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15-2-2008 #TOP
Un nuovo socialismo
Giorgio Bocca (L’Espresso del 15-2-2008)
Il libero mercato sta
portandoci all'autodistruzione, perché il mondo non ha più posto per tutti i
desideri e per tutti i soprusi. Al suo posto il socialismo della sopravvivenza
arriverà, speriamo, al mercato possibile
Sui giornali e alla
televisione continua l'elogio
del libero mercato, cioè di
qualcosa che non esiste, smentito dalla realtà. E mentre si
celebra la morte delle ideologie, delle utopie, delle promesse ingannevoli,
sale il concerto di lodi al 'capitalismo natura', cioè la corsa al profitto come unico premio
ai cittadini laboriosi e unico freno ai pigri e ai disonesti. La
giustificazione ripetuta sino alla noia è il solito così siam fatti o così fan
tutti. Basta aprire gli occhi e guardare cosa succede nel nostro Paese e nel
mondo per capire che questo
libero mercato non è libera concorrenza, ma uno scontro di giganti che dispongono di
montagne di miliardi e dell'appoggio dei politici al potere,
non libero mercato, ma spartizione tra i più forti.
E allora, perché appendergli addosso virtù che non ha e nascondere anche i
difetti più macroscopici? Il libero mercato, nel senso di un mercato senza
regole che può portare alla fine del genere umano, è la filosofia delle
alluvioni, dei terremoti: venir trascinati verso la rovina universale
continuando a dire che si tratta di un processo naturale e benefico.
Il libero mercato come
selezione dei migliori? Quel che succede realmente in Italia è l'esatto contrario, la
corsa al profitto seleziona i peggiori: ci sono province nel nostro Meridione
in cui il ceto dirigente, la borghesia al potere negli uffici e nelle
industrie, quella che dovrebbe combattere le associazioni malavitose, diventa
Mafia, crea la nuova società capovolta dove sono premiati i delinquenti e
puniti gli onesti.
Dal libero mercato si passa al partito
degli affari, dallo Stato di diritto allo Stato mafioso dove a
comandare sono le associazioni dei furbi e ladri. La decomposizione dello Stato di diritto è
manifesto: l'applauso del Parlamento a un deputato che difende
l'impunità sua e della sua casta, il perdurante e crescente elogio del
'martire' Craxi, cioè del politico che ha creato il sistema delle 'dazioni', i
pedaggi che la politica pretende dalla società civile, un politico condannato
in modo definitivo dai tribunali della Repubblica, uno che considerava giusto e
normale usare ai suoi fini personali i miliardi delle aziende di Stato. Difeso
e lodato dal partito degli affari perché aveva ridotto la politica a un affare.
A volte si ha l'impressione che si avvicini la
catastrofe finale. La vergognosa vicenda napoletana di una grande
città sommersa dalla spazzatura perché i furbi e i ladri per fare soldi non
hanno voluto spazzarla via, indica però la via a un socialismo nuovo, non più
utopico e romantico, non più evangelico e filantropico, ma da stato di
necessità. Un socialismo
obbligatorio che s'imporrà per la sopravvivenza, perché il
mondo ha dei limiti, perché non ha più posto per tutti i desideri e tutti i
soprusi.
Il libero mercato sta portandoci all'autodistruzione:
se non provvedi a rimuovere la tua spazzatura, te la ritrovi sulla porta di
casa. Il rimedio dei ricchi di passare le loro spazzature ai poveri non è più
facile e indolore.
Al posto del libero mercato il socialismo della sopravvivenza arriverà,
speriamo, al mercato possibile. Mettendo
fine al mercato libero dell'autodistruzione, degli sprechi, dei furti, per passare al
mercato ragionevole dei consumi compatibili con le risorse, del benessere
esente dagli sprechi e dalle competizioni insensate. E alla rinuncia a una
cultura di stampo militare, fatta di continue conquiste e di continui riarmi.
(15 febbraio 2008)
PROF,
APRITE UN BLOG SUI VOSTRI ALUNNI!
( da "Corriere
delle Alpi" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
in un Paese
dove si vende quasi un milione di copie di un libro come La casta di Sergio
Rizzo e Gian Antonio Stella - libro nel quale con molta enfasi si dà a
intendere, in soldoni, che senza distinzione tutti coloro che ci governano sono
ladri e farabutti o, nel migliore dei casi, veri cretini - si va invece a
punire l'autore di un blog scolastico?
Il
sindaco Domenici Nessun risultato ci farà cambiare idea
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Allora le
dico che c'è anche un problema di trasparenza, di moralità e di costi della
politica di cui tanto oggi si parla. E' possibile che mentre esiste una legge
che regola il finanziamento delle campagne elettorali per le elezioni
politiche, per questo referendum si possa spendere e spandere senza alcun
controllo e trasparenza?
La
giunta taglia i gettoni ma il Tar rende i soldi ai consiglieri
( da "Nazione,
La (Nazionale)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
di ridurre
notevolmente i gettoni di presenza, sulla base di quanto deciso dalla
Finanziaria, un parere del Ministero dell'Interno ha dato torto ai calcoli
adottati per effettuare i tagli. Il Ministero ha precisato che "sono fatti
salvi gli incrementi legittimamente deliberati dai singoli enti prima
dell'entrata in vigore della nuova normativa,
Canone
ridotto all'assessore Virili Paga 286 euro per una casa comunale
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
volta non si
tratta delle indennità di funzione o dei gettoni di presenza, ma di un
'benefit', secondo un'interrogazione comunale dei consiglieri di Forza Italia,
Marco Gnocchini e Vincenzo Rossi, verso l'assessore del Pdci ex insegnante. In
realtà l'assessore provinciale Virili ha e aveva tutte le carte in regola per
ricevere quell'abitazione in base a quello che prescrive la legge.
NESSUNA
via d'uscita. Non lascia spazi, nemmeno dopo un'accurata lettur
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
alle vecchie
leggi è stato abolito il passaggio in cui si menzionava il gettone di presenza
e con la soppressione di poche parole è sfumata ogni probabilità di accrescere
la 'paghetta' dei consiglieri comunali del capoluogo. Inizialmente il
capogruppo di Forza Italia, Paolo Pelosi, ricevendo il materiale sulla legge
Finanziaria aveva ipotizzato qualche spiraglio: "Ma in realtà ?
Poca
semplificazione, molto risparmio di spesa
( da "Italia
Oggi (Enti Locali)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
in occasione
di consultazioni elettorali. Le commissioni elettorali circondariali, invece,
mantengono intatte tutte le funzioni previste dalla vigente normativa,
nonostante i loro componenti vengano privati del gettone di presenza. L'intervento
normativo sulla commissione elettorale comunale è stato salutato con grande
soddisfazione da Anusca e da tutti gli operatori del settore.
Indennità
di funzione ko ( da "Italia Oggi (Enti Locali)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
un gettone di
presenza per la partecipazione a consigli e commissioni e che, in nessun caso,
l'ammontare dei gettoni di presenza percepito nell'ambito di un mese da un
consigliere può superare l'importo pari ad un quarto (fino al 31/12/2007 il
limite era un terzo) dell'indennità mensile di carica, prevista nella sua
misura massima,
Gettoni
salvi (fino al 2007) ( da "Italia Oggi (Enti Locali)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
267/2000 in
materia di status degli amministratori locali? In particolare, sono richieste
delucidazioni in merito al mantenimento in essere degli incrementi dei gettoni
di presenza deliberati nel 2007 e se le disposizioni di cui all'articolo 1,
comma 54, della legge n.
Gettoni
di presenza in consiglio Il Ministero boccia i tagli di Bonifazi
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
INTERVENTO SI
TORNA ALL'ANTICO. INEFFICACI LE RIDUZIONI DEL COMUNE Gettoni di presenza in
consiglio Il Ministero boccia i tagli di Bonifazi - -->.
PRINCIPALE
colpevole della riduzione dei compensi ai consiglieri comunali è il comma 25
dell ( da "Nazione, La (Grosseto)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
limitatamente
ai comuni capoluogo di provincia, e delle comunità montane hanno diritto a
percepire un gettone di presenza per la partecipazione a consigli e
commissioni. In nessun caso l'ammontare percepito in un mese da un consigliere
può superare l'importo pari ad un quarto dell'indennità massima prevista per il
rispettivo sindaco o presidente in base al decreto legislativo 267 del
2000"
Di
CRISTINA RUFINI VA BENE RIDURRE i compensi dell
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Interno ha
cercato di fare chiarezza sulla notevole riduzione dei gettoni di presenza. Il
parere del direttore centrale del Dipartimento, Angelo di Caprio, ha chiarito
che non era necessario, nella realtà dell'ente grossetani,dare un simile colpo
di mannaia ai compensi dei consiglieri, riducendoli di più del 60 per cento.
La
casta cerca di uscire dal fossato
( da "Nuova
Sardegna, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Associazione
degli amministratori degli Enti locali e Nicola Leone, magistrato della Corte
dei conti La "casta" cerca di uscire dal fossato Ridurre i costi
della politica è il primo obbiettivo per riacquistare credibilità CAGLIARI. La
politica sarà "casta" ma ormai messa alle strette è alla ricerca di
quei correttivi che la riavvicinino al paese reale.
Di
fronte alla crisi Eurolandia e Russia devono allearsi
( da "Milano
Finanza (MF)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
efficienza
dell'economia russa renderebbero sostenibili nel lungo termine la rivalutazione
del rublo e i costi della politica sociale a beneficio della popolazione,
limitando le perdite di competitività. Gli investimenti pubblici nelle
infrastrutture, l'istruzione e la ricerca giocano qui un ruolo essenziale per
via dell'effetto moltiplicatore sugli investimenti privati,
Prof,
aprite un blog sui vostri alunni! - giulio mozzi
( da "Nuova
Venezia, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
in un Paese
dove si vende quasi un milione di copie di un libro come La casta di Sergio
Rizzo e Gian Antonio Stella - libro nel quale con molta enfasi si dà a
intendere, in soldoni, che senza distinzione tutti coloro che ci governano sono
ladri e farabutti o, nel migliore dei casi, veri cretini - si va invece a
punire l'autore di un blog scolastico?
<il
vero decentramentoriduce i costi della politica>
( da "Secolo
XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
enti
inutili" quale esempio di un efficace "rinnovamento della
politica". Chiariamo innanzitutto uno dei punti fondamentali delle
riflessioni riferite alla razionalizzazione dei costi; affermando ciò, è stata
scritta una macroscopica inesattezza, infatti, la scelta dei Municipi va in una
direzione opposta a quella descritta.
Commissione
Rifiuti, Della Bianca contro tutti
( da "Secolo
XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
In provincia
Il consigliere azzurro attacca: "Serve solo per il gettone. Che pena
vedere anche i miei votare a favore" 15/02/2008 "QUELLA commissione è
inutile, serve solo per aggiudicarsi un gettone di presenza in più ogni tanto.
Quello che più mi ferisce, però, è che il mio stesso schieramento, nonostante
le proteste, alla fine ha aderito".
<per
un'ora e mezza di seduta, 5.000 euro>
( da "Secolo
XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Basta fare un
conto del numero dei consiglieri comunali presenti e moltiplicarlo per il costo
del gettone di presenza e il conto è presto fatto: ben cinquemila euro. Per
stare riuniti poco più di un'ora, pause comprese. Mi chiedo se sia etico, in un
momento di difficoltà come l'attuale e soprattutto in virtù dei messaggi
moralizzatori che ci vengono inviati.
Tursi,
la seduta-lampo del consiglio costa settemila euro ai contribuenti
( da "Giornale.it,
Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Ma se in
consiglio non c'è stato il tempo di litigare, poco dopo, già nella buvette, il
capogruppo di Forza Italia parte all'attacco. "Tanti si sono opposti in
modo demagogico all'aumento del gettone di presenza. Quando invece i costi
inutili della politica ci sono per davvero, alla maggioranza tutto va
bene".
La
commissione sui rifiuti butta via i soldi
( da "Giornale.it,
Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
di spesa per
l'allestimento della riunione e i relativi gettoni di presenza. Alla faccia del
taglio dei costi della politica. E pensare che il giorno prima si era svolto un
lavoro intenso, particolarmente impegnativo, da parte dei consiglieri di
Palazzo Spinola: c'era da discutere su come istituire una commissione apposita
che si occupasse di smaltimento rifiuti e di tutto quello
Passa
il bilancio, ma l'opposizione attacca su irpef e tassa rifiuti
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Sulla
conferma dei gettoni di presenza per la commissione edilizia, l'opposizione si
è astenuta. Simsig ha annunciato un'importante novità sulla Tarsu:
"Vorremmo rimodulare il metodo di calcolo della tassa sui rifiuti,
adottando un sistema intermedio fra Tarsu e Tia che non sia basato sui metri
quadrati dell'abitazione,
Ds
e Dl, 600mila euro al Pd e a De Gregorio 700mila da Fi
( da "Sole
24 Ore, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
di personale
dei due partiti al Partito democratico, e l'ospitalità degli uffici nella sede
della Margherita. Tutt'altro scenario nel campo avverso. Dove spiccano le
generose elargizioni di Forza Italia ai partiti satellite. Azione sociale di
Alessandra Mussolini, che non superò la soglia del 2% nel 2006 e non elesse
alcun parlamentare,
Con
un vero e proprio blitz la minoranza e cinque consiglieri di maggioranza
l'altra sera hanno decr ( da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
oro che in
tanti anni di attività ha solo distribuito gettoni di presenza e prebende
varie, senza che i cittadini abbiano avvertito alcun beneficio dalla sua
attività. La prima considerazione che mi viene a mente riguarda però
l'atteggiamento di uno dei sei consiglieri della maggioranza firmatari della
proposta di soppressione: il rappresentante della lista civica Progetto
Cassino,
Risparmi
e tagli all'ordine del giorno dell'agenda politica comunale. La legge
Finanziaria ( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
di cellulari
da ritirare. "I cellulari a spese del Comune, resteranno solo ai
dipendenti con obbligo di reperibilità" annuncia Stecconi. Gettone - Il
gettone di presenza non si tocca. La Finanziaria parla chiaro, via le indennità
mensili di 693 euro lordi, si torna al gettone di presenza di 117 euro lordi e
senza possibilità da parte del Consiglio comunale di ritoccarne la cifra.
Comune,
un milione di spese telefoniche: via i cellulari
( da "Messaggero,
Il (Ancona)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Gettoni dei
consiglieri: stop agli aumenti. Coppie di fatto, si studiano i regolamenti di
altre città per migliorare il registro.
Sarà
il Comune a bandire la gara di appalto per l'affidamento del servizio di
trasporto pu ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ma costosa
per i contribuenti per via del gettone di presenza, svoltasi in un clima di
tensione, di scontri verbali tra i consiglieri e tra questi e il persidente di
turno Di Paolo. Toni accesi, nervosismi esasperati, tensioni evidenti dentro la
maggioranza, con un folto gruppo di cittadini che hanno assistito ad uno
spettacolo indecoroso, incredibile.
Ad
Ancona consiglieri più assidui ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Ma pesa anche
la decisione di tenere due sedute settimanali, delle quali, quella del question
time, è priva di ogni contenuto amministrativo. Per come la vedo io, si tratta
di una consuetudine che oserei definire "imbarazzante", per dare
gettoni di presenza in più". Pure in un clima politico torrido –
Considerazioni
di un cittadino comune ( da "Opinione, L'"
del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Casta"
di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, come pure, da anni il programma
televisivo "Report", hanno prodotto nel tempo quella che oggi viene
chiamata antipolitica. La classe politica italiana, attenta in tutti questi
decenni esclusivamente alla detenzione del potere per un proprio interesse, sta
trovando qualsiasi espediente per salvarsi non tanto dalla spallata di una
parte
Un
voto troppo alto ma l'errore è formale
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ma pure il
foglio delle presenze, con tanto di indicazione dei chilometri percorsi per
raggiungere la sede della Provincia, in modo da ricevere il gettone di presenza
e il rimborso delle spese di viaggio.LE CONSEGUENZE - L'indagine interna ha
concluso che il massimo dirigente di viale Battisti ha sostenuto l'esame in
modo completo e secondo la prassi di legge.
Indennità
assessori, il Comune risparmia trentamila euro
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
il Comune
risparmia trentamila euro MaseradaGli assessori del comune di Maserada
rinunciano al gettone di presenza. In un periodo in cui i cittadini chiedono ai
politici di ridurre i costi e di azzerare gli sprechi della politica, anche
que+st'anno gli assessori del Comune di Maserada sul Piave, offrono un concreto
esempio di etica nell'amministrare la cosa pubblica.
CORTE
CONTI: AVOLA, ALTI COSTI POLITICA PER CLIENTELE
( da "Agi"
del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
a vantaggio
dei soggetti che esercitano pubblici poteri, non necessariamente di
vertice". "Piu' che di costi della politica - ha aggiunto Avoli -
sarebbe forse meglio parlare di costi della clientela, di costi della
personalizzazione dei rapporti nella pubblica amministrazione, di costi della
mancata trasparenza e della violazione del principio di imparzialita'
Italia,
Confindustria denuncia i costi della politica
( da "Emmegipress"
del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Confindustria
denuncia i costi della politica Data: 27/12/2007 23.35.49 Fonte: Le Figaro,
Francia News: In un rapporto di 287 pagine preparato dal suo centro studi, la
Confindustria denuncia, statistiche alla mano, i privilegi di una classe
politica "incapace di rispondere alle urgenze del momento".
( da "Corriere delle Alpi" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Scuola PROF, APRITE
UN BLOG SUI VOSTRI ALUNNI! GIULIO MOZZI Leggo nei giornali: uno studente del
Liceo "Tito Livio" di Padova ha avviato un blog nel quale si è
divertito a raccontare la vita scolastica, senza risparmiarsi giudizi e
commenti appuntiti su compagni di scuola, professori e preside. Quando la cosa
è stata scoperta, il blog è stato oscurato (da chi?, mi domando: è intervenuta
addirittura la polizia postale?) e il ragazzo si è beccato un
( da "Nazione, La (Firenze)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
SEGUE DALLA PRIMA Il
sindaco Domenici "Nessun risultato ci farà cambiare idea" (...)
sviluppo e tutela del patrimonio culturale. La tramvia diventa icona del Pd,
una delle sfide della sinistra riformista e moderna. Sindaco, la campagna sta
diventando quasi più velenosa di quella per elezioni politiche. Perché?
"Non c'era bisogno di questo referendum. E'dannoso ed è un atto contro la
città. Il problema non è discutere, dopo decenni che si parla di tramvia e dopo
otto anni che sono state adottate le delibere; il problema non è discutere del
'se' ma del 'come'". Forse siamo arrivati al referendum perchè non si è
discusso abbastanza? "Figuriamoci. Non solo non c'è stata mai nessuna
chiusura ma c'è stata - e c'è - la volontà di aprire al massimo di
concertazione e condivisione con i residenti, gli operatori economici e
commerciali, gli utenti della città. Ma ora che il referendum è un fatto, è
giusto andare a votare e dire No a chi vuole il blocco dei lavori e No a chi
vuole fermare il cambiamento della città". Il referendum è un passaggio
della democrazia.... "Ripeto: non c'era bisogno. Oltre alla perdita di
tempo e al danno arrecato alla città, siamo di fronte a una spesa consistente.
Prima di tutto per l'organizzazione, che costerà alle casse comunali, e quindi
ai cittadini, più di un milione e 200mila euro. Che potevamo impiegare per
l'assistenza agli anziani o per gli asili nido". Un po' demagogico, non le
sembra? "Allora le dico che c'è anche un problema di
trasparenza, di moralità e di costi della politica di cui tanto oggi si parla. E' possibile che mentre esiste una
legge che regola il finanziamento delle campagne elettorali per le elezioni
politiche, per questo referendum si possa spendere e spandere senza alcun
controllo e trasparenza?" A chi si riferisce? "I promotori
hanno il dovere morale di dire chiaramente quanti soldi hanno impiegato, dove
li hanno presi e a chi li hanno dati. Sento parlare di costi che vanno ben
oltre i 300mila euro". Il passaggio dal Duomo ha scandalizzato mezzo
mondo... "E' comprensibile che ci sia questa attenzione intorno al
transito vicino al battistero, ma gli allarmi lanciati sono del tutto
ingiustificati. A questo progetto hanno detto sì le soprintendenze, il comitato
nazionale per i beni culturali, i ministeri competenti: il progetto è stato
studiato, analizzato e modificato. Non è vero che è lo stesso che c'era
all'inizio". Gli storici dell'arte contrari, sostengono che bisognerebbe
pedonalizzare immediatamente tutta piazza Duomo: nè tramvia nè bus "Se si
chiudesse quel pezzo di città ora, lasciandolo solo ai pedoni, lo consegneremmo
esclusivamente al turismo di massa. Non daremmo una risposta ai residenti, che
hanno bisogno di un mezzo di trasporto pubblico non inquinante, non rumoroso ed
efficiente. Credetemi, alla fine lì ci saranno solo binari e pedoni.
L'incidente di ieri fra bus e tram a Milano, ha allarmato ancora di più i
nemici della tramvia "A Firenze è prevista la messa in sicurezza dei
tratti promiscui con le corsie protette; le zone in cui il tram non è in sede
protetta saranno pedonalizzate, in modo che non ci siano altri veicoli che
circolano" Che succederà dopo il referendum? "Intanto bisognerà vedere
se verrà raggiunta la maggioranza degli aventi diritto al voto, dal momento che
il nostro statuto prevede l'obbligo di discuterne l'esito solo in questo caso.
Comunque, trattandosi di un referendum consultivo, l'ultima parola sulle
decisioni da prendere spetterà al consiglio comunale. Non è affatto vero che il
risultato di per sè deciderà il destino della tramvia. Questa è un'altra delle
gravissime menzogne messe in giro dai promotori del referendum. Quindi
l'intenzione è di non bloccare l'opera. In ogni caso". Marcello Mancini -
-->.
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
GROSSETO VANO
TENTATIVO DI RIDURRE I COMPENSI DEGLI ELETTI AL COMUNE La giunta taglia i gettoni ma il Tar rende i soldi ai consiglieri ? GROSSETO ?
CONTI DA RIFARE per i compensi ai consiglieri comunali di Grosseto. Dopo la
decisione di inizio anno, adottata con una delibera della giunta, di ridurre notevolmente i gettoni di presenza,
sulla base di quanto deciso dalla Finanziaria, un parere del Ministero
dell'Interno ha dato torto ai calcoli adottati per effettuare i tagli. Il
Ministero ha precisato che "sono fatti salvi gli incrementi legittimamente
deliberati dai singoli enti prima dell'entrata in vigore della nuova normativa,
purché come nel caso in oggetto (consiglio comunale di Grosseto, ndr),
l'importo massimo percepito da un consigliere in un mese non superi l'importo
pari ad un quarto dell'indennità del sindaco". Ora, considerando che nel
2007 sono state 17 le sedute del consiglio comunale, rimane difficile pensare
come, con un gettone di presenza di 92,96 euro a
seduta si possa raggiungere la cifra di 1.149,71 euro al mese, cioè un quarto
dell'indennità del sindaco (totale 4.598,84). Calcolando che con 12 sedute al
mese, al costo dei soliti 92,96, non si arriva al fatidico quarto, resta
difficile capire perchè la giunta di Grosseto ha portato il gettone a 37,96
euro, con una riduzione di oltre il 60 per cento. Tanto che il Ministero ha
rilevato che non era proprio necessario. Anzi. Cristina Rufini - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Canone
"ridotto" all'assessore Virili Paga 286 euro per una casa comunale
L'ASSESSORE provinciale Carla Virili risulta, nel bilancio di previsione 2008
del Comune, come beneficiaria di un appartamento in via Scosciacavalli 87, per
cui pagherebbe un affitto a canone concordato di 286,96 euro mensili, ricevuto
come beneficiaria con la legge sul terremoto. Costi della politica e benefici
della classe eletta. Questa volta non si tratta delle
indennità di funzione o dei gettoni di presenza,
ma di un 'benefit', secondo un'interrogazione comunale dei consiglieri di Forza
Italia, Marco Gnocchini e Vincenzo Rossi, verso l'assessore del Pdci ex
insegnante. In realtà l'assessore provinciale Virili ha e aveva tutte le carte
in regola per ricevere quell'abitazione in base a quello che prescrive la
legge. Semmai il problema è di diversa natura: forse quella legge ha
qualche falla. Il perché è presto detto: se un cittadino, che vive in
abitazioni ricevute con la legge del terremoto, ha un colpo di fortuna e
diventa manager di una grande impresa con uno stipendio da 10mila euro al mese
non è possibile che continui a pagare affitti irrisori rispetto al suo budget.
Invece, sempre secondo la legge, il canone viene aumentato arrivando a cifre
comunque minime rispetto alla nuova situazione economica. E così, nel caso
dell'assessore Virili si è giunti a 286 euro che è l'affitto più alto pagato da
chi vive in quegli appartamenti. Si pone, più che altro, una questione morale e
di equità visto che ad Ancona un bilocale in centro arriva a costare 600 euro
al mese. COMUNQUE secondo i due politici "il Comune fa fronte
all'emergenza abitativa e crea ingiustizie. Infatti ? insistono ? sarebbero in
corso una serie di alienazioni del patrimonio del centro storico del capoluogo
cedute dall'amministrazione comunale a cifre quasi irrisorie (30-35mila euro
per abitazioni) destinate a soggetti in condizioni economiche non proprio
disagiate, al fine di riscattare alloggi di edilizia popolare". Sarebbe
proprio questo il nocciolo della questione. Secondo una ricostruzione sommaria
della situazione la tesi sarebbe contraria a quella prospettata dai due
politici di minoranza: l'assessore Virili avrebbe già riscattato un anno fa
l'appartamento, condizione che non risulta agli atti, perlomeno quelli distribuiti
agli stessi consiglieri comunali, dove in realtà l'assessore compare
nell'elenco dei beneficiari degli appartamenti sociali. La Virili occuperebbe
quell'appartamento dai tempi del terremoto pagando appunto un canone mensile
"verso cui gli organi competenti dovrebbero verificare la sussistenza di
quelle condizioni reddituali che allora diedero diritto a canoni
d'affitto". Alfredo Quarta - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
A, la legge
Finanziaria nel capitolo che riguarda il gettone di presenza
percepito dai consiglieri comunali. Non potranno essere aumentati ed eventuali
aggiustamenti in aumento sono possibili solo per le indennità di funzione,
quindi per sindaco, assessori e presidente del consiglio. Il capitolo sembra
essere definitivamente chiuso. Con la riunione di ieri della prima commissione
è stato fugato ogni dubbio circa la possibilità di interpretare in modo ampio
la legge Finanziaria in merito a questo argomento. Rispetto alle vecchie leggi è stato abolito il passaggio in cui si menzionava
il gettone di presenza e
con la soppressione di poche parole è sfumata ogni probabilità di accrescere la
'paghetta' dei consiglieri comunali del capoluogo. Inizialmente il capogruppo
di Forza Italia, Paolo Pelosi, ricevendo il materiale sulla legge Finanziaria
aveva ipotizzato qualche spiraglio: "Ma in realtà ? dice
l'esponente azzurro ? questo materiale che avevo richiesto all'Amministrazione
mi è stato fornito incompleto. Solo verificando in un secondo momento e
leggendo accuratamente il comma 11 dell'articolo 82 è stato possibile entrare
nel merito dell'interpretazione". INEVITABILE l'attacco politico del
consigliere Pelosi che seppur dice "che la politica e la tutela dei
cittadini non è una questione di soldi", ammette che si tratta di una
"strana Finanziaria, poco condivisibile soprattutto se si pensa che al
netto delle spese un consigliere anconetano percepisce attorno ai 300, 400 euro
al mese". L'effetto indesiderato della proliferazione delle sedute di
consigli e commissioni, in realtà è accaduto. "Devo ammettere che il
numero delle commissioni è aumentato nell'ultimo periodo, al punto che in molte
di queste si parla e non si decide. Spero vivamente ? dice Pelosi ? che dopo i
primi mesi tutto ritorni nella normalità e che riusciamo a far fruttare il
tempo che solitamente abbiamo sempre dedicato alle tematiche della città, con
tutti gli accorgimenti del caso ovviamente". Ed è vero che mai come in
queste ultime settimane, anche se il beneficio del dubbio è concesso, alcune
commissioni, come quella Affari generali, si è riunita più spesso rispetto alla
norma. Maria Gloria Frattagli - -->.
( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Anusca Numero 039, pag. 23 del 15/2/2008 Autore:
Gaetano De Vita Visualizza la pagina in PDF le modifiche
elettorali nella finanziaria Poca semplificazione, molto risparmio di spesa La
legge finanziaria 2008 è intervenuta anche sul procedimento elettorale,
modificando in modo sostanziale la disciplina normativa relativa alle
commissioni elettorali, sia comunali che circondariali. Per quanto riguarda le
commissioni elettorali comunali, la nuova normativa ne ha decretato quasi
l'estinzione, affidando tutti i compiti relativi alla tenuta e
all'aggiornamento delle liste elettorali al responsabile dell'ufficio
elettorale comunale. Le commissioni elettorali comunali sopravvivono
esclusivamente per svolgere i compiti inerenti l'aggiornamento dell'albo degli
scrutatori nonché la nomina degli stessi in occasione di
consultazioni elettorali. Le commissioni elettorali circondariali, invece,
mantengono intatte tutte le funzioni previste dalla vigente normativa,
nonostante i loro componenti vengano privati del gettone di presenza. L'intervento normativo sulla
commissione elettorale comunale è stato salutato con grande soddisfazione da
Anusca e da tutti gli operatori del settore. Certamente a ragione,
perché, in effetti, la norma in questione accoglie una parte fondamentale delle
proposte di semplificazione del procedimento elettorale che da un ventennio
l'associazione porta avanti. L'intervento sulle commissioni elettorali
circondariali pone, invece, una serie di perplessità operative. Infatti
l'eliminazione dei gettoni di presenza,
con competenze invariate delle commissioni circondariali, genera legittime
preoccupazioni circa l'effettiva operatività delle stesse, con tutte le
possibili ricadute negative in ordine alla regolarità dei procedimenti loro
affidati dalle vigenti norme. Non può non essere considerata l'ipotesi di una
frequente mancanza del numero legale che potrebbe rendere inoperative le
commissioni. Tale eventualità assume un aspetto inquietante soprattutto in
relazione ai compiti demandati alle suddette commissioni dagli artt. 30 e 33
del T.u. n. 570/1960 in ordine all'esame delle liste dei candidati per le
elezioni comunali. Ma analoghe preoccupazioni sorgono rispetto anche ad altre
fondamentali competenze assegnate alle commissioni in questione quali
l'ammissione al voto a domanda di cui all'art. 32-bis del dpr n. 223/67 e il
cosiddetto "blocco delle liste" al 15esimo giorno antecedente le
votazioni. Al riguardo emergono con tutta evidenza due criticità: -
l'improrogabilità e la concatenazione dei termini e dei tempi del procedimento
elettorale preparatorio in occasione delle consultazioni elettorali; -
l'assenza di norme che prendano in considerazione la possibilità di attuare,
con la dovuta tempestività, un potere sostitutivo in caso di inerzia delle
commissioni dovuta alla mancanza del numero legale. L'attuale normativa (art.
22 del dpr n. 223/67) prevede, infatti, il potere "sostitutivo" del
presidente (fermo restando l'intervento del segretario) soltanto nel caso di
decadenza (proclamata dal presidente della Corte d'appello) di tutti i
componenti titolari e supplenti delle commissioni circondariali. Quindi
un'ipotesi non applicabile nel caso di un occasionale mancato intervento di un
numero di componenti tale da comportare l'impossibilità di costituire
formalmente la commissione e procedere, quindi, all'esame dell'ordine del
giorno. Una possibile soluzione alle preoccupazioni prospettate potrebbe essere
rappresentata da uno specifico intervento normativo che estendesse l'ipotesi
prevista dal citato art. 22 anche al caso di un'occasionale mancanza del numero
legale dei componenti della commissione, magari limitando tale ipotesi alle
fasi del procedimento elettorale preparatorio in occasioni di consultazioni
elettorali. Fermo restando l'attivazione del procedimento di decadenza di cui
all'art. 23 del dpr n. 223/67. In conclusione, non si può fare a meno di
evidenziare che la carenza fondamentale delle nuove norme in materia elettorale
deriva da un, per così dire, peccato originale. Cioè la Finanziaria 2008
interviene solo in via indiretta sul versante della semplificazione del
procedimento elettorale poiché le norme in essa contenute mirano principalmente
a determinare un risparmio di spesa. Rimane, pertanto, in tutta la sua
attualità, l'esigenza di pervenire a una vera e organica riforma del
procedimento elettorale che incida in modo profondo e sostanziale sia sul
meccanismo che governa la tenuta e l'aggiornamento delle liste elettorali, sia
sulle competenze delle commissioni elettorali circondariali. Come da anni
sostenuto da Anusca, le competenze delle commissioni circondariali, nell'ambito
di una complessiva riforma delle attività di controllo sull'operato
dell'ufficiale elettorale, potrebbero essere limitate all'esame di eventuali
ricorsi nonché all'esame delle liste dei candidati in occasione di elezioni
comunali.
( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Enti Locali Numero 039, pag. 20 del 15/2/2008
Autore: di Matteo Esposito Visualizza la pagina in PDF Le
strade da percorrere dopo le modifiche recate dalla legge 244/2007 Indennità di
funzione ko Ma per i sindaci l'adeguamento resta in vita Nuovo limite dei gettoni di presenza e soppressione
delle indennità di funzione per i consiglieri dell'ente locale. Possibilità di
adeguamento delle indennità spettanti a sindaco/presidenti di provincia e
assessori. La legge finanziaria 2008 (244/2007) interviene a modificare, in più
parti, il testo unico enti locali (d.lgs. 267/2000), disciplinando una serie di
interventi relativi al contenimento dei costi per la rappresentanza degli enti
locali (si veda altro articolo a pag. 21). Nello specifico, l'art. 2, comma 25,
modificando l'art. 82 tuel, prevede (lett. a) che i consiglieri degli enti
locali hanno diritto a percepire, nei limiti fissati dalla normativa in
materia, un gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni e che, in nessun
caso, l'ammontare dei gettoni di presenza
percepito nell'ambito di un mese da un consigliere può superare l'importo pari
ad un quarto (fino al 31/12/2007 il limite era un terzo) dell'indennità mensile
di carica, prevista nella sua misura massima, per il rispettivo Sindaco
(nel caso di comune) o Presidente (nel caso di provincia). A tal fine, occorre
far riferimento alle indennità previste dal DM 119/2000, maggiorate delle
percentuali, se ricorrenti, indicate dallo stesso decreto (+ 5% per i Comuni
caratterizzati da fluttuazioni stagionali della popolazione, + 3% in caso di
entrate proprie superiori alla media regionale per fasce demografiche, + 2% in
caso di spesa corrente pro-capite superiore alla media regionale per fasce
demografiche). La successiva lett. b) sopprime la disposizione (art. 82, c. 4,
tuel) che permetteva, con esplicita previsione statutaria o regolamentare, la
trasformazione del gettone di presenza dei consiglieri
in indennità di funzione, sempre che tale regime di indennità comportasse per
l'ente pari o minori oneri finanziari. Con la modifica apportata dalla lett. d)
del richiamato comma 25 viene meno la facoltà per gli organi consiliari di
deliberare l'incremento dei gettoni di presenza per i propri consiglieri e si prevede che le
indennità di funzione, determinate in base al citato DM 119/2000, possono
essere incrementate con delibera di giunta per sindaci, presidenti di provincia
e assessori, e con delibera dell'organo consiliare per il presidente dello
stesso consiglio. La possibilità di ritoccare in aumento le indennità di
funzione è vietata agli enti locali in condizioni di dissesto finanziario, fino
alla conclusione dello stesso, e agli enti locali (Comuni con popolazione superiore
a 5.000 abitanti e Province) che non rispettano il patto di stabilità, fino
all'accertamento del rientro dei parametri. Per questi enti (dissestati e fuori
dal patto) le delibere di incremento delle indennità sono nulle di diritto. Si
rammenta che l'art. 1, comma 54, della legge n. 266/2005 (finanziaria 2006)
aveva disposto la rideterminazione degli emolumenti spettanti agli
amministratori locali in riduzione del 10 per cento, rispetto all'ammontare
previsto alla data del 30/9/2005. La suddetta disposizione non risulta essere
in vigore, dal momento che la sua efficacia era limitata al solo esercizio 2006
(si veda, in merito, il parere n. 11 del 26/6/2007 della Sezione Regionale di
Controllo della Corte dei Conti Toscana). Inoltre si prevede che l'erogazione
dei gettoni di presenza deve
essere legata all'effettiva partecipazione del consigliere alle sedute di
consigli e commissioni, disciplinando per via regolamentare termini e modalità.
Viene meno, quindi, l'erogazione di gettoni per le
sedute per le quali il consigliere risultava assente giustificato, consentita
dall'art. 82, comma 4, tuel, norma, ora, espressamente abrogata.
( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 15-02-2008)
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politica
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Osservatorio Viminale Numero 039, pag. 21 del
15/2/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF La corretta
applicazione delle modifiche della Finanziaria sullo status Gettoni salvi (fino
al 2007) Incrementi vietati a partire dall'anno in corso Come deve essere
applicato l'articolo 2, comma 25, della legge n. 244 del 24 dicembre 2007
(legge finanziaria 2008), che ha apportato sostanziali innovazioni all'articolo
82 del decreto legislativo n. 267/2000 in materia di status
degli amministratori locali? In particolare, sono richieste delucidazioni in
merito al mantenimento in essere degli incrementi dei gettoni di presenza
deliberati nel 2007 e se le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 54, della
legge n. 266 del 2005 (riduzione del 10% degli importi delle indennità e
dei gettoni di presenza
stabilita con la legge finanziaria 2006) possono ritenersi abrogate a seguito
dell'entrata in vigore della legge finanziaria 2008. Riguardo al primo punto,
si rappresenta che la norma del nuovo comma 11 dell'articolo 82 del Tuoel, come
modificato dalla legge finanziaria 2008, non ha effetto retroattivo e quindi fa
venir meno la facoltà di incrementare i gettoni di presenza soltanto a decorrere dal 1° gennaio 2008. Pertanto,
sono fatti salvi gli incrementi legittimamente deliberati dai singoli enti
prima dell'entrata in vigore della suddetta legge purché, per effetto di tali
incrementi, l'importo massimo percepito da un consigliere in un mese non superi
l'importo pari a un quarto dell'indennità di funzione del sindaco, determinata
ai sensi del dm n. 119/2000. Per quanto concerne il secondo aspetto, va
rilevato che già prima delle suddette novelle apportate al Tuoel la Corte dei
conti ha ritenuto che la sentenza n. 157/2007della Corte costituzionale, pur
non influendo direttamente sulla norma in questione, "richiama con forza
la necessità di dare della disposizione una lettura “secundum Costitutionem”,
tale da limitarne l'efficacia al solo esercizio 2006, cui la manovra
finanziaria della legge n. 266 si è riferita" (Corte dei conti, sezione
regionale di controllo per la Toscana, 26 giugno 2007, n. 11P). Secondo tale
orientamento, "la lettera della disposizione qui in esame, d'altra parte,
facendo riferimento all'ammontare delle indennità in concreto risultanti alla
data del 30 settembre 2005, non consente di ritenere che la rideterminazione
legislativa abbia inteso modificare, in via permanente, norme che non soltanto
sono inserite in un Testo unico (la tecnica legislativa pretende, in tal caso, un'espressa
individuazione delle disposizioni incise) ma che affidano le determinazioni dei
compensi a un meccanismo procedurale finalizzato a una condivisa
valutazione". Ulteriori elementi che sembrano escludere la possibilità di
una diversa lettura della norma possono ora rinvenirsi in quelle disposizioni
(articolo 2, comma 25) della Finanziaria 2008 che hanno confermato la facoltà
per gli enti locali di incrementare, con delibera di giunta e di consiglio, gli
importi delle indennità di funzione determinati dal decreto interministeriale
di cui all'articolo 82, comma 8, del citato Testo unico. Se dunque fino al 1°
gennaio 2008, data di entrata in vigore della Finanziaria 2008, era dubbia la
vigenza della norma in questione (il ministero dell'economia, infatti, si era
espresso in senso affermativo), a decorrere da tale data le relative
disposizioni devono ritenersi implicitamente abrogate. VALIDITà GRADUATORIE A
seguito dell'approvazione da parte di un comune di una graduatoria relativa
all'assunzione di n. 16 vigili urbani interpreti stagionali sussiste obbligo
dell'amministrazione di assumere tale personale attingendo dalla medesima
graduatoria o se, invece, alla scadenza del termine di validità triennale possa
procedersi all'indizione di una nuova procedura concorsuale? L'articolo 23 del
dlgs n. 80 del 31 marzo 1998, che aveva aggiunto l'articolo 36-bis al dlgs n.
29/1993, al comma 2 prevedeva "nei comuni interessati da mutamenti
demografici stagionali in relazione a flussi turistici o a particolari manifestazioni
anche a carattere periodico, al fine di assicurare il mantenimento di adeguati
livelli quantitativi e qualitativi dei servizi pubblici, il regolamento può
prevedere particolari modalità di selezione per l'assunzione del personale a
tempo determinato per esigenze temporanee o stagionali, secondo criteri di
rapidità e trasparenza ed escludendo ogni forma di discriminazione". Come
noto, il decreto legislativo n. 165/2001, che ha assorbito le disposizioni del
dlgs n. 29/1993 e delle successive norme modificative, ha eliminato il comma 2
dell'articolo 36-bis, che è stato trasfuso, invece, nell'articolo 92, comma 2,
del decreto legislativo n. 267/2000. Quest'ultima norma prevede, altresì, che,
in ogni caso, si applicano le disposizioni dei commi 7 e 8 dell'articolo 36 del
dlgs n. 29/1993 (ora articolo 36 del dlgs n. 15/2001). Il citato comma
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
INTERVENTO SI TORNA
ALL'ANTICO. INEFFICACI LE RIDUZIONI DEL COMUNE Gettoni di presenza
in consiglio Il Ministero boccia i tagli di Bonifazi - -->.
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
PRINCIPALE colpevole
della riduzione dei compensi ai consiglieri comunali è il comma 25
dell'articolo 2 della legge finanziaria. "I consiglieri comunali,
provinciali, circoscrizionali, limitatamente ai comuni
capoluogo di provincia, e delle comunità montane hanno diritto a percepire un
gettone di presenza per la
partecipazione a consigli e commissioni. In nessun caso l'ammontare percepito
in un mese da un consigliere può superare l'importo pari ad un quarto
dell'indennità massima prevista per il rispettivo sindaco o presidente in base
al decreto legislativo 267 del 2000". A Grosseto (nella foto il
sindaco Bonifazi) siamo in una botte di ferro. - -->.
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Di CRISTINA RUFINI
VA BENE RIDURRE i compensi della politica e dare una sfoltita ai costi della
Casta. Ma stiamo attenti a non esagerare. Soprattutto a non picchiare sui più
"deboli". E i più deboli in questo caso sono i consiglieri comunali,
che costano già poco alla casse degli enti locali. Almeno rispetto a molte
altre spese. Per questo una nota del dipartimento degli Affari interni e
territoriali del Ministero dell'Interno ha cercato di fare
chiarezza sulla notevole riduzione dei gettoni di presenza.
Il parere del direttore centrale del Dipartimento, Angelo di Caprio, ha
chiarito che non era necessario, nella realtà dell'ente grossetani,dare un
simile colpo di mannaia ai compensi dei consiglieri, riducendoli di più del 60
per cento. AL QUESITO posto dall'amministrazione comunale ? pare su
sollecitazione di gran parte dei consiglieri ? al Ministero per capire se una
simile riduzione "stava nelle regole", il dirigente del Dipartimento
ha specificato che "la norma del nuovo comma 11 dell'articolo 82 del Tuoel,
modificato dalla legge finanziaria non ha effetto retroattivo e quindi fa
venire meno la facoltà di incrementare i gettone di presenza
soltanto a decorrere dal primo gennaio 2008". In parole povere, la
normativa non è retroattiva. E fino a qui ci siamo, perché l'Amministrazione
comunale ha ridotti i compensi dal primo gennaio scorso. Ma l'ultima parte del
parere ministeriale lascia intendere che con i numeri del consiglio comunale
grossetano non era affatto necessario sforbiciare. "Pertanto, fatti salvi
gli incrementi legittimamente deliberati dai singoli enti prima dell'entrata in
vigore della suddetta normativa ? si legge ? purché, come nel caso di specie,
per effetto di tali incrementi, l'importo massimo percepito da un consigliere
in un mese non superi l'importo pari ad un quarto dell'indennità di funzione
del sindaci". Fatti due conti, non era proprio necessario. NEL 2007,
infatti, le sedute del consiglio comunale sono state diciasette e il costo del
gettone era di 92,96. Poco più di una seduta al mese. Impossibile con questi
numeri raggiungere i 1.149,71 euro pari ad un quarto dell'indennità del
sindaco, che è di 4.598,84 euro. Neanche considerando le riunioni delle
commissioni consiliari. Non c'era quindi la necessità di sfrondare di più del
60 per cento l'importo. Con una determina dirigenziale del 2 gennaio soccorso,
infatti, l'Amministrazione ha scelto di portare a 37,96 euro l'importo dei gettoni di presenza. Mettendosi più
che al sicuro che anche riunendosi tutti i giorni, non si potrebbe raggiungere
il fatidico quarto dell'indennità del sindaco. Bene essere prudenti, anche se
la cautela a questo punto sarebbe opportuno perseguirla anche in altri settori.
Non tanto in quei campi che già pesano poco sulle casse del Comune. Non perché
i consiglieri comunali decidano di impegnarsi nella vita amministrativa per
farsi uno stipendio ? non era possibile prima, figuriamoci ora ? quanto perché
cominciare a ridurre sempre dal basso sembra diventata la moda preferita della
classe politica del Belpaese. - -->.
( da "Nuova Sardegna, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Confronto tra l'Associazione degli amministratori degli Enti locali e Nicola
Leone, magistrato della Corte dei conti La "casta" cerca di uscire
dal fossato Ridurre i costi della politica è il primo obbiettivo per riacquistare credibilità CAGLIARI. La politica sarà "casta" ma ormai
messa alle strette è alla ricerca di quei correttivi che la riavvicinino al
paese reale. Quale può essere la strada? La risposta è arrivata dal
seminario organizzato ieri mattina dall'Associazione Enti locali, che ha avuto
in Nicola Leone, magistrato della Corte dei conti, il primo relatore. Prima di
affrontare i problemi, che sono tanti, con il cittadino, gli amministratori
locali hanno seguito quello che può essere definito un "tracciato
interno" alle istituzioni per raggiungere l'obbiettivo della piena
trasparenza, virtù indispensabile per riacquistare la credibilità. Ed ecco
allora quelli che dovrebbero essere i principi da seguire: la leale
collaborazione anche con l'organo di controllo, che è appunto la Corte dei
conti, la correttezza e il controllo della spesa, la drastica riduzione dei
cosiddetti costi della politica. Più volte - anche
nell'ultima recente inaugurazione dell'anno contabile - la Corte ha ribadito
che "la spesa pubblica non può essere più gravata dalle consulenze esterne,
perché ormai è diventato un costo fuori controllo nei bilanci di Comuni,
Province e Regione". Michele Cossa, presidente dell'Associazione Enti
Locali, lo ha detto: "I costi della politica
devono essere contenuti in maniera drastica, con la riduzione d'indennita e
gettoni negli organismi delle città e dei comuni di piccole dimensioni".
Secondo molti, servirebbe anche un'operazione decisa di ripulitura nella
galassia degli enti, come ha cominciato a fare la Regione con la soppressione
delle Comunità montane e il riordino dei consorzi industriali. Più volte la
Corte dei conti - ha detto il magistrato Nicola Leona - ha sollecitato l'avvio
di riforme che incidano sugli sprechi della politica.
Ed è per questo che gli stessi magistrati contabili non sono soltanto dei
"controllori della spesa pubblica" ma anche promotori dell'auspicato
cambiamento. "La Sezione di controllo - ha detto Leone - è impegnata da
tempo a fornire sostegno e indirizzo all'azione amministrativa". Che ormai
può avere soltanto un traguardo da raggiungere al più presto: ridurre i costi
della politica, per riallacciare i rapporti con la
società civile. Il fossato è ampio, come confermato dal successo popolare di
movienti, quello capeggiato da Beppe Grillo è l'esempio, che sono scesi in
piazza per prendere a spallata la "casta", che si è lasciata prendere
a spallate forse perché si sentiva intoccabile e invece, come poi è stata
costretta ad ammettere, era soltanto in colpa. I rapporti quotidiani - è stata
la conclusione del seminario - devono dunque cambiare e rientrare in
quell'alveo da cui la politica non dovrebbe mai
essersi sganciata: lo spirito di servizio.
( da "Milano Finanza (MF)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
MF Di fronte alla
crisi Eurolandia e Russia devono allearsi La crisi finanziaria si sta
estendendo all'economia reale negli Stati Uniti e nell'eurozona. Ma per ora
sono meno del 60% le perdite delle banche procurate dai mutui subprime venute
allo scoperto. Ulteriori svalutazioni saranno presto annunciate, e a queste si
aggiungeranno quelle che stanno emergendo sul mercato delle carte di credito.
La classe media americana, in stato di semibancarotta (il debito delle famiglie
ormai supera il 94% del pil), ha infatti utilizzato le card per procurarsi
nuova liquidità: non v'è dubbio, le insolvenze sulle carte di credito
rifletteranno quelle sui mutui ipotecari. Ebbene, una minaccia analoga pesa
sulla Spagna, dove l'indebitamento medio delle famiglie ha raggiunto il 124%
del reddito disponibile lordo e le obbligazioni garantite da mutui ipotecari
sono passate dai 30 miliardi del 2001 agli oltre 200 miliardi d'inizio 2007.
Con l'economia americana minacciata dalla recessione, l'area dell'euro rischia
a una volta un periodo di stagnazione, e tenuto conto delle preoccupazioni
destate dal sistema bancario cinese (la Bank of China ha perso 7 miliardi di
dollari a causa dei subprime), l'attenzione è ora rivolta alla Russia.
Quest'ultima si presenta come un'oasi di stabilità e di crescita, ma è una
situazione paradossale le cui implicazioni non sono state ancora adeguatamente
valutate. Le banche russe non hanno fatto ricorso a quegli stessi strumenti
finanziari che hanno consentito alla crisi del mercato residenziale americano
di contagiare la finanza mondiale. Inoltre, la crescita in Russia si mantiene
sostenuta (al 7,5%) facendo leva sullo sviluppo del mercato interno, grazie
alla domanda delle famiglie che è cresciuta del 14% in termini reali, e alla
crescita del 22% degli investimenti. La crescita del comparto manifatturiero
(escluse energia e materie prime) ha raggiunto il 10% nel 2007. Il rischio di
una brusca caduta del prezzo del petrolio è al momento attuale ed è molto
basso. Anche se l'economia Usa andasse in recessione e quella cinese
rallentasse i fattori strutturali che guidano la domanda e offerta di greggio
manterranno il prezzo del barile intorno a 80 dollari entro i prossimi 12-15
mesi, prima di un eventuale nuovo aumento. La bilancia commerciale russa si manterrà
così in surplus mentre le riserve in valuta presso la banca centrale moscovita
stanno per superare 480 miliardi di dollari. Ma, paradossalmente, proprio
l'ottima salute di cui gode rappresenta una minaccia per l'economia russa.
Stante le preoccupazioni sugli Stati Uniti, Europa e Cina, adesso c'è il
rischio che la finanza speculativa rivolga le sue attenzioni alla Russia. A
differenza del 1998, la speculazione stavolta produrrà massicci afflussi di
capitale. Ciò potrebbe provocare una violenta rivalutazione del rublo. Un
apprezzamento che potrebbe rivelarsi distruttivo per l'industria locale e
rallentare il flusso di investimenti dall'estero. Non è qui in discussione la politica monetaria russa. I freni agli investimenti diretti
dipenderebbero da fattori strutturali e dal timore di vedere la Russia perdere
la propria competitività per via di una valuta troppo forte, cosa che potrebbe
tradursi in realtà già da questa primavera.Quando la banca centrale russa
interverrà, sarà costretta ad acquistare volumi notevoli di dollari per
stabilizzare il cambio. In questo modo dovrà indirizzare al mercato quantità
notevoli di liquidità. Certo, per il momento l'offerta di moneta in Russia non
è tale da generare pressioni inflazionistiche. Tuttavia, questi calcoli sono
basati su un'offerta di moneta cresciuta trimestralmente in media del 5,9% fra
il 2001 e il
( da "Nuova Venezia, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Scuola PROF, APRITE
UN BLOG SUI VOSTRI ALUNNI! GIULIO MOZZI Leggo nei giornali: uno studente del
Liceo "Tito Livio" di Padova ha avviato un blog nel quale si è divertito
a raccontare la vita scolastica, senza risparmiarsi giudizi e commenti
appuntiti su compagni di scuola, professori e preside. Quando la cosa è stata
scoperta, il blog è stato oscurato (da chi?, mi domando: è intervenuta
addirittura la polizia postale?) e il ragazzo si è beccato un
( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
"il vero
decentramentoriduce i costi della politica" la
replica dei presidentI al xix n SUL TEMA "decentramento" si possono
legittimamente esprimere posizioni diverse, meno condivisibili diventano alcuni
concetti che abbiamo ritrovato nel commento pubblicato qualche giorno fa dal
Secolo XIX a firma di Roberto Onofrio: "Ampliare la rosa delle poltrone
per elargire i favori in cambio di consensi" o "stupisce che i
presidenti dopo aver preso coscienza della loro pochezza istituzionale e politica, pretendano attenzione e decidano azioni e
mobilitazioni collettive per farsi notare". Un commento che prosegue con
altre considerazioni, concludendo, con l'invito a chiudere questi potenziali
"enti inutili" quale esempio di un efficace
"rinnovamento della politica". Chiariamo innanzitutto uno dei punti fondamentali delle
riflessioni riferite alla razionalizzazione dei costi; affermando ciò, è stata
scritta una macroscopica inesattezza, infatti, la scelta dei Municipi va in una
direzione opposta a quella descritta. Il numero dei consiglieri infatti
è passato da
( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
In
provincia Il consigliere azzurro attacca: "Serve solo per il gettone. Che
pena vedere anche i miei votare a favore" 15/02/2008 "QUELLA
commissione è inutile, serve solo per aggiudicarsi un gettone di presenza in più ogni
tanto. Quello che più mi ferisce, però, è che il mio stesso schieramento,
nonostante le proteste, alla fine ha aderito". A parlare è Raffaella Della
Bianca, consigliera provinciale per Forza Italia (nonché capogruppo in
consiglio comunale). Si riferisce alla commissione speciale sul ciclo dei
rifiuti varata dalla Provincia su voto unanime del consiglio. Unione e Cdl
hanno approvato il testo, a parte proprio la Della Bianca, che ora protesta. La
vicenda parte da lontano, esattamente lo scorso 22 dicembre scorso quando la
giunta, illustrando il bilancio, accolse un emendamento per la commissione
speciale. Al tempo l'opposizione non diede particolar peso alla cosa, anche se
in molti - a dire il vero trasversalmente - avevano fatto notare che di rifiuti
si occupa già una delle sei commissioni permanenti. In ogni caso, prima di
Natale l'emergenza nazionale sui rifiuti non era ancora esplosa nella sua
totale gravità; soprattutto, il caso Napoli non aveva ancora conquistato gli
onori della prima pagina sull'agenda della (battaglia politica). Quindi
l'epilogo, negli ultimi due consigli provinciali: due settimane fa il primo,
con una seduta monotematica sull'emergenza che ha visto il centrosinistra
respingere le tante accuse in arrivo dal centrodestra, un duro intervento
dell'ex candidata presidente Renata Oliveri e via via la schermaglia che vedeva
la Cdl andare nella direzione dell'ostruzionismo e l'Unione gettare acqua sul
fuoco: Genova non sarà mai come Napoli. I lavori proseguirono fino alle 21, con
la necessità di aggiornare il dibattito. E cosìè avvenuto, martedì. La
commissione speciale, che dovrebbe ospitare 19 consiglieri, va in discussione
definitiva. Il centrodestra va all'attacco e chiede, con un altro emendamento,
di trasformarla in commissione d'inchiesta. Almeno così, dicono gli oppositori,
avrebbe un senso. Andare a capire cosa sta davvero succedendo nel mondo dei
rifiuti. È stato il presidente della giunta, Alessandro Repetto, a intervenire
con severità, dicendo che le indagini e le inchieste le fa la magistratura e
non il consiglio provinciale. L'emendamento della Cdl, quindi, è sfumato.
Tutti, a quel punto, hanno pensato al voto contrario dell'opposizione. Invece,
a sorpresa, non è avvenuto. Anche l'opposizione, tutta, ha votato a favore.
"Ma io no - commenta ora Della Bianca - non aveva alcun senso votare. Mi
vergogno molto per quanto accaduto, perchéè mancata la responsabilità, il buon
senso. Sapete cosa c'è? Che la commissione passa perché produce un bel
gettoncino da incassare e i 19 membri della commissione ne saranno contenti. Ciò
che però più mi ferisce è che a votare a favore è stato il mio stesso
gruppo". Gio. M. 15/02/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
"per un'ora e
mezza di seduta, 5.000 euro" la protesta ALTRO CHE SPRECHI. Raffaella
della Bianca, capogruppo di Forza Italia, punta il dito sullo spreco consumato
ieri in Sala Rossa. Un'ora e mezzo di consiglio comunale - ha detto la
consigliera azzurra - è costato alla collettività già vessata da tasse e
gabelle varie qualcosa come cinquemila euro. "Per ascoltare la poesia
dell'assessore al Bilancio, Francesca Balzani, i genovesi hanno speso cinquemila
euro. Basta fare un conto del numero dei consiglieri
comunali presenti e moltiplicarlo per il costo del gettone di presenza e il conto è presto fatto: ben
cinquemila euro. Per stare riuniti poco più di un'ora, pause comprese. Mi
chiedo se sia etico, in un momento di difficoltà come l'attuale e soprattutto
in virtù dei messaggi moralizzatori che ci vengono inviati. Anche
dall'interno stesso del Consiglio". Protesta a parte, in effetti, la
seduta della Sala Rossa è durata 80 minuti, suddivisi in due tranche. I primi
quaranta minuti sono stati dedicati a vari temi, i cosiddetti articoli 54. Gli
altri 40 minuti, dopo la consueta breve pausa, sono stati utilizzati
dall'assessore Balzani per concludere il suo intervento sul Bilancio. Totale:
5.000 euro. Ovvero, 62.5 euro a minuto. 15/02/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Di Riccardo Re -
venerdì 15 febbraio 2008, 07:00 Breve e neppure intenso. Qualcuno l'ha già
battezzato così il consiglio comunale di ieri. Il capogruppo di Forza Italia
Raffaella Della Bianca parla invece, più esplicitamente, di "una
manfrina". Pochi minuti in sala rossa, una delle sedute più brevi della
storia, tanto che, per una volta, non c'è stato neppure il tempo di litigare.
All'ordine del giorno, dopo le consuete interpellanze, era prevista solo la
presentazione della "documentazione previsionale e programmatica 2008-2010
e le correlate disposizioni finanziarie". Senza alcun intervento
consentito da parte dei consiglieri. Solo una prima indicazione della giunta
sul progetto di bilancio. Quello della stangata sull'Irpef, quello per altro
già annunciato alla stampa ancor prima che al consiglio e alla commissione
bilancio (fatto che ha spinto il presidente della commissione, Enrico Musso, a
rassegnare le dimissioni). Ma se in consiglio non c'è stato
il tempo di litigare, poco dopo, già nella buvette, il capogruppo di Forza
Italia parte all'attacco. "Tanti si sono opposti in modo demagogico
all'aumento del gettone di presenza. Quando invece i costi inutili della politica ci sono per
davvero, alla maggioranza tutto va bene". E perché? Ci vuole poco a
capirlo: l'azzurra, lo dice: "Ci hanno convocato per raccontarci una
poesia - ringhia -. Una convocazione straordinaria del consiglio del tutto
inutile. Uno spreco vergognoso di denaro pubblico, visto che per dirci quello
che ci poteva essere comunicato tramite cinque righe di fax, ora dalle casse
comunali usciranno diverse migliaia di euro". In aula infatti è stata
letta brevemente una relazione dall'assessore Francesca Balzani, senza nessun
approfondimento con "slide" o discussione, come spesso, invece,
avviene sia in consiglio sia in commissione. Della Bianca fa un rapido conto:
euro più, euro meno, arriva a contarne almeno settemila. "Solo per i gettoni di noi consiglieri si spenderanno circa 5 mila euro,
mentre un altro paio serviranno per i gettoni dei
funzionari e dei dirigenti". Ma l'azzurra non è la sola ad arrabbiarsi.
C'è anche il capogruppo leghista Alessio Piana: lui una cosa utile la sta
inutilmente provando a proporre da tempo. Dai primi di gennaio chiede al
sindaco tramite un'interpellanza a risposta immediata di pronunciarsi in modo
chiaro e definitivo sulla costruzione della moschea, dopo la presa di tempo
richiesta a settembre e soprattutto dopo "alcune dichiarazione rilasciate
alla stampa lo scorso dicembre". E chiede ancora perché "le ordinanze
di sgombero di alcuni campi nomadi giacciono firmate nel cassetto del sindaco
senza che alcuno sgombero sia avvenuto". Poi prende carta e penna, scrive
a Marta Vincenzi e al presidente del consiglio Giorgio Guerello e annuncia lo
sciopero: "Non mi presenterò più per la prima parte del consiglio (quando
verranno discusse le altre interpellanze, ndr) finché non saranno trattati
questi argomenti".
( da "Giornale.it, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Di Redazione -
venerdì 15 febbraio 2008, 07:00 Fuoco e fiamme, l'altro ieri, da parte della
maggioranza di centrosinistra in Provincia per convocare una commissione
speciale che dovrebbe discutere di rifiuti, ma poi, la mattina seguente, al
momento di riunirsi, si presentano regolarmente e disciplinatamente in aula
solo i consiglieri di opposizione di centrodestra. I quali restano per un po'
in attesa dei colleghi, infine sono costretti a rinunciare e ad uscire
dall'aula senza deliberare per mancanza del numero legale, ma soprattutto senza
spiegarsi l'improvviso voltafaccia. Risultato: no alla commissione, sì invece
all'apparato di spesa per l'allestimento della riunione e i
relativi gettoni di presenza. Alla faccia del taglio dei
costi della politica. E pensare che il giorno prima si era svolto un lavoro
intenso, particolarmente impegnativo, da parte dei consiglieri di Palazzo
Spinola: c'era da discutere su come istituire una commissione apposita che si
occupasse di smaltimento rifiuti e di tutto quello che ruota intorno a
questo aspetto della questione. A dibattere in profondità sull'argomento,
piuttosto che i consiglieri di maggioranza, apparsi più interessati a mettere
sulla carta un'altra "sovrastruttura", erano stati soprattutto alcuni
esponenti della minoranza, in particolare Renata Oliveri, capogruppo Misto, già
candidata del centrodestra al vertice della Provincia, e Maurizio Barsotti,
Forza Italia, vicepresidente del consiglio provinciale. Che ora spiega:
"Avevamo dei dubbi sulla reale utilità di questa nuova commissione. Per
dirla tutta: ci pareva un doppione della quinta commissione già esistente. Ma
tant'è, alla fine, dopo tanto discutere, abbiamo accettato l'invito a convocare
per l'indomani l'incontro decisivo per la nomina dei componenti". Insiste
Renata Oliveri: "Tanta disponibilità e altrettanto impegno da parte nostra
sono stati deliberatamente traditi. Non era mai successa una cosa simile!
Eravamo pronti a fornire un contributo serio alla discussione, entrare nel
merito dei contenuti. In fondo - sottolinea Renata Oliveri - si tratta di
questioni molto serie, su cui l'amministrazione provinciale ha competenze
dirette e specifiche. Ma è stato tutto inutile, la maggioranza di
centrosinistra si è dimostrata ancora una volta totalmente inaffidabile".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
FARRA Passa il
bilancio, ma l'opposizione attacca su Irpef e tassa rifiuti FARRA. In un
consiglio dai toni accesi, a Farra, la minoranza consiliare ha votato contro
tutti i punti all'ordine del giorno, compreso il bilancio di previsione,
approvati dunque con i soli voti favorevoli della maggioranza. Nel mirino
dell'opposizione soprattutto l'aumento dell'Irpef dal 2 al 3 per mille, già
previsto nel pluriennale di due anni fa, e l'innalzamento della copertura della
tassa sui rifiuti del 15%. "Non si può mettere le mani nelle tasche dei
cittadini da una parte, aumentando l'Irpef, e dall'altra parte invece accordare
uno sconto di 55 mila euro in 3 anni per opere straordinarie che straordinarie
non sono - ha sottolineato Nicoletta Zucchiatti, riferendosi alla vexata
quaestio dell'Osteria tipica -. Lo scomputo dal canone di affitto di 55 mila
euro è un mancato introito per il Comune e coincide con l'aumento di circa 2,5
punti di addizionale comunale. Un punto di addizionale in più sono circa 24
mila euro". L'assessore comunale al Bilancio Massimo Simsig ha replicato
che le asserzioni dell'opposizione "lasciano il tempo che trovano: è vero
che le imposte non sono sempre benviste, ma l'Irpef è una tassa più equa
rispetto all'Ici, in quanto non colpisce indiscriminatamente anche chi non è
benestante, ma solo chi guadagna di più. Si tratta peraltro di pochi euro in
più, dagli 8 ai 12 euro in tutto l'anno. Mi sembra che non siano questi i
problemi. Noi ci stiamo impegnando con investimenti in conto capitale per
lavori importanti, di ristrutturazione di scuole, illuminazione pubblica,
eliminazione delle barriere architettoniche. Si tratta di progetti importanti e
non di facciata, mettiamo a norma le strutture fondamentali del paese. Circa invece
le tariffe individuali a servizio della persona, retta dello scuolabus,
servizio mensa, spese cimiteriali, sono tutte rimaste inalterate. Noi vogliamo
garantire il nostro impegno sociale, al di là degli aumenti di energia e
carburante che sicuramente pesano sulla nostra società". L'Ici è stata
confermata al 5 per mille per la prima casa, al 7 per la seconda. L'opposizione
ha votato contro "perché - ha spiegato l'avvocato Franco Stradner - non ci
deve essere l'Ici sulla prima casa, la riteniamo un'aliquota patrimoniale
ingiusta". Sulla conferma dei gettoni di presenza per la commissione edilizia, l'opposizione si è astenuta. Simsig
ha annunciato un'importante novità sulla Tarsu: "Vorremmo rimodulare il
metodo di calcolo della tassa sui rifiuti, adottando un sistema intermedio fra
Tarsu e Tia che non sia basato sui metri quadrati dell'abitazione, ma
tarato in base agli utenti che producono i rifiuti. Intendiamo realizzare una
conversione graduale. Auspichiamo peraltro che con l'apertura a maggio
dell'impianto di selezione e con l'appalto unico per la fornitura del servizio
di asporto ci sia una riduzione dei costi di gestione del servizio".
Ilaria Purassanta.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-02-15 - pag: 17 autore: FINANZIAMENTI AI
PARTITI Ds e Dl, 600mila euro al Pd e a De Gregorio 700mila da Fi I primi
finanziamenti girati da Ds e Margherita al Partito democratico sono le quote
mensili che i parlamentari sono chiamati a versare al partito: nel
( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del
15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Di DOMENICO
TORTOLANO Con un vero e proprio blitz la minoranza e cinque consiglieri di
maggioranza l'altra sera hanno decretato la fine della Gescom, l'azienda
municipalizzata che finora aveva creato tanti problemi al sindaco Bruno
Scittarelli sia per la gestione che per le nomine nel consiglio
d'amministrazione. All'ordine del giorno c'era la soppressione della Gescom
richiesta dalle minoranze e dai consiglieri di maggioranza, gli indipendenti
Papa e Verrecchia, Giangrande (DCA), Altrui (Udc) e Petrillo e Iemma di
Progetto Cassino. Dopo la discussione la maggioranza è uscita dall'aula per far
mancare il numero legale ma è rimasto il presidente Massimiliano Mignanelli che
ha dovuto mettere ai voti la richiesta. E così in 14 (9 dell'opposizione e 5
della maggioranza) hanno votato per la soppressione. L'unico voto contrario
quello di Mignanelli. Prima della discussione, però, Iemma aveva lasciato
l'aula. Dopo la seduta i consiglieri di Forza Italia hanno contestato il
collega di maggioranza Petrillo che è stato tra i promotori dell'iniziativa.
Forza Italia così rimane senza la presidenza dell'ente e chiederà nei prossimi giorni
una verifica politica. "La proposta - ha detto il consigliere comunale di
Forza Italia Massimiliano Leva- andava discussa in maggioranza in maniera
leale. Così non è stato. Il partito dovrà trarne delle conseguenze". Dopo
la pubblicazione della delibera, se non ci saranno ricorsi, l'iter prevede la
nomina di un liquidatore per la chiusura dell'ente. "La maggioranza - ha
detto Petrillo - deve prendere atto della volontà politica di chiudere
un'azienda passiva e inutile". Più critico l'indipendente Beniamino Papa:
"Finalmente abbiamo tirato il collo alla gallina dalle uova d'oro che si
chiama Gescom. Una gallina dalle uova d'oro che in tanti
anni di attività ha solo distribuito gettoni di presenza
e prebende varie, senza che i cittadini abbiano avvertito alcun beneficio dalla
sua attività. La prima considerazione che mi viene a mente riguarda però
l'atteggiamento di uno dei sei consiglieri della maggioranza firmatari della
proposta di soppressione: il rappresentante della lista civica Progetto
Cassino, Enrico Iemma. Comunque è una vittoria politica importante
quella portata avanti da me e dagli altri consiglieri che hanno votato la
soppressione della municipalizzata, che ogni anno spendeva 150 mila euro per
retribuire 7 membri di un consiglio di amministrazione che si riuniva decine di
volte per deliberare sullo stesso argomento o come accaduto lo scorso 28
novembre quando ha discusso di come pagare un bolletta Enel di 600 Euro".
In precedenza il consiglio aveva approvato i progetti di edilizia contrattata
presentati dalle ditte Longo e Secim. La prima prevede in via casilina nord la
costruzione di tre palazzi al posto di capannoni commerciali ma anche un museo
dell'arte e una palestra e in compensazione rotatorie, marciapiedi e
illuminazione. La Secim intende costruire in via San Marco tre palazzi al posto
di una fabbrica dismessa e la cessione alla villa comunale di un'area verde.
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Di EMANUELE GAROFALO
Risparmi e tagli all'ordine del giorno dell'agenda politica comunale. La legge
Finanziaria del 2008 riserva novità, tra cui quella del gettone di presenza per i consiglieri comunali, bloccato a 117 euro per
ogni seduta del Consiglio e il passaggio obbligato alla telefonia via internet.
La commissione affari istituzionali prende atto dell'impossibilità di ritoccare
il gettone e si interroga su come intervenire sul registro delle unioni civili,
ad oggi rimasto vuoto di contenuti e di iscritti, con solo una coppia
eterosessuale registrata. Bollette - La bolletta del telefono del Comune
ammonta a circa un milione di euro, ma si conta di abbattere i costi grazie
alla tecnologia. La Finanziaria obbliga gli enti locali all'uso del Voip, il sistema
che permette di conversare telefonicamente attraverso una connessione internet.
I vantaggi sarebbero quello di azzerare i costi di canone e di non richiedere
interventi straordinari. "Prima facciamo questo passaggio e più
risparmiamo" commenta l'assessore al bilancio Roberto Stecconi, circa i
tempi di attuazione. Giro di vite anche per l'uso dei cellulari. In vista uno
studio da parte degli uffici per quantificare il numero di
cellulari da ritirare. "I cellulari a spese del Comune, resteranno solo ai
dipendenti con obbligo di reperibilità" annuncia Stecconi. Gettone - Il
gettone di presenza non si
tocca. La Finanziaria parla chiaro, via le indennità mensili di 693 euro lordi,
si torna al gettone di presenza di 117 euro lordi e senza possibilità da parte del Consiglio
comunale di ritoccarne la cifra. La parola "fine" al dibattito
è stata messa dalla commissione affari istituzionali, riunitasi ieri sera per
fare chiarezza sulla questione. Tutti concordi i membri della commissione
nell'affermare che i costi della politica non stanno al gradino più basso delle
istituzioni. Parte la proposta trasversale di varare un documento da
indirizzare all'Anci e al prossimo governo, con la richiesta di ripristinare la
vecchia indennità. Coppie di fatto - Torna a tenere banco il registro delle
unioni civili. Una gestazione travagliata di oltre un anno, alla fine il
registro ha visto la luce solo per rimanere vuoto di contenuti e con una sola
coppia iscritta. Chiara la relazione di Primo Gazzetti, dirigente dei servizi
anagrafici del Comune. "Ho contattato Firenze, Ferrara e Pisa, i tre
Comune che da più tempo si sono dotati di registri simili e in tutti i casi
sono rimasti contenitori fini a sé stessi, perché manca un quadro
normativo". Se Giovanni Zinni (An) chiede la chiusura del registro perchè
ritenuto inutile e strumentale, Paolo Pascucci Rc lancia l'idea di formare un
tavolo di lavoro che prenda in esame i regolamenti comunali. Prendendo ad
esempio le agevolazioni del cosiddetto "pacchetto famiglia" su contributi
alle giovani coppie, Pascucci chiede di vedere quali vantaggi poter estendere
anche agli iscritti del registro.
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Gettoni
dei consiglieri: stop agli aumenti. Coppie di fatto, si studiano i regolamenti
di altre città per migliorare il registro.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Bblico urbano. Lo ha
comunicato il sindaco ieri in consiglio, chiamato a ratificare la proroga data
dalla Regione alla società La Panoramica fino al 31 dicembre di quest'anno, in
conseguenza del mancato varo, da parte della stessa Regione, della legge che la
obbligava ad indire l'appalto. Naturalmente, ha spiegato velocemente Ricci, il
bando conterrà un potenziamento del servizio per adeguarlo alle nuove esigenze
della città. Comunque, la presa d'atto del provvedimento regionale non c'è
stato perchè la Giunta è stata costretta a ritirarlo essendo privo del parere
del dirigente del settore e del collegio dei revisori dei conti. Pregiudiziale
sollevata da Di Primio (An) che ha trovato il consenso del segretario generale
Di Michele. Nulla di fatto, stessa sorte anche per gli altri cinque punti
all'ordine del giorno, alcuni rinviati per l'assenza dei proponenti o degli
assessori al ramo, altri per scioglimento della seduta, causa mancanza del
numero legale (uscita dall'aula della maggioranza). Una seduta inutile, ma costosa per i contribuenti per via del gettone di presenza, svoltasi in un clima di
tensione, di scontri verbali tra i consiglieri e tra questi e il persidente di
turno Di Paolo. Toni accesi, nervosismi esasperati, tensioni evidenti dentro la
maggioranza, con un folto gruppo di cittadini che hanno assistito ad uno
spettacolo indecoroso, incredibile. E in merito alle polemiche scoppiate
per le processioni, il sindaco Ricci ha tenuto a chiarire che il servizio
svolto dai Vigili urbani è gratuito per tutte le processioni parrocchiali, in
base ad una delibera della Giunta e al regolamento. Ciò, contrariamente a
quanto dichiarato dalla comandante della Polizia municipale. Ma com'è possibile
che i Vigili ignorino gli atti comunali? E agli enti religiosi che hanno pagato
(se hanno pagato) gli verrà restituita la somma?.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-02-13 - pag: 13 autore: Attività politica. Sempre
presente in aula nel 2007 il 66% degli eletti al Comune del capoluogo
marchigiano Ad Ancona consiglieri più assidui Bologna registra il tasso di
partecipazione minore dell'area (86,2%) Andrea Lanzarini Solo in due sedute di
maggio, il Consiglio comunale anconetano ha registrato il più alto numero di
assenze, con appena quattro banchi vuoti. I consiglieri dorici sono infatti i
più "presenzialisti" tra i quattro Comuni capoluogo del Centro-Nord,
con un tasso di partecipazione medio nel 2007 del 97,2 per cento. Sono anche i
meno convocati, visto che l'anno scorso le sedute sono state appena 23, contro
le 93 di Bologna. E, forse questa agenda così fitta spiega come mai le Due
Torri siano il fanalino di coda, pure con un tasso medio di partecipazione
dell'86,2 per cento. Sono questi i principali risultati dell'indagine condotta
da "Il Sole-24Ore CentroNord " sulle presenze ai lavori dei Consigli
comunali nelle quattro città capoluogo. Ancona Su 41 eletti consiglieri eletti,
sono 27 (il 66%) coloro che non si sono persi neppure una seduta. Di questi, 15
militano nel Pd. è difficile, comunque, chiamare "assenteista" chi,
come David Favia, ha collezionato appena cinque assenze. "E pure
giustificate. Sono stato assente una volta per malattia – spiega il consigliere
– e per impegni legati alla mia attività di vicepresidente del Consiglio
regionale: per esempio, ho mancato due sedute, che erano molto ravvicinate tra
loro, perché ero in missione all'estero". Ad Ancona i lavori sono molto
concentrati e il numero delle sedute è contenuto. All'ordine del giorno, nel
( da "Opinione, L'" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Oggi è Ven, 15 Feb
2008 Edizione 32 del 15-02-2008 Ben vengano le proposte di rinnovamento dello
Stato ma non devono essere l'ennesima presa per i fondelli Considerazioni di un
cittadino comune di Leone Massa Ognuno di noi, durante la sua esistenza, è
stato spettatore o attore o comparsa nel teatro della vita del suo tempo.
Ognuno di noi ha vissuto delle esperienze, più volte negative, o ha assistito
ad esperienze altrui. Pochi dal bagaglio di queste esperienze ne hanno saputo
trarre le conseguenze sapendo distinguere ciò che è buono da ciò che non lo è.
Si tratta per lo più di una volontà individuale a trarne le conseguenze
modificando i propri giudizi e pregiudizi. Sarebbe stato auspicabile che sin
dai primi anni di scuola si fosse insegnato agli studenti un principio basilare
per creare uomini liberi ed affrancati da ideologie il più delle volte tese a
renderli schiavi per l'intera vita. Nella lunga mia esistenza ne ho viste di
tutti i colori e devo ringraziare mio padre se mi sono sentito sempre una
persona libera da ideologie e pregiudizi. Sono nato durante il periodo
fascista, sono stato figlio della lupa e poi balilla, ho vissuto la seconda
guerra mondiale, la Monarchia e la Repubblica, la dittatura e la democrazia.
Così nella mia mente ho fotografato gli avvenimenti che mi hanno riguardato
personalmente e quelli che mi sono passati sotto gli occhi. Alla mia età,
avendomi il buon Dio donato una discreta memoria, rimango poco fiducioso nel
futuro del nostro paese quando assisto a dei dibattiti televisivi tra politici
di vari schieramenti con alle spalle le loro clack senza che mai vi partecipi
un cittadino comune. Anche i filmati con interviste pilotate mi fanno ridere.
Un senso di diffuso malessere da alcuni decenni nella pubblica opinione ha
trovato sfogo attraverso un comico come Beppe Grillo
che, grazie alla sua irruenza verbale, ha sconvolto un potere ormai lontano dal
più elementare senso delle parole democrazia e libertà. Non dobbiamo
dimenticare che già negli anni sessanta certe cose venivano portate alla luce
da un mio concittadino, Totò, nella scena del comizio di Antonio La Trippa che
denunciava al popolo le malefatte dell'allora classe politica, ma in
quell'epoca il clientelismo ed il boom economico fecero sì che la denunzia di
Totò fosse accolta con una risata. Purtroppo già allora era una verità! Alcuni
libri come "Gomorra" di Roberto Saviano e "La Casta" di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, come pure, da anni il programma televisivo "Report",
hanno prodotto nel tempo quella che oggi viene chiamata antipolitica. La classe
politica italiana, attenta in tutti questi decenni esclusivamente alla
detenzione del potere per un proprio interesse, sta trovando qualsiasi
espediente per salvarsi non tanto dalla spallata di una parte contro
un'altra ma da quella inferta da un comico. Il v-day everyday nei confronti
della classe politica è ormai diffuso nella maggior parte dell'opinione
pubblica e nessun espediente politico potrà modificare l'attuale pensiero del
cittadino italiano se non vi è una seria volontà di ripristinare in Italia lo
stato di diritto, il rispetto della Costituzione, anche se vecchia, la
giustizia e la democrazia. I cittadini sanno bene che non vi è solo una casta
ma tante caste, ciascuna per ogni Istituzione dello stato che per i propri
interessi particolari, nella più volte proclamata indipendenza, hanno messo
fino ad ora sotto i loro piedi il diritto, la Carta Costituzionale, la democrazia
ed il rispetto delle regole a danno del popolo lavoratore usando a loro
piacimento il portafoglio del cittadino. Spero che alle prossime elezioni il
popolo italiano sappia comportarsi da ben pensante facendo frutto delle
esperienze vissute e non si trasformi come in passato in tifoso della curva A o
della curva B. L'Italia non ha bisogno di politici ma di statisti che guardino
non solo all'immediato ma anche lontano. Ben vengano le proposte di
rinnovamento dello Stato di Veltroni e Berlusconi ma non devono essere
l'ennesima presa per i fondelli del cittadino e spero nella responsabilità
della classe di governo, che uscirà dalle prossime elezioni, perché le
decisioni che verranno prese facciano richiamare al loro dovere le Istituzioni
dello Stato, primo fra tutti il rispetto del cittadino, del suo portafoglio,
dei suoi diritti, dei dettati della Carta Costituzionale, della libertà e della
democrazia, quella vera. Se qualcuno vorrà contestare la mia attribuzione di
casta non solo politica ma in seno alle Istituzioni dello Stato, sono pronto a
fornire testimonianze tangibili dovute a mie esperienze personali.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
LA DATA - Leonardo
Muraro è un cacciatore "patentato" da più di un anno: ha conseguito
la licenza nella sessione del 14 dicembre del 2006, iniziata alla 15.LO SCRITTO
- Come Gobbo, anche il presidente della Provincia aveva presentato tutti i
documenti richiesti, venendo dunque ammesso alla verifica finale, e aveva
compilato il questionario da trenta domande a risposta multipla: Muraro ne
aveva imbroccate venticinque. In particolare, non aveva dato la soluzione
esatta al quesito 60 (argomento: tutela della natura), al 63 (pronto soccorso),
al 68 e al 72 (armi e munizioni) e al 114 (biologia). Il punteggio raggiunto
era comunque più che sufficiente per garantire al candidato l'ammissione alla
prova orale. Anche in questo caso il verbale riportava però la valutazione
massima: 30 su 30.L'ORALE- Nell'interrogazione il leader dell'amministrazione
provinciale ha guadagnato una votazione superiore a 6/10 in ognuna delle cinque
materie. Davanti a lui sedeva la commissione al completo, con il presidente,
l'avvocato Franco Botteon, e i cinque componenti. Lo attesta il fatto che tutti
hanno firmato non solo il verbale d'esame, ma pure il
foglio delle presenze, con tanto di indicazione dei chilometri percorsi per
raggiungere la sede della Provincia, in modo da ricevere il gettone di presenza e il rimborso delle spese di
viaggio.LE CONSEGUENZE - L'indagine interna ha concluso che il massimo
dirigente di viale Battisti ha sostenuto l'esame in modo completo e secondo la
prassi di legge. Il punteggio non veritiero trascritto nle resoconto,
dal momento che l'aspirante cacciatore aveva comunque superato la prova, è
stato considerato un errore formale "ininfluente sull'esito finale
dell'esame e sulla regolarità del medesimo". Ergo Muraro può continuare ad
imbracciare la doppietta in piena legittimità.m.zan.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
DAL COMUNE Indennità
assessori, il Comune risparmia trentamila euro MaseradaGli
assessori del comune di Maserada rinunciano al gettone di presenza. In un periodo in cui i
cittadini chiedono ai politici di ridurre i costi e di azzerare gli sprechi
della politica, anche que+st'anno gli assessori del Comune di Maserada sul
Piave, offrono un concreto esempio di etica nell'amministrare la cosa pubblica.
L'assessore ai Lavori pubblici, Eligio Fregonese, ha deciso nuovamente di
rinunciare in toto all'indennità di carica per destinarla al settore cultura in
vista dell'organizzazione di un concerto per favorire l'aggregazione giovanile.
Fregonese, assessore esterno della Giunta comunale di Maserada sul Piave,
intende, infatti, mettersi a servizio della comunità in pieno spirito
volontaristico.Hanno rinunciato alla metà del compenso loro spettante anche gli
assessori Giuseppe Quinto e Romeo Schiochetto che, rispettivamente come
pensionato e come lavoratore autonomo, avrebbero diritto all'indennità
completa, pari a 15 mila euro lordi annui, uniformandosi così all'indennità
percepita dagli assessori Elena Mattiuzzo e Diego Cappelletto che, in quanto
lavoratori dipendenti, percepiscono un'indennità pari a 7 mila 500 euro lordi
annui. Grazie a tali scelte, il Comune di Maserada risparmia così ben 30 mila
euro l'anno che vengono messi a disposizione nel bilancio comunale e quindi
destinati alla collettività.
( da "Agi" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Ancona CORTE CONTI:
AVOLA, ALTI COSTI POLITICA PER CLIENTELE (AGI) - Ancona, 15 feb. - "Le
indagini concretamente riconducibili ai costi della politica
vanno da quelle propriamente legate alla percezione di tan- genti (oramai
piuttosto desuete nella forma tradizionale della consegna di una borsa piena di
soldi), alla moltiplicazione degli enti e delle societa' partecipate,
all'attribuzione di consulenze di favore, alla proliferazione di assunzioni in
violazione dei limiti di legge (soprattutto nell'amministrazione privatizzata),
all'ingiustificata lievitazione dei compensi e delle indennita',
all'assegnazione di posti di rilievo e non, senza la valorizzazione oggettiva
dei requisiti di merito". Lo ha detto nella sua relazione all'apertura
dell'anno giudiziario, il procuratore della Corte dei Conti delle Marche,
Alberto Avoli. Parlando delle problematiche relative alle societa' partecipate,
Avoli ha spiegato che queste "possono essere inquadrate in un contesto
piu' ampio, definito in modo figurato come ingiustificato costo della politica". "La locuzione e' un eufemismo - ha
detto il magistrato - per descrivere quei complessi e sicuramente diffusi
metodi di gestione clientelare della cosa pubblica, che conducono ad
accrescerne i costi per il conseguimento anche indiretto di utilita' di vario
tipo, a vantaggio dei soggetti che esercitano pubblici
poteri, non necessariamente di vertice". "Piu' che di costi della politica - ha aggiunto Avoli - sarebbe
forse meglio parlare di costi della clientela, di costi della personalizzazione
dei rapporti nella pubblica amministrazione, di costi della mancata trasparenza
e della violazione del principio di imparzialita'". Secondo il
magistrato, "questi fenomeni sono talmente radicati da poter essere
contrastati con difficolta'". "Molto spesso infatti la gestione
clientelare della cosa pubblica - ha concluso Avoli - trova copertura e
nutrimento nelle smagliature del sistema normativo, nella sofisticazione
simulatoria delle modalita' di gestione, nel radicamento di una robusta tela di
ragno rafforzata dalla convergenza di interessi omertosi". (AGI).
( da "Emmegipress" del 15-02-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Sezione: n.d.
Categoria: Economia Titolo: Italia, Confindustria denuncia
i costi della politica
Data: 27/12/2007 23.35.49 Fonte: Le Figaro, Francia News: In un rapporto di 287
pagine preparato dal suo centro studi, la Confindustria denuncia, statistiche
alla mano, i privilegi di una classe politica "incapace di rispondere alle urgenze del momento".
"L'Italia è¨ il paese europeo in cui i costi della politica
sono maggiori", scrivono gli imprenditori italiani. Senza riprendere le
argomentazioni populiste del comico Beppe Grillo, che ogni giorno continua a
bersagliare il Palazzo, la confederazione degli industriali ha stilato una
lista eloquente dei privilegi dei parlamentari. Ciascun parlamentare costa in
media alle casse pubbliche 1 milione e 531mila euro, "poco meno del doppio
del costo complessivamente sostenuto da Francia e Germania e quasi sei volte
superiore a quello sostenuto dalla Spagna".