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IN EVIDENZA
ROMA - L'Italia è una Repubblica fondata sulla fedeltà. Al capo,
beninteso. Accade nella politica dove l'eletto è cooptato dai capi-partito, e
accade nelle imprese dove al manager bravo si preferisce quello obbediente. Anche
questo è il declino italiano. Che emerge da due indagini promosse dalla
Fondazione Rodolfo Debenedetti (saranno presentate il 24 maggio in un convegno
a Gaeta) sulle carriere di tutti i deputati dal
Si scopre che i risultati, per manager e politici, contano poco o nulla. Non
più del 15 per cento della retribuzione di un alto dirigente è collegata alle
sue performance. E i deputati italiani guadagnano quasi 36 mila euro in più
all'anno dei parlamentari americani. Solo il 50 per cento degli amministratori
delegati o direttori generali ha nel cassetto una laurea. Non si viene scelti
in base al curriculum ma, anche qui, ai rapporti personali. Sono le Caste,
insomma, come già è stato detto. Élite che da tempo hanno abdicato al loro
ruolo di guida.
"Politici e manager - spiega Tito Boeri, direttore della Fondazione - sono
due figure cruciali per uscire dal declino. I primi per creare, con
lungimiranza, le condizioni di contesto migliori, a cominciare da quelle
relative all'istruzione. I secondi perché possono concretamente incidere sulla
riorganizzazione della nostra struttura produttiva. Il successo delle imprese
dipende innanzitutto da loro".
I nostri manager non sono né più vecchi, né più giovani di quelli degli altri
paesi. Sono in media: hanno intorno ai 45 anni. Però c'è un'anomalia, tra le
altre, tipicamente italiana. "Una differenza importante", dice Luigi
Guiso, dell'Istituto universitario europeo, uno dei curatori della ricerca. In
Italia c'è una quota significativa (tra il 6 e il 7 per cento) di manager over
65, e un'altra di pari dimensioni di manager sotto i 45 anni. Tanto che abbiamo
un'età media più bassa di un paese come gli Stati Uniti (46 anni) dove la
mobilità sociale è invece altissima. E allora perché l'anomalia italiana? Guiso
sostiene che le possibili interpretazioni sono almeno due.
La prima è quella che definisce "speranzosa": è iniziata la fine
della gerontocrazia e ora siamo in mezzo alla transizione. La seconda, però,
più realisticamente dice che "restiamo in un sistema gerontocratico e
parentale" perché è il padre anziano che resta in azienda cedendo
gradualmente deleghe al giovane figlio. Questo è il capitalismo familiare, e
soprattutto è quello delle micro-imprese, che ancora stenta ad aprirsi ai
manager esterni.
La conferma arriva dai criteri di selezione per l'assunzione di un manager.
Partiamo da un primo dato sorprendente: non si scelgono i laureati migliori
bensì quelli che escono dalle università con un voto medio, anche sotto il 102.
E ben il 20 per cento viene assunto nonostante un voto inferiore a 95. Insomma
una selezione al ribasso. Perché? "La mia è una congettura - avverte Guiso
- ma probabilmente lo si fa perché non si vogliono soggetti indipendenti,
troppo ambiziosi. Si cerca la fedeltà, l'obbedienza, più che la fiducia".
Tanto che gli stipendi dei manager sono spesso svincolati dalle performance
borsistiche: nel 2007 sono aumentati quasi del 30 per cento per i top manager
del listino ma a Piazza Affari abbiamo visto il tracollo dei titoli (-7 per
cento per il Mib). Nessuno viene cacciato perché non raggiunge i target. Ma se
si incrina il rapporto con la proprietà, si va via.
Nemmeno tutti i manager hanno una retribuzione legata ai risultati. Chi ce
l'ha, ce l'ha per una quota pari in media al 15 per cento, non di più. E
allora, dalla ricerca, il nostro manager appare "un po' seduto, poco
disposto a rischiare, un po' conservatore". Come l'Italia di questi anni,
insomma.
Come i politici italiani, in particolare, di questa seconda Repubblica. La
ricerca che è stata condotta su di loro non ha precedenti. Sono stati studiati,
per un anno, tutti i 4.465 eletti alla Camera dalla prima fino alla
quindicesima legislatura, esclusa, dunque, solo quella appena avviata. Di loro
si sa quasi tutto: dove sono nati, il loro livello di istruzione, la
professione che facevano prima, la loro attività, i loro redditi dall'
Ha messo a confronto la dinamica dei loro redditi. Ha scoperto, per esempio,
che in Italia il reddito pro capite negli ultimi 50 anni è cresciuto di circa
il 3 per cento l'anno, ma per i deputati l'impennata è stata di oltre il 10 per
cento. Oggi i deputati italiani guadagnano esattamente 35.742 euro in più
all'anno di un rappresentate del popolo statunitense.
Da noi serve sempre meno anche la laurea per arrivare allo scranno
parlamentare. Nella prima Repubblica (dal '48 al '94) l'aveva l'80,5 per cento
dei deputati; nella seconda il 68,5. Nella prima legislatura era laureato il
91,4 per cento contro il 64,6 della penultima. Non è andata così negli States:
i laureati erano l'88,5 per cento nel 1949, sono saliti al 93,9 per cento nel
1995. Ma dov'è la nostra classe dirigente?
(13 maggio 2008)
·
Articoli
Costi dei politici
(17)
Indennità, lo sfogo del sindaco (
da "Gazzetta di Reggio" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Idem per i gettoni di presenza dei consiglieri della Comunità montana: chi percepisce altre indennità non riceve il gettone di presenza. Unione dei Comuni ente inutile? Siamo proprio sicuri? L'Unione ha un bilancio di oltre 4 milioni di euro, e svolge per conto dei Comuni gestioni associate al fine di rendere l'azione amministrativa più efficiente,
Voto segreto con mezzi elettronici (
da "Trentino" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Il problema è quello dei costi derivanti dalla modifica di banchi e pulsantiere. "Sì, mi hanno fatto l'osservazione che questo sistema potrebbe costare molto. Io ho risposto che si potrebbe compensare la spesa con la riduzione del gettone di presenza, tagliandolo come io propongo di oltre 50 euro (attualmente ammonta a 120).
Cambiare Sprecopoli? Tocca ai cittadini italiani (
da "Giornale di Brescia" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: è stato concepito prima ancora che uscisse "La Casta" di Stella e Rizzo anche se, per motivi editoriali, ha visto la luce più tardi, con un titolo scelto dallo stesso editore, per me molto brutto, che evoca più gli aspetti giudiziari che non, come nei nostri intendimenti, il modo di fare della politica e della burocrazia italiana".
Quando l'obiezione non è solo di coscienza - corrado augias (
da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: obiezione collettiva sia che nell'ospedale della vicina Castelfranco viene corrisposto un gettone di presenza per gli strumentisti che effettuano aborti, a Montebelluna no. Mi sembra grave confondere l'alto richiamo della coscienza con la trattativa sindacale; se a quelle persone verrà riconosciuto il famoso gettone, torneranno a praticare gli aborti?
"la bellezza ci ha salvato" dopo l'ira, picchioni
sorride - sara strippoli ( da "Repubblica, La"
del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, La deriva. Einaudi: Sam Savage, Firmino; Carlo Lucarelli, Il lato sinistro del cuore; Eugenio Scalfari, L'uomo che non credeva in Dio. Mondadori: Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi; Roberto Saviano, Gomorra.
Venaria, mezzo milione per i savoia - marina paglieri (
da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: gli autori Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella hanno citato il Piemonte come esempio di regione virtuosa e la Reggia di Venaria come caso anomalo in Italia di un progetto straordinario realizzato in tempi non biblici, quelli in genere che servono per un cavalcavia, da parte di giunte e governi di colore politico diverso".
Rifiuti, ecco la società unica (
da "Tirreno, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Pantanelli è un avvocato di area cattolico-popolare, Marchioni il presidente di una coop sociale di Pescia. Resteranno in carica 3 anni con un compenso lordo di 5.164 euro (per i membri) e un gettone di presenza di 103 euro lordi. Presidente è stato confermato l'empolese Paolo Regini.
Da carigo e consiglieri fondi a cuore amico (
da "Messaggero Veneto, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Sempre Cuore amico ringrazia gli assessori e i consiglieri comunali, appartenenti a varie correnti politiche, che hanno deciso di rinunciare al loro gettone di presenza, devolvendolo per l'attività socio sanitaria. Secondo il direttivo dell'associazione, si è trattato di un gesto che ha attestato la stima e l'affetto nei confronti dell'operato dei volontari.
Sempre più volontari nel Comasco Associazioni a confronto a
Villa Gallia ( da "Giorno, Il (Como)"
del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: la politica di finanziamento da parte degli enti territoriali e l'introduzione della scelta lasciata al contribuente relativamente al 5 per mille nella dichiarazione dei redditi. Ma non solo: "Il volontariato cresce grazie alla generosità delle migliaia di persone che fanno parte del mondo dell'associazionismo - spiega l'assessore provinciale ai Servizi sociali,
Le Consulte diventano un caso politico (
da "Nuova Ferrara, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: però le leggi attuali non consentono loro di votare alle elezioni. Le consulte sono l'unico strumento di contatto che hanno con le istituzioni e non costano nulla, nel senso che non hanno gettoni o cose del genere. Aggiungo che, costringendo le comunità a candidare una quota di donna, abbiamo introdotto il tema della condizione femminile".
Politica e cultura al <Corriere> (
da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: editorialista del Corriere Gian Antonio Stella, il cantautore Gualtiero Bertelli (insieme nella foto) e l'attore Bebo Storti. Gli interventi di Stella, autore con Sergio Rizzo di libri come "La casta" e "La deriva", proporranno pagine di cronaca politica, cui si alterneranno monologhi di Storti e canzoni proposte da Bertelli con il pianista Paolo Favorido.
Un' inchiesta giornalistica a Chiarelettere (
da "Sole 24 Ore, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: nello spazio più grande della Fiera, per il duo Stella-Rizzo. Non è un caso: il giornalismo d'inchiesta, narrato con passo di racconto, è diventato un vero e proprio genere editoriale. Che sta sbancando nelle librerie. Dietro questo fenomeno c'è un manager editoriale di grande talento: Lorenzo Fazio.
Caliendo, Cosentino, Scotti e Viespoli: la Campania fa
poker ( da "Corriere del
Mezzogiorno" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: La riduzione dei costi della politica e dei dicasteri, per il presidente del Consiglio, dovrà divenire una "costante, e anche quando si dovrà intervenire con i decreti - ha precisato- bisognerà tagliare". Ieri, il giuramento dei sottosegretari, ma senza viceministri.
Corsi e ricorsi a Messina, storia di un ponte infinito (
da "Panorama.it" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: anni hanno inutilmente funzionato insieme alla imponente sede di Roma, cinque piani in affitto a via Po: 102 dipendenti (di cui oltre 20 nello staff dell'amministratore delegato) e stipendi, consulenze, pubblicità, gettoni di presenza, affitti e bollette per 20 milioni di euro solo nel 2006. Entro maggio il consiglio di amministrazione in scadenza dovrà approvare il bilancio 2007.
Innovazione, Polo in picchiata (
da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: mentre i rappresentanti del Cda dispongono di un gettone di presenza di 150 euro a seduta. Paolo Cattapan, direttore operativo ha uno "stipendio" di 40 mila euro l'anno.La replica. Paolo Cattapan, direttore operativo del Polo, non concorda sulla picchiata. "Nessuno nega che lungo il percorso ci siano state difficoltà.
Visitatori in calo. Ma è l'anno dei record per le vendite (
da "Giornale.it, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Durante di Andrea De Carlo e La deriva di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella per Rizzoli. Per Einaudi Il lato sinistro del cuore di Carlo Lucarelli e L'uomo che non credeva in Dio di Eugenio Scalfari. Per Mondadori vendite superiori a tutte le edizioni precedenti della Fiera. I titoli numero uno sono La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano e Gomorra di Roberto Saviano.
Signori onorevoli sarebbe il caso di fare un gesto Cara
Provincia ora che il Berlusconi IV si è ufficialmente insediato, mi permetto un
piccolo suggerimento affinché almeno una del (
da "Provincia di Como, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: In Italia il primo libro di Stella e Rizzo ha venduto un milione e 200 mila copie, scoperchiando un verminaio di privilegi e di clientele, ma i primari continuano ad essere nominati dai partiti e la Casta non ha fatto una piega. Compreso il Quirinale, che spende il quadruplo di Buckingham Palace.
( da "Gazzetta di Reggio" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Busana,
Govi: "Ma quale casta, ecco quello che prendo" "Sommare le
cariche non vuole dire prendere più soldi" BUSANA. "Adesso basta. Mi
sono stufato". E' l'amaro sfogo del sindaco e presidente dell'Unione dei
Comuni, Sandro Govi. "Un presidente a costo zero", sottolinea: il
tema è quello della somma di cariche amministrative, che in montagna è stato al
centro di critiche da parte delle opposizioni, come ad esempio lo studio
realizzato da Massimiliano Coloretti di Villa Minozzo. Govi ricorda che
"sommando le cariche non è consentito sommare anche le indennità, quindi
non c'è aggravio dei costi". Il sindaco replica così ad un intervento di
Liana Barbati (Italia dei Valori, quindi partito alleato del Pd), la quale
intervenendo nel dibattito in corso sull'utilità delle Comunità montane, aveva
sostenuto: "Che dire della sovrapposizione di cariche che aumenta la
confusione e rasenta l'illegalità? In montagna c'è chi ricopre
contemporaneamente ruoli molteplici nel Gal, nella Comunità montana, nell'Unione
dei Comuni, nei Comuni stessi. E poi vorremmo sapere i compiti effettivi e le
aree di competenza di tutti questi enti". E questo a Govi ha fatto salire
la pressione: "Questa storia dei doppi e tripli incarichi e come dice
Barbati "dei relativi gettoni e indennità",
ormai è diventata ridicola. Sono pronto a fornire a chiunque copia della mia
busta paga di emerito rappresentante della Casta. L'unica indennità che
percepisco dallo Stato sono 1.002 euro al mese per 12 mesi. Dall'ente pubblico
percepisco inoltre circa 3.500 euro all'anno per il rimborso dei km percorsi
con la mia astra station wagon: ogni km percorso la bellezza di 0,28 euro. E
poi vorrei ricordare che per legge il presidente dell'Unione deve
obbligatoriamente essere un sindaco e sempre per legge questo sindaco presiede
l'Unione gratis, poiché le indennità non sono cumulabili. Stessa storia per
l'indennità del presidente della Comunità montana, che percepisce la sola
indennità di sindaco, non cumulabile. La Regione sta predisponendo una legge
che, proprio al fine di risparmiare sui costi della politica, prevede che il
presidente della Comunità montana debba a sua volta obbligatoriamente essere un
sindaco che, ripeto, eserciterà quella funzione gratis". Conclude Govi:
"Idem per i gettoni di presenza dei consiglieri della Comunità montana: chi percepisce altre
indennità non riceve il gettone di presenza. Unione
dei Comuni ente inutile? Siamo proprio sicuri? L'Unione ha un bilancio di oltre
4 milioni di euro, e svolge per conto dei Comuni gestioni associate al fine di
rendere l'azione amministrativa più efficiente, adeguata e meno costosa.
L'Unione dei Comuni ha unificato le procedure amministrative dei Comuni
aderenti, ha prodotto gestioni associate praticamente in tutti i settori
dell'azione amministrativa dei comuni aderenti, ed ha complessivamente ridotto
il personale dipendente dei 4 Comuni". Luca Tondelli.
( da "Trentino" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
L'INIZIATIVA
IN COMUNE "Voto segreto con mezzi elettronici" Lo propone Firmani: i
consiglieri oggi possono essere "controllati" LUCA MAROGNOLI TRENTO.
I banchi del consiglio comunale vanno modificati per garantire ai consiglieri
di votare con serenità e lontani da "occhi indiscreti". Lo propone
Bruno Firmani, capogruppo dell'Italia dei Valori. "Non mi riferisco al
voto palese - spiega - ma a quello segreto, che da noi tale non è. In consiglio
ci danno una scheda da compilare, ma davanti agli altri: tutti vedono. Io
propongo che si metta una pulsantiera nascosta dove uno infila la mano, non
permettendo la visione da parte dei colleghi. Fra l'altro il voto con il
sistema attuale è molto lento". E se uno si limitasse a proteggere la
scheda con una mano? "Si capirebbe che è in dissenso dal gruppo: sono
tutti scafati in aula. Ma a mio avviso in certi momenti particolari bisogna
votare secondo la propria coscienza e bisogna mettere le persone in condizioni
di farlo. Qualche esempio di attualità: il piano regolatore e il muro
Cavit". Firmani osserva come nel Parlamento italiano ed europeo questi
accorgimenti ci siano già ma non sa dire se altri consigli comunali lo abbiano
adottato. Il problema è quello dei costi derivanti dalla
modifica di banchi e pulsantiere. "Sì, mi hanno fatto l'osservazione che
questo sistema potrebbe costare molto. Io ho risposto che si potrebbe
compensare la spesa con la riduzione del gettone di presenza, tagliandolo
come io propongo di oltre 50 euro (attualmente ammonta a 120). Credo sia
comunque una questione di democrazia e di libera manifestazione del proprio
pensiero. Un modo anche per non essere ricattabili da parte del proprio gruppo
consiliare. Gli altri consiglieri? Mi sembrano orientati sul negativo, ma lo
erano anche per il parcheggio riservato. Dove non è passata la mia proposta,
che era più radicale, ma qualcosa ho ottenuto: i consiglieri qualcosa dovranno
pagare". Il presidente del consiglio Alberto Pattini conferma che sono in
atto gli approfondimenti necessari: "Abbiamo chiesto al nostro
responsabile del Ced, l'ingegner Covelli, di valutare la possibilità di
cambiare il sistema in modo da garantire l'anonimato quando c'è il voto segreto.
Modificando il banco, in modo che la mano risulti nascosta. Il segretario
generale Gaio si è attivato per capire se sia praticabile e quanto costi.
Valuteremo quando avremo il quadro complessivo. Ma se i costi saranno eccessivi
- conclude - credo che andrà fatta una attenta riflessione per capire se valga
la pena andare in questa direzione".
( da "Giornale di Brescia" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Edizione:
13/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Ieri al Sancarlino
incontro con lo scrittore Nicola Porro, autore di un libro sugli sciali della
politica Cambiare Sprecopoli? Tocca ai cittadini italiani I dipendenti di
Camera e Senato sono 2.908; uno stenografo di palazzo Madama guadagna, a fine
carriera, 253mila euro. Ci si indigna per le cosiddette auto blu, ma questa -
sostiene Nicola Porro, ieri ospite al teatro Sancarlino per gli incontri dei
"Lunedì" - non è che la punta dell'iceberg, ossia la parte più
evidente di una catena di sciali e sprechi che attraversa tutto il nostro
sistema politico-istituzionale. Di numeri e dati che lo dimostrano se ne
possono menzionare tanti: chi sa, per esempio, che il costo della Presidenza
della Repubblica è di 250 milioni di euro l'anno, che la Presidenza del
Consiglio ha 5.000 dipendenti o che al Quirinale si contano mille stanze per
tremila finestre e mille persone addette alla loro pulizia? E che dire degli 8
milioni di euro spesi per la salvezza delle tartarughe nell'ex area industriale
di Bagnoli, in provincia di Napoli? "Una giusta causa, per carità -
osserva Porro, una carriera iniziata al "Foglio" come giornalista
economico e ora vicedirettore de "Il Giornale" -, ma non si può
dimenticare che ci sono altre priorità. Come la questione dell'ordine pubblico,
dove come tutti sanno sussistono forti carenze di organico". Il tema è
affrontato nel volume "Sprecopoli. Tutto quello che non vi hanno mai detto
sugli sprechi della politica" (Mondadori) di cui Porro è autore con Mario
Cervi, firma storica del giornalismo italiano (ha scritto la famosa
"Storia d'Italia" con Montanelli), e nel quale vengono illustrate le
dimensioni dello spreco nel nostro Paese, fornendo esempi clamorosi di cattiva
amministrazione ai vari livelli, dagli organi che presiedono alle più alte
cariche dello Stato, fino ai Comuni e alle Province, per arrivare alle Comunità
montane. "Questo libro - spiega Porro, intervistato da Roberto Chiarini - è stato concepito prima ancora che uscisse "La Casta"
di Stella e Rizzo anche se, per motivi editoriali, ha visto la luce più tardi, con
un titolo scelto dallo stesso editore, per me molto brutto, che evoca più gli
aspetti giudiziari che non, come nei nostri intendimenti, il modo di fare della
politica e della burocrazia italiana". Il dato di fatto secondo
Porro è che la tendenza endemica agli sprechi non è certo una novità dei nostri
giorni: ce ne accorgiamo ora perché è venuto il tempo di "pagare il
conto", e di farlo con le nostre tasche. Il "paradosso
mostruoso", poi, è che non si riscontra una proporzione fra il dare e il
ricevere e che "indipendentemente dal colore, la politica appare sempre
indotta in questa drammatica tentazione". Un rimedio? "L'unica strada
è la responsabilizzazione" afferma il vicedirettore de "Il
Giornale" e menziona Luigi Einaudi, emblema di sobrietà e di rigore, che,
quando era presidente della Repubblica, se a mezzogiorno mangiava mezza mela,
alla sera pretendeva che sulla tavola del Quirinale gli ritornasse l'altra
metà. Perché, allora, siamo di fronte ad uno Stato così "proliferante ed
incorreggibile"? "L'inclinazione socio-politica degli italiani, negli
anni '70 e '80, è stata quella della protezione da parte dell'ente statale -
osserva il giornalista -. Nel frattempo però si è rotto qualcosa e si è
determinata una duplice situazione: che lo Stato continua a non esserci, ma
costa troppo, e per di più che non c'è là dove serve. Se però gli andiamo a
chiedere tutto, sbagliamo. Dovremmo domandare soltanto le cose importantissime
che esso deve obbligatoriamente fare per noi e che riguardano la sicurezza, la
sanità e l'istruzione; mentre in molti casi siamo costretti a gestirle da
soli". "Noi italiani - aggiunge Porro - abbiamo una spesa pubblica di
750 miliardi di euro. Se li utilizzassimo per lo Stato minimo che ho in testa,
tutto sommato andrebbe bene. Il problema è che lo Stato fa tutta una serie di
altre cose che vanno oltre le vere fondanti motivazioni per cui deve esistere.
Paghiamo ogni anno 80 miliardi di euro di interessi sui debiti fatti in
precedenza". Porro è dell'idea che "ci hanno preso in giro con il
finto federalismo fiscale", perché "se non si attribuiscono delle
reali responsabilità alle Regioni, o comunque agli enti locali, non se ne
esce" (anche se un caso virtuoso, dice, è quello della sanità lombarda).
In tale poco rassicurante scenario, qualche elemento di ottimismo per il futuro
tuttavia c'è, conclude Nicola Porro, e sta "nella straordinaria forza
dell'individuo italiano, che riesce a vivere, prosperare, campare nonostante la
politica. Inoltre, quando l'imposizione fiscale giunge al 50% del nostro
reddito, vi è un'attenzione molto maggiore allo spreco. Lì si rompe un
meccanismo: è la premessa perché ci possa essere un controllo dell'apparato
burocratico-amministrativo di molto superiore". Anita Loriana Ronchi.
( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
G entile
dott. Augias, sono un ginecologo ospedaliero, tenacemente laico, quanto di più
lontano possibile da battaglie quali quelle di Ferrara, non mi augurerei mai
una società che rimette le donne in mano alla piaga della clandestinità, né mi
permetto di giudicare qualcuno per le scelte che dolorosamente compie. Ho
praticato gli aborti per anni, ad un certo punto non ce l'ho fatta più, tutto
qui. Non c'entra la coscienza, tanto meno la carriera, che assai poco mi
interessa e che infatti non farò. Vedevo questi embrioni in ecografia e ne
registravo il battito cardiaco, i movimenti, poi in sala operatoria li aspiravo
come poltiglia, a volte un frammento di braccio, a volte di gamba. Molti
parlano di aborto come fosse solo politica, ma innanzitutto si tratta di un
atto chirurgico, spesso molto cruento. Ciascuno di noi ha un limite, io
evidentemente avevo raggiunto il mio. Bisognerebbe tenere conto che esiste
anche questa motivazione, tra le tante di chi obietta, e possibilmente
rispettarla. E bisognerebbe tener conto che praticare aborti anche se gli fa
schifo, per molti giovani colleghi è l'unico modo per avere una possibilità di
iniziare a lavorare, magari dopo anni di frustrante gavetta. Sono convinto di
esprimere una posizione sicuramente minoritaria, ma sentivo il dovere di dirlo.
Dott Vittorio Guaragna Torino vittguar@tin. it L a posizione del dottor
Guadagna non mi sembra per niente minoritaria, se devo stare alle statistiche
che danno come 'obiettori di coscienza' in fatto di aborti oltre i due terzi
dei medici ospedalieri italiani. Minoritaria potrebbe esserlo per le
motivazioni che sono sicuramente nobili e di fronte alle quali non c'è
obiezione possibile. Ma non è sempre così. Tra le moltissime lettere
giornaliere sul tema ho ricevuto per esempio (da Serena Mello sere@peroz. it)
questa, molto breve che riporto quasi per intero: "Caro Augias, sempre sul
tema aborto, riporto la notizia comparsa su "la Tribuna di Treviso"
del 27 aprile corso: le strumentiste dell'ospedale di Montebelluna hanno
dichiarato l'obiezione di coscienza, per cui all'ospedale gli aborti sono
sospesi sine die. Sembra che il motivo dell'obiezione collettiva
sia che nell'ospedale della vicina Castelfranco viene corrisposto un gettone di
presenza per gli strumentisti che effettuano aborti, a Montebelluna no.
Mi sembra grave confondere l'alto richiamo della coscienza con la trattativa
sindacale; se a quelle persone verrà riconosciuto il famoso gettone, torneranno
a praticare gli aborti? e la loro coscienza non avrà più nulla da
dire?". Questi pasticci, o altri simili e in qualche caso peggiori,
accadono quando le ideologie si insinuano nell'attività medica rendendo tutto
confuso e ambiguo, mescolando i piani di decisione e d'intervento. Vorremmo
tutti poter discutere con serenità di questo drammatico problema se non ci
fossero le continue interferenze degli oltranzisti che lo trasformano in una
questione di sfere d'influenza e in definitiva di potere.
( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina
IV - Torino "La bellezza ci ha salvato" Dopo l'ira, Picchioni sorride
Diecimila volumi venduti allo stand di Israele Nonostante i cortei il
boicottaggio i cantieri e la domenica ecologica alla fine è andata più che bene
Bisogna affrontare già da domani il problema degli spazi Il Salone deve potersi
allargare all'Oval SARA STRIPPOLI Sarà pure il miracolo compiuto dalla
Bellezza, come suggerisce il presidente Rolando Picchioni: "La bellezza ci
ha salvato". Oppure l'effetto di quell'onda di ritorno cui fa accenno il
direttore Ernesto Ferrero (ma aiuterebbe rammentare il "cui prodest"
dei latini?), il quale non resiste alla tentazione di lanciare gli ultimi
strali su un'informazione con la tendenza agli allarmismi. O forse sarà perché
proprio nelle difficoltà Torino regge bene, come ricorda la presidente della
Regione Mercedes Bresso, che con un tocco di leggerezza registra anche la
provvidenziale dipartita dell'assessore Vittorio Sgarbi che la Fiera del Libro
voleva scipparla e portarsela a Milano. Sarà per tutto questo e altro ancora,
ma è un fatto che al di là dei numeri Librolandia chiude con un aumento
strepitoso di visibilità. In assenza di record di visitatori (ma calo contenuto
ad un segno negativo non superiore al 3 per cento rispetto alle presenze dello
scorso anno), il giorno in cui scende il sipario si apre la riflessione sulla
necessità di ampliare gli spazi. Lo dice il presidente della Provincia Antonio
Saitta, che sarà il presidente di turno dell'edizione del 2009: "Oggi
l'immagine della Fiera è molto più forte e questo significa che aumentano anche
le aspettative. Per questo, per il prossimo anno, dovremo affrontare il tema
degli spazi". Si parte subito, conferma Saitta al termine della conferenza
stampa: "Il direttore del Lingotto Fiere Andrea Varnier incontra già
domani il vicesindaco Tom Dealessandri e poi verrà a Palazzo Cisterna. Non
vogliamo perdere tempo". BILANCIO "Nonostante il boicottaggio, i
cortei, i cantieri e la domenica ecologica, è andata più che bene", dice
Rolando Picchioni nel suo accorato intervento di apertura in cui ammette di
aver sofferto nei primi giorni di "umor nero". Domenica e lunedì c'è
stato un recupero del 15 per cento rispetto alle stesse giornate del 2007. Un
risultato che ha permesso di compensare il calo consistente di sabato e la
leggera flessione del primo giorno di Fiera. Totale: nel 2007 i visitatori
erano 302 mila, quest'anno sono 300 mila circa. 900 testate giornalistiche da
tutto il mondo, 2400 giornalisti accreditati. ISRAELE Per la prima volta il
Paese ospite partecipa alla conferenza di chiusura. Il messaggio
dell'ambasciatore Gideon Meir è molto positivo: "Gli scrittori non hanno
parlato a nome del governo, ma hanno dato voce e dignità letteraria ai sentimenti
più profondi di un popolo che vive da troppi anni in una situazione di
instabilità politica e umana, una situazione che potrà essere superata solo
lavorando tutti insieme per la costruzione di un dialogo pacifico. Ci sarà
sempre uno stand di Israele in Fiera, è la promessa dell'ambasciatore,
"con qualunque nazione possa essere invitata a presentare la sua cultura e
i suoi libri". Il bilancio del venduto nello stand di Israele è
straordinario: 10 mila volumi. Aharon Appelfeld il più scelto. A seguire i noti
Yehoshua e Oz. Esaurita già sabato la scorta di cosmetici e di vino: 30 mila
pezzi venduti, 3 mila bandiere, spille, portachiavi. In questi giorni il
quotidiano Ydiot Haharonot ha scritto: "Gli italiani si sono espressi con
i piedi", sono andati in fiera nonostante tutto. LE VENDITE Il venduto è
cresciuto del 15-20 per cento. Domenica il record. Einaudi, registra un +20 per
cento, Giunti +30 per cento. Fra le curiosità anche la percentuale dei libri
rubati: il 5 per cento. Da Baldini Castoldi Dalai i più venduti sono Max
Pezzali, Prendersi una vita; Giorgio Faletti, Pochi inutili nascondigli; Enrico
Brizzi, Inattesa piega degli eventi. Rizzoli: Dacia
Maraini, Il treno dell'ultima notte; Andrea De Carlo, Durante; Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, La deriva. Einaudi: Sam
Savage, Firmino; Carlo Lucarelli, Il lato sinistro del cuore; Eugenio Scalfari,
L'uomo che non credeva in Dio. Mondadori: Paolo Giordano, La solitudine dei
numeri primi; Roberto Saviano, Gomorra. Gruppo editoriale Mauri Spagnol:
Travaglio-Gomez, Se li conosci li eviti; Massimo Gramellini, Cuori allo
specchio. Voland-Nottetempo-Iperborea-Filema: Amelie Nothomb, Né di Eva né di
Adamo; Arto Paasilinna, Il miglior amico dell'orso. Il libro più acquistato dai
politici è Politicomics di Federico Vergari. EDIZIONE 2009 Il Paese ospite sarà
l'Egitto. Le date sono fissate dal 14 al 8 maggio. La Compagnia di San Paolo
annuncia due eventi correlati: una mostra sul capolavoro archeologico
sottomarino di Alessandria d'Egitto e una mostra a Palazzo Bricherasio.
( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina IX
- Torino Venaria, mezzo milione per i Savoia Successo di pubblico nei primi
sette mesi, ora al via il nuovo percorso di visita MARINA PAGLIERI Si è chiusa
domenica con risultati sorprendenti la mostra su arte, magnificenza e storia
della corte sabauda a Venaria. Più di 500 mila visitatori dal 13 ottobre,
giorno di apertura della Reggia al pubblico, e, dato ancora più sorprendente,
quasi 4 milioni e mezzo d'incasso. E non ci si ferma, nemmeno per un giorno.
Oggi partono i lavori per l'allestimento del percorso di visita permanente,
intitolato "La Reggia di Venaria. Teatro di storia e magnificenza".
"Rimarrà il 70 per cento di quanto è ora esposto, per lo più dipinti e
arredi provenienti dalle nostre residenze sabaude, mentre verranno restituiti i
beni prestati da musei e istituzioni" ha spiegato ieri mattina il
soprintendente ai Beni architettonici Francesco Pernice durante la
presentazione al Circolo dei Lettori di questa nuova fase. Durante la quale le
visite proseguiranno, semplicemente con modifiche nel percorso, per evitare i
cantieri. Numerose, anche se non sostanziali, le novità nel nuovo percorso. Tra
queste, il nuovo assetto dell'Appartamento del re nel padiglione di Garove,
mentre a settembre cambierà la destinazione delle ultime cinque stanze, "per
raccontare attraverso opere d'arte e documenti storici le vicende della
dinastia sabauda fino alla Restaurazione" ha annunciato Cesare Annibaldi,
presidente del Castello di Rivoli incaricato dell'organizzazione degli eventi
espostivi a Venaria. è previsto poi il prestito da parte del Quirinale di un
nucleo di dipinti di principi sabaudi, mentre due nuove scenografie
accoglieranno i visitatori lungo tre sale del piano nobile: ispirate al volume
dedicato da Amedeo di Castellamonte a Venaria e ai pensieri architettonici di
Filippo Juvarra sulla reggia, sono ideate da Carmelo Giammello e realizzate in
collaborazione con il Teatro Regio. "Torino e il Piemonte hanno ormai un
simbolo culturale e artistico in cui si possono identificare - ha detto
l'assessore regionale Gianni Oliva. - Siamo una città turistica, dobbiamo
abituarci alle code". Code che in fondo non sono state terribili, la media
di attesa nei periodi di punta non ha superato i tre quarti d'ora, ma restano
difficoltà tecniche e molto lavoro da fare. Anche perché si è gettato il cuore
oltre l'ostacolo e si è aperta la Reggia, senza aspettare che tutto fosse
pronto in via definitiva, dai parcheggi alle strade. "Però - ha aggiunto
Oliva - nel loro ultimo libro, La deriva, gli autori Sergio
Rizzo e Gian Antonio Stella hanno citato il Piemonte come
esempio di regione virtuosa e la Reggia di Venaria come caso anomalo in Italia
di un progetto straordinario realizzato in tempi non biblici, quelli in genere
che servono per un cavalcavia, da parte di giunte e governi di colore politico
diverso". Tra le dolenti note, la difficoltà a Venaria da parte dei
privati ad adeguarsi all'improvviso successo turistico: "In via Mensa ci
sono negozi di casalinghi che espongono in vetrina copriwater e gadget di bassa
qualità, sarebbe ora di creare un merchandising di segno diverso, a cominciare
dalle cartoline" conclude Oliva. Il sindaco di Venaria Nicola Pollari
promette sforzi, anche se, precisa, "non ci sono stanziamenti particolari
per il nostro Comune, tutto quello che facciamo in termini di servizi e
valorizzazione è dovuto a una oculata gestione dei fondi ordinari".
( da "Tirreno, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Montecatini
Rifiuti, ecco la società unica Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli danno vita a
Helios SERVIZI Nuovi consiglieri per Publiambiente PISTOIA. Pian piano prende
forma il futuro dello smaltimento rifiuti a Pistoia. Un futuro che si giocherà
per forza di cose sul tavolo della collaborazione con Firenze, Prato e il
comprensorio di Empoli. In questi territori sarà costituito un nuovo ambito
territoriale unico e presto ci sarà un'unica azienda a gestire tutto, al posto
delle attuali cinque (Publiambiente, Quadrifoglio, Asm, Cis e Aer). Un'unica
azienda che sarà scelta con una gara, ma il quintetto di aziende esistenti ha
già deciso di coalizzarsi per concorrere in posizione di forza. Il frutto
dell'alleanza tra le 5 imprese dei rifiuti esiste già, si chiama Helios, è una
società con sede a Firenze ed è piuttosto probabile che tra un paio d'anni i
bollettini della Tariffa igiene ambientale (Tia) portino questo marchio. Dopo
il protocollo d'intesa del gennaio 2007, è ormai pronto un nuovo accordo, che
pochi giorni fa è stato approvato dalla giunta del Comune di Firenze e che
attende ora lo stesso via libera dagli altri Comuni interessati, tra cui
Pistoia, Montale, Agliana e Quarrata. Il nuovo documento ricorda intanto che
entro questo mese (la previsione è della legge regionale 61 del novembre
scorso) dovrebbe nascere il nuovo ambito territoriale unico "Toscana
Centro", con relativa autorità di ambito di tutti i Comuni coinvolti.
L'autorità ha poi 4 mesi di tempo per varare le procedure necessarie a
individuare il nuovo gestore unico, cioè l'azienda che si occuperà di spazzare
le nostre strade, svuotare i nostri cassonetti e smaltire i nostri rifiuti.
L'auspicio - messo nero su bianco - è che le attuali cinque aziende possano
aggiudicarsi le gare, mantenendo quindi la situazione attuale. Ma per farlo
occorrerà uno scatto in termini di dimensioni e - si spera - anche di
efficenza, che porti a servizi meno cari e quindi a tariffe più leggere. C'è
una società che pare fatta apposta per incarnare questo progetto, si chiama
Helios ed è attualmente soprattutto una società di progettazione. Ha sede a
Firenze e ne sono soci Quadrifoglio e Publiambiente (500.000 azioni per uno) e
Asm (125.000). Il protocollo prevede il prossimo ingresso di Cis (comuni della
piana pistoiese) e Aer (Pontassieve) con un aumento di capitale riservato.
Tutta la fase di transizione (ripartizione delle quote societarie, governo
della nuova società, linee guida per l'integrazione delle società esistenti) sarà
gestita da un Comitato di coordinamento composto dai sindaci interessati (i
Comuni sono Firenze, Prato, Pistoia, Empoli, Sesto Fiorentino, Montale,
Montespertoli, Pontassieve e Borgo San Lorenzo) e dai presidenti delle cinque
società. Fin qui il protocollo, che dovrà essere approvato anche dal Comune di
Pistoia. Ma intanto la vita delle singole società promesse spose va avanti. è
il caso di Publiambiente, che il 5 maggio scorso ha rinnovato il suo consiglio
di amministrazione. L'organismo è composto da cinque persone, di cui tre di
nomina pistoiese (attraverso il socio di maggioranza Publiservizi). I pistoiesi
nel nuovo cda sono Pier Luigi Bimbi (riconfermato, designato come
vicepresidente), Pierpaolo Pantanelli e Valerio Marchioni, che prendono il
posto di Danilo Giacomelli e Pietro Neri. Pantanelli è un
avvocato di area cattolico-popolare, Marchioni il presidente di una coop
sociale di Pescia. Resteranno in carica 3 anni con un compenso lordo di 5.164
euro (per i membri) e un gettone di presenza di 103 euro
lordi. Presidente è stato confermato l'empolese Paolo Regini. Fabio
Calamati.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
L'INIZIATIVA
Da Carigo e consiglieri fondi a Cuore amico La Fondazione Carigo ha destinato a
Cuore amico 2 mila 400 euro, che saranno utilizzati per l'acquisto di una nuova
fotocopiatrice. L'associazione, presieduta da Mario Spanghero, esprime la
propria gratitudine per il finanziamento, dimostrazione di considerazione e di
attenzione, con cui il sodalizio di via Carducci ha dimostrato ancora una volta
di voler essere vicino alle realtà operanti in città e di volerle sostenere
nella loro attività. Sempre Cuore amico ringrazia gli
assessori e i consiglieri comunali, appartenenti a varie correnti politiche,
che hanno deciso di rinunciare al loro gettone di presenza,
devolvendolo per l'attività socio sanitaria. Secondo il direttivo
dell'associazione, si è trattato di un gesto che ha attestato la stima e
l'affetto nei confronti dell'operato dei volontari.
( da "Giorno, Il (Como)" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
COMO
CITTA' pag. 2 Sempre più volontari nel Comasco Associazioni a confronto a Villa
Gallia OLTRE 130MILA EURO DESTINATI A PROGETTI SOCIALI ? COMO ? SI ALLARGA, ed
è sempre più "pesante", il mondo del volontariato comasco. Se ne è
parlato nel pomeriggio di ieri durante un incontro con associazioni e
organizzazioni di volontariato senza scopo di lucro organizzato a Villa Gallia
dall'assessorato provinciale ai Servizi sociali per illustrare le modalità di
erogazione dei fondi regionali destinati al terzo settore comasco. Bandi
regionali, gestiti dalla Provincia, che prevedono l'erogazione per l'anno in
corso di finanziamenti per 131mila euro per le organizzazioni dedite al
volontariato e di 78mila euro per le associazioni. "LE ISCRIZIONI al
registro regionale delle onlus hanno marcato nel Comasco un aumento di oltre il
10% delle presenze", spiega Loris Fantoni (nella foto), responsabile del
Terzo settore in Regione. Così organizzazioni dedite al volontariato e le
associazioni comasche sono arrivate, "dopo una stasi che si è trascinata
al ribasso sino al 1998, anno in cui si è invece innescato un continuo trend di
aumento", a toccare quota 181 tra Como e provincia, mentre le associazioni
dedite alla promozione sociale, alla cultura o quelle sportive iscritte al
registro sono 78. Un aumento, rispetto all'anno precedente, di oltre il 10% per
entrambe le voci, complice, per Fantini, la politica di finanziamento da parte degli enti territoriali e
l'introduzione della scelta lasciata al contribuente relativamente al 5 per
mille nella dichiarazione dei redditi. Ma non solo: "Il volontariato
cresce grazie alla generosità delle migliaia di persone che fanno parte del
mondo dell'associazionismo - spiega l'assessore provinciale ai Servizi sociali,
Simona Saladini - e sono messe nelle condizioni di crescere se la politica locale è in grado di riconoscere loro il ruolo importante
che meritano all'interno di una rete di servizi, anzi viste le difficoltà di
bilancio che gli enti locali soffrono endemicamente queste realtà sono una
risorsa, ormai indispensabile, perché in grado di garantire servizi con risorse
irrisorie". C. Cat.
( da "Nuova Ferrara, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Le
Consulte diventano un "caso" politico Le consulte degli immigrati
sono costose e inutili? Il Pdl ha presentato una proposta a livello regionale
per abolirle, facendo anche riferimento alla bassa affluenza alle urne che
testimonierebbe uno scarso interesse. E' in parte d'accordo Ahmed Moallim
Abdinur, esponente del Pd, che nel suo "decalogo" propone di
"accorpare tutto in una sola consulta, quella comunale", da
organizzare non per nazioni di provenienza, ma per 5 continenti, abolendo
quindi le consulte regionale e provinciale. L'attuale organizzazione viene
invece difesa dall'assessore Manuela Paltrinieri: "Gli stranieri regolari
vanno trattati nella sostanza come gli altri cittadini, però
le leggi attuali non consentono loro di votare alle elezioni. Le consulte sono
l'unico strumento di contatto che hanno con le istituzioni e non costano nulla,
nel senso che non hanno gettoni o cose del genere. Aggiungo che, costringendo le comunità a
candidare una quota di donna, abbiamo introdotto il tema della condizione
femminile". Molto forte l'avversione alla proposta Pdl di Nadia
Karouiti, vicepresidente della Consulta provinciale: "La presenza al voto degli immigrati è stata alta, considerato
che molti di loro provengono da paesi dove nemmeno si conosce il significato
dell'andare alle urne. E per molte donne islamiche la Consulta è un'opportunità
mai avuta". Karouti spera comunque di avere una sede fissa, "senza
siamo un po' penalizzati".
( da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-05-13 num: - pag: 11
categoria: REDAZIONALE In Sala Buzzati Politica e cultura al "Corriere"
L a legalità in una società aperta e la cultura, ambito in cui sono forti gli
stimoli alla tolleranza e alla multiculturalità, sono temi di due incontri in
Sala Buzzati per il forum "Economia e Società Aperta". Stasera, alle
21, "Un Paese di gente perbene" metterà a fuoco vicende della cronaca
e della politica degli ultimi decenni, parlando di malcostume e vicinanze tra
politica e malaffare con tre osservatori: l'editorialista
del Corriere Gian Antonio Stella, il cantautore Gualtiero
Bertelli (insieme nella foto) e l'attore Bebo Storti. Gli interventi di Stella, autore con Sergio Rizzo di libri
come "La casta" e "La deriva", proporranno pagine di
cronaca politica, cui si alterneranno monologhi di Storti e canzoni proposte da
Bertelli con il pianista Paolo Favorido. L'incontro di domani alle ore
18 sarà invece dedicato a "Cultura e società aperta". Pierluigi
Battista, vicedirettore del Corriere, chiederà di spiegare il ruolo della
cultura nella società: risponderanno l'editorialista Piero Ostellino, l'imprenditore
(e presidente dell'associazione per il festival internazionale della musica di
Milano) Francesco Micheli, il filosofo Giulio Giorello, l'architetto Stefano
Boeri. Alle 19.30 conclusione del Forum, con il presidente di Rcs MediaGroup e
Rcs Quotidiani Piergaetano Marchetti e il presidente della Bocconi Mario Monti:
la serata sarà ideale passaggio del testimone alla prossima tappa del Forum, a
Madrid in autunno. (i.b.) Oggi ore 21, domani ore 18, via Balzan 3, ingr.
previa registrazione su www.economiaesocieta.org.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il
Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-05-13 - pag: 19 autore:
SOTTOTITOLI Un' inchiesta giornalistica a Chiarelettere R essa fra i
"tifosi" di Magdi Allam e i fan di Marco Travaglio, tutto esaurito
all'incontro per ricordare l'Attentato a Carlo Casalegno. E – nemmeno a dirlo –
successo clamoroso, nello spazio più grande della Fiera,
per il duo Stella-Rizzo. Non è un caso: il giornalismo d'inchiesta, narrato con passo di
racconto, è diventato un vero e proprio genere editoriale. Che sta sbancando
nelle librerie. Dietro questo fenomeno c'è un manager editoriale di grande
talento: Lorenzo Fazio. è stato lui, da direttore editoriale della Bur
(dal 2003 al 2006) a far convergere la casa sul genere. Successi lusinghieri
che preludevano al "botto" de La casta: più di un milione di copie.
Quando uscì il libro di Stella- Rizzo,
Fazio, però, era uscito anche lui da Rizzoli. Si è
rimesso in pista, vincendo un'altra scommessa, con la casa editrice
Chiarelettere, fondata da lui (socio al 30%) con Sandro Parenzo (6%), Guido
Roberto Vitale (15%) e, soprattutto, con un alleato come il Gruppo Mauri-
Spagnol (al 49%), uno dei pochi editori puri rimasti. Fazio, 52 anni, ha
dimostrato che se tv e giornali non fanno più il loro dovere di scavo e
inchiesta, il libro è pronto a raccogliere il testimone. E il pubblico lo
capisce. Quest'anno i titoli di Chiarelettere saranno 25; il programma per il
2009 è delineato, ma pronto a cogliere le opportunità che dovessero capitare,
con spunti presi dalla realtà. è capitato così con il libro di Andrea
Casalegno: una storia che doveva essere raccontata. Fazio ha avuto il merito di
chiedere all'autore di farlo.Così fa un editore vero. Indovina i libri ancora
quando non esistono. (S.Sa.).
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere
del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-05-13 num: -
pag: 2 categoria: REDAZIONALE Caliendo, Cosentino, Scotti e Viespoli: la
Campania fa poker Ecco i sottosegretari. Forse a Napoli il 21 maggio Quattro
sottosegretari campani nel Governo Berlusconi. Le nomine sono state
ufficializzate ieri sera dal premier nella Capitale NAPOLI - La parola d'ordine
è "sobrietà economica". è stata questa la raccomandazione che Silvio
Berlusconi ha rivolto ai suoi 37 nuovi sottosegretari. La
riduzione dei costi della politica e dei dicasteri, per il
presidente del Consiglio, dovrà divenire una "costante, e anche quando si
dovrà intervenire con i decreti - ha precisato- bisognerà tagliare". Ieri,
il giuramento dei sottosegretari, ma senza viceministri. Con la promessa
di rimescolare un po' di carte il prossimo ottobre: quando è previsto il primo,
vero tagliando del governo e, con lo "spacchettamento " delle deleghe
ministeriali, una nuova distribuzione di responsabilità. "Voi - ha poi
continuato il Cavaliere parlando alla compagine di sottosegretari - siete stati
scelti tra molti, dopo tanti no che ho dovuto dire e tantissime scelte
dolorose". Poi, ha ricordato "che ci attende un compito difficile
perché difficile è il periodo che vive il Paese. Ma sono convinto - ha concluso
- che, nonostante l'impegno che abbiamo davanti, ce la faremo". Secondo
alcune indiscrezioni, per ora sarebbero rimaste in pectore due nomine di
governo che probabilmente il Cavaliere ufficializzerà nei prossimi giorni.
Quattro i sottosegretari campani: Nicola Cosentino, coordinatore regionale azzurro,
all'Economia; Pasquale Viespoli, di An, che torna al Welfare; Giacomo Caliendo,
magistrato di Cassazione originario di Saviano di Nola ma eletto in Lombardia,
alla Giustizia; e Enzo Scotti, già ministro democristiano e ora tornato dopo
sedici anni esatti al ministero degli Esteri come sottosegretario. Il consiglio
dei ministri si riunirà a Napoli mercoledì 21 maggio o, al massimo, venerdì 23.
E per quella data, Silvio Berlusconi dovrà sciogliere (conflitti politici con
gli alleati permettendo) anche il nodo sulla nomina dell'attuale capo della
Protezione civile, Guido Bertolaso, a delegato all'emergenza rifiuti in
Campania. Tra l'altro, ieri il capo della Protezione civile ha partecipato
all'Università americana John Cabot alla cerimonia di conferimento della laurea
honoris causa in ''public service'' al sottosegretario alle presidenza del
Consiglio, Gianni Letta. "Bertolaso - ha commentato il neo-sottosegretario
all'Economia, Nicola Cosentino - è una grande risorsa e se fossimo stati ad
ascoltarlo probabilmente non ci saremmo ritrovati nelle condizioni di emergenza
in cui è precipitata tutta la Campania". Cosentino, come tutti gli altri,
ha brindato, dopo il giuramento alla Galleria Colonna, con i colleghi
sottosegretari e il premier Berlusconi: "Credo - ha poi aggiunto - che la
nostra regione abbia ricevuto un buon riconoscimento. Il ministero
dell'Economia raggruppa sette ex ministeri: dal Tesoro alle Finanze, dal
Bilancio al Demanio alle Partecipazioni statali. Poi, la Campania si è fatta
carica anche di altri ministri e non si sono create altre opportunità ".
Tuttavia, restano ancora da definire le competenze che saranno assegnate al
leader regionale di Forza Italia. Nella sala accanto a quella dove ha prestato
giuramento, la moglie e i due figli gemelli: "Sono emozionato - ha
concluso il sottosegretario all'Economia - e corro ad abbracciarli". Più
disinvolto Pasquale Viespoli che è tornato al ministero del Welfare:
"Occorre ripartire - esordisce - dal mio emendamento alla Finanziaria sull'introduzione
del bonus formativo e poi dal libro bianco sul mercato del lavoro, solo in
parte concretizzato". Dopo un "brindisi molto sobrio, come voluto da
Berlusconi", Viespoli ha festeggiato a cena con la moglie in un ristorante
dalle parti del Pantheon. Altro precipuo impegno del governo sarà quello della
sicurezza. Ignazio La Russa, ministro della Difesa e reggente di Alleanza
nazionale, ha rilanciato l'ipotesi di impiegare l'Esercito in regioni come la
Calabria e la Campania. Una proposta che ha trovato d'accordo l'Idv di Di
Pietro con il responsabile nazionale enti locali, Nello Formisano: "L'Idv
- ha affermato Formisano - concorda sulla eventualità dell'uso dell'esercito
nelle zone più calde del paese, come la Calabria e la Campania, per le
questioni relative alla sicurezza. è questo - ha poi concluso - un punto di
partenza interessante su cui il confronto è positivamente aperto ". A. A.
( da "Panorama.it" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Economia
- http://blog.panorama.it/economia - Corsi e ricorsi a Messina, storia di un
ponte infinito Posted By redazione On 13/5/2008 @ 8:24 In Apertura#2, NotiziaHome
| No Comments di Laura Maragnani Via le insegne. Via il personale. Uffici
chiusi, scrivanie, computer, arredi: tutto venduto, o quasi. A Villa San
Giovanni e a Messina nulla più rimane dei due info-point della [1] Stretto di
Messina, società concessionaria del futuribile ponte sullo Stretto. Lo
smantellamento si è concluso a pochi giorni dalla vittoria di un centrodestra
per cui il ponte è di nuovo "una priorità". E la firma è di [2]
Pietro Ciucci, consigliere e amministratore delegato della Sdm nonché
presidente, consigliere e direttore generale dell'Anas, azionista di controllo
(82 per cento) del ponte. Quando si dice il tempismo: le due sedi erano state
aperte nel
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il
bilancio (non ancora approvato) è in rosso, il capitale sociale è ridotto al
lumicino e i progetti sono fermi Innovazione, Polo in picchiata Il Cda
(scaduto) è in carica, ma "sotto osservazione" dopo il cambio di
maggioranza Il bilancio è in rosso, la progettualità va a rilento, ci sono
apparecchiature acquistate e ancora imballate in un capannone, il conto
economico è in sofferenza, il capitale sociale necessità di essere rimpinguato,
il consiglio di amministrazione (scaduto) è ancora in carica per unaprorogatio
regionale e non sarebbero stati inseriti nei conti i 400 mila euro legati ad
una penale per non aver dato seguito ad un preliminare per l'acquisto della
sede. Un quadro preoccupante per quello che nei fatti avrebbe dovuto essere il
fiore all'occhiello dell'innovazione in provincia di Pordenone: il Polo
Tecnologico. Una situazione complessa alla luce anche del fatto che il cambio
di amministrazione regionale ha dato uncolpo di spugnaad ogni possibile
copertura politica (ovviamente all'interno della legalità). Il Polo oggi è in
sofferenza al punto che qualcuno parla anche difallimento, termine che non
piace a nessuno, compresi i nuovi inquilini della Regione.Il bilancio. Tecnicamente
i conti del Polo non sono stati approvati. L'assemblea dei soci ha aperto la
discussione, ma hasospeso l'approvazione. Per una norma extra codice civile al
momento dell'approvazione del bilancio gli organi statutari devono dimettersi e
nel giro di 45 giorni i soci devono nominare presidente e nuovo consiglio di
amministrazione. Pena il fallimento. Il problema, però, è legato al fatto che
la scadenza dell'attuale Cda è avvenuta a cavallo delle elezioni anticipate e
quindi per la Regione (socio di maggioranza) non ci sarebbe stato il tempo per
le nomine. Per questo è stata concessa una proroga. Il Collegio dei revisori
dei conti ha stabilito che il bilancio dovrà essere approvato entro il 26
giugno. In ogni caso l'attuale Cda ha una limitata operatività e politicamente
è "sotto osservazione" da parte della nuova maggioranza.I conti del
Polo. Il bilancio ha chiuso in rosso di circa 170 mila euro, fatto non grave
per una società di servizi che non può contare su entrate consistenti anche
alla luce della scarsa operatività legata alla sede che ancora non c'è. Nel
frattempo, però, è statoeroso il capitale sociale che ora è al lumicino. Esiste
una linea di credito aperta, ma più si accede, più si allarga l'indebitamento.
Un altro fatto preoccupante è legato allapenale per il preliminare firmato e
poi non onorato con Franco Asquini per l'acquisto di una fetta dell'ex Seleco
dove era stato deciso di sistemare la sede del Polo. Quattrocento mila euro che
non sono inseriti a Bilancio.Progetti e laboratori. Le difficoltà hanno ridotto
l'operatività del Polo e l'annopersocon il tira e molla sulla sede alla Seleco
ha di fatto creato ritardi. Allo stato attuale ci sono poco meno di una
trentina di aziende seguite con servizi e progetti di innovazione. Una parte è
insediata, un'altra fa parte del Polo diffuso sul territorio. Per quanto
riguarda la sede la decisone è nota: sarà realizzata al Villaggio del Fanciullo
su una superficie di circa 7 mila e
( da "Giornale.it, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
N. 113
del 2008-05-13 pagina 35 Visitatori in calo. Ma è l'anno dei record per le vendite
di Redazione Sono stati quasi trecentomila i visitatori alla Fiera
internazionale del libro di Torino, con una diminuzione, rispetto all'anno
scorso solo del 2/3 per cento. Lo ha sottolineato il presidente della Fiera,
Rolando Picchioni, alla conferenza di chiusura della manifestazione. Picchioni
- affiancato dal direttore editoriale, Ernesto Ferrero - ha ricordato che la
rassegna, dopo le molte polemiche per la presenza di Israele, negli ultimi due
giorni, ha recuperato circa il 15 per cento di visitatori rispetto alle stesse
giornate dell'anno scorso. La manifestazione non ha quindi risentito del
boicottaggio degli attivisti filopalestinesi e dei centri sociali. Record anche
la copertura stampa: 900 testate giornalistiche provenienti da tutto il mondo,
con oltre 2.400 giornalisti. I libri più venduti sono stati: Il treno
dell'ultima notte di Dacia Maraini, Durante di Andrea De
Carlo e La deriva di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella per Rizzoli. Per Einaudi Il lato sinistro del cuore di Carlo Lucarelli e
L'uomo che non credeva in Dio di Eugenio Scalfari. Per Mondadori vendite
superiori a tutte le edizioni precedenti della Fiera. I titoli numero uno sono
La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano e Gomorra di Roberto Saviano.
Soddisfatti anche da Giunti, con una punta del 30 per cento di incremento delle
vendite nella giornata di domenica. Al Gruppo Editoriale Mauri Spagnol sono in
cima alle vendite il duo Marco Travaglio-Peter Gomez e Massimo Gramellini,
rispettivamente con Se li conosci li eviti e Cuori allo specchio. Grande
soddisfazione anche tra gli editori piccoli e medi. Alla Fiera del Libro, come
ogni anno, si compra, si vende e si ruba. La percentuale dei libri
"soffiati" si aggira intorno al 5 per cento. Grande successo anche allo
stand di Israele che in cinque giorni ha visto esaurire la gran parte dei
titoli proposti con circa 10mila volumi complessivamente venduti oltre a 3mila
bandiere e migliaia di gadget: spille, portachiavi, mouse e bottiglie di vino
israeliano. Il libro più venduto è stato Quando il pesciolino e lo squalo si
incontrarono per la prima volta, scritto nell'infanzia da Gilad Shalit, il
militare israeliano rapito il 25 giugno 2006 dai guerriglieri palestinesi e
tuttora in mano ai suoi sequestratori. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Provincia di Como, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Le
molteplici promesse elettorali venga mantenuta, potendola attuare anche
provvisoriamente, senza il rischio che s'inceppi negli ingranaggi di una
burocrazia granitica Signori onorevoli sarebbe il caso di fare un gesto Cara
Provincia ora che il Berlusconi IV si è ufficialmente insediato, mi permetto un
piccolo suggerimento affinché almeno una delle molteplici promesse elettorali
venga mantenuta, potendola attuare anche provvisoriamente, senza il rischio che
s'inceppi negli ingranaggi di una burocrazia granitica. Mi riferisco al tanto
sbandierato taglio delle indennità parlamentari. La mia idea si basa sulla presunzione
di credere che chi durante la campagna elettorale ha manifestato l'intenzione
di ridurre i compensi a partire da deputati e senatori, non avrà difficoltà ad
auto-tassarsi, in attesa di un decreto legge che sancisca una diminuzione degli
stipendi dei parlamentari. Se ogni parlamentare verserà 1000 euro netti al mese
fino a quando questa auspicata legge non verrà ratificata all'unanimità, si
potrebbero finanziare progetti mirati. Facendo il conto della serva, avremmo
mensilmente circa 950.000 euro che potrebbero servire per interventi urgenti.
Penso che un esempio da chi ci governa sia necessario in questo periodo di
crisi e, senza fare della demagogia, non credo che risentirebbero di questa
"tassazione volontaria", visti i compensi e le agevolazioni che la
Casta si è negli anni garantita. Faccio perciò un appello ai politici eletti
dal nostro territorio affinché si facciano promotori di questa iniziativa, a
mio parere di semplice attuazione ma di grande effetto. Alberto Rasile Caro
signor Alberto, non so se rallegrarmi per il suo ottimismo o sull'eco delle
grasse risate che si staranno facendo, leggendoci, i politici di casa nostra
(assieme agli altri, naturalmente). Solo pochi giorni fa in Provincia si sono
aumentati (pardon: adeguati) i compensi, dopo una campagna elettorale giocata
sul risparmio e sul rigore, e lei suggerisce un'autoriduzione delle indennità:
mi permetta di nutrire qualche perplessità. Pensi che la Regina d'Inghilterra,
per dare l'esempio ai suoi sudditi chiamati a tirare la cinghia, ha ridotto le
proprie spese del 61% negli ultimi 15 anni. E pare che, quando invita ospiti
privati, usi tovaglioli di carta. In Italia il primo libro
di Stella e Rizzo ha venduto un milione e 200 mila copie, scoperchiando un
verminaio di privilegi e di clientele, ma i primari continuano ad essere
nominati dai partiti e la Casta non ha fatto una piega. Compreso il Quirinale,
che spende il quadruplo di Buckingham Palace. I comaschi paladini di un
nobile gesto? Forse un giorno, quando Como sarà bagnata dal Tamigi... Pier
Angelo Marengo p.marengo@laprovincia.it 13/05/2008.