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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

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tARTICOLI DEL  20-21 gennaio 2009      #TOP



Report "Costi dei politici"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Costi dei politici (18)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

meno di trentamila abitanti, la città si spopola ( da "Nuova Sardegna, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: tanto per fare solo pochi esempi, ci sono la classificazione del Comune, il numero di consiglieri comunali, ma anche i compensi di sindaco e assessori in Giunta e, dei consiglieri. I gettoni, per i consiglieri dei comuni della fascia da 10.001 abitanti a 30.000 sono infatti poco più della metà di quelli percepiti attualmente.

Il Corriere è la Terza camera ( da "Italia Oggi" del 20-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella e dedicate a un'inchiesta sul patrimonio delle fondazioni Ds che, in base alle loro indagini, dispongono di un patrimonio di mezzo miliardo di euro. L'inchiesta dei due giornalisti del Corriere è molto seria e documentata e quindi Piero Fassino, questa volta, non potrà urlare che anche i due inchiestisti del Corriere della sera sono affetti da &

"Assente perché malato altri si fermano 10 minuti" ( da "Stampa, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: vengono in aula solo per onor di firma. Arrivano in ritardo, si fermano meno di un'ora e poi scappano dopo essere rimasti appena il tempo necessario per prendere il gettone di presenza. E' su questi temi che il Comune dovrebbe fare le statistiche oppure sul fatto che quel gruppetto di consiglieri che arriviamo puntuali in aula, dobbiamo poi attendere i ritardatari che si presentano un'

Soldi-sghei-dollari-euro-palanche-money-piotte-denari: senza di essi, come mandare avanti l&... ( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 20-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: nella redazione del Corriere della Sera - la coppia formata da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo (autori del best-seller "La casta") componeva due intere pagine dedicate proprio a Sposetti e a quell'invenzione, le fondazioni, all'interno delle quali il deputato ha incapsulato «un patrimonio da mezzo miliardo di euro» (a tanto ammonta il valore dei 2.

Amministratori: ecco gli stipendi ( da "Denaro, Il" del 20-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Non mancano gli incarichi gratuiti: in dodici, tra presidenti e componenti di consigli di amministrazione, non percepiscono neppure un euro. Figurano, infine, due gettoni di presenza:?il primo, pari a 2 mila e 65 euro, va a Luigi Carino, componente del consiglio di amministrazione del Cira, il centro per le ricerche aerospaziali.

E.ROMAGNA: ASSEMBLEA, INSEDIATA CONSULTA DI GARANZIA STATUTARIA (2). ( da "Asca" del 20-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Presidenza il fabbisogno finanziario e le risorse umane necessarie per il proprio funzionamento: il gettone di presenza dei componenti sara' stabilito con deliberazione dell'Assemblea, su proposta dell'Ufficio di Presidenza. ''L'istituzione della Consulta - ha affermato il presidente Piperata - rappresenta un ulteriore passo in avanti nel processo di attuazione dello Statuto regionale

"Premio città" al giornalista Cortese, riconoscimenti a lavoratori e imprese ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 20-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: al sindaco Rizzo di Pianezze, al vicesindaco di Campolongo Mauro Illesi, a Benito Sasso di Valstagna. Commosso Cortese di tanta partecipazione: "E' un premio dato non solo a me, ma anche alla mia famiglia (presenti l'anziana mamma Lidia Mocellin e la figlia Anna) e a tutti coloro che fanno la mia professione", ha commentato.

Politiche di integrazione: il Consiglio Comunale di Ferrara esamina obiettivi e iniziative ( da "Sestopotere.com" del 20-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: provinciale sta pensando di prevedere un rimborso spese; nulla infatti è previsto finora né come rimborso spese, né come gettone di presenza.; anche se questo non è certo sufficiente a consentire ai consiglieri di assentarsi dal lavoro. Richiamo i principali argomenti che sono stati trattati dal CCS: - per primo è stato ovviamente affrontato il problema dei permessi di soggiorno (

Insediata la consulta di garanzia statutaria ( da "Sestopotere.com" del 20-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ufficio di Presidenza il fabbisogno finanziario e le risorse umane necessarie per il proprio funzionamento; il gettone di presenza dei componenti sarà stabilito con deliberazione dell?Assemblea, su proposta dell?Ufficio di Presidenza. “L'istituzione della Consulta –

Il grande vuoto mai colmato ( da "Avanti!" del 20-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e nessuno è stato mai capace di sostituirlo Martedì 20 Gennaio 09 Sono passati 9 anni dalla morte di uno dei maggiori artefici delle vicende politiche nazionali. Craxi è stato infatti uno dei principali protagonisti della scena sociale italiana negli anni della prima Repubblica, sia sul fronte interno che in quello della politica estera ed economica, e sul versante delle riforme.

maggioranza e opposizione ai ferri corti ( da "Messaggero Veneto, Il" del 21-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: altra sera per mancanza del numero legale fatto mancare dalla maggioranza «per evitare di superare la mezzanotte e, quindi, pagare un altro gettone di presenza ai consiglieri comunali». Da parte dell'opposizione, però, si fa notare che «così si limita la libera espressione democratica e si "trascinano" per mesi argomenti di grande importanza».

E' STATA approvata in commissione Affari istituzionali, la pro... ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 21-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: non si dovrà più conteggiare il sindaco, e quindi basterà un minimo di 15 consiglieri per rendere validi i lavori delle sedute consiliari. Altra novità è la possibilità di scelta, per i consiglieri, tra gettoni di presenza e indennità di funzione pari o inferiore alla somma dei gettoni percepita nell'anno precedente.

JESI La massima trasparenza è un dovere di qualsiasi ente pubblico . Non lo dice l&... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 21-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma per ritirarlo pretende anche un abbondante gettone di presenza, quarantamila euro, ventimila euro, poco importa. E' il principio ad essere stato infranto, ossia che il premio è un onore e non un copioso cachet. A questo punto - prosegue l'esponente cattolico - il cittadino deve sapere bene chi lo ha organizzato, come è stata scelta la premiata,

Revisori, la Corte dei conti bacchetta Farace ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 21-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettoni di presenza per la partecipazione alle riunioni di Consiglio e Giunta camerale da parte di Ancona. Allo stesso tempo dispone che «vengano restituite le somme indebitamente percepite da Lonigro e Ancona ». Infine, la sezione, presieduta da Vittorio Lomazzi, intima alle amministrazioni interessate di «adottare idonee misure auto correttive dandone comunicazione alla Corte entro

<La politica del rigore favorirà il rilancio> ( da "Giornale.it, Il" del 21-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: andamento positivo delle aste dei titoli di Stato, le valutazioni positive da parte delle agenzie di rating e del commissario Almunia confermano l'importanza della strategia di consolidamento per costruire politiche di rilancio della crescita. È, a mio avviso, sbagliato considerare questo atteggiamento rigoroso e attento come un errore.

Il Consiglio comunale di Butera decidel'eliminazione delle spese <superflue> ( da "Sicilia, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di carica; sarebbe stato un gesto politicamente rilevante, un messaggio significativo; stesso discorso anche per i consiglieri comunali; questi ultimi avrebbero potuto rinunciare al loro gettone di presenza; per carità - ha proseguito il presidente del consiglio - non voglio certo fare polemiche o passare per il moralizzatore da strapazzo e nemmeno per quello che intende bacchettare

SICILIA: PD A CASCIO, RIDURRE INDENNITA' AGGIUNTIVE A DEPUTATI ARS. ( da "Asca" del 21-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: segnalano che ''sappiamo bene che la questione dei costi della politica riguarda, complessivamente, l'eliminazione degli enti inutili, la riqualificazione della spesa regionale, la riduzione del numero dei consulenti e dei vari componenti degli uffici di gabinetto e il numero dei rappresentanti istituzionali ai vari livelli.

Sanità forlivese, Nervegna (Fi/PdL): "Tutto quello che Mazzoni (Ausl) non ha detto e non vuole o non può dire" ( da "Sestopotere.com" del 21-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: aiuto della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì… “Ma proprio perché anche noi auspichiamo il nostro modello sanitario forlivese sia sempre inscrivibile nei sistemi di eccellenza del nostro paese che ogni volta ricordiamo quanto sia necessaria l?


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meno di trentamila abitanti, la città si spopola (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 20-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Gli ultimi dati segnalano il costante calo di presenze, non compensate dagli arrivi Meno di trentamila abitanti, la città si spopola Nell'ultimo decennio il decremento di residenti è di cento unità ogni dodici mesi CARBONIA. Prosegue inesorabile lo spopolamento della città. E i numeri iniziano, ora, a far segnare una marcata preoccupazione. Per la prima volta dalla nascita Carbonia ha fatto registrare una popolazione che scende sotto i trentamila abitanti. Al 31 dicembre risultavano 14.419 maschi e 15.552 femmine, per un totale di 29.971. E' l'epilogo di un fenomeno che sta andando avanti senza modifiche da anni. I giovani fuggono dalla città, e le morti, purtroppo, anche a causa di una situazione che vede gli ultrassettantenni classe egemone, superano di gran lunga le nascite. Solo su questo fronte nell'ultimo decennio il tasso negativo appare attestato sulla soglia delle cento unità all'anno. Nel 2008 sono state registrate 269 morti e 185 nascite, con un saldo negativo di 84 unità. Nel 2007 le morti avevano superato le nascite di 91 unità, e così via a ritroso nel tempo fino al top nel 2003 quando era stata di 100 la differenza tra morti e nascite. Una situazione completamente diversa da quella degli anni ottanta, quando il saldo era sempre positivo e le nascite superavano in maniera consistente il numero dei decessi. Non è più rosea la situazione a guardare i flussi migratori. Se si esclude il 2002, un anno forse tutto da studiare, visto che gli immigrati avevano superato gli emigrati di ben 301 unità, le emigrazioni superano in maniera consistente il numero dei nuovi approdi in città. Nel 2008 gli emigrati sono stati 71 in più degli immigrati. La differenza era stata di 10 nel 2007, di 96 nel 2006, di 38 nel 2005. Numeri comunque contenuti, se raffrontati a quelli del decennio 1991-2001, quando il fenomeno migratorio svuotava la città, da solo, di almeno 230 persone all'anno. Quello dei flussi migratori è comunque un dato sotto alcuni aspetti anomalo. Se è vero che più di 400 persone all'anno abbandonano la città, è anche vero che un numero più o meno equivalente, anche se di qualche decina di unità inferiore, fa registrare il suo arrivo. C'è, insomma, una vivacità, fatta da centinaia di arrivi e partenze, che appare non in linea con lo spopolamento in atto. E che, comunque, dimostra che se tanti fuggono, per tanti altri Carbonia rappresenta comunque un punto di arrivo, e il luogo ove possono essere concretizzate aspirazioni e speranze. Certo è che la discesa al di sotto dei trentamila abitanti diventa un problema di non poco conto. In ballo, tanto per fare solo pochi esempi, ci sono la classificazione del Comune, il numero di consiglieri comunali, ma anche i compensi di sindaco e assessori in Giunta e, dei consiglieri. I gettoni, per i consiglieri dei comuni della fascia da 10.001 abitanti a 30.000 sono infatti poco più della metà di quelli percepiti attualmente. «Siamo partiti, all'inzio del decennio, con i dati evidenziati dal censimento, che registravano in città 30.447 abitanti - ha commentato il sindaco Tore Cherchi - in dieci anni la popolazione è quindi diminuita di circa 500 unità. Rispetto al decennio precedente, che aveva fatto registrare una diminuzione della popolazione di quasi tremila unità si può dire che la città sta reggendo bene e che il calo è stato contenuto. Ovviamente i problemi ci sono, e rilevanti. Ma non appare evidente nessuna acquiescenza alla situazione di crisi. Il numero di immigrati è consistente. Sarebbe interessante se si tratti di ritorni o di nuovi arrivi, e quali le fasce di età presenti maggiormente in questo fenomeno. Ma i parametri dati dai flussi migratori non sono comunque quelli più determinanti nel calo demografico. Non dimenitichiamo che la provincia di Carbonia Iglesias si trova all'ultimo posto in Italia per il numero di nascite. Carbonia è una città dove le nascite sono limitatisime. E questo è un grosso handicap. Ma le condizioni complessive potrebbero comunque mutare. Che le prospettive appaiano non totalmente negative lo dimostra il gran numero di nuovi arrivi. Significa che c'è gente che crede nella città e nel suo futuro, e in una modifica, prima o poi inmeglio, delle attuali condizioni di crisi. La situazione appare invece di rilievo sotto il profilo psicologico». Scendere sotto la soglia dei trentamila abitanti è visto come un elemento di perdita di importanza della città. Un motivo in più per impegnarsi e ricominciare a crescere.

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Il Corriere è la Terza camera (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 20-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi Numero 016  pag. 27 del 20/1/2009 | Indietro Il Corriere è la Terza camera MEDIA Di Editorius pagelle editoriali Di solito le edizioni del lunedì dei grandi quotidiani italiani sono deprimenti per chi non sia interessato allo sport. D'altra parte, chi è interessato allo sport preferisce sicuramente leggere la straordinaria “Gazzetta dello sport” diretta da Carlo Verdelli che, dopo Gaetano Baldacci con il primo “il Giorno” (ma era il 1956, più di mezzo secolo fa!) è il primo ad aver reinventato, con la sua “Rosea” la grammatica e la sintassi del quotidiano in Italia. Ciò nonostante, ieri, il Corriere della sera ha sconvolto le attese mandando in edicola un numero ricchissimo di proposte e provocazioni, confermando, ad esempio, la sua assoluta leadership nella costruzione del dibattito politico nel nostro Paese. Per confermare questo ruolo, basterebbe l'un-due dell'intervista di Sergio Rizzo del giorno prima a Giulio Tremonti e quella di Francesco Verderami a Francesco Rutelli di ieri. Si è spesso detto che “Porta a porta” è la Terza camera del parlamento. Al massimo ne è l'anticamera. La Terza camera, da qualche tempo a questa parte, è diventata il Corriere della sera che con le sue interviste a schiena diritta ai personaggi del momento, assomiglia a un multi-congresso politico. Dopo l'intervista a Tremonti, infatti, il dibattito di politica economica non può che partire dalle provocazioni del ministro dell'economia. E dopo quella a Francesco Rutelli, il dibattito politico, dentro e fuori il Pd, non può che esserne fortemente influenzato. Ieri, sul Corriere c'era anche il reportage di Bernard-Henry Levy dal Medio Oriente. Di solito, Levy non è il mio massimo, come giornalista, perché è uno che è così narcisista che si sposta nel posti più roventi del mondo solo per parlare di sé. Del resto un personaggio che in Francia è considerato “le plus beau decolleté de Paris”, il più bel decolleté di Parigi, in considerazione della sua camicia che è sempre generosamente sbottonata sul suo petto gracile e villoso, non c'è da attendersi più di ciò che egli possa dare. Ma, in questo caso, il suo lungo articolo, in presa diretta con i protagonisti dei due fronti contrapposti, si legge di un fiato e fornisce elementi veramente originali di conoscenza sulle ragioni del conflitto. Esemplari (e politicamente esplosive) sono inoltre le due pagine scritte da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella e dedicate a un'inchiesta sul patrimonio delle fondazioni Ds che, in base alle loro indagini, dispongono di un patrimonio di mezzo miliardo di euro. L'inchiesta dei due giornalisti del Corriere è molto seria e documentata e quindi Piero Fassino, questa volta, non potrà urlare che anche i due inchiestisti del Corriere della sera sono affetti da “cretinismo” e che gli “rompono il c.” come ha fatto recentemente, in pieno Parlamento, nei confronti dell'onorevole del Pd (ex Margherita) Pierluigi Mantini che si era permesso di fare affermazioni di questo tipo, pur senza disporre dell'inequivocabile documentazione ieri fornita dai due inchiestisti del Corriere della sera. Interessantissima, poi, è la testimonianza di una pagina intera fornita in presa diretta da Carlo Revelli che, insieme alla sorella Margherita, è in attesa di essere riconosciuto, dal giudice, come figlio naturale del principe Carlo Caracciolo recentemente scomparso. Esemplare è anche il trattamento grafico di questo documento, di tipo chiaramente settimanalistico, con le immagini di Carlo Caracciolo nelle sue varie età giovanili, confrontate con le corrispondenti foto del suo presunto figlio dalle quali si desume una somiglianza strabiliante. Interessantissima è poi anche la testimonianza dell'ex sottosegretario agli esteri, Margherita Boniver, già socialista ed oggi Pdl, che non esita a spiegare come sia stata “trasformata in mostro” da una cura contro le rughe del viso, non esitando a fornire le foto che dimostrano le devastanti conseguenze che ha subito. Il tutto, a beneficio delle altre donne che fossero tentate di incamminarsi sulla sua stessa strada.

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"Assente perché malato altri si fermano 10 minuti" (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 20-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Albisola Superiore "Assente perché malato altri si fermano 10 minuti" Marisa Laurito presenta a Milano i nuovi prodotti della Piral Il consigliere del Pd Franco Bonfanti contesta le statistiche del Comune sulle presenze in Consiglio comunale. Non i numeri, perchè il professor Bonfanti ha partecipato effettivamente a 16 sedute su 22, ma la sostanza. «A tutela della mia immagine di persona responsabile e puntuale vorrei precisare che le 6 assenze giustificate da certificato medico ospedaliero, coincidono con un pesante intervento chirurgico subìto in regime d'urgenza e con la necessaria convalescenza durante le ferie estive». Solo la malattia, insomma, ha tenuto il professor Bonfanti lontano dall'aula. Il consigliere del Pd aggiunge: «Ci tengo a sottolinearlo non perchè abbia ambizioni politiche ma perchè come professore ho sempre spiegato ai ragazzi l'importanza della puntualità e della precisione e adesso mi vedo penultimo in classifica come se fosse uno che non tiene conto degli impegni. Tutto questo mentre molti miei colleghi vengono in aula solo per onor di firma. Arrivano in ritardo, si fermano meno di un'ora e poi scappano dopo essere rimasti appena il tempo necessario per prendere il gettone di presenza. E' su questi temi che il Comune dovrebbe fare le statistiche oppure sul fatto che quel gruppetto di consiglieri che arriviamo puntuali in aula, dobbiamo poi attendere i ritardatari che si presentano un'ora dopo». La statistica che il Comune ha affisso all'albo pretorio ovviamente si limitava a riportare nome, cognome e presenze per ogni consigliere senza indicare ritardi, motivi delle assenze o fughe anticipate dall'aula.L'attrice napoletana Marisa Laurito, da anni entusiasta portavoce della cucina regionale e mediterranea, ha partecipato alla presentazione delle tante novità della produzione della Piral di Albisola Superiore, l'azienda di via Casarino che dal 1870 produce pentole e stoviglie in terracotta. L'occasione è maturata durante il Salone internazione della casa (Macef) che si è svolto a Milano, dove l'azienda albisolese era presente con un vasto stand. «La dieta mediterranea - ha spiegato la Laurito, che ha scritto anche un libro sull'argomento - è quella più equilibrata e sana. Le terrecotte della Piral propongono il più tradizionale metodo di cottura della cucina italiana, ossia quello delle terre da fuoco». \

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Soldi-sghei-dollari-euro-palanche-money-piotte-denari: senza di essi, come mandare avanti l&... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 20-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 20 Gennaio 2009 Chiudi di CARLO MARIA PONZI Soldi-sghei-dollari-euro-palanche-money-piotte-denari: senza di essi, come mandare avanti l'attività politica? La domanda risuona pressoché quotidianamente nei partiti organizzati, non solo nei giorni feriali, ma anche nei festivi. Come in casa del Partito democratico, che proprio domenica, dopo che era saltata la riunione del cosidetto G6 (vale a dire il sinedrio di big composto da Angelo Allegrini, Giulia Arcangeli, Andrea Egidi, Beppe Fioroni, Peppe Parroncini, Ugo Sposetti) per indisponibità di Fioroni, a letto con l'influenza, ha sfruttato l'occasione per parlare della situazione finanziaria della giovane formazione nata dall'abbraccio tra Margherita e Ds. Maestro concertatore e direttore d'orchestra? Nessun dubbio: Ugo Sposetti (dal 2001 tesoriere dei Ds, risanatore dei conti della Quercia, donde il soprannome "Re di denari") nel ruolo di protagonista assoluto. Per una singolare coincidenza, mentre a Viterbo era in corso il summit, altrove - nella redazione del Corriere della Sera - la coppia formata da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo (autori del best-seller "La casta") componeva due intere pagine dedicate proprio a Sposetti e a quell'invenzione, le fondazioni, all'interno delle quali il deputato ha incapsulato «un patrimonio da mezzo miliardo di euro» (a tanto ammonta il valore dei 2.399 immobili censiti in tutta italia: sedi delle federazioni e delle sezioni, case del popolo, circoli ricreativi etc. etc.) con l'obiettivo di «salvare l'eredità del vecchio Pci». Le fondazioni - ha spiegato per l'ennesima volta Sposetti - sono «il frutto di un processo avviato nel 2005 dalla direzione nazionale del partito per separare la politica dalla gestione del patrimonio, evitando così che eventuali scelte negative della prima abbiano ripercussioni sul secondo». A oggi sono circa una ventina, registrate per la quali totalità nelle regioni del Centro nord (con l'Emilia Romagna a fare, ovviamente, la parte del leone). Tra esse, anche quella di Viterbo, intitolata a Gualtiero Sarti - animatore negli anni Cinquanta delle lotte per l'occupazione delle terre, quindi dirigente del Pci negli anni Sessanta e Settanta, assessore regionale all'Agricoltura nella giunta presieduta da Maurizio Ferrara (il padre di Giuliano), scomparso nel 1980 in un incidente stradale sulle Verentana - la cui presidenza è stata affidata a Ermanno Barbieri. Le fondazioni sposettiane hanno creato non pochi attriti nelle fila del Pd, «causando - annotano Stella e Rizzo - un solco più profondo tra i "coniugi", fino a incattivare i rapporti». Il motivo? Gli è che in casa del nuovo partito, la dote l'hanno portata i Ds, non la Margherita. Da qui l'idea della «separazione dei beni», tanto che nelle vecchie sedi Ds dove si è sistemato il Pd, quest'ultimo deve pagare l'affitto. Il "Re dei denari" si stupisce di fronte a quanti si stupiscono della pigione. «Sono affitti politici. Servono a coprire le spese», ha spiegato a Rizzo & Stella. «L'Ici chi la paga? Il condominio chi lo paga, la Tarsu chi la paga? Le fondazioni sono soggetti privati. Dar gratis una sede sarebbe finanziamento illecito? E poi, chi le mantiene le 68 persone rimaste in carico al partito? Devono essere mandate a casa?». E adesso si vocifera che la formula di Sposetti, sorretta da una convinzione («I matrimoni che funzionano sono quelli in cui i patti sono chiari. E la separazione dei beni è un bene»), sta facendo proseliti anche sullo schieramento di centro destra, alla vigilia della costituente del Pdl, con An che non vuole unificare i pani e i peschi. «A meno che - è la battuta riferita da Stella e Rizzo - Forza Italia non porti in dote Mediaset».

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Amministratori: ecco gli stipendi (sezione: Costi dei politici)

( da "Denaro, Il" del 20-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Campania società partecipate Amministratori: ecco gli stipendi Trentatré le aziende miste, dodici le prestazioni offerte a titolo gratuito Jenny Giordano Partecipazioni societarie regionali: arriva puntuale dalla Regione Campania la pubblicazione semestrale dell'aggiornamento degli incarichi, così come previsto dalla legge finanziaria 2007, che nel comma 735 dell'articolo 1 vuole che "gli incarichi di amministratore delle società conferiti da soci pubblici e i relativi compensi siano pubblicati nell'albo e nel sito informatico dei soci pubblici a cura del responsabile individuato da ciascun ente". Tirando le somme si vede che, per il semestre che per tutto il periodo del 2008, vengono stanziati circa 1 milione e 250 mila euro. La cifra è spalmata su sessanta incarichi - tra amministratori unici, presidenti di consiglio di amministrazione, amministratori delegati, consiglieri amministrativi - e trentatré società. In altre parole, l'Ente di Palazzo Santa Lucia si affida a più di trenta aziende per produrre beni e servizi strumentali, da Città della Scienza alla Mostra d'Oltremare, dalla Recam per la tutela ambientale alla Scabec per i beni culturali. Tre, invece, gli elenchi resi noti: partecipate dirette (venti), partecipate indirette - quattro - e società che non prevedono nomine o che sono state sciolte - in tutto, nove -. Per quanto riguarda i compensi, la somma più alta, pari a 62 mila euro, spetta a Maurizio Gemma, direttore generale di Film Commission Regione Campania Scarl. Si va poi dai dodici incarichi da 60 mila euro ad amministratori unici e presidenti di consiglio di amministrazione ai 40 mila euro quale compenso più alto per un consigliere amministrativo. Non mancano gli incarichi gratuiti: in dodici, tra presidenti e componenti di consigli di amministrazione, non percepiscono neppure un euro. Figurano, infine, due gettoni di presenza:?il primo, pari a 2 mila e 65 euro, va a Luigi Carino, componente del consiglio di amministrazione del Cira, il centro per le ricerche aerospaziali. L'altro viene attribuito a Giulio Tarro, presidente del consiglio di amministrazione del Ccta, il centro campano per la tecnologia e l'ambiente, e ammonta a mille 200 euro. del 20-01-2009 num.

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E.ROMAGNA: ASSEMBLEA, INSEDIATA CONSULTA DI GARANZIA STATUTARIA (2). (sezione: Costi dei politici)

( da "Asca" del 20-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

E.ROMAGNA: ASSEMBLEA, INSEDIATA CONSULTA DI GARANZIA STATUTARIA (2) (ASCA) - Bologna, 20 gen - Nel corso della discussione del PdL in Commissione, il passaggio piu' delicato ha riguardato il potere di sindacato di conformita' statutaria sulla produzione legislativa della Regione. Si e' preferito riconoscere esclusivamente ai consiglieri il potere di ricorrere alla Consulta e di consentirne l'esercizio nel periodo che intercorre tra l'approvazione finale di una Legge (o Regolamento) e la sua promulgazione. Il parere di conformita' allo Statuto potra' essere chiesto dai singoli gruppi consiliari o da un quinto dei consiglieri regionali. La richiesta di parere potra' essere presentata solo dopo l'approvazione del provvedimento in Aula ed entro 24 ore, prima della sua promulgazione da parte del Presidente della Regione. Tale istanza sospendera' la procedura legislativa e dovra' essere formulata in modo da indicare le disposizioni che si ritengono contrarie alle norme statutarie e le disposizioni dello Statuto che si ritengono violate. La Consulta dovra' esprimersi entro 15 giorni. Se il parere accogliesse in tutto o in parte i rilievi formulati, la Presidenza dell'Assemblea disporra' che l'oggetto venga iscritto al primo punto dell'ordine del giorno della prima seduta utile; in caso contrario, il provvedimento passera' direttamente alla promulgazione. Inoltre, nella Legge istitutiva si indicano i criteri per la composizione della Consulta: possono essere nominati magistrati in quiescenza o fuori ruolo, docenti universitari in materie giuridico-amministrative, avvocati iscritti all'albo da almeno dieci anni, figure professionali che abbiano maturato significativa esperienza nel settore. Eletti a voto segreto, i componenti della Consulta restano in carica per un solo mandato (cinque anni), non coincidenti con la legislatura: viene infatti stabilito che la nomina avvenga non prima di dodici mesi e non dopo diciotto mesi dalla data d'insediamento dell'Assemblea legislativa. Per garantire la sua autonomia organizzativa e finanziaria, ogni anno, prima della predisposizione del bilancio dell'Assemblea, la Consulta definisce con l'Ufficio di Presidenza il fabbisogno finanziario e le risorse umane necessarie per il proprio funzionamento: il gettone di presenza dei componenti sara' stabilito con deliberazione dell'Assemblea, su proposta dell'Ufficio di Presidenza. ''L'istituzione della Consulta - ha affermato il presidente Piperata - rappresenta un ulteriore passo in avanti nel processo di attuazione dello Statuto regionale ed un completamento del panorama degli organi di garanzia che lo stesso Statuto prevede come necessari. Tra l'altro, la costituzione e l'attivazione reale dell'organismo statutario si caratterizzano come novita' nello scenario del regionalismo italiano. Altre Regioni hanno previsto e disciplinato organismi di garanzia statutaria, ma nessuna, per il momento, ha proceduto alla loro costituzione. Ancora una volta - conclude Piperata - l'Emilia Romagna conferma il suo ruolo di Regione innovatrice nelle dinamiche istituzionali e di punto di riferimento per tutte le altre''. red-res/dnp/lv (Asca)

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"Premio città" al giornalista Cortese, riconoscimenti a lavoratori e imprese (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 20-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

"Premio città" al giornalista Cortese, riconoscimenti a lavoratori e imprese Martedì 20 Gennaio 2009, Rosà Prova di maturità per la festa patronale, sabato scorso. Dopo il successo della doppia manifestazione, quella civica in una sala consiliare stracolma per assistere alla consegna dei premi cittadini, e quella religiosa in un Duomo affollatissimo per ascoltare il concerto musicale organizzato dalla parrocchia e dal teatro Montegrappa, torna il dibattito se chiudere anche a Rosà, come a Bassano, tutte le attività economiche il giorno del patrono. Nella città del Grappa da anni il giorno di San Bassiano è festa vera. E perchè a Rosà no nel giorno di Sant'Antonio abate? I più anziani ricordano ancora come una volta i contadini facessero davvero festa, astenendosi dal lavoro il 17 gennaio. Sabato sera in qualche modo il protagonista della cerimonia civile è stato il giornalista e scrittore Giandomenico Cortese. Unanime il consiglio comunale nell'accettare la proposta del sindaco Lanzarin di dare il premio città di Rosà al concittadino che ha raccontato e letto culturalmente Rosà e il territorio Commosso l'intervento di Flavio Nichele per le opposizioni: "Per noi negli anni Settanta e Ottanta Cortese è stato il raccordo con le generazioni precedenti, legame che adesso rischia di saltare". Plauso anche da Contessa di Forza Italia. Ad assistere alla premiazione di Cortese c'erano autorità civili di tutto il Bassanese, dall'ex assessore alla cultura di Bassano Giorgio Pegoraro al sindaco di Marostica Alcide Bertazzo, al sindaco Rizzo di Pianezze, al vicesindaco di Campolongo Mauro Illesi, a Benito Sasso di Valstagna. Commosso Cortese di tanta partecipazione: "E' un premio dato non solo a me, ma anche alla mia famiglia (presenti l'anziana mamma Lidia Mocellin e la figlia Anna) e a tutti coloro che fanno la mia professione", ha commentato. La serata civica è proseguita con la premiazione del mondo del lavoro, con uno straordinario spaccato della genialità della comunità locale, da Roberto Guidolin insignito con la Stella al merito dal Presidente della Repubblica, agli artigiani Giovanni Bizzotto, fratelli Chiminello, Baggio della Pul Met, agli industriali della Scaffalure Bizzotto, della EdilMarmi, della Castellan Americo, ai commercianti Marco Meneghini, Renato Baggio della Vienomarket, ai fratelli Poggiana, ad Antonio Frigo, contadino. La serata è proseguita in Duomo, dove il coro Gioventù in Cantata di Marostica diretto da Cinzia Zanon ha sorpreso per l'alta qualità delle esecuzioni musicali, per la coregrafia, per la danza, il tutto con il supporto moderno di luci e di schermo con i testi delle canzoni. A far gli onori di casa Alfio Piotto e Antonio Bonamin del teatro Montegrappa organizzatore del concerto, con il sindaco on. Lanzarin e tutte le altre autorità ospiti a congratularsi. Silvano Bordignon

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Politiche di integrazione: il Consiglio Comunale di Ferrara esamina obiettivi e iniziative (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 20-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Politiche di integrazione: il Consiglio Comunale di Ferrara esamina obiettivi e iniziative (20/1/2009 15:49) | (Sesto Potere) - Ferrara - 20 gennaio 2009 - Un folto pubblico ha fatto da cornice - applaudendo con calore - al concerto dell?Orchestra e dei solisti del Conservatorio ?G. Frescobaldi? che ha inaugurato l?apertura dei lavori del nuovo anno del Consiglio Comunale di Ferrara. L?iniziativa, aperta a tutta la cittadinanza, è stata sponsorizzata dell?AFM Farmacie comunali. Nell?occasione, dopo gli inni nazionali e dell?Unione europea, è stato proposto un repertorio che spaziava dall??800 al ?900 con celebri arie tratte dalla “Carmen” di Bizet e dal “Barbiere di Siviglia” di Rossini, brani del repertorio sinfonico come le Danze Ungheresi di Brahms e l?”Introduzione e Rondò Capriccioso” di Saint-Saens, sino ad arrivare a evergreens della musica da film, come Gabriel?s Oboe di Ennio Morricone e al tema di Schindler?s list di J. Williams. L?orchestra, diretta dal maestro Giorgio Fabbri, era affiancata dai cantanti solisti Marco Bussi e Erica Fonzar e dal sestetto della classe di canto del professore Garbis Boyadan. Il ruolo di violino solista era affidato a William Esteban, allievo del triennio del Frescobaldi e primo violino dell?Orchestra Giovanile di Fiesole. Ordine del giorno - Conflitto israelo-palestinese In apertura di seduta non ha ottenuto il quorum necessario la richiesta della consigliera Irene Bregola (Prc) di discutere con urgenza un ordine del giorno del suo gruppo in merito al “Conflitto israelo-palestinese”. A favore della discussione si era espresso il consigliere Roberto Soffritti (Pdci). Ordine del giorno - Tutela dei diritti umani nei territori del Sahara Occidentale L?assemblea ha quindi accolto all?unanimità un ordine del giorno - letto dal presidente del Consiglio Romeo Savini - sul tema “Tutela dei diritti umani nei territori del Sahara Occidentale” che impegna Sindaco e Giunta, tra l?altro, “ad operare in coerenza con la volontà espressa nella risoluzione approvata nel novembre del 2006 dall?Assemblea legislativa regionale, per il rispetto della risoluzione del Consiglio dell?Onu e dei diritti umani nei territori contesi del Sahara Occidentale e a rappresentare ai rappresentanti in Italia del regno del Marocco e della repubblica Araba Saharawi Democratica gli orientamenti dell?Assemblea Legislativa per una politica di pace”, ad operare, inoltre, “per sviluppare l?attività di solidarietà con i profughi saharawi attendati in Algeria e nelle comunità che si sono spostate nei territori del Sahara occidentale, in rapporto con l?attività delle organizzazioni di volontariato presenti nel territorio regionale, anche adeguando gli interventi alle mutate situazioni sociali, ambientali e sanitarie”. “Politiche di integrazione del Comune di Ferrara: gli obiettivi e le iniziative attuate, i progetti avviati, i risultati ottenuti, le prospettive” E? scaturita da una richiesta dei gruppi consiliari Verdi per la pace, PD, Prc, PS, Pdci (presentata lo scorso 21 ottobre) la fase del Consiglio comunale con carattere monotematico incentrata su “Politiche di integrazione del Comune di Ferrara: gli obiettivi e le iniziative attuate, i progetti avviati, i risultati ottenuti, le prospettive”. Al termine della relazione dell?assessora all?Immigrazione e Nuovi diritti di cittadinanza degli immigrati Marinella Palmieri è intervenuto il presidente del Consiglio delle comunità straniere Osmani Oligert, che ha illustrato l?attività svolta finora dall?organismo che presiede dal dicembre del 2006. Sul tema sono quindi intervenuti i consiglieri Simone Merli (PD), Barbara Diolaiti (Verdi), Kiwan Kiwan (Prc), Mirella Tuffanelli (PD), quindi gli assessori Raffaele Atti e Maria Giovanna Cuccuru. Relazione dell?assessora Marinella Palmieri Il Consiglio comunale di Ferrara, così come previsto dall?art. 33 dello Statuto del Comune, approvando il Regolamento del Consiglio delle Comunità Straniere, ha consentito l?avvio di una importante esperienza di partecipazione delle comunità straniere. Non si può sottacere che in quella sede l?auspicio era quello di avviare intanto una prima fase partecipativa che avrebbe dovuto portare in tempi ragionevolmente brevi al riconoscimento di un diritto di elettorato attivo e passivo, perlomeno in sede amministrativa. Inutile ricordare che questo diritto è già riconosciuto in altri paesi europei e che erano state presentate proposte parlamentari in tal senso dal precedente Governo, sostenute allora e anche recentemente, dall?attuale Presidente della Camera. Sviluppi nella direzione dell?affermazione di un diritto di partecipazione alla vita delle comunità locali, da parte di chi rappresenta ormai una quota importante in termini di ricchezza prodotta, fisco, previdenza ed altro, non se ne vedono e il tema non è fra gli impegni della coalizione Governo. A parte queste considerazioni vogliamo comunque in questa sede affermare che il Consiglio delle Comunità Straniere, eletto il 16 novembre 2006, ha svolto un lavoro importante che va riconosciuto e di cui dobbiamo essere grati, al Presidente ed ai consiglieri, per l?impegno profuso. Non dimentichiamo che i Consiglieri eletti nel novembre 2006 - non avevano alcuna esperienza di partecipazione ad organismi analoghi o similari nei loro paesi di origine - non avevano conoscenza del nostro sistema istituzionale e dei suoi vari livelli di competenza - non hanno potuto usufruire di agevolazioni per la partecipazione ai lavori del Consiglio (non esiste infatti la possibilità di assentarsi dal lavoro come avviene per i consiglieri comunali. Nonostante questo va dato loro atto di un impegno molto importante, rispetto ad altri organismi similari eletti o nominati in altri Comuni della Regione ed anche rispetto alla Consulta dell?immigrazione eletta lo stesso giorno a livello provinciale. Richiamo qui solo alcuni dati che ritengo interessanti: Nel corso del 2007 il CCS si è riunito mediamente una volta al mese nel 2008 una media di una seduta ogni due mesi, come dicevo, la stessa consulta provinciale sull?immigrazione vede una partecipazione limitata sia come numero di sedute (2/3 all?anno) sia come presenze, non solo della componente eletta degli stranieri. Come previsto dall?art. 9 del Regolamento prima citato, l?ordine del giorno è sempre stato inviato al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale , al Presidente del Consiglio di Circoscrizione interessato dagli argomenti trattati (a dire la verità è sempre stato inviato a tutti i Presidenti). Sentite alcune osservazioni in merito abbiamo già provveduto a suggerire al Presidente di trasmettere per conoscenza l?o.d.g. ai gruppi consiliari. Ricordo che le sedute sono pubbliche. Come sottolineavo uno dei punti critici che hanno ostacolato un?ampia partecipazione, è sicuramente stato rappresentato dal fatto che i rappresentanti stranieri eletti , sua nella Consulta per l?immigrazione e nel nostro CCS, lavorano e possono pertanto riunirsi, come fanno, solo dalle 19 in poi. L?amministrazione provinciale sta pensando di prevedere un rimborso spese; nulla infatti è previsto finora né come rimborso spese, né come gettone di presenza.; anche se questo non è certo sufficiente a consentire ai consiglieri di assentarsi dal lavoro. Richiamo i principali argomenti che sono stati trattati dal CCS: - per primo è stato ovviamente affrontato il problema dei permessi di soggiorno (presenti funzionari della Questura e della Prefettura e ass. Michelini) che ha prodotto un documento inviato alla Prefettura. - sono stati affrontati i problemi di accesso alla sanità (con l?assessore Cuccuru) Va ricordato che su questo tema sia l?assessorato competente che le Aziende sanitarie hanno lavorato molto, da ultimo un convegno di due giorni su “Salute e Immigrazione” organizzato da AUSL e Provincia. che si è tenuto al grattacielo un paio di mesi fa. - il problema della casa, che assieme al lavoro è quello più importante per gli stranieri che arrivano in Italia (per la verità casa e lavoro sono i problemi principali anche per gli italiani) sia per quanto riguarda l?adeguatezza degli alloggi ai fini dei ricongiungimenti, sia per quanto riguarda le modifiche al Regolamento di assegnazione sul quale si è espresso recentemente con una proposta alternativa a quella loro presentata (incontri con assessore Marinella Palmieri e sindacati inquilini) - il temi della sicurezza, affrontati con il Questore, con gruppi di stranieri e partecipando ad un dibattito al grattacielo - da ultimo discussione sul pacchetto sicurezza. Mi sembra interessante richiamare anche la partecipazione al recente dibattito sulla stampa sui temi dell?immigrazione con un documento che considero molto equilibrato e che sostanzialmente invita, cittadini e forze politiche a ragionare in termini, non di slogan spesso dettati dall?intenzione di suscitare qualche plauso da parte di chi sente il disagio dovuto alle trasformazioni della nostra società, ma di approfondimento dei singoli problemi che l?immigrazione pone e di fare uno sforzo per “conoscerci”, per riflettere in modo razionale e non superficiale. (Conoscersi è importante, lo sottolineava anche Brandanti in Commissione Consiliare). - sulle problematiche aperte dalla presenza sul territorio comunale di numerosi phone centers (con l?assessore Raffaele Atti) . Problema che si sta, diciamo “sgonfiando” per via della diffusione dei cellulari e del consolidamento dei nuclei familiari. Qui vogliamo tuttavia segnalare che esiste comunque un problema legato all?esigenza di punti di aggregazione delle varie comunità straniere che dovremo vedere come affrontare con le comunità stesse e con le esperienze così importanti e radicate che contrassegnano la nostra vita associativa cittadina e che penso debba rappresentare un bell impegno anche per il CCS. - si sono svolti due incontri con la commissione socio-sanitaria della Circoscrizione Centro – e noi auspichiamo che altre Circoscrizioni sentano lo stesso bisogno di capire ed approfondire. - mi sembra poi importante che il Presidente ed un consigliere del CCS siano stati nominati nel Consglio Territoriale per l?Immigrazione presso la Prefettura. - il CCS è stato coinvolto dall?AVIS provinciale nel progetto che ha caratterizzato l?attività dell?associazione per il 2008, dedicata appunto ai donatori stranieri, partecipando ed intervenendo al congresso annuale del 2008 a Migliarino. Questo impegno di solidarietà che il CCS ha colto fra i propri obiettivi andrà, auspichiamo, oltre il 2008, già trascorso, mantenuto nel tempo. Non c?è dubbio che l?integrazione, quando si fonda su obiettivi comuni di così alto valore, si rafforza e si riempie di contenuti. - quasi sempre infine, ne va dato atto, si è potuto far conto sulla presenza ed il contributo del CSII che sui temi dell?immigrazione (anche da un punto di vista della conoscenza delle normative) Non voglio sottacere in questa sede che uno degli elementi di criticità, sottolineato dal Presidente e più volte dal CCS, è rappresentato dal fatto di non avere una sede, un punto di riconoscimento fisico della presenza di questo organismo che il Consiglio comunale ha voluto e che ha senza dubbio considerato quale strumento di crescita delle comunità straniere, momento di dialogo, di conoscenza e luogo di confronto non solo per gli stranieri ma anche per i nostri cittadini autoctoni. Non ho ragione di sottacere che, come dicevo prima, per il fatto che il CCS può riunirsi solo di sera, la soluzione di un luogo dove convocarsi, in un primo tempo presso la residenza municipale, poi negli uffici di Boccacanale di S. Stefano, poi presso una sala della Circoscrizione Centro ed infine presso la sala riunioni della Circoscrizione GAD, non è stata una soluzione efficace, non tanto per la trattazione degli argomenti di cui ho detto prima (che può avvenire dappertutto) quanto per il significato che al “luogo” si vuole dare. Uno dei limiti, non credo imputabile solo al problema sede o punto di riferimento o come lo si voglia chiamare, limite riconosciuto anche dagli amici del CCS, è l?inadeguato radicamento fra i propri rappresentati. Ricordo, a coloro che magari lo hanno dimenticato, che il numero dei partecipanti alla tornata elettorale (per la Consulta e per il CCS) è stato limitato ( le 7 liste che si sono presentate hanno raccolto poco meno di 600 voti); ebbene questo dato numerico non pare si sia consolidato o esteso. Sicuramente le associazioni che poi hanno dato vita alle liste che si sono presentate alle elezioni , sono momenti di partecipazione e di democrazia; tuttavia il CCS è un?altra cosa, deve avere una sua autonoma fisionomia e autonomia, e io credo che noi dobbiamo aiutare il CCS a conquistarsi appunto una sua fisionomia ed autonomia maggiori. Penso che dobbiamo fare uno sforzo (è la sede? è una previsione di risorse dal prossimo bilancio?) per fare in modo che il CCS sia sentito dalla gente come uno strumento utile per la città, per conoscere i problemi, noi i loro e loro i nostri, per vincere le diffidenze e le paure che l?immigrazione ci pone e che altri paesi hanno vissuto, con tempi di assimilazione più congrui, noi in tempi forse troppo rapidi. I mesi che abbiamo davanti non sono certo i più facili per affrontare con la giusta serenità le problematiche che il tema immigrazione pone: è stato difficile affrontarlo nel dopoguerra quando la grande immigrazione dalle Regioni del sud a quelle del nord, ci ha fatto conoscere il rifiuto di molti ad accettare il nuovo (chi non ricorda i cartelli “qui non si affitta ai meridionali”?) e lo si è affrontato comunque in un clima di fiducia nella ricostruzione e nello sviluppo del paese, ma con le grandi forze sociali e politiche che, chi dal governo, chi dall?opposizione, su tante questioni erano contrapposte ma sui valori di fondo che sono alla base della convivenza di una società non hanno mai cavalcato gli istinti deteriori e le paure della gente. I prossimi mesi ci vedranno alla prova della crisi. Credo che il CCS possa darci una mano nell?affrontare i momenti critici e le problematiche che si presenteranno. In questa sede, come si è detto in Commissione consiliare e nella richiesta da più parti avanzata di incontrare il CCS, si è voluto dare una valutazione sull?attività svolta e sulla validità dell?esperienza; che come appena detto è positiva. Ritengo tuttavia che sarebbe utile anche un approfondimento nel merito sui vari aspetti principali che caratterizzano i bisogni e le aspettative che sono rappresentate dal Consiglio delle Comunità Straniere. Relazione del presidente del Consiglio delle comunità straniere Osmani Oligert Il Consiglio delle Comunità Straniere è stato eletto il 16 novembre 2006. Nel corso del 2007 si è riunito mediamente una volta al mese, mentre nel 2008 in media ogni due mesi. Di questi dati ci riteniamo orgogliosi, considerando che le esperienze di altri organismi analoghi a livello regionale vedono una frequenza molto più bassa, generalmente un paio di volte all?anno; addirittura la stessa consulta provinciale sull?immigrazione vede una partecipazione limitata sia come numero di sedute (2/3 all?anno) sia come presenze, non solo della componente eletta degli stranieri. Da parte nostra c'è grande soddisfazione sia per la quantità sia per la qualità delle nostre sedute, dato che trattano di tematiche importanti; infatti sono stati affrontati svariati argomenti tra cui: • il problema dei permessi di soggiorno, al quale hanno preso parte funzionari della Questura e della Prefettura e l'assessore Michelini; • i problemi sanitari assieme all?assessore Cuccuru; • il problema della casa: adeguatezza degli alloggi ai fini dei ricongiungimenti e modifiche al Regolamento di assegnazione sul quale il consiglio si è espresso recentemente con una proposta alternativa a quella loro presentata (vi sono stati incontri con l'assessore Palmieri e sindacati inquilini); • i temi della sicurezza in un incontro con il Questore, partecipando ad un dibattito al grattacielo; si è poi discusso il pacchetto sicurezza; • è stato anche discussa la normativa che regola i phone centers con l?assessore Atti, con proposte di modifica successivamente accettate; inoltre: • si sono svolti due incontri con la commissione socio-sanitaria della Circoscrizione Centro; • il consiglio è stato coinvolto dall?AVIS provinciale nel progetto donatori stranieri, partecipando ed intervenendo al congresso annuale del 2008; • da ultimo siamo intervenuti nel dibattito cittadino sulla stampa sui temi della condizione e dell?integrazione dei cittadini stranieri; In linea di massima il lavoro da noi svolto è stato producente, continuo e in generale soddisfacente, tenendo poi conto della inesperienza dovuta alla novità di questo organismo, nato appunto poco più di due anni fa. Ovviamente nel corso di questi anni sono emerse alcune criticità: • difficoltà negli incontri, poiché alcuni consiglieri, lavorando, non hanno sempre potuto partecipare alle riunioni (e ricordiamo che tutti i consiglieri sono volontari, quindi non pagati, e che non hanno riconosciuto il permesso di lavoro come accade ad esempio per i consiglieri comunali) • difficoltà di comunicazione e coinvolgimento dei cittadini stranieri e non, che ancora oggi non sono a conoscenza del lavoro da noi svolto • l'assenza di una sede fisica fissa, in cui avere contatto con la popolazione straniera e non (non vorremmo con questo far pensare ad uno sportello ma dare segno della nostra presenza) • l'inesperienza da parte di tutti, considerando il fatto che il nostro è un organismo di recente formazione • Forte rimane la consapevolezza di essere un organismo che, seppur funzionante molto di più che nelle altre realtà e partecipato ogniqualvolta richiesto dagli assessori, non ha poteri decisionali se non di proposta. Bisogna comunque sottolineare la continua presenza e il contributo dei rappresentanti del Comune (assessori e dirigenti) e del CSII, che non ci hanno mai lasciati soli e prima di tutto hanno permesso al Consiglio comunale delle comunità straniere di esistere.

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Insediata la consulta di garanzia statutaria (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 20-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Insediata la consulta di garanzia statutaria (20/1/2009 14:32) | (Sesto Potere) - Bologna - 20 gennaio 2009 - Si è insediata la Consulta di garanzia statutaria, composta da Giuseppe Piperata (presidente), Ugo Rescigno (vice-presidente) e Marzio Maccarini, eletti dall?Assemblea legislativa in attuazione dell?articolo 69 dello Statuto e della Legge regionale n.23/2007; presidente e vice-presidente sono docenti universitari di materie giuridiche, il terzo componente è un esperto di diritto parlamentare e regionale. In via transitoria e fino alla scadenza della legislatura in corso, la Consulta potrà operare con i soli componenti eletti dall?Assemblea e potrà esercitare solo le competenze sull?ammissibilità dei referendum regionali e delle proposte di legge di iniziativa popolare, nonché effettuare la presa d?atto dell?anticipata cessazione dalla carica degli organi elettivi e la definizione della modalità di amministrazione ordinaria della Regione fino all?elezione dei nuovi. Risultano per il momento congelati altri rilevanti poteri che lo Statuto regionale e la Legge istitutiva riconoscono all'organo: esprimere, su richiesta, pareri di conformità allo Statuto di Leggi e regolamenti regionali e pareri su eventuali conflitti di competenza fra organi regionali. Con l?insediamento della Consulta - “organo terzo”, autonomo e indipendente - si introduce nel quadro istituzionale della Regione uno strumento che richiama, pur con funzioni e attribuzioni diverse, la Corte Costituzionale. I pareri della Consulta saranno consultivi e non vincolanti, ma di evidente rilevanza politica: l?Assemblea potrà decidere di recepirli o non recepirli, apportando le eventuali modifiche al testo del provvedimento, ma il mancato recepimento dovrà essere motivato con un ordine del giorno. L?organismo è stato reso operativo dopo l?approvazione della L.R. n. 23/2007, su iniziativa dei consiglieri Zanca, Villani, Richetti, Aimi, Rivi e Corradi, componenti dell?Ufficio di Presidenza dell?Assemblea. Nel corso della discussione del PdL in Commissione, il passaggio più delicato ha riguardato il potere di sindacato di conformità statutaria sulla produzione legislativa della Regione. Si è preferito riconoscere esclusivamente ai consiglieri il potere di ricorrere alla Consulta e di consentirne l?esercizio nel periodo che intercorre tra l?approvazione finale di una Legge (o Regolamento) e la sua promulgazione. Il parere di conformità allo Statuto potrà essere chiesto dai singoli gruppi consiliari o da un quinto dei consiglieri regionali. La richiesta di parere potrà essere presentata solo dopo l?approvazione del provvedimento in Aula ed entro 24 ore, prima della sua promulgazione da parte del Presidente della Regione. Tale istanza sospenderà la procedura legislativa e dovrà essere formulata in modo da indicare le disposizioni che si ritengono contrarie alle norme statutarie e le disposizioni dello Statuto che si ritengono violate. La Consulta dovrà esprimersi entro 15 giorni. Se il parere accogliesse in tutto o in parte i rilievi formulati, la Presidenza dell?Assemblea disporrà che l?oggetto venga iscritto al primo punto dell?ordine del giorno della prima seduta utile; in caso contrario, il provvedimento passerà direttamente alla promulgazione. Inoltre, nella Legge istitutiva si indicano i criteri per la composizione della Consulta: possono essere nominati magistrati in quiescenza o fuori ruolo, docenti universitari in materie giuridico-amministrative, avvocati iscritti all?albo da almeno dieci anni, figure professionali che abbiano maturato significativa esperienza nel settore. Eletti a voto segreto, i componenti della Consulta restano in carica per un solo mandato (cinque anni), non coincidenti con la legislatura: viene infatti stabilito che la nomina avvenga non prima di dodici mesi e non dopo diciotto mesi dalla data d?insediamento dell?Assemblea legislativa. Per garantire la sua autonomia organizzativa e finanziaria, ogni anno, prima della predisposizione del bilancio dell?Assemblea, la Consulta definisce con l?Ufficio di Presidenza il fabbisogno finanziario e le risorse umane necessarie per il proprio funzionamento; il gettone di presenza dei componenti sarà stabilito con deliberazione dell?Assemblea, su proposta dell?Ufficio di Presidenza. “L'istituzione della Consulta – ha affermato il presidente Piperata – rappresenta un ulteriore passo in avanti nel processo di attuazione dello Statuto regionale ed un completamento del panorama degli organi di garanzia che lo stesso Statuto prevede come necessari. Tra l?altro, la costituzione e l?attivazione reale dell?organismo statutario si caratterizzano come novità nello scenario del regionalismo italiano. Altre Regioni hanno previsto e disciplinato organismi di garanzia statutaria, ma nessuna, per il momento, ha proceduto alla loro costituzione. Ancora una volta – conclude Piperata – l?Emilia Romagna conferma il suo ruolo di Regione innovatrice nelle dinamiche istituzionali e di punto di riferimento per tutte le altre”.

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Il grande vuoto mai colmato (sezione: Costi dei politici)

( da "Avanti!" del 20-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

“Il grande vuoto mai colmato” Sono passati nove anni dalla morte di Craxi e nessuno è stato mai capace di sostituirlo Martedì 20 Gennaio 09 Sono passati 9 anni dalla morte di uno dei maggiori artefici delle vicende politiche nazionali. Craxi è stato infatti uno dei principali protagonisti della scena sociale italiana negli anni della prima Repubblica, sia sul fronte interno che in quello della politica estera ed economica, e sul versante delle riforme.Ma anch'egli, come molti altri big della classe politica italiana all'inizio degli anni 90 è stato travolto dall'inchiesta Mani pulite. Craxi nasce a Milano il 24 febbraio del 1934. Inizia giovanissimo ad avvicinarsi alla politica e nel 1953, a diciannove anni, entra a far parte della federazione milanese del Partito socialista. Quattro anni dopo viene cooptato nel Comitato centrale del partito. Nel 1965 è componente della Direzione nazionale del Psi. Dopo un'esperienza come assessore a Milano, nel 1968 viene eletto per la prima volta in Parlamento. Nel 1970 Craxi diventa vicesegretario del partito, nominato da Giacomo Mancini.Due anni dopo, con l'elezione a segretario di Francesco De Martino, Craxi è confermato nel suo ruolo di vice responsabile, ricevendo l'incarico di curare i rapporti internazionali del partito. Nel 1976 si apre nel Psi una profonda crisi, e alla ricerca di un più consistente ed efficace rilancio, il 16 luglio nel Congresso all'hotel Midas a Roma Craxi viene designato segretario, dimostrando subito di non essere un dirigente di "transizione" e nominando suoi collaboratori personalità nuove, alcune molto giovani, dando inizio a quella che poi sarà denominata la "rivoluzione dei quarantenni".Nel 1978, durante il sequestro dell'onorevole Aldo Moro, Craxi è l'unico leader politico a dichiararsi disponibile ad una trattativa (cosiddetta umanitaria) con le Br. Nel 1983 Craxi è all'apice della sua carriera politica e diventa il primo esponente socialista a guidare il governo, sostenuto dal pentapartito. Il suo nome è legato ad eventi rilevanti, come la firma del nuovo Concordato con la Chiesa, il contestato taglio di 4 punti alla scala mobile, ottenuto (pure allora come purtroppo capita spesso anche adesso) con la sola concertazione di Cisl e Uil, la battaglia agli evasori fiscali nel commercio al minuto, condotta con le "armi" dell'obbligo del registratore di cassa e dello scontrino fiscale. È degli anni del governo Craxi, inoltre, pure il decreto che consente a Silvio Berlusconi di poter "riaccendere" le sue televisioni dopo l'oscuramento deciso da un pretore.Resta invece un "inutile abbaiare alla luna", come lo definì non senza amarezza lo stesso Craxi, il progetto di una grande riforma costituzionale in senso presidenzialista: mai in Parlamento è stato possibile raggiungere una maggioranza che consentisse questa svolta riformatrice. Craxi è un autorevole statista di riferimento anche in politica estera, a cominciare dall'appoggio convinto dato alla causa palestinese: intreccia relazioni diplomatiche con l'Olp e con il suo leader Yasser Arafat, di cui diventa sincero amico personale. Ma l'episodio più conosciuto è quello della crisi di Sigonella, del 1985, quando alcuni terroristi palestinesi sequestrano' la nave da crociera italiana Achille Lauro con il suo carico di passeggeri. Craxi si oppone all'intervento chiesto dal presidente Usa Ronal Reagan, sostenendo che il reato è stato commesso in territorio italiano e che quindi solo la giustizia italiana ha il diritto di giudicare i componenti del commando.Nel 1989 Craxi forma con i Dc Andreotti e Forlani un'alleanza di ferro, il Caf, ed è rieletto segretario del Psi con una maggioranza schiacciante. Ma si avvicina il ciclone di Tangentopoli e nel 1992 il leader del Psi pronuncia un duro discorso alla Camera sul finanziamento ai partiti. Le indagini dei magistrati milanesi proseguono e lo stesso Craxi è costretto a dimettersi da responsabile nazionale del partito. Il 29 aprile del 1993, quando l'Aula di Montecitorio nega l'autorizzazione a procedere, Craxi pronuncia un altro famoso discorso (introducendo per la prima volta, in maniera istituzionalmente trasparente, il concetto di costo della politica). Il giorno successivo il leader socialista viene fatto oggetto di lancio di monetine da parte di una piccola folla riunitasi davanti all'hotel Raphael, nel cuore di Roma, "residenza" capitolina dell'ex premier. Il 5 maggio del 1994 il leader del Psi decide di lasciare l'Italia alla volta di Hammamet, in Tunisia, da dove però rinnoverà le sue dure critiche ai magistrati di Milano. Malato di diabete da anni e affetto da un tumore ad un rene, Craxi si spegne il 19 gennaio del 2000 per un arresto cardiaco. Carlo Pareto

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maggioranza e opposizione ai ferri corti (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 21-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Seduta consiliare sospesa per mancanza del numero legale. Portelli (Pd): da tempo i partiti di governo fanno ostruzionismo Maggioranza e opposizione ai ferri corti COMUNE E' ancora scontro fra maggioranza e opposizione sulla gestione del consiglio comunale, interrottosi nuovamente l'altra sera per mancanza del numero legale fatto mancare dalla maggioranza «per evitare di superare la mezzanotte e, quindi, pagare un altro gettone di presenza ai consiglieri comunali». Da parte dell'opposizione, però, si fa notare che «così si limita la libera espressione democratica e si "trascinano" per mesi argomenti di grande importanza». Fra questi ultimi l'ordine del giorno sulla sicurezza, che vede come primo firmatario il consigliere di Rc, Livio Bianchini, o quello sul futuro di Iris, sottoscritto, in primis, dal capogruppo del Pd, Federico Portelli. «Si è assistito, per l'ennesima volta - afferma quest'ultimo -, all'ostruzionismo effettuato dalle forze consiliari di maggioranza che impediscono da mesi di affrontare, appunto, un tema essenziale come il futuro di Iris e la possibilità di ridurre, finalmente, le tariffe per lo smaltimento dei rifiuti». Portelli ha anche criticato il fatto che «in soli due mesi l'amministrazione ha completato l'iter di approvazione del sistema irriguo del consorzio di bonifica, di iniziativa privata mentre da oltre sei mesi giace nei cassetti della giunta la variante 56 bis voluta dai cittadini. Essa è pronta per l'approvazione e non si comprende il motivo di questo inaccettabile ritardo». Il consigliere comunale del Pd, Daniele Orzan, ha, invece, interrogato il sindaco Romoli e l'assessore al welfare, Romano, se «l'amministrazione comunale è a conoscenza del bando per i finanziamenti di progetti finalizzati all'adeguamento delle strutture alle vigenti disposizioni in tema di sicurezza, igiene del lavoro e abbattimento delle barriere architettoniche negli istituti di istruzione di scuola secondaria di primo grado e superiore». Orzan, elencando le somme messe a disposizione dalla normativa, ha chiesto se l'amministrazione ha, quindi, intenzione di «presentare domanda per l'ammissione al relativo finanziamento». (p.a.)

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E' STATA approvata in commissione Affari istituzionali, la pro... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 21-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

CIVITANOVA pag. 11 E' STATA approvata in commissione Affari istituzionali, la pro... E' STATA approvata in commissione Affari istituzionali, la proposta di modifica del Regolamento del Consiglio comunale. Tra le novità, l'istituzione della Commissione "Pari opportunità" e la modifica del numero legale in Consiglio. In base al Testo unico, non si dovrà più conteggiare il sindaco, e quindi basterà un minimo di 15 consiglieri per rendere validi i lavori delle sedute consiliari. Altra novità è la possibilità di scelta, per i consiglieri, tra gettoni di presenza e indennità di funzione pari o inferiore alla somma dei gettoni percepita nell'anno precedente. «Il lavoro della Commissione spiega il presidente Giorgio Pollastrelli Jr. ha prodotto un testo che riteniamo adeguato alla crescita della città. Sono state eliminate tutte quelle proposte che potevano comportare una maggiore spesa per l'Ente e, di comune accordo, si è cercato di semplificare il lavoro del Consiglio». I lavori continueranno nelle prossime settimane con la discussione sul Regolamento per la partecipazione (sollecitata dal Difensore civico regionale), quello sulla Consulta della Famiglia, sul Difensore civico, sul "consigliere straniero", sui gemellaggi, le risorse, i servizi a disposizione dei consiglieri comunali e l'istituzione del premio "Cittadino benemerito".

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JESI La massima trasparenza è un dovere di qualsiasi ente pubblico . Non lo dice l&... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 21-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Mercoledì 21 Gennaio 2009 Chiudi di MATTEO TARABELLI JESI «La massima trasparenza è un dovere di qualsiasi ente pubblico». Non lo dice l'opposizione, ma il segretario del Pd jesino Nicola Vannoni. Insomma, il sindaco Fabiano Belcecchi tiri fuori le cifre. Sette lunghi giorni sono infatti passati da quando l'assessore alla cultura Valentina Conti ha ammesso che la grande attrice francese Isabelle Huppert avrebbe ricevuto un compenso di circa ventimila euro per ritirare il Premio Moriconi dopo la richiesta iniziale di 40 mila. Una settimana scossa da polemiche roventi e inframmezzata da una serata di gala, quella di venerdì scorso al teatro Pergolesi, che ha lasciato in molti l'amaro in bocca, anche considerando il silenzio assordante sui costi sostenuti per l'intero evento da parte del Centro Studi Valeria Moriconi, della Fondazione Pergolesi Spontini e del loro principale finanziatore: il Comune. Non è dato sapere infatti, dopo sette giorni di dibattito, quanto sia stato effettivamente sborsato ad integrazione dei contributi dei soci privati, liberi naturalmente, a differenza di un ente pubblico, di investire le proprie risorse dove vogliono. Un concetto espresso senza troppi giri di parole proprio dal segretario del Pd: «La massima trasparenza è un dovere di qualsiasi ente pubblico - sottolinea Vannoni - Sono certo che verranno fornite tutte le risposte e le indicazioni necessarie. Non penso sia un problema specificare quanto si è speso per questa iniziativa, così come per tutte le altre». A sollecitare un chiarimento immediato pure l'opposizione, ma a colpi di interrogazioni consiliari. «Sto predisponendo un'interpellanza - annuncia Daniele Massaccesi di An - per far luce sui costi dell'iniziativa. Questa purtroppo è l'unica strada per venire a sapere le cose». Ma non sarà l'unico. Ad affiancarlo in questa battaglia, il consigliere dell'Udc Marcello Pentericci. «C'era una volta il Premio Rosa Papa Tamburi che ha permesso di arricchire la Galleria Comunale d'Arte Moderna con opere importanti e di valore - ricorda l'avvocato, intenzionato a presentare un'altra interrogazione sulla questione - Il vincitore ringraziava e donava al Comune una sua opera, ma le Amministrazioni di sinistra poco attente alla cultura tradizionale lo hanno soppresso senza appello. Oggi l'Amministrazione Belcecchi, smodatamente innovativa e creativa, ha pensato ad un Premio il cui vincitore non solo non ringrazia, ma per ritirarlo pretende anche un abbondante gettone di presenza, quarantamila euro, ventimila euro, poco importa. E' il principio ad essere stato infranto, ossia che il premio è un onore e non un copioso cachet. A questo punto - prosegue l'esponente cattolico - il cittadino deve sapere bene chi lo ha organizzato, come è stata scelta la premiata, chi ha finanziato il tutto. Dopo la festa attendiamo una risposta rapida e puntuale». Dopodomani intanto è in programma il consiglio comunale. E Matteo Marasca di Jesi è Jesi prende la palla al balzo. «Sarebbe un'ottima occasione per fornire delucidazioni sul Premio Moriconi - afferma il capogruppo del movimento d'opposizione - Mi auguro che il sindaco Belcecchi ne tenga conto».

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Revisori, la Corte dei conti bacchetta Farace (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 21-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: ECONOMIA - data: 2009-01-21 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Il ricorso I giudici: «La Camera di commercio di Bari ripristini Dell'Atti». Parola a Vendola Revisori, la Corte dei conti bacchetta Farace BARI — «Se non verrà ripristinato il regolare e corretto funzionamento sono pronto a commissariare la Camera di commercio di Bari». Così il 17 dicembre scorso il governatore della Puglia, Nichi Vendola, si espresse in merito ai contrasti sorti all'interno del Collegio dei revisori dei conti dell'ente. Una frattura che sostanzialmente dipende dall'«esistenza» di due presidenti: Stefano dell'Atti e Domenico La Selva (subentrato due settimane fa all'ex presidente Emanuele Pio Ancona). Anomalia che la sezione regionale di controllo della Corte dei conti ha già rilevato e che ieri ha nuovamente formalizzato con una delibera inviata alle parti in causa, tra i quali il presidente dell'ente camerale Luigi Farace e lo stesso Vendola. I magistrati contabili hanno rilevato la mancata adozione dei provvedimenti correttivi da parte della Camera di commercio «che hanno consentito il perdurare della condizione di irregolare funzionamento del Collegio caratterizzato dalla contemporanea presenza di due presidenti». Inoltre, dichiarano nulla la designazione del componente indicato dal ministero dello Sviluppo economico, Luigi Lonigro (sostituito nel frattempo con La Selva) e la non conformità della riscossione dei gettoni di presenza per la partecipazione alle riunioni di Consiglio e Giunta camerale da parte di Ancona. Allo stesso tempo dispone che «vengano restituite le somme indebitamente percepite da Lonigro e Ancona ». Infine, la sezione, presieduta da Vittorio Lomazzi, intima alle amministrazioni interessate di «adottare idonee misure auto correttive dandone comunicazione alla Corte entro sei mesi». Quest'ultima decisione non è priva di contenuti dato che è diretta anche alla Regione. Via Capruzzi, infatti, ricopre un ruolo di controllo sull'esercizio dell'attività degli enti camerali pugliesi. E Vendola nell'intervento di dicembre è stato chiaro: «è necessario ripristinare il corretto funzionamento utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, compresa la rimozione degli organi dirigenti e il commissariamento della Camera di commercio». Vito Fatiguso Camera di Commercio Luigi Farace Regione Puglia Nichi Vendola

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<La politica del rigore favorirà il rilancio> (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 21-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

n. 18 del 2009-01-21 pagina 6 «La politica del rigore favorirà il rilancio» di Redazione Fabio Pammolli, direttore dell'Imt, del Cerm e docente di economia, l'interpretazione delle previsioni Ue da parte del ministro Tremonti quali considerazioni le suggerisce? «Il fatto che l'Italia si presenti nella fascia bassa del rapporto deficit/Pil è un elemento estremamente importante da preservare e da valorizzare. Innanzitutto per il livello elevato del debito pubblico che soprattutto nella fasi di crisi economica è un fardello pesante». Vi sono altri elementi da rilevare? «L'andamento positivo delle aste dei titoli di Stato, le valutazioni positive da parte delle agenzie di rating e del commissario Almunia confermano l'importanza della strategia di consolidamento per costruire politiche di rilancio della crescita. È, a mio avviso, sbagliato considerare questo atteggiamento rigoroso e attento come un errore. Al contrario, è un presupposto irrinunciabile per la crescita. Anche l'attenzione data al rilancio di grandi opere e infrastrutture potrà produrre effetti, nel Mezzogiorno in particolare». A questo proposito, i dati negativi su produzione industriale e fatturato delle imprese possono essere interpretati come un punto di minimo o come un segnale di un'ulteriore involuzione? «I dati riferiti a novembre riguardano una fase di massima volatilità dei mercati e riflettono un momento della crisi molto forte, ma non mi sento di dire che si è già toccato il picco. Ciononostante la situazione dell'Italia non è così negativa come si potrebbe pensare perché il basso livello di indebitamento delle famiglie, il minor ricorso al debito da parte delle imprese e il rigore nella gestione del debito pubblico ci presentano un Paese più solido di molti altri». Lo scenario di previsione è una «terra incognita» come afferma Tremonti? «Dipende dallo scacchiere delle politiche fiscali. La politica espansiva della Fed ripresenta inalterata una strategia per il rilancio che aumenta il livello di indebitamento del sistema nell'aspettativa che il credito a basso costo sostenga la crescita. Se gli Usa ripartono, l'Italia ne può beneficiare. Ma se le misure non fossero sufficienti, allora potrebbe determinarsi nuova volatilità». L'Europa come si porrà in un simile contesto? «Bisogna capire quale sarà la risposta di politica monetaria, fiscale e valutaria rispetto alla Fed. L'eterogeneità delle posizioni è molto forte e si rischia di avere un'Europa divisa tra virtuosi e tra coloro che ricorrono allo Stato salvatore». Ci sono ulteriori margini di manovra per l'Italia oltre alle riforme a costo zero? «Sì, il welfare. La solidità può essere rafforzata in modo virtuoso con un innalzamento necessario dell'età pensionabile. L'Italia resta un Paese che ha l'età media dei pensionati inferiore ad altri Stati Ue. Questo incide sul tasso di disoccupazione, sugli oneri del sistema previdenziale e sulle capacità di sostenere la crescita». Ci sono altri interventi da fare? «Aumentare la produttività del sistema di istruzione accertandosi che ogni euro immesso nel sistema venga speso bene». Riaprire il fronte-pensioni può essere politicamente pericoloso. «Il -2% di Pil delle previsioni o la deflazione sono falsi problemi per come sono formulati. La stabilizzazione della spesa pensionistica al 15% del Pil blocca ogni margine di manovra. Mi rendo conto che ciò faccia venire i brividi sulla schiena a qualcuno in termini di costi politici, ma il costo politico del non farlo è ancora più alto». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Il Consiglio comunale di Butera decidel'eliminazione delle spese <superflue> (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 21-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il Consiglio comunale di Butera decide l'eliminazione delle spese «superflue» Butera. La situazione economica attuale del Comune alla luce delle valutazioni della Corte dei Conti è stata al centro del consiglio comunale dell'altro ieri, nel corso del quale è stato approvato, all'unanimità, un ordine del giorno nel quale sono state fissate le linee operative per rientrare nel tetto di spesa ed evitare che il Comune possa scivolare verso il dissesto economico. Hanno relazionato il sindaco Luigi Casisi, e ci sono stati diversi interventi da parte dei rappresentanti delle forze politiche. Nell'ordine del giorno è stato evidenziato che saranno eliminate le sette attuali aree dirigenziali e saranno pertanto rimossi i loro responsabili. Nello stesso tempo, è stato previsto per gli articolisti precari in servizio presso il Comune una riduzione dell'orario di lavoro settimanale da 36 a 25 ore. E' stato anche evidenziato che saranno eliminate le spese ritenute superflue, e sarà incrementata la lotta all'evasione fiscale ed incentivata la riscossione delle imposte locali. Insomma, un giro di vite a tutte le spese che sono state considerate superflue o non strettamente necessarie. A questo punto, l'indirizzo programmatico del consiglio comunale sarà trasmesso alla Corte dei Conti in modo che, la stessa, possa prendere atto che sono state prese quelle misure tese ad evitare che il Comune di Butera potesse in qualche modo rischiare di precipitare nel baratro del dissesto finanziario. «E' stato sicuramente un consiglio comunale responsabile che ha portato all'emissione di provvedimenti dolorosi ma necessari», ha commentato il presidente del consiglio Carmelo Labbate. Quest'ultimo, nel ringraziare i funzionari per l'opera fin qui prestata, ha tuttavia inteso "bacchettare" amministratori e consiglieri. «In una situazione del genere, a mio parere, s'è persa una grande occasione: gli amministratori, secondo me, avrebbero potuto rinunciare alla loro indennità di carica; sarebbe stato un gesto politicamente rilevante, un messaggio significativo; stesso discorso anche per i consiglieri comunali; questi ultimi avrebbero potuto rinunciare al loro gettone di presenza; per carità - ha proseguito il presidente del consiglio - non voglio certo fare polemiche o passare per il moralizzatore da strapazzo e nemmeno per quello che intende bacchettare qualcuno; in realtà, secondo me, - ha concluso Carmelo Labbate - in un momento nel quale in tanti stanno stringendo la cinghia, sarebbe stato opportuno che anche gli attori della politica locale dessero il loro contributo». C. L.

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SICILIA: PD A CASCIO, RIDURRE INDENNITA' AGGIUNTIVE A DEPUTATI ARS. (sezione: Costi dei politici)

( da "Asca" del 21-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

SICILIA: PD A CASCIO, RIDURRE INDENNITA' AGGIUNTIVE A DEPUTATI ARS (ASCA) - Palermo, 21 gen - ''L'ufficio di presidenza dell'Ars e la conferenza dei capigruppo discutano della proposta di riduzione delle indennita' aggiuntive erogate ai deputati in ragione della carica ricoperta all'interno del Parlamento regionale''. Lo chiede Giovanni Barbagallo, deputato regionale del PD, che con il presidente del gruppo Antonello Cracolici ha scritto una lettera al presidente dell'Ars Francesco Cascio. ''In Sicilia, piu' che altrove, si sta vivendo - si legge nella lettera - una difficilissima situazione economica di fronte alla quale non sembra non corrispondere, purtroppo, un adeguato livello di consapevolezza da parte delle istituzioni e della classe dirigente. L'impatto della crisi puo' risultare particolarmente duro per la nostra regione poiche' si innesta in una condizione generale dell'economia locale che fa segnare indici negativi ormai da molto tempo. In tale contesto, liquidare come 'demagogica' la proposta della riduzione delle indennita' aggiuntive erogate ai deputati in ragione della carica ricoperta, e' un modo quanto meno sbrigativo per sfuggire ad un problema reale''. Barbagallo e Cracolici, quindi, segnalano che ''sappiamo bene che la questione dei costi della politica riguarda, complessivamente, l'eliminazione degli enti inutili, la riqualificazione della spesa regionale, la riduzione del numero dei consulenti e dei vari componenti degli uffici di gabinetto e il numero dei rappresentanti istituzionali ai vari livelli. Ma sappiamo anche - sottolineano - che in una Regione costretta a vendere i propri immobili per tentare di far quadrare il bilancio, il ragionamento sui costi della politica e' ineludibile. L'ARS e la Regione non riescono, purtroppo, ad assumere iniziative significative per il contenimento della spesa. In questo quadro, l'anomalia della Commissione Statuto dell'Ars, che non ha ancora iniziato l'esame dei disegni di legge costituzionali presentati, e' intollerabile, anche perche', di fatto, ci costringe ad aspettare il Federalismo senza una nostra proposta in grado di difendere le prerogative statutarie, il che e' politicamente irresponsabile. Alla luce di queste brevi considerazioni, chiediamo di affrontare gli argomenti sopra richiamati nell'Ufficio di Presidenza dell'ARS e nella Conferenza dei Capigruppo''. dod-res/mcc/ss (Asca)

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Sanità forlivese, Nervegna (Fi/PdL): "Tutto quello che Mazzoni (Ausl) non ha detto e non vuole o non può dire" (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 21-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Sanità forlivese, Nervegna (Fi/PdL): "Tutto quello che Mazzoni (Ausl) non ha detto e non vuole o non può dire" (21/1/2009 19:08) | (Sesto Potere) - Forlì - 21 gennaio 2009 - Liste d'attesa, costi in consulenze e promozione pubblicitaria, gestione emergenze al Pronto Soccorso, perdita di servizi in favore di Ravenna o Cesena (Elisoccorso e Anatomia patologica), vicinanza scorretta con i vertici politici del Pd... l'elenco delle "ombre" che - secondo Antonio Nervegna , consigliere regionale e capogruppo comunale di Forza Italia/PdL - pesano sulla gestione dell'Ausl di Forlì che pochi giorni fa ha tracciato un bilancio del lavoro svolto negli ultimi quattro anni e presentare i programmi per il 2009. "Mera propaganda preelettorale – rincara la dose Nervegna - , che, in alcuni passaggi della conferenza stampa non ha potuto comunque tacere le problematiche annose della situazione sanitaria forlivese. Il direttore generale Mazzoni ha ammesso che nel 2009 si dovranno migliorare le performance per le liste d'attesa... ma sono anni che ci sentiamo raccontare questa promessa , senza che si passi dalle parole ai fatti. Ancora più spinoso invece il suo silenzio sulla vicenda del trasferimento di Anatomia Patologica da Vecchiazzano a Pievesestina. attualmente una struttura complessa che fornisce 16.500 esami istologici, oltre ad essere l'unico servizio in Romagna che stava concludendo il procedimento di accreditamento regionale. I piani sanitari della vigilia sbandierati anche dall'assessore regionale Bissoni sono diventati dunque carta straccia , così come appare ormai evidente il tentativo di svuotamento e impoverimento dell'ospedale di Forlì, in contrasto con la tanta decantata eccellenza del modello forlivese. L'Area Vasta non è altro che un'invenzione dell'Assessorato Regionale alla Sanità per demolire l'ospedale di Forlì a vantaggio di Cesena e Ravenna e Mazzoni s'è inchinato alle logiche di Bologna...": è il commento di Nervegna. Risorse collettive, poi, sono state profuse - ricorda ancora Nervegna - anche per sostenere il costo di incarichi di consulenza. Ma Nervegna aggiunge anche quelli che a suo parere sono gli elementi di criticità nella sua gestione : "i vertici aziendali si dimostrano del tutto insensibili alla criticità della situazione in atto al pronto soccorso: che per numero di medici e ambulatori non può reggere l'urto di potenziali utenti di una città di 110 mila abitanti come Forlì. L'insensibilità a risolvere il problema dimostra anche il distacco dai reali problemi della gente, che più volte - per lamentare il problema - si è infatti rivolta a me personalmente". E a riguardo Nervegna ricorda di aver presentato numerose interrogazioni e ne preannuncia un'altra per chieder nuovamente il ruolo della giunta regionale nelle strategie dell'Ausl di Forlì. "Discrezionalità e insensibilità gestionale e collateralismo politico e lottizzazione generano un mix che può portare alla malasanità": ricorda Nervegna. "E' questa la filosofia del centrosinistra - aggiunge – che talvolta allarga anche le maglie delle normative per sistemare 'persone fidate' o simpatizzanti di parte , seppure pescati nel mondo delle professioni , anche in un settore delicatissimo come quello della Sanità". Queste le norme e le scelte politiche amministrative contestate da Nervegna. Ma lo stesso esponente azzurro non ha voluto sottacere le tante eccellenze che distinguono il modello forlivese in ambito nazionale: la gestione informatizzata del farmaco in monodose; il sistema informatizzato per la fornitura delle divise al personale dell?ospedale di Forlì, la cosiddetta “scatola nera” in sala operatoria e le dotazione di macchine e strumenti all'avanguardia in sala operatoria e per le analisi cliniche, che si sono potute acquistare anche grazie all?aiuto della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì… “Ma proprio perché anche noi auspichiamo il nostro modello sanitario forlivese sia sempre inscrivibile nei sistemi di eccellenza del nostro paese che ogni volta ricordiamo quanto sia necessaria l?utilità degli investimenti e delle scelte di gestione realmente a vantaggio della nostra città!”. conclude Nervegna.

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