HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.” |
|
tARTICOLI DEL 13-7-2008 #TOP
·
Articoli
Costi dei politici
(15)
Indennità, Udc contro An ( da
"Alto Adige" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: consiglieri provinciali di An Mauro Minniti e Alberto Sigismondi che prevede di equiparare i consiglieri provinciali ai consiglieri comunali e di sostituire le indennità con dei gettoni di presenza: "è un'idea ridicola e populistica. In consiglio provinciale si fanno le leggi, non si può certo equiparare questa attività con quello che avviene nei consigli comunali o di circoscrizione"
Tariffe su, salari al paloma l'incognita è l'energia (
da "Secolo XIX, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: offrirti il compenso di qualche centinaia di euro - non il gettone di presenza, perché vogliono che tu lavori - fanno le collette tra di loro. Ma a volte mi scappa pure di dire di sì a qualcuno che mi telefona al mio numero riservato, mi da del tu come un vecchio amico e mi frega perché ho la memoria troppo corta per ricordare lì per lì se mi ha mai chiesto il permesso di essermi amico.
Rifiuti, si vota l'Ato unico e lo guiderà Mondardo (
da "Giornale di Vicenza, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: non riceveranno gettoni di presenza. Ma ciò che più conta è che ci sia un organo che prenda le decisioni". Quali? L'Ato dovrà stabilire le modalità di raccolta e smaltimento e come affidare i relativi servizi. La sfida più urgente è individuare i nuovi impianti di smaltimento, visto che la discarica di Grumolo sarà esaurita tra meno di un anno.
La regione e le province meno amate dell'arma - mario girau (
da "Nuova Sardegna, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ultimo posto in classifica occupato dai partiti nella graduatoria della fiducia stilata dai cittadini. Gli alti costi della politica, accompagnati da scarsa produttività e da finanziamenti istituzionali che arrivano alle segreterie, giustificano lo scarso appeal. "Dialogo e rinnovamento - Sardegna", un'associazione tra ex universitari provenienti dalla Cattolica e dalla Bocconi,
L'italia di stella, dei crac e della gente per bene (
da "Messaggero Veneto, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: dei giornalisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo La deriva. Perché l'Italia rischia il naufragio, presentato l'altra sera in prima assoluta a Monfalcone, in piazza Falcone e Borsellino, come evento conclusivo di Lettere Mediterranee, la rassegna di approfondimento culturale all'interno del Festival Onde Mediterranee.
Tagli agli stipendi di manager asl e sindaci (
da "Tirreno, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: esame delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera prevede tagli dolorosi del 20% su stipendi ed indennità dei manager delle aziende sanitarie locali e degli amministratori comunali. Le risorse derivanti da queste riduzioni serviranno, secondo le intenzioni del governo, a far fronte a partire dal 2009 del ticket da 10 euro su specialistica e diagnostica.
Ecco quanto rendono le " poltrone" (
da "Tirreno, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: A Luciano Bugetti, consigliere di Ener.gi.co spetta un gettone di presenza 77,47 euro lordi a seduta, ad Adriano Benigni, amministratore delegato di Essegiemme, 10mila euro annui lordi, al presidente Marcello miracco 18mila euro, al direttore Asm Sandro Gensini, qui in veste di consigliere, 7mila euro.
Stella racconta un'italia alla deriva (
da "Piccolo di Trieste, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: partenza è il volume che Stella e Sergio Rizzo hanno pubblicato da poche settimane, "La deriva: perché l'Italia rischia il naufragio" (Rizzoli) e che fa seguito alla fortunata inchiesta firmata nel 2007 dai due giornalisti del Corriere della Sera, "La casta". Volume che ha venduto più di un milione e 200mila copie, documentando privilegi e malefatte della classe politica italiana.
Di ANNA BELTRAME IN NOME della trasparenza, ma soprattutto
della ( da "Nazione, La (Prato)"
del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: è un gettone di presenza di 100 euro lordi a seduta. Il presidente della Gida Bruno Ferranti (Pd) ha un'indennità di circa 29mila euro, i consiglieri Nicolino Lotrecchiano e Francesco Messineo (entrambi ex Margherita) rispettivamente di 5 e 3mila euro, mentre Luciano Bartolotti e Simone Monaco, in quanto anche consiglieri comunali del Pd,
AL MOMENTO non è previsto nessun sciopero di protesta, ma
il possibile tagli ( da "Resto del Carlino, Il
(Modena)" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: chi lavora e non ha chiesto l'aspettativa si ferma a 9.113,40 all'anno. Il Presidente del consiglio Patrizia Barbolini si attesta sui 15.843,60 euro. Per i consiglieri comunali è previsto un gettone di presenza il cui importo lordo è di 46,48 euro. Image: 20080713/foto/6134.jpg.
<Tagli alla sanità? I fondi aumentano> (
da "Giorno, Il (Milano)" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: il tetto arriva al 50% per le spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza. Del 20% la riduzione delle indennità e dei gettoni di presenza degli amministratori locali. Duecento milioni i risparmi previsti. r. m.
Lo sprint di Contigiani filosofo della lentezza (
da "Corriere della Sera" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Stella e Rizzo perdono un posto con La deriva, ma ne guadagnano cinque con La casta; Eric Frattini, tra i segreti del Vaticano, e Lodato-Scarpinato, su mafia e politica, volano al quinto e sesto posto. Nella Varia, va forte la filosofia della lentezza dell'ex manager Contigiani.
FINANZIARIA/ STORACE: MALE TAGLIO GETTONI PRESENZA ENTI (
da "Virgilio Notizie" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Se è vero che il Parlamento ha deciso un altro taglio del 20 per cento dei gettoni di presenza degli eletti negli enti locali, proporrò ai consiglieri comunali di Roma di rinunciare totalmente alla miseria. E' un incitamento al raggiro la somma di 1200 euro al mese per amministrare la capitale d'Italia. E' molto più dignitoso farlo gratis.
Pernumia (O.M.) È un consiglio ( da
"Gazzettino, Il (Padova)" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Ai due è stato impedito di leggere una nota nella quale dichiaravano di voler devolvere il loro gettone di presenza all'associazione Crogiolo giovani per il sociale di Pernumia. Al no opposto dal sindaco sono usciti gridando non c'è democrazia in questo consiglio".
<Tagliare gli stipendi dei consiglieri regionali> (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Dialogo e rinnovamento dice basta al "centralismo della Regione" e chiede di garantire autonomia agli enti locali e ridurre i finanziamenti ai partiti politici, ma anche di promuovere corsi di educazione alla legalità in tutti i Comuni, visto che il problema della sicurezza resta uno dei più sentiti.
( da "Alto Adige" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
LA
POLEMICA Indennità, Udc contro An BOLZANO. Paolo Degasper, segretario
provinciale dell'Udc, critica la proposta avanzata dai consiglieri
provinciali di An Mauro Minniti e Alberto Sigismondi che prevede di equiparare
i consiglieri provinciali ai consiglieri comunali e di sostituire le indennità
con dei gettoni di
presenza: "è un'idea ridicola e
populistica. In consiglio provinciale si fanno le leggi, non si può certo
equiparare questa attività con quello che avviene nei consigli comunali o di
circoscrizione".
( da "Secolo XIX, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Dalla
prima pagina Così l'idea fu esportata a Mantova, e nella impareggiabile cornice
della città estense il successo si replicò e si ampliò. Ecco come è nato il
format di maggiore successo tra le genti assetate di cultura: il Festival della
Letteratura. Visto che funzionava così bene a Mantova, e dato che inventarsi
qualcosa è faticoso e rischioso, il format è stato replicato in cento paesi e
città, mutandosi in tutte le variazioni possibili concesse dalla molteplicità
di scienze e arti. Per economia di spazio mi soffermerò sui festival letterari
e paraletterari, quelle tre o quattro dozzine di programmazioni sparse sul
territorio nazionale, per metà in alta stagione e per l'altra sparsi nelle
mezze, che mettono assieme la letteratura con il resto dell'universo: con il
mare, i monti, il viaggiare a piedi o in astronave, con il sacro specifico e lo
spirituale generico, con il pecorino stagionato, le abbazie, la cucina
d'autore, con la luna e con la notte. Funzionano tutti, per qualcosa e per
qualcuno funzionano sempre. Funzionano per tutto quel popolo di persone per
bene che anelano ad accrescere la propria cultura senza stare a sfinirsi nella
penombra ammuffita delle biblioteche. Si va in un posto solitamente ameno, si
trova una trattoria carina, un monumento da visitare, si va alla conferenza in presenza dell'autore medesimo e qualcosa si ascolta sempre
da portare a casa e ricordare; insomma, il festival nutre mentre diverte, lo
spirito naturalmente. È ormai assodato da tempo che questi incontri non fanno
vendere un solo libro in più, ma la cultura non è solo libresca, e il compito
del bravo autore non è solo quello di riscuotere i diritti sui suoi libri, ma
anche quello di vendere se stesso in carne ed ossa. Infatti i festival servono
anche agli autori, perché sono un lavoro e una fonte di reddito non
indifferente, in cambio, assai spesso, della pura e semplice esposizione
dell'augusto volto e di una mezz'oretta di frasi predisposte per l'occasione.
Basta scegliere quelli giusti, di festival. Nel programma di quelli giusti,
ovvero quelli ricchi e generosi, meglio ancora se collocati in località ad alto
contenuto paesaggistico, troverete sempre una compagnia di giro letteraria di
medio e alto profilo nazionale ed estero. Ci sono autori che parlano per una
ventina di occasioni in periodo di alta stagione della propria letteratura e di
tutto quello che gli organizzatori hanno la necessita di associarle; mare e
monte, spirito e corpo, e quant'altro il committente e sponsor ha intenzione di
promuovere. Perché nelle intenzioni di chi paga il festival serve a promuovere
le bellezze naturali e artistiche del luogo, la spiritualità della rete di
agriturismo, la cucina di tradizione, la profonda coscienza culturale della
locale giunta di governo, o del consiglio di amministrazione della locale
fondazione bancaria, ecc. Comunque sia, ad un autore avveduto, una stagione di
festival può rendere parecchio, magari anche più dei suoi diritti d'autore; se
poi ci mettiamo il vitto e l'alloggio di alto profilo, l'accesso alle terme o
alle spiagge, varie ed eventuali, possiamo sbilanciarci nel definirla una vera
pacchia. Oltretutto, come dicevo, il lavoro è davvero leggero. Capita a volte
che gli organizzatori, sempre indaffaratissimi a organizzare, si scordino di
chiederti cosa fare e come farlo; ti mandano una lettera dove non è previsto un
onorario -l'onorario prevede un lavoro da fare - ma un gettone di presenza: gli basta che tu ci vada, il resto è optional. Ma
il festival serve, molto, agli organizzatori. Organizzare un festival fa parte
delle nuove professionalità, tra le più ricche e spensierate che siano state
inventate. I committenti comprano generalmente un "pacchetto" già
confezionato e il venditore-organizzatore esperto sa che meno spende più gli
rimane. Il gioco è che tutto funzioni, più o meno, con la minore spesa;
l'ideale è servirsi per realizzare i programmi di giovani volontari, idealisti
e appassionati, ma vanno anche bene giovani entusiasti da sottopagare,
subappalti, affidamenti. Del resto quello che conta davvero per i committenti
non è quello che succede sul campo - se è stata fatta una cosa bella e
interessante, se il pubblico è stato numeroso e soddisfatto - ma la rassegna
stampa e il depliant illustrativo, gli unici testimoni attendibili, per loro,
che qualcosa è successo. Infatti l'organizzatore deve essere anche un esperto
grafico e un ottimo ufficio stampa, altrimenti può cambiare lavoro. Questo lo
standard, la norma consolidata con la clonazione del primigenio festival
mantovano. Naturalmente ci sono eccezioni in meglio, e assai meglio, e
eccezioni in peggio; ho parlato dei festival paraletterari ma lo standard e le
eccezioni si applicano a tutti gli altri. Appartenendo al ramo letterario,
collocandomi nella fascia dell'autore medio - o alto, a seconda dell'ambizione
della manifestazione - ricevo una trentina di inviti all'anno. Nei primi anni
del boom ho girato l'Italia e l'Europa, e mi sono divertito e ho imparato un
sacco di cose, oltre ad averci pagato l'affitto di casa. Col passare degli
anni, mentre in giro per l'Europa si facevano cose sempre più interessanti,
vedevo e toccavo l'impoverimento del format festivaliero di casa; così ho
smesso di andarci, onde mantenere un certo decoro nello stile e nella
tradizione della mia personale ditta letteraria. Vado ancora dove mi chiamano
persone in gamba che fanno piccole e dignitosissime cose con poca o nulla
rassegna stampa ma un bel pubblico partecipe e amico. Sono posti dove
generalmente non si piglia una lira e si mangia spesso in casa della gente, e
ci si dorme pure qualche volta; dove per offrirti il
compenso di qualche centinaia di euro - non il gettone di presenza, perché vogliono che tu lavori - fanno le collette tra di loro.
Ma a volte mi scappa pure di dire di sì a qualcuno che mi telefona al mio
numero riservato, mi da del tu come un vecchio amico e mi frega perché ho la
memoria troppo corta per ricordare lì per lì se mi ha mai chiesto il permesso
di essermi amico. Ci casco sempre di meno, ma quando capita ho la
fortuna di essere dotato di un inflessibile psicosoma che per l'occasione mi
infligge sciatalgie e bronchiti e diarree ferocemente punitive. Passeranno
anche i festival, si inventerà qualcosa di nuovo, o forse no. Ma ci sono anche
oggi modi molto belli, e divertenti ed istruttivi per fare e consumare cultura
di ogni specie; peccato che non vadano bene per guadagnaci su senza ammazzarsi
di fatica. maurizio maggiani 13/07/2008.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
AMBIENTE.
L'assemblea dei Comuni darà il via all'organismo, ma la Regione dovrà
esprimersi sulla sua ammissibilità Rifiuti, si vota l'Ato unico e lo guiderà
Mondardo MAURIZIO SCALABRIN SINDACO DI MONTECCHIO M. di Marco Scorzato L'Ato
Rifiuti è in rampa di lancio. L'organismo che unirà i 121 Comuni vicentini e la
Provincia per decidere la gestione locale in materia di raccolta e smaltimento
rifiuti è pronto al primo vagito, seppur in un clima di incertezza normativa.
Domani, a Montecchio Maggiore, l'assemblea degli enti dovrebbe eleggere il
presidente e il comitato direttivo dell'autorità. Il condizionale è d'obbligo
poiché tra i Comuni persistono elementi di attrito. Salvo cataclismi, tuttavia,
l'autorità inizierà ad operare. Resta un interrogativo: non è chiaro se i
consorzi di questo tipo saranno ammessi in futuro. L'alternativa sarebbe
affidare le competenze alle Province. Tocca alla Regione esprimersi, dice la
legge statale. Ma la risposta, attesa da tutto il 2008, non è ancora arrivata.
PREVENIRE L'EMERGENZA. E allora avanti con l'Ato. Dopo due anni di tira e molla
sulle ipotetiche forme di gestione della politica dei rifiuti, i Comuni non
vogliono perdere altro tempo: "Le scelte strategiche sulla raccolta e
sullo smaltimento vanno prese in fretta, prima che ci si ritrovi
nell'emergenza", dice Maurizio Scalabrin, sindaco di Montecchio Maggiore,
che ha fatto da coordinatore dei lavori preparatori alla nascita dell'Ato. UN
CONSORZIO DA 5 BACINI. Dagli attuali 5 bacini di raccolta e smaltimento rifiuti
del Vicentino si passerà ad un'unica autorità. "È un bel risultato - dice
Scalabrin -. E i delegati, che abbiano o meno incarichi amministrativi, non riceveranno gettoni di presenza. Ma ciò che più
conta è che ci sia un organo che prenda le decisioni". Quali? L'Ato dovrà
stabilire le modalità di raccolta e smaltimento e come affidare i relativi
servizi. La sfida più urgente è individuare i nuovi impianti di smaltimento,
visto che la discarica di Grumolo sarà esaurita tra meno di un anno. GLI
EQUILIBRI. Ma chi si avvia a guidare il nuovo organismo? Trovare la
"quadra" è stata la sfida delle ultime settimane: alla fine, come
auspicato, gli enti sono giunti alla presentazione di una sola lista di
candidati, che domani sarà sottoposta al voto. "Una lista - spiega
Scalabrin - che cerca di essere rappresentativa da punto di vista territoriale,
della popolazione, degli attuali bacini, e anche dei colori politici".
Così, per la presidenza (il cui voto varrà doppio") è stato indicato
Antonio Mondardo, assessore provinciale all'Ambiente (centrodestra). Gli altri
sette membri del direttivo saranno i rappresentanti dei Comuni di Zermeghedo,
Cartigliano, Noventa (centrodestra), Schio, Breganze, Longare e Montecchio
Maggiore (centrosinistra). "REGIONE, BATTI UN COLPO". Resta
l'incognita di un approdo incerto. Cosa che non piace a nessuno, nemmeno a
Mondardo, che in Consiglio provinciale ha sollecitato la Regione: "Venezia
ci dica cosa vuole fare in materia di rifiuti. L'incertezza frena scelte che
sono urgenti e strategiche".
( da "Nuova Sardegna, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
"Carabinieri,
scuola e volontari vicini ai cittadini" La Regione e le Province meno
amate dell'Arma MARIO GIRAU CAGLIARI.Volontariato, scuola e carabinieri sono le
organizzazioni maggiormente vicine al cittadino e catalizzatrici della sua
fiducia. La Sardegna come Veneto e Lombardia: la sicurezza viene decisamente
prima di tutto. L'esigenza su cui il centrodestra ha costruito la vittoria alle
politiche si fa sentire nell'isola con altre tre forme di garanzia ricercate
dalla popolazione: assistenza sociale, assistenza sanitaria, scuola e
istruzione. Niente di nuovo, dunque, sul fronte delle certezze più gettonate
dal sentire comune. Non sorprende neppure l'ultimo posto in
classifica occupato dai partiti nella graduatoria della fiducia stilata dai cittadini. Gli alti
costi della politica, accompagnati da scarsa produttività e da finanziamenti
istituzionali che arrivano alle segreterie, giustificano lo scarso appeal.
"Dialogo e rinnovamento - Sardegna", un'associazione tra ex
universitari provenienti dalla Cattolica e dalla Bocconi, lo scorso
maggio, dopo un'indagine statistica condotta tra 411 cittadini sardi
maggiorenni di oltre 19 anni d'età, ha compilato "la pagella delle
istituzioni", presentata ieri durante una conferenza stampa.
"Un'inchiesta in tre tappe. Siamo partiti - ha
detto il presidente, Antonello Menne - da una ricerca regionale su disagio e
povertà nell'isola. I dati hanno evidenziato una situazione di forte critica verso
Stato e Regione per l'assenza di politiche adeguate di contrasto alle povertà.
Siamo andati avanti concentrando l'attenzione sul rapporto tra sardi e le
istituzioni". Che non è idilliaco, se non con carabinieri, volontariato e
scuola, insieme col Comune, istituzioni territorialmente più vicine al
cittadino. Più distanti polizia, sindacati, Regione, prefettura, Provincia, partiti, comunità montane. Ma chi ispira fiducia è
l'associazione di volontariato, scelta dall'85,7% degli intervistati, seguita
dai carabinieri (79,5%), scuola (74%), polizia (72%). Distanziate Chiesa
(62,9%), prefetto (59,5%), magistratura (56,3%), sindaco (47,2%), presidente
della Regione (40,3%), organizzazioni imprenditoriali (40,1%), sindacati
(31,6%), presidente della Provincia (28,9%), banche (19,2%), Comunità montane
(15,9%), partiti (13,8%). Scontato il voto: ottimo al
volontariato, buono a carabinieri, polizia e scuola; sufficiente a Chiesa,
prefetto e magistratura; insufficiente a sindaco, presidente della Regione,
organizzazioni imprenditoriali; mediocre a sindacati, presidente Provincia e
banche; scarso a Comunità montana e partiti. "Una
pagella - ha spiegato Paolo Loi, coordinatore dell'associazione - che premia le
istituzioni centrali statali su quelle locali". Quasi scontata la risposta
alla domanda "Quali enti andrebbero aboliti?". Comunità montana
(52,4% degli intervistati) e Provincia (32,4%). In sintonia, "Dialogo e
rinnovamento" propone riforme strutturali nell'ordinamento degli enti
locali: abolizione delle comunità montane, in parte già decretata, ritorno alla
divisione della Sardegna in 4 Province più un'area metropolitana, quella di
Cagliari. "Con le risorse risparmiate si potrebbero far funzionare
efficacemente - ha detto Menne - i Comuni, anima dell'organizzazione
statuale". "Anzi, non sarebbe male - ha precisato Loi - se i sindaci,
gravati da responsabilità politiche e amministrative, fossero pagati più e
meglio dei consiglieri regionali, sui quali pesano responsabilità politiche, ma
non gestionali, penali e civili". "Se proprio si deve guardare ai
bilanci - ha aggiunto Menne - un forte risparmio si avrebbe con la riduzione
dei consiglieri regionali dagli attuali
( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Cultura
e spettacoli L'Italia di Stella, dei crac e della
gente per bene Debutta a Monfalcone lo spettacolo con l'autore de "La
casta" e con Bebo Storti Dalla catena di Sant'Antonio "presta e
raddoppia", ideata dal "banchiere di Dio" Giovanni Battista
Giuffrè nel 1956, che rovinò tantissimi investitori creduli, al crack Parmalat
da 17 miliardi di euro, che ha fatto perdere i risparmi di una vita a 85 mila
famiglie, è passato circa mezzo secolo di storia, ma la faccia dell'Italia è
rimasta la stessa. Un paese di gente per bene in cui i ladri e i truffatori in
grande stile la fanno franca mentre la gente comune si ritrova in galera per 6
mesi per il tentato furto di una mucca. L'Italia dei paradossi, insieme ingenua
e scafata, viene messa a nudo nello spettacolo intitolato appunto Un paese di
gente per bene, liberamente ispirato al libro (venuto dopo il clamoroso
successo de La casta) dei giornalisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo La deriva. Perché l'Italia rischia il naufragio, presentato
l'altra sera in prima assoluta a Monfalcone, in piazza Falcone e Borsellino,
come evento conclusivo di Lettere Mediterranee, la rassegna di approfondimento
culturale all'interno del Festival Onde Mediterranee. Protagonisti sul
palcoscenico del salotto letterario, curato dal filosofo Neri Pollastri, lo
stesso Stella, in un'inedita veste di voce narrante
appassionata, le fulminanti metamorfosi di Bebo Storti, gli intermezzi musicali
interpretati alla voce e alla fisarmonica dal veneziano Gualtiero Bertelli e al
pianoforte da Paolo Favorido. Ben costruito e ritmato, lo spettacolo conduce
per mano lo spettatore alla scoperta delle nefandezze del sistema italiano,
combinando insieme il metodo dell'inchiesta giornalistica agli sketch teatrali
di Storti e riuscendo a rendere il contesto storico e popolare dei fatti
narrati grazie al repertorio di canzoni d'epoca, scovate dopo minuziose
ricerche da Bertelli. Il cantautore veneziano riesce a toccare le corde
dell'anima con la sua schiettezza e semplicità. Canta del provvidenziale
Lanital, la lana dell'autarchia fascista, prodotta nello stabilimento di
Torviscosa, che avrebbe dovuto proteggere gli alpini dal freddo e i bambini
nelle culle, del prevosto che impone alle donne del paese di votare per lo
scudocrociato ? perché "altrimenti si fa grandissimo peccato" -, dei
baroni Lazzaroni e di Bernardo Tarlongo, a cui si deve la paternità dello
scandalo alla Banca romana ("E i nostri governator/ sono tutti malfattor/
ci rubano tutto quanto per farci da tutor), della tragedia dei piccoli
rispamiatori vessati ("Unipol, meno mal che c'è Unipol, soldi rossi
d'amor"). La nota dominante di Un paese di gente per bene è l'ironia, anche
improvvisata al momento. Magistrale ed esilarante la caricatura di un leghista
in comizio, che ha scatenato le risate delle centinaia di spettatori in platea,
tantissimi anche in piedi. "Voi di Monfalcone... comunisti e drogati, si
sente l'odore fin da qui- ha esordito Storti -: ho per voi due notizie, una
buona e una cattiva. Cominciamo da quella cattiva. La festa è finita. Noi del
popolo padano smettiamo di produrre letame. Il mondo come lo conoscete ora non
ci sarà più. La seconda, quella buona. La Rosina finalmente me la dà. (...) Noi
della Padania abbiamo valori semplici: una mucca, una moglie china sul desco,
un egizio da inseguire e un'osteria". Ilaria Purassanta.
( da "Tirreno, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Prato
Tagli agli stipendi di manager Asl e sindaci La manovra del governo prevede una
riduzione del 20% PRATO. Un anno fa c'era il governo di centrosinistra del
premier Prodi che, sull'onda dell'effetto del libro-denuncia "La
casta", attuò una manovra per risparmiare sui costi della politica. Passa un anno e, insediatosi Berlusconi alla guida
di un esecutivo di centrodestra, la musica non cambia. Anzi. La manovra del
governo passata venerdì scorso all'esame delle commissioni
Bilancio e Finanze della Camera prevede tagli dolorosi del 20% su stipendi ed
indennità dei manager delle aziende sanitarie locali e degli amministratori
comunali. Le risorse derivanti da queste riduzioni serviranno, secondo le
intenzioni del governo, a far fronte a partire dal 2009 del ticket da 10 euro
su specialistica e diagnostica. Ma quanto guadagnano attualmente i nostri
amministratori? Il direttore generale dell'Asl 4, Bruno Cravedi, si aggirano
intorno ai 140mila euro lordi annui, in più può godere anche di un premio di
risultato che non può superare il 20% dello stipendio lordo. La scure del 20%
si abbatterà però non solo sul direttore generale dell'Asl, ma anche su quello
sanitario e amministrativo, nonché sui mebri dei collegi sindacali dell'azienda
sanitaria. Il sindaco Marco Romagnoli ha un'indennità mensile lorda di 6.463,20
euro, il vicesindaco Roberto Bencini 4.847,40. Gli assessori che usufruiscono
dell'indennità intera percepiscono 4.201,08, quelli che ricevono un'indennità
dimezzata 2.100,54 euro. Stessa cifra spetta al presidente del consiglio
comunale. I presidenti delle circoscrizioni possono contare su un'indennità di
2.520,65 euro (intera) o di 1.260,32 (dimezzata). I consiglieri comunali
ricevono gettoni di presenza di 90 euro (sedute
consiliari e di commissione), i consiglieri circoscrizionali 45 euro. Il
difensore civico ha un'indennità mensile di 1.291,14 euro mensile. Tempi duri
dunque anche per i componenti delle società partecipate nominati dal Comune.
Infatti sulla base di quanto previsto dalla legge finanziaria 2007 il compenso
degli amministratori delle società a totale capitale pubblico locale viene
parametrato a quello del compenso del sindaco del Comune o del presidente della
Provincia. G.C.
( da "Tirreno, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Prato
Ecco quanto rendono le " poltrone" I compensi del 2007 ai membri
delle società partecipate dal Comune In testa alle indennità c'è sempre Paolo
Abati presidente di Consiag Anche Asm ha le sue "poltroncine" PRATO.
Stipendi da manager per i presidenti di società pubbliche come Consiag e Asm,
con una miriade di dipendenti, con importanti mansioni da svolgere e con
fatturati poderosi, sono ormai passati fra le cose di cui non ci si
scandalizza. Anzi, in qualche caso ci si può chiedere perché il presidente
dell'Asm, l'azienda che raccoglie, trasporta e smaltisce i rifiuti, riceva
un'indennità inferiore a quella del presidente dell'Epp (edilizia pubblica
pratese). Restano meno comprensibili indennità annue equivalenti ad uno
stipendio, magari magro, di un dipendente pubblico o di uno dei tanti precari,
riconosciute ai consiglieri Asm (18.614,02 euro). Come ha imposto la legge
finanziaria 2007 il Comune di Prato ha reso pubblici gli "emolumenti"
corrisposti alle persone nominate nei consigli d'amministrazione delle società
partecipate. La tabella, riportata qui a fianco, è aggiornata al 31 dicembre
2007. Alcuni consiglieri, è il caso per esempio di Ferlito nella Sori, non
ricoprono oggi più quell'incarico. L'Asm differenzia i compensi a seconda delle
cariche. 62.046,72 euro al presidente Adriano Benigni,
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
TEATRO.
DEBUTTO A MONFALCONE Stella racconta un'Italia alla
deriva "Un paese di gente per bene" con le canzoni di Gualtiero
Bertelli MONFALCONE Italiani brava gente. Davvero? A sentire Gian Antonio Stella che con verace accento veneto racconta il nostro
Paese, la brava gente italiana ha avuto la peggio, sconfitta da truffatori,
prepotenti, furbetti, impudenti. Italiani anche loro: "Un paese di gente
per bene". Con questo titolo, il giornalista vicentino e il musicista
assieme al quale Stella collabora da parecchie
stagioni, Gualtiero Bertelli, hanno presentato a Monfalcone in prima nazionale
il loro nuovo spettacolo dedicato alle sorti passate, presenti (e forse future)
dell'Italia. Un'antologia di fatti (gustosamente raccontati da Stella) e di canzoni (interpretate da Bertelli) che ha
chiuso la serie di "Lettere mediterranee" condotte da Neri Pollastri
all'interno di "Onde mediterranee", la manifestazione dedicata alla
musica, al cinema, alle arti e agli incontri "al Capo Nord del
Mediterraneo". Punto di partenza è il volume che Stella e Sergio Rizzo hanno pubblicato da poche settimane, "La deriva: perché
l'Italia rischia il naufragio" (Rizzoli) e che fa
seguito alla fortunata inchiesta firmata nel 2007 dai due giornalisti del
Corriere della Sera, "La casta". Volume che ha venduto più di un
milione e 200mila copie, documentando privilegi e malefatte della classe
politica italiana. Ora lo sguardo si è allargato, ed è la nazione intera
ad essere segnalata a rischio di deriva, colpita e affondata dai mali del
carattere italiano. Li conosciamo bene, ma messi in fila così, raccontati in
brillanti "vignette", interessi privati e menefreghismo pubblico,
burocrazia fetente, corporativismo, mostrano il volto peggiore e più
devastante. Perché Stella, che a Monfalcone era
accompagnato anche dalle letture dell'attore Bebo Storti (il malfamato Conte
Uguccione di un decennio fa) e dal pianoforte di Paolo Favorido, la prende
larga. Comincia da Quintino Sella e dallo scandalo della Banca Romana, per arrivare
fino ai giorni nostri, segnalando i 104 giorni di carcere comminati a Callisto
Tanzi per il crac da 17 miliardi di Parmalat (e scontati... in qualche isola
tropicale) e i 200 giorni passati dietro le sbarre in Italia dall'albanese
Florian Placu per essersi appropriato di una mucca non sua. Quando si dice che
la legge è uguale per tutti. Intanto Bertelli raccoglie l'eredità del gruppo di
musicisti e scrittori che alla fine degli anni '50 fu il Cantacronache, e narra
in musica l'Italia autarchica e quella sprecona, l'Italia dei risparmi e quella
degli affari, le poche speranze, le tante delusioni di un'"economia
canaglia". Roberto Canziani.
( da "Nazione, La (Prato)" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO
PIANO pag. 2 di ANNA BELTRAME IN NOME della trasparenza, ma soprattutto
della... di ANNA BELTRAME IN NOME della trasparenza, ma soprattutto della
Finanziaria 2007 che lo impone, il Comune ha pubblicato sul suo sito internet i
compensi degli amministratori delle società partecipate. I "nominati"
sono diminuiti, sia grazie ai tagli previsti dalle ultime Finanziarie sia, nel
caso del gruppo Consiag, con la decisione di sfoltire poltrone e diminuire i
compensi presa dal presidente Abati d'intesa col sindaco Romagnoli. Agli occhi
del maggior parte dei pratesi che non arrivano a fine mese, hanno perduto il
lavoro o temono di perderlo, nominati e gettoni
saranno però sicuramente ancora troppi. Ma ecco la lista dei compensi,
aggiornati al 31 dicembre 2007. SI PARTE da Asm, l'azienda di igiene urbana che
ha chiuso l'ultimo bilancio con un fatturato di 55 milioni: il presidente
Adriano Benigni (Pd) ha incassato un'indennità di 62mila euro lordi, il suo
vice Matteo Barbarulo (era nei Comunisti italiani, ma li ha da poco lasciati)
di 25mila, i consiglieri di amministrazione Renzo Bettarini, Emiliano Citarella
e Renzo Ponzecchi (tutti del Pd) di 18mila. C'è poi il Consiag, quello che
Forza Italia definisce "la cassaforte del potere della sinistra" e
che ha chiuso il 2007 con un giro d'affari a livello di gruppo di circa 250
milioni, un patrimonio netto di 200 e un utile di oltre due. Nonostante i tagli
dell gestione Abati, l'elenco di chi percepisce indennità o gettoni
dal gruppo di via Panziera rimane abbastanza lungo. L'indennità del presidente,
appunto Paolo Abati (Pd) è di quasi 84mila euro, mennel cda, cioé la segretaria
provinciale del Pd Benedetta Squittieri, ha percepito 24mila euro. IL SITO del
Comune, però, non fa menzione dei compensi delle partecipate del gruppo. Queste
si dividono in due categorie: quelle di medie dimensioni, i cui presidenti
incassano 2mila euro lordi al mese e i cui membri del cda hanno un indennità
mensile di 700 euro, e quelle minori, con i presidenti a 1500 euro lordi e i
consiglieri a 350. Della prima categoria fanno parte ConsiagReti, la
proprietaria della rete appunto, e Estra, la società per la commercializzazione
del gas recentemente costituita insieme a Siena e Arezzo; nel primo caso i
pratesi nel cda sono Sonia Cupaiolo e Mario Dini, entrambi del Pd; nel secondo
nel cda c'è invece Lamberto Gestri (Pd). Le società minori sono invece Publies
con Luca Vannucci (presidente) e Luciana Galeotti, entrambi Pd; Consiagnet (si
occupa di telecomunicazioni e nuove tecnologie) con Ennio Saccenti (Pd) nel
cda; Conenergia con Federico Bettarini del Pd (presidente), Filadelfo Spinella
ed Enrico Tesco, tutti Pd, nel cda. LA LISTA delle partecipate del Comune
prosegue con l'Epp, la società per l'edilizia popolare: il presidente Antonino
Cardaci (Pd) può contare su un'indennità niente male, pari a 72mila euro. Il
presidente di Pratofarma Paolo Bianchi (Pd) ha invece percepito un compenso di
circa 14mila euro e il membro del cda Giorgio Cappellini (Italia dei valori) di
6mila. Per l'imprenditrice Raffaella Pinori nominata dal Comune nel cda di
Firenze Fiera, c'è un gettone di presenza di 100
euro lordi a seduta. Il presidente della Gida Bruno Ferranti (Pd) ha
un'indennità di circa 29mila euro, i consiglieri Nicolino Lotrecchiano e
Francesco Messineo (entrambi ex Margherita) rispettivamente di 5 e 3mila euro,
mentre Luciano Bartolotti e Simone Monaco, in quanto anche consiglieri comunali
del Pd, non percepiscono compensi. IL PRESIDENTE della Interporto spa
Antonio Napolitano (Pd) ha un'indennità di 31mila euro e un gettone di presenza di 129 euro a seduta. Simile il compenso del
socialista Otello Rondelli, il presidente della Sori, con 36mila euro, mentre
il consigliere Amadi Condé (ex del Pdci) percepisce 6mila euro lordi all'anno.
Il presidente di Urban Loris Zanfranceschi (Pd) ha un compenso di 18600 euro,
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
SASSUOLO
pag. 15 AL MOMENTO non è previsto nessun sciopero di protesta, ma il possibile
tagli... AL MOMENTO non è previsto nessun sciopero di protesta, ma il possibile
taglio del 20% sulle indennità dei pubblici amministratori annunciato al
ministro Giulio Tremonti per coprire metà degli 800 milioni mancanti
dall'abolizione del ticket sulla diagnostica, ha ingenerato un principio di
irritazione agli eletti sassolesi. Già Padoa-Schioppa aveva tagliato il 10%.
Ora un nuovo 'salasso' del 20%, dall'inizio del prossimo anno, rispetto
all'ammontare risultante alla data dello scorso 30 giugno. Protesta l'Anci,
cresce il debito pubblico (su ogni italiano grava un fardello di 28,637 euro),
e ogni decisione governativa, inevitabilmente, creerà disagi e proteste. Le
indennità calcolate su 12 mesi (non è prevista la tredicesima e nemmeno Tfr)
sono pubbliche e ci sono state così comunicate dagli uffici comunali. Il primo
cittadino Graziano Pattuzzi (foto) riceve un'indennità netta di 36.773,16 euro all'anno;
il suo vice Susanna Bonettini, arriva a 22.717,60 all'anno; gli assessori
19.126,44 euro; chi lavora e non ha chiesto l'aspettativa
si ferma a 9.113,40 all'anno. Il Presidente del consiglio Patrizia Barbolini si
attesta sui 15.843,60 euro. Per i consiglieri comunali è previsto un gettone di
presenza il cui importo lordo è di 46,48 euro. Image:
20080713/foto/6134.jpg.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
VETRINA
ECONOMIA pag. 20 "Tagli alla sanità? I fondi aumentano" Sacconi:
inevitabile il ticket per le Regioni in rosso. Gli enti locali insorgono SPESA
PUBBLICA Una sala operatoria e, sopra, il ministro Sacconi (foto Ansa) ? MILANO
? GUERRA dura sulla sanità dopo che ieri, a sorpresa, il Governo ha presentato
un emendamento (articolo 60 bis) al decreto legge che compone la manovra
economica triennale. Emendamento che, tra l'altro, abolisce i ticket sanitari
da 10 euro sulla diagnistica e la specialistica per il
( da "Corriere della Sera" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-07-13 num: - pag: 34
categoria: REDAZIONALE IL PUNTO DELLA SETTIMANA Lo sprint di Contigiani
filosofo della lentezza P aolo Giordano non perde la testa. Anzi il giovane
fisico e scrittore torinese è sempre in vetta alla Top Ten, davanti a Camilleri
(per lui, più due posti) e Saviano (in flessione). Fuori dal podio gli
stranieri, con Muriel Barbery che ha la meglio su Firmino, "parassita
metropolitano ". Negli Italiani la calma piatta è rotta solo dall'antologia
di De Cataldo e dal romanzo di De Carlo, in risalita; dietro, da segnalare il
rientro di De Silva e l'ingresso di Macchiavelli. Negli Stranieri, Deaver
scivola al terzo posto e Hosseini torna tra i primi dieci con entrambi i long
seller; le novità in coda sono Leavitt e Lessing. Più animata la situazione nei
Saggi dove comanda Michele Serra; Stella e Rizzo perdono un
posto con La deriva, ma ne guadagnano cinque con La casta; Eric Frattini, tra i
segreti del Vaticano, e Lodato-Scarpinato, su mafia e politica, volano al
quinto e sesto posto. Nella Varia, va forte la filosofia della lentezza dell'ex
manager Contigiani. (s.col.).
( da "Virgilio Notizie" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
LOCALI
E' incitamento al raggiro, allora più dignitoso farlo gratis postato fa da
APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 13 lug. (Apcom) - "Se
è vero che il Parlamento ha deciso un altro taglio del 20 per cento dei gettoni di presenza degli eletti negli enti locali, proporrò ai consiglieri comunali
di Roma di rinunciare totalmente alla miseria. E' un incitamento al raggiro la
somma di 1200 euro al mese per amministrare la capitale d'Italia. E' molto più
dignitoso farlo gratis. Altro che riforma...". E' quanto dichiara
in una nota Francesco Storace, segretario nazionale e capogruppo in Campidoglio
della Destra.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pernumia(O.M.)
È un consiglio comunale mutilato quello di Pernumia. Ad ogni seduta lo scontro si
fa sempre più acceso tra minoranza ed il sindaco, Giovanni Magarotto, e i
consiglieri d'opposizione abbandonano l'aul. Non ha fatto eccezione, l'ultima
seduta, svoltasi l'altra sera. Il primo cittadino ha aperto il consiglio la
seduta con una comunicazione.Riguardava la prima udienza, svoltasi lo scorso 9
luglio alla sezione staccata di Este del tribunale civile di Padova,
riguardante la causa di compravendita del terreno di via Vallerea e il restauro
di villa Griffey. Reso noto che il giudice si è riservato di decidere sulla
eccezione sollevata dai legali della società pubblico - privata Urbania e
dell'immobiliare Sirio, i quali hanno sostenuto che la competenza dovrebbe
essere del Tar, Magarotto è passato al successivo argomento. Lucio Conforto,
consigliere di minoranza e presidente di Urbania ha chiesto d'intervenire.
Negato. Il sindaco ha cominciato ad alzare il tono della voce - ricorda
l'esponente dell'opposizione - e questo è un modo poco civile e democratico di
gestire un consiglio comunale. Pertanto con il mio gruppo ho deciso di lasciare
l'aula. La difesa di Magarotto è decisa e giustifica così la sua decisione di
non lasciare spazio all'intervento di Conforto. La mia era una semplice
comunicazione che non prevede repliche. Conforto voleva sollevare la questione
connessa al legale che difende il comune: Ferdinando Bonon. Un problema che gli
esponenti della minoranza - continua Magarotto - l'avevano già precisato in una
nota già depositata al protocollo. Nelle lettera si sostiene che Bonon mi ha difeso
in una causa privata che non si è ancora conclusa. Invece la mia difesa era
affidata ad Emanuele Fracasso e si è conclusa con assoluzione piana in appello.
Tanto basta. Il consiglio si chiuso con l'abbandona dell'aula anche dei due
fuoriuscita dalla maggioranza, Silvano Piovan e Giorgio Pranzato. Ai due è stato impedito di leggere una nota nella quale
dichiaravano di voler devolvere il loro gettone di presenza
all'associazione Crogiolo giovani per il sociale di Pernumia. Al no opposto dal
sindaco sono usciti gridando non c'è democrazia in questo consiglio".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Cronaca
Regionale Pagina 105 le proposte Maggiore autonomia ai Comuni "Tagliare
gli stipendi dei consiglieri regionali" Le proposte. Maggiore autonomia ai
Comuni --> La presentazione dell'indagine realizzata da Dialogo e
rinnovamento è stata l'occasione anche per illustrare numerose proposte,
prendendo spunto proprio dai risultati del rapporto. L'analisi che emerge dai
questionari distribuiti in tutta la Sardegna mostra anche le difficoltà degli
enti locali a rispondere alle esigenze dei cittadini. "Serve un maggiore
supporto finanziario ai Comuni", hanno commentato gli esponenti di Dialogo
e rinnovamento: "Non è possibile", ha evidenziato Paolo Loi,
coordinatore dell'associazione in Sardegna, "che i sindaci, a cui spetta
un alto livello di responsabilità, prendano stipendi molto più bassi rispetto
ai consiglieri regionali, il cui livello di responsabilità istituzionale è
basso". Da qui anche la richiesta di una "riduzione del 50% degli
stipendi di parlamentari e consiglieri regionali, che dovrebbero essere 40 e
non 80", ha rimarcato il presidente dell'associazione Antonello Menne,
"c'è troppa gente che fa politica e i costi
eccessivi". ENTI Non manca poi la proposta di rivedere la definizione
degli enti territoriali, a partire dalle Comunità montane che, pur cancellate
da una legge regionale, vengono riesumate silenziosamente, ha rilevato Roberto
Solinas. "Il processo di incremento degli enti provinciali è ormai
fallito, per cui chiediamo che in Sardegna si torni alle quattro province
storiche, anche perché le altre non sono state dotate di organismi statali come
la prefettura o la motorizzazione", ha rilevato ancora Antonello Menne.
"Bisogna poi ridare forza ai Comuni, magari trasformando Cagliari in
un'area metropolitana". In questo quadro, dunque, Dialogo
e rinnovamento dice basta al "centralismo della Regione" e chiede di
garantire autonomia agli enti locali e ridurre i finanziamenti ai partiti politici, ma anche di promuovere corsi di educazione alla
legalità in tutti i Comuni, visto che il problema della sicurezza resta uno dei
più sentiti. Argomenti che potrebbero essere discussi in un confronto
tra cittadini, associazioni di volontariato e "gli Stati generali della politica", da promuovere in autunno. ( g. d. ).