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IRROGANTO di Mauro Novelli www.mauronovelli.it
REGGIO CALABRIA
La Dda di Reggio Calabria sta conducendo un’inchiesta su presunti brogli nel
voto degli italiani in America latina che sarebbero stati messi in atto dalla
cosca Piromalli di Gioia Tauro.
Nell’inchiesta, come riportano oggi i quotidiani, sarebbero coinvolti un uomo
d’affari siciliano, Aldo Miccichè, e un parlamentare in carica, anche lui
siciliano, che non sarebbe fino a oggi iscritto nel registro degli indagati.
Si tratterebbe, sempre secondo quanto riportato dai quotidiani, di Marcello
dell’Utri, che respinge qualsiasi ipotesi di coinvolgimento.
Il tentativo d’inquinamento del voto avrebbe mirato a condizionare l’esito
della consultazione facendo risultare come votate circa 50 mila schede bianche.
Della vicenda è stato informato il ministro dell’Interno, Giuliano Amato: «Mi
sono arrivate - ha detto - segnalazioni di tentativi di brogli del voto
all’estero, per cui da parte nostra l’attenzione è massima».
L’inchiesta da cui sarebbero emersi i brogli è partita dalle intercettazioni di
colloqui tra alcuni esponenti della cosca Piromalli
detenuti in cui si faceva riferimento al voto all’estero. Nei dialoghi, in
particolare, si parlava di una richiesta d’interessamento da parte della cosca
all’andamento e all’esito del voto. In cambio sarebbero stati corrisposti
duecentomila euro. La cosca Piromalli, alla quale
sarebbe collegato l’imprenditore Aldo Miccichè, avrebbe importanti collegamenti
in America Latina, dove gestisce i propri affari illeciti attraverso suoi
emissari che risiedono da tempo nel continente sudamericano.
Il senatore Marcello Dell’Utri, tirato in ballo, ha
reso noto di non avere ricevuto alcun avviso di garanzia. Dell’inchiesta «ho
letto sui giornali», ha detto: «non conosco personalmente Aldo Miccichè ma l’ho
sentito per telefono» e l’ho messo in contatto con Barbara Contini perchè «lui si è offerto di occuparsi dei voti degli
italiani all’estero». Dell’Utri respinge qualsiasi
ipotesi di coinvolgimento in vicende di presunti brogli: «Stiamo
scherzando? Stiamo dando i numeri! Se vogliono sollevare un polverone
elettorale, io questo putroppo non lo posso impedire.
Ma - ripete - stiamo dando i numeri».
Le
intercettazioni: «Si tapperanno gli occhi quando barreremo le schede bianche
con il simbolo Pdl»
REGGIO CALABRIA — Stando all'inchiesta
della procura di Reggio Calabria sui possibili brogli elettorali commissionati
all'estero, spunta il nome del senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri. Dalle intercettazioni telefoniche il
faccendiere-bancarottiere Aldo Miccichè, calabrese di Maropati,
avrebbe affidato il compito di sostenere la lista Berlusconi alla cosca Piromalli di Gioia Tauro, il
casato di 'ndrangheta più potente in Calabria. Miccichè, intanto, dal Venezuela
dove si è rifugiato per sottrarsi alla condanna definitiva per bancarotta
fraudolenta e millantato credito, avrebbe messo a disposizione del senatore di
Forza Italia i suoi legami con il cartello di 'ndrangheta sudamericana per
favorire il controllo del voto degli italiani all'estero, mobilitando i consoli
onorari.
Nel
dossier di circa 430 pagine consegnato al ministro dell'Interno Amato dal procuratore
distrettuale di Reggio Calabria Francesco Scuderi e
dal pm Roberto Di Palma, si capisce come le schede bianche, circa 50 mila,
sarebbero diventate voto utile per il partito di Berlusconi. Miccichè al
telefono con Dell'Utri si dice convinto che
l'operazione andrà in porto. «Basterà pagare qualche addetto
ai lavori — dice rivolgendosi a Del-l'Utri, chiamandolo per nome —. I responsabili delle
votazioni si tapperanno entrambi gli occhi quando qualcuno dei nostri si
preoccuperà di recuperare tutte le schede bianche e barrare la casella col
simbolo Pdl». Per tutto ciò c'era un prezzo: 200 mila
euro. L'esponente politico azzurro però chiede al faccendiere calabrese
garanzie anche sul voto in Calabria. «Nessun problema», si affretta a ribadire
dal Venezuela, Miccichè. E per sancire un'alleanza strategica con Dell'Utri invia a Milano Antonio Piromalli,
reggente del casato, figlio di Pino, detto «Facciazza
», in carcere con il 41 bis e suo cugino Gioacchino,
avvocato, radiato dall'ordine dopo una condanna per mafia. Miccichè gli
raccomanda al telefono di essere convincenti con il senatore azzurro, facendo
trasparire tutta la potenza della cosca non solo in ambito provinciale, ma
nell'intera regione. L'incontro avviene nello studio di Dell'Utri. Il senatore forzista resta entusiasta del colloquio
tant'è che al telefono, successivamente, si congratula con Miccichè per avergli
fatto conoscere due «bravi picciotti».
L'inchiesta
della procura di Reggio Calabria nasce per caso e prende spunto da un omicidio. Quello di Salvatore
Pellegrino, «l'uomo mitra», assassinato il 5 luglio dello scorso anno a Gioia Tauro. Pellegrino sarebbe stato ammazzato dai Piromalli — è l'ipotesi investigativa — perché ritenuto
responsabile dei danneggiamenti alla cooperativa Valle del Marro,
un tempo dei Piromalli e oggi, dopo la confisca,
passata a Libera di don Ciotti. Le utenze dei Piromalli,
in particolare quelle di Antonio e Gioacchino, sono messe sotto controllo. Si
scopre così che i due rampolli della famiglia hanno continui scambi con Aldo
Miccichè. Il faccendiere parla al telefono con tutti i politici italiani. Per
gli inquirenti è un uomo che ha ancora molto potere in Italia. Si sente spesso
con Clemente Mastella, allora ministro della Giustizia. In più occasioni parla
anche con i suoi più stretti collaboratori. E chiede un favore: bisogna fare in
modo che sia tolto il 41 bis a Pino Piromalli. La richiesta viene anche fatta a Dell'Utri, in cambio dell'appoggio elettorale dei Piromalli. L'indagine Why not della procura di Catanzaro coinvolge il ministro della
Giustizia. È l'estate del 2007. La richiesta si blocca.
Subito
provvedimenti per i più poveri ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ultimamente sono i pensionati che
non riescono più a pagare l'affitto e su questo la politica deve
intervenire".
La Canova ha parlato dei
punti cardine del programma quali, la lotta al precariato, l'equità sociale, la
laicità dello Stato, l'attenzione alle donne ed alle famiglie, la
riqualificazione della Bossi-Fini per avere maggiore sicurezza.
Campioni
di assenteismo ( da "Milano Finanza"
del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Mentre Benetton prevede gettoni di
presenza solo in favore degli indipendenti. Anche in questo caso la strategia
ha funzionato. Alfredo Malguzzi e Luigi Arturo
Bianchi non hanno perso neanche un incontro, mentre Robert Singer e Giorgio Brunetti sono stati presenti, rispettivamente a sette e
otto riunioni su nove.
Da
Roma 1,2 milioni in meno Muraro infuriato: siamo
puniti ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: articolo indica in 313 milioni la
somma complessiva di risparmio per il comparto di tutti gli Enti Locali. In
pratica, la Finanziaria taglia drasticamente a Comuni e Province gli importi
per le indennità dei consiglieri. "Ma a Treviso non percepiscono uno
stipendio, ma un gettone per l'effettiva presenza alle sedute - insiste Muraro - Siamo stufi di pagare le malefatte degli altri,
Veltroni:
liberalizzazioni per il Nord e per il Paese
( da "Giornale
di Brescia" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: politica, riguardanti la riduzione
dei costi della politica e che, per definizione, sono interventi definiti in
termini di contenuto e circoscritti in termini di tempo. Non possiamo metterci
dieci anni a ridurre i costi della politica. Il secondo livello di intervento
riguarda le regole della democrazia e dello sviluppo professionale e i principi
di merito e qualità professionale
Il
Pd si batte per la riduzione dei costi della politica
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: OPINIONI 12-04-2008 Opinioni Il Pd
si batte per la riduzione dei costi della politica Negli ultimi tempi si parla
molto di riduzione dei costi della politica. Il Partito Democratico fa di
questo punto uno dei pilastri del proprio Programma, perché vogliamo dare al
Paese una politica che costi di meno e decida di più.
FACTBOX
- Voto, il programma economico del Pd
( da "Websim" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Ogni anno una legge sulle
liberalizzazioni: telefonia, trasporti, distribuzione carburanti, costi dei
servizi bancari, maggiori opportunità di credito a famiglie e imprese, riforma
delle Autorità.
COSTI DELLA POLITICA - Veltroni ha stimato in circa un miliardo l'anno i
risparmi che potrebbero provenire da uno snellimento dell'apparato politico.
VOTO
- IL PROGRAMMA ECONOMICO DEL PD ( da "Wall Street Italia"
del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Ogni anno una legge sulle
liberalizzazioni: telefonia, trasporti, distribuzione carburanti, costi dei
servizi bancari, maggiori opportunità di credito a famiglie e imprese, riforma
delle Autorità.
COSTI DELLA POLITICA - Veltroni ha stimato in circa un miliardo l'anno i
risparmi che potrebbero provenire da uno snellimento dell'apparato politico.
TASSA
SUI RIFIUTI LA GIUNTA RINUNCIA ALLE INDENNITà
( da "Mattino,
Il (Caserta)" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: emergenza che gli amministratori
del Comune di Arienzo, guidati dal sindaco Giuseppe
Medici, hanno deciso, nel consiglio comunale di giovedì, di rinunciare a
indennità e gettoni di presenza per finanziare una diminuzione della tassa
rifiuti. La decisione viene incontro alle proteste della popolazione per gli
alti costi che sopporta per lo smaltimento rifiuti in seguito all'
Economics/
Caro premier, ecco le 5 cose da fare pag.2
( da "Affari
Italiani (Online)" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Mettere mano in modo coraggioso al
sistema di reclutamento dei docenti universitari e finanziare la ricerca in
modo selettivo, trasparente e meritocratico. 5. Avviare un piano di
ammodernamento della pubblica amministrazione, inaugurando in ogni regione
italiana sperimentazioni come quella promossa dalla Regione Lazio sulla base di
uno studio del gruppo di ricerca guidato dal prof.
Da
Roma arriva un milione in meno e la Provincia si ribella
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: bensì corrisposto loro solo gettoni
per l'effettiva presenza alle sedute. Come si giustifica dunque che dei 313
milioni che lo stato vuole recuperare, 1,2 milioni gravino su di un Ente già di
per sé virtuoso? Il ministero invece dovrebbe premiare gli
Enti come il nostro e realizzare finalmente il federalismo fiscale".
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
"Subito
provvedimenti per i più poveri" A Bancole i
candidati Pd presentano le proposte sul welfare Tra le priorità anche la
sicurezza "Un partito è nuovo se è dalla parte dei cittadini". Questo
era lo slogan dell'incontro che giovedì sera si è svolto in sala civica a Bancole, al quale, sono intervenuti i candidati del Pd alla
Camera, Marco Carra, Ezio Zani
e la candidata al Senato, Lorenza Canova. Promossa
dal locale circolo Pd, di cui è portavoce Pierclaudio
Ghizzi, l'iniziativa ha richiamato in sala oltre una
cinquantina di persone. "La povertà negli ultimi 10 anni è molto cambiata
-ha rilevato Zani, tra l'altro da poco divenuto
cittadino di Porto - ultimamente sono i pensionati che non
riescono più a pagare l'affitto e su questo la politica deve
intervenire". La Canova
ha parlato dei punti cardine del programma quali, la lotta al precariato,
l'equità sociale, la laicità dello Stato, l'attenzione alle donne ed alle
famiglie, la riqualificazione della Bossi-Fini per avere maggiore sicurezza.
Durante il dibattito è emersa dal pubblico la richiesta di abolire le Province,
unificare i Comuni sotto i 5mila abitanti, ridurre i costi della politica. "E' stata una campagna
elettorale un po' strana -ha osservato il sindaco Mauro Ghizzi
tra il pubblico-. Tutto questo è dovuto alla legge elettorale. Auspico
che Carra pensi anche a questo. Se
a Porto si vive bene è anche merito del sindaco che è del Pd". Dai
relatori è stata rimarcata più volte l'importanza di correre da soli, senza
vincoli di coalizioni, per avere più stabilità di Governo. "Si
percepisce un clima diverso tra gli elettori -ha asserito Marco Carra, candidato e segretario provinciale del Partito
Democratico - dobbiamo rilanciare il nostro sistema economico, costruire un
patto che tenga insieme i produttori, le grandi imprese e gli agricoltori.
Essere liberi dalla nostra Sinistra ci consente di
muoverci meglio. Comunque vada è stata una bella campagna
elettorale". Ha poi aggiunto che le proposte del Pd, verranno
finanziate, in caso di vittoria, attraverso la riduzione della spesa pubblica e
l'implementazione delle entrate, quest'ultima, raggiunta attraverso la lotta
all'evasione fiscale. Graziella Scavazza.
( da "Milano Finanza" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Milano Finanza
Campioni di assenteismo GOVERNANCE Devono decidere le sorti delle più
importanti società quotate italiane, ma molti disertano i consigli di
amministrazione. Pur continuando a percepire compensi. Intanto gli indipendenti
presentano parcelle d'oro. Siedono nella stanza dei bottoni delle più
importanti società quotate italiane, ma disertano le riunioni in cui si
discutono le strategie e il futuro delle imprese che dovrebbero governare. Non
solo. Pur essendo assenti guadagnano comunque un compenso. E non sempre si
tratta di piccole cifre. Per esempio Marina e Piersilvio Berlusconi nel 2007
non si sono mai presentati alle riunioni del cda,
rispettivamente, di Mediolanum e Mondadori, ma hanno incassato 10 mila euro
l'uno e 15 mila euro l'altra (mentre il fratello minore Luigi Berlusconi non ha
mai mancato una riunione di Mediolanum). Un altro assente eccellente è John
Elkann che per aver partecipato una sola volta al consiglio del board di Rcs ha guadagnato 38 mila euro. In tutto un
impegno di poco più di due ore. Klaus Peter Muller ha
addirittura ricevuto un compenso di 172 mila euro per due presenze su dieci
riunioni del cda Generali. E Jean Azema
è andato in cda una sola volta su otto ricevendo 401
mila euro in Mediobanca. Eppure c'è chi si organizza dall'India per partecipare
alle decisioni strategiche del gruppo Fiat e si perde soltanto due riunioni su
sette. è il caso di Ratan
Tata che è stato presente al 71% dei cda del colosso
auto torinese. Ma il palmares degli amministratori più presenzialisti lo hanno
tre società a partecipazione pubblica, Enel, Eni e Terna. In Enel la
partecipazione media è stata del 96,3% su peraltro un numero di cda elevati (
( da "Tribuna di Treviso, La" del
12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
"Da Roma 1,2
milioni in meno" Muraro infuriato: siamo puniti
"Ci tagliano il 50 per cento del trasferimento statale". Leonardo Muraro, presidente della Provincia, è su tutte le furie:
Roma ha girato 1,2 milioni di euro in meno a via Battisti, nei trasferimenti
statali regolati dall'articolo 2, comma 31 dell'ultima Finanziaria. "Prima
di andarsene a casa definitivamente, Prodi e i suoi amici romani fanno un bel
regalo a tutti i trevigiani: tagliano 1,2 milioni, quasi al 50% del contributo
ordinario trasferito alla Provincia dalla Stato, di circa 2,6 milioni - lamenta
- e questo, sfruttando cinicamente un articolo dell'ultima Finanziaria che
riduce i "costi della politica" degli Enti Pubblici". L'articolo indica in 313 milioni la somma complessiva di risparmio
per il comparto di tutti gli Enti Locali. In pratica, la Finanziaria taglia
drasticamente a Comuni e Province gli importi per le indennità dei consiglieri.
"Ma a Treviso non percepiscono uno stipendio, ma un
gettone per l'effettiva presenza alle sedute - insiste
Muraro - Siamo stufi di pagare le malefatte degli
altri, e per giunta di subire tagli ingiustificati sui quei miseri spiccioli
che lo Stato ci trasferisce, mentre altre zone d'Italia s'ingrassano a spese
nostre. Viene quasi da domandarsi che senso ha essere
virtuosi e fare tutte le cose per bene". (m.g.).
( da "Giornale di Brescia" del
12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Edizione: 12/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO
Veltroni: liberalizzazioni per il Nord e per il Paese "Togliere i lacci
significa rilanciare l'economia". "Per aiutare le famiglie più
servizi e alleggerimento del fisco" Questione settentrionale, economia e
sviluppo, famiglia, riforme istituzionali. Sono questi alcuni dei temi
dell'intervista del Giornale di Brescia con Walter Veltroni, leader del Partito
Democratico e candidato premier dell'alleanza elettorale che lega il Pd
all'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Le questioni che abbiamo posto sono
concrete, in particolare per quanto riguarda le richieste del
Nord del Paese. Un'area nella quale Brescia si colloca e che soffre per
infrastrutture inadeguate e per una sensazione (o forse qualcosa di più) di
abbandono. E, di pari passo, abbiamo posto al candidato la questione di una attenzione alla famiglia ed ai servizi alla persona.
Ecco le sue risposte alle nostre domande. C'è una questione settentrionale che
aspetta di essere risolta: sicurezza, infrastrutture, efficienza. Una questione
che si inserisce nella più vasta questione nazionale. Quali sono i tre impegni
a favore del Nord che prenderà nei primi cento giorni? Credo, come ho avuto
modo di dire in queste settimane e nei molti incontri che mi hanno portato ad
incontrare la gente del nord, che la questione settentrionale sia la questione
italiana. Il Nord d'Italia porta sulle sue spalle il peso del gap tra la
qualità dello sviluppo economico e civile di questo Paese e il ritardo della politica nel riconoscerlo, sostenerlo e valorizzarlo. La
nostra idea è proprio quella di un cambiamento profondo nei meccanismi della
decisione, nel grado di efficienza della pubblica amministrazione, nella
dotazione di infrastrutture. La crescita e la modernizzazione sono la nostra
risposta alle domande che vengono dal Nord. I salari insufficienti,
l'inflazione che torna a livelli preoccupanti, gli aumenti energetici e, a
cascata, di ogni cosa: l'emergenza economica ha segnato la campagna elettorale.
E se il bilancio delle famiglie non è roseo, certo ancor più difficile è quello
del settore pubblico, sempre alle prese con sprechi e inefficienza. Quali le
sue proposte concrete? Dobbiamo esercitare contestualmente realismo, coraggio
ed ottimismo. La grave crisi che viene dagli Usa ha avuto riflessi pesanti in
Europa. L'Italia, a sua volta, è funestata da un decennio di progressiva
riduzione del Pil che in 15 anni ha perso oltre 11 punti. Ma credo che abbiamo
le carte in regola per affrontare con gradualità e serietà la situazione.
Proposte? Ne cito tre che abbiamo in mente di mettere in atto da subito. 1)
Riduzione dei lacci che frenano l'economia e conseguente semplificazione della
vita dei talenti economici e imprenditoriali che vengono frustrati ogni giorno
da una gabbia di oneri e di tempi insostenibili per un Paese moderno. 2)
Sostegno dei redditi più deboli, in particolare quelli dei pensionati e dei
lavoratori dipendenti che hanno pagato un prezzo altissimo alla riduzione del
potere d'acquisto dei salari. 3) Controllo e razionalizzazione della spesa
pubblica, con riduzione degli sprechi e benchmarking
dei servizi pubblici in una linea di efficienza, di qualità e di ottimizzazione
delle risorse. Tutti parlano di famiglia, ma spesso per la famiglia si fa poco
e le risorse investite sono investite male. Tre temi: servizi, fisco, sostegno
per le situazioni critiche. Che cosa si impegna a fare? La famiglia è lo
scenario dove più profondamente si manifesta la crisi di opportunità e di
stabilità economica che attraversa il Paese. Voi identificate tre elementi
cruciali, sui quali concordo: servizi, fisco e sostegno alle situazioni
critiche. Servizi. Sui servizi occorre ampliare l'accesso e qualificare i
servizi esistenti, ma anche misurarsi con la necessità di servizi che vadano a
incontrare nuove domande delle famiglie italiane: servizi per il credito al
consumo, servizi per il sostegno del lavoro domestico e di cura, servizi per la
conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle donne. Il fisco. Nel medio
periodo l'obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle famiglie è prioritario.
Fin da ora sono in programma interventi di alleggerimento della pressione
fiscale sul lavoro femminile, nonché interventi premiali sul piano fiscale per
quelle imprese che, attraverso la promozione di servizi di conciliazione,
favoriscono il lavoro femminile senza penalizzare le scelte di maternità e di
paternità. Sostegno alle situazioni critiche. Prioritari l'intervento di
integrazione del reddito per precari e fasce deboli che rappresentano, allo
stato attuale, due emergenze drammatiche dell'economia familiare. Si parla da
anni di riforma delle istituzioni, dal parlamento alle autonomie locali. Un
tema che, lei lo ha sostenuto in tutte queste settimane, deve essere condiviso.
Dopo questa campagna elettorale ci sono gli spazi per far ripartire il confronto
fra i partiti? Io credo che le riforme non si possano
rimandare. L'obiettivo di avere una sola Camera che fa le leggi, un numero
ridotto di parlamentari, un premier dotato di poteri più forti, una legge
elettorale bipolare, regolamenti parlamentari che impediscano la
frammentazione, un intervento deciso sui costi della politica:
questo lo dobbiamo all'Italia. Spero che lo schieramento avversario non si
voglia sottrarre a questa necessità. Perché evidente che chi vince governa, ma
le riforme delle regole riguardano tutti e vanno fatte
insieme. Dopo anni di relativa tranquillità, lo scontro tra cattolici e
cosiddetti laici è tornato a infiammarsi in questi ultimi mesi. A suo avviso,
dopo il voto, che scenari si delineano su questo versante? Lo scontro tra laici
e cattolici non è un passaggio obbligato della dialettica politica.
Siamo solo disabitutati al confronto politico,
abbiamo disimparato che cosa significa esercitare la nostra responsabilità
laica nei confronti del Paese che siamo chiamati a interpretare, da posizioni
di governo o di opposizione. Lo "scontro" si verifica quando alla politica si sostituiscono la propaganda o il presenzialismo
narcisista, non quando ci si confronta seriamente sui fenomeni che riguardano
il Paese. Nel nostro programma, sottoscritto da personalità di diverso
orientamento religioso, parliamo di interventi, sui quali occorre ancora
lavorare e discutere, ma che sono ineludibili proprio in ragione delle domande
che ci vengono dai cittadini italiani. E quindi parliamo di una legge per le
unioni di fatto, di testamento biologico, di mantenimento della legge 194 che
ha dimostrato di essere una legge efficace e molto moderna. La casta dei
politici, poi quella dei manager pubblici, quella dei giornalisti e di mille
altre piccole e grandi lobby: c'è una possibilità reale di colmare le divisioni
sempre più nette che si sono create nella società italiana? Ci sono due
risposte alla domanda. La prima riguarda gli interventi di riforma che andranno
messi in atto con un'ampia maggioranza politica,
riguardanti la riduzione dei costi della politica e che,
per definizione, sono interventi definiti in termini di contenuto e
circoscritti in termini di tempo. Non possiamo metterci dieci anni a ridurre i
costi della politica. Il secondo livello di intervento riguarda le regole della
democrazia e dello sviluppo professionale e i principi di merito e qualità
professionale che devono divenire le linee guida delle nomine e delle
carriere in tutti i settori della vita sociale e lavorativa. In una battuta
convinca il lettore indeciso arrivato al termine dell'intervista a votare per
Veltroni presidente, ad affidarle la guida del Paese per i prossimi anni.
L'Italia ha bisogno di una leadership europea, di una classe dirigente che
sappia unire la professionalità e l'esperienza con la voglia di rinnovarsi, con
il coraggio di integrarsi e di tirarsi indietro quando è giusto e necessario.
Una leadership che sappia misurarsi con le nuove sfide della globalizzazione e
dell'unificazione della specie umana, senza derogare ai principi fondanti della
nostra convivenza democratica, vale a dire il rispetto della Costituzione,
delle istituzioni pubbliche e della sovranità popolare. Abbiamo bisogno di una
leadership responsabile e seria che non faccia le corna nelle foto ufficiali e
che non parli del Capo dello Stato con un linguaggio da bar.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
OPINIONI
12-04-2008 Opinioni Il Pd si batte per la riduzione dei costi della politica Negli ultimi
tempi si parla molto di riduzione dei costi della politica. Il Partito
Democratico fa di questo punto uno dei pilastri del proprio Programma, perché
vogliamo dare al Paese una politica che costi di
meno e decida di più. E' un punto che personalmente ritengo fondamentale, per questo già
nell'intervista pubblicata sulla Gazzetta nelle scorse settimane mi ero preso
l'impegno di spiegarlo nel dettaglio ai lettori. La priorità del Pd è quella di
riformare le Camere, riducendo il numero dei parlamentari: questa operazione
abbasserà i costi della politica di 135 milioni di
euro annui. Il nostro programma in questo senso è molto chiaro: mantenere una
sola Camera composta da 470 deputati,
( da "Websim" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
NOTIZIE FLASH 12 Aprile 08 ora 11:09 FACTBOX - Voto, il programma economico
del Pd 12 aprile (Reuters) - Il Partito democratico
punta a "un nuovo patto per la crescita della produttività totale dei
fattori" basato sui principi "spendere meglio e meno", "pagare
meno, pagare tutti" e un "welfare universale". SPESA -
L'obbiettivo è quello di ridurre le uscite dello Stato - al netto degli
interessi sul debito e degli investimenti - in rapporto al reddito nazionale
per riportarle ai livelli del 2000 (37,3% del Pil). Il primo anno dovrebbero
essere risparmiati 7,5 miliardi circa (ossia mezzo punto di Pil), il secondo e il terzo 15 miliardi l'anno (un punto di Pil). In questo
modo il debito, oggi al 104% del Pil, dovrebbe scendere sotto il 90% entro il
2013 e l'onere relativo di 8 miliardi l'anno. FISCO - Nel 2008 viene aumentata
la detrazione Irpef per il lavoro dipendente. Dal 2009 scatta il taglio delle
aliquote Irpef di un punto l'anno per tre anni, il credito d'imposta alle donne
lavoratrici per le spese di cura, la dote fiscale di 2.500 euro per i figli, la
detrazione per l'affitto pagato e l'aliquota fissa su quello percepito. Per le
imprese sono previste agevolazioni fiscali sulla quota di retribuzione legata
alla contrattazione di secondo livello, una elevazione
significativa del tetto dei 30.000 euro per il forfettone
fino a 50.000 per chi produce beni e più basso per chi produce servizi. RENDITE
FINANZIARIE - Il progetto di armonizzazione al 20% delle aliquote su conti
correnti e capital gain non sarà ripresentato. Il Pd
vuole però uniformare il prelievo fiscale sulle stock option
(ora prevalentemente al 12,5%) e quello dei depositi bancari (ora al 27%).
ALITALIA - Nel programma del Pd non si dice nulla a proposito della compagnia
aerea. Tuttavia in numerose prese di posizioni pubbliche il candidato premier
Veltroni si è schierato a favore della trattativa con il gruppo franco-olandese
Air France-Klm. DONNE - Congedi parentali di 12 mesi.
Novità per i cda delle aziende pubbliche formati per
metà da donne. SALARIO MINIMO - Compenso minimo legale di 1.000-1.100 euro e
interventi contro la precarietà e per la formazione. PREVIDENZA - Il Pd punta a
incrementare sin dal luglio 2008 le pensioni per gli over
65 grazie ad un sistema di detrazioni. L'incremento medio sarà di circa 400
euro l'anno per le pensioni fino a 25.000 euro e fra 250 e 100 euro annui per
gli assegni fra 25.000 e 55.000 euro annui. Il costo complessivo è stimato in
2,5 miliardi l'anno. CASA - Per aumentare il numero delle case in affitto, un
progetto "di social housing realizzato da fondi
immobiliari di tipo etico e a controllo pubblico, con ruolo centrale della Cdp, che può mobilitare risorse per 50 miliardi, senza
intervento di spesa pubblica, per la costruzione di 700.000 unità abitative da
mettere sul mercato a canoni fra 300 e 500 euro". LIBERALIZZAZIONI - Ogni anno una legge sulle liberalizzazioni: telefonia, trasporti,
distribuzione carburanti, costi dei servizi bancari, maggiori opportunità di
credito a famiglie e imprese, riforma delle Autorità. COSTI DELLA POLITICA -
Veltroni ha stimato in circa un miliardo l'anno i risparmi che potrebbero
provenire da uno snellimento dell'apparato politico. Il Pd è per ridurre
il numero dei parlamentari a 470 deputati e 100 senatori; limitare la
formazione dei gruppi parlamentari, ridurre del 30% il finanziamento pubblico
ai partiti, armonizzare le pensioni dei parlamentari a
quelle degli altri cittadini, finanziare solo la stampa veramente di partito,
abolire le province laddove vengono costituite le città metropolitane. COSTI E
COPERTURE DEL PROGRAMMA - Secondo stime pubblicate da Il Sole-24 ore il costo
del programma del Pd oscilla tra i 19 e i 28 miliardi di euro e le coperture
previste arrivano più o meno alla metà. ((Redazione
Roma, Reuters Messaging: giselda.vagnoni.reuters.com@reuters.net
- +39 06 85224245)).
( da "Wall Street Italia" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Voto - il programma
economico del Pd -->(Reuters)
- Il Partito democratico punta a "un nuovo patto per la crescita della
produttività totale dei fattori" basato sui principi "spendere meglio
e meno", "pagare meno, pagare tutti" e un "welfare
universale". SPESA - L'obbiettivo è quello di ridurre le uscite dello
Stato - al netto degli interessi sul debito e degli investimenti - in rapporto
al reddito nazionale per riportarle ai livelli del 2000 (37,3% del Pil). Il
primo anno dovrebbero essere risparmiati 7,5 miliardi circa (ossia mezzo punto
di Pil), il secondo e il terzo 15 miliardi l'anno (un
punto di Pil). In questo modo il debito, oggi al 104% del Pil, dovrebbe
scendere sotto il 90% entro il 2013 e l'onere relativo di 8 miliardi l'anno.
FISCO - Nel 2008 viene aumentata la detrazione Irpef per il lavoro dipendente.
Dal 2009 scatta il taglio delle aliquote Irpef di un punto l'anno per tre anni,
il credito d'imposta alle donne lavoratrici per le spese di cura, la dote
fiscale di 2.500 euro per i figli, la detrazione per l'affitto pagato e
l'aliquota fissa su quello percepito. Per le imprese sono previste agevolazioni
fiscali sulla quota di retribuzione legata alla contrattazione di secondo
livello, una elevazione significativa del tetto dei 30.000
euro per il forfettone fino a 50.000 per chi produce
beni e più basso per chi produce servizi. RENDITE FINANZIARIE - Il progetto di
armonizzazione al 20% delle aliquote su conti correnti e capital gain non sarà ripresentato. Il Pd vuole però uniformare il
prelievo fiscale sulle stock option (ora
prevalentemente al 12,5%) e quello dei depositi bancari (ora al 27%). ALITALIA
- Nel programma del Pd non si dice nulla a proposito della compagnia aerea.
Tuttavia in numerose prese di posizioni pubbliche il candidato premier Veltroni
si è schierato a favore della trattativa con il gruppo franco-olandese Air France-Klm. DONNE - Congedi parentali di 12 mesi. Novità
per i cda delle aziende pubbliche formati per metà da
donne. SALARIO MINIMO - Compenso minimo legale di 1.000-1.100 euro e interventi
contro la precarietà e per la formazione. PREVIDENZA - Il Pd punta a
incrementare sin dal luglio 2008 le pensioni per gli over
65 grazie ad un sistema di detrazioni. L'incremento medio sarà di circa 400
euro l'anno per le pensioni fino a 25.000 euro e fra 250 e 100 euro annui per
gli assegni fra 25.000 e 55.000 euro annui. Il costo complessivo è stimato in
2,5 miliardi l'anno. CASA - Per aumentare il numero delle case in affitto, un
progetto "di social housing realizzato da fondi
immobiliari di tipo etico e a controllo pubblico, con ruolo centrale della Cdp, che può mobilitare risorse per 50 miliardi, senza
intervento di spesa pubblica, per la costruzione di 700.000 unità abitative da
mettere sul mercato a canoni fra 300 e 500 euro". LIBERALIZZAZIONI - Ogni anno una legge sulle liberalizzazioni: telefonia, trasporti,
distribuzione carburanti, costi dei servizi bancari, maggiori opportunità di
credito a famiglie e imprese, riforma delle Autorità. COSTI DELLA POLITICA -
Veltroni ha stimato in circa un miliardo l'anno i risparmi che potrebbero
provenire da uno snellimento dell'apparato politico. Il Pd è per ridurre
il numero dei parlamentari a 470 deputati e 100 senatori; limitare la
formazione dei gruppi parlamentari, ridurre del 30% il finanziamento pubblico
ai partiti, armonizzare le pensioni dei parlamentari a
quelle degli altri cittadini, finanziare solo la stampa veramente di partito,
abolire le province laddove vengono costituite le città metropolitane. COSTI E
COPERTURE DEL PROGRAMMA - Secondo stime pubblicate da Il Sole-24 ore il costo
del programma del Pd oscilla tra i 19 e i 28 miliardi di euro e le coperture
previste arrivano più o meno alla metà.
( da "Mattino, Il (Caserta)" del
12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Tassa sui rifiuti la
giunta rinuncia alle indennità È in nome dell'emergenza che
gli amministratori del Comune di Arienzo, guidati dal
sindaco Giuseppe Medici, hanno deciso, nel consiglio comunale di giovedì, di
rinunciare a indennità e gettoni
di presenza per finanziare una diminuzione
della tassa rifiuti. La decisione viene incontro alle proteste della
popolazione per gli alti costi che sopporta per lo smaltimento rifiuti in
seguito all'attuazione della raccolta differenziata. "I costi
elevati non dipendono dalla nostra gestione, ma dalla situazione di emergenza
in cui versa la Campania - chiarisce il sindaco - ed è per questo che abbiamo
deciso di rinunciare alle nostre indennità per finanziare la diminuzione della
tassa rifiuti". o.sor.
( da "Affari Italiani (Online)" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Economics/ Caro premier, ecco le 5 cose da
fare Sabato 12.04.2008 10:00 --> 4. Mettere al centro il sistema della
formazione, dell'università e della ricerca. Bisogna avere il coraggio di
fermare la proliferazione delle università in ogni provincia italiana,
stimolare la mobilità geografica degli studenti con un piano serio di finanziamento
per il diritto allo studio. Mettere mano in modo coraggioso
al sistema di reclutamento dei docenti universitari e finanziare la ricerca in
modo selettivo, trasparente e meritocratico. 5. Avviare un piano di
ammodernamento della pubblica amministrazione, inaugurando in ogni regione
italiana sperimentazioni come quella promossa dalla Regione Lazio sulla base di
uno studio del gruppo di ricerca guidato dal prof. Ichino.
I costi della politica si abbattono non solo
dimezzando i parlamentari ma rendendo la pubblica amministrazione più leggera
ed efficiente. Naturalmente ci vuole molto altro per ripartire. Ma intervenire
su ciascuno di questi punti nei primi 3 mesi di governo darebbe un segnale vero
di discontinuità. In questo "sabato italiano" prendiamoci un bel po'
di tempo per pensare. Perché nessuno, tra qualche mese, possa dire che non ci
aveva pensato abbastanza. f_laforgia@libero.it.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Muraro: "Un bel regalo ai
trevigiani" Da Roma arriva un milione in meno e la Provincia si ribella
Quest'anno alla Provincia di Treviso arriverà da Roma un milione e 200mila euro
di meno di trasferimenti, con un taglio del 50\% rispetto al 2007. Questo per
effetto di una legge del governo Prodi che prevede la riduzione delle indennità
ai consiglieri comunali e provinciali per diminuire la spesa pubblica. Peccato
che questa legge non servisse per la nostra Provincia, visto che ai consiglieri
spetta da tempo solo un gettone presenza e non uno
stipendio, con i cosiddetti "costi della politica" praticamente
limitati al minimo. In questo modo, per effetto della legge, comunque l'Ente di
viale Battisti riceverà meno denaro, vedendosi penalizzate molte attività.La "novità" non
ha certo lasciato indifferente il presidente Leonardo Muraro,
cui un taglio così sostanzioso dei trasferimenti proprio non serviva:
"Prima di andarsene a casa, Prodi e il suo governo hanno fatto un bel
regalo ai trevigiani: tagliano 1,2 milioni di euro, oltre 3 miliardi di vecchie
lire, sfruttando ingiustificatamente la volontà di ridurre i costi della
politica degli enti pubblici. L'articolo della Finanziaria in questione indica
in 313 milioni di euro la somma complessiva di risparmio per il comparto di
tutti gli Enti locali. In pratica, la Finanziaria ha chiesto
a Comuni e Province di ridurre drasticamente le indennità dei Consiglieri".
Ma a questo, la Provincia di Treviso aveva già pensato da
tempo: "La legge di Prodi, nel caso di un Ente virtuoso come il nostro,
non comporta alcun risparmio, considerato che non abbiamo mai stipendiato i
nostri consiglieri provinciali come avviene invece in molte altre realtà
italiane, bensì corrisposto loro solo gettoni per l'effettiva presenza alle sedute. Come si giustifica dunque che dei 313 milioni che lo stato
vuole recuperare, 1,2 milioni gravino su di un Ente già di per sé virtuoso? Il ministero invece dovrebbe premiare gli Enti come il nostro e
realizzare finalmente il federalismo fiscale".Un taglio
simile nei trasferimenti rappresenta praticamente la metà del contributo che da
Roma arriva alla Provincia di Treviso, che finora era di 2,6 milioni.Serena Masetto.