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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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Classe dirigente, un flop manager e politici superpagati e inefficienti. I parlamentari guadagnano 36 mila euro in più dei loro colleghi americani. La Fondazione Debenedetti: l'obbedienza conta più della preparazione. di ROBERTO MANIA (La Repubblica 13-5-2008)


ROMA - L'Italia è una Repubblica fondata sulla fedeltà. Al capo, beninteso. Accade nella politica dove l'eletto è cooptato dai capi-partito, e accade nelle imprese dove al manager bravo si preferisce quello obbediente. Anche questo è il declino italiano. Che emerge da due indagini promosse dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti (saranno presentate il 24 maggio in un convegno a Gaeta) sulle carriere di tutti i deputati dal 1948 a oggi, e sulla selezione dei top manager.
Si scopre che i risultati, per manager e politici, contano poco o nulla. Non più del 15 per cento della retribuzione di un alto dirigente è collegata alle sue performance. E i deputati italiani guadagnano quasi 36 mila euro in più all'anno dei parlamentari americani. Solo il 50 per cento degli amministratori delegati o direttori generali ha nel cassetto una laurea. Non si viene scelti in base al curriculum ma, anche qui, ai rapporti personali. Sono le Caste, insomma, come già è stato detto. Élite che da tempo hanno abdicato al loro ruolo di guida.

"Politici e manager - spiega Tito Boeri, direttore della Fondazione - sono due figure cruciali per uscire dal declino. I primi per creare, con lungimiranza, le condizioni di contesto migliori, a cominciare da quelle relative all'istruzione. I secondi perché possono concretamente incidere sulla riorganizzazione della nostra struttura produttiva. Il successo delle imprese dipende innanzitutto da loro".

I nostri manager non sono né più vecchi, né più giovani di quelli degli altri paesi. Sono in media: hanno intorno ai 45 anni. Però c'è un'anomalia, tra le altre, tipicamente italiana. "Una differenza importante", dice Luigi Guiso, dell'Istituto universitario europeo, uno dei curatori della ricerca. In Italia c'è una quota significativa (tra il 6 e il 7 per cento) di manager over 65, e un'altra di pari dimensioni di manager sotto i 45 anni. Tanto che abbiamo un'età media più bassa di un paese come gli Stati Uniti (46 anni) dove la mobilità sociale è invece altissima. E allora perché l'anomalia italiana? Guiso sostiene che le possibili interpretazioni sono almeno due.

La prima è quella che definisce "speranzosa": è iniziata la fine della gerontocrazia e ora siamo in mezzo alla transizione. La seconda, però, più realisticamente dice che "restiamo in un sistema gerontocratico e parentale" perché è il padre anziano che resta in azienda cedendo gradualmente deleghe al giovane figlio. Questo è il capitalismo familiare, e soprattutto è quello delle micro-imprese, che ancora stenta ad aprirsi ai manager esterni.

La conferma arriva dai criteri di selezione per l'assunzione di un manager. Partiamo da un primo dato sorprendente: non si scelgono i laureati migliori bensì quelli che escono dalle università con un voto medio, anche sotto il 102. E ben il 20 per cento viene assunto nonostante un voto inferiore a 95. Insomma una selezione al ribasso. Perché? "La mia è una congettura - avverte Guiso - ma probabilmente lo si fa perché non si vogliono soggetti indipendenti, troppo ambiziosi. Si cerca la fedeltà, l'obbedienza, più che la fiducia". Tanto che gli stipendi dei manager sono spesso svincolati dalle performance borsistiche: nel 2007 sono aumentati quasi del 30 per cento per i top manager del listino ma a Piazza Affari abbiamo visto il tracollo dei titoli (-7 per cento per il Mib). Nessuno viene cacciato perché non raggiunge i target. Ma se si incrina il rapporto con la proprietà, si va via.

Nemmeno tutti i manager hanno una retribuzione legata ai risultati. Chi ce l'ha, ce l'ha per una quota pari in media al 15 per cento, non di più. E allora, dalla ricerca, il nostro manager appare "un po' seduto, poco disposto a rischiare, un po' conservatore". Come l'Italia di questi anni, insomma.

Come i politici italiani, in particolare, di questa seconda Repubblica. La ricerca che è stata condotta su di loro non ha precedenti. Sono stati studiati, per un anno, tutti i 4.465 eletti alla Camera dalla prima fino alla quindicesima legislatura, esclusa, dunque, solo quella appena avviata. Di loro si sa quasi tutto: dove sono nati, il loro livello di istruzione, la professione che facevano prima, la loro attività, i loro redditi dall'82 in poi, da quando cioè hanno dovuto renderli pubblici. Di 860 ex parlamentari si è seguita anche la vita successiva. Si sono studiati i flussi di ingresso a Montecitorio. Antonio Merlo, dell'Università della Pennsylvania, ha setacciato allo stesso modo i congressisti americani.

Ha messo a confronto la dinamica dei loro redditi. Ha scoperto, per esempio, che in Italia il reddito pro capite negli ultimi 50 anni è cresciuto di circa il 3 per cento l'anno, ma per i deputati l'impennata è stata di oltre il 10 per cento. Oggi i deputati italiani guadagnano esattamente 35.742 euro in più all'anno di un rappresentate del popolo statunitense.
Da noi serve sempre meno anche la laurea per arrivare allo scranno parlamentare. Nella prima Repubblica (dal '48 al '94) l'aveva l'80,5 per cento dei deputati; nella seconda il 68,5. Nella prima legislatura era laureato il 91,4 per cento contro il 64,6 della penultima. Non è andata così negli States: i laureati erano l'88,5 per cento nel 1949, sono saliti al 93,9 per cento nel 1995.
Ma dov'è la nostra classe dirigente?
(13 maggio 2008)

 


Report "Costi dei politici"

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (17)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Indennità, lo sfogo del sindaco ( da "Gazzetta di Reggio" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Idem per i gettoni di presenza dei consiglieri della Comunità montana: chi percepisce altre indennità non riceve il gettone di presenza. Unione dei Comuni ente inutile? Siamo proprio sicuri? L'Unione ha un bilancio di oltre 4 milioni di euro, e svolge per conto dei Comuni gestioni associate al fine di rendere l'azione amministrativa più efficiente,

Voto segreto con mezzi elettronici ( da "Trentino" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il problema è quello dei costi derivanti dalla modifica di banchi e pulsantiere. "Sì, mi hanno fatto l'osservazione che questo sistema potrebbe costare molto. Io ho risposto che si potrebbe compensare la spesa con la riduzione del gettone di presenza, tagliandolo come io propongo di oltre 50 euro (attualmente ammonta a 120).

Cambiare Sprecopoli? Tocca ai cittadini italiani ( da "Giornale di Brescia" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è stato concepito prima ancora che uscisse "La Casta" di Stella e Rizzo anche se, per motivi editoriali, ha visto la luce più tardi, con un titolo scelto dallo stesso editore, per me molto brutto, che evoca più gli aspetti giudiziari che non, come nei nostri intendimenti, il modo di fare della politica e della burocrazia italiana".

Quando l'obiezione non è solo di coscienza - corrado augias ( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: obiezione collettiva sia che nell'ospedale della vicina Castelfranco viene corrisposto un gettone di presenza per gli strumentisti che effettuano aborti, a Montebelluna no. Mi sembra grave confondere l'alto richiamo della coscienza con la trattativa sindacale; se a quelle persone verrà riconosciuto il famoso gettone, torneranno a praticare gli aborti?

"la bellezza ci ha salvato" dopo l'ira, picchioni sorride - sara strippoli ( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, La deriva. Einaudi: Sam Savage, Firmino; Carlo Lucarelli, Il lato sinistro del cuore; Eugenio Scalfari, L'uomo che non credeva in Dio. Mondadori: Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi; Roberto Saviano, Gomorra.

Venaria, mezzo milione per i savoia - marina paglieri ( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gli autori Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella hanno citato il Piemonte come esempio di regione virtuosa e la Reggia di Venaria come caso anomalo in Italia di un progetto straordinario realizzato in tempi non biblici, quelli in genere che servono per un cavalcavia, da parte di giunte e governi di colore politico diverso".

Rifiuti, ecco la società unica ( da "Tirreno, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Pantanelli è un avvocato di area cattolico-popolare, Marchioni il presidente di una coop sociale di Pescia. Resteranno in carica 3 anni con un compenso lordo di 5.164 euro (per i membri) e un gettone di presenza di 103 euro lordi. Presidente è stato confermato l'empolese Paolo Regini.

Da carigo e consiglieri fondi a cuore amico ( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sempre Cuore amico ringrazia gli assessori e i consiglieri comunali, appartenenti a varie correnti politiche, che hanno deciso di rinunciare al loro gettone di presenza, devolvendolo per l'attività socio sanitaria. Secondo il direttivo dell'associazione, si è trattato di un gesto che ha attestato la stima e l'affetto nei confronti dell'operato dei volontari.

Sempre più volontari nel Comasco Associazioni a confronto a Villa Gallia ( da "Giorno, Il (Como)" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la politica di finanziamento da parte degli enti territoriali e l'introduzione della scelta lasciata al contribuente relativamente al 5 per mille nella dichiarazione dei redditi. Ma non solo: "Il volontariato cresce grazie alla generosità delle migliaia di persone che fanno parte del mondo dell'associazionismo - spiega l'assessore provinciale ai Servizi sociali,

Le Consulte diventano un caso politico ( da "Nuova Ferrara, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: però le leggi attuali non consentono loro di votare alle elezioni. Le consulte sono l'unico strumento di contatto che hanno con le istituzioni e non costano nulla, nel senso che non hanno gettoni o cose del genere. Aggiungo che, costringendo le comunità a candidare una quota di donna, abbiamo introdotto il tema della condizione femminile".

Politica e cultura al <Corriere> ( da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: editorialista del Corriere Gian Antonio Stella, il cantautore Gualtiero Bertelli (insieme nella foto) e l'attore Bebo Storti. Gli interventi di Stella, autore con Sergio Rizzo di libri come "La casta" e "La deriva", proporranno pagine di cronaca politica, cui si alterneranno monologhi di Storti e canzoni proposte da Bertelli con il pianista Paolo Favorido.

Un' inchiesta giornalistica a Chiarelettere ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: nello spazio più grande della Fiera, per il duo Stella-Rizzo. Non è un caso: il giornalismo d'inchiesta, narrato con passo di racconto, è diventato un vero e proprio genere editoriale. Che sta sbancando nelle librerie. Dietro questo fenomeno c'è un manager editoriale di grande talento: Lorenzo Fazio.

Caliendo, Cosentino, Scotti e Viespoli: la Campania fa poker ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La riduzione dei costi della politica e dei dicasteri, per il presidente del Consiglio, dovrà divenire una "costante, e anche quando si dovrà intervenire con i decreti - ha precisato- bisognerà tagliare". Ieri, il giuramento dei sottosegretari, ma senza viceministri.

Corsi e ricorsi a Messina, storia di un ponte infinito ( da "Panorama.it" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: anni hanno inutilmente funzionato insieme alla imponente sede di Roma, cinque piani in affitto a via Po: 102 dipendenti (di cui oltre 20 nello staff dell'amministratore delegato) e stipendi, consulenze, pubblicità, gettoni di presenza, affitti e bollette per 20 milioni di euro solo nel 2006. Entro maggio il consiglio di amministrazione in scadenza dovrà approvare il bilancio 2007.

Innovazione, Polo in picchiata ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: mentre i rappresentanti del Cda dispongono di un gettone di presenza di 150 euro a seduta. Paolo Cattapan, direttore operativo ha uno "stipendio" di 40 mila euro l'anno.La replica. Paolo Cattapan, direttore operativo del Polo, non concorda sulla picchiata. "Nessuno nega che lungo il percorso ci siano state difficoltà.

Visitatori in calo. Ma è l'anno dei record per le vendite ( da "Giornale.it, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Durante di Andrea De Carlo e La deriva di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella per Rizzoli. Per Einaudi Il lato sinistro del cuore di Carlo Lucarelli e L'uomo che non credeva in Dio di Eugenio Scalfari. Per Mondadori vendite superiori a tutte le edizioni precedenti della Fiera. I titoli numero uno sono La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano e Gomorra di Roberto Saviano.

Signori onorevoli sarebbe il caso di fare un gesto Cara Provincia ora che il Berlusconi IV si è ufficialmente insediato, mi permetto un piccolo suggerimento affinché almeno una del ( da "Provincia di Como, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In Italia il primo libro di Stella e Rizzo ha venduto un milione e 200 mila copie, scoperchiando un verminaio di privilegi e di clientele, ma i primari continuano ad essere nominati dai partiti e la Casta non ha fatto una piega. Compreso il Quirinale, che spende il quadruplo di Buckingham Palace.


Articoli

Indennità, lo sfogo del sindaco (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Reggio" del 13-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Busana, Govi: "Ma quale casta, ecco quello che prendo" "Sommare le cariche non vuole dire prendere più soldi" BUSANA. "Adesso basta. Mi sono stufato". E' l'amaro sfogo del sindaco e presidente dell'Unione dei Comuni, Sandro Govi. "Un presidente a costo zero", sottolinea: il tema è quello della somma di cariche amministrative, che in montagna è stato al centro di critiche da parte delle opposizioni, come ad esempio lo studio realizzato da Massimiliano Coloretti di Villa Minozzo. Govi ricorda che "sommando le cariche non è consentito sommare anche le indennità, quindi non c'è aggravio dei costi". Il sindaco replica così ad un intervento di Liana Barbati (Italia dei Valori, quindi partito alleato del Pd), la quale intervenendo nel dibattito in corso sull'utilità delle Comunità montane, aveva sostenuto: "Che dire della sovrapposizione di cariche che aumenta la confusione e rasenta l'illegalità? In montagna c'è chi ricopre contemporaneamente ruoli molteplici nel Gal, nella Comunità montana, nell'Unione dei Comuni, nei Comuni stessi. E poi vorremmo sapere i compiti effettivi e le aree di competenza di tutti questi enti". E questo a Govi ha fatto salire la pressione: "Questa storia dei doppi e tripli incarichi e come dice Barbati "dei relativi gettoni e indennità", ormai è diventata ridicola. Sono pronto a fornire a chiunque copia della mia busta paga di emerito rappresentante della Casta. L'unica indennità che percepisco dallo Stato sono 1.002 euro al mese per 12 mesi. Dall'ente pubblico percepisco inoltre circa 3.500 euro all'anno per il rimborso dei km percorsi con la mia astra station wagon: ogni km percorso la bellezza di 0,28 euro. E poi vorrei ricordare che per legge il presidente dell'Unione deve obbligatoriamente essere un sindaco e sempre per legge questo sindaco presiede l'Unione gratis, poiché le indennità non sono cumulabili. Stessa storia per l'indennità del presidente della Comunità montana, che percepisce la sola indennità di sindaco, non cumulabile. La Regione sta predisponendo una legge che, proprio al fine di risparmiare sui costi della politica, prevede che il presidente della Comunità montana debba a sua volta obbligatoriamente essere un sindaco che, ripeto, eserciterà quella funzione gratis". Conclude Govi: "Idem per i gettoni di presenza dei consiglieri della Comunità montana: chi percepisce altre indennità non riceve il gettone di presenza. Unione dei Comuni ente inutile? Siamo proprio sicuri? L'Unione ha un bilancio di oltre 4 milioni di euro, e svolge per conto dei Comuni gestioni associate al fine di rendere l'azione amministrativa più efficiente, adeguata e meno costosa. L'Unione dei Comuni ha unificato le procedure amministrative dei Comuni aderenti, ha prodotto gestioni associate praticamente in tutti i settori dell'azione amministrativa dei comuni aderenti, ed ha complessivamente ridotto il personale dipendente dei 4 Comuni". Luca Tondelli.

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Voto segreto con mezzi elettronici (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 13-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'INIZIATIVA IN COMUNE "Voto segreto con mezzi elettronici" Lo propone Firmani: i consiglieri oggi possono essere "controllati" LUCA MAROGNOLI TRENTO. I banchi del consiglio comunale vanno modificati per garantire ai consiglieri di votare con serenità e lontani da "occhi indiscreti". Lo propone Bruno Firmani, capogruppo dell'Italia dei Valori. "Non mi riferisco al voto palese - spiega - ma a quello segreto, che da noi tale non è. In consiglio ci danno una scheda da compilare, ma davanti agli altri: tutti vedono. Io propongo che si metta una pulsantiera nascosta dove uno infila la mano, non permettendo la visione da parte dei colleghi. Fra l'altro il voto con il sistema attuale è molto lento". E se uno si limitasse a proteggere la scheda con una mano? "Si capirebbe che è in dissenso dal gruppo: sono tutti scafati in aula. Ma a mio avviso in certi momenti particolari bisogna votare secondo la propria coscienza e bisogna mettere le persone in condizioni di farlo. Qualche esempio di attualità: il piano regolatore e il muro Cavit". Firmani osserva come nel Parlamento italiano ed europeo questi accorgimenti ci siano già ma non sa dire se altri consigli comunali lo abbiano adottato. Il problema è quello dei costi derivanti dalla modifica di banchi e pulsantiere. "Sì, mi hanno fatto l'osservazione che questo sistema potrebbe costare molto. Io ho risposto che si potrebbe compensare la spesa con la riduzione del gettone di presenza, tagliandolo come io propongo di oltre 50 euro (attualmente ammonta a 120). Credo sia comunque una questione di democrazia e di libera manifestazione del proprio pensiero. Un modo anche per non essere ricattabili da parte del proprio gruppo consiliare. Gli altri consiglieri? Mi sembrano orientati sul negativo, ma lo erano anche per il parcheggio riservato. Dove non è passata la mia proposta, che era più radicale, ma qualcosa ho ottenuto: i consiglieri qualcosa dovranno pagare". Il presidente del consiglio Alberto Pattini conferma che sono in atto gli approfondimenti necessari: "Abbiamo chiesto al nostro responsabile del Ced, l'ingegner Covelli, di valutare la possibilità di cambiare il sistema in modo da garantire l'anonimato quando c'è il voto segreto. Modificando il banco, in modo che la mano risulti nascosta. Il segretario generale Gaio si è attivato per capire se sia praticabile e quanto costi. Valuteremo quando avremo il quadro complessivo. Ma se i costi saranno eccessivi - conclude - credo che andrà fatta una attenta riflessione per capire se valga la pena andare in questa direzione".

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Cambiare Sprecopoli? Tocca ai cittadini italiani (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 13-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 13/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Ieri al Sancarlino incontro con lo scrittore Nicola Porro, autore di un libro sugli sciali della politica Cambiare Sprecopoli? Tocca ai cittadini italiani I dipendenti di Camera e Senato sono 2.908; uno stenografo di palazzo Madama guadagna, a fine carriera, 253mila euro. Ci si indigna per le cosiddette auto blu, ma questa - sostiene Nicola Porro, ieri ospite al teatro Sancarlino per gli incontri dei "Lunedì" - non è che la punta dell'iceberg, ossia la parte più evidente di una catena di sciali e sprechi che attraversa tutto il nostro sistema politico-istituzionale. Di numeri e dati che lo dimostrano se ne possono menzionare tanti: chi sa, per esempio, che il costo della Presidenza della Repubblica è di 250 milioni di euro l'anno, che la Presidenza del Consiglio ha 5.000 dipendenti o che al Quirinale si contano mille stanze per tremila finestre e mille persone addette alla loro pulizia? E che dire degli 8 milioni di euro spesi per la salvezza delle tartarughe nell'ex area industriale di Bagnoli, in provincia di Napoli? "Una giusta causa, per carità - osserva Porro, una carriera iniziata al "Foglio" come giornalista economico e ora vicedirettore de "Il Giornale" -, ma non si può dimenticare che ci sono altre priorità. Come la questione dell'ordine pubblico, dove come tutti sanno sussistono forti carenze di organico". Il tema è affrontato nel volume "Sprecopoli. Tutto quello che non vi hanno mai detto sugli sprechi della politica" (Mondadori) di cui Porro è autore con Mario Cervi, firma storica del giornalismo italiano (ha scritto la famosa "Storia d'Italia" con Montanelli), e nel quale vengono illustrate le dimensioni dello spreco nel nostro Paese, fornendo esempi clamorosi di cattiva amministrazione ai vari livelli, dagli organi che presiedono alle più alte cariche dello Stato, fino ai Comuni e alle Province, per arrivare alle Comunità montane. "Questo libro - spiega Porro, intervistato da Roberto Chiarini - è stato concepito prima ancora che uscisse "La Casta" di Stella e Rizzo anche se, per motivi editoriali, ha visto la luce più tardi, con un titolo scelto dallo stesso editore, per me molto brutto, che evoca più gli aspetti giudiziari che non, come nei nostri intendimenti, il modo di fare della politica e della burocrazia italiana". Il dato di fatto secondo Porro è che la tendenza endemica agli sprechi non è certo una novità dei nostri giorni: ce ne accorgiamo ora perché è venuto il tempo di "pagare il conto", e di farlo con le nostre tasche. Il "paradosso mostruoso", poi, è che non si riscontra una proporzione fra il dare e il ricevere e che "indipendentemente dal colore, la politica appare sempre indotta in questa drammatica tentazione". Un rimedio? "L'unica strada è la responsabilizzazione" afferma il vicedirettore de "Il Giornale" e menziona Luigi Einaudi, emblema di sobrietà e di rigore, che, quando era presidente della Repubblica, se a mezzogiorno mangiava mezza mela, alla sera pretendeva che sulla tavola del Quirinale gli ritornasse l'altra metà. Perché, allora, siamo di fronte ad uno Stato così "proliferante ed incorreggibile"? "L'inclinazione socio-politica degli italiani, negli anni '70 e '80, è stata quella della protezione da parte dell'ente statale - osserva il giornalista -. Nel frattempo però si è rotto qualcosa e si è determinata una duplice situazione: che lo Stato continua a non esserci, ma costa troppo, e per di più che non c'è là dove serve. Se però gli andiamo a chiedere tutto, sbagliamo. Dovremmo domandare soltanto le cose importantissime che esso deve obbligatoriamente fare per noi e che riguardano la sicurezza, la sanità e l'istruzione; mentre in molti casi siamo costretti a gestirle da soli". "Noi italiani - aggiunge Porro - abbiamo una spesa pubblica di 750 miliardi di euro. Se li utilizzassimo per lo Stato minimo che ho in testa, tutto sommato andrebbe bene. Il problema è che lo Stato fa tutta una serie di altre cose che vanno oltre le vere fondanti motivazioni per cui deve esistere. Paghiamo ogni anno 80 miliardi di euro di interessi sui debiti fatti in precedenza". Porro è dell'idea che "ci hanno preso in giro con il finto federalismo fiscale", perché "se non si attribuiscono delle reali responsabilità alle Regioni, o comunque agli enti locali, non se ne esce" (anche se un caso virtuoso, dice, è quello della sanità lombarda). In tale poco rassicurante scenario, qualche elemento di ottimismo per il futuro tuttavia c'è, conclude Nicola Porro, e sta "nella straordinaria forza dell'individuo italiano, che riesce a vivere, prosperare, campare nonostante la politica. Inoltre, quando l'imposizione fiscale giunge al 50% del nostro reddito, vi è un'attenzione molto maggiore allo spreco. Lì si rompe un meccanismo: è la premessa perché ci possa essere un controllo dell'apparato burocratico-amministrativo di molto superiore". Anita Loriana Ronchi.

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Quando l'obiezione non è solo di coscienza - corrado augias (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

G entile dott. Augias, sono un ginecologo ospedaliero, tenacemente laico, quanto di più lontano possibile da battaglie quali quelle di Ferrara, non mi augurerei mai una società che rimette le donne in mano alla piaga della clandestinità, né mi permetto di giudicare qualcuno per le scelte che dolorosamente compie. Ho praticato gli aborti per anni, ad un certo punto non ce l'ho fatta più, tutto qui. Non c'entra la coscienza, tanto meno la carriera, che assai poco mi interessa e che infatti non farò. Vedevo questi embrioni in ecografia e ne registravo il battito cardiaco, i movimenti, poi in sala operatoria li aspiravo come poltiglia, a volte un frammento di braccio, a volte di gamba. Molti parlano di aborto come fosse solo politica, ma innanzitutto si tratta di un atto chirurgico, spesso molto cruento. Ciascuno di noi ha un limite, io evidentemente avevo raggiunto il mio. Bisognerebbe tenere conto che esiste anche questa motivazione, tra le tante di chi obietta, e possibilmente rispettarla. E bisognerebbe tener conto che praticare aborti anche se gli fa schifo, per molti giovani colleghi è l'unico modo per avere una possibilità di iniziare a lavorare, magari dopo anni di frustrante gavetta. Sono convinto di esprimere una posizione sicuramente minoritaria, ma sentivo il dovere di dirlo. Dott Vittorio Guaragna Torino vittguar@tin. it L a posizione del dottor Guadagna non mi sembra per niente minoritaria, se devo stare alle statistiche che danno come 'obiettori di coscienza' in fatto di aborti oltre i due terzi dei medici ospedalieri italiani. Minoritaria potrebbe esserlo per le motivazioni che sono sicuramente nobili e di fronte alle quali non c'è obiezione possibile. Ma non è sempre così. Tra le moltissime lettere giornaliere sul tema ho ricevuto per esempio (da Serena Mello sere@peroz. it) questa, molto breve che riporto quasi per intero: "Caro Augias, sempre sul tema aborto, riporto la notizia comparsa su "la Tribuna di Treviso" del 27 aprile corso: le strumentiste dell'ospedale di Montebelluna hanno dichiarato l'obiezione di coscienza, per cui all'ospedale gli aborti sono sospesi sine die. Sembra che il motivo dell'obiezione collettiva sia che nell'ospedale della vicina Castelfranco viene corrisposto un gettone di presenza per gli strumentisti che effettuano aborti, a Montebelluna no. Mi sembra grave confondere l'alto richiamo della coscienza con la trattativa sindacale; se a quelle persone verrà riconosciuto il famoso gettone, torneranno a praticare gli aborti? e la loro coscienza non avrà più nulla da dire?". Questi pasticci, o altri simili e in qualche caso peggiori, accadono quando le ideologie si insinuano nell'attività medica rendendo tutto confuso e ambiguo, mescolando i piani di decisione e d'intervento. Vorremmo tutti poter discutere con serenità di questo drammatico problema se non ci fossero le continue interferenze degli oltranzisti che lo trasformano in una questione di sfere d'influenza e in definitiva di potere.

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"la bellezza ci ha salvato" dopo l'ira, picchioni sorride - sara strippoli (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina IV - Torino "La bellezza ci ha salvato" Dopo l'ira, Picchioni sorride Diecimila volumi venduti allo stand di Israele Nonostante i cortei il boicottaggio i cantieri e la domenica ecologica alla fine è andata più che bene Bisogna affrontare già da domani il problema degli spazi Il Salone deve potersi allargare all'Oval SARA STRIPPOLI Sarà pure il miracolo compiuto dalla Bellezza, come suggerisce il presidente Rolando Picchioni: "La bellezza ci ha salvato". Oppure l'effetto di quell'onda di ritorno cui fa accenno il direttore Ernesto Ferrero (ma aiuterebbe rammentare il "cui prodest" dei latini?), il quale non resiste alla tentazione di lanciare gli ultimi strali su un'informazione con la tendenza agli allarmismi. O forse sarà perché proprio nelle difficoltà Torino regge bene, come ricorda la presidente della Regione Mercedes Bresso, che con un tocco di leggerezza registra anche la provvidenziale dipartita dell'assessore Vittorio Sgarbi che la Fiera del Libro voleva scipparla e portarsela a Milano. Sarà per tutto questo e altro ancora, ma è un fatto che al di là dei numeri Librolandia chiude con un aumento strepitoso di visibilità. In assenza di record di visitatori (ma calo contenuto ad un segno negativo non superiore al 3 per cento rispetto alle presenze dello scorso anno), il giorno in cui scende il sipario si apre la riflessione sulla necessità di ampliare gli spazi. Lo dice il presidente della Provincia Antonio Saitta, che sarà il presidente di turno dell'edizione del 2009: "Oggi l'immagine della Fiera è molto più forte e questo significa che aumentano anche le aspettative. Per questo, per il prossimo anno, dovremo affrontare il tema degli spazi". Si parte subito, conferma Saitta al termine della conferenza stampa: "Il direttore del Lingotto Fiere Andrea Varnier incontra già domani il vicesindaco Tom Dealessandri e poi verrà a Palazzo Cisterna. Non vogliamo perdere tempo". BILANCIO "Nonostante il boicottaggio, i cortei, i cantieri e la domenica ecologica, è andata più che bene", dice Rolando Picchioni nel suo accorato intervento di apertura in cui ammette di aver sofferto nei primi giorni di "umor nero". Domenica e lunedì c'è stato un recupero del 15 per cento rispetto alle stesse giornate del 2007. Un risultato che ha permesso di compensare il calo consistente di sabato e la leggera flessione del primo giorno di Fiera. Totale: nel 2007 i visitatori erano 302 mila, quest'anno sono 300 mila circa. 900 testate giornalistiche da tutto il mondo, 2400 giornalisti accreditati. ISRAELE Per la prima volta il Paese ospite partecipa alla conferenza di chiusura. Il messaggio dell'ambasciatore Gideon Meir è molto positivo: "Gli scrittori non hanno parlato a nome del governo, ma hanno dato voce e dignità letteraria ai sentimenti più profondi di un popolo che vive da troppi anni in una situazione di instabilità politica e umana, una situazione che potrà essere superata solo lavorando tutti insieme per la costruzione di un dialogo pacifico. Ci sarà sempre uno stand di Israele in Fiera, è la promessa dell'ambasciatore, "con qualunque nazione possa essere invitata a presentare la sua cultura e i suoi libri". Il bilancio del venduto nello stand di Israele è straordinario: 10 mila volumi. Aharon Appelfeld il più scelto. A seguire i noti Yehoshua e Oz. Esaurita già sabato la scorta di cosmetici e di vino: 30 mila pezzi venduti, 3 mila bandiere, spille, portachiavi. In questi giorni il quotidiano Ydiot Haharonot ha scritto: "Gli italiani si sono espressi con i piedi", sono andati in fiera nonostante tutto. LE VENDITE Il venduto è cresciuto del 15-20 per cento. Domenica il record. Einaudi, registra un +20 per cento, Giunti +30 per cento. Fra le curiosità anche la percentuale dei libri rubati: il 5 per cento. Da Baldini Castoldi Dalai i più venduti sono Max Pezzali, Prendersi una vita; Giorgio Faletti, Pochi inutili nascondigli; Enrico Brizzi, Inattesa piega degli eventi. Rizzoli: Dacia Maraini, Il treno dell'ultima notte; Andrea De Carlo, Durante; Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, La deriva. Einaudi: Sam Savage, Firmino; Carlo Lucarelli, Il lato sinistro del cuore; Eugenio Scalfari, L'uomo che non credeva in Dio. Mondadori: Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi; Roberto Saviano, Gomorra. Gruppo editoriale Mauri Spagnol: Travaglio-Gomez, Se li conosci li eviti; Massimo Gramellini, Cuori allo specchio. Voland-Nottetempo-Iperborea-Filema: Amelie Nothomb, Né di Eva né di Adamo; Arto Paasilinna, Il miglior amico dell'orso. Il libro più acquistato dai politici è Politicomics di Federico Vergari. EDIZIONE 2009 Il Paese ospite sarà l'Egitto. Le date sono fissate dal 14 al 8 maggio. La Compagnia di San Paolo annuncia due eventi correlati: una mostra sul capolavoro archeologico sottomarino di Alessandria d'Egitto e una mostra a Palazzo Bricherasio.

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Venaria, mezzo milione per i savoia - marina paglieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina IX - Torino Venaria, mezzo milione per i Savoia Successo di pubblico nei primi sette mesi, ora al via il nuovo percorso di visita MARINA PAGLIERI Si è chiusa domenica con risultati sorprendenti la mostra su arte, magnificenza e storia della corte sabauda a Venaria. Più di 500 mila visitatori dal 13 ottobre, giorno di apertura della Reggia al pubblico, e, dato ancora più sorprendente, quasi 4 milioni e mezzo d'incasso. E non ci si ferma, nemmeno per un giorno. Oggi partono i lavori per l'allestimento del percorso di visita permanente, intitolato "La Reggia di Venaria. Teatro di storia e magnificenza". "Rimarrà il 70 per cento di quanto è ora esposto, per lo più dipinti e arredi provenienti dalle nostre residenze sabaude, mentre verranno restituiti i beni prestati da musei e istituzioni" ha spiegato ieri mattina il soprintendente ai Beni architettonici Francesco Pernice durante la presentazione al Circolo dei Lettori di questa nuova fase. Durante la quale le visite proseguiranno, semplicemente con modifiche nel percorso, per evitare i cantieri. Numerose, anche se non sostanziali, le novità nel nuovo percorso. Tra queste, il nuovo assetto dell'Appartamento del re nel padiglione di Garove, mentre a settembre cambierà la destinazione delle ultime cinque stanze, "per raccontare attraverso opere d'arte e documenti storici le vicende della dinastia sabauda fino alla Restaurazione" ha annunciato Cesare Annibaldi, presidente del Castello di Rivoli incaricato dell'organizzazione degli eventi espostivi a Venaria. è previsto poi il prestito da parte del Quirinale di un nucleo di dipinti di principi sabaudi, mentre due nuove scenografie accoglieranno i visitatori lungo tre sale del piano nobile: ispirate al volume dedicato da Amedeo di Castellamonte a Venaria e ai pensieri architettonici di Filippo Juvarra sulla reggia, sono ideate da Carmelo Giammello e realizzate in collaborazione con il Teatro Regio. "Torino e il Piemonte hanno ormai un simbolo culturale e artistico in cui si possono identificare - ha detto l'assessore regionale Gianni Oliva. - Siamo una città turistica, dobbiamo abituarci alle code". Code che in fondo non sono state terribili, la media di attesa nei periodi di punta non ha superato i tre quarti d'ora, ma restano difficoltà tecniche e molto lavoro da fare. Anche perché si è gettato il cuore oltre l'ostacolo e si è aperta la Reggia, senza aspettare che tutto fosse pronto in via definitiva, dai parcheggi alle strade. "Però - ha aggiunto Oliva - nel loro ultimo libro, La deriva, gli autori Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella hanno citato il Piemonte come esempio di regione virtuosa e la Reggia di Venaria come caso anomalo in Italia di un progetto straordinario realizzato in tempi non biblici, quelli in genere che servono per un cavalcavia, da parte di giunte e governi di colore politico diverso". Tra le dolenti note, la difficoltà a Venaria da parte dei privati ad adeguarsi all'improvviso successo turistico: "In via Mensa ci sono negozi di casalinghi che espongono in vetrina copriwater e gadget di bassa qualità, sarebbe ora di creare un merchandising di segno diverso, a cominciare dalle cartoline" conclude Oliva. Il sindaco di Venaria Nicola Pollari promette sforzi, anche se, precisa, "non ci sono stanziamenti particolari per il nostro Comune, tutto quello che facciamo in termini di servizi e valorizzazione è dovuto a una oculata gestione dei fondi ordinari".

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Rifiuti, ecco la società unica (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Montecatini Rifiuti, ecco la società unica Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli danno vita a Helios SERVIZI Nuovi consiglieri per Publiambiente PISTOIA. Pian piano prende forma il futuro dello smaltimento rifiuti a Pistoia. Un futuro che si giocherà per forza di cose sul tavolo della collaborazione con Firenze, Prato e il comprensorio di Empoli. In questi territori sarà costituito un nuovo ambito territoriale unico e presto ci sarà un'unica azienda a gestire tutto, al posto delle attuali cinque (Publiambiente, Quadrifoglio, Asm, Cis e Aer). Un'unica azienda che sarà scelta con una gara, ma il quintetto di aziende esistenti ha già deciso di coalizzarsi per concorrere in posizione di forza. Il frutto dell'alleanza tra le 5 imprese dei rifiuti esiste già, si chiama Helios, è una società con sede a Firenze ed è piuttosto probabile che tra un paio d'anni i bollettini della Tariffa igiene ambientale (Tia) portino questo marchio. Dopo il protocollo d'intesa del gennaio 2007, è ormai pronto un nuovo accordo, che pochi giorni fa è stato approvato dalla giunta del Comune di Firenze e che attende ora lo stesso via libera dagli altri Comuni interessati, tra cui Pistoia, Montale, Agliana e Quarrata. Il nuovo documento ricorda intanto che entro questo mese (la previsione è della legge regionale 61 del novembre scorso) dovrebbe nascere il nuovo ambito territoriale unico "Toscana Centro", con relativa autorità di ambito di tutti i Comuni coinvolti. L'autorità ha poi 4 mesi di tempo per varare le procedure necessarie a individuare il nuovo gestore unico, cioè l'azienda che si occuperà di spazzare le nostre strade, svuotare i nostri cassonetti e smaltire i nostri rifiuti. L'auspicio - messo nero su bianco - è che le attuali cinque aziende possano aggiudicarsi le gare, mantenendo quindi la situazione attuale. Ma per farlo occorrerà uno scatto in termini di dimensioni e - si spera - anche di efficenza, che porti a servizi meno cari e quindi a tariffe più leggere. C'è una società che pare fatta apposta per incarnare questo progetto, si chiama Helios ed è attualmente soprattutto una società di progettazione. Ha sede a Firenze e ne sono soci Quadrifoglio e Publiambiente (500.000 azioni per uno) e Asm (125.000). Il protocollo prevede il prossimo ingresso di Cis (comuni della piana pistoiese) e Aer (Pontassieve) con un aumento di capitale riservato. Tutta la fase di transizione (ripartizione delle quote societarie, governo della nuova società, linee guida per l'integrazione delle società esistenti) sarà gestita da un Comitato di coordinamento composto dai sindaci interessati (i Comuni sono Firenze, Prato, Pistoia, Empoli, Sesto Fiorentino, Montale, Montespertoli, Pontassieve e Borgo San Lorenzo) e dai presidenti delle cinque società. Fin qui il protocollo, che dovrà essere approvato anche dal Comune di Pistoia. Ma intanto la vita delle singole società promesse spose va avanti. è il caso di Publiambiente, che il 5 maggio scorso ha rinnovato il suo consiglio di amministrazione. L'organismo è composto da cinque persone, di cui tre di nomina pistoiese (attraverso il socio di maggioranza Publiservizi). I pistoiesi nel nuovo cda sono Pier Luigi Bimbi (riconfermato, designato come vicepresidente), Pierpaolo Pantanelli e Valerio Marchioni, che prendono il posto di Danilo Giacomelli e Pietro Neri. Pantanelli è un avvocato di area cattolico-popolare, Marchioni il presidente di una coop sociale di Pescia. Resteranno in carica 3 anni con un compenso lordo di 5.164 euro (per i membri) e un gettone di presenza di 103 euro lordi. Presidente è stato confermato l'empolese Paolo Regini. Fabio Calamati.

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Da carigo e consiglieri fondi a cuore amico (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'INIZIATIVA Da Carigo e consiglieri fondi a Cuore amico La Fondazione Carigo ha destinato a Cuore amico 2 mila 400 euro, che saranno utilizzati per l'acquisto di una nuova fotocopiatrice. L'associazione, presieduta da Mario Spanghero, esprime la propria gratitudine per il finanziamento, dimostrazione di considerazione e di attenzione, con cui il sodalizio di via Carducci ha dimostrato ancora una volta di voler essere vicino alle realtà operanti in città e di volerle sostenere nella loro attività. Sempre Cuore amico ringrazia gli assessori e i consiglieri comunali, appartenenti a varie correnti politiche, che hanno deciso di rinunciare al loro gettone di presenza, devolvendolo per l'attività socio sanitaria. Secondo il direttivo dell'associazione, si è trattato di un gesto che ha attestato la stima e l'affetto nei confronti dell'operato dei volontari.

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Sempre più volontari nel Comasco Associazioni a confronto a Villa Gallia (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Como)" del 13-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

COMO CITTA' pag. 2 Sempre più volontari nel Comasco Associazioni a confronto a Villa Gallia OLTRE 130MILA EURO DESTINATI A PROGETTI SOCIALI ? COMO ? SI ALLARGA, ed è sempre più "pesante", il mondo del volontariato comasco. Se ne è parlato nel pomeriggio di ieri durante un incontro con associazioni e organizzazioni di volontariato senza scopo di lucro organizzato a Villa Gallia dall'assessorato provinciale ai Servizi sociali per illustrare le modalità di erogazione dei fondi regionali destinati al terzo settore comasco. Bandi regionali, gestiti dalla Provincia, che prevedono l'erogazione per l'anno in corso di finanziamenti per 131mila euro per le organizzazioni dedite al volontariato e di 78mila euro per le associazioni. "LE ISCRIZIONI al registro regionale delle onlus hanno marcato nel Comasco un aumento di oltre il 10% delle presenze", spiega Loris Fantoni (nella foto), responsabile del Terzo settore in Regione. Così organizzazioni dedite al volontariato e le associazioni comasche sono arrivate, "dopo una stasi che si è trascinata al ribasso sino al 1998, anno in cui si è invece innescato un continuo trend di aumento", a toccare quota 181 tra Como e provincia, mentre le associazioni dedite alla promozione sociale, alla cultura o quelle sportive iscritte al registro sono 78. Un aumento, rispetto all'anno precedente, di oltre il 10% per entrambe le voci, complice, per Fantini, la politica di finanziamento da parte degli enti territoriali e l'introduzione della scelta lasciata al contribuente relativamente al 5 per mille nella dichiarazione dei redditi. Ma non solo: "Il volontariato cresce grazie alla generosità delle migliaia di persone che fanno parte del mondo dell'associazionismo - spiega l'assessore provinciale ai Servizi sociali, Simona Saladini - e sono messe nelle condizioni di crescere se la politica locale è in grado di riconoscere loro il ruolo importante che meritano all'interno di una rete di servizi, anzi viste le difficoltà di bilancio che gli enti locali soffrono endemicamente queste realtà sono una risorsa, ormai indispensabile, perché in grado di garantire servizi con risorse irrisorie". C. Cat.

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Le Consulte diventano un caso politico (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Le Consulte diventano un "caso" politico Le consulte degli immigrati sono costose e inutili? Il Pdl ha presentato una proposta a livello regionale per abolirle, facendo anche riferimento alla bassa affluenza alle urne che testimonierebbe uno scarso interesse. E' in parte d'accordo Ahmed Moallim Abdinur, esponente del Pd, che nel suo "decalogo" propone di "accorpare tutto in una sola consulta, quella comunale", da organizzare non per nazioni di provenienza, ma per 5 continenti, abolendo quindi le consulte regionale e provinciale. L'attuale organizzazione viene invece difesa dall'assessore Manuela Paltrinieri: "Gli stranieri regolari vanno trattati nella sostanza come gli altri cittadini, però le leggi attuali non consentono loro di votare alle elezioni. Le consulte sono l'unico strumento di contatto che hanno con le istituzioni e non costano nulla, nel senso che non hanno gettoni o cose del genere. Aggiungo che, costringendo le comunità a candidare una quota di donna, abbiamo introdotto il tema della condizione femminile". Molto forte l'avversione alla proposta Pdl di Nadia Karouiti, vicepresidente della Consulta provinciale: "La presenza al voto degli immigrati è stata alta, considerato che molti di loro provengono da paesi dove nemmeno si conosce il significato dell'andare alle urne. E per molte donne islamiche la Consulta è un'opportunità mai avuta". Karouti spera comunque di avere una sede fissa, "senza siamo un po' penalizzati".

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Politica e cultura al <Corriere> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-05-13 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE In Sala Buzzati Politica e cultura al "Corriere" L a legalità in una società aperta e la cultura, ambito in cui sono forti gli stimoli alla tolleranza e alla multiculturalità, sono temi di due incontri in Sala Buzzati per il forum "Economia e Società Aperta". Stasera, alle 21, "Un Paese di gente perbene" metterà a fuoco vicende della cronaca e della politica degli ultimi decenni, parlando di malcostume e vicinanze tra politica e malaffare con tre osservatori: l'editorialista del Corriere Gian Antonio Stella, il cantautore Gualtiero Bertelli (insieme nella foto) e l'attore Bebo Storti. Gli interventi di Stella, autore con Sergio Rizzo di libri come "La casta" e "La deriva", proporranno pagine di cronaca politica, cui si alterneranno monologhi di Storti e canzoni proposte da Bertelli con il pianista Paolo Favorido. L'incontro di domani alle ore 18 sarà invece dedicato a "Cultura e società aperta". Pierluigi Battista, vicedirettore del Corriere, chiederà di spiegare il ruolo della cultura nella società: risponderanno l'editorialista Piero Ostellino, l'imprenditore (e presidente dell'associazione per il festival internazionale della musica di Milano) Francesco Micheli, il filosofo Giulio Giorello, l'architetto Stefano Boeri. Alle 19.30 conclusione del Forum, con il presidente di Rcs MediaGroup e Rcs Quotidiani Piergaetano Marchetti e il presidente della Bocconi Mario Monti: la serata sarà ideale passaggio del testimone alla prossima tappa del Forum, a Madrid in autunno. (i.b.) Oggi ore 21, domani ore 18, via Balzan 3, ingr. previa registrazione su www.economiaesocieta.org.

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Un' inchiesta giornalistica a Chiarelettere (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-05-13 - pag: 19 autore: SOTTOTITOLI Un' inchiesta giornalistica a Chiarelettere R essa fra i "tifosi" di Magdi Allam e i fan di Marco Travaglio, tutto esaurito all'incontro per ricordare l'Attentato a Carlo Casalegno. E – nemmeno a dirlo – successo clamoroso, nello spazio più grande della Fiera, per il duo Stella-Rizzo. Non è un caso: il giornalismo d'inchiesta, narrato con passo di racconto, è diventato un vero e proprio genere editoriale. Che sta sbancando nelle librerie. Dietro questo fenomeno c'è un manager editoriale di grande talento: Lorenzo Fazio. è stato lui, da direttore editoriale della Bur (dal 2003 al 2006) a far convergere la casa sul genere. Successi lusinghieri che preludevano al "botto" de La casta: più di un milione di copie. Quando uscì il libro di Stella- Rizzo, Fazio, però, era uscito anche lui da Rizzoli. Si è rimesso in pista, vincendo un'altra scommessa, con la casa editrice Chiarelettere, fondata da lui (socio al 30%) con Sandro Parenzo (6%), Guido Roberto Vitale (15%) e, soprattutto, con un alleato come il Gruppo Mauri- Spagnol (al 49%), uno dei pochi editori puri rimasti. Fazio, 52 anni, ha dimostrato che se tv e giornali non fanno più il loro dovere di scavo e inchiesta, il libro è pronto a raccogliere il testimone. E il pubblico lo capisce. Quest'anno i titoli di Chiarelettere saranno 25; il programma per il 2009 è delineato, ma pronto a cogliere le opportunità che dovessero capitare, con spunti presi dalla realtà. è capitato così con il libro di Andrea Casalegno: una storia che doveva essere raccontata. Fazio ha avuto il merito di chiedere all'autore di farlo.Così fa un editore vero. Indovina i libri ancora quando non esistono. (S.Sa.).

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Caliendo, Cosentino, Scotti e Viespoli: la Campania fa poker (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-05-13 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Caliendo, Cosentino, Scotti e Viespoli: la Campania fa poker Ecco i sottosegretari. Forse a Napoli il 21 maggio Quattro sottosegretari campani nel Governo Berlusconi. Le nomine sono state ufficializzate ieri sera dal premier nella Capitale NAPOLI - La parola d'ordine è "sobrietà economica". è stata questa la raccomandazione che Silvio Berlusconi ha rivolto ai suoi 37 nuovi sottosegretari. La riduzione dei costi della politica e dei dicasteri, per il presidente del Consiglio, dovrà divenire una "costante, e anche quando si dovrà intervenire con i decreti - ha precisato- bisognerà tagliare". Ieri, il giuramento dei sottosegretari, ma senza viceministri. Con la promessa di rimescolare un po' di carte il prossimo ottobre: quando è previsto il primo, vero tagliando del governo e, con lo "spacchettamento " delle deleghe ministeriali, una nuova distribuzione di responsabilità. "Voi - ha poi continuato il Cavaliere parlando alla compagine di sottosegretari - siete stati scelti tra molti, dopo tanti no che ho dovuto dire e tantissime scelte dolorose". Poi, ha ricordato "che ci attende un compito difficile perché difficile è il periodo che vive il Paese. Ma sono convinto - ha concluso - che, nonostante l'impegno che abbiamo davanti, ce la faremo". Secondo alcune indiscrezioni, per ora sarebbero rimaste in pectore due nomine di governo che probabilmente il Cavaliere ufficializzerà nei prossimi giorni. Quattro i sottosegretari campani: Nicola Cosentino, coordinatore regionale azzurro, all'Economia; Pasquale Viespoli, di An, che torna al Welfare; Giacomo Caliendo, magistrato di Cassazione originario di Saviano di Nola ma eletto in Lombardia, alla Giustizia; e Enzo Scotti, già ministro democristiano e ora tornato dopo sedici anni esatti al ministero degli Esteri come sottosegretario. Il consiglio dei ministri si riunirà a Napoli mercoledì 21 maggio o, al massimo, venerdì 23. E per quella data, Silvio Berlusconi dovrà sciogliere (conflitti politici con gli alleati permettendo) anche il nodo sulla nomina dell'attuale capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, a delegato all'emergenza rifiuti in Campania. Tra l'altro, ieri il capo della Protezione civile ha partecipato all'Università americana John Cabot alla cerimonia di conferimento della laurea honoris causa in ''public service'' al sottosegretario alle presidenza del Consiglio, Gianni Letta. "Bertolaso - ha commentato il neo-sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino - è una grande risorsa e se fossimo stati ad ascoltarlo probabilmente non ci saremmo ritrovati nelle condizioni di emergenza in cui è precipitata tutta la Campania". Cosentino, come tutti gli altri, ha brindato, dopo il giuramento alla Galleria Colonna, con i colleghi sottosegretari e il premier Berlusconi: "Credo - ha poi aggiunto - che la nostra regione abbia ricevuto un buon riconoscimento. Il ministero dell'Economia raggruppa sette ex ministeri: dal Tesoro alle Finanze, dal Bilancio al Demanio alle Partecipazioni statali. Poi, la Campania si è fatta carica anche di altri ministri e non si sono create altre opportunità ". Tuttavia, restano ancora da definire le competenze che saranno assegnate al leader regionale di Forza Italia. Nella sala accanto a quella dove ha prestato giuramento, la moglie e i due figli gemelli: "Sono emozionato - ha concluso il sottosegretario all'Economia - e corro ad abbracciarli". Più disinvolto Pasquale Viespoli che è tornato al ministero del Welfare: "Occorre ripartire - esordisce - dal mio emendamento alla Finanziaria sull'introduzione del bonus formativo e poi dal libro bianco sul mercato del lavoro, solo in parte concretizzato". Dopo un "brindisi molto sobrio, come voluto da Berlusconi", Viespoli ha festeggiato a cena con la moglie in un ristorante dalle parti del Pantheon. Altro precipuo impegno del governo sarà quello della sicurezza. Ignazio La Russa, ministro della Difesa e reggente di Alleanza nazionale, ha rilanciato l'ipotesi di impiegare l'Esercito in regioni come la Calabria e la Campania. Una proposta che ha trovato d'accordo l'Idv di Di Pietro con il responsabile nazionale enti locali, Nello Formisano: "L'Idv - ha affermato Formisano - concorda sulla eventualità dell'uso dell'esercito nelle zone più calde del paese, come la Calabria e la Campania, per le questioni relative alla sicurezza. è questo - ha poi concluso - un punto di partenza interessante su cui il confronto è positivamente aperto ". A. A.

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Corsi e ricorsi a Messina, storia di un ponte infinito (sezione: Costi dei politici)

( da "Panorama.it" del 13-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Economia - http://blog.panorama.it/economia - Corsi e ricorsi a Messina, storia di un ponte infinito Posted By redazione On 13/5/2008 @ 8:24 In Apertura#2, NotiziaHome | No Comments di Laura Maragnani Via le insegne. Via il personale. Uffici chiusi, scrivanie, computer, arredi: tutto venduto, o quasi. A Villa San Giovanni e a Messina nulla più rimane dei due info-point della [1] Stretto di Messina, società concessionaria del futuribile ponte sullo Stretto. Lo smantellamento si è concluso a pochi giorni dalla vittoria di un centrodestra per cui il ponte è di nuovo "una priorità". E la firma è di [2] Pietro Ciucci, consigliere e amministratore delegato della Sdm nonché presidente, consigliere e direttore generale dell'Anas, azionista di controllo (82 per cento) del ponte. Quando si dice il tempismo: le due sedi erano state aperte nel 2006, a ridosso della vittoria di un centrosinistra che del ponte proprio non voleva sentir parlare. Per due anni hanno inutilmente funzionato insieme alla imponente sede di Roma, cinque piani in affitto a via Po: 102 dipendenti (di cui oltre 20 nello staff dell'amministratore delegato) e stipendi, consulenze, pubblicità, gettoni di presenza, affitti e bollette per 20 milioni di euro solo nel 2006. Entro maggio il consiglio di amministrazione in scadenza dovrà approvare il bilancio 2007. La voce costi sarà certo più leggera, visto che lo stop deciso con l'ultima Finanziaria è calato su via Po a mo' di mannaia. I dipendenti sono scesi a 42 (gli esuberi ricollocati all'Anas e in altri uffici pubblici) e gli 11 membri del cda si sono sentiti proporre dal presidente Giuseppe Zamberletti un'autoriduzione degli emolumenti (erano triplicati: dai 526 mila euro del 2002 ai 1.616 del 2006). Ma a incombere minacciosamente sui conti sono le milionarie richieste di danni avanzate dal general contractor Eurolink e dall'americana [3] Parsons Transportation Group. A fronte di un contratto da 3,9 miliardi di euro firmato nel marzo 2006, un mese prima della vittoria di Romano Prodi, la Eurolink (l'Impregilo è la capofila, ne fanno parte la spagnola Sacyr, la giapponese Ishikawajima-Harima e le più grandi imprese italiane del settore) ha già chiesto 80 milioni di euro di danni; ogni mese ne aggiunge altri 3. Il gruppo Parsons, aggiudicatario di un contratto da 120 milioni per il project managing consulting, ne vuole 40. E non basta. Sedi periferiche chiuse, personale dimezzato, finanziamenti spariti (il governo Prodi ha riassegnato alle regioni Sicilia e Calabria il milione e mezzo di euro accantonato dalla Fintecna per il ponte), contributi Ue perduti: tra sprechi gestionali e incertezze politiche, a discutere col nuovo governo il se, il quando e il come costruire adesso il ponte sarà una società che deve di fatto ricominciare tutto daccapo. Chiuderla costerebbe oltre 600 milioni di euro: "388 milioni solo di penali" aveva calcolato l'ex ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che infatti aveva optato per un drastico ridimensionamento; più i danni; più la perdita dei 160 milioni finora spesi in 30 anni di studi di settore, progetti, sedi, assunzioni. Ma per ripartire bisogna far fronte alle richieste di adeguamento dei contratti, pagare i danni, rimettere in piedi una struttura allo sbando. Tra Scilla e Cariddi sarà in ogni caso una botta da centinaia di milioni.

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Innovazione, Polo in picchiata (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 13-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il bilancio (non ancora approvato) è in rosso, il capitale sociale è ridotto al lumicino e i progetti sono fermi Innovazione, Polo in picchiata Il Cda (scaduto) è in carica, ma "sotto osservazione" dopo il cambio di maggioranza Il bilancio è in rosso, la progettualità va a rilento, ci sono apparecchiature acquistate e ancora imballate in un capannone, il conto economico è in sofferenza, il capitale sociale necessità di essere rimpinguato, il consiglio di amministrazione (scaduto) è ancora in carica per unaprorogatio regionale e non sarebbero stati inseriti nei conti i 400 mila euro legati ad una penale per non aver dato seguito ad un preliminare per l'acquisto della sede. Un quadro preoccupante per quello che nei fatti avrebbe dovuto essere il fiore all'occhiello dell'innovazione in provincia di Pordenone: il Polo Tecnologico. Una situazione complessa alla luce anche del fatto che il cambio di amministrazione regionale ha dato uncolpo di spugnaad ogni possibile copertura politica (ovviamente all'interno della legalità). Il Polo oggi è in sofferenza al punto che qualcuno parla anche difallimento, termine che non piace a nessuno, compresi i nuovi inquilini della Regione.Il bilancio. Tecnicamente i conti del Polo non sono stati approvati. L'assemblea dei soci ha aperto la discussione, ma hasospeso l'approvazione. Per una norma extra codice civile al momento dell'approvazione del bilancio gli organi statutari devono dimettersi e nel giro di 45 giorni i soci devono nominare presidente e nuovo consiglio di amministrazione. Pena il fallimento. Il problema, però, è legato al fatto che la scadenza dell'attuale Cda è avvenuta a cavallo delle elezioni anticipate e quindi per la Regione (socio di maggioranza) non ci sarebbe stato il tempo per le nomine. Per questo è stata concessa una proroga. Il Collegio dei revisori dei conti ha stabilito che il bilancio dovrà essere approvato entro il 26 giugno. In ogni caso l'attuale Cda ha una limitata operatività e politicamente è "sotto osservazione" da parte della nuova maggioranza.I conti del Polo. Il bilancio ha chiuso in rosso di circa 170 mila euro, fatto non grave per una società di servizi che non può contare su entrate consistenti anche alla luce della scarsa operatività legata alla sede che ancora non c'è. Nel frattempo, però, è statoeroso il capitale sociale che ora è al lumicino. Esiste una linea di credito aperta, ma più si accede, più si allarga l'indebitamento. Un altro fatto preoccupante è legato allapenale per il preliminare firmato e poi non onorato con Franco Asquini per l'acquisto di una fetta dell'ex Seleco dove era stato deciso di sistemare la sede del Polo. Quattrocento mila euro che non sono inseriti a Bilancio.Progetti e laboratori. Le difficoltà hanno ridotto l'operatività del Polo e l'annopersocon il tira e molla sulla sede alla Seleco ha di fatto creato ritardi. Allo stato attuale ci sono poco meno di una trentina di aziende seguite con servizi e progetti di innovazione. Una parte è insediata, un'altra fa parte del Polo diffuso sul territorio. Per quanto riguarda la sede la decisone è nota: sarà realizzata al Villaggio del Fanciullo su una superficie di circa 7 mila e 500 metri quadrati. Il progettista ha consegnato gli elaborati, mancano alcune autorizzazioni. Oltre a questo ci sono due laboratori (leggi pezzo sotto), ma nessuno dei due è operativo.I finanziamenti. Per la realizzazione della sede e l'acquisto del terreno la Regione ha sborsato circa 6 milioni di euro. A questi se ne devono aggiungere altri 850 mila circa per la gestione diretta.Le indennità.Il presidente Valter Taranzano ha rinunciato all'indennità di carica (circa 35 mila euro l'anno), mentre i rappresentanti del Cda dispongono di un gettone di presenza di 150 euro a seduta. Paolo Cattapan, direttore operativo ha uno "stipendio" di 40 mila euro l'anno.La replica. Paolo Cattapan, direttore operativo del Polo, non concorda sulla picchiata. "Nessuno nega che lungo il percorso ci siano state difficoltà. Nonostante questo la struttura ha partecipato a progetti importanti e oggi fornisce innovazione e tecnologia a una trentina di aziende del territorio che rappresentanto oltre mille e 200 dipendenti. Tra l'altro sono insediate la Onda, la Csr e la Genetic Lab: hanno vinto il premio Innovazione". Come dire, insomma che il proprio lavoro il Polo lo ha svolto. "Siamo anche convinti che ci siano gli spazi operativi per fare ancora tanto altro".Loris Del Frate.

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Visitatori in calo. Ma è l'anno dei record per le vendite (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

N. 113 del 2008-05-13 pagina 35 Visitatori in calo. Ma è l'anno dei record per le vendite di Redazione Sono stati quasi trecentomila i visitatori alla Fiera internazionale del libro di Torino, con una diminuzione, rispetto all'anno scorso solo del 2/3 per cento. Lo ha sottolineato il presidente della Fiera, Rolando Picchioni, alla conferenza di chiusura della manifestazione. Picchioni - affiancato dal direttore editoriale, Ernesto Ferrero - ha ricordato che la rassegna, dopo le molte polemiche per la presenza di Israele, negli ultimi due giorni, ha recuperato circa il 15 per cento di visitatori rispetto alle stesse giornate dell'anno scorso. La manifestazione non ha quindi risentito del boicottaggio degli attivisti filopalestinesi e dei centri sociali. Record anche la copertura stampa: 900 testate giornalistiche provenienti da tutto il mondo, con oltre 2.400 giornalisti. I libri più venduti sono stati: Il treno dell'ultima notte di Dacia Maraini, Durante di Andrea De Carlo e La deriva di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella per Rizzoli. Per Einaudi Il lato sinistro del cuore di Carlo Lucarelli e L'uomo che non credeva in Dio di Eugenio Scalfari. Per Mondadori vendite superiori a tutte le edizioni precedenti della Fiera. I titoli numero uno sono La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano e Gomorra di Roberto Saviano. Soddisfatti anche da Giunti, con una punta del 30 per cento di incremento delle vendite nella giornata di domenica. Al Gruppo Editoriale Mauri Spagnol sono in cima alle vendite il duo Marco Travaglio-Peter Gomez e Massimo Gramellini, rispettivamente con Se li conosci li eviti e Cuori allo specchio. Grande soddisfazione anche tra gli editori piccoli e medi. Alla Fiera del Libro, come ogni anno, si compra, si vende e si ruba. La percentuale dei libri "soffiati" si aggira intorno al 5 per cento. Grande successo anche allo stand di Israele che in cinque giorni ha visto esaurire la gran parte dei titoli proposti con circa 10mila volumi complessivamente venduti oltre a 3mila bandiere e migliaia di gadget: spille, portachiavi, mouse e bottiglie di vino israeliano. Il libro più venduto è stato Quando il pesciolino e lo squalo si incontrarono per la prima volta, scritto nell'infanzia da Gilad Shalit, il militare israeliano rapito il 25 giugno 2006 dai guerriglieri palestinesi e tuttora in mano ai suoi sequestratori. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Signori onorevoli sarebbe il caso di fare un gesto Cara Provincia ora che il Berlusconi IV si è ufficialmente insediato, mi permetto un piccolo suggerimento affinché almeno una del (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Como, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Le molteplici promesse elettorali venga mantenuta, potendola attuare anche provvisoriamente, senza il rischio che s'inceppi negli ingranaggi di una burocrazia granitica Signori onorevoli sarebbe il caso di fare un gesto Cara Provincia ora che il Berlusconi IV si è ufficialmente insediato, mi permetto un piccolo suggerimento affinché almeno una delle molteplici promesse elettorali venga mantenuta, potendola attuare anche provvisoriamente, senza il rischio che s'inceppi negli ingranaggi di una burocrazia granitica. Mi riferisco al tanto sbandierato taglio delle indennità parlamentari. La mia idea si basa sulla presunzione di credere che chi durante la campagna elettorale ha manifestato l'intenzione di ridurre i compensi a partire da deputati e senatori, non avrà difficoltà ad auto-tassarsi, in attesa di un decreto legge che sancisca una diminuzione degli stipendi dei parlamentari. Se ogni parlamentare verserà 1000 euro netti al mese fino a quando questa auspicata legge non verrà ratificata all'unanimità, si potrebbero finanziare progetti mirati. Facendo il conto della serva, avremmo mensilmente circa 950.000 euro che potrebbero servire per interventi urgenti. Penso che un esempio da chi ci governa sia necessario in questo periodo di crisi e, senza fare della demagogia, non credo che risentirebbero di questa "tassazione volontaria", visti i compensi e le agevolazioni che la Casta si è negli anni garantita. Faccio perciò un appello ai politici eletti dal nostro territorio affinché si facciano promotori di questa iniziativa, a mio parere di semplice attuazione ma di grande effetto. Alberto Rasile Caro signor Alberto, non so se rallegrarmi per il suo ottimismo o sull'eco delle grasse risate che si staranno facendo, leggendoci, i politici di casa nostra (assieme agli altri, naturalmente). Solo pochi giorni fa in Provincia si sono aumentati (pardon: adeguati) i compensi, dopo una campagna elettorale giocata sul risparmio e sul rigore, e lei suggerisce un'autoriduzione delle indennità: mi permetta di nutrire qualche perplessità. Pensi che la Regina d'Inghilterra, per dare l'esempio ai suoi sudditi chiamati a tirare la cinghia, ha ridotto le proprie spese del 61% negli ultimi 15 anni. E pare che, quando invita ospiti privati, usi tovaglioli di carta. In Italia il primo libro di Stella e Rizzo ha venduto un milione e 200 mila copie, scoperchiando un verminaio di privilegi e di clientele, ma i primari continuano ad essere nominati dai partiti e la Casta non ha fatto una piega. Compreso il Quirinale, che spende il quadruplo di Buckingham Palace. I comaschi paladini di un nobile gesto? Forse un giorno, quando Como sarà bagnata dal Tamigi... Pier Angelo Marengo p.marengo@laprovincia.it 13/05/2008.

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