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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

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tARTICOLI DEL  14-16 novembre 2008      #TOP



Report "Costi dei politici"

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (43)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

TORRE ANNUNZIATA. CHI CI PENSA ADESSO AI RAGAZZI? . LA DOMANDA è DEL RETTORE DELLA B... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 08-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: azione di promozione sociale che si affianca ad altri progetti, come quello che ha visto in campo la basilica della Madonna della Neve e l'Istituto tecnico Marconi per un corso di recupero scolastico e di uno di teatro che hanno dato la possibilità a giovani disoccupati della zona di sbarcare il lunario beneficando di un gettone di presenza. ca.al.

NON POSSIAMO ASSISTERE OGNI ANNO ALLA STESSA SCENEGGIATA , AMMONISCE IL CAPO DELL'OP... ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 09-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: funzionamento dei gruppi. «Poichè le spese per il personale non possono essere toccate e quelle per i servizi nemmeno è proprio sui cosiddetti costi della politica che bisogna e si deve intervenire», sostiene il vicepresidente del Consiglio Salvatore Ronghi (Mpa) che con il Nuovo Psi ha presentato una proposta di legge che prevede la riduzione del 50 per cento delle indennità di funzione,

I costi della politica: più 100 milioni ( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Imbarazza il paragone coi finanziamenti alle fondazioni senza fini di lucro? Facciamone un altro. Stando a uno studio del professor Antonio Merlo dell'Università della Pennsylvania, che ha monitorato gli stipendi dei politici americani, quelle agendine costano da sole esattamente 28.

Finanziaria:niente tagli ai costi della politica ( da "Arena.it, L'" del 13-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: azioni o quote di società operanti nel settore dei servizi pubblici locali» o dei dividenti straordinari incassati da partecipate quotate. Montecitorio dice invece no a due diverse norme proposte dall'Idv con tagli ai costi della politica. La prima proponeva di togliere l'indennità parlamentare a chi è anche nel governo.

Attorno a un tavolobper creare una cittàba misura di famiglia ( da "Vita non profit magazine" del 14-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ennesima consulta o organo di rappresentanza. Non assegna poltrone, infatti, né distribuisce gettoni di presenza. Indica soltanto un processo di consultazione pubblica del terzo settore e dei cittadini sulle politiche familiari. Una formula innovativa messa in piedi dal Comune di Trento e che ora, dopo un rodaggio di tre anni, va a regime.

Villazzano, scuola materna unica ( da "Trentino" del 14-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: incapacità di andare avanti senza finanziamenti pubblici. In quell'occasione il consiglio circoscrizionale deliberò che il Comune si sarebbe dovuto far carico dell'iter per unire i due asili e contenere conseguentemente i costi di gestione. La scuola di via Giordano ha bisogno di ristrutturazione, mentre l'altra non è sufficientemente ampia.

Ambulanze in piazza? Non tutti ci saranno ( da "Giornale di Brescia" del 14-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: altro la piena regolarità operativa delle squadre di intervento. Un'assemblea che - evidentemente - non era potuta approdare ad una unanimità di scelte. Anche dal Soccorso Franciacorta di Rodengo sottolineano: «Non siamo stati perquisiti, col 118 non operiamo in convenzione ma a gettone, di fronte a questa vicenda ci sentiamo di rimanere terzi.

la maggioranza è a ranghi ridotti lega e an fanno saltare il consiglio ( da "Nuova Venezia, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: serve un esame di coscienza da parte di alcuni consiglieri che erano assenti non preannunciati. C'è stata superficialità e inviterò i consiglieri a restituire il gettone di presenza - spiega il capogruppo Pd Piero Rosa Salva - ma l'atteggiamento dell'opposizione e di Mazzonetto è di assoluta mancanza di stile e rispetto delle istituzioni»

<Basta privilegi>, ma per i consiglieri è un guadagno ( da "Adige, L'" del 14-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che nella legislatura uscente è stato membro dell'Ufficio di presidenza del consiglio regionale e si è sempre sostenuto la necessità di ridurre i costi della politica - è andata così». La legge era stata studiata partendo dalle indennità di carica dei parlamentari che nel triennio 2000 - 2003 erano cresciute addirittura del 30 per cento.

senza alcun ruolo ( da "Nuova Sardegna, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I consiglieri circoscrizionali sono di nuovo sul piede di guerra. E l'altro ieri hanno tenuto un'assemblea in cui erano presenti in settanta. All'ordine del giorno: i rimborsi richiesti dal Comune per spettanze (gettoni di presenza) ricevute, ma in modo irregolare. Hanno parlato anche di ruolo e deleghe dei parlamentini di quartiere.

GLI STIPENDI degli italiani sono i più bassi e quelli dei nostri parlamentari i più... ( da "Nazione, La (Firenze)" del 14-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Non mi sembra invece sconvolgente il doppio trattamento per i membri del governo. Il risparmio vero si otterrebbe con la riduzione del numero dei parlamentari, l?equiparazione delle loro pensioni a quelle di tutti i cittadini, il taglio del finanziamento pubblico ai partiti e ai loro giornali.

Il Quirinale a Tremonti: rinunciamo agli aumenti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-11-14 - pag: 21 autore: LA GIORNATA COSTI DELLA POLITICA Il Quirinale a Tremonti: rinunciamo agli aumenti Il Colle non adeguerà le spese all'inflazione programmata: lo Stato risparmierà 10,5 milioni Il Quirinale rinuncia ad adeguare le proprie spese al tasso di inflazione programmata.

Smaltimento carta <Paghi il Comune> ( da "Corriere del Veneto" del 14-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il problema ha la forma di due banconote da cento euro che il Tribunale dovrebbe versare ogni mese alla Treviso Servizi. A Palazzo di Giustizia, soldi non ce ne sono. E dunque la Tocchetto è tornata in guerra. Prima, aveva offerto il proprio gettone di presenza al procuratore capo, Antonio Fojadelli, per permettergli di pagare la benzina dell'auto di servizio.

Mestre, metà maggioranza diserta l'aula Salta la seduta ( da "Corriere del Veneto" del 14-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: «Il Pd si assume la responsabilità — dice il capogruppo Piero Rosa Salva — come gruppo affronteremo la questione delle assenze ingiustificate ma Mazzonetto ha sbagliato. Inviterò i colleghi a rinunciare al gettone presenza ». G.B.

OSIMO <E' CAMBIATO il mondo in pochi giorni, dobbiamo ... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 14-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: infine meno 100mila euro per taglio dei costi della politica. A fronte di ciò, però, per esempio, nessun intervento di taglio è stato posto per tutti gli enti, consorzi e ambiti a cui i Comuni obbligatoriamente partecipano, senza avere un effettivo beneficio in termini di gestione sostitutiva dei servizi indicati (sociale, acqua, rifiuti e altri servizi),

Un'aula da 21 milioni ( da "Stampa, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ambito della campagna per la riduzione dei costi della politica «nella predisposizione del bilancio 2009 - dice la relazione della presidenza del Consiglio - c'è stata un'attenta ricognizione delle spese obbligatorie, irrinunciabili per un efficiente funzionamento del Consiglio e si è provveduto a razionalizzare la spesa e a recuperare i possibili margini di efficienza»

coda e isla le scelte vincenti di marino ( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Terzo il già citato Niño Maravilla Sanchez, quaro Floro Flores (448' e 9 gettoni) ultimo Totò Di Natale (426' e 7 presenze) pesantemente condizionato da qualche acciacco di troppo. Cercando il lato positivo della medaglia Marino può pensare che più avanti avrà il suo uomo di maggior classe fresco come una rosa.

Ascolti tv, "Affari tuoi" vince testa a testa con "Striscia" ( da "Velino.it, Il" del 14-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gianantonio Stella e Sergio Rizzo, autori de “La casta”, libro che sta per essere ripubblicato. Su Italia1, il reality show “La Talpa”, imperversato dal maltempo, ha ottenuto 3 milioni 774 mila telespettatori e il 19,26 per cento di share (+1,61 per cento rispetto alla scorsa settimana), cavalcando prima e seconda serata.

Bisacci: "Un simbolo per tutta la città" ( da "Corriere Adriatico" del 14-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La somma necessaria per l'acquisto della statua fu raccolta mettendo insieme i gettoni di presenza che spettavano a mio padre e agli altri proprio perché membri di quella commissione. Anche la Cassa, comunque, diede il suo contributo. A mio padre ricorda ancora Bisacci piaceva l'idea di sistemare quella statua il più in alto possibile.

Le Aquile ripartono vincendo ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 14-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Koivisto, Stampfer, Rigoni, Ciresa, Faggioni, Rizzo, Tomasello, Delfino. Coach: Vesa SurenkinHC RED ORANGE VALPUSTERIA: Ploner (Nissinen); Hofer, Jarmuth, Mair, Trevisani, Vodrazka, Willeit; Bernakevitch, Bona, Iannone, Drenker, Barber, Marchiori, Oberrauch, Pichler, Platter, Sparber, Tallari, Watson.

Compagnia teatrale dialettale debutta al liceo classico ( da "Sicilia, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: della Stella". Ad associarsi alla corale da quando si sono insediate a Barrafranca, anche le suore clarisse apostoliche francescane. Sono 24 i componenti, compreso il direttore della corale, Salvatore Rizzo. Nella figura di "soprani" Marianna Rizzo, Maria Ausilia Rizzo, Viviana Collerone e Rosina Comito;

Le due Italie ( da "AprileOnline.info" del 14-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di lavoro ma di reddito proveniente dai contribuenti italiani come quello dei deputati dal momento che il Corriere della Sera riceve dallo Stato circa ottomilioni l'anno di contributo ed appunto sono questi soldi che finanziano lo stipendio del grande fustigatore della casta. Disagio ed imbarazzo ed il pensiero di tutti a questo punto va al guadagno annuale dello stesso Santoro.

Dieci anni senza Nova l'amico mai dimenticato ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 15-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E fanno 199 gettoni di presenza con 34 gol. Quella del '60-'61 è per il Brescia l'ennesima rifondazione. Se ne va Mino Favini che, a Bergamo, ritrova Nova: e proprio Favini diverrà l'organizzatore del vivaio atalantino, il meglio sotto il cielo italico, che sfornerà tecnici e giocatori che faranno con bravura la professione nei settori giovanili e tra i professionisti.

il bo in rivolta attende dal governo 35 milioni di euro ( da "Mattino di Padova, Il" del 15-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: come hanno denunciato nei loro interventi Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, di bandire un concorso di 80 mila euro per l'acquisto di un gigantesco quadro che adornerà l'aula magna della nuova facoltà d'ingegneria. Non è una questione di sud e nord: tra le università sottofinanziate c'è anche quella della Calabria, che riceve 23 milioni in meno del dovuto.

regione, ecco quanto guadagnano i consiglieri ( da "Centro, Il" del 15-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Con questi stipendi non è difficile arrivare a cifre del genere: i presidenti hanno una indennità di 11mila 579 euro al mese; gli assessori di 10mila 421 euro; i consiglieri percepiscono «solo» 8mila euro più i gettoni di presenza. In molti sono quelli che hanno dichiarato di non avere avuto nessuna variazione di patrimonio e che si aggirano sui 100mila euro, cifra più cifra meno.

gettoni di presenza, maggioranza divisa ( da "Tirreno, Il" del 15-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gettoni di presenza, maggioranza divisa Garzella: nelle società partecipate come in Comune PISA. Si spacca la maggioranza sui gettoni di presenza nelle società partecipate dal Comune di Pisa. è infatti passato a stragrande maggioranza (ventuno favorevoli, cinque contrari e tre astenuti) l'ordine del giorno presentato a luglio dal consigliere comunale del Popolo della libertà Giovanni

Amministratori di nomina politica Taglio al gettone di presenza ( da "Nazione, La (Pisa)" del 15-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 10 Amministratori di nomina politica Taglio al gettone di presenza IL GETTONE di presenza dei rappresentanti di nomina comunale nelle società partecipate del Comune percepiranno una cifra pari a 72 euro, che è l?equivalente della somma corrisposta ai consiglieri comunali.

D iciassette ( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: - pag: 1 autore: di SERGIO RIZZO e GIAN ANTONIO STELLA categoria: REDAZIONALE Taglio da 17 milioni CURA SPAGNOLA, I PARTITI SI AUTORIDUCONO I FONDI D iciassette milioni di euro. Cioè 34 miliardi di lire. Davanti all'incalzare della crisi internazionale, in Spagna hanno deciso una cura dimagrante che noi ce la sogniamo.

La <cura spagnola>: i partiti si autotagliano ( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: i partiti si autotagliano Misure anticrisi, ridotti i finanziamenti di 17 milioni di euro. A noi costano più del doppio SEGUE DALLA PRIMA Eppure, i soldi pubblici stanziati a sostegno delle forze politiche spagnole erano già prima nettamente più scarsi rispetto a quelli italiani. Nel 2009 erano previsti 136 milioni contro i nostri 295.

I partiti spagnoli si riducono i fondi ( da "Corriere.it" del 15-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Quanto al Tribunal de Cuentas, la Corte dei conti spagnola, costerà nel 2009 60 milioni di euro: vale a dire un quinto della nostra, che l'anno prossimo peserà sui cittadini per 281 milioni. Consoliamoci: fino a quest'anno ne costava venti di più. Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo stampa |

<L'opposizione diserta costantemente le sedute> ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 15-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: nel 2008 ha invece all'attivo un gettone di presenza, lo stesso della pasionaria leghista Mariella Mazzetto. Ma zero presenze nel corso degli ultimi dieci mesi sono anche quelle del consigliere dei Verdi, Aurora D'Agostino al quale si affianca il democratico Alessandro Naccarato e il consigliere Udc Antonella Fede.

I consiglieri al convegno sul lavoro, ma pagati ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 15-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: prenderanno tutti il gettone di presenza. Solo che lunedì mattina il consiglio comunale non si riunirà a Ca' Farsetti e nemmeno in via Palazzo a Mestre e, soprattutto, non discuterà e non approverà né delibere né piani né mozioni. Perché quella di lunedì mattina sarà una seduta-convegno sul tema della sicurezza negli ambienti di lavoro e ci sarà un parterre di relatori di tutto rispetto,

Ridurre i costi della politica ( da "Alto Adige" del 16-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ridurre i costi della politica» BOLZANO. I Freiheitlichen intervengono sui costi della politica. Come prima iniziativa in consiglio presenteranno una mozione che intende puntare ad un abbassamento del 20 per cento delle indennità dei consiglieri. In primo luogo il partito di Leitner chiede di abbassare le indennità degli assessori e dei componenti l'

La minoranza non offenda la memoria di Chebello ( da "Stampa, La" del 16-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sono derivati dal risparmio ottenuto dalla mancata realizzazione della nuova sala consiliare nel Palazzo di Città e il suo finanziamento da parte della Regione per realizzarvi una sala multimediale per la terza età. Moiso ha poi realizzato il pannello senza chiedere un euro, e i 6400 euro più Iva verranno pagati alla società che ha fornito i materiali e si occuperà delle cotture.

<Impossibile parlare con Angelo ma si fanno vivi gli sciacalli> ( da "Libertà" del 16-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dà un aiuto concreto: «Il consiglio comunale ha devoluto il gettone di presenza all'associazione "Vivere Liberi Onlus" creata da Giovanni - spiega il sindaco Vito Agresti - dopo l'arresto del figlio e dell'amico. Seguiamo con molta attenzione il caso e riteniamo doveroso intervenire, portando la vicenda all'attenzione nazionale».

l'area produttiva diventa cittadella ( da "Centro, Il" del 16-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: «Un altro passaggio importante è la riduzione dei costi. Il Coasiv ha quasi azzerato il ricorso agli incarichi esterni e le consulenze», dice Giangiacomo. «Il 75 per cento dei progetti e delle perizie negli ultimi dodici mesi è stato elaborato dal personale interno dell'ente», fa sapere il presidente.

UNA bella sforbiciata ai cda delle società partecipate, un taglio ai costi d... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 16-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: UNA bella sforbiciata ai cda delle società partecipate, un taglio ai costi d... UNA bella sforbiciata ai cda delle società partecipate, un taglio ai costi della politica, la valorizzazione dei simboli della tradizione e più servizi per i polesani. Queste sono solo alcune delle linee guida del programma con il quale la Lega Nord si presenterà alle prossime elezioni amministrative.

L'omaggio ai Caduti di Nassiriya ( da "Nuova Ferrara, La" del 16-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La mattinata si è proseguita con la seduta straordinaria del consiglio comunale, che si è aperta sulle note dell'Inno con la lettura dei nomi dei caduti a Nassiriya il 12 novembre 2003, ma anche il 27 aprile e il 5 giugno 2006. In chiusura il presidente del consiglio comunale poggese ha annunciato che il gettone di presenza sarà devoluto ai familiari delle vittime.

<Ragazzi, per Storia il mio bigino è questo> ( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: spettacolare" e tuttavia profonda, penso ai libri di Stella e Rizzo, di Saviano, alla tv della Gabanelli e non solo. Ma per il resto c'è un tal vuoto di informazione che non ci si può stupire se a riempirlo è chi fa teatro o anche satira». Lei si è fatto la fama di uno un po' pedante. «Può darsi che qualcuno la ritenga pedanteria.

Ex terzino, pilota, deputato Gigi Martini torna come consulente di Sabelli ( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Nel libro «La casta» di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella si racconta dei dieci anni durante i quali Martini è stato l'unico pilota a percepire regolarmente lo stipendio di Alitalia, volando al minimo (3 decolli e 3 atterraggi ogni 90 giorni), al tempo stesso svolgendo attività parlamentare.

Teatro, costa 650 mila euro e ne incassa 155 ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 16-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma il botteghino stacca biglietti solo per 155 mila, mentre il team di amministratori ne costa 55 mila. Ad ogni consigliere spetta un gettone di presenza di 125 euro lordi a seduta più 3 mila euro di compenso annuo. Al presidente, invece, vanno mensilmente 1.250 euro lordi e ai revisori dei conti un compenso annuo complessivo di 10.

Rubinato rinuncia ai 32 mila euro spettanti al sindaco ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 16-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: indennità di sindaco in base alla normativa vigente che consentiva solo l'attribuzione del gettone di presenza di 150 euro annue per la partecipazione al consiglio comunale - ha spiegato Rubinato - Dal 1° gennaio 2008 è entrata in vigore una nuova normativa che ha eliminato anche il gettone di presenza per il sindaco che riveste la carica di parlamentare,

Costi in politica serve maggiore trasparenza La ... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 16-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Costi in politica serve maggiore trasparenza La ... Costi in politicaserve maggioretrasparenzaLa questione dei costi della politica, o meglio delle derive di sistema è giustamente all'ordine del giorno da qualche tempo. Che vi siano disfunzioni, sprechi, o anche qualcosa di peggio, l'abbiamo capito ed è giusto denunciarlo.


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TORRE ANNUNZIATA. CHI CI PENSA ADESSO AI RAGAZZI? . LA DOMANDA è DEL RETTORE DELLA B... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 08-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Torre Annunziata. «Chi ci pensa adesso ai ragazzi?». La domanda è del rettore della basilica della Madonna della Neve, monsignor Raffale Russo. Il suo grido d'allarme all'indomani del blitz della polizia, che ha portato dietro le sbarre capi, gregari e fiancheggiatori del clan Gionta, è di quelli che non possono cadere nel vuoto. Perché, passata l'enfasi della maxioperazione, con uomini in divisa e mezzi blindati che attraversano le strade del quartiere, resta il problema, serio, della sorte dei bambini ed in particolar modo della loro educazione. «Bene hanno fatto - spiega il parroco - la magistratura e le forze dell'ordine a dare un segnale forte della presenza dello Stato, ma la repressione da sola non basta. Senza un'adeguata campagna educativa che faccia capire ai ragazzi che ci sono altri modelli e stili di vita, ci ritroveremo, a breve, davanti allo stesso scenario di violenza e degrado. Certe dinamiche possono essere combattute e sconfitte, unicamente attraverso un'azione sinergica di tutte le istituzioni presenti sul territorio». In questo contesto la parrocchia resta l'unico avamposto di legalità in terra di camorra. Lo sa bene l'uomo di Chiesa che, durante la sua permanenza a Torre Annunziata, ha formato un gruppo di animatori in grado di relazionarsi con i ragazzi a rischio, «perché anche, e soprattutto, loro hanno bisogno di una guida, di una voce amica che gli indichi la strada da seguire». Da un anno a questa parte è attivo l'oratorio Madonna della Neve, ma don Raffaele si è spinto oltre, lanciando una proposta davvero innovativa: la pastorale di quartiere. «Nei prossimi giorni - rivela - arriveranno in parrocchia tre suore, due provenienti dall'Ecuador ed una originaria della Colombia che mi affiancheranno nell'attività quotidiana. A loro affiderò un compito estremamente gravoso, quello di lavorare sul territorio al fianco dei giovani e nelle famiglie». Un'azione di promozione sociale che si affianca ad altri progetti, come quello che ha visto in campo la basilica della Madonna della Neve e l'Istituto tecnico Marconi per un corso di recupero scolastico e di uno di teatro che hanno dato la possibilità a giovani disoccupati della zona di sbarcare il lunario beneficando di un gettone di presenza. ca.al.

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NON POSSIAMO ASSISTERE OGNI ANNO ALLA STESSA SCENEGGIATA , AMMONISCE IL CAPO DELL'OP... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 09-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

«Non possiamo assistere ogni anno alla stessa sceneggiata», ammonisce il capo dell'opposizione Franco D'Ercole ma intanto anche l'edizione 2009 del bilancio mette in scena il solito braccio di ferro tra consiglio regionale e giunta con il primo che accusa la seconda di avergli assegnato dieci milioni in meno del previsto. «Non capisco le lamentele. Il consiglio regionale della Lombardia ha sessanta consiglieri e un budget di sessanta milioni», sostiene l'assessore al Bilancio Mariano D'Antonio. Il Consiglio ha chiesto 87 milioni, la giunta ne stanzia 77. «Il taglio è sbagliato nel metodo e nel merito. Pongo una questione politica che riguarda anche i rapporti tra la giunta e la propria maggioranza», ribadisce il questore alle Finanze Antonio Amato (Pd) mentre il presidente Sandra Lonardo ricorda che il Consiglio anche quest'anno ha proceduto ad un ulteriore taglio dei costi per un risparmio di circa 2 milioni. E il vicepresidente dell'assemblea Gennaro Mucciolo osserva: «Ci sovraccarichiamo il costo di enti che dovrebbero essere a carico della giunta». E ricorda il Corecom (418mila euro); il garante dell'infanzia (80mila); il difensore civico (30mila); la Consulta regionale femminile (100mila). La spesa più consistente riguarda il personale (38 milioni). Segue quella per i consiglieri regionali, pari a 27 milioni: 13 per le indennità di carica e funzione; 70mila per le missioni; 120mila per le convenzioni autostradali; 14 milioni per i vitalizi; 400mila per le indennità di fine mandato. A queste spese vanno aggiunti i rimborsi chilometrici d'oro (370mila) e le consulenze per le commissioni e l'ufficio di presidenza (760mila). E poi ci sono i 4 milioni per il funzionamento dei gruppi. «Poichè le spese per il personale non possono essere toccate e quelle per i servizi nemmeno è proprio sui cosiddetti costi della politica che bisogna e si deve intervenire», sostiene il vicepresidente del Consiglio Salvatore Ronghi (Mpa) che con il Nuovo Psi ha presentato una proposta di legge che prevede la riduzione del 50 per cento delle indennità di funzione, il taglio dell auto blu (da 22 a 6), la riduzione del 50 per cento dei comandi. Ronghi proporrà di inserire queste misure già nella prossima finanziaria. «Avremo - dice - un risparmio di 6 milioni». p.mai.

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I costi della politica: più 100 milioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-11-12 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Fine rapporto A Palazzo Madama le uscite nel 2008 sono salite di 13 milioni. Colpa dei nuovi vitalizi ai 57 membri non rieletti Gli stipendi I salari dei governatori Usa messi a confronto con quelli (più alti) dei presidenti delle Regioni italiane I costi della politica: più 100 milioni I Palazzi del potere hanno aumentato le spese Dalle agende alle liquidazioni, sprechi e privilegi N elle bellissime agende da tavolo e agendine da tasca del Senato, appositamente disegnate per il 2009 dalla fashion house Nazareno Gabrielli, tra i 365 giorni elegantemente annotati ne manca uno. Il giorno con il promemoria: «Tagli ai costi della politica». A partire, appunto, dal costo delle agendine: 260.000 euro. Mezzo miliardo di lire. Per dei taccuini personalizzati. Più di quanto costerebbero di stipendio lordo annuo dodici poliziotti da assumere e mandare nelle aree a rischio. Il doppio, il triplo o addirittura il quadruplo di quanto riesce a stanziare mediamente per ogni ricerca sulla leucemia infantile la Città della Speranza di Padova, la struttura che opera grazie a offerte private senza il becco di un quattrino pubblico e ospita la banca dati italiana dei bambini malati di tumore. Sentiamo già la lagna: uffa, questi attacchi alle istituzioni democratiche! Imbarazza il paragone coi finanziamenti alle fondazioni senza fini di lucro? Facciamone un altro. Stando a uno studio del professor Antonio Merlo dell'Università della Pennsylvania, che ha monitorato gli stipendi dei politici americani, quelle agendine costano da sole esattamente 28.000 euro (abbondanti) più dello stipendio annuale dei governatori del Colorado, del Tennessee, dell'Arkansas e del Maine messi insieme. è vero che quei quattro sono tra i meno pagati dei pari grado, ma per guidare la California che da sola ha il settimo Pil mondia-le, lo stesso Arnold Schwarzenegger prende (e restituisce: «Sono già ricco») 162.598 euro lordi e cioè meno di un consigliere regionale abruzzese. Sono tutti i governatori statunitensi a ricevere relativamente poco: 88.523 euro in media l'anno. Lordi. Meno della metà, stando ai dati ufficiali pubblicati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, degli emolumenti lordi d'un consigliere lombardo. Oppure, se volete, un quarto di quanto guadagna al mese il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder, che porta a casa 320.496 euro lordi l'anno. Vale a dire quasi 36.000 euro più di quanto guadagna il presidente degli Stati Uniti.(...) Se è vero che non saranno le agendine o i menu da dieci euro a portare alla rovina lo Stato italiano, è altrettanto vero però che non saranno le sforbiciatine date dopo il deflagare delle polemiche a raddrizzare i bilanci d'un sistema mostruosamente costoso. Né tanto meno a salvare la cattiva coscienza del mondo politico. Certo, l'abolizione dell'insopportabile andazzo di un tempo, quando bastava denunciare la perdita o il furto di un oggetto per avere il risarcimento («Ho perso una giacca di Caraceni». «Prego onorevole, ne compri un'altra e ci porti lo scontrino»), è un'aggiustatina meritoria. Come obbligati erano la soppressione a Palazzo Madama del privilegio del barbiere gratuito e l'avvio di un nuovo tariffario (quasi) di mercato: taglio 15 euro, taglio con shampoo 18, barba 8, frizione 6... E così la cancellazione del finanziamento di 200.000 euro per i corsi di inglese che non frequentava nessuno. E tante altre cosette ancora. Un taglietto qua, una limatina là... (...) Sul resto, però, buonanotte. L'andazzo degli ultimi venti anni è stato tale che, per forza d'inerzia, i costi hanno continuato a salire. Al punto che i tre questori Romano Comincioli (Pdl), Benedetto Adragna (Pd) e Paolo Franco (Lega Nord), nell'estate 2008, hanno ammesso una resa senza condizioni scrivendo amaramente nel bilancio: «Non è stato possibile conseguire l'obiettivo di inversione dell'andamento della spesa in proposito fissato dal documento sulle linee guida ». Risultato: le spese correnti di Palazzo Madama, nel 2008, sono salite di quasi 13 milioni rispetto al 2007 per sfondare il tetto di 570 milioni e mezzo di euro. Un'enormità: un milione e 772.000 euro a senatore. Con un aumento del 2,20 per cento. Nettamente al di sopra dell'inflazione programmata dell' 1,7 per cento. Colpa di certe spese non facilmente comprensibili per un cittadino comune: 19.080 euro in sei mesi per noleggiare piante ornamentali, 8.200 euro per «calze e collant di servizio» (in soli tre mesi), 56.000 per «camicie di servizio » (sei mesi), 16.200 euro per «fornitura vestiario di servizio per motociclisti ». Ma soprattutto dei nuovi vitalizi ai 57 membri non rieletti e dei 7.251.000 euro scuciti per pagare gli «assegni di solidarietà» ai senatori rimasti senza seggio. Come Clemente Mastella. Il cui «assegno di reinserimento nella vita sociale» (manco fosse un carcerato dimesso dalle patrie galere) scandalizzò anche Famiglia Cristiana che gli chiese di rinunciare a quei 307.328 euro e di darli in beneficenza. Sì, ciao: «La somma spetta per legge a tutti gli ex parlamentari». Fine. Grazie alle vecchie regole, il «reinserimento nella vita sociale» di Armando Cossutta è costato 345.600 euro, quello di Alfredo Biondi 278.516, quello di Francesco D'Onofrio 240.100. Un pedaggio pagato, ovviamente, anche dalla Camera. Dove Angelo Sanza, per fare un esempio, ha trovato motivo di consolazione per l'addio a Montecitorio in un accredito bancario di 337.068 euro. Più una pensione mensile di 9.947 euro per dieci legislature. Pari a mezzo secolo di attività parlamentare. Teorici, si capisce: grazie alle continue elezioni anticipate, in realtà, di anni «onorevoli » ne aveva fatti quattordici di meno. Un dono ricevuto anche da larga parte dei neo-pensionati che erano entrati in Parlamento prima della riforma del 1997 e come abbiamo visto si erano tirati dietro il privilegio di versare con modica spesa i contributi pensionistici anche degli anni saltati per l'interruzione della legislatura. Come il verde Alfonso Pecoraro Scanio, andato a riposo a 49 anni appena compiuti con gli 8.836 euro al mese che spettano a chi ha fatto 5 legislature pur essendo stato eletto solo nel 1992: 16 anni invece di 25. Oppure il democratico Rino Piscitello: 7.958 euro per quattro legislature nonostante non sia rimasto alla Camera 20 anni ma solo 14. Esattamente come il forzista Antonio Martusciello. Che però, con i suoi 46 anni, non solo ha messo a segno il record dei baby pensionati di questa tornata ma ha trovato subito una «paghetta» supplementare come presidente del consiglio di amministrazione della Mistral Air: la compagnia aerea

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Finanziaria:niente tagli ai costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena.it, L'" del 13-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Finanziaria:niente tagli ai costi della politica OGGI IL VOTO FINALE 13/11/2008 rss e-mail print Il ministro Giulio Tremonti ROMA Il patto di stabilità interno di Comuni e Province diventa più leggero; e il monitoraggio sull'utilizzo del Fondo per le aree sottosviluppate sarà sottoposto al monitoraggio del Parlamento per verificare che l'85% delle sue risorse sia indirizzato alle regioni meridionali. Bocciata, invece, la proposta di togliere l'indennità parlamentare ai deputati che sono anche ministri; resiste anche il doppio rimborso elettorale che i partiti incassano perché la precedente legislatura è stata troppo breve e gli importi vengono pagate con rate che dureranno fino al 2011. La Finanziaria 2009 imbarca qualche emendamento, ma - viene detto - senza effetti sui conti pubblici, e viaggia verso il primo giro di boa parlamentare. Senza fiducia, il voto finale è previsto per oggi. Così, tra banchi semivuoti e pianisti, viene approvato il secondo dei tre articoli della manovra, che contiene i 5 milioni che nel 2009 finanzieranno gli adeguamenti contrattuali dei lavoratori pubblici e alcune proroghe di sconti fiscali. In aula vengono approvate anche alcune modifiche al testo, e arriva un allentamento del patto di stabilità interno: i valori di riferimento per il miglioramento dei saldi imposto a Comuni e Province rimangono ancorati a un solo anno, non a cinque come inizialmente proposto. Ma dal computo dovranno essere tolte alcune spese, e i Comuni avranno mano libera nell'utilizzo degli incassi delle cessioni di «azioni o quote di società operanti nel settore dei servizi pubblici locali» o dei dividenti straordinari incassati da partecipate quotate. Montecitorio dice invece no a due diverse norme proposte dall'Idv con tagli ai costi della politica. La prima proponeva di togliere l'indennità parlamentare a chi è anche nel governo. L'altra puntava a bloccare le rate di due rimborsi elettorali pagati ai partiti.

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Attorno a un tavolobper creare una cittàba misura di famiglia (sezione: Costi dei politici)

( da "Vita non profit magazine" del 14-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Attorno a un tavolobper creare una cittàba misura di famiglia Reading time: 3 minutes --> di Francesco Dente - pubblicato il 21 Novembre 2008 alle 00:00 Trento Amministrazione, cittadini e terzo settore a confronto I l suo nome è Consiglio di famiglia ma non è l'ennesima consulta o organo di rappresentanza. Non assegna poltrone, infatti, né distribuisce gettoni di presenza. Indica soltanto un processo di consultazione pubblica del terzo settore e dei cittadini sulle politiche familiari. Una formula innovativa messa in piedi dal Comune di Trento e che ora, dopo un rodaggio di tre anni, va a regime. Il compito del Consiglio è di proporre e di verificare le politiche per la promozione e la tutela delle famiglie. Più che un luogo con una sede fisica, il Consiglio rappresenta un momento costante di confronto e di collaborazione fra il mondo dell'associazionismo familiare, le famiglie e l'amministrazione municipale. Un confronto itinerante e scaglionato nel tempo che si conclude con un'assemblea annuale in cui si fa il bilancio del lavoro realizzato e si indicano gli obiettivi per l'anno successivo. Il ciclo di discussione che si conclude in questi giorni, infatti, è partito a maggio scorso attraverso cinque incontri e cinque laboratori aperti a cittadini, circoscrizioni, organizzazioni familiari, scuole, parrocchie e agli operatori dei Poli sociali, le cinque aree cioè in cui è suddiviso il territorio cittadino. Lo scopo degli incontri, in particolare, è individuare un argomento sul quale concentrare l'attenzione per segnalare poi un'azione concreta. Temi nient'affatto teorici ma che riguardano la vita di tutti i giorni. Se nella scorsa edizione le tematiche erano state scelte dal gruppo organizzatore in base ad una ricerca sulla Vulnerabilità socioeconomica delle famiglie , condotta dall'Osservatorio del Piano sociale di Trento, quest'anno il tema su cui lavorare lo hanno scelto i partecipanti. Durante i laboratori, invece, si ragiona - sulla base del tema individuato negli incontri - sulle azioni utili per migliorare la vita dei cittadini. Il perno centrale intorno al quale è ruotata la discussione nel 2008 è stata la conciliazione fra i tempi e le attività della famiglia e i tempi e i ritmi della città, del lavoro, delle scuole e degli asili. Un lavoro, tuttavia, che non è partito da zero. In primo luogo è stato compiuto, infatti, un passo indietro al percorso dell'anno scorso. L'obiettivo? Fare il punto, soprattutto, sullo stato di avanzamento delle azioni proposte. Il passo successivo si è svolto quest'estate: i dirigenti dei Servizi comunali hanno valutato i suggerimenti emersi dagli incontri del Consiglio per le politiche familiari e predisposto il piano di fattibilità sugli aspetti legati alla competenza e ai costi. Una valutazione che tiene in conto anche i tempi di realizzazione e presenta una prima ipotesi di piano di lavoro. Il processo non mira, tuttavia, semplicemente a mettere in relazione utenti e macchina amministrativa. L'assunto da cui muove l'iniziativa è la complementarietà fra le conoscenze dei tecnici comunali che disegnano le politiche familiari e quelle dei cittadini. I primi, infatti, hanno una conoscenza dell'ambiente cittadino e delle problematiche familiari diversa da quella degli abitanti. Più approfondita su certi aspetti, più superficiale su altri. A volte i tecnici, spiegano infatti gli autori del primo dossier sul Consiglio, tendono «a non vedere o sottovalutare cose a cui invece i cittadini sono molto sensibili».

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Villazzano, scuola materna unica (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 14-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sarà la facoltà di Ingegneria a realizzare uno studio di fattibilità nell'area tra via Znojmo e via Giordano Villazzano, scuola materna unica Ora ci sono due strutture, la Circoscrizione vuole unirle «I costi sono troppo alti. Nel futuro edificio ci saranno i parcheggi e una biblioteca» VILLAZZANO. E' partito lo studio di fattibilità per la nuova scuola materna di Villazzano. Ad occuparsene sono quindici studenti della facoltà di Ingegneria edile - architettura di Mesiano che nei giorni scorsi si sono incontrati con il presidente della circoscrizione Carlo Filippi per definire le linee guida del progetto. L'asilo riunirà le cinque sezioni che ora sono divise su due scuole, quella di Umberto Giordano e in via del Molini, anche per ridurre le spese di gestione. La scuola dovrebbe sorgere - per il momento è solo un'ipotesi - nell'area agricola che si estende tra l'incrocio di via Marzola, via Znojmo e via Giordano, superficie che dovrà essere espropriata. Si torna a parlare di scuola materna in collina con l'esigenza di accorpare le due già esistenti a Villazzano, quella di via Umberto Giordano e di via dei Molini, che ora creano problemi di viabilità, non dispongono degli spazi adeguati per contenere tutti i bambini del quartiere e il gestore non riesce più a far fronte alle spese per la manodopera e la gestione delle due strutture. Per superare questi problemi la Circoscrizione di Villazzano ha deciso di contattare l'università di Trento per elaborare uno studio di fattibilità di una scuola ex novo, un modo anche per dare nuovi spunti al Comune. Il progetto dell'asilo dovrà prevedere dei parcheggi, una biblioteca e cinque sezioni per ospitare tutti i 130 bambini che ora sono divisi tra le due scuole materne. L'area individuata sarebbe nella campagna tra via Giordano e via Marzola, al momento l'unico spazio libero disponibile a Villazzano. L'esigenza di una struttura unica nasce anche dalla carenza di finanziamenti da parte dell'amministrazione pubblica. Nei mesi scorsi, infatti, il gestore delle due scuole, il presidente Faes, ha inviato una lettera a Provincia e Comune di Trento nella quale si lamentava per l'incapacità di andare avanti senza finanziamenti pubblici. In quell'occasione il consiglio circoscrizionale deliberò che il Comune si sarebbe dovuto far carico dell'iter per unire i due asili e contenere conseguentemente i costi di gestione. La scuola di via Giordano ha bisogno di ristrutturazione, mentre l'altra non è sufficientemente ampia. Per un quartiere così piccolo, i costi per il mantenimento di due scuole materne sono piuttosto elevati. La Circoscrizione di Villazzano ha quindi provveduto a mettersi in contatto con la facoltà di ingegneria dell'Università di Trento che ha risposto positivamente a questa proposta e giovedì scorso una quindicina di studenti si sono incontrati con la circoscrizione per dare il via allo studio di fattibilità. Un primo passo verso la realizzazione del progetto. (m.b.)

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Ambulanze in piazza? Non tutti ci saranno (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 14-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 14/11/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Ambulanze in piazza? Non tutti ci saranno L'astensione di Croce Bianca, Franciacorta e Volontari del Garda esercitazione di emergenza sanitaria" title="Volontari della Croce Bianca impegnati in una esercitazione di emergenza sanitaria" onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20081114/foto/full_brescia_239.jpg',600,500)"> Volontari della Croce Bianca impegnati in una esercitazione di emergenza sanitaria Non tutte le associazioni bresciane che operano nel mondo dell'emergenza sanitaria aderiranno domani al corteo delle ambulanze indetto dopo l'apertura da parte della Procura dell'inchiesta giudiziaria sul rapporto fra il 118 e gli enti di volontariato. Pur esprimendo solidarietà al mondo del volontariato investito dalle indagini, non ci sarà la Croce Bianca di Brescia così come non ci saranno il Soccorso Franciacorta di Rodengo Saiano e i Volontari del Garda. Non ci sarà - ma questo erà già ampiamente annunciato - neppure la sezione bresciana della Croce Rossa, articolazione locale di un ente di diritto pubblico ben più vasto. Per quanto riguarda in particolare la Croce Bianca di Brescia, il consiglio direttivo - si legge in una nota - «nella seduta in forma allargata svoltasi alla presenza dei presidenti dei precedenti Consigli direttivi dott. Antonio Capezzuto, dott. Eligio Conti e Giuseppe Bordin, si è riunito il 12 novembre 2008 per prendere posizione ed assumere le conseguenti decisioni in relazione alle notizie, diffuse dai quotidiani, relative ad indagini in corso da parte della magistratura sull'esistenza di presunte irregolarità nella gestione di associazioni di volontariato e nello svolgimento del servizio di emergenza ed urgenza 118». Il consiglio, «preso atto delle continue richieste da parte di cittadini ed utenti del servizio sulle ragioni del silenzio tenuto dalla stessa associazione fino ad oggi, precisa che, da sempre, l'operato della associazione si è attenuto al massimo rigore amministrativo (tutti i bilanci della Croce Bianca di Brescia sono certificati da revisori dei conti); nessuna precisazione o puntualizzazione sulle indagini in corso ed in pendenza delle stesse è stata ritenuta né giustificata né, tantomeno, opportuna». Il documento dello storico ente di via Fratelli Bandiera si esprime anche sul corteo atteso per domani pomeriggio: «In relazione alla manifestazione pubblica indetta il giorno 15 novembre da alcune Associazioni, il consiglio direttivo della Croce Bianca di Brescia, pur esprimendo solidarietà al mondo del volontariato, ritiene che una manifestazione, pur di garbata protesta, si ponga in contrasto con i principi di silente servizio che da sempre hanno ispirato l'operato della Croce Bianca di Brescia, tradizione ultracentenaria ben nota ai cittadini bresciani e condivisa dai volontari della nostra Associazione. Le ragioni della astensione alla suddetta manifestazione, inoltre, appaiono ulteriormente giustificate dalla prioritaria necessità di pienamente rispettare il delicato operato della Magistratura e di non esercitare alcuna pur indiretta pressione o sollecitazione nei confronti degli organi inquirenti». Di qui l'auspicio conclusivo: «Il Consiglio direttivo della Croce Bianca di Brescia si augura che la Magistratura riesca a portare a termine le proprie indagini in tempi brevi affinché venga fatta piena luce sulle circostanze sottoposte al Suo vaglio e, così, sia pienamente salvaguardato il valore insostituibile del volontariato bresciano». Alla base del confronto che proprio in queste ore attraversa il mondo del volontariato che si impegna sul fronte dell'emergenza sanitaria sta un'assemblea che i rappresentanti di una trentina di associazioni avevano tenuto venerdì scorso, all'indomani dell'apertura dell'inchiesta con la quale la Procura intende verificare da un lato i rapporti - anche economici - fra la struttura del 118 e i gruppi presenti sul territorio e dall'altro la piena regolarità operativa delle squadre di intervento. Un'assemblea che - evidentemente - non era potuta approdare ad una unanimità di scelte. Anche dal Soccorso Franciacorta di Rodengo sottolineano: «Non siamo stati perquisiti, col 118 non operiamo in convenzione ma a gettone, di fronte a questa vicenda ci sentiamo di rimanere terzi. Condividiamo gran parte delle preoccupazioni e del disagio che il mondo bresciano del volontariato vive in questi giorni ma sfilare per protesta con le ambulanze è un'altra cosa».m. l.

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la maggioranza è a ranghi ridotti lega e an fanno saltare il consiglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 14-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 22 - Cronaca La maggioranza è a ranghi ridotti Lega e An fanno saltare il Consiglio «Da qualsiasi parte la si guardi non è stata una grande figura per il Consiglio». La battuta di Renato Boraso sintetizza così la pessima giornata, vissuta ieri dal Consiglio comunale. Saltato a causa della scelta di parte dell'opposizione di far mancare il numero legale alla prima delibera. Un «colpo gobbo» alla maggioranza a ranghi decisamente ristretti. Il Pd contava solo 15 consiglieri in aula. Alle 15, il Consiglio è iniziato, con 25 consiglieri presenti. Numero legale garantito dagli arrivi della vicepresidente Spignesi e del consigliere D'Anna (gruppo misto). Al voto della prima delibera, il numero dei consiglieri è sceso, per lo stupore generale, a 21 consiglieri. Venti i votanti, un astenuto. Il presidente Boraso ha dovuto dichiarare sciolta la seduta. Subito dopo è scoppiata la lite tra Alessandro Maggioni, coordinatore comunale del Pd, e il capogruppo della Lega Alberto Mazzonetto. Dai banchi dell'opposizione, prima del voto incriminato, erano stati sollevati cartelli con il logo del Pd e la scritta «Il partito dei dittatori» in polemica contro il no al referendum sul campo Sinti. A far mancare il numero legale, togliendo la tessera che attesta la presenza dei consiglieri, sono stati i consiglieri Saetta, Mazzonetto, Speranzon mentre Turchetto (Lista Salvadori), che è medico, aveva dovuto lasciare l'aula per una chiamata urgente. Avevano votato gli azzurri Cavaliere e Centenaro. Alessandro Maggioni ha attaccato Mazzonetto, accusandolo di aver fatto saltare la seduta dopo aver chiesto ed ottenuto dalla conferenza dei capigruppo lo spostamento della convocazione del Consiglio da lunedì scorso a ieri, per impegni di partito. «La maggioranza aveva concesso un favore alla Lega», ha protestato Maggioni. Replica l'esponente del Carroccio: «Non accetto lezioni di moralità da chi convoca le commissioni sul campo Sinti nel giorno in cui era noto che ero impegnato con il partito. E infatti ho dovuto rinunciarvi per essere in commissione». Speranzon gli da ragione. Sullo sfondo resta anche l'amarezza per una seduta saltata nel giorno in cui il consigliere Bonzio avrebbe chiesto un impegno del sindaco per sbloccare la vicenda Sirma e in cui si doveva mandare avanti il progetto della Vallenari bis. A pesare è stata ovviamente anche l'assenza di molti consiglieri di maggioranza. «Non ho mai visto reggere un Consiglio al di fuori della giornata canonica del lunedì e non concederò più cambi di date, salvo per il bilancio», dice amareggiato Boraso che ha stigmatizzato anche la protesta del Pdl in aula. «Mi scuso a nome del gruppo, serve un esame di coscienza da parte di alcuni consiglieri che erano assenti non preannunciati. C'è stata superficialità e inviterò i consiglieri a restituire il gettone di presenza - spiega il capogruppo Pd Piero Rosa Salva - ma l'atteggiamento dell'opposizione e di Mazzonetto è di assoluta mancanza di stile e rispetto delle istituzioni». (m.ch.)

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<Basta privilegi>, ma per i consiglieri è un guadagno (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 14-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

indennità «Basta privilegi», ma per i consiglieri è un guadagno Doveva essere una manovra per ridurre i costi della politica. Pare, invece, che lo sganciamento delle indennità dei consiglieri provinciali (e di conseguenza del governatore e degli assessori) da quelle dei parlamentari sia tornata a vantaggio dei politici che frequentano Piazza Dante. A fare i conti in tasca a consiglieri e assessori è stato il quotidiano in lingua tedesca Dolomiten . Nel 2005, anche dopo la campagna moralizzatrice «Basta privilegi» promossa dall' Adige la Regione decise di intervenire per legge sui costi della politica sganciando le indennità locali da quelli dei parlamentari. All'epoca si decise che gli «stipendi» dei consiglieri provinciali e della giunta sarebbero cresciuti soltanto in rapporto all'inflazione programmata. In teoria, i «nostri» avrebbero dovuto far risparmiare alle casse pubbliche diverse centinaia di migliaia di euro l'anno, considerando che l'aumento che normalmente i parlamentari a Roma si danno ammonta a migliaia di euro al «colpo». L'idea era corretta. Peccato non si siano fatti i conti con Prodi. Nei suoi due anni di governo, infatti, il premier di centrosinistra tagliò le indennità di deputati e senatori del 10 per cento, mentre i nostri politici hanno continuato a guadagnare come prima. Addirittura sono arrivati gli adeguamenti sulla base dell'inflazione. Per quanto riguarda Bolzano, Luis Durnwalder è passato così da 23.685 euro mensili a 26.708, i suoi vice da 22.439 a 25.303. Gli aumenti si sono «spalmati» anche sulle altre cariche e un assessore semplice ha visto lievitare la retribuzione da 21.192 a 23.897. Gli aumenti si sono estesi a tutte le cariche e un consigliere senza cariche di governo è passato da 12.466 a 14.057 euro mensili. «In effetti - commenta Roberto Pinter, che nella legislatura uscente è stato membro dell'Ufficio di presidenza del consiglio regionale e si è sempre sostenuto la necessità di ridurre i costi della politica - è andata così». La legge era stata studiata partendo dalle indennità di carica dei parlamentari che nel triennio 2000 - 2003 erano cresciute addirittura del 30 per cento. Con quel ritmo di crescita, dunque, la decisione della Regione di limitarsi all'inflazione programmata appariva virtuosa. 14/11/2008

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senza alcun ruolo (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 14-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 1 - Cagliari «Senza alcun ruolo» Assemblea dei presidenti e dei consiglieri CAGLIARI. I consiglieri circoscrizionali sono di nuovo sul piede di guerra. E l'altro ieri hanno tenuto un'assemblea in cui erano presenti in settanta. All'ordine del giorno: i rimborsi richiesti dal Comune per spettanze (gettoni di presenza) ricevute, ma in modo irregolare. Hanno parlato anche di ruolo e deleghe dei parlamentini di quartiere. Alcuni consiglieri si sono visti recapitare la richiesta di rimborso per 2.000-2.500 auro, percepiti da gennaio a settembre. Un fatto che, secondo il funzionario dirigente comunale dipende dal fatto che l'amministrazione ha erroneamente calcolato i proventi per questi consiglieri. Secondo questa interpretazione delle norme, ai componenti dei parlamentini spetterebbe un quarto di quanto percepisce (come massimale) il presidente (cifra attorno ai 440 mensili), quindi 110 euro. Mentre veniva data loro una somma diversa e anche di quattro volte superiore. «Ma se anche l'interpretazione della norma, contenuta nella finanziaria nazionale, fosse corretta - spiega Gianfranco Carboni, presidente della circoscrizione del centro storico - va ricordato che l'errore è stato fatto dall'amministrazione e che molti dei consiglieri avrebbero grosse difficoltà a restituire simili somme». Ma il problema centrale, continua Carboni, «è legato al ruolo che devono avere le circoscrizioni. In teoria noi abbiamo un bellissimo regolamento, approvato alla fine della passata consiliatura comunale, che prevede una serie di deleghe ai parlamentini. Solo che il consiglio comunale non ha mai approvato le norme quadro per l'appicazionedi del regolamento. Per non parlare, poi, della nuova perimetrazione che il Comune sta pensando per le circoscrizioni che, pare, da sei diventeranno quattro». (r.p.)

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GLI STIPENDI degli italiani sono i più bassi e quelli dei nostri parlamentari i più... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 14-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

LA PAGINA DEI LETTORI pag. 33 GLI STIPENDI degli italiani sono i più bassi e quelli dei nostri parlamentari i più... GLI STIPENDI degli italiani sono i più bassi e quelli dei nostri parlamentari i più alti d?Europa. Un record bifronte che lascia l?amaro in bocca anche se l?offensiva per ridurre i costi della politica è iniziata da tempo. L?ultimo aumento, al quale fa riferimento il lettore, risale a due anni fa ma viene stranamente rilanciato in questi giorni su internet forse per sottolineare che comunque, in tempi di crisi, sembrano davvero troppi 19mila euro al mese, più rimborsi e privilegi vari. Non mi sembra invece sconvolgente il doppio trattamento per i membri del governo. Il risparmio vero si otterrebbe con la riduzione del numero dei parlamentari, l?equiparazione delle loro pensioni a quelle di tutti i cittadini, il taglio del finanziamento pubblico ai partiti e ai loro giornali.

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Il Quirinale a Tremonti: rinunciamo agli aumenti (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-11-14 - pag: 21 autore: LA GIORNATA COSTI DELLA POLITICA Il Quirinale a Tremonti: rinunciamo agli aumenti Il Colle non adeguerà le spese all'inflazione programmata: lo Stato risparmierà 10,5 milioni Il Quirinale rinuncia ad adeguare le proprie spese al tasso di inflazione programmata. Lo ha annunciato ieri il segretario generale Donato Marra in una lettera inviata al ministro dell'Economia Giulio Tremonti. La "rinuncia", che equivale a 10,5 milioni di minori trasferimenti dal Tesoro al Colle, è stata già recepita dalla nota di variazione del bilancio approvata ieri dalla Camera. La presidenza della Repubblica figura, a questo punto, come il più virtuoso degli organi costituzionali. La Camera e il Senato stanno invece approntando le linee guida del bilancio 2009 contando su un aumento di spesa dell'1,5 per cento, cioè pari al tasso di inflazione programmata previsto dal Dpef. Anche questo un passo avanti rispetto agli anni precedenti, quando era consentito un aumento delle spese pari al Pil nominale (Pil più inflazione reale). Il Quirinale manterrà invece bloccato il livello delle uscite coperto dai trasferimenti statali: 227,8 milioni, la dotazione 2008. Ma come farà Napolitano ad arginare l'incremento delle spese legato all'aumento dei prezzi? «Sarà possibile –spiega Marra –graziead un andamento delle spese che ha consentito e consentirà di realizzare in prospettiva economie superiori al previsto ». Un compito reso ancora più arduo dal fatto che il 90% delle uscite del Colle è composto di stipendi e pensioni, ed è perciò difficilmente comprimibile. La strategia apparirà più chiara quando il bilancio 2009 del Quirinale sarà ultimato. Intanto appare chiaro il messaggio politico lanciato da Giorgio Napolitano: in tempi di crisi finanziaria e di ristrettezze nei conti pubblici le istituzioni devono dare il loro esempio. Un messaggio rivolto anche alle altre istituzioni perché, in sede di definizione dei bilanci per il prossimo anno, si ispirino ad una politica di spese contenute. M.Se.

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Smaltimento carta <Paghi il Comune> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 14-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO - data: 2008-11-14 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE In città Nodo tribunale Smaltimento carta «Paghi il Comune» TREVISO — La carta in tribunale continua ad essere un problema che nessuno vuole risolvere. Era stata Antonella Tocchetto, consigliere del Pd, a chiedere che fosse Treviso Servizi, e dunque Ca' Sugana, a pagare per lo smaltimento dei documenti che il Tribunale deve eliminare. La riunione tra i delegati dei magistrati e quelli della municipalizzata, però, è andata a vuoto. Il problema ha la forma di due banconote da cento euro che il Tribunale dovrebbe versare ogni mese alla Treviso Servizi. A Palazzo di Giustizia, soldi non ce ne sono. E dunque la Tocchetto è tornata in guerra. Prima, aveva offerto il proprio gettone di presenza al procuratore capo, Antonio Fojadelli, per permettergli di pagare la benzina dell'auto di servizio. Adesso, partirà all'assalto del primo cittadino, Gian Paolo Gobbo. «Gli chiederò che sia il Comune a pagare direttamente quei duecento euro al mese. Deve essere la nostra città a farsi carico di questa spesa».

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Mestre, metà maggioranza diserta l'aula Salta la seduta (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 14-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIAMESTRE - data: 2008-11-14 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Consiglio Mestre, metà maggioranza diserta l'aula Salta la seduta MESTRE — La maggioranza non c'è e il consiglio comunale salta. In cinque minuti il presidente Renato Boraso ha aperto e chiuso i lavori. Motivo? In pochi istanti è venuto a mancare il numero legale. La maggioranza ieri ha infatti disertato il Municipio con 14 presenti su 29 eletti, mentre sul fronte dell'opposizione in sala erano in 7. Alle 15 c'erano 25 consiglieri (il minimo legale è 24): di lì a poco Diego Turchetto, capogruppo della lista Salvadori, se ne è andato dall'aula e al momento del voto della prima delibera 3 esponenti della minoranza, Alfonso Saetta (Gruppo misto), Raffaele Speranzon (An) e Alberto Mazzonetto (Lega nord), hanno tolto la tessera dagli scranni. Il risultato è stato sotto gli occhi di tutti: il numero legale non c'era e Boraso ha dovuto sciogliere la seduta appena cominciata nonostante stessero entrando in sala tre ritardatari (il Pd Jacopo Molina, Giovanni Salviato del Gruppo Misto e il Verde Beppe Caccia). Che la giornata di ieri fosse nera per il consiglio lo si è capito subito. Appena arrivato Mazzonetto, seguito dal forzista Antonio Cavaliare, ha affisso al banco due cartelli di protesta contro il no al referendum sul villaggio sinti («Campo nomadi: chi vuole imbavagliare i cittadini? Il Partito dei dittatori, deriva autoritaria della giunta Cacciari») e che subito Boraso ha chiesto ai vigili di togliere. Quando quindi il consiglio comunale si è sciolto tra il Pd Alessandro Maggioni e Mazzonetto sono volate parole forti. «Non giustifico l'assenza della maggioranza - dice Maggioni - ma era stato Mazzonetto a chiedere che si spostasse il consiglio a oggi (ieri, ndr) perché lunedì aveva impegni di partito». Chiamato in causa, il leghista risponde: «Ho chiesto di spostare il consiglio e poi voi avete convocato per lunedì la commissione sul referendum». Alla fine è saltato il voto a 2 delibere, gli espropri per la Vallenari bis e la pedonalità nell'area della Torre dell'Orologio. Niente di irrimediabile ma così si dilatano i tempi su questioni di forte interesse. Slitta anche la presentazione di una mozione del Pd Bruno Filippini e di Sebastiano Bonzio di Rifondazione Comunista sulla vertenza di Sirma con i sindacati che si dicono rammaricati per la scarsa sensibilità dei politici di fronte a una situazione complessa che vede pure la LegaCoop prendere parola. «Il Pd si assume la responsabilità — dice il capogruppo Piero Rosa Salva — come gruppo affronteremo la questione delle assenze ingiustificate ma Mazzonetto ha sbagliato. Inviterò i colleghi a rinunciare al gettone presenza ». G.B.

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OSIMO <E' CAMBIATO il mondo in pochi giorni, dobbiamo ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 14-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

OSIMO pag. 12 ? OSIMO ? «E? CAMBIATO il mondo in pochi giorni, dobbiamo ... ? OSIMO ? «E? CAMBIATO il mondo in pochi giorni, dobbiamo cambiare noi. Questa la nostra filosofia in merito al prossimo bilancio 2009 e per il prossimo mandato amministrativo, in termini di bilancio economico-finanziario-contabile»: è quanto sostengono il sindaco Dino Latini e l?assessore alle finanze Francesco Pirani. L?impegno già assunto dall?amministrazione nel corso del 2008 di interventi di contenimento della spesa in generale continuerà anche per il 2009, a seguito della manovra triennale del Governo, che impone agli Enti locali nuovi e ulteriori sacrifici. E dunque per il prossimo anno il Comune ha quantificato il volume dei contributi che riceverà in meno dallo Stato: circa 270mila euro, relativamente al budget sostitutivo Ici (in ordine alla questione dell?aliquota fabbricati rurali; e ancora 80mila che verranno a mancare a causa del taglio dei trasferimenti statali derivanti dalla manovra statale Visco-Bersani; infine meno 100mila euro per taglio dei costi della politica. A fronte di ciò, però, per esempio, nessun intervento di taglio è stato posto per tutti gli enti, consorzi e ambiti a cui i Comuni obbligatoriamente partecipano, senza avere un effettivo beneficio in termini di gestione sostitutiva dei servizi indicati (sociale, acqua, rifiuti e altri servizi), il cui costo per Osimo va ben oltre euro 250mila che, se risparmiati, diventerebbero un beneficio per la collettività tutta. In ogni caso, il bilancio 2009 sarà più ristretto rispetto a quello dell?anno precedente: al riguardo da tempo è stato predisposto un cronoprogramma di incontri con le famiglie osimane. E l?altra sera si è svolto il dodicesimo incontro, sui 16 previsti, presso il Quartiere di Osimo sud. Valeria Dentamaro

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Un'aula da 21 milioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 14-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

REGIONE. IL DOCUMENTO APPROVATO ALL'UNANIMITA' Un'aula da 21 milioni E' il bilancio 2009 per far funzionare il Consiglio Valle [FIRMA]ALESSANDRO CAMERA AOSTA Nel 2009 serviranno 21 milioni 893 mila euro per fare funzionare la macchina amministrativa del Consiglio regionale. E' questa la cifra su cui pareggia il documento finanziario per il prossimo anno, approvato ieri all'unanimità dall'assemblea. Tolte le partite di giro (4 milioni 393 mila euro), le risorse a disposizione del Consiglio Valle ammontano a 17,5 milioni, di cui 14 milioni 727 mila a carico del bilancio della Regione, con un finanziamento che rappresenta l'84,15% delle entrate complessive e 2,5 milioni di avanzo. L'incidenza della spesa risulta inferiore del 2% rispetto al 2008, diminuzione giustificata nella relazione della presidenza del Consiglio dal fatto che «non è stato inserito l'importo relativo al fondo per il rinnovo contrattuale del personale del Consiglio». Nell'ambito della campagna per la riduzione dei costi della politica «nella predisposizione del bilancio 2009 - dice la relazione della presidenza del Consiglio - c'è stata un'attenta ricognizione delle spese obbligatorie, irrinunciabili per un efficiente funzionamento del Consiglio e si è provveduto a razionalizzare la spesa e a recuperare i possibili margini di efficienza». Dall'analisi dei capitoli emergono uscite per 14 milioni 490 mila 500 euro, pari all'82,80% della spesa generale, a conferma dell'estrema rigidità del bilancio. In questi costi sono compresi quelli per il personale (circa 70 dipendenti), gli emolumenti ai consiglieri (35), ai gruppi politici, le spese fisse sugli immobili, gli oneri per la gestione della Consulta femminile, l'ufficio del Difensore civico, del Co.Re.Com., dell'Associazione degli ex consiglieri, gli oneri per la gestione del sistema informativo. Le spese a carattere più discrezionale (iniziative culturali, rappresentanza, consulenze) ammontano a 3 milioni euro pari al 17,19% della spesa generale. Analizzando nel dettaglio le cifre di spesa si evidenziano i 5 milioni 43 mila euro per indennità di carica, di funzione, diaria e spese per premi assicurativi per i componenti del Consiglio, gli 86 mila euro per l'indennità di fine mandato, i 350 mila euro per l'Irap, il milione 300 mila euro per l'istituto dell'assegno vitalizio, i 110 mila euro per le indennità di trasporto e pedaggi autostradali ai consiglieri e 580 mila euro per contributi ai gruppi consiliari. La spesa per il personale del Consiglio è di 2,8 milioni cui vanno aggiunti 1,2 milioni per i contributi, 53 mila euro per l'indennità di risultato ai dirigenti, 108 mila 500 euro per il fondo unico aziendale e 42 mila 400 per lavoro straordinario. Altri servizi PAGINA 64

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coda e isla le scelte vincenti di marino (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'analisi. Già nella passata stagione l'allenatore bianconero aveva lanciato a sorpresa due "gregari" come Lukovic e Pepe Coda e Isla le scelte vincenti di Marino In estate erano alternative ai titolari, oggi sono punti fissi dell'undici base L'EMERGENZA Quagliarella è la punta più in forma di Marino Totò dovrebbe riprendere la prossima settimana Non va trascurato il giovane nigeriano Igahlo che in coppa Italia era in panchina Minutaggio. Il difensore è addirittura l'unico giocatore di movimento della rosa a non aver saltato nemmeno un minuto delle 11 partite di campionato sin qui disputate: 1027', per la precisione, considerando anche quelli di recupero, gli stessi trascorsi in campo dal portiere Handanovic. Undici presenze le hanno raccolte anche D'Agostino, Inler e Isla ma solo il primo è partito sempre titolare: lo svizzero, infatti è entrato nella ripresa con il Siena, il cileno a Torino contro la Juventus. Sempre presenti pure Simone Pepe e Fabio Quagliarella anche se non sempre dal primo minuto. Crescita. Coda ha migliorato il suo rendimento grazie al ritorno alla difesa a quattro, Isla sembra fatto apposta per agire in un centrocampo a tre. «Credo che nella crescita di Coda - ha sottolineato Marino al termine della gara di mercoledì con la Reggina -, abbia influito anche la vicinanza di un giocatore di personalità come Domizzi». Nuovi. L'ex napoletano tra gli ultimi arrivati è quello che saputo ritagliarsi lo spazio più importante. Saltate le prime due partite con Palermo e Juventus perchè non ancora in condizione, ha esordito in coppa Uefa a Dortmund con una prestazione eccellente e da quel momento non è più uscito di squadra disputando tutte le altre 9 gare di campionato per un totale di 843' e fermandosi solamente l'altro giorno in coppa Italia contro la Reggina. Molto presente, tra i volti nuovi, anche Alexis Sanchez: 10 gettoni per lui 5 dall'inizio altrettanti partendo dalla panchina per un totale di 534'. Giovanni Pasquale, invece, ha raccolto 6 presenze in campionato (453') e Marino su di lui ha detto: «Sta facendo quello che ci aspettavamo, inserirsi nel nostri gruppo non è semplice, ci vuole un po' di tempo per abituarsi a una certa intensità nel lavoro. Il confronto con Domizzi non regge. Pasquale è un esterno, non è facile assorbire automaticamente i tempi di inserimento». Attaccanti. È Simone Pepe quello che ha giocato di più sinora: 848' i minuti giocati e spalmati in 11 presenze (10 da titolare). Lo segue Quagliarella (772') suddivisi in 11 partite. Terzo il già citato Niño Maravilla Sanchez, quaro Floro Flores (448' e 9 gettoni) ultimo Totò Di Natale (426' e 7 presenze) pesantemente condizionato da qualche acciacco di troppo. Cercando il lato positivo della medaglia Marino può pensare che più avanti avrà il suo uomo di maggior classe fresco come una rosa.

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Ascolti tv, "Affari tuoi" vince testa a testa con "Striscia" (sezione: Costi dei politici)

( da "Velino.it, Il" del 14-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. SPE - Ascolti tv, “Affari tuoi” vince testa a testa con “Striscia” Roma, 14 nov (Velino) - Per la prima serata di ieri lo share è del 17 per cento per un tridente formato dalle serie “Raccontami” e “Distretto di polizia” e dal programma “Annozero”. Le oscillazioni sono dopo la virgola, ma soprattutto pesano sull?audience. Il maggior numero di telespettatori è per la fiction di RaiUno con Lunetta Savino e Massimo Ghini, vista da 4 milioni 784 mila persone (17,55 per cento di share). Segue “Distretto di polizia”, in onda su Canale5, che ha raccolto 4 milioni 642 mila telespettatori (17,93 per cento di share). Poi “Annozero”, in onda su RaiDue, seguito da 4 milioni 421 mila telespettatori (17,18 per cento di share). Ieri tra gli ospiti di Michele Santoro: Roberto Castelli della Lega, il leader dell?Italia dei valori Antonio Di Pietro, i giornalisti Nicola Porro, vicedirettore del Giornale, Gianantonio Stella e Sergio Rizzo, autori de “La casta”, libro che sta per essere ripubblicato. Su Italia1, il reality show “La Talpa”, imperversato dal maltempo, ha ottenuto 3 milioni 774 mila telespettatori e il 19,26 per cento di share (+1,61 per cento rispetto alla scorsa settimana), cavalcando prima e seconda serata. Su Rete4, il film “Don Camillo e l?on. Peppone”, di Carmine Gallone, con Fernandel e Gino Cervi, è stato visto da 2 milioni 575 mila telespettatori, con il 9,79 per cento di share. Su RaiTre, la seconda puntata del varietà “Non perdiamoci di vista”, con Paola Cortellesi, ha ottenuto un milione 566 mila telespettatori e il 5,83 per cento di share. Su La7, il telefilm “Stargate Sg1” ha totalizzato 594 mila telespettatori e il 2,38 per cento di share. In seconda serata “Porta a porta”, in onda su RaiUno dalle 23.24, ha raccolto il 15,62 per cento di share e un milione 431 mila telespettatori. Su Canale5, “Non solo moda Globish news”, in onda dalle 23.31, ha ottenuto il 6,27 per cento di share e 793 mila telespettatori. Su RaiTre, il programma “Parla con me”, in onda dalle 23.13, è stato seguito da un milione 27 mila telespettatori, con il 6,77 per cento di share. Su Rete4, il film “Psycho”, di Gus Van Sant, con Vince Vaughn, Anne Heche e Viggo Mortensen, in onda dalle 23.30, è stato visto da 871 mila telespettatori, con il 10,18 per cento di share. Su RaiDue, il programma “Artù”, condotto da Gene Gnocchi e Elisabetta Canalis, in onda dalle 23.54, ha siglato il 9,32 per cento di share, con 694 mila telespettatori. Su La7, il telefilm “Sex and The City” ha registrato il 3,28 per cento di share e 383 mila telespettatori. Sul fronte dei tg della sera, il Tg1 ha confermato il proprio primato con 7 milioni 581 mila telespettatori e il 29,73 per cento di share; mentre il Tg5 ha raccolto 6 milioni 126 mila telespettatori e il 23,90 per cento di share. Nel preserale “L?eredità”, in onda su RaiUno dalle 18.49, ha realizzato nella sua interezza 5 milioni 84 mila telespettatori e il 25,25 per cento di share; mentre “Chi vuol essere milionario”, in onda su Canale5 dalle 18.50, ha registrato nella sua interezza 3 milioni 903 mila telespettatori e il 19 per cento di share. In access prime time, 43 mila telespettatori di differenza assegnano la vittoria dopo tanto tempo a “Affari Tuoi”, in onda su RaiUno, con 7 milioni 294 mila telespettatori e il 25,64 per cento di share (che si è aggiudicato anche la palma di programma più visto della giornata), ai danni di “Striscia la notizia”, in onda su Canale5, vista da 7 milioni 251 mila telespettatori con il 25,26 per cento di share. Nella stessa fascia “Otto e mezzo” ha realizzato 611 mila telespettatori e il 2,18 per cento di share. Si segnala nella mattina di ieri il nuovo record di audience per “Forum”, in onda su Canale5, che ha ottenuto 2 milioni 333 mila telespettatori (share 27,56 per cento, nella media). Infine, nelle 24 ore, RaiUno si è aggiudicata lo share più alto con il 21,67 per cento. A seguire: Canale5 con il 20,60; RaiDue con l?11,12; Italia1 con il 10,94; RaiTre con l?8,89; Rete4 con il 7,96; La7 con il 3,02. (Ornella Petrucci) 14 nov 2008 10:54

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Bisacci: "Un simbolo per tutta la città" (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 14-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Bisacci: "Un simbolo per tutta la città" Statua del Cristo, mobilitazione dopo la proposta del sindaco in Consiglio MONTEGRANARO Un simbolo, per anni, sopra Montegranaro. Spiccava, da lassù, a protezione della città e delle terre limitrofe. Quelli più "grandi", la statua del Cristo Redentore sopra la torre dell'acquedotto, la ricordano tutti. Così come, molti, sono quelli che ricordano quando la statua cadde giù. Tutta colpa del maltempo. Tolta dalla vista è rimasta comunque nei cuori. E così è bastata l'idea del sindaco Giovanni Basso, lanciata l'altra sera in consiglio comunale, di rimettere dove è sempre stata una statua uguale a quella che c'era a animare la curiosità e a far tirare fuori dall'album dei ricordi aneddoti entrati nella memoria di Montegranaro. Mario Bisacci non è solo uno dei volti più noti a Montegranaro, farmacista e parte di una delle famiglie storiche del centro calzaturiero. Ma è anche il figlio di Eraldo, scomparso nel 1994, il montegranarese a cui venne l'idea di sistemare la statua del Cristo Redentore sopra l'acquedotto cittadino. "Mio padre faceva parte della commissione di sconto della Cassa di Risparmio di Fermo ricorda Mario insieme ad altri due montegranaresi. Furono loro tre far sì che l'idea si realizzasse". Come è presto detto. "La somma necessaria per l'acquisto della statua fu raccolta mettendo insieme i gettoni di presenza che spettavano a mio padre e agli altri proprio perché membri di quella commissione. Anche la Cassa, comunque, diede il suo contributo. A mio padre ricorda ancora Bisacci piaceva l'idea di sistemare quella statua il più in alto possibile. Quasi come se volesse che, ciò che la statua rappresentava, potesse arrivare a tutto il territorio, non solo a Montegranaro. Che potesse, dunque, proteggere questo Comune e tutti quelli vicini. Perché era questo il senso, un simbolo di fede messo lì a protezione". La statua, in alto sulla torre, è rimasta per tanti anni. Fino a una decina di anni fa circa quando, un temporale causò il suo distacco dalla piattaforma sulla quale era stata sistemata. "Per anni, a vederla da lontano racconta ancora Bisacci sembrava di marmo. Quando è caduta, per fortuna, abbiamo capito che di marmo non era. Era una sorta di guscio vuoto, per ovvie ragioni. Chi aveva deciso si sistemarla aveva anche cercato una statua che fosse sì resistente ma comunque leggera e quindi meno pericolosa". La maestra Stella Franceschetti ricorda più che bene la statua. Lei, che ha cresciuto tra i banchi di scuola generazioni intere di montegranaresi che ancora la ricordano con grande affetto, la statua ce l'aveva proprio davanti agli occhi. "Praticamente di fronte casa afferma ricordo pure quando è caduta. Sarebbe bello che venisse riportata lassù, dove per anni è stata". E anche Enzo Conti, direttore della biblioteca cittadina, non fa affatto fatica a farsi tornare in mente "quella statua proprio sopra l'acquedotto, la ricordo benissimo, anche se ormai è un po' che è caduta giù". La maestra Franceschetti ben contenta sarebbe di veder tornare la statua al suo posto. "Sarebbe molto bello" dice. Ecco allora che dai giorni di ieri si passa a quelli di oggi. Nella seduta dell'ultimo consiglio comunale, il sindaco Giovanni Basso, ha rilanciato l'idea. "Rimetteremo ha detto il primo cittadino la statua del Cristo Redentore sopra l'acquedotto". Mario Bisacci rilancia: "Pronto se serve, come fece mio padre allora e nel suo ricordo, a dare il mio contributo a far sì che una statua come quella che c'era torni sopra l'acquedotto". ISABELLA CARDINALI,

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Le Aquile ripartono vincendo (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 14-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Le Aquile ripartono vincendo Le Generali hanno battuta il Valpusteria lasciando l?ultimo posto in classifica RETI 2'19" (1:0 pp2) Rigoni (Ciresa), 8'54" (2:0) Koivisto (Guenette), 13'03"(3:0) Larocque (Margoni), 16'28" (4:0) Rigoni (Ciresa/Margoni), 35'40 (5:0 pp2) Guenette (Sparre/Limnell-Finocchiaro), 38'10 (5:1) Vodraska (Barber), 39'41 (5:2) Bernakevitch (Barber), 42'25" (6:2 pp) Guenette, 47'16 (6:3 pp) Bernakevitch (Jarmuth/Barber), 52'46" (6:4) Watson (Barber), 59'34" (7:4) Aquino (Tomasello)GENERALI AQUILE FVG PONTEBBA: Carpano (Hopfgartner), Lutz, Larocque, Betti, Bolibruck, Limnell-Finocchiaro, Armani, Ambrosi, Betti; Sparre, Aquino, Margoni, Genette, Koivisto, Stampfer, Rigoni, Ciresa, Faggioni, Rizzo, Tomasello, Delfino. Coach: Vesa SurenkinHC RED ORANGE VALPUSTERIA: Ploner (Nissinen); Hofer, Jarmuth, Mair, Trevisani, Vodrazka, Willeit; Bernakevitch, Bona, Iannone, Drenker, Barber, Marchiori, Oberrauch, Pichler, Platter, Sparber, Tallari, Watson.Coach: Stefan MairARBITRI: Colcuc (Rebeschin/Stella)PONTEBBA - Generali Aquile FVG convincenti nella ripresa del campionato che mostrano sul ghiaccio carattere e voglia di vincere. Tre punti fondamentali quelli conquistati al PalaVuerich che permettono ai friulani di abbandonare l'ultimo posto in classifica. Primo periodo di netta marca friulana con il parziale di quattro reti a zero che non lascia spazio a commenti. Le Generali Aquile FVG che scendono sul ghiaccio dopo la pausa sono sicuramente più grintose, volonterose di fare bene e di scrollarsi di dosso l'ultimo posto in classifica. Al 2'19 la prima rete con le Aquile che sfruttano al meglio una doppia superiorità. Ciresa leggermente decentrato fa partire un violento disco che finisce largo, il disco ritorna in campo senza che nessuno lo allontani e Rigoni è lestissimo a metterlo dentro. Pontebba cresce lasciando poco agli avversari e all'8'54 passa nuovamente. Guenette pressa in zona neutra, conquista un puck che poi serve a Koivisto sulla destra, il finlandese prende la mira e scaglia a incrociare con il disco che colpisce il palo e si insacca. Valpusteria che si vede al 10'05 con Bona, libero, che cincischia e permette a Carpano di sventare. Il terzo gol al 13'03 Rigoni poco oltre la blu serve all'indietro per Larocque, il gigante non ci pensa due volte e spara un gran tiro sotto il sette. A quel punto l'allenatore dei Lupi decide di far esordire Nissinen a difesa della gabbia, ma il battesimo non è felice visto che al 16'28 viene superato da Rigoni per la quarta rete friulana. Secondo periodo con gli altoatesini alla ricerca disperata di raddrizzare l'incontro e le Aquile a difendersi. Brividi dopo circa due minuti per i friulani con Bernakevitch che spreca un disco rubato a Guenette. Pontebba che si fa vedere con Lutz, poi sono ancora gli avversari a fare la partita chiamando all'intervento un grande Carpano prima su Iannone, quindi su Jarmuth e Watson. Gli animi si accendono con gli arbitri che devono fare gli straordinari per evitare che la partita degeneri e fioccano le penalità. Proprio in una situazione di 5 contro 3 giunge la quinta rete dei padroni di casa. Su azione portata avanti da Limnell-Finocchiaro e Sparre, l'italo serve per Guenette che di polsino fa secco ancora Nissinen. Con più nulla da perdere, i Lupi pusteresi si giocano il tutto per tutto e in 1'20 segnano due reti complice una difesa gialloblu disattenta. Girandola di emozioni nel terzo periodo che vede prima le Generali Aquile FVG allungare con Guenette dopo due minuti abile a rubare il disco da sotto la stecca del goalie avversario. Potrebbe essere la rete che uccide l'incontro, Pontebba che rallenta e il Valpusteria mai domo che si riporta sotto al 47'16 con Bernakevitch in mischia su rebound concesso da Carpano quindi al 52'46 con Watson in mischia. Gli altoatesini le provano davvero tutte con la difesa pontebba che si salva. La rete della definitiva tranquillità che ferma la rincorsa dei Lupi pusteresi al 59'34 a porta vuota di Aquino.

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Compagnia teatrale dialettale debutta al liceo classico (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 14-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Centuripe. Compagnia teatrale dialettale debutta al liceo classico g. f.) Nell'auditorium del liceo classico di Centuripe, la nuova compagnia teatrale "Giovanni Falcone" ha debuttato con la farsa "U votu" di mons. Pennini, riscuotendo applausi e consensi dai numerosi spettatori. Gli aspiranti "attori", tutti centuripini, sono: Salvatore Cannio, Giuseppe Biondi, Pippo Galofaro, Salvo Carbonaro, Maurizio Sinnonio, Placido Cambria, Vito Galofaro, Dario Donzì, Melania Scornavacche e Tamara Vitali. Il progetto di fondare a Centuripe una compagnia teatrale, è nato dalla comune passione artistica di due centuripini, Salvatore Cannio, di professione ottico e Pippo Galofaro, impiegato e musicista. In tale progetto sono stati coinvolti, perché rimasti affascinati, decine di giovani disposti a sacrificare, volontariamente e senza ricompensa alcuna, parte del loro tempo libero per dedicarsi alla nobile arte della recitazione. «Il progetto, portato avanti da vari mesi, così ha detto l'ideatore e regista, Salvatore Cannio, è servito soprattutto a rinsaldare tra i partecipanti lo spirito di socializzazione, di solidarietà umana e ad allontanare i più giovani dai pericoli della strada, dall'ozio e dalla noia che spesso portano all'alcolismo e alla droga». Nella recita della farsa " U votu " gli attori hanno dato al pubblico il meglio delle loro capacità, considerato che sono tutti alla loro prima esperienza, si muovono nell'ambito del volontariato e senza fondi e si propongono di continuare, ampliare e migliorare il loro progetto portando presto sul palcoscenico altre commedie dialettali per soddisfare le esigenze culturali dei centuripini. barrafranca. Coro polifonico alla Chiesa Madre r. p.) Un successo l'esibizione del coro polifonico barrese durante la «missa pontificalis» che è in vita dagli anni Ottanta. Il brano di don Lorenzo Perosi, compositore di musica sacra, è stato eseguito dalla corale per la seconda volta nella chiesa Madre durante la prima messa del giovane Luca Crapanzano. Adesso la corale da anni porta un progetto unitario, tanto che ha battezzato da anni la corale con il nome della compatrona di Barrafranca ovvero "Corale Polifonica Interparrocchiale Maria SS. della Stella". Ad associarsi alla corale da quando si sono insediate a Barrafranca, anche le suore clarisse apostoliche francescane. Sono 24 i componenti, compreso il direttore della corale, Salvatore Rizzo. Nella figura di "soprani" Marianna Rizzo, Maria Ausilia Rizzo, Viviana Collerone e Rosina Comito; con la voce dei "contralti" Marianna Stelletta, Cinzia Ingala, Giusy Musolino, Alessandra Salvaggio, Giuseppina Paternò e Suor Colomba. Invece, nel ruolo di "tenori", Giuseppe Colombo, Gino Strazzanti, Sandro Tambè, Claudio Paternò, mentre per i "bassi" Lillo Marotta e Salvatore Rizzo. Diversi gli strumenti che hanno accompagnato il coro, come il pianoforte con Mariangela Amore e Giuseppe Paternò, il flauto con Angelo Paternò, il violino con Danilo Faraci, i clarinetti con Luigi Bevilacqua, Angelo Costa e Gaetano Strazzanti. assoro. Laboratorio per le serenate siciliane Ultimi giorni per iscriversi al laboratorio gratuito "Dicinnu bella lu cori m'abballa" ideato e condotto da "I petri ca addumunu" all'interno del progetto "La storia non è finita". Il laboratorio mira a trasferire ai partecipanti alcune tra le principali tecniche e stili delle serenata siciliana. "I petri ca addumunu" presenteranno un breve repertorio di canzoni d'amore provenienti da tutto il sud Italia (oltre alla Sicilia anche la Calabria, la Campania e la Puglia grecanica), che meglio descrivono l'alto grado di circolarità della cultura orale nella tradizione musicale e canora italiana. Il laboratorio - destinato a partecipanti di almeno 16 anni d'età - si svolgerà tra i comuni di Assoro e Piazza Armerina e le domande di ammissione (disponibili presso gli uffici dei servizi sociali del Comune di Piazza Armerina di via Gen. Muscarà, 2; presso la biblioteca comunale di Assoro; oppure da richiedere all'e-mail prismaspettacoli@tin.it) dovranno pervenire entro il 17 novembre al numero di fax 0935620395.

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Le due Italie (sezione: Costi dei politici)

( da "AprileOnline.info" del 14-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Le due Italie Pietro Ancora, 14 novembre 2008, 13:13 Controcorrente Dimmi quanto guadagni e ti dirò a che Italia appartieni. La scorsa puntata di Anno zero diretto da Santoro, è sfuggita di mano e si è data una regia per conto suo... giovedì sera ad Anno zero la verità dell'Italia in cui viviamo è riuscita a rompere l'isolamento ed a presentarsi in tutta la sua aberrante crudeltà. Anno zero presentava l'Italia dolente, disperata, senza soldi, senza speranza e senza prospettiva riunita a Torino che passava in rassegna la sua triste condizione. Una parte di essa era già in partenza per venire a manifestare a Roma contro la riforma della scuola in un'atmosfera di rabbia e di angoscia anche per le incursioni fasciste alla Rai ed alla CGIL, il pestaggio dei ragazzini di Piazza Navona, le criminali e folli parole di un ex presidente della Repubblica che parlano di un morto possibilmente un bambino per distruggere il movimento di rivolta civile... L'altra Italia era seduta nel grande scenografico studio di Anno Zero contornata da una folla anonima di spettatori che ogni tanto si faceva sentire con gli applausi e metteva in scena la storia della Casta, anzi -come ha precisato lo stesso Santoro-delle Caste e della crisi del Parlamento che poche ore prima aveva registrato la violenta prepotenza della dittatura della maggioranza con la elezione di un senatore dell'opposizione a presidente della Commissione di Vigilanza scelto contro Orlando candidato da oltre quaranta sedute andate a vuoto dell'opposizione. Presto qualcosa non andava per il suo verso e la trasmissione per un momento è sfuggita di mano e si è data una regia per conto suo. GianAntonio Stella e Sergio Rizzo coautori de "La Casta" si sono messi ad elencare alcuni degli obbrobri del Parlamento italiano il cui barbiere è pagato quanto e più del più alto funzionario del Congresso americano mentre i nostri senatori avrebbero uno stipendio di quattro volte superiore a quello dei senatori statunitensi. Hanno tirato in ballo lo stipendio di Niki Vendola Presidente della Puglia dicendo che ammonta a oltre 226 mila euro.... Intervento in diretta di Niki Vendola sdegnatissimo ed infuriatissimo strillando che trattasi di un falso che il suo stipendio non supera i 170 mila euro e che sessantamila di questi finiscono al Partito e che non ci sta a fare da icona dei privilegi dei politici. Castelli, con il dente avvelenatissimo contro Stella gli chiede quanto guadagna e questi dichiara in diretta di guadagnare trecentomila euro l'anno insomma molto di più dei miliardari stipendi che rimprovera ai parlamentari però aggiunge che trattasi di frutto del suo "lavoro". Castelli precisa che non si tratta propriamente di lavoro ma di reddito proveniente dai contribuenti italiani come quello dei deputati dal momento che il Corriere della Sera riceve dallo Stato circa ottomilioni l'anno di contributo ed appunto sono questi soldi che finanziano lo stipendio del grande fustigatore della casta. Disagio ed imbarazzo ed il pensiero di tutti a questo punto va al guadagno annuale dello stesso Santoro. Milioni all'anno? Quanti milioni? Intanto il giornalista del giornale di Berlusconi ripeteva ossessivamente alla lavoratrice dell'Alitalia che per ben sette anni, sette anni, sette anni ripetuto ossessivamente sarebbe stata in cassa integrazione per ben ottocento euro al mese a spese sempre dello Stato, un giornalista felice di mettere sulla colonna infame i privilegi della corporazione dei piloti e delle hostess a fronte dei disagi degli italiani costretti dai prepotenti della casta alata a subire ritardi e disagi negli aeroporti del genere di coloro che danno una lezione ai sinistri che fanno demagogia e difendono fannulloni e quant'altro la destra sta mettendo in riga... Questi ottocento euro rinfacciati a chi perde il lavoro fanno da strano e feroce contrappunto alle proteste in verità farfugliate da Stella ed alle grida di Vendola. Ad un certo punto, mentre in lontananza gli argomenti, le doglianze dei rappresentanti delle varie crisi sociali che attanagliano Torino diventano patetiche, imbarazzanti, mentre il giovane ingegnere del politecnico dietro gli occhiali mostrava uno sguardo smarrito parlando di un futuro che gli era del tutto oscuro, tutta la mac china scenica della tramissione mostrava la sua menzogna e la sua crudeltà. La menzogna di una casta e dei suoi complici che, a destra ed a sinistra da Vendola a Castelli a Di Pietro si mostrava titolare degli stessi privilegi mostruosi, la menzogna di una denunzia che ha fruttato milioni di euro di diritti d'autore scritta da persone che guadagnano più o meno, anzi di più, dei politici che hanno denunziato, la menzogna di Santoro che fa il moralista, erige la sua colonna infame contro tutti i privilegi, dice cose condividibilissime ma è come e peggio certo involontariamente di coloro e delle cose che dice di aborrire. Mentre tutto questo va in scena giunge notizia dal Parlamento che sono stati respinte tutte le proposte di un qualche freno alla vigorosa tendenza all'insù del costo della politica mentre Napolitano fa un piccolo fioretto alla Madonna rinunziando alla spesa di dieci milioni di euro. Una somma certamente significativa per noi comuni mortali ma una piccola parte, una fettina sottilissima del costo del Quirinale.

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Dieci anni senza Nova l'amico mai dimenticato (sezione: Costi dei politici)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 15-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

sport pag. 38 Dieci anni senza Nova l'amico mai dimenticato Se n'è andato dieci anni fa, come l'altro ieri, Enrico «Chico» Nova, centravanti del Quintetto Primavera del siòr Carlino Beretta, prima di esordire nel Brescia di Osvaldo Fattori, che era giocatore - allenatore, insieme a Ulderico Sacchella, l'ultima giornata del torneo, il 10 giugno 1956. I Nova abitavano in via Milano, zona di Campoféra e dell'oratorio dei Cappuccini, erano venuti dalla Brianza a fare tapparelle e serrande. E «Chico», il ragazzino filiforme con i capelli a spazzola, da dove poteva cominciare se non dalla «Serafica»? Nei quattro anni con il Brescia, «Chico» gioca 88 gare e mette a segno 29 gol. Che avesse scatto bruciante e tecnica sopraffina, nessuno può affermare senza contare balle gaudiose, ma lui sopperiva con il senso della posizione, l'intelligenza e battendosi senza demordere. Nell'estate del '59 (che è l'anno della rivoluzione, con Carlino Beretta presidente di ruolo e di fatto, con Osvaldo Fattori che lascia a Quario, fresco di Seminatore d'oro), «Chico» è ceduto all'Atalanta: 8 campionati disputerà con gli «odiati» - questo vuole lo stereotipo, dal quale mi chiamo fuori - cugini di Oltreoglio. E fanno 199 gettoni di presenza con 34 gol. Quella del '60-'61 è per il Brescia l'ennesima rifondazione. Se ne va Mino Favini che, a Bergamo, ritrova Nova: e proprio Favini diverrà l'organizzatore del vivaio atalantino, il meglio sotto il cielo italico, che sfornerà tecnici e giocatori che faranno con bravura la professione nei settori giovanili e tra i professionisti. È nel '67, non ancora trentenne, che «Chico» percorre l'Italia quant'è lunga e scende nel capoluogo di Sicilia, a Palermo, dove allena Carmelo Di Bella e giocano Tanino Troja, Edi Reja e Graziano Landoni, che ha la fascia di capitano e ringhia su tutti. Nova fa per intero il dover suo: mette insieme 35 partite e segna 8 gol. Ma ahimè è il canto del cigno, almeno a certi livelli, e figurarsi se lui non se ne rende conto. Lì, nella Conca d'Oro affacciata sul golfo omonimo, in una crescita urbana il più delle volte estranea a ogni regola, «Chico», che è legato dal contratto, resta un anno, facendo una sola apparizione, idem nel '69: essendo uno consapevole, sa bene di aver dato il meglio e aspetta il transfert, che arriva a novembre: così, messi insieme i lari e i penati, se ne torna al Nord, e si accasa a Piacenza, giocandovi 4 partite. Io Nova l'ho conosciuto bene: facevo già allora il cronista di calcio, seguivo il Brescia, a volte l'Atalanta, e di quel ragazzone all'apparenza un tantino ruvido dovevi solo rimuovere la prima crosta, per trovare saggezza e umanità inusitate nei pedatori. A lui piaceva confrontarsi, a volte ostentava stupori, che scioglieva nella dialettica, quando avevi l'impressione che ti stesse mettendo alla prova. Non ho mai frequentato calciatori, se non per ragioni inerenti il mio mestiere: lui era uno dei pochi che facesse eccezione. Giocare era la sua vita, tant'è che nel '70 si tesserò per la Gaviese, e nel paesotto in provincia di Alessandria, mise in colonna 34 partite e 16 gol, per chiudere nel '71 con il calcio attivo a Crema, a due passi da casa. Nel '73, con il fratello, «Chico» ha aperto il negozio di articoli sportivi in città che tutti oggi conosciamo, poi ha allenato a Sirmione, da lì a Lumezzane (c'erano anche legami di sangue: la mamma era una Polotti), dove Geromino Camozzi faceva il presidente e in maglia rossoblù giocavano Graziano e Carlo Bonomi, Sergio Bonardi, il biondo elegante Sarasini e Turinelli, che aveva l'edicola al Carmine. Il campo della cittadina di Valgobbia era battezzato «Rossaghe», corto e stretto, fangoso in inverno e polveroso d'estate, che a caderci rischiavi mezza pelle, e non era un modo di dire. Tutti insieme, un gruppo di amici, reduci da quell'esperienza, hanno in seguito dato vita al Club Azzurri, con annesso centro sportivo. Lì ha mosso i primi passi anche Massimo De Paoli, una laurea in architettura, gran compagno di trasferte, perchè la mattina si andava in giro per mostre e musei. Generosa, per molti aspetti, la vita con «Chico» Nova non lo è stata altrettanto per altri: si ammalò, lui che pareva in grado di sfidare ogni avversità e conduceva un'esistenza piena, con i suoi rapporti umani e professionali, soprattutto con il dottor Brolis, del quale era amico, non solo collaboratore. Improvvisamente, si ritrovò in un tunnel buio e angosciante, senza pertugi almeno in qualche misura rassicuranti. «Chico» ha vissuto la malattia con grande dignità. Io lo andavo a trovare e lui mi parlava di amici comuni, dei quali ricordava pregi e vezzi con puntigliosa memoria, trovando la forza di sorriderci. Sapeva di non avere speranze e faceva finta di niente. Ecco perchè - confesso con un po' di vergogna - mi inventai non so che impegno per non andare in extremis a donargli un sorriso e un cenno: perchè non mi leggesse in viso che quella era la fine. Come se lui lo ignorasse... È un rimorso che mi porterò in cuore finchè campo. Ciao Chico, sempre nella memoria e nel cuore.

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il bo in rivolta attende dal governo 35 milioni di euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 15-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 26 - Cronaca Il Bo in rivolta attende dal Governo 35 milioni di euro Un'inchiesta del settimanale l'Espresso Il Bo è in rivolta perché riceve dal Governo 35 milioni di euro in meno di quanto dovuto. «Non si premiano le università virtuose e non accetteremo mai i tagli con la mannaia»: il rettore Vincenzo Milanesi l'ha ripetuto in ogni dibattito. Adesso, a supportare la tesi, arriva un'inchiesta dell'Espresso, che compara il finanziamento ritenuto adeguato dalla commissione ministeriale che giudica la «produttività» di tutti gli atenei con i soldi che realmente arrivano a Padova. Ebbene il Bo avrebbe diritto a 316 milioni, mentre da Roma ne arrivano solo 281, cioè il 13% in meno. Soldi che potrebbero essere spesi per finanziare nuovi progetti di ricerca o assumere docenti e personale precario. Per anni tutti i governi, compreso quello di centro sinistra che aveva Fabio Mussi come ministro dell'università, hanno promesso che il sistema di finanziamento «a pioggia» sarebbe cambiato. Oggi infatti i fondi si basano su una sorta di «status quo» che il ministero chiama «quote storiche di spesa»: in pratica sempre le stesse cifre, con solo qualche adeguamento all'inflazione. Promessa rinnovata anche dal ministro Maristella Gelmini, che nella sua riforma ha previsto che 500 milioni (su circa 6 miliardi di finanziamento complessivo al sistema universitario) saranno destinati alle «università virtuose». Quelle che in pratica fino a oggi, come Padova, sono state sottofinanziate. Non si tratta di federalismo di stampo leghista, ma di mettere uno stop invece a quegli «atenei spreconi». Come quello di Messina, il più «sopravvalutato», secondo il settimanale l'Espresso: per la qualità della didattica e il budget dovrebbe ricevere 117 milioni. Dallo Stato però di milioni ne arrivano 180, cioè il 35% in più. E l'università siciliana può così permettersi, come hanno denunciato nei loro interventi Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, di bandire un concorso di 80 mila euro per l'acquisto di un gigantesco quadro che adornerà l'aula magna della nuova facoltà d'ingegneria. Non è una questione di sud e nord: tra le università sottofinanziate c'è anche quella della Calabria, che riceve 23 milioni in meno del dovuto. In Veneto però Venezia riceve il 12% in meno, così come Verona che è sotto dell'8% (vedi tabella a fianco). A «festeggiare» è solo lo Iuav: bilanci e produttività consiglierebbero un finanziamento di 29 milioni mentre ne arrivano 32. Anche l'alma mater a Bologna è sottofinanziata, ma soltanto del 5%. Tra i grandi atenei sopravvalutati invece c'è Trieste, che gode del 14% in più dei fondi, e La Sapienza, nella capitale, che può vantare un più 19%: arrivano 566 milioni anziché 459. Da qui la scelta, promossa anche da Milanesi, assieme ai rettori di altri «atenei virtuosi», di creare l'associazione «Aquis», battezzata poche settimane fa: la proposta è quella di finanziare solo quegli atenei che si impegnano a presentare bilanci in pareggio o piani per rientrare dai deficit. E il Bo non avrebbe problemi: «I nostri conti sono a posto - ha spiegato più volte il magnifico - Siamo un esempio da seguire». (Claudio Malfitano)

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regione, ecco quanto guadagnano i consiglieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 15-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

di Melissa Di Sano Regione, ecco quanto guadagnano i consiglieri Bosco stacca tutti, Verini e Di Stefano benestanti, poveri Tagliente e Cesarone La metà dei consiglieri ha guadagnato oltre cento mila euro l'anno L'AQUILA. E' una donna la più ricca dell'Assemblea regionale. Antonella Bosco del Pd, avvocato, è in testa alla classifica con una dichiarazione dei redditi 2007 (relativa all'anno 2006) di 277mila 698 euro. «Questo tipo di competizione non mi interessa» ha detto la Bosco, «ma questo risultato è una prova che le donne possono avere spazi sia istituzionali che professionali, oltre che gratificazioni di tipo economico». Il più povero è Giuseppe Tagliente, anche lui avvocato di Forza Italia, che ha dichiarato 73mila 642 euro. Tra i ricchi c'è Fabrizio Di Stefano, farmacista ex consigliere regionale, ora senatore, con oltre 230 mila euro. Di Stefano, nonostante un aumento del suo reddito imponibile di 15mila euro, scivola dalla prima alla terza posizione. La medaglia d'argento va invece ad Antonio Verini, ex dirigente scolastico, con i suoi 262mila 939 euro. Verini, che era sesto nel 2005, oggi è diventato secondo. L'ultimo della lista è Giuseppe Tagliente con 73mila 642 euro dichiarati, tra i «poveri» anche l'ex consigliere regionale Camillo Cesarone, che all'epoca della dichiarazione dei redditi non era ancora finito nelle maglie dell'inchiesta sulle presunte tangenti nella sanità. Cesarone nel 2007 ha dichiarato 78mila 285 euro, al netto degli oneri deducibili (circa 26mila euro). Ancora nella parte «umile» della classifica troviamo Benigno D'Orazio (Pdl) e Stefania Misticoni (Pd), rispettivamente 80mila 478 euro e 81mila 174, a conferma che la «povertà» è trasversale. Ma se D'Orazio ha dichiarato quasi 17mila euro in meno dell'anno precedente, la ex segretaria diessina è uscita dal «baratro» dell'ultimo posto in classifica che si era guadagnata con i suoi 76mila euro dichiarati nel 2006. Tra gli under 100mila anche Gianni Melilla (83mila euro), Claudio Di Bartolomeo (91mila euro), Bruno Di Paolo (90mila euro), Alfonso Mascitelli (85mila), Marco Verticelli (96mila), e poi Giorgio De Matteis e Vito Domenici, anche se di un soffio. Entrambi hanno dichiarato infatti poco più di 99mila euro. Risalendo la classifica incontriamo le cifre relative a Maurizio Teodoro (120mila 149 euro), a Donato Di Matteo (135mila) e al presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, che dichiara poco più dell'anno prima: 137mila euro contro 114mila. Sulla stessa somma si muove Tommaso Ginoble, con 138mila 200 euro. La denuncia dei redditi dell'ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, anche lui coinvolto nell'inchiesta di sanitopoli ed ora con l'obbligo di dimora a Roma, non è tra le più alte. La sua dichiarazione è di 153mila 361 euro, un poco meno rispetto all'anno prima, in cui dichiarava 177mila euro e si aggiudicava il terzo posto. Poi si sale a vette più alte e troviamo Bruno Evangelista, con 161mila 802 euro, Mario Amicone, con 178mila 412 euro e l'ex governatore della Regione Giovanni Pace (An) con 211mila 258 euro. Pace interrompe la caduta libera che lo ha visto precipitare negli scorsi due anni dal secondo al quinto posto. Il 2006 gli regala infatti un quarto posto. Con questi stipendi non è difficile arrivare a cifre del genere: i presidenti hanno una indennità di 11mila 579 euro al mese; gli assessori di 10mila 421 euro; i consiglieri percepiscono «solo» 8mila euro più i gettoni di presenza. In molti sono quelli che hanno dichiarato di non avere avuto nessuna variazione di patrimonio e che si aggirano sui 100mila euro, cifra più cifra meno. Enrico Paolini, presidente vicario della Regione, è sui 118mila euro, Camillo D'Alessandro è a 100mila tondi, 109mila per Giovanni D'Amico, mentre Nazario Pagano sta sui 106mila. Più bassa la dichiarazione di Paolo Tancredi che sta sugli 87mila euro. Nella sua denuncia dei redditi si legge anche che ha ricevuto in donazione nel 2006 la metà di un immobile a Roma e due appartamenti a Teramo. Ma quella di case, ville e terreni di proprietà è ancora un'altra storia.

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gettoni di presenza, maggioranza divisa (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 15-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 4 - Pisa Gettoni di presenza, maggioranza divisa Garzella: nelle società partecipate come in Comune PISA. Si spacca la maggioranza sui gettoni di presenza nelle società partecipate dal Comune di Pisa. è infatti passato a stragrande maggioranza (ventuno favorevoli, cinque contrari e tre astenuti) l'ordine del giorno presentato a luglio dal consigliere comunale del Popolo della libertà Giovanni Garzella che impegna il sindaco, la giunta e i rappresentanti di nomina comunale nelle società partecipate a portare l'eventuale proprio gettone di presenza allo stesso valore di quello dei consiglieri comunali di Pisa, ovvero 72 euro. Garzella ha commentato così il voto dell'assemblea cittadina: «La riduzione della spesa della politica sta avvenendo soltanto nelle istituzioni elette, con questo ordine del giorno si tenta di far ridurre anche la spesa nelle società partecipate che sono di nomina. Inoltre con questo voto si ristabilisce un criterio di equità tra coloro che sono eletti dal popolo e coloro che sono nominati». Oltre a Giovanni Garzella hanno approvato l'ordine del giorno venti consiglieri tra esponenti del Pdl, Udc, Sinistra Arcobaleno e parte della maggioranza). Cinque invece i contrari e tre gli astenuti.

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Amministratori di nomina politica Taglio al gettone di presenza (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 15-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA PISA pag. 10 Amministratori di nomina politica Taglio al gettone di presenza IL GETTONE di presenza dei rappresentanti di nomina comunale nelle società partecipate del Comune percepiranno una cifra pari a 72 euro, che è l?equivalente della somma corrisposta ai consiglieri comunali. Questo l?atto di indirizzo approvato a larga maggioranza dal consiglio comunale, su proposta del consigliere del Pdl Giovanni Garzella. «Con questo voto (favorevoli 21 fra cui Pdl, Udc, Arcobaleno e alcuni consiglieri del Pd; 5 contrari e 3 astenuti, ndr) ? dichiara l?esponente di minoranza ? si ristabilisce un criterio di equità fra chi è eletto dal popolo e chi è invece nominato, visto che la riduzione dei costi della politica sta avvenendo solo nelle istituzioni elette e non nella spesa delle società di nomina».

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D iciassette (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-15 num: - pag: 1 autore: di SERGIO RIZZO e GIAN ANTONIO STELLA categoria: REDAZIONALE Taglio da 17 milioni CURA SPAGNOLA, I PARTITI SI AUTORIDUCONO I FONDI D iciassette milioni di euro. Cioè 34 miliardi di lire. Davanti all'incalzare della crisi internazionale, in Spagna hanno deciso una cura dimagrante che noi ce la sogniamo. Partendo, col taglio citato, dai finanziamenti ai partiti. Prova provata che i nostri cugini iberici non sono più svelti solo nel fare treni ad alta velocità, porti e autostrade. CONTINUA A PAGINA 17

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La <cura spagnola>: i partiti si autotagliano (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-15 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Il caso Per mantenere le forze politiche, il prossimo anno ogni spagnolo spenderà 2,58 euro, gli italiani 4,91 La «cura spagnola»: i partiti si autotagliano Misure anticrisi, ridotti i finanziamenti di 17 milioni di euro. A noi costano più del doppio SEGUE DALLA PRIMA Eppure, i soldi pubblici stanziati a sostegno delle forze politiche spagnole erano già prima nettamente più scarsi rispetto a quelli italiani. Nel 2009 erano previsti 136 milioni contro i nostri 295. Meno della metà. La riduzione a 119 milioni varata nella legge di bilancio accentua il divario. Confermato nel rapporto pro-capite: per mantenere i partiti ogni cittadino castigliano, andaluso o galiziano dovrà sborsare l'anno prossimo 2,58 euro. Ogni lombardo, pugliese o molisano 4 euro e 91 cent. Una sproporzione abissale. Dovuta anche a quella leggina sulla legislatura monca che inutilmente i dipietristi hanno tentato l'altro ieri di cambiare con un emendamento che almeno dimezzasse le elargizioni. Leggina che per tutto il 2009, il 2010 e il 2011 continuerà a corrispondere ai partiti (oltre ai finanziamenti per la legislatura corrente) anche i soldi dovuti per quella precedente, infartuata e defunta con la caduta del governo Prodi, come se dovesse arrivare alla normale scadenza del 2011. Di più: continueranno a intascare quattrini pure i partiti che il voto popolare, a torto o a ragione, ha messo fuori dal Parlamento. Due esempi? Rifondazione comunista incasserà ancora 20 milioni circa in tre anni, l'Udeur di Mastella 2,7. E altri soldi, per questa legislatura, finiranno nelle casse di quelle formazioni che avevano presentato una lista alle elezioni di aprile e, senza superare lo sbarramento elettorale, avevano comunque ottenuto la magica soglia che consentiva comunque di accedere ai rimborsi: l'1%. Come La Destra di Francesco Storace che, orfana di Daniela Santanché, avrà circa 5,5 milioni in cinque anni o la sinistra arcobaleno che nel quinquennio ne avrà 7 e mezzo. Ma il confronto fra i costi della politica in Spagna e in Italia è sconfortante su tutti i fronti. A parte la differenza tra i bilanci del Quirinale e della Casa Reale spagnola, di cui abbiamo già dato conto l'altro ieri nella risposta alla lettera del segretario generale della Presidenza Donato Marra, spicca l'abisso tra i parlamenti. Anche la Spagna ha, come noi, un parlamento bicamerale (Cortes Generales) sia pure con un mandato di quattro invece che cinque anni. Anche lì ci sono una Camera (il Congreso de los Diputados) e un Senato. Ma le somiglianze si esauriscono qui. Il «Senado» madrileno, composto da 264 membri, costa agli spagnoli 60,5 milioni di euro, Palazzo Madama (dove siedono 315 rappresentanti eletti volta per volta più i senatori a vita che ora sono sei, per un totale di 321) pesa sulla tasche degli italiani per 570,6 milioni. Il che significa che ogni senatore costa ai cittadini spagnoli 229 mila euro e a noi un milione e 775 mila: quasi otto volte di più. Il rapporto, del resto, è più o meno lo stesso alla Camera. Il «Congreso de los Diputados », con 350 eletti, ha un bilancio di 98,4 milioni, Montecitorio (con 630 onorevoli) ne ha uno oltre dieci volte più alto: un miliardo e 27 milioni. Morale: ogni deputato spagnolo costa complessivamente alla collettività, tutto compreso, dagli affitti allo stipendio dei commessi, dalle segreterie alle spese di rappresentanza, 281 mila euro e ogni italiano un milione e 630 mila. Sentiamo già le obiezioni: sono paesi diversi, storie diverse, tradizioni diverse... Giusto. Anche costi diversi. L'indennità dei parlamentari spagnoli è identica per tutti: 3.020,79 euro al mese. Cifra alla quale vanno sommati 1.762,18 euro mensili per i deputati con residenza fuori da Madrid ridotti a 841,12 per gli eletti nella capitale. Complessivamente, quindi, un onorevole «peon» (che non sia presidente dell'assemblea, vicepresidente o a capo di una commissione), ha diritto a 4.783 euro al mese: lordi. A un collega italiano spetta una indennità di 11.703 euro lordi al mese più 4.003 euro di diaria più 4.190 euro per il «portaborse » (se vuole prenderne uno e pagarlo, sennò può mettersi il denaro in tasca) per un totale di 19.896 euro lordi al mese: netti sono 13.709,69 euro. Più 3.098 euro l'anno per le spese telefoniche. Più, oltre a una «tessera» di libera circolazione autostradale, marittima, ferroviaria ed aerea su tutto il territorio nazionale, un rimborso fino a 3.995 euro per raggiungere l'aeroporto più vicino. Il sito internet del Congresso spagnolo precisa invece che lì i deputati hanno diritto, per i trasporti, ai seguenti benefit: una carta (come da noi) di libera circolazione su tutto il territorio nazionale e un rimborso chilometrico di 0,25 euro a chilometro nel caso di uso di auto privata e dietro precisa giustificazione. E se non hanno la macchina o comunque preferiscono non usarla? Dal maggio 2006 hanno una tessera di abbonamento al servizio taxi valida fino a un massimo di 250 euro al mese. Quanto ai gruppi parlamentari, il confronto è non meno imbarazzante: 9 milioni e mezzo di euro al congresso madrileno, 34 alla Camera romana. Ma è tutto l'insieme ad essere nei «Palacios» più virtuoso. Lo stipendio di Luis Zapatero è di 91.982 euro lordi annuali in dodici mensilità. Cifra che, sommando l'indennità parlamentare, lo porterebbe ad avere 149.377 euro ma per consuetudine il premier spagnolo (al quale spetta la casa e la totale copertura delle spese di servizio) rinuncia. Carte alla mano, il premier italiano, nonostante la riduzione del 30% disposta da Romano Prodi per gli stipendi dei componenti di governo, arriva a guadagnare, indennità e benefit parlamentari compresi, 324.854 euro lordi l'anno. Né la differenza è meno sensibile per i ministri. Si dirà: sono paragoni da prendere con le molle. E' vero. Ma, con una ricchezza nazionale pro-capite identica (26.100 euro l'anno) nei due paesi, non può non spiccare la distanza perfino tra gli emolumenti che spettano a chi sta ai vertici di alcune istituzioni parallele ai palazzi delle politica. Solo un paio di esempi: a Madrid i presidenti del Tribunal Supremo (la nostra Cassazione) e del Tribunal Constitucional (paragonabile alla nostra Consulta) hanno uno stipendio lordo annuo di 146.342,58 euro. I loro omologhi italiani ne ricevono rispettivamente, sempre al lordo, 274mila e 444mila. Quanto al Tribunal de Cuentas, la Corte dei conti spagnola, costerà nel 2009 60 milioni di euro: vale a dire un quinto della nostra, che l'anno prossimo peserà sui cittadini per 281 milioni. Consoliamoci: fino a quest'anno ne costava venti di più. Sergio Rizzo Gian Antonio Stella

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I partiti spagnoli si riducono i fondi (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere.it" del 15-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il caso Per mantenere le forze politiche, il prossimo anno ogni spagnolo spenderà 2,58 euro, gli italiani 4,91 La «cura spagnola»: i partiti si autotagliano Misure anticrisi, ridotti i finanziamenti di 17 milioni di euro. A noi costano più del doppio Diciassette milioni di euro. Cioè 34 miliardi di lire. Davanti all'incalzare della crisi internazionale, in Spagna hanno deciso una cura dimagrante che noi ce la sogniamo. Partendo, col taglio citato, dai finanziamenti ai partiti. Prova provata che i nostri cugini iberici non sono più svelti solo nel fare treni ad alta velocità, porti e autostrade. Eppure, i soldi pubblici stanziati a sostegno delle forze politiche spagnole erano già prima nettamente più scarsi rispetto a quelli italiani. Nel 2009 erano previsti 136 milioni contro i nostri 295. Meno della metà. La riduzione a 119 milioni varata nella legge di bilancio accentua il divario. Confermato nel rapporto pro-capite: per mantenere i partiti ogni cittadino castigliano, andaluso o galiziano dovrà sborsare l'anno prossimo 2,58 euro. Ogni lombardo, pugliese o molisano 4 euro e 91 cent. Una sproporzione abissale. Dovuta anche a quella leggina sulla legislatura monca che inutilmente i dipietristi hanno tentato l'altro ieri di cambiare con un emendamento che almeno dimezzasse le elargizioni. Leggina che per tutto il 2009, il 2010 e il 2011 continuerà a corrispondere ai partiti (oltre ai finanziamenti per la legislatura corrente) anche i soldi dovuti per quella precedente, infartuata e defunta con la caduta del governo Prodi, come se dovesse arrivare alla normale scadenza del 2011. Di più: continueranno a intascare quattrini pure i partiti che il voto popolare, a torto o a ragione, ha messo fuori dal Parlamento. Due esempi? Rifondazione comunista incasserà ancora 20 milioni circa in tre anni, l'Udeur di Mastella 2,7. E altri soldi, per questa legislatura, finiranno nelle casse di quelle formazioni che avevano presentato una lista alle elezioni di aprile e, senza superare lo sbarramento elettorale, avevano comunque ottenuto la magica soglia che consentiva comunque di accedere ai rimborsi: l'1%. Come La Destra di Francesco Storace che, orfana di Daniela Santanché, avrà circa 5,5 milioni in cinque anni o la sinistra arcobaleno che nel quinquennio ne avrà 7 e mezzo. Ma il confronto fra i costi della politica in Spagna e in Italia è sconfortante su tutti i fronti. A parte la differenza tra i bilanci del Quirinale e della Casa Reale spagnola, di cui abbiamo già dato conto l'altro ieri nella risposta alla lettera del segretario generale della Presidenza Donato Marra, spicca l'abisso tra i parlamenti. Anche la Spagna ha, come noi, un parlamento bicamerale (Cortes Generales) sia pure con un mandato di quattro invece che cinque anni. Anche lì ci sono una Camera (il Congreso de los Diputados) e un Senato. Ma le somiglianze si esauriscono qui. Il «Senado» madrileno, composto da 264 membri, costa agli spagnoli 60,5 milioni di euro, Palazzo Madama (dove siedono 315 rappresentanti eletti volta per volta più i senatori a vita che ora sono sei, per un totale di 321) pesa sulla tasche degli italiani per 570,6 milioni. Il che significa che ogni senatore costa ai cittadini spagnoli 229 mila euro e a noi un milione e 775 mila: quasi otto volte di più. Il rapporto, del resto, è più o meno lo stesso alla Camera. Il «Congreso de los Diputados», con 350 eletti, ha un bilancio di 98,4 milioni, Montecitorio (con 630 onorevoli) ne ha uno oltre dieci volte più alto: un miliardo e 27 milioni. Morale: ogni deputato spagnolo costa complessivamente alla collettività, tutto compreso, dagli affitti allo stipendio dei commessi, dalle segreterie alle spese di rappresentanza, 281 mila euro e ogni italiano un milione e 630 mila. Sentiamo già le obiezioni: sono paesi diversi, storie diverse, tradizioni diverse... Giusto. Anche costi diversi. L'indennità dei parlamentari spagnoli è identica per tutti: 3.020,79 euro al mese. Cifra alla quale vanno sommati 1.762,18 euro mensili per i deputati con residenza fuori da Madrid ridotti a 841,12 per gli eletti nella capitale. Complessivamente, quindi, un onorevole «peon» (che non sia presidente dell'assemblea, vicepresidente o a capo di una commissione), ha diritto a 4.783 euro al mese: lordi. A un collega italiano spetta una indennità di 11.703 euro lordi al mese più 4.003 euro di diaria più 4.190 euro per il «portaborse» (se vuole prenderne uno e pagarlo, sennò può mettersi il denaro in tasca) per un totale di 19.896 euro lordi al mese: netti sono 13.709,69 euro. Più 3.098 euro l'anno per le spese telefoniche. Più, oltre a una «tessera» di libera circolazione autostradale, marittima, ferroviaria ed aerea su tutto il territorio nazionale, un rimborso fino a 3.995 euro per raggiungere l'aeroporto più vicino. Il sito internet del Congresso spagnolo precisa invece che lì i deputati hanno diritto, per i trasporti, ai seguenti benefit: una carta (come da noi) di libera circolazione su tutto il territorio nazionale e un rimborso chilometrico di 0,25 euro a chilometro nel caso di uso di auto privata e dietro precisa giustificazione. E se non hanno la macchina o comunque preferiscono non usarla? Dal maggio 2006 hanno una tessera di abbonamento al servizio taxi valida fino a un massimo di 250 euro al mese. Quanto ai gruppi parlamentari, il confronto è non meno imbarazzante: 9 milioni e mezzo di euro al congresso madrileno, 34 alla Camera romana. Ma è tutto l'insieme ad essere nei «Palacios» più virtuoso. Lo stipendio di Luis Zapatero è di 91.982 euro lordi annuali in dodici mensilità. Cifra che, sommando l'indennità parlamentare, lo porterebbe ad avere 149.377 euro ma per consuetudine il premier spagnolo (al quale spetta la casa e la totale copertura delle spese di servizio) rinuncia. Carte alla mano, il premier italiano, nonostante la riduzione del 30% disposta da Romano Prodi per gli stipendi dei componenti di governo, arriva a guadagnare, indennità e benefit parlamentari compresi, 324.854 euro lordi l'anno. Né la differenza è meno sensibile per i ministri. Si dirà: sono paragoni da prendere con le molle. E' vero. Ma, con una ricchezza nazionale pro-capite identica (26.100 euro l'anno) nei due paesi, non può non spiccare la distanza perfino tra gli emolumenti che spettano a chi sta ai vertici di alcune istituzioni parallele ai palazzi delle politica. Solo un paio di esempi: a Madrid i presidenti del Tribunal Supremo (la nostra Cassazione) e del Tribunal Constitucional (paragonabile alla nostra Consulta) hanno uno stipendio lordo annuo di 146.342,58 euro. I loro omologhi italiani ne ricevono rispettivamente, sempre al lordo, 274mila e 444mila. Quanto al Tribunal de Cuentas, la Corte dei conti spagnola, costerà nel 2009 60 milioni di euro: vale a dire un quinto della nostra, che l'anno prossimo peserà sui cittadini per 281 milioni. Consoliamoci: fino a quest'anno ne costava venti di più. Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo stampa |

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<L'opposizione diserta costantemente le sedute> (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 15-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

«L'opposizione diserta costantemente le sedute» Così il controllo sull?operato di Palazzo Moroni è rimasto principalmente nelle mani della sinistra Nell'ultima seduta dello scorso 28 ottobre, quindi in pieno scandalo Lehman Brother's, i consiglieri comunali presenti erano 18, quasi il numero per garantire un Consiglio comunale, ma nelle precedenti undici convocazioni dell'anno, la prima delle quali avvenuta il 29 gennaio, la media-presenze difficilmente ha superato il numero di sei o sette, quando invece i consiglieri permanenti, previsti dal regolamento comunale, sono 21. Stiamo parlando della commissione Bilancio-controllo e Garanzia di palazzo Moroni, l'unica, tra le sette complessive, presieduta da un rappresentante del centro destra: il consigliere di Forza Italia verso il Pdl Alberto Salmaso. E la commissione sarà anche di Controllo e Garanzia sulle attività dell'amministrazione-Zanonato, però i componenti dell'opposizione molto spesso, anzi, quasi sempre, hanno disertato alle sue sedute. Fino al 28 ottobre, per esempio, il consigliere del Pdl, Tommaso Riccoboni, vantava zero presenze, tante quanto il suo collega Maurizio Saia e l'ex sindaco, Giustina Destro che però ha marcato visita anche in occasione dell'ultima convocazione. Il capogruppo di Forza Italia verso il Pdl, Rocco Bordin, nel 2008 ha invece all'attivo un gettone di presenza, lo stesso della pasionaria leghista Mariella Mazzetto. Ma zero presenze nel corso degli ultimi dieci mesi sono anche quelle del consigliere dei Verdi, Aurora D'Agostino al quale si affianca il democratico Alessandro Naccarato e il consigliere Udc Antonella Fede. Quasi sempre presenti sono stati invece il capogruppo del Pd nel parlamentino di palazzo Moroni, Umberto Zampieri, il socialista Salvatore Italiano, il capogruppo di Rifondazione comunista, Giuliana Beltrame e il professor Luigi Zanesco.«Come giudico il comportamento dei miei colleghi, soprattutto quelli appartenenti allo schieramento di cui faccio parte risponde il presidente della commissione, Alberto Salmaso -? Che ognuno è libero di gestire il proprio fare politica come meglio crede nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori. Per non venire avranno avuto i loro buoni motivi. Personalmente ritengo la commissione che presiedo sia importantissima soprattutto per l'opposizione. E' uno strumento per analizzare, criticare, approfondire e proporre». Cosa che evidentemente l'opposizione, almeno in questo caso, ha fatto poco. Intanto la prossima convocazione della commissione-Bilancio è in programma entro il 14 dicembre.«Lunedì invierò una raccomandata al presidente della Cariparo, Rinaldo Panzarini spiega Alberto Salmaso per chiedere che i rappresentanti della banca vengano in commissione a relazionare, entro un mese, sugli interventi del Comune operati dalla Finanziaria Aps s.p.a.».Matteo Bernardini

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I consiglieri al convegno sul lavoro, ma pagati (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 15-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

LUNEDÌ MATTINA ALLA SCUOLA GRANDE DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA I consiglieri al convegno sul lavoro, ma pagati (al.va.) Domanda: è un convegno o è un consiglio comunale? Risposta: è l'uno e l'altro insieme. Significa che lunedì mattina i consiglieri comunali di Venezia, se lavoratori dipendenti, potranno usufruire del permesso per assentarsi dal lavoro e partecipare ai lavori dell'assemblea. In ogni caso, dipendenti o autonomi, prenderanno tutti il gettone di presenza. Solo che lunedì mattina il consiglio comunale non si riunirà a Ca' Farsetti e nemmeno in via Palazzo a Mestre e, soprattutto, non discuterà e non approverà né delibere né piani né mozioni. Perché quella di lunedì mattina sarà una seduta-convegno sul tema della sicurezza negli ambienti di lavoro e ci sarà un parterre di relatori di tutto rispetto, a partire dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Gli unici assenti, quanto meno nelle locandine che pubblicizzano l'evento, sono le possibili vittime degli incidenti sul lavoro: i lavoratori. Nel programma del convegno, infatti, accanto ai relatori, tutti indicati con nome, cognome e qualifica, compaiono due righe dalle quali risulta che ad aprire gli interventi saranno "rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza nei settori Metalmeccanico, Edile e Portuale". Quali rappresentanti? Non si sa. Più facile che i lavoratori e i sindacalisti lunedì mattina - l'appuntamento è alle 9 - arrivino sì alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, ma non per entrarci: nel cortile del palazzo, infatti, Rifondazione comunista ha organizzato una sorta di contro-convegno: «Lunedì non parteciperò al consiglio comunale e sarà la mia prima assenza dall'inizio della legislatura - dice il capogruppo del Prc, Sebastiano Bonzio - Non intendo partecipare a un consiglio che tratta della sicurezza del lavoro senza i lavoratori». Così Bonzio resterà nel cortile a manifestare, cercando di avere accanto portuali, muratori, operai metalmeccanici, sindacalisti. E aggiunge: «Ma come si fa a organizzare un convegno alle 9 di mattina quando la gente lavora? E, soprattutto, perché l'iniziativa non è stata adeguatamente pubblicizzata?». Nella home-page del sito del Comune non c'è traccia del convegno (che è organizzato dalla presidenza del consiglio comunale e dal Coordinamento nazionale dei consigli comunali dell'Anci); per trovare qualche notizia bisogna cliccare sulla sezione "Dal Comune" (ed è il quinto titolo), mentre gli approfondimenti del consiglio comunale sono fermi allo scorso settembre con il 4° Trofeo di calcio Città di Venezia. Una curiosità: trattandosi di un convegno, il consiglio comunale di lunedì potrà fare a meno del numero legale o, come giovedì scorso, rischierà di saltare in caso di eccessive assenze? Di sicuro, a meno che non si abbia in tasca uno degli 850 cartoncini di invito spediti da Ca' Farsetti, il pubblico non potrà partecipare.

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Ridurre i costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 16-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

I FREIHEITLICHEN «Ridurre i costi della politica» BOLZANO. I Freiheitlichen intervengono sui costi della politica. Come prima iniziativa in consiglio presenteranno una mozione che intende puntare ad un abbassamento del 20 per cento delle indennità dei consiglieri. In primo luogo il partito di Leitner chiede di abbassare le indennità degli assessori e dei componenti l'ufficio di presidenza, quindi di passare la competenza in materia dal consiglio regionale a quello provinciale ed il successivo taglio alle indennità dei consiglieri. «Bisognerebbe scendere con le indennità dei politici anche nei Comuni e nelle Comunità comprensoriali», così Leitner.

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La minoranza non offenda la memoria di Chebello (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 16-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

BRIANO REPLICA SUL CASO MOISO «La minoranza non offenda la memoria di Chebello» «L'attuale minoranza indegna di definirsi gli eredi di Chebello». Il perentorio giudizio arriva dal sindaco di Cairo, Fulvio Briano, ed è scatenato dalla polemica inscenata dalla minoranza sulla performance dell'artista Giorgio Moiso. Una critica non certo rivolta all'artista in sè, ma ai costi di tale performance e a presunte irregolarità nell'iter burocratico. Replica, però, Briano: «Da parte della minoranza di destra, una bieca polemica, tanto che in un volantino ci accusano addirittura di "pisciare addosso ai cairesi", e non chiamino poi in causa Beppe Grillo: lui è un comico di professione, loro, al massimo, organizzano le feste di Carnevale». E sul pannello, ribadisce: «I fondi erano disponibili e sono derivati dal risparmio ottenuto dalla mancata realizzazione della nuova sala consiliare nel Palazzo di Città e il suo finanziamento da parte della Regione per realizzarvi una sala multimediale per la terza età. Moiso ha poi realizzato il pannello senza chiedere un euro, e i 6400 euro più Iva verranno pagati alla società che ha fornito i materiali e si occuperà delle cotture. Il pannello verrà inserito nel Palazzo di città e ne diventerà uno degli elementi distintivi. Osvaldo Chebello, per la signorilità politica che ha sempre dimostrato, mai e poi mai avrebbe scatenato una tale polemica tanto più con i volgari termini così utilizzati.

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<Impossibile parlare con Angelo ma si fanno vivi gli sciacalli> (sezione: Costi dei politici)

( da "Libertà" del 16-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

«Impossibile parlare con Angelo ma si fanno vivi gli sciacalli» bobbio - Il trasferimento di Angelo Falcone e Simone Nobili dalla casa circondariale di Mandi al carcere di Nahan sta ulteriormente complicando la vita dei loro familiari in Italia. Dopo la condanna di primo grado a 10 anni di reclusione per droga, parlare con i due ragazzi bobbiesi detenuti in India è diventato impossibile. Giovanni Falcone è sempre più disperato perché non riesce a sentire il figlio: «Ormai non me lo passano più al telefono. Un nostro amico ha provato a chiamare per vedere se riusciva a fare qualcosa, ma l'ufficiale che ha risposto parlava solo l'hindi. La risposta è stata lapidaria: "Non possiamo passarglielo ci sono procedure burocratiche e ai detenuti non è concesso fare telefonate, né riceverne". Questo a pochi giorni dal termine per la richiesta del processo d'appello. Parlare con Angelo per coordinare la difesa resta una questione vitale, un diritto che le autorità indiane negano al ragazzo». Negli ultimi tempi, il padre di Angelo ha dovuto anche difendersi dagli "sciacalli". L'ex carabiniere è stato contattato da un presunto avvocato indiano che gli ha chiesto una cifra astronomica, promettendo di fargli uscire il figlio di prigione. Giovanni ha scoperto il truffatore, ma ha continuato a ricevere strane richieste di soldi da personaggi loschi che si spacciano per avvocati e che sostengono di poter incontrare Angelo e Simone. In questo panorama desolante, non mancano le buone notizie. Il Comune di Rotondella (Matera), dove Falcone oggi vive, dà un aiuto concreto: «Il consiglio comunale ha devoluto il gettone di presenza all'associazione "Vivere Liberi Onlus" creata da Giovanni - spiega il sindaco Vito Agresti - dopo l'arresto del figlio e dell'amico. Seguiamo con molta attenzione il caso e riteniamo doveroso intervenire, portando la vicenda all'attenzione nazionale». E' stato inoltre deliberato un contributo che l'assessore Antonio Pastore ha "arrotondato" aggiungendo la sua indennità di carica di ottobre. La decisione è stata votata all'unanimità da maggioranza e opposizione. «Le istituzioni lucane si sono dimostrate molto sensibili alla questione degli italiani detenuti all'estero. Sono più di 3.000 le famiglie che soffrono perché non possono permettersi di ottenere giustizia. Lo Stato deve intervenire» conclude Agresti. 16/11/2008

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l'area produttiva diventa cittadella (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 16-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Coasiv: «Azzerati i costi delle consulenze». L'Assovasto: «Apprezzamenti anche da fuori regione» L'area produttiva diventa cittadella Opere per 4,5 milioni con nuove strade per 85 imprese VASTO. Un nome nuovo e 4 milioni e mezzo di euro di opere di urbanizzazione. Riparte da qui l'economia di Punta Penna. L'area industriale a ridosso del porto si chiama ora "Agglomerato Vasto Nord". «Non è più un susseguirsi di capannoni, ma una vera e propria cittadella industriale formata da 85 imprese che occupano 2mila lavoratori», dice il presidente Coasiv, Fabio Giangiacomo. I lunghi viali e le strade che portano agli stabilimenti hanno adesso un nome: viale Unione Europea, viale Martiri di Marcinelle, viale Costituzione repubblicana, via don Pino Puglisi, via Luciano Lama, via Giuseppe Impastato, via Giorgio Ambrosoli, via Libero Grassi. L'opera di restyling è stata presentata ieri mattina dal presidente Coasiv, Fabio Giangiacomo (Pd) e dai consiglieri dell'ente, Nicola Del Prete (Pd) e Manuele Marcovecchio (Pdl) nel corso di un convegno organizzato nell'auditorium dell'azienda Istonio Affilature. Un incontro-confronto al quale hanno partecipato anche il sindaco, Luciano Lapenna (Pd), e il presidente della Provincia, Tommaso Coletti (Pd). Una occasione per fare il punto della situazione e discutere del futuro. Il domani è pieno di incertezze. La locomotiva del Vastese ha decisamente rallentato, anche per la crisi internazionale che sta interessando un po' le aziende di vari settori produttivi. Una crisi che si ripercuote su migliaia di lavoratori e con la quale anche un gigante come la Pilkington si trova a dover fare i conti. Il Coasiv, consorzio di industrializzazione del Vastese e gestore dell'area produttiva di Punta Penna, rilancia una politica industriale di sostegno alle imprese. Una politica che promuove la formazione e migliora le infrastrutture dando all'agglomerato di Punta Penna una nuova identità e anche un nuovo nome. In un anno sono stati spesi 4 milioni e mezzo di euro (fondi concessi dalla Regione) per il rifacimento di quattro chilometri di strade, per la sistemazione delle rete fognaria, l'illuminazione, il cablaggio delle reti elettriche e telefoniche. «Un intervento importante, apprezzato da molti clienti arrivati da fuori regione», dice soddisfatto il presidente di Assovasto, l'associazione degli imprenditori, Gabriele Tumini. A meno di un chilometro dal casello dell'A14 e a ridosso del porto, l'area industriale Vasto-Nord piace molto alle industrie del Nord Europa. La nuova generazione di imprenditori punta in particolare sul bacino portuale per promuovere l'internazionalizzazione delle imprese e le esportazioni e conquistare così l'Europa. E' la nuova sfida annunciata da Nunzia Salvatorelli, titolare della Vastarredo (arredo per ufficio), Ludovico Iasci, della Istonio Affilature, e Mario Puccioni, dell'omonima azienda chimica. Sviluppo della filiera e concertazione sono i binari sui quali scorre il progetto di sviluppo dell'area industriale vastese del Coasiv. «Un altro passaggio importante è la riduzione dei costi. Il Coasiv ha quasi azzerato il ricorso agli incarichi esterni e le consulenze», dice Giangiacomo. «Il 75 per cento dei progetti e delle perizie negli ultimi dodici mesi è stato elaborato dal personale interno dell'ente», fa sapere il presidente. I consiglieri di amministrazione del Coasiv, Manuele Marcovecchio e Nicola Del Prete, hanno per questo consegnato un attestato di merito ai dirigenti, Elio Ciancio e Nicola Bernabeo. Paola Calvano

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UNA bella sforbiciata ai cda delle società partecipate, un taglio ai costi d... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 16-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 2 UNA bella sforbiciata ai cda delle società partecipate, un taglio ai costi d... UNA bella sforbiciata ai cda delle società partecipate, un taglio ai costi della politica, la valorizzazione dei simboli della tradizione e più servizi per i polesani. Queste sono solo alcune delle linee guida del programma con il quale la Lega Nord si presenterà alle prossime elezioni amministrative. Un programma intriso del dna del partito di Bossi e con il quale le ?camicie verdi? sono certe di conquistare un gran numero di consensi alle provinciali e alle comunali. Ripetendo il successo ottenuto, anche nella nostra provincia, alle politiche. A riassumere le linee guida del programma, ci ha pensato ieri il segretario provinciale del Carroccio, Antonello Contiero (nella foto). «La provincia di Rovigo ? ha iniziato Contiero ? non sarà più terra di conquista della parte pedemontana ed emiliana, ma torneremo ad essere ?padroni a casa nostra?». E, come premessa al programma, Contiero spiega che la Lega è obbligata «a fare una corsa solitaria, alle provinciali e alle comunali: altrimenti ? dice ? finiremo nel solito pantano rodigino dove ristagnano destra e sinistra». Ma certo, aggiunge Contiero, chi dovesse condividere il programma, non esiti a farsi avanti: «Siamo aperti ad adesioni di centrodestra e centrosinistra». Ma sul fatto che il candidato alla presidenza di Palazzo Celio sia un leghista o una leghista, beh, non ci sono dubbi. Ma torniamo al programma. Che, in cima, prevede «l?abbattimento dei costi della politica attraverso le aggregazioni di tutte le società e degli immobili che gestiscono i servizi per i cittadini in un unico stabile» (che racchiuderà i vari uffici, dai trasporti all?energia). Tra gli obiettivi c?è quello di «eliminare, quando lo statuto lo permette, tutti i cda delle società partecipate e nominare un amministratore unico». Per risparmiare poltrone, soldi e abbattere le tariffe. La Lega ha poi intenzione di «chiedere alla Regione un pacchetto dai 15 ai 30milioni di euro per rilanciare il Polesine: e la gestione del denaro ? sottolinea Contiero ? non dovrà essere fatta dalla politica ma dalle associazioni». Nelle linee guida del programma leghista, c?è anche la «fusione libera e volontaria dei piccoli comuni e la messa in convenzione dei servizi per quelli più grandi». «Se conquisteremo la Provincia ? ha aggiunto Contiero ? chiederemo la revisione del fondo Edison: vogliamo una royalty ogni su ogni metri cubo di gas che passa». Nel programma c?è poi il rilancio del settore primario («siamo per il mantenimento del Consorzio agrario provinciale»), la riorganizzazione dei Consorzi di bonifica, il no alle centrali a biomasse che bruciano i cereali («e il sì allo smaltimento dei rifiuti organici per produrre energia»). E in merito al pacchetto famiglia e imprese, il segretario leghista annuncia: «Faremo un provvedimento di assunzioni alle origini: ossia in Provincia assumeremo solo chi da almeno 15 anni risiede in Polesine». Previsto anche un ?bonus bebè?, ma solo per le famiglie polesane. Passando al suo ?cavallo di battaglia?, quello della sicurezza, la Lega parla di «controllo a tappeto del territorio con le forze dell?ordine e anche con i comitati di cittadini», in sostanza le ex ronde. Poi «no a moschee, sì ad ordinanze anti-sbandati, e valorizzazione alle tradizioni e ai valori: ad esempio ? dice Contiero ? sì al crocefisso nei luoghi pubblici e privati. E che in tutte le scuole ci siano il presepe e i canti di Natale». Il programma prevede anche la chiusura del Consvipo, la revisione del CenSer con l?apertura immediata ai privati e la creazione di un?agenzia della mobilità che tenga in mano il trasporto pubblico. Maristella Carbonin

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L'omaggio ai Caduti di Nassiriya (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 16-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Poggio Renatico L'omaggio ai Caduti di Nassiriya POGGIO RENATICO. L'omaggio di Poggio Renatico ai caduti di Nassiriya, in occasione del 5º anniversario dell'attentato teso al contingente di stanza in Iraq, è stato, ieri, particolarmente toccante. La memoria delle diciannove vittime italiane è stata celebrata nel corso di una solenne cerimonia, organizzata dall'Anc poggese e dall'amministrazione comunale. Era presente, tra gli altri, il vicebrigadiere Roberto Periccioli, cui è intitolata la sezione Anc poggese, e i rappresentanti dell'Associazione Nazionale Carabinieri di Poggio Renatico e di Cento, con i presidenti Maurizio Arnoffi e Vincenzo Tomba. La commemorazione ha avuto inizio con la funzione religiosa, celebrata dall'abate parroco poggese don Giovanni Albarello e accompagnata dai canti della Corale San Michele. Dopo la preghiera del carabiniere, letta dal vicebrigadiere Periccioli, il corteo si è spostato nei giardini pubblici per la deposizione di una corona ai piedi del monumento ai Caduti. La mattinata si è proseguita con la seduta straordinaria del consiglio comunale, che si è aperta sulle note dell'Inno con la lettura dei nomi dei caduti a Nassiriya il 12 novembre 2003, ma anche il 27 aprile e il 5 giugno 2006. In chiusura il presidente del consiglio comunale poggese ha annunciato che il gettone di presenza sarà devoluto ai familiari delle vittime.

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<Ragazzi, per Storia il mio bigino è questo> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-11-16 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Ciak Marco Travaglio spiega le ragioni del suo «show» «Ragazzi, per Storia il mio bigino è questo» «Questo spettacolo è per i giovani, il grosso del pubblico in sala: cosa sanno degli ultimi 15 anni, se non quello che gli hanno raccontato al contrario? Il mio "Promemoria" è un bignamino: fatti, persone, connessioni» «M ai fatto prove, era una delle condizioni che avevo posto ancora prima della prima un anno fa: si va in scena e succede quel che succede. Nessuno finora si è mai annoiato». Parola di Marco Travaglio nel riassumere ragioni e stile del suo «Promemoria - Quindici anni di storia d'Italia ai confini della realtà» , da martedì al Ciak: «Un anno di repliche — dice con una certa soddisfazione — e mai un fischio». Eppure, scusi Travaglio: ma tra libri, tv, e ora teatro, non ha la sensazione di raccontare da anni la stessa storia? «Per niente, anzi. I ragazzi, cioè il grosso del pubblico che viene a teatro, di questa storia non sanno niente se non quello che gli è stato raccontato al contrario ». Di cosa stiamo parlando? «Degli snodi cruciali che hanno portato l'Italia fin qui. La Tangentopoli su cui è crollata la Prima Repubblica, la stagione delle stragi, la mafia che uccide due o tre santini dell'antimafia e poi improvvisamente tace... perché è successo? Quali sono le connessioni tra i fatti?». E uno spettacolo lo spiega meglio dei giornali? «Uno dei problemi del nostro mestiere di cronisti è che chi fa i giornali oggi ha perso il contatto con la realtà. Certo esiste anche una informazione non "spettacolare" e tuttavia profonda, penso ai libri di Stella e Rizzo, di Saviano, alla tv della Gabanelli e non solo. Ma per il resto c'è un tal vuoto di informazione che non ci si può stupire se a riempirlo è chi fa teatro o anche satira». Lei si è fatto la fama di uno un po' pedante. «Può darsi che qualcuno la ritenga pedanteria. Io mi ritengo solo un giornalista che mette insieme fatti. E noto che questo, alla fine dello spettacolo come delle conferenze che tengo in scuole e università, viene generalmente apprezzato dal pubblico sia di sinistra sia di destra». Cosa le dicono? «Spesso semplicemente ringraziano. Questo Promemoria è niente più che un bignamino per spiegare ciò che soprattutto i più giovani non sanno. Hanno sentito tante storie su Gelli, Cossiga, Andreotti, Dell'Utri, e non capiscono come mai stiano ancora lì: io cerco di dirglielo». Appunto, tutto ancora lì: non le viene mai da dire «chi me lo fa fare»? «E perché? Il mio compito di giornalista non è quello di migliorare la realtà, ma solo di non farmi prendere in giro: se una certa storia è andata in un modo, non mi va che la si racconti al contrario». Polemista Marco Travaglio, 44 anni, protagonista e autore di «Promemoria» che debutta a Milano dopo un anno di «tour» in tutta Italia. Travaglio è ospite fisso di «AnnoZero» di Santoro su Raidue Paolo Foschini

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Ex terzino, pilota, deputato Gigi Martini torna come consulente di Sabelli (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-16 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Il personaggio Ex terzino, pilota, deputato Gigi Martini torna come consulente di Sabelli ROMA — Si era messo per mare Gigi Martini, terzino sinistro della Lazio negli anni '71-'72, poi due volte pensionato, come pilota Alitalia e deputato di An. Per la sua «ennesima vita», dopo la sconfitta alle ultime politiche, aveva scelto il ruolo di «lupo di mare»: in barca tutto l'anno. Ora, alla soglia dei 60 anni, riprende a lavorare. Lo fa al fianco dell'amministratore di Cai (Compagnia aerea italiana), Rocco Sabelli, di cui sarà consulente nella nuova Alitalia. Tornare nel triste palazzone della Magliana non sarà come solcare le onde, ma di certo regalerà le stesse emozioni di una regata con il mare grosso. Martini però ha spalle larghe. Di lui le cronache si sono occupate ampiamente. E non solo. Nel libro «La casta» di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella si racconta dei dieci anni durante i quali Martini è stato l'unico pilota a percepire regolarmente lo stipendio di Alitalia, volando al minimo (3 decolli e 3 atterraggi ogni 90 giorni), al tempo stesso svolgendo attività parlamentare. Un doppio lavoro, terminato nel 2006, che gli ha dato diritto a una liquidazione di 300 mila euro da pilota, sommabile al vitalizio parlamentare e a una buonuscita di 150 mila euro. Per non parlare dell'incarico che, mentre Martini ancora volava in cielo e votava in aula, Alitalia diede a sua moglie, Cristina Casadio, per fare «monitoraggio parlamentare». Politicamente Martini si è dichiarato sempre vicino a Gianfranco Fini: «Appartengo alla destra moderata» ha detto. «Non sono mai stato fascista» ha precisato. Ma quando il giocatore della Lazio, Paolo Di Canio, scandalizzò il pubblico mimando in campo il saluto romano, minimizzò: «Credo che certe cose siano superate. Ma se Di Canio e i tifosi della Lazio la pensano così, perché non lo possono manifestare? ». La fama di duro non gli dispiace: ai tempi in cui correva lungo la fascia, con Giorgio Chinaglia erano fuochi d'artificio. In Alitalia era tra gli uomini forti dell'Anpac quando questa era davvero politicizzata a destra. Poi quando sono arrivati i Berti e i De Carlo, gli attuali vertici del sindacato, ha cercato inutilmente di crearne un altro: lo Ialpa, che tra le sue prerogative aveva l'innalzamento dell'età pensionabile dei piloti da 60 a 62 anni. Adesso si ritroverà di fronte gli avversari di una volta. è probabile che sarà lui a consigliare Sabelli sulle assunzioni, almeno laddove i criteri lasceranno un margine di discrezionalità. «Ogni volta che guardo una persona cerco di capire il suo sogno» ha detto. Quale migliore occasione per dimostrarlo? Di nuovo in campo Gigi Martini, terzino della Lazio negli anni '71-'72 (a sinistra), poi pilota (sotto) e deputato di An (sopra), ora sarà consulente nella nuova Alitalia Antonella Baccaro

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Teatro, costa 650 mila euro e ne incassa 155 (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 16-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Teatro, costa 650 mila euro e ne incassa 155 Belluno e Feltre potrebbero tagliare i contributi alla Fondazione Teatri. Compensi agli amministratori per 55 mila euro Ma quanto ci costa la cultura targata Fondazione Teatri delle Dolomiti? Circa 650 mila euro l'anno, ma il botteghino stacca biglietti solo per 155 mila, mentre il team di amministratori ne costa 55 mila. Ad ogni consigliere spetta un gettone di presenza di 125 euro lordi a seduta più 3 mila euro di compenso annuo. Al presidente, invece, vanno mensilmente 1.250 euro lordi e ai revisori dei conti un compenso annuo complessivo di 10.400.Entriamo per la prima volta nelle piege di bilancio della Fondazione Teatri, proprio alla vigilia della possibilità che due tra i principali soci, Comuni di Belluno e di Feltre, diano un giro di vite ai contributi annuali, facendo così scendere di 80 mila euro la fonte dei ricavi. Belluno, secondo quanto si legge nella relazione di bilancio, pensa di ridurre la propria quota da 150 a 80 mila e Feltre da 25 a 15 mila.Nata per rendere pluralistica l'offerta culturale sull'asse Belluno-Feltre, in realtà la Fondazione si affida quasi completamente alla coooperativa Tib Teatro che da nove anni continuati, ovvero ancor prima della nascita della Fondazione, gestisce l'offerta teatrale che anima i due contenitori per eccellenza, il Comunale di Belluno e La Sena di Feltre. L'affidamento al Tib avviene in modo diretto, senza alcun bando di gara per ricercare eventuali nuovi concorrenti. L'ultimo rinnovo poliennale è avvenuto al termine della legislatura De Col e lasciato in eredità all'attuale giunta Prade. La Fondazione, pertanto, può apparire come una struttura in più calata sul Tib il quale continua, come era in passato, ad essere il gestore quasi unico dell'offerta culturale sponsorizzata dalle istituzioni.Al Tib vengono così affidate la direzione artistica, organizzativa, amministrativa, tecnica, i servizi promozionali e gestionali per un corrispettivo annuo di 162 mila euro più Iva.Dal bilancio di previsione settembre 2008 - 2009 si scoprono così i dati che ruotano attorno all'offerta culturale gestita dall'ente presieduto da Romanelli. Il dato più eclatante è che gli incassi rappresentano solo 155 mila dei 650 necessari per far funzionare il sistema. Tutto il resto è frutto di interventi annuali da parte dei soci (vedi la tabella), con una prospettiva tutt'altro che rosea è tanto è vero che, nella relazione di bilancio, si legge chiaramente come sia Belluno sia Feltre potrebbero ridurre il loro apporto, arrivando quasi a dimezzarlo. Sotto l'incalzare della crisi finanziaria che ha colpito le banche, potrebbero non arrivare segnali confortanti nemmeno dalla Fondazione Cariverona.Tra tutti i soggetti istituzionali che finanziano la Fondazione Teatri spicca un solo privato, la Momis srl che sul bilancio previsionale mette una cifra di 5.000 euro. Al momento non esiste alcun altro contratto di sponsorizzazione sebbene siano in corso tentativi di agganciare altre realtà private.Le polemiche, sul caso della Fondazione Teatri e del suo stretto rapporto con la cooperativa Tib Teatro, non sono certo mancate negli anni scorsi, ma senza mai produrre alcun cambiamento di equilibri tra le parti, nemmeno quando a Palazzo Rosso è cambiata amministrazione portando al potere proprio quella minoranza che con la giunta De Col protestava accanitamente contro il "monopolio" culturale da parte del Tib.Resta un dato su tutti: il settore culturale e creativo è uno dei più imporanti comparti produttivi europei. Lo si evince da un corposo studio del prof. Pier Luigi Sacco dell'università Iuav di Venezia che ha redatto il progetto DiCE, ovvero Distretti culturali evoluti nella regione del Veneto. Insomma, la cultura ha i suoi costi e non è detto che il ritorno possa sempre essere calcolato in termini di cassa.Lauredana Marsiglia

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Rubinato rinuncia ai 32 mila euro spettanti al sindaco (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 16-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

RONCADE Rubinato rinuncia ai 32 mila euro spettanti al sindaco RONCADE - Il sindaco di Roncade, Simonetta Rubinato, ha deciso di rinunciare anche per il 2008 all'indennità di carica prevista per legge. Dal momento della sua elezione a parlamentare, nell'aprile del 2006, non le era più stata riconosciuta l'indennità di Sindaco. Ma la nuova normativa prevede la possibilità di cumulo delle due indennità con decorrenza dal 1 gennaio 2008 e, per quest'anno, a Rubinato spetterebbero dunque 36 mila euro.«Il sindaco - dice una nota del Comune - ha però deciso di rinunciare a questo denaro, disponendo che lo stesso, compatibilmente con le esigenze di bilancio, sia destinato a costituire un fondo sociale per i cittadini che si trovano in particolari situazioni di disagio e necessità».«Dal mese di aprile del 2006, quando cioè sono stata eletta senatrice, non ho più percepito l'indennità di sindaco in base alla normativa vigente che consentiva solo l'attribuzione del gettone di presenza di 150 euro annue per la partecipazione al consiglio comunale - ha spiegato Rubinato - Dal 1° gennaio 2008 è entrata in vigore una nuova normativa che ha eliminato anche il gettone di presenza per il sindaco che riveste la carica di parlamentare, per cui da quest'anno non ho più percepito alcunché dal Comune di Roncade».«Tuttavia, un mese fa, gli uffici del Comune mi hanno comunicato per iscritto che, sulla base della nuova legge come confermato anche da recenti pareri della giurisprudenza, ho diritto a percepire l'indennità di sindaco con effetto dall'inizio di quest'anno». «In un momento come questo, in cui molte persone sono in difficoltà, ho pensato fosse giusto rinunciare a questa somma e che, compatibilmente con le regole di bilancio, avrei potuto destinare i 36 mila euro a coloro i quali ne hanno più bisogno».

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Costi in politica serve maggiore trasparenza La ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 16-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Costi in politica serve maggiore trasparenza La ... Costi in politicaserve maggioretrasparenzaLa questione dei costi della politica, o meglio delle derive di sistema è giustamente all'ordine del giorno da qualche tempo. Che vi siano disfunzioni, sprechi, o anche qualcosa di peggio, l'abbiamo capito ed è giusto denunciarlo. Un modo per combattere questa malattia di sistema é sicuramente legato alla dotazione di sistemi di trasparenza più efficienti. Sì, perchè la trasparenza darebbe ragione anche di quelle realtà, spesso virtuose, che invece cadono anch'esse nel cesto dell'immondizia generale e generalizzata. Per questo motivo la campagna lanciata dai radicali per la costituzione dell'anagrafe degli eletti, è sicuramente condivisibile. Si tratta di iniziare a raccontare come stanno le cose e dire con forza che la politica ha dei costi e che questi costi, di cui nessuno si deve vergognare, sono necessari in un sistema democratico, dove tutti devono poter esercitare il loro diritto sia di essere elettori, ma anche di essere potenziali eletti. Intendo dire che la democrazia si sostanzia in questo modo, e quindi va fatto uno sforzo per smascherare anche chi punta il dito sui costi della politica senza distinzione. In questi anni la Provincia di Venezia ha fatto un percorso di trasparenza, condiviso da tutte le forze politiche presenti in Consiglio, che hanno votato e fatto proprio Il Codice europeo di comportamento per gli eletti. Ricordo inoltre, per rispondere al titolo comparso alcuni giorni fa sul Gazzettino, che il regolamento della Provincia prevede già che i dati delle dichiarazioni dei redditi degli amministratori, raccolti ogni anno, siano inviati a tutti i comuni, dove sono eletti gli amministratori per la pubblicazione all'albo pretorio degli stessi e che i dati confermano che la maggioranza dei consiglieri si attiene normalmente a questa richiesta. Inoltre in ottemperanza al regolamento, citato nell'articolo di ieri, si ricorda che gli stessi dati vengono inviati anche a tutti i giornali locali a più alta diffusione, compreso il Gazzettino. Certamente la richiesta posta in essere dai radicali pone una questione, quella cioè di rendere permanente l'accessibilità ai dati, e proprio perchè in questi anni, con il progetto provincia etica, ci siamo posti alcuni obiettivi, non abbiamo tralasciato questo aspetto e ne abbiamo cominciato a discutere, benchè esso confligga con quanto é affermato dal garante, il diritto all'oblio, che sarebbe violato nel momento in cui i dati comparissero su web, e quindi fossero scaricabili. La questione risulta allora ben diversa da quanto emerso ieri, poichè i dati, che riguardano presenze, attività, indennità, rimborsi spesa e anche la dichiarazione dei redditi individuale non sono affatto segreti, ma già pubblici.Laura Di Lucia ColettiConsigliere delega provincia etica - Provincia di VeneziaStrada rovinata,politiciindifferentiCon la presente volevo informare che dal 2005 attendiamo che la nostra strada via Lambruschini venga asfaltata visto che il Comune ha incaricato e già pagato un geometra per fare i relativi frazionamenti che sono depositati presso l'ufficio viabilità. Siccome sono trascorsi tanti anni e malgrado che in questa strada abita anche un signore con la carrozzina, il sindaco ed i vari assessori sono rimasti totalmente insensibili a tale problema.Artuso SeverinaSpineaNo alle villenel bosco, meglioi grattacieliSeguo con particolare interesse quello che succede nella nostra città, in questo momento mi sta a cuore il cosiddetto Bosco di Carpenedo. Non sono un tecnico nè un esperto in architettura, ma non riesco a capire le villette, quando con un bel condominio alto magari 30 metri, con un bel garage sotterraneo mantenendo quasi tutti gli alberi attorno non si possono soddisfare determinate esigenze. I nobili veneziani che volevano la villa in campagna compravano parecchi ettari di terreno, vi costruivano la loro villa e tanto parco attorno. Dico: volete il villino comprate almeno cinque ettari costruitevi la villetta e il parco. Deve finire l'epoca delle ville a schiera che puzzano tanto da cimiteriale e mangiano verde ed alberi; l'edilizia si deve proiettare verso l'alto ed è per questo che ammiro il progetto delle costruzioni sull'area dell'ex-ospedale.Alfredo FurlanMestreNuove polemichesulla passerellaal ponte PaludoIn riferimento all'articolo relativo alla rampa per disabili nel ponte del Paludo, avente per oggetto Ponte del Paludo, prima "vittima" della passarella per disabili, devo sottolineare che ciò, purtroppo, si aggiunge all'altro articolo apparso il 17 ottobre u.s. avente per oggetto" "Troppo caro e troppo grande, è battaglia sullo scivolo per disabili". Speriamo che gli " incidenti" come accaduto alla persona anziana citata nel Vs. articolo, accadano raramente, ma visto come è strutturato il ponte e l'enorme spazio che occupa la passarella per i disabili, ciò potrebbe accadere spesso.Senza entrare nel merito della somma (in preventivo oltre 210mila euro , oltre 500milioni di vecchie lire),) stanziata per la costruzione di detta "opera", la Soprintendente ha risposto che "...questa Soprintendenza ha autorizzato in via sperimentale con nota n. 2318 del 20/02/2006 il progetto delle opere in corso di realizzazione.."., tralasciando di rispondere alle altre domande: a) sull'impatto ambientale, b) sull'eccessiva occupazione del suolo pubblico, c) se l'eliminazione della barriera architettonica poteva essere fatta in posto diverso (vedi per esempio nel ponte vicino alla riva della ex caserma dei pompieri ove transita la maggior parte della popolazione o nell'attuale ponte esistente nel tratto S. Elena - Biennale - Giardini (e viceversa).A ciò viene spontanea una domanda: cosa significa autorizzazione in via sperimentale del progetto delle opere in corso di realizzazione? Vuol dire che dopo aver speso oltre 210mila euro (oltre 500milioni di vecchie lire), l'opera verrà rimossa se non funziona?Siamo certi che la Soprintendente faccia effettuare un sopralluogo allo scopo di accertare se, ancorché in via sperimentale, detta costruzione non ponga dei disagi alla cittadinanza che attraversa detto ponte.A ciò va aggiunto anche quanto più volte riferito dal Vs. giornale sul fatto che, anziché far eseguire il progetto per la costruzione della rampa per i disabili dagli Uffici comunali, si è preferito procedere alla modifica dell'originario progetto e affidarlo a consulenti esterni, con un ulteriore costo sull'opera.Ora speriamo che chi di dovere intervenga per verificare il percorso della procedura che ha portato alla costruzione di detta opera ritenuta da molti, se non inutile, sicuramente "brutta, inadeguata e costosa"Per quanto riguarda il fatto che i bambini potranno scambiare la rampa per i disabili in una rampa per le loro biciclette, niente paura: si adotterà lo stesso criterio del ponte della Costituzione), ovvero una sorveglianza da parte della Polizia Municipale 24 ore su 24, oppure si affiderà ai privati (con ulteriore aggiunta di costi) la sorveglianza.Aldo BaffaVeneziaA Venezia Disneysi gireràcol distintivoNon passerà molto tempo che per girare a Venezia Disney i visitatori della giornata dovranno avere un distintivo come quelli che si usano per i congressisti.In effetti milioni di persone all'anno vengono in questa fragile città, si affollano tutte negli stessi luoghi: San Marco, Accademia, Rialto, e poco altro: utilizzano quanto c'è da utilizzare, mangiano il loro panino spesso portato da casa loro. Hanno imparato che per bere l'acqua del sindaco distribuita alle fontane è potabile, scaricano acqua giallastra in qualche sottoportico, prendono fotografie, e se ne vanno insalutati ospiti.Siccome Venezia è paragonabile ad un museo a cielo aperto, come avviene a Pompei, bisognerebbe riscuotere un biglietto di utilizzo e visita da questi passanti.E che il biglietto, valido per tutte le zone intorno a Canal Grande, diano diritto ad utilizzo di toilette pubbliche, una mappa della città con indicati anche itinerari alternativi a quelli classici, ed altri gadget promozionali.La città ne guadagnerebbe e ci sarebbe maggiore ordine e disciplina da parte di visitatori , abbronzati o no che siano.Resterebbero gratis La Giudecca Rive Gauche, il Lido e le Fondamenta nuove.Claudio Nobbio

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