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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL  16-2-2008      #TOP


Report "Costi dei politici"

TASSA FIUMI E FOSSI ANCHE LA POLITICA ADERISCE ALLA RIVOLTA CONTRO IL NUOVO BALZELLO 0 Estorsione legalizzata Anch'io farò ricorso ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: istituita solo per far percepire indennità e gettoni di presenza a consiglieri di piccoli comuni che possono così avere due fonti di reddito a spese della comunità. Le bollette sono anche accompagnate da una grottesca lettera di spiegazioni che vorrebbe farci credere che la gestione del servizio da parte della Comunità Montana sarà efficiente ed economica,

Soldi ai politici: i tagli non passano ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: politici: i tagli non passano ? FABRIANO ? RESPINTA la mozione del consigliere comunale di opposizione Marco Ottaviani (foto) sulla riduzione dei costi della politica. Il consesso civico ha detto no alla decurtazione del gettone di presenza dei consiglieri da 90 a 60 euro a seduta, così come all'impegno verso la Giunta di ridurre del 25 per cento dei compensi mensili degli assessori.

Ici e addizionale Irpef, aliquote invariate ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Approvato il valore del gettone di presenza dei consiglieri comunali, che resta a 16,27 euro a seduta, con il voto contrario di Mantovanelli. Nella stessa seduta è stata approvata, all'unanimità, la delega alla Tea per scegliere l'appaltatore del servizio raccolta rifiuti cui aderisce anche Castelbelforte.

Partecipate, via alla riforma il presidente di spim si dimette ( da "Secolo XIX, Il" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: lo stato dei bilanci, il numero e i costi delle consulenze e un'altra serie di dati. Per il resto, sciolte le partecipazioni nelle società non strategiche (da Coarge a Coperfidi... ), la giunta ha definito i quattro assi strategici delle sue società che dovranno restare in house: il capitolo energia (che contiene anche acqua e metano,

Aeroporto, via alla privatizzazione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E questo non sarebbe certo nell'interesse dei cittadini". Quella della variazione del numero dei componenti, ha ricordato Gherghetta, "è una modifica che non comporterà spese per i cittadini, poiché i componenti del Cda del Consorzio non percepiscono gettoni di presenza". Sonia Sicco.

Poteri ai municipi, la rivoluzione - raffaele niri ( da "Repubblica, La" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E la babele di consiglieri trova così una seconda poltrona, finalmente si siede ad ascoltare, disciplinatamente, sindaco e assessore al bilancio. La polemica sui troppi consiglieri (quindi troppi gettoni) entra prepotentemente in aula: c'è un gettone di presenza anche oggi, che sono riuniti ad ascoltare la Vincenzi dire che non c'è un euro in cassa e forse -

La caduta di prodi ( da "Tirreno, Il" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: caduti nelle grinfie della penna di Rizzo e Stella appartengono al centro destra? come non tenere alla mente che un Cuffaro di centro sinistra non esiste? Allora: lasciamo da parte i piagnistei controproducenti; la supponenza di chi ritiene di essere altro rispetto ai politici nasconde solo la paura di confrontarsi con gli avversari, il timore di essere deriso in caso di sconfitta,

UN APPELLO AI PARTITI PER MILANO ( da "Corriere della Sera" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: intera classe politica fosse identificata con la "Casta" raccontata da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, come se non ci fossero più i buoni e i cattivi, gli onesti e i disonesti, le persone perbene e i prepotenti. Quella parola, "La casta" appunto, è come un buco nero che ha inghiottito tutto, comprese le passioni e le speranze.

L'Idv Mura vedetta anti-sprechi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la deputata che tiene i bilanci dell'Idv, è tra le candidate del forziere di Antonio Di Pietro. La sua inclusione nelle liste è data per scontata. Legittima ricompensa delle difficili battaglie condotte per calmierare i costi della politica. Se l'immagine pubblica dei partiti è quella di macchine ruba-soldi, lei le escogita tutte per far tornare indietro i denari.

FABRIANO Nulla di fatto per i costi della politica fabrianese. L'argomento è finalmente approd ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: consiliare del partito democratico, Quinto Balducci: "I costi della politica non sono sicuramente rappresentati dal gettone di presenza dei consiglieri comunali. Il discorso è più complessivo e l'aver chiesto ad una commissione consiliare di proporre all'attenzione del Consiglio uno studio approfondito dal quale si possa poi procedere ad eventuali tagli è un atto di grande onestà a cui,

Idv-Pd, il matrimonio non piace nemmeno ai "grillini" ( da "Campanile, Il" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: leitmotiv riguardanti i costi della politica, la corruzione, la moralità di questo e quello", ma anche "la difesa d'ufficio anche della più strampalata inchiesta della più imboscata procura". Del resto, come dimenticare che l'ex pm "ha inaugurato la moda dello scendere in piazza a protestare contro il governo di cui si fa parte e soprattutto ha minacciato più dimissioni di Mastella"

COMMISSSIONI CONSILIARI LA GUERRA DEI GETTONI ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 16-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Commisssioni consiliari la guerra dei gettoni Tutti ne parlano ma nessuno si vuole esporre. Lo scorso week-end è scoppiata la grana "gettone" per i consiglieri comunali di Santa Maria Capua Vetere che rischia di far nascere un caso diplomatico in seno all'amministrazione Giudicianni.


Articoli

TASSA FIUMI E FOSSI ANCHE LA POLITICA ADERISCE ALLA RIVOLTA CONTRO IL NUOVO BALZELLO 0 Estorsione legalizzata Anch'io farò ricorso (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 16-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

TASSA "FIUMI E FOSSI" ANCHE LA POLITICA ADERISCE ALLA RIVOLTA CONTRO IL NUOVO BALZELLO "Estorsione legalizzata Anch'io farò ricorso" ? CARRARA ? "E' UN'ESTORSIONE legalizzata: pertanto aderirò anch'io al ricorso collettivo che sta prendendo corpo e invito tutti i cittadini a fare altrettanto. Questa è una causa che davvero si può vincere". Lanmarco Laquidara, capogruppo di Forza Italia, irrompe come una furia sulla vicenda della tassa "Fiumi e fossi" e ne canta a tutti. "Negli anni scorsi ? dice ? diversi consiglieri di maggioranza erano spesso intervenuti per eliminare consorzi di bonifica e leggi connesse. Avevo creduto che gli strali della sinistra fossero contro alcuni presidenti di tali consorzi che, non militando nell'Unione, non meritavano nella loro ottica clientelare di rivestire simile ruolo. Motivazione non infondata, ma la battaglia era anche per sostituire "gestori privati" con gestori pubblici. Questo avvicendamento avrebbe provocato a loro dire un miglioramento del servizio e una diminuzione dei costi per i cittadini!!! Voi che ne dite?" "IN QUESTI GIORNI ? prosegue Laquidara ? i cittadini di Carrara, e non sollo, hanno ricevuto bollette in qualche caso addirittura esorbitanti e sconsiderate. E' una normativa del tutto discutibile anche sulla legittimità, ma quel che più scandalizza è che di questa nuova imposizione dovranno di fatto farsi carico anche i proprietari di abitazioni o terreni che non traggono alcun beneficio dalla bonifica di fiumi e torrenti, affidata per di più ad un ente inutile e pletorico come la Comunità Montana, istituita solo per far percepire indennità e gettoni di presenza a consiglieri di piccoli comuni che possono così avere due fonti di reddito a spese della comunità. Le bollette sono anche accompagnate da una grottesca lettera di spiegazioni che vorrebbe farci credere che la gestione del servizio da parte della Comunità Montana sarà efficiente ed economica, e che tutti trarremo vantaggio da questa nuova estorsione legalizzata che si configura di fatto come una addizionale ICI, trattandosi di una patrimoniale sugli immobili che sono colpiti indipendentemente dall'utilità che traggono dalla bonifica". "ORA, È ALMENO opportuno che anche in questo caso i cittadini sappiano chi devono ringraziare: e cioè la rossa regione Toscana e tutti quei carrozzoni voluti dalla sinistra che devono a tutti i costi giustificare la propria esistenza per poter concedere prebende a consiglieri e ad altro personale scelto quasi sempre per via politica. In ogni caso, la tassa solleva davvero forti dubbi di legittimità. Per questo aderirò al ricorso". - -->.

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Soldi ai politici: i tagli non passano (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 16-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

IN CONSIGLIO Soldi ai politici: i tagli non passano ? FABRIANO ? RESPINTA la mozione del consigliere comunale di opposizione Marco Ottaviani (foto) sulla riduzione dei costi della politica. Il consesso civico ha detto no alla decurtazione del gettone di presenza dei consiglieri da 90 a 60 euro a seduta, così come all'impegno verso la Giunta di ridurre del 25 per cento dei compensi mensili degli assessori. Una presa di posizione congiunta da parte della maggioranza che in blocco ha bocciato il documento, mentre dall'opposizione - oltre al proponente - è arrivato l'avallo di Carmenati (lista omonima), Urbani e Mingarelli (Fi), mentre sul fronte dell'Udc Bellucci e Sforza hanno optato per l'astensione. "Ma non si tratta di tutelare la 'casta' o di arroccarsi sulle proprie posizioni", ci tengono a precisare dalla maggioranza dove intendono il "no" quasi come un "ni". "IL NOSTRO impegno ? rilevano Emanuele Rossi (Rifondazione) e Quinto Balducci (Ds) ? è di analizzare la questione con attenzione e portarla al più presto al centro di una valutazione della commissione consiliare alle finanze. Serve, cioè, un percorso partecipato al termine del quale non è affatto escluso che si arrivi a formulare una proposta per ridurre alcuni tipi di compensi". In maggioranza c'è chi, come Lorenzo Vergnetta (Margherita) pensa soprattutto a "rivedere le entrate per le commissioni consiliari, i cui gettoni attualmente sono parificati a quelli del consiglio comunale" e chi, come Evasio Menghi riferisce che "non sono certo quelli dei gettoni i veri costi, o perfino gli sprechi, della politica". a.d.m. - -->.

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Ici e addizionale Irpef, aliquote invariate (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 16-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

CASTELBELFORTE Ici e addizionale Irpef, aliquote invariate CASTELBELFORTE. Resteranno uguali a quelle dello scorso anno le aliquote Ici e addizionale Irpef comunale per il 2008. Lo ha deliberato l'ultimo consiglio comunale con l'astensione (Ici) del solo consigliere Vanni Mantovanelli (Associazione civica mantovana) ed il suo voto contrario all'aliquota dell'addizionale Irpef comunale. L'Ici sarà al 5,5 per mille per la prima casa con una detrazione di 150 euro mentre sarà del 7 per mille per le case sfitte. Resta pure allo 0,5 per cento l'addizionale Irpef. Invariati restano anche i valori delle aree fabbricabili pari a 110 euro al mq per le residenziali convenzionate e 35 euro al mq per quelle non convenzionate; 55 euro al mq per aree produttive convenzionate contro i 16 euro al mq per quelle non convenzionate. Approvato il valore del gettone di presenza dei consiglieri comunali, che resta a 16,27 euro a seduta, con il voto contrario di Mantovanelli. Nella stessa seduta è stata approvata, all'unanimità, la delega alla Tea per scegliere l'appaltatore del servizio raccolta rifiuti cui aderisce anche Castelbelforte. Il sindaco, Massimiliano Gazzani, ha elencato i servizi che saranno gestiti per conto di Mantova Ambiente, dalla nettezza urbana al lavaggio dei cassonetti e delle strade, dalla raccolta degli ingombranti al vegetale. Saranno noleggiate navette per i vari tipi di materiale differenziato; posizionate diverse campane per vetro, carta, cartone, pile, lattine, farmaci. Il costo complessivo annuo sia per il 2008 che per il 2009 sarà di 123mila euro. Inoltre il servizio prevede la gestione del centro di raccolta aperto due volte alla settimana. "Comunque questo tipo di convenzione lascia la possibilità, se si vorrà farlo, di attivare la raccolta porta a porta" ha aggiunto il sindaco rispondendo ad una specifica richiesta del capogruppo di 'Per Castei', Stefano Barbieri. In apertura di seduta il sindaco ha comunicato che Vanni Mantovanelli ha lasciato il gruppo 'Per Castei' per aderire all'Associazione civica mantovana. Lino Fontana.

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Partecipate, via alla riforma il presidente di spim si dimette (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 16-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Le società di tursi COMUNE e aziende partecipate, mentre la riforma comincia, il presidente di Spim spa Carlo Cacciapuoti, in disaccordo con la scelta del Comune di cedere all'azienda immobiliare pubblica il patrimonio di rimesse di Ami, se ne va sbattendo la porta. Proprio ieri la giunta Vincenzi ha di fatto ultimato la fase preparatoria della riforma, e ora la delibera dell'assessore Alfonso Pittaluga andrà in consiglio per l'approvazione e per la risoluzione dei nodi rimasti ancora aperti. Tra questi, la pratica delle 11 farmacie comunali e dei tre stabilimenti balneari comunali. La giunta ha certificato che non possono restare come sono oggi dentro Amiu. Serve una modifica. O si creano nuove società ad hoc o si esternalizzano. Ma la novità più importante riguarda la trasparenza. La delibera consegna due indirizzi fondamentali: uno sui criteri di assunzione, l'altro sul monitoraggio dello stato di salute aziendale. Ogni assunzione delle società a maggioranza comunale dovrà seguire tre direttive: prima, massima pubblicizzazione del nuovo organico richiesto (numero di posti e azienda e mansione); seconda, devono esistere criteri chiari e noti per guidare la selezione; terza, per ogni assunzione dovrà essere verificata prima la possibilità di ricorrere a forme di mobilità interna tra le varie aziende e lo stesso organico di Palazzo Tursi. Ogni sei mesi, inoltre, tutte le aziende dovranno consegnare alla giunta un monitor interno che riguarda: il livello degli organici, le nuove assunzioni, lo stato dei bilanci, il numero e i costi delle consulenze e un'altra serie di dati. Per il resto, sciolte le partecipazioni nelle società non strategiche (da Coarge a Coperfidi... ), la giunta ha definito i quattro assi strategici delle sue società che dovranno restare in house: il capitolo energia (che contiene anche acqua e metano, quindi Iride intera), quello del trasporto pubblico (Amt), quello dei servizi (Aster e Amiu), quello immobiliare (Spin). Il resto è secondario. La maggioranza unionista si è presa tempo. L'unico a commentare è stato Alessandro Arvigo, Nuova stagione: "C'è una precisa scelta di campo da parte della giunta e va verso una decisa razionalizzazione di tutto il comparto. Individuare 4 filiere dimostra il perseguimento di un interesse generale per garantire servizi di qualità. È quanto mai indispendabile ora che il Comune si doti di un'Authority che verifichi e controlli gli standard di erogazione". Quanto a Cacciapuoti, noto era il suo disaccordo con gli altri due esponenti del cda. Il sindaco a breve deciderà a chi assegnare il posto dell'ex presidente. gio. m. 16/02/2008.

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Aeroporto, via alla privatizzazione (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Regione Aeroporto, via alla privatizzazione Dopo la pace Consorzio-Regione parte la cessione del 20% ciascuno Ora Ronchi cerca nuovi soci privati. Il cda diventa di 9 componenti TRIESTE. E' pace fatta tra Consorzio per l'Aeroporto del Friuli Venezia Giulia e Regione. Ieri l'assemblea del Consorzio ha votato, praticamente all'unanimità, la cessione del 20% delle quote detenute da Consorzio e Regione Friuli Venezia Giulia per la privatizzazione del 40% del capitale. Non solo, l'Assemblea ha anche deliberato la modifica statutaria che porta da 17 a 9 i componenti del Cda. Soddisfatto Franco Soldati, presidente del Consorzio degli Enti locali: "Si tratta di un accordo storico". Esultante Enrico Gherghetta, presidente della provincia di Gorizia, che non rinuncia alla battuta: "E' la fine della Guerra dei Trent'anni". L'operazione di cessione delle quote rientra nel percorso che porterà all'ingresso di un nuovi soci nella società di gestione dell'Aeroporto di Trieste-Ronchi dei Legionari, grazie alla privatizzazione del 40% del capitale totale. In questo modo, le quote scenderanno dal 49% al 29% per la Regione Friuli Venezia Giulia; e dal 51% al 31% per il Consorzio. L'assemblea del Consorzio ha adottato ieri due atti di indirizzo: uno per la cessione del 20% delle quote da parte dei due soci di peso - spiega Soldati - e uno per che subordina la cessione della quota da parte del Consorzio a quella della Regione. Atti di indirizzo assunti a larghissima maggioranza. Il voto ha registrato la sola atensione della Camera di Commercio di Pordenone, che detiene lo 0,07% del Consorzio. L'Assemblea ha quindi deliberato la variazione statutaria che porta da 17 a nove il numero dei componenti del Cda. Cinque saranno designati dagli enti pubblici e quattro su proposta dei soci privati. "La modifica - ha reso noto Soldati - entrerà in vigore all'approvazione del Bilancio 2008, quindi nel marzo 2009. Si tratta di un accordo storico - ha affermato Soldati - c'è finalmente la pace sociale tra i soci. Ora tutti lavoreranno per il bene dell'aeroporto. Finalmente possiamo portare avanti importanti operazioni - ha concluso - con l'approvazione di tutti i soci". Nel dettaglio - ha evidenziato Gherghetta - i cinque componenti saranno designati dalle quattro province e dal comune di Trieste. I quattro componenti espressione dei privati saranno invece designati dall'Assemblea su proposta di una lista che i privati comporranno. Una scelta dettata da valutazioni giuriche - ha spiegato Enrico Gherghetta, presidente della provincia di Gorizia - ma anche perché scelte d'imperio sugli attuali otto componenti "avrebbero comportato inevitabilmente dei ricorsi. E questo non sarebbe certo nell'interesse dei cittadini". Quella della variazione del numero dei componenti, ha ricordato Gherghetta, "è una modifica che non comporterà spese per i cittadini, poiché i componenti del Cda del Consorzio non percepiscono gettoni di presenza". Sonia Sicco.

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Poteri ai municipi, la rivoluzione - raffaele niri (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 16-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina XI - Genova IN PRIMO PIANO Megariunione in Sala Rossa con 216 consiglieri. E criteri più trasparenti per le nuove assunzioni nelle partecipate Poteri ai municipi, la rivoluzione Un supergruppo gestirà soldi e competenze in uscita da Tursi RAFFAELE NIRI Senza rendersi conto di dar voce all'inconscio, il presidente del consiglio comunale Giorgio Guerello, alle tre in punto, urla ai 216 (24 per ciascuno dei nove Municipi) consiglieri: "Non importa dove, l'importante è che troviate una sedia, una poltrona. Che vi sediate". E la babele di consiglieri trova così una seconda poltrona, finalmente si siede ad ascoltare, disciplinatamente, sindaco e assessore al bilancio. La polemica sui troppi consiglieri (quindi troppi gettoni) entra prepotentemente in aula: c'è un gettone di presenza anche oggi, che sono riuniti ad ascoltare la Vincenzi dire che non c'è un euro in cassa e forse - dicono in molti - si poteva rinunciare. O al gettone o a sentire. La notizia vera - la creazione del Supergruppo, dieci-persone-dieci che costituiranno la "Nazionale dei quartieri", il ristrettissimo gruppo decisionale che sposterà soldi e competenze da Palazzo Tursi ai Municipi e che scandirà tempi e modi del decentramento effettivo dei poteri - resta invece fuori dalla Sala Rossa. Lo schema, calcisticamente parlando, è 2-3-3-2: due assessori (Mario Margini e Roberta Morgano), tre presidenti di Municipio di tre "estrazioni" diverse (il "sinistro" Crivello della Valpolcevera, il pidì Bernini del medioponente, il centrista Ottonello per il mediolevante), tre direttori di peso (Paolo Tizzoni già vicepresidente della Provincia, Luigi Picena catapultato nel difficilissimo ruolo di coordinatore dei Municipi e il nuovo direttore delle manutenzioni Pinasco) e due dirigenti dei Municipi (Fernanda Gollo della Valbisagno e Albino Piacenza del ponente). Saranno loro dieci ad aprire (e soprattutto chiudere) i rubinetti e a mettere in pratica le direttive. Che i soldi da dividere siano pochi lo dice la Vincenzi, lo ribadisce l'assessore Balzani, lo sottoscrivono Margini, la Papi e Pastorino. Puntualizza la Vincenzi: "Nessuno, ripeto nessuno, parla di buchi che abbiamo ereditato. Ma le casse sono vuote e ci siamo trovati di fronte o a tagliare i servizi o ad aumentare l'addizionale Irpef. Abbiamo tagliato tutto il tagliabile, ma mancavano ancora sedici milioni di euro e abbiamo scelto di rincarare l'addizionale". Spiega Francesca Balzani, assessori al bilancio: "Ci mancavano 50 milioni. Abbiamo dimezzato le spese per il gabinetto del sindaco, azzerato le consulenze, tagliato del trenta per cento le collaborazioni. La manovra fiscale picchierà per 26 euro pro capite, due euro al mese". Lo sottoscrivono in molti, maggioranza e opposizione. E Margini si prende anche una standing ovation quando attacca la città del mugugno: "Qui, quando inauguri qualcosa, invece di dirti "bene" ti attaccano: "era l'ora"". E la delibera approvata ieri mattina dalla giunta comunale, su proposta dell'assessore Alfonso Pittaluga, farà sicuramente discutere: qualsiasi azienda collegata al Comune decida un'assunzione deve darne pubblicità), deve rendere pubblici i criteri di selezione e deve dirlo prima a Palazzo Tursi.

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La caduta di prodi (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 16-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Attualità LA CADUTA DI PRODI LA CADUTA DI PRODI Popolo di sinistra devi essere orgoglioso La travagliata caduta del governo Prodi ha lasciato una profonda ferita nel popolo del centro sinistra. La disillusione, lo sconforto hanno preso il sopravvento rispetto alla voglia di rivincita. Gli elettori dell'Unione sono delusi: si attendevano la soluzione del conflitto d'interessi, la cancellazioni delle leggi vergogna "ad personam", una più incisiva lotta alla disoccupazione, la difesa del potere d'acquisto dei salari. Senza pensare che i numeri in parlamento erano così risicati che anche un raffreddore di un senatore avrebbe messo in minoranza il governo e che, nonostante tutto, mai negli ultimi quindici anni i conti pubblici sono stati in regola come adesso (sembra poco?) e che le riforme avevano iniziato il loro cammino. Ma ancor di più si sentono traditi dal fatto che niente sembra essere cambiato. La Casta mantiene ferma le proprie posizioni. Il grillismo che prende il sopravvento, l'antipolitica che la fa da padrona. Ma la cosa che incuriosisce è che chi più risulta essere colpito sono coloro che, paradossalmente, meno avrebbero da vergognarsi dei propri rappresentanti, ossia gli elettori di centro sinistra. Come non tenere presente che almeno il 70% dei politici caduti nelle grinfie della penna di Rizzo e Stella appartengono al centro destra? come non tenere alla mente che un Cuffaro di centro sinistra non esiste? Allora: lasciamo da parte i piagnistei controproducenti; la supponenza di chi ritiene di essere altro rispetto ai politici nasconde solo la paura di confrontarsi con gli avversari, il timore di essere deriso in caso di sconfitta, l'ammissione di inferiorità rispetto a chi vota "dall'altra parte". Non è vero che niente stia cambiando. La cosa rossa, ma soprattutto il partito democratico rappresentano nuovi tentativi alla soluzione dei problemi sopra citati. Nuove facce si stanno facendo largo nei talk show televisivi le liste sono stracolme di gente nuova, giovane, "altro" rispetto alla Casta. Una formazione unitaria, compatta e organica che non senta il peso ed il condizionamento dei partitini è ciò che Prodi ha da sempre sognato. Adesso c'è. Occorre solo darle fiducia. Perché il problema non è se uno, o alcuni eletti rappresentano il vecchio. Il problema è se il nuovo sappia imporsi con i programmi diversi e risolutivi. Un solo segnale: in caso di vittoria del partito democratico non ci saranno né Mastella, né De Gregorio, né Dini. Saranno tutti nel centro destra. Luca Morroni Livorno VOTO E DUBBI Ma chi tutela la gente onesta? Scrivo perché sono molto amareggiata, delusa e piena di dubbi. Nella mia famiglia, da generazioni si è respirato aria di sinistra, convinti che solo la sinistra poteva fare gli interessi degli operai, ora, arrivata a 60 anni, a dovendo votare non so chi designare. Oggi, la sinistra tutela gli extracomunitari, gli emarginati e ideologicamente può andar bene, il Pd oggi come oggi tende a fare gli interessi della media borghesia e degli industriali, il Pdl fa solo i propri interessi noi operai e pensionati da 1000€ al mese (se va bene) chi ci tutela? Noi dobbiamo pregare di non ammalarci perché siamo trattati peggio degli extracomunitari. Su di noi si fanno solo chiacchiere, su di noi si fa la campagna elettorale e poi veniamo dimenticati ed è peggio di prima. Vorrei anzi voglio votare (è un diritto acquisito) ma vorrei sapere veramente qual è il partito che tutela gli italiani poveri, e onesti, vorrei che qualcuno me lo spiegasse. M.S., Massa ALTRO CHE ELEZIONI Quattro riforme per cambiare le cose L'Italia ha necessità di profonde riforme non di nuove elezioni, per evitare un tracollo di competitività e soprattutto ridare fiducia agli italiani. Sono convinto che maggioranza degli italiani che non sia un politico è d'accordo che per migliorare la politica bisognerebbe: 1) Far guadagnare i nostri politici come la media dei politici Europei ed eventualmente mettere dei bonus legati all'efficienza e alle presenze. 2) Permettere di fare massimo 2 legislature. 3) Riformare la legge elettorale per permettere a chi vince di contare su una solida maggioranza. 4) Mettere nei ministeri più tecnici (come la giustizia, la sanità, l'economia) esperti di fama internazionale. Per colpa di una classe politica che da destra a sinistra pensa esclusivamente a mantenere i propri privilegi e le proprie poltrone invece delle riforme ci ritroviamo nuovamente ad andare a votare con una legge elettorale che permetterà che anche questo nuovo governo sia "ostaggio" dei piccoli partiti che contano 1/2% e allora ancora una volta addio riforme. Purtroppo noi cittadini abbiamo una colpa: troppo spesso sappiamo criticare ma raramente ci impegniamo per vedere se c'è la possibilità di cambiare le cose. Aldo Bartolini REPLICA Ma ora i cattolici sono disorientati Sul Tirreno dell'8.2.08 il signor Benedetti scrive che la libertà in Italia è stata conquistata con la resistenza e la guerra di liberazione. Se ciò è vero, altrettanto vero è che se nel 1948 avvessero vinto i comunisti quella libertà l'avremmo di nuovo perduta. Se ciò non avvenne lo dobbiamo soprattutto al ruolo che svolse la Chiesa e a cattolici come De Gasperi. Per quanto riguarda il Papa e i cardinali Ruini e Bagnasco, quando parlano di temi etici e di valori per la società come la famiglia fondata sul matrimonio, non fanno politica, ma semplicemente il loro dovere di pastori. Purtroppo dopo il tramonto della parte principale dell'ideologia identitaria di sinistra, quella legata all'economia e alle politiche sociali, era necessario trovare un altro terreno su cui differenziarsi. E così una parte di certa sinistra ha scelto il tema dei diritti individuali (senza doveri) e dell'anticlericalismo. Questo sta disorientando tanti cattolici come me che non sanno più a chi dare il voto. Ciro Rossi.

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UN APPELLO AI PARTITI PER MILANO (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 16-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-02-16 num: - pag: 1 autore: di CLAUDIO SCHIRINZI categoria: REDAZIONALE VERSO IL VOTO UN APPELLO AI PARTITI PER MILANO L 'unico dato certo della campagna elettorale appena aperta è che dovrà fare i conti con una diffusa disaffezione alla politica. Non è soltanto disinteresse, ma forse addirittura rancore, risentimento, sdegno. E più in generale disillusione. è come se l'intera classe politica fosse identificata con la "Casta" raccontata da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, come se non ci fossero più i buoni e i cattivi, gli onesti e i disonesti, le persone perbene e i prepotenti. Quella parola, "La casta" appunto, è come un buco nero che ha inghiottito tutto, comprese le passioni e le speranze. Il fatto poi di non poter scegliere il singolo candidato attraverso il voto di preferenza (si può votare soltanto il partito) toglie anche l'illusione di poter partecipare alla scelta dei futuri parlamentari. Il rischio, per l'uno e per l'altro schieramento, è che tale generalizzata sfiducia si traduca in una massiccia astensione dalle urne. In questo clima crediamo sia interesse di tutti - di chi vota e di chi chiede di essere votato - che i partiti in lizza assumano impegni precisi. Non soltanto quelli che dovrebbero essere scontati come non mettere in lista candidati che abbiano subito una condanna (anche soltanto in primo grado), condurre una campagna elettorale sobria, rispettare gli spazi per l'affissione dei manifesti e via elencando. Ma anche impegni specifici su temi che riguardano direttamente Milano. Sarebbe utile, ad esempio, che ogni partito spiegasse in modo chiaro che cosa intende fare in Parlamento a proposito del futuro di Malpensa, della Pedemontana, della Brebemi, della Tangenziale esterna, delle linee 4 e 5 della metropo-litana, della Biblioteca Europea, dell'orchestra Verdi. Ciascuno dica se è favorevole o contrario e lo dica con la chiarezza richiesta dal messaggio evangelico: "Il tuo sì sia sì, il tuo no sia no". Senza scomodare ulteriormente il Vangelo ("Tutto il resto è opera del Maligno") diciamo che chi non spiega da che parte sta non merita fiducia. E che chi non rispetta gli impegni sarà punito con il non-voto alla prima occasione.

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L'Idv Mura vedetta anti-sprechi (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-02-16 - pag: 15 autore: L'ALTRA METà L'Idv Mura vedetta anti-sprechi di Mariolina Sesto è l'incubo dei tesorieri dei partiti. Di destra come di sinistra. Acerrima nemica di sprechi, finanziamenti extra, aumenti di stipendio. Silvana Mura, la deputata che tiene i bilanci dell'Idv, è tra le candidate del forziere di Antonio Di Pietro. La sua inclusione nelle liste è data per scontata. Legittima ricompensa delle difficili battaglie condotte per calmierare i costi della politica. Se l'immagine pubblica dei partiti è quella di macchine ruba-soldi, lei le escogita tutte per far tornare indietro i denari. Il tesoriere ds Ugo Sposetti ancora ricorda quel regalo alla festa di compleanno di due Silvana Mura Deputata Idv anni fa. Al ristorante romano Settimio all'Arancio la Mura gelò tutti i responsabili delle casse dei partiti chiamati a raccolta: io il Ddl che ci concede finanziamenti attraverso le fondazioni non lo voto. Sotto il pressing di Idv e Radicali, quella normetta bipartisan che avrebbe elargito nuovi fondi alle casse sempre vuote dei movimenti politici, fu ritirata dal relatore. A lei l'ex pm ha dato carta bianca proprio su uno dei filoni ispiratori del partito: la lotta agli sperperi che si consumano in Parlamento. E così porta la sua firma il Ddl bipartisan, messo a punto con Antonio Buonfiglio di An, per tagliare deputati, senatori e ministri. Da buona imprenditrice bresciana, il suo obiettivo è quello di far tornare i conti dell'azienda Italia. E la sua lotta continua a Camere sciolte: guarderò il cedolino dello stipendio di parlamentare fino all'ultimo giorno. Per denunciare eventuali aumenti-trappola scattati all'ultimo minuto. Incubo dei tesorieri: sui soldi ai partiti dice sempre no.

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FABRIANO Nulla di fatto per i costi della politica fabrianese. L'argomento è finalmente approd (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 16-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ato in Consiglio comunale grazie alla mozione del consigliere della lista "Con Carmenati per Fabriano", Marco Ottaviani. Dopo un ampia, ed a volte accesa, discussione, si è deciso di dare mandato alla commissione consiliare Finanze e Patrimonio di studiare gli attuali costi della politica della città della carta e di proporre eventuali riduzioni. Bocciata la mozione di Ottaviani e l'emendamento presentato dal consigliere di Forza Italia Urbano Urbani, che chiedeva l'istituzione di un fondo di solidarietà per i meno abbienti, ai quali devolvere il ricavato della riduzione dei costi della classe politica cittadina. Duro il commento di Marco Ottaviani: "Il sindaco Roberto Sorci e la sua maggioranza sono stati dei falsi. Hanno promesso in campagna elettorale di ridurre i costi della politica ed invece gli hanno aumentati nominando otto assessori ed innalzando il numero delle commissioni consiliari da 5 a 7. Questi sono aggravi di spesa reali. Solo adesso la maggioranza di centrosinistra decide di far studiare la problematica. Si è perso solo tempo e credo che se ne perderà ulteriormente". Diversa la lettura del capogruppo consiliare del partito democratico, Quinto Balducci: "I costi della politica non sono sicuramente rappresentati dal gettone di presenza dei consiglieri comunali. Il discorso è più complessivo e l'aver chiesto ad una commissione consiliare di proporre all'attenzione del Consiglio uno studio approfondito dal quale si possa poi procedere ad eventuali tagli è un atto di grande onestà a cui, mi auguro, anche l'opposizione possa dare il proprio contributo. Fin dall'inizio del nostro mandato abbiamo deciso di affrontare l'eventuale taglio ai costi della politica. Sono certo che la commissione Finanze e patrimonio lavorerà alacremente per portare all'attenzione del civico consesso un studio a 360 gradi da cui si possa evincere dove effettuare le sforbiciate". C.Cu.

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Idv-Pd, il matrimonio non piace nemmeno ai "grillini" (sezione: Costi dei politici)

( da "Campanile, Il" del 16-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Pietro abbandonato anche da Beppe Grillo e i suoi amici. E c'è chi ricorda il passato controverso del pm Lui mostra baldanza, offre il petto sicuro, e afferma che la sua Italia dei Valori e il Partito democratico hanno l'impegno "di vincere ma anche e soprattutto di ritrovarsi su una identità di programma per ben governare". Gli altri, esprimono più di una perplessità riguardo, non solo al passo indietro veltroniano rispetto alla corsa in solitaria dei democratici, ma soprattutto rispetto alla compagnia scelta. Insomma, la strana alleanza fra il Partito democratico e Di Pietro fa discutere. All'interno del partito del loft di Piazza Sant'Anastasia e tra quelli che fino a qualche ora fa venivano annoverati nella lista degli "aficionados" dell'ex pm. A dar voce ai dubbiosi nel Pd è il quotidiano dell'ex Margherita. In un fondo ieri Europa metteva in guardia dal rischio dell'influenza giustizialista che il Tonino porta con sé e che potrebbe far breccia tra i democratici, pur essendo "tra la cause ricorrenti delle sconfitte progressiste di fronte a Berlusconi". Ma alla notizia dell'intesa molti, anche nel popolo dell'anti-politica, restano a bocca asciutta. Finanche Beppe Grillo sembra dire addio a Di Pietro. Il comico genovese, promotore del "V-Day", non commenta direttamente. Eppure, le sue parole "tra il disgusto e la noia", come scrive il Corriere della Sera, sono chiare: "La scelta di Di Pietro? Non conosco, da un po' non leggo i giornali, soprattutto non voglio entrare in questi deliri". Ed esplicite sono le mail di protesta sul blog grillino. Ecco alcuni esempi. "Adesso si è scoperto di quale paraculo si tratta, dovrebbe solo vergognarsi", scrive uno. Un altro non vuol proprio crederci: "Se davvero ha deciso di allearsi col Pd ha fatto l'ennesima ca?della sua vita". Per farla breve, chiosa un altro ancora: "Vaffa pure a lui!". Insomma, sembrano chiedersi i grillino, ma Tonino ha capito con chi si sta mettendo? Ma c'è chi la domanda se la pone al contrario: il capo dei democratici, si chiede ad esempio Filippo Facci sul Giornale, sa con chi sta facendo l'alleanza? Tanto più che, scrive Facci, "non c'è speranza che Di Pietro abbandoni" non solo "i leitmotiv riguardanti i costi della politica, la corruzione, la moralità di questo e quello", ma anche "la difesa d'ufficio anche della più strampalata inchiesta della più imboscata procura". Del resto, come dimenticare che l'ex pm "ha inaugurato la moda dello scendere in piazza a protestare contro il governo di cui si fa parte e soprattutto ha minacciato più dimissioni di Mastella". Quanto al suo partito, l'Idv, "appartiene a Di Pietro per statuto notarile, al pari dei finanziamenti pubblici". Insomma, "definirlo accentratore è poco", scrive Facci, "e ricordarsi il nome di un suo collega di partito resta difficile". Del resto, lunga è la lista di chi nel corso degli anni lo ha abbandonato: dall'"ex fidatissimo Elio Veltri" a Valerio Carrara, "unico dipietrista eletto nel 2001" e che "passò al gruppo misto prima ancora che si insediassero le Camere". Fino a Rino Piscitello, Federico Orlando, Milly Moratti, Sergio De Gregorio. Finanche Paolo Flores D'Arcais, il direttore di Micromega, la rivista filo-girotondina, gli ha detto addio. Per tutti vale la sentenza di Veltri: "Gente che ha capito il personaggio e ha preso le distanze". Ma la storia di Tonino, osserva Facci, è una storia di prestiti senza interessi e di una Mercedes "poi rivenduta a prezzo maggiorato", di "pacchetti di pratiche legali per la moglie", di "un impiego per il figlio Cristiano". La storia di un un uomo politico che, malgrado tutto questo, si presenta candidamente sempre nello stesso modo, racconta Facci: "Sono Di Pietro, quello di Mani Pulite, quello che arresta i politici e i ladri della robba vostra, ci penso io". (16-02-2008).

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COMMISSSIONI CONSILIARI LA GUERRA DEI GETTONI (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 16-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Commisssioni consiliari la guerra dei gettoni Tutti ne parlano ma nessuno si vuole esporre. Lo scorso week-end è scoppiata la grana "gettone" per i consiglieri comunali di Santa Maria Capua Vetere che rischia di far nascere un caso diplomatico in seno all'amministrazione Giudicianni. Motivo del contendere è un parere richiesto dal primo cittadino sammaritano agli organi preposti della Prefettura con il quale si avanzava un'interpretazione "restrittiva" di una norma inclusa nella legge Finanziaria 2008. Una richiesta condivisa anche dall'ufficio territoriale del governo che ha acceso non poco gli animi dei consiglieri della città dell'Anfiteatro. Secondo indiscrezioni, infatti, ci sarebbe una frangia trasversale di esponenti del consiglio comunale pronta a dichiarare guerra all'amministrazione su qualsiasi provvedimento e soprattutto su tutte le delibere in cui sarebbero previsti impegni di spesa non tollerabili. Una situazione paradossale visto che, nel caso più estremo, il pagamento della presenza nelle commissioni permanenti farebbe lievitare il compenso dei consiglieri fino a un massimo di 250 euro mensili.

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