HOME

PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli        

www.mauronovelli.it

[Vai al sito del CENACOLO DEI COGITANTI]

 

 

DOSSIER “COSTI DELLA POLITICA”

 

 

 

TORNA ALL’INDICE MENSILE DEL DOSSIER     

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

    TUTTI I DOSSIER



Report "Costi dei politici"   17-20 Marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Salta il Consiglio comunale mattutino ( da "Stampa, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: rinunciando al gettone di presenza. Apicella ha fatto anche di più: «A questo punto ho deciso di ritirare tutte le mozioni e le interrogazioni che avevo presentato». «Sono disgustato da quanto è successo - ribadisce il capogruppo di Lega Nord Silvano Rey - non c'è più alcun rispetto per le istituzioni.

Il centro sportivo cambia look e apre a volley e hockey su prato ( da "Stampa, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: opera di restyling è costata 300 mila euro, finanziati in parte dal comune e in parte attraverso le agevolazioni del credito sportivo. E domenica, finalmente, tutta la comunità potrà vedere il risultato ottenuto. «L'impianto sportivo era stato realizzato agli inizi degli anni Ottanta - spiega il sindaco Paolo Maggia -, e da allora non è più stato toccato.

E spunta l'ombra delle tangenti ( da "Stampa, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: viaggi, favori, regali costosi, inviti, gettoni di presenza. Ma anche denaro, forse. Fuori dal controllo. Per ungere, tenere nascosto. Sembrava l'indagine su un premio letterario malato di gigantismo, sta diventando la scoperta di un'impresa edile con ramificazioni internazionali. Immobiliare Soria.

i nostri gettoni nel fondo anti-crisi ( da "Tirreno, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: possono inizialmente contribuire i consiglieri comunali versando tutti i loro gettoni di presenza, per una cifra annuale che si aggira intorno ai novemila euro. è la proposta che fa alla stessa amministrazione comunale Luca Caverni, capogruppo de "La Sinistra per San Miniato". «Molti lavoratori del comune di San Miniato - afferma Caverni - sono preoccupati per il loro posto di lavoro.

La Lazioservice dimezza i suoi consulenti Ma ora per pagarli si spende molto di più ( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: non quello della Regione) e che le consulenze sono state dimezzate: come vi spieghiamo nelle righe che seguono, il taglio ha riguardato il numero dei consulenti, ma non i soldi impiegati per pagarli, che invece sono aumentati. Infatti se si conteggiano le risorse impegnate nel 2006, gli incarichi assegnati ammontano a 549mila euro.

Per le amministrative di giugno in provincia di Chieti il Partito Democratico punta su Di Giuseppan... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dopo sole tre ore di lavoro - è stata sospesa per mancanza di numero legale, per colpa delle assenze di diversi rappresentanti della maggioranza. E' diventata quasi una regola far mancare il numero legale, ma la seduta avviata, anche se s'interrompe, costa alla collettività parecchi soldini per gettone di presenza e altre spese.

PESCARA - Per il segretario generale della Cisl Abruzzo, Maurizio Spina, ridurre i costi della... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Questo è il comune sentire dei cittadini, e questo chiedono i lavoratori e i pensionati della Cisl alla classe politica abruzzese. Comprendiamo la necessità di evitare facili populismi, come evidenziato dal governatore Chiodi e l'esigenza di fare i necessari approfondimenti per interventi coerenti e condivisi come proposto dal presidente del Consiglio Nazario Pagano,

I sindaci veneti: a noi anche metà Iva ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: al massimo una razionalizzazione della spesa pubblica», ma «non è federalismo »; i compromessi sono troppi, il decentramento scarso, e i costi standard «inattuabili ». Il «movimento dei sindaci del Veneto» nei mesi scorsi aveva catalizzato centinaia di amministratori settentrionali (di tutti i partiti, tranne la Lega bloccata dall'ovvia ortodossia calderoliana)

Montervino nella storia del Napoli ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: centrocampista tarantino ha collezionato solo nove gettoni, stessa cosa quest'anno: 3 presenze dall'inizio e sei da subentrato per un totale di 302 minuti. E il campionato non è ancora finito. Reja, così come Donadoni adesso, sa che può contare su un professionista serio. Contro la Reggina, ha fatto il suo compito lottando come un leone in un momento in cui la partita lo richiedeva.

Il saluto di Stankevicius Forza, vi aspetto in A ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Dopo i primi sei mesi del 2003 in prestito al Cosenza, allora tra i cadetto (8 gettoni), è tornato in biancazzurro diventandone un cardine. In tutto 159 presenze e 11 reti. È stato lo straniero più presente fino a poche settimane: adesso a comandare è Victor Hugo Mareco. «Ho visto quasi tutte le partite del Brescia - dice Stanke -.

PESCA IN ALTO MARE: IMPATTO MAGGIORE DI QUANTO SI PENSASSE, SECONDO GLI ESPERTI ( da "marketpress.info" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: SECONDO GLI ESPERTI Le conseguenze della pesca commerciale sembrano estendersi molto più in profondità di quanto ci si aspetterebbe. Secondo una nuova ricerca finanziata dall´Ue, uno studio sul numero di pesci a largo della costa occidentale dell´Irlanda rivela che persino le popolazioni di pesci che vivono a profondità di 2.

<Gettone di deliberazione e non di presenza> ( da "Sicilia, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gettone di deliberazione e non di presenza» Il gettone non per la presenza in aula ma legato alla produttività. Meglio il gettone di deliberazione che quello di presenza. L'attuale regolamento del Consiglio comunale prevede che i consiglieri municipali hanno diritto a percepire un gettone di presenza per l'effettiva partecipazione alle sedute di consiglio comunale.

Camera con vista e... squillo dominicanaAci Castello. ( da "Sicilia, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stasera Consiglio sui gettoni di presenza e.b.) Si riunisce stasera il Consiglio comunale in seduta straordinaria "per accelerare i tempi" sulle modalità di assegnazione del gettone di presenza nelle sedute del Consiglio comunale. Così ha deciso il presidente Sebastiano Romeo per chiudere una vicenda, come ci ha dichiarato,

Approvati importi gettoni presenza componenti Consulta di garanzia statutaria ( da "Sestopotere.com" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: secondo gettone di presenza dell?importo lordo di 400 euro sarà corrisposto a tutti i componenti presenti in tutte le altre sedute formalmente convocate dal Presidente presso la sede della Consulta. Infine, un terzo gettone dell?importo lordo di 400 euro sarà corrisposto in relazione ad attività preventivamente autorizzate dal presidente e svolte presso la sede della Consulta nell?

E' nato a Cuneo un nuovo movimento politico nazionale: Italia Attiva ( da "Sestopotere.com" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in difesa sempre dei più deboli, riaffermare il diritto al lavoro, combattendo la precarietà, affrontare le nuove povertà e il disagio giovanile, esigere da tutti il rispetto delle regole, rendere trasparente la gestione dello Stato, praticare una politica dei valori e dei diritti contro quella dei privilegi , promuovere lo sviluppo di una sana economia di mercato,

Gonzaga, gettoni comunali ridotti del 30% ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sono le cifre del bilancio di previsione 2009 del Comune presentato nei giorni scorsi in consiglio e che prevede anche la riduzione - votata nell'ultima seduta di consiglio comunale - la riduzione del 30 per cento dei gettoni di presenza dei consiglieri e delle indennità della giunta.

Anziana dona a Soragni 20 euro per i disoccupati ( da "Gazzetta di Modena,La" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: della giunta comunale e della maggioranza in consiglio comunale di ridursi lo stipendio e rinunciare ai gettoni di presenza per sostenere il provvedimento "Sos Lavoro" (impiego di 30 neo-licenziati per lavori di manutenzione e servizi) pur nell'indifferenza di altri primi cittadini e politici della zona, trovato consensi anche fuori paese.

COSTI POLITICA 1) ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: COSTI POLITICA 1) COSTI POLITICA 1) Fava è confuso sulle Commissioni L'intervento dell'onorevole Fava in merito alla composizione delle Commissioni del Consiglio provinciale dimostra che è un consigliere piuttosto confuso. Non si è accorto che da un anno l'allargamento delle Commissioni non è stato più applicato,

una petizione: ridurre i costi della politica ( da "Centro, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ridurre i costi della politica» L'AQUILA. «Il nostro obiettivo è quello di ridurre le indennità dei consiglieri». Il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano spiega così l'idea della commissione di tecnici istituita per fare chiarezza sulle spese affrontate dalla regione per pagare gli eletti all'Emiciclo e i gruppi politici.

tagliamo gli stipendi ( da "Centro, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Petizione per ridurre i costi della politica L'AQUILA. «Il nostro obiettivo è quello di ridurre le indennità dei consiglieri». Il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano spiega così l'idea della commissione di tecnici istituita per fare chiarezza sulle spese affrontate dalla regione per pagare gli eletti all'Emiciclo e i gruppi politici.

Lavanderie a gettone: bucatoa soli 3,50 euro ( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il modello al quale mi sono ispirato è quello delle lavanderie a gettone americane accessibili a tutti - dice Lorenzo Mazza titolare di Wash Point in via Servettaz - ho visto queste lavanderie ad Alessandria e ho deciso di aprirne una in città ma per motivi di praticità ho deciso di escludere il gettone e fare funzionare le macchine con la moneta corrente, l'euro.

NEO - DEM Contrario a questo tipo di federalismo fiscale ( da "Italia Oggi" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: della fiducia nel diritto che deve sostituire la fiducia nella fiducia e gli altri aleatori slogans che hanno dominato la fase del liberismo finanziario fautrice della crisi economica attuale. In questa fase il pendolo torna ad oscillare più dalla parte dello Stato nazionale unitario, regolatore dell'economia, che non verso le suggestioni federaliste dei poteri pubblici esplosi.

Bojardi e l'ictus: <Ciò che più pesa ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Franco è sempre stato un ottimo amministratore delle cose altrui, si preoccupava di far quadrare i bilanci. Ma in casa no» sorride. ALLA SIGNORA Anna viene spontaneo il confronto coi manager di oggi: «Quando faceva l'assessore, il presidente dell'ospedale, Franco aveva il gettone di presenza. Pensi a cosa prende adesso un direttore generale».

di MIKE SCULLIN <QUELLO che gli pesa di più è non poter scriver... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Franco è sempre stato un ottimo amministratore delle cose altrui, si preoccupava di far quadrare i bilanci. Ma in casa no» sorride. ALLA SIGNORA Anna viene spontaneo il confronto coi manager di oggi: «Quando faceva l'assessore, il presidente dell'ospedale, Franco aveva il gettone di presenza. Pensi a cosa prende adesso un direttore generale».

di BENEDETTA SALSI PIÙ DI TRE MILIONI di euro sfumati per i chiostri di S... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E Italia Nostra attacca il Comune: «C'è stata una malaccorta gestione del finanziamento da parte dell'Assessore alla città storica Mimmo Spadoni», accusa Renzo Campanini, avvocato e presidente della sezione reggiana dell'associazione. Ma il sindaco Graziano Delrio non ci sta: «Si tratta di uno scandaloso taglio del Governo.

<Ai topi del Grinzane dico: abbiate un po' di dignità> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: se erano in grado di prevedere arresti e inchieste non dovevano proprio accettare nulla. Lo dicono la logica e l'etica». Soldi ne giravano molti, non solo per compensi e gettoni. «Era un premio decisamente sontuoso, non c'è dubbio. Mi sono reso conto che qualcosa andava storto il 14 febbraio, quando sono stato invitato da Grinzane all'appuntamento ?

Nostalgia: e ora... ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la tv in bianco e nero, la gazzosa con la pallina di vetro, gli immangiabili bastoncini di liquirizia, le interurbane con i gettoni telefonici. E invece no, invece è l?eterna strategia della demonizzazione dell?avversario del momento, che non solo fa sempre schifo ma è sempre peggiore del precedente.

Nostalgia canaglia: e ora... ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la tv in bianco e nero, la gazzosa con la pallina di vetro, gli immangiabili bastoncini di liquirizia, le interurbane con i gettoni telefonici. E invece no, invece è l?eterna strategia della demonizzazione dell?avversario del momento, che non solo fa sempre schifo ma è sempre peggiore del precedente.

<Tagli a cultura ed eventi per un fondo anticrisi> ( da "Varesenews" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la rinuncia dei consiglieri comunali al gettone di presenza alle sedute, la rinuncia di parte dell?indennità da parte di sindaco e assessori, ridurre della metà il contributo alle manifestazioni culturali, la riduzione di due terzi del contributo alle associazioni, annullare le pubblicazioni di storia locale, dimezzare il contributo al museo moto Frera,

Provincia, vertice tra i consiglieri per decidere sulle maxicommissioni ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: un adeguamento della composizione (e della dimensione) di tutti gli organismi consiliari. Più di un capogruppo ha sollevato perplessità di fronte alla prospettiva di gonfiare le commissioni (sarebbero formate dal 63% dei consiglieri provinciali) e i costi per la collettività (il gettone di presenza per ogni singolo componente è 90 euro lordi).

Bilanci comunali, boom dei fondi anti-crisi ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: amministratori come segno di condivisione. Vediamo alcune delle misure prese. Viadana. Da anni i gettoni di presenza sono decurtati. Il sindaco Giovanni Pavesi percepisce 2mila e 72 euro al mese avendo rinunciato ad indennità per 2mila e 323 euro. Quest'anno il Comune ha elevato la soglia di esenzione Irpef e della fascia minima Isee (l'indicatore che fa scattare molte delle tariffe comunali)

COSTI POLITICA ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di evitare i vostri comportamenti illegali costati ai contribuenti italiani 800.000 euro. Fosse per me vi avrei fatto mozzare le dita per farvi togliere quel brutto vizio. Se la responsabilità della crisi attuale è dei capitalisti troppo avidi e dei loro sostenitori politici, perchè allora quei politici che si sentono di essere onesti non cercano di fare qualcosa per bloccare l'

rinunciare ai gettoni? sì ma non senza perplessità - giacomo pelfer ( da "Tirreno, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Secondo Giacomo Sardelli, capogruppo di Forza Italia, rinunciare a tutti i gettoni di presenza sarebbe eccessivo. «Finché si tratta di due o tre può anche andar bene come fatto simbolico - spiega -, ma rinunciando a tutti i gettoni di un anno, o addirittura di un intero mandato, ci si rimetterebbe anche di benzina.

firme contro i costi della politica ( da "Centro, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Dall'opposizione arriva di nuovo la critica del capogruppo dell'Idv Carlo Costantini che accusa la maggioranza di non voler affrontare la questione dei costi della politica: «Mentre si chiede ai cittadini un impegno maggiore sui ticket qui nessuno fa un passo indietro per rivedere le spese dell'Ente.

Gli agenti blindano via Ganaceto ( da "Gazzetta di Modena,La" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: «Chissà quanto costa ai contribuenti tutto questo cerimoniale», aggiunge un altro; «E quello che intascano gli onorevoli nonostante la crisi?», replica un terzo. Il passo è breve e in poco tempo da più parti si levano "peste e corna" sui costi della politica.

salta il voto sulla mare-monti ( da "Centro, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: «Ho chiesto di sapere il numero dei loro interventi, le presenze e tutte le volte che hanno partecipato al consiglio solo per pochi minuti, il tempo per maturare il gettone di presenza. Appena avrò questi dati li renderò pubblici e i cittadini sapranno chi lavora e chi bivacca».

Elezione diretta dei presidenti di circoscrizione e attribuzione agli stessi dello status di consiglieri comunali ( da "Adige, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: non prevedendo il gettone di presenza per i presidenti i costi si dimezzerebbero). Il vero laboratorio dovrebbe comunque essere la revisione dei regolamenti: Per garantire tempi d'aula certi e definiti e per riconoscere alle Commissioni comunali un ruolo di maggior peso, se non proprio deliberante, almeno vincolante in qualche modo.

ricordi ( da "Tirreno, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Francesca Picchi ANCHE A LIVORNO La casta resta intoccabile Qualche domenica fa Manfellotto direttore de Il Tirreno prendendo spunto da La Casta di Rizzo e Stella, mette il dito nella piaga. "A due anni dall'uscita del libro, sono sempre tutti lì a godersi i privilegi piccoli e grandi.

DURISSIME critiche all'amministrazione comunale, oggi al centrodestra come i... ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e in alcuni casi tiravano fuori i soldi di tasca propria?». «COSI si potrebbe dire dei servizi vari prosegue Pucci del gas, dell'acqua quando all'Amag uomini come Mario Raggiunti prendevano un piccolo gettone di presenza e le cose funzionavano lo stesso, forse anche meglio. Potrei continuare, ma la verità è che ormai si è creato un nuovo mestiere,

PESCARA - Per la Cna abruzzese decenza vorrebbe che si tagliassero i costi della politica»... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: decenza vorrebbe che si tagliassero i costi della politica», gli stipendi, i privilegi, le indennità di carica, che si eliminassero i vitalizi maturati dopo un pugno di anni di contribuzione e che si incassano a partire dai 60 anni». Intanto il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano ha insediato il gruppo di lavoro per studiare i tagli.

PESCARA - Decenza vorrebbe , dice Franco Cambi presidente della Cna abruzzese. De... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: così come recita la delibera «ad una puntuale analisi, valutazione e revisione della legislazione vigente attinente il trattamento giuridico ed economico dei consiglieri regionali e il costo per il funzionamento dei gruppi consiliari allo scopo di pervenire alla formulazione di proposte normative per il riordino della materia».

I mille privilegi di un'Italia che non cambia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: parlare dell'Italia dei Faraoni, delle «mille caste del potere pubblico che stanno dissanguando l'Italia»,come spiega il documentatissimo libro che Aldo Forbice e Giancarlo Mazzuca hanno dedicato non solo e non tanto ai costi della politica, ma soprattutto agli intrecci di un sistema di potere che non è mai riuscito a tagliare i fiumi degli sprechi del settore pubblico allargato.

Zaia: la Lega presidia, ma siamo pochi ( da "Corriere del Veneto" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Visto che parlano di costi della politica, adesso avremmo metà parlamentari in meno». Però i soldi a Catania, Palermo, Roma e alla Campania li avete votati anche voi... «Ma se il Nord votasse tutto per la Lega il problema non si porrebbe». Questo per dire cosa ministro Zaia?

ridurre i costi della politica boom di firme ( da "Centro, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ridurre i costi della politica» Boom di firme PESCARA. Ha mostrato lo scatto del centometrista la petizione del Centro lanciata con la proposta di abbassare del 20% le indennità dei consiglieri regionali. Alle 23 di ieri, dopo appena 24 ore dalla messa in rete, erano già 250 gli abruzzesi che avevano firmato con nome e cognome l'appello (

l'aquila s'arrende al colloredo e sciupa una buona occasione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Rossi (Bratti), Rizzo (Del Bianco), Giordani (Dal Bello), A. Rossi (Cavalluzzi), Filipuzzi, D'Agnolo. All. Crovatto. COLLOREDO Stella, Squillace, Burelli, Collini (Comello), Tomasino, Giraldo, Chiarvesio, Cecone, Cauzero, Teresani, Bonanni. All. Mittoni. ARBITRO Giordano di Udine.

Istanbul, Water Forum: l'Italia punta l'attenzione su tre temi ( da "Velino.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il tema centrale dell?iniziativa quest?anno è “Bridging divides for water” e l?Italia vi partecipa ponendo l?attenzione su tre temi principali: il finanziamento della risorsa acqua; la cultura dell'acqua e la gestione dei bacini idrici. Il primo fronte è teso a instaurare una co-partecipazione degli attori pubblici e privati sul tema,

Denuncia di cinque consiglieri della terza municipalità ( da "Sicilia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è alcun problema di risorse e di costi aggiuntivi. La legge regionale 22 del 2008, che ha eliminato l'indennità mensile per ristabilire il criterio del gettone di presenza, stabilisce un tetto al numero delle sedute per le quali un consigliere circoscrizionale è pagato, tetto oltre il quale ogni ulteriore impegno sarà a titolo gratuito.

Cammarata, coordinamentodei giovani amministratori ( da "Sicilia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Intascare il gettone di presenza che adesso dovrà essere chiamato gettone di deliberazione è un titolo di grande merito che da prestigio all'istituzione politica empedoclina e che dovrebbe essere presa ad esempio da altri enti locali dove le aule consiliari sembrano più club ricreativi.

Passa il gettone di deliberazione ( da "Sicilia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Passa il gettone di deliberazione PORTO EMPEDOCLE. Tutti i consiglieri comunali verranno pagati solo se lavoreranno Cammarata. (e.c.) - C'era anche il presidente del Consiglio comunale Giuliano Traina a Taormina per il congresso nazionale dei giovani amministratori aderenti all'Associazione nazionale dei Comuni italiani.

Ici e Irpef in consiglio ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: del bilancio di previsione 2009, del bilancio pluriennale e della relazione previsionale e programmatica 2009-2011. Dopo la determinazione del gettone di presenza ai Consiglieri comunali e ai componenti le Commissioni Comunali per il 2009, il Consiglio approverà la convenzione tra i Comuni di Ariano Polesine e Corbola per il travalicamento dei limiti territoriali,

Aviano Più forte di un terribile infortunio. Giuseppe Ragozzino, per gli amici semplicement... ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: coronando il sogno di esordire tra i "grandi". Nel 2007-08 lo ingaggia la Pro, dove gioca tuttora. È il più giovane della rosa giallorossa, con 22 gettoni di presenza stagionali. Tifosissimo della Juventus (il suo idolo è Gigi Buffon), diplomato geometra, frequenta il primo anno di Università alla facoltà d'Ingegneria di Udine.

Sartor: il modello veneto resiste ( da "Gazzettino, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Va superato il bicameralismo - divce Sartor - ridotto il numero dei parlamentari, istituito il Senato delle Regioni. E vanno definiti i compiti dello Stato e quelli degli enti territoriali «perché non ci siano sovrapposizioni che fanno aumentare i costi della politica rallentandone l'azione».

La denuncia di Ancisi (Lpr): "Super stipendi per manager del Consorzio di Formazione" ( da "RomagnaOggi.it" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: i componenti del consiglio di amministrazione percepivano esclusivamente un gettone di 72 euro per ogni presenza alle sedute del consiglio, che in genere erano una decina l'anno - ha chiosato -. La legge sugli enti pubblici locali non permetteva altro. La proposta avanzata è invece di un compenso mensile pari a circa 600 euro netti per ciascuno,

BOLT - Oltre 150 mila euro: a tanto ammonta il "gettone" di presenza di... ( da "Leggo" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Oltre 150 mila euro: a tanto ammonta il "gettone" di presenza di Usain Bolt, che gli organizzatori della tappa parigina della Golden League pagheranno allo sprinter gamaicano per assicurarsi la sua partecipazione, il 17 luglio prossimo. TENNIS - Prosegue nel torneo di doppio l'avventura di Flavia Pennetta a Indian Wells.

Il confronto Baronio e Ciaramitaro, belli e incompiuti ( da "Giornale di Brescia" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: reduce da stagioni fatte più di panchina e tribuna che di campo, con la maglia del Brescia ha già messo in fila 17 gettoni di presenza con un gol. e mezzo. Sì, perché a quella di Modena (in ribattuta su rigore che lui stesso aveva tirato e Frezzolini respinto) ci sarebbe da aggiungere la rete segnata direttamente su calcio d'angolo all'Ancona,

così sceglievamo i vincitori - björn larsson ( da "Repubblica, La" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ai quali era invitato un numero impressionante di giornalisti, scrittori, editori, politici e sponsor. Complessivamente, il "lavoro" di giurato mi ha occupato in media un intero mese l´anno, per il quale ricevevo un "gettone di presenza" dell´ordine di 1.600 euro, che dovevo naturalmente accludere alla dichiarazione dei redditi.

prostitute per il politico: di tommaso prosciolto per la frode e la corruzione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: illecito finanziamento ai partiti e frode fiscale inizialmente mosse nei confronti di Riccardo Di Tommaso, proprietario della linea d'abbigliamento Bernardi in tutto il mondo. La decisione è arrivata dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Trieste Enzo Truncellito, che ha condiviso la richiesta avanzata dal sostituto procuratore Raffaele Tito.

<Libertà è giustizia sociale> ( da "Adige, L'" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: lavoratori disoccupati e cassintegrati potrebbero essere impiegati in funzioni di natura civica come la presenza nei parchi e in prossimità delle scuole. Costi della politica . Per ridurli si propone la riduzione del gettone per le riunioni inferiori alle due ore, l'allungamento delle sedute del Consiglio (per trattare più delibere e fare meno convocazioni) e la modifica del regolamento.

comitati inps da salvare ( da "Nuova Sardegna, La" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori del Nuorese, dell'Ogliastra, della Baronia e del Marghine vanno avanti a titolo di volontariato, senza gettone di presenza, peraltro ridotto a 27 euro». Il parlamentare chiede pertanto se la norma che prevede la razionalizzazione delle spese per i comitati provinciali, ivi compresa la parte riguardanti gli emolumenti dei singoli componenti,

stipendi ed enti, ecco il piano dei tagli ( da "Centro, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: non si sta affatto tirando indietro, di fronte al problema dei costi della politica e i tagli di enti regionali. Per Pagano il Consiglio sta lavorando per approvare la riforma delle indennità dei politici, dei loro vitalizi e dei costi dei Gruppi consiliari. Pagano ci tiene anche a chiarire un altro concetto.

petizione, pioggia di firme ( da "Centro, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettoni di presenza alcune potrebbero anche essere unificate». Scorrendo i firmatari della petizione compare anche Carla Tiboni, avvocato di Pescara esponente della Commissione pari opportunità. «In campagna elettorale, per le politiche e per le regionali, centrodestra e centrosinistra hanno annunciato una revisione e riduzione dei compensi sia per i parlamentari che per i consiglieri

barricate per l'ospedale ( da "Centro, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: comprese le indennità e i gettoni di presenza, fino a 13-14 mila euro. Sarebbero bei soldini», osserva il sindacalista, «che risanerebbero il bilancio della struttura sanitaria. E poi», prosegue il sindacalista, «c'è sempre la possibilità di ridurre le convenzioni con i privati, che in definitiva guadagnano sulla Sanità.

La struttura ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: articolo 21 si considerano le diverse tipologie di lavoro: professioni indipendenti, lavoro subordinato, compensie gettoni di presenza, artistie sportivi, pensioni, funzioni pubbliche, professorie insegnanti, studentie apprendisti L'articolo 22 include gli altri redditi «qualunque sia la provenienza che non sono stati considerati negli articoli precedenti» Gli ultimi articoli (

FABRIANO - Sul fondo di solidarietà proposto dalla sinistra fabrianese ci vogliamo vedere... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: essere chiamato a offrire parte del suo gettone di presenza al fondo di solidarietà comunale. Questo il senso del mio ordine del giorno depositato martedì. Non è assistenzialismo, ma un investimento. Un investimento sulla vera coesione sociale della città, una prevenzione delle asimmetrie delle opportunità per le fragilità, una prevenzione di ciò che può determinare la disperazione»

<A causa di una gestione malaccorta del finanziamento da parte dell'assessore Spadoni, i C... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: per la perdita dei tre milioni di euro, finanziati sulla Legge 662/1992 (gioco del Lotto) con due decreti risalenti al 2001. Il sindaco pare ignorare che il decreto ministeriale di revoca, del 20 settembre 2008, era un atto dovuto sulla base della Finanziaria 2008 e, ancora prima, della Finanziaria 2007 entrambe approvate nella precedente legislatura perché nei termini previsti "

IL CONSIGLIO di amministrazione del neo-privatizzato Consor... ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: «Prima percepivano esclusivamente un gettone di 72 euro per ogni presenza alle sedute del consiglio, che in genere erano una decina l'anno. La legge sugli enti pubblici locali non permetteva altro. La proposta avanzata è invece di un compenso mensile pari a circa 600 euro netti per ciascuno» dei due consiglieri.

<Tagli ai gettoni dei Consiglieri> ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Tagli ai gettoni dei Consiglieri» POLITICA COMUNALE FABRIANO DECURTARSI il gettone di presenza e devolverlo in parte al fondo di solidarietà inserito nel bilancio di previsione del Comune. E' la proposta di Marco Ottaviani (della minoranza) per chiedere ai consiglieri di partecipare all'iniziativa dell'amministrazione comunale "con i fatti e non solo con le parole"

Sprechi Gettoni, rimborsi auto e bonus: i <parlamentini> prosciugano il Comune Ci sono consiglieri che intascano mille euro al mese soltanto per gli spostamenti da casa In zona tre ( da "Giornale.it, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: costa più di un milione di Redazione L'attività politica dei «parlamentini» prosciuga le casse di Palazzo Marino. Proprio così, perché nel conteggio economico delle attività di ciascun commissario, oltre ai gettoni di presenza (50 euro a convocazione), si aggiungono anche una serie di voci che il Comune, a fine mese, somma ai 500 euro lordi che spettano di diritto ad ogni politico.

Zona 3, rimborsi d'oro per i viaggi in auto ( da "Giornale.it, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Oltre al denaro per i gettoni presenza, (50 euro per un tetto massimo di 11 presenze) per ogni seduta del parlamentino di zona, dalle casse di palazzo Marino fuoriescono anche i soldi per i rimborsi spesa da erogare alle aziende. Essendo, nella maggior parte dei casi, i politici di zona anche dipendenti pubblici e privati,

Suffia, Secci e Marcocciil ritorno dei bomber ( da "Secolo XIX, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Rizzo), Costa, Durante (1' st Cagnacci), Alberti, D. Parodi (35' st Accusani), Bozzano, Bejko, Pucci, Fasoli; a disp. G. Rizzo, Lottero, De Gregori. all. Masala Arbitro: Mirri di Savona 20/03/2009 celle0 cengio1 MARCOCCI 42' PT celle: Cusimano, Bellotto, Dondo (15' st Pellizzari), Oliveri, Vallarino, Marabotti,

<Carrozzoni da 1 milione di euro> ( da "Giornale.it, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: del tutto inutili dal punto di vista amministrativo perché il loro parere è solo consultivo - conclude Prini - e con spese davvero considerevoli. Tra spese generali, stipendi ai presidenti, agli impiegati e i gettoni di presenza, ogni consiglio costa più di un milione di euro all'anno». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Lauree, 20% di tagli , gli Atenei a dieta ( da "Metronews" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Napoli dove il rapporto tra professori e altro personale è di 1 a 1. O quella di Catania che ha speso 2,2 milioni di euro per rimborsi spesa, missioni e gettoni di presenza. Troppe lauree triennali spesso inutili, sostiene la Gelmini. Eppure il nono rapporto sullo stato del sistema universitario del Comitato per la valutazione del sistema universitario aveva proprio evidenziato

Ottaviani: "Servizi gratuiti ai cassintegrati" ( da "Corriere Adriatico" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: rinunce e ogni conigliere comunale deve essere chiamato ad offrire parte del suo gettone di presenza al fondo di solidarietà comunale. Non è assistenzialismo, ma un investimento. Già, proprio così. Un investimento sulla vera coesione sociale della città. Una prevenzione delle asimmetrie delle opportunità per le fragilità, una prevenzione di ciò che può determinare la disperazione".

Favara, guasto alla condottal'acqua arriva ogni 10 giorni ( da "Sicilia, La" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettone di presenza in gettone di deliberazione e dopo avere ridotto il gettone per i componenti della Commissione edilizia, qualcosa è andato diversamente. E' stato deliberato, questa volta a maggioranza, col voto contrario di sei consiglieri, il riconoscimento del gettone di presenza per il vice presidente del Consiglio comunale che entra a far parte della conferenza dei capigruppo,

<C'è un gettone di troppo> ( da "Sicilia, La" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: «C'è un gettone di troppo» PORTO EMPEDOCLE. Vicepresidente del Consiglio in Commissione capigruppo. Pagato Favara. Turni di distribuzione idrica di 10 giorni in paese dove sono ritornate a circolare le autobotti per rifornire le cisterne, soprattutto dei condomini più affollati.


Articoli

Salta il Consiglio comunale mattutino (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

CITTA'.NUOVA BUFERA INVESTE PALAZZO OROPA Salta il Consiglio comunale mattutino [FIRMA]MAURIZIO ALFISI BIELLA Il Consiglio comunale, ieri era stato convocato per le 9: si doveva discutere per tutta la giornata una raffina di mozioni e interrogazioni accumulatesi nel corso di un anno. Ma alle 9,30 l'aula di Palazzo Oropa presentava ancora larghissimi vuoti sia tra le fila della maggioranza (mancava anche il sindaco) sia dell'opposizione: 18 consiglieri su 40 Come prevede il regolamento, il segretario ha fatto l'appello e constatato che mancava il numero legale non ha potuto fare altro che sospendere la seduta tra l'indignazione dei consiglieri di minoranza. Vero è che l'ordine del giorno non era dei più stimolanti, in quanto si andava a discutere di questioni in gran parte superate come ad esempio la «solidarietà ai napoletani per il dramma dei rifiuti» presentata dal consigliere Apicella il 22 aprile dello scorso anno. «Faccio però osservare che la riunione era stata decisa dai capigruppo di tutte le forze politiche e quindi gli impegni una volta presi vanno mantenuti - sottolinea il vice presidente del Consiglio Antonio Montoro -. Ora alcuni consiglieri avevano già preavvertito che non ci sarebbero stati ma c'è stato un bel gruppetto di ritardatari che sono arrivati intorno alle 10. Se almeno loro fossero stati puntuali, il Consiglio avrebbe potuto svolgersi regolarmente». Per protestare contro lo «schiaffo alla città», Montoro e Apicella sono rimasti a presidiare l'aula ormai deserta fino a mezzogiorno, rinunciando al gettone di presenza. Apicella ha fatto anche di più: «A questo punto ho deciso di ritirare tutte le mozioni e le interrogazioni che avevo presentato». «Sono disgustato da quanto è successo - ribadisce il capogruppo di Lega Nord Silvano Rey - non c'è più alcun rispetto per le istituzioni. Queste sono le regole della falsa democrazia voluta dal centrosinistra: decide tutto la giunta; commissioni e consiglio comunale non contano nulla. Ha ragione Berlusconi quando dice che in Parlamento dovrebbero votare solo i capigruppo. Dobbiamo fare la stessa cosa anche in Consiglio». Il suo sdegno il capogruppo dell'Udc Emilio Vaglio l'ha fatto mettere anche a verbale, precisando che rinunciava al gettone di presenza: «Credo che ieri si sia toccato il fondo - ribadisce -. Ieri mezz'ora dopo l'ora d'inizio dei lavori mancavano ancora il sindaco e tutto l'esecutivo e diversi capigruppo della maggioranza e dell'opposizione. Per chi come me ha un sacro rispetto dell'impegno personale e delle istituzioni, un fatto del genere è inacettabile. Il regolamento va assolutamente cambiato». Replica il sindaco Vittorio Barazzotto: «Ho sempre sostenuto che in una città come la nostra non sia possibile distrarre, anche per importanti funzioni istituzionali, quanti sono impegnati nel lavoro e nella professione quotidiana. Non per niente, in passato, proprio per questi motivi, i consigli comunali si svolgevano in ore serali, o comunque dopo l'orario di lavoro. Voler insistere su opzioni diverse significa allontanare anche i più volenterosi dalle istituzioni e dalla politica».

Torna all'inizio


Il centro sportivo cambia look e apre a volley e hockey su prato (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

GAGLIANICO. DOMENICA L'INAUGURAZIONE Il centro sportivo cambia look e apre a volley e hockey su prato Il Centro sportivo «Miller Rava» di Gaglianico si fa bello e offre ai giovani anche una piattaforma per diversi tipi di attività, che vanno dalla pallavolo all'hockey su prato. L'opera di restyling è costata 300 mila euro, finanziati in parte dal comune e in parte attraverso le agevolazioni del credito sportivo. E domenica, finalmente, tutta la comunità potrà vedere il risultato ottenuto. «L'impianto sportivo era stato realizzato agli inizi degli anni Ottanta - spiega il sindaco Paolo Maggia -, e da allora non è più stato toccato. Occorreva quindi una profonda ristrutturazione per sistemare le piste, che erano state deteriorate dagli eventi atmosferici. Così abbiamo deciso di rimetterlo a nuovo e ne abbiamo approfittato per dare qualcosa in più ai nostri ragazzi». E' nata quindi la piattaforma centrale, con la base in erba sintetica, che permette di praticare diverse attività. A questa è stato aggiunto anche un anello per il roller. «Ce l'hanno richiesto tanti ragazzini - continua il primo cittadino -. Il centro, dopo l'inaugurazione, sarà aperto tutti i giorni e per tutti. Potrà essere utilizzato dalle associazioni quanto dai privati. Questo nell'ottica nella nostra politica sociale». Il taglio del nastro avverrà domenica, a partire dalle 14, con una cerimonia che prevede l'accensione di un braciere, come avviene alle Olimpiadi. Dopo i discorsi di rito, i giovani di Volley School, Us Gaglianico Calcio e Atletica Gaglianico, arrivati da tre punti diversi del paese, animeranno le competizioni, che termineranno con una merenda offerta dagli alpini.

Torna all'inizio


E spunta l'ombra delle tangenti (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Retroscena Oltre la cultura una holding immobiliare E spunta l'ombra delle tangenti M. NUMA, N. ZANCAN TORINO Quanti hanno mangiato alla tavola imbandita dal professor Giuliano Soria? Tangenti. Questo è il sospetto degli investigatori, l'obiettivo dichiarato della seconda fase delle indagini. Mazzette per pagarsi l'impunità, eludere controlli, ottenere tutti i permessi necessari per continuare ad edificare un impero. Il suo. Certo: cene, viaggi, favori, regali costosi, inviti, gettoni di presenza. Ma anche denaro, forse. Fuori dal controllo. Per ungere, tenere nascosto. Sembrava l'indagine su un premio letterario malato di gigantismo, sta diventando la scoperta di un'impresa edile con ramificazioni internazionali. Immobiliare Soria. Intestati, solo a suo nome, diciotto fabbricati, sette a Torino, nove nell'astigiano, più sette terreni: vigne, boschi, prati. Non male per il professore universitario, figlio della panettiera e del fabbro del paese: 204.082 euro di reddito imponibile dichiarato nel 2006, di cui 66.669 euro da lavoratore dipendente. Ma quello che adesso sta catalizzando l'attenzione degli agenti del nucleo di polizia tributaria della Finanza è la misteriosa rete di società correlate al Premio. Da anni gestiscono ristrutturazioni faraoniche e progetti senza fondo. Il Castello di Costigliole d'Asti: 7 milioni di euro già versati dal Ministero dei Beni culturali, più un altro lotto da 5 milioni e 200 mila euro per la realizzazione del Museo nazionale del Sud Piemonte (sale espositive, book shop, laboratori, centro multimediale, «luogo di location per il cinema», suite, camere per personalità e artisti). La costruzione del «Relais Grinzane», nel borgo Antico di Costigliole, previsione di spesa di un 1 milione e 141 mila euro. Un iter burocratico lampo, gestito dal manager Carmelo Pezzino, indagato per concorso in malversazione ed amministratore della società le «Terre del Fré» (le terre del fabbro, in onore del padre di Soria). E ancora: il restauro e il recupero della Chiesa della Confraternita della Misericordia, un altro milione. Poi, entro il 2015, un progetto da 4 milioni per i giardini del Castello. Totale: 18 milioni e 341 euro catalizzati e ridistribuiti dal Premio Grinzane Cavour. Questo l'impegno, almeno sulla carta, dal 2004 a oggi. In un contesto anomalo: Giuliano Soria si è sempre mosso con una libertà assoluta. Solo lui aveva le chiavi del Castello. Solo lui rispondeva della gestione dei fondi e dello stato di avanzamento dei lavori. Ma Soria era blindato da un contratto di comodato siglato il 27 novembre 1995, che adesso imbarazza gli ex amministratori locali: «Durata di anni 50, affinché l'associazione Grinzane Cavour usi la porzione facente parte del castello sita in piazza Emanuele II, in via esclusiva». Unica clausola a tutela del Comune: «L'associazione si impegna altresì a ricercare i finanziamenti che siano erogati dalla Regione Piemonte, o da altre persone fisiche o da enti pubblici e privati, e utilizzarli per la ristrutturazione del castello e la gestione del parco culturale. In conformità al progetto di massima di riqualificazione architettonica». Fino al 1995 Giuliano Soria era un "produttore di cultura". Dal comodato d'uso in avanti sembra trasformarsi in un imprenditore. L'enorme flusso di denaro, che arriva sui conti intestati al Grinzane Cavour fuori da ogni controllo, sembra fargli nascere una febbre immobiliare. Iniziano acquisti a titoli personali, ristrutturazioni incrociate ed episodi di malversazioni. Agli investigatori sembra poco plausibile che tutto questo sia accaduto senza indurre alcun sospetto. Per la verità, un consigliere di minoranza del Comune di Costigliole d'Asti, Giovanni Borriero si era battuto per istituire una commissione di vigilanza. Ebbe vita breve. «Dopo tre sopralluoghi al castello - spiega - la Giunta decise di sopprimerla. Da quel momento in poi non ho più potuto verificare lo stato dei lavori». Lenti. Costosi. Le stesse imprese impegnate per anni. Un macchina spremi soldi. Eppure il sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Giro, in visita lo scorso settembre, sembrava soddisfatto. Lo racconta il sindaco di Costigliole, Luigi Solaro: «Telefonò in diretta al ministro per rassicurarlo sull'ottimo impiego dei fondi». Ma proprio su questi fondi gli investigatori della finanza adesso vogliono vederci chiaro. I controlli si spostano sulle imprese che hanno eseguito i lavori su più fronti: pubblici e privati. Sui mancati controlli di tutta la catena. Sul ruolo del fratello Angelo Soria, dirigente della Regione indagato per peculato. Ieri mattina i finanzieri sono tornati a Costigliole d'Asti per una perquisizione. Dopo averlo sorpreso, domenica notte, in un'altra casa di famiglia. Torino, piazza Castello 109. Sopra abita Angelo, sotto c'è l'Antenna Culturale. Presidente ancora lui, il fratello Giuliano.

Torna all'inizio


i nostri gettoni nel fondo anti-crisi (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 17-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 6 - Empoli «I nostri gettoni nel fondo anti-crisi» La proposta di Luca Caverni, capogruppo de "La Sinistra per San Miniato" SAN MINIATO. Un fondo economico a disposizione di coloro che hanno perso il posto di lavoro o sono in cassa integrazione e alla cui "alimentazione" possono inizialmente contribuire i consiglieri comunali versando tutti i loro gettoni di presenza, per una cifra annuale che si aggira intorno ai novemila euro. è la proposta che fa alla stessa amministrazione comunale Luca Caverni, capogruppo de "La Sinistra per San Miniato". «Molti lavoratori del comune di San Miniato - afferma Caverni - sono preoccupati per il loro posto di lavoro. C'è chi lo ha già perso, chi è in cassa integrazione, chi in ferie a rotazione. E tutto lascia presagire che la situazione si aggraverà nei prossimi mesi. La Provincia di Pisa, durante la riunione del comitato d'area del distretto industriale del cuoio, tenutasi il 10 marzo, ha presentato delle misure speciali per supportare il sistema economico e sociale del nostro territorio. L'auspicio è certamente che gli interventi previsti aiutino a contenere la crisi, certo è che contemporaneamente si dovrà vigilare che qualcuno non approfitti della situazione per licenziare parte dei dipendenti, per sostituirli con personale precario e magari interinale. Sono in aumento le famiglie in difficoltà e c'è bisogno che l'amministrazione comunale faccia sentire loro la sua presenza e il suo sostegno. Spero che il sindaco, nel silenzio del palazzo comunale, stia studiando gli interventi da mettere in atto, perché un ulteriore ritardo sarebbe segno di un allarmante smarrimento, o di una colpevole indifferenza, e per questo gli chiedo di farsi partecipe delle difficoltà in cui si trovano o si troveranno in special modo le famiglie di coloro che non saranno sufficientemente supportati dagli ordinari ammortizzatori sociali». Caverni propone che venga aperto uno sportello comunale i cui addetti, con poteri operativi, accolgano le istanze di quanti trovano difficoltà a pagare mutuo, affitto, bollette, ecc., supportandoli direttamente con un fondo appositamente istituito, e indirettamente, ma ufficialmente, facendo da intermediari con istituti di credito e società di servizi, gran parte delle quali sono compartecipate dal Comune, per trattare sospensioni o dilazioni dei pagamenti. Il fondo istituito potrebbe essere alimentato variamente: prima di tutto con l'esempio dei consiglieri comunali, i quali potrebbero donare tutti i loro gettoni di presenza, poi si potrebbe portare l'addizionale Irpef per i redditi superiori ai 60mila euro dallo 0,6 allo 0,7 con un introito fino a 40.000 euro».

Torna all'inizio


La Lazioservice dimezza i suoi consulenti Ma ora per pagarli si spende molto di più (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

n. 65 del 2009-03-17 pagina 1 La Lazioservice dimezza i suoi consulenti Ma ora per pagarli si spende molto di più di Antonella Aldrighetti Dal 2006 al 2008 gli incarichi affidati dalla Spa agli esterni sono passati da 43 a 24 Nello stesso confronto, però, i fondi stanziati sono saliti da 549mila a 662mila euro Bilancio regionale in rosso ma non per i consulenti. In 24 mesi l'importo complessivo che Lazioservice, l'agenzia in house della Regione Lazio a capitale interamente regionale, destina ai contratti di consulenza ha subito un incremento del 12 per cento netto. Ma siamo sicuri che le finanze laziali si possano permettere una scelta così avventata? Dovrebbe essere chiaro che bisognerebbe risparmiare anziché scialare. Però, alla società di servizi, hanno scelto di intraprendere una strada tutta diversa. In una lettera che abbiamo pubblicato qualche giorno fa, i vertici di Lazioservice hanno voluto chiarire che il loro bilancio non è in rosso (non quello della Regione) e che le consulenze sono state dimezzate: come vi spieghiamo nelle righe che seguono, il taglio ha riguardato il numero dei consulenti, ma non i soldi impiegati per pagarli, che invece sono aumentati. Infatti se si conteggiano le risorse impegnate nel 2006, gli incarichi assegnati ammontano a 549mila euro. Di questi, 52mila euro sono destinati alle spese per le consulenze legali, altri 42mila per il comitato di valutazione e circa 450mila per lo studio del piano di sviluppo rurale (Psr). Nel 2007 Lazioservice impegna per la medesima mole di incarichi 608mila euro. La ripartizione vede in vetta agli impegni gli incarichi legali con 250mila euro, 62mila vanno alla comunicazione e altri 25mila circa al Psr. Nel 2008 poi, la spesa cresce ancora fino a 662mila euro. Ed ecco la stortura. Malgrado il numero di consulenti dal 2006 al 2008 si dimezza (da 43 a 24) aumentano gli esborsi per ciascuno. Se per le consulenze legali si arrivano a spendere 215mila euro, i restanti 450mila vanno in consulenze tecniche e tecnico-amministrative. Mentre, per affidare un singolo incarico in una commissione di una gara d'appalto, si arriva a spendere fino a 11mila euro. Ma c'è di più. Una consulenza, ossia un parere singolo, sulla legge 231/2001 in materia di responsabilità amministrativa, viene retribuita addirittura 44mila euro. Così un esperto per 12 mesi nel campo dell'«area formazione» altri 89mila euro. Eppure Lazioservice per esplicita ammissione del presidente Scicchitano non prevede piani di formazione interna così come «non sono ipotizzabili percorsi di sviluppo del personale». Insomma non si effettua formazione, non si consentono promozioni ma si elargiscono incarichi di consulenza. E tra questi non si esclude pure qualche dirigente regionale così come qualche funzionario e fiduciario di ex assessori. «Invece di perseguire a testa bassa rigore e risparmio, si continua a impegnare denaro pubblico per incarichi che lasciano il tempo che trovano. Il piano di sviluppo rurale - chiosa il consigliere di FI-PdL Massimiliano Maselli - benché lo studio sia stato finanziato, non è stato mai presentato. Il Lazio non si può permettere il lusso di spendere soldi in modo improduttivo con un debito strutturato di un miliardo e mezzo l'anno. Invece, guardando queste cifre sembra che i manager delle aziende regionali vivano in un'isola felice e non vengano toccati dalle necessità impellenti di questa Regione». Per l'azzurro, infatti, ci sarebbe solo un modo per invertire la rotta del disavanzo annuale. «Bisogna imboccare la strada del risparmio e far entrare soldi in cassa utilizzando - spiega - la procedura per ridurre gli enti inutili tra cui le comunità montane prima di tutto. La politica deve prendere consapevolezza che ci sono altre priorità e impegni di spesa improrogabili per rilanciare il territorio». Certo che, cifre alla mano, la fetta sostanziosa che amministra Lazioservice lascia interdetti contando che l'azienda è una società di servizi interna alla Regione e semmai dovesse avvalersi di consulenti, dovrebbe utilizzare le professionalità dell'ente territoriale. Dovrebbe almeno. «Lazioservice le cerca fuori e per chiedergliene conto - protesta Maselli - il percorso è pure decisamente difficoltoso». Già, malgrado siano risorse pubbliche. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


Per le amministrative di giugno in provincia di Chieti il Partito Democratico punta su Di Giuseppan... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 17-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 17 Marzo 2009 Chiudi Per le amministrative di giugno in provincia di Chieti il Partito Democratico punta su Di Giuseppantonio candidato presidente. «Sì alla candidatura di Enrico Di Giuseppantonio, l'era dell'autosufficienza è finita, bisogna creare una nuova opinione riformista» - ha detto il capogruppo del Pd al Comune di Chieti Tiziano Viani. Secondo Viani «i provvedimenti contro la crisi che il Governo ha messo in campo tardivamente o hanno poca efficacia o non hanno copertura finanziaria vedi federalismo fiscale e hanno gettato in un pantano senza uscita l'azione dell'Esecutivo guidato da Berlusconi. È in questa prospettiva - prosegue Viani - che bisogna costruire una Casa Comune dei Riformisti che superi l'era dell'autosufficienza promossa dal Pd di Veltroni il quale a mio giudizio deve tornare a dialogare con i vecchi compagni di strada ma anche con nuovi interlocutori, in primis l'Udc». «La candidatura di Enrico Di Giuseppantonio con il Centro Sinistra alle prossime consultazioni amministrative provinciali può essere il viatico giusto per costruire una fase nuova», ha chiuso Viani. Ieri Consiglio comunale. Stop al degrado e all'abbandono di piazza Garibaldi, una delle più antiche della città. Sindaco e Giunta municipale dovranno assumere urgenti provvedimenti al fine di dare sistemazione, decoro e dignità alla piazza (i bagni pubblici degni di tal nome costituiscono una priorità) e «far sentire l'azione amministrativa vicina ai bisogni dei cittadini e dei titolari di esercizi pubblici», dice Enrico Bucci, capogruppo misto. L'impegno a dare una risistemata alla piazza da parte della Giunta viene dal consiglio comunale che ieri a maggioranza ha approvato un ordine del giorno presentato, appunto, da Bucci, sollecito a raccogliere le proteste dei residenti e dei titolari di esercizi pubblici che più volte hanno segnalato a Palazzo d'Achille le mancanze, ma senza ottenere riscontri. Come spesso è accaduto in passato, anche ieri la seduta consiliare - dopo sole tre ore di lavoro - è stata sospesa per mancanza di numero legale, per colpa delle assenze di diversi rappresentanti della maggioranza. E' diventata quasi una regola far mancare il numero legale, ma la seduta avviata, anche se s'interrompe, costa alla collettività parecchi soldini per gettone di presenza e altre spese. Si riprenderà, come da programma, oggi pomeriggio, alle 15, salvo il bis di assenteismo.

Torna all'inizio


PESCARA - Per il segretario generale della Cisl Abruzzo, Maurizio Spina, ridurre i costi della... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 17-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 17 Marzo 2009 Chiudi PESCARA - Per il segretario generale della Cisl Abruzzo, Maurizio Spina, «ridurre i costi della politica è un atto di responsabilità verso la comunità regionale. Un atto di condivisione verso la società civile per le difficoltà che è chiamata ad affrontare. Non risolve i problemi che abbiamo, ma fa crescere la fiducia, un valore importantissimo in questa fase ed un investimento utile per la stessa classe politica regionale. La decisione condivisa dall'intero Consiglio regionale di procedere, in 180 giorni, alla riorganizzazione degli enti strumentali e delle società regionali, è certamente un atto che si muove nella giusta direzione. Ma essere tra i primi posti nel Paese per le indennità percepite dai consiglieri regionali è un primato che non possiamo permetterci e che richiede una capacità di risposta credibile e tempestiva. Questo è il comune sentire dei cittadini, e questo chiedono i lavoratori e i pensionati della Cisl alla classe politica abruzzese. Comprendiamo la necessità di evitare facili populismi, come evidenziato dal governatore Chiodi e l'esigenza di fare i necessari approfondimenti per interventi coerenti e condivisi come proposto dal presidente del Consiglio Nazario Pagano, ma ciò non impedisce di approvare nel prossimo Consiglio regionale una decisione che definendo obiettivi e tempi, porti atti immediatamente operativi». Ma il presidente Chiodi non la pensa così. L'annunciato taglio ai costi della politica ha subito una netta sterzata: due giorni fa il presidente ha detto che non servirebbe a molto e che, piuttosto, parlare e scrivere di queste cose «danneggia l'istituzione e accresce la disaffezione del cittadino». Senza contare che la disaffezione del cittadino è indotta proprio da quelle cifre, da una Regione che impone sempre nuove tasse come il raddoppio dei ticket, che ha le casse vuote e il bilancio a rischio bancarotta, e che paga alla propria classe politica le cifre più alte d'Italia. Basterebbe il buon esempio e invece no. Basta che non si sappia, secondo Chiodi. Intanto la presidenza del Consiglio regionale conta di nominare una commissione che dovrà studiare i tagli agli stipendi. Si parla del 10 per cento di indennità che rappresentano esattamente il doppio di quello di altre regioni con bilanci sanissimi. E di alzare a 65 anni l'età minima per percepire l'assegno di pensione.

Torna all'inizio


I sindaci veneti: a noi anche metà Iva (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-03-17 - pag: 16 autore: Il rilancio dopo la richiesta del 20% dell'Irpef: troppi compromessi, decentramento scarso I sindaci veneti: a noi anche metà Iva Gianni Trovati MILANO Il Ddl Calderoli è «al massimo una razionalizzazione della spesa pubblica», ma «non è federalismo »; i compromessi sono troppi, il decentramento scarso, e i costi standard «inattuabili ». Il «movimento dei sindaci del Veneto» nei mesi scorsi aveva catalizzato centinaia di amministratori settentrionali (di tutti i partiti, tranne la Lega bloccata dall'ovvia ortodossia calderoliana) intorno alla parola d'ordine del 20% dell'Irpef ai territori. E mentre a Roma la de-lega governativa tesse gli accordi per evitare sorprese, torna alla carica trasformando il motto del 20% in una sfilza di emendamenti al Ddl per far rimanere sul territorio metà dell'Iva e un quinto dell'Irpef. Ne viene fuori un meccanismo a forte trazione nordista, che nel fiume di tabelle mostra però anche una cifra preoccupante: per non far saltare il banco, la proposta offre alle Regioni con il fisco più povero una perequazione basata sulla spesa storica (e non sui costi standard), e gira gran parte del costo allo Stato: 14,2 miliardi di euro che andrebbero trovati nel bilancio centrale agendo di lima sulle spese attuali. L'obiezione è pesante, e la stessa analisi tecnica affidata all'ufficio studi del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, che pure parla di «proposta apprezzabile», la rileva come «una criticità non di poco conto ». Ma i veneti sono pronti a rimandare la palla nel campo del Governo. «Il Ddl Calderoli – argomenta Antonio Guadagnini, il portavoce del movimento che l'anno scorso ha raccolto l'adesione di 450 (su 590) sindaci veneti e si è poi esteso alle Regioni vicine e ad alcune categorie economiche – per risparmiare punta su un meccanismo di costi standard insostenibile per molte Regioni del Mezzogiorno. Per essere reale, il sistema deve essere anche applicabile». Nel nome del «federalismo vero», la proposta veneta presentata ieri a Padova agli operatori economici e ai professionisti della Regione cambia la prospettiva e punta tutto sulla «capacità fiscale» locale, cioè sul gettito prodotto in ogni Regione e Comune. La spesa da coprire è quella media nazionale " storica", che (in base ai dati tratti bilanci pubblici 2005 e 2006) è di 3.794 euro pro capite (3.009 nelle Regioni e 785 nei Comuni). Sul territorio "di nascita", prima di tutto, oltre ai tributi propri già esistenti deve restare il 50% dell'Iva e un'aliquota Irpef standard, uguale per tutti e calcolata per coprire il rapporto medio nazionale tra fabbisogno ulteriore di spesa (cioè quella parte di uscite non finanziata dai tributi propri e dall'Iva)e gettito Irpef regionale e locale. In questo modo, secondo i dati storici (tratti dai bilanci pubblici 2005 e 2006) alle Regioni andrebbe un'aliquota del 12,6%, e ai Comuni il 5,79%. Nelle Regioni più povere, però, l'obiettivo dei 3.794 euro è ancora lontano. Le risorse per finanziare il 90% di questa differenza dovrebbero arrivare dal fondo perequativo, finanziato in parte dalle Regioni e in parte dallo Stato. Risultato: la Lombardia avrebbe 9,5 miliardi in più (994 euro pro capite), il Veneto si arricchirebbe di 3,7 miliardi (756 a testa), mentre la Campania dovrebbe rinunciare a 1,3 miliardi (227 a testa). E lo Stato dovrebbe dovrebbe metterci 12,4 miliardi di euro. Proprio su questo aspetto, ovviamente, si appuntano le critiche all'ipotesi veneta. Come quelle di Luca Antonini, che proprio a Padova insegna diritto costituzionale tributario ma è una delle menti del testo governativo. «Il meccanismo perequativo non funziona – spiega Antonini –, perché i 12,4 miliardi chiesti allo Stato finirebbe ancora una volta per pagarli il Nord». Accanto alle critiche, però, ci sono spazi per il dialogo, visto che «la nuova ipotesi di autonomia impositiva è un passo avanti, molto più responsabilizzante rispetto alla vecchia ipotesi del 20% secco dell'Irpef.E sulla compartecipazione Iva il Ddl del Governo va nella stessa direzione». NO AI COSTI STANDARD Ieri a Padova la presentazione della controproposta che fonda la perequazione sulla spesa storica, ma costerebbe allo Stato 14,2 miliardi in più

Torna all'inizio


Montervino nella storia del Napoli (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 17-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1SPORT - data: 2009-03-17 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il personaggio Montervino nella storia del Napoli NAPOLI - Si allena, lotta e suda la maglia. Come pochi. Tutti lo hanno relegato a margine di una rosa che adesso sembra inadeguata per infortuni e squalifiche. Ma lui è rinato, non manca mai e il suo spazio se lo ritaglia sempre. Francesco Montervino, 31 anni a maggio, è il capitano tanto silenzioso (non ha mai fatto una polemica) quanto prezioso per dare la carica ai compagni di spogliatoio. E' nato con l'avventura del Napoli Soccer e finora ha collezionato ben 143 presenze con la maglia azzurra, affiancando nella storia del Napoli un mito come Dino Zoff. Gli basterà collezionare un'altra presenza per raggiungere Carmignani ed entrare nella speciale classifica della storia del Napoli. L'anno scorso, nella prima stagione In serie A, il centrocampista tarantino ha collezionato solo nove gettoni, stessa cosa quest'anno: 3 presenze dall'inizio e sei da subentrato per un totale di 302 minuti. E il campionato non è ancora finito. Reja, così come Donadoni adesso, sa che può contare su un professionista serio. Contro la Reggina, ha fatto il suo compito lottando come un leone in un momento in cui la partita lo richiedeva. Senza polemiche, tanti sorrisi e il sogno azzurro che continua. E il Napoli per sempre nel cuore. Un cuore da capitano. Donato Martucci

Torna all'inizio


Il saluto di Stankevicius Forza, vi aspetto in A (sezione: Costi dei politici)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 17-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

LA VISITA. IL JOLLY LITUANO, ORA ALLA SAMPDORIA, È PASSATO NEL RITIRO DI COCCAGLIO A DARE LA CARICA AL BRESCIA Il saluto di Stankevicius «Forza, vi aspetto in A» Nedo Sonetti ha caricato a dovere il Brescia, ma a fine allenamento riceve un aiuto inatteso. Un aiuto lituano: «In questi mesi - racconta Marius Stankevicius, jeans all'ultima moda e felpa da brividi - fra campionato e coppe, tornare a casa mia, a Iseo, è stato un evento più che eccezionale. Giuro che stavo sclerando. Questa settimana però ce l'ho fatta. Sono felice. Ma non potevo tornare a Iseo senza fare un salto a Coccaglio. Contro il Modena il Brescia gioca una partita che vale molto. Mi spiace non esserci, devo tornare a Genova. Ma sono sicuro che il Brescia vincerà, anche se il Modena ultimamente non va niente male». Non si si trattasse di Stankevicius, si penserebbe alle solite frasi di circostanza. Sbagliato. Perchè l'uomo bionico della Lituania, parla come gioca. Schiettamente. Senza fronzoli e senza riuscire, nemmeno se glielo ordinasse il dottore, a lasciarsi scappare la più innocente delle bugie. E poi Iseo, passato un invernaccio da dimenticare, sta mettendo il vestito della primavera. Ma Nervi...«Gran bel posto. Ci sto bene - ammette Stankevicius - ma il mio posto ideale è sempre Iseo. E poi te la raccomando Genova. Stupenda città. Niente da dire, basta lasciare l'auto a casa. Motorini che ti sfrecciano a destra, a sinistra. Non sai mai da che parte vengono. Più stressante il traffico della partita». E VIVERE con Cassano non aiuta a stendere i nervi: «In campo è un campione - racconta Stankevicius -. Un fuoriclasse. Quelli come lui si contano sulle dita di una mano. Ma fuori...diciamo che è molto imprevedibile, anche se ultimamente si è un po' calmato». Magari una bella fetta di merito va alla fidanzata: «Può darsi - ammette il lituano - certo che non è mai facile capire quando scherza e quando fa sul serio. Ma non scherza mai in partita. Cassano e Pazzini formano una coppia eccezionale». Ma serve anche il lavoro senza lustrini, ma tanto utile alla squadra. Talmente utile che a gennaio il Torino avrebbe fatto carte false per convincere la Samp: «Effettivamente il Toro mi voleva - ammette Stankevicius -. Ma io non avevo per niente voglia di andarmene da Genova. Ho chiesto alla società che intenzioni avesse. Non aveva intenzione di cedermi e mi ha fatto molto piacere». Stankevicius è nella storia biancazzurra. Arrivato nell'estate 2002 dall'Ekranas, ha debuttato in serie A il 3 marzo 2002 in Brescia-Parma 1-4. Dopo i primi sei mesi del 2003 in prestito al Cosenza, allora tra i cadetto (8 gettoni), è tornato in biancazzurro diventandone un cardine. In tutto 159 presenze e 11 reti. È stato lo straniero più presente fino a poche settimane: adesso a comandare è Victor Hugo Mareco. «Ho visto quasi tutte le partite del Brescia - dice Stanke -. Sento che è l'anno giusto. E non solo per arrivare ai play-off. La promozione diretta è ancora possibile. Ma si deve battere il Modena. È questo che dirò ai ragazzi. Li aspetto l'anno prossimo in serie A». R.T.

Torna all'inizio


PESCA IN ALTO MARE: IMPATTO MAGGIORE DI QUANTO SI PENSASSE, SECONDO GLI ESPERTI (sezione: Costi dei politici)

( da "marketpress.info" del 17-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 17 Marzo 2009 PESCA IN ALTO MARE: IMPATTO MAGGIORE DI QUANTO SI PENSASSE, SECONDO GLI ESPERTI Le conseguenze della pesca commerciale sembrano estendersi molto più in profondità di quanto ci si aspetterebbe. Secondo una nuova ricerca finanziata dall´Ue, uno studio sul numero di pesci a largo della costa occidentale dell´Irlanda rivela che persino le popolazioni di pesci che vivono a profondità di 2. 500 metri, molto oltre la portata delle reti da pesca e dei pescherecci con reti a strascico, sono diminuite da quando si è sviluppata la pesca di alto mare nella zona, alla fine degli anni 1980. "La pesca commerciale potrebbe avere effetti maggiori di quanto si pensasse in precedenza, interessando pesci che credevamo al sicuro, fuori dalla portata dei pescherecci," ha commentato il ricercatore a capo dello studio, dott. David Bailey dell´università di Glasgow nel Regno Unito. "Siamo rimasti molto sorpresi da tale risultato e crediamo che abbia implicazioni importanti per la gestione degli oceani. " La ricerca, pubblicata su Proceedings of the Royal Society B, ha ricevuto un finanziamento da parte dell´Ue attraverso il progetto Hermes ("Hotspots ecosystem research on the margins of European seas"), finanziato nell´ambito dell´area tematica "Sviluppo sostenibile, cambiamento globale ed ecosistemi" del Sesto programma quadro (6°Pq). Un ulteriore sostegno da parte dell´Ue è arrivato anche dal progetto Lotus ("Long time-series undersea surveillance"), un´iniziativa Marie Curie finanziata nell´ambito del 6°Pq, e da una borsa assegnata nell´ambito della linea di budget Mast Ii ("Marine science and technology") del Quarto programma quadro (4°Pq). L´attrezzatura per la pesca commerciale, normalmente, raggiunge profondità di circa 1. 600 metri. Gli scienziati sanno da tempo che i pesci d´alto mare, che di solito vivono più a lungo e tendono a maturare più tardi rispetto alle specie commerciali, sono particolarmente vulnerabili alla pesca eccessiva. Fino a questo momento, però, si pensava che le popolazioni di pesci che vivevano al di fuori della portata delle reti a strascico venissero risparmiate. In questo recente studio, i ricercatori hanno analizzato dati riguardanti la popolazione ittica che abbracciavano un quarto di secolo. Il sito, nel nord-est dell´Atlantico a largo della costa occidentale dell´Irlanda, fu studiato per la prima volta dal 1977 al 1989, nell´ambito di un´indagine sulle specie che vivevano in quella zona e la loro biologia. Dal 1997 al 2002 erano state fatte rilevazioni sulla stessa zona usando le stesse navi e gli stessi metodi di studio, per assicurare che i dati raccolti potessero essere accuratamente confrontati con quelli raccolti durante il periodo precedente. Nel frattempo, alla fine degli anni ottanta, cominciò ad essere esercitata nella zona una forma di pesca d´alto mare commerciale, avente come obiettivo principalmente pesce dei macruridi, pesce sciabola nero, pesce specchio atlantico e alcune specie di squali d´alto mare. In questo recente studio, gli scienziati hanno confrontato i dati dei due periodi per vedere quali effetti avesse avuto l´interveto della nuova forma di pesca sulle popolazioni ittiche locali. Sorprendentemente hanno scoperto che il numero dei pesci d´alto mare, a tutte le profondità fino a 2. 500 metri (e cioè un chilometro oltre la portata dei pescatori), era significativamente minore nel secondo periodo rispetto al primo. Le specie che naturalmente vivono in profondità comprese almeno in parte entro la portata delle reti, erano state maggiormente colpite. Lo studio ha rivelato inoltre che sia le specie prese di mira che quelle che non costituivano oggetto della pesca subivano le conseguenze della pesca con la paranza. "La pesca d´alto mare si rivolge a relativamente poche specie e le specie indesiderate vengono scartate. Queste specie costituiscono a volte fino al 50% del pescato e, a causa del drastico cambiamento di pressione e temperatura nel momento in cui vengono tirate in superficie, nessuna di esse sopravvive," ha detto il professor Monty Priede dell´università britannica di Aberdeen. "Questo spiega perché lo studio ha constatato una diminuzione nell´abbondanza di specie oggetto della pesca e non. " Ciò solleva la questione sul perché le conseguenze della pesca sono di tanto vasta portata. Una possibile spiegazione sta nel ciclo vitale dei pesci; molte specie vivono più vicine alla superficie (e quindi entro la portata dei pescherecci) quando sono giovani, e si spostano verso acque più profonde man mano che invecchiano. Oltre a ciò, molte altre specie potrebbero spostarsi in acque meno profonde nel corso delle loro attività normali, e ciò li porterebbe entro la portata delle reti e delle lenze da pesca, anche se soltanto temporaneamente. Sono in corso piani per delimitare Aree marine protette (Mpa o Marine Protected Areas) nel nord-est dell´Atlantico. I ricercatori sono comunque scettici sul fatto che tali piani possano fornire alle specie d´alto mare la protezione di cui hanno bisogno. "Le Aree marine protette devono essere molto più ampie delle attuali Mpa per la protezione del corallo," ha dichiarato il professor Priede. "Non sono molto efficaci per le specie di pesci mobili, a meno che non si riduca l´attività della pesca. "Siamo tutti d´accordo sul fatto che le forme di pesca d´alto mare non sono sostenibili e la maggior parte di esse (se non tutte) dovrebbero essere fermate," ha concluso il dott. John Gordon della Scottish Association for Marine Science, uno degli autori della pubblicazione. Per ulteriori informazioni, visitare: Consiglio per la ricerca sull´ambiente naturale (Nerc): http://www. Nerc. Ac. Uk Proceedings of the Royal Society B: http://rspb. Royalsocietypublishing. Org/ Progetto Hermes: http://www. Eu-hermes. Net/ . . <<BACK

Torna all'inizio


<Gettone di deliberazione e non di presenza> (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Mozione del capogruppo Udc al Comune «Gettone di deliberazione e non di presenza» Il gettone non per la presenza in aula ma legato alla produttività. Meglio il gettone di deliberazione che quello di presenza. L'attuale regolamento del Consiglio comunale prevede che i consiglieri municipali hanno diritto a percepire un gettone di presenza per l'effettiva partecipazione alle sedute di consiglio comunale. Ma non è un mistero che in questo Consiglio comunale (ma anche in quelli che lo hanno preceduto) siano frequenti i casi di consiglieri presenti in apertura di seduta e assenti nel resto dei lavori , soprattutto quando c'è da votare. O anche di consiglieri che, dopo aver fatto segnare la presenza e "salvato il gettone" poi si allontanano dall'aula facendo venire meno il numero legale per potere deliberare i punti all'ordine del giorno, causando di fatto un immobilismo dei lavori d'aula e un spreco di denaro pubblico. Questo malcostume è evidenziato in una mozione presentata dal capogruppo Udc, Enzo Cirignotta. Convinto che il ruolo del consigliere comunale non possa ridursi alla mera percezione del gettone di presenza, ma alla partecipazione attiva alle sedute di Consiglio comunale in coerenza al mandato elettorale ricevuto dai concittadini, Cirignotta propone di modificare il regolamento del Consiglio comunale, prevedendo il gettone di presenza solo per il consigliere comunale che sta in aula e partecipa al voto. In sostanza, si tratta della trasformazione del gettone di presenza in "gettone di deliberazione". Lo ha già fatto il Comune di Porto Empedocle. «Credo che il Consiglio comunale -ha detto Enzo Cirignotta - debba dare un segnale forte alla città e alla politica, intraprendendo un serio percorso di moralizzazione dei lavori del Consiglio comunale, il quale è chiamato a dare delle risposte concrete ai tanti problemi della nostra città». Con la mozione, il capogruppo Udc propone al Consiglio di deliberare in ordine alla modifica del regolamento, prevedendo che «avrà diritto alla percezione del gettone di presenza solo il consigliere comunale che sta in aula e partecipa al voto. Si può poi stabilire insieme quante votazioni sono utili per avere il gettone - conclude Cirignotta -, le eccezioni da prevedere, ma è importante rompere questo sistema di sedute improduttive che si chiudono quasi sempre con la mancanza del numero legale». M.C.G.

Torna all'inizio


Camera con vista e... squillo dominicanaAci Castello. (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Camera con vista e... squillo dominicanaAci Castello. La ragazza «operava» in via Marconi: arrestato lo sfruttatore, un colombiano, e denunciato il complice ACI CASTELLO. Stasera Consiglio sui gettoni di presenza e.b.) Si riunisce stasera il Consiglio comunale in seduta straordinaria "per accelerare i tempi" sulle modalità di assegnazione del gettone di presenza nelle sedute del Consiglio comunale. Così ha deciso il presidente Sebastiano Romeo per chiudere una vicenda, come ci ha dichiarato, che sta andando tanto per le lunghe, nonostante il Consiglio abbia rinviato la seduta, come abbiamo già scritto, al 25 marzo. Basta solo la presenza al momento dell'appello anche se poi si va via o si può ugualmente andar via motivando però tale allontanamento dall'aula? A queste ipotesi sulla richiesta dell'assessorato regionale se n'era aggiunta un'altra ("bisogna essere presenti al momento dell'appello e partecipare per tutta la seduta") sulla premessa, giudicata assurda "che i consiglieri si determinino con una loro votazione le modalità di percepire il gettone di presenza". aci castello. Rappresentazione rinviata La rappresentazione teatrale "La Fortuna con la F maiuscola" a cura della Compagnia Teatro Ambrosiana Cineamatori di Aci S. Antonio, programmata nell'ambito della Rassegna teatrale organizzata dall'Amministrazione Comunale di Aci Castello non avrà luogo oggi come precedentemente comunicato. Successivamente sarà resa nota la nuova data in cui l'opera sarà rappresentata. SAN PIETRO CLARENZA. Adesioni alle attività motorie fr.an.) Saranno accettate entro il prossimo 24 marzo le adesioni alle attività motorie promosse dall'amministrazione comunale. Si tratta di yoga, ginnastica a corpo libero e di danza, in particolare di balli di gruppo, che si svolgeranno nei locali della palestra comunale dell'impianto polivalente ?Toti Carrara?, totalmente ristrutturato lo scorso anno. Si prevede che i corsi di yoga e di ginnastica si svolgeranno, rispettivamente, mercoledì e venerdì dalle 9.30 alle 11, mentre i balli di gruppo saranno lunedì e mercoledì dalle 17 alle 19. Per informazioni ed eventuali iscrizioni, gli interessati possono rivolgersi all'ufficio dello sport, sito nei locali della biblioteca comunale in via Umberto 105, oppure telefonando al numero 095-529338. TREMESTIERI. Dibattito sulla crisi della democrazia a.l.) Democrazia e classe operaia i temi principali dibattuti in occasione del seminario svoltosi sabato scorso nei locali della Biblioteca G. Calabrò di Canalicchio. All'incontro hanno partecipato l'on. Dino Fiorenza, il vicesindaco e assessore Carlo Maugeri, il presidente del consiglio comunale Santi Rando e il responsabile dello Spi-Cgil di Tremestieri, Salvatore Caff. Il seminiario, aperto dalla segretaria del circolo territoriale di Tremestieri Laura Tomasello e dal responsabile del gruppo giovanile democratico Luca Tasinato, ha attenzionato i temi "La crisi della democrazia" (relatore il prof. Carmelo Nicosia) e "Che fine ha fatto la classe operaia?" a cura di Franco Zuccaro. Ha concluso i lavori il segretario provinciale della Filcem-Cgil Giovanni Romeo. Alla presenza dei due consiglieri del Pd Franco Fazio e Paolo Famà si è svolto il dibattito in cui sono intervenuti anche due operai della ex Cesame i quali hanno riferito circa le difficili condizioni in cui vivono tutti gli ex lavoratori della ditta. ACI BONACCORSI. Domani «Bilancio partecipato» n.l.) Domani alle ore 18 nell'aula consiliare di Palazzo Municipale si terrà l'ultimo incontro per il «Bilancio partecipato 2009». farmacie di turno ACI BONACCORSI: via Garibaldi, 21; ACI CASTELLO (Cannizzaro): via Firenze, 15; GRAVINA: via Gramsci, 71; MASCALUCIA: via Roma, 150; MISTERBIANCO: via Matteotti, 199; MISTERBIANCO (Lineri): via Lenin, 93/f; MOTTA: via Regina Elena, 2; PEDARA: via Perriera, 2 (solo diurno); TREMESTIERI (Pietra dell'Ova): piazza Rosario Bonaccorso, 10; S. A. LI BATTIATI: via Umberto, 13; TRECASTAGNI: piazza S. Alfio 59.

Torna all'inizio


Approvati importi gettoni presenza componenti Consulta di garanzia statutaria (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 17-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Approvati importi gettoni presenza componenti Consulta di garanzia statutaria (17/3/2009 17:42) | (Sesto Potere) - Bologna - 17 marzo 2009 - La Commissione Bilancio Affari generali ed istituzionali, presieduta da Antonio Nervegna, ha approvato la delibera che definisce l?entità dei gettoni di presenza per i componenti della Consulta di garanzia statutaria. L?organismo è attualmente composto da Giuseppe Piperata (presidente), Ugo Rescigno (vice-presidente) e Marzio Maccarini, eletti dall?Assemblea legislativa in attuazione dell?articolo 69 dello Statuto e della Legge regionale n.23/2007 istitutiva della Consulta. Il provvedimento è stato illustrato, a nome dell?intero Ufficio di Presidenza che lo ha proposto, dal consigliere questore Gian Luca Rivi (pd). Hanno votato a favore pd e sd, astenuti fi-pdl e lega nord. In via transitoria e fino alla scadenza della legislatura in corso, la Consulta potrà operare con i soli componenti eletti dall?Assemblea e potrà esercitare solo le competenze sull?ammissibilità dei referendum regionali e delle proposte di legge di iniziativa popolare, nonché effettuare la presa d?atto dell?anticipata cessazione dalla carica degli organi elettivi e la definizione della modalità di amministrazione ordinaria della Regione fino all?elezione dei nuovi. La delibera individua tre diverse tipologie di gettone di presenza in rapporto alla qualità delle attività che la Consulta deve svolgere. Un primo gettone dell?importo di 1.000 euro verrà corrisposto a ciascun componente dell?organismo esclusivamente nel caso in cui la Consulta si riunisca per prendere atto dell?anticipata cessazione dalla carica degli organi elettivi e per definire le modalità di amministrazione ordinaria della Regione fino all?elezione dei nuovi o per pronunciarsi in materia di iniziativa popolare e referendum. Tale importo è elevato a 1800 euro per il componente formalmente designato dalla Consulta quale relatore e redattore della decisione. Un secondo gettone di presenza dell?importo lordo di 400 euro sarà corrisposto a tutti i componenti presenti in tutte le altre sedute formalmente convocate dal Presidente presso la sede della Consulta. Infine, un terzo gettone dell?importo lordo di 400 euro sarà corrisposto in relazione ad attività preventivamente autorizzate dal presidente e svolte presso la sede della Consulta nell?interesse della stessa e al di fuori delle riunioni collegiali. Tali attività dovranno essere certificate nelle forme previste dal regolamento interno della Consulta stessa.

Torna all'inizio


E' nato a Cuneo un nuovo movimento politico nazionale: Italia Attiva (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 17-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

E' nato a Cuneo un nuovo movimento politico nazionale: Italia Attiva (17/3/2009 18:54) | (Sesto Potere) - Cuneo - 17 marzo 2009 -Con rogito notaio Lorenzo Bergesio in Borgo San Dalmazzo (Cuneo) è stata costituita Italia Attiva, formazione politica a carattere nazionale ed europeo con le seguenti peculiarità: onestà intellettuale, rigore etico, lealtà e coerenza nelle azioni politiche. Massimo Farchetto, nella foto, 44 anni, cuneese, sposato e con un figlio di 6 anni, esperto di economia e finanza, ne è il segretario politico nazionale e ce ne illustra gli obiettivi: “Italia Attiva ha lo scopo di svolgere e favorire la più ampia attività politica e sociale per sostenere e tutelare i diritti degli Italiani. Per realizzare questo nostro progetto intendiamo : riformare profondamente lo Stato ela Pubblica Amministrazione, trasformare politica e cosa pubblica, intese come vero servizio ai Cittadini, rinnovare lo stato sociale, in difesa sempre dei più deboli, riaffermare il diritto al lavoro, combattendo la precarietà, affrontare le nuove povertà e il disagio giovanile, esigere da tutti il rispetto delle regole, rendere trasparente la gestione dello Stato, praticare una politica dei valori e dei diritti contro quella dei privilegi , promuovere lo sviluppo di una sana economia di mercato, diffondere la cultura del merito, dalla scuola ai concorsi, dagli incarichi alle candidature, agire ricordandosi che l?Italia resta una nazione solo territoriale, forse neppure più quello, in primo luogo per l?effetto letale della disonestà intellettuale.” “Abbiamo elaborato un programma di massima, - continua Massimo Farchetto - lavorando con impegno. Siamo aperti a suggerimenti e proposte. A tal fine ringraziamo chiunque vorrà contattarci. Colgo questa opportunità per fare ancora due precisazioni che riteniamo importanti: ci sarà massima trasparenza anche per quanto riguarda le finanze del partito: ogni tesserato potrà verificare in qualsiasi momento la situazione del conto corrente di Italia Attiva. Ed infine, intendiamo adottare sin da subito la non-compatibilità dei doppi incarichi retribuiti. Chi è interessato a questa iniziativa, nata con un progetto innovativo per cambiare veramente e profondamente l'Italia, oppure desidera anche solo maggiori informazioni e/o ricevere copia del programma, può contattare l' ufficio stampa o direttamente la segreteria nazionale all'indirizzo mail segreteria@italiaattiva.org .

Torna all'inizio


Gonzaga, gettoni comunali ridotti del 30% (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Gonzaga, gettoni comunali ridotti del 30% Il bilancio dell'ente si attesta sui 10 milioni, oggi la firma dei sindacati Mantenute le principali opere previste lo scorso anno GONZAGA. Nove milioni e 937mila euro, di cui 5.503.000 per spese correnti e 670mila per investimenti. Sono le cifre del bilancio di previsione 2009 del Comune presentato nei giorni scorsi in consiglio e che prevede anche la riduzione - votata nell'ultima seduta di consiglio comunale - la riduzione del 30 per cento dei gettoni di presenza dei consiglieri e delle indennità della giunta. La programmazione economico-finanziaria è improntata al contenimento della pressione fiscale e al massimo rigore in tema di spesa pubblica, con la conferma degli interventi strategici programmati nel 2008. Nei prossimi mesi si concluderà infatti la procedura di gara per l'apertura del cantiere del nuovo polo scolastico. E' già stata formalizzata invece la costituzione della società di gestione della farmacia comunale di Palidano, che procederà ad acquisire l'immobile, acquistare gli arredi e reclutare il personale. Il bilancio 2009 prevede il mantenimento ai livelli attuali della pressione fiscale col congelamento di aliquote Ici e addizionale Irpef. Nell'ottica di agevolare le famiglie nell'attuale congiuntura di crisi internazionale, l'esecutivo ha inoltre scelto di lasciare inalterate le tariffe dei servizi a domanda individuale, ad eccezione del servizio di igiene che viene adeguato all'indice Istat. In alcuni casi - refezione e trasporto scolastico e asilo nido - gli aumenti sono stati imposti dai contratti coi gestori, ma con oneri posti a carico del bilancio comunale per non gravare sui redditi delle famiglie. Per le rette della Rsa è previsto un aumento in base all'Istat di 1,30 euro, mentre per l'assistenza domiciliare l'incremento del voucher, determinato dal miglioramento della qualità del servizio, sarà a carico del Comune. Incrementato di 10.000 euro anche il fondo a favore dei soggetti in difficoltà, per un cifra complessiva di 43.000 euro e con l'impegno ulteriore di rideterminare l'importo delle tariffe dei servizi comunali alla luce della nuove situazioni reddituali. Sul fronte della spesa pubblica è previsto, nel saldo finale 2009, un taglio di 400mila euro con economie operate in particolare nei settori cultura, personale, consulenze esterne e interventi manutentivi al patrimonio comunale. Anche il programma triennale opere pubbliche è stato redatto limitando al minimo il ricorso all'indebitamento. Sono state inserite le progettazioni già approvate (abbattimento barriere dell'ex Convento di S. Maria, adeguamento della pubblica illuminazione del centro storico, ristrutturazione dell'ex macello e della caserma dei carabinieri) e gli interventi sulla viabilità, con riferimento in particolare al quartiere industriale di Palidano e alle asfaltature in numerosi tratti della rete urbana. Oggi il bilancio di previsione sarà sottoscritto dai sindacati.

Torna all'inizio


Anziana dona a Soragni 20 euro per i disoccupati (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 18-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Finale. Gli stipendi autoridotti dei politici Anziana dona a Soragni 20 euro per i disoccupati FINALE. La decisione del sindaco Soragni, della giunta comunale e della maggioranza in consiglio comunale di ridursi lo stipendio e rinunciare ai gettoni di presenza per sostenere il provvedimento "Sos Lavoro" (impiego di 30 neo-licenziati per lavori di manutenzione e servizi) pur nell'indifferenza di altri primi cittadini e politici della zona, trovato consensi anche fuori paese. In Comune è infatti arrivata una lettera scritta da Maria Margherita Preti, da Bologna. «Caro sindaco, da alcuni giorni - si legge - ho appreso della tua disponibilità ad aiutare finanziariamente coloro che hanno perso il lavoro. Bravo e ancora bravo, mi sono commossa e spero che altri sindaci seguano il tuo esempio. Io, da due anni, sono invalida e ho bisogno di avere una badante a tempo pieno, così parte tutta la mia pensione». Ma la lettera non è soltanto un segno di apprezzamento morale: la signora Preti ha infatti inserito nella busta 20 euro («Di cui 5 sono offerti dalla mia aiutante Maria») per dare un segno tangibile a sostegno del provvedimento Sos Lavoro. E a proposito dell'iniziativa: è già possibile inoltrare domanda di impiego presso gli uffici dei servizi sociali (piazza Garibaldi). Dal 1 aprile inizierà ad operare il primo gruppo che riceverà un rimborso dai 200 ai 400 euro a seconda delle ore lavorate e del nucleo famigliare. (f.d.)

Torna all'inizio


COSTI POLITICA 1) (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

COSTI POLITICA 1) COSTI POLITICA 1) Fava è confuso sulle Commissioni L'intervento dell'onorevole Fava in merito alla composizione delle Commissioni del Consiglio provinciale dimostra che è un consigliere piuttosto confuso. Non si è accorto che da un anno l'allargamento delle Commissioni non è stato più applicato, nonostante ciò che prevederebbe lo Statuto della Provincia, o meglio i precedenti di una sua permissiva interpretazione. Anche perchè, come ho sostenuto anche un anno fa sulla Gazzetta, un allargamento non è compatibile con il loro funzionamento. Devo dare atto alla maggioranza di centrosinistra del Consiglio di avere sempre respinto la proposta di aumentare anche i propri componenti. Da cosa dipende allora questa recente polemica dalla Lega? Da una bega interna. Espulso il consigliere Lamagni, ha chiesto che sia Fava, da solo e contemporaneamente parlamentare, a rappresentarla in tutte le commissioni. E' una logica partitocratica, o meglio una pretesa senza logica. La composizione delle Commissioni stabilita nella prima seduta non dovrebbe più mutare nel mandato amministrativo, salvo la surroga dei consiglieri dimissionari. E ritengo che questa dovrebbe essere la corretta applicazione dello statuto, indipendentemente dal fatto che il centro-destra mantovano sia arrivato a dividersi in Provincia in 8 gruppi diversi. Giacomo Caramaschi Capogruppo Pd COSTI POLITICA 2) Due volte al voto Sprecati 460 milioni Il PdL e la Lega non vogliono accorpare il referendum con le elezioni Amministrative ed Europee. Per un puro calcolo politico, la maggioranza ha deciso di tenere la consultazione referendaria non il 7 giugno, ma, con ogni probabilità, il 14 dello stesso mese. I cittadini sanno quanto costa alle loro tasche questa decisione? Penso di sì, ma è opportuno ricordarlo: 460 milioni di euro! Un vero ladrocinio per i portafogli degli italiani. Sono molte le emergenze in questo Paese e sarebbe molto meglio destinare quei soldi per altre finalità. Noi abbiamo chiesto di utilizzarli per garantire maggior sicurezza, visto che con questo Governo assistiamo quotidianamente a stupri, rapine, estorsioni ed altro ancora, e visto che non ci sono soldi nemmeno per la benzina delle auto delle forze dell'ordine. Il Governo e la maggioranza (quella votata dagli italiani in nome soprattutto dell'emergenza sicurezza) hanno deciso di buttare nel cestino 460 milioni di euro. Non c'è che dire: con la destra al governo Roma è davvero ladrona. On. Marco Carra Gruppo Pd Camera Deputati COSTI POLITICA 3) Promesse elettorali non mantenute Se l'on. Edo Rossi ha letto tutte le mie lettere sul taglio dell'inutile spreco di danaro pubblico, per i mille enti inutili non sciolti, per i 630 deputati, per i 315 senatori, per le Province, per le nuove sedi delle Regioni (Milano in testa) e via discorrendo, non esclusi i diversi Cimoli, gli a.d. delle grosse o grandi banche, delle grandi imprese, troverà tutto ciò che la Gazzetta di Mantova ora ha proposto, con adesione incondizionata già da un elevato numero di lettori. Per la sua pensione Inps dopo 37 anni di lavoro quale operaio, gli mando copia del mio cedolino della pensione di dottore commercialista (anche manovale durante le vacanze) dopo 60 anni di continuata attività professionale, sono euro 767 mensili. Caro Edo, lavoro ancora con mio figlio avvocato, perchè con 767 euro farei come tanti pensionati e ora molti disoccupati a spasso che non sanno come arrivare a fine mese. Ergo, senza acredine verso la Gazzetta, si unisca, anche senza Fava, alla schiera di chi invoca di mantenere le promesse elettorali del centro, destra e sinistra. Ma credo che non sarà mosso un dito sul tema. Lei cosa ne pensa? Luigi Spezia OLTRE LA CRISI Franceschini va sulla strada giusta Nessuno, credo, pensa che la responsabilità dell'attuale difficile situazione economica del Paese sia da attribuire ai nostri governanti di destra. Però siamo in tanti a ritenere sbagliato, insufficiente, fuori tempo ormai, addirittura privo della cosiddetta fantasia creatrice il modo con cui questo governo sta affrontando la crisi. Lo sforzo maggiore dell'attuale premier sembra - ci si può anche sbagliare - quello di preparare la scalata al Colle. Vista l'età si capisce bene la passione tesa a tale traguardo. Ma tale assenza di vera politica rischia di avvelenare il clima politico-istituzionale e di abbandonare l'autentico interesse del popolo. L'inizio dell'azione governativa è segnato dal salvataggio di alcune banche, di vari istituti finanziari, ma il credito verso le piccole e medie imprese era ed è rimasto complicato, non adeguatamente risolto, i mutui che interessano milioni di famiglie - non è un numero detto a caso - sono sempre onerosi a rischio di una destabilizzazione della società intera. Tutto questo non contribuisce a dare alle famiglie quel sostegno di cui abbisognano e le famiglie - insistiamo - sono milioni. Non è mancato un aiuto alla Fiat, va bene, ma noi non usiamo sotanto l'automobile; c'è il turismo da favorire con la necessaria - e non certo fittizia - valorizzazione della nostra storia e del nostro straordinario patrimonio artistico; c'è l'agricoltura, un bene primario per tutta la penisola, che attende una particolare attenzione, con l'importanza ch'essa esercita sulla vita quotidiana di ciascuno di noi. Ci sono, non dimenticabili, le Amministrazioni pubbliche con le loro esigenze di bilanci solidi e garantiti per portare a compimento i programmi necessari che i cittadini reclamano e che rappresentano la spina dorsale di tutta la nostra politica e dello sforzo finanziario per attuarla. Nel tentativo di venire incontro soprattutto ai lavoratori che nell'immediato resteranno privi di reddito la proposta di Franceschini va di certo nella direzione giusta, indicando concretamente pure la fonte da cui ricavare i fondi necessari. La maggioranza non potrà cavarsela con il solito disprezzo verso l'opposizione e il dileggio di cui la coprono i vari portavoce. In proposito, perchè parlare sempre di «sinistra» quando invece noi abbiamo un «nome proprio» che si chiama Pd? Possiamo legittimamente pretendere di essere chiamati per nome? Anselmo Formizzi Cons. provinciale Pd OSTIGLIA Il sindaco non mi impensierisce Le dure e provocatorie esternazioni del sindaco di Ostiglia Carla Salvadori, contenute in una lettera alla stampa, non mi hanno per niente impensiertito. Lo stesso Sindaco che in passato ha insegnato alle scuole superiori, ha bocciato il sottoscritto Consigliere Comunale GHERARDI sempre disattento, a Suo dire, sui banchi della Minoranza. Il Suo appello ai Cittadini perchè «riflettano» anche loro, mi offre l'opportunit di invitarLa a rivolgersi a loro direttamente. Quello che a Suo avviso «non avrei seguito bene» nei dibattiti, forse lo capiranno meglio i Suoi Amministrati. Spieghi loro, per quanto riguarda i lavori di rifacimento della piscina comunale, eseguiti a cura e spese della Eusider, tutto quanto non sono riuscito a sapere con molte istanze di chiarimenti e di rilascio di Atti Amministrativi sempre negati, a partire da: 1) a quanto ammontano le spese a carico di Eusider preventivate in euro 800.000 ed approvate, con voto contrario delle minoranze, con delibera di Consiglio comunale con allegata convenzione urbanistica?; 2) sono stati spesi tutti gli 800.000 euro per questo intervento, definito «il primo segnale concreto ad Ostiglia di Eusider?»; 3) sono state osservate tutte le prescrizioni dettate dalla competente Asl?. I cittadini ostigliesi saranno più attenti di quanto non lo sono stato io alle risposte che vorrà loro fornire in merito a questo grande intervento Eusider. Bruno Gherardi

Torna all'inizio


una petizione: ridurre i costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Firma sul sito del «Centro» Una petizione: «Ridurre i costi della politica» L'AQUILA. «Il nostro obiettivo è quello di ridurre le indennità dei consiglieri». Il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano spiega così l'idea della commissione di tecnici istituita per fare chiarezza sulle spese affrontate dalla regione per pagare gli eletti all'Emiciclo e i gruppi politici. Un'esigenza di chiarezza perché confessa Pagano, «dopo tre legislature anch'io non so bene qual è il quadro generale». Intanto, sul sito del «Centro» si può firmare la petizione che chiede il taglio degli stipendi ai consiglieri regionali abruzzesi. (A pagina 14)

Torna all'inizio


tagliamo gli stipendi (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 0 - Teramo «Tagliamo gli stipendi» Petizione per ridurre i costi della politica L'AQUILA. «Il nostro obiettivo è quello di ridurre le indennità dei consiglieri». Il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano spiega così l'idea della commissione di tecnici istituita per fare chiarezza sulle spese affrontate dalla regione per pagare gli eletti all'Emiciclo e i gruppi politici. Intanto, sul sito del «Centro» si può firmare la petizione (ci sono già molte adesioni) che chiede il taglio degli stipendi ai consiglieri regionali abruzzesi e la riduzione dei costi della politica. (A pagina 14)

Torna all'inizio


Lavanderie a gettone: bucatoa soli 3,50 euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Lavanderie a gettone: bucatoa soli 3,50 euro la novità savona. È l'ultima frontiera del risparmio, targata Stati Uniti. A Savona sono due le lavanderie self service ad acqua che permettono di lavare ed asciugare grandi quantitativi di bucato in mezz'ora ad un prezzo conveniente. "Il modello al quale mi sono ispirato è quello delle lavanderie a gettone americane accessibili a tutti - dice Lorenzo Mazza titolare di Wash Point in via Servettaz - ho visto queste lavanderie ad Alessandria e ho deciso di aprirne una in città ma per motivi di praticità ho deciso di escludere il gettone e fare funzionare le macchine con la moneta corrente, l'euro. Il cliente può portare il proprio detersivo o l'ammorbidente oppure utilizzare i nostri detersivi monodose; ne abbiamo di diversi tipi da quelli per i bucati delicati a quelli per i capi neri e via dicendo. Le macchine hanno una funzione particolare che attiva la sanificazione automatica dopo ogni lavaggio. I vantaggi di queste macchine sono il risparmio e la velocità". Bastano mezz'ora di tempo, molto meno rispetto alle tradizionali lavatrici che abbiamo in casa, e soli 3 euro e 50 per lavare ed asciugare 8 chili di bucato, mentre per 16 chili di panni da lavare si spendono 7 euro. Lavare ed asciugare un piumone matrimoniale, invece, costa 11 euro. "I nostri clienti vanno dalle famiglie che vengono a lavare i capi grossi come piumoni o tendaggi ai campeggiatori in vacanza a Savona». 18/03/2009

Torna all'inizio


NEO - DEM Contrario a questo tipo di federalismo fiscale (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 18-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi sezione: Primo Piano data: 18/03/2009 - pag: 4 autore: di Pierluigi Mantini NEO - DEM Contrario a questo tipo di federalismo fiscale Nel momento in cui in tutto il mondo, e anche in Italia, è acceso il dibattito sul ruolo dello Stato nell'economia per fronteggiare la crisi globale appare debole e inadeguata la discussione nel parlamento italiano sul federalismo fiscale. In presenza di un forte debito pubblico e di una consistente fase di decrescita e di riduzione elle entrate fiscali, che sia l'Istat che la Corte dei conti stimano nel prossimo biennio in ben 80 miliardi, come sarà possibile finanziare il federalismo e la perequazione senza aver neppure innovato la giungla dei poteri locali?Abbiamo in Italia 24 regioni, 102 province, 8.400 comuni, con 116.000 eletti, ed inoltre 320 comunità montane, un numero incalcolabile di Ato enti sovracomunali, consorzi monofunzionali, circa 6.000 società pubbliche locali: si vuole alimentare con il federalismo fiscale questo stato di cose? Non si comprendono i rischi di questo federalismo esploso, delle sovrapposizioni, delle confusioni, dell'insostenibilità economico-finanziaria e democratica di un modello di federalismo competitivo e divisivo? Questo genera già oggi sprechi, costose competizioni in luogo di virtuose cooperazioni, moltiplicazione di normative, mercati chiusi anziché aperti, proliferazione di caste sul territorio.Stiamo già pagando un prezzo altissimo a questo disordine: si pensi al turismo delle piccole patrie, agli atenei ovunque, agli aeroporti che nascono senza alcuna programmazione, all'energia in mano alle regioni, ai costi delle politiche estere delle regioni.Con la crisi in atto non possiamo permetterci tutto ciò, ci sono analisi e stime che lo confermano. Questo sistema era sbagliato fino ad oggi, ora è anche insostenibile. Il titolo quinto della Costituzione non va esteso con nuove competenze esclusive alle regioni, va corretto. Nella riforma Calderoli la parte migliore e più interessante è quella che propone il superamento del criterio della spesa storica dei trasferimenti attraverso la definizione dei costi standard dei servizi essenziali, in modo da premiare i comportamenti virtuosi e limitare gli sprechi e la cattiva amministrazione. È utile impegnarsi su questo tema ma occorre ammettere che più che di federalismo si tratta di un modello di programmazione pubblica.E' invece assurdo che le regioni autodecidano i propri contributi alla perequazione sulle funzioni non essenziali, che tuttavia sono assai vaste, ed è insostenibile che vengano mantenute le province come sono ossia enti strutturali con forte spesa corrente anziché organi funzionali di coordinamento delle politiche sovracomunali, secondo il principio di sussidiarietà verticale. Nel federalismo fiscale proposto dal governo non doveva essere trascurato che gli enti locali hanno già due potenti leve economiche: l'utilizzo, senza regole e limiti, della negoziazione urbanistica e dei proventi dello sviluppo edilizio; la proliferazione delle società pubbliche e miste in ogni campo. E' assurdo che questi temi non siano stati neppure considerati nel disegno del governo come pure l'assenza di una seria riforma del potere locale, che doveva precedere e non forse seguire la legge delega. La parola federalismo è, negli stessi manuali, polisensa ed equivoca perché indica modelli istituzionali e storici assai diversi, ma solo in Italia è stata usata, in sostituzione delle nozioni di autonomia locale e regionalismo, per indicare non un processo unitivo di identità storiche diverse ma disgregativo dello stato nazionale unitario. È un rischio concreto se si riflette sulla storica disaffezione della borghesia nazionale nei confronti della pubblica amministrazione e sulla problematica formazione delle istituzioni nazionali. Gli stati nazionali non sono morti (come frettolosamente certificato da qualcuno), hanno subito trasformazioni notevoli dopo le grandi guerre (Bretton Woods, crescita dell'Europa, Berlino 1989, 11 settembre 2001, crisi finanziaria 2008) ma sono vivi, e sono ancora gli attori della global governance (G8- G20). Le prime risposte alla crisi in atto sono venute dagli stati nazionali, non da altri, e la scena multipolare sarà caratterizzata dagli stati emergenti e da alleanze tra stati. La coesione nazionale, espressa nello stato unitario, è un valore culturale e politico che va salvaguardato e non superficialmente sostituito. Stato unitario vuol dire anche stato di diritto, indispensabile per contribuire ai legal standard necessari a un nuovo governo della globalizzazione, secondo il principio della fiducia nel diritto che deve sostituire la fiducia nella fiducia e gli altri aleatori slogans che hanno dominato la fase del liberismo finanziario fautrice della crisi economica attuale. In questa fase il pendolo torna ad oscillare più dalla parte dello Stato nazionale unitario, regolatore dell'economia, che non verso le suggestioni federaliste dei poteri pubblici esplosi.

Torna all'inizio


Bojardi e l'ictus: <Ciò che più pesa (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 18-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

REGGIO pag. 4 Bojardi e l'ictus: «Ciò che più pesa L'onorevole reggiano accudito dalla moglie Anna Appari. «A giugno ci di MIKE SCULLIN «QUELLO che gli pesa di più è non poter scrivere: è la limitazione più pesante». L'onorevole Franco Bojardi, 78 anni, tenuta da casa blu e scarpe da ginnastica bianche, annuisce seduto sulla carrozzella: sul volto un velo di tristezza mentre Anna lo accarezza. La sua memoria è incredibile, nomi, date, circostanze. «GUARDA la tivù, gli leggiamo il giornale. Non commenta, al massimo fa qualche espressione di disapprovazione, o di interesse», dice la moglie. Le qualità intellettuali sono ingabbiate. Ha realizzato un'infinità di volumi ed enciclopedie ma da due anni non è più in grado. L'ultima ricerca, un libro sul senatore Medici presentato sabato alla libreria «All'Arco», è riuscito a concluderla poco prima di essere colpito da un ictus. Ed è stata lei, Anna Appari, 73 anni, a correggere le bozze mentre Franco Bonferroni trovava testimonianze e foto. Così lo storico ha visto pubblicata l'ultima fatica. BOJARDI conosce alla perfezione segreti e rapporti di forze di quarant'anni di politica nostrana. Negli anni Cinquanta, assessore comunale alla cultura, diede mano libera a Loris Malaguzzi che creò gli asili più belli del mondo: andavano in vacanza insieme, «era tanto simpatico» ricorda Anna. Nei Sessanta portò a Reggio il Living Theatre e - al teatro municipale, una rivoluzione - il jazz di Chet Baker. Poi, come assessore all'urbanistica, fece il Prg con l'architetto Piacentini, altro grande. «Tutto guastato dopo». NEI SETTANTA, da presidente dell'ospedale rivoltò come un calzino il Santa Maria Nuova lanciando una serie di primari uno più bravo dell'altro. Ma Bojardi è il politico irrequieto che ha incrociato la Dc, il Psi, il Psiup, il Pci, per finire con l'esperienza di un mattino nella Rete di Orlando. Il polemista che, nei Novanta, osò sfidare l'ex amico procuratore capo Bevilacqua, che dell'ospedale era stato vicepresidente accanto a lui, in drammatici duelli sulla vicenda giudiziaria della Lega tumori. Fino a chiudersi nel singolare appartamento di via San Paolo, vasta mansarda piena all'inverosimile di libri, di oggetti di antiquariato e design mescolati a piccoli capolavori creati dalle nipoti, come il pellicano che si erge fiero sul tavolino nello studio. «A GIUGNO ci saranno le nozze d'oro, siamo una cosa sola» dice Anna che a Bojardi ha dato due figlie, e un'altra hanno adottato. Lui era già laureato in scienze politiche quando si fidanzarono. Lei lavorava nell'assistenza sociale, 25 anni direttore provinciale dell'ente parastatale Enaoli sciolto nel '79. Poi a Bologna, all'Istituto beni culturali, a scrivere libri di storia sociale, vizio di famiglia. Poi la pensione per lei e per lui 2.100 euro mensili, il vitalizio che Bojardi riceve per l'unica legislatura che fece da parlamentare nel Psiup. «Per fortuna che ci sono quei soldi, altrimenti... Franco è sempre stato un ottimo amministratore delle cose altrui, si preoccupava di far quadrare i bilanci. Ma in casa no» sorride. ALLA SIGNORA Anna viene spontaneo il confronto coi manager di oggi: «Quando faceva l'assessore, il presidente dell'ospedale, Franco aveva il gettone di presenza. Pensi a cosa prende adesso un direttore generale». Le chiediamo se la sanità reggiana, che Boiardi ha tanto contribuito ad affermarsi, funziona anche adesso. «L'Ausl per i presidi sanitari è molto valida - risponde - carrozzine, letti, girelli, li dà tutti. Se ho bisogno, il medico mi fa la richiesta e arrivano subito. E' ottima anche l'assistenza infermieristica, punture, prelievi di sangue. Ma...» MA? «Quello che manca è l'assistenza di base», e indica il marito silenzioso. E così ha dovuto arrangiarsi: un amico viene quattro volte al giorno ad aiutarla per alzare il marito dal letto, lavarlo, metterlo in carrozzella e ridistenderlo a letto. «La domenica lo lascio libero - racconta - la circoscrizione mi manda il personale a pagamento. Franco ha l'accompagnamento, 460 euro. Almeno una parte io riesco a pagarla così, ma non basta». ANNA Appari ricorda con nostalgia la gente di cultura - anni Sessanta, stagione reggiana di altissima creatività, irripetibile - che veniva qui a passare le serate, «morti quasi tutti i nostri amici, Corrado Costa, Nanni Scolari, Cavicchioni». Apre la porta finestra del terrazzo, si dominano i tetti del centro. «Ci piace, lì c'è la cupola della Ghiara» e si tocca davvero con un dito. «Staremmo troppo bene qui - riflette amara - ma quando la qualità di una vita arriva a questo punto». Una grande camelia fiorita in vaso. «Era più bella prima, quest'anno non le ho seguite le piante e le piante sono come persone, vanno curate».

Torna all'inizio


di MIKE SCULLIN <QUELLO che gli pesa di più è non poter scriver... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 18-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

REGGIO pag. 5 di MIKE SCULLIN «QUELLO che gli pesa di più è non poter scriver... di MIKE SCULLIN «QUELLO che gli pesa di più è non poter scrivere: è la limitazione più pesante». L'onorevole Franco Bojardi, 78 anni, tenuta da casa blu e scarpe da ginnastica bianche, annuisce seduto sulla carrozzella: sul volto un velo di tristezza mentre Anna lo accarezza. La sua memoria è incredibile, nomi, date, circostanze. «GUARDA la tivù, gli leggiamo il giornale. Non commenta, al massimo fa qualche espressione di disapprovazione, o di interesse», dice la moglie. Le qualità intellettuali sono ingabbiate. Ha realizzato un'infinità di volumi ed enciclopedie ma da due anni non è più in grado. L'ultima ricerca, un libro sul senatore Medici presentato sabato alla libreria «All'Arco», è riuscito a concluderla poco prima di essere colpito da un ictus. Ed è stata lei, Anna Appari, 73 anni, a correggere le bozze mentre Franco Bonferroni trovava testimonianze e foto. Così lo storico ha visto pubblicata l'ultima fatica. BOJARDI conosce alla perfezione segreti e rapporti di forze di quarant'anni di politica nostrana. Negli anni Cinquanta, assessore comunale alla cultura, diede mano libera a Loris Malaguzzi che creò gli asili più belli del mondo: andavano in vacanza insieme, «era tanto simpatico» ricorda Anna. Nei Sessanta portò a Reggio il Living Theatre e - al teatro municipale, una rivoluzione - il jazz di Chet Baker. Poi, come assessore all'urbanistica, fece il Prg con l'architetto Piacentini, altro grande. «Tutto guastato dopo». NEI SETTANTA, da presidente dell'ospedale rivoltò come un calzino il Santa Maria Nuova lanciando una serie di primari uno più bravo dell'altro. Ma Bojardi è il politico irrequieto che ha incrociato la Dc, il Psi, il Psiup, il Pci, per finire con l'esperienza di un mattino nella Rete di Orlando. Il polemista che, nei Novanta, osò sfidare l'ex amico procuratore capo Bevilacqua, che dell'ospedale era stato vicepresidente accanto a lui, in drammatici duelli sulla vicenda giudiziaria della Lega tumori. Fino a chiudersi nel singolare appartamento di via San Paolo, vasta mansarda piena all'inverosimile di libri, di oggetti di antiquariato e design mescolati a piccoli capolavori creati dalle nipoti, come il pellicano che si erge fiero sul tavolino nello studio. «A GIUGNO ci saranno le nozze d'oro, siamo una cosa sola» dice Anna che a Bojardi ha dato due figlie, e un'altra hanno adottato. Lui era già laureato in scienze politiche quando si fidanzarono. Lei lavorava nell'assistenza sociale, 25 anni direttore provinciale dell'ente parastatale Enaoli sciolto nel '79. Poi a Bologna, all'Istituto beni culturali, a scrivere libri di storia sociale, vizio di famiglia. Poi la pensione per lei e per lui 2.100 euro mensili, il vitalizio che Bojardi riceve per l'unica legislatura che fece da parlamentare nel Psiup. «Per fortuna che ci sono quei soldi, altrimenti... Franco è sempre stato un ottimo amministratore delle cose altrui, si preoccupava di far quadrare i bilanci. Ma in casa no» sorride. ALLA SIGNORA Anna viene spontaneo il confronto coi manager di oggi: «Quando faceva l'assessore, il presidente dell'ospedale, Franco aveva il gettone di presenza. Pensi a cosa prende adesso un direttore generale». Le chiediamo se la sanità reggiana, che Boiardi ha tanto contribuito ad affermarsi, funziona anche adesso. «L'Ausl per i presidi sanitari è molto valida - risponde - carrozzine, letti, girelli, li dà tutti. Se ho bisogno, il medico mi fa la richiesta e arrivano subito. E' ottima anche l'assistenza infermieristica, punture, prelievi di sangue. Ma...» MA? «Quello che manca è l'assistenza di base», e indica il marito silenzioso. E così ha dovuto arrangiarsi: un amico viene quattro volte al giorno ad aiutarla per alzare il marito dal letto, lavarlo, metterlo in carrozzella e ridistenderlo a letto. «La domenica lo lascio libero - racconta - la circoscrizione mi manda il personale a pagamento. Franco ha l'accompagnamento, 460 euro. Almeno una parte io riesco a pagarla così, ma non basta». ANNA Appari ricorda con nostalgia la gente di cultura - anni Sessanta, stagione reggiana di altissima creatività, irripetibile - che veniva qui a passare le serate, «morti quasi tutti i nostri amici, Corrado Costa, Nanni Scolari, Cavicchioni». Apre la porta finestra del terrazzo, si dominano i tetti del centro. «Ci piace, lì c'è la cupola della Ghiara» e si tocca davvero con un dito. «Staremmo troppo bene qui - riflette amara - ma quando la qualità di una vita arriva a questo punto». Una grande camelia fiorita in vaso. «Era più bella prima, quest'anno non le ho seguite le piante e le piante sono come persone, vanno curate».

Torna all'inizio


di BENEDETTA SALSI PIÙ DI TRE MILIONI di euro sfumati per i chiostri di S... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 18-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

REGGIO pag. 8 di BENEDETTA SALSI PIÙ DI TRE MILIONI di euro sfumati per i chiostri di S... di BENEDETTA SALSI PIÙ DI TRE MILIONI di euro sfumati per i chiostri di San Pietro, con i lavori di sistemazione rimasti incompiuti. E Italia Nostra attacca il Comune: «C'è stata una malaccorta gestione del finanziamento da parte dell'Assessore alla città storica Mimmo Spadoni», accusa Renzo Campanini, avvocato e presidente della sezione reggiana dell'associazione. Ma il sindaco Graziano Delrio non ci sta: «Si tratta di uno scandaloso taglio del Governo. Queste sono accuse politiche strumentali». I CHIOSTRI hanno un grande valore storico e culturale. Ma l'opera, attribuibile a Giulio Romano, dovrà aspettare ancora prima di trovare nuovo splendore. I soldi non ci sono più: «I finanziamenti ministeriali disponibili per i lavori sono esauriti - si legge nella circolare del Ministero per i beni e le attività culturali -. I fondi residui, 3.098.741,40 euro, sono stati revocati il 29 settembre 2008». CAMPANINI attacca duramente: «Le nostre previsioni, ripetutamente espresse dal 2005, si sono avverate a dispetto delle gratuite assicurazioni, date con malacreanza, dell'assessore alla città storica Mimmo Spadoni». Il presidente di Italia Nostra accusa: «Alla critica per la malaccorta gestione di un finanziamento fortemente voluto dal Soprintendente di allora, Elio Garzillo, e dalla precedente amministrazione comunale, si unisce però una nota positiva: tra qualche mese uomini nuovi, capaci e culturalmente consapevoli potrebbero ridare speranza di salvezza a un capolavoro tra i più pregevoli dell'Emilia, opera di uno dei maggiori architetti del 500, che Reggio ripudia». I lavori di restauro e recupero per l'ex Convento dei Benedettini sono «ultimati o in fase di imminente ultimazione», secondo quanto si legge nella circolare del Ministero, e si sono incentrati finora sulle superfici pittoriche e sul consolidamento statico delle strutture. LA POLEMICA sembra avere radici molto profonde. Campanini contesta anche la destinazione d'uso scelta dal Comune, che vuole mettere nei Chiostri degli uffici universitari». L'architetto Franca Manenti Valli aveva proposto la totale riqualificazione dell'area, per destinarla a ospitare l'Istituto Peri. I Chiostri sarebbero diventati la Casa della Musica. Ma l'idea non è stata presa in considerazione. DURA la replica del sindaco a Italia Nostra: «Avevo già denunciato e definito scandaloso il fatto che il Governo avesse tagliato i tre milioni di euro per la pavimentazione e la conclusione del cantiere dei Chiostri. Avevo segnalato al ministro Bondi l'importanza dell'opera e mi era parso comprensivo al punto da assicurarmi che avrebbe riconsiderato la pratica al più presto. È singolare che il presidente di Italia Nostra, invece di accusare il Governo di un taglio così grave e ingiustificato, e di cui il Comune non ha alcuna responsabilità, pensi invece a strumentalizzarlo per fini politici. Non ho mai creduto che un'associazione seria come Italia Nostra potesse venire usata a fini politici, ma il presidente Campanini sta facendo di tutto per farmi ricredere».

Torna all'inizio


<Ai topi del Grinzane dico: abbiate un po' di dignità> (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Cultura Pagina 337 «Ai topi del Grinzane dico: abbiate un po' di dignità» --> Due anni fa Marcello Fois era sul podio del Grinzane Cavour, vincitore (anzi: ?supervincitore?, secondo la gerarchia del premio piemontese) con il suo romanzo ?Memoria del vuoto?. Oggi che il riconoscimento letterario è nella bufera, con i giurati che si dimettono a raffica e il presidente Giuliano Soria in cella, accusato di malversazioni e violenza sessuale, Fois non si tira indietro. Dice la sua e stona di gusto rispetto al coro di quanti oggi prendono le distanze, distinguono, stigmatizzano, buttano a mare il patron sperando che si possa salvare almeno l'evento. «I premi - taglia corto lo scrittore nuorese - sono meno importanti delle persone, sempre e comunque. Un premio in più o in meno, anche se importante e prestigioso, non cambia l'esistenza a nessuno: il destino di un essere umano, se permettete, mi preoccupa di più. Certo, è vero che questa vicenda si presta anche ad altre riflessioni». Quali? «Mi sembra una storia quasi letteraria di ascesa e caduta, e al contempo una vicenda molto sabauda». E molto italiana: c'è già chi dice che se l'aspettava? «Sì, siamo in piena sindrome italica: Giuliano Soria è un transatlantico dal quale fugge un esercito di topi». Ha centrato un iceberg accusatorio. «Io non ho le informazioni e le competenze per giudicare i suoi eventuali illeciti: posso dire solo che se li ha commessi è giusto punirlo, né posso o voglio entrare nel merito delle preferenze sessuali o dei suoi gusti privati. Mi colpisce che gran parte di questa schiera di vergini facessero spesso e volentieri anticamera da lui. Io mi sono limitato a vincere un premio, altri erano presidenti permanenti di commissioni: se ora dicono che si aspettavano un fatto del genere, è giusto che almeno restituiscano gli emolumenti che hanno avuto. Meglio ancora: se erano in grado di prevedere arresti e inchieste non dovevano proprio accettare nulla. Lo dicono la logica e l'etica». Soldi ne giravano molti, non solo per compensi e gettoni. «Era un premio decisamente sontuoso, non c'è dubbio. Mi sono reso conto che qualcosa andava storto il 14 febbraio, quando sono stato invitato da Grinzane all'appuntamento ?Innamorati delle parole?: arrivo in stazione, scendo dal treno e mi accorgo che non era stato mandato nessuno a prendermi. Per gli standard del Grinzane era assolutamente inconcepibile». E in effetti... «In effetti, come ho scoperto una volta arrivato a destinazione, era appena scoppiato il caso giudiziario. C'era un'atmosfera di grande sconcerto. In alcuni casi sincero, in altri un po' peloso». Ma fino a quel giorno le vacche erano più che grasse. «Decisamente. Ogni tanto scherzando dicevo a Soria: se abbiamo problemi col festival di Gavoi veniamo a chiedere a te». Come mai? «Tra i suoi punti di forza c'è sempre stata una straordinaria trasversalità. All'ultima premiazione ha presenziato Bondi, quando ho vinto io in sala c'era Livia Turco. D'altra parte il Grinzane è sempre stato un appuntamento culturale di ottimo livello». E infatti Soria non è accusato di aver messo in piedi un festival fasullo, ma di aver fatto la cresta sui finanziamenti. «Se lo ha fatto è insopportabile, ma se ci occupiamo di creste allora ci sono tanti galli che devono fuggire. Anche in Sardegna». Ci sono anche le denunce per violenza sessuale. «Mi stupiscono non poco. Se questa vicenda fosse una mia trama, a muovere quelle accuse sarebbero dei marchettari furbi. Narrativamente non saprei giustificarle altrimenti». Se incontrasse Soria gli stringerebbe la mano? «Gliela stringerei anche se lo incontrassi mentre esce di galera dopo aver scontato la pena. Intanto stiamo parlando di un uomo di cultura finissimo, un ispanista come ce n'è pochi. Vogliamo dire che è una persona alterna? Va bene, lo è come lo sono venticinquemila altre persone. E poi che razza di Paese cattolico siamo, se siamo capaci di gridare crucifige e non di prevedere la redenzione?». CELESTINO TABASSO

Torna all'inizio


Nostalgia: e ora... (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

n. 66 del 2009-03-18 pagina 1 Nostalgia: e ora "l?Unità" rimpiange anche il vecchio Msi di Michele Brambilla Dopo aver "rivalutato" la Dc, il quotidiano fondato da Gramsci elogia il Msi di cui chiedeva lo scioglimento: "Era meglio del Pdl". La strategia: fare vedere che il rivale attuale è sempre il peggiore. Scommettiamo che fra trent'anni rimpiangeranno Berlusconi? I bei fascisti d?antan, che ormai anche gli ex missini si guardano bene dal tirar fuori dal proprio mausoleo, sono stati rimpianti ieri nientemeno che da l?Unità, che all?imminente scioglimento di Alleanza Nazionale ha dedicato quattro pagine, con una fotona in prima titolata «Ultime fiamme». Tra poco infatti gli eredi del Msi, che a loro volta sono gli eredi di Salò, confluiranno nel Popolo della Libertà e all?Unità non nascondono la nostalgia canaglia. «Dal partito della fiamma al partito del predellino», comincia l?articolo di Oreste Pivetta, che così prosegue: «Visto a che punto siamo arrivati, viene da rimpiangere gli anni in cui nacque il primo, il partito di Almirante, di Romualdi, di Michelini, di Servello, di De Marsanich, di Nencioni». A noi pareva di ricordare che tutti costoro, a sinistra, piacevano di più a testa in giù. E Pivetta con onestà lo riconosce, scrive che «noi, figli della sinistra ortodossa, guardavamo con orrore» a certa gente, però insomma, noi compagni eravamo «comunque forti della consapevolezza che, siccome inneggiare al fascio era considerato apologia di reato, il partito fascista sarebbe stato di per sé, per titolazione stessa, passibile di cancellazione per via costituzionale, salvo poi frenare chiedendosi dove sarebbero finiti i “neri”». Adesso, invece. Adesso l?Unità scrive che siamo qui a «ritrovarci, sessantatré anni dopo la nascita del Movimento sociale italiano (che qualcuno traduceva in Mussolini sempre immortale) a chiedere la grazia all?erede di Almirante, e ora presidente della Camera, di dare una mano in difesa della Costituzione». Erano belli, i tempi del manganello e del doppiopetto. I tempi in cui «Roma accolse l?onorevole Giorgio Almirante quando si presentò a Botteghe Oscure nel giugno del 1984», ricorda Pivetta. «Da poco era stata allestita la camera ardente per Enrico Berlinguer e il settantenne capo dei neofascisti italiani, esponente della repubblichina di Salò, Almirante il fucilatore, rese omaggio al grande, amato, indimenticabile capo dei comunisti italiani». C?era anche Giancarlo Pajetta, il partigiano “Nullo”, all?ingresso della camera ardente, e l?Unità rammenta che «l?incontro tra Pajetta e Almirante fu rispettoso». Altri uomini, altra destra. Mica come quella di oggi. E poveri ex missini. Alleanza Nazionale, scrive il giornale fondato da Gramsci e quasi affondato da Soru, è ahimè «costretta all?angolo dalla voracità compulsiva di Berlusconi». Pivetta, angosciato, ha dentro una domanda che non gli dà pace: «Mi sono sempre chiesto come alcune persone (lo stesso Fini), forti di una cultura politica poco condivisibile ma indiscutibile, potessero ritrovarsi con Berlusconi, onnivoro per gli interessi suoi, del tutto estraneo all?abc della politica». E così. Sono passati quarantanove anni dalla battaglia di Genova, scoppiata per l?indignazione di fronte alla pretesa del Msi di tenere in città il proprio congresso. Quaranta dalla strage di piazza Fontana e trentacinque da quelle dell?Italicus e di piazza della Loggia, tutte «stragi fasciste», e l?Unità di allora invocava lo scioglimento del Msi. Una trentina dagli anni di piombo e dalla conventio ad excludendum. Solo una quindicina dal grido d?allarme per la presenza di Gianfranco Fini e Alessandra Mussolini ai ballottaggi per l?elezione a sindaco di Roma e di Napoli. Anche allora i fascisti non dovevano parlare. Ora l?Unità pubblica un?ampia intervista a donna Assunta Almirante a sostegno della tesi che si stava meglio quando si stava peggio. Tipica della cultura di destra, la sindrome del nostalgismo sembra aver contagiato, ormai da un pezzo, quel che resta della sinistra. Prima dei missini erano stati rimpianti a più riprese i vecchi democristiani: quelli sì che avevano radici popolari, quelli sì che avevano un senso dello Stato, quelli sì che sapevano tenere a freno le ingerenze del clero. La rivalutazione di Almirante segue di pochi anni quelle di Moro e Fanfani, di Piccoli e perfino di Andreotti, di Zaccagnini e perfino di Forlani. Tutta gente che per anni è stata dipinta come un branco di ladri, di servi della Chiesa e dell?America, di complici dei mafiosi, di registi della strategia della tensione, di burattinai di servizi segreti deviati. Si potrebbe pensare che in fondo è quel classico, umanissimo rimpianto del passato che poi è il rimpianto della giovinezza perduta: lo stesso irrefrenabile moto dell?animo che ci porta a chiudere gli occhi e sognare la bicicletta senza cambio, la tv in bianco e nero, la gazzosa con la pallina di vetro, gli immangiabili bastoncini di liquirizia, le interurbane con i gettoni telefonici. E invece no, invece è l?eterna strategia della demonizzazione dell?avversario del momento, che non solo fa sempre schifo ma è sempre peggiore del precedente. Basterà pazientare qualche decennio per leggere su l?Unità, o su quel che le succederà, un editoriale intitolato «I bei tempi del conflitto di interesse», e un?articolessa su quanto era meglio Berlusconi che in fondo non rubava perché era ricco di suo e poi dava posti di lavoro. Ci sarà, allora, un nuovo mostro da abbattere, un nuovo pericolo per la democrazia. E si scriverà che nel 2009 sì che c?era un governo «forte di una cultura politica poco condivisibile ma indiscutibile», con la Carfagna che comunque aveva fatto la legge sullo stalking, Bondi che sapeva scrivere poesie, Calderoli che almeno una laurea ce l?aveva, Bossi che in fondo era un figlio del popolo, Frattini che non aveva mai un capello fuori posto, Tremonti che s?era inventato la social card. Quanto a Maroni sì, aveva detto che bisognava essere cattivi con i clandestini: ma con i terroni era comprensivo. Può darsi che perfino a Gasparri e Cicchitto troveranno qualche virtù. Così scriveranno, un giorno. Ma noi non ci saremo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


Nostalgia canaglia: e ora... (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

n. 66 del 2009-03-18 pagina 1 Nostalgia canaglia: e ora "l?Unità" rimpiange anche il vecchio Msi di Michele Brambilla Dopo aver "rivalutato" la Dc, il quotidiano fondato da Gramsci elogia il Msi: "Era meglio del Pdl". Scommettiamo che fra trent'anni rimpiangeranno Berlusconi? I bei fascisti d?antan, che ormai anche gli ex missini si guardano bene dal tirar fuori dal proprio mausoleo, sono stati rimpianti ieri nientemeno che da l?Unità, che all?imminente scioglimento di Alleanza Nazionale ha dedicato quattro pagine, con una fotona in prima titolata «Ultime fiamme». Tra poco infatti gli eredi del Msi, che a loro volta sono gli eredi di Salò, confluiranno nel Popolo della Libertà e all?Unità non nascondono la nostalgia canaglia. «Dal partito della fiamma al partito del predellino», comincia l?articolo di Oreste Pivetta, che così prosegue: «Visto a che punto siamo arrivati, viene da rimpiangere gli anni in cui nacque il primo, il partito di Almirante, di Romualdi, di Michelini, di Servello, di De Marsanich, di Nencioni». A noi pareva di ricordare che tutti costoro, a sinistra, piacevano di più a testa in giù. E Pivetta con onestà lo riconosce, scrive che «noi, figli della sinistra ortodossa, guardavamo con orrore» a certa gente, però insomma, noi compagni eravamo «comunque forti della consapevolezza che, siccome inneggiare al fascio era considerato apologia di reato, il partito fascista sarebbe stato di per sé, per titolazione stessa, passibile di cancellazione per via costituzionale, salvo poi frenare chiedendosi dove sarebbero finiti i “neri”». Adesso, invece. Adesso l?Unità scrive che siamo qui a «ritrovarci, sessantatré anni dopo la nascita del Movimento sociale italiano (che qualcuno traduceva in Mussolini sempre immortale) a chiedere la grazia all?erede di Almirante, e ora presidente della Camera, di dare una mano in difesa della Costituzione». Erano belli, i tempi del manganello e del doppiopetto. I tempi in cui «Roma accolse l?onorevole Giorgio Almirante quando si presentò a Botteghe Oscure nel giugno del 1984», ricorda Pivetta. «Da poco era stata allestita la camera ardente per Enrico Berlinguer e il settantenne capo dei neofascisti italiani, esponente della repubblichina di Salò, Almirante il fucilatore, rese omaggio al grande, amato, indimenticabile capo dei comunisti italiani». C?era anche Giancarlo Pajetta, il partigiano “Nullo”, all?ingresso della camera ardente, e l?Unità rammenta che «l?incontro tra Pajetta e Almirante fu rispettoso». Altri uomini, altra destra. Mica come quella di oggi. E poveri ex missini. Alleanza Nazionale, scrive il giornale fondato da Gramsci e quasi affondato da Soru, è ahimè «costretta all?angolo dalla voracità compulsiva di Berlusconi». Pivetta, angosciato, ha dentro una domanda che non gli dà pace: «Mi sono sempre chiesto come alcune persone (lo stesso Fini), forti di una cultura politica poco condivisibile ma indiscutibile, potessero ritrovarsi con Berlusconi, onnivoro per gli interessi suoi, del tutto estraneo all?abc della politica». E così. Sono passati quarantanove anni dalla battaglia di Genova, scoppiata per l?indignazione di fronte alla pretesa del Msi di tenere in città il proprio congresso. Quaranta dalla strage di piazza Fontana e trentacinque da quelle dell?Italicus e di piazza della Loggia, tutte «stragi fasciste», e l?Unità di allora invocava lo scioglimento del Msi. Una trentina dagli anni di piombo e dalla conventio ad excludendum. Solo una quindicina dal grido d?allarme per la presenza di Gianfranco Fini e Alessandra Mussolini ai ballottaggi per l?elezione a sindaco di Roma e di Napoli. Anche allora i fascisti non dovevano parlare. Ora l?Unità pubblica un?ampia intervista a donna Assunta Almirante a sostegno della tesi che si stava meglio quando si stava peggio. Tipica della cultura di destra, la sindrome del nostalgismo sembra aver contagiato, ormai da un pezzo, quel che resta della sinistra. Prima dei missini erano stati rimpianti a più riprese i vecchi democristiani: quelli sì che avevano radici popolari, quelli sì che avevano un senso dello Stato, quelli sì che sapevano tenere a freno le ingerenze del clero. La rivalutazione di Almirante segue di pochi anni quelle di Moro e Fanfani, di Piccoli e perfino di Andreotti, di Zaccagnini e perfino di Forlani. Tutta gente che per anni è stata dipinta come un branco di ladri, di servi della Chiesa e dell?America, di complici dei mafiosi, di registi della strategia della tensione, di burattinai di servizi segreti deviati. Si potrebbe pensare che in fondo è quel classico, umanissimo rimpianto del passato che poi è il rimpianto della giovinezza perduta: lo stesso irrefrenabile moto dell?animo che ci porta a chiudere gli occhi e sognare la bicicletta senza cambio, la tv in bianco e nero, la gazzosa con la pallina di vetro, gli immangiabili bastoncini di liquirizia, le interurbane con i gettoni telefonici. E invece no, invece è l?eterna strategia della demonizzazione dell?avversario del momento, che non solo fa sempre schifo ma è sempre peggiore del precedente. Basterà pazientare qualche decennio per leggere su l?Unità, o su quel che le succederà, un editoriale intitolato «I bei tempi del conflitto di interesse», e un?articolessa su quanto era meglio Berlusconi che in fondo non rubava perché era ricco di suo e poi dava posti di lavoro. Ci sarà, allora, un nuovo mostro da abbattere, un nuovo pericolo per la democrazia. E si scriverà che nel 2009 sì che c?era un governo «forte di una cultura politica poco condivisibile ma indiscutibile», con la Carfagna che comunque aveva fatto la legge sullo stalking, Bondi che sapeva scrivere poesie, Calderoli che almeno una laurea ce l?aveva, Bossi che in fondo era un figlio del popolo, Frattini che non aveva mai un capello fuori posto, Tremonti che s?era inventato la social card. Quanto a Maroni sì, aveva detto che bisognava essere cattivi con i clandestini: ma con i terroni era comprensivo. Può darsi che perfino a Gasparri e Cicchitto troveranno qualche virtù. Così scriveranno, un giorno. Ma noi non ci saremo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


<Tagli a cultura ed eventi per un fondo anticrisi> (sezione: Costi dei politici)

( da "Varesenews" del 18-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Tradate - Presentate in comune una serie di proposte di tagli da parte della minoranza. Il sindaco Candiani: ?No all?assistenzialismo, servono posti di lavoro? «Tagli a cultura ed eventi per un fondo anticrisi» Tagli per 160 mila euro proposti dalla minoranza per combattere la crisi economica. Ma il sindaco ribatte che non si deve creare assistenzialismo, ma proposte di lavoro. Tutto è nato dopo il consiglio comunale di giovedì scorso, quando una mozione della minoranza è stata approvata all?unanimità dall?assise municipale. Documento che prevede l?istituzione di una commissione anticrisi, composta dai capigruppo consigliari, e che avrà l?obiettivo di studiare interventi mirati a favori dei cittadini colpiti dalla crisi economica. Ed ecco che nei giorni scorsi i consiglieri del Gruppo Ulivo, Piergiorgio Campanini, Luigi Luce e Giuseppe Scrivo, hanno presentato in comune una serie di proposte, tra cui: la rinuncia dei consiglieri comunali al gettone di presenza alle sedute, la rinuncia di parte dell?indennità da parte di sindaco e assessori, ridurre della metà il contributo alle manifestazioni culturali, la riduzione di due terzi del contributo alle associazioni, annullare le pubblicazioni di storia locale, dimezzare il contributo al museo moto Frera, ridurre il bonus bebè soltanto alle famiglie con un certo reddito e non a tutti. Il tutto, secondo la minoranza, dovrebbe portare alla creazione di un fondo anti-crisi, il cui obiettivo sarebbe da definire da parte della commissione. «Mi chiedo perché le stesse cose non vengano attuate o proposte nei paesi della zona dove è al governo il centrosinistra, come Castiglione Olona, Venegono Superiore, Fagnano o Vedano Olona – risponde il sindaco Stefano Candiani -. Le proposte saranno sicuramente discusse in commissione, ma quello su cui si dovrebbe puntare non è la creazione di fondi che vadano nella direzione di un assistenzialismo che crei dipendenza. Ma verso la creazione di un sistema che generi, anche solo temporaneamente, posti di lavoro. Tagliare la cultura, gli aventi, lo abbiamo già fatto rispetto agli anni scorsi, e tagliare ulteriormente non farebbe altro che generare altra disoccupazione. Anche la riduzione di indennità ad assessori e consiglieri non deve essere imposta, ma deve essere una decisione personale, a seconda delle necessità. Comunque ci tengo a precisare che va cambiata ottica, non si deve andare verso l?assistenzialismo, ma studiare nuove proposte». Mercoledi 18 Marzo 2009 M.S.

Torna all'inizio


Provincia, vertice tra i consiglieri per decidere sulle maxicommissioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Provincia, vertice tra i consiglieri per decidere sulle maxicommissioni La questione delle 'maxicommissioni' in Provincia sarà l'argomento clou della seduta della commissione Statuto e regolamenti convocata per il 23 marzo. D'altronde il presidente della Statuto, il socialista Nanni Rossi, lo aveva già preannunciato nel corso della conferenza dei capigruppo del 2 marzo, quando si era discusso della probabile necessità di aumentare da 15 a 19 il numero di componenti delle commissioni consiliari. Motivo? La fuoriuscita dalla Lega di Roberto Lamagni e la contestuale formazione di un nuovo gruppo formato dal solo ex lumbard comporta, come da regolamento, un adeguamento della composizione (e della dimensione) di tutti gli organismi consiliari. Più di un capogruppo ha sollevato perplessità di fronte alla prospettiva di gonfiare le commissioni (sarebbero formate dal 63% dei consiglieri provinciali) e i costi per la collettività (il gettone di presenza per ogni singolo componente è 90 euro lordi). La commissione dovrà decidere se modificare gli articoli di statuto e regolamento su questo nodo.

Torna all'inizio


Bilanci comunali, boom dei fondi anti-crisi (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

di Francesco Romani Bilanci comunali, boom dei fondi anti-crisi A Castiglione previste esenzioni per i cassintegrati, Viadana blocca le tariffe Suzzara distribuisce i risparmi del 2007 alle famiglie bisognose Pegognaga cala l'Irpef MANTOVA. C'è un filo rosso che lega i bilanci comunali di quest'anno. E' la crescita esponenziale di «fondi anti-crisi» e di misure di «welfare» locale come scudo per difendere i redditi medio bassi dai colpi della crisi. Nelle pieghe di manovre economiche dal raggio sempre più ridotto, sindaci e giunte raschiano il fondo del barile per innalzare i livelli d'esenzione e minimizzare i costi delle tariffe. «Agli sportelli sociali dove prima bussavano i pensionati - dicono i sindacati - oggi c'è la coda di capifamiglia». Ed è un campanello d'allarme che i Comuni non trascurano. Le istituzioni più vicine ai cittadini, insomma, non minimizzano la profondità della crisi e i bilanci ne sono la riprova, in alcuni casi giungendo a prevedere l'autoriduzione degli emolumenti agli amministratori come segno di condivisione. Vediamo alcune delle misure prese. Viadana. Da anni i gettoni di presenza sono decurtati. Il sindaco Giovanni Pavesi percepisce 2mila e 72 euro al mese avendo rinunciato ad indennità per 2mila e 323 euro. Quest'anno il Comune ha elevato la soglia di esenzione Irpef e della fascia minima Isee (l'indicatore che fa scattare molte delle tariffe comunali) bloccando anche il prelievo fiscale locale. Per i nuovi bisogni delle famiglie sono stanziati 35mila euro in un fondo straordinario. Castiglione. Gli emolumenti agli amministratori sono al minimo. Il sindaco percepisce meno di 2mila euro mensili avendo la responsabilità di una «società» da 50 milioni di fatturato e circa 200 dipendenti. Contro la crisi in bilancio sono stanziati 30mila euro per i redditi più bassi. Allo studio c'è una moratoria delle tariffe comunali per i cassintegrati e chi ha perso il lavoro. Suzzara. Il sindaco percepisce 1.950 euro mensili, dei quali 250 vanno al Pd. I costi della politica sono stati già calati eliminando alcune commissioni consiliari. Le importanti politiche di aiuto sociale, dopo il mancato rinnovo dei contratti agli interinali Iveco, coinvolgono la Provincia e gli altri enti locali. L'aumento della tariffa dell'acqua varata nel 2007 ha creato un fondo di 8mila euro che è stato destinato alle famiglie bisognose. Ostiglia. Ieri è stata siglata l'intesa sindacale che prevede il congelamento dei costi dei servizi, sostenendo con 150mila euro la casa di Riposo locale. E' prevista una verifica reddituale Isee aggiornata alla situazione in corso e non all'anno precedente per favorire cassintegrati e chi ha perso il lavoro. Pegognaga. Il Comune ha istituito un fondo anti-crisi di 25mila euro. A breve sarà emanato un regolamento per l'accesso. La soglia di esenzione dell'addizionale Irpef è stata alzata a 15mila euro. Gonzaga. Gli amministratori si autoridurranno del 30% i gettoni di presenza e il fondo anticrisi è stato portato a 43mila euro. Le tariffe comunali sono rimaste al palo mentre gli aumenti in alcuni servizi sono dovuti agli aumenti Istat. Rodigo. La proposta del sindaco Carlo Grazioli è quella di un'autoriduzione degli emolumenti. Fra le altre misure un fondo straordinario anti crisi, l'esenzione dall'Ici per gli anziani o i disabili.

Torna all'inizio


COSTI POLITICA (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

COSTI POLITICA COSTI POLITICA Onorevole, non avrei pensato Non avrei mai creduto che un esponente politico appartenente a un partito di estrema sinistra come l'on. Edo Rossi si mostrasse contrario all'iniziativa della Gazzetta di promuovere una petizione per chiedere di ridurre gli stipendi a chi ricopre incarichi pubblici. Questo dimostra chiaramente che quando si riesce a entrare nei palazzi del potere, a prescindere dall'appartenenza a questo o a quel partito, bianco o nero che sia, ci si dimentica del mondo esterno e delle promesse fatte agli elettori, e ognuno si adegua al sistema vigente all'interno di quei palazzi dorati, prodighi nell'elargire danari e privilegi ai nuovi inquilini. Se qualche cittadino qualunque si permette di avanzare qualche critica sul loro operato o di menzionare i loro cospicui guadagni e i tanti privilegi reagiscono in malo modo come ha fatto l'on. Rossi, a seguito dell'iniziativa della Gazzetta. Magari lo facessero tutti i giornali italiani quello che ha fatto la Gazzetta, almeno tutti i cittadini saprebbero quanto guadagnano i nostri politici e dei privilegi che hanno. Sappiamo perfettamente che un'eventuale riduzione delle indennità non salverebbe la situazione catastrofica in cui si trova l'economia italiana. Di fronte però a tutto quello che sta succedendo, con migliaia di lavoratori licenziati o in cassa integrazione, ci si aspettava un piccolo «sacrificio», un gesto tangibile, o semplicemente un «segno» dignitoso, come ha detto il direttore della Gazzetta. Non siete neppure stati capaci di fare questo, a dimostrazione che dei disoccupati e dei cassintegrati non ve ne importa nulla. Voi pensate solamente ai vostri interessi, siete i più pagati al mondo e godete di tanti privilegi che in altre nazioni se lo sognano, siete i più numerosi e i più assenteisti. Avevate imparato anche a fare i «pianisti» per rubare ancora di più agli italiani. Sono stati installati in Parlamento marchingegni per cercare di evitare i vostri comportamenti illegali costati ai contribuenti italiani 800.000 euro. Fosse per me vi avrei fatto mozzare le dita per farvi togliere quel brutto vizio. Se la responsabilità della crisi attuale è dei capitalisti troppo avidi e dei loro sostenitori politici, perchè allora quei politici che si sentono di essere onesti non cercano di fare qualcosa per bloccare l'avidità dei capitalisti e smascherare i loro colleghi che li sostengono? Ai politici fa comodo intrattenere buoni rapporti con i capitalisti, i banchieri, i manager, i dirigenti pubblici ecc., visto che ogni tanto qualche mazzetta sottobanco arriva anche a loro. Se Colaninno e gli altri come lui percepiscono grossi stipendi e liquidazioni con molti zeri, la colpa è sempre dei politici che fanno le leggi e i regolamenti a loro vantaggio. Giovanni Angelo Delogu CASTELBELFORTE Ronde, ma se i ladri agiscono di giorno? A Castelbelforte periodicamente scorrazzano bande di ladri che in pieno giorno indisturbate, mettono a segno i loro colpi. Nell'ultima settimana sono stati almeno quattro i furti in case di privati cittadini di cui si ha notizia certa. La sinistra non governa, neanche localmente. Chi chiamiamo in causa, il sindaco leghista o il governo di destra che sulla sicurezza ha fatto la sua fortuna politica? Secondo la stravagante tesi che vanno diffondendo leghisti e pidiellini, è da citare la derelitta sinistra contraria di massima all'idea delle ronde. La stessa tesi bizzarra è stata sostenuta da Morando, presidente dell'associazione «Gruppo intercomunale sorveglianza territoriale» nell'incontro pubblico sul tema, organizzato dal consigliere di opposizione Mantovanelli, anch'egli favorevole alla forza deterrente delle ronde (ma a chi si oppone poi Mantovanelli?). A Carbonara Po, racconta Morando, dall'avvento delle ronde notturne, sostenute da privati cittadini «rondisti» o «paganti» per assicurarsi notti tranquille, i furti hanno subito un tracollo. Rimane da capire come possa sentirsi rassicurato quel cittadino che non partecipa in nessuno dei modi a tale iniziativa e come si fa a persuaderlo, ma l'associazione sembrerebbe comunque aver fiutato un buon affare. Certo è un successone nonostante la sinistra, come egli ha tenuto a precisare, non prima però di aver fatto fede di apoliticità aprendo la discussione. Il parere negativo espresso a riguardo dal sindacato di Polizia Siulp e dalla stampa vicina alla Chiesa non lasciano la sinistra sola e sconfitta, ma per Morando & co. si tratta di pareri elitari: «La base è con noi!». E a proposito di apoliticità, nessun cenno è stato fatto all'azione inefficace del governo Berlusconi e della legge Bossi-Fini, inefficacia certificata dalle stesse ronde, ma solo la generica presa d'atto del fallimento delle istituzione che giustificherebbe l'avvento di questi volontari della notte. Ma se i ladri furbi svolgono la loro attività in pieno giorno? Beh, in quel caso i volontari rimangono fregati e... noi con loro. A meno che l'opposizione, nostri dipendenti, per dirla con Grillo, non abbia la brillantissima idea di far rendere conto al sindaco Gazzani del suo operato di governo a tutela dei propri concittadini. Quest'ultimo non è a conoscenza della reale quantità e genere di reati che accadono nel piccolo territorio che amministra. Avrebbe quantomeno sgravato la polizia locale dai compiti d'ufficio e dall'uso dell'autovelox per impiegarla almeno nella vigilanza diurna a tutela della cittadinanza. Stefano Paolo Lochi OLTRE LA CRISI) Banche e imprese Strategia comune Alla difficoltà crescente delle piccole e medie imprese nell'accesso al credito e alla relativa caduta del clima di fiducia delle imprese bisogna rispondere con chiarezza e con determinazione. Lo ha sostenuto Confcommercio al tavolo di confronto tra Abi e organizzazioni del commercio, dell'artigianato e dei servizi. E' un'esigenza che va perseguita tramite un lavoro comune continuo, strutturato e non formale tra Associazione bancaria ed Associazioni delle pmi, che recuperi le originarie ambizioni che avevano portato, nel 2004, all'istituzione dell'Osservatorio permanente sui rapporti tra banche e imprese. L'obiettivo dovrebbe essere elaborare comuni proposte operative sia per le relazioni dirette tra le banche e le imprese, quanto per proporre ai decisori pubblici interventi utili a contrastare il rischio della stretta creditizia. Come l'accelerazione dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni, la valorizzazione del ruolo dei consorzi fidi e del fondo centrale di garanzia e la facilitazione del consolidamento e della ristrutturazione del debito a breve. Al sistema bancario l'Uncom chiede di mettere in campo tutta la propria professionalità e di rivalutare quell'esperienza delle relazioni di prossimità tra banca ed impresa che ha così profondamente e positivamente innervato la storia dei processi di sviluppo territoriale del nostro Paese. E' comune interesse di banche imprese, infatti, comprendere le difficoltà delle pmi e cercare di individuare soluzioni meno scontate, ad esempio, delle repentine richieste di rientro. Se oggi c'è un patto da fare è anzitutto il patto tra banche ed imprese. Sarebbe la miglior risposta rischio dei rischi, ossia al rischio della stretta creditizia. Nicola Dal Dosso Direttore Uncom Mantova CENTRO DESTRA C'è fusione e anche confusione Gli italiani vogliono confluire in un partito solo. An confluisce nel PdL. Il neonato partito è uno e bino. Con la fusione, si sostiene, l'identità esce rafforzata. O forse no? C'è fusione e confusione. La parola d'ordine è: forza, dentro tutti! Nessuno deve star fuori: nel neonato partito c'è posto per tutto e il contrario di tutto. Un solo popolo, un solo partito. Tutti per uno, uno per tutti. Nella foga delle fusioni si arriverà, si spera, al partito unico in cui potranno confluire destra e sinistra, liberando finalmente gli elettori dall'imbarazzo della scelta. E' bello, in nome della semplificazione, far di tutte le erbe un fascio. Semplificati ci si sente più leggeri, perché il pensiero (politico) è abolito e non ingombra il cervello, che, troppo impegnato nei «reality», va poi lasciato in deposito a riposare. Omar Valentini

Torna all'inizio


rinunciare ai gettoni? sì ma non senza perplessità - giacomo pelfer (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 9 - Empoli Rinunciare ai gettoni? Sì ma non senza perplessità Gabbanini è d'accordo con la proposta di Caverni. Più critico Giani. Possibilista Roberto Ferraro (An) GIACOMO PELFER SAN MINIATO. Creare un fondo di emergenza contro la crisi e alimentarlo, almeno inizialmente, con i gettoni di presenza dei consiglieri comunali. Luca Caverni, capogruppo de "La Sinistra per San Miniato", ha messo sul tavolo la sua proposta: «Se tutti i consiglieri rinunciassero ai gettoni percepiti in un anno - ha spiegato ieri in un intervento pubblicato dal nostro giornale - si potrebbero recuperare circa 9mila euro, da utilizzare come aiuto per chi ha perso il posto di lavoro». Un'idea che ha fatto discutere. Che è piaciuta, ma che è stata anche, dall'altro lato, accusata di demagogia. Un'idea che trova, almeno in linea di principio, pareri favorevoli tra i componenti il consiglio comunale di San Miniato. è soprattutto per quello che riguarda le modalità che non mancano critiche e osservazioni. Pieno appoggio alla proposta lanciata da Caverni arriva da Vittorio Gabbanini, presidente del consiglio comunale e, dopo la schiacciante vittoria riportate alle primarie del Pd contro Romagnoli, prossimo candidato alla carica di sindaco. «Sono perfettamente d'accordo con questa proposta - afferma -; in un momento come questo le istituzioni devono dare il buon esempio. I capigruppo potrebbero aprire su questo tema un tavolo di discussione. La speranza è che la crisi possa essere superata in maniera definitiva facendo ripartire il comparto industriale, ma per adesso dobbiamo valutare ogni possibilità per far fronte alle richieste di aiuto». Più critico invece il capogruppo del Partito Democratico Francesco Giani: «E' singolare che il consigliere Caverni - ha sottolineato Giani - presenti le sue proposte sulla stampa piuttosto che di fronte al consiglio comunale. Rinunciare ai gettoni di presenza sarebbe soprattutto un fatto simbolico, ma se ne può comunque discutere; l'importante è che questo avvenga nelle sedi opportune». Pareri contrastanti anche tra i consiglieri di opposizione. Secondo Giacomo Sardelli, capogruppo di Forza Italia, rinunciare a tutti i gettoni di presenza sarebbe eccessivo. «Finché si tratta di due o tre può anche andar bene come fatto simbolico - spiega -, ma rinunciando a tutti i gettoni di un anno, o addirittura di un intero mandato, ci si rimetterebbe anche di benzina. Condivido la proposta nei suoi principi, ma non la posso accettare nelle modalità. Sono disposto a discuterne purché non si faccia della demagogia. La proposta potrebbe essere allargata a livello provinciale, o meglio ancora regionale, anche perché recuperare appena novemila euro sarebbe abbastanza irrilevante». «Il mio gruppo non avrebbe alcun problema ad accettare questa proposta - dice invece Roberto Ferraro, consigliere di Alleanza Nazionale -. Non avremmo problemi a rinunciare agli appena 500 euro che percepiamo ogni anno. L'importante è che questo gesto non diventi solo propaganda. Usare i gettoni di presenza per le famiglie in difficoltà è soltanto una delle tante cose che si potrebbero fare in questo momento: il Comune potrebbe ad esempio fornire gratuitamente alcuni servizi a domanda individuale, come quelli scolastici, per quelle famiglie che vivono situazioni di difficoltà».

Torna all'inizio


firme contro i costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

di Antonio De Frenza Firme contro i costi della politica In poche ore 250 adesioni Costantini: subito la legge PESCARA. Ha mostrato lo scatto del centometrista la petizione del Centro lanciata con la proposta di abbassare del 20% le indennità dei consiglieri regionali. Alle 23 di ieri, dopo appena 24 ore dalla messa in rete, erano già 250 gli abruzzesi che avevano firmato con nome e cognome l'appello (davvero tanti, visto che da ogni singolo computer è ammesso l'invio di una sola firma). Ma le prime adesioni erano già arrivate pochi minuti dopo il lancio: evidentemente il tema è sentito. E non si tratta di populismo: domani scatteranno i nuovi ticket per i medicinali. Curarsi costerà di più: 2 euro per un singolo farmaco che costi più di 5 euro, fino a 4 euro per una ricetta. La tassa colpirà i più deboli, nonostante le fasce di esenzioni previste. è giusto dunque che anche la classe politica si faccia carico di pagare un proprio personale, solidale, ticket. è questo lo spirito della petizione. Gli stipendi e le pensioni dei consiglieri sono per molti abruzzesi esageratamente alti: al netto delle ritenute, il semplice consigliere prende 4.840 euro al mese, ai quali vanno aggiunti rimborsi spese che arrivano fino a 6.085 euro al mese, per un totale di quasi 11mila euro (le cifre sono quelle ufficiali, comunicate dalla Regione al sito della Conferenza dei Consigli regionali www.parlamentiregionali.it). Il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano ha istituito una commissione di tecnici per studiare la questione e arrivare a un taglio dell'indennità. Dalla maggioranza si è sentita la voce di Giuseppe Tagliente che chiede un taglio del 10% da destinare a un fondo per i precari (vedi servizio di lato). Dal territorio arrivano le voci dei sindaci, come il primo cittadino di Gessopalena Antonio Innaurato, che ricorda come molti sindaci e amministratori dei piccoli comuni e delle comunità montane da tempo hanno rinunciato alle loro indennità per offrire un servizio di puro volontariato, soprattutto nelle aree montane «un lavoro prezioso per evitare che le aree interne si spopolino». Dall'opposizione arriva di nuovo la critica del capogruppo dell'Idv Carlo Costantini che accusa la maggioranza di non voler affrontare la questione dei costi della politica: «Mentre si chiede ai cittadini un impegno maggiore sui ticket qui nessuno fa un passo indietro per rivedere le spese dell'Ente. Venti giorni fa», ha spiegato Costantini «ho presentato un disegno di legge, che è ora al vaglio della prima commissione, per chiedere l'eliminazione del vitalizzo, già a partire da questa legislatura. Il disegno prevede inoltre la riduzione del 10% dell'indennità dei signoli consiglieri regionali e l'innalzamento a 70 anni dell'età pensionabile per quei consiglieri che l'hanno già maturata. Non ci siamo fermati qui» ha concluso Costantini «perché abbiamo chiesto anche l'abbassamento del 10% delle spese di funzionamento dei gruppi».

Torna all'inizio


Gli agenti blindano via Ganaceto (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Gli agenti blindano via Ganaceto Controlli strettissimi, unità cinofile e tiratori sui tetti L'accoglienza e i saluti della gente: «Bravo, continua così» Alla Camera di commercio il primo appuntamento di Filippo Pederzini Forze dell'ordine schierate, cronisti in attesa e diverse decine di modenesi hanno affollato ieri pomeriggio via Ganaceto per l'arrivo del Presidente. E Napolitano non ha deluso: l'auto presidenziale è arrivata all'ingresso della Camera di Commercio alle 18 precise, come da programma. Ma la mobilitazione è iniziata molto prima. Alle 17 via Ganaceto, compreso corso Cavour - entrambe le strade sono ridotte ad un cantiere a cielo aperto per lavori edili e di riqualificazione del manto stradale - sono letteralmente blindate. Decine di agenti - polizia, carabinieri, guardie di finanza, unità cinofile e vigili urbani pattugliano la strada, attenti ad ogni minimo movimento sospetto e dotati di radio ricetrasmittenti. Non sono gli unici: gli agenti in borghese non mancano, come del resto un paio di carabinieri in alta uniforme e pennacchio, di guardia all'entrata della Camera di Commercio e un corazziere che vigila sotto il portico. Dal palazzo di fronte qualche curioso è pronto con la macchina fotografica per immortalare l'arrivo del Presidente; dal tetto invece di tanto in tanto fanno capolino diversi agenti - tiratori scelti - mentre il rumore dell'elicottero è praticamente onnipresente. Nell'attesa, alla spicciolata, si avvicina qualche cittadino: alcuni sono appoggiati alle transenne da almeno un paio d'ore. Si tratta per lo più di anziani, qualche famiglia con bambini al seguito, pochi giovani e un paio di immigrati. Alla fine saranno una sessantina. Mentre si avvicina l'ora "X", nel brulichio di agenti, cameraman e giornalisti sfila, a detta dei pochi cittadini presenti, "la Modena che conta" che prende posto per l'incontro con Napolitano. Piero Ferrari arriva in bicicletta, con la guardia del corpo che lo segue in mountain bike, mentre Andrea Leoni (Pdl) dialoga con il presidente della Regione Vasco Errani. Il consigliere regionale Enrico Aimi stringe mani, il rettore dell'università Aldo Tomasi si limita a salutare, mentre è più defilato il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Andrea Landi. Un "ciao sindaco" da dietro le transenne accoglie il sindaco Pighi con fascia tricolore, subito "braccato" dalle tv locali. Nel frattempo, pur essendo la visita del Presidente della Repubblica largamente annunciata, c'è chi tenta ugualmente di entrare da corso Cavour con l'auto e viene prontamente respinto; la scaletta di un fotografo viene posta in via precauzionale oltre una grata e chi staziona in zona si trova a fare i conti anche col tanfo che sale dal cantiere di corso Cavour. Attimi di fibrillazione anticipano l'arrivo del Presidente Napolitano: un carro attrezzi, mentre il questore Salvatore Margherito invita a "fare largo", giunge a gran velocità per rimuovere uno scooter. C'è ancora tempo per una bella foto di gruppo - presidente della Provincia, della Regione e comandante dell'Accademia e dei carabinieri - quindi finalmente, dopo aver svoltato da viale Monte Kosica, l'auto presidenziale arriva e si ferma. A far gli onori di casa Maurizio Torreggiani, presidente della Camera di Commercio; breve applauso dei pochi presenti e Giorgio Napolitano che si infila velocemente nel palazzo. Qualcuno del pubblico ci resta male per la velocità dell'operazione e se ne va mugugnando; altri rimangono per attenderlo all'uscita dalla Camera di Commercio. C'è chi si fa spiegare dai carabinieri i simboli delle bandierine presidenziali, chi conosce il programma della due giorni a memoria e dà indicazioni e chi si aspetta una stretta di mano o un autografo: come un insegnante delle medie, che ha portato per l'occasione i disegni degli alunni (il suo, però, resterà un sogno). Il tutto sotto lo sguardo vigile degli agenti impegnati a tener d'occhio i passanti con borse e zaini. I discorsi però, nell'attesa, scivolano su argomenti "spigolosi": «Mai che invitino la gente comune a questi incontri di sole autorità», lamenta una donna; «Chissà quanto costa ai contribuenti tutto questo cerimoniale», aggiunge un altro; «E quello che intascano gli onorevoli nonostante la crisi?», replica un terzo. Il passo è breve e in poco tempo da più parti si levano "peste e corna" sui costi della politica. Ma l'accensione dell'auto del Presidente, così come il corazziere di guardia, calma gli animi: l'uscita di Napolitano è vicina. Il Presidente spunta dal portone, saluta, va incontro alla gente - anche se alla fine saranno in numero maggiore giornalisti e forze di polizia - si concede e stringe qualche mano. E tra «Continui così presidente», «Forza Napolitano» e tanti «Bravo», sale in macchina alla volta di palazzo Foresto.

Torna all'inizio


salta il voto sulla mare-monti (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 13 - Pescara Salta il voto sulla Mare-monti Provincia, i consiglieri lasciano l'aula. Di Minco furioso PENNE. La mozione proposta da Rifondazione comunista per sbloccare i lavori della Mare-monti e migliorare il tracciato della strada è saltata. O meglio: è mancato il numero legale al momento della votazione in aula. Nonostante la discussione politica avvenuta pochi minuti prima (era l'unico punto all'ordine del giorno) i consiglieri provinciali, con uno scatto atletico, al momento del voto, si sono dileguati tra le stanze di Palazzo dei Marmi e hanno fatto salutare la seduta. Peraltro, a richiedere la verifica del numero legale è stato il consigliere pennese Silvio Cardone, iscritto all'Italia dei Valori. Un gesto che ha fatto arrabbiare il capogruppo di Rifondazione, Sandro Di Minco, il proponente, e il presidente della Provincia Pino De Dominicis. Anche perché l'intera maggioranza era favorevole a sostenere la mozione del Prc. Anche questa volta, dunque, il centrosinistra si frantuma. «Sono stufo di partecipare a dibattiti dove si discute sul ruolo e l'importanza dell'istituzione provinciale, per la quale continuo a nutrire grande rispetto, quando poi nelle aule dell'Istituzione si aggira un sottobosco politico incapace di assumere un minimo di responsabilità politica», attacca Di Minco. «Ho presentato nei giorni scorsi richiesta di accesso agli atti per conoscere tutte le iniziative assunte da ogni consigliere dall'inizio del mandato ad oggi», annuncia. «Ho chiesto di sapere il numero dei loro interventi, le presenze e tutte le volte che hanno partecipato al consiglio solo per pochi minuti, il tempo per maturare il gettone di presenza. Appena avrò questi dati li renderò pubblici e i cittadini sapranno chi lavora e chi bivacca». Gilberto Petrucci

Torna all'inizio


Elezione diretta dei presidenti di circoscrizione e attribuzione agli stessi dello status di consiglieri comunali (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Elezione diretta dei presidenti di circoscrizione e attribuzione agli stessi dello status di consiglieri comunali Elezione diretta dei presidenti di circoscrizione e attribuzione agli stessi dello status di consiglieri comunali. È la ricetta di Corrado Paolazzi, da quattro anni alla guida della circoscrizione di Gardolo che con i suoi oltre tredicimila abitanti è una delle comunità più grosse del Trentino. Paolazzi ribadisce il ruolo di importante anello di congiunzione tra cittadini rappresentato dalle circoscrizioni e si dice contrario al loro accorpamento, proposto anche dal sindaco reggente e candidato del centrosinistra Alessandro Andreatta. Anche perchè non sarebbe un intervento risolutivo del problema dei costi della politica. «La Circoscrizione di Gardolo - calcola - costa al cittadino residente 39,56 euro pro capite. Il costo comprende il personale, i consumi, gli ammortamenti dei beni, i costi di gestione e manutenzione, la quota parte degli oneri finanziari relativi alle opere pubbliche realizzate, eccetera. In questo costo totale sono ricompresi 3,65 euro pro capite per indennità e gettoni di presenza. L'eventuale riduzione del numero dei consiglieri porterebbe qualche minimo beneficio alle casse comunali». Qualche risparmio in più arriverebbe dal taglio del numero dei consiglieri comunali. Ma Paolazzi teme che ridurli semplicemente da 50 a 35 rischierebbe di tagliar fuori qualche sobborgo o qualche rione da qualsiasi rappresentanza a palazzo Thun. «Una soluzione - suggerisce - potrebbe essere quella di riconoscere ai presidenti di circoscrizione anche lo status di consigliere comunale e di avere quindi un Consiglio Comunale fatto dai 12 presidenti (eletti direttamente) e da 23 consiglieri comunali eletti con l'attuale sistema (non prevedendo il gettone di presenza per i presidenti i costi si dimezzerebbero). Il vero laboratorio dovrebbe comunque essere la revisione dei regolamenti: Per garantire tempi d'aula certi e definiti e per riconoscere alle Commissioni comunali un ruolo di maggior peso, se non proprio deliberante, almeno vincolante in qualche modo.» Ultimo punto che il presidente di Gardolo affronta è quello dei poteri da delegare alle circoscrizioni. «Io credo - afferma - che il vero problema non sia quello di decentrare funzioni operative e tecniche, ma di garantire percorsi ed iter burocratici particolari e privilegiati per le richieste e per le proposte dei consigli circoscrizionali. Credo che nessun collega presidente ambisca a diventare un tecnico che gestisce in proprio uomini e mezzi, né avrebbe senso duplicare in circoscrizione funzioni proprie degli uffici tecnici comunali. Basterebbe avere risposte tempestive e indicazioni precise su modalità e tempi di intervento. Spesso si tratta veramente di provvedimenti minimali che però toccano da vicino il percepito dei cittadini.» F.G. 19/03/2009

Torna all'inizio


ricordi (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 8 - Livorno RICORDI RICORDI Livorno città rossa della Toscana rossa Ieri ed oggi: come cambia il mondo. Ricordo che poco tempo fa noi tutti vivevamo in una città che si contendeva con Bologna la palma di città rossa d'Italia. In verità non ricordo bene come si sia arrivati a questo punto, ma sta il fatto che ci siamo arrivati e a dire il vero, non è piacevole. è come quando ci si risveglia da un sonno agitato e diviene difficile afferrare subito la situazione che ci si trova davanti. Oggi mi ritrovo immerso in una realtà che mi riesce difficile capire e dunque dire che sono frastornato è dire poco. Illudermi ancora oggi che Livorno è rossa, sarebbe un'idea bislacca perchè se ben capisco, oggi Livorno è rossa sì, ma dalla vergogna. Livorno è divenuta una città in "tinta", come si dice, con il resto della nostra Italia. Purtroppo neanche la politica ha per noi possibilità salvifiche. Anzi è proprio per colpa di una politica degenerata che non è più riuscita a legare i tempi con i necessari cambiamenti che ci troviamo in questi guai. Ma in più oggi c'è anche l'aggravante di una crisi finanziaria mondiale che piano piano sta investendo l'economia reale e questa situazione perdurerà per almeno due anni. Al di la dei colori dunque, quello che occorre è buona politica e consiglio a tutti di non solo sperare, ma fare in modo che essa lo sia per davvero. Ma il fatto che si continui a rincorrere tutte le "farfalle", senza riflettere seriamente a ciò che sta accadendo a tutti noi, non lascia presagire niente di buono. Sergio Barsotti INCIDENTI Si cercano testimoni Si cercano testimoni per l'incidente accaduto ad una signora in bicicletta, travolta da un'auto, il giorno 15 gennaio 2009 ore 19.10 verso la via Mameli. Telefonare al n. 327-0028593 oppure 328-8832398. CANI INNOCENTI Fabbricotti invasa dallo sporco Gentile Tirreno, a seguito del vostro articolo pubblicato oggi 18/03/09, replico in maniera cosi accesa non tanto come padrona di un piccolissimo Pincher, ma come abitante della zona Fabbricotti, letteralmente invasa da sporcizie e da quelli che voi chiamate popolo rom e che invece si tratta di nullafacenti in giro per giornate intere. Sono figlia del noto Leo Picchi e non mi vergogno a dirlo perché a volto aperto controbatto per avere giornate tranquille vissute nel mio quartiere, zona ormai come tante poco raccomandabile. Si lamentano per i nostri cani portati al parco del viale della Liberta', senza considerare che quella zona da una certa ora diventa off-limits a tutti: ci sono spacciatori, alcolizzati e perfino gabinetti pubblici dove si recano anche persone come noi che probabilmente alla luce dei fatti sembrano pulitissimi ed educati invece sono letteralmente dei porci che sfogano dai loro istinti animaleschi di sopra e di sotto senza neanche farsi degli scrupoli. Chiamiamolo campino delle cagate e pisciate pubbliche. Vi scandalizzate dei cani? Per lo meno i loro bisogni potrebbero servire da concime. Al contrario i rifiuti di questi rom sporchissimi, bottiglie, sacchetti, vetri, rimasugli dei loro pranzi passano inosservati perché o vigili o chi del comune hanno da preoccuparsi di fare le multe in divieto di sosta sulle righe del parcheggio allo stesso campino. Io stessa mi sono recata a reclamare alla nostra circoscrizione per dire cosa avveniva la scorsa estate: spaccio di stupefacenti, rom che facevano tranquillamente i loro bisogni di fronte a tutti, dietro e davanti il casottino dove la gente passa tranquillamente....... Parlate di parco pubblico per i bambini e vecchi? Le panchine sono state tutte sfasciate dagli stessi ragazzi che ci venivano a giocare a pallone,il recinto per i cani lo avete costruito vicino alle bocche dell'acqua per innaffiare il campo... Due entrate che quando piove è impossibile entrare. Cani enormi,non posso convivere con cani piccoli. L'estate ci siete mai stai? 50 gradi all'ombra e di più al sole, è un forno crematorio. Francesca Picchi ANCHE A LIVORNO La casta resta intoccabile Qualche domenica fa Manfellotto direttore de Il Tirreno prendendo spunto da La Casta di Rizzo e Stella, mette il dito nella piaga. "A due anni dall'uscita del libro, sono sempre tutti lì a godersi i privilegi piccoli e grandi. Le pensioni, le retribuzioni esagerate, le auto blu, la carriera a vita e le nomenclature". La Casta tra un discorso e l'altro, si gode la vita. Ciò che più fa arrabbiare è la presunzione di far credere, che la loro carriera, la loro notorietà e i loro super guadagni, siano frutto delle loro capacità intellettive. La colpa soprattutto è anche nostra, per troppo tempo abbiamo subito passivamente le loro arroganze, le loro spavalderie, i loro interessi. Parte importante della popolazione di sinistra, disgustata, si allontana dalla politica. Loro ancora una volta fanno finta di non capire. Un numero consistente di cittadini, consapevoli del momento particolare cui i partiti del centro sinistra stanno attraversando, con la rabbia in corpo chiedano di riorganizzare un sano e nuovo gruppo dirigente, cui dia l'opportunità di riappropriare la dignità, i valori e l'etica, in parte (per colpa loro) perduta. La popolazione da voi attende un segnale fortemente significativo... e voi che ci avete messo con il sedere per terra, vi gingillate. Su Il Tirreno del 12 marzo leggo: "Così giovani e già così vecchi..." Parte dei giovani del Pd intervistati sono fans di Dalema" In futuro oltre alla politica di professione vorrebbero (ce né un altro a Lucca) fare il deputato". Il senatore Filippi intervistato dice: "I giovani sono Bamboccioni, però la colpa non è loro. I padri sono sempre lì, il ricambio è fallito". Filippi continua: "una volta nel P.C.I. c'erano le scuole politiche e il gusto dei compagni di preparare le nuove generazioni". Ancora una volta propongo che: Iardella, Susini, Simonti, Frontera, Penco, Bosco, Demi, Del Gamba, Biricotti, Bolognesi e tutti gli altri che non ricordo, una volta finito l'incarico purtroppo ormai avuto, di essere (a gratis) promotori e insegnanti della scuola di partito, dove i giovani apprendino le regole dell'etica politica, dell'altruismo e la solidarietà. Che ne pensano i dirigenti e circoli del P.D.di formare una scuola di partito e preparare le giovani leve alle battaglie politiche, dell'oggi e del domani? Educare i giovani ai continui cambiamenti, cioè: "Finito un qualsiasi mandato, ritorni da dove sei venuto". Altrimenti l'altra alternativa è chiedere al Papa, se ci da in prestito Simone Giusti Vescovo di Livorno, il quale ha il difetto di essere pisano, però in quanto a rinnovamento non lo batte nessuno: In 4 e 4 otto ha rinnovato la chiesa labronica. Nonostante le lettere ripetutamente "forzate" a favore dell'ex Vicario Paolo Razzauti. Simone Giusti senza guardare addietro, ha portato a termine, una ventata di rinnovamento. Ed io parteggio per lui. Umberto Vivaldi COLLESALVETTI La Lega Nord non ci conosce Il riferimento che fa la Lega Nord alla situazione politica nazionale, nel criticare l'alleanza di centro sinistra, maschera una scarsa conoscenza della realtà di Collesalvetti e quindi non riesce a comprendere che tale alleanza è diretta espressione della coesione sociale caratteristica di questo Comune. Coesione che non sarà messa a rischio da chi sparge razzismo e immotivate paure, come fa la Lega, attentando in questo modo al senso di sicurezza dei cittadini. Altro punto che denota estraneità rispetto alla situazione locale è parlare di comitati d'affari: è bene che la Lega pensi a spiegarlo ai lavoratori di Malpensa, che cosa è un comitato d'affari. Per quanto concerne la questione Raffineria ENI di Livorno sarebbe più opportuno che la Lega, forza di governo nazionale, si spendesse affinchè il Governo stesso rispondesse alle innumerevoli richieste di chiarimenti circa la situazione della Raffineria, fatte pervenire dalle amministrazioni locali e regionali, piuttosto che speculare sulle legittime preoccupazioni di tanti lavoratori che da questo sito produttivo traggono la loro unica fonte di reddito. Riccardo Demi Segr. Unione Comunale Partito Democratico

Torna all'inizio


DURISSIME critiche all'amministrazione comunale, oggi al centrodestra come i... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA VIAREGGIO pag. 7 DURISSIME critiche all'amministrazione comunale, oggi al centrodestra come i... DURISSIME critiche all'amministrazione comunale, oggi al centrodestra come ieri al centrosinistra, dal segretario di Rc Roberto Pucci che, rispetto al paventato taglio dei compensi dei politici, ricorda: «Questi argomenti non sono nuovi, il nostro partito li ha affrontati più volte, spesso nella solitudine più completa, nella precedente legislatura. Al di là delle questioni morali, che in tempo di crisi sono ancora più valide, cerchiamo di capire se esiste davvero la necessità di questa struttura di potere' per far funzionare le cose, o se invece si può tornare al vecchio e più volte rimpianto spirito di servizio che animava fior di politici e di intellettuali quando, per i partiti, gestivano enti e aziende. Veramente si pensa che per il Carnevale, per organizzare i corsi mascherati, siano necessarie persone pagate anche discretamente? Perché in passato il Carnevale funzionava lo stesso, forse anche meglio, con il volontariato, con 7 o 8 persone che si sacrificavano, e in alcuni casi tiravano fuori i soldi di tasca propria?». «COSI si potrebbe dire dei servizi vari prosegue Pucci del gas, dell'acqua quando all'Amag uomini come Mario Raggiunti prendevano un piccolo gettone di presenza e le cose funzionavano lo stesso, forse anche meglio. Potrei continuare, ma la verità è che ormai si è creato un nuovo mestiere, un nuovo lavoro, per cui la politica si incarica di gestire il potere attraverso strutture parallele che speso sfuggono al controllo democratico. Il centrodestra viareggino in questo non solo non ha cambiato, come promesso, le cose, ma anzi le aggravate creando nuove situazioni di finto precariato senza specifiche professionalità: basti pensare a Sugliano ed alla Clerici. E il costo per i cittadini che si aggira su un milione di euro l'anno. Si è sostituita una classe politica con un'altra, senza cogliere l'occasione per una svolta netta ed i politici di destra, anche quelli che facevano i riottosi, si sono tuffati nella nuova avventura costruendosi rendite di posizione difficilmente eliminabili». «INTANTO conclude il segretario la città è drammaticamente in crisi, dal punto di vista sociale, del decoro, del turismo, della qualità della vita. Le soluzioni per uscire sono le solite: costruzioni, parcheggi sotterranei, stadi megagalattici, alienazioni. Così continuando Viareggio non solo non sarà più la perla' del Tirreno, ma rischierà di diventare la cozza' del Tirreno. Servirebbe invece ripensare il bilancio, rivedere la sua filofosia, una sorta di bilancio di guerra, che impone scelte di guerra. Così facendo non pagare i veri professionisti della politica, per affrontare l'emergenza sociale, non sarebbe demagogia, ma una scelta obbligata, buona e giusta».

Torna all'inizio


PESCARA - Per la Cna abruzzese decenza vorrebbe che si tagliassero i costi della politica»... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Giovedì 19 Marzo 2009 Chiudi PESCARA - Per la Cna abruzzese «decenza vorrebbe che si tagliassero i costi della politica», gli stipendi, i privilegi, le indennità di carica, che si eliminassero i vitalizi maturati dopo un pugno di anni di contribuzione e che si incassano a partire dai 60 anni». Intanto il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano ha insediato il gruppo di lavoro per studiare i tagli. Mandara a pag.31

Torna all'inizio


PESCARA - Decenza vorrebbe , dice Franco Cambi presidente della Cna abruzzese. De... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Giovedì 19 Marzo 2009 Chiudi di LILLI MANDARA PESCARA - «Decenza vorrebbe», dice Franco Cambi presidente della Cna abruzzese. Decenza vorrebbe che si tagliassero i costi della politica, gli stipendi, i privilegi, le indennità di carica, che si eliminassero i vitalizi maturati dopo un pugno di anni di contribuzione e che si incassano a partire dai 60 anni negli stessi istanti, nella stessa Italia che sta innalzando l'eta pensionabile delle donne a 65 anni. «Per decenza» i consiglieri regionali, i presidenti di giunta e consiglio, i capigruppo e tutta la classe politica dovrebbe dare un taglio alle prebende. «Sennò vorrà dire che la politica predica bene quando si tratta di parlare degli altri, e razzola male quando si tratta anche solo di sfiorare il suo portafoglio». Per il presidente dell'Artigianato e della piccola e media impresa non solo è necessario, è indispensabile in una Regione ridotta in macerie fare un atto di buona volontà: «Di fronte a un Abruzzo in cui la cassa integrazione guadagni è cresciuta del 1.300% in appena dodici mesi (e ieri la Sevel ha annunciato altre tre settimane di cig), in cui 29 mila famiglie possono mangiare ogni giorno solo grazie alle collette promosse dal Banco alimentare, in cui crescono le nuove povertà, nell'Abruzzo del dissesto dei conti regionali e del maxi debito della sanità, in cui imprese e famiglie sono poste di fronte all'assurda prospettiva di pagare nuove tasse, di fronte a un Abruzzo così conciato, decenza vorrebbe che la classe politica decidesse di tagliare qualcuno dei tanti privilegi di cui gode». Soprattutto ora che anche la Chiesa si appella alla moralizzazione della politica. E il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano, incalzato dai giornali, ha insediato la commissione incaricata di studiare i tagli ai costi della politica. Sei i funzionari e i dirigenti che compongono il gruppo di lavoro (Giovanna Colangelo della direzione legislativa, Paolo Costanzi della direzione amministrativa, Rosa Gabriella, Giovanni Giardino, Tiziana Grassi e Wanda Sebastiani) che dovrà procedere, così come recita la delibera «ad una puntuale analisi, valutazione e revisione della legislazione vigente attinente il trattamento giuridico ed economico dei consiglieri regionali e il costo per il funzionamento dei gruppi consiliari allo scopo di pervenire alla formulazione di proposte normative per il riordino della materia». La Regione quindi intende mettere mano non solo agli stipendi dei consiglieri (ma non ai vitalizi, anche se c'è depositata una vecchia proposta di legge di Fabrizio Di Stefano di An), ma anche ai costi dei gruppi consiliari, un'altra vergogna regionale. Ogni gruppo infatti ha diritto ai sensi di una legge del '72 a 750 euro per il suo funzionamento e a 516,46 euro per ogni singolo componente. Esempi pratici: ogni mese il gruppo Pdl alla Regione, composto da 24 consiglieri, incassa 13.145 euro senza contare lo stipendio forfettario del suo capogruppo che è di 15.037 euro. Il Pd solo per il gruppo consiliare di sei componenti incassa 3098,76 euro, l'Italia dei Valori 2.582,3 euro e poi a ruota vengono tutti i gruppi monodose in cui i capigruppo mettono in tasca anche i compensi del gruppo consiliare pari un totale di 15.478 euro. Naturalmente la commissione lavorerà a una proposta che poi dovrà essere esaminata da commissione e consiglio regionale, che dovrà trovare consenso e che quindi non marcerà velocissima. Nel frattempo è partita la raccolta di firme per sostenere la proposta di legge di Sinistra critica che mira a ridurre gli stipendi dei consiglieri regionali abruzzesi per equipararli a quelli dell'Umbria, e si tratta di un taglio del 50 per cento, con trecento firme già raccolte all'Aquila in pochi giorni.

Torna all'inizio


I mille privilegi di un'Italia che non cambia (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-03-19 - pag: 12 autore: L'ECONOMIA E LE IDEE ... I mille privilegi di un'Italia che non cambia N on è assolutamente vero, come sostengono molti commentatori, che nella politica italiana è difficile, se non impossibile, raggiungere intese tra maggioranza e opposizione. Non è vero perché di accordi, sostanzialmente taciti, se ne fanno tutti i giorni. Purtroppo non per costruire qualcosa, ma per lasciare tutto come prima. Soprattutto quando si parla di conservare privilegi, di mantenere seggiole e poltrone, di garantire finanziamenti, di sussidiare iniziative più o meno culturali. L'intesa costante è quella di applicare le due regole auree della politica: se possibile " quieta non movere et mota quietare" e se proprio si deve fare qualcosa " facimm' ammuina", cioè facciamo finta di cambiare tutto per lasciare tutto come prima. Non sorprende che in questa dimensione si debba ancora parlare dell'Italia dei Faraoni, delle «mille caste del potere pubblico che stanno dissanguando l'Italia»,come spiega il documentatissimo libro che Aldo Forbice e Giancarlo Mazzuca hanno dedicato non solo e non tanto ai costi della politica, ma soprattutto agli intrecci di un sistema di potere che non è mai riuscito a tagliare i fiumi degli sprechi del settore pubblico allargato. E così si scopre che i Faraoni sono dappertutto. Perché l'Italia«è il Paese delle caste, delle castine, delle lobby e delle corporazioni, ma anche dei furbi e dei furbetti. Un Paese in cui tutti o quasi tutti hanno qualcosa da chiedere, da rivendicare, ma pochi sono disponibili a fare il loro dovere, a dare una contropartita o anche solo un obolo per gli interessi generali». Con il paradosso, per esempio, di un organo come la Corte dei conti, che dovrebbe essere il severo controllore della spesa pubblica, e che diventa uno degli enti più pletorici e costosi, così come il Cnel, le cui funzioni orginarie si sono perse nei rivoli di studi e relazioni che nessuno utilizza. L'analisi di Forbice e Mazzuca solleva il velo sui mille finanziamenti, pubblici naturalmente, che si disperdono per finalità culturali e che arrivano ai grandi teatri e alle feste paesane, ai giornali più autorevoli così come ai bollettini dei circoli della caccia, alle università di eccellenza così come alle cattedre senza allievi. Non poteva mancare uno dei temi maggiormente simbolici dell'incapacità dello Stato di riformare se stesso: la sopravvivenza delle Province dopo l'istituzione delle Regioni e di fronte alla necessità, a parole da tutti condivisa, di restituire efficienza e razionalità al rapporto tra i cittadini e le istituzioni. Le Province sono l'esempio più clamoroso della resistenza dei piccoli poteri e della moltiplicazione dei centri di spesa, del radicamento di un sistema pletorico e per sua natura inefficiente. Ma guai a toccare le Province e i posti di presidente, assessore, consigliere provinciale. In Italia non si abolisce nulla, nel miope tentativo di mantenere il consenso di tutti. Con il risultato tuttavia di far crescere quel partito dell'antipolitica che rischia di minare pericolosamente le radici stesse della democrazia. http://gianfrancofabi.blog.ilsole24ore.com/ LA CITAZIONE “ «Siamo il Paese delle caste, delle lobby, delle corporazioni, dei furbi e furbetti» ALDO F ORBICE E GIANCARLO MAZZUCA I faraoni, edizioni Piemme, pagg. 300, à 17,50 di Gianfranco Fabi

Torna all'inizio


Zaia: la Lega presidia, ma siamo pochi (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2009-03-19 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'intervista Il ministro leghista e i fondi che il governo destina al Centro Sud Zaia: la Lega presidia, ma siamo pochi VENEZIA — Vuoi per la crisi, vuoi per la suscettibilità dei veneti sull'argomento, la politica regionale ha scelto una nuova strategia di comunicazione: il rimpallo di responsabilità tra i partiti tra chi è più centro-sudista a discapito del Nord. Ha cominciato il Pd, con l'accusa al governo di finanziare solo il Centro Sud per «interessi di bottega elettorale», ha replicato l'assessore regionale al Bilancio Isi Coppola (An) puntando il dito sul Pd che «protegge il Sud» e scatenando le immediate reazioni del segretario vento Paolo Giaretta che ha ricordato alla Coppola «le porcherie di Catania». E in tutto questo come si colloca il partito che per antonomasia si erge a paladino del Nord? La Lega, in altre parole, cos'ha da replicare? «Al Pd proprio niente», tuona il ministro alle Politiche agricole Luca Zaia. I senatori Pd Giaretta e Stradiotto vi accusano di accontentarvi si una cornice vuota che si chiama Federalismo. Cosa risponde? «Con un'altra domanda». Ovvero? «Come mai loro che sono così bravi a fare i quadri con le cornici non hanno approvato il Federalismo quando governavano?». Adesso pare si astengano... «Ma due anni e mezzo fa hanno dato indicazione di votare "no" alla Devolution. Visto che parlano di costi della politica, adesso avremmo metà parlamentari in meno». Però i soldi a Catania, Palermo, Roma e alla Campania li avete votati anche voi... «Ma se il Nord votasse tutto per la Lega il problema non si porrebbe». Questo per dire cosa ministro Zaia? «Che se non ci fosse la Lega chissà quanti soldi andrebbero al Centro Sud. E' che siamo una minoranza della maggioranza. Noi presidiamo, come sempre. Certo, fossimo di più...». Neanche dal Cipe sono arrivati tanti fondi. Ad esempio, con la Tav come la mettiamo? «Sono stati i veneti a non salire sul treno della Tav. Troppe pressioni del territorio. E sulle infrastrutture è un problema». Però si finanzia il ponte sullo Stretto... «Guardi, se parla con i parlamentari del Sud pensano che il Nord sia privilegiato. Si lamentano tutti. Con il Federalismo non sarà più così». A.S.

Torna all'inizio


ridurre i costi della politica boom di firme (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Petizione sul sito del «Centro» «Ridurre i costi della politica» Boom di firme PESCARA. Ha mostrato lo scatto del centometrista la petizione del Centro lanciata con la proposta di abbassare del 20% le indennità dei consiglieri regionali. Alle 23 di ieri, dopo appena 24 ore dalla messa in rete, erano già 250 gli abruzzesi che avevano firmato con nome e cognome l'appello (davvero tanti, visto che da ogni singolo computer è ammesso l'invio di una sola firma). Ma le prime adesioni erano già arrivate pochi minuti dopo il lancio: evidentemente il tema è sentito. E non si tratta di populismo: domani scatteranno i nuovi ticket per i medicinali. (A pagina 15)

Torna all'inizio


l'aquila s'arrende al colloredo e sciupa una buona occasione (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 13 - Pordenone L'Aquila s'arrende al Colloredo e sciupa una buona occasione Il recupero AQUILA COLLOREDO 2 3 AQUILA Ribaudo, Sedran, Sovran, Truant, Mazzeri, N. Rossi (Bratti), Rizzo (Del Bianco), Giordani (Dal Bello), A. Rossi (Cavalluzzi), Filipuzzi, D'Agnolo. All. Crovatto. COLLOREDO Stella, Squillace, Burelli, Collini (Comello), Tomasino, Giraldo, Chiarvesio, Cecone, Cauzero, Teresani, Bonanni. All. Mittoni. ARBITRO Giordano di Udine. MARCATORI Al 12' Cauzero, al 35' D'Agnolo, al 38' Rizzo; nella ripresa, al 22' Cauzero su rigore, al 42' Chiarvesio. NOTE Espulsi Sedran e l'allenatore dell'Aquila Crovatto. SPILIMBERGO. L'Aquila cade per mano del Colloredo e sciupa così l'opportunità di salire in solitaria al terzo posto nel girone B di Terza. Gli spilimberghesi rimangono così fuori dalla zona play-off e devono recitare il mea culpa per aver subìto la rete del 3-2 a pochi minuti dal termine. La cronaca. Dopo 12' c'è il vantaggio ospite. Cauzero fa partire una conclusione da fuori area che si insacca alle spalle di Ribaudo. L'Aquila ci crede e raggiunge il pari al 35' con D'Agnolo, bravo a concretizzare un cross e a superare l'estremo ospite. I padroni di casa premono e trovano il gol del vantaggio al 38' con il solito Nando Rizzo, il cui tiro cross si infila in porta. Sembra fatta, ma gli spilimberghesi subiscono il gol del pari al 22' della ripresa. Sedran atterra Cauzero in area. Per l'arbitro è rigore: si incarica della battuta lo stesso Cauzero che trasforma. Al tramonto del match, arriva il gol degli ospiti in contropiede con Chiarvesio, che supera Ribaudo e mette il pallone in rete.

Torna all'inizio


Istanbul, Water Forum: l'Italia punta l'attenzione su tre temi (sezione: Costi dei politici)

( da "Velino.it, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. EST - Istanbul, Water Forum: l'Italia punta l'attenzione su tre temi Roma, 18 mar (Velino) - In Turchia proseguono i lavori del quinto World Water Forum, che ha aperto a Istanbul i lavori il 16 marzo e li concluderà il 22. Il tema centrale dell?iniziativa quest?anno è “Bridging divides for water” e l?Italia vi partecipa ponendo l?attenzione su tre temi principali: il finanziamento della risorsa acqua; la cultura dell'acqua e la gestione dei bacini idrici. Il primo fronte è teso a instaurare una co-partecipazione degli attori pubblici e privati sul tema, resa obbligatoria dalla crescita dei costi dell?“oro blu”. A questo proposito il nostro paese sta pensando all?istituzione di regole ad hoc e di un codice di comportamento, che sia condiviso da tutti gli attori e che veda la partecipazione e il coinvolgimento della società civile. Per quanto riguarda il secondo fronte, significa sottolineare l'importanza dell'educazione, della formazione e di un efficace capacity building nel settore acqua. è fondamentale, infatti, che cresca globalmente la consapevolezza del valore della risorsa acqua. è l?unico modo per sperare di poter promuovere “dal basso” una cultura del risparmio dell'oro blu. Quanto all?ultima tematica, infine, l'Italia porterà il caso del bacino della valle del Po come “case study” di buona gestione e lo confronterà con i metodi di governo degli altri bacini idrici in tutto il mondo. L?Italia comunque ha già in essere diversi programmi legati all?acqua in tutto il mondo, finanziati dalla direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) della Farnesina. Per quanto riguarda l'Asia il primo è nella regione Marwar del deserto del Thar in Rajasthan, in India e il suo obiettivo è rafforzare le capacità delle comunità del deserto di gestire le scarse risorse idriche e di conseguenza migliorare le proprie condizioni di vita. A sviluppare l?iniziativa è l?organizzazione Jal Bhagirathi Foundation, con il sostegno della Cooperazione italiana e dell'Undp (l?agenzia Onu per lo sviluppo). Il nostro paese ha finanziato il progetto con 3.115.096 euro. A Mindanao, nelle Filippine, l?Italia fornisce assistenza al programma di riforma agraria per lo sviluppo comunitario. L?iniziativa prevede tre linee di finanziamento da parte del nostro paese: a credito (26 milioni di euro), a dono (1.350mila euro) e un finanziamento del governo locale (14.438.463 euro). In Africa, invece, in primis è in corso in Kenya un programma di sviluppo agro-idraulico a Sigor, nella Kerio Valley, giunto alla terza fase e finanziato dalla Dgcs con 9.500mila euro. La Cooperazione, che lavora nell?area su questo fronte dal 1995, stima che alla fine di questo mese nella valle ci saranno 200 nuovi ettari di terra irrigati. Inoltre, la fase “tre” del progetto prevede un ulteriore incremento (325 ettari), che porterà i terreni irrigati nell?area a superare gli 800 ettari. Un risultato particolarmente importante se si pensa che in tutto il Kenya potenzialmente le zone rifornite dall?oro blu si aggirano intorno ai 540 mila ettari, ma che invece a oggi sono realmente circa 105 mila. In Tanzania la Cooperazione italiana si sta occupando dello sviluppo economico e della riabilitazione ambientale delle aree pastorali Maasai del distretto di Arumeru nella regione di Arusha. Il progetto si propone di contribuire al miglioramento delle condizioni socio-economiche delle popolazioni delle savane aride e semiaride del nord della Tanzania, emarginate rispetto ai crescenti flussi economici legati alla fruizione delle aree protette, ma sensibili alle opportunità offerte dalle nuove politiche nazionali e internazionali in tema di gestione partecipativa dell?ambiente. A questo proposito, l?iniziativa prevede il miglioramento dell?accesso all?acqua nel territorio, mediante la creazione di pozzi e punti permanenti per uso civile e zootecnico. In sintonia con l?approccio sistemico degli interventi, il miglioramento della disponibilità della risorsa acqua contribuisce così anche a riaffermare la presenza della fauna selvatica e conseguentemente a rivalorizzare il territorio per un suo uso equo e sostenibile. Il progetto è finanziato con 1.577.788 euro e si dovrebbe concludere nel 2010. In Tunisia, infine, ci sono due programmi legati all?acqua. Il primo è relativo alla costruzione delle dighe collinari di Oued Chaffar e di Oued Sidi Salah nel Governatorato di Sfax. è stato avviato il 1 gennaio 2004 e si dovrebbe concludere alla fine del 2009. Il progetto, che mira all?aumento della disponibilità di risorse idriche sotterranee nel bacino di Sfax, è stato finanziato complessivamente con 9.528.727 euro, di cui 8.779.767 contributo della Dgcs. Il secondo, invece è il programma per la gestione e il trattamento delle acque reflue nei comuni di Agareb, Korbous, M?rissa e nell?area rurale di Bechimet el Galb (Gabes) e Oued el Khatf, Ain Khemicha, Sidi Jedidi (Nabeul). Scopo dell?iniziativa è il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e alla conservazione dell?ambiente idrico proteggendo la falda attraverso l?eliminazione dei pozzi neri e il miglioramento delle infrastrutture di depurazione esistenti. Il progetto è finanziato con 6.406.173,7056 euro in forma di dono. Per quanto riguarda il Medio Oriente, infine, la Cooperazione italiana ha in essere un programma in Siria per la razionalizzazione dell?uso delle risorse idriche nella regione di Ras El Ain (nord della Siria al confine con la Turchia). Si tratta di un intervento richiesto dalle autorità di Damasco, finanziato con 11.597.366,70 euro e che prevede l?assistenza tecnica ai coltivatori dell?area mediante approfondite analisi del suolo e del sottosuolo locale e la formazione di personale locale all?utilizzo di moderne tecnologie del settore. (Francesco Bussoletti) 18 mar 2009 16:18

Torna all'inizio


Denuncia di cinque consiglieri della terza municipalità (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Denuncia di cinque consiglieri della terza municipalità Pinella Leocata «Ogni Municipalità potrà decidere in piena autonomia il numero delle commissioni permanenti che reputa necessarie allo svolgimento della propria attività». Questo l'esito dell'incontro avuto martedì dal presidente del Consiglio comunale Marco Consoli con i presidenti delle 10 Municipalità. A sollevare la questione è stato il consigliere circoscrizionale Marcello Tringali (Pd) che, nei giorni scorsi, ha contestato la maggioranza della sua Municipalità, la VII, che ha deciso di portare le commissioni permanenti da 3 a 5, composte da 5 componenti ciascuna, e questo sebbene i consiglieri siano 12 in tutto, compreso il presidente. Aumentare il numero delle commissioni, a suo avviso, non è opportuno per vari motivi: le spese crescono, non viene garantita la presenza delle opposizioni in ognuna della commissioni (Tringali è l'unico consigliere di minoranza) e contrasta con quanto stabilito, nel 2002, con la nota n.385, dalla Presidenza del Consiglio comunale che, forte del parere del segretario generale, ha stabilito che il numero di componenti delle commissioni permanenti debba equivalere al 26,66% dei consiglieri spettanti alla Municipalità. E questo, per esempio, per la 7ª circoscrizione, equivale a 3 commissioni. Niente di tutto questo, dice Marco Consoli che pure non vuole entrare nel merito della questione sollevata, «ma soltanto nel metodo». Il direttore del Decentramento e il segretario generale, da lui consultati, hanno ribadito che il Consiglio comunale non è competente in materia e che va applicato alla lettera l'art.11 del regolamento del Decentramento che stabilisce che il numero delle commissioni è stabilito liberamente dalle singole Municipalità nell'ambito della loro autonomia. «Ognuna decide secondo la propria valutazione, ma se ne assume tutta la responsabilità politica», sottolinea il presidente del Consiglio comunale secondo il quale, tra l'altro, non c'è alcun problema di risorse e di costi aggiuntivi. La legge regionale 22 del 2008, che ha eliminato l'indennità mensile per ristabilire il criterio del gettone di presenza, stabilisce un tetto al numero delle sedute per le quali un consigliere circoscrizionale è pagato, tetto oltre il quale ogni ulteriore impegno sarà a titolo gratuito. Per il Comune, almeno, dal momento che se il consigliere è un dipendente pubblico o privato sarà il suo datore di lavoro a sostenere, comunque, le spese di questa assenza dal posto di lavoro. Il presidente Consoli ribadisce che si è limitato ad applicare il regolamento, anche se considera ovvio che il numero delle commissioni deve essere legato alla qualità del lavoro che svolgono e che bisogna garantire la presenza della minoranza. Ad ogni buon conto Marco Consoli ha chiesto ulteriore parere all'Avvocatura comunale, e anche il direttore del Decentramento rinnoverà analoga richiesta per maggiore tranquillità di tutti.

Torna all'inizio


Cammarata, coordinamentodei giovani amministratori (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Cammarata, coordinamento dei giovani amministratori Porto Empedocle. Una decisione che potrebbe segnare definitivamente il modo d'intendere la politica da queste parti. E' quella che martedì sera ha preso, all'unanimità dei venti eletti dal popolo presenti nell'aula Amormino, il consiglio comunale del paese marinaro. Dalla prossima seduta dell'assise civica presieduta da Luigi Troja, coloro i quali parteciperanno alla seduta stessa percepiranno il gettone di presenza soltanto se rimarranno in aula e svolgeranno correttamente le operazioni di voto dei vari punto all'ordine del giorno. Basta agli squallidi spettacoli di persone che dicono «presente» rispondendo all'appello del segretario o del presidente e se ne vanno a casa o a giocare a calcetto con gli amici. Basta con quelli che intendo il fare politica solo come un mezzo per racimolare qualche soldo per non gravare le tasche familiari di altre spese. Basta con le sedute del consiglio comunale a volte grottesche convocate e svolte in pochi minuti senza che il paese chiamato a essere amministrato tragga giovamento dall'operato di certi politici. Il Consiglio comunale empedoclino non è certamente tra quelli deficitari, anzi. Grazie alla dedizione al lavoro consiliare del presidente e dei 20 eletti dal popolo, le sedute si sono svolte al 90 per cento dei casi alla prima convocazione, senza rinvii speculativi. A questa virtuosità si aggiunge adesso un'altra medaglia che ogni consigliere potrà apporsi al petto. Intascare il gettone di presenza che adesso dovrà essere chiamato gettone di deliberazione è un titolo di grande merito che da prestigio all'istituzione politica empedoclina e che dovrebbe essere presa ad esempio da altri enti locali dove le aule consiliari sembrano più club ricreativi. Da sottolineare, ad approvazione ufficializzata della proposta fatta dal presidente dello stesso consiglio Troja, che il via libera sia stato dato da tutti i consiglieri. Venti su venti, a conferma di come nel paese marinaro chi è stato chiamato ad amministrare la cosa pubblica ha maturato la convinzione di come tale chiamata sia da assimilare a un servizio. E i servizi devono essere remunerati solo se questi producono fatti concreti. Non resta adesso che attendere quando sarà convocata la prossima seduta dell'assise civica, e quali punti verranno essere votati. E guai se non si votassero: il gettone rimarrebbe nelle casse del Comune. F. D. M.

Torna all'inizio


Passa il gettone di deliberazione (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Passa il gettone di deliberazione PORTO EMPEDOCLE. Tutti i consiglieri comunali verranno pagati solo se lavoreranno Cammarata. (e.c.) - C'era anche il presidente del Consiglio comunale Giuliano Traina a Taormina per il congresso nazionale dei giovani amministratori aderenti all'Associazione nazionale dei Comuni italiani. Presente all'importante appuntamento che ha visto diversi rappresentanti della nostra provincia, anche il ministro alle Politiche giovanili, Giorgia Meloni. I partecipanti al congresso, tutti giovani impegnati nella vita amministrativa dei loro Comuni come il presidente del Consiglio cammaratese, hanno discusso sull'opportunità di costituire dei coordinamenti a livello provinciale che serviranno da apripista per un coordinamento che coinvolga l'intera Regione siciliana. L'idea è piaciuta tanto al ministro Meloni che si è detta pronta a sostenerla. Per quanto riguarda la provincia di Agrigento, uno dei promotori dell'iniziativa è proprio il presidente del Consiglio comunale di Cammarata Giuliano Traina il quale porterà avanti la proposta assieme all'assessore alle Politiche giovanili del Comune di Aragona Piero Caruana e dei consiglieri comunali dello stesso Comune Salvatore Parello e Delmezia Nicastro. Attraverso i coordinamenti, gli interessati intendono far valere nelle opportune sedi la voce dei giovani amministratori. «Intendiamo - dice Giuliano Traina - essere incisivi come giovani amministratori per quanto riguarda le scelte politiche che porteranno avanti i colleghi adulti della nostra Associazione».

Torna all'inizio


Ici e Irpef in consiglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Ici e Irpef in consiglio Giovedì 19 Marzo 2009, Il consiglio comunale si riunirà stasera, ore 20.45, in sessione ordinaria. La seduta si aprirà con l'approvazione del Piano triennale delle opere pubbliche; la determinazione delle aliquote e le detrazioni dell'imposta comunale immobili (Ici) per l'anno 2009; l'addizionale comunale sull'Irpef. Determinazione aliquota 2009; la determinazione delle tariffe ed aliquote dei tributi e dei servizi comunali per l'anno 2009; la determinazione del tasso di copertura del costo di gestione dei servizi a domanda individuale da erogarsi nell'esercizio finanziario 2009. I consiglieri passeranno, quindi, al'approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari; alla verifica delle quantità e qualità di aree e fabbricati da destinarsi alla residenza, alle attività produttive e terziarie che potranno cedersi in proprietà o diritto di superficie, con determinazione del prezzo di cessione per ciscun tipo di area o di fabbricato. Seguirà l'argomento più impegnativo: trattazione, con l'approvazione, del bilancio di previsione 2009, del bilancio pluriennale e della relazione previsionale e programmatica 2009-2011. Dopo la determinazione del gettone di presenza ai Consiglieri comunali e ai componenti le Commissioni Comunali per il 2009, il Consiglio approverà la convenzione tra i Comuni di Ariano Polesine e Corbola per il travalicamento dei limiti territoriali, e rinnoverà la convenzione tra gli stessi due Comuni per la gestione dei servizi. Concluderanno la seduta le comunicazioni del sindaco Chillemi. Nevio Mantovani

Torna all'inizio


Aviano Più forte di un terribile infortunio. Giuseppe Ragozzino, per gli amici semplicement... (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Giovedì 19 Marzo 2009, Aviano Più forte di un terribile infortunio. Giuseppe Ragozzino, per gli amici semplicemente Peppé, è l'estroverso numero uno della Pro San Martino, in Seconda categoria. Neppure 70 punti di sutura sono stati capaci di fermare le sue acrobazie tra i pali. Peppé nasce il primo febbraio del 1989 ad Aviano. Comincia fra i Pulcini della Polisportiva Maddalena, passando poi agli Allievi e quindi agli Juniores. Più volte viene convocato nella Rappresentativa provinciale. Nella stagione 2004-05, durante la sfida disputata dai giovani neroverdi di Villotta a Spilimbergo, ha il suo rendez vous con il destino. Un appuntamento che può stroncare in forma definitiva la sua ancor fresca carriera e (quel che è peggio) lasciarlo invalido permanente. A 10' dalla fine il portierino si scontra in spericolata uscita con l'accorrente centravanti rivale, subendo una brutta botta allo stomaco. Ricoverato d'urgenza all'ospedale, gli asportano la milza. Il suo commento è: «Pazienza, andremo avanti ugualmente». Dopo 10 giorni Ragozzino si fa accompagnare dalla madre al campo della Maddalena, per stare vicino ai compagni impegnati nel campionato Allievi. Non potendo scendere dall'auto per l'ampio bendaggio della ferita all'addome, si limita a seguire il match con il finestrino abbassato. Ogni volta che la sua squadra segna, lui esulta suonando il clacson. A qualche tifoso avversario la scena non piace, tanto da insultare pesantemente il ragazzo. Il commento-bis è: «Pazienza, digeriremo anche questa». Passano tre mesi, l'operazione diventa un ricordo e Giuseppe torna a difendere i legni della Maddalena. Nel 2006-07 passa alla prima squadra dell'Aviano, coronando il sogno di esordire tra i "grandi". Nel 2007-08 lo ingaggia la Pro, dove gioca tuttora. È il più giovane della rosa giallorossa, con 22 gettoni di presenza stagionali. Tifosissimo della Juventus (il suo idolo è Gigi Buffon), diplomato geometra, frequenta il primo anno di Università alla facoltà d'Ingegneria di Udine. Nessuna compagine eguaglierà in classifica i suoi 70 punti. Pier Paolo Simonato

Torna all'inizio


Sartor: il modello veneto resiste (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Sartor: il modello veneto resiste «Dobbiamo fare squadra, ma serve una riforma vera, che tocchi la Costituzione» Giovedì 19 Marzo 2009, Venezia (al.va.) Andrea Tomat, presidente degli industriali veneti, non ha dubbi: i cali di produttività sono dovuti per l'80% all'insufficienza del sistema dei servizi, «causati per lo più dalla pubblica amministrazione, elemento fondamentale per qualsiasi sistema produttivo». Vendemiamo Sartor, assessore veneto alle Politiche per l'economia, prima lo ascolta e poi gli dà ragione: «Nella pubblica ammnistrazione abbiamo una filiera del processo decisionale troppo lunga, quello che serve è una riforma federalista istituzionale che tocchi anche la Costituzione, bisogna chiarire i livelli di competenza, chi fa cosa, e dopo le competenze anche le risorse per attuarle». Si parla di economia nella Scuola grande di San Giovanni Evangelista, di quel che il Veneto fa per le imprese e di cosa le imprese si aspettano dalla politica. Si parla, soprattutto, della crisi. E di come dovrà trovarsi il Veneto quando la crisi finirà. «Dovremo essere in pole position», dice Sartor. Al convegno vengono presentati i dati del Rapporto Met (Monitoraggio economia e territorio) da cui emerge che l'economia della regione è basata soprattutto sull'export. Ed è su questi dati che Sartor si basa per affermare che «Veneto resiste alla crisi perché non ha ascoltato le cassandre che annunciavano la morte del modello veneto già una decina di anni fa, né le sirene di chi sosteneva che si doveva puntare unicamente sul terziario e sulla finanza creativa. Bene abbiamo fatto a insistere con il manifatturiero. Sono i prodotti di qualità che reggono l'economia di una regione ed è la formazione continua che ne garantisce il successo». Ma non basta. Bisogna investire in ricerca e innovazione. Bisogna «fare gioco di squadra»: tutti insieme Regione, enti locali, sistema del credito, associazioni di categoria, camere di commercio e sindacati «per portare l'economia veneta fuori dal guado». Ma serve anche una riforma federalista: «Bisogna toccare la Costituzione». A dare il la è Andrea Tomat: il presidente di Confindustria Veneta interviene al dibattito, poi punta il dito contro il sistema dei servizi. «Penso che lasciando intatte le esigenze del mondo dell'impresa, l'area della pubblica amministrazione sia quella dove si può migliorare l'efficienza». Suggerisce che i Comuni mettano insieme i servizi. E aggiunge: «Dobbiamo modulare meglio i temi della rappresentanza e dell'efficienza, il livello di efficienza che abbiamo qui dovrebbe essere anche superiore a quello che troviamo all'estero». Nessuna lamentela nei confronti della Regione, ma gli imprenditori veneti «sono preoccupati di capire quale sarà il tipo di riaggiustamento, soprattutto sono coscienti di avere bisogno di spazi di manovra per poter mantenere le imprese in condizioni operative anche in questo frangente». L'assessore Sartor annuisce: «Quello che serve è una riforma federalista istituzionale dove si può toccare anche la Costituzione. Abbiamo una filiera del processo decisionale troppo lunga nella pubblica amministrazione e bisogna capire se tutti i livelli istituzionali sono necessari, dai Comuni all'Europa, e quali possiamo togliere od organizzarli in maniera diversa». E la riforma Calderoli? «Anche nella riforma Calderoli, se vogliamo avere le risorse, bisogna toccare la Costituzione. Se non si toccano Regioni a statuto speciale non capisco dove troviamo i soldi». Va superato il bicameralismo - divce Sartor - ridotto il numero dei parlamentari, istituito il Senato delle Regioni. E vanno definiti i compiti dello Stato e quelli degli enti territoriali «perché non ci siano sovrapposizioni che fanno aumentare i costi della politica rallentandone l'azione».

Torna all'inizio


La denuncia di Ancisi (Lpr): "Super stipendi per manager del Consorzio di Formazione" (sezione: Costi dei politici)

( da "RomagnaOggi.it" del 19-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

19 marzo 2009 - 15.32 (Ultima Modifica: 19 marzo 2009) RAVENNA - Alvaro Ancisi contro la "privatizzazione" del Consorzio per la Formazione Professionale di Ravenna. Secondo il capogruppo di Lista per Ravenna l'operazione "è consistita nella sua trasformazione da consorzio pubblico tra i comuni della provincia in società consortile, posseduta al cento per cento dagli stessi enti" Secondo Ancisi si è dimostrata un'operazione non necessaria e "sconveniente per la qualità del servizio offerto e per la condizione del personale addetto". "Abbiamo anche denunciato comportamenti delle precedenti gestioni non confacenti in termini di correttezza e trasparenza e di impiego delle risorse, con l'intento che, date anche le maggiori attuali difficoltà di bilancio e operative, la nuova società fosse attenta ad emendarsene - ha proseguito Ancisi -. Le prime mosse del consiglio di amministrazione non sembrano andare nella giusta direzione, in particolare per quanto segue". "Il costo del direttore, già altissimo e sproporzionato di fronte alle ridotte dimensioni dell'ente e delle sue attività imprenditoriali, è stato confermato nella misura di 140.000 euro l'anno, nonostante le attuali minori responsabilità dell'incarico, sia di gestione che di legale rappresentanza della società, a favore rispettivamente del consiglio di amministrazione e del presidente", ha continuato. "Nel CFP pubblico, i componenti del consiglio di amministrazione percepivano esclusivamente un gettone di 72 euro per ogni presenza alle sedute del consiglio, che in genere erano una decina l'anno - ha chiosato -. La legge sugli enti pubblici locali non permetteva altro. La proposta avanzata è invece di un compenso mensile pari a circa 600 euro netti per ciascuno, che "premierebbe" i due consiglieri nominati dai sindaci (il terzo è il presidente): Vincenzo Fuschini (in conto a Rifondazione Comunista) e Patrizia Ravagli (in conto al PRI). Questo perché, trattandosi di una società formalmente privata, anche se in sostanza pubblica, essa ha mano libera nell'attribuire compensi agli amministratori. A decidere sarà l'assemblea dei soci, composta dai sindaci. Si spera che abbiano il buon senso e il buon gusto per non approvare tale proposta. Se "privatizzare" vuol dire spendere i soldi della collettività senza le regole che disciplinano il corretto uso delle risorse negli enti pubblici, il risultato non può essere che misero".

Torna all'inizio


BOLT - Oltre 150 mila euro: a tanto ammonta il "gettone" di presenza di... (sezione: Costi dei politici)

( da "Leggo" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

BOLT - Oltre 150 mila euro: a tanto ammonta il "gettone" di presenza di Usain Bolt, che gli organizzatori della tappa parigina della Golden League pagheranno allo sprinter gamaicano per assicurarsi la sua partecipazione, il 17 luglio prossimo. TENNIS - Prosegue nel torneo di doppio l'avventura di Flavia Pennetta a Indian Wells. L'azzurra si è qualificata per le semifinali in coppia con la russa Maria Kirilenko (6-2, 6-2 la russa Alisa Kleybanova e la rumena Monica Niculescu). BASKET - Taranto nella storia del basket femminile italiano. La squadra pugliese ha conquista la finale dell'Eurocup, compiendo l'impresa di vincere 85-75 sul parquet della Dinamo Mosca battuta già all'andata per 76-71. In finale Taranto sfiderà il Galatasaray (2 aprile in Turchia; 9 aprile a Taranto.

Torna all'inizio


Il confronto Baronio e Ciaramitaro, belli e incompiuti (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 20/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:sport Il confronto Baronio e Ciaramitaro, belli e incompiuti Il bresciano cerca il riscatto dopo le delusioni nella Lazio, il palermitano vuol convincere i rosanero a riprenderlo Ciaramitaro e, a sinistra, Baronio (Reporter) Roberto Baronio e Maurizio Ciaramitaro non sono la stessa cosa. Fortunatamente. Non si può mettere sullo stesso piano un play maker tecnico, un regista arretrato puro che lancia, cambia gioco, calcia punizioni (anche se ancora non è arrivato il gol in azzurro.), con chi davanti alla difesa gioca in caso di necessità, che sa abbinare sì qualità e quantità, ma che non ha la classe dell'ex laziale e la stessa geometria. Roberto Baronio e Maurizio Ciaramitaro non sono la stessa cosa. Non si può mettere sullo stesso livello un giocatore che ad agosto ha voluto, fortissimamente voluto tornare nella sua Brescia, a costo anche di scendere in serie B, dopo tanti anni nella massima serie rinunciando a qualche soldo, con un altro che quando a gennaio ha saputo dell'interessamento del Brescia (un semplice sondaggio peraltro, come tanti se ne fanno.) si è affrettato a firmare per la Salernitana, convinto di trovare un clima e una situazione più calorosa e favorevole alle sue esigenze. Sono scelte. Come tali da rispettare, ma non da rimpiangere. Né da parte di chi le ha fatte (o non fatte) né da parte di chi le ha subìte. Roberto Baronio e Maurizio Ciaramitaro non sono la stessa cosa. Il numero 32 (i suoi anni, sia pure il prossimo dicembre) delle rondinelle, reduce da stagioni fatte più di panchina e tribuna che di campo, con la maglia del Brescia ha già messo in fila 17 gettoni di presenza con un gol. e mezzo. Sì, perché a quella di Modena (in ribattuta su rigore che lui stesso aveva tirato e Frezzolini respinto) ci sarebbe da aggiungere la rete segnata direttamente su calcio d'angolo all'Ancona, ma per qualcuno l'ultimo tocco è stato di Davide Zoboli. Il centrocampista della Salernitana in questa stagione non riesce invece proprio a trovare continuità. Lui, palermitano doc, ha iniziato la stagione con la maglia rosanero, nel club in cui è cresciuto. Spazio? Molto poco. Soltanto tre presenze. A gennaio ecco le valigie in direzione Salerno. Con tanto di polemica: «Evidentemente al Palermo di Zamparini i giocatori palermitani non vanno a genio, anzi danno fastidio..». L'avventura in terra campana è però cominciata con un infortunio e così quella di lunedì per il ventisettenne mediano di Fabrizio Castori sarà solo la quinta presenza in maglia granata. Dinamico, abile negli inserimenti e nel tiro dalla distanza, Ciaramitaro da quando è a Salerno ha segnato anche un gol. Eppure a pensarci bene Roberto Baronio e Maurizio Ciaramitaro qualcosa in comune ce l'hanno. Nessuno dei due ha ancora trovato la vera consacrazione. Il biondino di Verolanuova non è riuscito (non solo per colpa sua) a sfruttare fino in fondo le proprie chance in maglia Lazio; il palermitano non ce l'ha fatta a farsi largo nella squadra della sua città che ha in testa sogni europei, e nemmeno nell'altra esperienza in serie A con il Parma. Ciaramitaro però la scorsa stagione ha vinto il campionato di serie B, in maglia Chievo. Baronio può riuscirci quest'anno. Cristiano Tognoli

Torna all'inizio


così sceglievamo i vincitori - björn larsson (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 51 - Cultura COSì SCEGLIEVAMO I VINCITORI La testimonianza dello scrittore svedese L´autore del "Pirata Long John Silver", in giuria dal 2004: "Abbiamo sempre lavorato con professionalità" Sarebbe grave se l´errore di un uomo ledesse la legittimità dei premi assegnati è stata una rassegna onesta e indipendente dagli editori BJÖRN LARSSON Conobbi Giuliano Soria in occasione di un dibattito sui romanzi d´avventura al Salone del libro di Torino. Non serbo un ricordo molto preciso né del dibattito né di Soria e fu dunque con mia grande sorpresa che due anni dopo ricevetti da lui la proposta di entrare a far parte della giuria. Declinai gentilmente la sua offerta. Soria non si dette per vinto: per ragioni che ignoro, desiderava veramente che accettassi di fare il giurato. All´inizio del 2004 mi telefonò per comunicarmi che avevo appena vinto la prima edizione del Premio Francesco Biamonti Grinzane, consistente in un´onorificenza e in cinquemila euro. Poco dopo essersi congratulato, Soria mi telefonò una seconda volta per riparlarmi della giuria. Ricordo di essermi sentito in trappola, non necessariamente costretto a collaborare per il premio che mi era stato appena assegnato, ma nondimeno in una situazione in cui occorreva quanto meno prendere in considerazione la proposta di Soria. Prima di accettare, presi informazioni. Appresi che il Premio Grinzane era uno dei più prestigiosi in Italia, che si distingueva dagli altri per i giovani lettori che coinvolge e, da quanto pareva, si trattava di un premio onesto, a differenza di tanti altri, nel senso che la giuria � composta da accademici ed eminenti scrittori italiani e stranieri � prendeva le sue decisioni in totale indipendenza, in particolare in rapporto alle grandi case editrici. Malgrado il mio scetticismo, sono dunque entrato a far parte della giuria nell´autunno del 2004, senza conoscere l´entità del peso letterario e culturale del Grinzane al di là del premio. Il primo choc lo ebbi quando mi arrivarono a casa tre grandi scatoloni pieni di romanzi di ogni tipo. Erano più o meno duecento. Come riuscire a leggerli tutti nell´arco di pochi mesi? Era un´impresa impossibile. Mi concentrai così sulla letteratura straniera, arrivando a leggere una trentina di opere dall´inizio alla fine e un´altra trentina in modo incompleto, riflettendo sul fatto che, dopo tutto, scopo del mio incarico non doveva essere scegliere i sei romanzi migliori in assoluto, ma quei sei romanzi che senza il minimo dubbio meritavano di essere insigniti del premio. Oltre a leggere i libri, era previsto che ogni giurato partecipasse alle deliberazioni nel mese di gennaio e alla cerimonia di premiazione nel mese di giugno. Era inoltre dato per scontato che non potessimo sottrarci ai nostri doveri, consistenti nel prendere parte ai pranzi e ai banchetti � squisiti e abbondanti � ai quali era invitato un numero impressionante di giornalisti, scrittori, editori, politici e sponsor. Complessivamente, il "lavoro" di giurato mi ha occupato in media un intero mese l´anno, per il quale ricevevo un "gettone di presenza" dell´ordine di 1.600 euro, che dovevo naturalmente accludere alla dichiarazione dei redditi. Oltre a ciò il Grinzane mi rimborsava le spese di viaggio (in classe economica) e quelle di alloggio in un bell´albergo di Torino. Oggi che si sente tanto parlare dell´irresponsabile prodigalità di Soria, non si può certo dire che questa si estendesse anche ai giurati, quanto meno non a me personalmente. Per quanto riguarda l´operato della giuria, ho la netta sensazione che questa abbia sempre lavorato con integrità e professionalità sulla base e sui criteri della pura qualità letteraria. Per tutti valga il seguente esempio: una volta una giurata ci comunicò che un editore l´aveva chiamata per esercitare pressioni su di lei affinché votasse per un suo libro e di comune accordo escludemmo immediatamente dalla selezione il romanzo in questione. Oggi che tutti i commentatori paiono prendere gusto al tracollo � shakespeariano nella sua tragica traiettoria � di un uomo che tra altri errori ha commesso anche quello di attribuirsi troppo potere e ricevere troppi finanziamenti, mi sembra nondimeno importante difendere l´onore e l´integrità di coloro che per anni hanno fatto parte della giuria Grinzane, senza sapere assolutamente nulla dei retroscena dell´intera macchina e delle finanze del Grinzane, e ancor più l´onore di tutti gli scrittori che in passato hanno ricevuto tale premio. Sarebbe davvero gravissimo se gli errori e la megalomania di un unico uomo pregiudicassero e ledessero la legittimità e la credibilità dei premi già assegnati. Ancor più mi rattrista il fatto che i vincitori di quest´anno di sicuro non riceveranno i premi già assegnati. Nella mia qualità di membro della giuria per la letteratura straniera � insieme a Luis Sepulveda, Peter Schneider, Ben Okri e Bernardo Atxaga, e altri ancora � mi è assolutamente impossibile pronunciarmi sull´intera faccenda e sull´eventuale colpevolezza di Soria. In quanto a quest´ultimo, occorre che la giustizia faccia il suo corso e si arrivi a un verdetto. Mi permetterei, in ogni caso, di rammentare a questo proposito un principio della giustizia umana, quello della presunzione di innocenza. Se Soria è colpevole delle varie irregolarità che gli si imputano � al di là di ogni ragionevole dubbio, appurate in debita forma dalla giustizia � è evidente che dovrà pagare per ciò che ha fatto. Tuttavia, spetta a coloro che l´accusano di dimostrare che egli è colpevole, non il contrario. La maggior parte dei giurati italiani del Grinzane hanno presentato le loro dimissioni. Se ho capito bene, alcuni se ne sono stupiti. Sappiano dunque che noi giurati sin dall´inizio di questa querelle non abbiamo ricevuto notizia da chicchessia su ciò che stava accadendo, né dal Grinzane, né dalle autorità che da anni appoggiano il premio, né infine da coloro che hanno il compito di cercare di definire il vero e il falso in mezzo a tutte le voci che corrono. Mi sembra però che siano in ogni caso venuti completamente a mancare un minimo di rettitudine e di rispetto, sia per i giurati, sia per gli scrittori. In questa situazione così ingarbugliata ci sarà qualcuno che ci guadagna? A giudicare dalla storia della letteratura � che è piena di querelle, di complotti vari e di scandali � non saranno certo i promotori dell´evento culturale a guadagnarci. è invece molto più verosimile e probabile che sarà proprio la letteratura a trarre vantaggio da questa débacle che ancora una volta � se mai ce n´era bisogno � dimostra che ad avere importanza sono soltanto le opere che passano indenni attraverso le vicissitudini del momento, con una luce abbagliante e un senso di urgenza, e che mostrano ai lettori che la realtà può essere diversa e meno desolante di quanto già non sia troppo spesso. Come sintetizzava lo scrittore norvegese Jens Bjornebo in un suo appello agli scrittori: «Scrivi in modo tale che ogni tua parola possa essere ritorta contro di te!». Traduzione di Anna Bissanti � BjÖrn Larsson

Torna all'inizio


prostitute per il politico: di tommaso prosciolto per la frode e la corruzione (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 4 - Udine Prostitute per il politico: Di Tommaso prosciolto per la frode e la corruzione Sulle prostitute pagate per il politico nazionale aveva scelto di patteggiare la pena e il procedimento si è già chiuso con l'accordo sulla pena e il risarcimento simbolico alla Caritas. Sono invece state archiviate nei giorni scorsi le ipotesi d'accusa di corruzione, illecito finanziamento ai partiti e frode fiscale inizialmente mosse nei confronti di Riccardo Di Tommaso, proprietario della linea d'abbigliamento Bernardi in tutto il mondo. La decisione è arrivata dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Trieste Enzo Truncellito, che ha condiviso la richiesta avanzata dal sostituto procuratore Raffaele Tito. A convincere entrambi sono state anche le memorie presentate dal collegio difensivo dell'imprenditore Di Tommaso, composto dagli avvocati Luca Ponti e Antonio Franchini. È l'inchiesta scattata da un'informativa della Guardia di finanza risalente alla fine di gennaio dell'anno scorso. In seguito alle indagini e ad alcune intercettazioni telefoniche, il pubblico ministero Tito aveva inizialmente ipotizzato che una fattura di 20 mila euro e i pagamenti per le prostitute che si incontravano con un esponente nazionale di Forza Italia potessero essere il fondamento dei reati per i quali adesso c'è stata l'archiviazione. In altre parole, anche quei pagamenti "atipici" potevano nascondere una forma di sostegno al partito di riferimento del politico nazionale che si incontrava con le prostitute. Ovvero, si ipotizzava - ma non ci sono stati riscontri in merito - che Di Tommaso avrebbe potuto ricevere alcuni "favori" dagli esponenti politici di quell'area in relazione alla propria crescita commerciale. Tra le motivazioni che lo stesso pubblico ministero Tito ha elencato nella sua richiesta di archiviazione c'è anche quella relativa al fatto che gli eventuali politici corrotti della situazione - nessuno di essi infatti è stato mai indagato - non rivestivano la carica di pubblici ufficiali e quindi non avrebbero potuto incidere direttamente sulle decisioni politiche che in qualche modo avrebbero portato a scelte legislative che favorissero l'attività di Riccardo Di Tommaso in relazione alle autorizzazioni.

Torna all'inizio


<Libertà è giustizia sociale> (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

«Libertà è giustizia sociale» «Libertà è giustizia sociale». Una frase celebre di Sandro Pertini campeggia al centro del programma che i «Socialisti e democratici per Trento» hanno elaborato per le prossime elezioni. Una decina di pagine in cui vengono trattate, a grandi linee, le principali tematiche di sviluppo della città. La persona . I socialisti, riconoscendo le famiglie di fatto, chiedono che anche ad esse siano riconosciuti gli stessi diritti nell'accesso ai servizi comunali. Tra questi l'assistenza ai bambini piccoli, con la richiesta che «siano inseriti nell'offerta comunale anche i nidi familiari, aziendali e privati che garantiscano standard di qualità». Non solo. Si propone che chi perderà il lavoro e sarà senza reddito, anziché fruire dei servizi all'infanzia, possa tenere il figlio a casa e ricevere un aiuto economico pari al costo del servizio. Testamento biologico . Per la fine della vita i socialisti sostengono la necessità di una regolamentazione della materia «avendo come primario obiettivo quello di garantire a ciascun individuo, di fronte ai trattamenti sanitari, la libertà di scegliere». Giovani . Punto centrale del programma è il sostegno all'imprenditorialità giovanile con facilitazioni per l'accesso al credito, eliminazione delle forme di precariato, incentivi e percorsi innovativi per l'accesso alla casa delle giovani coppie e dei single. Casa . A proposito, si chiede che nei requisiti per la formazione delle graduatorie debba essere considerato anche lo stato patrimoniale dei genitori, evitando che il figlio di una famiglia nullatenente sia messo sullo stesso piano di un benestante. Crisi . Per i socialisti va incentivata la green economy con progetti di solare, fotovoltaico ed eolico. Inoltre i lavoratori disoccupati e cassintegrati potrebbero essere impiegati in funzioni di natura civica come la presenza nei parchi e in prossimità delle scuole. Costi della politica . Per ridurli si propone la riduzione del gettone per le riunioni inferiori alle due ore, l'allungamento delle sedute del Consiglio (per trattare più delibere e fare meno convocazioni) e la modifica del regolamento. 20/03/2009

Torna all'inizio


comitati inps da salvare (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 2 - Nuoro «Comitati Inps da salvare» Murgia presenta una interrogazione parlamentare NUORO. Il parlamentare nuorese del Pdl Bruno Murgia ha presentato ieri mattina un'interrogazione parlamentare a risposta scritta al ministro del Welfare e al presidente del Consiglio dei Ministri, sulla paventata cancellazione dei comitati provinciali Inps. Nell'interrogazione Murgia manifesta perplessità e una severa preoccupazione per il futuro della sede barbaricina, nella quale ormai i «rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori del Nuorese, dell'Ogliastra, della Baronia e del Marghine vanno avanti a titolo di volontariato, senza gettone di presenza, peraltro ridotto a 27 euro». Il parlamentare chiede pertanto se la norma che prevede la razionalizzazione delle spese per i comitati provinciali, ivi compresa la parte riguardanti gli emolumenti dei singoli componenti, se non addirittura la completa cancellazione, non miri invece a colpire «la partecipazione delle rappresentanze sociali e del mondo del lavoro alla vita dell'istituto previdenziale». «I comitati provinciali dell'Inps - sostiene ancora l'onorevole Bruno Murgia - svolgono una funzione sociale, per questo invito il Governo a fare una valutazione sulle ricadute negative sulla possibile cancellazione».

Torna all'inizio


stipendi ed enti, ecco il piano dei tagli (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

di Maurizio Piccinino «Stipendi ed enti, ecco il piano dei tagli» Pagano: presto ridurremo i nostri compensi, non siamo tra i più pagati d'Italia Il presidente: la diminuzione sarà rigorosa e trasparente L'AQUILA. «Ecco le nostre buste paga. Non ci tiriamo indietro di fronte alla domanda di trasparenza delle istituzioni». Lo assicura il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano commentando la petizione avviata da il Centro sulla proposta di tagliare i compensi dei consiglieri regionali del 20 per cento. Il Consiglio regionale, secondo il suo presidente, non si sta affatto tirando indietro, di fronte al problema dei costi della politica e i tagli di enti regionali. Per Pagano il Consiglio sta lavorando per approvare la riforma delle indennità dei politici, dei loro vitalizi e dei costi dei Gruppi consiliari. Pagano ci tiene anche a chiarire un altro concetto. «Nell'opinione pubblica», osserva il presidente del Consiglio regionale, «si è diffusa la percezione inesatta che l'Abruzzo sarebbe tra le regioni con le indennità più alte d'Italia». E allora, per far capire le ragioni della classe politica regionale Pagano parla con le cifre degli stipendi e spiega che «il presidente del Consiglio e della Giunta regionale percepiscono 8.264,76 euro, i presidenti delle commissioni e i capigruppo 7.525,47 euro e i consiglieri 6.506,08 euro». Poi, riferendosi al percorso intrapreso per tagliare le spese della politica, Pagano assicura che a Palazzo dell'Emiciclo c'è «l'impegno che i componenti del Consiglio stanno ponendo in atto, per dare all'Assemblea la possibilità di approvare in tempi certi un Testo Unico di riforma delle indennità dei consiglieri, dei vitalizi e dei costi dei Gruppi consiliari, è la dimostrazione», sottolinea, «della volontà di affrontare questo, come tutti gli altri problemi, e di portarli a soluzione con consapevolezza e attraverso un iter amministrativo rigoroso e trasparente». Ben vengano, dice il presidente del Consiglio regionale, «Legittime iniziative di petizioni rappresentano sempre momenti di utile ascolto dei cittadini e, a volte, decisivi strumenti di sollecitazione degli organi politici. Tuttavia, in tema di riduzioni del costo della politica, possono apparire strumentali laddove l'indirizzo e l'agire concreto dell'Assise legislativa da me presieduta ha dimostrato già nei fatti la reale volontà di perseguire tale obiettivo», ricorda Pagano, «è stata approvata, infatti, la legge che dà inizio a una profonda razionalizzazione degli enti sub-regionali ed è stato avviato l'iter che porterà alla rivisitazione dell'intera normativa sulle indennità consiliari e sui costi dei gruppi». Su questo fronte è stato istituito un gruppo di lavoro che si sta occupando di un'analisi tecnica della normativa esistente, valutando anche la situazione di altre regioni. Un progetto che dovrebbe anche mettere in evidenza che i compensi dei consiglieri regionali abruzzesi sono meno ricchi dei colleghi di altre Regioni. C'è la determinazione, assicura Pagano a nome di tutto il Consiglio, di «voler affrontare i reali problemi degli abruzzesi» e c'è anche «la consapevolezza che saremo oggetto di giudizio sul lavoro svolto. Su questo», suggerisce infine Pagano, «si potrebbe effettuare una nuova petizione a fine mandato».

Torna all'inizio


petizione, pioggia di firme (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 9 - Regione Petizione, pioggia di firme Cittadini e politici sul sito del «Centro» PESCARA. Continua a riscuotere adesioni la petizione lanciata on line da il Centro per proporre un taglio del 20% ai compensi dei consiglieri regionali. Il numero delle firme aumenta di ora in ora. Ieri alle 21.30 erano 411 i cittadini che hanno partecipato con nome e cognome alla petizione. Segnando una adesione che va dalla società civile, a singoli cittadini fino a esponenti di destra e di sinistra. Tra i firmatari c'è Maurizio Acerbo, consigliere regionale di Rifondazione comunista, che si dichiara d'accordo con l'iniziativa del quotidiano e addirittura più esigente nei confronti della politica spendacciona. Acerbo ritiene che la riduzione del 20 per cento sia poca cosa per cui annuncia che presenterà una «proposta più radicale». In occasione del nuovo bilancio «Rifondazione proporrà degli emendamenti per ridurre non solo le indennità ma anche altre voci e insieme all'Italia dei valori chiederemo l'abolizione del vitalizio», dice Acerbo. Ha apposto la sua firma in calce alla petizione del il Centro anche Guido Cerolini Forlini, consigliere comunale di Pescara del Pdl. «Una riduzione del 20 per cento sarebbe significativa, commenta. In un momento di crisi come questo ognuno deve fare la propria parte. Sarà interessante vedere se saranno elaborate delle proposte particolari. Si potrebbe pensare, ad esempio, alla riduzione del numero delle commissioni regionali e per ridurre la spesa dei gettoni di presenza alcune potrebbero anche essere unificate». Scorrendo i firmatari della petizione compare anche Carla Tiboni, avvocato di Pescara esponente della Commissione pari opportunità. «In campagna elettorale, per le politiche e per le regionali, centrodestra e centrosinistra hanno annunciato una revisione e riduzione dei compensi sia per i parlamentari che per i consiglieri regionali. Fino ad oggi non è stato fatto e viene da pensare che la casta voglia difendersi, ma non è giusto». E poi, aggiunge, si potrebbe ipotizzare un taglio più radicale, «almeno del 30 per cento, perché siamo in un momento di crisi e i primi a potersi permettere dei tagli sulle indennità sono i politici» Un plauso arriva anche dal consigliere regionale dei Verdi Walter Caporale, che ha accolto la petizione ritenendo che sia giusto, in tempo di crisi, «stringere la cinghia». Caporale spera che i tagli colpiscano «le indennità delle cariche assunte negli enti e di tutti gli eletti o nominati a ricoprire cariche pubbliche a vario titolo». Flavia Buccilli

Torna all'inizio


barricate per l'ospedale (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 29 - Cronaca «Barricate per l'ospedale» La Lega dei pensionati pronta a scendere in piazza POPOLI. Per difendere da possibili tagli e ridimensionamenti l'ospedale della Santissima Trinità scendono in campo i pensionati. «Sono molto decisi a fare qualunque cosa pur di matenere lo stato attivo della nostra struttura sanitaria», assicura Mario Borsetti, della Lega dei pensionati Cgil per la Val Pescara. «Significa che l'ospedale in ogni caso deve rimanere tale. Dire che non chiuderà non significa niente se non si dice quale è il suo futuro. è certo», afferma il sindacalista, «che se l'intenzione è quello di ridurre il Santissima Trinità a un luogo per le lungodegenze o a una Rsa, qui a Popoli siamo decisi alle barricate. Abbiamo sempre dato prova delle nostre convinzioni e i nostri pensionati anche questa volta vogliono partecipare a decidere la sorte di una struttura che sta qui da oltre 80 anni e che la forza vitale di questa città». Premessa questa posizione decisa del sindacato, Borsetti spiega poi come la loro proposta sia quella di deospedalizzare al massimo il ricovero, «ma per farlo», riprende, «è necessario che si crei una rete di servizi di base, sanitari sociali e di assistenza, attraverso i quali si possa seguire il malato a casa. La degenza in ospedale, dove i costi di gestione sono di gran lunga superiori, deve rimanere l'ultima possibilità di cura». Borsetti ricorda poi che i pensionati hanno già dovuto accettare l'aumento di 3 euro del ticket imposto dalla giunta regionale di Gianni Chiodi a fronte delle ben diverse promesse. La proposta per risanare in parte il bilancio della sanità che avanza Borsetti è drastica, ma chiara: «Che si dimezzino gli stipendi di tutti i consiglieri regionali, che mediamente ogni mese percepiscono, comprese le indennità e i gettoni di presenza, fino a 13-14 mila euro. Sarebbero bei soldini», osserva il sindacalista, «che risanerebbero il bilancio della struttura sanitaria. E poi», prosegue il sindacalista, «c'è sempre la possibilità di ridurre le convenzioni con i privati, che in definitiva guadagnano sulla Sanità. Potenziamo dunque il settore pubblico. Che si abbia il coraggio di fare scelte veramente dirette all'interesse del cittadino», conclude, «nella considerazione che la popolazione tende sempre di più a invecchiare e ad aver bisogno dunque di una sanità efficiente». (w.te.)

Torna all'inizio


La struttura (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-03-20 - pag: 37 autore: La struttura La convenzione La convenzione, del 25 agosto 1999 è composta da 29 articoli e da un protocolloa integrazione di 8 articoli I contenuti La convenzione nei primi due articoli indica i soggetti interessati e le imposte considerate Nell'articolo 3 viene indicata la corretta interprertazione di alcuni termini quali "persona", "società", "traffico internazionale". Un articoloa parte (il 4) specifica il significato dell'espressione "residenti" e di "stabile organizzazione" (articolo 5) Dall'articolo 6 all'articolo 13 si entra nel merito delle tipologie di redditi: immobiliare, utili delle imprese, utili da navigazione marittima e aerea, imprese associate, dividendi, interessi, canoni e utili da capitale Dall'articolo 14 all'articolo 21 si considerano le diverse tipologie di lavoro: professioni indipendenti, lavoro subordinato, compensie gettoni di presenza, artistie sportivi, pensioni, funzioni pubbliche, professorie insegnanti, studentie apprendisti L'articolo 22 include gli altri redditi «qualunque sia la provenienza che non sono stati considerati negli articoli precedenti» Gli ultimi articoli (dal 23 al 27) entrano nel merito di come evitare la doppia tassazione, il 28 e il 29 trattano dell'entrata in vigore e dell'eventuale denuncia della convenzione

Torna all'inizio


FABRIANO - Sul fondo di solidarietà proposto dalla sinistra fabrianese ci vogliamo vedere... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Venerdì 20 Marzo 2009 Chiudi FABRIANO - «Sul fondo di solidarietà proposto dalla sinistra fabrianese ci vogliamo vedere chiaro». Parola del capogruppo di Fi, Silvano D'Innocenzo, sul neonato fondo di solidarietà che il Comune si appresta a varare con il nuovo bilancio di previsione. «Conoscendo le abitudini della sinistra, sospettiamo che qualche amministratore verrà autorizzato a gestire questo fondo in maniera esclusiva ed a proprio piacimento. Comprendiamo bene il momento di emergenza, ma avremmo preferito una politica economica comunale più trasparente e basata sulla riduzione delle tasse e, soprattutto, finalizzata al rilancio economico di tutte le famiglie e le imprese fabrianesi». Chiede, invece, di contribuire ai fondi di solidarietà, diocesano e comunale, il consigliere di opposizione Marco Ottaviani. «E' un invito che rivolgo a tutti: aziende, imprenditori e cittadini. Ognuno deve fare la sua parte e lo dobbiamo fare subito. Nelle parrocchie sono aumentate in maniera esponenziale le richieste d'aiuto. E' quindi giunto il momento delle rinunce e ogni consigliere deve essere chiamato a offrire parte del suo gettone di presenza al fondo di solidarietà comunale. Questo il senso del mio ordine del giorno depositato martedì. Non è assistenzialismo, ma un investimento. Un investimento sulla vera coesione sociale della città, una prevenzione delle asimmetrie delle opportunità per le fragilità, una prevenzione di ciò che può determinare la disperazione».

Torna all'inizio


<A causa di una gestione malaccorta del finanziamento da parte dell'assessore Spadoni, i C... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

REGGIO pag. 11 «A causa di una gestione malaccorta del finanziamento da parte dell'assessore Spadoni, i C... «A causa di una gestione malaccorta del finanziamento da parte dell'assessore Spadoni, i Chostri di San Pietro hanno perso più di tre milioni di euro». Così, qualche giorno fa, proprio sul nostro giornale, Renzo Campanini, avvocato e presidente della sezione reggiana di Italia Nostra, aveva attaccato la Giunta Delrio. Ma dura era arrivata la replica del sindaco: «La colpa di questo taglio è del Governo, non nostra. Avevo già definito questo intervento scandaloso. Sono solo accuse strumentali a uso politico, mi meraviglio che Italia Nostra ci attacchi». Ma Campanini, che ha seguito per intero la vicenda, vuole puntualizzare: «CHIOSTRI di San Pietro: una replica del tutto fuori luogo, quella del sindaco, alla denuncia di Italia Nostra per la perdita dei tre milioni di euro, finanziati sulla Legge 662/1992 (gioco del Lotto) con due decreti risalenti al 2001. Il sindaco pare ignorare che il decreto ministeriale di revoca, del 20 settembre 2008, era un atto dovuto sulla base della Finanziaria 2008 e, ancora prima, della Finanziaria 2007 entrambe approvate nella precedente legislatura perché nei termini previsti "non risultavano avviate le procedure di gara ovvero definiti gli affidamenti". Dimentica il sindaco che il 20 novembre 2003 il Soprintendente regionale del tempo aveva approvato il progetto "di restauro e valorizzazione" del complesso monumentale predisposto dagli architetti della Soprintendenza per i beni architettonici. Il Comune, preoccupato più delle esigenze dell'Università che del rispetto del monumento di Giulio Romano, condiscendente la Soprintendenza, sottrasse' la progettazione già approvata, affidandola a due professionisti di propria scelta i quali, all'insegna della "riqualificazione" e del "recupero funzionale", hanno previsto la demolizione di uno degli edifici storici accessori e la costruzione di una "piazza coperta polifunzionale", di una "caffetteria" e di altre astruserie. Una lettera a firma del dirigente dell'assessorato alla Città storica (in data 27 ottobre 2005) dà conferma alla Soprintendenza ai beni architettonici dell'assunzione dei costi della nuova progettazione. Tale progetto, per le pretese di adeguamento funzionale a lungo discusso con Università e Soprintendenza, non risulta sia mai stato definito. L' originaria scelta della Soprintendenza di progettare direttamente l'intervento al fine di evitare l'obbligatoria gara di progettazione (data la rilevanza del finanziamento, obbligatorietà in seguito disinvoltamente ignorata dal Comune nell'affidare il nuovo incarico), per risparmiare denaro pubblico e velocizzarne' la realizzazione, è stata così vanificata. Dal 2003, bloccato' il già approvato progetto della Soprintendenza, al 2008 sono trascorsi cinque anni senza che la procedura di appalto sia stata avviata. Negare quindi una responsabilità del Comune significa negare l'evidenza dei fatti. È anche opportuno sapere che il decreto ministeriale di revoca interessa finanziamenti per più di 13 milioni di euro, assegnati per l'intero territorio nazionale, di cui ben 3.098.741,40 riguardano la sola città di Reggio, come sempre città dei primati' con una percentuale sul totale revocato del 23,5% . L'accusa poi di avere strumentalizzato l'argomento "per fini politici" è essa sì strumentale! La politica per la tutela del patrimonio culturale nazionale è sempre stata la finalità primaria di Italia Nostra che mai ha inteso mischiarsi nelle diatribe partitiche, come attestano le tante battaglie civili sostenute fin dai primi anni Cinquanta dello scorso secolo».

Torna all'inizio


IL CONSIGLIO di amministrazione del neo-privatizzato Consor... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

RAVENNA CRONACA pag. 5 IL CONSIGLIO di amministrazione del neo-privatizzato Consor... IL CONSIGLIO di amministrazione del neo-privatizzato Consorzio per la formazione professionale di Ravenna si è occupato della retribuzione del direttore Maurizio Cortesi e delle indennità spettanti ai consiglieri. E' stata messa a punto una proposta da presentare all'assemblea dei soci, composta dai sindaci della provincia. Le decisione del cda' presieduto da Franco Ricci, non convincono il capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi. «Il costo del direttore, già altissimo e sproporzionato di fronte alle ridotte dimensioni dell'ente e delle sue attività imprenditoriali afferma Ancisi è stato confermato nella misura di 140.000 euro l'anno, nonostante le attuali minori responsabilità dell'incarico, sia di gestione che di legale rappresentanza della società, a favore rispettivamente del consiglio di amministrazione e del presidente». Il presidente Ricci percepisce una indennità che è pari a quella di un assessore: circa 33 mila euro lordi all'anno. Per fare un paragone tra manager pubblici, l'indennità di Carlo Boattini, direttore generale del Comune di Ravenna (circa 1.150 dipendenti) è di poco superiore ai 100 mila euro. ANCISI contesta anche l'indennità per i componenti del consiglio di amministrazione. «Prima percepivano esclusivamente un gettone di 72 euro per ogni presenza alle sedute del consiglio, che in genere erano una decina l'anno. La legge sugli enti pubblici locali non permetteva altro. La proposta avanzata è invece di un compenso mensile pari a circa 600 euro netti per ciascuno» dei due consiglieri. «Questo perché, trattandosi di società formalmente privata, anche se in sostanza pubblica, essa ha mano libera nell'attribuire compensi agli amministratori. A decidere sarà l'assemblea dei soci, composta dai sindaci. Si spera che abbiano il buon senso e il buon gusto afferma l'esponente del centrodestra per non approvare tale proposta. Se privatizzare' vuol dire spendere i soldi della collettività senza le regole che disciplinano il corretto uso delle risorse negli enti pubblici, il risultato non può essere che misero». L'organismo per la formazione professionale è stato trasformato da consorzio pubblico tra i comuni della provincia in società consortile, posseduta al cento al cento dagli stessi enti.

Torna all'inizio


<Tagli ai gettoni dei Consiglieri> (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

FABRIANO pag. 14 «Tagli ai gettoni dei Consiglieri» POLITICA COMUNALE FABRIANO DECURTARSI il gettone di presenza e devolverlo in parte al fondo di solidarietà inserito nel bilancio di previsione del Comune. E' la proposta di Marco Ottaviani (della minoranza) per chiedere ai consiglieri di partecipare all'iniziativa dell'amministrazione comunale "con i fatti e non solo con le parole". Intanto stasera alle 18 il bilancio viene illustrato alla città all'Oratorio della Carità.

Torna all'inizio


Sprechi Gettoni, rimborsi auto e bonus: i <parlamentini> prosciugano il Comune Ci sono consiglieri che intascano mille euro al mese soltanto per gli spostamenti da casa In zona tre (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

n. 68 del 2009-03-20 pagina 1 Sprechi Gettoni, rimborsi auto e bonus: i «parlamentini» prosciugano il Comune Ci sono consiglieri che intascano mille euro al mese soltanto per gli spostamenti da casa In zona tre 23 commissioni in agosto. Ognuna delle 9 circoscrizioni costa più di un milione di Redazione L'attività politica dei «parlamentini» prosciuga le casse di Palazzo Marino. Proprio così, perché nel conteggio economico delle attività di ciascun commissario, oltre ai gettoni di presenza (50 euro a convocazione), si aggiungono anche una serie di voci che il Comune, a fine mese, somma ai 500 euro lordi che spettano di diritto ad ogni politico. Ovvero i rimborsi alle aziende private dove lavorano i commissari e i rimborsi chilometrici. In zona 3, un consigliere ha messo in nota spese quasi mille euro mensili per lo spostamento di 95 chilometri andata e ritorno, da casa alla sede di via Sansovino. Che è anche l'unica circoscrizione, in tutta Milano, ad aver convocato in pieno agosto ben 23 commissioni, per le quali il Comune ha speso più di 12mila euro. «I consigli di zona sono carrozzoni inutili che costano più di un milione di euro», denuncia un consigliere di zona 3. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


Zona 3, rimborsi d'oro per i viaggi in auto (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

n. 68 del 2009-03-20 pagina 3 Zona 3, rimborsi d'oro per i viaggi in auto di Redazione Alcuni consiglieri hanno messo in nota spese il tragitto di 95 chilometri fatto da casa alla sede di via Sansovino Oltre ai gettoni, il Comune deve risarcire anche le aziende dove lavorano i commissari per le loro ore di assenza Che l'attività politica nei Consigli di zona si misuri a suon di gettoni è risaputo. Quello che invece è meno noto è che nel conteggio economico delle attività istituzionali di ogni consigliere finiscano anche una serie di voci di spesa che il Comune, ogni mese, somma ai 500 euro lordi che spettano per diritto ad ogni politico: ovvero i rimborsi alle aziende e i rimborsi chilometrici. Oltre al denaro per i gettoni presenza, (50 euro per un tetto massimo di 11 presenze) per ogni seduta del parlamentino di zona, dalle casse di palazzo Marino fuoriescono anche i soldi per i rimborsi spesa da erogare alle aziende. Essendo, nella maggior parte dei casi, i politici di zona anche dipendenti pubblici e privati, il Comune deve risarcire alle aziende, per cui i consiglieri lavorano, il corrispettivo in denaro delle ore di assenza dal lavoro che sono state necessarie ai consiglieri per l'espletamento della propria attività istituzionale come per esempio la partecipazione ad una commissione o ad una seduta di consiglio per intenderci. Insomma una sorta di «do ut des» tra il Comune e i privati che palazzo Marino puntualmente si preoccupa di saldare ogni fine mese. Una voce di spesa che nella zavorra dei costi generali della politica dovrebbe assumere un peso minore se non fosse che, in alcuni parlamentini di zona, molte commissioni e sedute di consiglio vengono fissate proprio di pomeriggio e quindi durante l'orario di lavoro. Caso esemplare di questo tipo di attività è il Consiglio di zona 3. In tre anni, dal 2006 al 2008, per sei consiglieri, così come dimostrano i documenti protocollati e depositati a palazzo Marino, il tetto di spesa per i rimborsi alle aziende è stato di circa 75mila euro. Nel 2006 il Comune ha dovuto elargire 10 mila euro di spesa, 33mila 942 euro nel 2007 e 32mila 617 euro nel 2008, dato incompleto perché alcune richieste di rimborso sono ancora oggi al vaglio del direttore di settore della zona 3. Decisamente meno importante, come si sarà visto, la spesa per l'anno 2006 ma solo per un motivo: il nuovo mandato è stato conferito ad anno in corso per cui le attività del Consiglio sono cominciate circa a metà anno, a giugno per la precisione. Il recordman, invece, tra i consiglieri, per il rimborso alle aziende, tocca ad un politico che milita nelle fila dell'opposizione. Nel 2007 il Comune ha dovuto elargire alla sua azienda ben 11mila euro. Ma non è finita, perché a far impennare il pallottoliere dei conteggi per le spese ai consiglieri anche i rimborsi chilometrici. Per l'appunto due consiglieri, sempre in zona 3, questa volta della maggioranza, dichiarano di abitare fuori città. Uno di loro abita a 95 chilometri di distanza dal capoluogo meneghino, per lui il rimborso chilometrico per l'anno 2008, considerando i 95 chilometri per l'andata e i 95 chilometri per il ritorno è stato di quasi mille euro al mese che moltiplicato per 12 fa una media di 10mila euro all'anno tolti i giorni per le vacanze estive e quelle natalizie. Il tutto documentato da atti ufficiali. E in alcuni consiglieri si è già insinuato il tarlo del dubbio: «Io non so - ammette Andrea Ancora, presidente della commissione Sicurezza - se alcuni consiglieri abitino fuori Milano perché non divido la casa con loro, certo è che se fosse così la distanza non sarebbe funzionale alla conoscenza del territorio e al contributo che questi possano dare alla risoluzione dei problemi della zona». A far scattare il campanello d'allarme è, però, il caso di un consigliere che, nel 2008, ha richiesto mensilmente il rimborso chilometrico per affrontare un viaggio di 75 chilometri e raggiungere la sede del parlamentino: «Circola voce e l'ho sentito anch'io - continua Ancona - che questo consigliere utilizzi la macchina aziendale anche per venire in Consiglio i rimborsi sarebbero perciò fasulli, ma io non ho nessuna certezza. In questo caso, per una questione di correttezza e trasparenza, chi di dovere dovrebbe fare dei controlli, questo compito non spetta a me». Insomma tra rimborsi alle aziende e rimborsi chilometri dalle casse del Comune e quindi da quelle dei contribuenti milanesi in tre anni sono volati via quasi 100mila euro. Eppure per risparmiare più della metà di questo denaro basterebbe spostare le sedute di Consiglio e delle commissioni solo di qualche ora, magari dopo le sei di sera. Più efficienza lavorativa e meno spreco di denaro pubblico. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


Suffia, Secci e Marcocciil ritorno dei bomber (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Suffia, Secci e Marcocciil ritorno dei bomber seconda categoria Nei recuperi infrasettimanali volano Aurora, Cengio e Spotornese È STATO il mercoledì dei bomber. Nelle gare di recupero del campionato di calcio di Seconda categoria gli attaccanti hanno segnato gol pesanti. L'Aurora di mister Aprea ha sconfitto il Santa Cecilia grazie al solito Davide Suffia, a segno per la nona volta in questa stagione. «Sono punti importanti che ci permettono di affrontare con un po' più di tranquillità la trasferta in casa della Nolese», commenta il dirigente cairese Angelo Melara. La sconfitta non è stata invece digerita da Marino Masala, allenatore del Santa Cecilia. «Non possono mandare un arbitro di Carcare ad arbitrare l'Aurora ? commenta il tecnico albissolese -. Abbiamo segnato un gol che hanno visto tutti, tranne il direttore di gara. Abbiamo anche colpito tre pali ma siamo stati costretti a tornare a casa a mani vuote». Non ha sbagliato bersaglio il capocannoniere del torneo, Luca Marcocci, stella del Cengio ed ex di giornata. I granata, grazie al diciannovesimo centro stagionale del numero nove valbormidese, hanno piegato la restenza del Celle. Le brutte notizie per la squadra di Fiori sono arrivate però dall'infermeria: l'attaccante Valvassura ha riportato uno stiramento muscolare e sarà costretto al riposo per alcune settimane. Al novantesimo è arrivato invece il gol di Secci, il quattordicesimo della stagione, che ha permesso alla Spotornese di battere un determinato Pontelungo. Tre punti che consolidano la squadra di Tobia e Bizzarri al quarto posto in graduatoria. La nuova classifica a sei turni dalla conclusione: Altarese 53; Borghetto 48; Villanovese 46; Spotornese 44; Celle 42; Cengio 36; Nolese e Santa Cecilia 34; Aurora 31; Speranza 30; Valleggia 28; Mallare 24; Città di Finale 23 Pontelungo 22; Plodio 20; Rocchettese 14. Martin Cervelli 20/03/2009 aurora1 Suffia 40' pt santa cecilia0 aurora: Torrello, Panza (5' st M. Usai), F. Usai, Matteo Siri, Canavese, M. Mozzone, Gomez (15' st Monni), De Stefanis, Zemma (25' st Caruso), Suffia, C. Mozzone. A disp. Vignolo, Gioffrè, Iovinelli, Mirko Siri. all. Aprea santa cecilia: Giorgi, R. Parodi, Libertone (10' st D. Rizzo), Costa, Durante (1' st Cagnacci), Alberti, D. Parodi (35' st Accusani), Bozzano, Bejko, Pucci, Fasoli; a disp. G. Rizzo, Lottero, De Gregori. all. Masala Arbitro: Mirri di Savona 20/03/2009 celle0 cengio1 MARCOCCI 42' PT celle: Cusimano, Bellotto, Dondo (15' st Pellizzari), Oliveri, Vallarino, Marabotti, G. Delfino (1' st Corona), A. Delfino (25' st Marras), Aronne, Angileri, Vallerga; a disp.Traverso, Omnias, Rondoni, Paini.all. Venturino cengio: Baccino, S. Ferrazzano, Negro, Veneziano, Ferraro, Giribone, Ravenna (30' st Borrelli), N. Ferrazzano (20' st C. Caracciolo), Marcocci, Orsi, Valvassura (10' pt N. Caracciolo); a disp. Minetti, Rinaldi, Scarzella.all. Fiori Arbitro: Zanin di Savona 20/03/2009 spotornese1 secci 45' st pontelungo0 spotornese: Maruca, Bartoli, Facciolo (1' st Secci), Rollo, Scandolara, Esu, Rigardo (30' st Antonelli), Sardo, Garofalo, Ferraro, Nizzola (20' st Mao); a disp. Genesio, Lanzarotti, Gemello, Peluffo. all. Tobia pontelungo: Mirko Ferrari, Fiorito (25' st Vigo), Bonocore, La Rocca (15' st Badoino), Degola, Michael Ferrari, Schillaci, Giunta, Rolando, Cerami, Bonavita; a disp. Cagnasso, Lusso. all. Cantore Arbitro: Lolli 20/03/2009

Torna all'inizio


<Carrozzoni da 1 milione di euro> (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

n. 68 del 2009-03-20 pagina 3 «Carrozzoni da 1 milione di euro» di Giulia Guerri Provate a fare voi i conti. Moltiplicate 259, il numero dei gettoni erogati per le commissioni convocate in Consiglio di Zona 3 nel mese di agosto (ventitrè in totale) per 46.50 euro, pari al netto che ciascun consigliere percepisce per un'ora - bastano 31 minuti per la verità - di presenza. Totale: 12.043 euro. Ecco quanto ha speso il Comune di Milano per finanziare le commissioni «agostane» del consiglio di zona 3. Soldi pubblici, per intenderci. Ma vale la pena soffermarsi su due punti in particolare. Il primo: che tra tutti e nove, la circoscrizione di via Sansovino è stato l'unica la scorsa estate e quella precedente ad avere un numero così alto di convocazioni programmate nel mese estivo per eccellenza. Persino Palazzo Marino chiude i battenti. Secondo: che quella cifra è stata spesa in una manciata di giorni. «E di certo non per discutere di argomenti di massima urgenza, visto che uno dei temi affrontati discussi erano le risposte dei vigili ai cittadini», spiega Luca Prini, consigliere dell'opposizione. «Per evitare che si ripeta anche quest'anno la stessa cosa - continua - presenteremo una mozione per chiedere che non si facciano commissioni ad agosto, salvo casi di reale urgenza, il prossimo 2 aprile». Con quattro mesi di anticipo perché non finisca - così come è accaduto per due estati consecutive - tra gli ultimi punti all'ordine del giorno senza nemmeno essere discussa. Ma la riflessione da fare è anche un'altra e cioè chiedersi il senso dei Consigli di Zona. «Sono dei "carrozzoni" del tutto inutili dal punto di vista amministrativo perché il loro parere è solo consultivo - conclude Prini - e con spese davvero considerevoli. Tra spese generali, stipendi ai presidenti, agli impiegati e i gettoni di presenza, ogni consiglio costa più di un milione di euro all'anno». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


Lauree, 20% di tagli , gli Atenei a dieta (sezione: Costi dei politici)

( da "Metronews" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Lauree, 20% di tagli , gli Atenei a dieta uscito su Metro il 20/03/2009 Lascia il tuo commento! Dal prossimo anno i corsi universitari saranno messi a dieta. Meno 20%. Lo assicura il ministro Gelmini continuando così l?operato del suo predecessore, l?ex ministro Fabio Mussi. Sarà disattivata la costellazione di corsi con un basso numero di iscritti e alzato il numero dei docenti necessari per l?attivazione di un corso. «In questi anni si è assistito ad una proliferazione dei corsi di laurea non sempre motivata da reali esigenze del mercato del lavoro», ha affermato Mariastella Gelmini che promette di agire su quei corsi con pochi iscritti e duplicati in una stessa regione. D?altronde che gli atenei avessero bisogno di una cura energica lo aveva sostenuto anche la commissione università di Palazzo Madama, che evidenziò alcune eclatanti diseconomie, come la seconda università di Napoli dove il rapporto tra professori e altro personale è di 1 a 1. O quella di Catania che ha speso 2,2 milioni di euro per rimborsi spesa, missioni e gettoni di presenza. Troppe lauree triennali spesso inutili, sostiene la Gelmini. Eppure il nono rapporto sullo stato del sistema universitario del Comitato per la valutazione del sistema universitario aveva proprio evidenziato che le lauree triennali potrebbero ridurre gli sprechi legati all?uscita fuori corso degli studenti che ogni anno gravano circa per 8000 euro sulla spesa pubblica del Paese. (V.C.)

Torna all'inizio


Ottaviani: "Servizi gratuiti ai cassintegrati" (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il consigliere sollecitamisure concrete"I nostri gettoni per aiutare i disagiati" Ottaviani: "Servizi gratuiti ai cassintegrati" Fabriano "Alle famiglie degli operai soggetti a mobilità o a licenziamento o a cassa integrazione va assicurata la gratuità dei servizi a domanda, delle mense scolastiche, dei trasporti, nonché la compartecipazione sugli affitti, sulle utenze e perfino sugli alimenti". Lo sottolinea con decisione il consigliere di minoranza Marco Ottaviani, che di recente ha presentato un ordine del giorno apposito, di cui si discuterà quanto prima in consiglio comunale. L'esponente di centrodestra ribadisce la necessità che ognuno faccia la propria parte in un momento difficile sul piano economico e sociale, come quello che la città sta attraversando. "Bisogna contribuire ai fondi di solidarietà diocesano e comunale - spiega Ottaviani e questo è un invito che rivolgo a tutti: aziende, imprenditori, cittadini. Come consiglieri comunali, oltre che discuterne, dobbiamo dimostrarlo. Non è demagogia, né mera solidarietà. Dobbiamo solo rispolverare la fratellanza vera". E' la situazione concreta che sta caratterizzando negativamente Fabriano e il suo vasto comprensorio a generare inevitabilmente ansia e apprensione. "Nelle parrocchie - osserva ancora Ottaviani - sono aumentate e aumentano in maniera esponenziale le richieste d'aiuto. Quindi, è giunto il momento delle rinunce e ogni conigliere comunale deve essere chiamato ad offrire parte del suo gettone di presenza al fondo di solidarietà comunale. Non è assistenzialismo, ma un investimento. Già, proprio così. Un investimento sulla vera coesione sociale della città. Una prevenzione delle asimmetrie delle opportunità per le fragilità, una prevenzione di ciò che può determinare la disperazione".

Torna all'inizio


Favara, guasto alla condottal'acqua arriva ogni 10 giorni (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Favara, guasto alla condotta l'acqua arriva ogni 10 giorni Porto Empedocle. Come spesso accade, in ogni matrimonio non è tutto rose e fiori. Neanche il tempo di tagliare la torta ed elogiare la scelta dei consiglieri comunali di incassare il gettone di presenza solo se rimarranno in aula a deliberare, che sei di questi stessi eletti dal popolo fanno emergere un caso decisamente curioso. A farsi portavoce di quanto accaduto martedì sera durante la storica seduta dell'assise civica è il capogruppo di Forza Italia, Carmelo Bartolotta. L'uomo che ha una tabaccheria in via Catania ha «fiutato» con gli altri colleghi azzurri una decisione in controtendenza con la scelta morale dell'assise. Ovvero «dopo avere votato a maggioranza tutti gli importanti punti in precedenza affrontati come la trasformazione del gettone di presenza in gettone di deliberazione e dopo avere ridotto il gettone per i componenti della Commissione edilizia, qualcosa è andato diversamente. E' stato deliberato, questa volta a maggioranza, col voto contrario di sei consiglieri, il riconoscimento del gettone di presenza per il vice presidente del Consiglio comunale che entra a far parte della conferenza dei capigruppo, ma senza diritto di voto. Diventando quindi - sottolinea Bartolotta - spettatore con diritto di gettone. Ci sembra un'operazione in controtendenza rispetto alle due delibere precedenti. I sei consiglieri comunali con senso di responsabilità e di rispetto per i cittadini e le professioni, hanno votato contro tale deliberazione che rappresenta, per quanto ci riguarda, una gratuita operazione di forzatura politica». Chi il Consiglio comunale lo guida con orgoglio e una serie di risultati conseguiti con la collaborazione di tutti i colleghi è Luigi Troja. Da bravo avvocato sceglie subito la strategia difensiva, impostandola però in maniera sorprendente: «Sul caso del vice presidente del Consiglio nella Commissione dei capigruppo - ovvero Luigi Gino Grillo - si vuol creare un finto caso. Il collega era l'unico a non far parte di alcuna commissione, avendo per di più perduto l'indennità di carica da vice presidente, revocata dalla regione a tutti coloro i quali ricoprono questa carica. E' stato un atto di rispetto del collega inserirlo in una commissione di prestigio. Senza dimenticare - conclude Troja - che il Comune in questo modo risparmia lo stesso, visto che prima da vice presidente Gino Grillo percepiva circa 400 euro, adesso scesi a 25. Altro che controtendenza». F. D. M.

Torna all'inizio


<C'è un gettone di troppo> (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 20-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

«C'è un gettone di troppo» PORTO EMPEDOCLE. Vicepresidente del Consiglio in Commissione capigruppo. Pagato Favara. Turni di distribuzione idrica di 10 giorni in paese dove sono ritornate a circolare le autobotti per rifornire le cisterne, soprattutto dei condomini più affollati. La rottura della condotta principale, in contrada Serre Vocali, che porta l'acqua dalle sorgenti del Voltano al partitore di Aragona, verificatasi il 12 marzo, ha causato la completa interruzione della fornitura di acqua ai serbatoi comunali per diversi giorni. Distribuzione sospesa, quindi, con la programmata turnazione che è saltata. Ai serbatoi comunali per quasi 5 giorni non è arrivata una goccia d'acqua, flusso che è ripreso martedì scorso, quando ai serbatoi sono iniziati ad arrivare circa 50 litri al secondo. Quella del Voltano è l'unica fonte di approvvigionamento idrico per cui qualsiasi problema alla condotta o all'impianto si ripercuote sul quantitativo che arriva ai serbatoi comunali, e quindi alla conseguente distribuzione dell'acqua nelle case dei cittadini. Saltati i turni, i tecnici della Girgenti Acque, hanno naturalmente ripreso la distribuzione da dove era stata interrotta, per cui si è verificato un salto di turno di una settimana. A questo tempo si deve aggiungere quello necessario per far riempire i serbatoi e mandare in pressione la condotta. Ed ecco che i turni si sono allungati fino a 10 giorni. Le case di sono attrezzate per far fronte a turni di distribuzione di 7/8 giorno, quasi tutti nel corso degli anni si sono attrezzati con mega cisterne, ma adesso il turno si è allungato, 10 giorni senz'acqua troppi anche per i collaudati cittadini favaresi. Giuseppe Moscato

Torna all'inizio