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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “COSTI DELLA POLITICA” |
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Salta
il Consiglio comunale mattutino ( da "Stampa, La"
del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
rinunciando
al gettone di presenza. Apicella ha fatto anche di più: «A questo punto ho
deciso di ritirare tutte le mozioni e le interrogazioni che avevo presentato».
«Sono disgustato da quanto è successo - ribadisce il capogruppo di Lega Nord
Silvano Rey - non c'è più alcun rispetto per le istituzioni.
Il
centro sportivo cambia look e apre a volley e hockey su prato
( da "Stampa,
La" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
opera di
restyling è costata 300 mila euro, finanziati in parte dal comune e in parte
attraverso le agevolazioni del credito sportivo. E domenica, finalmente, tutta
la comunità potrà vedere il risultato ottenuto. «L'impianto sportivo era stato
realizzato agli inizi degli anni Ottanta - spiega il sindaco Paolo Maggia -, e
da allora non è più stato toccato.
E
spunta l'ombra delle tangenti ( da "Stampa, La"
del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
viaggi,
favori, regali costosi, inviti, gettoni di presenza. Ma anche denaro, forse.
Fuori dal controllo. Per ungere, tenere nascosto. Sembrava l'indagine su un
premio letterario malato di gigantismo, sta diventando la scoperta di
un'impresa edile con ramificazioni internazionali. Immobiliare Soria.
i
nostri gettoni nel fondo anti-crisi
( da "Tirreno,
Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
possono
inizialmente contribuire i consiglieri comunali versando tutti i loro gettoni
di presenza, per una cifra annuale che si aggira intorno ai novemila euro. è la
proposta che fa alla stessa amministrazione comunale Luca Caverni, capogruppo
de "La Sinistra per San Miniato". «Molti lavoratori del comune di San
Miniato - afferma Caverni - sono preoccupati per il loro posto di lavoro.
La
Lazioservice dimezza i suoi consulenti Ma ora per pagarli si spende molto di
più ( da "Giornale.it, Il"
del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
non quello
della Regione) e che le consulenze sono state dimezzate: come vi spieghiamo
nelle righe che seguono, il taglio ha riguardato il numero dei consulenti, ma
non i soldi impiegati per pagarli, che invece sono aumentati. Infatti se si
conteggiano le risorse impegnate nel 2006, gli incarichi assegnati ammontano a
549mila euro.
Per
le amministrative di giugno in provincia di Chieti il Partito Democratico punta
su Di Giuseppan... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
dopo sole tre
ore di lavoro - è stata sospesa per mancanza di numero legale, per colpa delle
assenze di diversi rappresentanti della maggioranza. E' diventata quasi una
regola far mancare il numero legale, ma la seduta avviata, anche se
s'interrompe, costa alla collettività parecchi soldini per gettone di presenza
e altre spese.
PESCARA
- Per il segretario generale della Cisl Abruzzo, Maurizio Spina, ridurre i
costi della... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Questo è il
comune sentire dei cittadini, e questo chiedono i lavoratori e i pensionati
della Cisl alla classe politica abruzzese. Comprendiamo la necessità di evitare
facili populismi, come evidenziato dal governatore Chiodi e l'esigenza di fare
i necessari approfondimenti per interventi coerenti e condivisi come proposto
dal presidente del Consiglio Nazario Pagano,
I
sindaci veneti: a noi anche metà Iva
( da "Sole
24 Ore, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
al massimo
una razionalizzazione della spesa pubblica», ma «non è federalismo »; i
compromessi sono troppi, il decentramento scarso, e i costi standard
«inattuabili ». Il «movimento dei sindaci del Veneto» nei mesi scorsi aveva
catalizzato centinaia di amministratori settentrionali (di tutti i partiti,
tranne la Lega bloccata dall'ovvia ortodossia calderoliana)
Montervino
nella storia del Napoli ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
centrocampista
tarantino ha collezionato solo nove gettoni, stessa cosa quest'anno: 3 presenze
dall'inizio e sei da subentrato per un totale di 302 minuti. E il campionato
non è ancora finito. Reja, così come Donadoni adesso, sa che può contare su un
professionista serio. Contro la Reggina, ha fatto il suo compito lottando come
un leone in un momento in cui la partita lo richiedeva.
Il
saluto di Stankevicius Forza, vi aspetto in A
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Dopo i primi
sei mesi del
PESCA
IN ALTO MARE: IMPATTO MAGGIORE DI QUANTO SI PENSASSE, SECONDO GLI ESPERTI
( da "marketpress.info"
del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
SECONDO GLI
ESPERTI Le conseguenze della pesca commerciale sembrano estendersi molto più in
profondità di quanto ci si aspetterebbe. Secondo una nuova ricerca finanziata
dall´Ue, uno studio sul numero di pesci a largo della costa occidentale
dell´Irlanda rivela che persino le popolazioni di pesci che vivono a profondità
di 2.
<Gettone
di deliberazione e non di presenza>
( da "Sicilia,
La" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Gettone di
deliberazione e non di presenza» Il gettone non per la presenza in aula ma
legato alla produttività. Meglio il gettone di deliberazione che quello di
presenza. L'attuale regolamento del Consiglio comunale prevede che i
consiglieri municipali hanno diritto a percepire un gettone di presenza per
l'effettiva partecipazione alle sedute di consiglio comunale.
Camera
con vista e... squillo dominicanaAci Castello.
( da "Sicilia,
La" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Stasera
Consiglio sui gettoni di presenza e.b.) Si riunisce stasera il Consiglio
comunale in seduta straordinaria "per accelerare i tempi" sulle
modalità di assegnazione del gettone di presenza nelle sedute del Consiglio
comunale. Così ha deciso il presidente Sebastiano Romeo per chiudere una
vicenda, come ci ha dichiarato,
Approvati
importi gettoni presenza componenti Consulta di garanzia statutaria
( da "Sestopotere.com"
del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
secondo
gettone di presenza dell?importo lordo di 400 euro sarà corrisposto a tutti i
componenti presenti in tutte le altre sedute formalmente convocate dal
Presidente presso la sede della Consulta. Infine, un terzo gettone dell?importo
lordo di 400 euro sarà corrisposto in relazione ad attività preventivamente
autorizzate dal presidente e svolte presso la sede della Consulta nell?
E'
nato a Cuneo un nuovo movimento politico nazionale: Italia Attiva
( da "Sestopotere.com"
del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
in difesa
sempre dei più deboli, riaffermare il diritto al lavoro, combattendo la
precarietà, affrontare le nuove povertà e il disagio giovanile, esigere da
tutti il rispetto delle regole, rendere trasparente la gestione dello Stato,
praticare una politica dei valori e dei diritti contro quella dei privilegi ,
promuovere lo sviluppo di una sana economia di mercato,
Gonzaga,
gettoni comunali ridotti del 30% ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Sono le cifre
del bilancio di previsione 2009 del Comune presentato nei giorni scorsi in
consiglio e che prevede anche la riduzione - votata nell'ultima seduta di
consiglio comunale - la riduzione del 30 per cento dei gettoni di presenza dei
consiglieri e delle indennità della giunta.
Anziana
dona a Soragni 20 euro per i disoccupati
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
della giunta
comunale e della maggioranza in consiglio comunale di ridursi lo stipendio e
rinunciare ai gettoni di presenza per sostenere il provvedimento "Sos
Lavoro" (impiego di 30 neo-licenziati per lavori di manutenzione e
servizi) pur nell'indifferenza di altri primi cittadini e politici della zona,
trovato consensi anche fuori paese.
COSTI
POLITICA 1) ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
COSTI
POLITICA 1) COSTI POLITICA 1) Fava è confuso sulle Commissioni L'intervento
dell'onorevole Fava in merito alla composizione delle Commissioni del Consiglio
provinciale dimostra che è un consigliere piuttosto confuso. Non si è accorto
che da un anno l'allargamento delle Commissioni non è stato più applicato,
una
petizione: ridurre i costi della politica
( da "Centro,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Ridurre i
costi della politica» L'AQUILA. «Il nostro obiettivo è quello di ridurre le
indennità dei consiglieri». Il presidente del Consiglio regionale Nazario
Pagano spiega così l'idea della commissione di tecnici istituita per fare
chiarezza sulle spese affrontate dalla regione per pagare gli eletti
all'Emiciclo e i gruppi politici.
tagliamo
gli stipendi ( da "Centro, Il"
del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Petizione per
ridurre i costi della politica L'AQUILA. «Il nostro obiettivo è quello di
ridurre le indennità dei consiglieri». Il presidente del Consiglio regionale
Nazario Pagano spiega così l'idea della commissione di tecnici istituita per
fare chiarezza sulle spese affrontate dalla regione per pagare gli eletti
all'Emiciclo e i gruppi politici.
Lavanderie
a gettone: bucatoa soli 3,50 euro
( da "Secolo
XIX, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Il modello al
quale mi sono ispirato è quello delle lavanderie a gettone americane
accessibili a tutti - dice Lorenzo Mazza titolare di Wash Point in via
Servettaz - ho visto queste lavanderie ad Alessandria e ho deciso di aprirne
una in città ma per motivi di praticità ho deciso di escludere il gettone e
fare funzionare le macchine con la moneta corrente, l'euro.
NEO
- DEM Contrario a questo tipo di federalismo fiscale
( da "Italia
Oggi" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
della fiducia
nel diritto che deve sostituire la fiducia nella fiducia e gli altri aleatori
slogans che hanno dominato la fase del liberismo finanziario fautrice della
crisi economica attuale. In questa fase il pendolo torna ad oscillare più dalla
parte dello Stato nazionale unitario, regolatore dell'economia, che non verso
le suggestioni federaliste dei poteri pubblici esplosi.
Bojardi
e l'ictus: <Ciò che più pesa ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Franco è
sempre stato un ottimo amministratore delle cose altrui, si preoccupava di far
quadrare i bilanci. Ma in casa no» sorride. ALLA SIGNORA Anna viene spontaneo
il confronto coi manager di oggi: «Quando faceva l'assessore, il presidente
dell'ospedale, Franco aveva il gettone di presenza. Pensi a cosa prende adesso
un direttore generale».
di
MIKE SCULLIN <QUELLO che gli pesa di più è non poter scriver...
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Franco è
sempre stato un ottimo amministratore delle cose altrui, si preoccupava di far
quadrare i bilanci. Ma in casa no» sorride. ALLA SIGNORA Anna viene spontaneo
il confronto coi manager di oggi: «Quando faceva l'assessore, il presidente
dell'ospedale, Franco aveva il gettone di presenza. Pensi a cosa prende adesso
un direttore generale».
di
BENEDETTA SALSI PIÙ DI TRE MILIONI di euro sfumati per i chiostri di S...
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
E Italia
Nostra attacca il Comune: «C'è stata una malaccorta gestione del finanziamento
da parte dell'Assessore alla città storica Mimmo Spadoni», accusa Renzo
Campanini, avvocato e presidente della sezione reggiana dell'associazione. Ma
il sindaco Graziano Delrio non ci sta: «Si tratta di uno scandaloso taglio del
Governo.
<Ai
topi del Grinzane dico: abbiate un po' di dignità>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
se erano in
grado di prevedere arresti e inchieste non dovevano proprio accettare nulla. Lo
dicono la logica e l'etica». Soldi ne giravano molti, non solo per compensi e
gettoni. «Era un premio decisamente sontuoso, non c'è dubbio. Mi sono reso
conto che qualcosa andava storto il 14 febbraio, quando sono stato invitato da
Grinzane all'appuntamento ?
Nostalgia:
e ora... ( da "Giornale.it, Il"
del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
la tv in
bianco e nero, la gazzosa con la pallina di vetro, gli immangiabili bastoncini
di liquirizia, le interurbane con i gettoni telefonici. E invece no, invece è
l?eterna strategia della demonizzazione dell?avversario del momento, che non
solo fa sempre schifo ma è sempre peggiore del precedente.
Nostalgia
canaglia: e ora... ( da "Giornale.it, Il"
del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
la tv in
bianco e nero, la gazzosa con la pallina di vetro, gli immangiabili bastoncini
di liquirizia, le interurbane con i gettoni telefonici. E invece no, invece è l?eterna
strategia della demonizzazione dell?avversario del momento, che non solo fa
sempre schifo ma è sempre peggiore del precedente.
<Tagli
a cultura ed eventi per un fondo anticrisi>
( da "Varesenews"
del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
la rinuncia
dei consiglieri comunali al gettone di presenza alle sedute, la rinuncia di
parte dell?indennità da parte di sindaco e assessori, ridurre della metà il
contributo alle manifestazioni culturali, la riduzione di due terzi del
contributo alle associazioni, annullare le pubblicazioni di storia locale,
dimezzare il contributo al museo moto Frera,
Provincia,
vertice tra i consiglieri per decidere sulle maxicommissioni
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
un
adeguamento della composizione (e della dimensione) di tutti gli organismi
consiliari. Più di un capogruppo ha sollevato perplessità di fronte alla
prospettiva di gonfiare le commissioni (sarebbero formate dal 63% dei
consiglieri provinciali) e i costi per la collettività (il gettone di presenza
per ogni singolo componente è 90 euro lordi).
Bilanci
comunali, boom dei fondi anti-crisi
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
amministratori
come segno di condivisione. Vediamo alcune delle misure prese. Viadana. Da anni
i gettoni di presenza sono decurtati. Il sindaco Giovanni Pavesi percepisce
2mila e 72 euro al mese avendo rinunciato ad indennità per 2mila e 323 euro.
Quest'anno il Comune ha elevato la soglia di esenzione Irpef e della fascia
minima Isee (l'indicatore che fa scattare molte delle tariffe comunali)
COSTI
POLITICA ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
di evitare i
vostri comportamenti illegali costati ai contribuenti italiani 800.000 euro.
Fosse per me vi avrei fatto mozzare le dita per farvi togliere quel brutto
vizio. Se la responsabilità della crisi attuale è dei capitalisti troppo avidi
e dei loro sostenitori politici, perchè allora quei politici che si sentono di
essere onesti non cercano di fare qualcosa per bloccare l'
rinunciare
ai gettoni? sì ma non senza perplessità - giacomo pelfer
( da "Tirreno,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Secondo
Giacomo Sardelli, capogruppo di Forza Italia, rinunciare a tutti i gettoni di
presenza sarebbe eccessivo. «Finché si tratta di due o tre può anche andar bene
come fatto simbolico - spiega -, ma rinunciando a tutti i gettoni di un anno, o
addirittura di un intero mandato, ci si rimetterebbe anche di benzina.
firme
contro i costi della politica ( da "Centro, Il"
del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Dall'opposizione
arriva di nuovo la critica del capogruppo dell'Idv Carlo Costantini che accusa
la maggioranza di non voler affrontare la questione dei costi della politica:
«Mentre si chiede ai cittadini un impegno maggiore sui ticket qui nessuno fa un
passo indietro per rivedere le spese dell'Ente.
Gli
agenti blindano via Ganaceto ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
«Chissà
quanto costa ai contribuenti tutto questo cerimoniale», aggiunge un altro; «E
quello che intascano gli onorevoli nonostante la crisi?», replica un terzo. Il
passo è breve e in poco tempo da più parti si levano "peste e corna"
sui costi della politica.
salta
il voto sulla mare-monti ( da "Centro, Il"
del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
«Ho chiesto
di sapere il numero dei loro interventi, le presenze e tutte le volte che hanno
partecipato al consiglio solo per pochi minuti, il tempo per maturare il
gettone di presenza. Appena avrò questi dati li renderò pubblici e i cittadini
sapranno chi lavora e chi bivacca».
Elezione
diretta dei presidenti di circoscrizione e attribuzione agli stessi dello
status di consiglieri comunali ( da "Adige, L'"
del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
non
prevedendo il gettone di presenza per i presidenti i costi si dimezzerebbero).
Il vero laboratorio dovrebbe comunque essere la revisione dei regolamenti: Per
garantire tempi d'aula certi e definiti e per riconoscere alle Commissioni
comunali un ruolo di maggior peso, se non proprio deliberante, almeno
vincolante in qualche modo.
ricordi
( da "Tirreno,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Francesca
Picchi ANCHE A LIVORNO La casta resta intoccabile Qualche domenica fa
Manfellotto direttore de Il Tirreno prendendo spunto da La Casta di Rizzo e
Stella, mette il dito nella piaga. "A due anni dall'uscita del libro, sono
sempre tutti lì a godersi i privilegi piccoli e grandi.
DURISSIME
critiche all'amministrazione comunale, oggi al centrodestra come i...
( da "Nazione,
La (Viareggio)" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
e in alcuni
casi tiravano fuori i soldi di tasca propria?». «COSI si potrebbe dire dei
servizi vari prosegue Pucci del gas, dell'acqua quando all'Amag uomini come
Mario Raggiunti prendevano un piccolo gettone di presenza e le cose
funzionavano lo stesso, forse anche meglio. Potrei continuare, ma la verità è
che ormai si è creato un nuovo mestiere,
PESCARA
- Per la Cna abruzzese decenza vorrebbe che si tagliassero i costi della
politica»... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
decenza
vorrebbe che si tagliassero i costi della politica», gli stipendi, i privilegi,
le indennità di carica, che si eliminassero i vitalizi maturati dopo un pugno
di anni di contribuzione e che si incassano a partire dai 60 anni». Intanto il
presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano ha insediato il gruppo di
lavoro per studiare i tagli.
PESCARA
- Decenza vorrebbe , dice Franco Cambi presidente della Cna abruzzese. De...
( da "Messaggero,
Il (Abruzzo)" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
così come
recita la delibera «ad una puntuale analisi, valutazione e revisione della
legislazione vigente attinente il trattamento giuridico ed economico dei
consiglieri regionali e il costo per il funzionamento dei gruppi consiliari
allo scopo di pervenire alla formulazione di proposte normative per il riordino
della materia».
I
mille privilegi di un'Italia che non cambia
( da "Sole
24 Ore, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
parlare
dell'Italia dei Faraoni, delle «mille caste del potere pubblico che stanno
dissanguando l'Italia»,come spiega il documentatissimo libro che Aldo Forbice e
Giancarlo Mazzuca hanno dedicato non solo e non tanto ai costi della politica,
ma soprattutto agli intrecci di un sistema di potere che non è mai riuscito a
tagliare i fiumi degli sprechi del settore pubblico allargato.
Zaia:
la Lega presidia, ma siamo pochi ( da "Corriere del Veneto"
del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Visto che
parlano di costi della politica, adesso avremmo metà parlamentari in meno».
Però i soldi a Catania, Palermo, Roma e alla Campania li avete votati anche
voi... «Ma se il Nord votasse tutto per la Lega il problema non si porrebbe».
Questo per dire cosa ministro Zaia?
ridurre
i costi della politica boom di firme
( da "Centro,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Ridurre i
costi della politica» Boom di firme PESCARA. Ha mostrato lo scatto del
centometrista la petizione del Centro lanciata con la proposta di abbassare del
20% le indennità dei consiglieri regionali. Alle 23 di ieri, dopo appena 24 ore
dalla messa in rete, erano già 250 gli abruzzesi che avevano firmato con nome e
cognome l'appello (
l'aquila
s'arrende al colloredo e sciupa una buona occasione
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Rossi
(Bratti), Rizzo (Del Bianco), Giordani (Dal Bello), A. Rossi (Cavalluzzi),
Filipuzzi, D'Agnolo. All. Crovatto. COLLOREDO Stella, Squillace, Burelli,
Collini (Comello), Tomasino, Giraldo, Chiarvesio, Cecone, Cauzero, Teresani,
Bonanni. All. Mittoni. ARBITRO Giordano di Udine.
Istanbul,
Water Forum: l'Italia punta l'attenzione su tre temi
( da "Velino.it,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Il tema
centrale dell?iniziativa quest?anno è “Bridging divides for water” e l?Italia
vi partecipa ponendo l?attenzione su tre temi principali: il finanziamento
della risorsa acqua; la cultura dell'acqua e la gestione dei bacini idrici. Il
primo fronte è teso a instaurare una co-partecipazione degli attori pubblici e
privati sul tema,
Denuncia
di cinque consiglieri della terza municipalità
( da "Sicilia,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
è alcun
problema di risorse e di costi aggiuntivi. La legge regionale 22 del 2008, che
ha eliminato l'indennità mensile per ristabilire il criterio del gettone di
presenza, stabilisce un tetto al numero delle sedute per le quali un
consigliere circoscrizionale è pagato, tetto oltre il quale ogni ulteriore
impegno sarà a titolo gratuito.
Cammarata,
coordinamentodei giovani amministratori
( da "Sicilia,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Intascare il
gettone di presenza che adesso dovrà essere chiamato gettone di deliberazione è
un titolo di grande merito che da prestigio all'istituzione politica
empedoclina e che dovrebbe essere presa ad esempio da altri enti locali dove le
aule consiliari sembrano più club ricreativi.
Passa
il gettone di deliberazione ( da "Sicilia, La"
del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Passa il
gettone di deliberazione PORTO EMPEDOCLE. Tutti i consiglieri comunali verranno
pagati solo se lavoreranno Cammarata. (e.c.) - C'era anche il presidente del
Consiglio comunale Giuliano Traina a Taormina per il congresso nazionale dei
giovani amministratori aderenti all'Associazione nazionale dei Comuni italiani.
Ici
e Irpef in consiglio ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
del bilancio
di previsione 2009, del bilancio pluriennale e della relazione previsionale e
programmatica 2009-2011. Dopo la determinazione del gettone di presenza ai
Consiglieri comunali e ai componenti le Commissioni Comunali per il 2009, il
Consiglio approverà la convenzione tra i Comuni di Ariano Polesine e Corbola
per il travalicamento dei limiti territoriali,
Aviano
Più forte di un terribile infortunio. Giuseppe Ragozzino, per gli amici
semplicement... ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
coronando il
sogno di esordire tra i "grandi". Nel 2007-08 lo ingaggia la Pro,
dove gioca tuttora. È il più giovane della rosa giallorossa, con 22 gettoni di
presenza stagionali. Tifosissimo della Juventus (il suo idolo è Gigi Buffon),
diplomato geometra, frequenta il primo anno di Università alla facoltà
d'Ingegneria di Udine.
Sartor:
il modello veneto resiste ( da "Gazzettino, Il"
del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Va superato
il bicameralismo - divce Sartor - ridotto il numero dei parlamentari, istituito
il Senato delle Regioni. E vanno definiti i compiti dello Stato e quelli degli
enti territoriali «perché non ci siano sovrapposizioni che fanno aumentare i
costi della politica rallentandone l'azione».
La
denuncia di Ancisi (Lpr): "Super stipendi per manager del Consorzio di
Formazione" ( da "RomagnaOggi.it"
del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
i componenti
del consiglio di amministrazione percepivano esclusivamente un gettone di 72
euro per ogni presenza alle sedute del consiglio, che in genere erano una
decina l'anno - ha chiosato -. La legge sugli enti pubblici locali non
permetteva altro. La proposta avanzata è invece di un compenso mensile pari a
circa 600 euro netti per ciascuno,
BOLT
- Oltre 150 mila euro: a tanto ammonta il "gettone" di presenza di...
( da "Leggo"
del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Oltre 150
mila euro: a tanto ammonta il "gettone" di presenza di Usain Bolt,
che gli organizzatori della tappa parigina della Golden League pagheranno allo
sprinter gamaicano per assicurarsi la sua partecipazione, il 17 luglio
prossimo. TENNIS - Prosegue nel torneo di doppio l'avventura di Flavia Pennetta
a Indian Wells.
Il
confronto Baronio e Ciaramitaro, belli e incompiuti (
da "Giornale
di Brescia" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
reduce da
stagioni fatte più di panchina e tribuna che di campo, con la maglia del
Brescia ha già messo in fila 17 gettoni di presenza con un gol. e mezzo. Sì,
perché a quella di Modena (in ribattuta su rigore che lui stesso aveva tirato e
Frezzolini respinto) ci sarebbe da aggiungere la rete segnata direttamente su
calcio d'angolo all'Ancona,
così
sceglievamo i vincitori - björn larsson
( da "Repubblica,
La" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ai quali era
invitato un numero impressionante di giornalisti, scrittori, editori, politici
e sponsor. Complessivamente, il "lavoro" di giurato mi ha occupato in
media un intero mese l´anno, per il quale ricevevo un "gettone di presenza"
dell´ordine di 1.600 euro, che dovevo naturalmente accludere alla dichiarazione
dei redditi.
prostitute
per il politico: di tommaso prosciolto per la frode e la corruzione
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
illecito
finanziamento ai partiti e frode fiscale inizialmente mosse nei confronti di
Riccardo Di Tommaso, proprietario della linea d'abbigliamento Bernardi in tutto
il mondo. La decisione è arrivata dal Giudice per le indagini preliminari del
tribunale di Trieste Enzo Truncellito, che ha condiviso la richiesta avanzata
dal sostituto procuratore Raffaele Tito.
<Libertà
è giustizia sociale> ( da "Adige, L'"
del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
lavoratori
disoccupati e cassintegrati potrebbero essere impiegati in funzioni di natura
civica come la presenza nei parchi e in prossimità delle scuole. Costi della
politica . Per ridurli si propone la riduzione del gettone per le riunioni inferiori
alle due ore, l'allungamento delle sedute del Consiglio (per trattare più
delibere e fare meno convocazioni) e la modifica del regolamento.
comitati
inps da salvare ( da "Nuova Sardegna, La"
del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
rappresentanti
dei datori di lavoro e dei lavoratori del Nuorese, dell'Ogliastra, della
Baronia e del Marghine vanno avanti a titolo di volontariato, senza gettone di
presenza, peraltro ridotto a 27 euro». Il parlamentare chiede pertanto se la
norma che prevede la razionalizzazione delle spese per i comitati provinciali,
ivi compresa la parte riguardanti gli emolumenti dei singoli componenti,
stipendi
ed enti, ecco il piano dei tagli ( da "Centro, Il"
del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
non si sta
affatto tirando indietro, di fronte al problema dei costi della politica e i
tagli di enti regionali. Per Pagano il Consiglio sta lavorando per approvare la
riforma delle indennità dei politici, dei loro vitalizi e dei costi dei Gruppi
consiliari. Pagano ci tiene anche a chiarire un altro concetto.
petizione,
pioggia di firme ( da "Centro, Il"
del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
gettoni di
presenza alcune potrebbero anche essere unificate». Scorrendo i firmatari della
petizione compare anche Carla Tiboni, avvocato di Pescara esponente della
Commissione pari opportunità. «In campagna elettorale, per le politiche e per
le regionali, centrodestra e centrosinistra hanno annunciato una revisione e
riduzione dei compensi sia per i parlamentari che per i consiglieri
barricate
per l'ospedale ( da "Centro, Il"
del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
comprese le
indennità e i gettoni di presenza, fino a 13-14 mila euro. Sarebbero bei
soldini», osserva il sindacalista, «che risanerebbero il bilancio della
struttura sanitaria. E poi», prosegue il sindacalista, «c'è sempre la
possibilità di ridurre le convenzioni con i privati, che in definitiva
guadagnano sulla Sanità.
La
struttura ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
articolo 21 si
considerano le diverse tipologie di lavoro: professioni indipendenti, lavoro
subordinato, compensie gettoni di presenza, artistie sportivi, pensioni,
funzioni pubbliche, professorie insegnanti, studentie apprendisti L'articolo 22
include gli altri redditi «qualunque sia la provenienza che non sono stati
considerati negli articoli precedenti» Gli ultimi articoli (
FABRIANO
- Sul fondo di solidarietà proposto dalla sinistra fabrianese ci vogliamo
vedere... ( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
essere
chiamato a offrire parte del suo gettone di presenza al fondo di solidarietà
comunale. Questo il senso del mio ordine del giorno depositato martedì. Non è
assistenzialismo, ma un investimento. Un investimento sulla vera coesione
sociale della città, una prevenzione delle asimmetrie delle opportunità per le
fragilità, una prevenzione di ciò che può determinare la disperazione»
<A
causa di una gestione malaccorta del finanziamento da parte dell'assessore
Spadoni, i C... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
per la
perdita dei tre milioni di euro, finanziati sulla Legge 662/1992 (gioco del
Lotto) con due decreti risalenti al 2001. Il sindaco pare ignorare che il
decreto ministeriale di revoca, del 20 settembre 2008, era un atto dovuto sulla
base della Finanziaria 2008 e, ancora prima, della Finanziaria 2007 entrambe
approvate nella precedente legislatura perché nei termini previsti "
IL
CONSIGLIO di amministrazione del neo-privatizzato Consor...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
«Prima
percepivano esclusivamente un gettone di 72 euro per ogni presenza alle sedute
del consiglio, che in genere erano una decina l'anno. La legge sugli enti
pubblici locali non permetteva altro. La proposta avanzata è invece di un
compenso mensile pari a circa 600 euro netti per ciascuno» dei due consiglieri.
<Tagli
ai gettoni dei Consiglieri> ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Tagli ai
gettoni dei Consiglieri» POLITICA COMUNALE FABRIANO DECURTARSI il gettone di
presenza e devolverlo in parte al fondo di solidarietà inserito nel bilancio di
previsione del Comune. E' la proposta di Marco Ottaviani (della minoranza) per
chiedere ai consiglieri di partecipare all'iniziativa dell'amministrazione
comunale "con i fatti e non solo con le parole"
Sprechi
Gettoni, rimborsi auto e bonus: i <parlamentini> prosciugano il Comune Ci
sono consiglieri che intascano mille euro al mese soltanto per gli spostamenti
da casa In zona tre ( da "Giornale.it, Il"
del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
costa più di
un milione di Redazione L'attività politica dei «parlamentini» prosciuga le
casse di Palazzo Marino. Proprio così, perché nel conteggio economico delle
attività di ciascun commissario, oltre ai gettoni di presenza (50 euro a
convocazione), si aggiungono anche una serie di voci che il Comune, a fine mese,
somma ai 500 euro lordi che spettano di diritto ad ogni politico.
Zona
3, rimborsi d'oro per i viaggi in auto
( da "Giornale.it,
Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Oltre al
denaro per i gettoni presenza, (50 euro per un tetto massimo di 11 presenze)
per ogni seduta del parlamentino di zona, dalle casse di palazzo Marino
fuoriescono anche i soldi per i rimborsi spesa da erogare alle aziende.
Essendo, nella maggior parte dei casi, i politici di zona anche dipendenti
pubblici e privati,
Suffia,
Secci e Marcocciil ritorno dei bomber
( da "Secolo
XIX, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Rizzo),
Costa, Durante (1' st Cagnacci), Alberti, D. Parodi (35' st Accusani), Bozzano,
Bejko, Pucci, Fasoli; a disp. G. Rizzo, Lottero, De Gregori. all. Masala
Arbitro: Mirri di Savona 20/03/2009 celle0 cengio1 MARCOCCI 42' PT celle:
Cusimano, Bellotto, Dondo (15' st Pellizzari), Oliveri, Vallarino, Marabotti,
<Carrozzoni
da 1 milione di euro> ( da "Giornale.it, Il"
del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
del tutto
inutili dal punto di vista amministrativo perché il loro parere è solo
consultivo - conclude Prini - e con spese davvero considerevoli. Tra spese
generali, stipendi ai presidenti, agli impiegati e i gettoni di presenza, ogni
consiglio costa più di un milione di euro all'anno». © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
Lauree,
20% di tagli , gli Atenei a dieta
( da "Metronews"
del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
di Napoli
dove il rapporto tra professori e altro personale è di
Ottaviani:
"Servizi gratuiti ai cassintegrati"
( da "Corriere
Adriatico" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
rinunce e
ogni conigliere comunale deve essere chiamato ad offrire parte del suo gettone
di presenza al fondo di solidarietà comunale. Non è assistenzialismo, ma un
investimento. Già, proprio così. Un investimento sulla vera coesione sociale
della città. Una prevenzione delle asimmetrie delle opportunità per le
fragilità, una prevenzione di ciò che può determinare la disperazione".
Favara,
guasto alla condottal'acqua arriva ogni 10 giorni
( da "Sicilia,
La" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
gettone di
presenza in gettone di deliberazione e dopo avere ridotto il gettone per i
componenti della Commissione edilizia, qualcosa è andato diversamente. E' stato
deliberato, questa volta a maggioranza, col voto contrario di sei consiglieri,
il riconoscimento del gettone di presenza per il vice presidente del Consiglio
comunale che entra a far parte della conferenza dei capigruppo,
<C'è
un gettone di troppo> ( da "Sicilia, La"
del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
«C'è un
gettone di troppo» PORTO EMPEDOCLE. Vicepresidente del Consiglio in Commissione
capigruppo. Pagato Favara. Turni di distribuzione idrica di 10 giorni in paese
dove sono ritornate a circolare le autobotti per rifornire le cisterne,
soprattutto dei condomini più affollati.
( da "Stampa, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
CITTA'.NUOVA BUFERA
INVESTE PALAZZO OROPA Salta il Consiglio comunale mattutino [FIRMA]MAURIZIO
ALFISI BIELLA Il Consiglio comunale, ieri era stato convocato per le 9: si
doveva discutere per tutta la giornata una raffina di mozioni e interrogazioni
accumulatesi nel corso di un anno. Ma alle
( da "Stampa, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
GAGLIANICO. DOMENICA
L'INAUGURAZIONE Il centro sportivo cambia look e apre a volley e hockey su
prato Il Centro sportivo «Miller Rava» di Gaglianico si fa bello e offre ai
giovani anche una piattaforma per diversi tipi di attività, che vanno dalla
pallavolo all'hockey su prato. L'opera di restyling è
costata 300 mila euro, finanziati in parte dal comune e in parte attraverso le
agevolazioni del credito sportivo. E domenica, finalmente, tutta la comunità
potrà vedere il risultato ottenuto. «L'impianto sportivo era stato realizzato
agli inizi degli anni Ottanta - spiega il sindaco Paolo Maggia -, e da allora
non è più stato toccato. Occorreva quindi una profonda ristrutturazione
per sistemare le piste, che erano state deteriorate dagli eventi atmosferici.
Così abbiamo deciso di rimetterlo a nuovo e ne abbiamo approfittato per dare
qualcosa in più ai nostri ragazzi». E' nata quindi la piattaforma centrale, con
la base in erba sintetica, che permette di praticare diverse attività. A questa
è stato aggiunto anche un anello per il roller. «Ce l'hanno richiesto tanti
ragazzini - continua il primo cittadino -. Il centro, dopo l'inaugurazione,
sarà aperto tutti i giorni e per tutti. Potrà essere utilizzato dalle
associazioni quanto dai privati. Questo nell'ottica nella nostra politica sociale». Il taglio del nastro avverrà domenica, a
partire dalle 14, con una cerimonia che prevede l'accensione di un braciere,
come avviene alle Olimpiadi. Dopo i discorsi di rito, i giovani di Volley School,
Us Gaglianico Calcio e Atletica Gaglianico, arrivati da tre punti diversi del
paese, animeranno le competizioni, che termineranno con una merenda offerta
dagli alpini.
( da "Stampa, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Retroscena Oltre la
cultura una holding immobiliare E spunta l'ombra delle tangenti M. NUMA, N.
ZANCAN TORINO Quanti hanno mangiato alla tavola imbandita dal professor
Giuliano Soria? Tangenti. Questo è il sospetto degli investigatori, l'obiettivo
dichiarato della seconda fase delle indagini. Mazzette per pagarsi l'impunità,
eludere controlli, ottenere tutti i permessi necessari per continuare ad
edificare un impero. Il suo. Certo: cene, viaggi, favori,
regali costosi, inviti, gettoni di presenza. Ma anche denaro, forse. Fuori dal controllo. Per ungere, tenere
nascosto. Sembrava l'indagine su un premio letterario malato di gigantismo, sta
diventando la scoperta di un'impresa edile con ramificazioni internazionali.
Immobiliare Soria. Intestati, solo a suo nome, diciotto fabbricati,
sette a Torino, nove nell'astigiano, più sette terreni: vigne, boschi, prati.
Non male per il professore universitario, figlio della panettiera e del fabbro
del paese: 204.082 euro di reddito imponibile dichiarato nel 2006, di cui
66.669 euro da lavoratore dipendente. Ma quello che adesso sta catalizzando
l'attenzione degli agenti del nucleo di polizia tributaria della Finanza è la
misteriosa rete di società correlate al Premio. Da anni gestiscono ristrutturazioni
faraoniche e progetti senza fondo. Il Castello di Costigliole d'Asti: 7 milioni
di euro già versati dal Ministero dei Beni culturali, più un altro lotto da 5
milioni e 200 mila euro per la realizzazione del Museo nazionale del Sud
Piemonte (sale espositive, book shop, laboratori, centro multimediale, «luogo
di location per il cinema», suite, camere per personalità e artisti). La
costruzione del «Relais Grinzane», nel borgo Antico di Costigliole, previsione
di spesa di un 1 milione e 141 mila euro. Un iter burocratico lampo, gestito
dal manager Carmelo Pezzino, indagato per concorso in malversazione ed
amministratore della società le «Terre del Fré» (le terre del fabbro, in onore
del padre di Soria). E ancora: il restauro e il recupero della Chiesa della
Confraternita della Misericordia, un altro milione. Poi, entro il 2015, un
progetto da 4 milioni per i giardini del Castello. Totale: 18 milioni e 341
euro catalizzati e ridistribuiti dal Premio Grinzane Cavour. Questo l'impegno,
almeno sulla carta, dal
( da "Tirreno, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 6 - Empoli «I
nostri gettoni nel fondo anti-crisi» La proposta di
Luca Caverni, capogruppo de "La Sinistra per San Miniato" SAN
MINIATO. Un fondo economico a disposizione di coloro che hanno perso il posto
di lavoro o sono in cassa integrazione e alla cui "alimentazione" possono inizialmente contribuire i consiglieri comunali versando
tutti i loro gettoni di presenza, per una cifra annuale che si aggira intorno ai novemila euro. è
la proposta che fa alla stessa amministrazione comunale Luca Caverni,
capogruppo de "La Sinistra per San Miniato". «Molti lavoratori del
comune di San Miniato - afferma Caverni - sono preoccupati per il loro posto di
lavoro. C'è chi lo ha già perso, chi è in cassa integrazione, chi in
ferie a rotazione. E tutto lascia presagire che la situazione si aggraverà nei
prossimi mesi. La Provincia di Pisa, durante la riunione del comitato d'area
del distretto industriale del cuoio, tenutasi il 10 marzo, ha presentato delle
misure speciali per supportare il sistema economico e sociale del nostro
territorio. L'auspicio è certamente che gli interventi previsti aiutino a
contenere la crisi, certo è che contemporaneamente si dovrà vigilare che
qualcuno non approfitti della situazione per licenziare parte dei dipendenti,
per sostituirli con personale precario e magari interinale. Sono in aumento le
famiglie in difficoltà e c'è bisogno che l'amministrazione comunale faccia
sentire loro la sua presenza e il suo sostegno. Spero
che il sindaco, nel silenzio del palazzo comunale, stia studiando gli
interventi da mettere in atto, perché un ulteriore ritardo sarebbe segno di un
allarmante smarrimento, o di una colpevole indifferenza, e per questo gli
chiedo di farsi partecipe delle difficoltà in cui si trovano o si troveranno in
special modo le famiglie di coloro che non saranno sufficientemente supportati
dagli ordinari ammortizzatori sociali». Caverni propone che venga aperto uno
sportello comunale i cui addetti, con poteri operativi, accolgano le istanze di
quanti trovano difficoltà a pagare mutuo, affitto, bollette, ecc., supportandoli
direttamente con un fondo appositamente istituito, e indirettamente, ma
ufficialmente, facendo da intermediari con istituti di credito e società di
servizi, gran parte delle quali sono compartecipate dal Comune, per trattare
sospensioni o dilazioni dei pagamenti. Il fondo istituito potrebbe essere
alimentato variamente: prima di tutto con l'esempio dei consiglieri comunali, i
quali potrebbero donare tutti i loro gettoni di presenza,
poi si potrebbe portare l'addizionale Irpef per i redditi superiori ai 60mila
euro dallo 0,6 allo 0,7 con un introito fino a 40.000 euro».
( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
n. 65 del 2009-03-17
pagina 1 La Lazioservice dimezza i suoi consulenti Ma
ora per pagarli si spende molto di più di Antonella Aldrighetti Dal 2006 al
2008 gli incarichi affidati dalla Spa agli esterni sono passati da
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Martedì 17 Marzo
2009 Chiudi Per le amministrative di giugno in provincia di Chieti il Partito
Democratico punta su Di Giuseppantonio candidato presidente. «Sì alla
candidatura di Enrico Di Giuseppantonio, l'era dell'autosufficienza è finita,
bisogna creare una nuova opinione riformista» - ha detto il capogruppo del Pd
al Comune di Chieti Tiziano Viani. Secondo Viani «i provvedimenti contro la
crisi che il Governo ha messo in campo tardivamente o hanno poca efficacia o
non hanno copertura finanziaria vedi federalismo fiscale e hanno gettato in un
pantano senza uscita l'azione dell'Esecutivo guidato da Berlusconi. È in questa
prospettiva - prosegue Viani - che bisogna costruire una Casa Comune dei
Riformisti che superi l'era dell'autosufficienza promossa dal Pd di Veltroni il
quale a mio giudizio deve tornare a dialogare con i vecchi compagni di strada
ma anche con nuovi interlocutori, in primis l'Udc». «La candidatura di Enrico
Di Giuseppantonio con il Centro Sinistra alle prossime consultazioni
amministrative provinciali può essere il viatico giusto per costruire una fase
nuova», ha chiuso Viani. Ieri Consiglio comunale. Stop al degrado e
all'abbandono di piazza Garibaldi, una delle più antiche della città. Sindaco e
Giunta municipale dovranno assumere urgenti provvedimenti al fine di dare
sistemazione, decoro e dignità alla piazza (i bagni pubblici degni di tal nome
costituiscono una priorità) e «far sentire l'azione amministrativa vicina ai
bisogni dei cittadini e dei titolari di esercizi pubblici», dice Enrico Bucci,
capogruppo misto. L'impegno a dare una risistemata alla piazza da parte della
Giunta viene dal consiglio comunale che ieri a maggioranza ha approvato un
ordine del giorno presentato, appunto, da Bucci, sollecito a raccogliere le
proteste dei residenti e dei titolari di esercizi pubblici che più volte hanno
segnalato a Palazzo d'Achille le mancanze, ma senza ottenere riscontri. Come
spesso è accaduto in passato, anche ieri la seduta consiliare - dopo sole tre ore di lavoro - è stata sospesa per mancanza di
numero legale, per colpa delle assenze di diversi rappresentanti della
maggioranza. E' diventata quasi una regola far mancare il numero legale, ma la
seduta avviata, anche se s'interrompe, costa alla collettività parecchi soldini
per gettone di presenza e
altre spese. Si riprenderà, come da programma, oggi pomeriggio, alle 15,
salvo il bis di assenteismo.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Martedì 17 Marzo
2009 Chiudi PESCARA - Per il segretario generale della Cisl Abruzzo, Maurizio
Spina, «ridurre i costi della politica è un atto di
responsabilità verso la comunità regionale. Un atto di condivisione verso la
società civile per le difficoltà che è chiamata ad affrontare. Non risolve i
problemi che abbiamo, ma fa crescere la fiducia, un valore importantissimo in
questa fase ed un investimento utile per la stessa classe politica
regionale. La decisione condivisa dall'intero Consiglio regionale di procedere,
in 180 giorni, alla riorganizzazione degli enti strumentali e delle società
regionali, è certamente un atto che si muove nella giusta direzione. Ma essere
tra i primi posti nel Paese per le indennità percepite dai consiglieri
regionali è un primato che non possiamo permetterci e che richiede una capacità
di risposta credibile e tempestiva. Questo è il comune
sentire dei cittadini, e questo chiedono i lavoratori e i pensionati della Cisl
alla classe politica
abruzzese. Comprendiamo la necessità di evitare facili populismi, come
evidenziato dal governatore Chiodi e l'esigenza di fare i necessari
approfondimenti per interventi coerenti e condivisi come proposto dal
presidente del Consiglio Nazario Pagano, ma ciò non impedisce di
approvare nel prossimo Consiglio regionale una decisione che definendo
obiettivi e tempi, porti atti immediatamente operativi». Ma il presidente
Chiodi non la pensa così. L'annunciato taglio ai costi della politica
ha subito una netta sterzata: due giorni fa il presidente ha detto che non
servirebbe a molto e che, piuttosto, parlare e scrivere di queste cose
«danneggia l'istituzione e accresce la disaffezione del cittadino». Senza
contare che la disaffezione del cittadino è indotta proprio da quelle cifre, da
una Regione che impone sempre nuove tasse come il raddoppio dei ticket, che ha
le casse vuote e il bilancio a rischio bancarotta, e che paga alla propria
classe politica le cifre più alte d'Italia. Basterebbe
il buon esempio e invece no. Basta che non si sappia, secondo Chiodi. Intanto
la presidenza del Consiglio regionale conta di nominare una commissione che
dovrà studiare i tagli agli stipendi. Si parla del 10 per cento di indennità
che rappresentano esattamente il doppio di quello di altre regioni con bilanci
sanissimi. E di alzare a 65 anni l'età minima per percepire l'assegno di
pensione.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-03-17 - pag: 16 autore: Il rilancio dopo
la richiesta del 20% dell'Irpef: troppi compromessi, decentramento scarso I
sindaci veneti: a noi anche metà Iva Gianni Trovati MILANO Il Ddl Calderoli è «al massimo una razionalizzazione della spesa pubblica», ma «non è
federalismo »; i compromessi sono troppi, il decentramento scarso, e i costi
standard «inattuabili ». Il «movimento dei sindaci del Veneto» nei mesi scorsi
aveva catalizzato centinaia di amministratori settentrionali (di tutti i partiti, tranne la Lega bloccata
dall'ovvia ortodossia calderoliana) intorno alla parola d'ordine del 20%
dell'Irpef ai territori. E mentre a Roma la de-lega governativa tesse gli
accordi per evitare sorprese, torna alla carica trasformando il motto del 20%
in una sfilza di emendamenti al Ddl per far rimanere sul territorio metà
dell'Iva e un quinto dell'Irpef. Ne viene fuori un meccanismo a forte trazione
nordista, che nel fiume di tabelle mostra però anche una cifra preoccupante:
per non far saltare il banco, la proposta offre alle Regioni con il fisco più
povero una perequazione basata sulla spesa storica (e non sui costi standard),
e gira gran parte del costo allo Stato: 14,2 miliardi di euro che andrebbero
trovati nel bilancio centrale agendo di lima sulle spese attuali. L'obiezione è
pesante, e la stessa analisi tecnica affidata all'ufficio studi del Consiglio
nazionale dei dottori commercialisti, che pure parla di «proposta apprezzabile»,
la rileva come «una criticità non di poco conto ». Ma i veneti sono pronti a
rimandare la palla nel campo del Governo. «Il Ddl Calderoli – argomenta Antonio
Guadagnini, il portavoce del movimento che l'anno scorso ha raccolto l'adesione
di 450 (su 590) sindaci veneti e si è poi esteso alle Regioni vicine e ad
alcune categorie economiche – per risparmiare punta su un meccanismo di costi
standard insostenibile per molte Regioni del Mezzogiorno. Per essere reale, il
sistema deve essere anche applicabile». Nel nome del «federalismo vero», la
proposta veneta presentata ieri a Padova agli operatori economici e ai
professionisti della Regione cambia la prospettiva e punta tutto sulla
«capacità fiscale» locale, cioè sul gettito prodotto in ogni Regione e Comune. La
spesa da coprire è quella media nazionale " storica", che (in base ai
dati tratti bilanci pubblici 2005 e 2006) è di 3.794 euro pro capite (3.009
nelle Regioni e 785 nei Comuni). Sul territorio "di nascita", prima
di tutto, oltre ai tributi propri già esistenti deve restare il 50% dell'Iva e
un'aliquota Irpef standard, uguale per tutti e calcolata per coprire il
rapporto medio nazionale tra fabbisogno ulteriore di spesa (cioè quella parte
di uscite non finanziata dai tributi propri e dall'Iva)e gettito Irpef
regionale e locale. In questo modo, secondo i dati storici (tratti dai bilanci
pubblici 2005 e 2006) alle Regioni andrebbe un'aliquota del 12,6%, e ai Comuni
il 5,79%. Nelle Regioni più povere, però, l'obiettivo dei 3.794 euro è ancora
lontano. Le risorse per finanziare il 90% di questa differenza dovrebbero
arrivare dal fondo perequativo, finanziato in parte dalle Regioni e in parte
dallo Stato. Risultato: la Lombardia avrebbe 9,5 miliardi in più (994 euro pro
capite), il Veneto si arricchirebbe di 3,7 miliardi (
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1SPORT - data: 2009-03-17 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Il personaggio Montervino nella storia del Napoli NAPOLI
- Si allena, lotta e suda la maglia. Come pochi. Tutti lo hanno relegato a
margine di una rosa che adesso sembra inadeguata per infortuni e squalifiche.
Ma lui è rinato, non manca mai e il suo spazio se lo ritaglia sempre. Francesco
Montervino, 31 anni a maggio, è il capitano tanto silenzioso (non ha mai fatto
una polemica) quanto prezioso per dare la carica ai compagni di spogliatoio. E'
nato con l'avventura del Napoli Soccer e finora ha collezionato ben 143
presenze con la maglia azzurra, affiancando nella storia del Napoli un mito
come Dino Zoff. Gli basterà collezionare un'altra presenza
per raggiungere Carmignani ed entrare nella speciale classifica della storia
del Napoli. L'anno scorso, nella prima stagione In serie A, il centrocampista tarantino ha collezionato solo nove gettoni, stessa cosa quest'anno: 3
presenze dall'inizio e sei da subentrato per un totale di 302 minuti. E il
campionato non è ancora finito. Reja, così come Donadoni adesso, sa che può
contare su un professionista serio. Contro la Reggina, ha fatto il suo compito
lottando come un leone in un momento in cui la partita lo richiedeva.
Senza polemiche, tanti sorrisi e il sogno azzurro che continua. E il Napoli per
sempre nel cuore. Un cuore da capitano. Donato Martucci
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
LA VISITA. IL JOLLY
LITUANO, ORA ALLA SAMPDORIA, È PASSATO NEL RITIRO DI COCCAGLIO A DARE LA CARICA
AL BRESCIA Il saluto di Stankevicius «Forza, vi aspetto in A» Nedo Sonetti ha
caricato a dovere il Brescia, ma a fine allenamento riceve un aiuto inatteso.
Un aiuto lituano: «In questi mesi - racconta Marius Stankevicius, jeans
all'ultima moda e felpa da brividi - fra campionato e coppe, tornare a casa
mia, a Iseo, è stato un evento più che eccezionale. Giuro che stavo sclerando.
Questa settimana però ce l'ho fatta. Sono felice. Ma non potevo tornare a Iseo
senza fare un salto a Coccaglio. Contro il Modena il Brescia gioca una partita
che vale molto. Mi spiace non esserci, devo tornare a Genova. Ma sono sicuro che
il Brescia vincerà, anche se il Modena ultimamente non va niente male». Non si
si trattasse di Stankevicius, si penserebbe alle solite frasi di circostanza.
Sbagliato. Perchè l'uomo bionico della Lituania, parla come gioca.
Schiettamente. Senza fronzoli e senza riuscire, nemmeno se glielo ordinasse il
dottore, a lasciarsi scappare la più innocente delle bugie. E poi Iseo, passato
un invernaccio da dimenticare, sta mettendo il vestito della primavera. Ma
Nervi...«Gran bel posto. Ci sto bene - ammette Stankevicius - ma il mio posto
ideale è sempre Iseo. E poi te la raccomando Genova. Stupenda città. Niente da
dire, basta lasciare l'auto a casa. Motorini che ti sfrecciano a destra, a
sinistra. Non sai mai da che parte vengono. Più stressante il traffico della
partita». E VIVERE con Cassano non aiuta a stendere i nervi: «In campo è un
campione - racconta Stankevicius -. Un fuoriclasse. Quelli come lui si contano
sulle dita di una mano. Ma fuori...diciamo che è molto imprevedibile, anche se
ultimamente si è un po' calmato». Magari una bella fetta di merito va alla
fidanzata: «Può darsi - ammette il lituano - certo che non è mai facile capire
quando scherza e quando fa sul serio. Ma non scherza mai in partita. Cassano e
Pazzini formano una coppia eccezionale». Ma serve anche il lavoro senza
lustrini, ma tanto utile alla squadra. Talmente utile che a gennaio il Torino
avrebbe fatto carte false per convincere la Samp: «Effettivamente il Toro mi
voleva - ammette Stankevicius -. Ma io non avevo per niente voglia di andarmene
da Genova. Ho chiesto alla società che intenzioni avesse. Non aveva intenzione
di cedermi e mi ha fatto molto piacere». Stankevicius è nella storia
biancazzurra. Arrivato nell'estate 2002 dall'Ekranas, ha debuttato in serie A
il 3 marzo
( da "marketpress.info" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Martedì 17 Marzo
2009 PESCA IN ALTO MARE: IMPATTO MAGGIORE DI QUANTO SI PENSASSE, SECONDO GLI ESPERTI Le conseguenze della pesca commerciale
sembrano estendersi molto più in profondità di quanto ci si aspetterebbe.
Secondo una nuova ricerca finanziata dall´Ue, uno studio sul numero di pesci a
largo della costa occidentale dell´Irlanda rivela che persino le popolazioni di
pesci che vivono a profondità di 2.
( da "Sicilia, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Mozione del
capogruppo Udc al Comune «Gettone di deliberazione e non di
presenza» Il gettone non
per la presenza in aula ma
legato alla produttività. Meglio il gettone di deliberazione che quello di presenza. L'attuale regolamento del
Consiglio comunale prevede che i consiglieri municipali hanno diritto a
percepire un gettone di presenza per l'effettiva partecipazione alle sedute di consiglio
comunale. Ma non è un mistero che in questo Consiglio comunale (ma anche
in quelli che lo hanno preceduto) siano frequenti i casi di consiglieri
presenti in apertura di seduta e assenti nel resto dei lavori , soprattutto
quando c'è da votare. O anche di consiglieri che, dopo aver fatto segnare la presenza e "salvato il gettone" poi si allontanano
dall'aula facendo venire meno il numero legale per potere deliberare i punti
all'ordine del giorno, causando di fatto un immobilismo dei lavori d'aula e un
spreco di denaro pubblico. Questo malcostume è evidenziato in una mozione
presentata dal capogruppo Udc, Enzo Cirignotta. Convinto che il ruolo del
consigliere comunale non possa ridursi alla mera percezione del gettone di presenza, ma alla partecipazione attiva alle sedute di
Consiglio comunale in coerenza al mandato elettorale ricevuto dai concittadini,
Cirignotta propone di modificare il regolamento del Consiglio comunale,
prevedendo il gettone di presenza solo per il
consigliere comunale che sta in aula e partecipa al voto. In sostanza, si
tratta della trasformazione del gettone di presenza in
"gettone di deliberazione". Lo ha già fatto il Comune di Porto
Empedocle. «Credo che il Consiglio comunale -ha detto Enzo Cirignotta - debba
dare un segnale forte alla città e alla politica, intraprendendo un serio
percorso di moralizzazione dei lavori del Consiglio comunale, il quale è
chiamato a dare delle risposte concrete ai tanti problemi della nostra città».
Con la mozione, il capogruppo Udc propone al Consiglio di deliberare in ordine
alla modifica del regolamento, prevedendo che «avrà diritto alla percezione del
gettone di presenza solo il consigliere comunale che
sta in aula e partecipa al voto. Si può poi stabilire insieme quante votazioni
sono utili per avere il gettone - conclude Cirignotta -, le eccezioni da
prevedere, ma è importante rompere questo sistema di sedute improduttive che si
chiudono quasi sempre con la mancanza del numero legale». M.C.G.
( da "Sicilia, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Camera con vista
e... squillo dominicanaAci Castello. La ragazza «operava» in via Marconi:
arrestato lo sfruttatore, un colombiano, e denunciato il complice ACI CASTELLO.
Stasera Consiglio sui gettoni di
presenza e.b.) Si riunisce stasera il Consiglio
comunale in seduta straordinaria "per accelerare i tempi" sulle
modalità di assegnazione del gettone di presenza nelle sedute del Consiglio comunale. Così ha deciso il
presidente Sebastiano Romeo per chiudere una vicenda, come ci ha dichiarato,
che sta andando tanto per le lunghe, nonostante il Consiglio abbia rinviato la
seduta, come abbiamo già scritto, al 25 marzo. Basta solo la presenza
al momento dell'appello anche se poi si va via o si può ugualmente andar via
motivando però tale allontanamento dall'aula? A queste ipotesi sulla richiesta
dell'assessorato regionale se n'era aggiunta un'altra ("bisogna essere
presenti al momento dell'appello e partecipare per tutta la seduta") sulla
premessa, giudicata assurda "che i consiglieri si determinino con una loro
votazione le modalità di percepire il gettone di presenza".
aci castello. Rappresentazione rinviata La rappresentazione teatrale "La
Fortuna con la F maiuscola" a cura della Compagnia Teatro Ambrosiana
Cineamatori di Aci S. Antonio, programmata nell'ambito della Rassegna teatrale
organizzata dall'Amministrazione Comunale di Aci Castello non avrà luogo oggi
come precedentemente comunicato. Successivamente sarà resa nota la nuova data
in cui l'opera sarà rappresentata. SAN PIETRO CLARENZA. Adesioni alle attività
motorie fr.an.) Saranno accettate entro il prossimo 24 marzo le adesioni alle
attività motorie promosse dall'amministrazione comunale. Si tratta di yoga,
ginnastica a corpo libero e di danza, in particolare di balli di gruppo, che si
svolgeranno nei locali della palestra comunale dell'impianto polivalente ?Toti
Carrara?, totalmente ristrutturato lo scorso anno. Si prevede che i corsi di
yoga e di ginnastica si svolgeranno, rispettivamente, mercoledì e venerdì dalle
9.30 alle 11, mentre i balli di gruppo saranno lunedì e mercoledì dalle 17 alle
19. Per informazioni ed eventuali iscrizioni, gli interessati possono
rivolgersi all'ufficio dello sport, sito nei locali della biblioteca comunale
in via Umberto 105, oppure telefonando al numero 095-529338. TREMESTIERI.
Dibattito sulla crisi della democrazia a.l.) Democrazia e classe operaia i temi
principali dibattuti in occasione del seminario svoltosi sabato scorso nei
locali della Biblioteca G. Calabrò di Canalicchio. All'incontro hanno
partecipato l'on. Dino Fiorenza, il vicesindaco e assessore Carlo Maugeri, il
presidente del consiglio comunale Santi Rando e il responsabile dello Spi-Cgil
di Tremestieri, Salvatore Caff. Il seminiario, aperto dalla segretaria del
circolo territoriale di Tremestieri Laura Tomasello e dal responsabile del
gruppo giovanile democratico Luca Tasinato, ha attenzionato i temi "La
crisi della democrazia" (relatore il prof. Carmelo Nicosia) e "Che
fine ha fatto la classe operaia?" a cura di Franco Zuccaro. Ha concluso i
lavori il segretario provinciale della Filcem-Cgil Giovanni Romeo. Alla presenza dei due consiglieri del Pd Franco Fazio e Paolo
Famà si è svolto il dibattito in cui sono intervenuti anche due operai della ex
Cesame i quali hanno riferito circa le difficili condizioni in cui vivono tutti
gli ex lavoratori della ditta. ACI BONACCORSI. Domani «Bilancio partecipato»
n.l.) Domani alle ore 18 nell'aula consiliare di Palazzo Municipale si terrà
l'ultimo incontro per il «Bilancio partecipato 2009». farmacie di turno ACI
BONACCORSI: via Garibaldi, 21; ACI CASTELLO (Cannizzaro): via Firenze, 15;
GRAVINA: via Gramsci, 71; MASCALUCIA: via Roma, 150; MISTERBIANCO: via
Matteotti, 199; MISTERBIANCO (Lineri): via Lenin, 93/f; MOTTA: via Regina
Elena, 2; PEDARA: via Perriera, 2 (solo diurno); TREMESTIERI (Pietra dell'Ova):
piazza Rosario Bonaccorso, 10; S. A. LI BATTIATI: via Umberto, 13; TRECASTAGNI:
piazza S. Alfio 59.
( da "Sestopotere.com" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Approvati importi gettoni presenza componenti
Consulta di garanzia statutaria (17/3/2009 17:42) | (Sesto Potere) - Bologna -
17 marzo 2009 - La Commissione Bilancio Affari generali ed istituzionali,
presieduta da Antonio Nervegna, ha approvato la delibera che definisce l?entità
dei gettoni di presenza per i componenti della
Consulta di garanzia statutaria. L?organismo è attualmente composto da Giuseppe
Piperata (presidente), Ugo Rescigno (vice-presidente) e Marzio Maccarini,
eletti dall?Assemblea legislativa in attuazione dell?articolo 69 dello Statuto
e della Legge regionale n.23/2007 istitutiva della Consulta. Il provvedimento è
stato illustrato, a nome dell?intero Ufficio di Presidenza che lo ha proposto,
dal consigliere questore Gian Luca Rivi (pd). Hanno votato a favore pd e sd,
astenuti fi-pdl e lega nord. In via transitoria e fino alla scadenza della
legislatura in corso, la Consulta potrà operare con i soli componenti eletti
dall?Assemblea e potrà esercitare solo le competenze sull?ammissibilità dei
referendum regionali e delle proposte di legge di iniziativa popolare, nonché
effettuare la presa d?atto dell?anticipata cessazione dalla carica degli organi
elettivi e la definizione della modalità di amministrazione ordinaria della
Regione fino all?elezione dei nuovi. La delibera individua tre diverse
tipologie di gettone di presenza in rapporto alla
qualità delle attività che la Consulta deve svolgere. Un primo gettone
dell?importo di 1.000 euro verrà corrisposto a ciascun componente
dell?organismo esclusivamente nel caso in cui la Consulta si riunisca per
prendere atto dell?anticipata cessazione dalla carica degli organi elettivi e
per definire le modalità di amministrazione ordinaria della Regione fino
all?elezione dei nuovi o per pronunciarsi in materia di iniziativa popolare e
referendum. Tale importo è elevato a 1800 euro per il componente formalmente
designato dalla Consulta quale relatore e redattore della decisione. Un secondo
gettone di presenza dell?importo lordo di 400 euro
sarà corrisposto a tutti i componenti presenti in tutte le altre sedute
formalmente convocate dal Presidente presso la sede della Consulta. Infine, un
terzo gettone dell?importo lordo di 400 euro sarà corrisposto in relazione ad
attività preventivamente autorizzate dal presidente e svolte presso la sede
della Consulta nell?interesse della stessa e al di fuori delle riunioni
collegiali. Tali attività dovranno essere certificate nelle forme previste dal
regolamento interno della Consulta stessa.
( da "Sestopotere.com" del 17-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
E' nato a Cuneo un
nuovo movimento politico nazionale: Italia Attiva (17/3/2009 18:54) | (Sesto
Potere) - Cuneo - 17 marzo 2009 -Con rogito notaio Lorenzo Bergesio in Borgo
San Dalmazzo (Cuneo) è stata costituita Italia Attiva, formazione politica a carattere nazionale ed europeo con le seguenti
peculiarità: onestà intellettuale, rigore etico, lealtà e coerenza nelle azioni
politiche. Massimo Farchetto, nella foto, 44 anni, cuneese, sposato e con un
figlio di 6 anni, esperto di economia e finanza, ne è il segretario politico
nazionale e ce ne illustra gli obiettivi: “Italia Attiva ha lo scopo di
svolgere e favorire la più ampia attività politica e
sociale per sostenere e tutelare i diritti degli Italiani. Per realizzare
questo nostro progetto intendiamo : riformare profondamente lo Stato ela
Pubblica Amministrazione, trasformare politica e cosa
pubblica, intese come vero servizio ai Cittadini, rinnovare lo stato sociale, in difesa sempre dei più deboli, riaffermare il diritto al
lavoro, combattendo la precarietà, affrontare le nuove povertà e il disagio
giovanile, esigere da tutti il rispetto delle regole, rendere trasparente la
gestione dello Stato, praticare una politica dei valori e dei diritti contro quella dei privilegi ,
promuovere lo sviluppo di una sana economia di mercato, diffondere la
cultura del merito, dalla scuola ai concorsi, dagli incarichi alle candidature,
agire ricordandosi che l?Italia resta una nazione solo territoriale, forse
neppure più quello, in primo luogo per l?effetto letale della disonestà
intellettuale.” “Abbiamo elaborato un programma di massima, - continua Massimo
Farchetto - lavorando con impegno. Siamo aperti a suggerimenti e proposte. A
tal fine ringraziamo chiunque vorrà contattarci. Colgo questa opportunità per
fare ancora due precisazioni che riteniamo importanti: ci sarà massima
trasparenza anche per quanto riguarda le finanze del partito: ogni tesserato
potrà verificare in qualsiasi momento la situazione del conto corrente di
Italia Attiva. Ed infine, intendiamo adottare sin da subito la non-compatibilità
dei doppi incarichi retribuiti. Chi è interessato a questa iniziativa, nata con
un progetto innovativo per cambiare veramente e profondamente l'Italia, oppure
desidera anche solo maggiori informazioni e/o ricevere copia del programma, può
contattare l' ufficio stampa o direttamente la segreteria nazionale
all'indirizzo mail segreteria@italiaattiva.org .
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Gonzaga, gettoni comunali ridotti del 30% Il bilancio dell'ente si
attesta sui 10 milioni, oggi la firma dei sindacati Mantenute le principali
opere previste lo scorso anno GONZAGA. Nove milioni e 937mila euro, di cui
5.503.000 per spese correnti e 670mila per investimenti. Sono
le cifre del bilancio di previsione 2009 del Comune presentato nei giorni
scorsi in consiglio e che prevede anche la riduzione - votata nell'ultima seduta
di consiglio comunale - la riduzione del 30 per cento dei gettoni di presenza dei consiglieri e
delle indennità della giunta. La programmazione economico-finanziaria è
improntata al contenimento della pressione fiscale e al massimo rigore in tema
di spesa pubblica, con la conferma degli interventi strategici programmati nel
2008. Nei prossimi mesi si concluderà infatti la procedura di gara per
l'apertura del cantiere del nuovo polo scolastico. E' già stata formalizzata
invece la costituzione della società di gestione della farmacia comunale di
Palidano, che procederà ad acquisire l'immobile, acquistare gli arredi e
reclutare il personale. Il bilancio 2009 prevede il mantenimento ai livelli
attuali della pressione fiscale col congelamento di aliquote Ici e addizionale
Irpef. Nell'ottica di agevolare le famiglie nell'attuale congiuntura di crisi
internazionale, l'esecutivo ha inoltre scelto di lasciare inalterate le tariffe
dei servizi a domanda individuale, ad eccezione del servizio di igiene che
viene adeguato all'indice Istat. In alcuni casi - refezione e trasporto
scolastico e asilo nido - gli aumenti sono stati imposti dai contratti coi
gestori, ma con oneri posti a carico del bilancio comunale per non gravare sui
redditi delle famiglie. Per le rette della Rsa è previsto un aumento in base
all'Istat di 1,30 euro, mentre per l'assistenza domiciliare l'incremento del
voucher, determinato dal miglioramento della qualità del servizio, sarà a
carico del Comune. Incrementato di 10.000 euro anche il fondo a favore dei
soggetti in difficoltà, per un cifra complessiva di 43.000 euro e con l'impegno
ulteriore di rideterminare l'importo delle tariffe dei servizi comunali alla
luce della nuove situazioni reddituali. Sul fronte della spesa pubblica è
previsto, nel saldo finale 2009, un taglio di 400mila euro con economie operate
in particolare nei settori cultura, personale, consulenze esterne e interventi
manutentivi al patrimonio comunale. Anche il programma triennale opere
pubbliche è stato redatto limitando al minimo il ricorso all'indebitamento.
Sono state inserite le progettazioni già approvate (abbattimento barriere
dell'ex Convento di S. Maria, adeguamento della pubblica illuminazione del
centro storico, ristrutturazione dell'ex macello e della caserma dei carabinieri)
e gli interventi sulla viabilità, con riferimento in particolare al quartiere
industriale di Palidano e alle asfaltature in numerosi tratti della rete
urbana. Oggi il bilancio di previsione sarà sottoscritto dai sindacati.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Finale. Gli stipendi
autoridotti dei politici Anziana dona a Soragni 20 euro per i disoccupati
FINALE. La decisione del sindaco Soragni, della giunta
comunale e della maggioranza in consiglio comunale di ridursi lo stipendio e
rinunciare ai gettoni di presenza per sostenere il provvedimento "Sos Lavoro" (impiego
di 30 neo-licenziati per lavori di manutenzione e servizi) pur
nell'indifferenza di altri primi cittadini e politici della zona, trovato
consensi anche fuori paese. In Comune è infatti arrivata una lettera
scritta da Maria Margherita Preti, da Bologna. «Caro sindaco, da alcuni giorni
- si legge - ho appreso della tua disponibilità ad aiutare finanziariamente
coloro che hanno perso il lavoro. Bravo e ancora bravo, mi sono commossa e
spero che altri sindaci seguano il tuo esempio. Io, da due anni, sono invalida
e ho bisogno di avere una badante a tempo pieno, così parte tutta la mia
pensione». Ma la lettera non è soltanto un segno di apprezzamento morale: la
signora Preti ha infatti inserito nella busta 20 euro («Di cui 5 sono offerti
dalla mia aiutante Maria») per dare un segno tangibile a sostegno del
provvedimento Sos Lavoro. E a proposito dell'iniziativa: è già possibile
inoltrare domanda di impiego presso gli uffici dei servizi sociali (piazza Garibaldi).
Dal 1 aprile inizierà ad operare il primo gruppo che riceverà un rimborso dai
200 ai 400 euro a seconda delle ore lavorate e del nucleo famigliare. (f.d.)
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
COSTI
POLITICA 1) COSTI POLITICA 1) Fava è confuso sulle Commissioni L'intervento
dell'onorevole Fava in merito alla composizione delle Commissioni del Consiglio
provinciale dimostra che è un consigliere piuttosto confuso. Non si è accorto
che da un anno l'allargamento delle Commissioni non è stato più applicato, nonostante ciò che prevederebbe lo
Statuto della Provincia, o meglio i precedenti di una sua permissiva
interpretazione. Anche perchè, come ho sostenuto anche un anno fa sulla
Gazzetta, un allargamento non è compatibile con il loro funzionamento. Devo
dare atto alla maggioranza di centrosinistra del Consiglio di avere sempre
respinto la proposta di aumentare anche i propri componenti. Da cosa dipende
allora questa recente polemica dalla Lega? Da una bega interna. Espulso il
consigliere Lamagni, ha chiesto che sia Fava, da solo e contemporaneamente
parlamentare, a rappresentarla in tutte le commissioni. E' una logica
partitocratica, o meglio una pretesa senza logica. La composizione delle
Commissioni stabilita nella prima seduta non dovrebbe più mutare nel mandato
amministrativo, salvo la surroga dei consiglieri dimissionari. E ritengo che
questa dovrebbe essere la corretta applicazione dello statuto,
indipendentemente dal fatto che il centro-destra mantovano sia arrivato a
dividersi in Provincia in 8 gruppi diversi. Giacomo Caramaschi Capogruppo Pd
COSTI POLITICA 2) Due volte al voto Sprecati 460 milioni Il PdL e la Lega non
vogliono accorpare il referendum con le elezioni Amministrative ed Europee. Per
un puro calcolo politico, la maggioranza ha deciso di tenere la consultazione
referendaria non il 7 giugno, ma, con ogni probabilità, il 14 dello stesso
mese. I cittadini sanno quanto costa alle loro tasche questa decisione? Penso
di sì, ma è opportuno ricordarlo: 460 milioni di euro! Un vero ladrocinio per i
portafogli degli italiani. Sono molte le emergenze in questo Paese e sarebbe
molto meglio destinare quei soldi per altre finalità. Noi abbiamo chiesto di
utilizzarli per garantire maggior sicurezza, visto che con questo Governo
assistiamo quotidianamente a stupri, rapine, estorsioni ed altro ancora, e
visto che non ci sono soldi nemmeno per la benzina delle auto delle forze
dell'ordine. Il Governo e la maggioranza (quella votata dagli italiani in nome
soprattutto dell'emergenza sicurezza) hanno deciso di buttare nel cestino 460
milioni di euro. Non c'è che dire: con la destra al governo Roma è davvero
ladrona. On. Marco Carra Gruppo Pd Camera Deputati COSTI POLITICA 3) Promesse
elettorali non mantenute Se l'on. Edo Rossi ha letto tutte le mie lettere sul
taglio dell'inutile spreco di danaro pubblico, per i mille enti inutili non
sciolti, per i 630 deputati, per i 315 senatori, per le Province, per le nuove
sedi delle Regioni (Milano in testa) e via discorrendo, non esclusi i diversi
Cimoli, gli a.d. delle grosse o grandi banche, delle grandi imprese, troverà
tutto ciò che la Gazzetta di Mantova ora ha proposto, con adesione
incondizionata già da un elevato numero di lettori. Per la sua pensione Inps
dopo 37 anni di lavoro quale operaio, gli mando copia del mio cedolino della
pensione di dottore commercialista (anche manovale durante le vacanze) dopo 60
anni di continuata attività professionale, sono euro 767 mensili. Caro Edo,
lavoro ancora con mio figlio avvocato, perchè con 767 euro farei come tanti
pensionati e ora molti disoccupati a spasso che non sanno come arrivare a fine
mese. Ergo, senza acredine verso la Gazzetta, si unisca, anche senza Fava, alla
schiera di chi invoca di mantenere le promesse elettorali del centro, destra e
sinistra. Ma credo che non sarà mosso un dito sul tema. Lei cosa ne pensa?
Luigi Spezia OLTRE LA CRISI Franceschini va sulla strada giusta Nessuno, credo,
pensa che la responsabilità dell'attuale difficile situazione economica del
Paese sia da attribuire ai nostri governanti di destra. Però siamo in tanti a
ritenere sbagliato, insufficiente, fuori tempo ormai, addirittura privo della
cosiddetta fantasia creatrice il modo con cui questo governo sta affrontando la
crisi. Lo sforzo maggiore dell'attuale premier sembra - ci si può anche
sbagliare - quello di preparare la scalata al Colle. Vista l'età si capisce
bene la passione tesa a tale traguardo. Ma tale assenza di vera politica rischia di avvelenare il clima
politico-istituzionale e di abbandonare l'autentico interesse del popolo.
L'inizio dell'azione governativa è segnato dal salvataggio di alcune banche, di
vari istituti finanziari, ma il credito verso le piccole e medie imprese era ed
è rimasto complicato, non adeguatamente risolto, i mutui che interessano
milioni di famiglie - non è un numero detto a caso - sono sempre onerosi a
rischio di una destabilizzazione della società intera. Tutto questo non
contribuisce a dare alle famiglie quel sostegno di cui abbisognano e le
famiglie - insistiamo - sono milioni. Non è mancato un aiuto alla Fiat, va
bene, ma noi non usiamo sotanto l'automobile; c'è il turismo da favorire con la
necessaria - e non certo fittizia - valorizzazione della nostra storia e del
nostro straordinario patrimonio artistico; c'è l'agricoltura, un bene primario
per tutta la penisola, che attende una particolare attenzione, con l'importanza
ch'essa esercita sulla vita quotidiana di ciascuno di noi. Ci sono, non
dimenticabili, le Amministrazioni pubbliche con le loro esigenze di bilanci
solidi e garantiti per portare a compimento i programmi necessari che i
cittadini reclamano e che rappresentano la spina dorsale di tutta la nostra politica e dello sforzo finanziario per attuarla. Nel
tentativo di venire incontro soprattutto ai lavoratori che nell'immediato resteranno
privi di reddito la proposta di Franceschini va di certo nella direzione
giusta, indicando concretamente pure la fonte da cui ricavare i fondi
necessari. La maggioranza non potrà cavarsela con il solito disprezzo verso
l'opposizione e il dileggio di cui la coprono i vari portavoce. In proposito,
perchè parlare sempre di «sinistra» quando invece noi abbiamo un «nome proprio»
che si chiama Pd? Possiamo legittimamente pretendere di essere chiamati per
nome? Anselmo Formizzi Cons. provinciale Pd OSTIGLIA Il sindaco non mi
impensierisce Le dure e provocatorie esternazioni del sindaco di Ostiglia Carla
Salvadori, contenute in una lettera alla stampa, non mi hanno per niente
impensiertito. Lo stesso Sindaco che in passato ha insegnato alle scuole superiori,
ha bocciato il sottoscritto Consigliere Comunale GHERARDI sempre disattento, a
Suo dire, sui banchi della Minoranza. Il Suo appello ai Cittadini perchè
«riflettano» anche loro, mi offre l'opportunit di invitarLa a rivolgersi a loro
direttamente. Quello che a Suo avviso «non avrei seguito bene» nei dibattiti,
forse lo capiranno meglio i Suoi Amministrati. Spieghi loro, per quanto
riguarda i lavori di rifacimento della piscina comunale, eseguiti a cura e
spese della Eusider, tutto quanto non sono riuscito a sapere con molte istanze
di chiarimenti e di rilascio di Atti Amministrativi sempre negati, a partire
da: 1) a quanto ammontano le spese a carico di Eusider preventivate in euro
800.000 ed approvate, con voto contrario delle minoranze, con delibera di Consiglio
comunale con allegata convenzione urbanistica?; 2) sono stati spesi tutti gli
800.000 euro per questo intervento, definito «il primo segnale concreto ad
Ostiglia di Eusider?»; 3) sono state osservate tutte le prescrizioni dettate
dalla competente Asl?. I cittadini ostigliesi saranno più attenti di quanto non
lo sono stato io alle risposte che vorrà loro fornire in merito a questo grande
intervento Eusider. Bruno Gherardi
( da "Centro, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Firma sul sito del
«Centro» Una petizione: «Ridurre i costi della politica» L'AQUILA. «Il nostro obiettivo
è quello di ridurre le indennità dei consiglieri». Il presidente del Consiglio
regionale Nazario Pagano spiega così l'idea della commissione di tecnici
istituita per fare chiarezza sulle spese affrontate dalla regione per pagare
gli eletti all'Emiciclo e i gruppi politici. Un'esigenza di chiarezza
perché confessa Pagano, «dopo tre legislature anch'io non so bene qual è il
quadro generale». Intanto, sul sito del «Centro» si può firmare la petizione
che chiede il taglio degli stipendi ai consiglieri regionali abruzzesi. (A
pagina 14)
( da "Centro, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 0 - Teramo
«Tagliamo gli stipendi» Petizione per ridurre i costi della
politica L'AQUILA. «Il
nostro obiettivo è quello di ridurre le indennità dei consiglieri». Il
presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano spiega così l'idea della
commissione di tecnici istituita per fare chiarezza sulle spese affrontate
dalla regione per pagare gli eletti all'Emiciclo e i gruppi politici.
Intanto, sul sito del «Centro» si può firmare la petizione (ci sono già molte
adesioni) che chiede il taglio degli stipendi ai consiglieri regionali
abruzzesi e la riduzione dei costi della politica. (A
pagina 14)
( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Lavanderie a
gettone: bucatoa soli 3,50 euro la novità savona. È l'ultima frontiera del
risparmio, targata Stati Uniti. A Savona sono due le lavanderie self service ad
acqua che permettono di lavare ed asciugare grandi quantitativi di bucato in
mezz'ora ad un prezzo conveniente. "Il modello al
quale mi sono ispirato è quello delle lavanderie a gettone americane
accessibili a tutti - dice Lorenzo Mazza titolare di Wash Point in via
Servettaz - ho visto queste lavanderie ad Alessandria e ho deciso di aprirne
una in città ma per motivi di praticità ho deciso di escludere il gettone e
fare funzionare le macchine con la moneta corrente, l'euro. Il cliente
può portare il proprio detersivo o l'ammorbidente oppure utilizzare i nostri
detersivi monodose; ne abbiamo di diversi tipi da quelli per i bucati delicati
a quelli per i capi neri e via dicendo. Le macchine hanno una funzione
particolare che attiva la sanificazione automatica dopo ogni lavaggio. I
vantaggi di queste macchine sono il risparmio e la velocità". Bastano
mezz'ora di tempo, molto meno rispetto alle tradizionali lavatrici che abbiamo
in casa, e soli 3 euro e 50 per lavare ed asciugare 8 chili di bucato, mentre
per 16 chili di panni da lavare si spendono 7 euro. Lavare ed asciugare un
piumone matrimoniale, invece, costa 11 euro. "I nostri clienti vanno dalle
famiglie che vengono a lavare i capi grossi come piumoni o tendaggi ai
campeggiatori in vacanza a Savona». 18/03/2009
( da "Italia Oggi" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi sezione:
Primo Piano data: 18/03/2009 - pag: 4 autore: di Pierluigi Mantini NEO - DEM
Contrario a questo tipo di federalismo fiscale Nel momento in cui in tutto il
mondo, e anche in Italia, è acceso il dibattito sul ruolo dello Stato
nell'economia per fronteggiare la crisi globale appare debole e inadeguata la
discussione nel parlamento italiano sul federalismo fiscale. In presenza di un
forte debito pubblico e di una consistente fase di decrescita e di riduzione
elle entrate fiscali, che sia l'Istat che la Corte dei conti stimano nel
prossimo biennio in ben 80 miliardi, come sarà possibile finanziare il
federalismo e la perequazione senza aver neppure innovato la giungla dei poteri
locali?Abbiamo in Italia 24 regioni, 102 province, 8.400 comuni, con 116.000
eletti, ed inoltre 320 comunità montane, un numero incalcolabile di Ato enti sovracomunali,
consorzi monofunzionali, circa 6.000 società pubbliche locali: si vuole
alimentare con il federalismo fiscale questo stato di cose? Non si comprendono
i rischi di questo federalismo esploso, delle sovrapposizioni, delle
confusioni, dell'insostenibilità economico-finanziaria e democratica di un
modello di federalismo competitivo e divisivo? Questo genera già oggi sprechi,
costose competizioni in luogo di virtuose cooperazioni, moltiplicazione di
normative, mercati chiusi anziché aperti, proliferazione di caste sul
territorio.Stiamo già pagando un prezzo altissimo a questo disordine: si pensi
al turismo delle piccole patrie, agli atenei ovunque, agli aeroporti che
nascono senza alcuna programmazione, all'energia in mano alle regioni, ai costi
delle politiche estere delle regioni.Con la crisi in atto non possiamo
permetterci tutto ciò, ci sono analisi e stime che lo confermano. Questo
sistema era sbagliato fino ad oggi, ora è anche insostenibile. Il titolo quinto
della Costituzione non va esteso con nuove competenze
esclusive alle regioni, va corretto. Nella riforma Calderoli la parte migliore
e più interessante è quella che propone il superamento del criterio della spesa
storica dei trasferimenti attraverso la definizione dei costi standard dei servizi
essenziali, in modo da premiare i comportamenti virtuosi e limitare gli sprechi
e la cattiva amministrazione. È utile impegnarsi su questo tema ma occorre
ammettere che più che di federalismo si tratta di un modello di programmazione
pubblica.E' invece assurdo che le regioni autodecidano i propri contributi alla
perequazione sulle funzioni non essenziali, che tuttavia sono assai vaste, ed è
insostenibile che vengano mantenute le province come sono ossia enti
strutturali con forte spesa corrente anziché organi funzionali di coordinamento
delle politiche sovracomunali, secondo il principio di sussidiarietà verticale.
Nel federalismo fiscale proposto dal governo non doveva essere trascurato che
gli enti locali hanno già due potenti leve economiche: l'utilizzo, senza regole
e limiti, della negoziazione urbanistica e dei proventi dello sviluppo
edilizio; la proliferazione delle società pubbliche e miste in ogni campo. E'
assurdo che questi temi non siano stati neppure considerati nel disegno del
governo come pure l'assenza di una seria riforma del potere locale, che doveva
precedere e non forse seguire la legge delega. La parola federalismo è, negli
stessi manuali, polisensa ed equivoca perché indica modelli istituzionali e
storici assai diversi, ma solo in Italia è stata usata, in sostituzione delle
nozioni di autonomia locale e regionalismo, per indicare non un processo
unitivo di identità storiche diverse ma disgregativo dello stato nazionale
unitario. È un rischio concreto se si riflette sulla storica disaffezione della
borghesia nazionale nei confronti della pubblica amministrazione e sulla
problematica formazione delle istituzioni nazionali. Gli stati nazionali non
sono morti (come frettolosamente certificato da qualcuno), hanno subito
trasformazioni notevoli dopo le grandi guerre (Bretton Woods, crescita
dell'Europa, Berlino 1989, 11 settembre 2001, crisi finanziaria 2008) ma sono
vivi, e sono ancora gli attori della global governance (G8- G20). Le prime
risposte alla crisi in atto sono venute dagli stati nazionali, non da altri, e
la scena multipolare sarà caratterizzata dagli stati emergenti e da alleanze
tra stati. La coesione nazionale, espressa nello stato unitario, è un valore
culturale e politico che va salvaguardato e non superficialmente sostituito.
Stato unitario vuol dire anche stato di diritto, indispensabile per contribuire
ai legal standard necessari a un nuovo governo della globalizzazione, secondo
il principio della fiducia nel diritto che deve sostituire
la fiducia nella fiducia e gli altri aleatori slogans che hanno dominato la
fase del liberismo finanziario fautrice della crisi economica attuale. In
questa fase il pendolo torna ad oscillare più dalla parte dello Stato nazionale
unitario, regolatore dell'economia, che non verso le suggestioni federaliste
dei poteri pubblici esplosi.
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
REGGIO pag. 4
Bojardi e l'ictus: «Ciò che più pesa L'onorevole reggiano accudito dalla moglie
Anna Appari. «A giugno ci di MIKE SCULLIN «QUELLO che gli pesa di più è non
poter scrivere: è la limitazione più pesante». L'onorevole Franco Bojardi, 78
anni, tenuta da casa blu e scarpe da ginnastica bianche, annuisce seduto sulla
carrozzella: sul volto un velo di tristezza mentre Anna lo accarezza. La sua
memoria è incredibile, nomi, date, circostanze. «GUARDA la tivù, gli leggiamo
il giornale. Non commenta, al massimo fa qualche espressione di
disapprovazione, o di interesse», dice la moglie. Le qualità intellettuali sono
ingabbiate. Ha realizzato un'infinità di volumi ed enciclopedie ma da due anni
non è più in grado. L'ultima ricerca, un libro sul senatore Medici presentato
sabato alla libreria «All'Arco», è riuscito a concluderla poco prima di essere
colpito da un ictus. Ed è stata lei, Anna Appari, 73 anni, a correggere le
bozze mentre Franco Bonferroni trovava testimonianze e foto. Così lo storico ha
visto pubblicata l'ultima fatica. BOJARDI conosce alla perfezione segreti e
rapporti di forze di quarant'anni di politica nostrana. Negli anni Cinquanta,
assessore comunale alla cultura, diede mano libera a Loris Malaguzzi che creò
gli asili più belli del mondo: andavano in vacanza insieme, «era tanto
simpatico» ricorda Anna. Nei Sessanta portò a Reggio il Living Theatre e - al
teatro municipale, una rivoluzione - il jazz di Chet Baker. Poi, come assessore
all'urbanistica, fece il Prg con l'architetto Piacentini, altro grande. «Tutto
guastato dopo». NEI SETTANTA, da presidente dell'ospedale rivoltò come un
calzino il Santa Maria Nuova lanciando una serie di primari uno più bravo
dell'altro. Ma Bojardi è il politico irrequieto che ha incrociato la Dc, il
Psi, il Psiup, il Pci, per finire con l'esperienza di un mattino nella Rete di
Orlando. Il polemista che, nei Novanta, osò sfidare l'ex amico procuratore capo
Bevilacqua, che dell'ospedale era stato vicepresidente accanto a lui, in
drammatici duelli sulla vicenda giudiziaria della Lega tumori. Fino a chiudersi
nel singolare appartamento di via San Paolo, vasta mansarda piena
all'inverosimile di libri, di oggetti di antiquariato e design mescolati a
piccoli capolavori creati dalle nipoti, come il pellicano che si erge fiero sul
tavolino nello studio. «A GIUGNO ci saranno le nozze d'oro, siamo una cosa
sola» dice Anna che a Bojardi ha dato due figlie, e un'altra hanno adottato.
Lui era già laureato in scienze politiche quando si fidanzarono. Lei lavorava
nell'assistenza sociale, 25 anni direttore provinciale dell'ente parastatale
Enaoli sciolto nel '79. Poi a Bologna, all'Istituto beni culturali, a scrivere
libri di storia sociale, vizio di famiglia. Poi la pensione per lei e per lui
2.100 euro mensili, il vitalizio che Bojardi riceve per l'unica legislatura che
fece da parlamentare nel Psiup. «Per fortuna che ci sono quei soldi,
altrimenti... Franco è sempre stato un ottimo
amministratore delle cose altrui, si preoccupava di far quadrare i bilanci. Ma
in casa no» sorride. ALLA SIGNORA Anna viene spontaneo il confronto coi manager
di oggi: «Quando faceva l'assessore, il presidente dell'ospedale, Franco aveva
il gettone di presenza.
Pensi a cosa prende adesso un direttore generale». Le chiediamo se la sanità
reggiana, che Boiardi ha tanto contribuito ad affermarsi, funziona anche
adesso. «L'Ausl per i presidi sanitari è molto valida - risponde - carrozzine,
letti, girelli, li dà tutti. Se ho bisogno, il medico mi fa la richiesta e
arrivano subito. E' ottima anche l'assistenza infermieristica, punture,
prelievi di sangue. Ma...» MA? «Quello che manca è l'assistenza di base», e
indica il marito silenzioso. E così ha dovuto arrangiarsi: un amico viene
quattro volte al giorno ad aiutarla per alzare il marito dal letto, lavarlo,
metterlo in carrozzella e ridistenderlo a letto. «La domenica lo lascio libero
- racconta - la circoscrizione mi manda il personale a pagamento. Franco ha
l'accompagnamento, 460 euro. Almeno una parte io riesco a pagarla così, ma non
basta». ANNA Appari ricorda con nostalgia la gente di cultura - anni Sessanta,
stagione reggiana di altissima creatività, irripetibile - che veniva qui a
passare le serate, «morti quasi tutti i nostri amici, Corrado Costa, Nanni
Scolari, Cavicchioni». Apre la porta finestra del terrazzo, si dominano i tetti
del centro. «Ci piace, lì c'è la cupola della Ghiara» e si tocca davvero con un
dito. «Staremmo troppo bene qui - riflette amara - ma quando la qualità di una
vita arriva a questo punto». Una grande camelia fiorita in vaso. «Era più bella
prima, quest'anno non le ho seguite le piante e le piante sono come persone,
vanno curate».
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
REGGIO pag. 5 di
MIKE SCULLIN «QUELLO che gli pesa di più è non poter scriver... di MIKE SCULLIN
«QUELLO che gli pesa di più è non poter scrivere: è la limitazione più
pesante». L'onorevole Franco Bojardi, 78 anni, tenuta da casa blu e scarpe da
ginnastica bianche, annuisce seduto sulla carrozzella: sul volto un velo di
tristezza mentre Anna lo accarezza. La sua memoria è incredibile, nomi, date,
circostanze. «GUARDA la tivù, gli leggiamo il giornale. Non commenta, al
massimo fa qualche espressione di disapprovazione, o di interesse», dice la
moglie. Le qualità intellettuali sono ingabbiate. Ha realizzato un'infinità di
volumi ed enciclopedie ma da due anni non è più in grado. L'ultima ricerca, un
libro sul senatore Medici presentato sabato alla libreria «All'Arco», è
riuscito a concluderla poco prima di essere colpito da un ictus. Ed è stata
lei, Anna Appari, 73 anni, a correggere le bozze mentre Franco Bonferroni
trovava testimonianze e foto. Così lo storico ha visto pubblicata l'ultima
fatica. BOJARDI conosce alla perfezione segreti e rapporti di forze di
quarant'anni di politica nostrana. Negli anni Cinquanta, assessore comunale alla
cultura, diede mano libera a Loris Malaguzzi che creò gli asili più belli del
mondo: andavano in vacanza insieme, «era tanto simpatico» ricorda Anna. Nei
Sessanta portò a Reggio il Living Theatre e - al teatro municipale, una
rivoluzione - il jazz di Chet Baker. Poi, come assessore all'urbanistica, fece
il Prg con l'architetto Piacentini, altro grande. «Tutto guastato dopo». NEI
SETTANTA, da presidente dell'ospedale rivoltò come un calzino il Santa Maria
Nuova lanciando una serie di primari uno più bravo dell'altro. Ma Bojardi è il
politico irrequieto che ha incrociato la Dc, il Psi, il Psiup, il Pci, per
finire con l'esperienza di un mattino nella Rete di Orlando. Il polemista che,
nei Novanta, osò sfidare l'ex amico procuratore capo Bevilacqua, che dell'ospedale
era stato vicepresidente accanto a lui, in drammatici duelli sulla vicenda
giudiziaria della Lega tumori. Fino a chiudersi nel singolare appartamento di
via San Paolo, vasta mansarda piena all'inverosimile di libri, di oggetti di
antiquariato e design mescolati a piccoli capolavori creati dalle nipoti, come
il pellicano che si erge fiero sul tavolino nello studio. «A GIUGNO ci saranno
le nozze d'oro, siamo una cosa sola» dice Anna che a Bojardi ha dato due
figlie, e un'altra hanno adottato. Lui era già laureato in scienze politiche
quando si fidanzarono. Lei lavorava nell'assistenza sociale, 25 anni direttore
provinciale dell'ente parastatale Enaoli sciolto nel '79. Poi a Bologna,
all'Istituto beni culturali, a scrivere libri di storia sociale, vizio di
famiglia. Poi la pensione per lei e per lui 2.100 euro mensili, il vitalizio
che Bojardi riceve per l'unica legislatura che fece da parlamentare nel Psiup.
«Per fortuna che ci sono quei soldi, altrimenti... Franco è
sempre stato un ottimo amministratore delle cose altrui, si preoccupava di far
quadrare i bilanci. Ma in casa no» sorride. ALLA SIGNORA Anna viene spontaneo
il confronto coi manager di oggi: «Quando faceva l'assessore, il presidente
dell'ospedale, Franco aveva il gettone di presenza. Pensi a cosa prende adesso un direttore generale». Le
chiediamo se la sanità reggiana, che Boiardi ha tanto contribuito ad
affermarsi, funziona anche adesso. «L'Ausl per i presidi sanitari è molto
valida - risponde - carrozzine, letti, girelli, li dà tutti. Se ho bisogno, il
medico mi fa la richiesta e arrivano subito. E' ottima anche l'assistenza
infermieristica, punture, prelievi di sangue. Ma...» MA? «Quello che manca è
l'assistenza di base», e indica il marito silenzioso. E così ha dovuto
arrangiarsi: un amico viene quattro volte al giorno ad aiutarla per alzare il
marito dal letto, lavarlo, metterlo in carrozzella e ridistenderlo a letto. «La
domenica lo lascio libero - racconta - la circoscrizione mi manda il personale
a pagamento. Franco ha l'accompagnamento, 460 euro. Almeno una parte io riesco
a pagarla così, ma non basta». ANNA Appari ricorda con nostalgia la gente di
cultura - anni Sessanta, stagione reggiana di altissima creatività,
irripetibile - che veniva qui a passare le serate, «morti quasi tutti i nostri
amici, Corrado Costa, Nanni Scolari, Cavicchioni». Apre la porta finestra del
terrazzo, si dominano i tetti del centro. «Ci piace, lì c'è la cupola della
Ghiara» e si tocca davvero con un dito. «Staremmo troppo bene qui - riflette
amara - ma quando la qualità di una vita arriva a questo punto». Una grande
camelia fiorita in vaso. «Era più bella prima, quest'anno non le ho seguite le
piante e le piante sono come persone, vanno curate».
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
REGGIO pag. 8 di
BENEDETTA SALSI PIÙ DI TRE MILIONI di euro sfumati per i chiostri di S... di
BENEDETTA SALSI PIÙ DI TRE MILIONI di euro sfumati per i chiostri di San
Pietro, con i lavori di sistemazione rimasti incompiuti. E
Italia Nostra attacca il Comune: «C'è stata una malaccorta gestione del finanziamento
da parte dell'Assessore alla città storica Mimmo Spadoni», accusa Renzo
Campanini, avvocato e presidente della sezione reggiana dell'associazione. Ma
il sindaco Graziano Delrio non ci sta: «Si tratta di uno scandaloso taglio del
Governo. Queste sono accuse politiche strumentali». I CHIOSTRI hanno un
grande valore storico e culturale. Ma l'opera, attribuibile a Giulio Romano,
dovrà aspettare ancora prima di trovare nuovo splendore. I soldi non ci sono
più: «I finanziamenti ministeriali disponibili per i lavori sono esauriti - si
legge nella circolare del Ministero per i beni e le attività culturali -. I
fondi residui, 3.098.741,40 euro, sono stati revocati il 29 settembre 2008».
CAMPANINI attacca duramente: «Le nostre previsioni, ripetutamente espresse dal
2005, si sono avverate a dispetto delle gratuite assicurazioni, date con
malacreanza, dell'assessore alla città storica Mimmo Spadoni». Il presidente di
Italia Nostra accusa: «Alla critica per la malaccorta gestione di un
finanziamento fortemente voluto dal Soprintendente di allora, Elio Garzillo, e
dalla precedente amministrazione comunale, si unisce però una nota positiva:
tra qualche mese uomini nuovi, capaci e culturalmente consapevoli potrebbero
ridare speranza di salvezza a un capolavoro tra i più pregevoli dell'Emilia,
opera di uno dei maggiori architetti del 500, che Reggio ripudia». I lavori di
restauro e recupero per l'ex Convento dei Benedettini sono «ultimati o in fase
di imminente ultimazione», secondo quanto si legge nella circolare del
Ministero, e si sono incentrati finora sulle superfici pittoriche e sul
consolidamento statico delle strutture. LA POLEMICA sembra avere radici molto
profonde. Campanini contesta anche la destinazione d'uso scelta dal Comune, che
vuole mettere nei Chiostri degli uffici universitari». L'architetto Franca
Manenti Valli aveva proposto la totale riqualificazione dell'area, per
destinarla a ospitare l'Istituto Peri. I Chiostri sarebbero diventati la Casa
della Musica. Ma l'idea non è stata presa in considerazione. DURA la replica
del sindaco a Italia Nostra: «Avevo già denunciato e definito scandaloso il
fatto che il Governo avesse tagliato i tre milioni di euro per la
pavimentazione e la conclusione del cantiere dei Chiostri. Avevo segnalato al
ministro Bondi l'importanza dell'opera e mi era parso comprensivo al punto da
assicurarmi che avrebbe riconsiderato la pratica al più presto. È singolare che
il presidente di Italia Nostra, invece di accusare il Governo di un taglio così
grave e ingiustificato, e di cui il Comune non ha alcuna responsabilità, pensi
invece a strumentalizzarlo per fini politici. Non ho mai creduto che
un'associazione seria come Italia Nostra potesse venire usata a fini politici,
ma il presidente Campanini sta facendo di tutto per farmi ricredere».
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Cultura Pagina 337
«Ai topi del Grinzane dico: abbiate un po' di dignità» --> Due anni fa
Marcello Fois era sul podio del Grinzane Cavour, vincitore (anzi:
?supervincitore?, secondo la gerarchia del premio piemontese) con il suo
romanzo ?Memoria del vuoto?. Oggi che il riconoscimento letterario è nella
bufera, con i giurati che si dimettono a raffica e il presidente Giuliano Soria
in cella, accusato di malversazioni e violenza sessuale, Fois non si tira
indietro. Dice la sua e stona di gusto rispetto al coro di quanti oggi prendono
le distanze, distinguono, stigmatizzano, buttano a mare il patron sperando che
si possa salvare almeno l'evento. «I premi - taglia corto lo scrittore nuorese
- sono meno importanti delle persone, sempre e comunque. Un premio in più o in
meno, anche se importante e prestigioso, non cambia l'esistenza a nessuno: il
destino di un essere umano, se permettete, mi preoccupa di più. Certo, è vero
che questa vicenda si presta anche ad altre riflessioni». Quali? «Mi sembra una
storia quasi letteraria di ascesa e caduta, e al contempo una vicenda molto
sabauda». E molto italiana: c'è già chi dice che se l'aspettava? «Sì, siamo in
piena sindrome italica: Giuliano Soria è un transatlantico dal quale fugge un
esercito di topi». Ha centrato un iceberg accusatorio. «Io non ho le
informazioni e le competenze per giudicare i suoi eventuali illeciti: posso
dire solo che se li ha commessi è giusto punirlo, né posso o voglio entrare nel
merito delle preferenze sessuali o dei suoi gusti privati. Mi colpisce che gran
parte di questa schiera di vergini facessero spesso e volentieri anticamera da
lui. Io mi sono limitato a vincere un premio, altri erano presidenti permanenti
di commissioni: se ora dicono che si aspettavano un fatto del genere, è giusto
che almeno restituiscano gli emolumenti che hanno avuto. Meglio ancora: se
erano in grado di prevedere arresti e inchieste non dovevano proprio accettare
nulla. Lo dicono la logica e l'etica». Soldi ne giravano molti, non solo per
compensi e gettoni. «Era un premio decisamente
sontuoso, non c'è dubbio. Mi sono reso conto che qualcosa andava storto il 14
febbraio, quando sono stato invitato da Grinzane all'appuntamento ?Innamorati
delle parole?: arrivo in stazione, scendo dal treno e mi accorgo che non era
stato mandato nessuno a prendermi. Per gli standard del Grinzane era
assolutamente inconcepibile». E in effetti... «In effetti, come ho scoperto una
volta arrivato a destinazione, era appena scoppiato il caso giudiziario. C'era
un'atmosfera di grande sconcerto. In alcuni casi sincero, in altri un po'
peloso». Ma fino a quel giorno le vacche erano più che grasse. «Decisamente.
Ogni tanto scherzando dicevo a Soria: se abbiamo problemi col festival di Gavoi
veniamo a chiedere a te». Come mai? «Tra i suoi punti di forza c'è sempre stata
una straordinaria trasversalità. All'ultima premiazione ha presenziato Bondi,
quando ho vinto io in sala c'era Livia Turco. D'altra parte il Grinzane è
sempre stato un appuntamento culturale di ottimo livello». E infatti Soria non
è accusato di aver messo in piedi un festival fasullo, ma di aver fatto la
cresta sui finanziamenti. «Se lo ha fatto è insopportabile, ma se ci occupiamo
di creste allora ci sono tanti galli che devono fuggire. Anche in Sardegna». Ci
sono anche le denunce per violenza sessuale. «Mi stupiscono non poco. Se questa
vicenda fosse una mia trama, a muovere quelle accuse sarebbero dei marchettari
furbi. Narrativamente non saprei giustificarle altrimenti». Se incontrasse
Soria gli stringerebbe la mano? «Gliela stringerei anche se lo incontrassi
mentre esce di galera dopo aver scontato la pena. Intanto stiamo parlando di un
uomo di cultura finissimo, un ispanista come ce n'è pochi. Vogliamo dire che è
una persona alterna? Va bene, lo è come lo sono venticinquemila altre persone.
E poi che razza di Paese cattolico siamo, se siamo capaci di gridare crucifige
e non di prevedere la redenzione?». CELESTINO TABASSO
( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
n. 66 del 2009-03-18
pagina 1 Nostalgia: e ora "l?Unità" rimpiange anche il vecchio Msi di
Michele Brambilla Dopo aver "rivalutato" la Dc, il quotidiano fondato
da Gramsci elogia il Msi di cui chiedeva lo scioglimento: "Era meglio del
Pdl". La strategia: fare vedere che il rivale attuale è sempre il
peggiore. Scommettiamo che fra trent'anni rimpiangeranno Berlusconi? I bei
fascisti d?antan, che ormai anche gli ex missini si guardano bene dal tirar
fuori dal proprio mausoleo, sono stati rimpianti ieri nientemeno che da
l?Unità, che all?imminente scioglimento di Alleanza Nazionale ha dedicato
quattro pagine, con una fotona in prima titolata «Ultime fiamme». Tra poco
infatti gli eredi del Msi, che a loro volta sono gli eredi di Salò,
confluiranno nel Popolo della Libertà e all?Unità non nascondono la nostalgia
canaglia. «Dal partito della fiamma al partito del predellino», comincia
l?articolo di Oreste Pivetta, che così prosegue: «Visto a che punto siamo
arrivati, viene da rimpiangere gli anni in cui nacque il primo, il partito di
Almirante, di Romualdi, di Michelini, di Servello, di De Marsanich, di
Nencioni». A noi pareva di ricordare che tutti costoro, a sinistra, piacevano
di più a testa in giù. E Pivetta con onestà lo riconosce, scrive che «noi,
figli della sinistra ortodossa, guardavamo con orrore» a certa gente, però
insomma, noi compagni eravamo «comunque forti della consapevolezza che, siccome
inneggiare al fascio era considerato apologia di reato, il partito fascista
sarebbe stato di per sé, per titolazione stessa, passibile di cancellazione per
via costituzionale, salvo poi frenare chiedendosi dove sarebbero finiti i
“neri”». Adesso, invece. Adesso l?Unità scrive che siamo qui a «ritrovarci,
sessantatré anni dopo la nascita del Movimento sociale italiano (che qualcuno
traduceva in Mussolini sempre immortale) a chiedere la grazia all?erede di
Almirante, e ora presidente della Camera, di dare una mano in difesa della
Costituzione». Erano belli, i tempi del manganello e del doppiopetto. I tempi
in cui «Roma accolse l?onorevole Giorgio Almirante quando si presentò a
Botteghe Oscure nel giugno del 1984», ricorda Pivetta. «Da poco era stata
allestita la camera ardente per Enrico Berlinguer e il settantenne capo dei
neofascisti italiani, esponente della repubblichina di Salò, Almirante il
fucilatore, rese omaggio al grande, amato, indimenticabile capo dei comunisti
italiani». C?era anche Giancarlo Pajetta, il partigiano “Nullo”, all?ingresso
della camera ardente, e l?Unità rammenta che «l?incontro tra Pajetta e
Almirante fu rispettoso». Altri uomini, altra destra. Mica come quella di oggi.
E poveri ex missini. Alleanza Nazionale, scrive il giornale fondato da Gramsci
e quasi affondato da Soru, è ahimè «costretta all?angolo dalla voracità
compulsiva di Berlusconi». Pivetta, angosciato, ha dentro una domanda che non
gli dà pace: «Mi sono sempre chiesto come alcune persone (lo stesso Fini),
forti di una cultura politica poco condivisibile ma indiscutibile, potessero
ritrovarsi con Berlusconi, onnivoro per gli interessi suoi, del tutto estraneo
all?abc della politica». E così. Sono passati quarantanove anni dalla battaglia
di Genova, scoppiata per l?indignazione di fronte alla pretesa del Msi di
tenere in città il proprio congresso. Quaranta dalla strage di piazza Fontana e
trentacinque da quelle dell?Italicus e di piazza della Loggia, tutte «stragi
fasciste», e l?Unità di allora invocava lo scioglimento del Msi. Una trentina
dagli anni di piombo e dalla conventio ad excludendum. Solo una quindicina dal
grido d?allarme per la presenza di Gianfranco Fini e
Alessandra Mussolini ai ballottaggi per l?elezione a sindaco di Roma e di
Napoli. Anche allora i fascisti non dovevano parlare. Ora l?Unità pubblica
un?ampia intervista a donna Assunta Almirante a sostegno della tesi che si
stava meglio quando si stava peggio. Tipica della cultura di destra, la
sindrome del nostalgismo sembra aver contagiato, ormai da un pezzo, quel che
resta della sinistra. Prima dei missini erano stati rimpianti a più riprese i
vecchi democristiani: quelli sì che avevano radici popolari, quelli sì che
avevano un senso dello Stato, quelli sì che sapevano tenere a freno le
ingerenze del clero. La rivalutazione di Almirante segue di pochi anni quelle
di Moro e Fanfani, di Piccoli e perfino di Andreotti, di Zaccagnini e perfino
di Forlani. Tutta gente che per anni è stata dipinta come un branco di ladri,
di servi della Chiesa e dell?America, di complici dei mafiosi, di registi della
strategia della tensione, di burattinai di servizi segreti deviati. Si potrebbe
pensare che in fondo è quel classico, umanissimo rimpianto del passato che poi
è il rimpianto della giovinezza perduta: lo stesso irrefrenabile moto
dell?animo che ci porta a chiudere gli occhi e sognare la bicicletta senza
cambio, la tv in bianco e nero, la gazzosa con la pallina di vetro, gli
immangiabili bastoncini di liquirizia, le interurbane con i gettoni
telefonici. E invece no, invece è l?eterna strategia della demonizzazione
dell?avversario del momento, che non solo fa sempre schifo ma è sempre peggiore
del precedente. Basterà pazientare qualche decennio per leggere su l?Unità, o
su quel che le succederà, un editoriale intitolato «I bei tempi del conflitto
di interesse», e un?articolessa su quanto era meglio Berlusconi che in fondo
non rubava perché era ricco di suo e poi dava posti di lavoro. Ci sarà, allora,
un nuovo mostro da abbattere, un nuovo pericolo per la democrazia. E si
scriverà che nel 2009 sì che c?era un governo «forte di una cultura politica
poco condivisibile ma indiscutibile», con la Carfagna che comunque aveva fatto
la legge sullo stalking, Bondi che sapeva scrivere poesie, Calderoli che almeno
una laurea ce l?aveva, Bossi che in fondo era un figlio del popolo, Frattini
che non aveva mai un capello fuori posto, Tremonti che s?era inventato la
social card. Quanto a Maroni sì, aveva detto che bisognava essere cattivi con i
clandestini: ma con i terroni era comprensivo. Può darsi che perfino a Gasparri
e Cicchitto troveranno qualche virtù. Così scriveranno, un giorno. Ma noi non
ci saremo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
n. 66 del 2009-03-18
pagina 1 Nostalgia canaglia: e ora "l?Unità" rimpiange anche il
vecchio Msi di Michele Brambilla Dopo aver "rivalutato" la Dc, il
quotidiano fondato da Gramsci elogia il Msi: "Era meglio del Pdl".
Scommettiamo che fra trent'anni rimpiangeranno Berlusconi? I bei fascisti d?antan,
che ormai anche gli ex missini si guardano bene dal tirar fuori dal proprio
mausoleo, sono stati rimpianti ieri nientemeno che da l?Unità, che
all?imminente scioglimento di Alleanza Nazionale ha dedicato quattro pagine,
con una fotona in prima titolata «Ultime fiamme». Tra poco infatti gli eredi
del Msi, che a loro volta sono gli eredi di Salò, confluiranno nel Popolo della
Libertà e all?Unità non nascondono la nostalgia canaglia. «Dal partito della
fiamma al partito del predellino», comincia l?articolo di Oreste Pivetta, che
così prosegue: «Visto a che punto siamo arrivati, viene da rimpiangere gli anni
in cui nacque il primo, il partito di Almirante, di Romualdi, di Michelini, di
Servello, di De Marsanich, di Nencioni». A noi pareva di ricordare che tutti
costoro, a sinistra, piacevano di più a testa in giù. E Pivetta con onestà lo
riconosce, scrive che «noi, figli della sinistra ortodossa, guardavamo con
orrore» a certa gente, però insomma, noi compagni eravamo «comunque forti della
consapevolezza che, siccome inneggiare al fascio era considerato apologia di
reato, il partito fascista sarebbe stato di per sé, per titolazione stessa,
passibile di cancellazione per via costituzionale, salvo poi frenare
chiedendosi dove sarebbero finiti i “neri”». Adesso, invece. Adesso l?Unità scrive
che siamo qui a «ritrovarci, sessantatré anni dopo la nascita del Movimento
sociale italiano (che qualcuno traduceva in Mussolini sempre immortale) a
chiedere la grazia all?erede di Almirante, e ora presidente della Camera, di
dare una mano in difesa della Costituzione». Erano belli, i tempi del
manganello e del doppiopetto. I tempi in cui «Roma accolse l?onorevole Giorgio
Almirante quando si presentò a Botteghe Oscure nel giugno del 1984», ricorda
Pivetta. «Da poco era stata allestita la camera ardente per Enrico Berlinguer e
il settantenne capo dei neofascisti italiani, esponente della repubblichina di
Salò, Almirante il fucilatore, rese omaggio al grande, amato, indimenticabile
capo dei comunisti italiani». C?era anche Giancarlo Pajetta, il partigiano
“Nullo”, all?ingresso della camera ardente, e l?Unità rammenta che «l?incontro
tra Pajetta e Almirante fu rispettoso». Altri uomini, altra destra. Mica come
quella di oggi. E poveri ex missini. Alleanza Nazionale, scrive il giornale
fondato da Gramsci e quasi affondato da Soru, è ahimè «costretta all?angolo
dalla voracità compulsiva di Berlusconi». Pivetta, angosciato, ha dentro una
domanda che non gli dà pace: «Mi sono sempre chiesto come alcune persone (lo
stesso Fini), forti di una cultura politica poco condivisibile ma
indiscutibile, potessero ritrovarsi con Berlusconi, onnivoro per gli interessi
suoi, del tutto estraneo all?abc della politica». E così. Sono passati
quarantanove anni dalla battaglia di Genova, scoppiata per l?indignazione di
fronte alla pretesa del Msi di tenere in città il proprio congresso. Quaranta
dalla strage di piazza Fontana e trentacinque da quelle dell?Italicus e di
piazza della Loggia, tutte «stragi fasciste», e l?Unità di allora invocava lo
scioglimento del Msi. Una trentina dagli anni di piombo e dalla conventio ad
excludendum. Solo una quindicina dal grido d?allarme per la presenza
di Gianfranco Fini e Alessandra Mussolini ai ballottaggi per l?elezione a
sindaco di Roma e di Napoli. Anche allora i fascisti non dovevano parlare. Ora
l?Unità pubblica un?ampia intervista a donna Assunta Almirante a sostegno della
tesi che si stava meglio quando si stava peggio. Tipica della cultura di
destra, la sindrome del nostalgismo sembra aver contagiato, ormai da un pezzo,
quel che resta della sinistra. Prima dei missini erano stati rimpianti a più
riprese i vecchi democristiani: quelli sì che avevano radici popolari, quelli
sì che avevano un senso dello Stato, quelli sì che sapevano tenere a freno le
ingerenze del clero. La rivalutazione di Almirante segue di pochi anni quelle
di Moro e Fanfani, di Piccoli e perfino di Andreotti, di Zaccagnini e perfino
di Forlani. Tutta gente che per anni è stata dipinta come un branco di ladri,
di servi della Chiesa e dell?America, di complici dei mafiosi, di registi della
strategia della tensione, di burattinai di servizi segreti deviati. Si potrebbe
pensare che in fondo è quel classico, umanissimo rimpianto del passato che poi
è il rimpianto della giovinezza perduta: lo stesso irrefrenabile moto dell?animo
che ci porta a chiudere gli occhi e sognare la bicicletta senza cambio, la tv
in bianco e nero, la gazzosa con la pallina di vetro, gli immangiabili
bastoncini di liquirizia, le interurbane con i gettoni
telefonici. E invece no, invece è l?eterna strategia della demonizzazione
dell?avversario del momento, che non solo fa sempre schifo ma è sempre peggiore
del precedente. Basterà pazientare qualche decennio per leggere su l?Unità, o
su quel che le succederà, un editoriale intitolato «I bei tempi del conflitto
di interesse», e un?articolessa su quanto era meglio Berlusconi che in fondo
non rubava perché era ricco di suo e poi dava posti di lavoro. Ci sarà, allora,
un nuovo mostro da abbattere, un nuovo pericolo per la democrazia. E si
scriverà che nel 2009 sì che c?era un governo «forte di una cultura politica
poco condivisibile ma indiscutibile», con la Carfagna che comunque aveva fatto
la legge sullo stalking, Bondi che sapeva scrivere poesie, Calderoli che almeno
una laurea ce l?aveva, Bossi che in fondo era un figlio del popolo, Frattini
che non aveva mai un capello fuori posto, Tremonti che s?era inventato la
social card. Quanto a Maroni sì, aveva detto che bisognava essere cattivi con i
clandestini: ma con i terroni era comprensivo. Può darsi che perfino a Gasparri
e Cicchitto troveranno qualche virtù. Così scriveranno, un giorno. Ma noi non
ci saremo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Varesenews" del 18-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Tradate - Presentate
in comune una serie di proposte di tagli da parte della minoranza. Il sindaco
Candiani: ?No all?assistenzialismo, servono posti di lavoro? «Tagli a cultura
ed eventi per un fondo anticrisi» Tagli per 160 mila euro proposti dalla
minoranza per combattere la crisi economica. Ma il sindaco ribatte che non si
deve creare assistenzialismo, ma proposte di lavoro. Tutto è nato dopo il
consiglio comunale di giovedì scorso, quando una mozione della minoranza è
stata approvata all?unanimità dall?assise municipale. Documento che prevede
l?istituzione di una commissione anticrisi, composta dai capigruppo consigliari,
e che avrà l?obiettivo di studiare interventi mirati a favori dei cittadini
colpiti dalla crisi economica. Ed ecco che nei giorni scorsi i consiglieri del
Gruppo Ulivo, Piergiorgio Campanini, Luigi Luce e Giuseppe Scrivo, hanno
presentato in comune una serie di proposte, tra cui: la rinuncia dei
consiglieri comunali al gettone di presenza alle
sedute, la rinuncia di parte dell?indennità da parte di sindaco e assessori,
ridurre della metà il contributo alle manifestazioni culturali, la riduzione di
due terzi del contributo alle associazioni, annullare le pubblicazioni di
storia locale, dimezzare il contributo al museo moto Frera, ridurre il bonus
bebè soltanto alle famiglie con un certo reddito e non a tutti. Il tutto,
secondo la minoranza, dovrebbe portare alla creazione di un fondo anti-crisi,
il cui obiettivo sarebbe da definire da parte della commissione. «Mi chiedo
perché le stesse cose non vengano attuate o proposte nei paesi della zona dove
è al governo il centrosinistra, come Castiglione Olona, Venegono Superiore,
Fagnano o Vedano Olona – risponde il sindaco Stefano Candiani -. Le proposte
saranno sicuramente discusse in commissione, ma quello su cui si dovrebbe
puntare non è la creazione di fondi che vadano nella direzione di un
assistenzialismo che crei dipendenza. Ma verso la creazione di un sistema che
generi, anche solo temporaneamente, posti di lavoro. Tagliare la cultura, gli
aventi, lo abbiamo già fatto rispetto agli anni scorsi, e tagliare
ulteriormente non farebbe altro che generare altra disoccupazione. Anche la
riduzione di indennità ad assessori e consiglieri non deve essere imposta, ma
deve essere una decisione personale, a seconda delle necessità. Comunque ci
tengo a precisare che va cambiata ottica, non si deve andare verso l?assistenzialismo,
ma studiare nuove proposte». Mercoledi 18 Marzo
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Provincia, vertice
tra i consiglieri per decidere sulle maxicommissioni La questione delle
'maxicommissioni' in Provincia sarà l'argomento clou della seduta della
commissione Statuto e regolamenti convocata per il 23 marzo. D'altronde il
presidente della Statuto, il socialista Nanni Rossi, lo aveva già preannunciato
nel corso della conferenza dei capigruppo del 2 marzo, quando si era discusso
della probabile necessità di aumentare da
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
di Francesco Romani
Bilanci comunali, boom dei fondi anti-crisi A Castiglione previste esenzioni
per i cassintegrati, Viadana blocca le tariffe Suzzara distribuisce i risparmi
del 2007 alle famiglie bisognose Pegognaga cala l'Irpef MANTOVA. C'è un filo
rosso che lega i bilanci comunali di quest'anno. E' la crescita esponenziale di
«fondi anti-crisi» e di misure di «welfare» locale come scudo per difendere i
redditi medio bassi dai colpi della crisi. Nelle pieghe di manovre economiche
dal raggio sempre più ridotto, sindaci e giunte raschiano il fondo del barile
per innalzare i livelli d'esenzione e minimizzare i costi delle tariffe. «Agli
sportelli sociali dove prima bussavano i pensionati - dicono i sindacati - oggi
c'è la coda di capifamiglia». Ed è un campanello d'allarme che i Comuni non
trascurano. Le istituzioni più vicine ai cittadini, insomma, non minimizzano la
profondità della crisi e i bilanci ne sono la riprova, in alcuni casi giungendo
a prevedere l'autoriduzione degli emolumenti agli amministratori
come segno di condivisione. Vediamo alcune delle misure prese. Viadana. Da anni
i gettoni di presenza sono
decurtati. Il sindaco Giovanni Pavesi percepisce 2mila e 72 euro al mese avendo
rinunciato ad indennità per 2mila e 323 euro. Quest'anno il Comune ha elevato
la soglia di esenzione Irpef e della fascia minima Isee (l'indicatore che fa
scattare molte delle tariffe comunali) bloccando anche il prelievo
fiscale locale. Per i nuovi bisogni delle famiglie sono stanziati 35mila euro
in un fondo straordinario. Castiglione. Gli emolumenti agli amministratori sono
al minimo. Il sindaco percepisce meno di 2mila euro mensili avendo la
responsabilità di una «società» da 50 milioni di fatturato e circa 200
dipendenti. Contro la crisi in bilancio sono stanziati 30mila euro per i
redditi più bassi. Allo studio c'è una moratoria delle tariffe comunali per i
cassintegrati e chi ha perso il lavoro. Suzzara. Il sindaco percepisce 1.950
euro mensili, dei quali 250 vanno al Pd. I costi della politica sono stati già
calati eliminando alcune commissioni consiliari. Le importanti politiche di
aiuto sociale, dopo il mancato rinnovo dei contratti agli interinali Iveco,
coinvolgono la Provincia e gli altri enti locali. L'aumento della tariffa
dell'acqua varata nel
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
COSTI POLITICA COSTI
POLITICA Onorevole, non avrei pensato Non avrei mai creduto che un esponente
politico appartenente a un partito di estrema sinistra come l'on. Edo Rossi si
mostrasse contrario all'iniziativa della Gazzetta di promuovere una petizione per
chiedere di ridurre gli stipendi a chi ricopre incarichi pubblici. Questo
dimostra chiaramente che quando si riesce a entrare nei palazzi del potere, a
prescindere dall'appartenenza a questo o a quel partito, bianco o nero che sia,
ci si dimentica del mondo esterno e delle promesse fatte agli elettori, e
ognuno si adegua al sistema vigente all'interno di quei palazzi dorati,
prodighi nell'elargire danari e privilegi ai nuovi inquilini. Se qualche
cittadino qualunque si permette di avanzare qualche critica sul loro operato o
di menzionare i loro cospicui guadagni e i tanti privilegi reagiscono in malo
modo come ha fatto l'on. Rossi, a seguito dell'iniziativa della Gazzetta.
Magari lo facessero tutti i giornali italiani quello che ha fatto la Gazzetta,
almeno tutti i cittadini saprebbero quanto guadagnano i nostri politici e dei
privilegi che hanno. Sappiamo perfettamente che un'eventuale riduzione delle
indennità non salverebbe la situazione catastrofica in cui si trova l'economia
italiana. Di fronte però a tutto quello che sta succedendo, con migliaia di
lavoratori licenziati o in cassa integrazione, ci si aspettava un piccolo
«sacrificio», un gesto tangibile, o semplicemente un «segno» dignitoso, come ha
detto il direttore della Gazzetta. Non siete neppure stati capaci di fare
questo, a dimostrazione che dei disoccupati e dei cassintegrati non ve ne
importa nulla. Voi pensate solamente ai vostri interessi, siete i più pagati al
mondo e godete di tanti privilegi che in altre nazioni se lo sognano, siete i più
numerosi e i più assenteisti. Avevate imparato anche a fare i «pianisti» per
rubare ancora di più agli italiani. Sono stati installati in Parlamento
marchingegni per cercare di evitare i vostri comportamenti
illegali costati ai contribuenti italiani 800.000 euro. Fosse per me vi avrei
fatto mozzare le dita per farvi togliere quel brutto vizio. Se la
responsabilità della crisi attuale è dei capitalisti troppo avidi e dei loro
sostenitori politici, perchè allora quei politici che si sentono di essere onesti
non cercano di fare qualcosa per bloccare l'avidità dei capitalisti e
smascherare i loro colleghi che li sostengono? Ai politici fa comodo
intrattenere buoni rapporti con i capitalisti, i banchieri, i manager, i
dirigenti pubblici ecc., visto che ogni tanto qualche mazzetta sottobanco
arriva anche a loro. Se Colaninno e gli altri come lui percepiscono grossi
stipendi e liquidazioni con molti zeri, la colpa è sempre dei politici che
fanno le leggi e i regolamenti a loro vantaggio. Giovanni Angelo Delogu CASTELBELFORTE
Ronde, ma se i ladri agiscono di giorno? A Castelbelforte periodicamente
scorrazzano bande di ladri che in pieno giorno indisturbate, mettono a segno i
loro colpi. Nell'ultima settimana sono stati almeno quattro i furti in case di
privati cittadini di cui si ha notizia certa. La sinistra non governa, neanche
localmente. Chi chiamiamo in causa, il sindaco leghista o il governo di destra
che sulla sicurezza ha fatto la sua fortuna politica?
Secondo la stravagante tesi che vanno diffondendo leghisti e pidiellini, è da
citare la derelitta sinistra contraria di massima all'idea delle ronde. La
stessa tesi bizzarra è stata sostenuta da Morando, presidente dell'associazione
«Gruppo intercomunale sorveglianza territoriale» nell'incontro pubblico sul tema,
organizzato dal consigliere di opposizione Mantovanelli, anch'egli favorevole
alla forza deterrente delle ronde (ma a chi si oppone poi Mantovanelli?). A
Carbonara Po, racconta Morando, dall'avvento delle ronde notturne, sostenute da
privati cittadini «rondisti» o «paganti» per assicurarsi notti tranquille, i
furti hanno subito un tracollo. Rimane da capire come possa sentirsi
rassicurato quel cittadino che non partecipa in nessuno dei modi a tale
iniziativa e come si fa a persuaderlo, ma l'associazione sembrerebbe comunque
aver fiutato un buon affare. Certo è un successone nonostante la sinistra, come
egli ha tenuto a precisare, non prima però di aver fatto fede di apoliticità
aprendo la discussione. Il parere negativo espresso a riguardo dal sindacato di
Polizia Siulp e dalla stampa vicina alla Chiesa non lasciano la sinistra sola e
sconfitta, ma per Morando & co. si tratta di pareri elitari: «La base è con
noi!». E a proposito di apoliticità, nessun cenno è stato fatto all'azione
inefficace del governo Berlusconi e della legge Bossi-Fini, inefficacia
certificata dalle stesse ronde, ma solo la generica presa d'atto del fallimento
delle istituzione che giustificherebbe l'avvento di questi volontari della
notte. Ma se i ladri furbi svolgono la loro attività in pieno giorno? Beh, in
quel caso i volontari rimangono fregati e... noi con loro. A meno che
l'opposizione, nostri dipendenti, per dirla con Grillo, non abbia la
brillantissima idea di far rendere conto al sindaco Gazzani del suo operato di
governo a tutela dei propri concittadini. Quest'ultimo non è a conoscenza della
reale quantità e genere di reati che accadono nel piccolo territorio che
amministra. Avrebbe quantomeno sgravato la polizia locale dai compiti d'ufficio
e dall'uso dell'autovelox per impiegarla almeno nella vigilanza diurna a tutela
della cittadinanza. Stefano Paolo Lochi OLTRE LA CRISI) Banche e imprese
Strategia comune Alla difficoltà crescente delle piccole e medie imprese
nell'accesso al credito e alla relativa caduta del clima di fiducia delle
imprese bisogna rispondere con chiarezza e con determinazione. Lo ha sostenuto
Confcommercio al tavolo di confronto tra Abi e organizzazioni del commercio,
dell'artigianato e dei servizi. E' un'esigenza che va perseguita tramite un
lavoro comune continuo, strutturato e non formale tra Associazione bancaria ed
Associazioni delle pmi, che recuperi le originarie ambizioni che avevano
portato, nel 2004, all'istituzione dell'Osservatorio permanente sui rapporti
tra banche e imprese. L'obiettivo dovrebbe essere elaborare comuni proposte
operative sia per le relazioni dirette tra le banche e le imprese, quanto per
proporre ai decisori pubblici interventi utili a contrastare il rischio della
stretta creditizia. Come l'accelerazione dei pagamenti delle pubbliche
amministrazioni, la valorizzazione del ruolo dei consorzi fidi e del fondo
centrale di garanzia e la facilitazione del consolidamento e della
ristrutturazione del debito a breve. Al sistema bancario l'Uncom chiede di
mettere in campo tutta la propria professionalità e di rivalutare
quell'esperienza delle relazioni di prossimità tra banca ed impresa che ha così
profondamente e positivamente innervato la storia dei processi di sviluppo
territoriale del nostro Paese. E' comune interesse di banche imprese, infatti,
comprendere le difficoltà delle pmi e cercare di individuare soluzioni meno
scontate, ad esempio, delle repentine richieste di rientro. Se oggi c'è un
patto da fare è anzitutto il patto tra banche ed imprese. Sarebbe la miglior
risposta rischio dei rischi, ossia al rischio della stretta creditizia. Nicola
Dal Dosso Direttore Uncom Mantova CENTRO DESTRA C'è fusione e anche confusione
Gli italiani vogliono confluire in un partito solo. An confluisce nel PdL. Il
neonato partito è uno e bino. Con la fusione, si sostiene, l'identità esce
rafforzata. O forse no? C'è fusione e confusione. La parola d'ordine è: forza,
dentro tutti! Nessuno deve star fuori: nel neonato partito c'è posto per tutto
e il contrario di tutto. Un solo popolo, un solo partito. Tutti per uno, uno
per tutti. Nella foga delle fusioni si arriverà, si spera, al partito unico in
cui potranno confluire destra e sinistra, liberando finalmente gli elettori
dall'imbarazzo della scelta. E' bello, in nome della semplificazione, far di
tutte le erbe un fascio. Semplificati ci si sente più leggeri, perché il
pensiero (politico) è abolito e non ingombra il cervello, che, troppo impegnato
nei «reality», va poi lasciato in deposito a riposare. Omar Valentini
( da "Tirreno, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 9 - Empoli
Rinunciare ai gettoni? Sì ma non senza perplessità
Gabbanini è d'accordo con la proposta di Caverni. Più critico Giani.
Possibilista Roberto Ferraro (An) GIACOMO PELFER SAN MINIATO. Creare un fondo
di emergenza contro la crisi e alimentarlo, almeno inizialmente, con i gettoni di presenza dei consiglieri comunali. Luca Caverni,
capogruppo de "La Sinistra per San Miniato", ha messo sul tavolo la
sua proposta: «Se tutti i consiglieri rinunciassero ai gettoni
percepiti in un anno - ha spiegato ieri in un intervento pubblicato dal nostro
giornale - si potrebbero recuperare circa 9mila euro, da utilizzare come aiuto
per chi ha perso il posto di lavoro». Un'idea che ha fatto discutere. Che è
piaciuta, ma che è stata anche, dall'altro lato, accusata di demagogia. Un'idea
che trova, almeno in linea di principio, pareri favorevoli tra i componenti il
consiglio comunale di San Miniato. è soprattutto per quello che riguarda le
modalità che non mancano critiche e osservazioni. Pieno appoggio alla proposta
lanciata da Caverni arriva da Vittorio Gabbanini, presidente del consiglio
comunale e, dopo la schiacciante vittoria riportate alle primarie del Pd contro
Romagnoli, prossimo candidato alla carica di sindaco. «Sono perfettamente
d'accordo con questa proposta - afferma -; in un momento come questo le
istituzioni devono dare il buon esempio. I capigruppo potrebbero aprire su
questo tema un tavolo di discussione. La speranza è che la crisi possa essere
superata in maniera definitiva facendo ripartire il comparto industriale, ma
per adesso dobbiamo valutare ogni possibilità per far fronte alle richieste di
aiuto». Più critico invece il capogruppo del Partito Democratico Francesco
Giani: «E' singolare che il consigliere Caverni - ha sottolineato Giani -
presenti le sue proposte sulla stampa piuttosto che di fronte al consiglio
comunale. Rinunciare ai gettoni di presenza sarebbe
soprattutto un fatto simbolico, ma se ne può comunque discutere; l'importante è
che questo avvenga nelle sedi opportune». Pareri contrastanti anche tra i
consiglieri di opposizione. Secondo Giacomo Sardelli,
capogruppo di Forza Italia, rinunciare a tutti i gettoni
di presenza sarebbe eccessivo. «Finché si tratta di
due o tre può anche andar bene come fatto simbolico - spiega -, ma rinunciando
a tutti i gettoni di un
anno, o addirittura di un intero mandato, ci si rimetterebbe anche di benzina.
Condivido la proposta nei suoi principi, ma non la posso accettare nelle
modalità. Sono disposto a discuterne purché non si faccia della demagogia. La
proposta potrebbe essere allargata a livello provinciale, o meglio ancora
regionale, anche perché recuperare appena novemila euro sarebbe abbastanza
irrilevante». «Il mio gruppo non avrebbe alcun problema ad accettare questa
proposta - dice invece Roberto Ferraro, consigliere di Alleanza Nazionale -.
Non avremmo problemi a rinunciare agli appena 500 euro che percepiamo ogni
anno. L'importante è che questo gesto non diventi solo propaganda. Usare i gettoni di presenza per le famiglie in difficoltà è soltanto
una delle tante cose che si potrebbero fare in questo momento: il Comune
potrebbe ad esempio fornire gratuitamente alcuni servizi a domanda individuale,
come quelli scolastici, per quelle famiglie che vivono situazioni di
difficoltà».
( da "Centro, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
di Antonio De Frenza
Firme contro i costi della politica In poche ore 250
adesioni Costantini: subito la legge PESCARA. Ha mostrato lo scatto del
centometrista la petizione del Centro lanciata con la proposta di abbassare del
20% le indennità dei consiglieri regionali. Alle 23 di ieri, dopo appena 24 ore
dalla messa in rete, erano già 250 gli abruzzesi che avevano firmato con nome e
cognome l'appello (davvero tanti, visto che da ogni singolo computer è ammesso
l'invio di una sola firma). Ma le prime adesioni erano già arrivate pochi
minuti dopo il lancio: evidentemente il tema è sentito. E non si tratta di
populismo: domani scatteranno i nuovi ticket per i medicinali. Curarsi costerà
di più: 2 euro per un singolo farmaco che costi più di 5 euro, fino a 4 euro
per una ricetta. La tassa colpirà i più deboli, nonostante le fasce di
esenzioni previste. è giusto dunque che anche la classe politica
si faccia carico di pagare un proprio personale, solidale, ticket. è questo lo
spirito della petizione. Gli stipendi e le pensioni dei consiglieri sono per
molti abruzzesi esageratamente alti: al netto delle ritenute, il semplice
consigliere prende 4.840 euro al mese, ai quali vanno aggiunti rimborsi spese
che arrivano fino a 6.085 euro al mese, per un totale di quasi 11mila euro (le
cifre sono quelle ufficiali, comunicate dalla Regione al sito della Conferenza
dei Consigli regionali www.parlamentiregionali.it). Il presidente del Consiglio
regionale Nazario Pagano ha istituito una commissione di tecnici per studiare
la questione e arrivare a un taglio dell'indennità. Dalla maggioranza si è
sentita la voce di Giuseppe Tagliente che chiede un taglio del 10% da destinare
a un fondo per i precari (vedi servizio di lato). Dal territorio arrivano le
voci dei sindaci, come il primo cittadino di Gessopalena Antonio Innaurato, che
ricorda come molti sindaci e amministratori dei piccoli comuni e delle comunità
montane da tempo hanno rinunciato alle loro indennità per offrire un servizio
di puro volontariato, soprattutto nelle aree montane «un lavoro prezioso per
evitare che le aree interne si spopolino». Dall'opposizione
arriva di nuovo la critica del capogruppo dell'Idv Carlo Costantini che accusa
la maggioranza di non voler affrontare la questione dei costi della politica: «Mentre si chiede ai cittadini
un impegno maggiore sui ticket qui nessuno fa un passo indietro per rivedere le
spese dell'Ente. Venti giorni fa», ha spiegato Costantini «ho presentato
un disegno di legge, che è ora al vaglio della prima commissione, per chiedere
l'eliminazione del vitalizzo, già a partire da questa legislatura. Il disegno
prevede inoltre la riduzione del 10% dell'indennità dei signoli consiglieri
regionali e l'innalzamento a 70 anni dell'età pensionabile per quei consiglieri
che l'hanno già maturata. Non ci siamo fermati qui» ha concluso Costantini
«perché abbiamo chiesto anche l'abbassamento del 10% delle spese di
funzionamento dei gruppi».
( da "Gazzetta di Modena,La" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Gli agenti blindano
via Ganaceto Controlli strettissimi, unità cinofile e tiratori sui tetti
L'accoglienza e i saluti della gente: «Bravo, continua così» Alla Camera di
commercio il primo appuntamento di Filippo Pederzini Forze dell'ordine
schierate, cronisti in attesa e diverse decine di modenesi hanno affollato ieri
pomeriggio via Ganaceto per l'arrivo del Presidente. E Napolitano non ha
deluso: l'auto presidenziale è arrivata all'ingresso della Camera di Commercio
alle 18 precise, come da programma. Ma la mobilitazione è iniziata molto prima.
Alle 17 via Ganaceto, compreso corso Cavour - entrambe le strade sono ridotte
ad un cantiere a cielo aperto per lavori edili e di riqualificazione del manto
stradale - sono letteralmente blindate. Decine di agenti - polizia,
carabinieri, guardie di finanza, unità cinofile e vigili urbani pattugliano la
strada, attenti ad ogni minimo movimento sospetto e dotati di radio
ricetrasmittenti. Non sono gli unici: gli agenti in borghese non mancano, come
del resto un paio di carabinieri in alta uniforme e pennacchio, di guardia
all'entrata della Camera di Commercio e un corazziere che vigila sotto il
portico. Dal palazzo di fronte qualche curioso è pronto con la macchina
fotografica per immortalare l'arrivo del Presidente; dal tetto invece di tanto
in tanto fanno capolino diversi agenti - tiratori scelti - mentre il rumore
dell'elicottero è praticamente onnipresente. Nell'attesa, alla spicciolata, si
avvicina qualche cittadino: alcuni sono appoggiati alle transenne da almeno un
paio d'ore. Si tratta per lo più di anziani, qualche famiglia con bambini al
seguito, pochi giovani e un paio di immigrati. Alla fine saranno una
sessantina. Mentre si avvicina l'ora "X", nel brulichio di agenti,
cameraman e giornalisti sfila, a detta dei pochi cittadini presenti, "la
Modena che conta" che prende posto per l'incontro con Napolitano. Piero
Ferrari arriva in bicicletta, con la guardia del corpo che lo segue in mountain
bike, mentre Andrea Leoni (Pdl) dialoga con il presidente della Regione Vasco
Errani. Il consigliere regionale Enrico Aimi stringe mani, il rettore
dell'università Aldo Tomasi si limita a salutare, mentre è più defilato il
presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Andrea Landi. Un "ciao
sindaco" da dietro le transenne accoglie il sindaco Pighi con fascia
tricolore, subito "braccato" dalle tv locali. Nel frattempo, pur
essendo la visita del Presidente della Repubblica largamente annunciata, c'è
chi tenta ugualmente di entrare da corso Cavour con l'auto e viene prontamente
respinto; la scaletta di un fotografo viene posta in via precauzionale oltre
una grata e chi staziona in zona si trova a fare i conti anche col tanfo che
sale dal cantiere di corso Cavour. Attimi di fibrillazione anticipano l'arrivo
del Presidente Napolitano: un carro attrezzi, mentre il questore Salvatore
Margherito invita a "fare largo", giunge a gran velocità per
rimuovere uno scooter. C'è ancora tempo per una bella foto di gruppo -
presidente della Provincia, della Regione e comandante dell'Accademia e dei
carabinieri - quindi finalmente, dopo aver svoltato da viale Monte Kosica,
l'auto presidenziale arriva e si ferma. A far gli onori di casa Maurizio
Torreggiani, presidente della Camera di Commercio; breve applauso dei pochi
presenti e Giorgio Napolitano che si infila velocemente nel palazzo. Qualcuno
del pubblico ci resta male per la velocità dell'operazione e se ne va
mugugnando; altri rimangono per attenderlo all'uscita dalla Camera di
Commercio. C'è chi si fa spiegare dai carabinieri i simboli delle bandierine
presidenziali, chi conosce il programma della due giorni a memoria e dà
indicazioni e chi si aspetta una stretta di mano o un autografo: come un
insegnante delle medie, che ha portato per l'occasione i disegni degli alunni
(il suo, però, resterà un sogno). Il tutto sotto lo sguardo vigile degli agenti
impegnati a tener d'occhio i passanti con borse e zaini. I discorsi però,
nell'attesa, scivolano su argomenti "spigolosi": «Mai che invitino la
gente comune a questi incontri di sole autorità», lamenta una donna; «Chissà quanto costa ai contribuenti tutto questo cerimoniale»,
aggiunge un altro; «E quello che intascano gli onorevoli nonostante la crisi?»,
replica un terzo. Il passo è breve e in poco tempo da più parti si levano
"peste e corna" sui costi della politica. Ma l'accensione dell'auto del Presidente, così come il
corazziere di guardia, calma gli animi: l'uscita di Napolitano è vicina. Il
Presidente spunta dal portone, saluta, va incontro alla gente - anche se alla
fine saranno in numero maggiore giornalisti e forze di polizia - si concede e
stringe qualche mano. E tra «Continui così presidente», «Forza Napolitano» e
tanti «Bravo», sale in macchina alla volta di palazzo Foresto.
( da "Centro, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 13 - Pescara
Salta il voto sulla Mare-monti Provincia, i consiglieri lasciano l'aula. Di
Minco furioso PENNE. La mozione proposta da Rifondazione comunista per
sbloccare i lavori della Mare-monti e migliorare il tracciato della strada è
saltata. O meglio: è mancato il numero legale al momento della votazione in
aula. Nonostante la discussione politica avvenuta pochi minuti prima (era
l'unico punto all'ordine del giorno) i consiglieri provinciali, con uno scatto
atletico, al momento del voto, si sono dileguati tra le stanze di Palazzo dei
Marmi e hanno fatto salutare la seduta. Peraltro, a richiedere la verifica del
numero legale è stato il consigliere pennese Silvio Cardone, iscritto
all'Italia dei Valori. Un gesto che ha fatto arrabbiare il capogruppo di
Rifondazione, Sandro Di Minco, il proponente, e il presidente della Provincia
Pino De Dominicis. Anche perché l'intera maggioranza era favorevole a sostenere
la mozione del Prc. Anche questa volta, dunque, il centrosinistra si frantuma.
«Sono stufo di partecipare a dibattiti dove si discute sul ruolo e l'importanza
dell'istituzione provinciale, per la quale continuo a nutrire grande rispetto,
quando poi nelle aule dell'Istituzione si aggira un sottobosco politico
incapace di assumere un minimo di responsabilità politica», attacca Di Minco.
«Ho presentato nei giorni scorsi richiesta di accesso agli atti per conoscere
tutte le iniziative assunte da ogni consigliere dall'inizio del mandato ad
oggi», annuncia. «Ho chiesto di sapere il numero dei loro
interventi, le presenze e tutte le volte che hanno partecipato al consiglio
solo per pochi minuti, il tempo per maturare il gettone di presenza. Appena avrò questi dati li
renderò pubblici e i cittadini sapranno chi lavora e chi bivacca».
Gilberto Petrucci
( da "Adige, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Elezione diretta dei
presidenti di circoscrizione e attribuzione agli stessi dello status di
consiglieri comunali Elezione diretta dei presidenti di circoscrizione e
attribuzione agli stessi dello status di consiglieri comunali. È la ricetta di
Corrado Paolazzi, da quattro anni alla guida della circoscrizione di Gardolo
che con i suoi oltre tredicimila abitanti è una delle comunità più grosse del
Trentino. Paolazzi ribadisce il ruolo di importante anello di congiunzione tra
cittadini rappresentato dalle circoscrizioni e si dice contrario al loro
accorpamento, proposto anche dal sindaco reggente e candidato del
centrosinistra Alessandro Andreatta. Anche perchè non sarebbe un intervento
risolutivo del problema dei costi della politica. «La Circoscrizione di Gardolo
- calcola - costa al cittadino residente 39,56 euro pro capite. Il costo
comprende il personale, i consumi, gli ammortamenti dei beni, i costi di
gestione e manutenzione, la quota parte degli oneri finanziari relativi alle
opere pubbliche realizzate, eccetera. In questo costo totale sono ricompresi
3,65 euro pro capite per indennità e gettoni di presenza.
L'eventuale riduzione del numero dei consiglieri porterebbe qualche minimo
beneficio alle casse comunali». Qualche risparmio in più arriverebbe dal taglio
del numero dei consiglieri comunali. Ma Paolazzi teme che ridurli semplicemente
da
( da "Tirreno, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 8 - Livorno
RICORDI RICORDI Livorno città rossa della Toscana rossa Ieri ed oggi: come
cambia il mondo. Ricordo che poco tempo fa noi tutti vivevamo in una città che
si contendeva con Bologna la palma di città rossa d'Italia. In verità non
ricordo bene come si sia arrivati a questo punto, ma sta il fatto che ci siamo
arrivati e a dire il vero, non è piacevole. è come quando ci si risveglia da un
sonno agitato e diviene difficile afferrare subito la situazione che ci si
trova davanti. Oggi mi ritrovo immerso in una realtà che mi riesce difficile
capire e dunque dire che sono frastornato è dire poco. Illudermi ancora oggi
che Livorno è rossa, sarebbe un'idea bislacca perchè se ben capisco, oggi
Livorno è rossa sì, ma dalla vergogna. Livorno è divenuta una città in
"tinta", come si dice, con il resto della nostra Italia. Purtroppo
neanche la politica ha per noi possibilità salvifiche. Anzi è proprio per colpa
di una politica degenerata che non è più riuscita a legare i tempi con i necessari
cambiamenti che ci troviamo in questi guai. Ma in più oggi c'è anche
l'aggravante di una crisi finanziaria mondiale che piano piano sta investendo
l'economia reale e questa situazione perdurerà per almeno due anni. Al di la
dei colori dunque, quello che occorre è buona politica e consiglio a tutti di
non solo sperare, ma fare in modo che essa lo sia per davvero. Ma il fatto che
si continui a rincorrere tutte le "farfalle", senza riflettere
seriamente a ciò che sta accadendo a tutti noi, non lascia presagire niente di
buono. Sergio Barsotti INCIDENTI Si cercano testimoni Si cercano testimoni per
l'incidente accaduto ad una signora in bicicletta, travolta da un'auto, il
giorno 15 gennaio 2009 ore 19.10 verso la via Mameli. Telefonare al n.
327-0028593 oppure 328-8832398. CANI INNOCENTI Fabbricotti invasa dallo sporco
Gentile Tirreno, a seguito del vostro articolo pubblicato oggi 18/03/09,
replico in maniera cosi accesa non tanto come padrona di un piccolissimo
Pincher, ma come abitante della zona Fabbricotti, letteralmente invasa da
sporcizie e da quelli che voi chiamate popolo rom e che invece si tratta di
nullafacenti in giro per giornate intere. Sono figlia del noto Leo Picchi e non
mi vergogno a dirlo perché a volto aperto controbatto per avere giornate
tranquille vissute nel mio quartiere, zona ormai come tante poco
raccomandabile. Si lamentano per i nostri cani portati al parco del viale della
Liberta', senza considerare che quella zona da una certa ora diventa off-limits
a tutti: ci sono spacciatori, alcolizzati e perfino gabinetti pubblici dove si
recano anche persone come noi che probabilmente alla luce dei fatti sembrano
pulitissimi ed educati invece sono letteralmente dei porci che sfogano dai loro
istinti animaleschi di sopra e di sotto senza neanche farsi degli scrupoli.
Chiamiamolo campino delle cagate e pisciate pubbliche. Vi scandalizzate dei
cani? Per lo meno i loro bisogni potrebbero servire da concime. Al contrario i
rifiuti di questi rom sporchissimi, bottiglie, sacchetti, vetri, rimasugli dei
loro pranzi passano inosservati perché o vigili o chi del comune hanno da
preoccuparsi di fare le multe in divieto di sosta sulle righe del parcheggio
allo stesso campino. Io stessa mi sono recata a reclamare alla nostra
circoscrizione per dire cosa avveniva la scorsa estate: spaccio di
stupefacenti, rom che facevano tranquillamente i loro bisogni di fronte a
tutti, dietro e davanti il casottino dove la gente passa tranquillamente.......
Parlate di parco pubblico per i bambini e vecchi? Le panchine sono state tutte
sfasciate dagli stessi ragazzi che ci venivano a giocare a pallone,il recinto
per i cani lo avete costruito vicino alle bocche dell'acqua per innaffiare il
campo... Due entrate che quando piove è impossibile entrare. Cani enormi,non
posso convivere con cani piccoli. L'estate ci siete mai stai? 50 gradi
all'ombra e di più al sole, è un forno crematorio. Francesca
Picchi ANCHE A LIVORNO La casta resta intoccabile Qualche domenica fa
Manfellotto direttore de Il Tirreno prendendo spunto da La Casta di Rizzo e Stella,
mette il dito nella piaga. "A due anni dall'uscita del libro, sono sempre
tutti lì a godersi i privilegi piccoli e grandi. Le pensioni, le
retribuzioni esagerate, le auto blu, la carriera a vita e le
nomenclature". La Casta tra un discorso e
l'altro, si gode la vita. Ciò che più fa arrabbiare è la presunzione di far
credere, che la loro carriera, la loro notorietà e i loro super guadagni, siano
frutto delle loro capacità intellettive. La colpa soprattutto è anche nostra,
per troppo tempo abbiamo subito passivamente le loro arroganze, le loro
spavalderie, i loro interessi. Parte importante della popolazione di sinistra,
disgustata, si allontana dalla politica. Loro ancora una volta fanno finta di
non capire. Un numero consistente di cittadini, consapevoli del momento
particolare cui i partiti del centro sinistra stanno attraversando, con la
rabbia in corpo chiedano di riorganizzare un sano e nuovo gruppo dirigente, cui
dia l'opportunità di riappropriare la dignità, i valori e l'etica, in parte
(per colpa loro) perduta. La popolazione da voi attende un segnale fortemente
significativo... e voi che ci avete messo con il sedere per terra, vi
gingillate. Su Il Tirreno del 12 marzo leggo: "Così giovani e già così
vecchi..." Parte dei giovani del Pd intervistati sono fans di Dalema"
In futuro oltre alla politica di professione vorrebbero (ce né un altro a
Lucca) fare il deputato". Il senatore Filippi intervistato dice: "I
giovani sono Bamboccioni, però la colpa non è loro. I padri sono sempre lì, il
ricambio è fallito". Filippi continua: "una volta nel P.C.I. c'erano
le scuole politiche e il gusto dei compagni di preparare le nuove
generazioni". Ancora una volta propongo che: Iardella, Susini, Simonti,
Frontera, Penco, Bosco, Demi, Del Gamba, Biricotti, Bolognesi e tutti gli altri
che non ricordo, una volta finito l'incarico purtroppo ormai avuto, di essere
(a gratis) promotori e insegnanti della scuola di partito, dove i giovani
apprendino le regole dell'etica politica, dell'altruismo e la solidarietà. Che
ne pensano i dirigenti e circoli del P.D.di formare una scuola di partito e
preparare le giovani leve alle battaglie politiche, dell'oggi e del domani?
Educare i giovani ai continui cambiamenti, cioè: "Finito un qualsiasi
mandato, ritorni da dove sei venuto". Altrimenti l'altra alternativa è
chiedere al Papa, se ci da in prestito Simone Giusti Vescovo di Livorno, il
quale ha il difetto di essere pisano, però in quanto a rinnovamento non lo
batte nessuno: In 4 e 4 otto ha rinnovato la chiesa labronica. Nonostante le
lettere ripetutamente "forzate" a favore dell'ex Vicario Paolo
Razzauti. Simone Giusti senza guardare addietro, ha portato a termine, una
ventata di rinnovamento. Ed io parteggio per lui. Umberto Vivaldi COLLESALVETTI
La Lega Nord non ci conosce Il riferimento che fa la Lega Nord alla situazione
politica nazionale, nel criticare l'alleanza di centro sinistra, maschera una
scarsa conoscenza della realtà di Collesalvetti e quindi non riesce a
comprendere che tale alleanza è diretta espressione della coesione sociale
caratteristica di questo Comune. Coesione che non sarà messa a rischio da chi
sparge razzismo e immotivate paure, come fa la Lega, attentando in questo modo
al senso di sicurezza dei cittadini. Altro punto che denota estraneità rispetto
alla situazione locale è parlare di comitati d'affari: è bene che la Lega pensi
a spiegarlo ai lavoratori di Malpensa, che cosa è un comitato d'affari. Per
quanto concerne la questione Raffineria ENI di Livorno sarebbe più opportuno
che la Lega, forza di governo nazionale, si spendesse affinchè il Governo
stesso rispondesse alle innumerevoli richieste di chiarimenti circa la
situazione della Raffineria, fatte pervenire dalle amministrazioni locali e
regionali, piuttosto che speculare sulle legittime preoccupazioni di tanti
lavoratori che da questo sito produttivo traggono la loro unica fonte di
reddito. Riccardo Demi Segr. Unione Comunale Partito Democratico
( da "Nazione, La (Viareggio)" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA VIAREGGIO
pag. 7 DURISSIME critiche all'amministrazione comunale, oggi al centrodestra
come i... DURISSIME critiche all'amministrazione comunale, oggi al centrodestra
come ieri al centrosinistra, dal segretario di Rc Roberto Pucci che, rispetto
al paventato taglio dei compensi dei politici, ricorda: «Questi argomenti non
sono nuovi, il nostro partito li ha affrontati più volte, spesso nella
solitudine più completa, nella precedente legislatura. Al di là delle questioni
morali, che in tempo di crisi sono ancora più valide, cerchiamo di capire se
esiste davvero la necessità di questa struttura di potere' per far funzionare
le cose, o se invece si può tornare al vecchio e più volte rimpianto spirito di
servizio che animava fior di politici e di intellettuali quando, per i partiti,
gestivano enti e aziende. Veramente si pensa che per il Carnevale, per
organizzare i corsi mascherati, siano necessarie persone pagate anche
discretamente? Perché in passato il Carnevale funzionava lo stesso, forse anche
meglio, con il volontariato, con 7 o 8 persone che si sacrificavano, e in alcuni casi tiravano fuori i soldi di tasca propria?». «COSI
si potrebbe dire dei servizi vari prosegue Pucci del gas, dell'acqua quando
all'Amag uomini come Mario Raggiunti prendevano un piccolo gettone di presenza e le cose funzionavano lo
stesso, forse anche meglio. Potrei continuare, ma la verità è che ormai si è
creato un nuovo mestiere, un nuovo lavoro, per cui la politica si
incarica di gestire il potere attraverso strutture parallele che speso sfuggono
al controllo democratico. Il centrodestra viareggino in questo non solo non ha
cambiato, come promesso, le cose, ma anzi le aggravate creando nuove situazioni
di finto precariato senza specifiche professionalità: basti pensare a Sugliano
ed alla Clerici. E il costo per i cittadini che si aggira su un milione di euro
l'anno. Si è sostituita una classe politica con un'altra, senza cogliere
l'occasione per una svolta netta ed i politici di destra, anche quelli che
facevano i riottosi, si sono tuffati nella nuova avventura costruendosi rendite
di posizione difficilmente eliminabili». «INTANTO conclude il segretario la
città è drammaticamente in crisi, dal punto di vista sociale, del decoro, del
turismo, della qualità della vita. Le soluzioni per uscire sono le solite:
costruzioni, parcheggi sotterranei, stadi megagalattici, alienazioni. Così
continuando Viareggio non solo non sarà più la perla' del Tirreno, ma rischierà
di diventare la cozza' del Tirreno. Servirebbe invece ripensare il bilancio,
rivedere la sua filofosia, una sorta di bilancio di guerra, che impone scelte
di guerra. Così facendo non pagare i veri professionisti della politica, per
affrontare l'emergenza sociale, non sarebbe demagogia, ma una scelta obbligata,
buona e giusta».
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Giovedì 19 Marzo
2009 Chiudi PESCARA - Per la Cna abruzzese «decenza
vorrebbe che si tagliassero i costi della politica», gli stipendi, i privilegi, le indennità di carica, che si
eliminassero i vitalizi maturati dopo un pugno di anni di contribuzione e che
si incassano a partire dai 60 anni». Intanto il presidente del Consiglio
regionale Nazario Pagano ha insediato il gruppo di lavoro per studiare i tagli.
Mandara a pag.31
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Giovedì 19 Marzo
2009 Chiudi di LILLI MANDARA PESCARA - «Decenza vorrebbe», dice Franco Cambi
presidente della Cna abruzzese. Decenza vorrebbe che si tagliassero i costi
della politica, gli stipendi, i privilegi, le
indennità di carica, che si eliminassero i vitalizi maturati dopo un pugno di
anni di contribuzione e che si incassano a partire dai 60 anni negli stessi
istanti, nella stessa Italia che sta innalzando l'eta pensionabile delle donne
a 65 anni. «Per decenza» i consiglieri regionali, i presidenti di giunta e
consiglio, i capigruppo e tutta la classe politica
dovrebbe dare un taglio alle prebende. «Sennò vorrà dire che la politica predica bene quando si tratta di parlare degli
altri, e razzola male quando si tratta anche solo di sfiorare il suo
portafoglio». Per il presidente dell'Artigianato e della piccola e media
impresa non solo è necessario, è indispensabile in una Regione ridotta in
macerie fare un atto di buona volontà: «Di fronte a un Abruzzo in cui la cassa
integrazione guadagni è cresciuta del 1.300% in appena dodici mesi (e ieri la
Sevel ha annunciato altre tre settimane di cig), in cui 29 mila famiglie
possono mangiare ogni giorno solo grazie alle collette promosse dal Banco
alimentare, in cui crescono le nuove povertà, nell'Abruzzo del dissesto dei
conti regionali e del maxi debito della sanità, in cui imprese e famiglie sono
poste di fronte all'assurda prospettiva di pagare nuove tasse, di fronte a un
Abruzzo così conciato, decenza vorrebbe che la classe politica
decidesse di tagliare qualcuno dei tanti privilegi di cui gode». Soprattutto
ora che anche la Chiesa si appella alla moralizzazione della politica.
E il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano, incalzato dai giornali,
ha insediato la commissione incaricata di studiare i tagli ai costi della politica. Sei i funzionari e i dirigenti che compongono il
gruppo di lavoro (Giovanna Colangelo della direzione legislativa, Paolo
Costanzi della direzione amministrativa, Rosa Gabriella, Giovanni Giardino,
Tiziana Grassi e Wanda Sebastiani) che dovrà procedere, così
come recita la delibera «ad una puntuale analisi, valutazione e revisione della
legislazione vigente attinente il trattamento giuridico ed economico dei
consiglieri regionali e il costo per il funzionamento dei gruppi consiliari allo
scopo di pervenire alla formulazione di proposte normative per il riordino
della materia». La Regione quindi intende mettere mano non solo agli
stipendi dei consiglieri (ma non ai vitalizi, anche se c'è depositata una
vecchia proposta di legge di Fabrizio Di Stefano di An), ma anche ai costi dei
gruppi consiliari, un'altra vergogna regionale. Ogni gruppo infatti ha diritto
ai sensi di una legge del '
( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-03-19 - pag: 12 autore: L'ECONOMIA E
LE IDEE ... I mille privilegi di un'Italia che non cambia N on è assolutamente
vero, come sostengono molti commentatori, che nella politica
italiana è difficile, se non impossibile, raggiungere intese tra maggioranza e
opposizione. Non è vero perché di accordi, sostanzialmente taciti, se ne fanno
tutti i giorni. Purtroppo non per costruire qualcosa, ma per lasciare tutto
come prima. Soprattutto quando si parla di conservare privilegi, di mantenere
seggiole e poltrone, di garantire finanziamenti, di sussidiare iniziative più o
meno culturali. L'intesa costante è quella di applicare le due regole auree
della politica: se possibile " quieta non movere
et mota quietare" e se proprio si deve fare qualcosa " facimm'
ammuina", cioè facciamo finta di cambiare tutto per lasciare tutto come
prima. Non sorprende che in questa dimensione si debba ancora parlare dell'Italia dei Faraoni, delle «mille caste del potere
pubblico che stanno dissanguando l'Italia»,come spiega il documentatissimo
libro che Aldo Forbice e Giancarlo Mazzuca hanno dedicato non solo e non tanto
ai costi della politica, ma
soprattutto agli intrecci di un sistema di potere che non è mai riuscito a
tagliare i fiumi degli sprechi del settore pubblico allargato. E così si
scopre che i Faraoni sono dappertutto. Perché l'Italia«è il Paese delle caste,
delle castine, delle lobby e delle corporazioni, ma anche dei furbi e dei
furbetti. Un Paese in cui tutti o quasi tutti hanno qualcosa da chiedere, da
rivendicare, ma pochi sono disponibili a fare il loro dovere, a dare una
contropartita o anche solo un obolo per gli interessi generali». Con il
paradosso, per esempio, di un organo come la Corte dei conti, che dovrebbe essere
il severo controllore della spesa pubblica, e che diventa uno degli enti più
pletorici e costosi, così come il Cnel, le cui funzioni orginarie si sono perse
nei rivoli di studi e relazioni che nessuno utilizza. L'analisi di Forbice e
Mazzuca solleva il velo sui mille finanziamenti, pubblici naturalmente, che si
disperdono per finalità culturali e che arrivano ai grandi teatri e alle feste
paesane, ai giornali più autorevoli così come ai bollettini dei circoli della
caccia, alle università di eccellenza così come alle cattedre senza allievi.
Non poteva mancare uno dei temi maggiormente simbolici dell'incapacità dello
Stato di riformare se stesso: la sopravvivenza delle Province dopo
l'istituzione delle Regioni e di fronte alla necessità, a parole da tutti
condivisa, di restituire efficienza e razionalità al rapporto tra i cittadini e
le istituzioni. Le Province sono l'esempio più clamoroso della resistenza dei
piccoli poteri e della moltiplicazione dei centri di spesa, del radicamento di
un sistema pletorico e per sua natura inefficiente. Ma guai a toccare le
Province e i posti di presidente, assessore, consigliere provinciale. In Italia
non si abolisce nulla, nel miope tentativo di mantenere il consenso di tutti.
Con il risultato tuttavia di far crescere quel partito dell'antipolitica che rischia di minare pericolosamente le radici
stesse della democrazia. http://gianfrancofabi.blog.ilsole24ore.com/ LA
CITAZIONE “ «Siamo il Paese delle caste, delle lobby, delle corporazioni, dei
furbi e furbetti» ALDO F ORBICE E GIANCARLO MAZZUCA I faraoni, edizioni Piemme,
pagg. 300, à 17,50 di Gianfranco Fabi
( da "Corriere del Veneto" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2009-03-19 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE L'intervista Il ministro leghista e i fondi che il governo destina
al Centro Sud Zaia: la Lega presidia, ma siamo pochi VENEZIA — Vuoi per la
crisi, vuoi per la suscettibilità dei veneti sull'argomento, la politica regionale ha scelto una nuova strategia di
comunicazione: il rimpallo di responsabilità tra i partiti
tra chi è più centro-sudista a discapito del Nord. Ha cominciato il Pd, con
l'accusa al governo di finanziare solo il Centro Sud per «interessi di bottega
elettorale», ha replicato l'assessore regionale al Bilancio Isi Coppola (An)
puntando il dito sul Pd che «protegge il Sud» e scatenando le immediate
reazioni del segretario vento Paolo Giaretta che ha ricordato alla Coppola «le
porcherie di Catania». E in tutto questo come si colloca il partito che per
antonomasia si erge a paladino del Nord? La Lega, in altre parole, cos'ha da
replicare? «Al Pd proprio niente», tuona il ministro alle Politiche agricole
Luca Zaia. I senatori Pd Giaretta e Stradiotto vi accusano di accontentarvi si
una cornice vuota che si chiama Federalismo. Cosa risponde? «Con un'altra
domanda». Ovvero? «Come mai loro che sono così bravi a fare i quadri con le
cornici non hanno approvato il Federalismo quando governavano?». Adesso pare si
astengano... «Ma due anni e mezzo fa hanno dato indicazione di votare
"no" alla Devolution. Visto che parlano di costi
della politica, adesso
avremmo metà parlamentari in meno». Però i soldi a Catania, Palermo, Roma e
alla Campania li avete votati anche voi... «Ma se il Nord votasse tutto per la
Lega il problema non si porrebbe». Questo per dire cosa ministro Zaia?
«Che se non ci fosse la Lega chissà quanti soldi andrebbero al Centro Sud. E'
che siamo una minoranza della maggioranza. Noi presidiamo, come sempre. Certo,
fossimo di più...». Neanche dal Cipe sono arrivati tanti fondi. Ad esempio, con
la Tav come la mettiamo? «Sono stati i veneti a non salire sul treno della Tav.
Troppe pressioni del territorio. E sulle infrastrutture è un problema». Però si
finanzia il ponte sullo Stretto... «Guardi, se parla con i parlamentari del Sud
pensano che il Nord sia privilegiato. Si lamentano tutti. Con il Federalismo
non sarà più così». A.S.
( da "Centro, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Petizione sul sito
del «Centro» «Ridurre i costi della politica» Boom di firme PESCARA. Ha
mostrato lo scatto del centometrista la petizione del Centro lanciata con la
proposta di abbassare del 20% le indennità dei consiglieri regionali. Alle 23
di ieri, dopo appena 24 ore dalla messa in rete, erano già 250 gli abruzzesi
che avevano firmato con nome e cognome l'appello (davvero tanti, visto
che da ogni singolo computer è ammesso l'invio di una sola firma). Ma le prime
adesioni erano già arrivate pochi minuti dopo il lancio: evidentemente il tema
è sentito. E non si tratta di populismo: domani scatteranno i nuovi ticket per
i medicinali. (A pagina 15)
( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 13 -
Pordenone L'Aquila s'arrende al Colloredo e sciupa una buona occasione Il
recupero AQUILA COLLOREDO 2 3 AQUILA Ribaudo, Sedran, Sovran, Truant, Mazzeri,
N. Rossi (Bratti), Rizzo (Del Bianco), Giordani (Dal Bello), A. Rossi (Cavalluzzi),
Filipuzzi, D'Agnolo. All. Crovatto. COLLOREDO Stella, Squillace, Burelli, Collini (Comello), Tomasino, Giraldo,
Chiarvesio, Cecone, Cauzero, Teresani, Bonanni. All. Mittoni. ARBITRO Giordano
di Udine. MARCATORI Al 12' Cauzero, al 35' D'Agnolo, al 38' Rizzo; nella ripresa, al 22' Cauzero su rigore, al 42'
Chiarvesio. NOTE Espulsi Sedran e l'allenatore dell'Aquila Crovatto.
SPILIMBERGO. L'Aquila cade per mano del Colloredo e sciupa così l'opportunità
di salire in solitaria al terzo posto nel girone B di Terza. Gli spilimberghesi
rimangono così fuori dalla zona play-off e devono recitare il mea culpa per
aver subìto la rete del 3-
( da "Velino.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. EST -
Istanbul, Water Forum: l'Italia punta l'attenzione su tre temi Roma, 18 mar
(Velino) - In Turchia proseguono i lavori del quinto World Water Forum, che ha
aperto a Istanbul i lavori il 16 marzo e li concluderà il 22. Il tema centrale
dell?iniziativa quest?anno è “Bridging divides for water” e l?Italia vi
partecipa ponendo l?attenzione su tre temi principali: il finanziamento della
risorsa acqua; la cultura dell'acqua e la gestione dei bacini idrici. Il primo
fronte è teso a instaurare una co-partecipazione degli attori pubblici e
privati sul tema, resa obbligatoria dalla crescita dei costi dell?“oro blu”. A
questo proposito il nostro paese sta pensando all?istituzione di regole ad hoc
e di un codice di comportamento, che sia condiviso da tutti gli attori e che
veda la partecipazione e il coinvolgimento della società civile. Per quanto
riguarda il secondo fronte, significa sottolineare l'importanza
dell'educazione, della formazione e di un efficace capacity building nel
settore acqua. è fondamentale, infatti, che cresca globalmente la
consapevolezza del valore della risorsa acqua. è l?unico modo per sperare di
poter promuovere “dal basso” una cultura del risparmio dell'oro blu. Quanto
all?ultima tematica, infine, l'Italia porterà il caso del bacino della valle
del Po come “case study” di buona gestione e lo confronterà con i metodi di
governo degli altri bacini idrici in tutto il mondo. L?Italia comunque ha già
in essere diversi programmi legati all?acqua in tutto il mondo, finanziati
dalla direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) della
Farnesina. Per quanto riguarda l'Asia il primo è nella regione Marwar del
deserto del Thar in Rajasthan, in India e il suo obiettivo è rafforzare le
capacità delle comunità del deserto di gestire le scarse risorse idriche e di
conseguenza migliorare le proprie condizioni di vita. A sviluppare l?iniziativa
è l?organizzazione Jal Bhagirathi Foundation, con il sostegno della
Cooperazione italiana e dell'Undp (l?agenzia Onu per lo sviluppo). Il nostro
paese ha finanziato il progetto con 3.115.096 euro. A Mindanao, nelle
Filippine, l?Italia fornisce assistenza al programma di riforma agraria per lo
sviluppo comunitario. L?iniziativa prevede tre linee di finanziamento da parte
del nostro paese: a credito (26 milioni di euro), a dono (1.350mila euro) e un
finanziamento del governo locale (14.438.463 euro). In Africa, invece, in
primis è in corso in Kenya un programma di sviluppo agro-idraulico a Sigor,
nella Kerio Valley, giunto alla terza fase e finanziato dalla Dgcs con
9.500mila euro. La Cooperazione, che lavora nell?area su questo fronte dal
1995, stima che alla fine di questo mese nella valle ci saranno 200 nuovi
ettari di terra irrigati. Inoltre, la fase “tre” del progetto prevede un
ulteriore incremento (
( da "Sicilia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Denuncia di cinque
consiglieri della terza municipalità Pinella Leocata «Ogni Municipalità potrà
decidere in piena autonomia il numero delle commissioni permanenti che reputa
necessarie allo svolgimento della propria attività». Questo l'esito
dell'incontro avuto martedì dal presidente del Consiglio comunale Marco Consoli
con i presidenti delle 10 Municipalità. A sollevare la questione è stato il
consigliere circoscrizionale Marcello Tringali (Pd) che, nei giorni scorsi, ha
contestato la maggioranza della sua Municipalità, la VII, che ha deciso di
portare le commissioni permanenti da
( da "Sicilia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Cammarata,
coordinamento dei giovani amministratori Porto Empedocle. Una decisione che
potrebbe segnare definitivamente il modo d'intendere la politica da queste
parti. E' quella che martedì sera ha preso, all'unanimità dei venti eletti dal
popolo presenti nell'aula Amormino, il consiglio comunale del paese marinaro.
Dalla prossima seduta dell'assise civica presieduta da Luigi Troja, coloro i
quali parteciperanno alla seduta stessa percepiranno il gettone di presenza soltanto se rimarranno in aula e svolgeranno
correttamente le operazioni di voto dei vari punto all'ordine del giorno. Basta
agli squallidi spettacoli di persone che dicono «presente» rispondendo all'appello
del segretario o del presidente e se ne vanno a casa o a giocare a calcetto con
gli amici. Basta con quelli che intendo il fare politica solo come un mezzo per
racimolare qualche soldo per non gravare le tasche familiari di altre spese.
Basta con le sedute del consiglio comunale a volte grottesche convocate e
svolte in pochi minuti senza che il paese chiamato a essere amministrato tragga
giovamento dall'operato di certi politici. Il Consiglio comunale empedoclino
non è certamente tra quelli deficitari, anzi. Grazie alla dedizione al lavoro
consiliare del presidente e dei 20 eletti dal popolo, le sedute si sono svolte
al 90 per cento dei casi alla prima convocazione, senza rinvii speculativi. A
questa virtuosità si aggiunge adesso un'altra medaglia che ogni consigliere
potrà apporsi al petto. Intascare il gettone di presenza che adesso dovrà essere
chiamato gettone di deliberazione è un titolo di grande merito che da prestigio
all'istituzione politica empedoclina e che dovrebbe essere presa ad esempio da
altri enti locali dove le aule consiliari sembrano più club ricreativi.
Da sottolineare, ad approvazione ufficializzata della proposta fatta dal
presidente dello stesso consiglio Troja, che il via libera sia stato dato da
tutti i consiglieri. Venti su venti, a conferma di come nel paese marinaro chi
è stato chiamato ad amministrare la cosa pubblica ha maturato la convinzione di
come tale chiamata sia da assimilare a un servizio. E i servizi devono essere
remunerati solo se questi producono fatti concreti. Non resta adesso che
attendere quando sarà convocata la prossima seduta dell'assise civica, e quali
punti verranno essere votati. E guai se non si votassero: il gettone rimarrebbe
nelle casse del Comune. F. D. M.
( da "Sicilia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Passa
il gettone di deliberazione PORTO EMPEDOCLE. Tutti i consiglieri comunali
verranno pagati solo se lavoreranno Cammarata. (e.c.) - C'era anche il
presidente del Consiglio comunale Giuliano Traina a Taormina per il congresso
nazionale dei giovani amministratori aderenti all'Associazione nazionale dei
Comuni italiani.
Presente all'importante appuntamento che ha visto diversi rappresentanti della
nostra provincia, anche il ministro alle Politiche giovanili, Giorgia Meloni. I
partecipanti al congresso, tutti giovani impegnati nella vita amministrativa
dei loro Comuni come il presidente del Consiglio cammaratese, hanno discusso
sull'opportunità di costituire dei coordinamenti a livello provinciale che
serviranno da apripista per un coordinamento che coinvolga l'intera Regione
siciliana. L'idea è piaciuta tanto al ministro Meloni che si è detta pronta a
sostenerla. Per quanto riguarda la provincia di Agrigento, uno dei promotori
dell'iniziativa è proprio il presidente del Consiglio comunale di Cammarata
Giuliano Traina il quale porterà avanti la proposta assieme all'assessore alle
Politiche giovanili del Comune di Aragona Piero Caruana e dei consiglieri
comunali dello stesso Comune Salvatore Parello e Delmezia Nicastro. Attraverso
i coordinamenti, gli interessati intendono far valere nelle opportune sedi la
voce dei giovani amministratori. «Intendiamo - dice Giuliano Traina - essere
incisivi come giovani amministratori per quanto riguarda le scelte politiche
che porteranno avanti i colleghi adulti della nostra Associazione».
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Ici e Irpef in
consiglio Giovedì 19 Marzo 2009, Il consiglio comunale si riunirà stasera, ore
20.45, in sessione ordinaria. La seduta si aprirà con l'approvazione del Piano
triennale delle opere pubbliche; la determinazione delle aliquote e le
detrazioni dell'imposta comunale immobili (Ici) per l'anno 2009; l'addizionale
comunale sull'Irpef. Determinazione aliquota 2009; la determinazione delle
tariffe ed aliquote dei tributi e dei servizi comunali per l'anno 2009; la
determinazione del tasso di copertura del costo di gestione dei servizi a
domanda individuale da erogarsi nell'esercizio finanziario 2009. I consiglieri
passeranno, quindi, al'approvazione del piano delle alienazioni e
valorizzazioni immobiliari; alla verifica delle quantità e qualità di aree e
fabbricati da destinarsi alla residenza, alle attività produttive e terziarie
che potranno cedersi in proprietà o diritto di superficie, con determinazione
del prezzo di cessione per ciscun tipo di area o di fabbricato. Seguirà
l'argomento più impegnativo: trattazione, con l'approvazione, del bilancio di previsione 2009, del bilancio pluriennale e della
relazione previsionale e programmatica 2009-2011. Dopo la determinazione del
gettone di presenza ai
Consiglieri comunali e ai componenti le Commissioni Comunali per il 2009, il
Consiglio approverà la convenzione tra i Comuni di Ariano Polesine e Corbola
per il travalicamento dei limiti territoriali, e rinnoverà la
convenzione tra gli stessi due Comuni per la gestione dei servizi.
Concluderanno la seduta le comunicazioni del sindaco Chillemi. Nevio Mantovani
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Giovedì 19 Marzo
2009, Aviano Più forte di un terribile infortunio. Giuseppe Ragozzino, per gli
amici semplicemente Peppé, è l'estroverso numero uno della Pro San Martino, in
Seconda categoria. Neppure 70 punti di sutura sono stati capaci di fermare le
sue acrobazie tra i pali. Peppé nasce il primo febbraio del 1989 ad Aviano.
Comincia fra i Pulcini della Polisportiva Maddalena, passando poi agli Allievi
e quindi agli Juniores. Più volte viene convocato nella Rappresentativa
provinciale. Nella stagione 2004-05, durante la sfida disputata dai giovani
neroverdi di Villotta a Spilimbergo, ha il suo rendez vous con il destino. Un appuntamento
che può stroncare in forma definitiva la sua ancor fresca carriera e (quel che
è peggio) lasciarlo invalido permanente. A 10' dalla fine il portierino si
scontra in spericolata uscita con l'accorrente centravanti rivale, subendo una
brutta botta allo stomaco. Ricoverato d'urgenza all'ospedale, gli asportano la
milza. Il suo commento è: «Pazienza, andremo avanti ugualmente». Dopo 10 giorni
Ragozzino si fa accompagnare dalla madre al campo della Maddalena, per stare
vicino ai compagni impegnati nel campionato Allievi. Non potendo scendere
dall'auto per l'ampio bendaggio della ferita all'addome, si limita a seguire il
match con il finestrino abbassato. Ogni volta che la sua squadra segna, lui
esulta suonando il clacson. A qualche tifoso avversario la scena non piace,
tanto da insultare pesantemente il ragazzo. Il commento-bis è: «Pazienza,
digeriremo anche questa». Passano tre mesi, l'operazione diventa un ricordo e
Giuseppe torna a difendere i legni della Maddalena. Nel 2006-07 passa alla
prima squadra dell'Aviano, coronando il sogno di esordire
tra i "grandi". Nel 2007-08 lo ingaggia la Pro, dove gioca tuttora. È
il più giovane della rosa giallorossa, con 22 gettoni
di presenza stagionali. Tifosissimo della Juventus
(il suo idolo è Gigi Buffon), diplomato geometra, frequenta il primo anno di
Università alla facoltà d'Ingegneria di Udine. Nessuna compagine
eguaglierà in classifica i suoi 70 punti. Pier Paolo Simonato
( da "Gazzettino, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Sartor: il modello
veneto resiste «Dobbiamo fare squadra, ma serve una riforma vera, che tocchi la
Costituzione» Giovedì 19 Marzo 2009, Venezia (al.va.)
Andrea Tomat, presidente degli industriali veneti, non ha dubbi: i cali di
produttività sono dovuti per l'80% all'insufficienza del sistema dei servizi,
«causati per lo più dalla pubblica amministrazione, elemento fondamentale per
qualsiasi sistema produttivo». Vendemiamo Sartor, assessore veneto alle
Politiche per l'economia, prima lo ascolta e poi gli dà ragione: «Nella
pubblica ammnistrazione abbiamo una filiera del processo decisionale troppo
lunga, quello che serve è una riforma federalista istituzionale che tocchi
anche la Costituzione, bisogna chiarire i livelli di
competenza, chi fa cosa, e dopo le competenze anche le risorse per attuarle».
Si parla di economia nella Scuola grande di San Giovanni Evangelista, di quel che
il Veneto fa per le imprese e di cosa le imprese si aspettano dalla politica. Si parla, soprattutto, della crisi. E di come
dovrà trovarsi il Veneto quando la crisi finirà. «Dovremo essere in pole
position», dice Sartor. Al convegno vengono presentati i dati del Rapporto Met
(Monitoraggio economia e territorio) da cui emerge che l'economia della regione
è basata soprattutto sull'export. Ed è su questi dati che Sartor si basa per
affermare che «Veneto resiste alla crisi perché non ha ascoltato le cassandre
che annunciavano la morte del modello veneto già una decina di anni fa, né le
sirene di chi sosteneva che si doveva puntare unicamente sul terziario e sulla
finanza creativa. Bene abbiamo fatto a insistere con il manifatturiero. Sono i
prodotti di qualità che reggono l'economia di una regione ed è la formazione
continua che ne garantisce il successo». Ma non basta. Bisogna investire in
ricerca e innovazione. Bisogna «fare gioco di squadra»: tutti insieme Regione,
enti locali, sistema del credito, associazioni di categoria, camere di
commercio e sindacati «per portare l'economia veneta fuori dal guado». Ma serve
anche una riforma federalista: «Bisogna toccare la Costituzione».
A dare il la è Andrea Tomat: il presidente di Confindustria Veneta interviene
al dibattito, poi punta il dito contro il sistema dei servizi. «Penso che
lasciando intatte le esigenze del mondo dell'impresa, l'area della pubblica
amministrazione sia quella dove si può migliorare l'efficienza». Suggerisce che
i Comuni mettano insieme i servizi. E aggiunge: «Dobbiamo modulare meglio i
temi della rappresentanza e dell'efficienza, il livello di efficienza che
abbiamo qui dovrebbe essere anche superiore a quello che troviamo all'estero».
Nessuna lamentela nei confronti della Regione, ma gli imprenditori veneti «sono
preoccupati di capire quale sarà il tipo di riaggiustamento, soprattutto sono
coscienti di avere bisogno di spazi di manovra per poter mantenere le imprese
in condizioni operative anche in questo frangente». L'assessore Sartor annuisce:
«Quello che serve è una riforma federalista istituzionale dove si può toccare
anche la Costituzione. Abbiamo una filiera del
processo decisionale troppo lunga nella pubblica amministrazione e bisogna
capire se tutti i livelli istituzionali sono necessari, dai Comuni all'Europa,
e quali possiamo togliere od organizzarli in maniera diversa». E la riforma
Calderoli? «Anche nella riforma Calderoli, se vogliamo avere le risorse,
bisogna toccare la Costituzione. Se non si toccano
Regioni a statuto speciale non capisco dove troviamo i soldi». Va superato il bicameralismo - divce Sartor - ridotto il numero
dei parlamentari, istituito il Senato delle Regioni. E vanno definiti i compiti
dello Stato e quelli degli enti territoriali «perché non ci siano sovrapposizioni
che fanno aumentare i costi della politica rallentandone l'azione».
( da "RomagnaOggi.it" del 19-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
19 marzo 2009 -
15.32 (Ultima Modifica: 19 marzo 2009) RAVENNA - Alvaro Ancisi contro la
"privatizzazione" del Consorzio per la Formazione Professionale di
Ravenna. Secondo il capogruppo di Lista per Ravenna l'operazione "è
consistita nella sua trasformazione da consorzio pubblico tra i comuni della
provincia in società consortile, posseduta al cento per cento dagli stessi
enti" Secondo Ancisi si è dimostrata un'operazione non necessaria e
"sconveniente per la qualità del servizio offerto e per la condizione del
personale addetto". "Abbiamo anche denunciato comportamenti delle
precedenti gestioni non confacenti in termini di correttezza e trasparenza e di
impiego delle risorse, con l'intento che, date anche le maggiori attuali
difficoltà di bilancio e operative, la nuova società fosse attenta ad
emendarsene - ha proseguito Ancisi -. Le prime mosse del consiglio di
amministrazione non sembrano andare nella giusta direzione, in particolare per
quanto segue". "Il costo del direttore, già altissimo e sproporzionato
di fronte alle ridotte dimensioni dell'ente e delle sue attività
imprenditoriali, è stato confermato nella misura di 140.000 euro l'anno,
nonostante le attuali minori responsabilità dell'incarico, sia di gestione che
di legale rappresentanza della società, a favore rispettivamente del consiglio
di amministrazione e del presidente", ha continuato. "Nel CFP
pubblico, i componenti del consiglio di amministrazione
percepivano esclusivamente un gettone di 72 euro per ogni presenza alle sedute del consiglio, che
in genere erano una decina l'anno - ha chiosato -. La legge sugli enti pubblici
locali non permetteva altro. La proposta avanzata è invece di un compenso
mensile pari a circa 600 euro netti per ciascuno, che
"premierebbe" i due consiglieri nominati dai sindaci (il terzo è il
presidente): Vincenzo Fuschini (in conto a Rifondazione Comunista) e Patrizia
Ravagli (in conto al PRI). Questo perché, trattandosi di una società
formalmente privata, anche se in sostanza pubblica, essa ha mano libera
nell'attribuire compensi agli amministratori. A decidere sarà l'assemblea dei
soci, composta dai sindaci. Si spera che abbiano il buon senso e il buon gusto
per non approvare tale proposta. Se "privatizzare" vuol dire spendere
i soldi della collettività senza le regole che disciplinano il corretto uso
delle risorse negli enti pubblici, il risultato non può essere che
misero".
( da "Leggo" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
BOLT - Oltre 150 mila euro: a tanto ammonta il "gettone" di presenza di Usain Bolt, che gli
organizzatori della tappa parigina della Golden League pagheranno allo sprinter
gamaicano per assicurarsi la sua partecipazione, il 17 luglio prossimo. TENNIS
- Prosegue nel torneo di doppio l'avventura di Flavia Pennetta a Indian Wells.
L'azzurra si è qualificata per le semifinali in coppia con la russa Maria
Kirilenko (6-2, 6-2 la russa Alisa Kleybanova e la rumena Monica Niculescu).
BASKET - Taranto nella storia del basket femminile italiano. La squadra
pugliese ha conquista la finale dell'Eurocup, compiendo l'impresa di vincere
85-75 sul parquet della Dinamo Mosca battuta già all'andata per 76-
( da "Giornale di Brescia" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Edizione: 20/03/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:sport Il confronto Baronio e Ciaramitaro,
belli e incompiuti Il bresciano cerca il riscatto dopo le delusioni nella
Lazio, il palermitano vuol convincere i rosanero a riprenderlo Ciaramitaro e, a
sinistra, Baronio (Reporter) Roberto Baronio e Maurizio Ciaramitaro non sono la
stessa cosa. Fortunatamente. Non si può mettere sullo stesso piano un play maker
tecnico, un regista arretrato puro che lancia, cambia gioco, calcia punizioni
(anche se ancora non è arrivato il gol in azzurro.), con chi davanti alla
difesa gioca in caso di necessità, che sa abbinare sì qualità e quantità, ma
che non ha la classe dell'ex laziale e la stessa geometria. Roberto Baronio e
Maurizio Ciaramitaro non sono la stessa cosa. Non si può mettere sullo stesso
livello un giocatore che ad agosto ha voluto, fortissimamente voluto tornare
nella sua Brescia, a costo anche di scendere in serie B, dopo tanti anni nella
massima serie rinunciando a qualche soldo, con un altro che quando a gennaio ha
saputo dell'interessamento del Brescia (un semplice sondaggio peraltro, come
tanti se ne fanno.) si è affrettato a firmare per la Salernitana, convinto di
trovare un clima e una situazione più calorosa e favorevole alle sue esigenze.
Sono scelte. Come tali da rispettare, ma non da rimpiangere. Né da parte di chi
le ha fatte (o non fatte) né da parte di chi le ha subìte. Roberto Baronio e
Maurizio Ciaramitaro non sono la stessa cosa. Il numero 32 (i suoi anni, sia
pure il prossimo dicembre) delle rondinelle, reduce da
stagioni fatte più di panchina e tribuna che di campo, con la maglia del
Brescia ha già messo in fila 17 gettoni di presenza con un gol. e mezzo. Sì, perché a quella di Modena (in ribattuta
su rigore che lui stesso aveva tirato e Frezzolini respinto) ci sarebbe da
aggiungere la rete segnata direttamente su calcio d'angolo all'Ancona,
ma per qualcuno l'ultimo tocco è stato di Davide Zoboli. Il centrocampista
della Salernitana in questa stagione non riesce invece proprio a trovare
continuità. Lui, palermitano doc, ha iniziato la stagione con la maglia
rosanero, nel club in cui è cresciuto. Spazio? Molto poco. Soltanto tre
presenze. A gennaio ecco le valigie in direzione Salerno. Con tanto di
polemica: «Evidentemente al Palermo di Zamparini i giocatori palermitani non
vanno a genio, anzi danno fastidio..». L'avventura in terra campana è però
cominciata con un infortunio e così quella di lunedì per il ventisettenne
mediano di Fabrizio Castori sarà solo la quinta presenza
in maglia granata. Dinamico, abile negli inserimenti e nel tiro dalla distanza,
Ciaramitaro da quando è a Salerno ha segnato anche un gol. Eppure a pensarci
bene Roberto Baronio e Maurizio Ciaramitaro qualcosa in comune ce l'hanno.
Nessuno dei due ha ancora trovato la vera consacrazione. Il biondino di
Verolanuova non è riuscito (non solo per colpa sua) a sfruttare fino in fondo
le proprie chance in maglia Lazio; il palermitano non ce l'ha fatta a farsi
largo nella squadra della sua città che ha in testa sogni europei, e nemmeno
nell'altra esperienza in serie A con il Parma. Ciaramitaro però la scorsa
stagione ha vinto il campionato di serie B, in maglia Chievo. Baronio può riuscirci
quest'anno. Cristiano Tognoli
( da "Repubblica, La" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 51 - Cultura
COSì SCEGLIEVAMO I VINCITORI La testimonianza dello scrittore svedese L´autore
del "Pirata Long John Silver", in giuria dal 2004: "Abbiamo
sempre lavorato con professionalità" Sarebbe grave se l´errore di un uomo
ledesse la legittimità dei premi assegnati è stata una rassegna onesta e
indipendente dagli editori BJÖRN LARSSON Conobbi Giuliano Soria in occasione di
un dibattito sui romanzi d´avventura al Salone del libro di Torino. Non serbo
un ricordo molto preciso né del dibattito né di Soria e fu dunque con mia
grande sorpresa che due anni dopo ricevetti da lui la proposta di entrare a far
parte della giuria. Declinai gentilmente la sua offerta. Soria non si dette per
vinto: per ragioni che ignoro, desiderava veramente che accettassi di fare il
giurato. All´inizio del
( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 4 - Udine
Prostitute per il politico: Di Tommaso prosciolto per la frode e la corruzione
Sulle prostitute pagate per il politico nazionale aveva scelto di patteggiare
la pena e il procedimento si è già chiuso con l'accordo sulla pena e il
risarcimento simbolico alla Caritas. Sono invece state archiviate nei giorni
scorsi le ipotesi d'accusa di corruzione, illecito
finanziamento ai partiti e
frode fiscale inizialmente mosse nei confronti di Riccardo Di Tommaso,
proprietario della linea d'abbigliamento Bernardi in tutto il mondo. La
decisione è arrivata dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di
Trieste Enzo Truncellito, che ha condiviso la richiesta avanzata dal sostituto
procuratore Raffaele Tito. A convincere entrambi sono state anche le
memorie presentate dal collegio difensivo dell'imprenditore Di Tommaso,
composto dagli avvocati Luca Ponti e Antonio Franchini. È l'inchiesta scattata
da un'informativa della Guardia di finanza risalente alla fine di gennaio
dell'anno scorso. In seguito alle indagini e ad alcune intercettazioni
telefoniche, il pubblico ministero Tito aveva inizialmente ipotizzato che una
fattura di 20 mila euro e i pagamenti per le prostitute che si incontravano con
un esponente nazionale di Forza Italia potessero essere il fondamento dei reati
per i quali adesso c'è stata l'archiviazione. In altre parole, anche quei
pagamenti "atipici" potevano nascondere una forma di sostegno al
partito di riferimento del politico nazionale che si incontrava con le
prostitute. Ovvero, si ipotizzava - ma non ci sono stati riscontri in merito -
che Di Tommaso avrebbe potuto ricevere alcuni "favori" dagli
esponenti politici di quell'area in relazione alla propria crescita
commerciale. Tra le motivazioni che lo stesso pubblico ministero Tito ha
elencato nella sua richiesta di archiviazione c'è anche quella relativa al
fatto che gli eventuali politici corrotti della situazione - nessuno di essi
infatti è stato mai indagato - non rivestivano la carica di pubblici ufficiali
e quindi non avrebbero potuto incidere direttamente sulle decisioni politiche
che in qualche modo avrebbero portato a scelte legislative che favorissero
l'attività di Riccardo Di Tommaso in relazione alle autorizzazioni.
( da "Adige, L'" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
«Libertà è giustizia
sociale» «Libertà è giustizia sociale». Una frase celebre di Sandro Pertini
campeggia al centro del programma che i «Socialisti e democratici per Trento»
hanno elaborato per le prossime elezioni. Una decina di pagine in cui vengono
trattate, a grandi linee, le principali tematiche di sviluppo della città. La
persona . I socialisti, riconoscendo le famiglie di fatto, chiedono che anche
ad esse siano riconosciuti gli stessi diritti nell'accesso ai servizi comunali.
Tra questi l'assistenza ai bambini piccoli, con la richiesta che «siano
inseriti nell'offerta comunale anche i nidi familiari, aziendali e privati che
garantiscano standard di qualità». Non solo. Si propone che chi perderà il
lavoro e sarà senza reddito, anziché fruire dei servizi all'infanzia, possa
tenere il figlio a casa e ricevere un aiuto economico pari al costo del
servizio. Testamento biologico . Per la fine della vita i socialisti sostengono
la necessità di una regolamentazione della materia «avendo come primario
obiettivo quello di garantire a ciascun individuo, di fronte ai trattamenti
sanitari, la libertà di scegliere». Giovani . Punto centrale del programma è il
sostegno all'imprenditorialità giovanile con facilitazioni per l'accesso al
credito, eliminazione delle forme di precariato, incentivi e percorsi
innovativi per l'accesso alla casa delle giovani coppie e dei single. Casa . A
proposito, si chiede che nei requisiti per la formazione delle graduatorie
debba essere considerato anche lo stato patrimoniale dei genitori, evitando che
il figlio di una famiglia nullatenente sia messo sullo stesso piano di un
benestante. Crisi . Per i socialisti va incentivata la green economy con
progetti di solare, fotovoltaico ed eolico. Inoltre i lavoratori
disoccupati e cassintegrati potrebbero essere impiegati in funzioni di natura
civica come la presenza nei
parchi e in prossimità delle scuole. Costi della politica . Per ridurli si
propone la riduzione del gettone per le riunioni inferiori alle due ore,
l'allungamento delle sedute del Consiglio (per trattare più delibere e fare
meno convocazioni) e la modifica del regolamento. 20/03/2009
( da "Nuova Sardegna, La" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 2 - Nuoro «Comitati
Inps da salvare» Murgia presenta una interrogazione parlamentare NUORO. Il
parlamentare nuorese del Pdl Bruno Murgia ha presentato ieri mattina
un'interrogazione parlamentare a risposta scritta al ministro del Welfare e al
presidente del Consiglio dei Ministri, sulla paventata cancellazione dei
comitati provinciali Inps. Nell'interrogazione Murgia manifesta perplessità e
una severa preoccupazione per il futuro della sede barbaricina, nella quale
ormai i «rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori
del Nuorese, dell'Ogliastra, della Baronia e del Marghine vanno avanti a titolo
di volontariato, senza gettone di presenza, peraltro ridotto a 27 euro». Il parlamentare chiede pertanto se
la norma che prevede la razionalizzazione delle spese per i comitati
provinciali, ivi compresa la parte riguardanti gli emolumenti dei singoli
componenti, se non addirittura la completa cancellazione, non miri
invece a colpire «la partecipazione delle rappresentanze sociali e del mondo
del lavoro alla vita dell'istituto previdenziale». «I comitati provinciali
dell'Inps - sostiene ancora l'onorevole Bruno Murgia - svolgono una funzione
sociale, per questo invito il Governo a fare una valutazione sulle ricadute
negative sulla possibile cancellazione».
( da "Centro, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
di Maurizio
Piccinino «Stipendi ed enti, ecco il piano dei tagli» Pagano: presto ridurremo
i nostri compensi, non siamo tra i più pagati d'Italia Il presidente: la
diminuzione sarà rigorosa e trasparente L'AQUILA. «Ecco le nostre buste paga.
Non ci tiriamo indietro di fronte alla domanda di trasparenza delle istituzioni».
Lo assicura il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano commentando
la petizione avviata da il Centro sulla proposta di tagliare i compensi dei
consiglieri regionali del 20 per cento. Il Consiglio regionale, secondo il suo
presidente, non si sta affatto tirando indietro, di fronte
al problema dei costi della politica e i tagli di enti regionali. Per Pagano il Consiglio sta
lavorando per approvare la riforma delle indennità dei politici, dei loro
vitalizi e dei costi dei Gruppi consiliari. Pagano ci tiene anche a chiarire un
altro concetto. «Nell'opinione pubblica», osserva il presidente del
Consiglio regionale, «si è diffusa la percezione inesatta che l'Abruzzo sarebbe
tra le regioni con le indennità più alte d'Italia». E allora, per far capire le
ragioni della classe politica regionale Pagano parla
con le cifre degli stipendi e spiega che «il presidente del Consiglio e della
Giunta regionale percepiscono 8.264,76 euro, i presidenti delle commissioni e i
capigruppo 7.525,47 euro e i consiglieri 6.506,08 euro». Poi, riferendosi al
percorso intrapreso per tagliare le spese della politica,
Pagano assicura che a Palazzo dell'Emiciclo c'è «l'impegno che i componenti del
Consiglio stanno ponendo in atto, per dare all'Assemblea la possibilità di
approvare in tempi certi un Testo Unico di riforma delle indennità dei
consiglieri, dei vitalizi e dei costi dei Gruppi consiliari, è la
dimostrazione», sottolinea, «della volontà di affrontare questo, come tutti gli
altri problemi, e di portarli a soluzione con consapevolezza e attraverso un
iter amministrativo rigoroso e trasparente». Ben vengano, dice il presidente
del Consiglio regionale, «Legittime iniziative di petizioni rappresentano
sempre momenti di utile ascolto dei cittadini e, a volte, decisivi strumenti di
sollecitazione degli organi politici. Tuttavia, in tema di riduzioni del costo
della politica, possono apparire strumentali laddove
l'indirizzo e l'agire concreto dell'Assise legislativa da me presieduta ha
dimostrato già nei fatti la reale volontà di perseguire tale obiettivo»,
ricorda Pagano, «è stata approvata, infatti, la legge che dà inizio a una
profonda razionalizzazione degli enti sub-regionali ed è stato avviato l'iter
che porterà alla rivisitazione dell'intera normativa sulle indennità consiliari
e sui costi dei gruppi». Su questo fronte è stato istituito un gruppo di lavoro
che si sta occupando di un'analisi tecnica della normativa esistente, valutando
anche la situazione di altre regioni. Un progetto che dovrebbe anche mettere in
evidenza che i compensi dei consiglieri regionali abruzzesi sono meno ricchi
dei colleghi di altre Regioni. C'è la determinazione, assicura Pagano a nome di
tutto il Consiglio, di «voler affrontare i reali problemi degli abruzzesi» e
c'è anche «la consapevolezza che saremo oggetto di giudizio sul lavoro svolto.
Su questo», suggerisce infine Pagano, «si potrebbe effettuare una nuova
petizione a fine mandato».
( da "Centro, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 9 - Regione
Petizione, pioggia di firme Cittadini e politici sul sito del «Centro» PESCARA.
Continua a riscuotere adesioni la petizione lanciata on line da il Centro per
proporre un taglio del 20% ai compensi dei consiglieri regionali. Il numero
delle firme aumenta di ora in ora. Ieri alle 21.30 erano 411 i cittadini che
hanno partecipato con nome e cognome alla petizione. Segnando una adesione che
va dalla società civile, a singoli cittadini fino a esponenti di destra e di
sinistra. Tra i firmatari c'è Maurizio Acerbo, consigliere regionale di
Rifondazione comunista, che si dichiara d'accordo con l'iniziativa del
quotidiano e addirittura più esigente nei confronti della politica
spendacciona. Acerbo ritiene che la riduzione del 20 per cento sia poca cosa
per cui annuncia che presenterà una «proposta più radicale». In occasione del
nuovo bilancio «Rifondazione proporrà degli emendamenti per ridurre non solo le
indennità ma anche altre voci e insieme all'Italia dei valori chiederemo
l'abolizione del vitalizio», dice Acerbo. Ha apposto la sua firma in calce alla
petizione del il Centro anche Guido Cerolini Forlini, consigliere comunale di
Pescara del Pdl. «Una riduzione del 20 per cento sarebbe significativa,
commenta. In un momento di crisi come questo ognuno deve fare la propria parte.
Sarà interessante vedere se saranno elaborate delle proposte particolari. Si
potrebbe pensare, ad esempio, alla riduzione del numero delle commissioni
regionali e per ridurre la spesa dei gettoni di presenza alcune potrebbero anche essere unificate». Scorrendo i firmatari
della petizione compare anche Carla Tiboni, avvocato di Pescara esponente della
Commissione pari opportunità. «In campagna elettorale, per le politiche e per
le regionali, centrodestra e centrosinistra hanno annunciato una revisione e
riduzione dei compensi sia per i parlamentari che per i consiglieri
regionali. Fino ad oggi non è stato fatto e viene da pensare che la casta
voglia difendersi, ma non è giusto». E poi, aggiunge, si potrebbe ipotizzare un
taglio più radicale, «almeno del 30 per cento, perché siamo in un momento di
crisi e i primi a potersi permettere dei tagli sulle indennità sono i politici»
Un plauso arriva anche dal consigliere regionale dei Verdi Walter Caporale, che
ha accolto la petizione ritenendo che sia giusto, in tempo di crisi, «stringere
la cinghia». Caporale spera che i tagli colpiscano «le indennità delle cariche
assunte negli enti e di tutti gli eletti o nominati a ricoprire cariche
pubbliche a vario titolo». Flavia Buccilli
( da "Centro, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 29 - Cronaca
«Barricate per l'ospedale» La Lega dei pensionati pronta a scendere in piazza
POPOLI. Per difendere da possibili tagli e ridimensionamenti l'ospedale della
Santissima Trinità scendono in campo i pensionati. «Sono molto decisi a fare
qualunque cosa pur di matenere lo stato attivo della nostra struttura
sanitaria», assicura Mario Borsetti, della Lega dei pensionati Cgil per la Val
Pescara. «Significa che l'ospedale in ogni caso deve rimanere tale. Dire che
non chiuderà non significa niente se non si dice quale è il suo futuro. è certo»,
afferma il sindacalista, «che se l'intenzione è quello di ridurre il Santissima
Trinità a un luogo per le lungodegenze o a una Rsa, qui a Popoli siamo decisi
alle barricate. Abbiamo sempre dato prova delle nostre convinzioni e i nostri
pensionati anche questa volta vogliono partecipare a decidere la sorte di una
struttura che sta qui da oltre 80 anni e che la forza vitale di questa città».
Premessa questa posizione decisa del sindacato, Borsetti spiega poi come la
loro proposta sia quella di deospedalizzare al massimo il ricovero, «ma per
farlo», riprende, «è necessario che si crei una rete di servizi di base,
sanitari sociali e di assistenza, attraverso i quali si possa seguire il malato
a casa. La degenza in ospedale, dove i costi di gestione sono di gran lunga
superiori, deve rimanere l'ultima possibilità di cura». Borsetti ricorda poi
che i pensionati hanno già dovuto accettare l'aumento di 3 euro del ticket
imposto dalla giunta regionale di Gianni Chiodi a fronte delle ben diverse
promesse. La proposta per risanare in parte il bilancio della sanità che avanza
Borsetti è drastica, ma chiara: «Che si dimezzino gli stipendi di tutti i
consiglieri regionali, che mediamente ogni mese percepiscono, comprese le indennità e i gettoni di
presenza, fino a 13-14 mila euro. Sarebbero bei
soldini», osserva il sindacalista, «che risanerebbero il bilancio della
struttura sanitaria. E poi», prosegue il sindacalista, «c'è sempre la
possibilità di ridurre le convenzioni con i privati, che in definitiva
guadagnano sulla Sanità. Potenziamo dunque il settore pubblico. Che si
abbia il coraggio di fare scelte veramente dirette all'interesse del
cittadino», conclude, «nella considerazione che la popolazione tende sempre di
più a invecchiare e ad aver bisogno dunque di una sanità efficiente». (w.te.)
( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-03-20 - pag: 37 autore: La struttura La
convenzione La convenzione, del 25 agosto 1999 è composta da 29 articoli e da
un protocolloa integrazione di 8 articoli I contenuti La convenzione nei primi
due articoli indica i soggetti interessati e le imposte considerate
Nell'articolo 3 viene indicata la corretta interprertazione di alcuni termini
quali "persona", "società", "traffico
internazionale". Un articoloa parte (il 4) specifica il significato
dell'espressione "residenti" e di "stabile organizzazione"
(articolo 5) Dall'articolo 6 all'articolo 13 si entra nel merito delle
tipologie di redditi: immobiliare, utili delle imprese, utili da navigazione
marittima e aerea, imprese associate, dividendi, interessi, canoni e utili da
capitale Dall'articolo 14 all'articolo 21 si considerano le
diverse tipologie di lavoro: professioni indipendenti, lavoro subordinato,
compensie gettoni di presenza, artistie sportivi, pensioni, funzioni pubbliche, professorie
insegnanti, studentie apprendisti L'articolo 22 include gli altri redditi
«qualunque sia la provenienza che non sono stati considerati negli articoli
precedenti» Gli ultimi articoli (dal 23 al 27) entrano nel merito di
come evitare la doppia tassazione, il 28 e il 29 trattano dell'entrata in
vigore e dell'eventuale denuncia della convenzione
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Venerdì 20 Marzo
2009 Chiudi FABRIANO - «Sul fondo di solidarietà proposto dalla sinistra
fabrianese ci vogliamo vedere chiaro». Parola del capogruppo di Fi, Silvano
D'Innocenzo, sul neonato fondo di solidarietà che il Comune si appresta a
varare con il nuovo bilancio di previsione. «Conoscendo le abitudini della
sinistra, sospettiamo che qualche amministratore verrà autorizzato a gestire
questo fondo in maniera esclusiva ed a proprio piacimento. Comprendiamo bene il
momento di emergenza, ma avremmo preferito una politica economica comunale più
trasparente e basata sulla riduzione delle tasse e, soprattutto, finalizzata al
rilancio economico di tutte le famiglie e le imprese fabrianesi». Chiede,
invece, di contribuire ai fondi di solidarietà, diocesano e comunale, il
consigliere di opposizione Marco Ottaviani. «E' un invito che rivolgo a tutti:
aziende, imprenditori e cittadini. Ognuno deve fare la sua parte e lo dobbiamo
fare subito. Nelle parrocchie sono aumentate in maniera esponenziale le
richieste d'aiuto. E' quindi giunto il momento delle rinunce e ogni consigliere
deve essere chiamato a offrire parte del suo gettone di presenza al fondo di solidarietà comunale.
Questo il senso del mio ordine del giorno depositato martedì. Non è
assistenzialismo, ma un investimento. Un investimento sulla vera coesione
sociale della città, una prevenzione delle asimmetrie delle opportunità per le
fragilità, una prevenzione di ciò che può determinare la disperazione».
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
REGGIO pag. 11 «A
causa di una gestione malaccorta del finanziamento da parte dell'assessore
Spadoni, i C... «A causa di una gestione malaccorta del finanziamento da parte
dell'assessore Spadoni, i Chostri di San Pietro hanno perso più di tre milioni
di euro». Così, qualche giorno fa, proprio sul nostro giornale, Renzo
Campanini, avvocato e presidente della sezione reggiana di Italia Nostra, aveva
attaccato la Giunta Delrio. Ma dura era arrivata la replica del sindaco: «La
colpa di questo taglio è del Governo, non nostra. Avevo già definito questo
intervento scandaloso. Sono solo accuse strumentali a uso politico, mi
meraviglio che Italia Nostra ci attacchi». Ma Campanini, che ha seguito per
intero la vicenda, vuole puntualizzare: «CHIOSTRI di San Pietro: una replica
del tutto fuori luogo, quella del sindaco, alla denuncia di Italia Nostra per la perdita dei tre milioni di euro, finanziati sulla Legge
662/1992 (gioco del Lotto) con due decreti risalenti al 2001. Il sindaco pare
ignorare che il decreto ministeriale di revoca, del 20 settembre 2008, era un
atto dovuto sulla base della Finanziaria 2008 e, ancora prima, della
Finanziaria 2007 entrambe approvate nella precedente legislatura perché nei
termini previsti "non risultavano avviate le procedure di gara
ovvero definiti gli affidamenti". Dimentica il sindaco che il 20 novembre
2003 il Soprintendente regionale del tempo aveva approvato il progetto "di
restauro e valorizzazione" del complesso monumentale predisposto dagli
architetti della Soprintendenza per i beni architettonici. Il Comune,
preoccupato più delle esigenze dell'Università che del rispetto del monumento
di Giulio Romano, condiscendente la Soprintendenza, sottrasse' la progettazione
già approvata, affidandola a due professionisti di propria scelta i quali,
all'insegna della "riqualificazione" e del "recupero
funzionale", hanno previsto la demolizione di uno degli edifici storici
accessori e la costruzione di una "piazza coperta polifunzionale", di
una "caffetteria" e di altre astruserie. Una lettera a firma del
dirigente dell'assessorato alla Città storica (in data 27 ottobre 2005) dà
conferma alla Soprintendenza ai beni architettonici dell'assunzione dei costi
della nuova progettazione. Tale progetto, per le pretese di adeguamento
funzionale a lungo discusso con Università e Soprintendenza, non risulta sia
mai stato definito. L' originaria scelta della Soprintendenza di progettare
direttamente l'intervento al fine di evitare l'obbligatoria gara di
progettazione (data la rilevanza del finanziamento, obbligatorietà in seguito
disinvoltamente ignorata dal Comune nell'affidare il nuovo incarico), per
risparmiare denaro pubblico e velocizzarne' la realizzazione, è stata così
vanificata. Dal 2003, bloccato' il già approvato progetto della Soprintendenza,
al 2008 sono trascorsi cinque anni senza che la procedura di appalto sia stata
avviata. Negare quindi una responsabilità del Comune significa negare
l'evidenza dei fatti. È anche opportuno sapere che il decreto ministeriale di
revoca interessa finanziamenti per più di 13 milioni di euro, assegnati per
l'intero territorio nazionale, di cui ben 3.098.741,40 riguardano la sola città
di Reggio, come sempre città dei primati' con una percentuale sul totale
revocato del 23,5% . L'accusa poi di avere strumentalizzato l'argomento
"per fini politici" è essa sì strumentale! La politica
per la tutela del patrimonio culturale nazionale è sempre stata la finalità
primaria di Italia Nostra che mai ha inteso mischiarsi nelle diatribe partitiche, come attestano le tante battaglie civili
sostenute fin dai primi anni Cinquanta dello scorso secolo».
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
RAVENNA CRONACA pag.
5 IL CONSIGLIO di amministrazione del neo-privatizzato Consor... IL CONSIGLIO
di amministrazione del neo-privatizzato Consorzio per la formazione
professionale di Ravenna si è occupato della retribuzione del direttore
Maurizio Cortesi e delle indennità spettanti ai consiglieri. E' stata messa a
punto una proposta da presentare all'assemblea dei soci, composta dai sindaci
della provincia. Le decisione del cda' presieduto da Franco Ricci, non
convincono il capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi. «Il costo del
direttore, già altissimo e sproporzionato di fronte alle ridotte dimensioni
dell'ente e delle sue attività imprenditoriali afferma Ancisi è stato
confermato nella misura di 140.000 euro l'anno, nonostante le attuali minori
responsabilità dell'incarico, sia di gestione che di legale rappresentanza
della società, a favore rispettivamente del consiglio di amministrazione e del
presidente». Il presidente Ricci percepisce una indennità che è pari a quella
di un assessore: circa 33 mila euro lordi all'anno. Per fare un paragone tra
manager pubblici, l'indennità di Carlo Boattini, direttore generale del Comune
di Ravenna (circa 1.150 dipendenti) è di poco superiore ai 100 mila euro.
ANCISI contesta anche l'indennità per i componenti del consiglio di
amministrazione. «Prima percepivano esclusivamente un
gettone di 72 euro per ogni presenza alle sedute del consiglio, che in genere erano una decina
l'anno. La legge sugli enti pubblici locali non permetteva altro. La proposta
avanzata è invece di un compenso mensile pari a circa 600 euro netti per
ciascuno» dei due consiglieri. «Questo perché, trattandosi di società
formalmente privata, anche se in sostanza pubblica, essa ha mano libera
nell'attribuire compensi agli amministratori. A decidere sarà l'assemblea dei
soci, composta dai sindaci. Si spera che abbiano il buon senso e il buon gusto
afferma l'esponente del centrodestra per non approvare tale proposta. Se
privatizzare' vuol dire spendere i soldi della collettività senza le regole che
disciplinano il corretto uso delle risorse negli enti pubblici, il risultato
non può essere che misero». L'organismo per la formazione professionale è stato
trasformato da consorzio pubblico tra i comuni della provincia in società
consortile, posseduta al cento al cento dagli stessi enti.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
FABRIANO pag. 14 «Tagli ai gettoni dei Consiglieri» POLITICA COMUNALE FABRIANO DECURTARSI il
gettone di presenza e
devolverlo in parte al fondo di solidarietà inserito nel bilancio di previsione
del Comune. E' la proposta di Marco Ottaviani (della minoranza) per chiedere ai
consiglieri di partecipare all'iniziativa dell'amministrazione comunale
"con i fatti e non solo con le parole". Intanto stasera alle
18 il bilancio viene illustrato alla città all'Oratorio della Carità.
( da "Giornale.it, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
n. 68 del 2009-03-20
pagina 1 Sprechi Gettoni, rimborsi auto e bonus: i «parlamentini» prosciugano
il Comune Ci sono consiglieri che intascano mille euro al mese soltanto per gli
spostamenti da casa In zona tre 23 commissioni in agosto. Ognuna delle 9
circoscrizioni costa più di un milione di Redazione
L'attività politica dei «parlamentini» prosciuga le casse di Palazzo Marino.
Proprio così, perché nel conteggio economico delle attività di ciascun
commissario, oltre ai gettoni di presenza (50 euro a convocazione), si aggiungono anche una serie di voci
che il Comune, a fine mese, somma ai 500 euro lordi che spettano di diritto ad
ogni politico. Ovvero i rimborsi alle aziende private dove lavorano i
commissari e i rimborsi chilometrici. In zona 3, un consigliere ha messo in
nota spese quasi mille euro mensili per lo spostamento di
( da "Giornale.it, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
n. 68 del 2009-03-20
pagina 3 Zona 3, rimborsi d'oro per i viaggi in auto di Redazione Alcuni
consiglieri hanno messo in nota spese il tragitto di
( da "Secolo XIX, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Suffia, Secci e
Marcocciil ritorno dei bomber seconda categoria Nei recuperi infrasettimanali
volano Aurora, Cengio e Spotornese È STATO il mercoledì dei bomber. Nelle gare
di recupero del campionato di calcio di Seconda categoria gli attaccanti hanno
segnato gol pesanti. L'Aurora di mister Aprea ha sconfitto il Santa Cecilia
grazie al solito Davide Suffia, a segno per la nona volta in questa stagione.
«Sono punti importanti che ci permettono di affrontare con un po' più di
tranquillità la trasferta in casa della Nolese», commenta il dirigente cairese
Angelo Melara. La sconfitta non è stata invece digerita da Marino Masala,
allenatore del Santa Cecilia. «Non possono mandare un arbitro di Carcare ad
arbitrare l'Aurora ? commenta il tecnico albissolese -. Abbiamo segnato un gol
che hanno visto tutti, tranne il direttore di gara. Abbiamo anche colpito tre
pali ma siamo stati costretti a tornare a casa a mani vuote». Non ha sbagliato
bersaglio il capocannoniere del torneo, Luca Marcocci, stella del Cengio ed ex
di giornata. I granata, grazie al diciannovesimo centro stagionale del numero nove
valbormidese, hanno piegato la restenza del Celle. Le brutte notizie per la
squadra di Fiori sono arrivate però dall'infermeria: l'attaccante Valvassura ha
riportato uno stiramento muscolare e sarà costretto al riposo per alcune
settimane. Al novantesimo è arrivato invece il gol di Secci, il quattordicesimo
della stagione, che ha permesso alla Spotornese di battere un determinato
Pontelungo. Tre punti che consolidano la squadra di Tobia e Bizzarri al quarto
posto in graduatoria. La nuova classifica a sei turni dalla conclusione:
Altarese 53; Borghetto 48; Villanovese 46; Spotornese 44; Celle 42; Cengio 36;
Nolese e Santa Cecilia 34; Aurora 31; Speranza 30; Valleggia 28; Mallare 24;
Città di Finale 23 Pontelungo 22; Plodio 20; Rocchettese 14. Martin Cervelli
20/03/2009 aurora1 Suffia 40' pt santa cecilia0 aurora: Torrello, Panza (5' st
M. Usai), F. Usai, Matteo Siri, Canavese, M. Mozzone, Gomez (15' st Monni), De
Stefanis, Zemma (25' st Caruso), Suffia, C. Mozzone. A disp. Vignolo, Gioffrè,
Iovinelli, Mirko Siri. all. Aprea santa cecilia: Giorgi, R. Parodi, Libertone
(10' st D. Rizzo), Costa, Durante
(1' st Cagnacci), Alberti, D. Parodi (35' st Accusani), Bozzano, Bejko, Pucci,
Fasoli; a disp. G. Rizzo,
Lottero, De Gregori. all. Masala Arbitro: Mirri di Savona 20/03/2009 celle0
cengio1 MARCOCCI 42' PT celle: Cusimano, Bellotto, Dondo (15' st Pellizzari),
Oliveri, Vallarino, Marabotti, G. Delfino (1' st Corona), A. Delfino
(25' st Marras), Aronne, Angileri, Vallerga; a disp.Traverso, Omnias, Rondoni,
Paini.all. Venturino cengio: Baccino, S. Ferrazzano, Negro, Veneziano, Ferraro,
Giribone, Ravenna (30' st Borrelli), N. Ferrazzano (20' st C. Caracciolo),
Marcocci, Orsi, Valvassura (10' pt N. Caracciolo); a disp. Minetti, Rinaldi,
Scarzella.all. Fiori Arbitro: Zanin di Savona 20/03/2009 spotornese1 secci 45'
st pontelungo0 spotornese: Maruca, Bartoli, Facciolo (1' st Secci), Rollo,
Scandolara, Esu, Rigardo (30' st Antonelli), Sardo, Garofalo, Ferraro, Nizzola
(20' st Mao); a disp. Genesio, Lanzarotti, Gemello, Peluffo. all. Tobia
pontelungo: Mirko Ferrari, Fiorito (25' st Vigo), Bonocore, La Rocca (15' st
Badoino), Degola, Michael Ferrari, Schillaci, Giunta, Rolando, Cerami,
Bonavita; a disp. Cagnasso, Lusso. all. Cantore Arbitro: Lolli 20/03/2009
( da "Giornale.it, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
n. 68 del 2009-03-20
pagina 3 «Carrozzoni da 1 milione di euro» di Giulia Guerri Provate a fare voi
i conti. Moltiplicate 259, il numero dei gettoni
erogati per le commissioni convocate in Consiglio di Zona 3 nel mese di agosto
(ventitrè in totale) per 46.50 euro, pari al netto che ciascun consigliere
percepisce per un'ora - bastano 31 minuti per la verità - di presenza.
Totale: 12.043 euro. Ecco quanto ha speso il Comune di Milano per finanziare le
commissioni «agostane» del consiglio di zona 3. Soldi pubblici, per intenderci.
Ma vale la pena soffermarsi su due punti in particolare. Il primo: che tra
tutti e nove, la circoscrizione di via Sansovino è stato l'unica la scorsa
estate e quella precedente ad avere un numero così alto di convocazioni
programmate nel mese estivo per eccellenza. Persino Palazzo Marino chiude i
battenti. Secondo: che quella cifra è stata spesa in una manciata di giorni. «E
di certo non per discutere di argomenti di massima urgenza, visto che uno dei
temi affrontati discussi erano le risposte dei vigili ai cittadini», spiega
Luca Prini, consigliere dell'opposizione. «Per evitare che si ripeta anche
quest'anno la stessa cosa - continua - presenteremo una mozione per chiedere
che non si facciano commissioni ad agosto, salvo casi di reale urgenza, il
prossimo 2 aprile». Con quattro mesi di anticipo perché non finisca - così come
è accaduto per due estati consecutive - tra gli ultimi punti all'ordine del
giorno senza nemmeno essere discussa. Ma la riflessione da fare è anche
un'altra e cioè chiedersi il senso dei Consigli di Zona. «Sono dei
"carrozzoni" del tutto inutili dal punto di vista
amministrativo perché il loro parere è solo consultivo - conclude Prini - e con
spese davvero considerevoli. Tra spese generali, stipendi ai presidenti, agli
impiegati e i gettoni di presenza, ogni consiglio costa più di un milione di euro all'anno». ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Metronews" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Lauree, 20% di tagli
, gli Atenei a dieta uscito su Metro il 20/03/2009 Lascia il tuo commento! Dal
prossimo anno i corsi universitari saranno messi a dieta. Meno 20%. Lo assicura
il ministro Gelmini continuando così l?operato del suo predecessore, l?ex
ministro Fabio Mussi. Sarà disattivata la costellazione di corsi con un basso
numero di iscritti e alzato il numero dei docenti necessari per l?attivazione
di un corso. «In questi anni si è assistito ad una proliferazione dei corsi di
laurea non sempre motivata da reali esigenze del mercato del lavoro», ha
affermato Mariastella Gelmini che promette di agire su quei corsi con pochi
iscritti e duplicati in una stessa regione. D?altronde che gli atenei avessero
bisogno di una cura energica lo aveva sostenuto anche la commissione università
di Palazzo Madama, che evidenziò alcune eclatanti diseconomie, come la seconda
università di Napoli dove il rapporto tra professori e
altro personale è di
( da "Corriere Adriatico" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il consigliere
sollecitamisure concrete"I nostri gettoni per
aiutare i disagiati" Ottaviani: "Servizi gratuiti ai
cassintegrati" Fabriano "Alle famiglie degli operai soggetti a
mobilità o a licenziamento o a cassa integrazione va assicurata la gratuità dei
servizi a domanda, delle mense scolastiche, dei trasporti, nonché la
compartecipazione sugli affitti, sulle utenze e perfino sugli alimenti".
Lo sottolinea con decisione il consigliere di minoranza Marco Ottaviani, che di
recente ha presentato un ordine del giorno apposito, di cui si discuterà quanto
prima in consiglio comunale. L'esponente di centrodestra ribadisce la necessità
che ognuno faccia la propria parte in un momento difficile sul piano economico
e sociale, come quello che la città sta attraversando. "Bisogna
contribuire ai fondi di solidarietà diocesano e comunale - spiega Ottaviani e
questo è un invito che rivolgo a tutti: aziende, imprenditori, cittadini. Come
consiglieri comunali, oltre che discuterne, dobbiamo dimostrarlo. Non è demagogia,
né mera solidarietà. Dobbiamo solo rispolverare la fratellanza vera". E'
la situazione concreta che sta caratterizzando negativamente Fabriano e il suo
vasto comprensorio a generare inevitabilmente ansia e apprensione. "Nelle
parrocchie - osserva ancora Ottaviani - sono aumentate e aumentano in maniera
esponenziale le richieste d'aiuto. Quindi, è giunto il momento delle rinunce e ogni conigliere comunale deve essere chiamato ad
offrire parte del suo gettone di presenza al fondo di solidarietà comunale. Non è assistenzialismo, ma un
investimento. Già, proprio così. Un investimento sulla vera coesione sociale
della città. Una prevenzione delle asimmetrie delle opportunità per le
fragilità, una prevenzione di ciò che può determinare la disperazione".
( da "Sicilia, La" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Favara, guasto alla
condotta l'acqua arriva ogni 10 giorni Porto Empedocle. Come spesso accade, in
ogni matrimonio non è tutto rose e fiori. Neanche il tempo di tagliare la torta
ed elogiare la scelta dei consiglieri comunali di incassare il gettone di presenza solo se rimarranno in aula a deliberare, che sei di
questi stessi eletti dal popolo fanno emergere un caso decisamente curioso. A
farsi portavoce di quanto accaduto martedì sera durante la storica seduta
dell'assise civica è il capogruppo di Forza Italia, Carmelo Bartolotta. L'uomo
che ha una tabaccheria in via Catania ha «fiutato» con gli altri colleghi
azzurri una decisione in controtendenza con la scelta morale dell'assise.
Ovvero «dopo avere votato a maggioranza tutti gli importanti punti in precedenza
affrontati come la trasformazione del gettone di presenza in gettone di deliberazione e
dopo avere ridotto il gettone per i componenti della Commissione edilizia,
qualcosa è andato diversamente. E' stato deliberato, questa volta a
maggioranza, col voto contrario di sei consiglieri, il riconoscimento del
gettone di presenza per il
vice presidente del Consiglio comunale che entra a far parte della conferenza
dei capigruppo, ma senza diritto di voto. Diventando quindi - sottolinea
Bartolotta - spettatore con diritto di gettone. Ci sembra un'operazione in
controtendenza rispetto alle due delibere precedenti. I sei consiglieri
comunali con senso di responsabilità e di rispetto per i cittadini e le
professioni, hanno votato contro tale deliberazione che rappresenta, per quanto
ci riguarda, una gratuita operazione di forzatura politica». Chi il Consiglio
comunale lo guida con orgoglio e una serie di risultati conseguiti con la collaborazione
di tutti i colleghi è Luigi Troja. Da bravo avvocato sceglie subito la
strategia difensiva, impostandola però in maniera sorprendente: «Sul caso del
vice presidente del Consiglio nella Commissione dei capigruppo - ovvero Luigi
Gino Grillo - si vuol creare un finto caso. Il collega era l'unico a non far
parte di alcuna commissione, avendo per di più perduto l'indennità di carica da
vice presidente, revocata dalla regione a tutti coloro i quali ricoprono questa
carica. E' stato un atto di rispetto del collega inserirlo in una commissione
di prestigio. Senza dimenticare - conclude Troja - che il Comune in questo modo
risparmia lo stesso, visto che prima da vice presidente Gino Grillo percepiva
circa 400 euro, adesso scesi a 25. Altro che controtendenza». F. D. M.
( da "Sicilia, La" del 20-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
«C'è
un gettone di troppo» PORTO EMPEDOCLE. Vicepresidente del Consiglio in
Commissione capigruppo. Pagato Favara. Turni di distribuzione idrica di 10
giorni in paese dove sono ritornate a circolare le autobotti per rifornire le
cisterne, soprattutto dei condomini più affollati. La rottura della condotta
principale, in contrada Serre Vocali, che porta l'acqua dalle sorgenti del
Voltano al partitore di Aragona, verificatasi il 12 marzo, ha causato la
completa interruzione della fornitura di acqua ai serbatoi comunali per diversi
giorni. Distribuzione sospesa, quindi, con la programmata turnazione che è
saltata. Ai serbatoi comunali per quasi 5 giorni non è arrivata una goccia
d'acqua, flusso che è ripreso martedì scorso, quando ai serbatoi sono iniziati
ad arrivare circa