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tARTICOLI DEL 16-17 febbraio
2009 #TOP
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Articoli
Costi dei politici (11)
Partiti di sinistra: sic vos, non vobis
( da "Manifesto,
Il" del 16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: aeroporti in ogni piccola città, etc, non sono tutti sprechi legati alla corruzione diffusa e all'utilizzo illegale dei soldi dei contribuenti per crearsi consenso politico? E questi sprechi non incidono poi sulla disponibilità di fondi pubblici per altre azioni sociali? Flavio Conti, Varese Caro Flavio, cosa vuoi che ti dica?
"Il
ruolo di un assessore vada oltre ogni sospetto"
( da "Stampa,
La" del 16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: oblio ed alla compressione dell'interesse dei molti e di quello pubblico», insiste sul ritiro delle deleghe all'assessore. Fabbio e Zaccone non intendono replicare, rimettendosi a quanto già dichiarato. Il gruppo consiliare del Pd è intenzionato a chiedere di ridurre i costi delle consulenze utilizzando i risparmi per interventi nel sociale e di avere notizie continue sul «
dal
nostro inviato SANREMOE' la crisi, bellezza: tagliare, tagliare, tagliarsi a...
( da "Messaggero,
Il" del 16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: con i big che a Sanremo canteranno nel ruolo di padrini dei giovani, Cocciante, Pino Daniele, Massimo Ranieri, Zucchero, Gino Paoli... Ognuno pretendeva un cachet più alto di quello previsto dalla Rai che alla fine ha imposto un gettone uguale per tutti, 40mila euro a testa: con Gino Paoli però sono state lacrime di sangue, è stato l'ultimo a firmare,
Finanziare
la "welfare community" il nuovo ruolo delle Fondazioni
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del
16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: finanziato con le risorse liberate dalla sburocratizzazione della Pubblica Amministrazione, dall´alleggerimento dei costi della politica, dal recupero dell´evasione fiscale, da riforme strutturali e lungimiranti nella sanità e nella previdenza. Che consideri anche una uscita progressiva, da parte dello Stato, da quei settori specialistici della sanità e dell´istruzione,
Ennesima
esternalizzazione ancora costi della politica
( da "Opinione,
L'" del 16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: istruttoria, della gestione e della rendicontazione dei progetti? nell?ambito delle attività dell?Ufficio Politiche Comunitarie e Cooperazione Internazionale del Comune di Massa. Incarico ?esterno? dunque, parola che rimbomba in tutti e sei i piani del palazzo comunale ma soprattutto in tutta la città.
In
200 per Francesco naccio ( da "Sicilia, La"
del 16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Giuseppe Rizzo ( Niscemi) e Angelo Giannone (Atl. Mazzarino). Attesissima ed emozionante ai nastri di partenza la gara agonistica categoria "assoluti" con diversi atleti di calibro, tra i quali il marocchino Boumalik Abdel Krim, Davide Ragusa (Team Recanati), Alfio Scalisi (Palermo), Damiano D'Asaro (S.
CORTE
DEI CONTI: UMBRIA, NEL 2008 DISCUSSI 48 GIUDIZI
( da "Agi"
del 16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: alla presenza di alcune delle massime autorita' politiche e istituzionali. Parlando degli illeciti esaminati, il presidente Principato ha citato, tra l'altro, il caso di amministratori comunali che avevano percepito un gettone di presenza per avere dichiarato una falsa partecipazione a riunioni della Giunta,
La
denuncia della Cgil "Vincite facili al casinò"
( da "Stampa,
La" del 17-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: se perdono i gettoni barrati finiscono nel mucchio, con gli altri. Attraverso le «coreane» l'azienda è in grado di verificare la mole di gioco di ciascun giocatore accompagnato. E questa dovrebbe essere la regola che disciplina l'attività di «Porteur», che oggi a Sanremo, sono una decina, e «portati».
Costi
della politica, tagliamo il 20% ( da "Alto Adige"
del 17-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Dietro la decisione della Svp si può leggere una sorta di provocazione: tutti parlano di ridurre i costi della macchina politica, ma c'è veramente l'intenzione di farlo? Finora è stata la Stella alpina uno dei partiti più sospettati di frenare. Se oggi il «bel gesto» verrà stoppato, è il pensiero nascosto, la colpa passerà finalmente su altri.
roma,
nei servizi finanziari il serbatoio per l'occupazione - valentina conte
( da "Repubblica,
La" del 17-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: uno dei big della consulenza pronto a imbarcare nella sede romana 130 talenti. «La crisi taglierà i costi di consulenza, è vero. Ma il settore government investirà ancora, le aziende dovranno ottimizzare per rastrellare liquidità. E noi le aiuteremo ad aprirsi al mercato Aim di Borsa italiana per trovare più capitali spendendo meno»
Caro
ministro, combatta i fannulloni della politica
( da "Corriere
del Veneto" del 17-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: con il daffare che hanno per calcolare rimborsi e gettoni di presenza!) e hanno bocciato un articolo di particolare importanza, proposto fra l'altro da un collega della loro stessa maggioranza. Ho letto con attenzione i giornali, ho ascoltato altrettanto puntualmente molte trasmissioni radiofoniche e televisive, ma non ho colto da nessuna parte una sua reazione,
( da "Manifesto, Il" del 16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Scritto&Parlato Partiti
di sinistra: sic vos, non vobis Non siamo d'accordo Caro Valentino, siamo
rimasti allibiti dalla presa di posizione di alcuni giornalisti del manifesto e
intellettuali che invitano, per protesta, i partiti di sinistra a non
presentarsi alle elezioni europee e di conseguenza alla diserzione dal voto da
parte dell'elettorato di sinistra. Questo per due motivi: 1. anzitutto,
«l'astensionismo» avrebbe una ricaduta negativa sul voto delle amministrative,
con un'ulteriore sconfitta dei partiti di sinistra e il rafforzamento (a
livello nazionale) di quelle istanze antidemocratiche (leggi di stampo
razzista, discriminazioni su basi etniche, ecc.) che mettono in discussione i
principi fondamentali della Costituzione e dei diritti
universali dell'uomo; 2. il non presentarsi alle elezioni europee, inoltre,
verrebbe letto da parte degli elettori di sinistra, che vorrebbero ancora
andare a votare, non come una forma di protesta ma come una indecorosa
«ritirata dalla competizione politica». Meglio sarebbe
candidare, come suggerisce la Gagliardi, personalità di prestigio che fanno
parte di associazioni, movimenti, sindacati. Tenendo conto di ciò che l'analisi
di Galli ha da tempo sottolineato e cioè la sconfitta dei partiti di sinistra
alle elezioni politiche del 2008 non è dovuta a un aumento dei voti del Pdl, ma
all'astensionismo di 1.500.000 elettori di sinistra (che, invece, erano andati
a votare nel 2006). Un abbraccio. M. e M. Bersano, Casale M. (Al) Sono
d'accordo La proposta di Polo di «saltare un giro» mi trova d'accordo, è una
proposta di buon senso, naturale, che altro si può fare? L'aspetto più patetico
nella crisi della sinistra è l'incapacità dei comunisti di mettere in comune le
loro deboli forze. Lo spirito di setta pare indistruttibile, rafforzato dal narcisismo
di piccoli leader affamati di visibilità mediatica e brandelli di potere.
Invece di costruire un solido vascello pirata si preferisce galleggiare su
fragili barchette, col serio rischio di finire a picco. Forse ci vorranno un
paio di generazioni e una qualche catastrofe prima che la sinistra possa
rinascere dalle proprie ceneri. Tuttavia qualcosa si può fare da subito. A
partire dalla costruzione di un vero partito comunista d'ispirazione libertaria
e rivoluzionaria, un partito dalla forte personalità e, proprio per questo,
capace d'interagire con la più vasta sinistra sociale. Un partito che sappia
riflettere sulle nuove forme di dominio capitalistico e offrire agli sfruttati
occasioni di solidarietà e lotta prima che la crisi attuale porti alla guerra
fra poveri. Un simile partito può nascere solo da gente appassionata, vitale.
Le anime morte che si stracciano le vesti per un posto all'europarlamento sono
fuori gioco. Ti ringrazio per l'attenzione e ti invio un caro saluto. Antonio
Rusconi, Seregno (Mi) I temi della giustizia Caro Parlato, sono un socio del
manifesto sin dai primordi e, anche se non sempre ne ho condiviso la linea, il
giornale resta comunque il principale punto di riferimento e di dibattito per
l'intera sinistra di questo paese. Se solo ora mi sono deciso a scriverti è
perché su un punto mi appare chiara e evidente la carenza di approfondimenti e
di analisi. Come è noto a tutti la giustizia, sia penale che civile, in questo
paese sta degradando a livelli inaccettabili. Basta ascoltare gli allarmi da
anni lanciati a ogni inaugurazione dell'anno giudiziario, le classifiche dei
paesi più corrotti per rendersene conto. Un paese con crescente corruzione e senza giustizia ha speranze sempre più ridotte
per il futuro. Certo sul manifesto vi sono stati articoli al riguardo, ma gli
approfondimenti e le indagini su questo tema mi sembrano insufficienti. Quali
categorie sociali sono interessate alla lungaggine dei processi, chi si oppone
alla class action e a una maggiore efficienza della giustizia, quali ragioni
nascoste o palesi impediscono che le varie procure (specie al sud) abbiano gli
organici previsti, perché i finanziamenti sono sempre insufficienti, nonostante
siano passati governi di destra e di sinistra, e così via? Perché il manifesto,
che approfondisce così bene i temi del lavoro, della politica
e dell'economia, tratta con secondaria importanza i temi della giustizia e
della corruzione? Forse che la volontà di appaltare
grandi opere, a cominciare dalle centrali nucleari, ai ponti sullo stretto e
trafori assurdi, grandi strade che finiscono nel nulla, aeroporti
in ogni piccola città, etc, non sono tutti sprechi legati
alla corruzione diffusa e all'utilizzo illegale dei soldi dei contribuenti per
crearsi consenso politico? E questi sprechi non
incidono poi sulla disponibilità di fondi pubblici per altre azioni sociali?
Flavio Conti, Varese Caro Flavio, cosa vuoi che ti dica? Una giustizia
lentissima serve solo a dare tempo e fiducia a chi fa le cose ingiuste. Capita
pure che la sentenza arrivi quando sono percorsi i tempi del reato. A
rileggerci. Valentino Parlato Quereli anche noi Signor ministro Roberto Maroni,
abbiamo letto della Sua volontà di intraprendere un'azione legale nei confronti
del direttore del settimanale Famiglia cristiana, che Lei accusa di averLe
recato offesa personale per aver definito «leggi razziali» i provvedimenti del
governo verso i cittadini stranieri e le fasce più deboli della società. Le
schedature di adulti e bambini rom, le classi differenziali per gli alunni
stranieri, l'abrogazione del divieto di segnalare gli stranieri «irregolari»
che ricorrono alle cure sanitarie, il reato d'immigrazione clandestina, il
permesso di soggiorno a punti, le norme restrittive sui ricongiungimenti
familiari, la legalizzazione delle ronde padane, il carcere fino a quattro anni
per gli irregolari che non rispettino l'ordine di espulsione, il divieto
d'iscrizione anagrafica e la schedatura presso il Suo ministero non solo dei
senza-domicilio-fisso, ma anche di coloro che abitano in dimore diverse da
appartamenti: l'insieme di queste misure lede profondamente i diritti
fondamentali delle persone e i principi dell'uguaglianza e della democrazia.
Queste misure configurano una forma di razzismo istituzionale, tanto più grave
e intollerabile per il fatto che, per sostenerle, un ministro della Repubblica,
Lei stesso, auspica la cattiveria nei confronti dei più deboli. Noi
sottoscritti/e, uomini e donne di nazionalità diverse, nei nostri rispettivi
ambiti di lavoro, di ricerca, di studio, di impegno sociale e politico, abbiamo
sempre contrastato pubblicamente e nel nostro agire quotidiano l'intolleranza,
la xenofobia e il razzismo. Perciò continueremo a denunciare le retoriche
xenofobiche e le politiche razziste messe in atto dal governo di cui Lei fa
parte. (...) Se vuole essere coerente, signor ministro, quereli anche noi. Per
sottoscrivere: s.haertter@fiom.cgil.it Cristina_Liverani@er.cgil.it La versione
integrale di questo appello e le relative firme si possono vedere sul nostro
sito www.ilmanifesto.it Cari Mario e Marisa Bersano e caro Antonio Rusconi, la
questione è proprio seria: si avvicinano le elezioni europee e la sinistra sta
a pezzi e acerbamente divisa. La sommatoria della Sinistra Arcobaleno è stata
un disastro e per le elezioni prossime c'è lo sbarramento del 4 per cento. Ove
i diversi frammenti di sinistra si presentassero alle elezioni ciascuno per suo
conto sarebbe un disastro, ma anche la sommatoria sarebbe una cieca ripetizione
della Sinistra Arcobaleno. Che fare dunque? Gabriele Polo dalle colonne del
manifesto - del 29 gennaio scorso - ha proposto di «saltare un giro», di non
perdere tempo in un lavoro inutile e di impegnarsi di più nell'analisi della
società per costruire una valida proposta politica. Il
saltare un giro, benché fondato su ragioni serie, non è piaciuto: cito gli
interventi di Rossana Rossanda e Rina Gagliardi (sul manifesto del primo
febbraio), che rifiutando l'astensione avanzavano proposte innovative:
escludere le candidature di partito e proporre nelle varie circoscrizioni
elettorali nomi di democratici, lavoratori e intellettuali di tutto rispetto.
Mi viene da ripetere il «sic vos, non vobis»: voi formazioni varie della
sinistra votate, ma non per voi, per affermare così il vostro ruolo di forze
democratiche impegnate nella difesa della Repubblica e della Costituzione.
Sarebbe anche una risposta forte alle accuse (spesso giustificate) che si
stanno facendo alla «casta». Una scelta di questo tipo - sempre a mio parere -
darebbe credibilità e prestigio alle forze di sinistra e - fatto niente affatto
secondario - frenerebbe il montante astensionismo. Questo il mio parere, ma c'è
tempo per discuterne ancora. Valentino Parlato
( da "Stampa, La" del 16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
CASO ZACCONE. IL PD
RIBADISCE LA RICHIESTA DI DIMISSIONI "Il ruolo di un assessore vada oltre
ogni sospetto" Ma il sindaco Fabbio non intende tornare indietro
[FIRMA]FRANCO MARCHIARO ALESSANDRIA Il coordinatore cittadino del Pd, Corrado
Parise, insiste a pretendere le dimissioni dell'assessore Zaccone per la
consulenza affidata dal Comune alla moglie. In alternativa chiede che il
sindaco gli ritiri le deleghe. Lo ribadisce con una lunga lettera aperta a Pier
Carlo Fabbio e allo stesso Zaccone, dopo averlo chiesto pubblicamente. A
Zaccone, che si era definito assessore tecnico «non avvezzo a discussioni
politiche» ed aveva sottolineato la preparazione della moglie (che per questo,
a suo dire, aveva legittimamente ottenuto la consulenza partecipando a un bando
pubblico), il coordinatore del Pd ribatte «che un tecnico, assumendo un
incarico amministrativo, deve essere al di sopra di ogni sospetto riguardo la
sua posizione di assoluta imparzialità e deve anche essere disposto a
sacrificare l'interesse personale». Aggiunge che non si tratta di un «mero
esercizio di retorica politica, di un attacco strumentale e quindi ipocrita» ma
del complesso rapporto tra etica pubblica e politica. E rinnova la richiesta di
dimissioni, «perchè - scrive - i cittadini hanno il diritto di sentirsi
amministrati da chi mette l'interesse pubblico al primo posto». Al sindaco, che
lo aveva invitato a «non baloccarsi con i gossip di corridoio ed a pensare di
più al bene della sua comunità e che il Comune non doveva privarsi di tecnici
bravi», Parise replica «che è problema di tutti i cittadini capire come è
amministrato il denaro pubblico, discutere se l'una o l'altra scelta vadano nel
senso del bene comune e che tecnici competenti poteva trovarli tra i dipendenti
comunali o le agenzie pubbliche, in città e provincia oppure tra giovani molto
brevi 'senza camicia', cioè senza appoggi familiari». E concludendo «che
l'interesse individuale deve stare in equilibrio con quello pubblico e non deve
condurre all'oblio ed alla compressione dell'interesse dei
molti e di quello pubblico», insiste sul ritiro delle deleghe all'assessore.
Fabbio e Zaccone non intendono replicare, rimettendosi a quanto già dichiarato.
Il gruppo consiliare del Pd è intenzionato a chiedere di ridurre i costi delle
consulenze utilizzando i risparmi per interventi nel sociale e di avere notizie
continue sul «piano strategico tenuto conto del notevole impegno
finanziario che è stato previsto». Non risulta al momento che intenda
intervenire sul caso Zaccone «forse perchè - commentano alcuni componenti della
maggioranza - nella passata giunta di centrosinistra consulenze sono andate a mariti
o mogli di qualche amministratore».
( da "Messaggero, Il" del 16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Lunedì 16 Febbraio
2009 Chiudi ALDO DE LUCAdal nostro inviato SANREMOE' la crisi, bellezza:
tagliare, tagliare, tagliarsi anche le vene, risparmiare, risparmiare... La
crisi è globale e si è abbattuta anche sul Festival della Canzone Italiana. La
Rai ha impugnato l'ascia e zac! Ha tagliato dove ha potuto, senza pietà. Hanno
schivato l'ascia solo in due, Bonolis (ha beccato uno «scandaloso» milione, più
o meno come Baudo la scorsa edizione comunque, prezzi di mercato si potrebbe
dire) e Benigni che chiede la cessione dei diritti tv (scatenando una tempesta
di polemiche) e stimando la sua presenza sul palco
dell'Ariston in 350mila euro. Ma fino a ieri la trattativa non era ancora
chiusa, verrà sciolta oggi la riserva: e siccome il geniale toscanaccio non ha
intenzione di mollare, se la Rai non gli cede i diritti lui al festival non ci
mette piede. Vigilia di suspence dunque, sarebbe un colpo basso per Bonolis che
vuole partire a tutto gas e Benigni è l'asso nella manica. A proposito di
tagli&risparmi ieri niente prove all'Ariston, che è rimasto sbarrato,
deserto, tutti al mare, si fa per dire... Tutto il personale della Rai
(orchestrali compresi) è stato raggiunto da uno stupefacente ordine di
servizio: domenica non si lavora, riposatevi. Una decisione senza precedenti
nella storia del festival: niente prove a 48 ore dal via, davvero clamoroso. Ma
anche così si risparmia, un festivo, infatti, al datore di lavoro costa più o
meno il doppio della paga giornaliera e allora, zac! Ma si è risparmiato anche
sugli alberghi, per la nomenklatura Rai è stata assicurata una sistemazione
dignitosa al Nazionale, ma la truppa (giornalisti compresi) è stata
sparpagliata in albergucci miserabili o quasi. «Mi hanno sbattuto in una
stamberga! Che un centro di accoglienza per clandestini è meglio...», si sfoga
un giornalista che per non metterlo nei guai lo copriamo con l'anonimato. E
quando è stato possibile sono stati prenotati albergucci anche fuori Sanremo,
dando la disdetta delle prenotazioni all'ultima ora: com'è successo con l'hotel
Montecarlo dove la Rai aveva riservato 20 stanze. «Me l'hanno fatto sapere solo
qualche giorno fa, una grave scorrettezza. E pensare che gli avevo fatto lo
stesso prezzo dello scorso anno», si sfoga il proprietario dell'hotel Giuseppe
Li Pira che ha protestato con una letteraccia al direttore di Raiuno Fabrizio
Del Noce. Pare che le venti stanze siano state trovate a Ospedaletti, paesino
verso Ventimiglia, a sei chilometri da Sanremo: sarà fuori mano, ma si risparmia.
E' la crisi, bellezza! Lotta dura, quasi al coltello, con i
big che a Sanremo canteranno nel ruolo di padrini dei giovani, Cocciante, Pino
Daniele, Massimo Ranieri, Zucchero, Gino Paoli... Ognuno pretendeva un cachet
più alto di quello previsto dalla Rai che alla fine ha imposto un gettone
uguale per tutti, 40mila euro a testa: con Gino Paoli però sono state lacrime
di sangue, è stato l'ultimo a firmare, quei quarantamila non gli stavano
bene per niente. Per qualche migliaio di euro hanno rinunciato alla bellissima
modella Chiara Boschetti che Bonolis voleva fortemente, rimpiazzata con Alessia
Piovan ingaggiata con una manciata di spiccioli. Facile invece portare a
Sanremo l'americana Katy Perry, scoperta da Madonna, cantante sull'onda,
trasgressiva e sexy, che ha accettato un modesto compenso (intorno ai
centomila, pare) e che si scatenerà sul palco domani sera.
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
ATTUALITA' pag. 20
Finanziare la "welfare community" il nuovo ruolo delle Fondazioni Un settore
d´intervento cruciale per l´esaurirsi delle risorse pubbliche dedicate
all´assistenza EMMANUELE EMANUELE * Il complesso sistema di welfare costruito
nei secoli, in Europa, grazie alla concezione scaturente anche dalla tradizione
cristiana, è entrato in crisi perché lo Stato non ha più la capacità,
attraverso le risorse dei bilanci pubblici, di fronteggiare le esigenze sempre
crescenti avanzate dalla società civile. Da tempo questo problema è oggetto di
interrogativi, e si confrontano le posizioni di chi vede come soluzione una
svolta di tipo neo-liberista che, favorendo l´espansione del mercato, ipotizza
di trarre, dalle crescenti risorse generate, i mezzi atti a dare le risposte in
quei campi, e chi, invece, partendo dall´esigenza prioritaria di redistruibire,
a volte ancor prima di crearla, la ricchezza, si affanna ad attribuire allo
Stato ruoli che ragionevolmente esso non può più assolvere. In questa manifesta
dicotomia, sta prendendo spazio una posizione che sicuramente possiede le
premesse per poter affrontare questo problema. Faccio riferimento al variegato
mondo del terzo settore che rappresenta un tertium genus rispetto sia allo
Stato che al privato, e che costituisce il privato sociale nella sua vivace
multiformità: circa 20 milioni di occupati in Europa, dei quali oltre 1 milione
e 300 mila in Italia. Questo mondo evidenzia l´esistenza del "terzo
pilastro" in grado di fronteggiare la manifesta crisi dello stato sociale.
E´ del tutto evidente che le potenzialità che questa realtà esprime hanno
comunque dei limiti che non sono solo di carattere economico (sebbene il non
profit contribuisca all´economia mondiale per oltre 300 miliardi di euro e
negli Stati Uniti rappresenti il 6% del PIL) ma, nel nostro Paese, anche
normativo e, per alcuni versi, costituzionale. E´ noto, infatti, che il sistema
di distribuzione dei poteri previsto dalla nostra Costituzione
ha improntato l´ordinamento di una concezione secondo cui lo Stato è l´unico
soggetto legittimato ad intervenire nei problemi di interesse generale. Ma oggi
il ruolo dello Stato appare ormai inadeguato, poiché le risorse rivenienti
dall´imposizione fiscale non sono più sufficienti, specie nei momenti in cui
l´economia nazionale non cresce, per effetto anche di crisi di natura
internazionale, a dare le risposte che la collettività attende in campo
sociale. Ciò scaturisce anche dal crescente standard di civiltà e, quindi, dal
maggior grado di tutela, che la società richiede. Di fronte alla manifesta
difficoltà dello Stato, la risposta del terzo settore si rivela come l´unica
possibilità di soluzione. Finalmente, infatti, nel nostro Paese è iniziata,
sebbene non completata, quella mutazione concettuale che oggi recepisce il
contributo positivo dell´iniziativa del privato sociale, della "cittadinanza
attiva", alla soluzione dei problemi propri che sono, poi, anche quelli
del Paese. Perché questo si verificasse, abbiamo dovuto attendere il
realizzarsi di due eventi che hanno indubbiamente favorito il pieno dispiegarsi
delle potenzialità caratterizzanti il terzo settore. La modifica costituzionale
dell´art.118 con l´introduzione del principio di sussidiarietà, e le due
pronunce della Corte costituzionale nn.300 e 301 del
( da "Opinione, L'" del 16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Oggi è Lun, 16 Feb 2009
Edizione 28 del 14-02-2009 MASSA - L?amministrazione avrebbe dovuto tagliare
gli incarichi esterni Ennesima esternalizzazione ancora costi della politica di Alessandro Amorese Il Comune di Massa ha emesso
un Avviso Pubblico di procedura comparativa per il conferimento di un incarico
esterno di alta specializzazione di ?Esperto responsabile dell?istruttoria,
della gestione e della rendicontazione dei progetti? nell?ambito delle attività
dell?Ufficio Politiche Comunitarie e Cooperazione Internazionale del Comune di
Massa. Incarico ?esterno? dunque, parola che rimbomba in tutti e sei i piani
del palazzo comunale ma soprattutto in tutta la città. Rimbomba per la sua
continuità, per la sua dichiarazione di impotenza e per l?ennesimo costo della politica. Continuità con le passate amministrazioni, davvero
allegre nell?esternalizzare a singoli, associazioni, cooperative, studi
associati, ecc. Spesso si tratta di cambiali elettorali, di regalie in perfetto
stile prima repubblica. Ma soprattutto con questo ennesimo incarico esterno si
certifica sostanzialmente l?inutilità dell?attuale Ufficio Politiche
Comunitarie del Comune: infatti leggendo i dettagli dell?avviso pubblico per il
nuovo incarico, ogni cittadino si chiederebbe spontaneamente a cosa serva
quell?ufficio, visto che i compiti e gli obiettivi sono più o meno gli stessi.
L?auspicio è che almeno questo nuovo incarico porti ad intercettare qualche
finanziamento della comunità europea e sarebbe una novità per la città di
Massa.. Ma i quasi quarantamila euro annui, l?incarico dovrebbe scadere a fine
2010, gridano vendetta: questa era, ormai il passato è d?obbligo,
l?amministrazione che avrebbe dovuto e voluto tagliare i costi della politica. E si è visto! Qualcuno ha più visto la ?delegata?,
chiamata così ma in verità si tratta di un contratto a tempo determinato con il
Comune, per Marina di Massa? Dopo la sovietizzazione del territorio, diviso in
responsabili di strada, zona... non vi è più stata traccia. E purtroppo non è
l?unica ?delega? di questo tipo inventata dal Sindaco Pucci. Come direbbe Totò:
?E io pago!?
( da "Sicilia, La" del 16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
In 200 per Francesco
naccio @@Un successo la gara podistica di Barrafranca con tanti giovani e
atleti di fama nazionale Un minuto di silenzio a Barrafranca in ricordo di
Francesco, e poi il via alla gara podistica con atleti di spessore, segnalata
da Angelo Ferreri, fratello del giovane atrocemente scomparso alcuni anni fa.
Il primo trofeo nazionale di gara podistica ha registrato anche una presenza
notevole di giovani quasi o meno dell'età di Francesco Ferreri, i quali hanno
indossato una maglia in cui era scritto il suo nome. Una iniziativa che ha
interessato oltre 200 giovani e un nutrito gruppo di atleti, tra cui alcuni
marocchini, e diversi tesserati di società sportive del'isola. Ad essere
presenti diverse personalità politiche come l'assessore provinciale allo sport
e al turismo, Fabrizio Tudisco, l' assessore provinciale alle infrastrutture e
alla viabilità, Filippo Faraci e il consigliere provinciale, Giuseppe
Regalbuto. L'iniziativa è stata resa possibile grazie al contribuito della
provincia ed al lavoro intenso di una macchina organizzativa da parte della
Libertas Bellia dell'instancabile presidente Ettore Rivoli, sicuramente un
punto di riferimento dell'atletica leggera in provincia. Invece il comune
barrese ha patrocinato l'evento tanto che erano presenti gli assessori Stella Arena, Enzo Pace, Antonio Ferreri e Alessandro
Salvaggio, quest'ultimi rispettivamente con delega allo sport e all'istruzione.
In una cornice di pubblico presente anche il presidente del Coni, Roberto
Pregadio e il presidente provinciale dell'Aics, Alessandro Lanza. Tre le
batterie interessate in cui nella prima hanno partecipato gli alunni delle
classi quarte e quinte delle scuole elementari. Il percorso di quasi un
chilometro ha riscontrato la vittoria del giovane barrese Salvatore Aleo. Nella
seconda batteria, in un percorso più lungo, hanno gareggiato giovani che
frequentano la scuola media e i primi tre in ordine di arrivo sono stati
Ludovico Ginardo ( Atl. Mazzarino), Giuseppe Rizzo ( Niscemi) e Angelo Giannone (Atl. Mazzarino). Attesissima ed
emozionante ai nastri di partenza la gara agonistica categoria
"assoluti" con diversi atleti di calibro, tra i quali il marocchino
Boumalik Abdel Krim, Davide Ragusa (Team Recanati), Alfio Scalisi (Palermo),
Damiano D'Asaro (S. Club Catania). I tempi registrati a cronometro sono
stati di buon livello come descritti dal catanese Giuseppe Marcellino, ex
atleta e commentatore di Raisport. A tagliare il traguardo il marocchino Bibi
Amad (5 Torri Trapani) mentre in seconda posizione Giorgio Scialabba (Apb
Bagheria) e poi Diego Campagna (S. Club Catania). A premiare le diverse
categorie maschili e femminili, due atleti rinomanti di Mazzarino, Francesco
Bennici, che difende i colori dell'arma, e che ha alle spalle le olimpiadi e
più volte campione nazionale, e Salvatore Vincenti, in supporto alle fiamme
gialle, campione d'Europa con diversi titoli di campione italiano. "Questa
manifestazione è un invito ai giovani di avvicinarsi allo sport e quindi
sconfiggere la violenza di ogni tipo". Queste il messaggio dell'assessore
provinciale allo sport, Fabrizio Tudisco, durante la gara podistica "I
trofeo Libertas" nazionale dedicato a Francesco Ferreri. Una iniziativa in
cui la Libertas Bellia, società di atletica leggera di Piazza Armerina, con il
presidente Ettore Rivoli, si è prodigata per la riuscita della manifestazione.
"L'evento è riuscito in modo impeccabile - riferisce Rivoli - e aver
sensibilizzato personalità del mondo dell'atletica leggera non è cosa di poco
conto. Sicuramente è un motivo in più per le nuove generazioni che vogliono
intraprendere questo tipo di sport". L'atmosfera di sport a Barrafranca ha
richiamato diversi giovani delle scuole che hanno partecipato all'evento.
Addirittura anche una scuola media Verga di Niscemi ha partecipato con i suoi
alunni ed ha vinto diverse medaglie. "Lo sport incoraggia i giovani e li
fa crescere meglio - riferisce il presidente del Coni, Roberto Pregadio - la
collaborazione tra istituzioni e associazioni sportive è un modo indispensabile
per la riuscita di ogni evento e l'aspetto formativo dell'atleta. Operiamo
infatti anche con le scuole della provincia e di riscontri positivi ne abbiamo
avuti". Diverse le premiazioni di diverse categorie, dagli assoluti a
quelle degli "over 35" fino agli "over 70" maschili e poi
anche quelle femminili. Toccante l'iniziativa volontaria di un atleta Francesco
Paolo Rindone della "Maraton Club di Enna" che dopo aver vinto il
trofeo categoria "Over 50" ha donato la coppa alla famiglia di
Francesco Ferreri. Ettore Rivoli, e gli atleti Bennici e Vincenti si sono
recati in via Scinà donando anche una targa ricordo alla mamma di Francesco,
che ha ringraziato tutti quanti per aver ricordato il suo piccolo Francesco.
RENATO PINNISI
( da "Agi" del 16-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
CORTE DEI CONTI:
UMBRIA, NEL 2008 DISCUSSI 48 GIUDIZI (AGI) - Perugia, 16 feb. - "In materia
di responsabilita' patrimoniale amministrativa durante l'anno sono stati
portati in udienza e discussi quarantotto giudizi e sono state pubblicate
trentanove sentenze e dieci ordinanze; le persone convenute, in quanto spesso
con un unico atto di citazione sono stati chiamati soggetti diversi, sono state
duecentoquarantaquattro delle quali centocinquantacinque assolte e sessantasei
condannate, mentre nei confronti di tredici l'atto introduttivo e' stato
dichiarato inammissibile e per undici il giudizio e' stato sospeso". E'
quanto ha evidenziato il presidente della sezione umbra della Corte dei conti
Lodovico Principato in un passo della sua relazione per l'inaugurazione
dell'anno giudiziario 2009. La cerimonia si e' tenuta questa mattina nel capoluogo,
alla presenza di alcune delle massime autorita' politiche e istituzionali.
Parlando degli illeciti esaminati, il presidente Principato ha citato, tra
l'altro, il caso di amministratori comunali che avevano percepito un gettone di
presenza per avere dichiarato una falsa partecipazione a riunioni della
Giunta, il giudizio per recuperare le somme versate ad un falso
ingegnere senza laurea per prestazioni rese ad un Comune, la violazione
dell'esclusivita' della prestazione di un dirigente amministrativo di un'azienda
ospedaliera. "Nella casistica delle questioni esaminate l'anno scorso - ha
spiegato il Presidente - predominano i casi in cui gli addebiti ad
amministratori e dipendenti pubblici avevano per oggetto la contestata
violazione di norme attinenti alla gestione del bilancio oppure degli interessi
economici degli enti, ed in questa tipologia di giudizi ha assunto notevole
rilievo quello che ha riguardato l'applicazione della sanzione pecuniaria
laddove entrate derivanti da indebitamento vengono destinate a finanziare spese
diverse da quelle di investimento". Si tratta di una vicenda riferita al
Comune di Terni che ha destinato il ricavo dell'indebitamento attuato mediante
l'emissione di BOC per l'esecuzione di lavori ritenuti necessari sul patrimonio
comunale strade ed edifici. "La vicenda sui Boc di Terni e' emblematica -
ha detto Principato - li' non sono state commesse irregolarita', nel senso che
non sono stati messi soldi in tasca dagli amministratori ma essi hanno
utilizzato le somme da indebitamento, per le spese correnti di funzionamento,
quando la stessa costituzione, all'art.119, dice che l'indebitamento serve per
creare capitale, per investimento, l'ha detto la costituzione nel 2001, se fai
orecchio da mercante allora ti applico la sanzione". "Voglio mandare
un messaggio - ha concluso Principato - il ruolo della Corte dei Conti resta
sempre previsto nella costituzione e lo dobbiamo alla saggezza dei costituenti
che li' l'hanno inchiodata; la Corte restera' perche' ne ha bisogno la
collettivita', ne hanno bisogno i contribuenti, perche' pagano le tasse ed
hanno diritto ai servizi ed alla buona amministrazione". Per il presidente
un ulteriore aspetto che "sta venendo fuori istituzionalmente e' che la
Corte dei Conti deve aiutare gli enti locali ed essi devono chiedere aiuto
attraverso la richiesta di pareri; la legge parla di controllo collaborativo,
pero' poi, una volta che la Corte ha parlato gli amministratori devono
rispettarlo".
( da "Stampa, La" del 17-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Retroscena Contro i
meccanismi che dovrebbero regolare l'attività dei «porteur» GIAN PIERO MORETTI
La denuncia della Cgil "Vincite facili al casinò" SANREMO Vincere al
casinò senza rischi, addirittura senza neppure giocare. Secondo la denuncia
della Cgil è possibile, anzi si verificherebbe tutte le settimane. Ad aggirare
l'alea delle roulettes, dove si può vincere, ma, spesso, si perde, sono i
procacciatori di clienti, meglio noti come «porteur». Queste figure che da
sempre fanno le fortune dei casinò, di professione accompagnano gruppi di
clienti rendendosi garanti della loro solvibilità e percepiscono una percentuale
sul denaro cambiato alla cassa. Cambiato, non giocato. I clienti «portati»
utilizzano fiches barrate, le cosiddette «coreane»: se vincono vengono pagati
con la stesa moneta, se perdono i gettoni barrati
finiscono nel mucchio, con gli altri. Attraverso le «coreane» l'azienda è in
grado di verificare la mole di gioco di ciascun giocatore accompagnato. E
questa dovrebbe essere la regola che disciplina l'attività di «Porteur», che
oggi a Sanremo, sono una decina, e «portati». Ma, secondo la denuncia di
Andrea Falzone, al casinò di Sanremo le cose andrebbero diversamente: «Il
sistema per guadagnare senza rischi - scrive - è molto semplice: il giocatore
veicolato dal "porteur" cambia denaro con fiches barrate per valori
che variano da duemila euro in su, fiches che "dovrebbero" essere
cambiate ai tavoli da gioco con altre fiches di pezzatura inferiore sempre
barrate; questo per permettere un più serrato controllo sul giocato,
permettendo alla casa da gioco di aver la giusta percentuale di fortuna. Invece
il cambio ai tavoli con pezzature inferiori barrate avviene soltanto nei fine
settimana, lasciando tutti gli altri giorni le pezzature inferiori non barrate.
Questo sistema permetterebbe ai "porteur", con falsi giocatori
compiacenti, di cambiare nei giorni infrasettimanali ad esempio cinquemila euro
alla cassa con fiches barrate, sulle quali egli ha una ricca percentuale, per
poi andare ai tavoli e poter cambiare con pezzature inferiori non barrate
ritornando in seguito alla cassa ricambiando le fiches in euro senza neppure
fare una puntata ai tavoli». E aggiunge: «Il sistema funziona anche nei giorni
festivi, ma solo ai tavoli dei giochi americani dove, le fiches barrate, hanno
pezzature solo fino a mille euro restando libere in tutte quelle inferiori». Un
intervento durissimo che nasce alla vigilia del progetto di riorganizzazione
aziendale che dovrebbe iniziare già oggi con il primo degli incontri fra
azienda e sindacati. «La casa da gioco - aggiunge Falzone - sta attraversando
una fase di ristrutturazione che ha già visto nuove nomine e prevede altre
promozioni: l'addetto alle strategie Aziendali a tutti gli effetti il direttore
al ramo giochi, i quattro vice direttori sempre ai giochi, il nuovo direttore
amministrativo e quant'altro messo in cantiere per potenziare e rendere sempre
più competitiva la Casinò spa. Per risparmiare e ottimizzare si procede ad
incentivazioni all'esodo che riducono ulteriormente l'occupazione. Tutto reso
vano dai "soliti noti" che sul casinò e nel casinò continuano ad
arricchirsi». E conclude: «E un sistema che "costerebbe" al casinò ed
alla comunità cifre notevoli, che sommate al calo degli incassi e delle
presenze, rischiano di mettere in ginocchio l'economia della città di Sanremo e
della provincia».
( da "Alto Adige" del 17-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
di Francesca Gonzato
«Costi della politica, tagliamo il 20%» Mossa della Svp:
oggi la proposta in Regione Iniziativa a sorpresa per accelerare i tempi Arriva
al voto la mozione Pd sul taglio degli aumenti BOLZANO. Costi
della politica: mossa a sorpresa della Svp. Questa mattina in consiglio
regionale il gruppo proporrà il taglio del 20 per cento dei costi complessivi
della macchina regionale e provinciale, dalle indennità al funzionamento. Mossa
a sorpresa, perché solo pochi giorni fa Svp e Pd, incalzati dalle opposizioni,
avevano preferito la strada della commissione speciale in consiglio
provinciale. La decisione è uscita ieri dal gruppo consiliare provinciale della
Stella alpina. Una seduta animata da chi chiede «segnali subito di buona
volontà, non tra sei mesi». Venerdì scorso la riunione del gruppo consiliare
sui costi della politica era stata particolarmente
tesa. Ieri nuovo appuntamento e di nuovo spinte da parte dei consiglieri che
chiedono di dare subito una risposta all'insofferenza sempre più diffusa tra i
cittadini. E così ieri è stato deciso di anticipare i tempi e spostare
l'attenzione dal consiglio provinciale al consiglio regionale, che si riunisce
oggi ed è responsabile di tutta la materia delle indennità dei consiglieri. La
Svp doveva decidere ieri se appoggiare la mozione del Pd regionale che propone
il congelamento dell'aumento automatico delle indennità dei consiglieri su base
Istat (procedura non immediata, perché deve passare attraverso l'approvazione
di una legge). Come anticipato da giorni, la Svp darà il proprio voto alla
mozione. Ma non solo. Ieri la decisione di rendere il programma ancora più
ricco. Questa la linea della Svp: proporre al Pd di modificare la mozione sugli
aumenti, inserendo l'indirizzo di tagliare i costi della politica
di almeno il 20 per cento. Nei giorni scorsi la Svp si era confrontata su altre
ipotesi, ad esempio provvedimenti specifici sull'ufficio di presidenza del
consiglio regionale. Il discorso è ancora aperto. Ma durante la riunione di
ieri è arrivato un pieno via libera da parte di Luis Durnwalder. «Specifichiamo
"almeno" il 20 per cento di riduzione» ha detto. La posizione del
presidente provinciale è nota: se si deve tagliare, si coinvolgano tutti,
consiglieri e assessori, e non solo gli assessori le cui indennità spettano
alla Provincia. Dietro la decisione della Svp si può leggere
una sorta di provocazione: tutti parlano di ridurre i costi della macchina politica, ma c'è veramente l'intenzione di farlo? Finora è stata la
Stella alpina uno dei partiti più sospettati di frenare. Se oggi il «bel gesto» verrà
stoppato, è il pensiero nascosto, la colpa passerà finalmente su altri.
L'obiettivo è il 20 per cento complessivo. Non significa che tutte le voci
dovranno essere tagliate allo stesso modo. E in Provincia? Anche di questo si è
parlato nella riunione di ieri. C'è il gruppo di lavoro della Svp, che dovrebbe
studiare come tagliare e dove. Qualche consigliere, come Arnold Schuler, ieri
si è lamentato: «Non possiamo fare passare mesi, la popolazione ci chiede di
dare un segnale subito». Ma almeno sei mesi saranno inevitabili, se la
discussione dovesse restare in consiglio provinciale e non essere trasferita al
consiglio regionale. La mozione Svp-Pd prevede infatti sei mesi di tempo per la
commissione speciale che dovrà proporre una riforma dei costi. Anticipare non
sarebbe neppure possibile. Bocciata la mozione dei Freiheitlichen, devono
passare almeno sei mesi di tempo prima di riportare la medesima tematica. Così
prevede il regolamento del consiglio provinciale, salvo decisione diversa del
consiglio stesso. Se ne riparlerebbe a settembre, passata l'estate. Il
vicepresidente della giunta provinciale Christian Tommasini (Pd) accoglie con
entusiasmo la conferma che la Svp voterà «almeno» il congelamento delle
indennità. Quanto alle altre misure che verranno proposte oggi, Tommasini anticipa:
«Sono favorevole a ogni provvedimento che consenta di accorciare i tempi per la
riforma. Bene dunque se la Svp arriverà con proposte interessanti. Come Pd in
questi giorni abbiamo ragionato sulle manovre possibili e mi ritrovo
nell'obiettivo complessivo di un 20 per cento in meno di spese per la macchina politica provinciale e regionale».
( da "Repubblica, La" del 17-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina XIV - Roma
Roma, nei servizi finanziari il serbatoio per l´occupazione VALENTINA CONTE Su
un punto sono tutti d´accordo. Milano è la culla della finanza pura. Ma da Roma
non si prescinde. Perché la capitale corre sempre di più. Lo dicono i numeri
che piazzano nella città eterna quasi un terzo della consulenza e dei servizi
finanziari del Paese. Un mercato che nel recente passato avanzava di un 15%
l´anno e che ora sconta un rallentamento. E´ l´occasione, secondo gli esperti,
per fare pulizia e rafforzare chi punta sui settori giusti. Ma anche chi
guarderà a uno dei polmoni in tempo di crisi, la pubblica amministrazione, che
ha bisogno di buoni consigli per sfoltire le inefficienze. Le società di
consulenza sono pronte a cogliere le opportunità. Ecco spiegato l´interesse
rinnovato per la città di Roma che vive una stagione da possibile protagonista
anche laddove la finanza sembra arrancare. E così si spiega pure la campagna di
assunzioni che le grandi società di consulenza hanno avviato in queste
settimane proprio nella capitale. «Gli innesti di risorse fresche sono
fondamentali, non facciamo bulloni ma viviamo di uomini e idee», dice
Alessandro Grandinetti di PriceWaterHouseCoopers, uno dei
big della consulenza pronto a imbarcare nella sede romana 130 talenti. «La
crisi taglierà i costi di consulenza, è vero. Ma il settore government
investirà ancora, le aziende dovranno ottimizzare per rastrellare liquidità. E
noi le aiuteremo ad aprirsi al mercato Aim di Borsa italiana per trovare più
capitali spendendo meno». Ottimismo condiviso da Deloitte, un centinaio
di assunzioni in atto. «La recessione è la cura non il male � enfatizza
l´amministratore delegato Pierluigi Brienza � e serve a riposizionarsi e
ristrutturarsi, mettendo ordine nei disequilibri. è quello che ci chiedono le
aziende». «E il settore pubblico farà investimenti strutturali importanti, ecco
perché ci interessa Roma», aggiunge Fabio Pompei, responsabile area centro-sud.
Roma vuol dire Enel, Eni, Finmeccanica, Poste, ministeri, ferrovie e tanto
altro. «Negli ultimi anni la capitale è diventata il baricentro di competenze a
valore aggiunto � riflette Franco Masera, amministratore delegato di Kpmg,
multinazionale che fattura per il 30% con la p.a., pronta ad assumere 120
ragazzi � e le società di consulenza hanno dato un metodo agli enti pubblici
diventati aziende di servizi. E poi le grandi imprese con problemi
organizzativi sono più a Roma che a Milano». E così, nonostante il dimagrimento
della domanda di consulenza, con le banche sotto pressione e margini ridotti,
le aziende si aprono ai cambiamenti per non essere spazzate via a crisi finita.
«Negli ultimi 20 anni il Pil del lazio è aumentato e Roma è diventata la
capitale dei servizi», dice Michele Liberato, vicepresidente di Accenture. «Per
noi è vitale continuare ad assumere visto che offriamo al mercato idee e non
prodotti. Per questo manteniamo ottime relazioni con le università romane ed
entro la fine di agosto avremo assunto 1000 persone in Italia. A Roma puntiamo
sulle competenze già sviluppate nelle telecomunicazioni, mentre un´altra area
importante è quella delle banche in difficoltà. Prevediamo che queste
continueranno a investire in processi di trasformazione, orientandosi verso la
riduzione strategica dei costi e noi siano pronti ad aiutarle». Infine, una
nuova sede romana è quasi pronta per Ernst&Young e in vista almeno 700
nuove assunzioni tra Roma e Milano. A riprova che «la domanda e l´offerta di
servizi finanziari cresce», conferma Ezio Lattanzio, presidente Assoconsult
Confindustria. Ma attenzione, la forchetta si allarga tra chi avanza molto e
chi no. è la crisi, bellezza.
( da "Corriere del Veneto" del 17-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: NOTTEEGIORNO - data: 2009-02-17 num: - pag: 14 categoria:
REDAZIONALE La lettera aperta DA STRASBURGO E VENEZIA Caro ministro, combatta i
fannulloni della politica di UMBERTO CURI Caro ministro, lei è ormai
universalmente conosciuto (almeno in Italia) per la sua battaglia contro i
«fannulloni», e più in generale per la campagna volta al miglioramento
dell'efficienza e della produttività della pubblica amministrazione. E' altresì
nota, e per lo più molto apprezzata, la sua attitudine a parlare con molta
schiettezza, evitando le perifrasi diplomatiche o il gergo incomprensibile di
tanti politici nostrani. Queste sue qualità le hanno consentito di essere in
testa, nella graduatoria di gradimento dei ministri dell'attuale governo,
raccogliendo consensi anche al di là dei limiti dello schieramento politico a
cui appartiene. Visto tutto ciò, mi permetto allora di segnalare alla sua
attenzione due casi, che probabilmente le sono sfuggiti, dal momento che non
risulta che essi abbiano suscitato alcuna reazione da parte sua. Il primo
riguarda la condotta dei membri italiani del Parlamento Europeo. Un paio di
settimane fa, mentre nell'aula di Strasburgo si discuteva un provvedimento
legislativo che riguardava direttamente l'Italia, la quasi totalità dei
parlamentari italiani si assentava, per non perdere il volo low cost in
partenza per il nostro bel paese. Con questa accorta manovra, coloro che
dovrebbero essere i nostri rappresentanti (in larga misura appartenenti al suo
stesso partito, caro ministro) potevano mettersi in tasca la differenza fra la
tariffa del volo Ryanair e il costo del biglietto pieno rimborsato dal
Parlamento. Un migliaio di euro, che sono andati così ad aggiungersi ai circa
ventimila euro mensili (oltre a benefit di ogni tipo) percepiti da questi
infaticabili turisti della politica. Ancora più strano il fatto che le sia
sfuggito il secondo episodio, poiché si è svolto in quel Veneto che è anche la
sua regione di provenienza. La scorsa settimana, mentre era in corso la
votazione di un importante provvedimento legislativo (uno dei pochi approvati
da un Consiglio Regionale che si distingue per la quasi totale inerzia), i
consiglieri della maggioranza (la sua maggioranza, caro Ministro) si sono
«distratti» (poverini, con il daffare che hanno per calcolare
rimborsi e gettoni di
presenza!) e hanno bocciato un articolo di
particolare importanza, proposto fra l'altro da un collega della loro stessa
maggioranza. Ho letto con attenzione i giornali, ho ascoltato altrettanto
puntualmente molte trasmissioni radiofoniche e televisive, ma non ho colto da
nessuna parte una sua reazione, caro ministro, di fronte a questi
episodi. Come spiegare una simile omissione? Dove è andata a finire la sua
intransigenza verso i «fannulloni»? Per caso, si è «distratto» anche lei? Non
le pare che l'esempio fornito da coloro che, al contrario, dovrebbero essere
modelli di un comportamento irreprensibile, sia da censurare con la stessa
severità con la quale lei ha additato al pubblico ludibrio i professori, gli
impiegati statali, i dipendenti dell'amministrazione pubblica? Il suo silenzio,
caro ministro, suggerisce un sospetto. E cioè che a me e ad altri,
scandalizzati da questa asimmetria, sfugga un particolare che invece avremmo
dovuto tenere presente. Sfugge che, per lei , come per il leader della
formazione politica nella quale milita, non tutti i cittadini sono uguali di
fronte alla legge. Sfugge il principio a cui ha dimostrato più volte di
attenersi il governo di cui lei fa parte, vale a dire essere forte con i deboli
e debole con i forti. Sfugge quella tacita norma, secondo la quale è giusto
costringere il maestro o l'impiegato a recarsi al lavoro anche con l'influenza,
ma non si possono neppure sfiorare i politici che percepiscono emolumenti di
dieci o di venti volte superiori, se abbandonano sul più bello il loro posto di
lavoro o si «distraggono» quando dovrebbero fare la fatica di votare. Di questo
modo aberrante di concepire la politica, come un privilegio, anziché come
servizio, come un'esenzione dai doveri a cui rispondono i comuni cittadini,
anziché come attività svolta per il bene comune, anche lei, caro ministro, col
suo silenzio dimostra di essere complice. Se vuole apparire credibile, la
prossima volta che vorrà tuonare contro le inefficienze e gli sprechi, contro le
omissioni e gli abusi, si ricordi anzitutto della compagnia di cui fa parte.