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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli        

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DOSSIER “COSTI DELLA POLITICA”

 

 

 

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IN EVIDENZA

15-16 marzo 2009

Consulenze d'oro a Milano, il gip ordina "Nuove indagini sul sindaco Moratti". a Procura voleva archiviare l'inchiesta ma il giudice preliminare chiede di approfondire l'inchiesta. "Minacce agli ex dipendenti". Secondo l'opposizione, danni per 11 milioni di euro. (La Repubblica 16-3-2009)

Report accusa Scapagnini: "Dilapidati i fondi post terremoto" Megaparcheggi mai ultimati, strade anti-tsunami ferme, scuole che crollano Catania, 850 milioni di euro sprecati per opere mai finite. dal nostro inviato Concetto Vecchio (La Repubblica 16-3-2009)

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Consulenze d'oro a Milano, il gip ordina "Nuove indagini sul sindaco Moratti". a Procura voleva archiviare l'inchiesta ma il giudice preliminare chiede di approfondire l'inchiesta. "Minacce agli ex dipendenti". Secondo l'opposizione, danni per 11 milioni di euro. (La Repubblica 16-3-2009)

IL PROVVEDIMENTO del gip

MILANO - Resta sotto inchiesta il sindaco di Milano Letizia Moratti e quattro suoi "fedelissimi", tra cui l'ex direttore generale del Comune Giampiero Borghini e la sua vice Rita Amabile. L'indagine sulle consulenze d'oro deve proseguire. Ordine del giudice per le indagini preliminari che ha respinto la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura.

"Minacce per andare in prepensionamento". La vicenda riguarda il periodo fra luglio 2006 e febbraio 2007, con incarichi triplicati e stipendi mensili dei neodirigenti da 14 mila euro. "Il numero dei dirigenti nominati tra gli esterni non avrebbe potuto superare la decina, a fronte dei 51 nominati" scrive il gip. Sui criteri di nomina, l'opposizione aveva presentato un esposto alla Corte dei conti - che ha avviato un'indagine parallela - e in procura. Nel corso dell'inchiesta sono stati ascoltati alcuni ex dirigenti comunali che hanno dichiarato di aver subito pesanti pressioni - addirittura "minacce", scrive il gip - per andare in pensione in anticipo e lasciare libero il posto ai nuovi assunti.

Assunti per chiamata diretta. Furono "modalità umilianti" che integrerebbero il delitto di violenza privata e non quello di concussione ipotizzato dal pm. Inoltre, scrive il gip, "l'amministrazione comunale milanese non avrebbe dato la pubblicità, prevista dallo statuto municipale, alla possibilità di presentare domande per la selezione di nuovi dirigenti", assunti invece per chiamata diretta.

Undici milioni di danno presunto. Soprattutto, "i nuovi dirigenti dell'era Moratti sarebbero stati nominati senza nessuna ricerca delle professionalità". Dal 2006 al 2007 l'amministrazione ha "pressoché raddoppiato il numero delle direzioni centrali, portate da 13 a 23, in spregio alle direttive del governo sul contenimento della spesa e dei costi della burocrazia". Secondo l'esposto alla Corte dei conti, la presunta illegittimità degli incarichi avrebbe determinato un danno totale di 11 milioni di euro.

 


Report accusa Scapagnini: "Dilapidati i fondi post terremoto" Megaparcheggi mai ultimati, strade anti-tsunami ferme, scuole che crollano

Catania, 850 milioni di euro sprecati per opere mai finite. dal nostro inviato Concetto Vecchio (La Repubblica 16-3-2009)

 

CATANIA - Che fine hanno fatto gli 850 milioni di euro, disposti nel 2002 dal governo Berlusconi per mettere in sicurezza la città di Catania dai rischi sismici e risolvere l'emergenza traffico? Una montagna di soldi che piovvero sul sindaco Umberto Scapagnini - medico del premier, la cui amministrazione ha portato il Comune a un passo dalla bancarotta - senza che dovesse passare dal consiglio comunale. Scapagnini fu nominato commissario dell'Ufficio speciale e il tesoretto poté essere speso "per cassa e non per competenza": in altre parole, senza alcuna rendicontazione. Sette anni dopo il bilancio è desolante. Gli 850 milioni sono stati spesi per costruire cinque megaparcheggi scambiatori: tutti abbandonati.

Il più grande, il parking Fontanarossa, attaccato all'aeroporto, appaltato al consorzio Uniter, è costato 13 milioni, dopo i 5 milioni 700 mila euro sborsati per espropriare il terreno: è fermo da anni. Temendo lo tsunami - lo tsunami! - fu realizzata in alternativa al lungomare un'ipotetica via di fuga, ma la strada, il viale De Gasperi, finisce sfortunatamente in un vicolo cieco. Le scale antincendio nelle scuole penzolano nel vuoto, le crepe nei muri mascherate da una passata di intonaco, com'è avvenuto alla scuola Brancati, sul punto di crollare. E le caserme, gli ospedali, i palazzi strategici della città più sismica d'Europa? Perché non sono stati messi a norma? Il destino incerto di questi 850 milioni - ma secondo una relazione del capo della Protezione civile Guido Bertolaso si tratterebbe di una cifra compresa tra 1,5 e 2 miliardi di euro: fondi avanzati dalla legge 433/1990 - è stato denunciato ieri sera da "Report", la trasmissione di Milena Gabanelli su Rai3, con un'inchiesta di Sigfrido Ranucci, "I Viceré".

Quando piove il Villaggio Goretti sembra il Canal Grande e gli abitanti lo circumnavigano in gondola con amaro fatalismo: "Semu consumati". Siamo rovinati. Si poteva sistemare con i fondi Fas, ma i 140 milioni concessi ad ottobre dal Cipe sono stati utilizzati per salvare il municipio dalla bancarotta. Un salvataggio che fa ancora piangere di rabbia i sindaci virtuosi.

Catania è una buona metafora del Mezzogiorno d'Italia. Benché sul lastrico, impazzita di traffico - i pochi vigili stanno al cellulare mentre tutt'intorno gli scooter transitano impuniti senza casco - sommersa da cumuli d'immondizia e con i cani randagi che percorrono indisturbati il centro storico, come denuncia un fotoservizio dell'onorevole Enzo Bianco, da sempre vota per Berlusconi. "Report" rivela che la società dedita alla riscossione dei tributi dell'acqua, la Sidra, vanta crediti con il Comune per 22 milioni di euro poiché le varie giunte si sono rifiutate per anni di riscuotere la tassa nei quartieri popolari, serbatoi di voti del centrodestra. La Sidra spende migliaia di euro per singolari sponsorizzazioni: il concorso di Miss Muretto, le feste dei zampognari di Lentini, castagne e ciondoli. "Ma lo volete capire che l'83 per cento della città non sta con voi" urla il sindaco Raffaele Stancanelli (An), durante un incontro con l'associazione Cittàinsieme, punta avanzata della società civile.

Stancanelli ha appena stanziato 553 mila euro per contribuire alla festa di Sant'Agata. Un miliardo di vecchie lire sono un mucchio di quattrini in un municipio che aveva accumulato debiti per quasi un miliardo di euro, le cui aziende partecipate lamentano passivi pari a 120 milioni di euro.

La mafia governa molti gangli vitali della città. Il 12 marzo è cominciato il processo al clan Santapaola, che sino al 2005 avrebbe controllato la rutilante festa di Sant'Agata per accrescere così il proprio prestigio. Nel circolo Sant'Agat la tessera numero uno era di Nino Santapaola, la numero due di un altro mafioso, Enzo Mangion. "Che significa? Sempre un cittadino catanese è?", commentano i devoti. I Santapaola e i Mangion sorreggono le reliquie, dirigono la processione dal cereo, come dimostrano le foto allegate agli atti del dibattimento.

Nel 2004 la candelora venne fatta fermare nei pressi dell'abitazione di Giuseppe Mangion, detto "U zu Pippu", scarcerato tre mesi prima dal carcere di Pisa. Esplosero fuochi d'artificio, spararono botti. Una città dove le regole del gioco sono truccate, denuncia la Gabanelli. Ogni tanto nel filmato fa capolino Scapagnini, affabile, suadente. "Berlusconi vivrà più di cent'anni in buone condizioni". Il premier, rivela una farmacista del centro, si rifornisce da loro. Lei prepara con le sue mani un farmaco miracoloso. A che serve, le chiede Ranucci con la telecamera nascosta: "Ha anche un'azione tipo endorfine che rasserena e poi potenzia anche il coso muscolare...".

(16 marzo 2009)

 



Report "Costi dei politici"   15-16 marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Il Lercaro cerca casa in città e punta al pareggio nel 2010 ( da "Stampa, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Chiedo al sindaco Andrea Oddone e agli assessori di ridurre la propria indennità e ai consiglieri di rinunciare al gettone di presenza - spiega Enrico Porata, di Rc, da due mesi fuori dalla maggioranza in Consiglio -: la somma così risparmiata dovrebbe servire per la creazione di un fondo sociale per le persone in emergenza».

I miei colleghi? Degli sfaccendati ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Semplice: il problema principale di alcuni consiglieri è quello di garantirsi i gettoni di presenza». Il leghista Gianni Fava non usa giri di parole per commentare la riunione dei capigruppo nel corso della quale il consiglio di via Principe Amedeo ha discusso l'allargamento delle commissioni.

Consiglio, la classifica delle presenze ( da "Gazzetta di Modena,La" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: chiarisce la Barbolini nella prefazione al rapporto - ha come remunerazione il solo gettone di presenza che viene denunciato al fine della dichiarazione dei redditi. E' sostanzialmente un lavoro volontario, frutto di passione politica e senso delle istituzioni essenziali a quell'impegno civile oggi più che mai importante per la nostra comunità.

Approvata la tariffa rifiuti per il 2009 ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Rideterminati anche i gettoni di presenza da corrispondere ai consiglieri per l'anno 2009. Per dare un segnale politico alla cittadinanza a fronte della grave crisi economica, i gettoni di presenza sono stati ridotti del 30%: da 15 euro circa a 11 euro netti. Mauro Pinotti

circoscrizioni? no, serve altro per consentire la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica ( da "Nuova Sardegna, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di un giardino) non servono i partiti, le elezioni e i gettoni di presenza. Andando a parlare con la gente si capisce quanta distanza ci sia tra la sensibilità delle persone e le idee della presidente Careddu. Perché allora non si riflette sul fallimento democratico delle Circoscrizioni e non si trovano altre strade per consentire la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica?

Duro attacco di Massa ai Â<trasformistiÂ> ( da "Tempo, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ovviamente la prossima amministrazione comunale dovrà essere molto oculata e rigorosa per l'assenza di finanze derivate e dirette e sulla politica dei tagli e dei risparmi non teme di confermare, in caso dovesse sedere nella poltrona più alta di palazzo San Giorgio, la riconsiderazione dei gettoni di presenza dei consiglieri e degli assessori.

ma che tegola il ko di lupo greco! ( da "Tirreno, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Superato il primato personale assoluto di gol in una stagione, raggiunto nello scorso campionato quando il Lupo si fermò ad 8 firme su 24 presenze distribuite fra i sei mesi al Chievo Verona (8 gettoni ed una rete) e Rimini (16 gare e 7 sigilli). Il rigore fallito a Piacenza avrebbe potuto rimpinguare il carniere odierno di Greco portandolo ad 11 segnature.

volontariato e aziende, aiutateci ( da "Tirreno, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: appelli per i posti di lavoro. Ma nessun taglio ai compensi VIAREGGIO. Dare agli amministratori delle società partecipate un gettone di presenza, al posto del compenso, per recuperare fondi da destinare a chi soffre il dramma dela mancanza di casa e lavoro: la proposta di Pd e Sa è stata sonoramente bocciata dal Pdl che - aspetto grave - neppure ha ritenuto necessario dare spiegazioni.

domani seduta di consiglio l'argomento principale sarà la discussione del bilancio ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sui semafori di via Roveredo, sui costi delle consulenze legali relative ai ricorsi alle sentenze del giudice di pace sulle multe da vistared, sulla fruizione dei siti cimiteriali da parte di disabili, sulla disponibilità di servizi in villa Correr Dolfin, nonchè sulla discarica da poco rinvenuta in località Sant'Angelo.

La nostra provincia da anni non attinge più ai fondi europei per finanziare le in... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: segno di grande affetto. Mi presento non solo come il candidato del Pdl ma dell'intero territorio». Quindi l'affondo verso il centro sinistra: «Mentre sull'aeroporto continuavano a convocare consigli di amministrazione della società con lauti gettoni di presenza, a Latina e Viterbo si attivavano per recepire quei fondi europei in grado di migliorare le loro opere infrastrutturali.

L'acquisto della nuova sede ormai non è che uno dei tanti fronti di "guerra&#... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: anche il ristorno di «quanto ricevuto irregolarmente per i gettoni di presenza e le indennità». A tutte queste accuse Maurizio Castellani non intende replicare: «Preferisco non commentare nulla - afferma - risponderò a tutto dopo». La bufera, però, avanza e si alzano le prime critiche anche verso i vertici regionali, che rischiano di finire anche loro dentro il campo di battaglia.

IL SINDACO Graziano Pattuzzi guadagna meno di 40mila euro per gover... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: grande rilevanza per la dedizione va attribuita ai consiglieri a fronte di un gettone di presenza per la partecipazione alla seduta del Consiglio comunale di appena 46,48 euro lordi. Analizzando i dati si scopre che circa 80 interrogazioni consiliari sono state proposte dai partiti all'opposizione (28 da An, 26 dalla Lega Nord e 24 da FI);

EPPUR (qualcosina) si muove. Sul fronte dei costi della politica, reso ancor pi&#... ( da "Nazione, La (Firenze)" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sul fronte dei costi della politica, reso ancor pi&#... EPPUR (qualcosina) si muove. Sul fronte dei costi della politica, reso ancor più caldo dalla crisi che attraversiamo, si cominciano a registrare timidi, timidissimi segnali di sensibilità, che però vanno colti al volo perché si inneschi un processo virtuoso di imitazione.

L'ultima richiesta di contributi pubblici alla Regione Piemonte, Giuliano Soria, l'ha depo... ( da "Stampa, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Alla fine sono uscite fuori quattro domande: 200 mila euro per il Premio Grinzane Cavour di giugno, 100 mila euro per Piemonte Noir, 80 mila euro per il Grinzane Festival e 350.000 euro per il Grinzane Cinema, il più dispendioso visti i gettoni di presenza per le star dello schermo. Quelle domande sono state depositate giovedì mattina agli uffici regionali.

Da mons. Pennisimonito ai politiciper corruzionee tornaconto ( da "Sicilia, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Pennisi monito ai politici per corruzione e tornaconto Un convegno regionale, quello organizzato dal consigliere provinciale di Forza Italia, Sergio Malfitano, che ha lanciato messaggi ben chiari sia per quanto riguarda lo sviluppo del territorio a livello socio-economico, puntando però su una viabilità migliore e più adeguata di quella attuale,

Il centrosinistra propone di dare in beneficenza le indennità dei consiglieri ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 15-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ordine del giorno del prossimo consiglio previsto per fine marzo, della proposta di destinare l'indennità di presenza dei consiglieri comunali, i cosiddetti "gettoni di presenza", alle persone bisognose residenti nel comune. «L'iniziativa - spiega il capogruppo, Marco Ferro - è stata subito condivisa da tutti i colleghi della sinistra.

Una volta all'anno quattro grandi del giornalismo italiano, Bocca, Stella, Maltese, Riotta, pra... ( da "Stampa, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Tipo Ferrero, Diliberto, Rizzo». Santanchè o Briatore? «Salvo Briatore. Parla dell'Italia come se fosse il paradiso terrestre». Per lui lo è certamente. Se pagasse le tasse in Italia sarebbe l'inferno. «Ma sai, vive a Londra.». Brunetta o Tremonti? «Butto Brunetta». Ha inventato lo sciopero virtuale.

"I giornali profumano più del caffè" ( da "Stampa, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Tipo Ferrero, Diliberto, Rizzo». Santanchè o Briatore? «Salvo Briatore. Parla dell'Italia come se fosse il paradiso terrestre». Per lui lo è certamente. Se pagasse le tasse in Italia sarebbe l'inferno. «Ma sai, vive a Londra.». Brunetta o Tremonti? «Butto Brunetta». Ha inventato lo sciopero virtuale.

Vandelli: Lascio la carica ma appoggio il Pd ( da "Gazzetta di Modena,La" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e gli impegni presi nei confronti della città vengono prima delle questioni di partito». «Avrei due proposte che mi stanno a cuore - ha poi annunciato - prima di tutto quella di un fondo a sostegno delle famiglie con componenti che hanno perso il lavoro a cui poter devolvere il gettone di presenza di consigliere comunale.

un festival di corti sulla società italiana ( da "Tirreno, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sul fronte degli incontri da segnalare venerdì 27 alle 21 un dibattito con Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, giornalisti de "Il Corriere Della Sera" e autori rispettivamente dei best seller "La Casta" e "La Deriva", che analizzeranno le differenze tra la Prima e la Seconda Repubblica, prendendo spunto anche dal famoso "Forza Italia!

GUBBIO Gettoni di presenza e permessi retribuiti sul lavoro per il consigliere comunale stran... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Lunedì 16 Marzo 2009 Chiudi GUBBIO - Gettoni di presenza e permessi retribuiti sul lavoro per il consigliere comunale straniero aggiunto: la proposta viene da Rifondazione Comunista con un'interrogazione di Fabrizio Palazzari accolta di buon grado della presidente del Consiglio comunale, Antonella Stocchi (lista civica "Sinistra unita").

Consiglio diviso sul congresso sindacale ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ci sono i 60 euro del gettone di presenza, c'è il rimborso chilometrico e non manca l'assenza dal posto di lavoro. È vero che ciascun consigliere non può superare i 620 euro al mese, ma affidare alla commissione il compito di accogliere l'invito di chiunque bussi alla porta potrebbe diventare un'operazione dolorosa per i conti del palazzo dell'

Maurizio Crozza: Berlusconi ti voglio bene ( da "Panorama.it" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Si chiuda in caste, ne abbiamo a spiovere, politici, avvocati, calciatori, giornalisti, notai Caste, caste, caste. Sembra Beppe Grillo. Obama ha vinto sulle due coste, da dove arrivano ventate di speranza, di cambiamento. Più si va verso il centro degli Stati Uniti e più il vento di Obama si affievolisce, trova le mucche.

Intervista al pubblico parlante di Amici ( da "superEva notizie" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Spesso ne creiamo di nuove con i nostri commenti, quindi, sì, continuerò anche nei prossimi anni. Insomma siete un po' tutti dei gran fedelissimi. Ma un gettone di presenza ve lo danno o no? Massimo e Simona: Assolutamente no. Per noi che veniamo da fuori Roma, rispettivamente Bologna e Brindisi, c'è solo il rimborso spese per il viaggio che sosteniamo.

Incarichi La giunta chiarisce ( da "Corriere Adriatico" del 16-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: "Il Comune e da sempre molto attento al ricorso alle consulenze esterne e sicuramente, anche grazie alle professionalità presenti all'interno dell'ente, la spesa sostenuta è estremamente modesta". Cifre che nulla hanno a che vedere con quelle fornite dal Pdl.


Articoli

Il Lercaro cerca casa in città e punta al pareggio nel 2010 (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

CASA DI RIPOSO. «SERVONO NUOVI SPAZI» Proposta di Rc Il Lercaro cerca casa in città e punta al pareggio nel 2010 Non indicata però l'entità del «buco» E ci sono voci di speculazioni edili «Riduciamoci i compensi» [FIRMA]MIRIAM MASSONE OVADA Poche certezze e ancora tanti punti interrogativi nel futuro dell'Ipab Lercaro, 94 ospiti di cui 73 non autosufficienti: a scandire il ritmo della lenta rinascita della casa di riposo ci sono i proclami dei politici, del neopresidente del Lercaro, Emanuele Rava, e di Giorgio Bricola, presidente del Consorzio servizi sociali che da un anno ne ha assunto la gestione. L'occasione per fare il punto è stata la presentazione dei nuovi consiglieri del cda, Giorgio Isnaldi Campora, Vanina Pareto, Alessandra Ravera e Giovanni Parodi. Due gli obiettivi principali della nuova era: «Dobbiamo valutare la possibilità di un trasferimento dell'Ipab in città, innanzitutto per ragioni sociali: gli ospiti possono sentirsi più integrati col contesto urbano ed essere raggiunti dai parenti anche a piedi, e poi la struttura è troppo vecchia e richiede costi di manutenzione insostenibili ormai». Vecchia ma «ben tenuta: rispetto a 5 anni fa, grazie soprattutto all'aumento delle rette da 46 a 64 euro al giorno, Lercaro è migliorato sotto tutti i punti di vista, ma in particolare per la qualità del servizio» sottolinea l'assessore provinciale alle Politiche sociali, Maria Grazia Morando. Il sindaco Andrea Oddone replica poi alle voci sempre più insistenti secondo cui dietro l'esigenza del trasferimento ci sarebbe l'ombra di una speculazione edilizia, un disegno che contemplerebbe l'abbattimento della casa di riposo per trasformare la collina del Lercaro in un centro residenziale, una sorta di «Ovada 2»: «Per ora partiamo da zero, con la volontà di trovare una collocazione più funzionale per i pazienti, su cosa farne invece dei terreni si vedrà in futuro». In ogni caso, fa notare il presidente del Css, Bricola, «non sarà facile individuare una struttura adatta in città: servono almeno 5000 metri quadrati». Secondo impegno: «Entro il 2010 vogliamo chiudere il bilancio in pareggio, quindi risanare il debito». Un buco che, cinque anni fa, sulla base di un esposto dell'ex direttore dell'Ipab, Vittorio Baretto, era di 800 mila euro. Di quanto sia oggi non è dato saperlo: «Potremmo appurarlo solo quando sarà pronto il bilancio consuntivo» dice Rava. Rifondazione comunista propone una ricetta anticrisi, economica e simbolica. «Chiedo al sindaco Andrea Oddone e agli assessori di ridurre la propria indennità e ai consiglieri di rinunciare al gettone di presenza - spiega Enrico Porata, di Rc, da due mesi fuori dalla maggioranza in Consiglio -: la somma così risparmiata dovrebbe servire per la creazione di un fondo sociale per le persone in emergenza». La giunta ha lasciato cadere nel vuoto la richiesta, ma Porata incalza: «La riproporrò alla prossima occasione. Il gettone è di circa 30 euro, intorno ai 1000 è l'indennità degli assessori, e sui 4000 euro quella del sindaco». Intanto Rifondazione, che ha appena aderito al neonato Circolo della Sinistra ovadese, ribadisce il proprio distacco dalla coalizione di maggioranza: «Le nostre vedute sono ormai totalmente differenti: mai potremmo sostenere il nome di Andrea Oddone a candidato sindaco».

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I miei colleghi? Degli sfaccendati (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

«I miei colleghi? Degli sfaccendati» Provincia, Fava contro le commissioni allargate: solo spese in più «Qualcuno spieghi ai cittadini a cosa servono 8 assemblee con 19 componenti» «Perché le commissioni del consiglio provinciale passeranno da 15 a 19 componenti ciascuna? Semplice: il problema principale di alcuni consiglieri è quello di garantirsi i gettoni di presenza». Il leghista Gianni Fava non usa giri di parole per commentare la riunione dei capigruppo nel corso della quale il consiglio di via Principe Amedeo ha discusso l'allargamento delle commissioni. Fava ha il dente doppiamente avvelenato: l'intera vicenda scaturisce dalla fuoriuscita dalla Lega di Roberto Lamagni che, costituendo ora un gruppo autonomo, rischia di portare al ridisegno della mappa delle commissioni. Con un esito che avrebbe del paradossale: le commissioni, che dovrebbero essere gruppi ristretti, finirebbero per essere composte da 19 consiglieri su un totale di 30. Con l'inevitabile addio alla natura stessa dell'organismo. E, su cosa diventerebbero le commissioni, Fava ha pochi dubbi. «Mi sembra evidente: siamo davanti semplicemente ad uno stratagemma per garantire a un mucchio di sfaccendati un posto caldo dove discutere pressoché di nulla a spese dei contribuenti, possibilmente in coincidenza con quelli che per il mondo delle persone normali sono orari lavorativi. Così poi si possono anche risarcire per l'assenza i datori di lavoro degli stessi consiglieri». Sfaccendati che discutono di nulla a spese dei contribuenti: il capogruppo leghista non tratta certo con i guanti i colleghi di Palazzo di Bagno. «Temo che i cittadini faticheranno a capire per quale motivo a fronte di un consiglio di trenta componenti si debbano avere in forma stabile otto commissioni con oltre due terzi degli stessi presenti, cui aggiungere presidente e vice, anch'essi naturalmente da spesare - continua Fava - Il motivo evidentemente è uno solo ed è presto detto: i consiglieri non intendono rinunciare al gettone di presenza, né tantomeno ai rimborsi di trasferta». Se la riforma delle commissioni dovesse andare in porto così come prospettata nella riunione del 2 marzo scorso, la spesa per palazzo di Bagno crescerebbe di 360 euro per ogni seduta, dal momento che il gettone di presenza per ogni componente è di 90 euro lordi. Nel dibattito condotto dalla presidente del consiglio provinciale Laura Pradella i pareri contrari sono arrivati, oltre che da Fava, da Enos Zuin, Nanni Rossi (socialista), Giacomo Caramaschi (Partito democratico) e Severino Tinazzi (Forza Italia). Favorevoli invece Lamagni, Nicola Sodano (Ppe), Maria Fadda. L'ipotesi dell'allargamento è emersa dopo che proprio Roberto Lamagni, sospeso e in via di espulsione dalla Lega, ha formato un gruppo a sé e ha chiesto di essere inserito (ne ha diritto) in tutte le commissioni. Ma a quel punto salterebbero gli equilibri numerici tra maggioranza e opposizione. Tra le strade percorribili, la riduzione delle commissioni e quella dell'entità del gettone di presenza. La decisione spetta alla commissione Statuto. (ga.des)

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Consiglio, la classifica delle presenze (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 15-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

IL RAPPORTO SU UN ANNO DI ATTIVITA' Consiglio, la classifica delle presenze Solo sei consiglieri non sono mai mancati. Due gli "assenteisti" ALFONSO SCIBONA Il presidente Patrizia Barbolini ha presentato ieri il rapporto sull'attività del consiglio comunale nell'anno 2008. «Un anno - ha sottolineato - molto vivace per il dibattito politico e per le attività che abbiamo svolto». Il leghista Menani è stato il più presente. Qualche maglia nera. Il 2008 ha visto impegnati i consiglieri in 27 sedute, nel corso delle quali sono stati deliberati 96 atti. Più di 100 le interrogazioni presentate: 28 da Alleanza Nazionale-Pdl, 26 da Lega Nord, 24 da Forza Italia-Pdl, 17 dal Gruppo misto, 8 da Ds-Pd, 5 da Democrazia è Libertà - La Margherita, 1 dai Comunisti Italiani. Sono state 81 le sedute delle commissioni consiliari permanenti: la commissione 2Territorio e ambiente" 24 sedute, altrettante per la commissione capigruppo, la commissione "Sviluppo e gestione delle risorse" 18 sedute, la commissione "Controllo e garanzia" 10 sedute mentre la "Commissione servizi alla persona" ne ha avute 5. I consiglieri, in particolare i capigruppo, sono stati impegnati per oltre 110 giornate, un impegno al quale si deve aggiungere il lavoro svolto all'interno dei partiti e in occasione delle iniziative pubbliche. «L'attività degli amministratori - chiarisce la Barbolini nella prefazione al rapporto - ha come remunerazione il solo gettone di presenza che viene denunciato al fine della dichiarazione dei redditi. E' sostanzialmente un lavoro volontario, frutto di passione politica e senso delle istituzioni essenziali a quell'impegno civile oggi più che mai importante per la nostra comunità. Una comunità che ci chiede capacità, equilibrio, oggettività e senso di responsabilità». Nelle 27 sedute di consiglio, sempre presente il presidente, Laura Bizzarri, Nicola Caserta, Raffaele Lettieri, Angioletto Usai e Francesco Menani; Ruggero Cavani (15 presenze su 15 convocazioni ricevute). Tra gli assenteisti (motivati da impegni lavorativi all'estero) Claudio Casolari e Gregorio Schenetti. Nelle commissioni numeri piuttosto altalenanti. Tra i capigruppo (24 gli incontri che si sono tenuti) 100% del presidente Barbolini e di Francesco Menani; 1 su 24 di Massimo Benedetti; nella commissione "Servizi alla persona" (5 incontri) 100% del presidente Cavani, Francesco Menani e Fabrizio Tincani; zero per 15 componenti; nella commissione "Territorio e ambiente" (24 incontri) 20 presenze per il presidente Massimiliano Righi, 23 Francesco Menani, zero per 7 componenti. Nella commissione "Risorse, affari generali e polizia municipale" (18 gli incontri fissati) 16 presenze del presidente Paolo Vincenzi, 18 di Francesco Menani, zero per 9 componenti. Infine, nella commissione "Affari istituzionali e garanzia" (10 incontri), 10 presenze del presidente Claudia Severi, altrettante per Francesco Menani, zero per 8 componenti.

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Approvata la tariffa rifiuti per il 2009 (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Gonzaga. Con l'astensione del consigliere di opposizione Benatti Approvata la tariffa rifiuti per il 2009 GONZAGA. Si è svolta, mera Gonzaga, una seduta lampo del consiglio comunale dove c'è stata la presentazione degli schemi di bilancio per l'anno 2009 e dei documenti di programmazione connessi. Approvato a maggioranza con l'astensione del consigliere di opposizione Benatti, il piano finanziario tariffa-rifiuti anno 2009. Consenso unanime per l'approvazione della convenzione per la gestione in forma associata del servizio distrettuale minori tra i Comuni dell'ambito territoriale di Suzzara per il periodo 1º aprile 2009-31 dicembre 2010. Rideterminati anche i gettoni di presenza da corrispondere ai consiglieri per l'anno 2009. Per dare un segnale politico alla cittadinanza a fronte della grave crisi economica, i gettoni di presenza sono stati ridotti del 30%: da 15 euro circa a 11 euro netti. Mauro Pinotti

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circoscrizioni? no, serve altro per consentire la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 25 - Sassari Circoscrizioni? No, serve altro per consentire la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica La lettera della Presidente della Circoscrizione n. 3, Paola Careddu, su La Nuova del 12 marzo, lascia intendere che la campagna per l'abolizione delle circoscrizioni dell'associazione LibertAria sia solo demagogica e che qualunque proposta tesa a risparmiare soldi pubblici sarebbe accolta con favore dalla gente. A parte la curiosità che, tra le possibili proposte populiste, la presidente mette anche quella di sostituire i consigli provinciali con assemblee dei sindaci del territorio (avanzata tra l'altro da autorevoli esponenti del suo partito), ciò che amareggia è la concezione della democrazia che emerge nelle sue parole. Burocratica e professionale quando appare evidente a chiunque che per le questioni più semplici della vita nei quartieri (dove spostare i cassonetti, dove tenere il mercatino rionale, dove proporre l'apertura di un giardino) non servono i partiti, le elezioni e i gettoni di presenza. Andando a parlare con la gente si capisce quanta distanza ci sia tra la sensibilità delle persone e le idee della presidente Careddu. Perché allora non si riflette sul fallimento democratico delle Circoscrizioni e non si trovano altre strade per consentire la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica? Perché non si tiene conto del fatto che quando le persone vogliono raggiungere un obiettivo si riuniscono in comitati spontanei, liberi e gratuiti, che sono il sale della democrazia e non devono delegare alle istituzioni l'espressione del proprio disagio? Perché un'esponente di un partito di sinistra, come la presidente Careddu, non interpreta il proprio ruolo politico per leggere la realtà anziché difendere la propria carica con sarcasmo? Un Comune ha molte strade per favorire la partecipazione dei cittadini alle scelte che li riguardano: creare assemblee di rappresentanti di partito è - a mio parere - la peggiore. Infine una precisazione: nella mia lettera del 7 marzo ho scritto che c'è "qualche decina di consiglieri circoscrizionali che stanno lì solo per il gettone": il sig. Peru, intervenuto l'11, non è d' accordo. Non so se pensa che siano di meno o di più? Giampiero Muroni

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Duro attacco di Massa ai Â<trasformistiÂ> (sezione: Costi dei politici)

( da "Tempo, Il" del 15-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

stampa Duro attacco di Massa ai «trasformisti» Campobasso Presentandosi ai suoi elettori in vista delle Primarie per l'indicazione del candidato sindaco Aldo Ciaramella CAMPOBASSO Uno sguardo alle Primarie e l'altro al dopo. Augusto Massa si presenta alla «sua» piazza, la sua città, dove ha svolto il mandato di sindaco dal 1999 al 2004 stimolando l'attenzione alle Primarie del 29 marzo quando il Piddi con il voto di iscritti e simpatizzanti dovrà scegliere il candidato sindaco tra Massa, per l'appunto, Macchiaroila, Ziccardi e Di Nucci «Invito prima di tutto i cittadini al voto delle Primarie che sono una novità per la campagna elettorale un modo democratico per dare voce e per riavviare il dibattito tra i cittadini nella scelta del loro candidato sindaco. Vogliamo quindi mettere al centro della programmazione la città capoluogo, un riferimento forte per la regione. Un aspetto che qualche candidato ha curato solo nelle ultime settimane. Per quello che mi riguarda credo di avere esperienza conoscenza della città, avendo già svolto il ruolo di primo cittadino, e quella onestà politica intellettuale che invece domina nei trasformismi continui che avvengono dapperttutto in una sorta di mercato che è uguale a quello del calcio». Per le Primarie e proiettandosi al dopo nel caso vincesse i «preliminari» per la consultazione elettoralei del 6 e 7 giugno già delinea il suo impegno «Tre gli assi su cui agirei. I giovani il sociale e un'urbanistica partecipata, quest'ultima che possa fornire l'informazione più ampia e trasparente sui progetti più significativi di trasformazione e crescita urbana». Quindi una città che deve essere attenta alle nuove generazioni «che devono costruire un loro futuro basato sul lavoro e su valori anche ideali da soddisfare» agli adulti e agli anzianio «Tutta la comunità si deve sentire coinvolta in un nuovo progetto ancorato a saldi valori di solidarietà giustizia e partecipazione libera da condizioonamenti e prevaricazioni» Annuncia anche che la campagna elettorale, già aperta in qualche modo, da qui a qualche settimana, quando si avvicinerà di più all'appuntamento elettorale, sarà molto dura se non ci si vorrà misurare sulle difficoltà e sui programmi della città. Ovviamente la prossima amministrazione comunale dovrà essere molto oculata e rigorosa per l'assenza di finanze derivate e dirette e sulla politica dei tagli e dei risparmi non teme di confermare, in caso dovesse sedere nella poltrona più alta di palazzo San Giorgio, la riconsiderazione dei gettoni di presenza dei consiglieri e degli assessori. Ovviamente nel suo programma «Augusto Massa sindaco di tutti» concede priorità alla realizzazione di migliori infrastrutture «per la mobilità e per i servizi in accordo con i programmi e i progetti già avviati portando a termine nel più breve tempo possibile quegli interventi non ancora compiuti».

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ma che tegola il ko di lupo greco! (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 15-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 14 - Pisa Ma che tegola il ko di Lupo Greco! L'unico nerazzurro in doppia cifra, vero trascinatore in casa PISA. Tutti i tifosi pisani sono rimasti sconvolti dal tam tam che annunciava il grave infortunio di Lupo Greco. Rischia sei mesi o più di stop, se gli esami confermeranno le prime impressioni (lesione del tendine di Achille). Il Lupo è un giocatore essenziale nella risalita del Pisa: la settimana scorsa è stato il primo nerazzurro a varcare la soglia della doppia cifra, 10 gol dopo le sue prime 23 presenze in campionato, e in casa, cifre alla mano, è l'unico capace di forzare le difese avversarie. Una performance da rimarcare anche rispetto al meraviglioso andamento dello scorso anno, perché è la stessa riuscita ad Alessio Cerci, che completò la decina (a cui purtroppo fu costretto a fermarsi) realizzando una doppietta per il 3-0 rifilato al Cesena. Nel trio delle meraviglie Castillo-Kutuzov-Cerci soltanto l'argentino aveva superato quota 10 molto prima dell'ex genoano, dopo appena 13 gare (peraltro disputate tutte per intero) grazie al centro (su rigore) nella trasferta di Vicenza, lanciandosi verso il record di 21 centri. Vitalii Kutuzov dovette attendere addirittura la 36esima presenza nella sfida di Lecce, e come Cerci non riuscì ad andare oltre. Record personale. Superato il primato personale assoluto di gol in una stagione, raggiunto nello scorso campionato quando il Lupo si fermò ad 8 firme su 24 presenze distribuite fra i sei mesi al Chievo Verona (8 gettoni ed una rete) e Rimini (16 gare e 7 sigilli). Il rigore fallito a Piacenza avrebbe potuto rimpinguare il carniere odierno di Greco portandolo ad 11 segnature. La gara con l'Albinoleffe ha segnato il riscatto dal dischetto, con la terza trasformazione su quattro tentativi (degli undici totali concessi al Pisa). Ieri, purtroppo, l'infortunio. Greco raddoppia. Nel 2009 la punta siciliana ha eguagliato il proprio bottino nerazzurro del 2008 ed è tornato prepotentemente il cannoniere di squadra quasi doppiando il più diretto rivale (Joelson a 6), dopo che a dicembre Greco aveva momentaneamente ceduto il proprio scettro. Cinque reti (una al Rimini, due al Modena, una al Livorno, ed infine quella piazzata all'Albinoleffe) in 8 incontri disputati, le stesse che aveva collezionato nelle precedenti 15 occasioni (a segno contro Modena, Treviso, Triestina, Avellino e Frosinone). Con la media tenuta nel nuovo anno avrebbe superato tranquillamente quota 26 in 42 partite. Bomber con il 4-3-3. Da quando il mister ha scelto il cambio di modulo, ossia dall'inizio del girone di ritorno, Greco fino a ieri era partito titolare 6 volte su 8 disponibili (fuori a Grosseto, subentrato a Vicenza), collezionando 4 reti sulle 8 totalizzate dal Pisa pur senza brillare come prestazione almeno nelle ultime tre-quattro gare. I compagni (Genevier, Alvarez, Viviani, ed ora Antenucci) si sono spartiti l'altra metà. A.Scuglia-M.Berutto

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volontariato e aziende, aiutateci (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 15-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 5 - Viareggio «Volontariato e aziende, aiutateci» Il Comune lancia appelli per i posti di lavoro. Ma nessun taglio ai compensi VIAREGGIO. Dare agli amministratori delle società partecipate un gettone di presenza, al posto del compenso, per recuperare fondi da destinare a chi soffre il dramma dela mancanza di casa e lavoro: la proposta di Pd e Sa è stata sonoramente bocciata dal Pdl che - aspetto grave - neppure ha ritenuto necessario dare spiegazioni. Seconda possibilità: per lo stesso nobile fine, tagliare fino al 50% gli stessi compensi, quelli degli Intoccabili delle Partecipate [scritto così, sembra un gruppo rock, ma di quelli pagatissimi]. Proposta ancor più rilevante nell'agone politico perché proviene da Alessandro Bolognesi, consigliere poco allineato di Forza Italia-Pdl. Questa idea non l'hanno bocciata: semplicemente non l'hanno fatta votare. Ne discuteremo più avanti, è stato detto. Scommettiamo, sindaco, che, con buona pace del consigliere ribelle, i compensi degli Intoccabili non saranno dimezzati? è una scommessa facile da fare: probabilmente la vinceremo e, se anche la perdessimo, ne saremmo felici. La verità è che, il giorno dopo, sembra già finito tutto. Nessuno della giunta ha speso una sola parola per argomentare su questi temi. Testa sotto la sabbia e via, sperando che la storia finisca in fretta. Nel frattempo Vittorio Fantoni cambia prospettiva e affronta il tema - anch'esso bruciante - di come uscire dalla crisi sociale che questa città sta vivendo nelle sue fasce più deboli. «Quando sono diventato assessore ho deciso di non guardarmi indietro e ho preso atto che non c'erano fondi. è il consiglio che rivolgo a tutte le forze politiche, datemi una mano nel limiti del possibile. Le recenti proposte sono apprezzabili nello spirito ma non se ne farà niente. Ripartiamo, invece, dalla disponibilità che è stata espressa da Caprili e Monciatti, presidenti di Croce Verde e Misericordia, li ringrazio entrambi. Ma ora c'è bisogno di un supermercato, di un grande cantiere nautico, di un'azienda che dia disponibilità di posti di lavoro, anche part-time, anche con una parte di stipendio coperta dal Comune. Posti da assegnare a persone in situazioni gravi e comprovate. Ripartiamo da qui, sollecitiamo i privati; c'è poi un gruppo di cittadini che, mi dice, si sta organizzando per raccogliere fondi e metterli a disposizione di chi ha bisogno». Fabrizio Brancoli

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domani seduta di consiglio l'argomento principale sarà la discussione del bilancio (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 11 - Pordenone Domani seduta di consiglio L'argomento principale sarà la discussione del bilancio PORCIA. Domani, con inizio alle 18, nella sala del consiglio della sede municipale di Porcia, l'assemblea consiliare discuterà e voterà il bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2009 del Comune, il bilancio pluriennale 2009-2011 e la relazione previsionale e programmatica. Particolarmente fitto, secondo un'ormai consolidata consuetudine, l'ordine del giorno. Al voto dell'assemblea consiliare purliliese ci sarà la concessione del diritto di superficie per la realizzazione di una struttura destinata a sede sociale associazione no profit Sant'Angelo, a Talponedo. Tra gli argomenti delle numerose interrogazioni e mozioni presentate dai componenti del consiglio, domani si discuterà in particolare sulla ciclabile di via Marconi, sui semafori di via Roveredo, sui costi delle consulenze legali relative ai ricorsi alle sentenze del giudice di pace sulle multe da vistared, sulla fruizione dei siti cimiteriali da parte di disabili, sulla disponibilità di servizi in villa Correr Dolfin, nonchè sulla discarica da poco rinvenuta in località Sant'Angelo. Tra gli altri argomenti trattati vi sono le ronde per la sicurezza e le questioni di carattere ambientale, come i ripetuti superamenti dei limiti delle polveri sottili nel conurbamento. (m.bi.)

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La nostra provincia da anni non attinge più ai fondi europei per finanziare le in... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 15-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Domenica 15 Marzo 2009 Chiudi di GIANPAOLO RUSSO «La nostra provincia da anni non attinge più ai fondi europei per finanziare le infrastrutture necessarie allo sviluppo del territorio. Ecco, è qui che dobbiamo invertire la rotta». Esordisce così Alfredo Pallone, da ieri ufficialmente il primo candidato ciociaro alle prossime elezioni europee per il Popolo della Libertà. Davanti a mille persone si è presentato all'Henry Hotel. «Vedere una sala così gremita - ha dichiarato - è segno di grande affetto. Mi presento non solo come il candidato del Pdl ma dell'intero territorio». Quindi l'affondo verso il centro sinistra: «Mentre sull'aeroporto continuavano a convocare consigli di amministrazione della società con lauti gettoni di presenza, a Latina e Viterbo si attivavano per recepire quei fondi europei in grado di migliorare le loro opere infrastrutturali. A Scalia e Marrazzo regalerò un aeroporto in miniatura, ma basta continuare a prendere in giro i cittadini». Pallone punta il dito sulla «politica fortemente clientelare che per anni ha caratterizzato il centro sinistra dove hanno trovato lavoro solo i figli di amici e parenti, mentre tutti gli altri e i più meritevoli sono rimasti tagliati fuori». Pallone sostiene che in Europa si batterà per difendere l'identità nazionale: «Stiamo tradendo le nostre radici culturali - ha detto - accettiamo che altri popoli entrino e vivano in Italia ma devono rispettare le nostre regole e non vogliamo né delinquenti né coloro che tendono a distruggere la nostra cultura». Per l'occasione era arrivato a Frosinone anche Antonio Tajani, che, in qualità di commissario europeo, sull'aeroporto ha lanciato una nuova proposta: «Dato che ormai è certo che il secondo aeroporto regionale per passeggeri verrà fatto a Viterbo e quindi è inutile continuare a prendersi in giro, a Frosinone si può puntare su uno scalo destinato alla movimentazione di merci sfruttando le infrastrutture già presenti quali Tav ed autostrada». Il candidato alla Provincia, Antonello Iannarilli, a conclusione dell'incontro si è soffermato sulla neo candidatura di Marzi con l'Udc: «E' il matrimonio tra il diavolo e l'acqua santa. Frosinone è piena di incompiute lasciate dal precedente sindaco che ha dimostrato già ampia incapacità amministrativa. I cittadini se lo ricorderanno bene». Nel centro sinistra, per quanto riguarda eventuali candidati alle europee, si è ancora in alto mare. «Non ce ne siamo ancora occupati - dichiara il leader dei socialisti Gianfranco Schietroma - ma è certo che alle Europee il Ps starà in coalizione con i Verdi, la Sinistra Democratica e la neo formazione politica di Vendola». In casa Pd così come nell'Udc dichiarano che ancora non si è affrontato l'argomento. Se ne parlerà nei prossimi giorni.

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L'acquisto della nuova sede ormai non è che uno dei tanti fronti di "guerra&#... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 15-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Domenica 15 Marzo 2009 Chiudi di DANTE CILIANI L'acquisto della nuova sede ormai non è che uno dei tanti fronti di "guerra". Il presidente provinciale della Cna, Maurizio Castellani, rischia di essere messo all'angolo da un'opposizione interna sempre più agguerrita e motivata. E questo proprio alla vigilia di un voto delicatissimo, per "indicare" i rappresentanti dell'associazione in seno al consiglio della Camera di Commercio, all'ordine del giorno del direttivo che si riunisce domani sera. Un voto che potrebbe persino "azzoppare" quello che fino a qualche settimana fa sembrava il sicuro prossimo presidente della Camera di Commercio, in forza di un patto di ferro tra le associazioni che, pur con l'esclusione polemica di Assindustria, vedeva proprio in Castellani il candidato alla successione a Mario Ruozi Berretta a giugno. Dopo le dimissioni in massa dei vertici del comunale di Terni e di due componenti della presidenza provinciale, gli oppositori sono ripartiti all'attacco nel contestare la gestione di Maurizio Castellani, ponendo in termini durissimi "la questione morale" ai garanti nazionali («quelli provinciali e regionali esistono solo sulla carta»), fino ad arrivare alla richiesta di sanzionare il presidente con l'espulsione, non solo per l'acquisto della nuova sede (un milione e 400 mila euro di cui 400 mila già versati alla società di cui è titolare proprio il presidente Castellani per uno stabile in via XX settembre) di cui l'opposizione denuncia la "totale irregolarità" e chiede di conoscere, «da settimane inutilmente nonostante le garanzie previste dallo statuto», tutti gli atti e le verbalizzazioni. Nel mirino degli oppositori, che al Comunale di Terni hanno la maggioranza, sono finite anche tutte le nomine, più di una decina, effettuate dall'attuale presidenza. Compresa quella che dà la facoltà a Castellani, che ha sostituito per conto dell'associazione l'ex direttore Giulio Cesare Proietti, di essere vicepresidente in Camera di Commercio. Nomina questa, come molte altre, contestata poichè «nessun organo, neanche la presidenza, anche se a termini di statuto è il direttivo a deliberare in materia», l'ha mai deliberata. Insomma il presidente avrebbe fatto tutto da solo, contravvenendo alle regole ed alle garanzie interne dell'associazione. Per questo gli oppositori chiedono all'ente di "revocare" tale nomina e anche il ristorno di «quanto ricevuto irregolarmente per i gettoni di presenza e le indennità». A tutte queste accuse Maurizio Castellani non intende replicare: «Preferisco non commentare nulla - afferma - risponderò a tutto dopo». La bufera, però, avanza e si alzano le prime critiche anche verso i vertici regionali, che rischiano di finire anche loro dentro il campo di battaglia.

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IL SINDACO Graziano Pattuzzi guadagna meno di 40mila euro per gover... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 15-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

SASSUOLO pag. 15 IL SINDACO Graziano Pattuzzi guadagna meno di 40mila euro per gover... IL SINDACO Graziano Pattuzzi guadagna meno di 40mila euro per governare Sassuolo. Il 2008 si è chiuso con 27 sedute del Consiglio comunale durante le quali sono stati deliberati 96 atti e presentate 114 interrogazioni. Sono questi i numeri relativi all'attività del civico consesso sassolese per l'anno passato, per il quale, come sottolineato dal presidente Patrizia Barbolini, «è stato un 2008 istituzionalmente e politicamente molto impegnativo: amministratori, assessori e consiglieri hanno svolto con passione politica la loro mansione rendendo un buon servizio alla comunità». A proposito della cittadinanza, Barbolini chiarisce: «C'è molta attesa tra i cittadini riguardo i lavori dell'assemblea pubblica, questo la dice lunga sull' importanza ricoperta in ordine ai bisogni e alle esigenze di quanti risiedono a Sassuolo e conclude i sassolesi guardano al civico consesso come ad un momento di dialogo e confronto chiedendo a tutti i rappresentanti capacità, equilibrio, oggettività e grande senso di responsabilità». Nell'ottica della massima trasparenza sono stati resi noti anche i compensi legati alla funzione politica in capo ai diversi amministratori. Su questo punto si sono accese in passato polemiche tra i diversi schieramenti politici, contrassegnati da coloriti dibattiti con tanto di accuse e repliche. L' indennità annuale per il ruolo di primo cittadino al netto è pari a 37.260 euro, per la carica di vice-sindaco è di 22.697 euro: entrambe le mansioni prevedono 12 mensilità non contemplando trattamento di fine rapporto e tredicesima, non previsti. Stesso discorso per gli assessori: per questi (ma vanno distinti i lavoratori a tempo pieno e coloro i quali non hanno richiesto l'aspettativa), i compensi annuali sono nel primo caso pari a 19.167 euro e nell'altro a 10.418. Nel lavoro complessivamente inteso, grande rilevanza per la dedizione va attribuita ai consiglieri a fronte di un gettone di presenza per la partecipazione alla seduta del Consiglio comunale di appena 46,48 euro lordi. Analizzando i dati si scopre che circa 80 interrogazioni consiliari sono state proposte dai partiti all'opposizione (28 da An, 26 dalla Lega Nord e 24 da FI); 81 invece le sedute delle Commissioni consiliari permanenti: di queste 48, equamente divise, rappresentano le riunioni della commissione capigruppo e di quella territorio e ambiente. Andrea Antonietti

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EPPUR (qualcosina) si muove. Sul fronte dei costi della politica, reso ancor pi&#... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 15-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

PRIMA PAGINA pag. 41 EPPUR (qualcosina) si muove. Sul fronte dei costi della politica, reso ancor pi&#... EPPUR (qualcosina) si muove. Sul fronte dei costi della politica, reso ancor più caldo dalla crisi che attraversiamo, si cominciano a registrare timidi, timidissimi segnali di sensibilità, che però vanno colti al volo perché si inneschi un processo virtuoso di imitazione.

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L'ultima richiesta di contributi pubblici alla Regione Piemonte, Giuliano Soria, l'ha depo... (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

L'ultima richiesta di contributi pubblici alla Regione Piemonte, Giuliano Soria, l'ha depositata poche ore prima dell'arresto: 730 mila euro per quattro manifestazioni. «Solo lui poteva firmare le domande, essendo ancora il legale rappresentante dell'associazione» dicono dal Premio Grinzane Cavour. È forse non c'è segno più tangibile di quanto le sue dimissioni fossero ormai necessarie. L'intreccio diabolico tra il premio e il suo presidente (anche contabile, a quanto pare) ha decretato la fine del salvataggio del Grinzane Cavour, senza contare i dubbi sulla possibile reiterazione del reato che ne sono usciti rafforzati. La convenzione Oggi, di fronte a quell'ultima richiesta proveniente dall'associazione, l'assessore regionale alla Cultura Gianni Oliva taglia netto: «Se quelle domande sono a firma Giuliano Soria, è chiaro che non verranno prese in considerazione. Non hanno più alcun motivo di esistere». E dire che a inizio settimana era stato proprio Oliva a sollecitare il premio a presentare le richieste. Fino al 2008 le manifestazioni più grandi venivano coperte dalla convenzione triennale siglata dalla Regione e dall'associazione: 650 mila euro. A cui si aggiungevano domande sui singoli eventi di minore entità. Dopo l'esplodere dello scandalo, tuttavia, è chiaro che la convenzione non è stata rinnovata. «L'assessore Oliva ha parlato con Soria dei premi che dovevano essere salvati - riferisce Antonella Cavallo, la dipendente più di lungo corso del Grinzane -. Poi il presidente del comitato Piergiorgio Odifreddi ci ha riferito che dovevamo preparare in fretta il budget. La scadenza termini per presentare le domande era il 15 marzo». E così la macchina Grinzane si è rimessa in moto, almeno per qualche giorno. Telefonate, prenotazioni, biglietti aerei. Tutto come una volta, anche se in modo più sobrio. Alla fine sono uscite fuori quattro domande: 200 mila euro per il Premio Grinzane Cavour di giugno, 100 mila euro per Piemonte Noir, 80 mila euro per il Grinzane Festival e 350.000 euro per il Grinzane Cinema, il più dispendioso visti i gettoni di presenza per le star dello schermo. Quelle domande sono state depositate giovedì mattina agli uffici regionali. Nel pomeriggio il professore è stato arrestato dalla guardia di finanza mentre si trovava nello studio del suo avvocato Roberto Piacentino. «La situazione è paradossale - considera Antonella Cavallo - la Regione ci ha sollecitato, la mattina abbiamo consegnato e poi, dopo l'arresto del presidente, abbiamo letto lo stesso assessore che decretava la scomparsa del Grinzane. Ci vorrebbe una presa di posizione chiara da parte della Regione, per questo speriamo di avere al più presto un confronto con lui». Spiega Odifreddi: «Con tutto quello che è successo, non poteva essere altrimenti. Io non potevo firmare perché mi trovavo negli Stati Uniti e poi formalmente non ero presidente del consiglio d'amministrazione. Pensavo però che avrebbe firmato l'avvocato Claudio Morra. Certo, se è stato Soria, quelle domande non credo avrebbero avuto vita facile». I dipendenti I dipendenti del Grinzane ancora ci sperano: «Abbiamo sentito i funzionari dell'assessorato e ci hanno detto che qualcosa si cercherà di fare - dice la Cavallo - speriamo di ricevere risposta alle nostre domande entro una decina di giorni». Anche se la Regione dovesse accordare il contributo, però, il problema rimane: oggi l'unico rappresentante legale dell'associazione che può autorizzare una spesa resta Giuliano Soria. Il professore potrebbe rimettere le proprie dimissioni direttamente nelle mani del giudice nel corso dell'interrogatorio di convalida previsto per domani. Un gesto che avrebbe un significato anche per la linea difensiva: con le dimissioni da presidente e dal Cda, viene a mancare il pericolo della reiterazione del reato.

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Da mons. Pennisimonito ai politiciper corruzionee tornaconto (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Da mons. Pennisi monito ai politici per corruzione e tornaconto Un convegno regionale, quello organizzato dal consigliere provinciale di Forza Italia, Sergio Malfitano, che ha lanciato messaggi ben chiari sia per quanto riguarda lo sviluppo del territorio a livello socio-economico, puntando però su una viabilità migliore e più adeguata di quella attuale, sia per quanto riguarda la situazione politica all'interno di Forza Italia e del Pdl in generale a causa della presenza di due anime, quella che si riconosce in Ugo Grimaldi e quella che si riconosce in Edoarda Leanza e quindi nel gruppo che fa capo al presidente della Provincia Pippo Monaco. Il convegno è riuscito perché tutti i rappresentanti politici erano presenti, tranne il sottosegretario Gianfranco Miccichè e l'onorevole Salvo Fleres, fuori Italia per impegni istituzionali. E' al di là degli interventi di Ugo Grimaldi, che ha annunziato al ripresa delle procedure per il parco Tematico di Regalbuto, ha poi fatto la cronistoria della designazione di Pippo Monaco a candidato alla presidenza della Provincia e quindi con prospettive insufficienti e anomale nella crescita del Pdl in provincia di Enna e all'attacco duro di Maurizio Prestfilippo, presidente provinciale di Confcommercio; c'è stata una dichiarazione dell'onorevole Pippo Fallica, segretario dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati che fa riflettere. Pippo Fallica ha dichiarato, nel suo intervento finale, che un documento come quello elaborato da Dante Ferrari e inviato ai rappresentanti del partito è inconcepibile, irrazionale, significa rimanere in guerra e, quindi, penalizzante per un partito che si vuole affermare. Il convegno ha trattato temi di un certo interesse per lo sviluppo del territorio, ma ci sono stati dei suggerimenti e dei moniti che hanno coinvolto tutti i rappresentanti politici della provincia ed ha riguardato principalmente la programmazione, la realizzazione di progetti cantierabili, un Patto di Sviluppo che dovrebbe essere condiviso da tutti e deve avere dei punti qualificanti, delle scelte strategiche ricche di progettualità per dare vere prospettive di crescita. Ovviamente al primo posto, in questo contesto, vi è la viabilità. Lo hanno detto a chiare lettere tutti i deputati presenti nessuno escluso. Il senatore Giovanni Mauro, ex presidente della Provincia di Ragusa, ha parlato di sapere amministrare la propria terra e si è impegnato ad inviare un funzionario del ministero in provincia per valutare le opportunità di crescita, mentre Francesco Stagno D'Alcontres ha evidenziato che ,in provincia di Enna, ci sono forti ritardi nella programmazione e vi è la necessità di avere progetti cantierabili e di sposare progetti in cui si possa realizzare energia alternativa da fonti rinnovabili. L'assessore Michele Cimino, invece, ha parlato di nuova pianificazione per la ricostruzione della Regione, di opere infrastrutturali per la viabilità ed anche lui di energia alternativa. Malfitano assieme a Pippo Fallica e a Ugo Grimaldi mercoledì sarà a Palermo per affrontare il problema della viabilità nella zona nord della provincia con i dirigenti dell'Anas. Flavio guzzone

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Il centrosinistra propone di dare in beneficenza le indennità dei consiglieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 15-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il centrosinistra propone di dare in beneficenza le indennità dei consiglieri Domenica 15 Marzo 2009, (M.G.B.) È stata presentata ieri mattina, dalla lista di Centrosinistra al presidente del consiglio comunale, la richiesta di iscrizione all'ordine del giorno del prossimo consiglio previsto per fine marzo, della proposta di destinare l'indennità di presenza dei consiglieri comunali, i cosiddetti "gettoni di presenza", alle persone bisognose residenti nel comune. «L'iniziativa - spiega il capogruppo, Marco Ferro - è stata subito condivisa da tutti i colleghi della sinistra. È una questione che ha uno stretto legame sia con la difficile congiuntura economica (che ha determinato uno stato di difficoltà diffusa di buona parte della comunità, accresciuta per quelle persone che già avevano accesso ai servizi sociali per aiuto nel pagamento delle bollette, e che ora sono in difficoltà anche per il vitto), sia con l'andamento del Bilancio comunale previsionale, che ci ha lasciato alquanto delusi, per i tagli apportati a settori come assistenza e cultura». Ritenendo che questa situazione congiunturale meriti risposte anche simboliche, ma significative in termini di messaggi della politica, ecco quindi la proposta di Ferro: per il corrente anno, le somme destinate a liquidare le indennità di presenza dei consiglieri comunali, siano interamente devolute alle persone bisognose residenti nel comune, che per necessità si rivolgono all'Ufficio Servizi Sociali. «Non è tanto - dice Ferro -. Si tratta di 400-450 euro a seduta, per un totale di 2000-2500 euro per il periodo di nostra competenza in quanto, entro la fine del mandato, oltre al consiglio comunale già tenuto, ne sono prevedibili altri due o tre. Si tratta di un piccolo segnale di solidarietà per cui confidiamo che l'iniziativa, che è simbolica e non vuol certo essere strumentale, perchè saremmo ben miseri se volessimo fare campagna elettorale con questo, trovi consenso unanime. Mi piacerebbe - conclude - che iniziative di questo genere fossero seguite anche da altre amministrazioni».

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Una volta all'anno quattro grandi del giornalismo italiano, Bocca, Stella, Maltese, Riotta, pra... (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 16-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Una volta all'anno quattro grandi del giornalismo italiano, Bocca, Stella, Maltese, Riotta, pranzano nella casa milanese di Giorgio Bocca e, tra il primo e il secondo, assegnano ad un giornalista il premio più ricco della stampa, 15 mila euro. Il vino, rigorosamente Amarone, lo versa il quinto della giuria, Giancarlo Aneri, un signore di Legnago, in provincia di Verona, produttore di vino ma anche grande venditore di olio e di caffè di qualità. Il premio si chiama «E'», proprio così, una sola lettera accentata. L'ha inventato Aneri insieme a Bocca, Biagi e Montanelli. Tre grandi vecchi del giornalismo italiano e grandi amici di Aneri, l'uomo che conosce tutti i giornalisti italiani. «Quasi tutti. Quelli bravi, tutti. Quando leggo un bell'articolo guardo la firma e da quel momento lo cerco, lo inseguo, faccio di tutto per conoscerlo». Sei un maniaco. Uno stalker. «Praticamente. Ma tutto ciò che riguarda il giornalismo mi appassiona. La mattina ho bisogno del profumo dell'inchiostro. Ho una torrefazione di caffè che ha sessant'anni di storia. L'unico profumo che batte quello del mio caffè è quello dell'inchiostro dei quotidiani». Uno che dice che il profumo dell'inchiostro è meglio del profumo del suo caffè è un pazzo. Abbastanza pazzo dall'essere socio in qualche quotidiano. «Quando Montanelli fondò la "Voce" io trascurai il mio lavoro per sei mesi per andare in giro per l'Italia con lui a raccogliere i finanziamenti. Quel giro mi fece capire soprattutto una cosa. Non è il caso di fare business con i giornali. La mia passione è quella di supportare, di stare vicino, di seguire i giornalisti, di aiutare. Ma come imprenditore non metterei una lira in un giornale». Come dice Ricucci, vuoi fare il frocio col culo degli altri. «Sì. Non si potrebbe dire meglio». Quanti quotidiani leggi? «Sette. "Corriere della Sera", "Repubblica", "Libero", "La Stampa", "Il Sole 24 Ore", "il Giornale" e "l'Arena"». Risalta un'assenza. «"L'Unità"?» Come mai? «Perché il vero giornale della sinistra italiana è la "Repubblica"». Ho capito, sei di destra. «Non sono certo un comunista». Senza pensarci troppo. Il miglior giornalista italiano? Esclusi i presenti . «Gian Antonio Stella. E Gianni Riotta per la tv». Il peggiore? «Paolo Guzzanti. La sua strada è piena di scorciatoie. E poi, lo scandalo dei dossier russi... Non c'è niente di peggio della superficialità». Il miglior giornale? Escluso quello che ti sta intervistando. «"Il Corriere della Sera". E "Libero"». Il peggior giornale? «Tutti quelli della free press. Forniscono un alibi a chi non vuol spendere un euro al giorno ma fa dieci telefonate col cellulare per dire: "Butta giù la pasta"». Molta gente legge solo il quotidiano sportivo. «Quando vedo uno che esce dal giornalaio con solo il giornale sportivo in mano mi viene voglia di menarlo.». Sei veramente un maniaco. «I giornali io li venero. Li leggo e poi li piego. I giornali pronti per essere buttati sembrano appena acquistati». Sei pronto per il ricovero. «Quando vedo la verdura incartata con un giornale mi viene uno stranguglione». E con la free press? «Ci incarto pure il pesce». Non lo usi nemmeno per accendere il caminetto? «Non ci riesco, il giornale è sacro. Merita rispetto». Finisce al macero. «Ma ci deve finire composto». E se un giorno non riesci a leggerli tutti? «Se non faccio in tempo leggerli la mattina, li leggo la sera a letto. Niente tv, niente libri. Mai buttare un giornale non letto. E' come lasciare cibo nel piatto». Hai il morbo dei quotidiani. «Quando sono all'estero, dopo tre giorni senza giornali mi sento menomato. Posso anche essere in un'isola splendida, col mare bellissimo, mangiando cose favolose, bevendo vini eccezionali. Ma senza il mio quotidiano mi sento sperduto e inutile». Il massimo di astinenza? «In Cina, sette giorni senza. Non conosco la droga. Ma credo che sia qualcosa di simile». E' solo passione o anche interesse? «Il giornalismo ti può aiutare. Sei mesi prima dell'elezione di Obama io ero negli Stati Uniti. Lessi su un giornale americano un'intervista ad Obama. "Se io diventerò presidente degli Sati Uniti", diceva, "con mia moglie Michelle festeggerò nel mio ristorante preferito, la Spiaggia di Chicago". Mi precipitai da Tony Mantuano, lo chef del ristorante e gli dissi: "Sono sicuro che Obama sarà eletto presidente. Io sono orgoglioso che verrà a festeggiare da lei che è un italo-americano. La sera in cui verrà lo faccia brindare con il prosecco Aneri e gli dica che c'è un italiano dall'altra parte dell'oceano, che è felice per lui". E così andò. Obama brindò col mio Prosecco che da quel giorno diventò più importante perché ne parlarono i giornali americani. Vedi? Il giornalismo mi ha aiutato a fare una cosa che resterà nella storia della mia azienda. Se non avessi letto il giornale.». Il primo giornalista che hai conosciuto? «Il primo che mi intervistò, Stefano Lorenzetto, corrispondente da Legnago dell'"Arena". Poi, col tempo, conobbi Biagi, a cena da Missoni. Poi Bocca, poi Montanelli. Appena li conoscevo mi attaccavo a loro come una patella e non li mollavo più. Li sentivo anche tre volte al giorno. Con Montanelli sono anche andato in vacanza insieme, a Cortina, a Punta Ala. Una volta a Punta Ala si arrabbiò con me. "Hai scelto l'albergo sbagliato", mi disse. "E' pieno di vecchi". Il più vecchio aveva 62 anni. Lui ne aveva 84». I politici hanno un'opinione dei giornalisti molto bassa. Li vogliono silenti con un microfono in mano oppure li considerano delle penne da usare. O è servizievole o è un nemico... «Agnelli, alla domanda se si sentisse un privilegiato, rispose: "Certo. Il mio privilegio è quello di poter chiamare Indro Montanelli passando per Milano e invitarlo a pranzo. E di sentirlo parlare per un'ora". Pensa a me». Tu sei fortunato come lo era Agnelli. «Più fortunato. Io andavo a mangiare a casa di Montanelli e non dovevo nemmeno avvertirlo prima». D'Alema dice che i giornali vanno lasciati in edicola. Anche Berlusconi ha un fastidio fortissimo per i giornalisti. Preferiscono la televisione perché è senza mediazione. «La televisione è un megafono. I politici amano i megafoni». Montanelli, Biagi e Bocca. Tutti e tre legatissimi alla sinistra. E tu sei di destra. «Sono di centro destra». Dicono tutti così quelli di destra. «Montanelli è stato strumentalizzato dalla sinistra. E' sempre stato un uomo di destra. Lui non è andato a sinistra. E' la sinistra che era andata da lui». Quando vedi Berlusconi che parla di giornalisti comunisti che cosa pensi? «Che la sua è una reazione a un bombardamento continuo». Capita a chi governa. «Io sono convinto che se per sei mesi venisse lasciato tranquillo cercherebbe lui una polemica per essere attaccato e sentirsi importante. Se smettessero di attaccarlo lui non si sentirebbe più vivo». Quando Berlusconi ha fatto cacciare Biagi dalla tv. «Gli sono stato molto vicino. Biagi soffriva in un modo spaventoso. Mi sono sentito a disagio sapendo che vivevo in un Paese poco democratico. La cacciata di Biagi è stata una della cose più brutte degli ultimi vent'anni della nostra storia». Poi è ritornato. «Non era più la stessa persona. Il Biagi del "Fatto", fresco come una rosa, non c'era più. Aveva perso l'entusiasmo». Tu che cosa facesti quando lo cacciarono? «Lo difesi pubblicamente tutte le volte che potevo. Cercai di frequentarlo di più, di stargli vicino. Lo portavo fuori a cena con Michelle Hunziker e con Antonio Ricci perché stesse allegro e ridesse». Hai mai conosciuto Berlusconi? «Gli avrò stretto la mano due volte». Ti piace? «E' un imprenditore con grandi idee. Come politico si considera di più degli altri, perché ha il background dell'imprenditore. Lo vedo positivo più come uomo che manda i messaggi all'estero che come governante tradizionale». Che intendi dire? «Quando va ai grandi incontri internazionali non vuole essere quello nell'ultima sedia. E' un ambizioso, vuole che il suo ruolo sia quello della terza o della quarta sedia e il Paese, di riflesso, ne ha un vantaggio». Facendo «cucù» alla Merkel? «Crea rapporti diretti con i presidenti degli altri Paesi. Si comporta da vero venditore parlando direttamente con quello che compra». La cosa ti piace. Anche tu sei un venditore. «Montanelli lo disse: "Giancarlo, tu sei un grande venditore, bravo come Berlusconi. Però tu vendi cose buone"». Che cosa diceva Montanelli di Berlusconi? «Diceva che se non fosse entrato in politica sarebbe stato il suo primo paladino per aiutarlo quando lo massacravano». E cosa diceva Biagi di Berlusconi? «Diceva: è un uomo generoso. Tanto è vero che ha fatto diventare ricchi tutti i suoi collaboratori. E non li ha mai abbandonati». Anche Bocca dice cose del genere? «No. Bocca no. Dice le cose che scrive tutti i giorni. Lo considera un usurpatore». Tu non lo consideri un usurpatore. «No». E quando fa le leggi per salvare se stesso? «Le fa anche per avere tempo e possibilità di governare. Il suo sogno è essere amato e stimato da tutti. Vuole diventare il nuovo Cavour». Per adesso sembra il nuovo Mussolini. «Vuole diventare uno statista. Gli intoppi gli fanno perdere troppo tempo. Lui sogna il giorno che parlerà alla gente e avrà l'applauso generale». Dal balcone di piazza Venezia? «Ma no, è troppo democratico. Non vuole spaccare le gambe ai concorrenti.». Ti dà fastidio che si fosse iscritto alla P2? «Si era iscritto anche un ristoratore di Agliana, Paracucchi. Un giorno gli ho chiesto perché lo avesse fatto. Lui mi rispose: "Mi avevano promesso trenta coperti al giorno". Magari a Berlusconi avevano promesso una licenza edilizia in più». Potreste dargli il vostro premio. «Certo, come editore di televisioni che fanno telegiornali. Ma il nostro è un premio umile. Lui aspira al Nobel». A Feltri darete mai il premio? «Mia moglie non è mai venuta alla premiazione. E sai perché? Perché non premiamo Feltri. Vittorio è la sua passione. Mia moglie, prima della riunione della giuria, tutti gli anni, mi dice: "Ma glielo vogliamo dare il premio a Feltri?". Io traccheggio: "Be' sai, se ne parla, vediamo, capita, può succedere". Lei ogni volta mi ricatta: "Verrò al premio quando lo darete a Feltri"». Non verrà mai al premio. «Chi potrebbe nella giuria sponsorizzare Feltri»? Direi nessuno. «Gianni Riotta su certi discorsi si trova molto d'accordo con mia moglie. Ma solo lui. Ce li vedi Bocca e Maltese votare per Feltri»? E Ferrara? E Belpietro? Premiate solo gente di sinistra. «Io sono l'unico nella giuria di centro-destra». Diciamo di destra. «Ferrara non è stato mai proposto. Belpietro una sola volta, timidamente». Come mai avete premiato Fabio Fazio e Antonio Ricci? «Diceva la motivazione per Fazio: "fa una televisione educata in un momento in cui tutti urlano"». Sembra una pietra tombale. «Abbiamo premiato anche Milena Gabanelli. Motivazione: "una donna che non ha paura di niente e di nessuno"». Cosa hanno in comune Fazio e la Gabanelli? Sono due personaggi quasi opposti. «Uno un anno e uno l'altro». E Antonio Ricci? Che cosa c'entra con Giavazzi? Il vostro è un premio schizofrenico? «L'anno di Giavazzi è venuto alla premiazione anche Draghi, il governatore della Banca d'Italia. Io l'ho messo nel tavolo accanto a Ricci. Draghi disse: "Tutte le sere guardo Striscia la Notizia". Ricci non so quanti Telegatti ha vinto. "Striscia" è un vero e proprio tg». Premierete mai Travaglio e Santoro? «Se fosse per me, no. Questo premio ama la critica costruttiva. Non l'assalto alla baionetta. Travaglio e Santoro sono due giornalisti con la baionetta». Quest'anno avete premiato Attilio Bolzoni, un giornalista con la baionetta contro la mafia . «All'inizio Bocca voleva Michele Serra. Gli altri volevano Mario Calabresi». Bocca contro tutti . «Alla fine Bocca si è arreso, ha proposto Bolzoni e ha trovato l'unanimità». Premiate quasi sempre uomini. «Abbiamo premiato Natalia Aspesi, Barbara Spinelli e Milena Gabanelli». Tre su quattordici. «Considerando quante poche donne sono state chiamate a dirigere quotidiani, siamo più avanti noi». Ce n'è qualcuna in pole position? «Io stimo molto Maria Latella. Oppure Maria Luisa Agnese. Chiara Beria d'Argentine. Lina Sotis. Sono convinto che nei prossimi anni ci saranno molte donne premiate». Non c'è nessuna donna in giuria. «Quando Natalia Aspesi fu premiata, Montanelli le chiese scusa per il ritardo. Lei rispose: "Adesso fatemi entrare in giuria". Montanelli disse: "Stai calma, vedremo, al momento opportuno"». Disse così? «In pubblico. A me, in privato, disse: "Le abbiamo già dato il premio. Che non rompa"». Premiate sempre giornalisti della «Repubblica», del «Corriere» e della «Stampa». Giornali. «.borghesi»? Istituzionali. Giornali nei quali lavorano i membri della giuria. Non avete mai premiato Vespa.». «Non fa parte del nostro circuito». Hanno mai litigato i giurati? «Mai. Solo una volta, l'ennesima volta che Bocca e Biagi avevano bocciato Merlo, l'eterno secondo, Montanelli si incazzò. Ma non subito. Con me, alla fine, in macchina mentre lo accompagnavo a casa». Con tutte le tue conoscenze di sinistra, tu fai un vino, l'Amarone, che costa trecento dollari. Non è esattamente il vino del proletario. «Non è il vino di tutti i giorni, se ne beve un bicchiere. Io produco il Prosecco che è l'opposto dell'Amarone. Una bottiglia di Prosecco costa nove euro nel negozio. Il Prosecco è la mia sinistra... L'Amarone è la destra». Alla cena della giuria? «Partiamo con il Prosecco e finiamo con l'Amarone. Si comincia di sinistra e si finisce di destra. Sai una cosa? Normalmente uno ha il cuore a sinistra e il portafoglio a destra. Io invece ho il cuore a destra e il portafoglio a sinistra.». Gioco della torre. Riotta o Stella? «Non posso». Maltese o Bocca? «Non posso». Ti do il premio della paraculaggine. «Sono tutti bravi». Il più intelligente? «Premettendo che sono tutti intelligenti.». Premettiamo. «Il più colto era Montanelli. Il più buono Biagi. Il più intelligente Bocca. Il più rigoroso Stella. Il più bravo come giurato Riotta. Il più esigente Maltese». Bignardi o Fazio? «Fazio è uno che abbiamo premiato». Perché la Bignardi non l'ha mai vinto? «Lo meriterebbe, ma non possiamo premiare tutti». Mauro o Mieli? «Il "Corriere" mi piace più della "Repubblica". Ma Mauro deve venire alla premiazione.». Scalfari o Sartori? «Butto Scalfari. Mi piaceva di più come direttore di "Repubblica" di quanto mi piaccia come editorialista." Belpietro o Feltri? «C'è la parte di destra di me che mi vieta di buttarli.non posso buttare giù un camerata.». Mimun o Fede? «Butto Fede. Fa parte della televisione sottomessa». Bertinotti o Cofferati? «Salvo Bertinotti perché si sta ravvedendo da colpe che ha avuto negli anni passati». Qual è la colpa maggiore? «Dava troppo spazio a personaggi negativi. Tipo Ferrero, Diliberto, Rizzo». Santanchè o Briatore? «Salvo Briatore. Parla dell'Italia come se fosse il paradiso terrestre». Per lui lo è certamente. Se pagasse le tasse in Italia sarebbe l'inferno. «Ma sai, vive a Londra.». Brunetta o Tremonti? «Butto Brunetta». Ha inventato lo sciopero virtuale. «Roba da Scherzi a parte». Clsabelli@tin.it

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"I giornali profumano più del caffè" (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 16-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

"I giornali profumano più del caffè" Una volta all'anno quattro grandi del giornalismo italiano, Bocca, Stella, Maltese, Riotta, pranzano nella casa milanese di Giorgio Bocca e, tra il primo e il secondo, assegnano ad un giornalista il premio più ricco della stampa, 15 mila euro. Il vino, rigorosamente Amarone, lo versa il quinto della giuria, Giancarlo Aneri, un signore di Legnago, in provincia di Verona, produttore di vino ma anche grande venditore di olio e di caffè di qualità. Il premio si chiama «E'», proprio così, una sola lettera accentata. L'ha inventato Aneri insieme a Bocca, Biagi e Montanelli. Tre grandi vecchi del giornalismo italiano e grandi amici di Aneri, l'uomo che conosce tutti i giornalisti italiani. «Quasi tutti. Quelli bravi, tutti. Quando leggo un bell'articolo guardo la firma e da quel momento lo cerco, lo inseguo, faccio di tutto per conoscerlo». Sei un maniaco. Uno stalker. «Praticamente. Ma tutto ciò che riguarda il giornalismo mi appassiona. La mattina ho bisogno del profumo dell'inchiostro. Ho una torrefazione di caffè che ha sessant'anni di storia. L'unico profumo che batte quello del mio caffè è quello dell'inchiostro dei quotidiani». Uno che dice che il profumo dell'inchiostro è meglio del profumo del suo caffè è un pazzo. Abbastanza pazzo dall'essere socio in qualche quotidiano. «Quando Montanelli fondò la "Voce" io trascurai il mio lavoro per sei mesi per andare in giro per l'Italia con lui a raccogliere i finanziamenti. Quel giro mi fece capire soprattutto una cosa. Non è il caso di fare business con i giornali. La mia passione è quella di supportare, di stare vicino, di seguire i giornalisti, di aiutare. Ma come imprenditore non metterei una lira in un giornale». Come dice Ricucci, vuoi fare il frocio col culo degli altri. «Sì. Non si potrebbe dire meglio». Quanti quotidiani leggi? «Sette. "Corriere della Sera", "Repubblica", "Libero", "La Stampa", "Il Sole 24 Ore", "il Giornale" e "l'Arena"». Risalta un'assenza. «"L'Unità"?» Come mai? «Perché il vero giornale della sinistra italiana è la "Repubblica"». Ho capito, sei di destra. «Non sono certo un comunista». Senza pensarci troppo. Il miglior giornalista italiano? Esclusi i presenti . «Gian Antonio Stella. E Gianni Riotta per la tv». Il peggiore? «Paolo Guzzanti. La sua strada è piena di scorciatoie. E poi, lo scandalo dei dossier russi... Non c'è niente di peggio della superficialità». Il miglior giornale? Escluso quello che ti sta intervistando. «"Il Corriere della Sera". E "Libero"». Il peggior giornale? «Tutti quelli della free press. Forniscono un alibi a chi non vuol spendere un euro al giorno ma fa dieci telefonate col cellulare per dire: "Butta giù la pasta"». Molta gente legge solo il quotidiano sportivo. «Quando vedo uno che esce dal giornalaio con solo il giornale sportivo in mano mi viene voglia di menarlo.». Sei veramente un maniaco. «I giornali io li venero. Li leggo e poi li piego. I giornali pronti per essere buttati sembrano appena acquistati». Sei pronto per il ricovero. «Quando vedo la verdura incartata con un giornale mi viene uno stranguglione». E con la free press? «Ci incarto pure il pesce». Non lo usi nemmeno per accendere il caminetto? «Non ci riesco, il giornale è sacro. Merita rispetto». Finisce al macero. «Ma ci deve finire composto». E se un giorno non riesci a leggerli tutti? «Se non faccio in tempo leggerli la mattina, li leggo la sera a letto. Niente tv, niente libri. Mai buttare un giornale non letto. E' come lasciare cibo nel piatto». Hai il morbo dei quotidiani. «Quando sono all'estero, dopo tre giorni senza giornali mi sento menomato. Posso anche essere in un'isola splendida, col mare bellissimo, mangiando cose favolose, bevendo vini eccezionali. Ma senza il mio quotidiano mi sento sperduto e inutile». Il massimo di astinenza? «In Cina, sette giorni senza. Non conosco la droga. Ma credo che sia qualcosa di simile». E' solo passione o anche interesse? «Il giornalismo ti può aiutare. Sei mesi prima dell'elezione di Obama io ero negli Stati Uniti. Lessi su un giornale americano un'intervista ad Obama. "Se io diventerò presidente degli Sati Uniti", diceva, "con mia moglie Michelle festeggerò nel mio ristorante preferito, la Spiaggia di Chicago". Mi precipitai da Tony Mantuano, lo chef del ristorante e gli dissi: "Sono sicuro che Obama sarà eletto presidente. Io sono orgoglioso che verrà a festeggiare da lei che è un italo-americano. La sera in cui verrà lo faccia brindare con il prosecco Aneri e gli dica che c'è un italiano dall'altra parte dell'oceano, che è felice per lui". E così andò. Obama brindò col mio Prosecco che da quel giorno diventò più importante perché ne parlarono i giornali americani. Vedi? Il giornalismo mi ha aiutato a fare una cosa che resterà nella storia della mia azienda. Se non avessi letto il giornale.». Il primo giornalista che hai conosciuto? «Il primo che mi intervistò, Stefano Lorenzetto, corrispondente da Legnago dell'"Arena". Poi, col tempo, conobbi Biagi, a cena da Missoni. Poi Bocca, poi Montanelli. Appena li conoscevo mi attaccavo a loro come una patella e non li mollavo più. Li sentivo anche tre volte al giorno. Con Montanelli sono anche andato in vacanza insieme, a Cortina, a Punta Ala. Una volta a Punta Ala si arrabbiò con me. "Hai scelto l'albergo sbagliato", mi disse. "E' pieno di vecchi". Il più vecchio aveva 62 anni. Lui ne aveva 84». I politici hanno un'opinione dei giornalisti molto bassa. Li vogliono silenti con un microfono in mano oppure li considerano delle penne da usare. O è servizievole o è un nemico... «Agnelli, alla domanda se si sentisse un privilegiato, rispose: "Certo. Il mio privilegio è quello di poter chiamare Indro Montanelli passando per Milano e invitarlo a pranzo. E di sentirlo parlare per un'ora". Pensa a me». Tu sei fortunato come lo era Agnelli. «Più fortunato. Io andavo a mangiare a casa di Montanelli e non dovevo nemmeno avvertirlo prima». D'Alema dice che i giornali vanno lasciati in edicola. Anche Berlusconi ha un fastidio fortissimo per i giornalisti. Preferiscono la televisione perché è senza mediazione. «La televisione è un megafono. I politici amano i megafoni». Montanelli, Biagi e Bocca. Tutti e tre legatissimi alla sinistra. E tu sei di destra. «Sono di centro destra». Dicono tutti così quelli di destra. «Montanelli è stato strumentalizzato dalla sinistra. E' sempre stato un uomo di destra. Lui non è andato a sinistra. E' la sinistra che era andata da lui». Quando vedi Berlusconi che parla di giornalisti comunisti che cosa pensi? «Che la sua è una reazione a un bombardamento continuo». Capita a chi governa. «Io sono convinto che se per sei mesi venisse lasciato tranquillo cercherebbe lui una polemica per essere attaccato e sentirsi importante. Se smettessero di attaccarlo lui non si sentirebbe più vivo». Quando Berlusconi ha fatto cacciare Biagi dalla tv. «Gli sono stato molto vicino. Biagi soffriva in un modo spaventoso. Mi sono sentito a disagio sapendo che vivevo in un Paese poco democratico. La cacciata di Biagi è stata una della cose più brutte degli ultimi vent'anni della nostra storia». Poi è ritornato. «Non era più la stessa persona. Il Biagi del "Fatto", fresco come una rosa, non c'era più. Aveva perso l'entusiasmo». Tu che cosa facesti quando lo cacciarono? «Lo difesi pubblicamente tutte le volte che potevo. Cercai di frequentarlo di più, di stargli vicino. Lo portavo fuori a cena con Michelle Hunziker e con Antonio Ricci perché stesse allegro e ridesse». Hai mai conosciuto Berlusconi? «Gli avrò stretto la mano due volte». Ti piace? «E' un imprenditore con grandi idee. Come politico si considera di più degli altri, perché ha il background dell'imprenditore. Lo vedo positivo più come uomo che manda i messaggi all'estero che come governante tradizionale». Che intendi dire? «Quando va ai grandi incontri internazionali non vuole essere quello nell'ultima sedia. E' un ambizioso, vuole che il suo ruolo sia quello della terza o della quarta sedia e il Paese, di riflesso, ne ha un vantaggio». Facendo «cucù» alla Merkel? «Crea rapporti diretti con i presidenti degli altri Paesi. Si comporta da vero venditore parlando direttamente con quello che compra». La cosa ti piace. Anche tu sei un venditore. «Montanelli lo disse: "Giancarlo, tu sei un grande venditore, bravo come Berlusconi. Però tu vendi cose buone"». Che cosa diceva Montanelli di Berlusconi? «Diceva che se non fosse entrato in politica sarebbe stato il suo primo paladino per aiutarlo quando lo massacravano». E cosa diceva Biagi di Berlusconi? «Diceva: è un uomo generoso. Tanto è vero che ha fatto diventare ricchi tutti i suoi collaboratori. E non li ha mai abbandonati». Anche Bocca dice cose del genere? «No. Bocca no. Dice le cose che scrive tutti i giorni. Lo considera un usurpatore». Tu non lo consideri un usurpatore. «No». E quando fa le leggi per salvare se stesso? «Le fa anche per avere tempo e possibilità di governare. Il suo sogno è essere amato e stimato da tutti. Vuole diventare il nuovo Cavour». Per adesso sembra il nuovo Mussolini. «Vuole diventare uno statista. Gli intoppi gli fanno perdere troppo tempo. Lui sogna il giorno che parlerà alla gente e avrà l'applauso generale». Dal balcone di piazza Venezia? «Ma no, è troppo democratico. Non vuole spaccare le gambe ai concorrenti.». Ti dà fastidio che si fosse iscritto alla P2? «Si era iscritto anche un ristoratore di Agliana, Paracucchi. Un giorno gli ho chiesto perché lo avesse fatto. Lui mi rispose: "Mi avevano promesso trenta coperti al giorno". Magari a Berlusconi avevano promesso una licenza edilizia in più». Potreste dargli il vostro premio. «Certo, come editore di televisioni che fanno telegiornali. Ma il nostro è un premio umile. Lui aspira al Nobel». A Feltri darete mai il premio? «Mia moglie non è mai venuta alla premiazione. E sai perché? Perché non premiamo Feltri. Vittorio è la sua passione. Mia moglie, prima della riunione della giuria, tutti gli anni, mi dice: "Ma glielo vogliamo dare il premio a Feltri?". Io traccheggio: "Be' sai, se ne parla, vediamo, capita, può succedere". Lei ogni volta mi ricatta: "Verrò al premio quando lo darete a Feltri"». Non verrà mai al premio. «Chi potrebbe nella giuria sponsorizzare Feltri»? Direi nessuno. «Gianni Riotta su certi discorsi si trova molto d'accordo con mia moglie. Ma solo lui. Ce li vedi Bocca e Maltese votare per Feltri»? E Ferrara? E Belpietro? Premiate solo gente di sinistra. «Io sono l'unico nella giuria di centro-destra». Diciamo di destra. «Ferrara non è stato mai proposto. Belpietro una sola volta, timidamente». Come mai avete premiato Fabio Fazio e Antonio Ricci? «Diceva la motivazione per Fazio: "fa una televisione educata in un momento in cui tutti urlano"». Sembra una pietra tombale. «Abbiamo premiato anche Milena Gabanelli. Motivazione: "una donna che non ha paura di niente e di nessuno"». Cosa hanno in comune Fazio e la Gabanelli? Sono due personaggi quasi opposti. «Uno un anno e uno l'altro». E Antonio Ricci? Che cosa c'entra con Giavazzi? Il vostro è un premio schizofrenico? «L'anno di Giavazzi è venuto alla premiazione anche Draghi, il governatore della Banca d'Italia. Io l'ho messo nel tavolo accanto a Ricci. Draghi disse: "Tutte le sere guardo Striscia la Notizia". Ricci non so quanti Telegatti ha vinto. "Striscia" è un vero e proprio tg». Premierete mai Travaglio e Santoro? «Se fosse per me, no. Questo premio ama la critica costruttiva. Non l'assalto alla baionetta. Travaglio e Santoro sono due giornalisti con la baionetta». Quest'anno avete premiato Attilio Bolzoni, un giornalista con la baionetta contro la mafia . «All'inizio Bocca voleva Michele Serra. Gli altri volevano Mario Calabresi». Bocca contro tutti . «Alla fine Bocca si è arreso, ha proposto Bolzoni e ha trovato l'unanimità». Premiate quasi sempre uomini. «Abbiamo premiato Natalia Aspesi, Barbara Spinelli e Milena Gabanelli». Tre su quattordici. «Considerando quante poche donne sono state chiamate a dirigere quotidiani, siamo più avanti noi». Ce n'è qualcuna in pole position? «Io stimo molto Maria Latella. Oppure Maria Luisa Agnese. Chiara Beria d'Argentine. Lina Sotis. Sono convinto che nei prossimi anni ci saranno molte donne premiate». Non c'è nessuna donna in giuria. «Quando Natalia Aspesi fu premiata, Montanelli le chiese scusa per il ritardo. Lei rispose: "Adesso fatemi entrare in giuria". Montanelli disse: "Stai calma, vedremo, al momento opportuno"». Disse così? «In pubblico. A me, in privato, disse: "Le abbiamo già dato il premio. Che non rompa"». Premiate sempre giornalisti della «Repubblica», del «Corriere» e della «Stampa». Giornali. «.borghesi»? Istituzionali. Giornali nei quali lavorano i membri della giuria. Non avete mai premiato Vespa.». «Non fa parte del nostro circuito». Hanno mai litigato i giurati? «Mai. Solo una volta, l'ennesima volta che Bocca e Biagi avevano bocciato Merlo, l'eterno secondo, Montanelli si incazzò. Ma non subito. Con me, alla fine, in macchina mentre lo accompagnavo a casa». Con tutte le tue conoscenze di sinistra, tu fai un vino, l'Amarone, che costa trecento dollari. Non è esattamente il vino del proletario. «Non è il vino di tutti i giorni, se ne beve un bicchiere. Io produco il Prosecco che è l'opposto dell'Amarone. Una bottiglia di Prosecco costa nove euro nel negozio. Il Prosecco è la mia sinistra... L'Amarone è la destra». Alla cena della giuria? «Partiamo con il Prosecco e finiamo con l'Amarone. Si comincia di sinistra e si finisce di destra. Sai una cosa? Normalmente uno ha il cuore a sinistra e il portafoglio a destra. Io invece ho il cuore a destra e il portafoglio a sinistra.». Gioco della torre. Riotta o Stella? «Non posso». Maltese o Bocca? «Non posso». Ti do il premio della paraculaggine. «Sono tutti bravi». Il più intelligente? «Premettendo che sono tutti intelligenti.». Premettiamo. «Il più colto era Montanelli. Il più buono Biagi. Il più intelligente Bocca. Il più rigoroso Stella. Il più bravo come giurato Riotta. Il più esigente Maltese». Bignardi o Fazio? «Fazio è uno che abbiamo premiato». Perché la Bignardi non l'ha mai vinto? «Lo meriterebbe, ma non possiamo premiare tutti». Mauro o Mieli? «Il "Corriere" mi piace più della "Repubblica". Ma Mauro deve venire alla premiazione.». Scalfari o Sartori? «Butto Scalfari. Mi piaceva di più come direttore di "Repubblica" di quanto mi piaccia come editorialista." Belpietro o Feltri? «C'è la parte di destra di me che mi vieta di buttarli.non posso buttare giù un camerata.». Mimun o Fede? «Butto Fede. Fa parte della televisione sottomessa». Bertinotti o Cofferati? «Salvo Bertinotti perché si sta ravvedendo da colpe che ha avuto negli anni passati». Qual è la colpa maggiore? «Dava troppo spazio a personaggi negativi. Tipo Ferrero, Diliberto, Rizzo». Santanchè o Briatore? «Salvo Briatore. Parla dell'Italia come se fosse il paradiso terrestre». Per lui lo è certamente. Se pagasse le tasse in Italia sarebbe l'inferno. «Ma sai, vive a Londra.». Brunetta o Tremonti? «Butto Brunetta». Ha inventato lo sciopero virtuale. «Roba da Scherzi a parte». Clsabelli@tin.it

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Vandelli: Lascio la carica ma appoggio il Pd (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 16-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Vandelli: «Lascio la carica ma appoggio il Pd» Parla l'ex vicesegretaria. Stasera incontro pubblico con Pecoraro Prime dichiarazioni dell'ex vicesegretario del Partito Democratico Maria Cristina Vandelli dopo la scelta di dimettersi dall'incarico in seguito alle dimissioni del segretario Alessio Pecoraro. E quest'ultimo, controcorrente fino in fondo, non ha ancora reso ufficiali le motivazioni del suo abbandono, scegliendo di spiegarle prima di tutto ai cittadini che lo hanno eletto in un incontro aperto a tutti che si terrà stasera alle 20.30 presso la sala del Parco di Braida. Cristina Vandelli ha spiegato che la scelta di abbandonare ogni incarico nel partito non comprometterà il suo appoggio all'attuale maggioranza come consigliere comunale del gruppo Pd. «Devo prima di tutto rispetto nei confronti di chi mi ha eletto - ha spiegato - e gli impegni presi nei confronti della città vengono prima delle questioni di partito». «Avrei due proposte che mi stanno a cuore - ha poi annunciato - prima di tutto quella di un fondo a sostegno delle famiglie con componenti che hanno perso il lavoro a cui poter devolvere il gettone di presenza di consigliere comunale. Mi auguro che anche gli altri consiglieri e l'amministrazione decidano di aderire al progetto. Giusto che, in piena crisi, sia la politica a dare il buon esempio. L'altra è quella di un'intitolazione entro fine mandato al martire Rolando Rivi. Se il sindaco ritiene non idonea la traversa tra San Michele e Castellarano come avevo suggerito vorrei che fosse individuato comunque un altro posto». E in merito alle dimissioni ha spiegato: «Ho iniziato il mio percorso politico nella Margherita quando già si progettava il Pd per il quale mi sono impegnata, convinta che si potesse fare delle varie diversità culturali un punto di forza per un partito nuovo non un nuovo partito o un partito in più. Le mie dimissioni si sono rese necessarie perché, assieme a chi ha condiviso quest'esperienza, ci siamo resi conto che l'attuale situazione non permetteva di portare avanti quel progetto di partito radicato e innovativo che avevamo proposto ai cittadini». (ch.di.)

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un festival di corti sulla società italiana (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 16-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 2 - Prato Un festival di corti sulla società italiana L'idea di due giovani pratesi ha dovuto emigrare a Firenze per realizzarsi "Italiani brava gente" si svolgerà dal 27 al 29 con l'aiuto di Comune e Mediateca regionale PRATO. Un festival concorso di documentari ispirati alla società italiana. L'idea è venuta a due cinefili pratesi, Simone Pinchiorri e Daniele Baroncelli, fondatori nel 2005 del sito www.cinemaitaliano.info. Il progetto del festival, oggi è diventato realtà, ottenendo il sostegno della Mediateca regionale toscana e del Comune di Firenze. La mini rassegna competitiva si chiamerà "Italiani brava gente" e si terrà dal 27 al 29 marzo al cinema Stensen di Firenze. Durante la tre giorni saranno proiettati al pubblico i cinque migliori documentari pervenuti, che saranno valutati da una giuria di qualità - presieduta da Silvano Agosti - e dagli spettatori attraverso un'apposita scheda. Il festival ospiterà anche incontri con esperti e registi, tre documentari fuori concorso e la proiezione del lungometraggio "CoverBoy". «Visionando e schedando molti documentari per il sito - spiegano Daniele Baroncelli e Simone Pinchiorri - ci siamo resi conto che in Italia mancano documentari sulla società italiana. Così abbiamo cominciato a pensare di realizzare un festival sul tema. In più il documentario è forse oggi il più penalizzato tra i lungometraggi, spesso si tende a identificarlo con un film di solo carattere scientifico o divulgativo, mentre la gamma è in realtà molto più ampia». «L'idea iniziale prevedeva un piccolo evento da realizzare a Prato - spiegano i due responsabili - ma poi non ricevendo nessuna risposta dall'Assessorato alla Cultura ci siamo rivolti altrove. Il progetto è molto piaciuto alla Mediateca toscana che ha deciso di patrocinare l'evento assegnandoci uno spazio, lo Stensen. Ogni anno a livello regionale la Mediateca sostiene 10 festival in Toscana, quest'anno noi siamo tra questi, una bella soddisfazione». «L'evento è stato interamente finanziato da Cinema italiano- precisa Simone Pinchiorri. Ci costerà 10mila euro che contiamo di recuperare almeno in parte con i biglietti d'ingresso alle proiezioni. I costi sono popolari, dalle 3 alle 5 euro. Chi vorrà potrà inoltre acquistare il pass "Italiani brava gente" e accedere così ad alcuni sconti». «Per il concorso interno al festival ci sono pervenuti oltre cento documentari - aggiunge Baroncelli - abbiamo fatto una selezione tirando fuori una rosa di 5 finalisti. Questi sono i titoli: "Improvvisamente, l'Inverno Scorso" di Gustav Hofer e Luca Ragazzi; "Il Corpo Delle Donne" di Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi e Cesare Cantù; "Lost In Election" di Clemente Bicocchi e Lapo Ristori; "Alza La Testa!" di Piero Ricca, Franz Baraggino, Diego Fabricio e Elia Mariano e "Vota Provenzano" di Salvatore Fronio. I temi affrontati vanno dai Dico, al voto utile fino alla condizione della donna, il potere e la Mafia». Sul fronte degli incontri da segnalare venerdì 27 alle 21 un dibattito con Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, giornalisti de "Il Corriere Della Sera" e autori rispettivamente dei best seller "La Casta" e "La Deriva", che analizzeranno le differenze tra la Prima e la Seconda Repubblica, prendendo spunto anche dal famoso "Forza Italia!" (1978) di Roberto Faenza, il documentario più censurato della Prima Repubblica, proiettato prima dell'incontro. Ad aprire la manifestazione sarà invece il lavoro di Pier Paolo Pasolini "Comizi d'amore". Per info, prenotazioni e programma del festival consultare il sito www.italianibravagente.info. Miriam Monteleone

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GUBBIO Gettoni di presenza e permessi retribuiti sul lavoro per il consigliere comunale stran... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 16-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Lunedì 16 Marzo 2009 Chiudi GUBBIO - Gettoni di presenza e permessi retribuiti sul lavoro per il consigliere comunale straniero aggiunto: la proposta viene da Rifondazione Comunista con un'interrogazione di Fabrizio Palazzari accolta di buon grado della presidente del Consiglio comunale, Antonella Stocchi (lista civica "Sinistra unita"). Palazzari fa riferimento alla crisi economica che «colpisce la disponibilità di tutti, rendendo precaria la possibilità di impegnarsi per gli altri». Palazzari al sindaco Orfeo Goracci di trovare una soluzione, caldeggiata dalla stessa presidente Stocchi fin dall'insediamento del trentaduesimo consigliere (anche se non ha facoltà di voto) avvenuta nel dicembre 2007.

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Consiglio diviso sul congresso sindacale (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Prov Medio Camp Pagina 3051 Villacidro. Polemiche dopo la convocazione della prima commissione per partecipare ai lavori della Cisl Consiglio diviso sul congresso sindacale Villacidro.. Polemiche dopo la convocazione della prima commissione per partecipare ai lavori della Cisl --> È stata peggio di un terremoto la convocazione urgente per partecipare al battesimo della Cisl del Medio Campidano. L'invito del presidente Piero Porru ai 16 componenti la prima commissione consiliare, che si occupa di affari generali, statuto, regolamenti, personale, lavoro, partecipazione popolare e rapporti con i cittadini ha creato scompiglio fra i banchi del Consiglio provinciale. Ad innescare la polemica è stata un'interrogazione del consigliere di minoranza, Giorgio Zucca. «In un periodo», ha detto, «in cui da più parti ci si appella al risparmio della politica, è vergognoso programmare incontri per congressi sindacali. Non possiamo dimenticare che le commissioni hanno un costo: ci sono i 60 euro del gettone di presenza, c'è il rimborso chilometrico e non manca l'assenza dal posto di lavoro. È vero che ciascun consigliere non può superare i 620 euro al mese, ma affidare alla commissione il compito di accogliere l'invito di chiunque bussi alla porta potrebbe diventare un'operazione dolorosa per i conti del palazzo dell'ex Pretura. Mi auguro che si tratti di un episodio isolato e che non diventi la regola. In ogni caso chiedo di conoscere quali siano state le motivazioni che hanno determinato la scelta e a chi addebitare eventuali responsabilità». Lapidaria la risposta della presidente del Consiglio, Giuseppa Unida: «Ero al corrente della riunione, ma in questo momento mi riservo qualsiasi risposta». E lui, il responsabile della chiamata, il presidente Porru, cosa ne pensa? «Il segretario zonale della Cisl», spiega, «mi aveva pregato di non mancare al primo congresso della Provincia che si sarebbe tenuto a Villacidro, nei locali del Consorzio industriale. Invito che avrei dovuto stendere a tutti gli altri consiglieri. Non mi è stato possibile». Da qui l'idea di un rimedio convocando la commissione. Un modo per agevolare la presenza al primo appuntamento della Cisl. «Si tratta di un'organizzazione sindacale che ha sempre collaborato con noi. Un gesto di riconoscenza. Non vedo dove sta il dramma. Non mi si venga a dire che abbiamo speso soldi pubblici, perché alla fine sono stati in due i consigliere presenti: Marco Tuveri e Giorgio Danza». Gli altri, compreso lo stesso promotore dell'iniziativa, o non hanno ritenuto importante l'argomento all'ordine del giorno o un senso di responsabilità li ha convinti a rimanere a casa o a recarsi sul posto di lavoro. «Per quanto mi riguarda», commenta Gino Deias, del gruppo di maggioranza, «non ho partecipato perché ritengo che un congresso sindacale nulla ha a che fare con i nostri doveri istituzionali. Si è creato un precedente pericoloso: non possiamo aprire le porte ad alcuni e chiuderle ad altri. Non vorrei che in futuro ci si riunisca per adunanze di natura religiosa, politica, agricola, artigianale o altro ancora». Così conclude Deias: «Il nostro territorio ha problemi molti più importanti da risolvere. Ad iniziare dall'agricoltura che ci deve distinguere per le sue potenzialità. Proprio qui l'impegno deve essere a 360 gradi. Le organizzazioni di categoria sono altra cosa. Di certo non affari della Provincia». SANTINA RAVÌ

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Maurizio Crozza: Berlusconi ti voglio bene (sezione: Costi dei politici)

( da "Panorama.it" del 16-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

- Cultura e societa - http://blog.panorama.it/culturaesocieta - Maurizio Crozza: Berlusconi ti voglio bene Posted By stefania.berbenni On 15/3/2009 @ 19:11 In Headlines | 1 Comment "Io sono un guitto. E anche grande e grosso. Io voglio far ridere, non creare tensioni". L'Obelix della comicità è di stanza a Genova, la sua città natale, classe 1959, in una casa al limitare della città: mare cielo e silenzio. Ha una moglie, attrice di talento e comica (Carla Signoris), due figli, un buon conto in banca e zero capelli. E mentre guarda le acque Maurizio Crozza pensa a come inondare la tv di battute e cattiverie, servite con bonarietà tagliente, ludica, a volte spietata, da Italia guareschiana, un po' Peppone un po' Don Camillo. Lui non è caduto nella pentola della formula magica come Obelix da bambino, no, lui la formula per far ridere l'Italia se l'è inventata. Formula perfetta e furbetta che gli consente di mettere sulla graticola politici e manager ogni martedì sera con la sua copertina-editoriale di Ballarò (Raitre), di inventarsi imitazioni e di fare a fettine tutti a Crozza Italia sulla 7, oggi in odore di cancellazione, se fa testo l'intervista che il direttore della rete ha dato pochi giorni fa al Venerdì di Repubblica. È quasi un quintale, chilo più chilo meno, di liquido di contrasto del sistema politico italiano. Crozza infatti è fra i comici l'unico a fare diagnosi precoci delle altrui magagne. E per questo piace, fa audience ed è considerato un fuoriclasse della satira. Walter Veltroni è uscito con le ossa rotte dalla sua imitazione con il tormentone "pacatamente, serenamente" e il reiterato "ma anche ". Renato Brunetta ha fornito pane per i canini aguzzi di Crozza. Pier Ferdinando Casini ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco quando il suo narcisismo, intelligentemente camuffato con la maschera del politico serio, non era più nascondibile: "Casini: l'Amedeo Nazzari del Parlamento. Casini, mi tolga una curiosità: come mai ha smesso di far politica? Ha quell'aria tranquilla, beata da pensionato: sembra che abbia appena ritirato la social card. Era carica? Se era carica coi 40 euro, la conservi è rarissima è come il Gronchi rosa, un giorno varrà una fortuna ". E Silvio Berlusconi non tiene il conto di frecciate, stilettate, affondi. I politici in studio a Ballarò ridono perché li fa ridere o per non sembrare antipatici? Certe volte se la godono, altre volte il sorriso gli si ferma in una smorfia. Qualcuno mi dice: "Tu sei schierato, sei comunista". Comunista vuol dire negare l'individuo. Barack Obama è forse comunista se tassa di più i ricchi per garantire a tutti l'assistenza sanitaria? O se parla di energie rinnovabili? È buonsenso, non comunismo. Anch'io ho buonsenso e dico: non facciamo il nucleare. Perché? Ci facciamo male con le mozzarelle di bufala, figurarsi con l'uranio! Fuor di battuta? Noi abbiamo menti eccelse, geni, ma siamo un disastro nella gestione del quotidiano, della cosa pubblica. Il catasto di Milano ha mandato una contestazione di evasione a uno morto da 38 anni. Capisce? Pensi un po' se, con la rotazione dei dipendenti pubblici, in una centrale nucleare ci finissero quelli del catasto di Milano E se La7 non la vuole più, dicendo che è un problema di costi e di lamentele del pubblico, lei cosa fa? Va alla Sky come ha fatto Fiorello? Chi lo sa se le pressioni ci sono veramente e, se sì, se sono dal basso o dall'alto Sky? Perché no? Potrebbe essere. Ma io non voglio far altro che il comico, sono gli altri che mi danno significati che non voglio avere. Non le si addice la parte della viola mammola. A Crozza Italia ho invitato tanti parlamentari: Veltroni, Bindi, Gasparri, Fassino, Formigoni, Mussolini, D'Alema, Pannella, Zaia e il sindaco di Verona, Flavio Tosi. Tanti. E sono venuti quasi tutti. Certo, non mi ha aiutato la frase di Berlusconi che ha detto: "Non andate da Crozza perché vi massacra". E invece a me piace avere ospiti di ogni colore. Le dicono anche che ce l'ha con Silvio Berlusconi. Che cosa replica? Berlusconi vuole diventare statista. Alcide De Gasperi diceva: "Il politico pensa alle prossime elezioni, lo statista alle prossime generazioni". Berlusconi vuole diventare statista, e io dico a Berlusconi: "Prendi me, ma lascia stare i miei figli". Comunque Berlusconi è stato votato dagli italiani. Mai dimenticarselo. Ma il Popolo della libertà sembra essere: lasciateci fare quello che vogliamo. E di Dario Franceschini che pensa? Sono ancora impreparato, mi ha colto di sorpresa, non ho ancora analizzato il fenomeno Franceschini. Pacatamente, serenamente, chi ha fatto fuori Walter Veltroni? L'hanno fatto fuori? Il tormentone del "ma anche" aveva un suo perché È difficile parlare al Paese quando il Paese vuole andare a destra. Difficile mettere insieme il cattolico con il laico. Difficile prendere posizioni nette. E lei, nessun senso di colpa nel tiro al piccione veltroniano? Compito della satira è dire che il re è nudo, amplificare le debolezze. Possibile che un segretario di partito si dimetta perché un comico lo prende in giro? Allora Berlusconi sarebbe già sparito da anni. E ridai con Berlusconi: è il diavolo? Uno fa anche il fioretto di evitare battute su di lui, ma il punto è che il Cavaliere è come il calendario di Frate Indovino, ogni giorno una piccola cazzatina la deve dire, per noi comici è difficile starne fuori. Finché c'è lui al governo, io ho da lavorare. Che ne dice di Massimo D'Alema? A me piace più la sinistra che fa opposizione, vigilare non è meno importante di governare. E invece che paura sentir dire a D'Alema: "Abbiamo una banca, facci sognare". Gli stessi strumenti della destra, gli stessi modi. Parliamo dei suoi di modi: lo sa di piacere molto alle donne? Un bene. Dice davvero? E sua moglie l'ha sposata per allegria? Ci siamo conosciuti al liceo. È stata proprio lei a dirmi di fare il comico. E del resto i miei genitori andavano a parlare con gli insegnanti e si sentivano dire: "In classe suo figlio fa Alto gradimento, Jesus Christ Superstar e Cochi & Renato in una volta sola. Cosa ci viene a fare a scuola?". Una coppia da ridere, dunque. Come è andata? Non avevo un soldo, ero il più spiantato del gruppo, ma la facevo divertire. Ride prima, dopo o durante? Quando ride in quei momenti lì io mi arrabbio molto. Invece c'è poco da ridere? Una volta avevo preparato tutto per una serata gagliarda: via i bambini, luci soffuse su in mansarda, vino e anche la musica. Ma sbaglio e faccio partire il cd mentre c'è uno stacco di batteria così forte e irrefrenabile che abbiamo cominciato a ridere. Siamo finiti al cinema. Litigate spesso, si dice. Parecchio, ma intanto ridiamo. L'ho conosciuta che aveva 14 anni, a 20 ci siamo baciati, poi liberi tutti, a 30 ci siamo ritrovati e poi sposati. Abbiamo anche due figli, Giovanni e Pietro. Una vita insieme, e a "Crozza Italia" c'è anche Carla nel cast: raccomandata? Lavoriamo insieme da prima dei Broncowiz. Dicono che in Rai tutti siano raccomandati: chi è il suo protettore? Secondo lei sono un tipo raccomandabile? Abbiamo iniziato mandando una cassetta ad Avanzi, un vecchio programma di Serena Dandini. Cassetta girata nel giardino di casa. Ci hanno chiamato ed è iniziato tutto. Vallette, veline e ragazze: che ne sa? Qualcuna le si è offerta? Conosco solo macchinisti e cameramen, di veline neanche l'ombra. Io sono casa e bottega. Per registrare la copertina di Ballarò prendo la mia Vespetta, faccio il lungomare e vado alla Rai di Genova. Faccio il collegamento con Giovanni Floris e torno a casa prima che si freddi la pasta. Sua moglie non è mai stata gelosa? Per esempio quando faceva le lezioni di sesso con Lorena Berdun L'avevo vista sulla tv spagnola: uno strano connubio tra un angelo e un personaggio di Quentin Tarantino. Spiegava con un distacco scientifico come avere un rapporto anale. Il tutto condito dalla lingua spagnola, che rendeva l'esperienza completamente lunare. Mai lezioni private? Mai. Ma le ha insegnato qualcosa? Lo chieda a mia moglie. Andrebbe in vacanza a Lampedusa? Perché no? Anzi, andrei a chiamare i clandestini: "Venite da noi, così ci pagate le pensioni". Lo sa che nel 2007 in Liguria i matrimoni fra badanti straniere e settantenni hanno superato quelli di italiani fra i 23 e i 28 anni? Si sposano con noi, fanno le punture ai nostri vecchi, raccolgono pomodori e puliscono gli ammalati. Roberto Maroni è stato bacchettato persino da Famiglia cristiana, quando ha detto che dobbiamo essere cattivi con gli extracomunitari. Con chi non è in regola Ci impongono paure assurde. Facciamo finta che una sera le citofonino per dirle di partecipare a una ronda. Cosa risponde? Vado. Davvero va? Sì, se è intorno alle banche, se serve a difendersi dai banchieri pusher che ci danno titoli tossici. La droga crea dipendenti, i titoli tossici disoccupati. Ci sentiamo in colpa perché non consumiamo abbastanza. Ma quante auto devo avere per essere patriottico? Una bianca, una rossa, una verde? La crisi è iniziata perché non si riuscivano a pagare le rate del mutuo. E noi come pensiamo di uscirne? Facendo altre rate. È come se volessi smettere di drogarmi e andassi in campeggio con Bob Marley. Altro gioco: la intercettano. Non vorrebbe mai far sentire: una sua telefonata privata, una con i suoi amici Travaglio, Grillo, Stella e C o con il suo agente a parlar di soldi? Se avessi l'amante. Ma io difendo le intercettazioni, perché per esempio il caso di malasanità del Santa Rita non sarebbe mai venuto a galla. Per chi ha votato alle ultime elezioni? Per Antonio Di Pietro. Perché? Adoro la sua sintassi. Anche la sintassi giustizialista? Di Pietro soddisfaceva il mio desiderio di legalità. Il Pd aveva un programma confuso. Questo Paese ha bisogno di regole. Di imparare a rispettarle. Lei lo fa? Vuol dire: pago le tasse? Non passo col rosso e simili? Sì. Cosa invidia a Berlusconi? La sua capacità di comunicare. E a Renato Brunetta cosa invidia? Anche lui sa comunicare. La sua è la politica dell'annuncio "Maestro unico ben pagato. Fatto". "Bonus per i bravi dipendenti. Fatto!". "Aiutatemi, non ho la bacchetta magica". Può fare un gesto a rete unificate agli italiani: pugno chiuso, ombrello, dito alzato? Di incoraggiamento. Siamo meglio di così. E ai politici? Siamo meglio di così. Sicuro? Non fa il diplomatico? Possibile che la nostra Camera ci costi 1 miliardo di euro l'anno? Dieci volte quella degli spagnoli. La domanda è: ma dove l'hanno comprata la Camera gli spagnoli, dall'Ikea? Ha un'ora per stare al governo: cosa fa? Lasci perdere, non è affar mio. Però tenterei di evitare che l'Italia si chiuda. Si chiuda in caste, ne abbiamo a spiovere, politici, avvocati, calciatori, giornalisti, notai Caste, caste, caste. Sembra Beppe Grillo. Obama ha vinto sulle due coste, da dove arrivano ventate di speranza, di cambiamento. Più si va verso il centro degli Stati Uniti e più il vento di Obama si affievolisce, trova le mucche. Le mucche? Sì, il pensiero bovino di chiusura. E l'Italia cosa c'entra? Le paure di questi giorni, vere o indotte che siano, ci fanno diventare tutti cowboy con il nostro bel pensiero mucca. Ha mai pensato di trasferirsi all'estero? Si mangia troppo bene da noi. Finiamo seri: il suo testamento biologico? Non vorrei mai stare in un letto per 17 anni nutrito con un sondino. Da giovane ho lavorato a Sydney con Carla. Facevamo teatro per la comunità italiana. Bene, mi colpì l'usanza degli aborigeni australiani di decidere loro quando morire. Si racconta di un vecchio di 110 anni che va dal capo tribù: "Senti, sono molto stanco, non ce la faccio più. Posso andarmene?". Il capo acconsente. Lui va su una roccia, calmo, si siede e muore. Mi piace pensare che non siano altri a decidere quando devo congedarmi.

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Intervista al pubblico parlante di Amici (sezione: Costi dei politici)

( da "superEva notizie" del 16-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Intervista al pubblico parlante di Amici Intervista a 3 protagonsiti del pubblico parlante di Amici, dal sito Tvblog. Sono sicuramente gli opinionisti più odiati della Tv, ogni volta che parlano si beccano bordate di fischi in studio, e di insulti da casa. Stiamo parlando dei coraggiosi personaggi che fanno parte del pubblico parlante di Amici. Il sito di Tvblog, ha dedicato loro una intervista che vi riportiamo integralmente. Come già fatto per l'intervista a Marco Carta, ringraziamo la redazione di Tvblog che ci permette di riportare l'intervista, fatta da Lord Lucas. Buona lettura. PUBBLICITà PUBBLICITà TvBlog ha deciso di farvi conoscere meglio tre di loro, "scegliendoli" nel mucchio di giovani delatori e signore un po' attempate per la loro semplicità e simpatia. Si tratta di Simona Bastiani, una "giovane donna saggia" che si distingue sempre per interventi ponderati e ben espressi, Giuseppe Santomauro, il criticone dal ghigno riflessivo, e Massimo Cassanelli, risoprannominato da Maria De Filippi "Bologna" per il suo spiccato accento natale, nonché il "più personaggio" di tutti, uno di quelli che o lo ami o ti urta ma non puoi farne a meno. Cominciamo con i vostri anni di "servizio": da quanti anni fate parte del pubblico parlante? E per quanto intendete "resistere" ancora? Massimo: Io sono il veterano del gruppo. Seguo Amici come pubblico parlante dalla 3a edizione, quella della vittoria di Leon Lo faccio ormai da 6 anni e sempre con continuità, sono un fedele del programma!! Se lo farò ancora? Non dipende da me, ma se mi inviteranno come ogni anno assolutamente si. Simona: Ho incominciato nell'edizione 2005/2006 (la quinta, quella in cui ha vinto Ivan). L'ho sempre fatto con continuità e finché mi si darà la possibilità continuerò a farlo. Giuseppe: Ne faccio parte anch'io dall'edizione del 2005, anno che per me è stato davvero molto emozionante! Sfortunatamente, per il mio caratteraccio, non riesco ad essere costante, complice la distanza perché per chi non lo sapesse io vivo a Torino. Adesso sembrerò superbo ma tutti noi siamo parte integrante delle dinamiche del programma. Spesso ne creiamo di nuove con i nostri commenti, quindi, sì, continuerò anche nei prossimi anni. Insomma siete un po' tutti dei gran fedelissimi. Ma un gettone di presenza ve lo danno o no? Massimo e Simona: Assolutamente no. Per noi che veniamo da fuori Roma, rispettivamente Bologna e Brindisi, c'è solo il rimborso spese per il viaggio che sosteniamo. Giuseppe: Ovviamente lo stesso vale per me. A tal proposito voglio aggiungere, visto che circolano voci contrastanti, che la produzione, fin dalla prima chiacchierata, non ha mai né promesso né alluso a nessuna forma di ricompensa. Ecco, Giuseppe, raccontaci un po' come sei "arrivato" ad Amici Semplicemente chiamando il numero che in una delle puntate scorreva in sovraimpressione. Primo viaggio, una chiacchierata con una autrice, giusto per accertarsi che non fossi un elemento pericoloso e via lanciato nel magico mondo della tv Tutte le collaboratrici di Maria hanno davvero occhio nel selezionare i loro addetti ai lavori. Sembra quasi che tutto lo staff, compresa la De Filippi, siano a lavoro 24 ore su 24. Il loro capire, osservare, definire è maniacale. Credo sia una deformazione professionale necessaria, infatti come ho detto prima non sono stato provinato ma è bastata una semplice chiacchierata. Chiedo sempre a te, Giuseppe, che rapporto hai instaurato con la conduttrice e con gli autori dietro le quinte? Dal primo giorno ho avuto la sensazione di conoscerla. Se dovessi definire Maria in poche parole, direi che è una astutissima sociologa che guarda al di là. Possiamo parlarle in qualsiasi momento, è sempre disponibile. Nonostante le mille trasmissioni ricorda i nomi di molti di noi, ed i rapporti sono stati sempre e solo "amichevoli". Non ricordo di aver parlato con lei della trasmissione, se non a caratteri generali. Gli autori come Maria sono degli abili mattatori oltre che intelligenti osservatori. Con noi sono sempre molto disponibili, potrei definire il rapporto con loro un'ottima collaborazione. Ora passo la parola a Massimo, l'irresistibile "cattivello" del gruppo. Tu hai una lunga storia nel programma, visto che hai iniziato quando il pubblico parlante aveva ancora più spazio Anch'io non ho fatto provini e non ho fatto richiesta di partecipazione come pubblico parlante. Commentai durante la 3a edizione via mail la diatriba che avvenne relativamente alla sfida Catello-Rosaria-Simone La redattrice storica di Maria lesse la mail e fu colpita da ciò che scrissi. Perciò mi chiamò e mi chiese se avevo voglia di esprimere il mio pensiero in studio. Da lì è partito tutto mi chiamò sempre!!! Sbaglio, Massimo, o non rientri tra quelli che hanno spiccate velleità artistiche? Non sbagli. Io faccio parte del pubblico parlante perchè adoro Amici e Maria e ho la possibilità di esprimere la mia opinione Sono orgoglioso di avere il privilegio di poterlo fare e di vivere un'esperienza ogni anno superlativa, che mi ha dato e mi dà tanto. Sono cosciente che non porta a nulla. Però non sono un ragazzo ipocrita, se mi presentassero sotto le mani un concreto contratto per un programma ben rodato, che mi permetta di esprimermi e farmi conoscere e aprire qualche porta nel mondo dello spettacolo, non mi tirerei indietro . Mi ritengo un ragazzo con un forte potenziale e con molte cose da dire, ma so che non succederà. Il mondo dello spettacolo è molto affascinante da un lato, ma molto incerto e superficiale dall'altro. Io sono un ragazzo con un profondo senso della realtà e senza false illusioni! Immagino lo sarai anche tu, Simona, la più saggia del gruppo. Anche "anagraficamente" parlando sei la più atipica e la De Filippi, quando ti dà la parola, tende a darti della "signora" anche se non hai la permanente. Come ti trovi con i tuoi "colleghi"? Beh, ho un rapporto speciale con Massimo e Alessandro con i quali mi diverto da matti. Diciamo che i gusti di ognuno vengono rispettati perciò si discute in merito ai ragazzi o al programma sempre in maniera pacifica ed educata. Qual è una vostra giornata tipo da "pubblico parlante"? Simona: L'incontro è sempre alle 12.00 a Cinecittà, chi viene da fuori come me che parto dalla Puglia fa una levataccia per essere puntuale.Poi si entra nella scuola dove si mangia e ci si prepara per la diretta. Si decide con chi entrare, sempre a seconda della persona con la quale vuoi interloquire, perciò può capitare che si sia presenti alle volte con i blu e altre con i bianchi. Alla fine della puntata ognuno ritorna alle proprie destinazioni! Massimo: Con i veloci mezzi di trasporto attuali raggiungo Roma da Bologna in sole 2 ore. Un salto in metro comodissima mi porta a Cinecittà sempre puntuale alle 12, orario di convocazione. Lì ci aspetta un bel pranzo offerto dalla produzione. Ci scambiamo gossip fra noi e opinioni. Poi c'è un breve incontro logistico con redazione e autori per sapere con quale squadra vogliamo entrare . E oplà in studio per la diretta. Giuseppe: A proposito delle chiacchiere da gossip sui ragazzi, ci sono molte donne quindi i pettegolezzi vi lascio immaginare! Nel breve colloquio con gli autori, che illustrano grosso modo i temi della puntata, può capitare che ci venga chiesta la natura dei nostri interventi. Poi via verso lo studio dove ci attende un'accoglienza notoriamente non gioiosa, cosa che mi fa molto divertire tra l'altro. Finita la puntata scambiamo ancora due chiacchiere, cercando di evitare il contatto con i prof attaccati in puntata e via in stazione per il rientro. Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 16 marzo 2009 in: Maria de Filippi » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

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Incarichi La giunta chiarisce (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 16-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

La replica al Pdl Incarichi La giunta chiarisce Chiaravalle Niente sprechi o spese esorbitanti. La giunta comunale fa chiarezza sui costi di consulenze e incarichi esterni dopo le polemiche sollevate dalla minoranza di centrodestra. E l'amministrazione cita dati e numeri per sgombrare il campo da equivoci o perplessità. Nello scorso anno le consulenze esterne hanno inciso sulle casse comunali per 19 mila euro, contro i 21 mila euro del 2007. "Cifre ben lontane - si lege in una nota - da quelle riportate nei giorni scorsi". Il Pdl aveva parlato di una cifra pari a 260 mila euro. "Il Comune e da sempre molto attento al ricorso alle consulenze esterne e sicuramente, anche grazie alle professionalità presenti all'interno dell'ente, la spesa sostenuta è estremamente modesta". Cifre che nulla hanno a che vedere con quelle fornite dal Pdl.

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