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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.” |
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tARTICOLI DEL 2-4-2008 #TOP
L'assessore
Tessarin lancia una proposta:<Una quota di azioni Mea agli altri comuni>
( da "Cittadino,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Luigi Tessarin e Fabio Raimondo è di 966 euro, che scendono a 483 per gli assessori Marco Lanzani e Denis Zanaboni. Il gettone di presenza per i consiglieri comunali, invece, è di 19 euro lordi. Insomma - ha concluso Bellomo -, stiamo parlando di compensi tutto sommato modesti, soprattutto se rapportati alle responsabilità che ci competono quali amministratori della cosa pubblica"
Fuga
dal Pdci, ma ora c'è chi rientra ( da "Gazzetta di Reggio"
del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: la decisione presa da piazza Prampolini di "congelare" i fondi assegnati al gruppo dei Comunisti italiani. Sospeso, inoltre, anche il gettone di presenza assegnato in sede di conferenza dei capigruppo. Dal Comune spiegano che "si tratta di una decisione cautelativa fino a quando non sarà indicato in maniera formale chi è il capogruppo del Pdci".
La
Giunta si è aumentata lo stipendio
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ammontare del gettone di presenza riservato ai consiglieri comunali (38 euro lordi, 24 netti) in attesa di prevedere un adeguamento: con questa delibera della Giunta aumenta invece l'indennità del Presidente del Consiglio comunale (pari a quella di un assessore a tempo pieno) e quella del Difensore Civico (pari a 1206 euro lordi mese)
In
tre anni investimenti per oltre 18mila euro
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: per un totale complessivo di 18.202.430 euro. Il gettone di presenza ai consiglieri comunali e ai componenti delle commissioni resterà invariato: 16,20 euro ognuno. L'assessore alla pubblica istruzione Rubes Calzolari ha proposto una modifica al regolamento del servizio del nido comunale che prevede una riduzione del 30% per chi ha più utenti dello stesso nucleo familiare.
Controllate,
niente stretta sulle quotate ( da "Italia Oggi"
del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: entrata in vigore della manovra, tutta una serie di obblighi: ridurre i componenti degli organi societari, attribuire al presidente dei cda composti da tre membri anche le funzioni di amministratore delegato, sopprimere la carica di vicepresidente, cancellare i gettoni di presenza per i componenti degli organi societari.
La
scheda ( da "Nuova Venezia, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: San Donà Titolo di studio: perito industriale Professione: artigiano Hobby: sport e politica Attori preferiti: Laura Antonelli e Kevin Costner Ultimo libro letto: "La Casta" di Stella e Rizzo Ultimo film visto: "John Q" Viaggio preferito: sempre l'ultimo Auto posseduta: Grand Cherokee Ultima dichiarazione dei redditi: circa 90 mila euro.
Al
centro la 'questione settentrionale'
( da "Provincia
di Cremona, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: politica. Sono elementi indispensabili per rilanciare lo sviluppo del sistema paese. Perché questo deve essere l'obiettivo: la riduzione della pressione fiscale, l'abbattimento e il contenimento della spesa pubblica e dei costi della politica, la ripresa dei consumi devono essere considerati dei mezzi per il fine ultimo che è quello di tornare a creare sviluppo e con esso occupazione
Perché
c'è ancora bisogno delle Province
( da "Nuova
Ferrara, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta.
Gherghetta
rinuncia al gettone per la presidenza dell'upi
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Gorizia Gherghetta rinuncia al gettone per la presidenza dell'Upi Enrico Gherghetta è il nuovo presidente dell'Unione delle Province del Friuli Venezia Giulia. Gherghetta ha preso il posto di Maria Teresa Bassa Poropat, presidente della Provincia di Trieste, che ha completato il suo mandato e ha lasciato così per un anno la presidenza di turno dell'Upi a Gorizia.
Svizzera
& affari, in principio fu Neqrouz
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: abilità sui calci di punizione, specialità che gli consentì di realizzare 4 reti in 61 gettoni complessivi. Del tutto fallimentare, invece, si rivelò l'acquisto di Pizzinat, prelevato dal Servette nell'estate 2001. Centrocampista centrale piuttosto lento e macchinoso, restò in biancorosso per un triennio collezionando 95 presenze e 5 reti.
Per
la politica 1 miliardo di tagli ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: sfiduciati dai partiti –ad andarea votare.Si parla dei costi della politica e della proposta di legge che lancerà il leader del Pd. Una cifra shock accompagnerà l'annuncio:i tagli saranno di un miliardo di euro. Metà dei parlamentari, una riduzione degli stipendi degli onorevoli di circa il 30%, le pensioni di deputati e senatori che verranno calcolate con il metodo contributivo,
LANCIANO
- Si parla tanto della riduzione dei costi della politica: bene, noi avanziamo
una pr ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Si parla tanto della riduzione dei costi della politica: bene, noi avanziamo una proposta concreta per il Bilancio 2008 del comune di Lanciano: tagliamo del 50 per cento i costi complessivi dei compensi del sindaco, presidente del consiglio, assessori, direttore generale, semplici consiglieri e investiamo i 200 mila euro che si ricavano in vari settori della vita cittadina"
Costi
della politica, una proposta: niente soldi da società private
( da "Liberazione"
del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Parole che ci possono aiutare, forse, a ricondurre anche il dibattito sui costi della politica a dimensioni reali e concrete. Noi di Rifondazione comunista, noi della Sinistra Arcobaleno, abbiamo la forza morale, oltre che politica per affrontare, meglio di altri, questo tema a testa alta,
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-02 num: - pag: 29
Sotto la lente... ( da "Corriere della Sera"
del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 29 Sotto la lente I consiglieri e i gettoni di "assenza" L i chiamano "gettoni di presenza" o "medaglie ". Sono soldi in più che gli amministratori ricevono per la partecipazione ad ogni riunione di consiglio. Molte società, soprattutto banche, hanno la materia all'ordine del giorno delle assemblee: il Banco Popolare e la sua controllata Creberg,
Sedici
priorità per il Governatore ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Vi sono enti che esistono solo per pagare i gettoni di presenza dei Consigli di amministrazione". Ma insieme a questo punto, c'è quello della semplificazione amministrativa e dello strapotere della burocrazia che, dice il presidente della Piccola industria di Confindustria Marco Venturi, "crea artatamente problemi alle imprese affinché si trovino un amico che possa risolverli"
PINETO
Il consigliere di minoranza ( da "Tempo, Il"
del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Stampa PINETO Il consigliere di minoranza ... PINETO Il consigliere di minoranza Gaetano Avolio contesta gli aumenti delle taruffe comunali e decide di rinunciare al suo gettone di presenza in consiglio e a quelli di componente delle varie commissioni per donare le somme in beneficienza.
ALERION
APPROVA IL BILANCIO CONSOLIDATO E IL PROGETTO DI BILANCIO D'ESERCIZIO AL 31
DICEMBRE 2007: RICAVI E PROVENTI OPERATIVI: 50,6 MILIONI DI EURO (+ 53,1
MILIONI RISPETO AL'ESER ( da "marketpress.info"
del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 6 milioni di euro, parzialmente compensato dal decremento delle riserve per complessivi 9,1 milioni di euro conseguente principalmente all'applicazione dei principi Ias 32/39 relativamente alla cessione della partecipazione in Enertad ed alla valutazione degli strumenti derivati di copertura su finanziamenti bancari.
<Diritto
alla semplicità> ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: che deriva dal ripristino dei tetti di spesa per gli uffici di diretta collaborazione di ministri e sottosegretari, intervenendo anche sui costi della politica. Le 5mila leggi da eliminare entro l'anno, inoltre, sono già state identificate con il censimento realizzato dalla commissione governativa presieduta da Alessandro Pajno".
Abolire
le Province? Serve di più migliorare l'efficienza della nostra burocrazia
( da "Liberazione"
del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta.
Costi
della politica, una proposta ai partiti: niente soldi da società private
( da "Liberazione"
del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: costa. Ecco perché anche il tema spinoso del finanziamento dei partiti, nell'attuazione rigorosa dell'articolo 49 della Costituzione, deve entrare nel dibattito politico e uscire dalla demagogia. I continui attacchi a ogni forma di sostegno pubblico ai partiti in realtà nascondono un'idea pericolosa: quella per cui la politica possono farla solo persone e gruppi dotati di una forte
Amianto
sospetto? Ci pensa il ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)"
del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: potranno disporre dei documenti che attestano lo stato di conservazione del manufatto, compreso l'algoritmo di rischio. Gli obiettivi di questa iniziativa sono molteplici: sgravare le famiglie dei costi della consulenza favorendo la segnalazione dei siti; garantire maggiore omogeneità delle valutazioni, che sono effettuate da un unico tecnico;
REGGIOEMILIA
REGGIO PRIMO PIANO pag. 6 Senza titolo GUERRA NEL PDCI, IL COMUNE CONGELA I
FONDI AL PA... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Come il gettone di presenza assegnato in sede di conferenza dei capigruppo. Una misura temporanea in attesa di fare chiarezza sulla situazione venutasi a creare all'interno del gruppo del Pdci. Intanto Matteo Riva spiega le ragioni dell'addio ? "Bisogna impedire che Berlusconi torni al governo" ?
<GIGANTISMO,
inefficienza, sprechi e scarsa trasparenza caratterizzano
( da "Nazione,
La (Livorno)" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: arrivando in taluni casi oltre i 5mila euro al mese per i presidenti, a 15mila euro annui per i revisori dei conti, mentre i gettoni di presenza possono arrivare fino a 130mila euro a seduta". Il Pdl conclude rivolgendosi a "quei sindaci di sinistra che fanno finta di cascare dalle nuvole quando, invece, tutti d'accordo diedero il via alla nuova tassa". Giacomo.
TERNI
-- IL CONSIGLIO provinciale ha approvato con il voto
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: nuovi contratti del personale e dei dirigenti con razionalizzazioni sulla parte corrente che privilegiano i settori con maggiore impatto per l'utenza. Per l'attuazione delle nuove disposizioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro l'ente ha previsto uno stanziamento di 30mila euro che andranno ad aggiungersi alle risorse previste dalla compartecipazione di tutti gli enti interessati.
Ecco
perchè le Province sono ancora necessarie
( da "Denaro,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta.
Bassano
(R.F.) Dopo la serata ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: di Stella e Rizzo, tocca alla "Casta" dei giornali: è questo il filo conduttore dell'incontro "Senza censura" in programma per venerdì 4, sempre a partire dalle 20,45 nella galleria La Bassanese.Nell'occasione, il giornalista Beppe Lopez svelerà infatti la sua inchiesta che ruota attorno all'interrogativo "La Casta dei Giornali"
Mcs,
per il consiglio aumento di stipendio
( da "Provincia
di Como, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Brenna ha percepito un indennizzo relativo ai soli 8 mesi di effettivo incarico. Diverso il discorso per i consiglieri di amministrazione, che invece avevano diritto a un gettone di presenza. Se per il presidente si è trattato di un ritocco dell'indennità ? prosegue Turati - per i consiglieri abbiamo pensato a un cambiamento vero è proprio della modalità di pagamento.
Ipotesi
pedaggio Al Sud viaggiano gratis e da noi vogliono il <pizzo> Gentile
Direttore, ripeto l'assunto ormai noto a tutti: la Lombardia, regione trainante
dell'economia nazional ( da "Provincia di Sondrio, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: per rivedere alla luce delle nuove esigenze, la seconda parte della Costituzione, sopratutto nella parte che permetta la riduzione dei costi della politica e delle Istituzioni. Quest'appello di buon senso, sarà irriso da chi predica bene e razzola male. Tutta questa politica di "casta" è produttrice d'antipolitica;
( da "Cittadino, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
L'assessore Tessarin
lancia una proposta:"Una quota di azioni Mea agli altri comuni" n
"Anche i comuni limitrofi potrebbero entrare a far parte di Mea".
Luigi Tessarin, assessore ai lavori pubblici di Melegnano, è uscito allo scoperto.
Lo ha fatto durante il consiglio comunale di lunedì, replicando ad un
emendamento sulla questione presentato da "Melegnano città aperta".
Partecipata per il 60 per cento dal comune di Melegnano e per il 40 per cento
da un socio privato, attualmente la società per azioni opera soprattutto a
Melegnano, dove gestisce i servizi del ciclo integrato delle acque, dei rifiuti
solidi urbani, dei servizi energetici e del calore. Secondo "Melegnano
città aperta" il comune "deve mantenere la maggioranza delle azioni
della società e il controllo sulle attività di Mea, di cui però potrebbe
alienare le quote eccedenti il 51 per cento in favore di altri soci
pubblici". L'emendamento dell'opposizione di sinistra è stato respinto
dalla maggioranza di centrodestra, ma l'assessore Tessarin è parso cogliere con
un certo interesse la proposta: "Il 9 per cento delle quote azionarie di
Mea - ha infatti spiegato - potrebbe essere effettivamente ceduto ai comuni
limitrofi a Melegnano. Mi riferisco a Vizzolo e Cerro al Lambro, ma anche a
Dresano, Carpiano e Colturano, che potrebbero così entrare a pieno titolo a far
parte della società per azioni. In tal modo, poi, Mea potrebbe ampliare il
proprio raggio d'azione anche nel circondario, diventando un punto di
riferimento per l'intero Sudmilano". D'altra parte, già oggi la società
effettua la raccolta dei rifiuti solidi urbani nel comune di Vizzolo, ma
trattative in tal senso sarebbero in corso anche con Cerro. "A Melegnano,
infine - ha ribadito Tessarin -, Mea potrebbe rilevare nuovi servizi, come ad
esempio l'illuminazione pubblica. Certo, un maggior numero di attività comporta
necessariamente una generale riorganizzazione della società". Sempre
lunedì sera, rispondendo ad un emendamento presentato ancora da "Melegnano
città aperta", il sindaco Vito Bellomo ha chiarito i costi della politica
locale: "Il compenso del difensore civico - ha affermato - è stato
raddoppiato perché così prevede lo statuto". Dopodiché, Bellomo ha reso di
pubblico dominio le indennità percepite dalla sua squadra di governo. "In
qualità di sindaco - ha dichiarato l'inquilino di palazzo Broletto - il mio
compenso è di 2.035 euro netti al mese, mentre il vicesindaco Enrico Lupini
percepisce 1.169 euro. Lo stipendio mensile degli assessori Raffaela Caputo, Luigi Tessarin e Fabio Raimondo è di 966 euro, che scendono a 483
per gli assessori Marco Lanzani e Denis Zanaboni. Il gettone di presenza per i consiglieri comunali,
invece, è di 19 euro lordi. Insomma - ha concluso Bellomo -, stiamo parlando di
compensi tutto sommato modesti, soprattutto se rapportati alle responsabilità
che ci competono quali amministratori della cosa pubblica". S. C.
( da "Gazzetta di Reggio" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Ligonchio ci
ripensa. Congelati i fondi, Riva: "Lascio il gruppo" Visto che si è
fatta chiarezza - ma soprattutto, dicono alcuni, si è fatta "pulizia"
- alle fughe ora fanno da contraltare i rientri. E' quel che sta accadendo
all'interno del Pdci reggiano. Dove alla fuoriuscita di Loredana Dolci, William
Marastoni, Alberto Tirelli e Matteo Riva dal partito, corrisponde la scelta di
rientrare di altri. Stiamo parlando della sezione di Ligonchio, "pronta -
testuali parole - a ricominciare la collaborazione con l'attuale segreteria
provinciale". Ieri, intanto, lo stesso Riva ha spiegato i motivi
dell'abbandono e annunciato: "Per onestà morale e lucidità politica è molto
probabile che lascerò la poltrona di capogruppo in consiglio comunale a quei
fanatici che da anni aspettano, morbosamente, di poterla occupare". Una
giornata a tappe, dunque, quella di ieri, caratterizzata innanzitutto dal
documento diramato dalla sezione di Ligonchio e firmato da Emilia Paoli,
Alessandro Bianchi, Nunzio Ferrari, Ezio Borri, Valerio Ceccardi e Stefano
Regio. Che scrivono: "I compagni che ancora rappresentano il partito di
Diliberto, e che hanno avuto per primi qualche difficoltà nell'impegno
amministrativo mancando il sostegno della sede provinciale del partito, stanno
ripensando che valga la pena di lottare e impegnarsi perché questo partito si
riprenda il ruolo che merita. Quindi a differenza delle dichiarazioni deliranti
degli ex compagni Dolci e Riva, i compagni di Ligonchio e della montagna
invitano a votare Sinistra Arcobaleno". A ruota, le dichiarazioni di Riva,
che ha inteso spiegare le ragioni del proprio gesto: "Una scelta sofferta
- ha detto - ma che è funzionale a contrastare la vittoria di Berlusconi".
Un gesto che, tuttavia, a livello istituzionale ha scatenato non poche
polemiche: Riva infatti è capogruppo del Pdci. Accanto a lui, un solo
consigliere, Donato Vena. Sulle prime era sembrato, infatti, che Riva non
intendesse "mollare" l'incarico. Da qui, da questa spaccatura tutta
politica, il primo effettoconcreto in Comune: la decisione
presa da piazza Prampolini di "congelare" i fondi assegnati al gruppo
dei Comunisti italiani. Sospeso, inoltre, anche il gettone di presenza assegnato in sede di conferenza
dei capigruppo. Dal Comune spiegano che "si tratta di una decisione
cautelativa fino a quando non sarà indicato in maniera formale chi è il
capogruppo del Pdci". Ieri sotto sera, la quasi decisione di Riva
di fare un passo indietro e di lasciare campo libero a Vena. Da qui alle
elezioni, intanto, "potrebbero nascere gruppi con nominativi
diversi".
( da "Gazzetta di Modena,La" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
COMUNE La Giunta si
è aumentata lo stipendio La Giunta Campedelli ha deciso di adeguare i valori
delle indennità di funzione di sindaco, vicesindaco e assessori e 'tagliate'
nel 2006-2007 del 10%, recependo così le indicazioni della Legge Finanziaria
2008, che indicava questi tagli come temporanei e che dunque rende possibile
incrementare le stesse con delibera di Giunta. Queste indennità di funzione,
ferme dal 2000, recependo sempre una possibilità di legge (data ai Comuni che
hanno una percentuale di entrate proprie sul totale del Bilancio superiore alla
media regionale) verranno inoltre integrate del 3% Ogni assessore percepirà
dunque dal 2008 (il provvedimento è retroattivo dal primo gennaio) 2681 euro
lordi ogni trenta giorni (per dodici mensilità, senza tredicesima e senza oneri
pensionistici), mentre il Sindaco arriverà a 4468 euro lordi e il vicesindaco a
3351 euro sempre lordi. Ricordiamo che al netto la cifra corrisposta ai
componenti della Giunta e al Sindaco viene decurtata del 30-35% circa.Da
sottolineare anche che l'unico componente part time della Giunta (l'assessore a
Pari Opportunità Marcella Valentini) continuerà a percepire poco meno del 50%
dell'indennità. Rimane fermo invece per il momento l'ammontare
del gettone di presenza
riservato ai consiglieri comunali (38 euro lordi, 24 netti) in attesa di
prevedere un adeguamento: con questa delibera della Giunta aumenta invece
l'indennità del Presidente del Consiglio comunale (pari a quella di un
assessore a tempo pieno) e quella del Difensore Civico (pari a 1206 euro lordi
mese).
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Motteggiana. Passa
il piano delle opere In tre anni investimenti per oltre 18mila euro E gli ex
Margherita votano assieme alla maggioranza MOTTEGGIANA.Con il voto contrario di
Gilberto Cattini della lista civica "Insieme per Moteggiana", sono
stati approvato a maggioranza, il bilancio di previsione 2008, con annesso il
programma opere pubbliche per il triennio 2008-2010 che prevede investimenti
per 18.202.430 euro, e le tariffe a domanda individuale. Il palazzetto dello
sport di Villa Saviola sarà inaugurato il prossimo 19 aprile. Tutti gli altri
punti all'odg sono stati approvati all'unanimità; ma nel gruppo di minoranza,
(assenti Rossato e Nosari) si è registrato un voto disgiunto. Massimiliano
Minelli, infatti, ex "Margherita", della lista civica "Insieme
per Motteggiana", si è praticamente allineato alla maggioranza poichè,
dallo scorso febbraio, insieme all'altro ex "margheritino" Attilio
Rossato, è confluito nel Partito Democratico, il cui portavoce è l'attuale
vicesindaco Luca Guidetti. Sulla verifica della quantità e qualità delle aree e
dei fabbricati da destinare a residenza, attività produttive e terziarie, per
il 2008, il sindaco Montanari, ha detto che c'è poca disponibilità.
Sull'individuazione dei servizi a domanda individuale, il tasso di copertura
della refezione scolastica si è attestato al 57,21%, per il tresporto
scolastico al 37,41% e per il Cres estivo al 40,46%. Cattini si è lamentato per
l'aumento sulla luce votiva e a chiesto all'amministrazione di rinunciare a
qualche iniziativa per contenere le spese. Durante l'illustrazione del bilancio
di previsione 2008, il sindaco Montanari ha detto che le tariffe del piano
finanziario per il 2008 restano invariate ma saranno assoggettate al tasso di
inflazione programmata dell'1,7%. Aumenterà invece la tassa sui rifiuti solidi
urbani. "Agli inizi di aprile si svolgerà la gara d'appalto per la
raccolta rifiuti e chi se la aggiudicherà avrà il compito di organizzare la
raccolta "porta a porta" come sta avvenendo in altri comuni. Il
sindaco, inoltre, ha ricordato gli interventi del 2007 come l'acquisto della
piscina di Torricella e il palazzetto dello sport di Villa Saviola la cui
inaugurazione è stata fissata per sabato 19 aprile. Le opere pubbliche inserite
nel triennio 2008-2010 riguardano: piste ciclabili, la nuova scuola elementare,
parcheggi, manutenzione strade oltre ad investimenti nel sociale. Per il 2008
il comune investirà 6.855.310 euro, nel 2009, 6.635.244 euro e nel 2010,
4.711.876 euro, per un totale complessivo di 18.202.430
euro. Il gettone di presenza ai consiglieri comunali e ai componenti delle commissioni
resterà invariato: 16,20 euro ognuno. L'assessore alla pubblica istruzione
Rubes Calzolari ha proposto una modifica al regolamento del servizio del nido
comunale che prevede una riduzione del 30% per chi ha più utenti dello stesso
nucleo familiare. (m.p.).
( da "Italia Oggi" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi
ItaliaOggi - enti locali e stato Numero 079, pag. 42 del
2/4/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF assonime
Controllate, niente stretta sulle quotate La stretta sulle società controllate
dalle amministrazioni statali non riguarda le società quotate. Lo ha chiarito
Assonime, l'associazione che raggruppa le spa italiane, nella circolare n. 21
del 31 marzo 2008. La nota affronta le norme introdotte dalla Finanziaria 2008
per contenere le spese delle società pubbliche. Norme molto stringenti che
impongono alle p.a. centrali, entro tre mesi dall'entrata
in vigore della manovra, tutta una serie di obblighi: ridurre i componenti
degli organi societari, attribuire al presidente dei cda composti da tre membri
anche le funzioni di amministratore delegato, sopprimere la carica di
vicepresidente, cancellare i gettoni di presenza per i componenti degli organi societari. Assonime ha
chiarito che la disciplina non si applica alle società quotate in mercati
regolamentati, anche se la circolare diffusa ieri evidenzia come non sia ancora
chiaro se il termine "società quotate" si riferisca alle spa quotate
o a quelle con strumenti finanziari quotati. Dall'ambito di applicazione della
norma resteranno fuori anche le società non quotate controllate da società
quotate. Per mettere in atto le modifiche richieste dalla Finanziaria non sarà
necessario cambiare lo statuto. A meno che quest'ultimo non contenga
disposizioni in contrasto con le norme restrittive introdotte dalla legge n.
244/2007. Ragion per cui, andrà sicuramente modificato lo statuto che fissa il
numero dei componenti del cda in misura superiore a quanto previsto dalla norma.
Viceversa, precisa la nota, non ci sarà motivo di intervenire sullo statuto per
eliminare i gettoni di presenza. La circolare
chiarisce inoltre che le società a totale partecipazione degli enti locali sono
escluse dall'applicazione della disciplina restrittiva. Questo perché la
Finanziaria 2008 stabilisce che a questa tipologia di società continuano ad
applicarsi le disposizioni della manovra 2007 (comma 729). Non è, invece,
chiaro secondo Assonime se dalla stretta debbano essere escluse anche le società
a partecipazione mista di enti locali e di altri soggetti pubblici e privati a
loro volta controllati da un'amministrazione pubblica statale.
( da "Nuova Venezia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Provincia LA SCHEDA
Nome: DIEGO Cognome: CANCIAN Stato civile: coniugato Età: 50 Partito-Lista:
Progetto Nord Est Residenza: San Donà Titolo di studio:
perito industriale Professione: artigiano Hobby: sport e politica Attori
preferiti: Laura Antonelli e Kevin Costner Ultimo libro letto: "La
Casta" di Stella e Rizzo Ultimo film visto: "John
Q" Viaggio preferito: sempre l'ultimo Auto posseduta: Grand Cherokee
Ultima dichiarazione dei redditi: circa 90 mila euro.
( da "Provincia di Cremona, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Edizione di
Mercoledì 2 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Al centro la 'questione
settentrionale' Gli imprenditori lombardi, secondo una rilevazione effettuata
recentemente dallo statistico Renato Mannheimer per conto di Confartigianato
Lombardia, hanno dimostrato di aver le idee ben chiare in merito a quelle che
dovranno essere le priorità del prossimo governo: alleggerimento del peso
fiscale, controllo dei prezzi, riduzione dei costi della politica
e maggiore sicurezza. "Così come con forza rilanciamo anche la questione
settentrionale" sottolinea Soffientini. "Due artigiani su tre
attribuiscono a questo aspetto grande importanza ed attualità; alcune materie
sono ritenute particolarmente urgenti quali il federalismo fiscale,
l'infrastrutturazione del territorio (stradale, ferroviaria e Malpensa) e le
politiche per lo sviluppo locale. Un artigiano su tre, ritiene decisiva la
questione fiscale: diminuire la pressione sulle imprese, ma anche su famiglie e
lavoratori e attuare un serio federalismo fiscale, mentre molto sentite come
priorità principali sono anche altre questioni di grande attualità quali il
controllo sui prezzi, i costi della politica e la
sicurezza dei cittadini". Tra gli artigiani la percezione dell'esistenza
di una specifica questione settentrionale è mediamente alta, ed è altissima nei
giovani imprenditori dove 88 intervistati su 100 la ritiene una delle
problematiche da affrontare con maggior urgenza e serietà. "Gli artigiani
lombardi ? continua il presidente ? hanno molto chiaro cosa serve: l'impresa va
liberata dagli eccessivi vincoli che impediscono lo svilupparsi dell'iniziativa
imprenditoriale; hanno altrettanto chiaro che serve un sistema funzionante, più
agile e rapido, meno burocratico. Gli imprenditori artigiani sanno che la
competizione è oggi non solo fra imprese, ma fra sistemi territoriali, fra
Paesi. Per affrontare la sfida occorre un contesto diverso: infrastrutture
adeguate, amministrazione efficiente, federalismo fiscale, buona politica. Sono elementi indispensabili
per rilanciare lo sviluppo del sistema paese. Perché questo deve essere
l'obiettivo: la riduzione della pressione fiscale, l'abbattimento e il
contenimento della spesa pubblica e dei costi della politica, la ripresa dei consumi devono essere considerati dei mezzi per
il fine ultimo che è quello di tornare a creare sviluppo e con esso occupazione
e benessere". (sas).
( da "Nuova Ferrara, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Mentre avanza la
campagna elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle
Province. Più in generale si discute sulla necessità di riformare le nostre
istituzioni e su come ridurre i costi della politica.
Come spesso accade (e non solo in campagna elettorale) autorevoli riflessioni
si mescolano a superficialità e dichiarazioni improvvisate, e tutto ciò non
aiuta la ricerca di soluzioni efficaci ed incisive. Per questo mi permetto di
chiedere ospitalità nella speranza di poter offrire un utile contributo.
Innanzitutto credo faremmo un buon servizio al Paese evitando generalizzazioni
facili e scontate. Una cosa è infatti la eccessiva e insostenibile struttura
burocratica della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema, è indubbio che il nostro paese non
può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le infinite
sovrapposizioni, per cui è davvero difficile oggi, per i cittadini e le imprese,
sapere con certezza chi fa che cosa e chi ha la responsabilità della soluzione
dei singoli problemi. Troppo spesso i livelli di governo si sovrappongono
nell'esercizio delle funzioni ed ognuno dilata i tempi ed aumenta
inesorabilmente i costi. Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco
abolire un livello di governo. Potrei con facilità dimostrare, caso per caso,
l'utilità che a svolgere funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente
intermedio che governa un'area vasta che non può essere sostituito né dalla
miriade di comuni, piccoli o piccolissimi, né tanto meno dalle regioni, pena il
ritorno ad un nuovo centralismo non utile ai cittadini ed alle imprese. E chi
conosce il territorio del nostro paese sa che proprio nelle aree marginali e
periferiche c'è bisogno di un livello istituzionale come le Province.
D'altronde la città metropolitana prevista dalla costituzione, non è forse una
forma di governo di un'area vasta che, sostituendo la provincia, dà risposte
più efficaci a temi che superano i confini comunali? Potrei anche argomentare a
lungo sulla necessità di una rappresentanza politica
di livello provinciale che interloquisca con tutte le rappresentanze economiche
e sociali che proprio a quel livello sono organizzate; così come potrei
dilungarmi sulle identità territoriali, sulla storia del nostro paese, o, con
un pizzico di polemica, sulla legittimazione di una classe dirigente votata da
centinaia di migliaia di cittadini rispetto a chi oggi viene semplicemente
nominato. Mi interessa invece centrare l'attenzione su ciò che si può realmente
fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia dell'intero sistema
pubblico. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio
mestiere, se riuscissimo ad identificare con puntualità le competenze di
ognuno, tornando a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e
ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione,
può meglio assolvere ad una funzione, credo riusciremo a ricostruire un sistema
credibile e snello, senza rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo
iniziato da oltre un decennio, mai concludendolo. Oltre a ciò, ai fautori
dell'abolizione delle province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il
loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in
periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è
un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica
amministrazione e ridurre i veri costi della politica.
Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di
commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i
costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande
rilevanza. Una normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse
le funzioni in capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe da subito
risparmi ben più significativi della eliminazione di un livello di governo,
peraltro previsto dalla Costituzione. Proviamo ad
iniziare da qui, e ci accorgeremo che i risultati possono essere davvero di
grande utilità. Mi permetto infine di aggiungere che la
razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione
dei costi della politica.
Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte
dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può
fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta. Ma
ogni livello di governo deve fare la sua parte con l'avvertenza che soluzioni
generalizzate e demagogiche rischiano di ridurre gli spazi della democrazia,
senza incidere davvero sugli sprechi che ci sono, e sono molti. Perché questi
temi possano essere approfonditi in modo compiuto mi permetto di continuare il
dibattito sul giornale, dando fin d'ora la disponibilità mia e di tutti i
presidenti di provincia ad offrire alla riflessione dati e proposte non a
difesa del nostro ruolo, come peraltro non abbiamo mai fatto, ma capaci di
individuare soluzioni condivise, per il bene del nostro paese. Fabio Melilli
UPI - Unione Province d'Italia.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Gorizia
Gherghetta rinuncia al gettone per la presidenza dell'Upi Enrico Gherghetta è
il nuovo presidente dell'Unione delle Province del Friuli Venezia Giulia. Gherghetta
ha preso il posto di Maria Teresa Bassa Poropat, presidente della Provincia di
Trieste, che ha completato il suo mandato e ha lasciato così per un anno la
presidenza di turno dell'Upi a Gorizia. Nel giorno dell'inizio del nuovo impegno Gherghetta
- che ha annunciato di rinunciare al compenso di 2mila euro al mese che spetta
al presidente dell'Upi - ha annunciato una serie di novità che interesseranno
l'Upi a breve. "Aspetto l'elezione del nuovo presidente della Provincia di
Udine per presentare la mia proposta di rinnovamento - dice Gherghetta -. Come
è già stato stabilito, però la sede dell'Upi passerà da Udine a Trieste, e con
questo fondamentale cambiamento muterà la stessa natura dell'ente: non sarà più
una "quinta provincia", ma un vero sindacato delle province".
Diversi gli obbiettivi sui quali Gherghetta vuole intervenire: l'Upi dovrà
aumentare gli sforzi a tutela dei nostri connazionali all'estero (in Istria
innanzitutto, ma anche in Argentina e nel resto del mondo), ridurre le spese
dell'ente e snellire i procedimenti per migliorare il servizio ai cittadini,
rafforzare il rapporto con la Regione e attuare un nuovo piano di comunicazione
improntato sulla pianificazione e la trasparenza.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: SPORT - data: 2008-04-02 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Corsi e ricorsi di mercato Cominciò Regalia, adesso è Perinetti a
battere di nuovo la pista elvetica Svizzera & affari, in principio fu
Neqrouz BARI - Il Bari e la Svizzera: un rapporto relativamente recente, ma
intenso. Della folta legione straniera arruolata nei cento anni di storia
biancorossa, Mijat Maric è il terzo elvetico. Prima di lui, erano approdati nel
capoluogo Giuseppe Mazzarelli (nato ad Uster il 14 agosto 1972) e Lionel
Pizzinat (9 agosto 1977, nato a Vernier). Per entrambi, in verità, l'esperienza
in Puglia non si è rivelata tra le più fortunate. Mazzarelli fu acquistato dal
San Gallo (la stessa squadra di provenienza di Maric) nell'agosto del 2000 per
rimpiazzare l'ex capitano Luigi Garzja. Difensore esterno, ma all'occorrenza
anche centrocampista, nel campionato 2000-01 totalizzò 33 presenze, risultando
il giocatore più utilizzato. Nonostante la retrocessione dalla A alla B, la sua
avventura a Bari proseguì per altre due stagioni, con un rendimento mai
completamente convincente. Mazzarelli, tuttavia, si segnalò per l'abilità sui calci di punizione, specialità che gli consentì di
realizzare 4 reti in 61 gettoni complessivi. Del tutto fallimentare, invece, si rivelò
l'acquisto di Pizzinat, prelevato dal Servette nell'estate 2001. Centrocampista
centrale piuttosto lento e macchinoso, restò in biancorosso per un triennio
collezionando 95 presenze e 5 reti. Al termine del torneo 2003-04 (con
il Bari retrocesso in C1 e poi ripescato), fu ceduto al Venezia. Sia
Mazzarelli, sia Pizzinat contano alcune presenze nella selezione maggiore
rossocrociata. Dalla Svizzera, però, l'ex direttore generale biancorosso Carlo
Regalia prelevò anche uno dei calciatori simbolo dell'ultimo decennio barese:
Rachid Neqrouz. Marocchino, classe '72, Neqrouz fu ingaggiato nel 1997 dallo
Young Boys. Difensore centrale aitante e roccioso, abile nel gioco aereo e
spietato nella marcatura a uomo (famose le attenzioni "particolari "
che riservava agli attaccanti avversari, come la "palpatina" a
Filippo Inzaghi), in biancorosso militò per sei stagioni (160 presenze e sei
gol), diventando un autentico idolo dei tifosi. Maric gioca nel suo stesso
ruolo: l'augurio è che possa ripercorrerne le tappe. D.L.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-04-02 - pag: 17 autore: LA SCOMMESSA Per
la politica 1 miliardo di tagli è la scommessa più
forte su cui punta Walter Veltroni.Il messaggio che si è lasciato per l'ultima
settimana di campagna elettorale proprio perché sa che è l'argomento più
sentito. E che può indurre gli astensionisti – che sono quelli più sfiduciati dai partiti –ad andarea votare.Si parla dei costi della politica e della proposta di legge che
lancerà il leader del Pd. Una cifra shock accompagnerà l'annuncio:i tagli
saranno di un miliardo di euro. Metà dei parlamentari, una riduzione degli
stipendi degli onorevoli di circa il 30%, le pensioni di deputati e senatori
che verranno calcolate con il metodo contributivo, abolizione delle
province nelle aree metropolitane e delle comunità montane vicine al livello
del mare, la revisione del finanziamento ai giornali di partito. è questo il
tentativo finale insieme all'annuncio di alcuni ministri. ( Li.P.).
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
LANCIANO - "Si parla tanto della riduzione dei costi della politica: bene, noi avanziamo una
proposta concreta per il Bilancio 2008 del comune di Lanciano: tagliamo del 50
per cento i costi complessivi dei compensi del sindaco, presidente del
consiglio, assessori, direttore generale, semplici consiglieri e investiamo i
200 mila euro che si ricavano in vari settori della vita cittadina".
A parlare sono i consiglieri del Partito democratico, a nome di tutto il
gruppo, Maria Saveria Borrelli, Pasquale Sasso, Valentino Di Campli, Franco
Ferrante. "Presentiamo a riguardo - dicono - otto emendamenti al bilancio,
che costituiscono un po' la nostra mini-finanziaria, con dati, cifre e
riferimenti precisi. Quello della Giunta Paolini è un bilancio ingessato sugli
investimenti, pur aumentando le tasse, come l'addizionale Iperf e la Tarsu.
Fanno la sceneggiata contro i rifiuti che arrivano extra consorzio, ma il loro
bilancio si regge sul milione e mezzo di euro di eco-ristoro che, tra l'altro,
non vengono utilizzati, come si dovrebbe, nel settore ambientale". Gli
emendamenti del Pd al bilancio riguardano maggiori investimenti per: progetto
notti sicure; aiuti alle famiglie per asili nido e trasporto scolastico;
accoglienza e guida turistica; progetto musica giovani; raccolta differenziata;
rete idrica località Gemme di Sant'Amato; servizio raccolta e smaltimento
rifiuti speciali di attività agricole. (M.Gian).
( da "Liberazione" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Sergio Boccadutri
"Bisogna reagire a fenomeni di antipolitica che
un tempo si sarebbero detti di qualunquismo", ha detto con una buona dose
di coraggio, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Parole che ci possono aiutare, forse, a ricondurre anche il dibattito sui costi
della politica a dimensioni
reali e concrete. Noi di Rifondazione comunista, noi della Sinistra Arcobaleno,
abbiamo la forza morale, oltre che politica per affrontare, meglio di altri, questo tema a testa alta,
senza sotterfugi, né scorciatoie - a differenza di chi ha criticato tanto i
finanziamenti ai partiti, promuovendo poi invece
l'arricchimento personale di pochi "fidati" - perché la nostra politica è fatta di lotte e militanza, non solo di soldi. Il
nostro è un partito reale, diffuso e vivo su tutto il territorio nazionale, in
cui la stragrande maggioranza dei dirigenti spesso svolge attività politica gratuitamente, a volte rimettendoci di tasca
propria. 23 02/04/2008.
( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-02 num: - pag: 29 Sotto la lente I consiglieri e i gettoni di "assenza" L i chiamano "gettoni di presenza" o
"medaglie ". Sono soldi in più che gli amministratori ricevono per la
partecipazione ad ogni riunione di consiglio. Molte società, soprattutto
banche, hanno la materia all'ordine del giorno delle assemblee: il Banco
Popolare e la sua controllata Creberg, Veneto Banca, Popolare Spoleto,
Credem, Cattolica Assicurazioni e altre. Le Generali dall'anno scorso pagano
4.000 euro ogni consigliere per partecipare alle sedute, oltre a rimborso spese
a piè di lista, quota sugli utili e al fisso di 100.000 euro. Vien da pensare
alla mancetta. Anzi, i gettoni ricordano i quiz di
Mike Bongiorno e le medaglie il premio per una performance. Ma qual è la
performance? Chi li riceve percepisce già un'elevata retribuzione fissa per il
solo fatto di essere consigliere. Insomma è pagato per partecipare ai consigli.
E allora perché gli si dà un extra per fare quello che si è impegnato a fare?
Non sarebbe invece opportuno, oltre che serio, introdurre l'istituto del
"gettone di assenza"? Ovvero: riduzione proporzionale dello stipendio
a chi non va alle riunioni. m. ger.
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Sud sezione: ISTITUZIONI
data: 2008-04-02 - pag: 13 autore: Verso le elezioni. Presentata da
Confindustria la piattaforma di richieste ai candidati alla presidenza della
Regione siciliana Sedici priorità per il Governatore Dall'energia alla sanità,
il programma degli imprenditori per la modernizzazione ELEZIONI 2008 Nino
Amadore PALERMO è una sorta di vademecum: un prontuario per il buon governo
della Sicilia. Che gli imprenditori, i quali incontrano oggi il candidato del
centrosinistra Anna Finocchiaroe dopodomani quello del centrodestra Raffaele
Lombardo, mettono a disposizione del governo regionale che verrà. Così il
documento preparato da Confindustria Sicilia ad uso dei candidati alla
presidenza della Regione siciliana contiene alcuni punti che tornano sì utili
alle imprese ma sono parte delle aspirazioni di cittadini ingabbiati e spesso
subalterni alla burocrazia, al potere politico, ai comitati d'affari. "Nel
documento – spiega Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia – non ci
sono rivendicazioni, ma proposte e soluzioni. La Sicilia può farcela solo se ci
sarà una inversione di tendenza della classe politica che deve avere il
coraggio dell'azione, abbandonando la logica del consenso a breve
termine". Un testo, quello presentato dai vertici di Confindustria, che
segna anche una linea di discontinuità rispetto al passato. Dice Ettore
Artioli, vicepresidente nazionale con delega per il Mezzogiorno: "Rispetto
a sei, otto anni fa è differente il modo con cui Confindustria offre soluzioni
e riflessioni. Se prima anche noi andavamo alla ricerca di accomodamenti e vie
di mezzo, oggi la situazione è cambiata, abbiamo proposte e vogliamo risposte.
Gli industriali non vogliono aiuti ma posizioni nette della politica sulle cose
da fare per la Sicilia". E così i rappresentanti delle aziende siciliane,
di quelle circa tremila imprese che fanno parte del sistema Confindustria,
hanno sinteticamente indicato le poche ma concrete cose che si potrebbero fare
nei prossimi cinque anni per "Modernizzare la Sicilia". A partire da
quello che viene definito il tasso di liberalizzazione nella regione: "Il
pubblico deve fare un passo indietro – si legge –.Abbiamo assistito in questi
anni da parte della regione e degli enti locali alla creazione di aziende
pubbliche di qualunque tipologia per gestire servizi quali rifiuti, acqua,
elettricità, gas, trasporti e aeroporti. Vi sono enti che
esistono solo per pagare i gettoni di presenza dei Consigli di amministrazione". Ma insieme a questo
punto, c'è quello della semplificazione amministrativa e dello strapotere della
burocrazia che, dice il presidente della Piccola industria di Confindustria
Marco Venturi, "crea artatamente problemi alle imprese affinché si trovino
un amico che possa risolverli". I nodi irrisolti sono ancora
parecchi come quelli che riguardano l'energia: "Va approvato a attuato il
Piano energetico regionale – si legge nel documento – che deve porsi come
obiettivo il contenimento del costo per le imprese e i cittadini". E
nell'ambito della filiera energetica gli imprenditori chiedono che si avvii la
costruzione dei termovalorizzatori e si proceda con la realizzazione degli
impianti di rigassificazione. C'è poi il tema della finanza pubblica: il
bilancio della Regione siciliana ammonta a 24,8 miliardi e supera quello della
Lombardia che è di 23,9 miliardi ma la Lombardia ha quasi il doppio degli
abitanti, produce il 25% della ricchezza nazionale, ha il 22,5% del gettito
Irpef del Paese contro il 5% della Sicilia. E il tema della finanza pubblica è
strettamente legato a quello della Sanità: va creata, dicono gli industriali,
una agenzia di valutazione indipendente e bisogna sganciare le nomine dei
direttori generali dalla politica. Insomma è necessario dire basta al
"patronaggio politico" in un settore che ha oggi un disavanzo di 800
milioni e assorbe otto miliardi l'anno la metà dei quali provenienti dal
bilancio regionale. Un disavanzo che ha comportato sanzioni da parte del
governo centrale come l'aumento dell'Irap che grava soprattutto sulle imprese.
C'è anche la proposta che riguarda le infrastrutture: per gli industriali è
importante arrivare allo scioglimento del Consorzio per le autostrade siciliane
di cui la Regione fa parte con l'Anas per arrivare alla privatizzazione della
rete autostradale. Con i fondi che arriverebbero dalla privatizzazione si
potrebbe creare un fondo per le infrastrutture cui possono partecipare altri
attori istituzionali o di mercato. www.ilsole24ore.com/economia Il documento
completo con le indicazioni di Confindustria Sicilia ai candidati alla presidenza
della Regione siciliana OPERE PUBBLICHE Tra le proposte avanzate la
privatizzazione della rete autostradale e la creazione del Fondo infrastrutture
Imprenditori. Il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello
IMAGOECONOMICA.
( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
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PINETO Il consigliere di minoranza ... PINETO Il consigliere di minoranza
Gaetano Avolio contesta gli aumenti delle taruffe comunali e decide di
rinunciare al suo gettone di presenza in consiglio e
a quelli di componente delle varie commissioni per donare le somme in
beneficienza.
"Il buon padre di famiglia quando arrivano i momenti bui - spiega Avolio -
è il primo che da l'esempio. Quindi io nel mio piccolo voglio dare un
contributo.Certo non andrà a risolvere grossi problemi finanziari ma dovrebbe
essere di l'esempio a qualcun altro".
( da "marketpress.info" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
CIZIO 2006) Milano,
2 aprile 2008 - Il Consiglio di Amministrazione di Alerion Industries S. P. A.
Ha esaminato ed approvato in data 28 marzo il bilancio consolidato e il
progetto di bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2007 di Alerion Industries S.
P. A. , redatti utilizzando i principi di valutazione e misurazione stabiliti
dagli "International Accounting Standard"/"international
Financial Reporting Standard" (Ias/ifrs). Risultati Consolidati (dati in
milioni di euro) 31 dicembre 2007 31 dicembre 2006 Variazione Ricavi e proventi
operativi 50,6 (2,5) 53,1 Risultato operativo 30,5 (11,4) 41,9 Risultato Netto
di Gruppo 19,6 (13,3) 32,9 (dati in milioni di euro) 31 dicembre 2007 31
dicembre 2006 Variazione Capitale Investito 200,1 183,6 16,5 Patrimonio Netto
di Gruppo 158,0 147,5 10,5 Posizione Finanziaria Netta (42,0) (34,9) (7,1)
Risultati consolidati del Gruppo Alerion al 31 dicembre 2007 I Ricavi e
proventi operativi al 31 dicembre 2007 sono pari a 50,6 milioni di euro, in
aumento di 53,1 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2006 (negativi per 2,5
milioni di euro). Tale incremento è legato principalmente (i) ai ricavi
operativi da vendita di energia elettrica e certificati verdi dei parchi eolici
in attività al 31 dicembre 2007 pari a 4,4 milioni di euro (0,3 milioni di euro
al 31 dicembre 2006), (i) ai risultati derivanti dalla cessione di
partecipazioni pari a 28,7 milioni di euro di Reno De Medici S. P. A. , Enertad
S. P. A. E Ream S. P. A. ) (i) al corrispettivo di un accordo transattivo
raggiunto con Erg S. P. A. Pari a 13,0 milioni di euro e (iv) ai risultati
positivi delle società collegate valutate con il metodo del patrimonio netto
pari a 1,4 milioni di euro al 31 dicembre 2007 (negativi per 5,6 milioni di
euro al 31 dicembre 2006). Il Risultato Operativo al 31 dicembre 2007 è pari a
30,5 milioni di euro (negativo per 11,4 milioni di euro al 31 dicembre 2006),
dopo costi operativi di 14,3 milioni di euro (8,7 milioni di euro al 31 dicembre
2006), che includono (i) costi delle operazioni di pagamento basate su azioni
per 2 milioni di euro, (i) costi di consulenza non ricorrenti legati alle
operazioni concluse nel 2007 con Erg S. P. A. Per 0,6 milioni di euro e (i)
accantonamenti a fondi rischi su crediti e controversie legali/fiscali per 2,9
milioni di euro. Tale risultato risente, inoltre, di ammortamenti d'esercizio
pari a 1,8 milioni di euro e svalutazioni pari a circa 4,0 milioni di euro,
riferite principalmente alla svalutazione dell'intero avviamento relativo alla
controllata Ibi S. P. A. , a seguito del cambiamento del piano strategico della
stessa Ibi S. P. A che prevede nei prossimi anni la focalizzazione delle
proprie attività a servizio delle società del Gruppo e la conseguente riduzione
delle attività di consulenza svolte nei confronti di terzi. Il Risultato Netto
di Gruppo al 31 dicembre 2007 è pari a 19,6 milioni di euro, a fronte di una
perdita di 13,3 milioni di euro dell'esercizio precedente. Tale risultato
include oneri finanziari netti pari a 1,2 milioni di euro, imposte d'esercizio
pari a 9,5 milioni di euro e il risultato netto da attività destinate ad essere
cedute, negativo per 0,3 milioni di euro. Il Capitale Investito Netto del
Gruppo al 31 dicembre 2007 è pari a 200,1 milioni di euro, rispetto a 183,6
milioni di Euro al 31 dicembre
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
DEMOCRATICI Veltroni
presenta un provvedimento per ridurre il numero delle leggi "Diritto alla
semplicità" RUDY FRANCESCO CALVO In Italia esistono 21.691 leggi, delle
quali 1.582 risalgono al regno dei Savoia, 151 al periodo costituzionale
provvisorio che va dalla caduta del fascismo all'istituzione della repubblica
e, in totale, 7.743 emanate prima del 1970. Atti burocratici che ormai non
hanno alcuna utilità nella società contemporanea, non sono più finanziati o
hanno esaurito il loro effetto. Cinquemila di questi saranno eliminati se il Pd
vincerà le elezioni. È questa la promessa fatta ieri da Walter Veltroni, che si
concretizza in un apposito disegno di legge, parte del pacchetto di dodici
provvedimenti che saranno varati nella prima riunione del consiglio dei
ministri, in caso di vittoria. Per fare alcuni esempi, sono ancora in vigore il
regio decreto che rende esecutiva la "convenzione tra l'Italia e la
monarchia austroungarica per la estradizione dei malfattori", quello che
decreta la "fusione della regia guardia di confine albanese con la regia
guardia di finanza", quello che istituisce un "ente di colonizzazione
del latifondo siciliano", o ancora il regio decreto legge che introduce
un'addizionale "di due centesimi per ogni lira di vari tributi erariali
". Una "proliferazione legislativa assurda", l'ha definita
Veltroni, che appesantisce la già gravosa macchina burocratica dello stato, con
conseguenti sprechi e ritardi, e che "pesa sulla vita dei cittadini".
La proposta presentata dal Pd, alla cui stesura ha lavorato l'ex ministro della
funzione pubblica e componente della commissione Attali in Francia Franco
Bassanini, prevede una semplificazione legislativa molto ampia, con la
riduzione di tutte le leggi e regolamenti dello stato a non più di cento testi
unici e mille leggi settoriali entro il 2010, termine entro il quale anche le
regioni dovranno procedere al dimezzamento delle loro norme. Sono previsti,
inoltre, un controllo rigoroso sulla produzione legislativa successiva, che
dovrà intervenire all'interno dei codici già esistenti, l'accesso gratuito on
line entro il
( da "Liberazione" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Riceviamo e
volentieri pubblichiamo Fabio Melilli* Caro Direttore, mentre avanza la
campagna elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle
Province. Più in generale si discute sulla necessità di riformare le nostre
istituzioni e su come ridurre i costi della politica.
Come spesso accade (e non solo in campagna elettorale) autorevoli riflessioni
si mescolano a superficialità e dichiarazioni improvvisate, e tutto ciò non
aiuta la ricerca di soluzioni efficaci ed incisive. Per questo mi permetto di
chiedere ospitalità al Suo giornale nella speranza di poter offrire un utile
contributo. Innanzitutto credo faremmo un buon servizio al Paese evitando
generalizzazioni facili e scontate. Una cosa è infatti la eccessiva e insostenibile
struttura burocratica della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema, è indubbio che il nostro paese non
può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le infinite
sovrapposizioni, per cui è davvero difficile oggi, per i cittadini e le
imprese, sapere con certezza chi fa che cosa e chi ha la responsabilità della
soluzione dei singoli problemi. Troppo spesso i livelli di governo si
sovrappongono nell'esercizio delle funzioni ed ognuno dilata i tempi ed aumenta
inesorabilmente i costi. Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco
abolire un livello di governo. Potrei con facilità dimostrare, caso per caso,
l'utilità che a svolgere funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente
intermedio che governa un'area vasta che non può essere sostituito né dalla
miriade di comuni, piccoli o piccolissimi, né tanto meno dalle regioni, pena il
ritorno ad un nuovo centralismo non utile ai cittadini ed alle imprese. E chi
conosce il territorio del nostro paese sa che proprio nelle aree marginali e
periferiche c'è bisogno di un livello istituzionale come le Province.
D'altronde la città metropolitana prevista dalla costituzione, non è forse una
forma di governo di un'area vasta che, sostituendo la provincia, da' risposte
più efficaci a temi che superano i confini comunali? Potrei anche argomentare a
lungo sulla necessità di una rappresentanza politica
di livello provinciale che interloquisca con tutte le rappresentanze economiche
e sociali che proprio a quel livello sono organizzate; così come potrei
dilungarmi sulle identità territoriali, sulla storia del nostro paese, o, con
un pizzico di polemica, sulla legittimazione di una classe dirigente votata da
centinaia di migliaia di cittadini rispetto a chi oggi viene semplicemente
nominato. Mi interessa invece centrare l'attenzione su ciò che si può realmente
fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia dell'intero sistema
pubblico. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio
mestiere, se riuscissimo ad identificare con puntualità le competenze di
ognuno, tornando a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e
ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione,
può meglio assolvere ad una funzione, credo riusciremo a ricostruire un sistema
credibile e snello, senza rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo
iniziato da oltre un decennio, mai concludendolo. Oltre a ciò, ai fautori
dell'abolizione delle province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il
loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in
periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è
un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica
amministrazione e ridurre i veri costi della politica.
Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di
commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i
costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande
rilevanza. Una normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse
le funzioni in capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe da subito
risparmi ben più significativi della eliminazione di un livello di governo,
peraltro previsto dalla Costituzione. Proviamo ad
iniziare da qui, e ci accorgeremo che i risultati possono essere davvero di
grande utilità. Mi permetto infine di aggiungere che la
razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione
dei costi della politica.
Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte
dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può
fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta. Ma
ogni livello di governo deve fare la sua parte con l'avvertenza che soluzioni
generalizzate e demagogiche rischiano di ridurre gli spazi della democrazia,
senza incidere davvero sugli sprechi che ci sono, e sono molti. Perché questi
temi possano essere approfonditi in modo compiuto mi permetto di chiederLe di
aprire attraverso il Suo giornale un dibattito, dando fin d'ora la
disponibilità mia e di tutti i presidenti di provincia ad offrire alla
riflessione dati e proposte non a difesa del nostro ruolo, come peraltro non
abbiamo mai fatto, ma capaci di individuare soluzioni condivise, per il bene
del nostro paese. *presidente Upi Unione Province d'Italia 02/04/2008.
( da "Liberazione" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Sergio Boccadutri*
Certo è che Rifondazione comunista non prende soldi, né pubblicamente né
sottobanco, da gruppi industriali, potentati economici, lobby di ogni genere e
tipo. E lo facciamo per scelta, non per caso. Di recente il settimanale l'
Espresso ha divulgato un po' di cifre su come purtroppo si finanzia la politica in Italia. Compagnie petrolifere e aeree, lobby dei
farmaci e cliniche private, società autostradali ed editoriali, re dell'acciaio
e imperatori della pasta, misteriose off-shore con sede in Lussemburgo e
consorzi ippici: c'è davvero di tutto, in quegli elenchi. Il Prc - riconosce
l'Espresso - "fa da sola", a tal punto che nel 2006 abbiamo
rifiutato, rispendendoli al mittente, i soldi che la Società Autostrade aveva
elargito a tutti i partiti, compreso il nostro. E
allora, come ci finanziamo? Con le quote delle iscritte e degli iscritti, che
rimangono in gran parte a circoli e federazioni, con i rimborsi elettorali e
con i contributi prelevati sugli stipendi e su ogni altro rimborso o indennità
dei nostri rappresentanti nelle istituzioni, cifra pari al 55% degli introiti
di deputati, senatori e consiglieri regionali. Invece, i consiglieri
provinciali e comunali devolvono mediamente al partito almeno il 30% degli
emolumenti che ricevono. Diciamolo chiaramente: la cifra con cui i nostri
parlamentari contribuiscono a rendere possibile la vita e l'attività del Prc è
la più alta tra tutti i partiti politici italiani. Ed
è paragonabile solo a quella che veniva versata al Pci dai propri eletti.
"Compagno quanto guadagni?", hanno chiesto alcuni nostri iscritti al
capogruppo al Senato Giovanni Russo Spena, che è intervenuto proprio sulle
colonne di Liberazione per replicare. La risposta è semplice: gran parte del
suo stipendio serve per finanziare la sua - e nostra - impresa politica comune. A un parlamentare del nostro partito,
sottratte le spese per affitto, vitto e mobilità a Roma, rimangono circa 4.500
euro. Un ottimo stipendio, certo, da "privilegiati", se paragonato a
quello di un operaio di terzo livello (1200 euro mensili), di un impiegato
(1800 euro quello privato, 2100 il bancario) e anche di un medico (2800), ma di
fatto simile a quello di un dirigente privato (4100 euro). Cifre forti,
importanti, certo, ma che non prevedono né comportano nessuno spreco, nessuno
sperpero. Preferiamo - in merito ad alcuni davvero insopportabili "costi
vivi" della politica - fare proposte concrete che
combattono la precarietà. Come la diffusa pratica del "lavoro nero" a
danno dei collaboratori parlamentari, i cosiddetti "portaborse",
pagati poco e male dai loro datori di lavoro: le risorse inerenti al rapporto
eletto/elettori (4190 euro) dovrebbero essere erogate dalla Camera di
appartenenza solo sulla base di contratti di lavoro regolari. Avviene così in
molti parlamenti europei, dove tra l'altro le risorse a disposizione del
singolo parlamentare per questa specifica voce sono assai maggiori come accade,
ad esempio, in Germania. A Veltroni, invece, che demagogicamente ha paragonato
gli stipendi dei parlamentari a quelli degli operai, fingendo di volerli vedere
"allo stesso livello", ricordo che quando la Sinistra Arcobaleno si è
battuta, durante l'ultima Finanziaria, per tagliare drasticamente non solo gli
stipendi dei parlamentari, ma anche e soprattutto quelli dei manager pubblici e
delle loro consulenze d'oro, si è opposto il Pd. Sono effettivamente intollerabili
- infatti a tali redditi non corrispondono relativi rischi - i guadagni
smisurati dei membri dei Cda, dei manager di Stato e di quelli privati che si
sono arricchiti - spesso - con le superprivatizzazioni. Per questo abbiamo
presentato un progetto di legge (il n. 3306, primi firmatari i compagni
Giordano e Migliore) volto ad introdurre un tetto massimo per le retribuzioni
dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni (compresi i manager), dei
magistrati e dei parlamentari nazionali ed europei. Un testo che non è stato
mai discusso non certo per nostra volontà, ma per le resistenze del Pd. Resta
un punto cruciale: il necessario dimagrimento dei costi della politica non si può tradurre in una politica
- e, dunque, in una democrazia - esangue, priva di strumenti, alla mercé del
potente di turno. La politica costa e deve costare ,
ragionevolmente e con trasparenza, perché è la democrazia che costa. Ecco perché anche il tema spinoso del finanziamento dei partiti, nell'attuazione rigorosa
dell'articolo 49 della Costituzione, deve entrare nel dibattito politico e uscire dalla
demagogia. I continui attacchi a ogni forma di sostegno pubblico ai partiti in realtà nascondono un'idea
pericolosa: quella per cui la politica possono farla solo persone e gruppi dotati di una forte
capacità finanziaria e mediatica, che chiaramente vogliono piegare gli spazi
della partecipazione alla loro sudditanza e ai loro interessi. Non è casuale,
per dirne una, che durante l'ultima campagna elettorale per la presidenza della
Puglia, fortemente incentrata sul tema della sanità, alcune cliniche private
abbiano contribuito a favore di un particolare candidato. Naturalmente quel
candidato non era il nostro Nichi Vendola. Non è forse ovvio che l'attività di
queste lobbies aumentano i costi della collettività e piegano le scelte della politica agli interessi privati? Contro queste logiche noi
ci battiamo. Ma per evitare che la politica in Italia
si faccia solo a suon di euro, di finanziamenti palesi o occulti forniti da
lobbies e potentati privati, non basta protestare e indignarsi, bisogna fare
delle proposte. Ecco la nostra. I partiti non devono
più ricevere alcun finanziamento privato da società, ma solamente da persone
fisiche. Ci batteremo per questo. Ciò corrisponde ad un principio di equità,
perché le persone fisiche sono sottoposte al medesimo regime fiscale non
possono essere off-shore, come molte imprese. Inoltre è un sano principio di
trasparenza quello per il quale se un ricco imprenditore vuole finanziare un
partito lo deve fare apertamente, senza nascondersi dietro una delle sue
innumerevoli attività. Infine, il finanziamento da parte delle società stride
fortemente con la lettera dell'art. 49 della Costituzione,
che parla della libertà dei cittadini e non delle società, di associarsi in partiti e concorrere con essi alla determinazione della politica nazionale. Ci battiamo, dunque, e continueremo a
farlo contro i finti moralismi. Della retorica "anti-casta", come di
Berlusconi e Veltroni. In nome di un'idea altra, "diversa" (nel senso
di quella diversità che fu il faro di Enrico Berlinguer) della politica. Fuori o dentro i Palazzi, non importa. Solo una politica che sceglie sempre da che parte stare, solo una politica "di parte", può essere una politica trasparente e pulita. *Tesoriere Prc 02/04/2008.
( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del
02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
BERGAMO BERGAMO pag.
2 Amianto sospetto? Ci pensa il TREVIGLIO SERVIZIO DI RACCOLTA DATI FACILITA IL
CENSIMENTO DEI MANUFATTI A RISCHIO ? TREVIGLIO ? IL COMUNE di Treviglio scende
in campo a fianco dei cittadini per agevolare gli adempimenti relativi alla
mappatura della presenza d'amianto sul territorio cittadino. A disporre il
"censimento", entro la fine dell'anno, di coperture, canne fumarie e
serbatoi in eternit è il Piano regionale per l'amianto, con l'obiettivo di verificarne
lo stato di conservazione e la sussistenza di eventuali pericoli per la salute.
In base al protocollo operativo siglato dal Pirellone con l'Agenzia regionale
per l'ambiente e l'Asl, l'onere delle valutazioni spetterebbe ai cittadini, i
quali, per effettuarle, dovrebbero rivolgersi ad un tecnico abilitato.
Quest'ultimo avrebbe poi il dovere di redigere la documentazione da presentare
al Comune e all'Asl. MA A TREVIGLIO le cose andranno diversamente, il Comune
infatti ha incaricato del monitoraggio direttamente l'Arpa, accollandosene
completamente le spese. I trevigliesi, insomma, non spenderanno un euro e, al
tempo stesso, potranno disporre dei documenti che attestano
lo stato di conservazione del manufatto, compreso l'algoritmo di rischio. Gli
obiettivi di questa iniziativa sono molteplici: sgravare le famiglie dei costi
della consulenza favorendo la segnalazione dei siti; garantire maggiore
omogeneità delle valutazioni, che sono effettuate da un unico tecnico;
concludere il censimento nei tempi previsti. "PER BENEFICIARE del servizio
? spiegano in Comune - i cittadini di Treviglio dovranno soltanto comunicare i
siti delle loro proprietà in cui sono presenti manufatti in amianto inviando un
fax al numero 0363/317421 o telefonando all'Ufficio Ambiente allo 0363/317420.
Saranno richiesti nome e cognome del proprietario, indirizzo del sito, tipo di
manufatto, accessibilità al sito, recapito telefonico". Il Comune
trasmetterà all'Arpa la documentazione che, a sua volta, le "girerà"
all'incaricato per il sopralluogo. La segnalazione dev'essere fatta entro il 31
luglio e non comporta l'obbligo automatico di rimozione. A.B.
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
REGGIOEMILIA REGGIO
PRIMO PIANO pag. 6 Senza titolo GUERRA NEL PDCI, IL COMUNE CONGELA I FONDI AL PARTITO
E SOSPENDE IL GETTONE DEL La spaccatura all'interno del Pdci produce il suo
primo effetto in Comune, dove l'amministrazione comunale, vista l'uscita dal
partito del capogruppo in sala del Tricolore, Matteo Riva (nella foto), ha
deciso di sospendere i fondi assegnati al Pdci. Come il
gettone di presenza
assegnato in sede di conferenza dei capigruppo. Una misura temporanea in attesa
di fare chiarezza sulla situazione venutasi a creare all'interno del gruppo del
Pdci. Intanto Matteo Riva spiega le ragioni dell'addio ? "Bisogna impedire
che Berlusconi torni al governo" ? e sulla sua posizione in Comune
dice: " Da qui alle elezioni politiche troverò una soluzione temporanea
poi deciderò cosa fare". E se c'è chi esce dal Pdci, c'è chi è pronto a
rientrare dopo l'addio della Dolci e di Riva. E' il caso di alcuni ex iscritti
della sezione di Ligonghio. Ieri sera, invece, Paolo Guerrini, nominato
reggente pro tempore della segreteria regionale ha incontrato il Pdci reggiano.
( da "Nazione, La (Livorno)" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
LIVORNO VOLTERRA /
VAL DI CECINA pag. 8 "GIGANTISMO, inefficienza, sprechi e scarsa
trasparenza caratterizzano i tredici consorzi di bonifica presenti in Toscana
(anche le 13 comunità montane svolgono direttamente le funzioni di bonifica)
che percepiscono ogni anno 35 milioni di euro di entrate, a carico dei
contributi dei cittadini". Lo sostiene Claudio Niccolini, coordinatore di
Forza Italia, oggi Pdl, di Pomarance. "Tali Consorzi spendono circa 15
milioni di euro a esercizio ? continua Niccolini ? per il funzionamento degli
organi, costi del personale e di esazione, costi per le elezioni e altro".
Infatti, continua il documento, se si esamina l'allegato inserito nell'avviso
di pagamento inviato a tutte le famiglie del comprensorio 29, si distinguono
due voci. "La prima è il tributo da pagare ? sottolinea Niccolini ? la
seconda, mascherata come contributo di partita, riguarda spese di gestione per
mantenere questo carrozzone". E continua: "Le indennità degli
amministratori, che in taluni casi sono più dei dipendenti, non sono di certo
simboliche, arrivando in taluni casi oltre i 5mila euro al
mese per i presidenti, a 15mila euro annui per i revisori dei conti, mentre i gettoni di presenza possono arrivare
fino a 130mila euro a seduta". Il Pdl conclude rivolgendosi a "quei sindaci
di sinistra che fanno finta di cascare dalle nuvole quando, invece, tutti
d'accordo diedero il via alla nuova tassa". Giacomo.
( da "Nazione, La (Umbria)" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
UMBRIA CRONACA TERNI
pag. 18 -- TERNI -- IL CONSIGLIO provinciale ha approvato con il voto ? TERNI ?
IL CONSIGLIO provinciale ha approvato con il voto unanime della maggioranza il
bilancio 2008 e il pluriennale 2008-2010. La minoranza ha votato contro ed è
uscita dall'aula prima dell'esame dei 29 ordini del giorno. "Non li
votiamo ? ha spiegato Mario Montegiove (capogruppo AN) a nome di tutta
l'opposizione ? perché stiamo ancora aspettando l'attuazione di quelli
approvati l'anno scorso". La manovra ammonta a circa 78 milioni di euro e
registra minori trasferimenti statali e minori entrate. Il bilancio prevede,
tra l'altro, circa 800mila euro annui per i nuovi contratti
del personale e dei dirigenti con razionalizzazioni sulla parte corrente che
privilegiano i settori con maggiore impatto per l'utenza. Per l'attuazione
delle nuove disposizioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro l'ente ha previsto
uno stanziamento di 30mila euro che andranno ad aggiungersi alle risorse
previste dalla compartecipazione di tutti gli enti interessati. Le
entrate tributarie previste ammontano a circa 21 milioni e mezzo, quelle
derivanti da trasferimenti a 34 milioni, quelle extratributarie a 2 milioni
200mila. Per quanto riguarda le uscite oltre 53 milioni sono spese correnti, 13
milioni e 300mila sono invece in conto capitale, 2 milioni e 400mila sono
rimborsi di prestiti. Invariata la leva fiscale senza aumenti su nessun tributo
di competenza, in particolar modo sull'addizionale per l'energia elettrica,
confermata anche l'eliminazione della tassa sui passi carrabili. IL PIANO
triennale degli investimenti è pari a 37 milioni di euro (poco più di 11
milioni per il 2008, 14 milioni e mezzo per il 2009 e altri 11 milioni per il
2010) nei settori della viabilità, dell'edilizia scolastica e civile e
dell'ambiente. "E' un bilancio senza prospettiva politica
se pur formalmente corretto ? ha affermato Montegiove ? che indebolisce ancora
di più il ruolo della Provincia già rimesso recentemente in discussione. L'Ente
non è stato in grado di programmare per ottenere i finanziamenti regionali e
comunitari per rilanciare lo sviluppo dei territori". IL PRESIDENTE Andrea
Cavicchioli ha espresso il parere sugli ordini del giorno di accompagnamento al
bilancio. Giudizio positivo sulla manovra è stato invece espresso da Danilo
Buconi (capogruppo Sinistra. Unita) che ha posto l'accento sulla necessità di
ridurre i costi della politica e snellire la pubblica
amministrazione: "E' un bilancio che trasforma in numeri e dati i
contenuti del programma politico". "In un contesto generale più
complicato del passato sotto il profilo economico, l'aver mantenuto invariata
la pressione fiscale è un'importante nota di merito della Provincia", ha
commentato il capogruppo Pd Roberto.
( da "Denaro, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Commenti enti locali
Ecco perchè le Province sono ancora necessarie Fabio Melilli* Caro direttore,
mentre avanza la campagna elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito
sull'utilità delle Province. Più in generale si discute sulla necessità di
riformare le nostre istituzioni e su come ridurre i costi della politica. Come spesso accade (e non solo in campagna
elettorale) autorevoli riflessioni si mescolano a superficialità e
dichiarazioni improvvisate, e tutto ciò non aiuta la ricerca di soluzioni
efficaci ed incisive. Per questo mi permetto di chiedere ospitalità al Suo
giornale nella speranza di poter offrire un utile contributo. Innanzitutto
credo faremmo un buon servizio al Paese evitando generalizzazioni facili e
scontate. Una cosa è infatti la eccessiva e insostenibile struttura burocratica
della Pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica.
Sul primo tema, è indubbio che il nostro paese non può più permettersi l'attuale
livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni, per cui è davvero
difficile oggi, per i cittadini e le imprese, sapere con certezza chi fa che
cosa e chi ha la responsabilità della soluzione dei singoli problemi. Troppo
spesso i livelli di governo si sovrappongono nell'esercizio delle funzioni ed
ognuno dilata i tempi ed aumenta inesorabilmente i costi. Di fronte a tale
situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di governo. Potrei con
facilità dimostrare, caso per caso, l'utilità che a svolgere funzioni
amministrative e servizi di rete sia un ente intermedio che governa un'area
vasta che non può essere sostituito nè dalla miriade di Comuni, piccoli o
piccolissimi, nè tanto meno dalle Regioni, pena il ritorno a un nuovo centralismo
non utile ai cittadini ed alle imprese. E chi conosce il territorio del nostro
paese sa che proprio nelle aree marginali e periferiche c'è bisogno di un
livello istituzionale come le Province. D'altronde la città metropolitana
prevista dalla costituzione, non è forse una forma di governo di un'area vasta
che, sostituendo la provincia, da' risposte più efficaci a temi che superano i
confini comunali? Potrei anche argomentare a lungo sulla necessità di una
rappresentanza politica di livello provinciale che interloquisca
con tutte le rappresentanze economiche e sociali che proprio a quel livello
sono organizzate; così come potrei dilungarmi sulle identità territoriali,
sulla storia del nostro paese, o, con un pizzico di polemica, sulla
legittimazione di una classe dirigente votata da centinaia di migliaia di
cittadini rispetto a chi oggi viene semplicemente nominato. Mi interessa invece
centrare l'attenzione su ciò che si può realmente fare per migliorare
l'efficienza della nostra burocrazia dell'intero sistema pubblico. Se ogni
livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere, se riuscissimo
ad identificare con puntualità le competenze di ognuno, tornando a legare
poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale
sia il livello di governo che, per dimensione, può meglio assolvere ad una
funzione, credo riusciremo a ricostruire un sistema credibile e snello, senza
rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo iniziato da oltre un
decennio, mai concludendolo. Oltre a ciò, ai fautori dell'abolizione delle
province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto
all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia
promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra
strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica
amministrazione e ridurre i veri costi della politica.
Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di
commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i
costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande
rilevanza. na normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse
le funzioni in capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe da subito
risparmi ben più significativi della eliminazione di un livello di governo,
peraltro previsto dalla Costituzione. Proviamo ad
iniziare da qui, e ci accorgeremo che i risultati possono essere davvero di
grande utilità. Mi permetto infine di aggiungere che la
razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione
dei costi della politica.
Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte
dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può
fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta. Ma
ogni livello di governo deve fare la sua parte con l'avvertenza che soluzioni
generalizzate e demagogiche rischiano di ridurre gli spazi della democrazia,
senza incidere davvero sugli sprechi che ci sono, e sono molti. Perchè questi
temi possano essere approfonditi in modo compiuto mi permetto di chiederLe di
aprire attraverso il Suo giornale un dibattito, dando fin d'ora la
disponibilità mia e di tutti i presidenti di provincia ad offrire alla
riflessione dati e proposte non a difesa del nostro ruolo, come peraltro non
abbiamo mai fatto, ma capaci di individuare soluzioni condivise, per il bene
del nostro paese. *presidente Upi (Unione delle Province d'Italia) del
02-04-2008 num.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Bassano(R.F.) Dopo la
serata di poesia con lo scrittore giornalista Gabriele La Porta, il cartellone
degli appuntamenti "Senza censura" promossi dalla libreria La
Bassanese propone una settimana particolarmente intensa, sia per quanto
riguarda il numero degli incontri che per i rispettivi contenuti, tutti
riferiti ad argomenti d'attualità.S'inizia mercoledì affrontando due situazioni
difficili, forse intrecciate fra loro, che stanno mettendo in ginocchio la
regione della Campania dal punto di vista sociale e a livello d'immagine:
quella delle montagne di rifiuti e delle mozzarelle alla diossina.
Problematiche che saranno sviluppate da Paolo Chiarello, caporedattore di Sky
Tg24, da mesi nelle trincee e nelle discariche napoletane.L'appuntamento si
terrà dalle 20,45 nella galleria La Bassanese.Il calendario proseguirà giovedì,
stessa ora e stesso luogo, con un altro argomento forte: la guerra dell'islam
alle donne. A dare il proprio contributo sarà la giornalista Giuliana Sgrena,
rapita e detenuta in Iraq per due mesi nel 2005. Racconterà la sua
testimonianza, sintesi di interviste a tutto campo sul..."prezzo del
velo", realizzate nel corso della sua professione a donne che occupano
posizioni importanti nella società marocchina e algerina. Ma anche esplorando
la Tunisia, la Serbia, l'Iraq, l'Arabia saudita, la Francia, l'Iran e la
Bosnia-Erzegovina, cercando i punti in comune ma anche le tante differenze che
esistono tra le diverse realtà.Rapita il 4 febbraio 2005 dall'Organizzazione
della Jihad islamica mentre si trovava a Baghdad per realizzare una serie di
reportage per il suo giornale, Giuliana Sgrena è stata liberata dai servizi
segreti italiani il 4 marzo, in circostanze drammatiche che hanno portato al
suo ferimento e all'uccisione di Nicola Calipari, uno degli agenti dei servizi
di sicurezza italiani che dopo lunga e efficace trattativa la stavano portando
in salvo.Dopo la "Casta" di Stella e Rizzo, tocca alla "Casta" dei giornali: è questo il filo
conduttore dell'incontro "Senza censura" in programma per venerdì 4,
sempre a partire dalle 20,45 nella galleria La Bassanese.Nell'occasione, il
giornalista Beppe Lopez svelerà infatti la sua inchiesta che ruota attorno
all'interrogativo "La Casta dei Giornali":750 milioni di euro
finiscono ogni anno, sotto forma di contributi diretti o indiretti, nelle casse
dei grandi gruppi editoriali e ...nelle segreterie di partito?".L'ingresso
a tutti gli appuntamenti è gratuito, ma i posti a disposizione sono limitati ed
è consigliata la prenotazione telefonando allo 0424-521230 o inviando una mail
all'indirizzo info@labassanese.com.
( da "Provincia di Como, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il sindaco Turati:
"Ritocco del compenso per il presidente Gli altri passano dal gettone di presenza a un'indennità fissa" MARIANO Mariano Comense
Servizi, la società di proprietà del Comune cui sono stati affidati gran parte
dei servizi pubblici, ha presentato il budget di spesa per il 2008 e tra le
prime voci che balzano all'occhio c'è l'aumento dei compensi al consiglio di
amministrazione. Il comune, socio unico della società, infatti, ha deciso di
aumentare lo stipendio al presidente Franco Brenna, e ai consiglieri Carlo
Tafuni e Giovanni Alberti. Se nel 2007 il municipio aveva riconosciuto 6.800
euro lordi al presidente e 800 euro lordi a entrambi i consiglieri, quest'anno
i compensi ? lordi ? accordati sono aumentati rispettivamente a 12 mila e a 6
mila euro a testa. "Il cda si è insediato a metà aprile 2007 ? spiega il
sindaco Alessandro Turati ? e i compensi per il presidente erano stati previsti
su base annua: Brenna ha percepito un indennizzo relativo
ai soli 8 mesi di effettivo incarico. Diverso il discorso per i consiglieri di
amministrazione, che invece avevano diritto a un gettone di presenza. Se per il presidente si è
trattato di un ritocco dell'indennità ? prosegue Turati - per i consiglieri
abbiamo pensato a un cambiamento vero è proprio della modalità di pagamento.
La decisione è stata presa in base all'impegno e al lavoro svolto in questi
mesi dal cda: ogni settimana, infatti, l'organo esecutivo si è riunito per cui
ci è sembrato più corretto, e anche più stimolante, per i consiglieri passare
dal gettone di presenza, a un'indennità vera e
propria". Un consiglio di amministrazione che ? dopo 12 mesi ? è in
scadenza di mandato: gli attuali vertici della Mcs riconsegneranno l'incarico
nelle mani del sindaco in occasione dell'approvazione del bilancio consuntivo
2007 che avverrà tra qualche settimana. In quella occasione Turati ?
responsabile delle nomine ? dovrà confermare o meno il cda uscente. "Non
faccio anticipazioni su questo argomento ? afferma il sindaco -, ma posso dire
di essere soddisfatto del lavoro svolto sinora da Mcs. Essendo un'azienda
nuova, ha dovuto affrontare una serie di criticità legate alla fase di
rodaggio: ci sono ancora aspetti su cui lavorare, ma sono convinto che la Mcs
ha già guadagnato in termini di miglioramento dell'efficienza dei servizi e
presto raggiungeremo anche gli obiettivi legati all'economicità". La
costituzione della Mcs è sempre stata contestata dalle minoranze: in
particolare i gruppi di centrosinistra ? Vivi Mariano, Nuova Mariano e Partito
Democratico ? hanno sempre imputato alla giunta di aver fatto un'operazione
inutile e costosa, visto che i servizi affidati a Mcs prima erano effettuati
all'interno del municipio, con l'aggravante di aver smantellato l'ufficio
ecologia, creato dalla passata amministrazione. "Rispondo con i fatti ? si
difende Turati -: i marianesi si sono accorti di quanti cantieri relativi a
opere pubbliche sono stati avviati. Un risultato reso possibile grazie anche al
fatto di aver sgravato il settore lavori pubblici da competenze ora gestite da
Mcs. Che a sua volta si trova già oberata di lavoro, tanto da dover pensare a
nuove assunzioni". Roberta Busnelli 02/04/2008.
( da "Provincia di Sondrio, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Ipotesi pedaggio Al
Sud viaggiano gratis e da noi vogliono il "pizzo" Gentile Direttore,
ripeto l'assunto ormai noto a tutti: la Lombardia, regione trainante
dell'economia nazionale, produce più di 1/5 del PIL nazionale ipotesi pedaggio
Al Sud viaggiano gratis e da noi vogliono il "pizzo" Gentile
Direttore, ripeto l'assunto ormai noto a tutti: la Lombardia, regione trainante
dell'economia nazionale, produce più di 1/5 del PIL nazionale. Ergo, puniamola.
Il Sud ha ingoiato migliaia di miliardi che avrebbero risollevato le sorti del
mondo sottosviluppato. Sull'autostrada Salerno Reggio Calabria si viaggia
gratis, mente da noi dove il tempo è più denaro che altrove, mancano strade,
infrastrutture ecc., ed in più si vorrebbe mettere il ?pizzo? sulla Monza-Colico
e Lecco-Ballabio. Questi sono i risultati di una politica
deficiente (nel senso latino della accezione) e punitiva, che in tempi non
lontani vide il nostro territorio in mani ?straniere? (Morlino) . E questi sono
i risultati, anche se qualcuno stravede ancora per quel senatore che, fingendo
di fare i nostri interessi, curò, in modo particolare i propri. E' uscita da
poco una statistica di gradimento che vede al primo posto i Carabinieri (54%),
seguiti a ruota dalla Polizia di Stato (50%), mentre altre istituzioni, tra le
quali la Magistratura, sono sotto il livello di guardia (meno del 20%). Intanto
leggo che nella bufera del processo di Erba, il sostituto della procura
militare di Roma Giacomo Barone, sta ipotizzando abusi in atti d'ufficio ed altre
amenità nei confronti dei RIS. Sia ben chiaro che anche le Forze dell'Ordine
possono incorrere in reati, ma prima di ?pubblicizzarli?, come si fa troppo
frequentemente, si abbia il buon senso di aspettare che diventino concreti,
anche per non alimentare quella triste polemica e non solo, in atto tra
Magistratura e Forze dell'Ordine, dove il piatto della bilancia, sia ben
chiaro, pende a sfavore della Casta, o meglio della Giustizia, responsabile di
troppi emblematici casi di liberazione di detenuti poi arrestati per omicidio.
La gente, oggi, crede giustamente, più nelle Forze dell'Ordine, come
testimoniano quei dati, perché a rischiare sono sempre ed esclusivamente loro,
mentre dall'altra parte si è troppo impegnati a difendere i colleghi.
Cordialmente. Giovanni Bartolozzi la casta Tutta questa politica
è produttrice di antipolitica Vivo in questo bel
paese, dove sono sempre in minoranza, circondato dalla stragrande maggioranza
di cittadini che hanno solo certezze (vedasi sondaggi), nell'attesa del
"messia", che pur ha attraversato due volte il governo del paese,
passato inosservato, ma oggi invocato come salvatore della patria. L'uomo che
ride sempre (attorniato da cavalieri devotissimi, ossequiosi e silenziosi),
accusa la sinistra di parlare dall'alto, giudicando gli altri, senza avere la
moralità per farlo, mentre lui, uomo sorridente e ironico, ha la ragione in
tasca, può screditare l'avversario, le istituzioni, perché è l'unto del
signore. Veltroni aveva proposto la riduzione dei costi della politica, da fare prima di andare alle elezioni, ha ricevuto
al voto al voto. Ha proposto il taglio dello stipendio dei parlamentari,
portandolo al livello della media degli stipendi europei; come risposta prima
Fini: "Ipocrita, ti becchi cinquemila $EURO il mese di pensione", poi
Berlusconi: "Veltroni si è presentato come il nuovo, irridendo il vecchio
Berlusconi (che resta ultrasettantenne), poi scopriamo che a cinquantadue
(resta un cinquantenne) anni è già pensionato", una vera
strumentalizzazione di basso livello. Arriva la risposta di Veltroni, che
giudicare puerile è dir poco: "Io ho devoluto in beneficenza gran parte
della pensione". Da cittadino mi sento tirato per il "c...".
Tutti sanno che finita l'esperienza parlamentare, per il loro sudore, i
parlamentari sono remunerati da lautissime pensioni, in base agli anni di
presenza in parlamento; questo ha fatto Veltroni e proprio in Valtellina
abbiamo l'esempio d'altri ex sen (Tarabini, Provera e l'on Parolo) che si
beccano quasi diecimila $EURO mensili. Così è la realtà, che Berlusconi e Fini
conoscono benissimo. Egr. Fini, non è che lei si preoccupi troppo di
salvaguardare la sua futura pensione?. Nella legislatura con Berlusconi al
governo, l'ex Cdl aveva modificato la Costituzione a
sola maggioranza, ma nonostante la loro certezza di rappresentare il paese, il
referendum costituzionale li ha bocciati; è da ricordare che la modifica del
bicameralismo e la riduzione del numero dei parlamentari, per puro caso, erano
previsti per il duemiladodici, cioè in una data che il passare del tempo,
rendesse gli interessati o pensionati o peggio passati a migliore vita. Questi
"pacioni" che riportano sulle loro facce tracce di nutella, veri
ipocriti, teatranti della politica, continuano in un
indegno spettacolo, prendendoci in giro, come carne da macello per ingrassare
loro. Necessita un minimo di serietà, prendere l'impegno scritto che appena
s'insedieranno le camere, in modo bipartisan, s'instauri una Costituente,
per rivedere alla luce delle nuove esigenze, la seconda
parte della Costituzione,
sopratutto nella parte che permetta la riduzione dei costi della politica e delle Istituzioni.
Quest'appello di buon senso, sarà irriso da chi predica bene e razzola male.
Tutta questa politica di
"casta" è produttrice d'antipolitica; sopratutto l'ex Cdl, che una sola persona su una
pedivella di un'auto in piazza San Babila, ha trasformato in Pdl, vuole che le
cose restino come sono (per i loro interessi va bene così) pur se il paese
Italia frana; c'è sempre un Prodi su cui scaricare ogni responsabilità. Quando
in Italia qualcuno ha qualche soluzione intelligente, per i problemi del paese,
questo si offende se altri cercano di farla propria; stranamente al posto
d'essere contento di aver dato un contributo al paese, eccolo gridare "ci
hanno copiati". Spero che si trovino finanziamenti per nuovi asili nido,
ne abbiamo veramente bisogno. E il popolo moderato pare applaudire questo
spettacolo indecoroso. Silvio Canova Sondrio Controcanto Oltre a quella della
monnezza c'è un'altra Campania C'è un'altra Campania al di là dei cumuli di
?monnezza? di Napoli e dintorni. È una Campania silenziosa e dignitosa,
laboriosa e fantasiosa. Che non ama il lamento apatico della sirena più bella
del golfo e che non si rassegna alla ?croce e delizia? dell'ammaliante
prossimità al capoluogo partenopeo. È una Campania discreta ed elegante, quasi
una piccola Svizzera. Che invita al sorriso con i colori dei suoi limoni e
delle sue arance, e nel contempo rende invisibile ogni cassonetto. Che sfida il
turista a trovare per terra il classico pezzetto di carta e presenta, con
orgoglio, i suoi scorci mozzafiato e i suoi intramontabili e romantici
paesaggi. È la Campania di Sorrento, Amalfi, Positano, Capri, Ravello, Maiori,
Minori e Vietri. Quella che guarda il Vesuvio da un'altra prospettiva. Che ne
subisce il fascino e il persistente timore di una indomata minaccia e, forse
proprio per questo, preferisce rimanerne con rispetto a debita distanza. Quella
adatta all'inquadratura più suggestiva, quella giusta per coglierne al meglio
le molteplici ?sfumature?. Una Campania che, come la Torre Normanna a Maiori o
il Faro di Sorrento resistono ai tempestosi flutti di una ciclopica risacca,
per garantire una raffinata proposta gastronomica all'insegna della genuinità,
della freschezza e dei sapori talvolta perduti. Un grappolo di bellezze, la cui
visita meriterebbe ben altre carrozze che quelle fatiscenti ma funzionali della
Circumvesuviana. Una miscellanea di tradizioni, riti, tentazioni, espiazioni,
creatività, maestria, sonorità ed emozioni di ogni sorta, che rapiscono il
turista andando oltre le aspettative, sorprendendolo ad ogni angolo e
conquistandolo ad ogni occasione con apprezzata cortesia e tipica simpatia. Uno
scrigno di tesori a partire da quella Villa Crawford, che si staglia sulla
costiera sorrentina, come la vittoria alata prorompente dalla prua di antichi
velieri. Un patrimonio, tra tanti, da preservare e riqualificare. Una signora
dell'accoglienza, a cui le cure amorevoli e dolci di sette sorelle salesiane,
col tempo, potrebbero rivelarsi non più sufficienti. Ecco, il riscatto della
Campania potrebbe cominciare da qui. Da un giardino di fronte al mare, dove si
specchia il cratere del vulcano. Dove, tra arance e limoni, l'operosità tipica
delle formiche continua ad essere la migliore risposta al lamento accidioso
delle cicale. Dove la tenacia e la forza della passione, con l'ausilio dello
spirito e dell'amore per il bello, possono rivelarsi determinanti per la
speranza di una rinascita comune. Altro che pizza, mozzarella e pomodori. Altro
che la furbizia di Pulcinella. Solo la forza di spirito e la fiducia in se
stessi, tradotti in un sano ?darsi da fare?, potranno essere i veri
ambasciatori nel mondo di una Campania rigenerata, capace di scrollarsi di
dosso ogni cenere decadente. Antonio Gelormini aperture domenicali Ma che senso
ha vivere per accumulare denaro? L'agitazione dei dipendenti del commercio in
merito al lavoro domenicale mi rammenta ciò che ebbe a dire la regina Vittoria
d'Inghilterra: "I sudditi devono lavorare sette giorni su sette così non
hanno il tempo d'andare a ubriacarsi all'osteria". E' sempre maggiore la
pressione per l'apertura domenicale dei centri commerciali più o meno piccoli;
c'è un ritorno all'ottocento? E non si pensi che lo scopo di far lavorare i
dipendenti anche la domenica sia quello di soddisfare le nostre esigenze. No,
il loro scopo, se pur inconfessabile, è quello di gonfiare sempre più i loro
portafogli. C'è molta gente il cui senso della vita sembra consistere solo
nell'accumulare denaro, non che non conti, specialmente per chi non ne ha, ma
dedicare tutte le energie ad arricchirsi per chi gode già di un certo benessere
mi sembra una vita sprecata. Chissà se al termine della loro esistenza si
renderanno conto che, tutti presi dall'accumulare denaro, non hanno avuto
magari il tempo per vivere, per divertirsi. Forse avranno un pensierino sul
letto di morte, ma sarà troppo tardi, con i figli e parenti in lacrime a
pregustare l'eredità Tullio Malavasi amare riflessioni Lo stipendio dei nostri
deputati e la qualità dei nostri servizi Dell'Italia si dice sia "il
fanalino di coda" tra le Nazioni industriali. Si dice, inoltre, che siamo
il popolo più tassato, alla stregua degli svedesi. Con una differenza, che noi
non abbiamo, a differenza degli svedesi, dallo Stato gli stessi benefici che
essi usufruiscono, dal servizio sanitario, scolastico e universitario, alla
attenzione familiare e quant'altro del sociale, in genere. Abbiamo gli stipendi
della forza lavoro più bassi della Comunità Europea. In compenso i nostri
parlamentari hanno gli stipendi più alti dei loro colleghi europei e benefici a
tutto campo che in altri Paesi non sono neppure contemplati. I rappresentanti
della Repubblica Popolare Cinese raggiungono a mala pena i cinquecento euro
mensili. Giocherà il valore e il potere d'acquisto della valuta locale e il
costo della vita che nonostante le più che evidenti zone di povertà e di lavoro
coatto privo di assistenza sindacale e sanitaria ha portato la Cina ad essere
una potenza commerciale ed industriale. Il loro rispetto "ai diritti
umani" lo risolvono usando i detenuti a un lavoro produttivo senza alcun
costo per lo Stato. Un regime totalitario che combatte la corruzione
e l'inefficienza della classe politica con un colpo
alla nuca. E la Cina è membro permanente con diritto di veto del ristretto
numero di Nazioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Cordiali saluti. Gaetano
Banfi 02/04/2008.