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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DEL  16-17 febbraio 2009      #TOP



Report "Costi dei politici"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (11)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Partiti di sinistra: sic vos, non vobis ( da "Manifesto, Il" del 16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: aeroporti in ogni piccola città, etc, non sono tutti sprechi legati alla corruzione diffusa e all'utilizzo illegale dei soldi dei contribuenti per crearsi consenso politico? E questi sprechi non incidono poi sulla disponibilità di fondi pubblici per altre azioni sociali? Flavio Conti, Varese Caro Flavio, cosa vuoi che ti dica?

"Il ruolo di un assessore vada oltre ogni sospetto" ( da "Stampa, La" del 16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: oblio ed alla compressione dell'interesse dei molti e di quello pubblico», insiste sul ritiro delle deleghe all'assessore. Fabbio e Zaccone non intendono replicare, rimettendosi a quanto già dichiarato. Il gruppo consiliare del Pd è intenzionato a chiedere di ridurre i costi delle consulenze utilizzando i risparmi per interventi nel sociale e di avere notizie continue sul «

dal nostro inviato SANREMOE' la crisi, bellezza: tagliare, tagliare, tagliarsi a... ( da "Messaggero, Il" del 16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: con i big che a Sanremo canteranno nel ruolo di padrini dei giovani, Cocciante, Pino Daniele, Massimo Ranieri, Zucchero, Gino Paoli... Ognuno pretendeva un cachet più alto di quello previsto dalla Rai che alla fine ha imposto un gettone uguale per tutti, 40mila euro a testa: con Gino Paoli però sono state lacrime di sangue, è stato l'ultimo a firmare,

Finanziare la "welfare community" il nuovo ruolo delle Fondazioni ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: finanziato con le risorse liberate dalla sburocratizzazione della Pubblica Amministrazione, dall´alleggerimento dei costi della politica, dal recupero dell´evasione fiscale, da riforme strutturali e lungimiranti nella sanità e nella previdenza. Che consideri anche una uscita progressiva, da parte dello Stato, da quei settori specialistici della sanità e dell´istruzione,

Ennesima esternalizzazione ancora costi della politica ( da "Opinione, L'" del 16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: istruttoria, della gestione e della rendicontazione dei progetti? nell?ambito delle attività dell?Ufficio Politiche Comunitarie e Cooperazione Internazionale del Comune di Massa. Incarico ?esterno? dunque, parola che rimbomba in tutti e sei i piani del palazzo comunale ma soprattutto in tutta la città.

In 200 per Francesco naccio ( da "Sicilia, La" del 16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Giuseppe Rizzo ( Niscemi) e Angelo Giannone (Atl. Mazzarino). Attesissima ed emozionante ai nastri di partenza la gara agonistica categoria "assoluti" con diversi atleti di calibro, tra i quali il marocchino Boumalik Abdel Krim, Davide Ragusa (Team Recanati), Alfio Scalisi (Palermo), Damiano D'Asaro (S.

CORTE DEI CONTI: UMBRIA, NEL 2008 DISCUSSI 48 GIUDIZI ( da "Agi" del 16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: alla presenza di alcune delle massime autorita' politiche e istituzionali. Parlando degli illeciti esaminati, il presidente Principato ha citato, tra l'altro, il caso di amministratori comunali che avevano percepito un gettone di presenza per avere dichiarato una falsa partecipazione a riunioni della Giunta,

La denuncia della Cgil "Vincite facili al casinò" ( da "Stampa, La" del 17-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: se perdono i gettoni barrati finiscono nel mucchio, con gli altri. Attraverso le «coreane» l'azienda è in grado di verificare la mole di gioco di ciascun giocatore accompagnato. E questa dovrebbe essere la regola che disciplina l'attività di «Porteur», che oggi a Sanremo, sono una decina, e «portati».

Costi della politica, tagliamo il 20% ( da "Alto Adige" del 17-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Dietro la decisione della Svp si può leggere una sorta di provocazione: tutti parlano di ridurre i costi della macchina politica, ma c'è veramente l'intenzione di farlo? Finora è stata la Stella alpina uno dei partiti più sospettati di frenare. Se oggi il «bel gesto» verrà stoppato, è il pensiero nascosto, la colpa passerà finalmente su altri.

roma, nei servizi finanziari il serbatoio per l'occupazione - valentina conte ( da "Repubblica, La" del 17-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: uno dei big della consulenza pronto a imbarcare nella sede romana 130 talenti. «La crisi taglierà i costi di consulenza, è vero. Ma il settore government investirà ancora, le aziende dovranno ottimizzare per rastrellare liquidità. E noi le aiuteremo ad aprirsi al mercato Aim di Borsa italiana per trovare più capitali spendendo meno»

Caro ministro, combatta i fannulloni della politica ( da "Corriere del Veneto" del 17-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: con il daffare che hanno per calcolare rimborsi e gettoni di presenza!) e hanno bocciato un articolo di particolare importanza, proposto fra l'altro da un collega della loro stessa maggioranza. Ho letto con attenzione i giornali, ho ascoltato altrettanto puntualmente molte trasmissioni radiofoniche e televisive, ma non ho colto da nessuna parte una sua reazione,


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Partiti di sinistra: sic vos, non vobis (sezione: Costi dei politici)

( da "Manifesto, Il" del 16-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Scritto&Parlato Partiti di sinistra: sic vos, non vobis Non siamo d'accordo Caro Valentino, siamo rimasti allibiti dalla presa di posizione di alcuni giornalisti del manifesto e intellettuali che invitano, per protesta, i partiti di sinistra a non presentarsi alle elezioni europee e di conseguenza alla diserzione dal voto da parte dell'elettorato di sinistra. Questo per due motivi: 1. anzitutto, «l'astensionismo» avrebbe una ricaduta negativa sul voto delle amministrative, con un'ulteriore sconfitta dei partiti di sinistra e il rafforzamento (a livello nazionale) di quelle istanze antidemocratiche (leggi di stampo razzista, discriminazioni su basi etniche, ecc.) che mettono in discussione i principi fondamentali della Costituzione e dei diritti universali dell'uomo; 2. il non presentarsi alle elezioni europee, inoltre, verrebbe letto da parte degli elettori di sinistra, che vorrebbero ancora andare a votare, non come una forma di protesta ma come una indecorosa «ritirata dalla competizione politica». Meglio sarebbe candidare, come suggerisce la Gagliardi, personalità di prestigio che fanno parte di associazioni, movimenti, sindacati. Tenendo conto di ciò che l'analisi di Galli ha da tempo sottolineato e cioè la sconfitta dei partiti di sinistra alle elezioni politiche del 2008 non è dovuta a un aumento dei voti del Pdl, ma all'astensionismo di 1.500.000 elettori di sinistra (che, invece, erano andati a votare nel 2006). Un abbraccio. M. e M. Bersano, Casale M. (Al) Sono d'accordo La proposta di Polo di «saltare un giro» mi trova d'accordo, è una proposta di buon senso, naturale, che altro si può fare? L'aspetto più patetico nella crisi della sinistra è l'incapacità dei comunisti di mettere in comune le loro deboli forze. Lo spirito di setta pare indistruttibile, rafforzato dal narcisismo di piccoli leader affamati di visibilità mediatica e brandelli di potere. Invece di costruire un solido vascello pirata si preferisce galleggiare su fragili barchette, col serio rischio di finire a picco. Forse ci vorranno un paio di generazioni e una qualche catastrofe prima che la sinistra possa rinascere dalle proprie ceneri. Tuttavia qualcosa si può fare da subito. A partire dalla costruzione di un vero partito comunista d'ispirazione libertaria e rivoluzionaria, un partito dalla forte personalità e, proprio per questo, capace d'interagire con la più vasta sinistra sociale. Un partito che sappia riflettere sulle nuove forme di dominio capitalistico e offrire agli sfruttati occasioni di solidarietà e lotta prima che la crisi attuale porti alla guerra fra poveri. Un simile partito può nascere solo da gente appassionata, vitale. Le anime morte che si stracciano le vesti per un posto all'europarlamento sono fuori gioco. Ti ringrazio per l'attenzione e ti invio un caro saluto. Antonio Rusconi, Seregno (Mi) I temi della giustizia Caro Parlato, sono un socio del manifesto sin dai primordi e, anche se non sempre ne ho condiviso la linea, il giornale resta comunque il principale punto di riferimento e di dibattito per l'intera sinistra di questo paese. Se solo ora mi sono deciso a scriverti è perché su un punto mi appare chiara e evidente la carenza di approfondimenti e di analisi. Come è noto a tutti la giustizia, sia penale che civile, in questo paese sta degradando a livelli inaccettabili. Basta ascoltare gli allarmi da anni lanciati a ogni inaugurazione dell'anno giudiziario, le classifiche dei paesi più corrotti per rendersene conto. Un paese con crescente corruzione e senza giustizia ha speranze sempre più ridotte per il futuro. Certo sul manifesto vi sono stati articoli al riguardo, ma gli approfondimenti e le indagini su questo tema mi sembrano insufficienti. Quali categorie sociali sono interessate alla lungaggine dei processi, chi si oppone alla class action e a una maggiore efficienza della giustizia, quali ragioni nascoste o palesi impediscono che le varie procure (specie al sud) abbiano gli organici previsti, perché i finanziamenti sono sempre insufficienti, nonostante siano passati governi di destra e di sinistra, e così via? Perché il manifesto, che approfondisce così bene i temi del lavoro, della politica e dell'economia, tratta con secondaria importanza i temi della giustizia e della corruzione? Forse che la volontà di appaltare grandi opere, a cominciare dalle centrali nucleari, ai ponti sullo stretto e trafori assurdi, grandi strade che finiscono nel nulla, aeroporti in ogni piccola città, etc, non sono tutti sprechi legati alla corruzione diffusa e all'utilizzo illegale dei soldi dei contribuenti per crearsi consenso politico? E questi sprechi non incidono poi sulla disponibilità di fondi pubblici per altre azioni sociali? Flavio Conti, Varese Caro Flavio, cosa vuoi che ti dica? Una giustizia lentissima serve solo a dare tempo e fiducia a chi fa le cose ingiuste. Capita pure che la sentenza arrivi quando sono percorsi i tempi del reato. A rileggerci. Valentino Parlato Quereli anche noi Signor ministro Roberto Maroni, abbiamo letto della Sua volontà di intraprendere un'azione legale nei confronti del direttore del settimanale Famiglia cristiana, che Lei accusa di averLe recato offesa personale per aver definito «leggi razziali» i provvedimenti del governo verso i cittadini stranieri e le fasce più deboli della società. Le schedature di adulti e bambini rom, le classi differenziali per gli alunni stranieri, l'abrogazione del divieto di segnalare gli stranieri «irregolari» che ricorrono alle cure sanitarie, il reato d'immigrazione clandestina, il permesso di soggiorno a punti, le norme restrittive sui ricongiungimenti familiari, la legalizzazione delle ronde padane, il carcere fino a quattro anni per gli irregolari che non rispettino l'ordine di espulsione, il divieto d'iscrizione anagrafica e la schedatura presso il Suo ministero non solo dei senza-domicilio-fisso, ma anche di coloro che abitano in dimore diverse da appartamenti: l'insieme di queste misure lede profondamente i diritti fondamentali delle persone e i principi dell'uguaglianza e della democrazia. Queste misure configurano una forma di razzismo istituzionale, tanto più grave e intollerabile per il fatto che, per sostenerle, un ministro della Repubblica, Lei stesso, auspica la cattiveria nei confronti dei più deboli. Noi sottoscritti/e, uomini e donne di nazionalità diverse, nei nostri rispettivi ambiti di lavoro, di ricerca, di studio, di impegno sociale e politico, abbiamo sempre contrastato pubblicamente e nel nostro agire quotidiano l'intolleranza, la xenofobia e il razzismo. Perciò continueremo a denunciare le retoriche xenofobiche e le politiche razziste messe in atto dal governo di cui Lei fa parte. (...) Se vuole essere coerente, signor ministro, quereli anche noi. Per sottoscrivere: s.haertter@fiom.cgil.it Cristina_Liverani@er.cgil.it La versione integrale di questo appello e le relative firme si possono vedere sul nostro sito www.ilmanifesto.it Cari Mario e Marisa Bersano e caro Antonio Rusconi, la questione è proprio seria: si avvicinano le elezioni europee e la sinistra sta a pezzi e acerbamente divisa. La sommatoria della Sinistra Arcobaleno è stata un disastro e per le elezioni prossime c'è lo sbarramento del 4 per cento. Ove i diversi frammenti di sinistra si presentassero alle elezioni ciascuno per suo conto sarebbe un disastro, ma anche la sommatoria sarebbe una cieca ripetizione della Sinistra Arcobaleno. Che fare dunque? Gabriele Polo dalle colonne del manifesto - del 29 gennaio scorso - ha proposto di «saltare un giro», di non perdere tempo in un lavoro inutile e di impegnarsi di più nell'analisi della società per costruire una valida proposta politica. Il saltare un giro, benché fondato su ragioni serie, non è piaciuto: cito gli interventi di Rossana Rossanda e Rina Gagliardi (sul manifesto del primo febbraio), che rifiutando l'astensione avanzavano proposte innovative: escludere le candidature di partito e proporre nelle varie circoscrizioni elettorali nomi di democratici, lavoratori e intellettuali di tutto rispetto. Mi viene da ripetere il «sic vos, non vobis»: voi formazioni varie della sinistra votate, ma non per voi, per affermare così il vostro ruolo di forze democratiche impegnate nella difesa della Repubblica e della Costituzione. Sarebbe anche una risposta forte alle accuse (spesso giustificate) che si stanno facendo alla «casta». Una scelta di questo tipo - sempre a mio parere - darebbe credibilità e prestigio alle forze di sinistra e - fatto niente affatto secondario - frenerebbe il montante astensionismo. Questo il mio parere, ma c'è tempo per discuterne ancora. Valentino Parlato

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"Il ruolo di un assessore vada oltre ogni sospetto" (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 16-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

CASO ZACCONE. IL PD RIBADISCE LA RICHIESTA DI DIMISSIONI "Il ruolo di un assessore vada oltre ogni sospetto" Ma il sindaco Fabbio non intende tornare indietro [FIRMA]FRANCO MARCHIARO ALESSANDRIA Il coordinatore cittadino del Pd, Corrado Parise, insiste a pretendere le dimissioni dell'assessore Zaccone per la consulenza affidata dal Comune alla moglie. In alternativa chiede che il sindaco gli ritiri le deleghe. Lo ribadisce con una lunga lettera aperta a Pier Carlo Fabbio e allo stesso Zaccone, dopo averlo chiesto pubblicamente. A Zaccone, che si era definito assessore tecnico «non avvezzo a discussioni politiche» ed aveva sottolineato la preparazione della moglie (che per questo, a suo dire, aveva legittimamente ottenuto la consulenza partecipando a un bando pubblico), il coordinatore del Pd ribatte «che un tecnico, assumendo un incarico amministrativo, deve essere al di sopra di ogni sospetto riguardo la sua posizione di assoluta imparzialità e deve anche essere disposto a sacrificare l'interesse personale». Aggiunge che non si tratta di un «mero esercizio di retorica politica, di un attacco strumentale e quindi ipocrita» ma del complesso rapporto tra etica pubblica e politica. E rinnova la richiesta di dimissioni, «perchè - scrive - i cittadini hanno il diritto di sentirsi amministrati da chi mette l'interesse pubblico al primo posto». Al sindaco, che lo aveva invitato a «non baloccarsi con i gossip di corridoio ed a pensare di più al bene della sua comunità e che il Comune non doveva privarsi di tecnici bravi», Parise replica «che è problema di tutti i cittadini capire come è amministrato il denaro pubblico, discutere se l'una o l'altra scelta vadano nel senso del bene comune e che tecnici competenti poteva trovarli tra i dipendenti comunali o le agenzie pubbliche, in città e provincia oppure tra giovani molto brevi 'senza camicia', cioè senza appoggi familiari». E concludendo «che l'interesse individuale deve stare in equilibrio con quello pubblico e non deve condurre all'oblio ed alla compressione dell'interesse dei molti e di quello pubblico», insiste sul ritiro delle deleghe all'assessore. Fabbio e Zaccone non intendono replicare, rimettendosi a quanto già dichiarato. Il gruppo consiliare del Pd è intenzionato a chiedere di ridurre i costi delle consulenze utilizzando i risparmi per interventi nel sociale e di avere notizie continue sul «piano strategico tenuto conto del notevole impegno finanziario che è stato previsto». Non risulta al momento che intenda intervenire sul caso Zaccone «forse perchè - commentano alcuni componenti della maggioranza - nella passata giunta di centrosinistra consulenze sono andate a mariti o mogli di qualche amministratore».

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dal nostro inviato SANREMOE' la crisi, bellezza: tagliare, tagliare, tagliarsi a... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il" del 16-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Lunedì 16 Febbraio 2009 Chiudi ALDO DE LUCAdal nostro inviato SANREMOE' la crisi, bellezza: tagliare, tagliare, tagliarsi anche le vene, risparmiare, risparmiare... La crisi è globale e si è abbattuta anche sul Festival della Canzone Italiana. La Rai ha impugnato l'ascia e zac! Ha tagliato dove ha potuto, senza pietà. Hanno schivato l'ascia solo in due, Bonolis (ha beccato uno «scandaloso» milione, più o meno come Baudo la scorsa edizione comunque, prezzi di mercato si potrebbe dire) e Benigni che chiede la cessione dei diritti tv (scatenando una tempesta di polemiche) e stimando la sua presenza sul palco dell'Ariston in 350mila euro. Ma fino a ieri la trattativa non era ancora chiusa, verrà sciolta oggi la riserva: e siccome il geniale toscanaccio non ha intenzione di mollare, se la Rai non gli cede i diritti lui al festival non ci mette piede. Vigilia di suspence dunque, sarebbe un colpo basso per Bonolis che vuole partire a tutto gas e Benigni è l'asso nella manica. A proposito di tagli&risparmi ieri niente prove all'Ariston, che è rimasto sbarrato, deserto, tutti al mare, si fa per dire... Tutto il personale della Rai (orchestrali compresi) è stato raggiunto da uno stupefacente ordine di servizio: domenica non si lavora, riposatevi. Una decisione senza precedenti nella storia del festival: niente prove a 48 ore dal via, davvero clamoroso. Ma anche così si risparmia, un festivo, infatti, al datore di lavoro costa più o meno il doppio della paga giornaliera e allora, zac! Ma si è risparmiato anche sugli alberghi, per la nomenklatura Rai è stata assicurata una sistemazione dignitosa al Nazionale, ma la truppa (giornalisti compresi) è stata sparpagliata in albergucci miserabili o quasi. «Mi hanno sbattuto in una stamberga! Che un centro di accoglienza per clandestini è meglio...», si sfoga un giornalista che per non metterlo nei guai lo copriamo con l'anonimato. E quando è stato possibile sono stati prenotati albergucci anche fuori Sanremo, dando la disdetta delle prenotazioni all'ultima ora: com'è successo con l'hotel Montecarlo dove la Rai aveva riservato 20 stanze. «Me l'hanno fatto sapere solo qualche giorno fa, una grave scorrettezza. E pensare che gli avevo fatto lo stesso prezzo dello scorso anno», si sfoga il proprietario dell'hotel Giuseppe Li Pira che ha protestato con una letteraccia al direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce. Pare che le venti stanze siano state trovate a Ospedaletti, paesino verso Ventimiglia, a sei chilometri da Sanremo: sarà fuori mano, ma si risparmia. E' la crisi, bellezza! Lotta dura, quasi al coltello, con i big che a Sanremo canteranno nel ruolo di padrini dei giovani, Cocciante, Pino Daniele, Massimo Ranieri, Zucchero, Gino Paoli... Ognuno pretendeva un cachet più alto di quello previsto dalla Rai che alla fine ha imposto un gettone uguale per tutti, 40mila euro a testa: con Gino Paoli però sono state lacrime di sangue, è stato l'ultimo a firmare, quei quarantamila non gli stavano bene per niente. Per qualche migliaio di euro hanno rinunciato alla bellissima modella Chiara Boschetti che Bonolis voleva fortemente, rimpiazzata con Alessia Piovan ingaggiata con una manciata di spiccioli. Facile invece portare a Sanremo l'americana Katy Perry, scoperta da Madonna, cantante sull'onda, trasgressiva e sexy, che ha accettato un modesto compenso (intorno ai centomila, pare) e che si scatenerà sul palco domani sera.

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Finanziare la "welfare community" il nuovo ruolo delle Fondazioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 16-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

ATTUALITA' pag. 20 Finanziare la "welfare community" il nuovo ruolo delle Fondazioni Un settore d´intervento cruciale per l´esaurirsi delle risorse pubbliche dedicate all´assistenza EMMANUELE EMANUELE * Il complesso sistema di welfare costruito nei secoli, in Europa, grazie alla concezione scaturente anche dalla tradizione cristiana, è entrato in crisi perché lo Stato non ha più la capacità, attraverso le risorse dei bilanci pubblici, di fronteggiare le esigenze sempre crescenti avanzate dalla società civile. Da tempo questo problema è oggetto di interrogativi, e si confrontano le posizioni di chi vede come soluzione una svolta di tipo neo-liberista che, favorendo l´espansione del mercato, ipotizza di trarre, dalle crescenti risorse generate, i mezzi atti a dare le risposte in quei campi, e chi, invece, partendo dall´esigenza prioritaria di redistruibire, a volte ancor prima di crearla, la ricchezza, si affanna ad attribuire allo Stato ruoli che ragionevolmente esso non può più assolvere. In questa manifesta dicotomia, sta prendendo spazio una posizione che sicuramente possiede le premesse per poter affrontare questo problema. Faccio riferimento al variegato mondo del terzo settore che rappresenta un tertium genus rispetto sia allo Stato che al privato, e che costituisce il privato sociale nella sua vivace multiformità: circa 20 milioni di occupati in Europa, dei quali oltre 1 milione e 300 mila in Italia. Questo mondo evidenzia l´esistenza del "terzo pilastro" in grado di fronteggiare la manifesta crisi dello stato sociale. E´ del tutto evidente che le potenzialità che questa realtà esprime hanno comunque dei limiti che non sono solo di carattere economico (sebbene il non profit contribuisca all´economia mondiale per oltre 300 miliardi di euro e negli Stati Uniti rappresenti il 6% del PIL) ma, nel nostro Paese, anche normativo e, per alcuni versi, costituzionale. E´ noto, infatti, che il sistema di distribuzione dei poteri previsto dalla nostra Costituzione ha improntato l´ordinamento di una concezione secondo cui lo Stato è l´unico soggetto legittimato ad intervenire nei problemi di interesse generale. Ma oggi il ruolo dello Stato appare ormai inadeguato, poiché le risorse rivenienti dall´imposizione fiscale non sono più sufficienti, specie nei momenti in cui l´economia nazionale non cresce, per effetto anche di crisi di natura internazionale, a dare le risposte che la collettività attende in campo sociale. Ciò scaturisce anche dal crescente standard di civiltà e, quindi, dal maggior grado di tutela, che la società richiede. Di fronte alla manifesta difficoltà dello Stato, la risposta del terzo settore si rivela come l´unica possibilità di soluzione. Finalmente, infatti, nel nostro Paese è iniziata, sebbene non completata, quella mutazione concettuale che oggi recepisce il contributo positivo dell´iniziativa del privato sociale, della "cittadinanza attiva", alla soluzione dei problemi propri che sono, poi, anche quelli del Paese. Perché questo si verificasse, abbiamo dovuto attendere il realizzarsi di due eventi che hanno indubbiamente favorito il pieno dispiegarsi delle potenzialità caratterizzanti il terzo settore. La modifica costituzionale dell´art.118 con l´introduzione del principio di sussidiarietà, e le due pronunce della Corte costituzionale nn.300 e 301 del 2003 in materia di fondazioni ex bancarie. Sono due momenti importanti nella storia del lento trapasso da una stagione di centralismo statale ad una possibile ipotesi di risposta alle esigenze del sociale. Ma non bastano. Come ho più ampiamente sostenuto nel volume che ho appena pubblicato: "Il Terzo Pilastro. Il non profit motore nel nuovo welfare"(Ed. ESI, 2009), è evidente che il percorso per arrivare ad una pienezza di risultato, che consenta il dispiegamento di quelle potenzialità ancora non completamente espresse del terzo settore, tale da farlo diventare, come detto, il "terzo pilastro" della nuova welfare community che sostituirà integralmente il vecchio welfare state, deve passare attraverso due principali interventi: una modifica del dettato costituzionale, che tenga conto del ruolo del terzo settore nell´ambito della copertura dei diritti sociali, ampliando, cioè, il principio costituzionale di sussidiarietà; e il completamento della tanto attesa riforma del libro I, titolo II del codice civile recante la disciplina delle persone giuridiche che, evitando il ricorso alle leggi speciali che, a mio parere, sarebbe un grande errore, possa costruire un contesto armonico entro cui venga riconosciuto pienamente il ruolo di tutti gli organismi attraverso cui liberamente si esprime l´iniziativa e la partecipazione dei singoli. Un terzo intervento, certamente auspicabile, consiste nell´adeguare la normativa fiscale agli attuali standard europei, così da prevedere un regime di favore per tutte le organizzazioni del terzo settore che svolgano un´attività di interesse generale. In questo modo si otterrebbero due vantaggi immediati: una maggiore disponibilità di risorse economiche per questi enti, e la possibilità di svincolarsi sempre più dalla dipendenza, sempre su questo versante, dagli aiuti pubblici o privati. La mia visione si incentra, dunque, sull´essenzialità del mondo del non profit il quale diviene strumento non solutorio in assoluto dei problemi del welfare state, ma sicuramente assai utile ed in grado di far sì che la collettività dia risposte ai problemi espressi dalla stessa società. La possibilità di una reale alternativa all´attuale strutturazione del welfare state nella direzione di un sistema effettivamente plurale (welfare mix) passa, dunque, per un´ulteriore crescita del terzo settore, in termini quantitativi e qualitativi, tale da rendere possibile una reale rigenerazione del sistema vigente. Bisogna, insomma, chiudere la fase caratterizzata dalla prevalenza dello Stato nel sistema del welfare, che pur ha prodotto risultati positivi importanti, e passare ad una nuova stagione in cui venga delineata una rete di garanzie e tutele sociali moderna, efficiente, qualitativamente adeguata e territorialmente omogenea, che sia compatibile con il nuovo assetto istituzionale della Repubblica, sempre più decentrato e federale, con la difficile congiuntura economica e con le molteplici nuove esigenze che emergono dalla collettività. Un sistema snello ed efficiente, finanziato con le risorse liberate dalla sburocratizzazione della Pubblica Amministrazione, dall´alleggerimento dei costi della politica, dal recupero dell´evasione fiscale, da riforme strutturali e lungimiranti nella sanità e nella previdenza. Che consideri anche una uscita progressiva, da parte dello Stato, da quei settori specialistici della sanità e dell´istruzione, della ricerca scientifica, dove sarebbe assicurata la competenza dei privati non profit, secondo il criterio ormai imprescindibile della sussidiarietà, così da garantire ampia copertura sociale solo alle persone che effettivamente, e con severi controlli, dimostrano di non avere i mezzi sufficienti per vivere dignitosamente, e con un occhio speciale per le famiglie numerose. Questo mio convincimento è stato rafforzato dall´utilizzo di uno strumento matematico che consente di calcolare, in percentuale, la somma che porebbe essere risparmiata e che potrebbe essere destinata ad altre voci del bilancio dello Stato. Per poter offrire un contributo decisivo nella direzione ora indicata, non basta più però l´etichetta non profit o altre equivalenti, ma occorre che il terzo settore ponga in essere una significativa azione di rinnovamento e di miglioramento dell´efficienza al suo interno, sotto il profilo degli indirizzi strategici, ma soprattutto della gestione organizzativa delle strutture, delle attività e del proprio capitale umano, per essere sempre più indipendente dai condizionamenti politici o dal finanziamento pubblico e privato, e legittimarsi, così, in modo trasparente, di fronte ai suoi stakeholder. In altri termini, si tratta di fare ciò che ha fatto egregiamente in questi ultimi anni la Fondazione Roma. Da qualche anno, la Fondazione che ho l´onore di presiedere ha avviato una nuova modalità di intervento, orientata alla realizzazione di iniziative strutturali, la maggior parte delle quali a carattere continuativo, per rispondere alle grandi emergenze del proprio territorio di riferimento. Nella convinzione, dunque, di dover portare a maturazione, calandoli nella realtà contingente, gli obiettivi indicati dai fondatori, la Fondazione Roma ha progressivamente privilegiato l´opzione per un modello operativo che le ha consentito di sviluppare un´autonoma capacità progettuale, che si confronta ed interseca con quella degli altri protagonisti del tessuto sociale del territorio per dare forma ad interventi di grande impatto sociale. Perché sono dell´idea che solo operando con convinzione, ed uniti in questa direzione, si potrà dare corpo a quella welfare community da molti a lungo auspicata. * Presidente Fondazione Roma Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi

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Ennesima esternalizzazione ancora costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Opinione, L'" del 16-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Oggi è Lun, 16 Feb 2009 Edizione 28 del 14-02-2009 MASSA - L?amministrazione avrebbe dovuto tagliare gli incarichi esterni Ennesima esternalizzazione ancora costi della politica di Alessandro Amorese Il Comune di Massa ha emesso un Avviso Pubblico di procedura comparativa per il conferimento di un incarico esterno di alta specializzazione di ?Esperto responsabile dell?istruttoria, della gestione e della rendicontazione dei progetti? nell?ambito delle attività dell?Ufficio Politiche Comunitarie e Cooperazione Internazionale del Comune di Massa. Incarico ?esterno? dunque, parola che rimbomba in tutti e sei i piani del palazzo comunale ma soprattutto in tutta la città. Rimbomba per la sua continuità, per la sua dichiarazione di impotenza e per l?ennesimo costo della politica. Continuità con le passate amministrazioni, davvero allegre nell?esternalizzare a singoli, associazioni, cooperative, studi associati, ecc. Spesso si tratta di cambiali elettorali, di regalie in perfetto stile prima repubblica. Ma soprattutto con questo ennesimo incarico esterno si certifica sostanzialmente l?inutilità dell?attuale Ufficio Politiche Comunitarie del Comune: infatti leggendo i dettagli dell?avviso pubblico per il nuovo incarico, ogni cittadino si chiederebbe spontaneamente a cosa serva quell?ufficio, visto che i compiti e gli obiettivi sono più o meno gli stessi. L?auspicio è che almeno questo nuovo incarico porti ad intercettare qualche finanziamento della comunità europea e sarebbe una novità per la città di Massa.. Ma i quasi quarantamila euro annui, l?incarico dovrebbe scadere a fine 2010, gridano vendetta: questa era, ormai il passato è d?obbligo, l?amministrazione che avrebbe dovuto e voluto tagliare i costi della politica. E si è visto! Qualcuno ha più visto la ?delegata?, chiamata così ma in verità si tratta di un contratto a tempo determinato con il Comune, per Marina di Massa? Dopo la sovietizzazione del territorio, diviso in responsabili di strada, zona... non vi è più stata traccia. E purtroppo non è l?unica ?delega? di questo tipo inventata dal Sindaco Pucci. Come direbbe Totò: ?E io pago!?

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In 200 per Francesco naccio (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 16-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

In 200 per Francesco naccio @@Un successo la gara podistica di Barrafranca con tanti giovani e atleti di fama nazionale Un minuto di silenzio a Barrafranca in ricordo di Francesco, e poi il via alla gara podistica con atleti di spessore, segnalata da Angelo Ferreri, fratello del giovane atrocemente scomparso alcuni anni fa. Il primo trofeo nazionale di gara podistica ha registrato anche una presenza notevole di giovani quasi o meno dell'età di Francesco Ferreri, i quali hanno indossato una maglia in cui era scritto il suo nome. Una iniziativa che ha interessato oltre 200 giovani e un nutrito gruppo di atleti, tra cui alcuni marocchini, e diversi tesserati di società sportive del'isola. Ad essere presenti diverse personalità politiche come l'assessore provinciale allo sport e al turismo, Fabrizio Tudisco, l' assessore provinciale alle infrastrutture e alla viabilità, Filippo Faraci e il consigliere provinciale, Giuseppe Regalbuto. L'iniziativa è stata resa possibile grazie al contribuito della provincia ed al lavoro intenso di una macchina organizzativa da parte della Libertas Bellia dell'instancabile presidente Ettore Rivoli, sicuramente un punto di riferimento dell'atletica leggera in provincia. Invece il comune barrese ha patrocinato l'evento tanto che erano presenti gli assessori Stella Arena, Enzo Pace, Antonio Ferreri e Alessandro Salvaggio, quest'ultimi rispettivamente con delega allo sport e all'istruzione. In una cornice di pubblico presente anche il presidente del Coni, Roberto Pregadio e il presidente provinciale dell'Aics, Alessandro Lanza. Tre le batterie interessate in cui nella prima hanno partecipato gli alunni delle classi quarte e quinte delle scuole elementari. Il percorso di quasi un chilometro ha riscontrato la vittoria del giovane barrese Salvatore Aleo. Nella seconda batteria, in un percorso più lungo, hanno gareggiato giovani che frequentano la scuola media e i primi tre in ordine di arrivo sono stati Ludovico Ginardo ( Atl. Mazzarino), Giuseppe Rizzo ( Niscemi) e Angelo Giannone (Atl. Mazzarino). Attesissima ed emozionante ai nastri di partenza la gara agonistica categoria "assoluti" con diversi atleti di calibro, tra i quali il marocchino Boumalik Abdel Krim, Davide Ragusa (Team Recanati), Alfio Scalisi (Palermo), Damiano D'Asaro (S. Club Catania). I tempi registrati a cronometro sono stati di buon livello come descritti dal catanese Giuseppe Marcellino, ex atleta e commentatore di Raisport. A tagliare il traguardo il marocchino Bibi Amad (5 Torri Trapani) mentre in seconda posizione Giorgio Scialabba (Apb Bagheria) e poi Diego Campagna (S. Club Catania). A premiare le diverse categorie maschili e femminili, due atleti rinomanti di Mazzarino, Francesco Bennici, che difende i colori dell'arma, e che ha alle spalle le olimpiadi e più volte campione nazionale, e Salvatore Vincenti, in supporto alle fiamme gialle, campione d'Europa con diversi titoli di campione italiano. "Questa manifestazione è un invito ai giovani di avvicinarsi allo sport e quindi sconfiggere la violenza di ogni tipo". Queste il messaggio dell'assessore provinciale allo sport, Fabrizio Tudisco, durante la gara podistica "I trofeo Libertas" nazionale dedicato a Francesco Ferreri. Una iniziativa in cui la Libertas Bellia, società di atletica leggera di Piazza Armerina, con il presidente Ettore Rivoli, si è prodigata per la riuscita della manifestazione. "L'evento è riuscito in modo impeccabile - riferisce Rivoli - e aver sensibilizzato personalità del mondo dell'atletica leggera non è cosa di poco conto. Sicuramente è un motivo in più per le nuove generazioni che vogliono intraprendere questo tipo di sport". L'atmosfera di sport a Barrafranca ha richiamato diversi giovani delle scuole che hanno partecipato all'evento. Addirittura anche una scuola media Verga di Niscemi ha partecipato con i suoi alunni ed ha vinto diverse medaglie. "Lo sport incoraggia i giovani e li fa crescere meglio - riferisce il presidente del Coni, Roberto Pregadio - la collaborazione tra istituzioni e associazioni sportive è un modo indispensabile per la riuscita di ogni evento e l'aspetto formativo dell'atleta. Operiamo infatti anche con le scuole della provincia e di riscontri positivi ne abbiamo avuti". Diverse le premiazioni di diverse categorie, dagli assoluti a quelle degli "over 35" fino agli "over 70" maschili e poi anche quelle femminili. Toccante l'iniziativa volontaria di un atleta Francesco Paolo Rindone della "Maraton Club di Enna" che dopo aver vinto il trofeo categoria "Over 50" ha donato la coppa alla famiglia di Francesco Ferreri. Ettore Rivoli, e gli atleti Bennici e Vincenti si sono recati in via Scinà donando anche una targa ricordo alla mamma di Francesco, che ha ringraziato tutti quanti per aver ricordato il suo piccolo Francesco. RENATO PINNISI

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CORTE DEI CONTI: UMBRIA, NEL 2008 DISCUSSI 48 GIUDIZI (sezione: Costi dei politici)

( da "Agi" del 16-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

CORTE DEI CONTI: UMBRIA, NEL 2008 DISCUSSI 48 GIUDIZI (AGI) - Perugia, 16 feb. - "In materia di responsabilita' patrimoniale amministrativa durante l'anno sono stati portati in udienza e discussi quarantotto giudizi e sono state pubblicate trentanove sentenze e dieci ordinanze; le persone convenute, in quanto spesso con un unico atto di citazione sono stati chiamati soggetti diversi, sono state duecentoquarantaquattro delle quali centocinquantacinque assolte e sessantasei condannate, mentre nei confronti di tredici l'atto introduttivo e' stato dichiarato inammissibile e per undici il giudizio e' stato sospeso". E' quanto ha evidenziato il presidente della sezione umbra della Corte dei conti Lodovico Principato in un passo della sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2009. La cerimonia si e' tenuta questa mattina nel capoluogo, alla presenza di alcune delle massime autorita' politiche e istituzionali. Parlando degli illeciti esaminati, il presidente Principato ha citato, tra l'altro, il caso di amministratori comunali che avevano percepito un gettone di presenza per avere dichiarato una falsa partecipazione a riunioni della Giunta, il giudizio per recuperare le somme versate ad un falso ingegnere senza laurea per prestazioni rese ad un Comune, la violazione dell'esclusivita' della prestazione di un dirigente amministrativo di un'azienda ospedaliera. "Nella casistica delle questioni esaminate l'anno scorso - ha spiegato il Presidente - predominano i casi in cui gli addebiti ad amministratori e dipendenti pubblici avevano per oggetto la contestata violazione di norme attinenti alla gestione del bilancio oppure degli interessi economici degli enti, ed in questa tipologia di giudizi ha assunto notevole rilievo quello che ha riguardato l'applicazione della sanzione pecuniaria laddove entrate derivanti da indebitamento vengono destinate a finanziare spese diverse da quelle di investimento". Si tratta di una vicenda riferita al Comune di Terni che ha destinato il ricavo dell'indebitamento attuato mediante l'emissione di BOC per l'esecuzione di lavori ritenuti necessari sul patrimonio comunale strade ed edifici. "La vicenda sui Boc di Terni e' emblematica - ha detto Principato - li' non sono state commesse irregolarita', nel senso che non sono stati messi soldi in tasca dagli amministratori ma essi hanno utilizzato le somme da indebitamento, per le spese correnti di funzionamento, quando la stessa costituzione, all'art.119, dice che l'indebitamento serve per creare capitale, per investimento, l'ha detto la costituzione nel 2001, se fai orecchio da mercante allora ti applico la sanzione". "Voglio mandare un messaggio - ha concluso Principato - il ruolo della Corte dei Conti resta sempre previsto nella costituzione e lo dobbiamo alla saggezza dei costituenti che li' l'hanno inchiodata; la Corte restera' perche' ne ha bisogno la collettivita', ne hanno bisogno i contribuenti, perche' pagano le tasse ed hanno diritto ai servizi ed alla buona amministrazione". Per il presidente un ulteriore aspetto che "sta venendo fuori istituzionalmente e' che la Corte dei Conti deve aiutare gli enti locali ed essi devono chiedere aiuto attraverso la richiesta di pareri; la legge parla di controllo collaborativo, pero' poi, una volta che la Corte ha parlato gli amministratori devono rispettarlo".

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La denuncia della Cgil "Vincite facili al casinò" (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 17-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Retroscena Contro i meccanismi che dovrebbero regolare l'attività dei «porteur» GIAN PIERO MORETTI La denuncia della Cgil "Vincite facili al casinò" SANREMO Vincere al casinò senza rischi, addirittura senza neppure giocare. Secondo la denuncia della Cgil è possibile, anzi si verificherebbe tutte le settimane. Ad aggirare l'alea delle roulettes, dove si può vincere, ma, spesso, si perde, sono i procacciatori di clienti, meglio noti come «porteur». Queste figure che da sempre fanno le fortune dei casinò, di professione accompagnano gruppi di clienti rendendosi garanti della loro solvibilità e percepiscono una percentuale sul denaro cambiato alla cassa. Cambiato, non giocato. I clienti «portati» utilizzano fiches barrate, le cosiddette «coreane»: se vincono vengono pagati con la stesa moneta, se perdono i gettoni barrati finiscono nel mucchio, con gli altri. Attraverso le «coreane» l'azienda è in grado di verificare la mole di gioco di ciascun giocatore accompagnato. E questa dovrebbe essere la regola che disciplina l'attività di «Porteur», che oggi a Sanremo, sono una decina, e «portati». Ma, secondo la denuncia di Andrea Falzone, al casinò di Sanremo le cose andrebbero diversamente: «Il sistema per guadagnare senza rischi - scrive - è molto semplice: il giocatore veicolato dal "porteur" cambia denaro con fiches barrate per valori che variano da duemila euro in su, fiches che "dovrebbero" essere cambiate ai tavoli da gioco con altre fiches di pezzatura inferiore sempre barrate; questo per permettere un più serrato controllo sul giocato, permettendo alla casa da gioco di aver la giusta percentuale di fortuna. Invece il cambio ai tavoli con pezzature inferiori barrate avviene soltanto nei fine settimana, lasciando tutti gli altri giorni le pezzature inferiori non barrate. Questo sistema permetterebbe ai "porteur", con falsi giocatori compiacenti, di cambiare nei giorni infrasettimanali ad esempio cinquemila euro alla cassa con fiches barrate, sulle quali egli ha una ricca percentuale, per poi andare ai tavoli e poter cambiare con pezzature inferiori non barrate ritornando in seguito alla cassa ricambiando le fiches in euro senza neppure fare una puntata ai tavoli». E aggiunge: «Il sistema funziona anche nei giorni festivi, ma solo ai tavoli dei giochi americani dove, le fiches barrate, hanno pezzature solo fino a mille euro restando libere in tutte quelle inferiori». Un intervento durissimo che nasce alla vigilia del progetto di riorganizzazione aziendale che dovrebbe iniziare già oggi con il primo degli incontri fra azienda e sindacati. «La casa da gioco - aggiunge Falzone - sta attraversando una fase di ristrutturazione che ha già visto nuove nomine e prevede altre promozioni: l'addetto alle strategie Aziendali a tutti gli effetti il direttore al ramo giochi, i quattro vice direttori sempre ai giochi, il nuovo direttore amministrativo e quant'altro messo in cantiere per potenziare e rendere sempre più competitiva la Casinò spa. Per risparmiare e ottimizzare si procede ad incentivazioni all'esodo che riducono ulteriormente l'occupazione. Tutto reso vano dai "soliti noti" che sul casinò e nel casinò continuano ad arricchirsi». E conclude: «E un sistema che "costerebbe" al casinò ed alla comunità cifre notevoli, che sommate al calo degli incassi e delle presenze, rischiano di mettere in ginocchio l'economia della città di Sanremo e della provincia».

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Costi della politica, tagliamo il 20% (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 17-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

di Francesca Gonzato «Costi della politica, tagliamo il 20%» Mossa della Svp: oggi la proposta in Regione Iniziativa a sorpresa per accelerare i tempi Arriva al voto la mozione Pd sul taglio degli aumenti BOLZANO. Costi della politica: mossa a sorpresa della Svp. Questa mattina in consiglio regionale il gruppo proporrà il taglio del 20 per cento dei costi complessivi della macchina regionale e provinciale, dalle indennità al funzionamento. Mossa a sorpresa, perché solo pochi giorni fa Svp e Pd, incalzati dalle opposizioni, avevano preferito la strada della commissione speciale in consiglio provinciale. La decisione è uscita ieri dal gruppo consiliare provinciale della Stella alpina. Una seduta animata da chi chiede «segnali subito di buona volontà, non tra sei mesi». Venerdì scorso la riunione del gruppo consiliare sui costi della politica era stata particolarmente tesa. Ieri nuovo appuntamento e di nuovo spinte da parte dei consiglieri che chiedono di dare subito una risposta all'insofferenza sempre più diffusa tra i cittadini. E così ieri è stato deciso di anticipare i tempi e spostare l'attenzione dal consiglio provinciale al consiglio regionale, che si riunisce oggi ed è responsabile di tutta la materia delle indennità dei consiglieri. La Svp doveva decidere ieri se appoggiare la mozione del Pd regionale che propone il congelamento dell'aumento automatico delle indennità dei consiglieri su base Istat (procedura non immediata, perché deve passare attraverso l'approvazione di una legge). Come anticipato da giorni, la Svp darà il proprio voto alla mozione. Ma non solo. Ieri la decisione di rendere il programma ancora più ricco. Questa la linea della Svp: proporre al Pd di modificare la mozione sugli aumenti, inserendo l'indirizzo di tagliare i costi della politica di almeno il 20 per cento. Nei giorni scorsi la Svp si era confrontata su altre ipotesi, ad esempio provvedimenti specifici sull'ufficio di presidenza del consiglio regionale. Il discorso è ancora aperto. Ma durante la riunione di ieri è arrivato un pieno via libera da parte di Luis Durnwalder. «Specifichiamo "almeno" il 20 per cento di riduzione» ha detto. La posizione del presidente provinciale è nota: se si deve tagliare, si coinvolgano tutti, consiglieri e assessori, e non solo gli assessori le cui indennità spettano alla Provincia. Dietro la decisione della Svp si può leggere una sorta di provocazione: tutti parlano di ridurre i costi della macchina politica, ma c'è veramente l'intenzione di farlo? Finora è stata la Stella alpina uno dei partiti più sospettati di frenare. Se oggi il «bel gesto» verrà stoppato, è il pensiero nascosto, la colpa passerà finalmente su altri. L'obiettivo è il 20 per cento complessivo. Non significa che tutte le voci dovranno essere tagliate allo stesso modo. E in Provincia? Anche di questo si è parlato nella riunione di ieri. C'è il gruppo di lavoro della Svp, che dovrebbe studiare come tagliare e dove. Qualche consigliere, come Arnold Schuler, ieri si è lamentato: «Non possiamo fare passare mesi, la popolazione ci chiede di dare un segnale subito». Ma almeno sei mesi saranno inevitabili, se la discussione dovesse restare in consiglio provinciale e non essere trasferita al consiglio regionale. La mozione Svp-Pd prevede infatti sei mesi di tempo per la commissione speciale che dovrà proporre una riforma dei costi. Anticipare non sarebbe neppure possibile. Bocciata la mozione dei Freiheitlichen, devono passare almeno sei mesi di tempo prima di riportare la medesima tematica. Così prevede il regolamento del consiglio provinciale, salvo decisione diversa del consiglio stesso. Se ne riparlerebbe a settembre, passata l'estate. Il vicepresidente della giunta provinciale Christian Tommasini (Pd) accoglie con entusiasmo la conferma che la Svp voterà «almeno» il congelamento delle indennità. Quanto alle altre misure che verranno proposte oggi, Tommasini anticipa: «Sono favorevole a ogni provvedimento che consenta di accorciare i tempi per la riforma. Bene dunque se la Svp arriverà con proposte interessanti. Come Pd in questi giorni abbiamo ragionato sulle manovre possibili e mi ritrovo nell'obiettivo complessivo di un 20 per cento in meno di spese per la macchina politica provinciale e regionale».

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roma, nei servizi finanziari il serbatoio per l'occupazione - valentina conte (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 17-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina XIV - Roma Roma, nei servizi finanziari il serbatoio per l´occupazione VALENTINA CONTE Su un punto sono tutti d´accordo. Milano è la culla della finanza pura. Ma da Roma non si prescinde. Perché la capitale corre sempre di più. Lo dicono i numeri che piazzano nella città eterna quasi un terzo della consulenza e dei servizi finanziari del Paese. Un mercato che nel recente passato avanzava di un 15% l´anno e che ora sconta un rallentamento. E´ l´occasione, secondo gli esperti, per fare pulizia e rafforzare chi punta sui settori giusti. Ma anche chi guarderà a uno dei polmoni in tempo di crisi, la pubblica amministrazione, che ha bisogno di buoni consigli per sfoltire le inefficienze. Le società di consulenza sono pronte a cogliere le opportunità. Ecco spiegato l´interesse rinnovato per la città di Roma che vive una stagione da possibile protagonista anche laddove la finanza sembra arrancare. E così si spiega pure la campagna di assunzioni che le grandi società di consulenza hanno avviato in queste settimane proprio nella capitale. «Gli innesti di risorse fresche sono fondamentali, non facciamo bulloni ma viviamo di uomini e idee», dice Alessandro Grandinetti di PriceWaterHouseCoopers, uno dei big della consulenza pronto a imbarcare nella sede romana 130 talenti. «La crisi taglierà i costi di consulenza, è vero. Ma il settore government investirà ancora, le aziende dovranno ottimizzare per rastrellare liquidità. E noi le aiuteremo ad aprirsi al mercato Aim di Borsa italiana per trovare più capitali spendendo meno». Ottimismo condiviso da Deloitte, un centinaio di assunzioni in atto. «La recessione è la cura non il male � enfatizza l´amministratore delegato Pierluigi Brienza � e serve a riposizionarsi e ristrutturarsi, mettendo ordine nei disequilibri. è quello che ci chiedono le aziende». «E il settore pubblico farà investimenti strutturali importanti, ecco perché ci interessa Roma», aggiunge Fabio Pompei, responsabile area centro-sud. Roma vuol dire Enel, Eni, Finmeccanica, Poste, ministeri, ferrovie e tanto altro. «Negli ultimi anni la capitale è diventata il baricentro di competenze a valore aggiunto � riflette Franco Masera, amministratore delegato di Kpmg, multinazionale che fattura per il 30% con la p.a., pronta ad assumere 120 ragazzi � e le società di consulenza hanno dato un metodo agli enti pubblici diventati aziende di servizi. E poi le grandi imprese con problemi organizzativi sono più a Roma che a Milano». E così, nonostante il dimagrimento della domanda di consulenza, con le banche sotto pressione e margini ridotti, le aziende si aprono ai cambiamenti per non essere spazzate via a crisi finita. «Negli ultimi 20 anni il Pil del lazio è aumentato e Roma è diventata la capitale dei servizi», dice Michele Liberato, vicepresidente di Accenture. «Per noi è vitale continuare ad assumere visto che offriamo al mercato idee e non prodotti. Per questo manteniamo ottime relazioni con le università romane ed entro la fine di agosto avremo assunto 1000 persone in Italia. A Roma puntiamo sulle competenze già sviluppate nelle telecomunicazioni, mentre un´altra area importante è quella delle banche in difficoltà. Prevediamo che queste continueranno a investire in processi di trasformazione, orientandosi verso la riduzione strategica dei costi e noi siano pronti ad aiutarle». Infine, una nuova sede romana è quasi pronta per Ernst&Young e in vista almeno 700 nuove assunzioni tra Roma e Milano. A riprova che «la domanda e l´offerta di servizi finanziari cresce», conferma Ezio Lattanzio, presidente Assoconsult Confindustria. Ma attenzione, la forchetta si allarga tra chi avanza molto e chi no. è la crisi, bellezza.

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Caro ministro, combatta i fannulloni della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 17-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: NOTTEEGIORNO - data: 2009-02-17 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE La lettera aperta DA STRASBURGO E VENEZIA Caro ministro, combatta i fannulloni della politica di UMBERTO CURI Caro ministro, lei è ormai universalmente conosciuto (almeno in Italia) per la sua battaglia contro i «fannulloni», e più in generale per la campagna volta al miglioramento dell'efficienza e della produttività della pubblica amministrazione. E' altresì nota, e per lo più molto apprezzata, la sua attitudine a parlare con molta schiettezza, evitando le perifrasi diplomatiche o il gergo incomprensibile di tanti politici nostrani. Queste sue qualità le hanno consentito di essere in testa, nella graduatoria di gradimento dei ministri dell'attuale governo, raccogliendo consensi anche al di là dei limiti dello schieramento politico a cui appartiene. Visto tutto ciò, mi permetto allora di segnalare alla sua attenzione due casi, che probabilmente le sono sfuggiti, dal momento che non risulta che essi abbiano suscitato alcuna reazione da parte sua. Il primo riguarda la condotta dei membri italiani del Parlamento Europeo. Un paio di settimane fa, mentre nell'aula di Strasburgo si discuteva un provvedimento legislativo che riguardava direttamente l'Italia, la quasi totalità dei parlamentari italiani si assentava, per non perdere il volo low cost in partenza per il nostro bel paese. Con questa accorta manovra, coloro che dovrebbero essere i nostri rappresentanti (in larga misura appartenenti al suo stesso partito, caro ministro) potevano mettersi in tasca la differenza fra la tariffa del volo Ryanair e il costo del biglietto pieno rimborsato dal Parlamento. Un migliaio di euro, che sono andati così ad aggiungersi ai circa ventimila euro mensili (oltre a benefit di ogni tipo) percepiti da questi infaticabili turisti della politica. Ancora più strano il fatto che le sia sfuggito il secondo episodio, poiché si è svolto in quel Veneto che è anche la sua regione di provenienza. La scorsa settimana, mentre era in corso la votazione di un importante provvedimento legislativo (uno dei pochi approvati da un Consiglio Regionale che si distingue per la quasi totale inerzia), i consiglieri della maggioranza (la sua maggioranza, caro Ministro) si sono «distratti» (poverini, con il daffare che hanno per calcolare rimborsi e gettoni di presenza!) e hanno bocciato un articolo di particolare importanza, proposto fra l'altro da un collega della loro stessa maggioranza. Ho letto con attenzione i giornali, ho ascoltato altrettanto puntualmente molte trasmissioni radiofoniche e televisive, ma non ho colto da nessuna parte una sua reazione, caro ministro, di fronte a questi episodi. Come spiegare una simile omissione? Dove è andata a finire la sua intransigenza verso i «fannulloni»? Per caso, si è «distratto» anche lei? Non le pare che l'esempio fornito da coloro che, al contrario, dovrebbero essere modelli di un comportamento irreprensibile, sia da censurare con la stessa severità con la quale lei ha additato al pubblico ludibrio i professori, gli impiegati statali, i dipendenti dell'amministrazione pubblica? Il suo silenzio, caro ministro, suggerisce un sospetto. E cioè che a me e ad altri, scandalizzati da questa asimmetria, sfugga un particolare che invece avremmo dovuto tenere presente. Sfugge che, per lei , come per il leader della formazione politica nella quale milita, non tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. Sfugge il principio a cui ha dimostrato più volte di attenersi il governo di cui lei fa parte, vale a dire essere forte con i deboli e debole con i forti. Sfugge quella tacita norma, secondo la quale è giusto costringere il maestro o l'impiegato a recarsi al lavoro anche con l'influenza, ma non si possono neppure sfiorare i politici che percepiscono emolumenti di dieci o di venti volte superiori, se abbandonano sul più bello il loro posto di lavoro o si «distraggono» quando dovrebbero fare la fatica di votare. Di questo modo aberrante di concepire la politica, come un privilegio, anziché come servizio, come un'esenzione dai doveri a cui rispondono i comuni cittadini, anziché come attività svolta per il bene comune, anche lei, caro ministro, col suo silenzio dimostra di essere complice. Se vuole apparire credibile, la prossima volta che vorrà tuonare contro le inefficienze e gli sprechi, contro le omissioni e gli abusi, si ricordi anzitutto della compagnia di cui fa parte.

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