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Articoli
Costi dei politici
(11)
La commissione 'fantasma' (
da "Gazzetta di Modena,La" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Al momento nulla ancora di ufficiale, da un lato si tace e dall'altro si conferma che addirittura l'organismo già si riunisce dunque si presume ci siano degli ordini del giorno e dei verbali delle sedute. Nulla si sa neppure di eventuali gettoni di presenza per questi impegni.
La sinistra ha dimezzato i voti ma gli apparati sono
rimasti ( da "Trentino"
del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: anche i consiglieri comunali versano il 50% del loro gettone di presenza". Rifondazione ha due sedi in proprietà a Trento e a Riva, poi ha sedi in affitto a Mezzolombardo, Rovereto, Pergine e Cavalese. Ai vertici del partito c'è il segretario, Stefano Marchesi, che viene affiancato da una segreteria composta da 5 membri.
Gli otto incarichi del direttore ecco i burocrati acchiappa
poltrone - emanuele lauria ( da "Repubblica, La"
del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: al gettone, da parte dei burocrati della Trinacria. Si è accentuata gradualmente, fino all'assalto di questa primavera. Segnata da due fenomeni: il proliferare delle società regionali (e dei relativi organismi di gestione) e le dimissioni in massa di sindaci e presidenti di Provincia che hanno lasciato scoperti importanti ruoli amministrativi.
Il dialogo e la protesta (
da "Unita, L'" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: che ha premiato il libro Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, con milioni di copie vendute, che sta premiando il libro di Stefano Livadiotti sulla casta del sindacato, stampato, ristampato ed esaurito. Quel paese che frequenta i blog di Beppe Grillo, quel paese che si è convinto di una cosa: l'antipolitica è un modo per difendersi, lo sberleffo,
Rom e onorevoli, dagli al ladrone (
da "Vita non profit magazine" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Ha cioè "scoperto" che è uscito il nuovo libro della premiata ditta Stella-Rizzo (quelli de La Casta), La Deriva, una radiografia spietata dell'Italia mal governata. Morale (nostra): volete risparmiarvi i soldi del libro, causa sindrome da "quarta settimana"? Nessun problema, andate in edicola e accattatevi Libero.
Il gettone per un bimbo malato, mozione di Dotto in
Commissione ( da "Gazzettino, Il
(Treviso)" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: CARBONERA Il gettone per un bimbo malato, mozione di Dotto in Commissione Paolo Dotto aveva presentato una mozione per donare un gettone di presenza a favore di un bambino malato, ma la maggioranza del consiglio comunale di Carbonera, Lega compresa, ha rinviato la questione alla Commissione servizi alla persona.
La Provincia taglia i costi: da undici a sette commissioni (
da "Gazzettino, Il (Udine)" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Scure bipartisan sulle commissioni consiliari della Provincia di Udine. Da 11 dovrebbero ridursi a 7, nel segno della razionalizzazione e della riduzione dei costi della politica. Si praticherebbe così un taglio sui gettoni di presenza (140 euro per i consiglieri che non optano per l'indennità), ma sopratutto vi sarebbe un minor impiego del personale provinciale.
Di Giuseppe Pietrobelli C'è (
da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: beccano un euro perchè sono già amministratori pubblici e quindi si sono visti azzerare indennità e gettoni di presenza dalla prima finanziaria del governo Prodi.Deve aspettarsi sorprese strabilianti chi mette il naso nel mondo delle consociate, delle società miste pubblico-privato, dove un esercito di manager e portaborse si dedica al più fruttuosorisikoche si giochi nei palazzi.
Ma ci sono anche quelli che lo fanno gratis (o quasi) (
da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: incarico di rappresentanza al presidenteFerdinando Businaro e al consigliereAndrea Parolo. Il presidente ha rinunciato al gettone.L'autostrada dei sogni -Non si può definire un carrozzone la "Società per l'Autostrada di Alemagna spa" costituita nel 1960, per il semplice motivo che l'infrastruttura (il collegamento Venezia-Monaco)
(Segue dalla prima pagina) Che (
da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: A cominciare dalla Regione Veneto, dove una quindicina di consociate si spartiscono ogni anno una torta pluri-milionaria di indennità e gettoni di presenza. E alla fine, forse, scopriremo che le società e le cariche profumatamente pagate sono davvero troppe.Giuseppe Pietrobelli.
Veneto, la terra dove le strade diventano un colossale affare (
da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 000 euro a seconda delle presenze, oltre un gettone di258.23 europer seduta. Il che significa altri 100 mila euro da aggiungere al conto.La Regione Veneto ha sceltoLoreta Baggio, ex coordinatore di Forza Italia a Castelfranco, console onorario di Serbia a Treviso. Il TrentinoCarlo Spagolla, vicedirettore della Cassa Rurale della Bassa Valsugana.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Sarebbe
già al lavoro, ma nessuno sa chi c'è e cosa fa Chi sta decidendo delle sorti
del nuovo polo culturale di piazza Sant'Agostino? Difficile saperlo perché
poche volte in passato si era vista una tale "blindatura" intorno ai
nomi scelti per fare parte della commissione istituzionale, composta da
Ministero per i Beni culturali, Comune e Fondazione Cr Modena, che si occuperà
del grande progetto. Si tratta infatti di trasformare l'accesso ovest al centro
storico da polo ospedaliero a polo culturale. Come ricordava la Gazzetta alcuni
giorni fa, si sa che Andrea Landi, presidente della Fondazione Cassa di
Risparmio che detiene la proprietà dell'ex palazzo ospedaliero (la parte
monumentale è costata quasi 8 milioni di euro), è stato nominato - si presume
dal sindaco Pighi e dal Mibac - presidente della commissione e che il
"membro forte" è Mara Bernardini, direttore generale del Comune e
membro del cdA di Hera Spa. Sugli altri membri le parti non si sbottonano, anzi
rinserrano le fila quasi fosse un segreto comunicare le altre personalità che
lavorano a un progetto da svariati milioni di euro e per il quale lo scorso 13
novembre si era scomodato per la firma persino l'allora ministro della cultura
Rutelli. Stando ad alcune indiscrezioni pare che con Landi e Bernardini sia
stati scelti tecnici esperti di livello nazionale, ma al momento non si sa chi
siano. Non si riesce neppure a sapere se insieme a loro siederanno nell'organismo
amministrativo, che tra le prime decisioni probabilmente si occuperà delle
modalità di restauro del palazzo Sant'Agostino per accogliervi le biblioteche
Poletti ed Estense, altri esponenti comunali o politici né chi sia il membro
del terzo "socio" - il ministero ora nelle mani di Sandro Bondi. Al
momento sembrerebbe comunque che né politici locali e neppure tecnici di alto
grado del comune né tantomeno i responsabili culturali degli istituti finiranno
in questo organismo. Secondo un'altra indiscrezione raccolta dalla Gazzetta
questi ultimi finirebbero in due "sotto-commissioni tecniche", una
per il Sant'Agostino e l'altra per il Palazzo dei Musei, che si fronteggiano
sulla piazza, che avrebbero il compito di ricevere le linee guida dall'ente superiore
per le discussioni - e si spera decisioni in tempi rapidi - riguardo la nuova
disposizione degli spazi degli enti culturali. Dunque Meris Bellei,
responsabile delle biblioteche modenesi, e Luca Bellingeri, neo direttore della
biblioteca Estense, Aldo Borsari per l'archivio comunale, il neosoprintendente
Mario Scalini, Ilaria Pulini e Francesca Piccinini, direttrici del Museo
civico. Al momento nulla ancora di ufficiale, da un lato si
tace e dall'altro si conferma che addirittura l'organismo già si riunisce
dunque si presume ci siano degli ordini del giorno e dei verbali delle sedute.
Nulla si sa neppure di eventuali gettoni di presenza per questi impegni. (stefano luppi).
( da "Trentino" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Gli
iscritti ai Ds erano 1250 e pagavano 25 euro all'anno UBALDO CORDELLINI TRENTO.
Dopo le elezioni è diventato di moda attaccare la sinistra. C'è chi dice che
non rappresenta più gli operai, chi sostiene che è buona solo per i salotti e
chi ne ha decretato già la morte. Tutti a dire che deve prendere esempio dalla
Lega e andare sul territorio a parlare dei problemi veri della gente. Eppure,
in Trentino, i partiti di sinistra hanno un proprio corpo, hanno nervi, sangue
e muscoli. Marco Boato, presidente dei Verdi, "ma solo fino al congresso
di maggio", spiega che il suo partito "i gazebo li faceva da prima
della Lega" e che fa anche molto di più, come organizzare una scuola di
formazione politico-culturale che prendere il nome da Alex Langer. I Verdi sono
da sempre un movimento più che un partito, tanto che si chiamano Federazione
dei Verdi del Trentino e anche la loro lista è stata intitolata "Verdi e
democratici del Trentino", proprio per dimostrare che il partito è aperto
anche ai non iscritti. Lo dimostra il fatto che il consigliere provinciale
Roberto Bombarda non ha la tessera del partito come non ce l'ha Donata Loss,
consigliera comunale a Rovereto. Altra particolarità del partito degli
ambientalisti è che lo statuto lascia agli eletti la piena libertà di agire
secondo coscienza, al contrario dei partiti tradizionali che, invece,
richiedono una fedeltà assoluta. I Verdi con la tessera in Trentino sono circa
200. Per iscriversi si pagano 30 euro. Gli eletti pagano di più, fino a 500
euro. Non solo, il partito campa grazie ai contributi dei parlamentari e dei
consiglieri provinciali, Boato versava 2 mila e 300 euro, l'assessora Iva
Berasi e Bombarda versano intorno a 2 mila euro. Il partito ha una sede, in via
Aeroporto, a Gardolo, e una dipendente. Per il resto si affida al volontariato.
Da sempre i Verdi sono molto vicini alle associazioni ambientaliste, anche se
c'è reciproca autonomia. Ai vertici del partito c'è il presidente Boato, con
due vice che sono la Berasi e Giuseppe Facchini, che è presidente del Consiglio
comunale di Pergine. L'organo decisionale è l'esecutivo del partito, formato da
10 membri che rappresentano un po' tutto il territorio del Trentino, più undici
invitati permanenti non iscritti al partito. Poi c'è il Consigli federale
composto da 50 persone. Da due anni e mezzo c'è anche la scuola Langer che
organizza una serie di lezioni che si tengono una volta al mese, per un sabato
pomeriggio intero. Per partecipare si pagano 10 euro per tutto il ciclo. Gli
incontri hanno riguardato temi ambientali, ma anche politici e di scottante
attualità, come l'immigrazione. I relatori sono tutti esperti di livello
nazionale, se non internazionale, e raramente fanno parte dei Verdi. Spesso le
lezioni vengono anche raccolte in volumi distribuiti dal partito. Boato tiene
particolarmente a questo aspetto divulgativo e sottolinea come si faccia
politica anche così: "Noi vogliamo essere un partito aperto che non si
chiude in se stesso". Un partito molto più pesante dei Verdi era quello
dei Ds. Era perché i Ds non esistono più e aspettano di trasformarsi nel Pd.
Nel frattempo, rimangono gli iscritti che di questi tempi sono, come minimo,
alquanto smarriti. L'ultimo segretario dei Ds, Remo Andreolli, li rassicura:
"Per noi inizia una nuova storia, una nuova vicenda politica in un
contenitore dove ci saranno anche altre culture politiche. Noi metteremo a
disposizione il nostro patrimonio affinche il Pd possa essere presente nella
comunità trentina". E il patrimonio dei Ds non è indifferente. Il partito
ha 1250 iscritti che versano un contributo medio di 25 euro. Il partito ha tre
sedi in proprietà quella della Federazione, a Trento, che è un grande
appartamento in via Brennero, quella di Rovereto e quella di Ala. Poi ci sono
le sedi in affitto di Lavis, Cles, Pergine e Borgo Valsugana. In tutto, sparse
sul territorio, ci sono 38 sezioni, molte delle quali si riuniscono in sale
pubbliche o a casa dei singoli iscritti. Il partito era organizzato con un
segretario, un presidente e una direzione composta da 50 membri eletti dal
congresso. Il segretario è anche affiancato dalla segreteria che è composta da
13 persone e si riunisce una volta a settimana, di solito il lunedì. Ci sono
anche altre diramazioni, che la Sinistra giovanile, che era guidata da Ludovico
Rella, e il coordinamento delle donne, la cui responsabile era Aida Ruffini.
Poco diversa è l'organizzazione degli ex cugini di Rifondazione. Gli iscritti
sono circa 500. Il versamento dei tesserati è volontario e si aggira, in media,
sui 50 euro all'anno. Il partito vive di questi soldi e del contributo del
consigliere provinciale Agostino Catalano, che ogni mese versa tremila euro
prendendoli dalla propria indennità. Da Roma, soldi non ne arrivano, così ci si
deve arrangiare: "Da noi - spiega Catalano - anche i
consiglieri comunali versano il 50% del loro gettone di presenza". Rifondazione ha due sedi in proprietà a Trento e a Riva,
poi ha sedi in affitto a Mezzolombardo, Rovereto, Pergine e Cavalese. Ai
vertici del partito c'è il segretario, Stefano Marchesi, che viene affiancato
da una segreteria composta da 5 membri. Poi c'è il Parlamentino di 30
persone che ha il compito di comitato politico. Il congresso viene celebrato
ogni quattro anni. Anche Catalano respinge l'immagine del partito lontano dalla
gente: "Adesso va di moda dire che la Lega interpreta i sentimenti della
gente, ma noi facciamo da anni battaglie vere in difesa delle persone più
umili. Abbiamo organizzato manifestazioni contro la Tav, contro l'inceneritore,
contro la riforma dell'Itea. Abbiamo promosso il referendum contro il
finanziamento pubblico della scuola privata. Non c'è movimento in cui non ci siamo.
Siamo stati in prima linea nella difesa degli operai della Whirlpool e lì la
Lega non c'era". (2 / continua).
( da "Repubblica, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina
III - Palermo L'inchiesta Il ragioniere generale della Regione, Enzo Emanuele,
guida la classifica dei dirigenti con più indennità Gli otto incarichi del
direttore ecco i burocrati acchiappa poltrone I compensi extra dovrebbero
finanziare lo straordinario, ma nessuno li versa EMANUELE LAURIA (segue dalla
prima di cronaca) Articolo 13 della legge 10: approvato, promulgato. E rimasto carta
straccia. Perché la casta - allora il termine non era di moda - si ribellò e
qualche colletto bianco suggerì al Parlamento una moratoria fino al successivo
contratto della dirigenza. Che è stato infine siglato nel 2007: senza traccia
dell'odioso balzello. Nel frattempo, non ha avuto tregua la caccia alla
poltrona, al seggio, al gettone, da parte dei burocrati
della Trinacria. Si è accentuata gradualmente, fino all'assalto di questa
primavera. Segnata da due fenomeni: il proliferare delle società regionali (e
dei relativi organismi di gestione) e le dimissioni in massa di sindaci e
presidenti di Provincia che hanno lasciato scoperti importanti ruoli
amministrativi. Così, è partita la raffica di recenti nomine. Il
primatista? Sicuramente Enzo Emanuele, ragioniere generale della Regione che
può vantare otto incarichi, tutti (o quasi) elencati nel suo curriculum su
Internet. E che allo stipendio ordinario, da 8 mila euro al mese, può sommare
quello di commissario del Comune di Catania (4.650 euro lordi, il 60 per cento
circa dell'indennità del sindaco) e i compensi che gli derivano dal fatto di
sedere contemporaneamente nei comitati di sorveglianza di quattro società
regionali (dai 20 ai 23 mila euro annui per ciascun incarico) e di essere
revisore dei conti dell'Asl di Messina, dell'Asi di Ragusa e dell'Arpa, cariche
da 20 mila euro annuo in su. Grazie agli extra, insomma, la busta paga diventa
almeno due volte più pesante. Lui, Emanuele, ci ride su: "Mister mille
incarichi? Ma sì, chiamatemi pure così. Ma sono tutti nel bene
dell'amministrazione". Il ragioniere generale, d'altronde, è in buona
compagnia. Nelle sei spa regionali che hanno adottato il cosiddetto sistema
duale raddoppiando le poltrone, fa capolino una pletora di dirigenti generali
(ben 12): Francesco Attaguile può rinforzare il suo stipendio-top da 22 mila
euro al mese (raggiunto grazie alla speciale indennità estera corrisposta ai
membri dell'ufficio di Bruxelles) con altri 1.700 euro per la presenza ai vertici di Inforac, una nuova società che si
occupa di euromediterraneo. E il dirigente della Sanità Maria Antonietta
Bullara, giusto per fare un altro esempio, sovrappone alla busta paga da
regionale (circa 8 mila euro mensili) i quasi duemila euro che le spettano come
componente del comitato di sorveglianza di Sicilia Innovazione. Ma la Bullara
(che qualche anno fa, prima di fare carriera in piazza Ziino, aveva presentato
domanda di prepensionamento) attualmente è anche commissario del Policlinico,
in virtù di una nomina che vale circa 17 mila euro annui. Senza contare il
"premio" da 30 mila euro annui che il governo Cuffaro ha accordato a
tre superburocrati della Sanità (oltre alla Bullara, Luigi Castellucci e
Saverio Ciriminna) per l'elaborazione di progetti per il contenimento della spesa.
Lasciando in qualche collega il seguente dubbio: ma quest'attività non rientra
nei compiti istituzionali di un dirigente? "Invito coloro che hanno da
ridire su questi compensi a venire in assessorato anche di notte: troveranno le
luci accese", replica Castellucci. è la stagione dell'oro, per i grand
commis della Regione. Che mettono le mani in grandi enti locali: il capo del
dipartimento Pubblica istruzione, Patrizia Monterosso, ha ottenuto un incarico
extra da 6.200 euro al mese per guidare fino alle elezioni la Provincia di
Palermo, il dirigente generale del Lavoro Giovanni Bologna è stato inviato a
Modica con uno "straordinario" da 3.720 euro mensili. Un altro
dirigente regionale dal cognome celebre, Silvio Cuffaro, in un ente locale ci
era entrato dalla porta principale, candidandosi e vincendo le elezioni a
Raffadali nel 2007. Ma poi ha chiesto e ottenuto una promozione alla Regione,
facendosi nominare dalla giunta provvisoria guidata da Leanza vicedirettore
dell'agenzia per l'impiego, con una delibera ad hoc che ha equiparato questa
figura a quella di capo di gabinetto. Compenso, solo per il salario accessorio:
51.759 euro annui. Il valzer di incarichi "fuori busta" scompagina la
gerarchia consolidata dei dirigenti più ricchi in base ai compensi ordinari. E
consente a molti (Emanuele per primo, ma la lista è lunga) di superare
artificiosamente quel limite agli stipendi, 250 mila euro annui, fissato nel
gennaio del 2007 dall'Ars, quella norma che aveva ridimensionato principalmente
lo stipendio del manager della Programmazione Gabriella Palocci. "Non
entro nel merito degli incarichi assegnati a colleghi di grande valore, ma il
problema è: si può essere uno e trino?", chiede Vincenzo Falgares,
dirigente dei Trasporti. E Romeo Palma, capo del dipartimento Beni culturali
(lui sta proprio sulla soglia dei 250 mila euro), propone l'istituzione di
"un'anagrafe degli incarichi e di un regolamento che metta ordine nella
materia". Entrambi precisano: fatta salva la qualità dei colleghi
plurinominati. Bravi, resistenti alla fatica e ricchi. Soprattutto ricchi. A
confermarlo, d'altronde, sono i dati delle dichiarazioni dei redditi che, per
l'anno 2005, vedono nei primi novanta posti - fra avvocati, notai e calciatori
- cinque pubblici funzionari regionali. E nessun politico. Davanti a questo
scenario, non è un caso che la legge taglia incarichi del 2000 sia finita nel
limbo dei provvedimenti sgraditi. E pazienza se l'"obolo" pagato dai
burocrati più fortunati doveva servire per garantire il salario accessorio a tutti
i colleghi. "Il fondo viene rimpinguato lo stesso ogni anno - spiega
Giuseppe Amato, uno dei dirigenti del dipartimento Personale - ma con le
risorse ordinarie del bilancio. Sì, a carico dell'erario. Cioè di tutti
noi".
( da "Unita, L'" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Stai
consultando l'edizione del Il dialogo e la protesta Roberto Cotroneo Segue
dalla Prima D ialogo, riforme, e voglia di cambiare, inserito in un contesto
rilassato e persino ironico. Tutti hanno ascoltato il "se po' ffa",
con cui ha concluso il discorso, e devo dire che in molti, senza togliersi
dalla testa che Berlusconi rimane un uomo con un enorme conflitto di interessi,
devono aver pensato che in qualche modo le cose potrebbero cambiare, che quel
clima invenelito che tutti conosciamo può trasformarsi in un clima responsabile
e di collaborazione. Le tappe di tutto questo erano già visibili dopo il voto. E
nei giorni scorsi c'era stato il riconoscimento da parte di Berlusconi del
Governo ombra del Partito Democratico, e l'annuncio della telefonata di
Berlusconi a Veltroni per incontrarsi dopo la fiducia. Probabilmente i motivi
sono molti, una crisi economica che si annuncia durissima costringerà Giulio
Tremonti e questo Governo a chiedere ancora più lacrime e ancora più sangue al
Paese, un clima esasperato costringerà il ministro dell'Interno Roberto Maroni
a sfumare molte posizioni intransigenti della Lega per non scatenare odi
razziali e raid, basti vedere quello che sta succedendo in Campania con le
ronde anti Rom. Nello stesso tempo la vittoria netta di Berlusconi, e una
situazione parlamentare semplificata, con pochi gruppi, e l'assenza delle ale
più estreme nel Parlamento, tranquillizza poteri forti e Berlusconi stesso, ma
un po' meno il futuro dell'ordine pubblico e delle piazze. Inoltre una guerra
di posizione, e una guerra estenuante, ha certamente stancato le diverse
maggioranze e opposizioni che in questi anni si sono succedute. Allora il
"se po' ffa", che diventerà il punto di incontro e di congiunzione,
la Teano del nuovo millennio, si spiega letto al contrario: "non se po'
ffa più" di insulti, di antipolitica, di grillismi, di quel modo di
affrontare tutto attraverso una matrice ideologica violenta, esagerata e anche
vecchia. Poi, per carità, non è che da ieri Berlusconi è diventato un uomo
trasparente e ineccepibile, che guarda alla sinistra come a una normale
opposizione. E non è che da domani Walter Veltroni sarà a capo di un gruppo
parlamentare che non gli darà mai problemi, e che mostrerà di condividere tutto
quello che dice e fa. Ma certo, quella cappa che abbiamo respirato fino a oggi
sembra diradata, e per il bene di tutti. Però c'è un ma. E il ma si chiama
"paese". Quel paese che negli ultimi anni ha affollato le piazze di
Grillo, e poi le manifestazioni in genere per dire che non c'è abbastanza
lavoro, e non ci sono soldi. Il popolo delle caste, che ha
premiato il libro Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, con milioni di copie vendute, che sta premiando il libro di
Stefano Livadiotti sulla casta del sindacato, stampato, ristampato ed esaurito.
Quel paese che frequenta i blog di Beppe Grillo, quel paese che si è convinto
di una cosa: l'antipolitica è un modo per difendersi, lo sberleffo, il dire
"siete tutti uguali", "destra o sinistra per me pari sono",
quelli che neanche nel voto estremo e radicale in questi ultimi anni hanno
trovato un sollievo e una soluzione: perché anche loro hanno governato con
Prodi. Ora questo paese, che è fatto di astensionismo e di diffidenza, questo
paese che ha chiesto etica e rigore, sempre e comunque, talvolta anche con
forza, che impressione avrà di quello che è accaduto ieri alla Camera?
L'impressione di un paese normale, parafrasando il titolo di un libro di
Massimo D'Alema, o l'impressione di una ennesima anormalità, di un Berlusconi
che sorride a Veltroni, con Calderoli, bonario e divertito accanto che si
lancia in un applauso? Ora, ed è qui che il ragionamento si fa complesso, quel
paese è un paese di sinistra, e non di destra. Quella parte di paese che ancora
rimprovera ai governi di centro sinistra di non aver mai fatto la legge sul
conflitto di interesse, ha finito per identificare la "casta", le
"caste", del potere, della politica, del sindacato, del mondo
intellettuale e persino del mondo dello spettacolo e dell'informazione, proprio
con la sinistra. Il popolo della destra, per dirla con una battuta, che poi
troppo battuta non è, alle caste è assai abituato. E non gliene importa
granchè, semmai cerca di capire come riuscire a farne parte. Antonio Di Pietro
è un vero populista. Ha intuito che il ruolo giusto è quello del guastatore in
un Parlamento ridotto all'osso dei gruppi parlamentari, con una Lega divenuta
forza di governo, e per quanto possibile eshtabliment, e la sinistra radicale
scomparsa. È il ruolo di chi non ci sta, di chi ricorda al cavaliere quanto odi
le toghe e i magistrati. Non è difficile immaginare che l'alleato del Partito
Democratico, ovvero l'Italia dei Valori, si proporrà come il paladino
dell'antipolitica, della polemica sulle caste, dell'antipotere, della
trasparenza, e soprattutto di tutto quello che Antonio Di Pietro ha incarnato
da quando faceva il magistrato fino a oggi. È chiaro che la strada di Antonio
Di Pietro e dei suoi, nel tempo, non può che entrare in rotta di collisione con
il Partito Democratico. C'è un elettorato di sinistra che può sentirsi sperduto
in uno scenario che non comprende, un elettorato che potrebbe sentirsi ancora
più beffato ed escluso da tutto. Di Pietro lo ha intuito, anche troppo. Il
Partito Democratico non può dimenticare che il voto di protesta ormai è tutto a
sinistra, in senso positivo etico e rigoroso, ma anche nella sua forma più
deleteria, ovvero nel populismo e nel qualunquismo. E questo è un bel problema
da risolvere: non dare la sensazione a una parte del paese, che la sinistra sia
una casta, lontana dalle difficoltà, dalle indignazioni e dalle stanchezze
delle persone comuni. roberto@robertocotroneo.it.
( da "Vita non profit magazine" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Di Ettore
Colombo (e.colombo@vita.it) 11/05/2008 --> Palle di carta di Ettore Colombo
Quei rom ladri di bambini. "Napoli, zingara presa mentre rapisce neonata.
La polizia evita il linciaggio. Campi nomadi presidiati. Intanto arrivano nuovi
dati choc: in un anno raddoppiati i clandestini in Italia", titolava il
Giornale di lunedì 12 maggio. Non soddisfatto, esultava così il giorno dopo:
"Arrivano i sindaci sceriffi. Varato il pacchetto sicurezza". Aiuto.
Il guaio è che il Giornale va male (vende poco, e venderà anche meno, ora che
il suo "principale" - nonché fratello maggiore dell'editore, Paolo,
davvero un Berlusconi piccolo piccolo - è rientrato a Palazzo Chigi) e dunque
ha pensato bene di provarci con il razzismo, per tirar su copie. Chissà se gli
riesce. Nel frattempo peggiora (di molto) il senso civico degli italiani.
Rubano. Ecco le prove, titola Libero di martedì 13. Aridaje coi rom, gli
zingari e i rumeni (in pura teoria, ci sarebbe differenza, ma nella notte della
Terza Repubblica tutte le vacche sono bigie), pensa il lettore sprovveduto.
Macché. Il quotidiano diretto da Vittorio Feltri ha fatto uno scoopoone. Ha cioè "scoperto" che è uscito il nuovo libro della
premiata ditta Stella-Rizzo (quelli de La Casta), La Deriva, una radiografia spietata
dell'Italia mal governata. Morale (nostra): volete risparmiarvi i soldi del
libro, causa sindrome da "quarta settimana"? Nessun problema, andate
in edicola e accattatevi Libero. Costa solo un euro, e offre un agile
sunto del libro suddetto. Viva il giornalismo (d'inchiesta, of course). PS: I
giornali maggiori (Corriere, Repubblica, Stampa) titolavano su quisquille e
pinzillacchiere come il terremoto in Cina, il Papa contro la 194, etc. Robetta.
Volete mettere con la possibilità di leggere un giornale, incazzarsi col mondo
e uscire di casa per spaccare la testa a un negher o per sputare contro un
onorevole che passa di lì?.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
CARBONERA Il gettone per un bimbo malato, mozione di Dotto in
Commissione Paolo Dotto aveva presentato una mozione per donare un gettone di presenza a favore di un bambino
malato, ma la maggioranza del consiglio comunale di Carbonera, Lega compresa,
ha rinviato la questione alla Commissione servizi alla persona. Le motivazioni addotte
sono state diverse, fra cui il fatto che occorreva l'unanimità, che casi simili
ce ne sono altri, vanno quindi affrontati in modo diverso, e che scelte di
questo tipo non possono essere presentate da un singolo consigliere.Dotto si è
rammaricato delle risposte, ritenendo che su un caso umanitario ci potesse
stare il consenso di tutti, che piuttosto di non fare niente si poteva dare un
piccolo segno ed ha accettato a malincuore il passaggio in commissione,
ritenendolo una superflua perdita di tempo e di denaro.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
NUOVO
ASSETTO La Provincia taglia i costi: da undici a sette commissioni (A.L.) - Scure bipartisan sulle commissioni consiliari della Provincia di
Udine. Da 11 dovrebbero ridursi a 7, nel segno della razionalizzazione e della
riduzione dei costi della politica. Si praticherebbe così un taglio sui gettoni di presenza (140 euro per i consiglieri che non optano per l'indennità), ma
sopratutto vi sarebbe un minor impiego del personale provinciale.
Probabilmente saranno anche più snelle, perché i membri dovrebbero essere in
proporzione al peso delle forze politiche.A un tanto starebbero attendendo
tutti i partiti. Pare ci sia già stato un confronto, che sarà approfondito
lunedì nell'incontro tra capigruppo e Ufficio di presidenza, dove si dovrebbe
giungere alla conclusione. Anche perché i tempi stringono. Per il taglio delle
Commissioni, infatti, il Consiglio deve apportare una modifica al Regolamento e
l'ultimo termine utile è la seduta del 28 maggio, poiché entro il 4 giugno deve
esserci la nomina dei componenti.Fatte salve le due Commissioni obbligatorie
(Vigilanza e controllo; Statuto e regolamenti), le altre dovrebbero mettere
insieme le competenze di più assessori: tutto quanto attiene a viabilità e
motorizzazione farebbe il paio con edilizia patrimoniale, sicurezza e affari
generali (assessorati di Marchetti e Teghil); edilizia scolastica, sport e
partecipate si coniugherebbero con formazione professionale e agricoltura
(Virgili e Macorig); ambiente con Turismo e attività produttive (Decorte e
Mattiussi); montagna e protezione civile con politiche sociali (Faleschini e
Piuzzi); cultura e pari opportunità (Lizzi) dovrebbero unirsi alle materie in
capo al presidente Fontanini. In vista modifica al regolamento consiliare anche
per consentire la formazione di gruppi con due membri anziché tre. Si
dovrebbero costituire così il gruppo Udc e quello Misto, con Idv e Sinistra.
( da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Di Giuseppe
Pietrobelli C'è ... di Giuseppe PietrobelliC'è chi ne ha fatto una professione
ben pagata. Chi li colleziona fino a comporre una catena di incarichi e
relative prebende, saltando da un consiglio di amministrazione all'altro. C'è
chi lo fa per prestigio. Chi per denaro. Chi per potere. Ma ci sono anche
quelli che lo fanno gratis. O quelli che non beccano un
euro perchè sono già amministratori pubblici e quindi si sono visti azzerare
indennità e gettoni
di presenza dalla prima finanziaria del
governo Prodi.Deve aspettarsi sorprese strabilianti chi mette il naso nel mondo
delle consociate, delle società miste pubblico-privato, dove un esercito di
manager e portaborse si dedica al più fruttuosorisikoche si giochi nei palazzi.(Segue
a pagina 5).
( da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
COSTO ZERO
Ma ci sono anche quelli che lo fanno gratis (o quasi) (G. P.) Ma ci sono anche
le società i cui amministratori non percepiscono nulla. Sono le
"partecipate minori".I treni per Adria - C'era una volta una società
che gestiva i treni sulla tratta Adria-Mestre. È"Ferrovie Venete
srl"che nel 2001 è passata dallo Stato alla Regione. L'intera azienda è
stata poi conferita alla società"Sistemi Territoriali spa"e ha di
fatto cessato l'attività. Ne è amministratore unico l'ingegnerGiuseppe Fasiol,
dirigente del Dipartimento Infrastrutture del Veneto. Per questo incariconon
percepisce nulla.Un palazzo a San Marco...- Alla Regione Veneto serve un
amministratore anche per l'acquisto del complesso immobiliare Torres-Rossini,
in Calle Larga XXII Marzo a Venezia, con lo scopo di allargare la sede del
consiglio regionale. Basta un amministratore unico per"Immobiliare Marco
Polo srl",Francesco Dotta, dirigente del gabinetto del Presidente della
Regione, chenon percepisce compensi, ma si consolai con gli oltre 150 mila euro
di stipendio lordo annuo a Ca' Balbi....e la Rocca a Monselice. -Solo ungettone
di presenza di 51.65 euro per ogni consigliere viene
pagato dalla società partecipata"Rocca di Monselice srl", che
gestisce i beni mobili e immobili acquistati nel 1981 dalla Fondazione Cini che
ne era proprietaria. La Regione ha assegnato l'incarico di
rappresentanza al presidenteFerdinando Businaro e al consigliereAndrea Parolo.
Il presidente ha rinunciato al gettone.L'autostrada dei sogni -Non si può
definire un carrozzone la "Società per l'Autostrada di Alemagna spa"
costituita nel 1960, per il semplice motivo che l'infrastruttura (il
collegamento Venezia-Monaco) è da decenni nel libro dei sogni. Per
questo non percepiscono un euro i consiglieri che da dicembre sonoMarzio Favero(Provincia
Treviso, presidente), ing. Giuseppe Fasiol(Regione),Paolo Doglioni(Cciaa
Belluno),Quinto Piol(Provincia Belluno), avv.Antonio Prade(Comune di Belluno,
vicepresidente),Rizieri Ongaro(Comunità Montana e Bin Consorzio),Renato
Sartor(Fondazioni bancarie).L'Università della scarpa -Senza compensi la carica
di vicepresidente perRaffaele Bonizzato, vicepresidente del"Politecnico
Calzaturiero" di Vigonza, di cui è presidenteMarcellino Doni. La Regione
ha acquisito quote per 154 mila euro.
( da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
(Segue
dalla prima pagina)Che la politica sia potere è un'ovvietà. Che il potere sia
fatto di poltrone, altrettanto. Che le seggiole portino denaro lo hanno
scoperto anche prima di di Mani Pulite. Oggi c'è da augurarsi oggi che i tempi
siano cambiati e che nei CdA o nei comitati esecutivi si finisca soltanto per gestire
bene. E che gli emolumenti - in genere sostanziosi - siano il frutto di un
lavoro professionale, onesto, fatto nell'interesse della collettività.Ma quanto
potere si muove dietro quei tavoli? Quanto denaro passa dalle casse più o meno
floride di società di gestione, progettazione, approvvigionamento energetico,
costruzioni, servizi, alle tasche di presidenti, amministratori delegati o
semplici consiglieri? E quante di quelle persone sono al loro posto perchè
portatrici delle competenze che ogni statuto che si rispetti enuncia come
requisito-base?Solo a Nordest, tra Veneto e Friuli di soldi ne circolano tanti:
decine di milioni di euro ogni anno. Coloro che collocano uomini o donne nei
posti di comando, o di semplice esecuzione, sono presidenti di Regione o di
Provincia, sindaci e assessori, ma anche segretari di gruppi politici, partiti,
movimenti. Il flusso del potere è un fenomeno carsico. Nel senso che se ne
intuisce l'esistenza, è pubblicamente identificabile almeno nelle individulità
più note. Ma ciò riguarda solo gli uomini davvero pubblici, non quelli che sono
stati collocati in ruoli-chiave di gestione, ma in ombra, da parte di chi ha in
mano il potere politico.Per questo è difficile ricavarne un quadro d'assieme,
mettere una accanto all'altra le tessere, le teste, le persone. Provare a farlo
significa addentrarsi in un ginepraio, una giungla dove si muovono tribù e
lobbies, amici e amici degli amici. In cui ricorrono spesso gli stessi nomi e
dove - al di là delle capacità indiscusse di molti - si annidano anche zone
grigie, nel presupposto che ciò che conta è occupare - e quindi controllare -
un posto di potere. È quello che cercheremo di fare in questo viaggio tra soldi
& poltrone, nelle plancie di comando delle ricche società a partecipazione
pubblica o dei cosiddetti enti strumentali.Ci saranno tantissimi nomi. E
indicazioni di appartenenza a schieramenti, liste, gruppi politici. Ma
soprattutto ci saranno i numeri, cifre importanti che gratificano chi è
chiamato a compiti di amministrazione. Non sono soldi sporchi, beninteso. Ma
sono tanti soldi che lubrificano un grande sistema di potere. In qualche caso
sono frutto della modernizzazione, in qualche altro retaggio di antiche logiche
spartitorie. Due Regioni - il Veneto e il Friuli Venezia Giulia - di cui la
prima a statuto ordinario, la seconda a statuto speciale, amministrate fino
all'altro giorno da giunte di opposto orientamento. Adesso che la diligenza di
Illy si è fermata, c'è da giurare che oltre il Tagliamento cambieranno cavalli
e cavalieri. E qualche testa è già saltata. Ma ci sono anche undici Province e
altrettanti Comuni capoluogo. Oltre a una pletora di enti, autostrade, porti e
aeroporti. Ci addentreremo in questo mondo della politica che s'intreccia con
gli affari, alla ricerca dei "Mille uomini d'oro" del Nordest. A cominciare dalla Regione Veneto, dove una quindicina di
consociate si spartiscono ogni anno una torta pluri-milionaria di indennità e gettoni di presenza. E alla fine, forse, scopriremo che le società e le cariche profumatamente
pagate sono davvero troppe.Giuseppe Pietrobelli.
( da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Strade e
case, commerci e aziende, acqua e trasporti. Le mani della Regione Veneto si
allungano in molti e appetitosi settori. Ecco, nome per nome, euro per euro, le
società partecipate con Cda e compensi.RESTAURI A VENEZIA -Prima nell'elenco,
ecco"Edilvenezia spa", strumento operativo per il recupero del centro
storico. Sono azionisti pubblici il Comune di Venezia, Regione, Provincia e
Fintecna spa. Gli amministratori hanno intascato nel 2006 la somma di55.700 euro
(oltre a 15.399 euro per il collegio sindacale). AClaudio Orazio, ex assessore
comunale ai lavori pubblici a Venezia, ex sindaco di Cavallino-Treporti, Ds,
presidente Cda,36.000 euro, di cui26.000euro di compenso per deleghe. Ai cinque
consiglieri,300 euroquale gettone di seduta; sonoGianni Biscontin, Margherita,
già vicepresidente del Quartiere 1 (nomina Comune, totale erogato
3.000euro),Giorgio Dozza (quota An, nomina Comune, erogati2.400 euro),Livio
Marini (Ds, nomina Comune, totale erogato3.000 euro),Francesco Gardini
(Regione),Antonio Vespignani direttore Ance.COMMERCIO A EST -Si
chiama"Finest spa", e appartiene più alla Regione Friuli (73.2 per
cento) che al Veneto (12.6 per cento), la società finanziaria e di promozione
della cooperazione economica verso i paesi dell'Est. La presidenza si trova a
Pordenone, altre sedi a Padova e Trento, ufficio a Mosca. Il Cda, nominato in
maggioranza dalle due Regioni, è ricco per compensi. E riflette le coloriture
politiche diverse delle due giunte di Galan e Illy (ora un ex). Un esempio
"bipartisan", lautamente compensato. Il totale dei corrispettivi
(escluse le spese vive), raggiunge la cifra di230.000 euro. Infatti, il
presidenteMichele Degrassi, Ds, vicepresidente del consiglio di gestione
Friulia, ex assessore regionale alle Finanze del Friuli,
percepisce60.000euro.Il vicepresidenteAlessandra Camposampiero (nomina Veneto)
incamera un'indennità di25.000 euro più15.000 euro per deleghe.
L'amministratore delegato e direttore generaleFulvio Beltrame(ex direttore Carigo
e Friulcassa) riceve40.000 euro,10.000 euro quale consigliere,30.000 europer
deleghe. Ai sette consiglieri vanno10.000 euroo 5.000 euro
a seconda delle presenze, oltre un gettone di258.23 europer seduta. Il che
significa altri 100 mila euro da aggiungere al conto.La Regione Veneto ha
sceltoLoreta Baggio, ex coordinatore di Forza Italia a Castelfranco, console
onorario di Serbia a Treviso. Il TrentinoCarlo Spagolla, vicedirettore della
Cassa Rurale della Bassa Valsugana. I nominati della Regione Friuli:Stefano
De Montepresidente delle piccole imprese di Confindustria e vicepresidente
della Cciaa di Trieste;Graziano Pasqual ex segretario regionale Cgil e
direttore nazionale Lega Coop;Gian Luca Santi,Gerardo Stigliani eFranco
Vampa(area Partito Democratico). C'è molto centrosinistra.FIERA POLESANA -Una
fiera a Rovigo. È lo scopo della società"Rovigo Fiere spa", il cui
capitale sociale (450 mila euro) è per due terzi della Regione e per un terzo
della Camera di Commercio. L'amministratore unico, scelto dal socio di
maggioranza, èGiuseppe Fini, deputato di Forza Italia nella scorsa legislatura,
che non percepisce alcuna indennità.EDILIZIA IN CANALGRANDE - È di 45 mila euro
all'anno l'indennità appannaggio diDomenico Antonio Gusso, amministratore unico
della"Società Venezia Edilizia Canalgrande spa", con sede a
Marghera.LA MINERALE CHE FA ACQUA - La"Terme di Recoaro spa" (beni e
stabilimenti del compendio termale di Recoaro) è per il 99.99 per cento della
Regione Veneto. Ca' Balbi ha designato il CdA, che riflette equilibri politici.
Il presidente èFrancesco Casa, commercialista di Schio, area An, che
percepisce22.493,70 euroall'anno. È di5.164,64 euro ciascunol'indennità per i
quattro consiglieri:Giancarlo Lora, ex assessore comunale, che rappresenta il
Comune di Recoaro (più altri7.000 euro di indennità); il leghistaLuciano Todaro
di Bassano; il veroneseMassimo Piccolidi Forza Italia eEnzo Targhetta, area
Forza Italia, presidente del Consorzo delle Imprese di Camposampiero. In
totale, una spesa di43.152,26 euro.ACQUEDOTTI VENETI - La Regione è socio unico
di"Veneto Acque spa" (modello degli acquedotti del Veneto).
L'ing.Pier Alessandro Mazzoni (ex amministratore unico delta Po), presidente e
amministratore delegato dal 2004, percepisce80.000 euro. Al vicepresidenteNicola
Boscolo "Pecchie", assessore alla cultura di Chioggia (An) vanno7.000
euro. L'indennità è di5.000 euro ciascunoper i consiglieriAngelo Milan
(Margherita, assessore al Bilancio in Comune di Rovigo),Ezio Framarine il
rodiginoPaolo Bordin. Le indennità raggiungono quindi i102.000 euro
totali.INNOVAZIONE DI IMPRESE - "Veneto Innovazione spa"coordina
inizitive di ricerca, innovazione e servizi alle imprese. Il CdA è imponente,
visto che conta 21 componenti, sette dei quali nel comitato esecutivo. La Regione
ha indicato 9 persone: il presidenteGiorgio Simonetto, docente universitario,
l'avvocato Aldo Baruffi,Giancarlo Bersan,Pierpaolo De Paris,Roberto
Dolcetto,Paolo Fontana, l'avvocatoPaola Malasoma,Cristiano Smerghetto eMassimo
Venturato.Le Università quattro persone:Pierfrancesco Ghetti,Vittorio
Murino,Giuseppe TondelloeMedardo Chiapponi. Le Camere di Commercio:Fabio
BortolazzieDino Menarin. Gli Industriali del Veneto:Luigi AngelinoeGiampietro
Marchiori. Gli Artigiani:il vicepresidente Renato Moro(Cna),Enrico
CancinoeRenato Mason(Confartigianato), Medie e Piccole Imprese:Bruno Ferrarese.
Un'indennità annua di20.000 euro va solo al presidente Simonetto. Il gettone di
presenza pari a250 euro viene liquidato per ogni
seduta del comitato esecutivo (7 componenti) e del CdA.STRADE D'ORO - La
società più ricca tra le partecipate della Regione Veneto è
probabilmente"Veneto Strade spa", costituita nel 2001 per la
progettazione, manutenzione e gestione delle reti stradali. La Regione ha il 30
per cento, le sette Province il 50 per cento, il restante 20 per cento è delle
società autostradali. Quattro le persone indicate dalla Regione.
L'amministratore delegatoSilvano Vernizzi, commissario per il Passante e
massimo dirigente regionale per la viabilità percepisce un'indennità annua
di160.000 euro, a cui si deve aggiungere lo stipendio di segretario regionale
alle infrastrutture e di commissario straordinario per il Passante (totale
lordo di circa350 mila euro. I consiglieriRiccardo Maraia,Francesco Pietrobon
eNadir Welponer, percepiscono un'indennità di16.500 euro all'anno. Il
presidenteGastone Vinerbini (Provincia di Verona) percepisce71.500
euroall'anno. Neanche un euro per cumulo cariche al vicepresidenteLeonardo
Muraro, al vice vicarioDavide Zoggia, al consigliereSergio Reolon (presidenti
Province di Treviso, Venezia e Belluno) e aDomenico Riolfatto (assessore
provinciale a Padova). L'indennità di16.500 euro va invece agli altri
consiglieriLino Brentan (Ds),Renzo Ceron,Lucio Leonardelli (Fi),Angelo Milan.LA
FINANZIARIA REGIONALE - "Veneto Sviluppo spa" è la società
finanziaria della Regione (51 per cento del capitale), che dei 13
amministratori ne ha nominati sette. Il presidenteIrene Gemmo, imprenditrice,
ha un'indennità di 30.212 euro. Briciole se rapportate al contratto del
precedente direttore generaleLuigi Barone(non faceva parte del Cda) per320.000
euro, più altri60.000 euro di premio promesso; lo stipendio è stato poi ridotto
a circa270.000 euro, tutto compreso. Barone si è poi dimesso e al suo posto è
andatoPaolo Giopp. I membri dell'esecutivo sonoAndrea Marchiotto(Forza Italia,
consigliere provinciale a Verona) eFabrizio Stella, i consiglieriRoberto
Bissoli(ex segretario Dc a Verona, in consiglio della
"Serenissima"),Dino Cavinato(PD, ex sindaco di Piazzola),Amedeo
Gerolimetto(FI) eAntonino Ziglio(Interporto di Padova). Ci sono poi il
vicepresidenteNorberto Cursi,Franco Dall'Armellina (Intesa San Paolo),Franco
Andreetta(Unicredit),Alfredo Checchetto,Antonio Liguori(Friulia),Fiorenzo
Sbabo(Federveneto Api). I componenti dell'esecutivo percepiscono3.222
eurociascuno, oltre un gettone di 227,24 euro per seduta, più rimborsi
spese.L'AUTODROMO VENETO - L'"Autodromo del Veneto spa" è una società
partecipata che la Regione Veneto (26.98 per cento del capitale sociale) ha conferito
a "Veneto Sviluppo". Scopo: costruire una imponente struttura
motoristica e commerciale a Trevenzuolo e Vigasio (Verona), su un'area di