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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DEL   12-4-2008       #TOP


IN EVIDENZA

- Elezioni, brogli: è Dell'Utri il senatore. Ma lui si difende: "Nessun avviso". Il senatore di Forza Italia respinge qualsiasi ipotesi di coinvolgimento in vicende di presunti brogli (La Stampa 12-4-2008) 1

 

- Voto di scambio all'estero. Dell'Utri nelle intercettazioni. Indagine su 50 mila schede, coinvolti uomini della 'ndrangheta (Il Corriere della Sera 12-4-2008) 1

 


 

Elezioni, brogli: è Dell'Utri il senatore. Ma lui si difende: "Nessun avviso". Il senatore di Forza Italia respinge qualsiasi ipotesi di coinvolgimento in vicende di presunti brogli (La Stampa 12-4-2008)

REGGIO CALABRIA
La Dda di Reggio Calabria sta conducendo un’inchiesta su presunti brogli nel voto degli italiani in America latina che sarebbero stati messi in atto dalla cosca Piromalli di Gioia Tauro. Nell’inchiesta, come riportano oggi i quotidiani, sarebbero coinvolti un uomo d’affari siciliano, Aldo Miccichè, e un parlamentare in carica, anche lui siciliano, che non sarebbe fino a oggi iscritto nel registro degli indagati.
Si tratterebbe, sempre secondo quanto riportato dai quotidiani, di Marcello dell’Utri, che respinge qualsiasi ipotesi di coinvolgimento. Il tentativo d’inquinamento del voto avrebbe mirato a condizionare l’esito della consultazione facendo risultare come votate circa 50 mila schede bianche. Della vicenda è stato informato il ministro dell’Interno, Giuliano Amato: «Mi sono arrivate - ha detto - segnalazioni di tentativi di brogli del voto all’estero, per cui da parte nostra l’attenzione è massima».
L’inchiesta da cui sarebbero emersi i brogli è partita dalle intercettazioni di colloqui tra alcuni esponenti della cosca Piromalli detenuti in cui si faceva riferimento al voto all’estero. Nei dialoghi, in particolare, si parlava di una richiesta d’interessamento da parte della cosca all’andamento e all’esito del voto. In cambio sarebbero stati corrisposti duecentomila euro. La cosca Piromalli, alla quale sarebbe collegato l’imprenditore Aldo Miccichè, avrebbe importanti collegamenti in America Latina, dove gestisce i propri affari illeciti attraverso suoi emissari che risiedono da tempo nel continente sudamericano.
Il senatore Marcello Dell’Utri, tirato in ballo, ha reso noto di non avere ricevuto alcun avviso di garanzia. Dell’inchiesta «ho letto sui giornali», ha detto: «non conosco personalmente Aldo Miccichè ma l’ho sentito per telefono» e l’ho messo in contatto con Barbara Contini perchè «lui si è offerto di occuparsi dei voti degli italiani all’estero». Dell’Utri respinge qualsiasi ipotesi di coinvolgimento in vicende di presunti brogli: «Stiamo scherzando? Stiamo dando i numeri! Se vogliono sollevare un polverone elettorale, io questo putroppo non lo posso impedire. Ma - ripete - stiamo dando i numeri».


Voto di scambio all'estero. Dell'Utri nelle intercettazioni. Indagine su 50 mila schede, coinvolti uomini della 'ndrangheta. Carlo Macrì  (Il Corriere della Sera 12-4-2008)

Le intercettazioni: «Si tapperanno gli occhi quando barreremo le schede bianche con il simbolo Pdl»

REGGIO CALABRIA — Stando all'inchiesta della procura di Reggio Calabria sui possibili brogli elettorali commissionati all'estero, spunta il nome del senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri. Dalle intercettazioni telefoniche il faccendiere-bancarottiere Aldo Miccichè, calabrese di Maropati, avrebbe affidato il compito di sostenere la lista Berlusconi alla cosca Piromalli di Gioia Tauro, il casato di 'ndrangheta più potente in Calabria. Miccichè, intanto, dal Venezuela dove si è rifugiato per sottrarsi alla condanna definitiva per bancarotta fraudolenta e millantato credito, avrebbe messo a disposizione del senatore di Forza Italia i suoi legami con il cartello di 'ndrangheta sudamericana per favorire il controllo del voto degli italiani all'estero, mobilitando i consoli onorari.

Nel dossier di circa 430 pagine consegnato al ministro dell'Interno Amato dal procuratore distrettuale di Reggio Calabria Francesco Scuderi e dal pm Roberto Di Palma, si capisce come le schede bianche, circa 50 mila, sarebbero diventate voto utile per il partito di Berlusconi. Miccichè al telefono con Dell'Utri si dice convinto che l'operazione andrà in porto. «Basterà pagare qualche addetto ai lavori — dice rivolgendosi a Del-l'Utri, chiamandolo per nome —. I responsabili delle votazioni si tapperanno entrambi gli occhi quando qualcuno dei nostri si preoccuperà di recuperare tutte le schede bianche e barrare la casella col simbolo Pdl». Per tutto ciò c'era un prezzo: 200 mila euro. L'esponente politico azzurro però chiede al faccendiere calabrese garanzie anche sul voto in Calabria. «Nessun problema», si affretta a ribadire dal Venezuela, Miccichè. E per sancire un'alleanza strategica con Dell'Utri invia a Milano Antonio Piromalli, reggente del casato, figlio di Pino, detto «Facciazza », in carcere con il 41 bis e suo cugino Gioacchino, avvocato, radiato dall'ordine dopo una condanna per mafia. Miccichè gli raccomanda al telefono di essere convincenti con il senatore azzurro, facendo trasparire tutta la potenza della cosca non solo in ambito provinciale, ma nell'intera regione. L'incontro avviene nello studio di Dell'Utri. Il senatore forzista resta entusiasta del colloquio tant'è che al telefono, successivamente, si congratula con Miccichè per avergli fatto conoscere due «bravi picciotti».

L'inchiesta della procura di Reggio Calabria nasce per caso e prende spunto da un omicidio. Quello di Salvatore Pellegrino, «l'uomo mitra», assassinato il 5 luglio dello scorso anno a Gioia Tauro. Pellegrino sarebbe stato ammazzato dai Piromalli — è l'ipotesi investigativa — perché ritenuto responsabile dei danneggiamenti alla cooperativa Valle del Marro, un tempo dei Piromalli e oggi, dopo la confisca, passata a Libera di don Ciotti. Le utenze dei Piromalli, in particolare quelle di Antonio e Gioacchino, sono messe sotto controllo. Si scopre così che i due rampolli della famiglia hanno continui scambi con Aldo Miccichè. Il faccendiere parla al telefono con tutti i politici italiani. Per gli inquirenti è un uomo che ha ancora molto potere in Italia. Si sente spesso con Clemente Mastella, allora ministro della Giustizia. In più occasioni parla anche con i suoi più stretti collaboratori. E chiede un favore: bisogna fare in modo che sia tolto il 41 bis a Pino Piromalli. La richiesta viene anche fatta a Dell'Utri, in cambio dell'appoggio elettorale dei Piromalli. L'indagine Why not della procura di Catanzaro coinvolge il ministro della Giustizia. È l'estate del 2007. La richiesta si blocca.


Report "Costi dei politici"

Subito provvedimenti per i più poveri ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ultimamente sono i pensionati che non riescono più a pagare l'affitto e su questo la politica deve intervenire". La Canova ha parlato dei punti cardine del programma quali, la lotta al precariato, l'equità sociale, la laicità dello Stato, l'attenzione alle donne ed alle famiglie, la riqualificazione della Bossi-Fini per avere maggiore sicurezza.

Campioni di assenteismo ( da "Milano Finanza" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Mentre Benetton prevede gettoni di presenza solo in favore degli indipendenti. Anche in questo caso la strategia ha funzionato. Alfredo Malguzzi e Luigi Arturo Bianchi non hanno perso neanche un incontro, mentre Robert Singer e Giorgio Brunetti sono stati presenti, rispettivamente a sette e otto riunioni su nove.

Da Roma 1,2 milioni in meno Muraro infuriato: siamo puniti ( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: articolo indica in 313 milioni la somma complessiva di risparmio per il comparto di tutti gli Enti Locali. In pratica, la Finanziaria taglia drasticamente a Comuni e Province gli importi per le indennità dei consiglieri. "Ma a Treviso non percepiscono uno stipendio, ma un gettone per l'effettiva presenza alle sedute - insiste Muraro - Siamo stufi di pagare le malefatte degli altri,

Veltroni: liberalizzazioni per il Nord e per il Paese ( da "Giornale di Brescia" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: politica, riguardanti la riduzione dei costi della politica e che, per definizione, sono interventi definiti in termini di contenuto e circoscritti in termini di tempo. Non possiamo metterci dieci anni a ridurre i costi della politica. Il secondo livello di intervento riguarda le regole della democrazia e dello sviluppo professionale e i principi di merito e qualità professionale

Il Pd si batte per la riduzione dei costi della politica ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: OPINIONI 12-04-2008 Opinioni Il Pd si batte per la riduzione dei costi della politica Negli ultimi tempi si parla molto di riduzione dei costi della politica. Il Partito Democratico fa di questo punto uno dei pilastri del proprio Programma, perché vogliamo dare al Paese una politica che costi di meno e decida di più.

FACTBOX - Voto, il programma economico del Pd ( da "Websim" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ogni anno una legge sulle liberalizzazioni: telefonia, trasporti, distribuzione carburanti, costi dei servizi bancari, maggiori opportunità di credito a famiglie e imprese, riforma delle Autorità. COSTI DELLA POLITICA - Veltroni ha stimato in circa un miliardo l'anno i risparmi che potrebbero provenire da uno snellimento dell'apparato politico.

VOTO - IL PROGRAMMA ECONOMICO DEL PD ( da "Wall Street Italia" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ogni anno una legge sulle liberalizzazioni: telefonia, trasporti, distribuzione carburanti, costi dei servizi bancari, maggiori opportunità di credito a famiglie e imprese, riforma delle Autorità. COSTI DELLA POLITICA - Veltroni ha stimato in circa un miliardo l'anno i risparmi che potrebbero provenire da uno snellimento dell'apparato politico.

TASSA SUI RIFIUTI LA GIUNTA RINUNCIA ALLE INDENNITà ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: emergenza che gli amministratori del Comune di Arienzo, guidati dal sindaco Giuseppe Medici, hanno deciso, nel consiglio comunale di giovedì, di rinunciare a indennità e gettoni di presenza per finanziare una diminuzione della tassa rifiuti. La decisione viene incontro alle proteste della popolazione per gli alti costi che sopporta per lo smaltimento rifiuti in seguito all'

Economics/ Caro premier, ecco le 5 cose da fare pag.2 ( da "Affari Italiani (Online)" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Mettere mano in modo coraggioso al sistema di reclutamento dei docenti universitari e finanziare la ricerca in modo selettivo, trasparente e meritocratico. 5. Avviare un piano di ammodernamento della pubblica amministrazione, inaugurando in ogni regione italiana sperimentazioni come quella promossa dalla Regione Lazio sulla base di uno studio del gruppo di ricerca guidato dal prof.

Da Roma arriva un milione in meno e la Provincia si ribella ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: bensì corrisposto loro solo gettoni per l'effettiva presenza alle sedute. Come si giustifica dunque che dei 313 milioni che lo stato vuole recuperare, 1,2 milioni gravino su di un Ente già di per sé virtuoso? Il ministero invece dovrebbe premiare gli Enti come il nostro e realizzare finalmente il federalismo fiscale".


Articoli

Subito provvedimenti per i più poveri (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Subito provvedimenti per i più poveri" A Bancole i candidati Pd presentano le proposte sul welfare Tra le priorità anche la sicurezza "Un partito è nuovo se è dalla parte dei cittadini". Questo era lo slogan dell'incontro che giovedì sera si è svolto in sala civica a Bancole, al quale, sono intervenuti i candidati del Pd alla Camera, Marco Carra, Ezio Zani e la candidata al Senato, Lorenza Canova. Promossa dal locale circolo Pd, di cui è portavoce Pierclaudio Ghizzi, l'iniziativa ha richiamato in sala oltre una cinquantina di persone. "La povertà negli ultimi 10 anni è molto cambiata -ha rilevato Zani, tra l'altro da poco divenuto cittadino di Porto - ultimamente sono i pensionati che non riescono più a pagare l'affitto e su questo la politica deve intervenire". La Canova ha parlato dei punti cardine del programma quali, la lotta al precariato, l'equità sociale, la laicità dello Stato, l'attenzione alle donne ed alle famiglie, la riqualificazione della Bossi-Fini per avere maggiore sicurezza. Durante il dibattito è emersa dal pubblico la richiesta di abolire le Province, unificare i Comuni sotto i 5mila abitanti, ridurre i costi della politica. "E' stata una campagna elettorale un po' strana -ha osservato il sindaco Mauro Ghizzi tra il pubblico-. Tutto questo è dovuto alla legge elettorale. Auspico che Carra pensi anche a questo. Se a Porto si vive bene è anche merito del sindaco che è del Pd". Dai relatori è stata rimarcata più volte l'importanza di correre da soli, senza vincoli di coalizioni, per avere più stabilità di Governo. "Si percepisce un clima diverso tra gli elettori -ha asserito Marco Carra, candidato e segretario provinciale del Partito Democratico - dobbiamo rilanciare il nostro sistema economico, costruire un patto che tenga insieme i produttori, le grandi imprese e gli agricoltori. Essere liberi dalla nostra Sinistra ci consente di muoverci meglio. Comunque vada è stata una bella campagna elettorale". Ha poi aggiunto che le proposte del Pd, verranno finanziate, in caso di vittoria, attraverso la riduzione della spesa pubblica e l'implementazione delle entrate, quest'ultima, raggiunta attraverso la lotta all'evasione fiscale. Graziella Scavazza.

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Campioni di assenteismo (sezione: Costi dei politici)

( da "Milano Finanza" del 12-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Milano Finanza Campioni di assenteismo GOVERNANCE Devono decidere le sorti delle più importanti società quotate italiane, ma molti disertano i consigli di amministrazione. Pur continuando a percepire compensi. Intanto gli indipendenti presentano parcelle d'oro. Siedono nella stanza dei bottoni delle più importanti società quotate italiane, ma disertano le riunioni in cui si discutono le strategie e il futuro delle imprese che dovrebbero governare. Non solo. Pur essendo assenti guadagnano comunque un compenso. E non sempre si tratta di piccole cifre. Per esempio Marina e Piersilvio Berlusconi nel 2007 non si sono mai presentati alle riunioni del cda, rispettivamente, di Mediolanum e Mondadori, ma hanno incassato 10 mila euro l'uno e 15 mila euro l'altra (mentre il fratello minore Luigi Berlusconi non ha mai mancato una riunione di Mediolanum). Un altro assente eccellente è John Elkann che per aver partecipato una sola volta al consiglio del board di Rcs ha guadagnato 38 mila euro. In tutto un impegno di poco più di due ore. Klaus Peter Muller ha addirittura ricevuto un compenso di 172 mila euro per due presenze su dieci riunioni del cda Generali. E Jean Azema è andato in cda una sola volta su otto ricevendo 401 mila euro in Mediobanca. Eppure c'è chi si organizza dall'India per partecipare alle decisioni strategiche del gruppo Fiat e si perde soltanto due riunioni su sette. è il caso di Ratan Tata che è stato presente al 71% dei cda del colosso auto torinese. Ma il palmares degli amministratori più presenzialisti lo hanno tre società a partecipazione pubblica, Enel, Eni e Terna. In Enel la partecipazione media è stata del 96,3% su peraltro un numero di cda elevati (21 in tutto), stessa situazione in Eni che ha avuto 25 riunioni con una presenza media di oltre il 90%, mentre in Terna la percentuale è del 96,6% per i 12 incontri avvenuti. Tra le blue chip esaminate c'è anche chi è corso ai ripari per evitare assenze pagate, legando la metà del compenso alla percentuale di partecipazione ai cda. Parmalat per esempio ha previsto una remunerazione fissa per ciascun amministratore di 20 mila euro e una parte variabile di ulteriori 20 mila euro, che si azzera se la partecipazione è inferiore al 50%. L'incentivo funziona perché tutti e 11 gli uomini del board hanno partecipato ad almeno sette incontri su 12. Mentre Benetton prevede gettoni di presenza solo in favore degli indipendenti. Anche in questo caso la strategia ha funzionato. Alfredo Malguzzi e Luigi Arturo Bianchi non hanno perso neanche un incontro, mentre Robert Singer e Giorgio Brunetti sono stati presenti, rispettivamente a sette e otto riunioni su nove. Ma proprio dai compensi riconosciuti agli indipendenti emergono altre peculiarità della governance delle società quotate italiane. In diversi casi infatti chi ha il bollino di indipendenza guadagna più degli esecutivi. Non manca chi, pur indipendente, incassa consulenze dalla società che dovrebbe vigilare. Il prezzo dell'indipendenza. Per esempio in Fondiaria-Sai Francesco Corsi è consigliere indipendente e nel 2006 ha guadagnato per questa poltrona un gettone di 50 mila euro. Contemporaneamente il suo studio professionale ha presentato una parcella di 177.121 euro sempre alla compagnia dei Ligresti. Quello di Corsi non è un caso isolato nel variegato mondo dei consiglieri indipendenti. Sempre in casa Fondiaria-Sai Giuseppe Morbidelli, che siede nel cda del gruppo, ha guadagnato 50 mila euro per l'incarico e il suo studio ha incassato sempre da Fondiaria Sai 22 mila euro. Un terzo caso è quello di Maurizio Comoli che ha intascato 50 mila euro per la carica, mentre il suo studio ha fatturato consulenze per oltre 54 mila euro a Fondiaria e alle controllate. Tutti e tre questi nomi hanno rimesso al cda la valutazione della loro indipendenza all'inizio di quest'anno. L'esercito dei consiglieri indipendenti di società di primo piano a Piazza Affari, che in realtà hanno rapporti professionali con le aziende che dovrebbero controllare comprende anche altri nomi. Come Piero di Salvo, consigliere indipendente di Atlantia e contemporaneamente presidente di Autostrade meridionali. Così al compenso di 100.250 euro della capogruppo si aggiungono quasi 80 mila euro per l'incarico nella controllata e per la presenza nel consiglio di Società tangenziale di Napoli. Altri casi? Nella Banca popolare di Milano, Giuseppe Coppini ha ricevuto 120 mila euro per la poltrona di indipendente dell'istituto a cui si sono aggiunti 121 mila euro per altri incarichi in società del gruppo. Sempre in Bpm Enrico Corali ha ricevuto 120 mila euro come membro indipendente del cda più 79 mila euro per altre responsabilità nel gruppo. E ancora. Nel cda di Mediolanum, Angelo Renoldi ha incassato 52 mila euro come indipendente, ma riceve 61.667 mila euro per altre cariche in controllate. Ma nel complesso essere scelto come indipendente nelle principali quotate può rivelarsi un affare. Un caso? Quello dell'avvocato Berardino Libonati che per la carica di consigliere (non indipendente) di Rcs, incassa 19 mila euro, mentre come indipendente in Mediobanca, Unicredito e Pirelli & c ha ricevuto complessivamente 607 mila euro (rispettivamente 404 mila, 133 mila e 70 mila). Proprio Libonati è il consigliere che guadagna di più collezionando più poltrone da indipendente nelle società dell'S&p Mib 40. Seguono Francesco Gaetano Caltagirone, che ha ricevuto 281 mila euro per la presenza nel cda di Generali e Mps, e Luigi Fausti con 241 mila come indipendente di Mediaset e Telecom. Ma nella classifica assoluta spiccano i membri indipendenti dei cda di Unicredito e di Mediobanca (che è stato rinnovato dopo il 30 giugno scorso). Le banche hanno però regole di governance che vengono dettate non solo dal Codice di Borsa italiana ma anche da Banca Italia. Che di recente ha stretto le maglie proprio sull'indipendenza di chi partecipa ai consigli di sorveglianza che non può avere incarichi nei cda delle società controllate o collegate. Nella tabella sono indicati i nomi di chi riceve i compensi più ricchi come indipendente in base alle norme delle società, escludendo per chi lo ha indicato, l'indipendenza solo in base alle regole del Testo unico della finanza. Ecco perché mancano ai primi posti nomi come quelli di Didier Rampl, presidente di Unicredito (1,5 milioni di compenso) e Gabriele Galateri di Genola, numero uno di Mediobanca fino al 30 giugno 2007 (11 milioni). (riproduzione riservata) Milano Finanza Numero 074, pag. 18 del 12/4/2008 Autore: Roberta Castellarin e Paola Valentini.

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Da Roma 1,2 milioni in meno Muraro infuriato: siamo puniti (sezione: Costi dei politici)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Da Roma 1,2 milioni in meno" Muraro infuriato: siamo puniti "Ci tagliano il 50 per cento del trasferimento statale". Leonardo Muraro, presidente della Provincia, è su tutte le furie: Roma ha girato 1,2 milioni di euro in meno a via Battisti, nei trasferimenti statali regolati dall'articolo 2, comma 31 dell'ultima Finanziaria. "Prima di andarsene a casa definitivamente, Prodi e i suoi amici romani fanno un bel regalo a tutti i trevigiani: tagliano 1,2 milioni, quasi al 50% del contributo ordinario trasferito alla Provincia dalla Stato, di circa 2,6 milioni - lamenta - e questo, sfruttando cinicamente un articolo dell'ultima Finanziaria che riduce i "costi della politica" degli Enti Pubblici". L'articolo indica in 313 milioni la somma complessiva di risparmio per il comparto di tutti gli Enti Locali. In pratica, la Finanziaria taglia drasticamente a Comuni e Province gli importi per le indennità dei consiglieri. "Ma a Treviso non percepiscono uno stipendio, ma un gettone per l'effettiva presenza alle sedute - insiste Muraro - Siamo stufi di pagare le malefatte degli altri, e per giunta di subire tagli ingiustificati sui quei miseri spiccioli che lo Stato ci trasferisce, mentre altre zone d'Italia s'ingrassano a spese nostre. Viene quasi da domandarsi che senso ha essere virtuosi e fare tutte le cose per bene". (m.g.).

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Veltroni: liberalizzazioni per il Nord e per il Paese (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 12-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 12/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Veltroni: liberalizzazioni per il Nord e per il Paese "Togliere i lacci significa rilanciare l'economia". "Per aiutare le famiglie più servizi e alleggerimento del fisco" Questione settentrionale, economia e sviluppo, famiglia, riforme istituzionali. Sono questi alcuni dei temi dell'intervista del Giornale di Brescia con Walter Veltroni, leader del Partito Democratico e candidato premier dell'alleanza elettorale che lega il Pd all'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Le questioni che abbiamo posto sono concrete, in particolare per quanto riguarda le richieste del Nord del Paese. Un'area nella quale Brescia si colloca e che soffre per infrastrutture inadeguate e per una sensazione (o forse qualcosa di più) di abbandono. E, di pari passo, abbiamo posto al candidato la questione di una attenzione alla famiglia ed ai servizi alla persona. Ecco le sue risposte alle nostre domande. C'è una questione settentrionale che aspetta di essere risolta: sicurezza, infrastrutture, efficienza. Una questione che si inserisce nella più vasta questione nazionale. Quali sono i tre impegni a favore del Nord che prenderà nei primi cento giorni? Credo, come ho avuto modo di dire in queste settimane e nei molti incontri che mi hanno portato ad incontrare la gente del nord, che la questione settentrionale sia la questione italiana. Il Nord d'Italia porta sulle sue spalle il peso del gap tra la qualità dello sviluppo economico e civile di questo Paese e il ritardo della politica nel riconoscerlo, sostenerlo e valorizzarlo. La nostra idea è proprio quella di un cambiamento profondo nei meccanismi della decisione, nel grado di efficienza della pubblica amministrazione, nella dotazione di infrastrutture. La crescita e la modernizzazione sono la nostra risposta alle domande che vengono dal Nord. I salari insufficienti, l'inflazione che torna a livelli preoccupanti, gli aumenti energetici e, a cascata, di ogni cosa: l'emergenza economica ha segnato la campagna elettorale. E se il bilancio delle famiglie non è roseo, certo ancor più difficile è quello del settore pubblico, sempre alle prese con sprechi e inefficienza. Quali le sue proposte concrete? Dobbiamo esercitare contestualmente realismo, coraggio ed ottimismo. La grave crisi che viene dagli Usa ha avuto riflessi pesanti in Europa. L'Italia, a sua volta, è funestata da un decennio di progressiva riduzione del Pil che in 15 anni ha perso oltre 11 punti. Ma credo che abbiamo le carte in regola per affrontare con gradualità e serietà la situazione. Proposte? Ne cito tre che abbiamo in mente di mettere in atto da subito. 1) Riduzione dei lacci che frenano l'economia e conseguente semplificazione della vita dei talenti economici e imprenditoriali che vengono frustrati ogni giorno da una gabbia di oneri e di tempi insostenibili per un Paese moderno. 2) Sostegno dei redditi più deboli, in particolare quelli dei pensionati e dei lavoratori dipendenti che hanno pagato un prezzo altissimo alla riduzione del potere d'acquisto dei salari. 3) Controllo e razionalizzazione della spesa pubblica, con riduzione degli sprechi e benchmarking dei servizi pubblici in una linea di efficienza, di qualità e di ottimizzazione delle risorse. Tutti parlano di famiglia, ma spesso per la famiglia si fa poco e le risorse investite sono investite male. Tre temi: servizi, fisco, sostegno per le situazioni critiche. Che cosa si impegna a fare? La famiglia è lo scenario dove più profondamente si manifesta la crisi di opportunità e di stabilità economica che attraversa il Paese. Voi identificate tre elementi cruciali, sui quali concordo: servizi, fisco e sostegno alle situazioni critiche. Servizi. Sui servizi occorre ampliare l'accesso e qualificare i servizi esistenti, ma anche misurarsi con la necessità di servizi che vadano a incontrare nuove domande delle famiglie italiane: servizi per il credito al consumo, servizi per il sostegno del lavoro domestico e di cura, servizi per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle donne. Il fisco. Nel medio periodo l'obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle famiglie è prioritario. Fin da ora sono in programma interventi di alleggerimento della pressione fiscale sul lavoro femminile, nonché interventi premiali sul piano fiscale per quelle imprese che, attraverso la promozione di servizi di conciliazione, favoriscono il lavoro femminile senza penalizzare le scelte di maternità e di paternità. Sostegno alle situazioni critiche. Prioritari l'intervento di integrazione del reddito per precari e fasce deboli che rappresentano, allo stato attuale, due emergenze drammatiche dell'economia familiare. Si parla da anni di riforma delle istituzioni, dal parlamento alle autonomie locali. Un tema che, lei lo ha sostenuto in tutte queste settimane, deve essere condiviso. Dopo questa campagna elettorale ci sono gli spazi per far ripartire il confronto fra i partiti? Io credo che le riforme non si possano rimandare. L'obiettivo di avere una sola Camera che fa le leggi, un numero ridotto di parlamentari, un premier dotato di poteri più forti, una legge elettorale bipolare, regolamenti parlamentari che impediscano la frammentazione, un intervento deciso sui costi della politica: questo lo dobbiamo all'Italia. Spero che lo schieramento avversario non si voglia sottrarre a questa necessità. Perché evidente che chi vince governa, ma le riforme delle regole riguardano tutti e vanno fatte insieme. Dopo anni di relativa tranquillità, lo scontro tra cattolici e cosiddetti laici è tornato a infiammarsi in questi ultimi mesi. A suo avviso, dopo il voto, che scenari si delineano su questo versante? Lo scontro tra laici e cattolici non è un passaggio obbligato della dialettica politica. Siamo solo disabitutati al confronto politico, abbiamo disimparato che cosa significa esercitare la nostra responsabilità laica nei confronti del Paese che siamo chiamati a interpretare, da posizioni di governo o di opposizione. Lo "scontro" si verifica quando alla politica si sostituiscono la propaganda o il presenzialismo narcisista, non quando ci si confronta seriamente sui fenomeni che riguardano il Paese. Nel nostro programma, sottoscritto da personalità di diverso orientamento religioso, parliamo di interventi, sui quali occorre ancora lavorare e discutere, ma che sono ineludibili proprio in ragione delle domande che ci vengono dai cittadini italiani. E quindi parliamo di una legge per le unioni di fatto, di testamento biologico, di mantenimento della legge 194 che ha dimostrato di essere una legge efficace e molto moderna. La casta dei politici, poi quella dei manager pubblici, quella dei giornalisti e di mille altre piccole e grandi lobby: c'è una possibilità reale di colmare le divisioni sempre più nette che si sono create nella società italiana? Ci sono due risposte alla domanda. La prima riguarda gli interventi di riforma che andranno messi in atto con un'ampia maggioranza politica, riguardanti la riduzione dei costi della politica e che, per definizione, sono interventi definiti in termini di contenuto e circoscritti in termini di tempo. Non possiamo metterci dieci anni a ridurre i costi della politica. Il secondo livello di intervento riguarda le regole della democrazia e dello sviluppo professionale e i principi di merito e qualità professionale che devono divenire le linee guida delle nomine e delle carriere in tutti i settori della vita sociale e lavorativa. In una battuta convinca il lettore indeciso arrivato al termine dell'intervista a votare per Veltroni presidente, ad affidarle la guida del Paese per i prossimi anni. L'Italia ha bisogno di una leadership europea, di una classe dirigente che sappia unire la professionalità e l'esperienza con la voglia di rinnovarsi, con il coraggio di integrarsi e di tirarsi indietro quando è giusto e necessario. Una leadership che sappia misurarsi con le nuove sfide della globalizzazione e dell'unificazione della specie umana, senza derogare ai principi fondanti della nostra convivenza democratica, vale a dire il rispetto della Costituzione, delle istituzioni pubbliche e della sovranità popolare. Abbiamo bisogno di una leadership responsabile e seria che non faccia le corna nelle foto ufficiali e che non parli del Capo dello Stato con un linguaggio da bar.

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Il Pd si batte per la riduzione dei costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 12-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

OPINIONI 12-04-2008 Opinioni Il Pd si batte per la riduzione dei costi della politica Negli ultimi tempi si parla molto di riduzione dei costi della politica. Il Partito Democratico fa di questo punto uno dei pilastri del proprio Programma, perché vogliamo dare al Paese una politica che costi di meno e decida di più. E' un punto che personalmente ritengo fondamentale, per questo già nell'intervista pubblicata sulla Gazzetta nelle scorse settimane mi ero preso l'impegno di spiegarlo nel dettaglio ai lettori. La priorità del Pd è quella di riformare le Camere, riducendo il numero dei parlamentari: questa operazione abbasserà i costi della politica di 135 milioni di euro annui. Il nostro programma in questo senso è molto chiaro: mantenere una sola Camera composta da 470 deputati, 160 in meno degli attuali, che produca e approvi le leggi. Inoltre vogliamo un Senato delle Autonomie con rappresentanti delle Regioni italiane composto da 100 soli membri, 215 in meno rispetto a quelli delle ultime legislature. Prevediamo poi di adeguare le indennità dei parlamentari a quelle europee, con una sensibile diminuzione rispetto a quelle vigenti. Vogliamo inoltre che la pensione dei parlamentari sia calcolata sul metodo contributivo come per tutti gli altri lavoratori dipendenti, con un risparmio pari a circa 100 milioni di euro all'anno. Infine elimineremo le Province delle città metropolitane e tutti gli Ambiti Territoriali Ottimali (Ato), settoriali e non, attribuendo le loro competenze alle Province. Abbiamo tutte le carte in regola per farlo, non solo perché vincendo saremo un unico partito al governo e avremo un governo i cui i ministri appartengono allo stesso partito. Possiamo farlo anche sulla base dell'esperienza del precedente Governo Prodi, che nelle ultime due Finanziarie ha adottato una serie consistente di misure per la riduzione dei costi della politica. A questo proposito, gli attacchi ai candidati di Parma del Pd riservati in questi giorni dal candidato dell'Udc Mauro Libè, sono del tutto ingiustificati: non è chiaro infatti a quale provvedimento si riferisse quando dice di essere stato l'unico parlamentare di Parma a votare per il blocco degli stipendi a deputati e senatori; Libè deve sapere siamo stati noi a inserire, nell'ultima Finanziaria, il provvedimento che prevede il congelamento per 5 anni degli adeguamenti retributivi dei parlamentari, come spiegherò nel dettaglio in seguito. Proprio perché non si tratta di una questione astratta ma occorre essere molto concreti, chiedo ai lettori la pazienza di seguirmi nell'illustrare tutti i provvedimenti inseriti nelle ultime due Finanziarie, che dimostrano come abbiamo a cuore la riduzione delle spese dello Stato. Per quanto riguarda i costi di Governo e Parlamento, abbiamo approvato i seguenti provvedimenti: riduzione del 30% del trattamento economico complessivo dei ministri, dei sottosegretari di Stato e dei membri del Parlamento a decorrere dal 1° gennaio 2007, con un risparmio di circa 2,338 milioni di euro all'anno. Riduzione del 30 % rispetto alla spesa media degli anni 2001-2005 delle spese per voli di Stato e limitazione dei casi in cui alle autorità politiche è consentito l'utilizzo degli aerei di Stato. Congelamento per 5 anni dell'adeguamento retributivo dell'indennità dei membri del Parlamento a decorrere dal 1° gennaio 2008, con un risparmio di circa 6 milioni di euro. Riduzione del numero dei ministeri a 12 e del numero dei membri del Governo, inclusi i ministri senza portafoglio, viceministri e sottosegretari, a 60. Riduzione del 20% dei compensi dei Commissari straordinari di Governo a decorrere dal 1° gennaio 2008, con un risparmio di 180 mila euro. Riduzione di 20 milioni di euro dell'autorizzazione di spesa relativa ai fondi per i contributi alle spese elettorali dei partiti po-litici, a decorrere dal 1° gennaio 2008. Senatore Luca Marcora Candidato del Pd alla Camera nella lista dell'Emilia Romagna.

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FACTBOX - Voto, il programma economico del Pd (sezione: Costi dei politici)

( da "Websim" del 12-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

NOTIZIE FLASH 12 Aprile 08 ora 11:09 FACTBOX - Voto, il programma economico del Pd 12 aprile (Reuters) - Il Partito democratico punta a "un nuovo patto per la crescita della produttività totale dei fattori" basato sui principi "spendere meglio e meno", "pagare meno, pagare tutti" e un "welfare universale". SPESA - L'obbiettivo è quello di ridurre le uscite dello Stato - al netto degli interessi sul debito e degli investimenti - in rapporto al reddito nazionale per riportarle ai livelli del 2000 (37,3% del Pil). Il primo anno dovrebbero essere risparmiati 7,5 miliardi circa (ossia mezzo punto di Pil), il secondo e il terzo 15 miliardi l'anno (un punto di Pil). In questo modo il debito, oggi al 104% del Pil, dovrebbe scendere sotto il 90% entro il 2013 e l'onere relativo di 8 miliardi l'anno. FISCO - Nel 2008 viene aumentata la detrazione Irpef per il lavoro dipendente. Dal 2009 scatta il taglio delle aliquote Irpef di un punto l'anno per tre anni, il credito d'imposta alle donne lavoratrici per le spese di cura, la dote fiscale di 2.500 euro per i figli, la detrazione per l'affitto pagato e l'aliquota fissa su quello percepito. Per le imprese sono previste agevolazioni fiscali sulla quota di retribuzione legata alla contrattazione di secondo livello, una elevazione significativa del tetto dei 30.000 euro per il forfettone fino a 50.000 per chi produce beni e più basso per chi produce servizi. RENDITE FINANZIARIE - Il progetto di armonizzazione al 20% delle aliquote su conti correnti e capital gain non sarà ripresentato. Il Pd vuole però uniformare il prelievo fiscale sulle stock option (ora prevalentemente al 12,5%) e quello dei depositi bancari (ora al 27%). ALITALIA - Nel programma del Pd non si dice nulla a proposito della compagnia aerea. Tuttavia in numerose prese di posizioni pubbliche il candidato premier Veltroni si è schierato a favore della trattativa con il gruppo franco-olandese Air France-Klm. DONNE - Congedi parentali di 12 mesi. Novità per i cda delle aziende pubbliche formati per metà da donne. SALARIO MINIMO - Compenso minimo legale di 1.000-1.100 euro e interventi contro la precarietà e per la formazione. PREVIDENZA - Il Pd punta a incrementare sin dal luglio 2008 le pensioni per gli over 65 grazie ad un sistema di detrazioni. L'incremento medio sarà di circa 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25.000 euro e fra 250 e 100 euro annui per gli assegni fra 25.000 e 55.000 euro annui. Il costo complessivo è stimato in 2,5 miliardi l'anno. CASA - Per aumentare il numero delle case in affitto, un progetto "di social housing realizzato da fondi immobiliari di tipo etico e a controllo pubblico, con ruolo centrale della Cdp, che può mobilitare risorse per 50 miliardi, senza intervento di spesa pubblica, per la costruzione di 700.000 unità abitative da mettere sul mercato a canoni fra 300 e 500 euro". LIBERALIZZAZIONI - Ogni anno una legge sulle liberalizzazioni: telefonia, trasporti, distribuzione carburanti, costi dei servizi bancari, maggiori opportunità di credito a famiglie e imprese, riforma delle Autorità. COSTI DELLA POLITICA - Veltroni ha stimato in circa un miliardo l'anno i risparmi che potrebbero provenire da uno snellimento dell'apparato politico. Il Pd è per ridurre il numero dei parlamentari a 470 deputati e 100 senatori; limitare la formazione dei gruppi parlamentari, ridurre del 30% il finanziamento pubblico ai partiti, armonizzare le pensioni dei parlamentari a quelle degli altri cittadini, finanziare solo la stampa veramente di partito, abolire le province laddove vengono costituite le città metropolitane. COSTI E COPERTURE DEL PROGRAMMA - Secondo stime pubblicate da Il Sole-24 ore il costo del programma del Pd oscilla tra i 19 e i 28 miliardi di euro e le coperture previste arrivano più o meno alla metà. ((Redazione Roma, Reuters Messaging: giselda.vagnoni.reuters.com@reuters.net - +39 06 85224245)).

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VOTO - IL PROGRAMMA ECONOMICO DEL PD (sezione: Costi dei politici)

( da "Wall Street Italia" del 12-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Voto - il programma economico del Pd -->(Reuters) - Il Partito democratico punta a "un nuovo patto per la crescita della produttività totale dei fattori" basato sui principi "spendere meglio e meno", "pagare meno, pagare tutti" e un "welfare universale". SPESA - L'obbiettivo è quello di ridurre le uscite dello Stato - al netto degli interessi sul debito e degli investimenti - in rapporto al reddito nazionale per riportarle ai livelli del 2000 (37,3% del Pil). Il primo anno dovrebbero essere risparmiati 7,5 miliardi circa (ossia mezzo punto di Pil), il secondo e il terzo 15 miliardi l'anno (un punto di Pil). In questo modo il debito, oggi al 104% del Pil, dovrebbe scendere sotto il 90% entro il 2013 e l'onere relativo di 8 miliardi l'anno. FISCO - Nel 2008 viene aumentata la detrazione Irpef per il lavoro dipendente. Dal 2009 scatta il taglio delle aliquote Irpef di un punto l'anno per tre anni, il credito d'imposta alle donne lavoratrici per le spese di cura, la dote fiscale di 2.500 euro per i figli, la detrazione per l'affitto pagato e l'aliquota fissa su quello percepito. Per le imprese sono previste agevolazioni fiscali sulla quota di retribuzione legata alla contrattazione di secondo livello, una elevazione significativa del tetto dei 30.000 euro per il forfettone fino a 50.000 per chi produce beni e più basso per chi produce servizi. RENDITE FINANZIARIE - Il progetto di armonizzazione al 20% delle aliquote su conti correnti e capital gain non sarà ripresentato. Il Pd vuole però uniformare il prelievo fiscale sulle stock option (ora prevalentemente al 12,5%) e quello dei depositi bancari (ora al 27%). ALITALIA - Nel programma del Pd non si dice nulla a proposito della compagnia aerea. Tuttavia in numerose prese di posizioni pubbliche il candidato premier Veltroni si è schierato a favore della trattativa con il gruppo franco-olandese Air France-Klm. DONNE - Congedi parentali di 12 mesi. Novità per i cda delle aziende pubbliche formati per metà da donne. SALARIO MINIMO - Compenso minimo legale di 1.000-1.100 euro e interventi contro la precarietà e per la formazione. PREVIDENZA - Il Pd punta a incrementare sin dal luglio 2008 le pensioni per gli over 65 grazie ad un sistema di detrazioni. L'incremento medio sarà di circa 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25.000 euro e fra 250 e 100 euro annui per gli assegni fra 25.000 e 55.000 euro annui. Il costo complessivo è stimato in 2,5 miliardi l'anno. CASA - Per aumentare il numero delle case in affitto, un progetto "di social housing realizzato da fondi immobiliari di tipo etico e a controllo pubblico, con ruolo centrale della Cdp, che può mobilitare risorse per 50 miliardi, senza intervento di spesa pubblica, per la costruzione di 700.000 unità abitative da mettere sul mercato a canoni fra 300 e 500 euro". LIBERALIZZAZIONI - Ogni anno una legge sulle liberalizzazioni: telefonia, trasporti, distribuzione carburanti, costi dei servizi bancari, maggiori opportunità di credito a famiglie e imprese, riforma delle Autorità. COSTI DELLA POLITICA - Veltroni ha stimato in circa un miliardo l'anno i risparmi che potrebbero provenire da uno snellimento dell'apparato politico. Il Pd è per ridurre il numero dei parlamentari a 470 deputati e 100 senatori; limitare la formazione dei gruppi parlamentari, ridurre del 30% il finanziamento pubblico ai partiti, armonizzare le pensioni dei parlamentari a quelle degli altri cittadini, finanziare solo la stampa veramente di partito, abolire le province laddove vengono costituite le città metropolitane. COSTI E COPERTURE DEL PROGRAMMA - Secondo stime pubblicate da Il Sole-24 ore il costo del programma del Pd oscilla tra i 19 e i 28 miliardi di euro e le coperture previste arrivano più o meno alla metà.

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TASSA SUI RIFIUTI LA GIUNTA RINUNCIA ALLE INDENNITà (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 12-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Tassa sui rifiuti la giunta rinuncia alle indennità È in nome dell'emergenza che gli amministratori del Comune di Arienzo, guidati dal sindaco Giuseppe Medici, hanno deciso, nel consiglio comunale di giovedì, di rinunciare a indennità e gettoni di presenza per finanziare una diminuzione della tassa rifiuti. La decisione viene incontro alle proteste della popolazione per gli alti costi che sopporta per lo smaltimento rifiuti in seguito all'attuazione della raccolta differenziata. "I costi elevati non dipendono dalla nostra gestione, ma dalla situazione di emergenza in cui versa la Campania - chiarisce il sindaco - ed è per questo che abbiamo deciso di rinunciare alle nostre indennità per finanziare la diminuzione della tassa rifiuti". o.sor.

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Economics/ Caro premier, ecco le 5 cose da fare pag.2 (sezione: Costi dei politici)

( da "Affari Italiani (Online)" del 12-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Economics/ Caro premier, ecco le 5 cose da fare Sabato 12.04.2008 10:00 --> 4. Mettere al centro il sistema della formazione, dell'università e della ricerca. Bisogna avere il coraggio di fermare la proliferazione delle università in ogni provincia italiana, stimolare la mobilità geografica degli studenti con un piano serio di finanziamento per il diritto allo studio. Mettere mano in modo coraggioso al sistema di reclutamento dei docenti universitari e finanziare la ricerca in modo selettivo, trasparente e meritocratico. 5. Avviare un piano di ammodernamento della pubblica amministrazione, inaugurando in ogni regione italiana sperimentazioni come quella promossa dalla Regione Lazio sulla base di uno studio del gruppo di ricerca guidato dal prof. Ichino. I costi della politica si abbattono non solo dimezzando i parlamentari ma rendendo la pubblica amministrazione più leggera ed efficiente. Naturalmente ci vuole molto altro per ripartire. Ma intervenire su ciascuno di questi punti nei primi 3 mesi di governo darebbe un segnale vero di discontinuità. In questo "sabato italiano" prendiamoci un bel po' di tempo per pensare. Perché nessuno, tra qualche mese, possa dire che non ci aveva pensato abbastanza. f_laforgia@libero.it.

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Da Roma arriva un milione in meno e la Provincia si ribella (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Muraro: "Un bel regalo ai trevigiani" Da Roma arriva un milione in meno e la Provincia si ribella Quest'anno alla Provincia di Treviso arriverà da Roma un milione e 200mila euro di meno di trasferimenti, con un taglio del 50\% rispetto al 2007. Questo per effetto di una legge del governo Prodi che prevede la riduzione delle indennità ai consiglieri comunali e provinciali per diminuire la spesa pubblica. Peccato che questa legge non servisse per la nostra Provincia, visto che ai consiglieri spetta da tempo solo un gettone presenza e non uno stipendio, con i cosiddetti "costi della politica" praticamente limitati al minimo. In questo modo, per effetto della legge, comunque l'Ente di viale Battisti riceverà meno denaro, vedendosi penalizzate molte attività.La "novità" non ha certo lasciato indifferente il presidente Leonardo Muraro, cui un taglio così sostanzioso dei trasferimenti proprio non serviva: "Prima di andarsene a casa, Prodi e il suo governo hanno fatto un bel regalo ai trevigiani: tagliano 1,2 milioni di euro, oltre 3 miliardi di vecchie lire, sfruttando ingiustificatamente la volontà di ridurre i costi della politica degli enti pubblici. L'articolo della Finanziaria in questione indica in 313 milioni di euro la somma complessiva di risparmio per il comparto di tutti gli Enti locali. In pratica, la Finanziaria ha chiesto a Comuni e Province di ridurre drasticamente le indennità dei Consiglieri". Ma a questo, la Provincia di Treviso aveva già pensato da tempo: "La legge di Prodi, nel caso di un Ente virtuoso come il nostro, non comporta alcun risparmio, considerato che non abbiamo mai stipendiato i nostri consiglieri provinciali come avviene invece in molte altre realtà italiane, bensì corrisposto loro solo gettoni per l'effettiva presenza alle sedute. Come si giustifica dunque che dei 313 milioni che lo stato vuole recuperare, 1,2 milioni gravino su di un Ente già di per sé virtuoso? Il ministero invece dovrebbe premiare gli Enti come il nostro e realizzare finalmente il federalismo fiscale".Un taglio simile nei trasferimenti rappresenta praticamente la metà del contributo che da Roma arriva alla Provincia di Treviso, che finora era di 2,6 milioni.Serena Masetto.

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