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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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IN EVIDENZA                 

Consiglio regionale di nuovo nella bufera. Ai domiciliari il consigliere Pd Roberto Conte Il procuratore Lepore: la corruzione sta aumentando sempre più

Analogo provvedimento per l'ex potente funzionario della Regione, Lucio Multari, e per gli imprenditori della security, Buglione                                                                             (Il Corriere della Sera 20-2-2008

 

 

NAPOLI - Una nuova bufera sul Consiglio regionale della Campania. Sei arresti, tutti ai domiciliari, con l'accusa di corruzione. Tra loro c'è il consigliere regionale del Pd, Roberto Conte (ora sospeso dagli incarichi di partito), 44 anni, esponente della corrente rutelliana dei «Riformisti coraggiosi», l'ex potentissimo capo dell'ufficio amministrazione e personale della Regione, Lucio Multari, e i fratelli Buglione, imprenditori nel settore della security.

GLI ARRESTI - Le sei persone arrestate dalle Fiamme Gialle sono, oltre Conte e Multari, il commercialista Giuseppe Ranieri, il medico Emanuele Cameli e appunto i fratelli imprenditori Carmine e Antonio Buglione. Le indagini condotte dalla Procura di Napoli hanno accertato che il consigliere regionale propose nel 2005 di trovare alcuni locali dove collocare uffici del consiglio regionale. Nel frattempo, e prima che iniziassero le procedure di valutazione delle offerte da parte dell’allora dirigente reponsabile del settore amministrazione, Multari, Conte costituì, insieme con gli imprenditori Antonio e Carmine Buglione, la società «Europa Immobiliare srl»: nella società il consigliere non appariva ma aveva inserito come prestanome una casalinga nullatenente. Attraverso numerose irregolarità procedurali, l’ex dirigente Multari - secondo l’accusa - fece in modo da far prevalere l’offerta della società in cui era inserito Conte ed insieme con lui predispose il contratto di locazione nell’ambito del quale si prevedeva, oltre ad un canone di circa 500 mila euro l’anno, una clausola che poneva a carico del Consiglio regionale una serie di spese accessorie quali vigilanza, portierato, pulizia, disinfestazione affidati, senza alcuna gara, in global service al «Consorzio C.e.s.a s.c.a.r.l». che fa capo sempre ai Buglione. In questo modo, hanno sottolineato gli inquirenti, il consigliere regionale ha percepito «vantaggi economici rilevantissimi». Il tutto per dei locali, collocati al Centro direzionale e in via Santa Maria del Pianto, che non sono mai stati utilizzati.

IL CONSIGLIERE «CORAGGIOSO» - Conte, consigliere Pd, era stato indagato il 28 gennaio scorso nell’inchiesta che aveva portato all’arresto di sei esponenti del clan camorristico Misso. Il politico avrebbe ottenuto l’appoggio, anche economico, della malavita della Sanità durante la campagna elettorale del 2001 in cambio di promesse di assunzioni e di appalti per la realizzazione di opere pubbliche e di gare per la fornitura di servizi presso strutture pubbliche. Conte fu, in quell'occasione, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.
Poco prima, alla fine del mese di dicembre, Conte fu coinvolto in un’ulteriore indagine, condotta sempre dalla procura della Repubblica partenopea, su presunti appalti truccati nel settore degli impianti tecnologici per la Regione Campania, degli estintori e del centro stampa per il Comune di Napoli.

L'EX POTENTE FUNZIONARIO - Un altro degli arresti «eccellenti» è quello di Lucio Multari ex potente dirigente del settore Amministrazione, Contabilità e Gestione del personale del Consiglio regionale, licenziato a fine 2006 «per giusta causa» . La lettera di chiusura del rapporto, davvero clamorosa, firmata dall’attuale segretario generale Roberto De Liso conteneva 12 pagine di durissime accuse. Al dirigente regionale venivano mosse contestazioni pesanti. Sull’operato di Multari c’era, peraltro, già stata una sentenza della Corte dei Conti d’Appello, pubblicata il 28 gennaio 2005, che confermava una condanna «per responsabilità amministrativa gravemente dolosa, consistita nell’aver causato alla Regione un danno di 150 mila euro». Secondo i giudici amministrativi il dirigente regionale avrebbe «inquadrato» prima nella carriera direttiva e poi in quella dirigenziale del Consiglio un «operaio a giornata». Ma questa era solo la prima delle tante contestazioni mosse a Multari. La più eclatante riguardava un pagamento di 40 mila euro e l’impegno di spesa e liquidazione di 1 milione e 188 mila euro prelevati da un «capitolo di spesa inesistente» , il «7000 RP 2004». Nell’ottobre del 2005 emergeva poi che la ditta appaltatrice del facchinaggio e pulizia degli edifici del Consiglio non aveva presentato il certificato antimafia. Qualche mese dopo il prefetto di Napoli, con nota riservata, informava la Regione che « sussistono tentativi di infiltrazione camorristica » nella ditta in questione.

I FRATELLI BUGLIONE - «Ne hanno fatta di strada i fratelli Buglione di Saviano», scriveva il settimanale «L'Espresso» alla fine del 2006. Da piccoli raccomandati di provincia a massimi esperti di sicurezza, micro e macrocriminalità. Con la loro rete di agenzie di polizia, proteggono infatti un terzo di Napoli. Sono tanto stimati che, grazie a una gara d'appalto del 2005, i loro vigilantes sono diventati la guardia privata della Regione Campania. Così ha deliberato una commissione della giunta di Antonio Bassolino quando ha dovuto stabilire chi doveva presidiare gli uffici e le sedi del Consiglio regionale. L'annuncio sul Bollettino ufficiale regionale era tanto stringato che solo gli addetti ai lavori se ne sono accorti. Cinque righe per un contratto da 4 milioni e mezzo di euro. Difendere la Regione a Napoli è come difendere il governatore e i suoi amministratori dalla camorra. Un biglietto da visita di cui vantarsi.

IL PROCURATORE - Niente più mazzette, tangenti, niente più buste e valigie piene di soldi: la corruzione segue altre tecniche che chiamano in causa società occulte tra esponenti della politica, imprenditori e burocrati. È lo scenario tratteggiato dal procuratore Giovandomenico Lepore. «Oggi a Napoli esiste un sistema ben più sofisticato per stipulare accordi tra pubblici ufficiali e imprenditori - ha spiegato Lepore - non vi è più il classico pagamento delle "mazzette" ma, in vista di iniziative determinate o dallo stanziamento di fondi pubblici o dalla rappresentazione, più o meno artificiosa, di esigenze di pubblico interesse, si vengono a costituire società occulte». Di sicuro, ripete più volte Lepore, «la corruzione sta aumentando sempre di più». «Il lavoro è tanto, così tanto che sto pensando di rafforzare, dal punto di vista dei magistrati, la sezione della pubblica amministrazione - ha spiegato - quando, come spero, verrà ricoperto tutto l’organico, vorrei rivedere la situazione perché purtroppo il lavoro è tanto la corruzione si diffonde sempre di più, dai più bassi al più alti strati».

20 febbraio 2008



Report "Costi dei politici"

SU PROPOSTA del capogruppo della lista civica Insieme per Buggiano Oreste Gonfiotti nell ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Insieme per Buggiano" Oreste Gonfiotti nell'ultimo consiglio comunale è stato deciso di devolvere i gettoni di presenza alla famiglia di Carlo Parlanti che si sta battendo in Usa per avere l'assoluzione dopo che in primo grado è stato condannato per stupro dell'ex convivente. Parlanti si è sempre proclamato innocente. - -->.

Padule, il consorzio va a... vinci ( da "Tirreno, Il" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La legge finanziaria ha già azzerato gettoni di presenza o rimborsi per i consiglieri nominati dalle province fra gli amministratori in carica dei comuni, ed ha stabilito che i consiglieri rappresentanti dei vari territori e dei comuni passino da ventitré a cinque. Un taglio deciso e concreto ai "costi della politica", teso a recuperare risorse,

Costi della politica il Comune taglierà 498mila ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Costi della politica il Comune taglierà 498mila SONO solo annunciati ma almeno anche in città si inizia a parlare di tagli ai costi della politica. Entro giugno la Giunta potrà decidere dove ridurre le spese per i politici. Di mira potrebbero essere presi i gettoni dei consiglieri comunali o gli stipendi degli assessori ma anche i rimborsi spese degli amministratori o gli indennizzi

Tre consigli per impiegarle ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: tre anni che ho fatto come amministratore di una municipalizzata e successivamente di una spa ho percepito 5 milioni di lire di gettoni di presenza. Oggi sento che chi svolge le mie stesse funzioni percepisce 27.000 euro l'anno. Non è migliorato alcuno dei fondamentali aziendali. Non mi risulta che i nuovi amministratori abbiano responsabilità maggiori di quelle che avevamo noi.

Asl, tagliati i rimborsi milionari ( da "Centro, Il" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettoni dati così evitiamo altri sprechi PESCARA. Stop ai profumati gettoni di presenza nella miriade di commissioni, consulte e comitati attivi nelle sei Asl abruzzesi. La fine dei rimborsi per la partecipazione a commissioni spesso inutili è stata sancita dalla commissione Sanità che ieri ha cominciato il complesso lavoro di esame dei 281 emendamenti al piano sanitario regionale.

Gli assessori hanno soltanto il gettone di presenza ( da "Provincia Pavese, La" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: REPLICA SUGLI STIPENDI "Gli assessori hanno soltanto il gettone di presenza" DORNO. "Qualcuno in paese ha malignato sui nostri stipendi di amministratori comunali: ribadisco ancora una volta che gli assessori percepiscono solamente il gettone di presenza, mentre la sottoscritta riceve il minimo consentito dalla legge".

Nuove deleghe in giunta ( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il sindaco ha letto ai consiglieri la lettera di dimissioni di Zucchiatti e la successiva comunicazione con cui lo stesso Zucchiatti ha deciso di rimanere in consiglio come consigliere, ma di dichiararsi indipendente e di rinunciare per tutto il 2008 al gettone di presenza. Inoltre, Zonta ha dato lettura di un comunicato sottoscritto da consiglieri,

Regione, tagli dei vitalizi Sì alla proposta Volkspartei ( da "Corriere Alto Adige" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2008-02-20 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE I costi della politica Regione, tagli dei vitalizi Sì alla proposta Volkspartei BOLZANO - I vitalizi dei consiglieri regionali e contributi ai gruppi consiliari verranno tagliati.

Il via libera arriva all'alba Maggioranza divisa sull'Assb ( da "Corriere Alto Adige" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Per approvare il bilancio di previsione 2008 ci vogliono cinque sedute, sette gettoni di presenza (quando si passa la mezzanotte scatta il secondo) e 28 ore di discussione. Sono quasi le 3.30 dell'altra notte quando i 32 "sopravvissuti" rimasti in aula affrontano la votazione finale: il documento passa con 25 voti a favore e 7 contrari.

Vitalizi, \nPassa la proposta Svp. Opposizione critica I Verdi: quanta ipocrisia. Seppi: una truffa \nsì al taglio ( da "Corriere Alto Adige" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Critica anche Sinistra democratica che boccia una proposta che " riguarda solo i futuri consiglieri e non vieta di cumulare i vitalizi e altri redditi da incarichi politici". Quanto al tagli dei finanziamenti per i gruppi consiliari, Sd precisa che "invece di ridurre i costi della politica e affrontare la questione morale si preferisce tagliare il pluralismo". M. A.

Regione, sì alla mozione che abolisce i vitalizi ( da "Corriere Alto Adige" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ufficio di presidenza a predisporre una proposta di legge che sopprima il finanziamento fisso ai gruppi e che abolisca il contributo del 30 per cento a carico dell'ente pubblico che alimenta il fondo dei vitalizi. La mozione presentata dal capogruppo Svp, Seppl Lamprecht, è passata con tre voti contrari (Boso, Klotz e Bertolini) e sei astensioni.

Commissioni, aboliti i gettoni di presenza ( da "Centro, Il" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: aboliti i gettoni di presenza PESCARA. Stop ai gettoni di presenza nella miriade di commissioni, consulte e comitati attivi nelle sei Asl abruzzesi. La fine dei rimborsi per la partecipazione a commissioni spesso inutili è stata sancita dalla commissione Sanità che ha cominciato il complesso lavoro di esame dei 281 emendamenti al piano sanitario regionale.

Chi vuole il super-consulente ( da "Morningstar IT" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma anche dei costi, della rapidità e della probabilità di esecuzione. "Se è l'Sgr a operare sul mercato" continua D'Apice "dovrà farsi carico di garantire la best execution delle operazioni. In caso contrario, dovrà predisporre i criteri in base ai quali selezionare il miglior negoziatore che poi dovrà adempiere a tali obblighi".

'Ndrangheta Spa: ecco la relazione della Commissione Antimafia ( da "Vita non profit online" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: penetrazioni criminali nel settore dei finanziamenti statali e comunitari alle imprese pare risentire eccessivamente della lentezza dei processi penali, cui consegue una sostanziale impossibilità di procedere al recupero delle somme da parte dello Stato, accertata la velocità degli spostamenti delle somme indebitamente percepite, attraverso i circuiti bancari internazionali da un capo all'

Siciliotti: revisori cooptati dal fisco senza incentivi ( da "ItaliaOggi Sette" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: contabile costituisce da sempre uno dei requisiti ineludibili ai fini dell'esercizio delle relative funzioni e, quindi, ai fini della permanenza nell'incarico. Il conflitto di interessi tra attività di consulenza e attività di revisione e controllo societario assume significato reale quando lo svolgimento delle due attività da parte di un medesimo soggetto è idoneo a comprometterne l'

Intervalli dai tre ai sei anni per l'incarico sui bilanci ( da "ItaliaOggi Sette" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: continuare a esercitare incarichi relativi alla revisione dei bilanci di società controllate dalla suddetta società, di società a essa collegate, che la controllano o sono sottoposte a comune controllo. Tre anni sono inoltre previsti per il nuovo conferimento dell'incarico ovvero per il rinnovo dello stesso alla società di revisione per la quale l'incarico ha la durata di nove esercizi.

Sanzioni fiscali in agguato ma dal bilancio 2008 ( da "ItaliaOggi Sette" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sanzione si renderà applicabile quando il revisore abbia espresso un giudizio positivo senza rilievi sul bilancio della società e su questo bilancio gli organi deputati agli accertamenti fiscali (guardia di finanza e Agenzia delle entrate) individuino delle irregolarità contabili, che, trasposte nella dichiarazione, ingenerino specifiche evasioni d'imposta accertate in modo definitivo.

La scure del fisco stavolta risparmia i cittadini ( da "Corriere Adriatico" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: con obblighi di riduzione per i Comuni, non ci riguardano. Le spese sui gettoni di presenza per i consiglieri comunali o le indennità per gli amministratori sono già al minimo. Sotto non si può andare. La legge parlava di tagli di almeno il 10%". E poi? "Una scelta che ha pagato è stata quella di esternalizzare i servizi tramite l'Asite.

INDENNITA' E GETTONI AL MINIMO ( da "Corriere Adriatico" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: amministrazione comunale è quello di aver contenuto i costi della politica. I compensi lordi al mese sono di 3.633,27 euro per il sindaco, 1.998,30 per il vice, 1.634,97 per gli assessori con un lavoro autonomo e 817,41 per quelli con lavoro dipendente. I gettoni di presenza per i consiglieri ammontano invece a 37,96 euro, sempre lordi.


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SU PROPOSTA del capogruppo della lista civica Insieme per Buggiano Oreste Gonfiotti nell (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 20-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

SU PROPOSTA del capogruppo della lista civica "Insieme per Buggiano" Oreste Gonfiotti nell'ultimo consiglio comunale è stato deciso di devolvere i gettoni di presenza alla famiglia di Carlo Parlanti che si sta battendo in Usa per avere l'assoluzione dopo che in primo grado è stato condannato per stupro dell'ex convivente. Parlanti si è sempre proclamato innocente. - -->.

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Padule, il consorzio va a... vinci (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 20-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Incontro con i contribuenti Padule, il consorzio va a... Vinci VINCI. Venerdì nei locali della palazzina Uzielli a Vinci si terrà un'iniziativa pubblica, alla quale è invitata la cittadinanza, dal titolo "L'attività del Consorzio di Bonifica del Padule di Fucecchio nel comune di Vinci". Saranno presenti i dirigenti del consorzio, il presidente Gino Biondi e il direttore generale Franco Fambrini. Insieme a loro il sindaco Dario Parrini e l'assessore ai lavori pubblici Pietro Bonci. I vertici del Consorzio di bonifica del Padule di Fucecchio sono da tempo impegnati nel cercare di far conoscere, sull'intero territorio di competenza (circa 56mila ettari dislocati su 28 comuni in 4 province diverse), l'attività dell'ente nella difesa e salvaguardia del suolo e nella manutenzione e regimazione idraulica dei corsi d'acqua. Le assemblee nei vari comuni, i consigli comunali aperti, e tante altre iniziative, sono state messe in piedi proprio per spiegare ai cittadini, ma anche ai molti amministratori locali, le funzioni dei consorzi sul territorio. Tali enti, che stanno vivendo momenti di incertezza, si trovano in pratica ad una svolta. La legge finanziaria 2008 ha disposto la riorganizzazione, a carico delle Regioni, di tutto il sistema dei consorzi di bonifica, al fine della razionalizzazione delle spese e dei costi di gestione. Un primo passo già è stato fatto in tal senso. Infatti, entro l'anno in corso, saranno ridimensionati in maniera pesante gli organi amministrativi. La legge finanziaria ha già azzerato gettoni di presenza o rimborsi per i consiglieri nominati dalle province fra gli amministratori in carica dei comuni, ed ha stabilito che i consiglieri rappresentanti dei vari territori e dei comuni passino da ventitré a cinque. Un taglio deciso e concreto ai "costi della politica", teso a recuperare risorse, che comporterà però, inevitabilmente, problemi reali in termini di rappresentatività dei singoli territori. Ma anche sul versante delle strutture tecniche ed operative è prevista, a quanto pare, una profonda revisione, e si prospettano accorpamenti fra i vari enti in vista di una revisione della legge istitutiva dei consorzi stessi. Cambieranno probabilmente anche le loro funzioni. (P.S.).

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Costi della politica il Comune taglierà 498mila (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 20-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'IMPEGNO Costi della politica il Comune taglierà 498mila SONO solo annunciati ma almeno anche in città si inizia a parlare di tagli ai costi della politica. Entro giugno la Giunta potrà decidere dove ridurre le spese per i politici. Di mira potrebbero essere presi i gettoni dei consiglieri comunali o gli stipendi degli assessori ma anche i rimborsi spese degli amministratori o gli indennizzi delle cariche pubbliche. Una scelta dovrà essere fatta e dovrà valere 498mila euro. L'indirizzo arriva dall'ultima Finanziaria. Il Governo non è stato molto preciso ma, almeno, dà uno stimolo ai Comuni a iniziare a essere più oculati. Lo fa tagliando del 4,4% i trasferimenti dello Stato (per Monza sono 498mila euro in meno) e chiedendo alle amministrazioni comunali di togliere questi soldi dai costi della politica. Il meccanismo è complicato ma se entro giugno la Giunta certifica i tagli fatti può richiedere indietro un rimborso, pari a un terzo della cifra che non ha ricevuto. La Giunta non ha ancora scelto dove ridurre ma "è giusto - commenta l'assessore al Bilancio, Marco Meloro - che i sacrifici li facciano tutti in questo periodo". M.Ag. - -->.

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Tre consigli per impiegarle (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 20-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

LE BOMBE AL DAL MOLIN "Tre consigli per impiegarle..." Leggo delle sette bombe della seconda guerra mondiale trovate al Dal Molin, e naturalmente tutti abbiamo delle idee su come impiegarle utilmente. Io mi permetto di suggerirne tre: la prima per lo scempio ambientale in cemento all'ingresso della Strada delle Gallerie, a Bocchetta di Campiglia; la seconda per la passerella sul Chiampo ad Arzignano, che è ridotta ad un'immonda dimostrazione dell'imbecillità umana; la terza per il "ridotto" del nuovo teatro di Vicenza, che forse acquisterebbe in acustica e comunque è talmente "sordo" da attutire perfettamente i Decibel dell'esplosione. Ne rimangono ancora quattro, che lascio alla fantasia dei lettori. Ugo Tirondola Sulla questione dei rifiuti non posso definirmi un esperto, ho solo una piccola esperienza di amministratore dell'AMIA di Verona (bacino d'utenza 320.000 persone). Posso solo porre problemi sulla base della mia esperienza. Talvolta però il problema, se correttamente posto ha in sé anche qualche soluzione mentre vuote soluzioni (la raccolta differenziata tout court) contengono problemi non visti. Prima considerazione. Nei tre anni che ho fatto come amministratore di una municipalizzata e successivamente di una spa ho percepito 5 milioni di lire di gettoni di presenza. Oggi sento che chi svolge le mie stesse funzioni percepisce 27.000 euro l'anno. Non è migliorato alcuno dei fondamentali aziendali. Non mi risulta che i nuovi amministratori abbiano responsabilità maggiori di quelle che avevamo noi. La domanda allora è se questi Enti non siano diventati semplicemente una vacca da mungere per amici e trombati della politica. Si diceva, quando si parlava del passaggio da municipalizzata a spa, che se non si pagavano bene gli amministratori non si poteva attingere ad un management qualificato. Credo che paragonare alcuni amministratori delle spa pubbliche di adesso con il vecchio politico che dirigeva le municipalizzate sia, in molti casi, confrontare un paracarro con la torre Eifel, a tutto vantaggio del politico. Seconda considerazione. Avevamo, come politici, messi lì dai politici, il mandato di non aumentare le tariffe. Restammo preoccupatissimi quando ci chiusero la discarica di Pescantina dove conferivamo a 127 mila lire alla tonnellata e dovemmo rivolgerci a Legnago a 153 mila lire alla tonnellata. Eppure ce la facemmo a non aumentare le tariffe. Oggi leggo che lo smaltimento in Italia ha un costo dai 220 ai 440 euro/tonnellata, ossia tra 3 e 5 volte quello che pagavamo 13 anni fa. La mia convinzione assoluta è che la politica abbia consegnato un monopolio naturale a qualcuno che non ne deve più rispondere nemmeno sul piano politico. Non esiste alcuna sanzione politica se si aumentano le tariffe, non vi è concorrenza, lo spreco è arrivato alle stelle e al calo di efficienza fa riscontro l'aumento dei compensi degli amministratori. Terza considerazione che si collega alla seconda: con un bacino di utenza oltre i 300.000 abitanti valutavamo di essere piccoli. Valutavamo che se non si integrava raccolta con smaltimento l'azienda sarebbe stata sempre sottocapitalizzata e sotto il ricatto degli smaltitori. Valutammo, allora, se integrarci con Brescia o Modena. Oggi assisto esterrefatto ad appalti per la raccolta ad aziende con bacini di utenza di 10-15.000 abitanti. Non so come facciano a far quadrare i conti, o meglio intuisco che le tariffe sono balzate alle stelle senza alcun controllo permettendo margini di guadagno impressionanti. Quarta considerazione relativa alla raccolta differenziata e a quella che io considero una sciocchezza che è il porta a porta: valutammo 16 anni fa, analizzando due comuni del Veneziano che avevano la differenziata su cassonetto e con il porta a porta, che non vi era nessuna differenza né nella qualità, né nella quantità dei rifiuti raccolti. Solo che il porta a porta costava molto di più ed era molto più disagevole. Allora mi chiedo e chiedo ai miei amici ambientalisti se, nella battaglia per il porta a porta, si sono mai resi conto di lavorare per i profitti di alcune aziende di raccolta. Quinta considerazione, sempre relativa al recupero/riciclo: ogni persona di buon senso capisce che la battaglia è persa se combattuta nella fase terminale. Occorre tassare la produzione di rifiuti. La Germania aveva posto la tassa di 1 deutsche mark per ogni bottiglia in plastica; negli USA viene tassata fortemente (fino a 10 volte il costo) la produzione di lattine. Mi chiedo e vi chiedo quali immane forze del male hanno impedito ad un governo dove gli ambientalisti erano fortemente rappresentati di fare quello che ha fatto Scwartznegger in California. Restando comunque ai RSU (i rifiuti industriali, senza tanto chiasso hanno trovato adeguata soluzione, e sono un volume pari ai RSU) il riciclo di carta, plastica e compost è pura sciocchezza. Per il compost prima di trovare collocazione dovrebbe essere impiegato l'ottimo letame di vacca dell'altopiano di Asiago che non riesce ad essere reimpiegato in agricoltura. Il ciclo di recupero della plastica è già saturo, il recupero della carta non è assolutamente economico. A questo punto l'unica cosa che si può recuperare con convenienza economica è l'energia. Relativamente alla sicurezza dei termovalorizzatori posso invitare e portare qualche scettico a Vienna dove sopra i forni del termovalorizzatore hanno costruito un teatro. Allora il problema non è il rischio intrinseco in una tecnologia, ma chi la gestisce. Questo però è un altro discorso ed è meglio allora non prendere in giro la gente e non provocare infondati allarmismi. Dott. Bruno Cardini Cornedo.

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Asl, tagliati i rimborsi milionari (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 20-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Regione Asl, tagliati i rimborsi milionari Bosco: troppi i gettoni dati così evitiamo altri sprechi PESCARA. Stop ai profumati gettoni di presenza nella miriade di commissioni, consulte e comitati attivi nelle sei Asl abruzzesi. La fine dei rimborsi per la partecipazione a commissioni spesso inutili è stata sancita dalla commissione Sanità che ieri ha cominciato il complesso lavoro di esame dei 281 emendamenti al piano sanitario regionale. La cancellazione dei gettoni è contenuto in uno dei 20 emendamenti approvati ieri: a presentarlo il presidente della Commissione,, Antonella Bosco. Se la richiesta di integrazione alla bozza del piano sanitario dovesse essere confermato dal Consiglio regionale, si giungerebbe al risparmio di alcuni milioni di euro. Inutile dire che si tratta di incarichi ambiti, spesso ricoperti dal personale interno. "La disposizione determinerà una selezione tra quelli interessati veramente a dare un contributo", ha detto la Bosco, "e quelli che invece alla fine lo fanno solo per il gettone. Il risparmio? Non si può quantificare ora, comunque, sarà notevole". La norma riguarderà tutti gli organismi previsti nel nuovo piano sanitario che sono moltissimi. La commissione Sanità, da tempo impegnata nell'esame del terzo piano sanitario, è entrata nella fase clou del lavoro visto che in questa settimana è chiamata ad analizzare i 281 emendamenti, di cui ben 278 presentati da esponenti della maggioranza di centrosinistra. Solo un tour de force potrebbe portare l'organismo ad esaminarli tutti: infatti, alla luce del contingentamento dei tempi deciso dal presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, i lavori si devono concludere necessariamente in tempo utile perché la bozza approvata dalla Giunta regionale approdi in Consiglio nella riunione del 26 febbraio prossimo. Il centrosinistra punta a licenziare il documento entro fine mese per rispettare il piano di rientro concordato con il Governo nazionale. L'impresa si annuncia difficile. Un assaggio della bagarre si è avuto ieri quando il centrodestra ha contestato la regolarità di alcune deleghe tra i consiglieri di maggioranza. Tra gli altri emendamenti approvati ci sono l'inserimento degli psicologi in alcuni comitati sul territorio, la presenza dei riabilitatori nel servizio di assistenza domiciliare integrata, l'aggiornamento di dati epidemiologici nell'infortunistica statale, il taglio del gettone nelle commissioni. Berardino Santilli.

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Gli assessori hanno soltanto il gettone di presenza (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia Pavese, La" del 20-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

DORNO, REPLICA SUGLI STIPENDI "Gli assessori hanno soltanto il gettone di presenza" DORNO. "Qualcuno in paese ha malignato sui nostri stipendi di amministratori comunali: ribadisco ancora una volta che gli assessori percepiscono solamente il gettone di presenza, mentre la sottoscritta riceve il minimo consentito dalla legge". Nei giorni scorsi qualche cittadino ha commentato con ironia le scelte su indennità di sindaco e assessori. Ora il primo cittadino Secondina Passerini vuole mettere le cose in chiaro. Come spesso succede nei centri di piccole-medie dimensioni il compenso previsto dalla legge per gli amministratori pubblici è passato sotto la lente di ingrandimento: molto spesso al bar o nelle piazze i cittadini toccano l'argomento delle indennità dovute a sindaco e assessori. La cosa non è andata giù al sindaco Passerini. "Per onor del vero, già dal 1999 la giunta aveva deciso di rinunciare all'indennità, limitandosi a percepire un gettone di presenza per i consigli comunali ridotto del 10% - afferma -. Solitamente non amiamo metterci troppo in mostra: siamo persone discrete che amano più il fare che non il dire. Però, in seguito anche a episodi in cui alcuni concittadini hanno avanzato illazioni assolutamente fuori luogo da quando ricopriamo il ruolo di amministratori, abbiamo pensato che sia giunto il momento di mettere decisamente a tacere queste voci". In grosso anticipo rispetto a quanto previsto dall'ultima legge finanziaria le giunte di Dorno hanno attuato una politica che vuole essere di monito di fronte agli sprechi, in un'Italia dove i sacrifici sono sostenuti quasi sempre dai cittadini e non dai politici. Nei Comuni compresi nella fascia dai 3.001 ai 5.000 abitanti, appunto il caso di Dorno, per legge il primo cittadino potrebbe percepire fino a 2.169 euro al mese. "Io, però, ricevo circa 600 euro", ribadisce il sindaco. Da parte loro, invece, gli assessori percepiscono solamente il gettone di presenza per i consigli comunali: niente indennità, dunque, come succede per la gran parte dei loro colleghi italiani. "Preferiamo destinare questi soldi a opere e iniziative a favore della comunità: la nostra rinuncia volontaria vuole avere un obiettivo preciso e condiviso", conclude il sindaco Passerini. (u.d.a.).

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Nuove deleghe in giunta (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Udine Nuove deleghe in giunta Ridistribuiti gli incarichi dopo le dimissioni di Zucchiatti MAJANO MAJANO. Ufficializzata, con la comunicazione in consiglio comunale, la composizione della giunta dopo le dimissioni dell'assessore Aldo Zucchiatti: l'esecutivo resta formato da cinque assessori ai quali il sindaco Claudio Zonta ha ridistribuito le deleghe. Allo stesso primo cittadino competono, quindi, la ricostruzione, gli affari generali e istituzionali, il decentramento e la protezione civile; al vicesindaco e assessore Romano Ciani il bilancio, il personale, la trasparenza e i rapporti con gli enti; alla assessore Maria Teresa Garzitto l'istruzione, la cultura, i rapporti con le associazioni e le pari opportunità; all'assessore Giuseppe Cozzi le politiche sociali e giovanili, l'ambiente e la famiglia e all'assessore Stefano Tuti i lavori pubblici, l'edilizia privata, l'urbanistica, le attività produttive e l'agricoltura. Il sindaco ha letto ai consiglieri la lettera di dimissioni di Zucchiatti e la successiva comunicazione con cui lo stesso Zucchiatti ha deciso di rimanere in consiglio come consigliere, ma di dichiararsi indipendente e di rinunciare per tutto il 2008 al gettone di presenza. Inoltre, Zonta ha dato lettura di un comunicato sottoscritto da consiglieri, assessori e cittadini majanesi e fatto pervenire sia a Zucchiatti che al sindaco per esprimere a Zucchiatti tutta la solidarietà "per gli attacchi personali di cui sei stato fatto oggetto in questi mesi nei quali, spesso, hai risposto in solitudine assumendoti in pieno la responsabilità di scelte fatte dalla maggioranza e per l'amarezza che traspare dalla tua lettera di dimissioni per il non riconoscimento del tuo operato da parte della stessa maggioranza. Speriamo che qualunque soluzione si trovi tra te e il sindaco, questa sia scevra da giochi di potere contro i quali ti sei sempre battuto". Il sindaco non ha aggiunto alcun commento alla decisione di Zucchiatti di dimettersi dal ruolo di assessore che ricopriva da quasi 7 anni. L'ex assessore nella sua lettera si è scusato "con quei cittadini che con il loro voto hanno riposto in me la fiducia, sperando capiscano che non sarei mai venuto meno agli impegni presi se solo avessi ravvisato una possibilità di continuare a svolgere serenamente il mio lavoro da assessore". Raffaella Sialino.

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Regione, tagli dei vitalizi Sì alla proposta Volkspartei (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Alto Adige" del 20-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2008-02-20 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE I costi della politica Regione, tagli dei vitalizi Sì alla proposta Volkspartei BOLZANO - I vitalizi dei consiglieri regionali e contributi ai gruppi consiliari verranno tagliati. L'assemblea ha infatti dato il via libera alla mozione presentata da Lamprecht della Svp (nella foto) e Margherita che impegna l'ufficio di presidenza a predisporre una proposta di legge che sopprima il finanziamento fisso ai gruppi e che abolisca il contributo a carico dell'ente pubblico che alimenta il fondo dei vitalizi. Verdi e Unitalia contestano la mozione. A PAGINA 2.

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Il via libera arriva all'alba Maggioranza divisa sull'Assb (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Alto Adige" del 20-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-02-20 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE In aula L'opposizione protesta per la gestione dei lavori Il via libera arriva all'alba Maggioranza divisa sull'Assb BOLZANO - Per approvare il bilancio di previsione 2008 ci vogliono cinque sedute, sette gettoni di presenza (quando si passa la mezzanotte scatta il secondo) e 28 ore di discussione. Sono quasi le 3.30 dell'altra notte quando i 32 "sopravvissuti" rimasti in aula affrontano la votazione finale: il documento passa con 25 voti a favore e 7 contrari. Cosa resta, a parte il sonno arretrato, di questo lungo dibattito? Il sindaco Spagnolli è sempre più convinto che si debba cambiare qualcosa. "Quasi trenta ore per approvare il bilancio - osserva - sono davvero troppe, anche se non sono mancati i passaggi utili. L'opposizione? è "costretta" a parlar male di noi per dimostrare di esserci. Tra chi se n'è andato prima della fine un plauso va a chi, come Nando Pontecorvo, ha rinunciato a incassare il secondo gettone: un vero signore. Tagliare i tempi d'intervento? Non basta, resto convinto che bisognerebbe ridurre il numero di consiglieri". Nemmeno l'opposizione, però, è contenta di come è stato gestito il dibattito. "Ci accusano di ostruzionismo - lamenta Max Berloffa di An - quando nessuno di noi l'ha attuato. Al contrario, mi delude l'atteggiamento degli assessori competenti, quasi mai presente quando si parlava delle cose di loro competenza". "Alla fine - ribatte Guido Margheri di Sd - degli oltre 130 documenti voto dell'opposizione ne sono stati recepiti circa 40: se non è disponibilità questa...". Tra questi non è passato però quello sull'istituzione di un cda per l'Assb, che comunque ha portato alla luce le crepe della maggioranza: il documento è stato respinto, ma il Pd si è astenuto. Così come altre astensioni (stavolta da sinistra) sono arrivate sulla proposta di Berloffa circa la creazione di un nuovo spazio alternativo al Kubo: nonostante la bocciatura, il tema tornerà in commissione". Forza Italia ha invece ritirato, dopo mille polemiche, il famoso documento sugli "alloggi dell'amore": gli Ecosociali erano comunque già usciti per protesta. Appuntamento al 2009. F. Cle. Le case dell'amore Forza Italia alla fine ritira il discusso documento. Gli Ecosociali erano già usciti dalla sala per manifestare il dissenso.

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Vitalizi, \nPassa la proposta Svp. Opposizione critica I Verdi: quanta ipocrisia. Seppi: una truffa \nsì al taglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Alto Adige" del 20-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-02-20 num: - pag: 2 categoria: BREVI Vitalizi, Passa la proposta Svp. Opposizione critica I Verdi: quanta ipocrisia. Seppi: una truffa sì al taglio Larga maggioranza sulla mozione di Lamprecht Meno soldi ai gruppi consiliari e riduzione dei contributi per la pensione BOLZANO - Vitalizi dei consiglieri regionali e contributi ai gruppi consiliari verranno tagliati. L'assemblea ha infatti dato il via libera alla mozione presentata da Svp e Margherita che impegna l'ufficio di presidenza a predisporre una proposta di legge che sopprima il finanziamento fisso ai gruppi e che abolisca il contributo a carico dell'ente pubblico che alimenta il fondo dei vitalizi. Il provvedimento è passato a larga maggioranza ma non sono mancate le critiche dell'opposizione che avrebbe voluto una riforma più coraggiosa. La mozione presentata dal capogruppo Svp, Seppl Lamprecht, è passata con soli 3 voti contrari e 6 astensioni. Il provvedimento, caldeggiato oltre che dall'Svp, da Patt, Margherita e parte dei Ds, ha incassato anche il tiepido consenso dei Verdi che però hanno sollevato diverse perplessità. Critico anche l'intervento di Donato Seppi che ha parlato di una riforma improvvisata. "Non si è mai vista una maggioranza che presenta mozioni invece di disegni di legge" tuona Seppi che si è astenuto insieme a gran parte del centrodestra. I Verdi invece hanno votato a favore ma hanno criticato duramente la maggioranza. "Questo provvedimento - accusa Dello Sbarba - è è pieno di contraddizioni e gravi ipocrisie. Siamo di fronte ad un tentativo maldestro di fare i moralisti sulla pelle dei futuri consiglieri ". I verdi hanno criticato l'assenza di un articolo che vieti agli ex consiglieri di cumulare il vitalizio con altre indennità politica. Critica anche la destra tedesca che ha parlato di misure palliative auspicando la drastica riduzione del personale della Regione definita, ancora una volta, un ente inutile. Il leader dei Freiheitlichen Pius Leitner ha bollato la mozione come una sorta di vendetta dei partiti maggiori nei confronti delle formazioni più piccole che più di tutti pagheranno il taglio ai contributi per i gruppi consiliari. Anche Nerio Giovanazzi di Forza Italia, ha parlato di rincorsa ad un facile argomento elettoralistico. Il consigliere dell'Udc Pino Morandini, pur votando a favore della proposta di mozione, ha presentato un emendamento, poi bocciato, che prevedeva la riduzione del 30 per cento delle indennità dei membri della Giunta regionale. Divisi invece i Ds: Pinter e Bondi hanno salutato positivamente un provvedimento "improntato alla sobrietà" sottolineando però che sarebbe stato più giusto estenderlo anche agli attuali consiglieri. Giuseppe Parolari si è invece astenuto parlando di un provvedimento tutto fumo e niente arrosto che non tocca minimamente i privilegi degli attuali consiglieri. Critica anche Sinistra democratica che boccia una proposta che " riguarda solo i futuri consiglieri e non vieta di cumulare i vitalizi e altri redditi da incarichi politici". Quanto al tagli dei finanziamenti per i gruppi consiliari, Sd precisa che "invece di ridurre i costi della politica e affrontare la questione morale si preferisce tagliare il pluralismo". M. A.

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Regione, sì alla mozione che abolisce i vitalizi (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Alto Adige" del 20-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere dell'Alto Adige - TRENTO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-02-20 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Costi della politica Pinter: si corona un sogno, ora altri tagli. Parolari: la montagna ha partorito il topolino Regione, sì alla mozione che abolisce i vitalizi Passa la proposta Svp: entro pochi mesi la legge. Verdi critici, sinistra divisa Provvedimento BOLZANO - I vitalizi dei consiglieri regionali e contributi ai gruppi consiliari verranno tagliati. Ieri l'assemblea ha infatti dato il via libera alla mozione presentata da Svp e Margherita che impegna l'ufficio di presidenza a predisporre una proposta di legge che sopprima il finanziamento fisso ai gruppi e che abolisca il contributo del 30 per cento a carico dell'ente pubblico che alimenta il fondo dei vitalizi. La mozione presentata dal capogruppo Svp, Seppl Lamprecht, è passata con tre voti contrari (Boso, Klotz e Bertolini) e sei astensioni. Il provvedimento, caldeggiato oltre che dall'Svp, da Patt, Margherita e parte dei Ds, ha incassato anche il tiepido consenso dei Verdi che, però, hanno sollevato diverse perplessità. Critico anche Donato Seppi (Unitalia): "Non si è mai vista una maggioranza che presenta mozioni invece di disegni di legge" tuona Seppi, che si è astenuto. I Verdi invece hanno votato a favore ma hanno criticato duramente la maggioranza perché il provvedimento colpirà solo i futuri eletti. Riccardo Dello Sbarba: "Siamo di fronte a un tentativo maldestro di fare i moralisti sulla pelle dei futuri consiglieri". I Verdi hanno anche criticato l'assenza di un articolo che vieti agli ex consiglieri di cumulare il vitalizio con altre indennità politica. Mauro Bondi (Ds), che aveva proposto un disegno di legge per l'abolizione dei vitalizi, ha votato a favore: "Entro pochi mesi, sicuramente entro la legislatura, l'ufficio di presidenza elaborerà un disegno di legge e l'aula lo approverà". Soddisfatto anche Roberto Pinter (Sdr): "Non è tutto ma è tanto. Sono passati quindici anni da quando ho proposto per la prima volta l'abolizione dei vitalizi e dopo due riforme, nel '95 e nel 2005, vedo coronato quello che sembrava un sogno. La nostra regione è l'unica in Italia a riformare il trattamento economico dei consiglieri. Ora chiederò che questo sia l'inizio di una radicale revisione di tutti i privilegi grandi e piccoli nella pubblica amministrazione e in ogni settore, che corrompono la politica e la società". Critico invece Giuseppe Parolari, che si è astenuto: "La montagna ha partorito un topolino. Sono stati conservati tutti i diritti dei consiglieri in carica" Nerio Giovanazzi (Forza Italia), ha parlato di rincorsa ad un facile argomento elettoralistico e si è astenuto. Il consigliere dell'Udc, Pino Morandini, pur votando a favore della proposta di mozione, ha presentato un emendamento, poi bocciato, che prevedeva la riduzione del 30 per cento delle indennità dei membri della giunta regionale. Eliminato il contributo dell'ente, ma solo dalla prossima legislatura Marco Angelucci.

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Commissioni, aboliti i gettoni di presenza (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 20-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Regione, tagliati tutti i rimborsi Commissioni, aboliti i gettoni di presenza PESCARA. Stop ai gettoni di presenza nella miriade di commissioni, consulte e comitati attivi nelle sei Asl abruzzesi. La fine dei rimborsi per la partecipazione a commissioni spesso inutili è stata sancita dalla commissione Sanità che ha cominciato il complesso lavoro di esame dei 281 emendamenti al piano sanitario regionale. La cancellazione dei gettoni è contenuto in uno dei 20 emendamenti approvati. (A pagina 14).

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Chi vuole il super-consulente (sezione: Costi dei politici)

( da "Morningstar IT" del 20-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Dopo aver salutato la direttiva Ucits III, che disciplina le strategie e le politiche dei prodotti di gestione collettiva, l'ultimo prodotto del legislatore europeo si chiama Mifid ed è considerata la pietra angolare dell'azione comunitaria in tema di scambi, una sorta di nuovo big bang per la creazione di un mercato unico dei servizi finanziari in Europa. In breve, la direttiva mira a disciplinare l'attività degli intermediari e i servizi di investimento, propone di creare un quadro organico che disciplini le transazioni degli investitori rafforzando allo stesso tempo l'integrità e la trasparenza dei mercati comunitari, stimolando la concorrenza tra le Borse tradizionali e gli altri sistemi di negoziazione. La normativa in breve La direttiva 93/22/Cee (approvata il 10 maggio 1993), che contiene le linee guida sui servizi di investimento, sarà sostituita dalla 2004/39/Ce, conosciuta come Mifid (Market in financial instruments directive) che, approvata dal Parlamento europeo il 21 aprile 2004, mira a disciplinare l'attività degli intermediari finanziari che erogano servizi di investimento individuali. In particolare, consentirà alle società soprattutto banche di investimento, gestori di portafoglio, brokers, società che operano con future, opzioni e materie prime- di prestare più agevolmente i loro servizi a livello transfrontaliero, rimuovendo gli ostacoli all'uso del passaporto Ue. Inoltre Mifid si propone di aumentare la trasparenza tra le attività di trading e di promuovere la concorrenza e la parità di condizioni tra i sistemi di negoziazione esistenti in Europa. Ma la direttiva contiene anche importanti novità che riguardano direttamente gli investitori, in qualche misura già incorporate nella legge italiana sul risparmio. Ad essi viene infatti garantito il riconoscimento della loro professionalità (a seconda che si tratta di investitori istituzionali o privati) e della loro competenza nella valutazione dei rischi di ciascuna operazione. "La direttiva", spiega Roberta D'Apice, direttore del settore legale di Assogestioni, che a gennaio 2007 promuoverà un convegno aperto sull'argomento "coinvolge le SGR principalmente sotto tre profili: la prestazione del servizio di gestione individuale, il potenziale accesso diretto al mercato e la distribuzione dei propri prodotti". Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, con l'articolo 42, la Mifid "consente ai mercati regolamentati di ammettere all'operatività diretta anche le Sgr, che potranno scegliere di non avvalersi di un intermediario e acquistare direttamente sui mercati finanziari". Un'apertura strettamente connessa al concetto di best execution previsto dall'articolo 21, ovvero l'obbligo di eseguire gli ordini alle condizioni più favorevoli per il cliente, non solo tenendo conto del prezzo, ma anche dei costi, della rapidità e della probabilità di esecuzione. "Se è l'Sgr a operare sul mercato" continua D'Apice "dovrà farsi carico di garantire la best execution delle operazioni. In caso contrario, dovrà predisporre i criteri in base ai quali selezionare il miglior negoziatore che poi dovrà adempiere a tali obblighi". "Un altro aspetto" continua D'Apice "riguarda la disciplina dei conflitti di interesse con particolare riguardo al tema della gestione individuale e collettiva. Secondo il legislatore comunitario i conflitti vanno gestiti attraverso regole organizzative e di trasparenza piuttosto che mediante l'imposizione di rigidi limiti quantitativi, come invece stabilito dall'articolo 9 della legge 262/2005. In questo senso, la legge italiana sul risparmio non è in linea con lo spirito comunitario". Per quanto riguarda l'ultimo aspetto, conclude D'Apice, "con la Mifid la consulenza diventa un servizio di investimento e potrà quindi essere remunerato come tale". La consulenza a parcella Uno degli aspetti di Mifid maggiormente dibattuti in sede parlamentare riguarda il rapporto tra cliente e collocatore, in altre parole, la previsione della consulenza autonoma e non strumentale rispetto ad altri servizi di investimento. Innanzitutto, "con la MIfid, la consulenza torna ad essere materia riservata", spiega Elio Conti Nibali, riconfermato ai vertici dell'Anasf, la società dei promotori finanziari che lo scorso sabato, all'interno dell'ottavo Congresso, ha tenuto un convegno sul tema. "Fino ad oggi, chiunque poteva fare il consulente, ma con la nuova legge l'attività potrà essere svolta solo da soggetti abilitati". Chi sono questi soggetti? Oltre le banche e le sim, anche le società di professionisti, persone giuridiche o fisiche, in possesso di determinati requisiti professionali e patrimoniali. "Siamo molto soddisfatti della strada intrapresa dal legislatore italiano e che sia stata accantonata la proposta di prevedere la costituzione di una Società per azioni, una forma giuridica troppo stringente e limitativa della capacità professionale. Siamo inoltre orgogliosi del fatto che la figura del tied agent richiamato dalla normativa comunitaria, altri non è che il promotore italiano, l'unica figura che può svolegre le due fasi, quella della consulenza e della vendita dello strumento di investimento". Una figura che, invece, non convince Luca Zannone, amministratore delegato di Genesi sim. "Ho l'impressione che si voglia creare una sorta di superman della consulenza finanziaria, al quale verrebbero delegate funzioni che vanno dalla profilazione del cliente, alla promozione dei prodotti finanziari, dalla disposizione di ordini, alla selezione degli strumenti per profilo di rischio, fino all'asset allocation. Non basterebbero mille esami per creare una figura professionale di questo tipo" spiega Zannone. "Riteniamo che la consulenza a parcella sia oggi utilizzata da molti come uno strumento di marketing, per ripresentarsi sul mercato "privi di quel peccato originale" che consiste nell'avere prodotti da collocare. Il problema vero è l'incapacità di mettere insieme i fondi con coerenza. E i costi della consulenza oggettiva sono oggettivamente ingiustificati, perché il cliente paga già una fee di gestione sui prodotti che nessuno gli sconta".

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'Ndrangheta Spa: ecco la relazione della Commissione Antimafia (sezione: Costi dei politici)

( da "Vita non profit online" del 20-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Redazione (redazione@vita.it) 20/02/2008 --> Ai raggi X la grande holding economico-criminale Una grande holding economico-criminale. Che mantiene come un tratto costante il controllo maniacale, quasi ossessivo, del territorio e delle strutture sociali ed economiche. Questa è la 'ndrangheta secondo la relazione annuale della commissione Antimafia, firmata dal presidente dell'organismo bicamerale Francesco Forgione. La storia degli ultimi decenni, rileva l'Antimafia,ha mutato e segnato il corso di questa evoluzione da mafia arcaica a mafia imprenditrice a centrale finanziaria della globalizzazione con attività al nord e all'estero. Non solo: anni di trasformazioni e di interventi per lo sviluppo segnati da grandi flussi finanziari dello Stato e dell'Unione Europea destinati alla Calabria hanno accompagnato questo salto di qualità, la cui evoluzione si era già sperimentata, dopo i primi anni '70, col controllo degli appalti per l'autostrada Salerno-Reggio Calabria e l'insediamento industriale nell'area di Gioia Tauro. Ed ecco che la commissione Antimafia, invita a cogliere "i nessi tra le dinamiche del processo di modernizzazione della Calabria e le ragioni del suo mancato sviluppo economico, produttivo, sociale e civile, e in questo doppio processo va individuato il ruolo che la 'ndrangheta ha avuto nel drenare risorse immense aggredendo, attraverso la permeabilità della macchina amministrativa e della politica, la cosa pubblica ed il bene collettivo." Il Rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno presentato nel 2007, nella parte che riguarda la Calabria, presenta il quadro di una regione con un p.i.l. pro-capite di 13.762 euro, pari al 54,6% del p.i.l. pro-capite del Centro-Nord Italia, un tasso di disoccupazione di circa il 13%, un'economia sommersa, in crescita, pari al 27% e lavoratori irregolari, ancora in crescita, per oltre 176.000 unità. Dallo stesso Rapporto risulta che le imprese che pagano il "pizzo" nella regione sono 150.000, la metà del totale delle imprese esistenti nella regione, con una punta del 70% a Reggio Calabria. Qualora corrispondessero alla realtà queste percentuali, basate su stime della Confesercenti, preoccuperebbero meno dei dati relativi ad altre regioni del Sud. Secondo i dati, infatti, un terzo delle imprese soggette ad estorsione in Italia ha sede in Sicilia, dove il 70% e talvolta l'80% delle imprese è vittima di estorsioni, mentre a Napoli, nel Barese e nel Foggiano la quota di imprese soggette rispetto al totale è pari al 50%. In realtà, la situazione è di gran lunga peggiore, osserva la relazione della commissione Antimafia, e ciò è confermato anche dall'analisi effettuata dai responsabili degli Uffici di Procura della Repubblica sulla base delle risultanze giudiziarie. Basta il dato dell'usura, che secondo il Rapporto Svimez fa segnare in Calabria la percentuale più alta di commercianti vittime del fenomeno in rapporto ai soggetti attivi: il 30% con 10.500 commercianti coinvolti in regione. Ma anche in questo caso, il quadro sembra notevolmente più preoccupante se si esaminano i dati emersi dalle indagini giudiziarie. Nell'ambito del distretto di Catanzaro "è praticamente inesistente l'impresa resistente alla criminalità organizzata". Non esiste, se non in rarissimi casi, la denuncia spontanea all'Autorità Giudiziaria da parte delle imprese vittime della criminalità organizzata semplicemente perchè in alcuni distretti del territorio -come quello del vibonese- non esiste la categoria delle "imprese vittime". Quando non sono direttamente colluse, le imprese sono acquiescenti alle mire e agli interessi della criminalità organizzata e ciò avviene in tutti gli ambiti economici: imprese agricole (specie nella sibaritide, nell'alto Ionio e nel crotonese), imprese turistiche (nel Vibonese e lungo la costa crotonese), imprese commerciali (nel lametino), grande distribuzione, ma soprattutto nell'edilizia, con un'egemonia mafiosa sull'intero ciclo del cemento. Tutto ciò in Calabria, secondo la relazione dell'Antimafia, "determina una potenzialità criminogena nell'intera gestione dei flussi di finanziamento europeo, offrendo alle mafie e alle loro menti finanziarie l'opportunità di intercettare risorse pubbliche e di condizionare e corrompere la Pubblica Amministrazione." Parallelamente il livello di contrasto alle penetrazioni criminali nel settore dei finanziamenti statali e comunitari alle imprese pare risentire eccessivamente della lentezza dei processi penali, cui consegue una sostanziale impossibilità di procedere al recupero delle somme da parte dello Stato, accertata la velocità degli spostamenti delle somme indebitamente percepite, attraverso i circuiti bancari internazionali da un capo all'altro del mondo. Il fenomeno noto a livello nazionale e risalente nel tempo, per il quale all'indomani dell'avvio delle verifiche da parte degli organi di Polizia (ben più raramente da parte di quelli di controllo dell'amministrazione erogante) e molto prima di giungere ad un'eventuale sentenza di condanna, le somme percepite da parte dell'imprenditore, attraverso frodi e meccanismi corruttivi, vengono immediatamente ritrasferite nella sua disponibilità personale, di suoi familiari o prestanomi. Del resto, il sistema bancario calabrese non può essere ritenuto immune da una certa contiguità con le centrali dell'appropriazione indebita di finanziamenti, un vero e proprio circuito finanziario pubblico-privato parallelo. Infatti, si spiega nella relazione della commissione parlamentare, a monte la presentazione della richiesta di finanziamento da parte dell'impresa è sempre fondata su dichiarazioni generiche rese da istituti di credito del luogo, con le quali si attesta la solidità patrimoniale dell'imprenditore, dell'impresa o di suoi fideiussori. Tali dichiarazioni - prive di validità giuridica ai fini della costituzione di una garanzia in favore dell'amministrazione erogatrice - sono praticamente una costante di tutte le frodi ai danni del bilancio dello Stato e dell'UE, da oltre un quindicennio: è grave che il sistema bancario, se più volte interessato dall'Autorità giudiziaria, non abbia mai inteso spezzare questo legame perverso con l'imprenditoria criminale o corrotta, considerato, comunque, che dai sistemi di transito della liquidità sui conti correnti "di lavoro" delle imprese, esso ne trae comunque un profitto. Dall'insieme di questi elementi emerge un peggioramento della situazione relativa al 2007, secondo dati ufficiali forniti dalla sola Guardia di Finanza riferiti alle frodi ai danni dello Stato e dell'Unione Europea. Su un totale nazionale di 259 violazioni riscontrate per frodi a danno del bilancio nazionale, ben 70 (il 37%) sono avvenute in Calabria. Su un totale di indebite percezioni ai danni del bilancio statale (legge 488) di euro 208.328.901,00, ben euro 49.290.916,00 (il 23,66%) sarebbero avvenute in Calabria. Altrettanto grave è la situazione se riferita alle frodi comunitarie, sia nel settore agricolo, che dei fondi strutturali: su un totale di 923 violazioni riscontrate dalla sola Guardia di Finanza, ben 192 hanno riguardato la Calabria, con euro 75.379.513,00 di indebite percezioni su un totale nazionale di euro 221.186.440,00 (pari al 29,34%). L'analisi dei dati investigativi e giudiziari fornisce, rileva l'Antimafia, "un quadro di preoccupante allarme per l'inarrestabile emorragia di contributi pubblici intercettati dalle cosche". Per quanto concerne i contributi previsti dalla legge 488/92, ne hanno beneficiato 1.125 società operanti nelle varie province calabresi. Nel periodo compreso tra il 2000 ed il 2003, l'ammontare complessivo dei contributi erogati è stato di 422 milioni di euro ed in tutti gli otto circondari del distretto di Corte d'Appello di Catanzaro sono stati iscritti procedimenti penali per il delitto di truffa aggravata. La sanità è il buco nero della Calabria, è il segno più evidente del degrado, è la metafora, si legge nella relazione della commissione bicamerale di inchiesta sul fenomeno della mafia, "dello scambio politico-mafioso, del disprezzo assoluto delle persone e del valore della vita". "Soldi e uomini. Questa è la miscela che fa andare avanti le cose, i capitali veri, animati ed inanimati, di cui dispone la 'ndrangheta". La commissione cita le parole del gip di Reggio Calabria contenute in un'ordinanza di custodia cautelare in carcere che ha riguardato, tra gli altri, Domenico Crea consigliere regionale in carica, "esponente principe del moderno trasformismo calabrese ed italiano, uomo dalle molteplici frequentazioni politiche: nel giro di tre anni è passato dal centro-destra con l'UDC, al centro-sinistra con la Margherita per ritornare al centro-destra con la nuova DC dell'on. Rotondi. è stato assessore all'urbanistica e all'ambiente, all'agricoltura e al turismo. è passato da un assessorato ad un altro, da un partito all'altro. Un funambolo." è la sanità lo spartiacque di civiltà che caratterizza l'intero dramma politico e sociale che vive la Calabria. Come la Campania dei rifiuti. "La salute saccheggiata, spartita, mercificata, svenduta per un consenso politico che privilegia l'ossessiva ricerca del profitto sulla vita". "La sanità pubblica viene fatta morire per alimentare il senso comune dell'utilità della sanità privata. Chi governa crea così l'alibi per drenare risorse pubbliche verso un sistema d'affari privato che spesso, in Calabria, ha come soggetto diretto d'impresa la 'ndrangheta. La 'ndrangheta è forte, con le sue ricchezze e la sua capacità economica, riesce a soddisfare i bisogni della gente quando questi non trovano nella politica la possibilità di ricevere risposte pubbliche. Ma negli ultimi anni,sottolinea l'Antimafia, non tutto è rimasto grigio. "La risposta dei giovani di Locri dopo l'omicidio Fortugno ha rotto un silenzio che durava da anni e le migliaia e migliaia di persone che il 21 marzo del 2007 hanno raggiunto Polistena per la giornata della memoria contro le mafie, strette attorno a tanti famigliari di vittime, hanno dato senso e continuità di impegno civile. Un momento significativo, in una terra dura come la Calabria, al quale ha partecipato anche una delegazione ufficiale della Commissione parlamentare antimafia. Milano e la Lombardia rappresentano la metafora della ramificazione molecolare della 'ndrangheta in tutto il nord, dalle coste adriatiche della Romagna ai litorali del Lazio e della Liguria, dal cuore verde dell'Umbria alle valli del Piemonte e della Valle d'Aosta. Di questi insediamenti la relazione della commissione Antimafia fornisce alcuni spaccati, tutti legati ferramente a doppio filo con i territori d'origine com'è caratteristica della 'ndrangheta e come indicato dalla ricostruzione della mappa delle famiglie in altra parte di questa relazione. Nella relazione del 13 gennaio 1994 la Commissione d'inchiesta approvava la relazione sugli insediamenti e le infiltrazioni di organizzazioni di tipo mafioso in aree non tradizionali, le principali regioni del Nord e del Centro Italia. La relazione già evidenzia come in Lombardia la 'ndrangheta era l'organizzazione più potente, cita i risultati di operazioni quali Wall Street e Nord-Sud che allora erano in pieno svolgimento e che, insieme alle successive, in particolare l'operazione Count Down dell'ottobre 1994 e l'operazione Fiori della Notte di San Vito, del novembre 1996, riguardante il clan Mazzaferro, sono sfociate nei grandi dibattimenti sino ai primi anni del 2000 che si sono conclusi con centinaia di condanne. Si può affermare, scrive oggi il presidente Francesco Forgione, che con queste operazioni "è stata quasi eliminata la componente militare di imponenti organizzazioni, dai soldati fino ai generali, e sono stati "riconquistati" dalle forze dello Stato territori che erano fortemente condizionati da cosche come quelle di Coco Trovato nel lecchese, i Morabito-Palamara-Bruzzaniti e i Papalia-Barbaro-Trimboli. "Da allora- si osserva ancora- nessun'altra indagine approfondita di impulso parlamentare si è occupata degli insediamenti mafiosi in Lombardia nonostante il nord del Paese e Milano siano stati investiti da grandi processi di trasformazione economici e sociali, di deindustrializzazione di intere aree e periferie urbane e, in questi cambiamenti, le mafie abbiano riguadagnato silenziosamente ma progressivamente terreno".

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Siciliotti: revisori cooptati dal fisco senza incentivi (sezione: Costi dei politici)

( da "ItaliaOggi Sette" del 20-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi Sette     ItaliaOggi Sette  - controlli & consulenza Numero 041, pag. 3 del 18/2/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       L'intervista Siciliotti: revisori cooptati dal fisco senza incentivi Il conflitto di interessi non è in via automatica nella molteplicità degli incarichi nei confronti di uno stesso committente ma piuttosto quando la situazione mina l'indipendenza del professionista alla luce dei compensi percepiti. Le segnalazioni all'autorità giudiziaria di casi di conflitto di interessi hanno avuto il loro picco nel biennio 2004-2005 ma tra la segnalazione e il reale verificarsi della situazione scorre la verifica dell'idoneità dell'atto a compromettere in concreto l'indipendenza economica del controllore rispetto al proprio controllato-committente. è quanto valuta Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, sul rapporto tra attività di revisione e attività di consulenza. E sulle novità della Finanziaria osserva: "Al legislatore è parsa una buona idea quella di cooptare gratuitamente il soggetto incaricato della revisione contabile del bilancio nel ruolo di ausiliario del fisco, procedendo alla cooptazione ovviamente non già sulla base di norme incentivanti, bensì sotto la consueta scure dell'applicazione di sanzioni". Domanda. Come sono cambiati e quali sono i maggiori profili di rischio di conflitto di interessi tra attività di revisione e controllo societario e consulenza? Risposta. L'attenzione del legislatore non può dirsi cresciuta, semplicemente perché è sempre stata tenuta su elevati livelli di guardia. L'indipendenza del sindaco e del revisore contabile costituisce da sempre uno dei requisiti ineludibili ai fini dell'esercizio delle relative funzioni e, quindi, ai fini della permanenza nell'incarico. Il conflitto di interessi tra attività di consulenza e attività di revisione e controllo societario assume significato reale quando lo svolgimento delle due attività da parte di un medesimo soggetto è idoneo a comprometterne l'indipendenza, fermo restando che nel presente caso non si può che fare riferimento all'indipendenza cosiddetta "economica". Il conflitto di interessi non può però ravvisarsi in via automatica nell'eventuale esercizio di più attività nei confronti di un medesimo committente. Il conflitto di interessi sorge quando questa situazione mina in concreto l'indipendenza del professionista, alla luce della significatività dei compensi da esso complessivamente percepiti da quel committente, circostanza che peraltro potrebbe verificarsi anche in presenza dell'esercizio di attività esclusivamente riconducibili alla sfera del controllo. Su questi aspetti, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ebbe modo di diramare alcune linee guida, con propri documenti del 20 aprile 2004 e 25 gennaio 2005, i cui indirizzi sono senz'altro d'attualità. D. Dopo gli scandali finanziari degli ultimi anni sono state messe in campo regole per contenere il fenomeno? R. A livello di interventi normativi volti a migliorare l'efficienza e la trasparenza nel settore dei controlli contabili e societari, nonché la chiarezza nell'informativa di bilancio, vanno senz'altro richiamati la legge n. 262/2005 (cosiddetta "legge sul risparmio") e il dlgs n. 32/2007 (attuativo della cosiddetta "direttiva comunitaria di modernizzazione contabile"). Con la prima sono stati accentuati i profili di trasparenza degli incarichi di sindaco e revisore. Con il dlgs n. 32/2007 sono stati previsti criteri più stringenti nella stesura della relazione del soggetto incaricato del controllo contabile con riferimento alle società non quotate, avvicinando di molto il contenuto di questo documento a quello proprio dei bilanci delle società quotate. D. Si possono fornire dati sul fenomeno in atto dei conflitti di interessi? R. è alquanto difficile poter ricostruire dati di questo tipo. Di certo si può dire che, specie nel biennio 2004-2005, si è avuto un incremento delle segnalazioni, da parte di pubblici ufficiali, di presunti casi di conflitti di interesse del sindaco o del revisore contabile, sulla base della mera constatazione della compresenza di esercizio di attività consulenziale e di revisione o controllo societario. Ipotesi che, come detto, può essere senz'altro foriera di un conflitto di interessi, ma da potenza si tramuta in atto solo nella misura in cui sia idonea a compromettere in concreto l'indipendenza economica del controllore rispetto al proprio controllato-committente. D. Qual è il vostro giudizio sulle nuove sanzioni in capo ai revisori contabili introdotte con la Finanziaria 2008? R. La legge finanziaria per il 2008 stabilisce che nei confronti dei soggetti tenuti alla sottoscrizione delle dichiarazioni dei redditi e dell'Irap, i quali omettono di esprimere il giudizio negativo sul bilancio, ove ne ricorrano i presupposti, si applica una sanzione pari al 30% del compenso contrattuale relativo all'attività di redazione della relazione di revisione, fermo restando il limite massimo dell'imposta effettivamente accertata in capo al contribuente. Il presupposto logico dell'introduzione di questa responsabilità tributaria del revisore contabile andrebbe ricercato nel fatto che la Finanziaria medesima rafforza di fatto il principio di derivazione della base imponibile Ires e Irap dalle risultanze di bilancio. Ecco allora che al legislatore è parsa una buona idea quella di cooptare gratuitamente il soggetto incaricato della revisione contabile del bilancio nel ruolo di ausiliario del fisco, procedendo alla cooptazione ovviamente non già sulla base di norme incentivanti, bensì sotto la consueta scure dell'applicazione di sanzioni. Un siffatto approccio lascia stupefatti, anche perché le sanzioni potrebbero essere applicate a professionisti che hanno adempiuto in modo perfetto al loro dovere. Ricordiamo infatti che i revisori non sono tenuti a controllare tutti i documenti contabili (operazione peraltro impossibile nella maggior parte dei casi), ma solo a un controllo a campione. Oltretutto, il revisore contabile, ove non adempia in modo puntuale ai propri doveri di controllo e di giudizio sul bilancio, è già soggetto a stringenti profili di responsabilità nei confronti dei terzi, tra i quali ben può annoverarsi anche l'Erario.

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Intervalli dai tre ai sei anni per l'incarico sui bilanci (sezione: Costi dei politici)

( da "ItaliaOggi Sette" del 20-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi Sette     ItaliaOggi Sette  - controlli & consulenza Numero 041, pag. 3 del 18/2/2008 Autore: di Francesco Pau Visualizza la pagina in PDF     Intervalli dai tre ai sei anni per l'incarico sui bilanci Con la riscrittura dell'articolo 160 del dlgs 24 febbraio 1998 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria-Tuf) a opera della legge sul risparmio prima (legge n. 262 del 28 dicembre 2005) e successivamente del dlgs n. 303 del 29 dicembre 2006 sono state definite con maggior chiarezza le attività considerate incompatibili con lo svolgimento di incarichi di revisione. L'incompatibilità è finalizzata ad assicurare lo svolgimento in modo indipendente dell'attività di revisione non solo dai singoli professionisti ma anche dal gruppo di appartenenza della società di revisione stessa. Il network della società di revisione è costituito dalla struttura più ampia cui appartiene la società stessa e che si avvale della medesima denominazione o attraverso la quale vengono condivise risorse professionali. Comprende quindi non solo le società che controllano la società di revisione ma anche quelle controllate dalla società di revisione stessa, a essa collegate o sottoposte con essa a comune controllo. La definizione del network di revisione rileva anche ai fini della corretta applicazione del comma 1-ter dell'articolo 160 del Tuf che determina l'incompatibilità dell'attività di revisione sia con riguardo a determinate altre attività sia con riguardo ai soggetti cui tali incompatibilità si applicano. Così sotto il profilo soggettivo l'incompatibilità riguarda non solo la società di revisione e le entità appartenenti alla rete della medesima ma anche i soci, gli amministratori, i componenti degli organi di controllo e i dipendenti della società di revisione stessa e delle società da essa controllate, per essa collegate o che la controllano o sono sottoposte a comune controllo. L'articolo 10, comma 1-ter, vieta di fornire alla società che ha conferito l'incarico di revisione e alle società da essa controllate o che la controllano o sono sottoposte a comune controllo i seguenti servizi: a) tenuta dei libri contabili e altri servizi relativi alle registrazioni contabili o alle relazioni di bilancio; b) progettazione e realizzazione dei sistemi informativi contabili; c) servizi di valutazione e stima ed emissione di pareri pro veritate; d) servizi attuariali; e) gestione esterna dei servizi di controllo interno; f) consulenza e servizi in materia di organizzazione aziendale diretti alla selezione, formazione e gestione del personale; g) intermediazione di titoli, consulenza per l'investimento o servizi bancari d'investimento; h) prestazione di difesa giudiziale; i) altri servizi e attività, anche di consulenza, inclusa quella legale, non collegati alla revisione, individuati, in ottemperanza ai principi di cui all'ottava direttiva n. 84/253/Cee del Consiglio del 10 aprile 1984, in tema di indipendenza delle società di revisione, dalla Consob con il regolamento adottato ai sensi del comma Con il dlgs n. 303/06 è stato specificato che tra le attività di consulenza incompatibili rientra anche la consulenza legale al fine di evitare l'insorgere di equivoci che una locuzione troppo generica poteva ingenerare. Sempre al fine di assicurare una più marcata indipendenza del revisore è stato previsto che l'incarico di responsabile della revisione dei bilanci di una stessa società non possa essere esercitato dalla medesima persona per un periodo eccedente sei esercizi sociali contro i tre previsti per le non quotate. Un intervallo minimo di tre anni dalla cessazione del precedente incarico è conditio sine qua non per l'assumere dello stesso incarico da parte della stessa persona anche quando l'incarico dovesse essere conferito a una diversa società di revisione. Lo stesso intervallo triennale è previsto prima che la stessa persona possa assumere o continuare a esercitare incarichi relativi alla revisione dei bilanci di società controllate dalla suddetta società, di società a essa collegate, che la controllano o sono sottoposte a comune controllo. Tre anni sono inoltre previsti per il nuovo conferimento dell'incarico ovvero per il rinnovo dello stesso alla società di revisione per la quale l'incarico ha la durata di nove esercizi. Spetta all'assemblea, in occasione su proposta motivata dell'organo di controllo, conferire l'incarico di revisione e approvarne il relativo compenso. Nel caso di inerzia da parte dell'assemblea sarà la Consob a provvedere d'ufficio al conferimento dell'incarico e alla determinazione del relativo corrispettivo. In tal modo si ha una maggiore disclosure sui compensi che la società di revisione percepisce in merito all'attività svolta separando quindi il corrispettivo per la revisione da quello percepito per eventuali altri servizi consentendo in tal modo di evidenziare eventuali dipendenze economiche della società di revisione nei confronti della società revisionata.

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Sanzioni fiscali in agguato ma dal bilancio 2008 (sezione: Costi dei politici)

( da "ItaliaOggi Sette" del 20-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi Sette     ItaliaOggi Sette  - controlli & consulenza Numero 041, pag. 4 del 18/2/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF     Sanzioni fiscali in agguato ma dal bilancio 2008 Il revisore che non voglia assoggettarsi a rischi sanzionatori dovrà esprimere un giudizio con rilievi anche su bilanci che lo stesso ritenga civilisticamente corretti. In assenza di ciò, infatti, una sospetta, anche minima evasione d'imposta, da parte dell'ente controllato, potrebbe determinare sul revisore una sanzione pecuniaria. è quanto scaturisce dalle nuove disposizioni di cui all'articolo 9, comma 5, del dlgs n. 471/1997, che ha introdotto specifiche sanzioni in capo all'organo di controllo contabile. La disposizione varrà per i bilanci relativi al periodo d'imposta 2008. Le nuove disposizioni si applicheranno a partire dal bilancio relativo all'esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007. Si tratta di una tempistica doverosa, in relazione all'entrata in vigore del novellato articolo 2409-ter (funzioni di controllo contabile), inerente al nuovo giudizio sul bilancio delle società non quotate a cui le norme sanzionatorie sono collegate. Tale articolo troverà applicazione solo per i rendiconti che iniziano successivamente alla data di entrata in vigore del dlgs n. 32/2007 e cioè successivamente al 12 aprile 2007. Ciò significa che le nuove norme afflittive sui revisori non si renderanno applicabili in merito ai giudizi sui bilanci relativi al 2007. Bilancio da monitorare in ottica anche fiscale. La sanzione si renderà applicabile nel caso di bilancio "fiscalmente non corretto" da cui scaturisca un'evasione d'imposta da parte della società o ente sottoposto a controllo e il revisore esprima un giudizio positivo senza rilievi. A riguardo, non rilevano, quindi, le irregolarità commesse esclusivamente in dichiarazione (per esempio attraverso indebite detrazioni d'imposta ovvero non ammissibili deduzioni dall'imponibile o la mancata ripresa a tassazione di costi indeducibili nelle variazioni in aumento ecc.) bensì infedeltà nella dichiarazione che traggono origine da irregolarità di bilancio non evidenziate dall'organo di controllo contabile. Potrebbe essere il caso di costi indeducibili (per esempio a seguito di false fatturazioni) che hanno trovato allocazione in bilancio, o ricavi non contabilizzati. In definitiva, la sanzione si renderà applicabile quando il revisore abbia espresso un giudizio positivo senza rilievi sul bilancio della società e su questo bilancio gli organi deputati agli accertamenti fiscali (guardia di finanza e Agenzia delle entrate) individuino delle irregolarità contabili, che, trasposte nella dichiarazione, ingenerino specifiche evasioni d'imposta accertate in modo definitivo. Da evidenziare, peraltro, che le imposte evase rilevanti ai fini delle sanzioni in commento sono esclusivamente l'Ires e l'Irap, mentre appaiono prive di significatività eventuali evasioni d'imposta sul valore aggiunto e le irregolarità contabili da parte della società a titolo di sostituto d'imposta. Sanzioni anche in caso di corretta applicazione dei principi di revisione. Il controllo dei revisori, a differenza di quello degli organi di accertamento fiscale, da un lato, è pur sempre un "controllo a campione" basato su indagini di tipo statistico e, dall'altro, si fonda sul concetto di "errore significativo", che non rileva ai fini del giudizio quando l'organo di revisione lo consideri irrilevante ai fini della correttezza sostanziale del bilancio. Quanto sopra si evidenzia in molteplici principi di revisione di recentissima emanazione. Stiamo riferendoci per esempio al principio di revisione n. 200 (obiettivi e principi generali della revisione contabile del bilancio), al n. 500 (gli elementi probativi della revisione), al n. 240 (responsabilità del revisore nel considerare le frodi nel corso della revisione contabile del bilancio), al documento n. 320 (il concetto di significatività dell'errore). Dalle nuove disposizioni deriva, in definitiva, che se l'evasione scaturisse da documenti incolpevolmente non intercettati dall'organo di revisione questo si troverebbe a essere sanzionato pur avendo svolto il proprio incarico secondo corretti principi di revisione; né sarà concesso al revisore di emettere un giudizio positivo (senza rilievi) nel momento in cui valutasse l'irregolarità non significativa rispetto alla correttezza generale dei valori di bilancio.

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La scure del fisco stavolta risparmia i cittadini (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 20-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Spese molto al di sottodelle medie regionalee del Centro ItaliaTariffe bloccateanche per asili nidobuoni pasto, coloniee trasporti scolasticiL'assessore rassicurai contribuenti"Niente aumentineanche quest'anno" Dall'Ici all'imposta sui rifiuti, positivo il confronto con gli altri capoluoghi. Capriotti: "Eliminati gli sprechi" La scure del fisco stavolta risparmia i cittadini FERMO - Peggio di tutti, Siena. Ogni residente, neonati compresi, deve sborsare 699 euro all'anno per le imposte comunali. Ici, addizionale Irperf, tassa sui rifiuti, tassa per la pubblicità, addizionale sull'energia elettrica. Ma anche i Comuni capoluogo delle Marche non scherzano: 516 per Ancona, 456 per Pesaro, 429 per Macerata e 417 per Ascoli, a fronte di una media del Centro Italia che si attesta sui 480 euro e nazionale sui 434, con sbalzi del 10-15% rispetto alle cifre di appena due anni. Isola felice, l'ultimo capoluogo in ordine di tempo della regione al plurale, Fermo, con 342,60 euro. Ne parliamo con l'assessore al Bilancio Elvazio Capriotti, prendendo spunto da un servizio uscito nei giorni scorsi sul Sole-24 Ore. "Tanti dati e cifre - dice Capriotti - con un piccolo particolare: si sono dimenticati di... Fermo. Eppure nell'elenco dei Comuni capoluogo figurano anche Monza e Barletta, che Province lo sono diventate insieme a noi. Allora: o aspettiamo l'ufficializzazione definitiva per tutti, che avverrà nel 2009 con le elezioni per le amministrazioni provinciali, oppure in quella lista doveva essere presente pure Fermo. Anche perché i dati relativi al confronto con le altre città sono significativi. Si vede chiaramente la diversità dei costi per i cittadini". Che differenza c'è fra Fermo e le altre città capoluogo delle Marche? "Notevole. Nel 2007 la spesa complessiva, dividendo il totale per i 37.766 abitanti censiti al 31 dicembre scorso, è stata di 342,60 euro, con valori più bassi per tutti o quasi gli indicatori: 168,27 per l'Ici, 75,91 per l'addizionale Irpef, 80,62 per i rifiuti, 7,84 per l'imposta sulla pubblicità, e 9,96 per l'addizionale sull'energia elettrica. Parliamo di oltre 6 milioni e 350 mila euro per l'imposta sugli immobili, quasi 2 milioni e 900 mila per l'Irpef, più di 3 milioni per la Tia, quasi 300 mila euro per la pubblicità e 375 mila euro per l'addizionale sull'energia elettrica. I dati delle altre città sono molto più alti". Un altro problema riguarda l'aumento dei prezzi per i servizi. Anche a Fermo, come in quasi tutti i Comuni, la crescita rispetto al 2005 è stata notevole? "Beh, si è passati da 288,46 a 342,60 euro. Ma erano valori talmente bassi che restiamo molto al di sotto delle medie sia nazionale che del Centro Italia". Secondo l'indagine, i costi più bassi sono stati riscontrati al Sud. La media si attesta sui 350-370 euro, simile a quella di Fermo. Come avete fatto a contenere le imposte a questi livelli? "Facendo attenzione alle spese. Ad esempio, le ultime norme della Finanziaria relative ai costi della politica, con obblighi di riduzione per i Comuni, non ci riguardano. Le spese sui gettoni di presenza per i consiglieri comunali o le indennità per gli amministratori sono già al minimo. Sotto non si può andare. La legge parlava di tagli di almeno il 10%". E poi? "Una scelta che ha pagato è stata quella di esternalizzare i servizi tramite l'Asite. Anche se ora l'azienda ha chiuso in perdita. E' un problema da affrontare, tenendo sempre conto della qualità dei servizi erogati". Ci sono anche i servizi a domanda individuale... "Per asili nido, buoni pasto, colonie e trasporti scolastici i costi sono i più bassi del territorio. Non ci sono stati ritocchi alle tariffe dal '99". I dati sulle imposte sono relativi al 2007. E il 2008? "Posso già assicurare che non ci saranno aumenti nemmeno nel bilancio di quest'anno". Quali sono i problemi maggiori da affrontare? "Il principale riguarda la riduzione dei trasferimenti dallo Stato. Più passano gli anni e più diminuiscono i fondi. Lo scorso anno ci fu anche un taglio drastico sull'Ici". Altri problemi? "A parte l'addizionale Irpef, le dinamiche delle entrate comunali non sono legate al Pil come quelle dello Stato. Prendiamo l'Ici: un aumento è possibile solo se crescono le aree fabbricabili o vengono ritoccate le aliquote. Ma anche l'addizionale Irpef, almeno fino allo scorso anno, non era gestita direttamente dai Comuni. Si trattava di una quota, relativa tra l'altro agli anni precedenti, accantonata dallo Stato a favore delle amministrazioni locali. Solo da quest'anno i Comuni potranno gestire direttamente l'introito. Si tratta di una novità importante, visto che è l'unica voce a seguire la dinamica dei salari, del lavoro da impresa". DOMENICO CIARROCCHI,.

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INDENNITA' E GETTONI AL MINIMO (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 20-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

FERMO - Uno dei vanti dell'amministrazione comunale è quello di aver contenuto i costi della politica. I compensi lordi al mese sono di 3.633,27 euro per il sindaco, 1.998,30 per il vice, 1.634,97 per gli assessori con un lavoro autonomo e 817,41 per quelli con lavoro dipendente. I gettoni di presenza per i consiglieri ammontano invece a 37,96 euro, sempre lordi. "Si tratta di cifre - sottolinea l'assessore Capriotti - molto inferiori a quelle di altri Comuni. Come Ascoli, ad esempio. Perché erano state stabilite quando non c'era ancora stato il riconoscimento della Provincia di Fermo e la città non godeva dello status di capoluogo. Ma anche dopo, sono rimaste inalterate. Si è quindi partiti da una base più bassa rispetto agli altri quattro capoluoghi della regione e, rinunciando ai successivi aumenti, la differenza è diventata abissale. Ma solo così si riescono a garantire servizi a costi inalterati".

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