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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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Report "Costi dei politici"

Comune: I soldi del teatro dirottiamoli sull'asilo nido ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ed in particolare i costi della politica relativi ai compensi della giunta. Un provvedimento che tradotto in pratica significa calare di una unità il numero degli attuali assessori. La cosa comporterebbe minori oneri per quindicimila euro. Inoltre si propone di diminuire di diecimilaeuro i trasferimenti destinasti alla stagione teatrale.

Provincia, gettoni tagliati dal governo ( da "Provincia di Cremona, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Dal primo gennaio è infatti abolita la possibilità di cumulo fra indennità di funzione e gettoni di presenza per incarichi ricoperti contemporaneamente in enti diversi. In altre parole, i consiglieri che sono anche assessori o sindaci di Comuni non potranno più percepire emolumenti da entrambi gli enti.

Comune, meno sedute contro gli sprechi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: evitando di convocare sedute consiliari per motivi di scarsa rilevanza". I conti sono presto fatti. "Va ricordato - continua il presidente dell'assemblea civica - che ogni consigliere comunale ha diritto a un gettone di presenza di circa 50 euro per ogni seduta, eccetto quelli che possono godere di un'indennità fissa.

La giunta devolve gli 'stipendi' ( da "Provincia di Cremona, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Di questi tempi, un gesto insolito e solo da elogiare. "Destineremo 3mila euro in ciascun settore ? assicura il primo cittadino ? e aggiungo, con orgoglio, che anche gli altri assessori hanno scelto di privarsi del gettone di presenza. Il nostro modo di intendere la politica è questo: puro spirito di volontariato.

Scm, i lavoratori saranno ricevuti in regione ( da "Tirreno, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: incontro è stata discussa anche la possibilità di attivare un conto corrente per aiuti economici (a cui hanno cominciato a contribuire i consiglieri comunali di Vicopisano che hanno donato il loro gettone di presenza dopo il consiglio comunale sulla Scm2000) da parte dei cittadini. In preparazione anche la raccolta di beni di prima necessità.

"fuori la politica da servizi e sanità" - antonio fraschilla ( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che esistono solo per pagare i gettoni di presenza ai consiglieri. Un esempio? L'ente autonomo portuale di Messina, che ha 14 consiglieri e un solo impiegato: ogni anno per la gestione costa 225 mila euro e ben 130 mila servono per pagare i gettoni di presenza". Tra gli enti da abolire Confindustria inserisce anche gli Ato rifiuti e il Consorzio autostrade siciliano.

Subito ossigeno fiscale su premi e straordinari ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: atteggiamento è dovuto al fatto che la sua parte politica non è mai riuscita a entrare nei salotti buoni della finanza. Semmai il tema è che tutta la politica deve uscire da quei salotti e abbandonare gli intrecci con gli affari. Parliamoci chiaro: quando si parla di costi della politica ci si può limitare alla facciata della riduzione dei parlamentari e al ruolo abnorme della casta.

Acqua pubblica , sindaci in rivolta ( da "Manifesto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Un movimento forse inedito nel panorama politico italiano, che parte dalle piccole città, dove il rapporto tra primo cittadino e abitanti è ancora diretto, e quindi politico nel senso più nobile. Fatto di discussioni nelle piazze, di fiducia che non può essere tradita, lontano dai consigli di amministrazione e dai gettoni di presenza.

Abolire il finanziamento pubblico Il sogno di Walter: privatizzare i partiti politici ( da "Liberazione" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: giornalista molto informato e attendibile) che svela il disegno di Veltroni per ridurre i costi della politica. A parte la proposta di ridurre il numero dei parlamentari (della quale è ragionevole discutere) Veltroni avrebbe in mente due provvedimenti di drastica riduzione non solo delle spese ma anche del tasso di democrazia nel nostro paese.

<Udc da sola al primo turno, poi si vedrà> ( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Se tu sei chiamato ad amministrare la città, non è serio comportarsi così. Alle fine, per forza i cittadini si convincono che sei lì solo per prendere il gettone di presenza". Silvia Maria Dubois In campo Massimo Pecori, candidato sindaco per l'Udc.

Legge elettorale: questione di casta ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stella e Rizzo sugli speciali diritti e privilegi di cui gode la classe politica si è risolto in un incredibile intensificarsi dei meccanismi tendenti a creare e riconoscere sempre nuovi privilegi e diritti, non ultimo quanto è contenuto nel cosiddetto "Decreto mille proroghe" nel quale, assieme alla miriade di provvedimenti a carattere per lo più clientelare emessi a spese del contribuente

Illy ha penalizzato le piccole imprese ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: mentre sul fronte dei costi della politica ha annunciato il congelamento per cinque anni delle indennità degli amministratori regionali. Quindi il capitolo delle infrastrutture: "L'unica opera che hanno inaugurato è il penultimo lotto dell'A28, di cui io e Galan abbiamo ottenuto lo sblocco da Roma minacciando, a suo tempo,

Festa in Aula: raddoppia il gettone ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il gettone dei consiglieri comunali rinasce: non diventa d'oro, ma almeno non sarà più di legno. Dopo due mesi a pane e acqua (con i gettoni di presenza da 32 euro lordi) ora i 39 consiglieri comunali di Sassari possono tirare un sospiro di sollievo: la loro paga per ogni partecipazione ai lavori delle Commissioni e del Consiglio,

GIANNI RIOTTA * QUANDO GOMORRA HA VINTO IL PREMIO DEL TG1 PER IL LIBRO DELL'ANNO 2007 MI SONO SOR ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Roberto Saviano aveva contro i best seller formidabili di Rizzo e Stella, la Casta, di Mario Calabresi sulla morte del padre, il commissario Luigi Calabresi, e gli aquiloni di Khaled Hosseini. Perché, mi son chiesto, decine di migliaia di ascoltatori, andando sul sito internet della nostra rubrica libri Benjamin, hanno votato per Gomorra?

ELEZIONI/ VELTRONI: SPESA PUBBLICA SUBITO TAGLIO 0,5,POI 1% L'ANNO ( da "Virgilio Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e sulla riduzione del costo della politica, attraverso la riduzione del numero dei parlamentarie la riduzione della platea degli eletti negli enti locali, sulla ridefinizione della legge sul finanziamento ai giornali di partiti. Occorre poi evitare la moltiplicazione delle sedi territoriali e va introdotto il benchmarking".

ELEZIONI/ BERTINOTTI: FINANZIAMENTO PUBBLICO A PARTITI VA DIFESO ( da "Virgilio Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: se li prendi dalle lobby dei petrolieri dubito che ti batterai per le fonti rinnovabili di energia". Insomma, avverte Bertinotti, il finanziamento pubblico va difeso: garantisce il "riconoscimento ai partiti della loro funzione di protagonisti nella società civile e nella democrazia di un Paese, è un'idea tipica dell'Europa".

Lo Stato arricchisce i partiti-fantasma Il trucco? Basta ottenere l'1% dei voti ( da "Quotidiano.net" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Vacanze Telefonia - Informatica Varie Annunci legali I COSTI DELLA POLITICA Lo Stato arricchisce i partiti-fantasma Il trucco? Basta ottenere l'1% dei voti Il 31 luglio saranno erogati 200 milioni, e 74 liste si spartiranno 425 milioni. Non si va in Parlamento ma si incassa Commenta ROMA, 15 marzo 2008 - QUANDO si dice la cuccagna.

ELEZIONI/ AUTORE 'CASTA GIORNALI': PD TAGLIA FONDI EDITORIA?PAROLE ( da "Virgilio Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Poi ci sono i contributi dei cosiddetti 'movimenti: quotidiani come Il Denaro di Napoli, il Foglio, tre milioni e ottocentomila euro nel 2004, il Riformista, 2 milioni, Libero di Feltri, 6 milioni. Sono o non sono tutti costi della politica?". "Poi le cooperative: c'è il manifesto, e fin qui.

ELEZIONI/ RESTA SCONTRO PD-ARCOBALENO, ORA ANCHE SUI SOLDI ( da "Virgilio Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e sulla riduzione del costo della politica, attraverso la riduzione del numero dei parlamentari e la riduzione della platea degli eletti negli enti locali, sulla ridefinizione della legge sul finanziamento ai giornali di partiti". In realtà, secondo un esperto della materia, il giornalista Beppe Lopez, autore del saggio'La casta dei giornali'


Articoli

Comune: I soldi del teatro dirottiamoli sull'asilo nido (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 15-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

ARGENTA EMENDAMENTI PER TAGLIARE LE SPESE Comune:"I soldi del teatro dirottiamoli sull'asilo nido" SONO due gli emendamenti presentati al bilancio 2008 del Comune di Argenta. Li hanno presentati da una parte il Popolo delle libertà (firmato Cesare Gaini di An e Paolo Bolognesi di Forza Italia) e dall'altra Valentina Lorenzetto per il Partito Democratico-Gruppo dell'Ulivo. Nel primo caso si chiede di tagliare alcune spese. Ed in particolare i costi della politica relativi ai compensi della giunta. Un provvedimento che tradotto in pratica significa calare di una unità il numero degli attuali assessori. La cosa comporterebbe minori oneri per quindicimila euro. Inoltre si propone di diminuire di diecimilaeuro i trasferimenti destinasti alla stagione teatrale. Il risparmio totalizzato, venticinquemila euro, deve essere poi dirottato verso una riduzione e rimodulazione delle quote a carico degli utenti per i servizi a domanda individuale: rette di asilo nido e refezione scolastica. Anche nel secondo caso la proposta interessa le tariffe per i servizi alla prima infanzia. Ma in modo diverso. A fronte infatti di aumento di postidisponibili, e delocalizzazioni di strutture, si prendono in esame situazioni famigliari con due o più figli. Per cui si richiama l'attenzione dell'amministrazione comunale per abbattere del 50% a partire dal secondo figlio. Si tratterebbe di casi sporadici, ma la cifra necessaria a finanziare l'operazione (circa 3.500 euro) dovrebbe essere stornata dal capito istituito per i contribuiti Ici alle giovani coppie che acquistano la prima casa, il cui stanziamento di 5.000 euro è considerato in esubero. Nando Magnani - -->.

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Provincia, gettoni tagliati dal governo (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Cremona, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione di Sabato 15 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Provincia, gettoni tagliati dal governo Si riduce ancora il gettone per i consiglieri provinciali, da 69 a 48,81 euro a seduta consiliare o di commissione. E' uno degli effetti delle disposizioni contenute nella finanziaria 2008 di cui è stata data comunicazione all'Ufficio di presidenza del consiglio provinciale. In realtà si è ancora in attesa dell'interpretazione autentica da parte dell'amministrazione centrale, ma in via prudenziale verrà, fino ad allora, applicato l'importo inferiore. Non è, però, l'unica novità relativa allo "status" economico dei consiglieri prevista dalla finanziaria. Dal primo gennaio è infatti abolita la possibilità di cumulo fra indennità di funzione e gettoni di presenza per incarichi ricoperti contemporaneamente in enti diversi. In altre parole, i consiglieri che sono anche assessori o sindaci di Comuni non potranno più percepire emolumenti da entrambi gli enti. La Provincia sospenderà i gettoni ai consiglieri che si trovano in tale situazione. Abolito anche ogni emolumento fin qui percepito dai consiglieri per la partecipazione a organi o commissioni esterni, se la partecipazione è connessa alla carica di consigliere.

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Comune, meno sedute contro gli sprechi (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pasian di Prato. Il presidente Rinaldi ha respinto la richiesta di convocare un'assemblea straordinaria Comune, meno sedute contro gli sprechi PASIAN DI PRATO. "Il consiglio comunale? Uno strumento che deve essere utilizzato solo per temi di reale rilevanza nell'interesse della popolazione". Con queste parole il presidente del consiglio comunale di Pasian di Prato, Claudio Rinaldi, ha spiegato la decisione di non convocare l'assemblea richiesta dai consiglieri Tarcisio Rossi, Guido Covre e Giorgio Gobitti. I tre esponenti del consiglio, avevano richiesto la convocazione straordinaria del consiglio comunale, entro oggi, per poter inserire nello statuto comunale un nuovo articolo che ne regolamenta la votazione in caso di modifica. "La proposta - ha risposto Rinaldi - non innova le modalità di approvazione e di modifica dello statuto comunale, perchè praticamente ricopia l'articolo 12 già esistente". I consiglieri avevano inviato la documentazione anche all'assessore regionale Franco Iacop. "Come già accaduto anche altre volte, i consiglieri hanno coinvolto anche l'assessore regionale, al quale io stesso - continua Rinaldi - ho voluto fornire la mia spiegazione, per metterlo nella condizione di valutare meglio l'accaduto". E il presidente del consiglio comunale rimane fermo sulla propria posizione. "É una scelta che difendo - ha detto -, perchè non si ravvisava in alcun modo l'urgenza di convocare il consiglio comunale nei termini richiesti. Inoltre, si fa un gran parlare dei costi eccessivi della politica. E allora iniziamo a ridurre davvero le spese superflue, evitando di convocare sedute consiliari per motivi di scarsa rilevanza". I conti sono presto fatti. "Va ricordato - continua il presidente dell'assemblea civica - che ogni consigliere comunale ha diritto a un gettone di presenza di circa 50 euro per ogni seduta, eccetto quelli che possono godere di un'indennità fissa. Il che comporta una spesa per le casse comunali". La decisione dell'amministrazione comunale va quindi nella direzione già intrapresa a febbraio. Quando, cioè, si era auto regolamentata, negando il gettone di presenza ai consiglieri che non partecipano per più della metà dei punti all'ordine del giorno. I 50 euro previsti per il consiglio comunale e i 30 euro per le commissioni, quindi, vengono assegnati solo ai più virtuosi.(e.b.).

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La giunta devolve gli 'stipendi' (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Cremona, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione di Sabato 15 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl S. Bassano. Indennità per 10mila euro annui girate a spese sociali e culturali La giunta devolve gli 'stipendi' SAN BASSANO ? Il sindaco si taglia lo stipendio e finanzia le attività del Comune. Come già accaduto negli ultimi nove mesi dello scorso anno, il sindaco Cesira Bassanetti ha deciso di rinunciare all'indennità che le viene corrisposta per legge (500 euro al mese) e di girarla in altri capitoli di bilancio. Il denaro risparmiato (6mila euro in tutto) servirà a promuovere iniziative culturali e a potenziare l'offerta delle politiche sociali. Di questi tempi, un gesto insolito e solo da elogiare. "Destineremo 3mila euro in ciascun settore ? assicura il primo cittadino ? e aggiungo, con orgoglio, che anche gli altri assessori hanno scelto di privarsi del gettone di presenza. Il nostro modo di intendere la politica è questo: puro spirito di volontariato. Ci sentiamo al servizio del paese e certe decisioni si assumono di conseguenza". Le indennità del vice sindaco Giuseppe Caramati e degli altri componenti della giunta verranno utilizzate per iniziative a favore dei giovani e per organizzare alcune manifestazioni sportive. A conti fatti, grazie a questi tagli, a fine 2008 il bilancio comunale 'guadagnerà' quasi 10mila euro. Non una cifra da capogiro ma comunque considerevole. Anche perchè si tratta di soldi risparmiati e messi al servizio dei sambassanesi.

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Scm, i lavoratori saranno ricevuti in regione (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Dall'assessore Simoncini Scm, i lavoratori saranno ricevuti in Regione CAPRONA. Dal consiglio comunale di Vicopisano alla Regione. I 120 lavoratori della Scm2000 saranno ricevuti da Gianfranco Simoncini, assessore regionale al lavoro per affrontare insieme la questione dell'eventuale ricollocazione in cantieri della Toscana. Un passaggio importante a cui parteciperanno anche i rappresentanti sindacali, gli esponenti del Comune di Vicopisano e della Provincia di Pisa e che cercherà di capire quali sbocchi occupazionali ci potranno essere per gli operai che hanno perso il loro posto di lavoro. Attiva nel settore dell'impiantistica per componenti di reti elettriche e telefoniche, la Scm2000 sta attendendo la risposta del tribunale sul tipo di procedura che verrà aperta in base alla situazione patrimoniale e debitoria. I lavoratori stanno invece aspettando che il tribunale nomini un commissario per avviare l'iter che permetta loro di recuperare i tre mesi di stipendi arretrati e tutte le spettanze pregresse. E proprio a questo proposito, ieri mattina gli operai e i sindacati si sono incontrati per iniziare il percorso burocratico legato alla vertenza che si dovrebbe aprire fra poco, focalizzata sul recupero dei soldi che spettano loro. Nell'incontro è stata discussa anche la possibilità di attivare un conto corrente per aiuti economici (a cui hanno cominciato a contribuire i consiglieri comunali di Vicopisano che hanno donato il loro gettone di presenza dopo il consiglio comunale sulla Scm2000) da parte dei cittadini. In preparazione anche la raccolta di beni di prima necessità. A.Q.

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"fuori la politica da servizi e sanità" - antonio fraschilla (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina VII - Palermo IL DOCUMENTO Dieci richieste avanzate dagli imprenditori ai candidati a Palazzo d'Orleans: "Stop alle nomine gestite dai partiti" "Fuori la politica da servizi e sanità" Vademecum anti-crisi delle imprese: basta enti inutili, sì agli inceneritori ANTONIO FRASCHILLA (segue dalla prima di cronaca) "La situazione è disastrosa, e le colpe sono di tutti, politici, imprenditori e società civile, adesso occorre cambiare rotta, la politica deve fare un passo indietro", dice il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, che ieri ha illustrato punto per punto "il vademecum del buon amministratore della Sicilia". Il primo nodo che il futuro governatore di Palazzo d'Orleans dovrà affrontare "è il taglio degli enti inutili": "Il pubblico deve fare un passo indietro nella gestione dei servizi, è impensabile che in Sicilia le società pubbliche incidano per il 32 per cento del valore aggiunto, a fronte del 13 della Lombardia - dice Lo Bello - Occorre inoltre eliminare gli enti inutili, che esistono solo per pagare i gettoni di presenza ai consiglieri. Un esempio? L'ente autonomo portuale di Messina, che ha 14 consiglieri e un solo impiegato: ogni anno per la gestione costa 225 mila euro e ben 130 mila servono per pagare i gettoni di presenza". Tra gli enti da abolire Confindustria inserisce anche gli Ato rifiuti e il Consorzio autostrade siciliano. Gli industriali definiscono poi "inutile lo stanziamento di 225 milioni di euro da parte della Regione per corsi di formazione che nessun imprenditore riconosce come in qualche modo utili". "Il sistema dei conti regionali non può più reggere questo spreco di risorse - continua Lo Bello - Il bilancio della Regione è di 24,8 miliardi di euro e supera quello della Lombardia, che ha il doppio della popolazione. è impensabile questo continuo ricorso a mutui per coprire buchi di bilancio, e nel frattempo le aziende private aspettano due anni per aver pagate delle fatture". Un nodo importante è quello dei fondi strutturali europei, 10 miliardi di euro "utilizzati, grazie a strane triangolazioni, per coprire la spesa corrente, dalle buste paga dei forestali agli stipendi dei precari". Un "cambiamento radicale del sistema sanità", è l'altra richiesta degli industriali: "Dobbiamo dire basta alle nomine dei manager da parte della politica, perché la sanità rappresenta la prima voce della spesa pubblica nell'Isola, circa otto miliardi di euro - scrivono gli industriali - Nel frattempo occorre ricontrattare la quota di compartecipazione. Lo Stato dovrebbe impegnare nella sanità almeno altri 350 milioni di euro all'anno". Per Lo Bello "l'attuale deficit del sistema non può essere scaricato sulle imprese, che in Sicilia con una sorta di "fiscalità" di svantaggio finiscono per pagare il 25 per cento in più di Irap rispetto alle imprese toscane o lombarde". Secondo Barbara Cittadini, componente della giunta nazionale di Confindustria, "occorre concludere in maniera seria l'iter di accreditamento per le aziende private, avviare quello per le aziende pubbliche e istituire un ente terzo di valutazione". Il vicepresidente nazionale di Confindustria, Ettore Artioli, critica però i programmi elettorali presentati da Pd e Pdl: "Nessuno dei due parla di Mezzogiorno, ma dicono soltanto che saranno realizzate le infrastrutture, senza specificare però come, quando e con che soldi".

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Subito ossigeno fiscale su premi e straordinari (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-15 - pag: 15 autore: "Subito ossigeno fiscale su premi e straordinari" Liberalizzazioni nei servizi locali, convinceremo la Lega L'offerta Air France? Mantiene l'italianità dell'Alitalia di Alberto Orioli "L a ripresa ci sarà, ma sarà lenta. Le politiche pubbliche potranno portare miglioramenti graduali. E sottolineo graduali". Anche Gianfranco Fini, 56 anni, ex ministro degli Esteri, leader di An e co-équipier del nuovo Popolo della libertà, non vende miracoli. "Staremo molto attenti ad approntare misure realistiche. A reperire coperture certe per le diverse azioni di politica economica. Nessuno ha intenzione di sfuggire ai vincoli dell'articolo 81 della Costituzione. So bene che l'azione di ogni singolo Paese non basta a far ripartire il Pil. Molto dipenderà dal contesto economico generale, dalle effettive disponibilità finanziarie. Ha ragione Tremonti quando dice che i Governi nazionali da soli non possono risolvere un problema che di fatto riguarda tutto il mondo occidentale". Comunque se governerete dovrete fare delle scelte: soprattutto dovrete scegliere dove ridurre la spesa. Per prima cosa serve qualità della spesa. Ci sono margini per ridurre sprechi e recuperare risparmi nei mille rivoli della spesa pubblica. Padoa-Schioppa nella Relazione unificata spiega che finora ha pagato la politica dei tagli "umili", del controllo delle più minute uscite delle diverse amministrazioni. Continuerete? Non è sbagliato, ma è noto che spesso la spesa pubblica finisce fuori controllo per le scelte degli Enti locali non dello Stato centrale. Basti pensare a ciò che accade con la sanità. Quindi, faccia feroce con le Regioni? Si tratterà di aprire consultazioni permanenti tra Stato ed Enti locali per dare vita a politiche unitarie. Si può fare molto aumentando il coordinamento. E soprattutto una buona intesa con gli Enti locali potrà consentire di smobilitare e mettere sul mercato una gran parte del patrimonio immobiliare pubblico. Con un'azione di demanializzazione e privatizzazione degli asset si potranno recuperare risorse ingenti: il debito italiano è di 1.500 miliardi, il patrimonio pubblico di 1.800. Ma il mercato è sotto schiaffo per la crisi dei mutui ed è poco incline ad assorbire grandi stock immobiliari. Vero. Non sarà un'operazione attuabile in tempi brevi. Ma bisogna cominciare. Nel caso, poi, di trasformazione degli affitti in mutui per gli inquilini delle case di proprietà pubblica il problema del mercato non c'è.Le case vengono vendute a chi già le abita con piani di acquisto a 20 o 30 anni: lo Stato azzera i costi di gestione e incassa. Questo piano esisteva già, ma ha avuto molti problemi di applicazione operativa... Ci vorrà un nuovo accordo con tutti gli attori coinvolti. Il tema crescita si coniuga con il tema produttività. Come si rilancia? Con la leva fiscale. Dando innanzitutto una boccata d'ossigeno a premi, incentivi, straordinari abbassando il carico delle tasse su queste forme di remunerazione. Credo vada fatto subito, anche prima di pensare ad alleviare il carico fiscale sul salario di secondo livello contrattato in azienda. Sui livelli contrattuali poi c'è in corso la trattativa tra le parti. Lei che idea si è fatto sul superamento dell'accordo del luglio '93 in tema di contrattazione? Che deve aiutare ad aumentare il potere d'acquisto dei salari.Innanzitutto modulando diversamente la durata dei contratti. Per me devono tornare ad essere triennali e, soprattutto nel pubblico impiego, vanno rinnovati con tempestività. A proposito di pubblico impiego. Rifarebbe l'accordo cosiddetto "della lavanderia" quello con cui lei – con Pezzotta – fece lievitare i salari pubblici oltre le compatibilità? Era un contratto giusto: lo definirono generoso. Non era al di fuori delle compatibi-lità: il potere d'acquisto dei pubblici dipendenti era stato colpito di più rispetto ad altri lavoratori. Semmai il problema di quel patto è un altro: è rimasta disattesa – per responsabilità sindacale – la parte relativa all'aumento di produttività e di mobilità nel settore. Insomma, sono rimasti i fannulloni di cui parla Ichino. La polemica contro i fannulloni a volte è giustificata. Non si risolve però con gli anatemi ma semplicemente legando la busta paga alla produttività e al merito. è questo che va fatto: si recuperano risorse e aumenta la produttività. Fisco. Tremonti dice: mai più condoni. Conferma? Confermo. Il condono ha un aspetto indubbiamente positivo per la cassa, ma è diseducativo per il contribuente. Da oggi basta. Invece arriveremo a far pagare l'Iva per cassa, solo quando si incassano effettivamente le fatture e non al semplice atto di emissione. Questo lascerà a molte piccole imprese una forte liquidità e potrà avere un effetto sui consumi. Sui consumi hanno effetto anche le liberalizzazioni. Le farà anche il Pdl? Partiremo dal primo anello, quello che il Governo Prodi e le lenzuolate di Bersani non hanno toccato, ma che è il più rilevante: i servizi locali. Ma, anche nel precedente Governo Berlusconi, era la Lega a non voler affrontare il tema municipalizzate. è vero. Occorrerà esercitare un'azione di convincimento e qualora non dovesse andare a buon fine chiedere il rispetto puntuale del programma. Lì queste cose sono nero su bianco. Bersani però qualche "santuario" l'ha toccato... Da sempre polemizziamo con le lenzuolate non perché siamo statalisti, ma perché Bersani ha avuto un approccio classista – anche se lo nega – e anziché liberalizzare i servizi locali, si è preoccupato del lunedì dei barbieri, dei farmaci da banco, dei panettieri, dei tassisti. è per questo che avete candidato Bittarelli, il leader dei tassisti romani contrari all'aumento delle licenze?Un'icona antiBersani e anti-Veltroni? è la candidatura di un lavoratore come altri: ci vuole una bella faccia tosta a sostenere che i tassisti siano affamatori del popolo o capitalisti sfruttatori. Non è un caso che Bittarelli oggi sia sostenuto con grande convinzione anche da chi votava a sinistra. Eppoi bisogna chiarirsi: a cosa servono le liberalizzazioni? A migliorare la qualità e a ridurre i costi per i consumatori. Le liberalizzazioni che aumentano le licenze e alla fine aumentano anche le tariffe, che liberalizzazioni sono? Casini venderebbe subito la quota restante di Eni, Enel e Finmeccanica. Lei? Quando si parla di privatizzazioni non deve essere solo la cassa a determinare le scelte. Ci deve essere anche una valutazione dell'interesse nazionale. Abbiamo una dipendenza energetica dall'esterno per il 90%. Si rischierebbe di consegnare le "chiavi di casa" a Paesi stranieri con democrazie molto fragili e ancora preda di turbolenze politiche. Eppoi stiamo parlando di società a capitale largamente pubblico ma competitive sui mercati internazionali, non sono aziende decotte. Per l'Alitalia è diverso.Air France sembra disponibile a garantire il diritto di veto ai consiglieri italiani. Attende l'ok del prossimo Governo (che potrebbe essere il vostro). Che ne pensa? è una ulteriore dimostrazione della dichiarata volontà dei francesi di non cancellare quella che impropriamente si definisce "compagnia di bandiera". è un riconoscimento esplicito al brand e al tricolore italiano. Il mio punto di vista è che una volta garantita questa "italianità" – chiamiamola così tra mille virgolette - che poi è la livrea sulla coda degli aeromobili, si può considerare soddisfatta l'esigenza di avere una compagnia riconoscibile, esigenza primaria per un Paese a vocazione turistica e dedicato all'export come l'Italia. Non è necessario che il capitale di una società di questo genere sia a maggioranza nazionale e men che meno pubblico. Ciò che conta è la serietà del piano industriale: non mi pare che i francesi abbiano fatto scomparire la Klm o fatto venire meno la nazionalità del vettore olandese. Ripeto: contano gli investimenti, i capitali disponibili e le ricadute sull'occupazione. Dunque non è un fan di AirOne. L'errore compiuto finora nelle gestione della vendita Alitalia è di avere trattato le cordate come se fossero squadre di calcio, cose – appunto – da fan. Qui conta solo che un'offerta è migliore dell'altra. Che effetto le fa, a lei che viene dalla cultura della destra, la concorrenza che Storace e la Santanchè vi fanno nell'attaccare le banche? Constato che c'è un approccio ideologico un po' datato: come dire che si è fermi a Ezra Pound, alle banche come sinonimo di usura. Ma chi oggi è prigioniero di questa visione è elemento marginale della politica italiana. Ora ciò che conta in rapporto alle banche è verificare la loro dimensione nel mercato mondiale e il grado di effettiva concorrenza sul mercato interno, cosa che –a volte –non c'è perché ci sono comportamenti evidenti di cartello. C'è chi dice che questo atteggiamento è dovuto al fatto che la sua parte politica non è mai riuscita a entrare nei salotti buoni della finanza. Semmai il tema è che tutta la politica deve uscire da quei salotti e abbandonare gli intrecci con gli affari. Parliamoci chiaro: quando si parla di costi della politica ci si può limitare alla facciata della riduzione dei parlamentari e al ruolo abnorme della casta. Ma il vero nodo è l'intelaiatura di nomine e scelte su enti, consorzi e soggetti i più vari che rende pervasiva la politica e i suoi costi indotti. E penso anche al peso che i partiti hanno nelle fondazioni bancarie. Del resto anche le inchieste giudiziarie ci hanno fatto capire che se i partiti hanno un ruolo nelle istituzionicreditizie poi l'erogazione del credito non è fatta secondo criteri di mercato. Insomma, non dico che i partiti debbano rinunciare all'esercizio della loro responsabilità sulle scelte, ad esempio, sul piano sanitario nazionale, ma dico che non devono decidere i responsabili delle Asl o i direttori degli ospedali. Toccherà al nuovo Governo fare le nomine delle società pubbliche. è stata una scelta saggia condivisa anche da Prodi. Evidentemente non è stato possibile fare diversamente. Pesa l'inchiesta su Sawiris che coinvolge alcuni manager oggetto di rinnovo? Credo che l'unico criterio di valutazione del management in scadenza siano i risultati delle loro aziende. Sarebbe profondamente sbagliato fare delle scelte su ipotesi o trattare i diversi personaggi per presunte appartenenze politiche. A proposito di appartenenze politiche. Anche Sarmi, numero uno delle Poste, è in scadenza. Viene sempre accreditato come manager vicino ad An. è un mio amico personale. Spero di poter continuare a coltivare amicizie senza che questo si traduca per loro in un'appartenenza partitica. Ma se c'è un ente la cui gestione è scevra da qualsiasi colleganza con la politica queste sono proprio le Poste. Tra l'altro l'attuale e la precedente gestione hanno dimostrato che un ente pubblico può essere sinonimo di efficienza. Non è un mistero che lo stesso amministratore ritenga che siano maturi i tempi per mettere sul mercato alcuni settori di business. Che effetto le ha fatto sentire che Antonio D'Amato, ex presidente di Confindu-stria, ha rifiutato la candidatura nel Pdl perché non c'è vera volontà riformista? Poteva trovare una giustificazione più credibile a fronte della sua scelta di non assumere responsabilità politiche per restare un imprenditore di successo. Veltroni setaccia il Nord-Est. Teme perdite di consensi? Appare fin troppo evidente che la sua posizione non ha nulla di originale. Non è sbagliata, ma propone cose che noi diciamo da 10-15 anni. Che il datore di lavoro non è un padrone ma magari un ex operaio che si è messo in proprio e lavora sodo. Che non ha senso il conflitto di classe. Gli italiani non sono così sprovveduti da non saper riconoscere l'originale dalla fotocopia. I sondaggi dicono che gli operai a basso reddito sono con il centro-destra, il pubblico impiego con il Pd. Perché? I blocchi sociali di riferimento sono sempre meno granitici e, con tutto il rispetto dei sondaggi, non sono convintissimo di questa divisione così netta. Credo che con la sinistra (e con il sindacato) sia andata quella parte di pubblico impiego refrattaria ai concetti di produttività e mobilità di cui parlavo prima. Nostro compito è far capire a questo mondo che l'idea del "lavori meglio e guadagni di più" conviene anche a loro. Epifani ha fatto capire che, con un Governo di centro- destra, potrebbe portare la Cgil sull'Aventino. Io credo che il pregiudizio anti-dialogo non sia neppure nell'interesse della Cgil. Mi sembra campagna elettorale, non ancora una strategia. Nel Pdl c'è la Lega Nord e la Lega Sud. Non teme un conflitto di opposti egoismi locali, un federalismo paradossale? Se prevalgono gli interessi di tipo egoistico – come li definisce lei –, di un federalismo para-secessionista, allora ha senso avere timore. Ma l'esperienza di Governo del centro-destra dimostra che la Lega ha lavorato in pieno accordo con noi e non ha mai messo in dubbio l'unità nazionale. Un federalismo solidale e unitario è possibile: certo, bisogna discutere seriamente del federalismo fiscale e separare di nuovo le materie esclusive dello Stato da quelle regionali limitando al massimo la legislazione concorrente. Ha davvero senso che la competenza dell'energia sia regionale quando oggi un black out ad Hannover magari manda in tilt la Calabria? Gianfranco Fini DISEGNO DI DARIUSH RADPOUR.

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Acqua pubblica , sindaci in rivolta (sezione: Costi dei politici)

( da "Manifesto, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Acqua pubblica", sindaci in rivolta Nonostante la campagna per la moratoria e 400 mila firme raccolte per la legge sulla ripubblicizzazione, il tema non è entrato in nessun programma elettorale. E nessun esponente dei movimenti sarà in parlamento Amministratori di piccoli comuni riuniti a Bassiano (Latina) per organizzare la resistenza alle privatizzazioni Andrea Palladino Bassiano (Latina) Parlare di acqua è parlare, prima di tutto, di democrazia. Se ne stanno accorgendo i sindaci in Italia, gli amministratori di piccoli paesi che si sono visti sottrarre il controllo della risorsa primaria da aziende con sedi lontane, lontanissime. Oggi Vincenzo Avvisati, sindaco di Bassiano, paese di 1000 abitanti arroccato sulle montagne che circondano la pianura pontina, non sa più a chi rivolgersi se l'acquedotto non funziona. E allora ha aperto le porte del Comune agli altri sindaci che come lui hanno deciso di resistere, di indossare la fascia tricolore e di sfilare in prima fila per la battaglia per l'acqua pubblica. Proprio a Bassiano, divenuto simbolo della resistenza alla gestione della società Acqualatina, controllata dalla francese Veolia, si è così aperta la tre giorni voluta dai comitati di Latina e dal Forum nazionale per l'acqua pubblica. Domenica si concluderà con una manifestazione nazionale ad Aprilia, dove i cittadini riuniti in un comitato spontaneo da tre anni contestano la privatizzazione voluta nel 2003 dall'amministrazione di centrodestra. Vincenzo Avvisati è forse divenuto un simbolo anche per i suoi modi pacati, sornioni. "La vera Europa nasce da noi piccoli comuni, dalla nostra voglia di democrazia, di rappresentare i bisogni quotidiani dei nostri cittadini", dice con decisione. Bisogni come l'acqua, che un mese fa è stata sottratta d'impero alla gestione comunale. Beni comuni, che riportano l'ago della bilancia politica nel vivere quotidiano, nella difesa dell'essenziale della vita. La privatizzazione non è solo una questione di tariffe. Il movimento per l'acqua pubblica rilancia la sfida, dopo la moratoria ottenuta dal governo Prodi, fortemente a rischio con l'aria di nuove privatizzazioni che gira. "Se facciamo due conti - racconta Roberto Lessio, di Legambiente Latina - moltiplicando il fatturato di un gestore dell'acqua per i 90 Ato costituiti in Italia, ci rendiamo conto che la cifra in ballo è enorme". Miliardi di euro quelli dell'acqua che, per la logica del mercato, qualcuno ha voluto togliere ai cittadini e ai municipi per affidare alle multinazionali, ai fondi d'investimento, alle banche d'affari. Proprio il sindaco Avvisati mostra una lettera della Banca d'Italia, arrivata al Comune ieri. Acqualatina ha chiesto un mutuo alla banca irlandese Depfa, senza dire nulla ai Comuni, titolari degli impianti idrici. E loro, i sindaci in rivolta, hanno preso carta e penna ed hanno chiesto spiegazioni. La Banca d'Italia avvierà una procedura per "chiedere chiarimenti all'intermediario", ricordando al sindaco di Bassiano che "potrà rivolgersi, se del caso, all'autorità giudiziaria per la tutela degli interessi che ritenga lesi". Una piccola vittoria, ma non basta. Proprio nel giorno del convegno su "Acqua e democrazia" di Bassiano, l'ufficio stampa manda ai giornalisti il documento tecnico di presa in consegna degli impianti. "Rendiamo noto lo stato di completo deterioramento in cui si trovano gli impianti di Bassiano", scrive l'amministratore delegato Morandi, ritornato al suo posto dopo gli arresti domiciliari e accuse pesanti fatte dalla Procura di Latina. Come a dire che ora con i manager francesi l'acqua del Sindaco sarà più buona. A colpi di project financing, di mutui, di consigli d'amministrazione lontani migliaia di chilometri dai bisogni della gente, l'Italia rischia di fare un outsorcing della democrazia. La battaglia per ridare dignità al quotidiano dei cittadini, la battaglia dei sindaci sta però lentamente crescendo. Prima Bassiano, poi il Comune di Formia, che a fine 2007 ha deciso di richiedere indietro le chiavi dell'acquedotto ad Acqualatina, poi Pontinia, poi in Campania la città di Nola, che ha deliberato l'uscita dalla Gori Spa gestita dalla multinazionale romana Acea. Tanti altri sindaci che stanno resistendo alla consegna degli impianti alle società per azioni. Un movimento forse inedito nel panorama politico italiano, che parte dalle piccole città, dove il rapporto tra primo cittadino e abitanti è ancora diretto, e quindi politico nel senso più nobile. Fatto di discussioni nelle piazze, di fiducia che non può essere tradita, lontano dai consigli di amministrazione e dai gettoni di presenza.

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Abolire il finanziamento pubblico Il sogno di Walter: privatizzare i partiti politici (sezione: Costi dei politici)

( da "Liberazione" del 15-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ieri l'organo ufficiale del Pd (che, come sapete, non è più l'Unità, troppo liberal, ma è diventata Repubblica) ha pubblicato un articolo di Goffredo De Marchis (giornalista molto informato e attendibile) che svela il disegno di Veltroni per ridurre i costi della politica. A parte la proposta di ridurre il numero dei parlamentari (della quale è ragionevole discutere) Veltroni avrebbe in mente due provvedimenti di drastica riduzione non solo delle spese ma anche del tasso di democrazia nel nostro paese. Il primo è una forte riduzione del numero dei consiglieri comunali. Il secondo è la riduzione del finanziamento pubblico, che potrebbe essere sostituito, secondo Veltroni, da un consistente e "incentivato" (fiscalmente) finanziamento privato. Cerchiamo, con calma, di esaminare il senso delle due proposte e le conseguenze. Dell'ipotesi di ridimensionamento dei consigli comunali abbiamo parlato già varie volte. Significherebbe azzeramento della possibilità di rappresentanza per le forze più piccole e per le organizzazioni sociali e territoriali. Perché? Per entrare in un consiglio comunale di trenta unità, per esempio, basta ottenere il 3 o 4 per cento dei voti alle elezioni. E anche una organizzazione locale, piccola, può farcela. Se il numerato dei consiglieri è ridotto a 20 o a 15, occorre ottenere il 6 o 7 o 8 per cento dei voti, e quindi si resta tagliati fuori. Semplice: pura algebra. Per quel che riguarda la sostituzione del finanziamento pubblico con quello privato, la cosa è ancor più seria. La ratio del provvedimento è chiara: "privatizzare" la politica per renderla più efficiente. Come si privatizza la centrale del latte, o l'Enel, o il servizio dei tram. L'obiettivo è quello di rendere l'organizzazione politica una macchina molto funzionante, e che risponde agli ordini di una gerarchia regolata dal flusso di denaro e controllata dalle società o dalle persone più ricche ed economicamente potenti. Si potrebbe fare un partito Fiat, un partito Fininvest ( e quei due partiti già più o meno ci sono) e forse basta. Le decisioni essenziali verrebbero così prese a Corso Marconi e a Segrate, e poi trasmesse direttamente a palazzo Chigi o a Montecitorio per la ratifica. tagliando costi e tempi. Nel momento in cui ci dovesse essere dissenso o divergenza di interessi tra Fiat e Mediaset, questo potrebbe comportare anche momenti di conflitto, o comunque di tensione politica, che potrebbe eventualmente essere raccontati in piena libertà dai giornali e dalle Tv che a loro volta sarebbero raggruppate in due poli. Per esempio un polo Fiat e un polo Mediaset, o qualcosa del genere. Del resto Veltroni - secondo le indiscrezioni di Repubblica - queste osservazioni le ha già prese in considerazione e approvate. Cioè ha fatto notare ai suoi collaboratori che un sistema di finanziamento fortemente privatizzato aiuterebbe a semplificare la politica, riducendo drasticamente il numero dei partiti nazionali. Potrebbe funzionare - diciamo - come una effettiva riforma elettorale. Veltroni dice: di tipo americano. In realtà - per fortuna degli americani - le cose sono un po' diverse. Il finanziamento pubblico c'è, in America, e i candidati che vogliono utilizzarlo possono. Se però i candidati intendono spendere per la politica più soldi di quelli stanziati dal finanziamento pubblico, allora devono rinunciare al finanziamento pubblico e mettersi in proprio. Diciamo, per essere chiari, che la privatizzazione del finanziamento della politica, in America, serve ad aumentare i costi della politica (non certo a ridurli). Tanto che un conservatore onesto come John McCain ha proposto al suo futuro concorrente democratico (che sia Obama o Clinton) di rinunciare entrambi al finanziamento privato e di ricorrere solo al finanziamento pubblico. Questo porterebbe ad una riduzione di almeno dieci volte dei costi della campagna elettorale. Alla messa fuorigioco della grandi corporation (che oggi dettano legge, possono anche imporre una guerra, se gli piace: e nel caso dell'Irak gli è piaciuto). In generale porterebbe ad una forte moralizzazione della politica e a un netto aumento del tasso di democrazia. Ma a Veltroni l'idea di McCain proprio non piace. Specie dopo il patto di ferro con Calearo, Colaninno e tutti gli altri di Confindustria. Veltroni dice sempre che ama l'America, ma spesso viene il dubbio che lui dell'America non sappia moltissimo. Si immagina, nel suo idealismo, un paese dove la democrazia è ridotta a zero e comandano soli i potenti. Ma purtroppo non sempre è così... 15/03/2008.

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<Udc da sola al primo turno, poi si vedrà> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: VICENZA - data: 2008-03-15 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE L'intervista L'ex difensore civico Massimo Pecori, spiega il perchè della candidatura a sindaco "Udc da sola al primo turno, poi si vedrà" solo". VICENZA - Massimo Pecori, ex difensore civico del Comune di Vicenza, è il candidato sindaco dell'Udc per le prossime elezioni amministrative. Cosa l'ha spinta a candidarsi primo cittadino di Vicenza? "Sostanzialmente ci sono tre motivi che mi hanno convinto a scendere in campo. Innanzitutto sono stato spinto a candidarmi sindaco in virtù del mio lavoro da difensore civico di questi quattro anni: un periodo in cui ho conosciuto e mi sono battuto per risolvere molte problematiche della cittadinanza vicentina. Problematiche che ora saprei affrontare anche da amministratore, dunque. A rafforzare la mia voglia di mettermi in gioco, poi, è stata anche la qualità e lo spessore delle persone che ho attorno e che andranno a comporre la lista. Insomma: non sono stato lasciato Il terzo motivo? "A convincermi pienamente è stato soprattutto il programma del-l'Udc: un programma che io condivido, che in certi punti ho contribuito a scrivere e che è composto da punti concreti, da necessità quotidiane della città, da piccole cose di cui tener conto per migliorare la qualità della vita". Cosa si prova ad essere fra i candidati sindaco più giovani? "Non provo né timore revenziale verso gli altri più esperti, né senso di superiorità. Affronto il tutto con naturalezza e con i piedi per terra. So bene che la competizione sarà dura ". Perché è saltato l'accordo con il Pdl e la Lega? "è una questione di dignità. Noi siamo sempre stati fedeli al centrodestra ma non si può arrivare a tirar troppo la corda come si è fatto nelle settimane scorse. Per giorni ci hanno chiesto proroghe di ventiquattro ore aggiuntive, ogni giorno era la stessa cosa. E le loro richieste, per noi, erano irricevibili: il nostro simbolo deve rimanere, non ci si può rinunciare, di fatto riducendoci a qualsiasi lista civica". Porte chiuse anche per il futuro? "Al primo turno, dunque, si va da soli. Poi, al ballottaggio, visto che non esisteranno problemi di simboli, allora potremo aprire il dialogo con chi condivide il nostro programma e, ovviamente, una corsia preferenziale viene data ai partiti del centrodestra con cui abbiamo governato finora la città". Quali critiche muove all'uscente amministrazione HÜllweck? "In questi ultimi anni, quello che in modo lampante ha caratterizzato il Comune è il grande distacco del consiglio comunale dai cittadini. Non c'è stato un filo diretto con la città e una volontà costante di risolvere i suoi problemi. Sembravano due mondi non comunicanti. Per non parlare di tutte quelle sedute saltate dove è mancato il numero legale. Se tu sei chiamato ad amministrare la città, non è serio comportarsi così. Alle fine, per forza i cittadini si convincono che sei lì solo per prendere il gettone di presenza". Silvia Maria Dubois In campo Massimo Pecori, candidato sindaco per l'Udc.

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Legge elettorale: questione di casta (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Gazzetta di Parma 15-03-2008 Opinioni Legge elettorale: questione di casta Mi chiedo dove sia la serietà e il senso di responsabilità di una classe politica che ha costretto gli Italiani al voto con quella stessa Legge che dal suo stesso "brillante" inventore è stata definita "una porcata". Io credo che i porci, in quanto animali dalla carne sublime che costituisce uno dei cardini dell'alimentazione umana, se potessero si ribellerebbero per essere stati accostati a qualcosa di immondo frutto della turpe creatività del politico italiano. Una Legge ritenuta "una porcata" anche dallo stesso Centro Destra nelle cui file milita detto inventore, ma anche da tutto il Centro Sinistra, e che non permette di scegliere il proprio Candidato sulla base delle sue capacità e qualità. Si era presentata l'opportunità di un Governo Istituzionale, un Governo, come si dice oggi, di larghe intese, che provvedesse a riformare la Legge prima di ritornare, quasi subito, alle urne, ma il Centro Destra sfruttando il favore emotivo del momento ha preferito non accettare la proposta del Presidente del Senato. D'altra parte anche il Centro Sinistra, e me ne dispiace, non è del tutto esente da responsabilità perché con grande determinazione avrebbe dovuto portare in discussione il progetto di riforma della Legge elettorale sin dall'inizio del suo breve e precario governo auspicando su questo terreno la convergenza dell'Opposizione. Qualunque altra Legge, purché avesse ripristinato la possibilità o meglio il diritto sacrosanto del cittadino di scegliere il proprio candidato sarebbe stata cosa buona e giusta, salvo poi ad apportare in sede legislativa e parlamentare eventuali ritocchi. Purtroppo non è andato come speravamo tutti che andasse: l'attuale Legge elettorale per i meccanismi che sottendono alla formazione delle Liste si sta rivelando un formidabile strumento per ampliare e consolidare il Clientelismo di Stato che della Casta altro non è che l'interfaccia. I Leaders scelgono secondo criteri assolutamente personalistici e di convenienza, passando sopra in alcuni casi alla serietà e moralità dei candidati e l'unico modo per dimostrare il loro dissenso è che gli elettori non dovrebbero andare a votare, ma tale eventualità è pressoché impossibile : questo fa si' che l'elemento che più caratterizza una simile "porcata" di Legge è che per l'80% si conoscono già i nomi dei futuri "residenti" della Camera e del Senato. Ho la sensazione che l'unico effetto che ha prodotto il famoso libro denuncia di Stella e Rizzo sugli speciali diritti e privilegi di cui gode la classe politica si è risolto in un incredibile intensificarsi dei meccanismi tendenti a creare e riconoscere sempre nuovi privilegi e diritti, non ultimo quanto è contenuto nel cosiddetto "Decreto mille proroghe" nel quale, assieme alla miriade di provvedimenti a carattere per lo più clientelare emessi a spese del contribuente italiano, è stato inserito un provvedimento che riconosce a quei poveracci, che per vicissitudini non dipendenti dalla loro volontà non hanno maturato il minimo pensionabile da parlamentare, una indennità di reinserimento nella vita civile: se questo non è uno schiaffo per tanti poveri disgraziati che non arrivano, nella migliore delle ipotesi, alla fine del mese, ditemi un po' voi cos'è. Aldo Lenzi Col. in congedo dell'A.M.

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Illy ha penalizzato le piccole imprese (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pordenone "Illy ha penalizzato le piccole imprese" Tondo: fondi soltanto ai poteri forti. Stop al reddito di cittadinanza Convention del centro-destra ieri in fiera con 300 persone "Con la Biagi ho assunto 2 giovani che lavoravano in nero" di STEFANO POLZOT "Illy lascia in eredità una Regione più indebitata, che ha favorito i poteri forti rispetto alle piccole imprese, con poche nuove infrastrutture". Un bilancio in negativo che giustifica, secondo Renzo Tondo, intervenuto nel tardo pomeriggio di ieri in Fiera a Pordenone, una svolta "orientata alla concretezza più che alle operazioni di immagine del centro-sinistra". Erano circa 300 le persone presenti nella sala congressi dell'ente fieristico per la presentazione del manifesto dei valori di Renzo Tondo. In anticipo il pullman elettorale, parcheggiato davanti all'ingresso, con 20 minuti di ritardo il candidato presidente del centro-destra che si era intrattenuto in precedenza con gli industriali. Il primo affondo nei confronti di Riccardo Illy rispetto al debito regionale: "Quando lasciai la Regione ammontava a 825 milioni, oggi è diventato di 2 miliardi di euro. Se Illy si dichiara un imprenditore prestato alla politica, meglio che torni alla sua azienda". Quindi la descrizione di una regione completamente diversa rispetto a quella che segnala il centro-sinistra. "Solo il 5,6 per cento dei laureati trova lavoro in regione - ha affermato - il rapporto tra benessere e povertà è calato del 3,6 per cento, l'8,2 per cento delle famiglie vive sotto la soglia di povertà". Indicatori che richiedono, per Tondo, risposte forti: "Cancellazione del reddito di cittadinanza copiato dall'esempio di Bassolino e che non appartiene alla nostra cultura; contenimento della spesa pubblica; più risorse ai Comuni invece di finanziare i rinfreschi delle giunte itineranti; un'applicazione diversa della legge sull'innovazione che favorisca le piccole e medie imprese, non i grandi gruppi come è successo con Illy". Agli enti locali Tondo ha promesso un decimo in più di risorse finanziarie, mentre sul fronte dei costi della politica ha annunciato il congelamento per cinque anni delle indennità degli amministratori regionali. Quindi il capitolo delle infrastrutture: "L'unica opera che hanno inaugurato è il penultimo lotto dell'A28, di cui io e Galan abbiamo ottenuto lo sblocco da Roma minacciando, a suo tempo, le nostre dimissioni da presidenti delle due Regioni interessate. Il centro-sinistra, invece, non è nemmeno riuscito a ottenere il commissario per la terza corsia dell'autostrada A4 dal ministro Di Pietro". Duro anche l'attacco nei confronti dei vertici nazionali del centro-sinistra: "Il leader del Pd Walter Veltroni non è una novità, era l'ultimo responsabile del settore propaganda del Pci. Il ministro Damiano, capolista in Friuli, appartiene ai vecchi schemi del sindacato". Per criticarlo, Tondo ha fatto outing: "Quando in commissione parlamentare ha detto che la legge Biagi andava cambiata, gli ho ricordato che io come ristoratore sono riuscito a mettere in regola, grazie a quella norma, due giovani che facevano i camerieri in nero la domenica per racimolare qualche soldo".

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Festa in Aula: raddoppia il gettone (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Provincia di Sassari Pagina 7061 Sassari. Ripristinata l'indennità di 70 euro a seduta per i consiglieri di Palazzo Ducale Festa in Aula: raddoppia il gettone Sassari.. Ripristinata l'indennità di 70 euro a seduta per i consiglieri di Palazzo Ducale --> Il gettone dei consiglieri comunali rinasce: non diventa d'oro, ma almeno non sarà più di legno. Dopo due mesi a pane e acqua (con i gettoni di presenza da 32 euro lordi) ora i 39 consiglieri comunali di Sassari possono tirare un sospiro di sollievo: la loro paga per ogni partecipazione ai lavori delle Commissioni e del Consiglio, torna all'antico e raddoppia, fermandosi a quota 70 euro a botta. Mettendo fine alle incertezze e ai musi lunghi, l'Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) ha diffuso una circolare con cui spiega l'esatta interpretazione delle norme taglia-gettoni inserite nella Finanziaria 2008. A risollevare il morale e le tasche dei consiglieri comunali (che a Sassari nel mese di gennaio erano arrivati addirittura a inscenare una sorta di sciopero bianco), la nota spiega che le disposizioni della Finanziaria non possono essere retroattive. Quindi gli adeguamenti dei gettoni di presenza deliberati dai vari Consigli nel passato non devono essere sottoposti a dieta dimagrante. A Sassari tutto si traduce in un gettone di presenza di 70 euro. Resta fermo il principio che i consiglieri non possono più optare (come d'altronde avevano scelto tutti a Palazzo Ducale) per un'indennità mensile fissa al posto dei gettoni di presenza. Il cumulo dei gettoni di presenza non può superare ogni mese un importo pari a un quarto dell'indennità del sindaco (prima era un terzo). Per avere diritto al gettone, il consigliere deve essere presente ai lavori: cade infatti il diritto a intascare la paga in caso di assenza giustificata. La dieta del gettone nel mese di gennaio aveva funzionato alla perfezione a Palazzo Ducale: per le buste paga dei consiglieri il Comune ha speso 18mila 157 euro e 32 centesimi (la retribuzione media di ciascun consigliere è scesa alla misera cifra di 465 euro), con un taglio netto di 31mila euro rispetto al passato. A dicembre 2007 infatti quando i consiglieri erano pagati con un'indennità fissa di circa 1300 euro (lordi) a testa, il Comune aveva sborsato esattamente 49mila 204 euro e 98 centesimi. Non solo, a gennaio i consiglieri hanno lavorato il doppio: le sei Commissioni permanenti (compresa quella integrata per il Puc) si sono riunite ben 32 volte, mentre a dicembre le riunioni erano state 14. Ora il raddoppio del gettone forse riuscirà a calmierare il numero delle sedute delle Commissioni di Palazzo Ducale. Se non dovesse riuscirci l'aumento del gettone, forse potrebbe centrare l'obiettivo la Corte dei Conti, che proprio nei giorni scorsi ha avviato un'inchiesta nazionale sul numero e sugli ordini del giorno delle Commissioni degli enti pubblici. (v. g.).

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GIANNI RIOTTA * QUANDO GOMORRA HA VINTO IL PREMIO DEL TG1 PER IL LIBRO DELL'ANNO 2007 MI SONO SOR (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 15-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Gianni Riotta * Quando Gomorra ha vinto il premio del Tg1 per il libro dell'anno 2007 mi sono sorpreso. Roberto Saviano aveva contro i best seller formidabili di Rizzo e Stella, la Casta, di Mario Calabresi sulla morte del padre, il commissario Luigi Calabresi, e gli aquiloni di Khaled Hosseini. Perché, mi son chiesto, decine di migliaia di ascoltatori, andando sul sito internet della nostra rubrica libri Benjamin, hanno votato per Gomorra? La risposta più seria viene dalle minacce di questi giorni a Roberto, e dallo scandalo rifiuti a Napoli. Nel premiare Gomorra libro dell'anno la platea del Tg1 riconosceva a Saviano il talento di avere per primo, e a rischio personale, riconosciuto l'emergenza numero 1, la criminalità organizzata al Sud, che tiene ostaggio l'economia, la società, la cultura e la politica. SEGUE A PAGINA 12 SERVIZI ALLE PAGINE 34, 35.

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ELEZIONI/ VELTRONI: SPESA PUBBLICA SUBITO TAGLIO 0,5,POI 1% L'ANNO (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 15-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

15-03-2008 12:08 Senza comprimere la spesa sociale Cernobbio (Como), 15 mar. (Apcom) - "Possiamo cominciare a tagliare la spessa pubblica di mezzo punto percentuale il primo anno, poi di un punto all'anno gli anni successivi, senza comprimere la spesa sociale". Lo afferma il candidato premier del Partito Democratico Walter Veltroni davanti al forum della Confcommercio in corso a Cernobbio. Veltroni, che ha parlato dopo l'intervento del presidente della Confcommercio Carlo Sangalli, ha spiegato che l'impegno al taglio della spesa pubblica si concentrerà sulla "semplificazione, e sulla riduzione del costo della politica, attraverso la riduzione del numero dei parlamentarie la riduzione della platea degli eletti negli enti locali, sulla ridefinizione della legge sul finanziamento ai giornali di partiti. Occorre poi evitare la moltiplicazione delle sedi territoriali e va introdotto il benchmarking".

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ELEZIONI/ BERTINOTTI: FINANZIAMENTO PUBBLICO A PARTITI VA DIFESO (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 15-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

15-03-2008 12:33 Leader SA e Liberazione contro la presunta 'dieta' di Veltroni Roma, 15 mar. (Apcom) - Il finanziamento pubblico ai partiti va difeso. Non ha dubbi il candidato premier di Sinistra Arcobaleno Fausto Bertinotti che, in un colloquio con Liberazione, marca la distanza dalla 'dieta' per i partiti a cui, secondo quanto rivela Repubblica, Walter Veltroni starebbe pensando per arginare la protesta sui costi della politica. Una cartuccia che il leader del Pd "sarebbe pronto a sparare nell'ultimo mese di campagna elettorale", scriveva ieri il quotidiano romano, e che ruoterebbe sull'ipotesi di incentivare il finanziamento privato, "trasparente e defiscalizzato, sul modello americano" e tagliare invece i rimborsi elettorali, "pubblici e a pioggia". "Direi che è esattamente un'idea di privatizzazione della politica", attacca Bertinotti, che ricorda: "Il detto dice 'pecunia non olet'. Non è così, nell'era della modernizzazione il denaro 'olet', puzza, perché - è il ragionamento se prendi i soldi dalle lobby nucleariste dubito che ti batterai contro il nucleare, se li prendi dalle lobby dei petrolieri dubito che ti batterai per le fonti rinnovabili di energia". Insomma, avverte Bertinotti, il finanziamento pubblico va difeso: garantisce il "riconoscimento ai partiti della loro funzione di protagonisti nella società civile e nella democrazia di un Paese, è un'idea tipica dell'Europa". E contro il presunto disegno di Veltroni svelato "dall'organo ufficiale del Pd" si schiera anche Liberazione, che parla di provvedimenti "di drastica riduzione non solo delle spese ma anche del tasso di democrazia nel nostro Paese". Il quotidiano del Prc punta il dito soprattutto contro l'idea di "privatizzare la politica per renderla più efficiente" e, avvertendo del rischio che la democrazia finisca per diventare spartizione tra gli interessi dei poteri forti, fa notare che la situazione in America è diversa: "il finanziamento pubblico c'è ei candidati che vogliono utilizzarlo possono. Se però i candidati intendono spendere per la politica più soldi di quelli stanziati dal finanziamento pubblico, allora vi devono rinunciare e mettersi in proprio". In sostanza, "la privatizzazione del finanziamento della politica in America - scrive Liberazione - serve ad aumentare i costi della politica (non certo a ridurli)". Veltroni, conclude l'organo del Prc, "dice sempre che ama l'America, ma spesso viene il dubbio che lui dell'America non sappia moltissimo. Si immagina, nel suo idealismo, un paese dove la democrazia è ridotta a zero e comandano solo i potenti. Ma purtroppo non sempre è così...".

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Lo Stato arricchisce i partiti-fantasma Il trucco? Basta ottenere l'1% dei voti (sezione: Costi dei politici)

( da "Quotidiano.net" del 15-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

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Basta ottenere l'1% dei voti Il 31 luglio saranno erogati 200 milioni, e 74 liste si spartiranno 425 milioni. Non si va in Parlamento ma si incassa Commenta ROMA, 15 marzo 2008 - QUANDO si dice la cuccagna. Per i partiti c'è una data assai più attesa di quella delle elezioni del 13 e 14 aprile. E' il 31 luglio, quando lo Stato pagherà i rimborsi elettorali. E' una torta pari a 425 milioni di euro. Questo denaro, secondo la legge in vigore, non è destinato solo ai partiti che avranno eletto qualche rappresentante in Parlamento bensì a tutti quelli che avranno raggiunto l'1% delle preferenze. E siamo a una cifra ben più esigua di quella richiesta per eleggere parlamentari alla Camera (la soglia di sbarramento è al 4%) o al Senato (8%). E', INSOMMA, un'asticella per consentire anche a partiti minuscoli, che non entreranno mai in Parlamento, di veder rimborsata la loro "fatica" per la conquista di un seggio. Per avere il rimborso servono meno di 400 mila voti e questa ulteriore cifra minimale ha convinto parecchi "piccolissimi" a buttarsi nella mischia con l'intento, almeno, di fare cassa. Nuotano in questo marasma, aspirando alla conquista dell'1% che darebbe il via libera al rimborso, il Partito Comunista dei Lavoratori di Marco Ferrando, la Sinistra Critica di Flavia D'Angeli, Roberto Fiore di Forza Nuova, Bruno De Vita dell'Unione dei Consumatori di Bordon e Manzione e Alternativa Comunista con Fabiana Stefanoni. E sono tutte forze politiche che i sondaggi hanno dato ben al di sotto dell'1%. Chi, invece, dovrebbe trovarsi al di sopra dell'1% sono, sempre sondaggi alla mano, la Destra di Storace (i sondaggi parlano del 4%) e il partito Socialista di Boselli (che stanno tra 1% e il 2%). Il rimborso si calcola a un euro ogni avente diritto al voto (nel 2006, per esempio, erano 49 milioni e 723 mila 416). Detta cifra è da moltiplicare per cinque anni e da assegnare sia alla Camera sia al Senato. Totale: 425 milioni all'anno da qui al 2013. Una cifra enorme, che coprirà ampiamente (molto ampiamente) le spese sostenute per la campagna elettorale. Già, perchè i costi dichiarati dalle cinque principali formazioni politiche (Pd, Pdl, Lega, Sinistra Arcobaleno e Udc), secondo le dichiarazioni della vigilia, si aggirano intorno agli 80 milioni di euro. Spiccioli se paragonati ai rimborsi. Qualche esempio più nel dettaglio? Il Pd di Veltroni conta di spendere in totale 18 milioni di euro e per finanziare la campagna sono ricorsi, per lo più, alle cene elettorali. Ad ogni candidato, tuttavia, il Pd ha chiesto di sborsare una cifra conpresa tra i 40 e i 60 mila euro. Più alto il budget stanziato dal Pdl, che conta di spendere intorno ai 30 milioni di euro. Da questa cifra va esclusa la Lega che spenderà al massimo 3 milioni di euro, l'Udc di Casini ha stanziato 16 milioni di euro mentre la Sinistra Arcobaleno, in vena di "austerity" da bilanci magri spenderà al massimo 8 milioni di euro. CIFRE irrisorie se paragonate a quelle che pioveranno attraverso i rimborsi che, come si è detto, sarà pagata in cinque rate annuali, la prima pari al 40% del totale. E come se non bastasse, grazie a una decisione presa in Parlamento nel 2006, i partiti continueranno a incassare anche gli arretrati, cioè le rate mancanti della legislatura precedente, nonostante questa si sia conclusa in anticipo. Sul piatto della bilancia arrivano così altri 225 milioni di euro, che si sommeranno ai 425 milioni stanziati per i nuovi rimborsi. Sono dunque 650 i milioni che entreranno nelle casse dei partiti nei prossimi cinque anni di legislatura. Senza contare gli altri rimborsi previsti per le elezioni europee, che si svolgeranno nel 2009. E sono altri soldi. Sempre nostri, ovviamente. di ELENA G. POLIDORI GUARDA IL GRAFICOTi sembra giusto? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 15/03/2008 12:06 carlo ladri Sono presenti 1 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale Ladri scatenati in città: una lunga serie di furtiCronaca - Locale Due anni al 'sensale del sesso' Trovava i clienti alle ballerine del nightSport - Calcio Arrigoni prepara due BolognaCronaca - Locale Palpeggia giovane cameriera, il giudice lo condanna a un annoCronaca - Locale Disinnescato l'ordigno bellico Tornano a casa i cittadini evacuatiCronaca - Locale "Sbagliato legare il precariato a Biagi La storia ha fatto giustizia presto"Sport - Sci Moelgg vince la Coppa di slalom La sorella Manuela è 4 nel GiganteCronaca Migliaia di persone sfilano a Bari per ricordare le vittime della mafiaCronaca - Locale Modena, nessuna pietàCronaca - Locale Sundas & Fabiani, arrivano i guai Sotto inchiesta per tentata estorsioneSport - Formula1 Prima pole della stagione a Hamilton Massa quarto, Kimi solo quindicesimoCronaca - Locale Nidi, cento bambini senza posto Ma le domande sono in caloCronaca Gay iraniano chiede asilo a Londra L'ex compagno giustiziato a Teheran 'Time code', l'omaggio al videoTEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione di qualità al Teatro Comunale'La Maria Zannella'Il trittico di Puccini al Teatro alla ScalaLa Belle Epoque. 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LA FOTO DEL GIORNO Sexy fashion Dalla musica alla passerella: un momento della sfilata della linea di lingerie Pussycat Dolls, alla settimana della moda di Los Angeles GUARDA LE IMMAGINI RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec div>.

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ELEZIONI/ AUTORE 'CASTA GIORNALI': PD TAGLIA FONDI EDITORIA?PAROLE (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 15-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

15-03-2008 18:29 Lopez: Veltroni parla di quotidiani partito, sono goccia nel mare Roma, 15 mar. (Apcom) - Cambiare la legge sui finanziamenti ai giornali di partito? Walter Veltroni annuncia di volerlo fare, Beppe Lopez, che con il suo 'La casta sui giornali' ha venduto 50mila copie in libreria, è scettico: "Guardando gli ultimi dati completi, quelli del 2004, i giornali di partito in senso stretto incassano 26 milioni su un totale di 650 milioni di euro spesi dallo Stato per l'editoria. Poco più di una goccia nel mare". Quindi, osserva il giornalista e scrittore barese, "dire che si cambia la legge sui giornali di partito è dire tutto e niente: solo con la Finanziaria di quest'anno, per esempio, sono stati leggermente ridimensionati (dal 7 al 12 per cento a seconda delle dimensioni editoriali) i contributi per le spese postali, che finanziavano soprattutto i grandi gruppi. Il Sole 24 Ore incassava nel 2004 16 milioni di euro, Mondadori 19, e così via, per un totale di 228 milioni". "E anche sui giornali di partito - insiste Lopez - bisogna stare attenti agli equivoci. I 26 milioni vanno a giornali reali, come l'Unità, Il Secolo d'Italia, la Padania eccetera, ma anche a pseudo partiti, da Liberal al giornale dell'Union Valdotaine. Poi ci sono i contributi dei cosiddetti 'movimenti': quotidiani come Il Denaro di Napoli, il Foglio, tre milioni e ottocentomila euro nel 2004, il Riformista, 2 milioni, Libero di Feltri, 6 milioni. Sono o non sono tutti costi della politica?". "Poi le cooperative: c'è il manifesto, e fin qui... Ma c'è anche Sportsman cavalli e corse, è un costo della politica o no? E' un intrallazzo o no? Ultima voce - spiega Lopez - le fondazioni: Conquiste del lavoro, giornale della Cisl mi pare, prende 3 milioni e 100mila. E' un costo della politica o no?". Quale sarebbe la soluzione, quindi? "La proposta di Veltroni - sottolinea l'autore de 'La casta dei giornali' - punta il dito solo sui giornali di partito, non mi pare risolutiva. E poi lo può dire, sono parole che non costano nulla: si sa che i giornali di partito, compresi quelli del Pd, Unità e Europa, sono già garantiti dalla norma del decreto Bersani del 4 agosto 2006 sui diritti acquisiti". "Ho visto - prosegue Lopez - che la Sinistra arcobaleno propone di tagliare i fondi ai grandi gruppi e garantire al sopravvivenza dei giornali di partito ma anche incentivare le cooperative vere e le nuove iniziative, senza lasciar passare anni prima di erogare i finanziamenti. Mi sembra più interessante. Ma se alla fine non si riuscisse a far nulla, c'è sempre la proposta di Beppe Grillo, che ha presentato il quesito referendario per l'abolizione di tutti i finanziamenti...".

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ELEZIONI/ RESTA SCONTRO PD-ARCOBALENO, ORA ANCHE SUI SOLDI (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 15-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

15-03-2008 19:40 Veltroni: meno fondi a giornali. Bertinotti: difendere partiti Roma, 15 mar. (Apcom) - La corsa di Walter Veltroni è tarata sull'inseguimento a Silvio Berlusconi, ma via via che avanza la campagna elettorale si intensificano gli scontri fra il leader del Pd e la Sinistra arcobaleno. E' una sorta di guerra a bassa intensità, che però accresce la diffidenza fra due formazioni politiche che pure restano alleate nelle elezioni amministrative: oggi il tema si sposta sui costi della politica, e a Veltroni che secondo indiscrezioni progetterebbe tagli ai finanziamenti pubblici per i partiti, risponde Fausto Bertinotti dalle colonne di Liberazione. "Direi che è esattamente un'idea di privatizzazione della politica", attacca Bertinotti, che ricorda: "Il detto dice 'pecunia non olet'. Non è così, nell'era della modernizzazione il denaro 'olet', puzza, perché se prendi i soldi dalle lobby nucleariste dubito che ti batterai contro il nucleare, se li prendi dalle lobby dei petrolieri dubito che ti batterai per le fonti rinnovabili di energia". Insomma, avverte Bertinotti, il finanziamento pubblico va difeso: garantisce il "riconoscimento ai partiti della loro funzione di protagonisti nella società civile e nella democrazia di un Paese, è un'idea tipica dell'Europa". Veltroni però della lotta contro i 'piccoli' partiti ha fatto una bandiera della sua campagna elettorale, e spiega che con la scelta di rompere l'alleanza il Partito Democratico si è messo al riparo da "dittature della minoranza, che creano paralisi diffuse". E promette di tagliare la spesa pubblica concentrandosi sulla "semplificazione, e sulla riduzione del costo della politica, attraverso la riduzione del numero dei parlamentari e la riduzione della platea degli eletti negli enti locali, sulla ridefinizione della legge sul finanziamento ai giornali di partiti". In realtà, secondo un esperto della materia, il giornalista Beppe Lopez, autore del saggio'La casta dei giornali', "guardando gli ultimi dati completi, quelli del 2004, i giornali di partito in senso stretto incassano 26 milioni su un totale di 650 milioni di euro spesi dallo Stato per l'editoria. Poco più di una goccia nel mare". Ma a preoccupare l'Arcobaleno sono soprattutto le parole di Veltroni sulla diminuzione degli eletti negli enti locali, che renderebbe più scarna la rappresentanza istituzionale dei partiti intermedi e di quelli piccoli: "Oggi - avverte Oliviero Diliberto parlando a una iniziativa elettorale a Roma - confermiamo la nostra vocazione unitaria: siamo sinistra di governo e siamo alleati con i moderati praticamente in tutta Italia alle amministrative. Ma non escludo che nella prossima legislatura molte cose possano cambiare". E al Pdci dicono: "Questi qui vogliono la pulizia etnica, vogliono tagliare finanziamenti ed eletti, ci vogliono morti per legge". Non a caso in serata il candidato premier della Sinistra Arcobaleno torna a sparare a zero sul Pd: "Financo la destra, anche se su posizioni sbagliate, è convinta - dice Bertinotti - che siamo di fronte ad una crisi di civiltà. Nel Pd, invece, sono gli unici che sembrano vivere in un mondo di dolce civilizzazione".

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