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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DEL 12-5-2008       #TOP


IN EVIDENZA

 

- L'inchiesta: Davanti al "Palazzaccio" di Roma. Gli impiegati escono dopo aver vidimato l'ingresso "Entro, timbro e me ne vado" trucchi da travet in Cassazione. di GIULIA SANTERINI La Repubblica 12-5-2008

- Brunetta: "Licenzieremo i fannulloni della Pubblica Amministrazione" Il nuovo ministro: «Via dagli uffici chi non lavora». Alemanno preme: «E' una minoranza da rimuovere» La Stampa 12-5-2008

 

 

L'inchiesta: Davanti al "Palazzaccio" di Roma. Gli impiegati escono dopo aver vidimato l'ingresso "Entro, timbro e me ne vado" trucchi da travet in Cassazione. di GIULIA SANTERINI La Repubblica 12-5-2008

 


ROMA - Entrano, timbrano e riescono. Con noncuranza, come se fosse la cosa più normale del mondo. Come se lo facessero tutti i giorni. E infatti molti confessano: si assentano spesso dal lavoro dopo aver passato il badge nelle macchinette dell'ingresso. Per andare a parcheggiare, per portare il figlio a scuola o per un caffè. Tutto pagato, perché compreso nell'orario di lavoro. E tutto documentato da tre telecamere nascoste di Repubblica Tv: due esterne e una fatta entrare tranquillamente dall'ingresso degli avvocati, senza metal detector, sotto gli occhi dei carabinieri.

La scena è quella dell'imponente ingresso della Corte di Cassazione, il Palazzaccio di Piazza Cavour, a Roma. Tra le 7.30 e le 9.30 del mattino di un giorno feriale. I dipendenti salgono la scalinata. Alcuni scompaiono dietro la vetrata: hanno iniziato la loro giornata di lavoro. Altri accostano, lasciano l'auto con le doppie frecce lampeggianti, riescono dopo tre minuti e risalgono in auto. Cosa è successo? La telecamera non lascia dubbi: hanno passato il badge nell'apparecchio.

Li blocchiamo in fondo alla scalinata, per chiedere spiegazioni. La scusa più usata? Il parcheggio che non si trova. Ecco la prima impiegata, sulla cinquantina: "Si è vero, ho timbrato. E ora vado a parcheggiare. Ma lo sa lei che problemi ci sono a Roma con i parcheggi?". Le domandiamo se sa che sta commettendo un illecito: "Certo che lo so, potrei beccarmi un provvedimento disciplinare".

Ecco un'altra donna, una mamma, 40 anni circa, il bambino è rimasto in macchina, mentre lei timbrava. Le chiediamo dove va, lei si difende: "Ho un altro figlio malato a casa, mio marito è con lui. Vado a portare il bambino alla scuola qui vicino. Guardi che non possiamo fare più niente, siamo controllati a vista, come carcerati". Non sembrerebbe, almeno a vedere i gruppetti di impiegati andare a prendere il caffè al bar all'angolo della piazza e rientrare a passo lento dopo quasi mezz'ora. Filmati da Repubblica Tv, come la bella bionda che timbra, esce, riparte in auto con un accompagnatore e viene riportata in sede dopo 25 minuti.
Gli uffici sono ai piani alti e nessun capoufficio, ci svela serenamente un'impiegata, può accorgersene. Un'altra madre ammette: "Il vero problema non sono i 10-20 minuti per parcheggiare, potrei passare sei ore senza lavorare e nessuno mi direbbe niente". Solo un signore, ripreso anche lui dalla telecamera mentre timbra, tenta di negare. Poi ci svela: al Tribunale di Milano è anche peggio, in un ufficio si sono accorti che un impiegato mancava solo dopo tre giorni di assenza.

La macchina della Cassazione non brilla per efficienza: per una sentenza bisogna aspettare 38 mesi, secondo i dati della Relazione sulla Giustizia del 2007. E il lavoro si accumula: alla fine del 2007 le pendenze erano 102mila e 500, 1.700 in più che all'inizio dell'anno. E la lentezza della giustizia la paghiamo tutti: 41 milioni e mezzo di euro di risarcimenti in 7 anni per "i tempi non ragionevoli" dei processi. Alla domanda su quanti sono i dipendenti della Cassazione e quanto guadagnano né il direttore del personale della Corte né il ministero della Giustizia hanno dato risposta.
(12 maggio 2008)

 

Brunetta: "Licenzieremo i fannulloni della Pubblica Amministrazione" Il nuovo ministro: «Via dagli uffici chi non lavora». Alemanno preme: «E' una minoranza da rimuovere» La Stampa 12-5-2008

 

ROMA
Il problema dei "fannulloni" nella Pubblica Amministrazione si risolve «semplicemente licenziandoli». Il ministro dell’Innovazione e della Funzione pubblica, Renato Brunetta, lo dice in occasione dell’inaugurazione del Forum Pa. «Su questo ho le idee molto chiare -aggiunge Brunetta- ci sono le leggi che consentono la cassa integrazione e il licenziamento, solo che non sono mai state utilizzate. Il clima nel Paese, però, adesso è cambiato. Lo chiede il Paese di intervenire e non il professor Brunetta». Brunetta, quindi, spiega che «è un miracolo che la Pubblica Amministrazione ancora stia in piedi non avendo strumenti come gli incentivi, disincentivi, premi e punizioni. Un’azienda privata in queste condizioni avrebbe già chiuso».

Dello stesso parere è anche il neoeletto sindaco di Roma Gianni Alemanno che afferma: «I fannulloni devono essere licenziati ma sono convinto che la gran parte di coloro che lavorano nella Pubblica amministrazione non siano fannulloni ma che si tratti solo di una piccola minoranza». Sebbene si tratti di una minoranza, secondo Alemanno i fannulloni devono essere rimossi «a vantaggio dei lavoratori del pubblico impiego che in larga parte si impegnano e che spesso anche con carenza di mezzi e di incentivi reali fanno il massimo possibile. Ci deve essere - ha proseguito il sindaco - massima attenzione per i diritti sindacali ma io non credo che i sindacati vogliano difendere i fannulloni».

Quanto all’innovazione e alla modernizzazione della pubblica amministrazione, Alemanno ha ribadito che «è un processo fondamentale, è uno dei grandi obiettivi per il Paese che fanno parte del programma del nuovo Governo e del Popolo della Libertà. L’utilizzo di nuovi strumenti tecnologici - ha proseguito il sindaco - aiuta a ridurre contrasti sociali ed economici. Ci aspettiamo dalle moderne tecnologie dell’informazione la possibilità di trovare soluzioni più condivise anche a livello sindacale e - ha concluso Alemanno - a livello di composizione degli interessi dei cittadini e delle necessità dei lavoratori».

 

Report "Costi dei politici"

I re dell'auto rischiano una lunga sosta ai box La crisi morde. Peugeot e Fiat le sorprese ( da "Corriere Economia Online" del 12-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: della debolezza dei consumi, con le famiglie pronte a rimandare gli acquisti. Ma anche della restrizione del credito da parte delle banche, che peserà sulle politiche di finanziamento rateale. C'è infine l'aumento generalizzato dei costi delle materie prime, che incide sui margini di profitto delle case automobilistiche perché i rincari non possono essere automaticamente trasferiti

Caro Marco, ancora una volta il tuo ritorno in Valtenesi, in occasione del ponte del 25 Aprile, non ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 12-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: come raccontano Stella e Rizzo nel libro "La deriva", pubblicato da poco) mentre altre nazioni, ad esempio il Giappone, stanno avanzando prepotentemente. Ho letto, infatti, che l'intero territorio giapponese sarà presto interamente coperto dalla banda larga per consentire a tutti l'uso veloce di Internet.

I disegni di legge non tradiscono i temi elettorali ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 12-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Si va dal finanziamento pubblico ai partiti alla riduzione dell'indennità parlamentare e del numero di deputati e senatori. Ma la lotta ai costi della politica passa anche attraverso la soppressione delle province e degli enti inutili. Per quanto riguarda le tasche degli italiani, sembra essere più vicina l'abolizione dell'Ici sulla prima casa,

De Angelis, infatti, dice: Abbiamo parlato di tante cose, abbiamo molti punti in comune e mi r ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 12-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: nessun gettone di presenza; nessun rimborso spese)." E sull'interporto Scalia affonda: "Ricordo che, se questa importantissima infrastruttura oggi si sta costruendo è perchè, quando il presidente di allora della società interportuale minacciò -nell'imminenza della scadenza dei termini- di non bandire la gara e di rinunciare così al finanziamento statale,

Messina, il ponte infinito ( da "Panorama" del 12-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: pubblicità, gettoni di presenza, affitti e bollette per 20 milioni di euro solo nel 2006. Entro maggio il consiglio di amministrazione in scadenza dovrà approvare il bilancio 2007. La voce costi sarà certo più leggera, visto che lo stop deciso con l'ultima Finanziaria è calato su via Po a mo' di mannaia.

La deriva ( da "Nuova Sardegna, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Cultura e Spettacoli La deriva La deriva Stella e Rizzo (Rizzoli) La solitudine dei numeri primi Paolo Giordano (Mondadori) Firmino Sam Savage (Einaudi) Gomorra Roberto Saviano (Mondadori) L'eleganza del riccio Muriel Barbery (Edizioni e/o) Il campo del vasaio Andrea Camilleri (Sellerio) Il cacciatore di aquiloni Khaled Hosseini (Piemme) La paura e la speranza Giulio Tremonti (

Crisi alimentare, biocarburanti sott'accusa ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 12-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ha riferito il rappresentante della Cpe ? sono una finta rivoluzione, perché si spende tanta energia per produrre ancora energia''. Il massiccio afflusso di finanziamenti da parte dell'Europa e degli Stati Uniti, secondo la Cpe, ha portato ad un aumento vertiginoso nella produzione di biocarburanti, causando così "uno shock nei mercati agricoli mondiali più fragili"

Servizi associati, lezioni all'Albania ( da "Corriere Adriatico" del 12-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: per uscire dallo stato di isolamento che caratterizza, in particolare, le zone montane del nostro Paese. Un argomento di pregnane attualità politica considerando il progett di ristrutturazione delle comunità montane destinato a ridurne il numero per contenere i cosiddetti costi della politica. G.M.,.

Articoli

I re dell'auto rischiano una lunga sosta ai box La crisi morde. Peugeot e Fiat le sorprese (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Economia Online" del 12-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Dopo un rally di borsa durato circa quattro anni i titoli automobilistici europei sono fermi per un pit stop. E l'indice di settore, in calo del - 12,64% da gennaio, è quasi perfettamente in linea con l'andamento del DJ Stoxx 600 delle grandi capitalizzazioni europee, giù del 12,54%. La pausa, secondo gli analisti, potrebbe protrarsi per qualche trimestre. Ma alcune società, tra cui la sottovalutata Peugeot , oppure una Fiat ancora oggi in piena fase di rilancio, potrebbero portare buone performance agli investitori. C'è invece molto scetticismo sull'eventualità che Volkswagen , salita da inizio anno di oltre il 20%, e quindi caratterizzata da un extrarendimento eccezionale rispetto alla media di mercato, possa andare molto oltre i livelli di quotazione attuale. "Il comparto automobilistico nei prossimi mesi affronterà una congiuntura sfavorevole sotto molteplici aspetti", dice Erica Beretta , gestore azionario Europa in Bnp Paribas sgr . "Le vendite di auto risentiranno della debolezza dei consumi, con le famiglie pronte a rimandare gli acquisti. Ma anche della restrizione del credito da parte delle banche, che peserà sulle politiche di finanziamento rateale. C'è infine l'aumento generalizzato dei costi delle materie prime, che incide sui margini di profitto delle case automobilistiche perché i rincari non possono essere automaticamente trasferiti sui consumatori", argomenta il gestore. Uno scenario non proprio rassicurante che tuttavia non impedisce agli analisti di Lehman Brothers e a quelli di Deutsche Bank di attribuire a Peugeot un giudizio di overweight e buy, rispettivamente con prezzo-obiettivo a 75 e a 72 euro. Avanza qualche dubbio sul potenziale rialzista della casa automobilistica francese Vincenzo Mangiaracina , gestore azionario Europa in BG Sgr . "Peugeot ha il grosso difetto di essere forte soprattutto in Francia e di non essere mai riuscita a sfondare nella fascia alta di mercato, dove i margini sono più sicuri e più elevati", commenta il gestore. Fiat condivide almeno in parte gli stessi limiti (bassa marginalità e prodotti di fascia media e medio-bassa), ma la storia del rilancio aziendale continua. Gli analisti di Citi , attribuiscono al Lingotto un giudizio buy e un target a 21 euro, con un ritorno complessivo a 12 mesi (comprensivo dei dividendi) addirittura del 53,1%. Per Société Générale il gruppo torinese è un buy con obiettivo a 19 euro. Ma, più prudentemente, per il Crédit Suisse è un semplice hold . "Un buon risultato trimestrale non basta, perché in alcune aree di business si riscontra un rallentamento superiore alle aspettative", sostengono gli gnomi zurighesi. Che restringono il potenziale di rialzo della società guidata da Sergio Marchionne ad un modesto 8,8%. Fioccano invece i giudizi di sell su Volkswagen (Société Générale, Crédit Suisse, Citi, Merrill Lynch). "Le valutazioni della società sono totalmente fuori misura rispetto ai risultati di bilancio. Il corso del titolo è sostenuto principalmente dall'aspettativa speculativa dell'acquisto di un altro 20% del capitale da parte di Porsche , che già adesso controlla il 30% delle azioni di Wolfsburg", spiega Mangiaracina. Ed è proprio Porsche, secondo Beretta, il gruppo ad alto potenziale del settore auto in Europa. "Perché Porsche più che una società automobilistica è un marchio del lusso".

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Caro Marco, ancora una volta il tuo ritorno in Valtenesi, in occasione del ponte del 25 Aprile, non (sezione: Costi dei politici)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 12-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Lettere pag. 53 Caro Marco, ancora una volta il tuo ritorno in Valtenesi, in occasione del ponte del 25 Aprile, non Caro Marco, ancora una volta il tuo ritorno in Valtenesi, in occasione del ponte del 25 Aprile, non è stato favorevole al nostro incontro. Ti avevo telefonato per informarti che sarei stato assente, ma la mia chiamata non ha avuto risposta. E ora mi spieghi la ragione: dalla mattina del 24 il guasto sulla linea ha reso non solo muto il tuo telefono, ma anche l'uso dell'Adsl del computer, collegamento non ancora ripristinato al tuo rientro la mattina del 28 aprile, nonostante le segnalazioni all'azienda alla quale paghi "l'ultimo miglio"; per questo non è stato possibile coordinare il nostro incontro. Capisco la tua inquietudine per il guasto telefonico che sicuramente ti ha fatto perdere alcuni importanti contatti impossibili da ricostruire; un danno che nessuno ti risarcirà e che va ben oltre i giorni di disfunzione. Purtroppo siamo in un Paese che sta scivolando sempre più in basso a causa della mancanza di servizi e con linee vecchie (da quelle telefoniche a quelle ferroviarie, come raccontano Stella e Rizzo nel libro "La deriva", pubblicato da poco) mentre altre nazioni, ad esempio il Giappone, stanno avanzando prepotentemente. Ho letto, infatti, che l'intero territorio giapponese sarà presto interamente coperto dalla banda larga per consentire a tutti l'uso veloce di Internet. Ma da noi chi pensa a sostituire sull'intera penisola i vecchi cavi con fibre ottiche o ad adottare sistemi che consentano un Internet superveloce? Mi racconti, caro Marco, che durante il tuo breve soggiorno ti sono accaduti alcuni episodi di varia natura. Il primo è avvenuto una mattina a Salò. Avevi necessità di recarti alla posta per una raccomandata, ma hai dovuto rinunciare per non essere riuscito a trovare dove parcheggiare l'automobile (a pagamento). Ti sei quindi recato a Maderno, dove hai trovato facilmente un parcheggio vicino agli uffici postali senza dover spendere un euro. Osservi giustamente che nei pressi di tutti gli uffici pubblici - da quelli della posta a quelli del municipio - i cittadini dovrebbero avere il diritto di parcheggiare gratuitamente per un quarto d'ora, come già avviene in alcune località. E tanto più nella cittadina di Salò, priva di servizio di trasporto pubblico, bloccata dai cantieri e il cui grande parcheggio gratuito dista dal centro più di un chilometro, un tratto di strada che gli anziani sulle gambe malferme compiono a fatica. Un altro episodio, di diversa natura, ti è capitato a Maderno, località che apprezzi particolarmente per il suo golfo solare e per la suggestiva chiesa di Sant'Andrea, gioiello dell'arte romanica, finalmente in fase di restauro a tre anni dal terremoto del 24 novembre 2004. Dopo aver compiuto la passeggiata sul nuovo lungolago, anche per osservare i megamostri già costruiti e in costruzione che ti avevo segnalato, giunto al nuovo chiosco allestito al termine della banchina, hai avuto desiderio di sederti per un caffè e goderti per una decina di minuti il sole e la splendida luce riflessa sulle acque. Ma ti ha dissuaso la musica martellante diffusa da due altoparlanti. Sei quindi entrato nel chiosco e hai ordinato il caffè. Il barista ti ha chiesto se volevi berlo al banco o seduto all'aperto. Hai risposto: "Al banco, perché la musica mi disturba un poco". E il barista, per tutta risposta: "Quando desidero il silenzio vado sul Pizzocolo". Amara la tua replica: "Beato lei, ma non tutti hanno le gambe per poterlo fare!". Ti sei sentito vittima di un comportamento poco civile. Tanto più che invece di due altoparlanti all'aperto ne sarebbe bastato uno solo con il risultato di disporre di due settori: uno con musica e uno senza. Non prendertela, caro Marco. Viviamo in tempi in cui la prevaricazione è sempre più diffusa e lo stordimento del tam tam della musica (dalle discoteche ai bar) è considerato il più bel divertimento. Evidentemente il silenzio non è più d'oro. Forse perché molti non sanno apprezzare i rumori della natura. Oppure hanno paura a rimanere soli ad ascoltare il proprio essere.

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I disegni di legge non tradiscono i temi elettorali (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 12-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-05-12 - pag: 12 autore: Parlamento. Le prime mille proposte presentate I disegni di legge non tradiscono i temi elettorali Economia, sicurezza, giustizia e giovani risultano gli argomenti più ricorrenti Serena Riselli Alessandra Tibollo Quasi mille disegni di legge in ventiquattro ore. Così si apre la legislatura appena insediata. Nonostante l'intenzione di semplificare il quadro normativo espressa a più riprese dal nuovo premier Silvio Berlusconi, deputati e senatori si sono messi subito all'opera, fra temi caldi della campagna elettorale e proposte fantasiose. Qualche matricola e molti Ddl che ritornano dalla scorsa legislatura. Economia, welfare e giustizia gli argomenti che hanno destato maggiore interesse nelle file dei neoparlamentari e non mancano le riforme, soprattutto quella sulla legge elettorale. Decine gli affondi al "Porcellum", che arrivano dagli opposti schieramenti. Al centro della scena le candidature plurime, le liste bloccate e le pari opportunità nell'accesso alle cariche elettive. Provvedimenti bipartisan anche per ridurre i privilegi della casta, altro tema cavalcato in campagna elettorale. Si va dal finanziamento pubblico ai partiti alla riduzione dell'indennità parlamentare e del numero di deputati e senatori. Ma la lotta ai costi della politica passa anche attraverso la soppressione delle province e degli enti inutili. Per quanto riguarda le tasche degli italiani, sembra essere più vicina l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, cavallo di battaglia del Popolo della libertà. Ma non è l'unica tassa che ha subito le bordate dei deputati e senatori della XVI legislatura: a rischio cancellazione anche canone Rai, la tassa sul passaporto e il famigerato bollo auto. Un po' di economia si fa anche in famiglia, soprattutto se è giovane. Per prima cosa la casa, da affittare con canone agevolato; poi i mobili, da acquistare a prezzo ridotto; infine per i figli che arriveranno il bonus bebè e la riduzione dell'Iva sui prodotti per la prima infanzia. Centinaia anche le risposte ai temi della legalità. In primis la sicurezza: dopo i fatti accaduti in campagna elettorale, molte sono state le richieste per la riforma del codice penale e l'inasprimento delle pene. A ciò si aggiungono i numerosi disegni di legge che riguardano i giudici, dalla riforma delle carriere all'idoneità psicologica dei magistrati. Legislatori instancabili Queste due proposte sono solo un campione dei 49 Ddl presentati dall'instancabile presidente emerito Francesco Cossiga, primo nella classifica dei parlamentari più prolifici. Dalla Camera dei deputati risponde Luca Volontè dell'Udc, con 45 disegni di legge che rispecchiano fedelmente i temi etici su cui il suo partito ha costruito la campagna elettorale: dalla lotta contro l'aborto alla fecondazione assistita, passando per la ricerca sulle cellule staminali. Molto produttiva anche la piccola pattuglia di Svp (Sudtiroler Volkspartei): dei primi mille disegni di legge (esclusi i cinque di conversione di decreti legge) presentati alle Camere, 79 portano la firma dei parlamentari altoatesini e guardano soprattutto alle problematiche locali. Non pochi, se si fanno i confronti con i ben più affollati partiti come il Pdl (che ha presentato 401 ddl) e il Pd (258). Creatività al potere Si passa dalla riforma del lavoro alla festa in onore di San Giuseppe: ben 3 i Ddl presentati in merito. Più altre 4 ricorrenze e 5 Giornate nazionali, tra cui una per la Famiglia italiana (con premio annesso alla migliore dello Stivale) e un'altra per i bonificatori. Molto gettonata la Via Francigena, con ben 4 disegni di legge pronti a difenderla. Piace anche l'ippoterapia, che conta lo stesso numero di proposte. A seguire 5 Ddl per i musei, fra i quali quello della pasta campana, e 4 per le case da gioco. E non poteva mancare un'iniziativa dedicata alla disciplina dei piercing e dei tatuaggi, una che regola gli outlet e un'altra che si occupa delle attività subacquee e iperbariche. Inoltre, aspettano una legge ad hoc i pizzaioli, gli autisti di rappresentanza e i maestri di fitness. E per gli amici a quattro zampe, c'è chi propone di vietare l'utilizzo delle pelli di cani e gatti, ma anche chi promuove la creazione di un apposito Servizio sanitario nazionale per Fuffy e Fido, che eroghi prestazioni mutualistiche. Infine, sono 3 i Ddl presentati a favore dell'Inno della Repubblica Italiana. Per fare il federalismo fiscale, ma sulle note di Mameli.

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De Angelis, infatti, dice: Abbiamo parlato di tante cose, abbiamo molti punti in comune e mi r (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 12-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di LUCIANO D'ARPINO De Angelis, infatti, dice: "Abbiamo parlato di tante cose, abbiamo molti punti in comune e mi ritengo soddisfatto". Scalia aggiunge: "Quando c'è la volontà di ragionare su basi concrete è tutto più facile. Il dialogo è ricominciato e ora vedremo gli sviluppi, a cominciare dall'assemblea di martedì della Saf". Dichiarazioni stringate che però lasciano capire alcune cose: sulla presidenza del partito De Angelis è disposto a cedere a patto che venga mantenuto un ruolo di primo piano all'attuale timoniere, il sindaco di Monte San Giovanni Campano Antonio Cinelli (vice presidenza?) e che venga condivisa la strategia del recupero di un patto organico con i socialisti di Schietroma e si apra l'alleanza con l'Udc a livello provinciale; sulla presidenza dell'Asi al presidente di Confindustria Arnaldo Zeppieri al posto del fedelissimo di De Angelis, Maurizio Cerroni, c'è apertura a patto che il rinnovo degli enti sia l'occasione per stringere le alleanze e non per dividere; sulla Saf si va verso il rinnovo della presidenza di Cesare Fardelli (uomo di Scalia) con gli altri due membri del Cda che dovrebbero andare al socialista Enzo Colantuono e uno all'opposizione (in pole Adriano Roma del Pdl).Infine ieri Scalia ha replicato al consigliere regionale dell'Udc che gli ha chiesto di dimettersi: "Abbiamo perso l'assegnazione del terzo scalo aeroportuale - ha detto Pigliacelli - senza per ciò dichiarare archiviata l'esperienza di un CdA che non ha prodotto risultato alcuno, salvo percepire per anni lauti quanto immeritati compensi. Dell'interporto non si hanno più notizie". Ed ecco, in sintesi, la durissima replica di Scalia a Pigliacelli: "La provincia di Frosinone, lungi dall'aver perso l'opportunità di realizzare uno scalo aeroportuale, ha ottenuto che il Consiglio regionale (pur con l'indifferente silenzio di Pigliacelli) approvasse un ordine del giorno che impegna la Regione ad autorizzare un aeroporto civile al sud del Lazio. Ad oggi, l'unica Provincia che può ottenere l'aeroporto è la nostra. L'inserimento dell'opera in questione nel programma triennale è competenza del Consiglio regionale; perchè il consigliere Pigliacelli, invece di scrivere ai giornali, non esercita almeno per un giorno la propria funzione (lautamente compensata) e non sollecita la convocazione del Consiglio su questo punto? Per la carica di Presidente dell'A.d.F. il sottoscritto non percepisce neanche un euro (nessuna indennità; nessun gettone di presenza; nessun rimborso spese)." E sull'interporto Scalia affonda: "Ricordo che, se questa importantissima infrastruttura oggi si sta costruendo è perchè, quando il presidente di allora della società interportuale minacciò -nell'imminenza della scadenza dei termini- di non bandire la gara e di rinunciare così al finanziamento statale, per il rifiuto dei soci -Camera di commercio guidata da Pigliacelli in testa- di sottoscrivere il già deliberato aumento di capitale della società, io ho impegnato l'Amministrazione provinciale a sottoscrivere tutto l'aumento di capitale non sottoscritto dagli altri soci". Infine il presidente della Provincia Scalia attacca a sua volta Pigliacelli: "Vorrei sapere se quando era contemporaneamente Presidente della Camera di Commercio, di ASPIN e di Innova e consigliere di amministrazione dell'ASI percepisse per questi altri incarichi le corrispondenti indennità; vorrei sapere a quante riunioni del C.d.A. dell'ASI abbia partecipato nei tre anni del suo mandato; vorrei sapere quante volte ha preso la parola in Consiglio regionale e quanti iniziative abbia intrapreso in quella funzione nell'interesse della nostra provincia. Io sono pronto a rispondere del mio operato e del grado di attuazione del mio programma amministrativo. Invito Pigliacelli a fare altrettanto".

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Messina, il ponte infinito (sezione: Costi dei politici)

( da "Panorama" del 12-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Messina, il ponte infinito LAURA MARAGNANI Corsi e ricorsi Il nuovo governo rilancia il piano ma la società concessionaria è in smantellamento. E farla ripartire costerà diverse centinaia di milioni. Via le insegne. Via il personale. Uffici chiusi, scrivanie, computer, arredi: tutto venduto, o quasi. A Villa San Giovanni e a Messina nulla più rimane dei due info-point della Stretto di Messina, società concessionaria del futuribile ponte sullo Stretto. Lo smantellamento si è concluso a pochi giorni dalla vittoria di un centrodestra per cui il ponte è di nuovo "una priorità". E la firma è di Pietro Ciucci, consigliere e amministratore delegato della Sdm nonché presidente, consigliere e direttore generale dell'Anas, azionista di controllo (82 per cento) del ponte. Quando si dice il tempismo: le due sedi erano state aperte nel 2006, a ridosso della vittoria di un centrosinistra che del ponte proprio non voleva sentir parlare. Per due anni hanno inutilmente funzionato insieme alla imponente sede di Roma, cinque piani in affitto a via Po: 102 dipendenti (di cui oltre 20 nello staff dell'amministratore delegato) e stipendi, consulenze, pubblicità, gettoni di presenza, affitti e bollette per 20 milioni di euro solo nel 2006. Entro maggio il consiglio di amministrazione in scadenza dovrà approvare il bilancio 2007. La voce costi sarà certo più leggera, visto che lo stop deciso con l'ultima Finanziaria è calato su via Po a mo' di mannaia. I dipendenti sono scesi a 42 (gli esuberi ricollocati all'Anas e in altri uffici pubblici) e gli 11 membri del cda si sono sentiti proporre dal presidente Giuseppe Zamberletti un'autoriduzione degli emolumenti (erano triplicati: dai 526 mila euro del 2002 ai 1.616 del 2006). Ma a incombere minacciosamente sui conti sono le milionarie richieste di danni avanzate dal general contractor Eurolink e dall'americana Parsons Transportation Group. A fronte di un contratto da 3,9 miliardi di euro firmato nel marzo 2006, un mese prima della vittoria di Romano Prodi, la Eurolink (l'Impregilo è la capofila, ne fanno parte la spagnola Sacyr, la giapponese Ishikawajima-Harima e le più grandi imprese italiane del settore) ha già chiesto 80 milioni di euro di danni; ogni mese ne aggiunge altri 3. Il gruppo Parsons, aggiudicatario di un contratto da 120 milioni per il project managing consulting, ne vuole 40. E non basta. Sedi periferiche chiuse, personale dimezzato, finanziamenti spariti (il governo Prodi ha riassegnato alle regioni Sicilia e Calabria il milione e mezzo di euro accantonato dalla Fintecna per il ponte), contributi Ue perduti: tra sprechi gestionali e incertezze politiche, a discutere col nuovo governo il se, il quando e il come costruire adesso il ponte sarà una società che deve di fatto ricominciare tutto daccapo. Chiuderla costerebbe oltre 600 milioni di euro: "388 milioni solo di penali" aveva calcolato l'ex ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che infatti aveva optato per un drastico ridimensionamento; più i danni; più la perdita dei 160 milioni finora spesi in 30 anni di studi di settore, progetti, sedi, assunzioni. Ma per ripartire bisogna far fronte alle richieste di adeguamento dei contratti, pagare i danni, rimettere in piedi una struttura allo sbando. Tra Scilla e Cariddi sarà in ogni caso una botta da centinaia di milioni.

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La deriva (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cultura e Spettacoli La deriva La deriva Stella e Rizzo (Rizzoli) La solitudine dei numeri primi Paolo Giordano (Mondadori) Firmino Sam Savage (Einaudi) Gomorra Roberto Saviano (Mondadori) L'eleganza del riccio Muriel Barbery (Edizioni e/o) Il campo del vasaio Andrea Camilleri (Sellerio) Il cacciatore di aquiloni Khaled Hosseini (Piemme) La paura e la speranza Giulio Tremonti (Mondadori) Il treno dell'ultima notte Dacia Maraini (Rizzoli) Tutto per una ragazza Nick Hornby (Guanda) La graduatoria è compilata tenendo conto delle vendite nel periodo dal 3 maggio al 9 maggio 2008.

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Crisi alimentare, biocarburanti sott'accusa (sezione: Costi dei politici)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 12-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Affari & Finanza > RAPPORTO/ENERGIA Crisi alimentare, biocarburanti sott'accusa il caso I biocarburanti hanno contribuito significativamente all'attuale crisi alimentare che riguarda il Sud del mondo. E' la posizione espressa da René Louail, componente di "Coordination paysanne europeenne" (Cpe). "I biofuel ? ha riferito il rappresentante della Cpe ? sono una finta rivoluzione, perché si spende tanta energia per produrre ancora energia''. Il massiccio afflusso di finanziamenti da parte dell'Europa e degli Stati Uniti, secondo la Cpe, ha portato ad un aumento vertiginoso nella produzione di biocarburanti, causando così "uno shock nei mercati agricoli mondiali più fragili". L'attuale crisi, secondo la Cpe, dimostra che è necessario ripensare la politica agricola perché controlli mercato e produzione favorendo la biodiversità e la varietà della produzione. "C'è bisogno ? sostiene ancora Louail ? di una politica pubblica in agricoltura per evitare speculazioni sul mercato e per dare a ogni paese gli strumenti per proteggere i propri prodotti e la propria alimentazione". (r. rap.).

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Servizi associati, lezioni all'Albania (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 12-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il viaggio ricambiala visita nel nostroterritorio di cinquesindaci del Paesedelle AquileL'obiettivo è esportareil modello di gestione condivisa delle strutture e un migliore usodelle risorse finanziarie Missione oltre Adriatico di una delegazione della Comunità montana di Pergola Servizi associati, lezioni all'Albania PERGOLA - Proseguono a grande ritmo le attività previste dal progetto transfrontaliero Adri links "Partenariati pubblico privato per lo sviluppo integrato delle filiere agro-alimentari" del nuovo programma di prossimità Adriatico - Interreg-cards/phare al quale partecipa la Comunità montana del Catria e Cesano di Pergola. La delegazione della Comunità Montana, coordinata dal responsabile dell'area terza Gianluca Cespuglio, è giunta a Shkodra (Albania) dove da oggi al 17 maggio, darà, ad una selezionata delegazione di funzionari ed amministratori albanesi, un supporto alle locali attività fornendo approcci e modalità di cooperazione fra Comuni in area montana per la gestione associata dei servizi con un programma di formazione dal titolo "La gestione del territorio e dei servizi nelle aree montane attraverso le forme associative e strumenti informatici trasferimento delle competenze, disseminazione". L'iniziativa è il prosieguo delle attività svoltesi nel territorio della Comunità Montana di Pergola nello scorso mese di marzo periodo durante il quale, una delegazione composta da 5 sindaci, tutti provenienti dai territori montani albanesi, ha avuto modo di visitare il nostro territorio, comprendere il funzionamento delle Comunità Montane e mettere a confronto le reciproche esperienze di gestione dell'amministrazione e della cosa pubblica nei due Paesi. L'iniziativa che verrà proposta nel territorio albanese, in esecuzione del progetto finanziato dall'Unione europea, è anche frutto del vivo interesse dimostrato dai 5 sindaci durante la loro permanenza nel nostro territorio nel voler approfondire, anche nel loro Paese con altre municipalità, le tematiche ed esperienze che possano portare alla condivisione dei servizi in forma associata finalizzata ad una migliore gestione delle risorse economiche. Durante la permanenza della delegazione in Albania, in linea con lo spirito del progetto, verrà dato ampio spazio a forme di accordi che possano incentivare e facilitare la condivisione di esperienze che possano portare ad un incremento degli scambi commerciali fra i due Paesi ed in particolare con quanti, nella filiera agro-alimentare, operino nel settore vitivinicolo. Il presidente della Comunità Montana del Catria e Cesano, Vitale Vitalucci, nell'augurare buon lavoro alla delegazione, ha ricordato come divenga sempre più strategico, per le nostre aree marginali, stringere proficui rapporti istituzionali e commerciali, in particolare con paesi d'oltre confine, per uscire dallo stato di isolamento che caratterizza, in particolare, le zone montane del nostro Paese. Un argomento di pregnane attualità politica considerando il progett di ristrutturazione delle comunità montane destinato a ridurne il numero per contenere i cosiddetti costi della politica. G.M.,.

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