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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.” |
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Articoli
Niente gettone di presenza ai ritardatari
( da "Nuova
Venezia, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: chi arriva puntuale ma esce prima della chiusura dei lavori del consiglio e con una presenza minore di 2 ore mezza avrà il gettone dimezzato. Regole nuove anche per le presenze in commissione: niente gettoni per chi non partecipa ad almeno mezz'ora di lavori. Se il parlamentino chioggiotto accetterà la linea di rigore della Lega sarà modificato il regolamento.
POLO
UNIVERSITARIO. Il gruppo consiliare di Forza Ita
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 20-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: come ad esempio i gettoni di presenza dei consiglieri comunali". I CONSIGLIERI dichiarano poi di essere pronti a dare battaglia nel caso che restasse la norma che consente addirittura al consiglio di amministrazione di dare incarichi esterni, perchè vorrebe dire non avere più il controllo delle spese.
Gli
incompresi di Villaggio e il noir storico di Carlotto
( da "Corriere
della Sera" del 20-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Nei Saggi si va di casta in casta: quella dei sindacati, smascherata da Livadiotti, sale sul podio e ruba la scena a quella dei politici, di Stella & Rizzo (comunque settima); entrano Carla Del Ponte, già "cacciatrice" di criminali di guerra, e il matematico, stavolta impenitente, Odifreddi. (s. col.).
Governo
che verrà: si preparano cento giorni di fuoco per il Cavaliere
( da "Panorama.it"
del 20-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: abolizione delle province. Berlusconi ci conta per reperire i fondi (10 miliardi) per finanziare una serie di altri impegni, ma la Lega non è d'accordo. "Chi l'ha detto che tagliare i costi della politica significhi cancellare le province?" sostiene per esempio Roberto Maroni, destinato (come Tremonti all'Economia) ad assumere un ruolo di rilievo nel governo.
Cdp
non molla i Buoni dormienti ( da "Milano Finanza (MF)"
del 20-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ci sono differenti posizioni tra i componenti del comitato sull'utilizzo della Guardia di finanza per verificare il "rispetto degli adempimenti previsti da parte degli intermediari finanziari". Il ricorso alle Fiamme Gialle troverebbe il consenso del Tesoro e della Corte dei conti, e la contrarietà della Banca d'Italia e del Consiglio di stato.
( da "Nuova Venezia, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
CHIOGGIA. LA LEGA
CHIEDE RIGORE AI CONSIGLIERI Niente gettone di presenza
ai ritardatari CHIOGGIA. Niente gettoni di presenza
per i ritardari. La proposta choc, che farà senz'altro discutere nel prossimo
Consiglio comunale, è del gruppo consiliare della Lega Nord, convinto che i
costi della politica vadano ridotti a partire da chi non adempie fino in fondo
al mandato assegnato dagli elettori. La pratica di arrivare tardi o di andar
via prima della fine dei lavori sia in Consiglio che in commissione non è
insolita. Ad oggi il consigliere diligente e quello disinvolto, che entra ed
esce dalle sedute e sparisce prima delle votazioni, vengono ricompensati nella
stessa maniera, con un gettone di presenza da 66 euro.
Se l'ordine del giorno della Lega passerà le cose cambieranno. Nel documento si
chiede al presidente del Consiglio di iniziare con puntualità le sedute (è
permesso un solo quarto d'ora di tolleranza), ai consiglieri che entrano dopo
mezz'ora dall'orario di convocazione, ed entro 2 ore e mezza, verrà dimezzato
il gettone, chi entra dopo le 2 ore e mezza potrà votare e intervenire ma non
percepirà il gettone, chi arriva puntuale ma esce prima
della chiusura dei lavori del consiglio e con una presenza minore di
2 ore mezza avrà il gettone dimezzato. Regole nuove anche per le presenze in
commissione: niente gettoni per chi non partecipa ad almeno mezz'ora di lavori. Se il
parlamentino chioggiotto accetterà la linea di rigore della Lega sarà
modificato il regolamento. (e.b.a.).
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 20-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA PISTOIA pag.
7 POLO UNIVERSITARIO. Il gruppo consiliare di Forza Ita... POLO UNIVERSITARIO.
Il gruppo consiliare di Forza Italia chiede una maggiore chiarezza, in vista
del dibattito, previsto per lunedì, sul nuovo statuto di Uniser, il consorzio
che gestisce l'università pistoiese. "Prima di impegnare ulteriormente il
Comune, anche sotto il profilo finanziario - dice il capogruppo Alessio
Bartolomei - dobbiamo verificare gli orientamenti normativi. Con le limtazioni
imposte dalla Finanziaria
( da "Corriere della Sera" del 20-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-04-20 num: - pag: 34 categoria:
REDAZIONALE IL PUNTO DELLA SETTIMANA Gli incompresi di Villaggio e il noir storico
di Carlotto A llegro ma non troppo, con questo tono Paolo Villaggio rilegge le
vite di Socrate, Galileo, Gandhi e altri incompresi della storia. Il libro
domina nella Varia ed entra, unica novità, nella Top Ten. Qui comanda sempre
Camilleri; stabile, fuori dal podio, Lucarelli; in risalita, Barbery alla
trentesima settimana. Negli Italiani resta invariata la cinquina di testa; le
novità sono il noir storico di Carlotto, l'intenso esordio di Antonio Monda,
l'amore (e il suo doppio) di Covacich e le borgate postneorealiste di Walter
Siti. Negli Stranieri, stabile in vetta Hosseini, i racconti del Nobel Nadine
Gordimer volano al quinto posto; new entry da brivido è il thriller diabolico
di Graham. Nei Saggi si va di casta in casta: quella dei
sindacati, smascherata da Livadiotti, sale sul podio e ruba la scena a quella
dei politici, di Stella & Rizzo (comunque settima); entrano Carla Del Ponte, già
"cacciatrice" di criminali di guerra, e il matematico, stavolta
impenitente, Odifreddi. (s. col.).
( da "Panorama.it" del 20-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Governo che verrà: si preparano cento giorni
di fuoco per il Cavaliere Posted By Renzo Rosati On 20/4/2008 @ 15:03 In
Apertura#1 | No Comments Si chiamano Alitalia e rifiuti in Campania i temi più
urgenti che Silvio Berlusconi si trova sul tavolo. Ma sono 20 i disegni di
legge che il nuovo governo ha promesso di approvare nei primi 100 giorni: il
termine che in ogni paese segna la luna di miele dei vincitori con gli
elettori, con gli alleati, con le istituzioni e con i poteri più o meno forti.
Le tre misure di maggiore impatto, che saranno portate nel primo Consiglio dei
ministri, sono l'esenzione totale dell'Ici sulla prima abitazione, un bonus
bebè da 1.000 euro e la detassazione di lavoro straordinario, premi aziendali e
incentivi. L'Ici riguarderà 16,8 milioni di prime case, il 54,6 per cento delle
abitazioni. L'imposta media è stata nel 2007 di 217 euro; la Finanziaria 2008
targata Romano Prodi aveva già introdotto esenzioni per circa il 38 per cento
delle abitazioni: tirate le somme, l'abolizione totale vale 2 miliardi di euro.
Più difficile quantificare i benefici per i lavoratori, rilevanti, della
detassazione degli straordinari: molto dipende dalle situazioni aziendali.
Quanto ai costi, gli economisti del Pdl calcolano un altro paio di miliardi
"e solo per il primo anno" precisa Renato Brunetta "perché poi
l'intera operazione si autofinanzierà attraverso l'emersione degli straordinari
oggi in nero. Lo stesso dicasi per il dimezzamento al 10 per cento dell'Iva sul
turismo". Ci sono tre altre misure, fra quelle dei 100 giorni, che vanno
rilette alla luce dei risultati elettorali, cioè dell'avanzata della Lega a
fianco del Pdl. La prima è il versamento dell'Iva allo Stato all'atto
dell'effettivo pagamento e non dell'emissione delle fatture: una dilazione di
60-90 giorni che interessa in particolare l'imprenditorialità diffusa del Nord.
Seconda misura che sta a cuore al Settentrione: la reintroduzione della legge
firmata da Giulio Tremonti nei due precedenti governi di centrodestra sulla detassazione
degli utili reinvestiti. Discorso forse diverso per il terzo provvedimento: l'abolizione delle province. Berlusconi ci conta per reperire i
fondi (10 miliardi) per finanziare una serie di altri impegni, ma la Lega non è
d'accordo. "Chi l'ha detto che tagliare i costi della politica significhi cancellare le province?" sostiene per esempio
Roberto Maroni, destinato (come Tremonti all'Economia) ad assumere un ruolo di
rilievo nel governo. Perché il Carroccio è diventato paladino delle province?
Semplice: teme il rafforzamento dei prefetti, espressione diretta dello Stato.
Ma questo nell'ipotesi che la Lega decida di presentare subito il conto. In
realtà il patto di ferro dovrebbe durare, anche perché obiettivo centrale di
Umberto Bossi è il federalismo fiscale. Passando dalle strategie alle cose più
ravvicinate, ecco le altre misure annunciate per i primi 100 giorni:
soppressione dell'imposta su successioni e donazioni; fiscalità di vantaggio
per il Sud e creazione di una banca per il Mezzogiorno; delega per la riforma
del Codice penale da attuarsi nel corso della legislatura; incremento di 2
punti, dal 5 al 7 per mille, del gettito Irpef da devolvere al volontariato e
alla ricerca; detassazione dell'1 per cento dei consumi liberamente destinati
dai cittadini a finanziare attività eticamente meritevoli; azzeramento
dell'Irap per le università e trasformazione degli atenei in fondazioni;
assicurazione contro gli infortuni domestici delle casalinghe; reintroduzione
delle mutue sociali; istituzione dei distretti industriali; conservazione delle
cellule staminali da cordone ombelicale; principio di gerarchia nella pubblica
amministrazione. E infine non manca l'alzabandiera nelle scuole. Fra i primi
provvedimenti ce n'è un altro che riguarda molto da vicino i contribuenti, in
particolare quelli con famiglie numerose. Si tratta della delega per
l'introduzione nel corso della legislatura del quoziente familiare. È un
meccanismo, in vigore da anni in paesi come la Francia, che divide il reddito
imponibile dell'intera famiglia per il numero dei familiari a carico. Sono
previsti alcuni correttivi, ma il risparmio è rilevante, specie per i nuclei
con molti figli. In sostanza all'attuale sistema, che con il cumulo dei redditi
può far scattare aliquote marginali onerose, se ne sostituisce uno di criterio
opposto. I costi per l'erario sono elevati, anche questo è un impegno che
Berlusconi ha promesso di portare a termine nei cinque anni di governo e
cominciando dalle famiglie a minor reddito. Nei primi 100 giorni, però, è
prevista appunto la delega da parte del Consiglio dei ministri. Torniamo ai due
dossier sui quali il premier dovrà lavorare subito. Berlusconi ha annunciato
che la prima riunione del governo si terrà a Napoli, dove vuole istituire una
dipendenza della presidenza del Consiglio, per monitorare e risolvere "in
tempi brevissimi" l'emergenza spazzatura. Questa fase riguarderà l'avvio
della costruzione dei termovalorizzatori e la pulizia di città e quartieri.
Prima ancora di insediarsi a Palazzo Chigi il Cavaliere dovrà vedersela con
l'affaire Alitalia. La trattativa con l'Air France è congelata, i sindacati
hanno chiesto che se ne occupi il nuovo governo, l'azienda afferma di avere in
cassa 180 milioni, sufficienti per arrivare a giugno. Formalmente il
centrodestra non potrà disporre delle leve di comando prima di metà maggio: la
convocazione delle nuove Camere è prevista per il 29 aprile, poi occorrerà
eleggere i presidenti di Montecitorio e Palazzo Madama, quindi ci saranno le
consultazioni. Insomma, è nell'interregno tra Prodi e Berlusconi, e tra Tommaso
Padoa-Schioppa e Tremonti, che si giocherà il destino della compagnia. La
cordata italiana annunciata dal Cavaliere in campagna elettorale dovrà farsi
avanti. Se c'è. Altra ipotesi (gradita alla Lega) è che torni sulla scena la
Lufthansa. Ma è anche possibile che venga ripreso il dialogo con l'Air France:
in questo caso è certo che Berlusconi vorrà discuterne personalmente con il
presidente francese Nicolas Sarkozy, il quale da luglio assumerà la presidenza
dell'Ue. Anche in questa partita, però, il Cavaliere non potrà non tenere conto
del risultato del Carroccio e del voto del Nord. Se prima era difficile e
discutibile abbandonare Malpensa al suo destino, adesso appare impensabile. Ci
sono altri due impegni, non ufficiali ma previsti, che attendono il
centrodestra nei primi 100 giorni: le nomine nelle aziende pubbliche (vedere
l'articolo a pagina 67) e la cosiddetta due diligence sui conti pubblici che
Tremonti vuole effettuare, così come fece Vincenzo Visco nel 2006. Non è solo
un gioco di reciproche ripicche, anche se i due notoriamente si detestano. In
ballo, oltre alla situazione delle casse dello Stato, c'è il presunto
tesoretto, l'extragettito dovuto al boom delle entrate tributarie. Lo stesso Visco
ha appena annunciato un aumento degli introiti di marzo del 10,1 per cento su
febbraio. Rispetto ai primi tre mesi del 2007 si tratta di 98,9 miliardi contro
91,3: in quei 7,6 miliardi sarebbe racchiuso il tesoretto. Tremonti vorrà
certificare, stavolta, il lascito del suo predecessore? Più realisticamente
guarderà anche oltreconfine: alla crisi dei mercati mondiali, all'incertezza
dovuta alle elezioni americane del prossimo novembre e alla crescita
dell'Italia che il Fondo monetario ha certificato in un magro 0,3 per cento.
Per lo champagne c'è poco tempo. Premono i fatti.
( da "Milano Finanza (MF)" del 20-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
MF Numero 078
pag. 6 del 18/4/2008 | Indietro Cdp non molla i Buoni
dormienti Denaro & Politica Di Michele Arnese Ieri riunione al tesoro
finita con un nulla di fatto. sarà tutto rimesso al nuovo governo. Nella
commissione che gestirà il fondo frizioni tra i membri: Economia e Corte dei
conti a favore dell'utilizzo della Gdf da parte del comitato, Bankitalia e
Consiglio di Stato contro Sui conti dormienti fioccano le polemiche: per la Cdp
i Buoni postali non rientrano tra i conti dormienti e le istituzioni si
dividono sull'utilizzo della Guardia di finanza da parte della commissione
tecnica del Tesoro. Ma a sciogliere i nodi sarà l'arrivo di Giulio Tremonti al
ministero dell'Economia, sottolineano a MF-Milano Finanza fonti ministeriali.
Una delle partite ancora aperte è racchiusa in una domanda: i buoni postali
fruttiferi rientrano o meno nei conti dormienti se non sono movimentati da
oltre 10 anni? L'impostazione prevalente al Tesoro propenderebbe per una
risposta positiva. Non c'è, però, alcuna presa di posizione ufficiale. Anche
perché da Poste e Cassa depositi e prestiti non sono arrivate richieste formali
di pareri al Tesoro. Comunque l'azienda guidata dall'amministratore delegato,
Massimo Sarmi, ha sondato ufficiosamente il ministero dell'Economia e il
presidente della commissione tecnica che gestirà il fondo anticrack che sarà
alimentato dai conti dormienti, sostenendo la risposta negativa
all'interrogativo. Pure la Cassa depositi e prestiti, che ora emette i buoni,
ha le idee chiare. I buoni non rientrano in alcun modo tra i cosiddetti conti
dormienti: non sono depositi di risparmio, visto che sono a lunga scadenza, non
sono strumenti finanziari, considerato che non sono prodotti negoziabili, e non
sono contratti assicurativi. Al massimo possono essere considerati dormienti i
buoni prescritti a dieci anni dalla scadenza. In questo caso, invece di andare
nelle casse del ministero dell'Economia, confluirebbero nel fondo anticrack.
Una parola definitiva, comunque, arriverà dal nuovo vertice politico del
dicastero di via XX Settembre. Il quale dovrà anche dare l'ok al nuovo schema
di regolamento del fondo che sarà predisposto dopo il parere chiesto al
ministero della Giustizia. Ieri, intanto, si è riunita la commissione tecnica
che gestirà il fondo. Secondo la ricostruzione di MF-Milano Finanza, come
sarebbe emerso anche nella riunione di ieri, ci sono
differenti posizioni tra i componenti del comitato sull'utilizzo della Guardia
di finanza per verificare il "rispetto degli adempimenti previsti da parte
degli intermediari finanziari". Il ricorso alle Fiamme Gialle troverebbe
il consenso del Tesoro e della Corte dei conti, e la contrarietà della Banca
d'Italia e del Consiglio di stato. Da sottolineare, infine, che prima
della riunione, il membro della commissione che rappresenta i consumatori, Elio
Lannutti, segretario dell'Adusbef, ha deciso di non partecipare per
"sensibilità istituzionale", come ha sottolineato Lannutti a
MF-Milano Finanza, visto che è stato eletto senatore nelle liste dell'Italia
dei valori: "Decideranno gli uffici del Senato se sono incompatibile o
meno con il ruolo di componente della commissione tecnica sul fondo che
risarcirà le vittime delle frodi finanziarie". (riproduzione riservata)
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