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IN EVIDENZA
Consiglio regionale di nuovo nella bufera. Ai
domiciliari il consigliere Pd Roberto Conte Il procuratore Lepore: la
corruzione sta aumentando sempre più
Analogo provvedimento per l'ex
potente funzionario della Regione, Lucio Multari, e per gli imprenditori della
security, Buglione (Il
Corriere della Sera 20-2-2008
NAPOLI - Una nuova bufera sul Consiglio regionale
della Campania. Sei arresti, tutti ai domiciliari, con l'accusa di corruzione.
Tra loro c'è il consigliere regionale del Pd, Roberto Conte (ora sospeso dagli
incarichi di partito), 44 anni, esponente della corrente rutelliana dei
«Riformisti coraggiosi», l'ex potentissimo capo dell'ufficio amministrazione e
personale della Regione, Lucio Multari, e i fratelli Buglione, imprenditori nel
settore della security.
GLI
ARRESTI - Le sei persone arrestate dalle Fiamme Gialle sono, oltre
Conte e Multari, il commercialista Giuseppe Ranieri, il medico Emanuele Cameli
e appunto i fratelli imprenditori Carmine e Antonio Buglione. Le indagini
condotte dalla Procura di Napoli hanno accertato che il consigliere regionale
propose nel 2005 di trovare alcuni locali dove collocare uffici del consiglio
regionale. Nel frattempo, e prima che iniziassero le procedure di valutazione
delle offerte da parte dell’allora dirigente reponsabile del settore
amministrazione, Multari, Conte costituì, insieme con gli imprenditori Antonio
e Carmine Buglione, la società «Europa Immobiliare srl»: nella società il
consigliere non appariva ma aveva inserito come prestanome una casalinga
nullatenente. Attraverso numerose irregolarità procedurali, l’ex dirigente
Multari - secondo l’accusa - fece in modo da far prevalere l’offerta della
società in cui era inserito Conte ed insieme con lui predispose il contratto di
locazione nell’ambito del quale si prevedeva, oltre ad un canone di circa 500
mila euro l’anno, una clausola che poneva a carico del Consiglio regionale una
serie di spese accessorie quali vigilanza, portierato, pulizia, disinfestazione
affidati, senza alcuna gara, in global service al «Consorzio C.e.s.a
s.c.a.r.l». che fa capo sempre ai Buglione. In questo modo, hanno sottolineato
gli inquirenti, il consigliere regionale ha percepito «vantaggi economici
rilevantissimi». Il tutto per dei locali, collocati al Centro direzionale e in
via Santa Maria del Pianto, che non sono mai stati utilizzati.
IL
CONSIGLIERE «CORAGGIOSO» - Conte, consigliere Pd, era stato indagato il
28 gennaio scorso nell’inchiesta che aveva portato all’arresto di sei esponenti
del clan camorristico Misso. Il politico avrebbe ottenuto l’appoggio, anche
economico, della malavita della Sanità durante la campagna elettorale del
Poco prima, alla fine del mese di dicembre, Conte fu coinvolto in un’ulteriore
indagine, condotta sempre dalla procura della Repubblica partenopea, su
presunti appalti truccati nel settore degli impianti tecnologici per la Regione
Campania, degli estintori e del centro stampa per il Comune di Napoli.
L'EX POTENTE
FUNZIONARIO - Un altro degli arresti «eccellenti» è quello di Lucio Multari
ex potente dirigente del settore Amministrazione, Contabilità e Gestione del
personale del Consiglio regionale, licenziato a fine 2006 «per giusta causa» .
La lettera di chiusura del rapporto, davvero clamorosa, firmata dall’attuale
segretario generale Roberto De Liso conteneva 12 pagine di durissime accuse. Al
dirigente regionale venivano mosse contestazioni pesanti. Sull’operato di
Multari c’era, peraltro, già stata una sentenza della Corte dei Conti
d’Appello, pubblicata il 28 gennaio 2005, che confermava una condanna «per
responsabilità amministrativa gravemente dolosa, consistita nell’aver causato
alla Regione un danno di 150 mila euro». Secondo i giudici amministrativi il
dirigente regionale avrebbe «inquadrato» prima nella carriera direttiva e poi
in quella dirigenziale del Consiglio un «operaio a giornata». Ma questa era
solo la prima delle tante contestazioni mosse a Multari. La più eclatante
riguardava un pagamento di 40 mila euro e l’impegno di spesa e liquidazione di
1 milione e 188 mila euro prelevati da un «capitolo di spesa inesistente» , il
«7000 RP 2004». Nell’ottobre del 2005 emergeva poi che la ditta appaltatrice
del facchinaggio e pulizia degli edifici del Consiglio non aveva presentato il
certificato antimafia. Qualche mese dopo il prefetto di Napoli, con nota
riservata, informava la Regione che « sussistono tentativi di infiltrazione
camorristica » nella ditta in questione.
I FRATELLI
BUGLIONE - «Ne hanno fatta di strada i fratelli Buglione di Saviano»,
scriveva il settimanale «L'Espresso» alla fine del 2006. Da piccoli
raccomandati di provincia a massimi esperti di sicurezza, micro e
macrocriminalità. Con la loro rete di agenzie di polizia, proteggono infatti un
terzo di Napoli. Sono tanto stimati che, grazie a una gara d'appalto del 2005,
i loro vigilantes sono diventati la guardia privata della Regione Campania.
Così ha deliberato una commissione della giunta di Antonio Bassolino quando ha
dovuto stabilire chi doveva presidiare gli uffici e le sedi del Consiglio
regionale. L'annuncio sul Bollettino ufficiale regionale era tanto stringato
che solo gli addetti ai lavori se ne sono accorti. Cinque righe per un
contratto da 4 milioni e mezzo di euro. Difendere la Regione a Napoli è come
difendere il governatore e i suoi amministratori dalla camorra. Un biglietto da
visita di cui vantarsi.
IL
PROCURATORE - Niente più mazzette, tangenti, niente più buste e valigie
piene di soldi: la corruzione segue altre tecniche che chiamano in causa
società occulte tra esponenti della politica, imprenditori e burocrati. È lo
scenario tratteggiato dal procuratore Giovandomenico Lepore. «Oggi a Napoli
esiste un sistema ben più sofisticato per stipulare accordi tra pubblici
ufficiali e imprenditori - ha spiegato Lepore - non vi è più il classico
pagamento delle "mazzette" ma, in vista di iniziative determinate o dallo
stanziamento di fondi pubblici o dalla rappresentazione, più o meno
artificiosa, di esigenze di pubblico interesse, si vengono a costituire società
occulte». Di sicuro, ripete più volte Lepore, «la corruzione sta aumentando
sempre di più». «Il lavoro è tanto, così tanto che sto pensando di rafforzare,
dal punto di vista dei magistrati, la sezione della pubblica amministrazione -
ha spiegato - quando, come spero, verrà ricoperto tutto l’organico, vorrei
rivedere la situazione perché purtroppo il lavoro è tanto la corruzione si
diffonde sempre di più, dai più bassi al più alti strati».
20 febbraio 2008
SU
PROPOSTA del capogruppo della lista civica Insieme per Buggiano Oreste
Gonfiotti nell ( da "Nazione, La (Pistoia)"
del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Insieme per
Buggiano" Oreste Gonfiotti nell'ultimo consiglio comunale è stato deciso
di devolvere i gettoni di presenza alla famiglia di Carlo Parlanti che si sta
battendo in Usa per avere l'assoluzione dopo che in primo grado è stato
condannato per stupro dell'ex convivente. Parlanti si è sempre proclamato
innocente. - -->.
Padule,
il consorzio va a... vinci ( da "Tirreno, Il"
del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
La legge
finanziaria ha già azzerato gettoni di presenza o rimborsi per i consiglieri
nominati dalle province fra gli amministratori in carica dei comuni, ed ha
stabilito che i consiglieri rappresentanti dei vari territori e dei comuni
passino da ventitré a cinque. Un taglio deciso e concreto ai "costi della
politica", teso a recuperare risorse,
Costi
della politica il Comune taglierà 498mila
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Costi della
politica il Comune taglierà 498mila SONO solo annunciati ma almeno anche in
città si inizia a parlare di tagli ai costi della politica. Entro giugno la
Giunta potrà decidere dove ridurre le spese per i politici. Di mira potrebbero
essere presi i gettoni dei consiglieri comunali o gli stipendi degli assessori
ma anche i rimborsi spese degli amministratori o gli indennizzi
Tre
consigli per impiegarle ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
tre anni che
ho fatto come amministratore di una municipalizzata e successivamente di una
spa ho percepito 5 milioni di lire di gettoni di presenza. Oggi sento che chi
svolge le mie stesse funzioni percepisce 27.000 euro l'anno. Non è migliorato
alcuno dei fondamentali aziendali. Non mi risulta che i nuovi amministratori
abbiano responsabilità maggiori di quelle che avevamo noi.
Asl,
tagliati i rimborsi milionari ( da "Centro, Il"
del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
gettoni dati
così evitiamo altri sprechi PESCARA. Stop ai profumati gettoni di presenza
nella miriade di commissioni, consulte e comitati attivi nelle sei Asl
abruzzesi. La fine dei rimborsi per la partecipazione a commissioni spesso
inutili è stata sancita dalla commissione Sanità che ieri ha cominciato il
complesso lavoro di esame dei 281 emendamenti al piano sanitario regionale.
Gli
assessori hanno soltanto il gettone di presenza
( da "Provincia
Pavese, La" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
REPLICA SUGLI
STIPENDI "Gli assessori hanno soltanto il gettone di presenza" DORNO.
"Qualcuno in paese ha malignato sui nostri stipendi di amministratori
comunali: ribadisco ancora una volta che gli assessori percepiscono solamente
il gettone di presenza, mentre la sottoscritta riceve il minimo consentito
dalla legge".
Nuove
deleghe in giunta ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Il sindaco ha
letto ai consiglieri la lettera di dimissioni di Zucchiatti e la successiva
comunicazione con cui lo stesso Zucchiatti ha deciso di rimanere in consiglio
come consigliere, ma di dichiararsi indipendente e di rinunciare per tutto il
2008 al gettone di presenza. Inoltre, Zonta ha dato lettura di un comunicato
sottoscritto da consiglieri,
Regione,
tagli dei vitalizi Sì alla proposta Volkspartei
( da "Corriere
Alto Adige" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Corriere
dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2008-02-20 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE I costi della politica Regione, tagli dei vitalizi Sì
alla proposta Volkspartei BOLZANO - I vitalizi dei consiglieri regionali e contributi
ai gruppi consiliari verranno tagliati.
Il
via libera arriva all'alba Maggioranza divisa sull'Assb
( da "Corriere
Alto Adige" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Per approvare
il bilancio di previsione 2008 ci vogliono cinque sedute, sette gettoni di
presenza (quando si passa la mezzanotte scatta il secondo) e 28 ore di
discussione. Sono quasi le 3.30 dell'altra notte quando i 32
"sopravvissuti" rimasti in aula affrontano la votazione finale: il
documento passa con 25 voti a favore e 7 contrari.
Vitalizi,
\nPassa la proposta Svp. Opposizione critica I Verdi: quanta ipocrisia. Seppi:
una truffa \nsì al taglio ( da "Corriere Alto Adige"
del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Critica anche
Sinistra democratica che boccia una proposta che " riguarda solo i futuri
consiglieri e non vieta di cumulare i vitalizi e altri redditi da incarichi
politici". Quanto al tagli dei finanziamenti per i gruppi consiliari, Sd
precisa che "invece di ridurre i costi della politica e affrontare la
questione morale si preferisce tagliare il pluralismo". M. A.
Regione,
sì alla mozione che abolisce i vitalizi
( da "Corriere
Alto Adige" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ufficio di
presidenza a predisporre una proposta di legge che sopprima il finanziamento
fisso ai gruppi e che abolisca il contributo del 30 per cento a carico
dell'ente pubblico che alimenta il fondo dei vitalizi. La mozione presentata
dal capogruppo Svp, Seppl Lamprecht, è passata con tre voti contrari (Boso,
Klotz e Bertolini) e sei astensioni.
Commissioni,
aboliti i gettoni di presenza ( da "Centro, Il"
del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
aboliti i
gettoni di presenza PESCARA. Stop ai gettoni di presenza nella miriade di
commissioni, consulte e comitati attivi nelle sei Asl abruzzesi. La fine dei
rimborsi per la partecipazione a commissioni spesso inutili è stata sancita
dalla commissione Sanità che ha cominciato il complesso lavoro di esame dei 281
emendamenti al piano sanitario regionale.
Chi
vuole il super-consulente ( da "Morningstar IT"
del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ma anche dei
costi, della rapidità e della probabilità di esecuzione. "Se è l'Sgr a
operare sul mercato" continua D'Apice "dovrà farsi carico di
garantire la best execution delle operazioni. In caso contrario, dovrà
predisporre i criteri in base ai quali selezionare il miglior negoziatore che
poi dovrà adempiere a tali obblighi".
'Ndrangheta
Spa: ecco la relazione della Commissione Antimafia
( da "Vita
non profit online" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
penetrazioni
criminali nel settore dei finanziamenti statali e comunitari alle imprese pare
risentire eccessivamente della lentezza dei processi penali, cui consegue una
sostanziale impossibilità di procedere al recupero delle somme da parte dello
Stato, accertata la velocità degli spostamenti delle somme indebitamente
percepite, attraverso i circuiti bancari internazionali da un capo all'
Siciliotti:
revisori cooptati dal fisco senza incentivi
( da "ItaliaOggi
Sette" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
contabile
costituisce da sempre uno dei requisiti ineludibili ai fini dell'esercizio
delle relative funzioni e, quindi, ai fini della permanenza nell'incarico. Il
conflitto di interessi tra attività di consulenza e attività di revisione e
controllo societario assume significato reale quando lo svolgimento delle due
attività da parte di un medesimo soggetto è idoneo a comprometterne l'
Intervalli
dai tre ai sei anni per l'incarico sui bilanci
( da "ItaliaOggi
Sette" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
continuare a
esercitare incarichi relativi alla revisione dei bilanci di società controllate
dalla suddetta società, di società a essa collegate, che la controllano o sono
sottoposte a comune controllo. Tre anni sono inoltre previsti per il nuovo
conferimento dell'incarico ovvero per il rinnovo dello stesso alla società di
revisione per la quale l'incarico ha la durata di nove esercizi.
Sanzioni
fiscali in agguato ma dal bilancio 2008
( da "ItaliaOggi
Sette" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
sanzione si
renderà applicabile quando il revisore abbia espresso un giudizio positivo
senza rilievi sul bilancio della società e su questo bilancio gli organi
deputati agli accertamenti fiscali (guardia di finanza e Agenzia delle entrate)
individuino delle irregolarità contabili, che, trasposte nella dichiarazione,
ingenerino specifiche evasioni d'imposta accertate in modo definitivo.
La
scure del fisco stavolta risparmia i cittadini
( da "Corriere
Adriatico" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
con obblighi
di riduzione per i Comuni, non ci riguardano. Le spese sui gettoni di presenza
per i consiglieri comunali o le indennità per gli amministratori sono già al
minimo. Sotto non si può andare. La legge parlava di tagli di almeno il 10%".
E poi? "Una scelta che ha pagato è stata quella di esternalizzare i
servizi tramite l'Asite.
INDENNITA'
E GETTONI AL MINIMO ( da "Corriere Adriatico"
del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
amministrazione
comunale è quello di aver contenuto i costi della politica. I compensi lordi al
mese sono di 3.633,27 euro per il sindaco, 1.998,30 per il vice, 1.634,97 per
gli assessori con un lavoro autonomo e 817,41 per quelli con lavoro dipendente.
I gettoni di presenza per i consiglieri ammontano invece a 37,96 euro, sempre
lordi.
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
SU PROPOSTA del
capogruppo della lista civica "Insieme per Buggiano" Oreste Gonfiotti
nell'ultimo consiglio comunale è stato deciso di devolvere i gettoni
di presenza alla famiglia di Carlo Parlanti che si sta battendo in Usa
per avere l'assoluzione dopo che in primo grado è stato condannato per stupro
dell'ex convivente. Parlanti si è sempre proclamato innocente. - -->.
( da "Tirreno, Il" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Incontro con i
contribuenti Padule, il consorzio va a... Vinci VINCI. Venerdì nei locali della
palazzina Uzielli a Vinci si terrà un'iniziativa pubblica, alla quale è
invitata la cittadinanza, dal titolo "L'attività del Consorzio di Bonifica
del Padule di Fucecchio nel comune di Vinci". Saranno presenti i dirigenti
del consorzio, il presidente Gino Biondi e il direttore generale Franco
Fambrini. Insieme a loro il sindaco Dario Parrini e l'assessore ai lavori
pubblici Pietro Bonci. I vertici del Consorzio di bonifica del Padule di
Fucecchio sono da tempo impegnati nel cercare di far conoscere, sull'intero
territorio di competenza (circa 56mila ettari dislocati su 28 comuni in 4
province diverse), l'attività dell'ente nella difesa e salvaguardia del suolo e
nella manutenzione e regimazione idraulica dei corsi d'acqua. Le assemblee nei
vari comuni, i consigli comunali aperti, e tante altre iniziative, sono state
messe in piedi proprio per spiegare ai cittadini, ma anche ai molti
amministratori locali, le funzioni dei consorzi sul territorio. Tali enti, che
stanno vivendo momenti di incertezza, si trovano in pratica ad una svolta. La
legge finanziaria
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
L'IMPEGNO Costi della politica il Comune taglierà 498mila SONO solo annunciati ma almeno anche
in città si inizia a parlare di tagli ai costi della politica. Entro
giugno la Giunta potrà decidere dove ridurre le spese per i politici. Di mira
potrebbero essere presi i gettoni dei consiglieri comunali o gli stipendi degli
assessori ma anche i rimborsi spese degli amministratori o gli indennizzi
delle cariche pubbliche. Una scelta dovrà essere fatta e dovrà valere 498mila
euro. L'indirizzo arriva dall'ultima Finanziaria. Il Governo non è stato molto
preciso ma, almeno, dà uno stimolo ai Comuni a iniziare a essere più oculati.
Lo fa tagliando del 4,4% i trasferimenti dello Stato (per Monza sono 498mila
euro in meno) e chiedendo alle amministrazioni comunali di togliere questi
soldi dai costi della politica. Il meccanismo è
complicato ma se entro giugno la Giunta certifica i tagli fatti può richiedere
indietro un rimborso, pari a un terzo della cifra che non ha ricevuto. La
Giunta non ha ancora scelto dove ridurre ma "è giusto - commenta
l'assessore al Bilancio, Marco Meloro - che i sacrifici li facciano tutti in
questo periodo". M.Ag. - -->.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
LE BOMBE AL DAL
MOLIN "Tre consigli per impiegarle..." Leggo delle sette bombe della
seconda guerra mondiale trovate al Dal Molin, e naturalmente tutti abbiamo
delle idee su come impiegarle utilmente. Io mi permetto di suggerirne tre: la
prima per lo scempio ambientale in cemento all'ingresso della Strada delle
Gallerie, a Bocchetta di Campiglia; la seconda per la passerella sul Chiampo ad
Arzignano, che è ridotta ad un'immonda dimostrazione dell'imbecillità umana; la
terza per il "ridotto" del nuovo teatro di Vicenza, che forse
acquisterebbe in acustica e comunque è talmente "sordo" da attutire
perfettamente i Decibel dell'esplosione. Ne rimangono ancora quattro, che
lascio alla fantasia dei lettori. Ugo Tirondola Sulla questione dei rifiuti non
posso definirmi un esperto, ho solo una piccola esperienza di amministratore
dell'AMIA di Verona (bacino d'utenza 320.000 persone). Posso solo porre
problemi sulla base della mia esperienza. Talvolta però il problema, se
correttamente posto ha in sé anche qualche soluzione mentre vuote soluzioni (la
raccolta differenziata tout court) contengono problemi non visti. Prima
considerazione. Nei tre anni che ho fatto come
amministratore di una municipalizzata e successivamente di una spa ho percepito
5 milioni di lire di gettoni
di presenza. Oggi sento che chi svolge le mie
stesse funzioni percepisce 27.000 euro l'anno. Non è migliorato alcuno dei
fondamentali aziendali. Non mi risulta che i nuovi amministratori abbiano
responsabilità maggiori di quelle che avevamo noi. La domanda allora è
se questi Enti non siano diventati semplicemente una vacca da mungere per amici
e trombati della politica. Si diceva, quando si parlava del passaggio da
municipalizzata a spa, che se non si pagavano bene gli amministratori non si
poteva attingere ad un management qualificato. Credo che paragonare alcuni
amministratori delle spa pubbliche di adesso con il vecchio politico che
dirigeva le municipalizzate sia, in molti casi, confrontare un paracarro con la
torre Eifel, a tutto vantaggio del politico. Seconda considerazione. Avevamo,
come politici, messi lì dai politici, il mandato di non aumentare le tariffe.
Restammo preoccupatissimi quando ci chiusero la discarica di Pescantina dove
conferivamo a 127 mila lire alla tonnellata e dovemmo rivolgerci a Legnago a
153 mila lire alla tonnellata. Eppure ce la facemmo a non aumentare le tariffe.
Oggi leggo che lo smaltimento in Italia ha un costo dai 220 ai 440
euro/tonnellata, ossia tra 3 e 5 volte quello che pagavamo 13 anni fa. La mia
convinzione assoluta è che la politica abbia consegnato un monopolio naturale a
qualcuno che non ne deve più rispondere nemmeno sul piano politico. Non esiste
alcuna sanzione politica se si aumentano le tariffe, non vi è concorrenza, lo
spreco è arrivato alle stelle e al calo di efficienza fa riscontro l'aumento
dei compensi degli amministratori. Terza considerazione che si collega alla
seconda: con un bacino di utenza oltre i 300.000 abitanti valutavamo di essere
piccoli. Valutavamo che se non si integrava raccolta con smaltimento l'azienda
sarebbe stata sempre sottocapitalizzata e sotto il ricatto degli smaltitori.
Valutammo, allora, se integrarci con Brescia o Modena. Oggi assisto
esterrefatto ad appalti per la raccolta ad aziende con bacini di utenza di
10-15.000 abitanti. Non so come facciano a far quadrare i conti, o meglio
intuisco che le tariffe sono balzate alle stelle senza alcun controllo
permettendo margini di guadagno impressionanti. Quarta considerazione relativa
alla raccolta differenziata e a quella che io considero una sciocchezza che è
il porta a porta: valutammo 16 anni fa, analizzando due comuni del Veneziano
che avevano la differenziata su cassonetto e con il porta a porta, che non vi
era nessuna differenza né nella qualità, né nella quantità dei rifiuti
raccolti. Solo che il porta a porta costava molto di più ed era molto più
disagevole. Allora mi chiedo e chiedo ai miei amici ambientalisti se, nella
battaglia per il porta a porta, si sono mai resi conto di lavorare per i
profitti di alcune aziende di raccolta. Quinta considerazione, sempre relativa
al recupero/riciclo: ogni persona di buon senso capisce che la battaglia è
persa se combattuta nella fase terminale. Occorre tassare la produzione di
rifiuti. La Germania aveva posto la tassa di 1 deutsche mark per ogni bottiglia
in plastica; negli USA viene tassata fortemente (fino a 10 volte il costo) la
produzione di lattine. Mi chiedo e vi chiedo quali immane forze del male hanno
impedito ad un governo dove gli ambientalisti erano fortemente rappresentati di
fare quello che ha fatto Scwartznegger in California. Restando comunque ai RSU
(i rifiuti industriali, senza tanto chiasso hanno trovato adeguata soluzione, e
sono un volume pari ai RSU) il riciclo di carta, plastica e compost è pura
sciocchezza. Per il compost prima di trovare collocazione dovrebbe essere
impiegato l'ottimo letame di vacca dell'altopiano di Asiago che non riesce ad
essere reimpiegato in agricoltura. Il ciclo di recupero della plastica è già
saturo, il recupero della carta non è assolutamente economico. A questo punto
l'unica cosa che si può recuperare con convenienza economica è l'energia.
Relativamente alla sicurezza dei termovalorizzatori posso invitare e portare
qualche scettico a Vienna dove sopra i forni del termovalorizzatore hanno
costruito un teatro. Allora il problema non è il rischio intrinseco in una
tecnologia, ma chi la gestisce. Questo però è un altro discorso ed è meglio
allora non prendere in giro la gente e non provocare infondati allarmismi.
Dott. Bruno Cardini Cornedo.
( da "Centro, Il" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Regione Asl,
tagliati i rimborsi milionari Bosco: troppi i gettoni dati così
evitiamo altri sprechi PESCARA. Stop ai profumati gettoni di presenza nella miriade di commissioni, consulte e comitati attivi nelle
sei Asl abruzzesi. La fine dei rimborsi per la partecipazione a commissioni
spesso inutili è stata sancita dalla commissione Sanità che ieri ha cominciato
il complesso lavoro di esame dei 281 emendamenti al piano sanitario regionale.
La cancellazione dei gettoni è contenuto in uno dei 20
emendamenti approvati ieri: a presentarlo il presidente della Commissione,,
Antonella Bosco. Se la richiesta di integrazione alla bozza del piano sanitario
dovesse essere confermato dal Consiglio regionale, si giungerebbe al risparmio
di alcuni milioni di euro. Inutile dire che si tratta di incarichi ambiti,
spesso ricoperti dal personale interno. "La disposizione determinerà una
selezione tra quelli interessati veramente a dare un contributo", ha detto
la Bosco, "e quelli che invece alla fine lo fanno solo per il gettone. Il
risparmio? Non si può quantificare ora, comunque, sarà notevole". La norma
riguarderà tutti gli organismi previsti nel nuovo piano sanitario che sono
moltissimi. La commissione Sanità, da tempo impegnata nell'esame del terzo
piano sanitario, è entrata nella fase clou del lavoro visto che in questa
settimana è chiamata ad analizzare i 281 emendamenti, di cui ben 278 presentati
da esponenti della maggioranza di centrosinistra. Solo un tour de force
potrebbe portare l'organismo ad esaminarli tutti: infatti, alla luce del
contingentamento dei tempi deciso dal presidente del Consiglio regionale,
Marino Roselli, i lavori si devono concludere necessariamente in tempo utile
perché la bozza approvata dalla Giunta regionale approdi in Consiglio nella
riunione del 26 febbraio prossimo. Il centrosinistra punta a licenziare il
documento entro fine mese per rispettare il piano di rientro concordato con il
Governo nazionale. L'impresa si annuncia difficile. Un assaggio della bagarre
si è avuto ieri quando il centrodestra ha contestato la regolarità di alcune
deleghe tra i consiglieri di maggioranza. Tra gli altri emendamenti approvati
ci sono l'inserimento degli psicologi in alcuni comitati sul territorio, la presenza dei riabilitatori nel servizio di assistenza
domiciliare integrata, l'aggiornamento di dati epidemiologici
nell'infortunistica statale, il taglio del gettone nelle commissioni. Berardino
Santilli.
( da "Provincia Pavese, La" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
DORNO, REPLICA SUGLI STIPENDI "Gli assessori hanno soltanto il
gettone di presenza" DORNO. "Qualcuno in paese ha malignato sui nostri
stipendi di amministratori comunali: ribadisco ancora una volta che gli
assessori percepiscono solamente il gettone di presenza, mentre
la sottoscritta riceve il minimo consentito dalla legge". Nei
giorni scorsi qualche cittadino ha commentato con ironia le scelte su indennità
di sindaco e assessori. Ora il primo cittadino Secondina Passerini vuole
mettere le cose in chiaro. Come spesso succede nei centri di piccole-medie
dimensioni il compenso previsto dalla legge per gli amministratori pubblici è
passato sotto la lente di ingrandimento: molto spesso al bar o nelle piazze i
cittadini toccano l'argomento delle indennità dovute a sindaco e assessori. La
cosa non è andata giù al sindaco Passerini. "Per onor del vero, già dal
1999 la giunta aveva deciso di rinunciare all'indennità, limitandosi a
percepire un gettone di presenza per i consigli
comunali ridotto del 10% - afferma -. Solitamente non amiamo metterci troppo in
mostra: siamo persone discrete che amano più il fare che non il dire. Però, in
seguito anche a episodi in cui alcuni concittadini hanno avanzato illazioni
assolutamente fuori luogo da quando ricopriamo il ruolo di amministratori,
abbiamo pensato che sia giunto il momento di mettere decisamente a tacere
queste voci". In grosso anticipo rispetto a quanto previsto dall'ultima
legge finanziaria le giunte di Dorno hanno attuato una politica che vuole
essere di monito di fronte agli sprechi, in un'Italia dove i sacrifici sono
sostenuti quasi sempre dai cittadini e non dai politici. Nei Comuni compresi
nella fascia dai 3.001 ai 5.000 abitanti, appunto il caso di Dorno, per legge
il primo cittadino potrebbe percepire fino a 2.169 euro al mese. "Io,
però, ricevo circa 600 euro", ribadisce il sindaco. Da parte loro, invece,
gli assessori percepiscono solamente il gettone di presenza
per i consigli comunali: niente indennità, dunque, come succede per la gran
parte dei loro colleghi italiani. "Preferiamo destinare questi soldi a
opere e iniziative a favore della comunità: la nostra rinuncia volontaria vuole
avere un obiettivo preciso e condiviso", conclude il sindaco Passerini.
(u.d.a.).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-02-2008)
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politica
Udine Nuove deleghe
in giunta Ridistribuiti gli incarichi dopo le dimissioni di Zucchiatti MAJANO
MAJANO. Ufficializzata, con la comunicazione in consiglio comunale, la
composizione della giunta dopo le dimissioni dell'assessore Aldo Zucchiatti:
l'esecutivo resta formato da cinque assessori ai quali il sindaco Claudio Zonta
ha ridistribuito le deleghe. Allo stesso primo cittadino competono, quindi, la
ricostruzione, gli affari generali e istituzionali, il decentramento e la
protezione civile; al vicesindaco e assessore Romano Ciani il bilancio, il
personale, la trasparenza e i rapporti con gli enti; alla assessore Maria
Teresa Garzitto l'istruzione, la cultura, i rapporti con le associazioni e le
pari opportunità; all'assessore Giuseppe Cozzi le politiche sociali e
giovanili, l'ambiente e la famiglia e all'assessore Stefano Tuti i lavori
pubblici, l'edilizia privata, l'urbanistica, le attività produttive e
l'agricoltura. Il sindaco ha letto ai consiglieri la
lettera di dimissioni di Zucchiatti e la successiva comunicazione con cui lo
stesso Zucchiatti ha deciso di rimanere in consiglio come consigliere, ma di
dichiararsi indipendente e di rinunciare per tutto il 2008 al gettone di presenza. Inoltre, Zonta ha dato lettura di un comunicato sottoscritto da
consiglieri, assessori e cittadini majanesi e fatto pervenire sia a
Zucchiatti che al sindaco per esprimere a Zucchiatti tutta la solidarietà
"per gli attacchi personali di cui sei stato fatto oggetto in questi mesi
nei quali, spesso, hai risposto in solitudine assumendoti in pieno la
responsabilità di scelte fatte dalla maggioranza e per l'amarezza che traspare
dalla tua lettera di dimissioni per il non riconoscimento del tuo operato da
parte della stessa maggioranza. Speriamo che qualunque soluzione si trovi tra
te e il sindaco, questa sia scevra da giochi di potere contro i quali ti sei
sempre battuto". Il sindaco non ha aggiunto alcun commento alla decisione
di Zucchiatti di dimettersi dal ruolo di assessore che ricopriva da quasi 7
anni. L'ex assessore nella sua lettera si è scusato "con quei cittadini
che con il loro voto hanno riposto in me la fiducia, sperando capiscano che non
sarei mai venuto meno agli impegni presi se solo avessi ravvisato una
possibilità di continuare a svolgere serenamente il mio lavoro da
assessore". Raffaella Sialino.
( da "Corriere Alto Adige" del 20-02-2008)
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politica
Corriere
dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2008-02-20 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE I costi della politica Regione, tagli
dei vitalizi Sì alla proposta Volkspartei BOLZANO - I vitalizi dei consiglieri
regionali e contributi ai gruppi consiliari verranno tagliati. L'assemblea ha infatti dato il via
libera alla mozione presentata da Lamprecht della Svp (nella foto) e Margherita
che impegna l'ufficio di presidenza a predisporre una proposta di legge che
sopprima il finanziamento fisso ai gruppi e che abolisca il contributo a carico
dell'ente pubblico che alimenta il fondo dei vitalizi. Verdi e Unitalia
contestano la mozione. A PAGINA 2.
( da "Corriere Alto Adige" del 20-02-2008)
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politica
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-02-20 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE In aula L'opposizione protesta per la gestione dei
lavori Il via libera arriva all'alba Maggioranza divisa sull'Assb BOLZANO - Per approvare il bilancio di previsione 2008 ci vogliono cinque
sedute, sette gettoni
di presenza (quando si passa la mezzanotte
scatta il secondo) e 28 ore di discussione. Sono quasi le 3.30 dell'altra notte
quando i 32 "sopravvissuti" rimasti in aula affrontano la votazione
finale: il documento passa con 25 voti a favore e 7 contrari. Cosa
resta, a parte il sonno arretrato, di questo lungo dibattito? Il sindaco
Spagnolli è sempre più convinto che si debba cambiare qualcosa. "Quasi
trenta ore per approvare il bilancio - osserva - sono davvero troppe, anche se
non sono mancati i passaggi utili. L'opposizione? è "costretta" a
parlar male di noi per dimostrare di esserci. Tra chi se n'è andato prima della
fine un plauso va a chi, come Nando Pontecorvo, ha rinunciato a incassare il
secondo gettone: un vero signore. Tagliare i tempi d'intervento? Non basta,
resto convinto che bisognerebbe ridurre il numero di consiglieri". Nemmeno
l'opposizione, però, è contenta di come è stato gestito il dibattito. "Ci
accusano di ostruzionismo - lamenta Max Berloffa di An - quando nessuno di noi
l'ha attuato. Al contrario, mi delude l'atteggiamento degli assessori competenti,
quasi mai presente quando si parlava delle cose di loro competenza".
"Alla fine - ribatte Guido Margheri di Sd - degli oltre 130 documenti voto
dell'opposizione ne sono stati recepiti circa 40: se non è disponibilità
questa...". Tra questi non è passato però quello sull'istituzione di un
cda per l'Assb, che comunque ha portato alla luce le crepe della maggioranza:
il documento è stato respinto, ma il Pd si è astenuto. Così come altre
astensioni (stavolta da sinistra) sono arrivate sulla proposta di Berloffa
circa la creazione di un nuovo spazio alternativo al Kubo: nonostante la
bocciatura, il tema tornerà in commissione". Forza Italia ha invece
ritirato, dopo mille polemiche, il famoso documento sugli "alloggi
dell'amore": gli Ecosociali erano comunque già usciti per protesta.
Appuntamento al
( da "Corriere Alto Adige" del 20-02-2008)
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Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-02-20 num: - pag: 2
categoria: BREVI Vitalizi, Passa la proposta Svp. Opposizione critica I Verdi:
quanta ipocrisia. Seppi: una truffa sì al taglio Larga maggioranza sulla
mozione di Lamprecht Meno soldi ai gruppi consiliari e riduzione dei contributi
per la pensione BOLZANO - Vitalizi dei consiglieri regionali e contributi ai
gruppi consiliari verranno tagliati. L'assemblea ha infatti dato il via libera
alla mozione presentata da Svp e Margherita che impegna l'ufficio di presidenza
a predisporre una proposta di legge che sopprima il finanziamento fisso ai
gruppi e che abolisca il contributo a carico dell'ente pubblico che alimenta il
fondo dei vitalizi. Il provvedimento è passato a larga maggioranza ma non sono
mancate le critiche dell'opposizione che avrebbe voluto una riforma più
coraggiosa. La mozione presentata dal capogruppo Svp, Seppl Lamprecht, è
passata con soli 3 voti contrari e 6 astensioni. Il provvedimento, caldeggiato
oltre che dall'Svp, da Patt, Margherita e parte dei Ds, ha incassato anche il
tiepido consenso dei Verdi che però hanno sollevato diverse perplessità.
Critico anche l'intervento di Donato Seppi che ha parlato di una riforma
improvvisata. "Non si è mai vista una maggioranza che presenta mozioni
invece di disegni di legge" tuona Seppi che si è astenuto insieme a gran
parte del centrodestra. I Verdi invece hanno votato a favore ma hanno criticato
duramente la maggioranza. "Questo provvedimento - accusa Dello Sbarba - è
è pieno di contraddizioni e gravi ipocrisie. Siamo di fronte ad un tentativo
maldestro di fare i moralisti sulla pelle dei futuri consiglieri ". I
verdi hanno criticato l'assenza di un articolo che vieti agli ex consiglieri di
cumulare il vitalizio con altre indennità politica.
Critica anche la destra tedesca che ha parlato di misure palliative auspicando
la drastica riduzione del personale della Regione definita, ancora una volta,
un ente inutile. Il leader dei Freiheitlichen Pius Leitner ha bollato la mozione
come una sorta di vendetta dei partiti maggiori nei
confronti delle formazioni più piccole che più di tutti pagheranno il taglio ai
contributi per i gruppi consiliari. Anche Nerio Giovanazzi di Forza Italia, ha
parlato di rincorsa ad un facile argomento elettoralistico. Il consigliere
dell'Udc Pino Morandini, pur votando a favore della proposta di mozione, ha
presentato un emendamento, poi bocciato, che prevedeva la riduzione del 30 per
cento delle indennità dei membri della Giunta regionale. Divisi invece i Ds:
Pinter e Bondi hanno salutato positivamente un provvedimento "improntato
alla sobrietà" sottolineando però che sarebbe stato più giusto estenderlo
anche agli attuali consiglieri. Giuseppe Parolari si è invece astenuto parlando
di un provvedimento tutto fumo e niente arrosto che non tocca minimamente i
privilegi degli attuali consiglieri. Critica anche Sinistra
democratica che boccia una proposta che " riguarda solo i futuri
consiglieri e non vieta di cumulare i vitalizi e altri redditi da incarichi
politici". Quanto al tagli dei finanziamenti per i gruppi consiliari, Sd
precisa che "invece di ridurre i costi della politica e
affrontare la questione morale si preferisce tagliare il pluralismo". M.
A.
( da "Corriere Alto Adige" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Corriere dell'Alto
Adige - TRENTO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-02-20 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Costi della politica Pinter: si
corona un sogno, ora altri tagli. Parolari: la montagna ha partorito il
topolino Regione, sì alla mozione che abolisce i vitalizi Passa la proposta
Svp: entro pochi mesi la legge. Verdi critici, sinistra divisa Provvedimento
BOLZANO - I vitalizi dei consiglieri regionali e contributi ai gruppi
consiliari verranno tagliati. Ieri l'assemblea ha infatti dato il via libera
alla mozione presentata da Svp e Margherita che impegna l'ufficio
di presidenza a predisporre una proposta di legge che sopprima il finanziamento
fisso ai gruppi e che abolisca il contributo del 30 per cento a carico
dell'ente pubblico che alimenta il fondo dei vitalizi. La mozione presentata
dal capogruppo Svp, Seppl Lamprecht, è passata con tre voti contrari (Boso,
Klotz e Bertolini) e sei astensioni. Il provvedimento, caldeggiato oltre
che dall'Svp, da Patt, Margherita e parte dei Ds, ha incassato anche il tiepido
consenso dei Verdi che, però, hanno sollevato diverse perplessità. Critico
anche Donato Seppi (Unitalia): "Non si è mai vista una maggioranza che
presenta mozioni invece di disegni di legge" tuona Seppi, che si è
astenuto. I Verdi invece hanno votato a favore ma hanno criticato duramente la
maggioranza perché il provvedimento colpirà solo i futuri eletti. Riccardo
Dello Sbarba: "Siamo di fronte a un tentativo maldestro di fare i
moralisti sulla pelle dei futuri consiglieri". I Verdi hanno anche
criticato l'assenza di un articolo che vieti agli ex consiglieri di cumulare il
vitalizio con altre indennità politica. Mauro Bondi
(Ds), che aveva proposto un disegno di legge per l'abolizione dei vitalizi, ha
votato a favore: "Entro pochi mesi, sicuramente entro la legislatura,
l'ufficio di presidenza elaborerà un disegno di legge e l'aula lo
approverà". Soddisfatto anche Roberto Pinter (Sdr): "Non è tutto ma è
tanto. Sono passati quindici anni da quando ho proposto per la prima volta
l'abolizione dei vitalizi e dopo due riforme, nel '95 e nel 2005, vedo coronato
quello che sembrava un sogno. La nostra regione è l'unica in Italia a riformare
il trattamento economico dei consiglieri. Ora chiederò che questo sia l'inizio
di una radicale revisione di tutti i privilegi grandi e piccoli nella pubblica
amministrazione e in ogni settore, che corrompono la politica
e la società". Critico invece Giuseppe Parolari, che si è astenuto:
"La montagna ha partorito un topolino. Sono stati conservati tutti i
diritti dei consiglieri in carica" Nerio Giovanazzi (Forza Italia), ha
parlato di rincorsa ad un facile argomento elettoralistico e si è astenuto. Il
consigliere dell'Udc, Pino Morandini, pur votando a favore della proposta di
mozione, ha presentato un emendamento, poi bocciato, che prevedeva la riduzione
del 30 per cento delle indennità dei membri della giunta regionale. Eliminato
il contributo dell'ente, ma solo dalla prossima legislatura Marco Angelucci.
( da "Centro, Il" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Regione, tagliati
tutti i rimborsi Commissioni, aboliti i gettoni di presenza PESCARA. Stop ai gettoni di presenza nella miriade di commissioni, consulte e comitati attivi nelle
sei Asl abruzzesi. La fine dei rimborsi per la partecipazione a commissioni
spesso inutili è stata sancita dalla commissione Sanità che ha cominciato il
complesso lavoro di esame dei 281 emendamenti al piano sanitario regionale.
La cancellazione dei gettoni è contenuto in uno dei 20
emendamenti approvati. (A pagina 14).
( da "Morningstar IT" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Dopo aver salutato
la direttiva Ucits III, che disciplina le strategie e le politiche dei prodotti
di gestione collettiva, l'ultimo prodotto del legislatore europeo si chiama
Mifid ed è considerata la pietra angolare dell'azione comunitaria in tema di scambi,
una sorta di nuovo big bang per la creazione di un mercato unico dei servizi
finanziari in Europa. In breve, la direttiva mira a disciplinare l'attività
degli intermediari e i servizi di investimento, propone di creare un quadro
organico che disciplini le transazioni degli investitori rafforzando allo
stesso tempo l'integrità e la trasparenza dei mercati comunitari, stimolando la
concorrenza tra le Borse tradizionali e gli altri sistemi di negoziazione. La
normativa in breve La direttiva 93/22/Cee (approvata il 10 maggio 1993), che
contiene le linee guida sui servizi di investimento, sarà sostituita dalla
2004/39/Ce, conosciuta come Mifid (Market in financial instruments directive)
che, approvata dal Parlamento europeo il 21 aprile 2004, mira a disciplinare
l'attività degli intermediari finanziari che erogano servizi di investimento
individuali. In particolare, consentirà alle società soprattutto banche di
investimento, gestori di portafoglio, brokers, società che operano con future,
opzioni e materie prime- di prestare più agevolmente i loro servizi a livello
transfrontaliero, rimuovendo gli ostacoli all'uso del passaporto Ue. Inoltre
Mifid si propone di aumentare la trasparenza tra le attività di trading e di
promuovere la concorrenza e la parità di condizioni tra i sistemi di
negoziazione esistenti in Europa. Ma la direttiva contiene anche importanti
novità che riguardano direttamente gli investitori, in qualche misura già
incorporate nella legge italiana sul risparmio. Ad essi viene infatti garantito
il riconoscimento della loro professionalità (a seconda che si tratta di
investitori istituzionali o privati) e della loro competenza nella valutazione
dei rischi di ciascuna operazione. "La direttiva", spiega Roberta
D'Apice, direttore del settore legale di Assogestioni, che a gennaio 2007
promuoverà un convegno aperto sull'argomento "coinvolge le SGR
principalmente sotto tre profili: la prestazione del servizio di gestione
individuale, il potenziale accesso diretto al mercato e la distribuzione dei propri
prodotti". Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, con l'articolo 42, la
Mifid "consente ai mercati regolamentati di ammettere all'operatività
diretta anche le Sgr, che potranno scegliere di non avvalersi di un
intermediario e acquistare direttamente sui mercati finanziari".
Un'apertura strettamente connessa al concetto di best execution previsto
dall'articolo 21, ovvero l'obbligo di eseguire gli ordini alle condizioni più
favorevoli per il cliente, non solo tenendo conto del prezzo, ma anche dei costi, della rapidità e della probabilità di
esecuzione. "Se è l'Sgr a operare sul mercato" continua D'Apice
"dovrà farsi carico di garantire la best execution delle operazioni. In
caso contrario, dovrà predisporre i criteri in base ai quali selezionare il
miglior negoziatore che poi dovrà adempiere a tali obblighi".
"Un altro aspetto" continua D'Apice "riguarda la disciplina dei
conflitti di interesse con particolare riguardo al tema della gestione
individuale e collettiva. Secondo il legislatore comunitario i conflitti vanno
gestiti attraverso regole organizzative e di trasparenza piuttosto che mediante
l'imposizione di rigidi limiti quantitativi, come invece stabilito
dall'articolo 9 della legge 262/2005. In questo senso, la legge italiana sul
risparmio non è in linea con lo spirito comunitario". Per quanto riguarda
l'ultimo aspetto, conclude D'Apice, "con la Mifid la consulenza diventa un
servizio di investimento e potrà quindi essere remunerato come tale". La
consulenza a parcella Uno degli aspetti di Mifid maggiormente dibattuti in sede
parlamentare riguarda il rapporto tra cliente e collocatore, in altre parole,
la previsione della consulenza autonoma e non strumentale rispetto ad altri
servizi di investimento. Innanzitutto, "con la MIfid, la consulenza torna
ad essere materia riservata", spiega Elio Conti Nibali, riconfermato ai
vertici dell'Anasf, la società dei promotori finanziari che lo scorso sabato,
all'interno dell'ottavo Congresso, ha tenuto un convegno sul tema. "Fino
ad oggi, chiunque poteva fare il consulente, ma con la nuova legge l'attività
potrà essere svolta solo da soggetti abilitati". Chi sono questi soggetti?
Oltre le banche e le sim, anche le società di professionisti, persone
giuridiche o fisiche, in possesso di determinati requisiti professionali e
patrimoniali. "Siamo molto soddisfatti della strada intrapresa dal
legislatore italiano e che sia stata accantonata la proposta di prevedere la
costituzione di una Società per azioni, una forma giuridica troppo stringente e
limitativa della capacità professionale. Siamo inoltre orgogliosi del fatto che
la figura del tied agent richiamato dalla normativa comunitaria, altri non è
che il promotore italiano, l'unica figura che può svolegre le due fasi, quella
della consulenza e della vendita dello strumento di investimento". Una
figura che, invece, non convince Luca Zannone, amministratore delegato di
Genesi sim. "Ho l'impressione che si voglia creare una sorta di superman
della consulenza finanziaria, al quale verrebbero delegate funzioni che vanno
dalla profilazione del cliente, alla promozione dei prodotti finanziari, dalla
disposizione di ordini, alla selezione degli strumenti per profilo di rischio,
fino all'asset allocation. Non basterebbero mille esami per creare una figura
professionale di questo tipo" spiega Zannone. "Riteniamo che la
consulenza a parcella sia oggi utilizzata da molti come uno strumento di
marketing, per ripresentarsi sul mercato "privi di quel peccato
originale" che consiste nell'avere prodotti da collocare. Il problema vero
è l'incapacità di mettere insieme i fondi con coerenza. E i costi della
consulenza oggettiva sono oggettivamente ingiustificati, perché il cliente paga
già una fee di gestione sui prodotti che nessuno gli sconta".
( da "Vita non profit online" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Di Redazione
(redazione@vita.it) 20/02/2008 --> Ai raggi X la grande holding
economico-criminale Una grande holding economico-criminale. Che mantiene come
un tratto costante il controllo maniacale, quasi ossessivo, del territorio e
delle strutture sociali ed economiche. Questa è la 'ndrangheta secondo la
relazione annuale della commissione Antimafia, firmata dal presidente
dell'organismo bicamerale Francesco Forgione. La storia degli ultimi decenni,
rileva l'Antimafia,ha mutato e segnato il corso di questa evoluzione da mafia
arcaica a mafia imprenditrice a centrale finanziaria della globalizzazione con
attività al nord e all'estero. Non solo: anni di trasformazioni e di interventi
per lo sviluppo segnati da grandi flussi finanziari dello Stato e dell'Unione
Europea destinati alla Calabria hanno accompagnato questo salto di qualità, la
cui evoluzione si era già sperimentata, dopo i primi anni '70, col controllo
degli appalti per l'autostrada Salerno-Reggio Calabria e l'insediamento
industriale nell'area di Gioia Tauro. Ed ecco che la commissione Antimafia,
invita a cogliere "i nessi tra le dinamiche del processo di
modernizzazione della Calabria e le ragioni del suo mancato sviluppo economico,
produttivo, sociale e civile, e in questo doppio processo va individuato il
ruolo che la 'ndrangheta ha avuto nel drenare risorse immense aggredendo,
attraverso la permeabilità della macchina amministrativa e della politica, la cosa pubblica ed il bene collettivo." Il
Rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno presentato nel 2007, nella parte
che riguarda la Calabria, presenta il quadro di una regione con un p.i.l.
pro-capite di 13.762 euro, pari al 54,6% del p.i.l. pro-capite del Centro-Nord
Italia, un tasso di disoccupazione di circa il 13%, un'economia sommersa, in
crescita, pari al 27% e lavoratori irregolari, ancora in crescita, per oltre
176.000 unità. Dallo stesso Rapporto risulta che le imprese che pagano il
"pizzo" nella regione sono 150.000, la metà del totale delle imprese
esistenti nella regione, con una punta del 70% a Reggio Calabria. Qualora
corrispondessero alla realtà queste percentuali, basate su stime della
Confesercenti, preoccuperebbero meno dei dati relativi ad altre regioni del
Sud. Secondo i dati, infatti, un terzo delle imprese soggette ad estorsione in
Italia ha sede in Sicilia, dove il 70% e talvolta l'80% delle imprese è vittima
di estorsioni, mentre a Napoli, nel Barese e nel Foggiano la quota di imprese
soggette rispetto al totale è pari al 50%. In realtà, la situazione è di gran
lunga peggiore, osserva la relazione della commissione Antimafia, e ciò è
confermato anche dall'analisi effettuata dai responsabili degli Uffici di
Procura della Repubblica sulla base delle risultanze giudiziarie. Basta il dato
dell'usura, che secondo il Rapporto Svimez fa segnare in Calabria la
percentuale più alta di commercianti vittime del fenomeno in rapporto ai
soggetti attivi: il 30% con 10.500 commercianti coinvolti in regione. Ma anche
in questo caso, il quadro sembra notevolmente più preoccupante se si esaminano
i dati emersi dalle indagini giudiziarie. Nell'ambito del distretto di
Catanzaro "è praticamente inesistente l'impresa resistente alla
criminalità organizzata". Non esiste, se non in rarissimi casi, la
denuncia spontanea all'Autorità Giudiziaria da parte delle imprese vittime
della criminalità organizzata semplicemente perchè in alcuni distretti del
territorio -come quello del vibonese- non esiste la categoria delle
"imprese vittime". Quando non sono direttamente colluse, le imprese
sono acquiescenti alle mire e agli interessi della criminalità organizzata e ciò
avviene in tutti gli ambiti economici: imprese agricole (specie nella
sibaritide, nell'alto Ionio e nel crotonese), imprese turistiche (nel Vibonese
e lungo la costa crotonese), imprese commerciali (nel lametino), grande
distribuzione, ma soprattutto nell'edilizia, con un'egemonia mafiosa
sull'intero ciclo del cemento. Tutto ciò in Calabria, secondo la relazione
dell'Antimafia, "determina una potenzialità criminogena nell'intera
gestione dei flussi di finanziamento europeo, offrendo alle mafie e alle loro
menti finanziarie l'opportunità di intercettare risorse pubbliche e di
condizionare e corrompere la Pubblica Amministrazione." Parallelamente il
livello di contrasto alle penetrazioni criminali nel
settore dei finanziamenti statali e comunitari alle imprese pare risentire
eccessivamente della lentezza dei processi penali, cui consegue una sostanziale
impossibilità di procedere al recupero delle somme da parte dello Stato,
accertata la velocità degli spostamenti delle somme indebitamente percepite,
attraverso i circuiti bancari internazionali da un capo all'altro del
mondo. Il fenomeno noto a livello nazionale e risalente nel tempo, per il quale
all'indomani dell'avvio delle verifiche da parte degli organi di Polizia (ben
più raramente da parte di quelli di controllo dell'amministrazione erogante) e
molto prima di giungere ad un'eventuale sentenza di condanna, le somme
percepite da parte dell'imprenditore, attraverso frodi e meccanismi corruttivi,
vengono immediatamente ritrasferite nella sua disponibilità personale, di suoi
familiari o prestanomi. Del resto, il sistema bancario calabrese non può essere
ritenuto immune da una certa contiguità con le centrali dell'appropriazione
indebita di finanziamenti, un vero e proprio circuito finanziario
pubblico-privato parallelo. Infatti, si spiega nella relazione della
commissione parlamentare, a monte la presentazione della richiesta di
finanziamento da parte dell'impresa è sempre fondata su dichiarazioni generiche
rese da istituti di credito del luogo, con le quali si attesta la solidità
patrimoniale dell'imprenditore, dell'impresa o di suoi fideiussori. Tali
dichiarazioni - prive di validità giuridica ai fini della costituzione di una
garanzia in favore dell'amministrazione erogatrice - sono praticamente una
costante di tutte le frodi ai danni del bilancio dello Stato e dell'UE, da
oltre un quindicennio: è grave che il sistema bancario, se più volte
interessato dall'Autorità giudiziaria, non abbia mai inteso spezzare questo
legame perverso con l'imprenditoria criminale o corrotta, considerato,
comunque, che dai sistemi di transito della liquidità sui conti correnti
"di lavoro" delle imprese, esso ne trae comunque un profitto.
Dall'insieme di questi elementi emerge un peggioramento della situazione
relativa al 2007, secondo dati ufficiali forniti dalla sola Guardia di Finanza
riferiti alle frodi ai danni dello Stato e dell'Unione Europea. Su un totale
nazionale di 259 violazioni riscontrate per frodi a danno del bilancio
nazionale, ben 70 (il 37%) sono avvenute in Calabria. Su un totale di indebite
percezioni ai danni del bilancio statale (legge 488) di euro 208.328.901,00,
ben euro 49.290.916,00 (il 23,66%) sarebbero avvenute in Calabria. Altrettanto
grave è la situazione se riferita alle frodi comunitarie, sia nel settore
agricolo, che dei fondi strutturali: su un totale di 923 violazioni riscontrate
dalla sola Guardia di Finanza, ben 192 hanno riguardato la Calabria, con euro
75.379.513,00 di indebite percezioni su un totale nazionale di euro
221.186.440,00 (pari al 29,34%). L'analisi dei dati investigativi e giudiziari
fornisce, rileva l'Antimafia, "un quadro di preoccupante allarme per
l'inarrestabile emorragia di contributi pubblici intercettati dalle
cosche". Per quanto concerne i contributi previsti dalla legge 488/92, ne
hanno beneficiato 1.125 società operanti nelle varie province calabresi. Nel
periodo compreso tra il 2000 ed il
( da "ItaliaOggi Sette" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
ItaliaOggi Sette
ItaliaOggi Sette - controlli & consulenza Numero 041, pag. 3 del 18/2/2008 Autore: Visualizza la
pagina in PDF L'intervista Siciliotti: revisori cooptati
dal fisco senza incentivi Il conflitto di interessi non è in via automatica
nella molteplicità degli incarichi nei confronti di uno stesso committente ma
piuttosto quando la situazione mina l'indipendenza del professionista alla luce
dei compensi percepiti. Le segnalazioni all'autorità giudiziaria di casi di
conflitto di interessi hanno avuto il loro picco nel biennio 2004-2005 ma tra
la segnalazione e il reale verificarsi della situazione scorre la verifica
dell'idoneità dell'atto a compromettere in concreto l'indipendenza economica
del controllore rispetto al proprio controllato-committente. è quanto valuta
Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori
commercialisti, sul rapporto tra attività di revisione e attività di
consulenza. E sulle novità della Finanziaria osserva: "Al legislatore è
parsa una buona idea quella di cooptare gratuitamente il soggetto incaricato
della revisione contabile del bilancio nel ruolo di ausiliario del fisco,
procedendo alla cooptazione ovviamente non già sulla base di norme
incentivanti, bensì sotto la consueta scure dell'applicazione di
sanzioni". Domanda. Come sono cambiati e quali sono i maggiori profili di
rischio di conflitto di interessi tra attività di revisione e controllo
societario e consulenza? Risposta. L'attenzione del legislatore non può dirsi
cresciuta, semplicemente perché è sempre stata tenuta su elevati livelli di
guardia. L'indipendenza del sindaco e del revisore contabile
costituisce da sempre uno dei requisiti ineludibili ai fini dell'esercizio
delle relative funzioni e, quindi, ai fini della permanenza nell'incarico. Il
conflitto di interessi tra attività di consulenza e attività di revisione e
controllo societario assume significato reale quando lo svolgimento delle due
attività da parte di un medesimo soggetto è idoneo a comprometterne l'indipendenza,
fermo restando che nel presente caso non si può che fare riferimento
all'indipendenza cosiddetta "economica". Il conflitto di interessi
non può però ravvisarsi in via automatica nell'eventuale esercizio di più
attività nei confronti di un medesimo committente. Il conflitto di interessi
sorge quando questa situazione mina in concreto l'indipendenza del
professionista, alla luce della significatività dei compensi da esso
complessivamente percepiti da quel committente, circostanza che peraltro
potrebbe verificarsi anche in presenza dell'esercizio di attività
esclusivamente riconducibili alla sfera del controllo. Su questi aspetti, il
Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ebbe modo di diramare alcune
linee guida, con propri documenti del 20 aprile 2004 e 25 gennaio 2005, i cui
indirizzi sono senz'altro d'attualità. D. Dopo gli scandali finanziari degli
ultimi anni sono state messe in campo regole per contenere il fenomeno? R. A
livello di interventi normativi volti a migliorare l'efficienza e la
trasparenza nel settore dei controlli contabili e societari, nonché la
chiarezza nell'informativa di bilancio, vanno senz'altro richiamati la legge n.
262/2005 (cosiddetta "legge sul risparmio") e il dlgs n. 32/2007
(attuativo della cosiddetta "direttiva comunitaria di modernizzazione
contabile"). Con la prima sono stati accentuati i profili di trasparenza
degli incarichi di sindaco e revisore. Con il dlgs n. 32/2007 sono stati
previsti criteri più stringenti nella stesura della relazione del soggetto
incaricato del controllo contabile con riferimento alle società non quotate,
avvicinando di molto il contenuto di questo documento a quello proprio dei
bilanci delle società quotate. D. Si possono fornire dati sul fenomeno in atto
dei conflitti di interessi? R. è alquanto difficile poter ricostruire dati di
questo tipo. Di certo si può dire che, specie nel biennio 2004-2005, si è avuto
un incremento delle segnalazioni, da parte di pubblici ufficiali, di presunti
casi di conflitti di interesse del sindaco o del revisore contabile, sulla base
della mera constatazione della compresenza di esercizio di attività
consulenziale e di revisione o controllo societario. Ipotesi che, come detto,
può essere senz'altro foriera di un conflitto di interessi, ma da potenza si
tramuta in atto solo nella misura in cui sia idonea a compromettere in concreto
l'indipendenza economica del controllore rispetto al proprio
controllato-committente. D. Qual è il vostro giudizio sulle nuove sanzioni in
capo ai revisori contabili introdotte con la Finanziaria 2008? R. La legge
finanziaria per il 2008 stabilisce che nei confronti dei soggetti tenuti alla
sottoscrizione delle dichiarazioni dei redditi e dell'Irap, i quali omettono di
esprimere il giudizio negativo sul bilancio, ove ne ricorrano i presupposti, si
applica una sanzione pari al 30% del compenso contrattuale relativo
all'attività di redazione della relazione di revisione, fermo restando il
limite massimo dell'imposta effettivamente accertata in capo al contribuente.
Il presupposto logico dell'introduzione di questa responsabilità tributaria del
revisore contabile andrebbe ricercato nel fatto che la Finanziaria medesima
rafforza di fatto il principio di derivazione della base imponibile Ires e Irap
dalle risultanze di bilancio. Ecco allora che al legislatore è parsa una buona
idea quella di cooptare gratuitamente il soggetto incaricato della revisione
contabile del bilancio nel ruolo di ausiliario del fisco, procedendo alla
cooptazione ovviamente non già sulla base di norme incentivanti, bensì sotto la
consueta scure dell'applicazione di sanzioni. Un siffatto approccio lascia
stupefatti, anche perché le sanzioni potrebbero essere applicate a
professionisti che hanno adempiuto in modo perfetto al loro dovere. Ricordiamo
infatti che i revisori non sono tenuti a controllare tutti i documenti
contabili (operazione peraltro impossibile nella maggior parte dei casi), ma
solo a un controllo a campione. Oltretutto, il revisore contabile, ove non
adempia in modo puntuale ai propri doveri di controllo e di giudizio sul
bilancio, è già soggetto a stringenti profili di responsabilità nei confronti
dei terzi, tra i quali ben può annoverarsi anche l'Erario.
( da "ItaliaOggi Sette" del 20-02-2008)
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ItaliaOggi Sette - controlli & consulenza Numero 041, pag. 3 del 18/2/2008 Autore: di Francesco Pau
Visualizza la pagina in PDF Intervalli dai tre ai sei anni per
l'incarico sui bilanci Con la riscrittura dell'articolo 160 del dlgs 24
febbraio 1998 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione
finanziaria-Tuf) a opera della legge sul risparmio prima (legge n. 262 del 28
dicembre 2005) e successivamente del dlgs n. 303 del 29 dicembre 2006 sono
state definite con maggior chiarezza le attività considerate incompatibili con
lo svolgimento di incarichi di revisione. L'incompatibilità è finalizzata ad assicurare
lo svolgimento in modo indipendente dell'attività di revisione non solo dai
singoli professionisti ma anche dal gruppo di appartenenza della società di
revisione stessa. Il network della società di revisione è costituito dalla
struttura più ampia cui appartiene la società stessa e che si avvale della
medesima denominazione o attraverso la quale vengono condivise risorse
professionali. Comprende quindi non solo le società che controllano la società
di revisione ma anche quelle controllate dalla società di revisione stessa, a
essa collegate o sottoposte con essa a comune controllo. La definizione del
network di revisione rileva anche ai fini della corretta applicazione del comma
1-ter dell'articolo 160 del Tuf che determina l'incompatibilità dell'attività
di revisione sia con riguardo a determinate altre attività sia con riguardo ai
soggetti cui tali incompatibilità si applicano. Così sotto il profilo
soggettivo l'incompatibilità riguarda non solo la società di revisione e le
entità appartenenti alla rete della medesima ma anche i soci, gli
amministratori, i componenti degli organi di controllo e i dipendenti della
società di revisione stessa e delle società da essa controllate, per essa
collegate o che la controllano o sono sottoposte a comune controllo. L'articolo
10, comma 1-ter, vieta di fornire alla società che ha conferito l'incarico di
revisione e alle società da essa controllate o che la controllano o sono
sottoposte a comune controllo i seguenti servizi: a) tenuta dei libri contabili
e altri servizi relativi alle registrazioni contabili o alle relazioni di
bilancio; b) progettazione e realizzazione dei sistemi informativi contabili;
c) servizi di valutazione e stima ed emissione di pareri pro veritate; d)
servizi attuariali; e) gestione esterna dei servizi di controllo interno; f)
consulenza e servizi in materia di organizzazione aziendale diretti alla
selezione, formazione e gestione del personale; g) intermediazione di titoli,
consulenza per l'investimento o servizi bancari d'investimento; h) prestazione
di difesa giudiziale; i) altri servizi e attività, anche di consulenza, inclusa
quella legale, non collegati alla revisione, individuati, in ottemperanza ai
principi di cui all'ottava direttiva n. 84/253/Cee del Consiglio del 10 aprile
( da "ItaliaOggi Sette" del 20-02-2008)
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ItaliaOggi Sette - controlli & consulenza Numero 041, pag. 4 del 18/2/2008 Autore: Visualizza la
pagina in PDF Sanzioni fiscali in agguato ma dal bilancio 2008 Il
revisore che non voglia assoggettarsi a rischi sanzionatori dovrà esprimere un
giudizio con rilievi anche su bilanci che lo stesso ritenga civilisticamente
corretti. In assenza di ciò, infatti, una sospetta, anche minima evasione
d'imposta, da parte dell'ente controllato, potrebbe determinare sul revisore
una sanzione pecuniaria. è quanto scaturisce dalle nuove disposizioni di cui
all'articolo 9, comma 5, del dlgs n. 471/1997, che ha introdotto specifiche
sanzioni in capo all'organo di controllo contabile. La disposizione varrà per i
bilanci relativi al periodo d'imposta 2008. Le nuove disposizioni si
applicheranno a partire dal bilancio relativo all'esercizio successivo a quello
in corso al 31 dicembre 2007. Si tratta di una tempistica doverosa, in
relazione all'entrata in vigore del novellato articolo 2409-ter (funzioni di
controllo contabile), inerente al nuovo giudizio sul bilancio delle società non
quotate a cui le norme sanzionatorie sono collegate. Tale articolo troverà
applicazione solo per i rendiconti che iniziano successivamente alla data di entrata
in vigore del dlgs n. 32/2007 e cioè successivamente al 12 aprile 2007. Ciò
significa che le nuove norme afflittive sui revisori non si renderanno
applicabili in merito ai giudizi sui bilanci relativi al 2007. Bilancio da
monitorare in ottica anche fiscale. La sanzione si renderà applicabile nel caso
di bilancio "fiscalmente non corretto" da cui scaturisca un'evasione
d'imposta da parte della società o ente sottoposto a controllo e il revisore
esprima un giudizio positivo senza rilievi. A riguardo, non rilevano, quindi,
le irregolarità commesse esclusivamente in dichiarazione (per esempio
attraverso indebite detrazioni d'imposta ovvero non ammissibili deduzioni
dall'imponibile o la mancata ripresa a tassazione di costi indeducibili nelle
variazioni in aumento ecc.) bensì infedeltà nella dichiarazione che traggono
origine da irregolarità di bilancio non evidenziate dall'organo di controllo
contabile. Potrebbe essere il caso di costi indeducibili (per esempio a seguito
di false fatturazioni) che hanno trovato allocazione in bilancio, o ricavi non
contabilizzati. In definitiva, la sanzione si renderà
applicabile quando il revisore abbia espresso un giudizio positivo senza
rilievi sul bilancio della società e su questo bilancio gli organi deputati
agli accertamenti fiscali (guardia di finanza e Agenzia delle entrate)
individuino delle irregolarità contabili, che, trasposte nella dichiarazione,
ingenerino specifiche evasioni d'imposta accertate in modo definitivo.
Da evidenziare, peraltro, che le imposte evase rilevanti ai fini delle sanzioni
in commento sono esclusivamente l'Ires e l'Irap, mentre appaiono prive di
significatività eventuali evasioni d'imposta sul valore aggiunto e le
irregolarità contabili da parte della società a titolo di sostituto d'imposta.
Sanzioni anche in caso di corretta applicazione dei principi di revisione. Il
controllo dei revisori, a differenza di quello degli organi di accertamento
fiscale, da un lato, è pur sempre un "controllo a campione" basato su
indagini di tipo statistico e, dall'altro, si fonda sul concetto di
"errore significativo", che non rileva ai fini del giudizio quando
l'organo di revisione lo consideri irrilevante ai fini della correttezza
sostanziale del bilancio. Quanto sopra si evidenzia in molteplici principi di revisione
di recentissima emanazione. Stiamo riferendoci per esempio al principio di
revisione n. 200 (obiettivi e principi generali della revisione contabile del
bilancio), al n. 500 (gli elementi probativi della revisione), al n. 240
(responsabilità del revisore nel considerare le frodi nel corso della revisione
contabile del bilancio), al documento n. 320 (il concetto di significatività
dell'errore). Dalle nuove disposizioni deriva, in definitiva, che se l'evasione
scaturisse da documenti incolpevolmente non intercettati dall'organo di
revisione questo si troverebbe a essere sanzionato pur avendo svolto il proprio
incarico secondo corretti principi di revisione; né sarà concesso al revisore
di emettere un giudizio positivo (senza rilievi) nel momento in cui valutasse
l'irregolarità non significativa rispetto alla correttezza generale dei valori
di bilancio.
( da "Corriere Adriatico" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Spese molto al di
sottodelle medie regionalee del Centro ItaliaTariffe bloccateanche per asili
nidobuoni pasto, coloniee trasporti scolasticiL'assessore rassicurai
contribuenti"Niente aumentineanche quest'anno" Dall'Ici all'imposta
sui rifiuti, positivo il confronto con gli altri capoluoghi. Capriotti:
"Eliminati gli sprechi" La scure del fisco stavolta risparmia i
cittadini FERMO - Peggio di tutti, Siena. Ogni residente, neonati compresi,
deve sborsare 699 euro all'anno per le imposte comunali. Ici, addizionale
Irperf, tassa sui rifiuti, tassa per la pubblicità, addizionale sull'energia
elettrica. Ma anche i Comuni capoluogo delle Marche non scherzano: 516 per
Ancona, 456 per Pesaro, 429 per Macerata e 417 per Ascoli, a fronte di una
media del Centro Italia che si attesta sui 480 euro e nazionale sui 434, con
sbalzi del 10-15% rispetto alle cifre di appena due anni. Isola felice,
l'ultimo capoluogo in ordine di tempo della regione al plurale, Fermo, con
342,60 euro. Ne parliamo con l'assessore al Bilancio Elvazio Capriotti,
prendendo spunto da un servizio uscito nei giorni scorsi sul Sole-24 Ore.
"Tanti dati e cifre - dice Capriotti - con un piccolo particolare: si sono
dimenticati di... Fermo. Eppure nell'elenco dei Comuni capoluogo figurano anche
Monza e Barletta, che Province lo sono diventate insieme a noi. Allora: o
aspettiamo l'ufficializzazione definitiva per tutti, che avverrà nel 2009 con
le elezioni per le amministrazioni provinciali, oppure in quella lista doveva
essere presente pure Fermo. Anche perché i dati relativi al confronto con le
altre città sono significativi. Si vede chiaramente la diversità dei costi per
i cittadini". Che differenza c'è fra Fermo e le altre città capoluogo
delle Marche? "Notevole. Nel 2007 la spesa complessiva, dividendo il
totale per i 37.766 abitanti censiti al 31 dicembre scorso, è stata di 342,60
euro, con valori più bassi per tutti o quasi gli indicatori: 168,27 per l'Ici,
75,91 per l'addizionale Irpef, 80,62 per i rifiuti, 7,84 per l'imposta sulla
pubblicità, e 9,96 per l'addizionale sull'energia elettrica. Parliamo di oltre
6 milioni e 350 mila euro per l'imposta sugli immobili, quasi 2 milioni e 900
mila per l'Irpef, più di 3 milioni per la Tia, quasi 300 mila euro per la
pubblicità e 375 mila euro per l'addizionale sull'energia elettrica. I dati
delle altre città sono molto più alti". Un altro problema riguarda
l'aumento dei prezzi per i servizi. Anche a Fermo, come in quasi tutti i Comuni,
la crescita rispetto al 2005 è stata notevole? "Beh, si è passati da
( da "Corriere Adriatico" del 20-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
FERMO - Uno dei
vanti dell'amministrazione comunale è quello di aver
contenuto i costi della politica. I compensi lordi al mese sono di 3.633,27
euro per il sindaco, 1.998,30 per il vice, 1.634,97 per gli assessori con un
lavoro autonomo e 817,41 per quelli con lavoro dipendente. I gettoni di presenza per i consiglieri ammontano invece a 37,96 euro, sempre lordi.
"Si tratta di cifre - sottolinea l'assessore Capriotti - molto inferiori a
quelle di altri Comuni. Come Ascoli, ad esempio. Perché erano state stabilite
quando non c'era ancora stato il riconoscimento della Provincia di Fermo e la
città non godeva dello status di capoluogo. Ma anche dopo, sono rimaste
inalterate. Si è quindi partiti da una base più bassa rispetto agli altri
quattro capoluoghi della regione e, rinunciando ai successivi aumenti, la
differenza è diventata abissale. Ma solo così si riescono a garantire servizi a
costi inalterati".