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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DEL 19-4-2008       #TOP


IN EVIDENZA

Inchiesta su Pecoraro Scanio. Gli atti al Tribunale dei ministri L'ex titolare dell'Ambiente indagato insieme al fratello ed altre persone con l'accusa di associazione per delinquere finalizzara alla corruzione

 

ROMA - Sono stati inviati al tribunale dei ministri gli atti relativi alla posizione del ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e di altre persone, fra cui il fratello Marco in merito ad una ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. Si tratta dell'inchiesta avviata dal Pm di Potenza Henry John Woodcock. Ad inviare gli atti al collegio competente per i reati ministeriali è stata la procura di Roma alla quale erano arrivati gli atti per competenza territoriale.

L'inchiesta giudiziaria riguarda un presunto scambio di favori tra imprenditori di vari settori ed il ministro, con particolare riferimento a voli e soggiorni gratuiti in alberghi di lusso in Italia ed all'estero da parte di alcune agenzie di viaggio, in cambio di appalti nel settore del turismo e, in qualche caso, nello smaltimento dei rifiuti campani. I fatti risalirebbero al 2005.

Il procuratore della Repubblica di Roma Giovanni Ferrara ed il sostituto Sergio Colaiocco hanno inviato al tribunale dei ministri le posizioni di Pecoraro Scanio, del fratello Marco, senatore dei Verdi, Mattia Fella, titolare di un'agenzia di viaggi di Perugia, ed altre cinque-sei persone tra imprenditori e funzionari ministeriali.

In particolare, gli inquirenti di piazzale Clodio hanno sollecitato i colleghi di piazza Adriana ad interrogare indagati e testimoni, ad utilizzare, previa richiesta al Parlamento, le intercettazioni telefoniche e ad acquisire documenti.

(19 aprile 2008)


Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (55)


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Sezione principale: Burocrazia

Montezemolo: <Lavoratori vicini a noi> ( da "Corriere.it" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalle infrastrutture alla burocrazia, dalle tasse sul lavoro agli investimenti, da un'inadeguata politica energetica agli inaccettabili ritardi del Mezzogiorno. È mancato anche, per Montezemolo, un deciso programma di liberalizzazione e di privatizzazioni oltre a una riforma istituzionale con cui alleggerire la macchina dello Stato.

La lettera ( da "Cittadino, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Storie di ordinaria burocrazia Caro direttore, mi permetto di chiederti un po' di spazio sulle colonne del "Cittadino" per raccontare una vicenda che, seppur personale, credo possa avere un qualche interesse per i nostri lettori, essendo esemplificativa delle tortuosità e dei vicoli ciechi in cui l'inerme cittadino italiano può talora infilarsi -

LAVORATORI IN CERCA DI RISPETTO ( da "Stampa, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in quanto non sono direttamente tutelati dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma, non vengono assistiti dalla nostra burocrazia. Si è superato ormai da tempo il confine della decenza. il mio lavoro interpreta questo disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo piano la questione del lavoro.

Occorre partire dal calcestruzzo ( da "Citta' di Salerno, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più di burocrazia per vendere questi materiali - conclude Benigno - ma si arriverebbe ad avere la quasi certezza che non si contribuirá a realizzare immobili abusivi. Le operazioni di controllo, messe in atto quotidianamente dalla polizia locale diretta dal comandante Giancarlo Correale, mostrano con chiarezza la gravitá della situazione.

Camerota, furti e atti vandalici ma le telecamere sono guaste ( da "Citta' di Salerno, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che purtroppo tra problemi tecnici e burocrazia non ha mai quasi funzionato. La polemica è nata a seguito di alcuni piccoli danneggiamenti effettuati nei mesi scorsi sull'area portuale ed in localitá "Calanca". Reati perpetrati in prossimitá delle telecamere e che purtroppo non sono mai stati ripresi.

In autunno il consolidamento della rocca ( da "Corriere delle Alpi" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma i tempi della burocrazia hanno costretto a rivedere il cronoprogramma. Questa, finalmente, sembra la volta buona: "I lavori", spiega Luciano Dalla Caneva, "riguarderanno la dorsale sulla quale poggiano parti consistenti delle strutture del santuario in corrispondenza del fondovalle e dell'abitato di Anzù, e consisteranno in ancoraggi profondi mediante tiranti e chiodi,

Cosa chiedono gli artigiani ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia(da anni l'organizzazione è impegnata su questo fronte), della diminuzione dei costi energetici che sono i più elevati d'Europa, liberare i cittadini e le imprese dai pesanti costi derivanti dai mercati protetti e dalle rendite di posizione, rilanciare il ruolo dell'apprendistato, valorizzare la contrattazione a livello regionale e che siano eliminate le discriminazioni

Storie di genitori speciali ( da "Giornale di Brescia" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le sordità delle burocrazie, le durezze di certi operatori sanitari. Molti dei casi raccontati fanno venire un nodo alla gola per le prove soverchianti cui alcune persone sono sottoposte. Si veda la storia terribile di Giovanna ed Ernesto, dove una madre di tre figli si trova a dover affrontare l'handicap mentale di due dei bambini e la morte improvvisa del marito (

Eppi, più internet per la previdenza ( da "Italia Oggi" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: abolizione a medio termine della carta stampata, cioè tolleranza zero verso la burocrazia documentale con indubbio vantaggio immediato: risparmio dei costi non solo per l'Eppi ma anche per gli iscritti, che si gioveranno inoltre di una maggiore libertà nelle comunicazioni dato che il mezzo on line permette l'uso 24 ore su 24 da casa o da ufficio.

Le nostre bande sono da salvare Sosteniamo l'appello di Muti ( da "Provincia di Cremona, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ), bastonate dalla burocrazia che scoraggia persino le elargizioni liberali, le bande stanno davvero attraversando un periodo nero. Ai politici ricordo che l'argomento interessa 130mila suonatori e mezzo milione di persone tra organizzatori, accompagnatori, sostenitori.

Imprese vitali e reattive ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in particolare l'energia, i trasporti e la burocrazia che non dipendono dalle imprese ma dalle amministrazioni pubbliche, nazionale, regionale e locale". Traducendo: sono queste le priorità per il prossimo governo? "Sicuramente 25 anni per realizzare un tratto di autostrada come la A28 non sono accettabili.

È sempre colpa degli altri ( da "Unita, L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più concorrenza, innovazione, capitale umano, poca burocrazia e sicurezza del territorio. Detto così potremmo anche sottoscrivere. Ma non si può mancare di osservare che fino all'ultimo la visione di Montezemolo non comprende il ruolo che, nel declino dell'economia italiana, hanno avuto ed hanno le imprese.

Quando vince la telepolitica - giovanni valentini ( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più efficienza e meno burocrazia; più rapidità nelle decisioni e meno sprechi. Sono le istanze profonde che vengono dalle urne del 13 e 14 aprile. Quanto alla giustizia sociale, se non vogliamo affidarci solo al "populismo democratico" di Berlusconi, è proprio questa la frontiera su cui dovrà mobilitarsi l'opposizione, nel tentativo di evitare che l'

Burocrazia addio, impresa in un giorno entro l'estate il via alla sperimentazione ( da "Nuova Sardegna, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: unico interlocutore sia la Camera di commercio Burocrazia addio, impresa in un giorno Entro l'estate il via alla sperimentazione IL CASO Ieri il primo vertice operativo ORISTANO. Riunione operativa, ieri, per concordare l'avvio della sperimentazione delle procedure contenute nel pacchetto "Impresa in un giorno", lo snellimento burocratico a favore soprattutto delle nuove ditte,

La lega offre protezione ai ceti deboli ( da "Nuova Venezia, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: arrivato non solo dalla protesta contro la pressione fiscale e la burocrazia; dalla polemica dei piccoli commercianti contro il grande commercio che ha pesantemente redistribuito il consenso all'interno della destra; dall'adesione a un progetto di federalismo vissuto essenzialmente come fine dei trasferimenti solidale di risorse allo stato centrale e alle regioni meridionali.

Silvio ha i numeri, speriamo che non ci deluda come l'altra volta ( da "Unita, L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bisogna snellire la burocrazia, tagliare gli enti pubblici che non servono, predisporre un serio programma energetico. Stavolta il governo avrà tutti i numeri necessari per fare le riforme" incalza Giovanni Lettieri, presidente degli imprenditori di Napoli. Poi la rettifica: "In realtà il centrodestra li ha già avuti in passato,

<Rimborso dall'Asl, quanti ostacoli> ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia', anche se si tratta pur sempre di sanità pubblica. Sentite quanto è capitato al cittadino C.C. di Novi che ce lo racconta con una lunga lettera pervenuta spedita in redazione in occasione della richiesta di due rimborsi. LA PRIMA DOMANDA riguardava esami clinici per i quali l'Asl non garantiva il risultato entro i termini necessari per poi effettuare la visita specialista.

Oggi i risultati ufficiali ( da "Tirreno, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Colpa del regolamento e della burocrazia", tuona Mastantuono cui spetterebbe il secondo seggio, ma che entrerebbe in consiglio nell'eventualità (quasi certa) che Eligi ricopra un incarico nella giunta. "Era più logico che la commissione esaminasse subito le schede contestate - prosegue Mastantuono - perché se vogliamo fare ricorso dobbiamo appellarci al Tar e passano mesi.

Quei ragazzi da scampia al teatro san ferdinando - antonio tricomi ( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il primo sono i chierici, gli intellettuali conformisti che scrivono gli editoriali sui quotidiani: sarebbe bello se i ragazzi di "Arrevuoto" invadessero i loro spazi. Il secondo nemico è la burocrazia: dobbiamo tutti impegnarci per rompere il suo accerchiamento".

Veltroni a Milano, nel dopo voto riflettori puntati sul Nord ( da "Giorno, Il (Milano)" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sicurezza e lotta alla burocrazia. Quanto alla proposta fatta dal sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, della fondazione di un Pd del Nord, federato a quello nazionale ma autonomo, il segretario del Pd lombardo è chiaro: "Si può fare un ragionamento sull'organizzazione territoriale ma mi interessa che il Pd nazionale riesca a parlare e ad intercettare le problematiche del Nord"

DAL PROSSIMO maggio basterà un 'bip' per salire a bordo dei vaporetti di Venezia. Il ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si contrasterà meglio l'abusivismo, ci sarà più rapidità per gli utenti e meno burocrazia per l'azienda di trasporto Actv, unita alla perfetta conoscenza dei flussi di mobilità, con la possibilità di attivare tutte le iniziative per farvi fronte. Il sistema verrà attivato dal primo luglio anche su tutta la rete degli autobus.

Guido pasqualini <Quando aprii la bottega, via Matteotti era una strada bianca e segnava la fine della città ( da "Adige, L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bisogna essere anche ragionieri e sapersi districare con la burocrazia". E le soddisfazioni? "Il rapporto con la gente", risponde pronto il cavalier Fabio e osserva con orgoglio la targa consegnatagli pochi giorni fa dal consigliere regionale Pino Morandini con cui ringrazia lui e il figlio "per l'abilità professionale e cordialità con cui da sempre svolgono il proprio servizio".

LA LEGA OFFRE PROTEZIONE AI CETI DEBOLI ( da "Tribuna di Treviso, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: arrivato non solo dalla protesta contro la pressione fiscale e la burocrazia; dalla polemica dei piccoli commercianti contro il grande commercio che ha pesantemente redistribuito il consenso all'interno della destra; dall'adesione a un progetto di federalismo vissuto essenzialmente come fine dei trasferimenti solidale di risorse allo stato centrale e alle regioni meridionali.

Nuovi imprenditori, l'allarme di carige "nessuno bussa più alla nostra porta" - raffaele de ferrari ( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ecco la burocrazia qui fa una resistenza passiva: una delle ragioni per cui gli imprenditori non sbucano. Troppo difficile". Direttore, allora dobbiamo metterci una pietra sopra? "Se stiamo dietro alle nuove generazioni, ci accorgiamo che appena possono scappano a Milano.

Rinasce la stazione Centrale <Più sicurezza e shopping> ( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E l'auspicio di Cipolletta: "Spero in un nuovo Paese dove i contratti si rispettino e i lavori non vengano interrotti dalla burocrazia, perché ogni stop significa tempo perso, costi e disagi ai cittadini". Elisabetta Soglio Il debutto Presentata la prima parte del nuovo volto della Centrale.

La promessa di Silvio <Via i visti Ue-Mosca> ( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: imprenditori e dei turisti che hanno a che fare con le macchinose burocrazie dei due paesi. Tra l'altro l'Italia è una meta sempre più favorita per il turismo russo. L'anno scorso al solo consolato di Mosca sono stati rilasciati 400 mila visti. "Un quarto di tutti i visti rilasciati dai consolati del nostro paese in ogni parte del mondo", dice Vittorio Surdo, l'ambasciatore in Russia.

GOVERNARE IL MALESSERE ( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: insufficienza delle infrastrutture sul territorio malgrado gli sperperi della burocrazia, l'inefficienza della sanità pubblica, le desolanti condizioni della scuola primaria, mentre l'istruzione universitaria povera di investimenti per la cultura seria e la ricerca moltiplica inconsistenti corsi di studio, futili e inutili.

Troppi cambi di medico e ogni volta devo ricominciare ( da "Tirreno, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ogni volta devo ricominciare La burocrazia va a discapito dell'assistenza sanitaria. Almeno, questa è l'interpretazione che Tamara Ghilarducci attribuisce a quanto è accaduto a lei ed a numerosi abitanti della frazione. "Come altri, mi ero affidata, da 30 anni, alle cure del medico di famiglia dottor Massimo Puccinelli, il quale conosceva ormai bene le mie condizioni patologiche.

Anche dal medium <soddisfatti o rimborsati> ( da "Giornale.it, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: contro le lunghe mani della burocrazia, non c'è tavolino semovente o bastoncino d'incenso che tenga. Per la Commissione Europea infatti acquistare un frullatore o farsi predire il futuro, ai fini giuridici, sono la stessa identica cosa: un rapporto venditore-cliente sottoposto anch'esso alla regola "soddisfatti o rimborsati".

Basta con il prodismo ( da "Tempo, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per questa sfida Veltroni ha le carte in regola, ma attorno a Veltroni c'è ancora troppo radicalismo vecchio tipo e troppa burocrazia di partito. Tocca a lui decidere se vuole essere davvero l'erede di Prodi. Un erede che mette il Professore nell'album di famiglia che si mostra solo agli ospiti per ricordare i tempi che non verranno più.

Un esame approfondito per rilasciare certificati ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e comunica subito l'esito, per ridurre la burocrazia. I membri sono 5, ma ne bastano 3 per volta: 2 sono medici della struttura, il terzo è un medico militare esterno; se la persona da visitare presenta minorazioni fisiche, la legge prevede la presenza di un fisiatra e del direttore della motorizzazione;

Asor rosa: la rifondazione può essere solo culturale ( da "Tirreno, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: C'è chi sostiene che un eccesso di no, di comitati di protesta non abbia pagato la sinistra in termini elettorali. "A me pare che non abbia pagato l'eccesso di sigle partitiche e lo strapotere delle burocrazie dei partiti. Questi sono i grandi grandi sconfitti. Altro che eccesso di no!". (m.l.).

Ci richiedono indietro i soldi, quelli delle truffe. l'europa rivuole i 903 milioni di frodi accertate ( da "Tirreno, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Allora il fatto è che l'Italia non è in grado, per burocrazia, legislazione, volontà e abitudine di far tirar fuori quei soldi a chi con la truffa li ha incassati. Questi resistono, con avvocati e proroghe. Anche se la truffa è accertata e il truffatore ha, come si dice, "beni al sole", comunque non paga.

Basta morire così ( da "Tempo, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A proposito di burocrazia, fra multe e ricorsi il cittadino impazzisce, la stradale scrive 3 milioni e mezzo di verbali l'anno. Produciamo montagne di carte inutili. Si dovrebbe tornare a estinguere il pagamento delle contravvenzioni al momento della contestazione con la carta di credito e uno sconto del 20%.

La via di Casini ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pierangelo Rimoldi Turate (Como) Commercio e burocrazia Una delle cose che più mi ha deluso negli ultimi anniè l'ostruzionismo che alcuni municipi attuano nei confronti degli aspiranti commercianti che vorrebbero inserirsi nel mercato. Bersani ci aveva illuso ma poi siè pensato solo a tassisti, farmacisti e benzinai, o poco altro.

In vendita il bacino 5 L'Authority lo compra per <girarlo> ai privati ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono ancora enormi e i tempi della burocrazia sono lenti, quanto basta per andare cauti. Come ha fatto la Commissione, lo ha ricordato Francesco Nerli, che per determinare la nuova valutazione ha tenuto conto dei costi del ripristino del bacino in seguito all'affondamento". Il linguaggio è ufficiale, ma dietro le parole si colgono motivazioni di altro genere.

Sessant'anni spalancati sulla cucina di qualità ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazie permettendo, alla stanza con camino un giorno si aggiungerà un appartato fumoir dove far nuvole in santa pace. Da sessant'anni la stessa famiglia, lo stesso luogo, in una Giugliano che non è certo la stessa di una volta: gli Lglg la chiamano ancora con legittimo orgoglio provinciale "trattoria",

Ritorni tra un mese. Ma i trenta giorni per la consegna della cartella clinica non vengono quasi mai ( da "Messaggero, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è tanta burocrazia - spiega il direttore sanitario Maurizio Ferrante -. I tempi si potrebbe comprimere ma serve più informatizzazione. In certi casi è però meglio richiedere una relazione clinica per superare con il buon senso i tempi d'attesa". "Forniamo ai pazienti una lettera di dimissioni molto elaborata - spiega Pietro Scanzano,

Multavilla dietrofront <Toglieremo i T-Red> ( da "Corriere del Veneto" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ora sembra riuscire la burocrazia. Nell'ottobre dello scorso anno, il sindaco aveva infatti deciso di sospendere la consegna delle multe. Da allora gli impianti continuano a fotografare le infrazioni ma le sanzioni rimangono nel cassetto. "Appena il tribunale civile si esprimerà, oppure il ministero risponderà alle nostre richieste di chiarimenti le consegneremo"

"Una giustizia tutta da riformare" ( da "Corriere Adriatico" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: PresidenteCristina CingolaniSono moltii problemida affrontare Presentata la Camera civile, nel mirino burocrazia e tempi biblici dei processi "Una giustizia tutta da riformare" MACERATA -L'appuntamento è nell'aula delle udienze penali del Tribunale per la nascita della Camera civile, associazione di avvocati che fa riferimento al Foro maceratese.

Burocrazia e imprese: nuovo sportello ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Provincia di Oristano Pagina 4023 oristano Burocrazia e imprese: nuovo sportello Oristano --> Riunione operativa per concordare l'avvio della sperimentazione delle procedure contenute nel pacchetto "Impresa in un giorno": è lo snellimento burocratico a favore delle nuove ditte, che avranno nello sportello del Registro imprese della Camera di commercio l'unico riferimento,

Mancata assunzione dell'impiegata La Asl salda il conto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per uno strano scherzo della burocrazia infatti pignoramento e liquidazione sono avvenuti lo stesso giorno. "Sintomo della perfetta buona fede dell'azienda che ha dovuto attendere che si completassero una serie di passaggi formali". Con queste parole Tiziana Passetti, responsabile servizio bilancio, e Antonio Loi, responsabile agli affari generali,

GOVERNO: CONFAGRICOLTURA CHIEDE RIFORME E SCELTE STRATEGICHE ( da "Agi" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: decisiva azione contro la burocrazia e strategie chiare e concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche. "Su tutto - ha concluso il direttore generale Bianco - va garantito un ruolo piu' incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie ed internazionali, anche a tutela e rilancio di quel "made in Italy" agroalimentare che tanto pesa nella bilancia commerciale con l'

SPORTELLO DELLA SALUTE E LOTTA DALLA DROGA: MODELLI DA ESPORTARE ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assistito non è più ostaggio di tempi lunghi e di una burocrazia senza fine: attraverso un vero e proprio front-office costituito da figure professionali altamente qualificate, coordinate da Antonio Buono, l'azienda sanitaria riesce a dare risposte in tempi celeri e a soddisfare il bisogno di salute del cittadino, garantendo l'appropriatezza della risposta.

LETTERE E OPINIONI ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che Berlusconi non porta in dote il rapporto con le burocrazie sindacali e la socialdemocrazia, motivo per cui la grande borghesia ha puntato fino all'ultimo sul Pd di Veltroni. Ora la borghesia farà di necessità virtù e si adatterà al nuovo governo, sperando che non faccia troppi danni (cioè che gli interessi di Berlusconi non ostacolino quelli delle altre famiglie capitalistiche)

Telecamere, manca il placet del Consiglio ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma gli occhi elettronici rimangono fermi perché "congelati" dalla burocrazia Telecamere, manca il placet del Consiglio L'assessore Alberto Curto: "Con il nuovo regolamento sarà possibile un accesso più "facile" alle immagini" Feltre(A.V.) Sono installate, collaudate, ma in attesa del via libera del consiglio comunale di Feltre.

La finanza sposa il vigneto per fare crescere il Made in Italy ( da "Gazzettino, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Altrettanto interessante è che questa tendenza che sposa i rossi, i bianchi e gli spumanti made in Italy trovi proprio negli enologi, i wine maker, i sostenitori più convinti. Anche per scrollarsi di dosso -sottolinea polemicamente Martelli- quella burocrazia "a fondo perduto" "che ipoteca ogni anno mediamente il 25\% del nostro tempo".Agostino Buda.

Il Piano regolatore che rivoluziona la viabilità ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il sindaco Zuliani lamenta la burocrazia degli organi tecnici deputati a redigere la documentazione in termini relativamente brevi e quando qualcuno gli fa notare la polemica con il Comune di Pasian di Prato sulla viabilità, sbotta: "Noi non abbiamo da fare trattative con il Comune di Pasian di Prato.

Inaugurazione con Furini e il gastronauta Paolini ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: raccontando le difficoltà di un piccolo imprenditore soffocato tra burocrazia e sindacati.Poche settimane fa è uscito "Volevo solo lavorare" in cui si raccontano storie di mobbing e di precarietà occupazionale. Un affresco dell'Italia in cui un posto fisso è sempre più una rarità e dove le persecuzioni dei superiori sono all'ordine del giorno.

Discutete a porte chiuse ( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, più severità verso i delinquenti, e più disciplina sull immigrazione che deve essere selettiva cioè finalizzata alle reali necessità del Paese. Finalmente sono stati sbugiardati i moltissimi giornali e periodici, nonché i vari talk show trasmessi dalle varie reti nazionali e locali, nei quali non si perdeva occasione per dire peste e corna contro il Carroccio,

Combattiamo l evasione ( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, più severità verso i delinquenti, e più disciplina sull immigrazione che deve essere selettiva cioè finalizzata alle reali necessità del Paese. Finalmente sono stati sbugiardati i moltissimi giornali e periodici, nonché i vari talk show trasmessi dalle varie reti nazionali e locali, nei quali non si perdeva occasione per dire peste e corna contro il Carroccio,

Agriturismi, la Lombardia detta le regole ( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: agriturismi un nuovo regolamento che ne disciplinasse l intera attività a partire dagli aspetti autorizzativi sino a giungere alla definizione degli aspetti riguardanti la concreta gestione dell attività come il taglio della burocrazia e la tutela delle strutture penalizzate dalla stagionalità. Il provvedimento approderà ora in Consiglio Regionale". [Data pubblicazione: 18/04/2008].

Anche la grande impresa: <È tempo di cambiare lo Stato> ( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: poca burocrazia e molta sicurezza del territorio. In tre parole: cambiare per crescere . Questa la linea rossa che ha caratterizzato la convention organizzata da Confindustria preso l auditorium Giovanni Agnelli di Torino per fare il punto sulle prossime sfide necessarie al Paese per riprendere la corsa verso la crescita.

I conti tornano nel cassetto e il paese rimane senza bilancio in attesa di lumi ( da "Provincia di Lecco, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le frasi difficili della burocrazia: ha preso, qualche sera fa, i conti del 2008 e, anziché approvarli, li ha rimessi nel cassetto. Ello resta senza bilancio "almeno finché ? manda a dire il sindaco, Virginio Colombo ? non sapremo di che morte moriamo: e non è, purtroppo, una frase fatta".

SondrioL'Unione pesca sportiva di Sondrio fa sentire la propria voce per la difesa della Valle dei Ratti e dei torrenti della provincia dall'assalto della speculazione sulle acque ( da "Provincia di Sondrio, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vista la tradizionale lentezza della burocrazia italiana"). Dopo la pubblicazione del decreto si è subito creato un comitato, contrario alla decisione proprio perché il tratto della Valle dei Ratti interessato dalla richiesta è assolutamente incontaminato e di grande bellezza e anche l'Unione pesca sportiva e la Provincia si erano espressi in maniera negativa sul decreto stesso,


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Montezemolo: <Lavoratori vicini a noi> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lungo abbraccio con il successore, emma marcegaglia Montezemolo: "Lavoratori vicini a noi" Passaggio di consegne al vertice di Confindustria: "I sindacati non sono più capaci di rappresentarli" Montezemolo (Lapresse) TORINO - Lavoratori più vicini a Confindustria che ai sindacati. È Luca Cordero di Montezemolo a lanciare l'attacco. "Il risultato delle elezioni conferma quanto andiamo dicendo da tempo: i lavoratori non si sentono più rappresentati da forze politiche e sociali incapaci di dare risposte vere ai loro problemi concreti. E sono molto più vicini alle nostre posizioni che non a quelle dei sindacalisti". Montezemolo ha parlato al Lingotto di Torino in occasione del passaggio di consegne ad Emma Marcegaglia, nuovo presidente di Confindustria. "PRATICHE VECCHIE" - "È ormai chiaro che la trincea dei negoziati infiniti, del rifiuto di guardare con occhi obiettivi la realtà e soprattutto in che direzione va il mondo, serve solo e soltanto a difendere una casta di professionisti del veto - ha proseguito Montezemolo, applaudito dalla platea degli imprenditori -. È veramente ora che il sindacato apra gli occhi e si confronti con il mondo reale, rinunciando a pratiche vecchie, come quegli scioperi rituali e inutili che ogni due anni accompagnano puntualmente i rinnovi contrattuali". Montezemolo e Marcegaglia (Infophoto) SINISTRA ARCOBALENO - Secondo il presidente di Confindustria, le urne hanno sancito "la pesantissima sconfitta politica di quelle forze che negli ultimi due anni, dentro il governo, sono state portatrici di una cultura anti-impresa e anti-mercato, che ha consapevolmente costituito un freno alla crescita economica e alla modernizzazione". Chiaro il riferimento alla Sinistra Arcobaleno. "Oggi abbiamo la conferma di quello che abbiamo sempre sostenuto: i no alla tav, i no alle infrastrutture, i no ai rigassificatori o ai termovalorizzatori, il vedere le imprese e gli imprenditori come nemici, sono patrimonio di una minoranza esigua che oggi non ha neppure rappresentanza in Parlamento". INDULTO - Altro attacco al governo Prodi: sull'indulto, definito da Montezemolo "un provvedimento disastroso". "Ha dimostrato una scarsa considerazione verso le fasce deboli della popolazione, quelle più esposte ai fenomeni di microcriminalità. L'indulto è stato un brutto segnale in un Paese in cui troppo poco rispetto è portato alle vittime della criminalità e del terrorismo. E lo voglio dire forte proprio a Torino, la città che ha pagato uno dei prezzi più alti durante gli anni di piombo". STAGIONE RIFORME - "Non c'e alternativa a una grande, decisa , radicale, stagione di riforme" prosegue. Tre le grandi emergenze che si pongono al paese, quella economica, sociale e istituzionale: dalle infrastrutture alla burocrazia, dalle tasse sul lavoro agli investimenti, da un'inadeguata politica energetica agli inaccettabili ritardi del Mezzogiorno. È mancato anche, per Montezemolo, un deciso programma di liberalizzazione e di privatizzazioni oltre a una riforma istituzionale con cui alleggerire la macchina dello Stato. CRESCITA - "La risposta all'impoverimento può venire solo da una maggiore crescita. E potrà esserci un aumento delle retribuzioni solo a fronte di un consistente incremento della produttività - sottolinea Montezemolo -. È importante che la coalizione che ha vinto le elezioni abbia messo in agenda per il primo Consiglio dei ministri la detassazione degli straordinari e del salario variabile. Non si tratta solo di un provvedimento che va nella giusta direzione, ma è anche un'inversione di tendenza di fondamentale portata nel modello di relazione industriale che noi vogliamo fortemente innovare". Montezemolo ha ribadito la necessità di mettere mano "a una profonda riforma del Welfare", con un mercato del lavoro più selettivo e più flessibile. Un lunghissimo applauso ha salutato la fine dell'intervento di Montezemolo, che ha ringraziato per "questi quattro anni di lavoro insieme, anni difficili, segnati da campagne elettorali continue e da ripetuti cambi di quadro politico. È stata per me un'esperienza impegnativa ma soprattutto entusiasmante". ABBRACCIO - Un lungo, caloroso abbraccio ha segnato il passaggio di consegne ad Emma Marcegaglia. Montezemolo ha riservato al successore un augurio speciale, con parole di Goethe: "Nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove. Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute. Qualunque cosa tu possa fare o sognare di poter fare, incominciala! L'audacia ha in sé genio, potere e magia: incominciala adesso". E la Marcegaglia: "Vi prometto di metterci tutta l'anima e tutte le mie capacità e penso che insieme potremo continuare ad avere una Confindustria forte che contribuisca a un futuro migliore per noi e per i nostri figli". stampa |.

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La lettera (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Storie di ordinaria burocrazia Caro direttore, mi permetto di chiederti un po' di spazio sulle colonne del "Cittadino" per raccontare una vicenda che, seppur personale, credo possa avere un qualche interesse per i nostri lettori, essendo esemplificativa delle tortuosità e dei vicoli ciechi in cui l'inerme cittadino italiano può talora infilarsi - con le relative perdite di tempo e denaro - nel disgraziato momento in cui decide di fare ricorso contro una multa ritenuta ingiusta. La multa lo dico en passant la prendo per un sorpasso effettuato in moto, una tarda mattinata segue a pagina 15.

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LAVORATORI IN CERCA DI RISPETTO (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'autore LAVORATORI IN CERCA DI RISPETTO DI DANIELE SEGRE Il progetto è nato nell'autunno di due anni fa. In realtà, era da molto tempo che volevo dar vita a un documentario sugli incidenti nel mondo del lavoro. Come in precedenza, anche questa volta la mia idea è stata bocciata da eventuali produttori e dalla Rai, con cui ho provato in tutti i modi di attivare un rapporto. Questi ennesimi rifiuti mi hanno dato un'ulteriore determinazione e ho deciso che il film, dato il suo senso di esistere, andava realizzato: in un Paese che si definisce civile non si può non affrontare un problema come questo, la morte sul luogo di lavoro. Non avrei ovviamente voluto fare un film del genere, calarmi come ho fatto nel dolore. Io denuncio la spettacolarizzazione che il dolore sta subendo in questa nostra epoca: la messa in scena della sofferenza attraverso le fiction e soprattutto i talk show rappresentano l'identità spappolata di questo nostro tempo. Preciso che "Morire di lavoro" è un film per tutti, non ha una valenza politica, spero vada al di là delle appartenenze; non c'è nulla di ideologico nel mio lavoro, sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti dei familiari delle vittime. La realtà evidente è che c'è molta solitudine in questi lavoratori - nel mio documentario mi sono soffermato sul mondo dell'edilizia- , in quanto non sono direttamente tutelati dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma, non vengono assistiti dalla nostra burocrazia. Si è superato ormai da tempo il confine della decenza. il mio lavoro interpreta questo disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo piano la questione del lavoro.

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Occorre partire dal calcestruzzo (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Proposta di Benigno per fronteggiare il fenomeno dell'abusivismo edilizio "Occorre partire dal calcestruzzo" " Contro l'abusivismo edilizio un protocollo d'intesa che coinvolga la aziende del territorio impegnate nella produzione di cemento e materiali edili. A chiederlo è Maurizio Benigno, presidente del Comitato Rione Arenula di Nocera Inferiore, in una missiva, indirizzata al Prefetto e ai sindaci dell'area del Patto territoriale. " Benigno chiede di mettere a conoscenza le aziende del settore di tutte le aree dove non è possibile edificare, in quanto la zona è dichiarata "rossa" o perché lo strumento urbanistico lo vieta. "In questo modo - spiega - sarebbe possibile arginare il fenomeno dell'abusivismo alla fonte, prima ancora che il cemento esca dalle aziende che lo producono". L'attuazione della proposta avanzata dal presidente del comitato significa che dalle ditte di calcestruzzi si potrebbe uscire con la materia prima per costruire solo dopo aver depositato i dati personali e mostrato l'apposita licenza. " "Ci sarebbe un po' più di burocrazia per vendere questi materiali - conclude Benigno - ma si arriverebbe ad avere la quasi certezza che non si contribuirá a realizzare immobili abusivi. Le operazioni di controllo, messe in atto quotidianamente dalla polizia locale diretta dal comandante Giancarlo Correale, mostrano con chiarezza la gravitá della situazione. Puntualmente, ad ogni bilancio settimanale, spuntano abusi edilizi, alcuni dei quali addirittura realizzati nelle zone più a rischio. Da solo, il controllo delle forze dell'ordine, non basta. C'è bisogno di qualche nuovo strumento, come quello che ho proposto, in grado di dare certezza sulla destinazione delle forniture di cemento".

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Camerota, furti e atti vandalici ma le telecamere sono guaste (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Migliaia di euro per un impianto che non funziona Camerota, furti e atti vandalici ma le telecamere sono guaste " CAMEROTA. Spesi migliaia di euro per un sistema di videosorveglianza che non funziona. Accade a Marina di Camerota, dove tre anni fa l'amministrazione comunale realizzò un sofisticato impianto di videosorveglianza che doveva servire, nelle intenzioni del Comune, a controllare l'area portuale e alcune zone del centro abitato. " Un sistema all'avanguardia, che purtroppo tra problemi tecnici e burocrazia non ha mai quasi funzionato. La polemica è nata a seguito di alcuni piccoli danneggiamenti effettuati nei mesi scorsi sull'area portuale ed in localitá "Calanca". Reati perpetrati in prossimitá delle telecamere e che purtroppo non sono mai stati ripresi. Agli sfortunati che hanno chiesto al comune copia delle registrazioni è stato sempre detto che "l'impianto non funzionava". " In particolare l'amministrazione, per quanto concerne la visione e la visione delle registrazioni, aveva dato mandato al comando dei vigili urbani. Insomma, telecamere cieche che anche lo scorso anno non ripresero i furti avvenuti a bordo di alcune imbarcazioni di pescatori. Dunque, per il momento l'impianto di videosorveglianza di Camerota non fa paura a nessuno, né tanto meno ai ladri. Numerose le polemiche sollevate dai cittadini che restano in attesa di comprendere il motivo del mancato funzionamento. E a far chiarezza sulla questione è proprio il consigliere comunale di maggioranza con la delega ai vigili urbani, Giosuè Mazzeo: "Il sistema di videosorveglianza a Marina di Camerota - spiega - è guasto a causa di un fulmine che si è abbattuto sul sistema danneggiando le apparecchiature. Speriamo di riparlo presto, ma al momento gli uffici di ragioneria non lo consentono. Nei mesi scorsi alcuni responsabili dell'Ept di Salerno - continua Mazzeo - sono venuti a Camerota per installare delle telecamere che dovranno permettere ai turisti di osservare on line il paese. Abbiamo chiesto di riparare il nostro sistema a loro spese e di utilizzarlo".

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In autunno il consolidamento della rocca (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Roberto Curto In autunno il consolidamento della rocca Lo studio Minella elabora il progetto Dalla Caneva: "L'area sarà sicura" FELTRE. Lo studio Minella di Santa Giustina sta elaborando la progettazione che sarà completata entro la fine dell'estate e così in autunno potranno partire i lavori. L'intervento da 1,3 milioni di euro servirà a consolidare la rocca della basilica dei santi Vittore e Corona. I soldi, giunti dal Ministero dell'Ambiente, sono da oltre un anno nelle casse comunali e con l'avvio della progettazione la strada imboccata pare quella giusta per ridisegnare il futuro di tutta l'area. L'assessore ai lavori pubblici, Luciano Dalla Caneva, sta seguendo la pratica dell'intervento coordinato con la diocesi di Belluno, proprietaria del complesso monumentale. E don Giacomo Mazzorana dell'ufficio della curia per l'arte sacra ha già pianificato l'intervento che riguarderà l'edificio e gli interni della basilica. In ottobre partirà la sistemazione dell'aula magna, della cucina con adeguamento dell'impianto antincendio. L'auspicio è che contemporaneamente partano anche i lavori di consolidamento. A dire il vero le opere erano state presentate già a gennaio 2007, ma i tempi della burocrazia hanno costretto a rivedere il cronoprogramma. Questa, finalmente, sembra la volta buona: "I lavori", spiega Luciano Dalla Caneva, "riguarderanno la dorsale sulla quale poggiano parti consistenti delle strutture del santuario in corrispondenza del fondovalle e dell'abitato di Anzù, e consisteranno in ancoraggi profondi mediante tiranti e chiodi, preceduti da un intervento preliminare di iniezioni di cemento nelle fessurazioni esistenti. Sul versante settentrionale, roccioso e con zona boschiva che sovrasta il tornante di accesso al santuario, sono previsti interventi di protezione tramite la messa in opera di reti in aderenza e di un sistema di paramassi metallico sopra la strada. Nelle altre zone dove ci sono problemi minori sarà sufficiente la posa di reti in aderenza". Il progetto è in fase di realizzazione da parte dello studio Minella di Santa Giustina che si è aggiudicato la procedura ristretta ad evidenza pubblica alla quale hanno risposto complessivamente cinque studi professionali di cui due marchigiani e tre del Veneto: "Il progetto", aggunge Luciano Dalla Caneva, "è stato dichiarato vincente in base all'offerta economica di 119 mila euro e la consegna degli elaborati del progetto definitivo in ventotto giorni e dell'esecutivo in 19 giorni con una riduzione di circa il 35 per cento del tempo previsto nel bando di gara". Una volta consolidata l'intera rupe e attuati gli interventi per consolidare le murature alla base del santuario, con un ulteriore stralcio, l'amministrazione intende verificare la fattibilità della costruzione di un ascensore inclinato le cui strutture, oltre a svolgere anch'esse una ulteriore funzione di consolidamento, consentirà ai pellegrini e ai turisti un più agevole accesso alla rocca. Nelle idee della diocesi, gli ascensori sono addirittura due: il secondo, incastonato nella roccia, porterà pellegrini e visitatori sul piazzale d'ingresso.

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Cosa chiedono gli artigiani (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'impresa artigiana si regge su determinati valori, si regge sui legami familiari, sulla voglia di migliorare la propria condizione e generare lavoro. Ma poi si scontra contro un muro invalicabile di vincoli, balzelli e con un sistema che le mette all'angolo soffocandola di leggi e leggine, di costi e lungaggini burocratiche che superano ogni ragionevole limite di tolleranza. Gli artigiani lavorano in silenzio, non fanno le marce, non fanno la rivoluzione, non hanno cordate di salvataggio, si arrangiano da soli ma sono stanchi di subire e la loro pazienza ha raggiunto il limite umano di sopportazione. Con le loro aziende che nella stragrande maggioranza non superano i nove addetti, sono l'ossatura importante della nostra società,ma hanno capito che questa società è indifferente e scarica a getto continuo una buona dose della sua inefficienza. L'Upa Confartigianato confida nell'impegno del nuovo governo ad operare scelte rapide e di interesse generale per affrontare la fitta agenda dei problemi del Paese. Infatti, dalle consultazioni elettorali è emersa una coalizione che può amministrare il Paese con un governo stabile nel tempo e garantire certezze e affidabilità al sistema imprenditoriale. Le imprese artigiane si aspettano dal nuovo governo segnali forti ed efficaci per rilanciare la competitività del comparto. L'Upa chiede l'attenzione nei confronti dell'artigianato e delle piccole imprese che del resto è contenuta nel programma elettorale del Popolo della Libertà trovi concreta e rapida attuazione.Iniziando a ridurre la spesa pubblica ed eliminare gli sprechi. In materia fiscale è necessario andare oltre l'impegno a non chiedere ulteriori sacrifici agi italiani: bisogna abbassare la pressione tributaria su imprese e famiglie, semplificare gli adempimenti fiscali e la revisione degli studi di settore. Gli artigiani si aspettano che vengono liberati dalla zavorra opprimente dei costi della burocrazia(da anni l'organizzazione è impegnata su questo fronte), della diminuzione dei costi energetici che sono i più elevati d'Europa, liberare i cittadini e le imprese dai pesanti costi derivanti dai mercati protetti e dalle rendite di posizione, rilanciare il ruolo dell'apprendistato, valorizzare la contrattazione a livello regionale e che siano eliminate le discriminazioni tra lavoro autonomo e lavoro dipendente. In particolare viene chiesta una rappresentanza degli artigiani sui tavoli di concertazione basata sulla pari dignità con le altre forze economiche e sindacali. Franco Bruno Upa - Mantova.

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Storie di genitori speciali (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 19/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LIBRI Gli aspri racconti dal vero della psicologa bresciana Mariagrazia Magri Storie di genitori "speciali" Il libro è di quelli che fanno "venire il magone" al lettore più smaliziato. Stiamo parlando di Genitori e non. "veramente speciali" della psicologa bresciana Mariagrazia Magri, appena pubblicato da Marco Serra Tarantola. "Speciali" sono i figli raccontati nelle storie raccolte nel volumetto, perché si tratta di bambini nati con handicap mentali o colpiti da handicap nell'infanzia; "speciali" sono i genitori di questi bambini (non solo quelli naturali, ma anche quelli adottivi o gli affidatari), perché di fronte a difficoltà enormi hanno saputo ricoprire pienamente il proprio ruolo, accettando il figlio per quello che è e può dare e offrendogli guida e sostegno. Dunque le storie proposte dall'autrice, che fa parlare i genitori in prima persona, - tutte vicende autentiche, ovviamente raccontate con nomi fittizi - compongono un aspro viaggio nel pianeta del dolore, un viaggio fatto di faticosi calvari: l'angoscia della scoperta nel proprio figlio dell'handicap che all'inizio non si vorrebbe accettare, il lungo bussare alle porte delle istituzioni che dovrebbero offrire sostegno, le sordità delle burocrazie, le durezze di certi operatori sanitari. Molti dei casi raccontati fanno venire un nodo alla gola per le prove soverchianti cui alcune persone sono sottoposte. Si veda la storia terribile di Giovanna ed Ernesto, dove una madre di tre figli si trova a dover affrontare l'handicap mentale di due dei bambini e la morte improvvisa del marito (con il particolare commovente della figlia che, preparando la tavola, mette sempre il piatto anche per il papà morto). Altre vicende paiono avere dell'incredibile, come quella di Elena, nata con gravi danni cerebrali e presa in affido da una mamma già in difficoltà a crescere due figli e praticamente abbandonata dal marito. Le ultime storie del libro sono, per così dire, più "leggere": parlano dei problemi che spesso si creano tra affidatari e genitori naturali (a volte extracomunitari) e di quelli che intervengono per i figli di genitori separati e nelle famiglie "allargate". Ciò che l'autrice vuole evidentemente fare emergere nei casi raccontati è il ruolo genitoriale, quella capacità di offrire aiuto al volo del proprio figlio, che deve anche sapere trasformarsi in capacità dei genitori di rendersi "inutili" perché il figlio adulto possa realizzare se stesso con i tempi che gli sono propri. Ma - gli interessati ben lo sanno - "non è semplice, non è senza dolore, non è senza timore di sbagliare". Le storie qui raccolte sono già state pubblicate sulla rivista Madre una decina di anni fa. Ora l'autrice le ha integrate e riproposte. Mariagrazia Magri, psicologa e psicoterapeuta, ha maturato una lunga esperienza in campo clinico e in quello della formazione. GENITORI E NON ..."VERAMENTE" SPECIALI AutoreMariagrazia Magri EditoreMarco Serra Tarantola Pagine144 Euro12 Alberto Ottaviano.

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Eppi, più internet per la previdenza (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Professioni Numero 094, pag. 38 del 19/4/2008 Autore: di Roberto Sandri Visualizza la pagina in PDF       Ok dal ministero ai servizi on line Eppi, più internet per la previdenza "Vogliamo trasferire on line tutta la comunicazione tra ente ed iscritti e tutti gli aggiornamenti che mensilmente i 97 Collegi ci devono comunicare. Il progetto è ambizioso ma ora abbiamo il primo, importante, via libera del ministero del lavoro". Così Florio Bendinelli, presidente Eppi (Ente di previdenza dei periti industriali) , commenta l'aggiornamento dell'articolo 10 del Regolamento interno che stabilisce dal 2009 l'uso obbligatorio del mezzo on line per la comunicazione annuale dei redditi professionali e per tutte le informazioni collegate. Così, Internet diventerà la corsia preferenziale anche per tutte le altre comunicazioni legate al reddito, come ad esempio la comunicazione all'ente di previdenza dell'inizio attività professionale. Il fine è l'abolizione a medio termine della carta stampata, cioè tolleranza zero verso la burocrazia documentale con indubbio vantaggio immediato: risparmio dei costi non solo per l'Eppi ma anche per gli iscritti, che si gioveranno inoltre di una maggiore libertà nelle comunicazioni dato che il mezzo on line permette l'uso 24 ore su 24 da casa o da ufficio. "Mi sembra che Internet", continua Bendinelli, "rappresenti un elimina-code formidabile e un mezzo per non sprecare tempo prezioso. In fondo, non facciamo che allinearci alla direzione che stanno intraprendendo l'Agenzia delle entrate e i fornitori di servizi più avveduti". Il passaggio dalla carta ad Internet non sarà semplice, anche perché gli utenti di un ente di previdenza sviluppano delle abitudine difficili da modificare e che si sostengono sul principio della fiducia. è qui che la partita della comunicazione si vince: fa parte, infatti, del progetto Eppi quello di potenziare il sito. "www.eppi.it è ben visitato ma dobbiamo aumentarne l'interattività. Questo è un preciso impegno nel 2008, insieme a portare a termine l'altro aspetto della comunicazione: quello tra ente di previdenza e Collegi". Il nuovo articolo 10 del Regolamento invita, per questo, anche i Collegi a comunicare on line i loro aggiornamenti attraverso la piattaforma Web@albo, su cui i periti industriali stanno lavorando dal novembre 2007. "In sostanza, i Collegi stanno per essere tutti collegati attraverso una rete protetta, così da potersi scambiare le informazioni utili e permettere ai soggetti interessati, cioè gli iscritti, il Consiglio nazionale e l'ente di previdenza, di lavorare con degli archivi sempre in ordine". Il dado, insomma, ormai è tratto.

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Le nostre bande sono da salvare Sosteniamo l'appello di Muti (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Sabato 19 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Le nostre bande sono da salvare Sosteniamo l'appello di Muti Caro direttore, oggi ho sentito al telegiornale che il grande maestro Riccardo Muti sta battendosi per la salvezza in Italia delle bande musicali, un patrimonio che appartiene alla nostra storia e alla nostra civiltà. I suoi recenti appelli in materia sono condivisibili e dunque vanno diffusi. Lei direttore che è sempre stato vicino alle nostre bande faccia qualcosa! C. F. (Cremona) Intanto rilancio volentieri l'appello del maestro Muti il quale da tempo sostiene che "quello che si sta consumando ai danni delle bande è un vero delitto culturale". Ed infatti Muti il prossimo 14 giugno ? proprio per stimolare l'attenzione nazionale su questo problema ? dirigerà al Festival di Ravenna la banda musicale di Delianuova. Immagino l'eco. E' vero però anche l'allarme che si sta diffondendo tra le 4.500 bande italiane (e ieri ho incontrato l'assessore Celestina Villa trovando in materia una confortante sintonia): la musica va sostenuta, incoraggiata, alimentata anche attraverso le bande che rischiano la fine per mancanza di fondi. Dimenticate da Stato e Regioni (il ministero dei Beni culturali prevede in realtà un finanziamento per le bande ma raramente va oltre i 400 euro l'anno!), bastonate dalla burocrazia che scoraggia persino le elargizioni liberali, le bande stanno davvero attraversando un periodo nero. Ai politici ricordo che l'argomento interessa 130mila suonatori e mezzo milione di persone tra organizzatori, accompagnatori, sostenitori. In provincia di Cremona il fenomeno è importante e a Soncino tocca una eccellenza di spessore europeo (bravo Vanoli!). Ma anche altrove vi sono realtà importanti, da Pandino a Casalmaggiore. Noi, come dimostra il Cd che abbiamo prodotto nel 1999, saremo sempre al loro fianco. Questa tradizione è da salvare.

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Imprese vitali e reattive (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia "Imprese vitali e reattive" L'ANALISI PORDENONE. Uscendo dalla banca ma restando banca che guarda al momento economico, di certo non brillante, ci sono timori per la tenuta delle nostre imprese? "Il Nord Est ha presentato, nel 2007, dati migliori di quelli del contesto italiano, e anche in questa prima fase del 2008 - risponde Angelo Sette - pare dimostrare una tenuta analoga. Merito soprattutto delle esportazioni, nonostante il rafforzamento dell'euro. Questo significa che c'è stata una progressiva trasformazione dei prodotti verso la qualità, che è premiante nella competizione. Inoltre si sono aperti nuovi mercati, come la Russia e l'Est Europa in generale, e anche l'Oriente, Cina e India in particolare. I nostri imprenditori, ancorché piccoli e medi, hanno dimostrato vitalità, prontezza e capacità di reazione e di trasformazione che ha consentito di chiudere il 2007 in termini positivi e di iniziare il 2008 con meno affanno rispetto ad altri. Ovviamente si avverte l'esigenza della crescita dimensionale di alcune realtà, di avere costi alla produzione più bassi, in particolare l'energia, i trasporti e la burocrazia che non dipendono dalle imprese ma dalle amministrazioni pubbliche, nazionale, regionale e locale". Traducendo: sono queste le priorità per il prossimo governo? "Sicuramente 25 anni per realizzare un tratto di autostrada come la A28 non sono accettabili. Così come non è tollerabile che ogni opera si fermi per l'opposizione di singoli soggetti o localismi esasperati. Anche l'energia è un problema cruciale, e nell'attesa di investimenti appropriati, almeno si consenta di importarla da altri Paesi, come l'Austria, e portare i costi a carico delle aziende in linea con quelli dei rispettivi competitori che risiedono in quei Paesi". Un commento al risultato delle politiche? "L'ampia maggioranza ottenuta dovrebbe consentire di realizzare i programmi su infrastrutture, energia, innovazione che sono indispensabili per il rilancio dell'economia". E a quello delle regionali? "Auspichiamo ci sia continuità nelle azioni intraprese, in particolare su innovazione e internazionalizzazione, e prosegua la collaborazione anche con le istituzioni finanziarie, assicurative, economiche, come peraltro è sempre avvenuto in questa regione".

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È sempre colpa degli altri (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del È sempre colpa degli altri Alfredo Recanatesi Imprese Nel convegno internazionale che ha voluto organizzare a Torino a chiusura del suo mandato quadriennale al vertice della Confindustria, Montezemolo ha condensato, come in uno schema tassonomico, gli assunti della sua presidenza. Per tornare a crescere l'Italia ha bisogno di flessibilità del lavoro con sicurezza sociale, certezza del diritto, infrastrutture moderne, meno tasse, più concorrenza, innovazione, capitale umano, poca burocrazia e sicurezza del territorio. Detto così potremmo anche sottoscrivere. Ma non si può mancare di osservare che fino all'ultimo la visione di Montezemolo non comprende il ruolo che, nel declino dell'economia italiana, hanno avuto ed hanno le imprese. segue a pagina 27.

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Quando vince la telepolitica - giovanni valentini (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commenti IL SABATO DEL VILLAGGIO QUANDO VINCE LA TELEPOLITICA GIOVANNI VALENTINI è un riflusso da eccesso di aspettative, alimentate a piene mani da una classe dirigente ulivista che in cinque anni non ha mai avuto il coraggio di opporsi al giustizialismo militante, al girotondismo diffuso, all'antiberlusconismo dilagante. (da "Nord terra ostile" di Marco Alfieri ? Marsilio, 2008 ? pag. 172) è un errore di prospettiva parlare di "quindicennio berlusconiano" per datare al 1994, e cioè all'epoca della fatidica discesa in campo di Silvio Berlusconi, l'inizio della stagione politica che ha riportato saldamente il centrodestra al governo. In realtà, questa fase di cambiamento e di trasformazione sociale è cominciata molto tempo prima. Era stata aperta dall'avvento della televisione commerciale, a metà degli anni Ottanta, preparando così il terreno a una mutazione genetica che s'è sviluppata in un quarto di secolo, a cavallo di più generazioni. Non avendo saputo, potuto o voluto cambiare la televisione, preservando il ruolo istituzionale del servizio pubblico e introducendo nel sistema un minimo di pluralismo, alla fine la televisione ha cambiato noi, la nostra mentalità collettiva, il nostro modo di pensare e di agire. Ha plasmato gli elettori del centrodestra. Ma in qualche misura ha forgiato anche quelli della sinistra, omologandola alla "cultura dominante" nei contenuti, nel linguaggio, nella comunicazione; spingendola fino alla perdita della propria identità originaria, all'amnesia storica e all'autocombustione. Solo il tempo potrà stabilire se la "nuova sinistra" che esce ora dalle urne, riformista, buonista, soft-e-loft, riuscirà mai a diventare alternativa di governo in un Paese la cui vocazione maggioritaria era ed è inequivocabilmente di segno moderato. Non dev'essere poi una grande soddisfazione per chi ha demonizzato la vecchia Democrazia Cristiana, il partito interclassista fondato sull'anticomunismo, sull'unità dei cattolici e soprattutto sull'indisponibilità del glorioso Pci in quanto partito anti-sistema. Oggi è come se ne avessimo addirittura due di Dc: una tuttora anticomunista, sebbene il comunismo sia finito da tempo, ma anche secessionista e tendenzialmente razzista; l'altra catto-laica, non abbastanza confessionale da raccogliere il consenso dei cattolici e non abbastanza secolare da impugnare la bandiera della laicità. La Dc di De Gasperi era "un partito di centro che guarda (o marcia) verso sinistra", quest'ultima è invece una sinistra che guarda o marcia verso il centro, malgrado non sia riuscita per il momento a sfondare in tale direzione. Ma come la televisione pubblica aveva contribuito a cambiare il Paese a partire dalla metà degli anni Cinquanta, favorendo la transizione dalla civiltà contadina a quella industriale, unificando le due Italie, la lingua, i consumi e i costumi, così in questi venticinque anni la televisione commerciale ha contribuito a modificare la gerarchia dei valori. L'individualismo ha preso il sopravvento sulla solidarietà. L'edonismo e il narcisismo hanno soppiantato l'impegno civile. Lo sviluppo ha prevalso sul progresso, nel significato pasoliniano dei due termini. E allora il berlusconismo è diventato "senso comune", il pensiero unico, il modello sociale di riferimento. Non c'è da meravigliarsi, dunque, se il duopolio televisivo ha finito per legittimare concettualmente il duopolio politico. E neppure se quest'ultimo riabiliterà retroattivamente il primo. L'assetto del sistema televisivo riflette e alimenta quello del sistema politico. Piaccia o non piaccia, la telepolitica è ormai la politica o viceversa. Sarebbe sbagliato tuttavia non riconoscere, come qui abbiamo già fatto in tempi non sospetti, che nel corso di questi venticinque anni un processo del genere ha innescato e favorito anche una modernizzazione della società italiana che oggi si traduce in una forte domanda di modernizzazione politica: meno ideologia e più pragmatismo; più governabilità e stabilità; più efficienza e meno burocrazia; più rapidità nelle decisioni e meno sprechi. Sono le istanze profonde che vengono dalle urne del 13 e 14 aprile. Quanto alla giustizia sociale, se non vogliamo affidarci solo al "populismo democratico" di Berlusconi, è proprio questa la frontiera su cui dovrà mobilitarsi l'opposizione, nel tentativo di evitare che l'egemonia del centrodestra possa degenerare nella prevaricazione o quantomeno di contenerne gli effetti. Ma da grande comunicatore qual è, certamente il futuro premier farà di tutto per piacere e piacersi sempre di più; per risultare gradito al maggior numero possibile di cittadini e non solo a quelli che hanno votato per lui. A questo punto, Berlusconi si candida a conquistare un posto nei libri di storia, a diventare un "padre della Patria" e quindi ad assurgere prima o poi al Quirinale. Con tre vittorie elettorali nell'arco di quindici anni, e in particolare con questo trionfo che consegna il Paese a lui e a Bossi, la sua legittimazione democratica appare ormai definitiva, nonostante il tardivo ripensamento di Veltroni nelle ultime battute della campagna elettorale. L'investitura popolare non può sanare evidentemente il conflitto d'interessi, quello di un capo di governo che di fatto - caso unico al mondo - è un concessionario pubblico, ma per il momento lo accantona, lo rimuove o lo archivia. Avremo di nuovo un presidente-padrone, forte però di un consenso elettorale che non è più lecito mettere in discussione. E la stessa telefonata di congratulazioni con cui il leader del Pd ha correttamente riconosciuto a caldo la vittoria dell'avversario, sancisce di fatto un armistizio, una tregua istituzionale, se non proprio una dichiarazione di resa. Nell'interesse del Paese e di tutti noi, dobbiamo augurarci che il nuovo governo Berlusconi abbia successo, per uscire dalla crisi e riprendere a crescere: magari con il contributo costruttivo dell'opposizione, nella distinzione dei ruoli e delle responsabilità. Non è più tempo di contrapposizioni frontali, di sfide o di duelli televisivi. L'Italia di oggi non se lo può permettere, anche a costo di continuare le trasmissioni a reti unificate. (sabatorepubblica. it).

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Burocrazia addio, impresa in un giorno entro l'estate il via alla sperimentazione (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il progetto prevede che l'unico interlocutore sia la Camera di commercio Burocrazia addio, impresa in un giorno Entro l'estate il via alla sperimentazione IL CASO Ieri il primo vertice operativo ORISTANO. Riunione operativa, ieri, per concordare l'avvio della sperimentazione delle procedure contenute nel pacchetto "Impresa in un giorno", lo snellimento burocratico a favore soprattutto delle nuove ditte, che avranno nello sportello del Registro imprese della Camera di commercio l'unico riferimento, evitando così di doversi rivolgere anche all'Agenzia delle entrate, all'Inps e all'Inail. Convocato dal segretario camerale Enrico Massidda, l'incontro ha visto la partecipazione dei funzionari e tecnici del sistema camerale, dei responsabili degli uffici provinciali di Agenzia delle entrate, Inps e Inail, dei rappresentanti delle associazioni Agci, Api Sarda, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Legacoop e Ugc, e dei vertici dell'Ordine dei commercialisti e dell'Ordine dei consulenti del lavoro di Oristano. Nella riunione è stato confermato che prima dell'estate sarà adottata la fase di sperimentazione. "Per uno o due giorni alla settimana - ha spiegato il segretario della Camera di commercio, Enrico Massidda - negli uffici del Registro imprese si utilizzeranno le nuove procedure semplificate, coinvolgendo anche gli altri referenti del progetto "Impresa in un giorno": l'Agenzia delle entrate, l'Inps, l'Inail e i consulenti. In questo modo - ha proseguito Massidda - si avrà modo di verificare subito i meccanismi di collaborazione tra uffici pubblici, meccanismi che saranno di gran beneficio all'utente, assicurandogli appunto il disbrigo delle procedure di registrazione nell'arco delle 24 ore e con un solo referente". Gli uffici pubblici coinvolti hanno manifestato la massima disponibilità, mentre gli Ordini professionali nelle prossime settimane, insieme alla Camera di commercio, promuoveranno un'iniziativa di formazione. Il progetto "Impresa in un giorno" prevede che le nuove imprese possano essere operative in 24 ore, avendo come interlocutore la Camera di commercio, da raggiungere attraverso l'operazione allo sportello o la procedura telematica, con la cosiddetta "comunicazione unica", ed evitando il peregrinare per vari uffici. La stessa procedura si applicherà anche in caso di modifiche o cessazione dell'attività.

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La lega offre protezione ai ceti deboli (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione LA LEGA OFFRE PROTEZIONE AI CETI DEBOLI SEGUE DALLA PRIMA Fenomeni diversi ma riconducibili allo spettro della globalizzazione ingovernata, come l'insicurezza economica e fisica, l'immigrazione, la concorrenza cinese, hanno allarmato pezzi rilevanti di società. Lo spaesamento provocato da effetti globali divenuti glocali, che si manifestano localmente, è stato dirompente per questi segmenti sociali. Il Carroccio ha dato voce alle loro paure, alimentandole a sua volta e facendosene imprenditore politico. E colmando un vuoto. Ha rotto, infatti, l'afasia che sull'argomento ha mostrato la sinistra, divenuta ormai in gran parte espressione di ceti medi con stili di vita cosmopoliti. Il consenso alla Lega è, infatti, arrivato non solo dalla protesta contro la pressione fiscale e la burocrazia; dalla polemica dei piccoli commercianti contro il grande commercio che ha pesantemente redistribuito il consenso all'interno della destra; dall'adesione a un progetto di federalismo vissuto essenzialmente come fine dei trasferimenti solidale di risorse allo stato centrale e alle regioni meridionali. Lo sfondamento oltre il tradizionale zoccolo duro verde è avvenuto presidiando il mercato dell'offerta di protezione. Quella protezione che, impegnata in questi anni a discutere più del contenitore che del contenuto e a cercare di colmare, tanto da divenire più realista del re, i suoi storici ritardi nei confronti dei settori imprenditoriali, non ha fornito la sinistra. Né sul piano sociale, né su quello della sicurezza. Lasciandosi così alle spalle, oltre che l'ormai retorico e ingombrante discorso "sul popolo", anche "il popolo": composto in gran parte da quanti, per necessità, vivono in una sorta di nuovo fordismo sociale che penalizza chi, per risorse o status, non è in grado di essere mobile tra diversi scenari, locali e globali, ed è ancorato un territorio profondamente trasformato dai flussi mondiali di merci, persone, identità. Di fronte a questa fetta di società popolata da anziani, casalinghe, lavoratori a bassi salari, la Lega si è posta come attore territoriale della protezione. La cui funzione è essenzialmente trattenere, disciplinare, dare forma politica, relazionale prima ancora che istituzionale, a un territorio destinato, nelle intenzioni, a aprirsi e chiudersi selettivamente agli effetti della globalizzazione. E che ha la funzione simbolica di rifondare un legame sociale identitario che prescinda da quella che un tempo era la collocazione di classe. Da qui il richiamo leghista all'interclassismo e al rifiuto di autodefinirsi, a prescindere dal tratto dominante del proprio elettorato, di destra o sinistra. Non è casuale, dunque, che abbiano votato per il Carroccio molti operai. Non solo quelli non sindacalizzati delle piccolissime imprese che, memori della dottrina sociale cattolica sui rapporti cooperativi tra dipendente e imprenditore, hanno sempre sviluppato buone relazioni con quest'ultimo e sognano di mettersi in proprio; ma anche quelli iscritti alla Fiom, che non teorizzano alcuna "soggettività di classe" e guardano il mondo oltre il cancello della fabbrica con occhi difensivi. Così come hanno votato "verde" lavoratori dipendenti privati che, privi di una efficace protezione salariale, hanno cercato sul piano della sicurezza una risposta, pur che sia, all'ansia per il futuro; e molti giovani, attratti dalla doppia anima "rivoluzionaria" e protezionista del leghismo militante. Un "popolo", quello che ha dato il suo consenso alla Lega, che condivide, più che immaginari miti padani, l'idea di una nuova "rivoluzione conservatrice", che ha nel tremontismo il garante dell'alleanza, mai del tutto organica, con il populismo berlusconiano. Il Carroccio è ormai l'unico erede dei partiti di massa di un tempo: del Pci, nella struttura di partito e nel rapporto con i ceti popolari, coltivato grazie a un metodico lavoro sul territorio; della Dc, dalla quale ha mutuato, attraverso il diffuso "municipalismo padano", la tutela dei microinteressi locali come rinforzo dei vincoli di solidarietà, anche elettorale. Il sempre più largo bacino elettorale leghista non è, però, del tutto fidelizzato; ed è destinato a soffrire le tensioni legate all'inevitabile ruolo di "partito di lotta e di governo" del Carroccio. Lo si vedrà sin da quando, in tempi di ristrettezza di spesa pubblica, l'agognato federalismo fiscale diventerà oggetto di una dura partita per le risorse con il neoleghismo meridionale. In questa situazione, per recuperare consenso, non basta al Pd aprire le proprie fila a noti imprenditori. Un serio approccio alla "questione settentrionale" implica anche saper rispondere, in maniera non imitativa, alla domanda di protezione che viene dai ceti più deboli. Inoltre il Pd deve essere meno "romanocentrico", dandosi non solo una forma che mescoli i tratti del partito leggero con quello pesante, ma anche una propria specifica organizzazione a Nord, che abbia larga autonomia politica e si radichi nel territorio. Un passaggio, concettuale e organizzativo, che necessita di una vera e propria rivoluzione culturale. In assenza della quale, in Veneto come in altre regioni settentrionali, la partita sarà chiusa per lungo tempo. Renzo Guolo.

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Silvio ha i numeri, speriamo che non ci deluda come l'altra volta (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del IN PLATEA Commenti, speranze e disincanto degli industriali in attesa della nuova stagione berlusconiana "Silvio ha i numeri, speriamo che non ci deluda come l'altra volta" di Luigina Venturelli inviata a Torino Gli insegnamenti di Gianni Agnelli hanno gettato radici profonde in Confindustria. "Se farà bene, il merito sarà di tutti. Se farà male, la responsabilità sarà tutta sua" disse l'Avvocato nel 1994, all'epoca dell'insediamento del primo governo Berlusconi. Opinione largamente condivisa dagli imprenditori italiani, riuniti ieri al Lingotto di Torino per discutere della crescita economica e, in via confidenziale con queste dichiarazioni raccolte dall'Unità, dell'imminente cambio al vertice di Palazzo Chigi. "Gli imprenditori, per definizione, sono sempre d'accordo con il governo in carica" commenta una veterana esponente di Federmeccanica che, nonostante le pillole di saggezza dispensate, ha preferito restare anonima. "Abbiamo attraversato un momento felice senza nemmeno accorgercene. Ora ci aspetta un momento difficile, speriamo di cavarcela". Non ci sono straordinarie attese per la prossima ascesa del Berlusconi-ter. Solo ineccepibili richieste di modernizzazione e un po' di scetticismo sui risultati che verranno: "La vera scommessa è la realizzazione delle infrastrutture con il consenso sociale - spiega il piemontese Gianluigi Garelli, settore prefabbricati - perché il corridoio 5 della Torino-Lione è un'opera necessaria, ma sarebbe meglio riuscire a farla senza mandare l'esercito a proteggere i cantieri". Un ragionamento che fila liscio come l'olio, e che la dice lunga sulle capacità che si accreditano al Cavaliere a proposito di composizione dei conflitti sociali. Qualche dubbio sussiste anche sulla volontà di razionalizzare la spesa pubblica: "Bisogna snellire la burocrazia, tagliare gli enti pubblici che non servono, predisporre un serio programma energetico. Stavolta il governo avrà tutti i numeri necessari per fare le riforme" incalza Giovanni Lettieri, presidente degli imprenditori di Napoli. Poi la rettifica: "In realtà il centrodestra li ha già avuti in passato, mi auguro non commetta gli stessi errori". Ad esempio, quello di non prestare la dovuta attenzione al Mezzogiorno, "che è l'unica area del Paese che ha grandi potenzialità di crescita economica, mentre al Nord le aree sono già sature e la manodopera è già scarsa, almeno senza considerare quella immigrata". Precisazioni che non suonano casuali, dato lo strapotere conquistato dalla Lega di Umberto Bossi nella prossima coalizione di governo. Il tormentone è quello delle risposte concrete a problemi concreti: "Il turismo funziona bene in un Paese che funziona bene - precisa Carmela Colajacono, rappresentante di Federalberghi - perché l'Italia è meravigliosa ma ha bisogno di un progetto organico di settore, di reti, infrastrutture e servizi". Altrettanto vale per l'imprenditoria giovanile: "Un giovane che abbia una buona idea e una grande voglia di fare imprenditoria deve affrontare troppe difficoltà per realizzare il proprio progetto. Servono semplificazioni normative, accessi al credito, supporti logistici" sottolineava il fiorentino Paolo Orlando, industriale del comparto metalmeccanico. Quando si passa alle mancanze, agli errori del governo Prodi, viceversa, i discorsi degli imprenditori si fanno subito più teorici. Per dirla con le parole di un piccolo industriale veneto: "Non si spara sulla croce rossa". Tutti, piuttosto, rimandano alla riottosa coalizione del fu centrosinistra: "Era un melting pot troppo vasto - commenta Silvana Pezzoli, giovane imprenditrice di Bergamo - per dare una direzione univoca all'azione di governo". E si tolgono qualche sassolino dalle scarpe, magari a proposito di concorrenza e liberalizzazioni: "Nonostante le buone intenzioni, Bersani ha liberalizzato solo le aspirine - sintetizza Andrea Carioti, della Confindustria di Genova - mentre il decreto Lanzillotta sui servizi pubblici è rimasto sulla carta". Va da sè, nella platea confindustriale sono in pochi a riconoscere (o ricordare) i meriti del governo uscente. Il cuneo fiscale, le liberalizzazioni, i sostegni allo sviluppo: tutto dimenticato. L'amministrazione amica è sempre quella in carica al momento del bisogno. Si distingue in questa platea il torinese Federico De Giuli, imprenditore del settore edile: "L'esecutivo Prodi ha abbassato il debito pubblico, una zavorra molto grossa che appesantisce tutta l'economia nazionale. Mi auguro che l'esecutivo Berlusconi prosegua sulla stessa strada del risanamento, indispensabile anche per mantenere credibilità in Europa". I suoi colleghi imprenditori, sul punto, preferiscono sorvolare. "Se è per questo, oggi pare che Alitalia stia per essere comprata dalla russa Aeroflot. Eppure nessuno dice nulla". Intanto Montezemolo, dal palco, strappa l'ovazione.

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<Rimborso dall'Asl, quanti ostacoli> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CARPI pag. 17 "Rimborso dall'Asl, quanti ostacoli" Un utente racconta la sua storia: "Per un ticket di 24 euro sono impazzito" SIETE NELLA CONDIZIONE di dover richiedere il rimborso di un ticket all'Asl, per una prestazione non eseguita? Allora armatevi di santa pazienza, perché potreste avere a che fare con un po' di 'mala burocrazia', anche se si tratta pur sempre di sanità pubblica. Sentite quanto è capitato al cittadino C.C. di Novi che ce lo racconta con una lunga lettera pervenuta spedita in redazione in occasione della richiesta di due rimborsi. LA PRIMA DOMANDA riguardava esami clinici per i quali l'Asl non garantiva il risultato entro i termini necessari per poi effettuare la visita specialista. La seconda richiesta riguardava quella visita, per la quale era prevista l'esenzione totale, ma che il paziente l'aveva erroneamente pagata in anticipo. "ALLA CASSA TICKET del Cup di Carpi ? racconta il sig. C. ? mi hanno informato che le richieste di rimborso si effettuavano solamente il sabato dalle 8,30 alle 12,30 al Cup di Carpi in una stanza attigua agli sportelli delle prenotazioni". Solo successivamente il cittadino scorprirà che il rimborso poteva chiederlo anche all'ufficio staccato dell'Asl di Novi dove risiede. "Mi presento alla stanza indicatami e trovando la porta chiusa, ho bussato per farmi ricevere, ma aprendo la porta trovo due persone di cui una impegnata al telefono e l'altra che ascolta. Mi invitano ad uscire e solo dopo un quarto d'ora mi fanno entrare e io presento la documentazione che alla Cassa del Cup mi era stato detto di portare. Oltre alle due copie del ticket pagato, porto anche la prenotazione del Cup con l'elenco delle analisi richieste. E qui cominciano i problemi: mi chiedono anche la richiesta del medico curante ed io faccio presente che se il Cup mi aveva accolto la prenotazione, voleva dire che la richiesta del medico era stata presentata, altrimenti non mi avrebbero rilasciato la prenotazione. E per quanto riguarda la richiesta di rimborso della visita specialistica mi viene detto che per ottenerlo dovevo presentare anche il referto medico. A questo punto la mia pazienza è terminata e mi sono chiesto per quale motivo, visto che esiste la legge sulla privacy, avrei dovuto fornire ad una persona che non conosco informazioni sulla mia salute". "A QUEL PUNTO ho ritirato la mia documentazione, ma in seguito, ottenendo il rimborso dei ticket degli esami per 24 euro, mi viene precisato che l'Asl istituisce una pratica per l'invio al mio domicilio di un assegno bancario. A conti fatti, cosa sarà venuta a costare all'Azienda sanitaria tutta l'operazione, impegnando altro personale, quando sarebbe stato più semplice indirizzarmi allo sportello cassa distante pochi metri da quella stanza? E per quale motivo per quel servizio, una persona scrive e parla e l'altra guarda e tace. Il tutto pagato ovviamente con i soldi dei contribuenti! Ma il bello è che il rimborso della visita specialistica l'ho ottenuto senza problemi, con la stessa documentazione presentata a Carpi, alla sezione di Novi dell'Asl: sempre con l'assegno però".

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Oggi i risultati ufficiali (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dall'ufficio elettorale Oggi i risultati ufficiali PISA. Oggi l'ufficio centrale elettorale terminerà il suo lavoro. In giornata, ci saranno i risultati ufficiali provenienti dalle urne delle elezioni amministrative. Un risultato atteso perché, secondo i numeri che erano stati comunicati dall'ufficio elettorale comunale, la compagine capitanata da Filippeschi otteneva la maggioranza per soli cinque voti. Ma, in via ufficiosa, dal controllo dei verbali eseguito dalla commissione, le schede attribuite alle liste che sostengono Filippeschi, risultano di più. In pratica, la commissione - presieduta da un magistrato - al momento sta verificando i verbali firmati dai presidenti delle 86 sezioni dove si è votato. In alcuni casi, sono stati evidenziati degli errori e il presidente di seggio è stato convocato dallo stesso ufficio centrale elettorale riunito nella sede della polizia municipale. E se il Pd e i suoi alleati incrementano i voti, resta immutato il vantaggio (pochissimi voti) della lista civica "In lista per Pisa" sul Partito socialista. In base a una manciata di voti in più, la lista civica guadagna due consiglieri, mentre i socialisti restano fermi a uno. E se l'altro giorno, i socialisti erano certi di presentare il ricorso sulle schede contestate e non assegnate, adesso l'intenzione non è più così determinata. "Colpa del regolamento e della burocrazia", tuona Mastantuono cui spetterebbe il secondo seggio, ma che entrerebbe in consiglio nell'eventualità (quasi certa) che Eligi ricopra un incarico nella giunta. "Era più logico che la commissione esaminasse subito le schede contestate - prosegue Mastantuono - perché se vogliamo fare ricorso dobbiamo appellarci al Tar e passano mesi. Una situazione antipatica col consiglio comunale già insediato. Vedremo". Intanto, la commissione sarà richiamata ad un'ulteriore verifica dopo il ballottaggio. G.P.

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Quei ragazzi da scampia al teatro san ferdinando - antonio tricomi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XII - Napoli Quei ragazzi da Scampia al teatro San Ferdinando Il progetto ANTONIO TRICOMI Di un vero "Arrevuoto" deve trattarsi, se è capace di riaprire il San Ferdinando. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano saluta con un telegramma la terza e ultima fase del progetto di Marco Martinelli, che dopo il debutto di stasera nell'Auditorium di viale della Resistenza a Scampia, verrà replicato domani nello stesso spazio e mercoledì e giovedì nello storico teatro di Eduardo De Filippo. Il San Ferdinando è di fatto la seconda sala del teatro stabile dopo il Mercadante, che nei due anni precedenti ha ospitato le repliche finali dello spettacolo nato dall'incontro tra le scolaresche di Scampia e quella del liceo Genovesi di piazza del Gesù (il debutto è sempre nell'Auditorium di viale della Resistenza). Quest'anno la scelta cade su Molière. "L'immaginario malato" è il titolo dello spettacolo basato su quattro testi del massimo commediografo francese: "L'avaro", "Le intellettuali", "La scuola delle mogli" e "Il medico per forza". "Il metodo della non-scuola di teatro, da me lungamente sperimentato a Ravenna, consiste nell'incontro tra i grandi autori e il pensiero selvaggio, l'anarchia naturale degli adolescenti", spiega Martinelli. "Attualmente il progetto interessa 85 attori di cui 50 sotto i 14 anni. Li abbiamo divisi in quattro gruppi, uno per testo, anche se ci saranno momenti d'insieme". Per Rachele Furfaro, presidente della Fondazione Campania dei Festival, "la sfida raccolta tre anni fa dalle istituzioni era di rendere abitabile nelle forme più varie l'Auditorium di Scampia". Roberta Carlotto, direttore dello Stabile e responsabile del progetto, ricorda: "Praticamente nessuno sapeva che a Scampia esisteva un Auditorium, costruito ben quindici anni fa. Ci siamo battuti per la sua apertura intessendo un rapporto con il territorio. Vorremmo procedere in modo analogo con il San Ferdinando, anche se certamente il caso è diverso. Il comitato artistico, formato da Valeria Parrella, Lorenzo Pavolini e Francesco Saponaro, sta lavorando a un progetto che non solo preveda una programmazione, ma impegni il teatro per l'intera giornata". Tutto sarà più chiaro e operativo nei prossimi mesi, anche se una lapide posta sulla facciata del teatro indica la sua riapertura già nel 2005, dopo la fondazione del 1790 e la ricostruzione a opera di Eduardo De Filippo nel 1954. L'assessore comunale alla Cultura, Nicola Oddati, sottolinea che le repliche di "Arrevuoto" testimoniano "la riapertura definitiva del San Ferdinando, la cui scelta sarà di fare molta attività di laboratorio e rapportarsi con il territorio, per poi far nascere una leva di professionisti del teatro e dello spettacolo". Claudio Velardi, assessore regionale al Turismo, dichiara: "Due sono i nemici della vivacità culturale di questa città. Il primo sono i chierici, gli intellettuali conformisti che scrivono gli editoriali sui quotidiani: sarebbe bello se i ragazzi di "Arrevuoto" invadessero i loro spazi. Il secondo nemico è la burocrazia: dobbiamo tutti impegnarci per rompere il suo accerchiamento".

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Veltroni a Milano, nel dopo voto riflettori puntati sul Nord (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MILANO ATTUALITA' pag. 7 Veltroni a Milano, nel dopo voto riflettori puntati sul Nord PARTITO DEMOCRATICO LUNEDÌ INCONTRO CON I SEGRETARI REGIONALI di STEFANIA CONSENTI ? MILANO ? DOPO LA SCONFITTA elettorale il Partito democratico riprende la marcia. E lo fa lunedì, non a caso, proprio ripartendo da Milano, una "piazza" che non ha tradito, con il primo appuntamento nazionale post voto. Il Pd nella metropoli, è noto, ha guadagnato oltre il 33 per cento dei consensi, è cresciuto di cinque punti in più rispetto al risultato ottenuto da Margherita e Ds nel 2006. "Il Pd ha radici in città, può avere un futuro", dice Maurizio Martina, segretario del Pd in Lombardia. Così, dopodomani pomeriggio, all'Hotel Michelangelo in Piazza Luigi di Savoia, il segretario nazionale Walter Veltroni coordinerà, insieme al vice segretario Dario Franceschini, la prima conferenza dei segretari regionali del Pd dopo le elezioni. AL CENTRO dell'assemblea la discussione sui risultati elettorali e la costruzione dell'agenda del Pd per le prossime settimane. Ma le idee sono chiarissime, ci tiene a far sapere Martina. Agenda per il Nord con grande attenzione a quattro temi cruciali per il futuro: federalismo fiscale, infrastrutture, sicurezza e lotta alla burocrazia. Quanto alla proposta fatta dal sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, della fondazione di un Pd del Nord, federato a quello nazionale ma autonomo, il segretario del Pd lombardo è chiaro: "Si può fare un ragionamento sull'organizzazione territoriale ma mi interessa che il Pd nazionale riesca a parlare e ad intercettare le problematiche del Nord". E Luciano Pizzetti, responsabile nazionale per il Federalismo del Partito democratico, che è stato segretario regionale dei Ds fino allo scorso anno, sottolinea che "mentre fino a ieri il tema è stato semplicemente 'Il nord', oggi è più vasto e profondo: dobbiamo riappropriarci di tematiche sociali che abbiamo tenuto un po' in secondo piano". Uno degli errori, secondo Pizzetti, è stato ritenere che ci fosse "un corpo sociale collegato automaticamente col centrosinistra. Non è così". PER QUESTI MOTIVI, anche secondo Pizzetti, un partito federale del nord serve, ma non basta più: "La risposta non può essere soltanto di tipo organizzativo: chiederei un supplemento di riflessione". Il successo elettorale della Lega, che ha preso voti anche nelle ex roccaforti di sinistra, "perchè ha intercettato le paure e le aspettative della gente", non è di ieri, ma arriva da lontano, ragiona Martina. E anche Pizzetti fa notare che "quando la Lega sfonda anche nelle Marche, la lettura del voto porta ad una risposta più complessa: non è più un fatto solo territoriale ma anche di contenuti. La Lega, che sta mettendo le basi per una partita che non è solo di matrice nordista, non arriva solo in Emilia, ma va ben più giù". Ma su un punto sono tutti d'accordo: Veltroni ha "fatto comunque un grande lavoro", "abbiamo iniziato a radicare una proposta politica nuova, che darà i suoi frutti", conclude Martina.

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DAL PROSSIMO maggio basterà un 'bip' per salire a bordo dei vaporetti di Venezia. Il (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

VENETO pag. 19 DAL PROSSIMO maggio basterà un 'bip' per salire a bordo dei vaporetti di Venezia. Il ... DAL PROSSIMO maggio basterà un 'bip' per salire a bordo dei vaporetti di Venezia. Il suono sarà emesso da un'apparecchiatura elettronica all'imbarcadero, che leggerà il chip di 'imob.venezia', tessera elettronica che registra i pagamenti della bigliettazione da parte degli utenti e li scaricherà via via a seconda del mezzo e del tragitto. Insomma: non serviranno più documenti cartacei o obliterazioni magari approssimative, si contrasterà meglio l'abusivismo, ci sarà più rapidità per gli utenti e meno burocrazia per l'azienda di trasporto Actv, unita alla perfetta conoscenza dei flussi di mobilità, con la possibilità di attivare tutte le iniziative per farvi fronte. Il sistema verrà attivato dal primo luglio anche su tutta la rete degli autobus. Il nuovo sistema, all'avanguardia in Europa, è il primo 'contactless' in Italia (non occorre fare nulla, basta avere la tessera con sè, in tasca), è il frutto della collaborazione tra Actv e Regione del Veneto, che ha finanziato metà dell'iniziativa. "È una prima sperimentazione verso la bigliettazione integrata a livello regionale" ha sottolineato l'assessore alle politiche della mobilità della Regione Veneto Renato Chisso, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa.

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Guido pasqualini <Quando aprii la bottega, via Matteotti era una strada bianca e segnava la fine della città (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Guido pasqualini "Quando aprii la bottega, via Matteotti era una strada bianca e segnava la fine della città guido pasqualini "Quando aprii la bottega, via Matteotti era una strada bianca e segnava la fine della città. Via San Pio X non arrivava neanche fino alle arcate del treno. E qui di fronte c'erano una macelleria, una panetteria e un fruttivendolo. Ora ci sono una pasticceria, una cartoleria e un'agenzia immobiliare. Assieme all'edicola, il mio è l'unico esercizio sopravvissuto. Sono passati quarantacinque anni, il mondo è tutto cambiato". In una città in cui se passi dal centro storico una volta al mese, in ogni occasione trovi un negozio con le serrande abbassate per sempre e un altro nuovo di zecca, la premiata ditta "cavalier Fabio Marcola & figlio" rappresenta una piacevole eccezione. Due generazioni di parrucchieri che in aprile hanno festeggiato i 45 anni di vita del proprio salone per uomini. Una storia d'altri tempi che vale la pena raccontare. Riavvolgendo il nastro all'inizio. "Imparai il mestiere a 18 anni a Mezzocorona, dove ero sfollato con la famiglia, e poi, tornato a Trento, feci il tirocinio nei più bei saloni del centro storico, il Salmi in largo Carducci e il Conte in via Oss Mazzurana. Poi me ne andai a lavorare per tre anni in Germania, a Lindau, e con i sacrifici fatti riuscii a raggranellare i soldi necessari per comprarmi il salone in via Matteotti, rilevandolo da un amico. All'epoca bisognava pagare anche la licenza, mica come adesso che c'è la Bersani...". Per Fabio Marcola iniziò l'avventura dell'attività in proprio: 300 lire per il taglio capelli e forbice, 180 per la barba e 200 per la "lavatura". Ma cominciò anche il suo contributo a un rione nuovo che stava nascendo: "C'erano i casoni, la nave e qui vicino vennero a vivere i provinciali. Con don Mario Bonora fondammo l'Orione, la società calcistica di cui fui per anni vicepresidente. C'era l'Agostini, il maresciallo Giovannini...". Poi il cavaliere si fece assorbire in toto dal mestiere: "Negli anni '70 frequentai a Verona i corsi per diventare maestri insegnanti. Così a Trento con Pino Marmo e Bruno Girardi mettemmo in piede la scuola per parrucchieri. Allora la sede era in via Chini. Vi insegnai per vent'anni". Marcola passerà alla storia come un innovatore: "Pensi - racconta -, che nel 1973 fui il primo a introdurre il divieto di fumo ne salone. Quand'ero militare qualche sigaretta me la concedevo anch'io, ma quando iniziai a lavorare non potei più. E il sabato qua dentro sembrava di stare dentro una casbah. Dissi basta e mi diedero del pazzo. Persi molti clienti ma ne guadagnai altrettanti". Intanto i gusti e le abitudini cambiavano: "Ne ho viste di tutti i colori, dal capello lungo curato alle rasature a zero fino al taglio scolpito col rasoio. In passato di sabato c'era la folla, ora il lavoro è più diluito durante la settimana. E negli anni '70 e '80 si teneva aperto anche la domenica. Si iniziava a fare le barbe alle 6.30 di mattina e si finiva alle 2 di pomeriggio. Poi vennero i rasoi elettrici. Quasi più nessuno viene per farsi la barba". Nel frattempo, nel 1981, il cavaliere venne affiancato dal figlio Francesco, un passato da nuotatore di livello nazionale e adesso titolare del salone. E anch'egli, pur giovane, ha ormai 27 anni di professione sul gruppone: "È cambiato il rapporto con i clienti. Una volta la gente si fermava a parlare in bottega anche dopo il taglio. Adesso arrivano e, se preannuncio mezz'ora di attesa, se ne vanno per tornare dopo. Certo, poi hai la soddisfazione del cliente che vive negli Stati Uniti ma viene a tagliarsi i capelli soltanto da te le due volte all'anno che viene a Trento a trovare la mamma. Ma al giorno d'oggi non basta saper fare i barbieri: bisogna essere anche ragionieri e sapersi districare con la burocrazia". E le soddisfazioni? "Il rapporto con la gente", risponde pronto il cavalier Fabio e osserva con orgoglio la targa consegnatagli pochi giorni fa dal consigliere regionale Pino Morandini con cui ringrazia lui e il figlio "per l'abilità professionale e cordialità con cui da sempre svolgono il proprio servizio". Ora Fabio si gode la pensione: "Sono in partenza per due settimane di vacanza a Ischia. Se penso che una volta non sapevo neanche cosa fossero le ferie...". 19/04/2008.

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LA LEGA OFFRE PROTEZIONE AI CETI DEBOLI (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SEGUE DALLA PRIMA Fenomeni diversi ma riconducibili allo spettro della globalizzazione ingovernata, come l'insicurezza economica e fisica, l'immigrazione, la concorrenza cinese, hanno allarmato pezzi rilevanti di società. Lo spaesamento provocato da effetti globali divenuti glocali, che si manifestano localmente, è stato dirompente per questi segmenti sociali. Il Carroccio ha dato voce alle loro paure, alimentandole a sua volta e facendosene imprenditore politico. E colmando un vuoto. Ha rotto, infatti, l'afasia che sull'argomento ha mostrato la sinistra, divenuta ormai in gran parte espressione di ceti medi con stili di vita cosmopoliti. Il consenso alla Lega è, infatti, arrivato non solo dalla protesta contro la pressione fiscale e la burocrazia; dalla polemica dei piccoli commercianti contro il grande commercio che ha pesantemente redistribuito il consenso all'interno della destra; dall'adesione a un progetto di federalismo vissuto essenzialmente come fine dei trasferimenti solidale di risorse allo stato centrale e alle regioni meridionali. Lo sfondamento oltre il tradizionale zoccolo duro verde è avvenuto presidiando il mercato dell'offerta di protezione. Quella protezione che, impegnata in questi anni a discutere più del contenitore che del contenuto e a cercare di colmare, tanto da divenire più realista del re, i suoi storici ritardi nei confronti dei settori imprenditoriali, non ha fornito la sinistra. Né sul piano sociale, né su quello della sicurezza. Lasciandosi così alle spalle, oltre che l'ormai retorico e ingombrante discorso "sul popolo", anche "il popolo": composto in gran parte da quanti, per necessità, vivono in una sorta di nuovo fordismo sociale che penalizza chi, per risorse o status, non è in grado di essere mobile tra diversi scenari, locali e globali, ed è ancorato un territorio profondamente trasformato dai flussi mondiali di merci, persone, identità. Di fronte a questa fetta di società popolata da anziani, casalinghe, lavoratori a bassi salari, la Lega si è posta come attore territoriale della protezione. La cui funzione è essenzialmente trattenere, disciplinare, dare forma politica, relazionale prima ancora che istituzionale, a un territorio destinato, nelle intenzioni, a aprirsi e chiudersi selettivamente agli effetti della globalizzazione. E che ha la funzione simbolica di rifondare un legame sociale identitario che prescinda da quella che un tempo era la collocazione di classe. Da qui il richiamo leghista all'interclassismo e al rifiuto di autodefinirsi, a prescindere dal tratto dominante del proprio elettorato, di destra o sinistra. Non è casuale, dunque, che abbiano votato per il Carroccio molti operai. Non solo quelli non sindacalizzati delle piccolissime imprese che, memori della dottrina sociale cattolica sui rapporti cooperativi tra dipendente e imprenditore, hanno sempre sviluppato buone relazioni con quest'ultimo e sognano di mettersi in proprio; ma anche quelli iscritti alla Fiom, che non teorizzano alcuna "soggettività di classe" e guardano il mondo oltre il cancello della fabbrica con occhi difensivi. Così come hanno votato "verde" lavoratori dipendenti privati che, privi di una efficace protezione salariale, hanno cercato sul piano della sicurezza una risposta, pur che sia, all'ansia per il futuro; e molti giovani, attratti dalla doppia anima "rivoluzionaria" e protezionista del leghismo militante. Un "popolo", quello che ha dato il suo consenso alla Lega, che condivide, più che immaginari miti padani, l'idea di una nuova "rivoluzione conservatrice", che ha nel tremontismo il garante dell'alleanza, mai del tutto organica, con il populismo berlusconiano. Il Carroccio è ormai l'unico erede dei partiti di massa di un tempo: del Pci, nella struttura di partito e nel rapporto con i ceti popolari, coltivato grazie a un metodico lavoro sul territorio; della Dc, dalla quale ha mutuato, attraverso il diffuso "municipalismo padano", la tutela dei microinteressi locali come rinforzo dei vincoli di solidarietà, anche elettorale. Il sempre più largo bacino elettorale leghista non è, però, del tutto fidelizzato; ed è destinato a soffrire le tensioni legate all'inevitabile ruolo di "partito di lotta e di governo" del Carroccio. Lo si vedrà sin da quando, in tempi di ristrettezza di spesa pubblica, l'agognato federalismo fiscale diventerà oggetto di una dura partita per le risorse con il neoleghismo meridionale. In questa situazione, per recuperare consenso, non basta al Pd aprire le proprie fila a noti imprenditori. Un serio approccio alla "questione settentrionale" implica anche saper rispondere, in maniera non imitativa, alla domanda di protezione che viene dai ceti più deboli. Inoltre il Pd deve essere meno "romanocentrico", dandosi non solo una forma che mescoli i tratti del partito leggero con quello pesante, ma anche una propria specifica organizzazione a Nord, che abbia larga autonomia politica e si radichi nel territorio. Un passaggio, concettuale e organizzativo, che necessita di una vera e propria rivoluzione culturale. In assenza della quale, in Veneto come in altre regioni settentrionali, la partita sarà chiusa per lungo tempo. Renzo Guolo.

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Nuovi imprenditori, l'allarme di carige "nessuno bussa più alla nostra porta" - raffaele de ferrari (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIII - Genova Mauro Cavanna, vicedirettore generale del gruppo: quasi tutte le pratiche di finanziamento non arrivano da Genova Nuovi imprenditori, l'allarme di Carige "Nessuno bussa più alla nostra porta" "Per sbloccarci e ridare ottimismo servono grandi progetti, come il terzo valico" "Le aziende oltre i 50 milioni di fatturato si fermano tutte al piano di sotto" RAFFAELE DE FERRARI E gli imprenditori nuovi dove sono? Il vice direttore generale della grande cassaforte ligure sta seduto all'undicesimo piano del grattacielo Carige, immerso nelle sue carte, e ti risponde con una domanda rimbalzante. "La vede la porta dalla quale è appena entrato - chiede, appunto un po' ironico ma sorridendo - da lì dovrebbero entrare gli imprenditori. Stia tranquillo: non bussano mai. Mauro Cavanna, 58 anni, genovese doc, diploma al Tortelli, laurea in Economia, una carriera densa e fedelissima dentro alla banca fino all'attuale vertice, un gradino sotto la direzione generale, esperto di sviluppo della rete, grande mago del marketing territoriale bancario, dodici anni a girare per filiali fuori dalla madrepatria genovese, è uno di quelli che meglio di chiunque altro potrebbe misurare la febbre imprenditoriale della città e della Regione. Cavanna è allegro e ottimista, ma è anche drastico nel suo giudizio perentorio. Chiusi gli ombrelli delle aziende a Partecipazione Statale, in affanno il porto, maturata l'industria primaria, Genova galleggia. "Su 25-30 pratiche di finanziamenti che portiamo ogni settimana alla valutazione del Comitato - ti spiega sbrigativo - l'85-90% sono di fuori Genova". E si tratta di pratiche che pesano più di 12-13 milioni, finanziamenti che devono essere vistati dal vertice intero della Carige e che i genovesi sollecitano con il contagocce. Cosa sarebbe successo se la banca dei liguri e dei genovesi non avesse cercato spazi e sportelli sempre di più fuori dai suoi confini? Cavanna risponde con un sorriso muto e mette a nudo quel vuoto di vocazioni imprenditoriali nell'aspra e sterile terra ligure. Direttore, nessuno meglio di lei sa se qualcosa si muove o se i germogli delle imprese non spuntano proprio? "Le ripeto, a quella porta dalla quale lei è entrato non bussa quasi nessuno. Nel mio ufficio dovrebbero arrivare le aziende che hanno un fatturato superiore ai 50 milioni. Si fermano tutti di sotto, dai direttori di filiale. Vuol dire che non ci sono sulla rampa di lancio nuove aziende, che dopo i germogli fatti crescere sotto il grande ombrello dell'Iri non c'è semina. Anzi c'è un grande allarme che suona in tutta la Liguria. Nessuno si lancia. Non nascono nuove imprese medio-grandi. Ci sogniamo ancora i tempi della vecchia Ansaldo, per quanto quella di oggi nel settore energetico vada benissimo, ci sogniamo l'Eridania. Le grandi imprese di costruzione sono sparite. Quanti nomi abbiamo visto cancellarsi in questi anni senza essere sostituiti, Gadolla, Gardella, Romanengo, i consorzi come il Cige che costruirono mezza Genova". Ma non mi dica che l'edilizia non è più un affare? Ci sono grandi imprenditori di altri mondi, come Messina e lo stesso Flavio Repetto che giocano qualche carta in quel settore?. "Ma si tratta di interessanti operazioni immobiliari: buttarsi nelle costruzioni è un'altra cosa e quegli imprenditori hanno ben altri affari da seguire. Eppure costruire oggi sarebbe più facile. Non mi vengano a dire che non ci sono spazi. Pensiamo a Campi che da industriale si sta trasformando in un'area sulla quale cresce un tessuto artigianale interessante, sfruttando le nuove zone aperte. Ma manca la medio-grande impresa? " Messa così la situazione sembra ferma, congelata: cosa ci aspetta allora nel futuro? Erzelli, e poi. "Certo abbiamo Erzelli, ma sarebbe un guaio se lassù salisse solo l'Università di Ingegneria e si pensasse che ci sono solo spazi di speculazione immobiliare. Nel mondo dello shipping abbiamo aziende floridissime: mi basta citare la Premuda di Alcide Rosina. Ci sono tanti operatori che viaggiano bene, ma non vedo scatti occupazionali nuovi malgrado i tanti traffici che ci possono lambire". Insomma, che cosa manca, questa è una città ricca, dove ci sono grandi patrimoni: nessuno meglio di voi lo sa quanti pesanti siano tanti forzieri? "Non nego: questa è una città ricca perché ci sono molte famiglie con ingenti patrimoni. Il problema è che queste famiglie non sono imprenditoriali. Peccato. Ci sono tante potenzialità che non trovano qua le condizioni. Prendiamo il settore agro-alimentare. Cito il caso della Montalbano, azienda messa su da un genovese, Giuseppe Oriana, che è riuscita a insediarsi in Toscana, perché qua non trovava risposte rapide. Ora Oriana è anche presidente di Confindustria in Toscana. Qua non lo hanno lasciato fare. Ecco la burocrazia qui fa una resistenza passiva: una delle ragioni per cui gli imprenditori non sbucano. Troppo difficile". Direttore, allora dobbiamo metterci una pietra sopra? "Se stiamo dietro alle nuove generazioni, ci accorgiamo che appena possono scappano a Milano. Difficile essere ottimisti. Cosa dovrebbe muoversi per far cambiare l'aria? Non scopro l'acqua calda se dico che ci vuole qualche grande opera che ci sblocchi, come il tanto atteso Terzo Valico. Questa opera porterebbe una ventata di ottimismo e magari a quella porta qualcuno verrebbe a bussare, chiedendo finanziamenti e fiducia".

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Rinasce la stazione Centrale <Più sicurezza e shopping> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-19 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il progetto Gli interventi presentati alla Moratti. "Uno spazio vivo e vivibile" Rinasce la stazione Centrale "Più sicurezza e shopping" Tappeti mobili, negozi e Galleria restaurata: conclusi i primi lavori Il presidente di Fs e l'ad hanno accompagnato sindaco e amministratori per vedere i primi interventi alla Centrale Funzionano i tappeti mobili, i soffitti sono stati ripuliti e risplendono, i pavimenti della Galleria delle Carrozze sono stati smontati, catalogati, ristrutturati e ricollocati dov'erano. La stazione Centrale ha mostrato ieri il primo pezzo del suo nuovo volto al sindaco Letizia Mo-ratti, all'assessore regionale Raffaele Cattaneo e agli altri amministratori accompagnati dal presidente di Fs, Innocenzo Cipolletta e dall'ad di Grandi Stazioni, Mauro Moretti nella prima visita ufficiale al cantiere. Quasi 70 mila i metri quadrati oggetto dell'intervento: oltre 120 milioni di euro investiti, 6 mila metri quadrati di volte e velari restaurati sotto l'occhio vigile della Soprintendenza e moltissimi nuovi spazi. Con una garanzia, che il sindaco Moratti ha subito sottolineato: "La Centrale diventerà più luminosa, più bella e più sicura. Un luogo di vita e non più uno spazio a rischio": a questo proposito, oltre alla luce, verranno accese 260 telecamere, che controlleranno l'intera struttura. Il cantiere verrà consegnato entro fine 2008 e nei mesi successivi saranno allestiti negozi e spazi di servizio. Quattro i livelli della nuova struttura: dal piano interrato alle terrazze in vetro e acciaio di nuova costruzione. La principale novità riguarda il nuovo asse pedonale che collegherà piazza Luigi di Savoia e piazza IV Novembre attraverso un percorso inventato da un'area inutilizzata sotto la Galleria di Testa. Qui verranno collocate biglietteria, informazioni e accoglienza per i viaggiatori. Moltissimi i negozi che saranno sia nel piano interrato sia nel primo e all'ammezzato. Molto lavoro anche sulla Galleria delle Carrozze, recuperata in tutte le sue parti più pregiate (fregi, finiture, bassorilievi, maioliche decorative) che tornerà ad essere spazio monumentale e ospiterà mostre ed eventi. Il senso dell'intero lavoro è stato spiegato ieri durante le due tavole rotonde del Convegno organizzato da Fs per accompagnare il primo sopralluogo. Molti ospiti illustri per ripetere la novità dell'intero programma di Grandi Stazioni: "Queste non sono più solo stazioni. Le Ferrovie riprendono un ruolo di promotrici della grande architettura". A dimo-strarlo, le esperienze raccontate da alcuni dei più grandi maestri dei nostri giorni, da Cesar Pelli a Jean Nouvel, da Massimiliano Fuksas a Davide Nelson. Nel pomeriggio, oltre alla Moratti, sono intervenuti Sergio Cofferati e Willy Demeyer, rispettivamente sindaci di Bologna e Liegi. Tanti progetti, tante speranze per le loro nuove stazioni e per la sfida dell'alta velocità. E l'auspicio di Cipolletta: "Spero in un nuovo Paese dove i contratti si rispettino e i lavori non vengano interrotti dalla burocrazia, perché ogni stop significa tempo perso, costi e disagi ai cittadini". Elisabetta Soglio Il debutto Presentata la prima parte del nuovo volto della Centrale.

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La promessa di Silvio <Via i visti Ue-Mosca> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-19 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE L'impegno "Favorire turismo e affari" La promessa di Silvio "Via i visti Ue-Mosca" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE MOSCA - "Sono convinto che si debba rinunciare alla pratica dei visti tra Russia e paesi dell'Unione. Mi adopererò a livello europeo affinché si prenda questa decisione". Il problema dei visti sollevato da Berlusconi a Olbia effettivamente esiste ed è molto sentito dai russi che devono andare in Italia come dagli italiani che frequentano la Russia. Il pericolo di una immigrazione clandestina nel nostro paese da parte di cittadini della Federazione Russa oggi non esiste, mentre c'è la questione concreta degli imprenditori e dei turisti che hanno a che fare con le macchinose burocrazie dei due paesi. Tra l'altro l'Italia è una meta sempre più favorita per il turismo russo. L'anno scorso al solo consolato di Mosca sono stati rilasciati 400 mila visti. "Un quarto di tutti i visti rilasciati dai consolati del nostro paese in ogni parte del mondo", dice Vittorio Surdo, l'ambasciatore in Russia. Ad agosto si è arrivati a un ritmo di 4 mila al giorno. L'Italia è meta turistica, "la quinta destinazione per i russi, prima della Spagna", spiega Carlo Biraschi, direttore dell'ufficio Enit di Mosca. L'anno scorso le presenze russe nel nostro paese sono salite del 34 per cento. Rispetto al 2003, l'aumento è stato di tre volte. Sono tanti anche gli italiani che arrivano in Russia per lavoro, visto che siamo il secondo partner commerciale di questo paese. Gli italiani vendono e comprano, anche se investono poco in Russia. Ottenere un visto è assai complicato e le regole, in Russia, cambiano continuamente. In questo momento, ad esempio, un cittadino europeo che vive in Russia non può ottenere il visto per ospitare a casa un amico o un parente. Si deve rivolgere a un'agenzia di viaggio e prenotare per l'amico un posto in albergo. F.Dr. Passaporti Il Cavaliere ha ribadito di essere convinto "che si debba rinunciare a chiedere il visto per andare o tornare dalla Russia ( nella foto un passaporto russo) ". "Mi adopererò in tal senso - ha detto - ma serve l'accordo di tutti gli Stati".

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GOVERNARE IL MALESSERE (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-19 num: - pag: 1 autore: di ALBERTO RONCHEY categoria: REDAZIONALE L'INDECISIONISMO GOVERNARE IL MALESSERE C on la vasta maggioranza parlamentare appena eletta, sarà finita l'epoca dell'indecisionismo governativo? Questo non si poteva decidere, contro il volere di corporazioni o sindacati. Quest'altro nemmeno, contro interessi d'affari o rivolte locali e clientelari. Con simili argomenti, le tendenze inerziali hanno vinto spesso nel governo della società italiana, trascurando la manifesta necessità di cambiare leggi, costumi amministrativi e tendenze collettive. Anche se qualche ministro ha tentato di contraddire gli ostacolatori d'ogni spregiudicata innovazione, alla fine ha dovuto più o meno arrendersi. Eppure, non fu sempre così. Nel dopoguerra il ministro del Commercio estero Ugo La Malfa riuscì a ottenere la liberalizzazione degli scambi contro le resistenze di sindacati e gruppi confindustriali "protezionisti protetti ". Quella scelta d'aprire le frontiere della concorrenza non solo fu presto efficace, ma vitale dopo il Trattato di Roma e il Mec. Fu tra i fattori del boom, insieme con il piano Marshall, quando i tassi di sviluppo economico raggiungevano il 6 e anche l'8 per cento a prezzi stabili, senza inflazione. Gli alti ritmi di sviluppo, s'intende, non potevano durare a lungo. Ma oggi lo sviluppo è ridotto quasi a zero, minimo in Europa come avvertono le stime Fmi e Ocse. Fra le cause del dissesto, con l'onere aggiuntivo dell'avversa congiuntura internazionale, quali responsabilità si possono attribuire ai governi e ai ceti che rappresentano? E' mancata, ormai da tempo, una coerente concezione dello sviluppo. Aveva già percepito Guido Carli una diffusa contraddizione, che ormai è tradizionale. La società, politica o extrapolitica, tende a oscillare tra forme di arretratezza primaria, dall'inefficiente apparato dei servizi pubblici alle aree d'assistenzialismo parassitario, e le massime rivendicazioni o pretese. "Una condizione - commentava - che mi permetto di definire schizofrenica ". In seguito, con le crescenti aspettative di consumi e la disperata scarsità di risorse come le fonti energetiche, mentre un kilowattora ci costa il 32 per cento in più della media europea, è ancora mancata la commisurazione tra fini e mezzi. Hanno contribuito a tale profonda incoerenza le discordi e tormentate coalizioni governative, inclini a qualsiasi transazione politica fondata su costosi lassismi e permissivismi. Persiste così, fra innumerevoli contraddizioni, un debito pubblico esorbitante dovuto agli eccessi di spesa corrente per favorire qualsiasi compromesso, ma infine semiparalizzante. Persistono infatti, con la carenza d'investimenti essenziali, disparate arretratezze, come l'insufficienza delle infrastrutture sul territorio malgrado gli sperperi della burocrazia, l'inefficienza della sanità pubblica, le desolanti condizioni della scuola primaria, mentre l'istruzione universitaria povera di investimenti per la cultura seria e la ricerca moltiplica inconsistenti corsi di studio, futili e inutili. Ora ci si domanda che cosa possa cambiare per il meglio con il prossimo governo, anche se da tempo quasi ogni cambiamento ha operato al peggio. Si tratta, compito quanto mai arduo, di governare il malessere.

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Troppi cambi di medico e ogni volta devo ricominciare (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 19-04-2008)

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SANITà Troppi cambi di medico e ogni volta devo ricominciare La burocrazia va a discapito dell'assistenza sanitaria. Almeno, questa è l'interpretazione che Tamara Ghilarducci attribuisce a quanto è accaduto a lei ed a numerosi abitanti della frazione. "Come altri, mi ero affidata, da 30 anni, alle cure del medico di famiglia dottor Massimo Puccinelli, il quale conosceva ormai bene le mie condizioni patologiche. Ma il dottor Puccinelli è andato in pensione ed in sua sostituzione l'assistenza è stata affidata alla dottoressa Maria Cristina Iodice, che purtroppo è deceduta. Nel corso della sua malattia, da novembre ad oggi, è stata sostituita dal dottor Claudio Pardini. Dal 28 aprile, però, l'Asl Versilia ha comunicato ai pazienti di recarsi all'Asl di Lido di Camaiore, per scegliere il nuovo medico". La signora Tamara è davvero sconcertata. "Prima ho dovuto fare il riassunto del mio quadro clinico patologico alla dottoressa Iodice, poi al dottor Pardini, ora dovrò nuovamente farlo con un sostituto; che però durerà soltanto fino a novembre. L'Asl, infatti, spiega che sono in corso le graduatorie, perché ci sono numerosi e giovani medici sul territorio. Perché, allora, non lasciare il dottor Pardini fino a novembre? Possibile che debba ancora "raccontare" le sue condizioni ad altri medici? Io non non sono più giovane, devo affidarmi ad altri per farmi accompagnare a Lido, per scegliere il nuovo medico. Almeno ci fosse stata la possibilità di poter risolvere tutto, magari andando a Viareggio, servita meglio da bus di linea... La mia protesta è anche a nome di numerose assistite torrelaghesi, che si trovano nelle mie stesse condizioni".

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Anche dal medium <soddisfatti o rimborsati> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 19-04-2008)

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N. 94 del 2008-04-19 pagina 24 Anche dal medium "soddisfatti o rimborsati" di Matthias Pfaender Sono in arrivo tempi duri per cartomanti, medium, sensitivi e paragnostici: contro le lunghe mani della burocrazia, non c'è tavolino semovente o bastoncino d'incenso che tenga. Per la Commissione Europea infatti acquistare un frullatore o farsi predire il futuro, ai fini giuridici, sono la stessa identica cosa: un rapporto venditore-cliente sottoposto anch'esso alla regola "soddisfatti o rimborsati". Nel caso in cui l'oggetto venduto o il servizio erogato non appaghi il consumatore, vige l'obbligo di restituire l'importo versato. Probabilmente ben presto, con l'entrata in vigore della direttiva europea "Regolamento a difesa del Consumatore" (normativa recentemente emessa da Bruxelles allo scopo di standardizzare la legislazione dei Paesi membri in ambito commerciale e di erogazione di servizi) per assistere a una seduta spiritica sarà necessario firmare prima una liberatoria. Da Lisbona a Bucarest stregoni, maghi e astrologi di ogni sorta stanno tremando sotto la minaccia di una valanga di ricorsi e citazioni da parte di clienti insoddisfatti dalla conformazione delle linee della loro mano sinistra o dei messaggi dei cari estinti recapitati dai medium. Come poi una predizione del futuro possa essere "non soddisfacente", Bruxelles non lo spiega: di questo, se ne occuperanno i giudici. Presi alla sprovvista (e già questo a uno che predice il futuro in fondo non dovrebbe capitare) dall'attacco del potere legislativo, gli operatori dell'occultismo stanno preparando ora le contromosse, sulla scia di quanto già fatto dei colleghi inglesi. Ieri mattina una delegazione della Swa (Spiritual Workers Association), l'associazione che riunisce i sudditi di Sua Maestà britannica che sbarcano il lunario leggendo le mani e quant'altro, hanno consegnato al Premier Gordon Brown una petizione di diecimila firme in cui chiedono che la normativa europea non venga recepita dal Camera dei Comuni. "Questo è un attacco al nostro diritto di praticare la nostra religione" ha denunciato giorni fa David McEntee-Taylor, carismatico leader dell'associazione. Chissà se Taylor aveva previsto nella sua sfera di cristallo le bordate di battute e ironia che le sue dichiarazioni avrebbero suscitato sulla stampa britannica. Del resto, richiamare principi esclusivamente spirituali a un fenomeno che soltanto sui siti internet inglesi muove oltre 40milioni di sterline (circa 60 milioni di euro) all'anno, era un tentativo infelice: l'occultismo genera infatti un enorme giro di soldi (al 98% non denunciato) che in molti, oltremanica come sul Continente, vorrebbero fermare. Sul versante italiano tutto lascia presupporre il verificarsi di qualcosa simile all'esperienza inglese, dato che anche da noi guru e santoni non mancano. Secondo il "Telefono Antiplagio" sono tre milioni gli italiani che ogni anno si rivolgono al mondo dell'esoterismo, generando un giro d'affari intorno ai sei miliardi di euro all'anno (un solo anziano di Latina nel 2006 ha pagato 500mila euro a due maghi di Frosinone per farsi togliere il malocchio). Che la nuova direttiva europea possa mettere freno a fenomeni di truffa è presto per dirlo: in fondo chi si rivolge a un mago invece che a un medico per vincere una malattia è già in partenza soggetto debole, facilmente raggirabile e convincibile a non denunciare mai il mago che lo "cura". "Sempre più persone sviluppano un'autentica dipendenza dall'occultismo e arrivano a spendere cifre altissime - ha spiegato Cesare Guerreschi, psicologo e presidente della Siipac (Società italiana di intervento sulle patologie compulsive) -. In alcuni casi, centinaia di migliaia di euro ogni anno. Il giro di affari è in continua espansione, e dietro ci sono il ritorno in denaro per chi alimenta il fenomeno e una personalità fragile e insicura per chi si lascia abbindolare. Il controllo può diventare totale. Può essere economico, del linguaggio e in alcuni casi dell'alimentazione, fino all'instaurarsi di una vera dipendenza". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Basta con il prodismo (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Basta con il "prodismo" L'addio di Prodi al Pd non chiude un'epoca. Per due ragioni. La prima: perché Prodi ha molti seguaci nel Pd e perché il prodismo è una cultura radicata e profonda. La seconda: perché il successore di Prodi deve decidere che cosa fare dell'eredità di Prodi. Il lascito testamentario è costituito da due esperienze di governo e da un'alleanza che è diventata un partito. Con Prodi il centrosinistra ha vinto due volte e per due volte ha capottato in parcheggio. Con Prodi è riuscito ad unirsi per due volte e con Prodi si è diviso drammaticamente per due volte. Con Prodi ha fondato l'Ulivo e l'Unione che hanno dialogato con la sinistra radicale e con Prodi ha fondato il Pd che ha contribuito ad espellerla dal Parlamento. Un'eredità complessa, come si vede. Un "ma anche" elevato a condizione di vita. Veltroni in campagna elettorale ha cercato di far dimenticare Prodi e il suo Governo. Missione impossibile. La verità è che le forze politiche non possono fare svolte, devono fare revisioni. Accadrà anche alla Destra quando il ciclo di Berlusconi si esaurirà. Il centro-sinistra dopo aver metabolizzato la fine del comunismo, la fine del socialismo, la fine del cattolicesimo democratico deve elaborare il lutto della fine del prodismo. Ma allora cosa è il prodismo? Il prodismo è un'economia guidata dall'intervento pubblico, una fiscalità severa per ridistribuire, un'idea della Destra come pericolo per la democrazia, una cultura manageriale della politica. Cosa centra la sinistra con tutto questo? Molto. Il prodismo è la sinistra che fa perno sullo stato, sulla fiscalità, sulla demonizzazione dell'avversario. Vince quando la destra litiga, perde quando la destra si unisce. La scommessa è trovare un altro schema di gioco che non punti tutte le sue carte solo sugli autogol dell'avversario. Veltroni ha avuto alcune grandi intuizioni, quella più importante è l'idea di una sinistra riformista che non vuole pagare alcun prezzo all'alleanza con la sinistra radicale. Su quest'idea Veltroni può costruire il "day after" del prodismo. Il partito di Veltroni deve assomigliare ai grandi partiti democratici o socialisti occidentali, partiti moderati e riformisti che sanno dialogare con alcune aree della sinistra ma che, soprattutto, sanno interpretare i bisogni di fondo delle nuove società: sviluppo, sicurezza, convivenza. Per questa sfida Veltroni ha le carte in regola, ma attorno a Veltroni c'è ancora troppo radicalismo vecchio tipo e troppa burocrazia di partito. Tocca a lui decidere se vuole essere davvero l'erede di Prodi. Un erede che mette il Professore nell'album di famiglia che si mostra solo agli ospiti per ricordare i tempi che non verranno più.

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Un esame approfondito per rilasciare certificati (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PATENTI. Il presidente della commissione medica Merzari ribatte ad un caso controverso Un esame approfondito per rilasciare certificati di Franco Pepe "Nel 2007 abbiamo esaminato 8.520 persone con patologie di vario genere. Un numero enorme, che continua ad aumentare. Non è un lavoro facile. Ogni pratica può diventare ragione di conflittualità". Mario Merzari, presidente della commissione medica provinciale per le patenti di guida, sotto accusa dopo il caso di Gianni Zanella, finito, senza spiegazioni da parte di nessuno, addirittura nel registro del Sert come probabile alcolista solo per un valore del sangue risultato alterato, si ribella alle etichette che vorrebbero affibbiare a lui e alla sua squadra. "Noi con gli utenti dobbiamo avere un rapporto extracontrattuale non di fiducia. Le nostre valutazioni non devono essere cliniche ma medico-legali. Ai medici della commissione non si chiede di esprimere un parere generico sullo stato di salute di qualcuno, ma di accertare che una determinata persona sia in possesso dei requisiti richiesti dalla legge". "Nel caso in questione, dinanzi a un valore fuori norma, nel dubbio, prima di rilasciare un certificato, noi avevamo il diritto-dovere di effettuare un esame di approfondimento. Non è vero che l'avessimo inquadrato come Sert: avevamo solo inserito il suo nome nel faldone di coloro che hanno bisogno di un certo tipo di esame. Non è vero che non parliamo con la gente. Io ricevo tutti, non faccio aspettare neppure un minuto, do qualsiasi spiegazione, e con me ho uno staff amministrativo eccezionale. Certo, in commissione con tutte le persone che vediamo cerchiamo di essere sintetici". Merzari, 59 anni, veronese di Mizzole, dal 1998 a capo del servizio di igiene pubblica dell'Ulss, presidente della commissione patenti, non fa di sicuro un mestiere facile. Dichiarare uno non idoneo cambia la vita. Non rilasciare la patente a un camionista significa fargli perdere il lavoro. Occorre prendere decisioni dolorose. I problemi sono dietro ogni angolo. E qualche volta anche le minacce. Una volta in stazione fu costretto a chiedere l'aiuto dei poliziotti perché un energumeno privato della patente lo attendeva con un bastone in mano; e c'è un altro, pare con seri disturbi psichici, che quando lo incontra gli chiede: "Ma tu sei ancora vivo?". La commissione per il rilascio, il rinnovo e la revisione della patente in presenza di patologie, si riunisce in via 4 Novembre almeno 4 o 5 volte la settimana, passa in rassegna 40 persone per seduta, e comunica subito l'esito, per ridurre la burocrazia. I membri sono 5, ma ne bastano 3 per volta: 2 sono medici della struttura, il terzo è un medico militare esterno; se la persona da visitare presenta minorazioni fisiche, la legge prevede la presenza di un fisiatra e del direttore della motorizzazione; e per le valutazioni psico-diagnostiche si ricorre alla consulenza di uno psicologo extra Ulss. Merzari difende con calore il suo operato: "Lo sa cosa mi ripete un procuratore della repubblica? Lei, mi dice, non è chiamato a rilasciare un certificato, ma a proteggere tutti gli altri che vanno per strada. Il fatto è che la legge stabilisce le malattie invalidanti, ma poi alla fine è generica e offre scappatoie. Per questo ho promosso un incontro con i presidenti di commissione di tutto il Veneto: abbiamo predisposto un protocollo con le varie situazioni possibili per concedere la patente, lo abbiamo inviato al Ministero della salute". Dare una sentenza di inidoneità è comunque sempre una condanna: "Le 409 persone giudicate inidonee lo scorso anno non sono certo contente. Ma ci sono patologie per le quali la revoca è definitiva. E noi non possiamo esimerci dalle nostre responsabilità".

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Asor rosa: la rifondazione può essere solo culturale (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Asor Rosa: la rifondazione può essere solo culturale FIRENZE. Quali suggerimenti si sente di dare all'assemblea della Sinistra arcobaleno? "Gli stessi che diedi quattro anni fa senza peraltro essere stato ascoltato", risponde lo scrittore Alberto Asor Rosa, leader della rete dei comitati toscani. Può ricordarceli? "Al posto di una rifondazione comunista occorre una rifondazione culturale. La sinistra non può esistere se non sa perché esiste. Infine penso che il ceto politico ha prodotto nella sinistra radicale altrettanti danni di quelli che ha prodotto nella sinistra riformista". In Toscana c'è un fiorire di comitati da lei coordinati, ma la sinistra radicale è stata clamorosamente battuta. Perché non ha funzionato la connessione tra comitati e Sinistra arcobaleno? "Perché non era previsto che dovesse funzionare in quanto la Rete dei comitati si è tenuta fuori dal conflitto elettorale. Abbiamo resistito a richieste di schieramento come comitati e singoli esponenti. I comitati sono trasversali all'interno dei partiti di centrosinistra". La sconfitta della sinistra radicale rischia di rendere meno influenti i comitati nelle loro battaglie contro il dissesto urbanistico, il rigassificatore, gli inceneritori, la Tav e quant'altro? "Questa domanda dovrebbe essere rivolta a Veltroni, se si sente più forte o più debole in questo quadro politico che lui ha contribuito a creare. E' evidente che tutte le forze critiche escono fortemente indebolite dalle elezioni politiche". L'assessore all'urbanistica del Comune di Firenze ha detto che al tavolo della concertazione per le opere pubbliche non inviterà i comitati, ma solo le istituzioni. "Non è una novità del voto. E' una posizione testardamente negativa e ostile che il Comune di Firenze ha tenuto anche prima delle elezioni". Cosa dovrebbe fare la sinistra radicale dopo la batosta elettorale? "La sinistra critica deve ricostruire le sue strutture dalle fondamenta. In questo senso l'esperienza dei comitati, anche se non coincidono con nessun schieramento politico, potrebbe essere utile alla sinistra". Come esempio di partecipazione dal basso? "Nel senso di una ricostruzione del tessuto democratico, leso dalle vicende politiche degli ultimi dieci anni". I comitati sono il futuro per la sinistra? "Quello che possiamo dire di certo è che noi non abbiamo perso". C'è chi sostiene che un eccesso di no, di comitati di protesta non abbia pagato la sinistra in termini elettorali. "A me pare che non abbia pagato l'eccesso di sigle partitiche e lo strapotere delle burocrazie dei partiti. Questi sono i grandi grandi sconfitti. Altro che eccesso di no!". (m.l.).

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Ci richiedono indietro i soldi, quelli delle truffe. l'europa rivuole i 903 milioni di frodi accertate (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Ci richiedono indietro i soldi, quelli delle truffe. L'Europa rivuole i 903 milioni di frodi accertate ... Ci richiedono indietro i soldi, quelli delle truffe. L'Europa rivuole i 903 milioni di frodi accertate sui contributi comunitari. Nella classifica di finti capannoni, finte aziende agricole, finte imprese innovative siamo indietro solo alla Grecia che sta a quota 970 milioni, la Germania a 140, tanto per aver presenti gli ordini di grandezza. Frodi solo al Sud? In testa nella classifica nazionale è la Lombardia, Puglia e Calabria al secondo e terzo posto. Voi direte: e allora? Allora il fatto è che l'Italia non è in grado, per burocrazia, legislazione, volontà e abitudine di far tirar fuori quei soldi a chi con la truffa li ha incassati. Questi resistono, con avvocati e proroghe. Anche se la truffa è accertata e il truffatore ha, come si dice, "beni al sole", comunque non paga. L'Europa comprensibilmente si è stufata, quei soldi sono soldi di contribuenti di ogni paese dell'Unione. Si è stufata di questo sud continentale lesto e losco a incassare e lento e sordo a restituire (si è sempre al mondo "meridionali" di qualcun altro). Quindi il quasi miliardo lo ripagheranno tutti gli italiani, per via fiscale. Ci "metteremo le mani in tasca" per pagare il conto dei ladri.

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Basta morire così (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa emergenza sulle strade Basta morire così Foto agghiaccianti. Che narrano di odori acri di ferraglia e di silenzi calati sulla tragedia. Famiglie e sogni distrutti. Bilancio vicino a quello di una guerra, la mattanza può e deve finire. Ognuno può metterci del suo, qualunque ebbrezza non vale una vita. Tanto per cominciare stiamo dalla parte di quei cittadini che, mentre guidano, parlano al telefonino con l'auricolare, allacciano le cinture di sicurezza, controllano acqua, olio e pressione delle gomme prima di partire, non sfanalano in autostrada mentre si divertono a 200 all'ora alla faccia di quello che sta davanti. E ancora, con i pedoni che guardano a destra e a sinistra e attraversano solo sulle strisce, con gli automobilisti e i motociclisti che non passano con il rosso, che non parcheggiano in doppia fila, che se gli viene sonno si fermano invece di far finta di niente. E poi, con quelli che non bevono alcol se devono mettersi al volante e indossano il casco allacciato stretto che ti salva la vita e che se è integrale ti salva anche la faccia. Insomma con quella parte di gente convinta che il rispetto delle regole abbia a che fare con l'economia prima che con l'etica. Nella certezza che i veri furbi sono quelli che vogliono portare a casa la pelle oltre che la macchina. Ciò detto la realtà è un'altra. Ci sono dodici strade, in Italia, pericolose oltre misura. Solo quest'anno, il ministero dei Trasporti ha deciso di impegnare 950 etilometri e 2.300 precursori. Eccezione fatta per l'Umbria, nessuna regione dispone del catasto delle strade. Un cittadino su 5 passa in media un'ora al giorno nel traffico, il 29% degli automobilisti ci sta almeno mezz'ora. Fatti salvi i casi, rarissimi, di malore del conducente, la maggior parte degli incidenti stradali è causata da distrazioni, leggerezza, incoscienza. Sergio Dondolini, capo della Direzione generale per la sicurezza stradale (istituita dai Trasporti alla fine di febbraio) scrive sul sito del Ministero: il numero degli automobilisti che usano la cintura è calato dall'83,5% di metà 2003 al 64,6% del 2007. Chi guida parlando al telefono ha gli stessi problemi dell'autista con un livello di alcol nel sangue doppio del consentito: i tempi di reazione sono due volte il normale. Il traguardo fissato dalla Ue nel 2010 è di dimezzare il numero dei morti sulle strade. Dondolini è pessimista: sì e no riusciremo ad arrivare al 35%. Eppure c'è un'autostrada fra quello che si fa per la sicurezza e quello che si potrebbe fare. Ne parliamo con Antonio Giannella, direttore della Polizia stradale. Parto dai risultati. Nel 2007 gli incidenti (rilevati da Polizia e Carabinieri; i dati delle municipali non confluiscono in tempo reale) sono diminuiti dell'8%. In tre anni, dal 2005, i controlli contro l'abuso di alcol sono passati da 150.000 a 800.000 (secondo Dondolini nel 2008 saranno un milione e mezzo, ndr). Dal 1° gennaio al 25 marzo di quest'anno i positivi all'alcol sono stati il 10,16 contro il 14,77% dello stesso periodo dell'anno scorso. I comportamenti si fanno più responsabili, anche grazie agli autovelox, la cui localizzazione viene sempre fornita in anticipo senza indicare ora e chilometro per ottenere comportamenti corretti nell'arco delle 24 ore. Il tasso di mortalità del 2007 sul 2006 è diminuito del 28%. I ragazzi, secondo l'Istituto Superiore di Sanità, per non bere vorrebbero un premio come partecipare a un reality show. Da due legislature si discute della possibilità di confiscare i mezzi nel caso in cui il tasso dell'alcol superi l'1,5. Non è sembrata un'ipotesi esagerata, giacché si perde il mezzo anche se si gira con l'assicurazione scaduta da 15 giorni. Per moto e motorini c'è una sentenza della Corte Costituzionale che ha giudicato legittima la confisca in presenza di un tasso alcolico dello 0,5. Il punto è stabilire che bere oltre il lecito è un reato non un'infrazione. ACosì, parlare di confisca diventerebbe più facile. Il pensiero va a quanto sia difficile trasformare un principio di giustizia in un atto di equità. Il mio pensiero va a una modifica del codice della strada che dovrebbe contenere, in un massimo 105 articoli, anche un codice dei comportamenti. Regole semplici, chiare e sanzioni conseguenti. A proposito di burocrazia, fra multe e ricorsi il cittadino impazzisce, la stradale scrive 3 milioni e mezzo di verbali l'anno. Produciamo montagne di carte inutili. Si dovrebbe tornare a estinguere il pagamento delle contravvenzioni al momento della contestazione con la carta di credito e uno sconto del 20%. Pensi quanto tempo in meno perso a riempire moduli e quante risorse da destinare alla strada. Spesso il prezzo della contravvenzione non paga i costi necessari a emetterla. Risparmiare per vigilare e prevenire. Gli uomini in servizio bastano? Servirebbe un ricorso maggiore alle nuove tecnologie. Ad esempio estendendo il "controllo da remoto" (video in collegamento con le centrali) al maggior numero di strade possibile. Si fa con successo in Francia e in Inghilterra. La polizia potrebbe essere impegnata solo sui reati che la telecamera non può vedere, ad esempio aumentando i controlli sull'uso dell'alcol che, con la droga, resta la causa prima di incidenti. Da tutto un altro versante, quello della medicina, l'invito alla vita arriva da Andrea Costanzo, ortopedico e delegato dell'Onu per la sicurezza stradale, presidente della Società Italiana di Traumatologia. Ha scritto un libro, "Lo stress dell'automobilista e del camionista" e uno (di cui diamo anticipazione nella pagina accanto) dedicato alla protezione dei bimbi in auto. "Gli incidenti - dice - ci saranno sempre, purtroppo. Imparare a conoscere il proprio corpo, le reazioni che può avere e gli stress muscolari che derivano da posizioni scorrette, può aiutarci a comprendere quanta fatica ci imponiamo". E allora, se compare quel fastidio-bruciore intorno al collo che ci toglie concentrazione converrà fermarsi e trasformare l'auto in una palestra: seduti al posto di guida, arti superiori distesi lungo i fianchi, occhi fissi su un punto remoto con sguardo parallelo al piano stradale. Per tre volte inclinare la testa verso sinistra senza forzare, tenere la posizione per cinque secondi, tornare alla posizione di partenza, replicare senza variazioni dal lato opposto. Per tre volte ruotare la testa verso sinistra, tornare alla posizione di partenza e ripetere dal lato opposto. Un esercizio fra i tanti consigliati da Costanzo. Utile a recuperare energie, ma soprattutto a riflettere. Darsi la possibilità di aver cura di sé invece di lasciarsi andare alle esagerazioni dell'alcol o della stanchezza offre una consapevolezza. Fermarsi (quando è il momento) salva la vita.

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La via di Casini (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-19 - pag: 14 autore: La via di Casini Se ne è parlato molto prima delle elezioni, ma nell'analisi del voto se ne parla poco: per chi hanno votato i cattolici? Per Berlusconi o per Casini? Visto il risultato, mi pare improbabile che abbiano votato per Veltroni. Lettera firmata Padova M i pare una questione, quella del voto cattolico, che ha perso di attualità. La partita vera si è giocata al momento delle alleanze prima delle elezioni. Il cardinal Ruini ha esercitato tutta la sua pressione perché a Casini fosse consentito di schierarsi col suo simbolo accanto al Popolo della libertà, come ha fatto Bossi. Quelle pressioni, Berlusconi le ha respinte:l'Udc avrebbe dovuto sciogliersi nel nuovo partito, sull'esempio di Fini. Casini è andato da solo e ha sorpassato la soglia della sopravvivenza. Il suo futuro politico resta incerto. - I rifiuti di Bassolino Il centro-sinistra si chiede i motivi della sua sconfitta: non c'è molto da ragionare, a mio parere, basta andare in Campania e vedere quanta immondizia c'è ancora per strada. Praticamente, una campagna elettorale gratis a favore del centro-destra. Valeria Fantoni email B assolino smentisce che ci sia stato un effetto immondizia a deprimere i voti per Veltroni. A riprova cita il fatto che in Campania il Partito democratico è cresciuto. è un peccato dunque non aver investito nei rifiuti come risorsa elettorale. Ce ne fossero stati di più, magari era la volta buona per la maggioranza assoluta. - Il taglio dell'Ici Ho letto sul Sole 24 Ore di ieri l'articolo sul taglio sull'Ici e sulle coperture necessarie per "ossigenare" le casse comunalia causa della diminuzione di introiti conseguenza dell'abolizione della suddetta tassa. Premetto che pago circa 660 euro di Ici all'anno e domando che cosa può cambiare se quei quattrini restassero nelle tasche della mia famiglia? Credo nulla, sarebbe molto meglio agevolare ulteriormente le famiglie numerose, infatti nella Finanziaria 2008 c'era un intervento mirato in tale senso... Ma il grosso problema sarà per i Comuni: come farannoa reperire i fondi, i quattrini che non potranno più incassare? Mah... abbasseranno il limite di velocità nei centri urbani a 30 km/h... così multeranno pure le biciclette! In compenso non ci sarà la possibilità di offrireo migliorare l'offerta pubblica, ovvero asili nido, centri sportivi, piscine e altri servizi utili alla comunità a chi ha figli oppure anziani bisognosi di assistenza. A me pare che l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, così come il promesso "taglio" o meglio,l'abolizione pure del bollo auto, siano solo delle manovre per catturare voti e se applicate concretamente potrebbero portare a un grave aumento dei disservizi, a svantaggio dei cittadini. Pierangelo Rimoldi Turate (Como) Commercio e burocrazia Una delle cose che più mi ha deluso negli ultimi anniè l'ostruzionismo che alcuni municipi attuano nei confronti degli aspiranti commercianti che vorrebbero inserirsi nel mercato. Bersani ci aveva illuso ma poi siè pensato solo a tassisti, farmacisti e benzinai, o poco altro. Stefano Denni Roma.

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In vendita il bacino 5 L'Authority lo compra per <girarlo> ai privati (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-04-19 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE La decisione Cascetta apprezza la decisione del Porto In vendita il bacino 5 L'Authority lo compra per "girarlo" ai privati Avvia la trattativa con la Camed L'assessore regionale ai trasporti si augura che al più presto si possa concludere la vendita NAPOLI - Il bacino 5 precipitato negli abissi del molo del Carmine e riaffiorato, come per incanto, è di nuovo in vendita e l'Autorità portuale ha deciso di acquistarlo e cederlo al Conzorzio dei Riparatori navali. Nonostante si trovi in pessimo stato e valga molto meno di quanto fu valutato all'inizio della trattativa. è un giorno importante per il porto e per i riparatori: ser il bacino, ristrutturato, passa di mano il settore, che oggi non ha grandi prospettive di sviluppo, può finalmente rialzare la testa e conquistare nuove fette sul mercato mediterraneo che è in costante evoluzione. Napoli vanta un antico primato di efficienza produttiva ma da anni non può esercitarlo perchè i pochi bacini di cui dispone sono quasi tutti sotto il controllo di un solo proprietario, la Camed (Cantieri del Mediterraneo) di Luigi Salvatori, uno degli operatori storici del comparto. Che detiene, di fatto, una posizione dominante in quanto gestisce quattro delle cinque strutture che operano nel porto. La quinta è di proprietà della Palumbo spa che fa parte, insieme alla Nuova Meccanica navale, del Consorzio al quale era e dovrebbe essere destinato il bacino 5 una volta recuperato. La decisione di acquistare il bacino uscito profondamente logorato dall'immersione è stata presa nel corso della riunione di ieri mattina del Comitato portuale alla quale ha partecipato anche l'assessore Cascetta. Il prezzo di vendita è quello fissato dalla valutazione fatta dai tecnici del Ministero: 4 milioni e 907 mila euro. Quando il bacino 5 era in splendide condizioni di salute e di efficienza "valeva " circa 12 milioni euro. Le autorità e gli operatori hanno espresso grande apprezzamento per la decisione e l'assessore Ennio Cascetta, che ha partecipato al Comitato portuale, si è addiritrtura sbilanciato: "Ora speriamo che la trattativa di vendita si concluda presto e bene e che il Consorzio dei riparatori possa disporre del bacino: il porto ha assoluta esigenza di questa struttura pubblica per dare ossigeno a un settore in costante evoluzione. Che, tra l'altro, utilizza manodopera ad alto contenuto professionale e crea grandi opportunità di lavoro indiretto". Le difficoltà da superare, però, sono ancora enormi e i tempi della burocrazia sono lenti, quanto basta per andare cauti. Come ha fatto la Commissione, lo ha ricordato Francesco Nerli, che per determinare la nuova valutazione ha tenuto conto dei costi del ripristino del bacino in seguito all'affondamento". Il linguaggio è ufficiale, ma dietro le parole si colgono motivazioni di altro genere. Prima fra tutte la consapevolezza di essere in presenza di una svolta dopo una stasi produttiva che si trascina dalla notte del 13 settembre del 2006, allorquando il bacino 5, per cause che la Procura sta ancora accertando, si inabissò. L'episodio, clamoroso oltre che misterioso, si verificò, e questa è un'altra circostanza singolare, la notte precedente la stipula del contratto di vendita. Oltre il clamore, la considerazione importante è che la vendita del Bacino 5 al Conzorzio presieduto da Antonio Palumbo potrà consentire un riequilibrio funzionale del settore delle riparazioni navali. E, soprattutto, potrà mettere fine al disagio degli operatori napoletani che per il troppo traffico dei bacini Camed sono costretti a trasferire le navi in altri bacini, o siciliani (Messina) o liguri (La Spezia) con relativa perdita di commesse, di fatturato e di occasioni di lavoro. Queste condizioni sono state opportunamente sottolineate dall'assessore Cascetta il quale ha tenuto a precisare che "è comprensibile l'apprezzamento degli operatori del Consorzio che da tempo chiedono di lavorare con continuità, ma in prospettiva potremo valutare la possibilità di espandere il settore delle riparazioni al porto di Castellammare". Non resta che attendere allora e sperare che la trattativa tra l'Autorità portuale e la Camed si concluda rapidamente. Sarà così? Carlo Franco Carenaggio A sinistra, una veduta dall'alto di un bacino di carenaggio. A destra, invece, le operazioni di recupero del bacino numero 5 affondato nel settembre 2006.

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Sessant'anni spalancati sulla cucina di qualità (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: TEMPOLIBERO - data: 2008-04-19 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE Atavola di Antonio Fiore FENESTA VERDE Sessant'anni spalancati sulla cucina di qualità Da rifugio antiaereo a baluardo del territorio A Giugliano una trattoria che diventa "storia" Non recensisco mai un ristorante in occasione di eventi, degustazioni, cene a tema et similia: stavolta però trasgredisco volentieri, perché il locale in questione merita l'eccezione. Parlo di "Fenesta Verde", che tagliava giovedì scorso il traguardo dei 60 anni a alla quale il Circolo ricreativo SanPaolo Imi ha voluto dedicare una festa "a sorpresa" (i titolari sapevano che la riunione era stata indetta per festeggiare un compleanno, ma quel che non sapevano era di chi fosse il compleanno). Con fiducia mi sono aggregato come ospite ("a sorpresa" anch'io), e la fiducia è stata ripagata dalla calorosa ospitalità di Guido e Giacomo e dalla seducente cucina delle rispettive consorti, le sorelle Luisa e Laura Iodice. Era da quasi un decennio che non tornavo dagli Lglg, quartetto famoso a Giugliano e dintorni quanto gli Abba in Scandinavia: solo che gli Abba si sono sciolti da un pezzo, e gli Lglg continuano a deliziarci. Nel caso in esame (la cena organizzata da Gino Bagno, Raffaele Di Sarno & C. era incentrata sulla cucina flegrea dell'entroterra abbinata ai vini di Grotta del Sole, che più flegrei di così non si può) il menu constava di piatti che "Fenesta" propone abitualmente, dunque li troverete almeno fino al "ricambio" dei prodotti di stagione: si parta allora con gamberi in pastella e involtini di alici ripiene di patate (massima piacevolezza) ed eccellenti pani e si continui con fiore di zucca ripieno e frittella con scarola, olive nere, pinoli. Il primo "primo" è da chapeau, callosi straccetti di pasta fatti in casa con piselli, fave fresche, pancetta e grattata di pecorino (ma ai primi caldi li troverete accompagnati da peperoncini verdi e pomodorini; un piatto di fave da sbucciare con pancetta a tocchetti però potete sempre provare a chiederlo...). La proposta delle pietanze è ancora a voce (Guido promette imminente menu scritto, vedremo), mentre la carta dei vini c'è sempre ed è sempre più accurata: ragionata Campania bianca e rossa in apertura e a seguire giro d'Italia attento ai produttori e al rapporto qualità-prezzo). Nella nostra cena flegrea beviamo ovviamente, e con gran diletto, i vini di "Grotta" che Francesco Martusciello illustra con trasporto e competenza: dalle bollicine dell'Asprinio d'Aversa siamo passati al Coste di Cuma, ma sul sartù (unica preparazione della serata lievemente al di sotto delle aspettative, la monoporzione toglie fatalmente fascino a un piatto che trae forza proprio dalla sontuosa e spettacolare presentazione classica, da Monzù) beviamo profumatissimo Piedirosso; calici Riedel e Zwiesel sulla bella tavola con tovaglie chiare e fiori freschi, poi il cru Montegauro sulla tagliata (vitello territoriale) con patate, e sorprendente Lacryma Christi dolce (Charmat) sulla calda, friabile, gentile crostata di fragoline. Ma questo è pur sempre un assaggio: nelle cene e nei pranzi "liberi" le proposte svariano dalle cozze fritte ai cicinielli su foglia di limone allo sformato di patate, pioppini e melanzane per quanto riguarda gli antipasti; e- in area primi - dai mezzanelli lardiati all' amatriciana di pesce alle fettuccelle (Gragnano) con cime di rapa e tartufi di mare agli scialatielli con latte, filetti di triglie, pinoli (prenoto gli scialatielli). Ai secondi, in vista del bel tempo, le preparazioni di terra (ricordo una cotica da manuale; ma anche stocco e baccalà sono tra i punti di forza invernali) stanno via via cedendo il passo al mare (ricciola con melanzane, braciole di tonno con ragù, sanpietro con gamberoni); e anche sui dessert, che l'ultima volta mi apparvero poco convincenti, L&L ora percorrono in scioltezza strade note (tortino con crema e amarena, flan al cioccolato), da riscoprire (coviglia alla nocciola) o inedite (crema allo Strega e cantalupo, crema di latte con ganache al fondente, amaretti e mandorle). E infine: la cantina che, ancor prima della sua fondazione ufficiale nel 1948, era un rifugio antiaereo in cui i titolari Andrea e Luisa offrivano riparo e un bicchiere di vino, in un sessantennio si è trasformata in (confortevole) riparo al bombardamento della cucina massificata; ma anche in spazio culturale, viste le mostre d'arte che si avvicendano alle pareti. E, burocrazie permettendo, alla stanza con camino un giorno si aggiungerà un appartato fumoir dove far nuvole in santa pace. Da sessant'anni la stessa famiglia, lo stesso luogo, in una Giugliano che non è certo la stessa di una volta: gli Lglg la chiamano ancora con legittimo orgoglio provinciale "trattoria", ma prima o poi dovranno ammettere anche loro che da "Fenesta Verde" lo sguardo ormai spazia lontano. Del resto, l'ho sempre sospettato: non si fa cucina di qualità senza essere persone di qualità.

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Ritorni tra un mese. Ma i trenta giorni per la consegna della cartella clinica non vengono quasi mai (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di MARCO GIOVANNELLI Ritorni tra un mese. Ma i trenta giorni per la consegna della cartella clinica non vengono quasi mai rispettati. "In molti ospedali i documenti vengono consegnati anche prima ma in altrettanti è un miraggio - spiega Giuseppe Scaramuzza, segretario regionale di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato -. C'è una legge del '90, successivamente modificata, che impone la consegna della cartella clinica entro 30 giorni dalla richiesta ma continuiamo a ricevere le proteste dei cittadini". Le segnalazioni di disservizi hanno raggiunto ormai l'8 per cento di tutte le denunce all'associazione. L'ultima, particolarmente toccante, è del figlio di un anziano malato che è morto praticamente senza poter leggere i referti. L'uomo che ha raccontato la storia (omettendo di indicare l'ospedale) ha riportato a galla un problema nel quale incappano tante persone. In pratica l'anziano venne portato in un ospedale romano dove venne operato per l'asportazione della colecisti. Dopo qualche giorno tornarono i dolori e l'anziano venne riportato nello stesso ospedale dove però, secondo i familiari, non venne curato a dovere. "Volevamo un consulto con altri medici e ci mettemmo in contatto con un centro specializzato di Milano - c'è scritto nella segnalazione - ma ci risposero che volevano quanti più documenti sanitari possibili per studiare la situazione. Chiesi la cartella clinica dell'intervento e del secondo ricovero, feci presente l'urgenza del caso ma nonostante le insistenze la cartella mi venne consegnata due mesi dopo la richiesta quando ormai era troppo tardi perché mio padre era peggiorato e morì poco dopo senza aver avuto nemmeno la soddisfazione di un consulto. Forse non sarebbe successo nulla ma di certo non abbiamo potuto consultare altri medici". Sono tanti i pazienti, o i loro familiari, che fanno richiesta della cartella clinica. Molti sono solo curiosi, altri hanno bisogno dei documenti sanitari per un consulto o per continuare la terapia in un altro ospedale. "Questi sono i cittadini davvero penalizzati - dice Scaramuzza -. Ci sono Asl che si sono impegnate a rispettare i tempi e altre che indicano in 20 i giorni per la cartella clinica. Ma poi anche nello stesso ospedale c'è differenza tra reparto e reparto". In due policlinici universitari, Tor Vergata e Gemelli, si arriva in media a 45 e 60 giorni. Al Sant'Andrea sono invece previsti degli incentivi economici per portare al massimo a 20 giorni la copia della cartella. Ma dove si blocca la cartella clinica? Il Tdm non ha dubbi: sulla scrivania dei primari. "Abbiamo ripercorso a ritroso il cammino della cartella - spiega il segretario regionale dell'associazione - e abbiamo verificato che la parte amministrativa e tecnica per le fotocopie di referti e ecografie, le copie di radiografie, tac e rmn, è piuttosto rapida. La difficoltà vera arriva nei reparti dove le cartelle vengono ammucchiate e non chiuse subito dopo le dimissioni. Ma se tutto ruota intorno al paziente, perché le cartelle ruotano intorno ai primari? Eppure ora che è tutto informatizzato si potrebbero consegnare i documenti sanitari in tempo reale con l'uscita del paziente dall'ospedale". Questo obiettivo è anche quello dell'assessore regionale alla sanità Augusto Battaglia: "Il problema lo conosciamo bene perché ci è stato segnalato da diversi cittadini. Sto sollecitando i manager degli ospedale per accorciare i tempi e informatizzare il più possibile, con il massimo rispetto della privacy, anche questo aspetto dell'assistenza. In futuro voglio far coincidere le dimissione del paziente con la consegna della cartella clinica". Il futuro c'è già al Fatebenefratelli Isola Tiberina dove per le procedure d'urgenza si arriva ad attendere una settimana . "Di meno è impossibile perché per ora c'è tanta burocrazia - spiega il direttore sanitario Maurizio Ferrante -. I tempi si potrebbe comprimere ma serve più informatizzazione. In certi casi è però meglio richiedere una relazione clinica per superare con il buon senso i tempi d'attesa". "Forniamo ai pazienti una lettera di dimissioni molto elaborata - spiega Pietro Scanzano, direttore sanitario della Asl RmE dalla quale dipende il Santo Spirito che soddisfa in gran parte le richieste. Per le urgenze siamo intorno a sette giorni mentre lo standard è di poco sotto i 30 giorni". Ogni reparto ha comunque la sua organizzazione, come la cardiologia del San Filippo dove il capo del dipartimento, il professor Massimo Santini, ha centralizzato la lavorazione delle cartelle cliniche individuando un medico responsabile di velocizzare l'archiviazione ma anche delle anche l'elaborazione delle copie.

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Multavilla dietrofront <Toglieremo i T-Red> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: REGIONE - data: 2008-04-19 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE Lo scontro Nel comune delle 20 mila sanzioni punto a favore degli attivisti Multavilla dietrofront "Toglieremo i T-Red" Altavilla Vicentina vuole staccare i discussi semafori La causa in tribunale rinviata al 21 dicembre del 2010 VICENZA - La battaglia simbolo degli automobilisti veneti contro i T-Red si chiude dov'era iniziata. Gli impianti per la rilevazione delle infrazioni commesse ai semafori di Altavilla Vicentina verranno tolti, avvocati permettendo. La decisione definitiva sarà presa martedì dalla giunta comunale, dopo un consulto con i legali che dovranno accertare i rischi ai quali si andrebbe incontro stracciando il contratto con la Citiesse, l'azienda che gestisce i dispositivi. La notizia è trapelata al termine della prima udienza al tribunale civile di Vicenza. Si discuteva l'appello presentato dal Comune nei confronti di uno dei mille multati che si sono visti annullare la contravvenzione dal giudice di pace. Il sindaco Giannira Petucco sperava che il processo dimostrasse la validità delle sanzioni comminate attraverso i T-Red installati lungo la strada regionale 11. Invece, causa la cronica lentezza del sistema giudiziario, è stato tutto rinviato a una data che ha dell'incredibile: 21 dicembre 2010. Per quel giorno i semafori non esisteranno più, sostituiti da un sistema di tre rotatorie. Il rinvio ha suscitato malumori sia in Comune che tra gli attivisti del comitato di "Multavilla", che difendono settemila multati. Ma dove non ha ottenuto l'associazione, ora sembra riuscire la burocrazia. Nell'ottobre dello scorso anno, il sindaco aveva infatti deciso di sospendere la consegna delle multe. Da allora gli impianti continuano a fotografare le infrazioni ma le sanzioni rimangono nel cassetto. "Appena il tribunale civile si esprimerà, oppure il ministero risponderà alle nostre richieste di chiarimenti le consegneremo", aveva assicurato Giannira Petucco. Ma da Roma non è arrivato alcun parere e per la sentenza occorre attendere altri due anni e mezzo. Una situazione insostenibile, tenuto conto che, trascorsi cinque mesi dalla mancata notifica, le sanzioni decadono. Da qui l'indicazione di sbaraccare, togliendo una volta per tutte i T-Red. "A questo punto, non ci rimane altro da fare", ammette un alto rappresentante dell'amministrazione, che chiede di rimanere anonimo "per evitare ulteriori tensioni". "Abbiamo due alternative – spiega – o stacchiamo i rilevatori oppure continuiamo su questa strada, lasciando che le multe decadano per il superamento dei termini. Ma è evidente che quest'ultima soluzione sarebbe paradossale ". L'unico intoppo potrebbe essere di natura legale. La Citiesse (che incassa il 30 per cento di ogni multa pagata) ha un contratto che scade con la realizzazione delle rotatorie e quindi potrebbe opporsi. Gli avvocati di Altavilla sono già al lavoro e non è escluso che si tenti una mediazione con l'azienda. La questione è delicata e nessuno azzarda conferme ufficiali. "Martedì incontrerò la giunta – si limita a dire il sindaco - e decideremo come affrontare la questione. Resto convinta di aver operato nel rispetto delle regole, ma la lentezza delle procedure non ci permette di dimostrarlo. A questo punto occorre uscire dallo stallo". Intanto il comitato di Multavilla non molla: "Proseguiremo la nostra battaglia, creando un coordinamento tra tutte le associazioni". Sono migliaia di veneti multati dai T-Red, mentre intervengono le procure che in alcuni casi, come nel Veronese, hanno sequestrato i semafori. "Spesso gli impianti di rilevamento sono illegali – spiega Adolfo Cappelli, presidente dell'Associazione utenti auto – perché la rilevazione viene fatta da aziende private e non da pubblici ufficiali". Da Treviso, il Coordinamento nazionale per la sicurezza annuncia che presenterà denunce a tutte le procure del Veneto. "I T-Red sono potenzialmente pericolosi – sostiene il responsabile, Giorgio Marcon – perché la durata del giallo non tiene conto della reale pericolosità dell'incrocio ". Andrea Priante Ventimila multe Ad Altavilla Vicentina ci sono stati circa 7 mila ricorsi contro le 20 mila multe. Ma la sfida potrebbe chiudersi togliendo i dispositivi incriminati.

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"Una giustizia tutta da riformare" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PresidenteCristina CingolaniSono moltii problemida affrontare Presentata la Camera civile, nel mirino burocrazia e tempi biblici dei processi "Una giustizia tutta da riformare" MACERATA -L'appuntamento è nell'aula delle udienze penali del Tribunale per la nascita della Camera civile, associazione di avvocati che fa riferimento al Foro maceratese. La presidenza dell'associazione è affidata all'avvocatezza Cristina Cingolani che presenta gli scopi dell'iniziativa. "La maggiorparte degli avvocati si occupano di civile, i numeri della Giustizia li fa il civile ma nonostante questo siamo la cenerentola del settore. Eppure lavoriamo per la migliore amministrazione della giustizia, per la qualificazione della prestazione professionale. La Camera civile nasce per partecipare alla vita dei Tribunali e alla soluzione dei problemi che si presentano ad iniziare dai processi che sono di una lunghezza inaudita". E chi pensa che in provincia arrivino smorzati i problemi nazionali si ricreda: "I tempi del processo civile sono più lunghi che in altre parti d'Italia" rileva la Cingolani, assistita dall'avvocato Paolo Alvigini, padovano e componente del direttivo nazionale dell'associazione camere civili. "Rispetto ai penalisti - rileva Alvigini - abbiamo armi spuntate e dobbiamo quindi pensare a forme alternative di protesta. Una bandiera nelle rivendicazioni dell'Unci è la riunificazione dei riti, in ambito civile sono 23 i riti che possono essere seguiti, è perfino difficile capire qual è il giudice cui riferirsi. Non dico che bisogna arrivare celermente al processo informatico ma almeno risolviamo complicazioni come le code agli uffici, gli orari delle cancellerie". Problemi esterni ma anche interni: "Il numero crescente degli avvocati porta inevitabilmente a un abbassamento della qualità da evitare con la formazione attenta dei giovani e da questo punto di vista l'Università non è formativa. A Padova c'è una scuola di formazione biennale gestita dagli avvocati che vede tra i docenti nostri iscritti e magistrati". Rileva l'avvocato Stefano Massimiliano Ghio: "E' necessaria una riforma della giustizia nel suo complesso, i problemi sono collegati tra loro". Qual è la situazione della giustizia civile nel comprensorio maceratese lo ribadisce l'avvocatessa Cristina Cingolani: "Una situazione di blocco. I tempi di definizione di un processo civile variano mediamente dagli otto ai dieci anni". E questo per il primo grado. Tra i presenti al debutto della Camera civile gli avvocati Cinzia Maroni, Barbara Arzilli, Cristina Ottavianoni, Pierfrancesco Maceratini, Ferdinando Manzotti, Guido Colocci e Paolo Parisella che è intervenuto rilevando di attendere "con ansia una Finanziaria che investa risorse per risolvere l'emergenza Giustizia. Non è possibile che in molti Paesi d'Europa le cause civili si chiudano in un anno e da noi non ne bastano otto". LUCA PATRASSI,.

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Burocrazia e imprese: nuovo sportello (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Oristano Pagina 4023 oristano Burocrazia e imprese: nuovo sportello Oristano --> Riunione operativa per concordare l'avvio della sperimentazione delle procedure contenute nel pacchetto "Impresa in un giorno": è lo snellimento burocratico a favore delle nuove ditte, che avranno nello sportello del Registro imprese della Camera di commercio l'unico riferimento, evitando così di doversi rivolgere anche all'Agenzia delle entrate, Inps e Inail. Convocato dal segretario Enrico Massidda, l'incontro ha visto, tra gli altri, la partecipazione di funzionari e tecnici del sistema camerale, dei responsabili degli uffici provinciali di Agenzia delle Entrate, Inps e Inail. Prima dell'estate sarà adottata la fase di sperimentazione. "Per uno o due giorni alla settimana", ha spiegato il segretario della Camera di commercio, Enrico Massidda, "negli uffici del Registro imprese si utilizzeranno le nuove procedure semplificate, coinvolgendo anche gli altri referenti del progetto: l'Agenzia delle entrate, l'Inps, l'Inail e i consulenti. Si avrà modo di verificare i meccanismi di collaborazione tra uffici pubblici, meccanismi che saranno di gran beneficio all'utente, assicurandogli appunto il disbrigo delle procedure di registrazione nell'arco delle 24 ore e con un solo referente".

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Mancata assunzione dell'impiegata La Asl salda il conto (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Ogliastra Pagina 6027 Lanusei La causa da 195 mila euro Mancata assunzione dell'impiegata La Asl salda il conto Lanusei. La causa da 195 mila euro --> In qualche modo la Asl ha pagato. O quantomeno stava pagando proprio nel momento in cui l'hanno pignorata. Per uno strano scherzo della burocrazia infatti pignoramento e liquidazione sono avvenuti lo stesso giorno. "Sintomo della perfetta buona fede dell'azienda che ha dovuto attendere che si completassero una serie di passaggi formali". Con queste parole Tiziana Passetti, responsabile servizio bilancio, e Antonio Loi, responsabile agli affari generali, difendono la condotta della Asl nella vicenda giudiziaria che ha visto l'ex Usl condannata ad un maxi risarcimento di 195 mila euro per la mancata assunzione di un'impiegata. "La liquidazione della somme alla signora Rossana Corda - spiega Loi - è stata preceduta da una serie di operazioni di natura fiscale presso l'agenzia delle Entrate, quindi la pratica è passata al collegio sindacale. Ad oggi è stata interamente liquidata, in contemporanea con il pignoramento". Tempi tecnici, quindi, nessuna resistenza ad allargare i cordoni della borsa. Per il momento, quindi la Asl ha saldato tutto, spese legali comprese, anche se il giudice civile Natalia Goddi si è riservata riservata di decidere su alcune somme in contestazione. Minuzie rispetto all'esborso subito dalla Asl, cioè dai cittadini visto che di denaro pubblico si tratta, che paga i guai della vecchia Usl. Tuttavia la momento non è possibile sapere se la vicenda riserverà ulteriori sorprese legali. La vicenda risale al 1988, quando l'impiegata partecipa ad un concorso per la copertura di sedici posti da assistente amministrativo. Dopo le selezioni si piazza al diciassettesimo posto. Chi la precede rinuncia al posto ma lei non subentra perché la Asl, anziché assumerla, bandisce un nuovo concorso. Sentendosi vittima di un atto illegittimo la donna apre una causa su due fronti, al Tar e in sede civile. Il Tar le da subito ragione, riconoscendo il suo interesse legittimo violato. In Tribunale la causa va avanti per anni, tanti anni, per l'esattezza dieci. Fino alla sentenza con la quale il giudice Barbara di Giovannantonio accoglie gli argomenti dell'avvocato della Corda, Donato Marongiu, e respinge le eccezioni della Asl, che difendeva una presunta discrezionalità nell'assunzione dei dipendenti. Il resto della storia è cronaca dai giorni nostri. ( s. l. ).

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GOVERNO: CONFAGRICOLTURA CHIEDE RIFORME E SCELTE STRATEGICHE (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Food GOVERNO: CONFAGRICOLTURA CHIEDE RIFORME E SCELTE STRATEGICHE (AGI) - Milano, 19 apr - "Il risultato delle urne garantisce una maggioranza netta e una piena governabilita' per fare le riforme che gli imprenditori chiedono. A partire dalla necessita' di avviare una fase costituente per rivedere l'ordinamento della Repubblica, razionalizzare la mappa dei livelli istituzionali e ridefinire ruoli e competenze degli enti locali". E' un invito a pensare "in grande" quello che il direttore generale della Confagricoltura Vito Bianco rivolge al nuovo governo, intervenendo all'assemblea degli agricoltori di Milano e Lodi. Un invito a "rimettere economia ed imprese al centro delle priorita' politiche". Il direttore generale ha ricordato l'importanza e il significato del "manifesto per la governabilita'" firmato da undici Confederazioni d'impresa, in piena crisi di governo, in cui si sollecitava una precisa assunzione di responsabilita' da parte della classe politica al fine di garantire, alle imprese e ai cittadini, scelte strategiche per lo sviluppo dell'economia del Paese. "Un'iniziativa, piu' che mai valida oggi, all'indomani del voto - ha proseguito Bianco - che richiede anche una riflessione all'interno delle Confederazioni sulle modalita' di esercizio della rappresentanza, per un rapporto rinnovato con il l'Esecutivo, fuori dai riti della concertazione ma dentro un processo di crescita comune per le imprese e per il Paese". La complessa congiuntura, nazionale ed internazionale, impone che le decisioni che riguardano il settore agricolo trovino un posto di rilievo nell'agenda del Governo. "Le nostre imprese - ha detto Bianco - hanno bisogno di aumentare la dimensione economica, contenere i costi e migliorare la presenza sui mercati nazionale e internazionale". Per fare questo c'e' bisogno, a parere di Confagricoltura, di una definitiva stabilizzazione del sistema fiscale, di un deciso rilancio della ricerca e dell'innovazione; ma anche politiche del lavoro tese alla semplificazione ed alla sostenibilita' degli oneri previdenziali per contrastare il lavoro irregolare. E poi una decisiva azione contro la burocrazia e strategie chiare e concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche. "Su tutto - ha concluso il direttore generale Bianco - va garantito un ruolo piu' incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie ed internazionali, anche a tutela e rilancio di quel "made in Italy" agroalimentare che tanto pesa nella bilancia commerciale con l'estero e che negli ultimi tempi e' stato vittima di numerosi 'attacchi' e che, complice anche l'euro forte, rischia di retrocedere dalle tavole mondiali."(AGI).

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SPORTELLO DELLA SALUTE E LOTTA DALLA DROGA: MODELLI DA ESPORTARE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

DELEGAZIONE ROMANA ALL'ASL3 Sportello della salute e lotta dalla droga: modelli da esportare Casoria. La malasanità? Certamente non all'Asl Napoli 3 che diventa modello da seguire per l'evoluzione delle procedure socio-sanitarie e l'attivazione dello sportello unico della salute. Il bisogno del cittadino-assistito non è più ostaggio di tempi lunghi e di una burocrazia senza fine: attraverso un vero e proprio front-office costituito da figure professionali altamente qualificate, coordinate da Antonio Buono, l'azienda sanitaria riesce a dare risposte in tempi celeri e a soddisfare il bisogno di salute del cittadino, garantendo l'appropriatezza della risposta. Un esempio che non è passato inossservato in un contesto sanitario globale dove le disfunzioni e le carenze sono veramente tante. A mostrare interesse sul modello-sanità della Napoli 3, diretta da Armando Poggi, è stata così l'Azienda sanitaria Roma D che abbraccia l'area a Sud-ovest della capitale (Ostia-Fiumicino). Una delegazione di sociologi e medici della azienda romana è stata ospite presso il Distretto sanitario di Casoria dove è stata finora data migliore attuazione al nuovo processo che accompagna il cittadino nel passaggio dal bisogno sanitario a quello più concreto di salute. Tutto ciò che è salute a Casoria, infatti, soddisfa due richieste: quella prettamente sanitaria ma anche quella non meno importante di carattere sociale attraverso il sostegno di figure specializzate (assistenti sociali, sociologi, psicologi, psicoterapeuti) in grado di contribuire al reinserimento e al recupero nella società dei soggetti svantaggiati. "Si tratta di un traguardo raggiunto in sintonia con tutti i dirigenti medici che hanno trasferito nel personale il nuovo concetto di management", dice il direttore responsabile del Distretto di Casoria, Ferdinando Russo. Ma l'Asl Napoli 3 si distingue anche nella lotta alla tossicodipendenza. Al Sert di Sant'Antimo, guidato da Gaetano Liguori, l'altro giorno è stato raggiunto un traguardo importante: due ragazzi si sono allontanati definitivamente dal mondo dell'eroina e riconciliati con la famiglia e con la società dopo un percorso duro, faticoso e pieno di insidie dal quale sono riusciti a tirarsi fuori brillantemente con l'aiuto degli operatori del servizio da sempre in prima linea al fianco dei drogati.

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LETTERE E OPINIONI (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quello che nasceè un Parlamentosenza opposizioneNel ringraziare tutti gli elettori che hanno dato il voto alla Destra, vorrei fare una considerazione sul nuovo scenario politico in Parlamento. Per la prima volta il Parlamento è privo nei fatti di una vera opposizione. Governa il centro. Si oppone il centro. Niente destra, niente sinistra. Questa è la peggiore delle dittature, dittatura di una democrazia falsata, fatta dalle lobbies, dal capitalismo, dalla globalizzazione. Quella dittatura che addormenta i popoli e le identità.La costituzione negli articoli 49-51 è chiara. E questa dittatura ha di fatto calpestato la Costituzione. Ai nostri elettori voglio dire che noi comunque continueremo a batterci. Presto a Belluno verrà organizzata un convegno sull'Autonomia, una discussione su alcune modifiche fatte in collaborazione con un docente della facoltà di diritto costituzionale di Padova sulla bozza fatta dal presidente Reolon. Un convegno sulla Libertà dei Popoli, e uno sulla socializzazione riportata ai nostri tempi. E una certezza: nessuno mai brucerà il tricolore. Federalismo sì ma all'insegna della nostra bandiera. Ancora Grazie a chi ha votato La Destra! Senatori e deputati si diventa, militanti si rimane per sempre.Titti Monteleonemilitante de La DestraOra va creatala vera alternativacomunistaHa vinto uno dei due poli confindustriali e il nuovo governo applicherà quindi uno dei due programmi fotocopia. L'unica differenza tra Pd e Pdl è che Berlusconi non porta in dote il rapporto con le burocrazie sindacali e la socialdemocrazia, motivo per cui la grande borghesia ha puntato fino all'ultimo sul Pd di Veltroni. Ora la borghesia farà di necessità virtù e si adatterà al nuovo governo, sperando che non faccia troppi danni (cioè che gli interessi di Berlusconi non ostacolino quelli delle altre famiglie capitalistiche), aspettando che il pendolo, nella logica dell'alternanza borghese tra due schieramenti simili, si risposti verso Veltroni che intanto proseguirà nella costruzione del suo partito confindustriale.Da due anni diciamo che la sinistra governista (Prc, Pdci, ecc.) ha fallito e sta sparendo, ormai priva di radicamento e militanza. Ora anche le urne confermano questa prognosi persino sul terreno elettorale: e la conferma è clamorosa. Prc, Pdci, Verdi e Sd arretrano al di sotto di qualsiasi minimo storico e non avranno più né deputati né senatori. Nemmeno uno!Se la rappresentanza parlamentare non è il fulcro per un partito rivoluzionario, lo è invece per partiti che hanno fatto del governismo la loro ragion d'essere e che hanno apparati elefantiaci che, da domani mattina, imploderanno.Siamo di fronte a un fallimento politico e strategico senza precedenti. È la conferma completa di tutto quanto diciamo da anni e della ragione di fondo che ha ispirato la nostra scissione, due anni fa, dal Prc, per avviare la costruzione di un nuovo partito. La socialdemocrazia, cioè il progetto di governare con una parte del padronato ingabbiando le lotte, è fallita per l'ennesima volta nella storia. Stavolta con un tonfo gigantesco.A fare le spese dello scontro politico tra i poli borghesi sono i lavoratori. Colpiti dagli uni e dagli altri, raggirati dalle burocrazie sindacali e socialdemocratiche che svendono i loro interessi in cambio di una mezza porzione di lenticchie.La prima esigenza è allora quella di ripartire dalle lotte di opposizione a entrambi gli schieramenti borghesi, ai loro governi nazionali e locali. Un'opposizione fondata sull'indipendenza di classe dei lavoratori, dei disoccupati, di tutti gli sfruttati. Una lotta che parte domani, nelle piazze, contro la terza riedizione del governo Berlusconi-Bossi-Fini, a cui la sinistra governista ha spianato la strada governando con i padroni e rimuovendo l'opposizione di classe.Il PdAc partecipava a queste elezioni in primo luogo per sviluppare la propaganda su un programma rivoluzionario. Il nostro partito ha potuto presentarsi in poche situazioni politiche e amministrative: non perché sia di taglia più piccola del Partito comunista dei lavoratori o di Sinistra critica ma solo perché si è rifiutato, a differenza di quelle forze, di accettare il sostegno di parlamentari che hanno sostenuto la guerra e le finanziarie di Prodi e siamo stati gli unici a dover raccogliere le firme e a non poter usufruire degli stessi spazi mediatici delle altre forze per la propaganda.La crisi verticale e definitiva della socialdemocrazia, pur in una situazione difficile per il movimento operaio, carica tutti i militanti che vogliono lavorare a un progetto di ricostruzione di una sinistra di classe di nuovi e inediti compiti. Alternativa Comunista continuerà a battersi in questa prospettiva, senza settarismi. Dobbiamo costruire quel partito comunista e rivoluzionario, internazionalista, di militanti che ancora non c'è. Un appello in questo senso lo rivolgiamo in primo luogo alle migliaia di attivisti di Rifondazione e del resto dell'Arcobaleno che oggi vedono i loro sacrifici e la loro militanza di anni dispersi. Come Alternativa Comunista ci impegneremo su questa strada, investendo le centinaia di nuovi contatti e rapporti, le forze militanti di giovani e operai di cui dispone il nostro piccolo partito e che abbiamo accresciuto in questa campagna elettorale e che costituiscono per noi il più importante dei risultati. Invitiamo i tanti compagni che hanno seguito la nostra campagna elettorale, ci hanno scritto in decine di migliaia, hanno seguito le nostre pubblicazioni sul sito web, hanno simpatizzato per noi, hanno partecipato alla nostra campagna propagandistica in queste elezioni, a unirsi a noi in questo progetto di lotta.Alternativa ComunistaBelluno.

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Telecamere, manca il placet del Consiglio (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le apparecchiature per il "grande fratello" cittadino sono pronte e già collaudate, ma gli occhi elettronici rimangono fermi perché "congelati" dalla burocrazia Telecamere, manca il placet del Consiglio L'assessore Alberto Curto: "Con il nuovo regolamento sarà possibile un accesso più "facile" alle immagini" Feltre(A.V.) Sono installate, collaudate, ma in attesa del via libera del consiglio comunale di Feltre. Le telecamere che dovrebbero sorvegliare Piazza Maggiore, l'ingresso della scuola media Rocca e l'area camper di Pra del Vescovo sono già pronte all'uso ma finchè il consiglio comunale non avrà approvato il regolamento per il loro funzionamento, o meglio per la gestione dei dati che raccoglieranno, devono rimanere rigorosamente spente. Per ironia della sorte sarebbero già in funzione da un mese se nel corso dell'ultimo consiglio comunale il punto all'ordine del giorno che prevedeva l'approvazione del regolamento per il loro funzionamento non fosse stato rinviato alla prossima seduta che si riunirà a maggio, in data ancora da stabilire. "È tutto pronto - spiega l'assessore alla sicurezza Alberto Curto - gli apparecchi funzionano e sono pronti all'uso, quando ci sarà il via libera del consiglio. Per il momento restano spente". Il regolamento prevede, un chiarimento sulla gestione delle immagini che verranno filmate. Attualmente, ad esempio, per l'apparecchio in Piazza Isola, i carabinieri devono chiedere autorizzazione a poter visionare i filmati in caso di necessità. Con il nuovo regolamento, invece, si prevede che le immagini siano raccolte dalla centrale operativa del comando della Polizia Locale ma che i militari abbiano facoltà di accesso alle stesse, in caso si verifichi un reato o per motivi di ordine pubblico e sicurezza, utilizzando il server e un'apposita password. Una semplificazione più che altro operativa che comunque è volta a garantire i diritti della privacy dei cittadini ripresi dalle telecamere. Al via libera del consiglio è condizionata anche l'installazione delle telecamere in zona stazione ferroviaria, secondo stralcio dell'operazione sicurezza portata avanti dal Comune di Feltre per monitorare alcune aree sensibili della città. "La ditta è pronta ad installarle e a renderle operative in pochi giorni - conclude l'assessore Curto - entro l'estate è certo che anche la zona della stazione sarà sottoposta a videosorveglianza".

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La finanza sposa il vigneto per fare crescere il Made in Italy (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

VINO La finanza sposa il vigneto per fare crescere il Made in Italy In Italia il settore vino vale quasi 12 miliardi di euro con un fatturato dalle esportazioni attorno ai 3,5 miliardi. Numeri che confermano il vitivinicolo come prima voce dell'export agroalimentare italiano con un'incidenza media del 20\% e picchi fino al 40\% in Canada, Giappone e Usa. In particolare negli Stati Uniti il vino italiano ha conquistato il primato sia in termini di vendite e valore, scalzando i francesi.La ricchezza prodotta e le potenzialità di espansione non sfuggono a banche e guru della finanza che con crescente interesse studiano trend e movimenti del settore. Temi nell'agenda dei lavori del 63. congresso nazionale di Assoenologi, l'associazione degli enologi enotecnici italiani che si terrà la prossima settimana a Venezia. Tre giorni di analisi e proposte, spiega Giuseppe Martelli, direttore generale dell'Associazione, "per rispondere all'esigenza di rimanere competitivi per continuare a vincere la sfida dei mercati". E non è un caso che l'assise si svolga in Veneto, prima regione per produzione con i suoi 7 milioni di ettolitri e 2,5 miliardi di fatturato (allargato): con quello di Assoenologi si completa il trittico dei maggiori appuntamenti enologici del 2008 dal Vinitaly a inizio aprile fino al congresso dell'Oive a metà giugno.Che il vino si stia tramutando anche qui da semplice prodotto a target per operazioni di Merging&Acquisition e addirittura di vero e proprio venture capital lo conferma la presenza a Venezia di banche e uomini di marketing che vedono in prospettiva le capacità di sviluppo di questo settore declinato in termini molto diversi e aggressivi di quelli attuali.Il primo passo, sottolinea Giancarlo Prevarin, vicentino e presidente nazionale di Assoenologi "È la crescita dimensionale. Non si può pensare di essere competitivi sui mercati se le nostre aziende restano ancorate a perimetri estremamente limitati. Anche il vitivinicolo dovrà intraprendere quel salto di qualità che già interessa il manufatturiero".Un discorso che, in questo momento, vale soprattutto per le grandi cantine cooperative e le maggiori imprese o raggruppamenti privati. L'esempio più recente è quello del Gruppo Italiano Vini cresciuto per linee esterne grazie a una politica di acquisizione di marchi che si era dato l'obiettivo, per ora messo nel cassetto, di quotarsi a Piazza Affari.La Borsa resta in effetti una prospettiva lontana, ma il processo di consolidamento prosegue e solo in Veneto nel medio termine si assisterà a una serie di fusioni. La soglia minima di fatturato, spiegano gli specialisti delle banche che si stanno attrezzando per operare in questo ambito, si pone tra i 70 e gli 80 milioni di euro. Una "taglia" che spiazza i piccoli produttori destinati, come emerso in un recente convegno organizzato dal Forum Spumanti d'Italia, ad essere marginalizzati. Forse, non in termini qualitativi, ma certamente in termini di mercato. Prevarin ricorda allora che mediamente le aziende vitivinicole italiane dispongono di meno di 2 ettari. E senza arrivare agli oltre 300 ettari di Cile e Australia, già la Francia "dispone" di 5 ettari con 20/25 ettari per singolo viticoltore nella regione del Midì."Il sottodimensionamento è un problema serio -ammette Prevarin- per questo ritengo che nei prossimi mesi ci sarà una salutare accelerazione verso le aggregazioni. Con benefici per tutti: ottimizzazione dei costi, liberazione di risorse utili per gli investimenti e la ricerca, razionalizzazione delle produzioni e dei processi e riorganizzazione del "governo" delle aziende". Ma non si nasconde, il numero uno di Assonologi, le resistenze e gli ostacoli che questa trasformazione anche in termini di governance incontrerà.Un vantaggio viene dal nuovo diritto societario che prevede la figura del "socio sovventore", banche e società di venture capital. E in Veneto il primo a muoversi è stato il Banco Popolare con il suo Laboratorio per le Imprese. Altrettanto interessante è che questa tendenza che sposa i rossi, i bianchi e gli spumanti made in Italy trovi proprio negli enologi, i wine maker, i sostenitori più convinti. Anche per scrollarsi di dosso -sottolinea polemicamente Martelli- quella burocrazia "a fondo perduto" "che ipoteca ogni anno mediamente il 25\% del nostro tempo".Agostino Buda.

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Il Piano regolatore che rivoluziona la viabilità (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CAMPOFORMIDO L'elaborato illustrato alla popolazione. Si spera che tra giunta e Fontanini ci sia dialogo Il Piano regolatore che rivoluziona la viabilità CampoformidoIl Polifunzionale di Campoformido gremito in ogni ordine di posti. Affollano la sala abitanti di Basaldella, Villa Primavera, del Capoluogo. Li ha convocati il sindaco Andrea Zuliani per esporre le linee guida del nuovo Piano regolatore che verrà adottato dalla giunta fra cinque mesi. Cambierà il volto della cittadina e, quello che più conta, rivisiterà la viabilità. Con Zuliani c'è la giunta al completo, capeggiata dal vice sindaco Pietro Romanello assistito dall'assessore all'Edilizia Egidio Gobbato. A illustrare il Prg è l'architetto Polano, professionista incaricata di redigere piani particolareggiati, nuove zone verdi, riqualificazione di centri abitati e relative dipendenze e insediamenti commerciali e artigianali. Terminata l'esposizione tecnica, l'architetto Polano orienta le sue argomentazioni sulla viabilità del Comune: eliminazione del semaforo sulla tangenziale in via Verdi, la costruzione di una rotonda tale da raffreddare il traffico di Basaldella, la deviazione su altra arteria del carico automobilistico riducendo in modo esponenziale la circolazione automobilistica nel capoluogo. Affrontando le modifiche viarie di Villa Primavera viene una volta per tutte destituita di ogni fondamento la costruzione di un raccordo viario tra via Delle Rose e Udine lungo il parco del Cormor, così come è apparsa problematica l'ipotesi di costruzione di una bretella parallela alla ferrovia diretta esclusivamente all'interno dello Sporting.Il sindaco Zuliani lamenta la burocrazia degli organi tecnici deputati a redigere la documentazione in termini relativamente brevi e quando qualcuno gli fa notare la polemica con il Comune di Pasian di Prato sulla viabilità, sbotta: "Noi non abbiamo da fare trattative con il Comune di Pasian di Prato. Dobbiamo eliminare il semaforo in via Verdi a tutti i costi. E a tal proposito il Commissario della Provincia ci ha fornito il benestare e altrettanta adesione ci ha notificato l'Anas. Si attende solo la gara per l'appalto e dunque giungerà a conclusione l'intera opera".La serata volge al termine. Gli assessori presenti mostrano un ottimismo sia per la soddisfazione della platea che per lo stile relazionale del Sindaco Zuliani che si vede costretto dopo molti anni a dipanare una matassa delicata e colma di agguati come il piano Regolatore e la viabilità. Di fronte a lui si annunciano nuovi amministratori in Regione e Provincia, al vertice di quest'ultima siede Pietro Fontanini, fino all'altro giorno seduto sugli scranni dell'opposizione a Campoformido. Sono note le conflittualità dialettiche con la giunta e l'auspicio generale è quello di cancellare le scaramucce politiche di un tempo e conciliare le esigenze dei Comuni contermini a Udine senza dimenticare che a pochi chilometri da palazzo Belgrado esiste Sporting di Villa Primavera, che in molti vogliono vedere resuscitato.G.Fed.

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Inaugurazione con Furini e il gastronauta Paolini (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

DA MARTON Inaugurazione con Furini e il gastronauta Paolini TrevisoFesta di inaugurazione oggi pomeriggio alle 17 per la rinnovata libreria Marton, che è diventata partner del disributore Ubik. Saranno presenti lo scrittore-giornalista Gigi Furini e il gastronauta Davide Paolini. Furini, che oggi vive a Pavia e lavora a Milano, è autore del libro di successo "Volevo solo vendere la pizza", edito da Garzanti, che lo scorso anno ha costituito un evento editoriale, raccontando le difficoltà di un piccolo imprenditore soffocato tra burocrazia e sindacati.Poche settimane fa è uscito "Volevo solo lavorare" in cui si raccontano storie di mobbing e di precarietà occupazionale. Un affresco dell'Italia in cui un posto fisso è sempre più una rarità e dove le persecuzioni dei superiori sono all'ordine del giorno. Furini esplora e racconta un mondo che si rivela spesso tanto crudele e assurdo da diventare ridicolo. Un mondo che ha conosciuto in prima persona per essere stato oggetto di mobbing ed essere stato costretto a lavorare in uno stanzino che, fino al giornpo prima, era lo sgabuzzino delle scope.

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Discutete a porte chiuse (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ALBERTO UNGARI Anche stavolta ho votato Lega però devo dire una cosa. Perché litigare in piazza per i posti da assegnare, perché non farlo a porte chiuse? Vedete che dall altra parte analizzano ogni frase. Ora io una cosa desidero più di altro, che troviate un gioco per fare fuori i sindacati. Loro sono lo sfascio di tutto, e anche nel Governo fanno subito carriera. Perché? Combattiamo l evasione rentex1948@libero.it Carissimo direttore, l'Ici è una tassa sulla casa, fatta con sudore, mutui, tassi ecc. è una tassa che fa vivere i comuni. Ma... se tolta, con quale introito i comuni pagano i servizi?; considerando che 80% degli italiani è proprietario della casa, se tolta dovrebbe essere tassata l'Irpef, ma se l'evasione fiscale è altissima, chi sarà tassato se non quello a reddito fisCo? Sarebbe opportuno mantenere l'Ici e combattere l'evasione Approfittiamo di questa grande vittoria LISETTA ALBERTI Agrate Brianza Grazie Umberto, mi hai dato una gioia immensa. Nessuno aveva pronosticato un successo così grande. I sondaggi dei soliti soloni, che vengono presi come oracoli, davano la nostra Lega al 4% massimo 4,8%. In nessun Paese al mondo c è un partito che incarna l anima popolare della gente, degli operai, tanto che operai della Cgil hanno votato in massa per la Lega Nord. E pensare che fino a due-tre anni fa il sogno di una Padania indipendente stava per finire. Invece in questo brevissimo lasso di tempo le cose si sono letteralmente capovolte. Il nostro Segretario federale è tornato un giovanotto 20enne con un ritmo di comizi di due al giorno, tutti i militanti con la pancia a terra a fare il loro dovere e siamo stati giustamente premiati. Adesso bisogna però vedere i lati incerti di questa nostra vittoria, dico subito fuori dai denti che Berlusconi non mi piace. È inutile che canti vittoria perché il suo partito ha perso molti voti, se non ci fosse stata la clamorosa vittoria della Lega Nord col cavolo che Berlusconi vinceva, quindi la vittoria è anche nostra. Tutti quelli che hanno votato la Lega a queste elezioni vogliono precise cose. Un ministro dell Interno leghista, forte e autorevole tipo Calderoli, un ministro del Lavoro efficiente, una legge Bossi-Bossi sull immigrazione e finalmente il punto dei punti il Federalismo fiscale, trattenere i soldi delle tasse a casa nostra. Lancio un appello ai dirigenti della Lega Nord: non deludiamo un popolo intero che ci ha dato immensa fiducia, ricordate, cari dirigenti leghisti, che il treno della vita passa una volta sola, se lo perdiamo non so quando passerà ancora. Viva la Padania, evviva Bossi e tutti i dirigenti leghisti. Grazie a chi ha portato la Lega così in alto ANTONIO PALVAN Este (Pd) Egregio direttore, ancora molto emozionato dalla gioia dei risultati raggiunti, vorrei esprimere un grazie di cuore al nostro Umberto e, non di meno, ai nostri senatori, onorevoli, militanti e a tutti quelli che hanno contribuito a rendere il nostro Sole delle Alpi più raggiante che mai. Un grazie particolare alla nostra onorevole Paola Goisis che nella mia città, nelle piazze, nei mercati, tra la gente, con i suoi collaboratori, ha illustrato le idee, i programmi, le aspettative del nostro partito. Sono orgoglioso che sia lei a rappresentare tali valori e tali speranze. La Lega ha i numeri per emergere RENATO TOMEZZOLI Verona Egregio direttore, lo strepitoso successo della LN alle ultime elezioni politiche in tutto il Nord, ma soprattutto in Veneto, particolarmente a Verona e provincia, ha diversi ingredienti. Elenchiamone alcuni: i sindaci leghisti Tosi-Gentilini-Gobbo e Bitonci, i più noti; il radicamento sul territorio di giovani amministratori preparati ed efficienti nonché vicini alla gente; il desiderio di sicurezza e legalità; un maggior controllo sull immigrazione con l espulsione dei clandestini e dei delinquenti stranieri; una primaria attenzione sociale e assistenziale alle nostre genti; il Federalismo strutturale del Paese, ma soprattutto, a breve, quello fiscale, che non ha bisogno di modifiche costituzionali, al fine di trattenere, in loco, una giusta parte delle entrate, responsabilizzando così gli amministratori e i cittadini, i quali devono essere tutti uguali come prevede l art. 3 della Costituzione; più autonomia per essere più padroni in casa propria, con più competenze a sindaci e polizia locale. Tutti problemi che la Lega porta avanti da anni e che finalmente stanno facendo sempre più presa tra i cittadini, specie qui al Nord. I numeri per cambiare la Lega li ha e, se si attuerà quello che le nostre genti e tutti i cittadini chiedono, con il loro consenso e fiducia, ci saranno sempre più. Tutto ciò indipendentemente dal colore politico, in quanto tutti devono collaborare, se vogliamo cambiare in meglio questo nostro Paese per un sereno futuro delle nostre generazioni. Festeggeremo a Pontida PIER LUIGI BIOLZI Bedonia (Pr) Gioite italiani! Il sole delle Alpi splende su tutta l Italia salva nella certezza che dopo tanti giorni di pioggia non rivedremo più l arcobaleno. Onore al nostro Umberto nazionale! Ci rivedremo a Pontida insieme a miei fratelli padani. Offese gratuite e pubbliche scuse GIORGIO C. Padova Sono un elettore della Lega Nord e nell ultima trasmissione di Annozero del komunista Santoro, un personaggio con orecchino (da noi si chiama singano ) si è permesso di apostrofare come becero il partito della Lega e quindi i leghisti. Chiedo pertanto che vengano richieste pubbliche scuse. (Becero sarà lui e tutti i singani come lui.) Vorremmo un ministro veneto LUIGI AVESANI Verona Cara Padania, dopo il grandioso successo elettorale della Lega in Veneto, specie in quel di Verona ove ha fatto ben cinque parlamentari, la nostra Regione merita, come minimo, un ministro. Se veronese tanto meglio. Bossi l ha promesso, ora deve mantenere la parola. Che siano tutti lombardi non sarebbe giusto, se vuole avere la stima e il consenso del nostro elettorale. Lo dica al Senatur! Abbiamo vinto con lo slogan di Bossi FRANCO PARAVELLA Brignano Gera d Adda (Bg) Sino a qualche settimana fa, non si trovava neanche una persona che dichiarasse di aver votato nelle precedenti politiche a favore di Prodi, neanche a cercarla col lanternino. Ora - soprattutto nella provincia bergamasca dove la Lega è diventata il primo partito - molti escono dall anonimato e dichiarano apertamente di avere votato per la Lega. Grazie tante perciò a coloro che hanno indefessamente lavorato per far trionfare la verità sulle realtà delle cose che la gente del Nord chiede da sempre, cioè meno tasse, meno burocrazia, più severità verso i delinquenti, e più disciplina sull immigrazione che deve essere selettiva cioè finalizzata alle reali necessità del Paese. Finalmente sono stati sbugiardati i moltissimi giornali e periodici, nonché i vari talk show trasmessi dalle varie reti nazionali e locali, nei quali non si perdeva occasione per dire peste e corna contro il Carroccio, strumentalizzando palesemente anche i più futili motivi. Nelle poche volte in cui era presente un rappresentante leghista, questi veniva continuamente interrotto da parte dei conduttori al fine di fargli perdere il filo del discorso e per non permettergli di esternare le sacrosante ragioni della Lega. E se dal lato relativo ai cittadini, sembra che le cose - per il momento - siano cambiate, dal lato dei media televisivi ciò non è ancora avvenuto, almeno su alcune reti. Riflessione: è proprio vero, per far sì che sempre più tanti cittadini vengano in contatto con la verità, bisogna continuamente applicare uno dei migliori slogan dettati dal nostro grande Segretario e condottiero: mai mula , tegn dür . Chi vince comanda LILIANA Desenzano Grazie Bossi per la vittoria elettorale. Sono una leghista convinta, dal 92 tesserata Lega. Nessuna Camera agli avversari, quando loro erano al Governo non ci hanno dato niente. Non meritano nulla. Chi vince comanda. Disertiamo la Tv faziosa e di parte rolando1934@alice.it Ho assistito all aggressione verbale di Gad Lerner e soci nei confronti del rappresentante della Lega. La loro acredine per la sconfitta si attacca alle cose più assurde come quella frase esemplificativa della derattizzazione. I "difensori degli esseri umani" cercano di far dimenticare con queste assurdità le condizioni miserevoli che le loro "rivoluzioni" hanno causato al mondo con milioni e milioni di morti, questi sì come ratti, ma non ci riusciranno. Comunque penso che l'accettare i loro inviti sia uno sbaglio: lasciamoli cuocere nel loro brodo, nella loro rabbia, nella loro protervia, sono ormai nelle sabbie mobili, più si agitano più andranno a fondo. [Data pubblicazione: 19/04/2008].

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Combattiamo l evasione (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Discutete a porte chiuse ALBERTO UNGARI Anche stavolta ho votato Lega però devo dire una cosa. Perché litigare in piazza per i posti da assegnare, perché non farlo a porte chiuse? Vedete che dall altra parte analizzano ogni frase. Ora io una cosa desidero più di altro, che troviate un gioco per fare fuori i sindacati. Loro sono lo sfascio di tutto, e anche nel Governo fanno subito carriera. Perché? Combattiamo l evasione rentex1948@libero.it Carissimo direttore, l'Ici è una tassa sulla casa, fatta con sudore, mutui, tassi ecc. è una tassa che fa vivere i comuni. Ma... se tolta, con quale introito i comuni pagano i servizi?; considerando che 80% degli italiani è proprietario della casa, se tolta dovrebbe essere tassata l'Irpef, ma se l'evasione fiscale è altissima, chi sarà tassato se non quello a reddito fisCo? Sarebbe opportuno mantenere l'Ici e combattere l'evasione Approfittiamo di questa grande vittoria LISETTA ALBERTI Agrate Brianza Grazie Umberto, mi hai dato una gioia immensa. Nessuno aveva pronosticato un successo così grande. I sondaggi dei soliti soloni, che vengono presi come oracoli, davano la nostra Lega al 4% massimo 4,8%. In nessun Paese al mondo c è un partito che incarna l anima popolare della gente, degli operai, tanto che operai della Cgil hanno votato in massa per la Lega Nord. E pensare che fino a due-tre anni fa il sogno di una Padania indipendente stava per finire. Invece in questo brevissimo lasso di tempo le cose si sono letteralmente capovolte. Il nostro Segretario federale è tornato un giovanotto 20enne con un ritmo di comizi di due al giorno, tutti i militanti con la pancia a terra a fare il loro dovere e siamo stati giustamente premiati. Adesso bisogna però vedere i lati incerti di questa nostra vittoria, dico subito fuori dai denti che Berlusconi non mi piace. È inutile che canti vittoria perché il suo partito ha perso molti voti, se non ci fosse stata la clamorosa vittoria della Lega Nord col cavolo che Berlusconi vinceva, quindi la vittoria è anche nostra. Tutti quelli che hanno votato la Lega a queste elezioni vogliono precise cose. Un ministro dell Interno leghista, forte e autorevole tipo Calderoli, un ministro del Lavoro efficiente, una legge Bossi-Bossi sull immigrazione e finalmente il punto dei punti il Federalismo fiscale, trattenere i soldi delle tasse a casa nostra. Lancio un appello ai dirigenti della Lega Nord: non deludiamo un popolo intero che ci ha dato immensa fiducia, ricordate, cari dirigenti leghisti, che il treno della vita passa una volta sola, se lo perdiamo non so quando passerà ancora. Viva la Padania, evviva Bossi e tutti i dirigenti leghisti. Grazie a chi ha portato la Lega così in alto ANTONIO PALVAN Este (Pd) Egregio direttore, ancora molto emozionato dalla gioia dei risultati raggiunti, vorrei esprimere un grazie di cuore al nostro Umberto e, non di meno, ai nostri senatori, onorevoli, militanti e a tutti quelli che hanno contribuito a rendere il nostro Sole delle Alpi più raggiante che mai. Un grazie particolare alla nostra onorevole Paola Goisis che nella mia città, nelle piazze, nei mercati, tra la gente, con i suoi collaboratori, ha illustrato le idee, i programmi, le aspettative del nostro partito. Sono orgoglioso che sia lei a rappresentare tali valori e tali speranze. La Lega ha i numeri per emergere RENATO TOMEZZOLI Verona Egregio direttore, lo strepitoso successo della LN alle ultime elezioni politiche in tutto il Nord, ma soprattutto in Veneto, particolarmente a Verona e provincia, ha diversi ingredienti. Elenchiamone alcuni: i sindaci leghisti Tosi-Gentilini-Gobbo e Bitonci, i più noti; il radicamento sul territorio di giovani amministratori preparati ed efficienti nonché vicini alla gente; il desiderio di sicurezza e legalità; un maggior controllo sull immigrazione con l espulsione dei clandestini e dei delinquenti stranieri; una primaria attenzione sociale e assistenziale alle nostre genti; il Federalismo strutturale del Paese, ma soprattutto, a breve, quello fiscale, che non ha bisogno di modifiche costituzionali, al fine di trattenere, in loco, una giusta parte delle entrate, responsabilizzando così gli amministratori e i cittadini, i quali devono essere tutti uguali come prevede l art. 3 della Costituzione; più autonomia per essere più padroni in casa propria, con più competenze a sindaci e polizia locale. Tutti problemi che la Lega porta avanti da anni e che finalmente stanno facendo sempre più presa tra i cittadini, specie qui al Nord. I numeri per cambiare la Lega li ha e, se si attuerà quello che le nostre genti e tutti i cittadini chiedono, con il loro consenso e fiducia, ci saranno sempre più. Tutto ciò indipendentemente dal colore politico, in quanto tutti devono collaborare, se vogliamo cambiare in meglio questo nostro Paese per un sereno futuro delle nostre generazioni. Festeggeremo a Pontida PIER LUIGI BIOLZI Bedonia (Pr) Gioite italiani! Il sole delle Alpi splende su tutta l Italia salva nella certezza che dopo tanti giorni di pioggia non rivedremo più l arcobaleno. Onore al nostro Umberto nazionale! Ci rivedremo a Pontida insieme a miei fratelli padani. Offese gratuite e pubbliche scuse GIORGIO C. Padova Sono un elettore della Lega Nord e nell ultima trasmissione di Annozero del komunista Santoro, un personaggio con orecchino (da noi si chiama singano ) si è permesso di apostrofare come becero il partito della Lega e quindi i leghisti. Chiedo pertanto che vengano richieste pubbliche scuse. (Becero sarà lui e tutti i singani come lui.) Vorremmo un ministro veneto LUIGI AVESANI Verona Cara Padania, dopo il grandioso successo elettorale della Lega in Veneto, specie in quel di Verona ove ha fatto ben cinque parlamentari, la nostra Regione merita, come minimo, un ministro. Se veronese tanto meglio. Bossi l ha promesso, ora deve mantenere la parola. Che siano tutti lombardi non sarebbe giusto, se vuole avere la stima e il consenso del nostro elettorale. Lo dica al Senatur! Abbiamo vinto con lo slogan di Bossi FRANCO PARAVELLA Brignano Gera d Adda (Bg) Sino a qualche settimana fa, non si trovava neanche una persona che dichiarasse di aver votato nelle precedenti politiche a favore di Prodi, neanche a cercarla col lanternino. Ora - soprattutto nella provincia bergamasca dove la Lega è diventata il primo partito - molti escono dall anonimato e dichiarano apertamente di avere votato per la Lega. Grazie tante perciò a coloro che hanno indefessamente lavorato per far trionfare la verità sulle realtà delle cose che la gente del Nord chiede da sempre, cioè meno tasse, meno burocrazia, più severità verso i delinquenti, e più disciplina sull immigrazione che deve essere selettiva cioè finalizzata alle reali necessità del Paese. Finalmente sono stati sbugiardati i moltissimi giornali e periodici, nonché i vari talk show trasmessi dalle varie reti nazionali e locali, nei quali non si perdeva occasione per dire peste e corna contro il Carroccio, strumentalizzando palesemente anche i più futili motivi. Nelle poche volte in cui era presente un rappresentante leghista, questi veniva continuamente interrotto da parte dei conduttori al fine di fargli perdere il filo del discorso e per non permettergli di esternare le sacrosante ragioni della Lega. E se dal lato relativo ai cittadini, sembra che le cose - per il momento - siano cambiate, dal lato dei media televisivi ciò non è ancora avvenuto, almeno su alcune reti. Riflessione: è proprio vero, per far sì che sempre più tanti cittadini vengano in contatto con la verità, bisogna continuamente applicare uno dei migliori slogan dettati dal nostro grande Segretario e condottiero: mai mula , tegn dür . Chi vince comanda LILIANA Desenzano Grazie Bossi per la vittoria elettorale. Sono una leghista convinta, dal 92 tesserata Lega. Nessuna Camera agli avversari, quando loro erano al Governo non ci hanno dato niente. Non meritano nulla. Chi vince comanda. Disertiamo la Tv faziosa e di parte rolando1934@alice.it Ho assistito all aggressione verbale di Gad Lerner e soci nei confronti del rappresentante della Lega. La loro acredine per la sconfitta si attacca alle cose più assurde come quella frase esemplificativa della derattizzazione. I "difensori degli esseri umani" cercano di far dimenticare con queste assurdità le condizioni miserevoli che le loro "rivoluzioni" hanno causato al mondo con milioni e milioni di morti, questi sì come ratti, ma non ci riusciranno. Comunque penso che l'accettare i loro inviti sia uno sbaglio: lasciamoli cuocere nel loro brodo, nella loro rabbia, nella loro protervia, sono ormai nelle sabbie mobili, più si agitano più andranno a fondo. [Data pubblicazione: 19/04/2008].

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Agriturismi, la Lombardia detta le regole (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nuova normativa approvata in Commissione Agriturismi, la Lombardia detta le regole Il Pirellone approva la Disciplina regionale dell Agriturismo fortemente voluta dal Carroccio e portata avanti dalla consigliera Monica Rizzi. "Mi ritengo assolutamente soddisfatta per l approvazione del provvedimento - ha detto -. Questo testo, nato da una stretta collaborazione tra Consiglio e rappresentanti di categoria, risponde pienamente alle mutate esigenze degli agriturismi lombardi e di tutte le attività a loro connesse". Era importante dare agli agriturismi un nuovo regolamento che ne disciplinasse l intera attività a partire dagli aspetti autorizzativi sino a giungere alla definizione degli aspetti riguardanti la concreta gestione dell attività come il taglio della burocrazia e la tutela delle strutture penalizzate dalla stagionalità. Il provvedimento approderà ora in Consiglio Regionale". [Data pubblicazione: 18/04/2008].

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Anche la grande impresa: <È tempo di cambiare lo Stato> (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Anche la grande impresa: "È tempo di cambiare lo Stato" NOSTRO INVIATO SIMONE BOIOCCHI Flessibilità del lavoro con sicurezza sociale, certezza del diritto e infrastrutture moderne, meno tasse e più concorrenza, innovazione e capitale umano adatti alla nuova frontiera della conoscenza, poca burocrazia e molta sicurezza del territorio. In tre parole: cambiare per crescere . Questa la linea rossa che ha caratterizzato la convention organizzata da Confindustria preso l auditorium Giovanni Agnelli di Torino per fare il punto sulle prossime sfide necessarie al Paese per riprendere la corsa verso la crescita. "Negli ultimi 20 anni hanno sottolineato i vertici della confederazione degli imprenditori l Italia è scivolata indietro nelle classifiche internazionali di reddito, competitività, istruzione, benessere. Dal 1988 a oggi il Pil per abitante ha perso oltre il 10% contro la media di Eurolandia. Nel 2006 la Spagna ci ha superato e ora siamo incalzati dalla Grecia, mentre Francia e Germania sono sempre più lontane". Una perdita che simboleggia l arretramento che si osserva in molti ambiti della vita civile e sociale. Ecco perché tutti gli interventi che si sono susseguiti sul palco hanno evidenziato come, per non cadere ancora più in basso e risalire la china occorre un nuovo impegno di tutti. Un radicale cambiamento che necessita però di riforme profonde e partecipate che mettano al centro la priorità della crescita attraverso il valore del merito e della cultura d impresa. Solo così, infatti, secondo viale dell Astronomia può essere generata quella "ricchezza che si traduce in maggiori retribuzioni, consumi, solidarietà". "Il Paese ha detto il vice presidente del Centro studi di Confindustria, Andrea Pininfarina, aprendo il convegno - non può più sopportare mezze riforme o, ancor peggio, riforme assunte da un Governo e poi smontate da quello successivo. Cambiare per crescere è quindi ormai indispensabile e ineludibile. Diversamente da quanto accaduto negli ultimi 10 anni, da oggi al 2018 i cambiamenti dovranno però essere necessariamente radicali in ogni settore". Prima , ha però indicato Pininfarina, le riforme istituzionali dello Stato, poi quelle propriamente economiche, riguardanti i conti pubblici, il fisco, le infrastrutture, la produttività o l energia. Le logiche di schieramento partitiche tipiche della scena italiana, ha concluso, "sono tra le ragioni delle mancate riforme nel nostro paese e quindi della mancata crescita. La voglia di scala mobile che talvolta riemerge e le tendenze alla spesa pubblica senza copertura testimoniano che ancora la stabilità non è diventata parte della nostra cultura". A ruota l amministratore delegato di Intesa-SanPaolo, Corrado Passera, per il quale "con questo livello di crescita non ce la faremo. Per questo bene ha fatto Confindustria a mettere la crescita come priorità numero uno". Nessun consiglio al Governo, invece da parte dell amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, che si è limitato a sottolineare come l ultimo contratto nazionale dei metalmeccanici "è un esempio su come non fare le cose". "Vorrei potervi dire che il peggio è passato ha poi detto il presidente del consiglio dei Governatori della Federal Reserve, Alan Greenspan, intervenendo in video conferenza al convegno del Centro Studi di Confindustria - ma la questione Usa è ancora critica, ancora da risolvere". Ma allora quanto durerà la recessione negli Usa? "Non lo so con certezza, - ha sottolineato Greenspan - perché i dati di cui dovremmo disporre sono dati storici. Ma credo che dipenderà dalla velocità di tenere sotto controllo la crisi finanziaria". Secondo l ex primo ministro Spagnolo José Maria Aznar che, intervenuto subito dopo ha citato ad esempio il lavoro che lui stesso ha svolto nella penisola iberica, invece, "il dinamismo si raggiunge solo con riforme generalizzate, con una maggiore libertà economica e con un minore intervento pubblico". "In questa situazione gli ha fatto eco il presidente uscente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo -, non c è alternativa ad una grande, decisa, radicale stagione di riforme. È di questo che il Paese ha bisogno, sapendo che ci saranno dei costi che non può essere sempre qualcun altro a pagare. Questa stagione di riforme, profonde e ineludibili, dovrà affrontare tre grandi priorità. Un emergenza economica, un emergenza sociale, un emergenza istituzionale". Poi, ha aggiunto il numero uno di viale dell Astronomia, se "nel breve periodo le imprese possono salvarsi andando all estero, l Italia no. Tutti, nessuno escluso, imprese, politica, società civile, governo e sindacati, devono fare la propria parte per modernizzare il Paese". Poi, nemmeno troppo velata, una bordata al Governo uscente: "I lavoratori non si sentono più rappresentati da forze politiche e sociali incapaci di dare risposte vere ai loro problemi concreti. Indicare gli industriali come nemici, frutto di una visione marxista che non esisteva nemmeno a Cuba negli anni 60, legata a quelle forze politiche che non hanno più rappresentanti in Parlamento, ci ha portato a questo punto". "Il nuovo Governo italiano - ha detto in fine José Manuel Durão Barroso, Presidente della Commissione Europea concludendo i lavori -, ha un ampia maggioranza. Usatela per fare le riforme di cui il vostro Paese ha bisogno". [Data pubblicazione: 19/04/2008].

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I conti tornano nel cassetto e il paese rimane senza bilancio in attesa di lumi (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ELLO I conti tornano nel cassetto e il paese rimane senza bilancio in attesa di lumi Sono tempi duri, si sente dire spesso: i Comuni piangono miseria e lamentano i tagli ai finanziamenti statali, che avvengono di pari passo con l'aumento degli impegni che il governo delega; sono, d'altra parte, per lo più parole ? e paroloni ? per la gente comune, che non mastica la Finanziaria. L'amministrazione di Ello è riuscita comunque a tradurre in un linguaggio inequivocabile ? quello dei fatti ? le frasi difficili della burocrazia: ha preso, qualche sera fa, i conti del 2008 e, anziché approvarli, li ha rimessi nel cassetto. Ello resta senza bilancio "almeno finché ? manda a dire il sindaco, Virginio Colombo ? non sapremo di che morte moriamo: e non è, purtroppo, una frase fatta". La giunta comunale si è presentata regolarmente in aula, in occasione dell'ultima seduta del consiglio comunale: all'ordine del giorno c'erano proprio le previsioni di entrata, uscita, investimenti e tasse dell'anno in corso (normalmente, da approvare entro marzo). Sui tavoli è stato distribuito il faldone con le cifre; poi, il clamoroso annuncio: "Il bilancio non quadra ? ha detto il sindaco ? O, meglio, possiamo anche far tornare i conti con economie spaventose, ma non renderemmo un servizio al paese". La sua proposta di aspettare eventuali schiarite prima di prendere definitive decisioni è stata approvata da tutta l'assemblea, convinta dalle argomentazioni del primo cittadino: "Lo Stato ci ha tagliato a fine 2007 ben 15mila euro sostenendo che li possiamo recuperare aumentando l'Ici sugli ex fabbricati rurali: Ello ne ha, però, soltanto due. Nei giorni scorsi, poi, ci ha fatto saltare 48mila euro (una vera fortuna, per un piccolo comune come il nostro) derivanti dalla recente legge che riconosce alle amministrazioni gli sforzi compiuti per fornire servizi alle famiglie qualora sia elevata la percentuale di popolazione inferiore ai 5 anni". Ello ha perso i fondi mancando il quorum "per quattro bambini di numero". I conti, a quel punto, non tornavano più "se non dimezzando previsioni di spesa come i 40mila euro destinati alle manutenzioni ma ? sottolinea sempre il sindaco ? può un'amministrazione seria promettere ai cittadini che tirerà un intero anno senza nemmeno i soldi per riparare le buche che dovessero aprirsi nelle strade?". E pensare che l'amministrazione di Ello è da sempre orgogliosa della propria realtà, pur se a prezzo di grossi sforzi. 19/04/2008.

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SondrioL'Unione pesca sportiva di Sondrio fa sentire la propria voce per la difesa della Valle dei Ratti e dei torrenti della provincia dall'assalto della speculazione sulle acque (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

E per questo ieri, in una conferenza stampa tenutasi alla sua sede ha presentato il manifesto ?Giù le mani dalla valle dei Ratti? che verrà affisso in tutti i comuni della provincia per sensibilizzare la gente su questo tema che incontra sempre maggiore interesse SondrioL'Unione pesca sportiva di Sondrio fa sentire la propria voce per la difesa della Valle dei Ratti e dei torrenti della provincia dall'assalto della speculazione sulle acque e per questo ieri, in una conferenza stampa tenutasi alla sua sede ha presentato il manifesto ?Giù le mani dalla valle dei Ratti? che verrà affisso in tutti i comuni della provincia per sensibilizzare la gente su questo tema che incontra sempre maggiore interesse. Uno degli scopi principali dell'iniziativa è quello di portare a conoscenza dei valtellinesi e dei valchiavennaschi la vicenda dell'"assalto" alle acque della Valle dei Ratti per fare in modo che questo venga respinto. Questi i fatti in estrema sintesi: la Regione Lombardia, con un decreto del 21 dicembre scorso ha escluso dalla procedura di valutazione di impatto ambientale gli interventi previsti dal progetto per la derivazione a scopo idroelettrico sul torrente Ratti, nei Comuni di Novate Mezzola e Verceia, presentato dalla Sem (Società Elettrica Morbegno). Il sodalizio morbegnese aveva presentato la documentazione il 9 novembre e la documentazione integrativa il 7 dicembre ("è quantomeno sospetto - ha commentato Sandro Sozzani dello Iaps, Intergruppo acque della provincia di Sondrio - questa velocità nel giungere al decreto vista la tradizionale lentezza della burocrazia italiana"). Dopo la pubblicazione del decreto si è subito creato un comitato, contrario alla decisione proprio perché il tratto della Valle dei Ratti interessato dalla richiesta è assolutamente incontaminato e di grande bellezza e anche l'Unione pesca sportiva e la Provincia si erano espressi in maniera negativa sul decreto stesso, tanto da pensare di presentare addirittura ricorso. Decisione, quest'ultima, che non si è più concretizzata, visto che il ricorso, allo stato attuale dei fatti sarebbe irricevibile, mentre diventerebbe legittimo una volta che la concessione sarebbe effettivamente concessa. A questo proposito, va ricordato che a stabilire se accordare o meno la concessione, trattandosi di una piccola derivazione, sarà proprio l'amministrazione provinciale che, lo ricordiamo, ha già censurato il decreto regionale, ma potrebbe non poter fare nulla qualora le carte presentate fossero tutte in regola. A questo proposito, dunque, diventeranno fondamentali, per garantire una felice conclusione della vicenda, il giudizio territoriale, ambientale ed economico e la conclusione del Vas (Valutazione ambientale strategica) che deciderà il destino delle acque della nostra provincia. Intanto, l'Unione pesca sportiva, i vari comitati e lo Iaps vanno avanti nella loro battaglia. "Vogliamo fare fronte comune perché la richiesta sia respinta - ha affermato Diego Muffatti, presidente provinciale dell'Ups - perché l'energia è pulita solo per chi la sfrutta e ne ha benefici, mentre lo sporco rimane nel nostro territorio". Giuseppe Maiorana 19/04/2008.

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