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IN EVIDENZA
Diminuire
costi politica: il programma del Pd e della Sinistra Arcobaleno. Punti
congiunti?. Il PD di Veltroni ha istituito una commissione per cercare di
diminuire i costi della politica italiana. Idee comuni con la Sinistra
Arcobaleno. Da http://www.aprileonline.info
del 14-3-2008
Il candidato premier del Partito democratico,
Walter Veltroni, ha costituito una commissione apposita per studiare il
fenomeno dei costi della politica e tentare di "attaccarlo alla
radice". Il costituzionalista Stefano Ceccanti, che coordina il gruppo di
lavoro, prima di parlare vuole attendere che sia stata stilata una relazione
finale. Si sa delle proposte chiave, portate avanti dal segretario del Pd anche
durante la crisi di governo. Si vuole ridurre, in caso di conquista della
maggioranza, il numero dei parlamentari. E' circolata anche la voce che si stia
tentando di trovare il modo di ridurre il peso dei finanziamenti pubblici ai
partiti, dando più spazio ai privati. Comunque vada a finire, le proposte
saranno coerenti con l'accordo di massima trovato con l'altro partito della
coalizione, l'Italia dei valori. Ma la questione è ben presente anche nel programma
della "Sinistra arcobaleno", sotto il titolo "Tagliare i
privilegi, difendere la democrazia".
Massimo Donadi, capogruppo dell'Idv alla Camera, ha ricapitolato con
"Aprileonline" l'intesa. Spiegando, soprattutto, che il patto tra
Veltroni e Antonio Di Pietro è "saldo" per quanto riguarda la strategia
di riduzione dei costi della politica, più improvvisato nel settore dei
contributi all'editoria e ai partiti.
I costi della politica, ha spiegato Donadi, Pd e Italia dei valori, se
dovessero andare al governo, li ridurranno anzitutto all'interno "di un
processo di revisione e riassetto della struttura istituzionale del Paese, in
particolare la revisione dell'attuale sistema di bicameralismo perfetto. Fatto
quello, ridurremo, dimezzandolo, il numero dei parlamentari. La presenza di
mille parlamentari oggi, per come si è evoluta concretamente la Costituzione, è
diventato un numero eccessivo anche rapportato agli altri Paesi europei".
In termini economici, tuttavia, i costi parlamentari sono solo una piccola
porzione delle spese totali imputabili alla politica. Donadi ha perciò elencato
gli altri "punti d'attacco" dell'accordo: "Stabilire un obbligo,
accompagnato da benefici economici, di gestione unificata dei servizi generali
(il trasporto
pubblico, gli uffici tecnici, l'assistenza domiciliare) con il riferimento
delle aree omogenee, in tutti i comuni con meno di cinquemila abitanti".
Secondo: "Intendiamo ridurre di almeno il cinquanta per cento - lo
consideriamo un intervento minimo per ridare efficienza e competitività al
sistema - il numero delle società a partecipazione pubblica sia dello stato che
degli enti locali. Serve una privatizzazione maggiore, per quanto riguarda
queste attività". Infine, si pensa all' "l'abolizione delle province
nelle aree metropolitane e la revisione, secondo criteri rigidissimi, dei
requisiti per entrare a far parte della categoria delle comunità montane.
Devono essere pochissime, concentrate nelle aree ad altitudine maggiore, con
un'alta percentuale del territorio in montagna. Vanno eliminate tutte le
comunità montane in riva al mare".
Non riconducibile direttamente alla politica è la questione del pubblico
impiego, qui si è progettato un intervento sulla base della stella polare della
meritocrazia: "Vanno inseriti criteri di valutazione per competenza, per
merito e professionalità basati sul raggiungimento di obiettivi. I giudizi
devono essere affidati a organi indipendenti, in modo che anche nella pubblica
amministrazione si comincino ad applicare criteri di meritocrazia".
Quanto ai finanziamenti pubblici all'editoria, Donadi ha ammesso che "non
c'è stato tempo di andare oltre una posizione che riteniamo ancora
insoddisfacente, cioè quella di rivedere strutturalmente i criteri per
l'assegnazione dei fondi all'editoria, con particolare riferimento all'editoria
di partito. Anche qui servono criteri oggettivi, deve essere garantita, ad
esempio, un certo tipo di diffusione e la separatezza tra il partito e la
gestione del giornale". Ma Di Pietro e i suoi non sono soddisfatti e, in
caso di vittoria, si batteranno per spostare l'asticella ancora di più verso il
rigore: "Noi in realtà vorremmo che fosse possibile, dopo le elezioni,
andare oltre questo compromesso che per mancanza di tempo abbiamo trovato.
Siamo per l'abolizione completa di questi fondi, tout court, per tutta
l'editoria". L'ultimo punto, i rimborsi elettorali. L'Italia dei valori
concorda con il Pd sul fatto che siano, per la politica "il male
minore", visto che comunque garantiscono trasparenza. Tuttavia, Donadi
vedrebbe bene, anche qui, l'introduzione di criteri rigorosi, come quello del
"tasso di democrazia interna" per aprire i cordoni della borsa dello
Stato nei confronti dei partiti.
Anche la Sinistra arcobaleno ha inserito nel programma la riduzione dei costi
della politica, inserendola in un'ottica di "discrasia" tra la
crescita, nel Paese, delle disuguaglianze e l'aumento dei privilegi dei
politici. La sinistra propone la diminuzione del numero dei consiglieri regionali
e dei parlamentari e l'adeguamento della retribuzione di questi ultimi alla
media europea. Si vuole, inoltre, sottrarre ai partiti le nomine, nella Sanità
come negli altri settori pubblici e, si legge, "stabilire criteri che le
amministrazioni devono rispettare per garantire l'interesse pubblico e i
principi del merito".
Orbassano,
la carica dei candidati ( da "Stampa, La"
del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Giorgio Rizzato, Alfredo Rombolà, Pasquale Romito, Mina Sabre in Giordano, Antonio Sellitti, Francesco Siciliano, Nicola Sorrentino, Bruno Sterrantino, Barbara Tassone. Il popolo della libertà: Walter Alesso, Maria Grazia Aragno, Andrea Baravalle, Sergio Beretta, Claudia Bonetto, Luca Catalano, Giovanni Clemente,
Sinistra-Pd,
botta e risposta sui soldi ai partiti
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: candidato premier di Sinistra Arcobaleno: marca la distanza dalla 'dieta per i partiti a cui sta pensando Walter Veltroni per arginare la protesta sui costi della politica. Il leader del Pd ipotizza di incentivare il finanziamento privato, "trasparente e defiscalizzaro, sul modello americano", tagliando invece i rimborsi elettorali, "pubblici e a pioggia".
Tante
società, troppe poltrone ( da "Trentino"
del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Altro dato da chiarire - attacca Zambotti - sarà quello di valutare se ha senso, in un periodo di rinnovamento della politica con forte riduzione delle poltrone nelle società patrecipate, mantenere ben cinque enti con consiglieri a gettone di presenza per occuparsi di infrastrutture e promozione per il turismo".
Sul
Torrione è tutto regolare Il vicesindaco Alberto Mazzacchera spiega perché non
si smonta l'impalcatura ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: certo anche per far pubblicità al proprio libretto (sull'onda lunga del famoso "La casta" di Rizzo e Stella, ma con risultati ben diversi), che per le impalcature del Torrione "si continuano a spendere ingenti somme ogni mese" ma poi si è facilmente scoperto che il nolo di tali ponteggi non è mensile bensì forfettizzato per annualità ed è peraltro di importo esiguo.
Il
Consiglio blocca Ici e Irpef per il 2008 La minoranza: tagliate sui costi della
politica ( da "Giorno, Il (Lodi)"
del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: I portavoce dei gruppi, insorti contro il sindaco Enrico Ceriani, hanno chiesto un taglio sui costi della politica e sul contributo degli assessori. "L'aliquota Ici sulla prima casa resta ferma al 5,5 per mille", ha spiegato il primo cittadino "sugli altri immobili si applica invece il sette per mille.
La
minoranza critica gli alti costi dell'amministrazione
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: commenta il capogruppo di opposizione Giorgio Sedrani- lamentiamo un eccessivo costo della politica. Abbiamo verificato che tra riunioni di consiglio e di Giunta, compensi a sindaco e assessori, abbiamo raggiunto nell'anno in corso la cifra di 100.000 euro. Ci siamo appellati anche al revisore dei conti per segnalare l'importanza di questa cifra.
Incontro
sul giornalismo con gli alunni del "don milani"
( da "Provincia
Pavese, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Andrea Rizzo, Giulia Salanitro, Eleonora Salis, Bechir Tayachi, Aurora Tonelli, Riccardo Trovò, Giulia Volpati) e della quinta B (Miriam Allevi, Simone Basileo, Camilla Bellazzi, Lisa Bertocchi, Federica Bocca Corsico Piccolino, Isaac Bonandini, Sara Bonardi, Sofia Bonardi, Gaia Carminati, Serena Corsico Piccolino,
Fausto
Bertinotti vede luci e ombre nell'esperienza di governo della sinistra radicale
con Prod ( da "Unita, L'"
del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Quanto ai finanziamenti ai partiti, per Bertinotti la proposta del Pd "è un'idea di privatizzazione della politica": il finanziamento pubblico va difeso perché garantisce il "riconoscimento ai partiti della loro funzione di protagonisti della democrazia".
Una
politica da 500 milioni - bruno manfellotto
( da "Tirreno,
Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: argomento caratterizzerà gli ultimi giorni della campagna elettorale di Walter Veltroni. Sarebbe ora. Giusto quindici anni fa - il 18 aprile del 1993 - un referendum cancellò il finanziamento pubblico dei partiti, e col 90,3 per cento di "no". Da allora è subentrato un rimborso per le spese elettorali, cinque comode rate, una per ogni anno di legislatura.
Camera
di commercio, solo lotte di potere - antonello sechi
( da "Nuova
Sardegna, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: oltre a quella dei politici: quella dei dirigenti di categoria delle imprese e del sindacato. Costa tanto e, spesso, più che curare gli interessi di chi produce, è presa da lotte di potere e magari per le indennità e i gettoni di presenza. Come alla Camera di commercio. Chi lo dice? Non è Beppe Grillo, è Francesco Dore.
Veltroni
si accorge che le grandi opere sono tutte bloccate
( da "Giornale.it,
Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: portando anche a una riduzione del costo della politica, diminuendo il numero dei parlamentari e rivedendo il finanziamento ai giornali di partito". Al forum di Confcommercio non interrompono l'intervento del leader del Pd, ma a troppi sembra che stia rileggendo con qualche licenza il programma economico e fiscale del Popolo della libertà.
Tiziana
Nasi presidente ( da "Stampa, La"
del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: E poi c'è il sindaco di Pragelato (Marin). Tre le nomine regionali: Maza, Tango e Meneghini. Per la presidente è prevista un'indennità lorda di 50 mila euro l'anno, 35 per la vice. Ai consiglieri va un gettone di presenza di 250 euro lordi a seduta.
Consiglio
comunale, le regole vanno cambiate
( da "Corriere
Alto Adige" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Non siedo in alcun consiglio di amministrazione, né colgo prebende di altro tipo: come me, tanti del consiglio, e trasversali (come trasversali, ricordava la sempre acuta Maria Teresa Tomada, sono i furboni collettori di gettoni di presenza, anche se la loro presenza è perlopiù puramente spirituale!
<Editoria,
rivedere la legge> Walter dixit: <Se vinco io, partito unico al governo e
meno fondi ai giornali> ( da "Liberazione"
del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: riducendo il costo della politica", dice il leader del Pd. Il piano non contempla solo la riduzione del numero dei parlamentari e degli eletti in tutti gli enti locali, ma anche - è la novità di ieri - una revisione del "finanziamento ai giornali di partito che ora si è allargato eccessivamente", sostiene Veltroni.
Veltroni
tende la mano: Io e Silvio mai più nemici
( da "Tempo,
Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: La riduzione della spesa "sarà possibile semplificando, evitando la moltiplicazione di istituti e sedi e riducendo anche il costo della politica". Il che significa "meno parlamentari ma anche la revisione del finanziamento ai giornali di partito che si è allargato eccessivamente".
Veltroni:
Niente inciuci, chi vince comanda
( da "Giornale
di Brescia" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: riduzione del costo della politica, diminuendo il numero di parlamentari e rivedendo il finanziamento ai giornali di partito". Veltroni è poi tornato ad affrontare il tema della concertazione Abbiamo bisogno di un Paese - ha concluso - che scelga, che sia consapevole che occorre una via di concertazione nuova, che è molto utile per raggiungere gli obiettivi di risanamento finanziario.
Veltroni
parla ai commercianti E Bearzot gli invia i suoi auguri
( da "Quotidiano.net"
del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: e sulla riduzione del costo della politica, attraverso la riduzione del numero dei parlamentarie la riduzione della platea degli eletti negli enti locali, sulla ridefinizione della legge sul finanziamento ai giornali di partiti. Occorre poi evitare la moltiplicazione delle sedi territoriali e va introdotto il benchmarking".
( da "Stampa, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
ELEZIONI
AMMINISTRATIVE NUMERI DA RECORD PER UNA CONSULTAZIONE DALL'ESITO INCERTO
Orbassano, la carica dei candidati [FIRMA]MASSIMILIANO PEGGIO ORBASSANO Sette
aspiranti sindaci, 16 liste, 315 candidati. Tutti in gara, a Orbassano, per le
elezioni amministrative del 13 e 14 aprile. Numeri da record, che fanno da
preludio a un finale tutt'altro che scontato. Il Pd corre da solo, scommettendo
su Carlo Marroni, 60 anni, sindaco uscente. L'Arcobaleno non c'è. Si è dissolto
tra le nubi dei dissidi interni e dei veti incrociati per la scelta del
candidato: così il fronte della sinistra "radicale" si spaccato in
due. Da una parte Sinistra Democratica e Rifondazione, confluiti in una lista
unica battezzata La Sinistra, con candidato sindaco Emanuela Poli, 50 anni.
Dall'altra una mini coalizione composta da Comunisti Italiani, Verdi e Italia
Dei Valori: candidato l'assessore uscente Enzo Stassi, 46 anni. Il
centrodestra, puntando su Eugenio Gambetta, 56 anni, consigliere uscente di
Forza Italia, si presenta con tre liste: Il Popolo della Libertà, sulla
falsariga del quadro nazionale, Lega Nord e la lista civica Obiettivo
Orbassano. E poi c'è la "corazzata" della coalizione di Desirè Mensa,
36 anni, consigliere uscente. Da sola guida sei liste, in tutto 120 candidati,
tra cui una fetta importate socialista. Anzi, ne avrebbe avuta una in più, se
all'ultimo momento non si fosse spezzata l'intesa con i Moderati, che hanno
deciso di proseguire da soli. E per la verità, nonostante i tentativi di
raggiungere un'alleanza con le anime centriste della rosa bianca, è sfumata
anche l'intesa con l'Udc, che ha sfoderato una propria lista. Le sei liste
della coalizione Mensa sono: Per la tua città con Desirè, Partito Socialista
Pse, Libertà e Sicurezza, Ascoltare Orbassano, Libertà e Solidarietà,
Pensionati. I Moderati candidano alla carica di sindaco Salvatore Gangi, 54
anni, consigliere uscente ex Sdi. L'Udc propone Salvatore Caspanello, 48 anni.
Per la tua citta' con Desirè: Maria Ferrara in Cappellina, Davide Amarù,
Tiziana Ballor in Trucco, Elena Barbero, Gian Carlo Cerani, Michele Drusilla,
Margherita Giovannoli, Silvio Maffiodo, Stefania Mana, Francesco Marucci,
Giovanni Minotti, Domenico Miranda, Angela Musolino in Squitieri, Domenica
Nardo in Nocera, Agostino Pinotti, Vincenzo Redavide, Carmelo Sangregori,
Giulio Sgarbanti, Antonella Tantimonaco in Albano, Damiano Visconti. Ascoltare
Orbassano: Mariangela Amarena, Loris Andronico, Genoveffa Bertaggia in Taccori,
Andrea Mario Boscolo, Vincenzo Carè, Maria De Fazio in Porchia, Sonia De Simone
in Altieri, Gianfranco Destefanis, Angela Faoro in Caveglia, Claudio Mauriello,
Massimo Mazzotta, Adriana Meli in Privitera, Caterina Mendicino, Franco
Mottura, Guerino Oliva, Cosimo Passarelli, Francesco Polito, Sara Spatuzzi,
Katia Maria Rita Tromboni in Baldin, Rosalia Claudia Zammito in Spoto.
Obiettivo Orbassano per Gambetta: Sivana Balbo, Massimo Ballerini, Rebato
Cristofani, Mario Damilano, Franco Elia, Valeria Grosso, Bonifacio La Porta,
Franco Gabriele Mastroianni, Paolo Pasqualini, Albino Piccinini, Avtar Singh
Rana, Nadia Ravizza, Roberto Rolando, Laura Tietto, Giovanna Luisa Usai, Rosa
Maria Vaisitti, Pietro Zoggia. Libertà e sicurezza: Giuseppe Azzolino, Giorgio
Bertetto Gianone, Stefania Bertolino in Bruno, Cristina Boscolo in Gueli,
Claudio Botticelli, Enrico Dalla Gassa, Donato D'Auria, Andrea Angelo Nazzareno
Fassone, Alex Galeasso, Serena Agostina Grandi, Eros Grechi, Omar La Ganga,
Teresa Maiello, Alessandro Mazzei, Giovanni Moscatelli, Sergio Naretto, Giovanni
Nicosia, Federico Pino, Antonio Porcelli, Gabriele Vanore. Comunisti italiani:
Roberto Salerno, Roberto Testera, Giuseppina D'Alessio, Silvia Manzon, Domenica
Milanesio, Monica Pavanello, Rossana Provenzano, Laura Turci, Armando
Ambrosini, Renzo Belletti, Michele Cacioppo, Leon Fontana, Mattia Gurgo Salice,
Franco Lisai, Paolo Malaspina, Ignazio Carlo Piras, Michele Sacco, Antonio
Torino, Paolo Troccoli, Mirko Pace. La sinistra: Sergio Francesco Ambrogio,
Lucia Bernaudo, Elia Bellussi, Antonella Ertico, Gianfranco Giuseppe Bornese,
Maria Efisia Fadda, Giuseppe Italo Calabrese, Anna Maria Pistidda, Francesco De
Castro, Maria Giuseppina Ubertallo, Francesco De Gregorio, Giuseppe Fadda,
Fabrizio Finotti, Gianluca Maniscalco, Marco Moi, Francesco Nobile, Gaetano
Perez, Paolo Prandelli, Savino Rosati, Gualtiero Tarenzi. Partito socialista
PSE: Domenico Guarneri, Diana Nissia, Giuseppina Bilanzuoli, Erika Deidda,
Gaetano De Laurentiis, Giorgio Falsone, Riccardo Fulco, Filippo Grassia,
Alessandro Guastella, Giovanni Iannelli, Pasquale La Donna, Richard Lusitano,
Pasquale Pagano, Romildo Poggio, Giuseppe Raso, Antonino Russo, Antonino Saccà,
Rosario Sorbo, Gesù Nazzareno Tassone, Melinda Tognin. Liberta' e solidarietà:
Alessandro Bassignana, Lidia Abazia, Antonio Calabrese, Luigi Casertano, Paolo
Castello, Nicola Catania, Paolo Giglio, Gabriele Gnavi, Sivio Ianniello,
Giuseppe Lento, Pasquale Papalia, Giorgio Rizzato, Alfredo
Rombolà, Pasquale Romito, Mina Sabre in Giordano, Antonio Sellitti, Francesco
Siciliano, Nicola Sorrentino, Bruno Sterrantino, Barbara Tassone. Il popolo
della libertà: Walter Alesso, Maria Grazia Aragno, Andrea Baravalle, Sergio
Beretta, Claudia Bonetto, Luca Catalano, Giovanni Clemente, Antonella
Fraita, Giovanni Gallo, Sergio Giugno, Paolo Guglielmi, Ettore Labella,
Francesco Lagonigro, Saverio Maglione, Bruno Marseglia, Elena Masante, Valter
Mussetto, Antonio Rio, Valter Truffa, Federico Vento. I moderati: Pietro
Occhino, Roberto Taglietta, Luciano Gemma, Vincenzo Chironna, Alessandro De Grandis,
Francesco Desimone, Vincenzo Eliantonio, Adriano Giardino, Maurizio Leto,
Raffaele Manno, Pietro Metastasio, Luciano Murace, Anna Russo in Occhino,
Davide Simari, Simona Sgobbi, Marcella Strano, Patrick Spinelli, Maria Giovanna
Michieletti, Maria Petricciuolo. Verdi per la Pace: Patrizio Barattucci, Luigi
Bordino, Giovanni Capilli, Stefano Cardali, Marco Castellani, Valter Conedera,
Giulia Di Mauro, Antonella Doni, Severino Etzi, Francesco Fornaro, Giuseppe La
Marra, Vincenzo Laratta, Filippo Lo Nobile, Paolino Messina, Livio Muriano,
Bernardo Neto, Lorenzo Regis Rapazzini, Lorena Rosiello, Anna Maria Tassella,
Maria Assunta Turco. Partito Democratico: Ivan Melia, Stefano Gobbi, Alessandro
Rossin, Marco Spinelli, Giovanna Tona, Valeria Ceddia, Maria Iris Oppedisano,
Giuseppe Manzone, Gianfranco Drogo, Marco Zaccaria, Daniela Paola Spitalere,
Manuela Zulian, Maria Gallo in Lo Nobile, Nunzio Ferrera, Anna Garro in Fasano,
Michele Mango, Maria Vassalotti in Bianco, Pasquale Polito, Sebastiano
Fischetto, Renzo Caddeo. Italia dei valori: Michele Bonomo, Domenico Viale,
Guido Cantarini, Massimo Zavatti, Aurelio Abbate, Sara Florio, Andrea Foschi,
Salvatore Eroe, Massimo Cibrario, Stefano Coiana, Rachele Longo, Dario Gaido,
Pierina Restivo, Davide Bizzarri, Nicola Musacchio, Vito Restuccia, Giacomino
Barbitta, Mauro Ligame, Mario Correndo, Diego Abramo. Udc: Michela Benedicenti,
Maria Grazia Azzalin, Maria Bottone, Antonio Brogna, Fortunato Busson, Candido
Casalis, Patrizia Cerminara, Barbara Ciccone, Franca Cucchiara, Alessio Giorgio
Cucco, Ottavio D'Ambrosio, Luigi Dasso, Ilaria Defendi, Carla Mammoliti, Marco
Palladino, Costanza Robasto, Rosella Stella, Enzo
Vitiello, Ilaria Ghirlanda, Roberto Battilossi. Lega nord: Flavio Rosso,
Daniele Serra, Piero Gallino, Linda Merigo, Anna Amata, Andrea Nava, Vincenzo
Trombetta, Ornella Armano, Michele Ferrero, Maria Pacotto, Gherda Glebe,
Claudio Fissolo, Ettore Viano, Walter Coatto, Emilio Tiglio, Bartolomeo Bosio,
Renato Fidenato, Maria Luisa Bovo. Pensionati: Giulia Borgarello, Sebastiano
Caradonna, Regina Collinucci, Riccardo Cusin, Antonio D'Auria, Remo Depetris,
Pietro Ferraris, Giuliano Galeasso, Giuseppa Geranio, Michele Giovine, Karin
Gotz, Anna Meinardi, Mauro Neirotti, Gerardo Palladino, Liliana Santo, Teresa Sardi,
Antonella Trupo, Daria Vaccari in Bonomi, Francesco Vercelli, Michele Vergeat.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
? ROMA ? IL
FINANZIAMENTO pubblico ai partiti va difeso,
garantisce il "riconoscimento ai partiti della
loro funzione di protagonisti nella società civile e nella democrazia di un
Paese, è un'idea tipica dell'Europa". Non ha dubbi Fausto Bertinotti,
candidato premier di Sinistra Arcobaleno: marca la distanza dalla 'dieta' per i
partiti a cui sta pensando Walter Veltroni per
arginare la protesta sui costi della politica. Il
leader del Pd ipotizza di incentivare il finanziamento privato,
"trasparente e defiscalizzaro, sul modello americano", tagliando
invece i rimborsi elettorali, "pubblici e a pioggia". "Direi che
è esattamente un'idea di privatizzazione della politica",
attacca Bertinotti. Poi aggiunge: "Il detto dice pecunia non olet. Non è
così, nell'era della modernizzazione il denaro olet, puzza, perché se prendi i
soldi dalle lobby nucleariste dubito che ti batterai contro il nucleare, se li
prendi dalle lobby dei petrolieri dubito che ti batterai per le fonti
rinnovabili di energia". Ieri Veltroni ha lasciato intendere che, se
guidasse il Governo, introdurrebbe la revisione della legge sull'editoria:
"Bisogna riportare alla sua natura reale la legge sul finanziamento dei giornali
di partito". - -->.
( da "Trentino" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
"Tante società,
troppe poltrone" Zambotti chiede di ridurre le spese per le partecipate
comunali RIVA. Pier Giorgio Zambotti è da sempre un "battitore
libero" nel panorama politico rivano. Lo è rimasto anche dopo le ultime
elezioni, quando ha abbandonato i banchi delle opposizioni per passare nelle
fila della maggioranza a cui, negli ultimi tre anni anni, non ha certo fatto
mancare critiche. Non deve stupire, quindi, il contenuto dell'ultimo suo
intervento, fatto in vista del consiglio comunale di domani, durante il quale i
consiglieri potranno "ascoltare le relazioni - scrive -, senza però
decidere nulla, dei presidenti delle società partecipate dal Comune che operano
nel fondamentale capo turistico rivano. Sarà sicuramente una buona occasione
per valutare il grado di coordinamento politico funzionale allo sviluppo
dell'attività delle società Lido di Riva, Garda Trentino Fiere, Riva del Garda
Fiere e Congressi, Hotel Lido Palace e Ingarda Trentino, visto che in questa
legislatura è stato tolto l'assessorato al turismo, passato a semplice delega
al Vicesindaco. Altro dato da chiarire - attacca Zambotti -
sarà quello di valutare se ha senso, in un periodo di rinnovamento della
politica con forte riduzione delle poltrone nelle società patrecipate,
mantenere ben cinque enti con consiglieri a gettone di presenza per occuparsi di infrastrutture e promozione per il
turismo". Turismo, per il quale, sempre secondo Zambotti, si
attende finalmente un salto reale di qualità.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
"Sul Torrione è
tutto regolare" Il vicesindaco Alberto Mazzacchera spiega perché non si
smonta l'impalcatura ? CAGLI ? IL VICESINDACO Alberto Mazzacchera interviene
sui ponteggi che circondano il Torrione cittadino. "Sull'inesistente caso
del Torrione ? afferma Mazzacchera ? un qualsiasi lettore, mettiamo il caso
pesarese, si domanderà qual è il reale oggetto del contendere. Qualcuno ha
scritto, certo anche per far pubblicità al proprio libretto
(sull'onda lunga del famoso "La casta" di Rizzo e Stella, ma con risultati ben diversi), che per le impalcature del
Torrione "si continuano a spendere ingenti somme ogni mese" ma poi si
è facilmente scoperto che il nolo di tali ponteggi non è mensile bensì
forfettizzato per annualità ed è peraltro di importo esiguo. Si è,
inoltre, sostenuto che tale cantiere aveva arrecato danno ai visitatori senza
sapere che il Torrione, visto che i ponteggi sono posti solo all'esterno, è
rimasto regolarmente aperto alla visita al pubblico. Poi si è voluto sostenere
che tale cantiere avrebbe nuociuto ad uno dei Quartieri durante il Palio che,
però, era come di consueto posto, con i propri banchi sulla sede stradale
mentre i ponteggi erano e sono all'interno del fossato. Infine c'è chi, come
Ferruccio Volpi, arriva ad immaginare (quando non confonde le delibere dei
lavori con quelle dei progetti approvati in vista di richiesti finanziamenti,
come nel caso emblematico del Parco Fluviale) e poi a dichiarare lo scorso 21
febbraio che "ancora una volta per dabbenaggine e qualunquismo non si è
tenuto conto di permessi, normative o quanto altro ed il lavoro non è stato
autorizzato". A Ferruccio Volpi, che non si sa bene dove conduca le sue
indagini (certo non presso gli uffici preposti dove esistono progetti
regolarmente approvati, autorizzati e finanziati) si può solo dire che farebbe
bene ad imparare a leggere i documenti perché ciò eviterebbe a tutti i cagliesi
di dover leggere esternazioni quanto meno imbarazzanti. Circa i lavori, come è
già stato ben spiegato dall'amministrazione con un proprio manifesto ai
cittadini, si può semplicemente aggiungere a precisazione quanto scrive la
Soprintendenza la quale "nell'evidenziare notevole apprezzamento per le
modalità con cui si sta affrontando il delicato tema del restauro conservativo
della zona scarpata del Torrione, conferma le indicazioni operative emerse nel
corso della visita e precisamente la necessità di una mappatura della
superficie relativa al paramento murario della parte scarpata del Torrione e la
esecuzione di prove di intonaco della superficie stessa". Da ciò si può
concludere che il Comune ha avviato legittimamente lavori su progetto
preventivamente autorizzato e che a seguito delle nuove istanze della
Soprintendenza con la quale collabora per il riconoscimento internazionale dell'intero
complesso fortificato, l'intervento ha subìto un rallentamento di alcuni mesi.
Il cantiere sarà smontato prima del 25 aprile, data di apertura di
"Distinti Salumi"". - -->.
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
VIZZOLO PREDABISSI
Il Consiglio blocca Ici e Irpef per il 2008 La minoranza: tagliate sui costi
della politica ? VIZZOLO ? BUONE NOTIZIE dal Consiglio
comunale: Irpef e Ici bloccate, almeno per quest'anno. L'annuncio è arrivato
durante l'ultima assemblea. Un sospiro di sollievo per i cittadini nonostante
l'attacco sferrato dalla minoranza. I portavoce dei gruppi,
insorti contro il sindaco Enrico Ceriani, hanno chiesto un taglio sui costi
della politica e sul contributo degli assessori. "L'aliquota Ici sulla
prima casa resta ferma al 5,5 per mille", ha spiegato il primo cittadino
"sugli altri immobili si applica invece il sette per mille. Per
l'Irpef l'aliquota è stazionaria allo 0,13 per cento senza incrementi rispetto
all'anno scorso. Sull'Ici 120 euro di bonus per i nuclei in difficoltà".
"Non abbiamo tolto l'addizionale Irpef", gli fa eco Nelvio Capelli,
responsabile al bilancio, "perchè una parte va ai minori, alle persone
svantaggiate e a chi è soggetto da handicap". SALVATORE ITALIA, assessore
all'Urbanistica, sottolinea il primato di Vizzolo che ha mantenuto al minimo la
tassazione rispetto ai comuni della zona. I soldi nelle casse comunali saranno
tradotti in nuovi servizi. A far luce sulle cifre è il consigliere Gianfranco
Perani. "Il primo passo di quest'Amministrazione è stato dimezzare gli
stipendi. Il contributo del precedente sindaco superava i duemila euro. Ora
Ceriani ne percepisce la metà". Emanuela Caputo - -->.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
GONARS La minoranza
critica gli alti costi dell'amministrazione GONARS. Il gruppo di minoranza
"Insieme" di Gonars ha espresso voto contrario al bilancio di
previsione approvato in consiglio comunale dalla sola maggioranza. Diversi i
punti criticati. "Innanzitutto -commenta il capogruppo
di opposizione Giorgio Sedrani- lamentiamo un eccessivo costo della politica. Abbiamo verificato che tra riunioni di consiglio e di Giunta,
compensi a sindaco e assessori, abbiamo raggiunto nell'anno in corso la cifra
di 100.000 euro. Ci siamo appellati anche al revisore dei conti per segnalare
l'importanza di questa cifra. Abbiamo criticato sin dall'inizio la
decisione di aumentare il numero di assessori da
( da "Provincia Pavese, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
INIZIATIVA DIDATTICA
Incontro sul giornalismo con gli alunni del "Don Milani"
VIGEVANO."Come arrivano le notizie al giornale?". "Come si
diventa giornalisti? E' un lavoro faticoso?". Gli alunni delle quinte A e
B della scuola elementare "Don Milani" sono stati i protagonisti di
una lezione sulla nascita di un quotidiano e il lavoro che tutti i giorni
consente di arrivare in edicola. L'incontro con una giornalista della
"Provincia pavese" è stato organizzato nell'ambito di un percorso di
conoscenza e approfondimento sulla stampa e, in particolare, sui giornali
locali e nazionali. Le insegnanti Giovanna Dulio e Daniela Trapattoni hanno
accompagnato gli allievi nel corso dell'esperienza didattica rivolta a dare ai
ragazzi strumenti di lettura critica e consapevole del linguaggio e delle
tecniche del giornalismo. Ma in cattedra sono saliti soprattutto loro, gli
studenti delle due quinte, che hanno animato l'incontro con una raffica di
domande su tutti gli aspetti della professione giornalistica, da quelli più
tecnici a quelli che coinvolgono le emozioni e le scelte di chi scrive.
"Chi decide le notizie che vanno sul giornale?", oppure "Hai mai
scritto articoli che riguardano i bambini?". Oltre un'ora di botta e
risposta simpatica, vivace, e mai banale grazie agli alunni della quinta A
(Marika Beccati, Martina Bellone, Massimiliano Bellone, Fakhereddine Beloussa,
Luca Buccio, Mattia Capella, Luca Cavallini, Martina Furini, Martina Garini,
Francesca Giammanco, Simone Giovinazzo, Sharon Giuliano, Omar Gregorio,
Emanuela Martello, Giorgia Pach, Giulia Panfilio, Jacopo Pastormerlo, Aurora
Pisano, Ronaldo Prendi, Andrea Rizzo, Giulia
Salanitro, Eleonora Salis, Bechir Tayachi, Aurora Tonelli, Riccardo Trovò,
Giulia Volpati) e della quinta B (Miriam Allevi, Simone Basileo, Camilla
Bellazzi, Lisa Bertocchi, Federica Bocca Corsico Piccolino, Isaac Bonandini,
Sara Bonardi, Sofia Bonardi, Gaia Carminati, Serena Corsico Piccolino,
Roberto Cucchetti, Federico Edo, Katerina Feleqi, Matteo Ferrari Trecate,
Rachele Giola, Antonio Greco, Ivan Yasser Neirabi, Marianna Ossola, Stefano
Pignatti, Floriana Policano, Erica Raina, Greta Riccio, Janira Sacco, Alessio
Soncin, Debora Stella, Marco Vara).
( da "Unita, L'" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Stai consultando
l'edizione del Fausto Bertinotti vede luci e ombre nell'esperienza di governo
della sinistra radicale con Prodi. E polemizza col Pd su conflitto sociale e
finanziamento ai partiti. Sul governo uscente, dice
Bertinotti: "Abbiamo fatto con lealtà quel tentativo, con l'idea che
andava realizzato un progetto di rinascita. Alcune cose si sono realizzate,
come un indirizzo di pace nella politica
internazionale". Sul terreno economico e sociale, invece, "il
cambiamento non è avvenuto, dunque è stato un insuccesso". Quanto al
presente, Bertinotti dice: "Non siamo la risposta al Partito democratico.
L'Arcobaleno nasce come risposta a chi non ha voce e non si sente rappresentato
dalla politica". Non mancano attacchi al Pd:
"Financo la destra, anche se su posizioni sbagliate, è convinta che siamo
di fronte ad una crisi di civiltà - dice Bertinotti -. Nel Pd, invece, sembrano
vivere in un mondo di dolce civilizzazione e sembrano così disporsi ad
accettare l'attuale modello economico e sociale, al massimo proponendosi di
mitigarlo. Come se fosse davvero possibile". Ma Bertinotti sfida Veltroni
a dimostrare che possano stare insieme "questo modo di funzionamento
dell'economia ed il superamento del precariato. Provi a dimostrar come si
conciliano la Confindustria e gli aumenti di salari e pensioni. Non ci
riuscirà. Il Pd vuole cancellare dalla politica il
conflitto sociale, ma i fatti hanno la testa dura. Possono cancellarlo dalla
loro politica, ma non dalla realtà". Secondo
Bertinotti, i salari italiani, che erano tra i più alti d'Europa negli anni
Novanta, oggi sono tra i più bassi "perché hanno vinto i padroni con la
complicità dei governi". Quanto ai finanziamenti ai partiti, per Bertinotti la proposta del Pd "è un'idea di
privatizzazione della politica": il finanziamento pubblico va difeso perché garantisce il
"riconoscimento ai partiti della loro funzione di protagonisti della democrazia".
( da "Tirreno, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Prima Pagina UNA POLITICA
DA 500 MILIONI BRUNO MANFELLOTTO Di una cosa i candidati delle elezioni 2008
parlano poco o niente: degli eccessivi costi della politica,
tema che pure ha infiammato le piazze e i cuori degli italiani. Gli strateghi
del Pd, però, lasciano intendere che l'aria cambierà e l'argomento
caratterizzerà gli ultimi giorni della campagna elettorale di Walter Veltroni.
Sarebbe ora. Giusto quindici anni fa - il 18 aprile del 1993 - un referendum
cancellò il finanziamento pubblico dei partiti, e col
90,3 per cento di "no". Da allora è subentrato un rimborso per le
spese elettorali, cinque comode rate, una per ogni anno di legislatura.
Ed è giusto, certo, perché la politica costa, perché
essa è (o dovrebbe essere) un servizio democratico per tutti i cittadini, e i
servizi vanno pagati, come la luce e il gas. Ma il meccanismo che i partiti stessi hanno scelto per darsi questi soldi - con
un'efficienza e una tempestività degne di miglior causa - è un piccolo
capolavoro di corporativismo e autoreferenzialità. Con almeno cinque
censurabilissime peculiarità. Intanto, lo stanziamento dello Stato è in cifra
fissa, un tot per ogni iscritto alle liste elettorali, anche se poi a votare
dovesse andare solo la metà degli italiani. Per capirci: se lo stanziamento
fosse proporzionale ai votanti effettivi, nel 2006 (con un'affluenza dell'83
per cento alla Camera e del 76 al Senato) sarebbero stati risparmiati un bel
po' di soldi. Nel 2002, poi, la politica prese atto di
una cosa che gli italiani avevano capito subito, che mille lire di un anno
prima equivalevano a un euro, ma contro la quale - ahimè - non potevano nulla.
I partiti sì. E infatti portarono da 800 lire a un
euro, cioè raddoppiarono, il contributo-rimborso dello Stato per ogni elettore:
50 milioni l'anno per ogni anno di legislatura e per ogni Camera. Cinquecento
milioni. Che addirittura aumentano in caso di interruzione della legislatura.
Sì, perché nel 2006, su suggerimento di Berlusconi, passò un piccolo
emendamento alla legge: il rimborso andava pagato per intero - cioè per cinque
anni - anche se la legislatura, com'è successo stavolta, finisce prima. Dal 15
aprile, dunque, si ricominceranno a contare cinque anni e 500 milioni mentre i
soldi della legislatura ormai chiusa continueranno a fluire nelle casse dei partiti anche per i tre anni non consumati: un regalo di 300
milioni. Si è verificato, inoltre, che i partiti
spendono per le campagne elettorali molto meno di quanto incassino. (continua a
pagina 11).
( da "Nuova Sardegna, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Cronaca "Camera
di commercio, solo lotte di potere" Confagricoltura scuote le associazioni
di categoria: verremo travolti come la politica Dore ai colleghi "Sempre
più lontani dagli interessi reali" ANTONELLO SECHI NUORO. C'è un'altra
"casta", oltre a quella dei politici: quella dei
dirigenti di categoria delle imprese e del sindacato. Costa tanto e, spesso,
più che curare gli interessi di chi produce, è presa da lotte di potere e
magari per le indennità e i gettoni di presenza. Come alla
Camera di commercio. Chi lo dice? Non è Beppe Grillo, è Francesco Dore.
La Confagricoltura nuorese scuote le associazioni di categoria invitandole a
riflettere. Confagricoltura è una delle maggiori associazioni di categoria del
mondo agricolo e Francesco Dore ne è il presidente provinciale. La riflessione,
dice, la impone prima a se stesso. E la chiede, con una lettera che ha reso
pubblica, anche ai presidenti delle associazioni di categoria (industria,
artigianato, commercio, agropastorizia) che nel Nuorese rappresentano migliaia
di imprese e di lavoratori. Mentre la politica e il paese vanno verso una fase
di rinnovamento, spera Dore, le confederazioni di imprese e sindacato devono
chiedersi in che modo esercitano la rappresentanza. "Anche e soprattutto -
scrive - per evitare che la stessa disaffezione e disistima che ha colpito la
politica contagi pure le organizzazioni degli interessi". Detta fuori
dagli schemi dell'ufficialità: come sono saltati per aria i partiti
tradizionali, rischiano di essere travolte le organizzazioni di categoria,
spesso impegnate in guerre di potere che con le imprese hanno poco a che fare.
Non sono affermazioni qualunque, anche perché vengono dall'interno della
burocrazia associativa. "Troppe sigle, troppe divisioni, troppa distanza
dai problemi reali, mai una battaglia comune su interessi unitari",
commenta Dore. Il leader provinciale di Confagricoltura denuncia
"lacerazioni, diffidenze e strumentalizzazioni politiche che sono avvenute
e stanno avvenendo". La Camera di commercio, del cui direttivo lo stesso
Dore fa parte, è un esempio della "distanza" che separa i dirigenti
dalle imprese. Per il controllo dell'ente ("che costa in indennità oltre
il 10% del suo bilancio di tre milioni di euro") si è combattuta una
guerra che ha visto le associazioni dividersi e schierarsi dall'una o dall'altra
parte. E non a causa dei programmi. "Quanto avviene alla Camera di
Commercio - scrive Dore - è illuminante del clima tanto sterile quanto
insopportabile per chi vede in questo ente, al contrario, non uno strumento di
potere ma un utile riferimento per cercare di uscire dalla marginalizzazione
della nostra provincia". Dore chiede una svolta a se stesso e ai colleghi,
parla di "sindacato di progetto" e ricorda il "manifesto della
governabilità" sottoscritto da undici associazioni di impresa a livello
nazionale. "La legittimazione del nostro ruolo - conclude Dore - deriva
dai risultati concreti e misurabili, i cui contenuti coincidano con le
opportunità per le imprese e per la nostra comunità. Prima che la richiesta ci
giunga dalla "base" in chiave delegittimante, è bene farsi carico di
un'ipotesi di riforma delle modalità della nostra rappresentanza".
Insomma, la "casta" nuorese (ma non solo) delle associazioni di
categoria deve cambiare. Farà discutere, Dore.
( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
N. 65 del 2008-03-16
pagina 0 Veltroni si accorge che le grandi opere sono tutte bloccate di
Gianandrea Zagato Le "scoperte" del leader del Pd: ci sono quasi 200
cantieri fermi e il problema del potere d'acquisto delle pensioni basse è molto
sentito da Milano Quelli della Confcommercio restano seri. Sì sa, l'ospite è
sacro. E, dunque, non scappa neanche una risatina di cuore quando Walter
Veltroni afferma che "era un altro centrosinistra" quello che si
proponeva al Nord. Come dire: che Walter non è responsabile della crisi,
dell'incidenza fiscale sulle imprese e che, in soldoni, sull'allarme recessione
lanciato da Confcommercio, lui, non c'entra niente. Anzi, "ora è un
centrosinistra riformista che vuole spingere il Paese a crescere, che ha una politica fiscale moderna che vuole rompere le incrostazioni
burocratiche". Così, nella sua seconda giornata al Nord, Veltroni, al
parterre di Villa d'Este racconta quello che il Partito democratico sa fare,
dal taglio della spesa pubblica di mezzo punto agli interventi
"corposi" su salari e stipendi con tanto di "riduzione" delle
aliquote. Ammette, bontà sua, che "ridurre la spesa pubblica di cinque
punti" come proposto da Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, è
"difficile da applicare a breve". "Si può però togliere mezzo
punto il primo anno e poi un punto negli anni successivi: è un impegno
gigantesco" - confida Walter -, "impegno per il quale occorre fare
tante cose come attuare una vera e propria semplificazione in vari campi, portando anche a una riduzione del costo della politica, diminuendo il numero dei parlamentari e rivedendo il finanziamento
ai giornali di partito". Al forum di Confcommercio non interrompono
l'intervento del leader del Pd, ma a troppi sembra che stia rileggendo con
qualche licenza il programma economico e fiscale del Popolo della libertà.
"Siamo liberi dai condizionamenti" tiene a sottolineare Veltroni, che
tenta evidentemente di nascondere i contributi economici e fiscali del duo
Bersani and Visco: "Per uscire dalla crisi vale un solo principio “pagare
tutti per pagare meno”". Ma a far sobbalzare sulle poltrone quelli di
Confcommercio e i loro ospiti è un'altra uscita di Walter: "Servono misure
anticicliche per rafforzare le piccole e medie imprese, misure coma la
riduzione delle aliquote e un intervento su salari e stipendi, quelle occasioni
che sono andate perdute qualche mese fa". Sarebbe però tempo perso fargli
notare che lui, "qualche mese fa", aveva a che fare con chi governava
il Paese: Veltroni in new version annota che "un patto per lo sviluppo è
urgente, necessario e probabilmente doloroso". Aggettivo che il Nord, i
cittadini e le imprese conoscono e vivono quotidianamente sulla propria pelle,
anche sul fronte delle infrastrutture dove Veltroni scopre che "ci sono
tra 171 e 193 opere bloccate, da cui dipende la competitività delle
imprese" e, quindi, "bisogna affermare il principio" che gli
studi di valutazione sugli impatti ambientali "arrivino in tre mesi e non
in anni" perché "è necessario mettere tempi certi". Lezioncina
davvero sorprendente davanti alle piccole e medie imprese messe in ginocchio
dalla politica di Romano Prodi e che reclamano più
spazi di libertà e non aiuti o protezioni. Sostantivi che sono parte
integrante, viva del vocabolario di Veltroni e che, parola sua, tra
"qualche giorno" presenterà "una proposta sull'aumento delle
pensioni" perché ha scoperto che "il problema del potere d'acquisto
delle pensioni è molto sentito e noi dobbiamo affrontarlo anche se è un
problema gigantesco dal punto di vista finanziario". Promessa di miracoli
messi a punto nottetempo, magari sul bus che lo scorrazza lungo le strade della
Lombardia o di Milano. Che, lui, garantisce di amare: "Io amo Milano,
questa città. Da bambino passavo l'estate, qui ha lavorato parte della mia
famiglia e mio padre, da direttore Rai, faceva il tg qui, da Milano". Che
dire? Ama Milano e ama Roma, ma anche Como e Bari. Forse, come ammette lui
stesso, "può sembrare strano". Unica verità di un viaggio al Nord. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il nuovo Cda Tiziana
Nasi presidente A due anni esatti dalla fine dei Giochi di Torino 2006 il
prossimo 20 marzo si insedia il nuovo consiglio d'amministrazione della
Fondazione postolimpica. Presidente sarà Tiziana Nasi, numero 1 del comitato
organizzatore delle Paralimpaidi. Il numero 2 sarà Elda Tessore, indicata dal
Comune di Torino insieme a Mastrullo e Viglino. Tre gli uomini del Coni:
Pancalli, Morzenti e Bolognini. La Provincia ha designato il sindaco di
Bardonecchia (Avato), l'ex sindaco di Pinerolo (Barbero) e Piero Gros. E poi c'è il sindaco di Pragelato (Marin). Tre le nomine
regionali: Maza, Tango e Meneghini. Per la presidente è prevista un'indennità
lorda di 50 mila euro l'anno, 35 per la vice. Ai consiglieri va un gettone di presenza di 250 euro lordi a seduta.
( da "Corriere Alto Adige" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: LETTERE - data: 2008-03-16 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE L'Intervento Consiglio comunale, le regole vanno cambiate di ANDREA
FELIS* Gentile direttore, approfitto ancora una volta della sua ospitalità,
ringraziandola per il cortese gesto di evidenziare una mia presa di posizione -
certo non estemporanea e tanto meno "epidermica " - come spunto per
un dibattito, che mi è parso interessante, di buon profilo e di civiltà, e
forse addirittura utile. (...) Da quando sono consigliere, dati alla mano, non
sto per nulla affondando le mani in una massa aurea degna di un Creso: evidentemente
devo essere nel contesto sbagliato della casta, sui gradini dei paria… Non siedo in alcun consiglio di amministrazione, né colgo
prebende di altro tipo: come me, tanti del consiglio, e trasversali (come
trasversali, ricordava la sempre acuta Maria Teresa Tomada, sono i furboni
collettori di gettoni
di presenza, anche se la loro presenza è perlopiù puramente spirituale!). Ma questo fa parte di
qualunque consesso allargato, è la logica dei numeri: ogni trenta persone
riunite, cinque furbastri. Seconda questione: lungi da me l'intento di
misurarmi con la poderosa e pachidermica, quanto a leggerezza di stile,
"Grosse Realpolitik" degli Obmann, a proposito di una riduzione del
numero dei consiglieri in Comune a Bolzano. "Boutade" pensata più per
le valli e le liste (e liti) paesane che per la realtà cittadina: non è certo
il numero dei consiglieri comunali bolzanini di tutti i gruppi linguistici, che
per fortuna rappresentano una viva polifonia di opzioni, che limita la capacità
decisionale dell'assemblea. Come è stato autorevolmente detto dal sindaco e
dall'assessore Gallo, si tratta casomai di ripensare le regole degli interventi
relativamente ai tempi a disposizione di ciascun "oratore" e di
ciascun gruppo politico, e così tanti - se non tutti - potrebbero farsi
sentire, se naturalmente hanno qualcosa da dire. Perché c'è anche il caso, e
devo dirlo in tutta onestà, che talvolta anche nella politica dovrebbe vigere
quella sana regola della filosofia wittgensteiniana, parafrasando la quale
"Di ciò che non si può dire per insipienza! - si deve tacere!".
Invece no: ho sentito discettare serissimi esperti delle discipline più varie,
dalla storiografia alla tecnologia delle costruzioni e vieppiù all'idraulica,
portatori non di posizioni politiche ma di pareri quasi "professionali
" (...) e l'autorevolezza della competenza tecnica è evidentemente
qualcosa di non ancora chiaro nel nostro vocabolario politico, con effetti
comici irresistibili. Ultimo punto: la mia concezione della politica è piuttosto
nitida, non affogabile in un indistinto "volemose bene". Penso
sinceramente che la definizione aristotelica della "buona politica",
come quella "technè " che è in grado di prospettare soluzioni
razionali e praticabili a problemi reali, sia una regola sanitaria
irrinunciabile, come lavarsi i denti tre volte al dì; ma al di là della
isonomia antica, rimangono nella nostra piccola realtà dei limiti strutturali
alla creazione di un tranquillo, "normale", spazio collettivo
pubblico politico, limiti che risultano difficilmente - allo stato attuale
della nostra vita pubblica - sanabili. (...) Ma intendo proprio le posizioni
ideologiche di quelle parti politiche che spesso nel concreto esprimono
onestamente e correttamente un maggiore bisogno di coinvolgimento costruttivo,
con una adesione sincera - magari non in tutti, ma quasi - ai valori ideali
della democrazia, e poi scattano sull'attenti della Italianità Minacciata
(versione de noantri della Vittoria Mutilata) non appena ci si confronta sul
valore della memoria offesa e vilipesa, quella sì, dai tanti segni di un
passato regime fascista, non solo per la memoria sudtirolese ma anche quella
dei tanti antifascisti che hanno contrastato, e battuto, il farsesco regime
"granitico" mussoliniano. (...) Il passato va storicizzato, quanto
più possibile letto e capito, e superato, non usato come arma d'assalto o da -
presunta - difesa. Un lettore "ardito difensore" a questo punto si
chiederà : "Ma allora vorrebbe l'abbattimento dello splendido manufatto?"
A titolo di risposta, dirò - come esempio di una tentativo di cultura politica
diversa:" No, ma guarda che la guerra è finita, che ci sono stati più di
700mila morti di parte italiana e di più di quella austro-ungarica; che il
fascismo non è stato protagonista della guerra, è una menzogna, così come
quella di vedere il socialista irredentista democratico Battisti ospitato… tra
i fasci! Che il monumento è una brutta cosa che va tenuta, e spiegata,
soprattutto la scritta "Hic incoluimus ceteros", citando un Tacito
stiracchiato e adattato per sottolineare con il "ceteros" il
riferimento ai "barbari" da civilizzare; che le scolaresche
andrebbero portate sia a leggere il monumento che a capire il fregio di
Piffrader sulla facciata dell'ex tribunale, nella piazza omonima, per vedere
gli "sfregi dei fregi ": ma non quello operato nei giorni frenetici
tra il 25 luglio e l'8 settembre del '43 sulla faccia granitica del supposto
"duce", ma quello permanente sulla storia collettiva della classe
operaia "italiana", con in bella mostra gli audaci manganellatori
squadristi che legano finalmente e schiacciano l'infame ribelle operaio
"rosso", tra palmizi coloniali e "schiavi liberati (sic!)
africani". Ecco, se riuscissi a rispondere così e a non vedere
l'interlocutore osservarmi con malcelato disprezzo, saremmo in una realtà
europea, "normale ", dove si riesce ad affrontare con sensibilità
differenti problemi comuni, e le scritte inneggianti ad osceni regimi sconfitti
63 anni fa sarebbero da rubricare tra i casi di "normale" patologia
della politica, non sarebbero lettera viva che imbratta i muri della mia città.
*Andrea Felis consigliere comunale di Bolzano per il Partito Democratico.
( da "Liberazione" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
"Editoria,
rivedere la legge" Walter dixit: "Se vinco io, partito unico al
governo e meno fondi ai giornali" Angela Mauro Dopo aver ipotizzato la
riconversione del finanziamento pubblico ai partiti in
donazioni private, in Italia come negli Usa, Walter Veltroni torna sullo stesso
tema con una variazione. Una volta al governo, promette al Forum di
Confcommercio a Cernobbio, "ridurremo la spesa pubblica di mezzo punto il
primo anno e di un punto percentuale gli anni successivi". Come?
"Semplificando, evitando la moltiplicazione di livelli, istituti e sedi, riducendo il costo della politica", dice
il leader del Pd. Il piano non contempla solo la riduzione del numero dei
parlamentari e degli eletti in tutti gli enti locali, ma anche - è la novità di
ieri - una revisione del "finanziamento ai giornali di partito che ora si
è allargato eccessivamente", sostiene Veltroni. Di più non
specifica per il momento, resta da capire in quale direzione dovrebbe agire la
scure sul finanziamento pubblico all'editoria (se indistintamente su tutta la
stampa di partito, come sembrerebbe, oppure su quelle pubblicazioni che pure
beneficiano di fondi pubblici pur non essendo "giornali reali"). Se
il Pd vincerà le elezioni di aprile ("Vinciamo noi, ça va sans dire",
è l'ottimismo del candidato premier), sparirà dal vocabolario politico del
Paese e dai tg "l'espressione vertice di maggioranza". Perchè?
"Perchè ci sarà un partito unico che governa". E non importa se
l'espressione "partito unico" dovrebbe far inorridire particolarmente
chi viene da una storia e tradizioni di sinistra e si pone l'obiettivo del
rinnovamento. A Veltroni comunque sembra non importare. In Italia il
"partito unico" sarà "l'introduzione di un elemento di normalità
europea - è convinto - Non dovremo più discutere con Bertinotti, Mastella,
Pecoraro Scanio il programma di azione riformista". Mentre, continua,
"nell'altro schieramento tra fuori e dentro ci saranno gli stessi
interlocutori. Anzi - chiude - ce ne sarà uno in meno, Casini, e uno in più, la
signora Mussolini. L'Italia si è stufata di un sistema politico inconcludente e
frammentato". Per le riforme però va instaurato il dialogo con
l'opposizione. "Ci sono cose che le coalizioni devono fare insieme, come
le regole del gioco, e altre invece che si devono fare da sole", dice
Veltroni ieri esplicito sul no a ipotesi di grande coalizione con la destra. Il
suo "partito unico" al comando governerà "anche con un solo voto
in più: nessun inciucio dopo le elezioni", assicura. Il che non significa,
specifica il leader del Partito Democratico, che non ci possa essere tra gli
schieramenti anche una "logica istituzionale in cui un ramo del Parlamento
venga dato all'opposizone, come del resto è già accaduto in passato".
Pierluigi Bersani specifica: "Se in questa legislatura ci saranno solo
quattro partiti, riusciremo a fare la riforma
elettorale, le riforme istituzionali e i regolamenti parlamentari. Se ce ne
saranno 15 non ci riusciremo". "Dobbiamo essere la forza del popolo -
conclude Veltroni - Noi abbiamo cambiato scenario e se vinciamo possiamo
governare senza mediare con nessuno così come si fa in altri paesi
europei". 16/03/2008.
( da "Tempo, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Stampa Veltroni
tende la mano: "Io e Silvio mai più nemici" dall'inviato CERNOBBIO
Veltroni tende la mano e usa toni concilianti. è un discorso misurato, senza
sbavature polemiche contro Berlusconi e il Pdl, quello che il leader del Pd ha
fatto a Cernobbio al Forum della Confcommercio. Anche se a chi lo incalza
sull'ipotesi di larghe intese, risponde con il retorico "chi vince governa
e si assume le responsabilità", di fatto parlando ai commercianti,
Veltroni ha voluto più marcare le zone di un possibile dialogo con il Pdl che
smontarne il programma. Nel lungo intervento non c'è stato alcun accenno
polemico contro Berlusconi che viene evocato solo una volta ma addirittura in
modo positivo. Ed è quando, ribadendo che occorre dare un segno di
discontinuità col passato, Veltroni sottolinea che "troppi anni sono
andati persi a parlare di ciò che è pro e contro Berlusconi" come pure per
troppo tempo "si è parlato solo di tv e pubblicità e intanto il Paese
perdeva undici punti di pil". L'emergenza economica impone che venga
superata "l'antinomia amico-nemico, arrivando a una convergenza sulle
regole del gioco perché la ripresa ha bisogno di un clima civile".
Veltroni quindi non solo sembra voler rassicurare il Cavaliere sul vecchio nodo
della questione televisiva, ma getta anche un ponte per un dialogo sulle
emergenze del Paese. "Non è possibile che il leader della maggioranza e
quello dell'opposizione non si parlino nemmeno per telefono". E un clima
più civile "potrebbe tradursi anche con la presidenza di una delle due
Camere affidata all'opposizione". Veltroni indica come terreno di dialogo
quello delle riforme costituzionali "che non possono più essere solo
appannaggio della maggioranza". E sottolinea come sia stato "un
errore quello fatto prima dal centrosinistra e poi dal centrodestra, di
cambiare la Costituzione". Insomma "le
regole del gioco si cambiano insieme" dice a chiare note Veltroni. Anche
perché l'opinione del segretario è che anche nella prossima legislatura
"in Senato è possibile si vada in stallo". Rilancia il progetto di
"avviare una grande stagione riformista, ora possibile perché sulle
decisioni non dovremo più discutere con Bertinotti, Pecoraro Scanio e Mastella
ma saranno prese da un unico soggetto politico". Il leader del Pd
ribadisce il no "alla frammentazione politica e
alla dittatura delle minoranze" e lancia la sfida di "trasformare la
concertazione in un patto per lo sviluppo coinvolgendo la maggior parte delle
imprese". Veltroni ha anche rilanciato alcuni punti del programma del Pd.
A cominciare dal fisco. "Non basta la detassazione degli straordinari,
occorre ridurre le aliquote e intervenire sui salari". Lancia la proposta
di alzare la soglia della forfetizzazione portandola da
( da "Giornale di Brescia" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Edizione: 16/03/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Veltroni: "Niente
inciuci, chi vince comanda" Il leader del Pd frena sulle larghe intese e
presenta la sua ricetta economica: taglio della spesa e aliquote più basse Il
candidato premier del Partito democratico Walter Veltroni CERNOBBIO Il
candidato premier del Partito democratico Walter Veltroni è tornato a parlare
ieri di politica economica e dell'eventualità di
larghe intese dopo il voto. Su questo secondo punto però il leader dei
Democratici ha frenato bruscamente. "Chi vince comanda" ha detto il
numero uno del Partito democratico a margine del Forum di Confcommercio In caso
di una ipotetica parità, a seguito dell'attuale legge elettorale, ha aggiunto
Veltroni, "qualcuno deve prendersi le responsabilità. A quel punto il
problema non è del Governo ma delle regole del gioco". Incalzato dai
giornalisti, Veltroni ha poi aggiunto: "Per me la democrazia è scelta
delle regole, rapporto corretto tra maggioranza e opposizione. Niente inciuci.
Chi vince governa e l'altro sta all'opposizione in un clima corretto". In
serata tuttavia a Milano Veltroni ha poi aggiunto "Certo ci sono questioni
che riguardano il Paese in generale che vanno affrontate insieme come regole
del gioco che vanno scritte insieme, ma poi si gioca uno contro l'altro e chi
vince governa e chi perde si prepara a governare dopo". Ma a Cernobbio al
Forum di Confcommercio il candidato del Pd ha parlato anche della situazione
difficile del Paese in cui "l'instabilità politica
rischia di aggravare la crisi dell'Italia". Il numero uno del Pd insiste
sulla "condizione difficile del Paese" e sulla mancata riforma della
legge elettorale. "È del tutto evidente che esiste la possibilità che al
Senato, chiunque vinca, si verifichi una situazione di stallo peggiore di
quella che si è verificata nel 2006-2008". Ma, assicura Veltroni,
"una possibilità di soluzione c'è". Per ripartire, chiarisce il
candidato premier del Pd "servono soprattutto "riforme istituzionali".
In effetti il candidato premier non risparmia una stoccata alle minoranze che
hanno paralizzato il Governo Prodi negli ultimi venti mesi: "La macchina
non parte - ha aggiunto - perché il sistema è pesante. C'è un'invadenza della politica, ci sono segnali di dittatura delle minoranze.
Rompere tutto questo è il nostro obiettivo". Ma a tenere banco al Forum di
Cernobbio sono state soprattutto le tematiche economiche. "Per la prima
volta - ha detto Veltroni - siamo liberi da condizionamenti, e nel programma
del Pd ci sono le nostre proposte fiscali che possono aiutarci ad uscire dalla
crisi". Così ha spiegato il progetto fiscale del nuovo partito che parte
ovviamente dal principio di "pagare tutti per pagare meno" perché
"non è solo un modo di dire ma se applicato veramente è uno strumento
autentico di ripresa per l'economia del Paese. Non possiamo stare allo 0,7% di
crescita, mentre abbiamo dinanzi elementi di crisi che rischiano di
moltiplicarsi". "Servono subito misure anticicliche per rafforzare le
piccole e medie imprese, misure come la riduzione delle aliquote e un
intervento su salari e stipendi, quelle occasioni che sono andate perdute
qualche mese fa. Necessario poi - ha proseguito Veltroni - lanciare la
contrattazione di secondo livello". In sostanza Veltroni ha proseguito la
sua analisi parlando ancora del Fisco e di un taglio della spesa pubblica.
"È possibile un intervento radicale per una semplificazione del Fisco. E
per ciò che riguarda le imprese - ha ricordato la proposta contenuta nel
programma di aumentare da
( da "Quotidiano.net" del 16-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
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Giochi Homepage Annunci Auto e Moto Case Lavoro Personali Per la casa Sport -
Vacanze Telefonia - Informatica Varie Annunci legali VERSO LE ELEZIONI Veltroni
parla ai commercianti E Bearzot gli invia i suoi auguri Il leader del Pd, a
Cernobbio, promette di tagliare la spesa pubblica e di accorciare la filiera
per ridurre i prezzi. E riceve un 'in bocca al lupo' dall'ex ct della nazionale
di calcio Cernobbio (Como), 15 marzo 2008 - "Possiamo cominciare a
tagliare la spesa pubblica di mezzo punto percentuale il primo anno, poi di un
punto all'anno gli anni successivi, senza comprimere la spesa sociale". Lo
afferma il candidato premier del Partito Democratico Walter Veltroni davanti al
forum della Confcommercio in corso a Cernobbio. Veltroni, che ha parlato dopo
l'intervento del presidente della Confcommercio Carlo Sangalli, ha spiegato che
l'impegno al taglio della spesa pubblica si concentrerà sulla
"semplificazione, e sulla riduzione del costo della politica, attraverso la riduzione del numero dei parlamentarie la
riduzione della platea degli eletti negli enti locali, sulla ridefinizione
della legge sul finanziamento ai giornali di partiti. Occorre poi
evitare la moltiplicazione delle sedi territoriali e va introdotto il
benchmarking". PREZZI? BISOGNERà ACCORCIARE FILIERA Il problema dei
prezzi non si puo' "scaricare sui commercianti", insiste il candidato
premier del Pd. Scaricare su di loro "il peso di una situazione di aumento
dell'inflazione e' facile, ma- continua Veltroni- penso che le istituzioni
debbano guardare a tutta la filiera, accorciarla il piu' possibile e vedere se
dentro questa filiera ci sono zone dove si annidano delle sacche". CLIMA
CIVILE ANCHE DOPO 13 APRILE "E' importante che si mantenga un clima civile
di qui al 13 aprile e anche dopo - continua Veltroni - Se il Paese si trova in
una condizione di stallo, in cui arrivano i venti della recessione e le
famiglie si trovano in determinate condizioni, raccontare agli italiani la
stessa favola, le stesse invenzioni e gli stessi odi degli ultimi 15 anni si fa
loro un danno grave". STOP 'DITTATURE' MINORANZA Con la scelta di correre
da solo, il Partito Democratico si è messo al riparo da "dittature della
minoranza, che creano paralisi diffuse". Lo afferma lo stesso candidato
premier Veltroni parlando a Cernobbio al forum della Confcommercio. "La
nostra è una scelta senza precedenti nel panorama italiano, è la sfida riformista".
Ed è "per rompere tutto questo" che il Pd ha rotto i ponti con la
sinistra, ha spiegato Veltroni. E poi assicura: non ci saranno inciuci.
"Chi vince comanda", dice Veltroni, rispondendo così a una domanda
sull'eventualità di larghe intese. Parlando a margine del forum della
Confcommercio, sulla possibilità che le elezioni finiscano in pareggio ha
risposto che " a quel punto qualcuno deve prendersi la
responsabilità", e che "il problema non è del governo, ma delle
regole del gioco". Inoltre, ha aggiunto Veltroni, "per me la
democrazia è scrittura delle regole, rapporto corretto fra maggioranza e
opposizione, chi vince governa e l'altro sta all'opposizione in un clima
corretto". LA QUESTIONE SETTENTRIONALE A perdere le elezioni al Nord
"era l'altro centrosinistra. Ora c'è un centrosinistra riformista, come
c'è stato in tutti i Paesi europei, un centrosinistra che vuole spingere il
Paese a crescere, che ha una politica fiscale moderna,
che vuole rompere le incrostazioni burocratiche"., ha poi dichiarato il
candidato premier del Pd. GLI AUGURI DI BEARZOT Auguri calorosi di
incoraggiamento a Walter Veltroni dall'ex allenatore della nazionale di calcio
Enzo Berzot. Questa mattina, durante un comizio elettorale di Veltroni in
piazza a Cernobbio, un signore si è fatto largo tra la folla per passare un
cellulare al candidato premier del Pd. Al telefono c'era Enzo Berzot che
desiderava dargli il suo in "bocca al lupo". COLPO DI RENI "Io
sono ottimista, ma la situazione è difficile, sento che il tempo si sta consumando
e che la crisi arrivi e si scarichi su di voi e sulle famiglie. L'Italia può
farcela ma credo che se il Paese non darà un colpo di reni pagheremo il prezzo
più elevato", dice Veltroni. L'Italia - ha proseguito - "non può
stare a +0,7% di crescita, ha bisogno di riprendere, non abbiamo tanto
tempo". L'Italia "non ripartirà se non si mette in campo un reale e
nuovo bipartitismo, basato sul rispetto reciproco,
ognuno coi suoi programmi. Non è un fatto di buone maniere, è un fatto di
sostanza. L'antinomia amico-nemico è stata distruttiva in questo Paese negli
ultimi 15 anni". DA ROMA Berlusconi: "Servirebbe una rivoluzione del
sistema fiscale" Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun
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