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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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IN EVIDENZA      

Un nuovo socialismo Giorgio Bocca (L’Espresso del 15-2-2008)

Il libero mercato sta portandoci all'autodistruzione, perché il mondo non ha più posto per tutti i desideri e per tutti i soprusi. Al suo posto il socialismo della sopravvivenza arriverà, speriamo, al mercato possibile

 

 

Sui giornali e alla televisione continua l'elogio del libero mercato, cioè di qualcosa che non esiste, smentito dalla realtà. E mentre si celebra la morte delle ideologie, delle utopie, delle promesse ingannevoli, sale il concerto di lodi al 'capitalismo natura', cioè la corsa al profitto come unico premio ai cittadini laboriosi e unico freno ai pigri e ai disonesti. La giustificazione ripetuta sino alla noia è il solito così siam fatti o così fan tutti. Basta aprire gli occhi e guardare cosa succede nel nostro Paese e nel mondo per capire che questo libero mercato non è libera concorrenza, ma uno scontro di giganti che dispongono di montagne di miliardi e dell'appoggio dei politici al potere, non libero mercato, ma spartizione tra i più forti.

E allora, perché appendergli addosso virtù che non ha e nascondere anche i difetti più macroscopici? Il libero mercato, nel senso di un mercato senza regole che può portare alla fine del genere umano, è la filosofia delle alluvioni, dei terremoti: venir trascinati verso la rovina universale continuando a dire che si tratta di un processo naturale e benefico.

Il libero mercato come selezione dei migliori? Quel che succede realmente in Italia è l'esatto contrario, la corsa al profitto seleziona i peggiori: ci sono province nel nostro Meridione in cui il ceto dirigente, la borghesia al potere negli uffici e nelle industrie, quella che dovrebbe combattere le associazioni malavitose, diventa Mafia, crea la nuova società capovolta dove sono premiati i delinquenti e puniti gli onesti.

Dal libero mercato si passa al partito degli affari, dallo Stato di diritto allo Stato mafioso dove a comandare sono le associazioni dei furbi e ladri. La decomposizione dello Stato di diritto è manifesto: l'applauso del Parlamento a un deputato che difende l'impunità sua e della sua casta, il perdurante e crescente elogio del 'martire' Craxi, cioè del politico che ha creato il sistema delle 'dazioni', i pedaggi che la politica pretende dalla società civile, un politico condannato in modo definitivo dai tribunali della Repubblica, uno che considerava giusto e normale usare ai suoi fini personali i miliardi delle aziende di Stato. Difeso e lodato dal partito degli affari perché aveva ridotto la politica a un affare.


A volte si ha l'impressione che si avvicini la catastrofe finale. La vergognosa vicenda napoletana di una grande città sommersa dalla spazzatura perché i furbi e i ladri per fare soldi non hanno voluto spazzarla via, indica però la via a un socialismo nuovo, non più utopico e romantico, non più evangelico e filantropico, ma da stato di necessità. Un socialismo obbligatorio che s'imporrà per la sopravvivenza, perché il mondo ha dei limiti, perché non ha più posto per tutti i desideri e tutti i soprusi.

Il libero mercato sta portandoci all'autodistruzione: se non provvedi a rimuovere la tua spazzatura, te la ritrovi sulla porta di casa. Il rimedio dei ricchi di passare le loro spazzature ai poveri non è più facile e indolore.

Al posto del libero mercato il socialismo della sopravvivenza arriverà, speriamo, al mercato possibile. Mettendo fine al mercato libero dell'autodistruzione, degli sprechi, dei furti, per passare al mercato ragionevole dei consumi compatibili con le risorse, del benessere esente dagli sprechi e dalle competizioni insensate. E alla rinuncia a una cultura di stampo militare, fatta di continue conquiste e di continui riarmi.

(15 febbraio 2008)

 


Report "Costi dei politici"

PROF, APRITE UN BLOG SUI VOSTRI ALUNNI! ( da "Corriere delle Alpi" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in un Paese dove si vende quasi un milione di copie di un libro come La casta di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella - libro nel quale con molta enfasi si dà a intendere, in soldoni, che senza distinzione tutti coloro che ci governano sono ladri e farabutti o, nel migliore dei casi, veri cretini - si va invece a punire l'autore di un blog scolastico?

Il sindaco Domenici Nessun risultato ci farà cambiare idea ( da "Nazione, La (Firenze)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Allora le dico che c'è anche un problema di trasparenza, di moralità e di costi della politica di cui tanto oggi si parla. E' possibile che mentre esiste una legge che regola il finanziamento delle campagne elettorali per le elezioni politiche, per questo referendum si possa spendere e spandere senza alcun controllo e trasparenza?

La giunta taglia i gettoni ma il Tar rende i soldi ai consiglieri ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di ridurre notevolmente i gettoni di presenza, sulla base di quanto deciso dalla Finanziaria, un parere del Ministero dell'Interno ha dato torto ai calcoli adottati per effettuare i tagli. Il Ministero ha precisato che "sono fatti salvi gli incrementi legittimamente deliberati dai singoli enti prima dell'entrata in vigore della nuova normativa,

Canone ridotto all'assessore Virili Paga 286 euro per una casa comunale ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: volta non si tratta delle indennità di funzione o dei gettoni di presenza, ma di un 'benefit', secondo un'interrogazione comunale dei consiglieri di Forza Italia, Marco Gnocchini e Vincenzo Rossi, verso l'assessore del Pdci ex insegnante. In realtà l'assessore provinciale Virili ha e aveva tutte le carte in regola per ricevere quell'abitazione in base a quello che prescrive la legge.

NESSUNA via d'uscita. Non lascia spazi, nemmeno dopo un'accurata lettur ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: alle vecchie leggi è stato abolito il passaggio in cui si menzionava il gettone di presenza e con la soppressione di poche parole è sfumata ogni probabilità di accrescere la 'paghetta' dei consiglieri comunali del capoluogo. Inizialmente il capogruppo di Forza Italia, Paolo Pelosi, ricevendo il materiale sulla legge Finanziaria aveva ipotizzato qualche spiraglio: "Ma in realtà ?

Poca semplificazione, molto risparmio di spesa ( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in occasione di consultazioni elettorali. Le commissioni elettorali circondariali, invece, mantengono intatte tutte le funzioni previste dalla vigente normativa, nonostante i loro componenti vengano privati del gettone di presenza. L'intervento normativo sulla commissione elettorale comunale è stato salutato con grande soddisfazione da Anusca e da tutti gli operatori del settore.

Indennità di funzione ko ( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: un gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni e che, in nessun caso, l'ammontare dei gettoni di presenza percepito nell'ambito di un mese da un consigliere può superare l'importo pari ad un quarto (fino al 31/12/2007 il limite era un terzo) dell'indennità mensile di carica, prevista nella sua misura massima,

Gettoni salvi (fino al 2007) ( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 267/2000 in materia di status degli amministratori locali? In particolare, sono richieste delucidazioni in merito al mantenimento in essere degli incrementi dei gettoni di presenza deliberati nel 2007 e se le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 54, della legge n.

Gettoni di presenza in consiglio Il Ministero boccia i tagli di Bonifazi ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: INTERVENTO SI TORNA ALL'ANTICO. INEFFICACI LE RIDUZIONI DEL COMUNE Gettoni di presenza in consiglio Il Ministero boccia i tagli di Bonifazi - -->.

PRINCIPALE colpevole della riduzione dei compensi ai consiglieri comunali è il comma 25 dell ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: limitatamente ai comuni capoluogo di provincia, e delle comunità montane hanno diritto a percepire un gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni. In nessun caso l'ammontare percepito in un mese da un consigliere può superare l'importo pari ad un quarto dell'indennità massima prevista per il rispettivo sindaco o presidente in base al decreto legislativo 267 del 2000"

Di CRISTINA RUFINI VA BENE RIDURRE i compensi dell ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Interno ha cercato di fare chiarezza sulla notevole riduzione dei gettoni di presenza. Il parere del direttore centrale del Dipartimento, Angelo di Caprio, ha chiarito che non era necessario, nella realtà dell'ente grossetani,dare un simile colpo di mannaia ai compensi dei consiglieri, riducendoli di più del 60 per cento.

La casta cerca di uscire dal fossato ( da "Nuova Sardegna, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Associazione degli amministratori degli Enti locali e Nicola Leone, magistrato della Corte dei conti La "casta" cerca di uscire dal fossato Ridurre i costi della politica è il primo obbiettivo per riacquistare credibilità CAGLIARI. La politica sarà "casta" ma ormai messa alle strette è alla ricerca di quei correttivi che la riavvicinino al paese reale.

Di fronte alla crisi Eurolandia e Russia devono allearsi ( da "Milano Finanza (MF)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: efficienza dell'economia russa renderebbero sostenibili nel lungo termine la rivalutazione del rublo e i costi della politica sociale a beneficio della popolazione, limitando le perdite di competitività. Gli investimenti pubblici nelle infrastrutture, l'istruzione e la ricerca giocano qui un ruolo essenziale per via dell'effetto moltiplicatore sugli investimenti privati,

Prof, aprite un blog sui vostri alunni! - giulio mozzi ( da "Nuova Venezia, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in un Paese dove si vende quasi un milione di copie di un libro come La casta di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella - libro nel quale con molta enfasi si dà a intendere, in soldoni, che senza distinzione tutti coloro che ci governano sono ladri e farabutti o, nel migliore dei casi, veri cretini - si va invece a punire l'autore di un blog scolastico?

<il vero decentramentoriduce i costi della politica> ( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: enti inutili" quale esempio di un efficace "rinnovamento della politica". Chiariamo innanzitutto uno dei punti fondamentali delle riflessioni riferite alla razionalizzazione dei costi; affermando ciò, è stata scritta una macroscopica inesattezza, infatti, la scelta dei Municipi va in una direzione opposta a quella descritta.

Commissione Rifiuti, Della Bianca contro tutti ( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In provincia Il consigliere azzurro attacca: "Serve solo per il gettone. Che pena vedere anche i miei votare a favore" 15/02/2008 "QUELLA commissione è inutile, serve solo per aggiudicarsi un gettone di presenza in più ogni tanto. Quello che più mi ferisce, però, è che il mio stesso schieramento, nonostante le proteste, alla fine ha aderito".

<per un'ora e mezza di seduta, 5.000 euro> ( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Basta fare un conto del numero dei consiglieri comunali presenti e moltiplicarlo per il costo del gettone di presenza e il conto è presto fatto: ben cinquemila euro. Per stare riuniti poco più di un'ora, pause comprese. Mi chiedo se sia etico, in un momento di difficoltà come l'attuale e soprattutto in virtù dei messaggi moralizzatori che ci vengono inviati.

Tursi, la seduta-lampo del consiglio costa settemila euro ai contribuenti ( da "Giornale.it, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ma se in consiglio non c'è stato il tempo di litigare, poco dopo, già nella buvette, il capogruppo di Forza Italia parte all'attacco. "Tanti si sono opposti in modo demagogico all'aumento del gettone di presenza. Quando invece i costi inutili della politica ci sono per davvero, alla maggioranza tutto va bene".

La commissione sui rifiuti butta via i soldi ( da "Giornale.it, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di spesa per l'allestimento della riunione e i relativi gettoni di presenza. Alla faccia del taglio dei costi della politica. E pensare che il giorno prima si era svolto un lavoro intenso, particolarmente impegnativo, da parte dei consiglieri di Palazzo Spinola: c'era da discutere su come istituire una commissione apposita che si occupasse di smaltimento rifiuti e di tutto quello

Passa il bilancio, ma l'opposizione attacca su irpef e tassa rifiuti ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sulla conferma dei gettoni di presenza per la commissione edilizia, l'opposizione si è astenuta. Simsig ha annunciato un'importante novità sulla Tarsu: "Vorremmo rimodulare il metodo di calcolo della tassa sui rifiuti, adottando un sistema intermedio fra Tarsu e Tia che non sia basato sui metri quadrati dell'abitazione,

Ds e Dl, 600mila euro al Pd e a De Gregorio 700mila da Fi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di personale dei due partiti al Partito democratico, e l'ospitalità degli uffici nella sede della Margherita. Tutt'altro scenario nel campo avverso. Dove spiccano le generose elargizioni di Forza Italia ai partiti satellite. Azione sociale di Alessandra Mussolini, che non superò la soglia del 2% nel 2006 e non elesse alcun parlamentare,

Con un vero e proprio blitz la minoranza e cinque consiglieri di maggioranza l'altra sera hanno decr ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: oro che in tanti anni di attività ha solo distribuito gettoni di presenza e prebende varie, senza che i cittadini abbiano avvertito alcun beneficio dalla sua attività. La prima considerazione che mi viene a mente riguarda però l'atteggiamento di uno dei sei consiglieri della maggioranza firmatari della proposta di soppressione: il rappresentante della lista civica Progetto Cassino,

Risparmi e tagli all'ordine del giorno dell'agenda politica comunale. La legge Finanziaria ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di cellulari da ritirare. "I cellulari a spese del Comune, resteranno solo ai dipendenti con obbligo di reperibilità" annuncia Stecconi. Gettone - Il gettone di presenza non si tocca. La Finanziaria parla chiaro, via le indennità mensili di 693 euro lordi, si torna al gettone di presenza di 117 euro lordi e senza possibilità da parte del Consiglio comunale di ritoccarne la cifra.

Comune, un milione di spese telefoniche: via i cellulari ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gettoni dei consiglieri: stop agli aumenti. Coppie di fatto, si studiano i regolamenti di altre città per migliorare il registro.

Sarà il Comune a bandire la gara di appalto per l'affidamento del servizio di trasporto pu ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma costosa per i contribuenti per via del gettone di presenza, svoltasi in un clima di tensione, di scontri verbali tra i consiglieri e tra questi e il persidente di turno Di Paolo. Toni accesi, nervosismi esasperati, tensioni evidenti dentro la maggioranza, con un folto gruppo di cittadini che hanno assistito ad uno spettacolo indecoroso, incredibile.

Ad Ancona consiglieri più assidui ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ma pesa anche la decisione di tenere due sedute settimanali, delle quali, quella del question time, è priva di ogni contenuto amministrativo. Per come la vedo io, si tratta di una consuetudine che oserei definire "imbarazzante", per dare gettoni di presenza in più". Pure in un clima politico torrido –

Considerazioni di un cittadino comune ( da "Opinione, L'" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Casta" di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, come pure, da anni il programma televisivo "Report", hanno prodotto nel tempo quella che oggi viene chiamata antipolitica. La classe politica italiana, attenta in tutti questi decenni esclusivamente alla detenzione del potere per un proprio interesse, sta trovando qualsiasi espediente per salvarsi non tanto dalla spallata di una parte

Un voto troppo alto ma l'errore è formale ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma pure il foglio delle presenze, con tanto di indicazione dei chilometri percorsi per raggiungere la sede della Provincia, in modo da ricevere il gettone di presenza e il rimborso delle spese di viaggio.LE CONSEGUENZE - L'indagine interna ha concluso che il massimo dirigente di viale Battisti ha sostenuto l'esame in modo completo e secondo la prassi di legge.

Indennità assessori, il Comune risparmia trentamila euro ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il Comune risparmia trentamila euro MaseradaGli assessori del comune di Maserada rinunciano al gettone di presenza. In un periodo in cui i cittadini chiedono ai politici di ridurre i costi e di azzerare gli sprechi della politica, anche que+st'anno gli assessori del Comune di Maserada sul Piave, offrono un concreto esempio di etica nell'amministrare la cosa pubblica.

CORTE CONTI: AVOLA, ALTI COSTI POLITICA PER CLIENTELE ( da "Agi" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: a vantaggio dei soggetti che esercitano pubblici poteri, non necessariamente di vertice". "Piu' che di costi della politica - ha aggiunto Avoli - sarebbe forse meglio parlare di costi della clientela, di costi della personalizzazione dei rapporti nella pubblica amministrazione, di costi della mancata trasparenza e della violazione del principio di imparzialita'

Italia, Confindustria denuncia i costi della politica ( da "Emmegipress" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Confindustria denuncia i costi della politica Data: 27/12/2007 23.35.49 Fonte: Le Figaro, Francia News: In un rapporto di 287 pagine preparato dal suo centro studi, la Confindustria denuncia, statistiche alla mano, i privilegi di una classe politica "incapace di rispondere alle urgenze del momento".


Articoli

PROF, APRITE UN BLOG SUI VOSTRI ALUNNI! (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere delle Alpi" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Scuola PROF, APRITE UN BLOG SUI VOSTRI ALUNNI! GIULIO MOZZI Leggo nei giornali: uno studente del Liceo "Tito Livio" di Padova ha avviato un blog nel quale si è divertito a raccontare la vita scolastica, senza risparmiarsi giudizi e commenti appuntiti su compagni di scuola, professori e preside. Quando la cosa è stata scoperta, il blog è stato oscurato (da chi?, mi domando: è intervenuta addirittura la polizia postale?) e il ragazzo si è beccato un 6 in condotta. (I fatti, peraltro, risalgono almeno all'anno scorso. Il ragazzo ormai è felicemente diplomato e sta all'Università). Spiegazione per i non informatizzati. Dicesi "blog" un particolare tipo di "sito internet", gestibile con estrema facilità, che permette la pubblicazione di notizie, immagini, piccoli filmati, sciocchezze, profonde riflessioni e altro. La maggior parte delle persone che "hanno un blog" lo usano come una sorta di diario in pubblico. Gli italiani che"hanno un blog", o che almeno hanno provato ad averlo - come tutte le cose, anche i blog hanno bisogno di cure - sono stimati attorno ai due milioni. Ora, le domande che mi faccio sono due. Prima domanda: perché al preside e ai professori del "Tito Livio" non è venuto in mente di aprire a loro volta un blog e screditare a suon di ironia lo studentello provocatore? Un uomo solo - e un ragazzo, per di più - contro un intero corpo insegnante adulto e navigato, non avrebbe certo avuta vita facile. E poi, in questioni d'onore, l'occhio per occhio e il pan per focaccia mi sembrano ancora vigenti. Sinceramente mi stupisce che la scuola abbia reagito (stando a quel che ho letto nei giornali) semplicemente censurando e punendo. Sospetto che ci siano modi più divertenti, e forse più pedagogicamente fruttuosi, di agire. Seconda domanda: perché, in un Paese dove si vende quasi un milione di copie di un libro come La casta di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella - libro nel quale con molta enfasi si dà a intendere, in soldoni, che senza distinzione tutti coloro che ci governano sono ladri e farabutti o, nel migliore dei casi, veri cretini - si va invece a punire l'autore di un blog scolastico? Visto che il Liceo "Tito Livio" - nel quale mi onoro di avere a suo tempo studiato - dispone di un bel chiostro, non sarebbe stato più opportuno erigervi un monumento al giovanotto? Nel 1939 Giovanni Mosca pubblicò un libro intitolato Ricordi di scuola. Ricordi, s'intenda, di un giovane insegnante. Il libro ebbe grande successo e si trova ancora in libreria (nella Biblioteca Universale Rizzoli). Il racconto d'apertura è più o meno così: il giovanissimo Mosca viene spedito come supplente in una classe ritenuta terribile. Appena entrato e salito alla cattedra, Mosca nota un ragazzo che palleggia un'arancia. Intuisce. Il ragazzo lancia l'arancia. Mosca si scosta - si scosta, notate: non si abbassa - di quel tanto che basta. L'arancia si spiaccica sul muro. A quel punto, nel silenzio teso, si sentì volare una mosca. Mosca prese la biro, ne tolse il refil, appallottolò un frammento di carta, caricò il pezzo, e al primo colpo abbatté l'insetto. Applausi, e classe adorante. Altri tempi, si dirà. Certo. Qualcuno mi dimostri che erano tempi migliori.

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Il sindaco Domenici Nessun risultato ci farà cambiare idea (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

SEGUE DALLA PRIMA Il sindaco Domenici "Nessun risultato ci farà cambiare idea" (...) sviluppo e tutela del patrimonio culturale. La tramvia diventa icona del Pd, una delle sfide della sinistra riformista e moderna. Sindaco, la campagna sta diventando quasi più velenosa di quella per elezioni politiche. Perché? "Non c'era bisogno di questo referendum. E'dannoso ed è un atto contro la città. Il problema non è discutere, dopo decenni che si parla di tramvia e dopo otto anni che sono state adottate le delibere; il problema non è discutere del 'se' ma del 'come'". Forse siamo arrivati al referendum perchè non si è discusso abbastanza? "Figuriamoci. Non solo non c'è stata mai nessuna chiusura ma c'è stata - e c'è - la volontà di aprire al massimo di concertazione e condivisione con i residenti, gli operatori economici e commerciali, gli utenti della città. Ma ora che il referendum è un fatto, è giusto andare a votare e dire No a chi vuole il blocco dei lavori e No a chi vuole fermare il cambiamento della città". Il referendum è un passaggio della democrazia.... "Ripeto: non c'era bisogno. Oltre alla perdita di tempo e al danno arrecato alla città, siamo di fronte a una spesa consistente. Prima di tutto per l'organizzazione, che costerà alle casse comunali, e quindi ai cittadini, più di un milione e 200mila euro. Che potevamo impiegare per l'assistenza agli anziani o per gli asili nido". Un po' demagogico, non le sembra? "Allora le dico che c'è anche un problema di trasparenza, di moralità e di costi della politica di cui tanto oggi si parla. E' possibile che mentre esiste una legge che regola il finanziamento delle campagne elettorali per le elezioni politiche, per questo referendum si possa spendere e spandere senza alcun controllo e trasparenza?" A chi si riferisce? "I promotori hanno il dovere morale di dire chiaramente quanti soldi hanno impiegato, dove li hanno presi e a chi li hanno dati. Sento parlare di costi che vanno ben oltre i 300mila euro". Il passaggio dal Duomo ha scandalizzato mezzo mondo... "E' comprensibile che ci sia questa attenzione intorno al transito vicino al battistero, ma gli allarmi lanciati sono del tutto ingiustificati. A questo progetto hanno detto sì le soprintendenze, il comitato nazionale per i beni culturali, i ministeri competenti: il progetto è stato studiato, analizzato e modificato. Non è vero che è lo stesso che c'era all'inizio". Gli storici dell'arte contrari, sostengono che bisognerebbe pedonalizzare immediatamente tutta piazza Duomo: nè tramvia nè bus "Se si chiudesse quel pezzo di città ora, lasciandolo solo ai pedoni, lo consegneremmo esclusivamente al turismo di massa. Non daremmo una risposta ai residenti, che hanno bisogno di un mezzo di trasporto pubblico non inquinante, non rumoroso ed efficiente. Credetemi, alla fine lì ci saranno solo binari e pedoni. L'incidente di ieri fra bus e tram a Milano, ha allarmato ancora di più i nemici della tramvia "A Firenze è prevista la messa in sicurezza dei tratti promiscui con le corsie protette; le zone in cui il tram non è in sede protetta saranno pedonalizzate, in modo che non ci siano altri veicoli che circolano" Che succederà dopo il referendum? "Intanto bisognerà vedere se verrà raggiunta la maggioranza degli aventi diritto al voto, dal momento che il nostro statuto prevede l'obbligo di discuterne l'esito solo in questo caso. Comunque, trattandosi di un referendum consultivo, l'ultima parola sulle decisioni da prendere spetterà al consiglio comunale. Non è affatto vero che il risultato di per sè deciderà il destino della tramvia. Questa è un'altra delle gravissime menzogne messe in giro dai promotori del referendum. Quindi l'intenzione è di non bloccare l'opera. In ogni caso". Marcello Mancini - -->.

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La giunta taglia i gettoni ma il Tar rende i soldi ai consiglieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

GROSSETO VANO TENTATIVO DI RIDURRE I COMPENSI DEGLI ELETTI AL COMUNE La giunta taglia i gettoni ma il Tar rende i soldi ai consiglieri ? GROSSETO ? CONTI DA RIFARE per i compensi ai consiglieri comunali di Grosseto. Dopo la decisione di inizio anno, adottata con una delibera della giunta, di ridurre notevolmente i gettoni di presenza, sulla base di quanto deciso dalla Finanziaria, un parere del Ministero dell'Interno ha dato torto ai calcoli adottati per effettuare i tagli. Il Ministero ha precisato che "sono fatti salvi gli incrementi legittimamente deliberati dai singoli enti prima dell'entrata in vigore della nuova normativa, purché come nel caso in oggetto (consiglio comunale di Grosseto, ndr), l'importo massimo percepito da un consigliere in un mese non superi l'importo pari ad un quarto dell'indennità del sindaco". Ora, considerando che nel 2007 sono state 17 le sedute del consiglio comunale, rimane difficile pensare come, con un gettone di presenza di 92,96 euro a seduta si possa raggiungere la cifra di 1.149,71 euro al mese, cioè un quarto dell'indennità del sindaco (totale 4.598,84). Calcolando che con 12 sedute al mese, al costo dei soliti 92,96, non si arriva al fatidico quarto, resta difficile capire perchè la giunta di Grosseto ha portato il gettone a 37,96 euro, con una riduzione di oltre il 60 per cento. Tanto che il Ministero ha rilevato che non era proprio necessario. Anzi. Cristina Rufini - -->.

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Canone ridotto all'assessore Virili Paga 286 euro per una casa comunale (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Canone "ridotto" all'assessore Virili Paga 286 euro per una casa comunale L'ASSESSORE provinciale Carla Virili risulta, nel bilancio di previsione 2008 del Comune, come beneficiaria di un appartamento in via Scosciacavalli 87, per cui pagherebbe un affitto a canone concordato di 286,96 euro mensili, ricevuto come beneficiaria con la legge sul terremoto. Costi della politica e benefici della classe eletta. Questa volta non si tratta delle indennità di funzione o dei gettoni di presenza, ma di un 'benefit', secondo un'interrogazione comunale dei consiglieri di Forza Italia, Marco Gnocchini e Vincenzo Rossi, verso l'assessore del Pdci ex insegnante. In realtà l'assessore provinciale Virili ha e aveva tutte le carte in regola per ricevere quell'abitazione in base a quello che prescrive la legge. Semmai il problema è di diversa natura: forse quella legge ha qualche falla. Il perché è presto detto: se un cittadino, che vive in abitazioni ricevute con la legge del terremoto, ha un colpo di fortuna e diventa manager di una grande impresa con uno stipendio da 10mila euro al mese non è possibile che continui a pagare affitti irrisori rispetto al suo budget. Invece, sempre secondo la legge, il canone viene aumentato arrivando a cifre comunque minime rispetto alla nuova situazione economica. E così, nel caso dell'assessore Virili si è giunti a 286 euro che è l'affitto più alto pagato da chi vive in quegli appartamenti. Si pone, più che altro, una questione morale e di equità visto che ad Ancona un bilocale in centro arriva a costare 600 euro al mese. COMUNQUE secondo i due politici "il Comune fa fronte all'emergenza abitativa e crea ingiustizie. Infatti ? insistono ? sarebbero in corso una serie di alienazioni del patrimonio del centro storico del capoluogo cedute dall'amministrazione comunale a cifre quasi irrisorie (30-35mila euro per abitazioni) destinate a soggetti in condizioni economiche non proprio disagiate, al fine di riscattare alloggi di edilizia popolare". Sarebbe proprio questo il nocciolo della questione. Secondo una ricostruzione sommaria della situazione la tesi sarebbe contraria a quella prospettata dai due politici di minoranza: l'assessore Virili avrebbe già riscattato un anno fa l'appartamento, condizione che non risulta agli atti, perlomeno quelli distribuiti agli stessi consiglieri comunali, dove in realtà l'assessore compare nell'elenco dei beneficiari degli appartamenti sociali. La Virili occuperebbe quell'appartamento dai tempi del terremoto pagando appunto un canone mensile "verso cui gli organi competenti dovrebbero verificare la sussistenza di quelle condizioni reddituali che allora diedero diritto a canoni d'affitto". Alfredo Quarta - -->.

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NESSUNA via d'uscita. Non lascia spazi, nemmeno dopo un'accurata lettur (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

A, la legge Finanziaria nel capitolo che riguarda il gettone di presenza percepito dai consiglieri comunali. Non potranno essere aumentati ed eventuali aggiustamenti in aumento sono possibili solo per le indennità di funzione, quindi per sindaco, assessori e presidente del consiglio. Il capitolo sembra essere definitivamente chiuso. Con la riunione di ieri della prima commissione è stato fugato ogni dubbio circa la possibilità di interpretare in modo ampio la legge Finanziaria in merito a questo argomento. Rispetto alle vecchie leggi è stato abolito il passaggio in cui si menzionava il gettone di presenza e con la soppressione di poche parole è sfumata ogni probabilità di accrescere la 'paghetta' dei consiglieri comunali del capoluogo. Inizialmente il capogruppo di Forza Italia, Paolo Pelosi, ricevendo il materiale sulla legge Finanziaria aveva ipotizzato qualche spiraglio: "Ma in realtà ? dice l'esponente azzurro ? questo materiale che avevo richiesto all'Amministrazione mi è stato fornito incompleto. Solo verificando in un secondo momento e leggendo accuratamente il comma 11 dell'articolo 82 è stato possibile entrare nel merito dell'interpretazione". INEVITABILE l'attacco politico del consigliere Pelosi che seppur dice "che la politica e la tutela dei cittadini non è una questione di soldi", ammette che si tratta di una "strana Finanziaria, poco condivisibile soprattutto se si pensa che al netto delle spese un consigliere anconetano percepisce attorno ai 300, 400 euro al mese". L'effetto indesiderato della proliferazione delle sedute di consigli e commissioni, in realtà è accaduto. "Devo ammettere che il numero delle commissioni è aumentato nell'ultimo periodo, al punto che in molte di queste si parla e non si decide. Spero vivamente ? dice Pelosi ? che dopo i primi mesi tutto ritorni nella normalità e che riusciamo a far fruttare il tempo che solitamente abbiamo sempre dedicato alle tematiche della città, con tutti gli accorgimenti del caso ovviamente". Ed è vero che mai come in queste ultime settimane, anche se il beneficio del dubbio è concesso, alcune commissioni, come quella Affari generali, si è riunita più spesso rispetto alla norma. Maria Gloria Frattagli - -->.

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Poca semplificazione, molto risparmio di spesa (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Anusca Numero 039, pag. 23 del 15/2/2008 Autore: Gaetano De Vita Visualizza la pagina in PDF       le modifiche elettorali nella finanziaria Poca semplificazione, molto risparmio di spesa La legge finanziaria 2008 è intervenuta anche sul procedimento elettorale, modificando in modo sostanziale la disciplina normativa relativa alle commissioni elettorali, sia comunali che circondariali. Per quanto riguarda le commissioni elettorali comunali, la nuova normativa ne ha decretato quasi l'estinzione, affidando tutti i compiti relativi alla tenuta e all'aggiornamento delle liste elettorali al responsabile dell'ufficio elettorale comunale. Le commissioni elettorali comunali sopravvivono esclusivamente per svolgere i compiti inerenti l'aggiornamento dell'albo degli scrutatori nonché la nomina degli stessi in occasione di consultazioni elettorali. Le commissioni elettorali circondariali, invece, mantengono intatte tutte le funzioni previste dalla vigente normativa, nonostante i loro componenti vengano privati del gettone di presenza. L'intervento normativo sulla commissione elettorale comunale è stato salutato con grande soddisfazione da Anusca e da tutti gli operatori del settore. Certamente a ragione, perché, in effetti, la norma in questione accoglie una parte fondamentale delle proposte di semplificazione del procedimento elettorale che da un ventennio l'associazione porta avanti. L'intervento sulle commissioni elettorali circondariali pone, invece, una serie di perplessità operative. Infatti l'eliminazione dei gettoni di presenza, con competenze invariate delle commissioni circondariali, genera legittime preoccupazioni circa l'effettiva operatività delle stesse, con tutte le possibili ricadute negative in ordine alla regolarità dei procedimenti loro affidati dalle vigenti norme. Non può non essere considerata l'ipotesi di una frequente mancanza del numero legale che potrebbe rendere inoperative le commissioni. Tale eventualità assume un aspetto inquietante soprattutto in relazione ai compiti demandati alle suddette commissioni dagli artt. 30 e 33 del T.u. n. 570/1960 in ordine all'esame delle liste dei candidati per le elezioni comunali. Ma analoghe preoccupazioni sorgono rispetto anche ad altre fondamentali competenze assegnate alle commissioni in questione quali l'ammissione al voto a domanda di cui all'art. 32-bis del dpr n. 223/67 e il cosiddetto "blocco delle liste" al 15esimo giorno antecedente le votazioni. Al riguardo emergono con tutta evidenza due criticità: - l'improrogabilità e la concatenazione dei termini e dei tempi del procedimento elettorale preparatorio in occasione delle consultazioni elettorali; - l'assenza di norme che prendano in considerazione la possibilità di attuare, con la dovuta tempestività, un potere sostitutivo in caso di inerzia delle commissioni dovuta alla mancanza del numero legale. L'attuale normativa (art. 22 del dpr n. 223/67) prevede, infatti, il potere "sostitutivo" del presidente (fermo restando l'intervento del segretario) soltanto nel caso di decadenza (proclamata dal presidente della Corte d'appello) di tutti i componenti titolari e supplenti delle commissioni circondariali. Quindi un'ipotesi non applicabile nel caso di un occasionale mancato intervento di un numero di componenti tale da comportare l'impossibilità di costituire formalmente la commissione e procedere, quindi, all'esame dell'ordine del giorno. Una possibile soluzione alle preoccupazioni prospettate potrebbe essere rappresentata da uno specifico intervento normativo che estendesse l'ipotesi prevista dal citato art. 22 anche al caso di un'occasionale mancanza del numero legale dei componenti della commissione, magari limitando tale ipotesi alle fasi del procedimento elettorale preparatorio in occasioni di consultazioni elettorali. Fermo restando l'attivazione del procedimento di decadenza di cui all'art. 23 del dpr n. 223/67. In conclusione, non si può fare a meno di evidenziare che la carenza fondamentale delle nuove norme in materia elettorale deriva da un, per così dire, peccato originale. Cioè la Finanziaria 2008 interviene solo in via indiretta sul versante della semplificazione del procedimento elettorale poiché le norme in essa contenute mirano principalmente a determinare un risparmio di spesa. Rimane, pertanto, in tutta la sua attualità, l'esigenza di pervenire a una vera e organica riforma del procedimento elettorale che incida in modo profondo e sostanziale sia sul meccanismo che governa la tenuta e l'aggiornamento delle liste elettorali, sia sulle competenze delle commissioni elettorali circondariali. Come da anni sostenuto da Anusca, le competenze delle commissioni circondariali, nell'ambito di una complessiva riforma delle attività di controllo sull'operato dell'ufficiale elettorale, potrebbero essere limitate all'esame di eventuali ricorsi nonché all'esame delle liste dei candidati in occasione di elezioni comunali.

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Indennità di funzione ko (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Enti Locali Numero 039, pag. 20 del 15/2/2008 Autore: di Matteo Esposito Visualizza la pagina in PDF       Le strade da percorrere dopo le modifiche recate dalla legge 244/2007 Indennità di funzione ko Ma per i sindaci l'adeguamento resta in vita Nuovo limite dei gettoni di presenza e soppressione delle indennità di funzione per i consiglieri dell'ente locale. Possibilità di adeguamento delle indennità spettanti a sindaco/presidenti di provincia e assessori. La legge finanziaria 2008 (244/2007) interviene a modificare, in più parti, il testo unico enti locali (d.lgs. 267/2000), disciplinando una serie di interventi relativi al contenimento dei costi per la rappresentanza degli enti locali (si veda altro articolo a pag. 21). Nello specifico, l'art. 2, comma 25, modificando l'art. 82 tuel, prevede (lett. a) che i consiglieri degli enti locali hanno diritto a percepire, nei limiti fissati dalla normativa in materia, un gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni e che, in nessun caso, l'ammontare dei gettoni di presenza percepito nell'ambito di un mese da un consigliere può superare l'importo pari ad un quarto (fino al 31/12/2007 il limite era un terzo) dell'indennità mensile di carica, prevista nella sua misura massima, per il rispettivo Sindaco (nel caso di comune) o Presidente (nel caso di provincia). A tal fine, occorre far riferimento alle indennità previste dal DM 119/2000, maggiorate delle percentuali, se ricorrenti, indicate dallo stesso decreto (+ 5% per i Comuni caratterizzati da fluttuazioni stagionali della popolazione, + 3% in caso di entrate proprie superiori alla media regionale per fasce demografiche, + 2% in caso di spesa corrente pro-capite superiore alla media regionale per fasce demografiche). La successiva lett. b) sopprime la disposizione (art. 82, c. 4, tuel) che permetteva, con esplicita previsione statutaria o regolamentare, la trasformazione del gettone di presenza dei consiglieri in indennità di funzione, sempre che tale regime di indennità comportasse per l'ente pari o minori oneri finanziari. Con la modifica apportata dalla lett. d) del richiamato comma 25 viene meno la facoltà per gli organi consiliari di deliberare l'incremento dei gettoni di presenza per i propri consiglieri e si prevede che le indennità di funzione, determinate in base al citato DM 119/2000, possono essere incrementate con delibera di giunta per sindaci, presidenti di provincia e assessori, e con delibera dell'organo consiliare per il presidente dello stesso consiglio. La possibilità di ritoccare in aumento le indennità di funzione è vietata agli enti locali in condizioni di dissesto finanziario, fino alla conclusione dello stesso, e agli enti locali (Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti e Province) che non rispettano il patto di stabilità, fino all'accertamento del rientro dei parametri. Per questi enti (dissestati e fuori dal patto) le delibere di incremento delle indennità sono nulle di diritto. Si rammenta che l'art. 1, comma 54, della legge n. 266/2005 (finanziaria 2006) aveva disposto la rideterminazione degli emolumenti spettanti agli amministratori locali in riduzione del 10 per cento, rispetto all'ammontare previsto alla data del 30/9/2005. La suddetta disposizione non risulta essere in vigore, dal momento che la sua efficacia era limitata al solo esercizio 2006 (si veda, in merito, il parere n. 11 del 26/6/2007 della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti Toscana). Inoltre si prevede che l'erogazione dei gettoni di presenza deve essere legata all'effettiva partecipazione del consigliere alle sedute di consigli e commissioni, disciplinando per via regolamentare termini e modalità. Viene meno, quindi, l'erogazione di gettoni per le sedute per le quali il consigliere risultava assente giustificato, consentita dall'art. 82, comma 4, tuel, norma, ora, espressamente abrogata.

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Gettoni salvi (fino al 2007) (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Osservatorio Viminale Numero 039, pag. 21 del 15/2/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       La corretta applicazione delle modifiche della Finanziaria sullo status Gettoni salvi (fino al 2007) Incrementi vietati a partire dall'anno in corso Come deve essere applicato l'articolo 2, comma 25, della legge n. 244 del 24 dicembre 2007 (legge finanziaria 2008), che ha apportato sostanziali innovazioni all'articolo 82 del decreto legislativo n. 267/2000 in materia di status degli amministratori locali? In particolare, sono richieste delucidazioni in merito al mantenimento in essere degli incrementi dei gettoni di presenza deliberati nel 2007 e se le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 54, della legge n. 266 del 2005 (riduzione del 10% degli importi delle indennità e dei gettoni di presenza stabilita con la legge finanziaria 2006) possono ritenersi abrogate a seguito dell'entrata in vigore della legge finanziaria 2008. Riguardo al primo punto, si rappresenta che la norma del nuovo comma 11 dell'articolo 82 del Tuoel, come modificato dalla legge finanziaria 2008, non ha effetto retroattivo e quindi fa venir meno la facoltà di incrementare i gettoni di presenza soltanto a decorrere dal 1° gennaio 2008. Pertanto, sono fatti salvi gli incrementi legittimamente deliberati dai singoli enti prima dell'entrata in vigore della suddetta legge purché, per effetto di tali incrementi, l'importo massimo percepito da un consigliere in un mese non superi l'importo pari a un quarto dell'indennità di funzione del sindaco, determinata ai sensi del dm n. 119/2000. Per quanto concerne il secondo aspetto, va rilevato che già prima delle suddette novelle apportate al Tuoel la Corte dei conti ha ritenuto che la sentenza n. 157/2007della Corte costituzionale, pur non influendo direttamente sulla norma in questione, "richiama con forza la necessità di dare della disposizione una lettura “secundum Costitutionem”, tale da limitarne l'efficacia al solo esercizio 2006, cui la manovra finanziaria della legge n. 266 si è riferita" (Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Toscana, 26 giugno 2007, n. 11P). Secondo tale orientamento, "la lettera della disposizione qui in esame, d'altra parte, facendo riferimento all'ammontare delle indennità in concreto risultanti alla data del 30 settembre 2005, non consente di ritenere che la rideterminazione legislativa abbia inteso modificare, in via permanente, norme che non soltanto sono inserite in un Testo unico (la tecnica legislativa pretende, in tal caso, un'espressa individuazione delle disposizioni incise) ma che affidano le determinazioni dei compensi a un meccanismo procedurale finalizzato a una condivisa valutazione". Ulteriori elementi che sembrano escludere la possibilità di una diversa lettura della norma possono ora rinvenirsi in quelle disposizioni (articolo 2, comma 25) della Finanziaria 2008 che hanno confermato la facoltà per gli enti locali di incrementare, con delibera di giunta e di consiglio, gli importi delle indennità di funzione determinati dal decreto interministeriale di cui all'articolo 82, comma 8, del citato Testo unico. Se dunque fino al 1° gennaio 2008, data di entrata in vigore della Finanziaria 2008, era dubbia la vigenza della norma in questione (il ministero dell'economia, infatti, si era espresso in senso affermativo), a decorrere da tale data le relative disposizioni devono ritenersi implicitamente abrogate. VALIDITà GRADUATORIE A seguito dell'approvazione da parte di un comune di una graduatoria relativa all'assunzione di n. 16 vigili urbani interpreti stagionali sussiste obbligo dell'amministrazione di assumere tale personale attingendo dalla medesima graduatoria o se, invece, alla scadenza del termine di validità triennale possa procedersi all'indizione di una nuova procedura concorsuale? L'articolo 23 del dlgs n. 80 del 31 marzo 1998, che aveva aggiunto l'articolo 36-bis al dlgs n. 29/1993, al comma 2 prevedeva "nei comuni interessati da mutamenti demografici stagionali in relazione a flussi turistici o a particolari manifestazioni anche a carattere periodico, al fine di assicurare il mantenimento di adeguati livelli quantitativi e qualitativi dei servizi pubblici, il regolamento può prevedere particolari modalità di selezione per l'assunzione del personale a tempo determinato per esigenze temporanee o stagionali, secondo criteri di rapidità e trasparenza ed escludendo ogni forma di discriminazione". Come noto, il decreto legislativo n. 165/2001, che ha assorbito le disposizioni del dlgs n. 29/1993 e delle successive norme modificative, ha eliminato il comma 2 dell'articolo 36-bis, che è stato trasfuso, invece, nell'articolo 92, comma 2, del decreto legislativo n. 267/2000. Quest'ultima norma prevede, altresì, che, in ogni caso, si applicano le disposizioni dei commi 7 e 8 dell'articolo 36 del dlgs n. 29/1993 (ora articolo 36 del dlgs n. 15/2001). Il citato comma 7, in particolare, fornisce una parziale disciplina dei contratti a tempo determinato e delle altre forme flessibili di assunzione delle pubbliche amministrazioni rinviando, per il resto, alle disposizioni dettate dalla normativa dei contratti collettivi di lavoro. Peraltro, per gli enti locali l'articolo 7 del ccnl del 14 settembre 2000 al comma 1, lettera d), stabilisce che l'assunzione di personale a tempo determinato può essere effettuata anche "per esigenze stagionali nell'ambito delle vigenti disposizioni", nulla disponendo in ordine alle modalità di assunzione. Ciò posto, si rileva che l'articolo 91, comma 4, del dlgs n. 267/2000 prevede l'efficacia delle graduatorie concorsuali per un termine di tre anni dalla data di pubblicazione per l'eventuale copertura dei posti che si venissero a rendere successivamente vacanti e disponibili (dopo l'assunzione di vincitori). A causa delle limitazioni delle assunzioni, le leggi finanziarie di questi ultimi anni (in particolare l'articolo 34, comma 12, della legge n. 289/2002, l'articolo 3, comma 61, della legge n. 350/2003, l'articolo 1, comma 100, della legge n. 311/2004, e infine l'articolo 3, comma 87, della legge n. 244/2007) hanno prorogato la validità delle graduatorie concorsuali, da ultimo, fino al 31 dicembre 2008. Fermo restando il rispetto del predetto termine, si ritiene tuttavia che, qualora più favorevole, le amministrazioni interessate possono continuare ad applicare il termine di tre anni previsto dal sopra richiamato articolo 91, comma 4, del dlgs n. 267/2000. Nel caso particolare, la legge relativa alla validità delle graduatorie formate a seguito dell'espletamento di procedure concorsuali (che, di norma, è riferita ai concorsi per l'assunzione di personale a tempo indeterminato) è suscettibile di applicazione anche per le altre tipologie di assunzione a tempo determinato (compresi gli stagionali). Ciò stante, si rileva, alla luce anche della sentenza del Consiglio di stato, sezione V, 18 dicembre 2003, n. 8337, che, in caso di "blocco delle assunzioni" disposto "ex lege", scaduto tale blocco, continui a sussistere il diritto del vincitore a essere assunto anche dopo il decorso del termine ordinario previsto dalla vigente normativa in tema di validità delle graduatorie. Infatti, come sostenuto dal citato consesso, "in tal caso, nessun rilievo possono avere le regole concernenti la validità temporale delle graduatorie, sia perché il decorso del tempo non può ridondare a danno del privato sia perché (nella fattispecie in esame) il posto controverso non si era reso vacante dopo l'espletamento del concorso". Pertanto, confermando che la proroga della validità delle graduatorie (nei limiti sopra indicati) è riferita solo agli idonei, prima di eventualmente bandire nuovi concorsi, l'ente dovrebbe procedere all'assunzione dei vincitori anche dopo il termine previsto dalle sopra citate norme.

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Gettoni di presenza in consiglio Il Ministero boccia i tagli di Bonifazi (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

INTERVENTO SI TORNA ALL'ANTICO. INEFFICACI LE RIDUZIONI DEL COMUNE Gettoni di presenza in consiglio Il Ministero boccia i tagli di Bonifazi - -->.

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PRINCIPALE colpevole della riduzione dei compensi ai consiglieri comunali è il comma 25 dell (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

PRINCIPALE colpevole della riduzione dei compensi ai consiglieri comunali è il comma 25 dell'articolo 2 della legge finanziaria. "I consiglieri comunali, provinciali, circoscrizionali, limitatamente ai comuni capoluogo di provincia, e delle comunità montane hanno diritto a percepire un gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni. In nessun caso l'ammontare percepito in un mese da un consigliere può superare l'importo pari ad un quarto dell'indennità massima prevista per il rispettivo sindaco o presidente in base al decreto legislativo 267 del 2000". A Grosseto (nella foto il sindaco Bonifazi) siamo in una botte di ferro. - -->.

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Di CRISTINA RUFINI VA BENE RIDURRE i compensi dell (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di CRISTINA RUFINI VA BENE RIDURRE i compensi della politica e dare una sfoltita ai costi della Casta. Ma stiamo attenti a non esagerare. Soprattutto a non picchiare sui più "deboli". E i più deboli in questo caso sono i consiglieri comunali, che costano già poco alla casse degli enti locali. Almeno rispetto a molte altre spese. Per questo una nota del dipartimento degli Affari interni e territoriali del Ministero dell'Interno ha cercato di fare chiarezza sulla notevole riduzione dei gettoni di presenza. Il parere del direttore centrale del Dipartimento, Angelo di Caprio, ha chiarito che non era necessario, nella realtà dell'ente grossetani,dare un simile colpo di mannaia ai compensi dei consiglieri, riducendoli di più del 60 per cento. AL QUESITO posto dall'amministrazione comunale ? pare su sollecitazione di gran parte dei consiglieri ? al Ministero per capire se una simile riduzione "stava nelle regole", il dirigente del Dipartimento ha specificato che "la norma del nuovo comma 11 dell'articolo 82 del Tuoel, modificato dalla legge finanziaria non ha effetto retroattivo e quindi fa venire meno la facoltà di incrementare i gettone di presenza soltanto a decorrere dal primo gennaio 2008". In parole povere, la normativa non è retroattiva. E fino a qui ci siamo, perché l'Amministrazione comunale ha ridotti i compensi dal primo gennaio scorso. Ma l'ultima parte del parere ministeriale lascia intendere che con i numeri del consiglio comunale grossetano non era affatto necessario sforbiciare. "Pertanto, fatti salvi gli incrementi legittimamente deliberati dai singoli enti prima dell'entrata in vigore della suddetta normativa ? si legge ? purché, come nel caso di specie, per effetto di tali incrementi, l'importo massimo percepito da un consigliere in un mese non superi l'importo pari ad un quarto dell'indennità di funzione del sindaci". Fatti due conti, non era proprio necessario. NEL 2007, infatti, le sedute del consiglio comunale sono state diciasette e il costo del gettone era di 92,96. Poco più di una seduta al mese. Impossibile con questi numeri raggiungere i 1.149,71 euro pari ad un quarto dell'indennità del sindaco, che è di 4.598,84 euro. Neanche considerando le riunioni delle commissioni consiliari. Non c'era quindi la necessità di sfrondare di più del 60 per cento l'importo. Con una determina dirigenziale del 2 gennaio soccorso, infatti, l'Amministrazione ha scelto di portare a 37,96 euro l'importo dei gettoni di presenza. Mettendosi più che al sicuro che anche riunendosi tutti i giorni, non si potrebbe raggiungere il fatidico quarto dell'indennità del sindaco. Bene essere prudenti, anche se la cautela a questo punto sarebbe opportuno perseguirla anche in altri settori. Non tanto in quei campi che già pesano poco sulle casse del Comune. Non perché i consiglieri comunali decidano di impegnarsi nella vita amministrativa per farsi uno stipendio ? non era possibile prima, figuriamoci ora ? quanto perché cominciare a ridurre sempre dal basso sembra diventata la moda preferita della classe politica del Belpaese. - -->.

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La casta cerca di uscire dal fossato (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Confronto tra l'Associazione degli amministratori degli Enti locali e Nicola Leone, magistrato della Corte dei conti La "casta" cerca di uscire dal fossato Ridurre i costi della politica è il primo obbiettivo per riacquistare credibilità CAGLIARI. La politica sarà "casta" ma ormai messa alle strette è alla ricerca di quei correttivi che la riavvicinino al paese reale. Quale può essere la strada? La risposta è arrivata dal seminario organizzato ieri mattina dall'Associazione Enti locali, che ha avuto in Nicola Leone, magistrato della Corte dei conti, il primo relatore. Prima di affrontare i problemi, che sono tanti, con il cittadino, gli amministratori locali hanno seguito quello che può essere definito un "tracciato interno" alle istituzioni per raggiungere l'obbiettivo della piena trasparenza, virtù indispensabile per riacquistare la credibilità. Ed ecco allora quelli che dovrebbero essere i principi da seguire: la leale collaborazione anche con l'organo di controllo, che è appunto la Corte dei conti, la correttezza e il controllo della spesa, la drastica riduzione dei cosiddetti costi della politica. Più volte - anche nell'ultima recente inaugurazione dell'anno contabile - la Corte ha ribadito che "la spesa pubblica non può essere più gravata dalle consulenze esterne, perché ormai è diventato un costo fuori controllo nei bilanci di Comuni, Province e Regione". Michele Cossa, presidente dell'Associazione Enti Locali, lo ha detto: "I costi della politica devono essere contenuti in maniera drastica, con la riduzione d'indennita e gettoni negli organismi delle città e dei comuni di piccole dimensioni". Secondo molti, servirebbe anche un'operazione decisa di ripulitura nella galassia degli enti, come ha cominciato a fare la Regione con la soppressione delle Comunità montane e il riordino dei consorzi industriali. Più volte la Corte dei conti - ha detto il magistrato Nicola Leona - ha sollecitato l'avvio di riforme che incidano sugli sprechi della politica. Ed è per questo che gli stessi magistrati contabili non sono soltanto dei "controllori della spesa pubblica" ma anche promotori dell'auspicato cambiamento. "La Sezione di controllo - ha detto Leone - è impegnata da tempo a fornire sostegno e indirizzo all'azione amministrativa". Che ormai può avere soltanto un traguardo da raggiungere al più presto: ridurre i costi della politica, per riallacciare i rapporti con la società civile. Il fossato è ampio, come confermato dal successo popolare di movienti, quello capeggiato da Beppe Grillo è l'esempio, che sono scesi in piazza per prendere a spallata la "casta", che si è lasciata prendere a spallate forse perché si sentiva intoccabile e invece, come poi è stata costretta ad ammettere, era soltanto in colpa. I rapporti quotidiani - è stata la conclusione del seminario - devono dunque cambiare e rientrare in quell'alveo da cui la politica non dovrebbe mai essersi sganciata: lo spirito di servizio.

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Di fronte alla crisi Eurolandia e Russia devono allearsi (sezione: Costi dei politici)

( da "Milano Finanza (MF)" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

MF Di fronte alla crisi Eurolandia e Russia devono allearsi La crisi finanziaria si sta estendendo all'economia reale negli Stati Uniti e nell'eurozona. Ma per ora sono meno del 60% le perdite delle banche procurate dai mutui subprime venute allo scoperto. Ulteriori svalutazioni saranno presto annunciate, e a queste si aggiungeranno quelle che stanno emergendo sul mercato delle carte di credito. La classe media americana, in stato di semibancarotta (il debito delle famiglie ormai supera il 94% del pil), ha infatti utilizzato le card per procurarsi nuova liquidità: non v'è dubbio, le insolvenze sulle carte di credito rifletteranno quelle sui mutui ipotecari. Ebbene, una minaccia analoga pesa sulla Spagna, dove l'indebitamento medio delle famiglie ha raggiunto il 124% del reddito disponibile lordo e le obbligazioni garantite da mutui ipotecari sono passate dai 30 miliardi del 2001 agli oltre 200 miliardi d'inizio 2007. Con l'economia americana minacciata dalla recessione, l'area dell'euro rischia a una volta un periodo di stagnazione, e tenuto conto delle preoccupazioni destate dal sistema bancario cinese (la Bank of China ha perso 7 miliardi di dollari a causa dei subprime), l'attenzione è ora rivolta alla Russia. Quest'ultima si presenta come un'oasi di stabilità e di crescita, ma è una situazione paradossale le cui implicazioni non sono state ancora adeguatamente valutate. Le banche russe non hanno fatto ricorso a quegli stessi strumenti finanziari che hanno consentito alla crisi del mercato residenziale americano di contagiare la finanza mondiale. Inoltre, la crescita in Russia si mantiene sostenuta (al 7,5%) facendo leva sullo sviluppo del mercato interno, grazie alla domanda delle famiglie che è cresciuta del 14% in termini reali, e alla crescita del 22% degli investimenti. La crescita del comparto manifatturiero (escluse energia e materie prime) ha raggiunto il 10% nel 2007. Il rischio di una brusca caduta del prezzo del petrolio è al momento attuale ed è molto basso. Anche se l'economia Usa andasse in recessione e quella cinese rallentasse i fattori strutturali che guidano la domanda e offerta di greggio manterranno il prezzo del barile intorno a 80 dollari entro i prossimi 12-15 mesi, prima di un eventuale nuovo aumento. La bilancia commerciale russa si manterrà così in surplus mentre le riserve in valuta presso la banca centrale moscovita stanno per superare 480 miliardi di dollari. Ma, paradossalmente, proprio l'ottima salute di cui gode rappresenta una minaccia per l'economia russa. Stante le preoccupazioni sugli Stati Uniti, Europa e Cina, adesso c'è il rischio che la finanza speculativa rivolga le sue attenzioni alla Russia. A differenza del 1998, la speculazione stavolta produrrà massicci afflussi di capitale. Ciò potrebbe provocare una violenta rivalutazione del rublo. Un apprezzamento che potrebbe rivelarsi distruttivo per l'industria locale e rallentare il flusso di investimenti dall'estero. Non è qui in discussione la politica monetaria russa. I freni agli investimenti diretti dipenderebbero da fattori strutturali e dal timore di vedere la Russia perdere la propria competitività per via di una valuta troppo forte, cosa che potrebbe tradursi in realtà già da questa primavera.Quando la banca centrale russa interverrà, sarà costretta ad acquistare volumi notevoli di dollari per stabilizzare il cambio. In questo modo dovrà indirizzare al mercato quantità notevoli di liquidità. Certo, per il momento l'offerta di moneta in Russia non è tale da generare pressioni inflazionistiche. Tuttavia, questi calcoli sono basati su un'offerta di moneta cresciuta trimestralmente in media del 5,9% fra il 2001 e il 2007. In caso di forti movimenti speculativi, è verosimile che cresca fra il 15 e il 20%. In tal caso l'inflazione schizzerebbe a livelli fra il 15 e il 18% dall'attuale 12%. I margini di manovra della banca centrale, stretta fra una rivalutazione distruttrice per l'economia e una fiammata inflazionistica, sarebbero molto ridotti. Fortunatamente ci sono dei rimedi a tutto questo. Nell'immediato, traendo ispirazione da quello che ha fatto il Cile fra il 1997 e il 1999, alla Russia converrebbe riattivare alcuni controlli sui movimenti di capitale, soprattutto sulle scadenze inferiori a 12 o 18 mesi, per esempio richiedendo l'accensione di depositi a garanzia al momento dell'entrata di questi capitali. Sono misure di provata efficacia, che non influenzano i flussi di investimenti a lungo termine.Ci vorrebbe anche un'aggressiva politica di investimenti, che le autorità russe hanno pubblicamente invocato in occasione del Russia-Forum del 30 e 31 gennaio a Mosca. Solo investimenti finalizzati a migliorare la produttività e l'efficienza dell'economia russa renderebbero sostenibili nel lungo termine la rivalutazione del rublo e i costi della politica sociale a beneficio della popolazione, limitando le perdite di competitività. Gli investimenti pubblici nelle infrastrutture, l'istruzione e la ricerca giocano qui un ruolo essenziale per via dell'effetto moltiplicatore sugli investimenti privati, sia locali che esteri, cosa del resto ben nota agli specialisti. La risposta della Russia alla crisi possibile passa quindi per la combinazione di provvedimenti contingenti e un'attiva politica di investimenti pubblici, che le consentiranno di essere veramente un'oasi di crescita. Di fronte ai rischi di stagnazione o di recessione, la Russia darebbe in tal modo un contributo importante alla stabilità dell'economia mondiale.Già la crescita della Russia ha un effetto molto positivo non solo su paesi vicini della Comunità di Stati Indipendenti, quali l'Ucraina, la Moldavia, la Bielorussia e il Tagikistan, ma anche su alcuni paesi della stessa Ue, coma Bulgaria, Finlandia, Slovacchia e Ungheria. La politica di investimenti preconizzata dal governo russo, e in particolare da Dimitry Medvedev dovrebbe stabilizzare questa crescita. Essa infatti schiuderebbe nuovi orizzonti agli imprenditori europei, in particolare nel settore degli impianti industriali e delle tecnologie volte al risparmio energetico. Agli investimenti fatti dagli europei in Russia (come quello della Renault in Avtovaz e di Alenia in Sukhoi-Civil) farebbero da contraltare gli investimenti dei fondi sovrani russi nelle imprese europee. Bisognerebbe allora coordinare le politiche. è nell'interesse della Germania, della Francia, dell'Italia, ma anche della Russia; e potrebbe essere la base di una vera partnership. La crisi attuale è soprattutto una crisi di leadership dell'America. La politica della Bce e i pregiudizi della Commissione impediscono però alla Ue di giocare un ruolo da protagonista. Una partnership con la Russia, spinta da Parigi, Berlino e Roma, sarebbe la migliore opportunità di ricreare le condizioni di crescita stabile nel Vecchio Continente. La Russia non è in grado di farlo da sola. *direttore della école des hauts études en science sociaux MF  - Commenti & Analisi Numero 033, pag. 6 del 15/2/2008 Autore: Jacques Sapir*.

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Prof, aprite un blog sui vostri alunni! - giulio mozzi (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Scuola PROF, APRITE UN BLOG SUI VOSTRI ALUNNI! GIULIO MOZZI Leggo nei giornali: uno studente del Liceo "Tito Livio" di Padova ha avviato un blog nel quale si è divertito a raccontare la vita scolastica, senza risparmiarsi giudizi e commenti appuntiti su compagni di scuola, professori e preside. Quando la cosa è stata scoperta, il blog è stato oscurato (da chi?, mi domando: è intervenuta addirittura la polizia postale?) e il ragazzo si è beccato un 6 in condotta. (I fatti, peraltro, risalgono almeno all'anno scorso. Il ragazzo ormai è felicemente diplomato e sta all'Università). Spiegazione per i non informatizzati. Dicesi "blog" un particolare tipo di "sito internet", gestibile con estrema facilità, che permette la pubblicazione di notizie, immagini, piccoli filmati, sciocchezze, profonde riflessioni e altro. La maggior parte delle persone che "hanno un blog" lo usano come una sorta di diario in pubblico. Gli italiani che"hanno un blog", o che almeno hanno provato ad averlo - come tutte le cose, anche i blog hanno bisogno di cure - sono stimati attorno ai due milioni. Ora, le domande che mi faccio sono due. Prima domanda: perché al preside e ai professori del "Tito Livio" non è venuto in mente di aprire a loro volta un blog e screditare a suon di ironia lo studentello provocatore? Un uomo solo - e un ragazzo, per di più - contro un intero corpo insegnante adulto e navigato, non avrebbe certo avuta vita facile. E poi, in questioni d'onore, l'occhio per occhio e il pan per focaccia mi sembrano ancora vigenti. Sinceramente mi stupisce che la scuola abbia reagito (stando a quel che ho letto nei giornali) semplicemente censurando e punendo. Sospetto che ci siano modi più divertenti, e forse più pedagogicamente fruttuosi, di agire. Seconda domanda: perché, in un Paese dove si vende quasi un milione di copie di un libro come La casta di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella - libro nel quale con molta enfasi si dà a intendere, in soldoni, che senza distinzione tutti coloro che ci governano sono ladri e farabutti o, nel migliore dei casi, veri cretini - si va invece a punire l'autore di un blog scolastico? Visto che il Liceo "Tito Livio" - nel quale mi onoro di avere a suo tempo studiato - dispone di un bel chiostro, non sarebbe stato più opportuno erigervi un monumento al giovanotto? Nel 1939 Giovanni Mosca pubblicò un libro intitolato Ricordi di scuola. Ricordi, s'intenda, di un giovane insegnante. Il libro ebbe grande successo e si trova ancora in libreria (nella Biblioteca Universale Rizzoli). Il racconto d'apertura è più o meno così: il giovanissimo Mosca viene spedito come supplente in una classe ritenuta terribile. Appena entrato e salito alla cattedra, Mosca nota un ragazzo che palleggia un'arancia. Intuisce. Il ragazzo lancia l'arancia. Mosca si scosta - si scosta, notate: non si abbassa - di quel tanto che basta. L'arancia si spiaccica sul muro. A quel punto, nel silenzio teso, si sentì volare una mosca. Mosca prese la biro, ne tolse il refil, appallottolò un frammento di carta, caricò il pezzo, e al primo colpo abbatté l'insetto. Applausi, e classe adorante. Altri tempi, si dirà. Certo. Qualcuno mi dimostri che erano tempi migliori.

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<il vero decentramentoriduce i costi della politica> (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

"il vero decentramentoriduce i costi della politica" la replica dei presidentI al xix n SUL TEMA "decentramento" si possono legittimamente esprimere posizioni diverse, meno condivisibili diventano alcuni concetti che abbiamo ritrovato nel commento pubblicato qualche giorno fa dal Secolo XIX a firma di Roberto Onofrio: "Ampliare la rosa delle poltrone per elargire i favori in cambio di consensi" o "stupisce che i presidenti dopo aver preso coscienza della loro pochezza istituzionale e politica, pretendano attenzione e decidano azioni e mobilitazioni collettive per farsi notare". Un commento che prosegue con altre considerazioni, concludendo, con l'invito a chiudere questi potenziali "enti inutili" quale esempio di un efficace "rinnovamento della politica". Chiariamo innanzitutto uno dei punti fondamentali delle riflessioni riferite alla razionalizzazione dei costi; affermando ciò, è stata scritta una macroscopica inesattezza, infatti, la scelta dei Municipi va in una direzione opposta a quella descritta. Il numero dei consiglieri infatti è passato da 30 a 24, il contributo versato agli assessori è assolutamente irrisorio, inoltre si sono ridotte le riunioni di consiglio e di commissione e con esse i relativi gettoni di presenza, per cui i costi sono inferiori. Il nodo politico dal quale partire però, resta chiaro ed è espresso con forza nelle linee di indirizzo del Sindaco di Genova, concetto peraltro che Marta Vincenzi non perde occasione di ribadire. Il Municipio come "governo di prossimità" per la riduzione dei costi, il miglioramento dei servizi, la promozione di istanza ed aggregazioni sociali positive e processi virtuosi di confronto, decisione, consenso. Istituire la Città Metropolitana a partire dal prossimo ciclo amministrativo. Questo è il punto. Non dobbiamo inventarci nulla, vogliamo solo che si proceda nella direzione decisa applicando regole già scritte. Quindi i Municipi quale pezzo fondamentale del Comune e della sua macchina che va cambiata e rinnovata. Ecco che il nuovo decentramento può divenire una grande opportunità, specialmente se può favorire modalità partecipative più avanzate, riorganizzando, come già detto la struttura comunale, valorizzando il ruolo e la funzione di una istituzione più vicina ai cittadini, con una razionalizzazione ed una ottimizzazione delle risorse economiche e umane. I Municipi quindi, parte importante dell'amministrazione comunale, si impegnano, grazie alle nuove competenze e soprattutto in virtù di una conoscenza del proprio territorio, ad affrontare e soddisfare i bisogni dei propri concittadini. Questa, secondo noi, può essere una scelta di grande respiro politico e amministrativo al di là dell'appartenenza di ognuno di noi. Nessuna voglia quindi di contrapposizione da parte nostra o di una ricerca di visibilità, al contrario una ferrea volontà di lavorare con il Sindaco e con la giunta per individuare le priorità e i progetti di cambiamento tanto più nei luoghi e nei quartieri di nostra competenza. La nostra richiesta quindi è quella di un lavoro sistematico e coordinato tra assessori comunali e presidenti, assessori e consigli municipali, con l'impegno di ricordare ai più distratti quanto sia inopportuno e sbagliato intraprendere strade diverse. Perchè ripetiamo che non si tratta di riscrivere capitoli già decisi, ma accelerare in modo tangibile istanze già previste. Vogliamo ricordare, inoltre, senza nessuna vena polemica, che nel corso della nostra attività istituzionale abbiamo rapporti frequenti con la stampa genovese, quasi quotidianamente con professionisti seri e competenti del Secolo XIX, che evidentemente consideravano le circoscrizioni di ieri, i municipi oggi un pezzo importante di questa città. Nel suo commento, Onofrio ha proposto provocatoriamente di rinnovare la politica anche azzerando i municipi, noi riteniamo, al contrario, che sarebbe una sconfitta e una vittoria dell'antipolitica e del qualunquismo. Il nostro compito infatti, dovrà essere ancora di più quello di operare in futuro per rappresentare le esigenze della popolazione nell'ambito di un progetto più complessivo di città, evitando posizioni localistiche, superando tutte le resistenze e tutte le forme più negative di burocrazia, con una visione propositiva e con un progetto che assicuri e promuova la più ampia partecipazione dei cittadini.I Presidenti del Municipi: M. Avvenente, S. Bernini, F. Carleo, G. Crivello, A. Gianelli, M. Massardo, D. Minniti, P. Ottonello, A. Siri Risponde Roberto Onofrio: è normale che ai Municipi, finché esistono, si rivolgano anche i giornalisti. Stupisce, invece, che i presidenti non ricordino come loro per primi abbiano denunciato l'inutilità della mansione svolta, lamentandosene. Stupisce meno, infine, che non si voglia comprendere la dispendiosità della clonazione del Comune in strutture ridondanti (come se 24 consiglieri per ciascuno dei 9 Municipi fossero pochi...) e la vaghezza di compiti come quello enunciato nell'ultima frase della lettera. 15/02/2008 il coordinamento"Dobbiamo creare immediatamente un dialogo costante tra noi e tutti i vari assessorati" 15/02/2008.

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Commissione Rifiuti, Della Bianca contro tutti (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

In provincia Il consigliere azzurro attacca: "Serve solo per il gettone. Che pena vedere anche i miei votare a favore" 15/02/2008 "QUELLA commissione è inutile, serve solo per aggiudicarsi un gettone di presenza in più ogni tanto. Quello che più mi ferisce, però, è che il mio stesso schieramento, nonostante le proteste, alla fine ha aderito". A parlare è Raffaella Della Bianca, consigliera provinciale per Forza Italia (nonché capogruppo in consiglio comunale). Si riferisce alla commissione speciale sul ciclo dei rifiuti varata dalla Provincia su voto unanime del consiglio. Unione e Cdl hanno approvato il testo, a parte proprio la Della Bianca, che ora protesta. La vicenda parte da lontano, esattamente lo scorso 22 dicembre scorso quando la giunta, illustrando il bilancio, accolse un emendamento per la commissione speciale. Al tempo l'opposizione non diede particolar peso alla cosa, anche se in molti - a dire il vero trasversalmente - avevano fatto notare che di rifiuti si occupa già una delle sei commissioni permanenti. In ogni caso, prima di Natale l'emergenza nazionale sui rifiuti non era ancora esplosa nella sua totale gravità; soprattutto, il caso Napoli non aveva ancora conquistato gli onori della prima pagina sull'agenda della (battaglia politica). Quindi l'epilogo, negli ultimi due consigli provinciali: due settimane fa il primo, con una seduta monotematica sull'emergenza che ha visto il centrosinistra respingere le tante accuse in arrivo dal centrodestra, un duro intervento dell'ex candidata presidente Renata Oliveri e via via la schermaglia che vedeva la Cdl andare nella direzione dell'ostruzionismo e l'Unione gettare acqua sul fuoco: Genova non sarà mai come Napoli. I lavori proseguirono fino alle 21, con la necessità di aggiornare il dibattito. E cosìè avvenuto, martedì. La commissione speciale, che dovrebbe ospitare 19 consiglieri, va in discussione definitiva. Il centrodestra va all'attacco e chiede, con un altro emendamento, di trasformarla in commissione d'inchiesta. Almeno così, dicono gli oppositori, avrebbe un senso. Andare a capire cosa sta davvero succedendo nel mondo dei rifiuti. È stato il presidente della giunta, Alessandro Repetto, a intervenire con severità, dicendo che le indagini e le inchieste le fa la magistratura e non il consiglio provinciale. L'emendamento della Cdl, quindi, è sfumato. Tutti, a quel punto, hanno pensato al voto contrario dell'opposizione. Invece, a sorpresa, non è avvenuto. Anche l'opposizione, tutta, ha votato a favore. "Ma io no - commenta ora Della Bianca - non aveva alcun senso votare. Mi vergogno molto per quanto accaduto, perchéè mancata la responsabilità, il buon senso. Sapete cosa c'è? Che la commissione passa perché produce un bel gettoncino da incassare e i 19 membri della commissione ne saranno contenti. Ciò che però più mi ferisce è che a votare a favore è stato il mio stesso gruppo". Gio. M. 15/02/2008.

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<per un'ora e mezza di seduta, 5.000 euro> (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

"per un'ora e mezza di seduta, 5.000 euro" la protesta ALTRO CHE SPRECHI. Raffaella della Bianca, capogruppo di Forza Italia, punta il dito sullo spreco consumato ieri in Sala Rossa. Un'ora e mezzo di consiglio comunale - ha detto la consigliera azzurra - è costato alla collettività già vessata da tasse e gabelle varie qualcosa come cinquemila euro. "Per ascoltare la poesia dell'assessore al Bilancio, Francesca Balzani, i genovesi hanno speso cinquemila euro. Basta fare un conto del numero dei consiglieri comunali presenti e moltiplicarlo per il costo del gettone di presenza e il conto è presto fatto: ben cinquemila euro. Per stare riuniti poco più di un'ora, pause comprese. Mi chiedo se sia etico, in un momento di difficoltà come l'attuale e soprattutto in virtù dei messaggi moralizzatori che ci vengono inviati. Anche dall'interno stesso del Consiglio". Protesta a parte, in effetti, la seduta della Sala Rossa è durata 80 minuti, suddivisi in due tranche. I primi quaranta minuti sono stati dedicati a vari temi, i cosiddetti articoli 54. Gli altri 40 minuti, dopo la consueta breve pausa, sono stati utilizzati dall'assessore Balzani per concludere il suo intervento sul Bilancio. Totale: 5.000 euro. Ovvero, 62.5 euro a minuto. 15/02/2008.

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Tursi, la seduta-lampo del consiglio costa settemila euro ai contribuenti (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Riccardo Re - venerdì 15 febbraio 2008, 07:00 Breve e neppure intenso. Qualcuno l'ha già battezzato così il consiglio comunale di ieri. Il capogruppo di Forza Italia Raffaella Della Bianca parla invece, più esplicitamente, di "una manfrina". Pochi minuti in sala rossa, una delle sedute più brevi della storia, tanto che, per una volta, non c'è stato neppure il tempo di litigare. All'ordine del giorno, dopo le consuete interpellanze, era prevista solo la presentazione della "documentazione previsionale e programmatica 2008-2010 e le correlate disposizioni finanziarie". Senza alcun intervento consentito da parte dei consiglieri. Solo una prima indicazione della giunta sul progetto di bilancio. Quello della stangata sull'Irpef, quello per altro già annunciato alla stampa ancor prima che al consiglio e alla commissione bilancio (fatto che ha spinto il presidente della commissione, Enrico Musso, a rassegnare le dimissioni). Ma se in consiglio non c'è stato il tempo di litigare, poco dopo, già nella buvette, il capogruppo di Forza Italia parte all'attacco. "Tanti si sono opposti in modo demagogico all'aumento del gettone di presenza. Quando invece i costi inutili della politica ci sono per davvero, alla maggioranza tutto va bene". E perché? Ci vuole poco a capirlo: l'azzurra, lo dice: "Ci hanno convocato per raccontarci una poesia - ringhia -. Una convocazione straordinaria del consiglio del tutto inutile. Uno spreco vergognoso di denaro pubblico, visto che per dirci quello che ci poteva essere comunicato tramite cinque righe di fax, ora dalle casse comunali usciranno diverse migliaia di euro". In aula infatti è stata letta brevemente una relazione dall'assessore Francesca Balzani, senza nessun approfondimento con "slide" o discussione, come spesso, invece, avviene sia in consiglio sia in commissione. Della Bianca fa un rapido conto: euro più, euro meno, arriva a contarne almeno settemila. "Solo per i gettoni di noi consiglieri si spenderanno circa 5 mila euro, mentre un altro paio serviranno per i gettoni dei funzionari e dei dirigenti". Ma l'azzurra non è la sola ad arrabbiarsi. C'è anche il capogruppo leghista Alessio Piana: lui una cosa utile la sta inutilmente provando a proporre da tempo. Dai primi di gennaio chiede al sindaco tramite un'interpellanza a risposta immediata di pronunciarsi in modo chiaro e definitivo sulla costruzione della moschea, dopo la presa di tempo richiesta a settembre e soprattutto dopo "alcune dichiarazione rilasciate alla stampa lo scorso dicembre". E chiede ancora perché "le ordinanze di sgombero di alcuni campi nomadi giacciono firmate nel cassetto del sindaco senza che alcuno sgombero sia avvenuto". Poi prende carta e penna, scrive a Marta Vincenzi e al presidente del consiglio Giorgio Guerello e annuncia lo sciopero: "Non mi presenterò più per la prima parte del consiglio (quando verranno discusse le altre interpellanze, ndr) finché non saranno trattati questi argomenti".

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La commissione sui rifiuti butta via i soldi (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Redazione - venerdì 15 febbraio 2008, 07:00 Fuoco e fiamme, l'altro ieri, da parte della maggioranza di centrosinistra in Provincia per convocare una commissione speciale che dovrebbe discutere di rifiuti, ma poi, la mattina seguente, al momento di riunirsi, si presentano regolarmente e disciplinatamente in aula solo i consiglieri di opposizione di centrodestra. I quali restano per un po' in attesa dei colleghi, infine sono costretti a rinunciare e ad uscire dall'aula senza deliberare per mancanza del numero legale, ma soprattutto senza spiegarsi l'improvviso voltafaccia. Risultato: no alla commissione, sì invece all'apparato di spesa per l'allestimento della riunione e i relativi gettoni di presenza. Alla faccia del taglio dei costi della politica. E pensare che il giorno prima si era svolto un lavoro intenso, particolarmente impegnativo, da parte dei consiglieri di Palazzo Spinola: c'era da discutere su come istituire una commissione apposita che si occupasse di smaltimento rifiuti e di tutto quello che ruota intorno a questo aspetto della questione. A dibattere in profondità sull'argomento, piuttosto che i consiglieri di maggioranza, apparsi più interessati a mettere sulla carta un'altra "sovrastruttura", erano stati soprattutto alcuni esponenti della minoranza, in particolare Renata Oliveri, capogruppo Misto, già candidata del centrodestra al vertice della Provincia, e Maurizio Barsotti, Forza Italia, vicepresidente del consiglio provinciale. Che ora spiega: "Avevamo dei dubbi sulla reale utilità di questa nuova commissione. Per dirla tutta: ci pareva un doppione della quinta commissione già esistente. Ma tant'è, alla fine, dopo tanto discutere, abbiamo accettato l'invito a convocare per l'indomani l'incontro decisivo per la nomina dei componenti". Insiste Renata Oliveri: "Tanta disponibilità e altrettanto impegno da parte nostra sono stati deliberatamente traditi. Non era mai successa una cosa simile! Eravamo pronti a fornire un contributo serio alla discussione, entrare nel merito dei contenuti. In fondo - sottolinea Renata Oliveri - si tratta di questioni molto serie, su cui l'amministrazione provinciale ha competenze dirette e specifiche. Ma è stato tutto inutile, la maggioranza di centrosinistra si è dimostrata ancora una volta totalmente inaffidabile".

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Passa il bilancio, ma l'opposizione attacca su irpef e tassa rifiuti (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

FARRA Passa il bilancio, ma l'opposizione attacca su Irpef e tassa rifiuti FARRA. In un consiglio dai toni accesi, a Farra, la minoranza consiliare ha votato contro tutti i punti all'ordine del giorno, compreso il bilancio di previsione, approvati dunque con i soli voti favorevoli della maggioranza. Nel mirino dell'opposizione soprattutto l'aumento dell'Irpef dal 2 al 3 per mille, già previsto nel pluriennale di due anni fa, e l'innalzamento della copertura della tassa sui rifiuti del 15%. "Non si può mettere le mani nelle tasche dei cittadini da una parte, aumentando l'Irpef, e dall'altra parte invece accordare uno sconto di 55 mila euro in 3 anni per opere straordinarie che straordinarie non sono - ha sottolineato Nicoletta Zucchiatti, riferendosi alla vexata quaestio dell'Osteria tipica -. Lo scomputo dal canone di affitto di 55 mila euro è un mancato introito per il Comune e coincide con l'aumento di circa 2,5 punti di addizionale comunale. Un punto di addizionale in più sono circa 24 mila euro". L'assessore comunale al Bilancio Massimo Simsig ha replicato che le asserzioni dell'opposizione "lasciano il tempo che trovano: è vero che le imposte non sono sempre benviste, ma l'Irpef è una tassa più equa rispetto all'Ici, in quanto non colpisce indiscriminatamente anche chi non è benestante, ma solo chi guadagna di più. Si tratta peraltro di pochi euro in più, dagli 8 ai 12 euro in tutto l'anno. Mi sembra che non siano questi i problemi. Noi ci stiamo impegnando con investimenti in conto capitale per lavori importanti, di ristrutturazione di scuole, illuminazione pubblica, eliminazione delle barriere architettoniche. Si tratta di progetti importanti e non di facciata, mettiamo a norma le strutture fondamentali del paese. Circa invece le tariffe individuali a servizio della persona, retta dello scuolabus, servizio mensa, spese cimiteriali, sono tutte rimaste inalterate. Noi vogliamo garantire il nostro impegno sociale, al di là degli aumenti di energia e carburante che sicuramente pesano sulla nostra società". L'Ici è stata confermata al 5 per mille per la prima casa, al 7 per la seconda. L'opposizione ha votato contro "perché - ha spiegato l'avvocato Franco Stradner - non ci deve essere l'Ici sulla prima casa, la riteniamo un'aliquota patrimoniale ingiusta". Sulla conferma dei gettoni di presenza per la commissione edilizia, l'opposizione si è astenuta. Simsig ha annunciato un'importante novità sulla Tarsu: "Vorremmo rimodulare il metodo di calcolo della tassa sui rifiuti, adottando un sistema intermedio fra Tarsu e Tia che non sia basato sui metri quadrati dell'abitazione, ma tarato in base agli utenti che producono i rifiuti. Intendiamo realizzare una conversione graduale. Auspichiamo peraltro che con l'apertura a maggio dell'impianto di selezione e con l'appalto unico per la fornitura del servizio di asporto ci sia una riduzione dei costi di gestione del servizio". Ilaria Purassanta.

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Ds e Dl, 600mila euro al Pd e a De Gregorio 700mila da Fi (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-02-15 - pag: 17 autore: FINANZIAMENTI AI PARTITI Ds e Dl, 600mila euro al Pd e a De Gregorio 700mila da Fi I primi finanziamenti girati da Ds e Margherita al Partito democratico sono le quote mensili che i parlamentari sono chiamati a versare al partito: nel 2007 in tutto 600mila, 426.000 provenienti dai Ds e 174.120 versati dalla Margherita. Pochi spiccioli se messi a confronto con le generose elargizioni del Cavaliere ai piccolissimi partiti del centro-destra. Cifre messe nero su bianco nelle dichiarazioni congiunte che i partiti sono tenuti a presentare in Parlamento per i finanziamenti superiori ai 50mila euro. Le somme che arrivano nelle casse del Partito democratico non sono così alte soprattutto se confrontate con i rimborsi elettorali che nel 2007 Ds e Margherita hanno ricevuto: al Botteghino sono giunti in tutto 21.643.870 euro e al Nazareno 16.272.659. In tutto, quindi, i due partiti hanno ricevuto quasi 37,9 milioni. Ds e Margherita si sono tuttavia accollati tutti i costi della nascita del Pd, a partire dai 4 milioni sborsati per organizzare le primarie. Il 14 ottobre, poi, i 3 milioni e mezzo di elettori che si sono recati ai gazebo hanno donato in media più dell'euro previsto, visto che sono stati raccolti complessivamente 10 milioni: finiti tutti nelle casse del tesoriere Pd Mauro Agostini, che però deve pagare l'affitto del loft (le voci parlano di cifre che oscillano da 250.000 a 500mila euro l'anno, ma non è stato ancora depositato il bilancio ufficiale e quindi si tratta solo di indiscrezioni). E poi vanno monetizzati anche il "prestito " di personale dei due partiti al Partito democratico, e l'ospitalità degli uffici nella sede della Margherita. Tutt'altro scenario nel campo avverso. Dove spiccano le generose elargizioni di Forza Italia ai partiti satellite. Azione sociale di Alessandra Mussolini, che non superò la soglia del 2% nel 2006 e non elesse alcun parlamentare, ha ricevuto 400.000 euro in quattro tranches dal partito di Berlusconi. Ancora più fortunato Sergio De Gregorio e il suo partito Italiani nel Mondo, che hanno avuto 700.000 euro dal partito del Cavaliere (a cui si aggiungono i 100.000 del finanziere romano Giovanni Calabrò). c Al Pri di Francesco Nucara sono stati girati 90.000 euro e ai Riformatori liberali di Benedetto Della Vedova 100.000 euro. Sereno l'orizzonte anche di un altro piccolo partito, i Liberaldemocratici di Lamberto Dini: in soccorso sono giunti due assegni, di 45.000 euro e di 250.000 euro, firmati dall'imprenditore salernitano Davide Cincotti, amico di Paolo Berlusconi e considerato vicino a Silvio Berlusconi. M. Se.

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Con un vero e proprio blitz la minoranza e cinque consiglieri di maggioranza l'altra sera hanno decr (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di DOMENICO TORTOLANO Con un vero e proprio blitz la minoranza e cinque consiglieri di maggioranza l'altra sera hanno decretato la fine della Gescom, l'azienda municipalizzata che finora aveva creato tanti problemi al sindaco Bruno Scittarelli sia per la gestione che per le nomine nel consiglio d'amministrazione. All'ordine del giorno c'era la soppressione della Gescom richiesta dalle minoranze e dai consiglieri di maggioranza, gli indipendenti Papa e Verrecchia, Giangrande (DCA), Altrui (Udc) e Petrillo e Iemma di Progetto Cassino. Dopo la discussione la maggioranza è uscita dall'aula per far mancare il numero legale ma è rimasto il presidente Massimiliano Mignanelli che ha dovuto mettere ai voti la richiesta. E così in 14 (9 dell'opposizione e 5 della maggioranza) hanno votato per la soppressione. L'unico voto contrario quello di Mignanelli. Prima della discussione, però, Iemma aveva lasciato l'aula. Dopo la seduta i consiglieri di Forza Italia hanno contestato il collega di maggioranza Petrillo che è stato tra i promotori dell'iniziativa. Forza Italia così rimane senza la presidenza dell'ente e chiederà nei prossimi giorni una verifica politica. "La proposta - ha detto il consigliere comunale di Forza Italia Massimiliano Leva- andava discussa in maggioranza in maniera leale. Così non è stato. Il partito dovrà trarne delle conseguenze". Dopo la pubblicazione della delibera, se non ci saranno ricorsi, l'iter prevede la nomina di un liquidatore per la chiusura dell'ente. "La maggioranza - ha detto Petrillo - deve prendere atto della volontà politica di chiudere un'azienda passiva e inutile". Più critico l'indipendente Beniamino Papa: "Finalmente abbiamo tirato il collo alla gallina dalle uova d'oro che si chiama Gescom. Una gallina dalle uova d'oro che in tanti anni di attività ha solo distribuito gettoni di presenza e prebende varie, senza che i cittadini abbiano avvertito alcun beneficio dalla sua attività. La prima considerazione che mi viene a mente riguarda però l'atteggiamento di uno dei sei consiglieri della maggioranza firmatari della proposta di soppressione: il rappresentante della lista civica Progetto Cassino, Enrico Iemma. Comunque è una vittoria politica importante quella portata avanti da me e dagli altri consiglieri che hanno votato la soppressione della municipalizzata, che ogni anno spendeva 150 mila euro per retribuire 7 membri di un consiglio di amministrazione che si riuniva decine di volte per deliberare sullo stesso argomento o come accaduto lo scorso 28 novembre quando ha discusso di come pagare un bolletta Enel di 600 Euro". In precedenza il consiglio aveva approvato i progetti di edilizia contrattata presentati dalle ditte Longo e Secim. La prima prevede in via casilina nord la costruzione di tre palazzi al posto di capannoni commerciali ma anche un museo dell'arte e una palestra e in compensazione rotatorie, marciapiedi e illuminazione. La Secim intende costruire in via San Marco tre palazzi al posto di una fabbrica dismessa e la cessione alla villa comunale di un'area verde.

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Risparmi e tagli all'ordine del giorno dell'agenda politica comunale. La legge Finanziaria (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di EMANUELE GAROFALO Risparmi e tagli all'ordine del giorno dell'agenda politica comunale. La legge Finanziaria del 2008 riserva novità, tra cui quella del gettone di presenza per i consiglieri comunali, bloccato a 117 euro per ogni seduta del Consiglio e il passaggio obbligato alla telefonia via internet. La commissione affari istituzionali prende atto dell'impossibilità di ritoccare il gettone e si interroga su come intervenire sul registro delle unioni civili, ad oggi rimasto vuoto di contenuti e di iscritti, con solo una coppia eterosessuale registrata. Bollette - La bolletta del telefono del Comune ammonta a circa un milione di euro, ma si conta di abbattere i costi grazie alla tecnologia. La Finanziaria obbliga gli enti locali all'uso del Voip, il sistema che permette di conversare telefonicamente attraverso una connessione internet. I vantaggi sarebbero quello di azzerare i costi di canone e di non richiedere interventi straordinari. "Prima facciamo questo passaggio e più risparmiamo" commenta l'assessore al bilancio Roberto Stecconi, circa i tempi di attuazione. Giro di vite anche per l'uso dei cellulari. In vista uno studio da parte degli uffici per quantificare il numero di cellulari da ritirare. "I cellulari a spese del Comune, resteranno solo ai dipendenti con obbligo di reperibilità" annuncia Stecconi. Gettone - Il gettone di presenza non si tocca. La Finanziaria parla chiaro, via le indennità mensili di 693 euro lordi, si torna al gettone di presenza di 117 euro lordi e senza possibilità da parte del Consiglio comunale di ritoccarne la cifra. La parola "fine" al dibattito è stata messa dalla commissione affari istituzionali, riunitasi ieri sera per fare chiarezza sulla questione. Tutti concordi i membri della commissione nell'affermare che i costi della politica non stanno al gradino più basso delle istituzioni. Parte la proposta trasversale di varare un documento da indirizzare all'Anci e al prossimo governo, con la richiesta di ripristinare la vecchia indennità. Coppie di fatto - Torna a tenere banco il registro delle unioni civili. Una gestazione travagliata di oltre un anno, alla fine il registro ha visto la luce solo per rimanere vuoto di contenuti e con una sola coppia iscritta. Chiara la relazione di Primo Gazzetti, dirigente dei servizi anagrafici del Comune. "Ho contattato Firenze, Ferrara e Pisa, i tre Comune che da più tempo si sono dotati di registri simili e in tutti i casi sono rimasti contenitori fini a sé stessi, perché manca un quadro normativo". Se Giovanni Zinni (An) chiede la chiusura del registro perchè ritenuto inutile e strumentale, Paolo Pascucci Rc lancia l'idea di formare un tavolo di lavoro che prenda in esame i regolamenti comunali. Prendendo ad esempio le agevolazioni del cosiddetto "pacchetto famiglia" su contributi alle giovani coppie, Pascucci chiede di vedere quali vantaggi poter estendere anche agli iscritti del registro.

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Comune, un milione di spese telefoniche: via i cellulari (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Gettoni dei consiglieri: stop agli aumenti. Coppie di fatto, si studiano i regolamenti di altre città per migliorare il registro.

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Sarà il Comune a bandire la gara di appalto per l'affidamento del servizio di trasporto pu (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Bblico urbano. Lo ha comunicato il sindaco ieri in consiglio, chiamato a ratificare la proroga data dalla Regione alla società La Panoramica fino al 31 dicembre di quest'anno, in conseguenza del mancato varo, da parte della stessa Regione, della legge che la obbligava ad indire l'appalto. Naturalmente, ha spiegato velocemente Ricci, il bando conterrà un potenziamento del servizio per adeguarlo alle nuove esigenze della città. Comunque, la presa d'atto del provvedimento regionale non c'è stato perchè la Giunta è stata costretta a ritirarlo essendo privo del parere del dirigente del settore e del collegio dei revisori dei conti. Pregiudiziale sollevata da Di Primio (An) che ha trovato il consenso del segretario generale Di Michele. Nulla di fatto, stessa sorte anche per gli altri cinque punti all'ordine del giorno, alcuni rinviati per l'assenza dei proponenti o degli assessori al ramo, altri per scioglimento della seduta, causa mancanza del numero legale (uscita dall'aula della maggioranza). Una seduta inutile, ma costosa per i contribuenti per via del gettone di presenza, svoltasi in un clima di tensione, di scontri verbali tra i consiglieri e tra questi e il persidente di turno Di Paolo. Toni accesi, nervosismi esasperati, tensioni evidenti dentro la maggioranza, con un folto gruppo di cittadini che hanno assistito ad uno spettacolo indecoroso, incredibile. E in merito alle polemiche scoppiate per le processioni, il sindaco Ricci ha tenuto a chiarire che il servizio svolto dai Vigili urbani è gratuito per tutte le processioni parrocchiali, in base ad una delibera della Giunta e al regolamento. Ciò, contrariamente a quanto dichiarato dalla comandante della Polizia municipale. Ma com'è possibile che i Vigili ignorino gli atti comunali? E agli enti religiosi che hanno pagato (se hanno pagato) gli verrà restituita la somma?.

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Ad Ancona consiglieri più assidui (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-02-13 - pag: 13 autore: Attività politica. Sempre presente in aula nel 2007 il 66% degli eletti al Comune del capoluogo marchigiano Ad Ancona consiglieri più assidui Bologna registra il tasso di partecipazione minore dell'area (86,2%) Andrea Lanzarini Solo in due sedute di maggio, il Consiglio comunale anconetano ha registrato il più alto numero di assenze, con appena quattro banchi vuoti. I consiglieri dorici sono infatti i più "presenzialisti" tra i quattro Comuni capoluogo del Centro-Nord, con un tasso di partecipazione medio nel 2007 del 97,2 per cento. Sono anche i meno convocati, visto che l'anno scorso le sedute sono state appena 23, contro le 93 di Bologna. E, forse questa agenda così fitta spiega come mai le Due Torri siano il fanalino di coda, pure con un tasso medio di partecipazione dell'86,2 per cento. Sono questi i principali risultati dell'indagine condotta da "Il Sole-24Ore CentroNord " sulle presenze ai lavori dei Consigli comunali nelle quattro città capoluogo. Ancona Su 41 eletti consiglieri eletti, sono 27 (il 66%) coloro che non si sono persi neppure una seduta. Di questi, 15 militano nel Pd. è difficile, comunque, chiamare "assenteista" chi, come David Favia, ha collezionato appena cinque assenze. "E pure giustificate. Sono stato assente una volta per malattia – spiega il consigliere – e per impegni legati alla mia attività di vicepresidente del Consiglio regionale: per esempio, ho mancato due sedute, che erano molto ravvicinate tra loro, perché ero in missione all'estero". Ad Ancona i lavori sono molto concentrati e il numero delle sedute è contenuto. All'ordine del giorno, nel 2007, l'impatto del Piano sanitario regionale, un lavoro conoscitivo sulle partecipate del Comune e questioni urbanistiche: in questo mandato, infatti, si dovrà fare un nuovo Piano regolatore "Ci riuniamo –spiega Giuseppe Frisoli, presidente del Consiglio comunale – mediamente due volte al mese, quando ci sono delibere da votare importanti mozioni o interpellanze da discutere. E faremo così anche nel 2008: certamente, non aumenteremo il numero delle sedute per incassare più gettoni di presenza ". Il riferimento polemico è all'ultima Finanziaria che ha inciso sui compensi dei consiglieri comunali: se prima erano pagati con un'indennità (ad Ancona circa 690 euro lordi al mese), ora saranno pagati con un gettone di presenza (117 euro per le sedute dell'Aula e 58 per le commissioni). "è una norma – continua Frisoli – offensiva: se le assemblee elettive sono un costo, allora sciogliamole ". Una provocazione, ma che esplicita un malcontento, molto diffuso anche nelle altre città:"I Consigli – conclude Frisoli – dovrebbero essere valorizzati. E in ogni caso, sarebbe stato opportuno affrontare più compiutamente la questione nell'ambito della modifica del Testo unico sugli enti locali". Bologna Ha il minor tasso di partecipazione (86,2%) ma il maggior numero di sedute (93). Da luglio 2006 il regolamento prevede due sedute, l'ordinaria del lunedì e il question time del venerdì (38 nel 2007). Eppure, nonostante questo calendario fittissimo, c'è chi non ha mai mancato un appuntamento: Angelo Marchesini (Pd), Daniele Carella (Fi) e Patrizio Giuseppe Gattuso (Gruppo misto). "Credo che sia opportuno garantire la presenza per rispetto degli elettori – dice Marchesini – anche se conciliare impegni lavorativi e privati con quelli politici non è sempre facile". Tra i più assenti, il deputato dell'Udc Gianluca Gal-letti (che è stato eletto a Bologna nelle file della lista civica La tua Bologna)."Certamente –replica Galletti – i miei impegni romani hanno influito, tant'è vero che quando non ero deputato i numeri della mia partecipazione erano ben diversi. Ma pesa anche la decisione di tenere due sedute settimanali, delle quali, quella del question time, è priva di ogni contenuto amministrativo. Per come la vedo io, si tratta di una consuetudine che oserei definire "imbarazzante", per dare gettoni di presenza in più". Pure in un clima politico torrido – negli ultimi mesi dalla compagine che sostiene la Giunta sono uscite alcune componenti, poi in parte rientrate, e oggi la maggioranza è risicata – il Consiglio ha lavorato molto: sono state presentate 78 interrogazioni e 171 interpellanze, mentre sono state approvati 91 ordini del giorno e 128 delibere. Firenze Situazione esplosiva anche nel Consiglio fiorentino, che a fine gennaio ha rischiato di saltare per tensioni nella maggioranza su una delibera per la gestione del servizio idrico. La crisi ora pare rientrata, con la firma di un Patto di fine mandato. Molto alta, comunque, la partecipazione alle 41 sedute del 2007: il 90,6 per cento. Percorso netto per Bianca Maria Giocoli (Fi), Paolo Imperlati (Pd) e il presidente dell'Assemblea (a rischio di sfiducia nei giorni della crisi) Eros Cruccolini (Sd); viceversa, il meno assiduo è stato Pietro Paolo Amato (47,7%)."A Palazzo Madama – spiega il senatore di Forza Italia – per le note vicende, avevo l'obbligo di presenza. Ma questo non mi ha impedito di seguire le questioni locali e, anzi, di portarle come senatore su un palcoscenico più vasto. è anche questo un modo,per noi dell'opposizione, di far valere la nostra voce, visto che nei Consigli comunali siamo penalizzati". Nel menu del Consiglio, è molta la carne al fuoco: "Dalla discussione sulla tramvia – elenca Cruccolini – ai problemi sociali, della casa e della sicurezza. Dall'adozione del piano energetico ambientale comunale a quella del piano strutturale". Nel 2007 il Consiglio fiorentino ha approvato 82 delibere e sono state presentate 500 tra interrogazioni e interpellanze. Perugia L'urbanistica ha fatto la parte del leone nelle 54 sedute – una ordinaria settimanale e un question time ogni secondo mercoledì del mese – del 2007."C'è stata tutta la questione del minimetrò – dice il presidente Franco Ciccone – o della riqualificazione dell'area del mercato coperto. E inoltre la discussione sulle strutture sanitarie che ora, con l'apertura del nuovo ospedale, sono da riqualificare. Ma abbiamo parlato anche di sicurezza e infrastrutture, visto che la nostra regione è un po' tagliata fuori dalle grandi arterie". Mediamente, la partecipazione è stata dell'89,4 per cento. Solo Antonio Rocco Valentino (An) si è sempre posizionato al suo banco. Il più assenteista, invece, è stato Gianluigi Rosi, candidato sindaco alle ultime amministrative. "La mia assenza – puntualizza Rosi – è anche una forma di protesta, visto che è difficile incidere in Consiglio: i rapporti con la maggioranza sono al muro contro muro. E comunque, quando partecipo, resto, a differenza di altri, per tutta la durata della seduta; oltre a ciò faccio opposizione anche in altro modo direttamente sul territorio. Talvolta anche con gesti plateali, come quando occupammo per giorni l'Aula". Il Consiglio ha deliberato 223 atti, mentre sono stati 88 gli ordini del giorno e le mozioni presentati.

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Considerazioni di un cittadino comune (sezione: Costi dei politici)

( da "Opinione, L'" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Oggi è Ven, 15 Feb 2008 Edizione 32 del 15-02-2008 Ben vengano le proposte di rinnovamento dello Stato ma non devono essere l'ennesima presa per i fondelli Considerazioni di un cittadino comune di Leone Massa Ognuno di noi, durante la sua esistenza, è stato spettatore o attore o comparsa nel teatro della vita del suo tempo. Ognuno di noi ha vissuto delle esperienze, più volte negative, o ha assistito ad esperienze altrui. Pochi dal bagaglio di queste esperienze ne hanno saputo trarre le conseguenze sapendo distinguere ciò che è buono da ciò che non lo è. Si tratta per lo più di una volontà individuale a trarne le conseguenze modificando i propri giudizi e pregiudizi. Sarebbe stato auspicabile che sin dai primi anni di scuola si fosse insegnato agli studenti un principio basilare per creare uomini liberi ed affrancati da ideologie il più delle volte tese a renderli schiavi per l'intera vita. Nella lunga mia esistenza ne ho viste di tutti i colori e devo ringraziare mio padre se mi sono sentito sempre una persona libera da ideologie e pregiudizi. Sono nato durante il periodo fascista, sono stato figlio della lupa e poi balilla, ho vissuto la seconda guerra mondiale, la Monarchia e la Repubblica, la dittatura e la democrazia. Così nella mia mente ho fotografato gli avvenimenti che mi hanno riguardato personalmente e quelli che mi sono passati sotto gli occhi. Alla mia età, avendomi il buon Dio donato una discreta memoria, rimango poco fiducioso nel futuro del nostro paese quando assisto a dei dibattiti televisivi tra politici di vari schieramenti con alle spalle le loro clack senza che mai vi partecipi un cittadino comune. Anche i filmati con interviste pilotate mi fanno ridere. Un senso di diffuso malessere da alcuni decenni nella pubblica opinione ha trovato sfogo attraverso un comico come Beppe Grillo che, grazie alla sua irruenza verbale, ha sconvolto un potere ormai lontano dal più elementare senso delle parole democrazia e libertà. Non dobbiamo dimenticare che già negli anni sessanta certe cose venivano portate alla luce da un mio concittadino, Totò, nella scena del comizio di Antonio La Trippa che denunciava al popolo le malefatte dell'allora classe politica, ma in quell'epoca il clientelismo ed il boom economico fecero sì che la denunzia di Totò fosse accolta con una risata. Purtroppo già allora era una verità! Alcuni libri come "Gomorra" di Roberto Saviano e "La Casta" di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, come pure, da anni il programma televisivo "Report", hanno prodotto nel tempo quella che oggi viene chiamata antipolitica. La classe politica italiana, attenta in tutti questi decenni esclusivamente alla detenzione del potere per un proprio interesse, sta trovando qualsiasi espediente per salvarsi non tanto dalla spallata di una parte contro un'altra ma da quella inferta da un comico. Il v-day everyday nei confronti della classe politica è ormai diffuso nella maggior parte dell'opinione pubblica e nessun espediente politico potrà modificare l'attuale pensiero del cittadino italiano se non vi è una seria volontà di ripristinare in Italia lo stato di diritto, il rispetto della Costituzione, anche se vecchia, la giustizia e la democrazia. I cittadini sanno bene che non vi è solo una casta ma tante caste, ciascuna per ogni Istituzione dello stato che per i propri interessi particolari, nella più volte proclamata indipendenza, hanno messo fino ad ora sotto i loro piedi il diritto, la Carta Costituzionale, la democrazia ed il rispetto delle regole a danno del popolo lavoratore usando a loro piacimento il portafoglio del cittadino. Spero che alle prossime elezioni il popolo italiano sappia comportarsi da ben pensante facendo frutto delle esperienze vissute e non si trasformi come in passato in tifoso della curva A o della curva B. L'Italia non ha bisogno di politici ma di statisti che guardino non solo all'immediato ma anche lontano. Ben vengano le proposte di rinnovamento dello Stato di Veltroni e Berlusconi ma non devono essere l'ennesima presa per i fondelli del cittadino e spero nella responsabilità della classe di governo, che uscirà dalle prossime elezioni, perché le decisioni che verranno prese facciano richiamare al loro dovere le Istituzioni dello Stato, primo fra tutti il rispetto del cittadino, del suo portafoglio, dei suoi diritti, dei dettati della Carta Costituzionale, della libertà e della democrazia, quella vera. Se qualcuno vorrà contestare la mia attribuzione di casta non solo politica ma in seno alle Istituzioni dello Stato, sono pronto a fornire testimonianze tangibili dovute a mie esperienze personali.

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Un voto troppo alto ma l'errore è formale (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

LA DATA - Leonardo Muraro è un cacciatore "patentato" da più di un anno: ha conseguito la licenza nella sessione del 14 dicembre del 2006, iniziata alla 15.LO SCRITTO - Come Gobbo, anche il presidente della Provincia aveva presentato tutti i documenti richiesti, venendo dunque ammesso alla verifica finale, e aveva compilato il questionario da trenta domande a risposta multipla: Muraro ne aveva imbroccate venticinque. In particolare, non aveva dato la soluzione esatta al quesito 60 (argomento: tutela della natura), al 63 (pronto soccorso), al 68 e al 72 (armi e munizioni) e al 114 (biologia). Il punteggio raggiunto era comunque più che sufficiente per garantire al candidato l'ammissione alla prova orale. Anche in questo caso il verbale riportava però la valutazione massima: 30 su 30.L'ORALE- Nell'interrogazione il leader dell'amministrazione provinciale ha guadagnato una votazione superiore a 6/10 in ognuna delle cinque materie. Davanti a lui sedeva la commissione al completo, con il presidente, l'avvocato Franco Botteon, e i cinque componenti. Lo attesta il fatto che tutti hanno firmato non solo il verbale d'esame, ma pure il foglio delle presenze, con tanto di indicazione dei chilometri percorsi per raggiungere la sede della Provincia, in modo da ricevere il gettone di presenza e il rimborso delle spese di viaggio.LE CONSEGUENZE - L'indagine interna ha concluso che il massimo dirigente di viale Battisti ha sostenuto l'esame in modo completo e secondo la prassi di legge. Il punteggio non veritiero trascritto nle resoconto, dal momento che l'aspirante cacciatore aveva comunque superato la prova, è stato considerato un errore formale "ininfluente sull'esito finale dell'esame e sulla regolarità del medesimo". Ergo Muraro può continuare ad imbracciare la doppietta in piena legittimità.m.zan.

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Indennità assessori, il Comune risparmia trentamila euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

DAL COMUNE Indennità assessori, il Comune risparmia trentamila euro MaseradaGli assessori del comune di Maserada rinunciano al gettone di presenza. In un periodo in cui i cittadini chiedono ai politici di ridurre i costi e di azzerare gli sprechi della politica, anche que+st'anno gli assessori del Comune di Maserada sul Piave, offrono un concreto esempio di etica nell'amministrare la cosa pubblica. L'assessore ai Lavori pubblici, Eligio Fregonese, ha deciso nuovamente di rinunciare in toto all'indennità di carica per destinarla al settore cultura in vista dell'organizzazione di un concerto per favorire l'aggregazione giovanile. Fregonese, assessore esterno della Giunta comunale di Maserada sul Piave, intende, infatti, mettersi a servizio della comunità in pieno spirito volontaristico.Hanno rinunciato alla metà del compenso loro spettante anche gli assessori Giuseppe Quinto e Romeo Schiochetto che, rispettivamente come pensionato e come lavoratore autonomo, avrebbero diritto all'indennità completa, pari a 15 mila euro lordi annui, uniformandosi così all'indennità percepita dagli assessori Elena Mattiuzzo e Diego Cappelletto che, in quanto lavoratori dipendenti, percepiscono un'indennità pari a 7 mila 500 euro lordi annui. Grazie a tali scelte, il Comune di Maserada risparmia così ben 30 mila euro l'anno che vengono messi a disposizione nel bilancio comunale e quindi destinati alla collettività.

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CORTE CONTI: AVOLA, ALTI COSTI POLITICA PER CLIENTELE (sezione: Costi dei politici)

( da "Agi" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ancona CORTE CONTI: AVOLA, ALTI COSTI POLITICA PER CLIENTELE (AGI) - Ancona, 15 feb. - "Le indagini concretamente riconducibili ai costi della politica vanno da quelle propriamente legate alla percezione di tan- genti (oramai piuttosto desuete nella forma tradizionale della consegna di una borsa piena di soldi), alla moltiplicazione degli enti e delle societa' partecipate, all'attribuzione di consulenze di favore, alla proliferazione di assunzioni in violazione dei limiti di legge (soprattutto nell'amministrazione privatizzata), all'ingiustificata lievitazione dei compensi e delle indennita', all'assegnazione di posti di rilievo e non, senza la valorizzazione oggettiva dei requisiti di merito". Lo ha detto nella sua relazione all'apertura dell'anno giudiziario, il procuratore della Corte dei Conti delle Marche, Alberto Avoli. Parlando delle problematiche relative alle societa' partecipate, Avoli ha spiegato che queste "possono essere inquadrate in un contesto piu' ampio, definito in modo figurato come ingiustificato costo della politica". "La locuzione e' un eufemismo - ha detto il magistrato - per descrivere quei complessi e sicuramente diffusi metodi di gestione clientelare della cosa pubblica, che conducono ad accrescerne i costi per il conseguimento anche indiretto di utilita' di vario tipo, a vantaggio dei soggetti che esercitano pubblici poteri, non necessariamente di vertice". "Piu' che di costi della politica - ha aggiunto Avoli - sarebbe forse meglio parlare di costi della clientela, di costi della personalizzazione dei rapporti nella pubblica amministrazione, di costi della mancata trasparenza e della violazione del principio di imparzialita'". Secondo il magistrato, "questi fenomeni sono talmente radicati da poter essere contrastati con difficolta'". "Molto spesso infatti la gestione clientelare della cosa pubblica - ha concluso Avoli - trova copertura e nutrimento nelle smagliature del sistema normativo, nella sofisticazione simulatoria delle modalita' di gestione, nel radicamento di una robusta tela di ragno rafforzata dalla convergenza di interessi omertosi". (AGI).

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Italia, Confindustria denuncia i costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Emmegipress" del 15-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sezione: n.d. Categoria: Economia Titolo: Italia, Confindustria denuncia i costi della politica Data: 27/12/2007 23.35.49 Fonte: Le Figaro, Francia News: In un rapporto di 287 pagine preparato dal suo centro studi, la Confindustria denuncia, statistiche alla mano, i privilegi di una classe politica "incapace di rispondere alle urgenze del momento". "L'Italia è¨ il paese europeo in cui i costi della politica sono maggiori", scrivono gli imprenditori italiani. Senza riprendere le argomentazioni populiste del comico Beppe Grillo, che ogni giorno continua a bersagliare il Palazzo, la confederazione degli industriali ha stilato una lista eloquente dei privilegi dei parlamentari. Ciascun parlamentare costa in media alle casse pubbliche 1 milione e 531mila euro, "poco meno del doppio del costo complessivamente sostenuto da Francia e Germania e quasi sei volte superiore a quello sostenuto dalla Spagna".

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