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Comune:
I soldi del teatro dirottiamoli sull'asilo nido
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Ed in particolare i costi della politica relativi ai compensi della giunta. Un provvedimento che tradotto in pratica significa calare di una unità il numero degli attuali assessori. La cosa comporterebbe minori oneri per quindicimila euro. Inoltre si propone di diminuire di diecimilaeuro i trasferimenti destinasti alla stagione teatrale.
Provincia,
gettoni tagliati dal governo ( da "Provincia di Cremona, La"
del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Dal primo gennaio è infatti abolita la possibilità di cumulo fra indennità di funzione e gettoni di presenza per incarichi ricoperti contemporaneamente in enti diversi. In altre parole, i consiglieri che sono anche assessori o sindaci di Comuni non potranno più percepire emolumenti da entrambi gli enti.
Comune,
meno sedute contro gli sprechi ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: evitando di convocare sedute consiliari per motivi di scarsa rilevanza". I conti sono presto fatti. "Va ricordato - continua il presidente dell'assemblea civica - che ogni consigliere comunale ha diritto a un gettone di presenza di circa 50 euro per ogni seduta, eccetto quelli che possono godere di un'indennità fissa.
La
giunta devolve gli 'stipendi' ( da "Provincia di Cremona, La"
del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Di questi tempi, un gesto insolito e solo da elogiare. "Destineremo 3mila euro in ciascun settore ? assicura il primo cittadino ? e aggiungo, con orgoglio, che anche gli altri assessori hanno scelto di privarsi del gettone di presenza. Il nostro modo di intendere la politica è questo: puro spirito di volontariato.
Scm,
i lavoratori saranno ricevuti in regione
( da "Tirreno,
Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: incontro è stata discussa anche la possibilità di attivare un conto corrente per aiuti economici (a cui hanno cominciato a contribuire i consiglieri comunali di Vicopisano che hanno donato il loro gettone di presenza dopo il consiglio comunale sulla Scm2000) da parte dei cittadini. In preparazione anche la raccolta di beni di prima necessità.
"fuori
la politica da servizi e sanità" - antonio fraschilla
( da "Repubblica,
La" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: che esistono solo per pagare i gettoni di presenza ai consiglieri. Un esempio? L'ente autonomo portuale di Messina, che ha 14 consiglieri e un solo impiegato: ogni anno per la gestione costa 225 mila euro e ben 130 mila servono per pagare i gettoni di presenza". Tra gli enti da abolire Confindustria inserisce anche gli Ato rifiuti e il Consorzio autostrade siciliano.
Subito
ossigeno fiscale su premi e straordinari
( da "Sole
24 Ore, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: atteggiamento è dovuto al fatto che la sua parte politica non è mai riuscita a entrare nei salotti buoni della finanza. Semmai il tema è che tutta la politica deve uscire da quei salotti e abbandonare gli intrecci con gli affari. Parliamoci chiaro: quando si parla di costi della politica ci si può limitare alla facciata della riduzione dei parlamentari e al ruolo abnorme della casta.
Acqua
pubblica , sindaci in rivolta ( da "Manifesto, Il"
del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Un movimento forse inedito nel panorama politico italiano, che parte dalle piccole città, dove il rapporto tra primo cittadino e abitanti è ancora diretto, e quindi politico nel senso più nobile. Fatto di discussioni nelle piazze, di fiducia che non può essere tradita, lontano dai consigli di amministrazione e dai gettoni di presenza.
Abolire
il finanziamento pubblico Il sogno di Walter: privatizzare i partiti politici
( da "Liberazione"
del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: giornalista molto informato e attendibile) che svela il disegno di Veltroni per ridurre i costi della politica. A parte la proposta di ridurre il numero dei parlamentari (della quale è ragionevole discutere) Veltroni avrebbe in mente due provvedimenti di drastica riduzione non solo delle spese ma anche del tasso di democrazia nel nostro paese.
<Udc
da sola al primo turno, poi si vedrà>
( da "Corriere
del Veneto" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Se tu sei chiamato ad amministrare la città, non è serio comportarsi così. Alle fine, per forza i cittadini si convincono che sei lì solo per prendere il gettone di presenza". Silvia Maria Dubois In campo Massimo Pecori, candidato sindaco per l'Udc.
Legge
elettorale: questione di casta ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Stella e Rizzo sugli speciali diritti e privilegi di cui gode la classe politica si è risolto in un incredibile intensificarsi dei meccanismi tendenti a creare e riconoscere sempre nuovi privilegi e diritti, non ultimo quanto è contenuto nel cosiddetto "Decreto mille proroghe" nel quale, assieme alla miriade di provvedimenti a carattere per lo più clientelare emessi a spese del contribuente
Illy
ha penalizzato le piccole imprese
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: mentre sul fronte dei costi della politica ha annunciato il congelamento per cinque anni delle indennità degli amministratori regionali. Quindi il capitolo delle infrastrutture: "L'unica opera che hanno inaugurato è il penultimo lotto dell'A28, di cui io e Galan abbiamo ottenuto lo sblocco da Roma minacciando, a suo tempo,
Festa
in Aula: raddoppia il gettone ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Il gettone dei consiglieri comunali rinasce: non diventa d'oro, ma almeno non sarà più di legno. Dopo due mesi a pane e acqua (con i gettoni di presenza da 32 euro lordi) ora i 39 consiglieri comunali di Sassari possono tirare un sospiro di sollievo: la loro paga per ogni partecipazione ai lavori delle Commissioni e del Consiglio,
GIANNI
RIOTTA * QUANDO GOMORRA HA VINTO IL PREMIO DEL TG1 PER IL LIBRO DELL'ANNO 2007
MI SONO SOR ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Roberto Saviano aveva contro i best seller formidabili di Rizzo e Stella, la Casta, di Mario Calabresi sulla morte del padre, il commissario Luigi Calabresi, e gli aquiloni di Khaled Hosseini. Perché, mi son chiesto, decine di migliaia di ascoltatori, andando sul sito internet della nostra rubrica libri Benjamin, hanno votato per Gomorra?
ELEZIONI/
VELTRONI: SPESA PUBBLICA SUBITO TAGLIO 0,5,POI 1% L'ANNO
( da "Virgilio
Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: e sulla riduzione del costo della politica, attraverso la riduzione del numero dei parlamentarie la riduzione della platea degli eletti negli enti locali, sulla ridefinizione della legge sul finanziamento ai giornali di partiti. Occorre poi evitare la moltiplicazione delle sedi territoriali e va introdotto il benchmarking".
ELEZIONI/
BERTINOTTI: FINANZIAMENTO PUBBLICO A PARTITI VA DIFESO
( da "Virgilio
Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: se li prendi dalle lobby dei petrolieri dubito che ti batterai per le fonti rinnovabili di energia". Insomma, avverte Bertinotti, il finanziamento pubblico va difeso: garantisce il "riconoscimento ai partiti della loro funzione di protagonisti nella società civile e nella democrazia di un Paese, è un'idea tipica dell'Europa".
Lo
Stato arricchisce i partiti-fantasma Il trucco? Basta ottenere l'1% dei voti
( da "Quotidiano.net"
del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Vacanze Telefonia - Informatica Varie Annunci legali I COSTI DELLA POLITICA Lo Stato arricchisce i partiti-fantasma Il trucco? Basta ottenere l'1% dei voti Il 31 luglio saranno erogati 200 milioni, e 74 liste si spartiranno 425 milioni. Non si va in Parlamento ma si incassa Commenta ROMA, 15 marzo 2008 - QUANDO si dice la cuccagna.
ELEZIONI/
AUTORE 'CASTA GIORNALI': PD TAGLIA FONDI EDITORIA?PAROLE
( da "Virgilio
Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Poi ci sono i contributi dei cosiddetti 'movimenti: quotidiani come Il Denaro di Napoli, il Foglio, tre milioni e ottocentomila euro nel 2004, il Riformista, 2 milioni, Libero di Feltri, 6 milioni. Sono o non sono tutti costi della politica?". "Poi le cooperative: c'è il manifesto, e fin qui.
ELEZIONI/
RESTA SCONTRO PD-ARCOBALENO, ORA ANCHE SUI SOLDI
( da "Virgilio
Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: e sulla riduzione del costo della politica, attraverso la riduzione del numero dei parlamentari e la riduzione della platea degli eletti negli enti locali, sulla ridefinizione della legge sul finanziamento ai giornali di partiti". In realtà, secondo un esperto della materia, il giornalista Beppe Lopez, autore del saggio'La casta dei giornali'
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
15-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
ARGENTA EMENDAMENTI
PER TAGLIARE LE SPESE Comune:"I soldi del teatro dirottiamoli sull'asilo
nido" SONO due gli emendamenti presentati al bilancio 2008 del Comune di
Argenta. Li hanno presentati da una parte il Popolo delle libertà (firmato
Cesare Gaini di An e Paolo Bolognesi di Forza Italia) e dall'altra Valentina
Lorenzetto per il Partito Democratico-Gruppo dell'Ulivo. Nel primo caso si
chiede di tagliare alcune spese. Ed in particolare i costi
della politica relativi ai compensi della giunta. Un provvedimento che tradotto
in pratica significa calare di una unità il numero degli attuali assessori. La
cosa comporterebbe minori oneri per quindicimila euro. Inoltre si propone di
diminuire di diecimilaeuro i trasferimenti destinasti alla stagione teatrale.
Il risparmio totalizzato, venticinquemila euro, deve essere poi dirottato verso
una riduzione e rimodulazione delle quote a carico degli utenti per i servizi a
domanda individuale: rette di asilo nido e refezione scolastica. Anche nel
secondo caso la proposta interessa le tariffe per i servizi alla prima
infanzia. Ma in modo diverso. A fronte infatti di aumento di postidisponibili,
e delocalizzazioni di strutture, si prendono in esame situazioni famigliari con
due o più figli. Per cui si richiama l'attenzione dell'amministrazione comunale
per abbattere del 50% a partire dal secondo figlio. Si tratterebbe di casi
sporadici, ma la cifra necessaria a finanziare l'operazione (circa 3.500 euro)
dovrebbe essere stornata dal capito istituito per i contribuiti Ici alle
giovani coppie che acquistano la prima casa, il cui stanziamento di 5.000 euro
è considerato in esubero. Nando Magnani - -->.
( da "Provincia di Cremona, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Edizione di Sabato 15
marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Provincia, gettoni
tagliati dal governo Si riduce ancora il gettone per i consiglieri provinciali,
da
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Pasian di Prato. Il
presidente Rinaldi ha respinto la richiesta di convocare un'assemblea straordinaria
Comune, meno sedute contro gli sprechi PASIAN DI PRATO. "Il consiglio
comunale? Uno strumento che deve essere utilizzato solo per temi di reale
rilevanza nell'interesse della popolazione". Con queste parole il
presidente del consiglio comunale di Pasian di Prato, Claudio Rinaldi, ha
spiegato la decisione di non convocare l'assemblea richiesta dai consiglieri
Tarcisio Rossi, Guido Covre e Giorgio Gobitti. I tre esponenti del consiglio,
avevano richiesto la convocazione straordinaria del consiglio comunale, entro
oggi, per poter inserire nello statuto comunale un nuovo articolo che ne
regolamenta la votazione in caso di modifica. "La proposta - ha risposto
Rinaldi - non innova le modalità di approvazione e di modifica dello statuto
comunale, perchè praticamente ricopia l'articolo 12 già esistente". I
consiglieri avevano inviato la documentazione anche all'assessore regionale
Franco Iacop. "Come già accaduto anche altre volte, i consiglieri hanno
coinvolto anche l'assessore regionale, al quale io stesso - continua Rinaldi -
ho voluto fornire la mia spiegazione, per metterlo nella condizione di valutare
meglio l'accaduto". E il presidente del consiglio comunale rimane fermo
sulla propria posizione. "É una scelta che difendo - ha detto -, perchè
non si ravvisava in alcun modo l'urgenza di convocare il consiglio comunale nei
termini richiesti. Inoltre, si fa un gran parlare dei costi eccessivi della
politica. E allora iniziamo a ridurre davvero le spese superflue, evitando di convocare sedute consiliari per motivi di scarsa
rilevanza". I conti sono presto fatti. "Va ricordato - continua il
presidente dell'assemblea civica - che ogni consigliere comunale ha diritto a
un gettone di presenza di circa 50 euro per ogni seduta, eccetto quelli che possono
godere di un'indennità fissa. Il che comporta una spesa per le casse
comunali". La decisione dell'amministrazione comunale va quindi nella
direzione già intrapresa a febbraio. Quando, cioè, si era auto regolamentata,
negando il gettone di presenza ai consiglieri che non
partecipano per più della metà dei punti all'ordine del giorno. I 50 euro
previsti per il consiglio comunale e i 30 euro per le commissioni, quindi,
vengono assegnati solo ai più virtuosi.(e.b.).
( da "Provincia di Cremona, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Edizione di Sabato
15 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl S. Bassano. Indennità per 10mila euro
annui girate a spese sociali e culturali La giunta devolve gli 'stipendi' SAN
BASSANO ? Il sindaco si taglia lo stipendio e finanzia le attività del Comune.
Come già accaduto negli ultimi nove mesi dello scorso anno, il sindaco Cesira
Bassanetti ha deciso di rinunciare all'indennità che le viene corrisposta per
legge (500 euro al mese) e di girarla in altri capitoli di bilancio. Il denaro
risparmiato (6mila euro in tutto) servirà a promuovere iniziative culturali e a
potenziare l'offerta delle politiche sociali. Di questi
tempi, un gesto insolito e solo da elogiare. "Destineremo 3mila euro in
ciascun settore ? assicura il primo cittadino ? e aggiungo, con orgoglio, che
anche gli altri assessori hanno scelto di privarsi del gettone di presenza. Il nostro modo di intendere la politica è questo: puro spirito
di volontariato. Ci sentiamo al servizio del paese e certe decisioni si
assumono di conseguenza". Le indennità del vice sindaco Giuseppe Caramati
e degli altri componenti della giunta verranno utilizzate per iniziative a
favore dei giovani e per organizzare alcune manifestazioni sportive. A conti
fatti, grazie a questi tagli, a fine 2008 il bilancio comunale 'guadagnerà'
quasi 10mila euro. Non una cifra da capogiro ma comunque considerevole. Anche
perchè si tratta di soldi risparmiati e messi al servizio dei sambassanesi.
( da "Tirreno, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Dall'assessore
Simoncini Scm, i lavoratori saranno ricevuti in Regione CAPRONA. Dal consiglio
comunale di Vicopisano alla Regione. I 120 lavoratori della Scm2000 saranno
ricevuti da Gianfranco Simoncini, assessore regionale al lavoro per affrontare
insieme la questione dell'eventuale ricollocazione in cantieri della Toscana.
Un passaggio importante a cui parteciperanno anche i rappresentanti sindacali,
gli esponenti del Comune di Vicopisano e della Provincia di Pisa e che cercherà
di capire quali sbocchi occupazionali ci potranno essere per gli operai che
hanno perso il loro posto di lavoro. Attiva nel settore dell'impiantistica per
componenti di reti elettriche e telefoniche, la Scm2000 sta attendendo la
risposta del tribunale sul tipo di procedura che verrà aperta in base alla
situazione patrimoniale e debitoria. I lavoratori stanno invece aspettando che
il tribunale nomini un commissario per avviare l'iter che permetta loro di
recuperare i tre mesi di stipendi arretrati e tutte le spettanze pregresse. E
proprio a questo proposito, ieri mattina gli operai e i sindacati si sono
incontrati per iniziare il percorso burocratico legato alla vertenza che si
dovrebbe aprire fra poco, focalizzata sul recupero dei soldi che spettano loro.
Nell'incontro è stata discussa anche la possibilità di
attivare un conto corrente per aiuti economici (a cui hanno cominciato a
contribuire i consiglieri comunali di Vicopisano che hanno donato il loro
gettone di presenza dopo il consiglio comunale sulla Scm2000) da parte dei
cittadini. In preparazione anche la raccolta di beni di prima necessità.
A.Q.
( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Pagina VII - Palermo
IL DOCUMENTO Dieci richieste avanzate dagli imprenditori ai candidati a Palazzo
d'Orleans: "Stop alle nomine gestite dai partiti" "Fuori la
politica da servizi e sanità" Vademecum anti-crisi delle imprese: basta
enti inutili, sì agli inceneritori ANTONIO FRASCHILLA (segue dalla prima di
cronaca) "La situazione è disastrosa, e le colpe sono di tutti, politici,
imprenditori e società civile, adesso occorre cambiare rotta, la politica deve
fare un passo indietro", dice il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan
Lo Bello, che ieri ha illustrato punto per punto "il vademecum del buon
amministratore della Sicilia". Il primo nodo che il futuro governatore di
Palazzo d'Orleans dovrà affrontare "è il taglio degli enti inutili":
"Il pubblico deve fare un passo indietro nella gestione dei servizi, è
impensabile che in Sicilia le società pubbliche incidano per il 32 per cento
del valore aggiunto, a fronte del 13 della Lombardia - dice Lo Bello - Occorre
inoltre eliminare gli enti inutili, che esistono solo per
pagare i gettoni di
presenza ai consiglieri. Un esempio? L'ente
autonomo portuale di Messina, che ha 14 consiglieri e un solo impiegato: ogni
anno per la gestione costa 225 mila euro e ben 130 mila servono per pagare i gettoni di presenza". Tra gli enti da abolire Confindustria inserisce anche gli
Ato rifiuti e il Consorzio autostrade siciliano. Gli industriali
definiscono poi "inutile lo stanziamento di 225 milioni di euro da parte
della Regione per corsi di formazione che nessun imprenditore riconosce come in
qualche modo utili". "Il sistema dei conti regionali non può più
reggere questo spreco di risorse - continua Lo Bello - Il bilancio della
Regione è di 24,8 miliardi di euro e supera quello della Lombardia, che ha il
doppio della popolazione. è impensabile questo continuo ricorso a mutui per
coprire buchi di bilancio, e nel frattempo le aziende private aspettano due
anni per aver pagate delle fatture". Un nodo importante è quello dei fondi
strutturali europei, 10 miliardi di euro "utilizzati, grazie a strane
triangolazioni, per coprire la spesa corrente, dalle buste paga dei forestali
agli stipendi dei precari". Un "cambiamento radicale del sistema
sanità", è l'altra richiesta degli industriali: "Dobbiamo dire basta
alle nomine dei manager da parte della politica, perché la sanità rappresenta
la prima voce della spesa pubblica nell'Isola, circa otto miliardi di euro -
scrivono gli industriali - Nel frattempo occorre ricontrattare la quota di
compartecipazione. Lo Stato dovrebbe impegnare nella sanità almeno altri 350
milioni di euro all'anno". Per Lo Bello "l'attuale deficit del
sistema non può essere scaricato sulle imprese, che in Sicilia con una sorta di
"fiscalità" di svantaggio finiscono per pagare il 25 per cento in più
di Irap rispetto alle imprese toscane o lombarde". Secondo Barbara
Cittadini, componente della giunta nazionale di Confindustria, "occorre
concludere in maniera seria l'iter di accreditamento per le aziende private,
avviare quello per le aziende pubbliche e istituire un ente terzo di
valutazione". Il vicepresidente nazionale di Confindustria, Ettore
Artioli, critica però i programmi elettorali presentati da Pd e Pdl:
"Nessuno dei due parla di Mezzogiorno, ma dicono soltanto che saranno
realizzate le infrastrutture, senza specificare però come, quando e con che
soldi".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-15 - pag: 15 autore: "Subito
ossigeno fiscale su premi e straordinari" Liberalizzazioni nei servizi
locali, convinceremo la Lega L'offerta Air France? Mantiene l'italianità
dell'Alitalia di Alberto Orioli "L a ripresa ci sarà, ma sarà lenta. Le
politiche pubbliche potranno portare miglioramenti graduali. E sottolineo
graduali". Anche Gianfranco Fini, 56 anni, ex ministro degli Esteri,
leader di An e co-équipier del nuovo Popolo della libertà, non vende miracoli.
"Staremo molto attenti ad approntare misure realistiche. A reperire
coperture certe per le diverse azioni di politica
economica. Nessuno ha intenzione di sfuggire ai vincoli dell'articolo 81 della Costituzione. So bene che l'azione di ogni singolo Paese non
basta a far ripartire il Pil. Molto dipenderà dal contesto economico generale,
dalle effettive disponibilità finanziarie. Ha ragione Tremonti quando dice che
i Governi nazionali da soli non possono risolvere un problema che di fatto
riguarda tutto il mondo occidentale". Comunque se governerete dovrete fare
delle scelte: soprattutto dovrete scegliere dove ridurre la spesa. Per prima
cosa serve qualità della spesa. Ci sono margini per ridurre sprechi e
recuperare risparmi nei mille rivoli della spesa pubblica. Padoa-Schioppa nella
Relazione unificata spiega che finora ha pagato la politica
dei tagli "umili", del controllo delle più minute uscite delle diverse
amministrazioni. Continuerete? Non è sbagliato, ma è noto che spesso la spesa
pubblica finisce fuori controllo per le scelte degli Enti locali non dello
Stato centrale. Basti pensare a ciò che accade con la sanità. Quindi, faccia
feroce con le Regioni? Si tratterà di aprire consultazioni permanenti tra Stato
ed Enti locali per dare vita a politiche unitarie. Si può fare molto aumentando
il coordinamento. E soprattutto una buona intesa con gli Enti locali potrà
consentire di smobilitare e mettere sul mercato una gran parte del patrimonio
immobiliare pubblico. Con un'azione di demanializzazione e privatizzazione
degli asset si potranno recuperare risorse ingenti: il debito italiano è di
1.500 miliardi, il patrimonio pubblico di 1.800. Ma il mercato è sotto schiaffo
per la crisi dei mutui ed è poco incline ad assorbire grandi stock immobiliari.
Vero. Non sarà un'operazione attuabile in tempi brevi. Ma bisogna cominciare.
Nel caso, poi, di trasformazione degli affitti in mutui per gli inquilini delle
case di proprietà pubblica il problema del mercato non c'è.Le case vengono
vendute a chi già le abita con piani di acquisto a 20 o 30 anni: lo Stato
azzera i costi di gestione e incassa. Questo piano esisteva già, ma ha avuto
molti problemi di applicazione operativa... Ci vorrà un nuovo accordo con tutti
gli attori coinvolti. Il tema crescita si coniuga con il tema produttività.
Come si rilancia? Con la leva fiscale. Dando innanzitutto una boccata
d'ossigeno a premi, incentivi, straordinari abbassando il carico delle tasse su
queste forme di remunerazione. Credo vada fatto subito, anche prima di pensare
ad alleviare il carico fiscale sul salario di secondo livello contrattato in
azienda. Sui livelli contrattuali poi c'è in corso la trattativa tra le parti.
Lei che idea si è fatto sul superamento dell'accordo del luglio '
( da "Manifesto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
"Acqua
pubblica", sindaci in rivolta Nonostante la campagna per la moratoria e
400 mila firme raccolte per la legge sulla ripubblicizzazione, il tema non è
entrato in nessun programma elettorale. E nessun esponente dei movimenti sarà
in parlamento Amministratori di piccoli comuni riuniti a Bassiano (Latina) per
organizzare la resistenza alle privatizzazioni Andrea Palladino Bassiano
(Latina) Parlare di acqua è parlare, prima di tutto, di democrazia. Se ne
stanno accorgendo i sindaci in Italia, gli amministratori di piccoli paesi che
si sono visti sottrarre il controllo della risorsa primaria da aziende con sedi
lontane, lontanissime. Oggi Vincenzo Avvisati, sindaco di Bassiano, paese di
1000 abitanti arroccato sulle montagne che circondano la pianura pontina, non
sa più a chi rivolgersi se l'acquedotto non funziona. E allora ha aperto le
porte del Comune agli altri sindaci che come lui hanno deciso di resistere, di
indossare la fascia tricolore e di sfilare in prima fila per la battaglia per
l'acqua pubblica. Proprio a Bassiano, divenuto simbolo della resistenza alla
gestione della società Acqualatina, controllata dalla francese Veolia, si è
così aperta la tre giorni voluta dai comitati di Latina e dal Forum nazionale
per l'acqua pubblica. Domenica si concluderà con una manifestazione nazionale
ad Aprilia, dove i cittadini riuniti in un comitato spontaneo da tre anni
contestano la privatizzazione voluta nel 2003 dall'amministrazione di
centrodestra. Vincenzo Avvisati è forse divenuto un simbolo anche per i suoi
modi pacati, sornioni. "La vera Europa nasce da noi piccoli comuni, dalla
nostra voglia di democrazia, di rappresentare i bisogni quotidiani dei nostri
cittadini", dice con decisione. Bisogni come l'acqua, che un mese fa è
stata sottratta d'impero alla gestione comunale. Beni comuni, che riportano
l'ago della bilancia politica nel vivere quotidiano, nella difesa
dell'essenziale della vita. La privatizzazione non è solo una questione di
tariffe. Il movimento per l'acqua pubblica rilancia la sfida, dopo la moratoria
ottenuta dal governo Prodi, fortemente a rischio con l'aria di nuove
privatizzazioni che gira. "Se facciamo due conti - racconta Roberto
Lessio, di Legambiente Latina - moltiplicando il fatturato di un gestore
dell'acqua per i 90 Ato costituiti in Italia, ci rendiamo conto che la cifra in
ballo è enorme". Miliardi di euro quelli dell'acqua che, per la logica del
mercato, qualcuno ha voluto togliere ai cittadini e ai municipi per affidare
alle multinazionali, ai fondi d'investimento, alle banche d'affari. Proprio il
sindaco Avvisati mostra una lettera della Banca d'Italia, arrivata al Comune
ieri. Acqualatina ha chiesto un mutuo alla banca irlandese Depfa, senza dire
nulla ai Comuni, titolari degli impianti idrici. E loro, i sindaci in rivolta,
hanno preso carta e penna ed hanno chiesto spiegazioni. La Banca d'Italia
avvierà una procedura per "chiedere chiarimenti all'intermediario",
ricordando al sindaco di Bassiano che "potrà rivolgersi, se del caso,
all'autorità giudiziaria per la tutela degli interessi che ritenga lesi".
Una piccola vittoria, ma non basta. Proprio nel giorno del convegno su
"Acqua e democrazia" di Bassiano, l'ufficio stampa manda ai
giornalisti il documento tecnico di presa in consegna degli impianti.
"Rendiamo noto lo stato di completo deterioramento in cui si trovano gli
impianti di Bassiano", scrive l'amministratore delegato Morandi, ritornato
al suo posto dopo gli arresti domiciliari e accuse pesanti fatte dalla Procura
di Latina. Come a dire che ora con i manager francesi l'acqua del Sindaco sarà
più buona. A colpi di project financing, di mutui, di consigli
d'amministrazione lontani migliaia di chilometri dai bisogni della gente,
l'Italia rischia di fare un outsorcing della democrazia. La battaglia per
ridare dignità al quotidiano dei cittadini, la battaglia dei sindaci sta però
lentamente crescendo. Prima Bassiano, poi il Comune di Formia, che a fine
( da "Liberazione" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Ieri l'organo
ufficiale del Pd (che, come sapete, non è più l'Unità, troppo liberal, ma è
diventata Repubblica) ha pubblicato un articolo di Goffredo De Marchis (giornalista molto informato e attendibile) che svela il disegno
di Veltroni per ridurre i costi della politica. A parte
la proposta di ridurre il numero dei parlamentari (della quale è ragionevole
discutere) Veltroni avrebbe in mente due provvedimenti di drastica riduzione
non solo delle spese ma anche del tasso di democrazia nel nostro paese.
Il primo è una forte riduzione del numero dei consiglieri comunali. Il secondo
è la riduzione del finanziamento pubblico, che potrebbe essere sostituito,
secondo Veltroni, da un consistente e "incentivato" (fiscalmente)
finanziamento privato. Cerchiamo, con calma, di esaminare il senso delle due
proposte e le conseguenze. Dell'ipotesi di ridimensionamento dei consigli
comunali abbiamo parlato già varie volte. Significherebbe azzeramento della possibilità
di rappresentanza per le forze più piccole e per le organizzazioni sociali e
territoriali. Perché? Per entrare in un consiglio comunale di trenta unità, per
esempio, basta ottenere il 3 o 4 per cento dei voti alle elezioni. E anche una
organizzazione locale, piccola, può farcela. Se il numerato dei consiglieri è
ridotto a 20 o a 15, occorre ottenere il 6 o 7 o 8 per cento dei voti, e quindi
si resta tagliati fuori. Semplice: pura algebra. Per quel che riguarda la
sostituzione del finanziamento pubblico con quello privato, la cosa è ancor più
seria. La ratio del provvedimento è chiara: "privatizzare" la politica per renderla più efficiente. Come si privatizza la
centrale del latte, o l'Enel, o il servizio dei tram. L'obiettivo è quello di
rendere l'organizzazione politica una macchina molto
funzionante, e che risponde agli ordini di una gerarchia regolata dal flusso di
denaro e controllata dalle società o dalle persone più ricche ed economicamente
potenti. Si potrebbe fare un partito Fiat, un partito Fininvest ( e quei due partiti già più o meno ci sono) e forse basta. Le decisioni
essenziali verrebbero così prese a Corso Marconi e a Segrate, e poi trasmesse
direttamente a palazzo Chigi o a Montecitorio per la ratifica. tagliando costi
e tempi. Nel momento in cui ci dovesse essere dissenso o divergenza di
interessi tra Fiat e Mediaset, questo potrebbe comportare anche momenti di
conflitto, o comunque di tensione politica, che
potrebbe eventualmente essere raccontati in piena libertà dai giornali e dalle
Tv che a loro volta sarebbero raggruppate in due poli. Per esempio un polo Fiat
e un polo Mediaset, o qualcosa del genere. Del resto Veltroni - secondo le
indiscrezioni di Repubblica - queste osservazioni le ha già prese in
considerazione e approvate. Cioè ha fatto notare ai suoi collaboratori che un
sistema di finanziamento fortemente privatizzato aiuterebbe a semplificare la politica, riducendo drasticamente il numero dei partiti nazionali. Potrebbe funzionare - diciamo - come una
effettiva riforma elettorale. Veltroni dice: di tipo americano. In realtà - per
fortuna degli americani - le cose sono un po' diverse. Il finanziamento
pubblico c'è, in America, e i candidati che vogliono utilizzarlo possono. Se
però i candidati intendono spendere per la politica
più soldi di quelli stanziati dal finanziamento pubblico, allora devono
rinunciare al finanziamento pubblico e mettersi in proprio. Diciamo, per essere
chiari, che la privatizzazione del finanziamento della politica,
in America, serve ad aumentare i costi della politica
(non certo a ridurli). Tanto che un conservatore onesto come John McCain ha
proposto al suo futuro concorrente democratico (che sia Obama o Clinton) di
rinunciare entrambi al finanziamento privato e di ricorrere solo al
finanziamento pubblico. Questo porterebbe ad una riduzione di almeno dieci
volte dei costi della campagna elettorale. Alla messa fuorigioco della grandi
corporation (che oggi dettano legge, possono anche imporre una guerra, se gli
piace: e nel caso dell'Irak gli è piaciuto). In generale porterebbe ad una
forte moralizzazione della politica e a un netto
aumento del tasso di democrazia. Ma a Veltroni l'idea di McCain proprio non
piace. Specie dopo il patto di ferro con Calearo, Colaninno e tutti gli altri
di Confindustria. Veltroni dice sempre che ama l'America, ma spesso viene il
dubbio che lui dell'America non sappia moltissimo. Si immagina, nel suo
idealismo, un paese dove la democrazia è ridotta a zero e comandano soli i
potenti. Ma purtroppo non sempre è così... 15/03/2008.
( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Corriere del Veneto
- VICENZA - sezione: VICENZA - data: 2008-03-15 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE L'intervista L'ex difensore civico Massimo Pecori, spiega il perchè
della candidatura a sindaco "Udc da sola al primo turno, poi si
vedrà" solo". VICENZA - Massimo Pecori, ex difensore civico del
Comune di Vicenza, è il candidato sindaco dell'Udc per le prossime elezioni
amministrative. Cosa l'ha spinta a candidarsi primo cittadino di Vicenza?
"Sostanzialmente ci sono tre motivi che mi hanno convinto a scendere in
campo. Innanzitutto sono stato spinto a candidarmi sindaco in virtù del mio
lavoro da difensore civico di questi quattro anni: un periodo in cui ho
conosciuto e mi sono battuto per risolvere molte problematiche della
cittadinanza vicentina. Problematiche che ora saprei affrontare anche da
amministratore, dunque. A rafforzare la mia voglia di mettermi in gioco, poi, è
stata anche la qualità e lo spessore delle persone che ho attorno e che
andranno a comporre la lista. Insomma: non sono stato lasciato Il terzo motivo?
"A convincermi pienamente è stato soprattutto il programma del-l'Udc: un
programma che io condivido, che in certi punti ho contribuito a scrivere e che
è composto da punti concreti, da necessità quotidiane della città, da piccole
cose di cui tener conto per migliorare la qualità della vita". Cosa si
prova ad essere fra i candidati sindaco più giovani? "Non provo né timore
revenziale verso gli altri più esperti, né senso di superiorità. Affronto il
tutto con naturalezza e con i piedi per terra. So bene che la competizione sarà
dura ". Perché è saltato l'accordo con il Pdl e la Lega? "è una
questione di dignità. Noi siamo sempre stati fedeli al centrodestra ma non si
può arrivare a tirar troppo la corda come si è fatto nelle settimane scorse.
Per giorni ci hanno chiesto proroghe di ventiquattro ore aggiuntive, ogni
giorno era la stessa cosa. E le loro richieste, per noi, erano irricevibili: il
nostro simbolo deve rimanere, non ci si può rinunciare, di fatto riducendoci a
qualsiasi lista civica". Porte chiuse anche per il futuro? "Al primo
turno, dunque, si va da soli. Poi, al ballottaggio, visto che non esisteranno
problemi di simboli, allora potremo aprire il dialogo con chi condivide il
nostro programma e, ovviamente, una corsia preferenziale viene data ai partiti
del centrodestra con cui abbiamo governato finora la città". Quali
critiche muove all'uscente amministrazione HÜllweck? "In questi ultimi
anni, quello che in modo lampante ha caratterizzato il Comune è il grande
distacco del consiglio comunale dai cittadini. Non c'è stato un filo diretto
con la città e una volontà costante di risolvere i suoi problemi. Sembravano
due mondi non comunicanti. Per non parlare di tutte quelle sedute saltate dove
è mancato il numero legale. Se tu sei chiamato ad
amministrare la città, non è serio comportarsi così. Alle fine, per forza i
cittadini si convincono che sei lì solo per prendere il gettone di presenza". Silvia Maria Dubois In campo Massimo Pecori, candidato
sindaco per l'Udc.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
15-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Gazzetta di Parma 15-03-2008
Opinioni Legge elettorale: questione di casta Mi chiedo dove sia la serietà e
il senso di responsabilità di una classe politica che ha costretto gli Italiani
al voto con quella stessa Legge che dal suo stesso "brillante"
inventore è stata definita "una porcata". Io credo che i porci, in
quanto animali dalla carne sublime che costituisce uno dei cardini
dell'alimentazione umana, se potessero si ribellerebbero per essere stati
accostati a qualcosa di immondo frutto della turpe creatività del politico
italiano. Una Legge ritenuta "una porcata" anche dallo stesso Centro
Destra nelle cui file milita detto inventore, ma anche da tutto il Centro
Sinistra, e che non permette di scegliere il proprio Candidato sulla base delle
sue capacità e qualità. Si era presentata l'opportunità di un Governo
Istituzionale, un Governo, come si dice oggi, di larghe intese, che provvedesse
a riformare la Legge prima di ritornare, quasi subito, alle urne, ma il Centro
Destra sfruttando il favore emotivo del momento ha preferito non accettare la
proposta del Presidente del Senato. D'altra parte anche il Centro Sinistra, e
me ne dispiace, non è del tutto esente da responsabilità perché con grande
determinazione avrebbe dovuto portare in discussione il progetto di riforma
della Legge elettorale sin dall'inizio del suo breve e precario governo
auspicando su questo terreno la convergenza dell'Opposizione. Qualunque altra
Legge, purché avesse ripristinato la possibilità o meglio il diritto sacrosanto
del cittadino di scegliere il proprio candidato sarebbe stata cosa buona e
giusta, salvo poi ad apportare in sede legislativa e parlamentare eventuali
ritocchi. Purtroppo non è andato come speravamo tutti che andasse: l'attuale
Legge elettorale per i meccanismi che sottendono alla formazione delle Liste si
sta rivelando un formidabile strumento per ampliare e consolidare il
Clientelismo di Stato che della Casta altro non è che l'interfaccia. I Leaders
scelgono secondo criteri assolutamente personalistici e di convenienza,
passando sopra in alcuni casi alla serietà e moralità dei candidati e l'unico
modo per dimostrare il loro dissenso è che gli elettori non dovrebbero andare a
votare, ma tale eventualità è pressoché impossibile : questo fa si' che
l'elemento che più caratterizza una simile "porcata" di Legge è che
per l'80% si conoscono già i nomi dei futuri "residenti" della Camera
e del Senato. Ho la sensazione che l'unico effetto che ha prodotto il famoso
libro denuncia di Stella e Rizzo sugli speciali diritti e privilegi di cui gode la classe
politica si è risolto in un incredibile intensificarsi dei meccanismi tendenti
a creare e riconoscere sempre nuovi privilegi e diritti, non ultimo quanto è
contenuto nel cosiddetto "Decreto mille proroghe" nel quale, assieme
alla miriade di provvedimenti a carattere per lo più clientelare emessi a spese
del contribuente italiano, è stato inserito un provvedimento che
riconosce a quei poveracci, che per vicissitudini non dipendenti dalla loro
volontà non hanno maturato il minimo pensionabile da parlamentare, una
indennità di reinserimento nella vita civile: se questo non è uno schiaffo per
tanti poveri disgraziati che non arrivano, nella migliore delle ipotesi, alla
fine del mese, ditemi un po' voi cos'è. Aldo Lenzi Col. in congedo dell'A.M.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Pordenone "Illy
ha penalizzato le piccole imprese" Tondo: fondi soltanto ai poteri forti.
Stop al reddito di cittadinanza Convention del centro-destra ieri in fiera con
300 persone "Con la Biagi ho assunto 2 giovani che lavoravano in
nero" di STEFANO POLZOT "Illy lascia in eredità una Regione più indebitata,
che ha favorito i poteri forti rispetto alle piccole imprese, con poche nuove
infrastrutture". Un bilancio in negativo che giustifica, secondo Renzo
Tondo, intervenuto nel tardo pomeriggio di ieri in Fiera a Pordenone, una
svolta "orientata alla concretezza più che alle operazioni di immagine del
centro-sinistra". Erano circa 300 le persone presenti nella sala congressi
dell'ente fieristico per la presentazione del manifesto dei valori di Renzo
Tondo. In anticipo il pullman elettorale, parcheggiato davanti all'ingresso,
con 20 minuti di ritardo il candidato presidente del centro-destra che si era
intrattenuto in precedenza con gli industriali. Il primo affondo nei confronti
di Riccardo Illy rispetto al debito regionale: "Quando lasciai la Regione
ammontava a 825 milioni, oggi è diventato di 2 miliardi di euro. Se Illy si
dichiara un imprenditore prestato alla politica,
meglio che torni alla sua azienda". Quindi la descrizione di una regione
completamente diversa rispetto a quella che segnala il centro-sinistra.
"Solo il 5,6 per cento dei laureati trova lavoro in regione - ha affermato
- il rapporto tra benessere e povertà è calato del 3,6 per cento, l'8,2 per
cento delle famiglie vive sotto la soglia di povertà". Indicatori che richiedono,
per Tondo, risposte forti: "Cancellazione del reddito di cittadinanza
copiato dall'esempio di Bassolino e che non appartiene alla nostra cultura;
contenimento della spesa pubblica; più risorse ai Comuni invece di finanziare i
rinfreschi delle giunte itineranti; un'applicazione diversa della legge
sull'innovazione che favorisca le piccole e medie imprese, non i grandi gruppi
come è successo con Illy". Agli enti locali Tondo ha promesso un decimo in
più di risorse finanziarie, mentre sul fronte dei costi
della politica ha annunciato il congelamento per cinque anni delle indennità
degli amministratori regionali. Quindi il capitolo delle infrastrutture:
"L'unica opera che hanno inaugurato è il penultimo lotto dell'A28, di cui
io e Galan abbiamo ottenuto lo sblocco da Roma minacciando, a suo tempo,
le nostre dimissioni da presidenti delle due Regioni interessate. Il
centro-sinistra, invece, non è nemmeno riuscito a ottenere il commissario per
la terza corsia dell'autostrada A4 dal ministro Di Pietro". Duro anche
l'attacco nei confronti dei vertici nazionali del centro-sinistra: "Il
leader del Pd Walter Veltroni non è una novità, era l'ultimo responsabile del
settore propaganda del Pci. Il ministro Damiano, capolista in Friuli,
appartiene ai vecchi schemi del sindacato". Per criticarlo, Tondo ha fatto
outing: "Quando in commissione parlamentare ha detto che la legge Biagi
andava cambiata, gli ho ricordato che io come ristoratore sono riuscito a
mettere in regola, grazie a quella norma, due giovani che facevano i camerieri
in nero la domenica per racimolare qualche soldo".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
15-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Provincia di Sassari
Pagina 7061 Sassari. Ripristinata l'indennità di 70 euro a seduta per i
consiglieri di Palazzo Ducale Festa in Aula: raddoppia il gettone Sassari..
Ripristinata l'indennità di 70 euro a seduta per i consiglieri di Palazzo
Ducale --> Il gettone dei consiglieri comunali rinasce:
non diventa d'oro, ma almeno non sarà più di legno. Dopo due mesi a pane e
acqua (con i gettoni
di presenza da 32 euro lordi) ora i 39
consiglieri comunali di Sassari possono tirare un sospiro di sollievo: la loro
paga per ogni partecipazione ai lavori delle Commissioni e del Consiglio,
torna all'antico e raddoppia, fermandosi a quota 70 euro a botta. Mettendo fine
alle incertezze e ai musi lunghi, l'Anci (Associazione nazionale dei Comuni
italiani) ha diffuso una circolare con cui spiega l'esatta interpretazione
delle norme taglia-gettoni inserite nella Finanziaria
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Gianni Riotta *
Quando Gomorra ha vinto il premio del Tg1 per il libro dell'anno
( da "Virgilio Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
15-03-2008 12:08 Senza
comprimere la spesa sociale Cernobbio (Como), 15 mar. (Apcom) - "Possiamo
cominciare a tagliare la spessa pubblica di mezzo punto percentuale il primo
anno, poi di un punto all'anno gli anni successivi, senza comprimere la spesa
sociale". Lo afferma il candidato premier del Partito Democratico Walter
Veltroni davanti al forum della Confcommercio in corso a Cernobbio. Veltroni,
che ha parlato dopo l'intervento del presidente della Confcommercio Carlo
Sangalli, ha spiegato che l'impegno al taglio della spesa pubblica si
concentrerà sulla "semplificazione, e sulla riduzione
del costo della politica, attraverso la riduzione del numero dei parlamentarie la
riduzione della platea degli eletti negli enti locali, sulla ridefinizione
della legge sul finanziamento ai giornali di partiti. Occorre
poi evitare la moltiplicazione delle sedi territoriali e va introdotto il
benchmarking".
( da "Virgilio Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
15-03-2008 12:33
Leader SA e Liberazione contro la presunta 'dieta' di Veltroni Roma, 15 mar.
(Apcom) - Il finanziamento pubblico ai partiti va
difeso. Non ha dubbi il candidato premier di Sinistra Arcobaleno Fausto
Bertinotti che, in un colloquio con Liberazione, marca la distanza dalla
'dieta' per i partiti a cui, secondo quanto rivela
Repubblica, Walter Veltroni starebbe pensando per arginare la protesta sui
costi della politica. Una cartuccia che il leader del
Pd "sarebbe pronto a sparare nell'ultimo mese di campagna
elettorale", scriveva ieri il quotidiano romano, e che ruoterebbe
sull'ipotesi di incentivare il finanziamento privato, "trasparente e
defiscalizzato, sul modello americano" e tagliare invece i rimborsi
elettorali, "pubblici e a pioggia". "Direi che è esattamente
un'idea di privatizzazione della politica",
attacca Bertinotti, che ricorda: "Il detto dice 'pecunia non olet'. Non è
così, nell'era della modernizzazione il denaro 'olet', puzza, perché - è il
ragionamento se prendi i soldi dalle lobby nucleariste dubito che ti batterai
contro il nucleare, se li prendi dalle lobby dei petrolieri
dubito che ti batterai per le fonti rinnovabili di energia". Insomma,
avverte Bertinotti, il finanziamento pubblico va difeso: garantisce il
"riconoscimento ai partiti della loro funzione di protagonisti nella società civile e nella
democrazia di un Paese, è un'idea tipica dell'Europa". E contro il
presunto disegno di Veltroni svelato "dall'organo ufficiale del Pd"
si schiera anche Liberazione, che parla di provvedimenti "di drastica
riduzione non solo delle spese ma anche del tasso di democrazia nel nostro
Paese". Il quotidiano del Prc punta il dito soprattutto contro l'idea di
"privatizzare la politica per renderla più
efficiente" e, avvertendo del rischio che la democrazia finisca per
diventare spartizione tra gli interessi dei poteri forti, fa notare che la
situazione in America è diversa: "il finanziamento pubblico c'è ei
candidati che vogliono utilizzarlo possono. Se però i candidati intendono
spendere per la politica più soldi di quelli stanziati
dal finanziamento pubblico, allora vi devono rinunciare e mettersi in
proprio". In sostanza, "la privatizzazione del finanziamento della politica in America - scrive Liberazione - serve ad
aumentare i costi della politica (non certo a
ridurli)". Veltroni, conclude l'organo del Prc, "dice sempre che ama l'America,
ma spesso viene il dubbio che lui dell'America non sappia moltissimo. Si
immagina, nel suo idealismo, un paese dove la democrazia è ridotta a zero e
comandano solo i potenti. Ma purtroppo non sempre è così...".
( da "Quotidiano.net" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
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- Informatica Varie Annunci legali I COSTI DELLA POLITICA Lo Stato arricchisce
i partiti-fantasma Il trucco? Basta ottenere l'1% dei voti Il 31 luglio
saranno erogati 200 milioni, e 74 liste si spartiranno 425 milioni. Non si va
in Parlamento ma si incassa Commenta ROMA, 15 marzo 2008 - QUANDO si dice la
cuccagna. Per i partiti c'è una data assai più
attesa di quella delle elezioni del 13 e 14 aprile. E' il 31 luglio, quando lo
Stato pagherà i rimborsi elettorali. E' una torta pari a 425 milioni di euro.
Questo denaro, secondo la legge in vigore, non è destinato solo ai partiti che avranno eletto qualche rappresentante in
Parlamento bensì a tutti quelli che avranno raggiunto l'1% delle preferenze. E
siamo a una cifra ben più esigua di quella richiesta per eleggere parlamentari
alla Camera (la soglia di sbarramento è al 4%) o al Senato (8%). E', INSOMMA,
un'asticella per consentire anche a partiti minuscoli,
che non entreranno mai in Parlamento, di veder rimborsata la loro
"fatica" per la conquista di un seggio. Per avere il rimborso servono
meno di 400 mila voti e questa ulteriore cifra minimale ha convinto parecchi
"piccolissimi" a buttarsi nella mischia con l'intento, almeno, di
fare cassa. Nuotano in questo marasma, aspirando alla conquista dell'1% che
darebbe il via libera al rimborso, il Partito Comunista dei Lavoratori di Marco
Ferrando, la Sinistra Critica di Flavia D'Angeli, Roberto Fiore di Forza Nuova,
Bruno De Vita dell'Unione dei Consumatori di Bordon e Manzione e Alternativa
Comunista con Fabiana Stefanoni. E sono tutte forze politiche che i sondaggi
hanno dato ben al di sotto dell'1%. Chi, invece, dovrebbe trovarsi al di sopra
dell'1% sono, sempre sondaggi alla mano, la Destra di Storace (i sondaggi
parlano del 4%) e il partito Socialista di Boselli (che stanno tra 1% e il 2%).
Il rimborso si calcola a un euro ogni avente diritto al voto (nel 2006, per
esempio, erano 49 milioni e 723 mila 416). Detta cifra è da moltiplicare per
cinque anni e da assegnare sia alla Camera sia al Senato. Totale: 425 milioni
all'anno da qui al 2013. Una cifra enorme, che coprirà ampiamente (molto
ampiamente) le spese sostenute per la campagna elettorale. Già, perchè i costi
dichiarati dalle cinque principali formazioni politiche (Pd, Pdl, Lega,
Sinistra Arcobaleno e Udc), secondo le dichiarazioni della vigilia, si aggirano
intorno agli 80 milioni di euro. Spiccioli se paragonati ai rimborsi. Qualche
esempio più nel dettaglio? Il Pd di Veltroni conta di spendere in totale 18
milioni di euro e per finanziare la campagna sono ricorsi, per lo più, alle
cene elettorali. Ad ogni candidato, tuttavia, il Pd ha chiesto di sborsare una
cifra conpresa tra i 40 e i 60 mila euro. Più alto il budget stanziato dal Pdl,
che conta di spendere intorno ai 30 milioni di euro. Da questa cifra va esclusa
la Lega che spenderà al massimo 3 milioni di euro, l'Udc di Casini ha stanziato
16 milioni di euro mentre la Sinistra Arcobaleno, in vena di
"austerity" da bilanci magri spenderà al massimo 8 milioni di euro.
CIFRE irrisorie se paragonate a quelle che pioveranno attraverso i rimborsi
che, come si è detto, sarà pagata in cinque rate annuali, la prima pari al 40%
del totale. E come se non bastasse, grazie a una decisione presa in Parlamento
nel 2006, i partiti continueranno a incassare anche
gli arretrati, cioè le rate mancanti della legislatura precedente, nonostante
questa si sia conclusa in anticipo. Sul piatto della bilancia arrivano così
altri 225 milioni di euro, che si sommeranno ai 425 milioni stanziati per i
nuovi rimborsi. Sono dunque 650 i milioni che entreranno nelle casse dei partiti nei prossimi cinque anni di legislatura. Senza
contare gli altri rimborsi previsti per le elezioni europee, che si svolgeranno
nel 2009. E sono altri soldi. Sempre nostri, ovviamente. di ELENA G. POLIDORI
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15/03/2008 12:06 carlo ladri Sono presenti 1 commenti, invia il tuo commento!
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milionario non per amore?Santoro 'cotto' della Borromeo, secondo voi è
vero?Giusta la sentenza di appello a carico di Ahmetovic?Una donna alla guida
di Confindustria, sei d'accordo?E' giusto il dietrofront di Mancini?Comitato di
cittadini per GuazzalocaGiusto negare i funerali agli assassini?Salari, pensi
che il prossimo governo riuscirà a far risalire l'Italia in classifica?E'
giusto che Mancini se ne vada?E' giusto multare i clienti delle prostitute?Sei
favorevole ai rally sulle strade della nostra provincia?Vota il gol più bello
della 27esima giornataPensi che PdL e Pd faranno un'alleanza dopo il
voto?Ritieni che Mastella sia davvero una vittima della giustizia?E' giusto
abolire il festival di Sanremo? LA FOTO DEL GIORNO Sexy fashion Dalla musica
alla passerella: un momento della sfilata della linea di lingerie Pussycat
Dolls, alla settimana della moda di Los Angeles GUARDA LE IMMAGINI RICERCA
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( da "Virgilio Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
15-03-2008 18:29
Lopez: Veltroni parla di quotidiani partito, sono goccia nel mare Roma, 15 mar.
(Apcom) - Cambiare la legge sui finanziamenti ai giornali di partito? Walter
Veltroni annuncia di volerlo fare, Beppe Lopez, che con il suo 'La casta sui
giornali' ha venduto 50mila copie in libreria, è scettico: "Guardando gli
ultimi dati completi, quelli del 2004, i giornali di partito in senso stretto
incassano 26 milioni su un totale di 650 milioni di euro spesi dallo Stato per
l'editoria. Poco più di una goccia nel mare". Quindi, osserva il
giornalista e scrittore barese, "dire che si cambia la legge sui giornali
di partito è dire tutto e niente: solo con la Finanziaria di quest'anno, per
esempio, sono stati leggermente ridimensionati (dal 7 al 12 per cento a seconda
delle dimensioni editoriali) i contributi per le spese postali, che
finanziavano soprattutto i grandi gruppi. Il Sole 24 Ore incassava nel 2004 16
milioni di euro, Mondadori 19, e così via, per un totale di 228 milioni".
"E anche sui giornali di partito - insiste Lopez - bisogna stare attenti
agli equivoci. I 26 milioni vanno a giornali reali, come l'Unità, Il Secolo
d'Italia, la Padania eccetera, ma anche a pseudo partiti,
da Liberal al giornale dell'Union Valdotaine. Poi ci sono i contributi dei
cosiddetti 'movimenti': quotidiani come Il Denaro di Napoli, il Foglio, tre
milioni e ottocentomila euro nel 2004, il Riformista, 2 milioni, Libero di
Feltri, 6 milioni. Sono o non sono tutti costi della politica?".
"Poi le cooperative: c'è il manifesto, e fin qui... Ma c'è anche Sportsman
cavalli e corse, è un costo della politica o no? E' un
intrallazzo o no? Ultima voce - spiega Lopez - le fondazioni: Conquiste del
lavoro, giornale della Cisl mi pare, prende 3 milioni e 100mila. E' un costo
della politica o no?". Quale sarebbe la
soluzione, quindi? "La proposta di Veltroni - sottolinea l'autore de 'La
casta dei giornali' - punta il dito solo sui giornali di partito, non mi pare
risolutiva. E poi lo può dire, sono parole che non costano nulla: si sa che i
giornali di partito, compresi quelli del Pd, Unità e Europa, sono già garantiti
dalla norma del decreto Bersani del 4 agosto 2006 sui diritti acquisiti".
"Ho visto - prosegue Lopez - che la Sinistra arcobaleno propone di
tagliare i fondi ai grandi gruppi e garantire al sopravvivenza dei giornali di
partito ma anche incentivare le cooperative vere e le nuove iniziative, senza
lasciar passare anni prima di erogare i finanziamenti. Mi sembra più
interessante. Ma se alla fine non si riuscisse a far nulla, c'è sempre la
proposta di Beppe Grillo, che ha presentato il quesito referendario per
l'abolizione di tutti i finanziamenti...".
( da "Virgilio Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
15-03-2008 19:40
Veltroni: meno fondi a giornali. Bertinotti: difendere partiti
Roma, 15 mar. (Apcom) - La corsa di Walter Veltroni è tarata sull'inseguimento
a Silvio Berlusconi, ma via via che avanza la campagna elettorale si
intensificano gli scontri fra il leader del Pd e la Sinistra arcobaleno. E' una
sorta di guerra a bassa intensità, che però accresce la diffidenza fra due
formazioni politiche che pure restano alleate nelle elezioni amministrative:
oggi il tema si sposta sui costi della politica, e a
Veltroni che secondo indiscrezioni progetterebbe tagli ai finanziamenti pubblici
per i partiti, risponde Fausto Bertinotti dalle
colonne di Liberazione. "Direi che è esattamente un'idea di
privatizzazione della politica", attacca
Bertinotti, che ricorda: "Il detto dice 'pecunia non olet'. Non è così,
nell'era della modernizzazione il denaro 'olet', puzza, perché se prendi i
soldi dalle lobby nucleariste dubito che ti batterai contro il nucleare, se li
prendi dalle lobby dei petrolieri dubito che ti batterai per le fonti
rinnovabili di energia". Insomma, avverte Bertinotti, il finanziamento
pubblico va difeso: garantisce il "riconoscimento ai partiti
della loro funzione di protagonisti nella società civile e nella democrazia di
un Paese, è un'idea tipica dell'Europa". Veltroni però della lotta contro
i 'piccoli' partiti ha fatto una bandiera della sua
campagna elettorale, e spiega che con la scelta di rompere l'alleanza il
Partito Democratico si è messo al riparo da "dittature della minoranza,
che creano paralisi diffuse". E promette di tagliare la spesa pubblica
concentrandosi sulla "semplificazione, e sulla
riduzione del costo della politica, attraverso la riduzione
del numero dei parlamentari e la riduzione della platea degli eletti negli enti
locali, sulla ridefinizione della legge sul finanziamento ai giornali di partiti". In realtà, secondo un esperto della materia, il
giornalista Beppe Lopez, autore del saggio'La casta dei giornali',
"guardando gli ultimi dati completi, quelli del 2004, i giornali di
partito in senso stretto incassano 26 milioni su un totale di 650 milioni di
euro spesi dallo Stato per l'editoria. Poco più di una goccia nel mare".
Ma a preoccupare l'Arcobaleno sono soprattutto le parole di Veltroni sulla
diminuzione degli eletti negli enti locali, che renderebbe più scarna la
rappresentanza istituzionale dei partiti intermedi e
di quelli piccoli: "Oggi - avverte Oliviero Diliberto parlando a una
iniziativa elettorale a Roma - confermiamo la nostra vocazione unitaria: siamo
sinistra di governo e siamo alleati con i moderati praticamente in tutta Italia
alle amministrative. Ma non escludo che nella prossima legislatura molte cose
possano cambiare". E al Pdci dicono: "Questi qui vogliono la pulizia
etnica, vogliono tagliare finanziamenti ed eletti, ci vogliono morti per
legge". Non a caso in serata il candidato premier della Sinistra
Arcobaleno torna a sparare a zero sul Pd: "Financo la destra, anche se su
posizioni sbagliate, è convinta - dice Bertinotti - che siamo di fronte ad una
crisi di civiltà. Nel Pd, invece, sono gli unici che sembrano vivere in un
mondo di dolce civilizzazione".