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TASSA
FIUMI E FOSSI ANCHE LA POLITICA ADERISCE ALLA RIVOLTA CONTRO IL NUOVO BALZELLO
0 Estorsione legalizzata Anch'io farò ricorso
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: istituita solo per far percepire
indennità e gettoni di presenza a consiglieri di piccoli comuni che possono
così avere due fonti di reddito a spese della comunità. Le bollette sono anche
accompagnate da una grottesca lettera di spiegazioni che vorrebbe farci credere
che la gestione del servizio da parte della Comunità Montana sarà efficiente ed
economica,
Soldi
ai politici: i tagli non passano ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: politici: i tagli non passano ? FABRIANO ? RESPINTA la mozione
del consigliere comunale di opposizione Marco Ottaviani (foto) sulla riduzione
dei costi della politica. Il consesso civico ha detto no alla decurtazione del
gettone di presenza dei consiglieri da
Ici
e addizionale Irpef, aliquote invariate
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Approvato il valore del gettone di
presenza dei consiglieri comunali, che resta a 16,27 euro a seduta, con il voto
contrario di Mantovanelli. Nella stessa seduta è
stata approvata, all'unanimità, la delega alla Tea per scegliere l'appaltatore
del servizio raccolta rifiuti cui aderisce anche Castelbelforte.
Partecipate,
via alla riforma il presidente di spim si dimette
( da "Secolo
XIX, Il" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: lo stato dei bilanci, il numero e i
costi delle consulenze e un'altra serie di dati. Per il resto, sciolte le
partecipazioni nelle società non strategiche (da Coarge
a Coperfidi... ), la giunta ha definito i quattro
assi strategici delle sue società che dovranno restare in house: il capitolo
energia (che contiene anche acqua e metano,
Aeroporto,
via alla privatizzazione ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: E questo non sarebbe certo
nell'interesse dei cittadini". Quella della variazione del numero dei componenti, ha
ricordato Gherghetta, "è una modifica che non
comporterà spese per i cittadini, poiché i componenti del Cda del Consorzio non
percepiscono gettoni di presenza". Sonia Sicco.
Poteri
ai municipi, la rivoluzione - raffaele niri ( da "Repubblica, La"
del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: E la babele di consiglieri trova
così una seconda poltrona, finalmente si siede ad ascoltare, disciplinatamente,
sindaco e assessore al bilancio. La polemica sui troppi consiglieri (quindi
troppi gettoni) entra prepotentemente in aula: c'è un gettone di presenza anche
oggi, che sono riuniti ad ascoltare la Vincenzi dire
che non c'è un euro in cassa e forse -
La
caduta di prodi ( da "Tirreno, Il"
del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: caduti nelle grinfie della penna di
Rizzo e Stella appartengono al centro destra? come non tenere alla mente che un Cuffaro
di centro sinistra non esiste? Allora: lasciamo da parte i piagnistei
controproducenti; la supponenza di chi ritiene di essere altro rispetto ai
politici nasconde solo la paura di confrontarsi con gli avversari, il timore di
essere deriso in caso di sconfitta,
UN
APPELLO AI PARTITI PER MILANO ( da "Corriere della Sera"
del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: intera classe politica fosse
identificata con la "Casta" raccontata da Gian Antonio Stella e
Sergio Rizzo, come se non ci fossero più i buoni e i cattivi, gli onesti e i
disonesti, le persone perbene e i prepotenti. Quella
parola, "La casta" appunto, è come un buco nero che ha inghiottito
tutto, comprese le passioni e le speranze.
L'Idv Mura vedetta anti-sprechi
( da "Sole
24 Ore, Il" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: la deputata che tiene i bilanci
dell'Idv, è tra le candidate del forziere di Antonio
Di Pietro. La sua inclusione nelle liste è data per scontata. Legittima
ricompensa delle difficili battaglie condotte per calmierare i costi della
politica. Se l'immagine pubblica dei partiti è quella di macchine ruba-soldi,
lei le escogita tutte per far tornare indietro i denari.
FABRIANO
Nulla di fatto per i costi della politica fabrianese. L'argomento è finalmente approd ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: consiliare del partito democratico,
Quinto Balducci: "I costi della politica non
sono sicuramente rappresentati dal gettone di presenza dei consiglieri comunali. Il discorso è più complessivo e
l'aver chiesto ad una commissione consiliare di proporre all'attenzione del
Consiglio uno studio approfondito dal quale si possa poi procedere ad eventuali
tagli è un atto di grande onestà a cui,
Idv-Pd,
il matrimonio non piace nemmeno ai "grillini"
( da "Campanile,
Il" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: leitmotiv riguardanti i costi della
politica, la corruzione, la moralità di questo e quello", ma anche
"la difesa d'ufficio anche della più strampalata inchiesta della più
imboscata procura". Del resto, come dimenticare che l'ex pm "ha inaugurato la moda
dello scendere in piazza a protestare contro il governo di cui si fa parte e
soprattutto ha minacciato più dimissioni di Mastella"
COMMISSSIONI
CONSILIARI LA GUERRA DEI GETTONI ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Commisssioni consiliari la guerra dei gettoni
Tutti ne parlano ma nessuno si vuole esporre. Lo scorso week-end è scoppiata la
grana "gettone" per i consiglieri comunali di Santa Maria Capua Vetere che rischia di far nascere un caso diplomatico in
seno all'amministrazione Giudicianni.
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
TASSA "FIUMI E
FOSSI" ANCHE LA POLITICA ADERISCE ALLA RIVOLTA CONTRO IL NUOVO BALZELLO
"Estorsione legalizzata Anch'io farò ricorso" ?
CARRARA ? "E' UN'ESTORSIONE
legalizzata: pertanto aderirò anch'io al ricorso collettivo che sta prendendo
corpo e invito tutti i cittadini a fare altrettanto. Questa
è una causa che davvero si può vincere". Lanmarco
Laquidara, capogruppo di Forza Italia, irrompe come
una furia sulla vicenda della tassa "Fiumi e fossi" e ne canta a
tutti. "Negli anni scorsi ? dice ? diversi consiglieri
di maggioranza erano spesso intervenuti per eliminare consorzi di bonifica e
leggi connesse. Avevo creduto che gli strali della sinistra fossero
contro alcuni presidenti di tali consorzi che, non militando nell'Unione, non
meritavano nella loro ottica clientelare di rivestire simile ruolo. Motivazione
non infondata, ma la battaglia era anche per sostituire "gestori
privati" con gestori pubblici. Questo avvicendamento avrebbe provocato a
loro dire un miglioramento del servizio e una diminuzione dei costi per i
cittadini!!! Voi che ne dite?" "IN QUESTI
GIORNI ? prosegue Laquidara ? i cittadini di Carrara,
e non sollo, hanno ricevuto bollette in qualche caso
addirittura esorbitanti e sconsiderate. E' una normativa del tutto discutibile
anche sulla legittimità, ma quel che più scandalizza è
che di questa nuova imposizione dovranno di fatto farsi carico anche i
proprietari di abitazioni o terreni che non traggono alcun beneficio dalla
bonifica di fiumi e torrenti, affidata per di più ad un ente inutile e
pletorico come la Comunità Montana, istituita solo per far
percepire indennità e gettoni di presenza a consiglieri di piccoli comuni che possono così avere due fonti
di reddito a spese della comunità. Le bollette sono anche accompagnate da una
grottesca lettera di spiegazioni che vorrebbe farci credere che la gestione del
servizio da parte della Comunità Montana sarà efficiente ed economica, e
che tutti trarremo vantaggio da questa nuova estorsione legalizzata che si
configura di fatto come una addizionale ICI,
trattandosi di una patrimoniale sugli immobili che sono colpiti
indipendentemente dall'utilità che traggono dalla bonifica". "ORA, È ALMENO opportuno che anche in questo caso i cittadini
sappiano chi devono ringraziare: e cioè la rossa regione Toscana e tutti quei
carrozzoni voluti dalla sinistra che devono a tutti i costi giustificare la
propria esistenza per poter concedere prebende a consiglieri e ad altro
personale scelto quasi sempre per via politica. In ogni caso, la tassa solleva
davvero forti dubbi di legittimità. Per questo aderirò al
ricorso". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
IN CONSIGLIO Soldi
ai politici: i tagli non passano ?
FABRIANO ? RESPINTA la mozione del consigliere
comunale di opposizione Marco Ottaviani (foto) sulla riduzione dei costi della politica. Il consesso civico ha detto no alla decurtazione del gettone di
presenza dei consiglieri da
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
CASTELBELFORTE Ici e
addizionale Irpef, aliquote invariate CASTELBELFORTE. Resteranno uguali a
quelle dello scorso anno le aliquote Ici e addizionale Irpef comunale per il
2008. Lo ha deliberato l'ultimo consiglio comunale con l'astensione (Ici) del
solo consigliere Vanni Mantovanelli (Associazione
civica mantovana) ed il suo voto contrario all'aliquota dell'addizionale Irpef
comunale. L'Ici sarà al 5,5 per mille per la prima
casa con una detrazione di 150 euro mentre sarà del 7 per mille per le case
sfitte. Resta pure allo 0,5 per cento l'addizionale Irpef. Invariati restano
anche i valori delle aree fabbricabili pari a 110 euro al mq per le
residenziali convenzionate e 35 euro al mq per quelle non convenzionate; 55
euro al mq per aree produttive convenzionate contro i 16 euro al mq per quelle
non convenzionate. Approvato il valore del gettone di presenza dei consiglieri comunali, che resta a 16,27 euro a seduta, con
il voto contrario di Mantovanelli. Nella stessa
seduta è stata approvata, all'unanimità, la delega alla Tea per scegliere
l'appaltatore del servizio raccolta rifiuti cui aderisce anche Castelbelforte. Il sindaco, Massimiliano Gazzani, ha elencato i servizi che saranno gestiti per
conto di Mantova Ambiente, dalla nettezza urbana al lavaggio dei cassonetti e
delle strade, dalla raccolta degli ingombranti al vegetale. Saranno noleggiate
navette per i vari tipi di materiale differenziato; posizionate diverse campane
per vetro, carta, cartone, pile, lattine, farmaci. Il costo complessivo annuo
sia per il 2008 che per il 2009 sarà di 123mila euro. Inoltre il servizio
prevede la gestione del centro di raccolta aperto due volte alla settimana.
"Comunque questo tipo di convenzione lascia la possibilità, se si vorrà
farlo, di attivare la raccolta porta a porta" ha aggiunto il sindaco
rispondendo ad una specifica richiesta del capogruppo di 'Per Castei', Stefano Barbieri. In apertura di seduta il sindaco
ha comunicato che Vanni Mantovanelli ha lasciato il
gruppo 'Per Castei' per aderire all'Associazione
civica mantovana. Lino Fontana.
( da "Secolo XIX, Il" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Le società di tursi COMUNE e aziende partecipate, mentre la riforma
comincia, il presidente di Spim spa Carlo Cacciapuoti, in disaccordo con la scelta del Comune di
cedere all'azienda immobiliare pubblica il patrimonio di rimesse di Ami, se ne
va sbattendo la porta. Proprio ieri la giunta Vincenzi
ha di fatto ultimato la fase preparatoria della
riforma, e ora la delibera dell'assessore Alfonso Pittaluga
andrà in consiglio per l'approvazione e per la risoluzione dei nodi rimasti
ancora aperti. Tra questi, la pratica delle 11 farmacie comunali e dei tre
stabilimenti balneari comunali. La giunta ha certificato che non possono
restare come sono oggi dentro Amiu. Serve una
modifica. O si creano nuove società ad hoc o si esternalizzano.
Ma la novità più importante riguarda la trasparenza. La delibera consegna due
indirizzi fondamentali: uno sui criteri di assunzione, l'altro sul monitoraggio
dello stato di salute aziendale. Ogni assunzione delle società a maggioranza
comunale dovrà seguire tre direttive: prima, massima pubblicizzazione del nuovo
organico richiesto (numero di posti e azienda e mansione); seconda, devono
esistere criteri chiari e noti per guidare la selezione; terza, per ogni
assunzione dovrà essere verificata prima la possibilità di ricorrere a forme di
mobilità interna tra le varie aziende e lo stesso organico di Palazzo Tursi. Ogni sei mesi, inoltre, tutte le aziende dovranno
consegnare alla giunta un monitor interno che riguarda: il livello degli
organici, le nuove assunzioni, lo stato dei bilanci, il
numero e i costi delle consulenze e un'altra serie di dati. Per il resto,
sciolte le partecipazioni nelle società non strategiche (da Coarge
a Coperfidi... ), la giunta ha definito i quattro
assi strategici delle sue società che dovranno restare in house: il capitolo
energia (che contiene anche acqua e metano, quindi Iride intera), quello
del trasporto pubblico (Amt), quello dei servizi
(Aster e Amiu), quello immobiliare (Spin). Il resto è secondario. La maggioranza unionista si è
presa tempo. L'unico a commentare è stato Alessandro Arvigo, Nuova stagione: "C'è una precisa scelta di
campo da parte della giunta e va verso una decisa razionalizzazione di tutto il
comparto. Individuare 4 filiere dimostra il perseguimento di un
interesse generale per garantire servizi di qualità. È quanto
mai indispendabile ora che il Comune si doti di
un'Authority che verifichi e controlli gli standard di erogazione".
Quanto a Cacciapuoti, noto era il suo disaccordo con
gli altri due esponenti del cda. Il sindaco a breve
deciderà a chi assegnare il posto dell'ex presidente. gio.
m. 16/02/2008.
( da "Messaggero Veneto, Il" del
16-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Regione Aeroporto,
via alla privatizzazione Dopo la pace Consorzio-Regione parte la cessione del
20% ciascuno Ora Ronchi cerca nuovi soci privati. Il cda
diventa di 9 componenti TRIESTE. E' pace fatta tra Consorzio per l'Aeroporto
del Friuli Venezia Giulia e Regione. Ieri l'assemblea del Consorzio ha votato,
praticamente all'unanimità, la cessione del 20% delle quote detenute da
Consorzio e Regione Friuli Venezia Giulia per la privatizzazione del 40% del
capitale. Non solo, l'Assemblea ha anche deliberato la modifica statutaria che
porta da
( da "Repubblica, La" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Pagina XI - Genova
IN PRIMO PIANO Megariunione in Sala Rossa con 216 consiglieri. E criteri più trasparenti per le nuove assunzioni nelle partecipate
Poteri ai municipi, la rivoluzione Un supergruppo gestirà soldi e competenze in
uscita da Tursi RAFFAELE NIRI Senza rendersi conto di
dar voce all'inconscio, il presidente del consiglio comunale Giorgio Guerello, alle tre in punto, urla ai 216 (24 per ciascuno
dei nove Municipi) consiglieri: "Non importa dove, l'importante è che
troviate una sedia, una poltrona. Che vi sediate".
E la babele di consiglieri trova così una seconda poltrona,
finalmente si siede ad ascoltare, disciplinatamente, sindaco e assessore al
bilancio. La polemica sui troppi consiglieri (quindi troppi gettoni) entra prepotentemente in aula: c'è un gettone di presenza anche oggi, che sono riuniti ad ascoltare la Vincenzi
dire che non c'è un euro in cassa e forse - dicono in molti - si poteva
rinunciare. O al gettone o a sentire. La notizia vera - la creazione del
Supergruppo, dieci-persone-dieci
che costituiranno la "Nazionale dei quartieri", il ristrettissimo
gruppo decisionale che sposterà soldi e competenze da Palazzo Tursi ai Municipi e che scandirà tempi e modi del
decentramento effettivo dei poteri - resta invece fuori dalla Sala Rossa. Lo
schema, calcisticamente parlando, è 2-3-3-2: due
assessori (Mario Margini e Roberta Morgano), tre
presidenti di Municipio di tre "estrazioni" diverse (il
"sinistro" Crivello della Valpolcevera, il pidì Bernini del medioponente, il
centrista Ottonello per il mediolevante),
tre direttori di peso (Paolo Tizzoni già vicepresidente della Provincia, Luigi Picena catapultato nel difficilissimo ruolo di coordinatore
dei Municipi e il nuovo direttore delle manutenzioni Pinasco)
e due dirigenti dei Municipi (Fernanda Gollo della Valbisagno e Albino Piacenza del ponente). Saranno loro
dieci ad aprire (e soprattutto chiudere) i rubinetti e a mettere in pratica le
direttive. Che i soldi da dividere siano pochi lo dice la Vincenzi,
lo ribadisce l'assessore Balzani, lo sottoscrivono Margini, la Papi e
Pastorino. Puntualizza la Vincenzi:
"Nessuno, ripeto nessuno, parla di buchi che abbiamo ereditato. Ma
le casse sono vuote e ci siamo trovati di fronte o a tagliare i servizi o ad
aumentare l'addizionale Irpef. Abbiamo tagliato tutto il
tagliabile, ma mancavano ancora sedici milioni di euro e abbiamo scelto di
rincarare l'addizionale". Spiega Francesca
Balzani, assessori al bilancio: "Ci mancavano 50 milioni. Abbiamo
dimezzato le spese per il gabinetto del sindaco, azzerato le consulenze, tagliato del trenta per cento le collaborazioni. La manovra fiscale picchierà per 26 euro pro capite, due euro al
mese". Lo sottoscrivono in molti, maggioranza e opposizione. E
Margini si prende anche una standing ovation quando attacca la città del
mugugno: "Qui, quando inauguri qualcosa, invece di dirti "bene"
ti attaccano: "era l'ora"". E la
delibera approvata ieri mattina dalla giunta comunale, su proposta
dell'assessore Alfonso Pittaluga, farà sicuramente
discutere: qualsiasi azienda collegata al Comune decida un'assunzione deve
darne pubblicità), deve rendere pubblici i criteri di selezione e deve dirlo
prima a Palazzo Tursi.
( da "Tirreno, Il" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Attualità LA CADUTA DI PRODI LA CADUTA DI PRODI
Popolo di sinistra devi essere orgoglioso La travagliata caduta del governo
Prodi ha lasciato una profonda ferita nel popolo del centro sinistra. La
disillusione, lo sconforto hanno preso il sopravvento rispetto alla voglia di
rivincita. Gli elettori dell'Unione sono delusi: si attendevano la soluzione
del conflitto d'interessi, la cancellazioni delle
leggi vergogna "ad personam", una più
incisiva lotta alla disoccupazione, la difesa del potere d'acquisto dei salari.
Senza pensare che i numeri in parlamento erano così risicati
che anche un raffreddore di un senatore avrebbe messo in minoranza il governo e
che, nonostante tutto, mai negli ultimi quindici anni i conti pubblici sono
stati in regola come adesso (sembra poco?) e che le riforme avevano iniziato il
loro cammino. Ma ancor di più si sentono traditi dal fatto che niente sembra
essere cambiato. La Casta mantiene ferma le proprie posizioni. Il grillismo che prende il sopravvento, l'antipolitica che la
fa da padrona. Ma la cosa che incuriosisce è che chi più risulta essere colpito
sono coloro che, paradossalmente, meno avrebbero da vergognarsi dei propri
rappresentanti, ossia gli elettori di centro sinistra. Come non tenere presente
che almeno il 70% dei politici caduti nelle grinfie della
penna di Rizzo e Stella appartengono al centro destra? come non tenere alla mente che un Cuffaro
di centro sinistra non esiste? Allora: lasciamo da parte i piagnistei
controproducenti; la supponenza di chi ritiene di essere altro rispetto ai
politici nasconde solo la paura di confrontarsi con gli avversari, il timore di
essere deriso in caso di sconfitta, l'ammissione di inferiorità rispetto
a chi vota "dall'altra parte". Non è vero che niente stia cambiando.
La cosa rossa, ma soprattutto il partito democratico rappresentano nuovi
tentativi alla soluzione dei problemi sopra citati. Nuove facce si stanno
facendo largo nei talk show televisivi le liste sono stracolme di gente nuova,
giovane, "altro" rispetto alla Casta. Una formazione unitaria,
compatta e organica che non senta il peso ed il condizionamento dei partitini è
ciò che Prodi ha da sempre sognato. Adesso c'è. Occorre solo darle fiducia.
Perché il problema non è se uno, o alcuni eletti
rappresentano il vecchio. Il problema è se il nuovo sappia imporsi con i
programmi diversi e risolutivi. Un solo segnale: in caso di vittoria del
partito democratico non ci saranno né Mastella, né De Gregorio, né Dini.
Saranno tutti nel centro destra. Luca Morroni Livorno VOTO E DUBBI Ma chi tutela la gente onesta?
Scrivo perché sono molto amareggiata, delusa e piena di dubbi. Nella mia
famiglia, da generazioni si è respirato aria di sinistra, convinti
che solo la sinistra poteva fare gli interessi degli operai, ora, arrivata a 60
anni, a dovendo votare non so chi designare. Oggi, la sinistra tutela gli
extracomunitari, gli emarginati e ideologicamente può andar bene, il Pd oggi
come oggi tende a fare gli interessi della media borghesia e degli industriali,
il Pdl fa solo i propri interessi noi operai e
pensionati da 1000€ al mese (se va bene) chi ci tutela? Noi dobbiamo pregare di
non ammalarci perché siamo trattati peggio degli extracomunitari. Su di noi si
fanno solo chiacchiere, su di noi si fa la campagna elettorale e poi veniamo
dimenticati ed è peggio di prima. Vorrei anzi voglio votare (è un diritto
acquisito) ma vorrei sapere veramente qual è il partito che tutela gli italiani
poveri, e onesti, vorrei che qualcuno me lo spiegasse. M.S., Massa ALTRO CHE
ELEZIONI Quattro riforme per cambiare le cose L'Italia ha necessità di profonde
riforme non di nuove elezioni, per evitare un tracollo di competitività e
soprattutto ridare fiducia agli italiani. Sono convinto che maggioranza degli
italiani che non sia un politico è d'accordo che per
migliorare la politica bisognerebbe: 1) Far guadagnare i nostri politici come
la media dei politici Europei ed eventualmente mettere dei bonus legati
all'efficienza e alle presenze. 2) Permettere di fare massimo
2 legislature. 3) Riformare la legge elettorale per permettere a chi
vince di contare su una solida maggioranza. 4) Mettere nei ministeri più
tecnici (come la giustizia, la sanità, l'economia) esperti di fama
internazionale. Per colpa di una classe politica che da destra a sinistra pensa
esclusivamente a mantenere i propri privilegi e le proprie poltrone invece
delle riforme ci ritroviamo nuovamente ad andare a votare con una legge
elettorale che permetterà che anche questo nuovo governo sia
"ostaggio" dei piccoli partiti che contano 1/2% e allora ancora una
volta addio riforme. Purtroppo noi cittadini abbiamo una colpa: troppo spesso
sappiamo criticare ma raramente ci impegniamo per vedere se c'è la possibilità
di cambiare le cose. Aldo Bartolini REPLICA Ma ora i cattolici sono
disorientati Sul Tirreno dell'8.2.08 il signor Benedetti scrive che la libertà
in Italia è stata conquistata con la resistenza e la guerra di liberazione. Se
ciò è vero, altrettanto vero è che se nel 1948 avvessero
vinto i comunisti quella libertà l'avremmo di nuovo perduta. Se ciò non avvenne
lo dobbiamo soprattutto al ruolo che svolse la Chiesa e a cattolici come De
Gasperi. Per quanto riguarda il Papa e i cardinali Ruini e Bagnasco, quando
parlano di temi etici e di valori per la società come la famiglia fondata sul
matrimonio, non fanno politica, ma semplicemente il loro dovere di pastori.
Purtroppo dopo il tramonto della parte principale dell'ideologia identitaria di sinistra, quella legata all'economia e alle
politiche sociali, era necessario trovare un altro terreno su cui differenziarsi.
E così una parte di certa sinistra ha scelto il tema dei diritti individuali
(senza doveri) e dell'anticlericalismo. Questo sta disorientando tanti
cattolici come me che non sanno più a chi dare il voto. Ciro Rossi.
( da "Corriere della Sera" del
16-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-02-16 num:
- pag: 1 autore: di CLAUDIO SCHIRINZI categoria: REDAZIONALE VERSO IL VOTO UN
APPELLO AI PARTITI PER MILANO L 'unico dato certo
della campagna elettorale appena aperta è che dovrà fare i conti con una
diffusa disaffezione alla politica. Non è soltanto disinteresse, ma forse
addirittura rancore, risentimento, sdegno. E più in generale disillusione. è come se l'intera classe politica fosse
identificata con la "Casta" raccontata da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, come se non ci fossero più i buoni e i cattivi, gli onesti e i
disonesti, le persone perbene e i prepotenti. Quella parola, "La
casta" appunto, è come un buco nero che ha inghiottito tutto, comprese le
passioni e le speranze. Il fatto poi di non poter scegliere il singolo
candidato attraverso il voto di preferenza (si può votare soltanto il partito)
toglie anche l'illusione di poter partecipare alla scelta dei futuri
parlamentari. Il rischio, per l'uno e per l'altro schieramento, è che tale
generalizzata sfiducia si traduca in una massiccia astensione dalle urne. In
questo clima crediamo sia interesse di tutti - di chi vota e di chi chiede di
essere votato - che i partiti in lizza assumano impegni precisi. Non soltanto
quelli che dovrebbero essere scontati come non mettere in lista candidati che
abbiano subito una condanna (anche soltanto in primo grado), condurre una
campagna elettorale sobria, rispettare gli spazi per l'affissione dei manifesti
e via elencando. Ma anche impegni specifici su temi che riguardano direttamente
Milano. Sarebbe utile, ad esempio, che ogni partito spiegasse in modo chiaro
che cosa intende fare in Parlamento a proposito del futuro di Malpensa, della
Pedemontana, della Brebemi, della Tangenziale esterna,
delle linee 4 e 5 della metropo-litana, della Biblioteca Europea,
dell'orchestra Verdi. Ciascuno dica se è favorevole o contrario e lo dica con
la chiarezza richiesta dal messaggio evangelico: "Il tuo sì sia sì, il tuo
no sia no". Senza scomodare ulteriormente il Vangelo ("Tutto il resto
è opera del Maligno") diciamo che chi non spiega da che parte sta non
merita fiducia. E che chi non rispetta gli impegni sarà punito con il non-voto
alla prima occasione.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-02-16 - pag: 15 autore:
L'ALTRA METà L'Idv Mura
vedetta anti-sprechi di Mariolina Sesto è l'incubo
dei tesorieri dei partiti. Di destra come di sinistra.
Acerrima nemica di sprechi, finanziamenti extra, aumenti di stipendio. Silvana
Mura, la deputata che tiene i bilanci dell'Idv, è tra le candidate del forziere di Antonio Di Pietro.
La sua inclusione nelle liste è data per scontata. Legittima ricompensa delle
difficili battaglie condotte per calmierare i costi della politica. Se l'immagine pubblica dei partiti è quella
di macchine ruba-soldi, lei le escogita tutte per far tornare indietro i
denari. Il tesoriere ds Ugo Sposetti ancora
ricorda quel regalo alla festa di compleanno di due Silvana
Mura Deputata Idv anni fa. Al ristorante
romano Settimio all'Arancio la Mura gelò tutti i responsabili delle casse dei partiti chiamati a raccolta: io il Ddl
che ci concede finanziamenti attraverso le fondazioni non lo voto. Sotto il
pressing di Idv e Radicali, quella normetta
bipartisan che avrebbe elargito nuovi fondi alle casse sempre vuote dei
movimenti politici, fu ritirata dal relatore. A lei l'ex pm ha dato carta
bianca proprio su uno dei filoni ispiratori del partito: la lotta agli sperperi
che si consumano in Parlamento. E così porta la sua firma il Ddl bipartisan, messo a punto con Antonio Buonfiglio di An, per tagliare deputati, senatori e
ministri. Da buona imprenditrice bresciana, il suo obiettivo è quello di far
tornare i conti dell'azienda Italia. E la sua lotta continua a Camere sciolte:
guarderò il cedolino dello stipendio di parlamentare fino all'ultimo giorno.
Per denunciare eventuali aumenti-trappola scattati all'ultimo minuto. Incubo
dei tesorieri: sui soldi ai partiti dice sempre no.
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Ato in Consiglio comunale grazie alla
mozione del consigliere della lista "Con Carmenati
per Fabriano", Marco Ottaviani. Dopo un ampia, ed
a volte accesa, discussione, si è deciso di dare mandato alla commissione
consiliare Finanze e Patrimonio di studiare gli attuali costi della politica della città della carta e di proporre eventuali
riduzioni. Bocciata la mozione di Ottaviani e l'emendamento presentato dal
consigliere di Forza Italia Urbano Urbani, che chiedeva l'istituzione di un
fondo di solidarietà per i meno abbienti, ai quali devolvere il ricavato della
riduzione dei costi della classe politica cittadina. Duro il commento di Marco Ottaviani: "Il sindaco Roberto Sorci
e la sua maggioranza sono stati dei falsi. Hanno promesso in campagna
elettorale di ridurre i costi della politica ed invece
gli hanno aumentati nominando otto assessori ed innalzando il numero delle
commissioni consiliari da
( da "Campanile, Il" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Di Pietro
abbandonato anche da Beppe Grillo e i suoi amici. E c'è chi ricorda il passato
controverso del pm Lui mostra baldanza, offre il petto sicuro, e afferma che la
sua Italia dei Valori e il Partito democratico hanno l'impegno "di vincere
ma anche e soprattutto di ritrovarsi su una identità
di programma per ben governare". Gli altri,
esprimono più di una perplessità riguardo, non solo al passo indietro veltroniano rispetto alla corsa in solitaria dei
democratici, ma soprattutto rispetto alla compagnia scelta. Insomma, la strana
alleanza fra il Partito democratico e Di Pietro fa discutere. All'interno del
partito del loft di Piazza Sant'Anastasia e tra quelli che fino a qualche ora
fa venivano annoverati nella lista degli "aficionados"
dell'ex pm. A dar voce ai dubbiosi nel Pd è il quotidiano dell'ex Margherita.
In un fondo ieri Europa metteva in guardia dal rischio dell'influenza
giustizialista che il Tonino porta con sé e che potrebbe far breccia tra i
democratici, pur essendo "tra la cause ricorrenti
delle sconfitte progressiste di fronte a Berlusconi". Ma alla notizia dell'intesa molti, anche nel popolo dell'anti-politica, restano a bocca asciutta. Finanche Beppe Grillo
sembra dire addio a Di Pietro. Il comico genovese, promotore del "V-Day", non commenta direttamente. Eppure,
le sue parole "tra il disgusto e la noia", come scrive il Corriere
della Sera, sono chiare: "La scelta di Di Pietro?
Non conosco, da un po' non leggo i giornali, soprattutto non
voglio entrare in questi deliri". Ed esplicite sono le mail di
protesta sul blog grillino. Ecco alcuni esempi. "Adesso si è scoperto di
quale paraculo si tratta, dovrebbe solo vergognarsi", scrive uno. Un altro
non vuol proprio crederci: "Se davvero ha deciso di allearsi col Pd ha
fatto l'ennesima ca?della sua vita". Per farla
breve, chiosa un altro ancora: "Vaffa pure a lui!".
Insomma, sembrano chiedersi i grillino, ma Tonino ha capito con chi si sta
mettendo? Ma c'è chi la domanda se la pone al contrario: il capo dei
democratici, si chiede ad esempio Filippo Facci sul Giornale, sa con chi sta
facendo l'alleanza? Tanto più che, scrive Facci, "non c'è speranza che Di
Pietro abbandoni" non solo "i leitmotiv
riguardanti i costi della politica, la corruzione, la moralità
di questo e quello", ma anche "la difesa d'ufficio anche della più
strampalata inchiesta della più imboscata procura". Del resto, come
dimenticare che l'ex pm "ha inaugurato la moda dello scendere in piazza a
protestare contro il governo di cui si fa parte e soprattutto ha minacciato più
dimissioni di Mastella". Quanto al suo partito, l'Idv, "appartiene a Di Pietro per statuto notarile, al
pari dei finanziamenti pubblici". Insomma, "definirlo accentratore è
poco", scrive Facci, "e ricordarsi il nome di un suo collega di
partito resta difficile". Del resto, lunga è la lista di chi nel corso
degli anni lo ha abbandonato: dall'"ex fidatissimo Elio Veltri" a
Valerio Carrara, "unico dipietrista eletto nel
2001" e che "passò al gruppo misto prima ancora che si insediassero
le Camere". Fino a Rino Piscitello, Federico
Orlando, Milly Moratti, Sergio De Gregorio. Finanche Paolo Flores D'Arcais, il direttore di Micromega,
la rivista filo-girotondina, gli ha detto addio. Per tutti vale la sentenza di
Veltri: "Gente che ha capito il personaggio e ha preso le distanze".
Ma la storia di Tonino, osserva Facci, è una storia di prestiti senza interessi
e di una Mercedes "poi rivenduta a prezzo maggiorato",
di "pacchetti di pratiche legali per la moglie", di "un impiego
per il figlio Cristiano". La storia di un un uomo politico che, malgrado tutto questo, si
presenta candidamente sempre nello stesso modo, racconta Facci: "Sono Di
Pietro, quello di Mani Pulite, quello che arresta i politici e i ladri della robba vostra, ci penso io". (16-02-2008).
( da "Mattino, Il (Caserta)" del
16-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Commisssioni consiliari la guerra dei gettoni Tutti ne
parlano ma nessuno si vuole esporre. Lo scorso week-end è scoppiata la grana
"gettone" per i consiglieri comunali di Santa Maria Capua Vetere che rischia di far nascere un caso diplomatico in
seno all'amministrazione Giudicianni. Motivo del contendere è un parere
richiesto dal primo cittadino sammaritano agli organi preposti della Prefettura
con il quale si avanzava un'interpretazione
"restrittiva" di una norma inclusa nella legge Finanziaria 2008. Una
richiesta condivisa anche dall'ufficio territoriale del governo che ha acceso
non poco gli animi dei consiglieri della città dell'Anfiteatro. Secondo
indiscrezioni, infatti, ci sarebbe una frangia trasversale di esponenti del consiglio comunale pronta a dichiarare guerra
all'amministrazione su qualsiasi provvedimento e soprattutto su tutte le
delibere in cui sarebbero previsti impegni di spesa non tollerabili. Una
situazione paradossale visto che, nel caso più estremo,
il pagamento della presenza nelle commissioni
permanenti farebbe lievitare il compenso dei consiglieri fino a un massimo di
250 euro mensili.