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13-3-2008 #TOP
«Mi
volevano dal Pd ad An. Ma non posso essere di parte» Di Marco Imarisio (Il Corriere della Sera 13-3-2008)
ROMA — Roberto Saviano è ancora un ragazzo. E ogni
tanto riesce anche a sorridere, con le labbra che si tendono su una faccia
sempre più tesa, sempre più pallida. Quando racconta della presentazione di
Gomorra ad Helsinki, con lo speaker che lo introduce come «Roberto Soprano», e
i finlandesi che sono lì soltanto per via della serie televisiva americana,
riesce pure a ridere di «loro». Li chiama così, «loro». I suoi nemici. Come se
fosse una questione personale, tra lui e i mafiosi di Casal di Principe che lo
hanno costretto ad una vita infame, da animale braccato.
Quella di Saviano è una storia di paradossi. Con il suo libro ha avuto
fama, celebrità, il traguardo del milione di copie vendute tagliato in questi
giorni. Con il suo libro ha perso il resto, la libertà personale, la possibilità
di vedere il mondo con i propri occhi. «È come se mi sentissi sempre in colpa»
sintetizza così il suo stato d'animo, come se qualcuno andasse da sua madre a
chiedere «cosa ha fatto tuo figlio?» Ad un certo punto, Saviano si era anche
convinto che in Italia ci fosse qualcuno disposto a condividere la sua
ossessione.
Da Walter Veltroni alla Sinistra Arcobaleno, passando per il Popolo
della Libertà, sponda An, tutti hanno cercato l'autore di Gomorra, blandendolo
con la lotta al potere mafioso. «Ma non è il mio mestiere. Non si può parlare
di mafia ad una sola parte politica. È un argomento sul quale non ci si può
permettere di essere partigiani. La mia responsabilità è la parola ». Chi è
stato il più insistente? «Quando Veltroni mi ha chiamato nel suo ufficio al
Campidoglio, abbiamo parlato a lungo di mafia e appalti. Mi disse che quello
sarebbe stato uno dei primi punti della sua agenda». Promessa mantenuta? «Non
mi sembra. Ma il Pd è in buona compagnia. Purtroppo, la lotta alla mafia è la
grande assente di questa campagna elettorale, a sinistra come a destra». Altri
pretendenti? «Fausto Bertinotti mi ha fatto arrivare una proposta tramite
l'assessore regionale campano Corrado Gabriele. Io ho molto apprezzato il
lavoro di Forgione alla commissione antimafia, ma credo che anche la sinistra
debba fare outing, e ammettere di non essere stata così rigorosa
nell'allontanare gli affaristi collusi con la mafia». Avanti con l'elenco delle
avances. «Alleanza nazionale mi ha mandato messaggi di apprezzamento. Persino
l'Udeur prima che si dissolvesse». Destra, sinistra, centro. «Io sono cresciuto
in una terra dove Pci e Msi stavano dalla stessa parte, contro la camorra. E
vorrei tanto che il centrodestra riprendesse i valori dell'antimafia, quelli
che aveva Giorgio Almirante e che avevano ispirato Paolo Borsellino. Li vedo
trascurati, nonostante una base che al Sud ha voglia di sentirli affermare».
A sentirla, non sembra che il Pd sia molto più attivo. «Affatto. Anzi, a
Veltroni ho detto che a mio parere anche il centrosinistra ha commesso molti
errori in questi anni». Il più grande? «L'intellighenzia di sinistra dà sempre
per scontato che la mafia stia dal-l'altra parte. Il complesso di superiorità
applicato alla criminalità organizzata. Credersi immune dalle infiltrazioni,
pensare che questo sia sempre e solo un problema degli altri. Le dico di più:
spero che il Pd riesca a non aver paura di perdere le elezioni pur di cambiare.
Solo così potrà davvero vincere». Dove vuole arrivare? «Spero che non abbia
paura di parlare del voto di scambio, di denunciarlo. Fino ad ora non lo ha
fatto nessuno. Ed è il voto di scambio che determinerà l'esito delle prossime
elezioni. Si vince o si perde nei piccoli paesi, dove il clientelismo è l'unica
moneta corrente. Si vincono le elezioni per bollette pagate, cellulari
regalati, di questo bisogna parlare. La vera sfida sarebbe quella di non
svendere il voto. E alzare la voce, denunciare». E invece? «Il grande silenzio.
La mafia è la più grande azienda italiana, il suo giro d'affari è il triplo di
quello della Fiat. È innaturale che non se ne parli in campagna elettorale. Ma
è così. Al massimo qualche cosa simbolica, una celebrazione, qualche
commemorazione. Una rimozione bipartisan».
Si è chiesto il perché? «È un tema pericoloso sul piano della
comunicazione. Se qualcuno parla di mafia, molta gente pensa che si stia
occupando soltanto di una parte ben circoscritta del Paese, che si interessi di
cose ai margini, lontane. Nessuno è riuscito a far passare l'idea che la mafia
sia qualcosa che riguarda anche Milano, Parma, Roma, Torino. È tornata ad
essere un fatto esotico, lontano, noioso». «Non valete niente». Era il 23
settembre 2006 quando sfidò i boss di Casal di Principe a casa loro. Lo
rifarebbe? «A vedermi da fuori, come se non fossi stato io, lo rifarei. Ma
sarei falso se non dicessi che con quel gesto ho distrutto la mia vita. Mi è
diventato impossibile vedere il mondo, confrontarmi con altre persone, poter
sbagliare. Sono diventato un simbolo, ma in cambio ho perso tutto». Quando ha
scritto Gomorra, cosa si aspettava? «Confesso l'ambizione. Volevo fare un libro
che davvero cambiasse le cose. All'inizio, la camorra lo ignorò. I miei
problemi cominciarono verso le centomila copie. La gente pensa che io sono come
Salman Rushdie, colpito da una fatwa della camorra. Ma non è così. Lui rischia
per quel che scrive, io perché mi leggono. Non è Saviano ad essere pericoloso,
ma Gomorra e i suoi lettori».
Il disinteresse della politica rende più difficile la sua situazione?
«Acuisce la solitudine, questo sì. Gomorra ha fatto sì che la letteratura
diventasse un problema per la mafia. Parlarne è un modo per fermarli. Perché la
politica non fa lo stesso? È come se questo paese non accettasse di essere
raccontato così. Ma è il silenzio che ci distrugge». Se pensa al suo futuro,
cosa immagina? «Spero di riavere la mia libertà, un giorno. Come un ragazzino,
immagino di aprire la porta e poter camminare in strada, da solo. Ma è solo un
sogno». E la realtà? «Me la faranno pagare. Troveranno un modo per colpirmi.
Prima con la diffamazione, diranno che è tutto falso, l'operazione di un
ragazzotto assetato di visibilità. Poi chissà. È l'unica certezza che ho».
13 marzo 2008
Torno ai programmi elettorali. Scrivevo che oramai
si riducono a essere strumenti acchiappa- voti. Servono per vincere. Il che non
implica che servano per ben governare. Può darsi; ma può anche darsi che
costringano a governare malissimo. In parte perché promettono quel che non
dovrebbero, e in parte perché occultano i veri problemi, i problemi che sono
davvero da affrontare. Questi problemi, scrivevo, costituiscono la parte
sommersa delle campagne elettorali. Vediamo di farla emergere. Una prima
partita sulla quale troppo si sorvola è quella del nostro debito pubblico. Sì,
sappiamo che c'è; ma poi si svicola.
Eppure batte ogni record: oscilla intorno al 105%
del Pil (prodotto interno lordo), e cioè della ricchezza prodotta dal Paese in
un anno; il che comporta un carico di interessi di 70 miliardi di euro. Ora,
anche un bambino (ma non i sindacati e nemmeno la sinistra-sinistra) arriva a
capire che trovarsi ogni anno con 70 miliardi bloccati è un’intollerabile palla
al piede. Questo debito era superato, in passato, dal Belgio, che però è
riuscito a dimezzarlo. A noi non riesce. Perché? E' un segreto di Pulcinella,
debitamente oscurato da tutti. Una seconda partita dolente, anzi dolentissima,
è quella della mafia (nella quale ricomprendo camorra e 'ndrangheta). Vedi
caso, nessun programma si impegna in una «guerra alla mafia». Eppure la mafia è
la più grossa azienda del Paese, con un fatturato nell'ordine di 90 miliardi
all'anno, tutti esentasse, tutti in nero. Ma né Tremonti né Visco né nessuno
hanno mai davvero cercato soldi nel colossale patrimonio mafioso.
Perché? E' un altro segreto di Pulcinella. E' che
il voto malavitoso condiziona e inquina la politica e le elezioni di metà del
Paese. Nel 2001 Berlusconi vinse in Sicilia 61 collegi su 61. E’ comune
opinione che quel trionfo fu dovuto anche ai voti controllati dalla mafia. E
ora il Cavaliere ritenta il colpo rilanciando il ponte di Messina, che sarebbe
inevitabilmente una colossale pacchia per l'onorata società. Come insegna l'autostrada
Salerno- Reggio Calabria, fatturata metro per metro dalle cosche. Aggiungo che
questo lassismo, e ancor più la collusione tra politica e mafia, sono
particolarmente vergognosi perché impiombano l'economia del Sud e di riflesso
tutta l'economia italiana. Il Sud non riesce a decollare, economicamente, anche
perché strangolato dal «pizzo» e da un gigantesco parassita che oramai è
arrivato al Lazio. Come scrive Giorgio Bocca, la malavita sta «sconfiggendo lo
Stato in metà dello Stato». Eppure i partiti (paghi di qualche fortunato
arresto) non fiatano e anzi candidano personaggi in altissimo odore di
sospetto. Una terza grossa partita è quella delle infrastrutture. Sono tante.
Qui ho in mente strade e ferrovie, che sono infrastrutture disattese da decenni.
Giuseppe Turani stima che la rete ferroviaria da
rifare costerebbe 30-40 miliardi, e che «per diventare (in materia di
viabilità) un Paese moderno in media con gli altri Paesi europei dovremmo
spendere nell'arco di una ventina d'anni almeno un altro Pil al completo».
Basta e avanza così? Purtroppo no. Perché tra le partite ad alto costo c'è
anche la partita ecologica e dell'incombente disastro climatico. In materia i
nostri Verdi fanno ridere o fanno danno. Per loro il problema principale è di
bloccare strade, ferrovie e fabbricati «brutti», nonché il grosso degli
impianti per l'energia elettrica e la rigassificazione del metano. Il brutto
non piace nemmeno a me. Ma è irresponsabile raccontarci che il fabbisogno
energetico (in vertiginosa crescita) sarà fronteggiato dal sole e dal vento.
Nel contempo si limitano a piangere, soltanto l'estate, quando i nostri boschi
bruciano; e il ministro Pecoraro Scanio si è distinto nel bloccare a Napoli i
termovalorizzatori perché il suo collegio elettorale è, appunto, Napoli.
Abbiamo sottoscritto gli accordi di Kyoto, dopodiché le nostre emissioni di gas
serra (il vero problema) hanno superato del 13% il limite che abbiamo
accettato.
La verità è che sia Berlusconi che Prodi del
riscaldamento della Terra si sono strafregati, e nemmeno Veltroni si stravolge
più di tanto. Quanti Pil verrà a costare, quando i nodi verranno al pettine
(sarà presto), questa cecità? Nessuno lo sa né lo vuol sapere. Infine c'è il
costo del federalismo promesso a Bossi da Berlusconi. Nei programmi è un costo
non contemplato, come se spezzettare il Paese in parecchie Sicilie aggiuntive
non comportasse un esiziale aggravio di sprechi clientelari e di ogni sorta di
disfunzioni. Pertanto quando si osserva che i programmi del Pd e del Pdl si
equivalgono, si dimentica che se Berlusconi vincerà dovrà pagare a Bossi il
salatissimo prezzo del suo sostegno. Ripeto, nessuno lo nota ma su questa
partita Berlusconi, e soltanto lui, ci costerà molto caro. Cerchiamo di fare il
punto a oggi. Siamo una democrazia troppo indebitata? Sicuramente sì. Siamo
anche una «democrazia in deficit», per dire che le uscite superano regolarmente
le entrate? Per ora è ancora così; e dubito sulla redenzione prevista per il
2012.
La cosa certa è, invece, che siamo una «democrazia
al verde», senza un soldo in tasca, e che ha raschiato il fondo del barile (ci
resta soltanto la risorsa, poco saggia, di continuare a vendere il patrimonio
dello Stato). Si risponde che siamo pur sempre una «democrazia in crescita» in
termini di Pil. Ma questa crescita è modestissima. Eppoi il Pil a questo
effetto non è un buon indicatore. Il dato significativo è che oggi, secondo i
dati Ocse, il potere di acquisto dei nostri lavoratori è del 18% circa
inferiore a quello dei Paesi dell’euro. E siccome ci mancano i soldi per
rimediare, il mio sospetto è che noi siamo una «democrazia in decrescita» e
cioè caduta nel vortice di uno sviluppo non sostenibile che distribuisce più di
quel che produce.
13 marzo 2008
Giudici
ad acta, inquadrati i compensi ( da "Italia Oggi"
del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
attratto ai
fini tributari nella categoria dei redditi di lavoro autonomo o d'impresa.
Costituiscono redditi assimilati al lavoro dipendente le indennità, i gettoni
di presenza e gli altri compensi corrisposti dallo Stato, dalle regioni, dalle
province e dai comuni per l'esercizio di pubbliche funzioni sempre che le
prestazioni non siano rese da soggetti che esercitano abitualmente un'
Commissioni,
sedute solo se è necessario ( da "Italia Oggi"
del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
le sedute si
siano svolte con lo scopo prefissato di incamerare il relativo gettone di
presenza. è l'accusa che il viceprocuratore generale della Corte dei conti per
la Campania, Antonio Buccarelli, ha messo in campo nell'atto di citazione a
giudizio contro il presidente di un consiglio comunale del casertano e contro i
consiglieri comunali presidenti delle commissioni consiliari,
C'è
savona-imperiadopo le festività ( da "Secolo XIX, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Bedini,
Rizza. All. Bertazzon. Fermo per il riposo il Riviera Pontedassio di Francesco
Radio. Allievi regionali. Girone, risultati: Alassio-Andora 5-0;
Sanremese-Carlin's 0-2 (n.v.); Quiliano-Loanesi 0-3; Sestrese-Praese 2-1 (Morando
2); Albisole-Vado 1-1;
Cagliari.
con l'amministrazione provinciale guidata da sandro balletto i consiglieri
( da "Nuova
Sardegna, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Stando ai
registri ufficiali, il recordman delle presenze - siamo al 9 luglio 2002 - era
Angelo Deidda con 438 sedute in dodici mesi, seguito da Ricciotti Usai con 409
sedute - più di una al giorno, ma tolte domeniche e festivi quasi due - cui va
aggiunta una "visione atti" a mandato in scadenza che scatenò non
poche polemiche.
Aiutano
a ridurre i costi della politica ( da "Giornale di Brescia"
del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Giornale di
Brescia sezione:LA CITTA Aiutano a ridurre i costi della politica Uno scorcio
del quartiere delle Fornaci "Le Circoscrizioni possono giocare un ruolo
decisivo nel taglio dei costi alla politica. Non tanto nell'accorparne i
territori, ma nel valorizzarne il ruolo". Così si esprime il presidente
Andrea Gervasi.
Indagine
sui consiglieri provinciali ( da "Nuova Sardegna, La"
del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
In un solo
anno la Provincia ha rimborsato ai consiglieri stakanovisti 280mila euro per
l'uso dell'auto, oltre 23mila euro al mese compreso il mese di agosto. Più i
gettoni-presenza, incassabili anche solo per una fugace "visione
atti". Ora però la Procura della Repubblica vuole vederci chiaro e ha
acquisito i documenti di questa super attività. LISSIA a pagina 23.
Consiglieri
stakanovisti, indagine della procura - mauro lissia
( da "Nuova
Sardegna, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
sono entrati
alla chetichella negli uffici dell'amministrazione e hanno firmato la propria
presenza col solito pretesto della "visione atti". Atti di
un'attività amministrativa ormai ferma da un mese. Non tanto per il gettone
quanto per ottenere l'ultimo, estremo rimborso del viaggio compiuto dal proprio
comune di residenza a Cagliari.
Impiegati
della regione record di assenteismo - simona poli
( da "Repubblica,
La" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Il costo pro
capite dei 2482 dipendenti della Regione Toscana è stato di 45.608 euro annui
nel 2006, una cifra inferiore solo a quelle di Lazio (49.096) e Piemonte
(47.103). E sul bilancio il costo delle consulenze esterne incide sulla spesa
complessiva per gli stipendi dell'organico assunto a tempo indeterminato del 17
per cento,
Diga
sull'isonzo, chiesti approfondimenti
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ci
permettiamo di evidenziare, che grazie alla lunga discussione voluta
dall'opposizione su tale argomento, si è andati oltre la mezzanotte, mentre con
un maggiore senso di responsabilità la riunione del consiglio avrebbero potuto
finire prima, con un minore costo in termini di gettoni di presenza per
l'amministrazione stessa".
L'Italie
aux trois visages ( da "Liberation"
del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
la Casta
("la caste") de Gian Antonio Stella et Sergio Rizzo, le Mani sporche
("les mains sales") de Marco Travaglio, Peter Gomez et Gianni
Barbacetto ou l'Italia ferita ("l'Italie blessée") de Mario Calabresi
sont l'emblème d'un pays qui fouille dans les débris d'une Italie bloquée, dans
les chromosomes d'un corps malade.
TRENTO
- Salvo sorprese dell'ultima ora, sarà Marco Merler (nella foto) il nuovo
consigliere di amministrazione di Edison e Transalpina di Energia nel prossimo
triennio (scadenza i ( da "Adige, L'"
del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
energia
italo-francese di 101mila euro, pari alla remunerazione come consigliere non
esecutivo ma presente nel comitato per il controllo interno. La cifra comprende
anche i gettoni di presenza e quindi potrebbe variare di anno in anno. Nel
triennio, quindi, si tratterebbe di circa 300mila euro che si aggiungerebbero,
per Merler,
CENTRO
DI POLITICA EUROPEA DELLA MIGRAZIONE UN NUOVO PONTE TRA POLITICA E RICERCA
( da "marketpress.info"
del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Unione
dovrebbe creare una piattaforma speciale in cui la ricerca si concentri sulle
necessità in evoluzione della politica in materia di gestione dei flussi
migratori. In questa prospettiva il vicepresidente Frattini sostiene
l'istituzione di un Centro di politica europea della migrazione (Cpem), la cui
apertura è prevista per l'inizio dell'autunno 2008.
Sui
risparmi, cdl non credibile ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Cdl non
credibile" Il leader dei Cittadini Malattia contrattacca sui costi della
politica I CITTADINI TRIESTE. "Le proposte programmatiche di Tondo sui
costi della politica fanno sorridere. L'unica cosa concreta che promette è la
riduzione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale da
Illy:
meno consiglieri e tagli ai vitalizi
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
sarà
impostata sulla comunicazione dei contenuti". Migliaia di opuscoli saranno
recapitati alle famiglie per illustrare i risultati dei cinque anni appena
passati e i programmi dei prossimi cinque. Costi della politica. Le spese di
funzionamento della Regione sono stati ridotti "passando da 122 nel
LA
SECESSIONE DEGLI ATENEI ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
dello Stato
siano proporzionali alla qualità della ricerca e della didattica e che venga,
così, a finire la politica dei finanziamenti a pioggia, anzi, a pioggerella,
visti i pochi spiccioli ormai destinati al settore. Nello stessa lettera, è
denunziata l'inutilità della Crui, la Conferenza Permanente dei Rettori, in cui
il voto del rettore di una piccola università - spesso privata,
La
giunta si aumenta lo stipendio Dopo il taglio del 10% nel 2007. L'opposizione:
Decisione inopportuna ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
24 netti) il
gettone di presenza dei consiglieri. Anche il presidente del Consiglio comunale
percepirà il medesimo trattamento degli assessori. QUESTE INDENNITA erano state
temporaneamente 'tagliate del 10 per cento nel 2007, sempre in ossequio alle
indicazioni della Finanziaria di quell'anno e ora di fatto ripristinate.
Meno
consiglieri? forse, e con calma - mario lancisi
( da "Tirreno,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
indignazione
popolare per i privilegi denunciati nel libro La Casta di Gian Antonio Stella e
Sergio Rizzo, approvò un ordine del giorno in cui si impegnava, entro la fine
di aprile del
Assistenza
ai disabili, tariffe irregolari Gugnoni (Udc) accusa il Comune
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
obiezione che
il Comune spende già il 70% del suo bilancio per il welfare e non può farsi
carico di altre spese ? aggiunge l'esponente Udc ? non è fondata. Fondi per
finanziare ulteriori interventi possono essere recuperati velocemente, ad
esempio tagliando i gettoni di presenza di qualche consigliere di società
partecipate". "IL COMUNE ?
RIMINI,
TUTELA AMBIENTALE: STANZIATI DALLA PROVINCIA QUASI 2 MILIONI DI EURO
( da "Sestopotere.com"
del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Rimini Comune
sostituzione dei mezzi per il trasporto pubblico locale su linee del centro
storico con mezzi a emissione zero (costo 144.000 euro, 60% dal ministero)
Bellaria Comune maggiore efficienza dell'illuminazone pubblica con lampade ad
alta efficienza e telecontrollo (costo 250.
Potenza
della michetta. Di scena i vertici sul pane
( da "Avvenire"
del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
a un Paese
paurosamente incline alla 'stellite, cioè alla pura e semplice lettura,
dolorosamente compiaciuta, dell'autodafé a puntate di Stella e Rizzo sui mali
d'Italia. E significa anche tracciare una rotta nuova, con tutti i limiti che
comporta ogni intervento sul mercato in un Paese membro dell'Unione europea e
quindi a sovranità economica limitata.
Ai
consiglieri piace investire nel mattone
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
che al
momento vivono dei gettoni di presenza in consiglio comunale e nelle
commissioni.Solo Azzoni, Corrà, D'Anna, Gandini, Mazzonetto, Mognato,
Muscardin, Speranzon, Pepe e Comerci non sono proprietari della casa in cui vivono.
Tra quelli per i quali "la roba" ha un valore piuttosto consistente
c'è sempre lui: Cesare Campa, proprietario di 49 unità immobiliari tra Spinea,
"Due
assessori in meno in Giunta"
( da "Varesenews"
del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
simbolica del
dimezzamento dei gettoni di presenza dei consiglieri, quella avanzata da
Porfidio, e che scende nel concreto dell'azione quotidiana del Comune. Oggi
come oggi difficilmente la maggioranza si potrà permettere di prenderla in
considerazione - ormai la frittata è fatta, buona o cattiva che sia, e non è
stato facile mettere assieme una Giunta due anni fa -
( da "Italia Oggi" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Imposte e Tasse Numero 062, pag. 40 del
13/3/2008 Autore: Antonio Montemurro Visualizza la pagina in PDF
Giudici ad acta, inquadrati i compensi I compensi dei giudici ad acta, che
quindi derivano dall'esercizio di una pubblica funzione, devono qualificarsi
come redditi assimilati al lavoro dipendente, salvo che nell'ipotesi in cui i
soggetti che li percepiscono siano professionisti o imprenditori. E' quanto
emerge dalla risoluzione 88/e dell'Agenzia delle entrate datata 12 marzo 2008
concernente l'inquadramento Irpef e l'obbligo di contribuzione ai fini della
gestione separata dei compensi corrisposti ai commissari ad acta. Nello specifico
la Direzione regionale ha chiesto di conoscere il trattamento fiscale, ai fini
Irpef, dei compensi, di cui all' art. 57 del dpr del 30.05.2002 n. 115,
percepiti dai commissari ad acta nominati, in sede di giudizio di ottemperanza,
dalle commissioni tributarie, ai sensi dell'art. 70 del dlgs. 31 dicembre 1992,
n 546. anche per sapere se i soggetti in questione debbano essere obbligati
all'iscrizione alla cassa separata Inps come lavoratori autonomi occasionali,
nel caso in cui gli incarichi conferiti diano luogo al pagamento di un importo
superiore a euro 5000 annui. Tali soggetti sono infatti nominati tra il
personale amministrativo delle commissioni tributarie ed hanno contestato la
richiesta di iscrizione alla gestione separata Inps, sostenendo che il commissario,
svolgendo funzioni di ausiliario del giudice, non svolge attività di
collaborazione occasionale anche in considerazione del fatto che tale tipo di
incarico non sarebbero determinati l'inizio e la fine dell'attività, elementi
indispensabili per presentare domanda di iscrizione all'istituto previdenziale.
Si ricorda che l'art. 70 del dlgs. n 546 del
( da "Italia Oggi" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Pubblica Amministrazione Numero 062, pag. 45 del
13/3/2008 Autore: di Antonio G. Paladino Visualizza la pagina in PDF
Inchiesta della Corte conti Campania Commissioni, sedute solo se
è necessario Le sedute delle commissioni consiliari e quelle relative alla
conferenza dei capigruppo devono svolgersi secondo principi che siano
finalizzati a servizio o a completamento delle attività dell'organismo
consiliare da cui promanano. In nessun caso devono svolgersi per trattare
questioni irrilevanti, di nessun utilità per l'azione amministrativa dell'ente
e comunque non connesse con le attività del consiglio comunale. In caso
contrario, sussiste il fondato rischio che la Corte dei conti possa sollevare
la sussistenza di un danno erariale qualora accerti che le
sedute si siano svolte con lo scopo prefissato di incamerare il relativo
gettone di presenza. è l'accusa che il viceprocuratore generale della Corte dei
conti per la Campania, Antonio Buccarelli, ha messo in campo nell'atto di
citazione a giudizio contro il presidente di un consiglio comunale del
casertano e contro i consiglieri comunali presidenti delle commissioni
consiliari, per aver svolto numerose sedute di commissioni con ordini
del giorno "pretestuosi e fittizi", con l'intento evidente di
conseguire l'erogazione del gettone di presenza ai
consiglieri partecipanti. Il danno, per le casse dell'ente locale erogante,
ammonterebbe a circa 33 mila euro, e per il 10% ne dovrà rispondere in un prossimo
giudizio anche il dirigente del servizio affari generali del comune, reo,
sempre secondo l'atto di citazione della procura contabile, di non aver posto
in essere una verifica della conformità dei verbali alle disposizioni del
regolamento comunale sul corretto funzionamento delle commissioni consiliari.
Il periodo preso in esame dall'organo requirente della magistratura contabile è
quello aprile-ottobre
( da "Secolo XIX, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Nazionali IL
VENTIMIGLIA di Diego Dulbecco prosegue la marcia verso le finali regionali nel
gruppo B degli Allievi regionali. I frontalieri passano con sicurezza (5-0:
Alberti, Santucci, Rossi, Marafioti, Fiore) a Santuario con lo Speranza. Questa
la formazione schierata da Dulbecco: Bevilacqua, Santucci, Alberti,
Mastrandrea, Gentile, Marcarino (st 15' Pastorello), Damiano (st 15' Grifo),
Grandi, Marafioti (st 25' Rea), Fiore, Rossi (st 25' Anfosso); a disposizione
Frenna. Resta in scia l'Ospedaletti di Enzo Di Antonio, che sfrutta il turno
casalingo e supera 4-0 (pt 25' Campagnani; st 5' Comparato, 7' e 15' Castagna)
la Rivarolese che chiude in dieci (espulso Bevilacqua). Gli "orange"
dominano e sono insidiosi già prima del vantaggio con una traversa di Castagna
e un palla gol di Grossi. Di Antonio ha giocato con: Mercurio, Caffagni,
Grossi, Negro, Dotta, Pattarozzi (Putrino), Comparato, Stella,
Campagnani, Benatia, Castagna. Il Golfodianese di Silvano Rivera incassa un
poker interno dalla Cairese, mentre il Riva non si presenta e consegna tre
punti comodi al forte Pontedecimo. Nel girone A la Carlin's si aggiudica il
derby fuori classifica con la Sanremese e subisce il sorpasso in vetta da parte
della Sestrese, che oggi pomeriggio (ore 17.30) anticiperà al "Pino
Ferro" con il Varazze per la decima di ritorno. SANREMESE 0 CARLIN'S 2
Reti: Politi 2. Sanremese: Scavuzzo, Serpilli (Volpone), Maiolo, Catroppa
(Ravotti), Mamone, Laera, Conti, Rossi, Di Masi (Sicchiero), Oneglio, Scaburri.
All. Donadel. Carlin's: Rinaldi, Mannella (Giacomo Calvini), Fava, Sassone,
Miceli, Correnti (De Franco), Vacca (Di Giorgio), Rossi, Prevosto (Fabrizio
Calvini), Gazzano, Politi. A disp. Bedini, Rizza. All.
Bertazzon. Fermo per il riposo il Riviera Pontedassio di Francesco Radio.
Allievi regionali. Girone, risultati: Alassio-Andora 5-0; Sanremese-Carlin's
0-2 (n.v.); Quiliano-Loanesi 0-3; Sestrese-Praese 2-1 (Morando 2);
Albisole-Vado 1-1; Borgorosso-Varazze 2-2; ha riposato il Riviera
Pontedassio. Classifica: Sestrese 48; Carlin's 47; Loanesi 39; Praese 35;
Albisole 32; Varazze 29; Vado 27; Riviera Pontedassio 23; Borgorosso 20;
Alassio 17; Quiliano 7; Sanremese* 0; Andora** -1 (* fuori classifica; ** un
punto di penalità). Allievi regionali. Girone B, risultati:
Golfodianese-Cairese 4-0; Savona-Cerialecisano 3-1 (n.v.); Finale-Priamar 4-0;
Pontedecimo-Riva 3-0 per forfeit; Ospedaletti-Rivarolese 4-0; Speranza-Ventimiglia
0-5. Classifica: Ventimiglia 38; Pontedecimo 37; Ospedaletti 35; Cairese 31;
Finale 28; Cerialecisano e Speranza 23; Golfodianese 16; Rivarolese 15; Priamar
10; Savona* 0; Riva** - 1 (* fuori classifica; ** un punto di penalità).
.x/13/0803 Cinque gol dei granata a Santuario, ma il Pontedecimo batte senza
giocare il Riva Ligure e rimane agganciato .x/13/0803 JUNIORES nazionali in
vacanza. Si tornerà in campo sabato 29 marzo. La Sanremese di Agostino Cugge,
reduce dal 2-
( da "Nuova Sardegna, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Sardegna CAGLIARI.
Con l'amministrazione provinciale guidata da Sandro Balletto i consiglieri ...
CAGLIARI. Con l'amministrazione provinciale guidata da Sandro Balletto i
consiglieri lavoravano come pazzi, viaggiavano mattina e sera per essere sempre
presenti alle sedute delle commissioni, trasferte faticose e riunioni rapide ma
essenziali. Solo per rimborsare gli spostamenti con "auto propria" la
Provincia spendeva 280mila euro all'anno, oltre 23mila euro al mese, anche ad
agosto. Esclusi sabato e domenica fanno mille euro al giorno da destinare ai
trasferisti. Più i gettoni-presenza,
incassabili anche solo per una fugace "visione atti". Ora però la
Procura della Repubblica vuole vederci chiaro, capire se questi stakanov della
politica locale si agitavano davvero tanto per il bene della cittadinanza
oppure se quest'attività così intensa ha lasciato traccia soltanto nei verbali
delle riunioni. Tra ieri e avantieri la polizia giudiziaria ha chiesto e
ottenuto dagli uffici di via dei Donoratico le fotocopie degli atti che
riguardano le commissioni consiliari per tutto il 2002. Gli impiegati hanno
lavorato a lungo per rintracciare i verbali, metterli in ordine e consegnarli
agli uomini della Procura, che volevano soltanto le pagine coi nomi dei
presenti alle sedute, le firme e le date. Chiaro l'obbiettivo di accertare chi
c'era davvero e chi no, perché l'ipotesi cui la magistratura sta lavorando è
che non solo qualche consigliere avesse il dono dell'ubiquità e riuscisse a
partecipare anche a tre-quattro sedute nell'arco della stessa mattinata. Ma che
qualcuno si sia messo d'accordo coi colleghi per far risultare, con una sigla
falsa sul verbale, la propria presenza senza esserci.
I reati ipotizzati sono falso in atti pubblici, truffa ai danni dello stato e
abuso d'ufficio. Ma allo stato dell'inchiesta giudiziaria non risultano ancora
indagati: si procede contro ignoti. Stando ai registri
ufficiali, il recordman delle presenze - siamo al 9 luglio 2002 - era Angelo
Deidda con 438 sedute in dodici mesi, seguito da Ricciotti Usai con 409 sedute
- più di una al giorno, ma tolte domeniche e festivi quasi due - cui va
aggiunta una "visione atti" a mandato in scadenza che scatenò non
poche polemiche. Dietro, ma ben staccati, Sandro Vargiu (319), Giuseppe
Piria (349) e altri. Secondo l'ipotesi della Procura questi numeri non
corrisponderebbero sempre alla realtà, perché l'indagine avrebbe consentito di
accertare casi di multipresenza: un consigliere che
partecipa a due sedute in contemporanea. Oltre a episodi di pendolarismo
sospetto: come faceva un consigliere che abita a Sant'Antioco a chiudere una
seduta alle 13, tornare a casa (quasi cento chilometri) per il pranzo e farsi
trovare pronto a una nuova riunione di commissione alle 16? Ed è anche su
queste performance da uomo-ragno che la Procura intende fare chiarezza,
partendo dai documenti che contengono nomi, date e orari. (m.l.).
( da "Giornale di Brescia" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Edizione: 13/03/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Aiutano a ridurre i costi della politica Uno scorcio del quartiere delle Fornaci "Le
Circoscrizioni possono giocare un ruolo decisivo nel taglio dei costi alla politica. Non tanto nell'accorparne i territori, ma nel
valorizzarne il ruolo". Così si esprime il presidente Andrea Gervasi.
"Sono convinto - dice il presidente della Quinta - che con un ufficio
tecnico decentrato, la Circoscrizione avrebbe potuto intervenire più tempestivamente
per risolvere piccoli problemi sentiti però dai cittadini, come la sistemazione
dei marciapiedi o semplicemente il controllo dei numerosi lavori che il Comune
appalta con un netto risparmio per le tasche dei cittadini". "La
Circoscrizione serve eccome, dal momento però in cui il Comune ne riconosce il
ruolo. I cittadini trovano nella Circoscrizione un interlocutore
dell'Amministrazione più vicino a loro e rappresentano uno straordinario
strumento di democrazia". "Ma - continua Gervasi - servono poteri
maggiori, qualche soldo in più e risposte concrete da parte della Loggia. La
voglia di partecipazione decentrata non è venuta meno, ma per quanto riguarda
in consiglieri invece, bisogna sempre tener presente che, eccezion fatta per il
presidente, si basa quasi tutto sul volontariato".
( da "Nuova Sardegna, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Cagliari Indagine sui
consiglieri provinciali Spese pazze per spostamenti e riunioni di commissione
CAGLIARI. Nel 2002 i consiglieri provinciali di Cagliari hanno lavorato e hanno
viaggiato come pazzi: anche tre-quattro riunioni di commissione in una
mattinata e spostamenti per migliaia e migliaia di chilometri. In un solo anno la Provincia ha rimborsato ai consiglieri
stakanovisti 280mila euro per l'uso dell'auto, oltre 23mila euro al mese
compreso il mese di agosto. Più i gettoni-presenza, incassabili anche solo per una fugace "visione atti".
Ora però la Procura della Repubblica vuole vederci chiaro e ha acquisito i
documenti di questa super attività. LISSIA a pagina 23.
( da "Nuova Sardegna, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Cagliari Consiglieri
stakanovisti, indagine della Procura Provincia, somme astronomiche per rimborsi
auto Gettoni-presenza anche per 4 sedute in poche ore
Inchiesta sulle riunioni delle commissioni 2002 Recuperati dalla polizia gli
atti e i verbali MAURO LISSIA CAGLIARI. Con l'amministrazione provinciale
guidata da Sandro Balletto i consiglieri lavoravano come pazzi, viaggiavano
mattina e sera per essere sempre presenti alle sedute delle commissioni,
trasferte faticose e riunioni rapide ma essenziali. Solo per rimborsare gli
spostamenti con "auto propria" la Provincia spendeva 280 mila euro
all'anno, oltre 23 mila euro al mese compreso il mese di agosto. Esclusi sabato
e domenica fanno mille euro al giorno da destinare ai trasferisti. Più i gettoni-presenza, incassabili anche
solo per una fugace "visione atti". Ora però la Procura della
Repubblica vuole vederci chiaro, capire se questi stakanov della politica
locale si agitavano davvero tanto per il bene della cittadinanza oppure se
quest'attività così intensa ha lasciato traccia soltanto nei verbali delle
riunioni. Tra ieri e avantieri la polizia giudiziaria ha chiesto e ottenuto
dagli uffici di via dei Donoratico le fotocopie degli atti che riguardano le
commissioni consiliari per tutto il 2002. Gli impiegati hanno lavorato a lungo
per rintracciare i verbali, metterli in ordine e consegnarli agli uomini della
Procura, che volevano soltanto le pagine coi nomi dei presenti alle sedute, le
firme e le date. Chiaro l'obbiettivo di accertare chi c'era davvero e chi no,
perché l'ipotesi cui la magistratura sta lavorando è che non solo qualche
consigliere avesse il dono dell'ubiquità e riuscisse a partecipare anche a
tre-quattro sedute nell'arco della stessa mattinata. Ma che qualcuno si sia
messo d'accordo coi colleghi per far risultare, con una sigla falsa sul
verbale, la propria presenza senza esserci. I reati
ipotizzati sono falso in atti pubblici, truffa ai danni dello stato e abuso
d'ufficio. Ma allo stato dell'inchiesta giudiziaria non risultano ancora
indagati: si procede contro ignoti. Risulta invece il comprensibile fastidio
degli impiegati provinciali, impegnati per ore ed ore a ricostruire le prove di
un malvezzo di cui si è sempre saputo e si è molto scritto. L'ultima volta, per
quanto riguarda la Provincia di Cagliari, il 12 maggio del 2005, quando a
elezioni concluse con la vittoria di Graziano Milia sei consiglieri trasferisti
ormai uscenti - del centrodestra e del centrosinistra - sono
entrati alla chetichella negli uffici dell'amministrazione e hanno firmato la
propria presenza col solito pretesto della "visione atti". Atti di
un'attività amministrativa ormai ferma da un mese. Non tanto per il gettone
quanto per ottenere l'ultimo, estremo rimborso del viaggio compiuto dal proprio
comune di residenza a Cagliari. Casi pietosi, si dirà. La pietà viene un
po' meno quando si vanno a ricostruire le cifre di un'attività, quella delle
commissioni - oggi nel mirino della Procura - ai confini dell'incredibile.
Stando ai registri ufficiali il recordman delle presenze - siamo al 9 luglio
2002 - era Angelo Deidda con 438 sedute in dodici mesi, seguito da Ricciotti
Usai con 409 sedute - più di una al giorno, ma tolte domeniche e festivi quasi
due - cui va aggiunta la "visione atti" del dopo mandato: lui era uno
dei sei. Dietro, ma ben staccati, Sandro Vargiu (319), Giuseppe Piria (349) e
altri. Secondo l'ipotesi della Procura questi numeri non corrisponderebbero
sempre alla realtà, perché l'indagine avrebbe consentito di accertare casi di
multipresenza: un consigliere che partecipa a due
sedute in contemporanea. Oltre a episodi di pendolarismo sospetto: come faceva
un consigliere che abita a Sant'Antioco a chiudere una seduta alle 13, tornare
a casa (quasi cento chilometri) per il pranzo e farsi trovare pronto a una nuova
riunione di commissione alle 16? Ed è anche su queste performance da uomo-ragno
che la Procura intende fare chiarezza, partendo dai documenti che contengono
nomi, date e orari. Impossibile per ora stabilire da che cosa sia partita
l'inchiesta della Procura: forse da alcuni servizi giornalistici che risalgono
al 2002, forse all'esposto anonimo di un dirigente stanco di assistere
passivamente allo scempio del denaro pubblico. Ma questo è irrilevante:
importanti saranno le conclusioni dell'inchiesta.
( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Pagina VI - Firenze
Impiegati della Regione record di assenteismo Secondi in Italia: "Sono
demotivati" SIMONA POLI Toscana seconda solo al Lazio nella classifica
delle Regioni campioni d'Italia di assenteismo. Se la media italiana è di 54,7
giorni di assenza dal lavoro tra ferie, malattie e altre cause, la Toscana si
attesta a 61,9. Più alta della media anche per le sole assenze dovute a
malattia e per le altre cause di assenza escluse le ferie. Il dato, la cui
fonte è la Ragioneria Generale dello Stato, lo si legge sullo studio
"Progetto Lazio" realizzato a febbraio su incarico della presidenza
della Regione Lazio da un gruppo di studiosi diretti da Pietro Ichino,
ordinario di Diritto del Lavoro all'università Statale di Milano e ora
candidato del Partito democratico in Lombardia (il "Progetto Lazio" è
scaricabile dal sito www.pietroichino.it). Il rapporto misura da una parte
l'efficienza della macchina burocratica regionale, dall'altra suggerisce una
serie di scelte da compiere per evitare sprechi e ottimizzare la forza lavoro
dei colossi della pubblica amministrazione. Ichino mette a confronto le
Regioni. E se il Lazio esce ammaccato dalla sua analisi, neppure la Toscana
viene promossa. Troppe assenze, innanzitutto. Nel 2006 il numero dei giorni pro
capite di non presenza in ufficio è stato di 13,2 per sola malattia, di 29,4
per tutte le cause escluse le ferie e di 61,9 comprendendo anche le vacanze
retribuite. Ed è alta anche la spesa per il personale di ruolo e le consulenze.
Il costo pro capite dei 2482 dipendenti della Regione
Toscana è stato di 45.608 euro annui nel 2006, una cifra inferiore solo a
quelle di Lazio (49.096) e Piemonte (47.103). E sul bilancio il costo delle
consulenze esterne incide sulla spesa complessiva per gli stipendi
dell'organico assunto a tempo indeterminato del 17 per cento, più che in
ogni altra amministrazione regionale d'Italia. "Su questo fronte abbiamo
avviato una radicale riforma del sistema", spiega il numero due della
giunta toscana Federico Gelli, assessore all'Organizzazione. "Per il 2008
la spesa complessiva per gli incarichi non dovrà superare i 2 milioni e 733
mila euro: quasi 900 mila euro in meno rispetto all'anno scorso, per molte
direzioni un taglio del 30 per cento. Per i co.co.co si spenderanno al massimo 1
milione e 525 mila euro: un taglio da quasi 200 mila euro, superiore all'11 per
cento. Se il confronto è con il 2006 o con il 2005, il risparmio è ancora
maggiore. Per incarichi professionali due anni fa la Regione aveva speso 3
milioni e 594 mila euro: 2 milioni e 325 mila euro in meno rispetto al 2005.
Per i contratti di collaborazione continuativa erano stati spesi 1 milione e
754 mila euro, 128 mila euro in meno rispetto al 2005. Un limite ben al di
sotto dei tetti fissati dalla Finanziaria". Riguardo alle assenze record,
Gelli accoglie il consiglio di Ichino che invita i dirigenti a
"rimotivare" il personale, valorizzando competenze e aspirazioni
personali. "La giunta ha appena approvato una nuovissima direttiva rivolta
agli otto direttori generali dei dipartimenti che devono lavorare più a fondo
sulla capacità di stimolare la motivazione e il senso di appartenenza
all'organizzazione. Per favorire questo processo, alla valutazione dei
direttori generali concorreranno anche i risultati dell'analisi sul clima organizzativo,
su cui sarà impostato uno specifico progetto". Bisogna, spiega Gelli, che
"organo politico e vertice amministrativo della Regione si parlino di più
e che ci sia poi maggior confronto tra direttori generali e dirigenti per
individuare i risultati da raggiungere". Dialogo tra dirigenti e quadri,
con incentivi e gratificazioni. Una ricetta valida per ogni posto di lavoro.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
I consiglieri
comunali forzisti Comolli e Sartori rispondono a Portelli (Pd): "Non
possiano valutare senza dati tecnici" "Crediamo sia più giusto
ragionare su un'opera di notevole impatto" Diga sull'Isonzo, chiesti
approfondimenti "Non siano sicuramente entusiasti dell'idea di realizzare
una tale opera così costosa e di notevole impatto ambientale come la diga
sull'Isonzo. Ma come amministratori reputiamo che nell'interesse dei cittadini,
sia più utile prendere una decisione dopo avere concluso l'iter che ci metta
nelle condizioni di poter approfondire l'argomento". Continua a tenere
banco l'argomento-diga dopo la seduta di lunedì del Consiglio comunale. Ieri, era
intervenuto con forza il consigliere comunale d'opposizione Federico Portelli
che aveva stigmatizzato il voto contrario espresso dalla maggioranza alla
mozione che esprimeva contrarietà netta alla realizzazione della della diga sul
fiume Isonzo. L'esponente del Partito democratico aveva dichiarato che 'per non
lasciare nessun alibi al centrodestra, mi ero reso disponibile ad emendare il
testo per cercare un voto unanime del consiglio a difesa di questa importante
risorsa turistica ed ambientale di Gorizia. Al testo avevo aggiunto, in
premessa, anche un significativo passaggio copiato pari pari dal programma di
mandato del sindaco Romoli. Ma niente da fare'. Oggi intervengono Davide
Comolli e Roberto Sartori, entrambi di Forza Italia, che come consiglieri di
maggioranza ci sentono in dovere di fare alcune precisazioni. "La mozione,
il cui primo sottoscrittore è proprio Portelli, promossa con fini squisitamente
elettorali è stata volutamente strumentale, perché si è voluto discutere su
un'idea, un'ipotesi progettuale, non su un progetto concreto che preveda dei
costi e dei tempi di realizzazione precisi. È evidente che noi consiglieri di
maggioranza che abbiamo espresso parere contrario abbiamo chiesto tempo in modo
tale da avere un quadro normativo e tecnico esaustivo, che ci permetta di
evidenziare e ponderare le criticità ed i vantaggi ai quali andremmo incontro,
piuttosto che esprimerci in maniera 'superficiale' e 'frettolosa', conoscendo
solo alcuni aspetti del quadro generale di riferimento. Tale necessità di
approfondimento, era stata inoltre, espressa durante la riunione di Agenda 21
da parte del direttore dell'Autorità di bacino, infatti quest'ultima ha
iniziato ad effettuare delle misurazioni sulla portata del fiume Isonzo. Per
questi motivi, con senso di responsabilità e di correttezza nei confronti dei
cittadini abbiamo deciso di respingere la mozione". Non solo. Sartori e
Comolli aggiungono un'altra considerazione. "Sì, ci
permettiamo di evidenziare, che grazie alla lunga discussione voluta dall'opposizione
su tale argomento, si è andati oltre la mezzanotte, mentre con un maggiore
senso di responsabilità la riunione del consiglio avrebbero potuto finire
prima, con un minore costo in termini di gettoni di presenza per l'amministrazione stessa".
( da "Liberation" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
"Casta",
"Gomorra" et autres succès par Bajani. ANDREA BAJANI QUOTIDIEN :
jeudi 13 mars 2008 Les livres sont des aliments qui disent beaucoup de celui
qui les absorbe. Ils sont comme la nourriture, déterminent la couleur de
l'épiderme de celui qui les ingère, l'odeur et le tissu de la peau qui
enveloppe le corps, la clarté ou l'opacité du regard, la consistance des
cheveux sur la tête. Passer en revue une liste de livres, c'est comme sonder
l'intérieur du corps d'un pays, chercher entre l'estomac et la rate, ausculter
le battement de cÅ"ur d'une nation. Et ce qui fait palpiter l'Italie, à
vouloir regarder les veines qui innervent son corps, est le battement d'un pays
apeuré, suspendu entre la volonté de s'agripper au récif d'un passé révolu, et
la fascination morbide, craintive, pour un présent qui est tel un champ de
mines, explosant à chaque pas en avant que l'on tente de faire. Débris. Gomorra
de Roberto Saviano, la Casta ("la caste") de Gian
Antonio Stella et Sergio Rizzo, le Mani sporche ("les mains sales") de Marco
Travaglio, Peter Gomez et Gianni Barbacetto ou l'Italia ferita ("l'Italie
blessée") de Mario Calabresi sont l'emblème d'un pays qui fouille dans les
débris d'une Italie bloquée, dans les chromosomes d'un corps malade. Il
existe une tendance, tout italienne, à contourner systématiquement une règle
partagée. C'est une pratique en expansion, qui se répand comme une épidémie, la
contagion d'une habitude mentale - presque un penchant esthétique - qui ouvre
des brèches dans toutes les couches de la société civile (ou incivile, comme on
voudra). Le triomphe de la rouerie, l'exhibition des irrégularités,
l'astucieuse habileté des faillites fonctionnelles sont devenus, année après
année, une sorte de drapeau qu'agitent, sourire arrogant aux lèvres, ceux pour
qui la convenance personnelle est le seul et unique critère. Abus immobiliers
qui souillent le paysage italien - commis avec l'impudence et la violence d'un
acte démonstratif -, procès interminables, pots-de-vin, financements illicites
disent beaucoup d'un pays où la corruption, avant même d'être économique, est
une corruption morale. La
Casta, le best-seller qui a ouvert la boîte de Pandore d'une politique aux
mains d'une bande de malfrats, est en tête des ventes depuis un temps si long
qu'il paraît infini - tout comme Gomorra, le très violent roman-enquête sur le
pouvoir profond, tumoral, de la Camorra napolitaine. D'un côté, c'est l'Italie
qui entre les pages cherche la vérité qui lui est quotidiennement cachée par
les mensonges officiels ; de l'autre, c'est une Italie qui, d'une certaine
manière, sacrifie sur l'autel de ces vérités sa propre confiance dans le futur
: la confiance en l'action politique, en la possibilité, pour l'individu
singulier, d'agir dans un contexte social dans lequel il est inséré par droit
de naissance. Il existe un étrange et paradoxal rapport de conséquence entre
cette exhibition des squelettes cachés dans les placards italiens et la
diffusion d'un sentiment qui est moitié irréductible mécontentement, moitié
impuissance et résignation. L'Italie de la Casta, de Gomorra et l'Italie des
romans adolescents de Federico Moccia (qui viennent de quitter les toutes
premières places des classements) ne sont que les deux faces d'un pays qui fait
un pas en avant et un pas en arrière, qui sort à découvert pour ensuite se retirer
dégoûté dans l'espace privé de sa propre chambrette et des SMS d'amour. Dialecte.Les
nouvelles générations, qui arrivent pour la première fois au vote cette année,
sont nourries de désenchantement préjudiciel, et en sont pour des raisons
biographiques les héritières. Et, à la perte de confiance, elles ne savent opposer que l'immersion
morbide dans un univers personnel où seule compte la recherche constante d'une
plénitude sentimentale postiche. Mais à l'Italie en pièces, à l'Italie de la
corruption s'oppose aussi une Italie archaïque, anachronique : un pays qui
n'est plus mais qui résiste en quelque coin perdu, où, face à la tempête,
l'Italie déçue se refugie. C'est l'Italie de Milena Agus, actuellement en tête
des ventes avec Battements d'ailes et Mal de pierres, l'Italie de Andrea
Camilleri (le Tailleur gris), de Salvatore Niffoi (Ritorno a Baraule). C'est un
pays en dialecte, qui cherche une authenticité - peu importe qu'elle soit
produite en série comme souvenirs touristiques à l'aéroport - dans un passé
immaculé fait de sentiments forts et de vérité. La Sardaigne, la Sicile, mais
aussi la Rome antique et l'antique Italie de Corrado Augias, de Alberto Angela
et de Valerio Massimo Manfredi. Le voilà donc, le corps de l'Italie, son sang :
une Italie qui veut regarder en avant, extirper la tumeur qui lui mange les
viscères. Mais qui s'effraie, souvent, quand elle la regarde dans les yeux. Et
tourne la tête de l'autre côté. Traduit de l'italien par Robert Maggiori.
( da "Adige, L'" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
L 31 dicembre 2010)
per Dolomiti Energia e Sel TRENTO - Salvo sorprese dell'ultima ora, sarà Marco
Merler (nella foto) il nuovo consigliere di amministrazione di Edison e
Transalpina di Energia nel prossimo triennio (scadenza il 31 dicembre 2010) per
Dolomiti Energia e Sel. L'indicazione, secondo l'agenzia Radiocor, sarebbe
stata proposta in seno al cda di Delmi che, però, a causa delle diatribe tra
Brescia e Milano, ora uniti in A2A, ha di fatto congelato la lista, rimandando
tutto a oggi, in prima battuta, e se necessario ai giorni successivi. Merler,
presidente di Trenta, amministratore delegato di Trentino Servizi, sindaco di
Delmi stessa, entrerebbe quindi nel consiglio di Tde e in quello di Edison che,
a quanto risulta dai dati pubblicati dallo stesso Foro Bonaparte, vale oltre
100mila euro lordi l'anno. Klaus Stocker, l'altoatesino che, in base ai patti
parasociali, sarà sostituito in Edison da un rappresentante trentino, nel
periodo 1 dicembre 2006 31 dicembre 2006 viene accreditato dal colosso dell'energia italo-francese di 101mila euro, pari alla remunerazione
come consigliere non esecutivo ma presente nel comitato per il controllo
interno. La cifra comprende anche i gettoni di presenza e quindi potrebbe variare di anno in anno. Nel triennio, quindi,
si tratterebbe di circa 300mila euro che si aggiungerebbero, per Merler,
alle somme che già ottiene come amministratore delegato di Trentino Servizi
(75mila euro nel corso del 2007, tagliato di 25mila rispetto ai 100mila del
2006). In ogni caso, perché nomina e cifre siano confermate, occorre attendere
almeno la giornata odierna. Il consiglio di Delmi, infatti, rimane aperto in
attesa che si completi il quadro dei cinque consiglieri, tre di A2A oltre a
quelli di Sel/De e Enìa. Proprio dalla società di Brescia e Milano si attende
l'indicazione definitiva che possa sbloccare l'impasse. Presidente di Edison
dovrebbe essere indicato Giuliano Zuccoli. 13/03/2008.
( da "marketpress.info" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Bruxelles, 13 marzo
2008 - Una delle massime priorità politiche dell'Unione europea è concertare e
attuare una politica europea della migrazione che sia
efficace e lungimirante per il bene di tutti: Stati membri, cittadini dell'Ue e
migranti. La strategia europea di migrazione abbraccia aspetti diversi, come le
esigenze del mercato del lavoro in Europa, i cambiamenti demografici,
l'integrazione degli immigrati in società sempre più multiculturali e
multietniche, la lotta all'immigrazione clandestina, ferma restando l'esigenza
di garantire ai cittadini dell'Unione la libertà di circolare in condizioni di
sicurezza. A sostegno delle politiche che affrontano tali complesse tematiche,
l'Unione dovrebbe creare una piattaforma speciale in cui la
ricerca si concentri sulle necessità in evoluzione della politica in materia di gestione dei flussi migratori. In questa
prospettiva il vicepresidente Frattini sostiene l'istituzione di un Centro di politica europea della migrazione (Cpem), la cui apertura è prevista per
l'inizio dell'autunno 2008. Franco Frattini, vicepresidente della
Commissione europea responsabile per il portafoglio Giustizia, libertà e
sicurezza, dà pieno sostegno all'iniziativa: "Una migrazione
opportunamente gestita può essere benefica per l'Unione ma pone comunque
importanti sfide. Mai come ora i responsabili politici devono adattare le
strategie a un contesto in rapida evoluzione. È urgente che la ricerca nel
campo della migrazione si concentri maggiormente sulle sfide costantemente
nuove della globalizzazione. L'obiettivo principale del nuovo Centro di politica europea della migrazione sarà quello di tradurre la
ricerca in raccomandazioni politiche realistiche contribuendo in tal modo ad
orientare le strategie europee. L'europa ha bisogno che la ricerca stia dalla
sua parte. " Il Centro, da un canto, svilupperà strumenti specifici volti
a porre i risultati della ricerca al servizio del processo di elaborazione e di
azione politica e, dall'altro, fornirà ai responsabili
politici e alle altre parti interessate metodologie che rispondano alle
esigenze di gestione dell'immigrazione. Inoltre il Centro sosterrà sia la
produzione e l'uso efficiente di banche dati sui principali aspetti della
migrazione (demografico, economico, sociale, giuridico e politico) sia la
raccolta delle buone e cattive pratiche. Il Centro dovrebbe riunire un ampio
gruppo di studiosi e intellettuali che faranno avanzare il pensiero europeo e
mondiale sulle tematiche relative alla migrazione confrontando e discutendo
idee ed opinioni di esponenti dagli interessi divergenti, in autonomia di
giudizio e applicando standard scientifici elevati. Il nuovo Centro avrà sede
presso l'Istituto universitario europeo (Iue) di Firenze, che già svolge
ricerche altamente specializzate nel campo delle politiche migratorie europee e
internazionali. A dirigere il Centro sarà un direttore, coadiuvato da un
comitato scientifico. Sarà fatto il possibile perché il nuovo Centro inizi ad
operare già nell'autunno 2008. Il Centro sarà finanziato dall'Iue, ma riceverà
fondi anche da altri enti pubblici e privati. La Commissione europea sta
esaminando la possibilità di un finanziamento da parte dell'Ue. . <<BACK.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
"Nel programma
di Intesa proposte più incisive e soprattutto strutturali" "Sui
risparmi, Cdl non credibile" Il leader dei Cittadini
Malattia contrattacca sui costi della politica I
CITTADINI TRIESTE. "Le proposte programmatiche di Tondo sui costi della politica fanno sorridere. L'unica cosa concreta che promette è la
riduzione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale da
( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
"Aumenteremo i
posti negli asili nido e l'attenzione all'ambiente" Illy: meno consiglieri
e tagli ai vitalizi Il presidente illustra il suo manifesto: i costi della
burocrazia saranno ridotti del 10 per cento L'annuncio a sorpresa sui Gect: presto
novità per l'Euroregione "Entro il 2013 sarà ampliata l'autostrada
Trieste-Venezia" di PAOLO MOSANGHINI TRIESTE. Nei prossimi cinque anni i
costi della politica subiranno un taglio di almeno il
10 per cento; entro il 2013 si potrà correre sulla Terza corsia dell'autostrada
A4; negli asili nido ci saranno piú posti. Inoltre, nei prossimi giorni
potranno esserci "novità" sull'Euroregione. E sui sondaggi lancia la
sfida a Renzo Tondo: "Li pubblichi attenendosi alle regole, altrimenti
significa che ha semplicemente raccontato bugie". Riccardo Illy,
presidente uscente e candidato di Intesa democratica a guidare per altri cinque
anni la Regione, presenta il manifesto elettorale del centrosinistra nel suo
quartier generale a Trieste. Anticipa che in questa campagna elettorale - la
quinta per lui - eviterà di "rispondere ad accuse totalmente immotivate o
a false dichiarazioni", ma lo farà "quando lo riterrò
opportuno", puntualizza. "La campagna elettorale - anticipa - sarà impostata sulla comunicazione dei contenuti". Migliaia
di opuscoli saranno recapitati alle famiglie per illustrare i risultati dei
cinque anni appena passati e i programmi dei prossimi cinque. Costi della politica. Le spese di funzionamento della Regione sono stati ridotti
"passando da 122 nel
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-03-2008)
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Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: 1PAGINA - data: 2008-03-13 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE IL SENSO DELLA RIVOLTA DEI PICCOLI LA SECESSIONE DEGLI
ATENEI di GIANDOMENICO AMENDOLA D a non sottovalutare è la recente lettera con
cui tredici importanti università italiane, tra cui i Politecnici di Torino e
Milano e gli atenei di Bologna e Padova, hanno chiesto una differenziazione
delle politiche di finanziamento delle università sino ad oggi appiattite in
nome di antichi e perversi criteri egalitari. Le tredici università non hanno
chiesto solo che i finanziamenti dello Stato siano
proporzionali alla qualità della ricerca e della didattica e che venga, così, a
finire la politica dei finanziamenti a pioggia, anzi, a pioggerella, visti i pochi
spiccioli ormai destinati al settore. Nello stessa lettera, è denunziata
l'inutilità della Crui, la Conferenza Permanente dei Rettori, in cui il voto
del rettore di una piccola università - spesso privata, fatta in casa e
promossa pubblica grazie a protezioni politiche ed all'interessata distrazione
del ceto accademico - vale quanto quello dei suoi "formalmente"
colleghi della Bocconi o del Politecnico di Milano. Può essere il primo passo
verso la scissione della Crui e la nascita di una Conferenza delle sole università
di serie A. La secessione si giustificherebbe in quanto queste rappresentano
realtà ben diverse dai piccoli atenei, spesso poco più che licei, spuntati come
funghi negli ultimi quindici anni. E', del resto, quanto già accade in altri
paesi come gli Stati Uniti dove le università più antiche e prestigiose sono
nella Ivy League - la Lega dell' Edera - e quelle migliori dove il titolo
"migliore" non se lo attribuisce da sé l'università ma è conferito da
ponderate ed attendibili graduatorie nazionali - costituiscono le First Choice
Universities, le Università della Prima Scelta. Quelle, cioè, che gli studenti
mettono al primo posto quando presentano le domande di ammissione (spedite
almeno ad una decina di atenei). Sullo sfondo dell'iniziativa dei tredici
rettori c'è, in definitiva, la temuta ma forse inevitabile abolizione anche in
Italia del valore legale della laurea. Il problema esiste anche in Puglia dove
gli atenei, tra quelli fatti in casa e quelli frutto di avventurose politiche
di decentramento, sono notevolmente aumentati facendo, però, abbassare il
livello medio del sistema regionale dell'istruzione superiore. Le università
pugliesi, dove esistono, anche se assediate, aree di eccellenza e di
professionalità non provinciali, nel futuro prossimo segnato dalla
competizione, sia della ricerca che della didattica, dovranno riprendere a
correre ed a misurarsi con la concorrenza se vorranno restare nella serie A,
proposta dai tredici rettori. Sembra finito il tempo dell'autoreferenzialità,
del Todos Caballeros o dell' università prêt à porter che un fantasioso
commissario prefettizio ha recentemente proposto di istituire a Trani come
contentino per fare ingoiare alla città l' indigesto boccone della mancata
prefettura nella sesta provincia.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
13-03-2008)
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La giunta si aumenta
lo stipendio Dopo il taglio del 10% nel
( da "Tirreno, Il" del 13-03-2008)
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Attualità Meno
consiglieri? Forse, e con calma I veti dei partiti frenano la commissione
regionale anti-sprechi MARIO LANCISI FIRENZE. La riduzione dei consiglieri e
degli assessori regionali? "Se ne riparlerà chissà quando. C'è chi sta
frenando, soprattutto tra i partiti minori", tuona Maurizio Dinelli,
capogruppo di Forza Italia. "Dinelli imbroglia le carte. La verità è che
sono Pdl e Pd a frenare perché vorrebbero cancellare i piccoli partiti",
replica stizzito Pieraldo Ciucchi, capogruppo del Partito socialista. Toni
forse da campagna elettorale. Però un dato è certo: la commissione speciale del
consiglio regionale per la riduzione dei consiglieri e degli assessori, che
avrebbe dovuto concludere il suo compito entro il 30 aprile, ha deciso di
rinviare i propri lavori al 17 del prossimo mese. Sarà pure vero, come sostiene
il presidente della commissione Marco Remaschi, Pd, che "in una seduta si
può trovare l'accordo". E' però ragionevole sollevare dubbi sul fatto che
in 13 giorni le forze politiche riescano a trovare un'intesa che non sono
riusciti a raggiungere in 10 mesi. Tutto è nato il 27 giugno scorso quando il
parlamentino toscano, sull'onda anche dell'indignazione
popolare per i privilegi denunciati nel libro La Casta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, approvò un ordine del giorno in cui si impegnava, entro la fine
di aprile del
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
13-03-2008)
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"Assistenza ai
disabili, tariffe irregolari" Gugnoni (Udc) accusa il Comune IL TERRENO è
minato e Gabriele Gugnoni ci va cauto "ma le leggi parlano chiaro ? dice
il giovane capogruppo dell'Udc in consiglio comunale ? le quote che il Comune
percepisce dai disabili assistiti nei centri diurni sono eccessive e
irregolari. E questo avviene da anni. Cosa accadrebbe se tutti facessero causa
e chiedessero i danni all'amministrazione pubblica?". La materia
dell'assistenza ai portatori di handicap ? come molti campi in Italia ? è un
groviglio di norme e decisioni amministrative. Ma Gugnoni assicura di essersi
districato bene nella materia e d'altra parte c'è una decisione del giudice di
pace di Bologna che fa testo. UN PASSO indietro. La giunta forlivese ha
stabilito di richiedere ai disabili assistiti nei centri diurni una
compartecipazione alle spese nella misura di un quarto del reddito personale
"che generalmente ? spiega Gugnoni ? equivale alla pensione di invalidità
di poco più di mille euro. Mi è stato segnalato infatti il caso di una persone
a cui è richiesta la tariffa di 273 euro mensili". Il calcolo si basa
sulla legge regionale del '98, modificata in seguito, che stabilisce di far
riferimento per la quota di compartecipazione al solo reddito individuale
dell'assistito. "Ma una successiva delibera della giunta regionale ?
prosegue l'esponente dell'Udc ? e precisamente la 474 del 10 aprile 2001,
stabilisce chiaramente 'che la valutazione della situazione reddituale
dell'utente venga effettuata... con l'esclusione dell'assegno di
accompagnamento e della pensione di invalidità'". Insomma, per la
determinazione della quota di compartecipazione alle spese di assistenza si può
far riferimento solo ad altri redditi. TORNANDO alla situazione forlivese,
Gugnoni rileva che la tariffa stabilita dall'amministrazione comunale è del
tutto contraria alla legge e quindi nulla. "La stessa persona che mi ha
segnalato il caso ? aggiunge ? evidenzia che la cifra è eccessiva, anche se si
rende conto, come ci rendiamo conto, che l'amministrazione pubblica non può
farsi carico interamente delle spese". Una qualche forma di partecipazione
economica dell'assistito è insomma necessaria anche se ? a giudizio di Gugnoni
? non può essere determinata con una percentuale così rigida e soprattutto così
alta in termini assoluti. "L'obiezione che il Comune
spende già il 70% del suo bilancio per il welfare e non può farsi carico di
altre spese ? aggiunge l'esponente Udc ? non è fondata. Fondi per finanziare
ulteriori interventi possono essere recuperati velocemente, ad esempio
tagliando i gettoni
di presenza di qualche consigliere di società
partecipate". "IL COMUNE ? prosegue ? dovrebbe poi applicare
seriamente il principio della sussidiarietà in questo campo, sostenendo gli
enti di volontariato e del terzo settore che già operano con prestazioni ottime
e costi inferiori. Un'ulteriore spinta in questa direzione dovrebbe poi venire
dalla Fondazione Cassa dei Risparmi che potrebbe investire un po' meno in
promozioni culturali e grandi eventi e un po' di più nel settore sociale, per
dare risposte concrete ai bisogni della collettività". Gugnoni intende
inoltre sollevare il problema nel corso del prossimo consiglio comunale,
chiedendo una risposta dell'amministrazione nel 'question time'. Il capogruppo
Udc si dice inoltre disponibile a raccogliere le segnalazioni di altri utenti
dei centri diurni. - -->.
( da "Sestopotere.com" del 13-03-2008)
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(12:37) (13/3/2008
11:17) | RIMINI, TUTELA AMBIENTALE: STANZIATI DALLA PROVINCIA QUASI 2 MILIONI
DI EURO (Sesto Potere) - Rimini - 13 marzo 2008 - La Giunta provinciale ha
approvato il "programma di finanziamenti per le esigenze di tutela
ambientale connesse al miglioramento della qualità dell'aria e alla riduzione
delle emissioni di materiale particolato in atmosfera nei centri urbani".
In altri termini si tratta di una serie di progetti, finanziati in parte dal
ministero, che riguarderanno Rimini, Cattolica, Bellaria Igea e San Giovanni.
L'importo totale dei lavori sarà attorno a due milioni di euro: di questi oltre
900.000 euro verranno erogati dal ministero. Il resto spetterà ai Comuni. I
tempi resteranno entro i 24 mesi. Vediamo i progetti: Rimini Comune ampliamento
della mobilità ciclabile (costo totale 160.000 euro, 50% dal ministero);
Cattolica, San Giovanni, Morciano e Misano logistica urbana; distribuzione
delle merci con veicoli a ridotto impatto ambientale (costo totale 450.000
euro, 60% dal ministero); Rimini Comune sostituzione dei
mezzi per il trasporto pubblico locale su linee del centro storico con mezzi a
emissione zero (costo 144.000 euro, 60% dal ministero) Bellaria Comune maggiore
efficienza dell'illuminazone pubblica con lampade ad alta efficienza e
telecontrollo (costo 250.000 euro, 40% dal ministero); Cattolica Comune
sostituzione di lampade a bassa efficienza con lampade ad alta efficienza ed
installazione di un sistema di telecontrollo (costo 950.000 euro, 40% dal
ministero). In questi giorni il programma di interventi corredato da schede
descrittive verrà inviato in Regione. Contestualmente si partirà concretamente.
( da "Avvenire" del 13-03-2008)
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POLITICA 13-03-2008
SAGGIA E DISPERATA INIZIATIVA CONTRO IL CARO PREZZI Potenza della michetta. Di
scena i vertici sul pane PAOLO VIANA " Q uando arriva a un certo segno,
nasce un'opinione ne' molti, che non ne sia cagione la scarsezza" e allora
"s'imploran da' magistrati que' provvedimenti, che alla moltitudine paion
sempre, così giusti, così semplici, così atti a far saltar fuori il
grano". Chissà se Antonio Lirosi ha riletto questa pagina del Manzoni,
prima di convocare i panificatori al Ministero dello Sviluppo economico. Ne
avrebbe tratto un sollievo, scoprendo che, malgrado le doglie di una
globalizzazione malriuscita - o riuscita benissimo, secondo certi iperliberisti
- gli italiani da mille euro al mese non assaltano i forni, come avveniva
invece nella Milano dei Promessi Sposi. S'intristirebbe, di certo, Mister
Prezzi, nello scoprire che ai magistrati spagnoli era concesso quel che a lui è
negato e cioè di "stabilire il prezzo massimo d'alcune derrate, d'intimar
pene a chi ricusasse di vendere, e altri editti di quel genere". Ma
converrebbe con il Manzoni che, in ogni epoca e sotto qualunque latitudine,
"tutti i provvedimenti di questo mondo, per quanto siano gagliardi, non
hanno virtù di diminuire il bisogno del cibo, né di far venire derrate fuor di
stagione" né "d'attirarne da dove ce ne potesse essere di
soprabbondanti". È precisamente ciò che gli ripeteranno oggi pomeriggio i
panificatori, addebitando al rincaro della farina, degli affitti, della
manodopera e dell'energia la prodigiosa lievitazione del primo bene di prima
necessità, il pane appunto, verso quotazioni da pasticceria. Che la grande fame
dell'Asia e la febbre dei futures non c'entrino granché con il rincaro della
rosetta lo abbiamo documentato mesi fa, ma che il caropane, dopo essere stato
negato, dissimulato e snobbato, grazie a Mister Prezzi entri nell'agenda dei
problemi nazionali ci sembra una novità significativa. Le associazioni dei
consumatori invocano misure draconiane e, avendo letto anche loro il Manzoni,
sanno benissimo che non ci saranno. Tuttavia questo piccolo summit è un segnale
che l'Italia - pur non avendo ancora una strategia e fors'anche mancandole i
mezzi - intende redistribuire il peso dei sacrifici che finora è stato caricato
prevalentemente sulle spalle delle fasce più deboli della popolazione,
permettendo al paese di restare in Eurolandia e di sostenere, seppur con
affanno, la sfida competitiva del mercato globale. Che quest'operazione di
equità possa iniziare dal pane ha un valore puramente simbolico ma non per
questo meno politico. Ne sanno qualcosa i milanesi. Sembra, infatti, che la
Signora Moratti abbia persuaso i prestiné a reintrodurre la michetta a prezzo
calmierato. Ci sono voluti mesi per convincere la categoria, che sarà pure
vessata dal boom dei supermercati ma ha ancora un certo peso a palazzo Marino.
Il calmiere meneghino si limiterà ad abbassare di un euro al chilo, da quattro
a tre, il prezzo della michetta e solo per una settimana al mese; tuttavia è
qualcosa. A livello nazionale, aprire la discussione pubblica sui prezzi
partendo da uno dei prodotti in cui si sommano le contraddizioni del sistema
significa imporre la logica della correzione, familiare a ogni riformismo, a un
Paese paurosamente incline alla 'stellite', cioè alla pura e semplice lettura,
dolorosamente compiaciuta, dell'autodafé a puntate di Stella
e Rizzo sui mali d'Italia. E significa anche tracciare
una rotta nuova, con tutti i limiti che comporta ogni intervento sul mercato in
un Paese membro dell'Unione europea e quindi a sovranità economica limitata.
Forse è ardimentoso supporlo, ma la moral suasion di Mister Prezzi, partendo
dai forni, potrebbe arrivare persino alle pompe di benzina.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 13-03-2008)
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Sono gli immobili i
beni rifugio degli inquilini di Ca' Farsetti VeneziaIl professore sorpassa
l'imprenditore del commercio e "re" dei mobili (e anche degli
immobili, a giudicare dalla lista che ha allegato) di Spinea. Con i suoi
365mila 737 euro di reddito dichiarato nel 2006 Tiziano Treu ha scalzato dalla
vetta "Cesarone" Campa che ne invece ne ha dichiarati 285mila 930. Al
terzo posto c'è il sindaco Massimo Cacciari, con 187mila 144 euro da docente
universitario.Dalle dichiarazioni dei redditi dei consiglieri comunali emerge
una fotografia del ceto medio-alto della società veneziana, affetto più dal
"mal del mattone" che dalla voglia di navigare. Come la Venezia che
dopo il Cinquecento scoprì i piaceri della terra e delle proprietà fondiarie dimenticando
quel mare che le aveva dato tanta ricchezza in passato, così nessuno dei nostri
amministratori possiede un'imbarcazione da diporto. Che sia questa la causa
della poca sensibilità che il Comune ha finora dimostrato per il settore della
nautica? Difficile affermarlo con sicurezza, dal momento che non avere una
barca non significa necessariamente non amare o apprezzare il mare. Certo che è
strano, per una città come Venezia dove tutti sono cresciuti a stretto contatto
con l'acqua salata.All'interno dei 46 consiglieri, ben 12 passano i 100mila
euro di reddito annuo. Tra questi abbiamo tre medici (Ezio Oliboni, Fabiano
Turetta e Diego Turchetto), due dottori commercialisti (Michele Zuin e Maurizio
Baratello), due docenti universitari (Massimo Cacciari e Tiziano Treu), due
imprenditori (Cesare Campa e Franco Ferrari). In 14 non superano i 50mila. Tra
questi ci sono Sebastiano Bonzio (24mila 22 euro) e Anna Gandini (18mila 503) che al momento vivono dei gettoni di presenza in consiglio comunale e nelle commissioni.Solo Azzoni, Corrà,
D'Anna, Gandini, Mazzonetto, Mognato, Muscardin, Speranzon, Pepe e Comerci non
sono proprietari della casa in cui vivono. Tra quelli per i quali "la
roba" ha un valore piuttosto consistente c'è sempre lui: Cesare Campa,
proprietario di 49 unità immobiliari tra Spinea, Chirignago (dove
risiede), Mestre e Murano (dove è nato). Non scherza neppure Beppe Caccia, che
possiede a Venezia la sua casa più un'altra al 50 per cento. Al 50 per cento ha
la proprietà anche di 7 terreni in provincia di Alessandria, 2 immobili in
provincia di Brescia, 2 appartamenti in provincia di Genova, 1 appartamento in
provincia di Sondrio e 16 immobili in provincia di Alessandria.Il sindaco ha
due appartamenti a Venezia e un monolocale al Lido. Giacomo Guzzo possiede
interamente 5 immobili più uno al 50 per cento e due garage al 50 per cento
anch'essi.La casa in montagna ce l'hanno, in base ai dati "leggibili"
in modo chiaro e trasparente: Berengo (Falcade), Boraso (Forno di Zoldo),
Cavaliere (Caprile), Fabiano Turetta (Falcade), Zuin (San Vito di
Cadore).Facendo il controllo con i redditi del
( da "Varesenews" del 13-03-2008)
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Busto Arsizio - La
proposta di delibera viene da Audio Porfidio, che vuole fissare a otto nello
Statuto comunale il numero degli assessori "Due assessori in meno in Giunta"
Due assessori in meno in Giunta è la richiesta di Audio Porfidio de La Voce
della Città, formalizzata con apposita proposta di delibera in questi giorni.
Non molla dunque l'osso il consigliere, tenace come non mai. Se si è in tempo
di vacche magre e bilanci lacrime e sangue, argomenta Porfidio, tanto vale
cominciare dall'alto, riducendo da dieci a otto il numero degli assessori e
anzi inserendo questo nuovo valore come tetto massimo nello Statuto comunale.
Oggi esiste nello statuto solo un limite minimo di sei assessori, ma il
tetto alla fantasia e al portafogli pubblico in termini di poltrone è di un
terzo dei consiglieri, cioè dieci, e lo si deve solo al Testo unico degli enti
locali (d.lgs. 267/2000). Una proposta certo meno simbolica del dimezzamento
dei gettoni di presenza dei consiglieri, quella
avanzata da Porfidio, e che scende nel concreto dell'azione quotidiana del
Comune. Oggi come oggi difficilmente la maggioranza si potrà permettere
di prenderla in considerazione - ormai la frittata è fatta, buona o cattiva che
sia, e non è stato facile mettere assieme una Giunta due anni fa - ma che
in prospettiva, viste anche le aggregazioni a livello nazionale nel
centrodestra, appare sensata, soprattutto per le future consigliature. Giovedi
13 Marzo 2008 SdA.