HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli   

DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

Torna all’indice mensile 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL  20-3-2008      #TOP


IN EVIDENZA

 

Soldi di fine stagione (Il Manifesto 20-3-2008)

Scripta manent Soldi di fine stagione Luca Fazio Un croccante impasto di sterco del diavolo e valori spirituali indigesti ieri ha fatto lievitare il pane della politica quotidiana, tanto per fa venire l'acquolina in bocca a quegli schizzinosi della stampa estera ("dibattito noioso, programmi molto simili tra loro, troppa distanza tra classe politica e gente comune, sistema gerontocratico, mancanza di volti nuovi", sempre esagerati...). Non è elegante, ma tiriamoci su parlando di soldi (e vescovi italiani). Veltroni ha detto che bisogna ridurre i costi della politica, Fini gli ha dato dell'ipocrita perché "a 52 anni prende una pensione di oltre 5 mila euro al mese". Per i difensori d'ufficio de l'Unità il caso è chiuso - "Fini attacca Veltroni ma è boomerang" - perché Veltroni è buono è dà la sua pensione da parlamentare in beneficienza: "Ho aiutato chi ha bisogno"; poi rincara la dose a sei colonne, "Povero Silvio, guadagna 139 milioni". Non per fare demagogia, ma visto che il demos precario lo si blandisce caritatevolmente con false promesse da 1.000 euro al mese, è istruttivo lo specchietto che il quotidiano dedica ai redditi dei politici, spulciamo quelli del fu centrosinistra:

Prodi (217mila),

Bertinotti (233mila),

D'Alema (166mila),

Padoa Schioppa (552mila),

Amato (414mila),

Rutelli (159mila),

Fioroni (190mila),

Bonino (176mila),

Mastella (312mila).

Il generoso Veltroni? Non va oltre 296mila.

A proposito, è addirittura commovente lo sforzo dello staff dei commercialisti de la Repubblica: il leader del Pd ha donato 25 mila euro alla Caritas, 25 mila a Sant'Egidio, 25 mila ad Amref e 25 mila per i ragazzi autistici (specchietto). Ne abbiamo abbastanza. Cambiamo valori, ma restiamo sul quotidiano di Ezio Mauro che titola così l'esternazione di monsignor Betori, il segretario della Cei che è deluso dalla legge elettorale per lui (e per noi) poco democratica: "Questa legge dà un potere oligarchico" (grazie per il suggerimento, ma è come il bue che dà del cornuto all'asino). Sulle ingerenze della chiesa - poiché il vescovo ha anche invitato gli elettori, strizzando l'occhiolino, a votare secondo alcuni "valori" - Liberazione ci ha aperto il giornale: "La Cei precetta il voto cattolico contro donne, gay e unioni civili". Rina Gagliardi però ci tiene a bacchettare anche il "Walter populista". Perché con l'aria che tira, "non c'è riduzione dei costi della politica che possa davvero soddisfare la giusta collera di massa: politici e parlamentari saranno percepiti sempre e comunque come indebiti privilegiati, parassiti, grassatori". Allora? Allora ci piacerebbe sognare con lei: "Ci serve una politica che ritrova la sua forza: quel danaro sonante fatto di passioni, attività volontaria, reti relazionali, costruzioni comunitarie...". Ok, ok. Su La Stampa, Marcello Sorgi si arrabbia quando pensa agli stipendi di Fini & Veltroni: "I soldi bisogna meritarseli e guadagnarseli, e le pensioni andrebbero incassate a un'età da pensione, non prima dei cinquant'anni". Scusate lo sfogo. Restiamo in tema con il super editoriale del giorno - "Il miracolo dei soldi", appunto - e ascoltiamo il fine politologo Sartori sul Corriere della Sera. Il prof., dopo una lezioncina di economia per ripetenti dell'asilo nido, prende le difese dei padroni imbarcati nel Pd e attacca il mite Bertinotti, "più cattivo che mai", reo di continuare con questa vecchia storia degli sfruttati e degli sfruttatori: "Domanda: cosa ne dovremmo fare, presidente Bertinotti, degli sfruttatori? Li ammazziamo tutti, come fece Stalin? Li espropriamo? In entrambi i casi uccidiamo la gallina che fa le uova d'oro". Ma allora, votiamoli! Nelle pagine interne Alberto Asor Rosa, un vero signore, dà una benevola interpretazione dell'assunto veltroniano sulla lotta di classe che sarebbe finita (senza nemmeno essersi fatta un ovetto d'oro sbattuto): "L'ideologia di Walter è da boy-scout. Pensa: il conflitto non esiste, tutto si risolve incontrandosi...". O al massimo, con una benefica adozione a distanza.

 


Report "Costi dei politici"

Polemica sulla pensione di Veltroni ( da "Gazzetta di Parma, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ex sindaco di Roma aveva proposto di ridurre lo stipendio ai politici COSTI DELLA POLITICA FINI: "IPOCRITA". IL LEADER DEL PD: "CON QUEI SOLDI HO FATTO DEL BENE AL PROSSIMO" Polemica sulla pensione di Veltroni ROMA L'ex sindaco di Roma aveva proposto di ridurre lo stipendio ai politici Silvia Gasparetto II La questione sembrava passata sotto silenzio.

Costi della politica, si potevano già tagliare ( da "Gazzetta di Reggio" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Toccati ieri però anche i temi di riduzione dei costi della politica. "Chi oggi parla di casta - continua Grassi - sono le stesse persone che in Parlamento hanno sempre votato contro i provvedimenti per ridurre gli emolumenti". Mentre sui temi così detti "sensibili", quelli etici, Katia Zanotti ribadisce che "la libertà di scelta è un principio non derogabile" e attacca il Pd per "

<Il leader del Pd è un pensionato di lusso, altro che il nuovo>, e subito scoppia la polemica ( da "Cittadino, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Costi della politica, nervi tesi Berlusconi a gamba tesa nello scontro Veltroni-Fini ROMA Il Pd mette da parte il fair play e contrattacca con documentazione audio e cartacea il leader di An Gianfranco Fini, colpevole di "dare lezioni di politica dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni" proprio sui costi della politica.

Mentre continua il duro botta e risposta tra Fini e il leader dei Democratici ( da "Gazzetta del Sud" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e risposta tra Fini e il leader dei Democratici Nella polemica si scatena il Cavaliere: "Walter è un pensionato della politica" Cristina Ferrulli ROMA Il Partito democratico mette da parte il fair play e contrattacca con documentazione audio e cartacea il leader di An Gianfranco Fini, colpevole di "dare lezioni di politica dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni"

Un brutto periodo ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: SONO stati invece rapporti economici tra Milva e la Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara del cui organo di indirizzo la cantante (allora non erano previsti gettoni di presenza) è stata uno dei cinquanta componenti dal 2001 al 2006. A nominarla erano stati i Comuni di Goro, Copparo, Codigoro e Comacchio che alla tornata successiva le hanno preferito la maratoneta Laura Fogli.

Lotto contro gli interessi di Berlusconi ( da "Trentino" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: introdotto una miriade di emendamenti che tagliano i costi della politica per circa un miliardo di euro. Abbiamo anche chiesto e ottenuto che il 20 per cento del finanziamento pubblico ai partiti sia destinato all'edilizia scolastica e penitenziaria e abbiamo anche chiesto il blocco degli stipendi dei parlamentari che finora erano legati automaticamente allo stipendio dei magistrati.

L IBERA dal rischio di essere cancellata dal Tar, la giunta ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 20-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Anche se ha poco impatto sul bilancio, proporrò agli amministratori di rinunciare alle indennità e ai gettoni di presenza. Occorre stipulare un patto con i cittadini spiegando la situazione, i rimedi proposti e la destinazione delle risorse a disposizione per le famiglie più bisognose". Dove troverete le risorse per le opere pubbliche?

L'assessore Minini rinuncia all'auto blu ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: nei confronti della necessità, intensamente sentita da tutti, di operare per un contenimento reale dei costi della politica". L'assessore Riccardo Minini è certo che il percorso da lui intrapreso sarà condiviso da tutte le rappresentanze istituzionali dell'Ente in modo da accelerare il raggiungimento dell'obiettivo approvato dal Consiglio Provinciale ben prima della data del 2010.

Pensioni e costo della politica un caso dal retrogusto amaro - fabrizio guerrini ( da "Provincia Pavese, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: investe in generale la questione dei costi della politica. Pensioni "ingiustificate" e indennità dei politici: due nervi scoperti sul fronte del rapporto tra gente comune e palazzi di ogni ordine e grado. Nelle chiacchiere da bar, ieri mattina a Tortona, spuntava però un terzo elemento di riflessione.

Casta e stipendi, altro scontro ( da "Provincia di Cremona, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il Pd mette da parte il fair play e contrattacca con documentazione audio e cartacea il leader di An Gianfranco Fini, colpevole di "dare lezioni di politica dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni" proprio sui costi della politica. E nel primo vero scontro della campagna elettorale entra a gamba tesa Silvio Berlusconi:

Vedendo la tabella che il giornale ha pubblicato sui costi della politica ogni cittadino comune non ( da "Giorno, Il (Varese)" del 20-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e i politici in campagna elettorale predicano tagli sui costi propri, da destra e da sinistra. Ricordo Berlusconi che diceva di voler ridurre della metà o quasi i parlamentari e ora Veltroni si accorge di quanto costano gli stessi. Eppure a nessuno viene in mente di ridiscutere e rivedere leggi datate che ancora riportano la dicitura "

Costi della politica, non si placa la polemica ( da "Libertà" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il leader del Pd attacca il centrodestra per i fatti del G8 Costi della politica, non si placa la polemica ROMA - Nel 2001 a Bolzaneto è accaduto qualcosa che non può essere accettato in uno stato democratico. Walter Veltroni parla dei fatti avvenuti dopo il G8 di Genova, delle testimonianze che proprio in questi giorni raccontano di fatti gravissimi.

Veltroni sfida anche la jella ( da "Italia Oggi" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è tornato sui costi della politica annunciando che "oltre a tagliare gli stipendi dei parlamentari occorre anche dimezzare il loro numero, così come bisogna diminuire i finanziamenti ai giornali di partito". Sia a Pavia che a Lodi, infine, Veltroni ha provato a dare una scossa ai consensi.

L'imperativo categorico è crescere ( da "Italia Oggi" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La sua idea degli effetti della globalizzazione è piuttosto pesante. Dice che per evitare un nostro progressivo impoverimento bisogna mettere mano ai dazi. Se arriverete al governo partirà un pressing all'Ue? R. La politica economica dei prossimi cinque anni non potrà che far riferimento a Bruxelles.

Bolzaneto, la verità sui politici responsabili La chiede Veltroni. Qualcosa sta cambiando, la destra è nervosa e autodistruttiva ( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Europa e dove gli stipendi dei parlamentari sono i più alti. Chiedo solo di riportarli nella media europea, sarebbe un gesto di sobrietà utile al paese e anche alla politica in un momento economicamente difficile". Ma l'eco della polemica si avverte anche in una richiesta che Veltroni lancia proprio a Lodi, parlando di diritti,

Bindi: Berlusconi insulta, non ha altro da dire Il Pd replica. Quando Fini disse che avrebbe devoluto il contributo pubblico al referendum. E non lo fece ( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E non lo fece di Andrea Carugati A DAR MAN FORTE a Fini nella polemica contro Veltroni sul taglio agli stipendi dei parlamentari scende in campo, a gamba tesa, anche Berlusconi. "Un pensio- nato della politica dal 2001": così il Cavaliere etichetta il leader Pd. Gli risponde subito Rosy Bindi: "Non avendo nulla di buono da dire, Berlusconi insulta gli avversari.

Veltroni insiste: bisogna tagliare le indennità ( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il Pd mette da parte il fair play e contrattacca con documentazione audio e cartacea il leader di An Gianfranco Fini, colpevole di "dare lezioni di politica dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni" proprio sui costi della politica. E nel primo vero scontro della campagna elettorale entra a gamba tesa Silvio Berlusconi:

Berlusconi: Veltroni è un pensionato della politica ( da "Giornale di Brescia" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Veltroni è un pensionato della politica L'affondo del Cavaliere mentre continua a tenere banco il dibattito sui tagli delle indennità dei parlamentari Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini in un comizio recente ROMA Il Partito democratico mette da parte il fair play e contrattacca con documentazione audio e cartacea il leader di An Gianfranco Fini,

Veltroni: chiarire le responsabilità su Bolzaneto ( da "Eco di Bergamo, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dimostra solo la volontà politica ed ideologica di trattare i servitori dello Stato peggio dei black-bloc", afferma Luca Volontè, presidente del gruppo Udc alla Camera. Molto critico Anche Alfredo Mantovano del Pdl: "Non è il caso di tenere fuori la campagna elettorale, prima ancora della politica, dalle aule giudiziarie?

Tre esordi da titolari al garilli ( da "Tirreno, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e dunque ad essi è stato concesso il primo gettone di presenza da subentrati. La loro iniziale assenza in Piacenza - Pisa è qualcosa più di un mero dato statistico... Risultato di 4-2. Punteggio inedito nella stagione nerazzurra. Consoliamoci con i ricordi: anche nella scorsa annata i nerazzurri subirono una simile battuta d'arresto a Busto Arsizio,

<nuove Metodologieper gli allenamenti> ( da "Secolo XIX, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Rizza, Correnti, Gazzano (Fabrizio Calvini), Rossi, Politi, Miceli, Vacca (Prevosto). A disp. Di Giorgio, Mezzatesta. Il Riviera Pontedassio di Radio ribalta lo 0-1 iniziale con l'Alassio e vince 3-2 (Ceppi, Rodriguez 2). Ecco l'undici imperiese: Martini, Costantini (Iberto), Cantagallo, Dulbecco, Tallone,

Lite sui costi della politica ( da "Adige, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Berlusconi replica: "Sei pensionato dal 2001" Lite sui costi della politica ROMA - Il Pd mette da parte il fair play e contrattacca con documentazione audio e cartacea il leader di An Gianfranco Fini, colpevole di "dare lezioni di politica dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni" proprio sui costi della politica.

Che successo la biblioteca ( da "Adige, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ai posti alti della classifica Sandra Frizzera ("Un cuore, due vite"), Yasmina Khadra ("L'attentatrice") e Marco Bettini ("Mai più la verità"). Tra i saggi "La casta" di Stella e Rizzo ha avuto tassi di prestito pari ai "gialli", seguito da Mario Calabresi ("Spingendo la notte più in là") e Corrado Augias ("Inchiesta su Gesù"). 20/03/2008.

Leonardo pontalti I costi della politica infiammano la campagna elettorale, ma <non sono l'unico o il peggiore dei mali>, almeno secondo parecchi dei candidati trentini per Camera ( da "Adige, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Leonardo pontalti I costi della politica infiammano la campagna elettorale, ma "non sono l'unico o il peggiore dei mali", almeno secondo parecchi dei candidati trentini per Camera e Senato leonardo pontalti I costi della politica infiammano la campagna elettorale, ma "non sono l'unico o il peggiore dei mali", almeno secondo parecchi dei candidati trentini per Camera e Senato.

Costi della politica, il Pd contro Fini ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Costi della politica, il Pd contro Fini "Attacco gratuito". Ma Berlusconi incalza: Veltroni pensionato --> "Attacco gratuito". Ma Berlusconi incalza: Veltroni pensionato ROMA Il Pd mette da parte il fair play e contrattacca con documentazione audio e cartacea il leader di An Gianfranco Fini, colpevole di "dare lezioni di politica dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni"

Giornali e fondazioni ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E che l'Unità invece rimanga titolare dei soldi pubblici che arriveranno dal Pd. Soprattutto dopo il fallimento della trattativa con gli Angelucci, la sorte del giornale fondato da Antonio Gramsci, resta incerta. Nonostante il "certo" arrivo dei finanziamenti targati Partito democratico.

Un taglio ai rimborsi elettorali ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: stanno mettendo a punto un Ddl sui costi della politica con tanto di risparmi relativi a ciascun intervento. Uno dei punti, ad esempio, riguarda il taglio del finanziamento pubblico ai partiti che non sarebbe più erogato per 5 anni anche in caso di scioglimento anticipato della legislatura, come accade oggi.

Prodi: in eredità le liberalizzazioni ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Argomento di costante polemica, nel corso dell'intera legislatura, è stato il taglio dei costi della politica. Nel Rapporto si riassumono le misure attuate, dalla riduzione del 40% delle spese per consulenze e pubbliche relazioni al taglio del 20% delle diarie per le missioni all'estero dei dipendenti pubblici.

L'età, il punto debole del cavaliere - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: si può rimandare il lettore alle note inchieste di Stella-Rizzo ("La casta") e Salvi-Villone ("Il costo della democrazia") . E magari i moralisti del centrodestra si fossero limitati allora a moltiplicare prebende, consulenti, portaborse e auto blu. Il guaio è che, dovendo risolvere molti problemi con la giustizia, si sono adoperati anche a sfasciare la macchina dei processi.

Berlusconi: veltroni pensionato dei partiti - carmelo lopapa ( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Macché nuovo La promessa Berlusconi: Veltroni pensionato dei partiti Costi della politica, è duello Pd-Pdl. Bettini: An ha mentito sui finanziamenti Veltroni si è presentato come l'uomo nuovo, invece prende la pensione dal 2001 CARMELO LOPAPA ROMA - "Veltroni? Un pensionato della politica". Addio fair play.

Le vergini della casta ( da "Campanile, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Chiosa il socialista Riccardo Nencini: "E il caso di dire meglio tardi che mai: con la speranza che il discorso della riduzione dei costi della politica si avvii sui binari della concretezza e non solo delle buone intenzioni". (20-03-2008).

Baby pensionati, e contenti di esserlo ( da "Stampaweb, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ex magistrato di "Mani pulite" Tiziana Parenti, transitata in diversi partiti; c'è Maura Cossutta, figlia del fondatore dei Comunisti italiani Armando; e Annamaria Donati, una Verde della prima ora. C'è Peppino Calderisi, storico combattente contro il finanziamento dei partiti quando era seguace di Marco Pannella, ora in Forza Italia.

Antonutti ringrazia la snaidero ( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Spero di festeggiare, ma la sfida sarà Udine - Milano". Antonutti, vivaio Cbu, ha 150 gettoni tutti in arancione, con 427 punti segnati finora, e di ciò ringrazia il club che "ha sempre creduto in me". Ricorda le gambe che tremavano al debutto contro Roseto e le prime missioni speciali in quintetto su Myers e poi Smith.

Veltroni: <Da accertare le responsabilità del G8> ( da "Arena.it, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sui costi della politica, il candidato premier del Pdl Berlusconi accusa Veltroni, di parlare in un modo e razzolare in un altro riprendendo la polemica avviata da Fini. Si è presentato "come l'uomo nuovo della politica italiana", attacca il Cavaliere, in realtà è "un pensionato della politica che ha ricevuto la pensione dal 2001"

Il riordino delle Comunità montane, convegno e polemiche ( da "Corriere Adriatico" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ha affermato certamente questa storia del costo della politica con particolare riferimento alle comunità montane ci ha offeso. Ha offeso quanti nei piccoli Comuni si adoperano per lo sviluppo ed il sostegno sociale. Ci si sente richiamati a una nuova interpretazione della montanità, quando poi la montagna stessa quasi neanche viene toccata da iniziative a suo favore.

"Preferirei giocare perché lo merito" ( da "Corriere Adriatico" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 22 gettoni, 11 subentri (il "record" tra i bianconeri in rosa), 2 reti e anche 2 pali, l'ultimo proprio martedi sera contro il Messina. "E un peccato ha dichiarato ai microfoni nel post partita di martedi perché se col Lecce mi era andata abbastanza bene (la deviazione sul suo fendente dalla distanza aveva spiazzato il portiere ospite)

Costi della politica, Veltroni e Pdl divisi ( da "Corriere Adriatico" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: un pensionato della politica" Il dibattito accende la campagna elettorale. Per Casini l'ex sindaco soffre di amnesie Costi della politica, Veltroni e Pdl divisi ROMA - Il Pd mette da parte il fair play e contrattacca con documentazione audio e cartacea il leader di An Gianfranco Fini, colpevole di "dare lezioni di politica dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni"

FINANZIAMENTI AI PARTITI: VINCONO I NANETTI BIOETICA, RATZINGA NON MEDIA REBUS CONSULTA IL CREATIVO DELLA LEGA? BOSSI FRÀ MATTHEW, PIA SVOLTA ASBUDEF, L'ALTRA FACCIA DEL S ( da "Dagospia.com" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Mentre il sistema politico si avvia alla semplificazione con la nascita di Pd e Pdl, la sopravvivenza della legge del 1999 sul finanziamento dei partiti, che ammette alla suddivisione dei rimborsi chiunque superi l'1 per cento dei voti alla Camera e al Senato, produce l'effetto paradossale di spingere alla corsa anche chi non ha nessuna probabilità di eleggere parlamentari.

Costi della politica, battaglia riaccesa ( da "Avvenire" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: quella della confettura, senz'altro più gustosa di quella usata dal presidente di An, che aveva detto di aver preso Veltroni "con il sorcio in bocca", denunciando che la campagna per la riduzione dei costi dei politici veniva portata avanti da "un 52enne ( Veltroni per l'appunto ndr) che percepisce 5.

Sicilia, Lombardo: ''Ponte di Messina? Una priorità senza costi per lo Stato'' ( da "ADN Kronos" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: chiudendo il via vai dei propri traghetti, che costano 200 milioni di euro di perdite all'anno, le ferrovie possono investire pagando metà del ponte. poi c'è il finanziamento da parte della Ue e il resto arriva dal pedaggio che i passeggeri pagano attraversando il ponte". Lombardo illustra poi la sua ricetta per lo sviluppo dell'isola.

IL LEADER PD. VELTRONI HA REPLICATO AGLI ATTACCHI RILANCIANDO SUI COSTI DELLA POLITICA E CHIEDENDO & ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: IL LEADER PD. Veltroni ha replicato agli attacchi rilanciando sui costi della politica e chiedendo " verità sulle responsabilità politiche" per i fatti di Bolzaneto al G8.

BERLUSCONI-VELTRONI, ORA è SCONTRO FRONTALE ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: mentre loro lo hanno fatto con il centro moderato e sono schizzati a destra, imbarcando partiti che non sono certo membri del Ppe. Noi se vinciamo non dovremo mediare con nessuno, loro dovranno farlo con tutti quelli del passato tranne che con uno, il più moderato di tutti, e cioè Casini". Poi rilancia il taglio dei costi della politica.

Battaglia in consiglio comunale sui costi della politica ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ce lo aspettavamo - ha commentato Massimiliano Cacco - questo dimostra la volontà politica di non ascoltare le esigenze dei cittadini". Riduzione dei costi della politica a Vigonza, riduzione dell'aliquota ICI e modifica al piano triennale degli investimenti: queste in sintesi le proposte di modifica presentate dagli esponenti del Pd.

COSSIGA: ISCRITTI A GLADIO NEL GOVERNO PRODI (PARISI?) PIPERNO: TERRORISTI BRAVI RAGAZZI L'ABBÉ PIERRE E MORO - FINI: SE PERDO MI DIMETTO - LA ROSA BIANCA PERDE IL NOME AUTIS ( da "Dagospia.com" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E che l'Unità invece rimanga titolare dei soldi pubblici che arriveranno dal Pd. Soprattutto dopo il fallimento della trattativa con gli Angelucci, la sorte del giornale fondato da Antonio Gramsci, resta incerta. Nonostante il "certo" arrivo dei finanziamenti targati Partito democratico.

MONDADORI:COSTA,POLITICA DISTURBANTE PER EDITORIA SCOLASTICA ( da "Wall Street Italia" del 20-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Anche il ministro Fioroni ha varato una riforma degli indirizzi - dice Costa a margine della presentazione dei dati economici 2007 del gruppo - e non sappiamo cosa succederà nel futuro. L'Antitrust ha aperto un'indagine su presunti taglieggiatori nel settore, non ha trovato nulla, i prezzi quest'anno sono aumentati solo dello 0,5% ma nessuno lo scrive".


Articoli

Polemica sulla pensione di Veltroni (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Parma, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'ex sindaco di Roma aveva proposto di ridurre lo stipendio ai politici COSTI DELLA POLITICA FINI: "IPOCRITA". IL LEADER DEL PD: "CON QUEI SOLDI HO FATTO DEL BENE AL PROSSIMO" Polemica sulla pensione di Veltroni ROMA L'ex sindaco di Roma aveva proposto di ridurre lo stipendio ai politici Silvia Gasparetto II La questione sembrava passata sotto silenzio. Ma il giorno dopo la proposta di Walter Veltroni di ridurre gli stipendi dei parlamentari, Gianfranco Fini alza il tiro in mezzo al polverone che, nel corso di tutta la giornata, da destra, dal centro e da sinistra, già aveva travolto l'ipotesi del segretario del Pd. Veltroni è un'ipocrita perchè prende 5.216 euro di pensione, tuona il leader di An. A stretto giro la risposta del leader democratico: "Con quei soldi ho fatto del bene al prossimo. continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

Torna all'inizio


Costi della politica, si potevano già tagliare (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Reggio" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cosa rossa. Presentato il programma della Sinistra "Costi della politica, si potevano già tagliare" Qualità del lavoro e contrasto alla precarietà con l'abolizione della legge 30. Diritti alla persona, con la piena applicazione della legge 194 e riconoscimento delle coppie di fatto; ambiente, contro il nucleare e per le energie rinnovabili ma anche ritiro dalle missioni militari. Non tutte. Via dall'Afghanistan ma sì alle missioni sotto l'egida Onu, come in Libano. Queste le linee tematiche che caratterizzano il programma elettorale della Sinistra l'Arcobaleno, presentato ieri a Reggio dai candidati regionali Claudio Grassi, Roberto Soffritti e Katia Zanotti. "Quello per la Sinistra l'Arcobaleno è l'unico voto utile perché non scompaia la sinistra da questo paese - sottolinea Claudio Grassi - e non si crei un sistema bipartitico per cui la società dovrebbe essere rappresenta solo da due grandi blocchi, Pd e Pdl, che si somigliano sempre più". Toccati ieri però anche i temi di riduzione dei costi della politica. "Chi oggi parla di casta - continua Grassi - sono le stesse persone che in Parlamento hanno sempre votato contro i provvedimenti per ridurre gli emolumenti". Mentre sui temi così detti "sensibili", quelli etici, Katia Zanotti ribadisce che "la libertà di scelta è un principio non derogabile" e attacca il Pd per "il silenziatore che invece è stato messo sulla questione, a partire dal riconoscimento delle coppie di fatto". Per quanto riguarda il futuro della neo formazione, Soffritti - sulla cui candidatura nelle scorse settimane si erano levate non poche polemiche - spiega che "una confederazione di sinistra - quale, appunto, quella a cui si è dato vita oggi - è il punto più alto che per ora siamo riusciti a raggiungere. In futuro si vedrà".

Torna all'inizio


<Il leader del Pd è un pensionato di lusso, altro che il nuovo>, e subito scoppia la polemica (sezione: Costi dei politici)

( da "Cittadino, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Costi della politica, nervi tesi Berlusconi a gamba tesa nello scontro Veltroni-Fini ROMA Il Pd mette da parte il fair play e contrattacca con documentazione audio e cartacea il leader di An Gianfranco Fini, colpevole di "dare lezioni di politica dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni" proprio sui costi della politica. E nel primo vero scontro della campagna elettorale entra a gamba tesa Silvio Berlusconi: "Veltroni è un pensionato della politica che ha ricevuto la pensione dal 2001 in avanti".Dopo il duro botta e risposta di ieri, Veltroni non arretra di un millimetro nella sua proposta di tagliare le indennità che rilancia a Pavia "anche se ha creato nervosismo e una reazione che si è rivelata una martellata sulla fronte propria". Il segretario del Pd non cita più Fini, ma l'attacco del leader di An non gli è andato proprio giù perché, spiegano nel Pd, ad una proposta si è risposto con un gratuito attacco personale. Proprio mentre il braccio destro di Veltroni, Goffredo Bettini, va giù duro contro "l'attacco volgare e vergognoso" del presidente di An, il Cavaliere non si lascia sfuggire l'occasione per attaccare e dimostrare che l'ex sindaco di Roma non è affatto nuovo come vuole accreditarsi. "Ancora una volta - sostiene in una tripla intervista serale a Tg1, Tg5 e Tg2 - Veltroni parla in un modo e razzola in un altro. Si è presentato, e questa è la cosa che fa più scandalo, come l'uomo nuovo, mentre è un pensionato della politica". Mentre le piazze applaudono ai tagli di indennità e di parlamentari, come è successo anche oggi a Veltroni, la polemica politica sembra più impegnata a rinfacciarsi stipendi e generosità a fini di solidarietà. Le proposte di Giachetti (Pd) di azzerare il finanziamento pubblico ai partiti o di Daniela Santanché (La Destra) di ridurre l'indennità a 1.200 euro sono oscurate dalle accuse come quella del leghista Roberto Calderoli per il quale il segretario del Pd "si è alzato lo stipendio da sindaco". Certo, Bettini avanza le proposte del Pd sui tagli alla casta ma solo dopo aver messo i puntini sulle i nel duello tra Veltroni e Fini. "Nel '99 - ricorda, mostrando l'audio della seduta parlamentare - disse con toni fortemente di destra che gli aumenti dei contributi pubblici, ai quali era contrario, sarebbero stati devoluto metà al referendum per l'abolizione dei contributi, cosa che non fece, e l'altrà metà in solidarietà, tra i quali la Caritas ma a noi non risulta. Nessuna lezione politica da chi non rispetta gli impegni". Non si fa attendere la risposta di Ignazio La Russa, che invita a leggere "l'allegato di bilancio di An per scoprire l'enorme entità di risorse date in beneficienza" e ironizza "sui nervi tesi del Pd e sull'antico vizio di volersi sottrarre a qualsiasi critica".Cristina Ferrulli.

Torna all'inizio


Mentre continua il duro botta e risposta tra Fini e il leader dei Democratici (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta del Sud" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Attualità - pagina 02 (20/03/2008) Mentre continua il duro botta e risposta tra Fini e il leader dei Democratici Nella polemica si scatena il Cavaliere: "Walter è un pensionato della politica" Cristina Ferrulli ROMA Il Partito democratico mette da parte il fair play e contrattacca con documentazione audio e cartacea il leader di An Gianfranco Fini, colpevole di "dare lezioni di politica dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni" proprio sui costi della politica. E nel primo vero scontro della campagna elettorale irrompe Silvio Berlusconi: "Veltroni è un pensionato della politica che ha ricevuto la pensione dal 2001 in avanti". Dopo il duro botta e risposta di martedì, Veltroni non arretra di un millimetro nella sua proposta di tagliare le indennità che rilancia a Pavia "anche se ha creato nervosismo e una reazione che si è rivelata una martellata sulla fronte propria". Il leader del Pd non cita più Fini, ma l'attacco del leader di An non gli è andato proprio giù perché, spiegano nel Pd, a una proposta si è risposto con un gratuito attacco personale. Proprio mentre il braccio destro di Veltroni, Goffredo Bettini, va giù duro contro "l'attacco volgare e vergognoso" del presidente di An, il Cavaliere non si lascia sfuggire l'occasione per attaccare l'ex sindaco di Roma: "Ancora una volta sostiene in una tripla intervista serale a Tg1, Tg5 e Tg2 Veltroni parla in un modo e razzola in un altro. Si è presentato, e questa è la cosa che fa più scandalo, come l'uomo nuovo, mentre è un pensionato della politica". Mentre le piazze applaudono ai tagli di indennità e di parlamentari, come è successo anche ieri a Veltroni, la politica sembra più impegnata a rinfacciarsi stipendi e generosità a fini di solidarietà. Le proposte di Giachetti (Pd) di azzerare il finanziamento pubblico ai partiti o di Daniela Santanchè (La Destra) di ridurre l'indennità a 1.200 euro sono oscurate dalle accuse come quella del leghista Roberto Calderoli per il quale il segretario del Pd "si è alzato lo stipendio da sindaco". Tocca a Bettini, braccio destro di Veltroni, attaccare Fini: "Nel '99 ricorda, mostrando l'audio della seduta parlamentare disse con toni fortemente di destra che gli aumenti dei contributi pubblici, ai quali era contrario, sarebbero stati devoluto metà al referendum per l'abolizione dei contributi, cosa che non fece, e l'altrà metà in solidarietà, ma a noi non risulta. Nessuna lezione politica da chi non rispetta gli impegni". Controreplica Ignazio La Russa, che invita a leggere "l'allegato di bilancio di An per scoprire l'enorme entità data in beneficenza" e ironizza "sui nervi tesi del Pd e sull'antico vizio di volersi sottrarre a qualsiasi critica".

Torna all'inizio


Un brutto periodo (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'AMICO RINO CONVENTI "Un brutto periodo" C'È UNA CIFRA che riguarda la situazione patrimoniale di Milva che non sarà mai oggetto di indagini e che anzi le fa onore. E' quella che riguarda l'aiuto economico che la cantante avrebbe dato ai suoi famigliari dopo l'esplosione della pizzeria di loro proprietà in quella drammaticamente indimenticabile sera del 3 novembre 2000 in cui morirono quattro persone tra le quali un parente dell'artista e una giovane di 24 anni in attesa di un bimbo. "Tra incassi di concerti e versamenti mensili durati per un anno ? rivela l'allora sindaco di Goro, Rino Conventi ?, Milva ha donato circa 120 milioni di lire. Si era inoltre fatta carico di contribuire alla ricostruzione del teatro ma l'impresa è stata impossibile perché l'edificio era gravemente danneggiato e così, al suo posto, abbiamo preferito fare una piazza, dedicata a Bruno Bordoni, lo storico medico del paese". NON CI SONO stati invece rapporti economici tra Milva e la Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara del cui organo di indirizzo la cantante (allora non erano previsti gettoni di presenza) è stata uno dei cinquanta componenti dal 2001 al 2006. A nominarla erano stati i Comuni di Goro, Copparo, Codigoro e Comacchio che alla tornata successiva le hanno preferito la maratoneta Laura Fogli. "Benché di due correnti politiche opposte ? ricorda Conventi, primo cittadino dal 1997 al 2006 ed oggi consigliere provinciale passato di recente dal gruppo misto all'Udc ? sostenni Milva in questa nomina. Del resto lei, che durante le comunali del 2001 aveva aderito alla lista che mi fu antagonista, fu però la prima, dopo la mia rielezione a sindaco, a inviarmi il telegramma di rallegramenti". UN'AMICIZIA rimasta? "Ritengo di sì ? risponde Conventi ?. Un anno fa, quando ho saputo che avrebbe tenuto uno spettacolo a Faenza, sono corso ad applaudirla e di recente le sono stato molto vicino, scrivendole mail alle quali lei ha sempre risposto, in occasione della morte della madre e dell'aggressione che ha subito in casa da parte di una banda di rapinatori. Eh sì, per Milva non si può certo dire che questo sia un periodo fortunato". Isabella Cattania - -->.

Torna all'inizio


Lotto contro gli interessi di Berlusconi (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Pietro in visita a Trento: "Bisogna dare l'autonomia anche agli altri" "Lotto contro gli interessi di Berlusconi" Il ministro: "Sulla Valdastico non passo sopra la testa dei cittadini" I clandestini non possono restare dobbiamo aiutarli a casa loro, altrimenti qui diventa la legge della giungla TRENTO. Arriva con la Thesys ministeriale. Con sé ha solo l'autista. Antonio Di Pietro odia gli status symbol del ministro. Arriva a piedi al forum in redazione al Trentino. Parla di tutto, dai temi locali a quelli nazionali. Loda Bruno Firmani: "E' un martello pneumatico". Sull'autonomia auspica una riforma federalista dello Stato, ma auspica anche che venga potenziata la Regione Trentino Alto Adige: "Non deve essere un tabù". Ricorda le battaglie contro la Casta: "Abbiamo ridotto il grasso della bistecca bloccando l'aumento automatico dello stipendio dei parlamentari". Chiede "più etica in politica" e ricorda che la maggiore opposizione al governo l'ha avuto da parti della maggioranza. Promette: "Noi aiutiamo Veltroni non solo a vincere, ma anche a convincere". Presentando la candidatura di un professore universitario di origine congolese parla di immigrazione: "I clandestini devono tornare a casa loro, altrimenti è la legge della giungla. Noi siamo per l'immigrazione delle eccellenze e delle opportunità". Poi raggiunge a piedi il Centro Santa Chiara dove lo aspettano centocinquanta elettori. Arringa la sala da par suo. Fa il programma dei primi cento minuti di governo: "Aumento del 30 per cento dei soldi per le forze di polizia, finanziato con il taglio del finanziamento pubblico ai partiti e dei contributi ai giornali di partito, aumento del personale della giustizia, eliminazione dell'appello nei processi". Ministro Di Pietro, lei arriva in una provincia in cui il Pd ha avuto una gestazione un po' difficile. Che messaggio vuol lanciare agli elettori trentini? Di valutare non le sigle, ma le persone. Noi dell'Italia dei valori siamo una formazione politica che da qualche anno è presente nel panorama politico italiano e siamo tra i pochi che ci saranno anche dopo queste elezioni. Questo perché abbiamo un'azione politica specifica da portare avanti, soprattutto su alcuni tempi. Penso alle liberalizzazioni, al libero mercato nel rispetto delle regole, alla sicurezza e alle infrastrutture, per le quali abbiamo le idee ben chiare. Noi ci riconosciamo nel prossimo capo del governo Walter Veltroni. Gli ultimi sondaggi vi danno in netta rimonta. I sondaggi sono un qualcosa che se ci si va appresso si perde tempo ad andare nel territorio e a convincere i cittadini. Secondo lei, qui in Trentino voi dell'Italia dei Valori avete concrete possibilità di conquistare un deputato? Questa legge elettorale è iniqua. Noi, comunque, abbiamo chiesto due certificati ai nostri candidati: il certificato elettorale e quello penale. Nei mesi scorsi è stato presentato un esposto contro di me e io sono corso dal mio giudice per farmi giudicare prima delle elezioni. Sono stato prosciolto. Certo si può fare così solo quando si è innocenti, non quando si vuole entrare in Parlamento per modificare le leggi a proprio favore. Mi dispiace vedere tanti candidati ad elezione sicura che io ho conosciuto già quando facevo il pubblico ministero. Ricordo anche quando sono stati condannati, quando hanno restituito il malloppo. E vederli in Parlamento a rappresentare quella che dovrebbe essere la migliore società non fa onore al nostro paese. Noi abbiamo puntato al cambiamento: oltre la metà dei candidati con buone possibilità di elezione non sono dell'Italia dei Valori. Noi facciamo la lotta alla mafia. Abbiamo candidato non chi festeggia a cannoli perché è stato condannato a "soli" cinque anni come ha fatto l'Udc con Totò Cuffaro o chi conosceva bene gli stallieri di Arcore come ha fatto Berlusconi con Dell'Utri. No. Noi abbiamo candidato la baronessa Cordopatri alla quale hanno sparato per non aver voluto pagare il pizzo. Abbiamo candidato per la prima volta chi rappresenta l'integrazione delle intelligenze, un italiano nato in Congo che è professore universitario alla Sapienza, è giovane, ha cinque lauree, è assessore alle politiche giovanili del comune di Roma e parla l'italiano meglio di me. E' di colore, ma le mani ce l'ha bianche. Dell'autonomia del Trentino Alto Adige cosa pensa, soprattutto confrontata con le condizioni di regioni come il suo Molise, cosa pensa? A dire la verità il Molise è una regione nata solo per raddoppiare i posti, per lottizzazione politica. Lo dico io che sono nato sulle rive del Crigno, il fiume che divide Abruzzo e Molise. Mia madre pascolava le pecore in Abruzzo e mio padre pascolava le vacche in Molise e io sono nato in mezzo. Mi pare che il Trentino Alto Adige abbia amministrato bene la propria autonomia. Io sono convinto, però, che questo passo della Costituzione possa essere rivisto. Non nel senso di togliere l'autonomia al Trentino Alto Adige, come qualcuno mi ha fatto dire, ma di estendere, semmai l'autonomia alle altre regioni. A proposito di questo, vorrei ricordare che l'unica azione concreta verso il federalismo credo di averlo fatto io come ministro delle Infrastrutture con il cosiddetto federalismo infrastrutturale, con la possibilità, cioè di regionalizzare i tratti autostradali che attraversano determinati territori. Visto che parliamo di infrastrutture, nel nordest si sente una carenza in questo campo. Ci si scontra anche con una coscienza ambientale che è molto accentuata. Da sempre, io ho contrastato la politica del no fine a se stesso che fa male soprattutto all'ambiente. Vorrei ricordare proprio qui che noi non ci siamo preoccupati solo di fare il tunnel del Brennero, ma di realizzare tutta quella serie di infrastrutture che bypassano la città. Anche qui a Trento abbiamo previsto e già si stanno realizzando i progetti per la circonvallazione ferroviaria. Sono arrivati i soldi di Bruxelles, ma noi ci dobbiamo mettere dieci volte tanto. Per il rinnovo della concessione dell'A22 ci sono problemi? Lì resta la questione dei soldi che la società accantona per costruire il tunnel del Brennero. Poi, conoscendo le altre concessionarie, potrei dire che magari tutte fossero come l'A22 che è gestita davvero bene. La Valdastico si fa oppure no? Abbiamo deciso in modo molto serio e corretto di rimettere alle popolazioni locali la decisione sul farla oppure no. Io ho condizionato l'esito della concessione della Serenissima al fatto che vi fosse il consenso delle comunità locali. La società voleva avvalersi di una vecchia concessione, ma noi riteniamo che il diritto della società, che pure c'è, non può essere preminente rispetto a quello della popolazione che ha il diritto di avere l'ultima parola. Io sopra la testa dei cittadini non ci passo. Alla Serenissima noi abbiamo dato questa possibilità: o ci porta la prova che il suo progetto ha convinto le autorità locali, e in questo caso rinnoviamo la concessione per il tempo necessario per costruire l'opera e abbiamo già l'accordo con l'Unione europea, o, altrimenti, non faremo un'autostrada contro la volontà della gente. Nel Pdl dicono che mentre Veltroni usa il fioretto lei è quello che fa il lavoro sporco usando la clava contro Berlusconi. Confermo, ma non è lavoro sporco. E' un semplice atto di legalità. Questo paese ha bisogno che si esca dalle ipocrisie. C'è un fattore pesante come un macigno sulla nostra democrazia. E' il conflitto di interessi che influisce sull'informazione lottizzata. L'informazione, oggi come oggi in mano al duopolio Rai-Mediaset, costituisce un'oggettiva riduzione degli spazi di democrazia partecipativa, specie in campagna elettorale. Lo dice la Corte di Giustizia europea che ha condannato l'Italia per non aver risolto, con la legge Gasparri, questa incredibile dicotomia. Lo dice anche l'Agcom che ha condannato Rai e Mediaset a ospitarmi nei loro programmi. Nei primi cento giorni di governo dovremo risolvere questo problema. L'Italia dei Valori non vorrà più accordi e inquacchi e inciuci. Nell'ipotesi, per ora molto concreta, che sia Berlusconi a vincere le elezioni, c'è la possibilità che ci sia un dialogo costruttivo sulle riforme? Sulle riforme costituzionali è la Costituzione stessa ad imporre gli accordi. Al di là di questo, governa chi vince e fa opposizione chi perde. Io non sono abituato a non mantenere la parola con gli elettori. Mi votano per rappresentare un'alternativa al governo Berlusconi. Stiano pur certi gli elettori che, quando sarò in Parlamento, io non voterò mai per partito preso. Metti che domani si va su Marte e Berlusconi decide di fare una seria lotta all'evasione fiscale, noi potremo votarla. Lei crede nella fedeltà della Svp? Io credo che in politica non esista la fedeltà, ma possa e debba esistere la lealtà. La Svp è una realtà politica che rappresenta il suo territorio. Ma se i senatori della Svp voteranno per Berlusconi, lei cosa farà? Chi prende un impegno con il suo popolo e i suoi elettori ha un dovere etico di mantenerlo. Noi manterremo la parola data, ci auguriamo che lo faccia anche lo Svp. I senatori hanno il dovere di dire da che parte stanno prima del voto. E' troppo facile stare dalla parte di chi vince dopo le elezioni. Sandro Bondi a Ballarò non è stato tanto tenero con lei. Neanch'io sono stato tanto tenero con lui. D'altronde lui ha ragione a preoccuparsi di me perché io farò esattamente quello che crede io faccia, cioè lotterò in Parlamento affinché il conflitto di interessi, le leggi ad personam siano risolti una volta per tutti e non nel modo che fa piacere al suo padrone. Nei giorni scorsi è scoppiata la polemica tra Veltroni e Fini sul vitalizio dei parlamentari. Secondo lei quanto dovrebbe prendere un deputato? Per quanto riguarda i vitalizi, si deve correggere la disparità di trattamento tra il lavoratore che sta in Parlamento e il lavoratore normale. Con questa finanziaria abbiamo introdotto una miriade di emendamenti che tagliano i costi della politica per circa un miliardo di euro. Abbiamo anche chiesto e ottenuto che il 20 per cento del finanziamento pubblico ai partiti sia destinato all'edilizia scolastica e penitenziaria e abbiamo anche chiesto il blocco degli stipendi dei parlamentari che finora erano legati automaticamente allo stipendio dei magistrati. Lei ha sempre detto che Bassolino ha responsabilità precise per la situazione dei rifiuti in Campania e dovrebbe dimettersi, ma è ancora al suo posto. Non dovrebbe. Deve dimettersi. E' naturale che c'è una responsabilità oggettiva quando chi conduce la nave la porta ad inabissarsi sul fondo. Noi dell'Italia dei Valori quando ci è stato chiesto di far parte della giunta abbiamo detto di no perché ritenevamo che la giunta non fosse in grado di portare a termine il proprio mandato. Le piace il progetto di Veltroni? Mi piace perché ha svecchiato la politica. Ha detto a De Mita di farsi da parte. Siamo favorevoli al gruppo parlamentare unico, purché si rispettino le specificità.

Torna all'inizio


L IBERA dal rischio di essere cancellata dal Tar, la giunta (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 20-03-2008)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Massa - Carrara))

Argomenti: Costi della politica

Gussoni affronta con maggiore serenità la problematica situazione finanziaria comunale. Il bilancio di previsione 2008 è in via di approvazione ma far quadrare i conti è dura. Lo spiega l'assessore al bilancio Rolando Scatena. Quali sono le priorità? "Il programma presentato dalla coalizione che ha vinto le elezioni devono essere ricalibrate alla luce della grave situazione finanziaria. Accertato che il Comune è all'emergenza poiché soffre di uno squilibrio strutturale (le entrate fisse e correnti non coprono le spese ordinarie), obiettivo prioritario deve essere il graduale risanamento mediante una incisiva azione di recupero dei crediti, l'eliminazione degli sprechi e dei costi per prestazioni esterne e il recupero dell'evasione fiscale. Insieme al graduale risanamento, la giunta deve dare corso alla riorganizzazione della struttura comunale con politiche del personale basate sulla meritocrazia premiando chi lavora di più e con qualità. Anche con processi di riqualificazione che consentiranno di utilizzare al meglio il personale, dovrà essere bloccato il turn-over, dato che il Pontremoli ha 10-12 dipendenti in più rispetto ad altri comuni di pari dimensione. Detto ciò, piano strutturale, energie rinnovabili, politiche per le frazioni, difesa dell'ospedale, traffico sono le nostre priorità". Prevede nuove tasse? "Prima di valutare aumenti, soprattutto per la copertura delle spese correnti, il Comune debba fare il possibile per ridurle. Ogni decisione deve essere improntata all'eliminazione del superfluo, alla massima efficienza usando minori risorse e cercando maggiori entrate.Anche se ha poco impatto sul bilancio, proporrò agli amministratori di rinunciare alle indennità e ai gettoni di presenza. Occorre stipulare un patto con i cittadini spiegando la situazione, i rimedi proposti e la destinazione delle risorse a disposizione per le famiglie più bisognose". Dove troverete le risorse per le opere pubbliche? "Scelte passate per opere rinviabili hanno gravemente indebitato il Comune e impediscono ora ulteriori indebitamenti. Salvo casi di straordinaria emergenza quali gli edifici scolastici, dovrà entrare in gioco la forza politica della giunta nel trovare le risposte dagli enti sovracomunali". E' vero che ci sono tanti crediti nei confronti dei cittadini che stentano ad essere incassati? "Sì, l'abbiamo detto a giugno 2007 e il Comune si è attivato sia con misure organizzative interne sia chiedendo una più stringente azione da parte del soggetto riscossore, ovvero Equitalia Spa. Siamo al paradosso che qualora i crediti che hanno finanziato spese già sostenute non fossero incassati, si aprirebbero nuovi buchi di bilancio che il comune non saprebbe come coprire". N.B. - -->.

Torna all'inizio


L'assessore Minini rinuncia all'auto blu (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

PROVINCIA, CONTRO I COSTI DELLA POLITICA L'assessore Minini rinuncia all'auto blu ? BRESCIA ? NIENTE PIÙ AUTO di servizio per l'assessore provinciale Riccardo Minini. L'amministratore, difatti, ha deciso di rendere nota la sua decisione, già anticipata alle strutture della Provincia di Brescia ed al settore competente l' 11 febbraio scorso, di non utilizzare più, se non in casi di estrema necessità, la cosiddetta "auto blu". La scelta dell' assessore Riccardo Minini ha quindi anticipato le decisioni assunte dal Consiglio provinciale il giorno 12 marzo 2008, tese ad eliminare le "auto blu" entro il 2010. "Ho inteso con questa decisione - spiega Riccardo Minini- fornire ai cittadini un segno inequivocabile di attenzione nei confronti della necessità, intensamente sentita da tutti, di operare per un contenimento reale dei costi della politica". L'assessore Riccardo Minini è certo che il percorso da lui intrapreso sarà condiviso da tutte le rappresentanze istituzionali dell'Ente in modo da accelerare il raggiungimento dell'obiettivo approvato dal Consiglio Provinciale ben prima della data del 2010. Milla Prandelli - -->.

Torna all'inizio


Pensioni e costo della politica un caso dal retrogusto amaro - fabrizio guerrini (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia Pavese, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

IL COMMENTO Pensioni e costo della politica Un caso dal retrogusto amaro FABRIZIO GUERRINI L'inciampo giudiziario del sindaco di Tortona rischia di lasciare un retrogusto amaro nell'opinione pubblica tortonese. Il caso, infatti, riguarda una pensione che il tribunale in primo grado ha giudicato non dovuta. Non solo, investe in generale la questione dei costi della politica. Pensioni "ingiustificate" e indennità dei politici: due nervi scoperti sul fronte del rapporto tra gente comune e palazzi di ogni ordine e grado. Nelle chiacchiere da bar, ieri mattina a Tortona, spuntava però un terzo elemento di riflessione. Il primo cittadino aveva davvero bisogno di riscuotere un'indennità che, comunque venga giudicata, potenzialmente intacca, in vista delle elezioni del prossimo anno, il percorso verso un mandato bis? E dire che il Comune in questi anni ha ottenuto risultati importanti sul fronte del decoro urbano e dell'occupazione. Il sindaco potrebbe ribattere che l'indubbio impegno profuso doveva essere ripagato in un modo che si riteneva regolare. E' l'eterna sfida di chi fa politica: se il farlo diventa professione, la legge del dare e dell'avere non è più solo questione contabile. E' soprattutto etica.

Torna all'inizio


Casta e stipendi, altro scontro (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Cremona, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione di Giovedì 20 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Casta e stipendi, altro scontro Berlusconi accusa. Per Veltroni fatti intollerabili a Bolzaneto di Antonio Lipari ROMA ? Il Pd mette da parte il fair play e contrattacca con documentazione audio e cartacea il leader di An Gianfranco Fini, colpevole di "dare lezioni di politica dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni" proprio sui costi della politica. E nel primo vero scontro della campagna elettorale entra a gamba tesa Silvio Berlusconi: "Veltroni è un pensionato della politica che ha ricevuto la pensione dal 2001 in avanti". Dopo il duro botta e risposta di martedì, Veltroni non arretra di un millimetro nella sua proposta di tagliare le indennità che rilancia a Pavia "anche se ha creato nervosismo e una reazione che si è rivelata una martellata sulla fronte propria". Il segretario del Pd non cita più Fini, ma l'attacco del leader di An non gli è andato proprio giù perchè, spiegano nel Pd, ad una proposta si è risposto con un gratuito attacco personale. Proprio mentre il braccio destro di Veltroni, Goffredo Bettini, va giù duro contro "l'attacco volgare e vergognoso" del presidente di An, il Cavaliere non si lascia sfuggire l'occasione per attaccare e dimostrare che l'ex sindaco di Roma non è affatto nuovo come vuole accreditarsi. "Ancora una volta ? sostiene in una tripla intervista serale a Tg1, Tg5 e Tg2 ? Veltroni parla in un modo e razzola in un altro. Si è presentato, e questa è la cosa che fa più scandalo, come l'uomo nuovo, mentre è un pensionato della politica". Mentre le piazze applaudono ai tagli di indennità e di parlamentari, come è successo anche ieri a Veltroni, la polemica politica sembra più impegnata a rinfacciarsi stipendi e generosità a fini di solidarietà. Le proposte di Giachetti (Pd) di azzerare il finanziamento pubblico ai partiti o di Daniela Santanchè (La Destra) di ridurre l'indennità a 1.200 euro sono oscurate dalle accuse come quella del leghista Roberto Calderoli per il quale il segretario del Pd "si è alzato lo stipendio da sindaco". Tornano alla campagna elettorale, il Pd ? dice Veltroni ? "sta crescendo" nei sondaggi e, per arrivare alla vittoria, punta a convincere quel 30% di cittadini ancora indecisi. Per "l'ultimo miglio" si affiderà soprattutto ai propri militanti, a cui viene chiesto di convincere almeno cinque persone, e punta sulle divisioni della destra, che stanno già emergendo prima del voto, come la vicenda Alitalia sta mostrando. È stato questo il messaggio lanciato dal leader del Pd in tre comizi nel cuore della Pianura Padana e cioè a Pavia, Lodi e Piacenza, dove ha avuto il riscontro di tre piazze riempite dai militanti. E non è mancato un affondo verso An, che, secondo Veltroni, esce "umiliata" dalla composizione delle liste elettorali. Da Lodi, il leader del Pd ha preso di petto poi la vicenda del G8 di Genova del 2001 e delle violenze contro i manifestanti nella caserma di Bolzaneto. "Uno stato democratico non si può rendere responsabile di quello che è accaduto al G8 di Genova", ha detto, chiedendo che siano "accertate eventuali responsabilità politiche" perchè "nessuna coscienza democratica può rimanere inerte di fronte alle notizie sugli episodi accaduti a Bolzaneto durante il G8 di Genova". L'Italia, ha aggiunto, "deve riconoscenza alle forze dell'ordine che in questi anni si sono sacrificate per garantire la sicurezza a tutti, e questo giudizio non può essere scalfito. Ma quanto è accaduto a Bolzaneto è intollerabile, non è accettabile". Insomma, bisogna verificare le reponsabilità, anche politiche e "ratificare la convenzione internazionale sui diritti umani che esclude la tortura, perchè in alcuni casi si è arrivati a tanto".

Torna all'inizio


Vedendo la tabella che il giornale ha pubblicato sui costi della politica ogni cittadino comune non (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Varese)" del 20-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Lodi))

Argomenti: Costi della politica

Può che scandalizzarsi; e i politici in campagna elettorale predicano tagli sui costi propri, da destra e da sinistra. Ricordo Berlusconi che diceva di voler ridurre della metà o quasi i parlamentari e ora Veltroni si accorge di quanto costano gli stessi. Eppure a nessuno viene in mente di ridiscutere e rivedere leggi datate che ancora riportano la dicitura "Regio Decreto" però tutti sempre attenti e uniti quando devono approvare un aumento di indenizzo o quant'altro. Mi chiedo perchè procedono alla votazione! E' ridicolo!!! E pi mi chiedo perché l' italiano percepisca il doppio del francese e quasi il triplo dello spagnolo? Piero Madesani - -->.

Torna all'inizio


Costi della politica, non si placa la polemica (sezione: Costi dei politici)

( da "Libertà" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

2 IN ITALIA giovedì 20 marzo 2008 Berlusconi duro con Veltroni. Il leader del Pd attacca il centrodestra per i fatti del G8 Costi della politica, non si placa la polemica ROMA - Nel 2001 a Bolzaneto è accaduto qualcosa che non può essere accettato in uno stato democratico. Walter Veltroni parla dei fatti avvenuti dopo il G8 di Genova, delle testimonianze che proprio in questi giorni raccontano di fatti gravissimi. E chiama in causa il governo Berlusconi. "Penso sia giusto capire - sostiene infatti il segretario del Pd durante un comizio a Lodi (che ha preceduto quello di Piacenza di cui si legge a pagina 9, ndr) - se vi siano state responsabilità politiche nel dare gli indirizzi che sono stati applicati". Perché "quello che è accaduto a Bolzaneto è intollerabile. Uno Stato democratico non si deve rendere responsabile di quelle cose che sono accadute in quei giorni a Genova". Tutta l'Italia, avverte Veltroni, deve "grande riconoscenza" a tutti quelli che, nella Polizia, nei Carabinieri, nelle forze dell'ordine "hanno lavorato e si sono sacrificati per la sicurezza del Paese". E questo giudizio, aggiunge, "non può essere scalfito". Ma quello che è accaduto a Bolzaneto "è intollerabile, non è accettabile". Dopo il rinvio a giudizio di quanti in quei giorni si sono resi protagonisti di atti di violenza, bisogna dunque capire se ci siano anche delle responsabilità politiche. Capire quali sono state le direttive ricevute in quell'occasione dal governo. E poi, comunque, "per garantire la sicurezza di tutti", bisogna ratificare presto la convenzione per i diritti umani per prevedere anche nel nostro Paese il reato di tortura (che oggi non è previsto, ndr). "Perché in qualche caso - sottolinea Veltroni - si è arrivati vicini a livelli di violenza intollerabile". Come dire, a qualcosa di molto simile alla tortura. "Siamo colpiti, quasi sconvolti - ha detto del resto anche Fausto Bertinotti - del fatto che non si possa procedere giuridicamente contro chi, secondo il magistrato ha realizzato una tortura, solo perché nel codice italiano, colpevolmente, non è previsto questo reato". Lo scontro con FiniIl Pd passa al contrattacco dopo l'offensiva personale di Fini a Veltroni sulla pensione da parlamentare. "Un attacco - ha denunciato Goffredo Bettini - tipico di una certa parte politica, tanto volgare quanto sconclusionato e inefficace". In una conferenza stampa il coordinatore del Pd ha fatto ascoltare il discorso in cui Fini, disse in Parlamento che avrebbe destinato metà del contributo pubblico ai partiti per il referendum per l'abolizione dei contributi e l'altra metà in solidarietà. La prima cosa, denuncia ora Bettini, "non è mai accaduta", la seconda "a noi non risulta". Conclusione: "Lezioni politiche come quella di Fini non possono venire dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni". Ma intanto Berlusconi torna all'assalto: "Veltroni parla in un modo e razzola in un altro: si è presentato come un uomo nuovo e invece è un pensionato della politica". a. p. © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

Torna all'inizio


Veltroni sfida anche la jella (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 068, pag. 6 del 20/3/2008 Autore: di Emilio Gioventù Visualizza la pagina in PDF       Il leader del Pd prova a convincere gli indecisi con i caffé condominiali e slogan porta a porta Veltroni sfida anche la jella Parla di felicità come Prodi, ma al professore portò male Walter Veltroni sfida la sorte. Ci sono cose che portano sfiga. Gesti, vezzi, ma soprattutto parole. Se non sei votato all'autolesionismo, non le pronunci, ti tieni alla larga, soprattutto se la "jella" ti ha appena colpito. Nel centro-sinistra c'è un vocabolo tabù: felicità. La pronunciò Romano Prodi nel marzo 2006 sul finire del secondo duello televisivo con Silvio Berlusconi. Disse testualmente: "L'Italia ce la farà ad andare forte nel mondo e così sarà possibile organizzare anche un po' di felicità per noi". Già un po', quella dei primi giorni a palazzo Chigi con un professore sorridente. Infatti, vennero presto giorni infelici e l'infelice chiusura anticipata dell'esperienze governativa. Da allora nel centro-sinistra qualcuno, sentendo parlare di felictà, fa i debiti scongiuri. Veltroni no. Sfacciato, a Pavia torna a citare la costituzione degli Stati Uniti d'America che comprende anche il concetto di felicità. L'ha detto, il Pd trema. Il candidato premier precisamente afferma: "Felicità è solo condivisione". Bene, ci risiamo. Veltroni non solo ha preso in prestito il "si può fare" di Barack Obama ("yes, we can"), ma è torna a spulciare nella cultura a stelle e strisce, questa volta pescando a piene mani nelle ultime scene del film "Into the Wild", di Sean Penn, tratto dalla vera storia di Chris McCandless raccontata dallo scrittore Jon Krakauer. Prima di morire, arrendendosi alla forza della natura selvaggia come desiderava, il protagonista dice che l'unica ricerca della felicità è la condivisione. Veltroni, dunque, non si smentisce. Incurante soprattutto della sorte che si nasconde dietro il concetto di felicità. Anzi, andando ancora più a fondo: "Lo stato deve creare le condizioni affinché i cittadini possano aspirare ad essere felici e sereni". Aspirazione che ha lo stesso Veltroni che ieri sull'onda della felicità ha cominciato ad affondare colpi e slogan. Nel suo tour al Nord il segretario del Partito democratico ha parlato a raffica. Sul precariato ha rimproverato Berlusconi dicendo che "sui drammi sociali non si possono fare battute" aggiungendo che "al primo consiglio dei ministri vareremo un provvedimento per un compenso minimo legale per i giovani di 1.000, 1.100 euro". Sul Pdl ha affondato il colpo dicendo che "sono divisi su tutto" e che "Alleanza nazionale è stata presa a schiaffoni", "uscendo umiliata dalla composizione delle liste elettorali". Poi ha parlato dell'indagine sui fatti di Bolzaneto accaduti durante il G8 di Genova chiedendo "di accertare le responsabilità politiche perché nessuna coscienza democratica può rimanere inerte". è tornato sui costi della politica annunciando che "oltre a tagliare gli stipendi dei parlamentari occorre anche dimezzare il loro numero, così come bisogna diminuire i finanziamenti ai giornali di partito". Sia a Pavia che a Lodi, infine, Veltroni ha provato a dare una scossa ai consensi. Ricordando che secondo i sondaggi ci sarebbe un 30 per cento dell'elettorato ancora indeciso, ha sottolineato che l'entusiasmo "sta crescendo, però ora manca l'ultimo miglio", quindi "tocca a voi parlare con amici e conoscenti perché la politica è questo, confrontarsi e portare le nostre idee agli altri". Come fare e soprattutto cosa fare lo ha suggerito lo stesso candidato: "Bisogna cercare amici, parlare con i conoscenti, organizzare caffè nel condominio, parlare con gli amici dell'università. Se ognuno convince cinque persone, questo vale molto di più di tutte le televisioni del mondo". Insomma, Walter Veltroni è felice, almeno così sembra, tanto da sfidare il concetto di felicità di Prodi e gli eventi nefasti che ne seguirono. A proposito, Prodi alla felicità tiene tanto. Prima del duello televisivo con Berlusconi aveva già detto qualcosa di simile. Era il febbraio 2005. Si stava al Palalottomatica. C'erano ancora i Ds e c'era ancora Piero Fassino sul palco rosso. Salutando il congresso, il professore disse: "Il nostro compito è unire perché l'Italia ha bisogno di un po' di felicità". Parole che gli tornarono utili esattamente un anno dopo. Insomma, trattasi di autocitazione. Alla fine sfortunata. Insomma, da non ripetere.

Torna all'inizio


L'imperativo categorico è crescere (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Economia e Impresa Numero 068, pag. 15 del 20/3/2008 Autore: di Livia Pandolfi Visualizza la pagina in PDF       Intervista a Maurizio Leo (Popolo della libertà): saremo un governo responsabile e concreto L'imperativo categorico è crescere Premiare le imprese che si impegnano a produrre di più Sembrerebbe quasi che per una strana legge del contrappasso lo schieramento guidato dall'uomo più ricco d'Italia, Silvio Berlusconi, sia chiamato sempre a governare il paese quando le cose si mettono male e l'economia internazionale va in rosso. Torri gemelle e successiva stagnazione nel 2001 e bufera finanziaria proveniente dagli Usa oggi, proprio alla vigilia di una vittoria annunciata dai sondaggi. Ma tant'è. Gli uomini del presidente (Berlusconi), però, paura non ne hanno, a cominciare da Maurizio Leo, deputato uscente della commissione finanze della camera. "I fondamentali della nostra finanza sono buoni e le nostre banche non sono messe come quelle americane", spiega a ItaliaOggi. "In ogni caso c'è da stare in guardia e puntare al sostegno dell'economia reale: l'imperativo categorico è crescere". Domanda. Questo lo dicono anche le imprese. E lo ha ribadito la Cna in un vademecum di undici punti in cui si chiede di aprire i mercati, eliminare i monopoli e le rendite di posizione, promuovere l'imprenditorialità anche attraverso una riduzione della pressione fiscale sulle piccole imprese. E poi riqualificare e ridurre la spesa pubblica, diminuire i costi della politica, semplificare la vita delle pmi, aumentare i livelli competitivi, definire una nuova concertazione, realizzare un nuovo patto sociale per il lavoro e offrire maggiori garanzie di legalità e sicurezza per lo sviluppo delle imprese e dell'occupazione. Lo farete? Risposta. è tutto scritto nel nostro programma. In cinque anni ce la faremo. D. Lo assicura anche Veltroni. Ma che cosa c'è di diverso nel vostro schieramento rispetto al periodo in cui il Pdl ha governato insieme all'Udc di Casini? R. C'è maggiore realismo e concretezza, coscienza del difficile momento nazionale e internazionale. Sappiamo che dobbiamo rimboccarci le maniche con umiltà puntando alla crescita del paese, oggi troppo bassa. D. Come? R. Sostenendo i salari e quindi i consumi, per cominciare. Poi facendo calare la pressione fiscale, ma in modo anche intelligente. Ovvero detassando stipendi e tredicesime, incrementando la produttività. Ma per le imprese la storia è diversa. D. Ci dica. R. L'Irap va eliminata gradualmente iniziando dal costo del lavoro. E l'Iva va versata solo dopo il reale incasso della fattura; inoltre i suoi rimborsi vanno effettuati nei tempi commerciali. Per le pmi e l'artigianato, in particolare, sono da rivedere gli studi di settore che non possono più essere calati dall'alto con meccanismi automatici ma territorializzati, altrimenti diventano una minimum tax. In più ho un'idea che coltivo e sto portando avanti con entusiasmo. D. Quale? R. Stiamo pensando a una detassazione degli incrementi di reddito. L'idea è di premiare quelle imprese che si impegnano a produrre di più. Il meccanismo è virtuoso e ne stiamo discutendo con Giulio Tremonti. D. A proposito di Tremonti. La sua idea degli effetti della globalizzazione è piuttosto pesante. Dice che per evitare un nostro progressivo impoverimento bisogna mettere mano ai dazi. Se arriverete al governo partirà un pressing all'Ue? R. La politica economica dei prossimi cinque anni non potrà che far riferimento a Bruxelles. Qui non si tratta di nuovi protezionismi, ma di mettere, diciamo, dei giusti paletti. A cominciare dal rispetto da parte di tutti delle regole del Wto. Comunque la risposta è sì. D. I programmi dei contendenti alla guida del paese non differiscono granché: puntano entrambi alla crescita. Da un punto, però, non si può proprio prescindere: la riduzione drastica della spesa pubblica e il suo efficientamento. Lo invocano, letteralmente, le imprese da anni. La cosa, però, alla prova dei fatti è assai impopolare: si tratta di chiudere enti e province, eliminare per sempre sacche di privilegio collegate a bacini di voti. Lo farete? R. Berlusconi ha chiarito che si può fare senza mandare a casa i lavoratori che meritano. Possiamo incidere su molte voci, come le spese amministrative, ad esempio con la digitalizzazione della p.a. è possibile, poi, tagliare i costi della politica, gli enti inutili ed eliminare gli spechi nella sanità. L'ho detto: saremo un governo responsabile e concreto.

Torna all'inizio


Bolzaneto, la verità sui politici responsabili La chiede Veltroni. Qualcosa sta cambiando, la destra è nervosa e autodistruttiva (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del "Bolzaneto, la verità sui politici responsabili" La chiede Veltroni. "Qualcosa sta cambiando, la destra è nervosa e autodistruttiva" di Bruno Miserendino inviato a Piacenza SUL PULLMAN che lo porta da Lodi a Piacenza Walter Veltroni legge le agenzie, guarda le foto delle manifestazioni e riflette un po' sui giovani: "Avete visto quanti ce n'erano in piazza a Pavia? Secondo me non è casuale, vedo un risveglio di interesse, un avvicinamento alla politica e una curiosità per le nostre idee". Lo dirà anche in piazza: "Le ragazze e i ragazzi erano i grandi assenti dalle manifestazioni. Invece qualcosa si muove". Troppo ottimismo? La realtà è che i giovani, come dicono sondaggi e indagini, sono una parte importante dell'esercito degli indecisi, molti sono tentati dall'astensionismo, e motivarli potrebbe essere importante. E' presto per capire se c'è un riavvicinamento e una mobilitazione dei giovani, però ieri mattina erano davvero tanti a Pavia, città universitaria. A un certo punto un gruppo di loro ha tirato su uno striscione sarcastico sulle battute di Berlusconi: "Siamo precari, aspettiamo un milionario". Veltroni ha colto la palla al balzo: "Mi piace divertirmi e fare battute ma quello dei precari è un argomento su cui non riesco a scherzare". Ma i giovani erano tanti anche a Lodi, dove c'erano più di tremila persone secondo gli organizzatori. E anche a Piacenza, ultima tappa di una giornata che ha visto Veltroni continuare a distanza il duello con Fini, nato sui costi della politica. "Sono nervosi - dice il leader del Pd - e questo li porta a fare mosse autodistruttive". Il riferimento è a quella battuta di Fini sulla "pensione" di Veltroni che ha di colpo abbassato il livello del politicamente corretto di questa campagna elettorale. A Berlusconi la battuta è piaciuta e infatti l'ha ripresa subito, Veltroni però non risponde più, l'ha fatto con la nota dell'altro giorno che spiegava perché prende il trattamento previsto dopo il mandato parlamentare europeo e come quei soldi, non potendo rifiutarli, li usa per finanziare progetti per i bisognosi. La battuta di Fini, "un'uscita molto fascista", come la definiscono nel Pd, ha convinto Veltroni che sui costi della politica ha toccato un nervo scoperto. E che ha spiazzato tutti gli avversari e anche gli ex alleati della sinistra radicale. Infatti Veltroni non demorde e ovunque va prende gli applausi più fragorosi quando ricorda l'origine della polemica: "Ho detto e ripeto che non è giusto un paese dove ci sono i salari più bassi d'Europa e dove gli stipendi dei parlamentari sono i più alti. Chiedo solo di riportarli nella media europea, sarebbe un gesto di sobrietà utile al paese e anche alla politica in un momento economicamente difficile". Ma l'eco della polemica si avverte anche in una richiesta che Veltroni lancia proprio a Lodi, parlando di diritti, di legalità e di doveri: "Nessuna coscienza democratica - dice - può rimanere inerte di fronte alle notizie sugli episodi accaduti a Bolzaneto durante il G8 di Genova. Dobbiamo capire anche se ci sono state delle responsabilità politiche e bisognerà accertarle". Veltroni non nomina Fini ma si capisce che nel mirino c'è il leader di An e i vertici di quel partito che un qualche pessimo ruolo devono aver avuto nella gestione dell'ordine pubblico del G8. Veltroni parla di responsabilità politiche per sottolineare che il Pd ha sempre espresso ed esprime "la massima riconoscenza alle forze dell'ordine che in questi anni si sono sacrificate per garantire la sicurezza a tutti". "Questo giudizio non può essere scalfito - dice Veltroni - e proprio per questo quanto è accaduto a Bolzaneto non è accettabile". Tra un comizio e l'altro Veltroni calca la mano sulle liste del Pdl, che - dice - sembrano fatte apposta "per dare schiaffi ad An". "Le hanno inzeppate di gente che dice di An cose pestilenziali e questo sarà fonte di divisioni tra loro a elezioni finite". "D'altra parte - aggiunge riferendosi a Fini - ognuno è vittima delle proprie macchinazioni". Tuttavia Veltroni queste battute sulle polemiche delle ultime ore le distilla in discorsi che poco concedono al politichese. Parla molto dell'Italia che vuole il Pd, ricordando a ogni manifestazione che il primo provvedimento che prenderà il governo, se sarà quello riformista, sarà il compenso minimo legale per i giovani precari, una misura "che esiste in 23 paesi europei su 27". E' qui che prende sempre l'applauso più convinto oltre a quello sui costi della politica. Qualcosa vorrà dire. Quanto alle pensioni, l'altro tema con cui il Pd intende parlare al grande esercito degli indecisi, presenterà subito dopo Pasqua un progetto per alzarle.

Torna all'inizio


Bindi: Berlusconi insulta, non ha altro da dire Il Pd replica. Quando Fini disse che avrebbe devoluto il contributo pubblico al referendum. E non lo fece (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del Bindi: Berlusconi insulta, non ha altro da dire Il Pd replica. Quando Fini disse che avrebbe devoluto il contributo pubblico al referendum. E non lo fece di Andrea Carugati A DAR MAN FORTE a Fini nella polemica contro Veltroni sul taglio agli stipendi dei parlamentari scende in campo, a gamba tesa, anche Berlusconi. "Un pensio- nato della politica dal 2001": così il Cavaliere etichetta il leader Pd. Gli risponde subito Rosy Bindi: "Non avendo nulla di buono da dire, Berlusconi insulta gli avversari. È evidente il suo imbarazzo sulla proposta di Veltroni". Nel pomeriggio il Pd aveva organizzato una conferenza stampa per ribadire le proposte di Veltroni sui costi della politica, a partire dalla riduzione delle indennità degli onorevoli e da un nuovo calcolo più severo, di tipo contributivo, per le loro pensioni. Goffredo Bettini, coordinatore del Pd ha colto l'occasione per replicare direttamente a Fini, che martedì era stato il primo a prendersela con Veltroni. "Un attacco volgare quanto sconclusionato e inefficace", ha detto Bettini, che ha poi fatto ascoltare ai giornalisti una registrazione del 1999, in cui il leader di An, in Parlamento, si era detto contrario all'aumento dei contributi pubblici ai partiti, tra le grida di approvazione dei suoi. "Fini disse che avrebbe devoluto metà del contributo pubblico al referendum per l'abolizione dei contributi, cosa mai accaduta, e l'altra metà in solidarietà, cosa che a noi non risulta", attacca Bettini. "Lezioni politiche come quella di Fini non possono venire dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni". Bettini, con Zanda e Realacci, ha sottolineato che la proposta del Pd sui costi della politica è organica e riguarda: stipendi e pensioni degli onorevoli, riduzione del numero dei parlamentari, accesso al finanziamento pubblico solo per chi elegge parlamentari (e non per tutte le formazioni che si presentano e ottengono almeno l'1% come avviene adesso, ndr), riduzione dei gruppi parlamentari con un intervento sui regolamenti. "Proposte di buon senso, che mirano alla sobrietà che è sentita come necessaria dai cittadini- ha detto Bettini-. Proposte che non richiedono una discussione astiosa, ma un confronto bipartisan". Lo stesso Veltroni, tra gli applausi della piazza di Lodi, ha ribadito che "non c'è bisogno di mille parlamentari, con la metà si lavora anche meglio" e che è necessario tagliare gli stipendi dei parlamentari, "i più alti d'Europa", per "mettersi in sintonia" con il Paese. Veltroni ha anche aggiunto che "sono troppi 31 giornali e organi di partito finanziati dalla mano pubblica". Il leader Pd non cita Fini, ma spiega alla piazza che "la mia idea ha creato nervosismo e una reazione che si è rivelata come una martellata sulla fronte propria". Renzo Lusetti, Pd, ricorda a Fini che nel luglio 2007 l'ufficio di presidenza della Camera ha deliberato, all'unanimità,di sospendere la possibilità di cumulare la pensione da parlamentare con altre indennità, tra cui quella di sindaco di un grande comune. "Ricordo- dice Lusetti- che l'esigenza di questa modifica è nata proprio da una sollecitazione di Veltroni, che aveva chiesto di poter rinunciare alla pensione". Da An Renzo Raisi si incarica di fare i conti in tasca al leader Pd: 5216 euro al mese di pensione, 63mila l'anno, per 7 anni fa 440mila euro. "Se anche avesse fatto donazioni in beneficenza per 100mila euro avrebbe comunque intascato 340mila euro di pensione". Non è così, replicano dal loft, ricordando che Veltroni è andato in pensione da parlamentare solo nel 2004, e non nel 2001 come dice erroneamente anche Berlusconi, dunque la somma incassata è molto inferiore, poco più della metà di quella indicata da Raisi. "A parte le donazioni, il resto è andato quasi tutto in tasse".

Torna all'inizio


Veltroni insiste: bisogna tagliare le indennità (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Tensione sui costi delle forze politiche. Il Partito democratico va al contrattacco del presidente di An: dice bugie e non rispetta gli impegni Veltroni insiste: bisogna tagliare le indennità Nello scontro del leader Pd con Fini entra il Cavaliere: è pensionato, altro che uomo nuovo ROMA. Il Pd mette da parte il fair play e contrattacca con documentazione audio e cartacea il leader di An Gianfranco Fini, colpevole di "dare lezioni di politica dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni" proprio sui costi della politica. E nel primo vero scontro della campagna elettorale entra a gamba tesa Silvio Berlusconi: "Veltroni è un pensionato della politica che ha ricevuto la pensione dal 2001 in avanti". Dopo il duro botta e risposta di martedì, Veltroni non arretra di un millimetro nella sua proposta di tagliare le indennità. Proposta che rilancia a Pavia, "anche se ha creato nervosismo e una reazione che si è rivelata una martellata sulla fronte propria". Il segretario del Pd non cita più Fini, ma l'attacco del leader di An non gli è andato proprio giù perchè, spiegano nel Pd, a una proposta si è risposto con un gratuito attacco personale. Proprio mentre il braccio destro di Veltroni, Goffredo Bettini, va giù duro contro "l'attacco volgare e vergognoso" del presidente di An, il Cavaliere non si lascia sfuggire l'occasione per attaccare e dimostrare che l'ex sindaco di Roma non è affatto nuovo come vuole accreditarsi. "Ancora una volta - sostiene in una tripla intervista serale a Tg1, Tg5 e Tg2 - Veltroni parla in un modo e razzola in un altro. Si è presentato, e questa è la cosa che fa più scandalo, come l'uomo nuovo, mentre è un pensionato della politica". Mentre le piazze applaudono ai tagli di indennità e di parlamentari, come è successo anche ieri a Veltroni, la polemica politica sembra più impegnata a rinfacciarsi stipendi e generosità a fini di solidarietà. Le proposte di Giachetti (Pd) di azzerare il finanziamento pubblico ai partiti o di Daniela Santanchè (La Destra) di ridurre l'indennità a 1.200 euro sono oscurate dalle accuse come quella del leghista Roberto Calderoli per il quale il segretario del Pd "si è alzato lo stipendio da sindaco". Certo, Bettini avanza le proposte del Pd sui tagli alla casta ma solo dopo aver messo i puntini sulle i nel duello tra Veltroni e Fini. "Nel '99 - ricorda, mostrando l'audio della seduta parlamentare - disse con toni fortemente di destra che gli aumenti dei contributi pubblici, ai quali era contrario, sarebbero stati devoluto metà al referendum per l'abolizione dei contributi, cosa che non fece, e l'altrà metà in solidarietà, tra i quali la Caritas ma a noi non risulta. Nessuna lezione politica da chi non rispetta gli impegni". Non si fa attendere la risposta di Ignazio La Russa, che invita a leggere "l'allegato di bilancio di An per scoprire l'enorme entità di risorse date in beneficienza" e ironizza "sui nervi tesi del Pd e sull'antico vizio di volersi sottrarre a qualsiasi critica".

Torna all'inizio


Berlusconi: Veltroni è un pensionato della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 20/03/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Berlusconi: Veltroni è un pensionato della politica L'affondo del Cavaliere mentre continua a tenere banco il dibattito sui tagli delle indennità dei parlamentari Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini in un comizio recente ROMA Il Partito democratico mette da parte il fair play e contrattacca con documentazione audio e cartacea il leader di An Gianfranco Fini, colpevole di "dare lezioni di politica dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni" proprio sui costi della politica. E nel primo vero scontro della campagna elettorale entra a gamba tesa Silvio Berlusconi: "Veltroni è un pensionato della politica che ha ricevuto la pensione dal 2001 in avanti". Dopo il duro botta e risposta di martedì, Veltroni non arretra di un millimetro nella sua proposta di tagliare le indennità che rilancia a Pavia "anche se ha creato nervosismo e una reazione che si è rivelata una martellata sulla fronte propria". Il segretario del Pd non cita più Gianfranco Fini, ma l'attacco del leader di An non gli è andato proprio giù perché, spiegano nel Pd, ad una proposta si è risposto con un gratuito attacco personale. Proprio mentre il braccio destro di Veltroni, Goffredo Bettini, va giù duro contro "l'attacco volgare e vergognoso" del presidente di An, Silvio Berlusconi non si lascia sfuggire l'occasione per attaccare e dimostrare che l'ex sindaco di Roma non è affatto nuovo come vuole accreditarsi. "Ancora una volta - sostiene in una tripla intervista serale a Tg1, Tg5 e Tg2 - Veltroni parla in un modo e razzola in un altro. Si è presentato, e questa è la cosa che fa più scandalo, come l'uomo nuovo, mentre è un pensionato della politica che ha ricevuto la pensione dal 2001". A replicare al Cavaliere ci ha pensato Rosy Bindi: "Non avendo nulla di buono da dire, Berlusconi insulta gli avversari. È evidente il suo imbarazzo sulla proposta di Veltroni per ridurre i costi della politica". Mentre le piazze applaudono ai tagli di indennità e di parlamentari, come è successo anche ieri a Walter Veltroni, la polemica politica sembra più impegnata a rinfacciarsi stipendi e generosità a fini di solidarietà. Le proposte di Giachetti (Pd) di azzerare il finanziamento pubblico ai partiti o di Daniela Santanchè (La Destra) di ridurre l'indennità a 1.200 euro sono oscurate dalle accuse come quella del leghista Roberto Calderoli per il quale il segretario del Pd "si è alzato lo stipendio da sindaco, che è risultato anche il più alto tra quelli dei sindaci italiani". Certo, il coordinatore dei democratici, Goffredo Bettini avanza le proposte del Pd sui tagli alla casta ma solo dopo aver messo i puntini sulle i nel duello tra Veltroni e Fini. "Nel 1999 - ricorda il braccio destro del segretario del Partito democratico mostrando l'audio della seduta parlamentare - disse con toni fortemente di destra che gli aumenti dei contributi pubblici, ai quali era contrario, sarebbero stati devoluti metà al referendum per l'abolizione dei contributi, cosa che non fece, e l'altra metà in solidarietà, tra i quali la Caritas ma a noi non risulta. Nessuna lezione politica da chi non rispetta gli impegni". Non si fa attendere la risposta di Ignazio La Russa, che invita a leggere "l'allegato di bilancio di An per scoprire l'enorme entità di risorse date in beneficenza" e poi attacca: "Quello che stupisce - ha detto - è che è bastato sollevare il velo di ipocrisia di cui si ammanta Veltroni, per scoprire facilmente i nervi tesi del Pd e il loro antico vizio di volersi sottrarre a qualunque critica, anche la più ragionevole".

Torna all'inizio


Veltroni: chiarire le responsabilità su Bolzaneto (sezione: Costi dei politici)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il leader del Pd: uno Stato democratico non si può rendere responsabile di quanto accadde a Genova. È polemica Berlusconi lo attacca: "Pensionato della politica". Continua lo scontro su indennità e compensi parlamentari ROMA Il Partito democratico mette da parte il fair play e contrattacca con documentazione audio e cartacea il leader di An Gianfranco Fini, colpevole di "dare lezioni di politica dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni" proprio sui costi della politica. E Veltroni riapre il "caso Bolzaneto". Berlusconi all'attacco Nel primo, vero, scontro della campagna elettorale entra a gamba tesa Silvio Berlusconi: "Veltroni è un pensionato della politica che ha ricevuto la pensione dal 2001 in avanti". Dopo il duro botta e risposta di ieri, Veltroni non arretra di un millimetro nella sua proposta di tagliare le indennità che, rilancia a Pavia, "ha creato nervosismo e una reazione che si è rivelata una martellata sulla fronte propria". Il segretario del Pd non cita più Fini, ma l'attacco del leader di An non gli è andato proprio giù perché, spiegano nel Pd, ad una proposta si è risposto con un gratuito attacco personale. Proprio mentre il braccio destro di Veltroni, Goffredo Bettini, va giù duro contro "l'attacco volgare e vergognoso" del presidente di An, il Cavaliere non si lascia sfuggire l'occasione per attaccare e dimostrare che l'ex sindaco di Roma non è affatto nuovo come vuole accreditarsi. "Ancora una volta - sostiene in una tripla intervista serale a Tg1, Tg5 e Tg2 - Veltroni parla in un modo e razzola in un altro. Si è presentato, e questa è la cosa che fa più scandalo, come l'uomo nuovo, mentre è un pensionato della politica". Mentre le piazze applaudono ai tagli di indennità e di parlamentari, come è successo anche ieri a Veltroni, la polemica politica sembra più impegnata a rinfacciarsi stipendi e generosità a fini di solidarietà. Le proposte di Giachetti (Pd) di azzerare il finanziamento pubblico ai partiti o di Daniela Santanchè (La Destra) di ridurre l'indennità a 1.200 euro sono oscurate dalle accuse come quella del leghista Roberto Calderoli per il quale il segretario del Pd "si è alzato lo stipendio da sindaco". Veltroni: fare piena luce su Bolzaneto Da Lodi, il leader del Pd ha preso di petto poi la vicenda del G8 di Genova del 2001 e delle violenze contro i manifestanti nella caserma di Bolzaneto. "Uno stato democratico non si può rendere responsabile di quello che è accaduto al G8 di Genova", ha detto, chiedendo che siano "accertate eventuali responsabilità politiche" perché "nessuna coscienza democratica può rimanere inerte di fronte alle notizie sugli episodi accaduti a Bolzaneto durante il G8 di Genova". L'Italia, ha aggiunto, "deve riconoscenza alle forze dell'ordine che in questi anni si sono sacrificate per garantire la sicurezza a tutti, e questo giudizio non può essere scalfito. Ma quanto è accaduto a Bolzaneto è intollerabile, non è accettabile". Insomma, bisogna verificare le reponsabilità, anche politiche e "ratificare la convenzione internazionale sui diritti umani che esclude la tortura, perché in alcuni casi si è arrivati a tanto". "La commissione parlamentare d'inchiesta sul G8 si conferma come una necessità storica per il paese", afferma il candidato premier della Sinistra Arcobaleno Fausto Bertinotti. Pronta la replica: "Bertinotti si trascina in polemiche degne di Agnoletto e Casarini. A Genova chiunque ha sbagliato tra le forze dell'ordine pagherà. Una Commissione d'inchiesta, a processo in corso, dimostra solo la volontà politica ed ideologica di trattare i servitori dello Stato peggio dei black-bloc", afferma Luca Volontè, presidente del gruppo Udc alla Camera. Molto critico Anche Alfredo Mantovano del Pdl: "Non è il caso di tenere fuori la campagna elettorale, prima ancora della politica, dalle aule giudiziarie? La sinistra - osserva ancora Mantovano - ci ha abituato, ogni qual volta si discute di un provvedimento giudiziario, a invocare lo stop in nome del rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura. Poi accade che per i fatti di Bolzaneto si svolgano indagini, si pronuncino sentenze, ma ciò sia ritenuto insufficiente: Veltroni invoca l'accertamento delle responsabilità politiche; ma perché - conclude Mantovano - non sono sufficienti le singole responsabilità personali di chi ha strumentalizzato la sua funzione?". Giovanni Innamorati.

Torna all'inizio


Tre esordi da titolari al garilli (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pisa Tre esordi da titolari al Garilli Gabionetta, Rajczi e Titone in campo dal 1' PISA. Piacenza - Pisa è stata la gara delle prime volte. Una partita che ha riservato alcune novità statistiche rispetto alle precedenti 30 partite. Gol subiti. La gara in Emilia è stata la prima in cui i nerazzurri hanno subito 4 gol tutti insieme. Il record negativo era finora di 3 gol, quelle giunte in casa nelle sfide con Brescia (0-3) e Modena (3-3). In trasferta fino a martedì il Pisa mai più di 2 gol al passivo, incassati a Treviso, Bergamo (indolori in due vittorie per 2-3), a Verona (2-2 con il Chievo) e a Grosseto (2-0). Gol inutili. A Piacenza per la prima volta i nerazzurri hanno segnato senza raccogliere punti. Nelle prime 30 giornate il Pisa aveva perso cinque gare (con Frosinone e Brescia, a Grosseto, Brescia ed Ascoli) sempre senza realizzare alcuna rete, mentre i gol avevano portato puntualmente in dote qualche punto. Piacenza-Pisa è stata anche la prima gara in cui il Pisa, passando in vantaggio per primo, non ha raccolto nemmeno un punto. Due rigori contro. Gli arbitri non erano stati teneri con i nerazzurri, ma mai avevano concesso due rigori agli avversari. Semmai era stato accordato un doppio penalty ai ragazzi del presidente Covarelli, nella trasferta di Vicenza, quando Carrozza si procurò entrambi i tiri dagli undici metri, affidati a Castillo che segnò il primo e sbagliò il secondo. Infallibile invece il piacentino Dedic in ambo le occasioni a sua disposizione, ed anche su calcio di punizione. Due sconfitte esterne di fila. Mai in questa stagione il Pisa aveva perso in due trasferte consecutive (ad Ascoli ed ora a Piacenza). Era semmai capitato in casa, dove i rossocrociati avevano perso le prime due sfide, con Frosinone e Brescia. Da quando il record della Juventus (11 vittorie esterne) è ad un passo (dopo l'affermazione a Trieste), i nerazzurri non hanno più raccolto nulla lontano dall'Arena. Addirittura tre le sconfitte negli ultimi quattro viaggi fuori sede. Per scaramanzia meglio smettere di pensare ai primati. Esordi in campo ed in panchina. Martedì sera è stata la prima volta da titolare per tre giocatori: Denilson Gabionetta, Mario Titone e Peter Rajczi, a quali finora erano stati riservati solo scampoli di gara. Un debutto che purtroppo non è stato bagnato da un successo. E' stata anche la prima volta che Kutuzov e Castillo hanno iniziato un incontro dalla panchina, e dunque ad essi è stato concesso il primo gettone di presenza da subentrati. La loro iniziale assenza in Piacenza - Pisa è qualcosa più di un mero dato statistico... Risultato di 4-2. Punteggio inedito nella stagione nerazzurra. Consoliamoci con i ricordi: anche nella scorsa annata i nerazzurri subirono una simile battuta d'arresto a Busto Arsizio, ben più amara di questa (allora il Pisa era andato avanti di due gol). Quindi è un colpo da cui ci si può rialzare. Massimo Berutto.

Torna all'inizio


<nuove Metodologieper gli allenamenti> (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

"nuove Metodologieper gli allenamenti" progetto liguria CARLIN'S, Ventimiglia e Ospedaletti verso le finali regionali negli Allievi. Nel girone A la Carlin's di Bertazzon dilaga (6-1: p.t. 24' Gazzano, 27' Rossi; s.t. 7' Giacchino, 16' Correnti, 18' e 27' Prevosto, 44' Miceli) con l'Albisole. Nerazzurri che esplodono quando rimangono in dieci sul 2-1, espulso il portiere Rinaldi e senza dodicesimo in porta va Politi. Matuziani in campo con: Rinaldi, Fava, Giacomo Calvini, Sassone, Rizza, Correnti, Gazzano (Fabrizio Calvini), Rossi, Politi, Miceli, Vacca (Prevosto). A disp. Di Giorgio, Mezzatesta. Il Riviera Pontedassio di Radio ribalta lo 0-1 iniziale con l'Alassio e vince 3-2 (Ceppi, Rodriguez 2). Ecco l'undici imperiese: Martini, Costantini (Iberto), Cantagallo, Dulbecco, Tallone, Cavarero, Viani, Fatnassi, Rodriguez, Pinasco (Delfino), Ceppi. Goleada (9-4: Greco 2, Scaburri 2, Conti, Volpone, Mamone, Spezia, Di Masi) della Sanremese (fuori classifica) di Claudio Donadel ad Andora. Il Ventimiglia di Dulbecco resta leader solitario nel gruppo B. Agevole 3-0 casalingo (Marafioti, Alberti, Fiore) al Finale. Frontalieri in campo con: Frenna (s.t. 35' Bevilacqua), Santucci (s.t. 15' Pecorelli), Alberti, Mastrandrea (s.t. 35' Calderazzo), Gentile, Marcarino (s.t. 15' Anfosso), Damiano (p.t. 30' Rea), Grandi (s.t. 30' Gullo), Marafioti, Fiore (s.t. 30' Grifo), Rossi. Inarrestabile anche l'Ospedaletti di Di Antonio che sorpassa, e conquista il secondo posto, il Pontedecimo che giocava il match fuori classifica con il Savona. Gli orange, in emergenza (4 assenze pesanti, tra cui quella del portiere, tanto da schierare tra i pali l'attaccante Benatia autore di due grandi interventi), vincono per 3-0 (p.t. 10' Putrino con gran tiro da fuori area, 40' Castagna su rig.; s.t. 2' Campagnani) sul campo della Priamar. Ospedaletti in campo con: Benatia, Putrino, Grossi, Simbari, Dotta, Kovalski (Duenas), Comparato, Stella (Pasha), Campagnani, Negro, Castagna. Golfodianese di Rivera corsaro (2-1: Kastrati, Nicola Avignone) con la Rivarolese. Allievi Reg.li Gir. A-10° di rit.: Riviera P.-Alassio 3-2; Carlin's-Albisole 6-1; Loanesi-Borgorosso 4-1; Varazze-Sestrese 1-3 (Marcenaro, Morando, Pusceddu); Vado-Quiliano 3-0; Andora-Sanremese 4-9 n.v.. Rip.: Praese. Class.: Sestrese 51, Carlin's 50, Loanesi 42, Praese** 35, Albisole 32, Vado 30, Varazze 29, Riviera P. 26, Borgorosso 20, Alassio 17, Quiliano 7, Sanremese* 0, Andora*** -1. * fuori class.; ** ha rip.; *** una penalità. Allievi Reg.li Gir. B-8° di rit.: Riva-Cairese 0-6 (Capelli 3, Chiarlone, Fracchia, Rollero); Ventimiglia-Finale 3-0; Rivarolese-Golfodian. 1-2; Priamar-Osped. 0-3; Pontedecimo-Savona 1-1 n.v.; Cerialecis.-Speranza 0-1 (Ottonello). Class.: Ventimiglia 41, Ospedaletti 38, Pontedecimo 37, Cairese 34, Finale 28, Speranza 26, Cerialecis. 23, Golfod. 19, Rivarolese 15, Priamar 10, Savona* 0, Riva** - 1. * f.c.; ** una penalità. .x/20/0803 I nerazzurri violano per sei volte la porta dell'Albisole. Sul 2-1 espulso il portiere Rinaldi: tra i pali va il centrocampista Politi .x/20/0803 QUARTO incontro, mercoledì prossimo alle ore 17 ancora al campo sportivo Tre Campanili di Bogliasco, abituale location della Sampdoria, per il Progetto Liguria ideato dalla stessa Sampdoria e che ha nella Carlin's il polo referente per il ponente ligure e il sud della Francia. Nell'occasione sarà trattata la seconda parte del tema: Metodologia dell'allenamento nella Categoria esordienti - Abilità tecniche Coordinative presupposti del gioco collettivo. Lo staff tecnico della Carlin's ascolterà i Relatori di giornata che saranno Fulvio Pea, responsabile tecnico blucerchiato, Manuel Montali, allenatore degli Allievi nazionali della Samp, e Mauro Ricasso, trainer della formazione Giovanissimi Regionali B del prestigioso club della lanterna. .x/20/0803.

Torna all'inizio


Lite sui costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Verso le elezioni Veltroni: "Indennità da tagliare". Berlusconi replica: "Sei pensionato dal 2001" Lite sui costi della politica ROMA - Il Pd mette da parte il fair play e contrattacca con documentazione audio e cartacea il leader di An Gianfranco Fini, colpevole di "dare lezioni di politica dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni" proprio sui costi della politica. E nel primo vero scontro della campagna elettorale entra a gamba tesa Silvio Berlusconi: "Veltroni è un pensionato della politica che ha ricevuto la pensione dal 2001 in avanti". Dopo il duro botta e risposta di martedì, Veltroni non arretra di un millimetro nella sua proposta di tagliare le indennità che rilancia a Pavia "anche se ha creato nervosismo e una reazione che si è rivelata una martellata sulla fronte propria". Il segretario del Pd non cita più Fini, ma l'attacco del leader di An non gli è andato proprio giù perchè, spiegano nel Pd, ad una proposta si è risposto con un gratuito attacco personale. Proprio mentre il braccio destro di Veltroni, Goffredo Bettini, va giù duro contro "l'attacco volgare e vergognoso" del presidente di An, il Cavaliere non si lascia sfuggire l'occasione per attaccare e dimostrare che l'ex sindaco di Roma non è affatto nuovo come vuole accreditarsi. "Ancora una volta - sostiene in una tripla intervista a Tg1, Tg5 e Tg2 - Veltroni parla in un modo e razzola in un altro. Si è presentato, e questa è la cosa che fa più scandalo, come l'uomo nuovo, mentre è un pensionato della politica". Mentre le piazze applaudono ai tagli di indennità e di parlamentari, come è successo anche ieri a Veltroni, la polemica politica sembra più impegnata a rinfacciarsi stipendi e generosità a fini di solidarietà. Le proposte di Giachetti (Pd) di azzerare il finanziamento pubblico ai partiti o di Daniela Santanchè (La Destra) di ridurre l'indennità a 1.200 euro sono oscurate dalle accuse come quella del leghista Roberto Calderoli per il quale il segretario del Pd "si è alzato lo stipendio da sindaco". Da Lodi, il leader del Pd ha preso di petto poi la vicenda del G8 di Genova del 2001 e delle violenze contro i manifestanti nella caserma di Bolzaneto. "Uno stato democratico non si può rendere responsabile di quello che è accaduto al G8 di Genova", ha detto, chiedendo che siano "accertate eventuali responsabilità politiche" perchè "nessuna coscienza democratica può rimanere inerte di fronte alle notizie sugli episodi accaduti a Bolzaneto durante il G8 di Genova". L'Italia, ha aggiunto, "deve riconoscenza alle forze dell'ordine che in questi anni si sono sacrificate per garantire la sicurezza a tutti, e questo giudizio non può essere scalfito. Ma quanto è accaduto a Bolzaneto è intollerabile, non è accettabile". Insomma, bisogna verificare le reponsabilità, anche politiche e "ratificare la convenzione internazionale sui diritti umani che esclude la tortura, perchè in alcuni casi si è arrivati a tanto". 20/03/2008.

Torna all'inizio


Che successo la biblioteca (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

IRENE VIOLA Non sarà certo la più grande, però la biblioteca di Mattarello detiene il record dei lettori più assidui della città. Talmente assidui e entusiasti che l'hanno fatta balzare tra i vertici della classifica comunale sia per il numero di prestiti che per le presenze rilevate. Nel corso del 2007 i prestiti sono stati 15.077, il 13% in più rispetto al 2006 (2,2% l'incremento medio dei prestiti nel Comune di Trento). Sono 17.253 le presenze in biblioteca, con un aumento del 6% rispetto al 2006 (3% l'incremento medio delle presenze nelle biblioteche del Comune). In un bacino di 5.482 abitanti, i libri prestati sono 1.400 e più di 1.600 le persone che ogni mese vanno a curiosare tra gli scaffali. Innamorati dei libri, i residenti di Mattarello lo sono da sempre. Un amore e una curiosità a lungo incentivati da Daniela Stoffella, la precedente e indimenticata bibliotecaria ora in pensione, sui quali Ugo Scala, il nuovo e dinamico bibliotecario, ha saputo costruire un eccellente risultato. Rispetto al 2006 gli aumenti maggiori sono stati registrati dai bambini fino ai nove anni (da 2.388 a 3.161 libri letti) e dai laureati (da 2.157 a 2.618 libri). Ma sono le donne (e le bambine) le protagoniste della classifica. Su oltre 15mila prestiti 10.702 risultano a carico dell'utenza femminile, mentre gli utenti maschi si sono contesi 4.014 libri. Gli iscritti al prestito sono 1.557, divisi in 142 lettori "scatenati", che divorano oltre 29 libri all'anno (9% degli utenti), 195 grandi lettori, dai 13 ai 29 libri all'anno (12% degli utenti), 183 lettori abituali (dai 7 ai 12 libri all'anno), e 1.037 lettori saltuari (da 1 a 6 libri l'anno). Riguardo i generi preferiti i lettori di Mattarello puntano decisi alla narrativa (5.544 prestiti). Primo il genere "giallo" (thriller, legal thriller, noir e detective story), a seguire il "rosa", i romanzi storici e la narrativa di viaggio. Gli autori italiani hanno totalizzato un incremento di 700 prestiti rispetto al 2006, quasi il doppio rispetto agli autori stranieri. Tra i saggi richieste in particolare le tematiche sociali (politica, attualità, società) la medicina (anche quella alternativa) il wellness, il fai da te, oltre a titoli di geografia (guide e reportage) e storia (due guerre mondiali). I bambini chiedono soprattutto letteratura fantasy, che alternano a libri di scienze e tecnica. Tra i lettori, hanno spopolato Khaled Hosseini ("Il cacciatore di aquiloni", "Mille splendidi soli") e Michael Connelly ("La ragazza di polvere", "Il poeta è tornato"). Ai posti alti della classifica Sandra Frizzera ("Un cuore, due vite"), Yasmina Khadra ("L'attentatrice") e Marco Bettini ("Mai più la verità"). Tra i saggi "La casta" di Stella e Rizzo ha avuto tassi di prestito pari ai "gialli", seguito da Mario Calabresi ("Spingendo la notte più in là") e Corrado Augias ("Inchiesta su Gesù"). 20/03/2008.

Torna all'inizio


Leonardo pontalti I costi della politica infiammano la campagna elettorale, ma <non sono l'unico o il peggiore dei mali>, almeno secondo parecchi dei candidati trentini per Camera (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Leonardo pontalti I costi della politica infiammano la campagna elettorale, ma "non sono l'unico o il peggiore dei mali", almeno secondo parecchi dei candidati trentini per Camera e Senato leonardo pontalti I costi della politica infiammano la campagna elettorale, ma "non sono l'unico o il peggiore dei mali", almeno secondo parecchi dei candidati trentini per Camera e Senato. All'indomani dello scontro tra Walter Veltroni e Gianfranco Fini su pensioni e indennità dei parlamentari, la parola passa ai candidati trentini. Tra i quali non tutti hanno dato risposte scontate: "È senza dubbio un tema di attualità - attacca Cristano de Eccher (Pdl) - ma credo sia limitativo riferirsi solo a stipendi e pensioni. Io non ho elementi per parlare della situazione nazionale, ma posso assicurare che a livello locale i veri costi della politica cui ribellarsi sono gli sprechi di denaro pubblico in nome delle cause più svariate". Per l'azzurro Mario Malossini , il vero problema è la chiarezza verso i cittadini: "Quella degli eccessivi vitalizi ai parlamentari è senza dubbio una questione che va affrontata, nella prossima legislatura. Ma prima di tutto, sono convinto che il rapporto tra politica e cittadini debba ripartire dalla chiarezza: io ho sempre con me il prospetto con i miei compensi, in modo che ognuno possa fare i propri conti, guardando soprattutto anche a quanto e come un suo rappresentante ha lavorato durante il proprio mandato". "Il centrosinistra in quanto a tagli dei costi ha già fatto molto", afferma invece in una nota il capolista del Pd alla Camera Gianclaudio Bressa : "A partire dal 2008 ci sarà un risparmio di oltre 5 milioni di euro: l'abbiamo ottenuto riducendo in modo cospicuo le spese per il governo e parlamento. Abbiamo inoltre ridotto i costi della pubblica amministrazione, le spese per gli enti locali e per le società pubbliche". Mauro Betta (Insieme per le autonomie) invece è convinto che sul tema si debba evitare lo scontro: "Serve un lavoro bipartisan per far sì che l'Italia adegui le retribuzioni dei suoi politici a quelle del resto d'Europa. Ancora tempo fa, prima di Grillo, avevo proposto in tal senso un disegno di legge". "La mia idea l'ho già illustrata tempo fa - spiega Giacomo Santini (Pdl) - ovvero garantire ad ogni cittadino eletto ad una carica che comporti un lavoro a tempo pieno, diciamo dal consigliere provinciale in su, il proprio status retributivo e previdenziale: ciò che prendeva prima dell'elezione lo prende anche da parlamentare. Un modo in cui si risparmierebbe molto: ci saranno parlamentari che sono manager dagli stipendi più elevati di quello di un parlamentare, ma la maggior parte percepisce meno dei 5.100 euro di indennità attuali. Certo, poi per ridurre i costi della politica bisognerebbe metter mano a quell'enorme massa di dipendenti che hanno Camera e Senato, non tutti indispensabili". Non si discosta di molto dalla proposta di Santini quella di Ivo Tarolli (Udc): "Credo che l'unico modo per non trasformare la politica in un business sia quello di corrispondere a chi fa politica lo stesso compenso che prendeva nel suo lavoro precedente all'entrata in politica. Solo così la cosa sarà vissuta con il giusto spirito di servizio". "Bene il taglio di indennità e pensioni - è invece l'opinione di Bruno Firmani (IdV) - ma è tutta la politica che va rifondata, ricostruita: rivedere benefit, consulenze, staff e segreterie di partito e tutte queste cose". Divina e Fugatti (Lega), rivendicano entrambi quanto fatto a suo tempo dal Carroccio: "Nella riforma della Devolution si era proposto il taglio di 200 parlamentari, poi i cittadini con il referndum avevano abrogato il tutto", lamenta Maurizio Fugatti . "Noi il nostro lavoro per ridurre i costi della politica l'avevamo fatto e bene - rincara Sergio Divina - poi la sinistra ha portato a cancellare tutto. Sul tema, davvero sono rimaste poche le persone che possono parlare in maniera credibile". Infine, Marco Zenatti (La Destra): "Un modo per ridurre gli esorbitanti costi della politica è quello di rendere compatibili le varie cariche: quelle di assessore e consigliere ad esempio, come di parlamentare e ministro. Per avere politici in meno a libro paga e doverli pagare di meno". 20/03/2008.

Torna all'inizio


Costi della politica, il Pd contro Fini (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Primo Piano Pagina 102 Costi della politica, il Pd contro Fini "Attacco gratuito". Ma Berlusconi incalza: Veltroni pensionato --> "Attacco gratuito". Ma Berlusconi incalza: Veltroni pensionato ROMA Il Pd mette da parte il fair play e contrattacca con documentazione audio e cartacea il leader di An Gianfranco Fini, colpevole di "dare lezioni di politica dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni" proprio sui costi della politica. E nel primo vero scontro della campagna elettorale entra a gamba tesa Silvio Berlusconi: "Veltroni è un pensionato della politica che ha ricevuto la pensione dal 2001 in avanti". NEI SALOTTI TV Dopo il duro botta e risposta di martedì nei salotti Tv, Veltroni non arretra di un millimetro nella sua proposta di tagliare le indennità che rilancia a Pavia "anche se ha creato nervosismo e una reazione che si è rivelata una martellata sulla fronte propria". Il segretario del Pd non cita più Fini, ma l'attacco del leader di An non gli è andato proprio giù perchè, spiegano nel Pd, ad una proposta si è risposto con un gratuito attacco personale. Proprio mentre il braccio destro di Veltroni, Goffredo Bettini, va giù duro contro "l'attacco volgare e vergognoso" del presidente di An, il Cavaliere non si lascia sfuggire l'occasione per attaccare e dimostrare che l'ex sindaco di Roma non è affatto nuovo come vuole accreditarsi. "Ancora una volta - sostiene in una tripla intervista serale a Tg1, Tg5 e Tg2 - Veltroni parla in un modo e razzola in un altro. Si è presentato, e questa è la cosa che fa più scandalo, come l'uomo nuovo, mentre è un pensionato della politica". INDENNITÀ CONTESTATE Mentre le piazze applaudono ai tagli di indennità e di parlamentari, come è successo anche ieri a Veltroni, la polemica politica sembra più impegnata a rinfacciarsi stipendi e generosità a fini di solidarietà. Le proposte di Giachetti (Pd) di azzerare il finanziamento pubblico ai partiti o di Daniela Santanchè (La Destra) di ridurre l'indennità a 1.200 euro sono oscurate dalle accuse come quella del leghista Roberto Calderoli per il quale il segretario del Pd "si è alzato lo stipendio da sindaco". Certo, Bettini avanza le proposte del Pd sui tagli alla casta ma solo dopo aver messo i puntini sulle i nel duello tra Veltroni e Fini. "Nel '99 - ricorda, mostrando l'audio della seduta parlamentare - disse con toni fortemente di destra che gli aumenti dei contributi pubblici, ai quali era contrario, sarebbero stati devoluti metà al referendum per l'abolizione dei contributi, cosa che non fece, e l'altrà metà in solidarietà, tra i quali la Caritas ma a noi non risulta. Nessuna lezione politica da chi non rispetta gli impegni". Non si fa attendere la risposta di Ignazio La Russa, che invita a leggere "l'allegato di bilancio di An per scoprire l'enorme entità di risorse date in beneficienza" e ironizza "sui nervi tesi del Pd e sull'antico vizio di volersi sottrarre a qualsiasi critica". GUERRA DEI SONDAGGI Un'altra fonte di polemica è quella sui sondaggi, sfornati ormai quasi quotidianamente. "Sui sondaggi c'è guerra propaganda. Quindi sono in difficoltà a fare una previsione, perchè a mio avviso diventano strumento di pressione sull'opinione pubblica". Lo ha detto il presidente del Senato Franco Marini. "Penso che come capita in altri paesi europei in questo momento forse il problema di un certo equilibrio c'è: nel paese c'è un orientamento politico a metà", ha spiegato insistendo sulla divisione dell'elettorato, "quindi - ha detto - la partita è ancora aperta". "Spero che il governo che uscirà dalle urne sia stabile, perchè serve al paese" ha aggiunto Marini secondo il quale "il nuovo governo deve porsi il problema di recuperare quel nostro difetto di crescita più basso rispetto agli altri paesi europei". LA RIPRESA Rivolgendosi ai sindaci dell'Altopiano delle Rocche Marini ha sottolineato: in questi giorni "abbiamo parlato di aree interne, di prospettive di progetti, che bisognerà portare avanti. Ma tutto questo può essere possibile con uno sforzo anche degli investimenti pubblici, ma solo se siamo in grado di recuperare questo ritardo rispetto agli altri. È un punto fondamentale". Marini ha poi sottolineato che dal momento che "le esportazioni hanno tenuto, uno dei passaggi che qualsiasi governo dovrà tenere conto è l'attenzione alla capacità di spesa delle famiglie, alla crescita del reddito dei lavoratori, e delle fasce più deboli della popolazioni".

Torna all'inizio


Giornali e fondazioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-20 - pag: 18 autore: "EUROPA" E "UNITà" Giornali e fondazioni N el decalogo sui costi della politica che Walter Veltroni presenterà nei prossimi giorni c'è un capitolo anche sul finanziamento pubblico ai giornali di partito. Oggi le pubblicazioni che ricevono soldi dallo Stato sono trentuno, ben più dei partiti rappresentati in Parlamento e con propri gruppi parlamentari. Dunque, il Partito democratico propone una sforbiciata anche su questi costi collaterali alimentati dalla politica. Il fatto è che il capitolo è delicato per il Partito democratico che tutt'ora si trova con due giornali di riferimento: L'Unità ed Europa. Un'eredità dei due ex partiti, i Ds e la Margherita oggi confluiti nel Pd. Il dilemma è dunque che fine faranno i due giornali. E quali dei due prenderà i finanziamenti pubblici di cui sarà titolare il gruppo parlamentare del Pd. L'ipotesi che si sta valutando al loft è che Europa faccia capo a una Fondazione rientrando nell'area dei giornali no profit. E che l'Unità invece rimanga titolare dei soldi pubblici che arriveranno dal Pd. Soprattutto dopo il fallimento della trattativa con gli Angelucci, la sorte del giornale fondato da Antonio Gramsci, resta incerta. Nonostante il "certo" arrivo dei finanziamenti targati Partito democratico. (Li.P.).

Torna all'inizio


Un taglio ai rimborsi elettorali (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-20 - pag: 18 autore: Un taglio ai rimborsi elettorali Piano Veltroni per risparmiare 100 milioni l'anno - Scontro con An su Bolzaneto Lina Palmerini ROMA Dopo Gianfranco Fini è Silvio Berlusconi ad abbandonare il fair play con cui era cominciata la campagna elettorale per cercare lo scontro diretto con Walter Veltroni. Il tema è sempre quello dei costi della politica che da due giorni, però, gira intorno alla pensione da ex parlamentare del leader del Pd. Un assegno di più di 5mila euro. La polemica si è innescata sulla promessa di Veltroni di tagliare gli stipendi dei parlamentari, anche se la sua proposta è solo l'anticipazione di un "decalogo" che verrà presentato dopo Pasqua. Al loft, infatti, stanno mettendo a punto un Ddl sui costi della politica con tanto di risparmi relativi a ciascun intervento. Uno dei punti, ad esempio, riguarda il taglio del finanziamento pubblico ai partiti che non sarebbe più erogato per 5 anni anche in caso di scioglimento anticipato della legislatura, come accade oggi. I soldi pubblici, invece, verrebbero bloccati in caso di voto e questo comporterebbe un risparmio di almeno 100 milioni di euro all'anno. Così come non riceverebbero più i rimborsi i partiti senza eletti alle Camere. L'articolato contiene anche la riduzione delle pensioni dei parlamentari (e dei dipendenti degli organi costituzionali) che passerebbero dal metodo retributivo a quello contributivo, come tutti i lavoratori italiani. Questa è una delle carte che Veltroni vuole giocare nel rush finale. Oltre ai costi della politica, punterà sulle pensioni e sul precariato per convincere quel 31% di indecisi che sono in prevalenza giovani e pensionati anche dell'Ulivo.E,infatti,martedì prossimo verrà presentata la proposta sulla previdenza con un intervento sugli assegni più bassi rivalutando le pensioni d'annata, quelle che negli ultimi 10-15 anni hanno perso potere d'acquisto. Intanto ieri è sceso nell'arena Silvio Berlusconi che, dopo l'attacco di Fini, ha rincarato la dose su Veltroni: "è un pensionato della politica che riceve un assegno dal 2001". Fine delle schermaglie, insomma. E nuove accuse arrivano da Roberto Calderoli: "Come sindaco, il suo è stato lo stipendio più alto e non per legge ma per sua scelta visto che la legge fissa in 7898,50 euro mensili lordi ma questa cifra Veltroni l'ha voluta incrementare sfruttando al massimo la legge e portandola fino a 9.762,94 euro". Dal pullman – tornato in Lombardia – Veltroni non ha mollato la presa. E da Lodi, Pavia e Piacenza, ha ancora attaccato Fini chiedendo "verità" sui fatti di Bolzaneto e rilanciato il taglio degli stipendi ai parlamentari. "Ho suscitato nervosismo ma in un Paese con i salari più bassi d'Europa, dobbiamo dare un segnale abbassando gli stipendi dei parlamentari, i più alti d'Europa". Il leader Pd non è entrato nel duello personale con il leader di An perché ci hanno pensato da Roma, dal loft. è da lì che è arrivata la risposta a Fini attraverso la doppia voce di Ermete Realacci e Goffredo Bettini: "Fini non ha mantenuto impegni presi nel '99 sui costi della politica". E così ai giornalisti viene fatto ascoltare un audio in cui il leader di An spiegava che non avrebbe votato la Finanziaria in cui si aumentavano i contributi pubblici ai partiti e che An avrebbe devoluto tali aumenti ad associazioni, tra cui la Caritas, mentre un'altra parte sarebbe andata a promuovere un referendum sui finanziamenti ai partiti. Replica Bettini: "Il referendum non c'è mai stato e non risultano versamenti a favore della Caritas". Altra scena, altra città. Torniamo a Lodi. Veltroni – prima di ringraziare Prodi per l'ingresso nell'euro "altrimenti ora saremmo un mucchietto di cenere " – chiede "verità" su Bolzaneto. Non nomina Fini ma quelle parole sono chiaramente dirette a lui. "Quello che è accaduto è intollerabile per uno stato democratico. Penso sia giusto capire se vi siano state responsabilità politiche nel dare gli indirizzi che sono stati applicati", ha detto il leader Pd parlando degli episodi di violenza accaduti in quella caserma durante il G8 di Genova per i quali i Pm hanno chiesto un totale di 76 anni di reclusione per 44 imputati. La risposta gli arriva da Ignazio La Russa: "Abbiamo impedito che venisse istituita una commissione d'inchiesta sul G-8 ed evitato un linciaggio verso le forze dell'ordine, Veltroni non ha mai speso una parola in loro difesa. Teniamo il tema lontano dalle urne". E la campagna elettorale scivola sulle consuete note. LO SCONTRO Berlusconi: "è un pensionato della politica che riceve un assegno dal 2001". Calderoli: da sindaco ha alzato lo stipendio a 9.762 à.

Torna all'inizio


Prodi: in eredità le liberalizzazioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-03-20 - pag: 31 autore: Bilancio di legislatura. Attesi risparmi per 2,4 miliardi l'anno Prodi: in eredità le liberalizzazioni ROMA L'impatto delle varie "lenzuolate" che il governo Prodi ha messo in campo sul fronte delle liberalizzazioni potrebbe consentire alle famiglie italiane un risparmio tra i 2,4 e i 2,8 miliardi l'anno. La stima è contenuta nel "Rapporto conclusivo sull'attuazione del programma di Governo", messo a punto dal ministro Giulio Santagata e presentato ieri in sala stampa a Palazzo Chigi. "Nonostante la sua breve durata - ha osservato Santagata - la legislatura ha visto l'approvazione in Consiglio dei ministri di 177 disegni di legge e di 42 decreti legge, di cui, rispettivamente, 69 e 41 approvati in via definitiva dalle Camere. A questo insieme di atti si è affiancata poi una intensa attività, fatta di Dpr, Dpcm, decreti ministeriali, circolari e altre decisioni di carattere amministrativo". Nelle 123 pagine del Rapporto si sintetizza la produzione normativa e le iniziative legislative predisposte nei due anni di Governo: si va dalle "garanzie istituzionali e diritti civili" alle misure per lo "sviluppo sostenibile ", dalla finanza pubblica al fisco. Per le liberalizzazioni, si rinvia ai dati Istat forniti dal ministero per lo Sviluppo economico, in base ai quali i prezzi dei farmaci da banco sarebbero diminuiti nel 2007 del 5%, quelli della telefonia mobile del 14,6% e quelli del trasporto aereo di oltre il 4 per cento. Nel 2007 le cancellazioni di ipoteche per le quali non è stato necessario l'ausilio del notaio sono state 130 mila. Per quel che riguarda la finanza pubblica, l'attenzione è sulla ridefinizione del bilancio dello Stato "per 34 grandi missioni strategiche" e 160 programmi di spesa, mentre per la lotta all'evasione fiscale si ricorda che è stato istituito un fondo di 133 milioni per il 2008-2010 e che dallo scorso anno è in funzione il sistema integrato delle banche dati in materia tributaria e finanziaria. Per i professionisti, è prevista la "tracciabilità" dei compensi: fino al 30 giugno 2008 per gli importi superiori a mille euro, 500 euro dal 1Úluglio 2008 al 30 giugno 2009, 100 euro dal 1Úluglio 2009. Argomento di costante polemica, nel corso dell'intera legislatura, è stato il taglio dei costi della politica. Nel Rapporto si riassumono le misure attuate, dalla riduzione del 40% delle spese per consulenze e pubbliche relazioni al taglio del 20% delle diarie per le missioni all'estero dei dipendenti pubblici. Infine, la riduzione del 30% della spesa per organi collegiali e degli stipendi di ministri e sottosegretari membri del Parlamento. D.Pes.

Torna all'inizio


L'età, il punto debole del cavaliere - (segue dalla prima pagina) (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'età, il punto debole del Cavaliere (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Gianfranco Fini, che se ne intende, è andato in tv a dire che il capo del Pd ha "una bella faccia tosta a parlare di ridurre i costi della politica, quando a 52 anni percepisce cinque mila euro di pensione da parlamentare europeo". Il leader di An ha sorvolato, come capita, sulla trave nel proprio occhio, visto che per anni ha ricevuto il doppio. La segreteria del Pd ha risposto che Veltroni ha deciso da tempo di destinare la somma per opere benefiche e ha chiesto a Fini se per caso facesse altrettanto. La mancata risposta di Fini avrebbe chiuso la questione, forse non prioritaria fra le emergenze nazionali. Ma Berlusconi, in crisi di astinenza da risse, è saltato sulla polemica, lanciando la parola d'ordine del "Veltroni pensionato". Ci vorrebbe molto spazio, tempo e voglia, per elencare qui l'incredibile numero di privilegi economici conquistati dalla casta politica durante gli ultimi cinque anni del governo Berlusconi. Per brevità e stanchezza, si può rimandare il lettore alle note inchieste di Stella-Rizzo ("La casta") e Salvi-Villone ("Il costo della democrazia") . E magari i moralisti del centrodestra si fossero limitati allora a moltiplicare prebende, consulenti, portaborse e auto blu. Il guaio è che, dovendo risolvere molti problemi con la giustizia, si sono adoperati anche a sfasciare la macchina dei processi. Ma il punto, ormai, è un altro. Berlusconi dà del "pensionato" all'avversario di vent'anni più giovane perché si sente vecchio. Non vi sarebbe nulla di male: è vecchio. Non tanto come uomo, quanto da politico. Quando Berlusconi è andato per la prima volta a Palazzo Chigi la scena politica europea era dominata da personaggi come Helmut Kohl, Francois Mitterrand o Felipe Gonzales che i ventenni di oggi distinguono a malapena da Adenauer o De Gasperi. A settantadue anni invece il nostro rincorre per la quinta elezione la poltrona di premier. E' un record forse mondiale, ma non del genere più invidiabile. A quella età e con quella anzianità politica, i coetanei di Berlusconi si sono già da anni ritirati in un ruolo di padri della patria. Aspirano insomma alla storia e non alla battaglia quotidiana. Oppure hanno cambiato mestiere o si sono messi sul serio a fare i nonni. Il suo rivale di sempre, Romano Prodi, pure di due anni più giovane, l'ha appena annunciato. In ogni caso, l'ultima ipotesi che verrebbe in mente a loro è di rimettersi il sorriso a trentadue denti, dipingersi di cerone e ricominciare a battere i salotti televisivi alla caccia dell'ultimo voto, ricorrendo a qualsiasi stratagemma, pettegolezzo, colpo basso. Perché c'è un tempo per tutto, come dice la Bibbia. E il tempo del berlusconismo che ha segnato la seconda repubblica è finito. Che vinca (ancora) o perda (ancora) Berlusconi, la seconda repubblica è morta. Siamo nella fase che i medici chiamano di accanimento terapeutico. Non per caso, tutti pensano non tanto a chi governerà dal 14 aprile ma a come e quanto governerà, prima di tornare fatalmente al voto anticipato con una legge elettorale più decente. Tutto questo comincia a diventare scontato perfino in un paese dove il passato non passa mai e i tempi della politica si distendono in piccole ere geologiche.

Torna all'inizio


Berlusconi: veltroni pensionato dei partiti - carmelo lopapa (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Macché nuovo La promessa Berlusconi: Veltroni pensionato dei partiti Costi della politica, è duello Pd-Pdl. Bettini: An ha mentito sui finanziamenti Veltroni si è presentato come l'uomo nuovo, invece prende la pensione dal 2001 CARMELO LOPAPA ROMA - "Veltroni? Un pensionato della politica". Addio fair play. Berlusconi alza il livello dello scontro sul terreno assai scivoloso dei costi e dei presunti privilegi e inizia a incalzare sul personale. Dopo la lite tra il leader del Pd e Fini, è lui a passare al contrattacco. Lo fa rilasciando una intervista tripla (al Tg1, Tg2 e Tg5) con cui accusa Veltroni di "parlare in un modo e razzolare in un altro: si è presentato, e questa è la cosa che fa più scandalo, come l'uomo nuovo ma è un pensionato della politica che ha ricevuto la pensione dal 2001 in avanti". Tutto parte dalla polemica del giorno prima, quando il numero uno del Partito democratico aveva proposto di tagliare gli stipendi dei parlamentari, incassando per tutta risposta gli aveva ricordato di percepire "a 52 anni una pensione di oltre 5 mila euro" da eurodeputato. Veltroni, che ha rivelato di devolverla in beneficenza, ieri non ha voluto ribattere. Anzi, al comizio di Lodi ha bacchettato un sostenitore che contestava Berlusconi ("Basta, siamo entrati in un'altra epoca"). Ma sulla questione in generale è tornato anche lui, per sostenere che oltre a tagliare gli stipendi dei parlamentari occorre anche dimezzare il loro numero, così come bisogna diminuire i finanziamenti ai giornali di partito: "Troppi 31 aiutati dalla mano pubblica, così come sono troppi 51 partiti". La contraerea veltroniana tuttavia è partita, pilotata dal coordinatore del Pd Goffredo Bettini, che in una conferenza stampa è tornato sull'attacco di Fini definendolo "tanto volgare quanto sconclusionato" ma soprattutto facendo ascoltare ai giornalisti la registrazione di una seduta parlamentare del '99 in cui proprio il leader di An "disse che avrebbe devoluto metà del contributo pubblico al referendum per l'abolizione dei contributi, cosa mai accaduta, e l'altra metà in solidarietà, cosa che a noi non risulta". Insomma, "Fini dice bugie e non rispetta gli impegni". E La Russa, per conto del suo presidente: "Ipocrisia e nervi tesi" in casa Pd. La sensazione che hanno i big è che il tema dei costi e della casta sia tra i pochi che forse incuriosisce gli elettori. Si spiega così il fioccare delle proposte. Ignazio Marino del Pd lancia la sua per dire che chi fa politica "dovrebbe avere uno stipendio minimo che gli garantisca la sopravvivenza, magari da 2 mila euro e il resto come premio produzione". Daniela Santanché, candidata leader della Destra, vorrebbe abbassare quell'asticella a 1.200 euro "come la media dei lavoratori italiani". Ma a tenere banco non sono solo le prebende e i privilegi dei parlamentari. Da un confronto tra Massimo D'Alema e Gianfranco Fini si è aperto anche il fronte "droga". Il numero due del Pdl propone sanzioni per i consumatori, ipotesi stroncata dal ministro degli Esteri. "Le istituzioni hanno il dovere di prevenire l'uso di droghe, è giusto colpire con sanzioni amministrative i consumatori" è la tesi di Fini espressa al forum dell'agenzia Adn kronos. D'Alema non la pensa così: "Dal punto si vista sociale l'alcolismo provoca più danni, è più pericoloso. Detto questo, non credo che sanzionare chi fa uso di droga possa essere una soluzione. E non si possono mettere sullo stesso piano droghe leggere e pesanti". Il botta e risposta si consumava nelle stesse ore in cui a Montecitorio i deputati della Sinistra arcobaleno Francesco Caruso e Wladimir Luxuria, presentando i candidati under 30, distribuivano in sala stampa un kit con preservativi e cartine per sigarette e spinelli. "La precarietà è il vero contraccettivo alla famiglia", lo slogan di Luxuria che ha definito "un'emergenza l'ingerenza della Chiesa: mancano solo i vescovi in Parlamento". Exploit, quello dei condom e delle cartine, che secondo i centristi Volontè e Baccini "offende il prestigio della Camera", "un vilipendio".

Torna all'inizio


Le vergini della casta (sezione: Costi dei politici)

( da "Campanile, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Giuseppe Petrocelli Le vergini della casta Tra Fini e Veltroni volano gli stracci. A colpi di privilegi la sfida tra Pd e Pdl Il leader di An: "A 52 anni prendi oltre 5mila euro di pensione". La replica: "Li do in beneficenza". Ma una cosa è sicura: la polemica dimostra solo quanto fosse ipocrita la campagna contro Mastella Costi della politica? Partito democratico e Popolo della libertà sono divisi (forse) dalla politica, ma uniti dai costi. Dallo scontro Fini-Veltroni, andato in scena l'altro ieri su questo tema, vengono fuori notizie molto interessanti per i cittadini, che dimostrano, ancora una volta, come l'accanimento dei media, nel corso degli ultimi mesi, sui presunti privilegi di Mastella forse non era altro che un gioco ipocrita. A renderle note, queste notizie sui nostri deputati e senatori, sono proprio i protagonisti del duello. Tutto inizia martedì. Al capo del Partito democratico, che aveva proposto la riduzione degli stipendi parlamentari, Gianfranco Fini, dagli studi di Porta a Porta, replica duramente: "Mi indigno e mi chiedo chi sia quel pensionato di 52 anni che prende 5.216 euro netti di pensione al mese. E' Walter Veltroni e credo che gli italiani debbano saperlo". Il leader di Alleanza nazionale definisce il suo avversario "ipocrita", invita a una "propaganda elettorale seria" e dice che nella legislatura che si sta chiudendo "il Pd si è rifiutato di votare un emendamento appoggiato da noi e dalla Sinistra Arcobaleno per ridurre l'indennità parlamentare". A stretto giro arriva la contro-replica del leader democratico: "Ho usato i soldi delle mie pensioni per fare del bene al prossimo, e Fini difetta di buon gusto". E ancora: "Ho chiesto di non avere queste indennità ma non si poteva. Allora - conclude Veltroni - ho speso i soldi delle mie pensioni per le cause in cui credo. Fini ha perso un'occasione per stare zitto. Potrei dire molte cose sullo stile di vita di molti leader del centrodestra, ma non lo farò. Dico soltanto che quei soldi li ho usati per fare del bene al prossimo". Ma non basta. Perché dopo poco, attraverso un lungo comunicato, il Partito democratico spara con l'artiglieria pesante. Leggere per credere: "L'onorevole Fini ha fatto uno dei tanti errori della sua vita politica. Al momento in cui Veltroni ha cessato di essere parlamentare europeo gli è stato erogato il trattamento previsto per tutti i parlamentare che smettono il loro mandato". E, a questo proposito, dal loft precisano che "la somma di questo trattamento più lo stipendio da sindaco della capitale è pari a circa la metà di quanto ha percepito per anni l'onorevole Fini come parlamentare, vice premier e ministro" e che "con le sue risorse, in questi anni il segretario del Pd ha finanziato più di centomila euro per progetti e associazioni del volontariato. Nella fattispecie, 25 mila euro alla Caritas, 25 mila a Sant'Egidio, 25 mila all'Amref per una scuola in Africa, 25 mila per un progetto di sostegno a ragazzi autistici". Infine, la frecciata velenosa: "Sarà nostra cura sapere quanto hanno versato in beneficenza i parlamentari del Pdl che godono del trattamento di fine mandato e siamo certi che l'onorevole Fini, guadagnando il doppio del segretario del Pd, avrà certamente contribuito con cifre doppie delle sue ad aiutare chi è meno fortunato e che sarà in grado di documentarle al più presto". Intanto, ieri la polemica è continuata. Da Pavia, nuova tappa del tour elettorale da candidato premier, Veltroni ritiene che le "reazioni nervose" alla sua proposta di tagliare gli stipendi dei parlamentari sono dovute al fatto che "per alcuni si è rivelata come una martellata sulla fronte. Ma in un Paese che vive in grande difficoltà dobbiamo dare un segnale. Gli stipendi dei parlamentari devono essere portati alla media di quelli europei. Nulla di meno, però occorre un segnale". Mentre il democratico Renzo Lusetti rincara la dose: "Non so se a proposito di Gianfranco Fini sia più opportuno parlare di falso moralismo o di scarsa conoscenza degli atti parlamentari". La proposta di Veltroni? Chiosa il socialista Riccardo Nencini: "E' il caso di dire meglio tardi che mai: con la speranza che il discorso della riduzione dei costi della politica si avvii sui binari della concretezza e non solo delle buone intenzioni". (20-03-2008).

Torna all'inizio


Baby pensionati, e contenti di esserlo (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampaweb, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

(7:25) - IL CASO - LA POLEMICA SU WALTER Baby pensionati, e contenti di esserlo Sgarbi a favore della pensione per i deputati dopo 4 legislature + Veltroni e Pdl: è scontro sui costi della politica MULTIMEDIA VIDEO Gaffe: la battuta del Cavaliere alla precaria VIDEO Emanuele Filiberto scende in campo VIDEO A Vicenza Veltroni contestato FOTOGALLERY Il partito trasversale dei delusi FOTOGALLERY La sfida Pd-Pdl: i duelli al Senato VIDEO Romano Prodi saluta la politica: "Ho chiuso" Destra, sinistra, intellettuali... La grande pacchia degli ex STEFANO LEPRI ROMA "No, non mi vergogno di prendere la pensione - dice Marco Taradash, 57 anni, ex deputato di Forza Italia, un tempo radicale, 18 anni di anzianità parlamentare -, mi vergognerei piuttosto di essere stato sistemato in un posto di sottogoverno, come altri "trombati". Quello non si deve più fare". "Se non avessi la pensione di deputato non avrei altro - risponde Alfonso Gianni, 58 anni, 15 di anzianità parlamentare, di Rifondazione comunista - mentre quello che mi pare inaccettabile è che sia considerata non come pensione ma come vitalizio, dunque cumulabile con altri redditi". Ecco due risposte tipiche, una di destra e una di sinistra. Tra i circa 2.200 beneficiari di pensioni parlamentari - tra cui anche intellettuali noti, come Alberto Arbasino, Edoardo Sanguineti, Franco Zeffirelli, o personaggi a dir poco discussi come l'ex sindaco di Taranto Giancarlo Cito - ce ne sono anche alcuni che all'età di pensione non sono ancora arrivati. Più giovane ancora di Walter Veltroni è Valerio Calzolaio, Pd, sottosegretario all'Ambiente nel governo Amato 1, 20 anni di anzianità parlamentare. Segue poi Vittorio Sgarbi, 55 anni, alla pari con 20 anni e 8.455 euro al mese (cumulabili, appunto). "Una pensione dopo quattro legislature? Non mi sembra affatto ingiusto - risponde Sgarbi, assessore alla cultura del Comune di Milano - né mi pare che lo giudichi ingiusto Gianfranco Fini, rispondendo efficacemente come ha fatto alla retorica alla Beppe Grillo di Veltroni. Del resto ci sono tanti di Alleanza nazionale che la prendono anche loro". Non sarebbe meglio non cumularla con altri redditi? "Perché? Guardi comunque che se uno ha un incarico al Comune, come il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato, ed è anche deputato, prende soltanto l'indennità di deputato". Sotto i sessant'anni, tra i parlamentari pensionati, c'è l'ex magistrato di "Mani pulite" Tiziana Parenti, transitata in diversi partiti; c'è Maura Cossutta, figlia del fondatore dei Comunisti italiani Armando; e Annamaria Donati, una Verde della prima ora. C'è Peppino Calderisi, storico combattente contro il finanziamento dei partiti quando era seguace di Marco Pannella, ora in Forza Italia. C'è Nando Dalla Chiesa, 58, Pd, sottosegretario all'Università nel governo uscente. Ha compiuto i 60 da pochissimo un altro sottosegretario, l'ex sessantottino romano Famiano Crucianelli, Pd, che è agli Esteri. Uno di loro - che, come gli altri, la pensione la incassa - non vuole che lo si citi per nome, ma si sfoga. "Mi stia a sentire: abbiamo un sistema politico malato, che non sa decidere. La gente, giustamente, ne è esasperata, però nel prendersela con i politici mi pare arrivi a mettere in discussione che siano pagati. No, possono essere pagati meno, ma devono essere pagati. Quella legge che ci dà la pensione prima dei 60 anni è stata cambiata e può esserlo ancora. Ma le riforme che servono sono altre, come ad esempio ridurre il numero dei parlamentari". "Ho continuato a fare politica" oppure "la faccio da troppo tempo per riprendere un altro mestiere" sono le risposte che ricorrono, a destra come a sinistra. "Noi di Rifondazione - nota Alfonso Gianni - volevamo conservare la pensione prima dei 60 anni anche agli operai; anche se lo so bene che la pensione che prendo io è molto più alta di quella di mio padre, che era operaio". E invece Taradash, che da deputato votò la riforma Maroni per non mandare in pensione più nessuno prima dei 60 anni? "Non mi pento di aver votato quella legge, perché mi pareva giusta - risponde - ma io che dovevo fare, dopo una vita passata nella politica e nel giornalismo militante, quando nel 2006 non mi hanno più candidato, perché forse ero un po' fuori dai ranghi?". "La verità è - polemizza Sgarbi - che i parlamentari hanno uno status molto superiore ai loro reali poteri. Io stesso da quando mi cacciarono da sottosegretario, nella scorsa legislatura, per quattro anni non ho contato nulla". Allora bisogna ridurne il numero? "Senz'altro".

Torna all'inizio


Antonutti ringrazia la snaidero (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Michele: ma la sfida è Udine-Milano Ricordo ancora il debutto con Roseto e le prime volte su Myers e Smith Antonutti ringrazia la Snaidero Per le 150 presenze che festeggerà sabato a Milano contro Gallinari di VALERIO MORELLI UDINE. Pare ieri che esordiva nella Snaidero, ma sabato a Milano nell'11ª di ritorno Michele Antonutti, 22 anni un mese fa, festeggerà già le 150 presenze in A al cospetto dell'enfant prodige del basket italiano Danilo Gallinari, alter ego dell'udinese: "Spero di festeggiare, ma la sfida sarà Udine - Milano". Antonutti, vivaio Cbu, ha 150 gettoni tutti in arancione, con 427 punti segnati finora, e di ciò ringrazia il club che "ha sempre creduto in me". Ricorda le gambe che tremavano al debutto contro Roseto e le prime missioni speciali in quintetto su Myers e poi Smith. Quest'anno l'ha coinvolto tornare in campo contro l'Upim Bologna dopo un lungo stop. Michele, sei già a 150 in A: che provi? "Capisco l'importanza dell'occasione che mi ha dato la Snaidero di partecipare a un campionato importante, competitivo, d'alto livello nella mia città davanti a gente che conosco. Capisco pure che ho cominciato presto e di ciò ringrazio la società che ha sempre creduto in me". Il primo ricordo che ti torna in mente? "La prima che ho giocato contro Roseto a Udine (il 30 novembre 2003: nel 93-73 Alibegovic gli concesse 2 minuti ripagati con un assist; prima panchina in A il 3 novembre 2002 con Frates sempre contro Roseto al Carnera, ndr). Ho avuto la possibilità d'entrare e mi tremavano le gambe. Alla fine della partita è stato piacevole ricevere i complimenti degli amici e dei conoscenti, anche via sms". Quali i primi passi concreti dopo il ricordo dell'emozione all'esordio? "Quando, sempre con Teo (Alibegovic, ndr), sono partito in quintetto contro Siena su Myers (il 27 febbraio 2005: nel 79-67 a Udine 2 punti in 17 minuti Michele, 2 in 26 Carlton, ndr) e avevamo studiato la gara. Altro starting five nella successiva a Pesaro contro Smith (il 6 marzo 2005: nel blitz per 74-83 virgola per Michele in 6 minuti, ventello di Charles in 37, ndr) e mi aveva motivato sapendo che ero un suo tifoso negli anni della promozione dall'A2 e in A1. Quelle due volte in quintetto base mi hanno dato la carica". Ora, ormai, sei un professionista. "Poi è cambiato tutto con l'arrivo di Cesare (Pancotto, ndr). Mi ha fatto capire che non dovevo avere più la testa di un ragazzo, ma del giocatore. Ho cominciato a ragionare, a essere responsabilizzato, a pensare e a vivere da giocatore. Mi ha fatto partire in quintetto, aumentandomi il minutaggio se lo meritavo in settimana. È stato un passo importante verso la maturità tecnica e personale. È tutto diverso da quando giocavo qualche minuto. Sono fisso nei dieci, mi alleno ogni giorno con la prima squadra. Ho avuto la fortuna di avere Gigena (per due anni fino alla stagione scorsa, ndr) che m'incoraggiava e mi aiutava. È stato uno dei compagni di squadra che mi ha dato più una mano (nello stesso ruolo di Michele, ndr)". Ricordi con questa gestione? "Sembrerà paradossale, ma quest'anno quando sono rientrato contro l'Upim Bologna (il 18 ottobre scorso, ndr) dopo un paio di mesi. Non avevo mai avuto prima infortuni così gravi (si trascinava dal memorial Rino Snaidero a settembre, ndr) come in questa stagione. Cesare (sempre Pancotto, ndr) mi ha chiesto se ero pronto. Ho avuto la possibilità di tornare con la testa nel campionato, di riprendere fiducia. Avevo voglia di giocare, di fare tanto e ciò porta a strafare". Sabato festeggerai contro Gallinari. "Spero di festeggiare. Lui è un gran giocatore, un campione, un ragazzo (1988, ndr) che stimo per la maturità e la serietà con cui gioca. Farò del mio meglio con il principio di aiutare la Snaidero, perché la sfida sarà Udine - Milano e non Antonutti - Gallinari". Obiettivi di squadra? "Mancano 7 gare e 14 punti sono tantissimi. Si può riaprire tutto, se partita per partita giocheremo come sappiamo fare. In settimana lavoriamo in modo intenso, dobbiamo sputare sangue e produrre l'ultimo sforzo". Obiettivo tuo, che hai ancora un anno di contratto con la Snaidero? "Non se ne parla. Sono contento delle 150 in A. Voglio finire bene la stagione e raggiungere un bel traguardo con la squadra, che ne ha il potenziale. Il prossimo anno, poi, voglio arrivare a 200". Play-off o prolungamento?.

Torna all'inizio


Veltroni: <Da accertare le responsabilità del G8> (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena.it, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

VERSO LE ELEZIONI. Il Pd: "Troppi mille parlamentari, metà basta". Berlusconi: "Legge Biagi ancora da applicare" Veltroni: "Da accertare le responsabilità del G8" Il candidato democratico: "È intollerabile quanto avvenne nel 2001 nella caserma Bolzaneto" Il centrodestra: "L'ex sindaco di Roma non è il nuovo. Dal 2001 è un pensionato della politica"   ROMA Sul G8 di Genova del luglio 2001 bisogna "accertare le responsabilità politiche". Ne è convinto Walter Veltroni, leader del Pd. Il richiamo è al governo Berlusconi che gestì la vicenda e a chi, vigilava nella sala operativa della questura genovese, l'allora vicepresidente del consiglio Fini. Veltroni ha affrontato l'argomento un comizio a Lodi. "Nessuna coscienza democratica può rimanere inerte di fronte alle notizie sugli episodi accaduti a Bolzaneto durante il G8 di Genova". "L'Italia", ha sottolineato il candidato premier del Pd, "deve riconoscenza alle forze dell'ordine che in questi anni si sono sacrificate per garantire la sicurezza a tutti, e questo giudizio non può essere scalfito. Ma quanto è accaduto a Bolzaneto è intollerabile". Il tour di Veltroni ieri è giunto a Pavia, Lodi, Piacenza. "Non sono stanco", ha assicurato il segretario del Pd, "la vita mi sta dando tante gioie di questo periodo e la più grande è vedere, dopo tanti anni, tante ragazze e ragazzi alle nostre manifestazioni". Veltroni è convinto che il Pd stia crescendo e per quel che riguarda "l'ultimo miglio" si affida ai militanti. "Il 31 per cento di cittadini indecisi, a suo parere, rende "aleatori" i sondaggi. Veltroni ha ribadito ieri l'intenzione, in caso di vittoria del Pd, di diminuire gli stipendi dei parlamentari, anche se questa proposta "ha suscitato nervosismo". "Noi lo faremo", ha promesso, "non possiamo essere il paese in cui 800 mila ragazzi vivono con 800 euro e in cui gli stipendi dei parlamentari sono i più alti d'Europa. E poi sono troppi 31 giornali e organi di partito finanziati dalla mano pubblica, così come sono troppi 51 partiti". Oltre a tagliare le retribuzioni dei parlamentari, a suo parere occorre dimezzarne il numero: Non c'è bisogno di mille parlamentari, perché con la metà si lavora meglio". Sui costi della politica, il candidato premier del Pdl Berlusconi accusa Veltroni, di parlare in un modo e razzolare in un altro riprendendo la polemica avviata da Fini. Si è presentato "come l'uomo nuovo della politica italiana", attacca il Cavaliere, in realtà è "un pensionato della politica che ha ricevuto la pensione dal 2001". Anche la Lega attacca Veltroni. È stato preso con le dita nella marmellata, accusa Calderoli, anche se ha devoluto in beneficenza la cifra ricevuta "come ha ampiamente pubblicizzato sulla stampa". Per Calderoli, è ancora più grave che fino a quando è stato sindaco di Roma, Veltroni ha percepito lo stipendio più alto del Paese tra i sindaci. E questo "non per legge ma per sua scelta". Berlusconi ieri ha rilasciato una dichiarazione in occasione del sesto anniversario dell'assassinio di Marco Biagi da parte delle Br. Il modo migliore per ricordarlo, ha affermato, è continuare il lavoro di riforme "a partire dalla sua legge, ancora ampiamente inattuata". Questo significa, "impegnarsi a completare la borsa del lavoro, diffondere i servizi per l'impiego, fare in modo che chi cerca un lavoro non sia abbandonato a se stesso".  .

Torna all'inizio


Il riordino delle Comunità montane, convegno e polemiche (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

SAN GINESIO - Si è tenuto nella sala consiliare della Comunità montana dei Monti Azzurri un interessante incontro per la presentazione della proposta di legge sul riordino delle comunità montane, come concordata dall'Uncem, Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, con tutti i presidenti delle Marche. All'incontro hanno partecipato sindaci, consiglieri comunali, associazioni e cittadini di vari paesi curiosi di sapere il destino delle loro aree. Al tavolo di presidenza erano presenti l'assessore regionale Gianluca Carrabs, il consigliere regionale Francesco Comi, presidente del gruppo degli Amici della Montagna e primo firmatario della proposta di legge, oltre naturalmente al presidente dell'ente comunitario, Giampiero Feliciotti, che ha fatto gli onori di casa moderando gli interventi. Presente anche il parlamentare Alessandro Forlani che ha portato il suo saluto e apprezzamento. Nutrito il dibattito fra i partecipanti, tra cui il neoeletto presidente della Comunità montana di San Severino, Gianluca Chiappa. Tra gli interventi più significativi quello del sindaco di Sarnano, Federico Marconi, il quale, complimentandosi con l'iniziativa intrapresa dal presidente Feliciotti, ha affermato certamente questa storia del costo della politica con particolare riferimento alle comunità montane ci ha offeso. Ha offeso quanti nei piccoli Comuni si adoperano per lo sviluppo ed il sostegno sociale. Ci si sente richiamati a una nuova interpretazione della montanità, quando poi la montagna stessa quasi neanche viene toccata da iniziative a suo favore. E' giusto sottolineare gli ha fatto eco il presidente Feliciotti come Sarnano, l'unico paese dell'entroterra dove si trovi la neve, anche artificiale con impianti completamente rinnovati, non trovi riscontro e sostegno nei canali di finanziamento di Stato e Regione. Feliciotti si è anche mostrato deluso, del percorso che si sta intraprendendo, non consci del danno che si andrà a procurare ai piccoli Comuni ora che, dopo 30 anni, incominciavano finalmente a produrre i risultati.

Torna all'inizio


"Preferirei giocare perché lo merito" (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Belingheri "Preferirei giocare perché lo merito" ASCOLI "Beh, in realtà preferirei giocare perché me lo merito e non per le defezioni del centrocampo". Sorride col solito sguardo misto tra educazione e timidezza, Luca Belingheri. Non ha la faccia tosta ma ha dei numeri in mano. Soddisfacenti, visto il periodo sfortunato vissuto ad inizio stagione: 22 gettoni, 11 subentri (il "record" tra i bianconeri in rosa), 2 reti e anche 2 pali, l'ultimo proprio martedi sera contro il Messina. "E' un peccato ha dichiarato ai microfoni nel post partita di martedi perché se col Lecce mi era andata abbastanza bene (la deviazione sul suo fendente dalla distanza aveva spiazzato il portiere ospite) stavolta mi sa che la fortuna si è ripresa quanto mi aveva dato". Era uno dei suoi crucci ad inizio stagione, quello di proporsi in zona gol come aveva brillantemente fatto nelle due stagioni all'AlbinoLeffe. "Quest'anno ho avuto più chances, superando le venti presenze e riuscendo anche a dimenticare un periodo lontano dai campi lungo quattro mesi. Dopo l'infortunio, infatti, avrò giocato sì e no cinque partite scaglionate in quell'arco di tempo, cosa che non aiuta la continuità". Col Messina è arrivato il pari che, almeno secondo l'amministratore unico Roberto Benigni, ha coinciso con la chiusura del sipario relativamente ai sogni di gloria per il finale di stagione. "Non lo nascondo, è difficile arrivare a fine stagione vivendo in questa posizione di classifica, ma il nostro obiettivo potrebbe comunque essere quello di chiudere il campionato nel miglior posto possibile della graduatoria". I NUMERI Luca Belingheri ha disputato 22 partite nella stagione in corso, collezionando 1096 minuti in campo. 11 sostituzioni fatte, 2 avute, ha realizzato 2 gol e ricevuto 3 ammonizioni. DAN.PE.,.

Torna all'inizio


Costi della politica, Veltroni e Pdl divisi (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Nel primo vero scontro è entrato a gamba tesa Berlusconi:"L'ex sindaco dal 2001è un pensionato della politica" Il dibattito accende la campagna elettorale. Per Casini l'ex sindaco soffre di amnesie Costi della politica, Veltroni e Pdl divisi ROMA - Il Pd mette da parte il fair play e contrattacca con documentazione audio e cartacea il leader di An Gianfranco Fini, colpevole di "dare lezioni di politica dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni" proprio sui costi della politica. E nel primo vero scontro della campagna elettorale entra a gamba tesa Silvio Berlusconi: "Veltroni è un pensionato della politica che ha ricevuto la pensione dal 2001 in avanti". Dopo il duro botta e risposta di martedì, Veltroni non arretra di un millimetro nella sua proposta di tagliare le indennità che rilancia a Pavia "anche se ha creato nervosismo e una reazione che si è rivelata una martellata sulla fronte propria". Il segretario del Partito democratico non cita più Fini, ma l'attacco del leader di An non gli è andato proprio giù perchè, spiegano nel Pd, ad una proposta si è risposto con un gratuito attacco personale. Proprio mentre il braccio destro di Veltroni, Goffredo Bettini, va giù duro contro "l'attacco volgare e vergognoso" del presidente di An, il Cavaliere non si lascia sfuggire l'occasione per attaccare e dimostrare che l'ex sindaco di Roma non è affatto nuovo come vuole accreditarsi. "Ancora una volta - sostiene in una tripla intervista serale a Tg1, Tg5 e Tg2 - Veltroni parla in un modo e razzola in un altro. Si è presentato, e questa è la cosa che fa più scandalo, come l'uomo nuovo, mentre è un pensionato della politica". Mentre le piazze applaudono ai tagli di indennità e di parlamentari, come è successo anche oggi a Veltroni, la polemica politica sembra più impegnata a rinfacciarsi stipendi e generosità a fini di solidarietà. Le proposte di Giachetti (Pd) di azzerare il finanziamento pubblico ai partiti o di Daniela Santanchè (La Destra) di ridurre l'indennità a 1.200 euro sono oscurate dalle accuse come quella del leghista Roberto Calderoli per il quale il segretario del Pd "si è alzato lo stipendio da sindaco". Certo, Bettini avanza le proposte del Pd sui tagli alla casta ma solo dopo aver messo i puntini sulle i nel duello tra Veltroni e Fini. "Nel '99 - ricorda, mostrando l'audio della seduta parlamentare - disse con toni fortemente di destra che gli aumenti dei contributi pubblici, ai quali era contrario, sarebbero stati devoluto metà al referendum per l'abolizione dei contributi, cosa che non fece, e l'altrà metà in solidarietà, tra i quali la Caritas ma a noi non risulta. Nessuna lezione politica da chi non rispetta gli impegni". Non si fa attendere la risposta di Ignazio La Russa, che invita a leggere "l'allegato di bilancio di An per scoprire l'enorme entità di risorse date in beneficienza" e ironizza "sui nervi tesi del Pd e sull'antico vizio di volersi sottrarre a qualsiasi critica". "Soccorriamo il soldato Veltroni: sta soffrendo di amnesie improvvise". E' così, invece, che il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, ironizza sulla proposta del candidato del Pd di ridurre gli stipendi dei parlamentari. "Veltroni dice che bisogna tagliare gli emolumenti e poi però tra i suoi candidati ce ne sono tanti che hanno respinto, poco tempo fa, un emendamento presentato dalla Lega e votato dall'Udc per ridurre le indennità. E' un segno di pericolosa confusione". CRISTINA FERRULLI,.

Torna all'inizio


FINANZIAMENTI AI PARTITI: VINCONO I NANETTI BIOETICA, RATZINGA NON MEDIA REBUS CONSULTA IL CREATIVO DELLA LEGA? BOSSI FRÀ MATTHEW, PIA SVOLTA ASBUDEF, L'ALTRA FACCIA DEL S (sezione: Costi dei politici)

( da "Dagospia.com" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

FINANZIAMENTI AI PARTITI: VINCONO I NANETTI ? BIOETICA, RATZINGA NON MEDIA ? REBUS CONSULTA ? IL CREATIVO DELLA LEGA? BOSSI ?FRÀ MATTHEW, PIA SVOLTA ? ASBUDEF, L'ALTRA FACCIA DEL SEGRETARIO DE VITA? Da "Panorama" in edicola domani 1 - I NANETTI VINCONO SEMPRE? Vince anche chi perde. Mentre il sistema politico si avvia alla semplificazione con la nascita di Pd e Pdl, la sopravvivenza della legge del 1999 sul finanziamento dei partiti, che ammette alla suddivisione dei rimborsi chiunque superi l'1 per cento dei voti alla Camera e al Senato, produce l'effetto paradossale di spingere alla corsa anche chi non ha nessuna probabilità di eleggere parlamentari. Ma che farà comunque un buon affare, incassando denari utili a tenere in piedi la baracca e a distribuire un po' di stipendi, anche in vista di altri appuntamenti senza soglia di sbarramento come le elezioni comunali, provinciali, regionali ed europee (previste l'anno prossimo). Considerato che la torta complessiva vale circa 225 milioni a legislatura per la Camera e 205 per il Senato, l'1 per cento vale 2,2 milioni a Montecitorio e due nell'altro ramo. Se si prende come base il sondaggio Demoskopea condotto il 19 marzo per SkyTg24, si desume che la Destra di Francesco Storace con il 2,5 per cento riceverebbe oltre 10 milioni, come l'Idv di Antonio Di Pietro (che però, essendo coalizzata con il Pd, eleggerebbe anche deputati). Mentre al Psi di Enrico Boselli e al Mpa di Raffaele Lombardo, accreditati dello 0,5 per cento, basterebbe un altro mezzo punto per incassare più di 4 milioni. Niente male, per partecipazioni votate all'insuccesso. (Stefano Brusadelli) 2 - BIOETICA, IL PAPA NON MEDIA? Aborto, eutanasia, fecondazione assistita, sperimentazione su embrioni, cellule staminali, testamento biologico: questi i temi del nuovo documento preparato dalla Congregazione per la dottrina della fede. Si tratta di una "Istruzione" che riprende e aggiorna le questioni affrontate dalla Donum Vitae, la nota dell'ex sant'Uffizio dedicata al Rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione, pubblicata nel 1987. Un testo che fece scalpore poiché ribadiva senza sconti la dottrina della Chiesa in campo morale: no all'aborto e alla contraccezione, sì alla vita dal concepimento alla morte naturale. La nuova Istruzione, su cui ha lavorato a lungo monsignor Angelo Amato, segretario dell'ex sant'Uffizio, insieme con il prefetto, cardinale William Joseph Levada, ribadisce quanto affermato dalla Donum Vitae e affronta le nuove questioni poste dallo sviluppo delle biotecnologie. Dal documento verranno indicazioni anche per i politici cattolici chiamati a legiferare. Secondo indiscrezioni dal Palazzo apostolico, non ci sarà alcuna significativa apertura, quanto piuttosto la riaffermazione netta e decisa dei principi della Chiesa nel campo della bioetica. Il testo è già da tempo sulla scrivania del Papa in attesa dell'autorizzazione alla pubblicazione, prevista dopo il voto italiano e prima dell'estate. Nel frattempo è anche allo studio una nota della Congregazione dedicata alla legge naturale. Sul tema, strettamente collegato alla bioetica, sta lavorando anche la Commissione teologica internazionale. (Ignazio Ingrao) 3 - CONSULTA, UN REBUS PER IL DOPO VOTO? Per ora oscurato dalla campagna elettorale, il nodo della Corte costituzionale è destinato a riemergere subito dopo la nascita del nuovo Parlamento. Dal maggio del 2007, quando si dimise il giudice Romano Vaccarella, la Consulta lavora con un membro in meno (14 su 15). Essendo Vaccarella di nomina parlamentare e attribuito al centrodestra, tocca al Pdl indicare il successore. Finora tutto è stato bloccato perché gli aspiranti sono tre (Gaetano Pecorella, Alfredo Biondi e Donato Bruno), e il nome più forte, quello di Pecorella, non incontra il gradimento del Pd. A febbraio 2009 scade poi anche Giovanni Maria Flick, di nomina quirinalizia e attribuito al centrosinistra. Un'ipotesi sarebbe quella di "riequilibrare" Pecorella con il nome di Luciano Violante, ma il capo dello Stato non può entrare in una trattativa del genere, e a sinistra circola anche il nome del costituzionalista Augusto Barbera. Con la conseguenza che lo stallo potrebbe durare ancora a lungo. 4 - LA LEGA RISPARMIA SUL CREATIVO: PENSA A TUTTO IL SENATÙR? "No grazie" della Lega a tutte le offerte di consulenza per la campagna elettorale. Il motivo è che il superconsulente per la comunicazione il Carroccio già lo ha: Umberto Bossi. È lui a coniare gli slogan e persino a ideare bozzetti di manifesti (compresi colore e caratteri). Il Nord gallina dalle uova d'oro per Roma ladrona, l'indiano finito in riserva perché gli immigrati si sono impadroniti del suo paese, il pugile, che mette "ko l'informazione di regime", usato per il lancio della nuova Padania: tutte idee del capo. (P.S.) 5 - LAZIO, PER MARRAZZO AVVISO DI SFRATTO? Prove tecniche di sfratto alla Regione Lazio. La nomina del senatore (ex ds) Esterino Montino a vicepresidente della giunta, nonché supervisore all'urbanistica, è stata interpretata come la certificazione del definitivo fallimento della giunta guidata da Piero Marrazzo. Ufficialmente Montino è arrivato per sostituire Massimo Pompili (candidato Pd il 13 aprile), ma nel partito di Walter Veltroni si parla di "commissariamento", e si dà quasi per scontato che alle regionali del 2010 Marrazzo non sarà ricandidato. Soprattutto se l'esito delle imminenti elezioni politiche nel Lazio dovesse essere favorevole al centrodestra. (R.L.) 6 - CONCORSO TURBO ALLA RAGIONERIA? Ai precari pensa Tommaso Padoa-Schioppa. Solo ai suoi però. Un concorso per 26 dirigenti alla Ragioneria dello Stato, dormiente da un anno, ha subito un'accelerazione, e un allargamento dei requisiti che favorisce chi ha già coperto incarichi di responsabilità, dopo la crisi di governo. In via XX Settembre si maligna che lo scopo è sistemare alcuni Padoa-Schioppa boys assunti a tempo determinato. Poiché la richiesta (accolta) di una concorrente di differire il proprio orale rischia di allungare i tempi "consegnando" il concorso al prossimo governo, è stata anche pubblicata sul sito della Ragioneria un'irrituale graduatoria provvisoria. (V.P.A.) 7 - CANDIDATO PREMIER RADIATO - DE VITA ESPULSO DAI GIORNALISTI? Bruno De Vita, segretario Adusbef e candidato premier dell'Unione democratica per i consumatori (creata da Willer Bordon e Roberto Manzione), sarà anche paladino dei consumatori ma sicuramente non dei suoi dipendenti. De Vita, che è anche amministratore di Teleambiente, il 16 maggio 2006 era stato radiato dal sindacato dei giornalisti dai probiviri dell'Associazione stampa romana per aver licenziato i redattori che avevano scioperato per il rinnovo del contratto nazionale. Secondo il dispositivo, era lui "a spingere, anche con il turpiloquio, le redattrici a mantenere la pulizia dei servizi igienici"; "gli orari di lavoro non venivano rispettati; gli straordinari non pagati, le ferie non fatte godere; le retribuzioni del tutto inadeguate e quasi sempre non accompagnate dalle buste paga". I probiviri della Fnsi hanno respinto all'unanimità il ricorso, confermando la radiazione. 8 - LA SVOLTA DI FRÀ MATTHEW? Svolta al Sovrano militare ordine di Malta. Frà Matthew Festing, nuovo gran maestro, ha sorpreso tutti con il suo primo discorso di fronte al Consiglio compito di stato. Britannico, 59 anni, ex manager di una casa d'aste, Festing punta a valorizzare la dimensione religiosa dello Smom. Presente in 54 paesi, in relazioni diplomatiche con 100 paesi, lo Smom può contare su 12.500 membri e 80 mila volontari, coadiuvati da 13 mila medici e infermieri impegnati in 120 paesi. Ma negli ultimi anni sembra essersi trasformato in una grande ong, mentre il numero dei religiosi membri dell'Ordine si è sensibilmente ridotto. Frà Matthew ha ribadito che lo Smom è anzitutto un ordine religioso cattolico. Per questo vanno rilanciate le vocazioni di frati disposti a dedicarsi ai poveri e agli ammalati. (Ignazio Ingrao) 9 - GLI PIACE 'O PRESEPE? Se non è un record storico, poco ci manca. In meno di due anni di legislatura il senatore Giuseppe Scalera ha presentato come primo firmatario ben 66 disegni di legge, più altri 71 come cofirmatario. Si spazia dalle "Norme per la tutela dall'inquinamento acustico notturno derivante da antifurti sonori" alle "Disposizioni in materia di lavoratori postelegrafonici cessati dal servizio", passando per le "Norme in materia di medicinali omeopatici". Scalera si occupa dell'intero scibile umano. Il top è la richiesta di finanziamento per 4 milioni di euro "per favorire la produzione del presepe artistico". Purtroppo (o per fortuna) il ddl non è passato. Sennò il senatore finiva nel presepe pure lui. Come re magio. Quello che portava l'oro, ovviamente. 10 - CHI CONTA RITARDA? Il coordinatore della campagna elettorale di Massimo D'Alema in Campania è un austro-napoletano. Politicamente, infatti, Enzo Amendola si è affermato a Vienna, nella Internazionale dei giovani socialisti. Un rivoluzionario, almeno per Napoli: è di una puntualità impressionante. Anche la grande riunione dalemiana del 15 marzo è cominciata in perfetto orario. Teatro pienissimo, mancavano soltanto deputati, senatori e candidati del Pd. Che, avvezzi ai ritardi, hanno perso le prime file. E le inquadrature tv. Dagospia 20 Marzo 2008.

Torna all'inizio


Costi della politica, battaglia riaccesa (sezione: Costi dei politici)

( da "Avvenire" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA 20-03-2008 Costi della politica, battaglia riaccesa Il Cavaliere: Veltroni percepisce una pensione dal 2001 Bettini attacca Fini. Casini sferza il Pd: disse no ai tagli DA ROMA GIANNI SANTAMARIA I costi della casta, sono un argomento che scalda gli animi degli italiani e ora infiamma anche la campagna elettorale. Con uno scontro a tutto campo tra Pd e Pdl, che coinvolge le altre compagini in lizza. Incassato l'attacco di Gianfranco Fini sulla sua pensione da parlamentare, ieri Walter Veltroni si è sentito apostrofare anche da Silvio Berlusconi come uno che "predica bene e razzola male", visto che si è presentato da "uomo nuovo" e invece è "un pensionato della politica che ha ricevuto la pensione dal 2001 in avanti ". Ma a conferma che in questo momento un target elettorale sensibile è ritenuto quello degli italiani 'impoveriti' e imbufaliti verso i privilegi della politica nuovamente ieri da Pavia e Lodi il front runner democratico è tornato a ribadire le sue proposte sulla diminuzione degli stipendi dei parlamentari, sottolineando anche che bisognerebbe "dimezzarne il numero " e ridurre i finanziamenti alla stampa di partito. L'ex sindaco della Capitale si è detto sicuro di aver toccato un punto dolente e di aver "suscitato reazioni nervose" con la sua proposta, che "per alcuni si è rivelata come una martellata sulla fronte". Martellata o marmellata? Per il leghista Roberto Calderoli, "preso con le dita nella marmellata", Veltroni "avrebbe dovuto tacere e ritirarsi dalla competizione". Anche perché, secondo, il leghista, si sarebbe anche alzato lo stipendio da sindaco. Una metafora, quella della confettura, senz'altro più gustosa di quella usata dal presidente di An, che aveva detto di aver preso Veltroni "con il sorcio in bocca", denunciando che la campagna per la riduzione dei costi dei politici veniva portata avanti da "un 52enne ( Veltroni per l'appunto ndr) che percepisce 5.216 euro di pensione". Con Veltroni se la prendono anche Pier Ferdinando Casini (Udc) e Gennaro Migliore (Prc). Entrambi rinfacciano al gruppo che oggi si riconosce del Pd di aver rigettato proposte di taglio presentate nella scorsa legislatura. Per il candidato premier dello Scudocrociato "l'unica cosa seria è stabilire una progressiva riduzione in sintonia con l'erosione del potere d'acquisto che ha colpito i cittadini". Il leader di An è stato ieri bersaglio di numerose critiche. Ha aperto il fuoco Renzo Lusetti. "Non so se sia più opportuno parlare di falso moralismo o di scarsa conoscenza degli atti parlamentari", ha attaccato l'esponente del Pd. Che ha ricordato, poi, come nel 2007 sia stata deliberato dalla Camera, anche su sollecitazione dell'attuale segretario del Pd, il divieto di cumulo del vitalizio da parlamentare con lo stipendio da sindaco. Il braccio destro di Veltroni, Goffredo Bettini, ha definito quello di Fini un "attacco tanto volgare quanto sconclusionato e inefficace". Il coordinatore del Pd ha richiamato poi un intervento del 1999 del presidente di An, nel quale annunciava che avrebbe rinunciato ad aumenti dei contributi e devoluto le somme a organizzazioni solidaristiche. Proprio il comportamento di Veltroni censurato da Fini. "È bastato sollevare il velo di ipocrisia di cui si ammanta Veltroni, per scoprire facilmente i nervi tesi del Pd", è la controreplica di Ignazio La Russa. Bettini parlava a una conferenza stampa con Ermete Realacci e Luigi Zanda, per presentare un pacchetto di misure che prevede la riduzione del numero dei parlamentari, dei partiti che hanno diritto al finanziamento pubblico, dei gruppi parlamentari, delle indennità e il passaggio per le pensioni di deputati e senatori dal sistema retributivo a quello contributivo. Dice di devolvere anche lui in beneficenza gli introiti derivanti dall'attività politica Giulio Tremonti (Pdl), che si dichiara favorevole a un tetto per i compensi e giudica il vero problema quello degli italiani che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. Indica un criterio meritocratico, invece, Ignazio Marino (Pd), che propone un minimo di 2mila euro e aumenti legati alla 'produzione' di attività parlamentari, alle quali legare anche la possibilità di essere rieletti. Ancora più drastica la candidata del 'La Destra' Daniela Santanchè che giudica quella di Veltroni una "proposta ridicola" e propone una sforbiciata a 1.200 euro, tetto da fissare per legge per adeguare lo stipendio dei politici a quello medio degli italiani. Sceglie, infine, l'arma dell'ironia il Campanile, giornale dell'Udeur: "E pensare che per mesi giornali televisioni, comunicatori, autorevoli commentatori ci hanno spiegato che l'unico privilegiato fosse Clemente Mastella".

Torna all'inizio


Sicilia, Lombardo: ''Ponte di Messina? Una priorità senza costi per lo Stato'' (sezione: Costi dei politici)

( da "ADN Kronos" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il candidato del centrodestra a governare la Regione siciliana a 'Speciale Elezioni 2008' dell'ADNKRONOS: ''Consentirebbe di colmare il deficit infrastrutture non degno di un Paese civile''. E per lo sviluppo dell'Isola dice: ''Lo sviluppo mezzogiorno puo' ripartire da una fiscalità speciale'' ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 20 mar. - (Adnkronos) - Il Ponte sullo Stretto di Messina? "Una priorità, che non comporta alcun costo per lo Stato e che consentirebbe un forte risparmio anche alle Ferrovie". Ne è convinto Raffaele Lombardo, leader del Mpa e candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Sicilia, intervenuto oggi a 'Speciale Elezioni 2008' dell'ADNKRONOS. Secondo Lombardo, il Ponte innescherebbe "un ciclo virtuoso, che consentirebbe a noi, ai governi centrali, ma anche all'Unione Europea, di colmare un deficit di infrastrutture che non è certo degno di un Paese civile, tantomeno dell'Italia". Lombardo sottolinea che "il ponte non costerebbe niente alle casse dello Stato - sottolinea - perché lo pagherebbero le Ferrovie, risparmiando il 50% delle proprie perdite in 30 anni: chiudendo il via vai dei propri traghetti, che costano 200 milioni di euro di perdite all'anno, le ferrovie possono investire pagando metà del ponte. poi c'è il finanziamento da parte della Ue e il resto arriva dal pedaggio che i passeggeri pagano attraversando il ponte". Lombardo illustra poi la sua ricetta per lo sviluppo dell'isola. "Il nostro progetto politico non si limita a rivendicare vantaggi o trasferimenti di risorse finanziarie dello Stato al Sud. Non vogliamo finanziamenti e non chiediamo investimenti straordinari, ma piuttosto una fiscalità speciale che, senza costi per lo Stato, consentirebbe al Mezzogiorno di conoscere una stagione di sviluppo". "La fiscalità speciale - spiega il candidato del centrodestra - è uno strumento di sviluppo straordinario piuttosto che drenare miliardi di euro di risorse dall'Europa, noi potremmo, con questo meccanismo, esentare dal pagamento delle tasse le imprese che vengono a insediarsi nel Sud. Questo non costa niente allo Stato, che comunque non percepirebbe un euro di tasse da imprese che senza questa misura fiscale non verrebbero a investire sul nostro territorio". Lo Stato piuttosto, secondo Lombardo "si avvantaggerebbe, perché risparmierebbe migliaia e migliaia di indennità di disoccupazione e, al tempo stesso, si riverserebbe sul territorio meridionale una massa finanziaria notevolissima che aiuterebbe i consumi a crescere, la disoccupazione a ridursi, l'emigrazione a limitarsi".

Torna all'inizio


IL LEADER PD. VELTRONI HA REPLICATO AGLI ATTACCHI RILANCIANDO SUI COSTI DELLA POLITICA E CHIEDENDO & (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

IL LEADER PD. Veltroni ha replicato agli attacchi rilanciando sui costi della politica e chiedendo " verità sulle responsabilità politiche" per i fatti di Bolzaneto al G8.

Torna all'inizio


BERLUSCONI-VELTRONI, ORA è SCONTRO FRONTALE (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Berlusconi-Veltroni, ora è scontro frontale ADOLFO PAPPALARDO A meno di un mese dalle elezioni vengono archiviati tutti i propositi di fair play. Si era già intuito qualcosa, due giorni fa, con lo scontro a distanza tra Veltroni e Fini sui rispettivi stipendi ma ieri si è continuato sulla stessa scia. Inizia il leader del Pd che riparte all'attacco definendo An un partito "che si è fatto prendere a schiaffoni, che si è fatto umiliare" da Berlusconi. Fini non raccoglie (lo faranno i suoi luogotenenti) ma, in compenso, è il Cavaliere ad alzare il tiro: "Veltroni è solo un pensionato della politica". Insomma, la campagna elettorale sembra salire di tono e, a sorpresa, a imprimerla è Veltroni ma soprattutto il Pd che, ieri pomeriggio, decide per un taglio molto americano: giornalisti convocati al loft per far ascoltare loro un video del '99 in cui Fini tuonava contro gli aumenti ai parlamentari. Veltroni, però non è certo da meno. Da Lodi, ieri pomeriggio durante un comizio, zittisce sì un militante che contesta ad alta voce Berlusconi ma poi parte all'attacco. "An è stata umiliata sulla composizione delle liste perché hanno messo quelli su cui i dirigenti di An dicevano cose pestilenziali" tuona l'ex sindaco di Roma riferendosi al caso Ciarrapico. Poi sul Pdl: "Noi abbiamo rotto con la sinistra estrema, mentre loro lo hanno fatto con il centro moderato e sono schizzati a destra, imbarcando partiti che non sono certo membri del Ppe. Noi se vinciamo non dovremo mediare con nessuno, loro dovranno farlo con tutti quelli del passato tranne che con uno, il più moderato di tutti, e cioè Casini". Poi rilancia il taglio dei costi della politica. Giornali di partito compresi. "Non c'è bisogno di mille parlamentari, perchè con la metà si lavora anche meglio e non possiamo essere il Paese dove gli stipendi dei politici sono i più alti d'Europa. E poi - aggiunge tra gli applausi - sono troppi 31 giornali di partito finanziati dalla mano pubblica". Infine un riconoscimento al lavoro di Prodi per entrare nella moneta unica e un ulteriore attacco al governo guidato da Berlusconi: "Uno stato democratico non si può rendere responsabile di quello che è accaduto al G8 di Genova: bisogna che si accertino eventuali responsabilità politiche". Un'ora dopo è il coordinatore del Pd, Goffredo Bettini, a sferrare un altro attacco: convoca i giornalisti nella sede del partito a Roma e gli fa vedere un video di una seduta parlamentare del '99, in cui Fini, s'oppone all'aumento dei contributi pubblici ai partiti. "Disse - spiega Bettini - che avrebbe devoluto metà del contributo pubblico al referendum per l'abolizione dei contributi, cosa mai accaduta, e l'altra metà in solidarietà, cosa che a noi non risulta. Lezioni politiche come quella di ieri (due giorni fa, ndr) non possono venire dal pulpito di chi dice bugie e non rispetta gli impegni". Attacchi che non passano inosservati nel centrodestra. A cominciare da Silvio Berlusconi blindato a Palazzo Grazioli, tutta la giornata, per studiare la situazione e incontrare alcuni giornalisti tv. Gli preme dire la sua, dopo giorni di silenzio, sul caso Alitalia ma, soprattutto, deve ribattere al suo diretto avversario: "Ancora una volta Veltroni parla in un modo e razzola in un altro. Si è presentato, e questa è la cosa che fa più scandalo, come l'uomo nuovo ma in realtà è un pensionato della politica: la riceve dal 2001 in avanti".

Torna all'inizio


Battaglia in consiglio comunale sui costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

VIGONZA. LE MINORANZE: TAGLIATELI; LA MAGGIORANZA: GIA' FATTO Battaglia in consiglio comunale sui costi della politica Vigonza(L.Lev.) Sono le due del mattino quando il consiglio approva il bilancio di previsione per il 2008. Soddisfazione tra i banchi della maggioranza per quello che definiscono un "biglietto da visita importante per i cittadini", e la delusione del gruppo di minoranza del Pd che si è visto bocciare i tre emendamenti presentati. "Ce lo aspettavamo - ha commentato Massimiliano Cacco - questo dimostra la volontà politica di non ascoltare le esigenze dei cittadini". Riduzione dei costi della politica a Vigonza, riduzione dell'aliquota ICI e modifica al piano triennale degli investimenti: queste in sintesi le proposte di modifica presentate dagli esponenti del Pd."I costi della politica sono già stati tagliati - spiega Carlo Sartore, assessore al bilancio - eliminando i 3 mila euro per i telefonini aziendali in dotazione nella passata amministrazione; abbiamo rinunciato all'auto blu e ogni assessore usa la propria auto. Ma soprattutto non c'è più l'incarico per la segretaria personale del sindaco che avevamo prima. Per un totale risparmio di 22 mila euro, 15 mila dei quali sono andati a favore delle scuole materne. Non solo. Abbiamo aumentato del 25\% il relativo capitolo di spesa".Sulla modifica del piano triennale degli investimenti, interviene l'assessore all'urbanistica Pierluigi Albanese che giudica gli emendamenti presentati dalla minoranza "delle rincorse a riduzioni che noi abbiamo previsto in bilancio. La minoranza è chiaramente in affanno perché si rende conto che stiamo lavorando bene e non sa darsi pace. Si continua ad enfatizzare il fatto che non viene realizzata la ciclabile su via Cavour - continua Albanese- quando ci saranno i soldi si farà anche quella, ma intanto avviamo progetti per completare i percorsi già esistenti. Infine, per quanto riguarda l'arcostruttura sportiva quest'opera è finanziata con mutuo. Le opere di cui parla la minoranza, cioè l'acquisto dell'ex caserma di Pionca e la sistemazione del centro di Perarolo non si finanziano con il mutuo. E poi non è possibile per un'amministrazione spostare i soldi da una parte all'altra a proprio piacimento: le decisioni prese con il bilancio vengono poi controllate dalla Corte dei Conti".

Torna all'inizio


COSSIGA: ISCRITTI A GLADIO NEL GOVERNO PRODI (PARISI?) PIPERNO: TERRORISTI BRAVI RAGAZZI L'ABBÉ PIERRE E MORO - FINI: SE PERDO MI DIMETTO - LA ROSA BIANCA PERDE IL NOME AUTIS (sezione: Costi dei politici)

( da "Dagospia.com" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

COSSIGA: ISCRITTI A GLADIO NEL GOVERNO PRODI (PARISI?) ? PIPERNO: TERRORISTI BRAVI RAGAZZI ? L'ABBÉ PIERRE E MORO - FINI: SE PERDO MI DIMETTO - LA ROSA BIANCA PERDE IL NOME ? AUTISTI DI BUS PER IL PD - GIORNALI E FONDAZIONI? © Foto U.Pizzi"> Gianfranco Fini con Gianni Alemanno © Foto U.Pizzi 1 - FINI: SE PERDO, MI DIMETTO DA MIEI INCARICHI? (Apcom) - "Chi perde le elezioni deve avvertire la necessità di fare un passo indietro. Parlo per me, non per Berlusconi: se perdo le elezioni, un minuto dopo rassegno le dimissioni". Lo ha detto in video chat a 'Corriere.it' il leader di An Gianfranco Fini. 2 - COSSIGA: TRA "ISCRITTI" GLADIO DUE ESPONENTI ATTUALE GOVERNO (PARISI?)? (Agi) - L'elenco dei 600 gladiatori consegnato a suo tempo al Parlamento da Giulio Andreotti non e' completo: "mancano un bel po' di nomi. Per esempio quelli di due membri del governo attualmente in carica". E' Francesco Cossiga, a svelare nuovi retroscena su "Stay-behind", la rete atlantica meglio nota in Italia come Gladio, in un'intervista a "Panorama" in edicola da domani. "Niente nomi. Posso solo dire che sono della Margherita", dice Cossiga, confermando il ruolo avuto da Gladio durante il sequestro Moro. Il settimanale cita un documento riservato del Bnd, il servizio segreto della Germania federale, una relazione inviata il 19 novembre del 1990 a Cossiga, allora presidente, che la fece avere alla procura romana depurandola delle parti sulle quali il Bnd aveva imposto il vincolo del segreto. Fra i brani secretati, proprio il riferimento ad un ruolo di Gladio nei 55 giorni del sequestro. 3 - PIPERNO: "TERRORISTI? BRAVE PERSONE. PERCHÉ C'È UNA MORALE DI GUERRA"? Da Repubblica.it - "I terroristi? Io penso che sono moralmente delle ottime persone anche se hanno ucciso". Questo il giudizio sulle Brigate rosse di Franco Piperno, leader storico di Potere Operaio che a Controcorrente, l'approfondimento di Sky Tg24 condotto da Corrado Formigli, ha così risposto alle critiche mosse dal giornalista Massimo Fini agli ideologi del '68 (erano più onesti i terroristi dei sessantottini"). "Io apprezzo il tentativo di Massimo Fini di rivalutare moralmente i terroristi - spiega Piperno nel corso della puntata in onda questa sera alle 22.35 - ma faccio presente che molti di questi erano leader del '68, compreso Curcio. Alla domanda del conduttore su cosa intenda per moralità dei brigatisti, Piperno risponde così: "E' una morale di guerra, non esiste solo una sua o una mia morale. La morale è multipla, ci sono persone che vanno a bombardare una città e sono considerate degli eroi e delle persone che sparano su un bersaglio determinato che sono considerate dei criminali. Nel secondo caso solo perchè sconfitti". 4 - D'ALEMA: BERLUSCONI NON SPECULI SU MALI NAPOLI? (Agi) - Piu' che una lettera, Silvio Berlusconi sul tema rifiuti ai campani "scriva una letterona" per "piegare perche' in cinque anni non ha fatto nulla". Lo sottolinea a Napoli il ministro degli esteri Massimo D'Alema durante un appuntamento del suo tour elettorale. "Soprattutto - aggiunge- non dovrebbe speculare sui mali di Napoli per cercare di avere qualche voto e presentare una immagine distorta". D'Alema ricorda che l'emergenza in Campania e' iniziata nel 1994 "e lui e' stato al governo per lunghi anni. Noi abbiamo preso provvedimenti", ma soprattutto sottolinea che Berlusconi "ha scritto a tutti gli italiani nel mondo che la Campania e' sommersa dalla spazzatura. Il che, secondo me, in questi termini non e' vero. E il risultato di questa propaganda, di questa strumentalizzazione e' che e' piu' difficile che la gente venga qui in vacanza. Continuiamo a farci del male". "Anziche' fare propaganda - conclude - occorre risolvere i problemi. Lui deve dire cosa ha fatto e cosa non ha fatto prima di speculare". © Foto U.Pizzi"> Massimo D'Alema © Foto U.Pizzi 5 - LA ROSA BIANCA PERDE IL NOME? Da "Il Giornale" - Il nome Rosa Bianca non potrà più essere utilizzato dal movimento di Mario Baccini, Savino Pezzotta e BrunoTabacci. Il Tribunale civile di Roma ha infatti accolto il ricorso presentato in via d'urgenza dall'associazione Rosa Bianca, storica associazione di cattolici democratici progressisti, nata alla fine degli anni Settanta a Brentonico, in Trentino, che vanta ancora numerosi iscritti. "Lo stesso nome - dice il Tribunale - non può essere usato da un altro e diverso movimento politico, differente per storia e orientamento" 6 - IMPOSIMATO: ABBE' PIERRE OFFRI' ALLA DC LA SALVEZZA DI MORO? (Ansa) - L'Abbe' Pierre, sacerdote fondatore dei 'Compagnons d'Emmaus', offri' alla Dc un aiuto per salvare Moro, tramite i suoi stretti rapporti con l'Hyperion, la scuola di lingue parigina che e' stata indicata come una sorta di 'camera di compensazione e controllo' dei servizi dell' Est e dell' Ovest sui movimenti dell'estrema sinistra europea. A rivelarlo e' l'ex magistrato Ferdinando Imposimato, che ne ha parlato presentando alla sede della Stampa estera a Roma il suo volume 'Doveva morire', edito da Chiarelettere, e scritto con il giornalista Sandro Provvisionato. Dopo la pubblicazione del libro, che dedica un ampio capitolo al mistero 'Hyperion', Imposimato ha ricevuto una telefonata da Massimo Rendina, tra i collaboratori di Benigno Zaccagnini durante i 55 giorni. Rendina, gia' funzionario della Rai e amico di Moro, aveva in quei giorni un ruolo di 'consigliere culturale' di Zaccagnini e venne delegato a diversi incontri. Tra l'altro - ha ricordato Imposimato e confermato Rendina - quello con l'Abbe' Pierre, che venne a Roma per chiedere un intervento a favore di Innocenzo Salvoni, uno dei 20 personaggi apparsi in foto sui giornali il 17 marzo come Br ricercati dalla Polizia. Salvoni aveva sposato Francoise Tuscher, nipote del fondatore della comunità di Emmaus. Il religioso disse che Salvoni era stato amico di Curcio e poteva intervenire per contattare le Br. 'Sono in grado - disse - di mettermi in contatto con le Br grazie a questi amici di Parigi. Posso impegnarmi per salvare la vita di Aldo Moro'. 'Fatto sta - spiega Rendina - che io cercai piu' volte di mettermi in contatto con l'Abbe' Pierre, lo cercai anche a Parigi ma non riuscii a mettermi in contatto con lui, spari' dalla circolazione'. 7 - CASINI 'IRROMPE' A CONFERENZA STAMPA: FIORONI, SEI DI CENTRO? (Ansa) - 'Tu sei un uomo di centro! Ricordati che sei un uomo di centro!' Con queste parole Pierferdinando Casini e' stato protagonista di una scherzosa irruzione alla conferenza stampa che il Ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni stava tenendo a Verona in un locale sul Liston di piazza Bra. 'Sono venuto qui con gli amici a bere un aperitivo e sono passato a salutarti e a ricordarti che stai dalla parte sbagliata', ha detto, rivolto al ministro, il leader dell'Udc, che questa mattina a Verona ha fatto la prima tappa del suo tour elettorale in Veneto. © Foto U.Pizzi"> Pierferdinando Casini © Foto U.Pizzi 8 - FINI: IO SCHIAFFONI DA BERLUSCONI? VELTRONI SI GUARDA ALLO SPECCHIO? (Ansa) - 'Evidentemente Veltroni si guarda allo specchio'. Cosi' Gianfranco Fini che questa mattina a Triuggio ha visitato con Roberto Formigoni una cooperativa per ragazzi disabili, ha commentato le affermazioni di Walter Veltroni secondo il quale il presidente di An nella composizione delle liste ha preso degli schiaffoni da Berlusconi. 9 - DISOCCUPATO TENTA DARSI FUOCO ALLA DI PRESENTAZIONE RANUCCI? (Ansa) - Ha tentato di darsi fuoco per protesta durante la conferenza stampa del candidato alla Camera del Pd Raffaele Ranucci. A bloccare Vincenzo Gasparro, un disoccupato di 50 anni di Amaseno, in provincia di Frosinone, sono stati gli agenti della Digos che lo hanno fermato prima che prendesse l'accendino. 'Non ho un lavoro, vivo con 350 euro al mese e non so piu' come andare avanti. O qualcuno mi aiuta oppure mi uccido', e' stato lo sfogo del frusinate dinanzi a numerosi giornalisti presenti in un hotel del capoluogo ciociaro per partecipare all' incontro politico in cui Ranucci presentava la sua candidatura. L'uomo gia' qualche settimana fa, secondo quanto si e' appreso, ha inviato un mms, che lo ritraeva con una pistola puntata alla tempia, sul cellulare del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e su quelli dei direttori de 'Il Tempo' e de La Provincia Quotidiano di Frosinone. Allontanato dalla polizia, ora l'uomo si trova in Questura per accertamenti. Il primo ad intervenire per impedire che il disoccupato di Frosinone si desse fuoco per richiamare l' attenzione sul suo caso - hanno raccontato i presenti in sala - e' stato l'esponente del Pd Raffaele Ranucci, che l'ha affrontato per calmarlo. Il candidato del Pd ha raccontato, ancora un po' scosso, come si sono svolti quei pochi 'terribili' minuti di grande tensione: 'Dall'ultima fila della sala dove stavo parlando - racconta Ranucci - ho visto un signore alzarsi con una bottiglia in mano, avvicinarsi al tavolo e versarsi addosso il contenuto di un liquido infiammabile. Nella mano aveva un accendino e urlava che gli era stato promesso un posto di lavoro dal presidente della provincia di Frosinone Francesco Scalia. A quel punto, in modo del tutto istintivo - spiega - sono scattato in piedi e ho tentato di tranquillizzarlo promettendogli che avrebbe potuto parlare con Scalia. Nel giro di qualche minuto sono intervenuti gli agenti della Digos che gli hanno impedito di dare seguito al gesto estremo'. 10 - IL PD ARRUOLA AUTISTI DI BUS? Pierre de Nolac per "Italia Oggi" - Il ragionamento che è stato fatto nel Partito democratico è questo: "Il Pdl di Silvio Berlusconi ha candidato Loreno Bittarelli per ottenere voti dal popolo dei tassisti? E noi del Pd ci faremo votare dagli autisti dei bus". Detto e fatto: nel consiglio dei ministri di ieri, con presidente Romano Prodi, nell'elenco dei lavori usuranti è stata inserita la categoria dei "conducenti di veicoli di capienza complessiva non inferiore a nove posti adibiti a servizio di trasporto collettivo". Ovvero, una formula complessa che serve solo a definire i normali autisti dei bus. Un autentico regalo pasquale che costerà caro alle casse dello stato, visto che la pensione ai conducenti potrà essere concessa già all'età di 58 anni, invece di 61. Ma le elezioni sono alle porte, e a Roma il Pd ha candidato l'amministratore delegato di Trambus Raffaele Ranucci (che militava nell'Udc di Pier Ferdinando Casini). In più, dal Campidoglio si lasciano sfuggire che tanti autisti si presenteranno ai seggi come rappresentanti di lista: del Pd, naturalmente? © Foto U.Pizzi"> Daniela Brancati © Foto U.Pizzi 11 - BRANCATI AL QUIRINO FA ARRABBIARE VELTRONI? Pierre de Nolac per "Italia Oggi" - La serata era stata prevista da tempo: "Viaggio attraverso Brancati", il recital di letture brancatiane allestito al teatro Quirino di Roma con Anna Proclemer, ha offerto una suggestiva testimonianza del talento letterario di Vitaliano Brancati e della sua prosa, "espressione di un liberalismo d'ordine sentimentale e culturale, prima che morale e politico", come si poteva leggere nella presentazione. E "grazie all'eccezionale interpretazione della Proclemer, sposa di Brancati e complice di intelletto e sentimento, questa prosa limpida e universale diviene tumultuosa e personalissima". Tutto bene? Macché. Il fatto è che l'evento si è svolto nel bel mezzo della campagna elettorale delle comunali romane, e Daniela Brancati, erede di Vitaliano, è capolista del Partito socialista. Contro Francesco Rutelli, visto che il candidato per la carica di sindaco di Roma è Franco Grillini. Alcuni dirigenti dell'Eti hanno dovuto ricevere una serie di rimostranze da parte del leader del Partito democratico Walter Veltroni? 12 - GIORNALI E FONDAZIONI? Lina Palmerini per "Il Sole 24 Ore" - Nel decalogo sui costi della politica che Walter Veltroni presenterà nei prossimi giorni c'è un capitolo anche sul finanziamento pubblico ai giornali di partito. Oggi le pubblicazioni che ricevono soldi dallo Stato sono trentuno, ben più dei partiti rappresentati in Parlamento e con propri gruppi parlamentari. Dunque, il Partito democratico propone una sforbiciata anche su questi costi collaterali alimentati dalla politica. Il fatto è che il capitolo è delicato per il Partito democratico che tutt'ora si trova con due giornali di riferimento: L'Unità ed Europa. Un'eredità dei due ex partiti, i Ds e la Margherita oggi confluiti nel Pd. Il dilemma è dunque che fine faranno i due giornali. E quali dei due prenderà i finanziamenti pubblici di cui sarà titolare il gruppo parlamentare del Pd. L'ipotesi che si sta valutando al loft è che Europa faccia capo a una Fondazione rientrando nell'area dei giornali no profit. E che l'Unità invece rimanga titolare dei soldi pubblici che arriveranno dal Pd. Soprattutto dopo il fallimento della trattativa con gli Angelucci, la sorte del giornale fondato da Antonio Gramsci, resta incerta. Nonostante il "certo" arrivo dei finanziamenti targati Partito democratico. Dagospia 20 Marzo 2008.

Torna all'inizio


MONDADORI:COSTA,POLITICA DISTURBANTE PER EDITORIA SCOLASTICA (sezione: Costi dei politici)

( da "Wall Street Italia" del 20-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di ANSA - -->(ANSA) - MILANO, 20 MAR - "La politica è spesso disturbante per l'editoria scolastica: ogni governo cambia completamente gli orientamenti rispetto a quello precedente ed è difficile progettare i prodotti per il settore". Lo afferma l'ad di Mondadori, Maurizio Costa. "Anche il ministro Fioroni ha varato una riforma degli indirizzi - dice Costa a margine della presentazione dei dati economici 2007 del gruppo - e non sappiamo cosa succederà nel futuro. L'Antitrust ha aperto un'indagine su presunti taglieggiatori nel settore, non ha trovato nulla, i prezzi quest'anno sono aumentati solo dello 0,5% ma nessuno lo scrive". (ANSA).

Torna all'inizio