma che potrebbe ostacolare il percorso
virtuoso dei magistrati. Al prestigioso inviato del ?Corriere della Sera?, che
nella crociata contro la classe politica ha trovato un filone d?oro della
propria attività, va chiesto di rispondere a due domande precise. E? da quasi
vent?anni che i nemici di ogni riforma della giustizia sostengono che il
cambiamento vada rinviato a momenti più opportuni. Ma ci sarà un tempo in cui
questi momenti saranno finalmente opportuni? E, di seguito: dopo che la
magistratura avrà definitivamente smantellato la classe politica a chi toccherà
riempire il vuoto provocato dai Pm virtuosi e giacobini? Da Stella?
Da Antonio Di Pietro e dal suo partito formato per il cinquanta per cento dei
riciclati della vecchia Dc? Dai componenti del patto di sindacato del Corriere
della Sera? O da qualche demiurgo con la toga pronto a fare il virtuoso sulla
pelle della democrazia italiana? Su questi interrogativi è bene riflettere.
Perché la strada dell?immobilismo antiriformista intrecciata con quella del
discredito costante nei confronti delle istituzioni democratiche ha solo uno
sbocco. Quello dell?autoritarismo golpista!
( da "Sicilia,
La" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Scatta il «bonus energia»Dal 12
gennaio. Le istanze saranno raccolte dalle otto circoscrizioni Una parte del
titolo («misure di contenimento della spesa pubblica») della legge regionale
Scoma sugli enti locali approvata dall'Ars il 4 dicembre, per certi versi,
esemplifica una diffusa volontà di combattere gli sprechi della politica. Come
sostiene qualcuno è la prima volta che la Regione legifera per eliminare
privilegi. Certo, ci sono tanti altri settori, finanziariamente ben più corposi
degli enti locali, dove intervenire. Però è già qualcosa che il primo passo sia
stato fatto. Questa nuova legge tocca anche il tanto dibattuto tema del
decentramento, ridimensionando le indennità e i gettoni di
presenza dei presidenti e dei consiglieri di circoscrizioni, ma
soprattutto regolamenta in maniera diversa l'istituzione di questi organismi e
finalmente obbliga i comuni, entro 180 giorni dall'entrata in vigore della
normativa, a delegare funzioni in materia di servizi demografici, servizi
sociali e di assistenza sociale, scolastici ed educativi, nonché attività e
servizi culturali, sportivi e ricreativi. Sul piano politico crediamo sia
quest'ultimo obbligo delle deleghe entro 180 giorni l'aspetto più rilevante
della legge, almeno per quanto riguarda le circoscrizioni. Dovrebbe finalmente
eliminare quello che è stato uno scandalo. A Palermo, come del resto in tutti
gli altri comuni siciliani, i 120 consiglieri di circoscrizione, eletti dal
popolo, finora, pur regolarmente pagati - i consiglieri con gettoni
di presenza e i presidenti con lauto stipendio mensile - non hanno mai
amministrato un bel niente. Uno scandalo che dura da oltre un decennio e sul
quale le forze politiche - tutte indistintamente -, pur denunciandone
costantemente la portata, al momento di venire al dunque, hanno sempre fatto
orecchio da mercante. Insomma, è convenuto a tutti mantenere questo stato di
cose per poter controllare elettoralmente il territorio. Difficile elencare
quanti inutili tentativi, negli anni, sono stati fatti a
Sala delle Lapidi per tentare di raddrizzare questa baracca di un decentramento
fantasma, esistente solo sulla carta e attraverso il quale, calcoli alla mano,
sono stati sperperati, per soli stipendi e gettoni di presenza, non meno di tre milioni l'anno del bilancio di Palazzo delle
Aquile. Da parte dei consiglieri comunali il decentramento è stato
sempre visto come uno spauracchio che toglieva loro poteri. Adesso la musica
dovrebbe cambiare. Se almeno verrà applicata la norma dell'obbligo dei comuni
«di assegnare alle circoscrizioni funzioni amministrative decentrate entro 180
giorni dall'entrata in vigore della legge». Sul piano interpretativo non
sappiamo se, per dare attuazione a questa norma, bisognerà prima modificare lo
statuto comunale. E qui tutto rischia di impantanarsi, perché si sa, anche il
nuovo statuto, in cantiere da non meno di sei, sette anni, è materia
controversa a Palazzo delle Aquile. Ipotizziamo, però, che da questo eventuale
obbligo disatteso da parte del consiglio, potrebbe benissimo mettersi in moto
il meccanismo della nomina, da parte della Regione, del commissario ad acta
sostitutivo. Ma sarebbe un altro schiaffo politico all'incapacità dell'assemblea
di far valere le sue prerogative. Come lo fu, del resto, in occasione della
mancata elezione del difensore civico, nominato poi dal commissario regionale.
Salvo poi a protestare, sino ad oggi, per questa nomina. Simonetta Russotto
( da "Giornale.it,
Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
In uno dei miei post dal Benin
avevo annunciato un articolo su Fiorenzo, il frate chirurgo che fa miracoli in
una delle zone più povere dell'Africa. L'articolo è uscito ieri sul Giornale:
Fiorenzo Priuli mi ha molto colpito per il suo entusiasmo, per la sua grazia
innata, per il suo ottimismo. Ha creato da zero un ospedale efficientissimo ed
è venerato da tutti: autorità civili, musulmani, animisti, oltre ovviamente dai
cristiani. Sapere che nel mondo esistono italiani di questa caratura fa bene
all'anima e alla reputazione del nostro Paese. Con l'avvicinarsi delle
Festività. colgo l'occasione per ringraziarvi per i mesi trascorsi insieme su
questo blog, che è sempre più letto. "Il Cuore del mondo" si sta
trasformando in una piccola comunità dove è possibile confrontarsi liberamente,
con civiltà, arguzia, senza barriere politiche. Al blog partecipano lettori di
destra, di sinistra, di centro, dall'Italia e dall'estero: che splendida
esperienza! Dimenticavo: alcuni di voi mi hanno chiesto di segnalare qualche
Onlus meritevole di attenzione. Chi volesse aiutare Fiorenzo può farlo tramite
l'U.T.A (Uniti per Tanguieta e Afagnan) o gli amici di Tanguieta . Altre Onlus
attive in Africa sono il GSA (Gruppo Solidarietà Africa), il LTM (gruppo Laici
Terzo Mondo), il BND (Bambini nel deserto). Ce ne sono ovviamente tante altre
meritevoli di stima e riconoscenza, ma di quelle che ho citato ho potuto
verificare l'attendibilità. Ribadisco il mio suggerimento: se volete far del
bene o beneficenza preferite Onlus o Ong che conoscete o dove operano amici o
parenti: il piccolo gruppo, se le sue motivazioni sono autentiche,
difficilmente sprecherà finanziamenti (vedi il post sull'Unicef) e certo non
userà la fondazione per altri scopi (vedi i sospetti su quella di Clinton).
Infine, ecco una foto di Fiorenzo nel suo ospedale a Tanguieta. L'ha scattata
Emilio Zuccoli, l'amico che mi ha permesso di scoprire Fiorenzo e la sua
magnifica realtà. Buon Natale a tutti voi! Scritto in società, notizie
nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 2 ) » (Nessun voto) Loading ... Il
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articolo a un amico 19Dec 08 Toh, il governo italiano finanziava Bill Clinton.
Per assicurare a sua moglie Hillary la nomina a segretario di Stato, Bill
Clinton ha dovuto pubblicare la lista dei finanziatori della sua Fondazione.
Saltano fuori molti nomi noti, come Bill Gates, Michael Schumacher, Elton John
e per cifre davvero imponenti (e dunque imbarazzanti) Paesi come l'Arabia
Saudita (tra i dieci e i venticinque milioni) e il Kuwait. A sorpresa ci sono
anche gli italiani. Chi? Secondo il Sole 24 Ore il Monte dei Paschi, Autogrill,
De Agostini, Enel, Lottomatica, Pirelli. Sono società private e/o quotate in
Borsa: ne risponderanno ai loro azionisti. Ma nell'elenco appare anche il
ministro italiano dell'Ambiente per una cifra compresa tra i 50 e i 100 mila
dollari. Il Sole 24 Ore non specifica la data del versamento (verosimilmente
però risale agli anni scorsi), nè le modalità. La fondazione ha scopi
caritatevoli, ma dall'analisi dei nomi dei finanziatori, sembra che agisse
anche come una gigantesca lobby mondiale per fare o ricevere favori di diverso
tipo; da quelli politici a quelli economici. Nella lista appare l'appaltatore
militare Blackwater, tristemente famoso in Iraq, il finanziere canadese Frank
Giustra che grazie all'ex presidente americano ha ottenuto un appalto minerario
in Kazakhstan. Ci sono molti uomini d'affari ucraini, arabi, indiani. Domanda:
perchè l'Italia si è unita al consesso? Per far del bene avevamo davvero
bisogno di quel maneggione di Bill Clinton? Scritto in economia,
globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 46 ) » (2
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18Dec 08 Attenti ai prezzi delle case (anche in Italia) In America, come
sappiamo, i prezzi delle case sono crollati, in Gran Bretagna anche. Colpa dei
mutui subprime dicevano gli esperti, che negli altri Paesi europei non
esistevano o quasi. Vero. E infatti i prezzi delle case in Paesi come Francia e
Italia hanno tenuto, ma ora il vento potrebbe girare. Anzi, in Francia è già
girato: l'altro giorno Le Monde rivelava che i prezzi sono scesi persino a
Parigi per la prima volta da molti anni. Nulla di drammatico, il calo è
compreso tra il 2 il 5%, ma si tratterebbe solo dell'inizio di una fase
discendente. La ragione? Le banche, nonostante i tassi bassissimi, tendono a
non concedere più i mutui. E in Italia? Finora, secondo i dati dell'Agenzia del
Territorio, le compravendite sono diminuite del 14% ma i prezzi hanno tenuto.
Già, ma fino a quando? La domanda non è retorica, perchè sempre secondo
l'Agenzia (citata da Italia Oggi) il 49% delle compravendite è "assistita
dal mutuo", con punte del 54,9% al nord. Ed è noto che negli ultimi anni
la parte coperta da un prestito bancario ha continuato ad aumentare con punte
dell'80 percento. I prezzi salivano soprattutto perché le banche erano alquanto
generose nell'elargire i mutui, nella speranza (come in America) che il mercato
potesse crescere per sempre. Da qui certe quotazioni straosferiche e l'aumento
dell'indebitamento delle famiglie. Oggi anche le banche italiane hanno reso
molto più severe le regole per accedere un mutuo e in genere sono molto
guardinghe nel prestare fondi ai privati. Viene a mancare la benzina che ha
alimentato il mercato immobiliare e i risparmi in circolazione non aumentano
certo. Anzi. E allora la logica suggerisce che anche in Italia i prezzi siano
destinati a scendere. Sbaglio? Scritto in economia, globalizzazione, Italia
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articolo a un amico 17Dec 08 Ma il Pd di chi è figlio? E quanto può durare? La
sconfitta del Pd in Abruzzo e il coinvolgimento di alcuni suoi esponenti nelle
inchieste di corruzione mi induce a due
considerazioni. La prima: la sinistra rivendica da sempre una presunta
superiorità morale, persino ai tempi di Tangentopoli. Da tempo ritengo
ingiustificata questa pretesa, ora ne abbiamo la definitiva conferma. La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E
nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la
costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo
fa il suo ex amico Elio Veltri. La seconda: il problema del Pd mi sembra
innanzitutto di identità. Voleva proporsi come partito di sinistra moderno e
aveva nell'antiberlusconismo il suo elemento aggregante, che però oggi non è
più centrale per la maggior parte degli italiani. Il suo ridimensionamento ha
fatto esplodere l'incoerenza più forte, che riguarda l'anima e le radici. Il Pd
è un partito di origine democristiana o socialista? E' possibile una sintesi
tra la corrente che si rifà alla Margherita e quella diessina post comunista?
Con il passare dei giorni ho l'impressione che la frattura anziché ricomporsi
tenda ad allargarsi. E' mancata una risposta credibile alla crisi
economica-finanziaria, continua a mancare un progetto ideologico coerente: è
impossibile voler essere come Blair e al contempo tenersi in casa la Bindi,
avendo una dirigenza che si è formata alla scuola del Pcus. Se continua così
rischia di finire male, non solo per Veltroni. Il Partito democratico è
destinato a morire? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 20 ) » (3 voti, il
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Dec 08
Ma questa America non è migliore dell'Europa Quante volte abbiamo sentito la
frase. "In America questo non potrebbe succedere" oppure "In
America chi paga sbaglia davvero" o ancora "in America i controlli
sono rigorosi", soprattutto riguardo gli scandali economici e finanziari.
Credo che il complesso di inferiorità degli europei e di noi italiani non sia
più giustificato. Se ripercorriamo gli ultimi dieci anni ci accorgiamo che: -
la folle deregolamentazione del mercato dei derivati e l'abolizione di alcuni
sani vincoli nella gestione delle banche americane è stata varata alla fine
degli anni Novanta dai ministri economici di Clinton - Rubin e Summers - sotto
pressione delle lobbies, in particolare di Citigroup - negli anni otto anni
successivi l'amministrazione Bush non ha fatto nulla per correggere il tiro,
anzi ha allentato ulteriormente i vincoli. - per decenni una società come la
Enron era considerata un gioiello dell'economia americana, in realtà era un a
scatola vuota. Quando fallì si disse che le autorità avevano capito la lezione
e imposto nuove regole più stringenti; in realtà non è cambiato nulla. - la
casta dei finanzieri di Wall Street era così forte da imporre alla guida del
Tesoro, il numero uno di Golman Sachs, Henri Paulson che è ancora in carica. -
Le banche per anni sono riuscite a mascherare, sempre grazie alle alchimie dei
derivati, la reale entità delle loro esposizioni, mettendo in pericolo la
sopravvivenza di Aeg, la prima compagnia di assicurazione al mondo. Cosa
facevano le autorità di controllo? Erando davvero indipendenti o, com'è
probabile, erano conniventi? - ora apprendiamo dell"ultima frode, quella
del fondo hedge di Bernard Madoff, che si è inghiottito 50 miliardi di dollari,
senza che nessuno si accorgesse di nulla. E Madoff era considerato un
finanziere rispettabile, non a caso è stato a lungo presidente del Nasdaq. Sono
stati fatti dei controlli, delle verifiche contabili? Dov'erano le autorità di
vigilanza? - infine: il grande rinnovatore Barack Obama chi ha nominato al
ministero del Tesoro e come primo consulente economico? Geithner e Summers, due
uomini di Rubin, che tra l'altro oggi è alla guida di Citigroup e durante la
campagna elettorale era uno dei consulenti proprio di Obama. La mia impressione
è che gli Usa oggi abbiano problemi di credibilità molto più seri di noi
europei e che il sistema sia viziato, distorto; che la casta dei finanzieri non
abbia perso potere nonostante i guai colossali che ha combinato. E allora
smettiamo di citare gli Usa come esempio, almeno fino a quando l'America non
sarà tornata ad essere l'America per rigore morale e senso civico. o sbaglio?
Scritto in europa, economia, globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il
mondo Commenti ( 52 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading
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questo articolo a un amico 11Dec 08 Un dubbio: il supermercato conviene ancora?
Non so voi, ma il mio conto al supermercato continua a salire a dispetto del
fatto che i beni acquistati sono più o meno gli stessi. Ho provato a fare
qualche aqcuisto in un altro supermercato ma ho visto che più o meno la spesa
corrisponde. Nel frattempo è capitato di comprare carne dal macellaio o in uno
dei pochi negozi di alimentari rimasti e, sorpresa, a casa ci siamo accorti che
non c'è più molta differenza con le grandi catene; anzi, talvolta il piccolo
dettagliante è più conveniente. Da qui la mia riflessione: la grande
distribuzione si è affermata nel corso del tempo perché potendo permettersi
grandi acquisti e dunque economia di scala, riusciva a garantire prezzi più
bassi rispetto al piccolo dettagliante, ora però ci troviamo in una situazione
di quasi oligopolio: ci sono tre-quattro grandi marchi che dominano il mercato.
Non penso che ci siano accordi diretti, certo non, ad esempio, tra le Coop e
l'Esselunga, però la mia impressione è che esistano tacite convenienze comuni
ovvero che su un'ampia gamma di prodotti la fascia di prezzo non oscilli più di
tanto, con il risultato che i prezzi mediamente sono più alti di quanto
dovrebbero essere in una situazione di vera concorrenza, al punto che la
differenza con il piccolo negozio tende a ridursi. Ma non essendoci quasi più
negozietti siamo tutti costretti a fare la spesa al supermercato. Condividete
la mia esperienza? Insomma, il supermercato conviene ancora? Scritto in
economia, Italia Commenti ( 28 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di
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Commenti Invia questo articolo a un amico 08Dec 08 Abbiamo imparato la lezione
della crisi? Sto per rientrare in Italia dopo aver vissuto una settimana
praticamente fuori dal mondo. Quella africana e' stata un'esperienza molto
bella e umanamente ricca. Visti dal Benin i nostri problemi di occidentali
sull'orlo della recessione appaiono ovviamente molto relativi ma mi inducono a
una riflessione che in realtà é un rammarico: ho l'impressione che abbiamo
sprecato la nostra ricchezza o meglio la nostra capacità di creare ricchezza.
Il benessere avrebbe potuto permetterci di creare una società migliore, più
equilibrata, saggia e invece le società occidentali si sono lasciate sopraffare
e manipolare da una casta finanziaria mossa unicamente dall'avidità e da un
arricchimento personale sproporzionato e ingiustificato. Quella casta e'
composta dai manager che per vent'anni hanno dettato le regole a tutti,
travisando i concetti di una sana economia di mercato. Noi occidentali potevamo
essere felici e invece scopriamo di essere stati ingannati, travisati, siamo
molto più poveri e molti di noi disperati. Si è avverata una legge descritta
con dovizia dagli antichi saggi cinesi, a cominciare da Sun Tzu: le società
crollano se chi comanda davvero è mosso unicamente dall'egoismo e dalla
bramosia. Mi chiedo: la lezione è stata imparata o il trionfante mondo
occidentale, a cominciare da quello americano, finirà come le antiche e ricche
dinastrie cinesi? Scritto in economia, globalizzazione, Italia, gli usa e il
mondo Commenti ( 38 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading
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questo articolo a un amico 05Dec 08 Chi fa davvero del bene. E un dubbio:
quanto serve l'Unicef? Ho sempre nutrito un'istintiva diffidenza per le grandi
organizzazioni umanitarie internazionali, con la sola eccezione della Crose
rossa internazionale. Quando ricevi a casa voluminose lettere su carta patinata
con richieste di aiuti, lettere spedite a pioggia, ti chiedi: ma questi soldi
non potevano essere spesi in maniera più intelligente? C'è chi sostiene che il
75% del budget di organizzazioni come l'Unicef finisca in stipendi, ufficii,
strutture amminstrative; dunque solo il 25% verrebbe usato per aiutare le popolazioni
bisognose. L'Unicef nega e sostiene che le spese fisse sono di gran lunga
inferiori. Quale sia la verità non lo so, ma qui nel Benin ho provato una
sensazione sgradevole. L'altro giorno sono passato di fronte alla sede Unicef
di Cotonou e ho visto schierate diversi Fuoristrada modernissimi, enormi, con
una grande antenna sul cofano. Ferme naturalmente. La sede è protetta d un
grande cancello e dal filo spinato. Mi sono chiesto: perchè un'associazione che
fa del bene deve trincerarsi come se fosse un'ambasciata? Scrivendo mi è venuto
in mente lo scandalo scoppiato l'anno scorso in Germania, che ha rivelato
compensi stratosferici e ingiustificati proprio all'Unicef.. In questi giorni
ho incontrati diversi cooperanti sia cattolici sia laici, molti dei quali
italiani, e la differenza rispetto al gigantismo dell'Unicef è evidente: chi fa
davvero il bene riduce allo stretto indispensabile le spese fisse, compra jeep
usate e in numero limitatissimo. E fa un grande affidamento sui volontari che
vengono a trascorrere qui qualche settimana o un mese. Ho conosciuto degli
italiani meravigliosi, cattolici e laici, di destra e di sinistra; e in
particolare fra Fiorenzo Priuli, il fondatore dell'ospedale di Tanguiéta,
l'emblema vivente del Bene e dell'Altruismo; uno dei personaggi più
straordinari che ho incontrato nella mia vita. In questi giorni sto maturando
una convinzione: se si vuole aiutare i Paesi più poveri è meglio privilegiare
le organizzazioni più piccole, di cui potete verificare l'autenticità. Serve di
più. E riscalda l'anima. Scritto in globalizzazione, Italia, Varie Commenti (
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un amico 02Dec 08 Quel problema dell'Africa (e del nostro Meridione.) Mi trovo
in Benin a Cotonou, invitato da Justitia et Pax a partecipare a un convegno su
immigrazione e comunicazione. Sono rimasto molto colpito dall'intervento di
padre Raymond Goudjo secondo il quale uno dei maggiori problemi della società
africana è la tendenza a scaricare su altri la responsabilità dei guai attuali:
la colpa è del colonialismo, di Reagan, di Sarkozy. Un atteggiamento che
finisce per incoraggiare una mentalità assistenzialista e l'aspettativa che i
problemi debbano essere risolti da altri, quasi sempre staccando generosi
assegni. Da qui l'immobilismo sociale, che spinge la maggior parte dei talenti
africani, i giovani laureati o con un buon livello scolastico ad emigrare,
nella consapevolezza che solo fuori dal proprio Paese possano tentare di
trovare una gratificazione professionale e un migliore tenore di vita. Il
fenomeno talvolta è spontaneo, talaltra è indotto dal mito, spesso illusorio,
dell'Occidente. Il risultato però è innegabile: l'Africa viene privata delle
sue élites migliori e la società nel suo insieme anziché svilupparsi finisce
per restare prigioniera delle proprie ragnatele sociali. L'intervento mi ha
sorpreso anche per le similitudini con alcuni noti aspetti dell'italica questione
meridionale. Molti ragazzi di talento del nostro sud devono trasferirisi al
nord o emigrare, per vedere riconosciute le proprie capacità e una volta
partiti brillano. E non tornano più. Chi resta animato da una reale volontà di
cambiamento quasi sempre deve arrendersi all'inerzia dei propri cittadini e di
una mentalità ripiegata su se stessa, impregnata di fatalismo. In genere anche
il Sud pretende che siano altri a risolvere i propri guai, segnatamente lo
Stato centrale. Secondo padre Raymond l'Africa migliorerà davvero solo quando
sarà capace di sviluppare, dal proprio interno, una nuova cultura civile, una
nuova identità e quando saprà dotarsi di nuovi leader carismatici. Vale anche
per il nostro Meridione? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 25 ) » (2
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29Nov 08 Gli Usa hanno creato un mostro: il Pakistan Della tragica vicenda di
Mombai ritengo due elementi: 1) Tra gli errori commessi dagli Usa, quello più
evidente e potenzialmente pericoloso riguarda il Pakistan, a cui Washington ha
dato persino le bombe atomiche. Il problema è che si tratta di un regime
instabile, inaffidabile, sempre più condizionato dal ricatto e dall'invadenza
di gruppi legati all'Islam radicale. Quando gli Usa invasero l'Afghanistan,
permisero a molti agenti pakistani di scappare in aereo, ma tra loro c'erano
anche terroristi, protetti da Islamabad. Al Qaida agisce indisturbata in
un'ampia zona al confine tra Afghanistan e Pakistan e fino ad oggi i tentativi
di dare la caccia ai terroristi sono alquanto blandi e riluttanti da parte
delle forze armate pakistane. Se Bin Laden è vivo è molto probabile che abbia
trovato rifiugio proprio qui. I terroristi che hanno colpito in India sono
pakistani e, a quanto pare, hanno potuto programmare, proprio dal Pakistan, la
strage. Indisturbati, naturalmente. 2) E' ora di chiarire l'equivoco: il
Pakistan è amico o no dell'Occidente? E se non lo fosse più, come penso, come
ci regoliamo con le bombe atomiche? Che gran pasticcio. complimenti vivissimi
agli strateghi di Washington. Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti (
44 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
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blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di Fausto Biloslavo
il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista inglese La zanzara di
Cruciani - Radio 24 Osservatorio Europeo di Giornalismo Prima Pagina, la
rassegna stampa di Radio 3 Sito web ilGiornale.it December
( da "Sestopotere.com"
del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pil: Abi, economia ancora debole
nel 2009 ma segnali di ripresa dal 2010 (22/12/2008 15:53) | (Sesto Potere) -
Roma - 22 dicembre 2008 - Si fanno sentire in modo pronunciato anche in Italia
gli effetti del ciclo recessivo in atto per via della crisi dei mercati
internazionali: tra i vari segnali la flessione della produzione industriale,
il peggioramento di tutti gli indicatori di fiducia, l?evidenza delle debolezze
strutturali del Paese. Il biennio 2008-2009 registrerà, infatti, una variazione
negativa del Pil pari a -0,3 e -0,8%. I primi segnali di ripresa si vedranno
dal 2010 con un +0,7%, ma comunque sotto il livello potenziale e sotto il
livello previsto per l?Area euro. Le banche italiane stanno reggendo
relativamente bene alla crisi d?oltreoceano con una forte tenuta rispetto agli
altri paesi avanzati. Per le imprese, quindi, nessun credit crunch anche a
fronte di un inevitabile calo degli investimenti e della domanda di credito.
Sono queste le previsioni 2009-2010 del mondo del credito e della finanza,
presentate oggi dall?Abi e contenute nel Rapporto AFO Financial Outlook. Il
quadro macroeconomico in Italia L?economia italiana è in recessione già
dall?inizio del secondo trimestre 2008. La caduta del prodotto è stata pari
allo 0,4% tra marzo e giugno e dello 0,5% nel terzo trimestre. L?andamento
della produzione industriale (-6,1% la variazione tendenziale ad ottobre) e
delle vendite al dettaglio (-3,8% la variazione su base annua a settembre)
fanno ritenere che il 2008 si chiuda tutt?altro che positivamente, con un calo
annuo del prodotto pari a -0,3%. Le dinamiche recessive continueranno per
l?intera prima parte del 2009 portando la fase di caduta del reddito nazionale
a 5 trimestri complessivi. La ripresa che viene prospettata a partire dal terzo
trimestre 2009 si configura non forte a confronto con le modalità di uscita
dalle due precedenti fasi negative. Pertanto, considerando effetti di
trascinamento, il tasso medio di variazione del prodotto previsto per il 2009 è
pari a -0,8%, mentre nel 2010 la crescita dovrebbe collocarsi su un +0,7% annuo
con un dato tendenziale di fine periodo superiore all?1%. Investimenti Le
prospettive degli investimenti, nell?ambito della domanda interna, appaiono
assai negative. Per la prima volta da molto tempo tutte le componenti degli
investimenti fissi lordi sono stati in calo tra luglio e settembre.
Particolarmente marcata (3,5%) è stata la caduta di quelli in macchinari e
attrezzature a cui si aggiunge la recessione delle costruzioni che rappresentano
circa la metà degli investimenti complessivi. Si evidenzia, dunque, una
revisione al ribasso delle scelte di investimento, che incidono inevitabilmente
sulla stessa domanda di credito: nonostante il declinante costo del denaro le
prospettive non positive della domanda e l?intonazione della fiducia delle
imprese non consentirà performance significative. L?anno in corso potrebbe
chiudersi con una caduta media annua dell?1,3% che diverrebbe poi del 3% sul
2009. Un recupero, comunque modesto (+0,2%), potrebbe aversi nel
( da "Affari
Italiani (Online)" del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Politica Le pulci di Civicum sul bilancio
di Napoli Lunedí 22.12.2008 15:32 Di Federico Sassoli de Bianchi* Giugno 2008:
a lato di un convegno sui conti di Napoli a cui siamo stati invitati,
l'assessore al Bilancio Cardillo mi propone di adottare il formato di bilancio
Civicum tratto dalle migliori esperienze internazionali. Ci riuniamo dopo poco
a Milano con i responsabili del progetto e decidiamo che la sfida è da
cogliere. Nonostante il bilancio di Napoli risulti uno dei meno chiari tra le
grandi città italiane, l'opportunità di portare trasparenza è troppo grande per
non rischiare. Scrivo all'assessore, poi gli telefono. Nessuna risposta.
Abbandoniamo il progetto. A novembre indirettamente si rifà vivo proponendoci
di andare avanti. A questo punto ci facciamo più cauti e aspettiamo una richiesta
scritta. Dopo poco l'assessore si dimette e pochi giorni dopo scoppia lo
scandalo Romeo, che mette sotto inchiesta la giunta partenopea. I bilanci di
Napoli li avevamo studiati e presentati all'inizio dell'anno comparandoli con
quelli di Roma Milano e Torino. Li abbiamo anche presentati a Napoli in un
convegno a cui sembravano presenti solo amministratori pubblici e neanche un
giornalista o un comune cittadino. Cosa ne è emerso? Purtroppo per i settori
analizzati Napoli risulta spendere di più a parità di servizi o spendere circa
uguale per una qualità di servizi inferiori. A volte entrambe le cose. Cosa ne
è conseguito? Non molto. Tutto è rimasto come prima. Se non fosse stato per le
inchieste giudiziarie sembrerebbe che ai cittadini partenopei l'efficienza
della loro amministrazione non importi molto. Ma è così? No. In realtà le
amministrazioni cittadine che si sono succedute si sono dimostrate assai
efficaci nell'addossare ad altri i costi. Gli sprechi
non sono sopportati dai napoletani ma da tutti gli italiani (come abbiamo
indicato nell'articolo "Napoli 8 Milano 1" pubblicato su Civicum del
15 febbraio 2008 (newsletter numero 24). Il rapporto di Civicum 2008, ripreso
in copertina da "Il Mondo", evidenziava che Napoli per esempio solo
per auto-amministrarsi sprecava il 15% del totale delle spese di gestione e che
tali importi erano più che ampiamente coperti dai maggiori trasferimenti dalla
cassa comune dello Stato e dalla Regione (che li riceve a sua volta dallo
Stato), ogni napoletano riceve per il suo Comune 623 euro all'anno contro 91 di
un milanese, 158 di un romano e 286 di un torinese. Se quindi
sprechi e forse corruzione si verificano a Napoli la responsabilità economica, se non
morale, è di chi tali sprechi li paga a piè di lista senza fiatare. Chi è? Pochi sanno che i
fondi ai Comuni passano attraverso il Ministero dell'Interno. Di solito il
ministro è poco attento a questa sua funzione perché preso da più mediatiche
incombenze sul tema della sicurezza e dell'immigrazione. Ora a capo del
Ministero è l'onorevole Maroni che a seguito dello scandalo Romeo si è posto la
domanda se commissariare il Municipio partenopeo. Sul caso Romeo vanno fatte
alcune considerazioni. Un illecito porta (di solito) un costo alla comunità,
perché copre una assegnazione di un lavoro per esempio a prezzi più alti o con
una qualità più scadente; ma è anche possibile che non sia così, che ad esempio
un Sindaco compia magari inavvertitamente un atto illecito per abbreviare i
tempi per far partire un'opera importante per la sua comunità. D'altra parte vi
sono atti svolti in perfetta legalità la cui esecuzione crea sprechi
a non finire. E' giusto perseguire i reati e i giudici fanno il loro dovere
operando in tal senso ma per ridurre sprechi e corruzioni
non basta l'intervento dei magistrati, tangentopoli docet. Non serve un
commissario. Non bastano neanche le bordate che valenti giornalisti sparano
dalle colonne dei giornali con le loro inchieste sugli scandali nell'uso delle
risorse pubbliche. Per cambiare, e non solo a Napoli, il primo passo da
compiere è l'attivazione di un sistema di monitoraggio dell'uso delle risorse
pubbliche che faccia emergere le anomalie e gli esempi virtuosi. Il modo più
facile per ottenerlo è quello di sfruttare la massa di dati che già fin da ora
viene raccolta ai fini dei bilanci pubblici. Opportunamente controllati e
integrati, questi dati possono facilmente diventare una formidabile fonte utile
per confrontare le performances della varie amministrazioni. Per questo Civicum
il 15 gennaio a Roma presenterà tra l'altro un nuovo modello di rendiconti per
i Comuni, tratto dalle migliori esperienze internazionali. L'obiettivo è quello
di sollecitare Sindaci e Citymanagers ad adottarlo. Lanceremo un appello.
Certamente questo processo sarebbe estremamente velocizzato se fosse sostenuto
dal ministero degli Interni a cui tutti i Comuni devono inviare i bilanci. Noi
abbiamo invitato il ministro Maroni e ci auguriamo che possa intervenire
accanto al suo collega di Governo. Quest'anno Civicum premia Brunetta per aver
promosso e diffuso tra gli italiani l'importanza della trasparenza nella PA.
L'anno prossimo ci piacerebbe premiare Maroni per aver reso comprensibili e
accessibili i conti dei Comuni. Non ci fermeremo però ad aspettare. A febbraio
daremo i voti ai sindaci sulla trasparenza e comprensibilità di come rendono
conto ai cittadini. Se necessario, insieme con quelli che lo vorranno,
presenteremo una petizione al Ministro ai Sindaci e Citymanagers perché
adottino il formato Civicum di rendiconto ispirato ai migliori esempi
internazionali, vedremo cosa rispondono e di tutto renderemo conto in modo
trasparente su questa newsletter (http://blog.civicum.it/)*.
( da "Sestopotere.com"
del 22-12-2008)
Argomenti: Costi della politica
Gestione ambientale: proroga bando
per concessione contributi alle aziende private riminesi (22/12/2008 15:19) |
(Sesto Potere) - Rimini - 22 dsicembre 2008 - La Provincia di Rimini ha
prorogato fino al 30 gennaio 2009 la data di scadenza del bando per
l?assegnazione di contributi alle aziende private aventi unità operativa nel
territorio riminese, che introducano sistemi di gestione ambientale secondo la
norma internazionale ISO 14001 e/o il Regolamento CE 19 marzo 2001 n° 761/01
(EMAS II) o che vogliano applicare il marchio Ecolabel
europeo per il servizio di ricettività turistica, approvato con Decisione della
Commissione U.E. n. 287/2003. Il contributo coprirà fino al 50% dei costi di
consulenza, con inclusione dei costi di assegnazione del marchio Ecolabel
(esclusi i costi di certificazione ISO 14001 e di registrazione EMAS II ), fino
ad un massimo di 8.000,00 Euro. Le domande dovranno essere indirizzate
al Servizio Ambiente - Via Dario Campana n° 64 - 47900 Rimini. Per
informazioni: Servizio Ambiente - Provincia di Rimini, tel. 0541716332