HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli   

DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

Torna all’indice mensile 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL 13-3-2008        #TOP


 

IN EVIDENZA                     1)               2)

 

Saviano: dico no alla politica  che non parla più di mafia. Lo scrittore «Sulla criminalità una rimozione bipartisan»

«Mi volevano dal Pd ad An. Ma non posso essere di parte»  Di Marco Imarisio (Il Corriere della Sera 13-3-2008)

 

ROMA — Roberto Saviano è ancora un ragazzo. E ogni tanto riesce anche a sorridere, con le labbra che si tendono su una faccia sempre più tesa, sempre più pallida. Quando racconta della presentazione di Gomorra ad Helsinki, con lo speaker che lo introduce come «Roberto Soprano», e i finlandesi che sono lì soltanto per via della serie televisiva americana, riesce pure a ridere di «loro». Li chiama così, «loro». I suoi nemici. Come se fosse una questione personale, tra lui e i mafiosi di Casal di Principe che lo hanno costretto ad una vita infame, da animale braccato.

Quella di Saviano è una storia di paradossi. Con il suo libro ha avuto fama, celebrità, il traguardo del milione di copie vendute tagliato in questi giorni. Con il suo libro ha perso il resto, la libertà personale, la possibilità di vedere il mondo con i propri occhi. «È come se mi sentissi sempre in colpa» sintetizza così il suo stato d'animo, come se qualcuno andasse da sua madre a chiedere «cosa ha fatto tuo figlio?» Ad un certo punto, Saviano si era anche convinto che in Italia ci fosse qualcuno disposto a condividere la sua ossessione.

Da Walter Veltroni alla Sinistra Arcobaleno, passando per il Popolo della Libertà, sponda An, tutti hanno cercato l'autore di Gomorra, blandendolo con la lotta al potere mafioso. «Ma non è il mio mestiere. Non si può parlare di mafia ad una sola parte politica. È un argomento sul quale non ci si può permettere di essere partigiani. La mia responsabilità è la parola ». Chi è stato il più insistente? «Quando Veltroni mi ha chiamato nel suo ufficio al Campidoglio, abbiamo parlato a lungo di mafia e appalti. Mi disse che quello sarebbe stato uno dei primi punti della sua agenda». Promessa mantenuta? «Non mi sembra. Ma il Pd è in buona compagnia. Purtroppo, la lotta alla mafia è la grande assente di questa campagna elettorale, a sinistra come a destra». Altri pretendenti? «Fausto Bertinotti mi ha fatto arrivare una proposta tramite l'assessore regionale campano Corrado Gabriele. Io ho molto apprezzato il lavoro di Forgione alla commissione antimafia, ma credo che anche la sinistra debba fare outing, e ammettere di non essere stata così rigorosa nell'allontanare gli affaristi collusi con la mafia». Avanti con l'elenco delle avances. «Alleanza nazionale mi ha mandato messaggi di apprezzamento. Persino l'Udeur prima che si dissolvesse». Destra, sinistra, centro. «Io sono cresciuto in una terra dove Pci e Msi stavano dalla stessa parte, contro la camorra. E vorrei tanto che il centrodestra riprendesse i valori dell'antimafia, quelli che aveva Giorgio Almirante e che avevano ispirato Paolo Borsellino. Li vedo trascurati, nonostante una base che al Sud ha voglia di sentirli affermare».

A sentirla, non sembra che il Pd sia molto più attivo. «Affatto. Anzi, a Veltroni ho detto che a mio parere anche il centrosinistra ha commesso molti errori in questi anni». Il più grande? «L'intellighenzia di sinistra dà sempre per scontato che la mafia stia dal-l'altra parte. Il complesso di superiorità applicato alla criminalità organizzata. Credersi immune dalle infiltrazioni, pensare che questo sia sempre e solo un problema degli altri. Le dico di più: spero che il Pd riesca a non aver paura di perdere le elezioni pur di cambiare. Solo così potrà davvero vincere». Dove vuole arrivare? «Spero che non abbia paura di parlare del voto di scambio, di denunciarlo. Fino ad ora non lo ha fatto nessuno. Ed è il voto di scambio che determinerà l'esito delle prossime elezioni. Si vince o si perde nei piccoli paesi, dove il clientelismo è l'unica moneta corrente. Si vincono le elezioni per bollette pagate, cellulari regalati, di questo bisogna parlare. La vera sfida sarebbe quella di non svendere il voto. E alzare la voce, denunciare». E invece? «Il grande silenzio. La mafia è la più grande azienda italiana, il suo giro d'affari è il triplo di quello della Fiat. È innaturale che non se ne parli in campagna elettorale. Ma è così. Al massimo qualche cosa simbolica, una celebrazione, qualche commemorazione. Una rimozione bipartisan».

Si è chiesto il perché? «È un tema pericoloso sul piano della comunicazione. Se qualcuno parla di mafia, molta gente pensa che si stia occupando soltanto di una parte ben circoscritta del Paese, che si interessi di cose ai margini, lontane. Nessuno è riuscito a far passare l'idea che la mafia sia qualcosa che riguarda anche Milano, Parma, Roma, Torino. È tornata ad essere un fatto esotico, lontano, noioso». «Non valete niente». Era il 23 settembre 2006 quando sfidò i boss di Casal di Principe a casa loro. Lo rifarebbe? «A vedermi da fuori, come se non fossi stato io, lo rifarei. Ma sarei falso se non dicessi che con quel gesto ho distrutto la mia vita. Mi è diventato impossibile vedere il mondo, confrontarmi con altre persone, poter sbagliare. Sono diventato un simbolo, ma in cambio ho perso tutto». Quando ha scritto Gomorra, cosa si aspettava? «Confesso l'ambizione. Volevo fare un libro che davvero cambiasse le cose. All'inizio, la camorra lo ignorò. I miei problemi cominciarono verso le centomila copie. La gente pensa che io sono come Salman Rushdie, colpito da una fatwa della camorra. Ma non è così. Lui rischia per quel che scrive, io perché mi leggono. Non è Saviano ad essere pericoloso, ma Gomorra e i suoi lettori».

Il disinteresse della politica rende più difficile la sua situazione? «Acuisce la solitudine, questo sì. Gomorra ha fatto sì che la letteratura diventasse un problema per la mafia. Parlarne è un modo per fermarli. Perché la politica non fa lo stesso? È come se questo paese non accettasse di essere raccontato così. Ma è il silenzio che ci distrugge». Se pensa al suo futuro, cosa immagina? «Spero di riavere la mia libertà, un giorno. Come un ragazzino, immagino di aprire la porta e poter camminare in strada, da solo. Ma è solo un sogno». E la realtà? «Me la faranno pagare. Troveranno un modo per colpirmi. Prima con la diffamazione, diranno che è tutto falso, l'operazione di un ragazzotto assetato di visibilità. Poi chissà. È l'unica certezza che ho».

13 marzo 2008

 


 

SOMMERSO DEI PROGRAMMI . Democrazia al verde. di Giovanni Sartori  (Il Corriere della Sera 13-3-2008)

Torno ai programmi elettorali. Scrivevo che oramai si riducono a essere strumenti acchiappa- voti. Servono per vincere. Il che non implica che servano per ben governare. Può darsi; ma può anche darsi che costringano a governare malissimo. In parte perché promettono quel che non dovrebbero, e in parte perché occultano i veri problemi, i problemi che sono davvero da affrontare. Questi problemi, scrivevo, costituiscono la parte sommersa delle campagne elettorali. Vediamo di farla emergere. Una prima partita sulla quale troppo si sorvola è quella del nostro debito pubblico. Sì, sappiamo che c'è; ma poi si svicola.

Eppure batte ogni record: oscilla intorno al 105% del Pil (prodotto interno lordo), e cioè della ricchezza prodotta dal Paese in un anno; il che comporta un carico di interessi di 70 miliardi di euro. Ora, anche un bambino (ma non i sindacati e nemmeno la sinistra-sinistra) arriva a capire che trovarsi ogni anno con 70 miliardi bloccati è un’intollerabile palla al piede. Questo debito era superato, in passato, dal Belgio, che però è riuscito a dimezzarlo. A noi non riesce. Perché? E' un segreto di Pulcinella, debitamente oscurato da tutti. Una seconda partita dolente, anzi dolentissima, è quella della mafia (nella quale ricomprendo camorra e 'ndrangheta). Vedi caso, nessun programma si impegna in una «guerra alla mafia». Eppure la mafia è la più grossa azienda del Paese, con un fatturato nell'ordine di 90 miliardi all'anno, tutti esentasse, tutti in nero. Ma né Tremonti né Visco né nessuno hanno mai davvero cercato soldi nel colossale patrimonio mafioso.

Perché? E' un altro segreto di Pulcinella. E' che il voto malavitoso condiziona e inquina la politica e le elezioni di metà del Paese. Nel 2001 Berlusconi vinse in Sicilia 61 collegi su 61. E’ comune opinione che quel trionfo fu dovuto anche ai voti controllati dalla mafia. E ora il Cavaliere ritenta il colpo rilanciando il ponte di Messina, che sarebbe inevitabilmente una colossale pacchia per l'onorata società. Come insegna l'autostrada Salerno- Reggio Calabria, fatturata metro per metro dalle cosche. Aggiungo che questo lassismo, e ancor più la collusione tra politica e mafia, sono particolarmente vergognosi perché impiombano l'economia del Sud e di riflesso tutta l'economia italiana. Il Sud non riesce a decollare, economicamente, anche perché strangolato dal «pizzo» e da un gigantesco parassita che oramai è arrivato al Lazio. Come scrive Giorgio Bocca, la malavita sta «sconfiggendo lo Stato in metà dello Stato». Eppure i partiti (paghi di qualche fortunato arresto) non fiatano e anzi candidano personaggi in altissimo odore di sospetto. Una terza grossa partita è quella delle infrastrutture. Sono tante. Qui ho in mente strade e ferrovie, che sono infrastrutture disattese da decenni.

Giuseppe Turani stima che la rete ferroviaria da rifare costerebbe 30-40 miliardi, e che «per diventare (in materia di viabilità) un Paese moderno in media con gli altri Paesi europei dovremmo spendere nell'arco di una ventina d'anni almeno un altro Pil al completo». Basta e avanza così? Purtroppo no. Perché tra le partite ad alto costo c'è anche la partita ecologica e dell'incombente disastro climatico. In materia i nostri Verdi fanno ridere o fanno danno. Per loro il problema principale è di bloccare strade, ferrovie e fabbricati «brutti», nonché il grosso degli impianti per l'energia elettrica e la rigassificazione del metano. Il brutto non piace nemmeno a me. Ma è irresponsabile raccontarci che il fabbisogno energetico (in vertiginosa crescita) sarà fronteggiato dal sole e dal vento. Nel contempo si limitano a piangere, soltanto l'estate, quando i nostri boschi bruciano; e il ministro Pecoraro Scanio si è distinto nel bloccare a Napoli i termovalorizzatori perché il suo collegio elettorale è, appunto, Napoli. Abbiamo sottoscritto gli accordi di Kyoto, dopodiché le nostre emissioni di gas serra (il vero problema) hanno superato del 13% il limite che abbiamo accettato.

La verità è che sia Berlusconi che Prodi del riscaldamento della Terra si sono strafregati, e nemmeno Veltroni si stravolge più di tanto. Quanti Pil verrà a costare, quando i nodi verranno al pettine (sarà presto), questa cecità? Nessuno lo sa né lo vuol sapere. Infine c'è il costo del federalismo promesso a Bossi da Berlusconi. Nei programmi è un costo non contemplato, come se spezzettare il Paese in parecchie Sicilie aggiuntive non comportasse un esiziale aggravio di sprechi clientelari e di ogni sorta di disfunzioni. Pertanto quando si osserva che i programmi del Pd e del Pdl si equivalgono, si dimentica che se Berlusconi vincerà dovrà pagare a Bossi il salatissimo prezzo del suo sostegno. Ripeto, nessuno lo nota ma su questa partita Berlusconi, e soltanto lui, ci costerà molto caro. Cerchiamo di fare il punto a oggi. Siamo una democrazia troppo indebitata? Sicuramente sì. Siamo anche una «democrazia in deficit», per dire che le uscite superano regolarmente le entrate? Per ora è ancora così; e dubito sulla redenzione prevista per il 2012.

La cosa certa è, invece, che siamo una «democrazia al verde», senza un soldo in tasca, e che ha raschiato il fondo del barile (ci resta soltanto la risorsa, poco saggia, di continuare a vendere il patrimonio dello Stato). Si risponde che siamo pur sempre una «democrazia in crescita» in termini di Pil. Ma questa crescita è modestissima. Eppoi il Pil a questo effetto non è un buon indicatore. Il dato significativo è che oggi, secondo i dati Ocse, il potere di acquisto dei nostri lavoratori è del 18% circa inferiore a quello dei Paesi dell’euro. E siccome ci mancano i soldi per rimediare, il mio sospetto è che noi siamo una «democrazia in decrescita» e cioè caduta nel vortice di uno sviluppo non sostenibile che distribuisce più di quel che produce.

13 marzo 2008


Report "Costi dei politici"

Giudici ad acta, inquadrati i compensi ( da "Italia Oggi" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: attratto ai fini tributari nella categoria dei redditi di lavoro autonomo o d'impresa. Costituiscono redditi assimilati al lavoro dipendente le indennità, i gettoni di presenza e gli altri compensi corrisposti dallo Stato, dalle regioni, dalle province e dai comuni per l'esercizio di pubbliche funzioni sempre che le prestazioni non siano rese da soggetti che esercitano abitualmente un'

Commissioni, sedute solo se è necessario ( da "Italia Oggi" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: le sedute si siano svolte con lo scopo prefissato di incamerare il relativo gettone di presenza. è l'accusa che il viceprocuratore generale della Corte dei conti per la Campania, Antonio Buccarelli, ha messo in campo nell'atto di citazione a giudizio contro il presidente di un consiglio comunale del casertano e contro i consiglieri comunali presidenti delle commissioni consiliari,

C'è savona-imperiadopo le festività ( da "Secolo XIX, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Bedini, Rizza. All. Bertazzon. Fermo per il riposo il Riviera Pontedassio di Francesco Radio. Allievi regionali. Girone, risultati: Alassio-Andora 5-0; Sanremese-Carlin's 0-2 (n.v.); Quiliano-Loanesi 0-3; Sestrese-Praese 2-1 (Morando 2); Albisole-Vado 1-1;

Cagliari. con l'amministrazione provinciale guidata da sandro balletto i consiglieri ( da "Nuova Sardegna, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stando ai registri ufficiali, il recordman delle presenze - siamo al 9 luglio 2002 - era Angelo Deidda con 438 sedute in dodici mesi, seguito da Ricciotti Usai con 409 sedute - più di una al giorno, ma tolte domeniche e festivi quasi due - cui va aggiunta una "visione atti" a mandato in scadenza che scatenò non poche polemiche.

Aiutano a ridurre i costi della politica ( da "Giornale di Brescia" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA Aiutano a ridurre i costi della politica Uno scorcio del quartiere delle Fornaci "Le Circoscrizioni possono giocare un ruolo decisivo nel taglio dei costi alla politica. Non tanto nell'accorparne i territori, ma nel valorizzarne il ruolo". Così si esprime il presidente Andrea Gervasi.

Indagine sui consiglieri provinciali ( da "Nuova Sardegna, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In un solo anno la Provincia ha rimborsato ai consiglieri stakanovisti 280mila euro per l'uso dell'auto, oltre 23mila euro al mese compreso il mese di agosto. Più i gettoni-presenza, incassabili anche solo per una fugace "visione atti". Ora però la Procura della Repubblica vuole vederci chiaro e ha acquisito i documenti di questa super attività. LISSIA a pagina 23.

Consiglieri stakanovisti, indagine della procura - mauro lissia ( da "Nuova Sardegna, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sono entrati alla chetichella negli uffici dell'amministrazione e hanno firmato la propria presenza col solito pretesto della "visione atti". Atti di un'attività amministrativa ormai ferma da un mese. Non tanto per il gettone quanto per ottenere l'ultimo, estremo rimborso del viaggio compiuto dal proprio comune di residenza a Cagliari.

Impiegati della regione record di assenteismo - simona poli ( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il costo pro capite dei 2482 dipendenti della Regione Toscana è stato di 45.608 euro annui nel 2006, una cifra inferiore solo a quelle di Lazio (49.096) e Piemonte (47.103). E sul bilancio il costo delle consulenze esterne incide sulla spesa complessiva per gli stipendi dell'organico assunto a tempo indeterminato del 17 per cento,

Diga sull'isonzo, chiesti approfondimenti ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ci permettiamo di evidenziare, che grazie alla lunga discussione voluta dall'opposizione su tale argomento, si è andati oltre la mezzanotte, mentre con un maggiore senso di responsabilità la riunione del consiglio avrebbero potuto finire prima, con un minore costo in termini di gettoni di presenza per l'amministrazione stessa".

L'Italie aux trois visages ( da "Liberation" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la Casta ("la caste") de Gian Antonio Stella et Sergio Rizzo, le Mani sporche ("les mains sales") de Marco Travaglio, Peter Gomez et Gianni Barbacetto ou l'Italia ferita ("l'Italie blessée") de Mario Calabresi sont l'emblème d'un pays qui fouille dans les débris d'une Italie bloquée, dans les chromosomes d'un corps malade.

TRENTO - Salvo sorprese dell'ultima ora, sarà Marco Merler (nella foto) il nuovo consigliere di amministrazione di Edison e Transalpina di Energia nel prossimo triennio (scadenza i ( da "Adige, L'" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: energia italo-francese di 101mila euro, pari alla remunerazione come consigliere non esecutivo ma presente nel comitato per il controllo interno. La cifra comprende anche i gettoni di presenza e quindi potrebbe variare di anno in anno. Nel triennio, quindi, si tratterebbe di circa 300mila euro che si aggiungerebbero, per Merler,

CENTRO DI POLITICA EUROPEA DELLA MIGRAZIONE UN NUOVO PONTE TRA POLITICA E RICERCA ( da "marketpress.info" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Unione dovrebbe creare una piattaforma speciale in cui la ricerca si concentri sulle necessità in evoluzione della politica in materia di gestione dei flussi migratori. In questa prospettiva il vicepresidente Frattini sostiene l'istituzione di un Centro di politica europea della migrazione (Cpem), la cui apertura è prevista per l'inizio dell'autunno 2008.

Sui risparmi, cdl non credibile ( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Cdl non credibile" Il leader dei Cittadini Malattia contrattacca sui costi della politica I CITTADINI TRIESTE. "Le proposte programmatiche di Tondo sui costi della politica fanno sorridere. L'unica cosa concreta che promette è la riduzione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale da 7 a 5 membri.

Illy: meno consiglieri e tagli ai vitalizi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sarà impostata sulla comunicazione dei contenuti". Migliaia di opuscoli saranno recapitati alle famiglie per illustrare i risultati dei cinque anni appena passati e i programmi dei prossimi cinque. Costi della politica. Le spese di funzionamento della Regione sono stati ridotti "passando da 122 nel 2003 a 84 milioni nel 2007", ha detto Illy,

LA SECESSIONE DEGLI ATENEI ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dello Stato siano proporzionali alla qualità della ricerca e della didattica e che venga, così, a finire la politica dei finanziamenti a pioggia, anzi, a pioggerella, visti i pochi spiccioli ormai destinati al settore. Nello stessa lettera, è denunziata l'inutilità della Crui, la Conferenza Permanente dei Rettori, in cui il voto del rettore di una piccola università - spesso privata,

La giunta si aumenta lo stipendio Dopo il taglio del 10% nel 2007. L'opposizione: Decisione inopportuna ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 24 netti) il gettone di presenza dei consiglieri. Anche il presidente del Consiglio comunale percepirà il medesimo trattamento degli assessori. QUESTE INDENNITA erano state temporaneamente 'tagliate del 10 per cento nel 2007, sempre in ossequio alle indicazioni della Finanziaria di quell'anno e ora di fatto ripristinate.

Meno consiglieri? forse, e con calma - mario lancisi ( da "Tirreno, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: indignazione popolare per i privilegi denunciati nel libro La Casta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, approvò un ordine del giorno in cui si impegnava, entro la fine di aprile del 2008, a ridurre il numero dei consiglieri regionali e degli assessori, a rafforzare i poteri del consiglio e a riorganizzare gli enti regionali.

Assistenza ai disabili, tariffe irregolari Gugnoni (Udc) accusa il Comune ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: obiezione che il Comune spende già il 70% del suo bilancio per il welfare e non può farsi carico di altre spese ? aggiunge l'esponente Udc ? non è fondata. Fondi per finanziare ulteriori interventi possono essere recuperati velocemente, ad esempio tagliando i gettoni di presenza di qualche consigliere di società partecipate". "IL COMUNE ?

RIMINI, TUTELA AMBIENTALE: STANZIATI DALLA PROVINCIA QUASI 2 MILIONI DI EURO ( da "Sestopotere.com" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Rimini Comune sostituzione dei mezzi per il trasporto pubblico locale su linee del centro storico con mezzi a emissione zero (costo 144.000 euro, 60% dal ministero) Bellaria Comune maggiore efficienza dell'illuminazone pubblica con lampade ad alta efficienza e telecontrollo (costo 250.

Potenza della michetta. Di scena i vertici sul pane ( da "Avvenire" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: a un Paese paurosamente incline alla 'stellite, cioè alla pura e semplice lettura, dolorosamente compiaciuta, dell'autodafé a puntate di Stella e Rizzo sui mali d'Italia. E significa anche tracciare una rotta nuova, con tutti i limiti che comporta ogni intervento sul mercato in un Paese membro dell'Unione europea e quindi a sovranità economica limitata.

Ai consiglieri piace investire nel mattone ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che al momento vivono dei gettoni di presenza in consiglio comunale e nelle commissioni.Solo Azzoni, Corrà, D'Anna, Gandini, Mazzonetto, Mognato, Muscardin, Speranzon, Pepe e Comerci non sono proprietari della casa in cui vivono. Tra quelli per i quali "la roba" ha un valore piuttosto consistente c'è sempre lui: Cesare Campa, proprietario di 49 unità immobiliari tra Spinea,

"Due assessori in meno in Giunta" ( da "Varesenews" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: simbolica del dimezzamento dei gettoni di presenza dei consiglieri, quella avanzata da Porfidio, e che scende nel concreto dell'azione quotidiana del Comune. Oggi come oggi difficilmente la maggioranza si potrà permettere di prenderla in considerazione - ormai la frittata è fatta, buona o cattiva che sia, e non è stato facile mettere assieme una Giunta due anni fa -


Articoli

Giudici ad acta, inquadrati i compensi (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Imposte e Tasse Numero 062, pag. 40 del 13/3/2008 Autore: Antonio Montemurro Visualizza la pagina in PDF     Giudici ad acta, inquadrati i compensi I compensi dei giudici ad acta, che quindi derivano dall'esercizio di una pubblica funzione, devono qualificarsi come redditi assimilati al lavoro dipendente, salvo che nell'ipotesi in cui i soggetti che li percepiscono siano professionisti o imprenditori. E' quanto emerge dalla risoluzione 88/e dell'Agenzia delle entrate datata 12 marzo 2008 concernente l'inquadramento Irpef e l'obbligo di contribuzione ai fini della gestione separata dei compensi corrisposti ai commissari ad acta. Nello specifico la Direzione regionale ha chiesto di conoscere il trattamento fiscale, ai fini Irpef, dei compensi, di cui all' art. 57 del dpr del 30.05.2002 n. 115, percepiti dai commissari ad acta nominati, in sede di giudizio di ottemperanza, dalle commissioni tributarie, ai sensi dell'art. 70 del dlgs. 31 dicembre 1992, n 546. anche per sapere se i soggetti in questione debbano essere obbligati all'iscrizione alla cassa separata Inps come lavoratori autonomi occasionali, nel caso in cui gli incarichi conferiti diano luogo al pagamento di un importo superiore a euro 5000 annui. Tali soggetti sono infatti nominati tra il personale amministrativo delle commissioni tributarie ed hanno contestato la richiesta di iscrizione alla gestione separata Inps, sostenendo che il commissario, svolgendo funzioni di ausiliario del giudice, non svolge attività di collaborazione occasionale anche in considerazione del fatto che tale tipo di incarico non sarebbero determinati l'inizio e la fine dell'attività, elementi indispensabili per presentare domanda di iscrizione all'istituto previdenziale. Si ricorda che l'art. 70 del dlgs. n 546 del 1992, ha introdotto per l'esecuzione delle sentenze del giudice tributario, il giudizio di ottemperanza La risoluzione precisa che nell'ambito di detto giudizio la Commissione tributaria adita "adotta con sentenza i provvedimenti indispensabili per l'ottemperanza in luogo del ministero delle finanze o dell'ente locale che li ha omessi e nelle forme amministrative per essi prescritti dalla legge, attenendosi agli obblighi risultanti espressamente dal dispositivo della sentenza e tenuto conto della relativa motivazione. Il collegio, se lo ritiene opportuno, può delegare un proprio componente o nominare un commissario al quale fissa un termine congruo per i necessari provedimenti attuativi e determina il compenso a lui spettante secondo le disposizioni della legge 8 luglio 1980, n. 319 e successive modificazioni e integrazioni (“Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia”)". I poteri del commissario nascono dal giudice dell'ottemperanza e ciò ha indotto la prevalente giurisprudenza ad attribuirgli natura giurisdizionale in quanto ausiliario del giudice stesso quindi una pubblica funzione. Nel caso rappresentato è applicabile la prima parte dell'art. 50, lettera f) secondo cui i compensi che derivano dall'esercizio di una pubblica funzione devono qualificarsi redditi assimilati al lavoro dipendente, tranne che nell'ipotesi in cui i soggetti che li percepiscono siano professionisti o imprenditori. In tale ultima evenienza, infatti, il relativo reddito viene attratto ai fini tributari nella categoria dei redditi di lavoro autonomo o d'impresa. Costituiscono redditi assimilati al lavoro dipendente le indennità, i gettoni di presenza e gli altri compensi corrisposti dallo Stato, dalle regioni, dalle province e dai comuni per l'esercizio di pubbliche funzioni sempre che le prestazioni non siano rese da soggetti che esercitano abitualmente un'arte o una professione e non siano state effettuate nell'esercizio di impresa commerciale.

Torna all'inizio


Commissioni, sedute solo se è necessario (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Pubblica Amministrazione Numero 062, pag. 45 del 13/3/2008 Autore: di Antonio G. Paladino Visualizza la pagina in PDF       Inchiesta della Corte conti Campania Commissioni, sedute solo se è necessario Le sedute delle commissioni consiliari e quelle relative alla conferenza dei capigruppo devono svolgersi secondo principi che siano finalizzati a servizio o a completamento delle attività dell'organismo consiliare da cui promanano. In nessun caso devono svolgersi per trattare questioni irrilevanti, di nessun utilità per l'azione amministrativa dell'ente e comunque non connesse con le attività del consiglio comunale. In caso contrario, sussiste il fondato rischio che la Corte dei conti possa sollevare la sussistenza di un danno erariale qualora accerti che le sedute si siano svolte con lo scopo prefissato di incamerare il relativo gettone di presenza. è l'accusa che il viceprocuratore generale della Corte dei conti per la Campania, Antonio Buccarelli, ha messo in campo nell'atto di citazione a giudizio contro il presidente di un consiglio comunale del casertano e contro i consiglieri comunali presidenti delle commissioni consiliari, per aver svolto numerose sedute di commissioni con ordini del giorno "pretestuosi e fittizi", con l'intento evidente di conseguire l'erogazione del gettone di presenza ai consiglieri partecipanti. Il danno, per le casse dell'ente locale erogante, ammonterebbe a circa 33 mila euro, e per il 10% ne dovrà rispondere in un prossimo giudizio anche il dirigente del servizio affari generali del comune, reo, sempre secondo l'atto di citazione della procura contabile, di non aver posto in essere una verifica della conformità dei verbali alle disposizioni del regolamento comunale sul corretto funzionamento delle commissioni consiliari. Il periodo preso in esame dall'organo requirente della magistratura contabile è quello aprile-ottobre 2005. L'acquisizione dei verbali delle commissioni e della conferenza dei capigruppo in tale periodo ha infatti permesso di accertare "una sconcertante inutilità e improduttività" di tali organi. Se l'opera dei vari consessi, si legge nel testo della citazione, dovrebbe essere finalizzata a servizio o a completamento delle attività dell'organismo consiliare, ciò non è avvenuto, in quanto ci si è posti, con dolo, a effettuare delle mere sollecitazioni di questioni minime, "se non davvero infime", e comunque non direttamente connesse con le attività del consiglio comunale. Non vi è stato un parere, un approfondimento serio, non una proposta degna di considerazione e mai un seguito alle iniziative asseritamente e fittiziamente intraprese. Anzi, calca la mano il viceprocuratore, "si percepisce un senso di vago e indeterminato, di inutile, di ripetuto e inconcludente", c'è solo un'idea veramente confusa dell'amministrazione, della partecipazione, della rappresentatività e della democrazia. In poche parole, "una caduta verticale nell'inconcludenza". Nella stringatezza dei verbali (composti, al massimo da quattro/cinque righe), i consiglieri comunali sembrano pertanto essere lontani dai principi di interesse pubblico e agire che in concreto dovrebbe accompagnarli nello svolgimento della propria attività elettiva.

Torna all'inizio


C'è savona-imperiadopo le festività (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Nazionali IL VENTIMIGLIA di Diego Dulbecco prosegue la marcia verso le finali regionali nel gruppo B degli Allievi regionali. I frontalieri passano con sicurezza (5-0: Alberti, Santucci, Rossi, Marafioti, Fiore) a Santuario con lo Speranza. Questa la formazione schierata da Dulbecco: Bevilacqua, Santucci, Alberti, Mastrandrea, Gentile, Marcarino (st 15' Pastorello), Damiano (st 15' Grifo), Grandi, Marafioti (st 25' Rea), Fiore, Rossi (st 25' Anfosso); a disposizione Frenna. Resta in scia l'Ospedaletti di Enzo Di Antonio, che sfrutta il turno casalingo e supera 4-0 (pt 25' Campagnani; st 5' Comparato, 7' e 15' Castagna) la Rivarolese che chiude in dieci (espulso Bevilacqua). Gli "orange" dominano e sono insidiosi già prima del vantaggio con una traversa di Castagna e un palla gol di Grossi. Di Antonio ha giocato con: Mercurio, Caffagni, Grossi, Negro, Dotta, Pattarozzi (Putrino), Comparato, Stella, Campagnani, Benatia, Castagna. Il Golfodianese di Silvano Rivera incassa un poker interno dalla Cairese, mentre il Riva non si presenta e consegna tre punti comodi al forte Pontedecimo. Nel girone A la Carlin's si aggiudica il derby fuori classifica con la Sanremese e subisce il sorpasso in vetta da parte della Sestrese, che oggi pomeriggio (ore 17.30) anticiperà al "Pino Ferro" con il Varazze per la decima di ritorno. SANREMESE 0 CARLIN'S 2 Reti: Politi 2. Sanremese: Scavuzzo, Serpilli (Volpone), Maiolo, Catroppa (Ravotti), Mamone, Laera, Conti, Rossi, Di Masi (Sicchiero), Oneglio, Scaburri. All. Donadel. Carlin's: Rinaldi, Mannella (Giacomo Calvini), Fava, Sassone, Miceli, Correnti (De Franco), Vacca (Di Giorgio), Rossi, Prevosto (Fabrizio Calvini), Gazzano, Politi. A disp. Bedini, Rizza. All. Bertazzon. Fermo per il riposo il Riviera Pontedassio di Francesco Radio. Allievi regionali. Girone, risultati: Alassio-Andora 5-0; Sanremese-Carlin's 0-2 (n.v.); Quiliano-Loanesi 0-3; Sestrese-Praese 2-1 (Morando 2); Albisole-Vado 1-1; Borgorosso-Varazze 2-2; ha riposato il Riviera Pontedassio. Classifica: Sestrese 48; Carlin's 47; Loanesi 39; Praese 35; Albisole 32; Varazze 29; Vado 27; Riviera Pontedassio 23; Borgorosso 20; Alassio 17; Quiliano 7; Sanremese* 0; Andora** -1 (* fuori classifica; ** un punto di penalità). Allievi regionali. Girone B, risultati: Golfodianese-Cairese 4-0; Savona-Cerialecisano 3-1 (n.v.); Finale-Priamar 4-0; Pontedecimo-Riva 3-0 per forfeit; Ospedaletti-Rivarolese 4-0; Speranza-Ventimiglia 0-5. Classifica: Ventimiglia 38; Pontedecimo 37; Ospedaletti 35; Cairese 31; Finale 28; Cerialecisano e Speranza 23; Golfodianese 16; Rivarolese 15; Priamar 10; Savona* 0; Riva** - 1 (* fuori classifica; ** un punto di penalità). .x/13/0803 Cinque gol dei granata a Santuario, ma il Pontedecimo batte senza giocare il Riva Ligure e rimane agganciato .x/13/0803 JUNIORES nazionali in vacanza. Si tornerà in campo sabato 29 marzo. La Sanremese di Agostino Cugge, reduce dal 2-3 a Tortona (dove era priva di Aretuso, Anfossi, Acquaviva, Bruno Raguseo, Gerardi, Bellomi, Lanteri, Giglio, Serva, Muratore, con Pezzillo al rientro dopo 2 mesi e con i giovanissimi Merlo, Gerbasi, Sicchiero, Corio tra i titolari), è stata raggiunta in vetta dalla Sestrese (ma alle finali nazionali accedono le prime due). I matuziani riprenderanno a Pian di Poma con la Novese, mentre l'Imperia giocherà il derby esterno con il Savona. Posticipo: Lavagnese-Sestri Levante 1-0. Classifica: Sanremese e Sestrese 41; Alessandria 33; Saluzzo e Novese 32; Casale 31; Savona 29; Lavagnese e Sestri Levante 28; Derthona 26; Vado 25; Pro Belvedere 24; Imperia* -1 (* due punti di penalità). .x/13/0803.

Torna all'inizio


Cagliari. con l'amministrazione provinciale guidata da sandro balletto i consiglieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sardegna CAGLIARI. Con l'amministrazione provinciale guidata da Sandro Balletto i consiglieri ... CAGLIARI. Con l'amministrazione provinciale guidata da Sandro Balletto i consiglieri lavoravano come pazzi, viaggiavano mattina e sera per essere sempre presenti alle sedute delle commissioni, trasferte faticose e riunioni rapide ma essenziali. Solo per rimborsare gli spostamenti con "auto propria" la Provincia spendeva 280mila euro all'anno, oltre 23mila euro al mese, anche ad agosto. Esclusi sabato e domenica fanno mille euro al giorno da destinare ai trasferisti. Più i gettoni-presenza, incassabili anche solo per una fugace "visione atti". Ora però la Procura della Repubblica vuole vederci chiaro, capire se questi stakanov della politica locale si agitavano davvero tanto per il bene della cittadinanza oppure se quest'attività così intensa ha lasciato traccia soltanto nei verbali delle riunioni. Tra ieri e avantieri la polizia giudiziaria ha chiesto e ottenuto dagli uffici di via dei Donoratico le fotocopie degli atti che riguardano le commissioni consiliari per tutto il 2002. Gli impiegati hanno lavorato a lungo per rintracciare i verbali, metterli in ordine e consegnarli agli uomini della Procura, che volevano soltanto le pagine coi nomi dei presenti alle sedute, le firme e le date. Chiaro l'obbiettivo di accertare chi c'era davvero e chi no, perché l'ipotesi cui la magistratura sta lavorando è che non solo qualche consigliere avesse il dono dell'ubiquità e riuscisse a partecipare anche a tre-quattro sedute nell'arco della stessa mattinata. Ma che qualcuno si sia messo d'accordo coi colleghi per far risultare, con una sigla falsa sul verbale, la propria presenza senza esserci. I reati ipotizzati sono falso in atti pubblici, truffa ai danni dello stato e abuso d'ufficio. Ma allo stato dell'inchiesta giudiziaria non risultano ancora indagati: si procede contro ignoti. Stando ai registri ufficiali, il recordman delle presenze - siamo al 9 luglio 2002 - era Angelo Deidda con 438 sedute in dodici mesi, seguito da Ricciotti Usai con 409 sedute - più di una al giorno, ma tolte domeniche e festivi quasi due - cui va aggiunta una "visione atti" a mandato in scadenza che scatenò non poche polemiche. Dietro, ma ben staccati, Sandro Vargiu (319), Giuseppe Piria (349) e altri. Secondo l'ipotesi della Procura questi numeri non corrisponderebbero sempre alla realtà, perché l'indagine avrebbe consentito di accertare casi di multipresenza: un consigliere che partecipa a due sedute in contemporanea. Oltre a episodi di pendolarismo sospetto: come faceva un consigliere che abita a Sant'Antioco a chiudere una seduta alle 13, tornare a casa (quasi cento chilometri) per il pranzo e farsi trovare pronto a una nuova riunione di commissione alle 16? Ed è anche su queste performance da uomo-ragno che la Procura intende fare chiarezza, partendo dai documenti che contengono nomi, date e orari. (m.l.).

Torna all'inizio


Aiutano a ridurre i costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 13/03/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Aiutano a ridurre i costi della politica Uno scorcio del quartiere delle Fornaci "Le Circoscrizioni possono giocare un ruolo decisivo nel taglio dei costi alla politica. Non tanto nell'accorparne i territori, ma nel valorizzarne il ruolo". Così si esprime il presidente Andrea Gervasi. "Sono convinto - dice il presidente della Quinta - che con un ufficio tecnico decentrato, la Circoscrizione avrebbe potuto intervenire più tempestivamente per risolvere piccoli problemi sentiti però dai cittadini, come la sistemazione dei marciapiedi o semplicemente il controllo dei numerosi lavori che il Comune appalta con un netto risparmio per le tasche dei cittadini". "La Circoscrizione serve eccome, dal momento però in cui il Comune ne riconosce il ruolo. I cittadini trovano nella Circoscrizione un interlocutore dell'Amministrazione più vicino a loro e rappresentano uno straordinario strumento di democrazia". "Ma - continua Gervasi - servono poteri maggiori, qualche soldo in più e risposte concrete da parte della Loggia. La voglia di partecipazione decentrata non è venuta meno, ma per quanto riguarda in consiglieri invece, bisogna sempre tener presente che, eccezion fatta per il presidente, si basa quasi tutto sul volontariato".

Torna all'inizio


Indagine sui consiglieri provinciali (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cagliari Indagine sui consiglieri provinciali Spese pazze per spostamenti e riunioni di commissione CAGLIARI. Nel 2002 i consiglieri provinciali di Cagliari hanno lavorato e hanno viaggiato come pazzi: anche tre-quattro riunioni di commissione in una mattinata e spostamenti per migliaia e migliaia di chilometri. In un solo anno la Provincia ha rimborsato ai consiglieri stakanovisti 280mila euro per l'uso dell'auto, oltre 23mila euro al mese compreso il mese di agosto. Più i gettoni-presenza, incassabili anche solo per una fugace "visione atti". Ora però la Procura della Repubblica vuole vederci chiaro e ha acquisito i documenti di questa super attività. LISSIA a pagina 23.

Torna all'inizio


Consiglieri stakanovisti, indagine della procura - mauro lissia (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cagliari Consiglieri stakanovisti, indagine della Procura Provincia, somme astronomiche per rimborsi auto Gettoni-presenza anche per 4 sedute in poche ore Inchiesta sulle riunioni delle commissioni 2002 Recuperati dalla polizia gli atti e i verbali MAURO LISSIA CAGLIARI. Con l'amministrazione provinciale guidata da Sandro Balletto i consiglieri lavoravano come pazzi, viaggiavano mattina e sera per essere sempre presenti alle sedute delle commissioni, trasferte faticose e riunioni rapide ma essenziali. Solo per rimborsare gli spostamenti con "auto propria" la Provincia spendeva 280 mila euro all'anno, oltre 23 mila euro al mese compreso il mese di agosto. Esclusi sabato e domenica fanno mille euro al giorno da destinare ai trasferisti. Più i gettoni-presenza, incassabili anche solo per una fugace "visione atti". Ora però la Procura della Repubblica vuole vederci chiaro, capire se questi stakanov della politica locale si agitavano davvero tanto per il bene della cittadinanza oppure se quest'attività così intensa ha lasciato traccia soltanto nei verbali delle riunioni. Tra ieri e avantieri la polizia giudiziaria ha chiesto e ottenuto dagli uffici di via dei Donoratico le fotocopie degli atti che riguardano le commissioni consiliari per tutto il 2002. Gli impiegati hanno lavorato a lungo per rintracciare i verbali, metterli in ordine e consegnarli agli uomini della Procura, che volevano soltanto le pagine coi nomi dei presenti alle sedute, le firme e le date. Chiaro l'obbiettivo di accertare chi c'era davvero e chi no, perché l'ipotesi cui la magistratura sta lavorando è che non solo qualche consigliere avesse il dono dell'ubiquità e riuscisse a partecipare anche a tre-quattro sedute nell'arco della stessa mattinata. Ma che qualcuno si sia messo d'accordo coi colleghi per far risultare, con una sigla falsa sul verbale, la propria presenza senza esserci. I reati ipotizzati sono falso in atti pubblici, truffa ai danni dello stato e abuso d'ufficio. Ma allo stato dell'inchiesta giudiziaria non risultano ancora indagati: si procede contro ignoti. Risulta invece il comprensibile fastidio degli impiegati provinciali, impegnati per ore ed ore a ricostruire le prove di un malvezzo di cui si è sempre saputo e si è molto scritto. L'ultima volta, per quanto riguarda la Provincia di Cagliari, il 12 maggio del 2005, quando a elezioni concluse con la vittoria di Graziano Milia sei consiglieri trasferisti ormai uscenti - del centrodestra e del centrosinistra - sono entrati alla chetichella negli uffici dell'amministrazione e hanno firmato la propria presenza col solito pretesto della "visione atti". Atti di un'attività amministrativa ormai ferma da un mese. Non tanto per il gettone quanto per ottenere l'ultimo, estremo rimborso del viaggio compiuto dal proprio comune di residenza a Cagliari. Casi pietosi, si dirà. La pietà viene un po' meno quando si vanno a ricostruire le cifre di un'attività, quella delle commissioni - oggi nel mirino della Procura - ai confini dell'incredibile. Stando ai registri ufficiali il recordman delle presenze - siamo al 9 luglio 2002 - era Angelo Deidda con 438 sedute in dodici mesi, seguito da Ricciotti Usai con 409 sedute - più di una al giorno, ma tolte domeniche e festivi quasi due - cui va aggiunta la "visione atti" del dopo mandato: lui era uno dei sei. Dietro, ma ben staccati, Sandro Vargiu (319), Giuseppe Piria (349) e altri. Secondo l'ipotesi della Procura questi numeri non corrisponderebbero sempre alla realtà, perché l'indagine avrebbe consentito di accertare casi di multipresenza: un consigliere che partecipa a due sedute in contemporanea. Oltre a episodi di pendolarismo sospetto: come faceva un consigliere che abita a Sant'Antioco a chiudere una seduta alle 13, tornare a casa (quasi cento chilometri) per il pranzo e farsi trovare pronto a una nuova riunione di commissione alle 16? Ed è anche su queste performance da uomo-ragno che la Procura intende fare chiarezza, partendo dai documenti che contengono nomi, date e orari. Impossibile per ora stabilire da che cosa sia partita l'inchiesta della Procura: forse da alcuni servizi giornalistici che risalgono al 2002, forse all'esposto anonimo di un dirigente stanco di assistere passivamente allo scempio del denaro pubblico. Ma questo è irrilevante: importanti saranno le conclusioni dell'inchiesta.

Torna all'inizio


Impiegati della regione record di assenteismo - simona poli (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina VI - Firenze Impiegati della Regione record di assenteismo Secondi in Italia: "Sono demotivati" SIMONA POLI Toscana seconda solo al Lazio nella classifica delle Regioni campioni d'Italia di assenteismo. Se la media italiana è di 54,7 giorni di assenza dal lavoro tra ferie, malattie e altre cause, la Toscana si attesta a 61,9. Più alta della media anche per le sole assenze dovute a malattia e per le altre cause di assenza escluse le ferie. Il dato, la cui fonte è la Ragioneria Generale dello Stato, lo si legge sullo studio "Progetto Lazio" realizzato a febbraio su incarico della presidenza della Regione Lazio da un gruppo di studiosi diretti da Pietro Ichino, ordinario di Diritto del Lavoro all'università Statale di Milano e ora candidato del Partito democratico in Lombardia (il "Progetto Lazio" è scaricabile dal sito www.pietroichino.it). Il rapporto misura da una parte l'efficienza della macchina burocratica regionale, dall'altra suggerisce una serie di scelte da compiere per evitare sprechi e ottimizzare la forza lavoro dei colossi della pubblica amministrazione. Ichino mette a confronto le Regioni. E se il Lazio esce ammaccato dalla sua analisi, neppure la Toscana viene promossa. Troppe assenze, innanzitutto. Nel 2006 il numero dei giorni pro capite di non presenza in ufficio è stato di 13,2 per sola malattia, di 29,4 per tutte le cause escluse le ferie e di 61,9 comprendendo anche le vacanze retribuite. Ed è alta anche la spesa per il personale di ruolo e le consulenze. Il costo pro capite dei 2482 dipendenti della Regione Toscana è stato di 45.608 euro annui nel 2006, una cifra inferiore solo a quelle di Lazio (49.096) e Piemonte (47.103). E sul bilancio il costo delle consulenze esterne incide sulla spesa complessiva per gli stipendi dell'organico assunto a tempo indeterminato del 17 per cento, più che in ogni altra amministrazione regionale d'Italia. "Su questo fronte abbiamo avviato una radicale riforma del sistema", spiega il numero due della giunta toscana Federico Gelli, assessore all'Organizzazione. "Per il 2008 la spesa complessiva per gli incarichi non dovrà superare i 2 milioni e 733 mila euro: quasi 900 mila euro in meno rispetto all'anno scorso, per molte direzioni un taglio del 30 per cento. Per i co.co.co si spenderanno al massimo 1 milione e 525 mila euro: un taglio da quasi 200 mila euro, superiore all'11 per cento. Se il confronto è con il 2006 o con il 2005, il risparmio è ancora maggiore. Per incarichi professionali due anni fa la Regione aveva speso 3 milioni e 594 mila euro: 2 milioni e 325 mila euro in meno rispetto al 2005. Per i contratti di collaborazione continuativa erano stati spesi 1 milione e 754 mila euro, 128 mila euro in meno rispetto al 2005. Un limite ben al di sotto dei tetti fissati dalla Finanziaria". Riguardo alle assenze record, Gelli accoglie il consiglio di Ichino che invita i dirigenti a "rimotivare" il personale, valorizzando competenze e aspirazioni personali. "La giunta ha appena approvato una nuovissima direttiva rivolta agli otto direttori generali dei dipartimenti che devono lavorare più a fondo sulla capacità di stimolare la motivazione e il senso di appartenenza all'organizzazione. Per favorire questo processo, alla valutazione dei direttori generali concorreranno anche i risultati dell'analisi sul clima organizzativo, su cui sarà impostato uno specifico progetto". Bisogna, spiega Gelli, che "organo politico e vertice amministrativo della Regione si parlino di più e che ci sia poi maggior confronto tra direttori generali e dirigenti per individuare i risultati da raggiungere". Dialogo tra dirigenti e quadri, con incentivi e gratificazioni. Una ricetta valida per ogni posto di lavoro.

Torna all'inizio


Diga sull'isonzo, chiesti approfondimenti (sezione: Costi dei politici)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

I consiglieri comunali forzisti Comolli e Sartori rispondono a Portelli (Pd): "Non possiano valutare senza dati tecnici" "Crediamo sia più giusto ragionare su un'opera di notevole impatto" Diga sull'Isonzo, chiesti approfondimenti "Non siano sicuramente entusiasti dell'idea di realizzare una tale opera così costosa e di notevole impatto ambientale come la diga sull'Isonzo. Ma come amministratori reputiamo che nell'interesse dei cittadini, sia più utile prendere una decisione dopo avere concluso l'iter che ci metta nelle condizioni di poter approfondire l'argomento". Continua a tenere banco l'argomento-diga dopo la seduta di lunedì del Consiglio comunale. Ieri, era intervenuto con forza il consigliere comunale d'opposizione Federico Portelli che aveva stigmatizzato il voto contrario espresso dalla maggioranza alla mozione che esprimeva contrarietà netta alla realizzazione della della diga sul fiume Isonzo. L'esponente del Partito democratico aveva dichiarato che 'per non lasciare nessun alibi al centrodestra, mi ero reso disponibile ad emendare il testo per cercare un voto unanime del consiglio a difesa di questa importante risorsa turistica ed ambientale di Gorizia. Al testo avevo aggiunto, in premessa, anche un significativo passaggio copiato pari pari dal programma di mandato del sindaco Romoli. Ma niente da fare'. Oggi intervengono Davide Comolli e Roberto Sartori, entrambi di Forza Italia, che come consiglieri di maggioranza ci sentono in dovere di fare alcune precisazioni. "La mozione, il cui primo sottoscrittore è proprio Portelli, promossa con fini squisitamente elettorali è stata volutamente strumentale, perché si è voluto discutere su un'idea, un'ipotesi progettuale, non su un progetto concreto che preveda dei costi e dei tempi di realizzazione precisi. È evidente che noi consiglieri di maggioranza che abbiamo espresso parere contrario abbiamo chiesto tempo in modo tale da avere un quadro normativo e tecnico esaustivo, che ci permetta di evidenziare e ponderare le criticità ed i vantaggi ai quali andremmo incontro, piuttosto che esprimerci in maniera 'superficiale' e 'frettolosa', conoscendo solo alcuni aspetti del quadro generale di riferimento. Tale necessità di approfondimento, era stata inoltre, espressa durante la riunione di Agenda 21 da parte del direttore dell'Autorità di bacino, infatti quest'ultima ha iniziato ad effettuare delle misurazioni sulla portata del fiume Isonzo. Per questi motivi, con senso di responsabilità e di correttezza nei confronti dei cittadini abbiamo deciso di respingere la mozione". Non solo. Sartori e Comolli aggiungono un'altra considerazione. "Sì, ci permettiamo di evidenziare, che grazie alla lunga discussione voluta dall'opposizione su tale argomento, si è andati oltre la mezzanotte, mentre con un maggiore senso di responsabilità la riunione del consiglio avrebbero potuto finire prima, con un minore costo in termini di gettoni di presenza per l'amministrazione stessa".

Torna all'inizio


L'Italie aux trois visages (sezione: Costi dei politici)

( da "Liberation" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Casta", "Gomorra" et autres succès par Bajani. ANDREA BAJANI QUOTIDIEN : jeudi 13 mars 2008 Les livres sont des aliments qui disent beaucoup de celui qui les absorbe. Ils sont comme la nourriture, déterminent la couleur de l'épiderme de celui qui les ingère, l'odeur et le tissu de la peau qui enveloppe le corps, la clarté ou l'opacité du regard, la consistance des cheveux sur la tête. Passer en revue une liste de livres, c'est comme sonder l'intérieur du corps d'un pays, chercher entre l'estomac et la rate, ausculter le battement de cÅ"ur d'une nation. Et ce qui fait palpiter l'Italie, à vouloir regarder les veines qui innervent son corps, est le battement d'un pays apeuré, suspendu entre la volonté de s'agripper au récif d'un passé révolu, et la fascination morbide, craintive, pour un présent qui est tel un champ de mines, explosant à chaque pas en avant que l'on tente de faire. Débris. Gomorra de Roberto Saviano, la Casta ("la caste") de Gian Antonio Stella et Sergio Rizzo, le Mani sporche ("les mains sales") de Marco Travaglio, Peter Gomez et Gianni Barbacetto ou l'Italia ferita ("l'Italie blessée") de Mario Calabresi sont l'emblème d'un pays qui fouille dans les débris d'une Italie bloquée, dans les chromosomes d'un corps malade. Il existe une tendance, tout italienne, à contourner systématiquement une règle partagée. C'est une pratique en expansion, qui se répand comme une épidémie, la contagion d'une habitude mentale - presque un penchant esthétique - qui ouvre des brèches dans toutes les couches de la société civile (ou incivile, comme on voudra). Le triomphe de la rouerie, l'exhibition des irrégularités, l'astucieuse habileté des faillites fonctionnelles sont devenus, année après année, une sorte de drapeau qu'agitent, sourire arrogant aux lèvres, ceux pour qui la convenance personnelle est le seul et unique critère. Abus immobiliers qui souillent le paysage italien - commis avec l'impudence et la violence d'un acte démonstratif -, procès interminables, pots-de-vin, financements illicites disent beaucoup d'un pays où la corruption, avant même d'être économique, est une corruption morale. La Casta, le best-seller qui a ouvert la boîte de Pandore d'une politique aux mains d'une bande de malfrats, est en tête des ventes depuis un temps si long qu'il paraît infini - tout comme Gomorra, le très violent roman-enquête sur le pouvoir profond, tumoral, de la Camorra napolitaine. D'un côté, c'est l'Italie qui entre les pages cherche la vérité qui lui est quotidiennement cachée par les mensonges officiels ; de l'autre, c'est une Italie qui, d'une certaine manière, sacrifie sur l'autel de ces vérités sa propre confiance dans le futur : la confiance en l'action politique, en la possibilité, pour l'individu singulier, d'agir dans un contexte social dans lequel il est inséré par droit de naissance. Il existe un étrange et paradoxal rapport de conséquence entre cette exhibition des squelettes cachés dans les placards italiens et la diffusion d'un sentiment qui est moitié irréductible mécontentement, moitié impuissance et résignation. L'Italie de la Casta, de Gomorra et l'Italie des romans adolescents de Federico Moccia (qui viennent de quitter les toutes premières places des classements) ne sont que les deux faces d'un pays qui fait un pas en avant et un pas en arrière, qui sort à découvert pour ensuite se retirer dégoûté dans l'espace privé de sa propre chambrette et des SMS d'amour. Dialecte.Les nouvelles générations, qui arrivent pour la première fois au vote cette année, sont nourries de désenchantement préjudiciel, et en sont pour des raisons biographiques les héritières. Et, à la perte de confiance, elles ne savent opposer que l'immersion morbide dans un univers personnel où seule compte la recherche constante d'une plénitude sentimentale postiche. Mais à l'Italie en pièces, à l'Italie de la corruption s'oppose aussi une Italie archaïque, anachronique : un pays qui n'est plus mais qui résiste en quelque coin perdu, où, face à la tempête, l'Italie déçue se refugie. C'est l'Italie de Milena Agus, actuellement en tête des ventes avec Battements d'ailes et Mal de pierres, l'Italie de Andrea Camilleri (le Tailleur gris), de Salvatore Niffoi (Ritorno a Baraule). C'est un pays en dialecte, qui cherche une authenticité - peu importe qu'elle soit produite en série comme souvenirs touristiques à l'aéroport - dans un passé immaculé fait de sentiments forts et de vérité. La Sardaigne, la Sicile, mais aussi la Rome antique et l'antique Italie de Corrado Augias, de Alberto Angela et de Valerio Massimo Manfredi. Le voilà donc, le corps de l'Italie, son sang : une Italie qui veut regarder en avant, extirper la tumeur qui lui mange les viscères. Mais qui s'effraie, souvent, quand elle la regarde dans les yeux. Et tourne la tête de l'autre côté. Traduit de l'italien par Robert Maggiori.

Torna all'inizio


TRENTO - Salvo sorprese dell'ultima ora, sarà Marco Merler (nella foto) il nuovo consigliere di amministrazione di Edison e Transalpina di Energia nel prossimo triennio (scadenza i (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

L 31 dicembre 2010) per Dolomiti Energia e Sel TRENTO - Salvo sorprese dell'ultima ora, sarà Marco Merler (nella foto) il nuovo consigliere di amministrazione di Edison e Transalpina di Energia nel prossimo triennio (scadenza il 31 dicembre 2010) per Dolomiti Energia e Sel. L'indicazione, secondo l'agenzia Radiocor, sarebbe stata proposta in seno al cda di Delmi che, però, a causa delle diatribe tra Brescia e Milano, ora uniti in A2A, ha di fatto congelato la lista, rimandando tutto a oggi, in prima battuta, e se necessario ai giorni successivi. Merler, presidente di Trenta, amministratore delegato di Trentino Servizi, sindaco di Delmi stessa, entrerebbe quindi nel consiglio di Tde e in quello di Edison che, a quanto risulta dai dati pubblicati dallo stesso Foro Bonaparte, vale oltre 100mila euro lordi l'anno. Klaus Stocker, l'altoatesino che, in base ai patti parasociali, sarà sostituito in Edison da un rappresentante trentino, nel periodo 1 dicembre 2006 31 dicembre 2006 viene accreditato dal colosso dell'energia italo-francese di 101mila euro, pari alla remunerazione come consigliere non esecutivo ma presente nel comitato per il controllo interno. La cifra comprende anche i gettoni di presenza e quindi potrebbe variare di anno in anno. Nel triennio, quindi, si tratterebbe di circa 300mila euro che si aggiungerebbero, per Merler, alle somme che già ottiene come amministratore delegato di Trentino Servizi (75mila euro nel corso del 2007, tagliato di 25mila rispetto ai 100mila del 2006). In ogni caso, perché nomina e cifre siano confermate, occorre attendere almeno la giornata odierna. Il consiglio di Delmi, infatti, rimane aperto in attesa che si completi il quadro dei cinque consiglieri, tre di A2A oltre a quelli di Sel/De e Enìa. Proprio dalla società di Brescia e Milano si attende l'indicazione definitiva che possa sbloccare l'impasse. Presidente di Edison dovrebbe essere indicato Giuliano Zuccoli. 13/03/2008.

Torna all'inizio


CENTRO DI POLITICA EUROPEA DELLA MIGRAZIONE UN NUOVO PONTE TRA POLITICA E RICERCA (sezione: Costi dei politici)

( da "marketpress.info" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Bruxelles, 13 marzo 2008 - Una delle massime priorità politiche dell'Unione europea è concertare e attuare una politica europea della migrazione che sia efficace e lungimirante per il bene di tutti: Stati membri, cittadini dell'Ue e migranti. La strategia europea di migrazione abbraccia aspetti diversi, come le esigenze del mercato del lavoro in Europa, i cambiamenti demografici, l'integrazione degli immigrati in società sempre più multiculturali e multietniche, la lotta all'immigrazione clandestina, ferma restando l'esigenza di garantire ai cittadini dell'Unione la libertà di circolare in condizioni di sicurezza. A sostegno delle politiche che affrontano tali complesse tematiche, l'Unione dovrebbe creare una piattaforma speciale in cui la ricerca si concentri sulle necessità in evoluzione della politica in materia di gestione dei flussi migratori. In questa prospettiva il vicepresidente Frattini sostiene l'istituzione di un Centro di politica europea della migrazione (Cpem), la cui apertura è prevista per l'inizio dell'autunno 2008. Franco Frattini, vicepresidente della Commissione europea responsabile per il portafoglio Giustizia, libertà e sicurezza, dà pieno sostegno all'iniziativa: "Una migrazione opportunamente gestita può essere benefica per l'Unione ma pone comunque importanti sfide. Mai come ora i responsabili politici devono adattare le strategie a un contesto in rapida evoluzione. È urgente che la ricerca nel campo della migrazione si concentri maggiormente sulle sfide costantemente nuove della globalizzazione. L'obiettivo principale del nuovo Centro di politica europea della migrazione sarà quello di tradurre la ricerca in raccomandazioni politiche realistiche contribuendo in tal modo ad orientare le strategie europee. L'europa ha bisogno che la ricerca stia dalla sua parte. " Il Centro, da un canto, svilupperà strumenti specifici volti a porre i risultati della ricerca al servizio del processo di elaborazione e di azione politica e, dall'altro, fornirà ai responsabili politici e alle altre parti interessate metodologie che rispondano alle esigenze di gestione dell'immigrazione. Inoltre il Centro sosterrà sia la produzione e l'uso efficiente di banche dati sui principali aspetti della migrazione (demografico, economico, sociale, giuridico e politico) sia la raccolta delle buone e cattive pratiche. Il Centro dovrebbe riunire un ampio gruppo di studiosi e intellettuali che faranno avanzare il pensiero europeo e mondiale sulle tematiche relative alla migrazione confrontando e discutendo idee ed opinioni di esponenti dagli interessi divergenti, in autonomia di giudizio e applicando standard scientifici elevati. Il nuovo Centro avrà sede presso l'Istituto universitario europeo (Iue) di Firenze, che già svolge ricerche altamente specializzate nel campo delle politiche migratorie europee e internazionali. A dirigere il Centro sarà un direttore, coadiuvato da un comitato scientifico. Sarà fatto il possibile perché il nuovo Centro inizi ad operare già nell'autunno 2008. Il Centro sarà finanziato dall'Iue, ma riceverà fondi anche da altri enti pubblici e privati. La Commissione europea sta esaminando la possibilità di un finanziamento da parte dell'Ue. . <<BACK.

Torna all'inizio


Sui risparmi, cdl non credibile (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Nel programma di Intesa proposte più incisive e soprattutto strutturali" "Sui risparmi, Cdl non credibile" Il leader dei Cittadini Malattia contrattacca sui costi della politica I CITTADINI TRIESTE. "Le proposte programmatiche di Tondo sui costi della politica fanno sorridere. L'unica cosa concreta che promette è la riduzione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale da 7 a 5 membri. Tradotta in cifra, questa misura comporterà un risparmio annuo di 31.664,88 euro". La lista civica i Cittadini per il presidente tuona contro le affermazioni del candidato presidente del centrodestra Renzo Tondo il quale, in occasione della presentazione del programma, ha annunciato nei prossimi anni anche tagli ai costi della politica. "Nel programma di Intesa Democratica le misure proposte sono più incisive e strutturali - dicono ancora i Cittadini -. Se la prevista riduzione del numero dei consiglieri regionali avverrà da 60 a 40 - come richiesto dai Cittadini - il risparmio annuo sarà di 2.638.735,2 euro. Un risparmio che aumenterà ancora, considerevolmente, per il fatto che dovrà essere il Consiglio - così è scritto nel programma di Illy - a fissare la misura delle indennità che spettano ai consiglieri eliminando, altresì, l'aggancio automatico all'indennità dei parlamentari". "Dal punto di vista della trasparenza della politica questo fatto, di per sé, costituisce una svolta significativa nel costume politico della nostra regione, e non solo - dicono i Cittadini in una nota -. Sembra così una presa in giro lo slogan contro la casta che il candidato regional-popolare Tondo ha scelto e che con le sue proposte non scalfisce minimamente".

Torna all'inizio


Illy: meno consiglieri e tagli ai vitalizi (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Aumenteremo i posti negli asili nido e l'attenzione all'ambiente" Illy: meno consiglieri e tagli ai vitalizi Il presidente illustra il suo manifesto: i costi della burocrazia saranno ridotti del 10 per cento L'annuncio a sorpresa sui Gect: presto novità per l'Euroregione "Entro il 2013 sarà ampliata l'autostrada Trieste-Venezia" di PAOLO MOSANGHINI TRIESTE. Nei prossimi cinque anni i costi della politica subiranno un taglio di almeno il 10 per cento; entro il 2013 si potrà correre sulla Terza corsia dell'autostrada A4; negli asili nido ci saranno piú posti. Inoltre, nei prossimi giorni potranno esserci "novità" sull'Euroregione. E sui sondaggi lancia la sfida a Renzo Tondo: "Li pubblichi attenendosi alle regole, altrimenti significa che ha semplicemente raccontato bugie". Riccardo Illy, presidente uscente e candidato di Intesa democratica a guidare per altri cinque anni la Regione, presenta il manifesto elettorale del centrosinistra nel suo quartier generale a Trieste. Anticipa che in questa campagna elettorale - la quinta per lui - eviterà di "rispondere ad accuse totalmente immotivate o a false dichiarazioni", ma lo farà "quando lo riterrò opportuno", puntualizza. "La campagna elettorale - anticipa - sarà impostata sulla comunicazione dei contenuti". Migliaia di opuscoli saranno recapitati alle famiglie per illustrare i risultati dei cinque anni appena passati e i programmi dei prossimi cinque. Costi della politica. Le spese di funzionamento della Regione sono stati ridotti "passando da 122 nel 2003 a 84 milioni nel 2007", ha detto Illy, che conta "di ridurre, nella prossima legislatura, ancora del 10 per cento i costi vivi di funzionamento" della macchina regionale. "Abbiamo già ridotto di alcuni milioni di euro il costo complessivo del personale", ha detto Illy. Nel programma di Intesa democratica è inoltre proposta "la riduzione del numero dei consiglieri, proponiamo di svincolare il compenso dei consiglieri da quello dei parlamentari e di rivedere il sistema dei vitalizi", ha concluso. Terza corsia A4. L'ampliamento della Trieste-Venezia sarà realizzato entro il 2013: è uno degli impegni sulla viabilità inseriti nel programma del centrosinistra. "L'opera in sé non è lunghissima. Durano ormai molto di più le pratiche burocratiche e autorizzative che la vera e propria realizzazione dell'opera". Illy ha spiegato che è possibile realizzarla entro il prossimo mandato in quanto ormai "si sta svolgendo la gara per il primo lotto del tratto San Donà di Piave-San Stino di Livenza quanto a progettazione esecutiva". "È chiaro - ha aggiunto - che se poi rimane la legislazione vigente e il prossimo Governo non ci nomina i commissari per espletare le gare per mesi, come già successo, allora i tempi si possono anche allungare ma non per responsabilità nostre. Terremo - ha sottolineato - una contabilità dei ritardi ascrivibili a terzi". E per quanto riguarda la ferrovia del cosiddetto Corridoio V (Progetto prioritario numero 6) Illy ha spiegato che nel programma si prevede la possibile attivazione di uno schema di finanziamento attraverso Autovie Venete con lo stesso meccanismo adottato per l'Autobrennero da parte delle due province autonome e approvato dall'Ue. "È chiaro - ha detto - che se poi lo Stato mette lui tutte le risorse è ancora meglio". Euroregione. A sorpresa Illy ha annunciato che "forse nei prossimi giorni ci potrebbe essere qualche novità sull'Euroregione". Dopo l'entrata in vigore del regolamento europeo che permette l'istituzione dei Gect (Gruppi europei di cooperazione territoriale) attualmente in Italia manca ancora - a seguito di un'interpretazione del Consiglio di Stato - l'approvazione di una norma attuativa. Asili nido. L'obiettivo è di portare a 25 ogni 100 bambini, il numero di posti negli asili nido della regione. "Incrementeremo ulteriormente il numero di posti negli asili nido. Siamo già passati da 7,9 a 15 posti su 100. Nella prossima legislatura contiamo di arrivare a 25 posti e in questo modo - ha affermato - un bambino su quattro avrà un posto disponibile". Ambiente. Illy ha già proposto ai carabinieri del Noe due protocolli d'intesa in materia di controlli ambientali. "Uno con la Regione, per coordinare i controlli fra il Noe, l'Arpa, le Ass, la Forestale ed eventualmente le forze delle Province. E dall'altra parte - ha aggiunto - un accordo fra Regione, Noe e associazioni degli imprenditori per condividere una modalità di approccio che consenta di avanzare le proprie controdeduzioni, prima di arrivare alla stesura finale del verbale". Per quanto riguarda i rigassificatori, Illy ha evidenziato che la Regione ha chiesto "integrazioni a entrambi i proponenti ottenendo una documentazione non sufficiente su alcuni punti. Di conseguenza - ha aggiunto - abbiamo dato parere non favorevole al Governo centrale il quale oggi può decidere, possibilmente acquisendo ulteriori informazioni, anche di dare un parere positivo. Nel nostro programma è scritto che in questo caso la regione potrà dare l'assenso a uno soltanto dei terminal di rigassificazione".

Torna all'inizio


LA SECESSIONE DEGLI ATENEI (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: 1PAGINA - data: 2008-03-13 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE IL SENSO DELLA RIVOLTA DEI PICCOLI LA SECESSIONE DEGLI ATENEI di GIANDOMENICO AMENDOLA D a non sottovalutare è la recente lettera con cui tredici importanti università italiane, tra cui i Politecnici di Torino e Milano e gli atenei di Bologna e Padova, hanno chiesto una differenziazione delle politiche di finanziamento delle università sino ad oggi appiattite in nome di antichi e perversi criteri egalitari. Le tredici università non hanno chiesto solo che i finanziamenti dello Stato siano proporzionali alla qualità della ricerca e della didattica e che venga, così, a finire la politica dei finanziamenti a pioggia, anzi, a pioggerella, visti i pochi spiccioli ormai destinati al settore. Nello stessa lettera, è denunziata l'inutilità della Crui, la Conferenza Permanente dei Rettori, in cui il voto del rettore di una piccola università - spesso privata, fatta in casa e promossa pubblica grazie a protezioni politiche ed all'interessata distrazione del ceto accademico - vale quanto quello dei suoi "formalmente" colleghi della Bocconi o del Politecnico di Milano. Può essere il primo passo verso la scissione della Crui e la nascita di una Conferenza delle sole università di serie A. La secessione si giustificherebbe in quanto queste rappresentano realtà ben diverse dai piccoli atenei, spesso poco più che licei, spuntati come funghi negli ultimi quindici anni. E', del resto, quanto già accade in altri paesi come gli Stati Uniti dove le università più antiche e prestigiose sono nella Ivy League - la Lega dell' Edera - e quelle migliori dove il titolo "migliore" non se lo attribuisce da sé l'università ma è conferito da ponderate ed attendibili graduatorie nazionali - costituiscono le First Choice Universities, le Università della Prima Scelta. Quelle, cioè, che gli studenti mettono al primo posto quando presentano le domande di ammissione (spedite almeno ad una decina di atenei). Sullo sfondo dell'iniziativa dei tredici rettori c'è, in definitiva, la temuta ma forse inevitabile abolizione anche in Italia del valore legale della laurea. Il problema esiste anche in Puglia dove gli atenei, tra quelli fatti in casa e quelli frutto di avventurose politiche di decentramento, sono notevolmente aumentati facendo, però, abbassare il livello medio del sistema regionale dell'istruzione superiore. Le università pugliesi, dove esistono, anche se assediate, aree di eccellenza e di professionalità non provinciali, nel futuro prossimo segnato dalla competizione, sia della ricerca che della didattica, dovranno riprendere a correre ed a misurarsi con la concorrenza se vorranno restare nella serie A, proposta dai tredici rettori. Sembra finito il tempo dell'autoreferenzialità, del Todos Caballeros o dell' università prêt à porter che un fantasioso commissario prefettizio ha recentemente proposto di istituire a Trani come contentino per fare ingoiare alla città l' indigesto boccone della mancata prefettura nella sesta provincia.

Torna all'inizio


La giunta si aumenta lo stipendio Dopo il taglio del 10% nel 2007. L'opposizione: Decisione inopportuna (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

La giunta si aumenta lo stipendio Dopo il taglio del 10% nel 2007. L'opposizione: "Decisione inopportuna" ADEGUATI i compensi del sindaco e degli assessori di Carpi secondo le indicazioni della Finanziaria e che riguardano i Comuni che hanno una percentuale di entrate proprie superiore alla media regionale. Ogni assessore percepirà nel 2008 un'indennità mensile di 2.681 euro lordi per dodici mensilità, mentre il sindaco arriverà a 4.468 euro lordi e il vice sindaco a 3.351 euro. Al netto queste indennità vengono decurtate del 30 per cento. Fermo invece a 38 euro lordi (24 netti) il gettone di presenza dei consiglieri. Anche il presidente del Consiglio comunale percepirà il medesimo trattamento degli assessori. QUESTE INDENNITA' erano state temporaneamente 'tagliate' del 10 per cento nel 2007, sempre in ossequio alle indicazioni della Finanziaria di quell'anno e ora di fatto ripristinate. 'MISURATE' le reazioni delle forze di opposizione a questo adeguamento economico deciso dalla giunta comunale. "Mi sembra inopportuna questa decisione - afferma Roberto Andreoli, ex Forza Italia, ora Pdl - perché avviene in piena campagna elettorale e nel momento in cui v'è una reazione spontanea, a volte esagerata, della opinione pubblica nei confronti del mondo politico e dei costi della politica. Anche se siamo 'un Comune virtuoso sul piano finanziario', come va ripetendo la Giunta, io non avrei preso questa decisione perchè non lancia un messaggio positivo e non va nella direzione del contenimento della spesa pubblica da tutti invocato". AGGIUNGE dal canto suo il consigliere Luca Ghelfi, ex Udc e anch'egli ora approdato al Pdl: "Anche se si tratta di indennità contenute per pubblici amministratori che lavorano a tempo pieno come fanno sindaco e assessori, si tratta di una decisione che a mio parere non andava presa adesso in presenza di questa onda montante, a volte irrazionale, di antipolitica. Sono altri tuttavia i 'tagli' della spesa che si devono fare, come quelli nelle società e negli enti controllati o partecipati dal Comune, dove vigono gettoni di presenza e indennità ben superiori e a volte ingiustificati rispetto a quelli degli amministratori comunali". Cesare Pradella - -->.

Torna all'inizio


Meno consiglieri? forse, e con calma - mario lancisi (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Attualità Meno consiglieri? Forse, e con calma I veti dei partiti frenano la commissione regionale anti-sprechi MARIO LANCISI FIRENZE. La riduzione dei consiglieri e degli assessori regionali? "Se ne riparlerà chissà quando. C'è chi sta frenando, soprattutto tra i partiti minori", tuona Maurizio Dinelli, capogruppo di Forza Italia. "Dinelli imbroglia le carte. La verità è che sono Pdl e Pd a frenare perché vorrebbero cancellare i piccoli partiti", replica stizzito Pieraldo Ciucchi, capogruppo del Partito socialista. Toni forse da campagna elettorale. Però un dato è certo: la commissione speciale del consiglio regionale per la riduzione dei consiglieri e degli assessori, che avrebbe dovuto concludere il suo compito entro il 30 aprile, ha deciso di rinviare i propri lavori al 17 del prossimo mese. Sarà pure vero, come sostiene il presidente della commissione Marco Remaschi, Pd, che "in una seduta si può trovare l'accordo". E' però ragionevole sollevare dubbi sul fatto che in 13 giorni le forze politiche riescano a trovare un'intesa che non sono riusciti a raggiungere in 10 mesi. Tutto è nato il 27 giugno scorso quando il parlamentino toscano, sull'onda anche dell'indignazione popolare per i privilegi denunciati nel libro La Casta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, approvò un ordine del giorno in cui si impegnava, entro la fine di aprile del 2008, a ridurre il numero dei consiglieri regionali e degli assessori, a rafforzare i poteri del consiglio e a riorganizzare gli enti regionali. Ma alla riduzione di consiglieri e assessori, soprattutto i partiti maggiori, Pd, Forza Italia e An, intendono aggiungere anche la revisione dell'attuale legge elettorale. Sì, perché le simulazioni operate sui dati del 2005 evidenziano che i tagli dei consiglieri penalizzanno soprattutto i partiti più grandi. La legge elettorale toscana infatti premia soprattutto le piccole formazioni, assegnando almeno un consigliere ai partiti che superano lo sbarramento dell'1,5%. Se una lista arriva all'1,8% può realisticamente aspirare ad avere due seggi. Quindi se diminuiscono i consiglieri, ma le liste rimangono invariate o addirittura aumentano, i tagli più robusti danneggiano i grandi partiti. Una simulazione che gira nei corridoi del Palazzo regionale riporta che, con i voti del 2005, l'Ulivo perderebbe nove consiglieri, Forza Italia e An due, Prc e Udc uno mentre Verdi e Pdci conserverebbero quelli che hanno attualmente. Fino ad oggi l'ipotesi di riduzione su cui sta concordando la commissione è quella da 65 consiglieri a 50 e da 14 assessori a 10, ma l'ostacolo che frena l'accordo è la revisione della legge elettorale. "Sulla riduzione di consiglieri e di assessori noi firmiamo domani. Il problema è la revisione della legge elettorale. Non era prevista nell'ordine del giorno approvato nel giugno scorso", polemizza il leader dei Verdi Fabio Roggiolani. E' probabile che alla fine tutto dipenderà dal risultato elettorale.

Torna all'inizio


Assistenza ai disabili, tariffe irregolari Gugnoni (Udc) accusa il Comune (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Assistenza ai disabili, tariffe irregolari" Gugnoni (Udc) accusa il Comune IL TERRENO è minato e Gabriele Gugnoni ci va cauto "ma le leggi parlano chiaro ? dice il giovane capogruppo dell'Udc in consiglio comunale ? le quote che il Comune percepisce dai disabili assistiti nei centri diurni sono eccessive e irregolari. E questo avviene da anni. Cosa accadrebbe se tutti facessero causa e chiedessero i danni all'amministrazione pubblica?". La materia dell'assistenza ai portatori di handicap ? come molti campi in Italia ? è un groviglio di norme e decisioni amministrative. Ma Gugnoni assicura di essersi districato bene nella materia e d'altra parte c'è una decisione del giudice di pace di Bologna che fa testo. UN PASSO indietro. La giunta forlivese ha stabilito di richiedere ai disabili assistiti nei centri diurni una compartecipazione alle spese nella misura di un quarto del reddito personale "che generalmente ? spiega Gugnoni ? equivale alla pensione di invalidità di poco più di mille euro. Mi è stato segnalato infatti il caso di una persone a cui è richiesta la tariffa di 273 euro mensili". Il calcolo si basa sulla legge regionale del '98, modificata in seguito, che stabilisce di far riferimento per la quota di compartecipazione al solo reddito individuale dell'assistito. "Ma una successiva delibera della giunta regionale ? prosegue l'esponente dell'Udc ? e precisamente la 474 del 10 aprile 2001, stabilisce chiaramente 'che la valutazione della situazione reddituale dell'utente venga effettuata... con l'esclusione dell'assegno di accompagnamento e della pensione di invalidità'". Insomma, per la determinazione della quota di compartecipazione alle spese di assistenza si può far riferimento solo ad altri redditi. TORNANDO alla situazione forlivese, Gugnoni rileva che la tariffa stabilita dall'amministrazione comunale è del tutto contraria alla legge e quindi nulla. "La stessa persona che mi ha segnalato il caso ? aggiunge ? evidenzia che la cifra è eccessiva, anche se si rende conto, come ci rendiamo conto, che l'amministrazione pubblica non può farsi carico interamente delle spese". Una qualche forma di partecipazione economica dell'assistito è insomma necessaria anche se ? a giudizio di Gugnoni ? non può essere determinata con una percentuale così rigida e soprattutto così alta in termini assoluti. "L'obiezione che il Comune spende già il 70% del suo bilancio per il welfare e non può farsi carico di altre spese ? aggiunge l'esponente Udc ? non è fondata. Fondi per finanziare ulteriori interventi possono essere recuperati velocemente, ad esempio tagliando i gettoni di presenza di qualche consigliere di società partecipate". "IL COMUNE ? prosegue ? dovrebbe poi applicare seriamente il principio della sussidiarietà in questo campo, sostenendo gli enti di volontariato e del terzo settore che già operano con prestazioni ottime e costi inferiori. Un'ulteriore spinta in questa direzione dovrebbe poi venire dalla Fondazione Cassa dei Risparmi che potrebbe investire un po' meno in promozioni culturali e grandi eventi e un po' di più nel settore sociale, per dare risposte concrete ai bisogni della collettività". Gugnoni intende inoltre sollevare il problema nel corso del prossimo consiglio comunale, chiedendo una risposta dell'amministrazione nel 'question time'. Il capogruppo Udc si dice inoltre disponibile a raccogliere le segnalazioni di altri utenti dei centri diurni. - -->.

Torna all'inizio


RIMINI, TUTELA AMBIENTALE: STANZIATI DALLA PROVINCIA QUASI 2 MILIONI DI EURO (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

(12:37) (13/3/2008 11:17) | RIMINI, TUTELA AMBIENTALE: STANZIATI DALLA PROVINCIA QUASI 2 MILIONI DI EURO (Sesto Potere) - Rimini - 13 marzo 2008 - La Giunta provinciale ha approvato il "programma di finanziamenti per le esigenze di tutela ambientale connesse al miglioramento della qualità dell'aria e alla riduzione delle emissioni di materiale particolato in atmosfera nei centri urbani". In altri termini si tratta di una serie di progetti, finanziati in parte dal ministero, che riguarderanno Rimini, Cattolica, Bellaria Igea e San Giovanni. L'importo totale dei lavori sarà attorno a due milioni di euro: di questi oltre 900.000 euro verranno erogati dal ministero. Il resto spetterà ai Comuni. I tempi resteranno entro i 24 mesi. Vediamo i progetti: Rimini Comune ampliamento della mobilità ciclabile (costo totale 160.000 euro, 50% dal ministero); Cattolica, San Giovanni, Morciano e Misano logistica urbana; distribuzione delle merci con veicoli a ridotto impatto ambientale (costo totale 450.000 euro, 60% dal ministero); Rimini Comune sostituzione dei mezzi per il trasporto pubblico locale su linee del centro storico con mezzi a emissione zero (costo 144.000 euro, 60% dal ministero) Bellaria Comune maggiore efficienza dell'illuminazone pubblica con lampade ad alta efficienza e telecontrollo (costo 250.000 euro, 40% dal ministero); Cattolica Comune sostituzione di lampade a bassa efficienza con lampade ad alta efficienza ed installazione di un sistema di telecontrollo (costo 950.000 euro, 40% dal ministero). In questi giorni il programma di interventi corredato da schede descrittive verrà inviato in Regione. Contestualmente si partirà concretamente.

Torna all'inizio


Potenza della michetta. Di scena i vertici sul pane (sezione: Costi dei politici)

( da "Avvenire" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

POLITICA 13-03-2008 SAGGIA E DISPERATA INIZIATIVA CONTRO IL CARO PREZZI Potenza della michetta. Di scena i vertici sul pane PAOLO VIANA " Q uando arriva a un certo segno, nasce un'opinione ne' molti, che non ne sia cagione la scarsezza" e allora "s'imploran da' magistrati que' provvedimenti, che alla moltitudine paion sempre, così giusti, così semplici, così atti a far saltar fuori il grano". Chissà se Antonio Lirosi ha riletto questa pagina del Manzoni, prima di convocare i panificatori al Ministero dello Sviluppo economico. Ne avrebbe tratto un sollievo, scoprendo che, malgrado le doglie di una globalizzazione malriuscita - o riuscita benissimo, secondo certi iperliberisti - gli italiani da mille euro al mese non assaltano i forni, come avveniva invece nella Milano dei Promessi Sposi. S'intristirebbe, di certo, Mister Prezzi, nello scoprire che ai magistrati spagnoli era concesso quel che a lui è negato e cioè di "stabilire il prezzo massimo d'alcune derrate, d'intimar pene a chi ricusasse di vendere, e altri editti di quel genere". Ma converrebbe con il Manzoni che, in ogni epoca e sotto qualunque latitudine, "tutti i provvedimenti di questo mondo, per quanto siano gagliardi, non hanno virtù di diminuire il bisogno del cibo, né di far venire derrate fuor di stagione" né "d'attirarne da dove ce ne potesse essere di soprabbondanti". È precisamente ciò che gli ripeteranno oggi pomeriggio i panificatori, addebitando al rincaro della farina, degli affitti, della manodopera e dell'energia la prodigiosa lievitazione del primo bene di prima necessità, il pane appunto, verso quotazioni da pasticceria. Che la grande fame dell'Asia e la febbre dei futures non c'entrino granché con il rincaro della rosetta lo abbiamo documentato mesi fa, ma che il caropane, dopo essere stato negato, dissimulato e snobbato, grazie a Mister Prezzi entri nell'agenda dei problemi nazionali ci sembra una novità significativa. Le associazioni dei consumatori invocano misure draconiane e, avendo letto anche loro il Manzoni, sanno benissimo che non ci saranno. Tuttavia questo piccolo summit è un segnale che l'Italia - pur non avendo ancora una strategia e fors'anche mancandole i mezzi - intende redistribuire il peso dei sacrifici che finora è stato caricato prevalentemente sulle spalle delle fasce più deboli della popolazione, permettendo al paese di restare in Eurolandia e di sostenere, seppur con affanno, la sfida competitiva del mercato globale. Che quest'operazione di equità possa iniziare dal pane ha un valore puramente simbolico ma non per questo meno politico. Ne sanno qualcosa i milanesi. Sembra, infatti, che la Signora Moratti abbia persuaso i prestiné a reintrodurre la michetta a prezzo calmierato. Ci sono voluti mesi per convincere la categoria, che sarà pure vessata dal boom dei supermercati ma ha ancora un certo peso a palazzo Marino. Il calmiere meneghino si limiterà ad abbassare di un euro al chilo, da quattro a tre, il prezzo della michetta e solo per una settimana al mese; tuttavia è qualcosa. A livello nazionale, aprire la discussione pubblica sui prezzi partendo da uno dei prodotti in cui si sommano le contraddizioni del sistema significa imporre la logica della correzione, familiare a ogni riformismo, a un Paese paurosamente incline alla 'stellite', cioè alla pura e semplice lettura, dolorosamente compiaciuta, dell'autodafé a puntate di Stella e Rizzo sui mali d'Italia. E significa anche tracciare una rotta nuova, con tutti i limiti che comporta ogni intervento sul mercato in un Paese membro dell'Unione europea e quindi a sovranità economica limitata. Forse è ardimentoso supporlo, ma la moral suasion di Mister Prezzi, partendo dai forni, potrebbe arrivare persino alle pompe di benzina.

Torna all'inizio


Ai consiglieri piace investire nel mattone (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sono gli immobili i beni rifugio degli inquilini di Ca' Farsetti VeneziaIl professore sorpassa l'imprenditore del commercio e "re" dei mobili (e anche degli immobili, a giudicare dalla lista che ha allegato) di Spinea. Con i suoi 365mila 737 euro di reddito dichiarato nel 2006 Tiziano Treu ha scalzato dalla vetta "Cesarone" Campa che ne invece ne ha dichiarati 285mila 930. Al terzo posto c'è il sindaco Massimo Cacciari, con 187mila 144 euro da docente universitario.Dalle dichiarazioni dei redditi dei consiglieri comunali emerge una fotografia del ceto medio-alto della società veneziana, affetto più dal "mal del mattone" che dalla voglia di navigare. Come la Venezia che dopo il Cinquecento scoprì i piaceri della terra e delle proprietà fondiarie dimenticando quel mare che le aveva dato tanta ricchezza in passato, così nessuno dei nostri amministratori possiede un'imbarcazione da diporto. Che sia questa la causa della poca sensibilità che il Comune ha finora dimostrato per il settore della nautica? Difficile affermarlo con sicurezza, dal momento che non avere una barca non significa necessariamente non amare o apprezzare il mare. Certo che è strano, per una città come Venezia dove tutti sono cresciuti a stretto contatto con l'acqua salata.All'interno dei 46 consiglieri, ben 12 passano i 100mila euro di reddito annuo. Tra questi abbiamo tre medici (Ezio Oliboni, Fabiano Turetta e Diego Turchetto), due dottori commercialisti (Michele Zuin e Maurizio Baratello), due docenti universitari (Massimo Cacciari e Tiziano Treu), due imprenditori (Cesare Campa e Franco Ferrari). In 14 non superano i 50mila. Tra questi ci sono Sebastiano Bonzio (24mila 22 euro) e Anna Gandini (18mila 503) che al momento vivono dei gettoni di presenza in consiglio comunale e nelle commissioni.Solo Azzoni, Corrà, D'Anna, Gandini, Mazzonetto, Mognato, Muscardin, Speranzon, Pepe e Comerci non sono proprietari della casa in cui vivono. Tra quelli per i quali "la roba" ha un valore piuttosto consistente c'è sempre lui: Cesare Campa, proprietario di 49 unità immobiliari tra Spinea, Chirignago (dove risiede), Mestre e Murano (dove è nato). Non scherza neppure Beppe Caccia, che possiede a Venezia la sua casa più un'altra al 50 per cento. Al 50 per cento ha la proprietà anche di 7 terreni in provincia di Alessandria, 2 immobili in provincia di Brescia, 2 appartamenti in provincia di Genova, 1 appartamento in provincia di Sondrio e 16 immobili in provincia di Alessandria.Il sindaco ha due appartamenti a Venezia e un monolocale al Lido. Giacomo Guzzo possiede interamente 5 immobili più uno al 50 per cento e due garage al 50 per cento anch'essi.La casa in montagna ce l'hanno, in base ai dati "leggibili" in modo chiaro e trasparente: Berengo (Falcade), Boraso (Forno di Zoldo), Cavaliere (Caprile), Fabiano Turetta (Falcade), Zuin (San Vito di Cadore).Facendo il controllo con i redditi del 2005, in testa allora c'era Cesare Campa con 310mila euro di reddito, seguito da Massimo Cacciari con oltre 200mila euro. In otto non avevano reso noti i propri guadagni: Franco Conte (che per il 2006 ha dichiarato 22mila euro e rotti, puntualizza che quella era solo una parte del suo stipendio di dirigente, in quanto in quell'anno è andato in pensione), Giuseppe Pepe, Daniele Comerci, Alessandro Maggioni, Maria Paola Miatello Petrovich, Chiara Salviato, Silvia Spignesi e Tiziano Treu, il quale però aveva pubblicato il suo modello Unico al Senato.Michele Fullin.

Torna all'inizio


"Due assessori in meno in Giunta" (sezione: Costi dei politici)

( da "Varesenews" del 13-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Busto Arsizio - La proposta di delibera viene da Audio Porfidio, che vuole fissare a otto nello Statuto comunale il numero degli assessori "Due assessori in meno in Giunta" Due assessori in meno in Giunta è la richiesta di Audio Porfidio de La Voce della Città, formalizzata con apposita proposta di delibera in questi giorni. Non molla dunque l'osso il consigliere, tenace come non mai. Se si è in tempo di vacche magre e bilanci lacrime e sangue, argomenta Porfidio, tanto vale cominciare dall'alto, riducendo da dieci a otto il numero degli assessori e anzi inserendo questo nuovo valore come tetto massimo nello Statuto comunale. Oggi esiste nello statuto solo un limite minimo di sei assessori, ma il tetto alla fantasia e al portafogli pubblico in termini di poltrone è di un terzo dei consiglieri, cioè dieci, e lo si deve solo al Testo unico degli enti locali (d.lgs. 267/2000). Una proposta certo meno simbolica del dimezzamento dei gettoni di presenza dei consiglieri, quella avanzata da Porfidio, e che scende nel concreto dell'azione quotidiana del Comune. Oggi come oggi  difficilmente la maggioranza si potrà permettere di prenderla in considerazione - ormai la frittata è fatta, buona o cattiva che sia, e non è stato facile mettere assieme una Giunta due anni fa - ma che in prospettiva, viste anche le aggregazioni a livello nazionale nel centrodestra, appare sensata, soprattutto per le future consigliature. Giovedi 13 Marzo 2008 SdA.

Torna all'inizio