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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DEL  11-12 luglio 2008        #TOP


IN EVIDENZA

 

Un disegno perverso e autoritario di Eugenio Scalfari (La Repubblica 13-7-2008)


E' NECESSARIO parlare di giustizia, della legge Ghedini-Alfano in via di velocissima approvazione, dell'emendamento blocca-processi e del suo auspicato smantellamento, del divieto ai giornali di riferire notizie sulla fase inquirente delle inchieste giudiziarie. È necessario ribadire con forza, come ha fatto Ezio Mauro nel suo articolo di venerdì, la vergogna d'una strategia dominata dall'ossessione del "premier" di evitare a tutti i costi e con tutti i mezzi la celebrazione di un processo a suo carico per un reato assai grave (corruzione di magistrati) che non rientra nelle sue funzioni ministeriali; un reato infamante di diritto comune sottratto all'accertamento giurisdizionale con un grave "vulnus" dell'eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.

Tutto ciò è necessario e bene ha fatto il Partito Democratico ad opporsi con fermezza al complesso di questi atti legislativi, inaccettabili sia nel merito sia nelle procedure e nella tempistica che li hanno caratterizzati. Ma c'è un aspetto della situazione ancora più grave perché va al di là del caso specifico della denegata giustizia riguardante Silvio Berlusconi. E riguarda il mutamento in corso della Costituzione materiale.

Si sta infatti verificando dopo appena due mesi dall'insediamento del governo un massiccio spostamento di potere verso la figura del "premier" e del governo da lui guidato, un'intimidazione crescente nei confronti della magistratura inquirente e giudicante, una vera e propria confisca del controllo parlamentare di cui gli attori principali sono gli stessi presidenti delle due assemblee e la maggioranza parlamentare nel suo complesso. Non si era mai visto nei sessant'anni di storia repubblicana un Parlamento così prono di fronte al potere esecutivo che dovrebbe essere sottoposto al suo controllo.

Le Camere si sono di fatto trasformate in anticamere del governo, i loro presidenti hanno accettato senza fiatare che decreti firmati dal capo dello Stato per ragioni di urgenza fossero manomessi da emendamenti indecenti e non pertinenti, disegni di legge dei quali il capo dello Stato aveva rifiutato la decretazione per evidente mancanza dei presupposti di urgenza sono stati votati in quarantott'ore invertendo l'ordine dei lavori e l'intera agenda parlamentare.

Lo ripeto: qui non emerge soltanto l'ossessione dell'imputato Berlusconi, emerge un mutamento profondo ed estremamente pericoloso della Costituzione materiale della Repubblica, che avvia la democrazia italiana verso forme autoritarie, affievolisce l'indipendenza e lo spazio operativo dei contropoteri, mette in gioco gli istituti di garanzia a cominciare da quello essenziale della Presidenza della Repubblica.

Siamo entrati in una fase politica dominata dall'urgenza, qualche volta reale ma assai più spesso inventata e suscitata artificialmente. L'urgenza diventa emergenza, l'emergenza diventa eccezionalità. Il governo opera come se ci trovassimo in condizioni di stato d'assedio o in presenza di enormi calamità naturali; i decreti si susseguono; i testi dei provvedimenti finanziari sono approvati in nove minuti senza che nessuno dei componenti del governo ne abbia preso visione; la velocità diventa un valore in sé indipendentemente dal merito; la schedatura dei "rom" e dei loro bambini deve essere eseguita a passo di carica; tremila militari debbono affiancare trecentomila poliziotti e carabinieri per dare ai cittadini la sensazione di una minaccia incombente ed enorme e al tempo stesso la rassicurazione dell'intervento dell'Esercito per dominarla.

Questo sta avvenendo sotto gli occhi d'una pubblica opinione sbalordita, ricattata da paure inconcrete e invelenita dall'antipolitica dilagante che provvede ad infiacchirne la responsabilità sociale e il sentimento morale.

* * *

È pur vero che nell'era globale gli enti depositari a vari livelli di poteri sovrani debbono poter decidere con appropriata rapidità. La rapidità è diventata addirittura uno dei requisiti di merito delle decisioni poiché la lentocrazia non si addice alla dimensione globale dei problemi. A livello locale, nazionale, continentale, imperiale, la rapidità rappresenta un valore in sé che comporta un'autorità centralizzata ed efficiente. Il paradigma più calzante di questa forma post-moderna di democrazia presidenziale è fornito dagli Stati Uniti, dove il Presidente, direttamente eletto, fruisce di strumenti di alta sovranità e d'un apparato amministrativo che a lui direttamente si rapporta. La democrazia presidenziale cesserebbe tuttavia di esser tale se non fosse collocata in uno stato di diritto fondato sull'esistenza di poteri plurimi reciprocamente bilanciati. Il primo di tali poteri bilanciati è l'autonomia degli Stati dell'Unione, che delimita territorialmente la competenza federale.

Il secondo è il Congresso e in particolare il Senato dove il legame elettorale dei senatori con i cittadini dello Stato in cui sono stati eletti è nettamente superiore al legame verso il partito di appartenenza: partiti liquidi che hanno piuttosto le sembianze di comitati elettorali finalizzati alla selezione dei candidati piuttosto che alla custodia di ideologie e discipline partitocratiche. In queste condizioni i membri del Congresso e le sue potenti commissioni rappresentano un "countervailing power" di particolare efficacia sia nell'ambito finanziario sia nella nomina di tutti i dirigenti dell'amministrazione federale sia nei poteri d'inchiesta e di controllo che non sono affievoliti dalla labile appartenenza ai partiti.

Il terzo potere risiede nella Suprema Corte che agisce sulla base dei ricorsi intervenendo sulla giurisdizione e sulla costituzionalità.

Il quarto potere è quello della libera stampa, nella quale nessun altro potere ha mai chiesto restrizioni e vincoli speciali a tutela di istituzioni e di pubbliche personalità. Giornali e giornalisti incorrono, come tutti, nei reati contemplati dalle leggi ma non esiste alcun limite alla stampa di pubblicare notizie su qualunque argomento e qualunque persona, tanto più se si tratti di personaggi pubblici, della loro attività pubblica e dei loro comportamenti privati e privatissimi.

Questo è nelle sue grandi linee il quadro complesso della democrazia presidenziale, ulteriormente arricchito dalla pluralità delle Chiese e dalla libertà religiosa che ne consegue. Non si tratta certo d'un modello statico né di un modello privo di storture, di vizi, di grandi e grandissime magagne; tanto meno di una società ideale da imitare in tutto e per tutto. Ma configura un punto di riferimento importante nell'evoluzione di un centralismo democratico nell'ambito dello Stato di diritto e della separazione bilanciata dei poteri e dei contropoteri. Nulla di simile alla nuova Costituzione materiale verso la quale si sta involvendo la situazione italiana.

* * *

Sbaglierebbe di grosso chi ritenesse che l'involuzione del nostro sistema verso istituzioni di democrazia deformata risparmi l'economia. In realtà essa è la più esposta alle intemperie dell'interventismo pubblico e delle cosiddette politiche creative e immaginose delle quali abbiamo già fatto tristissima esperienza nel quinquennio tremontiano 2001-2006. Quelle politiche sono ritornate all'opera in un quadro internazionale ancor più complesso e preoccupante.

L'esempio che desta maggior allarme è fornito dal caso Alitalia del quale abbiamo più volte parlato e che ora sembra delinearsi in tutta la sua gravità. A quanto risulta dalle più attendibili indiscrezioni fatte filtrare direttamente dall'"advisor" Banca Intesa, si procede verso la formazione di una "nuova Alitalia" che potrebbe utilizzare l'80 per cento delle rotte di volo sul territorio nazionale e del personale di volo e di terra necessario all'esercizio di questa attività. La proprietà della nuova compagnia sarebbe interamente privata e nazionale. Essa non avrebbe più alcun debito poiché debiti, perdite, esuberi di personale sarebbero interamente trasferiti ad una "bad company" o "vecchia Alitalia" che dir si voglia, di proprietà pubblica, avviata alla liquidazione con tutti gli oneri conseguenti.

In uno schema di questo genere il maggior beneficiario è rappresentato dai proprietari di Air One, società sostanzialmente fallita che scaricherebbe i suoi debiti e le sue perdite nella "bad company" e percepirebbe quote azionarie della "new company": un salvataggio in piena regola a carico del danaro pubblico. Molti altri aspetti assai dubitabili si intravedono in questo progetto, lo sbocco del quale sarebbe una compagnia regionale del tipo della Sabena o della Swiss Air, risorte sulle ceneri di un fallimento per servire un mercato poco più che regionale. Se questo accadrà, l'opinione pubblica e i dipendenti di Alitalia avranno modo di misurare il danno che la sconsiderata condotta di Berlusconi-Tremonti ha procurato al Paese affondando la trattativa con Air France senza alcun piano alternativo e agitando lo specchietto per allodole della Compagnia di bandiera.

* * *

Tiene ancora banco la disputa tra Tremonti e Draghi sulla "Robin Hood Tax". Nella recente riunione dell'Abi (Associazione bancaria italiana) il ministro e il governatore erano entrambi presenti e parlanti. I giornali hanno riferito in dettaglio lo scontro - peraltro assai sorvegliato nelle forme - che si è verificato tra i due, col governatore che ha battuto sulla necessità di evitare che la "Robin Tax" si traduca in un aggravio dei costi dell'energia e dell'attività bancaria e il ministro che difendeva la sua figura di difensore dei ceti deboli e di severo tassatore dei profitti speculativi. "Prima si tassavano gli operai che non potevano certo trasferire su altri le loro imposte" ha detto ad un certo punto il ministro dell'Economia guardandosi fieramente intorno come gli capita di fare quando pensa d'aver inferto un colpo dritto al petto dell'avversario.

Prima si tassavano gli operai. I lavoratori dipendenti. Certo, è così. È stato sempre così perché i lavoratori dipendenti sono stati la sola categoria sociale che ha pagato le tasse per intero, salvo dover accettare d'immergersi nel precariato del lavoro nero con tutto ciò che ne consegue sia sul piano salariale sia sulle protezioni antinfortunistiche e le provvidenze sociali. Prima si tassavano gli operai. Perché il ministro usa l'imperfetto storico? Ora non si tassano più? Al contrario: ora si tassano ancora più di prima. Basta scorrere le cifre uscite dall'Istat appena due giorni fa.

Il peso dell'Irpef è in aumento e, all'interno del gettito dell'imposta personale, è in aumento l'onere dei lavoratori in genere e di quelli dipendenti in particolare. Prima si tassavano? Mai come adesso sono tassati, onorevole Tremonti ed è proprio lei a farlo. Perciò non usi l'imperfetto storico perché il tema è terribilmente presente (e futuro).

* * *

Lo stesso Tremonti ha presentato nei giorni scorsi a Bruxelles il suo documento sull'importanza della speculazione nell'aumento dei prezzi dell'energia e delle "commodities". Avrebbe dovuto essere, nelle aspettative del ministro e dei tanti giornali che gli fanno coro, una sorta di marcia trionfale. Invece è stato un flop né poteva essere altrimenti per le tante ragioni che abbiamo elencato domenica scorsa. Le autorità europee hanno cortesemente messo in dubbio che l'aumento dei prezzi derivi dalla speculazione (la stessa osservazione ha fatto Draghi nella riunione dell'Abi sopra ricordata), hanno messo in dubbio che si possa dimostrare una collusione tra operatori e infine hanno messo in dubbio che l'Europa abbia strumenti adeguati per intervenire sul mercato delle "commodities" e del petrolio che si svolge per la maggior parte su piazze extraeuropee.

Questa storia della speculazione peste del secolo è un modo come un altro di suscitare un nemico esterno immaginario e distrarre l'attenzione da realtà assai più rilevanti e preoccupanti. Così il governo affronterà un durissimo autunno. Ora anche la Marcegaglia è "estremamente preoccupata" dal calo di produzione industriale dello scorso maggio e di quanto ancora si prevede per giugno e per i mesi successivi. Ma non lo sapeva, non lo prevedeva, non era nei segnali delle sue antenne, gentile presidente di Confindustria? Il clima era buono fino a un paio di settimane fa, diceva lei. Dunque una brutta sorpresa, un fulmine a ciel sereno? Stia più attenta, signora Marcegaglia: questa è roba seria e non ci si può impunemente distrarre.

(13 luglio 2008)


Tremonti taglia lo stipendio ai sindaci. Sforbiciata del 20% anche per assessori e consiglieri comunali. L'Anci: assurdo. ALESSANDRO BARBERA (La Stampa 12-7-2008)

ROMA. - L’amara medicina gli era già stata imposta dal dottor Padoa-Schioppa: -10%. Ora il nuovo medico - alias Giulio Tremonti - raddoppia la dose: un taglio del 20% alle indennità di sindaci, assessori e consiglieri comunali. Ancora ieri il Governatore della Lombardia Roberto Formigoni lamentava i «troppi tagli al comparto salute». Chissà se sapeva già che un emendamento del governo alla manovra (il 60.02) permette di coprire metà degli 800 milioni mancanti dall’abolizione del ticket sulla diagnostica con gli stipendi dei sindaci: «A decorrere dal primo gennaio 2009 le indennità di funzione ed i gettoni di presenza sono rideterminati con una riduzione del 20% rispetto all’ammontare risultante alla data del 30 giugno 2008». Inoltre, «sino al 2011 sono sospese le possibilità di incremento». La novità ha fatto saltare sulla sedia il numero uno della lobby del Comuni nella maggioranza, il vicepresidente Pdl alla Camera e numero due dell’Anci Osvaldo Napoli. Più che con il governo, Napoli ce l’ha con la Conferenza delle

Regioni rea di avere spinto il governo alla mossa: «E’ assurdo tagliare lo stipendio a sindaci che nelle grandi città guadagnano forse metà di un qualunque consigliere regionale. La norma va cambiata». Ai Comuni non basta l’ultima concessione ottenuta: i proventi da cessione di azioni o quote di società dei servizi pubblici locali, se destinati alla riduzione del debito, potranno essere lasciati fuori dal Patto di stabilità interno, il tetto alle spese.

Accade puntualmente nei giorni decisivi della Finanziaria: dentro e fuori la maggioranza si scatenano le proteste contro il Tesoro da chiunque è chiamato a pagare il prezzo del più alto debito pubblico del mondo. Ieri, in un movimentato consiglio dei ministri, Giulio Tremonti ha dovuto fare i conti anche con i colleghi Renato Brunetta (pubblico impiego) e Ignazio La Russa (Difesa) spalleggiati dal ministro dello Sviluppo Claudio Scajola. Oggetto: i tagli alla sicurezza. Nelle stesse ore in una conferenza stampa congiunta le sigle del comparto denunciavano il rischio di un taglio di 40.000 unità nei prossimi tre anni. Ma per la verità Tremonti ha già detto sì ad un emendamento che sottrarrà Forze di polizia, esercito e Vigili del Fuoco dal piano di ristrutturazione del pubblico impiego. Ai tre non bastava: Brunetta, che già si era battuto per tentare di detassargli gli straordinari (proposta bocciata per l’impossibilità di applicare gli sgravi) ha vivacemente difeso (alcuni presenti dicono a «voce piuttosto alta») l’idea secondo la quale, d’ora in poi, il comparto sicurezza venga considerato «specifico» all’interno del settore pubblico. Racconta La Russa: «Vorremmo che la manovra accetti un principio che oggi sarebbe a costo zero. Non sono fra quei ministri che amano difendere solo il proprio orticello, ma non sono nemmeno perché il governo si limiti ad una logica millesimale tipica dei condomini». Durante il consiglio la coppia Brunetta-La Russa ha insistito perché in futuro ci siano più fondi: ovvero vincolare una parte dei proventi del mega-piano di cessione delle caserme nei centri delle città al comparto Difesa. Alla fine, per dirimere la questione è arrivata la mediazione del premier: prima di chiudere con il maxiemendamento (fra martedì e mercoledì la manovra sarà in aula) Berlusconi riunirà attorno ad un tavolo i ministri competenti per discutere del problema. Intanto la Lega incassa un successo in Commissione: è stata approvata la proposta del Carroccio di limitare ai cittadini italiani poveri - e non più a tutti i residenti - la social card voluta da Giulio Tremonti.

In serata è arrivato anche il via libera alla Robin Hood Tax.

 



Report "Costi dei politici"

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (31)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

No al solo gettone ( da "Italia Oggi" del 11-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: indennità Illegittima la delibera adottata dal consiglio comunale con la quale si riduce a zero l'indennità di funzione spettante al vicepresidente del consiglio, permettendo allo stesso di fruire del solo gettone di presenza. Così operando, infatti, si procede a una non consentita equiparazione tra le funzioni di vicepresidente e quelle dei singoli consiglieri.

Casta , taglio in vista agli stipendi ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 11-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sono previsti tagli indistinti a gettoni di presenza e indennità di consiglieri, assessori, sindaci. Dopo il taglio del 10% già apportato nel 2006, dall'1 gennaio del 2008 - se le misure andranno in porto - ci sarà un ulteriore taglio del 20%, cancellando nel contempo ogni clausola di "elasticità" sin qui legata ai risultati di bilancio.

Lettera aperta di panciera al sindaco cacciari per protestare contro il taglio delle indennità ( da "Nuova Venezia, La" del 11-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che potranno godere solo dei gettoni di presenza dei consigli di Municipalità e delle commissioni. Il presidente di Marghera Renato Panciera non ci sta e ha scritto al sindaco Massimo Cacciari per dire: "Si trovino delle soluzioni, per garantire le indennità dei delegati oppure lo si dica chiaramente che si vuole uccidere il decentramento".

Marcia indietro sulle indennità ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: CON LE INDENNITÀ degli assessori crescono anche i gettoni di presenza per i consiglieri comunali, da 20 a 22 euro. "All'epoca del governo Prodi recepimmo l'indicazione di legge ma non eravamo favorevoli alla decurtazione ? conferma la Baruffaldi ? in quanto a parità di percentuale di taglio creava una situazione non paragonabile a quella dei parlamentari,

PER RIDURRE i costi della politica i consiglieri comunali si regaleranno p ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 11-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 7 PER RIDURRE i costi della politica i consiglieri comunali si regaleranno ? p... PER RIDURRE i costi della politica i consiglieri comunali si regaleranno ? pc e telefonino: questa l'idea nata ieri in commissione bilancio. "Basta con i chili di carta che ci vengono consegnati ?

Sindaci, consiglieri & C. Sforbiciata in manovra ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Governo al decreto nel quale è confluita gran parte della manovra economica triennale, taglia del 20% indennità e gettoni di presenza per gli amministratori locali ? sindaci, assessori, consiglieri ?, a partire dal primo gennaio 2009, rispetto all'ammontare percepito alla fine di quest'anno. Fino al 2011, inoltre, viene tolta agli amministratori la possibilità di adeguare i compensi.

L'autodifesa di Cianci <Non sono stupido> ( da "Corriere del Veneto" del 11-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che mi dava più garanzie di fattività in quanto espressione della maggioranza, ma non sono macchiavellico, e guardo non alla politica ma alle persone". Il consigliere inoltre ha chiesto a Piccoli di convocare due sedute mensili senza gettone di presenza. Determinato Giuseppe Cianci, Italia dei Valori.

Sensini rimane segretario novità in bilancio e per apv ( da "Nuova Venezia, La" del 11-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: stato poi adeguato lo statuto sociale di Apv Investimenti, eliminando la clausola che il presidente della società sia il presidente dell'Autorità portuale, quella per la nomina di un vicepresidente e quelle per il compenso con gettoni di presenza. Sarà l'assemplea a nominare il presidente, con l'Autorità portuale unico socio di Apv, con quote incedibili.

Il Porto conferma Sensini e taglia gli stipendi ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 11-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Solo gettoni di presenza in Apv Investimenti Il Porto conferma Sensini e taglia gli stipendi Franco Sensini confermato segretario generale del Porto, mentre arrivano i compensi solo con gettoni di presenza in Apv Investimenti Spa, società dell'Autorità portuale veneziana, il cui responsabile non sarà più il presidente del Porto ma sarà scelto dall'

Ad aprile si è attestato a quota 1.661,4 miliardi di euro: 15 in più rispetto al mese precedente ( da "Gazzetta del Sud" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che consentirà di finanziare la "social card" per i più poveri mentre è in arrivo una nuova "stretta" sui costi della politica (sindaci, consiglieri comunali e direttori di Asl e ospedali). Sul fronte politico da registrare l'attacco del leader del Pd Walter Veltroni alla Robin tax con la quale, dice, "Tremonti prende in giro gli italiani"

La Banca d'Italia fotografa un aumento di 15 miliardi rispetto al mese precedente ( da "Cittadino, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che consentirà di finanziare la "social card" per i più poveri mentre è in arrivo una nuova stretta sui costi della politica (sindaci, consiglieri comunali e direttori di Asl e ospedali). Sul fronte politico da registrare l'attacco del leader del Pd Walter Veltroni alla "Robin tax" con la quale, dice, "Tremonti prende in giro gli italiani"

Il debito pubblico batte un altro record ( da "Gazzetta di Reggio" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che consentirà di finanziare la social card per i più poveri mentre è in arrivo una nuova stretta sui costi della politica (sindaci, consiglieri comunali e direttori di Asl e ospedali). Sul fronte politico da registrare l'attacco del leader del Pd Walter Veltroni alla Robin tax con la quale, dice, "Tremonti prende in giro gli italiani".

Ai consiglieri solo gettoni di presenza ( da "Alto Adige" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: presenza dell'onorevole Giorgio Holzmann, hanno presentato il loro duplice progetto raccolto in due disegni di legge. Minniti e Sigismondi chiedono che ai consiglieri provinciali venga riconosciuto un gettone di presenza al pari dei consiglieri comunali di 100 euro a seduta, per un totale di 20/25 sedute al mese spalmate durante i giorni feriali in orari che vanno dalle ore 18 alle

Ieri gli autonomi ( da "Corriere delle Alpi" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: permesso gratuito al parcheggio di Lambioi durante i Consigli non sarebbe un'eresia, considerato che essi non percepiscono alcun stipendio, oltre ai gettoni di presenza). Pensano forse questi assessori di essere gli unici che a Belluno compiono il loro dovere? Lettera firmata Ci vuole più coraggio per la pace nel mondo LA PACE che il mondo cerca ma che non sa e non può dirsi è lì,

Straordinari, la circolare sulla detassazione ( da "Italia Oggi" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: orario normale di lavoro previsto dal decreto legge n. 66 del 2003 o dalla contrattazione collettiva nazionale, territoriale e aziendale applicabile rientra dunque nel regime di tassazione agevolata. Compensi, premi o gettoni corrisposti a fronte di prestazioni straordinarie effettuate nei giorni di riposo (ordinario o di legge) e festivi,

Palazzo Koch avverte: debito oltre i 1.660 miliardi ( da "Giornale di Brescia" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che consentirà di finanziare la "social card" per i più poveri mentre è in arrivo una nuova "stretta" sui costi della politica (sindaci, consiglieri comunali e direttori di Asl e ospedali). Sul fronte politico da registrare l'attacco del leader del Pd Walter Veltroni alla Robin Tax con la quale, dice, "Tremonti prende in giro gli italiani"

Il bilancio è in utile Ma i lavori fermi ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Nel corso dell'esposizione Martelletto si è soffermato sull'indice di esposizione debitoria del Comune, dove la situazione delle finanze consente ancora di accendere dei mutui o collocare i Buoni ordinari comunali per un ammontare di 7 milioni di euro.

In attesa di Stendardo la scommessa è Britos ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: poi è passato alla Juventud Las Piedras (con cui ha vinto il torneo di Viareggio nel 2006), prima di trasferirsi al Wanderers. Nel massimo campionato uruguaiano vanta 74 presenze (e 2 gol), più un paio di gettoni in Coppa Libertadores. Le referenze sono ottime, ma anche il costo del cartellino non scherza: attorno ai 4 milioni di euro.

Bankitalia: il deficit pubblico cresce del 4,1% ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che consentirà di finanziare la "social card" per i più poveri mentre è in arrivo una nuova "stretta" sui costi della politica (sindaci, consiglieri comunali e direttori di Asl e ospedali). Sul fronte politico da registrare l'attacco del leader del Pd Walter Veltroni alla Robin tax con la quale, dice, "Tremonti prende in giro gli italiani"

Spettacolo-denuncia con stella ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il volume che lo stesso Stella e Sergio Rizzo hanno scritto quest'anno e pubblicato da Rizzoli. Ad accompagnarli in questa indagine sull'Italia - paese straordinario, ma a rischio appunto di deriva - c'erano la voce e la fisarmonica del cantautore Gualtiero Bertelli e il pianoforte di Paolo Favorido.

An: solo <gettoni> per i consiglieri ( da "Corriere Alto Adige" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettoni" per i consiglieri BOLZANO - Il consiglio provinciale come il consiglio comunale. Dunque sedute serali e niente indennità ai consiglieri che dovrebbero mantenere il proprio lavoro e accontentarsi di un gettone di presenza. Con questo sistema, dicono i consiglieri provinciali di An Mauro Minniti e Alberto Sigismondi,

I consiglieri di Nettuno potranno rinunciare al gettone di presenza nelle commissioni consiliari, ci ( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 12 Luglio 2008 Chiudi I consiglieri di Nettuno potranno rinunciare al gettone di presenza nelle commissioni consiliari, circa 70 euro lordi a seduta. La modifica al regolamento, che non prevedeva rinunce, è stata proposta dalla giunta e votata all'unanimità dal Consiglio. Un piccolo segnale di risparmio da parte degli eletti, se intenderanno avvalersene.

<Costi del consiglio comunale problema non ancora risolto> ( da "Corriere di Bologna" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ultimo decreto sui costi della politica, contenuto nella Finanziaria 2008, che al Comune di Bologna ha sottratto quasi tre milioni di euro. "Si potrebbe prevedere la registrazione dell'orario sia di entrata che di uscita dei consiglieri dalle commissioni. Rendendo pubblici questi dati si potrebbe disincentivare la pratica del "firma e fuggi"

Manovra, stretta su stipendi e consulenze ( da "Messaggero, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 12 Luglio 2008 Chiudi Dalla commissione Bilancio via libera alla Robin Tax. Stranieri esclusi dalla carta sociale per i poveri Manovra, stretta su stipendi e consulenze Tagli a incarichi e gettoni di presenza. Debito pubblico, record ad aprile.

Debito pubblico, altro record negativo ( da "Libertà" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che consentirà di finanziare la "social card" per i più poveri mentre è in arrivo una nuova "stretta" sui costi della politica (sindaci, consiglieri comunali e direttori di Asl e ospedali). Sul fronte politico da registrare l'attacco del leader del Pd Walter Veltroni alla Robin tax con la quale, dice, "Tremonti prende in giro gli italiani"

Nuovo record per il debito ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che consentirà di finanziare la 'social card' per i più poveri mentre è in arrivo una nuova 'strettà sui costi della politica (sindaci, consiglieri comunali e direttori di Asl e ospedali). Sul fronte politico da registrare l'attacco del leader del Pd Walter Veltroni alla Robin tax con la quale, dice, "Tremonti prende in giro gli italiani"

Debito a 1.661,4 miliardi È il nuovo record storico ( da "Arena.it, L'" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Va aggiunto però che altri fattori, a partire dalle imposte dirette (+7 per cento rispetto allo stesso periodo 2007), hanno una buona performance. Da registrare l'impennata dei tributi locali: dal gettito delle addizionali Irpef regionali (+11,6 per cento) all'addizionale comunale (+15,4) all'Irap (+2,1).

Debito pubblico da record ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che consentirà di finanziare la "social card" per i più poveri mentre è in arrivo una nuova stretta sui costi della politica (sindaci, consiglieri comunali e direttori di Asl e ospedali). I lavori delle commissioni Bilancio e Finanze, riunite per l'occasione, proseguono non proprio speditamente e, allo stato, sono pochi gli articoli approvati.

Sedute mordi e fuggi per alcuni consiglieri che dopo il primo appello lasciano l'aula ( da "Sicilia, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: utilizzata dall'opposizione o da una parte della maggioranza come azione di intralcio. Sembrerebbe, invece, che l'abbandono dei lavori non abbia nulla di strategico. Alcuni consiglieri si rendono autonomamente liberi dopo essersi guadagnato il diritto al pagamento del gettone di presenza, rispondendo al primo appello.

Polservizi, manca il numero legale ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: senza tuttavia alcun costo di indennità o gettone.Purtroppo, per la validità dell'assemblea occorreva una maggioranza dei due terzi dei soci. Pare che concomitanti impegni e altre riunioni nei diversi ambiti di competenza - non escluso per alcuni anche l'inizio del periodo di ferie - abbiano reso impossibile la presenza di un numero sufficiente di rappresentanti comunali.

Poclamazione dei consiglieri ( da "Sicilia, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettone di presenza. Intanto negli ambienti politico amministrativi corre voce che durante la prima riunione del massimo consesso cittadino dovrebbero essere sollevati casi di ineleggibilità nei confronti di alcuni dei neo eletti. Negli ambienti politico amministrativi c'è la ferma convinzione che non c'è tempo da perdere per far funzionare a pieno regime la macchina amministrativa.


Articoli

No al solo gettone (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 11-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Enti Locali Numero 164, pag. 21 del 11/7/2008 Autore: di Antonio G. Paladino Visualizza la pagina in PDF       Il Tar Sicilia boccia la delibera adottata dal consiglio No al solo gettone Al vicepresidente tocca l'indennità Illegittima la delibera adottata dal consiglio comunale con la quale si riduce a zero l'indennità di funzione spettante al vicepresidente del consiglio, permettendo allo stesso di fruire del solo gettone di presenza. Così operando, infatti, si procede a una non consentita equiparazione tra le funzioni di vicepresidente e quelle dei singoli consiglieri. Lo ha messo nero su bianco il Tar Sicilia, sezione Palermo, nel testo della sentenza n. 570/2008. Il giudizio del collegio amministrativo ha preso le mosse dal ricorso depositato dal vicepresidente del consiglio comunale di San Giuseppe Jato, contro l'adozione di una delibera di consiglio comunale che riduceva fino allo zero l'aliquota per la determinazione dell'indennità di funzione da riconoscere allo stesso, corrispondendo alla stessa carica il solo corrispettivo parificato al gettone di presenza che spetta normalmente a un consigliere comunale. La norma regolatrice prevede che, in ragione della dimensione demografica del singolo ente, ai presidenti e ai vicepresidenti dei consigli comunali spetti un'indennità di funzione in rapporto alla misura di quella stabilita per il sindaco (in Sicilia operano le disposizioni previste dalla legge regionale n. 30/2000, che prevedono per i vicepresidenti l'indennità di funzione nella misura del 75% di quella spettante ai presidenti dei consigli comunali). Mentre la corresponsione del gettone di presenza, spettante al consigliere per la partecipazione alle sedute di consiglio comunale, delle commissioni consiliari e della conferenza dei capigruppo, nell'arco di un mese non può superare l'importo pari a un quarto dell'indennità massima prevista per il sindaco dello stesso comune (limite così modificato dall'articolo 2, comma 25, della legge finanziaria 2008, che ha operato un restyling all'articolo 82 del Tuel). è chiaro, scrive il collegio, che agli amministratori cui è corrisposta l'indennità di funzione non spetta alcun gettone di presenza. Per cui, oltre alla non cumulabilità delle due erogazioni, si evince anche una sostanziale differenza tra le stesse. L'adozione di una delibera consiliare che riduca (dal 75%) allo zero l'aliquota dell'indennità di funzione spettante al vicepresidente, ripristinando a favore dello stesso il solo gettone di presenza, è, a parere del collegio, un atto che si pone in contrasto con i principi della disciplina di settore. La decisione del consiglio comunale, infatti, "non può spingersi sino ad annullarla, attribuendo il solo gettone di presenza che spetta normalmente a un consigliere", stante la differente natura delle due "prebende" da corrispondere alle diverse categorie di amministratori. In breve, la delibera incorre nell'eccesso di potere in quanto procede sostanzialmente a una "non consentita equiparazione" tra le funzioni di vicepresidente (che invece vanno ascritte a quelle del presidente titolare) e quelle diverse dei singoli consiglieri. Così operando, si è violato il dettato normativo che impone di considerare, ai fini della corresponsione dell'indennità, "le ineludibili differenze tra le varie categorie di amministratori che esercitano ruoli, funzioni e responsabilità non sovrapponibili".

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Casta , taglio in vista agli stipendi (sezione: Costi dei politici)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 11-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

I COSTI DELLA POLITICA. Il governo sta preparando una correzione dei conti pubblici, e una mannaia si prepara a colpire ancora una volta assessori e consiglieri "Casta", taglio in vista agli stipendi di Massimo Tedeschi La "casta" romana contro la presunta "casta" di provincia. Il ceto politico nazionale che non riesce a ridurre i propri privilegi dà il buon esempio sulla pelle dei colleghi di periferia, e con un gesto esemplare taglia emolumenti di sindaci, assessori, amministratori di società pubbliche. Il Sole 24 ore ha anticipato i contenuti della "manovra d'estate" a cui i tecnici del ministero dell'Economia stanno lavorando. In sede di conversione del disegno di legge 122, infatti, il ministero intende apportare misure per stringere i cordoni della borsa degli enti locali, che sono parte significativa di quel "comparto pubblico allargato" che abbraccia ministeri e strutture statali. ACCANTO al giro di vite per gli enti che non rispettano il patto di stabilità e ai premi per i bilanci virtuosi (ne riferiamo in questa stessa pagina) sono previsti tagli indistinti a gettoni di presenza e indennità di consiglieri, assessori, sindaci. Dopo il taglio del 10% già apportato nel 2006, dall'1 gennaio del 2008 - se le misure andranno in porto - ci sarà un ulteriore taglio del 20%, cancellando nel contempo ogni clausola di "elasticità" sin qui legata ai risultati di bilancio. Gli effetti risultano abbastanza clamorosi ai danni dei consiglieri comunali che, nel caso di Brescia, percepiscono 92,96 euro lordi per ogni seduta consiliare che - spesso - richiede presenze in aula da 6 a 9 ore. Con il nuovo taglio il gettone scenderebbe a 74,36 euro. In arrivo ci sarebbero tagli di identico peso per gli assessori e la presidente del consiglio comunale. La loro indennità in questo momento a Brescia ammonta a 3.953,23 euro lordi al mese. Con la nuova "sforbiciata" si fermerebbero a 3.162 euro lordi al mese. Il vicesindaco passerebbe da 4.951 a 3.953 euro, il sindaco passerebbe da 6.588 a 5.270 euro. In questo momento, per la verità, l'on. Adriano Paroli non percepisce l'indennità di sindaco ma quella da parlamentare che (con diaria e rimborsi vari) è vicina agli 11mila euro netti. La scure dovrebbe abbattersi - a cascata - anche sui compensi degli amministratori delle società controllate dal Comune. Un effetto moltiplicato dal fatto che al presidente dovrebbe spettare il 70% (e non più l'80%) dell'indennità del sindaco o del presidente della Provincia) e ai consiglieri il 60% (e non più il 70%). Nel mirino, per Brescia, i compensi dei Cda della Spa San Filippo e di Brescia mobilità e controllate. Naturalmente anche gli amministratori del Broletto dovrebbero tirare la cinghia nell'identica misura, un quinto dell'indennità ora percepita: 50.986 euro netti (nel 2006) il presidente Cavalli, 40mila mediamente gli assessori, 150 euro a seduta consiliare o di commissione i consiglieri.

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Lettera aperta di panciera al sindaco cacciari per protestare contro il taglio delle indennità (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 11-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cronaca Lettera aperta di Panciera al sindaco Cacciari per protestare contro il taglio delle indennità MARGHERA. Dopo il taglio da parte della legge Finanziaria delle indennità di funzione (in media 400 euro al mese) ai mini-assessore delle Municipalità, era stata pensata una soluzione. Infatti, l'idea era di far dimettere i componenti degli esecutivi municipali dalla carica di consiglieri, per evitare l'inghippo ma ora è arrivata una doccia fredda. Durante una riunione dei capigruppo del Consiglio comunale è emerso che non si potrà in nessun modo dare l'indennità ai delegati municipali, che potranno godere solo dei gettoni di presenza dei consigli di Municipalità e delle commissioni. Il presidente di Marghera Renato Panciera non ci sta e ha scritto al sindaco Massimo Cacciari per dire: "Si trovino delle soluzioni, per garantire le indennità dei delegati oppure lo si dica chiaramente che si vuole uccidere il decentramento". "Apprendere dalla stampa di alcune decisioni che si stanno per assumere sul futuro del ruolo dei delegati di Municipalità - afferma Panciera - lascia esterrefatti. In politica occorre avere qualche volta coraggio di prendere decisioni controcorrente, cosa che questa Amministrazione non sembra avere e lo stesso vale per il sindaco". (mi.bu.).

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Marcia indietro sulle indennità (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

VETRINA SAN LAZZARO pag. 23 Marcia indietro sulle indennità La giunta recupera il 10 per cento decurtato in passato di LORENZO PRIVIATO ? CASTENASO ? DUE ANNI FA il governo Prodi aveva imposto il taglio delle indennità. Provvedimento contestato ma necessario, in un periodo di vacche magre. Eppure oggi la giunta di Castenaso torna ad aumentarsi lo stipendio. Con buona pace del ministro Tremonti che ha annunciato un giro di vite sui conti e gli stipendi pubblici. L'aumento deliberato dal consiglio comunale di Castenaso, in pratica, restituisce il 10% decurtato con la finanziaria Padoa Schioppa. Si va dai 40 euro in più per l'assessore al bilancio Valerio Marroni ai circa 300 che il sindaco Mariagrazia Baruffaldi si troverà di nuovo nella busta paga. "Nessun aumento ? precisa Marroni ? ma solo il ripristino della situazione precedente, essendo decaduta la legge che ci aveva imposto il taglio. C'è un parere dell'Anci, l'associazione dei Comuni, la quale ci dice che la riduzione non è più obbligatoria anche in virtù della normativa che ridefinisce il numero degli amministratori locali". Lo stipendio del primo cittadino, secondo il suo assessore, resta comunque contenuto: "Castenaso rientra nella fascia dove il sindaco potrebbe prendere seimila euro, invece ne percepisce la metà". CON LE INDENNITÀ degli assessori crescono anche i gettoni di presenza per i consiglieri comunali, da 20 a 22 euro. "All'epoca del governo Prodi recepimmo l'indicazione di legge ma non eravamo favorevoli alla decurtazione ? conferma la Baruffaldi ? in quanto a parità di percentuale di taglio creava una situazione non paragonabile a quella dei parlamentari, fatta di benefit e privilegi. Con gli amministratori locali che, a fronte di un lavoro molto impegnativo, dovevano accontentarsi di compensi ai limiti della decenza. Adesso si torna alla situazione di prima. Ma, ripeto, non abbiamo l'auto blu, giriamo in autobus e non facciamo viaggi di rappresentanza". OPPOSTO il punto di vista del centrodestra, che ha votato contro l'aumento: "Tremonti vuole ridurre le spese ? spiega Stefano Grandi ?. Per questo noi avremmo preferito una decuratazione non del 10, ma addirittura del 20%, altro che aumento. Una stretta di cinghia ulteriore per ridurre le spese". La mannaia del Tesoro, infatti, è calata anche sui Comuni dove, dal prossimo anno, verranno rideterminate indennità di funzione e gettoni di presenza. ORIGINALE LA TESI della lista civica Faro, che con Maurizio Caselli ha votato a favore pur facendo qualche distinguo: "D'accordo per l'aumento al sindaco e agli assessori tecnici, ossia quelli esterni che vengono chiamati in giunta proprio in virtù delle loro competenze; meno per l'aumento agli assessori eletti". Caselli precisa inoltre che "il voto per noi è stato favorevole, ma accompagnato da una proposta che tendeva a far confluire parte consistente dei compensi degli assessori in un fondo di solidarietà i cui interventi andavano valutati dal consiglio comunale stesso. La motivazione di tale proposta è legata alla complessa situazione economica che il paese e i cittadini stanno attraversando, tale che imporrebbe una riduzione da parte degli enti pubblici dei costi della politica. Bisogna avere la forza e il coraggio di ripristinare un senso civico anche a coloro che hanno deciso di mettersi in politica che, in sostanza, non deve essere intesa come una professione".

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PER RIDURRE i costi della politica i consiglieri comunali si regaleranno p (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 11-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

CARRARA pag. 7 PER RIDURRE i costi della politica i consiglieri comunali si regaleranno ? p... PER RIDURRE i costi della politica i consiglieri comunali si regaleranno ? pc e telefonino: questa l'idea nata ieri in commissione bilancio. "Basta con i chili di carta che ci vengono consegnati ? ha detto il presidente Roberto Conserva ? per non parlare del tempo che i dipendenti impiegano a imbustarla: bisogna stare al passo con i tempi, ci vuole il computer portatile". La proposta del presidente è stata, ovviamente, musica per le orecchie degli altri consiglieri. "E che dire delle telefonate per le convocazioni e le comunicazioni?", ha proseguito Fabio Felici che poi ha aggiunto: "Bisogna fare come Simone Caffaz che ha il telefonino con Skype e non paga nulla". Già, nulla. Peccato però che, Skype o non Skype, i telefonini e i pc costino. Ma i nostri consiglieri hanno pensato anche a questo: comodato d'uso sia per gli uni che per gli altri, bolletta minima pagata dal Comune e chi consuma di più versa la differenza di tasca propria. E soprattutto hanno deciso di fare sul serio: la commissione (all'unanimità) ha dato mandato al presidente Conserva di predisporre un piano con tanto di costi e risparmi. DEL RESTO, l'ultima finanziaria del governo Prodi non aveva chiesto a tutti gli enti pubblici di predisporre un progetto per diminuire i famigerati "costi della politica"? Detto, fatto: i nostri amministratori l'hanno presa alla lettera e, si devono esser detti, se nel risparmiare ci si guadagna pure un computer e un telefonino, che male c'è? Ovviamente nulla. A patto che i risparmi siano reali e non fittizi. Per il momento possiamo solo immaginare i costi dell'operazione: un contratto di comodato d'uso per un telefonino costa come minimo 20 euro al mese, per un computer 30. Quindi, stando bassi, 50 euro al mese. Che, moltiplicato per i trenta rappresentanti dell'assise cittadina e per i 12 mesi dell'anno, portano alla bella cifra di 18.000 euro. Questi i costi (minimi). Quanto ai risparmi? non resta che attende la relazione del presidente Conserva.

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Sindaci, consiglieri & C. Sforbiciata in manovra (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

ECONOMIA E FINANZA pag. 23 Sindaci, consiglieri & C. Sforbiciata in manovra Un emendamento taglia del 20% le indennità ? ROMA ? SINDACI e amministratori locali a dieta. Un emendamento del Governo al decreto nel quale è confluita gran parte della manovra economica triennale, taglia del 20% indennità e gettoni di presenza per gli amministratori locali ? sindaci, assessori, consiglieri ?, a partire dal primo gennaio 2009, rispetto all'ammontare percepito alla fine di quest'anno. Fino al 2011, inoltre, viene tolta agli amministratori la possibilità di adeguare i compensi. In soldoni: non potranno aumentarsi gli stipendi. E non finisce qui: finora il presidente e i consiglieri delle società a totale partecipazione pubblica non potevano percepire indennità superiori all'80% di quanto versato al sindaco (se la società è comunale) o al presidente della Provincia (se la società è provinciale). L'emendamento riduce i compensi al 70% per il presidente delle società e al 60% per i componenti dei consigli di amministrazione. I GOVERNATORI delle Regioni intanto, salgono sulle barricate, preoccupati soprattutto dagli emendamenti che riguardano la sanità. In una una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, parlano di di "slealtà", mancanza di "interlocuzione istituzionale" e di azioni che sembrano motivate dalla volontà di giungere "a un vero e proprio conflitto istituzionale". A Berlusconi chiedono un incontro urgente e la promessa del ministro per gli i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, che assicura un tavolo tecnico-politico per studiare gli emendamenti presentati alla manovra economica, sembra rassicurarli solo in piccola parte. "Al confronto devono seguire i fatti, altrimenti l'esito ha solo segno negativo", spiega il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani (nella foto LaPresse), All'attacco va anche Gianluca Galletti, capogruppo commissione bilancio dell'Udc, che mette nel mirino il patto di stabilità interno: "Voglio lanciare un allarme per tre Comuni emiliani, Parma, Piacenza e Reggio Emilia: per avere fatto un'operazione virtuosa e vantaggiosa come la quotazione di Enìa, rischiano, per un effetto perverso del patto di stabilità, di non potere fare più investimenti per i loro cittadini nel 2009". CONTINUA nel frattempo la "falcidia" di emendamenti del Governo "caduti" nel corso dell'esame di ammissibilità nelle commissioni Bilancio e Finanze. In tutto oggi le proposte del governo bocciate sono circa una quarantina, a partire dalla norma per l'individuazione dei siti per realizzare centrali nucleari fino a quella che ridisegna le competenze dela Corte dei Conti. Rientrano però alcune proposte dell'esecutivo che erano ancora al vaglio: la più mportante quella che aumenta da 380 a 400 milioni di euro la dotazione di spesa per il cinque per mille, per il quale è stata trovata la copertura.

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L'autodifesa di Cianci <Non sono stupido> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 11-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO - data: 2008-07-11 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Il dipietrista che vota con il Pdl L'autodifesa di Cianci "Non sono stupido" TREVISO - "Cianci sarà recidivo ma non stupido". Il consigliere comunale dell'Idv Giuseppe Cianci spiega le sue ragioni dopo aver scatenato la protesta dell'opposizione a cui appartiene per aver votato, in quarta commissione consiliare, il presidente della maggioranza. "Dinanzi a un voto di bandiera inutile – scrive in una nota Cianci – ho preferito Piccoli, che mi dava più garanzie di fattività in quanto espressione della maggioranza, ma non sono macchiavellico, e guardo non alla politica ma alle persone". Il consigliere inoltre ha chiesto a Piccoli di convocare due sedute mensili senza gettone di presenza. Determinato Giuseppe Cianci, Italia dei Valori.

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Sensini rimane segretario novità in bilancio e per apv (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 11-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

PORTO DI VENEZIA Sensini rimane segretario novità in bilancio e per Apv Franco Sensini è stato confermato segretario generale dell'Autorità portuale di Venezia, anche sotto la nuova presidenza di Paolo Costa. L'approvazione alla nomina è arrivata ieri dal Comitato portuiale, che ha anche approvato una serie di variazioni al Bilancio di previsione 2008: l'avanzo di 9 milioni presente nel bilancio consultivo 2007, sarà impiegato per completare il finanziamento dell'acquisizione dell'area ex Alumix di Fusina (per 8 milioni che vanno ad aggiungersi ai 10 già impiegat nel 2003), per coprire il costo della strumentazione per il controllo radiogeno dei containers (920 mila euro) e per l'attivitù istituzionale. E' stato poi adeguato lo statuto sociale di Apv Investimenti, eliminando la clausola che il presidente della società sia il presidente dell'Autorità portuale, quella per la nomina di un vicepresidente e quelle per il compenso con gettoni di presenza. Sarà l'assemplea a nominare il presidente, con l'Autorità portuale unico socio di Apv, con quote incedibili.

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Il Porto conferma Sensini e taglia gli stipendi (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 11-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'Autorità guidata da Paolo Costa ha riassegnato l'incarico al segretario generale. Solo gettoni di presenza in Apv Investimenti Il Porto conferma Sensini e taglia gli stipendi Franco Sensini confermato segretario generale del Porto, mentre arrivano i compensi solo con gettoni di presenza in Apv Investimenti Spa, società dell'Autorità portuale veneziana, il cui responsabile non sarà più il presidente del Porto ma sarà scelto dall'assemblea dei soci.La nomina di Sensini, proposta dal presidente del Porto Paolo Costa, è stata approvata ieri all'unanimità dal Comitato Portuale. Dirigente regionale, laureato in economia e commercio, è al suo secondo mandato dopo l'incarico ricevuto nel 2004 dall'allora presidente Zacchello. "In questi anni - si legge in una nota dell'Autorità portuale - Franco Sensini ha promosso e seguito in prima persona gli importanti progetti del Porto di Venezia, tra cui lo sviluppo del programma di escavo dei canali, le iniziative per l'ampliamento del porto commerciale, la ricerca di nuove aree da dedicare alla logistica e la promozione delle Autostrade del Mare, partecipando attivamente alla riorganizzazione del sistema delle società partecipate dall'Autorità Portuale e la costituzione di nuove società".Il Comitato portuale ha quindi adeguato lo statuto sociale di Apv Investimenti Spa, eliminando anche la clausola che prevede la nomina di un vicepresidente e prevedendo compensi solamente attraverso i gettoni di presenza. Il nuovo presidente di Apv Investimenti sarà quindi nominato dall'assemblea, e la variazione è stata decisa in seguito alle disposizioni presenti nella Legge Finanziaria 2008 relative alle società controllate direttamente o indirettamente dalle amministrazioni pubbliche statali.Sempre ieri è stato infine approvato un primo elenco di variazioni al bilancio 2008. Il maggior avanzo di amministrazione del 2007, pari a 9.085.317 euro, sarà impiegato per completare il finanziamento dell'acquisizione dell'area ex Alumix di Fusina (8 milioni di euro che vanno ad aggiungersi ai 10 milioni già impegnati nel 2003), e per coprire i maggiori costi di acquisto della strumentazione per il controllo radiogeno dei containers (920mila euro).

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Ad aprile si è attestato a quota 1.661,4 miliardi di euro: 15 in più rispetto al mese precedente (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta del Sud" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Bankitalia: debito pubblico mai così alto La Camera va avanti con l'esame della manovra triennale e "aggiusta" la Robin Tax ROMA Il debito pubblico italiano continua a macinare record e intanto la Camera va avanti con l'esame della manovra triennale che punta, fra l'altro, proprio a ridurre il rapporto tra debito e Pil. La Banca d'Italia "fotografa" ad aprile un debito a 1.661,4 miliardi, +15 miliardi sul mese precedente, mentre rispetto ad aprile 2007 l'aumento è di oltre 50 miliardi. Buone notizie arrivano però sul fronte delle entrate che nei primi cinque mesi dell'anno hanno fruttato all'erario 140,3 miliardi (+6,1% rispetto ai primi 5 mesi dell'anno scorso). Via libera, intanto, ad alcune modifiche alla "creatura" del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, la "Robin Hood tax", che consentirà di finanziare la "social card" per i più poveri mentre è in arrivo una nuova "stretta" sui costi della politica (sindaci, consiglieri comunali e direttori di Asl e ospedali). Sul fronte politico da registrare l'attacco del leader del Pd Walter Veltroni alla Robin tax con la quale, dice, "Tremonti prende in giro gli italiani". Arriva poi la richiesta del ministro ombra dell'Economia, Pierluigi Bersani, al responsabile del dicastero di Via XX Settembre, di sapere perchè il fabbisogno 2009 sia "sovrastimato". E mentre monta la protesta delle Università, Francesco "Pancho" Pardi (Idv), mette in luce la soppressione da parte del governo dell'Alto commissario contro la corruzione nella P.a.. Una voce fuori dal 'corò della Pdl è poi quella del governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, che boccia come "insostenibili" i tagli alla sanità. Sempre all'interno della maggioranza il Mpa continua dimostrare il proprio mal di pancia sul fatto che il governo non abbia ancora mantenuto le sue promesse per i fondi al sud. I lavori delle commissioni Bilancio e Finanze, riunite per l'occasione, proseguono non proprio speditamente e, allo stato, sono pochi gli articoli approvati. Molti i nodi ancora aperti a partire da una possibile riscrittura della norma sui servizi pubblici locali. Tra le novità inserite nella Robin Tax, una del Pd che impegna l'Autorità per l'Energia a "monitorare" la situazione e il finanziamento di parte della social card recuperando gli aiuti alle banche. Le commissioni hanno approvato anche una serie di modifiche al patto di stabilità interno, varato (con modifiche) il piano casa (sarà utilizzato parte del patrimonio del Demanio), mentre il relatore per commissione la Finanze, Giorgio Jannone (Fi), ha annunciato che presenterà un emendamento che servirà a coprire, in parte, l'abolizione dei ticket.

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La Banca d'Italia fotografa un aumento di 15 miliardi rispetto al mese precedente (sezione: Costi dei politici)

( da "Cittadino, Il" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'allarme di Bankitalia sui conti: il debito pubblico a livelli record Roma Il debito pubblico italiano continua a macinare record e intanto la Camera va avanti con l'esame della manovra triennale che punta, fra l'altro, proprio a ridurre il rapporto tra debito e Pil. La Banca d'Italia fotografa ad aprile un debito a 1.661,4 miliardi, +15 miliardi sul mese precedente, mentre rispetto ad aprile 2007 l'aumento è di oltre 50 miliardi. Buone notizie arrivano però sul fronte delle entrate che nei primi cinque mesi dell'anno hanno fruttato all'erario 140,3 miliardi (+6,1% rispetto ai primi 5 mesi dell'anno scorso).Via libera, intanto, ad alcune modifiche alla creatura del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, la "Robin Hood tax", che consentirà di finanziare la "social card" per i più poveri mentre è in arrivo una nuova stretta sui costi della politica (sindaci, consiglieri comunali e direttori di Asl e ospedali). Sul fronte politico da registrare l'attacco del leader del Pd Walter Veltroni alla "Robin tax" con la quale, dice, "Tremonti prende in giro gli italiani". Arriva poi la richiesta del ministro ombra dell'Economia, Pierluigi Bersani, al responsabile del dicastero di Via XX Settembre, di sapere perché il fabbisogno 2009 sia "sovrastimato".E mentre monta la protesta delle Università, Francesco "Pancho" Pardi (Idv), mette in luce la soppressione da parte del governo dell'Alto commissario contro la corruzione nella PA. Una voce fuori dal coro della Pdl è poi quella del governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, che boccia come "insostenibili" i tagli alla sanità. Sempre all'interno della maggioranza il Mpa continua dimostrare il proprio mal di pancia sul fatto che il governo non abbia ancora mantenuto le sue promesse per i fondi al sud. I lavori delle commissioni Bilancio e Finanze, riunite per l'occasione, proseguono non proprio speditamente e, allo stato, sono pochi gli articoli approvati. Molti i nodi ancora aperti a partire da una possibile riscrittura della norma sui servizi pubblici locali. (Ansa).

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Il debito pubblico batte un altro record (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Reggio" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ad aprile toccati i 1.661,4 miliardi di euro Il debito pubblico batte un altro record ROMA. Il debito pubblico italiano continua a macinare record e intanto la Camera va avanti con l'esame della manovra triennale che punta, fra l'altro, proprio a ridurre il rapporto tra debito e Pil. La Banca d'Italia fotografa ad aprile un debito a 1.661,4 miliardi, +15 miliardi sul mese precedente, mentre rispetto ad aprile 2007 l'aumento è di oltre 50 miliardi. Buone notizie arrivano però sul fronte delle entrate che nei primi cinque mesi dell'anno hanno fruttato all'erario 140,3 miliardi (+6,1% rispetto ai primi 5 mesi dell'anno scorso). Via libera, intanto, ad alcune modifiche alla creatura del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, la Robin Hood tax, che consentirà di finanziare la social card per i più poveri mentre è in arrivo una nuova stretta sui costi della politica (sindaci, consiglieri comunali e direttori di Asl e ospedali). Sul fronte politico da registrare l'attacco del leader del Pd Walter Veltroni alla Robin tax con la quale, dice, "Tremonti prende in giro gli italiani". Arriva poi la richiesta del ministro ombra dell'Economia, Pierluigi Bersani, al responsabile del dicastero di via XX Settembre, di sapere perchè il fabbisogno 2009 sia sovrastimato. E mentre monta la protesta delle Università, Francesco Pancho Pardi (Idv), mette in luce la soppressione da parte del governo dell'Alto commissario contro la corruzione nella P.A.. Una voce fuori dal coro della Pdl è poi quella del governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, che boccia come "insostenibili" i tagli alla sanità. Sempre all'interno della maggioranza il Mpa continua dimostrare il proprio mal di pancia sul fatto che il governo non abbia ancora mantenuto le sue promesse per i fondi al sud. Molti i nodi ancora aperti.

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Ai consiglieri solo gettoni di presenza (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

An e i costi della politica "Ai consiglieri solo gettoni di presenza" BOLZANO. Equiparare il trattamento economico dei consiglieri provinciali a quello dei consiglieri comunali per ridurre i costi della politica. è la proposta dei consiglieri provinciali di An Mauro Minniti ed Alberto Sigismondi che ieri, alla presenza dell'onorevole Giorgio Holzmann, hanno presentato il loro duplice progetto raccolto in due disegni di legge. Minniti e Sigismondi chiedono che ai consiglieri provinciali venga riconosciuto un gettone di presenza al pari dei consiglieri comunali di 100 euro a seduta, per un totale di 20/25 sedute al mese spalmate durante i giorni feriali in orari che vanno dalle ore 18 alle ore 22. "Tagliare le attuali indennità riconosciute ai consiglieri provinciali che oggi sono di 13 mila euro lordi - hanno affermato i due consiglieri provinciali di Alleanza Nazionale - significherebbe risparmiare all'anno quasi 4,5 milioni di euro di indennità".

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Ieri gli autonomi (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere delle Alpi" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ieri gli autonomi oggi i dipendenti IERI Visco criminalizzava i lavoratori autonomi - che nel 2006 avevano votato in maggioranza per Berlusconi - dipingendoli al popolo come evasori incalliti, e non era e non è vero. Oggi il ministro Renato Brunetta criminalizza i dipendenti pubblici - che alle ultime elezioni si sono espressi in maggioranza per il centrosinistra - considerandoli "fannulloni" per definizione, e non è mai stato e non è vero. Non è così che si affrontano i problemi. Nell'uno e nell'altro caso a misure punitive, che finiscono sempre per penalizzare gli onesti, devono essere anteposti interventi seri di riorganizzazione che, nel caso della pubblica amministrazione, devono per prima cosa renderla indipendente dalla politica clientelare, di qualunque colore essa sia. Diversamente il "premiare i capaci" si tradurrà in un "premiare gli amici", senza alcun beneficio per la collettività. Sarà capace il nuovo ministro della Funzione pubblica di andare oltre le bastonate ed i proclami? Titti Monteleone Portavoce provinciale de La Destra Questione parcheggi La giunta chieda scusa LA reazione scomposta di qualche assessore della giunta comunale guidata da Antonio Prade, al ritiro della delibera relativa la "bonus parcheggi", è tipica di chi viene sorpreso con le dita nella marmellata. I succitati cercano giustificazioni che diventano di volta in volta sempre più ridicole, dando la dimostrazione che secondo loro la tolleranza zero andrebbe applicata solo ai cittadini comuni. Vale la pena ricordare che con pochi spiccioli potrebbero usufruire dell'abbonamento nel parcheggio di Lambioi, che quando parcheggiano nelle aree blu della città è sufficiente che introducano le monete necessarie alla bisogna e per quanto riguarda Piazza Martiri e Piazza Duomo proprio l'assessore Gamba nel 2006 rivendicava con grande enfasi il merito di aver portato il limite massimo di sosta a quarantacinque minuti. Sarebbe un bel gesto se si scusassero pubblicamente per il loro atteggiamento con la cittadinanza che pretendono di amministrare. Io non so se il sindaco fosse al corrente della delibera approvata dalla Giunta, ma gli va comunque il merito di averla ritirata comprendendo l'iniquità del provvedimento. Faccio notare infine che prima d'ora nessun assessore o consigliere comunale aveva mai preteso agevolazioni di questo tipo (anche se per quanto riguarda i consiglieri comunali un permesso gratuito al parcheggio di Lambioi durante i Consigli non sarebbe un'eresia, considerato che essi non percepiscono alcun stipendio, oltre ai gettoni di presenza). Pensano forse questi assessori di essere gli unici che a Belluno compiono il loro dovere? Lettera firmata Ci vuole più coraggio per la pace nel mondo LA PACE che il mondo cerca ma che non sa e non può dirsi è lì, alla portata di tutti. Non occorre essere potenti per riceverla, anzi, è più facile che sia riconosciuta ed accolta da chi non ha potere nel mondo, da chi vive ai margini della società: è richiesta solo buona volontà aperta alla sua volontà. Notiamo che la pace è ancora oggi difficile e così precaria, forse, mancano le scelte giuste e manca il coraggio. Era stato un'iniziativa del papa Paolo VI quella di dedicare il primo giorno dell'anno civile alla riflessione per la pace nel mondo. Giovanni Paolo II ha continuato poi con ancora più convinzione. Sembra oggi che parlare di pace sia quasi un paradosso, ma è proprio in questi anni che se ne deve parlare. L'umanità infatti, ha più che mai bisogno di ritrovare la strada della concordia, scossa com'è da egoismi e da infiniti odi, da sete di dominio, di ricchezza e da desiderio di vendetta. E' anche vero che i vari aspetti della pace sono in questi ultimi tempi stati abbondantemente illustrati in tutte le maniere, ora però, è tempo che vengano messi in pratica. Non si sono dubbi e non c'è possibilità di equivoco. Per la pace nel mondo bisogna innanzitutto vivere la pace, bisogna essere uniti, senza demandare ai governanti e ai politici questo compito. Forse non ne sono capace quando la logica che li muove nasce dalla sete di potere, di dominio, di ricchezza.... Solo senza interessi e secondi fini, si creano le giuste condizioni per una pace autentica e duratura: "Forse, si può anche aggiungere che non c'è pace senza perdonare!". Avendo davanti agli occhi, in particolare, la crisi che continua ad imperversare in Palestina, in Medio Oriente, in Europa, Asia, Africa, etc. Oltre la Nebbia / Ho sentito la tua voce assai lontana, / poi il silenzio, cuori sconsolati e / gelide mani dell'indifferenza. Sogni proibiti, rumore assordante / di un attimo di speranza sino a sparire / nell'infinito mondo dell'amarezza / che ti circonda. Renzo De Luca 2008, fuga dal Nevegal anche per i caprioli SONO stato per circa 30 anni un operatore sportivo economico e anche tecnico del Nevegal. Non ho mai assistito ad una debacle così del Colle. Se ne stanno andando tutti compresi i caprioli, rimangono soltanto i pellegrini del Santuario e i devoti che regolarmente si recano per la messa. Non si fa funzionare la seggiovia nel periodo estivo per risparmiare qualche decina di migliaia di euro per poterle devolvere allo skilift di Col Toront. Ma allora non si è capito proprio niente del Nevegal, non si è capito che oggi l'impiantistica va rammodernata, resa più veloce e sicura e meno costosa nella gestione. Bisogna girare nel mondo dello sci che abbiamo proprio qui intorno sulle Dolomiti e non rimanere con la mentalità di rattoppare il vecchio, tanto per tirare avanti e poter dire di aver risolto il problema momentaneo. Io dico che quelle 4 vecchie e obsolete cavallette che si trovano in mezzo a Col Toront vanno proprio tolte e liberare quel bellissimo panettone per sciare che è il Toront. Sono arrugginite, inadeguate e anche pericolose, l'impianto nuovo deve essere costruito lateralmente sulla sinistra andando verso l'alto sullo spacco del colle fra Toront e Lieta dove non dà fastidio a nessuno. Per questa stagione penso non sia più possibile fare assolutamente niente se non riparare o meglio adeguare il vecchio sprecando soldi. Credo sia assolutamente meglio chedere un ulteriore sacrificio agli operatori, soprattutto quelli dei rifugi per il prossimo inverno e permettere con altri dodici mesi di tempo per progettare e costruire un impianto moderno per fine 2009, stagione invernale 2009-2010. Per il prossimo inverno, vi è da rendere efficente la seggiovia triposto che purtroppo ha delle scadenze inderogabili e costose, mantenere efficienti le piste di Col Canil, Erte alte e basse, la Grava con quanto permette oggi l'innevamento artificiale che non è molto. Mantenere efficente la seggiovia di col Canil o lo skilift delle Erte e permettere così a turisti e sciatori di usufruire del rifugio Bristot e della Malga Toront anche se in maniera ridotta. Chi conosce bene il Nevegal e le sue piste sa che questo è possibile e permetterebbe di sopravvivere anche nella parte alta del Nevegal. Questo per un anno di sacrificio perché nel futuro prossimo vi sia e venga costruita la seggiovia quadriposto ad agganciamento automatico che sarebbe la più adeguata ed economica per tutta la parte alta del Nevegal. Speriamo infine, che l'idea dello skilift sul Toront, venga del tutto abbandonata così come quella di tener ferma la seggiovia triposto d'estate. Ci sono danni per l'estate e anche per l'inverno senza tener conto che anche la città da tempo ormai risente della continua caduta del colle. Tra queste a soffrire di più sono soprattutto le attività ricettive e commerciali, negozi e alberghi in chiusura. Giancarlo Zanarini Cari compagni adesso sono tranquillo ERO PREOCCUPATO. Io operaio vivo sulla mia pelle le difficoltà di questi ultimi anni, i cui motivi sono stati detti e ridetti. I quotidiani ogni giorno ci informano della crisi. Stagnazione, difficoltà dei mercati nazionali e internazionali, cose complicate e difficili da comprendere ed elaborare anche perché certe volte sfuggono ad una logica di buon senso. Le difficoltà si notano anche nella nostra provincia. Ero preoccupato dicevo, perché in questo marasma di brutte notizie finalmente ho letto la casa che tutti noi "popolo" volevamo sentire: la discesa in campo (sarà anche unto?) del compagno Diego De Toffol. Può darsi che qualcuno possa pensare: può una persona sola riuscire dove tutti i politici e il sindacato (milioni di iscritti) hanno fallito? Domanda legittima, ma vorrei rassicurare gli scettici che alle spalle del "nostro" c'è compatta la mozione n. 4 di rifondazione comunista di Belluno. Una cosa mi permetto umilmente di suggerire al compagno De Toffol anche in vista della cassa integrazione Fiat e alle migliaia di esuberi in tutti i settori: lasci nella prossima lettera il numero di telefono a questi lavoratori in difficoltà così da essere contattato direttamente e risolvere ogni problema. Telefonare ore pasti? Mauro Selva AGORDO.

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Straordinari, la circolare sulla detassazione (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Imposte e Tasse Numero 165, pag. 30 del 12/7/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF     Straordinari, la circolare sulla detassazione Si fa presente che, in applicazione del principio di cassa che caratterizza la tassazione dei redditi di lavoro dipendente, la richiamata disposizione abrogativa si applica con riguardo alle somme e ai valori erogati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto (29 maggio 2008). ItaliaOggi pubblica la circolare Agenzia entrate - ministero del lavoro n. 49 dell'11/7/2008 su "Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie, art. 2 del decreto legge 27 maggio 2008, n. 93 "Misure sperimentali per l'incremento della produttività del lavoro" chiarimenti" PREMESSA Con il decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, concernente "Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie" (di seguito decreto), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 maggio 2008, n. 124, il governo ha introdotto misure urgenti di carattere finanziario mirate al sostegno della domanda ed all'incremento della produttività del lavoro e del potere di acquisto delle famiglie. In particolare, l'articolo 2 del decreto, rubricato "Misure sperimentali per l'incremento della produttività del lavoro", prevede, in via sperimentale, che nel secondo semestre 2008 sia applicata una tassazione agevolata: - allo straordinario dei dipendenti nel settore privato; - alle remunerazioni legate all'incremento di produttività del lavoro nel medesimo settore. La misura agevolativa consiste nell'applicazione a dette somme, nel limite complessivo di 3 mila euro lordi, di un'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle addizionali regionale e comunale, pari al 10%. Il comma 6 del medesimo articolo 2 dispone, inoltre, l'abrogazione dell'articolo 51, comma 2, lettera b) del Tuir che prevedeva l'esclusione di talune componenti dalla base imponibile rilevante ai fini dell'imposizione del reddito di lavoro dipendente. Con la presente circolare si forniscono chiarimenti in merito alle richiamate disposizioni, finalizzati a risolvere dubbi interpretativi e ad agevolare gli adempimenti dei sostituti di imposta. 1. SOMME EROGATE PER PRESTAZIONI DI LAVORO STRAORDINARIO E PER I PREMI DI PRODUTTIVITà -IMPOSTA SOSTITUTIVA DEL 10% 1.1. Soggetti beneficiari Ai sensi dell'articolo 2, comma 5, del decreto, le nuove misure fiscali sono riservate ai lavoratori dipendenti del settore privato, i quali abbiano percepito nel 2007 redditi di lavoro dipendente, di cui all'art. 49 del Tuir, di ammontare non superiore a 30 mila euro lordi. Poiché la disposizione fa espresso riferimento ai "titolari di reddito di lavoro dipendente" l'agevolazione è riservata esclusivamente a questi, con esclusione dei titolari di redditi di lavoro assimilato a quello di lavoro dipendente come, ad esempio, i collaboratori coordinati e continuativi, anche nella modalità a progetto. Ai fini della verifica della soglia reddituale cui la norma subordina l'accesso al regime sostitutivo, si deve considerare il reddito di lavoro dipendente, relativo al 2007, soggetto a tassazione ordinaria. Nella determinazione del predetto limite devono essere quindi esclusi eventuali redditi di lavoro dipendente percepiti nel 2007 e assoggettati a tassazione separata. Il limite di 30 mila euro deve intendersi come ammontare complessivo, riferito a tutti i redditi di lavoro dipendente percepiti nel 2007, anche in relazione a più rapporti di lavoro. La verifica del limite di reddito di euro 30 mila riguarda i soli redditi di lavoro dipendente di cui all'art. 49 del Tuir, compresi quelli indicati nel comma 2 dello stesso articolo, come per esempio le pensioni e gli assegni ad esse equiparate e non rileva, quindi, l'eventuale superamento di tale limite per effetto di redditi diversi da quelli di lavoro dipendente. Inoltre, la predetta verifica deve essere effettuata con riferimento all'anno 2007, a nulla rilevando la circostanza che nel 2008 il reddito di lavoro dipendente sia superiore al predetto limite di 30 mila euro. 1.2. Soggetti esclusi Sono esclusi dalla misura sperimentale prevista per il secondo semestre 2008 i dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che reca "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche". Trattasi dei dipendenti che prestano servizio in "tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello stato ad ordinamento autonomo, le regioni, le province, i comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300". Al riguardo, si segnala che il comma 5 dell'art. 2 del decreto prevede, al termine della sperimentazione, una verifica circa gli effetti della disposizione in commento ad opera del ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali con le organizzazioni sindacali dei datori e dei prestatori di lavoro, cui partecipa anche il ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, al fine di valutare l'eventuale estensione del provvedimento anche ai dipendenti pubblici. 1.3. Somme oggetto dell'agevolazione L'art. 2 del decreto ha introdotto, con efficacia limitata al periodo compreso tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2008, un'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionale e comunale, pari al 10%, nel limite di importo complessivo di 3 mila euro lordi, sulle somme erogate a livello aziendale: a) per prestazioni di lavoro straordinario effettuate dal 1° luglio al 31 dicembre 2008; b) per prestazioni di lavoro supplementare ovvero per prestazioni rese in funzione di clausole elastiche effettuate nel periodo suddetto (1° luglio - 31 dicembre 2008) e con esclusivo riferimento a contratti di lavoro a tempo parziale stipulati prima del 29 maggio 2008, data di entrata in vigore del decreto; c) in relazione ad incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa ed altri elementi di competitività e redditività legati all'andamento economico dell'impresa. In base al tenore letterale dell'art. 2, comma 1, del decreto, con riferimento alle prestazioni di lavoro di cui alle lettere a) e b) (prestazioni di lavoro straordinario e prestazioni di lavoro supplementare o rese in funzione di clausole elastiche), l'imposta sostitutiva si applica sui compensi relativi a prestazioni effettuate dal dipendente nel periodo compreso tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2008, a condizione che nel medesimo periodo (fermo restando quanto si dirà in tema di cassa allargata) detti compensi vengano effettivamente erogati dal sostituto d'imposta. Pertanto, e in via esemplificativa, lo straordinario e il lavoro supplementare effettuati a giugno 2008 e pagati a luglio 2008, così come quello effettuato a dicembre 2008 ma pagato dopo il 12 gennaio 2009 (principio di cassa allargata) devono essere esclusi dalla tassazione agevolata. Lo straordinario e il supplementare effettuati a dicembre 2008 e retribuiti entro il 12 gennaio 2009 rientreranno invece nel regime agevolato. Per quanto concerne i premi di produttività di cui al punto c) della disposizione in commento, ai fini dell'applicazione dell'imposta sostitutiva rileva esclusivamente il momento di erogazione delle somme, che deve collocarsi tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2008 (ovvero 12 gennaio 2009), anche se dette somme si riferiscono ad attività prestate in periodi precedenti. In relazione agli aspetti giuslavoristici relativi agli istituti in questione si rinvia al successivo paragrafo 1.7. 1.4. Imposta sostitutiva L'imposta sostitutiva è applicata agli emolumenti in commento, entro il limite di importo complessivo non superiore a 3 mila euro, erogati nel periodo compreso tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2008. Il limite reddituale suddetto deve intendersi al lordo della ritenuta fiscale del 10%. La disposizione in commento, nell'individuare l'ambito di applicazione dell'imposta sostitutiva in questione, fa riferimento esclusivamente alle "somme erogate". Dal tenore letterale della norma emergono due considerazioni. La prima è relativa alle modalità, in denaro ovvero in natura, con le quali possono effettuarsi le erogazioni e conduce ad escludere dall'ambito di applicazione dell'agevolazione i compensi in natura erogati a titolo di corrispettivo del lavoro straordinario o supplementare effettuato dal lavoratore, ovvero erogati in relazione ad incrementi di produttività. La seconda riguarda l'arco temporale cui riferire le erogazioni. Al riguardo, in applicazione del criterio di cassa previsto dall'articolo 51 del Tuir per l'imputazione al periodo d'imposta degli emolumenti di lavoro dipendente, deve ritenersi che l'imposta sostitutiva si applica alle somme di cui all'art. 2 del decreto, percepite nel periodo dal primo luglio fino al termine del periodo d'imposta 2008. Tenendo conto altresì della disposizione generale di cui all'art. 51, comma 1, del Tuir, secondo cui si considerano percepiti nel periodo d'imposta le somme corrisposte fino al 12 gennaio dell'anno successivo, si ritiene che per il riscontro del limite di 3 mila euro occorra considerare, così come indicato nel paragrafo 1.3, le somme oggetto dell'agevolazione erogate nel periodo compreso tra il 1° luglio e il 12 gennaio 2009. La parte delle predette somme che supera il limite di 3 mila euro lordi concorre a formare il reddito complessivo del percipiente ed è assoggettata a tassazione con l'applicazione delle aliquote ordinarie. L'importo di 3 mila euro è da intendersi come limite complessivo alla cui determinazione concorrono sia le somme erogate a titolo di retribuzione delle prestazioni di lavoro straordinario o supplementare effettuate, sia i premi di produttività. Tale limite, inoltre, non può essere superato neanche in presenza di più rapporti di lavoro. 1.5. Applicazione dell'imposta sostitutiva e adempimenti del sostituto d'imposta Ai sensi del comma 3 dell'art. 2 del decreto, l'imposta sostitutiva è applicata direttamente dal sostituto d'imposta. In particolare il sostituto d'imposta applica la tassazione sostitutiva in via automatica qualora egli stesso abbia rilasciato il Cud, in relazione a un rapporto di lavoro intercorso per l'intero 2007. Se il sostituto tenuto ad applicare l'imposta sostitutiva non è lo stesso che abbia rilasciato il Cud per il 2007 o l'abbia rilasciato per un periodo inferiore all'anno, ai fini dell'applicazione dell'imposta sostitutiva, è necessario che il lavoratore comunichi in forma scritta l'importo del reddito di lavoro dipendente conseguito nel 2007, considerato che in tal caso il sostituto non è in grado di conoscere direttamente se nel 2007 il lavoratore abbia percepito più o meno di 30 mila euro a titolo di reddito di lavoro dipendente. Analoga comunicazione deve essere fatta dal lavoratore che nel 2007 non abbia percepito alcun reddito di lavoro dipendente. Il dipendente è, in ogni caso, tenuto a comunicare al sostituto d'imposta l'insussistenza del diritto ad avvalersi del regime sostitutivo, nelle ipotesi in cui: · nel corso del 2007, oltre al rapporto di lavoro con il sostituto d'imposta che eroga i compensi assoggettabili a imposta sostitutiva, abbia intrattenuto un altro rapporto di lavoro dipendente, in tal modo superando il limite di 30 mila euro di reddito da lavoro dipendente; · nel corso del 2008, abbia intrattenuto altri rapporti di lavoro dipendente percependo somme già assoggettate a imposta sostitutiva, fino a concorrenza del limite di 3 mila euro prestabilito dalla norma. La norma prevede, tuttavia, che il lavoratore anche nei casi in cui il sostituto sia direttamente tenuto all'applicazione della imposta sostitutiva, possa rinunciare al regime sostitutivo, facendone richiesta per iscritto al proprio datore di lavoro. Ciò, per esempio, quando l'imposta sostitutiva si presenti meno conveniente di quella ordinaria, in presenza di oneri la cui deduzione o detrazione sarebbe impedita dal meccanismo di imposizione sostitutiva. A seguito di espressa rinuncia del lavoratore, l'intero ammontare delle somme in questione concorre alla formazione del reddito complessivo ed è assoggettato a tassazione ordinaria. Resta fermo che in sede di dichiarazione dei redditi il dipendente è tenuto a far concorrere al reddito complessivo i redditi che, per qualsiasi motivo, siano stati eventualmente assoggettati a imposta sostitutiva pur in assenza dei presupposti richiesti dalla legge. Analogamente, il contribuente utilizzerà la dichiarazione dei redditi per assoggettare gli emolumenti alla tassazione ordinaria nel caso in cui la ritenga più conveniente. In assenza di rinuncia espressa da parte del dipendente, il sostituto d'imposta, ricorrendone i presupposti, procede all' applicazione dell'imposta sostitutiva. Ciò non toglie, tuttavia, che il sostituto d'imposta, ove riscontri che la tassazione sostitutiva risulti meno favorevole per il dipendente, pur in assenza di rinuncia da parte di questi, applichi la tassazione ordinaria, portandone a conoscenza il dipendente. Qualora sussistono i presupposti richiesti dalla norma, l'imposta sostitutiva deve essere applicata sin dalla prima erogazione effettuata successivamente al 1° luglio 2008, fermi restando gli opportuni aggiustamenti da effettuare in sede di conguaglio di fine anno, ovvero in caso di cessazione del rapporto di lavoro intervenuta prima della fine dell'anno. L'imposta sostitutiva, ove non trattenuta dal sostituto, può essere applicata dal contribuente in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi, sempreché ovviamente ne ricorrano i presupposti. L'imposta sostitutiva può essere oggetto di compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, concernente "norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell'imposta sul valore aggiunto, nonchè di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni". Il sostituto d'imposta deve indicare separatamente nel Cud la parte di reddito assoggettata a imposta sostitutiva e l'importo di quest'ultima trattenuto sulle somme spettanti al dipendente. Il sostituto deve altresì indicare nel Cud, al fine di consentire i necessari controlli sulla corretta fruizione del beneficio, la parte di reddito, teoricamente assoggettabile a imposizione sostitutiva, per la quale l'agevolazione non sia stata applicata in ragione della rinuncia espressa del contribuente o per altre cause. Il sostituto d'imposta può compensare l'imposta sostitutiva con altre ritenute ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 445, recante "norme sullo scomputo dei versamenti delle ritenute alla fonte, effettuati a fronte dei versamenti successivi, e sulla semplificazione degli adempimenti dei sostituti di imposta che effettuano ritenute alla fonte su redditi di lavoro autonomo di ammontare significativo". 1.6. Ulteriori disposizioni Per quanto riguarda l'accertamento, la riscossione, le sanzioni e il contenzioso relativi all'imposta sostitutiva introdotta, il comma 4 dell'art. 2 in commento prevede l'applicazione, in quanto compatibili, delle ordinarie disposizioni in materia di imposte dirette. La disposizione in esame chiarisce, al comma 2, che i redditi soggetti all'imposta sostitutiva (che - come detto - non possono superare l'importo di 3 mila euro) non concorrono alla formazione del reddito complessivo Irpef del percipiente. Inoltre, ai sensi del comma 2 dell'articolo 2 del decreto, gli stessi redditi soggetti all'imposta sostitutiva, entro il limite di 3 mila euro, non devono essere considerati ai fini della determinazione della situazione economica equivalente (Isee del percipiente o del suo nucleo familiare, di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109 (recante "Definizioni di criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate, a norma dell'articolo 59, comma 51, della legge 27 dicembre 1997, n. 449"). Per espressa disposizione del comma 2, dell'articolo 2, del decreto, i redditi soggetti all'imposizione sostitutiva in discorso devono essere computati ai fini del riscontro delle condizioni previste per l'accesso alle prestazioni previdenziali ed assistenziali. La medesima norma, fa, tuttavia, salve le prestazioni in godimento in relazione ai redditi fino a 30 mila euro. 1.7 Chiarimenti sui profili giuslavoristici Tra i profili di rilevanza giuslavoristica si pone il problema, in primo luogo, di definizione del concetto di lavoro straordinario. Il comma 1, lett. a), del decreto rinvia, genericamente, a prestazioni di lavoro straordinario di cui al decreto legislativo n. 66 del 2003, ragione per cui la tassazione agevolata troverà applicazione non solo alle prestazioni straordinarie rese oltre la 40ª ora (c.d. nozione legale) ma anche oltre il minor limite stabilito dai contratti collettivi. A questo riguardo si ricorda infatti che il decreto legislativo n. 66 del 2003, all'articolo 1, comma 2, lett. c), definisce ""lavoro straordinario" il lavoro prestato oltre l'orario normale di lavoro così come definito all'articolo 3". In base all'articolo 3, a sua volta, "l'orario normale è fissato in 40 ore settimanali; i contratti collettivi di lavoro possono stabilire, ai fini contrattuali, una durata minore e riferire l'orario normale alla durata media delle prestazioni lavorative in un periodo non superiore all'anno". La precisazione "ai fini contrattuali" contenuta nell'articolo 3 del decreto legislativo n. 66 del 2003 è stata ribadita dal ministero del lavoro nella circolare n. 8 del 2005, secondo cui "i contratti collettivi possono stabilire che la durata dell'orario normale sia ridotta rispetto al limite legale delle 40 ore. Questa facoltà ha ad oggetto una riduzione d'orario valida ai soli fini contrattuali". Qualora il contratto collettivo preveda una durata minore dell'orario normale, è evidente che le prestazioni lavorative svolte al di là dell'orario indicato dai contratti come "normale" rientrano, ai fini contrattuali e pertanto anche ai fini del calcolo della retribuzione, nella definizione di "lavoro straordinario". La stessa circolare, al riguardo, precisava infatti "il lavoro straordinario deve essere computato separatamente dal computo del lavoro normale e deve essere retribuito con una maggiorazione, rispetto al lavoro normale, il cui ammontare è stabilito dalla contrattazione collettiva. Quest'ultima può disporre che, in aggiunta o in alternativa alla maggiorazione retributiva, i lavoratori possano usufruire di riposi compensativi". Sono i contratti collettivi, infatti, a stabilire la retribuzione che deve essere versata a titolo di straordinari e a definire quando, proprio a questi fini, il lavoro deve essere considerato tale, così come avviene anche per il caso di lavoro supplementare nel part-time. Allo stesso modo, la circolare n. 8 del 2005, dopo aver dato atto che "nel nostro ordinamento non vige più, pertanto, un limite positivo alla durata giornaliera del lavoro ma, semmai, un limite che può ricavarsi, a contrario, dal combinato disposto dagli articoli 7 e 8 del decreto nella misura di 13 ore giornaliere, ferme restando le pause." e che "Tale individuazione risulta conforme al dettato costituzionale che impone alla legge di definire la durata massima della giornata lavorativa", chiarisce che "la limitazione positiva della durata della prestazione lavorativa giornaliera, benché non sia disposta per legge, potrebbe essere disposta dalla autonomia privata, ma ai soli fini contrattuali, imponendo un limite anche alla modulazione, pertanto alla flessibilità, dell'organizzazione del lavoro nella sue caratteristiche temporali". Pertanto, ove la autonomia privata preveda un limite alla durata giornaliera della prestazione lavorativa, la prestazione eccedente va considerata, "ai fini contrattuali", e dunque dal solo punto di vista retributivo, come "straordinario" e, come tale, non può pertanto non rientrare nel regime di tassazione agevolata previsto dal decreto. La precisazione che tale limitazione vale ai fini contrattuali, e non a quelli legali, chiarisce proprio l'aspetto del computo della retribuzione. Il fatto che l'eventuale limite stabilito dai contratti collettivi in misura inferiore alle 40 ore settimanali valga a soli fini contrattuali, serve invece a chiarire che di tale eventuale inferiore limite non si debba tener conto, invece, a fini sanzionatori, di adempimenti amministrativi o del rispetto di determinate norme di legge. Si deve ulteriormente precisare che, come già ribadito dalla circolare n. 8 del 2005, la possibilità di ridurre il limite normale della attività lavorativa settimanale non spetta ai soli contratti collettivi nazionali, bensì anche ai contratti territoriali e aziendali, purché stipulati da organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. Ove pertanto i contratti collettivi, anche di secondo livello o aziendali, prevedano che una retribuzione abbia carattere straordinario, ovvero che determinati emolumenti siano corrisposti "in relazione a incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di competitività e redditività legati all'andamento economico dell'impresa", come avviene anche per gli straordinari forfetizzati, ad esempio a personale di cui all'articolo 17, comma 5, del decreto legislativo n. 66 del 2003 (tra cui i "capi reparto" in quanto rivestano compiti propri del personale direttivo o comunque con potere di decisione autonomo), troverà applicazione il regime di tassazione agevolato benché si tratti di personale al quale non si applicano, ai fini normativi, ma non certo contrattuali, i limiti di cui all'articolo 3 del decreto legislativo n. 66 del 2003. Anche lo straordinario forfetizzato, reso oltre l'orario normale di lavoro previsto dal decreto legge n. 66 del 2003 o dalla contrattazione collettiva nazionale, territoriale e aziendale applicabile rientra dunque nel regime di tassazione agevolata. Compensi, premi o gettoni corrisposti a fronte di prestazioni straordinarie effettuate nei giorni di riposo (ordinario o di legge) e festivi, rientrano nello speciale regime di tassazione, nella misura in cui si tratta di compensi erogati per prestazioni di lavoro straordinario ai sensi del comma 1, lett. a), o siano comunque riconducibili alla ipotesi di cui al comma 1, lett. c). Con riferimento invece a prestazioni di lavoro a tempo parziale, la misura di cui al comma, 1, lett. b) del decreto deve intendersi riferita, per identità di ratio, sia al lavoro supplementare sia con riferimento alle prestazioni rese in funzione di clausole elastiche: in entrambi i casi è infatti richiesto al lavoratore di svolgere una prestazione lavorativa eccedente rispetto all'orario inizialmente concordato. Tuttavia, in entrambi i casi, e al fine di evitare comportamenti fraudolenti, il beneficio spetta unicamente ai lavoratori il cui contratto di lavoro sia stato stipulato (ovvero trasformato) prima del 29 maggio 2008, data di entrata in vigore del decreto. Per quanto riguarda invece gli elementi retributivi premianti di cui al comma 1, lett. c), essi riguardano tutti gli incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa, nonché altri elementi di competitività e redditività legati all'andamento economico della impresa. Rientrano pertanto nella misura, a titolo esemplificativo, premi di rendimento, forme di flessibilità oraria, maggiorazioni retributive corrisposte in funzione di orari a ciclo continuo o sistemi di "banca delle ore", indennità di reperibilità o di turno, premi e somme corrisposte una tantum ecc., là dove, ovviamente, comportino un incremento di produttività del lavoro ed efficienza organizzativa ovvero siamo legati alla competitività e redditività della impresa. Le somme di cui al comma 1, lett. c), non devono essere necessariamente previste in contratti collettivi, ma possono anche essere previste in modo unilaterale dal datore di lavoro purché siano documentabili (per esempio attraverso la comunicazione scritta al lavoratore della motivazione della somma corrisposta). Il presupposto per la concessione del beneficio è che la somma corrisposta, anche se continuativa, sia riconducibile a elementi di determinazione periodica, ancorché si tratti di situazioni già strutturate e consolidate prima della entrata in vigore del decreto. Per rientrare nel regime di tassazione agevolata gli incrementi di produttività, innovazione, efficienza, ovvero il conseguimento di elementi di competitività e redittività legati all'andamento economico della impresa non devono dunque essere necessariamente nuovi e innovativi rispetto al passato, né devono necessariamente consistere in risultati che, dal punto di vista meramente quantitativo, siano superiori a quelli ottenuti in precedenti gestioni, purché comunque costituiscano un risultato ritenuto positivo dalla impresa. Nel regime di tassazione agevolata rientrano infine anche quelle somme erogate dai datori di lavoro in relazione a incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di competitività, ancorché determinati in ambito territoriale sulla base di indicatori correlati all'andamento congiunturale e ai risultati conseguiti dalle imprese di uno specifico settore in ambito territoriale. Dal novero delle somme agevolate sono unicamente esclusi quegli importi stabilmente riconosciuti in misura fissa che sono entrati nel patrimonio del lavoratore (come per esempio, il superminimo individuale). 2. ABROGAZIONE ARTICOLO 51, COMMA 2, LETTERA B), DEL TUIR L'articolo 2, comma 6, del decreto stabilisce che "Nell'articolo 51, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del presidente della repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, la lettera b) è soppressa". La disposizione soppressa escludeva dalla base imponibile rilevante ai fini dell'imposizione del reddito di lavoro dipendente le erogazioni liberali effettuate dal datore di lavoro e taluni sussidi economici dallo stesso concessi. Per effetto della suddetta soppressione, pertanto, concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente, per l'intero importo: - le erogazioni liberali non superiori nel periodo d'imposta a 258,23 euro concesse in occasione di festività o ricorrenze alla generalità o a categorie di dipendenti; - i sussidi occasionali concessi in occasione di rilevanti esigenze personali o familiari del dipendente; - i sussidi corrisposti a dipendenti vittime dell'usura ai sensi della legge 7 marzo 1996, n. 108, o ammessi a fruire delle erogazioni pecuniarie a ristoro dei danni conseguenti a rifiuto opposto a richieste estorsive ai sensi del decreto legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito con modificazioni dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172.

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Palazzo Koch avverte: debito oltre i 1.660 miliardi (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 12/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Palazzo Koch avverte: debito oltre i 1.660 miliardi Pronte al varo la Robin Tax modificata e nuova stretta ai costi della politica. Formigoni contrario ai tagli alla sanità Il governatore di Bankitalia, Mario Draghi ROMA Il debito pubblico italiano continua a macinare record e intanto la Camera va avanti con l'esame della manovra triennale che punta, fra l'altro, proprio a ridurre il rapporto tra debito e Pil. La Banca d'Italia "fotografa" ad aprile un debito a 1.661,4 miliardi, +15 miliardi sul mese precedente, mentre rispetto ad aprile 2007 l'aumento è di oltre 50 miliardi. Buone notizie arrivano però sul fronte delle entrate che nei primi cinque mesi dell'anno hanno fruttato all'erario 140,3 miliardi (+6,1% rispetto ai primi 5 mesi dell'anno scorso). Via libera, intanto, ad alcune modifiche alla "creatura" del ministro dell'Economia, Tremonti, la "Robin Hood Tax", che consentirà di finanziare la "social card" per i più poveri mentre è in arrivo una nuova "stretta" sui costi della politica (sindaci, consiglieri comunali e direttori di Asl e ospedali). Sul fronte politico da registrare l'attacco del leader del Pd Walter Veltroni alla Robin Tax con la quale, dice, "Tremonti prende in giro gli italiani". Arriva poi la richiesta del ministro ombra dell'Economia, Bersani, al responsabile del dicastero di Via XX Settembre, di sapere perché il fabbisogno 2009 sia "sovrastimato". E mentre monta la protesta delle Università, Francesco "Pancho" Pardi (Idv), mette in luce la soppressione da parte del governo dell'Alto commissario contro la corruzione nella Pa. Una voce fuori dal "coro" della Pdl è poi quella del governatore della Lombardia, Formigoni, che boccia come "insostenibili" i tagli alla sanità. Sempre all'interno della maggioranza il Mpa continua dimostrare il proprio mal di pancia sul fatto che il governo non abbia ancora mantenuto le sue promesse per i fondi al Sud. I lavori delle commissioni Bilancio e Finanze, riunite per l'occasione, proseguono non proprio speditamente e, allo stato, sono pochi gli articoli approvati. Molti i nodi ancora aperti a partire da una possibile riscrittura della norma sui servizi pubblici locali. Tra le novità inserite nella Robin Tax, una del Pd che impegna l'Autorità per l'Energia a "monitorare" la situazione e il finanziamento di parte della social card recuperando gli aiuti alle banche. Le commissioni hanno approvato anche una serie di modifiche al patto di stabilità interno, varato (con modifiche) il piano casa (sarà utilizzato parte del patrimonio del Demanio), mentre il relatore per commissione la Finanze, Giorgio Jannone (FI), ha annunciato che presenterà un emendamento che servirà a coprire, in parte, l'abolizione dei ticket, con un taglio ai compensi (-20%) dei direttori di Asl e ospedali ma anche sui compensi di sindaci e consiglieri comunali. Tra le novità della giornata, anche il Carroccio che chiede che la "social card" sia assegnata solo ai "residenti di cittadinanza italiana". Le modifiche al Patto di Stabilità interno prevedono che comuni e province possano escludere, per il conteggio dei saldi ai fini del patto, i proventi da cessioni di azioni o quote di società che operano nei servizi pubblici locali, se destinate alla riduzione del debito (emendamento dell'Udc). Un altro emendamento dell'Idv prevede invece che i rimborsi per le trasferte dei consiglieri comunali e provinciali siano pari, per ogni chilometro, ad un quinto del costo di un litro di benzina.

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Il bilancio è in utile Ma i lavori fermi (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

SAREGO. Sì al consuntivo, avanzo di 400 mila Il bilancio è in utile "Ma i lavori fermi" Si è chiuso con poco meno di 400 mila euro di avanzo il bilancio 2007. Nella relazione introduttiva il sindaco Vittorino Martelletto ha precisato che questo importo comprende il contributo di 250 mila euro assegnato dalla Regione per la ristrutturazione degli impianti sportivi del capoluogo, che verranno corrisposti quando i lavori saranno finiti. I 135 mila euro quindi in disponibilità all'Amministrazione sono stati destinati, nel bilancio 2008, a una serie di interventi ai 7 plessi dell'Istituto comprensivo "Muttoni". Sono stati così stanziati, tra questi, i fondi per il laboratorio della primaria di Monticello di Fara, la manutenzione del tetto alla scuola d'infanzia di Sarego e l'acquisto di giostre per la materna di Meledo. Altri 15 mila euro resteranno in cassa per far fronte agli impegni di spesa in caso di urgenza. Nel corso dell'esposizione Martelletto si è soffermato sull'indice di esposizione debitoria del Comune, dove la situazione delle finanze consente ancora di accendere dei mutui o collocare i Buoni ordinari comunali per un ammontare di 7 milioni di euro. Ma come spesso accade quelli che sembrano buoni risultati per la maggioranza non lo sono per l'opposizione. "Si tratta di una presa in giro - ha osservato Renato Giacomello della Lega Nord - perché dipendono dalla sospensione dei pagamenti previsti a fine anno e nell'aver spostato in futuro opere già programmate e messe a bilancio". Il capogruppo Enzo Bertozzi ha, inoltre, criticato "La mancanza cronica di controlli e gli errori commessi che fanno lievitare i costi e il numero di consulenze, lasciando indietro opere ferme da un decennio come la piazza di Meledo". Delibera approvata dalla sola maggioranza. M.GU.

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In attesa di Stendardo la scommessa è Britos (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

SPORT pag. 38 In attesa di Stendardo la scommessa è Britos Il Bologna gioca in difesa: ecco un altro uruguagio di MASSIMO VITALI ? BOLOGNA ? IL BOLOGNA di Arrigoni parla sempre più sudamericano. Dopo il brasiliano Coelho e l'uruguaiano Rodriguez, ecco un altro uruguaiano per la difesa: è Manuel Angel Britos, 23 anni (li compirà il 17 luglio), difensore centrale del Wanderers Montevideo. Stazza da corazziere (188 centimetri per 82 chilogrammi), mancino, forte nel gioco aereo, ha tirato i primi calci nel Fenix, poi è passato alla Juventud Las Piedras (con cui ha vinto il torneo di Viareggio nel 2006), prima di trasferirsi al Wanderers. Nel massimo campionato uruguaiano vanta 74 presenze (e 2 gol), più un paio di gettoni in Coppa Libertadores. Le referenze sono ottime, ma anche il costo del cartellino non scherza: attorno ai 4 milioni di euro. Il Bologna, che lo ha blindato con un contratto quinquennale, su di lui ha fatto lo stesso tipo di investimento che ha fatto su Bernacci: giovani e costose promesse, possibilmente da mantenere. Britos arriva a blindare la difesa, ma il suo ingaggio (che il Bologna ufficializzerà solo dopo le visite mediche in programma all'inizio della prossima settimana) non esaurisce il capitolo difensori. Per la A Arrigoni vuole un difensore esperto e il primo nome della lista resta quello di Stendardo. L'ostacolo non è la formula (prestito con diritto di riscatto), bensì l'ingaggio. La distanza tra le parti c'è, ma è colmabile: più difficile invece accontentare le richieste economiche dell'ex romanista Matteo Ferrari. ALTRE piste in difesa portano a Domizzi, Grandoni, a un paio di sudamericani con doppio passaporto (avendo il Bologna esaurito i tre posti per gli extracomunitari) e a un comunitario europeo. Dopo Britos, se entra un altro difensore il primo candidato a uscire sembra Terzi. L'affare Okaka è congelato: nel senso che è un affare fatto, ma manca sempre il sì della Roma. In attacco anche ieri Salvatori ha ribadito che l'ingaggio dell'italo-nigeriano chiuderebbe la partita delle punte: ma più che altro sembra una strategia per non farsi prendere per il collo da chi, più avanti, potrebbe abbassare le pretese per cedere al Bologna un attaccante esperto per la categoria (vedi il Vicenza con Zampagna). Salvatori resta in pressing sul Lecce per Ariatti: fattibile. Ieri nuovo contatto coi dirigenti del Palermo: il primo obiettivo è il centrocampista Guana, ma non è caduta la pista Cavani in attacco. Salvatori ha bussato anche alla porta del Cagliari per il centrocampista Claudio Pani, classe '86, nell'ultima stagione al Modena. In mezzo al campo piace anche il 'mastino' Luca Tognozzi della Reggina. Il Mantova è più che una possibilità per Adailton, che Salvatori ha offerto anche all'Ascoli per arrivare all'esterno sinistro Pesce. Il figlio d'arte Davide Colomba, svincolatosi dal Bologna, approda al Foggia, mentre un altro baby rossoblù, Fabio Di Benedetto, va in comproprietà al San Marino. Image: 20080712/foto/7448.jpg.

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Bankitalia: il deficit pubblico cresce del 4,1% (sezione: Costi dei politici)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Attualità Bankitalia: il deficit pubblico cresce del 4,1% CONTI ALLO SBANDO Ha raggiunto quota 1661 miliardi di euro. Nei primi cinque mesi entrate tributarie aumentate del 6% AZIENDA ITALIA Ad aprile nuovo record negativo per il quarto mese consecutivo In termini assoluti l'aumento registrato è stato pari a 14,675 milioni ROMA Nuovo record del debito pubblico ad aprile. È il quarto mese negativo consecutivo. Il dato, informa la Banca d'Italia, si è attestato a quota 1661,486 miliardi di euro, in crescita dell'1,1% rispetto ai 1646,811 miliardi di marzo, precedente massimo storico. In termini assoluti, la differenza è pari a 14,675 milioni. Il debito sale dunque del 4,1%, pari a 64,781 milioni, rispetto a dicembre 2007 quando si è era collocato a 1596,705 miliardi. L'incremento è invece del 3,228%, pari a 51,984 milioni, rispetto a maggio dell'anno scorso, quando il dato era risultato pari a 1609,952 miliardi. ENTRATE TRIBUTARIE Il bollettino di via Nazionale mette in evidenza anche un altro dato importante: le entrate tributarie nei primi cinque mesi del 2008 sono ammontate a 140.333 milioni di euro, in crescita del 6,1% rispetto ai 132.178 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. A maggio, ultimo mese analizzato, le entrate sono state pari a 28.940 milioni di euro (28.363 nel maggio del 2007). ROBIN TAX Via libera, intanto, ad alcune modifiche alla "creatura" del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, la "Robin Hood tax", che consentirà di finanziare la "social card" per i più poveri mentre è in arrivo una nuova "stretta" sui costi della politica (sindaci, consiglieri comunali e direttori di Asl e ospedali). Sul fronte politico da registrare l'attacco del leader del Pd Walter Veltroni alla Robin tax con la quale, dice, "Tremonti prende in giro gli italiani". Arriva poi la richiesta del ministro ombra dell'Economia, Pierluigi Bersani, al responsabile del dicastero di Via XX Settembre, di sapere perchè il fabbisogno 2009 sia "sovrastimato". E mentre monta la protesta delle Università, Francesco Pardi (Idv), mette in luce la soppressione da parte del governo dell'Alto commissario contro la corruzione nella P.a.. Una voce fuori dal coro della Pdl è poi quella del governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, che boccia come "insostenibili" i tagli alla sanità. Sempre all'interno della maggioranza il Mpa continua dimostrare il proprio mal di pancia sul fatto che il governo non abbia ancora mantenuto le sue promesse per i fondi al sud. COMMISIONE BILANCIO Intanto i lavori delle commissioni Bilancio e Finanze proseguono non proprio speditamente e, allo stato, sono pochi gli articoli approvati. Molti i nodi ancora aperti a partire da una possibile riscrittura della norma sui servizi pubblici locali. Tra le novità inserite nella Robin Tax, una del Pd che impegna l'Autorità per l'Energia a "monitorarre la situazione e il finanziamento di parte della social card recuperando gli aiuti alle banche. Le commissioni hanno approvato anche una serie di modifiche al patto di stabilità interno, varato (con modifiche) il piano casa (sarà utilizzato parte del patrimonio del Demanio), mentre il relatore per commissione la Finanze, Giorgio Jannone (Fi), ha annunciato che presenterà un emendamento che servirà a coprire, in parte, l'abolizione dei ticket, con un taglio ai compensi (-20%) dei direttori di Asl e ospedali ma anche sui compensi di sindaci e consiglieri comunali. I lavori proseguiranno affrontando la parte fiscale della manovra e le commissioni dovrebberoriaggiornarsi domani pomeriggio alle 18 per concludere l'esame del testo lunedì pomeriggio quando l'aula riprenderà l'iter del dl sicurezza. Provvedimento sul quale dovrebbe esser posta la fiducia con conseguente "sconvocazione" dei lavori delle commissioni.

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Spettacolo-denuncia con stella (sezione: Costi dei politici)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

IERI SERA IN SCENA "UN PAESE DI GENTE PERBENE" Spettacolo-denuncia con Stella Una raccolta di storie, racconti, aneddoti, alternati ai canti e alle canzoni in cui ancora vive il patrimonio popolare italiano. Su questa formula il famoso giornalista Gian Antonio Stella e l'attore Bebo Storti hanno costruito, a quattro mani, lo spettacolo che li ha visti protagonisti ieri sera in piazzetta Falcone-Borsellino sul palco di Lettere Mediterranee. È stata una delle serate più attese della manifestazione dedicata alla musica, al cinema, alle arti e agli incontri "al Capo Nord del Mediterraneo". Monfalcone costituiva il debutto nazionale per lo spettacolo, nuovo di zecca, e intitolato "Un paese di gente per bene". I testi trovano ispirazione in "La deriva: perché l'Italia rischia il naufragio", il volume che lo stesso Stella e Sergio Rizzo hanno scritto quest'anno e pubblicato da Rizzoli. Ad accompagnarli in questa indagine sull'Italia - paese straordinario, ma a rischio appunto di deriva - c'erano la voce e la fisarmonica del cantautore Gualtiero Bertelli e il pianoforte di Paolo Favorido. (r.c.).

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An: solo <gettoni> per i consiglieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Alto Adige" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-07-12 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE La proposta Minniti: risparmi per oltre 4 milioni all'anno An: solo "gettoni" per i consiglieri BOLZANO - Il consiglio provinciale come il consiglio comunale. Dunque sedute serali e niente indennità ai consiglieri che dovrebbero mantenere il proprio lavoro e accontentarsi di un gettone di presenza. Con questo sistema, dicono i consiglieri provinciali di An Mauro Minniti e Alberto Sigismondi, si potrebbero risparmiare fino a 4,4 milioni di ero all'anno. "Soldi che potrebbero essere destinati ad uno scopo migliore, ad esempio a finanziare il settore sociale " sottolinea Minniti. Una proposta di riforma così radicale presentata a poche settimane dalle elezioni appare a dir poco sospetta ma gli esponenti di An negano che si tratti di un modo per guadagnare consensi. "è proprio alla vigilia delle elezioni che la gente ci accusa di essere "La casta" e dunque - spiega Sigismondi- è proprio adesso che bisogna agire. La vera proposta populista è stata quella del consiglio di presidenza della regione che ha tagliato i soldi ai gruppi consiliari e i vitalizi di qualche ex consigliere. La nostra è una proposta molto più radicale che taglia con decisione i problemi della classe politica". Alla conferenza stampa per la presentazione del doppio disegno di legge - uno provinciale e uno regionale - c'era anche il deputato Giorgio Holzmann che ha sottolineato l'importanza di risparmiare in tempi in cui il contenimento della spesa pubblica è una priorità per tutti i governi. "I consiglieri provinciali - insiste Minniti - non devono più vivere di politica ma dovrebbero essere persone che si dedicano a questa materia con lo spirito puro di un tempo, dettato dal volontariato civico e non dalla voglia di arricchirsi". Di fatto, nei due loro due disegni di legge, Minniti e Sigismondi chiedono che ai consiglieri provinciali venga riconosciuto solamente un gettone di presenza al pari dei consiglieri comunali di 100 euro a seduta, per un totale di venti o venticinque sedute al mese spalmate durante i giorni feriali in orari che vanno dalle ore 18 alle ore 22. "Tagliare le attuali indennità riconosciute ai consiglieri provinciali, che oggi portano a casa.

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I consiglieri di Nettuno potranno rinunciare al gettone di presenza nelle commissioni consiliari, ci (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

12 Luglio 2008 Chiudi I consiglieri di Nettuno potranno rinunciare al gettone di presenza nelle commissioni consiliari, circa 70 euro lordi a seduta. La modifica al regolamento, che non prevedeva rinunce, è stata proposta dalla giunta e votata all'unanimità dal Consiglio. Un piccolo segnale di risparmio da parte degli eletti, se intenderanno avvalersene. Rinviata in commissione la scelta dei criteri di tutela di inquilini anziani o meno abbienti, in vista della vendita di 196 appartamenti comunali. Sarà rivista la delibera sul bando per vigili urbani trimestrali, diversa da quella pubblicata nel Bur. Approvati a maggioranza Bilancio partecipato e Consiglio dei ragazzi. A.Mo.

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<Costi del consiglio comunale problema non ancora risolto> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere di Bologna" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-07-12 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE L'affondo di Natali (Pd) "Costi del consiglio comunale problema non ancora risolto" In Comune si torna a parlare di costi della politica. Ieri è stato il consigliere comunale del Partito democratico Paolo Natali ad ammettere, che nonostante il tentativo portato avanti dal presidente del consiglio Gianni Sofri, il problema non è stato risolto. "La discussione si è arenata - ha ammesso il consigliere - e non riusciamo a trovare una soluzione". E dire che, sostiene Natali, "sarebbe meglio arrivare a stabilire un'autoregolamentazione, senza aspettare che calino i tagli dall'alto", ovvero da Roma, come l'ultimo decreto sui costi della politica, contenuto nella Finanziaria 2008, che al Comune di Bologna ha sottratto quasi tre milioni di euro. "Si potrebbe prevedere la registrazione dell'orario sia di entrata che di uscita dei consiglieri dalle commissioni. Rendendo pubblici questi dati si potrebbe disincentivare la pratica del "firma e fuggi".

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Manovra, stretta su stipendi e consulenze (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

12 Luglio 2008 Chiudi Dalla commissione Bilancio via libera alla Robin Tax. Stranieri esclusi dalla carta sociale per i poveri Manovra, stretta su stipendi e consulenze Tagli a incarichi e gettoni di presenza. Debito pubblico, record ad aprile.

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Debito pubblico, altro record negativo (sezione: Costi dei politici)

( da "Libertà" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il passivo ora è di 1.661,4 miliardi. Le entrate fiscali salgono però del +6,1% roma - Il debito pubblico italiano continua a macinare record e intanto la Camera va avanti con l'esame della manovra triennale che punta, fra l'altro, proprio a ridurre il rapporto tra debito e Pil. La Banca d'Italia "fotografa" ad aprile un debito a 1.661,4 miliardi, +15 miliardi sul mese precedente, mentre rispetto ad aprile 2007 l'aumento è di oltre 50 miliardi. Buone notizie arrivano però sul fronte delle entrate che nei primi cinque mesi dell'anno hanno fruttato all'erario 140,3 miliardi (+6,1% rispetto ai primi 5 mesi dell'anno scorso). Via libera, intanto, ad alcune modifiche alla "creatura" del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, la "Robin Hood tax", che consentirà di finanziare la "social card" per i più poveri mentre è in arrivo una nuova "stretta" sui costi della politica (sindaci, consiglieri comunali e direttori di Asl e ospedali). Sul fronte politico da registrare l'attacco del leader del Pd Walter Veltroni alla Robin tax con la quale, dice, "Tremonti prende in giro gli italiani". Arriva poi la richiesta del ministro ombra dell'Economia, Pierluigi Bersani, al responsabile del dicastero di Via XX Settembre, di sapere perchè il fabbisogno 2009 sia "sovrastimato". E mentre monta la protesta delle Università, Francesco Pancho Pardi (Idv), mette in luce la soppressione da parte del governo dell'Alto commissario contro la corruzione nella P.a.. Una voce fuori dal "coro" della Pdl è poi quella del governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, che boccia come "insostenibili" i tagli alla sanità. Sempre all'interno della maggioranza il Mpa continua dimostrare il proprio mal di pancia sul fatto che il governo non abbia ancora mantenuto le sue promesse per i fondi al sud. I lavori delle commissioni Bilancio e Finanze, riunite per l'occasione, proseguono non proprio speditamente e, allo stato, sono pochi gli articoli approvati. Molti i nodi ancora aperti a partire da una possibile riscrittura della norma sui servizi pubblici locali. Tra le novità inserite nella Robin Tax, una del Pd che impegna l'Autorità per l'Energia a "monitorare" la situazione e il finanziamento di parte della social card recuperando gli aiuti alle banche. Le commissioni hanno approvato anche una serie di modifiche al patto di stabilità interno, varato (con modifiche) il piano casa (sarà utilizzato parte del patrimonio del Demanio), mentre il relatore per commissione la Finanze, Giorgio Jannone (Fi), ha annunciato che presenterà un emendamento che servirà a coprire, in parte, l'abolizione dei ticket, con un taglio ai compensi (-20%) dei direttori di Asl e ospedali ma anche sui compensi di sindaci e consiglieri comunali. 12/07/2008.

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Nuovo record per il debito (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Attualità Nuovo record per il debito Il rapporto della Banca d'Italia. Via libera alla Robin tax IL BOLLETTINO ROMA. Il debito pubblico italiano continua a macinare record e intanto la Camera va avanti con l'esame della manovra triennale che punta, fra l'altro, proprio a ridurre il rapporto tra debito e Pil. La Banca d'Italia fatografa ad aprile un debito a 1.661,4 miliardi, +15 miliardi sul mese precedente, mentre rispetto ad aprile 2007 l'aumento è di oltre 50 miliardi. Buone notizie arrivano però sul fronte delle entrate che nei primi cinque mesi dell'anno hanno fruttato all'erario 140,3 miliardi (+6,1% rispetto ai primi 5 mesi dell'anno scorso). Via libera, intanto, ad alcune modifiche alla creatura del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, la Robin Hood tax, che consentirà di finanziare la 'social card' per i più poveri mentre è in arrivo una nuova 'strettà sui costi della politica (sindaci, consiglieri comunali e direttori di Asl e ospedali). Sul fronte politico da registrare l'attacco del leader del Pd Walter Veltroni alla Robin tax con la quale, dice, "Tremonti prende in giro gli italiani". Arriva poi la richiesta del ministro ombra dell'Economia, Pierluigi Bersani, al responsabile del dicastero di Via XX Settembre, di sapere perchè il fabbisogno 2009 sia 'sovrastimatò. E mentre monta la protesta delle Università, Francesco 'Panchò Pardi (Idv), mette in luce la soppressione da parte del governo dell'Alto commissario contro la corruzione nella P.a.. Una voce fuori dal coro della Pdl è poi quella del governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, che boccia come "insostenibili" i tagli alla sanità. Sempre all'interno della maggioranza il Mpa continua dimostrare il proprio mal di pancia sul fatto che il governo non abbia ancora mantenuto le sue promesse per i fondi al sud. I lavori delle commissioni Bilancio e Finanze, riunite per l'occasione, proseguono non proprio speditamente e, allo stato, sono pochi gli articoli approvati. Molti i nodi ancora aperti a partire da una possibile riscrittura della norma sui servizi pubblici locali. Tra le novità inserite nella Robin Tax, una del Pd che impegna l'Autorità per l'Energia a 'monitorarè la situazione e il finanziamento di parte della social card recuperando gli aiuti alle banche. Le commissioni hanno approvato anche una serie di modifiche al patto di stabilità interno, varato (con modifiche) il piano casa (sarà utilizzato parte del patrimonio del Demanio), mentre il relatore per commissione la Finanze, Giorgio Jannone (Fi), ha annunciato che presenterà un emendamento che servirà a coprire, in parte, l'abolizione dei ticket, con un taglio ai compensi (-20%) dei direttori di Asl e ospedali ma anche sui compensi di sindaci e consiglieri comunali.

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Debito a 1.661,4 miliardi È il nuovo record storico (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena.it, L'" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

12 Luglio 2008 CONTI PUBBLICI. Prosegue l'iter della manovra: sì alla Robin tax, scure su compensi di sindaci, direttori asl e ospedali Debito a 1.661,4 miliardi È il nuovo record storico Bankitalia: anche le entrate crescono ma sono in frenata Adusbef: rosso da 28.637 euro per ogni cittadino   ROMA Nuovo record per il debito pubblico che in aprile, per la Banca d'Italia, è a 1.661,4 miliardi di euro mentre aumentano le entrate fiscali: nel periodo gennaio-maggio il balzo è stato del 6,1 per cento. In particolare, a maggio le entrate hanno toccato i 28,9 miliardi rispetto ai 28,3 del maggio 2007. È lo scenario su cui si innesta l'azione di risanamento e di rilancio dell'economia messa in atto da Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, con la manovra finanziaria che deve fare i conti con le speranze ridotte al lumicino di un extragettito tributario per il 2008. Analizzando i dati del supplemento al bollettino della Banca d'Italia emerge che, accanto agli elementi di rischio che pesano sulle entrate come la minor crescita, si aggiunge l'allarme spesa pubblica. Fattori che orientano le previsioni alla massima prudenza. Ieri, oltre al debito in rialzo per il quarto mese consecutivo, che secondo i calcoli dell'Adusbef sale a 28.637 euro per ogni italiano, la Banca d'Italia ha fornito le entrate di cassa per i primi cinque mesi del 2008. Il confronto con lo stesso periodo 2007 resta favorevole con un incremento di oltre sei punti (da 132,3 a 140,3 miliardi) in linea con i valori delle finanze. Ma la dinamica del gettito rivela segni di frenata e l'andamento dell'Iva, di cui non è fornito il dettaglio, autorizza la Banca d'Italia a considerare improbabile un extra gettito. A tal proposito i margini, e Tremonti lo ha confermato una settimana fa illustrando alle Commissioni Bilancio le linee guida della manovra, sono al minimo. L'analisi degli introiti dell'erario dimostra che Irpef e Ires alimentano il gettito e che la tenuta dell'Iva dipende dal buon momento dell'export, a testimonianza della crisi dei consumi. Le imposte indirette registrano un calo. Va aggiunto però che altri fattori, a partire dalle imposte dirette (+7 per cento rispetto allo stesso periodo 2007), hanno una buona performance. Da registrare l'impennata dei tributi locali: dal gettito delle addizionali Irpef regionali (+11,6 per cento) all'addizionale comunale (+15,4) all'Irap (+2,1). In conclusione, l'obiettivo di tenere in equilibrio i conti resta a portata di mano, ma aumentano gli elementi di rischio. MANOVRA. Nella manovra, in discussione alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, rientra il 5 per mille per il 2009, e la copertura iniziale di 380 milioni di euro sale a 400. Via libera anche a modifiche alla Robin Hood tax, che consentirà di finanziare la social card per i più poveri mentre è in arrivo una nuova stretta sui costi della politica (sindaci, consiglieri comunali e direttori di Asl e ospedali). Spunta anche il fondo per il federalismo fiscale. Via libera al piano casa. Questo mentre le Regioni, con in testa il governatore della Lombardia Formigoni, irritate per l'abolizione del ticket sono in rivolta contro i prospettati tagli alla sanità e chiedono al governo di cambiare rotta. E i comuni hanno lanciato "l'allarme rosso" per la stretta (di 180 milioni) imposta dagli emendamenti del governo al patto di stabilità. Che, per l'Anci, farà volare la stangata a quota 3 miliardi. Insomma per gli enti locali la manovra così com'è è "insostenibile". Inaccettabile. Si rischia lo scontro istituzionale. Per scongiurarlo Formigoni ha chiesto un incontro urgente al presidente del Consiglio Berlusconi e al ministro dell'Economia Tremonti. I lavori delle commissioni Bilancio e Finanze, proseguono non proprio speditamente e, allo stato, sono pochi gli articoli approvati. Molti i nodi aperti a partire da una possibile riscrittura della norma sui servizi pubblici locali. Tra le novità inserite nella Robin Tax, una del Pd che impegna l'Autorità per l'energia a controllare la situazione e il finanziamento di parte della social card recuperando gli aiuti alle banche. I lavori proseguiranno affrontando la parte fiscale della manovra e le commissioni dovrebbero riaggiornarsi a domenica pomeriggio alle 18 per concludere l'esame del testo lunedì pomeriggio quando l'aula riprenderà l'iter del decreto legge sicurezza.  .

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Debito pubblico da record (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Economia Pagina 212 i conti Statali Debito pubblico da record I conti Statali --> Il debito pubblico italiano continua a macinare record e intanto la Camera va avanti con l'esame della manovra triennale che punta, fra l'altro, proprio a ridurre il rapporto tra debito e Pil. La Banca d'Italia fotografa ad aprile un debito a 1.661,4 miliardi, +15 miliardi sul mese precedente, mentre rispetto ad aprile 2007 l'aumento è di oltre 50 miliardi. Buone notizie arrivano però sul fronte delle entrate che nei primi cinque mesi dell'anno hanno fruttato all'erario 140,3 miliardi (+6,1% rispetto ai primi 5 mesi dell'anno scorso). ROBIN TAX Via libera, intanto, ad alcune modifiche alla creatura del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, la Robin Hood tax, che consentirà di finanziare la "social card" per i più poveri mentre è in arrivo una nuova stretta sui costi della politica (sindaci, consiglieri comunali e direttori di Asl e ospedali). I lavori delle commissioni Bilancio e Finanze, riunite per l'occasione, proseguono non proprio speditamente e, allo stato, sono pochi gli articoli approvati. Molti i nodi ancora aperti a partire da una possibile riscrittura della norma sui servizi pubblici locali. Tra le novità inserite nella Robin Tax, una del Pd che impegna l'Autorità per l'Energia a "monitorare" la situazione e il finanziamento di parte della social card recuperando gli aiuti alle banche. Le commissioni hanno approvato anche una serie di modifiche al patto di stabilità interno, varato (con modifiche) il piano casa (sarà utilizzato parte del patrimonio del Demanio), mentre il relatore per commissione la Finanze, Giorgio Jannone (FI), ha annunciato che presenterà un emendamento che servirà a coprire, in parte, l'abolizione dei ticket, con un taglio ai compensi (-20%) dei direttori di Asl e ospedali ma anche sui compensi di sindaci e consiglieri comunali. I lavori proseguiranno affrontando la parte fiscale della manovra e le commissioni dovrebbero riaggiornarsi a domenica pomeriggio alle 18 per concludere l'esame del testo lunedì pomeriggio quando l'aula riprenderà l'iter del dl sicurezza. Provvedimento sul quale dovrebbe esser posta la fiducia. SOCIAL CARD Tra le novità della giornata, anche il Carroccio che chiede che la "social card" sia assegnata solo ai "residenti di cittadinanza italiana". Le modifiche al Patto di Stabilità interno prevedono che Comuni e Province possano escludere, per il conteggio dei saldi ai fini del patto, i proventi da cessioni di azioni o quote di società che operano nei servizi pubblici locali, se destinate alla riduzione del debito (emendamento dell'Udc).

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Sedute mordi e fuggi per alcuni consiglieri che dopo il primo appello lasciano l'aula (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Consiglio comunale Sedute mordi e fuggi per alcuni consiglieri che dopo il primo appello lasciano l'aula L'uscita dall'aula consiliare dovrebbe avere una strategia politica ben precisa, utilizzata dall'opposizione o da una parte della maggioranza come azione di intralcio. Sembrerebbe, invece, che l'abbandono dei lavori non abbia nulla di strategico. Alcuni consiglieri si rendono autonomamente liberi dopo essersi guadagnato il diritto al pagamento del gettone di presenza, rispondendo al primo appello. Diversamente non si spiegherebbe il fenomeno, per citare il più recente, di giovedì scorso, quando all'appello di inizio lavori si sono contati 27 partecipanti, alla prima fase di votazioni erano meno di 15 e uno soltanto era rimasto dopo il rinvio di un'ora. L'unico a non mancare era il presidente Callari che ha rinviato la seduta a ieri. E in prosecuzione dei lavori in 18 hanno approvato all'unanimità i due debiti fuori di bilancio trattati il giorno prima. Ora appare evidente che una parte di loro sta abusando dei rimborsi di partecipazione. Del resto, non si può andare in aula con l'intenzione di abbandonarla dopo pochi minuti. Se ciò accade vuol dire che si è andati con la precisa ed esclusiva intenzione di rispondere all'appello e assicurarsi il gettone. A restare sono sempre i soliti, così come quelli che abbandonano. E chi resta accusa il malessere e fa notare che l'attuale è stato un Consiglio comunale altamente partecipato che al momento non sta offrendo una bella immagine di se. A proposito di presenze, ieri si è notata, dopo un lungo periodo di lontananza, quella del sindaco, ma non dei dirigenti comunali. Si vive l'aria vacanziera. Resta da affrontare il Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario in corso e, immediatamente dopo, chiudere i battenti per la pausa estiva. Non vanno in vacanza i problemi della città, ma quelli possono aspettare ancora qualche altro decennio. Praticamente, un nulla rispetto alla loro secolare esistenza. F. P.

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Polservizi, manca il numero legale (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Assemblea rinviata a settembre Polservizi, manca il numero legale Ferraccioli: "Opportunità sprecata" Fumata nera per la nascita dell'assemblea intercomunale di Polservizi. E' mancato il numero legale e la riunione è stata aggiornata al dopo ferie.Ieri, in sala consiliare dovevano riunirsi tutti i soci, vale a dire i Comuni polesani più Cavarzere e Castagnaro, che compongono l'ente pubblico che si occupa del ciclo integrato dell'acqua, dalla potabilizzazione alla depurazione e alla fognatura.In agenda, secondo il dispositivo del Testo unico che disciplina la materia, vi era il varo di questo nuovo organismo intermedio tra la società che gestisce il servizio (Polservizi) e l'assemblea dei soci. Una sorta di camera di decantazione delle decisioni che l'esecutivo, cioè l'ente gestore, prende e che l'assemblea è chiamata ad approvare. Qualcosa di simile, anche se il paragone è solo esemplificativo, di quello che erano in passato i preconsigli comunali, nei quali le delibere della giunta venivano presentate ai consiglieri di maggioranza prima che si andasse all'esame del consiglio vero e proprio. Il tutto avverrebbe in base ad una apposita convenzione stilata tra i Comuni e Polservizi. L'assemblea intercomunale avrà un presidente - probabilmente il sindaco del consiglio comunale del capoluogo - senza tuttavia alcun costo di indennità o gettone.Purtroppo, per la validità dell'assemblea occorreva una maggioranza dei due terzi dei soci. Pare che concomitanti impegni e altre riunioni nei diversi ambiti di competenza - non escluso per alcuni anche l'inizio del periodo di ferie - abbiano reso impossibile la presenza di un numero sufficiente di rappresentanti comunali. Si sarebbe raggiunto appena il 47 per cento al posto del 66 per cento minimo per la validità dell'appuntamento."Peccato - ha commentato il presidente di Polservizi Giuliano Ferraccioli -. Se avessimo potuto costituire già oggi (ieri, ndr) l'assemblea intercomunale dandole già un presidente nominato, avremmo guadagnato un paio di mesi a vantaggio di alcune scelte e decisioni operative e gestionali già in agenda".Tutto rimandato quindi a settembre, anche se rimane un interrogativo sul perché i sindaci che non potevano essere presenti non abbiano incaricato un delegato almeno per garantire la partecipazione formale.Franco Pavan.

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Poclamazione dei consiglieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 12-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Carlentini Poclamazione dei consiglieri Carlentini. Dopo tanta attesa arriva da parte della commissione elettorale la proclamazione ufficiale dei 20 consiglieri eletti al consiglio comunale. Nessuna variazione si registra rispetto ai dati pubblicati precedentemente. Si vocifera che la lettura dei verbali predisposti da alcuni presidenti di seggio sia stata assolutamente lacunosa e troppo spesso i dati non sembrano riscontrati dal controllo incrociato. Questo inconveniente avrebbe costretto i componenti la commissione elettorale ad un vero tour de force. Si ha ragione di ritenere che la prima riunione del massimo consesso cittadino possa essere fissata per il 24 luglio prossimo. In questo lasso di tempo i vari partiti sono impegnati sulla quadratura del cerchio per quanto riguarda la designazione di presidente, vice presidente e squadra di assessori. Per come ha tenuto a sottolineare il giovanissimo neo consigliere comunale Salvatore Foti "lo impone la necessità di dare un governo alla cosa pubblica locale da gran tempo in panne per la nota gestione commissariale e per la gran mole di problemi irrisolti". Il dibattito nei prossimi giorni potrebbe infuocarsi, perchè, si dice, in lizza per la prestigiosa carica sarebbero in molti. Comunque sia, a noi non resta che stare alla finestra e vedere come andrà a finire e se ci sarà davvero discontinuità rispetto al passato e se presidente e assessori siano disposti a rinunziare al gettone di presenza. Intanto negli ambienti politico amministrativi corre voce che durante la prima riunione del massimo consesso cittadino dovrebbero essere sollevati casi di ineleggibilità nei confronti di alcuni dei neo eletti. Negli ambienti politico amministrativi c'è la ferma convinzione che non c'è tempo da perdere per far funzionare a pieno regime la macchina amministrativa. Ne è fermamente convinto più di tutti lo stesso sindaco, deciso più che mai di tuffarsi a testa bassa nel suo lavoro per recuperare il tempo perduto. Tra pre- crisi della passata amministrazione comunale, gestione commissariale ed elezioni è da più di un anno che al Comune si vive nel clima di paralisi, con tutte le incertezze, le distrazioni, i rallentamenti conseguenti. Lo stesso sindaco, dopo la proclamazione all'indomani della plebiscitaria affermazione è impegnato a confrontarsi con la sua coalizione per sviluppare un'efficace azione amministrativa. GAETANO GIMMILLARO.

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