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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

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IN EVIDENZA

Diminuire costi politica: il programma del Pd e della Sinistra Arcobaleno. Punti congiunti?. Il PD di Veltroni ha istituito una commissione per cercare di diminuire i costi della politica italiana. Idee comuni con la Sinistra Arcobaleno. Da http://www.aprileonline.info del 14-3-2008

 

Il candidato premier del Partito democratico, Walter Veltroni, ha costituito una commissione apposita per studiare il fenomeno dei costi della politica e tentare di "attaccarlo alla radice". Il costituzionalista Stefano Ceccanti, che coordina il gruppo di lavoro, prima di parlare vuole attendere che sia stata stilata una relazione finale. Si sa delle proposte chiave, portate avanti dal segretario del Pd anche durante la crisi di governo. Si vuole ridurre, in caso di conquista della maggioranza, il numero dei parlamentari. E' circolata anche la voce che si stia tentando di trovare il modo di ridurre il peso dei finanziamenti pubblici ai partiti, dando più spazio ai privati. Comunque vada a finire, le proposte saranno coerenti con l'accordo di massima trovato con l'altro partito della coalizione, l'Italia dei valori. Ma la questione è ben presente anche nel programma della "Sinistra arcobaleno", sotto il titolo "Tagliare i privilegi, difendere la democrazia".
Massimo Donadi, capogruppo dell'Idv alla Camera, ha ricapitolato con "Aprileonline" l'intesa. Spiegando, soprattutto, che il patto tra Veltroni e Antonio Di Pietro è "saldo" per quanto riguarda la strategia di riduzione dei costi della politica, più improvvisato nel settore dei contributi all'editoria e ai partiti.
I costi della politica, ha spiegato Donadi, Pd e Italia dei valori, se dovessero andare al governo, li ridurranno anzitutto all'interno "di un processo di revisione e riassetto della struttura istituzionale del Paese, in particolare la revisione dell'attuale sistema di bicameralismo perfetto. Fatto quello, ridurremo, dimezzandolo, il numero dei parlamentari. La presenza di mille parlamentari oggi, per come si è evoluta concretamente la Costituzione, è diventato un numero eccessivo anche rapportato agli altri Paesi europei". In termini economici, tuttavia, i costi parlamentari sono solo una piccola porzione delle spese totali imputabili alla politica. Donadi ha perciò elencato gli altri "punti d'attacco" dell'accordo: "Stabilire un obbligo, accompagnato da benefici economici, di gestione unificata dei servizi generali (il trasporto pubblico, gli uffici tecnici, l'assistenza domiciliare) con il riferimento delle aree omogenee, in tutti i comuni con meno di cinquemila abitanti". Secondo: "Intendiamo ridurre di almeno il cinquanta per cento - lo consideriamo un intervento minimo per ridare efficienza e competitività al sistema - il numero delle società a partecipazione pubblica sia dello stato che degli enti locali. Serve una privatizzazione maggiore, per quanto riguarda queste attività". Infine, si pensa all' "l'abolizione delle province nelle aree metropolitane e la revisione, secondo criteri rigidissimi, dei requisiti per entrare a far parte della categoria delle comunità montane. Devono essere pochissime, concentrate nelle aree ad altitudine maggiore, con un'alta percentuale del territorio in montagna. Vanno eliminate tutte le comunità montane in riva al mare". Non riconducibile direttamente alla politica è la questione del pubblico impiego, qui si è progettato un intervento sulla base della stella polare della meritocrazia: "Vanno inseriti criteri di valutazione per competenza, per merito e professionalità basati sul raggiungimento di obiettivi. I giudizi devono essere affidati a organi indipendenti, in modo che anche nella pubblica amministrazione si comincino ad applicare criteri di meritocrazia".
Quanto ai finanziamenti pubblici all'editoria, Donadi ha ammesso che "non c'è stato tempo di andare oltre una posizione che riteniamo ancora insoddisfacente, cioè quella di rivedere strutturalmente i criteri per l'assegnazione dei fondi all'editoria, con particolare riferimento all'editoria di partito. Anche qui servono criteri oggettivi, deve essere garantita, ad esempio, un certo tipo di diffusione e la separatezza tra il partito e la gestione del giornale". Ma Di Pietro e i suoi non sono soddisfatti e, in caso di vittoria, si batteranno per spostare l'asticella ancora di più verso il rigore: "Noi in realtà vorremmo che fosse possibile, dopo le elezioni, andare oltre questo compromesso che per mancanza di tempo abbiamo trovato. Siamo per l'abolizione completa di questi fondi, tout court, per tutta l'editoria". L'ultimo punto, i rimborsi elettorali. L'Italia dei valori concorda con il Pd sul fatto che siano, per la politica "il male minore", visto che comunque garantiscono trasparenza. Tuttavia, Donadi vedrebbe bene, anche qui, l'introduzione di criteri rigorosi, come quello del "tasso di democrazia interna" per aprire i cordoni della borsa dello Stato nei confronti dei partiti.
Anche la Sinistra arcobaleno ha inserito nel programma la riduzione dei costi della politica, inserendola in un'ottica di "discrasia" tra la crescita, nel Paese, delle disuguaglianze e l'aumento dei privilegi dei politici. La sinistra propone la diminuzione del numero dei consiglieri regionali e dei parlamentari e l'adeguamento della retribuzione di questi ultimi alla media europea. Si vuole, inoltre, sottrarre ai partiti le nomine, nella Sanità come negli altri settori pubblici e, si legge, "stabilire criteri che le amministrazioni devono rispettare per garantire l'interesse pubblico e i principi del merito".


Report "Costi dei politici"

Orbassano, la carica dei candidati ( da "Stampa, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Giorgio Rizzato, Alfredo Rombolà, Pasquale Romito, Mina Sabre in Giordano, Antonio Sellitti, Francesco Siciliano, Nicola Sorrentino, Bruno Sterrantino, Barbara Tassone. Il popolo della libertà: Walter Alesso, Maria Grazia Aragno, Andrea Baravalle, Sergio Beretta, Claudia Bonetto, Luca Catalano, Giovanni Clemente,

Sinistra-Pd, botta e risposta sui soldi ai partiti ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: candidato premier di Sinistra Arcobaleno: marca la distanza dalla 'dieta per i partiti a cui sta pensando Walter Veltroni per arginare la protesta sui costi della politica. Il leader del Pd ipotizza di incentivare il finanziamento privato, "trasparente e defiscalizzaro, sul modello americano", tagliando invece i rimborsi elettorali, "pubblici e a pioggia".

Tante società, troppe poltrone ( da "Trentino" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Altro dato da chiarire - attacca Zambotti - sarà quello di valutare se ha senso, in un periodo di rinnovamento della politica con forte riduzione delle poltrone nelle società patrecipate, mantenere ben cinque enti con consiglieri a gettone di presenza per occuparsi di infrastrutture e promozione per il turismo".

Sul Torrione è tutto regolare Il vicesindaco Alberto Mazzacchera spiega perché non si smonta l'impalcatura ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: certo anche per far pubblicità al proprio libretto (sull'onda lunga del famoso "La casta" di Rizzo e Stella, ma con risultati ben diversi), che per le impalcature del Torrione "si continuano a spendere ingenti somme ogni mese" ma poi si è facilmente scoperto che il nolo di tali ponteggi non è mensile bensì forfettizzato per annualità ed è peraltro di importo esiguo.

Il Consiglio blocca Ici e Irpef per il 2008 La minoranza: tagliate sui costi della politica ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I portavoce dei gruppi, insorti contro il sindaco Enrico Ceriani, hanno chiesto un taglio sui costi della politica e sul contributo degli assessori. "L'aliquota Ici sulla prima casa resta ferma al 5,5 per mille", ha spiegato il primo cittadino "sugli altri immobili si applica invece il sette per mille.

La minoranza critica gli alti costi dell'amministrazione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: commenta il capogruppo di opposizione Giorgio Sedrani- lamentiamo un eccessivo costo della politica. Abbiamo verificato che tra riunioni di consiglio e di Giunta, compensi a sindaco e assessori, abbiamo raggiunto nell'anno in corso la cifra di 100.000 euro. Ci siamo appellati anche al revisore dei conti per segnalare l'importanza di questa cifra.

Incontro sul giornalismo con gli alunni del "don milani" ( da "Provincia Pavese, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Andrea Rizzo, Giulia Salanitro, Eleonora Salis, Bechir Tayachi, Aurora Tonelli, Riccardo Trovò, Giulia Volpati) e della quinta B (Miriam Allevi, Simone Basileo, Camilla Bellazzi, Lisa Bertocchi, Federica Bocca Corsico Piccolino, Isaac Bonandini, Sara Bonardi, Sofia Bonardi, Gaia Carminati, Serena Corsico Piccolino,

Fausto Bertinotti vede luci e ombre nell'esperienza di governo della sinistra radicale con Prod ( da "Unita, L'" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Quanto ai finanziamenti ai partiti, per Bertinotti la proposta del Pd "è un'idea di privatizzazione della politica": il finanziamento pubblico va difeso perché garantisce il "riconoscimento ai partiti della loro funzione di protagonisti della democrazia".

Una politica da 500 milioni - bruno manfellotto ( da "Tirreno, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: argomento caratterizzerà gli ultimi giorni della campagna elettorale di Walter Veltroni. Sarebbe ora. Giusto quindici anni fa - il 18 aprile del 1993 - un referendum cancellò il finanziamento pubblico dei partiti, e col 90,3 per cento di "no". Da allora è subentrato un rimborso per le spese elettorali, cinque comode rate, una per ogni anno di legislatura.

Camera di commercio, solo lotte di potere - antonello sechi ( da "Nuova Sardegna, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: oltre a quella dei politici: quella dei dirigenti di categoria delle imprese e del sindacato. Costa tanto e, spesso, più che curare gli interessi di chi produce, è presa da lotte di potere e magari per le indennità e i gettoni di presenza. Come alla Camera di commercio. Chi lo dice? Non è Beppe Grillo, è Francesco Dore.

Veltroni si accorge che le grandi opere sono tutte bloccate ( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: portando anche a una riduzione del costo della politica, diminuendo il numero dei parlamentari e rivedendo il finanziamento ai giornali di partito". Al forum di Confcommercio non interrompono l'intervento del leader del Pd, ma a troppi sembra che stia rileggendo con qualche licenza il programma economico e fiscale del Popolo della libertà.

Tiziana Nasi presidente ( da "Stampa, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E poi c'è il sindaco di Pragelato (Marin). Tre le nomine regionali: Maza, Tango e Meneghini. Per la presidente è prevista un'indennità lorda di 50 mila euro l'anno, 35 per la vice. Ai consiglieri va un gettone di presenza di 250 euro lordi a seduta.

Consiglio comunale, le regole vanno cambiate ( da "Corriere Alto Adige" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Non siedo in alcun consiglio di amministrazione, né colgo prebende di altro tipo: come me, tanti del consiglio, e trasversali (come trasversali, ricordava la sempre acuta Maria Teresa Tomada, sono i furboni collettori di gettoni di presenza, anche se la loro presenza è perlopiù puramente spirituale!

<Editoria, rivedere la legge> Walter dixit: <Se vinco io, partito unico al governo e meno fondi ai giornali> ( da "Liberazione" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: riducendo il costo della politica", dice il leader del Pd. Il piano non contempla solo la riduzione del numero dei parlamentari e degli eletti in tutti gli enti locali, ma anche - è la novità di ieri - una revisione del "finanziamento ai giornali di partito che ora si è allargato eccessivamente", sostiene Veltroni.

Veltroni tende la mano: Io e Silvio mai più nemici ( da "Tempo, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La riduzione della spesa "sarà possibile semplificando, evitando la moltiplicazione di istituti e sedi e riducendo anche il costo della politica". Il che significa "meno parlamentari ma anche la revisione del finanziamento ai giornali di partito che si è allargato eccessivamente".

Veltroni: Niente inciuci, chi vince comanda ( da "Giornale di Brescia" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: riduzione del costo della politica, diminuendo il numero di parlamentari e rivedendo il finanziamento ai giornali di partito". Veltroni è poi tornato ad affrontare il tema della concertazione Abbiamo bisogno di un Paese - ha concluso - che scelga, che sia consapevole che occorre una via di concertazione nuova, che è molto utile per raggiungere gli obiettivi di risanamento finanziario.

Veltroni parla ai commercianti E Bearzot gli invia i suoi auguri ( da "Quotidiano.net" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e sulla riduzione del costo della politica, attraverso la riduzione del numero dei parlamentarie la riduzione della platea degli eletti negli enti locali, sulla ridefinizione della legge sul finanziamento ai giornali di partiti. Occorre poi evitare la moltiplicazione delle sedi territoriali e va introdotto il benchmarking".


Articoli

Orbassano, la carica dei candidati (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 16-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

ELEZIONI AMMINISTRATIVE NUMERI DA RECORD PER UNA CONSULTAZIONE DALL'ESITO INCERTO Orbassano, la carica dei candidati [FIRMA]MASSIMILIANO PEGGIO ORBASSANO Sette aspiranti sindaci, 16 liste, 315 candidati. Tutti in gara, a Orbassano, per le elezioni amministrative del 13 e 14 aprile. Numeri da record, che fanno da preludio a un finale tutt'altro che scontato. Il Pd corre da solo, scommettendo su Carlo Marroni, 60 anni, sindaco uscente. L'Arcobaleno non c'è. Si è dissolto tra le nubi dei dissidi interni e dei veti incrociati per la scelta del candidato: così il fronte della sinistra "radicale" si spaccato in due. Da una parte Sinistra Democratica e Rifondazione, confluiti in una lista unica battezzata La Sinistra, con candidato sindaco Emanuela Poli, 50 anni. Dall'altra una mini coalizione composta da Comunisti Italiani, Verdi e Italia Dei Valori: candidato l'assessore uscente Enzo Stassi, 46 anni. Il centrodestra, puntando su Eugenio Gambetta, 56 anni, consigliere uscente di Forza Italia, si presenta con tre liste: Il Popolo della Libertà, sulla falsariga del quadro nazionale, Lega Nord e la lista civica Obiettivo Orbassano. E poi c'è la "corazzata" della coalizione di Desirè Mensa, 36 anni, consigliere uscente. Da sola guida sei liste, in tutto 120 candidati, tra cui una fetta importate socialista. Anzi, ne avrebbe avuta una in più, se all'ultimo momento non si fosse spezzata l'intesa con i Moderati, che hanno deciso di proseguire da soli. E per la verità, nonostante i tentativi di raggiungere un'alleanza con le anime centriste della rosa bianca, è sfumata anche l'intesa con l'Udc, che ha sfoderato una propria lista. Le sei liste della coalizione Mensa sono: Per la tua città con Desirè, Partito Socialista Pse, Libertà e Sicurezza, Ascoltare Orbassano, Libertà e Solidarietà, Pensionati. I Moderati candidano alla carica di sindaco Salvatore Gangi, 54 anni, consigliere uscente ex Sdi. L'Udc propone Salvatore Caspanello, 48 anni. Per la tua citta' con Desirè: Maria Ferrara in Cappellina, Davide Amarù, Tiziana Ballor in Trucco, Elena Barbero, Gian Carlo Cerani, Michele Drusilla, Margherita Giovannoli, Silvio Maffiodo, Stefania Mana, Francesco Marucci, Giovanni Minotti, Domenico Miranda, Angela Musolino in Squitieri, Domenica Nardo in Nocera, Agostino Pinotti, Vincenzo Redavide, Carmelo Sangregori, Giulio Sgarbanti, Antonella Tantimonaco in Albano, Damiano Visconti. Ascoltare Orbassano: Mariangela Amarena, Loris Andronico, Genoveffa Bertaggia in Taccori, Andrea Mario Boscolo, Vincenzo Carè, Maria De Fazio in Porchia, Sonia De Simone in Altieri, Gianfranco Destefanis, Angela Faoro in Caveglia, Claudio Mauriello, Massimo Mazzotta, Adriana Meli in Privitera, Caterina Mendicino, Franco Mottura, Guerino Oliva, Cosimo Passarelli, Francesco Polito, Sara Spatuzzi, Katia Maria Rita Tromboni in Baldin, Rosalia Claudia Zammito in Spoto. Obiettivo Orbassano per Gambetta: Sivana Balbo, Massimo Ballerini, Rebato Cristofani, Mario Damilano, Franco Elia, Valeria Grosso, Bonifacio La Porta, Franco Gabriele Mastroianni, Paolo Pasqualini, Albino Piccinini, Avtar Singh Rana, Nadia Ravizza, Roberto Rolando, Laura Tietto, Giovanna Luisa Usai, Rosa Maria Vaisitti, Pietro Zoggia. Libertà e sicurezza: Giuseppe Azzolino, Giorgio Bertetto Gianone, Stefania Bertolino in Bruno, Cristina Boscolo in Gueli, Claudio Botticelli, Enrico Dalla Gassa, Donato D'Auria, Andrea Angelo Nazzareno Fassone, Alex Galeasso, Serena Agostina Grandi, Eros Grechi, Omar La Ganga, Teresa Maiello, Alessandro Mazzei, Giovanni Moscatelli, Sergio Naretto, Giovanni Nicosia, Federico Pino, Antonio Porcelli, Gabriele Vanore. Comunisti italiani: Roberto Salerno, Roberto Testera, Giuseppina D'Alessio, Silvia Manzon, Domenica Milanesio, Monica Pavanello, Rossana Provenzano, Laura Turci, Armando Ambrosini, Renzo Belletti, Michele Cacioppo, Leon Fontana, Mattia Gurgo Salice, Franco Lisai, Paolo Malaspina, Ignazio Carlo Piras, Michele Sacco, Antonio Torino, Paolo Troccoli, Mirko Pace. La sinistra: Sergio Francesco Ambrogio, Lucia Bernaudo, Elia Bellussi, Antonella Ertico, Gianfranco Giuseppe Bornese, Maria Efisia Fadda, Giuseppe Italo Calabrese, Anna Maria Pistidda, Francesco De Castro, Maria Giuseppina Ubertallo, Francesco De Gregorio, Giuseppe Fadda, Fabrizio Finotti, Gianluca Maniscalco, Marco Moi, Francesco Nobile, Gaetano Perez, Paolo Prandelli, Savino Rosati, Gualtiero Tarenzi. Partito socialista PSE: Domenico Guarneri, Diana Nissia, Giuseppina Bilanzuoli, Erika Deidda, Gaetano De Laurentiis, Giorgio Falsone, Riccardo Fulco, Filippo Grassia, Alessandro Guastella, Giovanni Iannelli, Pasquale La Donna, Richard Lusitano, Pasquale Pagano, Romildo Poggio, Giuseppe Raso, Antonino Russo, Antonino Saccà, Rosario Sorbo, Gesù Nazzareno Tassone, Melinda Tognin. Liberta' e solidarietà: Alessandro Bassignana, Lidia Abazia, Antonio Calabrese, Luigi Casertano, Paolo Castello, Nicola Catania, Paolo Giglio, Gabriele Gnavi, Sivio Ianniello, Giuseppe Lento, Pasquale Papalia, Giorgio Rizzato, Alfredo Rombolà, Pasquale Romito, Mina Sabre in Giordano, Antonio Sellitti, Francesco Siciliano, Nicola Sorrentino, Bruno Sterrantino, Barbara Tassone. Il popolo della libertà: Walter Alesso, Maria Grazia Aragno, Andrea Baravalle, Sergio Beretta, Claudia Bonetto, Luca Catalano, Giovanni Clemente, Antonella Fraita, Giovanni Gallo, Sergio Giugno, Paolo Guglielmi, Ettore Labella, Francesco Lagonigro, Saverio Maglione, Bruno Marseglia, Elena Masante, Valter Mussetto, Antonio Rio, Valter Truffa, Federico Vento. I moderati: Pietro Occhino, Roberto Taglietta, Luciano Gemma, Vincenzo Chironna, Alessandro De Grandis, Francesco Desimone, Vincenzo Eliantonio, Adriano Giardino, Maurizio Leto, Raffaele Manno, Pietro Metastasio, Luciano Murace, Anna Russo in Occhino, Davide Simari, Simona Sgobbi, Marcella Strano, Patrick Spinelli, Maria Giovanna Michieletti, Maria Petricciuolo. Verdi per la Pace: Patrizio Barattucci, Luigi Bordino, Giovanni Capilli, Stefano Cardali, Marco Castellani, Valter Conedera, Giulia Di Mauro, Antonella Doni, Severino Etzi, Francesco Fornaro, Giuseppe La Marra, Vincenzo Laratta, Filippo Lo Nobile, Paolino Messina, Livio Muriano, Bernardo Neto, Lorenzo Regis Rapazzini, Lorena Rosiello, Anna Maria Tassella, Maria Assunta Turco. Partito Democratico: Ivan Melia, Stefano Gobbi, Alessandro Rossin, Marco Spinelli, Giovanna Tona, Valeria Ceddia, Maria Iris Oppedisano, Giuseppe Manzone, Gianfranco Drogo, Marco Zaccaria, Daniela Paola Spitalere, Manuela Zulian, Maria Gallo in Lo Nobile, Nunzio Ferrera, Anna Garro in Fasano, Michele Mango, Maria Vassalotti in Bianco, Pasquale Polito, Sebastiano Fischetto, Renzo Caddeo. Italia dei valori: Michele Bonomo, Domenico Viale, Guido Cantarini, Massimo Zavatti, Aurelio Abbate, Sara Florio, Andrea Foschi, Salvatore Eroe, Massimo Cibrario, Stefano Coiana, Rachele Longo, Dario Gaido, Pierina Restivo, Davide Bizzarri, Nicola Musacchio, Vito Restuccia, Giacomino Barbitta, Mauro Ligame, Mario Correndo, Diego Abramo. Udc: Michela Benedicenti, Maria Grazia Azzalin, Maria Bottone, Antonio Brogna, Fortunato Busson, Candido Casalis, Patrizia Cerminara, Barbara Ciccone, Franca Cucchiara, Alessio Giorgio Cucco, Ottavio D'Ambrosio, Luigi Dasso, Ilaria Defendi, Carla Mammoliti, Marco Palladino, Costanza Robasto, Rosella Stella, Enzo Vitiello, Ilaria Ghirlanda, Roberto Battilossi. Lega nord: Flavio Rosso, Daniele Serra, Piero Gallino, Linda Merigo, Anna Amata, Andrea Nava, Vincenzo Trombetta, Ornella Armano, Michele Ferrero, Maria Pacotto, Gherda Glebe, Claudio Fissolo, Ettore Viano, Walter Coatto, Emilio Tiglio, Bartolomeo Bosio, Renato Fidenato, Maria Luisa Bovo. Pensionati: Giulia Borgarello, Sebastiano Caradonna, Regina Collinucci, Riccardo Cusin, Antonio D'Auria, Remo Depetris, Pietro Ferraris, Giuliano Galeasso, Giuseppa Geranio, Michele Giovine, Karin Gotz, Anna Meinardi, Mauro Neirotti, Gerardo Palladino, Liliana Santo, Teresa Sardi, Antonella Trupo, Daria Vaccari in Bonomi, Francesco Vercelli, Michele Vergeat.

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Sinistra-Pd, botta e risposta sui soldi ai partiti (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 16-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

? ROMA ? IL FINANZIAMENTO pubblico ai partiti va difeso, garantisce il "riconoscimento ai partiti della loro funzione di protagonisti nella società civile e nella democrazia di un Paese, è un'idea tipica dell'Europa". Non ha dubbi Fausto Bertinotti, candidato premier di Sinistra Arcobaleno: marca la distanza dalla 'dieta' per i partiti a cui sta pensando Walter Veltroni per arginare la protesta sui costi della politica. Il leader del Pd ipotizza di incentivare il finanziamento privato, "trasparente e defiscalizzaro, sul modello americano", tagliando invece i rimborsi elettorali, "pubblici e a pioggia". "Direi che è esattamente un'idea di privatizzazione della politica", attacca Bertinotti. Poi aggiunge: "Il detto dice pecunia non olet. Non è così, nell'era della modernizzazione il denaro olet, puzza, perché se prendi i soldi dalle lobby nucleariste dubito che ti batterai contro il nucleare, se li prendi dalle lobby dei petrolieri dubito che ti batterai per le fonti rinnovabili di energia". Ieri Veltroni ha lasciato intendere che, se guidasse il Governo, introdurrebbe la revisione della legge sull'editoria: "Bisogna riportare alla sua natura reale la legge sul finanziamento dei giornali di partito". - -->.

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Tante società, troppe poltrone (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 16-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Tante società, troppe poltrone" Zambotti chiede di ridurre le spese per le partecipate comunali RIVA. Pier Giorgio Zambotti è da sempre un "battitore libero" nel panorama politico rivano. Lo è rimasto anche dopo le ultime elezioni, quando ha abbandonato i banchi delle opposizioni per passare nelle fila della maggioranza a cui, negli ultimi tre anni anni, non ha certo fatto mancare critiche. Non deve stupire, quindi, il contenuto dell'ultimo suo intervento, fatto in vista del consiglio comunale di domani, durante il quale i consiglieri potranno "ascoltare le relazioni - scrive -, senza però decidere nulla, dei presidenti delle società partecipate dal Comune che operano nel fondamentale capo turistico rivano. Sarà sicuramente una buona occasione per valutare il grado di coordinamento politico funzionale allo sviluppo dell'attività delle società Lido di Riva, Garda Trentino Fiere, Riva del Garda Fiere e Congressi, Hotel Lido Palace e Ingarda Trentino, visto che in questa legislatura è stato tolto l'assessorato al turismo, passato a semplice delega al Vicesindaco. Altro dato da chiarire - attacca Zambotti - sarà quello di valutare se ha senso, in un periodo di rinnovamento della politica con forte riduzione delle poltrone nelle società patrecipate, mantenere ben cinque enti con consiglieri a gettone di presenza per occuparsi di infrastrutture e promozione per il turismo". Turismo, per il quale, sempre secondo Zambotti, si attende finalmente un salto reale di qualità.

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Sul Torrione è tutto regolare Il vicesindaco Alberto Mazzacchera spiega perché non si smonta l'impalcatura (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 16-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Sul Torrione è tutto regolare" Il vicesindaco Alberto Mazzacchera spiega perché non si smonta l'impalcatura ? CAGLI ? IL VICESINDACO Alberto Mazzacchera interviene sui ponteggi che circondano il Torrione cittadino. "Sull'inesistente caso del Torrione ? afferma Mazzacchera ? un qualsiasi lettore, mettiamo il caso pesarese, si domanderà qual è il reale oggetto del contendere. Qualcuno ha scritto, certo anche per far pubblicità al proprio libretto (sull'onda lunga del famoso "La casta" di Rizzo e Stella, ma con risultati ben diversi), che per le impalcature del Torrione "si continuano a spendere ingenti somme ogni mese" ma poi si è facilmente scoperto che il nolo di tali ponteggi non è mensile bensì forfettizzato per annualità ed è peraltro di importo esiguo. Si è, inoltre, sostenuto che tale cantiere aveva arrecato danno ai visitatori senza sapere che il Torrione, visto che i ponteggi sono posti solo all'esterno, è rimasto regolarmente aperto alla visita al pubblico. Poi si è voluto sostenere che tale cantiere avrebbe nuociuto ad uno dei Quartieri durante il Palio che, però, era come di consueto posto, con i propri banchi sulla sede stradale mentre i ponteggi erano e sono all'interno del fossato. Infine c'è chi, come Ferruccio Volpi, arriva ad immaginare (quando non confonde le delibere dei lavori con quelle dei progetti approvati in vista di richiesti finanziamenti, come nel caso emblematico del Parco Fluviale) e poi a dichiarare lo scorso 21 febbraio che "ancora una volta per dabbenaggine e qualunquismo non si è tenuto conto di permessi, normative o quanto altro ed il lavoro non è stato autorizzato". A Ferruccio Volpi, che non si sa bene dove conduca le sue indagini (certo non presso gli uffici preposti dove esistono progetti regolarmente approvati, autorizzati e finanziati) si può solo dire che farebbe bene ad imparare a leggere i documenti perché ciò eviterebbe a tutti i cagliesi di dover leggere esternazioni quanto meno imbarazzanti. Circa i lavori, come è già stato ben spiegato dall'amministrazione con un proprio manifesto ai cittadini, si può semplicemente aggiungere a precisazione quanto scrive la Soprintendenza la quale "nell'evidenziare notevole apprezzamento per le modalità con cui si sta affrontando il delicato tema del restauro conservativo della zona scarpata del Torrione, conferma le indicazioni operative emerse nel corso della visita e precisamente la necessità di una mappatura della superficie relativa al paramento murario della parte scarpata del Torrione e la esecuzione di prove di intonaco della superficie stessa". Da ciò si può concludere che il Comune ha avviato legittimamente lavori su progetto preventivamente autorizzato e che a seguito delle nuove istanze della Soprintendenza con la quale collabora per il riconoscimento internazionale dell'intero complesso fortificato, l'intervento ha subìto un rallentamento di alcuni mesi. Il cantiere sarà smontato prima del 25 aprile, data di apertura di "Distinti Salumi"". - -->.

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Il Consiglio blocca Ici e Irpef per il 2008 La minoranza: tagliate sui costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 16-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

VIZZOLO PREDABISSI Il Consiglio blocca Ici e Irpef per il 2008 La minoranza: tagliate sui costi della politica ? VIZZOLO ? BUONE NOTIZIE dal Consiglio comunale: Irpef e Ici bloccate, almeno per quest'anno. L'annuncio è arrivato durante l'ultima assemblea. Un sospiro di sollievo per i cittadini nonostante l'attacco sferrato dalla minoranza. I portavoce dei gruppi, insorti contro il sindaco Enrico Ceriani, hanno chiesto un taglio sui costi della politica e sul contributo degli assessori. "L'aliquota Ici sulla prima casa resta ferma al 5,5 per mille", ha spiegato il primo cittadino "sugli altri immobili si applica invece il sette per mille. Per l'Irpef l'aliquota è stazionaria allo 0,13 per cento senza incrementi rispetto all'anno scorso. Sull'Ici 120 euro di bonus per i nuclei in difficoltà". "Non abbiamo tolto l'addizionale Irpef", gli fa eco Nelvio Capelli, responsabile al bilancio, "perchè una parte va ai minori, alle persone svantaggiate e a chi è soggetto da handicap". SALVATORE ITALIA, assessore all'Urbanistica, sottolinea il primato di Vizzolo che ha mantenuto al minimo la tassazione rispetto ai comuni della zona. I soldi nelle casse comunali saranno tradotti in nuovi servizi. A far luce sulle cifre è il consigliere Gianfranco Perani. "Il primo passo di quest'Amministrazione è stato dimezzare gli stipendi. Il contributo del precedente sindaco superava i duemila euro. Ora Ceriani ne percepisce la metà". Emanuela Caputo - -->.

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La minoranza critica gli alti costi dell'amministrazione (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

GONARS La minoranza critica gli alti costi dell'amministrazione GONARS. Il gruppo di minoranza "Insieme" di Gonars ha espresso voto contrario al bilancio di previsione approvato in consiglio comunale dalla sola maggioranza. Diversi i punti criticati. "Innanzitutto -commenta il capogruppo di opposizione Giorgio Sedrani- lamentiamo un eccessivo costo della politica. Abbiamo verificato che tra riunioni di consiglio e di Giunta, compensi a sindaco e assessori, abbiamo raggiunto nell'anno in corso la cifra di 100.000 euro. Ci siamo appellati anche al revisore dei conti per segnalare l'importanza di questa cifra. Abbiamo criticato sin dall'inizio la decisione di aumentare il numero di assessori da 4 a 6 e a maggior ragione lo facciamo ora che il sindaco è in comune a tempo pieno. Per questo in consiglio comunale abbiamo chiesto con forza che si tolga almeno un assessore". Sedrani lamenta inoltre il fatto che quest'anno siano stati accolti nel bilancio due emendamenti presentati dal consigliere di maggioranza Fabrizio Martelossi. "Per anni -afferma- abbiamo puntualmente presentato emendamenti che sono stati sempre cestinati, tanto che quest'anno, per la prima volta, non ne abbiamo avanzati affatto per evitare quello che risultava solo uno sterile esercizio accademico. Era chiaro infatti che la maggioranza rifiutava ogni collaborazione. Guarda caso, in quest'occasione, stati accolti due emendamenti presentati dalla stessa maggioranza". Altro rilievo avanzato è l'eccessivo indebitamento dell'ente. "Sono state programmate molte opere pubbliche per parecchie delle quali sono previsti contributi regionali. Ma, in molti casi, i finanziamenti non coprono l'intero costo dell'opera, tanto che il Comune ha sottoscritto mutui per un totale di 2.030.000 euro, una cifra in grado di ingessare completamente i bilanci dei prossimi anni".(m.d.m).

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Incontro sul giornalismo con gli alunni del "don milani" (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia Pavese, La" del 16-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

INIZIATIVA DIDATTICA Incontro sul giornalismo con gli alunni del "Don Milani" VIGEVANO."Come arrivano le notizie al giornale?". "Come si diventa giornalisti? E' un lavoro faticoso?". Gli alunni delle quinte A e B della scuola elementare "Don Milani" sono stati i protagonisti di una lezione sulla nascita di un quotidiano e il lavoro che tutti i giorni consente di arrivare in edicola. L'incontro con una giornalista della "Provincia pavese" è stato organizzato nell'ambito di un percorso di conoscenza e approfondimento sulla stampa e, in particolare, sui giornali locali e nazionali. Le insegnanti Giovanna Dulio e Daniela Trapattoni hanno accompagnato gli allievi nel corso dell'esperienza didattica rivolta a dare ai ragazzi strumenti di lettura critica e consapevole del linguaggio e delle tecniche del giornalismo. Ma in cattedra sono saliti soprattutto loro, gli studenti delle due quinte, che hanno animato l'incontro con una raffica di domande su tutti gli aspetti della professione giornalistica, da quelli più tecnici a quelli che coinvolgono le emozioni e le scelte di chi scrive. "Chi decide le notizie che vanno sul giornale?", oppure "Hai mai scritto articoli che riguardano i bambini?". Oltre un'ora di botta e risposta simpatica, vivace, e mai banale grazie agli alunni della quinta A (Marika Beccati, Martina Bellone, Massimiliano Bellone, Fakhereddine Beloussa, Luca Buccio, Mattia Capella, Luca Cavallini, Martina Furini, Martina Garini, Francesca Giammanco, Simone Giovinazzo, Sharon Giuliano, Omar Gregorio, Emanuela Martello, Giorgia Pach, Giulia Panfilio, Jacopo Pastormerlo, Aurora Pisano, Ronaldo Prendi, Andrea Rizzo, Giulia Salanitro, Eleonora Salis, Bechir Tayachi, Aurora Tonelli, Riccardo Trovò, Giulia Volpati) e della quinta B (Miriam Allevi, Simone Basileo, Camilla Bellazzi, Lisa Bertocchi, Federica Bocca Corsico Piccolino, Isaac Bonandini, Sara Bonardi, Sofia Bonardi, Gaia Carminati, Serena Corsico Piccolino, Roberto Cucchetti, Federico Edo, Katerina Feleqi, Matteo Ferrari Trecate, Rachele Giola, Antonio Greco, Ivan Yasser Neirabi, Marianna Ossola, Stefano Pignatti, Floriana Policano, Erica Raina, Greta Riccio, Janira Sacco, Alessio Soncin, Debora Stella, Marco Vara).

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Fausto Bertinotti vede luci e ombre nell'esperienza di governo della sinistra radicale con Prod (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 16-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del Fausto Bertinotti vede luci e ombre nell'esperienza di governo della sinistra radicale con Prodi. E polemizza col Pd su conflitto sociale e finanziamento ai partiti. Sul governo uscente, dice Bertinotti: "Abbiamo fatto con lealtà quel tentativo, con l'idea che andava realizzato un progetto di rinascita. Alcune cose si sono realizzate, come un indirizzo di pace nella politica internazionale". Sul terreno economico e sociale, invece, "il cambiamento non è avvenuto, dunque è stato un insuccesso". Quanto al presente, Bertinotti dice: "Non siamo la risposta al Partito democratico. L'Arcobaleno nasce come risposta a chi non ha voce e non si sente rappresentato dalla politica". Non mancano attacchi al Pd: "Financo la destra, anche se su posizioni sbagliate, è convinta che siamo di fronte ad una crisi di civiltà - dice Bertinotti -. Nel Pd, invece, sembrano vivere in un mondo di dolce civilizzazione e sembrano così disporsi ad accettare l'attuale modello economico e sociale, al massimo proponendosi di mitigarlo. Come se fosse davvero possibile". Ma Bertinotti sfida Veltroni a dimostrare che possano stare insieme "questo modo di funzionamento dell'economia ed il superamento del precariato. Provi a dimostrar come si conciliano la Confindustria e gli aumenti di salari e pensioni. Non ci riuscirà. Il Pd vuole cancellare dalla politica il conflitto sociale, ma i fatti hanno la testa dura. Possono cancellarlo dalla loro politica, ma non dalla realtà". Secondo Bertinotti, i salari italiani, che erano tra i più alti d'Europa negli anni Novanta, oggi sono tra i più bassi "perché hanno vinto i padroni con la complicità dei governi". Quanto ai finanziamenti ai partiti, per Bertinotti la proposta del Pd "è un'idea di privatizzazione della politica": il finanziamento pubblico va difeso perché garantisce il "riconoscimento ai partiti della loro funzione di protagonisti della democrazia".

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Una politica da 500 milioni - bruno manfellotto (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Prima Pagina UNA POLITICA DA 500 MILIONI BRUNO MANFELLOTTO Di una cosa i candidati delle elezioni 2008 parlano poco o niente: degli eccessivi costi della politica, tema che pure ha infiammato le piazze e i cuori degli italiani. Gli strateghi del Pd, però, lasciano intendere che l'aria cambierà e l'argomento caratterizzerà gli ultimi giorni della campagna elettorale di Walter Veltroni. Sarebbe ora. Giusto quindici anni fa - il 18 aprile del 1993 - un referendum cancellò il finanziamento pubblico dei partiti, e col 90,3 per cento di "no". Da allora è subentrato un rimborso per le spese elettorali, cinque comode rate, una per ogni anno di legislatura. Ed è giusto, certo, perché la politica costa, perché essa è (o dovrebbe essere) un servizio democratico per tutti i cittadini, e i servizi vanno pagati, come la luce e il gas. Ma il meccanismo che i partiti stessi hanno scelto per darsi questi soldi - con un'efficienza e una tempestività degne di miglior causa - è un piccolo capolavoro di corporativismo e autoreferenzialità. Con almeno cinque censurabilissime peculiarità. Intanto, lo stanziamento dello Stato è in cifra fissa, un tot per ogni iscritto alle liste elettorali, anche se poi a votare dovesse andare solo la metà degli italiani. Per capirci: se lo stanziamento fosse proporzionale ai votanti effettivi, nel 2006 (con un'affluenza dell'83 per cento alla Camera e del 76 al Senato) sarebbero stati risparmiati un bel po' di soldi. Nel 2002, poi, la politica prese atto di una cosa che gli italiani avevano capito subito, che mille lire di un anno prima equivalevano a un euro, ma contro la quale - ahimè - non potevano nulla. I partiti sì. E infatti portarono da 800 lire a un euro, cioè raddoppiarono, il contributo-rimborso dello Stato per ogni elettore: 50 milioni l'anno per ogni anno di legislatura e per ogni Camera. Cinquecento milioni. Che addirittura aumentano in caso di interruzione della legislatura. Sì, perché nel 2006, su suggerimento di Berlusconi, passò un piccolo emendamento alla legge: il rimborso andava pagato per intero - cioè per cinque anni - anche se la legislatura, com'è successo stavolta, finisce prima. Dal 15 aprile, dunque, si ricominceranno a contare cinque anni e 500 milioni mentre i soldi della legislatura ormai chiusa continueranno a fluire nelle casse dei partiti anche per i tre anni non consumati: un regalo di 300 milioni. Si è verificato, inoltre, che i partiti spendono per le campagne elettorali molto meno di quanto incassino. (continua a pagina 11).

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Camera di commercio, solo lotte di potere - antonello sechi (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 16-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cronaca "Camera di commercio, solo lotte di potere" Confagricoltura scuote le associazioni di categoria: verremo travolti come la politica Dore ai colleghi "Sempre più lontani dagli interessi reali" ANTONELLO SECHI NUORO. C'è un'altra "casta", oltre a quella dei politici: quella dei dirigenti di categoria delle imprese e del sindacato. Costa tanto e, spesso, più che curare gli interessi di chi produce, è presa da lotte di potere e magari per le indennità e i gettoni di presenza. Come alla Camera di commercio. Chi lo dice? Non è Beppe Grillo, è Francesco Dore. La Confagricoltura nuorese scuote le associazioni di categoria invitandole a riflettere. Confagricoltura è una delle maggiori associazioni di categoria del mondo agricolo e Francesco Dore ne è il presidente provinciale. La riflessione, dice, la impone prima a se stesso. E la chiede, con una lettera che ha reso pubblica, anche ai presidenti delle associazioni di categoria (industria, artigianato, commercio, agropastorizia) che nel Nuorese rappresentano migliaia di imprese e di lavoratori. Mentre la politica e il paese vanno verso una fase di rinnovamento, spera Dore, le confederazioni di imprese e sindacato devono chiedersi in che modo esercitano la rappresentanza. "Anche e soprattutto - scrive - per evitare che la stessa disaffezione e disistima che ha colpito la politica contagi pure le organizzazioni degli interessi". Detta fuori dagli schemi dell'ufficialità: come sono saltati per aria i partiti tradizionali, rischiano di essere travolte le organizzazioni di categoria, spesso impegnate in guerre di potere che con le imprese hanno poco a che fare. Non sono affermazioni qualunque, anche perché vengono dall'interno della burocrazia associativa. "Troppe sigle, troppe divisioni, troppa distanza dai problemi reali, mai una battaglia comune su interessi unitari", commenta Dore. Il leader provinciale di Confagricoltura denuncia "lacerazioni, diffidenze e strumentalizzazioni politiche che sono avvenute e stanno avvenendo". La Camera di commercio, del cui direttivo lo stesso Dore fa parte, è un esempio della "distanza" che separa i dirigenti dalle imprese. Per il controllo dell'ente ("che costa in indennità oltre il 10% del suo bilancio di tre milioni di euro") si è combattuta una guerra che ha visto le associazioni dividersi e schierarsi dall'una o dall'altra parte. E non a causa dei programmi. "Quanto avviene alla Camera di Commercio - scrive Dore - è illuminante del clima tanto sterile quanto insopportabile per chi vede in questo ente, al contrario, non uno strumento di potere ma un utile riferimento per cercare di uscire dalla marginalizzazione della nostra provincia". Dore chiede una svolta a se stesso e ai colleghi, parla di "sindacato di progetto" e ricorda il "manifesto della governabilità" sottoscritto da undici associazioni di impresa a livello nazionale. "La legittimazione del nostro ruolo - conclude Dore - deriva dai risultati concreti e misurabili, i cui contenuti coincidano con le opportunità per le imprese e per la nostra comunità. Prima che la richiesta ci giunga dalla "base" in chiave delegittimante, è bene farsi carico di un'ipotesi di riforma delle modalità della nostra rappresentanza". Insomma, la "casta" nuorese (ma non solo) delle associazioni di categoria deve cambiare. Farà discutere, Dore.

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Veltroni si accorge che le grandi opere sono tutte bloccate (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

N. 65 del 2008-03-16 pagina 0 Veltroni si accorge che le grandi opere sono tutte bloccate di Gianandrea Zagato Le "scoperte" del leader del Pd: ci sono quasi 200 cantieri fermi e il problema del potere d'acquisto delle pensioni basse è molto sentito da Milano Quelli della Confcommercio restano seri. Sì sa, l'ospite è sacro. E, dunque, non scappa neanche una risatina di cuore quando Walter Veltroni afferma che "era un altro centrosinistra" quello che si proponeva al Nord. Come dire: che Walter non è responsabile della crisi, dell'incidenza fiscale sulle imprese e che, in soldoni, sull'allarme recessione lanciato da Confcommercio, lui, non c'entra niente. Anzi, "ora è un centrosinistra riformista che vuole spingere il Paese a crescere, che ha una politica fiscale moderna che vuole rompere le incrostazioni burocratiche". Così, nella sua seconda giornata al Nord, Veltroni, al parterre di Villa d'Este racconta quello che il Partito democratico sa fare, dal taglio della spesa pubblica di mezzo punto agli interventi "corposi" su salari e stipendi con tanto di "riduzione" delle aliquote. Ammette, bontà sua, che "ridurre la spesa pubblica di cinque punti" come proposto da Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, è "difficile da applicare a breve". "Si può però togliere mezzo punto il primo anno e poi un punto negli anni successivi: è un impegno gigantesco" - confida Walter -, "impegno per il quale occorre fare tante cose come attuare una vera e propria semplificazione in vari campi, portando anche a una riduzione del costo della politica, diminuendo il numero dei parlamentari e rivedendo il finanziamento ai giornali di partito". Al forum di Confcommercio non interrompono l'intervento del leader del Pd, ma a troppi sembra che stia rileggendo con qualche licenza il programma economico e fiscale del Popolo della libertà. "Siamo liberi dai condizionamenti" tiene a sottolineare Veltroni, che tenta evidentemente di nascondere i contributi economici e fiscali del duo Bersani and Visco: "Per uscire dalla crisi vale un solo principio “pagare tutti per pagare meno”". Ma a far sobbalzare sulle poltrone quelli di Confcommercio e i loro ospiti è un'altra uscita di Walter: "Servono misure anticicliche per rafforzare le piccole e medie imprese, misure coma la riduzione delle aliquote e un intervento su salari e stipendi, quelle occasioni che sono andate perdute qualche mese fa". Sarebbe però tempo perso fargli notare che lui, "qualche mese fa", aveva a che fare con chi governava il Paese: Veltroni in new version annota che "un patto per lo sviluppo è urgente, necessario e probabilmente doloroso". Aggettivo che il Nord, i cittadini e le imprese conoscono e vivono quotidianamente sulla propria pelle, anche sul fronte delle infrastrutture dove Veltroni scopre che "ci sono tra 171 e 193 opere bloccate, da cui dipende la competitività delle imprese" e, quindi, "bisogna affermare il principio" che gli studi di valutazione sugli impatti ambientali "arrivino in tre mesi e non in anni" perché "è necessario mettere tempi certi". Lezioncina davvero sorprendente davanti alle piccole e medie imprese messe in ginocchio dalla politica di Romano Prodi e che reclamano più spazi di libertà e non aiuti o protezioni. Sostantivi che sono parte integrante, viva del vocabolario di Veltroni e che, parola sua, tra "qualche giorno" presenterà "una proposta sull'aumento delle pensioni" perché ha scoperto che "il problema del potere d'acquisto delle pensioni è molto sentito e noi dobbiamo affrontarlo anche se è un problema gigantesco dal punto di vista finanziario". Promessa di miracoli messi a punto nottetempo, magari sul bus che lo scorrazza lungo le strade della Lombardia o di Milano. Che, lui, garantisce di amare: "Io amo Milano, questa città. Da bambino passavo l'estate, qui ha lavorato parte della mia famiglia e mio padre, da direttore Rai, faceva il tg qui, da Milano". Che dire? Ama Milano e ama Roma, ma anche Como e Bari. Forse, come ammette lui stesso, "può sembrare strano". Unica verità di un viaggio al Nord. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Tiziana Nasi presidente (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 16-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il nuovo Cda Tiziana Nasi presidente A due anni esatti dalla fine dei Giochi di Torino 2006 il prossimo 20 marzo si insedia il nuovo consiglio d'amministrazione della Fondazione postolimpica. Presidente sarà Tiziana Nasi, numero 1 del comitato organizzatore delle Paralimpaidi. Il numero 2 sarà Elda Tessore, indicata dal Comune di Torino insieme a Mastrullo e Viglino. Tre gli uomini del Coni: Pancalli, Morzenti e Bolognini. La Provincia ha designato il sindaco di Bardonecchia (Avato), l'ex sindaco di Pinerolo (Barbero) e Piero Gros. E poi c'è il sindaco di Pragelato (Marin). Tre le nomine regionali: Maza, Tango e Meneghini. Per la presidente è prevista un'indennità lorda di 50 mila euro l'anno, 35 per la vice. Ai consiglieri va un gettone di presenza di 250 euro lordi a seduta.

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Consiglio comunale, le regole vanno cambiate (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Alto Adige" del 16-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: LETTERE - data: 2008-03-16 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE L'Intervento Consiglio comunale, le regole vanno cambiate di ANDREA FELIS* Gentile direttore, approfitto ancora una volta della sua ospitalità, ringraziandola per il cortese gesto di evidenziare una mia presa di posizione - certo non estemporanea e tanto meno "epidermica " - come spunto per un dibattito, che mi è parso interessante, di buon profilo e di civiltà, e forse addirittura utile. (...) Da quando sono consigliere, dati alla mano, non sto per nulla affondando le mani in una massa aurea degna di un Creso: evidentemente devo essere nel contesto sbagliato della casta, sui gradini dei paria… Non siedo in alcun consiglio di amministrazione, né colgo prebende di altro tipo: come me, tanti del consiglio, e trasversali (come trasversali, ricordava la sempre acuta Maria Teresa Tomada, sono i furboni collettori di gettoni di presenza, anche se la loro presenza è perlopiù puramente spirituale!). Ma questo fa parte di qualunque consesso allargato, è la logica dei numeri: ogni trenta persone riunite, cinque furbastri. Seconda questione: lungi da me l'intento di misurarmi con la poderosa e pachidermica, quanto a leggerezza di stile, "Grosse Realpolitik" degli Obmann, a proposito di una riduzione del numero dei consiglieri in Comune a Bolzano. "Boutade" pensata più per le valli e le liste (e liti) paesane che per la realtà cittadina: non è certo il numero dei consiglieri comunali bolzanini di tutti i gruppi linguistici, che per fortuna rappresentano una viva polifonia di opzioni, che limita la capacità decisionale dell'assemblea. Come è stato autorevolmente detto dal sindaco e dall'assessore Gallo, si tratta casomai di ripensare le regole degli interventi relativamente ai tempi a disposizione di ciascun "oratore" e di ciascun gruppo politico, e così tanti - se non tutti - potrebbero farsi sentire, se naturalmente hanno qualcosa da dire. Perché c'è anche il caso, e devo dirlo in tutta onestà, che talvolta anche nella politica dovrebbe vigere quella sana regola della filosofia wittgensteiniana, parafrasando la quale "Di ciò che non si può dire per insipienza! - si deve tacere!". Invece no: ho sentito discettare serissimi esperti delle discipline più varie, dalla storiografia alla tecnologia delle costruzioni e vieppiù all'idraulica, portatori non di posizioni politiche ma di pareri quasi "professionali " (...) e l'autorevolezza della competenza tecnica è evidentemente qualcosa di non ancora chiaro nel nostro vocabolario politico, con effetti comici irresistibili. Ultimo punto: la mia concezione della politica è piuttosto nitida, non affogabile in un indistinto "volemose bene". Penso sinceramente che la definizione aristotelica della "buona politica", come quella "technè " che è in grado di prospettare soluzioni razionali e praticabili a problemi reali, sia una regola sanitaria irrinunciabile, come lavarsi i denti tre volte al dì; ma al di là della isonomia antica, rimangono nella nostra piccola realtà dei limiti strutturali alla creazione di un tranquillo, "normale", spazio collettivo pubblico politico, limiti che risultano difficilmente - allo stato attuale della nostra vita pubblica - sanabili. (...) Ma intendo proprio le posizioni ideologiche di quelle parti politiche che spesso nel concreto esprimono onestamente e correttamente un maggiore bisogno di coinvolgimento costruttivo, con una adesione sincera - magari non in tutti, ma quasi - ai valori ideali della democrazia, e poi scattano sull'attenti della Italianità Minacciata (versione de noantri della Vittoria Mutilata) non appena ci si confronta sul valore della memoria offesa e vilipesa, quella sì, dai tanti segni di un passato regime fascista, non solo per la memoria sudtirolese ma anche quella dei tanti antifascisti che hanno contrastato, e battuto, il farsesco regime "granitico" mussoliniano. (...) Il passato va storicizzato, quanto più possibile letto e capito, e superato, non usato come arma d'assalto o da - presunta - difesa. Un lettore "ardito difensore" a questo punto si chiederà : "Ma allora vorrebbe l'abbattimento dello splendido manufatto?" A titolo di risposta, dirò - come esempio di una tentativo di cultura politica diversa:" No, ma guarda che la guerra è finita, che ci sono stati più di 700mila morti di parte italiana e di più di quella austro-ungarica; che il fascismo non è stato protagonista della guerra, è una menzogna, così come quella di vedere il socialista irredentista democratico Battisti ospitato… tra i fasci! Che il monumento è una brutta cosa che va tenuta, e spiegata, soprattutto la scritta "Hic incoluimus ceteros", citando un Tacito stiracchiato e adattato per sottolineare con il "ceteros" il riferimento ai "barbari" da civilizzare; che le scolaresche andrebbero portate sia a leggere il monumento che a capire il fregio di Piffrader sulla facciata dell'ex tribunale, nella piazza omonima, per vedere gli "sfregi dei fregi ": ma non quello operato nei giorni frenetici tra il 25 luglio e l'8 settembre del '43 sulla faccia granitica del supposto "duce", ma quello permanente sulla storia collettiva della classe operaia "italiana", con in bella mostra gli audaci manganellatori squadristi che legano finalmente e schiacciano l'infame ribelle operaio "rosso", tra palmizi coloniali e "schiavi liberati (sic!) africani". Ecco, se riuscissi a rispondere così e a non vedere l'interlocutore osservarmi con malcelato disprezzo, saremmo in una realtà europea, "normale ", dove si riesce ad affrontare con sensibilità differenti problemi comuni, e le scritte inneggianti ad osceni regimi sconfitti 63 anni fa sarebbero da rubricare tra i casi di "normale" patologia della politica, non sarebbero lettera viva che imbratta i muri della mia città. *Andrea Felis consigliere comunale di Bolzano per il Partito Democratico.

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<Editoria, rivedere la legge> Walter dixit: <Se vinco io, partito unico al governo e meno fondi ai giornali> (sezione: Costi dei politici)

( da "Liberazione" del 16-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Editoria, rivedere la legge" Walter dixit: "Se vinco io, partito unico al governo e meno fondi ai giornali" Angela Mauro Dopo aver ipotizzato la riconversione del finanziamento pubblico ai partiti in donazioni private, in Italia come negli Usa, Walter Veltroni torna sullo stesso tema con una variazione. Una volta al governo, promette al Forum di Confcommercio a Cernobbio, "ridurremo la spesa pubblica di mezzo punto il primo anno e di un punto percentuale gli anni successivi". Come? "Semplificando, evitando la moltiplicazione di livelli, istituti e sedi, riducendo il costo della politica", dice il leader del Pd. Il piano non contempla solo la riduzione del numero dei parlamentari e degli eletti in tutti gli enti locali, ma anche - è la novità di ieri - una revisione del "finanziamento ai giornali di partito che ora si è allargato eccessivamente", sostiene Veltroni. Di più non specifica per il momento, resta da capire in quale direzione dovrebbe agire la scure sul finanziamento pubblico all'editoria (se indistintamente su tutta la stampa di partito, come sembrerebbe, oppure su quelle pubblicazioni che pure beneficiano di fondi pubblici pur non essendo "giornali reali"). Se il Pd vincerà le elezioni di aprile ("Vinciamo noi, ça va sans dire", è l'ottimismo del candidato premier), sparirà dal vocabolario politico del Paese e dai tg "l'espressione vertice di maggioranza". Perchè? "Perchè ci sarà un partito unico che governa". E non importa se l'espressione "partito unico" dovrebbe far inorridire particolarmente chi viene da una storia e tradizioni di sinistra e si pone l'obiettivo del rinnovamento. A Veltroni comunque sembra non importare. In Italia il "partito unico" sarà "l'introduzione di un elemento di normalità europea - è convinto - Non dovremo più discutere con Bertinotti, Mastella, Pecoraro Scanio il programma di azione riformista". Mentre, continua, "nell'altro schieramento tra fuori e dentro ci saranno gli stessi interlocutori. Anzi - chiude - ce ne sarà uno in meno, Casini, e uno in più, la signora Mussolini. L'Italia si è stufata di un sistema politico inconcludente e frammentato". Per le riforme però va instaurato il dialogo con l'opposizione. "Ci sono cose che le coalizioni devono fare insieme, come le regole del gioco, e altre invece che si devono fare da sole", dice Veltroni ieri esplicito sul no a ipotesi di grande coalizione con la destra. Il suo "partito unico" al comando governerà "anche con un solo voto in più: nessun inciucio dopo le elezioni", assicura. Il che non significa, specifica il leader del Partito Democratico, che non ci possa essere tra gli schieramenti anche una "logica istituzionale in cui un ramo del Parlamento venga dato all'opposizone, come del resto è già accaduto in passato". Pierluigi Bersani specifica: "Se in questa legislatura ci saranno solo quattro partiti, riusciremo a fare la riforma elettorale, le riforme istituzionali e i regolamenti parlamentari. Se ce ne saranno 15 non ci riusciremo". "Dobbiamo essere la forza del popolo - conclude Veltroni - Noi abbiamo cambiato scenario e se vinciamo possiamo governare senza mediare con nessuno così come si fa in altri paesi europei". 16/03/2008.

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Veltroni tende la mano: Io e Silvio mai più nemici (sezione: Costi dei politici)

( da "Tempo, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stampa Veltroni tende la mano: "Io e Silvio mai più nemici" dall'inviato CERNOBBIO Veltroni tende la mano e usa toni concilianti. è un discorso misurato, senza sbavature polemiche contro Berlusconi e il Pdl, quello che il leader del Pd ha fatto a Cernobbio al Forum della Confcommercio. Anche se a chi lo incalza sull'ipotesi di larghe intese, risponde con il retorico "chi vince governa e si assume le responsabilità", di fatto parlando ai commercianti, Veltroni ha voluto più marcare le zone di un possibile dialogo con il Pdl che smontarne il programma. Nel lungo intervento non c'è stato alcun accenno polemico contro Berlusconi che viene evocato solo una volta ma addirittura in modo positivo. Ed è quando, ribadendo che occorre dare un segno di discontinuità col passato, Veltroni sottolinea che "troppi anni sono andati persi a parlare di ciò che è pro e contro Berlusconi" come pure per troppo tempo "si è parlato solo di tv e pubblicità e intanto il Paese perdeva undici punti di pil". L'emergenza economica impone che venga superata "l'antinomia amico-nemico, arrivando a una convergenza sulle regole del gioco perché la ripresa ha bisogno di un clima civile". Veltroni quindi non solo sembra voler rassicurare il Cavaliere sul vecchio nodo della questione televisiva, ma getta anche un ponte per un dialogo sulle emergenze del Paese. "Non è possibile che il leader della maggioranza e quello dell'opposizione non si parlino nemmeno per telefono". E un clima più civile "potrebbe tradursi anche con la presidenza di una delle due Camere affidata all'opposizione". Veltroni indica come terreno di dialogo quello delle riforme costituzionali "che non possono più essere solo appannaggio della maggioranza". E sottolinea come sia stato "un errore quello fatto prima dal centrosinistra e poi dal centrodestra, di cambiare la Costituzione". Insomma "le regole del gioco si cambiano insieme" dice a chiare note Veltroni. Anche perché l'opinione del segretario è che anche nella prossima legislatura "in Senato è possibile si vada in stallo". Rilancia il progetto di "avviare una grande stagione riformista, ora possibile perché sulle decisioni non dovremo più discutere con Bertinotti, Pecoraro Scanio e Mastella ma saranno prese da un unico soggetto politico". Il leader del Pd ribadisce il no "alla frammentazione politica e alla dittatura delle minoranze" e lancia la sfida di "trasformare la concertazione in un patto per lo sviluppo coinvolgendo la maggior parte delle imprese". Veltroni ha anche rilanciato alcuni punti del programma del Pd. A cominciare dal fisco. "Non basta la detassazione degli straordinari, occorre ridurre le aliquote e intervenire sui salari". Lancia la proposta di alzare la soglia della forfetizzazione portandola da 30 a 50 mila euro" e sottolinea che "è stato uno sbaglio non mettersi d'accordo sul fatto di destinare l'extragettito alle detrazioni fiscali". Per la copertura dell'abbassamento della pressione fiscale, il leader del Pd ripropone "la lotta all'evasione fiscale, il taglio della spesa e la semplificazione della burocrazia". Frena sulla richiesta della Confcommercio di ridurre la spesa di 5 punti subito. "Mi sembra difficile. Più fattibile è la diminuzione di mezzo punto il primo anno e un punto gli anni successivi". La riduzione della spesa "sarà possibile semplificando, evitando la moltiplicazione di istituti e sedi e riducendo anche il costo della politica". Il che significa "meno parlamentari ma anche la revisione del finanziamento ai giornali di partito che si è allargato eccessivamente". Veltroni raccoglie la richiesta della Confcommercio di una riduzione dell'Iva sul turismo ma dice che "la questione va posta in Europa e bisogna dire che va ridotta dal 20 al 10% però poi occorre affrontare una politica nazionale sul turismo". L.D.P.

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Veltroni: Niente inciuci, chi vince comanda (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 16-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 16/03/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Veltroni: "Niente inciuci, chi vince comanda" Il leader del Pd frena sulle larghe intese e presenta la sua ricetta economica: taglio della spesa e aliquote più basse Il candidato premier del Partito democratico Walter Veltroni CERNOBBIO Il candidato premier del Partito democratico Walter Veltroni è tornato a parlare ieri di politica economica e dell'eventualità di larghe intese dopo il voto. Su questo secondo punto però il leader dei Democratici ha frenato bruscamente. "Chi vince comanda" ha detto il numero uno del Partito democratico a margine del Forum di Confcommercio In caso di una ipotetica parità, a seguito dell'attuale legge elettorale, ha aggiunto Veltroni, "qualcuno deve prendersi le responsabilità. A quel punto il problema non è del Governo ma delle regole del gioco". Incalzato dai giornalisti, Veltroni ha poi aggiunto: "Per me la democrazia è scelta delle regole, rapporto corretto tra maggioranza e opposizione. Niente inciuci. Chi vince governa e l'altro sta all'opposizione in un clima corretto". In serata tuttavia a Milano Veltroni ha poi aggiunto "Certo ci sono questioni che riguardano il Paese in generale che vanno affrontate insieme come regole del gioco che vanno scritte insieme, ma poi si gioca uno contro l'altro e chi vince governa e chi perde si prepara a governare dopo". Ma a Cernobbio al Forum di Confcommercio il candidato del Pd ha parlato anche della situazione difficile del Paese in cui "l'instabilità politica rischia di aggravare la crisi dell'Italia". Il numero uno del Pd insiste sulla "condizione difficile del Paese" e sulla mancata riforma della legge elettorale. "È del tutto evidente che esiste la possibilità che al Senato, chiunque vinca, si verifichi una situazione di stallo peggiore di quella che si è verificata nel 2006-2008". Ma, assicura Veltroni, "una possibilità di soluzione c'è". Per ripartire, chiarisce il candidato premier del Pd "servono soprattutto "riforme istituzionali". In effetti il candidato premier non risparmia una stoccata alle minoranze che hanno paralizzato il Governo Prodi negli ultimi venti mesi: "La macchina non parte - ha aggiunto - perché il sistema è pesante. C'è un'invadenza della politica, ci sono segnali di dittatura delle minoranze. Rompere tutto questo è il nostro obiettivo". Ma a tenere banco al Forum di Cernobbio sono state soprattutto le tematiche economiche. "Per la prima volta - ha detto Veltroni - siamo liberi da condizionamenti, e nel programma del Pd ci sono le nostre proposte fiscali che possono aiutarci ad uscire dalla crisi". Così ha spiegato il progetto fiscale del nuovo partito che parte ovviamente dal principio di "pagare tutti per pagare meno" perché "non è solo un modo di dire ma se applicato veramente è uno strumento autentico di ripresa per l'economia del Paese. Non possiamo stare allo 0,7% di crescita, mentre abbiamo dinanzi elementi di crisi che rischiano di moltiplicarsi". "Servono subito misure anticicliche per rafforzare le piccole e medie imprese, misure come la riduzione delle aliquote e un intervento su salari e stipendi, quelle occasioni che sono andate perdute qualche mese fa. Necessario poi - ha proseguito Veltroni - lanciare la contrattazione di secondo livello". In sostanza Veltroni ha proseguito la sua analisi parlando ancora del Fisco e di un taglio della spesa pubblica. "È possibile un intervento radicale per una semplificazione del Fisco. E per ciò che riguarda le imprese - ha ricordato la proposta contenuta nel programma di aumentare da 30 a 50mila euro la soglia per la forfetizzazione per le Pmi". Veltroni ha però avvertito che per fare queste operazioni è necessario avere le risorse e dunque la strada maestra è quella di tagliare la spesa pubblica. Un taglio che però dovrà essere necessariamente graduale: "Ridurre la spesa pubblica di 5 punti - ha detto Veltroni - come proposto dalla Confcommercio, è una sfida auspicabile ma difficile da applicare a breve. L'operazione si può realizzare cominciando a togliere mezzo punto il primo anno e poi un punto negli anni successivi. È un impegno gigantesco per il quale occorre fare tante cose come attuare una vera e propria semplificazione in vari campi, portando anche ad una riduzione del costo della politica, diminuendo il numero di parlamentari e rivedendo il finanziamento ai giornali di partito". Veltroni è poi tornato ad affrontare il tema della concertazione Abbiamo bisogno di un Paese - ha concluso - che scelga, che sia consapevole che occorre una via di concertazione nuova, che è molto utile per raggiungere gli obiettivi di risanamento finanziario. E penso che questa concertazione deve essere trasformata in un patto per lo sviluppo". Ma questo "non si può fare senza la stragrande maggioranza delle imprese italiane". Così Veltroni ha sostenuto che le imprese "oggi laterali dobbiamo metterle al "centro", nel processo di formazione del Patto per lo sviluppo".

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Veltroni parla ai commercianti E Bearzot gli invia i suoi auguri (sezione: Costi dei politici)

( da "Quotidiano.net" del 16-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

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E riceve un 'in bocca al lupo' dall'ex ct della nazionale di calcio Cernobbio (Como), 15 marzo 2008 - "Possiamo cominciare a tagliare la spesa pubblica di mezzo punto percentuale il primo anno, poi di un punto all'anno gli anni successivi, senza comprimere la spesa sociale". Lo afferma il candidato premier del Partito Democratico Walter Veltroni davanti al forum della Confcommercio in corso a Cernobbio. Veltroni, che ha parlato dopo l'intervento del presidente della Confcommercio Carlo Sangalli, ha spiegato che l'impegno al taglio della spesa pubblica si concentrerà sulla "semplificazione, e sulla riduzione del costo della politica, attraverso la riduzione del numero dei parlamentarie la riduzione della platea degli eletti negli enti locali, sulla ridefinizione della legge sul finanziamento ai giornali di partiti. Occorre poi evitare la moltiplicazione delle sedi territoriali e va introdotto il benchmarking". PREZZI? BISOGNERà ACCORCIARE FILIERA Il problema dei prezzi non si puo' "scaricare sui commercianti", insiste il candidato premier del Pd. Scaricare su di loro "il peso di una situazione di aumento dell'inflazione e' facile, ma- continua Veltroni- penso che le istituzioni debbano guardare a tutta la filiera, accorciarla il piu' possibile e vedere se dentro questa filiera ci sono zone dove si annidano delle sacche". CLIMA CIVILE ANCHE DOPO 13 APRILE "E' importante che si mantenga un clima civile di qui al 13 aprile e anche dopo - continua Veltroni - Se il Paese si trova in una condizione di stallo, in cui arrivano i venti della recessione e le famiglie si trovano in determinate condizioni, raccontare agli italiani la stessa favola, le stesse invenzioni e gli stessi odi degli ultimi 15 anni si fa loro un danno grave". STOP 'DITTATURE' MINORANZA Con la scelta di correre da solo, il Partito Democratico si è messo al riparo da "dittature della minoranza, che creano paralisi diffuse". Lo afferma lo stesso candidato premier Veltroni parlando a Cernobbio al forum della Confcommercio. "La nostra è una scelta senza precedenti nel panorama italiano, è la sfida riformista". Ed è "per rompere tutto questo" che il Pd ha rotto i ponti con la sinistra, ha spiegato Veltroni. E poi assicura: non ci saranno inciuci. "Chi vince comanda", dice Veltroni, rispondendo così a una domanda sull'eventualità di larghe intese. Parlando a margine del forum della Confcommercio, sulla possibilità che le elezioni finiscano in pareggio ha risposto che " a quel punto qualcuno deve prendersi la responsabilità", e che "il problema non è del governo, ma delle regole del gioco". Inoltre, ha aggiunto Veltroni, "per me la democrazia è scrittura delle regole, rapporto corretto fra maggioranza e opposizione, chi vince governa e l'altro sta all'opposizione in un clima corretto". LA QUESTIONE SETTENTRIONALE A perdere le elezioni al Nord "era l'altro centrosinistra. Ora c'è un centrosinistra riformista, come c'è stato in tutti i Paesi europei, un centrosinistra che vuole spingere il Paese a crescere, che ha una politica fiscale moderna, che vuole rompere le incrostazioni burocratiche"., ha poi dichiarato il candidato premier del Pd. GLI AUGURI DI BEARZOT Auguri calorosi di incoraggiamento a Walter Veltroni dall'ex allenatore della nazionale di calcio Enzo Berzot. Questa mattina, durante un comizio elettorale di Veltroni in piazza a Cernobbio, un signore si è fatto largo tra la folla per passare un cellulare al candidato premier del Pd. Al telefono c'era Enzo Berzot che desiderava dargli il suo in "bocca al lupo". COLPO DI RENI "Io sono ottimista, ma la situazione è difficile, sento che il tempo si sta consumando e che la crisi arrivi e si scarichi su di voi e sulle famiglie. L'Italia può farcela ma credo che se il Paese non darà un colpo di reni pagheremo il prezzo più elevato", dice Veltroni. L'Italia - ha proseguito - "non può stare a +0,7% di crescita, ha bisogno di riprendere, non abbiamo tanto tempo". L'Italia "non ripartirà se non si mette in campo un reale e nuovo bipartitismo, basato sul rispetto reciproco, ognuno coi suoi programmi. Non è un fatto di buone maniere, è un fatto di sostanza. L'antinomia amico-nemico è stata distruttiva in questo Paese negli ultimi 15 anni". DA ROMA Berlusconi: "Servirebbe una rivoluzione del sistema fiscale" Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale "Biagi servì lo Stato senza colore politico"Cronaca - Locale "Bologna abbandonata, ora fa davvero paura"Cronaca Via libera del Cda al piano Air FranceSport - Formula1 Hamilton domina a Melbourne Doppio ko per le FerrariEsteri Crolla gru a Manhattan, morti e feritiSport - Locale Calcio Il Rimini non la spunta ad Avellino Gli irpini si impongono per 2-1Sport - Calcio L'Ascoli ne prende tre dal ChievoSport - Rugby L'Italia vince all'ultimo minuto Evitato il cucchiaio di legnoCronaca - Locale Ricercato per tentato omicidio Arrestato dopo quattro anniCronaca - Locale Giovane mamma muore pochi giorni dopo il partoCinema La 'Veronika' di Paulo Coelho avrà il volto di Sarah Michelle GellarCronaca - Locale Disarmati e a volto scoperto Ancora una rapina in bancaCronaca - Locale Carife spettacolo a Sassari E' la nona vittoria di fila Tornano in campo le mamme calciatriciGeorges Prètre al ComunaleTEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione di qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque. 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