HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.” |
|
tARTICOLI DEL 13-4-2008 #TOP
Eccellenza:
fari puntati su Albignasego-Lugagnano
( da "Arena,
L'" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: fischietti rosa a Cerea, Nogara, Locara, Castelmassa e Rizza. ECCELLENZA. Gan Thiene Villaverla-Somma, arbitro Zancanaro di Treviso; Cerea-Castelnuovosandrà, Michela Grotto di Schio: Albignasego-Lugagnano, Andrea Ceol di Merano; Legnago Salus-Cavazzale, Marton di Mestre; Vigasio-Casalserugo, Battocchio di Castelfranco;
Le
colpe degli elettori ( da "Mattino di Padova, Il"
del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Le denunce dei vari Travaglio - Stella/Rizzo - Grillo - Saviano ed altri, definendo la classe politica "la casta", per l'esagerato potere acquisito in qualunque settore della vita del paese, per il malcostume diffuso e generalizzato, per il disprezzo delle regole fondamentali, con una frange di "onorevoli" condannati per varie malefatte,
Le
solite promesse ( da "Mattino di Padova, Il"
del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Stella e Rizzo, un panorama che ha disgustato tutto il Paese e provocato seri disturbi al fegato di molti lettori. E' il sistema marcio che inzuppa la politica che ci rende scettici: pensiamo a che cosa è successo quando tutti i partiti, le formazioni, i cespugli hanno implorato la riforma elettorale prima di andare a elezioni.
Il
sindaco e gli assessori si tolgono lo stipendio
( da "Provincia
di Cremona, La" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: tutto alle loro indennità o gettoni di presenza. La decisione è stata assunta per non gravare sul bilancio comunale, semmai per lasciare qualche soldo in cassa per poter affrontare qualche spesa. Una scelta di chiaro senso civico e di servizio. Il tempo che viene messo a disposizione per il buon funzionamento del comune è il frutto di una scelta consapevole delle esigenze del paese.
Falcone,
Borsellino, Berlusconi ( da "Unita, L'"
del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: su un piano totalmente diverso da quello dei programmi e delle idee di schieramento. I punti sono: unità e indivisibilità del Paese, rinuncia alla violenza, fedeltà a tutti i punti della prima parte della Costituzione, riconoscimento e rispetto della nostra Storia, della nostra identità nazionale, a cominciare dal tricolore.
Lambro
in piena Ma le paratie mobili sono ancora lontane
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: erogazione del finanziamento da parte della Regione e l'ok che il Parco della Valle del Lambro ha dato nell'ottobre scorso. A distanza di parecchi mesi le paratie mobili in ferro destinate a proteggere le abitazioni di Borgo San Dazio a Carate non sono ancora state istallate, con grande preoccupazione per i residenti che temono il ripetersi delle esondazioni,
Di
RICCARDO BENVENUTI NESSUN INCREMENTO tariffario per il 2008:
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: abbiamo potenziato il nostro trasporto pubblico cercando di agevolare gli spostamenti verso valle dei nostri cittadini". Manni ha anche affrontato il tema dei costi della politica. "Francamente su questo ci sentiamo la coscienza a posto, perchè con i nostri 70 euro di indennità non abbiamo certo contribuito alla rovina finanziaria della nazione.
Si
parla tanto di ridurre i costi della politica e della macchina amministrativa
italiana. Si te ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 18 Si parla tanto di ridurre i costi della politica e della macchina amministrativa italiana. Si te... Si parla tanto di ridurre i costi della politica e della macchina amministrativa italiana. Si tenga conto che nel 1937 i dipendenti pubblici erano meno di 600 mila e amministravano 41 milioni di abitanti;
Riforme,
grande bluff su federalismo e costi della politica
( da "Giornale.it,
Il" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: soggiogata dallo strapotere dei sindacati. Anche per colpa del governo sono fallite le operazioni Autostrade-Abertis e Telecom-At&T, mentre l'Enel è riuscita nell'acquisizione di Endesa. Anche la tanto strombazzata diminuzione dei costi della politica si è ridotta a qualche taglio nella gestione di Camera e Senato e al congelamento degli aumenti negli stipendi di deputati e senatori.
MONTEMARCIANO
La giunta si aumenta lo "stipendio" ed è polemica con l'opp
( da "Messaggero,
Il (Pesaro)" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Così non é stato e oggi subiamo un altro aumento causato dai troppi assessori che costano ai cittadini 14655,36 euro l'anno". E martedì in Consiglio comunale si deciderà anche sul gettone di presenza dei consiglieri e del presidente Bernardo Becci: meno di un euro in più per i consiglieri e nemmeno 300 per Becci.
I
manifesti della D'Abbraccio e gli slogan di Ciarrapico Le minacce di Bossi
contro la <canaglia romana>
( da "Corriere
della Sera" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ortodossia Marco Rizzo: "Quella comunista in futuro sarà soltanto una "tendenza culturale" all'interno della Sinistra arcobaleno". Per non dire delle sedie vuote a Palermo per Gianfranco Fini, così irritato dal flop da spiegare a Fabrizio Roncone: "Allora, sia chiaro un punto: An è fortissima e il legame che i militanti hanno con me,
La
vedova Moro cittadina onoraria ( da "Corriere Adriatico"
del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: per le quali non sono previsti aumenti di sorta, e sulla relativa valutazione delle aree fabbricabili. Determinazione anche dell'aliquota dell'addizionale comunale Irpef, che lo scorso anno era stata portata dallo 0,5% allo 0,65%. In discussione, inoltre, la determinazione del gettone di presenza per i consiglieri comunali e dell'indennità per il presidente del consiglio comunale.
Il
Pd si batte per la riduzione dei costi della politica
( da "Gazzetta
di Parma, La" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Opinioni Il Pd si batte per la riduzione dei costi della politica Negli ultimi tempi si parla molto di riduzione dei costi della politica. Il Partito Democratico fa di questo punto uno dei pilastri del proprio Programma, perché vogliamo dare al Paese una politica che costi di meno e decida di più.
L'Ufficio
elettorale alle urne col fiatone ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: i gettoni di presenza per due giorni di lavoro sono modesti. Troppo pochi 183 euro per un presidente di seggio, e 145 per uno scrutatore. Resta il fatto che il forfait ha dato un bel daffare al personale dell'Ufficio elettorale. L'allarme è scattato già una settimana fa quando gli addetti avevano denunciato che 262 scrutatori avevano rinunciato.
Le
penne del ministero non scrivono, i Comuni ne comprano di nuove
( da "Gazzettino,
Il" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Forse la disaffezione alla tornata elettorale ha colpito anche loro. O più probabilmente - maligna qualcuno - i gettoni di presenza per due giorni di lavoro sono modesti. Troppo pochi 183 euro per un presidente di seggio, e 145 per uno scrutatore.
(L.M.)
Anche la delegazione di zona di Pellestrina è ferma
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: né di un gettone di presenza per il compito da svolgere. Inoltre la delegazione di zona non ha alcun potere decisionale, ma solo un ruolo consultivo e non vincolante verso la Municipalità. Tutte difficoltà che a Pellestrina hanno decretato, quasi fin da subito, il fallimento della delegazione di zona.
( da "Arena, L'" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Vicenza2 Eccellenza:
fari puntati su Albignasego-Lugagnano di Lorenzo Quaini Solo 360 minuti al termine
dei campionati dilettanti, ma stasera il San Giovanni Ilarione (mister Cisarni
a fine stagione se ne andrà) e il Colà Villa Cedri potrebbero essere
matematicamente promossi. In Eccellenza fari puntati su Albignasego dov'è
atteso il Lugagnano e Busa di Vigonza, mentre il Somma al Miotto di Thiene deve
rimanere con la lucerna ben accesa. Nel derby di Cerea nemmeno il
Castelnuovosandrà può concedersi distrazioni. Piccante appuntamento-salvezza
tra i rimaneggiati Vigasio e Casalserugo mentre in Legnago Salus-Cavazzale chi
perde rischia di essere risucchiato nella zona play out. In Promozione il Puma
Montagnoli si aggira minaccioso con l'Alba Borgo Roma in Val di Sona. Fari
puntati in Prima categoria su Pescantina e in Terza su Grezzana. Appuntamenti
da play off a Peschiera, Prova e Stienta; da play out a San Martino B.A.,
Salionze, Quinzano, Bovolone e Mezzane. In Terza, Gav Vr San Michele-Croz Zai
inizia alle 14. Arbitro interregionale per il Lugagnano; fischietti
rosa a Cerea, Nogara, Locara, Castelmassa e Rizza. ECCELLENZA. Gan Thiene
Villaverla-Somma, arbitro Zancanaro di Treviso; Cerea-Castelnuovosandrà,
Michela Grotto di Schio: Albignasego-Lugagnano, Andrea Ceol di Merano; Legnago
Salus-Cavazzale, Marton di Mestre; Vigasio-Casalserugo, Battocchio di Castelfranco;
Vigontina-Noventa, Piccoli di Vicenza; Adriese-Piovese, Reni di Pistoia e
Pharma Bag San Paolo-Marano, Andrea Moraglia di Verona. PROMOZIONE. Sona
M.Mazza-Alba Borgo Roma, Nube di Mestre; Calcio Tezze-Team Santa Lucia
Golosine, Bacco di Padova; Villafranca-Prix Le Torri, Sartori di Padova;
Trissino-Casaleone, Badoer di Castelfranco; Lonigo-Bevilacqua, Guerra di
Padova; Sovizzo-Audace Sme, Michieli junior di Padova; Minerbe-Belfiorese,
Alfarè di Mestre e San Martino B.A.-Soave, Antonello di Bassano. PRIMA
CATEGORIA. GIRONE A: Pescantina San Lorenzo-Ambrosiana, Vinco di Verona;
Concordia Vr-Fumanese, Maraschin di Schio; San Giovanni Lupatoto-San Zeno Vr,
Pistolin di Rovigo; Gabetti Valeggio-Arbizzano, Zanarella di Vicenza,
Casteldazzano-Benaco, Spillare di Schio; Carianese-Cadidavid, Zordanazzo di
Padova; Raldon-Rivoli, Zanforlin di Rovigo e Povegliano-Sant'Anna Alfaedo,
Capovilla di Verona. GIRONE B: Illasi-Caldiero, Posado di Schio;
Zevio-Tregnago, Campagnolo di Castelfranco; Sossano-Valdalpone, Perer di
Belluno; Oppeano-Sarego, Polin di Conselve; Grancona-Nova Gens, Berto di
Bassano; Ajace-Gazzolo, Massagrande di Verona; Colognola-Porto, Murelli di
Verona e Union A.C-Speme, Alberto Armigliato di Legnago. SECONDA CATEGORIA. Gli
arbitri dei gironi A e C sono della sezione di Verona. GIRONE A:
Albarè-Montebaldinaconsolini, Andrea Regagliolo; Alfa Dolcè-Quaderni, Baroni;
Caselle-San Zeno M., Barbuscio; Pedemonte-Palazzolo. Falavigna;
Bussolengo-Valeggio 2002, Bonizzato; Salionze-O. Lazise, Proietti; Garda-Mozzecane,
Hubner e Gargagnago-Malcesine, Manara. GIRONE B: Amatori Nogara-Bonferraro,
Priscilla Facchin di Legnago; Golosine-Crazy Colombo, Marconcini di Verona;
Alpo Adige-Nuova Cometa, Di Vaio di Legnago; Scaligera 2003-Alpo Club 98,
Zeviani di Legnago; Hellas Vr 1903-Sanguinetto, Nicola Santi di Verona;
Bovolone-Aurora Marchesino, Baldin di Legnago; Quinzano-Concamarise, Borhy di
Verona e Isola Rizza-Real San Massimo 2000, Tiso di Verona. GIRONE C: Ares Juve
Poiano-San Giovanni Ilarione, Manuel Malaffo; Real Monteforte-Pol.Virtus,
Avsharov; Provese-Napoleonica, Valentini; Corbiolo-Roncà, Veronesi; Nuova
Mezzane-Grezzana, Milani; Borgo San Pancrazio-Cologna Veneta, Zanella;
Locara-Santa Lucia Lobia, Erika Ramanzini e Albaronco-Nuovo San Martino B.A.,
Alberto Ferrari. GIRONE G: Stientese-Vigo, Tosarello di Rovigo; La
Gazzella-Atletico San Vito, Campaci di Conselve; Altopolesine-Asparetto Cerea,
Marika Ferracin di Conselve; Lendinarese-Frassinelle, Fasson di Padova;
Merlara-Quadrifoglio 2005, Toninello di Conselve; Costa-Montagnana, Mella di
Rovigo; Canaro-Castelbaldo Masi, Ricci di Conselve e San Marco Arquà
Polesine-Villanovese, Noventa di Padova. TERZA CATEGORIA. Gli arbitri dei
gironi A, B e D sono della sezione di Verona; quelli del C di Legnago. GIRONE
A: Colà Villa Cedri-Virtus Bussolengo, Biricchini; Peschiera-Negrar, Calabrese;
Rosegaferro-Valgatara, Ferrara; Real Lugagnano-Parona, Cofano; Calmasino
2003-Fane Calcio, Licciardi; Cavaion-Corrubbio 1967, Bruno; Pastrengo
2006-Valdadige, Contro e Settimo-Team San Lorenzo Pescantina, Gianluca Perin.
GIRONE B: Gav Vr San Michele-Croz Zai (ore 14), Roberto Zandonà; Avesa-Olimpica
Dossobuono, Elio Benedetti; BNC Noi-Cadore, Betterle; La Rizza Deportivo-San
Marco B.M., Sabrina De Chirico; Seregno Borgo Trento-San Giorgio Villafranca,
Noli; Primavera 99-Jovanese, De Bretti; Pizzoletta-Intrepida, Malagò e Real
Vigasio-Olimpia Stadio, Lipizer. GIRONE C: S.Stefano Zimella-Castagnaro,
Ferraccioli; Bonavigo-Boys Gazzo, Cocozza; Albaredocoriano-Angiari, Manna; Gips
Salizzole-Coriano, Daniele Rossetti; Bonarubiana-Concordia Villa, Alberto
Rossetti; Aries Castagnaro Menà-Vallese, Bellini; Pozzo-N.U.Trevenzuolo, Stella e Spinimbecco-Sustinenza, Cipolla. GIRONE D:
Valpantena-Valtramigna, Urso; Primomaggio-Sporting Badia Calavena, Paco; New
Ares 04-Lugo, Marco Garonzi; Montorio-Juventina Valpantena, Zamperini;
Vestenanova-Virtus Service, Menegazzoli; Atlas Vr 83-Edera Veronetta, Dorizzi;
Deportivo-Borgo 1^ Maggio, Zamperlini e Real Fortitudo Vr-2V Villanova, Roberto
Vassanelli. GIRONE A VICENZA: tutti gli arbitri sono della sezione di Bassano:
Bellaguardia Alte Ceccato-Hellas Monteforte, Baggio; Union Prix-U.
Altavillatavernelle, Zampese; Altair-Asigliano, Cavicchiolo ; San
Vitale-Monteviale, Bordignon; Grifoni-Brogliano, Chemin; Pilastro-Coelsanus,
Dussin e Brendola-Rivereel, Andolfatto; riposa Borgo Scaligero Soave. Vicenza
(4-3-2-1): Fortin; Minieri (1' st Capone), Cudini, Scardina, Brivio; Bernardini
(35' st Passiglia), Helguera, Morosini; Raimondi, Matteini (28' st Masiello);
Zampagna. (99 Guardalben, 31 Terranova, 18 Perrulli, 9 Schwoch). All.:
Gregucci. Avellino (4-4-1-1): Pantanelli; Carbone, Corallo, Mengoni, Sirignano;
Nardini (26' st Paonessa), Di Cecco, Porcari (40' st Cipriani), Sestu;
Pellicori; Salgado (17' st Della Rocca). (1 Gragnaniello, 25 De Angelis, 28
Anastasi, 8 Conticchio). All.: Calori. Arbitro: Tagliavento di Terni. Reti: nel
pt 27' Pellicori; nel st 3' Matteini, 14' Bernardini. Modena (3-4-1-2):
Frezzolini, Frey, Gozzi, Perna (32' st Biabiany), Antonazzo, Pani, Tamburini,
Gilioli (31' st Koffi), Pinardi, Okaka (11' Longo), Bruno. (50 Narciso, 6
Ungari, 24 Nicoletti, 76 Fantini). All.: Mutti. Lecce (3-5-2): Benussi,
Schiavi, Diamoutene (13' st Fabiano), Cottafava, Ariatti, Munari (26' st
Vives), Zanchetta, Ardito, Giuliatto (43' pt Valdes), Tiribocchi, Corvia. (26
Gabrieli, 16 Esposito, 2 Boudianski, 25 Konan). All.: Papadopulo. Arbitro:
Brighi di Cesena. Reti: pt 39' Antonazzo; st 3' Tiribocchi, 28' Perna
(autorete). Angoli: 2-1 per il Modena.
( da "Mattino di Padova, Il" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Altre LE
"COLPE" DEGLI ELETTORI La politica nazionale, da diversi anni,
dimostra un'incapacità a governare il paese che, nel tempo, va sempre più
peggiorando, con conseguenze di crisi economiche e sociali che sono sotto gli
occhi di tutti. L'opposizione rinfaccia alla maggioranza l'incapacità di
governare; non propone alcunché; di costruttivo, usa l'arma dell'ostruzionismo
e ripete all'altro incessantemente la solita musica: il governo deve
"andare a casa". La maggioranza, in diverse situazioni contingenti,
approva le leggi sul filo del rasoio e si salva a stento per la sua
eterogeneità e conflittualità. Molti dei politici dimostrano quello che per
loro è di primaria importanza: raggiungere il potere e guadagnare "la
poltrona", in qualsiasi modo possibile. Infatti, "correre da
soli", oppure trovare alleati tra quelli che fino ad ieri erano i loro
avversari, non fa alcuna differenza, tanto governare con serietà ed impegno per
loro è un "opzional". Sono sempre gli stessi che occupano tantissimo
spazio nelle varie trasmissioni Tv pubbliche e private, per fare spettacolo con
discorsi e proposte convincenti, che poi restano solo "parole, ancora
parole e sempre parole". Le denunce dei vari Travaglio
- Stella/Rizzo - Grillo - Saviano ed altri, definendo la classe politica
"la casta", per l'esagerato potere acquisito in qualunque settore
della vita del paese, per il malcostume diffuso e generalizzato, per il
disprezzo delle regole fondamentali, con una frange di "onorevoli"
condannati per varie malefatte, hanno portato a conoscenza dell'opinione
pubblica una realtà scandalosa e drammatica. Ma tutto ciò, evidentemente, ai
politici coinvolti non interessa più di tanto, anzi cercano di ignorare la
realtà e, spesso, cercano di difendersi, sottovalutando le responsabilità ed i
proprie errori. Per guarire il male che affligge la classe politica,
occorrerebbe usare una terapia d'urto, che può partire solamente da una presa
di coscienza seria e ponderata degli italiani, dimostrando ai nostri
rappresentanti che il cosiddetto "popolo sovrano" sappia scegliere il
premier che abbia una forza politica omogenea, abbia una compagine politica
nuova ed innovativa, abbia a cuore il benessere economico e sociale del paese,
che sia rispettoso dei principi costituzionali e che faccia una politica di
unità nazionale. Dovremmo tener conto di chi, da anni, ripete le promesse con
"belle frasi ad effetto", ironizzando chi lotta per un posto di
lavoro e illudendo chi, con lo stipendio, non riesce ad arrivare alla fine del
mese. Se il risultato che uscirà dalle urne oggi e domani non dimostrerà un
netto cambiamento, la colpa potrà essere imputata alla legge elettorale in
vigore, definita dagli addetti ai lavori "una porcata", ma anche agli
elettori che non credono e/o non vogliono il cambiamènto. Sarebbe bene allora,
fare un'autocritica sulle nostre scelte politiche ed accettare consapevolmente
il detto: "Chi è causa del suo mal pianga se stesso". Questa
esternazione è motivata, comunque, dalla convinzione che, se vogliamo, possiamo
migliorare il governo del nostro paese, perchè abbiamo la capacità,
l'intelligenza e l'inventiva per riuscire a risolvere i problemi che ci
riguardano. Auguro e spero che questa tornata elettorale sia veramente l'inizio
di una nuova svolta della politica Italiana per l'aria di nuovo che si respira
nel paese. Eduardo Belardini.
( da "Mattino di Padova, Il" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Altre LE SOLITE PROMESSE
La lettera che il signor Andrea Bernardini ha scritto dal Carcere Due Palazzi,
al mattino, merita con plauso un commento o se si vuole, approfondimento
laddove in primis, tratta della grave responsabilità che si assumono i vertici
dei Poli nella loro spesso fantastica gara di generosità gratuita e
inattendibile, formulando promesse impossibili da mantenere, come aumentare le
spese sociali, riempire le voragini della sanità, aumentare retribuzioni,
pensioni minime, e diminuire le entrate tagliando tasse, contributi, Ici, Irap,
e via dicendo. Anche il più scemo della classe sa che soltanto papa Sisto
donava ai poveri tutto quel che non poteva avere, e non aveva. La lettera
tratta altresì il problema amaro quanto inattuabile in Italia, di "cacciare
i mestieranti della politica interessati solo al bene di se medesimi e de loro
grandi elettori". Figuriamoci, resterebbe soltanto lo squallore di un
deserto. Dovrebbe bastare a rispondere soltanto lo squallore de "La
Casta", il libro redatto dai due colleghi, Stella e Rizzo, un panorama che ha disgustato tutto il Paese e provocato seri
disturbi al fegato di molti lettori. E' il sistema marcio che inzuppa la
politica che ci rende scettici: pensiamo a che cosa è successo quando tutti i
partiti, le formazioni, i cespugli hanno implorato la riforma elettorale prima
di andare a elezioni. Si oppose Berlusconi con Pdl che dichiarò di
rimandare a subito dopo le elezioni la riforma. Non se ne fece nulla tra il
generale rammarico. Ma la riforma prevede il taglio minimo del 50% dei
parlamentari. Che si fa dopo il 13 aprile, se ne rimanda a casa la metà? Si
aboliscono tutte le Province come la proposta in predicato prevede e come era
stato stabilito quando furono fondate le Regioni? Si è mai abolito un solo ente
inutile in Italia? Mai, la pacchia dei dirigenti politici lautamente pagati,
sarebbe finita. Dunque, magari nuovi enti sopra quelli esistenti, ma mai la
loro abolizione. Abolire i consigli regionali? Scherziamo? Nemmeno a parlarne,
quindi ci si illude caracollandoci in assurdi disegni di riforme che non
saranno mai attuate, quindi i mestieranti della politica resteranno in eterno
per mantenere eserciti di parassiti politici e lautamente, a scapito di chi
lavora e produce: per avere buste paga dalle quali tutti han prelevato
qualcosa. La "Casta" non si autodemolisce sinchè c'è il contribuente
fesso tartassato che continua ad essere spremuto. Ma che il lavoratore debba
vedere tagliato il suo modestissimo reddito dal parassitismo politico nazionale
intoccabile, non è più possibile e sarebbe tempo che un sommovimento tellurico
di rivolta della base operaia, prendesse finalmente corpo, perché milioni di
famiglie non arrivano alla fine del mese per permettere ad un organico politico
e di enti locali zeppo di parassiti, di sparapazzarsi nel godimento di
lautissime prebende immeritate. Quattro milioni di dipendenti pubblici al posto
dei due necessari prosciugano qualunque mare finanziario. Ma ci si trascina:
appresso vedendolo aumentare di anno in anno. Quando un pacchetto di cerotti
del costo di 20,05 euro, viene venduto alle Usl calabresi al prezzo di 3.405,
diconsi tremilaquattrocento euro, come accertato recentemente dalla Guardia di
Finanza, nella sua drammatica verifica in Calabria, come si fa a rimettere un
Paese in piedi? Il nostro Paese non è Lazzaro e Berlusconi non è Gesù anche se
ne è convinto. E quando come sempre accade, si deve mentire per accaparrarsi il
potere per poi esercitarlo a proprio uso e consumo, diventa difficile sperare,
soprattutto per i lavoratori a reddito fisso, che vedono l'impossibilità
obiettiva di mantenere la propria famiglia. Il panorama dipinto dal signor
Andrea Bordin, nella silenziosa solitudine dei Due Palazzi, trova concorde
anche un vecchio giornalista come il sottoscritto, carico di anni e di
deludente esperienza per le promesse elettorali e le realtà delle legislature
successive che ignorarono sempre quelle promesse. Italo Tassinari direttore di
Mondolibero.
( da "Provincia di Cremona, La" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Edizione di Domenica
13 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Castel Gabbiano. Per pesare di meno sulle
casse Il sindaco e gli assessori si tolgono lo stipendio CASTEL GABBIANO ? La
Casta non abita qui. Anzi, se si potesse esportare l'esempio degli
amministratori locali a livello nazionale ed in tutti gli enti pubblici del Bel
Paese, non si avrebbe più occasione di parlare dei privilegi dei politici e dei
frequentatori del sottobosco annesso. Il sindaco di Castel Gabbiano si è
decurtato lo stipendio (indennità di carica) di 2 mila euro, mentre assessori e
consiglieri di maggioranza hanno rinunciato del tutto alle
loro indennità o gettoni
di presenza. La decisione è stata assunta per
non gravare sul bilancio comunale, semmai per lasciare qualche soldo in cassa
per poter affrontare qualche spesa. Una scelta di chiaro senso civico e di servizio.
Il tempo che viene messo a disposizione per il buon funzionamento del comune è
il frutto di una scelta consapevole delle esigenze del paese. "Il
nostro comune ha entrate scarne sia per l'imposizione fiscale che per i
trasferimenti statali o da altri enti ? sottolinea il sindaco Massimiliano
Basso Ricci ? D'altra parte ha la necessità di sostenere determinate spese per
cui bisogna in qualche modo fare quadrare i conti". Per correttezza nei
confronti dei rappresentanti della minoranza, liberi di fare scelte diverse,
l'assemblea consiliare ha approvato la determinazione dei gettoni
di presenza, salvo fare seguire, da parte della maggioranza, la
dichiarazione di rinuncia al compenso che rimane a disposizione dell'ente per
altre spese. Quest'atteggiamento degli amministratori gabbianesi non è
improvvisato nè una decisione del momento, ma ha una storia, è il frutto di una
linea di comportamento lineare e attenta alle esigenze dell'ente, sicuramente
apprezzabile, con pochi riscontri da altre parti. I privilegi della Casta, in
questo comune piccolo di confine, non hanno alcuno riscontro. Gianni
Bianchessi.
( da "Unita, L'" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Stai consultando
l'edizione del Falcone, Borsellino, Berlusconi Furio Colombo Segue dalla Prima
E le scaltre telecamere dei vari telegiornali ("tutti di sinistra")
riuscivano a non farci vedere i vuoti nelle piazze di Berlusconi. Ricorderete
che l'uomo che si candida per la quinta volta, sperando di avere una seconda
occasione di governare per cinque anni l'Italia, era "entrato in
pista" tentando invano il salto di Benigni, e spiegando a tutti di essere
sostenuto da 10 (dieci) punti di distacco dalla sinistra. Come dire, "è
cosa fatta". Ma qualcosa deve essere accaduto ("l'erosione del
distacco" propone Ezio Mauro nel suo editoriale del 10 aprile) perché
all'improvviso, dalla sua parte politica, c'è stata
una violenta caduta di massi che ha colto molta gente di sorpresa, una brutta
sorpresa persino se viene da Berlusconi. Una sorpresa che probabilmente avrà
colpito e impressionato anche elettori che si preparavano a restituirgli il
mandato di governare da destra. Se è stata l'erosione del distacco a provocare
la strategia rabbiosa che Berlusconi, Bossi e i suoi hanno rovesciato
sull'Italia in questi giorni, in queste ore, allora devono avere visto un buco
di consensi che ha messo paura. Vediamo. Prima viene Umberto Bossi, il 5
aprile. Si fa trovare al giuramento di Pontida, una penosa messa in scena con
figuranti vestiti da guerrieri che devono dire, a nome del prossimo governo
italiano, queste parole da avanspettacolo: "Oggi, sul sacro suolo di
Pontida, noi rappresentanti dei Popoli Padani, giuriamo di difendere la libertà
dei nostri Popoli Padani (scusate la ripetizione, ma è proprio così nel testo
del giuramento, ndr) dal potere romano e ciò faremo giurare ai nostri
figli". Bossi dovrebbe leggere. Ma rinuncia, butta via il foglietto e
improvvisa, ispirato dai buoni sentimenti che animano lui e la Lega Nord di
Calderoli, Castelli e Borghezio: "Attaccheremo. E tutti insieme sferreremo
un colpo mortale al centralismo della canaglia romana". Poiché la sequenza
di ciò che stiamo raccontando è rapida e aggrovigliata e i vari protagonisti
sembrano a volte intenti ad essere cattivi, a volte soprattutto confusi,
occorre precisare che siamo ancora nella fase in cui Bossi è già stato
designato dal monarca di Arcore quale "ministro delle riforme" del
governo "che sta per venire". Evidentemente la spinta violenta e la
messa in scena teatrale dei leghisti, unici veri e fidati sodali del monarca
(gli altri o li ha cacciati o li ha sottomessi alla sua diretta dipendenza) ha
creato un desiderio di emulazione al peggio. E scoppia subito (6 aprile) la
solenne denuncia dei brogli. Per denunciarli Berlusconi invoca "il
precedente" del 2006, quando era lui il capo del governo e Pisanu (che
invece di stare al Viminale, ha passato la notte a casa di Berlusconi) era il
ministro dell'Interno. Non si ha notizia, neppure nelle conflittuali
repubbliche del Kenya e dello Zimbabwe, di un governo che accusi di brogli
l'opposizione, perché è impossibile. Ciò che avviene durante una elezione è
responsabilità esclusiva di chi controlla il governo. E infatti le accuse di
broglio muovono sempre in senso inverso. Ma non si deve dimenticare che - per
lo strano e inedito caso italiano - l'accusa viene da un ex capo di governo che
aveva montato la Commissione parlamentare di inchiesta detta "Telekom
Serbia", affidata alle informazioni di un ben retribuito falsario e
calunniatore, successivamente arrestato e incriminato (per falso) dalla
magistratura. L'accusa viene da un ex capo di governo che aveva montato la Commissione
parlamentare di inchiesta detta "Mithrokin", costituita allo scopo di
dimostrare, con testimoni a pagamento e un consulente che è stato un vero costo
della politica (prima della prigione per falso) che
Prodi era uomo del KGB. L'accusa viene da un ex capo di governo che aveva messo
sotto spionaggio militare almeno un centinaio di magistrati e giornalisti che
dovevano essere "disarticolati". Illegale? Illegale. Naturale che a
una persona così venga in mente di buttare avanti in anticipo l'accusa di
brogli, opera di comunisti abilissimi, capaci di estrarre e riporre a
piacimento le schede nelle urne repubblicane. Quanto questo giovi all'immagine
dell'Italia-Zimbabwe è facile immaginare. Però non basta. Il colpo di
Berlusconi offre una nuova spinta a Bossi. Che sarà senza voce ma ha
prontamente dichiarato: "Andremo con i fucili a stanare la canaglia
romana". Siamo tra il 6 e il 7 aprile e la bordata dei fucili padani viene
affrontata con tono padronale da Berlusconi: "Beh, la salute di Bossi è
quella che è". *** Nessuno saprà mai, in questo Paese semi-civile, quali
sono le condizioni di salute di Bossi, che stava per diventare titolare di un
ministero chiave, e che in ogni altro Paese dovrebbe dare, da persona pubblica
e da capo di partito, notizie precise e documentate sulle sue condizioni di
salute. Per fortuna la signora Bossi fa sapere ai giornali che "lui sta
bene, benissimo", e la sua dichiarazione ci deve andar bene come se Bossi
fosse un vicino di condominio a cui fare i migliori auguri. Ma non siamo che
all'inizio. Forse per riequilibrare l'impressione della minaccia di creare
bande armate, Berlusconi fa sapere (8 aprile) che, con il suo nuovo governo, ci
sarà una legge che obbligherà i magistrati a test periodici sulla salute
mentale. Si può immaginare la risonanza europea di una simile dichiarazione, la
portata di diffamazione del proprio Paese da parte di un candidato molto ricco,
molto potente, molto indagato, e scampato a sentenze di condanna solo grazie a
ritocchi apportati ai codici dai suoi avvocati diventati legislatori nel
partito dell'indagato. Ha scritto lo Herald Tribune del 12 aprile: "Ormai
il settantunenne Berlusconi dice a ruota libera la prima cosa che gli viene in
mente. Ma probabilmente Berlusconi pensa davvero che i magistrati che hanno
osato incriminarlo varie volte devono essere matti". Infatti, subito dopo
lo shock, impossibile non notare la minaccia e il ricatto: le verifiche sullo
stato mentale del giudice saranno "periodiche". Ovvero dopo ogni
sentenza sgradita. A meno che significhino: bisogna essere matti per rischiare
la vita ogni giorno contro mafia, ndrangheta, camorra, per salvare l'Italia
nonostante Berlusconi, i suoi "valori", i suoi dipendenti mafiosi. Ma
lo stesso giorno interviene Dell'Utri, proprio lui, Dell'Utri Marcello,
condannato a nove anni per reati di mafia e ricandidato al Senato della
Repubblica. Interviene con due argomenti che cadono addosso all'Italia e al suo
prestigio come un colpo violento. Prima dichiarazione. Lui, Dell'Utri, un uomo
con quel passato, annuncia che, se vince Berlusconi e la sua gente, i suoi
fucili, i suoi test psichiatrici per magistrati pazzi, tutti i libri di storia
saranno sottoposti a rigorosa censura affinché scompaia ogni traccia di
antifascismo. E propone che, al posto dei caduti delle Fosse Ardeatine, si
celebri come un eroe nazionale il boss mafioso e pluriassassino Mangano, già
amico e collaboratore di Berlusconi e dell'Utri e - sia pure nell'ombra -
co-fondatore di Forza Italia. La ragione di tanto eroismo di un imputato di
alcuni omicidi, condannato a due ergastoli? "È morto in prigione piuttosto
che parlare ai giudici di Berlusconi e di me", precisa Dell'Utri.
Interessante dichiarazione. Significa: "se Mangano parlava eravamo
finiti" . C'è da capirlo. Un vero eroe. Berlusconi, il candidato primo
ministro d'Italia, conferma e rafforza il giudizio: "Un vero eroe".
Ma può una persona, che non si è mai sottoposta a test per la salute mentale,
dire in pubblico e in piena campagna elettorale una cosa simile, ovvero
stabilire una volta per sempre un saldo legame omertoso con un importante boss
della mafia siciliana, condannato all'ergastolo per molti omicidi? *** Intanto
avvengono cose che stupirebbero il resto del mondo democratico. Per esempio.
Calderoli dice: "Non vi vanno bene i fucili? Useremo i cannoni". Come
se non sapesse, lui che è stato sempre molto vicino a Milosevic e ai feroci
comandanti serbi, che la guerra civile nella ex Jugoslavia è iniziata con
parole come quelle sue e di Bossi. Per esempio. Il generale Speciale, l'ex
comandante della Guardia di Finanza, rimosso per incompatibilità (in altri
tempi si sarebbe detto per ribellione), noto per il trasporto, su e giù per la
penisola, di spigole fresche con aerei di Stato, fa sapere, con il linguaggio
di un Sud America pre-democratico ormai scomparso: "Molti ufficiali
appoggiano la mia candidatura. Chi mi ha tradito la teme". Squisito
esempio di integrità militare, moralità repubblicana e di rispetto della Costituzione. Speciale sente aria di Pinochet. È a questo
punto, di fronte a questa marea montante di fango, che il candidato premier del
Partito Democratico Veltroni ha scritto una lettera in cui propone agli
avversari un patto di lealtà democratica. Giustamente Veltroni pensa che non
tutti, persino a destra, siano cloni di Dell'Utri e del generale Speciale. E
propone, nella sua lettera quattro punti che sono, allo stesso tempo, il minimo
che si può chiedere alla comune partecipazione alla democrazia, ma anche il
massimo di una garanzia reciproca. È un testo semplice, su
un piano totalmente diverso da quello dei programmi e delle idee di
schieramento. I punti sono: unità e indivisibilità del Paese, rinuncia alla
violenza, fedeltà a tutti i punti della prima parte della Costituzione, riconoscimento e rispetto della nostra Storia, della
nostra identità nazionale, a cominciare dal tricolore. Questa semplice e
limpida richiesta di un candidato italiano alla guida del Paese è stata
dichiarata "irricevibile" dalla destra in un tumulto di sberleffi,
commentata a lungo da Berlusconi e dal suo coro, diretto dall'assistente
Bonaiuti, nel silenzio penoso di Fini, come un tipico inganno dei comunisti. È
enorme, lo so. Ma non è tutto. Manca ancora (9 aprile) la intimidazione contro
il Capo dello Stato. Deve andarsene e lasciare libero il posto per il nuovo
arrivato "perché altrimenti la sinistra si è presa tutte le istituzioni.
Solo se Napolitano se ne va, si può concedere all'opposizione la presidenza di
una della Camere". Si noti il percorso contorto, oltre che offensivo,
dell'assurdo discorso. Tutto ciò, infatti, avverrebbe in caso di vittoria della
destra. Dunque la destra avrebbe tutto in mano. L'idea che una delle Camere
possa essere presieduta da una personalità dell' opposizione viene dai tempi
dell'Italia della guerra fredda. Ma adesso Berlusconi dice che, oltre alla
vittoria e al controllo di tutto, vuole anche il Quirinale. Tutto ciò lo
avevamo raccontato, esattamente come poi è avvenuto in questi tetri giorni,
nell'editoriale de l'Unità di domenica scorsa. Ma avere previsto il peggio, con
Berlusconi e a causa di Berlusconi, non è motivo di vanto. Semplicemente
conferma che il peggio - da Berlusconi - può sempre venire, nonostante il
peggio già dato. A meno che gli italiani, compresi coloro che pensano che sia
una buona cosa non votare, non decidano di salvare il Paese e se stessi. Lo ha
ripetuto Marco Pannella dallo "Studio aperto" di Radio Radicale la
sera di venerdì 11 aprile, in una diretta durata tutta la notte, che ha invaso
anche il giorno successivo. "Non fatevi troppe domande inutili" - ha
detto il leader radicale - che pure lamenta il trattamento sgradevole riservato
ai candidati radicali nelle liste del Pd da parte dell'ex ministro Fioroni, a
sua volta candidato ed esponente del Partito democratico. Ha continuato a ripetere
Pannella: "La scelta è tra Veltroni e Berlusconi. Abbiamo bisogno che
riprenda la vita politica in questo Paese. Perché
accada bisogna dire no a Berlusconi e votare Veltroni". Questa è una
storia che riguarda ciascuno di noi. Come il fascismo. E non c'è alcuna ragione
di fingere che sia utile o anche solo possibile distrarsi. Si tratta di
scegliere tra Falcone e, Borsellino da una parte e lo stalliere assassino
Mangano dall'altra. Tra Veltroni che governerà con ragionevolezza un Paese
secondo le normali tradizioni democratiche del mondo libero, e il
"principale avversario" che non ci darà pace in nome dei propri
esclusivi interessi, tra le istituzioni invase del Paese (compresa la
Presidenza della Repubblica) e la volontà di possesso di ogni posto di comando
del più celebre imputato d'Europa. La domanda è: domani sera saremo al di sopra
o al di sotto di ciò che il mondo attende (e teme) per il nostro destino?
furiocolombo@unita.it.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
SEREGNO CARATE pag.
10 Lambro in piena Ma le paratie mobili sono ancora lontane CARATE di GIGI BAJ
? CARATE ? UN PROGETTO per oltre 800 mila euro che fatica a decollare
nonostante l'erogazione del finanziamento da parte della
Regione e l'ok che il Parco della Valle del Lambro ha dato nell'ottobre scorso.
A distanza di parecchi mesi le paratie mobili in ferro destinate a proteggere
le abitazioni di Borgo San Dazio a Carate non sono ancora state istallate, con
grande preoccupazione per i residenti che temono il ripetersi delle
esondazioni, l'ultima delle quali nel 2002 causò ingentissimi danni. LE
ABBONDANTI piogge di questi giorni hanno notevolmente innalzato il livello
dell'acqua. Gli abitanti delle zone più basse di Carate sono preoccupati dai
ritardi che il progetto sta avendo. Lo stesso sindaco Marco Pipino, durante l'ennesimo
sopralluogo dei giorni scorsi con i tecnici che dovranno effettuare
l'intervento, ha espresso il desiderio che i lavori inizino al più presto al
fine di prevenire le piene che regolarmente arrivano a tarda primavera e alla
fine dell'estate. Durante il sopralluogo lungo le sponde del fiume nel tratto a
ridosso della frazione di Realdino erano presenti il progettista Giovanni
Battista Peduzzi dello Studio Paoletti Ingegneri Associati di Milano e Vilfredo
Condiani funzionario del Pirellone: "Il progetto - hanno dichiarato i
tecnici - prevede il posizionamento di una serie di paratie mobili che dovranno
essere innalzate soltanto quando le acque del fiume superano il livello di
guardia. Una soluzione dal minimo impatto ambientale che però consentirà di evitare
lo straripamento nel tratto dove insistono diverse abitazioni che si trovano al
di sotto dell'argine del fiume Lambro". NON TUTTI sono però d'accordo sul
posizionare le paratie mobili. Le forze politiche che siedono sui banchi di
minoranza hanno più volte contestato questo progetto.Tra questi il consigliere
Enrico Mason: "Un'opera faraonica e inutile che serve solo a giustificare
i contributi in denaro erogati a pioggia dalla Regione che meglio farebbe a
studiare un piano a più ampio raggio di azione". Le paratie mobili hanno
un costo di realizzazione di poco superiore agli 800 mila euro che la Regione
Lombardia ha interamente finanziato per mettere a regime le acque del fiume.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
VALDISIEVE pag. 25
di RICCARDO BENVENUTI NESSUN INCREMENTO tariffario per il 2008:... di RICCARDO
BENVENUTI NESSUN INCREMENTO tariffario per il 2008: questa la scelta
dell'amministrazione comunale di San Godenzo che ha presentato il bilancio
preventivo, poi approvato in sede consiliare. "Dopo un anno in cui si è
parlato di riforme degli enti, di sparizione delle comunità montane, senza
pensare ai gravissimi disagi che avrebbero i nostri piccoli comuni di montagna,
siamo in attesa di risposte da parte di qualcuno ? spiega il vicesindaco
Alessandro Manni ?. Queste ci dovranno essere date da chi andrà a governare il
paese, sperando che finalmente ci si soffermi su questi territori dando delle
risposte che anche in questa campagna elettorale non abbiamo sentito. In questo
quadro siamo arrivati ad approvare un bilancio, dove siamo riusciti a non
andare a ritoccare nessuna tariffa e a mantenere i servizi dati finora ai
nostri cittadini. Anzi , dopo l'avvento del memorario, abbiamo
potenziato il nostro trasporto pubblico cercando di agevolare gli spostamenti
verso valle dei nostri cittadini". Manni ha anche affrontato il tema dei
costi della politica. "Francamente su questo ci sentiamo la coscienza a posto,
perchè con i nostri 70 euro di indennità non abbiamo certo contribuito alla
rovina finanziaria della nazione. Nella risoluzione delle nostre
problematiche, invece, un elogio ed un ringraziamento vanno fatti alla Regione
e alla Provincia, sempre disponibili ed anche molto presenti nel dare risposte
ai piccoli comuni". FRA LE REALIZZAZIONI previste dal bilancio, interventi
sulla pubblica illuminazione (100.000 euro), la manutenzione straordinaria di
diverse strade comunali (110.000 euro), la realizzazione di altri due lotti per
la palestra comunale (circa 400.000 euro) e interventi sui parchi pubblici.
"Questo sarà un anno importantissimo perché vedrà la realizzazione
dell'impianto di riscaldamento a cippato su San Godenzo a servizio degli
edifici pubblici e di una parte di privati (costo circa 600.000 euro), e di
quello ancora più importante, grazie ad accordo di programma con la comunità
montana 'Montagna Fiorentina', riguardante il tele riscaldamento, anche qui
attraverso una caldaia a cippato, della frazione di Castagno d'Andrea per tutti
coloro che lo vorranno (costo circa 900.000 euro). Entrambi hanno avuto un
finanziamento regionale e vanno ad inserirsi in una politica
sulle energie rinnovabili che porterà risparmi nel nostro Comune ed anche
entrate relativa alle utenze".
( da "Giorno, Il (Milano)" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
LETTERE &
COMMENTI pag. 18 Si parla tanto di ridurre i costi della politica e della macchina amministrativa italiana. Si te... Si parla
tanto di ridurre i costi della politica e della macchina
amministrativa italiana. Si tenga conto che nel 1937 i dipendenti pubblici
erano meno di 600 mila e amministravano 41 milioni di abitanti; nel 1970
i dipendenti pubblici erano cresciuti a 1.500.000, ma, quello che è
incredibile, questa cifra è salita fino al numero di 3.000.000 nel 2007 che ne
amministrano 59 milioni. Niccolò Rocco di Torrepadula.
( da "Giornale.it, Il" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
N. 89 del 2008-04-13
pagina 3 Riforme, grande bluff su federalismo e costi della politica
di Redazione Come hanno scritto gli economisti di area Pd di lavoce.info
"la mancata attuazione del federalismo fiscale pesa come un macigno sui
rapporti tra governo ed enti locali", ai quali il governo Prodi ha
scaricato senza scrupoli l'onere del riassetto dei conti, come dimostra
l'aumento record delle tasse locali. La riforma dei servizi pubblici locali,
dei servizi idrici e dell'energia è morta ancor prima di vedere la luce. Le
privatizzazioni sono rimaste al palo, mentre la vendita di Alitalia dimostra
tutta la debolezza del governo, soggiogata dallo strapotere
dei sindacati. Anche per colpa del governo sono fallite le operazioni
Autostrade-Abertis e Telecom-At&T, mentre l'Enel è riuscita
nell'acquisizione di Endesa. Anche la tanto strombazzata diminuzione dei costi
della politica si è ridotta a qualche taglio nella gestione di Camera e Senato
e al congelamento degli aumenti negli stipendi di deputati e senatori. Non
senza polemiche all'interno della stessa maggioranza. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Di MARCO CATALANI
MONTEMARCIANO La giunta si aumenta lo "stipendio" ed è polemica con
l'opposizione mentre il sindaco Gerardo Cingolani parla di un
"ritocco" "contenuto e alla luce dell'incremento di popolazione
che ha portato a una maggior mole di lavoro per l'amministrazione".
L'aumento è stato possibile per il superamento dei 10mila abitanti. Cingolani
passa dagli attuali
( da "Corriere della Sera" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-13 num: - pag: 7 categoria:
BREVI I manifesti della D'Abbraccio e gli slogan di Ciarrapico Le minacce di
Bossi contro la "canaglia romana" re stato affettuosamente omaggiato
al momento di buttare giù il governo è stato scaricato con la qualifica di
impresentabile e confida che a tornare indietro ci penserebbe "dieci
volte". O quello lasciato da Michela Brambilla, la rossa salmonata che
dopo essere stata pompata per mesi dal Cavaliere (si prendeva così sul serio da
dire cose tipo "col mio pedigree nessuno può giudicarmi") è scomparsa
come aveva previsto Marcello Dell'Utri bollandola come "una
sottomarca". O ancora quello lasciato da Alfonso Pecoraro Scanio e
Oliviero Diliberto praticamente spariti alle spalle di un Fausto Bertinotti
tornato a dilagare sugli schermi per comunicare il nuovo messaggio che fa inorridire
il custode dell'ortodossia Marco Rizzo:
"Quella comunista in futuro sarà soltanto una "tendenza
culturale" all'interno della Sinistra arcobaleno". Per non dire delle
sedie vuote a Palermo per Gianfranco Fini, così irritato dal flop da spiegare a
Fabrizio Roncone: "Allora, sia chiaro un punto: An è fortissima e il
legame che i militanti hanno con me, beh, mi pare straordinario. Detto
questo, ho ritenuto opportuno fare un passo indietro, lasciando che prevalesse
l'interesse della patria". A costo di rimetterci: "Mediaticamente sì,
non c'è alcun dubbio, ci ho rimesso. Sebbene io potrei stare tutti i giorni in
prima pagina...". Resterà la campagna bellicosa di un Pierferdinando
Casini mai visto prima, schieratissimo contro Veltroni ma più ancora contro il
Cavaliere ("ha una concezione padronale della politica") fino a usare
parole mai sentite in bocca sua: "Fa schifo chi ha abbandonato Mastella
dopo aver utilizzato i suoi servigi. Chi ritiene che Mastella sia la causa di
tutti i guai del Paese non doveva firmargli dei fogli che gli garantivano la
presenza in Parlamento di diversi parlamentari". E poi resteranno il
camerata pregiudicato Giuseppe Ciarrapico ("'sta destra macchiata è 'na
monnezza ") ma più ancora la Danielita Santanché, versione fascio-cuneese
di Evita e Isabelita e altre condottiere peroniste. Una che si vantava di
portar a spasso il figlio, Lorenzino il Magnifichino, con una carrozzina da
quattro milioni ("Che c'entra? Era bella: se ne fosse costati dieci
l'avrei presa lo stesso") ma chiama a raccolta la plebe contro i politici
che "devono guadagnare non più di 1.200 euro al mese". Che sfida
Berlusconi dicendo "è ossessionato da me, ma tanto non gliela do...".
Che urla ai comizi: "Siiiiii! Rivendico di essere fascista se fascista
vuol dire cacciare a pedate nel sedere gli irregolari e i clandestini!"
Che gongola alle maschie battute del suo nero pigmalione Francesco Storace:
"Meglio una destra figa che una destra fighetta...". E resterà lo
scambio di manganellate con la camerata Alessandra Mussolini: "Credo che
suo nonno si rivolti nella tomba a vederla fare la valletta di chi come Fini ha
definito il fascismo il male assoluto". Risposta: "Proprio stanotte
ho sognato mio nonno Benito che mi ha detto cosa pensa di lei...".
"Te lo rivelo io cosa ti ha detto tuo nonno... ". Immortali. E poi
ancora la minaccia dei fucili di Umberto Bossi "contro la canaglia
centralista italiana, romana" e le battute poco cavalleresche del
Cavaliere sulle sostenitrici della "sezione menopausa" e l'opportunità
di "candidare le babbione" e l'elogio dellutriano e berlusconiano al
mafioso Vittorio Mangano che non avendo accusato loro come volevano i giudici
"è un eroe, a modo suo". E l'assalto teppistico a Giuliano Ferrara
con un lancio di uova che spinse Maurizio Crippa a un omaggio irresistibile:
"Ovazioni". Gian Antonio Stella Polemiche
Giuseppe Ciarrapico, candidato al Senato con il Pdl, ha suscitato polemiche per
le sue frasi sul fascismo Al bar con George Tra i sostenitori di Walter
Veltroni anche l'attore americano George Clooney: "è come Obama". Il
leader del Partito democratico ha preso un caffè al bar con Clooney nella tappa
milanese del suo tour elettorale L'ex pornodiva L'ex attrice hard Milly
D'Abbraccio ha deciso di scendere in politica e si è candidata nelle liste del
Partito socialista per le comunali di Roma, che presenta come candidato per il
Campidoglio Franco Grillini La fedelissima Michela Vittoria Brambilla era in
piazza con Silvio Berlusconi quando il 18 novembre scorso lanciò la nuova
formazione politica Leader del Pdl Sotto, Silvio Berlusconi, 72 anni il 29
settembre prossimo, è il candidato premier del Popolo della libertà Donne e
governo Daniela Santanché candidata premier de La Destra La copertina Il
magazine Usa Newsweek con la copertina su "Veltrusconi" # Il conto
delle bugie Il Cavaliere: Walter ha detto 43 menzogne in una trasmissione. Il
rivale: io non risponderò a toni aspri.
( da "Corriere Adriatico" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Verrà
determinatal'aliquota Irpefe saranno discussenuove aree edificabiliNon sono
previsti aumenti dell'Ici Martedì il conferimento prima del consiglio comunale
su bilancio e opere pubbliche La vedova Moro cittadina onoraria Eleonora
Chiavarelli, moglie dello statista Dc, è nata a Montemarciano MONTEMARCIANO
Subito dopo le consultazioni elettorali, tornerà a riunirsi il consiglio
comunale montemarcianese. Appuntamento alle 16 di martedì, all'ordine del
giorno punti importanti quali il bilancio di previsione per il 2008 e quello
pluriennale fino al 2010. Ma anche il programma delle opere pubbliche per
l'anno in corso e quello triennale. Ad aprire i lavori saranno però i conferimenti
di due cittadinanze onorarie, attribuite a persone con storie assai diverse
alle spalle ma entrambe legate in modo speciale a Montemarciano. Si tratta
infatti della signora Eleonora Chiavarelli e di Daniel Besse. La prima è la
vedova dello statista Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978, di cui
ricorre appunto quest'anno il trentennale della morte. La signora Chiavarelli è
originaria di Montemarciano, dove nel 1945 si celebrarono anche le sue nozze
con lo statista Dc. Daniel Besse è invece il sindaco di Quincy Sous Sénart,
cittadina francese gemellata con Montemarciano da ben ventuno anni. Subito
dopo, si passerà alle questioni tributarie. L'assessore al bilancio Liana
Serrani relazionerà infatti all'assemblea sulle tariffe Ici per il 2008, per le quali non sono previsti aumenti di sorta, e sulla relativa
valutazione delle aree fabbricabili. Determinazione anche dell'aliquota
dell'addizionale comunale Irpef, che lo scorso anno era stata portata dallo
0,5% allo 0,65%. In discussione, inoltre, la determinazione del gettone di presenza per i consiglieri comunali e dell'indennità per il presidente
del consiglio comunale. Così come già avvenuto per sindaco e giunta, tali
importi dovrebbero crescere, in virtù delle aumentate dimensioni demografiche
del Comune (sopra i diecimila abitanti subentra infatti una diversa
regolamentazione). A seguire, l'assessore ai lavori pubblici Marco De Francesco
parlerà del programma delle opere per il triennio 2008-2010 e dell'elenco
annuale dei lavori per l'anno in corso. Di nuovo poi toccherà all'assessore
Serrani l'esposizione del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario
2008 e del bilancio pluriennale 2008-2010, con annessa relazione previsionale e
programmatica. Ancora all'ordine del giorno, due punti che riguardano
l'affidamento di incarichi. Si voterà infatti l'approvazione del programma per
il conferimento di incarichi di studio, ricerca e consulenza per il 2008, programma
pubblicato come prevede la legge anche sul sito del Comune. E sarà sempre il
sindaco a relazionare sul regolamento per gli incarichi professionali relativi
all'ingegneria, all'architettura e a servizi affini, di importo inferiore ai
100mila euro che il Comune ha contratto sempre per la stessa durata. Infine
ancora l'assessore Serrani proporrà l'approvazione di un protocollo di intesa
per la creazione di un laboratorio di progettazione intercomunale. ROSSELLA
FAVI,.
( da "Gazzetta di Parma, La" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Opinioni
Il Pd si batte per la riduzione dei costi della politica Negli ultimi
tempi si parla molto di riduzione dei costi della politica. Il Partito
Democratico fa di questo punto uno dei pilastri del proprio Programma, perché
vogliamo dare al Paese una politica che costi di
meno e decida di più. E' un punto che personalmente ritengo fondamentale, per questo già
nell'intervista pubblicata sulla Gazzetta nelle scorse settimane mi ero preso
l'impegno di spiegarlo nel dettaglio ai lettori. La priorità del Pd è quella di
riformare le Camere, riducendo il numero dei parlamentari: questa operazione
abbasserà i costi della politica di 135 milioni di
euro annui. Il nostro programma in questo senso è molto chiaro: mantenere una
sola Camera composta da 470 deputati,
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Quest'anno un numero
record di rinunce da parte dei volontari ai seggi. Il Comune ha dovuto
sostituire 400 scrutatori e 25 presidenti L'Ufficio elettorale alle urne col
fiatone Lunghe code per ottenere il duplicato delle tessere elettorali.
Arrivati 300 Carabinieri per garantire la sicurezza È fatta. Sono le 12,15 di
ieri quando un'impiegata comunica a Paolo Tolin, responsabile dell'Ufficio
elettorale del Comune, che finalmente la rosa dei presidenti di seggio è stata
completata. È composta da 210 volontari che sovrintenderanno a tutte le
operazioni di voto e allo spoglio delle schede. In tarda mattinata ne mancava
all'appello ancora uno. Il vuoto, con grande sollievo di Tonin, è stato
riempito all'ultimo momento dalla telefonata di un professionista che ha dato
la sua disponibilità. È un sostituto, così come, quest'anno, lo è buona parte
degli addetti ai seggi. I numeri parlano chiaro. Il personale del Comune ha
dovuto rimpiazzare 25 presidenti e 400 scrutatori. Nel secondo caso si tratta
di uno su due, visto che in totale sono 850. È un piccolo esercito che ha
giustificato la "diserzione" inviando certificati medici,
dichiarazioni firmate dai datori di lavoro, e persino fotocopie di biglietti
aerei. Per motivi di "forza maggiore" non hanno potuto assolvere all'impegno
che avevano sottoscritto dichiarando a suo tempo la loro disponibilità. Forse
la disaffezione alla tornata elettorale ha colpito anche loro. O più
probabilmente - maligna qualcuno - i gettoni di presenza per due giorni di lavoro sono modesti. Troppo pochi 183 euro per
un presidente di seggio, e 145 per uno scrutatore. Resta il fatto che il
forfait ha dato un bel daffare al personale dell'Ufficio elettorale. L'allarme
è scattato già una settimana fa quando gli addetti avevano denunciato che 262 scrutatori
avevano rinunciato. È i casi di indisponibilità sono via via aumentati
nei giorni successivi. Una vera mazzata per l'Ufficio elettorale che per
reperire i sostituti ha dovuto allestire in fretta e furia una sorta di
"call center". "Eppure - ricorda Tolin - coloro che si sono
iscritti all'Albo degli scrutatori hanno preso un impegno preciso. La legge
dice che possono rinunciare solo per gravi motivi. È chiaro che se non hanno
valide giustificazioni, possono rischiare una denuncia penale".Ma ciò che più
conta è che il mosaico sia stato completato. Questa mattina nei seggi padovani
le squadre saranno al completo. Per la cronaca, ogni postazione è composta da
un presidente, quattro scrutatori e un segretario.Gli elettori per il rinnovo
della Camera sono 705.862, circa un migliaio in più rispetto al 2006. Con
366.354 unità, il sesso femminile supera quello maschile. Per il Senato
occorrono almeno 25 anni di età, e quindi il numero degli elettori si
restringe: sono in totale 653.835, di cui 341.137 donne e 312.698 uomini.Le
urne oggi resteranno aperte dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15. Sono 873
i seggi sull'intero territorio, più altri 13 speciali. Per garantire che tutto
si svolga con regolarità, sono state mobilitate anche le forze dell'ordine. Dal
centro Italia, ad esempio, sono arrivati trecento carabinieri che verranno
dislocati sia in città, sia in provincia. Intanto, già ieri mattina gli
sportelli al piano terra dell'Ufficio elettorale sono stati affollati da
cittadini che chiedevano il duplicato della tessera elettorale. "Se si
vuole delegare qualcuno - raccomandano gli addetti - bisognerà allegare una
dichiarazione di smarrimento firmata, una fotocopia del documento di
riconoscimento e l'indicazione del delegato".P.G.
( da "Gazzettino, Il" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
I PRIMI INTOPPI Le
penne del ministero non scrivono, i Comuni ne comprano di nuove VeneziaI
"kit" di cancelleria erano tutti completi: matite copiative,
temperamatite, gomme, tamponi di inchiostro. E penne. Per la precisione penne a
sfera, a scatto, di colore nero indispensabili ai presidenti di seggio e agli
scrutatori per vidimare le schede e compilare i verbali. Solo che le penne
fornite ai seggi di Venezia dal Viminale, attraverso la Prefettura, non
scrivono. Meglio: alcune non scrivono proprio, altre si scaricano dopo un
semplice tratto di inchiostro e altre ancora scrivono, ma si smontano perdendo
i pezzi. Un affarone, ma solo per chi le ha vendute all'Istituto Poligrafico
dello Stato, queste penne a sfera che ieri pomeriggio hanno fatto dannare
presidenti e scrutatori dei seggi veneziani, ma anche di mezza Italia. Al punto
tale che è dovuto intervenire anche l'Ufficio elettorale del Ministero
dell'Interno.Ieri, quando l'esercito di presidenti e scrutatori sparso in tutta
la provincia si è insediato, davvero in pochi sono riusciti a scrivere qualcosa
con le penne fornite ai Comuni dalla Prefettura che, a sua volta, le ha
ricevute nei giorni scorsi dal Viminale. Risultato: scrutatori usciti dai seggi
che sono andati in cerca di una cartoleria per comprare penne funzionanti a
proprie spese. Nel migliore dei casi c'era qualche delegato dell'Ufficio
elettorale del Comune che si faceva carico dell'acquisto imprevisto. Così nei
seggi di Venezia e di Mestre fino a quelli di Chioggia, ritardando le
operazioni di vidimazione delle schede. E, ovunque, questi "kit"
contenevano delle penne "Aspa" a scatto che, in internet, si trovano
in vendita a tre euro e mezzo per confezioni da 20. "Noi abbiamo solo
fornito l'elenco del materiale di cancelleria da inserire nei kit all'Istituto
Poligrafico dello Stato che si è poi occupato degli acquisti - dicevano ieri
pomeriggio all'Ufficio elettorale del Viminale - Ci sono già arrivate
segnalazioni di questo tipo da diverse prefetture: Bologna, Como, Rieri,
Pistoia... Stiamo chiedendo ai Comuni di provvedere a proprie spese comprando
altre penne, per poi essere rimborsati dal Ministero".E intanto i
trasporti veneziani devono fare i conti con la "assenza da elezioni"
dei dipendenti di Actv: con quasi 300 piloti, marinai e autisti impegnati ai
seggi, l'azienda dei trasporti ha dovuto sopprimere fino a mercoledì la linea 3
di navigazione (quella da poco inaugurata dei vaporetti dedicati ai veneziani)
e ridurre le altre corse fino a martedì.A Padova, invece, problemi per i seggi
sguarniti. Il personale del Comune ha dovuto rimpiazzare 25 presidenti e 400
scrutatori. Nel secondo caso si tratta di uno su due, visto che in totale sono
850. È un piccolo esercito che ha giustificato la "diserzione"
inviando certificati medici, dichiarazioni firmate dai datori di lavoro e
persino fotocopie di biglietti aerei. Per motivi di "forza maggiore"
non hanno potuto assolvere all'impegno che avevano sottoscritto dichiarando a
suo tempo la loro disponibilità. Forse la disaffezione alla
tornata elettorale ha colpito anche loro. O più probabilmente - maligna
qualcuno - i gettoni
di presenza per due giorni di lavoro sono
modesti. Troppo pochi 183 euro per un presidente di seggio, e 145 per uno
scrutatore.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 13-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
(L.M.) Anche la delegazione
di zona di Pellestrina è ferma al palo. Inoperosa da quasi due anni. Tanto che
non vengono più convocate le riunioni e, dal momento del suo insediamento, non
si è ancora riusciti (dopo quasi tre anni di legislatura) a completare la sua
struttura istituzionale nominando alcuni ruoli previsti dal regolamento. Se a
Burano la delegazione di zona è nel caos, a Pellestrina non è mai decollata.
Più volte il presidente di delegazione Domenico Gorin, davanti alle
perplessità, ha allargato le braccia. I consiglieri eletti, infatti, non
possono usufruire né dei permessi per essere presenti agli incontri, né di un gettone di presenza per il
compito da svolgere. Inoltre la delegazione di zona non ha alcun potere
decisionale, ma solo un ruolo consultivo e non vincolante verso la
Municipalità. Tutte difficoltà che a Pellestrina hanno decretato, quasi fin da
subito, il fallimento della delegazione di zona. Un fallimento ammesso
anche dal presidente della Municipalità di Lido e Pellestrina, Giovanni Gusso:
"Per la prossima tornata elettorale amministrativa del 2010 vale la pena
di ripensare al senso delle delegazioni di zona. O per abolirle del tutto,
oppure conferendo un ruolo che possa essere anche incisivo. Evidentemente in
principio sono state create solo per dare alle isole più piccole una specie di
"contentino" - prosegue Gusso -. Come Municipalità cerchiamo comunque
sempre di coinvolgere negli incontri e sopralluoghi a Pellestrina, almeno il
presidente di delegazione, ma il ruolo della stessa delegazione istituzionale
si vede ben poco".