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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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Report "Costi dei politici"

De mita sfida gli ex alleati - conchita sannino ( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Intanto il coordinatore regionale di Fi Nicola Cosentino è al lavoro per l'allestimento di un call-center elettorale e per l'arruolamento dei "difensori del voto", l'esercito di controllori voluti da Berlusconi. Cosentino sta valutando l'ipotesi di un gettone di 50 euro per ciascun "difensore", una proposta che già provoca discussioni.

Consigli comunali deserti, la spiegazione c'è - fabio casmirro ( da "Centro, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Poco importa se l'assemblea produce deliberazioni, provvedimenti di pubblica utilità: il gettone viene incassato dal consigliere a prescindere, anche se si discute di aria fritta. Il gettone viene pagato persino se la seduta risulta deserta per mancanza del numero legale: chi risponde all'appello ha infatti diritto a riscuotere.

La mia protesta elettorale ( da "Centro, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stella e G.A.Rizzo, "La Malagiustizia" di D. Giacalone il quale, a pagina 55, afferma che a volte l'ingiustizia è così pesante che "provoca l'annullamento della persona, e fa scattare il desiderio dell'auto eliminazione, del suicidio", "La corruzione in Italia" di P.

La sfida sull'orlo della recessione ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Partito democratico contro "il vecchio centro-sinistra", quello delle politiche fiscali di Visco e dei "vertici di maggioranza che andavano da Pecoraro a Mastella che non vedrete più". Al di là di questa differenza,cioè dell'operazione politica di "rottura con i massimalisti" di Veltroni, la filosofia di fondo dei due non è abissale.

QUALE è il momento giusto per fare le riforme? Ecco una questione in sé un po' in ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 17-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: risorse nel finanziamento improprio della disoccupazione e dei costi della politica, che è necessario disporre di un sistema di istruzione dalla scuola all'Università che promuova la formazione delle eccellenze, che non possiamo fare a meno di una robusta politica di investimenti pubblici produttivi, di una amministrazione all'altezza e senza isole più o meno vaste di inefficienza,

Se si ricorda che c'è bisogno di avere una Sanità che curi davvero i malati e ( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: risorse nel finanziamento improprio della disoccupazione e dei costi della politica, che è necessario disporre di un sistema di istruzione dalla scuola all'Università che promuova la formazione delle eccellenze, che non possiamo fare a meno di una robusta politica di investimenti pubblici produttivi, di una amministrazione all'altezza e senza isole più o meno vaste di inefficienza,

La politica non paga. Almeno a Cassina ( da "Gazzetta della Martesana, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che contiene le norme per la determinazione della misura dell'indennità di funzione e dei gettoni di presenza per gli amministratori locali, a norma dell'articolo 23 della legge 3 agosto 1999, numero 265. E ormai prassi comune che tutte le Amministrazioni locali, in un'ottica di trasparenza, stabiliscano di rendere note le indennità percepite dal sindaco e dalla sua Giunta.

Lavoro: le professioni del mare attirano i giovani ( da "Denaro, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: con idoneità fisica alla mansione, diploma di scuola media superiore e buona conoscenza della lingua inglese e di una ulteriore lingua straniera. Per tutti i corsi la frequenza sarà obbligatoria e gratuita, con un gettone di presenza di euro 2,50 ad ora. Bandi I bandi e la modulistica da utilizzare saranno pubblicati sui siti www.


Articoli

De mita sfida gli ex alleati - conchita sannino (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina V - Napoli De Mita sfida gli ex alleati E il Pdl recluta i "difensori del voto" con 50 euro Alle 17.30 Landolfi ad Avellino, alle 18 Follini a Salerno L'ex assessore regionale Di Lello attacca Bassolino sui rifiuti Alle 19 l'anziano leader, in lizza con l'Udc di Casini, è all'Augusteo CONCHITA SANNINO "Siamo ritornati". De Mita accelera il pressing sui fedelissimi di un tempo e già pensa al dopo. "Dopo le elezioni - avverte da Bari l'ex premier, capolista al Senato in Campania con l'Udc - faremo un grande movimento che recupererà la storia guardando al futuro". Anche perché, rincara l'ex leader dc, "il nuovo non sono le facce, ma il pensiero". Il nuovo, insiste, "è la rottura di Casini con il Pdl. Una novità utile e autentica; a dispetto della finta novità di Veltroni e della concezione padronale di Berlusconi". Sono le argomentazioni con le quali lo stesso De Mita apre oggi a Napoli la campagna elettorale, con un incontro pubblico alle 19 al teatro Augusteo. Settimana intensa di appuntamenti per i maggiori candidati del Pd. Il ministro uscente Luigi Nicolais annuncia che toccherà durante la sua campagna "tutti e 92 i comuni della provincia di Napoli". Nicolais, numero due nel collegio Campania 1, reduce dalle accese polemiche sulla sua eventuale corsa alla successione di Bassolino, ieri ha puntato solo su giovani e Mezzogiorno, inaugurando il suo viaggio da Ercolano, con il consigliere regionale Luisa Bossa, candidata alla Camera. "La ricetta per una per una politica a favore delle giovani generazioni è fatta di due parole chiave - sottolinea Nicolais - trasparenza e merito". A Salerno arriva oggi Marco Follini, alle 18 al Grand Hotel a chiudere i lavori dei segretari provinciale e regionale del Pd. La Bossa torna sulla pesante eredità dei rifiuti: "Dobbiamo ammettere senza infingimenti le responsabilità non marginali che pezzi di centrosinistra hanno avuto nel disastro. Però il centrodestra non se ne tiri fuori. Non siamo riusciti a contrastare anche gli interessi loschi della camorra e quelli di un'impresa del nord non solidale. Ma ora il nostro unico dovere è porvi rimedio progettando e realizzando la più grande bonifica europea". Promesse che gli avversari, dal Pdl al Partito socialista, rispediscono al mittente. "Tanti anni fa dissi a Bassolino di completare al più presto il termovalorizzatore e di far venire i militari. I soldati, però, sono arrivati nel 2008 ma per fare i netturbini. E in tutti questi anni è stato assunto tanto personale che non è servito a nulla". è l'affondo dell'ex assessore regionale Marco Di Lello, il socialista oggi candidato alla Camera in Campania 1, che ieri ha presentato il programma elettorale del Psi insieme con il candidato premier Enrico Boselli. "Così si è giunti a spendere 2 miliardi di euro per una crisi mai finita. Ma noi siamo diversi: non ci siamo seduti al banchetto, non siamo finiti nelle inchieste giudiziarie. Non ci sarebbe stata l'emergenza - prosegue Di Lello - se fossero stati sciolti i consorzi di bacino, se fossero stati realizzati i termovalorizzatori". Il Pdl riunisce invece oggi, nella sede di Forza Italia, tutti i consiglieri degli enti locali, si attendono solo tra 10 giorni le visite dei leader nazionali. Intanto il coordinatore regionale di Fi Nicola Cosentino è al lavoro per l'allestimento di un call-center elettorale e per l'arruolamento dei "difensori del voto", l'esercito di controllori voluti da Berlusconi. Cosentino sta valutando l'ipotesi di un gettone di 50 euro per ciascun "difensore", una proposta che già provoca discussioni. Ad Avellino, alle 17.30, hotel de la Ville, presentazione dei candidati del Pdl alla presenza dei parlamentari Giulia Cosenza e Mario Landolfi.

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Consigli comunali deserti, la spiegazione c'è - fabio casmirro (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Teramo Consigli comunali deserti, la spiegazione c'è Riunioni a raffica nonostante i limiti di legge. Ogni seduta costa 3700 euro FABIO CASMIRRO CHIETI. Novantatrè euro per quaranta consiglieri equivalgono a circa 3700 euro per ogni seduta dell'assemblea civica. Tanto costa ai contribuenti teatini una sola riunione del consiglio comunale. Poco importa se l'assemblea produce deliberazioni, provvedimenti di pubblica utilità: il gettone viene incassato dal consigliere a prescindere, anche se si discute di aria fritta. Il gettone viene pagato persino se la seduta risulta deserta per mancanza del numero legale: chi risponde all'appello ha infatti diritto a riscuotere. Poche cifre bastano a spiegare perché vengono convocati numerosi consigli comunali che spesso si concludono in un nulla di fatto. La legge finanziaria ha introdotto quest'anno alcune importanti novità per cercare di mettere un freno ai costi della politica. Ad esempio, è stata eliminata l'indennità forfettizzata. Fino all'anno scorso, un consigliere poteva decidere se essere pagato a gettone, quindi per ogni partecipazione a riunioni di consiglio, commissioni, riunioni di capigruppo (a Chieti sono 16 i capigruppo). O se invece percepire una somma forfettizzata mensile. Quest'ultima possibilità è stata esclusa ma, almeno a Chieti, la novità produce un numero crescente di convocazioni su argomenti irrilevanti. Altre indicazioni della Finanziaria devono essere recepite dal regolamento comunale: non è possibile convocare consigli soltanto su interrogazioni e ordini del giorno, perché le assemblee civiche sono organismi deliberativi, non un luogo dove si fa salotto. E se le assemblee non deliberano nulla, i consiglieri perdono il diritto a riscuotere il gettone. Il rilievo vale per ciascun organismo comunale, commissioni comprese. La Finanziaria ha inoltre stabilito una norma che subordina la corresponsione dei gettoni alla effettiva partecipazione dei consiglieri, per tutta la durata di una seduta di lavoro. Spesso, accade invece che bastano quindici minuti di presenza per portare a casa 93 euro. Questo spiega il continuo viavai di consiglieri durante le pubbliche assemblee. Per cambiare il regolamento, e adattarlo ai nuovi principi della legge finanziaria, occorre naturalmente trovare un accordo politico. Ma siccome l'intesa non c'è neppure nella stessa maggioranza, la conclusione è molto semplice: la modifica del regolamento non si fa. Altri numeri utili. La Finanziaria riduce da 1600 a 1200 euro il tetto massimo di gettoni che ciascun rappresentante del popolo può incassare in un mese. E' più basso dell'anno scorso certo, ma 1200 euro sono pur sempre il corrispettivo del salario medio di un metalmeccanico. In un anno, il costo complessivo della amministrazione comunale di Chieti (comprensivo delle indennità a sindaco e giunta) ammonta a 640mila euro.

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La mia protesta elettorale (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Enrico Gambacorta * La mia protesta elettorale Eccoci a nuove elezioni. Nuove campagne elettorali. Campagne che, ovviamente, ricordano ben poco le campagne di Cesare o quelle napoleoniche. Le campagne politiche servono per conquistare chi e per che cosa? Campagne per captare, ancora una volta, voti e di chi? E per chi? Si dice, in questa campagna elettorale, che il voto è utile. Sarà pure vero ma bisognerebbe sapere per chi è utile. Le frasi non vanno dette a metà. In ogni modo, io non penso di andare a votare. Poiché faccio riferimento a come é stato gestito il Paese e, di conseguenza, alla situazione creatasi. Ho sempre creduto che un partito, un politico è quello che ha fatto, il resto è costituito da proiezioni future, da promesse che, purtroppo, come le chiacchiere, hanno un potere taumaturgico. Non so spiegarmelo ma io sono sempre stato allergico alle promesse (come alle chiacchiere), a quelli che parlano coniugando i verbi sempre al futuro: faremo, abbasseremo le tasse, aumenteremo le pensioni, ecc. Da qualche lustro ad oggi sulla scena politica si sono avvicendati tutti i partiti (e con gli stessi politici), associati con la destra o con la sinistra. Pertanto, è fondato analizzare quello che hanno fatto finora anche perchè si tratta degli stessi politici tuttora in gara per la rielezione. Osservando quanto è stato detto e scritto circa l'attuale situazione italiana (senza che alcuno abbia obiettato qualcosa) è da concludere che essa è penosa e tragica. Lo hanno detto tutti. Ricordo "l'Italia Sprecona" di R. Costa, "La Casta", scritta e documentata da S.Stella e G.A.Rizzo, "La Malagiustizia" di D. Giacalone il quale, a pagina 55, afferma che a volte l'ingiustizia è così pesante che "provoca l'annullamento della persona, e fa scattare il desiderio dell'auto eliminazione, del suicidio", "La corruzione in Italia" di P. Davigo e G. Mannozzi e così via. Ultimamente, a Pescara uno degli autori de "La Casta" ha ribadito che se oggi, a distanza di tempo, dovesse riscrivere il libro scriverebbe le stesse cose poiché nulla, proprio nulla, è cambiato. L'Italia è alla deriva, tra le sceneggiate in parlamento e la spazzatura del napoletano. Mai come oggi. Ciò premesso e "rebus sic stantibus", non mi sento di andare a votare per non avallare l'operato degli attuali candidati che finora hanno gestito il Paese riducendola in queste condizioni. Votando non solo avallerei il loro operato ma li inciterei anche a continuare sulla stessa strada. Eppure, tanta gente va a votare. Certamente. Chi ha un appannaggio di 600.000 (seicentomila) euro l'anno è logico che vada a votare. Chi ha una pensione di 1.000 (mille) euro al giorno é logico che vada a votare. Chi, oltre a percepire uno stipendio come sindaco di un paesino, percepisce un altro stipendio come insegnante elementare e, inoltre, un appannaggio come presidente di una delle oltre trecento comunità montane é logico che vada a votare. Per loro questo è il paese del bengodi. Chi è stato "graziato" o crede di essere stato "graziato" per aver ottenuto uno stipendio di mille euro al mese (anche se non si rende conto che circa la metà viene risucchiato dal fisco, direttamente o indirettamente), chi spera o crede di avere, in futuro, un vantaggio dall'eletto é logico che vada a votare. Tutti questi é logico che, insieme ai loro cari: figli, nipoti, pronipoti, congiunti ed amici, vadino a votare. Infine, chi crede che i futuri amministratori: aumenteranno le pensioni ed i salari minimi, faranno sì che i poveri invece di aumentare diminuiscano, faranno in modo che il pane ed il latte non continuino ad aumentare (dal 2000 ad oggi il potere d'acquisto è diminuito del 35%), faranno in modo che i cittadini si ammalino meno negli ospedali, è opportuno che si rechi alle urne. Io li rispetto (purché rispettino la mia posizione) ma non posso garantire loro niente. In quanto a me che faccio riferimento al passato, come già detto, cito uno dei tanti deplorevoli casi che accadono nelle varie branche della pubblica amministrazione. Sono a piena conoscenza di una sentenza che, firmata e datata 26 gennaio 2007, è stata depositata in Cancelleria il 7 novembre 2007, dopo oltre 9 (nove) mesi. Un avvocato mi ha detto che ciò è normale. Certo questo è la norma, poiché ci sono anche casi in cui una sentenza è stata depositata dopo nove anni. Molti ci ridono o sorridono, tanto non succede a loro, penseranno. A me ciò causa un'amara indignazione. Quando qualcuno mi farà vedere che le sentenze sono state depositate in Cancelleria nel giro di due giorni (salvo lo sciopero dei trasportatori!) dalla firma e dalla data del giudice e che altri casi simili, anche se non uguali a questo, sono stati gestiti allo stesso modo (gestione che non solo non costa niente, ma rende e giova alla Pubblica Amministrazione ed agli interessati), é chiedere molto? Solo allora mi recherò alle urne. Diversamente, per il bene dei diseredati e del Paese, in genere, eviterò di avallare e/o incitare una simile gestione della cosa pubblica. Per me è un problema di coscienza. * un lettore indignato.

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La sfida sull'orlo della recessione (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-16 - pag: 13 autore: La sfida sull'orlo della recessione Veltroni: giù le aliquote - Berlusconi rilancia la riforma Maroni delle pensioni Lina Palmerini CERNOBBIO. Dal nostro inviato In un clima di realismo piuttosto inusuale per una campagna elettorale, i due candidati premier si sono misurati con la recessione economica più che ingaggiare un duello a colpi di promesse. Sparisce il miracolo italiano, arriva "l'angoscia" di Silvio Berlusconi e la "preoccupazione" di Walter Veltroni che vede "il tempo che si sta consumando" per l'Italia. La congiuntura negativa entra nella gara verso il 13 aprile come non era accaduto prima spandendo un omogeneo mood da crescita zero nei due candidati. Perfino l'"ottimista " presidente del Pdl, questa volta promette sacrifici in una sala del Villa d'Este di Cernobbio che trova pochi varchi per l'applauso tanto è severa la sua analisi. Perfino nel chiudere il suo intervento davanti alla platea di Confcommercio il Cavaliere resta su quei toni: "Bene, anzi, male. Penso di avervi spaventato a sufficienza ". E se lui parla come chi ha già avuto l'incarico di governare "e mi tremano le vene ai polsi", per Veltroni l'operazione è più complessa. Anche lui parla di "scelte dolorose" ma la sua missione ieri era quella di accreditare il "nuovo" Partito democratico contro "il vecchio centro-sinistra", quello delle politiche fiscali di Visco e dei "vertici di maggioranza che andavano da Pecoraro a Mastella che non vedrete più". Al di là di questa differenza,cioè dell'operazione politica di "rottura con i massimalisti" di Veltroni, la filosofia di fondo dei due non è abissale. Entrambi puntano alla crescita mirando alle piccole e medie imprese con lo strumento fiscale declinato tra Irap, studi di settore, Iva di cassa, forfettizzazione. E se Veltroni chiama questa nuova sintonia con il mondo produttivo la "discontinuità culturale del Pd", Berlusconi ci ride sopra: "Evito di spiegarvi il mio programma, lo ha già fatto Veltroni". Su alcuni punti, però, gli sfidanti prendono strade diverse. Cominciamo dalle pensioni. Silvio Berlusconi annuncia che il suo governo tornerà alla riforma Maroni "visto che il centro-sinistra ha squilibrato i conti, anche se, secondo me, nemmeno quel sistema era sufficiente". Certo, nel programma del Pdl si parla di un adeguamento delle pensioni al costo della vita ma sarà la nuova riforma annunciata ieri che "non sarà accettata pacificamente da tutti i cittadini ".Su questo punto il Pd non toccherà nullaanche se prepara un intervento extra sulle pensioni d'annata su cui si stanno verificando le difficili compatibilità finanziarie. L'altra differenza è quella sulla produttività. Veltroni propone gli sgravi fiscali sul secondo livello salariale giudicando insufficiente "la detassazione degli straordinari " rilanciata anche ieri da Berlusconi perché "in Italia si lavora meno degli altri". E c'è l'Iva di cassa, proposta clou del Pdl, bocciata da Veltroni perché "ha un costo troppo elevato e c'è l'impedimento Ue ",mentre promette l'abbattimento dell'Iva (al 10%) per il turismo. "50 miliardi in 5 anni" è invece il piano-infrastrutture del Pdl. Scontato il taglio ai costi della politica con la sforbiciata "ai finanziamenti per i giornali di partito" che promette solo Veltroni. Sono invece simili le voci di copertura – lotta all'evasione fiscale, riduzione della spesa pubblica (in differenti entità), vendita del patrimonio immobiliare – e i pacchetti fiscali, tant'è che sempre il Cavaliere ironizza "sul taglio dell'Irpef vi ha già detto Veltroni, io spero di interpretarlo bene perché ormai è lui che esprime l'ortodossia del nostro pensiero ". Ci gioca il Cavaliere su un Veltroni che ha copiato il compito in classe. Gli dà atto della bravura "come comunicatore" peccato che "dietro di lui ci siano sempre D'Alema,Bersani.Solo Visco è sparito dentro la pancia di Bettini". Questa è una delle parentesi ironiche del Cavaliere che racconta di un'Italia "under trash" e di quanto questo stia facendo perdere competitività e "piangere Dolce e Gabbana". Veltroni glissa sulla spazzatura e racconta di "un bellissimo Paese che vedo dal pullman che merita un dibattito solo sulle Tv". Il leader Pdl sa già di aver vinto, Veltroni non ce la farà: "Magari accadesse, sarei sollevato". Non sembra convinto il segretario del Pd che invece propone alla platea di Cernobbio uno scenario di pareggio al Senato. "è molto possibile che ci sia una situazione di stallo come dal 2006 al 2008", ma "non ci saranno inciuci anche se le regole si fanno in collaborazione tra premier e leader dell'opposizione ". Ieri è stato impossibile fare un classico esercizio giornalistico: l'applausometro. L'umore "da recessione" non lo ha favorito. E così Veltroni ha incassato due applausi nei passaggi sulla concertazione "estesa alle piccole imprese " e sulla fine dei vertici di maggioranza. Berlusconi invece sul "sì" al Dipartimento delle piccole e medie imprese. Lui però non li ha cercati perché alla crisi economica non si applaude. L'ANGOSCIA DEL LEADER PDL "Mi tremano le vene ai polsi al solo pensiero di dover tornare a governare. In Italia si lavora troppo poco, vanno detassati gli straordinari" LA PREOCCUPAZIONE DEL PD "Il tempo si sta consumando, servono scelte dolorose. Noi abbiamo definito la rottura con i massimalisti e ora puntiamo sulle Pmi".

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QUALE è il momento giusto per fare le riforme? Ecco una questione in sé un po' in (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 17-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Chiudi di PAOLO POMBENI QUALE è il momento giusto per fare le riforme? Ecco una questione in sé un po' insulsa, ma che torna spesso nei dibattiti politici. Ci sono di solito due posizioni: quella di chi dice che il momento ideale è quando siamo in una fase di congiuntura molto favorevole, perché la gente non ha paura di rimetterci, ma anzi pensa di poter rischiare in cambio di miglioramenti futuri; quella di chi al contrario sostiene che sono le fasi di crisi le più favorevoli al cambiamento, perché la gente si arrende all'evidenza del "così non si può più andare avanti". In realtà ci sono controindicazioni in entrambi i casi. Quando le cose vanno bene, l'egoismo è piuttosto forte e la disponibilità a mettere in gioco le posizioni di privilegio che si hanno in mano è bassa; quando c'è aria di crisi ad essere forte è la paura e si tende ad aggrapparsi a quello che rimane in piedi nel timore che un cambiamento possa far perdere i vantaggi che sinora sono sopravvissuti alla crisi. Non per fare i filosofi a buon mercato, ma per senso di realismo va detto che il momento migliore per fare le riforme è quando ci si rende conto che sono necessarie e non procrastinabili, se non al prezzo di un grave indebolimento della situazione generale. Da questo punto di vista che il contorno sia di benessere in espansione o di crisi, non cambia molto il quadro: certo influisce sul modo, sulle risorse a disposizione, sulla possibilità di addolcire o meno le cure, ma quanto alla sostanza, cioè al fatto che quando una riforma è necessaria si deve fare, essa rimane immutata. A questo tipo di situazione ci troviamo di fronte oggi in Italia. Il sistema ha bisogno, diremmo quasi urgente bisogno, di una serie di riforme perché se la situazione resta immutata non ci sarà solo stagnazione, ma regresso. È l'urgenza dell'ora: rendersi conto che lo stare fermi, il rinviare le decisioni non è solo una pausa pericolosa, è la via più rapida per regredire, per perdere di competitività, per arretrare di posizione nella competizione internazionale e anche, vorremmo ricordarlo, nelle condizioni che promuovono una convivenza civile ed ordinata. Se si ricorda che c'è bisogno di avere una Sanità che curi davvero i malati e non disperda risorse nel finanziamento improprio della disoccupazione e dei costi della politica, che è necessario disporre di un sistema di istruzione dalla scuola all'Università che promuova la formazione delle eccellenze, che non possiamo fare a meno di una robusta politica di investimenti pubblici produttivi, di una amministrazione all'altezza e senza isole più o meno vaste di inefficienza, di una giustizia che funzioni in tempi ragionevoli senza perdersi dietro ad inutili forme di pubblicità, non stiamo parlando di migliorare dei settori che comunque funzionano già in modo soddisfacente. Stiamo invece parlando di intervenire su ambiti dove il disagio per un funzionamento non più adeguato è ampiamente avvertito non solo dagli utenti, ma anche da quote importante degli operatori. Perché non ammettere che ci sono medici, magistrati, professori, burocrati, amministratori pubblici che sono perfettamente consapevoli che le riforme sono necessarie e che sono disponibili a correre anche dei rischi per affrontare problemi che non possono più aspettare? Nessuno è cieco, e dunque sappiamo benissimo che ci sono resistenze corporative forti, che accanto a quegli ambienti che vogliono le riforme ce ne sono altri che si mettono di traverso perché non si tocchi nulla, salvando le isole e le isolette di privilegio che si sono create. Tuttavia vorremmo anche che ci si chiedesse se è poi vero che quelle parti conservatrici delle varie corporazioni sono così forti come a volte le si fa apparire, o se non ci sia qualche colpevole indolenza nel farsi schermo di queste componenti per giustificare la scarsa volontà di impegnarsi in una battaglia per far fare un passo avanti al Paese. Quando si fanno battaglie su questi fronti, non manca mai il sostegno della gente, segno evidente che il problema è sentito. Si tratta allora di prendere in mano la situazione e di dire con chiarezza da parte dello spettro più ampio di forze possibile che ci sono riforme di cui non si può fare a meno e che bisogna seriamente cominciare a farle. Si discuterà sul come, il che è non solo legittimo ma doveroso, a patto però che si cominci ad agire. Perché, crisi o non crisi, l'Italia non può più aspettare il presunto momento d'oro in cui una bacchetta magica che non esiste ci faccia svegliare in un sistema riformato per miracolo.

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Se si ricorda che c'è bisogno di avere una Sanità che curi davvero i malati e (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di PAOLO POMBENI Se si ricorda che c'è bisogno di avere una Sanità che curi davvero i malati e non disperda risorse nel finanziamento improprio della disoccupazione e dei costi della politica, che è necessario disporre di un sistema di istruzione dalla scuola all'Università che promuova la formazione delle eccellenze, che non possiamo fare a meno di una robusta politica di investimenti pubblici produttivi, di una amministrazione all'altezza e senza isole più o meno vaste di inefficienza, di una giustizia che funzioni in tempi ragionevoli senza perdersi dietro ad inutili forme di pubblicità, non stiamo parlando di migliorare dei settori che comunque funzionano già in modo soddisfacente. Stiamo invece parlando di intervenire su ambiti dove il disagio per un funzionamento non più adeguato è ampiamente avvertito non solo dagli utenti, ma anche da quote importante degli operatori. Perché non ammettere che ci sono medici, magistrati, professori, burocrati, amministratori pubblici che sono perfettamente consapevoli che le riforme sono necessarie e che sono disponibili a correre anche dei rischi per affrontare problemi che non possono più aspettare? Nessuno è cieco, e dunque sappiamo benissimo che ci sono resistenze corporative forti, che accanto a quegli ambienti che vogliono le riforme ce ne sono altri che si mettono di traverso perché non si tocchi nulla, salvando le isole e le isolette di privilegio che si sono create. Tuttavia vorremmo anche che ci si chiedesse se è poi vero che quelle parti conservatrici delle varie corporazioni sono così forti come a volte le si fa apparire, o se non ci sia qualche colpevole indolenza nel farsi schermo di queste componenti per giustificare la scarsa volontà di impegnarsi in una battaglia per far fare un passo avanti al Paese. Quando si fanno battaglie su questi fronti, non manca mai il sostegno della gente, segno evidente che il problema è sentito. Si tratta allora di prendere in mano la situazione e di dire con chiarezza da parte dello spettro più ampio di forze possibile che ci sono riforme di cui non si può fare a meno e che bisogna seriamente cominciare a farle. Si discuterà sul come, il che è non solo legittimo ma doveroso, a patto però che si cominci ad agire. Perché, crisi o non crisi, l'Italia non può più aspettare il presunto momento d'oro in cui una bacchetta magica che non esiste ci faccia svegliare in un sistema riformato per miracolo.

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La politica non paga. Almeno a Cassina (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta della Martesana, La" del 17-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

SOLDI Il primo cittadino porta a casa 2mila euro, l'assessore Scotti poco più di 300 LA POLITICA NON PAGA. ALMENO A CASSINA Ecco quanto percepiscono di stipendio gli assessori e il sindaco Simona Ginzaglio richiedi la foto Paolo Pagani richiedi la foto Simona Ginzaglio richiedi la foto Enrico Riboni richiedi la foto Claudio Scotti richiedi la foto Alessandro Patella richiedi la foto Domenica Pierro richiedi la foto Emma Squillaci Cassina de' Pecchi - Nel 2008 è stata prevista una spesa di 112.000 euro per pagare gli assessori del Comune. Nel 2007 erano 118.000 euro, nel 2006, 126mila, nel 2005, record, 147.809. Gli stipendi dell'esecutivo sono stabiliti dal decreto del ministro dell'Interno del 4 aprile 2000, che contiene le norme per la determinazione della misura dell'indennità di funzione e dei gettoni di presenza per gli amministratori locali, a norma dell'articolo 23 della legge 3 agosto 1999, numero 265. E' ormai prassi comune che tutte le Amministrazioni locali, in un'ottica di trasparenza, stabiliscano di rendere note le indennità percepite dal sindaco e dalla sua Giunta. Nell'ultimo Consiglio comunale è stato discusso il bilancio di previsione 2008 e il sindaco ha fortemente voluto dare risalto sia al fatto che la pressione fiscale è rimasta invariata con le aliquote uguali a quelli dello scorso anno, sia al contenimento della spesa e alla razionalizzazione del personale, che ha comportato una significativa riduzione del numero dei dipendenti, passati dalle 103 unità del 2004 alle attuali 87. Ma contenimento della spesa significa anche razionalizzazione dei compensi percepiti dagli amministratori, e così abbiamo verificato quanto guadagnano sindaco e assessori. I consiglieri comunali, invece, percepiscono, per ogni seduta di Consiglio, un gettone di presenza pari a 25,20 euro. Il sindaco, Simona Ginzaglio, 41 anni, assistente sociale, per la durata del suo mandato percepisce un'indennità omnicomprensiva di 2000 euro netti al mese ed è in Comune a tempo pieno. Nel caso degli assessori, le indennità variano a seconda che si tratti di lavoratore autonomo o dipendente, e anche in questo caso si tratta di indennità tutto compreso senza rimborso spese di alcun tipo. Il vicesindaco Enrico Riboni, 59 anni, con deleghe al Personale e all'Urbanistica, è un ex funzionario dell'Eni oggi in pensione, e percepisce, per la sua carica assessorile, 826,91 euro netti al mese. Paolo Pagani, 38 anni, libero professionista e assessore ai Lavori pubblici, Cimiteri e Sicurezza, per il suo mandato prende 944,92 euro netti al mese. Alessandro Patella, 34 anni, docente di filosofia, con deleghe alle Politiche sociali, politiche della famiglia, Demanio e Patrimonio percepisce 465,48 euro. Mimma Pierro, assessore alla Cultura, Tempo libero, Comunicazione esterna, Ufficio relazioni con il Pubblico e Pubblica istruzione è un'ex insegnante di inglese in pensione, e percepisce 944,92 euro netti al mese. Claudio Scotti, 50 anni a novembre, è un tecnico del settore dell'automazione per i servizi bancari e per la sua carica di assessore all'Edilizia, Ambiente, Ecologia e Viabilità e Ced, di euro ne prende 371. Emma Squillaci ha 24 anni, è neo laureata in scienze politiche, ha le deleghe per le Politiche Giovanili, lo Sport e le Pari opportunità, e la sua indennità è di 942,44 euro netti al mese. Articolo pubblicato il 17/03/08 Giuseppe Caccamo.

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Lavoro: le professioni del mare attirano i giovani (sezione: Costi dei politici)

( da "Denaro, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Soldi & Imprese incentivi Lavoro: le professioni del mare attirano i giovani Nuove occasioni di lavoro nel settore del mare. Cuochi di bordo per navi da crociera, cuochi per navi traghetto, capi servizio e primi camerieri per navi traghetto, tour escorter per navi da crociera, hostess e steward per navi traghetto. Sono queste le nuove figure che si andranno a formare mediante gli ulteriori percorsi di formazione che stanno per prendere il via all'interno del Patto formativo locale "Un mare di Lavoro", aggiungendosi al corso per allievi cuochi di bordo e di equipaggio, oramai alla terza edizione. Imma Belmare --> L'assessorato regionale alla Formazione ed il ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, finanziatori del progetto del valore di 1 milione 950 mila euro, hanno condiviso la proposta dei soggetti promotori dell'iniziativa, Confitarma, Anpal, Ial Cisl Campania, Smile Cgil Campania e Erpaf Uil Campania, di integrare l'offerta formativa pattizia originale con 5 nuove figure professionali ed un totale complessivo di 13 edizioni corsuali. Cuochi di bordo L'obiettivo degli interventi, è quello di fornire ai candidati nozioni relativamente al ruolo e ai compiti del cuoco inserito rispettivamente in una partita a bordo di una nave da crociera, piuttosto che su una nave traghetto, alla struttura e all'organizzazione di bordo, alle tecniche necessarie per una corretta ed igienica manipolazione, preparazione e cottura degli alimenti. L'ammissione al corso è riservata a ragazze e ragazzi disoccupati o inoccupati, residenti in Campania, tramite una selezione che terrà conto oltre che ai requisiti indispensabili anche delle motivazioni ad intraprendere la carriera specifica. Nello specifico potranno partecipare alla selezione soggetti con età compresa tra 18 e 32, in possesso di idoneità fisica alla mansione, nonchè di diploma di scuola istituto alberghiero per la Ristorazione, Sezione cucina. Entrambi i corsi hanno una durata di 240 ore divise tra formazione teorica e formazione pratica. Hostess e steward di bordo I partecipanti acquisiranno conoscenze relative al ruolo e ai compiti delle hostess e degli steward di bordo, alla struttura e all'organizzazione di un traghetto, alle tecniche di comunicazione, di "problem solving", di gestione dei reclami, di check in. L'ammissione al corso è riservata a ragazzi e ragazze di età superiore a 18 anni ed inferiore a 32, disoccupati /inoccupati, residenti in Regione Campania, con idoneità fisica alla mansione, diploma scuola media superiore, buona conoscenza della lingua francese e di una ulteriore lingua straniera e che siano altresì, nel caso dei maschi, in regola con gli obblighi di leva. La durata del corso è di 240 ore. Servizio navi Al termine dell'intervento formativo, i candidati saranno in grado di conoscere il ruolo e i compiti del primo cameriere a bordo d una nave traghetto, migliorare la propria conoscenza circa l'organizzazione di bordo e di terra, apprendere le tecniche necessarie per una corretta ed igienica gestione del servizio a tavola. Potranno presentare domanda di partecipazione alla selezione camerieri con almeno un anno di navigazione nel grado, disoccupati o inoccupati, residenti in Campania, che abbiano età ricompresa tra 18 anni e 45 anni, idoneità fisica alla mansione, buona conoscenza della lingua francese, diploma di scuola superiore. La durata del corso è di 120 ore. Tour escort Il percorso formativo ha l'obiettivo di fornire conoscenza sul ruolo ed i compiti del "Tour Escort", sulla struttura e sull'organizzazione di una nave da crociera, sulle tecniche di comunicazione personale e commerciale, sulla gestione di servizi di escursione, sulle tecniche di prevenzione e spegnimento incendi a bordo, nonchè di sopravvivenza e salvataggio secondo standard internazionali. Al corso sono ammissibili disoccupati/inoccupati campani, tra i 18 e i 32 anni, con idoneità fisica alla mansione, diploma di scuola media superiore e buona conoscenza della lingua inglese e di una ulteriore lingua straniera. Per tutti i corsi la frequenza sarà obbligatoria e gratuita, con un gettone di presenza di euro 2,50 ad ora. Bandi I bandi e la modulistica da utilizzare saranno pubblicati sui siti www.regione.campania.it; www.cislcampania.it,www.cgilcampania.it, www.uilcampania.it; oppure potranno essere ritirati presso la segreteria dell'ente Formare, che curerà l'erogazione di ciascuna iniziativa formativa. Ciascun bando avrà un proprio calendario di scadenza che sarà reso noto nell'apposito annuncio. E' possibile ricevere ulteriori chiarimenti ed informazioni recandosi preso la segreteria di Formare, sita in Napoli Stazione Marittima Terminal Angioino, oppure telefonando al numero 081 5801367 o scrivendo all'indirizzo e.mail info@polonazionaleformare.it Questi tutti i corsi - 6 edizioni corsuali per "cuochi di bordo e di equipaggio per navi da carico" - 1 edizione corsuale per "capi servizio primi camerieri per navi traghetto" - 2 edizioni corsuali per "cuochi di bordo per navi da crociere" - 1 edizione corsuali per "cuochi di bordo per navi da traghetto" - 2 edizioni corsuali per "tour escorter per navi da crociera" - 1 edizione corsuale per "hostess e steward per navi traghetto" Tredici in totale i nuovi corsi previsti: in maggioranza, quelli per formare cuochi di bordo per navi da carico e per navi da crociera. Corsi anche per hostess, steward e tour escorter. --> del 15-03-2008 num.

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