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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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Report "Costi dei politici"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (11)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

La commissione 'fantasma' ( da "Gazzetta di Modena,La" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Al momento nulla ancora di ufficiale, da un lato si tace e dall'altro si conferma che addirittura l'organismo già si riunisce dunque si presume ci siano degli ordini del giorno e dei verbali delle sedute. Nulla si sa neppure di eventuali gettoni di presenza per questi impegni.

La sinistra ha dimezzato i voti ma gli apparati sono rimasti ( da "Trentino" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: anche i consiglieri comunali versano il 50% del loro gettone di presenza". Rifondazione ha due sedi in proprietà a Trento e a Riva, poi ha sedi in affitto a Mezzolombardo, Rovereto, Pergine e Cavalese. Ai vertici del partito c'è il segretario, Stefano Marchesi, che viene affiancato da una segreteria composta da 5 membri.

Gli otto incarichi del direttore ecco i burocrati acchiappa poltrone - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: al gettone, da parte dei burocrati della Trinacria. Si è accentuata gradualmente, fino all'assalto di questa primavera. Segnata da due fenomeni: il proliferare delle società regionali (e dei relativi organismi di gestione) e le dimissioni in massa di sindaci e presidenti di Provincia che hanno lasciato scoperti importanti ruoli amministrativi.

Il dialogo e la protesta ( da "Unita, L'" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che ha premiato il libro Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, con milioni di copie vendute, che sta premiando il libro di Stefano Livadiotti sulla casta del sindacato, stampato, ristampato ed esaurito. Quel paese che frequenta i blog di Beppe Grillo, quel paese che si è convinto di una cosa: l'antipolitica è un modo per difendersi, lo sberleffo,

Rom e onorevoli, dagli al ladrone ( da "Vita non profit magazine" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ha cioè "scoperto" che è uscito il nuovo libro della premiata ditta Stella-Rizzo (quelli de La Casta), La Deriva, una radiografia spietata dell'Italia mal governata. Morale (nostra): volete risparmiarvi i soldi del libro, causa sindrome da "quarta settimana"? Nessun problema, andate in edicola e accattatevi Libero.

Il gettone per un bimbo malato, mozione di Dotto in Commissione ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: CARBONERA Il gettone per un bimbo malato, mozione di Dotto in Commissione Paolo Dotto aveva presentato una mozione per donare un gettone di presenza a favore di un bambino malato, ma la maggioranza del consiglio comunale di Carbonera, Lega compresa, ha rinviato la questione alla Commissione servizi alla persona.

La Provincia taglia i costi: da undici a sette commissioni ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Scure bipartisan sulle commissioni consiliari della Provincia di Udine. Da 11 dovrebbero ridursi a 7, nel segno della razionalizzazione e della riduzione dei costi della politica. Si praticherebbe così un taglio sui gettoni di presenza (140 euro per i consiglieri che non optano per l'indennità), ma sopratutto vi sarebbe un minor impiego del personale provinciale.

Di Giuseppe Pietrobelli C'è ( da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: beccano un euro perchè sono già amministratori pubblici e quindi si sono visti azzerare indennità e gettoni di presenza dalla prima finanziaria del governo Prodi.Deve aspettarsi sorprese strabilianti chi mette il naso nel mondo delle consociate, delle società miste pubblico-privato, dove un esercito di manager e portaborse si dedica al più fruttuosorisikoche si giochi nei palazzi.

Ma ci sono anche quelli che lo fanno gratis (o quasi) ( da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: incarico di rappresentanza al presidenteFerdinando Businaro e al consigliereAndrea Parolo. Il presidente ha rinunciato al gettone.L'autostrada dei sogni -Non si può definire un carrozzone la "Società per l'Autostrada di Alemagna spa" costituita nel 1960, per il semplice motivo che l'infrastruttura (il collegamento Venezia-Monaco)

(Segue dalla prima pagina) Che ( da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: A cominciare dalla Regione Veneto, dove una quindicina di consociate si spartiscono ogni anno una torta pluri-milionaria di indennità e gettoni di presenza. E alla fine, forse, scopriremo che le società e le cariche profumatamente pagate sono davvero troppe.Giuseppe Pietrobelli.

Veneto, la terra dove le strade diventano un colossale affare ( da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 000 euro a seconda delle presenze, oltre un gettone di258.23 europer seduta. Il che significa altri 100 mila euro da aggiungere al conto.La Regione Veneto ha sceltoLoreta Baggio, ex coordinatore di Forza Italia a Castelfranco, console onorario di Serbia a Treviso. Il TrentinoCarlo Spagolla, vicedirettore della Cassa Rurale della Bassa Valsugana.


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La commissione 'fantasma' (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 15-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sarebbe già al lavoro, ma nessuno sa chi c'è e cosa fa Chi sta decidendo delle sorti del nuovo polo culturale di piazza Sant'Agostino? Difficile saperlo perché poche volte in passato si era vista una tale "blindatura" intorno ai nomi scelti per fare parte della commissione istituzionale, composta da Ministero per i Beni culturali, Comune e Fondazione Cr Modena, che si occuperà del grande progetto. Si tratta infatti di trasformare l'accesso ovest al centro storico da polo ospedaliero a polo culturale. Come ricordava la Gazzetta alcuni giorni fa, si sa che Andrea Landi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio che detiene la proprietà dell'ex palazzo ospedaliero (la parte monumentale è costata quasi 8 milioni di euro), è stato nominato - si presume dal sindaco Pighi e dal Mibac - presidente della commissione e che il "membro forte" è Mara Bernardini, direttore generale del Comune e membro del cdA di Hera Spa. Sugli altri membri le parti non si sbottonano, anzi rinserrano le fila quasi fosse un segreto comunicare le altre personalità che lavorano a un progetto da svariati milioni di euro e per il quale lo scorso 13 novembre si era scomodato per la firma persino l'allora ministro della cultura Rutelli. Stando ad alcune indiscrezioni pare che con Landi e Bernardini sia stati scelti tecnici esperti di livello nazionale, ma al momento non si sa chi siano. Non si riesce neppure a sapere se insieme a loro siederanno nell'organismo amministrativo, che tra le prime decisioni probabilmente si occuperà delle modalità di restauro del palazzo Sant'Agostino per accogliervi le biblioteche Poletti ed Estense, altri esponenti comunali o politici né chi sia il membro del terzo "socio" - il ministero ora nelle mani di Sandro Bondi. Al momento sembrerebbe comunque che né politici locali e neppure tecnici di alto grado del comune né tantomeno i responsabili culturali degli istituti finiranno in questo organismo. Secondo un'altra indiscrezione raccolta dalla Gazzetta questi ultimi finirebbero in due "sotto-commissioni tecniche", una per il Sant'Agostino e l'altra per il Palazzo dei Musei, che si fronteggiano sulla piazza, che avrebbero il compito di ricevere le linee guida dall'ente superiore per le discussioni - e si spera decisioni in tempi rapidi - riguardo la nuova disposizione degli spazi degli enti culturali. Dunque Meris Bellei, responsabile delle biblioteche modenesi, e Luca Bellingeri, neo direttore della biblioteca Estense, Aldo Borsari per l'archivio comunale, il neosoprintendente Mario Scalini, Ilaria Pulini e Francesca Piccinini, direttrici del Museo civico. Al momento nulla ancora di ufficiale, da un lato si tace e dall'altro si conferma che addirittura l'organismo già si riunisce dunque si presume ci siano degli ordini del giorno e dei verbali delle sedute. Nulla si sa neppure di eventuali gettoni di presenza per questi impegni. (stefano luppi).

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La sinistra ha dimezzato i voti ma gli apparati sono rimasti (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 15-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Gli iscritti ai Ds erano 1250 e pagavano 25 euro all'anno UBALDO CORDELLINI TRENTO. Dopo le elezioni è diventato di moda attaccare la sinistra. C'è chi dice che non rappresenta più gli operai, chi sostiene che è buona solo per i salotti e chi ne ha decretato già la morte. Tutti a dire che deve prendere esempio dalla Lega e andare sul territorio a parlare dei problemi veri della gente. Eppure, in Trentino, i partiti di sinistra hanno un proprio corpo, hanno nervi, sangue e muscoli. Marco Boato, presidente dei Verdi, "ma solo fino al congresso di maggio", spiega che il suo partito "i gazebo li faceva da prima della Lega" e che fa anche molto di più, come organizzare una scuola di formazione politico-culturale che prendere il nome da Alex Langer. I Verdi sono da sempre un movimento più che un partito, tanto che si chiamano Federazione dei Verdi del Trentino e anche la loro lista è stata intitolata "Verdi e democratici del Trentino", proprio per dimostrare che il partito è aperto anche ai non iscritti. Lo dimostra il fatto che il consigliere provinciale Roberto Bombarda non ha la tessera del partito come non ce l'ha Donata Loss, consigliera comunale a Rovereto. Altra particolarità del partito degli ambientalisti è che lo statuto lascia agli eletti la piena libertà di agire secondo coscienza, al contrario dei partiti tradizionali che, invece, richiedono una fedeltà assoluta. I Verdi con la tessera in Trentino sono circa 200. Per iscriversi si pagano 30 euro. Gli eletti pagano di più, fino a 500 euro. Non solo, il partito campa grazie ai contributi dei parlamentari e dei consiglieri provinciali, Boato versava 2 mila e 300 euro, l'assessora Iva Berasi e Bombarda versano intorno a 2 mila euro. Il partito ha una sede, in via Aeroporto, a Gardolo, e una dipendente. Per il resto si affida al volontariato. Da sempre i Verdi sono molto vicini alle associazioni ambientaliste, anche se c'è reciproca autonomia. Ai vertici del partito c'è il presidente Boato, con due vice che sono la Berasi e Giuseppe Facchini, che è presidente del Consiglio comunale di Pergine. L'organo decisionale è l'esecutivo del partito, formato da 10 membri che rappresentano un po' tutto il territorio del Trentino, più undici invitati permanenti non iscritti al partito. Poi c'è il Consigli federale composto da 50 persone. Da due anni e mezzo c'è anche la scuola Langer che organizza una serie di lezioni che si tengono una volta al mese, per un sabato pomeriggio intero. Per partecipare si pagano 10 euro per tutto il ciclo. Gli incontri hanno riguardato temi ambientali, ma anche politici e di scottante attualità, come l'immigrazione. I relatori sono tutti esperti di livello nazionale, se non internazionale, e raramente fanno parte dei Verdi. Spesso le lezioni vengono anche raccolte in volumi distribuiti dal partito. Boato tiene particolarmente a questo aspetto divulgativo e sottolinea come si faccia politica anche così: "Noi vogliamo essere un partito aperto che non si chiude in se stesso". Un partito molto più pesante dei Verdi era quello dei Ds. Era perché i Ds non esistono più e aspettano di trasformarsi nel Pd. Nel frattempo, rimangono gli iscritti che di questi tempi sono, come minimo, alquanto smarriti. L'ultimo segretario dei Ds, Remo Andreolli, li rassicura: "Per noi inizia una nuova storia, una nuova vicenda politica in un contenitore dove ci saranno anche altre culture politiche. Noi metteremo a disposizione il nostro patrimonio affinche il Pd possa essere presente nella comunità trentina". E il patrimonio dei Ds non è indifferente. Il partito ha 1250 iscritti che versano un contributo medio di 25 euro. Il partito ha tre sedi in proprietà quella della Federazione, a Trento, che è un grande appartamento in via Brennero, quella di Rovereto e quella di Ala. Poi ci sono le sedi in affitto di Lavis, Cles, Pergine e Borgo Valsugana. In tutto, sparse sul territorio, ci sono 38 sezioni, molte delle quali si riuniscono in sale pubbliche o a casa dei singoli iscritti. Il partito era organizzato con un segretario, un presidente e una direzione composta da 50 membri eletti dal congresso. Il segretario è anche affiancato dalla segreteria che è composta da 13 persone e si riunisce una volta a settimana, di solito il lunedì. Ci sono anche altre diramazioni, che la Sinistra giovanile, che era guidata da Ludovico Rella, e il coordinamento delle donne, la cui responsabile era Aida Ruffini. Poco diversa è l'organizzazione degli ex cugini di Rifondazione. Gli iscritti sono circa 500. Il versamento dei tesserati è volontario e si aggira, in media, sui 50 euro all'anno. Il partito vive di questi soldi e del contributo del consigliere provinciale Agostino Catalano, che ogni mese versa tremila euro prendendoli dalla propria indennità. Da Roma, soldi non ne arrivano, così ci si deve arrangiare: "Da noi - spiega Catalano - anche i consiglieri comunali versano il 50% del loro gettone di presenza". Rifondazione ha due sedi in proprietà a Trento e a Riva, poi ha sedi in affitto a Mezzolombardo, Rovereto, Pergine e Cavalese. Ai vertici del partito c'è il segretario, Stefano Marchesi, che viene affiancato da una segreteria composta da 5 membri. Poi c'è il Parlamentino di 30 persone che ha il compito di comitato politico. Il congresso viene celebrato ogni quattro anni. Anche Catalano respinge l'immagine del partito lontano dalla gente: "Adesso va di moda dire che la Lega interpreta i sentimenti della gente, ma noi facciamo da anni battaglie vere in difesa delle persone più umili. Abbiamo organizzato manifestazioni contro la Tav, contro l'inceneritore, contro la riforma dell'Itea. Abbiamo promosso il referendum contro il finanziamento pubblico della scuola privata. Non c'è movimento in cui non ci siamo. Siamo stati in prima linea nella difesa degli operai della Whirlpool e lì la Lega non c'era". (2 / continua).

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Gli otto incarichi del direttore ecco i burocrati acchiappa poltrone - emanuele lauria (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 15-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina III - Palermo L'inchiesta Il ragioniere generale della Regione, Enzo Emanuele, guida la classifica dei dirigenti con più indennità Gli otto incarichi del direttore ecco i burocrati acchiappa poltrone I compensi extra dovrebbero finanziare lo straordinario, ma nessuno li versa EMANUELE LAURIA (segue dalla prima di cronaca) Articolo 13 della legge 10: approvato, promulgato. E rimasto carta straccia. Perché la casta - allora il termine non era di moda - si ribellò e qualche colletto bianco suggerì al Parlamento una moratoria fino al successivo contratto della dirigenza. Che è stato infine siglato nel 2007: senza traccia dell'odioso balzello. Nel frattempo, non ha avuto tregua la caccia alla poltrona, al seggio, al gettone, da parte dei burocrati della Trinacria. Si è accentuata gradualmente, fino all'assalto di questa primavera. Segnata da due fenomeni: il proliferare delle società regionali (e dei relativi organismi di gestione) e le dimissioni in massa di sindaci e presidenti di Provincia che hanno lasciato scoperti importanti ruoli amministrativi. Così, è partita la raffica di recenti nomine. Il primatista? Sicuramente Enzo Emanuele, ragioniere generale della Regione che può vantare otto incarichi, tutti (o quasi) elencati nel suo curriculum su Internet. E che allo stipendio ordinario, da 8 mila euro al mese, può sommare quello di commissario del Comune di Catania (4.650 euro lordi, il 60 per cento circa dell'indennità del sindaco) e i compensi che gli derivano dal fatto di sedere contemporaneamente nei comitati di sorveglianza di quattro società regionali (dai 20 ai 23 mila euro annui per ciascun incarico) e di essere revisore dei conti dell'Asl di Messina, dell'Asi di Ragusa e dell'Arpa, cariche da 20 mila euro annuo in su. Grazie agli extra, insomma, la busta paga diventa almeno due volte più pesante. Lui, Emanuele, ci ride su: "Mister mille incarichi? Ma sì, chiamatemi pure così. Ma sono tutti nel bene dell'amministrazione". Il ragioniere generale, d'altronde, è in buona compagnia. Nelle sei spa regionali che hanno adottato il cosiddetto sistema duale raddoppiando le poltrone, fa capolino una pletora di dirigenti generali (ben 12): Francesco Attaguile può rinforzare il suo stipendio-top da 22 mila euro al mese (raggiunto grazie alla speciale indennità estera corrisposta ai membri dell'ufficio di Bruxelles) con altri 1.700 euro per la presenza ai vertici di Inforac, una nuova società che si occupa di euromediterraneo. E il dirigente della Sanità Maria Antonietta Bullara, giusto per fare un altro esempio, sovrappone alla busta paga da regionale (circa 8 mila euro mensili) i quasi duemila euro che le spettano come componente del comitato di sorveglianza di Sicilia Innovazione. Ma la Bullara (che qualche anno fa, prima di fare carriera in piazza Ziino, aveva presentato domanda di prepensionamento) attualmente è anche commissario del Policlinico, in virtù di una nomina che vale circa 17 mila euro annui. Senza contare il "premio" da 30 mila euro annui che il governo Cuffaro ha accordato a tre superburocrati della Sanità (oltre alla Bullara, Luigi Castellucci e Saverio Ciriminna) per l'elaborazione di progetti per il contenimento della spesa. Lasciando in qualche collega il seguente dubbio: ma quest'attività non rientra nei compiti istituzionali di un dirigente? "Invito coloro che hanno da ridire su questi compensi a venire in assessorato anche di notte: troveranno le luci accese", replica Castellucci. è la stagione dell'oro, per i grand commis della Regione. Che mettono le mani in grandi enti locali: il capo del dipartimento Pubblica istruzione, Patrizia Monterosso, ha ottenuto un incarico extra da 6.200 euro al mese per guidare fino alle elezioni la Provincia di Palermo, il dirigente generale del Lavoro Giovanni Bologna è stato inviato a Modica con uno "straordinario" da 3.720 euro mensili. Un altro dirigente regionale dal cognome celebre, Silvio Cuffaro, in un ente locale ci era entrato dalla porta principale, candidandosi e vincendo le elezioni a Raffadali nel 2007. Ma poi ha chiesto e ottenuto una promozione alla Regione, facendosi nominare dalla giunta provvisoria guidata da Leanza vicedirettore dell'agenzia per l'impiego, con una delibera ad hoc che ha equiparato questa figura a quella di capo di gabinetto. Compenso, solo per il salario accessorio: 51.759 euro annui. Il valzer di incarichi "fuori busta" scompagina la gerarchia consolidata dei dirigenti più ricchi in base ai compensi ordinari. E consente a molti (Emanuele per primo, ma la lista è lunga) di superare artificiosamente quel limite agli stipendi, 250 mila euro annui, fissato nel gennaio del 2007 dall'Ars, quella norma che aveva ridimensionato principalmente lo stipendio del manager della Programmazione Gabriella Palocci. "Non entro nel merito degli incarichi assegnati a colleghi di grande valore, ma il problema è: si può essere uno e trino?", chiede Vincenzo Falgares, dirigente dei Trasporti. E Romeo Palma, capo del dipartimento Beni culturali (lui sta proprio sulla soglia dei 250 mila euro), propone l'istituzione di "un'anagrafe degli incarichi e di un regolamento che metta ordine nella materia". Entrambi precisano: fatta salva la qualità dei colleghi plurinominati. Bravi, resistenti alla fatica e ricchi. Soprattutto ricchi. A confermarlo, d'altronde, sono i dati delle dichiarazioni dei redditi che, per l'anno 2005, vedono nei primi novanta posti - fra avvocati, notai e calciatori - cinque pubblici funzionari regionali. E nessun politico. Davanti a questo scenario, non è un caso che la legge taglia incarichi del 2000 sia finita nel limbo dei provvedimenti sgraditi. E pazienza se l'"obolo" pagato dai burocrati più fortunati doveva servire per garantire il salario accessorio a tutti i colleghi. "Il fondo viene rimpinguato lo stesso ogni anno - spiega Giuseppe Amato, uno dei dirigenti del dipartimento Personale - ma con le risorse ordinarie del bilancio. Sì, a carico dell'erario. Cioè di tutti noi".

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Il dialogo e la protesta (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 15-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del Il dialogo e la protesta Roberto Cotroneo Segue dalla Prima D ialogo, riforme, e voglia di cambiare, inserito in un contesto rilassato e persino ironico. Tutti hanno ascoltato il "se po' ffa", con cui ha concluso il discorso, e devo dire che in molti, senza togliersi dalla testa che Berlusconi rimane un uomo con un enorme conflitto di interessi, devono aver pensato che in qualche modo le cose potrebbero cambiare, che quel clima invenelito che tutti conosciamo può trasformarsi in un clima responsabile e di collaborazione. Le tappe di tutto questo erano già visibili dopo il voto. E nei giorni scorsi c'era stato il riconoscimento da parte di Berlusconi del Governo ombra del Partito Democratico, e l'annuncio della telefonata di Berlusconi a Veltroni per incontrarsi dopo la fiducia. Probabilmente i motivi sono molti, una crisi economica che si annuncia durissima costringerà Giulio Tremonti e questo Governo a chiedere ancora più lacrime e ancora più sangue al Paese, un clima esasperato costringerà il ministro dell'Interno Roberto Maroni a sfumare molte posizioni intransigenti della Lega per non scatenare odi razziali e raid, basti vedere quello che sta succedendo in Campania con le ronde anti Rom. Nello stesso tempo la vittoria netta di Berlusconi, e una situazione parlamentare semplificata, con pochi gruppi, e l'assenza delle ale più estreme nel Parlamento, tranquillizza poteri forti e Berlusconi stesso, ma un po' meno il futuro dell'ordine pubblico e delle piazze. Inoltre una guerra di posizione, e una guerra estenuante, ha certamente stancato le diverse maggioranze e opposizioni che in questi anni si sono succedute. Allora il "se po' ffa", che diventerà il punto di incontro e di congiunzione, la Teano del nuovo millennio, si spiega letto al contrario: "non se po' ffa più" di insulti, di antipolitica, di grillismi, di quel modo di affrontare tutto attraverso una matrice ideologica violenta, esagerata e anche vecchia. Poi, per carità, non è che da ieri Berlusconi è diventato un uomo trasparente e ineccepibile, che guarda alla sinistra come a una normale opposizione. E non è che da domani Walter Veltroni sarà a capo di un gruppo parlamentare che non gli darà mai problemi, e che mostrerà di condividere tutto quello che dice e fa. Ma certo, quella cappa che abbiamo respirato fino a oggi sembra diradata, e per il bene di tutti. Però c'è un ma. E il ma si chiama "paese". Quel paese che negli ultimi anni ha affollato le piazze di Grillo, e poi le manifestazioni in genere per dire che non c'è abbastanza lavoro, e non ci sono soldi. Il popolo delle caste, che ha premiato il libro Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, con milioni di copie vendute, che sta premiando il libro di Stefano Livadiotti sulla casta del sindacato, stampato, ristampato ed esaurito. Quel paese che frequenta i blog di Beppe Grillo, quel paese che si è convinto di una cosa: l'antipolitica è un modo per difendersi, lo sberleffo, il dire "siete tutti uguali", "destra o sinistra per me pari sono", quelli che neanche nel voto estremo e radicale in questi ultimi anni hanno trovato un sollievo e una soluzione: perché anche loro hanno governato con Prodi. Ora questo paese, che è fatto di astensionismo e di diffidenza, questo paese che ha chiesto etica e rigore, sempre e comunque, talvolta anche con forza, che impressione avrà di quello che è accaduto ieri alla Camera? L'impressione di un paese normale, parafrasando il titolo di un libro di Massimo D'Alema, o l'impressione di una ennesima anormalità, di un Berlusconi che sorride a Veltroni, con Calderoli, bonario e divertito accanto che si lancia in un applauso? Ora, ed è qui che il ragionamento si fa complesso, quel paese è un paese di sinistra, e non di destra. Quella parte di paese che ancora rimprovera ai governi di centro sinistra di non aver mai fatto la legge sul conflitto di interesse, ha finito per identificare la "casta", le "caste", del potere, della politica, del sindacato, del mondo intellettuale e persino del mondo dello spettacolo e dell'informazione, proprio con la sinistra. Il popolo della destra, per dirla con una battuta, che poi troppo battuta non è, alle caste è assai abituato. E non gliene importa granchè, semmai cerca di capire come riuscire a farne parte. Antonio Di Pietro è un vero populista. Ha intuito che il ruolo giusto è quello del guastatore in un Parlamento ridotto all'osso dei gruppi parlamentari, con una Lega divenuta forza di governo, e per quanto possibile eshtabliment, e la sinistra radicale scomparsa. È il ruolo di chi non ci sta, di chi ricorda al cavaliere quanto odi le toghe e i magistrati. Non è difficile immaginare che l'alleato del Partito Democratico, ovvero l'Italia dei Valori, si proporrà come il paladino dell'antipolitica, della polemica sulle caste, dell'antipotere, della trasparenza, e soprattutto di tutto quello che Antonio Di Pietro ha incarnato da quando faceva il magistrato fino a oggi. È chiaro che la strada di Antonio Di Pietro e dei suoi, nel tempo, non può che entrare in rotta di collisione con il Partito Democratico. C'è un elettorato di sinistra che può sentirsi sperduto in uno scenario che non comprende, un elettorato che potrebbe sentirsi ancora più beffato ed escluso da tutto. Di Pietro lo ha intuito, anche troppo. Il Partito Democratico non può dimenticare che il voto di protesta ormai è tutto a sinistra, in senso positivo etico e rigoroso, ma anche nella sua forma più deleteria, ovvero nel populismo e nel qualunquismo. E questo è un bel problema da risolvere: non dare la sensazione a una parte del paese, che la sinistra sia una casta, lontana dalle difficoltà, dalle indignazioni e dalle stanchezze delle persone comuni. roberto@robertocotroneo.it.

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Rom e onorevoli, dagli al ladrone (sezione: Costi dei politici)

( da "Vita non profit magazine" del 15-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Ettore Colombo (e.colombo@vita.it) 11/05/2008 --> Palle di carta di Ettore Colombo Quei rom ladri di bambini. "Napoli, zingara presa mentre rapisce neonata. La polizia evita il linciaggio. Campi nomadi presidiati. Intanto arrivano nuovi dati choc: in un anno raddoppiati i clandestini in Italia", titolava il Giornale di lunedì 12 maggio. Non soddisfatto, esultava così il giorno dopo: "Arrivano i sindaci sceriffi. Varato il pacchetto sicurezza". Aiuto. Il guaio è che il Giornale va male (vende poco, e venderà anche meno, ora che il suo "principale" - nonché fratello maggiore dell'editore, Paolo, davvero un Berlusconi piccolo piccolo - è rientrato a Palazzo Chigi) e dunque ha pensato bene di provarci con il razzismo, per tirar su copie. Chissà se gli riesce. Nel frattempo peggiora (di molto) il senso civico degli italiani. Rubano. Ecco le prove, titola Libero di martedì 13. Aridaje coi rom, gli zingari e i rumeni (in pura teoria, ci sarebbe differenza, ma nella notte della Terza Repubblica tutte le vacche sono bigie), pensa il lettore sprovveduto. Macché. Il quotidiano diretto da Vittorio Feltri ha fatto uno scoopoone. Ha cioè "scoperto" che è uscito il nuovo libro della premiata ditta Stella-Rizzo (quelli de La Casta), La Deriva, una radiografia spietata dell'Italia mal governata. Morale (nostra): volete risparmiarvi i soldi del libro, causa sindrome da "quarta settimana"? Nessun problema, andate in edicola e accattatevi Libero. Costa solo un euro, e offre un agile sunto del libro suddetto. Viva il giornalismo (d'inchiesta, of course). PS: I giornali maggiori (Corriere, Repubblica, Stampa) titolavano su quisquille e pinzillacchiere come il terremoto in Cina, il Papa contro la 194, etc. Robetta. Volete mettere con la possibilità di leggere un giornale, incazzarsi col mondo e uscire di casa per spaccare la testa a un negher o per sputare contro un onorevole che passa di lì?.

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Il gettone per un bimbo malato, mozione di Dotto in Commissione (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 15-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

CARBONERA Il gettone per un bimbo malato, mozione di Dotto in Commissione Paolo Dotto aveva presentato una mozione per donare un gettone di presenza a favore di un bambino malato, ma la maggioranza del consiglio comunale di Carbonera, Lega compresa, ha rinviato la questione alla Commissione servizi alla persona. Le motivazioni addotte sono state diverse, fra cui il fatto che occorreva l'unanimità, che casi simili ce ne sono altri, vanno quindi affrontati in modo diverso, e che scelte di questo tipo non possono essere presentate da un singolo consigliere.Dotto si è rammaricato delle risposte, ritenendo che su un caso umanitario ci potesse stare il consenso di tutti, che piuttosto di non fare niente si poteva dare un piccolo segno ed ha accettato a malincuore il passaggio in commissione, ritenendolo una superflua perdita di tempo e di denaro.

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La Provincia taglia i costi: da undici a sette commissioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 15-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

NUOVO ASSETTO La Provincia taglia i costi: da undici a sette commissioni (A.L.) - Scure bipartisan sulle commissioni consiliari della Provincia di Udine. Da 11 dovrebbero ridursi a 7, nel segno della razionalizzazione e della riduzione dei costi della politica. Si praticherebbe così un taglio sui gettoni di presenza (140 euro per i consiglieri che non optano per l'indennità), ma sopratutto vi sarebbe un minor impiego del personale provinciale. Probabilmente saranno anche più snelle, perché i membri dovrebbero essere in proporzione al peso delle forze politiche.A un tanto starebbero attendendo tutti i partiti. Pare ci sia già stato un confronto, che sarà approfondito lunedì nell'incontro tra capigruppo e Ufficio di presidenza, dove si dovrebbe giungere alla conclusione. Anche perché i tempi stringono. Per il taglio delle Commissioni, infatti, il Consiglio deve apportare una modifica al Regolamento e l'ultimo termine utile è la seduta del 28 maggio, poiché entro il 4 giugno deve esserci la nomina dei componenti.Fatte salve le due Commissioni obbligatorie (Vigilanza e controllo; Statuto e regolamenti), le altre dovrebbero mettere insieme le competenze di più assessori: tutto quanto attiene a viabilità e motorizzazione farebbe il paio con edilizia patrimoniale, sicurezza e affari generali (assessorati di Marchetti e Teghil); edilizia scolastica, sport e partecipate si coniugherebbero con formazione professionale e agricoltura (Virgili e Macorig); ambiente con Turismo e attività produttive (Decorte e Mattiussi); montagna e protezione civile con politiche sociali (Faleschini e Piuzzi); cultura e pari opportunità (Lizzi) dovrebbero unirsi alle materie in capo al presidente Fontanini. In vista modifica al regolamento consiliare anche per consentire la formazione di gruppi con due membri anziché tre. Si dovrebbero costituire così il gruppo Udc e quello Misto, con Idv e Sinistra.

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Di Giuseppe Pietrobelli C'è (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Giuseppe Pietrobelli C'è ... di Giuseppe PietrobelliC'è chi ne ha fatto una professione ben pagata. Chi li colleziona fino a comporre una catena di incarichi e relative prebende, saltando da un consiglio di amministrazione all'altro. C'è chi lo fa per prestigio. Chi per denaro. Chi per potere. Ma ci sono anche quelli che lo fanno gratis. O quelli che non beccano un euro perchè sono già amministratori pubblici e quindi si sono visti azzerare indennità e gettoni di presenza dalla prima finanziaria del governo Prodi.Deve aspettarsi sorprese strabilianti chi mette il naso nel mondo delle consociate, delle società miste pubblico-privato, dove un esercito di manager e portaborse si dedica al più fruttuosorisikoche si giochi nei palazzi.(Segue a pagina 5).

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Ma ci sono anche quelli che lo fanno gratis (o quasi) (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

COSTO ZERO Ma ci sono anche quelli che lo fanno gratis (o quasi) (G. P.) Ma ci sono anche le società i cui amministratori non percepiscono nulla. Sono le "partecipate minori".I treni per Adria - C'era una volta una società che gestiva i treni sulla tratta Adria-Mestre. È"Ferrovie Venete srl"che nel 2001 è passata dallo Stato alla Regione. L'intera azienda è stata poi conferita alla società"Sistemi Territoriali spa"e ha di fatto cessato l'attività. Ne è amministratore unico l'ingegnerGiuseppe Fasiol, dirigente del Dipartimento Infrastrutture del Veneto. Per questo incariconon percepisce nulla.Un palazzo a San Marco...- Alla Regione Veneto serve un amministratore anche per l'acquisto del complesso immobiliare Torres-Rossini, in Calle Larga XXII Marzo a Venezia, con lo scopo di allargare la sede del consiglio regionale. Basta un amministratore unico per"Immobiliare Marco Polo srl",Francesco Dotta, dirigente del gabinetto del Presidente della Regione, chenon percepisce compensi, ma si consolai con gli oltre 150 mila euro di stipendio lordo annuo a Ca' Balbi....e la Rocca a Monselice. -Solo ungettone di presenza di 51.65 euro per ogni consigliere viene pagato dalla società partecipata"Rocca di Monselice srl", che gestisce i beni mobili e immobili acquistati nel 1981 dalla Fondazione Cini che ne era proprietaria. La Regione ha assegnato l'incarico di rappresentanza al presidenteFerdinando Businaro e al consigliereAndrea Parolo. Il presidente ha rinunciato al gettone.L'autostrada dei sogni -Non si può definire un carrozzone la "Società per l'Autostrada di Alemagna spa" costituita nel 1960, per il semplice motivo che l'infrastruttura (il collegamento Venezia-Monaco) è da decenni nel libro dei sogni. Per questo non percepiscono un euro i consiglieri che da dicembre sonoMarzio Favero(Provincia Treviso, presidente), ing. Giuseppe Fasiol(Regione),Paolo Doglioni(Cciaa Belluno),Quinto Piol(Provincia Belluno), avv.Antonio Prade(Comune di Belluno, vicepresidente),Rizieri Ongaro(Comunità Montana e Bin Consorzio),Renato Sartor(Fondazioni bancarie).L'Università della scarpa -Senza compensi la carica di vicepresidente perRaffaele Bonizzato, vicepresidente del"Politecnico Calzaturiero" di Vigonza, di cui è presidenteMarcellino Doni. La Regione ha acquisito quote per 154 mila euro.

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(Segue dalla prima pagina) Che (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

(Segue dalla prima pagina)Che la politica sia potere è un'ovvietà. Che il potere sia fatto di poltrone, altrettanto. Che le seggiole portino denaro lo hanno scoperto anche prima di di Mani Pulite. Oggi c'è da augurarsi oggi che i tempi siano cambiati e che nei CdA o nei comitati esecutivi si finisca soltanto per gestire bene. E che gli emolumenti - in genere sostanziosi - siano il frutto di un lavoro professionale, onesto, fatto nell'interesse della collettività.Ma quanto potere si muove dietro quei tavoli? Quanto denaro passa dalle casse più o meno floride di società di gestione, progettazione, approvvigionamento energetico, costruzioni, servizi, alle tasche di presidenti, amministratori delegati o semplici consiglieri? E quante di quelle persone sono al loro posto perchè portatrici delle competenze che ogni statuto che si rispetti enuncia come requisito-base?Solo a Nordest, tra Veneto e Friuli di soldi ne circolano tanti: decine di milioni di euro ogni anno. Coloro che collocano uomini o donne nei posti di comando, o di semplice esecuzione, sono presidenti di Regione o di Provincia, sindaci e assessori, ma anche segretari di gruppi politici, partiti, movimenti. Il flusso del potere è un fenomeno carsico. Nel senso che se ne intuisce l'esistenza, è pubblicamente identificabile almeno nelle individulità più note. Ma ciò riguarda solo gli uomini davvero pubblici, non quelli che sono stati collocati in ruoli-chiave di gestione, ma in ombra, da parte di chi ha in mano il potere politico.Per questo è difficile ricavarne un quadro d'assieme, mettere una accanto all'altra le tessere, le teste, le persone. Provare a farlo significa addentrarsi in un ginepraio, una giungla dove si muovono tribù e lobbies, amici e amici degli amici. In cui ricorrono spesso gli stessi nomi e dove - al di là delle capacità indiscusse di molti - si annidano anche zone grigie, nel presupposto che ciò che conta è occupare - e quindi controllare - un posto di potere. È quello che cercheremo di fare in questo viaggio tra soldi & poltrone, nelle plancie di comando delle ricche società a partecipazione pubblica o dei cosiddetti enti strumentali.Ci saranno tantissimi nomi. E indicazioni di appartenenza a schieramenti, liste, gruppi politici. Ma soprattutto ci saranno i numeri, cifre importanti che gratificano chi è chiamato a compiti di amministrazione. Non sono soldi sporchi, beninteso. Ma sono tanti soldi che lubrificano un grande sistema di potere. In qualche caso sono frutto della modernizzazione, in qualche altro retaggio di antiche logiche spartitorie. Due Regioni - il Veneto e il Friuli Venezia Giulia - di cui la prima a statuto ordinario, la seconda a statuto speciale, amministrate fino all'altro giorno da giunte di opposto orientamento. Adesso che la diligenza di Illy si è fermata, c'è da giurare che oltre il Tagliamento cambieranno cavalli e cavalieri. E qualche testa è già saltata. Ma ci sono anche undici Province e altrettanti Comuni capoluogo. Oltre a una pletora di enti, autostrade, porti e aeroporti. Ci addentreremo in questo mondo della politica che s'intreccia con gli affari, alla ricerca dei "Mille uomini d'oro" del Nordest. A cominciare dalla Regione Veneto, dove una quindicina di consociate si spartiscono ogni anno una torta pluri-milionaria di indennità e gettoni di presenza. E alla fine, forse, scopriremo che le società e le cariche profumatamente pagate sono davvero troppe.Giuseppe Pietrobelli.

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Veneto, la terra dove le strade diventano un colossale affare (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Strade e case, commerci e aziende, acqua e trasporti. Le mani della Regione Veneto si allungano in molti e appetitosi settori. Ecco, nome per nome, euro per euro, le società partecipate con Cda e compensi.RESTAURI A VENEZIA -Prima nell'elenco, ecco"Edilvenezia spa", strumento operativo per il recupero del centro storico. Sono azionisti pubblici il Comune di Venezia, Regione, Provincia e Fintecna spa. Gli amministratori hanno intascato nel 2006 la somma di55.700 euro (oltre a 15.399 euro per il collegio sindacale). AClaudio Orazio, ex assessore comunale ai lavori pubblici a Venezia, ex sindaco di Cavallino-Treporti, Ds, presidente Cda,36.000 euro, di cui26.000euro di compenso per deleghe. Ai cinque consiglieri,300 euroquale gettone di seduta; sonoGianni Biscontin, Margherita, già vicepresidente del Quartiere 1 (nomina Comune, totale erogato 3.000euro),Giorgio Dozza (quota An, nomina Comune, erogati2.400 euro),Livio Marini (Ds, nomina Comune, totale erogato3.000 euro),Francesco Gardini (Regione),Antonio Vespignani direttore Ance.COMMERCIO A EST -Si chiama"Finest spa", e appartiene più alla Regione Friuli (73.2 per cento) che al Veneto (12.6 per cento), la società finanziaria e di promozione della cooperazione economica verso i paesi dell'Est. La presidenza si trova a Pordenone, altre sedi a Padova e Trento, ufficio a Mosca. Il Cda, nominato in maggioranza dalle due Regioni, è ricco per compensi. E riflette le coloriture politiche diverse delle due giunte di Galan e Illy (ora un ex). Un esempio "bipartisan", lautamente compensato. Il totale dei corrispettivi (escluse le spese vive), raggiunge la cifra di230.000 euro. Infatti, il presidenteMichele Degrassi, Ds, vicepresidente del consiglio di gestione Friulia, ex assessore regionale alle Finanze del Friuli, percepisce60.000euro.Il vicepresidenteAlessandra Camposampiero (nomina Veneto) incamera un'indennità di25.000 euro più15.000 euro per deleghe. L'amministratore delegato e direttore generaleFulvio Beltrame(ex direttore Carigo e Friulcassa) riceve40.000 euro,10.000 euro quale consigliere,30.000 europer deleghe. Ai sette consiglieri vanno10.000 euroo 5.000 euro a seconda delle presenze, oltre un gettone di258.23 europer seduta. Il che significa altri 100 mila euro da aggiungere al conto.La Regione Veneto ha sceltoLoreta Baggio, ex coordinatore di Forza Italia a Castelfranco, console onorario di Serbia a Treviso. Il TrentinoCarlo Spagolla, vicedirettore della Cassa Rurale della Bassa Valsugana. I nominati della Regione Friuli:Stefano De Montepresidente delle piccole imprese di Confindustria e vicepresidente della Cciaa di Trieste;Graziano Pasqual ex segretario regionale Cgil e direttore nazionale Lega Coop;Gian Luca Santi,Gerardo Stigliani eFranco Vampa(area Partito Democratico). C'è molto centrosinistra.FIERA POLESANA -Una fiera a Rovigo. È lo scopo della società"Rovigo Fiere spa", il cui capitale sociale (450 mila euro) è per due terzi della Regione e per un terzo della Camera di Commercio. L'amministratore unico, scelto dal socio di maggioranza, èGiuseppe Fini, deputato di Forza Italia nella scorsa legislatura, che non percepisce alcuna indennità.EDILIZIA IN CANALGRANDE - È di 45 mila euro all'anno l'indennità appannaggio diDomenico Antonio Gusso, amministratore unico della"Società Venezia Edilizia Canalgrande spa", con sede a Marghera.LA MINERALE CHE FA ACQUA - La"Terme di Recoaro spa" (beni e stabilimenti del compendio termale di Recoaro) è per il 99.99 per cento della Regione Veneto. Ca' Balbi ha designato il CdA, che riflette equilibri politici. Il presidente èFrancesco Casa, commercialista di Schio, area An, che percepisce22.493,70 euroall'anno. È di5.164,64 euro ciascunol'indennità per i quattro consiglieri:Giancarlo Lora, ex assessore comunale, che rappresenta il Comune di Recoaro (più altri7.000 euro di indennità); il leghistaLuciano Todaro di Bassano; il veroneseMassimo Piccolidi Forza Italia eEnzo Targhetta, area Forza Italia, presidente del Consorzo delle Imprese di Camposampiero. In totale, una spesa di43.152,26 euro.ACQUEDOTTI VENETI - La Regione è socio unico di"Veneto Acque spa" (modello degli acquedotti del Veneto). L'ing.Pier Alessandro Mazzoni (ex amministratore unico delta Po), presidente e amministratore delegato dal 2004, percepisce80.000 euro. Al vicepresidenteNicola Boscolo "Pecchie", assessore alla cultura di Chioggia (An) vanno7.000 euro. L'indennità è di5.000 euro ciascunoper i consiglieriAngelo Milan (Margherita, assessore al Bilancio in Comune di Rovigo),Ezio Framarine il rodiginoPaolo Bordin. Le indennità raggiungono quindi i102.000 euro totali.INNOVAZIONE DI IMPRESE - "Veneto Innovazione spa"coordina inizitive di ricerca, innovazione e servizi alle imprese. Il CdA è imponente, visto che conta 21 componenti, sette dei quali nel comitato esecutivo. La Regione ha indicato 9 persone: il presidenteGiorgio Simonetto, docente universitario, l'avvocato Aldo Baruffi,Giancarlo Bersan,Pierpaolo De Paris,Roberto Dolcetto,Paolo Fontana, l'avvocatoPaola Malasoma,Cristiano Smerghetto eMassimo Venturato.Le Università quattro persone:Pierfrancesco Ghetti,Vittorio Murino,Giuseppe TondelloeMedardo Chiapponi. Le Camere di Commercio:Fabio BortolazzieDino Menarin. Gli Industriali del Veneto:Luigi AngelinoeGiampietro Marchiori. Gli Artigiani:il vicepresidente Renato Moro(Cna),Enrico CancinoeRenato Mason(Confartigianato), Medie e Piccole Imprese:Bruno Ferrarese. Un'indennità annua di20.000 euro va solo al presidente Simonetto. Il gettone di presenza pari a250 euro viene liquidato per ogni seduta del comitato esecutivo (7 componenti) e del CdA.STRADE D'ORO - La società più ricca tra le partecipate della Regione Veneto è probabilmente"Veneto Strade spa", costituita nel 2001 per la progettazione, manutenzione e gestione delle reti stradali. La Regione ha il 30 per cento, le sette Province il 50 per cento, il restante 20 per cento è delle società autostradali. Quattro le persone indicate dalla Regione. L'amministratore delegatoSilvano Vernizzi, commissario per il Passante e massimo dirigente regionale per la viabilità percepisce un'indennità annua di160.000 euro, a cui si deve aggiungere lo stipendio di segretario regionale alle infrastrutture e di commissario straordinario per il Passante (totale lordo di circa350 mila euro. I consiglieriRiccardo Maraia,Francesco Pietrobon eNadir Welponer, percepiscono un'indennità di16.500 euro all'anno. Il presidenteGastone Vinerbini (Provincia di Verona) percepisce71.500 euroall'anno. Neanche un euro per cumulo cariche al vicepresidenteLeonardo Muraro, al vice vicarioDavide Zoggia, al consigliereSergio Reolon (presidenti Province di Treviso, Venezia e Belluno) e aDomenico Riolfatto (assessore provinciale a Padova). L'indennità di16.500 euro va invece agli altri consiglieriLino Brentan (Ds),Renzo Ceron,Lucio Leonardelli (Fi),Angelo Milan.LA FINANZIARIA REGIONALE - "Veneto Sviluppo spa" è la società finanziaria della Regione (51 per cento del capitale), che dei 13 amministratori ne ha nominati sette. Il presidenteIrene Gemmo, imprenditrice, ha un'indennità di 30.212 euro. Briciole se rapportate al contratto del precedente direttore generaleLuigi Barone(non faceva parte del Cda) per320.000 euro, più altri60.000 euro di premio promesso; lo stipendio è stato poi ridotto a circa270.000 euro, tutto compreso. Barone si è poi dimesso e al suo posto è andatoPaolo Giopp. I membri dell'esecutivo sonoAndrea Marchiotto(Forza Italia, consigliere provinciale a Verona) eFabrizio Stella, i consiglieriRoberto Bissoli(ex segretario Dc a Verona, in consiglio della "Serenissima"),Dino Cavinato(PD, ex sindaco di Piazzola),Amedeo Gerolimetto(FI) eAntonino Ziglio(Interporto di Padova). Ci sono poi il vicepresidenteNorberto Cursi,Franco Dall'Armellina (Intesa San Paolo),Franco Andreetta(Unicredit),Alfredo Checchetto,Antonio Liguori(Friulia),Fiorenzo Sbabo(Federveneto Api). I componenti dell'esecutivo percepiscono3.222 eurociascuno, oltre un gettone di 227,24 euro per seduta, più rimborsi spese.L'AUTODROMO VENETO - L'"Autodromo del Veneto spa" è una società partecipata che la Regione Veneto (26.98 per cento del capitale sociale) ha conferito a "Veneto Sviluppo". Scopo: costruire una imponente struttura motoristica e commerciale a Trevenzuolo e Vigasio (Verona), su un'area di 456 ettari. Nel CdA la Regione ha designato l'avvocatoStefano Campoccia di Treviso (presidente) eMartino Dall'Oca di Verona (vicepresidente). ConsiglieriPier Giuseppe Perazzini,Pietro Robbi,Gianfranco Minozzi,Raimondo Montanari,Emilio Mauroner. L'importo per il Cda è di115 mila euroonnicomprensivi.FONDI A NORDEST - "Obiettivo Nordest sicav"(Marghera) fu costituita nel 2000 dal Banco Ambrosiano Veneto (66.7 per cento) e "Veneto Sviluppo". La Regione ha indicato il presidenteTiziano Zigiotto di Forza Italia, a cui va un'indennità annua di51.500 euro, l'amministratore delegatoWalter Ottolenghi(15.500 euro) di Mediolanum Gestione Fondi e il consigliere delegatoMartino Dall'Oca (5.125 euroall'anno come agli altri consiglieri). Il Cda è completato dal vice presidentePaolo Baessato (Banca Intesa),Franco Dall'Armellina (Intesa-San Paolo),Rinaldo Panzarini (Cassa Risparmio del Veneto) e Biagio Vincenzo Rapone(direttore generale Cassa Venezia-Intesa San Paolo). Costo di indennità, 103.000 euro, ma il Cda ha assegnato il 5 per cento del risultato operativo conseguito ogni anno agli amministratori investiti di particolari cariche (Zigiotto, Baessato, Ottolenghi e Dall'Oca).IDROVIE DEL VENETO - "Sistemi Territoriali spa"(Marghera) si occupa di navigazione interna. La Regione ha indicato il Cda. Il presidenteGian Michele Gambatopercepisce un'indennità di100.000 euro all'anno; il vicepresidenteMaria Luisa Bano di15.000 euro; i consiglieriGiorgio Carraio,Ugo Battistelli (Forza Italia) eGiuseppe Fasiol(ingegnere della Regione) di12 mila euro ciascuno.PASSEGGERI AL PORTO - Nutrito anche il Cda di"Venezia Terminal Passeggeri spa". Tre gli uomini della Regione: il presidenteSandro Trevisanato, avvocato, già sottosegretario alle Finanze nel '94, Forza Italia, i consiglieriFranco Zorzetto eFabrizio Tabanelli Picciolato. Rappresentano Save, Cciaa di Venezia, Comune di Venezia, albergatori e società navali, invee, l'amministratore delegatoRoberto Perocchio, Camillo Bozzolo,Enrico Marchi, Franco Maschietto,Filippo Olivetti,Nelson Persello,Alessandro Santi,Fabrizio Tabanelli,Stefano Tositti eFranco Zorzetto. Il presidente riceve22.000 euro, i consiglieri5.200 euro ciascuno.G. P.(1. Continua).

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