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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL 2-4-2008       #TOP


Report "Costi dei politici"

L'assessore Tessarin lancia una proposta:<Una quota di azioni Mea agli altri comuni> ( da "Cittadino, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Luigi Tessarin e Fabio Raimondo è di 966 euro, che scendono a 483 per gli assessori Marco Lanzani e Denis Zanaboni. Il gettone di presenza per i consiglieri comunali, invece, è di 19 euro lordi. Insomma - ha concluso Bellomo -, stiamo parlando di compensi tutto sommato modesti, soprattutto se rapportati alle responsabilità che ci competono quali amministratori della cosa pubblica"

Fuga dal Pdci, ma ora c'è chi rientra ( da "Gazzetta di Reggio" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la decisione presa da piazza Prampolini di "congelare" i fondi assegnati al gruppo dei Comunisti italiani. Sospeso, inoltre, anche il gettone di presenza assegnato in sede di conferenza dei capigruppo. Dal Comune spiegano che "si tratta di una decisione cautelativa fino a quando non sarà indicato in maniera formale chi è il capogruppo del Pdci".

La Giunta si è aumentata lo stipendio ( da "Gazzetta di Modena,La" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ammontare del gettone di presenza riservato ai consiglieri comunali (38 euro lordi, 24 netti) in attesa di prevedere un adeguamento: con questa delibera della Giunta aumenta invece l'indennità del Presidente del Consiglio comunale (pari a quella di un assessore a tempo pieno) e quella del Difensore Civico (pari a 1206 euro lordi mese)

In tre anni investimenti per oltre 18mila euro ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: per un totale complessivo di 18.202.430 euro. Il gettone di presenza ai consiglieri comunali e ai componenti delle commissioni resterà invariato: 16,20 euro ognuno. L'assessore alla pubblica istruzione Rubes Calzolari ha proposto una modifica al regolamento del servizio del nido comunale che prevede una riduzione del 30% per chi ha più utenti dello stesso nucleo familiare.

Controllate, niente stretta sulle quotate ( da "Italia Oggi" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: entrata in vigore della manovra, tutta una serie di obblighi: ridurre i componenti degli organi societari, attribuire al presidente dei cda composti da tre membri anche le funzioni di amministratore delegato, sopprimere la carica di vicepresidente, cancellare i gettoni di presenza per i componenti degli organi societari.

La scheda ( da "Nuova Venezia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: San Donà Titolo di studio: perito industriale Professione: artigiano Hobby: sport e politica Attori preferiti: Laura Antonelli e Kevin Costner Ultimo libro letto: "La Casta" di Stella e Rizzo Ultimo film visto: "John Q" Viaggio preferito: sempre l'ultimo Auto posseduta: Grand Cherokee Ultima dichiarazione dei redditi: circa 90 mila euro.

Al centro la 'questione settentrionale' ( da "Provincia di Cremona, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: politica. Sono elementi indispensabili per rilanciare lo sviluppo del sistema paese. Perché questo deve essere l'obiettivo: la riduzione della pressione fiscale, l'abbattimento e il contenimento della spesa pubblica e dei costi della politica, la ripresa dei consumi devono essere considerati dei mezzi per il fine ultimo che è quello di tornare a creare sviluppo e con esso occupazione

Perché c'è ancora bisogno delle Province ( da "Nuova Ferrara, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta.

Gherghetta rinuncia al gettone per la presidenza dell'upi ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gorizia Gherghetta rinuncia al gettone per la presidenza dell'Upi Enrico Gherghetta è il nuovo presidente dell'Unione delle Province del Friuli Venezia Giulia. Gherghetta ha preso il posto di Maria Teresa Bassa Poropat, presidente della Provincia di Trieste, che ha completato il suo mandato e ha lasciato così per un anno la presidenza di turno dell'Upi a Gorizia.

Svizzera & affari, in principio fu Neqrouz ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: abilità sui calci di punizione, specialità che gli consentì di realizzare 4 reti in 61 gettoni complessivi. Del tutto fallimentare, invece, si rivelò l'acquisto di Pizzinat, prelevato dal Servette nell'estate 2001. Centrocampista centrale piuttosto lento e macchinoso, restò in biancorosso per un triennio collezionando 95 presenze e 5 reti.

Per la politica 1 miliardo di tagli ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sfiduciati dai partiti –ad andarea votare.Si parla dei costi della politica e della proposta di legge che lancerà il leader del Pd. Una cifra shock accompagnerà l'annuncio:i tagli saranno di un miliardo di euro. Metà dei parlamentari, una riduzione degli stipendi degli onorevoli di circa il 30%, le pensioni di deputati e senatori che verranno calcolate con il metodo contributivo,

LANCIANO - Si parla tanto della riduzione dei costi della politica: bene, noi avanziamo una pr ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Si parla tanto della riduzione dei costi della politica: bene, noi avanziamo una proposta concreta per il Bilancio 2008 del comune di Lanciano: tagliamo del 50 per cento i costi complessivi dei compensi del sindaco, presidente del consiglio, assessori, direttore generale, semplici consiglieri e investiamo i 200 mila euro che si ricavano in vari settori della vita cittadina"

Costi della politica, una proposta: niente soldi da società private ( da "Liberazione" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Parole che ci possono aiutare, forse, a ricondurre anche il dibattito sui costi della politica a dimensioni reali e concrete. Noi di Rifondazione comunista, noi della Sinistra Arcobaleno, abbiamo la forza morale, oltre che politica per affrontare, meglio di altri, questo tema a testa alta,

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-02 num: - pag: 29 Sotto la lente... ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 29 Sotto la lente I consiglieri e i gettoni di "assenza" L i chiamano "gettoni di presenza" o "medaglie ". Sono soldi in più che gli amministratori ricevono per la partecipazione ad ogni riunione di consiglio. Molte società, soprattutto banche, hanno la materia all'ordine del giorno delle assemblee: il Banco Popolare e la sua controllata Creberg,

Sedici priorità per il Governatore ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Vi sono enti che esistono solo per pagare i gettoni di presenza dei Consigli di amministrazione". Ma insieme a questo punto, c'è quello della semplificazione amministrativa e dello strapotere della burocrazia che, dice il presidente della Piccola industria di Confindustria Marco Venturi, "crea artatamente problemi alle imprese affinché si trovino un amico che possa risolverli"

PINETO Il consigliere di minoranza ( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stampa PINETO Il consigliere di minoranza ... PINETO Il consigliere di minoranza Gaetano Avolio contesta gli aumenti delle taruffe comunali e decide di rinunciare al suo gettone di presenza in consiglio e a quelli di componente delle varie commissioni per donare le somme in beneficienza.

ALERION APPROVA IL BILANCIO CONSOLIDATO E IL PROGETTO DI BILANCIO D'ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2007: RICAVI E PROVENTI OPERATIVI: 50,6 MILIONI DI EURO (+ 53,1 MILIONI RISPETO AL'ESER ( da "marketpress.info" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 6 milioni di euro, parzialmente compensato dal decremento delle riserve per complessivi 9,1 milioni di euro conseguente principalmente all'applicazione dei principi Ias 32/39 relativamente alla cessione della partecipazione in Enertad ed alla valutazione degli strumenti derivati di copertura su finanziamenti bancari.

<Diritto alla semplicità> ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che deriva dal ripristino dei tetti di spesa per gli uffici di diretta collaborazione di ministri e sottosegretari, intervenendo anche sui costi della politica. Le 5mila leggi da eliminare entro l'anno, inoltre, sono già state identificate con il censimento realizzato dalla commissione governativa presieduta da Alessandro Pajno".

Abolire le Province? Serve di più migliorare l'efficienza della nostra burocrazia ( da "Liberazione" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta.

Costi della politica, una proposta ai partiti: niente soldi da società private ( da "Liberazione" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: costa. Ecco perché anche il tema spinoso del finanziamento dei partiti, nell'attuazione rigorosa dell'articolo 49 della Costituzione, deve entrare nel dibattito politico e uscire dalla demagogia. I continui attacchi a ogni forma di sostegno pubblico ai partiti in realtà nascondono un'idea pericolosa: quella per cui la politica possono farla solo persone e gruppi dotati di una forte

Amianto sospetto? Ci pensa il ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: potranno disporre dei documenti che attestano lo stato di conservazione del manufatto, compreso l'algoritmo di rischio. Gli obiettivi di questa iniziativa sono molteplici: sgravare le famiglie dei costi della consulenza favorendo la segnalazione dei siti; garantire maggiore omogeneità delle valutazioni, che sono effettuate da un unico tecnico;

REGGIOEMILIA REGGIO PRIMO PIANO pag. 6 Senza titolo GUERRA NEL PDCI, IL COMUNE CONGELA I FONDI AL PA... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Come il gettone di presenza assegnato in sede di conferenza dei capigruppo. Una misura temporanea in attesa di fare chiarezza sulla situazione venutasi a creare all'interno del gruppo del Pdci. Intanto Matteo Riva spiega le ragioni dell'addio ? "Bisogna impedire che Berlusconi torni al governo" ?

<GIGANTISMO, inefficienza, sprechi e scarsa trasparenza caratterizzano ( da "Nazione, La (Livorno)" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: arrivando in taluni casi oltre i 5mila euro al mese per i presidenti, a 15mila euro annui per i revisori dei conti, mentre i gettoni di presenza possono arrivare fino a 130mila euro a seduta". Il Pdl conclude rivolgendosi a "quei sindaci di sinistra che fanno finta di cascare dalle nuvole quando, invece, tutti d'accordo diedero il via alla nuova tassa". Giacomo.

TERNI -- IL CONSIGLIO provinciale ha approvato con il voto ( da "Nazione, La (Umbria)" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: nuovi contratti del personale e dei dirigenti con razionalizzazioni sulla parte corrente che privilegiano i settori con maggiore impatto per l'utenza. Per l'attuazione delle nuove disposizioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro l'ente ha previsto uno stanziamento di 30mila euro che andranno ad aggiungersi alle risorse previste dalla compartecipazione di tutti gli enti interessati.

Ecco perchè le Province sono ancora necessarie ( da "Denaro, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta.

Bassano (R.F.) Dopo la serata ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Stella e Rizzo, tocca alla "Casta" dei giornali: è questo il filo conduttore dell'incontro "Senza censura" in programma per venerdì 4, sempre a partire dalle 20,45 nella galleria La Bassanese.Nell'occasione, il giornalista Beppe Lopez svelerà infatti la sua inchiesta che ruota attorno all'interrogativo "La Casta dei Giornali"

Mcs, per il consiglio aumento di stipendio ( da "Provincia di Como, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Brenna ha percepito un indennizzo relativo ai soli 8 mesi di effettivo incarico. Diverso il discorso per i consiglieri di amministrazione, che invece avevano diritto a un gettone di presenza. Se per il presidente si è trattato di un ritocco dell'indennità ? prosegue Turati - per i consiglieri abbiamo pensato a un cambiamento vero è proprio della modalità di pagamento.

Ipotesi pedaggio Al Sud viaggiano gratis e da noi vogliono il <pizzo> Gentile Direttore, ripeto l'assunto ormai noto a tutti: la Lombardia, regione trainante dell'economia nazional ( da "Provincia di Sondrio, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: per rivedere alla luce delle nuove esigenze, la seconda parte della Costituzione, sopratutto nella parte che permetta la riduzione dei costi della politica e delle Istituzioni. Quest'appello di buon senso, sarà irriso da chi predica bene e razzola male. Tutta questa politica di "casta" è produttrice d'antipolitica;


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L'assessore Tessarin lancia una proposta:<Una quota di azioni Mea agli altri comuni> (sezione: Costi dei politici)

( da "Cittadino, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'assessore Tessarin lancia una proposta:"Una quota di azioni Mea agli altri comuni" n "Anche i comuni limitrofi potrebbero entrare a far parte di Mea". Luigi Tessarin, assessore ai lavori pubblici di Melegnano, è uscito allo scoperto. Lo ha fatto durante il consiglio comunale di lunedì, replicando ad un emendamento sulla questione presentato da "Melegnano città aperta". Partecipata per il 60 per cento dal comune di Melegnano e per il 40 per cento da un socio privato, attualmente la società per azioni opera soprattutto a Melegnano, dove gestisce i servizi del ciclo integrato delle acque, dei rifiuti solidi urbani, dei servizi energetici e del calore. Secondo "Melegnano città aperta" il comune "deve mantenere la maggioranza delle azioni della società e il controllo sulle attività di Mea, di cui però potrebbe alienare le quote eccedenti il 51 per cento in favore di altri soci pubblici". L'emendamento dell'opposizione di sinistra è stato respinto dalla maggioranza di centrodestra, ma l'assessore Tessarin è parso cogliere con un certo interesse la proposta: "Il 9 per cento delle quote azionarie di Mea - ha infatti spiegato - potrebbe essere effettivamente ceduto ai comuni limitrofi a Melegnano. Mi riferisco a Vizzolo e Cerro al Lambro, ma anche a Dresano, Carpiano e Colturano, che potrebbero così entrare a pieno titolo a far parte della società per azioni. In tal modo, poi, Mea potrebbe ampliare il proprio raggio d'azione anche nel circondario, diventando un punto di riferimento per l'intero Sudmilano". D'altra parte, già oggi la società effettua la raccolta dei rifiuti solidi urbani nel comune di Vizzolo, ma trattative in tal senso sarebbero in corso anche con Cerro. "A Melegnano, infine - ha ribadito Tessarin -, Mea potrebbe rilevare nuovi servizi, come ad esempio l'illuminazione pubblica. Certo, un maggior numero di attività comporta necessariamente una generale riorganizzazione della società". Sempre lunedì sera, rispondendo ad un emendamento presentato ancora da "Melegnano città aperta", il sindaco Vito Bellomo ha chiarito i costi della politica locale: "Il compenso del difensore civico - ha affermato - è stato raddoppiato perché così prevede lo statuto". Dopodiché, Bellomo ha reso di pubblico dominio le indennità percepite dalla sua squadra di governo. "In qualità di sindaco - ha dichiarato l'inquilino di palazzo Broletto - il mio compenso è di 2.035 euro netti al mese, mentre il vicesindaco Enrico Lupini percepisce 1.169 euro. Lo stipendio mensile degli assessori Raffaela Caputo, Luigi Tessarin e Fabio Raimondo è di 966 euro, che scendono a 483 per gli assessori Marco Lanzani e Denis Zanaboni. Il gettone di presenza per i consiglieri comunali, invece, è di 19 euro lordi. Insomma - ha concluso Bellomo -, stiamo parlando di compensi tutto sommato modesti, soprattutto se rapportati alle responsabilità che ci competono quali amministratori della cosa pubblica". S. C.

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Fuga dal Pdci, ma ora c'è chi rientra (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Reggio" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ligonchio ci ripensa. Congelati i fondi, Riva: "Lascio il gruppo" Visto che si è fatta chiarezza - ma soprattutto, dicono alcuni, si è fatta "pulizia" - alle fughe ora fanno da contraltare i rientri. E' quel che sta accadendo all'interno del Pdci reggiano. Dove alla fuoriuscita di Loredana Dolci, William Marastoni, Alberto Tirelli e Matteo Riva dal partito, corrisponde la scelta di rientrare di altri. Stiamo parlando della sezione di Ligonchio, "pronta - testuali parole - a ricominciare la collaborazione con l'attuale segreteria provinciale". Ieri, intanto, lo stesso Riva ha spiegato i motivi dell'abbandono e annunciato: "Per onestà morale e lucidità politica è molto probabile che lascerò la poltrona di capogruppo in consiglio comunale a quei fanatici che da anni aspettano, morbosamente, di poterla occupare". Una giornata a tappe, dunque, quella di ieri, caratterizzata innanzitutto dal documento diramato dalla sezione di Ligonchio e firmato da Emilia Paoli, Alessandro Bianchi, Nunzio Ferrari, Ezio Borri, Valerio Ceccardi e Stefano Regio. Che scrivono: "I compagni che ancora rappresentano il partito di Diliberto, e che hanno avuto per primi qualche difficoltà nell'impegno amministrativo mancando il sostegno della sede provinciale del partito, stanno ripensando che valga la pena di lottare e impegnarsi perché questo partito si riprenda il ruolo che merita. Quindi a differenza delle dichiarazioni deliranti degli ex compagni Dolci e Riva, i compagni di Ligonchio e della montagna invitano a votare Sinistra Arcobaleno". A ruota, le dichiarazioni di Riva, che ha inteso spiegare le ragioni del proprio gesto: "Una scelta sofferta - ha detto - ma che è funzionale a contrastare la vittoria di Berlusconi". Un gesto che, tuttavia, a livello istituzionale ha scatenato non poche polemiche: Riva infatti è capogruppo del Pdci. Accanto a lui, un solo consigliere, Donato Vena. Sulle prime era sembrato, infatti, che Riva non intendesse "mollare" l'incarico. Da qui, da questa spaccatura tutta politica, il primo effettoconcreto in Comune: la decisione presa da piazza Prampolini di "congelare" i fondi assegnati al gruppo dei Comunisti italiani. Sospeso, inoltre, anche il gettone di presenza assegnato in sede di conferenza dei capigruppo. Dal Comune spiegano che "si tratta di una decisione cautelativa fino a quando non sarà indicato in maniera formale chi è il capogruppo del Pdci". Ieri sotto sera, la quasi decisione di Riva di fare un passo indietro e di lasciare campo libero a Vena. Da qui alle elezioni, intanto, "potrebbero nascere gruppi con nominativi diversi".

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La Giunta si è aumentata lo stipendio (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

COMUNE La Giunta si è aumentata lo stipendio La Giunta Campedelli ha deciso di adeguare i valori delle indennità di funzione di sindaco, vicesindaco e assessori e 'tagliate' nel 2006-2007 del 10%, recependo così le indicazioni della Legge Finanziaria 2008, che indicava questi tagli come temporanei e che dunque rende possibile incrementare le stesse con delibera di Giunta. Queste indennità di funzione, ferme dal 2000, recependo sempre una possibilità di legge (data ai Comuni che hanno una percentuale di entrate proprie sul totale del Bilancio superiore alla media regionale) verranno inoltre integrate del 3% Ogni assessore percepirà dunque dal 2008 (il provvedimento è retroattivo dal primo gennaio) 2681 euro lordi ogni trenta giorni (per dodici mensilità, senza tredicesima e senza oneri pensionistici), mentre il Sindaco arriverà a 4468 euro lordi e il vicesindaco a 3351 euro sempre lordi. Ricordiamo che al netto la cifra corrisposta ai componenti della Giunta e al Sindaco viene decurtata del 30-35% circa.Da sottolineare anche che l'unico componente part time della Giunta (l'assessore a Pari Opportunità Marcella Valentini) continuerà a percepire poco meno del 50% dell'indennità. Rimane fermo invece per il momento l'ammontare del gettone di presenza riservato ai consiglieri comunali (38 euro lordi, 24 netti) in attesa di prevedere un adeguamento: con questa delibera della Giunta aumenta invece l'indennità del Presidente del Consiglio comunale (pari a quella di un assessore a tempo pieno) e quella del Difensore Civico (pari a 1206 euro lordi mese).

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In tre anni investimenti per oltre 18mila euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Motteggiana. Passa il piano delle opere In tre anni investimenti per oltre 18mila euro E gli ex Margherita votano assieme alla maggioranza MOTTEGGIANA.Con il voto contrario di Gilberto Cattini della lista civica "Insieme per Moteggiana", sono stati approvato a maggioranza, il bilancio di previsione 2008, con annesso il programma opere pubbliche per il triennio 2008-2010 che prevede investimenti per 18.202.430 euro, e le tariffe a domanda individuale. Il palazzetto dello sport di Villa Saviola sarà inaugurato il prossimo 19 aprile. Tutti gli altri punti all'odg sono stati approvati all'unanimità; ma nel gruppo di minoranza, (assenti Rossato e Nosari) si è registrato un voto disgiunto. Massimiliano Minelli, infatti, ex "Margherita", della lista civica "Insieme per Motteggiana", si è praticamente allineato alla maggioranza poichè, dallo scorso febbraio, insieme all'altro ex "margheritino" Attilio Rossato, è confluito nel Partito Democratico, il cui portavoce è l'attuale vicesindaco Luca Guidetti. Sulla verifica della quantità e qualità delle aree e dei fabbricati da destinare a residenza, attività produttive e terziarie, per il 2008, il sindaco Montanari, ha detto che c'è poca disponibilità. Sull'individuazione dei servizi a domanda individuale, il tasso di copertura della refezione scolastica si è attestato al 57,21%, per il tresporto scolastico al 37,41% e per il Cres estivo al 40,46%. Cattini si è lamentato per l'aumento sulla luce votiva e a chiesto all'amministrazione di rinunciare a qualche iniziativa per contenere le spese. Durante l'illustrazione del bilancio di previsione 2008, il sindaco Montanari ha detto che le tariffe del piano finanziario per il 2008 restano invariate ma saranno assoggettate al tasso di inflazione programmata dell'1,7%. Aumenterà invece la tassa sui rifiuti solidi urbani. "Agli inizi di aprile si svolgerà la gara d'appalto per la raccolta rifiuti e chi se la aggiudicherà avrà il compito di organizzare la raccolta "porta a porta" come sta avvenendo in altri comuni. Il sindaco, inoltre, ha ricordato gli interventi del 2007 come l'acquisto della piscina di Torricella e il palazzetto dello sport di Villa Saviola la cui inaugurazione è stata fissata per sabato 19 aprile. Le opere pubbliche inserite nel triennio 2008-2010 riguardano: piste ciclabili, la nuova scuola elementare, parcheggi, manutenzione strade oltre ad investimenti nel sociale. Per il 2008 il comune investirà 6.855.310 euro, nel 2009, 6.635.244 euro e nel 2010, 4.711.876 euro, per un totale complessivo di 18.202.430 euro. Il gettone di presenza ai consiglieri comunali e ai componenti delle commissioni resterà invariato: 16,20 euro ognuno. L'assessore alla pubblica istruzione Rubes Calzolari ha proposto una modifica al regolamento del servizio del nido comunale che prevede una riduzione del 30% per chi ha più utenti dello stesso nucleo familiare. (m.p.).

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Controllate, niente stretta sulle quotate (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - enti locali e stato Numero 079, pag. 42 del 2/4/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       assonime Controllate, niente stretta sulle quotate La stretta sulle società controllate dalle amministrazioni statali non riguarda le società quotate. Lo ha chiarito Assonime, l'associazione che raggruppa le spa italiane, nella circolare n. 21 del 31 marzo 2008. La nota affronta le norme introdotte dalla Finanziaria 2008 per contenere le spese delle società pubbliche. Norme molto stringenti che impongono alle p.a. centrali, entro tre mesi dall'entrata in vigore della manovra, tutta una serie di obblighi: ridurre i componenti degli organi societari, attribuire al presidente dei cda composti da tre membri anche le funzioni di amministratore delegato, sopprimere la carica di vicepresidente, cancellare i gettoni di presenza per i componenti degli organi societari. Assonime ha chiarito che la disciplina non si applica alle società quotate in mercati regolamentati, anche se la circolare diffusa ieri evidenzia come non sia ancora chiaro se il termine "società quotate" si riferisca alle spa quotate o a quelle con strumenti finanziari quotati. Dall'ambito di applicazione della norma resteranno fuori anche le società non quotate controllate da società quotate. Per mettere in atto le modifiche richieste dalla Finanziaria non sarà necessario cambiare lo statuto. A meno che quest'ultimo non contenga disposizioni in contrasto con le norme restrittive introdotte dalla legge n. 244/2007. Ragion per cui, andrà sicuramente modificato lo statuto che fissa il numero dei componenti del cda in misura superiore a quanto previsto dalla norma. Viceversa, precisa la nota, non ci sarà motivo di intervenire sullo statuto per eliminare i gettoni di presenza. La circolare chiarisce inoltre che le società a totale partecipazione degli enti locali sono escluse dall'applicazione della disciplina restrittiva. Questo perché la Finanziaria 2008 stabilisce che a questa tipologia di società continuano ad applicarsi le disposizioni della manovra 2007 (comma 729). Non è, invece, chiaro secondo Assonime se dalla stretta debbano essere escluse anche le società a partecipazione mista di enti locali e di altri soggetti pubblici e privati a loro volta controllati da un'amministrazione pubblica statale.

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La scheda (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Provincia LA SCHEDA Nome: DIEGO Cognome: CANCIAN Stato civile: coniugato Età: 50 Partito-Lista: Progetto Nord Est Residenza: San Donà Titolo di studio: perito industriale Professione: artigiano Hobby: sport e politica Attori preferiti: Laura Antonelli e Kevin Costner Ultimo libro letto: "La Casta" di Stella e Rizzo Ultimo film visto: "John Q" Viaggio preferito: sempre l'ultimo Auto posseduta: Grand Cherokee Ultima dichiarazione dei redditi: circa 90 mila euro.

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Al centro la 'questione settentrionale' (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Cremona, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione di Mercoledì 2 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Al centro la 'questione settentrionale' Gli imprenditori lombardi, secondo una rilevazione effettuata recentemente dallo statistico Renato Mannheimer per conto di Confartigianato Lombardia, hanno dimostrato di aver le idee ben chiare in merito a quelle che dovranno essere le priorità del prossimo governo: alleggerimento del peso fiscale, controllo dei prezzi, riduzione dei costi della politica e maggiore sicurezza. "Così come con forza rilanciamo anche la questione settentrionale" sottolinea Soffientini. "Due artigiani su tre attribuiscono a questo aspetto grande importanza ed attualità; alcune materie sono ritenute particolarmente urgenti quali il federalismo fiscale, l'infrastrutturazione del territorio (stradale, ferroviaria e Malpensa) e le politiche per lo sviluppo locale. Un artigiano su tre, ritiene decisiva la questione fiscale: diminuire la pressione sulle imprese, ma anche su famiglie e lavoratori e attuare un serio federalismo fiscale, mentre molto sentite come priorità principali sono anche altre questioni di grande attualità quali il controllo sui prezzi, i costi della politica e la sicurezza dei cittadini". Tra gli artigiani la percezione dell'esistenza di una specifica questione settentrionale è mediamente alta, ed è altissima nei giovani imprenditori dove 88 intervistati su 100 la ritiene una delle problematiche da affrontare con maggior urgenza e serietà. "Gli artigiani lombardi ? continua il presidente ? hanno molto chiaro cosa serve: l'impresa va liberata dagli eccessivi vincoli che impediscono lo svilupparsi dell'iniziativa imprenditoriale; hanno altrettanto chiaro che serve un sistema funzionante, più agile e rapido, meno burocratico. Gli imprenditori artigiani sanno che la competizione è oggi non solo fra imprese, ma fra sistemi territoriali, fra Paesi. Per affrontare la sfida occorre un contesto diverso: infrastrutture adeguate, amministrazione efficiente, federalismo fiscale, buona politica. Sono elementi indispensabili per rilanciare lo sviluppo del sistema paese. Perché questo deve essere l'obiettivo: la riduzione della pressione fiscale, l'abbattimento e il contenimento della spesa pubblica e dei costi della politica, la ripresa dei consumi devono essere considerati dei mezzi per il fine ultimo che è quello di tornare a creare sviluppo e con esso occupazione e benessere". (sas).

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Perché c'è ancora bisogno delle Province (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Mentre avanza la campagna elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle Province. Più in generale si discute sulla necessità di riformare le nostre istituzioni e su come ridurre i costi della politica. Come spesso accade (e non solo in campagna elettorale) autorevoli riflessioni si mescolano a superficialità e dichiarazioni improvvisate, e tutto ciò non aiuta la ricerca di soluzioni efficaci ed incisive. Per questo mi permetto di chiedere ospitalità nella speranza di poter offrire un utile contributo. Innanzitutto credo faremmo un buon servizio al Paese evitando generalizzazioni facili e scontate. Una cosa è infatti la eccessiva e insostenibile struttura burocratica della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema, è indubbio che il nostro paese non può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni, per cui è davvero difficile oggi, per i cittadini e le imprese, sapere con certezza chi fa che cosa e chi ha la responsabilità della soluzione dei singoli problemi. Troppo spesso i livelli di governo si sovrappongono nell'esercizio delle funzioni ed ognuno dilata i tempi ed aumenta inesorabilmente i costi. Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di governo. Potrei con facilità dimostrare, caso per caso, l'utilità che a svolgere funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente intermedio che governa un'area vasta che non può essere sostituito né dalla miriade di comuni, piccoli o piccolissimi, né tanto meno dalle regioni, pena il ritorno ad un nuovo centralismo non utile ai cittadini ed alle imprese. E chi conosce il territorio del nostro paese sa che proprio nelle aree marginali e periferiche c'è bisogno di un livello istituzionale come le Province. D'altronde la città metropolitana prevista dalla costituzione, non è forse una forma di governo di un'area vasta che, sostituendo la provincia, dà risposte più efficaci a temi che superano i confini comunali? Potrei anche argomentare a lungo sulla necessità di una rappresentanza politica di livello provinciale che interloquisca con tutte le rappresentanze economiche e sociali che proprio a quel livello sono organizzate; così come potrei dilungarmi sulle identità territoriali, sulla storia del nostro paese, o, con un pizzico di polemica, sulla legittimazione di una classe dirigente votata da centinaia di migliaia di cittadini rispetto a chi oggi viene semplicemente nominato. Mi interessa invece centrare l'attenzione su ciò che si può realmente fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia dell'intero sistema pubblico. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere, se riuscissimo ad identificare con puntualità le competenze di ognuno, tornando a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione, può meglio assolvere ad una funzione, credo riusciremo a ricostruire un sistema credibile e snello, senza rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo iniziato da oltre un decennio, mai concludendolo. Oltre a ciò, ai fautori dell'abolizione delle province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e ridurre i veri costi della politica. Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande rilevanza. Una normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse le funzioni in capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe da subito risparmi ben più significativi della eliminazione di un livello di governo, peraltro previsto dalla Costituzione. Proviamo ad iniziare da qui, e ci accorgeremo che i risultati possono essere davvero di grande utilità. Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta. Ma ogni livello di governo deve fare la sua parte con l'avvertenza che soluzioni generalizzate e demagogiche rischiano di ridurre gli spazi della democrazia, senza incidere davvero sugli sprechi che ci sono, e sono molti. Perché questi temi possano essere approfonditi in modo compiuto mi permetto di continuare il dibattito sul giornale, dando fin d'ora la disponibilità mia e di tutti i presidenti di provincia ad offrire alla riflessione dati e proposte non a difesa del nostro ruolo, come peraltro non abbiamo mai fatto, ma capaci di individuare soluzioni condivise, per il bene del nostro paese. Fabio Melilli UPI - Unione Province d'Italia.

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Gherghetta rinuncia al gettone per la presidenza dell'upi (sezione: Costi dei politici)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Gorizia Gherghetta rinuncia al gettone per la presidenza dell'Upi Enrico Gherghetta è il nuovo presidente dell'Unione delle Province del Friuli Venezia Giulia. Gherghetta ha preso il posto di Maria Teresa Bassa Poropat, presidente della Provincia di Trieste, che ha completato il suo mandato e ha lasciato così per un anno la presidenza di turno dell'Upi a Gorizia. Nel giorno dell'inizio del nuovo impegno Gherghetta - che ha annunciato di rinunciare al compenso di 2mila euro al mese che spetta al presidente dell'Upi - ha annunciato una serie di novità che interesseranno l'Upi a breve. "Aspetto l'elezione del nuovo presidente della Provincia di Udine per presentare la mia proposta di rinnovamento - dice Gherghetta -. Come è già stato stabilito, però la sede dell'Upi passerà da Udine a Trieste, e con questo fondamentale cambiamento muterà la stessa natura dell'ente: non sarà più una "quinta provincia", ma un vero sindacato delle province". Diversi gli obbiettivi sui quali Gherghetta vuole intervenire: l'Upi dovrà aumentare gli sforzi a tutela dei nostri connazionali all'estero (in Istria innanzitutto, ma anche in Argentina e nel resto del mondo), ridurre le spese dell'ente e snellire i procedimenti per migliorare il servizio ai cittadini, rafforzare il rapporto con la Regione e attuare un nuovo piano di comunicazione improntato sulla pianificazione e la trasparenza.

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Svizzera & affari, in principio fu Neqrouz (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: SPORT - data: 2008-04-02 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Corsi e ricorsi di mercato Cominciò Regalia, adesso è Perinetti a battere di nuovo la pista elvetica Svizzera & affari, in principio fu Neqrouz BARI - Il Bari e la Svizzera: un rapporto relativamente recente, ma intenso. Della folta legione straniera arruolata nei cento anni di storia biancorossa, Mijat Maric è il terzo elvetico. Prima di lui, erano approdati nel capoluogo Giuseppe Mazzarelli (nato ad Uster il 14 agosto 1972) e Lionel Pizzinat (9 agosto 1977, nato a Vernier). Per entrambi, in verità, l'esperienza in Puglia non si è rivelata tra le più fortunate. Mazzarelli fu acquistato dal San Gallo (la stessa squadra di provenienza di Maric) nell'agosto del 2000 per rimpiazzare l'ex capitano Luigi Garzja. Difensore esterno, ma all'occorrenza anche centrocampista, nel campionato 2000-01 totalizzò 33 presenze, risultando il giocatore più utilizzato. Nonostante la retrocessione dalla A alla B, la sua avventura a Bari proseguì per altre due stagioni, con un rendimento mai completamente convincente. Mazzarelli, tuttavia, si segnalò per l'abilità sui calci di punizione, specialità che gli consentì di realizzare 4 reti in 61 gettoni complessivi. Del tutto fallimentare, invece, si rivelò l'acquisto di Pizzinat, prelevato dal Servette nell'estate 2001. Centrocampista centrale piuttosto lento e macchinoso, restò in biancorosso per un triennio collezionando 95 presenze e 5 reti. Al termine del torneo 2003-04 (con il Bari retrocesso in C1 e poi ripescato), fu ceduto al Venezia. Sia Mazzarelli, sia Pizzinat contano alcune presenze nella selezione maggiore rossocrociata. Dalla Svizzera, però, l'ex direttore generale biancorosso Carlo Regalia prelevò anche uno dei calciatori simbolo dell'ultimo decennio barese: Rachid Neqrouz. Marocchino, classe '72, Neqrouz fu ingaggiato nel 1997 dallo Young Boys. Difensore centrale aitante e roccioso, abile nel gioco aereo e spietato nella marcatura a uomo (famose le attenzioni "particolari " che riservava agli attaccanti avversari, come la "palpatina" a Filippo Inzaghi), in biancorosso militò per sei stagioni (160 presenze e sei gol), diventando un autentico idolo dei tifosi. Maric gioca nel suo stesso ruolo: l'augurio è che possa ripercorrerne le tappe. D.L.

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Per la politica 1 miliardo di tagli (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-04-02 - pag: 17 autore: LA SCOMMESSA Per la politica 1 miliardo di tagli è la scommessa più forte su cui punta Walter Veltroni.Il messaggio che si è lasciato per l'ultima settimana di campagna elettorale proprio perché sa che è l'argomento più sentito. E che può indurre gli astensionisti – che sono quelli più sfiduciati dai partiti –ad andarea votare.Si parla dei costi della politica e della proposta di legge che lancerà il leader del Pd. Una cifra shock accompagnerà l'annuncio:i tagli saranno di un miliardo di euro. Metà dei parlamentari, una riduzione degli stipendi degli onorevoli di circa il 30%, le pensioni di deputati e senatori che verranno calcolate con il metodo contributivo, abolizione delle province nelle aree metropolitane e delle comunità montane vicine al livello del mare, la revisione del finanziamento ai giornali di partito. è questo il tentativo finale insieme all'annuncio di alcuni ministri. ( Li.P.).

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LANCIANO - Si parla tanto della riduzione dei costi della politica: bene, noi avanziamo una pr (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

LANCIANO - "Si parla tanto della riduzione dei costi della politica: bene, noi avanziamo una proposta concreta per il Bilancio 2008 del comune di Lanciano: tagliamo del 50 per cento i costi complessivi dei compensi del sindaco, presidente del consiglio, assessori, direttore generale, semplici consiglieri e investiamo i 200 mila euro che si ricavano in vari settori della vita cittadina". A parlare sono i consiglieri del Partito democratico, a nome di tutto il gruppo, Maria Saveria Borrelli, Pasquale Sasso, Valentino Di Campli, Franco Ferrante. "Presentiamo a riguardo - dicono - otto emendamenti al bilancio, che costituiscono un po' la nostra mini-finanziaria, con dati, cifre e riferimenti precisi. Quello della Giunta Paolini è un bilancio ingessato sugli investimenti, pur aumentando le tasse, come l'addizionale Iperf e la Tarsu. Fanno la sceneggiata contro i rifiuti che arrivano extra consorzio, ma il loro bilancio si regge sul milione e mezzo di euro di eco-ristoro che, tra l'altro, non vengono utilizzati, come si dovrebbe, nel settore ambientale". Gli emendamenti del Pd al bilancio riguardano maggiori investimenti per: progetto notti sicure; aiuti alle famiglie per asili nido e trasporto scolastico; accoglienza e guida turistica; progetto musica giovani; raccolta differenziata; rete idrica località Gemme di Sant'Amato; servizio raccolta e smaltimento rifiuti speciali di attività agricole. (M.Gian).

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Costi della politica, una proposta: niente soldi da società private (sezione: Costi dei politici)

( da "Liberazione" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sergio Boccadutri "Bisogna reagire a fenomeni di antipolitica che un tempo si sarebbero detti di qualunquismo", ha detto con una buona dose di coraggio, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Parole che ci possono aiutare, forse, a ricondurre anche il dibattito sui costi della politica a dimensioni reali e concrete. Noi di Rifondazione comunista, noi della Sinistra Arcobaleno, abbiamo la forza morale, oltre che politica per affrontare, meglio di altri, questo tema a testa alta, senza sotterfugi, né scorciatoie - a differenza di chi ha criticato tanto i finanziamenti ai partiti, promuovendo poi invece l'arricchimento personale di pochi "fidati" - perché la nostra politica è fatta di lotte e militanza, non solo di soldi. Il nostro è un partito reale, diffuso e vivo su tutto il territorio nazionale, in cui la stragrande maggioranza dei dirigenti spesso svolge attività politica gratuitamente, a volte rimettendoci di tasca propria. 23 02/04/2008.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-02 num: - pag: 29 Sotto la lente... (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-02 num: - pag: 29 Sotto la lente I consiglieri e i gettoni di "assenza" L i chiamano "gettoni di presenza" o "medaglie ". Sono soldi in più che gli amministratori ricevono per la partecipazione ad ogni riunione di consiglio. Molte società, soprattutto banche, hanno la materia all'ordine del giorno delle assemblee: il Banco Popolare e la sua controllata Creberg, Veneto Banca, Popolare Spoleto, Credem, Cattolica Assicurazioni e altre. Le Generali dall'anno scorso pagano 4.000 euro ogni consigliere per partecipare alle sedute, oltre a rimborso spese a piè di lista, quota sugli utili e al fisso di 100.000 euro. Vien da pensare alla mancetta. Anzi, i gettoni ricordano i quiz di Mike Bongiorno e le medaglie il premio per una performance. Ma qual è la performance? Chi li riceve percepisce già un'elevata retribuzione fissa per il solo fatto di essere consigliere. Insomma è pagato per partecipare ai consigli. E allora perché gli si dà un extra per fare quello che si è impegnato a fare? Non sarebbe invece opportuno, oltre che serio, introdurre l'istituto del "gettone di assenza"? Ovvero: riduzione proporzionale dello stipendio a chi non va alle riunioni. m. ger.

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Sedici priorità per il Governatore (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sud sezione: ISTITUZIONI data: 2008-04-02 - pag: 13 autore: Verso le elezioni. Presentata da Confindustria la piattaforma di richieste ai candidati alla presidenza della Regione siciliana Sedici priorità per il Governatore Dall'energia alla sanità, il programma degli imprenditori per la modernizzazione ELEZIONI 2008 Nino Amadore PALERMO è una sorta di vademecum: un prontuario per il buon governo della Sicilia. Che gli imprenditori, i quali incontrano oggi il candidato del centrosinistra Anna Finocchiaroe dopodomani quello del centrodestra Raffaele Lombardo, mettono a disposizione del governo regionale che verrà. Così il documento preparato da Confindustria Sicilia ad uso dei candidati alla presidenza della Regione siciliana contiene alcuni punti che tornano sì utili alle imprese ma sono parte delle aspirazioni di cittadini ingabbiati e spesso subalterni alla burocrazia, al potere politico, ai comitati d'affari. "Nel documento – spiega Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia – non ci sono rivendicazioni, ma proposte e soluzioni. La Sicilia può farcela solo se ci sarà una inversione di tendenza della classe politica che deve avere il coraggio dell'azione, abbandonando la logica del consenso a breve termine". Un testo, quello presentato dai vertici di Confindustria, che segna anche una linea di discontinuità rispetto al passato. Dice Ettore Artioli, vicepresidente nazionale con delega per il Mezzogiorno: "Rispetto a sei, otto anni fa è differente il modo con cui Confindustria offre soluzioni e riflessioni. Se prima anche noi andavamo alla ricerca di accomodamenti e vie di mezzo, oggi la situazione è cambiata, abbiamo proposte e vogliamo risposte. Gli industriali non vogliono aiuti ma posizioni nette della politica sulle cose da fare per la Sicilia". E così i rappresentanti delle aziende siciliane, di quelle circa tremila imprese che fanno parte del sistema Confindustria, hanno sinteticamente indicato le poche ma concrete cose che si potrebbero fare nei prossimi cinque anni per "Modernizzare la Sicilia". A partire da quello che viene definito il tasso di liberalizzazione nella regione: "Il pubblico deve fare un passo indietro – si legge –.Abbiamo assistito in questi anni da parte della regione e degli enti locali alla creazione di aziende pubbliche di qualunque tipologia per gestire servizi quali rifiuti, acqua, elettricità, gas, trasporti e aeroporti. Vi sono enti che esistono solo per pagare i gettoni di presenza dei Consigli di amministrazione". Ma insieme a questo punto, c'è quello della semplificazione amministrativa e dello strapotere della burocrazia che, dice il presidente della Piccola industria di Confindustria Marco Venturi, "crea artatamente problemi alle imprese affinché si trovino un amico che possa risolverli". I nodi irrisolti sono ancora parecchi come quelli che riguardano l'energia: "Va approvato a attuato il Piano energetico regionale – si legge nel documento – che deve porsi come obiettivo il contenimento del costo per le imprese e i cittadini". E nell'ambito della filiera energetica gli imprenditori chiedono che si avvii la costruzione dei termovalorizzatori e si proceda con la realizzazione degli impianti di rigassificazione. C'è poi il tema della finanza pubblica: il bilancio della Regione siciliana ammonta a 24,8 miliardi e supera quello della Lombardia che è di 23,9 miliardi ma la Lombardia ha quasi il doppio degli abitanti, produce il 25% della ricchezza nazionale, ha il 22,5% del gettito Irpef del Paese contro il 5% della Sicilia. E il tema della finanza pubblica è strettamente legato a quello della Sanità: va creata, dicono gli industriali, una agenzia di valutazione indipendente e bisogna sganciare le nomine dei direttori generali dalla politica. Insomma è necessario dire basta al "patronaggio politico" in un settore che ha oggi un disavanzo di 800 milioni e assorbe otto miliardi l'anno la metà dei quali provenienti dal bilancio regionale. Un disavanzo che ha comportato sanzioni da parte del governo centrale come l'aumento dell'Irap che grava soprattutto sulle imprese. C'è anche la proposta che riguarda le infrastrutture: per gli industriali è importante arrivare allo scioglimento del Consorzio per le autostrade siciliane di cui la Regione fa parte con l'Anas per arrivare alla privatizzazione della rete autostradale. Con i fondi che arriverebbero dalla privatizzazione si potrebbe creare un fondo per le infrastrutture cui possono partecipare altri attori istituzionali o di mercato. www.ilsole24ore.com/economia Il documento completo con le indicazioni di Confindustria Sicilia ai candidati alla presidenza della Regione siciliana OPERE PUBBLICHE Tra le proposte avanzate la privatizzazione della rete autostradale e la creazione del Fondo infrastrutture Imprenditori. Il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello IMAGOECONOMICA.

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PINETO Il consigliere di minoranza (sezione: Costi dei politici)

( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stampa PINETO Il consigliere di minoranza ... PINETO Il consigliere di minoranza Gaetano Avolio contesta gli aumenti delle taruffe comunali e decide di rinunciare al suo gettone di presenza in consiglio e a quelli di componente delle varie commissioni per donare le somme in beneficienza. "Il buon padre di famiglia quando arrivano i momenti bui - spiega Avolio - è il primo che da l'esempio. Quindi io nel mio piccolo voglio dare un contributo.Certo non andrà a risolvere grossi problemi finanziari ma dovrebbe essere di l'esempio a qualcun altro".

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ALERION APPROVA IL BILANCIO CONSOLIDATO E IL PROGETTO DI BILANCIO D'ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2007: RICAVI E PROVENTI OPERATIVI: 50,6 MILIONI DI EURO (+ 53,1 MILIONI RISPETO AL'ESER (sezione: Costi dei politici)

( da "marketpress.info" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

CIZIO 2006) Milano, 2 aprile 2008 - Il Consiglio di Amministrazione di Alerion Industries S. P. A. Ha esaminato ed approvato in data 28 marzo il bilancio consolidato e il progetto di bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2007 di Alerion Industries S. P. A. , redatti utilizzando i principi di valutazione e misurazione stabiliti dagli "International Accounting Standard"/"international Financial Reporting Standard" (Ias/ifrs). Risultati Consolidati (dati in milioni di euro) 31 dicembre 2007 31 dicembre 2006 Variazione Ricavi e proventi operativi 50,6 (2,5) 53,1 Risultato operativo 30,5 (11,4) 41,9 Risultato Netto di Gruppo 19,6 (13,3) 32,9 (dati in milioni di euro) 31 dicembre 2007 31 dicembre 2006 Variazione Capitale Investito 200,1 183,6 16,5 Patrimonio Netto di Gruppo 158,0 147,5 10,5 Posizione Finanziaria Netta (42,0) (34,9) (7,1) Risultati consolidati del Gruppo Alerion al 31 dicembre 2007 I Ricavi e proventi operativi al 31 dicembre 2007 sono pari a 50,6 milioni di euro, in aumento di 53,1 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2006 (negativi per 2,5 milioni di euro). Tale incremento è legato principalmente (i) ai ricavi operativi da vendita di energia elettrica e certificati verdi dei parchi eolici in attività al 31 dicembre 2007 pari a 4,4 milioni di euro (0,3 milioni di euro al 31 dicembre 2006), (i) ai risultati derivanti dalla cessione di partecipazioni pari a 28,7 milioni di euro di Reno De Medici S. P. A. , Enertad S. P. A. E Ream S. P. A. ) (i) al corrispettivo di un accordo transattivo raggiunto con Erg S. P. A. Pari a 13,0 milioni di euro e (iv) ai risultati positivi delle società collegate valutate con il metodo del patrimonio netto pari a 1,4 milioni di euro al 31 dicembre 2007 (negativi per 5,6 milioni di euro al 31 dicembre 2006). Il Risultato Operativo al 31 dicembre 2007 è pari a 30,5 milioni di euro (negativo per 11,4 milioni di euro al 31 dicembre 2006), dopo costi operativi di 14,3 milioni di euro (8,7 milioni di euro al 31 dicembre 2006), che includono (i) costi delle operazioni di pagamento basate su azioni per 2 milioni di euro, (i) costi di consulenza non ricorrenti legati alle operazioni concluse nel 2007 con Erg S. P. A. Per 0,6 milioni di euro e (i) accantonamenti a fondi rischi su crediti e controversie legali/fiscali per 2,9 milioni di euro. Tale risultato risente, inoltre, di ammortamenti d'esercizio pari a 1,8 milioni di euro e svalutazioni pari a circa 4,0 milioni di euro, riferite principalmente alla svalutazione dell'intero avviamento relativo alla controllata Ibi S. P. A. , a seguito del cambiamento del piano strategico della stessa Ibi S. P. A che prevede nei prossimi anni la focalizzazione delle proprie attività a servizio delle società del Gruppo e la conseguente riduzione delle attività di consulenza svolte nei confronti di terzi. Il Risultato Netto di Gruppo al 31 dicembre 2007 è pari a 19,6 milioni di euro, a fronte di una perdita di 13,3 milioni di euro dell'esercizio precedente. Tale risultato include oneri finanziari netti pari a 1,2 milioni di euro, imposte d'esercizio pari a 9,5 milioni di euro e il risultato netto da attività destinate ad essere cedute, negativo per 0,3 milioni di euro. Il Capitale Investito Netto del Gruppo al 31 dicembre 2007 è pari a 200,1 milioni di euro, rispetto a 183,6 milioni di Euro al 31 dicembre 2006. L'andamento del capitale investito nel corso dell' esercizio 2007 è stato influenzato principalmente dagli investimenti effettuati nel settore eolico e nel settore fotovoltaico, oltre che dalle citate cessioni di partecipazioni. Il Patrimonio Netto di Gruppo al 31 dicembre 2007 è pari a 158,0 milioni di euro, in aumento di 10,5 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2006. La variazione positiva rispetto al patrimonio netto al 31 dicembre 2006 deriva dal risultato positivo di esercizio pari a 19,6 milioni di euro, parzialmente compensato dal decremento delle riserve per complessivi 9,1 milioni di euro conseguente principalmente all'applicazione dei principi Ias 32/39 relativamente alla cessione della partecipazione in Enertad ed alla valutazione degli strumenti derivati di copertura su finanziamenti bancari. La Posizione Finanziaria Netta al 31 dicembre 2007 è negativa per 42,0 milioni di euro, con un incremento rispetto al 31 dicembre 2006 di 7,1 milioni di euro. Tale variazione in aumento deriva principalmente dagli investimenti effettuati per l'acquisto e la costruzione di impianti eolici e fotovoltaici, parzialmente compensati dai proventi derivanti dalla cessione delle partecipazioni citate in precedenza e dalla conclusione dell'accordo transattivo raggiunto con Erg S. P. A. Si evidenzia, inoltre, che l'indebitamento lordo verso il sistema bancario al 31 dicembre 2007 è pari a complessivi 76,1 milioni di euro (12,9 milioni di euro al 31 dicembre 2006) ed è relativo principalmente ai finanziamenti degli impianti eolici e fotovoltaici operativi ed in costruzione. Risultati di Alerion Industries S. P. A. Al 31 dicembre 2007 Per quanto riguarda la capogruppo Alerion Industries S. P. A. , l'esercizio 2007 si è chiuso con un Risultato Netto positivo pari a 17,1 milioni di euro, in aumento di 11,1 milioni di euro rispetto al Risultato Netto registrato nel 2006. A tale riguardo, si evidenzia che il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all'Assemblea degli Azionisti di riportare a nuovo l'utile conseguito da Alerion Industries S. P. A. Al 31 dicembre 2007. Il Patrimonio Netto a fine 2007 è pari a 177,3 Milioni di euro (170,1 milioni di euro al 31 dicembre 2006) ed include oltre al risultato netto d'esercizio, l'effetto delle rettifiche negative di complessivi 9,9 milioni di euro, apportate principalmente a seguito della cessione della partecipazione in Enertad S. P. A. E relative alla sua valutazione in base ai principi Ias 32 e 39 negli scorsi esercizi. Principali fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio 2007 e prevedibile evoluzione della gestione Fatti di rilievo avvenuti dopo il 31 dicembre 2007 In data 17 marzo 2008, il Consiglio di Amministrazione di Alerion Industries S. P. A. Ha esaminato ed approvato un progetto di aumento di capitale riservato alla sottoscrizione del Fondo F2i, avente ad oggetto n. 40. 000. 000 nuove azioni ordinarie, rappresentanti una percentuale di poco inferiore al 10% dell'attuale capitale sociale della Società, ad un prezzo pari a 0,95 euro per azione. Il progetto si inserisce nel processo di focalizzazione dell'attività del Gruppo Alerion sul core business delle energie rinnovabili e prevede, come presupposto per l'ingresso del Fondo nel capitale, la realizzazione di una riorganizzazione societaria di Alerion finalizzata alla valorizzazione delle partecipazioni "Non Energy". Nel medesimo contesto, il Fondo ha sottoscritto con i rappresentanti del Comitato Direttivo del patto parasociale, che raccoglie la maggioranza assoluta del capitale di Alerion, una lettera d'intenti ? non vincolante e subordinata ad alcune condizioni - per l'acquisizione, da parte del Fondo, allo stesso prezzo di Euro 0,95 per azione, di ulteriori n. 29. 166. 901 azioni di Alerion, rappresentanti il 7,29% dell'attuale capitale sociale, e l'adesione del Fondo al Patto, con apporto anche delle azioni rivenienti dall'Aumento di Capitale. Il progetto di riorganizzazione prevede la cessione di alcune partecipazioni minori e la concentrazione delle residue Partecipazioni "Non Energy" in una società veicolo ("Investment Company"), il cui capitale verrà offerto ad investitori qualificati dei quali verrà avviata la selezione. Il portafoglio complessivo destinato a confluire nell'Investment Company è attualmente il seguente: Realty Vailog (24,65%), Reno De Medici (9,02%), Mediapason (17,84%), Rcr Cristalleria Italiana (15%), Real Estate Asset Management Sgr (10%) e Banca Mb (3,57%). Per maggiori dettagli sull' operazione si rimanda a quanto comunicato in data 17 marzo 2008. In data 27 marzo 2008, inoltre, nell'ambito del processo di focalizzazione dell'attività del Gruppo sul core business delle energie rinnovabili, Alerion ha raggiunto un accordo per la cessione della partecipazione detenuta in Sviluppo del Mediterraneo S. P. A. , pari al 45,16% del capitale sociale, ad un controvalore di 5,75 milioni di euro. Prevedibile evoluzione dela gestione Nel corso del 2008 il management sarà impegnato, nell'ambito del business dell'energia da fonti rinnovabili, sia nella realizzazione dei parchi eolici e degli impianti fotovoltaici autorizzati sia nella valutazione e selezione di nuove opportunità di investimento. Verranno parallelamente eseguiti gli interventi precedentemente descritti di riorganizzazione del portafoglio di partecipazioni, al fine di completare il processo di focalizzazione dell'attività del Gruppo Alerion sul core business delle energie rinnovabili. . <<BACK.

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<Diritto alla semplicità> (sezione: Costi dei politici)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

DEMOCRATICI Veltroni presenta un provvedimento per ridurre il numero delle leggi "Diritto alla semplicità" RUDY FRANCESCO CALVO In Italia esistono 21.691 leggi, delle quali 1.582 risalgono al regno dei Savoia, 151 al periodo costituzionale provvisorio che va dalla caduta del fascismo all'istituzione della repubblica e, in totale, 7.743 emanate prima del 1970. Atti burocratici che ormai non hanno alcuna utilità nella società contemporanea, non sono più finanziati o hanno esaurito il loro effetto. Cinquemila di questi saranno eliminati se il Pd vincerà le elezioni. È questa la promessa fatta ieri da Walter Veltroni, che si concretizza in un apposito disegno di legge, parte del pacchetto di dodici provvedimenti che saranno varati nella prima riunione del consiglio dei ministri, in caso di vittoria. Per fare alcuni esempi, sono ancora in vigore il regio decreto che rende esecutiva la "convenzione tra l'Italia e la monarchia austroungarica per la estradizione dei malfattori", quello che decreta la "fusione della regia guardia di confine albanese con la regia guardia di finanza", quello che istituisce un "ente di colonizzazione del latifondo siciliano", o ancora il regio decreto legge che introduce un'addizionale "di due centesimi per ogni lira di vari tributi erariali ". Una "proliferazione legislativa assurda", l'ha definita Veltroni, che appesantisce la già gravosa macchina burocratica dello stato, con conseguenti sprechi e ritardi, e che "pesa sulla vita dei cittadini". La proposta presentata dal Pd, alla cui stesura ha lavorato l'ex ministro della funzione pubblica e componente della commissione Attali in Francia Franco Bassanini, prevede una semplificazione legislativa molto ampia, con la riduzione di tutte le leggi e regolamenti dello stato a non più di cento testi unici e mille leggi settoriali entro il 2010, termine entro il quale anche le regioni dovranno procedere al dimezzamento delle loro norme. Sono previsti, inoltre, un controllo rigoroso sulla produzione legislativa successiva, che dovrà intervenire all'interno dei codici già esistenti, l'accesso gratuito on line entro il 2008 a tutte le norme vigenti, mentre oggi la Gazzetta ufficiale è cartacea e a pagamento, l'effettiva attuazione del divieto di richiedere a cittadini e imprese documenti o certificati emessi dalle stesse amministrazioni e l'eliminazione di tutti i certificati entro il 2010. Secondo i calcoli dei tecnici che hanno collaborato con il loft, questa semplificazione porterà a una riduzione dei costi per le imprese che raggiungerà i 9 miliardi annui nel 2012 (e un dimezzamento dei tempi per il rilascio delle autorizzazioni), un aumento del Pil di circa mezzo punto l'anno e un risparmio nella spesa pubblica che, a regime, supererà i tre miliardi di euro l'anno. Ma soprattutto, ha spiegato Veltroni, "è la precondizione per attuare il grande disegno riformista che vogliamo mettere in campo. Le nostre proposte rischiano di non realizzarsi se non cambiamo la mentalità di un paese che ha prodotto in questi anni più norme che possibilità di sviluppo". Secondo il segretario del Pd, in Italia devono esserci "poche leggi che devono essere rispettate ma che consentano agli italiani di vivere più sereni. C'è un diritto alla semplicità. In questo paese fare un'impresa deve diventare una cosa semplice". "È già tutto pronto ? garantisce Bassanini ? compresa la copertura finanziaria, che deriva dal ripristino dei tetti di spesa per gli uffici di diretta collaborazione di ministri e sottosegretari, intervenendo anche sui costi della politica. Le 5mila leggi da eliminare entro l'anno, inoltre, sono già state identificate con il censimento realizzato dalla commissione governativa presieduta da Alessandro Pajno". "Il paese non ha mai conosciuto un cambiamento di questa radicalità ? ha detto Veltroni ? perché non c'erano in passato le condizioni politiche necessarie. Noi abbiamo le energie necessarie a fare quello che si deve fare".

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Abolire le Province? Serve di più migliorare l'efficienza della nostra burocrazia (sezione: Costi dei politici)

( da "Liberazione" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Riceviamo e volentieri pubblichiamo Fabio Melilli* Caro Direttore, mentre avanza la campagna elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle Province. Più in generale si discute sulla necessità di riformare le nostre istituzioni e su come ridurre i costi della politica. Come spesso accade (e non solo in campagna elettorale) autorevoli riflessioni si mescolano a superficialità e dichiarazioni improvvisate, e tutto ciò non aiuta la ricerca di soluzioni efficaci ed incisive. Per questo mi permetto di chiedere ospitalità al Suo giornale nella speranza di poter offrire un utile contributo. Innanzitutto credo faremmo un buon servizio al Paese evitando generalizzazioni facili e scontate. Una cosa è infatti la eccessiva e insostenibile struttura burocratica della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema, è indubbio che il nostro paese non può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni, per cui è davvero difficile oggi, per i cittadini e le imprese, sapere con certezza chi fa che cosa e chi ha la responsabilità della soluzione dei singoli problemi. Troppo spesso i livelli di governo si sovrappongono nell'esercizio delle funzioni ed ognuno dilata i tempi ed aumenta inesorabilmente i costi. Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di governo. Potrei con facilità dimostrare, caso per caso, l'utilità che a svolgere funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente intermedio che governa un'area vasta che non può essere sostituito né dalla miriade di comuni, piccoli o piccolissimi, né tanto meno dalle regioni, pena il ritorno ad un nuovo centralismo non utile ai cittadini ed alle imprese. E chi conosce il territorio del nostro paese sa che proprio nelle aree marginali e periferiche c'è bisogno di un livello istituzionale come le Province. D'altronde la città metropolitana prevista dalla costituzione, non è forse una forma di governo di un'area vasta che, sostituendo la provincia, da' risposte più efficaci a temi che superano i confini comunali? Potrei anche argomentare a lungo sulla necessità di una rappresentanza politica di livello provinciale che interloquisca con tutte le rappresentanze economiche e sociali che proprio a quel livello sono organizzate; così come potrei dilungarmi sulle identità territoriali, sulla storia del nostro paese, o, con un pizzico di polemica, sulla legittimazione di una classe dirigente votata da centinaia di migliaia di cittadini rispetto a chi oggi viene semplicemente nominato. Mi interessa invece centrare l'attenzione su ciò che si può realmente fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia dell'intero sistema pubblico. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere, se riuscissimo ad identificare con puntualità le competenze di ognuno, tornando a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione, può meglio assolvere ad una funzione, credo riusciremo a ricostruire un sistema credibile e snello, senza rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo iniziato da oltre un decennio, mai concludendolo. Oltre a ciò, ai fautori dell'abolizione delle province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e ridurre i veri costi della politica. Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande rilevanza. Una normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse le funzioni in capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe da subito risparmi ben più significativi della eliminazione di un livello di governo, peraltro previsto dalla Costituzione. Proviamo ad iniziare da qui, e ci accorgeremo che i risultati possono essere davvero di grande utilità. Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta. Ma ogni livello di governo deve fare la sua parte con l'avvertenza che soluzioni generalizzate e demagogiche rischiano di ridurre gli spazi della democrazia, senza incidere davvero sugli sprechi che ci sono, e sono molti. Perché questi temi possano essere approfonditi in modo compiuto mi permetto di chiederLe di aprire attraverso il Suo giornale un dibattito, dando fin d'ora la disponibilità mia e di tutti i presidenti di provincia ad offrire alla riflessione dati e proposte non a difesa del nostro ruolo, come peraltro non abbiamo mai fatto, ma capaci di individuare soluzioni condivise, per il bene del nostro paese. *presidente Upi Unione Province d'Italia 02/04/2008.

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Costi della politica, una proposta ai partiti: niente soldi da società private (sezione: Costi dei politici)

( da "Liberazione" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sergio Boccadutri* Certo è che Rifondazione comunista non prende soldi, né pubblicamente né sottobanco, da gruppi industriali, potentati economici, lobby di ogni genere e tipo. E lo facciamo per scelta, non per caso. Di recente il settimanale l' Espresso ha divulgato un po' di cifre su come purtroppo si finanzia la politica in Italia. Compagnie petrolifere e aeree, lobby dei farmaci e cliniche private, società autostradali ed editoriali, re dell'acciaio e imperatori della pasta, misteriose off-shore con sede in Lussemburgo e consorzi ippici: c'è davvero di tutto, in quegli elenchi. Il Prc - riconosce l'Espresso - "fa da sola", a tal punto che nel 2006 abbiamo rifiutato, rispendendoli al mittente, i soldi che la Società Autostrade aveva elargito a tutti i partiti, compreso il nostro. E allora, come ci finanziamo? Con le quote delle iscritte e degli iscritti, che rimangono in gran parte a circoli e federazioni, con i rimborsi elettorali e con i contributi prelevati sugli stipendi e su ogni altro rimborso o indennità dei nostri rappresentanti nelle istituzioni, cifra pari al 55% degli introiti di deputati, senatori e consiglieri regionali. Invece, i consiglieri provinciali e comunali devolvono mediamente al partito almeno il 30% degli emolumenti che ricevono. Diciamolo chiaramente: la cifra con cui i nostri parlamentari contribuiscono a rendere possibile la vita e l'attività del Prc è la più alta tra tutti i partiti politici italiani. Ed è paragonabile solo a quella che veniva versata al Pci dai propri eletti. "Compagno quanto guadagni?", hanno chiesto alcuni nostri iscritti al capogruppo al Senato Giovanni Russo Spena, che è intervenuto proprio sulle colonne di Liberazione per replicare. La risposta è semplice: gran parte del suo stipendio serve per finanziare la sua - e nostra - impresa politica comune. A un parlamentare del nostro partito, sottratte le spese per affitto, vitto e mobilità a Roma, rimangono circa 4.500 euro. Un ottimo stipendio, certo, da "privilegiati", se paragonato a quello di un operaio di terzo livello (1200 euro mensili), di un impiegato (1800 euro quello privato, 2100 il bancario) e anche di un medico (2800), ma di fatto simile a quello di un dirigente privato (4100 euro). Cifre forti, importanti, certo, ma che non prevedono né comportano nessuno spreco, nessuno sperpero. Preferiamo - in merito ad alcuni davvero insopportabili "costi vivi" della politica - fare proposte concrete che combattono la precarietà. Come la diffusa pratica del "lavoro nero" a danno dei collaboratori parlamentari, i cosiddetti "portaborse", pagati poco e male dai loro datori di lavoro: le risorse inerenti al rapporto eletto/elettori (4190 euro) dovrebbero essere erogate dalla Camera di appartenenza solo sulla base di contratti di lavoro regolari. Avviene così in molti parlamenti europei, dove tra l'altro le risorse a disposizione del singolo parlamentare per questa specifica voce sono assai maggiori come accade, ad esempio, in Germania. A Veltroni, invece, che demagogicamente ha paragonato gli stipendi dei parlamentari a quelli degli operai, fingendo di volerli vedere "allo stesso livello", ricordo che quando la Sinistra Arcobaleno si è battuta, durante l'ultima Finanziaria, per tagliare drasticamente non solo gli stipendi dei parlamentari, ma anche e soprattutto quelli dei manager pubblici e delle loro consulenze d'oro, si è opposto il Pd. Sono effettivamente intollerabili - infatti a tali redditi non corrispondono relativi rischi - i guadagni smisurati dei membri dei Cda, dei manager di Stato e di quelli privati che si sono arricchiti - spesso - con le superprivatizzazioni. Per questo abbiamo presentato un progetto di legge (il n. 3306, primi firmatari i compagni Giordano e Migliore) volto ad introdurre un tetto massimo per le retribuzioni dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni (compresi i manager), dei magistrati e dei parlamentari nazionali ed europei. Un testo che non è stato mai discusso non certo per nostra volontà, ma per le resistenze del Pd. Resta un punto cruciale: il necessario dimagrimento dei costi della politica non si può tradurre in una politica - e, dunque, in una democrazia - esangue, priva di strumenti, alla mercé del potente di turno. La politica costa e deve costare , ragionevolmente e con trasparenza, perché è la democrazia che costa. Ecco perché anche il tema spinoso del finanziamento dei partiti, nell'attuazione rigorosa dell'articolo 49 della Costituzione, deve entrare nel dibattito politico e uscire dalla demagogia. I continui attacchi a ogni forma di sostegno pubblico ai partiti in realtà nascondono un'idea pericolosa: quella per cui la politica possono farla solo persone e gruppi dotati di una forte capacità finanziaria e mediatica, che chiaramente vogliono piegare gli spazi della partecipazione alla loro sudditanza e ai loro interessi. Non è casuale, per dirne una, che durante l'ultima campagna elettorale per la presidenza della Puglia, fortemente incentrata sul tema della sanità, alcune cliniche private abbiano contribuito a favore di un particolare candidato. Naturalmente quel candidato non era il nostro Nichi Vendola. Non è forse ovvio che l'attività di queste lobbies aumentano i costi della collettività e piegano le scelte della politica agli interessi privati? Contro queste logiche noi ci battiamo. Ma per evitare che la politica in Italia si faccia solo a suon di euro, di finanziamenti palesi o occulti forniti da lobbies e potentati privati, non basta protestare e indignarsi, bisogna fare delle proposte. Ecco la nostra. I partiti non devono più ricevere alcun finanziamento privato da società, ma solamente da persone fisiche. Ci batteremo per questo. Ciò corrisponde ad un principio di equità, perché le persone fisiche sono sottoposte al medesimo regime fiscale non possono essere off-shore, come molte imprese. Inoltre è un sano principio di trasparenza quello per il quale se un ricco imprenditore vuole finanziare un partito lo deve fare apertamente, senza nascondersi dietro una delle sue innumerevoli attività. Infine, il finanziamento da parte delle società stride fortemente con la lettera dell'art. 49 della Costituzione, che parla della libertà dei cittadini e non delle società, di associarsi in partiti e concorrere con essi alla determinazione della politica nazionale. Ci battiamo, dunque, e continueremo a farlo contro i finti moralismi. Della retorica "anti-casta", come di Berlusconi e Veltroni. In nome di un'idea altra, "diversa" (nel senso di quella diversità che fu il faro di Enrico Berlinguer) della politica. Fuori o dentro i Palazzi, non importa. Solo una politica che sceglie sempre da che parte stare, solo una politica "di parte", può essere una politica trasparente e pulita. *Tesoriere Prc 02/04/2008.

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Amianto sospetto? Ci pensa il (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

BERGAMO BERGAMO pag. 2 Amianto sospetto? Ci pensa il TREVIGLIO SERVIZIO DI RACCOLTA DATI FACILITA IL CENSIMENTO DEI MANUFATTI A RISCHIO ? TREVIGLIO ? IL COMUNE di Treviglio scende in campo a fianco dei cittadini per agevolare gli adempimenti relativi alla mappatura della presenza d'amianto sul territorio cittadino. A disporre il "censimento", entro la fine dell'anno, di coperture, canne fumarie e serbatoi in eternit è il Piano regionale per l'amianto, con l'obiettivo di verificarne lo stato di conservazione e la sussistenza di eventuali pericoli per la salute. In base al protocollo operativo siglato dal Pirellone con l'Agenzia regionale per l'ambiente e l'Asl, l'onere delle valutazioni spetterebbe ai cittadini, i quali, per effettuarle, dovrebbero rivolgersi ad un tecnico abilitato. Quest'ultimo avrebbe poi il dovere di redigere la documentazione da presentare al Comune e all'Asl. MA A TREVIGLIO le cose andranno diversamente, il Comune infatti ha incaricato del monitoraggio direttamente l'Arpa, accollandosene completamente le spese. I trevigliesi, insomma, non spenderanno un euro e, al tempo stesso, potranno disporre dei documenti che attestano lo stato di conservazione del manufatto, compreso l'algoritmo di rischio. Gli obiettivi di questa iniziativa sono molteplici: sgravare le famiglie dei costi della consulenza favorendo la segnalazione dei siti; garantire maggiore omogeneità delle valutazioni, che sono effettuate da un unico tecnico; concludere il censimento nei tempi previsti. "PER BENEFICIARE del servizio ? spiegano in Comune - i cittadini di Treviglio dovranno soltanto comunicare i siti delle loro proprietà in cui sono presenti manufatti in amianto inviando un fax al numero 0363/317421 o telefonando all'Ufficio Ambiente allo 0363/317420. Saranno richiesti nome e cognome del proprietario, indirizzo del sito, tipo di manufatto, accessibilità al sito, recapito telefonico". Il Comune trasmetterà all'Arpa la documentazione che, a sua volta, le "girerà" all'incaricato per il sopralluogo. La segnalazione dev'essere fatta entro il 31 luglio e non comporta l'obbligo automatico di rimozione. A.B.

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REGGIOEMILIA REGGIO PRIMO PIANO pag. 6 Senza titolo GUERRA NEL PDCI, IL COMUNE CONGELA I FONDI AL PA... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

REGGIOEMILIA REGGIO PRIMO PIANO pag. 6 Senza titolo GUERRA NEL PDCI, IL COMUNE CONGELA I FONDI AL PARTITO E SOSPENDE IL GETTONE DEL La spaccatura all'interno del Pdci produce il suo primo effetto in Comune, dove l'amministrazione comunale, vista l'uscita dal partito del capogruppo in sala del Tricolore, Matteo Riva (nella foto), ha deciso di sospendere i fondi assegnati al Pdci. Come il gettone di presenza assegnato in sede di conferenza dei capigruppo. Una misura temporanea in attesa di fare chiarezza sulla situazione venutasi a creare all'interno del gruppo del Pdci. Intanto Matteo Riva spiega le ragioni dell'addio ? "Bisogna impedire che Berlusconi torni al governo" ? e sulla sua posizione in Comune dice: " Da qui alle elezioni politiche troverò una soluzione temporanea poi deciderò cosa fare". E se c'è chi esce dal Pdci, c'è chi è pronto a rientrare dopo l'addio della Dolci e di Riva. E' il caso di alcuni ex iscritti della sezione di Ligonghio. Ieri sera, invece, Paolo Guerrini, nominato reggente pro tempore della segreteria regionale ha incontrato il Pdci reggiano.

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<GIGANTISMO, inefficienza, sprechi e scarsa trasparenza caratterizzano (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

LIVORNO VOLTERRA / VAL DI CECINA pag. 8 "GIGANTISMO, inefficienza, sprechi e scarsa trasparenza caratterizzano i tredici consorzi di bonifica presenti in Toscana (anche le 13 comunità montane svolgono direttamente le funzioni di bonifica) che percepiscono ogni anno 35 milioni di euro di entrate, a carico dei contributi dei cittadini". Lo sostiene Claudio Niccolini, coordinatore di Forza Italia, oggi Pdl, di Pomarance. "Tali Consorzi spendono circa 15 milioni di euro a esercizio ? continua Niccolini ? per il funzionamento degli organi, costi del personale e di esazione, costi per le elezioni e altro". Infatti, continua il documento, se si esamina l'allegato inserito nell'avviso di pagamento inviato a tutte le famiglie del comprensorio 29, si distinguono due voci. "La prima è il tributo da pagare ? sottolinea Niccolini ? la seconda, mascherata come contributo di partita, riguarda spese di gestione per mantenere questo carrozzone". E continua: "Le indennità degli amministratori, che in taluni casi sono più dei dipendenti, non sono di certo simboliche, arrivando in taluni casi oltre i 5mila euro al mese per i presidenti, a 15mila euro annui per i revisori dei conti, mentre i gettoni di presenza possono arrivare fino a 130mila euro a seduta". Il Pdl conclude rivolgendosi a "quei sindaci di sinistra che fanno finta di cascare dalle nuvole quando, invece, tutti d'accordo diedero il via alla nuova tassa". Giacomo.

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TERNI -- IL CONSIGLIO provinciale ha approvato con il voto (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

UMBRIA CRONACA TERNI pag. 18 -- TERNI -- IL CONSIGLIO provinciale ha approvato con il voto ? TERNI ? IL CONSIGLIO provinciale ha approvato con il voto unanime della maggioranza il bilancio 2008 e il pluriennale 2008-2010. La minoranza ha votato contro ed è uscita dall'aula prima dell'esame dei 29 ordini del giorno. "Non li votiamo ? ha spiegato Mario Montegiove (capogruppo AN) a nome di tutta l'opposizione ? perché stiamo ancora aspettando l'attuazione di quelli approvati l'anno scorso". La manovra ammonta a circa 78 milioni di euro e registra minori trasferimenti statali e minori entrate. Il bilancio prevede, tra l'altro, circa 800mila euro annui per i nuovi contratti del personale e dei dirigenti con razionalizzazioni sulla parte corrente che privilegiano i settori con maggiore impatto per l'utenza. Per l'attuazione delle nuove disposizioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro l'ente ha previsto uno stanziamento di 30mila euro che andranno ad aggiungersi alle risorse previste dalla compartecipazione di tutti gli enti interessati. Le entrate tributarie previste ammontano a circa 21 milioni e mezzo, quelle derivanti da trasferimenti a 34 milioni, quelle extratributarie a 2 milioni 200mila. Per quanto riguarda le uscite oltre 53 milioni sono spese correnti, 13 milioni e 300mila sono invece in conto capitale, 2 milioni e 400mila sono rimborsi di prestiti. Invariata la leva fiscale senza aumenti su nessun tributo di competenza, in particolar modo sull'addizionale per l'energia elettrica, confermata anche l'eliminazione della tassa sui passi carrabili. IL PIANO triennale degli investimenti è pari a 37 milioni di euro (poco più di 11 milioni per il 2008, 14 milioni e mezzo per il 2009 e altri 11 milioni per il 2010) nei settori della viabilità, dell'edilizia scolastica e civile e dell'ambiente. "E' un bilancio senza prospettiva politica se pur formalmente corretto ? ha affermato Montegiove ? che indebolisce ancora di più il ruolo della Provincia già rimesso recentemente in discussione. L'Ente non è stato in grado di programmare per ottenere i finanziamenti regionali e comunitari per rilanciare lo sviluppo dei territori". IL PRESIDENTE Andrea Cavicchioli ha espresso il parere sugli ordini del giorno di accompagnamento al bilancio. Giudizio positivo sulla manovra è stato invece espresso da Danilo Buconi (capogruppo Sinistra. Unita) che ha posto l'accento sulla necessità di ridurre i costi della politica e snellire la pubblica amministrazione: "E' un bilancio che trasforma in numeri e dati i contenuti del programma politico". "In un contesto generale più complicato del passato sotto il profilo economico, l'aver mantenuto invariata la pressione fiscale è un'importante nota di merito della Provincia", ha commentato il capogruppo Pd Roberto.

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Ecco perchè le Province sono ancora necessarie (sezione: Costi dei politici)

( da "Denaro, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Commenti enti locali Ecco perchè le Province sono ancora necessarie Fabio Melilli* Caro direttore, mentre avanza la campagna elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle Province. Più in generale si discute sulla necessità di riformare le nostre istituzioni e su come ridurre i costi della politica. Come spesso accade (e non solo in campagna elettorale) autorevoli riflessioni si mescolano a superficialità e dichiarazioni improvvisate, e tutto ciò non aiuta la ricerca di soluzioni efficaci ed incisive. Per questo mi permetto di chiedere ospitalità al Suo giornale nella speranza di poter offrire un utile contributo. Innanzitutto credo faremmo un buon servizio al Paese evitando generalizzazioni facili e scontate. Una cosa è infatti la eccessiva e insostenibile struttura burocratica della Pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema, è indubbio che il nostro paese non può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni, per cui è davvero difficile oggi, per i cittadini e le imprese, sapere con certezza chi fa che cosa e chi ha la responsabilità della soluzione dei singoli problemi. Troppo spesso i livelli di governo si sovrappongono nell'esercizio delle funzioni ed ognuno dilata i tempi ed aumenta inesorabilmente i costi. Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di governo. Potrei con facilità dimostrare, caso per caso, l'utilità che a svolgere funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente intermedio che governa un'area vasta che non può essere sostituito nè dalla miriade di Comuni, piccoli o piccolissimi, nè tanto meno dalle Regioni, pena il ritorno a un nuovo centralismo non utile ai cittadini ed alle imprese. E chi conosce il territorio del nostro paese sa che proprio nelle aree marginali e periferiche c'è bisogno di un livello istituzionale come le Province. D'altronde la città metropolitana prevista dalla costituzione, non è forse una forma di governo di un'area vasta che, sostituendo la provincia, da' risposte più efficaci a temi che superano i confini comunali? Potrei anche argomentare a lungo sulla necessità di una rappresentanza politica di livello provinciale che interloquisca con tutte le rappresentanze economiche e sociali che proprio a quel livello sono organizzate; così come potrei dilungarmi sulle identità territoriali, sulla storia del nostro paese, o, con un pizzico di polemica, sulla legittimazione di una classe dirigente votata da centinaia di migliaia di cittadini rispetto a chi oggi viene semplicemente nominato. Mi interessa invece centrare l'attenzione su ciò che si può realmente fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia dell'intero sistema pubblico. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere, se riuscissimo ad identificare con puntualità le competenze di ognuno, tornando a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione, può meglio assolvere ad una funzione, credo riusciremo a ricostruire un sistema credibile e snello, senza rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo iniziato da oltre un decennio, mai concludendolo. Oltre a ciò, ai fautori dell'abolizione delle province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e ridurre i veri costi della politica. Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande rilevanza. na normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse le funzioni in capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe da subito risparmi ben più significativi della eliminazione di un livello di governo, peraltro previsto dalla Costituzione. Proviamo ad iniziare da qui, e ci accorgeremo che i risultati possono essere davvero di grande utilità. Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta. Ma ogni livello di governo deve fare la sua parte con l'avvertenza che soluzioni generalizzate e demagogiche rischiano di ridurre gli spazi della democrazia, senza incidere davvero sugli sprechi che ci sono, e sono molti. Perchè questi temi possano essere approfonditi in modo compiuto mi permetto di chiederLe di aprire attraverso il Suo giornale un dibattito, dando fin d'ora la disponibilità mia e di tutti i presidenti di provincia ad offrire alla riflessione dati e proposte non a difesa del nostro ruolo, come peraltro non abbiamo mai fatto, ma capaci di individuare soluzioni condivise, per il bene del nostro paese. *presidente Upi (Unione delle Province d'Italia) del 02-04-2008 num.

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Bassano (R.F.) Dopo la serata (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Bassano(R.F.) Dopo la serata di poesia con lo scrittore giornalista Gabriele La Porta, il cartellone degli appuntamenti "Senza censura" promossi dalla libreria La Bassanese propone una settimana particolarmente intensa, sia per quanto riguarda il numero degli incontri che per i rispettivi contenuti, tutti riferiti ad argomenti d'attualità.S'inizia mercoledì affrontando due situazioni difficili, forse intrecciate fra loro, che stanno mettendo in ginocchio la regione della Campania dal punto di vista sociale e a livello d'immagine: quella delle montagne di rifiuti e delle mozzarelle alla diossina. Problematiche che saranno sviluppate da Paolo Chiarello, caporedattore di Sky Tg24, da mesi nelle trincee e nelle discariche napoletane.L'appuntamento si terrà dalle 20,45 nella galleria La Bassanese.Il calendario proseguirà giovedì, stessa ora e stesso luogo, con un altro argomento forte: la guerra dell'islam alle donne. A dare il proprio contributo sarà la giornalista Giuliana Sgrena, rapita e detenuta in Iraq per due mesi nel 2005. Racconterà la sua testimonianza, sintesi di interviste a tutto campo sul..."prezzo del velo", realizzate nel corso della sua professione a donne che occupano posizioni importanti nella società marocchina e algerina. Ma anche esplorando la Tunisia, la Serbia, l'Iraq, l'Arabia saudita, la Francia, l'Iran e la Bosnia-Erzegovina, cercando i punti in comune ma anche le tante differenze che esistono tra le diverse realtà.Rapita il 4 febbraio 2005 dall'Organizzazione della Jihad islamica mentre si trovava a Baghdad per realizzare una serie di reportage per il suo giornale, Giuliana Sgrena è stata liberata dai servizi segreti italiani il 4 marzo, in circostanze drammatiche che hanno portato al suo ferimento e all'uccisione di Nicola Calipari, uno degli agenti dei servizi di sicurezza italiani che dopo lunga e efficace trattativa la stavano portando in salvo.Dopo la "Casta" di Stella e Rizzo, tocca alla "Casta" dei giornali: è questo il filo conduttore dell'incontro "Senza censura" in programma per venerdì 4, sempre a partire dalle 20,45 nella galleria La Bassanese.Nell'occasione, il giornalista Beppe Lopez svelerà infatti la sua inchiesta che ruota attorno all'interrogativo "La Casta dei Giornali":750 milioni di euro finiscono ogni anno, sotto forma di contributi diretti o indiretti, nelle casse dei grandi gruppi editoriali e ...nelle segreterie di partito?".L'ingresso a tutti gli appuntamenti è gratuito, ma i posti a disposizione sono limitati ed è consigliata la prenotazione telefonando allo 0424-521230 o inviando una mail all'indirizzo info@labassanese.com.

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Mcs, per il consiglio aumento di stipendio (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Como, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il sindaco Turati: "Ritocco del compenso per il presidente Gli altri passano dal gettone di presenza a un'indennità fissa" MARIANO Mariano Comense Servizi, la società di proprietà del Comune cui sono stati affidati gran parte dei servizi pubblici, ha presentato il budget di spesa per il 2008 e tra le prime voci che balzano all'occhio c'è l'aumento dei compensi al consiglio di amministrazione. Il comune, socio unico della società, infatti, ha deciso di aumentare lo stipendio al presidente Franco Brenna, e ai consiglieri Carlo Tafuni e Giovanni Alberti. Se nel 2007 il municipio aveva riconosciuto 6.800 euro lordi al presidente e 800 euro lordi a entrambi i consiglieri, quest'anno i compensi ? lordi ? accordati sono aumentati rispettivamente a 12 mila e a 6 mila euro a testa. "Il cda si è insediato a metà aprile 2007 ? spiega il sindaco Alessandro Turati ? e i compensi per il presidente erano stati previsti su base annua: Brenna ha percepito un indennizzo relativo ai soli 8 mesi di effettivo incarico. Diverso il discorso per i consiglieri di amministrazione, che invece avevano diritto a un gettone di presenza. Se per il presidente si è trattato di un ritocco dell'indennità ? prosegue Turati - per i consiglieri abbiamo pensato a un cambiamento vero è proprio della modalità di pagamento. La decisione è stata presa in base all'impegno e al lavoro svolto in questi mesi dal cda: ogni settimana, infatti, l'organo esecutivo si è riunito per cui ci è sembrato più corretto, e anche più stimolante, per i consiglieri passare dal gettone di presenza, a un'indennità vera e propria". Un consiglio di amministrazione che ? dopo 12 mesi ? è in scadenza di mandato: gli attuali vertici della Mcs riconsegneranno l'incarico nelle mani del sindaco in occasione dell'approvazione del bilancio consuntivo 2007 che avverrà tra qualche settimana. In quella occasione Turati ? responsabile delle nomine ? dovrà confermare o meno il cda uscente. "Non faccio anticipazioni su questo argomento ? afferma il sindaco -, ma posso dire di essere soddisfatto del lavoro svolto sinora da Mcs. Essendo un'azienda nuova, ha dovuto affrontare una serie di criticità legate alla fase di rodaggio: ci sono ancora aspetti su cui lavorare, ma sono convinto che la Mcs ha già guadagnato in termini di miglioramento dell'efficienza dei servizi e presto raggiungeremo anche gli obiettivi legati all'economicità". La costituzione della Mcs è sempre stata contestata dalle minoranze: in particolare i gruppi di centrosinistra ? Vivi Mariano, Nuova Mariano e Partito Democratico ? hanno sempre imputato alla giunta di aver fatto un'operazione inutile e costosa, visto che i servizi affidati a Mcs prima erano effettuati all'interno del municipio, con l'aggravante di aver smantellato l'ufficio ecologia, creato dalla passata amministrazione. "Rispondo con i fatti ? si difende Turati -: i marianesi si sono accorti di quanti cantieri relativi a opere pubbliche sono stati avviati. Un risultato reso possibile grazie anche al fatto di aver sgravato il settore lavori pubblici da competenze ora gestite da Mcs. Che a sua volta si trova già oberata di lavoro, tanto da dover pensare a nuove assunzioni". Roberta Busnelli 02/04/2008.

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Ipotesi pedaggio Al Sud viaggiano gratis e da noi vogliono il <pizzo> Gentile Direttore, ripeto l'assunto ormai noto a tutti: la Lombardia, regione trainante dell'economia nazional (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ipotesi pedaggio Al Sud viaggiano gratis e da noi vogliono il "pizzo" Gentile Direttore, ripeto l'assunto ormai noto a tutti: la Lombardia, regione trainante dell'economia nazionale, produce più di 1/5 del PIL nazionale ipotesi pedaggio Al Sud viaggiano gratis e da noi vogliono il "pizzo" Gentile Direttore, ripeto l'assunto ormai noto a tutti: la Lombardia, regione trainante dell'economia nazionale, produce più di 1/5 del PIL nazionale. Ergo, puniamola. Il Sud ha ingoiato migliaia di miliardi che avrebbero risollevato le sorti del mondo sottosviluppato. Sull'autostrada Salerno Reggio Calabria si viaggia gratis, mente da noi dove il tempo è più denaro che altrove, mancano strade, infrastrutture ecc., ed in più si vorrebbe mettere il ?pizzo? sulla Monza-Colico e Lecco-Ballabio. Questi sono i risultati di una politica deficiente (nel senso latino della accezione) e punitiva, che in tempi non lontani vide il nostro territorio in mani ?straniere? (Morlino) . E questi sono i risultati, anche se qualcuno stravede ancora per quel senatore che, fingendo di fare i nostri interessi, curò, in modo particolare i propri. E' uscita da poco una statistica di gradimento che vede al primo posto i Carabinieri (54%), seguiti a ruota dalla Polizia di Stato (50%), mentre altre istituzioni, tra le quali la Magistratura, sono sotto il livello di guardia (meno del 20%). Intanto leggo che nella bufera del processo di Erba, il sostituto della procura militare di Roma Giacomo Barone, sta ipotizzando abusi in atti d'ufficio ed altre amenità nei confronti dei RIS. Sia ben chiaro che anche le Forze dell'Ordine possono incorrere in reati, ma prima di ?pubblicizzarli?, come si fa troppo frequentemente, si abbia il buon senso di aspettare che diventino concreti, anche per non alimentare quella triste polemica e non solo, in atto tra Magistratura e Forze dell'Ordine, dove il piatto della bilancia, sia ben chiaro, pende a sfavore della Casta, o meglio della Giustizia, responsabile di troppi emblematici casi di liberazione di detenuti poi arrestati per omicidio. La gente, oggi, crede giustamente, più nelle Forze dell'Ordine, come testimoniano quei dati, perché a rischiare sono sempre ed esclusivamente loro, mentre dall'altra parte si è troppo impegnati a difendere i colleghi. Cordialmente. Giovanni Bartolozzi la casta Tutta questa politica è produttrice di antipolitica Vivo in questo bel paese, dove sono sempre in minoranza, circondato dalla stragrande maggioranza di cittadini che hanno solo certezze (vedasi sondaggi), nell'attesa del "messia", che pur ha attraversato due volte il governo del paese, passato inosservato, ma oggi invocato come salvatore della patria. L'uomo che ride sempre (attorniato da cavalieri devotissimi, ossequiosi e silenziosi), accusa la sinistra di parlare dall'alto, giudicando gli altri, senza avere la moralità per farlo, mentre lui, uomo sorridente e ironico, ha la ragione in tasca, può screditare l'avversario, le istituzioni, perché è l'unto del signore. Veltroni aveva proposto la riduzione dei costi della politica, da fare prima di andare alle elezioni, ha ricevuto al voto al voto. Ha proposto il taglio dello stipendio dei parlamentari, portandolo al livello della media degli stipendi europei; come risposta prima Fini: "Ipocrita, ti becchi cinquemila $EURO il mese di pensione", poi Berlusconi: "Veltroni si è presentato come il nuovo, irridendo il vecchio Berlusconi (che resta ultrasettantenne), poi scopriamo che a cinquantadue (resta un cinquantenne) anni è già pensionato", una vera strumentalizzazione di basso livello. Arriva la risposta di Veltroni, che giudicare puerile è dir poco: "Io ho devoluto in beneficenza gran parte della pensione". Da cittadino mi sento tirato per il "c...". Tutti sanno che finita l'esperienza parlamentare, per il loro sudore, i parlamentari sono remunerati da lautissime pensioni, in base agli anni di presenza in parlamento; questo ha fatto Veltroni e proprio in Valtellina abbiamo l'esempio d'altri ex sen (Tarabini, Provera e l'on Parolo) che si beccano quasi diecimila $EURO mensili. Così è la realtà, che Berlusconi e Fini conoscono benissimo. Egr. Fini, non è che lei si preoccupi troppo di salvaguardare la sua futura pensione?. Nella legislatura con Berlusconi al governo, l'ex Cdl aveva modificato la Costituzione a sola maggioranza, ma nonostante la loro certezza di rappresentare il paese, il referendum costituzionale li ha bocciati; è da ricordare che la modifica del bicameralismo e la riduzione del numero dei parlamentari, per puro caso, erano previsti per il duemiladodici, cioè in una data che il passare del tempo, rendesse gli interessati o pensionati o peggio passati a migliore vita. Questi "pacioni" che riportano sulle loro facce tracce di nutella, veri ipocriti, teatranti della politica, continuano in un indegno spettacolo, prendendoci in giro, come carne da macello per ingrassare loro. Necessita un minimo di serietà, prendere l'impegno scritto che appena s'insedieranno le camere, in modo bipartisan, s'instauri una Costituente, per rivedere alla luce delle nuove esigenze, la seconda parte della Costituzione, sopratutto nella parte che permetta la riduzione dei costi della politica e delle Istituzioni. Quest'appello di buon senso, sarà irriso da chi predica bene e razzola male. Tutta questa politica di "casta" è produttrice d'antipolitica; sopratutto l'ex Cdl, che una sola persona su una pedivella di un'auto in piazza San Babila, ha trasformato in Pdl, vuole che le cose restino come sono (per i loro interessi va bene così) pur se il paese Italia frana; c'è sempre un Prodi su cui scaricare ogni responsabilità. Quando in Italia qualcuno ha qualche soluzione intelligente, per i problemi del paese, questo si offende se altri cercano di farla propria; stranamente al posto d'essere contento di aver dato un contributo al paese, eccolo gridare "ci hanno copiati". Spero che si trovino finanziamenti per nuovi asili nido, ne abbiamo veramente bisogno. E il popolo moderato pare applaudire questo spettacolo indecoroso. Silvio Canova Sondrio Controcanto Oltre a quella della monnezza c'è un'altra Campania C'è un'altra Campania al di là dei cumuli di ?monnezza? di Napoli e dintorni. È una Campania silenziosa e dignitosa, laboriosa e fantasiosa. Che non ama il lamento apatico della sirena più bella del golfo e che non si rassegna alla ?croce e delizia? dell'ammaliante prossimità al capoluogo partenopeo. È una Campania discreta ed elegante, quasi una piccola Svizzera. Che invita al sorriso con i colori dei suoi limoni e delle sue arance, e nel contempo rende invisibile ogni cassonetto. Che sfida il turista a trovare per terra il classico pezzetto di carta e presenta, con orgoglio, i suoi scorci mozzafiato e i suoi intramontabili e romantici paesaggi. È la Campania di Sorrento, Amalfi, Positano, Capri, Ravello, Maiori, Minori e Vietri. Quella che guarda il Vesuvio da un'altra prospettiva. Che ne subisce il fascino e il persistente timore di una indomata minaccia e, forse proprio per questo, preferisce rimanerne con rispetto a debita distanza. Quella adatta all'inquadratura più suggestiva, quella giusta per coglierne al meglio le molteplici ?sfumature?. Una Campania che, come la Torre Normanna a Maiori o il Faro di Sorrento resistono ai tempestosi flutti di una ciclopica risacca, per garantire una raffinata proposta gastronomica all'insegna della genuinità, della freschezza e dei sapori talvolta perduti. Un grappolo di bellezze, la cui visita meriterebbe ben altre carrozze che quelle fatiscenti ma funzionali della Circumvesuviana. Una miscellanea di tradizioni, riti, tentazioni, espiazioni, creatività, maestria, sonorità ed emozioni di ogni sorta, che rapiscono il turista andando oltre le aspettative, sorprendendolo ad ogni angolo e conquistandolo ad ogni occasione con apprezzata cortesia e tipica simpatia. Uno scrigno di tesori a partire da quella Villa Crawford, che si staglia sulla costiera sorrentina, come la vittoria alata prorompente dalla prua di antichi velieri. Un patrimonio, tra tanti, da preservare e riqualificare. Una signora dell'accoglienza, a cui le cure amorevoli e dolci di sette sorelle salesiane, col tempo, potrebbero rivelarsi non più sufficienti. Ecco, il riscatto della Campania potrebbe cominciare da qui. Da un giardino di fronte al mare, dove si specchia il cratere del vulcano. Dove, tra arance e limoni, l'operosità tipica delle formiche continua ad essere la migliore risposta al lamento accidioso delle cicale. Dove la tenacia e la forza della passione, con l'ausilio dello spirito e dell'amore per il bello, possono rivelarsi determinanti per la speranza di una rinascita comune. Altro che pizza, mozzarella e pomodori. Altro che la furbizia di Pulcinella. Solo la forza di spirito e la fiducia in se stessi, tradotti in un sano ?darsi da fare?, potranno essere i veri ambasciatori nel mondo di una Campania rigenerata, capace di scrollarsi di dosso ogni cenere decadente. Antonio Gelormini aperture domenicali Ma che senso ha vivere per accumulare denaro? L'agitazione dei dipendenti del commercio in merito al lavoro domenicale mi rammenta ciò che ebbe a dire la regina Vittoria d'Inghilterra: "I sudditi devono lavorare sette giorni su sette così non hanno il tempo d'andare a ubriacarsi all'osteria". E' sempre maggiore la pressione per l'apertura domenicale dei centri commerciali più o meno piccoli; c'è un ritorno all'ottocento? E non si pensi che lo scopo di far lavorare i dipendenti anche la domenica sia quello di soddisfare le nostre esigenze. No, il loro scopo, se pur inconfessabile, è quello di gonfiare sempre più i loro portafogli. C'è molta gente il cui senso della vita sembra consistere solo nell'accumulare denaro, non che non conti, specialmente per chi non ne ha, ma dedicare tutte le energie ad arricchirsi per chi gode già di un certo benessere mi sembra una vita sprecata. Chissà se al termine della loro esistenza si renderanno conto che, tutti presi dall'accumulare denaro, non hanno avuto magari il tempo per vivere, per divertirsi. Forse avranno un pensierino sul letto di morte, ma sarà troppo tardi, con i figli e parenti in lacrime a pregustare l'eredità Tullio Malavasi amare riflessioni Lo stipendio dei nostri deputati e la qualità dei nostri servizi Dell'Italia si dice sia "il fanalino di coda" tra le Nazioni industriali. Si dice, inoltre, che siamo il popolo più tassato, alla stregua degli svedesi. Con una differenza, che noi non abbiamo, a differenza degli svedesi, dallo Stato gli stessi benefici che essi usufruiscono, dal servizio sanitario, scolastico e universitario, alla attenzione familiare e quant'altro del sociale, in genere. Abbiamo gli stipendi della forza lavoro più bassi della Comunità Europea. In compenso i nostri parlamentari hanno gli stipendi più alti dei loro colleghi europei e benefici a tutto campo che in altri Paesi non sono neppure contemplati. I rappresentanti della Repubblica Popolare Cinese raggiungono a mala pena i cinquecento euro mensili. Giocherà il valore e il potere d'acquisto della valuta locale e il costo della vita che nonostante le più che evidenti zone di povertà e di lavoro coatto privo di assistenza sindacale e sanitaria ha portato la Cina ad essere una potenza commerciale ed industriale. Il loro rispetto "ai diritti umani" lo risolvono usando i detenuti a un lavoro produttivo senza alcun costo per lo Stato. Un regime totalitario che combatte la corruzione e l'inefficienza della classe politica con un colpo alla nuca. E la Cina è membro permanente con diritto di veto del ristretto numero di Nazioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Cordiali saluti. Gaetano Banfi 02/04/2008.

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