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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “COSTI DELLA POLITICA” |
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IN EVIDENZA
15-16 marzo 2009
MILANO - Resta sotto inchiesta il
sindaco di Milano Letizia Moratti e quattro suoi "fedelissimi", tra
cui l'ex direttore generale del Comune Giampiero Borghini e la sua vice Rita
Amabile. L'indagine
sulle consulenze d'oro deve proseguire. Ordine del giudice per le indagini
preliminari che ha respinto la richiesta di archiviazione formulata dalla
Procura.
"Minacce per andare in
prepensionamento". La vicenda riguarda il periodo fra luglio 2006 e
febbraio 2007, con incarichi triplicati e stipendi mensili dei neodirigenti da
14 mila euro. "Il numero dei dirigenti nominati tra gli esterni non
avrebbe potuto superare la decina, a fronte dei 51 nominati" scrive il
gip. Sui criteri di nomina, l'opposizione aveva presentato un esposto alla
Corte dei conti - che ha avviato un'indagine parallela - e in procura. Nel
corso dell'inchiesta sono stati ascoltati alcuni ex dirigenti comunali che
hanno dichiarato di aver subito pesanti pressioni - addirittura
"minacce", scrive il gip - per andare in pensione in anticipo e
lasciare libero il posto ai nuovi assunti.
Assunti per chiamata diretta. Furono
"modalità umilianti" che integrerebbero il delitto di violenza privata
e non quello di concussione ipotizzato dal pm. Inoltre, scrive il gip,
"l'amministrazione comunale milanese non avrebbe dato la pubblicità,
prevista dallo statuto municipale, alla possibilità di presentare domande per
la selezione di nuovi dirigenti", assunti invece per chiamata diretta.
Undici milioni di danno presunto.
Soprattutto, "i nuovi dirigenti dell'era Moratti sarebbero stati nominati
senza nessuna ricerca delle professionalità". Dal 2006 al
CATANIA - Che fine hanno fatto gli 850 milioni di
euro, disposti nel 2002 dal governo Berlusconi per mettere in sicurezza la
città di Catania dai rischi sismici e risolvere l'emergenza traffico? Una
montagna di soldi che piovvero sul sindaco Umberto Scapagnini - medico del
premier, la cui amministrazione ha portato il Comune a un passo dalla
bancarotta - senza che dovesse passare dal consiglio comunale. Scapagnini fu
nominato commissario dell'Ufficio speciale e il tesoretto poté essere speso
"per cassa e non per competenza": in altre parole, senza alcuna
rendicontazione. Sette anni dopo il bilancio è desolante. Gli 850 milioni sono
stati spesi per costruire cinque megaparcheggi scambiatori: tutti abbandonati.
Il più grande, il parking Fontanarossa, attaccato all'aeroporto, appaltato al
consorzio Uniter, è costato 13 milioni, dopo i 5 milioni 700 mila euro sborsati
per espropriare il terreno: è fermo da anni. Temendo lo tsunami - lo tsunami! -
fu realizzata in alternativa al lungomare un'ipotetica via di fuga, ma la
strada, il viale De Gasperi, finisce sfortunatamente in un vicolo cieco. Le
scale antincendio nelle scuole penzolano nel vuoto, le crepe nei muri
mascherate da una passata di intonaco, com'è avvenuto alla scuola Brancati, sul
punto di crollare. E le caserme, gli ospedali, i palazzi strategici della città
più sismica d'Europa? Perché non sono stati messi a norma? Il destino incerto
di questi 850 milioni - ma secondo una relazione del capo della Protezione
civile Guido Bertolaso si tratterebbe di una cifra compresa tra 1,5 e 2
miliardi di euro: fondi avanzati dalla legge 433/1990 - è stato denunciato ieri
sera da "Report", la trasmissione di Milena Gabanelli su Rai3, con
un'inchiesta di Sigfrido Ranucci, "I Viceré".
Quando piove il Villaggio Goretti sembra il Canal Grande e gli abitanti lo
circumnavigano in gondola con amaro fatalismo: "Semu consumati".
Siamo rovinati. Si poteva sistemare con i fondi Fas, ma i 140 milioni concessi
ad ottobre dal Cipe sono stati utilizzati per salvare il municipio dalla
bancarotta. Un salvataggio che fa ancora piangere di rabbia i sindaci virtuosi.
Catania è una buona metafora del Mezzogiorno d'Italia. Benché sul lastrico,
impazzita di traffico - i pochi vigili stanno al cellulare mentre tutt'intorno
gli scooter transitano impuniti senza casco - sommersa da cumuli d'immondizia e
con i cani randagi che percorrono indisturbati il centro storico, come denuncia
un fotoservizio dell'onorevole Enzo Bianco, da sempre vota per Berlusconi.
"Report" rivela che la società dedita alla riscossione dei tributi
dell'acqua, la Sidra, vanta crediti con il Comune per 22 milioni di euro poiché
le varie giunte si sono rifiutate per anni di riscuotere la tassa nei quartieri
popolari, serbatoi di voti del centrodestra. La Sidra spende migliaia di euro
per singolari sponsorizzazioni: il concorso di Miss Muretto, le feste dei
zampognari di Lentini, castagne e ciondoli. "Ma lo volete capire che l'83
per cento della città non sta con voi" urla il sindaco Raffaele
Stancanelli (An), durante un incontro con l'associazione Cittàinsieme, punta
avanzata della società civile.
Stancanelli ha appena stanziato 553 mila euro per contribuire alla festa di
Sant'Agata. Un miliardo di vecchie lire sono un mucchio di quattrini in un
municipio che aveva accumulato debiti per quasi un miliardo di euro, le cui
aziende partecipate lamentano passivi pari a 120 milioni di euro.
La mafia governa molti gangli vitali della città. Il 12 marzo è cominciato il
processo al clan Santapaola, che sino al 2005 avrebbe controllato la rutilante
festa di Sant'Agata per accrescere così il proprio prestigio. Nel circolo
Sant'Agat la tessera numero uno era di Nino Santapaola, la numero due di un
altro mafioso, Enzo Mangion. "Che significa? Sempre un cittadino catanese
è?", commentano i devoti. I Santapaola e i Mangion sorreggono le reliquie,
dirigono la processione dal cereo, come dimostrano le foto allegate agli atti
del dibattimento.
Nel 2004 la candelora venne fatta fermare nei pressi dell'abitazione di
Giuseppe Mangion, detto "U zu Pippu", scarcerato tre mesi prima dal
carcere di Pisa. Esplosero fuochi d'artificio, spararono botti. Una città dove
le regole del gioco sono truccate, denuncia la Gabanelli. Ogni tanto nel filmato
fa capolino Scapagnini, affabile, suadente. "Berlusconi vivrà più di
cent'anni in buone condizioni". Il premier, rivela una farmacista del
centro, si rifornisce da loro. Lei prepara con le sue mani un farmaco
miracoloso. A che serve, le chiede Ranucci con la telecamera nascosta: "Ha
anche un'azione tipo endorfine che rasserena e poi potenzia anche il coso
muscolare...".
(16 marzo 2009)
Il
Lercaro cerca casa in città e punta al pareggio nel 2010
( da "Stampa,
La" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Chiedo al
sindaco Andrea Oddone e agli assessori di ridurre la propria indennità e ai
consiglieri di rinunciare al gettone di presenza - spiega Enrico Porata, di Rc,
da due mesi fuori dalla maggioranza in Consiglio -: la somma così risparmiata
dovrebbe servire per la creazione di un fondo sociale per le persone in
emergenza».
I
miei colleghi? Degli sfaccendati ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Semplice: il
problema principale di alcuni consiglieri è quello di garantirsi i gettoni di
presenza». Il leghista Gianni Fava non usa giri di parole per commentare la
riunione dei capigruppo nel corso della quale il consiglio di via Principe
Amedeo ha discusso l'allargamento delle commissioni.
Consiglio,
la classifica delle presenze ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
chiarisce la
Barbolini nella prefazione al rapporto - ha come remunerazione il solo gettone
di presenza che viene denunciato al fine della dichiarazione dei redditi. E'
sostanzialmente un lavoro volontario, frutto di passione politica e senso delle
istituzioni essenziali a quell'impegno civile oggi più che mai importante per
la nostra comunità.
Approvata
la tariffa rifiuti per il 2009 ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Rideterminati
anche i gettoni di presenza da corrispondere ai consiglieri per l'anno 2009.
Per dare un segnale politico alla cittadinanza a fronte della grave crisi
economica, i gettoni di presenza sono stati ridotti del 30%: da 15 euro circa a
11 euro netti. Mauro Pinotti
circoscrizioni?
no, serve altro per consentire la partecipazione dei cittadini alla vita
pubblica ( da "Nuova Sardegna, La"
del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
di un
giardino) non servono i partiti, le elezioni e i gettoni di presenza. Andando a
parlare con la gente si capisce quanta distanza ci sia tra la sensibilità delle
persone e le idee della presidente Careddu. Perché allora non si riflette sul
fallimento democratico delle Circoscrizioni e non si trovano altre strade per
consentire la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica?
Duro
attacco di Massa ai Â<trasformistiÂ>
( da "Tempo,
Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Ovviamente la
prossima amministrazione comunale dovrà essere molto oculata e rigorosa per
l'assenza di finanze derivate e dirette e sulla politica dei tagli e dei
risparmi non teme di confermare, in caso dovesse sedere nella poltrona più alta
di palazzo San Giorgio, la riconsiderazione dei gettoni di presenza dei
consiglieri e degli assessori.
ma
che tegola il ko di lupo greco! ( da "Tirreno, Il"
del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Superato il
primato personale assoluto di gol in una stagione, raggiunto nello scorso
campionato quando il Lupo si fermò ad 8 firme su 24 presenze distribuite fra i
sei mesi al Chievo Verona (8 gettoni ed una rete) e Rimini (16 gare e 7
sigilli). Il rigore fallito a Piacenza avrebbe potuto rimpinguare il carniere
odierno di Greco portandolo ad 11 segnature.
volontariato
e aziende, aiutateci ( da "Tirreno, Il"
del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
appelli per i
posti di lavoro. Ma nessun taglio ai compensi VIAREGGIO. Dare agli
amministratori delle società partecipate un gettone di presenza, al posto del
compenso, per recuperare fondi da destinare a chi soffre il dramma dela
mancanza di casa e lavoro: la proposta di Pd e Sa è stata sonoramente bocciata
dal Pdl che - aspetto grave - neppure ha ritenuto necessario dare spiegazioni.
domani
seduta di consiglio l'argomento principale sarà la discussione del bilancio
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
sui semafori
di via Roveredo, sui costi delle consulenze legali relative ai ricorsi alle
sentenze del giudice di pace sulle multe da vistared, sulla fruizione dei siti
cimiteriali da parte di disabili, sulla disponibilità di servizi in villa
Correr Dolfin, nonchè sulla discarica da poco rinvenuta in località
Sant'Angelo.
La
nostra provincia da anni non attinge più ai fondi europei per finanziare le
in... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
segno di
grande affetto. Mi presento non solo come il candidato del Pdl ma dell'intero
territorio». Quindi l'affondo verso il centro sinistra: «Mentre sull'aeroporto
continuavano a convocare consigli di amministrazione della società con lauti
gettoni di presenza, a Latina e Viterbo si attivavano per recepire quei fondi
europei in grado di migliorare le loro opere infrastrutturali.
L'acquisto
della nuova sede ormai non è che uno dei tanti fronti di "guerra&#...
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
anche il
ristorno di «quanto ricevuto irregolarmente per i gettoni di presenza e le
indennità». A tutte queste accuse Maurizio Castellani non intende replicare:
«Preferisco non commentare nulla - afferma - risponderò a tutto dopo». La
bufera, però, avanza e si alzano le prime critiche anche verso i vertici
regionali, che rischiano di finire anche loro dentro il campo di battaglia.
IL
SINDACO Graziano Pattuzzi guadagna meno di 40mila euro per gover...
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
grande
rilevanza per la dedizione va attribuita ai consiglieri a fronte di un gettone
di presenza per la partecipazione alla seduta del Consiglio comunale di appena
46,48 euro lordi. Analizzando i dati si scopre che circa 80 interrogazioni
consiliari sono state proposte dai partiti all'opposizione (28 da An, 26 dalla
Lega Nord e 24 da FI);
EPPUR
(qualcosina) si muove. Sul fronte dei costi della politica, reso ancor
pi&#... ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Sul fronte
dei costi della politica, reso ancor pi&#... EPPUR (qualcosina) si muove.
Sul fronte dei costi della politica, reso ancor più caldo dalla crisi che
attraversiamo, si cominciano a registrare timidi, timidissimi segnali di
sensibilità, che però vanno colti al volo perché si inneschi un processo
virtuoso di imitazione.
L'ultima
richiesta di contributi pubblici alla Regione Piemonte, Giuliano Soria, l'ha
depo... ( da "Stampa, La"
del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Alla fine
sono uscite fuori quattro domande: 200 mila euro per il Premio Grinzane Cavour
di giugno, 100 mila euro per Piemonte Noir, 80 mila euro per il Grinzane
Festival e 350.000 euro per il Grinzane Cinema, il più dispendioso visti i
gettoni di presenza per le star dello schermo. Quelle domande sono state
depositate giovedì mattina agli uffici regionali.
Da
mons. Pennisimonito ai politiciper corruzionee tornaconto
( da "Sicilia,
La" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Pennisi
monito ai politici per corruzione e tornaconto Un convegno regionale, quello
organizzato dal consigliere provinciale di Forza Italia, Sergio Malfitano, che
ha lanciato messaggi ben chiari sia per quanto riguarda lo sviluppo del
territorio a livello socio-economico, puntando però su una viabilità migliore e
più adeguata di quella attuale,
Il
centrosinistra propone di dare in beneficenza le indennità dei consiglieri
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ordine del
giorno del prossimo consiglio previsto per fine marzo, della proposta di
destinare l'indennità di presenza dei consiglieri comunali, i cosiddetti
"gettoni di presenza", alle persone bisognose residenti nel comune.
«L'iniziativa - spiega il capogruppo, Marco Ferro - è stata subito condivisa da
tutti i colleghi della sinistra.
Una
volta all'anno quattro grandi del giornalismo italiano, Bocca, Stella, Maltese,
Riotta, pra... ( da "Stampa, La"
del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Tipo Ferrero,
Diliberto, Rizzo». Santanchè o Briatore? «Salvo Briatore. Parla dell'Italia
come se fosse il paradiso terrestre». Per lui lo è certamente. Se pagasse le
tasse in Italia sarebbe l'inferno. «Ma sai, vive a Londra.». Brunetta o
Tremonti? «Butto Brunetta». Ha inventato lo sciopero virtuale.
"I
giornali profumano più del caffè"
( da "Stampa,
La" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Tipo Ferrero,
Diliberto, Rizzo». Santanchè o Briatore? «Salvo Briatore. Parla dell'Italia
come se fosse il paradiso terrestre». Per lui lo è certamente. Se pagasse le
tasse in Italia sarebbe l'inferno. «Ma sai, vive a Londra.». Brunetta o
Tremonti? «Butto Brunetta». Ha inventato lo sciopero virtuale.
Vandelli:
Lascio la carica ma appoggio il Pd
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
e gli impegni
presi nei confronti della città vengono prima delle questioni di partito».
«Avrei due proposte che mi stanno a cuore - ha poi annunciato - prima di tutto
quella di un fondo a sostegno delle famiglie con componenti che hanno perso il
lavoro a cui poter devolvere il gettone di presenza di consigliere comunale.
un
festival di corti sulla società italiana
( da "Tirreno,
Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Sul fronte
degli incontri da segnalare venerdì 27 alle 21 un dibattito con Gian Antonio
Stella e Sergio Rizzo, giornalisti de "Il Corriere Della Sera" e
autori rispettivamente dei best seller "La Casta" e "La
Deriva", che analizzeranno le differenze tra la Prima e la Seconda
Repubblica, prendendo spunto anche dal famoso "Forza Italia!
GUBBIO
Gettoni di presenza e permessi retribuiti sul lavoro per il consigliere
comunale stran... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Lunedì 16
Marzo 2009 Chiudi GUBBIO - Gettoni di presenza e permessi retribuiti sul lavoro
per il consigliere comunale straniero aggiunto: la proposta viene da
Rifondazione Comunista con un'interrogazione di Fabrizio Palazzari accolta di
buon grado della presidente del Consiglio comunale, Antonella Stocchi (lista
civica "Sinistra unita").
Consiglio
diviso sul congresso sindacale ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ci sono i 60
euro del gettone di presenza, c'è il rimborso chilometrico e non manca
l'assenza dal posto di lavoro. È vero che ciascun consigliere non può superare
i 620 euro al mese, ma affidare alla commissione il compito di accogliere
l'invito di chiunque bussi alla porta potrebbe diventare un'operazione dolorosa
per i conti del palazzo dell'
Maurizio
Crozza: Berlusconi ti voglio bene
( da "Panorama.it"
del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Si chiuda in
caste, ne abbiamo a spiovere, politici, avvocati, calciatori, giornalisti,
notai Caste, caste, caste. Sembra Beppe Grillo. Obama ha vinto sulle due coste,
da dove arrivano ventate di speranza, di cambiamento. Più si va verso il centro
degli Stati Uniti e più il vento di Obama si affievolisce, trova le mucche.
Intervista
al pubblico parlante di Amici ( da "superEva notizie"
del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Spesso ne
creiamo di nuove con i nostri commenti, quindi, sì, continuerò anche nei
prossimi anni. Insomma siete un po' tutti dei gran fedelissimi. Ma un gettone
di presenza ve lo danno o no? Massimo e Simona: Assolutamente no. Per noi che
veniamo da fuori Roma, rispettivamente Bologna e Brindisi, c'è solo il rimborso
spese per il viaggio che sosteniamo.
Incarichi
La giunta chiarisce ( da "Corriere Adriatico"
del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
"Il
Comune e da sempre molto attento al ricorso alle consulenze esterne e
sicuramente, anche grazie alle professionalità presenti all'interno dell'ente,
la spesa sostenuta è estremamente modesta". Cifre che nulla hanno a che
vedere con quelle fornite dal Pdl.
( da "Stampa, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
CASA DI RIPOSO.
«SERVONO NUOVI SPAZI» Proposta di Rc Il Lercaro cerca casa in città e punta al
pareggio nel 2010 Non indicata però l'entità del «buco» E ci sono voci di
speculazioni edili «Riduciamoci i compensi» [FIRMA]MIRIAM MASSONE OVADA Poche
certezze e ancora tanti punti interrogativi nel futuro dell'Ipab Lercaro, 94
ospiti di cui 73 non autosufficienti: a scandire il ritmo della lenta rinascita
della casa di riposo ci sono i proclami dei politici, del neopresidente del
Lercaro, Emanuele Rava, e di Giorgio Bricola, presidente del Consorzio servizi
sociali che da un anno ne ha assunto la gestione. L'occasione per fare il punto
è stata la presentazione dei nuovi consiglieri del cda, Giorgio Isnaldi
Campora, Vanina Pareto, Alessandra Ravera e Giovanni Parodi. Due gli obiettivi
principali della nuova era: «Dobbiamo valutare la possibilità di un
trasferimento dell'Ipab in città, innanzitutto per ragioni sociali: gli ospiti
possono sentirsi più integrati col contesto urbano ed essere raggiunti dai
parenti anche a piedi, e poi la struttura è troppo vecchia e richiede costi di
manutenzione insostenibili ormai». Vecchia ma «ben tenuta: rispetto a 5 anni
fa, grazie soprattutto all'aumento delle rette da
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
«I miei colleghi?
Degli sfaccendati» Provincia, Fava contro le commissioni allargate: solo spese
in più «Qualcuno spieghi ai cittadini a cosa servono 8 assemblee con 19
componenti» «Perché le commissioni del consiglio provinciale passeranno da
( da "Gazzetta di Modena,La" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
IL RAPPORTO SU UN
ANNO DI ATTIVITA' Consiglio, la classifica delle presenze Solo sei consiglieri
non sono mai mancati. Due gli "assenteisti" ALFONSO SCIBONA Il
presidente Patrizia Barbolini ha presentato ieri il rapporto sull'attività del
consiglio comunale nell'anno 2008. «Un anno - ha sottolineato - molto vivace
per il dibattito politico e per le attività che abbiamo svolto». Il leghista
Menani è stato il più presente. Qualche maglia nera. Il
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Gonzaga. Con
l'astensione del consigliere di opposizione Benatti Approvata la tariffa
rifiuti per il 2009 GONZAGA. Si è svolta, mera Gonzaga, una seduta lampo del
consiglio comunale dove c'è stata la presentazione degli schemi di bilancio per
l'anno 2009 e dei documenti di programmazione connessi. Approvato a maggioranza
con l'astensione del consigliere di opposizione Benatti, il piano finanziario
tariffa-rifiuti anno 2009. Consenso unanime per l'approvazione della
convenzione per la gestione in forma associata del servizio distrettuale minori
tra i Comuni dell'ambito territoriale di Suzzara per il periodo 1º aprile
2009-31 dicembre 2010. Rideterminati anche i gettoni di presenza da corrispondere ai consiglieri per l'anno 2009. Per dare un
segnale politico alla cittadinanza a fronte della grave crisi economica, i gettoni di presenza sono stati ridotti del 30%: da 15 euro circa a 11 euro netti.
Mauro Pinotti
( da "Nuova Sardegna, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 25 - Sassari
Circoscrizioni? No, serve altro per consentire la partecipazione dei cittadini
alla vita pubblica La lettera della Presidente della Circoscrizione n. 3, Paola
Careddu, su La Nuova del 12 marzo, lascia intendere che la campagna per l'abolizione
delle circoscrizioni dell'associazione LibertAria sia solo demagogica e che
qualunque proposta tesa a risparmiare soldi pubblici sarebbe accolta con favore
dalla gente. A parte la curiosità che, tra le possibili proposte populiste, la
presidente mette anche quella di sostituire i consigli provinciali con
assemblee dei sindaci del territorio (avanzata tra l'altro da autorevoli
esponenti del suo partito), ciò che amareggia è la concezione della democrazia
che emerge nelle sue parole. Burocratica e professionale quando appare evidente
a chiunque che per le questioni più semplici della vita nei quartieri (dove
spostare i cassonetti, dove tenere il mercatino rionale, dove proporre
l'apertura di un giardino) non servono i partiti, le
elezioni e i gettoni
di presenza. Andando a parlare con la gente
si capisce quanta distanza ci sia tra la sensibilità delle persone e le idee
della presidente Careddu. Perché allora non si riflette sul fallimento
democratico delle Circoscrizioni e non si trovano altre strade per consentire
la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica? Perché non si tiene
conto del fatto che quando le persone vogliono raggiungere un obiettivo si
riuniscono in comitati spontanei, liberi e gratuiti, che sono il sale della
democrazia e non devono delegare alle istituzioni l'espressione del proprio
disagio? Perché un'esponente di un partito di sinistra, come la presidente
Careddu, non interpreta il proprio ruolo politico per leggere la realtà anziché
difendere la propria carica con sarcasmo? Un Comune ha molte strade per
favorire la partecipazione dei cittadini alle scelte che li riguardano: creare
assemblee di rappresentanti di partito è - a mio parere - la peggiore. Infine
una precisazione: nella mia lettera del 7 marzo ho scritto che c'è "qualche
decina di consiglieri circoscrizionali che stanno lì solo per il gettone":
il sig. Peru, intervenuto l'11, non è d' accordo. Non so se pensa che siano di
meno o di più? Giampiero Muroni
( da "Tempo, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
stampa Duro attacco
di Massa ai «trasformisti» Campobasso Presentandosi ai suoi elettori in vista
delle Primarie per l'indicazione del candidato sindaco Aldo Ciaramella
CAMPOBASSO Uno sguardo alle Primarie e l'altro al dopo. Augusto Massa si
presenta alla «sua» piazza, la sua città, dove ha svolto il mandato di sindaco
dal 1999 al 2004 stimolando l'attenzione alle Primarie del 29 marzo quando il
Piddi con il voto di iscritti e simpatizzanti dovrà scegliere il candidato
sindaco tra Massa, per l'appunto, Macchiaroila, Ziccardi e Di Nucci «Invito
prima di tutto i cittadini al voto delle Primarie che sono una novità per la
campagna elettorale un modo democratico per dare voce e per riavviare il
dibattito tra i cittadini nella scelta del loro candidato sindaco. Vogliamo
quindi mettere al centro della programmazione la città capoluogo, un
riferimento forte per la regione. Un aspetto che qualche candidato ha curato
solo nelle ultime settimane. Per quello che mi riguarda credo di avere
esperienza conoscenza della città, avendo già svolto il ruolo di primo cittadino,
e quella onestà politica intellettuale che invece domina nei trasformismi
continui che avvengono dapperttutto in una sorta di mercato che è uguale a
quello del calcio». Per le Primarie e proiettandosi al dopo nel caso vincesse i
«preliminari» per la consultazione elettoralei del 6 e 7 giugno già delinea il
suo impegno «Tre gli assi su cui agirei. I giovani il sociale e un'urbanistica
partecipata, quest'ultima che possa fornire l'informazione più ampia e
trasparente sui progetti più significativi di trasformazione e crescita
urbana». Quindi una città che deve essere attenta alle nuove generazioni «che
devono costruire un loro futuro basato sul lavoro e su valori anche ideali da
soddisfare» agli adulti e agli anzianio «Tutta la comunità si deve sentire coinvolta
in un nuovo progetto ancorato a saldi valori di solidarietà giustizia e
partecipazione libera da condizioonamenti e prevaricazioni» Annuncia anche che
la campagna elettorale, già aperta in qualche modo, da qui a qualche settimana,
quando si avvicinerà di più all'appuntamento elettorale, sarà molto dura se non
ci si vorrà misurare sulle difficoltà e sui programmi della città. Ovviamente la prossima amministrazione comunale dovrà essere
molto oculata e rigorosa per l'assenza di finanze derivate e dirette e sulla
politica dei tagli e dei risparmi non teme di confermare, in caso dovesse
sedere nella poltrona più alta di palazzo San Giorgio, la riconsiderazione dei gettoni di presenza dei consiglieri e degli assessori. Ovviamente nel suo
programma «Augusto Massa sindaco di tutti» concede priorità alla realizzazione
di migliori infrastrutture «per la mobilità e per i servizi in accordo con i
programmi e i progetti già avviati portando a termine nel più breve tempo
possibile quegli interventi non ancora compiuti».
( da "Tirreno, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 14 - Pisa Ma
che tegola il ko di Lupo Greco! L'unico nerazzurro in doppia cifra, vero
trascinatore in casa PISA. Tutti i tifosi pisani sono rimasti sconvolti dal tam
tam che annunciava il grave infortunio di Lupo Greco. Rischia sei mesi o più di
stop, se gli esami confermeranno le prime impressioni (lesione del tendine di
Achille). Il Lupo è un giocatore essenziale nella risalita del Pisa: la
settimana scorsa è stato il primo nerazzurro a varcare la soglia della doppia
cifra, 10 gol dopo le sue prime 23 presenze in campionato, e in casa, cifre
alla mano, è l'unico capace di forzare le difese avversarie. Una performance da
rimarcare anche rispetto al meraviglioso andamento dello scorso anno, perché è
la stessa riuscita ad Alessio Cerci, che completò la decina (a cui purtroppo fu
costretto a fermarsi) realizzando una doppietta per il 3-0 rifilato al Cesena.
Nel trio delle meraviglie Castillo-Kutuzov-Cerci soltanto l'argentino aveva
superato quota 10 molto prima dell'ex genoano, dopo appena 13 gare (peraltro
disputate tutte per intero) grazie al centro (su rigore) nella trasferta di
Vicenza, lanciandosi verso il record di 21 centri. Vitalii Kutuzov dovette
attendere addirittura la 36esima presenza nella sfida
di Lecce, e come Cerci non riuscì ad andare oltre. Record personale. Superato il primato personale assoluto di gol in una stagione,
raggiunto nello scorso campionato quando il Lupo si fermò ad 8 firme su 24
presenze distribuite fra i sei mesi al Chievo Verona (8 gettoni ed una rete) e Rimini (16 gare e 7 sigilli). Il rigore fallito a
Piacenza avrebbe potuto rimpinguare il carniere odierno di Greco portandolo ad
11 segnature. La gara con l'Albinoleffe ha segnato il riscatto dal
dischetto, con la terza trasformazione su quattro tentativi (degli undici
totali concessi al Pisa). Ieri, purtroppo, l'infortunio. Greco raddoppia. Nel
2009 la punta siciliana ha eguagliato il proprio bottino nerazzurro del 2008 ed
è tornato prepotentemente il cannoniere di squadra quasi doppiando il più
diretto rivale (Joelson a 6), dopo che a dicembre Greco aveva momentaneamente
ceduto il proprio scettro. Cinque reti (una al Rimini, due al Modena, una al
Livorno, ed infine quella piazzata all'Albinoleffe) in 8 incontri disputati, le
stesse che aveva collezionato nelle precedenti 15 occasioni (a segno contro
Modena, Treviso, Triestina, Avellino e Frosinone). Con la media tenuta nel
nuovo anno avrebbe superato tranquillamente quota
( da "Tirreno, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 5 - Viareggio
«Volontariato e aziende, aiutateci» Il Comune lancia appelli
per i posti di lavoro. Ma nessun taglio ai compensi VIAREGGIO. Dare agli
amministratori delle società partecipate un gettone di presenza, al posto del compenso, per recuperare fondi da destinare a chi
soffre il dramma dela mancanza di casa e lavoro: la proposta di Pd e Sa è stata
sonoramente bocciata dal Pdl che - aspetto grave - neppure ha ritenuto
necessario dare spiegazioni. Seconda possibilità: per lo stesso nobile
fine, tagliare fino al 50% gli stessi compensi, quelli degli Intoccabili delle
Partecipate [scritto così, sembra un gruppo rock, ma di quelli pagatissimi].
Proposta ancor più rilevante nell'agone politico perché proviene da Alessandro
Bolognesi, consigliere poco allineato di Forza Italia-Pdl. Questa idea non
l'hanno bocciata: semplicemente non l'hanno fatta votare. Ne discuteremo più
avanti, è stato detto. Scommettiamo, sindaco, che, con buona pace del
consigliere ribelle, i compensi degli Intoccabili non saranno dimezzati? è una
scommessa facile da fare: probabilmente la vinceremo e, se anche la perdessimo,
ne saremmo felici. La verità è che, il giorno dopo, sembra già finito tutto.
Nessuno della giunta ha speso una sola parola per argomentare su questi temi.
Testa sotto la sabbia e via, sperando che la storia finisca in fretta. Nel
frattempo Vittorio Fantoni cambia prospettiva e affronta il tema - anch'esso
bruciante - di come uscire dalla crisi sociale che questa città sta vivendo
nelle sue fasce più deboli. «Quando sono diventato assessore ho deciso di non
guardarmi indietro e ho preso atto che non c'erano fondi. è il consiglio che
rivolgo a tutte le forze politiche, datemi una mano nel limiti del possibile.
Le recenti proposte sono apprezzabili nello spirito ma non se ne farà niente.
Ripartiamo, invece, dalla disponibilità che è stata espressa da Caprili e
Monciatti, presidenti di Croce Verde e Misericordia, li ringrazio entrambi. Ma
ora c'è bisogno di un supermercato, di un grande cantiere nautico, di
un'azienda che dia disponibilità di posti di lavoro, anche part-time, anche con
una parte di stipendio coperta dal Comune. Posti da assegnare a persone in
situazioni gravi e comprovate. Ripartiamo da qui, sollecitiamo i privati; c'è
poi un gruppo di cittadini che, mi dice, si sta organizzando per raccogliere
fondi e metterli a disposizione di chi ha bisogno». Fabrizio Brancoli
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 11 -
Pordenone Domani seduta di consiglio L'argomento principale sarà la discussione
del bilancio PORCIA. Domani, con inizio alle 18, nella sala del consiglio della
sede municipale di Porcia, l'assemblea consiliare discuterà e voterà il
bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2009 del Comune, il bilancio
pluriennale 2009-2011 e la relazione previsionale e programmatica.
Particolarmente fitto, secondo un'ormai consolidata consuetudine, l'ordine del
giorno. Al voto dell'assemblea consiliare purliliese ci sarà la concessione del
diritto di superficie per la realizzazione di una struttura destinata a sede
sociale associazione no profit Sant'Angelo, a Talponedo. Tra gli argomenti
delle numerose interrogazioni e mozioni presentate dai componenti del
consiglio, domani si discuterà in particolare sulla ciclabile di via Marconi, sui semafori di via Roveredo, sui costi delle consulenze legali
relative ai ricorsi alle sentenze del giudice di pace sulle multe da vistared,
sulla fruizione dei siti cimiteriali da parte di disabili, sulla disponibilità
di servizi in villa Correr Dolfin, nonchè sulla discarica da poco rinvenuta in
località Sant'Angelo. Tra gli altri argomenti trattati vi sono le ronde
per la sicurezza e le questioni di carattere ambientale, come i ripetuti
superamenti dei limiti delle polveri sottili nel conurbamento. (m.bi.)
( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del
15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Domenica 15 Marzo
2009 Chiudi di GIANPAOLO RUSSO «La nostra provincia da anni non attinge più ai
fondi europei per finanziare le infrastrutture necessarie allo sviluppo del
territorio. Ecco, è qui che dobbiamo invertire la rotta». Esordisce così
Alfredo Pallone, da ieri ufficialmente il primo candidato ciociaro alle
prossime elezioni europee per il Popolo della Libertà. Davanti a mille persone
si è presentato all'Henry Hotel. «Vedere una sala così gremita - ha dichiarato
- è segno di grande affetto. Mi presento non solo come il
candidato del Pdl ma dell'intero territorio». Quindi l'affondo verso il centro
sinistra: «Mentre sull'aeroporto continuavano a convocare consigli di
amministrazione della società con lauti gettoni di presenza, a Latina e Viterbo si attivavano per recepire quei fondi
europei in grado di migliorare le loro opere infrastrutturali. A Scalia
e Marrazzo regalerò un aeroporto in miniatura, ma basta continuare a prendere
in giro i cittadini». Pallone punta il dito sulla «politica fortemente
clientelare che per anni ha caratterizzato il centro sinistra dove hanno
trovato lavoro solo i figli di amici e parenti, mentre tutti gli altri e i più
meritevoli sono rimasti tagliati fuori». Pallone sostiene che in Europa si batterà
per difendere l'identità nazionale: «Stiamo tradendo le nostre radici culturali
- ha detto - accettiamo che altri popoli entrino e vivano in Italia ma devono
rispettare le nostre regole e non vogliamo né delinquenti né coloro che tendono
a distruggere la nostra cultura». Per l'occasione era arrivato a Frosinone
anche Antonio Tajani, che, in qualità di commissario europeo, sull'aeroporto ha
lanciato una nuova proposta: «Dato che ormai è certo che il secondo aeroporto
regionale per passeggeri verrà fatto a Viterbo e quindi è inutile continuare a
prendersi in giro, a Frosinone si può puntare su uno scalo destinato alla
movimentazione di merci sfruttando le infrastrutture già presenti quali Tav ed
autostrada». Il candidato alla Provincia, Antonello Iannarilli, a conclusione
dell'incontro si è soffermato sulla neo candidatura di Marzi con l'Udc: «E' il
matrimonio tra il diavolo e l'acqua santa. Frosinone è piena di incompiute
lasciate dal precedente sindaco che ha dimostrato già ampia incapacità
amministrativa. I cittadini se lo ricorderanno bene». Nel centro sinistra, per
quanto riguarda eventuali candidati alle europee, si è ancora in alto mare.
«Non ce ne siamo ancora occupati - dichiara il leader dei socialisti Gianfranco
Schietroma - ma è certo che alle Europee il Ps starà in coalizione con i Verdi,
la Sinistra Democratica e la neo formazione politica di Vendola». In casa Pd
così come nell'Udc dichiarano che ancora non si è affrontato l'argomento. Se ne
parlerà nei prossimi giorni.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Domenica 15 Marzo 2009
Chiudi di DANTE CILIANI L'acquisto della nuova sede ormai non è che uno dei
tanti fronti di "guerra". Il presidente provinciale della Cna,
Maurizio Castellani, rischia di essere messo all'angolo da un'opposizione
interna sempre più agguerrita e motivata. E questo proprio alla vigilia di un
voto delicatissimo, per "indicare" i rappresentanti dell'associazione
in seno al consiglio della Camera di Commercio, all'ordine del giorno del
direttivo che si riunisce domani sera. Un voto che potrebbe persino "azzoppare"
quello che fino a qualche settimana fa sembrava il sicuro prossimo presidente
della Camera di Commercio, in forza di un patto di ferro tra le associazioni
che, pur con l'esclusione polemica di Assindustria, vedeva proprio in
Castellani il candidato alla successione a Mario Ruozi Berretta a giugno. Dopo
le dimissioni in massa dei vertici del comunale di Terni e di due componenti
della presidenza provinciale, gli oppositori sono ripartiti all'attacco nel
contestare la gestione di Maurizio Castellani, ponendo in termini durissimi
"la questione morale" ai garanti nazionali («quelli provinciali e
regionali esistono solo sulla carta»), fino ad arrivare alla richiesta di
sanzionare il presidente con l'espulsione, non solo per l'acquisto della nuova
sede (un milione e 400 mila euro di cui 400 mila già versati alla società di
cui è titolare proprio il presidente Castellani per uno stabile in via XX
settembre) di cui l'opposizione denuncia la "totale irregolarità" e
chiede di conoscere, «da settimane inutilmente nonostante le garanzie previste
dallo statuto», tutti gli atti e le verbalizzazioni. Nel mirino degli
oppositori, che al Comunale di Terni hanno la maggioranza, sono finite anche
tutte le nomine, più di una decina, effettuate dall'attuale presidenza. Compresa
quella che dà la facoltà a Castellani, che ha sostituito per conto
dell'associazione l'ex direttore Giulio Cesare Proietti, di essere
vicepresidente in Camera di Commercio. Nomina questa, come molte altre,
contestata poichè «nessun organo, neanche la presidenza, anche se a termini di
statuto è il direttivo a deliberare in materia», l'ha mai deliberata. Insomma
il presidente avrebbe fatto tutto da solo, contravvenendo alle regole ed alle
garanzie interne dell'associazione. Per questo gli oppositori chiedono all'ente
di "revocare" tale nomina e anche il ristorno di
«quanto ricevuto irregolarmente per i gettoni di presenza e le indennità». A tutte queste accuse Maurizio Castellani non
intende replicare: «Preferisco non commentare nulla - afferma - risponderò a
tutto dopo». La bufera, però, avanza e si alzano le prime critiche anche verso
i vertici regionali, che rischiano di finire anche loro dentro il campo di
battaglia.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
SASSUOLO pag. 15 IL
SINDACO Graziano Pattuzzi guadagna meno di 40mila euro per gover... IL SINDACO
Graziano Pattuzzi guadagna meno di 40mila euro per governare Sassuolo. Il 2008
si è chiuso con 27 sedute del Consiglio comunale durante le quali sono stati deliberati
96 atti e presentate 114 interrogazioni. Sono questi i numeri relativi
all'attività del civico consesso sassolese per l'anno passato, per il quale,
come sottolineato dal presidente Patrizia Barbolini, «è stato un 2008
istituzionalmente e politicamente molto impegnativo: amministratori, assessori
e consiglieri hanno svolto con passione politica la loro mansione rendendo un
buon servizio alla comunità». A proposito della cittadinanza, Barbolini
chiarisce: «C'è molta attesa tra i cittadini riguardo i lavori dell'assemblea
pubblica, questo la dice lunga sull' importanza ricoperta in ordine ai bisogni
e alle esigenze di quanti risiedono a Sassuolo e conclude i sassolesi guardano
al civico consesso come ad un momento di dialogo e confronto chiedendo a tutti
i rappresentanti capacità, equilibrio, oggettività e grande senso di
responsabilità». Nell'ottica della massima trasparenza sono stati resi noti
anche i compensi legati alla funzione politica in capo ai diversi
amministratori. Su questo punto si sono accese in passato polemiche tra i
diversi schieramenti politici, contrassegnati da coloriti dibattiti con tanto
di accuse e repliche. L' indennità annuale per il ruolo di primo cittadino al
netto è pari a 37.260 euro, per la carica di vice-sindaco è di 22.697 euro:
entrambe le mansioni prevedono 12 mensilità non contemplando trattamento di
fine rapporto e tredicesima, non previsti. Stesso discorso per gli assessori:
per questi (ma vanno distinti i lavoratori a tempo pieno e coloro i quali non
hanno richiesto l'aspettativa), i compensi annuali sono nel primo caso pari a
19.167 euro e nell'altro a 10.418. Nel lavoro complessivamente inteso, grande rilevanza per la dedizione va attribuita ai consiglieri a
fronte di un gettone di presenza per la partecipazione alla seduta del Consiglio comunale di
appena 46,48 euro lordi. Analizzando i dati si scopre che circa 80
interrogazioni consiliari sono state proposte dai partiti all'opposizione (28
da An, 26 dalla Lega Nord e 24 da FI); 81 invece le sedute delle
Commissioni consiliari permanenti: di queste 48, equamente divise,
rappresentano le riunioni della commissione capigruppo e di quella territorio e
ambiente. Andrea Antonietti
( da "Nazione, La (Firenze)" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMA PAGINA pag. 41
EPPUR (qualcosina) si muove. Sul fronte dei costi della politica, reso ancor pi&#... EPPUR (qualcosina) si muove. Sul fronte
dei costi della politica, reso ancor più caldo dalla crisi che attraversiamo, si
cominciano a registrare timidi, timidissimi segnali di sensibilità, che però
vanno colti al volo perché si inneschi un processo virtuoso di imitazione.
( da "Stampa, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
L'ultima richiesta
di contributi pubblici alla Regione Piemonte, Giuliano Soria, l'ha depositata
poche ore prima dell'arresto: 730 mila euro per quattro manifestazioni. «Solo
lui poteva firmare le domande, essendo ancora il legale rappresentante
dell'associazione» dicono dal Premio Grinzane Cavour. È forse non c'è segno più
tangibile di quanto le sue dimissioni fossero ormai necessarie. L'intreccio
diabolico tra il premio e il suo presidente (anche contabile, a quanto pare) ha
decretato la fine del salvataggio del Grinzane Cavour, senza contare i dubbi
sulla possibile reiterazione del reato che ne sono usciti rafforzati. La
convenzione Oggi, di fronte a quell'ultima richiesta proveniente
dall'associazione, l'assessore regionale alla Cultura Gianni Oliva taglia
netto: «Se quelle domande sono a firma Giuliano Soria, è chiaro che non
verranno prese in considerazione. Non hanno più alcun motivo di esistere». E
dire che a inizio settimana era stato proprio Oliva a sollecitare il premio a
presentare le richieste. Fino al 2008 le manifestazioni più grandi venivano
coperte dalla convenzione triennale siglata dalla Regione e dall'associazione:
650 mila euro. A cui si aggiungevano domande sui singoli eventi di minore entità.
Dopo l'esplodere dello scandalo, tuttavia, è chiaro che la convenzione non è
stata rinnovata. «L'assessore Oliva ha parlato con Soria dei premi che dovevano
essere salvati - riferisce Antonella Cavallo, la dipendente più di lungo corso
del Grinzane -. Poi il presidente del comitato Piergiorgio Odifreddi ci ha
riferito che dovevamo preparare in fretta il budget. La scadenza termini per
presentare le domande era il 15 marzo». E così la macchina Grinzane si è
rimessa in moto, almeno per qualche giorno. Telefonate, prenotazioni, biglietti
aerei. Tutto come una volta, anche se in modo più sobrio. Alla
fine sono uscite fuori quattro domande: 200 mila euro per il Premio Grinzane
Cavour di giugno, 100 mila euro per Piemonte Noir, 80 mila euro per il Grinzane
Festival e 350.000 euro per il Grinzane Cinema, il più dispendioso visti i gettoni di presenza per le star dello schermo. Quelle domande sono state depositate
giovedì mattina agli uffici regionali. Nel pomeriggio il professore è
stato arrestato dalla guardia di finanza mentre si trovava nello studio del suo
avvocato Roberto Piacentino. «La situazione è paradossale - considera Antonella
Cavallo - la Regione ci ha sollecitato, la mattina abbiamo consegnato e poi,
dopo l'arresto del presidente, abbiamo letto lo stesso assessore che decretava
la scomparsa del Grinzane. Ci vorrebbe una presa di posizione chiara da parte
della Regione, per questo speriamo di avere al più presto un confronto con
lui». Spiega Odifreddi: «Con tutto quello che è successo, non poteva essere
altrimenti. Io non potevo firmare perché mi trovavo negli Stati Uniti e poi
formalmente non ero presidente del consiglio d'amministrazione. Pensavo però
che avrebbe firmato l'avvocato Claudio Morra. Certo, se è stato Soria, quelle
domande non credo avrebbero avuto vita facile». I dipendenti I dipendenti del
Grinzane ancora ci sperano: «Abbiamo sentito i funzionari dell'assessorato e ci
hanno detto che qualcosa si cercherà di fare - dice la Cavallo - speriamo di
ricevere risposta alle nostre domande entro una decina di giorni». Anche se la
Regione dovesse accordare il contributo, però, il problema rimane: oggi l'unico
rappresentante legale dell'associazione che può autorizzare una spesa resta
Giuliano Soria. Il professore potrebbe rimettere le proprie dimissioni
direttamente nelle mani del giudice nel corso dell'interrogatorio di convalida
previsto per domani. Un gesto che avrebbe un significato anche per la linea
difensiva: con le dimissioni da presidente e dal Cda, viene a mancare il
pericolo della reiterazione del reato.
( da "Sicilia, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Da mons. Pennisi monito ai politici per corruzione e
tornaconto Un convegno regionale, quello organizzato dal consigliere
provinciale di Forza Italia, Sergio Malfitano, che ha lanciato messaggi ben
chiari sia per quanto riguarda lo sviluppo del territorio a livello
socio-economico, puntando però su una viabilità migliore e più adeguata di
quella attuale, sia per quanto riguarda la situazione politica
all'interno di Forza Italia e del Pdl in generale a causa della presenza di due
anime, quella che si riconosce in Ugo Grimaldi e quella che si riconosce in
Edoarda Leanza e quindi nel gruppo che fa capo al presidente della Provincia
Pippo Monaco. Il convegno è riuscito perché tutti i rappresentanti politici
erano presenti, tranne il sottosegretario Gianfranco Miccichè e l'onorevole
Salvo Fleres, fuori Italia per impegni istituzionali. E' al di là degli
interventi di Ugo Grimaldi, che ha annunziato al ripresa delle procedure per il
parco Tematico di Regalbuto, ha poi fatto la cronistoria della designazione di
Pippo Monaco a candidato alla presidenza della Provincia e quindi con
prospettive insufficienti e anomale nella crescita del Pdl in provincia di Enna
e all'attacco duro di Maurizio Prestfilippo, presidente provinciale di
Confcommercio; c'è stata una dichiarazione dell'onorevole Pippo Fallica,
segretario dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati che fa
riflettere. Pippo Fallica ha dichiarato, nel suo intervento finale, che un
documento come quello elaborato da Dante Ferrari e inviato ai rappresentanti
del partito è inconcepibile, irrazionale, significa rimanere in guerra e,
quindi, penalizzante per un partito che si vuole affermare. Il convegno ha
trattato temi di un certo interesse per lo sviluppo del territorio, ma ci sono
stati dei suggerimenti e dei moniti che hanno coinvolto tutti i rappresentanti
politici della provincia ed ha riguardato principalmente la programmazione, la
realizzazione di progetti cantierabili, un Patto di Sviluppo che dovrebbe
essere condiviso da tutti e deve avere dei punti qualificanti, delle scelte
strategiche ricche di progettualità per dare vere prospettive di crescita.
Ovviamente al primo posto, in questo contesto, vi è la viabilità. Lo hanno
detto a chiare lettere tutti i deputati presenti nessuno escluso. Il senatore Giovanni
Mauro, ex presidente della Provincia di Ragusa, ha parlato di sapere
amministrare la propria terra e si è impegnato ad inviare un funzionario del
ministero in provincia per valutare le opportunità di crescita, mentre
Francesco Stagno D'Alcontres ha evidenziato che ,in provincia di Enna, ci sono
forti ritardi nella programmazione e vi è la necessità di avere progetti
cantierabili e di sposare progetti in cui si possa realizzare energia
alternativa da fonti rinnovabili. L'assessore Michele Cimino, invece, ha
parlato di nuova pianificazione per la ricostruzione della Regione, di opere
infrastrutturali per la viabilità ed anche lui di energia alternativa.
Malfitano assieme a Pippo Fallica e a Ugo Grimaldi mercoledì sarà a Palermo per
affrontare il problema della viabilità nella zona nord della provincia con i
dirigenti dell'Anas. Flavio guzzone
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il centrosinistra
propone di dare in beneficenza le indennità dei consiglieri Domenica 15 Marzo
2009, (M.G.B.) È stata presentata ieri mattina, dalla lista di Centrosinistra
al presidente del consiglio comunale, la richiesta di iscrizione all'ordine del giorno del prossimo consiglio previsto per fine marzo,
della proposta di destinare l'indennità di presenza dei
consiglieri comunali, i cosiddetti "gettoni di presenza", alle persone bisognose residenti nel comune.
«L'iniziativa - spiega il capogruppo, Marco Ferro - è stata subito condivisa da
tutti i colleghi della sinistra. È una questione che ha uno stretto
legame sia con la difficile congiuntura economica (che ha determinato uno stato
di difficoltà diffusa di buona parte della comunità, accresciuta per quelle
persone che già avevano accesso ai servizi sociali per aiuto nel pagamento
delle bollette, e che ora sono in difficoltà anche per il vitto), sia con l'andamento
del Bilancio comunale previsionale, che ci ha lasciato alquanto delusi, per i
tagli apportati a settori come assistenza e cultura». Ritenendo che questa
situazione congiunturale meriti risposte anche simboliche, ma significative in
termini di messaggi della politica, ecco quindi la proposta di Ferro: per il
corrente anno, le somme destinate a liquidare le indennità di presenza dei consiglieri comunali, siano interamente
devolute alle persone bisognose residenti nel comune, che per necessità si rivolgono
all'Ufficio Servizi Sociali. «Non è tanto - dice Ferro -. Si tratta di 400-450
euro a seduta, per un totale di 2000-2500 euro per il periodo di nostra
competenza in quanto, entro la fine del mandato, oltre al consiglio comunale
già tenuto, ne sono prevedibili altri due o tre. Si tratta di un piccolo
segnale di solidarietà per cui confidiamo che l'iniziativa, che è simbolica e
non vuol certo essere strumentale, perchè saremmo ben miseri se volessimo fare
campagna elettorale con questo, trovi consenso unanime. Mi piacerebbe -
conclude - che iniziative di questo genere fossero seguite anche da altre
amministrazioni».
( da "Stampa, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Una volta all'anno
quattro grandi del giornalismo italiano, Bocca, Stella,
Maltese, Riotta, pranzano nella casa milanese di Giorgio Bocca e, tra il primo
e il secondo, assegnano ad un giornalista il premio più ricco della stampa, 15
mila euro. Il vino, rigorosamente Amarone, lo versa il quinto della giuria,
Giancarlo Aneri, un signore di Legnago, in provincia di Verona, produttore di
vino ma anche grande venditore di olio e di caffè di qualità. Il premio si
chiama «E'», proprio così, una sola lettera accentata. L'ha inventato Aneri
insieme a Bocca, Biagi e Montanelli. Tre grandi vecchi del giornalismo italiano
e grandi amici di Aneri, l'uomo che conosce tutti i giornalisti italiani.
«Quasi tutti. Quelli bravi, tutti. Quando leggo un bell'articolo guardo la
firma e da quel momento lo cerco, lo inseguo, faccio di tutto per conoscerlo».
Sei un maniaco. Uno stalker. «Praticamente. Ma tutto ciò che riguarda il
giornalismo mi appassiona. La mattina ho bisogno del profumo dell'inchiostro.
Ho una torrefazione di caffè che ha sessant'anni di storia. L'unico profumo che
batte quello del mio caffè è quello dell'inchiostro dei quotidiani». Uno che
dice che il profumo dell'inchiostro è meglio del profumo del suo caffè è un
pazzo. Abbastanza pazzo dall'essere socio in qualche quotidiano. «Quando
Montanelli fondò la "Voce" io trascurai il mio lavoro per sei mesi
per andare in giro per l'Italia con lui a raccogliere i finanziamenti. Quel
giro mi fece capire soprattutto una cosa. Non è il caso di fare business con i
giornali. La mia passione è quella di supportare, di stare vicino, di seguire i
giornalisti, di aiutare. Ma come imprenditore non metterei una lira in un
giornale». Come dice Ricucci, vuoi fare il frocio col culo degli altri. «Sì.
Non si potrebbe dire meglio». Quanti quotidiani leggi? «Sette. "Corriere
della Sera", "Repubblica", "Libero", "La
Stampa", "Il Sole 24 Ore", "il Giornale" e "l'Arena"».
Risalta un'assenza. «"L'Unità"?» Come mai? «Perché il vero giornale
della sinistra italiana è la "Repubblica"». Ho capito, sei di destra.
«Non sono certo un comunista». Senza pensarci troppo. Il miglior giornalista
italiano? Esclusi i presenti . «Gian Antonio Stella. E
Gianni Riotta per la tv». Il peggiore? «Paolo Guzzanti. La sua strada è piena
di scorciatoie. E poi, lo scandalo dei dossier russi... Non c'è niente di
peggio della superficialità». Il miglior giornale? Escluso quello che ti sta
intervistando. «"Il Corriere della Sera". E "Libero"». Il
peggior giornale? «Tutti quelli della free press. Forniscono un alibi a chi non
vuol spendere un euro al giorno ma fa dieci telefonate col cellulare per dire:
"Butta giù la pasta"». Molta gente legge solo il quotidiano sportivo.
«Quando vedo uno che esce dal giornalaio con solo il giornale sportivo in mano
mi viene voglia di menarlo.». Sei veramente un maniaco. «I giornali io li
venero. Li leggo e poi li piego. I giornali pronti per essere buttati sembrano appena
acquistati». Sei pronto per il ricovero. «Quando vedo la verdura incartata con
un giornale mi viene uno stranguglione». E con la free press? «Ci incarto pure
il pesce». Non lo usi nemmeno per accendere il caminetto? «Non ci riesco, il
giornale è sacro. Merita rispetto». Finisce al macero. «Ma ci deve finire
composto». E se un giorno non riesci a leggerli tutti? «Se non faccio in tempo
leggerli la mattina, li leggo la sera a letto. Niente tv, niente libri. Mai
buttare un giornale non letto. E' come lasciare cibo nel piatto». Hai il morbo
dei quotidiani. «Quando sono all'estero, dopo tre giorni senza giornali mi
sento menomato. Posso anche essere in un'isola splendida, col mare bellissimo,
mangiando cose favolose, bevendo vini eccezionali. Ma senza il mio quotidiano
mi sento sperduto e inutile». Il massimo di astinenza? «In Cina, sette giorni
senza. Non conosco la droga. Ma credo che sia qualcosa di simile». E' solo
passione o anche interesse? «Il giornalismo ti può aiutare. Sei mesi prima
dell'elezione di Obama io ero negli Stati Uniti. Lessi su un giornale americano
un'intervista ad Obama. "Se io diventerò presidente degli Sati
Uniti", diceva, "con mia moglie Michelle festeggerò nel mio
ristorante preferito, la Spiaggia di Chicago". Mi precipitai da Tony
Mantuano, lo chef del ristorante e gli dissi: "Sono sicuro che Obama sarà
eletto presidente. Io sono orgoglioso che verrà a festeggiare da lei che è un
italo-americano. La sera in cui verrà lo faccia brindare con il prosecco Aneri
e gli dica che c'è un italiano dall'altra parte dell'oceano, che è felice per
lui". E così andò. Obama brindò col mio Prosecco che da quel giorno
diventò più importante perché ne parlarono i giornali americani. Vedi? Il
giornalismo mi ha aiutato a fare una cosa che resterà nella storia della mia
azienda. Se non avessi letto il giornale.». Il primo giornalista che hai
conosciuto? «Il primo che mi intervistò, Stefano Lorenzetto, corrispondente da
Legnago dell'"Arena". Poi, col tempo, conobbi Biagi, a cena da
Missoni. Poi Bocca, poi Montanelli. Appena li conoscevo mi attaccavo a loro
come una patella e non li mollavo più. Li sentivo anche tre volte al giorno.
Con Montanelli sono anche andato in vacanza insieme, a Cortina, a Punta Ala.
Una volta a Punta Ala si arrabbiò con me. "Hai scelto l'albergo
sbagliato", mi disse. "E' pieno di vecchi". Il più vecchio aveva
62 anni. Lui ne aveva 84». I politici hanno un'opinione dei giornalisti molto
bassa. Li vogliono silenti con un microfono in mano oppure li considerano delle
penne da usare. O è servizievole o è un nemico... «Agnelli, alla domanda se si
sentisse un privilegiato, rispose: "Certo. Il mio privilegio è quello di
poter chiamare Indro Montanelli passando per Milano e invitarlo a pranzo. E di
sentirlo parlare per un'ora". Pensa a me». Tu sei fortunato come lo era
Agnelli. «Più fortunato. Io andavo a mangiare a casa di Montanelli e non dovevo
nemmeno avvertirlo prima». D'Alema dice che i giornali vanno lasciati in
edicola. Anche Berlusconi ha un fastidio fortissimo per i giornalisti. Preferiscono
la televisione perché è senza mediazione. «La televisione è un megafono. I
politici amano i megafoni». Montanelli, Biagi e Bocca. Tutti e tre legatissimi
alla sinistra. E tu sei di destra. «Sono di centro destra». Dicono tutti così
quelli di destra. «Montanelli è stato strumentalizzato dalla sinistra. E'
sempre stato un uomo di destra. Lui non è andato a sinistra. E' la sinistra che
era andata da lui». Quando vedi Berlusconi che parla di giornalisti comunisti
che cosa pensi? «Che la sua è una reazione a un bombardamento continuo». Capita
a chi governa. «Io sono convinto che se per sei mesi venisse lasciato
tranquillo cercherebbe lui una polemica per essere attaccato e sentirsi
importante. Se smettessero di attaccarlo lui non si sentirebbe più vivo».
Quando Berlusconi ha fatto cacciare Biagi dalla tv. «Gli sono stato molto
vicino. Biagi soffriva in un modo spaventoso. Mi sono sentito a disagio sapendo
che vivevo in un Paese poco democratico. La cacciata di Biagi è stata una della
cose più brutte degli ultimi vent'anni della nostra storia». Poi è ritornato.
«Non era più la stessa persona. Il Biagi del "Fatto", fresco come una
rosa, non c'era più. Aveva perso l'entusiasmo». Tu che cosa facesti quando lo
cacciarono? «Lo difesi pubblicamente tutte le volte che potevo. Cercai di
frequentarlo di più, di stargli vicino. Lo portavo fuori a cena con Michelle
Hunziker e con Antonio Ricci perché stesse allegro e ridesse». Hai mai
conosciuto Berlusconi? «Gli avrò stretto la mano due volte». Ti piace? «E' un
imprenditore con grandi idee. Come politico si considera di più degli altri,
perché ha il background dell'imprenditore. Lo vedo positivo più come uomo che
manda i messaggi all'estero che come governante tradizionale». Che intendi
dire? «Quando va ai grandi incontri internazionali non vuole essere quello
nell'ultima sedia. E' un ambizioso, vuole che il suo ruolo sia quello della
terza o della quarta sedia e il Paese, di riflesso, ne ha un vantaggio».
Facendo «cucù» alla Merkel? «Crea rapporti diretti con i presidenti degli altri
Paesi. Si comporta da vero venditore parlando direttamente con quello che
compra». La cosa ti piace. Anche tu sei un venditore. «Montanelli lo disse:
"Giancarlo, tu sei un grande venditore, bravo come Berlusconi. Però tu
vendi cose buone"». Che cosa diceva Montanelli di Berlusconi? «Diceva che
se non fosse entrato in politica sarebbe stato il suo primo paladino per
aiutarlo quando lo massacravano». E cosa diceva Biagi di Berlusconi? «Diceva: è
un uomo generoso. Tanto è vero che ha fatto diventare ricchi tutti i suoi
collaboratori. E non li ha mai abbandonati». Anche Bocca dice cose del genere?
«No. Bocca no. Dice le cose che scrive tutti i giorni. Lo considera un
usurpatore». Tu non lo consideri un usurpatore. «No». E quando fa le leggi per
salvare se stesso? «Le fa anche per avere tempo e possibilità di governare. Il
suo sogno è essere amato e stimato da tutti. Vuole diventare il nuovo Cavour».
Per adesso sembra il nuovo Mussolini. «Vuole diventare uno statista. Gli
intoppi gli fanno perdere troppo tempo. Lui sogna il giorno che parlerà alla
gente e avrà l'applauso generale». Dal balcone di piazza Venezia? «Ma no, è
troppo democratico. Non vuole spaccare le gambe ai concorrenti.». Ti dà
fastidio che si fosse iscritto alla P2? «Si era iscritto anche un ristoratore
di Agliana, Paracucchi. Un giorno gli ho chiesto perché lo avesse fatto. Lui mi
rispose: "Mi avevano promesso trenta coperti al giorno". Magari a
Berlusconi avevano promesso una licenza edilizia in più». Potreste dargli il vostro
premio. «Certo, come editore di televisioni che fanno telegiornali. Ma il
nostro è un premio umile. Lui aspira al Nobel». A Feltri darete mai il premio?
«Mia moglie non è mai venuta alla premiazione. E sai perché? Perché non
premiamo Feltri. Vittorio è la sua passione. Mia moglie, prima della riunione
della giuria, tutti gli anni, mi dice: "Ma glielo vogliamo dare il premio
a Feltri?". Io traccheggio: "Be' sai, se ne parla, vediamo, capita,
può succedere". Lei ogni volta mi ricatta: "Verrò al premio quando lo
darete a Feltri"». Non verrà mai al premio. «Chi potrebbe nella giuria
sponsorizzare Feltri»? Direi nessuno. «Gianni Riotta su certi discorsi si trova
molto d'accordo con mia moglie. Ma solo lui. Ce li vedi Bocca e Maltese votare
per Feltri»? E Ferrara? E Belpietro? Premiate solo gente di sinistra. «Io sono
l'unico nella giuria di centro-destra». Diciamo di destra. «Ferrara non è stato
mai proposto. Belpietro una sola volta, timidamente». Come mai avete premiato
Fabio Fazio e Antonio Ricci? «Diceva la motivazione per Fazio: "fa una
televisione educata in un momento in cui tutti urlano"». Sembra una pietra
tombale. «Abbiamo premiato anche Milena Gabanelli. Motivazione: "una donna
che non ha paura di niente e di nessuno"». Cosa hanno in comune Fazio e la
Gabanelli? Sono due personaggi quasi opposti. «Uno un anno e uno l'altro». E
Antonio Ricci? Che cosa c'entra con Giavazzi? Il vostro è un premio
schizofrenico? «L'anno di Giavazzi è venuto alla premiazione anche Draghi, il
governatore della Banca d'Italia. Io l'ho messo nel tavolo accanto a Ricci.
Draghi disse: "Tutte le sere guardo Striscia la Notizia". Ricci non
so quanti Telegatti ha vinto. "Striscia" è un vero e proprio tg».
Premierete mai Travaglio e Santoro? «Se fosse per me, no. Questo premio ama la
critica costruttiva. Non l'assalto alla baionetta. Travaglio e Santoro sono due
giornalisti con la baionetta». Quest'anno avete premiato Attilio Bolzoni, un
giornalista con la baionetta contro la mafia . «All'inizio Bocca voleva Michele
Serra. Gli altri volevano Mario Calabresi». Bocca contro tutti . «Alla fine
Bocca si è arreso, ha proposto Bolzoni e ha trovato l'unanimità». Premiate
quasi sempre uomini. «Abbiamo premiato Natalia Aspesi, Barbara Spinelli e
Milena Gabanelli». Tre su quattordici. «Considerando quante poche donne sono
state chiamate a dirigere quotidiani, siamo più avanti noi». Ce n'è qualcuna in
pole position? «Io stimo molto Maria Latella. Oppure Maria Luisa Agnese. Chiara
Beria d'Argentine. Lina Sotis. Sono convinto che nei prossimi anni ci saranno
molte donne premiate». Non c'è nessuna donna in giuria. «Quando Natalia Aspesi
fu premiata, Montanelli le chiese scusa per il ritardo. Lei rispose:
"Adesso fatemi entrare in giuria". Montanelli disse: "Stai
calma, vedremo, al momento opportuno"». Disse così? «In pubblico. A me, in
privato, disse: "Le abbiamo già dato il premio. Che non rompa"».
Premiate sempre giornalisti della «Repubblica», del «Corriere» e della
«Stampa». Giornali. «.borghesi»? Istituzionali. Giornali nei quali lavorano i
membri della giuria. Non avete mai premiato Vespa.». «Non fa parte del nostro
circuito». Hanno mai litigato i giurati? «Mai. Solo una volta, l'ennesima volta
che Bocca e Biagi avevano bocciato Merlo, l'eterno secondo, Montanelli si
incazzò. Ma non subito. Con me, alla fine, in macchina mentre lo accompagnavo a
casa». Con tutte le tue conoscenze di sinistra, tu fai un vino, l'Amarone, che
costa trecento dollari. Non è esattamente il vino del proletario. «Non è il
vino di tutti i giorni, se ne beve un bicchiere. Io produco il Prosecco che è
l'opposto dell'Amarone. Una bottiglia di Prosecco costa nove euro nel negozio.
Il Prosecco è la mia sinistra... L'Amarone è la destra». Alla cena della
giuria? «Partiamo con il Prosecco e finiamo con l'Amarone. Si comincia di
sinistra e si finisce di destra. Sai una cosa? Normalmente uno ha il cuore a
sinistra e il portafoglio a destra. Io invece ho il cuore a destra e il
portafoglio a sinistra.». Gioco della torre. Riotta o Stella?
«Non posso». Maltese o Bocca? «Non posso». Ti do il premio della paraculaggine.
«Sono tutti bravi». Il più intelligente? «Premettendo che sono tutti
intelligenti.». Premettiamo. «Il più colto era Montanelli. Il più buono Biagi.
Il più intelligente Bocca. Il più rigoroso Stella. Il
più bravo come giurato Riotta. Il più esigente Maltese». Bignardi o Fazio?
«Fazio è uno che abbiamo premiato». Perché la Bignardi non l'ha mai vinto? «Lo
meriterebbe, ma non possiamo premiare tutti». Mauro o Mieli? «Il
"Corriere" mi piace più della "Repubblica". Ma Mauro deve
venire alla premiazione.». Scalfari o Sartori? «Butto Scalfari. Mi piaceva di
più come direttore di "Repubblica" di quanto mi piaccia come
editorialista." Belpietro o Feltri? «C'è la parte di destra di me che mi
vieta di buttarli.non posso buttare giù un camerata.». Mimun o Fede? «Butto
Fede. Fa parte della televisione sottomessa». Bertinotti o Cofferati? «Salvo
Bertinotti perché si sta ravvedendo da colpe che ha avuto negli anni passati».
Qual è la colpa maggiore? «Dava troppo spazio a personaggi negativi. Tipo Ferrero, Diliberto, Rizzo». Santanchè
o Briatore? «Salvo Briatore. Parla dell'Italia come se fosse il paradiso
terrestre». Per lui lo è certamente. Se pagasse le tasse in Italia sarebbe
l'inferno. «Ma sai, vive a Londra.». Brunetta o Tremonti? «Butto Brunetta». Ha
inventato lo sciopero virtuale. «Roba da Scherzi a parte».
Clsabelli@tin.it
( da "Stampa, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
"I giornali
profumano più del caffè" Una volta all'anno quattro grandi del giornalismo
italiano, Bocca, Stella, Maltese, Riotta, pranzano
nella casa milanese di Giorgio Bocca e, tra il primo e il secondo, assegnano ad
un giornalista il premio più ricco della stampa, 15 mila euro. Il vino,
rigorosamente Amarone, lo versa il quinto della giuria, Giancarlo Aneri, un
signore di Legnago, in provincia di Verona, produttore di vino ma anche grande
venditore di olio e di caffè di qualità. Il premio si chiama «E'», proprio
così, una sola lettera accentata. L'ha inventato Aneri insieme a Bocca, Biagi e
Montanelli. Tre grandi vecchi del giornalismo italiano e grandi amici di Aneri,
l'uomo che conosce tutti i giornalisti italiani. «Quasi tutti. Quelli bravi,
tutti. Quando leggo un bell'articolo guardo la firma e da quel momento lo
cerco, lo inseguo, faccio di tutto per conoscerlo». Sei un maniaco. Uno
stalker. «Praticamente. Ma tutto ciò che riguarda il giornalismo mi appassiona.
La mattina ho bisogno del profumo dell'inchiostro. Ho una torrefazione di caffè
che ha sessant'anni di storia. L'unico profumo che batte quello del mio caffè è
quello dell'inchiostro dei quotidiani». Uno che dice che il profumo dell'inchiostro
è meglio del profumo del suo caffè è un pazzo. Abbastanza pazzo dall'essere
socio in qualche quotidiano. «Quando Montanelli fondò la "Voce" io
trascurai il mio lavoro per sei mesi per andare in giro per l'Italia con lui a
raccogliere i finanziamenti. Quel giro mi fece capire soprattutto una cosa. Non
è il caso di fare business con i giornali. La mia passione è quella di
supportare, di stare vicino, di seguire i giornalisti, di aiutare. Ma come
imprenditore non metterei una lira in un giornale». Come dice Ricucci, vuoi
fare il frocio col culo degli altri. «Sì. Non si potrebbe dire meglio». Quanti
quotidiani leggi? «Sette. "Corriere della Sera",
"Repubblica", "Libero", "La Stampa", "Il
Sole 24 Ore", "il Giornale" e "l'Arena"». Risalta
un'assenza. «"L'Unità"?» Come mai? «Perché il vero giornale della
sinistra italiana è la "Repubblica"». Ho capito, sei di destra. «Non
sono certo un comunista». Senza pensarci troppo. Il miglior giornalista
italiano? Esclusi i presenti . «Gian Antonio Stella. E
Gianni Riotta per la tv». Il peggiore? «Paolo Guzzanti. La sua strada è piena
di scorciatoie. E poi, lo scandalo dei dossier russi... Non c'è niente di
peggio della superficialità». Il miglior giornale? Escluso quello che ti sta
intervistando. «"Il Corriere della Sera". E "Libero"». Il
peggior giornale? «Tutti quelli della free press. Forniscono un alibi a chi non
vuol spendere un euro al giorno ma fa dieci telefonate col cellulare per dire:
"Butta giù la pasta"». Molta gente legge solo il quotidiano sportivo.
«Quando vedo uno che esce dal giornalaio con solo il giornale sportivo in mano
mi viene voglia di menarlo.». Sei veramente un maniaco. «I giornali io li
venero. Li leggo e poi li piego. I giornali pronti per essere buttati sembrano
appena acquistati». Sei pronto per il ricovero. «Quando vedo la verdura
incartata con un giornale mi viene uno stranguglione». E con la free press? «Ci
incarto pure il pesce». Non lo usi nemmeno per accendere il caminetto? «Non ci
riesco, il giornale è sacro. Merita rispetto». Finisce al macero. «Ma ci deve
finire composto». E se un giorno non riesci a leggerli tutti? «Se non faccio in
tempo leggerli la mattina, li leggo la sera a letto. Niente tv, niente libri.
Mai buttare un giornale non letto. E' come lasciare cibo nel piatto». Hai il morbo
dei quotidiani. «Quando sono all'estero, dopo tre giorni senza giornali mi
sento menomato. Posso anche essere in un'isola splendida, col mare bellissimo,
mangiando cose favolose, bevendo vini eccezionali. Ma senza il mio quotidiano
mi sento sperduto e inutile». Il massimo di astinenza? «In Cina, sette giorni
senza. Non conosco la droga. Ma credo che sia qualcosa di simile». E' solo
passione o anche interesse? «Il giornalismo ti può aiutare. Sei mesi prima
dell'elezione di Obama io ero negli Stati Uniti. Lessi su un giornale americano
un'intervista ad Obama. "Se io diventerò presidente degli Sati
Uniti", diceva, "con mia moglie Michelle festeggerò nel mio
ristorante preferito, la Spiaggia di Chicago". Mi precipitai da Tony
Mantuano, lo chef del ristorante e gli dissi: "Sono sicuro che Obama sarà
eletto presidente. Io sono orgoglioso che verrà a festeggiare da lei che è un
italo-americano. La sera in cui verrà lo faccia brindare con il prosecco Aneri
e gli dica che c'è un italiano dall'altra parte dell'oceano, che è felice per
lui". E così andò. Obama brindò col mio Prosecco che da quel giorno
diventò più importante perché ne parlarono i giornali americani. Vedi? Il
giornalismo mi ha aiutato a fare una cosa che resterà nella storia della mia
azienda. Se non avessi letto il giornale.». Il primo giornalista che hai
conosciuto? «Il primo che mi intervistò, Stefano Lorenzetto, corrispondente da
Legnago dell'"Arena". Poi, col tempo, conobbi Biagi, a cena da
Missoni. Poi Bocca, poi Montanelli. Appena li conoscevo mi attaccavo a loro
come una patella e non li mollavo più. Li sentivo anche tre volte al giorno.
Con Montanelli sono anche andato in vacanza insieme, a Cortina, a Punta Ala.
Una volta a Punta Ala si arrabbiò con me. "Hai scelto l'albergo sbagliato",
mi disse. "E' pieno di vecchi". Il più vecchio aveva 62 anni. Lui ne
aveva 84». I politici hanno un'opinione dei giornalisti molto bassa. Li
vogliono silenti con un microfono in mano oppure li considerano delle penne da
usare. O è servizievole o è un nemico... «Agnelli, alla domanda se si sentisse
un privilegiato, rispose: "Certo. Il mio privilegio è quello di poter
chiamare Indro Montanelli passando per Milano e invitarlo a pranzo. E di
sentirlo parlare per un'ora". Pensa a me». Tu sei fortunato come lo era
Agnelli. «Più fortunato. Io andavo a mangiare a casa di Montanelli e non dovevo
nemmeno avvertirlo prima». D'Alema dice che i giornali vanno lasciati in
edicola. Anche Berlusconi ha un fastidio fortissimo per i giornalisti.
Preferiscono la televisione perché è senza mediazione. «La televisione è un
megafono. I politici amano i megafoni». Montanelli, Biagi e Bocca. Tutti e tre
legatissimi alla sinistra. E tu sei di destra. «Sono di centro destra». Dicono
tutti così quelli di destra. «Montanelli è stato strumentalizzato dalla
sinistra. E' sempre stato un uomo di destra. Lui non è andato a sinistra. E' la
sinistra che era andata da lui». Quando vedi Berlusconi che parla di
giornalisti comunisti che cosa pensi? «Che la sua è una reazione a un
bombardamento continuo». Capita a chi governa. «Io sono convinto che se per sei
mesi venisse lasciato tranquillo cercherebbe lui una polemica per essere
attaccato e sentirsi importante. Se smettessero di attaccarlo lui non si
sentirebbe più vivo». Quando Berlusconi ha fatto cacciare Biagi dalla tv. «Gli
sono stato molto vicino. Biagi soffriva in un modo spaventoso. Mi sono sentito
a disagio sapendo che vivevo in un Paese poco democratico. La cacciata di Biagi
è stata una della cose più brutte degli ultimi vent'anni della nostra storia».
Poi è ritornato. «Non era più la stessa persona. Il Biagi del
"Fatto", fresco come una rosa, non c'era più. Aveva perso
l'entusiasmo». Tu che cosa facesti quando lo cacciarono? «Lo difesi
pubblicamente tutte le volte che potevo. Cercai di frequentarlo di più, di
stargli vicino. Lo portavo fuori a cena con Michelle Hunziker e con Antonio
Ricci perché stesse allegro e ridesse». Hai mai conosciuto Berlusconi? «Gli
avrò stretto la mano due volte». Ti piace? «E' un imprenditore con grandi idee.
Come politico si considera di più degli altri, perché ha il background
dell'imprenditore. Lo vedo positivo più come uomo che manda i messaggi
all'estero che come governante tradizionale». Che intendi dire? «Quando va ai
grandi incontri internazionali non vuole essere quello nell'ultima sedia. E' un
ambizioso, vuole che il suo ruolo sia quello della terza o della quarta sedia e
il Paese, di riflesso, ne ha un vantaggio». Facendo «cucù» alla Merkel? «Crea
rapporti diretti con i presidenti degli altri Paesi. Si comporta da vero
venditore parlando direttamente con quello che compra». La cosa ti piace. Anche
tu sei un venditore. «Montanelli lo disse: "Giancarlo, tu sei un grande
venditore, bravo come Berlusconi. Però tu vendi cose buone"». Che cosa
diceva Montanelli di Berlusconi? «Diceva che se non fosse entrato in politica
sarebbe stato il suo primo paladino per aiutarlo quando lo massacravano». E
cosa diceva Biagi di Berlusconi? «Diceva: è un uomo generoso. Tanto è vero che
ha fatto diventare ricchi tutti i suoi collaboratori. E non li ha mai
abbandonati». Anche Bocca dice cose del genere? «No. Bocca no. Dice le cose che
scrive tutti i giorni. Lo considera un usurpatore». Tu non lo consideri un
usurpatore. «No». E quando fa le leggi per salvare se stesso? «Le fa anche per
avere tempo e possibilità di governare. Il suo sogno è essere amato e stimato
da tutti. Vuole diventare il nuovo Cavour». Per adesso sembra il nuovo
Mussolini. «Vuole diventare uno statista. Gli intoppi gli fanno perdere troppo
tempo. Lui sogna il giorno che parlerà alla gente e avrà l'applauso generale».
Dal balcone di piazza Venezia? «Ma no, è troppo democratico. Non vuole spaccare
le gambe ai concorrenti.». Ti dà fastidio che si fosse iscritto alla P2? «Si
era iscritto anche un ristoratore di Agliana, Paracucchi. Un giorno gli ho
chiesto perché lo avesse fatto. Lui mi rispose: "Mi avevano promesso
trenta coperti al giorno". Magari a Berlusconi avevano promesso una
licenza edilizia in più». Potreste dargli il vostro premio. «Certo, come editore
di televisioni che fanno telegiornali. Ma il nostro è un premio umile. Lui
aspira al Nobel». A Feltri darete mai il premio? «Mia moglie non è mai venuta
alla premiazione. E sai perché? Perché non premiamo Feltri. Vittorio è la sua
passione. Mia moglie, prima della riunione della giuria, tutti gli anni, mi
dice: "Ma glielo vogliamo dare il premio a Feltri?". Io traccheggio:
"Be' sai, se ne parla, vediamo, capita, può succedere". Lei ogni
volta mi ricatta: "Verrò al premio quando lo darete a Feltri"». Non
verrà mai al premio. «Chi potrebbe nella giuria sponsorizzare Feltri»? Direi
nessuno. «Gianni Riotta su certi discorsi si trova molto d'accordo con mia
moglie. Ma solo lui. Ce li vedi Bocca e Maltese votare per Feltri»? E Ferrara?
E Belpietro? Premiate solo gente di sinistra. «Io sono l'unico nella giuria di
centro-destra». Diciamo di destra. «Ferrara non è stato mai proposto. Belpietro
una sola volta, timidamente». Come mai avete premiato Fabio Fazio e Antonio
Ricci? «Diceva la motivazione per Fazio: "fa una televisione educata in un
momento in cui tutti urlano"». Sembra una pietra tombale. «Abbiamo
premiato anche Milena Gabanelli. Motivazione: "una donna che non ha paura
di niente e di nessuno"». Cosa hanno in comune Fazio e la Gabanelli? Sono
due personaggi quasi opposti. «Uno un anno e uno l'altro». E Antonio Ricci? Che
cosa c'entra con Giavazzi? Il vostro è un premio schizofrenico? «L'anno di
Giavazzi è venuto alla premiazione anche Draghi, il governatore della Banca
d'Italia. Io l'ho messo nel tavolo accanto a Ricci. Draghi disse: "Tutte
le sere guardo Striscia la Notizia". Ricci non so quanti Telegatti ha
vinto. "Striscia" è un vero e proprio tg». Premierete mai Travaglio e
Santoro? «Se fosse per me, no. Questo premio ama la critica costruttiva. Non
l'assalto alla baionetta. Travaglio e Santoro sono due giornalisti con la
baionetta». Quest'anno avete premiato Attilio Bolzoni, un giornalista con la
baionetta contro la mafia . «All'inizio Bocca voleva Michele Serra. Gli altri
volevano Mario Calabresi». Bocca contro tutti . «Alla fine Bocca si è arreso,
ha proposto Bolzoni e ha trovato l'unanimità». Premiate quasi sempre uomini.
«Abbiamo premiato Natalia Aspesi, Barbara Spinelli e Milena Gabanelli». Tre su
quattordici. «Considerando quante poche donne sono state chiamate a dirigere
quotidiani, siamo più avanti noi». Ce n'è qualcuna in pole position? «Io stimo
molto Maria Latella. Oppure Maria Luisa Agnese. Chiara Beria d'Argentine. Lina
Sotis. Sono convinto che nei prossimi anni ci saranno molte donne premiate».
Non c'è nessuna donna in giuria. «Quando Natalia Aspesi fu premiata, Montanelli
le chiese scusa per il ritardo. Lei rispose: "Adesso fatemi entrare in
giuria". Montanelli disse: "Stai calma, vedremo, al momento
opportuno"». Disse così? «In pubblico. A me, in privato, disse: "Le
abbiamo già dato il premio. Che non rompa"». Premiate sempre giornalisti
della «Repubblica», del «Corriere» e della «Stampa». Giornali. «.borghesi»?
Istituzionali. Giornali nei quali lavorano i membri della giuria. Non avete mai
premiato Vespa.». «Non fa parte del nostro circuito». Hanno mai litigato i
giurati? «Mai. Solo una volta, l'ennesima volta che Bocca e Biagi avevano
bocciato Merlo, l'eterno secondo, Montanelli si incazzò. Ma non subito. Con me,
alla fine, in macchina mentre lo accompagnavo a casa». Con tutte le tue
conoscenze di sinistra, tu fai un vino, l'Amarone, che costa trecento dollari.
Non è esattamente il vino del proletario. «Non è il vino di tutti i giorni, se
ne beve un bicchiere. Io produco il Prosecco che è l'opposto dell'Amarone. Una
bottiglia di Prosecco costa nove euro nel negozio. Il Prosecco è la mia
sinistra... L'Amarone è la destra». Alla cena della giuria? «Partiamo con il
Prosecco e finiamo con l'Amarone. Si comincia di sinistra e si finisce di
destra. Sai una cosa? Normalmente uno ha il cuore a sinistra e il portafoglio a
destra. Io invece ho il cuore a destra e il portafoglio a sinistra.». Gioco
della torre. Riotta o Stella? «Non posso». Maltese o
Bocca? «Non posso». Ti do il premio della paraculaggine. «Sono tutti bravi». Il
più intelligente? «Premettendo che sono tutti intelligenti.». Premettiamo. «Il
più colto era Montanelli. Il più buono Biagi. Il più intelligente Bocca. Il più
rigoroso Stella. Il più bravo come giurato Riotta. Il
più esigente Maltese». Bignardi o Fazio? «Fazio è uno che abbiamo premiato».
Perché la Bignardi non l'ha mai vinto? «Lo meriterebbe, ma non possiamo
premiare tutti». Mauro o Mieli? «Il "Corriere" mi piace più della
"Repubblica". Ma Mauro deve venire alla premiazione.». Scalfari o
Sartori? «Butto Scalfari. Mi piaceva di più come direttore di
"Repubblica" di quanto mi piaccia come editorialista." Belpietro
o Feltri? «C'è la parte di destra di me che mi vieta di buttarli.non posso
buttare giù un camerata.». Mimun o Fede? «Butto Fede. Fa parte della
televisione sottomessa». Bertinotti o Cofferati? «Salvo Bertinotti perché si
sta ravvedendo da colpe che ha avuto negli anni passati». Qual è la colpa
maggiore? «Dava troppo spazio a personaggi negativi. Tipo
Ferrero, Diliberto, Rizzo». Santanchè o Briatore? «Salvo Briatore. Parla dell'Italia come
se fosse il paradiso terrestre». Per lui lo è certamente. Se pagasse le tasse
in Italia sarebbe l'inferno. «Ma sai, vive a Londra.». Brunetta o Tremonti?
«Butto Brunetta». Ha inventato lo sciopero virtuale. «Roba da Scherzi a
parte». Clsabelli@tin.it
( da "Gazzetta di Modena,La" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Vandelli: «Lascio la
carica ma appoggio il Pd» Parla l'ex vicesegretaria. Stasera incontro pubblico
con Pecoraro Prime dichiarazioni dell'ex vicesegretario del Partito Democratico
Maria Cristina Vandelli dopo la scelta di dimettersi dall'incarico in seguito
alle dimissioni del segretario Alessio Pecoraro. E quest'ultimo, controcorrente
fino in fondo, non ha ancora reso ufficiali le motivazioni del suo abbandono,
scegliendo di spiegarle prima di tutto ai cittadini che lo hanno eletto in un
incontro aperto a tutti che si terrà stasera alle 20.30 presso la sala del
Parco di Braida. Cristina Vandelli ha spiegato che la scelta di abbandonare
ogni incarico nel partito non comprometterà il suo appoggio all'attuale
maggioranza come consigliere comunale del gruppo Pd. «Devo prima di tutto
rispetto nei confronti di chi mi ha eletto - ha spiegato - e
gli impegni presi nei confronti della città vengono prima delle questioni di
partito». «Avrei due proposte che mi stanno a cuore - ha poi annunciato - prima
di tutto quella di un fondo a sostegno delle famiglie con componenti che hanno
perso il lavoro a cui poter devolvere il gettone di presenza di
consigliere comunale. Mi auguro che anche gli altri consiglieri e
l'amministrazione decidano di aderire al progetto. Giusto che, in piena crisi,
sia la politica a dare il buon esempio. L'altra è quella di un'intitolazione
entro fine mandato al martire Rolando Rivi. Se il sindaco ritiene non idonea la
traversa tra San Michele e Castellarano come avevo suggerito vorrei che fosse
individuato comunque un altro posto». E in merito alle dimissioni ha spiegato:
«Ho iniziato il mio percorso politico nella Margherita quando già si progettava
il Pd per il quale mi sono impegnata, convinta che si potesse fare delle varie
diversità culturali un punto di forza per un partito nuovo non un nuovo partito
o un partito in più. Le mie dimissioni si sono rese necessarie perché, assieme
a chi ha condiviso quest'esperienza, ci siamo resi conto che l'attuale
situazione non permetteva di portare avanti quel progetto di partito radicato e
innovativo che avevamo proposto ai cittadini». (ch.di.)
( da "Tirreno, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 2 - Prato Un
festival di corti sulla società italiana L'idea di due giovani pratesi ha
dovuto emigrare a Firenze per realizzarsi "Italiani brava gente" si
svolgerà dal 27 al 29 con l'aiuto di Comune e Mediateca regionale PRATO. Un
festival concorso di documentari ispirati alla società italiana. L'idea è
venuta a due cinefili pratesi, Simone Pinchiorri e Daniele Baroncelli,
fondatori nel 2005 del sito www.cinemaitaliano.info. Il progetto del festival,
oggi è diventato realtà, ottenendo il sostegno della Mediateca regionale
toscana e del Comune di Firenze. La mini rassegna competitiva si chiamerà
"Italiani brava gente" e si terrà dal 27 al 29 marzo al cinema Stensen
di Firenze. Durante la tre giorni saranno proiettati al pubblico i cinque
migliori documentari pervenuti, che saranno valutati da una giuria di qualità -
presieduta da Silvano Agosti - e dagli spettatori attraverso un'apposita
scheda. Il festival ospiterà anche incontri con esperti e registi, tre
documentari fuori concorso e la proiezione del lungometraggio
"CoverBoy". «Visionando e schedando molti documentari per il sito -
spiegano Daniele Baroncelli e Simone Pinchiorri - ci siamo resi conto che in
Italia mancano documentari sulla società italiana. Così abbiamo cominciato a
pensare di realizzare un festival sul tema. In più il documentario è forse oggi
il più penalizzato tra i lungometraggi, spesso si tende a identificarlo con un
film di solo carattere scientifico o divulgativo, mentre la gamma è in realtà
molto più ampia». «L'idea iniziale prevedeva un piccolo evento da realizzare a
Prato - spiegano i due responsabili - ma poi non ricevendo nessuna risposta
dall'Assessorato alla Cultura ci siamo rivolti altrove. Il progetto è molto
piaciuto alla Mediateca toscana che ha deciso di patrocinare l'evento
assegnandoci uno spazio, lo Stensen. Ogni anno a livello regionale la Mediateca
sostiene 10 festival in Toscana, quest'anno noi siamo tra questi, una bella soddisfazione».
«L'evento è stato interamente finanziato da Cinema italiano- precisa Simone
Pinchiorri. Ci costerà 10mila euro che contiamo di recuperare almeno in parte
con i biglietti d'ingresso alle proiezioni. I costi sono popolari, dalle 3 alle
5 euro. Chi vorrà potrà inoltre acquistare il pass "Italiani brava
gente" e accedere così ad alcuni sconti». «Per il concorso interno al
festival ci sono pervenuti oltre cento documentari - aggiunge Baroncelli -
abbiamo fatto una selezione tirando fuori una rosa di 5 finalisti. Questi sono
i titoli: "Improvvisamente, l'Inverno Scorso" di Gustav Hofer e Luca
Ragazzi; "Il Corpo Delle Donne" di Lorella Zanardo, Marco Malfi
Chindemi e Cesare Cantù; "Lost In Election" di Clemente Bicocchi e
Lapo Ristori; "Alza La Testa!" di Piero Ricca, Franz Baraggino, Diego
Fabricio e Elia Mariano e "Vota Provenzano" di Salvatore Fronio. I
temi affrontati vanno dai Dico, al voto utile fino alla condizione della donna,
il potere e la Mafia». Sul fronte degli incontri da
segnalare venerdì 27 alle 21 un dibattito con Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, giornalisti de "Il Corriere Della Sera" e autori
rispettivamente dei best seller "La Casta" e
"La Deriva", che analizzeranno le differenze tra la Prima e la
Seconda Repubblica, prendendo spunto anche dal famoso "Forza Italia!"
(1978) di Roberto Faenza, il documentario più censurato della Prima Repubblica,
proiettato prima dell'incontro. Ad aprire la manifestazione sarà invece il
lavoro di Pier Paolo Pasolini "Comizi d'amore". Per info, prenotazioni
e programma del festival consultare il sito www.italianibravagente.info. Miriam
Monteleone
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Lunedì
16 Marzo 2009 Chiudi GUBBIO - Gettoni di presenza e permessi
retribuiti sul lavoro per il consigliere comunale straniero aggiunto: la
proposta viene da Rifondazione Comunista con un'interrogazione di Fabrizio
Palazzari accolta di buon grado della presidente del Consiglio comunale,
Antonella Stocchi (lista civica "Sinistra unita"). Palazzari fa riferimento alla
crisi economica che «colpisce la disponibilità di tutti, rendendo precaria la
possibilità di impegnarsi per gli altri». Palazzari al sindaco Orfeo Goracci di
trovare una soluzione, caldeggiata dalla stessa presidente Stocchi fin
dall'insediamento del trentaduesimo consigliere (anche se non ha facoltà di
voto) avvenuta nel dicembre 2007.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Prov Medio Camp
Pagina 3051 Villacidro. Polemiche dopo la convocazione della prima commissione
per partecipare ai lavori della Cisl Consiglio diviso sul congresso sindacale
Villacidro.. Polemiche dopo la convocazione della prima commissione per
partecipare ai lavori della Cisl --> È stata peggio di un terremoto la
convocazione urgente per partecipare al battesimo della Cisl del Medio Campidano.
L'invito del presidente Piero Porru ai 16 componenti la prima commissione
consiliare, che si occupa di affari generali, statuto, regolamenti, personale,
lavoro, partecipazione popolare e rapporti con i cittadini ha creato scompiglio
fra i banchi del Consiglio provinciale. Ad innescare la polemica è stata
un'interrogazione del consigliere di minoranza, Giorgio Zucca. «In un periodo»,
ha detto, «in cui da più parti ci si appella al risparmio della politica, è
vergognoso programmare incontri per congressi sindacali. Non possiamo
dimenticare che le commissioni hanno un costo: ci sono i 60
euro del gettone di presenza, c'è il rimborso chilometrico e non manca l'assenza dal posto di
lavoro. È vero che ciascun consigliere non può superare i 620 euro al mese, ma
affidare alla commissione il compito di accogliere l'invito di chiunque bussi
alla porta potrebbe diventare un'operazione dolorosa per i conti del palazzo
dell'ex Pretura. Mi auguro che si tratti di un episodio isolato e che
non diventi la regola. In ogni caso chiedo di conoscere quali siano state le
motivazioni che hanno determinato la scelta e a chi addebitare eventuali
responsabilità». Lapidaria la risposta della presidente del Consiglio, Giuseppa
Unida: «Ero al corrente della riunione, ma in questo momento mi riservo
qualsiasi risposta». E lui, il responsabile della chiamata, il presidente
Porru, cosa ne pensa? «Il segretario zonale della Cisl», spiega, «mi aveva
pregato di non mancare al primo congresso della Provincia che si sarebbe tenuto
a Villacidro, nei locali del Consorzio industriale. Invito che avrei dovuto
stendere a tutti gli altri consiglieri. Non mi è stato possibile». Da qui
l'idea di un rimedio convocando la commissione. Un modo per agevolare la presenza al primo appuntamento della Cisl. «Si tratta di
un'organizzazione sindacale che ha sempre collaborato con noi. Un gesto di
riconoscenza. Non vedo dove sta il dramma. Non mi si venga a dire che abbiamo
speso soldi pubblici, perché alla fine sono stati in due i consigliere
presenti: Marco Tuveri e Giorgio Danza». Gli altri, compreso lo stesso
promotore dell'iniziativa, o non hanno ritenuto importante l'argomento
all'ordine del giorno o un senso di responsabilità li ha convinti a rimanere a
casa o a recarsi sul posto di lavoro. «Per quanto mi riguarda», commenta Gino
Deias, del gruppo di maggioranza, «non ho partecipato perché ritengo che un
congresso sindacale nulla ha a che fare con i nostri doveri istituzionali. Si è
creato un precedente pericoloso: non possiamo aprire le porte ad alcuni e chiuderle
ad altri. Non vorrei che in futuro ci si riunisca per adunanze di natura
religiosa, politica, agricola, artigianale o altro ancora». Così conclude
Deias: «Il nostro territorio ha problemi molti più importanti da risolvere. Ad
iniziare dall'agricoltura che ci deve distinguere per le sue potenzialità.
Proprio qui l'impegno deve essere a 360 gradi. Le organizzazioni di categoria
sono altra cosa. Di certo non affari della Provincia». SANTINA RAVÌ
( da "Panorama.it" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
- Cultura e societa
- http://blog.panorama.it/culturaesocieta - Maurizio Crozza: Berlusconi ti
voglio bene Posted By stefania.berbenni On 15/3/2009 @ 19:11 In Headlines | 1
Comment "Io sono un guitto. E anche grande e grosso. Io voglio far ridere,
non creare tensioni". L'Obelix della comicità è di stanza a Genova, la sua
città natale, classe
( da "superEva notizie" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Intervista al
pubblico parlante di Amici Intervista a 3 protagonsiti del pubblico parlante di
Amici, dal sito Tvblog. Sono sicuramente gli opinionisti più odiati della Tv,
ogni volta che parlano si beccano bordate di fischi in studio, e di insulti da
casa. Stiamo parlando dei coraggiosi personaggi che fanno parte del pubblico
parlante di Amici. Il sito di Tvblog, ha dedicato loro una intervista che vi
riportiamo integralmente. Come già fatto per l'intervista a Marco Carta,
ringraziamo la redazione di Tvblog che ci permette di riportare l'intervista,
fatta da Lord Lucas. Buona lettura. PUBBLICITà PUBBLICITà TvBlog ha deciso di
farvi conoscere meglio tre di loro, "scegliendoli" nel mucchio di
giovani delatori e signore un po' attempate per la loro semplicità e simpatia.
Si tratta di Simona Bastiani, una "giovane donna saggia" che si
distingue sempre per interventi ponderati e ben espressi, Giuseppe Santomauro,
il criticone dal ghigno riflessivo, e Massimo Cassanelli, risoprannominato da
Maria De Filippi "Bologna" per il suo spiccato accento natale, nonché
il "più personaggio" di tutti, uno di quelli che o lo ami o ti urta
ma non puoi farne a meno. Cominciamo con i vostri anni di "servizio":
da quanti anni fate parte del pubblico parlante? E per quanto intendete
"resistere" ancora? Massimo: Io sono il veterano del gruppo. Seguo
Amici come pubblico parlante dalla 3a edizione, quella della vittoria di Leon
Lo faccio ormai da 6 anni e sempre con continuità, sono un fedele del
programma!! Se lo farò ancora? Non dipende da me, ma se mi inviteranno come
ogni anno assolutamente si. Simona: Ho incominciato nell'edizione 2005/2006 (la
quinta, quella in cui ha vinto Ivan). L'ho sempre fatto con continuità e finché
mi si darà la possibilità continuerò a farlo. Giuseppe: Ne faccio parte anch'io
dall'edizione del 2005, anno che per me è stato davvero molto emozionante!
Sfortunatamente, per il mio caratteraccio, non riesco ad essere costante,
complice la distanza perché per chi non lo sapesse io vivo a Torino. Adesso
sembrerò superbo ma tutti noi siamo parte integrante delle dinamiche del
programma. Spesso ne creiamo di nuove con i nostri
commenti, quindi, sì, continuerò anche nei prossimi anni. Insomma siete un po'
tutti dei gran fedelissimi. Ma un gettone di presenza ve lo
danno o no? Massimo e Simona: Assolutamente no. Per noi che veniamo da fuori
Roma, rispettivamente Bologna e Brindisi, c'è solo il rimborso spese per il
viaggio che sosteniamo. Giuseppe: Ovviamente lo stesso vale per me. A
tal proposito voglio aggiungere, visto che circolano voci contrastanti, che la
produzione, fin dalla prima chiacchierata, non ha mai né promesso né alluso a
nessuna forma di ricompensa. Ecco, Giuseppe, raccontaci un po' come sei
"arrivato" ad Amici Semplicemente chiamando il numero che in una
delle puntate scorreva in sovraimpressione. Primo viaggio, una chiacchierata
con una autrice, giusto per accertarsi che non fossi un elemento pericoloso e
via lanciato nel magico mondo della tv Tutte le collaboratrici di Maria hanno
davvero occhio nel selezionare i loro addetti ai lavori. Sembra quasi che tutto
lo staff, compresa la De Filippi, siano a lavoro 24 ore su 24. Il loro capire,
osservare, definire è maniacale. Credo sia una deformazione professionale
necessaria, infatti come ho detto prima non sono stato provinato ma è bastata
una semplice chiacchierata. Chiedo sempre a te, Giuseppe, che rapporto hai
instaurato con la conduttrice e con gli autori dietro le quinte? Dal primo
giorno ho avuto la sensazione di conoscerla. Se dovessi definire Maria in poche
parole, direi che è una astutissima sociologa che guarda al di là. Possiamo parlarle
in qualsiasi momento, è sempre disponibile. Nonostante le mille trasmissioni
ricorda i nomi di molti di noi, ed i rapporti sono stati sempre e solo
"amichevoli". Non ricordo di aver parlato con lei della trasmissione,
se non a caratteri generali. Gli autori come Maria sono degli abili mattatori
oltre che intelligenti osservatori. Con noi sono sempre molto disponibili,
potrei definire il rapporto con loro un'ottima collaborazione. Ora passo la
parola a Massimo, l'irresistibile "cattivello" del gruppo. Tu hai una
lunga storia nel programma, visto che hai iniziato quando il pubblico parlante
aveva ancora più spazio Anch'io non ho fatto provini e non ho fatto richiesta
di partecipazione come pubblico parlante. Commentai durante la 3a edizione via
mail la diatriba che avvenne relativamente alla sfida Catello-Rosaria-Simone La
redattrice storica di Maria lesse la mail e fu colpita da ciò che scrissi.
Perciò mi chiamò e mi chiese se avevo voglia di esprimere il mio pensiero in
studio. Da lì è partito tutto mi chiamò sempre!!! Sbaglio, Massimo, o non
rientri tra quelli che hanno spiccate velleità artistiche? Non sbagli. Io
faccio parte del pubblico parlante perchè adoro Amici e Maria e ho la
possibilità di esprimere la mia opinione Sono orgoglioso di avere il privilegio
di poterlo fare e di vivere un'esperienza ogni anno superlativa, che mi ha dato
e mi dà tanto. Sono cosciente che non porta a nulla. Però non sono un ragazzo
ipocrita, se mi presentassero sotto le mani un concreto contratto per un
programma ben rodato, che mi permetta di esprimermi e farmi conoscere e aprire
qualche porta nel mondo dello spettacolo, non mi tirerei indietro . Mi ritengo
un ragazzo con un forte potenziale e con molte cose da dire, ma so che non
succederà. Il mondo dello spettacolo è molto affascinante da un lato, ma molto
incerto e superficiale dall'altro. Io sono un ragazzo con un profondo senso
della realtà e senza false illusioni! Immagino lo sarai anche tu, Simona, la
più saggia del gruppo. Anche "anagraficamente" parlando sei la più
atipica e la De Filippi, quando ti dà la parola, tende a darti della
"signora" anche se non hai la permanente. Come ti trovi con i tuoi
"colleghi"? Beh, ho un rapporto speciale con Massimo e Alessandro con
i quali mi diverto da matti. Diciamo che i gusti di ognuno vengono rispettati
perciò si discute in merito ai ragazzi o al programma sempre in maniera
pacifica ed educata. Qual è una vostra giornata tipo da "pubblico
parlante"? Simona: L'incontro è sempre alle
( da "Corriere Adriatico" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
La replica al Pdl
Incarichi La giunta chiarisce Chiaravalle Niente sprechi o spese esorbitanti.
La giunta comunale fa chiarezza sui costi di consulenze e incarichi esterni
dopo le polemiche sollevate dalla minoranza di centrodestra. E
l'amministrazione cita dati e numeri per sgombrare il campo da equivoci o
perplessità. Nello scorso anno le consulenze esterne hanno inciso sulle casse
comunali per 19 mila euro, contro i 21 mila euro del 2007. "Cifre ben
lontane - si lege in una nota - da quelle riportate nei giorni scorsi". Il
Pdl aveva parlato di una cifra pari a 260 mila euro. "Il
Comune e da sempre molto attento al ricorso alle consulenze esterne e
sicuramente, anche grazie alle professionalità presenti all'interno dell'ente,
la spesa sostenuta è estremamente modesta". Cifre che nulla hanno a che
vedere con quelle fornite dal Pdl.