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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DEL  16-4-2008      #TOP


Report "Costi dei politici"

L'intraprendente porcino dalla sala rossa a roma ( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Poi si è fatto promotore della richiesta di alcuni consiglieri di aumentare l'indennità del gettone di presenza: vicenda che ha paralizzato (senza alcun effetto concreto) per alcune settimane l'attività della Sala Rossa. Ma a Porcino, proprietario di un Suv, non fa certo difetto l'intraprendenza.

Tegolini e brodo di pollo , corto sulle mamme premurose ( da "Provincia Pavese, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sarà previsto un gettone di presenza, motivando così il lavoro giovanile in questo campo, in forte antitesi rispetto a quello che solitamente accade nelle produzioni indipendenti", spiega Sara Grimaldi. Il ruolo femminile della madre sarà affidato ad Alessandra Bellini, nota attrice del piccolo e grande schermo anche per un vecchio spot Telecom il cui slogan è stato un tormentone (

Martini: nientedivorzio dall'Arcobaleno, ma basta veti ( da "Nazione, La (Empoli)" del 16-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la Toscana risulta più affannata della media nazionale. Per questo il governatore afferma: "Penso alla necessità di mantenere alto l'impegno sui temi dell'economia, del lavoro e del costo della vita, delle grandi questioni sociali, della riduzione dei costi della politica e dell'amministrazione, a partire dalla riduzione del numero dei consiglieri regionali e degli assessori"

Milioni di al Senato ( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I cittadini che tifano per una forte riduzione dei costi della politica esultano, perché in automatico verrà tagliata la spesa pubblica destinata ad alimentare i partiti. È però il caso di non nutrire attese esagerate: secondo le prime valutazioni degli uffici di Palazzo Madama, il Senato risparmierà un po' più di 4 milioni in ragione d'anno.

Lite Provincia-Comune. Rossi: "Troppe falsità" ( da "Corriere Adriatico" del 16-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Strumentale in quanto collegata alla presunta necessità di incrementare il numero di poltrone del Cda, senza dire che i due consiglieri in più percepiscono soltanto un gettone di presenza. "Irresponsabile in quanto Fermo rischia di minare la credibilità della stessa società. Quanto poi al presunto indebitamento per il Fermano, la tesi è insostenibile.


Articoli

L'intraprendente porcino dalla sala rossa a roma (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina V - Torino Il caso L'intraprendente Porcino dalla Sala Rossa a Roma Quando, meno di due anni fa, fece la sua prima apparizione sui banchi della Sala Rossa, Gaetano Porcino, a dispetto della sua corporatura massiccia, appariva letteralmente spaesato. In meno di 24 mesi, questo cinquantenne di origine calabrese, dipendente della Prefettura, ne ha fatto di strada, fino ad arrivare in Parlamento con la casacca dell'Italia dei Valori. In Consiglio comunale si era presentato con il simbolo del gruppo dell'Ulivo, vantando una provenienza Margherita (quell'area vicino all'ex segretario Mauro Laus). Si era subito intuito che il ruolo di semplice "peone" dell'allora supergruppo gli stava stretto. Dopo aver ottenuto la presidenza della commissione commercio, Porcino ha criticato la nascita del Pd, al quale non ha aderito per formare il gruppo di "Partecipazione democratica", scegliendo non a caso le stesse iniziali. Poi si è fatto promotore della richiesta di alcuni consiglieri di aumentare l'indennità del gettone di presenza: vicenda che ha paralizzato (senza alcun effetto concreto) per alcune settimane l'attività della Sala Rossa. Ma a Porcino, proprietario di un Suv, non fa certo difetto l'intraprendenza. Così si è messo a lavorare su un altro progetto: portare nell'Italia dei Valori alcuni consiglieri vicino a lui, ridimensionando, in qualche modo, il ruolo di Andrea Buquicchio, fino a quel momento capo indiscusso del partito sotto la Mole. Ma non è finita qui: ha conquistato un ruolo di primo piano nelle liste bloccate, fino a conquistare, grazie al gioco delle opzioni, il biglietto per Roma. (g.l.v.).

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Tegolini e brodo di pollo , corto sulle mamme premurose (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia Pavese, La" del 16-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cultura e Spettacoli "Tegolini e brodo di pollo", corto sulle mamme premurose Il filmato sarà girato da uno staff al femminile in cinque set tra Broni, Stradella e Cigognola BRONI. Prende il via "Freeway: le nuove strade del cinema", un progetto in dieci cortometraggi realizzati da giovani registi e tecnici sotto i 35 anni in giro per l'Italia. L'iniziativa è nata in Oltrepo, a Broni, dalle menti di Sara Grimaldi e Matteo Pellegrinuzzi del'associazione culturale Laboratorio Cinema (www.laboratoriocinema.org), ed ha come focus storie di giovani - bambini, adolescenti o giovani adulti - spesso in conflitto con affetti e famiglia. Il primo dei dieci corti sarà girato tra Broni, Stradella e Cigognola e si chiama "Tegolini e brodo di pollo". La sceneggiatura è di Marianna Bonanomi, giovane studentessa della Scuola Civica di Cinema di Milano, già autrice televisiva e cinematografica. La sceneggiatura è tratta da un racconto scritto da Matteo Roccia ed edito da Subway, la casa editrice famosa per i distributori di racconti nel metrò. "Tegolini e brodo di pollo racconta con i toni scherzosi della commedia il rapporto difficile tra una mamma eccessivamente premurosa e un bambino che, proprio a causa di queste premure, finirà in ospedale", spiega la giovane regista Sara Grimaldi, ventitreenne diplomata in regia alla Scuola Civica di Cinema, Televisione e Nuovi Media di Milano con all'attivo numerosi cortometraggi e documentari, finalisti a diversi concorsi nazionali, senza disdegnare il mondo della pubblicità (aiuto regista per gli spot "Barilla", "Golf" e "Sky"). Le riprese inizieranno a fine mese e dureranno circa una settimana, per un costo totale di 9.000 euro: cinque i set cinematografici, la clinica medica e la casa a Stradella, il campo da calcio e le esterne a Broni, il supermercato a Cigognola. Le riprese saranno effettuate in alta definizione (operatore e direttore della fotografia Matteo Pellegrinuzzi). Lo staff è in fase di definizione, e al momento quasi tutto femminile: Marilisa Cometti è aiuto regista, Vanessa Nicastro si occupa del trucco, Francesca Ghedini è scenografa e costumista e Viola Vitrini segretaria di edizione. "Lo staff tecnico è composto da giovani professionisti. Abbiamo cioè privilegiato quelle persone che fanno del cinema il loro lavoro. Per ognuno dei tecnici coinvolti sarà previsto un gettone di presenza, motivando così il lavoro giovanile in questo campo, in forte antitesi rispetto a quello che solitamente accade nelle produzioni indipendenti", spiega Sara Grimaldi. Il ruolo femminile della madre sarà affidato ad Alessandra Bellini, nota attrice del piccolo e grande schermo anche per un vecchio spot Telecom il cui slogan è stato un tormentone ("Mi ami? Ma quanto mi ami?"). Incerto ancora il nome dell'attore che interpreterà il padre.

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Martini: nientedivorzio dall'Arcobaleno, ma basta veti (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 16-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 22 Martini: nientedivorzio dall'Arcobaleno, ma basta veti La Regione dopo lo choc dellepolitiche. Al posto della Cenni all'Agricoltura in corsa Pugnalini, Mammuccini, Magnolfi di SANDRO BENNUCCI ? FIRENZE ? "NON CI SONO ragioni per trarre conclusioni sull'alleanza con la Sinistra Arcobaleno, che deve continuare e mi auguro che certi toni della campagna elettorale, che presagivano la cancellazione di scelte fatte sul territorio vengano messe da parte e prevalga la volontà di realizzare tutte le opere ritenute prioritarie", dichiara il governatore Claudio Martini (nella foto). Che ha davanti la questione, spinosa, dell'alleanza con Rifondazione, imbarcata "a tempo scaduto", ma anche molti altri problemi: a cominciare dalle scelte sul suo futuro. La larga vittoria di Berlusconi lascia intendere che il centrodestra governerà per 5 anni e non si tornerà a votare per il Parlamento fino al 2013. E allora, l'unica strada per Martini sembra la candidatura per le europee del 2009. Ma nel Pd non tutti sono d'accordo. Si dice che lo stesso segretario regionale, Andrea Manciulli, vorrebbe che il presidente arrivasse alla fina naturale della legislatura (primavera 2010) perdendo il treno per Strasburgo. ALTRA INCOGNITA: un forzato rimpasto di giunta, dovuto all'elezione alla Camera di Susanna Cenni, assessore all'agricoltura. Sembra una formalità e invece è un groviglio. Martini potrebbe affidare la delega all'agricoltura a un altro assessore, ma la federazione Pd di Siena non vuole perdere il suo unico rappresentante in giunta. La soluzione interna sarebbe la promozione, da consigliere ad assessore, di Rosanna Pugnalini di Sarteano. Ma si sussurrano movimenti e scambi di poltrone fra una provincia e l'altra capaci di far affidare l'agricoltura toscana a un'esperta come Maria Grazia Mammuccini, presidente dell'Arsia, o addirittura alla pratese Beatrice Magnolfi, sottosegretario uscente e non ricandidata in Parlamento. Fantapolitica? Le voci corrono. E Martini potrebbe essere costretto a non tenere la giunta ingessata. Ufficialmente, come detto all'inizio, difende la scelta di aver accolto Rifondazione quand'era già tardi, proprio nel momento in cui si profilava il declino del governo Prodi e il tramonto dell'Unione. E c'è chi gli fa notare che a Firenze, Prato e Pisa i rifondatori sono rimasti fuori. Senza scosse. Mentre lui, giusto qualche settimana fa, in giunta, ha dovuto sopportare l'astesione dei tre assessori della Sinistra Arcobaleno sulla proposta di legge di riforma dei servizi pubblici. Dopo la batosta la sinistra sarà più compiacente? Approverà, senza se e senza ma, i provvedimenti urgenti? Cioè piano dei rifiuti e nuovi inceneritori; piano energetico; legge sull'acqua. E ancora: sottopasso di Firenze per l'Alta velocità, autostrada tirrenica, riforma elettorale e taglio dei consiglieri regionali. Fermiamoci su quest'ultimo punto: per venerdì è fissato un incontro di Martini con il gruppo del Pd e il partito. E' scontato che prenderà forma la proposta per tornare a 50 seggi e mettere uno sbarramento elettorale al 4%. Meno scontata l'ipotesi di scegliere gli eletti attraverso collegi uninominali, come accadeva un tempo per la Camera. Su taglio e sbarramento, il Pd dovrebbe incontrare il favore del Pdl, visto che Berlusconi è stato categorico: "I consiglieri regionali vanno dimezzati". MEDICINA AMARA, ma se è il "capo" a imporla come faranno i gruppi di Forza Italia e An a ostinarsi nel no? In fondo, attraverso il voto, la gente ha lanciato un messaggio chiaro: basta sprechi e basta giochini della politica. La Nazione, vogliamo ricordarlo senza enfasi, conduce questa battaglia dai giorni dell'inciucio del 2004. Intanto dentro An cambierà qualcosa. Maurizio Bianconi, eletto in Parlamento, lascerà il seggio ad Angela Notaro di Montevarchi. E capogruppo, al posto di Bianconi, diventerà molto probabilmente Roberto Benedetti. Per il momento non si parla di unificazione fra i gruppi di An e Forza Italia per dar vita al gruppone unico del Pdl. Ma torniamo a Martini. Se l'Italia sta attraversando un momento di grave sofferenza per il cauro euro e il caro petrolio, la Toscana risulta più affannata della media nazionale. Per questo il governatore afferma: "Penso alla necessità di mantenere alto l'impegno sui temi dell'economia, del lavoro e del costo della vita, delle grandi questioni sociali, della riduzione dei costi della politica e dell'amministrazione, a partire dalla riduzione del numero dei consiglieri regionali e degli assessori". E i rapporti con Berlusconi? Martini non perde l'occasione per ricordare le priorità toscane. IL GOVERNO Prodi le aveva praticamente ignorate. Sono cinque: finanziamento del piano per mettere in sicurezza l'Arno (Matteoli, quand'era ministro promise 100 milioni, Pecoraro Scanio ne ha dati appena sette); sotto passo di Firenze per l'Alta velocità; completamento della Due Mari; terza corsia della Firenze-Mare; sostegno all'economia dei distretti. Ma dietro a tutto campeggiano due interrogativi pressanti: Martini cercherà di andare in Europa o arriverà in fondo alla legislatura? Con o senza la Sinistra Arcobaleno in giunta?.

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Milioni di al Senato (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 16-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Dove e quanto si può tagliare 4 10 12 Meno partiti, la politica risparmia milioni di ? al Senato milioni di ? alla Camera ministri nel Governo [FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI ROMA Solo quattro gruppi parlamentari a Montecitorio e al Senato: un'ecatombe. E poi, se verranno rispettate le promesse elettorali, soltanto 12 ministeri, moltissimi in meno i sottosegretari. I cittadini che tifano per una forte riduzione dei costi della politica esultano, perché in automatico verrà tagliata la spesa pubblica destinata ad alimentare i partiti. È però il caso di non nutrire attese esagerate: secondo le prime valutazioni degli uffici di Palazzo Madama, il Senato risparmierà un po' più di 4 milioni in ragione d'anno. Alla Camera calcoli non se ne sono ancora fatti, ma c'è da attendersi un risparmio di una decina di milioni. Alla Camera dovrebbero restare solo quattro gruppi: Pd (anche se l'Italia dei Valori potrebbe decidere di andare per conto suo), Pdl, Lega Nord, Udc, e il gruppo Misto. Stessa cosa al Senato. A parte l'incognita Di Pietro, bisogna poi vedere se non si troverà il modo (con deroghe o "prestiti" di parlamentari) di superare i limiti stabiliti (20 deputati o 10 senatori). Erano però rispettivamente 14 e 11. Ai gruppi spettano un minimo di uffici per l'attività, di personale, di finanziamento, e così via. Il primo effetto atteso è che la Camera potrà rinunciare alla spesa per l'affitto dei nuovi ampi uffici di Piazza San Lorenzo in Lucina: non servono più. Minore il risparmio atteso sul fronte del personale: circa 150 funzionari che oggi lavorano presso i gruppi di Montecitorio - 80 al Senato - sono "stabilizzati". Pur non essendo dipendenti a pieno titolo, in base a una delibera del 1993 hanno diritto a lavorare fino al pensionamento. E quelli impiegati presso i gruppi "estinti" verranno recuperati al gruppo Misto. Diverso è il discorso per chi è assunto direttamente dai gruppi parlamentari scomparsi: lì garanzie non ce ne sono, e ovviamente scattano drammi personali (famiglie, mutui). Il caso riguarda soprattutto i funzionari dei partiti della Sinistra Arcobaleno, a partire da Rifondazione: la "Velina Rossa" ha proposto una "sanatoria", e i diretti interessati hanno chiesto un incontro urgente ai questori della Camera. La speranza è che Fausto Bertinotti inventi qualcosa entro il 28 aprile, giorno in cui decadrà. Ovviamente, c'è poco da fare per i "portaborse" dei parlamentari non rieletti, anche loro dal 28 senza impiego. Il clima, va da sé, non è molto propizio per possibili "sanatorie". Nessun rischio invece per "Liberazione" e le altre testate di partiti non più in Parlamento: continueranno in base alla legge a beneficiare del contributo per la stampa di partito. Per i ministeri, la Finanziaria stabilisce un tetto di 12 dicasteri e 60 tra ministri, viceministri e sottosegretari (ma Berlusconi può naturalmente cambiare le regole). Difficile immaginare il risparmio, in questo momento: sicuro però è il taglio della spesa per i gettoni spettanti ai moltissimi (un centinaio) "grand commis" di Stato che non occuperanno più le prestigiose posizioni di staff di ministri e viceministri "aboliti". In genere, infatti, capi e vicecapi di gabinetto, segretari particolari, segreterie tecniche provengono dal Consiglio di Stato, Corte dei Conti e Avvocatura dello Stato: mantengono il posto e vi aggiungono una cospicua remunerazione aggiuntiva. Poi, ci sono collaboratori, portavoce, esperti, e così via. Una volta definito il riassetto, si capirà meglio se il risparmio c'è e se sarà consistente.

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Lite Provincia-Comune. Rossi: "Troppe falsità" (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 16-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ma Di Ruscio continua la sua battagliacontro le scelte per la società dei trasporti"Il mutuo finirà per pesare sul Fermano" I due enti sempre più ai ferri corti. Monito da Ascoli: "Adesso basta con queste accuse assurde" Lite Provincia-Comune. Rossi: "Troppe falsità" FERMO - Duro il sindaco Saturnino Di Ruscio. E dura la replica del presidente della Provincia Massimo Rossi e dell'assessore provinciale ai Trasporti Ubaldo Maroni. Il caso dei trasporti pubblici sta scavando un solco fra Provincia e Comune. "Sulla ricapitalizzazione della Steat, invece - scrivono Rossi e Maroni - di concorrere al finanziamento del Piano Industriale per il rilancio della azienda, Di Ruscio preferisce scatenare una delle sue tante false, strumentali e irresponsabili polemiche. Falsa in quanto il conferimento da parte della Provincia, oltre a una somma di 480.000 euro, anche di un bene immobile il cui valore, stimato in circa 800.000 euro, sarà certificato dal perito, consentirà alla Steat di poter garantire il ricorso al credito bancario per finanziare investimenti in mezzi e strutture. Quanto all'opportunità e all'urgenza di tale conferimento va ricordato che la società è quasi priva di beni immobili e che il suo capitale si è ridotto a una somma inferiore alla spesa annuale per il carburante! Strumentale in quanto collegata alla presunta necessità di incrementare il numero di poltrone del Cda, senza dire che i due consiglieri in più percepiscono soltanto un gettone di presenza. "Irresponsabile in quanto Fermo rischia di minare la credibilità della stessa società. Quanto poi al presunto indebitamento per il Fermano, la tesi è insostenibile. Tale operazione sarà neutra sulla divisione patrimoniale della Provincia in quanto tale bene patrimoniale sarà compensato con altro patrimonio equivalente. La polemica appare ancora più goffa visto che il Comune assume tale atteggiamento dopo aver votato il mandato al Cda a procedere alla ricapitalizzazione sino a 4,9 milioni. Dopo aver, qualche anno or sono, impedito presso l'Agenzia del Demanio l'acquisto da parte della società dell'area dell'attuale deposito, facendo perdere alla Steat un miliardo e 200 milioni di lire di contributo a fondo perduto, Di Ruscio continua a qualificare nel peggiore dei modi quello che dovrebbe essere l'autorevole ruolo guida del Comune capoluogo". Sul caso c'è subito la replica dello stesso Di Ruscio e dell'assessore comunale Gianluca Tulli. "In merito al disimpegno del Comune - vi si legge fra l'altro - è importante dire che non si è mai disimpegnato: è l'unico che compra servizi per circa 100 mila euro all'anno; sono stati pagati tutti i debiti pregressi; è l'unico Comune che si è impegnato per l'aumento di capitale in maniera seria. Per quel che riguarda la necessità di incrementare le poltrone c'è ben poco da dire poiché i fatti si commentano da sé. Il Comune non ha bocciato' il Piano Industriale ma ha contestato le modalità di ricapitalizzazione. Il mutuo che verrà acceso dalla Provincia, da chi verrà pagato se non dalla nuova Provincia di Fermo? Non contestiamo l'aumento di capitale ma le modalità con cui viene messo in atto".

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